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2008 #TOP
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Grillo (39)
Sezione
principale: Grillo
Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza
( da "Giornale.it,
Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o una
manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
Anche
in Italia chi è di centrodestra è più felice?
( da "Giornale.it,
Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Ai politici
non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? -
17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa,
truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione
Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?
Palermo,
arriva il sultano dell'Oman tra lusso e provocazioni antimafia
( da "Repubblica.it"
del 03-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
le liste di
Beppe Grillo. "La discriminazione e le umiliazioni alle quali lo Stato
italiano ci sta sottoponendo- aggiunge - sono diventate intollerabili. Lo Stato
italiano invece di tutelare le famiglie degli uomini e delle donne morti a
causa della fedeltà al proprio paese, decide di tagliare 300 milioni di euro
dal fondo di per le vittime di mafia per destinarli alle forze dell'
E
il secolo riscopre andrea pazienza "libertario del fumetto, oltre le
ideologie" ( da "Repubblica, La"
del 04-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Come quella
di Pert, alter-ego del presidente Sandro Pertini: "Basta confrontare -
scrive il Secolo - la leggerezza dei dialoghi di Pert con uno stralcio delle
esibizioni di Beppe Grillo per avere cognizione della differenza tra satira
artistica e volgare invettiva".
Lunedì
4 Agosto 2008 Segue dalla Prima INFATTI, L'ANNO DOPO,</
( da "Unita,
L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
L'8 settembre
abbiamo avuto il V-day di Beppe Grillo teso a dimostrare una cosa che sappiamo
tutti a memoria da cinquant'anni, che l'Italia vuol essere governata da un
capocomico. Ora Grillo è il secondo, viene subito dopo il premier. Interessa la
Slovenia che ha adottato l'euro? Zapatero che ha rotto con l'ETA?
Le
Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore
( da "Giornale.it,
Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Ai politici non
interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17
Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa,
truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione
Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?
Brevi,
schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La"
del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
L'impegno
civile è declinato anche con testi in romanesco ed è stato rilanciato nella
scrittura con Leo Pari e Piotta dell'inno ufficiale del Vday 2 di Beppe Grillo.
(felice liperi) Villa Ada, ingresso da via Ponte Salario. Stasera ore 22.
Ingresso 8 euro. Info: 06.41734712.
Impegno,
ska e reggae ( da "Corriere della Sera"
del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Insieme a Leo
Pari e Piotta hanno anche scritto l'inno ufficiale del Vday 2 di Beppe Grillo.
Alle loro spalle cinque album caratterizzati da un impegno civile declinato con
un sound che mescola reggae, calypso e ska. Villa Ada, tel. 06.41734712.
Walter
fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia
( da "Giornale.it,
Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
Walter
e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali
( da "Giornale.it,
Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
( da "Giornale.it,
Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
Avviso
ai bloggers, finalmente in vacanza
( da "Giornale.it,
Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica
( da "Giornale.it,
Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
Girotondo
attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il"
del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate,
si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha
fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui
siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il"
del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
La
Sapienza e il rito dell'intolleranza
( da "Giornale.it,
Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
Così
le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
Che
disgusto in Italia ( da "Corriere delle Alpi"
del 07-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
una parte
dell'opinione pubblica, quella spronata da Beppe Grillo per esempio. Ora la
questione principale sta nel capire quanto c'è di vero e quanto c'è di fasullo.
I politici sono furbetti e mascalzoni? Sono vittime di una caccia alle streghe?
Arduino Rossi Eluana senza pace: sentenza da eseguire NON c'è pace per Eluana
Englaro.
L'informazione
clandestina ( da "Manifesto, Il"
del 07-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
E i
Savonarola dei nostri tempi, Milena Gabanelli dal palco di "Report" e
Beppe Grillo dal palco del "Vday", avevano facilmente fatto il tiro a
segno sulla croce rossa, mettendo nello stesso mucchio bambino e acqua sporca.
Ora, finalmente, il super-ministro comincia a far pulizia, comminando alle
cooperative una sentenza di morte.
Grillo
se la prende anche con l'esercito
( da "Giornale.it,
Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
questo a
Beppe Grillo non interessa. A lui piace soprattutto una cosa: criticare e,
puntando sul "nemico", provare a distruggerlo senza guardare in
faccia nessuno, costi quel che costi. Sul suo blog l'ultimo bersaglio è
l'esercito, o meglio, chi ha deciso (il governo Berlusconi) di schierare
l'esercito per rispondere alla richiesta pressante dei cittadini di avere più
sicurezza.
VENERDI'
1 Musica TERRAZZE SUL PO, CORSO MONCALIERI 18, ORE 21 Concerto dei Rudebox, R
( da "Stampa,
La" del 07-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract:
la rassegna
organizzata da Grilli Spettacoli, la compagnia di Beppe Grilli porta in scena
"La tradizione di Pulcinella". Ingresso gratuito. Info 334/7509331.
PUNTOFESTIVAL, VIA CESARE BATTISTI 4/B, ORE 18,30 Per Teatro a Corte Arianna
Fantin e Accademia Albertina di Belle Arti presentano la performance
"Vanità e amore cieco".
POSTA
Prioritaria ( da "Manifesto, Il"
del 08-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Savonarola
dei nostri tempi Milena Gabanelli e Beppe Grillo" lo trovo appunto
diabolicamente masochista. Vittorio Melandri No alla militarizzazione della
città Ieri ci siamo recati alla stazione Anagnina per proseguire l'attività di
volontinaggio dopo l'identificazione intimidatoria e inquietante di un nostro
militante avvenuta l'altro ieri da parte delle pattuglie esercito-
Una
buona idea per fermare i clandestini
( da "Giornale.it,
Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Ai politici non
interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17
Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa,
truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione
Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?
"fragole
e uranio" diario della vittoria
( da "Repubblica,
La" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
30 nel
palazzo baronale di Scanzano si presenta "Fragole e uranio" (edizioni
Palomar Bari, 2008) di Pasquale Stigliani e Francesco Buccolo con prefazione di
Beppe Grillo. All'incontro moderato da Pasquale Doria, prenderanno parte
Gianfranco Cosma, Manuel Tataranno e don Filippo Lombardi.
