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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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tARTICOLI DEL 1-5 luglio 2008       #TOP



Report "Grillo"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Grillo (111)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Italia dei valori? Certo non delle buone maniere ( da "Italia Oggi" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: è convinto di poter ammazzare a chiacchiere non il presidente del consiglio (praticamente invulnerabile) ma Walter Veltroni (che invece è vulnerabilissimo, ahilui). Di Pietro, che invidia da sempre a Beppe Grillo la licenza (con quella boccaccia) di dire ciò che vuole, non vede l'ora di trasformare le fantasie di Renato Mannheimer in realtà: il Pd nella polvere, l'Idv sull'altar.

NEO - DEM Sul lodo Alfano è possibile trattare ( da "Italia Oggi" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: giustizialismo guidato da Di Pietro e Beppe Grillo. Walter Veltroni dovrebbe comprendere che, oggettivamente, l'interesse ad accertare subito se Berlusconi abbia più o meno pagato il suo avvocato Mills per una disposizione a lui favorevole è infinitamente minore di una nuova rottura politica in Italia e della prospettiva di un PD riconsegnato all'estremismo conflittuale e inconcludente.

DOPO l'articolo sul "Carlino" di domenica 5 sui Gruppi di Acquisto Solidale ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Matteo Olivieri Amici di Beppe Grillo *** Raccolgo con interesse le vostre proposte che possono essere utili a tutte le famiglie. Mi auguro che sia intese come tali: proposte di buonsenso e intelligenti. Purtroppo nel nostro paese ? e a Reggio devo dire in maniera particolare ?

Torna l'Uragano Grillo In ottobre sarà a Reggio ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 22 Torna l'Uragano Grillo In ottobre sarà a Reggio Via alle prevendite per il nuovo show TORNA L'URAGANO Beppe Grillo. Sono iniziate le prevendite per il nuovo spettacolo che il comico-blogger presenterà in città martedì 28 ottobre. La nuova tournèe inizierà a fine settembre e punterà sui 'deliri' della classe dirigente italiana,

<Rischi degli inceneritori> Incontro con amici di Grillo ( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Incontro con amici di Grillo È prevista stasera la conferenza promossa dagli "Amici di Beppe Grillo" della Bergamasca sul tema "Inceneritori: rischi e alternative", nel teatro civico di Dalmine in via Kennedy, alle 20.30. All'appuntamento interverranno Stefano Montanari, ricercatore e studioso di nanopatologie, e Federico Valerio,

ROMA - Non è certo lui che ci spiega come si sta a sinistra . I deputati del ( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Per questo gioca a tutto campo: in piazza con Beppe Grillo l'8 luglio, tensione costante con il premier, invitato di nuovo a "chiedere scusa agli italiani", reazione dura contro le critiche. Pier Ferdinando Casini chiede al Pd di mollare l'Idv? Ecco la risposta: "Rispetto l'Udc e uomini come Bruno Tabacci.

Riemerge Grillo (coi girotondi), Veltroni affonda ( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, intanto, emerge come un sirenetto dalle acque della Sardegna, anche lui ristorato in attesa della spallata finale che sempre incombe, mai arriva, ma intanto mobilita. Guardateli, almeno per un attimo i D'Alema e i Veltroni immortalati in queste ore: i capelli sempre più grigi, le ragnatele di rughe che si allargano,

Baciami! ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Meglio Beppe Grillo: solo soletto a Porto Cervo, entra in acqua ballando. E sola soletta è anche Simona Ventura, a bordo del suo yacht. In compagnia, invece, Giuliano Giannichedda, che si tiene stretta la sua Federica Ridolfi sotto il sole di Formentera.

8 luglio tornano flores e pardi, si ricomincia con la sfida delle due sinistre ( da "Riformista, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: benedetta da Beppe Grillo, promette di spaccare in due l'opposizione per il resto della legislatura. Perché il Pd diserterà la piazza e lo farà, ha spiegato ieri Veltroni parlando all'assemblea del gruppo democrat alla Camera, per ragioni di radicale dissenso politico, "perché non dobbiamo farci dettare l'agenda da Berlusconi" e quindi nemmeno da Di Pietro o chi per lui.

L'INTERVENTO ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: a cui Beppe Grillo ha fornito un microscopio a scansione ambientale, è riuscito a documentarne la pericolosità con immagini al microscopio.Chiunque fosse interpellato sull'utilità di recuperare il 30\% dell'energia, attraverso l'incenerimento (ma non di tutti i rifiuti come si vuol far credere, in quanto bruciare il vetro,

Sono in viaggio ( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?

Troppa la ghiaia da estrarre nei dieci anni ( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo, oltre che da un comitato di cittadini savignanesi. Di fronte alla variante generale del Piano Infraregionale delle Attività Estrattive (Piae) della Provincia, gli organizzatori del summit hanno deciso di analizzare il piano, ritendendolo un obiettivo politico, ma che però "dovrebbe tener conto di osservazioni tecniche"

Il ciclone Grillo arriva al Palapanini ( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sono già disponibili i biglietti per il nuovo show che Beppe Grillo terrà al Palapanini sabato 25 ottobre. Il nuovo recital del comico tocca Modena, una piazza che da sempre ha riservato a Beppe Grillo grande attenzione e calore. Informazioni e prevendite si possono avere consultando il sito www.

Sì all'immondizia napoletana solo se differenziata ( da "Giornale di Brescia" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA GLI AMBIENTALISTI E GLI AMICI DI BEPPE GRILLO "Sì all'immondizia napoletana solo se differenziata" "La Lombardia e Brescia devono ricevere temporaneamente i rifiuti da Napoli solo se accuratamente separati alla fonte per tipo, per poterli destinare alle filiere del recupero di materia.

6 Claudio Brachino torna con il primo di quattro appuntamenti con Top Secret (21,10 Rete 4); ( da "Giornale di Brescia" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Dalla parodia di "Lost" a bordo di un treno Eurostar che vaga senza meta, al mitico Dottor Asl, passando per un eccentrico Beppe Grillo. A fare gli onori di casa, insieme con Taiyo Yamanouchi, sarà la bellissima venezuelana Ainett Stephens.

Ambientalisti anti-inceneritore ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo", hanno voluto esternare nel presentare l'iniziativa di protesta pacifica che avrà luogo venerdì mattina, a partire dalle 9.30, presso l'inceneritore. "E' inutile continuare ad affermare il valore del modello Brescia e della sua funzionalità nell'incrementare la raccolta differenziata visto che dal 1998,

Lontani dalla piazza. Se c'è Grillo anche di più ( da "Unita, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Tanto più che il tam tam di voci vorrebbe anche Beppe Grillo in piazza, anche se i dipietristi dicono che a tutt'oggi "non abbiamo ricevuto notizie al riguardo". Oltre la lettera di Di Pietro pubblicata sul blog del comico del "vaffa" non si va. Sarebbe un problema in più per i democratici tentati di andare la presenza di Grillo.

Incenerimento dei rifiuti, Dalmine discute ( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo di Bergamo e provincia. Nel teatro civico di Dalmine, alla presenza del sindaco Francesca Bruschi e di altri amministratori locali, Stefano Montanari, direttore scientifico del laboratorio di ricerca Nanodiagnostic, ha parlato delle patologie derivate dalle polveri sottili e mostrato come l'incenerimento non possa essere preso in considerazione come metodo di eliminazione

Venerdì durante la visita del sindaco Jervolino sit-in di numerose associazioni ambientaliste ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: AltraBrescia e Gruppo Meetup-Amici di Beppe Grillo, venerdì 4 luglio davanti all'inceneritore di Brescia in occasione della visita del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino all'impianto. CI SARANNO per un sit-in di protesta per ribadire il loro "no ai rifiuti di Napoli" e consegnare al sindaco una lettera aperta.

LECCO IL COMITATO per la Salvaguardia del golfo alle Caviate con ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Comitato e vicino al movimento degli Amici di Beppe Grillo - perché nel nostro movimento di opinione convivono diverse associazioni che hanno nel loro dna il rispetto delle regole civili e umane. Proprio quello che non veniva considerato in questo progetto". Gianfranco Scotti, conoscitore della realtà lecchese, membro del Fai e noto per l'attenzione al territorio conferma di essere "

BEPPE Grillo torna a Modena. Sarà al PalaPanini il 25 ottobre col nuovo spet ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 22 BEPPE Grillo torna a Modena. Sarà al PalaPanini il 25 ottobre col nuovo spet... BEPPE Grillo torna a Modena. Sarà al PalaPanini il 25 ottobre col nuovo spettacolo. Sono già aperte le prevendite, con prezzi fino a 30 euro. Info, www.medials.com, 0522382858.

L'ex pm non cede: Walter, vieni in piazza ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: assieme ai seguaci di Beppe Grillo. Hanno già aderito Umberto Eco, Margherita Hack, Dacia Maraini, Gianni Vattimo, Luciano Gallino, Lidia Ravera, Gianni Barbacetto, Oliviero Beha. Lo scrittore Andrea Camilleri leggerà le sue poesie civili, Marco Travaglio spiegherà la "nuova Costituzione ad personam", parleranno Rita Borsellino e Moni Ovadia e anche Sabina Guzzanti si farà sentire.

La piazza divide l'opposizione. E la stampa "amica" si interroga ( da "Campanile, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo ci sarà: rientrerà dalla sua vacanza a Porto Cervo per l'occasione; così come in piazza l'8 luglio contro Berlusconi scenderà anche Furio Colombo, tra i promotori dell'iniziativa, che non manca di fare outing: "Il vero rischio del centrosinistra è che non ci siano neppure i girotondi, quando c'erano i girotondini vincevamo,

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

Nessuno al proprio posto ( da "Opinione, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In una nazione in cui Beppe Grillo, uno che rifiuta ogni forma di civiltà, è diventato una star. Con lo yacht d'ordinanza.Insomma, i rifiuti non stanno solo a Napoli o nelle pattumiere di casa nostra. Stanno ovunque, nei ministeri ? ad esempio ? dove chi si rifiuta di lavorare è la regola e non l'eccezione.

Ambientalisti anti-inceneritore ( da "Brescia Oggi" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo", hanno voluto esternare nel presentare l'iniziativa di protesta pacifica che avrà luogo venerdì mattina, a partire dalle 9.30, presso l'inceneritore. "E' inutile continuare ad affermare il valore del modello Brescia e della sua funzionalità nell'incrementare la raccolta differenziata visto che dal 1998,

PROTESTE DI PIAZZA, VELTRONI GELA DI PIETRO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo e Marco Travaglio. Una manifestazione, certo, il Pd la farà ma in autunno: "Faremo - dice Veltroni - una manifestazione con centinaia, migliaia, forse qualche milione di persone e la faremo ad ottobre perchè i temi della giustizia andranno uniti ai temi sociali che verranno al pettine in autunno".

Il ritorno in città di Beppe Grillo ( da "Gazzetta di Reggio" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sono già disponibili i biglietti per il nuovo show che Beppe Grillo terrà al Palabigi di Reggio martedì 28 ottobre. Il nuovo recital del comico tocca Reggio, una piazza che da sempre ha riservato a Beppe Grillo grande attenzione e calore. Questi i prezzi dei biglietti: platea numerata: euro 27 + 3,00 (diritto di prevendita);

Rifiuti, il Pirellone attende ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: i comitati ambientalisti della Lombardia, Energetica, Altrabrescia e Meetup "Amici di Beppe Grillo" hanno organizzato un presidio pacifico nel piazzale del termoutilizzatore, in via Codignole. Il ritrovo è fissato per le 9,30. Nell'occasione, i manifestanti consegneranno una lettera al sindaco Rosa Russo Iervolino.

8 luglio, ora i promotori si dividono Flores d'Arcais contro Napolitano sul Csm, Di Pietro lo gela e difende Veltroni : no ad attacchi al leader Pd ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Intanto qualche chiarimento: ci sarà o no Beppe Grillo? La manifestazione, poi, non può assumere toni conflittuali contro il Pd. "Non può succedere che una parte dell'opposizione si schieri contro l'altra. La manifestazione deve essere solo contro Berlusconi, le sue leggi, la sua politica".

Istruttoria, in 43 si sono iscritti ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: REDAZIONALE Centrale a biomasse C'è anche il gruppo "Uniti per Beppe Grillo" Istruttoria, in 43 si sono iscritti LECCE - Sono 43, e fra queste c'è anche il gruppo "Uniti per Beppe Grillo", le richieste di accreditamento per partecipare all'istruttoria pubblica sulla centrale a biomasse convocata dal sindaco di Lecce, Paolo Perrone.

Segue dalla prima biennio rossiccio e nerastro ( da "Riformista, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ci sia o non ci sia Beppe Grillo, parli o non parli Transilvania Travaglio, la "marcia di luglio" non è fatta da politicizzati senza potere che vogliono dare una mossa ai politici professionali. Non si raccoglieranno quelli che hanno un'anima contro quelli che l'hanno persa.

INTERCETTAZIONI: INGORGO ALLE CAMERE OSTACOLA DL. FINI E ( da "Virgilio Notizie" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Beppe Grillo segnalano che intorno all'Idv si sta coagulando la capacita' di mobilitazione dei Girotondi dei tempi migliori, assicura Pancho Pardi, ora senatore dipietrista. Ma non solo: ''Ci sara' la Sinistra democratica di Mussi, il Prc di Ferrero ma anche molti parlamentari del Pd, di ogni corrente'' confida Pardi di passaggio a Montecitorio per una riunione organizzativa.

ROMA Umberto Eco sarà in piazza l'8 luglio contro Berlusconi perchè la democraz ( da "Messaggero, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E l'interessamento di Beppe Grillo al raduno romano conferma il disagio di quanti non vogliono contrapporre le iniziative parlamentari alle manifestazioni della cosiddetta società civile. Prende nettamente le distanze anche l'ulivista Arturo Parisi, che molti consideravano tentato dalla protesta dell'8 luglio.

Marozzi presenta il suo libro ( da "Corriere Adriatico" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Popolo di Beppe Grillo", scritto da Francesco Orazi e Marco Socci, a cui ha collaborato, tra gli altri, l'ascolano Paolo Marozzi. Saranno presenti i due autori del libro. Il volume presenta i risultati di una ricerca sociologica svolta coinvolgendo tutti i meet-up di Beppe Grillo italiani e fornisce uno sguardo diverso su una realtà spesso osannata e nello stesso tempo demonizzata.

BERLUSCONI/ GRILLO AI SUOI: CHIAMATE MATRIX E DITEGLI ( da "Virgilio Notizie" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo fornisce sul suo blog il numero di telefono del centralino di Matrix e invita i suoi sostenitori a intasarlo di 'vaffa', in vista della puntata di questa sera con Silvio Berlusconi. Un appello che, secondo quanto è stato riferito, sta facendo molti proseliti e creando qualche problema al centralino Mediaset.

Berlusconi non sarà ospite a Matrix ( da "Stampaweb, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo aveva fornito numero di telefono del centralino di Matrix, invitando i suoi sostenitori a intasarlo di "vaffa". Il presidente del Consiglio- scrive Grillo- "sarà ospite del suo dipendente Mentana, nella sua trasmissione Matrix, nella sua rete Canale 5 a dire "pacatamente e serenamente" che la giustizia è una vera emergenzà"

Voglio uno scandalo! Censurati e censuratori! Due facce della stessa medaglia! Omertà ed informazione ( da "KataWeb News" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Milena Gabanelli Marco Travaglio Lorenzo Fazio Aldo Grasso Piero Ricca Sabina Guzzanti Beppe Grillo Vuoi vedere che chi ha subito la censura si trasforma spesso in un censuratore, come chi ha subito abusi sessuali si trasforma a volte in un violentatore? Ma l'unica legge che funziona a questo mondo è la legge del taglione? Occhio per occhio !

Idv e Girotondi al Pd: "L'8 luglio né contro di voi né contro il Colle" ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e i blogger di Beppe Grillo. Tutti insieme e uniti da un unico collante: il ritorno del Caimano e delle leggi-vergogna. Un fronte e una mobilitazione a cui stavano strizzando l'occhio anche il senatore Vincenzo Vita e piddini di prima ora come Arturo Parisi e Mario Barbi, Giuseppe Zaccaria e via via altri senatori e deputati.

Più di mille per ascoltare Travaglio ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: sodale di Santoro e Beppe Grillo, ha volato alto parlando di politica, nessun accenno alla realtà locale. Ha menato bastonate a tutti, anche al Carroccio: quello di Maroni, secondo Travaglio, non è un pacchetto ma "un pacco" sicurezza dato che sarà facilmente aggirabile proprio in tema di immigrazione clandestina.

Raccolta differenziata "fai da te" a Bologna per gli amici di Beppe Grillo: domani, dalle ( da "Leggo" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: suoneranno i campanelli di alcuni condomini del centro storico per ritirare carta e cartone a domicilio. L'obiettivo del "VaffaHera" (nessun intento offensivo nel titolo dell'iniziativa, assicurano i "grilli" bolognesi) è sollecitare l'amministrazione e l'ex municipalizzata verso la raccolta dei rifiuti porta a porta.

Berlusconi: basta gossip. e non va a matrix - gabriele rizzardi ( da "Mattino di Padova, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Antonio Di Pietro era pronto a commentare in diretta l'intervista mentre Beppe Grillo esortava il suo "popolo" a telefonare a Matrix, indicando anche il numero della redazione, per protestare: "Il premier sarà ospite del suo dipendente Mentana, nel suo Canale 5 a dire pacatamente e serenamente che la giustizia è un'emergenza.

Lavori e mercato i negozi chiudono ( da "Centro, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sulla questione interviene il referente del Meetup di Beppe Grillo, Vincenzo Santuomo: ??Un'amministrazione seria deve programmare in anticipo i lavori pubblici e per il mercato del giovedì va individuata o realizzata un'apposita area con buona viabilità. Invece i mercatini estivi andrebbero realizzati nel centro storico".

Pdl: ora lasci l'incarico ( da "Centro, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: La prima richiesta è arrivata dagli Amici di Beppe Grillo. "Esprimiamo perplessità per l'ennesima implicazione in vicende giudiziarie del sindaco" scrive l'associazione Pescara in Comune by Amici di Grillo "ne chiediamo le dimissioni qualora venisse confermato questo ulteriore avviso di garanzia".

A rozzol europei proibiti con mamma rai ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Invece giro a "Mamma Rai" il noto slogan di Beppe Grillo perché sono uno di quei mille e più figliastri che, abitando nella valle di Rozzol, in pieno secolo ventunesimo, non riceve i suoi programmi sull'analogico terrestre. Mi sono illuso di rimediare installando a mie spese un decoder satellitare.

Al "girotondo" di di pietro carovana di gruppi fai-da-te ( da "Repubblica, La" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Niente attacchi al Pd, tanto meno al capo dello Stato, sottinteso. Poi, la Borsellino prende le distanze da Beppe Grillo: "Ha avuto il merito iniziale di dar voce a chi non era interessato. Ma gli manca progettualità. Per questo diventa qualunquista e pericoloso".

Un'altra storia . Per un'altra politica Rita Borsellino ha presentato ieri una nuova associazione. Con lei Benigni e Dario Fo ( da "Unita, L'" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Mentre Beppe Grillo ha risposto che non era interessato in quanto aveva altri progetti. Un'associazione, in realtà nata tre anni fa dal movimento che ha sostenuto la candidatura della Borsellino in Sicilia ma che non ha confini geografici coniugando l'ansia di un confronto, della partecipazione, della riscoperta di valori e del rispetto delle regole che pervade tante persone,

Pdl, Grillini e Tedoro: Dimettiti ( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e Gianni Teodoro esponente dell'omonima lista, dopo aver appreso delle perquisizioni subìte da çuciano D'Alfonso. I due consiglieri comunali ricordano che appena un mesa fa c'era stato l'arersto del braccio destro del sindaco Guido Dezio. Le dimission di D'Alfonso chiedono anche gli "Amici di Beppe Grillo" e i Riformatori Liberali.

Elogio della lumaca ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ma anche personaggi come Beppe Grillo che ha siglato la prefazione a 'La decrescita felice' di Maurizio Pallante (Editori Riuniti 2005). Fra gli antecedenti del pensiero della decrescita si può citare l'economista filippino Walden Bello, che in 'Deglobalizzazione. Idee per una nuova economia mondiale' (Baldini Castoldi Dalai,

ANCORA un Vaffa...questa volta rivolto a Hera. Potrebbero bussare casa per casa d ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Gli Amici di Beppe Grillo hanno organizzato una nuova iniziativa: un porta a porta per le vie del centro, da Sant'Isaia a via Nosadella, passando per via San Felice, Lame ed una parte di Riva Reno, per sostenere la raccolta differenziata. "La raccolta della carta che faremo è illegale, quindi saremo passibili di denuncia.

Bestiario ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo. Tanti firmano appelli contro leggi dello Stato che poi saranno chiamati ad applicare. E non sto a fare nomi perché compaiono ogni giorno nella cronache dell'attivismo politico. Conosco parecchi dei giudici che si muovono così. E alcuni di loro, i più anziani, li incontrai tanti anni fa, quando erano all'inizio della loro magistratura e si comportavano in modo assai

Tonino scatenato attivismo instancabile. mobilitazione di piazza. abile uso di internet. Manifesti in tutta italia. cos di pietro punta a diventare l'alfiere dell'opposizione. e ri ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: è accorto perfino Beppe Grillo, che da quando l'ex pm imperversa nella blogosfera sembra aver abbandonato le ambizioni politiche. I due si scambiano lettere on line. Il comico aderisce alla manifestazione di piazza Navona, Di Pietro ricambia e andrà alla biciclettata del 25 luglio organizzata dai grillini a Roma per protestare contro i partiti.

Beppe Grillo torna a Latina ( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Stampa PalasportLo spettacolo è previsto il 28 novembre Beppe Grillo torna a Latina LATINA è stato il tormentone dell'estate e dell'inverno scorso, ed ora continua a colpire con le sue battute e le sue "grida". è Beppe Grillo che il 28 novembre torna al Palasport di via dei Mille a Latina in uno spettacolo organizzato dall'agenzia Ventidieci.

PESCARA - L'associazione "Pescara in comune by Amici di Beppe Grillo" esprimere perp ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Pescara in comune by Amici di Beppe Grillo" esprimere "perplessità per l'ennesima implicazione in vicende giudiziarie del sindaco D'Alfonso" e ne chiede le dimissioni "qualora venisse confermato questo ulteriore avviso di garanzia". L'associazione aveva già espresso le sue perplessità di fronte alla ricandidatura del sindaco uscente,

PESCARA - Non mi dimetto, anzi: da domani ricomincerò a lavorare ancor più intensame ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Alle dimissioni non ha mai pensato e agli Amici di Beppe Grillo (pezzo qui sotto) che l'hanno sollecitato a farsi da parte ha replicato così: "Loro mi avrebbero convinto a non candidarmi già vent'anni fa, se avessero potuto. Come l'ha fatto chi ha cercato di modificare leggi regionali" è la spina che s'è tolto e che lo faceva forse sanguinare da tempo.

Cerami: cara Guzzanti, non possiamo stare con chi urla <vaffa> ( da "Corriere della Sera" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Anche il cittadino più sprovveduto sa che il Pd non potrà mai andare a tavola con chi inneggia ai "vaffa" di Beppe Grillo. Se si voleva fare una manifestazione insieme, bisognava discutere, confrontarsi, scegliere modi e tempi. La Guzzanti si domanda a che ora si svolgerà il grande raduno antigovernativo che Veltroni metterà in piedi in autunno. Mi sono informato, tra le 8.

Il girotondo fa girare la testa soltanto al Pd ( da "Giornale.it, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo si collegherà via etere. Quanto basta, comunque, per far soffrire assai il Pd. Il dalemiano Latorre se la ride: "Manifestare a luglio? Fa caldo, si suda. E poi non siamo mica nel '68", ma il capogruppo Soro si sfoga furibondo: "è tutta colpa di quei giornali di sinistra, come Repubblica, che insistono a rappresentare la realtà come se da una parte ci fosse davvero il

Società ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo al Rotary Nella serata del Passaggio delle consegne del club Rotary Posillipo tra i professori architetti Amedeo Tartaglia e Benedetto Gravagnuolo al Tennis club Napoli, Premio Caravaglios a Gianni Conte e Gianni Ambrosino. Ospite a sorpresa Beppe Grillo (nella foto con l'organizzatore del premio Gaetano Altieri e la moglie Adriana)

Berlusconi non va a <Matrix> ( da "Corriere.it" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: GRILLO - Intanto, prima della rinuncia del premier, Beppe Grillo esortava il suo "popolo" a telefonare a Matrix, indicando anche il numero della redazione, per protestare contro il previsto intervento del Cavaliere: il premier "sarà ospite del suo dipendente Mentana, nella sua trasmissione Matrix, nella sua rete Canale 5 a dire "

Berlusconi: ora basta con il gossip ( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: la comparsa in tv del suo avversario, fino a Beppe Grillo, che aveva invitato i suoi "seguaci" e simpatizzanti a impugnare il telefono e a sommergere Mediaset di "vaffa". Asettica, invece, la reazione del segretario Pd, che ha confermato la sua presenza al medesimo programma per mercoledì: "Berlusconi ha deciso di non andare a Matrix.

Ma Grillo e i grillini avevano già preparato una valanga di Vaffa ( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Stampa Sul blog del comico Ma Grillo e i grillini avevano già preparato una valanga di Vaffa Prima ancora che tutto saltasse, Beppe Grillo aveva già pronta la sua valanga di vaffa da scaricare sul presidente della Repubblica. Il comico, infatti, aveva esortato il suo popolo a telefonare alla trasmissione Matrix per protestare contro l'intervento di Silvio Berlusconi:

Avvistavip a Porto Cervo Ecco tutti gli isolani doc ( da "TGCom" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In Costa Smeralda anche Beppe Grillo e Michel Altieri, Justine Mattera con la famiglia, Anna Safroncik e Giulio Berruti, Sabrina Salerno; mentre Sabrina Ferilli e Flavio Cattaneo sono al largo della Maddalena. E non possono mancare Flavio Briatore e la moglie Elisabetta Gregoraci.

Il silenzio è d'oro ( da "Opinione, L'" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Gli unici inquieti sono Beppe Grillo è Tonino Di Pietro. Il primo, dal suo blog, aveva invitato a chiamare in diretta Matrix con Silvio Berlusconi ospite per "dire pacatamente e serenamente che la giustizia è una vera emergenza. Per lui. Il Paese, pacatamente e serenamente, lo ascolterà e poi lo manderà a fanculo".

Un'associazione al servizio dei liguri ( da "Opinione, L'" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ai cittadini non serve il successo di un partito o di un guru alla Beppe Grillo, ma che le idee migliori per lo sviluppo del territorio possano diffondersi e diventare realtà", sostiene Bertuccio, "Noi vogliamo andare in questa direzione, realizzando degli strumenti concreti". Si parla di un'associazione, al servizio dei cittadini prima che delle istituzioni e dei partiti,

Schio, l'ora dei Jethro Tull Quarant'anni di leggenda ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: anno scorso ospitò i quasi 6 mila fans di Beppe Grillo. Saranno pochi di meno oggi (biglietterie aperte direttamente sul posto dalle 18 con buona disponibilità di posti a sedere, numerati e non; ci sono ancora anche posti in piedi) per i Jethro Tull, che celebrano il quarantennale di attività con un tour mondiale partito in febbraio e che si concluderà praticamente a dicembre,

Sconti sugli acquisti, musica e una mongolfiera ( da "Corriere Adriatico" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Alessandro Di Carlo è un trascinatore, un "Beppe Grillo" che dà voce all'insoddisfazione del popolo, che prende in giro i potenti, che beffeggia i prepotenti con la rabbia tipica dei romani, con l'intelligenza ed il sarcasmo dei meridionali, con la forza di chi questi soprusi li combatte a rischio anche di rimetterci.

L'8 LUGLIO IN PIAZZA ANCHE PARISI, GRILLO IN VIDEO ( da "Agi" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: A causa di impegni lontani da Roma, non sara' presente Beppe Grillo che pero' interverra' in videoconferenza. "Ci sara' anche il professor Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e molti militanti del Pd - sostiene Flores - che si stanno organizzando per essere presenti. Oltre a semplici cittadini".

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

GIUSTIZIA/ PROMOTORI 8 LUGLIO: CON NOI TANTO PD, ANCHE ( da "Virgilio Notizie" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: mentre il leader di Idv conferma la presenza di Beppe Grillo "in videoconferenza, perché non può essere presente a Roma". Tra gli altri interventi previsti (Di Pietro sarà l'unico leader di partito) Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia Beppe Giulietti, Lidia Ravera, Alexian Spinelli, esponente della comunità rom.

L'associazione <Un'altra storia> varca i confini della Sicilia ( da "Sicilia, La" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Nel corso della conferenza stampa riserva anche una stoccata a Beppe Grillo: "La mia è la logica dell'inclusione. Grillo ha avuto un merito iniziale: quello di dare voce a chi non era interessato. Ma gli manca progettualità, non è riuscito a fornire una proposta alternativa: ecco perchè ai miei occhi è diventato un qualunquista".

Alfano: ''Norma 'salva-processi' rimane'' ( da "ADN Kronos" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Giulietti, Lidia Ravera e anche Arturo Parisi, che ha confermato la sua presenza. Beppe Grillo, invece, si collegherà con piazza Navona in videoconferenza. "Sarà la ripresa di una stagione di impegno civile contro le leggi vergogna in atto e quelle in arrivo", dice Pancho Pardi, e Paolo Flores d'Arcais spiega che la piattaforma della manifestazione si concentrerà sulla critica

Beppe Grillo parteciperà in videoconferenza. Marco Travaglio sul palco Parisi in piazza, Grillo in v... ( da "Corriere.it" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo parteciperà in videoconferenza. Marco Travaglio sul palco Parisi in piazza, Grillo in video Tutto pronto per l'8 luglio Martedì la manifestazione anti-premier in Piazza Navona. I promotori: "Tante adesioni da sezioni del Pd" Beppe Grillo sul palco del V2-Day in piazza San Carlo a Torino (Ansa) ROMA - Ci saranno politici e personaggi dello spettacolo alla manifestazione

Di Pietro: "L'8 luglio non facciamo 'la conta'" ( da "AprileOnline.info" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: mentre per Beppe Grillo si pensa ad un collegamento in video La decisione del Colle di autorizzare la presentazione di un disegno di legge ordinario che introduce lo "scudo" per le alte cariche istituzionali, anche a seguito del parere di alcuni giuristi che hanno considerato il provvedimento sostanzialmente in linea con i pronunciamenti sulla materia della Consulta,

GIUSTIZIA/ FUORI DA PARLAMENTO, SINISTRA SEGUE DI PIETRO IN ( da "Virgilio Notizie" del 04-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo in videoconferenza, molti artisti e un solo leader di partito, Antonio Di Pietro. Un po' snobbate dagli organizzatori, che nell'odierna presentazione non le hanno citate, le forze politiche extraparlamentari della sinistra un tempo definita radicale fanno a gara ad annunciare la loro partecipazione.

Le parole che si devono scrivere su George Carlin m.schiani@laprovincia.it ( da "Provincia di Sondrio, La" del 04-07-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Grillo

Abstract: un Beppe Grillo intelligente. L'aspetto rimarchevole della comicità di Carlin, tuttavia, non è questo. Molta più importanza aveva il fatto che egli amava le parole. Amava giocarci, amava prenderle in giro (con affetto) e, sul palcoscenico, sembrava circondarsi di esse come un domatore fa con le tigri.

Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni ( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)

Web Notes ( da "Stampaweb, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Tra i blog mobilitati per Ruta e Monteleone c'è quello di Beppe Grillo. L'unione fa la forza, ma la legge si presta a interpretazione e non è affatto detto che i blogger la spuntino facilmente. Che cosa farà adesso, Ruta? "Francamente speravo in un'assoluzione, sono stanco...Ma ricorrerò appello e cercherò di vincere".

Reo di "stampa clandestina" ( da "Stampaweb, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Tra i blog mobilitati per Ruta e Monteleone c'è quello di Beppe Grillo. L'unione fa la forza, ma la legge si presta a interpretazione e non è affatto detto che i blogger la spuntino facilmente. Che cosa farà adesso, Ruta? "Francamente speravo in un'assoluzione, sono stanco...Ma ricorrerò appello e cercherò di vincere".

Strategie diverse dei partiti di opposizione ( da "Gazzetta del Sud" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: A causa di impegni lontani da Roma, non sarà presente Beppe Grillo che però interverrà in videoconferenza. "E anche molti militanti del Pd sostiene Flores che si stanno organizzando per essere presenti. Oltre a semplici cittadini". Ha aderito anche Sinistra critica. Non ci saranno, invece i Radicali.

Non siamo un modello da seguire ( da "Giornale di Brescia" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo e Ricomincio da Grillo, oltre al Wwf della Lombardia. Gli ambientalisti criticano fortemente la visita della Jervolino perché, a loro modo di vedere, Brescia "non è un modello da seguire. Con l'entrata in servizio del termoutilizzatore la raccolta differenziata è cresciuta solo del 9% ma il numero di rifiuti bruciati è aumentato del 300%

Di Pietro: <Se è sincero ritiri la proposta sull'immunità> ( da "Secolo XIX, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: il cui nome si incrocia sempre di più con quelli di Marco Travaglio e di Beppe Grillo, parla della manifestazione di piazza Navona come di una ripartenza: "È dal primo giorno di questa legislatura che si parla solo di leggi che servono a qualcuno. Mi sembra un Parlamento salva salva". E sull'inchiesta, che ha investito anche l'amministrazione comunale in cui Idv è in maggioranza,

Rifiuti, aumentare la differenziata ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: AltraBrescia e MeetUp Amici di Beppe Grillo Brescia erano schierati in via Malta per consegnare nelle mani del sindaco Jervolino una lettera aperta sulla questione rifiuti. Tentativo fallito, lettera lasciata all'entourage e qualche protesta per la cortina di protezione calata da A2A intorno agli ospiti partenopei.

8 luglio, i promotori Sarà protesta civile Sul palco Travaglio, Colombo, Parisi, Sabina Guzzanti Fava: se ci sarà un attacco al Colle ce ne andiamo via ( da "Unita, L'" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: BEPPE GRILLO non potrà esserci perché impegnato lontano da Roma, però interverrà a piazza Navona in videoconferenza. E Arturo Parisi sarà sul palco. I promotori dell'iniziativa dell'8 luglio contro le "leggi canaglia", vale a dire i provvedimenti del governo in materia di sicurezza e intercettazioni, hanno spiegato in una conferenza stampa a Montecitorio il senso della manifestazione.

Girotondo sulla giustizia, grillo in video ( da "Nuova Sardegna, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Mentre Beppe Grillo interverrà in videoconferenza. Tre gli slogan scelti e spiegati da Flores D'Arcais: "L'articolo 3 della Costituzione, sull'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; la scritta che campeggia in tutti i tribunali, "la legge è uguale per tutti".

Girotondini e idv in piazza pro giudici grillo sarà in video ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Mentre Beppe Grillo interverrà in videoconferenza. Tre gli slogan scelti e spiegati da Flores D'Arcais: "L'articolo 3 della Costituzione, sull'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; la scritta che campeggia in tutti i tribunali, "la legge è uguale per tutti".

Festa ambiente alla napoletana ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo, fino ad Emergency. A tutti i partecipanti saranno donati semi per coltivare verdura in giardino. PROGRAMMA. Ore 18: apertura stadio ? Musica Cocktail lounge. Ore 19 Proiezione di "Sei gradi possono cambiare il mondo". 19.30 I diritti naturali dei bambini, con Gianfranco Zavalloni.

"il popolo del pd in piazza con noi" - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dicono gli organizzatori, Beppe Grillo. Difficile non collegare l'assenza alle polemiche dei giorni scorsi, in ultimo le accuse di qualunquismo "pericoloso" rivoltegli da Rita Borsellino, anche lei sul palco. Il comico-predicatore ha invitato i suoi internauti ad andare, ci sarà comunque un suo messaggio in videoconferenza.

Di Pietro prepara il girotondo ( da "Libertà" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Mentre Beppe Grillo interverrà in videoconferenza. Tre gli slogan scelti e spiegati da Flores D'Arcais: "L'articolo 3 della Costituzione, sull'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; la scritta che campeggia in tutti i tribunali, "la legge è uguale per tutti".

I democratici ora ammettono: questo girotondo è contro di noi ( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, si dovrà accontentare di farlo solo in videoconferenza. Però, ricorda, Flores, "ci sarà anche il professor Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e molti militanti del Pd. Oltre a semplici cittadini". E a Lucia Annunziata, che giusto ieri, al Riformista, chiariva le sue ragioni: "Non si è mai visto in nessun Paese al mondo che un capo di governo faccia una

Così tramonta il mito delle ferie "inviolabili" ( da "Stampaweb, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ricordate le filippiche di Beppe Grillo contro l'inutilità delle modaiole acque minerali? Be' i dati dicono che oggi il taglio dell'acquisto d'acque da tavola è arrivato al 22 per cento? la mancanza di grana stravince sull'ideologia del consumerismo più radicale. La crisi colpisce trasversalmente l'intera famiglia e riguarda anche i bambini.

Video di Grillo ai girotondi, Parisi diserterà ( da "Corriere della Sera" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E il motivo è la presenza di Beppe Grillo, sia pure in collegamento video. L'ex ministro della Difesa non ritira l'appoggio alla protesta contro le "leggi canaglia", però prende distanze dal comico genovese e dalla sua opposizione a colpi di vaffa e spiega di non voler "confondere" la sua voce con quelle "populiste e qualunquiste ".

L'ironia del comico: stiano tranquilli ( da "Corriere della Sera" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sarcastico, Beppe Grillo ( a destra) risponde senza troppo entusiasmo mentre passeggia sulla spiaggia di Porto Cervo con moglie e figlio. è in vacanza a pochi chilometri dalle ville di Silvio Berlusconi, contro il quale è stata indetta la manifestazione dell'8 luglio.

Veltroni: contro il governo cinque milioni di firme ( da "Corriere della Sera" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 8 luglio con Beppe Grillo ma il Pd, conferma Veltroni, non ci sarà. "Non ci stiamo ripensando. Rispetto chi la promuove, e in particolare quanti hanno dato vita in passato ai Girotondi, ma non condivido". E nel Pd è di nuovo scontro. Intervistato dall'Unità Goffredo Bettini apre a sorpresa alle "alleanze larghe, dall'Udc a Rifondazione"

Ci sarà Parisi sul palco, la sinistra invece no ( da "Manifesto, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo ma in videoconferenza), gli organizzatori (Colombo, Giulietti, Flores d'Arcais, Di Pietro e lo stesso Pardi). Per tutti massimo sette minuti a disposizione. E invece resteranno giù fra la folla, e per di più onorando la richiesta di non portare bandiere di partito, Oliviero Diliberto e Katia Bellillo (Pdci),

Veltroni: cinque milioni di firme contro il governo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo interverrà in videoconferenza. Ma se il nuovo modulo di opposizione più dura unisce il partito, torna a dividere il tema delle alleanze. Ieri, dalle colonne dell'Unità, Bettini, pontiere veltroniano nei rapporti dentro e fuori il partito, coniuga con toni più decisi la linea di partito: "Dobbiamo dialogare con tutti e per quanto riguarda le future alleanze per il governo

La piazza spacca l'opposizione. Di Pietro va, Parisi si smarca ( da "Campanile, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sul palco di piazza Navona si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera, Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom e anche Arturo Parisi. Sarà presente in videoconferenza, invece, Beppe Grillo. (05-07-2008).

Avvistavip sulle bollenti spiagge sarde Tour dell'isola sulle tracce dei famosi ( da "TGCom" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In Costa Smeralda anche Beppe Grillo e Michel Altieri, Justine Mattera con la famiglia, Anna Safroncik e Giulio Berruti, Sabrina Salerno; mentre Sabrina Ferilli e Flavio Cattaneo sono al largo della Maddalena. E non possono mancare Flavio Briatore e la moglie Elisabetta Gregoraci.

<Rifiuti, aumentare la differenziata> ( da "Brescia Oggi" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: AltraBrescia e MeetUp Amici di Beppe Grillo Brescia erano schierati in via Malta per consegnare nelle mani del sindaco Jervolino una lettera aperta sulla questione rifiuti. Tentativo fallito, lettera lasciata all'entourage e qualche protesta per la cortina di protezione calata da A2A intorno agli ospiti partenopei.

Il Pd ora ammette: girotondo contro di noi ( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, si dovrà accontentare di farlo solo in videoconferenza. Però, ricorda, Flores, "ci sarà anche il professor Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e molti militanti del Pd. Oltre a semplici cittadini". E a Lucia Annunziata, che giusto ieri, al Riformista, chiariva le sue ragioni: "Non si è mai visto in nessun Paese al mondo che un capo di governo faccia una

PROTESTA DELL'8 LUGLIO, ANCORA TENSIONI A SINISTRA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Giulietti, Lidia Ravera) mentre Beppe Grillo si collegherà con piazza Navona in videoconferenza. "Sarà la ripresa di una stagione di impegno civile contro le leggi vergogna in atto e quelle in arrivo", dice Pardi e Flores spiega che la piattaforma della manifestazione si concentra sulla critica a due leggi: la norma blocca-

Girotondini' e 'Grillini' nella piazza di Di Pietro ( da "Italia Sera" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: A causa di impegni lontani da Roma, non sarà presente Beppe Grillo che però interverrà in videoconferenza. "Ci sarà anche il professor Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e molti militanti del Pd - sostiene Flores - che si stanno organizzando per essere presenti. Oltre a semplici cittadini".

8 luglio, le altre opposizioni non seguono Di Pietro in piazza ( da "Gazzettino, Il" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: direttore di Micromega, tra gli altri interverranno Pancho Pardi, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Beppe Giulietti, Moni Ovadia, il professor Spinelli (in rappresentanza del popolo Rom) e il prodiano Arturo Parisi. Beppe Grillo si collegherà in videoconferenza.

"Tavolo permanente sul problema-rifiuti" ( da "Stampa, La" del 05-07-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: associazione degli amici di Beppe Grillo a Vercelli - "avendo percepito attraverso le dichiarazioni del sindaco e dell'assessore competente un profondo interesse sia al tema della raccolta differenziata che all'utilizzo meno dannoso dell'inceneritore" - richiede un incontro con sindaco e giunta per discutere di questi problemi.


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Italia dei valori? Certo non delle buone maniere (sezione: Grillo)

( da "Italia Oggi" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - I commenti Numero 155, pag. 2 del 1/7/2008 Autore: di Diego Gabutti Visualizza la pagina in PDF       L'analisi Italia dei valori? Certo non delle buone maniere Tonino Di Pietro stava guidando un trattore nei campi: come un Mussolini a motore, sembrava impegnato in una maschia, virile ma pacifica battaglia del grano. Invece, con la scusa dell'agricoltura, l'ex campione di Mani pulite stava attirando l'attenzione della stampa per poter dare del "magnaccia" al presidente del consiglio. Colpevole (è un tycoon televisivo) d'occuparsi di fiction e di divette in cerca di scrittura. Potrebbe essere, e forse è, l'inizio d'una nuova fase politica: dopo la stagione del "dialogo", quella dell'insulto da caserma (una scoraggiante, ma non imprevedibile, evoluzione della stagione delle aule di tribunale). Niente di simile era mai successo prima. Forse ci si erano avvicinati un po' i leghisti all'epoca del "Berluskaz" e, in anni più lontani, il settimanale L'Uomo qualunque, famoso per le intemperanze linguistiche del commediografo Guglielmo Giannini, padre fondatore del giornale e del partito qualunquista. Ma Giannini, nel 1945, chiamava Ferruccio Parri "Fessuccio Parri", mica gli dava del magnaccia: il senso dell'umorismo lasciava a desiderare, ma il senso del decoro era (più o meno) rispettato. Questo per dire che un'aggressione verbale furiosa e dissennata come quella dell'ex magistrato a Silvio Berlusconi non ha semplicemente precedenti: Di Pietro ha superato ogni record. Si parla in questo modo, e anche peggio, tra avvinazzati che discutono di politica all'osteria, oppure nelle conversazioni private, per esempio quelle intercettate a tradimento dai magistrati. E se Di Pietro parla così in pubblico, dopo aver attirato l'attenzione dei giornalisti con un fischio, che cosa succederebbe se intercettassero lui? E se ci abituassimo (come già stanno facendo i leader del Pd, che non osano prendere le distanze dall'Idv) anche agl'insulti da caserma? Di Pietro passerebbe agli scherzi da caserma? Poi all'olio di ricino e alle vie di fatto? Non che da lui, conoscendolo, si pretenda l'impossibile: il bon ton. Ma in pubblico, e nelle dichiarazioni ufficiali, i politici devono tenere i nervi saldi. Anche Tonino Di Pietro deve almeno sembrare educato e sobrio. Sempre che la buona educazione, nell'Italia dei valori, sia ancora  un valore. Forse non lo è più da quando il partito valorista si è convinto di poter ammazzare a chiacchiere non il presidente del consiglio (praticamente invulnerabile) ma Walter Veltroni (che invece è vulnerabilissimo, ahilui). Di Pietro, che invidia da sempre a Beppe Grillo la licenza (con quella boccaccia) di dire ciò che vuole, non vede l'ora di trasformare le fantasie di Renato Mannheimer in realtà: il Pd nella polvere, l'Idv sull'altar.

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NEO - DEM Sul lodo Alfano è possibile trattare (sezione: Grillo)

( da "Italia Oggi" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 155, pag. 6 del 1/7/2008 Autore: di Pierluigi Mantini Visualizza la pagina in PDF     NEO - DEM Sul lodo Alfano è possibile trattare Certo, per trattare bisogna essere in due, entrambi necessari. Se il lodo Alfano prevede la sospensione del processo per le alte cariche solo per la durata del mandato, comunque rinunciabile dall'interessato, potrebbe superare il vaglio di costituzionalità. Si apre a questo punto la questione, tutta politica, della condotta delle opposizioni e le strade percorribili sono due. La prima è quella del no deciso, senza se e senza ma, dei promotori della manifestazione dell'8 luglio a Roma (Antonio Di Pietro, girotondi, sinistra radicale, alcuni esponenti del Pd). Per costoro la norma è comunque figlia del Caimano, si occupa degli interessi di una persona che vuole per sé un regime speciale dinanzi alla legge, tende a sottrarre, sia pure temporaneamente, la politica dal primato della giustizia. Non c'è alcuna mediazione né contropartita possibile. La seconda via possibile presuppone, invece, la possibilità di riconoscere che, in alcuni casi particolari, la legge non è uguale per tutti e determinate cariche dello Stato possono godere di speciali garanzie, purché ragionevoli ed equilibrate in termini costituzionali. Se il lodo Alfano avesse tali caratteri, e si dovrà valutare il testo definitivo, si potrebbe aprire una riflessione sulle condizioni dell'intesa possibile: sicuramente il ritiro della norma sospendi-processi, forse anche alcune altre riforme utili (statuto delle opposizioni parlamentari, rafforzamento del referendum). è una linea intelligentemente sostenuta anche da Andrea Manzella nell'intento di mettere in sicurezza le istituzioni, anche rispetto alla paura percepita, rispetto ai rischi di "tirannide dei giudici" e di possibili rischi di "tirannide della maggioranza politica". è una linea intelligente, che preferisce anteporre gli interessi del Paese che richiedono, come sottolineato dal capo dello Stato, un confronto basato sul reciproco riconoscimento tra le parti politiche rispetto al ritorno alle barricate, agli insulti, al giustizialismo guidato da Di Pietro e Beppe Grillo. Walter Veltroni dovrebbe comprendere che, oggettivamente, l'interesse ad accertare subito se Berlusconi abbia più o meno pagato il suo avvocato Mills per una disposizione a lui favorevole è infinitamente minore di una nuova rottura politica in Italia e della prospettiva di un PD riconsegnato all'estremismo conflittuale e inconcludente. Elezioni Sicilia, sondaggi e nuove tornate amministrative dovrebbero mettere in guardia dal rischio del collasso dell'opposizione. Si dovrebbe trovare ora il coraggio di porre le condizioni per un'astensione sul lodo Alfano: sospensione limitata al mandato, ritiro dell'emendamento blocca-processi, alcune riforme. E si dovrebbe dare ora un segnale politico inequivoco a Pier Ferdinando Casini: il Pd è per il bipolarismo parlamentare e non per il bipartitismo forzoso, è per il modello tedesco, è per il riconoscimento del ruolo della fede nell'arena pubblica ossia per una laicità inclusiva. Sono stato, come avvocato, tra i primi a denunciare Mario Chiesa nel settembre 1991. Ho accettato, nei mesi seguenti, di fare il consulente per Di Pietro e la Procura di Milano. Sono stato in prima fila nelle difficili battaglie contro la corruzione e per la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura. Ho le stesse idee di sempre.Ma è chiaro a tutti che è ora di uscire dal pantano dell'estremismo infantile e dello scontro tra poteri mortale per l'Italia. Occorre la forza della ragione e il coraggio politico delle scelte importanti.

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DOPO l'articolo sul "Carlino" di domenica 5 sui Gruppi di Acquisto Solidale (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

REGGIO LETTERE pag. 10 DOPO l'articolo sul "Carlino" di domenica 5 sui Gruppi di Acquisto Solidale... DOPO l'articolo sul "Carlino" di domenica 5 sui Gruppi di Acquisto Solidale nuove famiglie reggiane si sono aggiunte ed ora il gruppo tocca quasi 30 famiglie della nostra provincia che iniziano a ragionare in ottica di "filiera corta" dell'acquisto. Relativamente all'aumento del prezzo della benzina, con cali nei consumi del -17% questo non deve spaventare i cittadini. Anche qui si tratta di mettere in pratica scelte intelligenti e di buonsenso in campo della mobilità senza spaventarsi. Chi già lo fa, non risente delle crisi in atto, o ne risente in misura minore ma senza per questo diminuire la propria qualità della vita anzi la migliora. Qualche proposta. IN CITTA' - Il mezzo più conveniente, veloce, economico e nel periodo primavera - estate - autunno (oramai mite visti i cambi climatici) per muoversi in città nel raggio di 2-4 chilometri è la bicicletta o bicicletta a pedalata assistita. Provare per credere. VIAGGI PIU' LUNGHI - Al lavoro, tra amici conoscenti o tramite forme di autorganizzazione via Internet si può promuovere il "Car Sharing" ed il "Car pooling". In pratica si condivide l'auto negli stessi percorsi, dividendo quindi il prezzo. Il progetto via internet da noi lanciato in Ottobre (www.grillireggiani.it poi clicca "CAR POOLING" ) ha già raccolto la disponibilità di 35 percorsi. Ma ognuno a casa, al lavoro, con gli amici si può organizzare. TRASPORTO PUBBLICO - La crisi deve essere poi presa al "balzo" dall'amministrazione per rilanciare il trasporto pubblico locale che ha già avuto un incremento leggiamo i dati del +10%. FILIERA CORTA - A livello di trasporti di merci, ove possibile è da preferire la filiera corta e va razionalizzato ogni trasporto con moderni sistemi di controllo/spedizione che fanno sì che i container partano solo a pieno carico. Le soluzioni ci sono. Sta solo a noi applicarle. Tra i vantaggi tra l'altro abbiamo anche la diminuzione dell'inquinamento che in prospettiva diminuisce i costi della spesa sanitaria e crea benefici quindi anche sull'economia. Matteo Olivieri Amici di Beppe Grillo *** Raccolgo con interesse le vostre proposte che possono essere utili a tutte le famiglie. Mi auguro che sia intese come tali: proposte di buonsenso e intelligenti. Purtroppo nel nostro paese ? e a Reggio devo dire in maniera particolare ? ogni idea viene letta attraverso la lente politica. Una cattiva abitudine che mi auguro non sia seguita anche di fronte a suggerimenti come i vostri che possono migliorare la vita di tutti, senza distinzioni politiche.

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Torna l'Uragano Grillo In ottobre sarà a Reggio (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

REGGIO CARTELLONE pag. 22 Torna l'Uragano Grillo In ottobre sarà a Reggio Via alle prevendite per il nuovo show TORNA L'URAGANO Beppe Grillo. Sono iniziate le prevendite per il nuovo spettacolo che il comico-blogger presenterà in città martedì 28 ottobre. La nuova tournèe inizierà a fine settembre e punterà sui 'deliri' della classe dirigente italiana, dal punto di vista industriale, energetico, politico, giudiziario, ambientale. Come negli ultimi due spettacoli uno spazio sarà dedicato alle tematiche locali con la proiezione di video ed interventi. Grande spazio verrà dato anche alla multimedialità. E non è escluso che alla data del 28 ottobre ne segua un'altra, come già accaduto nel 2007 con il tour Reset. Tra l'altro la piazza di Reggio ha sempre riservato molta attenzione al comico genovese che, dal 2006 ad oggi, si è recato in città più volte appoggiando, con incursioni in consiglio comunale e in Provincia e anche show, la battaglia contro l'inceneritore e per sostenere la raccolta differenziata porta a porta e le alternative alla combustione dei rifiuti. Sempre lo scorso anno, Grillo lanciò dal suo spettacolo di Reggio nel 2006 gli eco-pannolini lavabili che poi sono stati sperimentati dal Comune di Reggio e dall'Associazione Nazionale Famiglie Numerose della nostra città. Da qui è poi scaturita la decisione di incentivare il primo acquisto di questo prodotto per le famiglie con neonati. Pe far capire come il fenomeno comico-civico di Grillo sia diffuso in città e provincia basta un dato. Il gruppo di 'Amici di Grillo' organizzato nei Meet Up (www.grillireggiani.it) per numero di aderenti - 865 - è il decimo in Italia. PREZZI - Questi i prezzi dei biglietti per il nuovo spettacolo di Grillo (ancora senza un titolo ufficiale). Platea a sedere numerata: 30 euro (27 + 3 di diritto di prevendita). Tribuna a sedere numerata: 25 euro (22,50 + 2,50). Gradinata libera: 20 euro (18 + 2). Ridotto diversamente abili: euro 5 (senza prevendita). PREVENDITE - Reggio: 8Ball Rercords, via Emilia San Pietro 54; Discoland, via Migliorati 4/b; Edicola della Stazione, piazzale Marconi 1. Cavriago, Multisala 900, via del Cristo 7. Castelnuovo Monti: Iat, via Roma 15/b. Sant'Ilario: Dischi Mariposa, piazza della Repubblica. Image: 20080701/foto/8449.jpg.

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<Rischi degli inceneritori> Incontro con amici di Grillo (sezione: Grillo)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

"Rischi degli inceneritori" Incontro con amici di Grillo È prevista stasera la conferenza promossa dagli "Amici di Beppe Grillo" della Bergamasca sul tema "Inceneritori: rischi e alternative", nel teatro civico di Dalmine in via Kennedy, alle 20.30. All'appuntamento interverranno Stefano Montanari, ricercatore e studioso di nanopatologie, e Federico Valerio, dell'Istituto Tumori di Genova. Saranno anche presenti l'assessore regionale Marco Pagnoncelli, l'assessore provinciale Alessandra Salvi, il consigliere regionale Marcello Saponaro, i rappresentanti Arpa Lombardia e della Rea spa che gestisce l'inceneritore di Dalmine, i sindaci di Bergamo, Dalmine, Osio Sotto, Osio Sopra, Levate, Madone, Filago e Stezzano.

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ROMA - Non è certo lui che ci spiega come si sta a sinistra . I deputati del (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

01 Luglio 2008 Chiudi di FABRIZIO NICOTRA ROMA - "Non è certo lui che ci spiega come si sta a sinistra". I deputati del Pd sono infastiditi: nessuno vuol farsi dettare la linea da Antonio Di Pietro. Walter Veltroni ha appena finito di parlare all'assemblea del gruppo di Montecitorio e parte del suo intervento è stata dedicata al "movimentismo" dell'Idv che, di fronte all'affondo di Silvio Berlusconi sulla giustizia, ha messo in difficoltà la strategia del fair play riformista. Il capo del Pd passa al contrattacco: non scendiamo in piazza "a gratis", nesuno ci insegna come fare l'opposizione. Lui, Di Pietro, sa che le bordate contro il Cavaliere ("E' un magnaccia" è solo l'ultima in ordine di tempo) pagano, i sondaggi danno l'Idv in crescita. E sa che potrebbe lucrare consensi a danno del Pd. Per questo gioca a tutto campo: in piazza con Beppe Grillo l'8 luglio, tensione costante con il premier, invitato di nuovo a "chiedere scusa agli italiani", reazione dura contro le critiche. Pier Ferdinando Casini chiede al Pd di mollare l'Idv? Ecco la risposta: "Rispetto l'Udc e uomini come Bruno Tabacci. Non posso dire lo stesso per Totò Cuffaro. La logica di Casini è quella dello sconfitto: non disturbare il moderatore (Berlusconi, ndr) altrimenti lo fai vincere". Al grido di "siamo un partito di azione e di governo", Di Pietro rinnova l'invito al loft per la manifestazione di luglio: "Facciamo un'unica, grande opposizione costruttiva". Ma il leader Pd risponde picche. Veltroni, di fronte ai "suoi" deputati, non concede nulla all'alleato-competitor: "Noi siamo un partito di una certa dimensione, non ci si invita a manifestazioni fatte da altri. Se si vuole manifestare con noi, si discute insieme. Non andiamo a manifestare "a gratis"". E siccome il Pd è questo, insiste, "farà una grande manifestazione di popolo, sui temi sociali" e non una kermesse tra amici, "dove ci si conosce per nome". Il segretario ribadisce che non ha intenzione di fare la gara con Di Pietro a chi urla di più perché "per noi l'opposizione è riformista". Quindi la frecciata all'ex pm: "Certi toni di scontro, certi giudizi sul premier e certe manifestazioni, aiutano la destra. Lo dico a chi ci dà lezioni sulla qualità dell'opposizione. Da chi è d'accordo con il reato di immigrazione clandestina, ci separa moltissimo". Dunque opposizione in Parlamento, ma niente rincorse, perché il Pd, spiega Veltroni, non può vivere con la sindrome del nemico a sinistra. Un bacino che Di Pietro, per altro, sembra non trascurare: l'ex ministro Paolo Ferrero, avversario di Nichi Vendola al prossimo congresso di Rifondazione comunista, fa sapere infatti che sarà in piazza con l'Idv. Nell'intervento al gruppo, Veltroni vuole però mandare un messaggio anche agli avversari interni: "Oltre a rovistare sempre in casa nostra, se per una volta alcuni di noi dicono una cosa contro la destra, mi fanno una cortesia". Non nomina nessuno, né Arturo Parisi né Massimo D'Alema, e però insiste: "La discussione è un mezzo, non un fine. Almeno per chi, come me, si preoccupa di far crescere il consenso. Per chi ha altri obiettivi, non so".

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Riemerge Grillo (coi girotondi), Veltroni affonda (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

N. 155 del 2008-07-01 pagina 7 Riemerge Grillo (coi girotondi), Veltroni affonda di Luca Telese Di Pietro e il comico sono i nuovi eroi della sinistra antiberlusconiana che spera nella spallata. E mentre Walter sonnecchia i due aizzano la piazza. Per l'8 luglio riemergono pure Pancho Pardi e Furio Colombo Tonino detta la linea e Walter... Dì la tua da Roma Se è vero che sono le immagini che fanno la storia (ed è vero, maledettamente vero), il Tonino Di Pietro-trebbiatore, con tanto di cappellino T-shirt e braghettine azzurre, in questa torrida estate è la proiezione plastica e iconografica del trituramento estivo del Partito democratico, la trasfigurazione agreste dei dilemmi del centrosinistra, l'immagine che alla fine, meglio di ogni altra, sintetizza il ritorno prepotente in campo delle vocazioni neogirotondine. Pensateci bene: lui, superTonino, esterna e lavora di vanga. Mentre i suoi diretti concorrenti, i dirigenti del Pd, restano ancora inquadrati nel campo fotografico della vecchia stagione. L'Italia corre trafelata verso le vacanze, e loro sono ancora tutti giacca-cravatta, conferenze stampa, volti sudati, congressi e faide di corrente, podietti da sala conferenze, aria eternamente emaciata. Beppe Grillo, intanto, emerge come un sirenetto dalle acque della Sardegna, anche lui ristorato in attesa della spallata finale che sempre incombe, mai arriva, ma intanto mobilita. Guardateli, almeno per un attimo i D'Alema e i Veltroni immortalati in queste ore: i capelli sempre più grigi, le ragnatele di rughe che si allargano, le calvizie che procedono arrampicandosi spietate sulle scatole craniche, i giri di parole che si avvitano nell'indeterminato, i segni che si piantano sui visi come tacche sulle cortecce degli alberi invecchiati. Queste rughe che si allargano sul volto del Pd sono l'immagine dell'irrisolutezza che logora; il trattore di Di Pietro è il simbolo di un vitalistico assalto al cielo che ha persino un che di meravigliosamente ducesco: il capo che lavora e che combatte, "l'unica opposizione", per riprendere lo slogan che Tonino sta martellando sul web, usandolo addirittura come titolo della sua rubrica video su Antoniodipietro.it. Già il logo la dice tutta: c'è un Parlamento grigio con solo un segmentino giallo, che poi - ovviamente - sarebbero gli irriducibili dipietristi. Aule sorde e grigie, Italiani! come dice Beppe (anche lui ogni tanto mima i tic della buonanima). E già torna Pancho Pardi, miracolato nell'Italia dei valori dopo l'amarissima trombatura con la lista Di Pietro-Occhetto alle Europee. E riecco Furio Colombo, ferocemente irritato con Dagospia perché lo ha gossippato con un indiscreto caustico. Una innocentissima battuta rubata al cinema: lui si alza durante la proiezione di Gomorra spinto da un bisogno impellente ("Scusami cara devo proprio andare in bagno"), dice alla moglie. Dago lo scrive, con un sottointeso tutt'al più ironico (più che il film impegnato potè l'urgenza fisiologica?), e lui attacca con il napalm: "Anche il fascismo ridicolizzava i suoi avversari". E subito dopo giù, incredibili accuse di "berlusconismo" anche ad un sito che con il Cavaliere non è stato mai tenero (anzi). Ma qui si trebbia, signori, i neogirotondini vanno avanti con il trattore. Ecco perché l'immagine racconta più delle parole, e quindi ha senso prendere atto che anche quando trebbiamo il grano, gli oppositori intransigenti lavorano alla triturazione di quel che resta del Pd. Se non altro perché basta farsi un giro nei blog della protesta per capire che l'acqua bolle: ieri c'erano 215 commenti, sempre sul blog di Di Pietro per la rubrica video di Travaglio, e ben 1182 per lo stesso filmato su beppegrillo.it (1182!). Le immagini fanno la storia, e se è vero che lo scatto meravigliosamente rubato da Novella 2000 che ha immortalato il presidente della Camera Gianfranco Fini in un momento di estasi con la sua compagna Elisabetta Tulliani sul lettino di Porto Cervo, comunica suo malgrado l'idea che le istituzioni sono rilassate ma solide, è altrettanto vero che il Grillo di Sardegna che emerge dalle acque è già pronto per un nuovo arroventato girotondo e ci dice che l'opposizione radicale non va in vacanza nemmeno ora: anticipa le ferie, prepara l'adunata estiva. C'è insomma in questo strano contrappunto iconografico un messaggio subliminale: l'estate di trebbiatura e di protesta dei neogirotondini si accenderà l'8 luglio, il centrodestra lavora e si abbronza, il Pd sembra avere bisogno urgente di una vacanza (o di un sabbatico). Bisogna sentirlo, il Di Pietro in giacca e cravatta che avverte: "In piazza faremo una manifestazione senza bandiere". O che aggiunge e ripete: "Non sarà una manifestazione di partito" (Craxi in questi casi diceva: "Raccontalo a tuo nonno"). Pancho (pure lui ora esterna via web) poi è un fiume in piena: "Venite a Roma, per la democrazia! Sta correndo a passo di carica una legge canaglia". E poi: "Un silenzio plumbeo calerà su tutta l'informazione" (Silenzio plumbeo? Ma se non si parla d'altro...). Eppure è questa la miscela giusta: una punta di vittimismo, una carica di attivismo, l'idea del referendum abrogativo al "Salvapremier" come calamita per riportare la gente in piazza. Guai a sottovalutare le risorse di Di Pietro, dunque. Perché - nel pieno del suo fulgore neogirotodino e neorisorgimentale - se scende dal trattore, è solo per andare a cavallo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Baciami! (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

Gossip Pagina 11011 Da Porto Cervo a Formentera Baciami! Da Porto Cervo a Formentera Calciatori innamorati --> Calciatori innamorati Mentre Aida Yespica e Matteo Ferrari annunciano che il loro primo figlio sarà un maschio, e la bella venezuelana con il pancione di cinque mesi sguazza nelle acque di Porto Cervo, un'altra coppia si gode il sole della Costa Smeralda: eccoli, Bobo Vieri e Melissa Satta, stretti in un dolcissimo abbraccio anche mentre fanno il bagno in piscina. Di tutt'altro avviso è Cristiano Ronaldo: il calciatore, infastidito dai continui appostamenti dei paparazzi, scoperto di essere in favore di obiettivo, si è lasciato andare per nulla cavalleresco. Meglio Beppe Grillo: solo soletto a Porto Cervo, entra in acqua ballando. E sola soletta è anche Simona Ventura, a bordo del suo yacht. In compagnia, invece, Giuliano Giannichedda, che si tiene stretta la sua Federica Ridolfi sotto il sole di Formentera. Intanto Massimo Giletti gioca a racchettoni. E vince.

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8 luglio tornano flores e pardi, si ricomincia con la sfida delle due sinistre (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

GIROTONDO ANTI-PD Con Di Pietro e Grillo anche Eco, Camilleri e Borsellino. Veltroni scomunica la piazza Contro Silvio Berlusconi, certo. Ma anche contro Walter Veltroni, che non vuole portare il Pd in piazza ora e soprattutto non sulla linea dipietrista. La manifestazione convocata per l'8 luglio a Roma dal nuovo triumvirato girotondino Colombo-Flores-Pardi (rispetto alla formazione storica esce Nanni Moretti, stavolta non pervenuto, ed entra l'ex direttore dell' Unità ), sposata appunto da Antonio Di Pietro, benedetta da Beppe Grillo, promette di spaccare in due l'opposizione per il resto della legislatura. Perché il Pd diserterà la piazza e lo farà, ha spiegato ieri Veltroni parlando all'assemblea del gruppo democrat alla Camera, per ragioni di radicale dissenso politico, "perché non dobbiamo farci dettare l'agenda da Berlusconi" e quindi nemmeno da Di Pietro o chi per lui. 3 Stefano Cappellini 01/07/2008.

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L'INTERVENTO (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

Le affermazioni dell'avv. Drago ("L'Arpav: serve un inceneritore per provincia") non possono non dar luogo ad alcune considerazioni, di opportunità e di sostanza.A quale titolo parla Drago? Se esprime delle posizioni politiche a titolo personale è una cosa, se le esprime nella veste di direttore generale dell'ARPA Veneto è tutt'altra cosa: trascende il proprio ruolo. Da lui, e dall'agenzia che dirige, ci aspetteremmo considerazioni di ordine tecnico, non politico. Ci aspetteremmo che ci dica, con cognizione di causa, quali prodotti tossici sono stati rilasciati nell'atmosfera a seguito dell'incendio alla De Longhi, non valutazioni di ordine politico sulla gestione dei rifiuti. E' chiaro invece che a titolo personale può esprimere qualunque considerazione, anche se il ruolo che riveste consiglierebbe maggiore prudenza per evitare che la sfera personale venga confusa con il ruolo pubblico.Sulla ineluttabilità degli inceneritori, quale sistema di smaltimento dei RSU (rifiuti solidi urbani) è bene ricordare che l'UE stabilisce una gerarchia cogente sul trattamento dei rifiuti: prima il recupero di materia e solo in maniera subordinata il recupero energetico. Inoltre bisogna ricordare quanto segue.La raccolta differenziata spinta (porta a porta) dei RSU è una pratica che rientra nella prassi quotidiana dei veneti, con punte del 70-80\%, tale obiettivo è alla portata di tutte le città italiane, basta volerlo. Ma significa anche che il problema della gestione dei rifiuti può essere ridotto di quella percentuale; trovarsi a gestire il 25\% di rifiuti, anziché il 100\%, è una cosa totalmente diversa. Se poi si adottassero politiche per una minor produzione dei rifiuti, come ad esempio la vendita di detersivi alla spina, l'impatto dei rifiuti da smaltire sarebbe ancora minore. Cosa significa questo? Avere il problema dei rifiuti da gestire è una scelta politica, una scelta dettata dalla volontà di non dar corso a politiche serie nella gestione dei rifiuti, ma viceversa finalizzata a creare le premesse perché gli inceneritori siano inevitabili. È anche da ricordare che incenerire i rifiuti significa aver bisogno di discariche (non certo per rifiuti urbani) dove smaltire il 30\% delle scorie prodotte dall'incenerimento. A fronte di un problema che può essere ridotto al 15-20\% del totale (come dimostrato prima), si preferisce portarlo al 30\% (nel caso dell'inceneritore), quindi una scelta incoerente per chi volesse proporre la soluzione dell'inceneritore quale sistema per risolvere il problema dei rifiuti.Gli inceneritori emettono quantità molto piccole di diossina, stando ai dati ufficiali dei gestori degli inceneritori. Ma la commissione Europea dichiara che, per quanto riguarda diossine e furani, siamo il paese più esposto dell'U.E. Ha senso rischiare di peggiorare una situazione già critica? Gli inceneritori emettono piccole quantità di polveri sottili, sempre stando ai dati ufficiali. Certo risulta difficile individuare tali nanopolveri (PM 2,5 e inferiori) senza avere un'idonea attrezzatura, dato che tali polveri non sono catturabili dai filtri oggi in uso e dai normali strumenti d'indagine. Ma dal momento che queste polveri non possono essere catturate con i normali strumenti, come si può affermare che non vengano prodotte dagli inceneritori? Il principio della conservazione della massa dice: tanta materia (rifiuti) entra nel processo termochimico di combustione dei rifiuti nell'inceneritore e tanta materia (ceneri e polveri) deve uscire, non c'è alternativa. Negare questa evidenza, significa negare uno dei principi basilari della scienza.Ma le polveri sono dannose? Il prof. Stefano Montanari, a cui Beppe Grillo ha fornito un microscopio a scansione ambientale, è riuscito a documentarne la pericolosità con immagini al microscopio.Chiunque fosse interpellato sull'utilità di recuperare il 30\% dell'energia, attraverso l'incenerimento (ma non di tutti i rifiuti come si vuol far credere, in quanto bruciare il vetro, le pile o le lattine non produce certo energia), si direbbe favorevole; se però i termini del discorso fossero rovesciati, dicendo che si spreca il restante 70\% (è un semplice calcolo matematico, se si recupera solo il 30\% dell'energia che è servita a produrre quel bene, vuol anche dire che si spreca il restante 70\%), le stesse persone, precedentemente favorevoli, si direbbero contrarie, come è logico che sia. Il più elevato recupero energetico si ottiene riutilizzando quei contenitori in plastica che si vorrebbe bruciare per recuperare solo il 30\% dell'energia che è servita a produrli.WWF - sez. prov. Padova.

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Sono in viaggio (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Grillo

E, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 107 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 74 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jun 08 Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti Michael Carmichael, l'ex consulente di Clinton, in un'intervista al Giornale aveva avvertito che questa sarebbe stata la campagna elettorale più sporca della storia recente americana. Al voto mancano oltre quattro mesi, ma le manovre sono già cominciate. In un pezzo uscito oggi spiego come sia in atto una campagna su Internet in cui si sostiene che Barack Obama sia musulmano. L'affermazione è falsa (Barack è cristiano), ma il contesto lo permette. Infatti: Barack è il suo primo nome, ma il secondo è Hussein; come Saddam Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando una sillaba, suona Osama. È nero, ma la famiglia del suo padre biologico era musulmana, e lui ha vissuto dieci anni in un Paese islamico, l'Indonesia, frequentando per un paio d'anni le scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack Obama è ossessionato da questa campagna, che risulta molto più convincente di quanto si immagini, e infatti inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain (primarie 2000) e Kerry (presidenziali 2004) furono sconfitti da voci infamanti; Obama farà la stessa fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che la campagna elettorale verrà combattuta non sui programmi e sulle idee , ma sull'immagine e sugli stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un presidente - sia esso McCain o Obama - senza sapere che cosa intenda fare davvero una volta alla Casa Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla scorta di impressioni sovente ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano più dei contenuti e la calunnia più fatti, la qualità della democrazia tende a diminuire e con essa la sua credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi disturba constatare che molti elettori americani si siano abituati a questa situazione; come se le dirty politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero ormai connaturate al sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano superati abbondantemente i limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di Obama durante una visita in Africa, che viene usata per dimostrare che non è cristiano bensì musulmano: Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 54 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Jun 08 Il blog per informarsi, con qualche dubbio. Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? AGGIORNAMENTO Ho letto poco fa un interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della rivista americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La tesi di Nicholas Carr ex direttore della Harvard Business Review e autore di molti saggi su Internet è che la civiltà del "web" stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione. Insomma, "immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link". Timori fondati? Scritto in giornalismo Commenti ( 39 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Perché gli irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese, sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in europa, democrazia Commenti ( 86 ) " (11 voti, il voto medio è: 2.45 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo, bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (12 voti, il voto medio è: 2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 360 ) " (50 voti, il voto medio è: 1.78 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione? Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 56 ) " (19 voti, il voto medio è: 2.26 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (22) europa (3) francia (16) germania (2) giornalismo (37) gli usa e il mondo (24) globalizzazione (6) immigrazione (23) islam (12) Italia (98) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (7) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Ultime news Metà degli italiani non vuole vicino i romLa Russa: "Afghanistan combattiamo da un anno ma Prodi ha taciuto"Camorra, colpo al clan dei Casalesi: 32 arrestiA14, assalto al portavalori di notte: è caccia ai banditi"Intercettazioni, il decreto si può fare Torno in Tv, gli italiani devono sapere"Il premier: "Entro luglio via i rifiuti in strada" Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (1) June 2008 (11) May 2008 (8) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Recent Trackbacks Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati Ancora su Vasco Rossi e la droga - 50 Votes Una vita meritocratica... - 33 Votes I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione? - 19 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 15 Votes Recent Posts Sono in viaggio. Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. L'immigrazione? E' come un domino.. Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti Il blog per informarsi, con qualche dubbio. Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Sentenza su Guantanamo, bentornata America Ancora su Vasco Rossi e la droga Petrolio, libero mercato o libera speculazione? Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Troppa la ghiaia da estrarre nei dieci anni (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Spilamberto. Gli ambientalisti "Troppa la ghiaia da estrarre nei dieci anni" SPILAMBERTO. "Cinquanta milioni di metri cubi di ghiaia da estrarre nei prossimi dieci anni sono troppi". Lo sostengono gli organizzatori di una riunione che ha messo al centro lo speciale "oro grigio", in particolare quello di Secchia e Panaro. L'incontro si è tenuto lunedì scorso, nella sala dei Vigili di Spilamberto, organizzata dai gruppi locali di Legambiente, Italia Nostra, Amici di Beppe Grillo, oltre che da un comitato di cittadini savignanesi. Di fronte alla variante generale del Piano Infraregionale delle Attività Estrattive (Piae) della Provincia, gli organizzatori del summit hanno deciso di analizzare il piano, ritendendolo un obiettivo politico, ma che però "dovrebbe tener conto di osservazioni tecniche". Il riciclo e il riuso dei materiali inerti sulla base del modello tedesco, la rivalutazione delle concessioni di escavazione, la bioarchitettura oltre a maggiori controlli sulle cave sono alcune delle proposte avanzate dai partecipanti. (alberto ferrari).

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Il ciclone Grillo arriva al Palapanini (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Gia aperta la prevendita dei biglietti per il nuovo recital del comico genovese MODENA. Sono già disponibili i biglietti per il nuovo show che Beppe Grillo terrà al Palapanini sabato 25 ottobre. Il nuovo recital del comico tocca Modena, una piazza che da sempre ha riservato a Beppe Grillo grande attenzione e calore. Informazioni e prevendite si possono avere consultando il sito www.medials.com e chiamando il numero 0522-382858 e in tutte le prevendite abituali che, a Modena, sono: Casa del Disco in Piazzale Muratori e Radio Bruno in via Ponente, 24/a a Carpi. I biglietti costano: 30 euro in platea, 25 in tribuna numerata, 20 in gradinata. La carriera di Beppe Grillo comincia verso la fine degli anni Settanta. Nel 1979 partecipa alla prima serie di "Fantastico", poi a "Te la dò io l'America" (1981) e "Te lo dò io il Brasile" (1984). Appare in seguito nelle più importanti trasmissioni nazionali (Fantastico, Domenica In, Festival di Sanremo), concentrando in pochi minuti le sue performance e raggiungendo altissimi indici di ascolto. Il suo modo di fare spettacolo si fa sempre più graffiante e corrosivo, dalla satira di costume passa ad affrontare temi più scottanti di carattere sociale e politico. Nel 1986 ha realizzato degli spots per una famosa marca di yogurt, sconvolgendo i canoni classici della pubblicità e vincendo i premi più prestigiosi del settore (Leone d'oro di Cannes, premio A.N.I.P.A., Art Director's club, Spot Italia Pubblicità e successo, Telegatto). Dopo aver vinto ben sei Telegatti, nel 1990 Beppe Grillo "fugge" dalla televisione e cerca scampo in teatro. Nel 1992 ritorna sul palcoscenico con un Recital i cui contenuti mostrano una nuova evoluzione, si spostano gli obbiettivi della sua satira, ad essere presa di mira non è più la politica, ma leconomia consumista, la propaganda commerciale e i comportamenti irresponsabili verso la persone, la salute e lambiente. Nasce una nuova satira: quella economico-ecologica. Nel 1994 Beppe Grillo torna in televisione con due recital dal teatro delle Vittorie che hanno come temi principali la critica dell'economia, della propaganda commerciale e delle speculazioni telefoniche con il numero 144. Batte ogni record d'ascolto per un programma di varietà, le due puntate sono seguite da 15 milioni di telespettatori a sera. Il tour del 1995 "Energia e informazione" tocca oltre 60 città italiane raccogliendo nei palasport più di 400.000 spettatori. Lo spettacolo critica la concentrazione di potere nei settori dell'informazione e dell'energia. E' del 1998 lo spettacolo "Apocalisse morbida" e dopo cinque anni di assenza dai teleschermi italiani prende avvio la sua collaborazione con Telepiù che inizia a mandare in onda in chiaro i suoi spettacoli. Il 26 gennaio del 2005 lancia il suo blog www.beppegrillo.it, che raggiunge una media di 160.000 visitatori al giorno. In tour con lo spettacolo "Beppegrillo.it" gira l'Italia con oltre 60 date. Dopo le penultime elezioni incontra il presidente del Consiglio Romano Prodi per consegnarli il documento: "Le Primarie dei Cittadini". L'8 settembre del 2007 organizza il V-Day per un parlamento pulito. In oltre 200 piazze d'Italia e oltre 30 estere, in poche ore vengono raccolte più di 300.000 firme della petizione per la proposta di una legge popolare.

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Sì all'immondizia napoletana solo se differenziata (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Brescia" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione: 02/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA GLI AMBIENTALISTI E GLI AMICI DI BEPPE GRILLO "Sì all'immondizia napoletana solo se differenziata" "La Lombardia e Brescia devono ricevere temporaneamente i rifiuti da Napoli solo se accuratamente separati alla fonte per tipo, per poterli destinare alle filiere del recupero di materia. Minimizzando così impatti ambientali, economici, energetici". E' la posizione di Coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia, EnergEtica, AltraBrescia e Gruppo Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia". Che in caso contrario dicono "no" all'eventuale arrivo, a Brescia, della "monnezza campana". "Per quanto ci riguarda può arrivare solo se separata accuratamente alla fonte - spiega Imma Lascialfari del Coordinamento Comitati Ambientalisti della Lombardia - . Altrimenti, siamo contrari e non per mancanza di solidarietà o cattiveria nei confronti dei napoletani. Ma perché, smaltirli, senza differenziarli, nell'inceneritore, significherebbe aggiungere ulteriore inquinamento a quello già esistente a Brescia. Per quanto ci riguarda la gestione migliore dei rifiuti è quello della raccolta differenziata. Che dovrebbe essere utilizzata per smaltirne la parte più consistente". Sul modello bresciano di smaltimento dei rifiuti, Massimo Cerani dell'associazione EnergEtica commenta: "Bisogna riconsiderare questo modello per ciò è in realtà. La gestione dei rifiuti della Provincia di Brescia è la più costosa della Lombardia. Inoltre la pratica dell'incenerimento è più costosa, con maggior impatto ambientale, soprattutto rispetto alla raccolta differenziata con riciclaggio dei rifiuti". Per venerdì mattina, il Coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia ha organizzato, con EnergEtica, AltraBrescia e Gruppo Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia", un presidio pacifico davanti al termovalorizzatore. "Sarà anche l'occasione per consegnare una lettera aperta al sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, in visita a Brescia con una delegazione", ricorda Adriano Nitto, di "Amici di Beppe Grillo di Brescia. Che aggiunge: "Saremo lì dalle 9.30 alle 12. Siamo convinti che per contribuire a risolvere l'emergenza dei rifiuti in Campania, sia necessario supportare lo sviluppo di mezzi e strumenti in loco". Paola Gregorio.

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6 Claudio Brachino torna con il primo di quattro appuntamenti con Top Secret (21,10 Rete 4); (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Brescia" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione: 02/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPETTACOLI "Ugly Betty" (Italia 1) 6 Claudio Brachino torna con il primo di quattro appuntamenti con Top Secret (21,10 Rete 4); in primo piano avvistamenti Ufo sulla Terra. 6 Betty (America Ferrera) compie un reato per aiutare il suo principale Daniel, nei due episodi del telefilm Ugly Betty (21,10 Italia 1), la cui seconda serie inizia stasera. 6 Walter Nudo è fra gli interpreti di Carabinieri 7 (21,10 Canale 5). 6 Diretta per il Concerto da Piazza del Plebiscito di Napoli: il maestro Zubin Mehta salirà sul podio (21.30 Raitre e Radiotre) per dirigere i 350 artisti dell'Orchestra e dal Coro del Teatro di San Carlo e del Maggio Musicale Fiorentino nell'esecuzione della "Nona sinfonia" di Beethoven. Solisti Ingrid Kaiserfeld, Anna Maria Chiuri, Robert Gambill e Juha Uusitalo. 6 Ritorna Freschi di tintoria (23,30 Raitre), il meglio di "Tintoria Show", il varietà comico di Gregorio Paolini e Simonetta Martone , cui si aggiungeranno alcuni "pezzi" inediti, proposti per la prima volta. Dalla parodia di "Lost" a bordo di un treno Eurostar che vaga senza meta, al mitico Dottor Asl, passando per un eccentrico Beppe Grillo. A fare gli onori di casa, insieme con Taiyo Yamanouchi, sarà la bellissima venezuelana Ainett Stephens.

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Ambientalisti anti-inceneritore (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

EMERGENZA-RIFIUTI. L'ipotesi che arrivi spazzatura dalla provincia di Napoli riapre il dibattito sul modello-Brescia Ambientalisti anti-inceneritore Brescia, per quanto concerne lo smaltimento dei rifiuti non è affatto un modello da imitare e l'inceneritore cittadino non può bruciare l'immondizia napoletana se non si vuole aggravare una situazione ambientale già esasperata, soprattutto, dal punto di vista della qualità dell'aria. Sono queste le considerazioni che il coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia, Energetica, Altrabrescia ed il Gruppo Meetup "Amici di Beppe Grillo", hanno voluto esternare nel presentare l'iniziativa di protesta pacifica che avrà luogo venerdì mattina, a partire dalle 9.30, presso l'inceneritore. "E' inutile continuare ad affermare il valore del modello Brescia e della sua funzionalità nell'incrementare la raccolta differenziata visto che dal 1998, anno dell'attivazione dell'inceneritore, ad oggi, tale percentuale è salita solo del 9% attestandosi al 35%, contro un aumento del 300% dei rifiuti inceneriti, segno visibile che si è intrapresa una strada sbagliata" ha spiegato Imma Lascialfari, presidente del coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia, accompagnata dal suo vice Ezio Corradi, da Massimo Cerani di Energetica, da Iosè Savoldi del comitato ambientalisti città di Brescia e Adriano Nitto degli "Amici di Beppe Grillo". "Asm, ora A2A, ha ricevuto circa 400 milioni di euro di finanziamenti che per noi avrebbero dovuto essere destinati per il finanziamento e lo studio delle vere energie rinnovabili" ha proseguito la presidente del sodalizio. "In una recente intervista a Rainews24 l'assessore all'ambiente della Campania Valter Ganapini ha denunciato la situazione di una regione che avrebbe i mezzi per uscire da questa emergenza, utilizzando, per esempio, discariche da tempo pronte e mai utilizzate o mezzi dimenticati a marcire nei depositi. Per questo l'apertura di nuove discariche, come la costruzione di altri inceneritori ci sembra assurda e discorde con la politica della riduzione e della differenziazione che noi promuoviamo" ha proseguito Cerani spiegando che, per loro, la disponibilità a bruciare i rifiuti dovrebbe essere data solo per piccole quantità e dopo un lavoro di differenziazione che spetterebbe a Napoli, come sottolineato da una lettera che il comitato invierà al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. "I veri esempi sono quelli del Consorzio di Priula, in grado di raggiungere quota 80% nella raccolta differenziata, o Novara con le sue quote passate dall'50 al 70% in appena 18 mesi" ha concluso il rappresentante di Energetica. Contro l'arrivo dei rifiuti da Napoli il Movimento indipendentista bresciano (Mib) pronto a bloccare il trasporto e che rivolge un appello ai camionisti: "Lasciate perdere. Per la salute di tutti".D.S.

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Lontani dalla piazza. Se c'è Grillo anche di più (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del LE VOCII parlamentari Pd scettici, l'ipotesi della presenza del comico rafforza i dubbi sull'uscita dipietrista. A cui però aderiscono Maraini, Ovadia, Camilleri, Hack... Lontani dalla piazza. Se c'è Grillo anche di più di Maria Zegarelli La lettera di Antonio Di Pietro a Veltroni, l'appello ad andare in piazza l'8 luglio, a fare un'opposizione "unita" non sposta di un millimetro la linea del segretario Pd, tantomeno dei parlamentari. Tutto resta come prima. Tanto più che il tam tam di voci vorrebbe anche Beppe Grillo in piazza, anche se i dipietristi dicono che a tutt'oggi "non abbiamo ricevuto notizie al riguardo". Oltre la lettera di Di Pietro pubblicata sul blog del comico del "vaffa" non si va. Sarebbe un problema in più per i democratici tentati di andare la presenza di Grillo. L'elenco delle adesioni all'appuntamento indetto da Tonino (girotondi e Micromega) si allunga (ci sono tra gli altri Dacia Maraini, Moni Ovadia, Nicola Tranfaglia, Gianni Vattimo, Margherita Hack, Rita Borsellino, Andrea Camilleri), ma a Montecitorio e palazzo Madama non se ne contano più di una decina. Il presidente dell'Arci avrebbe per ora informalmente detto al senatore Pardi che sosterrà la manifestazione. Forse nei prossimi giorni arriverà il comunicato ufficiale. La stragrande maggioranza di onorevoli e senatori, tuttavia, condivide la posizione di Veltroni. "Noi in queste ore e in questi giorni manifesteremo una fortissima opposizione ai provvedimenti del governo, ma lo faremo nelle aule parlamentari", replica a Tonino Marco Minniti, ministro ombra dell'Interno. "Non ci si accoda alle piattaforme altrui, io ho ancora l'orgoglio di partecipare alle manifestazioni indette dal mio partito, che è un grande partito", spiega Livia Turco. Da Palazzo Madama Marco Follini fa sapere di aver apprezzato molto l'intervento di Veltroni, che ha parlato a Di Pietro "con la doverosa chiarezza. Infatti neppure la piazza può essere considerata la terza Camera". Alessandro Maran trova che i temi della giustizia "non coincidono con Berlusconi, lo precedono. Questo è un Paese dove non si riesce a far rispettare i contratti con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: gli investitori stranieri non scelgono l'Italia perché sanno come funzionano, anzi non funzionano le cose. I dati, poi, ci dicono che in ogni famiglia italiana c'è qualcuno che ha processi civili o penali in corso e che i tempi sono lunghissimi. Noi dobbiamo parlare di questo ai cittadini, perché la questione giustizia non è un fatto del premier è un problema che riguarda tutti". Il punto, per il Pd non è più nell'antiberlusconismo: è nella drammatica situazione in cui versa il paese. "La luna di miele tra Berlusconi e gli italiani finirà presto", ragiona Antonello Soro, capogruppo alla Camera. In autunno sarà già crisi di coppia, perché quando sarà chiaro a tutti cosa contiene la manovra finanziaria, inizieranno i guai per Palazzo Chigi. È a questo che lavorano i parlamentari. "Noi dobbiamo puntare sui temi dell'economia, sull'emergenza sociale", ha ribadito ancora l'altro ieri Pierluigi Bersani. Il punto, sembra non essere più la calibratura dei toni della minoranza, quanto la sostanza dei temi che si devono affrontare. Lavoro, sanità, tagli alla scuola, mutui più pesanti. Paolo Corsini, ex sindaco di Brescia, avverte "La Robin tax verrà recuperata alle pompe di benzina e agli sportelli bancari". "Dobbiamo lavorare ad una grande opposizione - ne è convinta Barbara Pollastrini - per tenere insieme i temi della democrazia e quelli dell'economia. Il nostro partito ha bisogno di riallacciare una rete con i cittadini, di aprire discussioni e dibattiti sul territorio perché dobbiamo far crescere il movimento delle coscienze". E di grande campagna di dialogo con i cittadini parla anche Livia Turco, "questa è la scelta che deve fare il Pd: parlare alla gente. L'invito di Veltroni a non rovistare sempre in casa propria ma a fare opposizione alla maggioranza non so a chi fosse rivolto ma è un invito a nozze".