Referendum:
il quorum e la voce dei cittadini
( da "Unita,
L'" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
popolarità di
Beppe Grillo). Rendere di nuovo credibile lo strumento referendario dovrebbe
essere perciò una priorità nel calendario delle riforme istituzionali; o almeno
dovrebbe esserlo per l'opposizione. Si dica perciò, con forza, che l'agenda del
confronto sulle riforme non può essere solo quella gradita alla maggioranza,
Bossi
e Brunetta: la politica del mugugno
( da "Unita,
L'" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
intera
categoria di lavoratori con il ghigno con cui ne parlano i ministri Bossi e
Brunetta è come uno sputo alluvionale sul Paese. Non voglio generalizzare anch'io:
ma se tutti i ministri, attratti dalla produttività politica della concimazione
del mugugno, campassero di queste trovate, il nostro sarebbe il Paese più
volgare del mondo, anche senza Beppe Grillo.
Giro
satirico di un nichilista intorno all'uomo
( da "Giornale.it,
Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
O anche
peggio: "un satirista, un Beppe Grillo". Invece sono uno scienziato.
Antropologo. La Royal Society di Londra mi paga per girare il mondo e completare
la mappa dei sogni e dei simboli degli uomini. Dal tempo di Francis Bacon i
membri della mia organizzazione discutono della natura umana, e ambirebbero a
tirare le somme.
Il
Grifone che vola quando va in rete
( da "Giornale.it,
Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
se si
considera che il primo è quello di Beppe Grillo". A Primocanale c'è anche
Maurizio Michieli, che sta dall'altra parte, quella sampdoriana. "Io e lui
formiamo una coppia formidabile. Lui più freddo, distaccato, io più casinista e
diretto". Con Michieli e gli altri dello staff, ora a Primocanale stanno
preparando i palinsesti per la stagione e il campionato che verranno.
I
viaggi (nella mente) di Gulliver ( da "Giornale.it, Il"
del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
O anche
peggio: "un satirista, un Beppe Grillo". Invece sono uno scienziato.
Antropologo. La Royal Society di Londra mi paga per girare il mondo e
completare la mappa dei sogni e dei simboli degli uomini. Dal tempo di Francis
Bacon i membri della mia organizzazione discutono della natura umana, e
ambirebbero a tirare le somme.
Tonino
rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni
( da "Giornale.it,
Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
Guerra
nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente?
( da "Giornale.it,
Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Ai politici
non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? -
17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa,
truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione
Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?
C'è
un'Italia che rinasce ( da "Unita, L'"
del 15-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Si parla solo
del clamoroso caso del blog di Beppe Grillo. Ma in effetti si è formato un
tessuto di siti e di blog che sono in grado, da soli, di promuovere
manifestazioni a una velocità superiore a quella di un grande partito. Una
vivacità comunicativa straordinaria. Buona non solo per pedofili o bulli
scolastici, come sembrerebbe dalle cronache,
Tonino
rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni
( da "Giornale.it,
Il" del 16-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
Ferroviere
licenziato bufera su trenitalia - davide carlucci
( da "Repubblica,
La" del 18-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
rilanciata
anche dal sito di Beppe Grillo, sembra la prima di una serie di iniziative di
protesta contro il provvedimento di Trenitalia per punire il delegato, leader
storico dei macchinisti, che in un'intervista aveva ricollegato l'incidente -
su cui indaga la procura di Milano - alla mancanza di "controlli sulla
manutenzione e usura".
Due
sprechi (tutti italiani) da eliminare
( da "Giornale.it,
Il" del 18-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Ai politici
non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? -
17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa,
truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione
Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?
Con
gare e ospiti i comici all'assalto di martina franca - titti tummino
( da "Repubblica,
La" del 22-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
considerato
il nuovo Beppe Grillo, e dal friulano Davide Colavini. Ci saranno, poi, gli
ospiti a rotazione. Stasera salirà sul palco una delle stelle di
"Zelig", Marco Della Noce, insieme al grande successo di "Zelig
off" di quest'anno, il gruppo "La ricotta", altra scoperta del
Festival del Cabaret di Martina.
Tonino
rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni
( da "Giornale.it,
Il" del 23-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta)
POSTA
Prioritaria ( da "Manifesto, Il"
del 25-08-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
opera di
Beppe Grillo Cari compagni, da qualche giorno rimugino alcune ipotesi e vorrei
confrontarmi con voi e si tratta di un argomento scottante: Beppe Grillo e la
sua opera. Premetto che per molto tempo sono stato attratto in maniera
entusiastica da tutto quanto faceva Beppe, ho partecipato ai due Vday, ho fatto
parte (per poco)
( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Grillo
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e
su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni,
ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima
chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo
o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro
dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire:
"Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte
levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno.
Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra
civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su
toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in
palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo
e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto,
già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano
in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto
alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel
deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito
perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto
male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto
un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 )
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (34 votes, average: 3.26
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (54
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato
coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama
la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no
mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Ultime discussioni Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con la
strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo
quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente
anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole
cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... Alì Babà: La truffa
rossa continua Vorrei capire perché quando leggete la parola comunista vi
offendete , oppure... Alì Babà: Truffatori e truffati rossi Il comunismo ha
avuto un enorme successo, non in paesi come quelli... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo
attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della
politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le
liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Genocidio, Karadzic alla sbarra all'Aja
Innocente o colpevole? Non rispondeIl caso Eluana approda davanti alla
ConsultaInflazione vola al 4,1% boom di pasta e dieselNew York, polizia
violenta Due pestaggi in una notteImpronte, Berlusconi rassicura la RomaniaLa
cerimonia inaugurale filmata di nascosto: videoOliver Stone racconta Bush jr.