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Incenerimento dei rifiuti, Dalmine discute (sezione: Grillo)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

L'inceneritore di Dalmine, e in particolare la richiesta avanzata da Rea di potenziare l'impianto, tornano al centro del dibattito. Dopo il no pronunciato nei giorni scorsi dal Consiglio comunale per impedire che venga aggiunta una terza linea nel termovalorizzatore di via Provinciale, ieri sera si è tornato a parlare dei danni derivanti dall'incenerimento dei rifiuti nella serata organizzata dagli Amici di Beppe Grillo di Bergamo e provincia. Nel teatro civico di Dalmine, alla presenza del sindaco Francesca Bruschi e di altri amministratori locali, Stefano Montanari, direttore scientifico del laboratorio di ricerca Nanodiagnostic, ha parlato delle patologie derivate dalle polveri sottili e mostrato come l'incenerimento non possa essere preso in considerazione come metodo di eliminazione dei rifiuti. "L'incenerimento - ha chiarito - non solo raddoppia la quantità di massa bruciata, ma la rende di gran lunga più tossica diminuendone la dimensione e cambiandone la composizione chimica". Federico Valerio, direttore del dipartimento di chimica ambientale dell'Istituto tumori di Genova, ha mostrato dati relativi alla Bergamasca dove nel 2006 è stata raggiunta la percentuale del 49,6% di raccolta differenziata: mentre il vetro è il materiale più intercettato, la plastica lo è solo nella percentuale del 22,5%. Non si tratterebbe di una coincidenza, secondo Valerio, quanto piuttosto "del fatto che la combustione dei rifiuti è incentivata dal denaro pubblico e il vetro, come sappiamo, non brucia". De.Ci.

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Venerdì durante la visita del sindaco Jervolino sit-in di numerose associazioni ambientaliste (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

BRESCIA pag. 5 Venerdì durante la visita del sindaco Jervolino sit-in di numerose associazioni ambientaliste PROTESTA I COMITATI SONO CONTRARI A BRUCIARE I RIFIUTI DI NAPOLI ? BRESCIA ? CI SARANNO ANCHE LORO, il Coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia, EnergEtica, AltraBrescia e Gruppo Meetup-Amici di Beppe Grillo, venerdì 4 luglio davanti all'inceneritore di Brescia in occasione della visita del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino all'impianto. CI SARANNO per un sit-in di protesta per ribadire il loro "no ai rifiuti di Napoli" e consegnare al sindaco una lettera aperta. "Il nostro no - ha spiegato Iemma Lascialfari - non è né per cattiveria, né per razzismo, ma per la difesa dell'ambiente e della salute. Brescia è una città "stuprata" dal punto di vista ambientale, non possiamo sorbirci gli errori degli altri". Alla Iervolino, ha anticipato Massimo Cerani, "vogliamo spiegare che Brescia non è un modello per i rifiuti, lo sono semmai altre città dove la raccolta differenziata raggiunge o supera il 60 per cento". Puntare dunque sulla raccolta differenziata, sul porta a porta. è questo che Napoli, come del resto avviene in altre realtà campane, dovrebbe fare. E PERCIÒ "accettiamo rifiuti da Napoli solo se provengono dalla raccolta differenziata". Venerdì presidio davanti all'inceneritore dalle 9,30 alle 12 e già ieri un cartello da mettere sotto gli occhi della Iervolino: "Da Brescia a Napoli stop agli inceneritori, stop alle discariche, pensa alla salute". Eppoi: "Vedi Napoli e poi muori", sostituito da "Vedi Brescia e poi muori". It. Br.

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LECCO IL COMITATO per la Salvaguardia del golfo alle Caviate con (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

LECCO: PRIMO PIANO pag. 3 ? LECCO ? IL COMITATO per la Salvaguardia del golfo alle Caviate con... ? LECCO ? IL COMITATO per la Salvaguardia del golfo alle Caviate conferma il proprio "no" categorico contro l'Ecomostro. Così era stato definito lo studio uscito dalla matita dell'architetto Guido Stefanoni dallo stesso ex vice-premier, Francesco Rutelli, in occasione della sua ultima visita alla città. Anche la Regione ha, di recente, confermato la propria bocciatura al maxi progetto commissionato dal Gruppo Salice srl insieme alla Ingemar srl. Eppure il partito dei contrari non vuol sentir parlare di strumnentalizzazioni. "Non c'è alcuna strumentalizzazione - Duccio Facchini, membro del Comitato e vicino al movimento degli Amici di Beppe Grillo - perché nel nostro movimento di opinione convivono diverse associazioni che hanno nel loro dna il rispetto delle regole civili e umane. Proprio quello che non veniva considerato in questo progetto". Gianfranco Scotti, conoscitore della realtà lecchese, membro del Fai e noto per l'attenzione al territorio conferma di essere "felice perché grazie a questo movimento d'opinione spontaneo la città si è svegliata da un torpore e da un'indifferenza che da troppo tempo erano una costante. I CITTADINI hanno assistito in questi anni ad un'appropriazione di aree dismesse e non hanno reagito. Ora esaurite queste, si tenta l'assalto al lago. È ora di finirla, insomma, con questo malcostume di affari e intrallazi; quindi plaudo a questo movimento popolare, bravo nel contrastare il progetto". Sono molte le associazioni lecchesi che hanno aderito al Comitato per la salvaguardia del golfo alle Caviate aderiscono. A cominciare dall'Associazione naturalistica lombarda, gli Amici di Beppe Grillo, il Wwf Lario Orientale, l'Arci, Legambiente Lecco, i Radicali di Lecco, i Verdi e infine il Comitato cittadini di Santo Stefano. Nel partito dei contrari si conta anche un ex sindaco. "L'OPPOSIZIONE non si fa sono all'interno del consiglio comunale - spiega Giuseppe Resinelli - ma soprattutto coinvolgendo i cittadini dal basso, che non sempre sono d'accordo con quanto propone l'attuale maggioranza in Comune". Resinelli ha tra i detrattori del porto alle Caviate ma fa anche autocritica. "Sbagliato realizzare il porto in quella località - spiega - che è già sacrificata di suo. Un pò di colpa ce l'ha anche la mia amministrazione che allora fece costruire lì la strada". Bruno Fabretto è tra le anime che hanno collaborato nella raccolta alle firme di protesta. "Mi piacerebbe portare - dice - il nostro si a fare un bel giro in barca per farle vedere i pochi bagnanti appollaiati sulle rocce. Il turismo a Lecco? Ma non facciamo ridere: non c'è cultura e non c'è possibilità di concorrere con l'alto lago". All'assessore regionale Davide Boni il comitato per la salvaguaria del lago e delle Caviate come provocazione aveva donato un piccolo modello della barca mazoniana Lucia. Quella vera è servita anche per raccogliere le oltre 4 mila firme di cittadini che quel porto così "voluminoso" non lo vogliono proprio. Gianni Riva.

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BEPPE Grillo torna a Modena. Sarà al PalaPanini il 25 ottobre col nuovo spet (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

MODENA CARTELLONE pag. 22 BEPPE Grillo torna a Modena. Sarà al PalaPanini il 25 ottobre col nuovo spet... BEPPE Grillo torna a Modena. Sarà al PalaPanini il 25 ottobre col nuovo spettacolo. Sono già aperte le prevendite, con prezzi fino a 30 euro. Info, www.medials.com, 0522382858.

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L'ex pm non cede: Walter, vieni in piazza (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-02 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il duello L'ex pm non cede: Walter, vieni in piazza ROMA - Questa volta tornano davvero, i Girotondi. E mettono in crisi il Pd, combattuto tra aspirazioni di governo e pulsioni di piazza: seguire Veltroni sulla via del riformismo duro e puro o cedere alle sirene di Di Pietro, che annuncia la manifestazione dell'8 luglio come un " elettroshock delle coscienze"? Il segretario ha respinto con sdegno l'invito dell'ormai ex alleato, ma il giorno dopo l'Unità ha pubblicato una lettera in cui il leader dell'Idv chiede al Pd di esserci, perché "la democrazia è a rischio". Un appello al quale il leader democratico replica duro dai microfoni di Sky: "Di Pietro fa un gioco inutile e dannoso, forse pensa che aver dato del "magnaccia" al premier giova al Paese?". In piazza Veltroni ci andrà a ottobre e spera che quel giorno sarà in buona compagnia: "Centinaia, migliaia, forse qualche milione di persone... Una delle più grandi manifestazioni della storia politica del nostro Paese". Ma intanto il palco di piazza Navona si affolla di nomi noti, pronti a gridare slogan contro "il ritorno delle leggi vergogna" assieme ai seguaci di Beppe Grillo. Hanno già aderito Umberto Eco, Margherita Hack, Dacia Maraini, Gianni Vattimo, Luciano Gallino, Lidia Ravera, Gianni Barbacetto, Oliviero Beha. Lo scrittore Andrea Camilleri leggerà le sue poesie civili, Marco Travaglio spiegherà la "nuova Costituzione ad personam", parleranno Rita Borsellino e Moni Ovadia e anche Sabina Guzzanti si farà sentire. Il senatore Francesco Pardi - promotore assieme a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais e Giuseppe Giulietti - ha cercato Nanni Moretti per convincerlo a materializzarsi sul palco. E i parlamentari del Pd? Vincenzo Vita, Paolo Nerozzi e Mario Barbi sono attratti dalla piazza e l'onorevole Roberto Zaccaria, protagonista della prima stagione girotondina, confessa i tormenti: "Sto pensando se andare, ma non vorrei che finisse tutto in un urlo indistinto tipo "vaffa"...". M.Gu.

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La piazza divide l'opposizione. E la stampa "amica" si interroga (sezione: Grillo)

( da "Campanile, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Manuela D'Argenio La piazza divide l'opposizione. E la stampa "amica" si interroga Il Riformista attacca "Scegliete Casini, lasciate Di Pietro". L'analisi del quotidiano: "Il "ma anche" non funziona più, assomiglia troppo a un antico e sfortunato slogan: Né aderire né sabotare" Beppe Grillo ci sarà: rientrerà dalla sua vacanza a Porto Cervo per l'occasione; così come in piazza l'8 luglio contro Berlusconi scenderà anche Furio Colombo, tra i promotori dell'iniziativa, che non manca di fare outing: "Il vero rischio del centrosinistra è che non ci siano neppure i girotondi, quando c'erano i girotondini vincevamo, non li si può trattare come la truppa che non decide niente". E' implicito, ma il risentimento per il niet di Veltroni da parte dell'ex direttore dell'Unità, c'è tutto. Dunque, Tonino chiama Walter: " Carissimo Walter, è un momento cruciale per il nostro Paese, sono a rischio la democrazia e il futuro economico e sociale degli italiani. E proprio per questo, tutta l'opposizione deve essere unita e bloccare la deriva di chi abusa del proprio ruolo al fine di tutelare solo gli interessi personali (..) L'8 luglio l'Idv sarà a piazza Navona per manifestare e sarà senza bandiere, insieme a tante altre forze politiche, associazioni, comitati e liberi cittadini. Siamo stati chiamati ed abbiamo risposto. E chiediamo anche al Pd di esserci, di partecipare e di non alzare steccati". E in cambio il leader del Pd risponde con un bel due di picche: "Non partecipiamo a manifestazioni che non abbiamo contribuito a promuovere e i cui contenuti non condividiamo. Non ci invitiamo a quelle degli altri. Se partecipiamo, visto che siamo un partito di una certa dimensione, discutiamo della piattaforma. Non manifestiamo a gratis" ha detto Veltroni, specificando, a proposito dei toni usati "da Di Pietro nella sua opposizione" che "sono un regalo coi fiocchi a Berlusconi" e che "aiutano la destra". Risultato? Un'ulteriore spaccatura all'interno dell'opposizione tra le due anime: quella oltranzista-giustizialista incarnata ormai dalla forcaiola Italia dei valori, e quella più moderata dei piddiellini, che tuttavia s'interrogano sulla linea da seguire. Così Paolo Corsini: "No a confonderci con Di Pietro, ma ci vuole un'opposizione più dura perchè c'è un'alterazione democratica". La soluzione al dilemma, potrebbe essere nella provocazione del Riformista che titola il suo editoriale così: "Scegliete Casini, lasciate Di Pietro". Questo il consiglio del giornale diretto da Antonio Polito, che così si spiega: "Se il Pd sceglie di stare con Di Pietro -è la fotografia della situazione - ci deve stare fino in fondo, piazze e referendum compreso. Se sceglie di non stare con Di Pietro, lo deve ugualmente fare fino in fondo, denunciando l'alleanza con l'ex pm, prendendone le distanze e spiegando all'elettorato perchè lo fa". "Qui il "ma anche" non funziona più - prosegue Polito riferendosi al tormentone veltroniano - assomiglia troppo a un antico e sfortunato slogan: "Nè aderire nè sabotare"". Meglio Casini allora perché, " la sua opposizione è a nostro parere abbastanza forte nel denunciare ciò che non va dell'iniziativa di Berlusconi e abbastanza seria da riconoscere ciò che non va nell'amministrazione della giustizia". Insomma, per farla breve, basta concludere con Gavino Angius, che sbotta: " E' ora che il Pd chiarisca il suo rapporto con l'Idv". (02-07-2008).

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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. 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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Berlusconi: via entro luglio tutti i rifiuti dalle strade di NapoliRagazzo travolto e ucciso da un'auto in fugaScuola, torna il grembiule Il "come eravamo" dei vipNew York, donna lasciata morire in ospedale: agonia ripresa in videoTremonti: "Prima dell'estate via agli aiuti per famiglie e pensionati"Il premier: "Intercettazioni, sì al decreto" E Napolitano mette in riga il Csm Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. 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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (19 votes, average: 2.95 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 109 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 68 ) " (51 votes, average: 2.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 20 ) " (124 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alibabà Baghdad: Lettera a Totonno da un compare in dialetto Abruzese Caro Compare Nipote Tatonno e lu cumpare Biase... ettore: sono stato sul sito di dipetro a leggere quello che ha scritto. mi sta benissimo che quando si parla si usi... CALOGERO C.: Veltroni si è fatto fregare da quel giuda escariota legale rappresentante dell'italia dei veleni... Parsifal: A sinistra manca l'uomo, questo è il dramma, perché anche noi di centro destra auspichiamo che in... valentino: Socia ragazzi...che due m.....i !!!! Uolter, Baffino, Franciasco, Stecchino,San... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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Nessuno al proprio posto (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi è Mer, 02 Lug 2008 Edizione 135 del 02-07-2008 GIORGIO NAPOLITANO E' costretto ad intervenire per stoppare il Csm in un Paese dove le ingerenze sono quotidiane Nessuno al proprio posto di Francesco Blasilli Come promesso, il Cavaliere è tornato a Napoli, tra i rifiuti. Ma l'immondizia campana, non è il solo caso di rifiuti italiani. Senza offesa per nessuno, ma la nostra penisola è ormai diventata la patria dei rifiuti, intesi sia come spazzatura, sia come dinieghi. Tutto questo nonostante "Mister No Pecoraro Scanio" sia in aspettativa (non in pensione, perché l'erba cattiva, e Verde, non muore mai) e proprio in questi giorni i "No tav" sembrano aver preso una bella legnata in testa. A Napoli, ad esempio, oltre ai rifiuti in strada, ieri c'era tanta gente che "rifiuta" di rispettare le regole, che se ne frega dell'ordine, della forze dell'ordine e del risultato delle elezioni. Rifiutano tutto, tranne fare i girotondi e rompere le scatole. Senza che si offendano troppo, ma loro si che sono rifiuti. Della società. I tre ordigni rudimentali lanciati nella notte nell'area che ospiterà la discarica di Chiaiano sta lì a dimostrarlo. C'è poi il Csm che si rifiuta di stare al suo posto, e così decide di pronunciarsi sulla legge blocca-processi. Il rifiuto epidermico di tanti giudici verso Berlusconi è cosa nota, ma ora negli ambienti togati si sta andando fuori dal seminato. E così il presidente della Repubblica Napolitano è costretto a scrivere al vice presidente del Csm Nicola Mancino una lettera in cui ricorda che a loro non spetta giudicare sulla "costituzionalità" e che il loro parere "non interferisce con le funzioni esclusive del Parlamento". Che il Csm si esprima pure, ma ciò che dirà avrà il valore, in pratica, della carta straccia. La quale, storicamente, finisce nel cestino. Dei rifiuti. Certo, pure Berlusconi contribuisce a questo clima da pattumiera. Lui che rifiuta di credere che la magistratura sia onesta, lui che rifiuta di credere che sia un uomo comune, lui che rifiuta di essere semplicemente umano, visto che si considera un semi-Dio. Insomma, sarà pure il premier, sarà pure vero che in altre nazioni europee l'immunità c'è, ma se il Cavaliere su certi temi non rifiutasse ogni forma di dialogo, forse sarebbe meglio. Per lui e per noi. Ma l'Italia è piena di istituzioni che rifiutano di stare al loro posto. Prendete il Vaticano che poi, a rigor di logica, sarebbe un paese straniero. Come se non bastassero le menate su divorzio, aborto, matrimonio e sperimentazioni varie, adesso tramite Famiglia Cristiana, ci fanno sapere che prendere le impronte digitali ai bambini rom non è cosa buona e giusta. Fortuna che Maroni rifiuta di ascoltare certi consigli e tira dritto per la sua strada. Anche perché, parlando della Chiesa, siamo di fronte a rifiuti multipli. Il primo è di accettare il fatto che non fanno parte dell'Italia; il secondo che i tempi cambiano; il terzo è che non tutti i problemi si risolvono con due "Padrenostri" e tre "Avemarie". A volte, ci vogliono anche metodi meno caritatevoli, e chi ha fatto le crociate, dovrebbe esserne a conoscenza. Insomma, se dalle parti di via della Conciliazione mettessero il naso nella loro pattumiera, invece che nella nostra, non sarebbe male. Anche perché, non è detto che i nostri, di rifiuti, puzzino di più. Non ci deve essere male odore, ma tira comunque una brutta aria al loft del Pd. Dove c'è Veltroni che rifiuta la realtà, non crede che ha perso le elezioni e si è fatto il governo-ombra. Dove è pieno di gente che rifiuta Veltroni, ma anche Berlusconi, dove in tanti hanno rifiutato la tradizione comunista, la sinistra massimalista e pure i radicali. Insomma, tanto rifiuti ? più o meno cortesi ? tranne a Di Pietro che, in cambio, ha rifiutato di fare un gruppo comune in Parlamento. Ma l'ex pm merita indubbiamente un capitolo a parte. Lui che non rifiuta nessuno (nel suo partito) pur di rifiutare Berlusconi. Lui che rifiuta l'italiano e la grammatica la getta nel cestino dell'immondizia. Lui che pur di andare contro il Cavaliere (e a favore del suo ego) rifiuta ogni logica politica e fa il fascista di sinistra, specie forse peggiore anche del cattocomunista. C'è chi dice no, cantava Vasco Rossi, e forse era pure ottimista. Qui da noi dicono quasi tutti di no. Non c'è da meravigliarsi, in un Paese che ha rifiutato vent'anni fa il nucleare e che da allora non fa altro che lamentarsi del costo della benzina. Dove i partiti polici rifiutano di guardare nel loro orticello, e pensano solo a quello che non va a casa dei loro avversari. In un paese dove il progresso è bloccato da uno sparuto gruppo di persone che negli anni hanno saputo solo dire di no. Senza nemmeno aggiungere un "grazie". In una nazione in cui Beppe Grillo, uno che rifiuta ogni forma di civiltà, è diventato una star. Con lo yacht d'ordinanza.Insomma, i rifiuti non stanno solo a Napoli o nelle pattumiere di casa nostra. Stanno ovunque, nei ministeri ? ad esempio ? dove chi si rifiuta di lavorare è la regola e non l'eccezione. Ad essere onesti, anch'io mi sarei rifiutato di fare questo articolo, se solo non avessero minacciato di licenziarmi.

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Ambientalisti anti-inceneritore (sezione: Grillo)

( da "Brescia Oggi" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

2 Luglio 2008 EMERGENZA-RIFIUTI. L'ipotesi che arrivi spazzatura dalla provincia di Napoli riapre il dibattito sul modello-Brescia Ambientalisti anti-inceneritore "Il modello bresciano non è da imitare: la differenziata è stabile ma si brucia di più" Per venerdì organizzato corteo di protesta E il Mib è pronto a bloccare i camionisti   Brescia, per quanto concerne lo smaltimento dei rifiuti non è affatto un modello da imitare e l'inceneritore cittadino non può bruciare l'immondizia napoletana se non si vuole aggravare una situazione ambientale già esasperata, soprattutto, dal punto di vista della qualità dell'aria. Sono queste le considerazioni che il coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia, Energetica, Altrabrescia ed il Gruppo Meetup "Amici di Beppe Grillo", hanno voluto esternare nel presentare l'iniziativa di protesta pacifica che avrà luogo venerdì mattina, a partire dalle 9.30, presso l'inceneritore. "E' inutile continuare ad affermare il valore del modello Brescia e della sua funzionalità nell'incrementare la raccolta differenziata visto che dal 1998, anno dell'attivazione dell'inceneritore, ad oggi, tale percentuale è salita solo del 9% attestandosi al 35%, contro un aumento del 300% dei rifiuti inceneriti, segno visibile che si è intrapresa una strada sbagliata" ha spiegato Imma Lascialfari, presidente del coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia, accompagnata dal suo vice Ezio Corradi, da Massimo Cerani di Energetica, da Iosè Savoldi del comitato ambientalisti città di Brescia e Adriano Nitto degli "Amici di Beppe Grillo". "Asm, ora A2A, ha ricevuto circa 400 milioni di euro di finanziamenti che per noi avrebbero dovuto essere destinati per il finanziamento e lo studio delle vere energie rinnovabili" ha proseguito la presidente del sodalizio. "In una recente intervista a Rainews24 l'assessore all'ambiente della Campania Valter Ganapini ha denunciato la situazione di una regione che avrebbe i mezzi per uscire da questa emergenza, utilizzando, per esempio, discariche da tempo pronte e mai utilizzate o mezzi dimenticati a marcire nei depositi. Per questo l'apertura di nuove discariche, come la costruzione di altri inceneritori ci sembra assurda e discorde con la politica della riduzione e della differenziazione che noi promuoviamo" ha proseguito Cerani spiegando che, per loro, la disponibilità a bruciare i rifiuti dovrebbe essere data solo per piccole quantità e dopo un lavoro di differenziazione che spetterebbe a Napoli, come sottolineato da una lettera che il comitato invierà al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. "I veri esempi sono quelli del Consorzio di Priula, in grado di raggiungere quota 80% nella raccolta differenziata, o Novara con le sue quote passate dall'50 al 70% in appena 18 mesi" ha concluso il rappresentante di Energetica. Contro l'arrivo dei rifiuti da Napoli il Movimento indipendentista bresciano (Mib) pronto a bloccare il trasporto e che rivolge un appello ai camionisti: "Lasciate perdere. Per la salute di tutti".D.S.

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PROTESTE DI PIAZZA, VELTRONI GELA DI PIETRO (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-07-2008)

Argomenti: Grillo

Proteste di piazza, Veltroni gela Di Pietro ADOLFO PAPPALARDO Veltroni ha già fatto sapere che il suo partito non parteciperà alla manifestazione contro Berlusconi di martedì prossimo. Ma gli appelli affinché ci ripensi continuano. Su decine di blog ma soprattutto da parte di due degli organizzatori del presidio di piazza Navona: il leader dell'Idv Antonio Di Pietro (che scrive una lettera su L'Unità, quotidiano vicino a Veltroni) e il direttore di "Micromega", Paolo Flores D'Arcais. "Mi dispiace che non ci sia Veltroni. Che non ci siano gli elettori del Pd, però, non ci credo: saranno moltissimi" dice l'ex pm nei corridoi del Transatlantico commentando il gelo del leader Pd alla sua missiva. "Dimmi almeno una buona ragione per la quale non vuoi scendere in piazza con noi contro le leggi canaglia del governo Berlusconi" chiede, invece, Flores D'Arcais, in un video messo su YouTube, rivolgendosi direttamente all'ex sindaco di Roma. Appelli destinati a cadere nel vuoto perché Veltroni ha già deciso la linea da tenere e l'ha spiegata ieri mattina nel coordinamento del suo partito: opposizione durissima in Parlamento, al limite dell'ostruzionismo, contro i provvedimenti sulla giustizia senza cadere nelle tentazioni della piazza. Si comincia oggi a Montecitorio quando verraro messe in votazione le pregiudiziali di costituzionalità sul dl sicurezza. Meglio, è il ragionamento, non farsi travolgere dall'onda giustizialista e mischiarsi con i girotondi, Beppe Grillo e Marco Travaglio. Una manifestazione, certo, il Pd la farà ma in autunno: "Faremo - dice Veltroni - una manifestazione con centinaia, migliaia, forse qualche milione di persone e la faremo ad ottobre perchè i temi della giustizia andranno uniti ai temi sociali che verranno al pettine in autunno". Una scelta appoggiata dall'ala moderata del partito e dai fedelissimi del segretario ("Vedrete che tra un po' gli italiani si saranno stufati tanto dei toni di Berlusconi quanto degli insulti di Tonino" prevede il capogruppo Soro) ma che non digeriscono i prodiani propensi di più, e forse qualcuno lo farà, a partecipare alla manifestazione di piazza Navona. E ieri sera lo strappo tra Veltroni e Di Pietro sembra insanabile con il primo che attacca a testa bassa il secondo. Sulla manifestazione ma anche sulla rotta dell'opposizione: "Se si voleva farla insieme, si sarebbe discussa insieme la piattaforma. Se, invece, si vuole fare un gioco che poi per me è inutile e dannoso, è altra cosa". Subito dopo attacca i toni dell'alleato: "Di Pietro nelle ultime settimane sta facendo solo due cose: attacca il Pd e alza i toni contro il premier. Ma dare del "magnaccia" al presidente del consiglio non gioca alla causa dell'opposizione ma è l'opposizione che Berlusconi preferisce". Infine una stoccata al Cavaliere: "Ha preso in giro gli italiani. Siamo andati a guardare i dati di questa manovra finanziaria: tagliano su scuola e sicurezza e le tasse aumentano. C'è una sola cosa da fare, smettere di parlare di lodo Alfano e affrontare la vera emergenza italiana: salari, stipendi e pensioni". Sembra un cambio di passo, quello del leader Pd rispetto al clima del dialogo che si voleva instaurare con il capo del governo. Tutto archiviato. Anche se Veltroni, nello smentire ipotesi di accordo o inciucio con il Cavaliere, apre un ultimo spiraglio: "Non esiste nessun baratto tra la norma "sospendi processi" e il "lodo Alfano" con il Pdl, ma la maggioranza tolga di mezzo il primo e si creerà un clima diverso".

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Il ritorno in città di Beppe Grillo (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Reggio" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

Già aperte le prevendite per lo spettacolo del 28 ottobre al Palabigi REGGIO. Sono già disponibili i biglietti per il nuovo show che Beppe Grillo terrà al Palabigi di Reggio martedì 28 ottobre. Il nuovo recital del comico tocca Reggio, una piazza che da sempre ha riservato a Beppe Grillo grande attenzione e calore. Questi i prezzi dei biglietti: platea numerata: euro 27 + 3,00 (diritto di prevendita); tribuna a sedere numerata: euro 22,50 + 2,50; gradinata libera: euro 18 + 2 (diritto di prev.); ridotto per diversamente abili: euro 5 (senza prevendita). Informazioni e prevendite sul sito www.medials.com (tel. 0522/382858) e in tutte le prevendite abituali. A Reggio 8 Ball Rercords, Via Emilia S. Pietro 54 - Discoland, via Migliorati 4/b - Edicola della Stazione, P.zale Marconi, 1. A Cavriago: Multisala 900, via del Cristo 7. A Castelnovo Monti: Iat Ufficio Informazione Turistica, via Roma 15/b: A Sant'Ilario d'Enza: Dischi Mariposa, P.zza della Repubblica. Da sottolineare l'evoluzione di Beppe Grillo fino ad arrivare all'apertura di un blog, il 26 gennaio 2005, che raggiunge in breve tempo una media di 160.000 visitatori al giorno. In tour con lo spettacolo "Beppegrillo.it" gira l'Italia con oltre 60 date. Il Time lo inserisce nella lista "Gli eroi europei del 2005". Nel 2006 è in tour in tutta Italia con lo spettacolo "Incantesimi" e ancora nel 2007 con lo spettatcolo "Reset" che ha registrato il tutto esaurito già prima del suo inizio. L'8 settembre organizza il V-Day per un parlamento pulito: in oltre 200 piazze d'Italia e oltre 30 estere, in poche ore vengono raccolte più di 300.000 firme per la proposta di una legge popolare.

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Rifiuti, il Pirellone attende (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

EMERGENZA IN CAMPANIA. Si terrà probabilmente solo la prossima settimana la conferenza Stato-Regioni che dovrebbe chiarire anche il ruolo della Lombardia Rifiuti, il Pirellone attende di Natalia Danesi Prima che si possa scrivere la parola "fine" sul caso dei rifiuti dalla Campania ci vorrà ancora qualche giorno. La riunione della conferenza Stato - Regioni, inizialmente attesa per oggi, si terrà probabilmente soltanto la prossima settimana. È il governo a doverla convocare, e sia da Roma, sia dall'ufficio stampa del Pirellone ieri è stato annunciato che nessun incontro su questo tema risulta all'ordine del giorno per ora. SEBBENE IL PRESIDENTE del consiglio Silvio Berlusconi abbia spiegato che eventualmente saranno le regioni più vicine alla Campania a dover far fronte all'emergenza, il governatore Roberto Formigoni è tornato a ribadire che la Lombardia è pronta ad accogliere l'immondizia campana. "Abbiamo dato la nostra disponibilità al governo che ci ha chiesto di poter accogliere un quantitativo limitato di rifiuti dalla Campania, 6 - 7 mila tonnellate - ha spiegato Formigoni - attendiamo che il governo si faccia vivo per dire quando e come intende utilizzare la nostra solidarietà". E ha poi sottolineato che a lui non risultava "che la Lega avesse frenato". Immediata la replica del sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli: "La Regione Lombardia venerdì ha approvato un documento sulla disponibilità di accettare una quantità limitata di rifiuti a patto che siano rispettate quattro condizioni - ha detto -: che venissero inviati rifiuti inceneribili, che Chiaiano venisse aperta, che ci fossero tempi certi per l'inceneritore di Acerra, che tutte le Regioni italiane fossero d'accordo. Mi risulta che al momento l'unanimità delle Regioni non ci sia e credo che questo documento sia ancora valido". Ma dalla Regione arriva già un'altra smentita: "L'unanimità non serve" La vicenda insomma non è ancora chiusa, quantomeno politicamente. Anche se Brescia già l'altro ieri, dopo le esternazioni del premier, ha tirato un sospiro di sollievo. FERVONO, INTANTO, i preparativi per l'arrivo del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e di 25 tra assessori, consiglieri e rappresentanti delle municipalità, che saranno domani a Brescia per prendere informazioni sul sistema integrato di raccolta differenziata e smaltimento rifiuti di A2A. I dettagli della visita sono in via di definizione in queste ore. Oltre al sindaco Adriano Paroli e all'assessore all'Ambiente Paola Vilardi, ad accompagnare la delegazione saranno il presidente del consiglio di Sorveglianza di A2A Renzo Capra, il presidente del consiglio di Gestione Giuliano Zuccoli e l'ingegner Antonio Bonomo, responsabile servizi energetici di A2A. Per protestare contro il "modello Brescia" di gestione dei rifiuti, i comitati ambientalisti della Lombardia, Energetica, Altrabrescia e Meetup "Amici di Beppe Grillo" hanno organizzato un presidio pacifico nel piazzale del termoutilizzatore, in via Codignole. Il ritrovo è fissato per le 9,30. Nell'occasione, i manifestanti consegneranno una lettera al sindaco Rosa Russo Iervolino.

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8 luglio, ora i promotori si dividono Flores d'Arcais contro Napolitano sul Csm, Di Pietro lo gela e difende Veltroni : no ad attacchi al leader Pd (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del 8 luglio, ora i promotori si dividono Flores d'Arcais contro Napolitano sul Csm, Di Pietro lo gela e "difende Veltroni": no ad attacchi al leader Pd di Maria Zegarelli / Roma GELO DI LUGLIO Sulla manifestazione dell'8 luglio in piazza Navona contro le "leggi vergogna" piomba come acqua gelata l'intervista di Paolo Flores d'Arcais apparsa ieri sul Riformista contro la lettera del Quirinale e contro la decisione del segretario del Pd Walter Veltroni "reo" di non aderire all'iniziativa. Flores è, insieme a Furio Colombo (Pd) e Pancho Pardi (Idv) uno degli organizzatori dell'appuntamento di piazza. Le sue dichiarazioni, quell'uno-due nel giro di poche ore, gelano Colombo, fanno indignare il Pd, creano imbarazzo ad Antonio Di Pietro, fautore della manifestazione, che ieri ha difeso il Quirinale e le scelte del Pd. Una frattura alla vigilia dell'8 luglio che rischia di compromettere l'esito della manifestazione e che di certo ha già provocato malumori profondi. Dice Flores, direttore di Micromega, che la lettera di Napolitano "è una vergogna" perché "al Csm spetta di dare un parere sulle leggi, è una delle sue prerogative". A Veltroni, nella stessa intervista, risponde che le accuse di fare il gioco di Berlusconi con manifestazioni come quella dell'8, sono "una stronzata vecchia come il cucco". Ieri dal suo sito al "caro Walter" dice che "l'inciucio si può fare per atti o per omissione, mi sembra che questa tua volontà di non scendere in piazza con noi sia esattamente un inciucio per omissione". Le ragioni del "no" del Pd, inoltre, altro non sarebbero che "insulti" a chi come lui, Colombo e Pardi ha una storia "di coerenza democratica di tutta una vita". Colombo mette subito in chiaro: "Io voglio partecipare a qualcosa di politicamente serio e utile. Altrimenti la cosa cambia". Intanto qualche chiarimento: ci sarà o no Beppe Grillo? La manifestazione, poi, non può assumere toni conflittuali contro il Pd. "Non può succedere che una parte dell'opposizione si schieri contro l'altra. La manifestazione deve essere solo contro Berlusconi, le sue leggi, la sua politica". No all'antipolitica grillina, o all'"accanimento interno" che creerebbero "incertezza in chi dovrebbe partecipare", soprattutto simpatizzanti del Pd. Flores parla per sé, conclude Colombo. Ed ecco un altro video, in rete dalla notte, nel quale Flores smentisce che la manifestazione dell'8 luglio sia "in qualsiasi modo contro il Pd". Anzi, è alla base del partito e ai suoi vertici, che parla affinché partecipino all'appuntamento "con i caratteri di necessità e urgenza". Ma nel pomeriggio, in piena bufera, Di Pietro sente l'obbligo di prendere le distanze: "Il messaggio inviato dal presidente della Repubblica al Csm è ineccepibile", perché "ribadisce e rafforza l'autonoma facoltà del Csm di inviare pareri alle Camere e al Governo su norme che riguardano l'amministrazione della Giustizia rimarcando, al tempo stesso, il limite unico di tale facoltà, ovvero, l'incompetenza ad esprimersi sulla costituzionalità delle norme". Quanto a Walter, nulla da eccepire, sulla sua decisione di non aderire alla manifestazione, "ognuno fa opposizione come vuole", spiega in Transatlantico. Dunque, "non meno lasciano perplessi i toni inutilmente aggressivi - di Flores - rivolti al leader Pd. Se davvero, come noi crediamo, il paese attraversa una fase di emergenza democratica, allora l'opposizione ha una responsabilità su tutte, e l'Idv, questa responsabilità intende assumersela, quella di evitare inutili divisioni o protagonisti". Quanto alle preoccupazioni di Colombo, su una eventuale partecipazione di Grillo, Di Pietro preferisce tacere. Perché? "Perché si saprà soltanto l'8 luglio se verrà oppure no". Off record "se lo dico adesso sa che caos scoppia sui giornali? Sia se viene sia se resta a casa". In serata arriva l'affondo della Bindi: su come fare opposizione il Pd non accetta lezioni. Il problema - spiega - non sono solo il ritorno delle leggi ad personam, ma "l'idea stessa di democrazia" che Berlusconi sta imponendo. "Su come fare l'opposizione non accettiamo lezioni da nessuno, né da Di Pietro né da Flores d'Arcais e respingiamo gli intollerabili attacchi al Presidente Napolitano. Ma possiamo e vogliamo fare la nostra parte anche nel paese. Non costruendo una piazza contro un'altra ma mobilitando in modo democratico e fermo nelle nostre feste e in ogni città gli italiani".

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Istruttoria, in 43 si sono iscritti (sezione: Grillo)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-07-03 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Centrale a biomasse C'è anche il gruppo "Uniti per Beppe Grillo" Istruttoria, in 43 si sono iscritti LECCE - Sono 43, e fra queste c'è anche il gruppo "Uniti per Beppe Grillo", le richieste di accreditamento per partecipare all'istruttoria pubblica sulla centrale a biomasse convocata dal sindaco di Lecce, Paolo Perrone. L'ultimo giorno utile per presentare le domande era l'altro ieri e, nella mattinata di ieri, il responsabile del procedimento, Fernando Bonocuore, dirigente del settore Ambiente del Comune, ha preso velocemente visione delle richieste. "L'istruttoria - spiega - si aprirà in forma solenne alle 17 di giovedì 7 luglio. La seduta si terrà nella sala consiliare di Palazzo Carafa e sarà avviata dall'intervento del sindaco. Subito dopo prenderà la parola un tecnico di Italgest (la società di Paride De Masi titolare del progetto "Heliantos 1", ndr) che illustrerà tutti i dettagli della centrale termoelettrica alimentata dall'olio ricavato dai semi di girasole". Sull'impianto, che dovrebbe sorgere 4 chilometri a Nord della città, potranno poi esprimersi, con l'ausilio di tecnici di fiducia, i 43 soggetti che si sono candidati e che rivendicano un interesse a farlo. L'istruttoria si chiuderà il 4 agosto dopo di che tutto il materiale sarà discusso in consiglio comunale e poi inviato alla Regione Puglia per la decisione finale. "è importante conclude Bonocuore - la partecipazione dei cittadini perché per la prima volta si bandisce a Lecce una istruttoria pubblica". ( f. m.) Il sindaco Perrone Sarà il primo cittadino ad aprire l'istruttoria pubblica sulla centrale a biomasse il 7 luglio a Palazzo Carafa.

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Segue dalla prima biennio rossiccio e nerastro (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

Segue dalla prima biennio rossiccio e nerastro di Peppino Caldarola La protesta ebbe un carattere fondamentalmente morale, mise in luce l'esistenza di due linee nella sinistra (massimalismo e riformismo), si scagliava contro uno stato maggiore identificato come un'inamovibile burocrazia (Fassino, D'Alema, Rutelli), non aveva un progetto politico alternativo, si saldò quasi immediatamente con la sinistra sociale e sindacale. Fu una specie di "rivoluzione culturale" con pezzi di establishment (Cofferati, Veltroni, Bassolino) che riuscivano a mobilitare giovani, ma soprattutto meno giovani, esponenti dell'intellettualità urbana di massa contro un altro pezzo di stato maggiore della sinistra. Mi capitò, con una certa fortuna pubblicistica, di definire quel fenomeno come il "biennio rossiccio" confrontandone le intenzioni con l'impetuoso movimento operaio del "biennio rosso". La folla di intellettuali che firmava gli appelli e sosteneva quei girotondi era appena più numerosa di quella che oggi sostiene i nuovi. Ma la vera differenza non è la platea dei sostenitori. Le firme, sia detto senza offesa, contano poco. La differenza è altrove. L'8 luglio (ma l'avete fatta vedere a Di Pietro quella pubblicità in cui si dice: "Antò, fa caldo!") al raduno ci sarà un altro popolo. In prima fila manifesteranno quelli dell'antipolitica. Ci sia o non ci sia Beppe Grillo, parli o non parli Transilvania Travaglio, la "marcia di luglio" non è fatta da politicizzati senza potere che vogliono dare una mossa ai politici professionali. Non si raccoglieranno quelli che hanno un'anima contro quelli che l'hanno persa. Non ci sarà uno stato maggiore movimentista contro una piramide politicista. Ci saranno un partito in ascesa (l'Italia dei Valori), un'impresa politico-mediatica con un enorme fatturato, uno staff di parlamentari contro un altro partito da surclassare e soppiantare. Mancherà, scusate se è poco, interamente la sinistra sociale. Non basterà l'annunciata adesione dell'ex ministro Ferrero a dare una parvenza gauchista a un movimento di incerta collocazione. Quel che appare in dubbio, nella prima convocazione dei nuovi girotondi, è proprio la collocazione a sinistra. I primi girotondi erano figli della sinistra. I nuovi girotondi odiano la sinistra. Da Veltroni a Bertinotti, sindacati compresi. Non è per caso che i due protagonisti della nuova convocazione siano personaggi che non hanno mai fatto mistero delle proprie simpatie di destra. Ieri su Libero Di Pietro ha aperto una linea di credito verso la destra più estrema e quella leghista dichiarandosi pronto ad accordi con il partito di Bossi e con la Santanchè contro Berlusconi. Tutti sappiamo che c'è un mondo di destra che ama poco il Cavaliere. Di Travaglio sono note le pulsioni destrorse ma la sua cifra è data da quel movimento giudiziario che dovunque sarebbe connotato come una formazione di destra e solo in Italia si presenta dall'altra parte. Attorno a Grillo si raduna l'antipolitica per eccellenza, cioè un mondo che ha fatto dell'assalto alla democrazia dei partiti, giovandosi degli errori dei partiti, la sua connotazione fondamentale. La manifestazione dell'8 luglio non è, quindi, di quelli che tornano. Tornano, ma politicamente si sono trasfigurati. Più dei vecchi girotondi sono indifferenti al conflitto sociale, alle grandi discriminanti ideologiche (pace o guerra), al successo di una linea nella sinistra a svantaggio dell'altra. Più dei girotondi si presentano come un'alternativa non "nella" sinistra ma "alla" sinistra. Ovviamente c'è un tratto comune fra i due movimenti. Ovviamente molti esponenti dei secondi girotondi si considerano dei rinnovatori della sinistra, ma dal "biennio rossiccio" stiamo passando al "biennio nerastro". Dalla sinistra nasce la Destra. È già successo in questo paese. 03/07/2008.

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INTERCETTAZIONI: INGORGO ALLE CAMERE OSTACOLA DL. FINI E (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

LEGA FRENANO postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 3 lug - L'ingorgo legislativo creato dallo stesso iperattivismo normativo del governo in questi primi mesi di legislatura, che le Camere si trovano a fronteggiare a ridosso della pausa estiva, e' l'ostacolo tecnico che sta frenando in queste ore una decisione che nel merito e' stata gia' presa: sulla pubblicazione e l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche si deve intervenire per decreto, non c'e' piu' tempo. L'unica perplessita' e' legata alla possibilita' che si riesca a convertirlo in legge entro i prescritti 60 giorni dall'approvazione in Cdm inserendolo nella fitta agenda parlamentare prefestiva. ''Al Consiglio dei ministri di venerdi' se ne parlera'' conferma l'avvocato del premier Nicolo' Ghedini. Del resto la necessita' della decretazione d'urgenza e' stata confermata ieri dal ministro Alfano e ribadita dallo stesso Berlusconi in una colazione con il presidente della Camera. ''Cosi' rischia di essere un decreto a perdere'', ha avvertito pero' Gianfranco Fini. Le preoccupazioni del presidente della Camera non sono solamente di natura procedurale, visto che il leader di An avrebbe esortato il premier a ricreare un clima di ''concordia istituzionale'', evitando altri conflitti con il Quirinale. Inviti alla moderazione sono venuti anche dalla Lega, che dopo gli interventi di Umberto Bossi dei giorni scorsi, preoccupato che il clima di conflitto possa far sfumare il necessario accordo ''bipartizan' sull'introduzione del federalismo. Il capogruppo a Montecitorio, Roberto Cota, ha fatto notare anche lui che ''il calendario parlamentare e' ormai gia' fitto''. Con un occhio alle pagine dei giornali e con l'altro ai lavori del parlamento, il Cavaliere tira dritto e avverte che l'ultima istanza sara' l'elettorato dal quale trae la vera legittimita' a governare. Nei giorni scorsi aveva fatto intravedere la possibilita' di un ritorno alle urne e ieri con Fini ha prospettato il ricorso alla piazza ''altro che le manifestazioni di Veltroni''. Il segretario del Pd intanto tesse la tela dell'alleanza con l'Udc per arginare Berlusconi. Ieri ha sottoscritto una lettera con Pier Ferdinando Casini chiedendo al presidente della Camera di dare la possibilita' al parlamento di avere il tempo di discutere approfonditamente e modificare i provvedimenti che la maggioranza ha affidato alla decretazione d'urgenza: da un'ampia manovra finanziaria, al 'blocca-processi' contenuto nel decreto sicurezza. Cosi' si rischia di relegare il parlamento, secondo i due leader dell'opposizione, in una funzione puramente notarile. Contestano, Veltroni e Casini, un calendario che pone al vertice dell'agenda politica questioni ben lontane dalle vere priorita' del paese e delle famiglie. La risposta 'ufficiosa' di Fini affidata al suo portavoce - quella ufficiale verra' oggi in aula - tiene a sottolineare che le norme di legge su tempi e modalita' dell'esame dei provvedimenti sono stati rispettati. Intanto, Antonio Di Pietro prepara la sua manifestazione di protesta contro ''le leggi speciali'' di Berlusconi fissata per martedi' prossimo a piazza Navona. Pullman da tutta Italia nonostante il giorno infrasettimanale e la forza del tam-tam del blog di Beppe Grillo segnalano che intorno all'Idv si sta coagulando la capacita' di mobilitazione dei Girotondi dei tempi migliori, assicura Pancho Pardi, ora senatore dipietrista. Ma non solo: ''Ci sara' la Sinistra democratica di Mussi, il Prc di Ferrero ma anche molti parlamentari del Pd, di ogni corrente'' confida Pardi di passaggio a Montecitorio per una riunione organizzativa.

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ROMA Umberto Eco sarà in piazza l'8 luglio contro Berlusconi perchè la democraz (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

03 Luglio 2008 Chiudi ROMA Umberto Eco sarà in piazza l'8 luglio contro Berlusconi "perchè la democrazia è in pericolo", insieme a Camilleri, ma l'attacco del direttore di "Micromega", Paolo Flores D'Arcais, al presidente Napolitano rischia di ridimensionare la manifestazione di piazza Navona dell'8 luglio contro "le leggi vergogna del governo Berlusconi". L'aver definito "una vergogna" la lettera del Capo dello Stato al Csm "al quale spetta, invece- secondo Flores- dare un parere sulle leggi", fa sì che perfino uno dei promotori dell'iniziativa insieme a Flores e Pancho Pardi, Furio Colombo, prenda le distanze. "Parole dure come quelle di D'Arcais su Napolitano o accenti antipolitici stanno suscitando in molti di noi ansia e incertezza- avverte il deputato del Pd ed ex direttore dell'Unità- o si chiarisce che è una manifestazione solo contro il governo, o ho problemi a dire che parteciperò". Il suo dubbio, condiviso anche da molti esponenti della sinistra, pur interessati al tema delle leggi "ad personam", è che scendendo in piazza, oltre a opporsi a Berlusconi, si dia troppo fiato all'antipolitica. E l'interessamento di Beppe Grillo al raduno romano conferma il disagio di quanti non vogliono contrapporre le iniziative parlamentari alle manifestazioni della cosiddetta società civile. Prende nettamente le distanze anche l'ulivista Arturo Parisi, che molti consideravano tentato dalla protesta dell'8 luglio. "Le parole di Flores d'Arcais contro il presidente Napolitano sono inaccettabili in sè e come tali vanno rifiutate non solo per rispetto al suo ruolo istituzionale ma per l'apprezzamento sincero che nutriamo per la sua azione- avverte- ed egualmente sento di dover esprimere il mio dissenso dal tono aggressivo manifestato verso la decisione di Veltroni di non partecipare alla manifestazione dell'8 luglio". Tuttavia, l'ex ministro della Difesa tiene a precisare che "da qui a proporre l'opposizione in Parlamento alle leggi pensate per tutelare gli interessi personali del Presidente del Consiglio come sufficiente ed esclusiva di ogni altra forma di azione tuttavia ce ne passa. Guai se la iniziativa delle libere aggregazioni della società fosse vista dai partiti come ad essi alternativa". Prova invece a conciliare l'esigenza della protesta con l'opposizione parlamentare Rosy Bindi, secondo la quale "il Pd deve saper svolgere un'opposizione sia in Parlamento che nel Paese, non costruendo una piazza contro l'altra, ma mobilitando il maggior numero di cittadini per evitare che la nostra democrazia si trasformi in un regime personale". C.Ter.

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Marozzi presenta il suo libro (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

Rinascita Marozzi presenta il suo libro ASCOLI - Domani alle ore 18, presso la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, si terrà la presentazione del libro "Il Popolo di Beppe Grillo", scritto da Francesco Orazi e Marco Socci, a cui ha collaborato, tra gli altri, l'ascolano Paolo Marozzi. Saranno presenti i due autori del libro. Il volume presenta i risultati di una ricerca sociologica svolta coinvolgendo tutti i meet-up di Beppe Grillo italiani e fornisce uno sguardo diverso su una realtà spesso osannata e nello stesso tempo demonizzata.

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BERLUSCONI/ GRILLO AI SUOI: CHIAMATE MATRIX E DITEGLI (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

'VAFFA' Appello sul blog: intasate il centralino di Mentana postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 3 lug. (Apcom) - Beppe Grillo fornisce sul suo blog il numero di telefono del centralino di Matrix e invita i suoi sostenitori a intasarlo di 'vaffa', in vista della puntata di questa sera con Silvio Berlusconi. Un appello che, secondo quanto è stato riferito, sta facendo molti proseliti e creando qualche problema al centralino Mediaset. "Lo psiconano - scrive Grllillo sul blog - sarà ospite del suo dipendente Mentana, nella sua trasmissione Matrix, nella sua rete Canale 5 a dire 'pacatamente e serenamente che la giustizia è una vera emergenza'. Per lui. Il Paese, pacatamente e serenamente, lo ascolterà e poi lo manderà a fanculo. Lo psiconano vuole abolire le intercettazioni per la maggior parte dei reati. Quelli in cui sono coinvolti politici e industriali. Telefonate a Matrix e leggete a Mentana una riga tra le seguenti sulla situazione del Paese dei papponi accompagnata da un Vaffanculo!".

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Berlusconi non sarà ospite a Matrix (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA Questa sera il presidente del Consiglio non sarà ospite a Matrix per discutere della situazione della Giustizia. La conferma arriva nel primo pomeriggio dal conduttore Enrico Mentana.Dopo una giornata di voci e polemiche, lo stop definitivo. Dal suo blog, Beppe Grillo aveva fornito numero di telefono del centralino di Matrix, invitando i suoi sostenitori a intasarlo di "vaffa". Il presidente del Consiglio- scrive Grillo- "sarà ospite del suo dipendente Mentana, nella sua trasmissione Matrix, nella sua rete Canale 5 a dire "pacatamente e serenamente" che la giustizia è una vera emergenzà". L'annuncio di Mentana ha spiazzato anche il comico ligure. Ma la polemica sulle telefonate non si spegne. "E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo? Il dirimente tra pubblico e privato in politica, nel caso di un capo di governo è molto labile. Credo che l'informazione debba prevalere" attacca il capogruppo dell'Idv Massimo Donadi. Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, è dell'avviso che i requisiti di necessità e urgenza del decreto sulle intercettazioni "ci sono tutti", ma c'è "una difficoltà di calendario, un problema di tempi parlamentari. Noi prevediamo di lavorare fino al 7 o 8 agosto, ma se si fa un decreto bisogna avere la ragionevole certezza della sua conversione nei termini prescritti". Mara Carfagna taglia corto: "Non mi occupo di intercettazioni, di gossip, di stupidaggini. Non fanno parte della delega del mio ministero, e quindi non me ne occupo". Intanto, il Pd frena le bordate dei dipietristi. "Il problema intercettazioni esiste e va risolto" dice Ermete Realacci. "La soluzione sarebbe tornare al disegno di legge di Mastella. Allo stato attuale c'è un abuso". LINK + "Clinton non ha fatto ministro la Lewinsky" + E il Pdl assolve già il Cavaliere UGO MAGRI + Rom scarcerati, Maroni attacca il gip VOTA Bufera intercettazioni: con chi state?.

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Voglio uno scandalo! Censurati e censuratori! Due facce della stessa medaglia! Omertà ed informazione (sezione: Grillo)

( da "KataWeb News" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

3 luglio 2008 alle 11:37 - Autore: giosby - 0 commenti (...) Paolo Barnard continua il suo articolo indicando le persone che lo hanno censurato o che, comunque, hanno fatto orecchie da mercante, diventando oggettivante complici dell'omertà , un altro vizio che causa non pochi danni! Le persone in questione sono: Milena Gabanelli Marco Travaglio Lorenzo Fazio Aldo Grasso Piero Ricca Sabina Guzzanti Beppe Grillo Vuoi vedere che chi ha subito la censura si trasforma spesso in un censuratore, come chi ha subito abusi sessuali si trasforma a volte in un violentatore? Ma l'unica legge che funziona a questo mondo è la legge del taglione? Occhio per occhio ! Dente per dente ! Leggi tutto l'articolo di Giosby.

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Idv e Girotondi al Pd: "L'8 luglio né contro di voi né contro il Colle" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - Quella dell'8 luglio "non sarà una manifestazione contro il Pd, una voce fatta circolare apposta da chi è nemico dell'opposizione, ma contro Berlusconi". Messaggi on line per trovare la quadra delle opposizioni in piazza il prossimo martedì "contro le leggi vergogna". Paolo Flores d'Arcais, con Micromega uno degli organizzatori della manifestazione della prossima settimana in piazza Navona, affida all'on line il messaggio per convinvere il segretario del Pd fermo sulla sua posizione: no alla piazza contro il Caimano e le leggi vergogna su cui ci sarà ferma opposizione in Parlamento; sì alla piazza, in autunno, ma per denunciare le questioni che contano, i salari, le pensioni, l'inflazione. Una posizione difficile da spiegare e sostenere ma che ieri ha trovato un buon carburante proprio nell'intervista che Flores d'Arcais ha rilasciato al Riformista: "La lettera di Napolitano al Csm è una vergogna". Un attimo dopo la manifestazione dei Girotondi diventava contro il Pd e peggio che mai contro il Quirinale. Messo in un angolo dalle sue stesse mani, d'Arcais deve chiarire pubblicamente. "Dai nemici dell'unità delle opposizioni vengono fatte circolare voci secondo cui la manifestazione sarà contro il Pd. Non c'è nulla di vero in queste insinuazioni" scrive nel messaggi oon line. Poi l'invito a Veltroni: "La manifestazione sarà contro le leggi canaglia di Berlusconi e che sia il più possibile unitaria, pur nelle nostre diversità, dipende solo da noi". La manifestazione dell'8 luglio scriverà un'altra puntata importante nella perigliosa vita del Pd e delle opposizioni. Veltroni ha detto no all'appuntamento lanciato da d'Arcais (Girotondi), Pancho Pardi (Idv) e Furio Colombo (Pd) e che poi ha allargato il suo fronte fino a comprendere Di Pietro e l'Italia dei valori, quasi tutta la sinistra cosiddetta radicale, da Rifondazione (hanno aderito entrambe le mozioni, Ferrero e Vendola) ai Verdi (partecipano Angelo Bonelli, Paolo Cento e Loredana De Petris, contrario Boato), da Comunisti italiani e Sinistra democratica, e i blogger di Beppe Grillo. Tutti insieme e uniti da un unico collante: il ritorno del Caimano e delle leggi-vergogna. Un fronte e una mobilitazione a cui stavano strizzando l'occhio anche il senatore Vincenzo Vita e piddini di prima ora come Arturo Parisi e Mario Barbi, Giuseppe Zaccaria e via via altri senatori e deputati. Le accuse di Flores d'Arcais a Napolitano hanno disorientato e confuso. Arturo Parisi, certo non uno che fa sconti al Pd di Veltroni ("non mi iscrivo se il tesseramento non è trasparente" ha attaccato oggi), convoca una conferenza stampa e si affretta a dire: "Se c'è Beppe Grillo non ci siamo noi. Così come non ci saremo se diventa una manifestazione contro il Pd e il Quirinale". Vincenzo Vita va oltre: "Le due piazze, quella dell'8 luglio e quella di autunno, devono poter dialogare perchè non è vero che una esclude l'altra". Certo, aggiunge il senatore, "occorre la volontà per questo dialogo. Cosa che al momento non mi pare ci sia". Ed ecco perchè Vita, pure dato tra i presenti sicuri, adesso mette in dubbio la sua parteciapzione: "Se resta l'impronta dell'inaccettabile attacco al presidente Giorgio Napolitano e della svalutazione del ruolo del Pd, diventa difficile esserci" conclude Vita. Insomma, Veltroni può respirare un attimo e tirare fiato: ha ragione a dire che non si partecipa a una piazza di cui non si conosce bene la piattaforma, le ultime esternazioni di d'Arcais in fondo lo dimostrano. Così oggi il segretario è corteggiato dal direttore di Micromega. E dallo stesso Di Pietro, forse preoccupato dall' alleanza Pd-Udc (insieme Veltroni e Casini ieri hanno scritto a Fini e Schifani per denunciare l'ingorgo parlamentare). "La manifestazione dell'8 luglio - dice Di Pietro - è contro questa dittatura di ritorno del governo Berlusconi e non per dividere le opposizioni. Non abbiamo nessuna intenzione di utilizzare questa manifestazione per spaccare nulla". Comunque, conclude, "rispetto assoluto per chi non ci sara". Qualche dubbio arriva, oggi, da Nichi Vendola: "Non mi piace l'opposizione fondata soprattutto sull'invettiva" spiega il presidente della regione Puglia. Martedì prossimo, sarà in piazza, con i suoi. Tutta la sinistra radicale riunita. Come ai vecchi tempi. Con Di Pietro però. Non con il Pd. Contro il Caimano, che riesce a mettere insieme gli opposti, giustizialisti e garantisti. (3 luglio 2008.

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Più di mille per ascoltare Travaglio (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Palladio preso d'assedio, centinaia restano fuori. Strali sul premier Più di mille persone per Marco Travaglio. Mercoledì sera l'aula magna dell'istituto Palladio è stata presa d'assedio dai trevigiani accorsi per ascoltare il giornalista, firma illustre per l'Unità, Espresso, la Repubblica e Micromega. Travaglio ha presentato il suo ultimo libro, "Se li conosci li eviti", carrellata scritta insieme a Peter Gomez sulle malefatte della politica italiana. Il sottotitolo del libro infatti recita: riciclati, imputati, condannati, fannulloni del nuovo Parlamento, oltre 500 pagine dedicate a più di 150 politici vecchi e nuovi con tanto di curriculum, fedina penale, assenze in Parlamento e frasi celebri. Il tutto in un clima in cui tengono banco lodo Schifani, blocca-processi e porno-intercettazioni, patetico bestiario di un Paese che, mentre sogna le veline, passeggia sull'orlo dell'abisso. Nella sala del Palladio quasi 800 persone, molte sedute a terra per mancanza di seggiole libere, fuori altre centinaia di curiosi che non sono potuti entrare: un grande successo personale per Travaglio, tanto più che per andare al Palladio la gente ha dovuto sfidare una serata afosa. Segno tangibile che, evidentemente, a Treviso non c'è solo il popolo della Lega e del Pdl, anche se Ca' Sugana, per la terza volta consecutiva, è saldamente nelle mani del centrodestra. Sempre che in sala non ci fosse anche gente di destra. Il giornalista-polemista, sodale di Santoro e Beppe Grillo, ha volato alto parlando di politica, nessun accenno alla realtà locale. Ha menato bastonate a tutti, anche al Carroccio: quello di Maroni, secondo Travaglio, non è un pacchetto ma "un pacco" sicurezza dato che sarà facilmente aggirabile proprio in tema di immigrazione clandestina. Travaglio arrivava da San Donà, dove l'accoglienza sembra sia stata molto più tiepida rispetto a quella di Treviso. Ma la Marca trevigiana è ormai una tappa sicura per lui, memore della grande kermesse del Palaverde dello scorso anno. (a.z.).

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Raccolta differenziata "fai da te" a Bologna per gli amici di Beppe Grillo: domani, dalle (sezione: Grillo)

( da "Leggo" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

9 alle 17, suoneranno i campanelli di alcuni condomini del centro storico per ritirare carta e cartone a domicilio. L'obiettivo del "VaffaHera" (nessun intento offensivo nel titolo dell'iniziativa, assicurano i "grilli" bolognesi) è sollecitare l'amministrazione e l'ex municipalizzata verso la raccolta dei rifiuti porta a porta.

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Berlusconi: basta gossip. e non va a matrix - gabriele rizzardi (sezione: Grillo)

( da "Mattino di Padova, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Per la Carfagna sono solo stupidaggini. Mentana: la rinuncia? Un autogol Berlusconi: basta gossip. E non va a Matrix Insinuazione di Donadi (Idv): ma Bill Clinton non ha fatto ministro la Lewinsky Clima rovente per le voci di una imminente pubblicazione di telefonate hard GABRIELE RIZZARDI ROMA. "Ho saputo da palazzo Chigi che il presidente del Consiglio ha deciso di rinunciare. Peccato è una occasione persa". Enrico Mentana scioglie il dilemma poco dopo le 15. Silvio Berlusconi non parteciperà alla puntata di Matrix su giustizia e intercettazioni telefoniche che sarebbe dovuta andare in onda ieri sera. La decisione viene presa nel momento più alto dello scontro tra politica e giustizia e proprio mentre si fanno più insistenti le voci sull'imminente pubblicazione di nuove intercettazioni telefoniche che potrebbero mettere in difficoltà il premier. Colloqui "hard" con donne del Pdl? Promesse di una fulminante carriera o di un posto al governo in cambio di certi favori? Battute troppo spinte? Il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, glissa la domanda: "Non mi occupo di intercettazione e di gossip". L'attesa fa lievitare le insinuazioni e Massimo Donadi affonda il coltello nella piaga: "E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo? Io" precisa il deputato dipietrista "sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca". Alla fine, la decisone di Berlusconi è quella di non andare a farsi "mitragliare" da Mentana. Con una nota, il premier spiega di aver rinunciato alla diretta Mediaset per non oscurare il lavoro del governo con il gossip. "Abbiamo lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix (giustizia e intercettazioni) che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni deviando l'attenzione del paese dai problemi concreti e dai risultati dell'azione di governo" si legge nella nota di palazzo Chigi. Perché la marcia indietro? Se Di Pietro vede un nesso tra la rinuncia di ieri e la mancata pubblicazione di ipotetiche conversazioni private con il premier protagonista ("Hanno capito che non le pubblicano più e quindi non si fa più il decreto"), Enrico Mentana lo esclude. "Non c'entra nulla la sua rinuncia con le intercettazioni. Vi invito a stare a quello che c'è scritto nel comunicato di palazzo Chigi. Berlusconi" taglia corto il conduttore di Matrix "dice chiaramente: non mi conviene parlare di temi caldi in questo momento". Mentana, per il quale la rinuncia del Cavaliere è stato un "autogol" e un "bel regalo di compleanno a Veltroni", si dice molto dispiaciuto per l'occasione perduta. La prossima settimana negli studi di Matrix ci sarà invece Walter Veltroni. "Berlusconi ha deciso di non andare. E' una scelta che non discuto ma se mi sarà confermato l'invito per mercoledì prossimo, sarò onorato di accettare" dice il leader del Pd che andrà a Matrix per parlare "delle questioni sociali e politiche che stanno a cuore agli italiani senza il timore, espresso invece da Berlusconi, che si finirebbe per parlare di gossip". Il segretario del Pd auspica che la rinuncia del presidente del Consiglio sia la spia della volontà di un "cambio di strategia". A prendere le distanze dal Cavaliere è anche Casini per il quale il governo si dovrebbe occupare dei "problemi seri" e delle famiglie "che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese". Prima della rinuncia del premier, Antonio Di Pietro era pronto a commentare in diretta l'intervista mentre Beppe Grillo esortava il suo "popolo" a telefonare a Matrix, indicando anche il numero della redazione, per protestare: "Il premier sarà ospite del suo dipendente Mentana, nel suo Canale 5 a dire pacatamente e serenamente che la giustizia è un'emergenza. Per lui. Il paese, pacatamente e serenamente, lo ascolterà e poi lo manderà affanc...".

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Lavori e mercato i negozi chiudono (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

CORSO SAURO Lavori e mercato I negozi chiudono GIULIANOVA. Ieri, in corso Sauro, i commercianti sono stati costretti a chiudere in anticipo le loro attività per i problemi di traffico causati dal rifacimento delle strisce pedonali in tutta la zona centrale del Lido e dal mercato del giovedì sul lungomare, che comporta da sempre disagi di viabilità. Sulla questione interviene il referente del Meetup di Beppe Grillo, Vincenzo Santuomo: ??Un'amministrazione seria deve programmare in anticipo i lavori pubblici e per il mercato del giovedì va individuata o realizzata un'apposita area con buona viabilità. Invece i mercatini estivi andrebbero realizzati nel centro storico". La Polfer arresta un evaso campano Un equipaggio della Polfer di Giulianova, diretta da Patrizia Corvaglia, durante un servizio di scorta sul treno Piacenza-Pescara ha arrestato Giovanni Campanile, 19 anni, di San Giuseppe Vesuviano, evaso dagli arresti domiciliari il 30 giugno scorso (era stato arrestato per furto).

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Pdl: ora lasci l'incarico (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Altre Pdl: "Ora lasci l'incarico" Centrodestra solleva di nuovo la questione morale PESCARA. Il centrodestra torna alla carica per chiedere le dimissioni di D'Alfonso. La prima richiesta è arrivata dagli Amici di Beppe Grillo. "Esprimiamo perplessità per l'ennesima implicazione in vicende giudiziarie del sindaco" scrive l'associazione Pescara in Comune by Amici di Grillo "ne chiediamo le dimissioni qualora venisse confermato questo ulteriore avviso di garanzia". Dello stesso avviso i Riformatori liberali. "L'ennesima disavventura giudiziaria del sindaco" dice Alessio Di Carlo, dei Riformatori "cui auguriamo di uscire presto e bene anche da questa verifica, pone con urgenza il problema della permanenza in Comune di Luciano D'Alfonso". In serata, è arrivata anche una dichiarazione congiunta dei capigruppo del Pdl e della Lista Teodoro, Luigi Albore Mascia e Gianni Teodoro, quest'ultimo vice sindaco nella scorsa giunta D'Alfonso. "Poco più di un mese fa" si legge "l'amministrazione comunale era stata sconquassata dalla questione morale con l'arresto del braccio destro del sindaco, Dezio. Oggi la situazione ha subìto una nuova evoluzione, purtroppo in peggio, travolgendo personalmente il primo cittadino". "Torniamo a chiedere al sindaco" conclude la nota "di riaprire una riflessione circa l'opportunità di dimettersi, o di autosospendersi dalle sue funzioni, demandandole al vice sindaco, in attesa che si definisca l'inchiesta della magistratura". Solidarietà, invece, è stata espressa dal consigliere Pd, Stefano Casciano.

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A rozzol europei proibiti con mamma rai (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

IL CASO DEL GIORNO A Rozzol europei proibiti con "mamma Rai" l Scrivere, non superando le 30 righe da 50 battute l'una, con il computer o a macchina; firmare in modo comprensibile, specificando indirizzo e telefono. l Le lettere anonime o poco leggibili non saranno pubblicate. l La redazione si riserva il diritto di tagliare le segnalazioni lunghe. Ringrazio sentitamente le due emittenti televisive pubbliche, sottolineo pubbliche, della Germania "Das Erste" e "Zdf" perché mi hanno consentito di vedere in chiaro sul satellite tutte le partite dei recenti campionati europei di calcio. Invece giro a "Mamma Rai" il noto slogan di Beppe Grillo perché sono uno di quei mille e più figliastri che, abitando nella valle di Rozzol, in pieno secolo ventunesimo, non riceve i suoi programmi sull'analogico terrestre. Mi sono illuso di rimediare installando a mie spese un decoder satellitare. Ma ahimé "Mamma Rai" sul satellite oscura proprio i programmi più interessanti, come ad esempio le partite di calcio, i film d'autore oppure Quark: se voglio vederli debbo sborsare altri quattrini ed abbonarmi a Sky nei cui pacchetti, udite udite, è compresa la visione di tutti i programmi Rai anche quelli oscurati. È il caso di sottolineare che per noi di Rozzol in Valle non ha valore la battuta pubblicitaria "prendi due e paghi uno" ma viceversa "paghi due e prendi uno"! Nella sventura, si fa per dire, sono stato anche fortunato perché almeno mi sono risparmiato le divagazioni da bar sport partorite dai mediocri telecronisti Rai assieme ai cosiddetti commentatori tecnici e le insulsaggini divulgate da bordo campo dai vari cronisti di turno. Dove sono finite le essenziali telecronache di Nicolò Carosio e Nando Martellini? Guardate un incontro di calcio su "Das Erste" o "Zdf" e me lo saprete dire. Ah, dimenticavo, durante le partite nessun "mini-spot pubblicitario" mi ha scassato i nervi. Giorgio Picherle.

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Al "girotondo" di di pietro carovana di gruppi fai-da-te (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Rita Borsellino: io in piazza anche se non sopporto Grillo Al "girotondo" di Di Pietro carovana di gruppi fai-da-te ROMA - La mobilitazione è all'insegna del fai-da-te. Ma sta montando, assicurano. I tre big sponsor della piazza antiberlusconiana dell'8 luglio - Furio Colombo, Flores D'Arcais e Pancho Pardi - non azzarderanno previsioni su cifre e partecipazione nemmeno nella conferenza stampa che terranno stamattina al fianco di Antonio Di Pietro per spiegare l'appuntamento di Piazza Navona. La macchina d'altronde sembra che si sia messa in moto da sola, un po' spinta dal blog di Grillo, un po' col passaparola via internet. Tanti pullman e mezzi privati pronti a muoversi verso Roma martedì prossimo. "La sensazione è che la mobilitazione sia crescente ed è tutto frutto di auto-organizzazione, come ci stanno scrivendo simpatizzanti per email - racconta il direttore di Micromega Flores D'Arcais - Ma una stima è impossibile perché dietro non c'è un partito". Ecco, le mail. Il sito di Italia dei valori nelle ultime settimane ne è sommerso, tra inviti ad andare "avanti così" e complimenti al leader. Due giorni fa, portavoce e assistenti di tutti i deputati e senatori sono stati chiamati a rapporto e invitati a dedicarsi a tempo pieno alle risposte. "Di Pietro esige che si risponda a tutti, a suo nome, ogni lettera è un voto", la parola d'ordine. L'ex pm andrà in piazza e promette "rispetto assoluto per chi non ci sarà" (il Pd). Ci sarà Rita Borsellino, che ieri ha presentato a Roma la sua associazione "Un'altra storia" (Roberto Benigni, Andrea Camilleri, Serena Dandini, Carlo Lucarelli, tra gli aderenti). "Penso che il tempo per manifestare sia finito, ma in questo caso è importante esserci con la propria faccia - dice la sorella del magistrato ucciso nel '92 - L'importante è che i toni restino quelli iniziali contro le leggi canaglia di Berlusconi". Niente attacchi al Pd, tanto meno al capo dello Stato, sottinteso. Poi, la Borsellino prende le distanze da Beppe Grillo: "Ha avuto il merito iniziale di dar voce a chi non era interessato. Ma gli manca progettualità. Per questo diventa qualunquista e pericoloso".

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Un'altra storia . Per un'altra politica Rita Borsellino ha presentato ieri una nuova associazione. Con lei Benigni e Dario Fo (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del "Un'altra storia". Per un'altra politica Rita Borsellino ha presentato ieri una nuova associazione. Con lei Benigni e Dario Fo di Sandra Amurri/ Roma È STATA presentata ieri a Roma "Un'altra storia", l'associazione fondata da Rita Borsellino che registra adesioni che vanno dal mondo del cinema come Roberto Benigni, Mariangela Melato a quello del giornalismo, come Carlo Lucarelli, Sandra Bonsanti, e della cultura come Dario Fo, Vincenzo Consolo, Andrea Camilleri, Nando Dalla Chiesa e Dacia Maraini, Paolo Flores d'Arcais ma anche sacerdoti come Don Franco Monterubbianesi fondatore della Comunità di Capodarco. Mentre Beppe Grillo ha risposto che non era interessato in quanto aveva altri progetti. Un'associazione, in realtà nata tre anni fa dal movimento che ha sostenuto la candidatura della Borsellino in Sicilia ma che non ha confini geografici coniugando l'ansia di un confronto, della partecipazione, della riscoperta di valori e del rispetto delle regole che pervade tante persone, moltissimi giovani che, come spiega Rita Borsellino con quel suo modo di parlare moderato nel tono ma non nel significato delle parole "non si rispecchiano più in una cultura politica distante ed autoreferenziale, rifugiandosi in rivendicazioni personali legate ai propri bisogni e alle immediate paure. In altre parole ad una cultura politica in grado di coniugare aspirazioni individuali e trasformazioni collettive sulla base di percorsi condivisi, si è sostituita una cultura dell'io e dell'oggi che è incapace di sperare comprendendo solo la demagogia del potere e la politica come "amplificazione" dei luoghi comuni". Don Roberto, cappellano di Rebibbia ha voluto ringraziare Rita Borsellino ricordando il magistrato Borsellino, a distanza di pochi giorni dall'anniversario della strage di via D'Amelio con parole che hanno strappato un lungo applauso: "Rita, capovolgendo la tua vita hai creato altri capovolgimenti. Grazie a te ho scoperto il mistero di Paolo Borsellino". Mentre Anna Finocchiaro ha sottolineato come lei e il Pd saranno vicini all'Associazione che rappresenta un'occasione, uno strumento utile per riconnettere pezzi di società che rischiano di scadere nell'antipolitica. Mentre Carlo Lucarelli rivolgendo il pensiero ai tanti ragazzi che ha incontrato impegnati nel volontariato, nei cantieri culturali ha detto che occorre "non partire da loro ma con loro che sarà la nuova classe dirigente".

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Pdl, Grillini e Tedoro: Dimettiti (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Le reazioni Pdl, Grillini e Tedoro: "Dimettiti" PESCARA "Invitiamo il sindaco D'Alfonso a valutare la possibilità di rassegnare le dimissioni dalla carica di primo cittadino. In alternativa tormiamo a chiedergli di autosospendersi dai compiti di sindaco delegando il vice sindaco a svolgere tali funzioni in attesa che la vicenda giudiziaria si chiarisca". Così Luigi Albore Mascia, leader del Popolo della Liberta, e Gianni Teodoro esponente dell'omonima lista, dopo aver appreso delle perquisizioni subìte da çuciano D'Alfonso. I due consiglieri comunali ricordano che appena un mesa fa c'era stato l'arersto del braccio destro del sindaco Guido Dezio. Le dimission di D'Alfonso chiedono anche gli "Amici di Beppe Grillo" e i Riformatori Liberali.

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Elogio della lumaca (sezione: Grillo)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

CULTURA Elogio della lumaca Fine dello sviluppo e dell'accumulazione. E una scelta radicale: quella della decrescita. Un antropologo francese mette in discussione il dogma del progresso colloquio con Serge Latouche di Paola Cicerone Non più sviluppo, neanche 'sostenibile'. E basta con l'idea di una 'crescita virtuosa'. Siamo giunti all'epoca della decrescita radicale. Serge Latouche, 68enne antropologo, economista, filosofo francese, autore di diversi saggi, l'ultimo dei quali 'Breve trattato sulla decrescita serena', pubblicato con Bollati Boringhieri, è convinto che occorre rivedere il mito del progresso, base di ogni idea della sinistra da almeno 160 anni, perché l'interesse dell'umanità non è accumulare, ma "sconfiggere uno stile di vita che ci ha resi schiavi dei beni che continuiamo ad acquistare. Perché assomigliamo a dei drogati che per un'illusione di felicità continuano a scommettere tutto sulla crescita, crescita del Pil (prodotto interno lordo) e crescita dei consumi. Mentre il benessere significa semplicemente vivere bene, trovare il giusto equilibro tra bisogni, consumo, tempo libero". Per Latouche non occorre essere più poveri per essere più felici, basterebbe diminuire gli eccessi, fare a meno di cose inutili che accompagnano le merci, dalla pubblicità agli involucri costosi, ai trasporti da un capo del pianeta all'altro. Latouche ama citare Ivan Illich, ma anche Pier Paolo Pasolini, "che già trent'anni fa scriveva che il progresso non coincide necessariamente con lo sviluppo". L'abbiamo intervistato, approfittando della sua presenza a Modena, al congresso mondiale del biologico Ifoam. Latouche è un bel signore con una faccia da marinaio bretone e uno stile di altri tempi. Uno stile in piena coerenza col suo programma delle '8 R': rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare, e che l'ha fatto bollare di volta in volta come 'sognatore' e perfino come 'reazionario' Infatti il filosofo gode delle simpatie non solo dei no global, ma anche della nuova destra francese di Alain de Benoist e di settori della Lega Nord. "Ammetto che il mio possa essere definito un progetto retrogrado", concede Latouche, "nel senso che quando si è imboccata una via senza uscita, si deve per forza arretrare". Per questo una proposta come la decrescita? "La decrescita non è un concetto, ma uno slogan che vuole provocare. Sarebbe più corretto parlare di 'a-crescita'. Ricordiamo che la società occidentale ha come fine il 'crescere per crescere'. Consumo, produzione, lavoro, profitto: abbiamo dimenticato la gioia di vivere, i nostri bisogni". Anche la sinistra oggi parla di crescita: responsabile, consapevole, ma pur sempre crescita. "Marx sbagliava pensando che fosse possibile, sostituire all''accumulazione' cattiva del capitale - accumulazione è il nome marxista della crescita - quella buona di un altro sistema. La scommessa della decrescita è che l'umanità possa fare una rivoluzione culturale, uscire dalla società di accumulazione illimitata. Invece di prendere come slogan, come fa il governo francese attuale, 'lavorare di più per guadagnare di più', 'lavorare di meno per vivere meglio'. Di sicuro lavorando meno si produrrebbe meno e avremmo più tempo per godere della vita, per ritrovare il senso della vita. E si distruggerebbe meno il pianeta". Quella che abbiamo imboccato è una via senza uscita? "Non è facile cambiare marcia. Forse, allora, è più efficace dire che stiamo vivendo una emergenza. Che quello che stiamo facendo mette in gioco il nostro futuro". Vuole fare qualche esempio? "Il primo che mi viene in mente. Dietro a ogni prodotto che consumiamo, mangiamo, usiamo ci sono milioni di chilometri, file di camion, consumi in pubblicità e packaging. In nome della razionalizzazione economica abbiamo distrutto la ragione". Non è un giudizio troppo pessimista? "Il mio è un pessimismo della ragione e ottimismo della volontà. Forse possiamo fermare la catastrofe. Ma gli scenari che si presentano sono terribili. Si parla spesso dei rapporti del Club di Roma. Ma di rado si fa riferimento all'ultimo della serie, del 2004: il più ottimistico degli otto scenari previsti, che pure richiederebbe misure drastiche, indica che il nostro sistema non arriverà a superare il 2060. Mentre il più cupo anticipa la catastrofe al 2030, anno in cui dovrebbero esaurirsi le risorse". Stava parlando delle risorse che mancheranno. Lei dice spesso che non è la crescita demografica il vero problema. "Il problema non è il numero di abitanti del pianeta. Il guaio è una società che ha come obiettivo produrre di più, consumare di più, generare rifiuti - 4 miliardi di tonnellate l'anno dai paesi ricchi - e danneggiare l'ambiente. Se tutti consumassimo come gli americani, per far fronte alle nostre esigenze servirebbero sei pianeti come il nostro. Se vivessimo come cittadini del Burkina Faso la Terra potrebbe accogliere agevolmente 23 miliardi di abitanti". Deve però ammettere che rispetto agli abitanti del Burkina Faso abbiamo qualche vantaggio: il progresso ci ha regalato cibo, acqua pulita, farmaci. "Certo. Ma siamo troppo viziati. Pensiamo solo alle malattie dovute a un'alimentazione troppo ricca di grassi, zucchero, sale. Non auspico la rinuncia alle tecnologie. Dobbiamo imparare a conservare della modernità ciò che è utile. Ma senza esagerare. Per esempio: l'acqua potabile. Costruiamo piscine private dimenticando che fare il bagno è un piacere da condividere. In Sardegna ho visto alberghi con piscina a due passi dal mare. Io faccio volentieri una doccia quotidiana, ma quando ho attraversato la regione dei Dogon nel Mali ho dovuto vivere per giorni senza lavarmi. Arrivato a Bamako sono stato contento di mettermi sotto l'acqua: ma le esperienze, gli incontri che ho fatto mi hanno ripagato ampiamente del piccolo sacrificio". Imparare a essere felici con poco. "C'è chi sostiene di essere felice guardando la pubblicità e andando al supermercato. Ma ci sono statistiche che mettono in dubbio queste convinzioni, come quelle sulla diffusione dei suicidi o delle malattie mentali: la Francia, ad esempio, è in testa nel consumo di antidepressivi. Il fatto è che siamo tutti stressati, viviamo nell'angoscia di non essere all'altezza dei compiti che ci sono proposti. Da un certo punto in poi, dagli anni '70, la crescita economica non ha più generato effetti positivi sul benessere". Parliamo del cibo? "Nel mangiare bene non c'è niente di sbagliato, anzi, a me piace il cibo buono. Ma abbiamo davvero bisogno di tanti tipi di biscotti, yogurt, pasta? Consumiamo gamberetti danesi che sono lavorati in Marocco, e che tornano in Danimarca per ripartire verso i luoghi di distribuzione. Mi è capitato di vedermi servire yogurt sloveno in Sicilia, dove potevo vedere le mucche al pascolo nel prato vicino all'albergo. C'è chi ha ribattezzato la nostra società Absurdistan". Una speranza? "Il cambiamento sta cominciando, a livello locale. Penso a iniziative come la rete italiana del Nuovo Municipio, che ha come obiettivo la qualità della vita, agli ecovillaggi. O all'agricoltura biologica". In questo scenario l'alimentazione ha un ruolo importante. "Apprezzo molto Carlin Petrini, e non solo perché Slow Food ha scelto come emblema la lumaca: un esempio di moderazione - lo ricordava già Ivan Illich - per come cresce il suo guscio in modo coerente con le sue necessità. Sono perfettamente d'accordo con lui quando sostiene che un gastronomo che non sia un ecologista è un imbecille, e un ecologista che non è anche un gastronomo è un individuo triste. Ripeto: il piacere di mangiare bene fa parte della gioia di vivere che dobbiamo riscoprire". La passione per la lentezza non riguarda solo il cibo. "In effetti, no. Dobbiamo imparare a godere di quello che non si può comprare: una conversazione, un pranzo tra amici, un ambiente di lavoro dove ci di sente bene, la partecipazione a qualunque forma di attività cultuale o sportiva. Riscoprendo il piacere di perdere tempo e riducendo il tempo di lavoro ". Anche qui lei va contro corrente. "Che senso ha dire che bisogna lavorare di più se produciamo già troppo? Non è neanche vero che prolungare gli orari dia ai lavoratori i maggiori possibilità di acquisto, anzi i salari calano. è la delusione che vive oggi in Francia la gente che ha votato per Nicolas Sarkozy e che presto vedrete in Italia". n CRESCERE CON LENTEZZA di Vanessa Roghi I testi chiave del movimento che chiede la fine dello sviluppo Il termine decrescita è stato usato per la prima volta dall'economista Nicholas Georgescu-Roegen, nel suo libro 'Bioeconomia' (Bollati Boringhieri, 2004). Ma è stato Serge Latouche con il saggio 'La scommessa della decrescita' (Feltrinelli, 2006) a trasformare un'espressione usata essenzialmente nel dibattito scientifico in una parola chiave della critica ai contemporanei modelli di sviluppo. In Italia il sito www.decrescita. it raccoglie interventi, bibliografia e appuntamenti di quello che è diventato un vero movimento che vede fra i suoi sostenitori il meteorologo Luca Mercalli e lo storico Marco Revelli, ma anche personaggi come Beppe Grillo che ha siglato la prefazione a 'La decrescita felice' di Maurizio Pallante (Editori Riuniti 2005). Fra gli antecedenti del pensiero della decrescita si può citare l'economista filippino Walden Bello, che in 'Deglobalizzazione. Idee per una nuova economia mondiale' (Baldini Castoldi Dalai, 2004) accusava le organizzazioni come la Banca mondiale o il Fondo monetario internazionale, rivendicando un altro punto di vista, quello del Sud del pianeta, rispetto alla crescita economica. C'è poi 'Le mucche non mangiano cemento - Viaggio tra gli ultimi pastori di Valsusa e l'avanzata del calcestruzzo' (SMS, 2004 ) di Luca Mercalli e Chiara Sasso dove attraverso un paragone con i ritmi dei pascoli d'alta quota si riflette sui limiti che l'ambiente pone alla crescita economica, concludendo che il mondo sostenibile va a bassa velocità. Profeta in patria Serge Latouche, nato nel 1940 a Vannes in Bretagna, è professore emerito di Scienze economiche all'Università di Paris-Sud. Negli anni '70 ha insegnato a lungo in Africa dove si è distaccato dalle posizioni marxiste per arrivare a una critica delle idee di 'progresso' e 'sviluppo'. Un ripensamento che lo ha portato nel 1981 a fondare insieme al sociologo Alain Caillé il Mauss (Movimento anti utilitarista nelle Scienze sociali). Latouche sostiene che la felicità degli umani è possibile, basta riscoprire valori e pratiche come la condivisione dei beni e del tempo e la dimensione locale delle vita e della produzione. Bollati Boringhieri ha pubblicato molte delle sue opere tra cui 'Come sopravvivere allo sviluppo' (2005) e 'Breve trattato sulla decrescita serena' (2008), mentre sarà in libreria a settembre la riedizione di 'La sfida di Minerva. Razionalità occidentale e ragione mediterranea'.

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ANCORA un Vaffa...questa volta rivolto a Hera. Potrebbero bussare casa per casa d (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACA pag. 11 ANCORA un Vaffa...questa volta rivolto a Hera. Potrebbero bussare casa per casa d... ANCORA un Vaffa...questa volta rivolto a Hera. Potrebbero bussare casa per casa domani dalle 9 alle 17 per chiedere se c'è carta o cartone da buttare. Gli Amici di Beppe Grillo hanno organizzato una nuova iniziativa: un porta a porta per le vie del centro, da Sant'Isaia a via Nosadella, passando per via San Felice, Lame ed una parte di Riva Reno, per sostenere la raccolta differenziata. "La raccolta della carta che faremo è illegale, quindi saremo passibili di denuncia. Ma sarà un atto di disubbidienza civile. Dobbiamo denunciare la politica di Hera che ha il solo scopo di fare dei soldi senza preoccuparsi della tutela dell'ambiente. ? dice Valerio D'Alessio, degli Amici di Beppe Grillo ?. Aumentare il numero di cassonetti non serve a nulla, bisogna andare a casa delle persone per stimolarle a fare la raccolta differenziata necessaria per ridurre l'utilizzo degli inceneritori ed i rifiuti in discarica". Aurora Scudieri.

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Bestiario (sezione: Grillo)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

OPINIONI BESTIARIO Scherzare col fuoco DI Giampaolo Pansa Nel Paese è in atto una guerra civile strisciante tra poteri e istituzioni che cercano di distruggersi C'è troppa gente che scherza col fuoco, sulla pelle dell'Italia. Il primo è Silvio Berlusconi, lo cito subito perché milioni di elettori gli hanno affidato la responsabilità più grande: quella di guidare il paese. E come si diceva un tempo: a grandi onori corrispondono grandi oneri. Se fossi al posto suo, mi lascerei processare dalla signora Gandus e accetterei qualunque sentenza. Dico di più: anche di fronte a una condanna pesante, lascerei il da fare ai miei avvocati e mi dedicherei anima e corpo al lavoro di premier. Un lavoro ogni giorno più gravoso perché l'Italia è nei guai sino al collo per quel che accade nel mondo. Non serve aprire altri conflitti con il potere giudiziario mentre l'inflazione sale, i prezzi si arroventano e il petrolio rischia di arrivare ai 150 dollari al barile. Il Cavaliere dia retta alla saggezza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando chiede alla politica e alle istituzioni un clima più sereno e costruttivo. Ma a scherzare col fuoco sono anche molti magistrati. Non parlo della totalità dei giudici. Anche tra loro accade quel che avviene, per esempio, tra i giornalisti: non siamo tutti uguali, all'interno della stessa corporazione le differenze sono molte. Ho citato questi due poteri perché sono quelli di cui la gente, oggi, si fida di meno. Tuttavia, la sfiducia verso i giornalisti non conta molto. Al più, può spingere i lettori ad abbandonare i giornali, come inizia ad accadere. Per i magistrati la faccenda è assai più grave dal momento che sono loro a decidere la libertà o meno di quanti gli capitano sotto le mani. C'è molta inquietudine per quel che accade in una parte importante della magistratura. Non è il Cavaliere o il Caimano a dirlo. Sono gli stessi giudici, come dimostrano le secche parole di un magistrato, Felice Casson, oggi senatore del Partito Democratico. Il suo rimprovero più duro agli ex colleghi è di essere "un mondo ormai autoreferenziale", ossia che parla soltanto con se stesso. Ma l'uomo della strada è ben più aspro di Casson. Vede molte toghe diventare un attore politico e la loro associazione muoversi come un partito. Troppi si esprimono su tutto, persino sui loro possibili imputati, correndo il rischio della ricusazione. Vede giudici onnipresenti nei talk-show televisivi, travolti dalla smania di apparire neanche fossero veline in cerca di contratto. Ne vede altri che parlano a congressi di partito, per poi difendersi con la formula infantile del 'Mi hanno invitato'. Altri ancora partecipano da protagonisti al Vaffa Day di Beppe Grillo. Tanti firmano appelli contro leggi dello Stato che poi saranno chiamati ad applicare. E non sto a fare nomi perché compaiono ogni giorno nella cronache dell'attivismo politico. Conosco parecchi dei giudici che si muovono così. E alcuni di loro, i più anziani, li incontrai tanti anni fa, quando erano all'inizio della loro magistratura e si comportavano in modo assai diverso. Apparivano restii persino a dirti il loro nome, mentre oggi dilagano sui media. Quando mi capita di ritrovarli nella trincea della battaglia politica mi domando perché lo facciano. Senza rendersi conto di scavare la fossa anche a se stessi. E senza avvertire la sfiducia che li circonda. Non dovuta soltanto al cattivo funzionamento dell'apparato giudiziario, alla sua lentezza, ai rinvii continui anche delle cause più elementari, ma soprattutto al sospetto che inquieta ogni cittadino si trovi a fare l'imputato. Un sospetto racchiuso nella domanda: il magistrato che ho di fronte sarà imparziale o si lascerà guidare dalla propria faziosità politica? Non so che cosa accada in altri paesi europei. Ma vivo in Italia e per me conta quel che avviene qui. Sempre più spesso mi capita di essere spaventato del futuro che ci aspetta. E di interrogarmi sulla sorte del nostro paese, alle prese con una guerra civile strisciante tra poteri e istituzioni che si avversano e cercano di distruggersi. Per anni la lettura dei quotidiani, ogni mattina, è stato il rito professionale che dava inizio alla mia giornata e mi spalancava una finestra sul mondo. Oggi la mazzetta di carta stampata mi dà ansia, non vorrei aprirla per non provare nuovi terrori. Poi mi decido e vado alla scoperta di chi altri stia scherzando col fuoco. In questi giorni è di turno Antonio Di Pietro, capo partito e capo popolo. Per come si muove e per come parla, lo trovo nauseante. Sono tra quelli che l'hanno sostenuto, anche dopo Mani Pulite. Ma adesso mi dico che ho sbagliato a farlo.