"Tra la commedia e Shakespeare"Strade, autostrade, ferrovie: il
Belpaese è ultimo in EuropaIl ritorno degli anni '80 in radio: da Sabrina
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sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e
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( da "Giornale.it, Il" del 01-08-2008)
Argomenti: Grillo
Negli Stati Uniti
diverse inchieste sociologiche dimostrano che i conservatori sono più felici
dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il matrimonio, la fede, una visione
più ottimistica della vita. Uno degli intellettuali emergenti americani Arthur
C. Brooks ha analizzato il fenomeno in un libro di grande successo e ora lo
stesso Brooks è stato nominato alla guida dell'American Enterprise Institute.
La svolta è epocale, perché questo centro studi era il feudo dei
neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena. In America sta nascendo
una nuova destra, moderata persino spirituale che riscopre i valori della
libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata dalla
sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova filosofia
nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli intellettuali
conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società sull'ambiente,
sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre i teo e i neo
con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la destra
liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare questo
nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più felice
di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa e il
mondo 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jul
08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza,
approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che prevede la
confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in regola. La
norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla non c'è in
teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili urbani
ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado, degli
abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in condizioni
disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un
semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli
affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi
farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 50 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile.
La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere,
Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos,
confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile
oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le
quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno.
Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni
sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures
Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato
il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono
essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie,
il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo
perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche)
perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle
notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 42 )
" (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un
mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla
immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di
mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno
nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e
Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo
raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta
mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il
delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale.
Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E
nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense,
che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma
trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si
interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono
semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il
sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle
società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto
questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di
colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per
lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara
non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa
Commenti ( 47 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di
Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il
dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico
perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi
sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia
quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo
bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le
istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva
far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto
impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa
mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare
nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa,
ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e
visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole
dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di
Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo
da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò.
Stringiamci a coorte Siam pronti
alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai
Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio
Chi vincer ci può? Stringiamci a
coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161
anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è
davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 99 )
" (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno
dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo
Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di
vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il
messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma
che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a
restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo
che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava
danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese
e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante
per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità
dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la
raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per
settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra
reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole
24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima
volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche
internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione
sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione
sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media
internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto
controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito
dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno
minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra
opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i
meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la
realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è
comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a
quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di
centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il
vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti
dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un
giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima
considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il
governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il
finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà
la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa
(anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio
è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in
viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet
funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso
prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire
dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi.
Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è: 2.75 su
un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione
Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare
i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro,
leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli
Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista
. Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario
perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti
figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere
tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il
censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle
famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole
per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha
approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a
tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso
di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no
extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto
americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride;
la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini
sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio
per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere
chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a
questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione
di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda
porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una
personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari,
abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha
diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere
garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono
una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari?
Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio
è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08
Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto
Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di
quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura
sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra
società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche
suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che
Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo
intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto
che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli,
senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno
scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a
firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia
presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse
considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine
può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di
Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe
creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che
la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non
di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera,
Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un
chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si
è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo
scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una
riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio
Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro
il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non
solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina,
densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera.
Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne
alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no?
Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 79 ) " (9 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un
domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non
vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di
lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma
con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom
con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda:
chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo,
i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani,
indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo
francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come
un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran
Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati
da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro
volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria
di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto
questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano
rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I
costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene.
Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) "
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il più incallito... Damy: Marcello, vero ke oggi non si può vivere con 1200
euro al mese, ma anke vero ke ki ha lo stipendio fisso si... Franco Parpaiola:
Salve Antonio personalmente non ti ho mai offeso,io me la prendevo con il
milite che mentre... Marcello (Omonimo): bruno sono d'accordissimo con te, il
problema è come vengono visti i poliziotti!!! Genova... Marcello (Omonimo):
ripeto e ribadisco il mio punto! 1) non sono cattocomunista 2) antonio il tuo discorso
è il mio,... Ultime news Eluana, anche il Senato contro i giudiciRai, il cda
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( da "Repubblica.it" del 03-08-2008)
Argomenti: Grillo
PALERMO - In porto,
già da una settimana, c'è il panfilo reale "Al Said", 154 metri e mezzo di
lunghezza e un elicottero a bordo. Lui, Qaboos Bin Said, sultano dell'Oman
arriverà a Palermo soltanto domani, ovviamente col Boeing privato, e il
pletorico staff per ospitare il quale sono già state prenotate le stanze in tre
hotel cittadini. Sua altezza, che ha un patrimonio personale stimato in mezzo
miliardo di dollari, arriva a Palermo preceduto dalla fama di munifico
benefattore della quale ha dato prova nella sua recente vacanza a Bari dove ha
distribuito rolex d'oro e mance a molti zeri. A Palermo, però, il sultano
dell'Oman troverà ad attenderlo anche una richiesta insolita. Quella che gli
arriva da Sonia Alfano - figlia di Beppe, giornalista
ucciso dalle cosche - che presiede l'associazione dei familiari delle vittime
di mafia: "Chiediamo a Sua Maestà Qaboos Bin Said di ospitare la sede
operativa dell'Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia
in Oman", dice la Alfano che alle elezioni regionali dello scorsa
primavera, si candidò alla presidenza della regione per le
liste di Beppe Grillo. "La discriminazione e le umiliazioni alle quali lo Stato
italiano ci sta sottoponendo- aggiunge - sono diventate intollerabili. Lo Stato
italiano invece di tutelare le famiglie degli uomini e delle donne morti a
causa della fedeltà al proprio paese, decide di tagliare 300 milioni di euro
dal fondo di per le vittime di mafia per destinarli alle forze dell'ordine
alle quali, a loro volta, sono stati sottratti un miliardo di euro. Sarebbe di
grade utilità per i politici italiani prendere esempio da sua Maestà il sultano
dell'Oman che tutti gli anni manifesta la propria vicinanza ed attenzione nei
confronti del suo popolo ascoltando le richieste e i problemi delle popolazioni
dei villaggi più isolati del proprio paese". Alla città di Palermo lo
staff del Sultano ha già promesso un concerto della banda nazionale dell'Oman e
un paio di cene di gala alle quali però, come da tradizione, sua altezza non
presenzierà. In attesa dello sbarco di Qaboos Bin Said, la banchina principale
del porto è transennata e sul panfilo reale vigilano una nutrita scorta armata
e una nave appoggio equipaggiata con missili. (3 agosto 2008.