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Tonino scatenato attivismo instancabile. mobilitazione di piazza. abile uso di internet. Manifesti in tutta italia. cos di pietro punta a diventare l'alfiere dell'opposizione. e ri (sezione: Grillo)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità IL NUOVO CORSO DELL'EX MAGISTRATO Tonino scatenato attivismo instancabile. mobilitazione di piazza. abile uso di internet. Manifesti in tutta italia. cos di pietro punta a diventare l'alfiere dell'opposizione. e riuscire anche a conquistare i delusi di lega e an Di marco damilano è stato il miglior raccolto della mia vita..., scherza l'uomo sulla trebbiatrice che sta mietendo il campo della politica italiana. Domenica 29 giugno si è fatto fotografare a bordo di un trattore, cappellino e magliettina gialla di una cooperativa di preti salesiani di Vasto, mentre lavorava il pezzo di terra ereditato dal padre nella sua Montenero di Bisaccia. Il trattore è il suo oggetto di culto, al punto che gli amici una volta glielo hanno fatto trovare di cioccolato, disegnato sulla torta il giorno del suo compleanno. Ma la vera messe Antonio Di Pietro aspetta di raccoglierla nei prossimi mesi. Il legalità day per protestare contro le nuove leggi ad personam di martedì 8 luglio è solo l'inizio. In arrivo c'è una massiccia campagna di manifesti e affissioni che a Italia dei Valori costerà la bellezza di 400 mila euro, con un messaggio double-face. A nord del Po il manifesto strepita: 'Il federalismo di Berlusconi: 300 milioni di euro per l'Alitalia, 500 per i finanziamenti a Roma, 500 per la spazzatura a Napoli. Il conto lo paga il Nord!'. Nelle regioni meridionali lo slogan si articola diversamente: 'Il governo Berlusconi toglie l'Ici e scippa 1.850 milioni di euro stanziati per le strade di Calabria e Sicilia. Paga il Sud!'. Unico punto in comune, in Campania e in Lombardia, il disegno con una gallina depredata delle sue uova, inventata dallo stesso studio grafico che ha creato l'ormai mitico indiano schiaffato sui manifesti come testimonial della campagna elettorale della Lega. Un marchio di fabbrica. Per intercettare i primi delusi del governo Berlusconi, leghisti al Nord, elettori di An al Sud. L'obiettivo su cui punta Tonino per la campagna d'autunno: "L'elettorato è scontento della Lega di governo. Ha chiesto lotta alla casta e lotta agli sprechi. Noi vogliamo rappresentarlo", dice il leader che da sempre si divide tra la casa di Curno, nel bergamasco, e il ranch nel nativo Molise. Per raggiungere lo scopo Di Pietro lavora come un pazzo. Niente vita mondana a Roma, solo qualche cena in trattoria con i parlamentari, l'immancabile sigaro toscano. Orari da contadino: sveglia alle quattro e mezzo del mattino nella casa di via Merulana, alle cinque compila personalmente la rassegna stampa, alle sette spara le prime cartucce in Rete e si affaccia nella nuova sede del partito in Santa Maria in Via, vicino Fontana di Trevi. Si aggira con sottobraccio pacchi di mail, la sua arma segreta. Li smista ai deputati e senatori, divisi per territorio, con l'ordine di ricontattarli uno a uno. Non è un hobby: nei primi sei mesi del 2008, giurano nel partito, 176 mila cittadini si sono fatti vivi sul sito per chiedere di aderire a Idv o di essere coinvolti in un'iniziativa dipietrista. Azioni rilanciate in tempo reale dal leader su YouTube, sotto una scritta che è tutto un programma: 'Unica opposizione'. Quella sua, si intende. Anche l'epiteto "magnaccia", affibbiato a Silvio Berlusconi, è tutto tranne che un'improvvisata. "Do you know 'comunicazione'?", chiede sornione Tonino, che sa perfettamente come si buca lo schermo. Se n'è accorto perfino Beppe Grillo, che da quando l'ex pm imperversa nella blogosfera sembra aver abbandonato le ambizioni politiche. I due si scambiano lettere on line. Il comico aderisce alla manifestazione di piazza Navona, Di Pietro ricambia e andrà alla biciclettata del 25 luglio organizzata dai grillini a Roma per protestare contro i partiti. "Grillo è un canale di comunicazione", lo definisce con rispetto l'uomo di Montenero, ormai punto di riferimento politico indiscusso dei Vaffa-people. Attirati, come l'elettorato della sinistra radicale, dalla sventagliata di referendum che Di Pietro sta mettendo in cantiere: si va dalle nuove leggi salva-Berlusconi all'eliminazione delle società partecipate negli enti locali, musica per le orecchie dell'antipolitica. Così, nonostante i dieci anni trascorsi in politica, nasce il nuovo Di Pietro: quello di Mani pulite, spiegano le ricerche in possesso del leader, è consegnato alla storia, ora c'è il Di Pietro politico tutto da costruire. Un attivismo che sta seminando il panico nel Partito democratico, alleato in campagna elettorale, oggi sempre più ostile. I sondaggi danno Idv intorno a quota 10 per cento, tutto a danno del partito di Walter Veltroni che nelle previsioni più catastrofiche scende sotto il 25. E in vista della manifestazione di piazza Navona, il fossato tra base e vertice del Pd rischia di allargarsi: "Cari dirigenti, alle porcate del Caimano e dei suoi servi non si può rispondere che serve più politica. Se si votasse domani, voterei Idv, piangendo di delusione, io che ho cominciato da pioniera nel 1948 fino a oggi che ho 73 anni", scrive Lara di Bologna, pubblicata in bella evidenza sulla posta de 'l'Unità' domenica 29 giugno. Nella pagina a fianco Furio Colombo, uno dei promotori della manifestazione, deputato del Pd e grande amico di Veltroni, quasi si emoziona per il coraggio fisico del nuovo eroe: "Accanto a me, alla Camera, noto la vitalità di Di Pietro. Attacca tenace, riprende da capo. Non molla neppure per un istante l'impegno della legalità. Si lancia ogni volta, come un pompiere da film, contro i sempre nuovi focolai accesi tra le istituzioni italiane dal piromane di Arcore...". Epico. Una bella rivincita per l'ex pm. A dispetto delle apparenze, il mondo dei girotondini non è mai stato il suo habitat naturale. C'era anche lui il 2 febbraio 2002 sul palco di piazza Navona quando Nanni Moretti emise la sua scomunica: "Con questi dirigenti non vinceremo mai!". Terminata la sfuriata del regista, si affrettò a portare solidarietà a Massimo D'Alema, scuro in volto e intabarrato in un cappotto: "Dobbiamo fare qualcosa. Basta con questi Tafazzi della sinistra!". Al raduno del Palavobis a Milano, due settimane dopo, non lo fecero neppure entrare: fece un comizio con un megafono, dal tettuccio del cancello. E anche alla manifestazione di San Giovanni convocata dalla coppia Moretti-Paolo Flores d'Arcais, Di Pietro fu tenuto alla larga dal microfono, come tutti gli altri capi-partito. Il paradosso è che oggi Tonino diventa il leader dell'area della protesta proprio quando il movimento da lui fondato si sta strutturando come partito organizzato sul territorio, con leader e gruppi locali. "Un piccolo partito di massa", lo definisce il deputato barese Pino Pisicchio, figlio d'arte di una dynasty democristiana, che sul suo attuale partito sta scrivendo un libro. "Di Pietro", spiega, "è l'unico interfaccia di Berlusconi. Forza Italia e Idv sono i soli due partiti veramente nuovi della seconda Repubblica". "Siamo la Lega dei Valori", si spinge a dire Leoluca Orlando, ex dc come Pisicchio. Non sono casi isolati: i due terzi dei parlamentari hanno avuto un qualche passaggio nello scudocrociato. Una scuola da imitare, per Tonino. Per l'incontro di piazza Navona ogni senatore e deputato ha l'incarico di portare un pullman di militanti, stile truppe mastellate. Il senatore laziale Stefano Pedica poi, ex dc anche lui, farà gli straordinari: trascinare 2 mila persone in piazza. è il partito modello Di Pietro: un po' lista civica, un po' Lega, un po' vecchia Dc, "moderato nel progetto politico, radicale nelle forme e nei modi", sintetizza lui. Con un gruppo parlamentare blindato: finiti i tempi dei Carrara e dei De Gregorio, pronti a buttarsi alla corte del Cavaliere, la squadra di Montecitorio e di Palazzo Madama si riunisce con il capitano almeno una volta al giorno ("Non ho più una vita privata", si lamenta un deputato), divisa per dipartimenti, affiancata da un ufficio legislativo per lavorare oltre che sui temi classici della giustizia anche su economia, ambiente, energia. Con un partito che resta a conduzione personale e familiare. Di Pietro gestisce tutto, sedi, risorse, finanziamenti, insieme a un pugno ristretto di amici, la tesoriera Silvana Mura e l'organizzatore Claudio Belotti: in questa legislatura Idv raccoglierà oltre 18 milioni di euro di rimborso elettorale che si vanno ad aggiungere ai 10 milioni della legislatura precedente. E con un lavoro di reclutamento sul territorio, pezzi di ceto politico che arrivano dal Pd e dalla galassia centrista, ma anche ragazzi che quando Di Pietro arrestava Mario Chiesa neppure erano nati o quasi: si riuniranno a metà mese a Bellaria, per discutere di precarietà e di libertà di informazione. Una macchina pianificata per girare a pieno regime nei prossimi mesi, in vista delle sfide elettorali della primavera 2009: le elezioni amministrative della primavera e soprattutto le elezioni europee, il vero banco di prova. Per non perdere neppure un voto rispetto al 4,3 per cento ottenuto il 13 aprile. E conquistare nuovi terreni: gli elettori della sinistra radicale rimasti senza rappresentanza, gli astenuti, i delusi del centrodestra al governo, gli insofferenti del Pd. Troppi target per un partito solo, forse. Eppure Tonino è pronto ad accoglierli tutti: "Voglio recuperare chi è deluso e chi si è illuso. E se ce la farò non sarà merito mio, ma di una sola persona: Berlusconi". Il trattore di Montenero è partito. n drappello di punta di Primo Di Nicola Fedelissimi della prima ora, ex democristiani, giornalisti, avvocati, professori movimentisti, paladini dei consumatori: ecco la strana miscela dell'universo dipietrista che in Parlamento e fuori sta cercando di mandare in tilt il governo Berlusconi. Ma chi sono i parlamentari più ascoltati dal leader dell'Italia dei valori? Silvana Mura (foto 2) Deputato alla seconda legislatura, 50 anni, è tesoriera e fondatrice dell'Idv. Amica da un ventennio di Di Pietro (e della moglie Susanna), sin da quando lui era pm a Bergamo, è rappresentante legale del partito e persona di assoluta fiducia del leader. Secondo Tonino è "una forza della natura" e la sola ad avere le sue stesse doti nell'organizzazione. Insostituibile, dunque, agli occhi del leader. Massimo Donadi Avvocato, veneziano, 45 anni, con Di Pietro dai tempi dei Democratici. Quando nel 2000 Tonino disse 'no' al governo Amato e fu espulso dal partito, con la Mura fu il solo a seguirlo. E da allora gli è stato sempre fedele. Tra i pochissimi (con la solita Silvana) a riuscire talvolta a frenare le intemperanze del leader, dalla scorsa legislatura è capogruppo alla Camera. Leoluca Orlando (foto 3) Ex dc e sindaco di Palermo, 61 anni, ha abbandonato la Margherita per diventare deputato dell'Idv nel 2006. Apprezzato da Di Pietro per le battaglie antimafia, Orlando si è conquistato la fiducia del leader per la lealtà alla sua linea. In cambio è diventato uno dei collaboratori più stretti di Di Pietro che lo ha prima delegato alle trattative elettorali con il Pd e poi sostenuto per la presidenza della commissione di Vigilanza Rai. Nello Formisano Avvocato, 54 anni. Senatore della Margherita nel 2001, tre anni dopo passa all'Idv, quando questa non aveva ancora rappresentanti in Parlamento. Nella scorsa legislatura era capo del gruppo misto al Senato (cui aderivano gli eletti Idv), incarico di prestigio che ha perso per una temporanea caduta di fiducia nel carisma di Di Pietro. Alla vigilia delle ultime elezioni, temendo di non farcela nel collegio campano, aveva chiesto di potersi candidare per il Senato in più regioni. Per tutta risposta Tonino lo ha spedito alla Camera, dove poi è stato eletto. Felice Belisario Potentino, 59 anni, è stato il primo consigliere regionale eletto (Basilicata) con il simbolo dell'Idv. Un benemerito, insomma, che non poteva non essere adeguatamente compensato da Di Pietro. Fedelissimo, quest'anno è stato nominato capogruppo al Senato. Elio Lannutti Abruzzese, 60 anni. presidente dell'Adusbef e paladino dei consumatori. In questa veste Tonino lo ha fatto eleggere al Senato. Dove lui ripaga la fiducia con attivismo dipietrista: ha già presentato oltre 30 proposte di legge e richieste per l'istituzione di commissioni parlamentari d'inchiesta su Isvap, Consob e Banca d'Italia. Giuseppe Giulietti (foto 1) Giornalista, 55 anni, ex sindacalista Rai e animatore dell'associazione 'Articolo 21', già deputato diessino non aveva trovato posto nelle liste del Pd. Di Pietro lo ha ripescato come indipendente e simbolo di uno dei suoi cavalli di battaglia, la libertà d'informazione. Pancho Pardi (foto 4) Docente universitario di urbanistica, 63 anni, l'Idv lo aveva già candidato senza successo alle europee 2004. Esponente dei girotondini, Di Pietro ad aprile lo ha voluto al Senato. Molto ascoltato sui temi della difesa della legalità costituzionale e delle leggi ad personam. I duri della Rete L'ultima idea l'ha lanciata sul suo blog il giornalista Enzo Di Frenna, già cronista giudiziario e fondatore dell'agenzia Netdipendenza: una lettera aperta al corrispondente del 'New York Times' in Italia per comunicare "la nascita del nuovo movimento di opinione 'Fatti processare, buffone!'". Il riferimento è alla celebre frase indirizzata nel 2003 a Berlusconi da Piero Ricca, il cui sito (Pieroricca.org) oggi rappresenta un punto fermo in una galassia spesso ignorata dai grandi media, ma fondamentale nella crescita del consenso attorno ad Antonio Di Pietro: quella dei blog che conducono una battaglia frontale sul conflitto d'interessi e sulle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. I capofila, naturalmente, sono lo stesso Di Pietro e Beppe Grillo: il primo è il politico italiano con il blog più seguito e il secondo è in testa da anni a tutte le classifiche della blogosfera nostrana. Ma attorno ai due 'leader' c'è un intero movimento che si espande e si nutre in Rete. Tra i suoi luoghi principali c'è il blog di Marco Travaglio (realizzato con Pino Corrias e Peter Gomez), che si chiama VoglioScendere ed è appena entrato nella top ten italiana di Blogbabel. Ultimamente Travaglio è ospitato con i suoi video e i suoi interventi scritti anche sul blog di Grillo, che pubblica inoltre frequenti 'lettere' di Di Pietro. Allo stesso Travaglio è intitolato un sito non ufficiale (Marcotravaglio.it) e non mancano i blog-fan, tipo Vivamarcotravaglio.splinder.it. Dell'area fanno parte anche i diari on line di altri giornalisti impegnati, come quello appena aperto da Gianni Barbacetto (sul sito di Società Civile), quello di Sandro Ruotolo (Sandroruotolo.splinder.com) e i due di Oliviero Beha (Behablog e Italiopoli), mentre sarà presto on line anche Furiocolombo.it. Infine ci sono i diari on line di altri politici, a volte di osservanza dipietrista (PanchoPardi.it) e a volte più eterodossi (come quello di Elio Veltri, che si chiama Democrazialegalita.it). Ma spesso nelle citazioni c'è spazio anche per siti di personalità di altri partiti, come il leader della Sinistra democratica Claudio Fava (Claudiofava.it), l'ex senatore del Pd Nando Dalla Chiesa (Nandodallachiesa.it) o l'europarlamentare Giulietto Chiesa, (Megachip.info, sito che peraltro non ha lesinato critiche a Grillo). Si tratta, come si vede, di una galassia composita, unita soprattutto da un'opposizione dura a Berlusconi e alle sue leggi ad personam: un'area dunque politicamente rafforzata dalle posizioni più morbide del Pd e dalla scomparsa della Sinistra Arcobaleno. Ed è attraverso molti di questi luoghi virtuali che si stanno preparando sia la manifestazione dell'8 luglio in piazza Navona sia la 'Gita su Roma' di Beppe Grillo del 25 luglio prossimo. Sarà un caso, ma del corteo promesso da Veltroni per l'autunno, invece, su Internet non c'è quasi traccia. A. G.

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Beppe Grillo torna a Latina (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa PalasportLo spettacolo è previsto il 28 novembre Beppe Grillo torna a Latina LATINA è stato il tormentone dell'estate e dell'inverno scorso, ed ora continua a colpire con le sue battute e le sue "grida". è Beppe Grillo che il 28 novembre torna al Palasport di via dei Mille a Latina in uno spettacolo organizzato dall'agenzia Ventidieci. L'appuntamento è per le 21:15. Il mattatore torna sulla scena con un nuovo tour che si aprirà sabato 27 settembre al Palasport "Guerrieri" di Fabriano. Torna a parlare in chiave ironica dei problemi che affliggono l'Italia contemporanea in uno show che non risparmierà davvero nessuno: dai leader politici ed i partiti, alle grandi aziende e al loro strapotere. Beppe Grillo ha già fatto tappa a Latina nel tour 2007 e non ha fatto sconti a nessuno, dai rifiuti, ad Acqualatina, fino ai politici locali. Uno show che fonda il suo successo proprio sulla specificità. Mai banale e sempre attento ai problemi italiani, il comico genovese torna a dare voce alle tante persone che credono nei suoi stessi ideali. Beppe Grillo nasce a Genova nel 1948. Scopre il proprio talento nei locali della sua città, ma il vero successo lo trova a Milano quando si esibisce in un provino di fronte ad una commissione Rai (presente anche Pippo Baudo) improvvisando un monologo. Da questa esperienza scaturiscono le sue prime partecipazioni a trasmissioni televisive (Secondo Voi 1977-78 e Luna Park 1979) imponendosi subito con i suoi monologhi di satira di costume e rompendo, con l'improvvisazione, quelli che erano gli schemi "professionali" della televisione. Nel corso degli anni ha riscosso molto successo: il suo ultimo monologo al Festival di Sanremo raggiunse i 22 milioni di telespettatori. Nel tempo il suo modo di fare spettacolo si fa sempre più graffiante e corrosivo, dalla satira di costume passa ad affrontare temi più scottanti di carattere sociale e politico, facendo rabbrividire i vari dirigenti della televisione che nonostante il rischio continuano ad invitarlo nelle loro trasmissioni. Dopo aver vinto ben sei Telegatti, nel 1990 Beppe Grillo approda al teatro. Lo spettacolo portato in scena è "Buone Notizie", un vero evento in teatro sia come critica che come presenze di spettatori. Nel 1992 ritorna sul palcoscenico con un Recital i cui contenuti mostrano una nuova evoluzione, si spostano gli obiettivi della sua satira, ad essere presa di mira non è più la politica, ma l'economia consumista, la propaganda commerciale e i comportamenti irresponsabili verso la persone, la salute e l'ambiente. Nasce una nuova satira: quella economico-ecologica. Info: 0773.414521 - 0773.664946. F.B.

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PESCARA - L'associazione "Pescara in comune by Amici di Beppe Grillo" esprimere perp (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

04 Luglio 2008 Chiudi PESCARA - L'associazione "Pescara in comune by Amici di Beppe Grillo" esprimere "perplessità per l'ennesima implicazione in vicende giudiziarie del sindaco D'Alfonso" e ne chiede le dimissioni "qualora venisse confermato questo ulteriore avviso di garanzia". L'associazione aveva già espresso le sue perplessità di fronte alla ricandidatura del sindaco uscente, raggiunto da avvisi di garanzia alla fine del 2007: "Subito dopo le elezioni avevamo presentato alla Procura della Repubblica un esposto sulla condotta del sindaco durante la campagna elettorale. Riteniamo che, fatta salva la presunzione d'innocenza di tutti i cittadini, nel caso in cui un amministratore pubblico sia coinvolto in vicende giudiziarie legate al suo operato, debba prevalere l'interesse pubblico, e dunque l'amministratore coinvolto dovrebbe presentare le dimissioni in attesa di chiarire la sua vicenda giudiziaria". Per Alessio Di Carlo (Riformatori liberali-Pdl) "l'ennesima disavventura giudiziaria del sindaco di Pescara, cui auguriamo di uscire presto e bene anche da questa "verifica" cui è sottoposto pone con urgenza il problema della permanenza a Palazzo di città di Luciano D'Alfonso. Fermo restando che il sindaco è da considerarsi innocente fino a prova del contrario, si pone un problema di opportunità politica. C'è da chiedersi come potrebbe il segretario regionale del Pd proseguire a guidare serenamente quella macchina amministrativa dalla quale, stando all'ipotesi accusatoria, sarebbe scaturita una sequenza tanto grave di reati".

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PESCARA - Non mi dimetto, anzi: da domani ricomincerò a lavorare ancor più intensame (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

04 Luglio 2008 Chiudi di PAOLO VERCESI PESCARA - "Non mi dimetto, anzi: da domani ricomincerò a lavorare ancor più intensamente al servizio della città". Ha glissato sull'avviso di garanzia e sulle pesanti ipotesi d'accusa a suo carico, Luciano D'Alfonso, che nel pomeriggio s'è affidato ad uno scarno comunicato stampa per spiegare contorni e risvolti di una mattinata ad altissima tensione. "Mi è stato notificato un mero ordine di perquisizione eseguito relativamente a documenti afferenti le spese elettorali dei partiti politici e alle iniziative legate agli "Amici della Pescara calcio, sulla scorta dell'enunciazione provvisoria di ipotesi di reati elegantemente strutturate ma che necessitano di una verifica in punto di diritto. Sono assolutamente sereno perché da sindaco ho sempre agito esclusivamente nell'interesse della città e per questo sono certo di poter dimostrare la correttezza dei miei comportamenti...". Ha capito presto che non poteva bastare ed ecco spiegata la della conferenza per le 18,30 che era d'obbligo convocare per parlare alla città. Conferenza che D'Alfonso ha cominciato con queste parole: "Con l'esperienza di oggi ho capito di dovermi chiedere: perchè si fanno le cose?". Perchè, ma anche come si fanno, per poi spiegarlo ai pescaresi con la massima trasparenza: spiegare perché il Comune tanto si adopera per affidare a imprenditori privati, a immobiliaristi o ad istituti di credito la cura delle aiuole della riviera, solo per fare un esempio. Perchè dialoga con i settori produttivi per sostenere la Pescara calcio, è un altro esempio. Insomma: cosa c'è o cosa si nasconde dietro lo stretto legame tra l'amministrazione comunale e l'imprenditoria pescarese? E' questo che la polizia e la procura vogliono sapere dal primo cittadino. D'Alfonso ha risposto con i fatti, con le opere pubbliche, con i risultati di sindaco e di segretario regionale del Pd: "Credo siate testimoni della rilevante attività amministrativa svolta in città per 62 mesi - ha detto ai giornalisti affiancato dalla giunta al completo -. Ho realizzato opere ponendomi la domanda del tempo, dei costi e dei risultati". Sulle operazioni a sostegno della Pescara calcio nessun tentennamento: "Per gli Amici della Pescara calcio è possibile riscontrare tutto, fornire spiegazioni e chiarimenti per l'attività istituzionale". Alle dimissioni non ha mai pensato e agli Amici di Beppe Grillo (pezzo qui sotto) che l'hanno sollecitato a farsi da parte ha replicato così: "Loro mi avrebbero convinto a non candidarmi già vent'anni fa, se avessero potuto. Come l'ha fatto chi ha cercato di modificare leggi regionali" è la spina che s'è tolto e che lo faceva forse sanguinare da tempo. Per il sostegno della fede, anche in questo momento difficile e doloroso, ha detto di voler aspettare. "Non ho avuto modo oggi di raccogliermi nella fede, lo farò con la mia famiglia, alla quale ho dovuto spiegare cosa stesse succedendo: è stata dura". D'Alfonso ha poi detto di non avere spiegazioni per la massiccia partecipazione di agenti e dirigenti di polizia al blitz di oggi: "Non ho l'esperienza per valutare, è la prima volta che mi capita e non me l'aspettavo, né avevo sentore che potesse accadere - ha detto pacatamente -. Ho riscontrato cordialità, compostezza, correttezza e penso anche competenza". Al segretario regionale del Pd è stato chiesto se mai, ieri, ha pensato per una volta che sui giudici possa aver ragione Berlusconi. Ha risposto così: "Non ho mai avvertito nè fastidio né un sentimento di distruzione. Certo è un'esperienza che non auguro a nessuno ma per fortuna ho avuto tantissimi attestati di solidarietà da amici e colleghi. Da nessuno dell'opposizione, però".

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Cerami: cara Guzzanti, non possiamo stare con chi urla <vaffa> (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-04 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE La lettera Il ministro ombra dei Beni culturali risponde all'attrice Cerami: cara Guzzanti, non possiamo stare con chi urla "vaffa" Caro direttore, ho letto la lettera a lei inviata da Sabina Guzzanti, pubblicata ieri sul suo giornale. La nostra bravissima attrice satirica riprende un tema a lunga conservazione (quello dei politici tutti indistintamente corrotti). Il filone è quello dei "vaffa", dell'invettiva generalizzata. Si aggiunge la sgradevole e inquietante uscita di Flores D'Arcais quando definisce "una vergogna" la lettera di Napolitano al Csm. L'incontrollabile libido autodistruttiva dei bacchettoni di mestiere ha spinto la Guzzanti ad attribuire a Veltroni una frase che lui non ha mai pronunciato, cioè: "Si tratta dei soliti quattro gatti". L'errore, evidentemente, è dovuto all'uso che in genere i comici fanno del luogo comune. Non sono questi i toni e la filosofia che possono entusiasmare una grande forza riformista che fa un'opposizione netta, incalzante e quotidiana a questo governo incosciente e irrispettoso delle regole democratiche, che pensa a risolvere i guai del premier piuttosto che quelli drammatici e urgenti del Paese. Nessuno può dire che il Pd non abbia mai avuto un vero rispetto per i girotondi, basta ricordare la grande manifestazione del 14 settembre di sei anni fa a piazza San Giovanni. Del girotondo del prossimo 8 luglio nutre lo stesso rispetto, pur conservando legittime e motivate riserve. Anche il cittadino più sprovveduto sa che il Pd non potrà mai andare a tavola con chi inneggia ai "vaffa" di Beppe Grillo. Se si voleva fare una manifestazione insieme, bisognava discutere, confrontarsi, scegliere modi e tempi. La Guzzanti si domanda a che ora si svolgerà il grande raduno antigovernativo che Veltroni metterà in piedi in autunno. Mi sono informato, tra le 8.30 e le 9 e non si tireranno sassi alle finestre del Palazzo. Credo, direttore, che mai come in questo momento difficile per le istituzioni sia necessario fare tutti insieme, comici e non comici, il massimo sforzo perché si cominci a pensare alla politica nei suoi valori alti. Occorre difendersi dalla tentazione di buttare tutto e tutti nel calderone. Il vero rischio della dittatura nasce quando ogni spiraglio di speranza è chiuso. Allora sì che tutti cominciano ad aspettare, come si augura ironicamente la Guzzanti, l'arrivo del Messia. Vincenzo Cerami, 68 anni, allievo di Pasolini, è scrittore e sceneggiatore. Suo il romanzo Un borghese piccolo piccolo e il film La vita è bella Vincenzo Cerami.

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Il girotondo fa girare la testa soltanto al Pd (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

N. 158 del 2008-07-04 pagina 0 Il girotondo fa girare la testa soltanto al Pd di Laura Cesaretti La sinistra si prepara alla manifestazione dell'8 luglio in piazza Navona e si spacca. Moretti non sfila: "Non serve, Berlusconi ha già stravinto". Colombo e Flores D'Arcais: "Il corteo non è contro Walter". Ma l'Idv: "Dirigenti ed elettori democratici vogliono la piazza" da Roma Lo scivolone sul capo dello Stato ha costretto Di Pietro e i girotondini dell'8 luglio a fare retromarcia. Non sulla manifestazione, che ovviamente si farà, ma sui toni da usare per chiamare alla piazza, e soprattutto per sfidare il Pd. E così ieri il capo dell'Italia dei Valori era tutto miele, nell'assicurare il suo "massimo rispetto per chi non ci sarà", ossia per il Pd, perché "in un momento di allarme democratico le opposizioni devono essere più unite che mai", ognuno "nei modi che ritiene giusti". Nelle file veltroniane gioiscono: "Dopo l'intemerata di Flores D'Arcais contro Napolitano e Veltroni si sono accorti di averla fatta fuori dal vaso, e ora gli tocca rimediare", spiegano. Certo, la correzione di rotta è evidente: al direttore di Micromega Paolo Flores e all'ex direttore dell'Unità Furio Colombo (eletto Pd), i due primi promotori dell'adunata, è toccato fare la classica autocritica di antica tradizione a sinistra. "La manifestazione non sarà in alcun modo contro il Pd", giurava il primo. "Gli attacchi a Veltroni creano ansia e incertezza in molti di noi", lamentava il secondo. In realtà, però, la tensione resta alta tra le due opposizioni, quella del Pd e quella delle barricate. E la concorrenza spietata: stamani Di Pietro presenterà pubblicamente le adesioni al girotondo dell'8 luglio, e promette sorprese proprio sul fronte democrat: "Veltroni non vuole la piazza, ma evidentemente molti suoi elettori e dirigenti non la pensano così. E saranno con noi", assicurano da Idv. Il fronte più sensibile al richiamo è di certo quello degli ex prodiani. Proprio Arturo Parisi, che ai tempi dell'accordo elettorale con Di Pietro fece fuoco e fiamme e cercò di convincere Veltroni a soprassedere ("Io Tonino lo ho avuto in casa, nell'Asinello, e so cosa vuol dire: evitatelo. Chiedete a Prodi, quanti guai gli ha combinato al governo"), ora è fortemente tentato di scendere in piazza con l'ex pm. Meglio lui dell'arcinemico Veltroni. E con Parisi ci sono Barbi, Monaco e altri amici dell'ex premier. Per il resto, la compagnia di giro è la solita, un po' invecchiata: Sabina Guzzanti, Eco, Ovadia, Lidia Ravera (se riuscirà a tornare in tempo dal buen retiro chic di Stromboli), Travaglio, Camilleri. Nanni Moretti latita, gli amici lo descrivono pessimista: "A che serve? Ormai Berlusconi ha stravinto". Beppe Grillo si collegherà via etere. Quanto basta, comunque, per far soffrire assai il Pd. Il dalemiano Latorre se la ride: "Manifestare a luglio? Fa caldo, si suda. E poi non siamo mica nel '68", ma il capogruppo Soro si sfoga furibondo: "è tutta colpa di quei giornali di sinistra, come Repubblica, che insistono a rappresentare la realtà come se da una parte ci fosse davvero il Caimano e dall'altra solo i girotondi. Con noi in mezzo a fare i coglioni. Ma urlare un po' in piazza è molto più facile che fare un'opposizione seria in Parlamento". Per il dalemiano Gianni Cuperlo, "Walter fa benissimo a tener duro e a non inseguire Di Pietro sulla linea dell'antiberlusconismo becero. Ma capisco la sua preoccupazione, quella piazza sarà un problema per noi". E fa i conti: "A riempirla per bene bastano 15mila persone, e nel pieno della discussione sul decreto sicurezza non ci vorrà molto a portarle. Ma naturalmente loro se le venderanno come centinaia di migliaia, e le tv amplificheranno. E nella piattaforma della manifestazione c'è scritto chiaro che loro scendono in piazza perché “il Pd non ottempera al mandato degli elettori”: sarà contro di noi". Lo staff veltroniano cerca di correre ai ripari, studia "iniziative pubbliche" da contrapporre in qualche modo al girotondo, per far vedere "al nostro popolo" che anche il Pd fa sul serio, contro Berlusconi. Ma i suoi giurano che il segretario non cederà in extremis alle sirene dei promotori, che continuano a chiedergli di non disertare la lotta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Società (sezione: Grillo)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: TEMPOLIBERO - data: 2008-07-04 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Società Guarda chi chi c'è? Beppe Grillo al Rotary Nella serata del Passaggio delle consegne del club Rotary Posillipo tra i professori architetti Amedeo Tartaglia e Benedetto Gravagnuolo al Tennis club Napoli, Premio Caravaglios a Gianni Conte e Gianni Ambrosino. Ospite a sorpresa Beppe Grillo (nella foto con l'organizzatore del premio Gaetano Altieri e la moglie Adriana). Altro che "Vaffa-day"... Solidarietà "Sotto le stelle Alla Staffa "Serata sotto le stelle" della Lega per la Lotta ai Tumori per l'assistenza ai malati. Centinaia gli ospiti, ricevuti dal presidente Adolfo Gallipoli D'Errico (nella foto con la moglie Simona, Serena Albano e Guido Lembo, stella della serata) Il dopo concerto? Da Mino Dopo il concerto diretto da Zubin Metha al Plebiscito, tutti a casa di Mino Cucciniello. Tra gli ospiti Carla Fracci (nella foto col padrone di casa) e Beppe Menegatti, arrivati con Giuliana Gargiulo. Cena fredda per gli amici di sempre.

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Berlusconi non va a <Matrix> (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Salta la puntatA su mediaset dedicata al caso intercettazioni Berlusconi non va a "Matrix" Il Cavaliere: "Basta gossip che ammorbano la politica" Mentana: "È regalo a Veltroni". Il leader Pd: io vado Silvio Berlusconi (LaPresse) ROMA - Il dilemma è stato sciolto. La puntata di Matrix di giovedì sera dove era previsto come ospite Silvio Berlusconi è saltata. Lo ha annunciato Enrico Mentana. Già in mattinata il premier aveva annullato i due appuntamenti in agenda: il saluto all'assemblea pubblica di Farmindustria al teatro Capranica (alle 10) e la partecipazione all'assemblea annuale dell'Ance in programma alle 11 all'Eur. Enrico Mentana ci sperava e si dava il 50% di possibilità. GOSSIP - Poi nel pomeriggio l'ufficializzazione della rinuncia di Berlusconi con una nota di Silvio Berlusconi: "Il Governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix (giustizia e intercettazioni) che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal Governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l'attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell'azione di Governo". MENTANA - "Peccato, è un'occasione perduta ma sarebbe stata peggio un'occasione onorata solo a metà": lo dice Enrico Mentana, commentando la cancellazione della puntata di Matrix. "Sarebbe stato giornalisticamente inconcepibile un incontro con il Presidente del Consiglio, da tempo assente dalla televisione, senza che venissero affrontate le questioni che campeggiano sulle prime pagine dei giornali e che sono sulla bocca di tutti in questo periodo. Per questo avevo prospettato un'intervista a tutto campo che comprendesse i temi della giustizia, delle intercettazioni, del "blocca-processi", dello scontro con i magistrati, della vicenda Mills, al caso Saccà". Berlusconi ha semplicemente detto: "Non mi conviene". E ha chiuso con una battuta: "È stato il regalo di compleanno a Veltroni". Il leader dell'opposizione compie proprio oggi 53 anni. VELTRONI - Resta confermata invece la puntata con Walter Veltroni. "Leggo che il presidente del Consiglio ha deciso di non partecipare a Matrix per non cedere il passo al gossip e ad elementi negativi che inquinano il dibattito - afferma il segretario del Pd -. Non lo discuto. Io invece ci andrò ma potete stare sicuri che non parlerò di queste cose che invece impegnano il governo da diverse settimane, ma parlerò delle questioni politiche e sociali che a me stanno a cuore". GRILLO - Intanto, prima della rinuncia del premier, Beppe Grillo esortava il suo "popolo" a telefonare a Matrix, indicando anche il numero della redazione, per protestare contro il previsto intervento del Cavaliere: il premier "sarà ospite del suo dipendente Mentana, nella sua trasmissione Matrix, nella sua rete Canale 5 a dire "pacatamente e serenamente che la giustizia è una vera emergenza". Per lui. Il Paese, pacatamente e serenamente, lo ascolterà e poi lo manderà affanc...", scriveva Grillo nel suo blog. Berlusconi - diceva il comico - "vuole abolire le intercettazioni per la maggior parte dei reati. Quelli in cui sono coinvolti politici e industriali". stampa |.

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Berlusconi: ora basta con il gossip (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa il premier evita matrix Berlusconi: ora basta con il gossip "Non parlo di pettegolezzi. Non oscuro così le molte cose buone fatte dal mio governo nei suoi primi due mesi di vita. Quindi, non vado a Matrix". Dopo l'annuncio, la rinuncia. Una decisione mediologico-politica, quella del premier. Una scelta che sarebbe stata caldamente suggerita dai suoi collaboratori e soprattutto dall'"eminenza grigia" di Palazzo Chigi, Gianni Letta. E che il conduttore della trasmissione Enrico Mentana, visibilmente stizzito per lo "scoop" mancato, ha definito "un regalo a Veltroni". Il Cavaliere è rimasto "blindato" tutto il primo pomeriggio con il suo staff per decidere se comparire in televisione o meno. Alla fine ha stabilito di non andare a farsi "mitragliare" dall'ex direttore del Tg5, anche se, naturalmente, non aveva alcun pregiudizio sul conduttore della trasmissione. "Ho saputo da palazzo Chigi che il presidente del Consiglio Berlusconi ha deciso di rinunciare alla puntata", ha spiegato vero le 15.30 Mentana, aggiungendo che poco dopo sarebbe stato "diffuso un comunicato della presidenza del Consiglio". Mezz'ora più tardi le agenzie di stampa hanno battuto le dichiarazioni del Cavaliere: "Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix, giustizia e intercettazioni, che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi, che inquinano e ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l'attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell'azione di governo", ha fatto sapere il capo dell'esecutivo. Un retromarcia che ha spiazzato in molti, a partire dal leader dell'Idv Di Pietro, che si preparava a contrattaccare ad armi pari (con un'intervista pubblica) la comparsa in tv del suo avversario, fino a Beppe Grillo, che aveva invitato i suoi "seguaci" e simpatizzanti a impugnare il telefono e a sommergere Mediaset di "vaffa". Asettica, invece, la reazione del segretario Pd, che ha confermato la sua presenza al medesimo programma per mercoledì: "Berlusconi ha deciso di non andare a Matrix. è una scelta che non discuto ma, se mi sarà confermato l'invito per mercoledì prossimo, io sarò onorato di accettare", spiega Walter Veltroni. Aggiungendo che parlerà "delle questioni sociali e politiche che stanno a cuore agli italiani" senza il timore che si finirebbe a parlare "di gossip". Un fatto quest'ultimo che, secondo il leader del Pd, è conseguenza dell'attenzione che il governo e il premier stanno riservando alle questioni giudiziarie e alle intercettazioni. Enrico Letta, invece, si augura che la rinuncia del Cavaliere sia un segnale di cambiamento strategico e l'inizio dell'abbandono della linea "intransigente" che ha caratterizzato le ultime settimane di polemiche. "Spero che la retromarcia di Berlusconi sia il primo passo di un ripensamento della propria strategia, che ha messo il tema della giustizia al centro della priorità politica - spiega Letta - Le priorità del Paese sono altre, e quella dei salari è la principale. Spero che domani il Consiglio dei Ministri, anzichè occuparsi dei fatti privati di Berlusconi, si occupi dei fatti degli italiani". Per il vicecapogruppo alla Camera del Pdl, infine, sarebbe meglio che Veltroni non partecipasse a Matrix: "Ha già parlato agli italiani in campagna elettorale e i risultati sono stati disastrosi - chiosa Italo Bocchino - Anzichè premurarsi di dare suggerimenti ad un governo che un vasto consenso ce lo ha, pensi piuttosto a parlare ad una sinistra che non lo ama, e che a fatica lo riconosce".

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Ma Grillo e i grillini avevano già preparato una valanga di Vaffa (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Sul blog del comico Ma Grillo e i grillini avevano già preparato una valanga di Vaffa Prima ancora che tutto saltasse, Beppe Grillo aveva già pronta la sua valanga di vaffa da scaricare sul presidente della Repubblica. Il comico, infatti, aveva esortato il suo popolo a telefonare alla trasmissione Matrix per protestare contro l'intervento di Silvio Berlusconi: "Lo psiconano - è il soprannome che dà al premier - sarà ospite del suo dipendente Mentana, nella sua trasmissione Matrix, nella sua rete Canale 5 a dire "pacatamente e serenamente che la giustizia è una vera emergenza". Per lui. Il Paese, pacatamente e serenamente, lo ascolterà e poi lo manderà affanculo", aveva scritto Grillo nel suo blog. "Lo psiconano - aveva detto il comico - vuole abolire le intercettazioni per la maggior parte dei reati. Quelli in cui sono coinvolti politici e industriali. Telefonate a Matrix - aveva detto Grillo, indicando nel suo blog anche il numero di telefono della redazione - e leggete a Mentana una riga tra le seguenti sulla situazione del Paese dei papponi accompagnata da un Vaffanculo: oltre il 40% della ricchezza nazionale è illegale (rapporto Alto Commissariato anti-Corruzione); lavoro nero e sommerso: 27% del Pil (fonte Ocse); evasione fiscale: 200 miliardi di euro (fonte Secit e Revue de droit fiscal); grandi aziende con un fatturato superiore a 50 milioni di euro, che evadono il fisco: 98,40% (fonte Agenzia delle entrate fiscali)".

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Avvistavip a Porto Cervo Ecco tutti gli isolani doc (sezione: Grillo)

( da "TGCom" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Avvistavip: tutti in Sardegna A Porto Cervo Randy, Simona e Nereida Un'isola, una garanzia. Dove trovare tutti i vip per una vacanza mordi e fuggi, per una serata in disco o per una festa indimenticabile? Sardegna mon amour. Cristiano Ronaldo è stato protagonista del gossip sardo, grazie anche agli scatti cafonal-choc con la fidanzata Nereida Gallardo. Ma a Porto Cervo ci sono anche Ilary Blasy e Francesco Totti, Randy Ingerman e Max Parodi, Simona Ventura e Valeria Marini. Ma non solo. Per chi ha scelto una vacanza sull'isola non è difficile scovare qualche volto noto, visto che in Sardegna hanno attraccato molti famosi. Qualcuno si gode le vacanze, qualche altro arriva solo in occasione di feste e serate in disco. Dalle single alle ammogliate, le belle da spiaggia mostrano le loto curve sulla sabbia di Porto Cervo. C'è la ex naufraga, la bionda che arriva dalla Russia, Victoria Petroff; c'è la ex gieffina Roberta Beta con il compagno; sono state avvistate Geppi Cucciari e Samantha De Grenet. Poi c'è Francesco Botta, reduce dal Gf8, le attrici Demetra Hampton e Alice Leopardi. In Costa Smeralda anche Beppe Grillo e Michel Altieri, Justine Mattera con la famiglia, Anna Safroncik e Giulio Berruti, Sabrina Salerno; mentre Sabrina Ferilli e Flavio Cattaneo sono al largo della Maddalena. E non possono mancare Flavio Briatore e la moglie Elisabetta Gregoraci. Invia un commento Commento (0 caratteri disponibili) Nome - Obbligatorio eMail - Obbligatorio Sito internet - Se desideri mostrarlo Desidero mostrare i miei dati Inserisci il codice che vedi nell'immagine Accetto le Condizioni di Utilizzo Accetto le Condizioni di Utilizzo Approvo ed accetto espressamente le disposizioni di cui ai paragrafi 1.3, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10 delle Condizioni di Utilizzo Acconsento al trattamento dei miei dati personali sensibili eventualmente inviati nei Contenuti come previsto nell'Informativa Invia ad un amico.