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( da "Repubblica, La" del 04-08-2008)
Argomenti: Grillo
Il caso E il Secolo
riscopre Andrea Pazienza "Libertario del fumetto, oltre le ideologie"
ROMA - "Il libertario del fumetto". Con questo titolo ieri il Secolo
d'Italia ha dedicato 2 pagine della sua edizione domenicale ad Andrea Pazienza.
Una riscoperta, da parte del quotidiano di Alleanza Nazionale, del geniale
fumettista a vent'anni dalla sua morte. L'occasione è la mostra a lui dedicata
e allestita a Vico del Gargano (provincia di Foggia, uno dei luoghi
dell'adolescenza di Pazienza) dal sindaco Luigi Damiani che guida un'inedita
giunta Pd-An. Non mancano gli elogi per la figura di Paz che, per il Secolo,
"frequentava ambienti della sinistra creativa e anarchica ma il suo modo
di pensare la realtà era prettamente post-ideologico". Di Pazienza vengono
ricordati i personaggi più originali e le caricature più riuscite. Come quella di Pert, alter-ego del presidente Sandro Pertini:
"Basta confrontare - scrive il Secolo - la leggerezza dei dialoghi di Pert
con uno stralcio delle esibizioni di Beppe Grillo per
avere cognizione della differenza tra satira artistica e volgare
invettiva".
Torna all'inizio
( da "Unita, L'" del 05-08-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando l'edizione
del Lunedì 4 Agosto 2008 Segue dalla Prima INFATTI, L'ANNO DOPO, il nostro
premier ha nominato alle Pari Opportunità una soubrette. Il 15 aprile, a
Napoli, si sono avuti i festeggiamenti per i quaranta anni dalla scomparsa di
Totò. Sta scritto proprio così, non celebrazioni, festeggiamenti. Da noi
l'anniversario della morte dei comici si festeggia. La gente è pazza. Il 4
luglio la Fiat ha sfornato lo zombie della 500. Il 7 luglio, a Lisbona, sono
state dichiarate le 7 nuove meraviglie del mondo: la Grande Muraglia cinese, il
sito archeologico di Petra, il Cristo Redentore di Rio, la città perduta di
Machu Picchu, il complesso di Chichén Itza, il Taj Mahal e il Colosseo.
L'ottava ero io, ma non mi hanno menzionato; scherzo. Il 1 agosto abbiamo festeggiato
il centenario della nascita dello scoutismo. Io gli scout me li mangerei oggi a
pranzo con tutto il cappellino e il fazzolettone; non scherzo. L'8 settembre abbiamo avuto il V-day di Beppe Grillo teso
a dimostrare una cosa che sappiamo tutti a memoria da cinquant'anni, che
l'Italia vuol essere governata da un capocomico. Ora Grillo è il
secondo, viene subito dopo il premier. Interessa la Slovenia che ha adottato
l'euro? Zapatero che ha rotto con l'ETA? La Svizzera che ha aderito al
trattato di Schengen? Così così. Una notizia una, l'ho trovata. La Corte di
Cassazione ha stabilito che la strage di Ustica non ha colpevoli. Confesso:
quel povero DC9 l'ho tirato giù io con una fionda. Almeno la mia generazione,
deviata dai segreti di Stato, potrà raccontare ai nipoti che il colpevole è
stato beccato. Per l'Italicus, la banca dell'Agricoltura e il G8 di Genova si
faccia avanti un altro volenteroso, io ho già dato. Sistemata la Storia, che
altro? Il giornalista Mastrogiacomo rapito dai talebani e fortunatamente
liberato. L'Inter ha vinto lo scudetto, poi ha fatto il bis. Annamaria Franzoni
condannata e Bruno Vespa no. Laura Pausini è stata la prima donna a cantare a
San Siro; a Roma c'è stato il solito Gay Pride, ma da quest'anno ha iniziato a
essere "insolito" pure lui. Brutto terremoto in Perù; morto Pavarotti
le maliarde si litigano l'eredità. Il ministro della giustizia Mastella aveva
tolto l'incarico a un magistrato che indagava su di lui e sul presidente del
Consiglio, e la cosa più grave è che ormai tutto ci scivola addosso, anche
questa merda da colonnelli greci, ieri come oggi. E il 16 novembre 2007 ci
furono ancora migliaia di morti per un'inondazione nel Bangladesh. Dimenticavo,
la migliore. Il 10 febbraio, il bibliofilo e senatore di Forza Italia Marcello
Dell'Utri aveva annunziato di aver ritrovato i diari segreti di Mussolini del
1935-1939. Bufala prontamente smentita da L'Espresso. E pensare che a Dell'Utri
sarebbe bastato ritrovare e pubblicare i diari suoi segreti, 1995-1999, per
ottenere un successo editoriale clamoroso e un interesse internazionale. Sì, la
gente è pazza. No, non mi sono perso niente. *** MEZZOGIORNO. Ho scaricato da
Internet un'intervista ad Andrea Camilleri. Il papà di Montalbano racconta di
un suo antico vizio o vezzo nello scrivere di cui si è liberato grazie al
computer. Mi ha incuriosito perché ho sofferto per anni della medesima
ossessione compulsiva alla macchina per scrivere. Arrivato all'ultima riga di
una pagina, se incappavo in un errore minimo di battitura, un asterisco battuto
per sbaglio, un mare scritto con due erre, invece di cancellare col bianchetto
e ribattere, appallottolavo il foglio e ricominciavo da capo. Non so se
Camilleri, salvato dal computer da questa malattia d'impeccabilità, sia poi
incorso in un altro beffardo malanno, che io chiamo "l'incipite", ma
riterrei di no, visti tutti gli innumerevoli Montalbani che ha scritto dalla A
alla Zeta, e le minuziose e meravigliose opere che ha civilmente completato.