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Il silenzio è d'oro (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi è Ven, 04 Lug 2008 Edizione 137 del 04-07-2008 Il premier ha rinunciato a partecipare per non parlare di giustizia ed intercettazioni Il silenzio è d'oro di Francesco Blasilli Almeno per questa volta, sembra che Berlusconi abbia deciso di affidarsi ai proverbi da sempre sinonimo di saggezza popolare. Anche se optare per "il silenzio è d'oro" deve essere stata una necessità, piuttosto che una scelta per il premier, che così ha cancellato la tanto attesa partecipazione a Matrix. La notizia è arrivata nel primo pomeriggio, con una nota ufficiale del presidente del Consiglio, con la quale ha spiegato che "il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività". Per questo motivo, "non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix, giustizia e intercettazioni, che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi, che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni, deviando l'attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell'azione di governo". Poche parole, che hanno il sapore di una retromarcia inedita per il Cavaliere, animale da palcoscenico che in un'altra occasione mai e poi mai avrebbe rinunciato alle luci della ribalta. Ma Silvio da mattatore si è trasformato in pompiere, nonostante due giorni fa fosse gasatissimo e pronto a fare il suo j'accuse definitivo sulla magistratura. Adesso, però, meglio gettare acqua sul fuoco, perché sembra che più di qualche redazione sia in possesso di stralci di intercettazioni al confronto delle quali, il titolo sulla "gnocca" fatto da Libero la scorsa settimana, sarebbe roba da suore di clausura. "Impubblicabili", questa sembra la parola pronunciata all'unanimità da chi le ha viste; o forse ne ha solo sentito parlare, perché altrimenti qualcuno le metterebbe su carta. Ed invece nulla, nemmeno probabilmente sull'Espresso. Non si può escludere, infatti, che le fiamme siano diventante troppo alte e a rischiare di bruciacchiarsi le penne non sia solo Berlusconi, ma magari anche qualche esponente della sinistra o chi passa le intercettazioni agli organi di stampa. Fatto sta che, Di Pietro a parte, tutti scelgono la strada del silenzio. Il più loquace, è il conduttore di Matrix Enrico Mentana, che "parla di occasione perduta", anche se ammette che "sarebbe stata peggio un'occasione onorata solo a metà". Di certo, "é stato un regalo di compleanno per Veltroni", che ieri ha compiuto gli anni e che mercoledì prossimo sarà ospite proprio di Matrix. Mentana aveva "prospettato un'intervista a tutto campo che comprendesse i temi della giustizia, delle intercettazioni, del 'blocca-processi, dello scontro con i magistrati, della vicenda Mills, al caso Saccà", ma proprio quest'ultimo tema è stato quello che Berlusconi ha dovuto per forza di cose aggirare. La strategia di palazzo Chigi è adesso chiaramente quella di spostare l'attenzione su altri temi, di concentrarsi su altre problematiche, trovando in questa strada, la sponda anche del Pd con Enrico Letta che si augura "un ripensamento della strategia, che ha messo il tema della giustizia al centro della priorità politica. Le priorità del Paese - ha aggiunto Letta - sono altre, e quella dei salari è la principale. Spero che da oggi il Consiglio dei Ministri anziché occuparsi dei fatti privati di Berlusconi, si occupi dei fatti degli italiani". Visione molto simile a quella di Walter Veltroni, che "non discute" la scelta di Berlusconi, ma che andrà a Matrix per "parlare delle questioni sociali e politiche che stanno a cuore agli italiani". Agli italiani, però, interessa anche il gossip. E se è vero che secondo i sondaggisti la popolarità di Berlusconi (in ascesa) non avrebbe avuto cali nemmeno in caso di un "Sexygate all'amatriciana", qualora (come si dice) alcune ministre fossero rimaste coinvolte, certamente la credibilità del Governo sarebbe andata in frantumi. Meglio tacere, dunque. Con buona pace di destra, sinistra e giornali vari. Gli unici inquieti sono Beppe Grillo è Tonino Di Pietro. Il primo, dal suo blog, aveva invitato a chiamare in diretta Matrix con Silvio Berlusconi ospite per "dire pacatamente e serenamente che la giustizia è una vera emergenza. Per lui. Il Paese, pacatamente e serenamente, lo ascolterà e poi lo manderà a fanculo". Mentre l'ex pm, ieri sera ospite della manifestazione culturale Free Genius che si svolge a Fregene (Roma), doveva commentare l'intervento a Matrix del Cavaliere. Invece è rimasto praticamente in silenzio pure lui: si è limitato ad una intervista pubblica.

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Un'associazione al servizio dei liguri (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi è Ven, 04 Lug 2008 Edizione 137 del 04-07-2008 laico-liberale Un'associazione al servizio dei liguri Il PRI trova a Chiavari - città mazziniana - uno dei suoi centri principali. Sembra che Mazzini e Garibaldi (originario della zona) fossero imparentati. Qui risiede il segretario regionale Paolo Bertuccio, che progetta il rilancio dell'area laico-liberale, che ha un potenziale di elettori in Italia pari al 40%. In questa zona le scelte del Pri privilegiano la qualità e l'indipendenza, al posto dell'opportunismo, com'è avvenuto nelle recenti elezioni comunali di Sestri Levante. "Ai cittadini non serve il successo di un partito o di un guru alla Beppe Grillo, ma che le idee migliori per lo sviluppo del territorio possano diffondersi e diventare realtà", sostiene Bertuccio, "Noi vogliamo andare in questa direzione, realizzando degli strumenti concreti". Si parla di un'associazione, al servizio dei cittadini prima che delle istituzioni e dei partiti, basata sul confronto pluralista. "Serve uno spazio nel quale i cittadini possano conoscere e discutere le questioni importanti: pensiamo alla Colonia Fara a Chiavari, al dopo Provincia di Genova, al nuovo polo scolastico. C'è un'infinità di temi fondamentali per ogni famiglia, argomenti che devono trovare uno spazio di democrazia". Il Pri ritiene di poter dare il via alla nuova associazione entro il prossimo autunno, e di trovare la collaborazione di altri soggetti che operano nel Tigullio. Si tratta di "dinamizzare il tessuto sociale con la cultura del social networking, che ha dimostrato la sua forza con la campagna elettorale di Barack Obama e con lo straordinario successo di MySpace e Facebook, in grande crescita in Italia e in tutto il mondo". Una proposta che può portare a un salto di qualità nella società tigullina.

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Schio, l'ora dei Jethro Tull Quarant'anni di leggenda (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

4 Luglio 2008 EVENTI. FA TAPPA NEL VICENTINO IL TOUR MONDIALE DI CELEBRAZIONE INIZIATO NELLO SCORSO FEBBRAIO Schio, l'ora dei Jethro Tull Quarant'anni di leggenda Il gruppo "progressive" è in concerto questa sera all'arena Campagnola: solo Ian Anderson presente fin dalle origini   Mauro Sartori SCHIO Da 40 anni sulla breccia e per la seconda volta nel Vicentino. Un tuffo nella leggenda del rock questa sera all'arena Campagnola, dietro al palasport e davanti al centro natatorio. Uno spazio all'aperto che l'anno scorso ospitò i quasi 6 mila fans di Beppe Grillo. Saranno pochi di meno oggi (biglietterie aperte direttamente sul posto dalle 18 con buona disponibilità di posti a sedere, numerati e non; ci sono ancora anche posti in piedi) per i Jethro Tull, che celebrano il quarantennale di attività con un tour mondiale partito in febbraio e che si concluderà praticamente a dicembre, nell'imminenza della pubblicazione di un nuovo album, atteso da quasi un decennio. La formazione attuale della band ruota attorno al folletto magico Ian Anderson (flauto, chitarre acustiche, voce) ed è composta dal chitarrista Martin Barre, dal batterista Doane Perry, dal tastierista ed arrangiatore John O'Hara e dal bassista David Goodier, gli ultimi due subentrati dal 2007 rispettivamente a Andy Giddings e Jonathan Noyce. Della line up d'esordio di "This was" è rimasto il solo Anderson, anche se Barre è subentrato a Mick Abrahams subito dopo ed è già sua la chitarra in "Stand up", pietra miliare della band datata 1969. La scaletta di stasera pescherà molto dai primi lavori ma, per venire incontro ai gusti del pubblico italiano, non mancheranno i classici tratti da "Aqualung" e "Living in the past". Un'incognita resta la riproposizione di "Thick as a brick", nella versione originale un unico pezzo da oltre 40 minuti che nei concerti viene ridotto ad una mini suite che sfiora i 10 minuti. Nel tour del ventennale Anderson, Barre e Perry (con i Tull da un quarto di secolo ormai) entrarono in scena in sedia a rotelle, assistiti da infermiere sexy e da dottori. I conti con l'età e le mode che avanzano il gruppo inglese li fa da tanto tempo: nel '76, travolto dall'ondata del punk, il rock progressive rischiò di andare alla deriva e Anderson pubblicò un disco - manifesto: "Too old to rock'n roll, too young to die". Troppo vecchio per il rock'n roll, troppo giovane per morire. A distanza di 32 anni i Jethro Tull sono ancora vivi, vegeti e pimpanti, pronti a divertirci e possibilmente stupirci, contando su una platea che si rinnova costantemente.  .

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Sconti sugli acquisti, musica e una mongolfiera (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Superare il record dei 20.000 visitatori è l'obiettivo degli organizzatori. Spazio anche ai comici Sconti sugli acquisti, musica e una mongolfiera Tutte le iniziative messe in campo per l'attesa manifestazione di domani a Castel di Lama CASTEL DI LAMA Superare il record dei 20.000 visitatori è l'obiettivo che, quest'anno, si propongono di raggiungere gli organizzatori della Notte Bianca, la manifestazione di musica, shopping, arte, gastronomia e cabaret che scenderà in campo sabato sera, a partire dalle ore 19, lungo le strade e le piazze del Comune di Castel di Lama. Due edizioni di successo alle spalle, 60.000 euro di costi di organizzazione (sostenuti per una metà dai commercianti dell'associazione Art.com e per l'altra dal Comune di Castel di Lama, dalla Provincia di Ascoli e dalla Fondazione Carisap), 50 attività promotrici dell'evento, 50 sponsor a sostegno della manifestazione, sconti progressivi dal 20 al 50 - 60% per tutta la durata della manifestazione (dalla mezzanotte del 5 luglio prenderanno, infatti, il via i saldi), due nomi prestigiosi di sicuro richiamo, come quelli dei comici della televisione Carmine Faraco e Alessandro Di Carlo e, novità assoluta di quest'anno, tanta buona musica per le orecchie dei più giovani, con la Taranta dei Cantori di Carpino, i Gem Boy (cover delle canzoni dei cartoni animati) i Folkabbestia (detentori del record assoluto per l'esibizione musicale più lunga del mondo, con la canzone suonata per 30 ore consecutive) e la cover band di Vasco Rossi, "Le deviazioni". Sono tutti i numeri della Notte Bianca di Castel di Lama, così come sono stati snocciolati, ieri, nel corso della presentazione dell'evento, dal sindaco di Castel di Lama, Patrizia Rossini, dall'assessore al bilancio ed al turismo, Edelweiss Zannoni, dal presidente dell'associazione Art.com, Luigina Cialini e dalla voce ufficiale della manifestazione, lo speaker di Radio Azzurra Luca Sestili. Tra le altre novità di quest'anno, una mongolfiera che, da piazza della Libertà, sarà issata fino a 40 metri di altezza per permettere a tutti gli "spericolati" che lo vorranno, di dominare il panorama di un'insolita Castel di Lama dall'alto. La mongolfiera sarà in piazza della Libertà dalle 22.30 alle 24 e potrà ospitare fino ad un massimo di 7 o 8 passeggeri alla volta, previo pagamento di un piccolo contrassegno. In piazza Rio Secco (dietro la chiesa di Villa Sant'Antonio) troveranno spazio, invece, un simulatore di volo ed uno speciale strumento adibito per il lancio dal trampolino. Venerdì 11 luglio, una sintesi della Notte Bianca di Castel di Lama sarà, inoltre, trasmessa dall'emittente televisiva Nuova TVP, in onda sulle frequenze del ditale terrestre. Senza bisogno di presentazione, i due artisti di punta della terza edizione della Notte Bianca. Il primo, Alessandro Di Carlo è un trascinatore, un "Beppe Grillo" che dà voce all'insoddisfazione del popolo, che prende in giro i potenti, che beffeggia i prepotenti con la rabbia tipica dei romani, con l'intelligenza ed il sarcasmo dei meridionali, con la forza di chi questi soprusi li combatte a rischio anche di rimetterci. Il secondo, invece, Carmine Faraco, si presenterà a Castel di Lama accompagnato da tutta la sua band. Vero dpecialista nel mettere a nudo la fragilità dei testi delle canzoni ed i paradossi contenuti nei brani di buona parte del repertorio cantautoriale italiano, si è fatto le ossa partecipando ad un gran numero di film italiani degli ultimi anni. PAOLO CLERICI,.

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L'8 LUGLIO IN PIAZZA ANCHE PARISI, GRILLO IN VIDEO (sezione: Grillo)

( da "Agi" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

PROTESTA CONTRO IL GOVERNO L'8 LUGLIO IN PIAZZA ANCHE PARISI, GRILLO IN VIDEO Molti personaggi del mondo dello spettacolo, qualcuno di quello politico, tutti in piazza per protestare contro i provvedimenti in materia di giustizia e intercettazioni del governo Berlusconi. Senza pero' essere afflitti dal "complesso di piazza San Giovanni" cioe' dall'ansia di portare un milione di persone. L'appuntamento e' per l'8 luglio a piazza Navona a Roma (ore 18) e i promotori dell'iniziativa, il direttore di 'Micromega', Paolo Flores D'Arcais, Pancho Pardi e Furio Colombo, hanno spiegato in una conferenza stampa a Montecitorio il senso di questa manifestazione negando che ci sia alcuna divisione con il Pd. Una iniziativa che serve per difendere una "giustizia indipendente e un'informazione libera" come sottolinea Antonio Di Pietro, rappresentante dell'Idv, unico partito presente in Parlamento ad aver aderito. L'elenco delle adesioni lo fa Flores: sul palco si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera e Arturo Parisi. A causa di impegni lontani da Roma, non sara' presente Beppe Grillo che pero' interverra' in videoconferenza. "Ci sara' anche il professor Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e molti militanti del Pd - sostiene Flores - che si stanno organizzando per essere presenti. Oltre a semplici cittadini". Tre gli slogan scelti: "L'articolo 3 della Costituzione - spiega ancora Flores - che parla dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; poi, secondo slogan, la scritta che campeggia in tutti i tribunali, 'la legge e' uguale per tutti'. Infine, il terzo: la frase di una sentenza della Corte Suprema degli Stati uniti del 1972 che sembra scritta per l'Italia di oggi". A citarla e' Furio Colombo: "Nessun governo potra' censurare la liberta' di stampa affinche' la stampa sia libera di censurare i governi". Su quanti saranno in piazza martedi' prossimo, Pardi sottolinea: "Non abbiamo il complesso di piazza San Giovanni. Anche se non ci sara' un milione di persone l'importante e' esserci e lanciare un messaggio. Questa e' un'iniziativa civile che punta a riaprire un nuovo ciclo" a dimostrare anche che "piazza e riformismo vanno perfettamente d'accordo. La sensazione - conclude - e' che puo' ricominciare un nuovo cammino". Di Pietro spiega che "non ci sara' nessuna conta" e che l'opposizione e' unita. Sulle presunte divisioni con il Pd, che non ha aderito lanciando invece la proposta di una manifestazione per autunno, l'esponente del Pd, Colombo, aggiunge: "E' impossibile immaginare che io possa averlo fatto contro il Pd. Sono un fondatore di quel partito dopo essere stato tutta la vita estraneo ai partiti o al massimo ospite. E' perfettamente legittimo manifestazre in autunno, e io ci saro', na non contraddice l'importanza di incontrare i cittadini in questo momento". E a chi critica il ricorso alla piazza, ricorda il precedente del movimento per i diritti civili avviato da Martin Luther King, "e in quel periodo - sottolinea - il presidente degli Stati uniti era un grande americano, John Fitzgerald Kennedy", un movimento senza il quale non sarebbe stato possibile introdurre "l'uguaglianza fra bianchi e neri". (AGI) - Roma, 4 luglio -.

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Girotondo attorno a Walter (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani potrebbero essere in piazza: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (21 votes, average: 3.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (26 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 111 ) " (27 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (29 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (50 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (117 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (56 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (31 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (52 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42) Ultime discussioni Alberto Taliani: Proprio no, caro Athos, ora è lei che "ciurla nel manico", io ho grande rispetto per i... luciano: ma non vi accorgete che rispetto a paesi nostri concorrenti stiamo perdendo la faccia, affari e lavoro. e... Rino Gioffrè: C'è una sola parola per definirli: PATETICI. Athos: Ennesimo Post inutile: qual'è il problema se dei cittadini esprimono il proprio dissenso?????? jose': Non ci sarebbe bisogno di commenti. L'On.le DI PIETRO dimostra d'essere un oppositore... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Beni culturali, Pompei stato di emergenza per 12 mesi: incuriaGela, condanna a 8 mesi per il giudice lumacaLa Betancourt: "Tre anni in catene". 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GIUSTIZIA/ PROMOTORI 8 LUGLIO: CON NOI TANTO PD, ANCHE (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

PARISI Grillo confermato in video. Di Pietro: non sarà giorno conta postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 4 lug. (Apcom) - In piazza Navona a Roma martedì pomeriggio alle 18 ci sarà tanta gente del Partito democratico nonostante il vertice del partito abbia deciso di non aderire. Paolo Flores D'Arcais, Pancho Pardi, Antonio Di Pietro e Furio Colombo, promotori della manifestazione contro i provvedimenti del governo in materia di giustizia, negano di voler dividere l'opposizione, ma in una conferenza stampa a Montecitorio non mancano di far notare che "stanno arrivando tante adesioni di sezioni del Pd, anche da altre città. Tanta gente autorganizzata, al punto che non siamo assolutamente in grado di fare previsioni sull'affluenza". Tra le adesioni, il direttore di Micromega segnala quella di Arturo Parisi, mentre il leader di Idv conferma la presenza di Beppe Grillo "in videoconferenza, perché non può essere presente a Roma". Tra gli altri interventi previsti (Di Pietro sarà l'unico leader di partito) Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia Beppe Giulietti, Lidia Ravera, Alexian Spinelli, esponente della comunità rom. "Non dobbiamo avere il complesso di S. Giovanni - dice il senatore Idv Pardi - per cui se una volta si porta in piazza un milione di persone la prossima volta bisogna farne uno e mezzo. Questa è solo l'occasione di una ripresa di iniziativa civile". Antonio Di Pietro da parte sua se la prende con i 'gufi' che a suo giudizio ci sono anche nell'area di opposizione: "E' inutile che preghino perché venga poca gente, non sarà il giorno della conta. Vogliamo solo informare i cittadini sull'anomalia di un governo nato per le esigenze processuali di qualcuno", dice, e chiede "rispetto per chi ci sarà e per chi non ci sarà". Furio Colombo, firmatario con Pardi e Flores d'Arcais della lettera a Veltroni e Di Pietro che ha dato il via all'organizzazione dell'evento, garantisce: "E' impossibile immaginare che io possa averlo fato contro il Pd, sono un fondatore di quel partito dopo essere stato tutta la vita estraneo ai partiti o al massimo ospite". E a chi critica il ricorso alla piazza, ricorda il precedente del movimento per i diritti civili avviato da Martin Luther King, "mentre il presidente degli Stati uniti era un grande americano, John Fitzgerald Kennedy", un movimento senza il quale non sarebbe stato possibile introdurre "l'uguaglianza fra bianchi e neri". Solo tre slogan sul palco di piazza Navona: l'articolo 3 della Costituzione, la frase "La legge è uguale per tutti", che "campeggia sui muri di tutti i tribunali", sottolinea Flores, e la citazione di una sentenza della Corte suprema americana: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa, affinché la stampa sia libera di censurare i governi".

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L'associazione <Un'altra storia> varca i confini della Sicilia (sezione: Grillo)

( da "Sicilia, La" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Rita Borsellino "Scenderemo in piazza insieme a Di Pietro" L'associazione "Un'altra storia" varca i confini della Sicilia Roma. E' già nata in Sicilia qualche tempo fa, dal movimento che sostenne la sua candidatura alla regione Sicilia, ma ora Rita Borsellino vuole far diventare la sua associazione politica "Un'altra storia" un "soggetto plurale federato e federativo" che non sia contro i partiti, ma a loro vantaggio, visto che l'obiettivo è quello di "offrire dei luoghi della politica" per recuperare quel rapporto con i cittadini-elettori ridotto ormai ai minimi termini ("Come dimostra anche l'alto tasso di astensionismo delle ultime elezioni", sottolinea). L'antipolitica - spiega la Borsellino in una conferenza stampa affollatissima alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, il capogruppo del Partito democratico a Palazzo Madama Anna Finocchiaro e Carlo Leoni della Sinistra democratica - "ha bisogno di una sua progettualità". La protesta sterile fine a se stessa, teorizza la sorella del magistrato ucciso dalla mafia, non porta da nessuna parte. Bisogna tornare a parlare con la gente, ad ascoltare quelli che sono i veri interessi dei cittadini ("e tra questi non c'è certo il Lodo Alfano...") ricreando degli spazi di dialogo e progetto che dovrebbero poi essere utilizzati dai partiti del centrosinistra per recuperare una propria identità. L'idea di questa associazione, che ha già mosso i primi passi in Sicilia e che ora punta a "sbarcare" in altre regioni italiane attraverso un progetto federativo, nasce dagli oltre duecento "cantieri" che si costituirono per sostenere la candidatura della Borsellino in Sicilia: luoghi di lavoro e di incontro nei quali venne scritto "un vero e proprio programma politico". I valori di riferimento, sostiene la fondatrice di "Un'altra storia", sono quelli del centrosinistra ("anche se ora come ora sono diventati difficili da individuare...") a cominciare dalla cultura della legalità. "Un'altra storia", insomma, vuole essere una critica all'attuale governo e al modello politico che si è creato negli ultimi anni ("grazie anche a questa legge elettorale.."), ma anche una mano tesa ai partiti del centrosinistra per restituirgli credibilità e per rimettere al centro della loro agenda politica questioni come: antimafia e legalità; cultura delle differenze, della pace e della non-violenza; giustizia sociale. Il centrosinistra, infatti, si legge nel programma dell'associazione "ha perso le elezioni perché sta perdendo il Paese, perché non è stato in grado di rappresentare un'alternativa credibile al berlusconismo, perché sta mancando di interpretare un modello culturale e morale prima ancora che politico". Rita Borsellino annuncia infine la sua adesione "convinta" alla manifestazione promossa dall'Idv l'8 luglio contro il governo Berlusconi."Il tempo per manifestare penso che sia finito, ma in questo caso l'8 luglio penso che sia importante esserci con la propria faccia e la propria presenza. L'importante è che i toni restino quelli iniziali contro le leggi canaglia del governo Berlusconi". Nel corso della conferenza stampa riserva anche una stoccata a Beppe Grillo: "La mia è la logica dell'inclusione. Grillo ha avuto un merito iniziale: quello di dare voce a chi non era interessato. Ma gli manca progettualità, non è riuscito a fornire una proposta alternativa: ecco perchè ai miei occhi è diventato un qualunquista". All'associazione, che punta a creare luoghi di incontro e confronto tra comuni cittadini, hanno aderito finora quasi tutte le celebrità del centrosinistra: da Paolo Flores D'Arcais a Carla Fracci, da Moni Ovadia a Dario Fo e Franca Rame, da Carlo Lucarelli a Dacia Maraini,da Gustavo Zagrebelsky a Mariangela Melato a Roberto Benigni.

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Alfano: ''Norma 'salva-processi' rimane'' (sezione: Grillo)

( da "ADN Kronos" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Il Guardasigilli: ''Andiamo avanti''. Finocchiaro: ''Se non è ad personam Berlusconi la tolga dal decreto''. Crescono le adesioni alla manifestazione dell'8 luglio a Roma ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 4 lug. (Adnkronos/Ign) - ''Andiamo avanti. La norma salva-processi rimane e riteniamo di approvare il testo così com'è venuto dal Senato''. Parola del ministro della Giustizia, Angelino Alfano (nella foto), che ha replicato così ai giornalisti che in Transatlantico gli chiedevano se ci fosse l'ipotesi di uno stralcio. In precedenza, in una conferenza stampa insieme a Silvio Berlusconi, il Guardasigilli aveva voluto sottolineare ''la coerenza dell'azione di governo portata avanti sul tema della giustizia con il programma elettorale", rivendicando il lavoro svolto dal suo dicastero in questi due mesi, con ''un'azione di contrasto contro la mafia che non ha precedenti fino ad ora". Alfano ha inoltre auspicato l'approvazione in Parlamento del ddl sulle intercettazioni subito ''dopo la pausa estiva'' Dunque, nonostante le polemiche, sulla blocca-processi la maggioranza è intenzionata a procedere. Ancora oggi il Partito democratico è tornato ad esprimere la propria contrarietà alla norma per voce della capogruppo al Senato, Anna Finocchiaro. ''Se non è una norma ad personam, Berlusconi tolga il blocca-processi dal decreto - ha rimarcato Finocchiaro - Si tratta di una misura che getta nel caos i tribunali, è irrazionale sospendere i reati per i quali si inaspriscono le pene''. Intanto fervono i preparativi per la manifestazione dell'8 luglio a Roma. Antonio Di Pietro, durante una conferenza stampa per la presentazione dell'iniziativa, ha messo in chiaro che ''non sarà il giorno della conta e a chi sta scongiurando che ci sia poca gente in piazza, dico che quello sarà il giorno per riflettere sull'uso strumentale delle istituzioni, senza nessuna conta". "Invito a non tifare - ha aggiunto - perché il proprio elettorato non partecipi. Ma invito al rispetto di tutti. Quella dell'8 sarà una manifestazione aperta in cui tutti potranno sentirsi a casa perché non è contro nessun partito". Le adesioni crescono di ora in ora, dicono i promotori. In piazza ci saranno anche 'Sinistra Critica' e il 'Partito comunista dei lavoratori' di Marco Ferrando. La lista dei tanti che interverranno sul palco va, al momento, da Di Pietro a Sabina Guzzanti e Marco Travaglio, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Beppe Giulietti, Lidia Ravera e anche Arturo Parisi, che ha confermato la sua presenza. Beppe Grillo, invece, si collegherà con piazza Navona in videoconferenza. "Sarà la ripresa di una stagione di impegno civile contro le leggi vergogna in atto e quelle in arrivo", dice Pancho Pardi, e Paolo Flores d'Arcais spiega che la piattaforma della manifestazione si concentrerà sulla critica a due leggi: la norma 'blocca-processi' appunto e il provvedimento sulle intercettazioni. Ma Furio Colombo aggiunge anche l'indignazione per le impronte digitali ai Rom: "Con noi ci saranno anche i coordinamenti Rom contro una misura incivile. Io c'ero quando a scuola venivano gli ispettori a misurare il cranio ai bimbi ebrei e io avevo le stessa età dei bambini Rom che oggi si vuole sottoporre all'umiliazione delle impronte".

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Beppe Grillo parteciperà in videoconferenza. Marco Travaglio sul palco Parisi in piazza, Grillo in v... (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Beppe Grillo parteciperà in videoconferenza. Marco Travaglio sul palco Parisi in piazza, Grillo in video Tutto pronto per l'8 luglio Martedì la manifestazione anti-premier in Piazza Navona. I promotori: "Tante adesioni da sezioni del Pd" Beppe Grillo sul palco del V2-Day in piazza San Carlo a Torino (Ansa) ROMA - Ci saranno politici e personaggi dello spettacolo alla manifestazione anti-premier in programma a Piazza Navona. Tutti in piazza per protestare contro i provvedimenti in materia di giustizia e intercettazioni del governo Berlusconi. Senza essere afflitti dal "complesso di piazza San Giovanni" cioè dall'ansia di portare un milione di persone. L'appuntamento è per l'8 luglio alle 18 e i promotori dell'iniziativa, il direttore di Micromega, Paolo Flores D'Arcais, Pancho Pardi, Furio Colombo e Antonio Di Pietro (leader dell'Idv, unico partito presente in Parlamento ad aver aderito) hanno spiegato in una conferenza stampa a Montecitorio che alla manifestazione ci sarà anche tanta gente del Partito democratico nonostante il vertice del partito abbia deciso di non aderire. "Stanno arrivando tante adesioni di sezioni del Pd, anche da altre città. Tanta gente autorganizzata, al punto che non siamo assolutamente in grado di fare previsioni sull'affluenza". GRILLO IN VIDEOCONFERENZA - La manifestazione di Piazza Navona serve a difendere una "giustizia indipendente e un'informazione libera", spiega Di Pietro. L'elenco delle adesioni lo fa Flores: sul palco si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera e Arturo Parisi. A causa di impegni lontani da Roma, non sarà presente Beppe Grillo che però interverrà in videoconferenza. "Ci sarà anche il professor Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e molti militanti del Pd - sostiene Flores - che si stanno organizzando per essere presenti. Oltre a semplici cittadini". SLOGAN - Tre gli slogan scelti: "L'articolo 3 della Costituzione - spiega ancora Flores - che parla dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; poi, secondo slogan, la scritta che campeggia in tutti i tribunali, "la legge è uguale per tutti". Infine, il terzo: la frase di una sentenza della Corte Suprema degli Stati uniti del 1972 che sembra scritta per l'Italia di oggi". A citarla è Furio Colombo: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa affinchè la stampa sia libera di censurare i governi". NUMERI - Su quanti saranno in piazza martedì prossimo, Pardi sottolinea: "Non abbiamo il complesso di piazza San Giovanni. Anche se non ci saranno un milione di persone l'importante è esserci e lanciare un messaggio. Questa è un'iniziativa civile che punta a riaprire un nuovo ciclo" a dimostrare anche che "piazza e riformismo vanno perfettamente d'accordo. La sensazione - conclude - è che può ricominciare un nuovo cammino". Di Pietro spiega che "non ci sarà nessuna conta" e che l'opposizione è unita. Sulle presunte divisioni con il Pd, che non ha aderito lanciando invece la proposta di una manifestazione per autunno, l'esponente del Pd, Colombo, aggiunge: "È impossibile immaginare che io possa averlo fatto contro il Pd. Sono un fondatore di quel partito dopo essere stato tutta la vita estraneo ai partiti o al massimo ospite. È perfettamente legittimo manifestare in autunno, e io ci sarò, ma non contraddice l'importanza di incontrare i cittadini in questo momento". stampa |.

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Di Pietro: "L'8 luglio non facciamo 'la conta'" (sezione: Grillo)

( da "AprileOnline.info" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

Ida Rotano, 04 luglio 2008, 16:49 Politica "Non posso immaginare guerre fratricide al nostro interno quando l'opposizione, in questo momento, deve essere unita più che mai". Il leader di IdV si ritrova con Flores D'Arcais e spiega il senso della manifestazione alla quale parteciperà anche Arturo Parisi (con dei 'distinguo'), mentre per Beppe Grillo si pensa ad un collegamento in video La decisione del Colle di autorizzare la presentazione di un disegno di legge ordinario che introduce lo "scudo" per le alte cariche istituzionali, anche a seguito del parere di alcuni giuristi che hanno considerato il provvedimento sostanzialmente in linea con i pronunciamenti sulla materia della Consulta, non fa cambiare idea ad Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, che conferma la sua opposizione: "Non siamo disposti a discutere se prima non si ritira la norma sulla sospensione dei processi e se non si ragiona in termini di legge costituzionale", dichiara. E aggiunge: "Bisogna iniziare un iter di revisione costituzionale per approdare a un testo sull'immunità che valga per il futuro e non per questo premier che la invoca per sé e per un proprio processo". "No" anche da Antonio Di Pietro, che proprio oggi si è ritrovato alla Camera con Paolo Flores D'Arcais - dal quale aveva preso le distanze per l'attacco che il direttore di Micromega aveva portato al capo dello Stato - per presentare la manifestazione organizzata per l'8 luglio a piazza Navona. Per Di Pietro quello di Napolitano di autorizzare il disegno di legge sullo "scudo" è stato un atto dovuto, non ha comportato una "valutazione sostanziale" che spetta "allo stesso presidente al momento della promulgazione e alla Corte costituzionale. Mi batterò in Parlamento - annuncia Di Pietro - per dimostrare che quel provvedimento è incostituzionale e inopportuno oltre che immorale". Con il leader dell'Italia dei valori anche il parlamentare Jean Leonard Touadì, eletto nelle liste dell'Idv ma di "formazione veltroniana" che aggiunge: "Nella distinzione dei ruoli istituzionali va accordata al capo dello Stato la libertà e la facoltà di agire come ha agito. Dopodiché tocca però alle Camere entrare nel merito dei provvedimenti per esaminarli, respingerli o approvarli. Stiamo facendo questo lavoro come se fosse un esercizio di stile in presenza di un Paese normale e di condizioni normali. Ci dicono: l'immunità per le alte cariche dello Stato è prevista anche in altri Paesi. è vero, però in altri Paesi non c'è la stessa quantità e qualità dei processi a carico del presidente del consiglio e capo del governo". L'occasione si presta poi ad alcuni chiarimenti sull'ormai prossimo appuntamento dell'8 luglio a pazza Navona. "Non posso immaginare guerre fratricide al nostro interno quando l'opposizione, in questo momento, deve essere unita più che mai. Non è il giorno della conta e a chi sta scongiurando che ci sia poca gente, dico che quello sarà il giorno dell'orgoglio dei cittadini italiani per riflettere sull'uso strumentale delle istituzioni, su quella che è una menomazione democratica". Antonio Di Pietro, tenta di placare gli animi e di evitare che l'appuntamento - indetto "a caldo" dai parlamentari Pancho Pardi (Idv), Furio Colombo (Pd) e dal direttore di Micromega Paolo Flores D'Arcais la scorsa settimana si tramuti in una rottura devastante con il Partito democratico e in un attacco alla Presidenza della Repubblica. "La conta non ci interessa - ribadisce Di Pietro - e invito coloro che stanno all'opposizione a non tifare che il proprio elettorato non venga". Un ragionamento che non sembra però far breccia nel Partito democratico che mantiene - con qualche eccezione come quella di Arturo Parisi che ha garantito la sua partecipazione - tutte le sue perplessità su una piazza convocata unilateralmente e resa infuocata dalle dichiarazioni e le critiche alla più alta carica dello stato espresse sulla stampa da Flores. perplessità in parte condivise dallo stesso Parisi che spiega: "Sulla manifestazione dell'8 non posso che ripetere che ne riconosco l'opportunità e la tempestività e soprattutto che mi riconosco che nei suoi obiettivi di fondo. Consentire ai cittadini di manifestare le propria opposizione al tentativo del governo di tornare all'antica confusione tra l'agenda personale di Berlusconi e quella degli italiani. Una manifestazione costretta a svolgersi nelle piazze anche per l'indisponibilità di quei luoghi partitici regolati dalla democrazia per assicurare i quali è stato fondato il Partito Democratico. Riconoscermi nei contenuti e nella funzione della manifestazione non equivale tuttavia a riconoscermi nelle forme". "Le voci e le forme che vedo rafforzarsi - prosegue Parisi - mi costringono perciò a cercare dei modi che mi consentano di esprimere la mia vicinanza senza confondere la mia voce con quelle populiste e qualunquiste che rischiano di segnare la manifestazione anche oltre la volontà dei suoi promotori". All'iniziativa ci saranno personaggi del mondo dello spettacolo e qualcuno di quello politico, tutti in piazza per protestare contro i provvedimenti in materia di giustizia e intercettazioni del governo Berlusconi. Senza però essere afflitti dal "complesso di piazza San Giovanni" cioè dall'ansia di portare un milione di persone. "Nessuna divisione con il Pd" è il leitmotiv che guida anche la conferenza stampa dei promotori dell'iniziativa, Paolo Flores D'Arcais, Pancho Pardi e Furio Colombo. La manifestazione - spiegano - serve per difendere una "giustizia indipendente e un'informazione libera". Sul palco si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera, Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e Parisi. A causa di impegni lontani da Roma, non sarà presente Beppe Grillo che però interverrà in videoconferenza. "E anche molti militanti del Pd - sostiene Flores - che si stanno organizzando per essere presenti. Oltre a semplici cittadini". Nessun accenno alle numerose adesioni individuali, oltre che a quella di sinistra critica, la formazione che fa capo a Turigliatto e Cannavò. Tre gli slogan scelti: "L'articolo 3 della Costituzione - spiega Flores - che parla dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; poi, secondo slogan, la scritta che campeggia in tutti i tribunali, 'la legge è uguale per tutti' e, infine, la frase di una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 1972 che sembra scritta per l'Italia di oggi". A citarla è Furio Colombo: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa affinché la stampa sia libera di censurare i governi". In riferimento a quanti nel Pd hanno deciso di non aderire alla protesta, Colombo ha precisato: "Ci hanno detto che manifesteranno in autunno, e anche io ci sarò, ma questo non contraddice l'importanza di incontrarci adesso".

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GIUSTIZIA/ FUORI DA PARLAMENTO, SINISTRA SEGUE DI PIETRO IN (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 04-07-2008)

Argomenti: Grillo

PIAZZA Organizzatori le snobbano, ma bandiere rosse ci saranno postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 4 lug. (Apcom) - L'otto luglio in piazza Navona tornano le bandiere rosse. La manifestazione, convocata dalla rivista Micromega con il robusto apporto di Italia dei valori, è stata presentata oggi alla Camera: sul palco slogan solo sulla giustizia e la libertà di stampa, Beppe Grillo in videoconferenza, molti artisti e un solo leader di partito, Antonio Di Pietro. Un po' snobbate dagli organizzatori, che nell'odierna presentazione non le hanno citate, le forze politiche extraparlamentari della sinistra un tempo definita radicale fanno a gara ad annunciare la loro partecipazione. Dopo la batosta elettorale, sarà la prima occasione in cui potranno provare a dimostrare di essere ancora vive, nonostante l'impegno prevalentemente interno nei vari congressi di partito. Ci saranno Rifondazione (ma con i sonori distinguo manifestati ieri da Nichi Vendola contro le "invettive" di Di Pietro), Pdci, Sinistra democratica, le associazioni dell'ex Sinistra Arcobaleno, perfino Sinistra critica, l'unico movimento che rompendo con Rifondazione la via extraparlamentare l'aveva scelta consapevolmente. Ieri il Prc, cannonate fra Ferrero e Vendola a parte, aveva ufficializzato la sua partecipazione precisando però che porterà in piazza anche le parole d'ordine legate alle questioni sociali: sicurezza, salario, precarietà. Oggi Sinistra democratica lancia un avvertimento agli organizzatori: "Non può essere una manifestazione polemica verso altre forze del centrosinistra" e sarebbe "gravissimo" se dal palco "venisse attaccata la Presidenza della Repubblica". Ma la lingua batte dove il dente duole e il dente si chiama Di Pietro: "Avremmo preferito - si legge in una nota del movimento guidato da Claudio Fava - una manifestazione senza interventi di esponenti politici". Più allineato il Pdci, che ribadisce, per bocca di Alessandro Pignatiello della segreteria nazionale: "Saremo in piazza per manifestare contro le leggi ad personam che questo governo si sta approntando ad approvare". Si fa vivo il movimento per la Sinistra, che raccoglie le associazioni e i movimenti che facevano parte della Sinistra Arcobaleno, per segnalare "l'emergenza democratica" e la necessità che "l'opposizione che è nel Paese si organizzi e faccia sentire la sua voce". Propone una vera e propria piattaforma alternativa Sinistra critica, ex costola di Rifondazione, convinta che "per battere le destre non basti l'antiberlusconismo 'democratico' ma sia indispensabile un antiberlusconismo 'sociale' centrato sulla difesa dei salari e dei diritti dei migranti, sull'opposizione alla manovra finanziaria e all'alleanza con Confindustria, sulla difesa ecologica dei territori contro le nuove grandi opere e il nucleare, sul rifiuto 'senza se e senza ma' della guerra".

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Le parole che si devono scrivere su George Carlin m.schiani@laprovincia.it (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 04-07-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Como, La) (Provincia di Lecco, La)

Argomenti: Grillo

Buonanotte Le parole che si devono scrivere su George Carlin m.schiani@laprovincia.it Dopo aver letto le intercettazioni telefoniche in cui si parla di vallette e aver fatto scorrere le fotografie che ritraggono i vip in vacanza, uno pensa di aver assimilato la quotidiana quantità di informazioni necessaria all'uomo moderno. Non è così: le cose veramente importanti sfuggono. A me, per esempio, fino un paio di giorni fa è sfuggita la notizia della morte, avvenuta il 22 giugno scorso, di George Carlin. Se oltre alla morte, per caso vi fosse sfuggita anche la sua vita, ebbene sappiate che era un comico americano. Non solo: era un bravissimo comico americano. Molti, a dire il vero, trovavano che i suoi monologhi fossero un po' troppo radicali, registrati su una satira politica al napalm che lo faceva sembrare, diciamo, un Beppe Grillo intelligente. L'aspetto rimarchevole della comicità di Carlin, tuttavia, non è questo. Molta più importanza aveva il fatto che egli amava le parole. Amava giocarci, amava prenderle in giro (con affetto) e, sul palcoscenico, sembrava circondarsi di esse come un domatore fa con le tigri. Nel suo monologo "Le sette parole che non si possono dire in televisione" (non sono in grado di trascriverle qui perché - per pura coincidenza - sono esattamente le stesse che non si devono scrivere nei giornali) disinnescava con spirito lieve il cosiddetto turpiloquio. Dieci minuti pirotecnici che dispensavano un profondo insegnamento: mai avere paura delle parole. Temere, piuttosto, chi le usa come armi improprie. 04/07/2008.