Quella dell'incipite è una febbre maldestra, un'agonia annunziata nel suo
stesso irruente e velleitario conclamarsi storia o romanzo, mentre è un coitus
interruptus, nel migliore dei casi un guizzo d'artista. Personalmente ho
scritto 3267 incipit. L'ultimo una mezzoretta fa. Il romanzo avrebbe dovuto intitolarsi
nientedimeno che "Resurrezione" come in Tolstoj. L'incipite
fulminante è una malaria, ti riafferra quando meno te la aspetti, una stagione
sembri guarito, completi un intero ciclo di copioni per la radio, un paio di
testi di canzoni per Roy Paci, qualche poesia, poi interviene una tassa
inevasa, una multa o una dieta dimagrante, un impiccio o un amore o entrambi, e
quando ti rimetti al lavoro, ti accorgi che il bacillo era rimasto sempre lì in
agguato, che tu sei uno scrittore malarico e non ci sta niente da fare, e
produrrai incipit su incipit, finché arriverai a un tale stato di
mortificazione e vergogna (nonché a una precaria condizione economica) che lo
stesso bacillo dell'incipite, pur di non soccombere insieme con te, sua
vittima, t'implorerà di tradirlo e andare avanti, perché per godere nel
guastare il proprio habitat, si ha bisogno che non sia già marcio, altrimenti
che gusto c'è? *** ORE 11:15. "RESURREZIONE". Romanzo di Jack Folla.
"Aurelio de Ritiis, un geometra di paese, rientra a casa dall'ufficio
comunale. Sul pianerottolo scopre un anziano, con un vestito antiquato, che
armeggia alla serratura. "E lei chi è? Al ladro! Stanno tentando di
derubarmi!" grida il geometra nella tromba delle scale. Il signore si
volge appena, in penombra, senza scomporsi. "Sono tuo nonno, cosa urli?
Perché non mi hai avvertito di aver cambiato la serratura?". Niente
d'insolito sennonché il nonno era defunto cinquant'anni prima. Una mezza
dozzina di romani, vestiti con costumi di varie epoche, uscirono disinvolti e
ridanciani dal cancello del Verano. Naturalmente erano un po' smarriti. Lunedì,
un rude centurione è stato scoperto in singhiozzi sulla via Appia a invocare
"Mamma!" perché un aereo gli era passato sull'elmo. Mercoledì, un
faraone e signora attaccano briga da Bulgari perché si rifiutano di pagare i
gioielli; Ramsete IV sferra un calcio alla vetrina di Bulgari e se ne va offeso
in via Condotti con la faraona a braccetto. Ma poiché i pazzi sono sempre gli
altri, i risorti danno dei morti ai vivi, pretendono che bisogna restituire
loro i soldi ereditati, i ruoli o impieghi che avevano prima, finché ai vivi
esasperati punge il dubbio che occorra ammazzarli da capo, il che appare
piuttosto sconveniente, sotto un profilo democratico e civile. All'università
Luiss, per esempio, venerdì non si presenta Napoleone Bonaparte che pretende di
convincere gli studenti che a Waterloo avesse vinto lui?" A questo punto
mi sono interrotto. Ma perché Napoleone fa così? Buio. Al solito.
"Incipite di merda!" *** Scrivere un romanzo è come essere sfrattati.
Gente mai vista né sentita occupa casa tua, rovista nei cassetti e negli
armadi, fruga tra le carte più segrete, indossa gli abiti, le cravatte, ascolta
i tuoi dischi, sbircia le foto e le lettere dei tuoi vecchi amori. Tu, in
strada, al freddo, gli occhi alle finestre, spii le loro ombre e scrivi. Sono i
tuoi personaggi. Prima fai, prima se ne andranno. *** MEZZANOTTE. Jemima di
Rospo Atlantico Due esiste, ma non so dire ancora se sia bella davvero come
raccontano gli algerini e quelli di Tarifa, i marinai andalusi dell'isola di
Las Palomas, dove l'Europa bacia l'Africa. Giovane è giovane, perché oggi le
vecchie non portano più i capelli così lunghi e sciolti, ma se li tagliano
corti, una volta si diceva alla maschietta, per apparire bambine. Stavo
provando il 15X85 Usm della General, il binocolo di dotazione qui alla
torretta, uno strumento progettato per scopi militari. Ovviamente, dato il
notevole peso, è improponibile trasportarlo a tracolla per centinaia di metri,
ma se usato in una postazione fissa come un rifugio, un terrazzo, una casa in
riva al mare o un Rospo Atlantico come il mio è davvero un binocolo
impareggiabile, il perfetto compromesso fra diametro, ingrandimenti, peso e
luminosità. Insomma, senza menarmela tanto, l'ho usato solo per sbirciare
Jemima su Rospo Atlantico Due, a un miglio da qui. La piattaforma, a una prima
occhiata, sembrava deserta. Poi ho visto un filo stendi panni con dei reggiseni
neri e un attimo dopo, sbam, ecco Jemima che appunta al filo un costume intero
rosso. Come dicevo ha i capelli neri, lunghi e ondulati, c'era maestrale e le
spazzavano la schiena. La prima cosa che ho notato è che Jemima ha la pelle
bianca, più spagnola quindi che algerina, un candore comunque innaturale
considerato il sole quaggiù come picchia. Perché raccontano che sia
un'adultera? Mi ammazzerei per non essermi informato, ma quando mi hanno
scaricato qui, pensavo che non ne potessi più delle donne e dell'Italia anche
se mi sarebbe piaciuto scrivere il manifesto italiano per un nuovo
Rinascimento. Sono velleitario lo so, d'altronde mio padre, commercialista,
riscrisse la Divina Commedia in dialetto berbero. Diceva che senza Dante gli
algerini, i marocchini e i nigeriani erano indifesi contro di noi. La stampò a
sue spese e la distribuì nei deserti personalmente con una Land Rover scassata,
ma la cosa non funzionò. I berberi sono come i ragazzini italiani di adesso:
leggono poco o nulla. E ora dovrò aspettare quindici giorni prima che un'altra
petroliera venga a farsi una ciucciata di oro nero. Jemima l'adultera sta su
Rospo Atlantico Due per punizione o per un selvaggio istinto d'indipendenza?
Non vedo l'ora che venga l'alba per cercare di inquadrarle il viso con l'Usm
General. Anche se è un po' voyeuristico e forse non dovrei. Ma sono un maschio
solo nell'Atlantico e ho sangue spagnolo e africano, oltre a quello che scorre,
lento, dell'Italia laggiù. Se Jemima era sposata, lo sarà stata con un europeo
o un africano? E lui, l'ex marito, sarà ancora geloso? *** Chi teme di essere
tradito, se è davvero innamorato, non riesce a fare uno più uno. Jack Folla
(continua giovedì 7 agosto).
Torna all'inizio
( da "Giornale.it, Il" del 05-08-2008)
Argomenti: Grillo
Il ministro della
Gioventù Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia
stato posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e
tifosi italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i
diritti da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si
viene intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli
strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto
misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le
ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni
del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi
come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono
blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha
stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori
schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di
più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i
libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano
"purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il
regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le
descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in
francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito
vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che
può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi
occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una
grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche
nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
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questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare
questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa
e il mondo Commenti ( 35 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello
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30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto
sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che
prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in
regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla
non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili
urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado,
degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in
condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice
controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti
irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà
rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 56 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile.
La fonte è insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere,
Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos,
confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile
oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le
quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno.
Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare le operazioni
sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures
Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato
il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo agli inizi e devono
essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono uscite queste notizie,
il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo
perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche)
perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle
notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 42 )
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articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno
di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una
folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di
mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno
nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e
Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo
raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta
mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il
delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale.
Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E
nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense,
che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma
trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si
interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono
semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il
sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle
società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto
questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di
colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per
lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara
non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa
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Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di
Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il
dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico
perfettamente legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi
sentiti al nord e che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia
quando si accetta di ricoprire posti di responsabilità in un governo
bisognerebbe agire di conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le
istituzioni e i suoi simboli. Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva
far notizia e come sempre ci è riuscito; ma il suo non è certo un gesto
impulsivo e probabilmente rientra in una strategia a più ampio respito. A cosa
mira Bossi? Vuole lo scontro con una parte della coalizione? Intende strappare
nuove concessioni al Cavaliere? O forse vuole mettere ordine in casa,
ridimensionando Maroni, che come ministro degli Interni ottiene consensi e
visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica molti hanno riscoperto le parole
dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando le parole "schiavi di
Roma". A me personalmente fanno riflettere altre strofe, queste: Noi siamo
da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci
un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore;
Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.
L'inno è stato scritto nel 1847.
A distanza di 161 anni possiamo dire che gli italiani si
sono fusi in un unico popolo? Il Paese è davero libero? E' amato da suoi
cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 ) " (4 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Jul 08 Napoli
senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno dall'estero scopro che i
rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo Berlusconi, bravo Bertolaso.
Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di vista. Innanzitutto: in un
Paese che chiede fermezza alle istituzioni il messaggio giunge chiaro e forte.
Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma che "lo Stato è tornato ad
essere lo Stato": un successo non basta a restituire credibilità e
prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo che è un passo deciso
nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava danneggiando non solo
il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese e soprattutto del made
in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante per la bravura dei
suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità dei tessuti, ma
anche per il fascino delle nostre città d'arte e la raffinatezza della nostra
cucina. Le immagini della monnezza ripretute per settimane dalle tv di tutto il
mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra reputazione: nello scorse
settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole 24 Ore che dimostrava
come il marchio "made in Italy" per la prima volta nell'ultimo
decennio averse perso posizioni nelle classifiche internazionali. Ora l'Italia
potrà risalire, ma le leggi della comunicazione sono spietate: per distruggere
ci vuole poco, per ricostruire una reputazione sono necessari tempi lunghi. La
prova? Solo una parte dei grandi media internazionali ha dato notizia che la
situazione a Napoli è tornata sotto controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc
no. Ciò detto sono rimasto colpito dall'atteggiamento dei giornali e degli
intellettuali di sinistra, che hanno minimizzato e talvolta nascosto la notizia
di ieri. Ancora una volta la nostra opinione pubblica si dimostra scioccamente
partigiana: pur di non riconoscere i meriti del "nemico" si
preferisce negare o più spesso ignorare la realtà. Era davvero così difficile
dire: questa volta il governo si è comportato bene? E' proprio così assurdo
anteporre gli interessi del Paese a quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro:
una parte de giornali di centrodestra si comporta allo stesso modo quando
governa il centrosinistra. Il vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella
dialetttica, ma con dei limiti dettati dal buon senso e dal sentimento di
identità nazionale. Chissà se un giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi
finalmente matura. Ultima considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano
di buona lena con il governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non
svaniscono con il finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora
una volta prevarrà la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle
istituzioni passa (anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 41 ) " (4
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01Jul 08 Sono in viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le
connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di
scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso
tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e
tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4
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28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni
media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali;
dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In
realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo
e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento
più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia
da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine
allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico
modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la
composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un
documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i
requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di
prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni
prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se
i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra
l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le
impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il
censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono
spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le
impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente
gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione
adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e
ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande
ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco
della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni
di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia,
specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in
condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale
bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia,
immigrazione Commenti ( 224 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo
copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli
ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e
pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara
precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a
qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non
riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente
rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente
furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare
testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi
Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico
quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la
cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati.