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Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani potrebbero essere in piazza: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (10 votes, average: 3.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) " (22 votes, average: 3.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (29 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 111 ) " (29 votes, average: 3.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (31 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (52 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (54 votes, average: 2.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani potrebbero essere in piazza: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (10 votes, average: 3.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) " (22 votes, average: 3.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (29 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 111 ) " (29 votes, average: 3.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (31 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (52 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (54 votes, average: 2.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Giovanni, il tema del mio post non è la manifestazione contro Berlusconi, la giustizia, le... Gian Luca Mariottini: % LA POLITICA DI WALTER % FA bene Veltroni ad isolare queste frange, obbligandole ad una presa... Roberto: Mi chiedo com'e' possibile che certa gente metta il cervello all'ammasso e non sappia... moritz: Uolter (er pupone che a scuola non ha mai studiato!)perchè parlarne, è meno consistente di una nuvola in... Lino: Attenti a buttare a mare Veltroni, dopo di lui c'è solo Di Pietro. E vogliamo dare l'opposizione a... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News La Betancourt a Parigi abbraccia Sarkozy: "Mi avete salvato"Muore immigrato legato sotto la stiva di un tirBeni culturali, Pompei stato di emergenza per 12 mesi: incuriaYuotube, privacy a rischio Tutti i dati degli utenti nelle mani della ViacomBerlusconi: "Non temo i giudici La deriva giustizialista va fermata" Salari, Veltroni: raccoglieremo 5 milioni di firme Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille July 2008 M T W T F S S " Jun 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (1) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. 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Web Notes (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Se cercate sul Web www.accadeinsicilia.net spunta una pagina bianca con la scritta "Sito in allestimento. Se state cercando il sito di Carlo Ruta visitate www.leinchieste.com". E' stato oscurato oltre quattro anni fa - come si usa in Cina - il blog AccaddeInSicilia.net e da allora l'americano che ne ha comprato il dominio non ne ha ancora fatto nulla. Ma, come si confà alle regole di scambio della Rete, offre il link al nuovo sito del suo ex proprietario, lo storico siciliano Carlo Ruta, 55 anni, giornalista e saggista, vittima di una vicenda kafkiana che lo ha costretto a migrare tutto il suo lavoro di documentazione su www.leinchieste.com: aperto con gli stessi contenuti del sito oscurato (dalle indagini sull'omicidio del giornalista Giovanni Spampinato alla strage di Portella della Ginestra fino agli affari anomali della Banca Agricola Popolare di Ragusa per citare le più gettonate). Registrato - miracoli della Rete - non più in Sicilia, bensì in salvo su un server americano. Ovvio che chi lo voleva chiudere non si è ritenuto soddisfatto. Così è arrivata prima una condanna per diffamazione a sette mesi di carcere in primo grado e lo scorso 8 maggio il Tribunale di Modica lo ha condannato per il reato di "stampa clandestina". E' esplosa la protesta dei blogger. La prima volta "E' la prima volta in Europa che un blogger viene condannato per stampa clandestina, un reato penale, retaggio del fascismo, che punisce con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 250 “chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art.5”. Ricevo solidarietà perchè tutti i blog sono a rischio" commenta Ruta, che è da anni oggetto di minacce mafiose. Lui e la sua famiglia: una moglie redattrice in una casa editrice locale "molto preoccupata, ma non mi ha detto mai di smettere" e due figli adolescenti cresciuti nel "cono d'ombra", come lo chiama Ruta, abituati al clima del "Gulag Sicilia", il titolo del suo libro sull'omicidio di Giovanni Falcone edito da Rubbettino. "Ho ricevuto 25 denunce, ma ho vinto quasi sempre perchè ero ben documentato, sebbene le procure di Modica, Ragusa, Messina e Catania in questi anni abbiano fatto di tutto per screditarmi". Il tam-tam della Rete ha portato il caso all'attenzione di sessanta storici italiani, che hanno firmato una lettera aperta di solidarietà a Ruta che esprime "preoccupazione" per gli effetti della sentenza sull'attività di ricerca e contesta l'inedita valutazione dei siti Internet con le norme della carta stampata. "La sentenza richiama alla memoria metodi censori propri di regimi politici non compatibili con una piena libertà democratica e potrebbe ripercuotersi contro chiunque svolga coraggiosamente funzioni di informazione civile in contesti ambientali sfavorevoli". L'appello, diffuso nell'ambito della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (Sissco), è stato lanciato da alcuni noti ricercatori e storici. "La sentenza ci preoccupa, ma non arriva del tutto inattesa" spiega il primo firmatario, Carlo Spagnolo. "Purtroppo anche fra noi storici finora non tutti hanno percepito le implicazioni di queste cose con la libertà di ricerca, di documentazione e di espressione delle libere opinioni specialmente in materie delicate quali i rapporti fra mafia, politica e affari di cui si occupava, fra l'altro, il sito oscurato". La mobilitazione In Italia il caso Ruta si aggiunge a quello di un altro blogger, il giornalista calabrese Antonino Monteleone, 23 anni, che ai primi di giugno si è visto mettere il suo blog (www.antoninomonteleone.it) sotto sequestro dalla magistratura di Reggio Calabria perchè ha pestato i piedi all'onorevole Giuseppe Galati (Udc), che non si è accontentato di una rettifica. Secondo il rapporto annuale World Information Access dell'Università di Washington sarebbero 64 dal 2003 ad oggi i blogger arrestati per reati di opinione - ovvero per aver espresso il proprio pensiero attraverso i propri "post" (pubblicazioni) - e il dato cresce, di anno in anno, in misura esponenziale anche in Paesi quali l'inghilterra, la Francia, gli Stati Uniti. "Siamo tutti clandestini" scrive sul Barbiere della Sera il blogger Antonello Tomanelli di "www.difesadellinformazione.com". Tra i blog mobilitati per Ruta e Monteleone c'è quello di Beppe Grillo. L'unione fa la forza, ma la legge si presta a interpretazione e non è affatto detto che i blogger la spuntino facilmente. Che cosa farà adesso, Ruta? "Francamente speravo in un'assoluzione, sono stanco...Ma ricorrerò appello e cercherò di vincere". Stavolta, dalla sua, ha la rete dei blogger. QUATTRO DOMANDE A GUIDO SCORZA La disciplina della materia è confusa". Guido Scorza, docente di diritto dell'informatica all'Università di Bologna, che tiene un blog (www.guidoscorza.it) sulle problematiche legali nuove che emergono nella società dell'informazione online, commenta i reati contestati ai blogger Carlo Ruta e Antonino Monteleone. Come giudica l'accanimento contro i blog? "I giudici fanno fatica ad applicare disposizioni di legge scritte nel 1948 con in mente l'invenzione di Gutenberg alle nuove forme di divulgazione delle informazioni. Nel caso della condanna di Carlo Ruta per stampa clandestina - sebbene non siano ancora state depositate le motivazioni della sentenza - è evidente che il giudice ha dato per presupposto che il blog dello storico siciliano fosse equiparabile ad una testata giornalistica. Ma il blogger non è tenuto ad alcuna registrazione. Nel caso di Antonino Monteleone, con il sequestro di un intero blog benché il post incriminato fosse uno soltanto è come se, anziché sequestrare il numero di una rivista contenente contenuti illeciti, l'autorità giudiziaria sequestrasse tutti i numeri passati del periodico e ne inibisse la pubblicazione di nuovi. Si tratta di evidenti errori, determinati anche dalla scarsa conoscenza del fenomeno Internet". I blogger imputati ingiustamente come possono difendersi? "E' difficile difendersi in un contesto di profonda incertezza del diritto. Non c'è dubbio, tuttavia, che un blogger deve prestare grande attenzione a ciò che scrive, nella consapevolezza che le sue parole possono esser lette in tutto il mondo e ledere altrui diritti". Costringere un blog a chiudere è inutile? "L'esperienza insegna che i sequestri in Rete - non solo di blog - spesso ottengono il risultato contrario a quello voluto dalle autorità perché le dinamiche della Rete sono tali che un contenuto originariamente pubblicato su un certo blog può esser fatto "rimbalzare" su decine di migliaia di altri siti così da vanificare il risultato del sequestro". Ha fatto notizia la blogger censurata a Cuba: siamo come li? "E' in atto una politica di disincentivazione all'utilizzo delle nuove tecnologie come strumento di esercizio della libertà di manifestazione del pensiero. E' un peccato perché la Corte Costituzionale ha spesso ricordato che proprio la libertà di manifestazione del pensiero costituisce una pietra angolare della nostra democrazie ed Internet ne consetirebbe il pieno esercizio da parte di chiunque in pochi clic". Difendete il vostro diritto garantito dall'art.21 della Costituzione ed esprimete la vostra solidarietà a Carlo Ruta qui: www.censurati.it/voxpeople/carloruta + L'appello degli storici + Guido Scorza su Punto Informatico: per saperne di più sul reato di stampa clandestina + Libertà sul Web: sentenza oscurantista in Italia commenti (0) scrivi.

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Reo di "stampa clandestina" (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Se cercate sul Web www.accadeinsicilia.net spunta una pagina bianca con la scritta "Sito in allestimento. Se state cercando il sito di Carlo Ruta visitate www.leinchieste.com". E' stato oscurato oltre quattro anni fa - come si usa in Cina - il blog AccaddeInSicilia.net e da allora l'americano che ne ha comprato il dominio non ne ha ancora fatto nulla. Ma, come si confà alle regole di scambio della Rete, offre il link al nuovo sito del suo ex proprietario, lo storico siciliano Carlo Ruta, 55 anni, giornalista e saggista, vittima di una vicenda kafkiana che lo ha costretto a migrare tutto il suo lavoro di documentazione su www.leinchieste.com: aperto con gli stessi contenuti del sito oscurato (dalle indagini sull'omicidio del giornalista Giovanni Spampinato alla strage di Portella della Ginestra fino agli affari anomali della Banca Agricola Popolare di Ragusa per citare le più gettonate). Registrato - miracoli della Rete - non più in Sicilia, bensì in salvo su un server americano. Ovvio che chi lo voleva chiudere non si è ritenuto soddisfatto. Così è arrivata prima una condanna per diffamazione a sette mesi di carcere in primo grado e lo scorso 8 maggio il Tribunale di Modica lo ha condannato per il reato di "stampa clandestina". E' esplosa la protesta dei blogger. La prima volta "E' la prima volta in Europa che un blogger viene condannato per stampa clandestina, un reato penale, retaggio del fascismo, che punisce con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 250 “chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art.5”. Ricevo solidarietà perchè tutti i blog sono a rischio" commenta Ruta, che è da anni oggetto di minacce mafiose. Lui e la sua famiglia: una moglie redattrice in una casa editrice locale "molto preoccupata, ma non mi ha detto mai di smettere" e due figli adolescenti cresciuti nel "cono d'ombra", come lo chiama Ruta, abituati al clima del "Gulag Sicilia", il titolo del suo libro sull'omicidio di Giovanni Falcone edito da Rubbettino. "Ho ricevuto 25 denunce, ma ho vinto quasi sempre perchè ero ben documentato, sebbene le procure di Modica, Ragusa, Messina e Catania in questi anni abbiano fatto di tutto per screditarmi". Il tam-tam della Rete ha portato il caso all'attenzione di sessanta storici italiani, che hanno firmato una lettera aperta di solidarietà a Ruta che esprime "preoccupazione" per gli effetti della sentenza sull'attività di ricerca e contesta l'inedita valutazione dei siti Internet con le norme della carta stampata. "La sentenza richiama alla memoria metodi censori propri di regimi politici non compatibili con una piena libertà democratica e potrebbe ripercuotersi contro chiunque svolga coraggiosamente funzioni di informazione civile in contesti ambientali sfavorevoli". L'appello, diffuso nell'ambito della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (Sissco), è stato lanciato da alcuni noti ricercatori e storici. "La sentenza ci preoccupa, ma non arriva del tutto inattesa" spiega il primo firmatario, Carlo Spagnolo. "Purtroppo anche fra noi storici finora non tutti hanno percepito le implicazioni di queste cose con la libertà di ricerca, di documentazione e di espressione delle libere opinioni specialmente in materie delicate quali i rapporti fra mafia, politica e affari di cui si occupava, fra l'altro, il sito oscurato". La mobilitazione In Italia il caso Ruta si aggiunge a quello di un altro blogger, il giornalista calabrese Antonino Monteleone, 23 anni, che ai primi di giugno si è visto mettere il suo blog (www.antoninomonteleone.it) sotto sequestro dalla magistratura di Reggio Calabria perchè ha pestato i piedi all'onorevole Giuseppe Galati (Udc), che non si è accontentato di una rettifica. Secondo il rapporto annuale World Information Access dell'Università di Washington sarebbero 64 dal 2003 ad oggi i blogger arrestati per reati di opinione - ovvero per aver espresso il proprio pensiero attraverso i propri "post" (pubblicazioni) - e il dato cresce, di anno in anno, in misura esponenziale anche in Paesi quali l'inghilterra, la Francia, gli Stati Uniti. "Siamo tutti clandestini" scrive sul Barbiere della Sera il blogger Antonello Tomanelli di "www.difesadellinformazione.com". Tra i blog mobilitati per Ruta e Monteleone c'è quello di Beppe Grillo. L'unione fa la forza, ma la legge si presta a interpretazione e non è affatto detto che i blogger la spuntino facilmente. Che cosa farà adesso, Ruta? "Francamente speravo in un'assoluzione, sono stanco...Ma ricorrerò appello e cercherò di vincere". Stavolta, dalla sua, ha la rete dei blogger. QUATTRO DOMANDE A GUIDO SCORZA La disciplina della materia è confusa". Guido Scorza, docente di diritto dell'informatica all'Università di Bologna, che tiene un blog (www.guidoscorza.it) sulle problematiche legali nuove che emergono nella società dell'informazione online, commenta i reati contestati ai blogger Carlo Ruta e Antonino Monteleone. Come giudica l'accanimento contro i blog? "I giudici fanno fatica ad applicare disposizioni di legge scritte nel 1948 con in mente l'invenzione di Gutenberg alle nuove forme di divulgazione delle informazioni. Nel caso della condanna di Carlo Ruta per stampa clandestina - sebbene non siano ancora state depositate le motivazioni della sentenza - è evidente che il giudice ha dato per presupposto che il blog dello storico siciliano fosse equiparabile ad una testata giornalistica. Ma il blogger non è tenuto ad alcuna registrazione. Nel caso di Antonino Monteleone, con il sequestro di un intero blog benché il post incriminato fosse uno soltanto è come se, anziché sequestrare il numero di una rivista contenente contenuti illeciti, l'autorità giudiziaria sequestrasse tutti i numeri passati del periodico e ne inibisse la pubblicazione di nuovi. Si tratta di evidenti errori, determinati anche dalla scarsa conoscenza del fenomeno Internet". I blogger imputati ingiustamente come possono difendersi? "E' difficile difendersi in un contesto di profonda incertezza del diritto. Non c'è dubbio, tuttavia, che un blogger deve prestare grande attenzione a ciò che scrive, nella consapevolezza che le sue parole possono esser lette in tutto il mondo e ledere altrui diritti". Costringere un blog a chiudere è inutile? "L'esperienza insegna che i sequestri in Rete - non solo di blog - spesso ottengono il risultato contrario a quello voluto dalle autorità perché le dinamiche della Rete sono tali che un contenuto originariamente pubblicato su un certo blog può esser fatto "rimbalzare" su decine di migliaia di altri siti così da vanificare il risultato del sequestro". Ha fatto notizia la blogger censurata a Cuba: siamo come li? "E' in atto una politica di disincentivazione all'utilizzo delle nuove tecnologie come strumento di esercizio della libertà di manifestazione del pensiero. E' un peccato perché la Corte Costituzionale ha spesso ricordato che proprio la libertà di manifestazione del pensiero costituisce una pietra angolare della nostra democrazie ed Internet ne consetirebbe il pieno esercizio da parte di chiunque in pochi clic". Difendete il vostro diritto garantito dall'art.21 della Costituzione ed esprimete la vostra solidarietà a Carlo Ruta qui: www.censurati.it/voxpeople/carloruta + L'appello degli storici + Guido Scorza su Punto Informatico: per saperne di più sul reato di stampa clandestina + Libertà sul Web: sentenza oscurantista in Italia commenti (0) scrivi.

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Strategie diverse dei partiti di opposizione (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

L'obiettivo del Partito democratico è raggiungere quota 5 milioni Veltroni lancia la raccolta di firme Di Pietro prepara la piazza dell'8 Cristina Filippi ROMA Il Pd trova la sua via, una petizione con l'obiettivo di 5 milioni di firme, per protestare contro le mosse del governo, senza partecipare alla manifestazione girontondina dell'8 luglio. E se Di Pietro assicura che la piazza non sarà "una conta" e di non essere geloso dei rapporti tra Veltroni e Casini, il tema delle alleanze torna a dividere il Pd con Arturo Parisi e gli ulivisti all'attacco dopo che Goffredo Bettini apre al dialogo con tutti per costruire "il campo più largo di alleanze sulla base dei programmi". Il Partito democratico si prepara a mettere radici nel paese, da un lato avviando come partito il tesseramento, dall'altro esportando l'opposizione fuori dal palazzo, lanciando come primo passo verso la manifestazione di ottobre una petizione popolare "per dire no ad un governo sostiene il segretario Walter Veltroni che non rispetta le regole democratiche, forza la mano sui temi della giustizia e non fa nulla per salari e pensioni". Un' iniziativa per far sentire la voce contro l'esecutivo senza però cedere al giustizialismo di Di Pietro e all'antiberlusconismo dei girotondi. Ma se il nuovo modulo di opposizione più dura unisce il partito, torna a dividere il tema delle alleanze. Dalle colonne dell'Unità, Bettini, "pontiere" veltroniano nei rapporti dentro e fuori il partito, coniuga con toni più decisi la linea di partito: "Dobbiamo dialogare con tutti e per quanto riguarda le future alleanze per il governo costruire il fronte più ampio sulla base di una seria coesione programmatica". E pur definendo per ora "irrealistica" una coalizione dall'Udc al Prc, il dirigente del Pd spiega di non "vedere come fumo negli occhi nessuna alleanza in campo democratico". Nulla di nuovo per i vertici del Pd ma da Arturo Parisi e da prodiani doc, come Mario Barbi, che ancora non hanno digerito lo smantellamento dell'Unione, parte l'attacco, ormai quasi quotidiano: "Vabbè che ci hanno abituato a tutto è l'ironico stupore di Parisi ma non riesco a credere che saremmo arrivati fino a questo punto", cioè fino ad ipotizzare un'alleanza dall'Udc al Prc. E Mario Barbi si dice "sconvolto" da Bettini "ideologo della sfrontatezza e della solitudine del Pd". La strada è lunga e l'esito è tutto aperto, è l'invito alla calma che arriva da Giorgio Tonini per il quale "la situazione è aperta per tutti visto che a sinistra non si sa come finirà per Prc e anche nell'Udc c'è una discussione interna su dove andare". Cautela condivisa dal leader Udc Pieferdinando Casini: "La collaborazione tra le forze di opposizione è una scelta obbligata ma le nostre strade sono diverse... se sarà qualcosa di più sono i fatti che ce lo diranno". Dal canto suo, Di Pietro è concentrato sulla manifestazione dell'8 luglio a Piazza Navona: "Non posso immaginare guerre fratricide al nostro interno quando l'opposizione, in questo momento, deve essere unita più che mai. Non è il giorno della conta e a chi sta scongiurando che ci sia poca gente, dico che quello sarà il giorno dell'orgoglio dei cittadini italiani per riflettere sull'uso strumentale delle istituzioni, su quella che è una menomazione democratica. La conta non ci interessa ribadisce il leader dell'IdV e invito coloro che stanno all'opposizione a non tifare che il proprio elettorato non venga". Un ragionamento che fa breccia anche nel Pd, seppur nella parte più critica a Veltroni, tanto che Parisi ha garantito la sua partecipazione. L'appuntamento è per martedì prossimo a Roma (ore 18) e i promotori dell'iniziativa, il direttore di "Micromega", Paolo Flores D'Arcais, Pancho Pardi e Furio Colombo, hanno spiegato in una conferenza stampa a Montecitorio il senso di questa manifestazione negando che ci sia alcuna divisione con il Pd. Sul palco si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera, Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom. A causa di impegni lontani da Roma, non sarà presente Beppe Grillo che però interverrà in videoconferenza. "E anche molti militanti del Pd sostiene Flores che si stanno organizzando per essere presenti. Oltre a semplici cittadini". Ha aderito anche Sinistra critica. Non ci saranno, invece i Radicali. "Quello di un puttaniere che è andato con una puttana osserva il leader Marco Pannella non credo sarebbe un tema troppo dibattuto in altri Paesi... Non è una notizia. Abbiamo da pensare ad altro di più serio".

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Non siamo un modello da seguire (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Brescia" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione: 05/07/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA Manifestazione di protesta di alcuni gruppi ambientalisti davanti all'ingresso dell'inceneritore "Non siamo un modello da seguire" "Grazie termoutilizzatore", scritto a caratteri cubitali sul lunotto di un carro funebre. Ecco il biglietto da visita che gli ambientalisti bresciani e il Wwf lombardo hanno fatto trovare al sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino, che ieri mattina ha visitato il termoutilizzatore di A2A. Un "aperitivo" ai cartelli esposti all'ingresso dell'impianto e alla lettera aperta che le sigle "verdi" hanno scritto al sindaco della città partenopea. In via Malta erano un trentina gli attivisti che con striscioni e megafoni hanno fatto vedere e sentire il proprio dissenso alla politica dei rifiuti messa in campo a Napoli. Un drappello di ambientalisti che ha riunito il Coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia, il Comitato ambiente città di Brescia, Cittadini per il riciclaggio, EnergEtica, Comitato contro la centrale turbogas di Lamarmora, Comitato difesa salute e ambiente di San Polo, AltraBrescia, Amici di Beppe Grillo e Ricomincio da Grillo, oltre al Wwf della Lombardia. Gli ambientalisti criticano fortemente la visita della Jervolino perché, a loro modo di vedere, Brescia "non è un modello da seguire. Con l'entrata in servizio del termoutilizzatore la raccolta differenziata è cresciuta solo del 9% ma il numero di rifiuti bruciati è aumentato del 300%, sintomo di una produzione a monte divenuta inarrestabile ma che ha permesso all'azienda di incamerare centinaia di milioni di euro di finanziamenti pubblici, denaro sottratto alle vere energie rinnovabili". Ma c'è una critica anche rispetto a quella che viene definita "illusione dell'emergenza campana. In quella regione ci sono macchinari e strutture nuovi e mai utilizzati, siti di contenimento non a norma costruiti negli anni di commissariamento, indizi di una devastante emergenza che perdura quasi volontariamente". Il terzo punto su cui si concentra l'attenzione degli ambientalisti è quello che riguarda l'"illusione della solidarietà di Brescia a Napoli. Accogliere i rifiuti di Napoli non è un gesto lodevole ma una mossa ostentata al solo scopo di legittimare una pratica insana, quella dell'incenerimento, che è più dispendiosa e assetata di energie rispetto alla raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio. Brescia dovrebbe ricevere rifiuti da fuori solo se separati accuratamente per tipo alla fonte in modo da poterli valorizzare e destinare alle varie filiere del recupero di materia, minimizzando l'impatto ambientale". Nella lettera aperta al sindaco Jervolino, gli ambientalisti quindi suggeriscono "altri modelli a cui ispirarsi, e non quello di un'area che produce 4 milioni di tonnellate l'anno di rifiuti speciali e che in passato li ha interrati senza i controlli adatti". Paolo Bertoli.

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Di Pietro: <Se è sincero ritiri la proposta sull'immunità> (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Di Pietro: "Se è sincero ritiri la proposta sull'immunità" l'oppositore alza la posta Il leader dell'Italia dei valori, ieri a Genova, contrattacca: "Conosco il Cavaliere, dice una cosa e ne fa un'altra" 05/07/2008 Genova. "Se fosse vero che rinuncia al decreto legge perché intende difendersi in aula, allora deve fare una cosa sola: ritirare il disegno di legge sull'immunità alle alte cariche dello Stato, ovvero lui, e correre dal giudice a farsi processare. Così si vedrà che dopodomani ricuserà il giudice e fra tre giorni chiederà che il disegno di legge venga messo all'ordine del giorno per essere approvato entro l'estate. Lui è così: fa una cosa e ne dice un'altra". Antonio Di Pietro non molla la presa neppure dopo che Berlusconi ha annunciato di aver messo in ghiacciaia il decreto legge sulle intercettazioni. A Genova per lanciare il tesseramento di Idv e promuovere l'8 luglio di piazza Navona, stringe mani, saluta gli amici come il questore Salvatore Presenti che ha conosciuto quando ancora faceva il poliziotto e non era ancora il il pm di "Mani pulite", ma non demorde: "Conoscendo Berlusconi sto aspettando da quale finestra rientrerà, perché lui si è messo a fare politica per sistemare i suoi affari privati e i suoi guai giudiziari. Questa volta l'ha fatta troppo grossa ed evidentemente la reazione forte dei cittadini e dell'Idv all'interno del Parlamento gli ha fatto capire che doveva cambiare strada. Dobbiamo però sempre tenere chiuse le serrande della legalità perché da un momento all'altro si infila dentro per cercare di bypassarle". Il caso politico c'è tutto. Ma se sotto la canicola italiana anche la casalinga di Voghera divora le cronache parlamentari non è certo per la democrazia tenuta sotto scacco. Certo è per sapere. Ma sapere cosa c'è di vero, ad esempio, nella battuta del capogruppo dipietrista Massimo Donadi: "e se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo? La vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica o no?". Parallelo intrigante, forse anche un po' pesante. Ma non per Di Pietro che, a Genova, difende l'indiscreto deputato: "Non capisco perché sia pesante, Idv dice che ognuno dentro le mura di casa sua fa quello che gli pare e piace, con chi vuole. Il problema è diverso se si mescola pubblico e privato e si usa pubblico per fini privati questo non è più consentito in uno stato di diritto e in una democrazia liberale". Chiaro, no? Ma Di Pietro è fatto a modo suo e non si priva del gusto di spiegare: " Allora se una persona che è il direttore generale della Rai su indicazione di un'altra persona, che fa prima il capo dell'opposizione e poi addirittura il premier, utilizza un servizio pubblico e soldi pubblici per far passare davanti ad altre, persone che non hanno meriti, ma per grazia e grazie ricevute, compie un atto immorale e forse anche di rilevanza penale. Lo stesso per l'acquisizione di incarichi pubblici non in base ai curriculum professionali e dalle indicazioni dei partiti, ma per grazie e grazia ricevuta". Ergo: "Le intercettazioni da rendere pubbliche sono sicuramente quelle utili ai fini processuali ma è comunque utile conoscere i comportamenti di persone che hanno rilevanza istituzionale. Non confondiamo la mente dell'opinione pubblica facendo vedere che qualcuno ha un atteggiamento prurigionoso, guardone dietro il buco della serratura. Mandiamo un messaggio chiaro per far capire agli italiani la differenza tra guardare nel buco della serratura e approfittare di quel buco per usare istituzioni pubbliche per fini privati" dice dando una botta di "gossiparo" al premier. "Non si sarebbe discusso di tutto questo se egli avesse evitato di tenere rapporti così confidenziali con Saccà e se Saccà avesse fatto il proprio dovere". A Genova scossa dall'inchiesta su Mensopoli e presunte mazzette, Di Pietro, il cui nome si incrocia sempre di più con quelli di Marco Travaglio e di Beppe Grillo, parla della manifestazione di piazza Navona come di una ripartenza: "È dal primo giorno di questa legislatura che si parla solo di leggi che servono a qualcuno. Mi sembra un Parlamento salva salva". E sull'inchiesta, che ha investito anche l'amministrazione comunale in cui Idv è in maggioranza, non batte ciglio: "Siamo i primi a volere la chiarezza. Quante inchieste hanno permesso di scoprire fatti rilevanti penalmente e che la gente deve sapere. Ma se applicassimo le regole di Berlusconi i cittadini di Genova verrebbero a sapere di questi fatti tra una decina d'anni". Alessandra Costante costante@ilsecoloxix.it 05/07/2008.

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Rifiuti, aumentare la differenziata (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

LA PROTESTA AMBIENTALISTA. Fuori dal termoutilizzatore la contro-manifestazione con una lettera aperta fatta pervenire alla delegazione partenopea "Rifiuti, aumentare la differenziata" Hanno accolto le auto istituzionali in arrivo al termoutilizzatore con un necrologio cubitale per "Differenziata raccolta", mancata all'affetto dei suoi cari. Più battaglieri che mai, gli ambientalisti del Coordinamento comitati ambientalisti lombardi, i Cittadini per il riciclaggio, EnergEtica, AltraBrescia e MeetUp Amici di Beppe Grillo Brescia erano schierati in via Malta per consegnare nelle mani del sindaco Jervolino una lettera aperta sulla questione rifiuti. Tentativo fallito, lettera lasciata all'entourage e qualche protesta per la cortina di protezione calata da A2A intorno agli ospiti partenopei. "In dieci anni, dalla costruzione dell'impianto ad oggi, la raccolta differenziata a Brescia è cresciuta di un misero 9 per cento, assestandosi al 35 per cento, a fronte di Comuni che hanno superato il 50 per cento - spiega Adriano Nitto degli Amici di Beppe Grillo -. Nello stesso periodo, invece, i rifiuti inceneriti sono cresciuti del 300 per cento, sintomo di una produzione inarrestabile". Quanto alla raccolta differenziata in città, secondo gli ambientalisti è "truccata" e "drogata" dai rifiuti speciali, che assimilati hanno l'effetto di raddoppiare i rifiuti urbani. NELLA LETTERA APERTA gli ambientalisti obiettano che Brescia, "ultima in Lombardia per differenziata e prima per costo di gestione dei rifiuti e utilizzo di discariche", non può essere un modello per Napoli, invitando Jervolino a guardare altrove, ad esempio al consorzio Priula che nel trevigiano raggiunge l'80 per cento di raccolta differenziata su un bacino d'utenza analogo a quello bresciano ( circa 200 mila abitanti), o quello di Novara, passata al 70 per cento di differenziata grazie alla raccolta porta a porta e a una tariffa per cui chi meno differenzia, più paga. O ancora al Comune di Padula, nel salernitano, portato ad esempio per la raccolta differenziata attuata.LI.CE.

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8 luglio, i promotori Sarà protesta civile Sul palco Travaglio, Colombo, Parisi, Sabina Guzzanti Fava: se ci sarà un attacco al Colle ce ne andiamo via (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del 8 luglio, i promotori "Sarà protesta civile" Sul palco Travaglio, Colombo, Parisi, Sabina Guzzanti Fava: se ci sarà un attacco al Colle ce ne andiamo via di Giuseppe Vittori / Roma BEPPE GRILLO non potrà esserci perché impegnato lontano da Roma, però interverrà a piazza Navona in videoconferenza. E Arturo Parisi sarà sul palco. I promotori dell'iniziativa dell'8 luglio contro le "leggi canaglia", vale a dire i provvedimenti del governo in materia di sicurezza e intercettazioni, hanno spiegato in una conferenza stampa a Montecitorio il senso della manifestazione. Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi e Furio Colombo hanno negato che ci sia alcuna divisione con il Pd. Anche Antonio Di Pietro ha in parte tentato di gettare acqua sul fuoco delle polemiche, dicendo: "Non posso immaginare guerre fratricide al nostro interno quando l'opposizione, in questo momento, deve essere unita più che mai"; in parte ha lanciato altri messaggi al Pd e alle altre forze che hanno deciso di non aderire: "La conta non ci interessa, e invito coloro che stanno all'opposizione a non tifare che il proprio elettorato non venga". L'elenco delle adesioni lo fa Flores: sul palco si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera e Arturo Parisi. "Ci sarà anche il professor Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e molti militanti del Pd - sostiene il direttore di "Micromega" - che si stanno organizzando per essere presenti. Oltre a semplici cittadini". Tre gli slogan scelti: "L'articolo 3 della Costituzione - spiega ancora Flores - che parla dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; poi, secondo slogan, la scritta che campeggia in tutti i tribunali, "la legge è uguale per tutti". Infine, il terzo: la frase di una sentenza della Corte Suprema degli Stati uniti del 1972 che sembra scritta per l'Italia di oggi". A citarla è Furio Colombo: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa affinché la stampa sia libera di censurare i governi". Su quanti saranno in piazza martedì prossimo, Pardi sottolinea: "Non abbiamo il complesso di piazza San Giovanni. Anche se non ci sarà un milione di persone, l'importante è esserci e lanciare un messaggio. Questa è un'iniziativa civile che punta a riaprire un nuovo ciclo", a dimostrare anche che "piazza e riformismo vanno perfettamente d'accordo". In un'intervista a Tv7 anticipata dal Tg1 della sera Walter Veltroni fa sapere che non ci sta "ripensando" sull'adesione del Pd: "Io ho rispetto per gli organizzatori, per chi ha dato vita ai girotondi. In questi giorni ho letto tante cose. Non condivido". E a quella che Marco Pannella definisce "la saga dei moralisti" non ci saranno neanche i Radicali. Saranno invece in piazza Sinistra critica e il Partito comunista dei lavoratori di Marco Ferrando. Sinistra democratica ha deciso di partecipare all'iniziativa già al congresso di Chianciano dell'altra settimana, ma il movimento politico guidato da Claudio Fava precisa che "non può essere una manifestazione polemica verso altre forze del centrosinistra bensì un atto di protesta civile e di rinnovata adesione ai principi della nostra Costituzione e delle sue Istituzioni", che avrebbe preferito un'iniziativa "senza interventi di esponenti politici", e soprattutto avverte: "Sarebbe un errore gravissimo se dal palco venisse attaccata la Presidenza della Repubblica, se così fosse ce ne andremmo cercando di convincere più gente possibile a fare altrettanto".

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Girotondo sulla giustizia, grillo in video (sezione: Grillo)

( da "Nuova Sardegna, La" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità Girotondo sulla giustizia, Grillo in video Parisi incerto, sempre più adesioni dal mondo dello spettacolo ROMA. Politici, personaggi dello spettacolo, cittadini, elettori del Pd: crescono le adesioni alla manifestazione contro le leggi su giustizia e intercettazioni del governo Berlusconi. Il girotondo, promosso dal direttore di Micromega, Paolo Flores D'Arcais, dal deputato dell'Italia dei Valori, Francesco Pardi, e dal senatore Furio Colombo, è previsto per martedì (ore 18) e dovrebbe riempire piazza Navona. L'unica forza politica che ha aderito all'iniziativa è quella di Antonio Di Pietro e a quanti, anche all'interno del Partito democratico, non parteciperanno alla manifestazione, il leader dell'IdV dice: "L'8 luglio non sarà il giorno della conta. A chi sta pregando che ci sia poca gente in piazza rispondo che quello sarà il giorno per riflettere sull'uso strumentale delle istituzioni". Concorde con l'idea di difendere una "giustizia indipendente e un'informazione libera" è Arturo Parisi che però aggiunge: "Le voci e le forme che vedo rafforzarsi mi costringono a cercare dei modi per esprimere la mia vicinanza senza confondere la mia voce con quelle populiste e qualunquiste che rischiano di segnare la manifestazione anche oltre la volontà dei suoi promotori". Se dunque la presenza dell'ex ministro della Difesa è incerta, al contrario lo sono quelle di Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera. Mentre Beppe Grillo interverrà in videoconferenza. Tre gli slogan scelti e spiegati da Flores D'Arcais: "L'articolo 3 della Costituzione, sull'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; la scritta che campeggia in tutti i tribunali, "la legge è uguale per tutti". E la frase di una sentenza della Corte Suprema degli Stati uniti del 1972 che sembra scritta per l'Italia di oggi". A citarla è il senatore Furio Colombo: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa affinché la stampa sia libera di censurare i governi". (a.d'a.).

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Girotondini e idv in piazza pro giudici grillo sarà in video (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

MARTEDÌ 8 A ROMA Girotondini e Idv in piazza pro giudici Grillo sarà in video ROMA Politici, personaggi dello spettacolo, cittadini, elettori del Pd: crescono di giorno in giorno le adesioni alla manifestazione contro le leggi su giustizia e intercettazioni del governo Berlusconi. Il girotondo promosso dal direttore di Micromega, Paolo Flores D'Arcais, dal deputato dell'Italia dei Valori, Francesco Pardi, e dal senatore Furio Colombo, è previsto per martedì 8 alle ore 18 e dovrebbe riempire Piazza Navona. L'unica forza politica che ha aderito all'iniziativa è quella di Antonio Di Pietro e a quanti, anche all'interno del Partito democratico, non parteciperanno, il leader dell'Idv dice: "L'8 luglio non sarà il giorno della conta. A chi sta pregando che ci sia poca gente in piazza rispondo che quello sarà il giorno per riflettere sull'uso strumentale delle istituzioni". Concorde con l'idea di difendere una "giustizia indipendente e un'informazione libera" è Arturo Parisi che però aggiunge: "Le voci e le forme che vedo rafforzarsi mi costringono a cercare dei modi per esprimere la mia vicinanza senza confondere la mia voce con quelle populiste e qualunquiste che rischiano di segnare la manifestazione anche oltre la volontà dei suoi promotori". Se dunque la presenza dell'ex ministro della Difesa è incerta, al contrario lo sono quelle di Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera. Mentre Beppe Grillo interverrà in videoconferenza. Tre gli slogan scelti e spiegati da Flores D'Arcais: "L'articolo 3 della Costituzione, sull'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; la scritta che campeggia in tutti i tribunali, "la legge è uguale per tutti". E la frase di una sentenza della Corte Suprema degli Stati uniti del 1972 che sembra scritta per l'Italia di oggi". A citarla è il senatore Furio Colombo: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa affinché la stampa sia libera di censurare i governi". "Dopo la sconfitta elettorale la sinistra va nella direzione della frammentazione, ma io credo che sia necessario un percorso unitario e che riaprire un dialogo con il Partito democratico sia essenziale" ha affermato lo storico Paul Ginsborg, uno dei leader dei girotondini fiorentini e del movimento dei professori, a margine di un convegno promosso a Firenze dall'associazione "Per una sinistra unita e plurale". "A Firenze - ha spiegato - cominciamo un percorso a lungo termine per cercare di capire come si fa a stare insieme. Invece, dopo la sconfitta i partiti della sinistra vanno in tutt'altra direzione. Ma da qui vogliamo lanciare un messaggio di unità fortissimo. Siamo rispettosi di tutte le diverse sensibilità, ma il percorso deve essere unitario".

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Festa ambiente alla napoletana (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

VETRINA GIORNO & NOTTE pag. 22 Festa ambiente alla napoletana Scienziati e artisti per una serata per difendere il clima minacciato CLIMARE - ACQUA, ARIA, FUOCO, TERRA AL MIRABELLO di MATTEO INCERTI AMBIENTE, clima, musica e cultura allo stadio Mirabello. Ritorna stasera per il secondo anno "Climare ? Acqua Aria Fuoco Terra", serata di arte, pensiero e scienza per cambiare clima e vivere felici. Questa sera a partire dalle 18 (ingresso gratuito), lo stadio Mirabello sarà di nuovo cornice per un evento dedicato alla divulgazione scientifica, ai dibattiti e agli spettacoli che sarà concluso dal grande artista napoletano Peppe Barra che si esibirà con pianoforte, fisarmonica, chitarre e mandolini. Tra musica e cocktail si parlerà di ambiente, dei suoi mutamenti climatici, delle soluzioni che i cittadini e le istituzioni possono mettere in campo per far sì che si consegni alle generazioni future un Mondo ancora vivibile. Tra gli ospiti di questa "maratona" climatica ci saranno Mimmo Candito, giornalista e presidente di Reporters sans Frontieres Italia, il reggiano Walter Ganapini, membro dell'Agenzia Europea dell'Ambiente e assessore tecnico all'Ambiente della Campania. Climare è stato organizzato dalle associazioni Talento e Telecitofono ed è patrocinato da Earth Day, Fao, Presidenza della Repubblica, Provincia e Comuni di Reggio, Castellarano, Cavriago, di San Martino. Ci saranno anche banchetti di diverse associazioni come Acqua Bene Comune, Amici di Beppe Grillo, fino ad Emergency. A tutti i partecipanti saranno donati semi per coltivare verdura in giardino. PROGRAMMA. Ore 18: apertura stadio ? Musica Cocktail lounge. Ore 19 Proiezione di "Sei gradi possono cambiare il mondo". 19.30 I diritti naturali dei bambini, con Gianfranco Zavalloni. Ore 20 A flying simphony, paracadutismo acrobatico al Mirabello. Ore 20.30 I violini di Santa Vittoria. Ore 21 "Amare la terra, custodire la terra" con Luciano Valle, filosofo. Ore 21.20 "La crisi alimentare nel mondo: clima agricoltura e crescita sostenibile (a cura Fao). Ore 21.45 Conferenza di Mimmo Candito ? presidente di Reporters sans Frontieres. Ore 22.05 Le azioni utili per godere di un mondo più bello con Walter Ganapini. Ore 22.30 concerto di Peppe Barra. Image: 20080705/foto/9157.jpg.

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"il popolo del pd in piazza con noi" - carmelo lopapa (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

"Il popolo del Pd in piazza con noi" Flores attacca, Di Pietro frena. Moretti: è mutato il Dna del Paese La mappa dei casi contestati. Libera-zione: una follia azzerare votazioni nelle sezioni Grillo aderisce e manda un video Parisi ci ripensa e mette in forse la sua presenza CARMELO LOPAPA ROMA - Il caimano già campeggia sui manifesti, i girotondi ricominciano a ruotare. Roma, Piazza Navona, martedì alle 18. Piazza per la giustizia indipendente, per l'informazione libera e ovviamente antiberlusconiana. Sarà la stessa - e non a caso - dalla quale l'urlo di Nanni Moretti ha scosso nel 2002 la sinistra all'opposizione. Sarà aperta a tutti coloro che vorranno esserci, spiegano i promotori Furio Colombro, Paolo Flores D'Arcais e Francesco Pancho Pardi nel presentare l'iniziativa a Montecitorio. Niente "guerre fratricide al nostro interno, l'opposizione deve essere unita" chiosa al loro fianco Antonio Di Pietro per disinnescare la mina che l'8 luglio rischia di esplodere tra lui e i democratici: "La conta non ci interessa e invito coloro che stanno all'opposizione a non tifare che il proprio elettorato non venga. Chi non vuole venire vada al mare". Certo, Veltroni, Franceschini e gli altri big del Pd non ci saranno, ma, mette in chiaro il direttore di Micromega Flores, "ci saranno molti militanti di base del Pd: si stanno mobilitando, ci scrivono in tanti". Di Pietro si spinge oltre e l'appello lo rivolge pure agli elettori del centrodestra. Il regista Moretti scioglierà lunedì la riserva, se andare o meno. "Non sono molto ottimista per l'Italia - ha detto ieri al Tg3 - . Il problema del Paese ormai è l'assuefazione. è successo qualcosa nella testa della gente, è come se fosse cambiato il dna degli italiani". Ha aderito ma alla fine non andrà, "perché impegnato" dicono gli organizzatori, Beppe Grillo. Difficile non collegare l'assenza alle polemiche dei giorni scorsi, in ultimo le accuse di qualunquismo "pericoloso" rivoltegli da Rita Borsellino, anche lei sul palco. Il comico-predicatore ha invitato i suoi internauti ad andare, ci sarà comunque un suo messaggio in videoconferenza. E tanto basta per indurre Arturo Parisi, unico politico che avrebbe dovuto prendere la parola l'8 luglio con Di Pietro, a mettere in forse la sua partecipazione. L'adesione resta, l'ex ministro fa sapere di apprezzare i contenuti ma non le "forme" dell'iniziativa: avverte del rischio di una deriva qualunquista, non vorrebbe confondere la sua "voce con quelle populiste che rischiano di segnare la manifestazione". Al fianco dei promotori, sul palco si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Beppe Giulietti, Moni Ovadia, Lidia Ravera, il professor Alexian Spinelli in rappresentanza del popolo Rom. Ritorna il girotondino della prima ora Paul Ginsborg. Sulla piazza sventoleranno anche bandiere rosse. Esponenti del Prc (pur con distinguo) e del Pdci, di Sinistra democratica e del Pcl di Marco Ferrando, le associazioni dell'ex Sinistra arcobaleno e la Sinistra critica. Claudio Fava, segretario di Ds, già mette le mani avanti: sarebbero "gravissimi" eventuali attacchi al capo dello Stato, in presenza dei quali l'invito è ad abbandonare la piazza. Intanto Fava e i suoi esprimono rammarico per la presenza sul palco di Di Pietro: "Avremmo preferito una manifestazione senza interventi di esponenti politici". Non ci sarà, ma è scontato, Piero Fassino ("Non vado in piazza con Di Pietro"), e per analoghi motivi nemmeno Marco Pannella e i radicali ("Non andremo alla saga dei moralisti"). Tre gli slogan attorno ai quali ruoterà la manifestazione, elenca Flores: "L'articolo 3 della Costituzione, la scritta che campeggia in tutti i tribunali "la legge è uguale per tutti", una sentenza della corte suprema degli stati uniti del 1972 che sembra scritta per l'Italia di oggi". Colombo la cita, a memoria: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa affinché la stampa sia libera di censurare i governi". Al centro, non solo il lodo Alfano, la norma blocca-processi e la "vergogna delle impronte ai bimbi rom", ma anche intercettazioni, presunte telefonate roventi del premier, scandali potenziali e pornopolitica. "Non ci interessa cosa fa dentro una camera da letto questo o quel personaggio - sintetizza Di Pietro - . Ma se c'è qualcuno che viene nominato ministro o viene assunto in Rai, è giusto che la pubblica opinione sappia chi è al governo e come utilizza il suo potere". La macchina dell'8 luglio, molto volontariato e fai-da-te, è in moto. I dipietristi stanno mobilitando poco meno di diecimila militanti. L'obiettivo, per ora prudentemente taciuto, è di portare in piazza almeno 20 mila persone.

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Di Pietro prepara il girotondo (sezione: Grillo)

( da "Libertà" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - Politici, personaggi dello spettacolo, cittadini, elettori del Pd: crescono di giorno in giorno le adesioni alla manifestazione contro le leggi su giustizia e intercettazioni del governo Berlusconi. Il girotondo, promosso dal direttore di Micromega, Paolo Flores D'Arcais, dal deputato dell'Italia dei Valori, Francesco Pardi, e dal senatore Furio Colombo, è previsto per martedì prossimo (8 luglio, ore 18) e dovrebbe riempire piazza Navona. L'unica forza politica che ha aderito all'iniziativa è quella di Antonio Di Pietro e a quanti, anche all'interno del Partito democratico, non parteciperanno, il leader dell'IdV dice: "L'8 luglio non sarà il giorno della conta. A chi sta pregando che ci sia poca gente in piazza rispondo che quello sarà il giorno per riflettere sull'uso strumentale delle istituzioni". Concorde con l'idea di difendere una "giustizia indipendente e un'informazione libera" è Arturo Parisi che però aggiunge: "Le voci e le forme che vedo rafforzarsi mi costringono a cercare dei modi per esprimere la mia vicinanza senza confondere la mia voce con quelle populiste e qualunquiste che rischiano di segnare la manifestazione anche oltre la volontà dei suoi promotori". Se dunque la presenza dell'ex ministro della Difesa è incerta, al contrario lo sono quelle di Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera. Mentre Beppe Grillo interverrà in videoconferenza. Tre gli slogan scelti e spiegati da Flores D'Arcais: "L'articolo 3 della Costituzione, sull'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; la scritta che campeggia in tutti i tribunali, "la legge è uguale per tutti". E la frase di una sentenza della Corte Suprema degli Stati uniti del 1972 che sembra scritta per l'Italia di oggi". A citarla è il senatore Furio Colombo: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa affinché la stampa sia libera di censurare i governi". Intanto la Federazione nazionale della stampa "considera importante che il Consiglio dei ministri non abbia approvato il decreto legge sulle intercettazioni così come era stato paventato nei giorni scorsi con pesanti divieti e censure sull'informazione. Con il Governo ed il Parlamento la Fnsi esprime la sua piena disponibilità al dialogo". 05/07/2008.

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I democratici ora ammettono: questo girotondo è contro di noi (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

N. 159 del 2008-07-05 pagina 8 I democratici ora ammettono: questo girotondo è contro di noi di Stefano Casamassima da Roma Se volete fare un torto ad Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ditegli che andrete alla manifestazione dell'8 luglio contro i provvedimenti in materia di giustizia e intercettazioni del governo Berlusconi, per vedere quanta gente c'è. "È inutile che preghino perché ne venga poca", smorza subito l'entusiasmo dei menagrami (bipartisan), "non sarà il giorno della conta". Anche perché, chiarisce, lo scopo è quello di "informare i cittadini sull'anomalia di un governo nato per le esigenze processuali di qualcuno". E soprattutto, ricorda Pancho Pardi, senatore Idv e promotore della giornata di protesta, "senza avere il complesso di piazza S. Giovanni" che tradotto significa "non si aspettano un milione di persone". Intanto però, Paolo Flores d'Arcais, direttore di Micromega e mentore del girotondo insieme a Furio Colombo, una prima conta la fa: sul palco, spiega, si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia e Lidia Ravera. Chi invece sperava di urlare un "vaffa" a squarciagola insieme a Beppe Grillo, si dovrà accontentare di farlo solo in videoconferenza. Però, ricorda, Flores, "ci sarà anche il professor Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e molti militanti del Pd. Oltre a semplici cittadini". E a Lucia Annunziata, che giusto ieri, al Riformista, chiariva le sue ragioni: "Non si è mai visto in nessun Paese al mondo che un capo di governo faccia una legge ad hoc per impedire l'uscita di notizie sul suo conto. Le sente le voci su Berlusconi e alcuni membri del suo governo, no?". E poco importa se non sono questioni strettamente politiche: "La privacy - prosegue - non può essere usata come uno scudo sempre e comunque". Intanto, dopo le titubanze dei giorni scorsi, anche Arturo Parisi ha deciso per il "sì". Ma, avverte, "riconoscermi nei contenuti e nella funzione della manifestazione non equivale a riconoscermi nelle forme". Un atteggiamento a metà di un guado che dall'interno del Pd non si pensa proprio di attraversare. Fassino, tranchant, "non ritiene di manifestare con Di Pietro" dissentendo "dal suo modo di condurre la battaglia politica". Non una novità, e a chi gli fa notare che in realtà non è il leader dell'Idv la mente, risponde: "Se l'ispirazione è il grillismo, ancora di più non ci vado". "È che è più facile dare una gomitata a chi ti sta vicino che un colpo a chi ti sta davanti, specie se è più grosso" rifletteva sere fa Massimo D'Alema dal festival dell'Unità censurando l'iniziativa dell'ex pm di Mani Pulite. Che, ingenuamente, sarebbe caduto nella rete del premier: "Farsi attirare da Berlusconi nell'ennesima rissa sulla giustizia per poi fargli dire che non è questa l'emergenza, è un gioco non intelligente". E resterà a Bologna Sergio Cofferati, che nel 2002 schierò la Cgil dalla parte dei girotondini, sostenendoli "su punti specifici" e senza mettere sotto accusa "l'assetto politico dell'opposizione". Un rischio da cui oggi il Pd non sarebbe pienamente al riparo, visto che "se la manifestazione aprisse la partita tra le forze che fronteggiano Berlusconi, sarebbe una rovina". Intanto, ad orologeria, parte la controffensiva di Walter Veltroni che annuncia l'avvio di una imponente petizione: "Cinque milioni di firme per dire "no" a un governo che non rispetta le regole democratiche". Le firme, conclude il segretario del Pd, "saranno la base della manifestazione che il Partito democratico ha promosso per l'autunno". In serata Marco Pannella annuncia in modo colorito che neanche i radicali presenzieranno. Anche perché, chiosa, "abbiamo da dire qualcosa di più serio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Così tramonta il mito delle ferie "inviolabili" (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Anche dai tagli di spesa della famiglia media italiana si può ricavare un ritratto realistico della società. La nuova identità degli italiani si evince anche da come decurtano i consumi, soprattutto in un periodo come questo - quello della primavera estate - in cui di solito ogni nostra azione conchiude uno slancio d'ottimismo difficilmente riscontrabile in qualsiasi altra parte dell'anno. Ma non c'è nulla di roseo nei dati snocciolati da Confcommercio & Co. La crisi picchia duro perché colpisce soprattutto i cosiddetti beni del tempo libero. Per esemplificare: le sacre cene al ristorante, le sane spese per lo sport, le rinfrescanti fughe cinematografiche. La mannaia inibisce soprattutto gli sfoghi dell'immaginario collettivo. Per Silvio Berlusconi, che è principalmente uomo di marketing, i dati sono preoccupanti perché colpiscono un settore - l'intrattenimento - che è stato l'ambito in cui lui aveva messo a segno la sua prima grande vittoria. Un vero e proprio Kulturkampf, partendo dal quale ha annichilito la vecchia cultura di sinistra. Ora, dal Kampf siamo passati alla Lotta per tirare la fine del mese. L'estate dei ricchi e cafoni è al suo sbocciare, e se una volta si parlava con sgomento di autunno "caldo" ora il popolo del Belpaese guarda con timore alle (una volta) inviolabili ferie con un senso d'angoscia e d'abbandono. I dati fanno capire che il ceto medio si avvicina pericolosamente allo stile di vita di quello che una volta si definiva "proletariato". In fondo i consumi del tempo libero (come insegnava Marcuse) sono quelli che tracciano le linee di demarcazione simbolica tra le classi sociali. Dalle statistiche capiamo dunque che i consumi hanno colpito la mobilità (quindi lo status symbol dell'auto), i libri (un classico settore anticiclico? ma questa crisi smentisce anche le teorie degli economisti). Il tessile e l'abbigliamento non danno segni di ripresa (ma questa non è certamente una novità). Anche il rito della cena in pizzeria, conviviale coronamento dei fine settimana della middle class, è messo a dura prova, visto che una famiglia su due confessa di avervi definitivamente rinunciato. Insomma i luoghi dell'esibizione sociale, si sono ristretti. Con conseguenze esplicite: anche chi ha un orgoglio di classe ormai non ha più paura di dichiararsi povero? Questa crisi scardina anche il luogo comune dell'Italia tarallucci e vino, quella che sino a poco fa risolveva tutto con una "bella magnata". Tuttavia non è stato ridimensionato solo lo svago outdoor, la crisi (dati Conferenza Italiana agricoltura) si è fatta sentire soprattutto all'interno delle quattro mura. Ebbene sì, anche i sacri investimenti nel cibo sono precipitati. Per rendersi conto, solo otto anni fa l'incidenza degli acquisti alimentari sulla spesa complessiva delle famiglie italiane era più o meno del 20 per cento. Ora è scesa al 18, mentre durante i vituperati anni '70 delle crisi petrolifere era del 34! Ricordate le filippiche di Beppe Grillo contro l'inutilità delle modaiole acque minerali? Be' i dati dicono che oggi il taglio dell'acquisto d'acque da tavola è arrivato al 22 per cento? la mancanza di grana stravince sull'ideologia del consumerismo più radicale. La crisi colpisce trasversalmente l'intera famiglia e riguarda anche i bambini. Il dogma del mammismo vacilla di fronte ai costi proibitivi dei giochi della next generation digitale visto che il crollo dei regali per i pupi sfiora, negli ultimi anni, il 20 per cento secondo le associazioni dei produttori di giocattoli. Anche il pater familias italico, che un tempo non si faceva mancare niente né fuori né dentro casa, deve avere proprio cambiato il suo dna se anche le associazioni delle lucciole e dei viados lamentano un crollo di clienti stimabile nel 30 per cento. Motivo che ha tristemente determinato il successo delle nigeriane e delle albanesi che si svendono anche per soli 15 euro? Un dato questo che conferma come l'allarmismo, questa volta, non sia di maniera. Eppure di fronte a tanta scontentezza non sembra che in Italia sia cambiato qualcosa nella politica dei prezzi, nelle dinamiche di servizio. Anzi, non si capisce perché, alle lamentele espresse nelle sedi istituzionali, non seguano poi politiche più competitive e aggressive come accade nel resto d'Europa. Il turismo di massa (che dopo l'11 settembre era dato per morto) fu rilanciato dall'esplosione dei voli low cost. E chi non ricorda come, nel 2002, gli albergatori extra lusso americani decisero di abbattere tutti i prezzi per invogliare gli europei a tornare negli USA? Ci si lamenta perché gli italiani si rifiutano di pagare 40 euro a testa per una cena in trattoria. Tuttavia lo si fa senza che nessuno faccia qualcosa per favorire i nuovi target, i nuovi poveri, come se avessero smesso di consumare, come se per il mercato non dovessero esistere: ingoiati dal gorgo del carovita.

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Video di Grillo ai girotondi, Parisi diserterà (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-05 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Verso l'8 luglio L'ex ministro: non voglio essere confuso con voci populiste. Di Pietro: no a guerre fratricide Video di Grillo ai girotondi, Parisi diserterà E Moretti: il ritorno del Caimano? Sono pessimista, la gente si è assuefatta ROMA - Per qualche giorno è stato il simbolo di quella parte del Pd tentato dalla piazza girotondina, l'emblema della voglia dei democratici di manifestare contro il Berlusconi- Caimano a dispetto delle scelte di Veltroni. Ma ieri Arturo Parisi ci ha ripensato. Non sarà alla manifestazione dell'8 luglio, né sul palco né sotto al palco. E il motivo è la presenza di Beppe Grillo, sia pure in collegamento video. L'ex ministro della Difesa non ritira l'appoggio alla protesta contro le "leggi canaglia", però prende distanze dal comico genovese e dalla sua opposizione a colpi di vaffa e spiega di non voler "confondere" la sua voce con quelle "populiste e qualunquiste ". Un dietrofront pesante che arriva, paradossalmente, nel giorno in cui i promotori accolgono gli appelli ad abbassare i toni. "Non posso immaginare guerre fratricide, l'opposizione deve essere più unita che mai - cambia accenti Antonio Di Pietro - Non è il giorno della conta, ma dell'orgoglio dei cittadini ". è una tregua concordata e, per siglarla, il leader dell'Idv concede a Veltroni la patente di "leader della coalizione riformista ", dice di non essersi ingelosito per la lettera di Veltroni e Casini a Fini e giura che la manifestazione promossa da Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi e Furio Colombo "non va contro nessun partito". Al Tg3 della sera, poi, spunta Nanni Moretti e delude quanti, a sinistra, contavano su di lui per infiammare la protesta. Il regista dei "movimenti" non dice che diserterà piazza Navona, però quando gli chiedono del ritorno di Berlusconi in versione "Caimano", il primo e indiscusso leader dei Girotondi si mostra senza più speranze. "Penso che uno dei mali principali di tutti noi sia l'assuefazione - si limita a gemere Moretti -. è cambiato qualcosa nelle persone, in peggio, penso sia cambiato il dna... Non sono più dei dati culturali, ormai sono dei dati biologici, genetici. No, non sono più ottimista". Lo slogan per il palco è pronto: "La legge è uguale per tutti ". Per scongiurare il flop gli organizzatori sperano in 20 mila partecipanti e nella mobilitazione di "tante sezioni del Pd". Ci saranno Prc, Pdci, Sd e il Pcl di Marco Ferrando e, al fianco di Sabina Guzzanti e Marco Travaglio, Lucia Annunziata e Sandra Bonsanti. L'elenco delle adesioni si allunga: Umberto Eco, Andrea Camilleri, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia... M.Gu. Il ritorno Silvana Mura, Francesco Pardi, Di Pietro, Colombo, Flores D'Arcais.

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L'ironia del comico: stiano tranquilli (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-05 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il creatore del "Vaffa day" L'ironia del comico: stiano tranquilli... ROMA - ( al.t.) "I politici del Pd non vengono? Ma si tranquillizzino, non abbiano paura di me". Sarcastico, Beppe Grillo ( a destra) risponde senza troppo entusiasmo mentre passeggia sulla spiaggia di Porto Cervo con moglie e figlio. è in vacanza a pochi chilometri dalle ville di Silvio Berlusconi, contro il quale è stata indetta la manifestazione dell'8 luglio. Quel giorno, in piazza Navona, Grillo non ci sarà. Ma non farà mancare un messaggio ai convenuti: "Mi collegherò in video, attraverso Skype". Cosa dirà, non lo sa ancora. Ma non perde occasione per sbeffeggiare i politici: "Veltroni? Aspetti, le passo mio figlio. Ciro, di' cosa pensi di Veltroni. Come chi? Il cantante". Quanto a Parisi, assente in piazza proprio a causa di Grillo, l'attore ha un "vuoto" di memoria: "Ah sì, quello piccolo e sardo. Ma poverino, perché non viene? Gli porto anche il pane carasau se vuole".

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Veltroni: contro il governo cinque milioni di firme (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-05 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Veltroni: contro il governo cinque milioni di firme "Petizione di massa per salari e giustizia". Scontro Bettini-prodiani Il leader pd sui girotondi: li rispetto, non condivido. Il braccio destro apre alle alleanze, Parisi sarcastico: prima scherzava? ROMA - Serviva un'idea "choc" per non farsi sorpassare a sinistra dai Girotondi e accelerare la fine della luna di miele tra la destra e gli italiani. Walter Veltroni ci ha pensato giorni, finché la lampadina si è accesa. Una "grande petizione di massa" con i gazebo nelle piazze, i banchetti alle feste del Pd e i volontari reclutati a migliaia. Una macchina organizzativa imponente per centrare l'obiettivo di "cinque milioni di firme": quasi un referendum popolare contro il Berlusconi che "non rispetta le regole democratiche, forza la mano sulla giustizia e non fa nulla per far crescere salari e pensioni ". Una mossa vecchio stile, forse mai tentata prima per sfiduciare un governo e convincere gli italiani che l'inquilino di Palazzo Chigi "non mantiene gli impegni", a cominciare da tasse, scuole e sicurezza. E non si illuda Berlusconi, perché la trovata del Pd "non è la fiammata di un giorno, ma una campagna capillare che coinvolgerà i cittadini in tutto il Paese". Alle otto della sera, al Tg1, Veltroni dipinge un governo "dominato dal problema dei rapporti con la magistratura" e un Paese che "rischia la recessione " e si mostra poco convinto che il premier abbia abbassato i toni: "Un presidente del Consiglio di un altro Paese non avrebbe mai fatto quelle accuse alla magistratura". Antonio Di Pietro lo griderà in piazza Navona l'8 luglio con Beppe Grillo ma il Pd, conferma Veltroni, non ci sarà. "Non ci stiamo ripensando. Rispetto chi la promuove, e in particolare quanti hanno dato vita in passato ai Girotondi, ma non condivido". E nel Pd è di nuovo scontro. Intervistato dall'Unità Goffredo Bettini apre a sorpresa alle "alleanze larghe, dall'Udc a Rifondazione", una strategia che piega la linea di Veltroni nella direzione auspicata da D'Alema. "Cos'è, uno scherzo dell'Unità al suo ex direttore? " replica sarcastico Arturo Parisi, sostenuto da Franco Monaco: "Si è scherzato, la brillante svolta del corriamo da soli e liberi è cancellata". Ma Beppe Fioroni giura che la linea è sempre la stessa, "lo ha detto anche Bettini". E Pier Ferdinando Casini conferma che la collaborazione tra le opposizioni "è una scelta obbligata ". Monica Guerzoni.

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Ci sarà Parisi sul palco, la sinistra invece no (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

8 LUGLIO Fioccano adesioni e polemiche Ci sarà Parisi sul palco, la sinistra invece no ROMA Dal palco di piazza Navona parlerà il dissidente Pd Arturo Parisi, che con il prodiano Mario Barbi manifesteranno "contro le leggi-canaglia" nonostante l'indicazione contraria di Veltroni, a cui ieri si è aggiunto Sergio Cofferati, un tempo "icona" dell'area girotondina. Il professore sardo-bolognese per ora resta l'unica eccezione fra politici invitati a salire martedì prossimo sul palco che fu di Nanni Moretti nel 2002. Parisi parlerà, gli organizzatori lo confermano, anche se lui ancora ha qualche dubbio: "Riconoscermi nei contenuti e nella funzione della manifestazione non equivale a riconoscermi nelle forme", ha detto ieri. "Le voci e le forme che vedo rafforzarsi mi costringono a cercare dei modi che mi consentano di esprimere la mia vicinanza senza confondere la mia voce con quelle populiste e qualunquiste che rischiano di segnare la manifestazione anche oltre la volontà dei promotori". Anche Antonio Di Pietro parlerà, "ma lui è un caso a sé", si giustifica Francesco Pancho Pardi, già leader girotondino ora senatore dell'Italia dei valori. In queste ore Pardi sta cercando di parare i colpi ripetendo la genesi "molto artigianale" dell'appuntamento. Lettera di Flores d'Arcais a Veltroni sull'Unità, contenente un invito a scendere subito in piazza contro le nuove leggi ad personam del Cavaliere. Veltroni si prende tempo qualche giorno e poi risponde che in piazza il Pd ci andrà, ma a ottobre e non solo sulla giustizia ma anche sulla giustizia sociale. A quel punto Pardi, Beppe Giulietti e Furio Colombo convocano l'appuntamento. Di Pietro mette subito a disposizione il suo partito per organizzare l'evento. "In realtà l'unico politico che parla è Parisi, a parte Tonino. Ma si capisce, la sua presenza a piazza Navona rappresenta uno scatto per i democratici", dice Pardi. "In realtà", invece, c'è un po' di malumore a sinistra per la gestione del palco di piazza Navona. Parleranno "quelli della società civile" (Andrea Camilleri, Lidia Ravera, Rita Borsellino, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Beppe Grillo ma in videoconferenza), gli organizzatori (Colombo, Giulietti, Flores d'Arcais, Di Pietro e lo stesso Pardi). Per tutti massimo sette minuti a disposizione. E invece resteranno giù fra la folla, e per di più onorando la richiesta di non portare bandiere di partito, Oliviero Diliberto e Katia Bellillo (Pdci), Paolo Ferrero (Prc), Marco Ferrando (Pcl), Salvatore Cannavò (Sinistra critica), Claudio Fava (Sinistra democratica), Giorgio Cremaschi (Fiom-Rete 28 aprile), Pietro Folena e Antonello Falomi (Movimento per la sinistra). Ovvero gli esponenti della sinistra più o meno radicale che hanno aderito, ciascuno ampliando le ragioni della presenza all'insieme del decreto sicurezza. Per tutti, è Fava a esprimere lo scontento, e lo affida a una nota del suo ufficio stampa: "Vediamo che sul palco si alterneranno anche testimonianze di alcuni esponenti politici. Se così è ci pare giusto che portino la loro testimonianza anche le altre forze politiche che aderiscono all'appuntamento". E' imbarazzata ma ferma la replica di Pardi: "Non si dispiacciano, parleranno un'altra volta, non mancheranno occasioni". C'è una ragione in più, per gli organizzatori, per lasciare la sinistra giù dal palco: evitare polemiche con il Pd, dopo l'attacco di Flores a Veltroni e a Napolitano. Tanto più che dal giorno dopo, il decreto sicurezza arriverà alla camera e lì Pd e Idv giocheranno di squadra mettendo in atto una manovra ostruzionistica che potrebbe costringere il governo a chiede il voto di fiducia. "Non è una manifestazione contro gli alleati del Pd o contro l'opposizione - ha ripetuto ieri Di Pietro - ma sui due temi della giustizia e dell'informazione, contro il governo Berlusconi". Ma poi alla fine sbotta suli inviti a non andare in piazza che si stanno moltiplicando dal Pd. "Come mai molti dirigenti hanno tutto questo bisogno di dire: non andate a manifestare? Chi non vuole andare, che vada al mare".

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Veltroni: cinque milioni di firme contro il governo (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Il Pd lancia l'offensiva contro la maggioranza, ma nel partito crescono i dissensi. L'8 luglio la manifestazione dei girotondini contro le leggi ad personam Veltroni: cinque milioni di firme contro il governo "L'esecutivo non rispetta le regole della democrazia e non fa nulla per i salari e le pensioni" ROMA. Il Pd trova la sua via, una petizione con l'obiettivo di 5 milioni di firme, per protestare contro le mosse del governo, senza partecipare alla manifestazione girontondina dell'8 luglio. E se Di Pietro assicura che la piazza non sarà "una conta" e di non essere geloso dei rapporti tra Veltroni e Casini, il tema delle alleanze torna a dividere il Pd con Arturo Parisi e gli ulivisti all'attacco dopo che Goffredo Bettini apre al dialogo con tutti per costruire "il campo più largo di alleanze sulla base dei programmi". Il Pd si prepara a mettere radici nel paese, da un lato avviando come partito il tesseramento, dall'altro esportando l'opposizione fuori dal palazzo, lanciando come primo passo verso la manifestazione di ottobre una petizione popolare "per dire no ad un governo - sostiene il segretario Walter Veltroni - che non rispetta le regole democratiche, forza la mano sui temi della giustizia e non fa nulla per salari e pensioni". Sarà una campagna capillare "una iniziativa che durerà nel tempo e coinvolgerà i cittadini in tutto il paese, non la fiammata di un giorno ma una campagna capillare che andrà dove gli italiani vivono. Nelle feste in tutta Italia, nelle piazze delle città, anche nei luoghi di lavoro: queste milioni di firme saranno anche la base della grande manifestazione che il Pd ha promosso per l'autunno, tenendo insieme la difesa della democrazia, della Costituzione, il rispetto delle regole e la necessità di un intervento immediato e forte per dare respiro e risorse alla famiglie, per rilanciare l'economia". Un' iniziativa per far sentire la voce contro l'esecutivo senza però cedere al giustizialismo di Di Pietro e all'antiberlusconismo dei girotondi. Veltroni ha infatti confermato che martedì non sarà in piazza alla manifestazione di martedì a piazza Navona. Un appuntamento - promosso dal direttore di Micromega, Paolo Flores D'Arcais, dal deputato dell'Italia dei Valori, Francesco Pardi, e dal senatore Furio Colombo - al quale hanno dato la loro adesione molti politici e anche Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera. Beppe Grillo interverrà in videoconferenza. Ma se il nuovo modulo di opposizione più dura unisce il partito, torna a dividere il tema delle alleanze. Ieri, dalle colonne dell'Unità, Bettini, pontiere veltroniano nei rapporti dentro e fuori il partito, coniuga con toni più decisi la linea di partito: "Dobbiamo dialogare con tutti e per quanto riguarda le future alleanze per il governo costruire il fronte più ampio sulla base di una seria coesione programmatica". E pur definendo per ora "irrealistica" una coalizione dall'Udc al Prc, il dirigente del Pd spiega di non "vedere come fumo negli occhi nessuna alleanza in campo democratico". Nulla di nuovo per i vertici del Pd ma dall'ex ministro della Difesa e da prodiani doc, come Mario Barbi, che ancora non hanno digerito lo smantellamento dell'Unione, parte l'attacco, ormai quasi quotidiano: "Vabbè che ci hanno abituato a tutto - è l'ironico stupore di Parisi ma non riesco a credere che saremmo arrivati fino a questo punto", cioè fino ad ipotizzare un'alleanza dall'Udc al Prc. E Mario Barbi si dice "sconvolto" da Bettini "ideologo della sfrontatezza e della solitudine del Pd". La strada è lunga e l'esito è tutto aperto, è l'invito alla calma che arriva da Giorgio Tonini per il quale "la situazione è aperta per tutti visto che a sinistra non si sa come finirà per Prc e anche nell'Udc c'è una discussione interna su dove andare". Cautela condivisa dal leader Udc Pieferdinando Casini: "la collaborazione tra le forze di opposizione è una scelta obbligata ma le nostre strade sono diverse...se sarà qualcosa di più sono i fatti che ce lo diranno".

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La piazza spacca l'opposizione. Di Pietro va, Parisi si smarca (sezione: Grillo)

( da "Campanile, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Lea Vendramel La piazza spacca l'opposizione. Di Pietro va, Parisi si smarca Idv è l'unica forza parlamentare a partecipare alla manifestazione promossa da "Micromega" contro la politica giudiziaria del governo Berlusconi Ma l'ex ministro della difesa annuncia la sua presenza In piazza contro la politica giudiziaria del governo Berlusconi. Esponenti politici e di spettacolo si sono dati appuntamento martedì 8 luglio prossimo a piazza Navona per protestare contro la norma blocca processi, il lodo Schifani bis e il provvedimento sulle intercettazioni. Tre punti su cui lo scontro politico è acceso ormai da settimane. Nonostante questo, però, l'opposizione non scenderà compatta in piazza. Idv ci sarà, mentre il Pd andrà in ordine sparso. I veltroniani si asterranno, mentre i democratici più lontani dal segretario, come Arturo Parisi, ormai in dissenso aperto con il leader, saranno a piazza Navona. "Non mi faccio convocare da Di Pietro ? conferma il senatore democratico, Nicola La Torre - le manifestazioni non devono servire a soddisfare esigenze e tensioni proprie, se vuole fare una grande manifestazione unitaria si confronta con il Pd, condivide una piattaforma, si decide e si valuta". Conferma, invece, la sua partecipazione il Movimento per la Sinistra, che raccoglie le associazioni e i movimenti che facevano parte della Sinistra Arcobaleno. Anche Sinistra Critica ci sarà, non solo per manifestare contro la politica giudiziaria dell'esecutivo, ma soprattutto per portare l'attenzione su salari e migranti. Ma al di là di chi parteciperà o meno, il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, sostenitore dell'iniziativa insieme alla rivista "Micromega", auspica che la manifestazione non diventi l'ennesimo pretesto per innescare guerre intestine tra le file dell'opposizione. "Non posso immaginare guerre fratricide al nostro interno quando l'opposizione, in questo momento, deve essere unita più che mai", raccomanda l'ex pm, assicurando di "avere il massimo rispetto per la scelta di tutti, di chi verrà e di chi non verrà". E coglie l'occasione per ribadire che la piazza è "aperta a tutti e non si va contro nessun partito", ma soprattutto "non è il giorno della conta e a chi sta scongiurando che ci sia poca gente, dico che quello sarà il giorno dell'orgoglio dei cittadini italiani per riflettere sull'uso strumentale delle istituzioni, su quella che è una menomazione democratica, la conta non ci interessa e invito coloro che stanno all'opposizione a non tifare che il proprio elettorato non venga". L'Italia dei valori è l'unico partito presente in Parlamento ad aver aderito alla manifestazione promossa da Furio Colombo, Paolo Flores D'Arcais e Pancho Pardi. Ma Di Pietro tiene a precisare di "non voler mettere il cappello sull'iniziativa, tutti quelli che parteciperanno potranno sentirsi a casa, la piazza non sarà contro nessun partito". L'obiettivo è unicamente quello di difendere una "giustizia indipendente e un'informazione libera", sottolinea Di Pietro. Sul palco di piazza Navona si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera, Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom e anche Arturo Parisi. Sarà presente in videoconferenza, invece, Beppe Grillo. (05-07-2008).

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Avvistavip sulle bollenti spiagge sarde Tour dell'isola sulle tracce dei famosi (sezione: Grillo)

( da "TGCom" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Avvistavip: tutti in Sardegna A Porto Cervo Randy, Simona e Nereida Un'isola, una garanzia. Dove trovare tutti i vip per una vacanza mordi e fuggi, per una serata in disco o per una festa indimenticabile? Sardegna mon amour. Cristiano Ronaldo è stato protagonista del gossip sardo, grazie anche agli scatti cafonal-choc con la fidanzata Nereida Gallardo. Ma a Porto Cervo ci sono anche Ilary Blasy e Francesco Totti, Randy Ingerman e Max Parodi, Simona Ventura e Valeria Marini. Ma non solo. Per chi ha scelto una vacanza sull'isola non è difficile scovare qualche volto noto, visto che in Sardegna hanno attraccato molti famosi. Qualcuno si gode le vacanze, qualche altro arriva solo in occasione di feste e serate in disco. Dalle single alle ammogliate, le belle da spiaggia mostrano le loto curve sulla sabbia di Porto Cervo. C'è la ex naufraga, la bionda che arriva dalla Russia, Victoria Petroff; c'è la ex gieffina Roberta Beta con il compagno; sono state avvistate Geppi Cucciari e Samantha De Grenet. Poi c'è Francesco Botta, reduce dal Gf8, le attrici Demetra Hampton e Alice Leopardi. In Costa Smeralda anche Beppe Grillo e Michel Altieri, Justine Mattera con la famiglia, Anna Safroncik e Giulio Berruti, Sabrina Salerno; mentre Sabrina Ferilli e Flavio Cattaneo sono al largo della Maddalena. E non possono mancare Flavio Briatore e la moglie Elisabetta Gregoraci. MANDA LE TUE FOTO DEI VIP PAPARAZZATI: avvistavip@tgcom.it Invia un commento Commento (0 caratteri disponibili) Nome - Obbligatorio eMail - Obbligatorio Sito internet - Se desideri mostrarlo Desidero mostrare i miei dati Inserisci il codice che vedi nell'immagine Accetto le Condizioni di Utilizzo Accetto le Condizioni di Utilizzo Approvo ed accetto espressamente le disposizioni di cui ai paragrafi 1.3, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10 delle Condizioni di Utilizzo Acconsento al trattamento dei miei dati personali sensibili eventualmente inviati nei Contenuti come previsto nell'Informativa Invia ad un amico.

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<Rifiuti, aumentare la differenziata> (sezione: Grillo)

( da "Brescia Oggi" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

5 Luglio 2008 LA PROTESTA AMBIENTALISTA. Fuori dal termoutilizzatore la contro-manifestazione con una lettera aperta fatta pervenire alla delegazione partenopea "Rifiuti, aumentare la differenziata" Treviso, Novara e Padula i veri esempi virtuosi citati nella missiva al sindaco di Napoli   Hanno accolto le auto istituzionali in arrivo al termoutilizzatore con un necrologio cubitale per "Differenziata raccolta", mancata all'affetto dei suoi cari. Più battaglieri che mai, gli ambientalisti del Coordinamento comitati ambientalisti lombardi, i Cittadini per il riciclaggio, EnergEtica, AltraBrescia e MeetUp Amici di Beppe Grillo Brescia erano schierati in via Malta per consegnare nelle mani del sindaco Jervolino una lettera aperta sulla questione rifiuti. Tentativo fallito, lettera lasciata all'entourage e qualche protesta per la cortina di protezione calata da A2A intorno agli ospiti partenopei. "In dieci anni, dalla costruzione dell'impianto ad oggi, la raccolta differenziata a Brescia è cresciuta di un misero 9 per cento, assestandosi al 35 per cento, a fronte di Comuni che hanno superato il 50 per cento - spiega Adriano Nitto degli Amici di Beppe Grillo -. Nello stesso periodo, invece, i rifiuti inceneriti sono cresciuti del 300 per cento, sintomo di una produzione inarrestabile". Quanto alla raccolta differenziata in città, secondo gli ambientalisti è "truccata" e "drogata" dai rifiuti speciali, che assimilati hanno l'effetto di raddoppiare i rifiuti urbani. NELLA LETTERA APERTA gli ambientalisti obiettano che Brescia, "ultima in Lombardia per differenziata e prima per costo di gestione dei rifiuti e utilizzo di discariche", non può essere un modello per Napoli, invitando Jervolino a guardare altrove, ad esempio al consorzio Priula che nel trevigiano raggiunge l'80 per cento di raccolta differenziata su un bacino d'utenza analogo a quello bresciano ( circa 200 mila abitanti), o quello di Novara, passata al 70 per cento di differenziata grazie alla raccolta porta a porta e a una tariffa per cui chi meno differenzia, più paga. O ancora al Comune di Padula, nel salernitano, portato ad esempio per la raccolta differenziata attuata.LI.CE.

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Il Pd ora ammette: girotondo contro di noi (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

N. 159 del 2008-07-05 pagina 0 Il Pd ora ammette: girotondo contro di noi di Stefano Casamassima Sinistra alla conta prima di scendere in piazza. D'Alema: "E' una gomitata dal vicino": E Veltroni vuol raccogliere 5 milioni di firme anti-governo. Girotondo attorno a Walter. Dì la tua da Roma Se volete fare un torto ad Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, ditegli che andrete alla manifestazione dell'8 luglio contro i provvedimenti in materia di giustizia e intercettazioni del governo Berlusconi, per vedere quanta gente c'è. "è inutile che preghino perché ne venga poca", smorza subito l'entusiasmo dei menagrami (bipartisan), "non sarà il giorno della conta". Anche perché, chiarisce, lo scopo è quello di "informare i cittadini sull'anomalia di un governo nato per le esigenze processuali di qualcuno". E soprattutto, ricorda Pancho Pardi, senatore Idv e promotore della giornata di protesta, "senza avere il complesso di piazza S. Giovanni" che tradotto significa "non si aspettano un milione di persone". Intanto però, Paolo Flores d'Arcais, direttore di Micromega e mentore del girotondo insieme a Furio Colombo, una prima conta la fa: sul palco, spiega, si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia e Lidia Ravera. Chi invece sperava di urlare un "vaffa" a squarciagola insieme a Beppe Grillo, si dovrà accontentare di farlo solo in videoconferenza. Però, ricorda, Flores, "ci sarà anche il professor Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e molti militanti del Pd. Oltre a semplici cittadini". E a Lucia Annunziata, che giusto ieri, al Riformista, chiariva le sue ragioni: "Non si è mai visto in nessun Paese al mondo che un capo di governo faccia una legge ad hoc per impedire l'uscita di notizie sul suo conto. Le sente le voci su Berlusconi e alcuni membri del suo governo, no?". E poco importa se non sono questioni strettamente politiche: "La privacy - prosegue - non può essere usata come uno scudo sempre e comunque". Intanto, dopo le titubanze dei giorni scorsi, anche Arturo Parisi ha deciso per il "sì". Ma, avverte, "riconoscermi nei contenuti e nella funzione della manifestazione non equivale a riconoscermi nelle forme". Un atteggiamento a metà di un guado che dall'interno del Pd non si pensa proprio di attraversare. Fassino, tranchant, "non ritiene di manifestare con Di Pietro" dissentendo "dal suo modo di condurre la battaglia politica". Non una novità, e a chi gli fa notare che in realtà non è il leader dell'Idv la mente, risponde: "Se l'ispirazione è il grillismo, ancora di più non ci vado". "è che è più facile dare una gomitata a chi ti sta vicino che un colpo a chi ti sta davanti, specie se è più grosso" rifletteva sere fa Massimo D'Alema dal festival dell'Unità censurando l'iniziativa dell'ex pm di Mani Pulite. Che, ingenuamente, sarebbe caduto nella rete del premier: "Farsi attirare da Berlusconi nell'ennesima rissa sulla giustizia per poi fargli dire che non è questa l'emergenza, è un gioco non intelligente". E resterà a Bologna Sergio Cofferati, che nel 2002 schierò la Cgil dalla parte dei girotondini, sostenendoli "su punti specifici" e senza mettere sotto accusa "l'assetto politico dell'opposizione". Un rischio da cui oggi il Pd non sarebbe pienamente al riparo, visto che "se la manifestazione aprisse la partita tra le forze che fronteggiano Berlusconi, sarebbe una rovina". Intanto, ad orologeria, parte la controffensiva di Walter Veltroni che annuncia l'avvio di una imponente petizione: "Cinque milioni di firme per dire “no” a un governo che non rispetta le regole democratiche". Le firme, conclude il segretario del Pd, "saranno la base della manifestazione che il Partito democratico ha promosso per l'autunno". In serata Marco Pannella annuncia in modo colorito che neanche i radicali presenzieranno. Anche perché, chiosa, "abbiamo da dire qualcosa di più serio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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PROTESTA DELL'8 LUGLIO, ANCORA TENSIONI A SINISTRA (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Protesta dell'8 luglio, ancora tensioni a sinistra Alla vigilia della manifestazione di piazza Navona di martedì, a sinistra stentano ad acuirsi le tensioni innescate nei giorni scorsi. Nonostante si tenti di abbassare i toni da parte del Pd e degli organizzatori: girotondini ed Idv, in prima linea. Infatti, da un lato, Veltroni smorza ("rispetto la manifestazione e chi la promuove ma non la condivido") e fa altrettanto anche Di Pietro dall'altro: "Non è una manifestazione contro gli alleati del Pd o contro l'opposizione ma sui due temi della giustizia e dell'informazione, contro il governo Berlusconi". La parola d'ordine, da ambo i lati, è "non scateniamo guerre a sinistra" anche se i malumori restano. A cominciare dai democratici che vedono con qualche imbarazzo la presenza in piazza dell'ex ministro Arturo Parisi. Gli organizzatori ci terrebbero a coinvolgerlo anche in chiave anti-Walter ma l'ulivista di ferro non si fa trascinare. "Della manifestazione riconosco l'opportunità e la tempestività e soprattutto mi riconosco nei suoi obiettivi di fondo. Ma - avverte l'ex ministro - esprimo la mia vicinanza senza confondere la mia voce con quelle populiste e qualunquiste che rischiano di segnare la manifestazione anche oltre la volontà dei suoi promotori". Agli organizzatori, però, preme scendere in campo per inaugurare una nuova stagione di impegno civile. "Le adesioni stanno crescendo di ora in ora da rappresentanti di associazioni a personalità, semplici cittadini ed anche molti militanti del Pd", spiega il direttore di "Micromega", Paolo Flores D'Arcais, promotore con Furio Colombo (Pd) e Pancho Pardi (Idv). Ieri la presentazione della manifestazione con un lungo elenco di testimonial che interverrà sul palco (da Di Pietro a Sabina Guzzanti e Marco Travaglio, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Beppe Giulietti, Lidia Ravera) mentre Beppe Grillo si collegherà con piazza Navona in videoconferenza. "Sarà la ripresa di una stagione di impegno civile contro le leggi vergogna in atto e quelle in arrivo", dice Pardi e Flores spiega che la piattaforma della manifestazione si concentra sulla critica a due leggi: la norma blocca-processi e il provvedimento sulle intercettazioni. L'unica scintilla di polemica l'accende Di Pietro rispetto all'invito del sindaco di Bologna a non andare in piazza. "Io rispetto il fatto che Cofferati decida di non andare in piazza, ma parli per sé. Il suo atteggiamento deve far riflettere - aggiunge l'ex pm - come mai molti dirigenti del Partito democratico hanno tutto questo bisogno di dire: "non andate a manifestare?". Chi non vuole andare, che vada al mare". Ma per l'8 luglio c'è chi sceglie una linea diversa. La fondazione "Formiche", vicina al deputato Pd Marco Follini, organizza un dibattito per dimostrare "che oltre alla piazza c'è ancora possibilità di dialogare". Relatori il ministro Roberto Calderoli, i capogruppo Pdl e Udc Fabrizio Cicchitto e Pier Ferdinando Casini e l'ex presidente del Senato Franco Marini.

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Girotondini' e 'Grillini' nella piazza di Di Pietro (sezione: Grillo)

( da "Italia Sera" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

Politica Interna Imbarazzo del Pd Girotondini' e 'Grillini' nella piazza di Di Pietro 'Ci saranno politici e personaggi dello spettacolo alla manifestazione anti-premier in programma a Piazza Navona. Tutti in piazza per protestare contro i provvedimenti in materia di giustizia e intercettazioni del governo Berlusconi. Senza essere afflitti dal "complesso di piazza San Giovanni" cioè dall'ansia di portare un milione di persone. L'appuntamento è per l'8 luglio alle 18 e i promotori dell'iniziativa, il direttore di Micromega, Paolo Flores D'Arcais, Pancho Pardi, Furio Colombo e Antonio Di Pietro (leader dell'Idv, unico partito presente in Parlamento ad aver aderito) hanno spiegato in una conferenza stampa a Montecitorio che alla manifestazione ci sarà anche tanta gente del Partito democratico nonostante il vertice del partito abbia deciso di non aderire. "Stanno arrivando tante adesioni di sezioni del Pd, anche da altre città. Tanta gente autorganizzata, al punto che non siamo assolutamente in grado di fare previsioni sull'affluenza". La manifestazione di Piazza Navona serve a difendere una "giustizia indipendente e un'informazione libera", spiega Di Pietro. L'elenco delle adesioni lo fa Flores: sul palco si alterneranno Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Moni Ovadia, Lidia Ravera e Arturo Parisi. A causa di impegni lontani da Roma, non sarà presente Beppe Grillo che però interverrà in videoconferenza. "Ci sarà anche il professor Alexian Spinelli, rappresentante del popolo Rom, e molti militanti del Pd - sostiene Flores - che si stanno organizzando per essere presenti. Oltre a semplici cittadini". Tre gli slogan scelti: "L'articolo 3 della Costituzione - spiega ancora Flores - che parla dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; poi, secondo slogan, la scritta che campeggia in tutti i tribunali, "la legge è uguale per tutti". Infine, il terzo: la frase di una sentenza della Corte Suprema degli Stati uniti del 1972 che sembra scritta per l'Italia di oggi". A citarla è Furio Colombo: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa affinchè la stampa sia libera di censurare i governi". Edizione n. 950 del 05/07/2008.

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8 luglio, le altre opposizioni non seguono Di Pietro in piazza (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

LA PROTESTA 8 luglio, le altre opposizioni non seguono Di Pietro in piazza Roma"L'8 luglio non sarà il giorno della conta e a chi sta scongiurando che ci sia poca gente in piazza, dico che quello sarà il giorno per riflettere sull'uso strumentale delle istituzioni, senza nessuna conta": Antonio Di Pietro mette le mani avanti, dopo le numerose defezioni dalla manifestazione organizzata da Micromega e Idv contro le iniziative del governo in materia di giustizia. Con rarissime eccezioni, infatti, le altre opposizioni non seguono l'ex pm sulla via della protesta di piazza.Di Pietro ribadisce: "Sarà una manifestazione aperta" a tutti, un appuntamento contro le "leggi vergogna" del governo, visto che "sono quasi cento giorni che ci stiamo occupando di problemi di Berlusconi e non di quelli del Paese". Per il leader dell'Idv, le intercettazioni restano un necessario strumento di indagine. Certo, "quello che accade in camera da letto", continua Di Pietro, lì deve restare: ma se le conseguenze di un fatto privato diventano pubbliche "visto che c'è qualcuno che viene nominato ministro o viene assunto in Rai", allora quel fatto deve interessare la pubblica opinione "perché si faccia un'idea di chi governa il Paese". Insomma: "Quando in Rai arriva una raccomandata che bypassa tutti e viene pagata con i soldi degli italiani, è normale pensare: "Berlusconi, divertiti pure, ma fallo con i tuoi soldi e non con quelli degli italiani"".La manifestazione, come ha anticipato Flores D'Arcais, direttore di Micromega, tra gli altri interverranno Pancho Pardi, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Rita Borsellino, Beppe Giulietti, Moni Ovadia, il professor Spinelli (in rappresentanza del popolo Rom) e il prodiano Arturo Parisi. Beppe Grillo si collegherà in videoconferenza.

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"Tavolo permanente sul problema-rifiuti" (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 05-07-2008)

Argomenti: Grillo

I GRILLINI. RICHIESTA AL SINDACO "Tavolo permanente sul problema-rifiuti" Mentre in centro città è appena partita la raccolta differenziata della carta per gli studi professionali, l'associazione degli amici di Beppe Grillo a Vercelli - "avendo percepito attraverso le dichiarazioni del sindaco e dell'assessore competente un profondo interesse sia al tema della raccolta differenziata che all'utilizzo meno dannoso dell'inceneritore" - richiede un incontro con sindaco e giunta per discutere di questi problemi. Creare un tavolo permanente sul problema ambiente, con l'obiettivo "rifiuti zero", la richiesta principale. "Abbiamo intenzione di instaurare con l'amministrazione un dialogo continuo e aperto, - proseguono gli amici di Grillo - in un clima di reciproca fiducia e collaborazione. Siamo certi che la grande disponibilità sino ad oggi dimostrata dal sindaco e dalla giunta per quanto riguarda i problemi della città consentirà di fissare l'incontro al più presto". In previsione dell'incontro il gruppo ha redatto il documento "Rifiuti zero", obiettivo ritenuto primario per un Comune definito "pecora nera in Piemonte per la raccolta differenziata". Tre le principali richieste avanzate all'amministrazione: "Per la realizzazione di un percorso virtuso riteniamo necessario che, alla scadenza del 2012, non sia concessa la proroga del contratto di appalto per la gestione dell'inceneritore, evitando così di diventare polo di incenerimento provinciale. La quantità di rifiuti inceneriti all'impianto di Vercelli dovrebbe essere poi dimezzata entro due anni".

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