La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un
professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore
dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere
provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come
dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi
ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali,
tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del
Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece
continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il
Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La
Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del
quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e
documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua
infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i
suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società
così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio
perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare
proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 79 ) "
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Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
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dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il
centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la
vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails
Internet fa bene ai giornali - 2 Emails L'immigrazione? E' come un domino.... -
2 Emails Ultime discussioni Luca: Sinceramente, paragonare la sinistra italiana
al Partito Democratico statunitense mi sembra una cosa assai... marista urru:
Si può confondere una triglia con una cernia? Direi di si, con un opportuno
paio di occhiali si può... antonio: L'ULTIMO DEI FESSI 2.IO pago le tasse tutte
le tasse. compilo un 730 veritiero. non vado mai in... Francesco: Che cosa
significa che chi è di destra è più felice di chi è di sinistra? Come è
possibile affrontare... Sally: Penso anche io che il paragone tra destra e
sinistra italiana e right e left wing americana sia davvero poco... Ultime news
Manovra, fiducia alla CameraSomalia, liberati i due cooperanti italiani rapiti
a maggioAlitalia, Berlusconi: "Faremo un miracolo"Petrella, la Corte
d'appello ordina la scarcerazioneOlimpiadi, polemiche sull'apertura Frattini:
"Gli azzurri sfileranno"Il prezzo del petrolio diminuisce, la benzina
noSolgenitsin: l'eroico zarista che sgretolò l'arcipelago Urss Veltroni
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Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche
imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che
mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R.
Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel
blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di
Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il
blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo
il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di
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( da "Repubblica, La" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
I ronia e reggae per
combattere l'omofobia, questo il messaggio che da tempo va lanciando il gruppo
Radici nel Cemento. Un percorso avviato nel '96 con il disco d'esordio
caratterizzato da un forte impegno sociale e da un sound reggae molto
contaminato. Nel ' 97 l'incontro
con Charlie Anderson del celebre gruppo ska britannico Selecter. Stasera la
band rilancerà il suo messaggio con "Il paese di Pulcinella", il
nuovo album trainato dal successo del singolo "Siamo tutti
omosessuali" che intende combattere l'omofobia con l'ironia. L'impegno civile è declinato anche con testi in romanesco ed è
stato rilanciato nella scrittura con Leo Pari e Piotta dell'inno ufficiale del
Vday 2 di Beppe
Grillo. (felice liperi) Villa Ada, ingresso
da via Ponte Salario. Stasera ore 22. Ingresso 8 euro. Info: 06.41734712.
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( da "Corriere della Sera" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-08-06 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Villa Ada Impegno, ska e reggae Ironici, divertenti, coinvolgenti
con il loro reggae cantato in romano, il gruppo Radici nel Cemento arriva
stasera a Villa Ada (ore 22, via di Ponte Salario) con il nuovo album "Il
paese di Pulcinella", trainato dal singolo "Siamo tutti
omosessuali", canzone contro l'omofobia. La band trae spesso gli argomenti
delle canzoni dalla vita reale; ad esempio con "Bella ciccia" al
drammatico tema dell'anoressia contrapponevano la celebrazione dell'abbondanza
fisica femminile. Insieme a Leo Pari e Piotta hanno anche
scritto l'inno ufficiale del Vday 2 di Beppe Grillo. Alle
loro spalle cinque album caratterizzati da un impegno civile declinato con un
sound che mescola reggae, calypso e ska. Villa Ada, tel. 06.41734712.
Torna all'inizio
( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e
su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra
(in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma
stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima
chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo
o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro
dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire:
"Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte
levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno.
Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra
civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su
toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in
palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra
(in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale
e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del
Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da
Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una
carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato
nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici".
E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo
riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai.
Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo
opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla
Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è
appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di
Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E
gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha
fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 )
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia
Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni
(infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la
frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è
ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di
più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
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a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo
quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei
manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra,
della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire
(rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire
colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita
da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il
tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di
tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo
schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste,
sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi.
Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo
lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al
contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo
è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi
politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le
contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone
vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni
invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le
istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale?
quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di
tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per
evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito
comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo
sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come
diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario
che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente
designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio
quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare
agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per
interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a
nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare
l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una
volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe,
gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in
Varie Commenti ( 77 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è
mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la
sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in
prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo
di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla
"tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal
dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio
intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il
Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti
nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale.
Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17
maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società
dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee
e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il
cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni valentino: Certo
che dal '45 in
poi " i comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"...
valentino: Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello
Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con
la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo
quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente
anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole
cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport
non sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai sindaciSomalia,
l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul Monte Rosa Precipita
una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è pronto: ecco la
"Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un
elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e
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riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della
politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus.
contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici.
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me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e
su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni,
ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima
chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo
o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro
dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire:
"Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte
levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno.
Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra
civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su
toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in
palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più
affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più
quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo
e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto,
già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo
d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto
per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi
vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore
della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo
invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi
alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice
sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre
il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione
più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso
mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd
lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a
dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo):
Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di
Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso
leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga
svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa
bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il
segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli
dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E
spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo
riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai.
Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo
opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla
Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è
appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di
Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E
gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha
fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso
di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico
giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come
la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32
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Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche.
Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli
fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non
minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia",
così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è
l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo
ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove
stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo
ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo
Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di
vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible
ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45)
Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i
comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino:
Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello
Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con
la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo
quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente
anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole
cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
- 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1
Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport non
sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai sindaciSomalia,
l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul Monte Rosa Precipita
una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è pronto: ecco la
"Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un
elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e
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riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della
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me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore
sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e
su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni,
ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima
chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo
o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro
dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire:
"Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte
levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno.
Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra
civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su
toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in
palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura
che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che
parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e
soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di
Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà
il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23
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psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa
c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il
"Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd.
Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte
da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in
fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la
sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è
andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e
trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi)
in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un
bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi
che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che
assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di
Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche.
Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli
fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non
minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia",
così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è
l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo
ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove
stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo
ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo
Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di
vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato
"Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo
al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella
vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis
apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata
mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue
lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni
su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto
in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it,
un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45)
Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i
comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino:
Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello
Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con
la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo
quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente
anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole
cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della
politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le
liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
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Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e
su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile
finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta
c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum
("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa
c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il
"Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd.
Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte
da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in
fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la
sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è
andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e
trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista.
Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e
del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece
riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte
su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo
avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è
questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche
D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia
il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 )
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno
tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a
preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi,
ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta
intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma
Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che
questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della
nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da
tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si
comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna
evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla
storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non
minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible.
ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha
proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio
intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il
Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti
nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale.
Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17
maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società
dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee
e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il
cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni valentino: Certo
che dal '45 in
poi " i comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"...
valentino: Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello
Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con
la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo
quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente
anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole
cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport
non sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai
sindaciSomalia, l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul
Monte Rosa Precipita una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è
pronto: ecco la "Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2
da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e
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riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della
politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus.
contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
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me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e
su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni,
ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima
chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo
o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro
dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire:
"Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte
levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno.
Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra
civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su
toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in
palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13
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guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo
e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto,
già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
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all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
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saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
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un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città,
ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno
"tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici
milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti
hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno
scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà,
scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta
"come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza:
unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere
Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su
Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise
nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla
testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio?
A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni,
in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non
cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter.
Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader
dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma
anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che
ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra
l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea
di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo
delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico
- ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E
aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti
strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole
gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza
degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova
strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova
tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più
forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45)
Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i
comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino:
Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello
Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con
la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo
quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente
anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole
cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport
non sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai
sindaciSomalia, l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul
Monte Rosa Precipita una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è
pronto: ecco la "Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2
da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e
l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa l'ArabiaCarlo
è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini Ecco l'Inter
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bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è
diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo
attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì
la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La
Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì
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me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e
su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni,
ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum
("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a
prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti
anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni,
a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è
diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi
- anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie
Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La
piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già
detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano,
il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine,
dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande
partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la
sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al
voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi
il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa
in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45)
Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i
comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino:
Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello
Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con
la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo
quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente
anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole
cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport
non sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai
sindaciSomalia, l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul
Monte Rosa Precipita una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è
pronto: ecco la "Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2
da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e
l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa
l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini
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riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della
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( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e
su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni,
ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima
chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo
o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro
dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire:
"Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte
levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno.
Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra
civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su
toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in
palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13 votes, average: 3.23 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa
c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il
"Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd.
Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte
da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in
fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la
sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è
andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e
trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
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compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio
dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala
Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del
giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza:
unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere
Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su
Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise
nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla
testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio?
A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical
chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già,
perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro
della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in
particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca
lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter.
Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader
dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma
anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che
ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra
l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea
di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo
delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito
perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto
male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha
fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 )
" (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada
per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che
piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che
assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di
Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime
discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i comunisti" hanno fatto
delle belle "iniezioni"... valentino: Esatto Luciano " .non
poter mettere le mani sulle casse dello Stato.." !!! Perchè... Francesco:
In un certo senso mi vedo d'accordo con la strategia di Veltroni; moderare i
toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo quanto brillantemente scritto da Alì
Babà. Anche io sono fieramente anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai
Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole cambiare Andate avanti così , fatemi sognare
, create... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il
governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra".
Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1
Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di
sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul
bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci
ammonisce: "Lo sport non sostituisca la politica"Città più sicure
Superpoteri ai sindaciSomalia, l'incubo è finito Liberi i due italiani
rapitiTragedia sul Monte Rosa Precipita una cordata: una vittima, 3 feriti
graviIl progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia"Confortola è salvo
Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi
porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e
Palermo diventa l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga
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Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile
degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce
Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici
nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così
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me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e
su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni,
ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima
chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo
o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro
dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire:
"Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte
levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno.
Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra
civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su
toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in
palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13
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guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo
e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto,
già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano
in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto
alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel
deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito
perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto
male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto
un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 )
" (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato
coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama
la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no
mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45)
Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i comunisti"
hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino: Esatto Luciano
" .non poter mettere le mani sulle casse dello Stato.." !!! Perchè...
Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con la strategia di Veltroni;
moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo quanto brillantemente
scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente anti-comunista, non me ne... Alì
Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole cambiare Andate avanti così ,
fatemi sognare , create... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter
diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2
Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce
Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi,
Petrucci ammonisce: "Lo sport non sostituisca la politica"Città più
sicure Superpoteri ai sindaciSomalia, l'incubo è finito Liberi i due italiani
rapitiTragedia sul Monte Rosa Precipita una cordata: una vittima, 3 feriti
graviIl progetto è pronto: ecco la "Nuova Alitalia"Confortola è salvo
Prelevato sul K2 da un elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi
porterò due bikini e l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e
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Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile
degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce
Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici
nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo
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( da "Giornale.it, Il" del 06-08-2008)
Argomenti: Grillo
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
commentato " (1 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di
ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che
Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e
su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra
(in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma
stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima
chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo
o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro
dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire:
"Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte
levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno.
Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra
civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su
toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in
palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (13
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra
(in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale
e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del
Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da
Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una
carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato
nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (52 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (40 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (39 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici".
E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo
riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai.
Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo
opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla
Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è
appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di
Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E
gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha
fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 )
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia
Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni
(infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la
frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è
ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di
più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
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a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo
quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei
manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra,
della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire
(rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire
colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita
da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il
tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di
tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo
schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste,
sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi.
Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo
lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al
contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo
è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi
politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le
contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone
vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni
invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le
istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale?
quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di
tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per
evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito
comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo
sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come
diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario
che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente
designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio
quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare
agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per
interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a
nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare
l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una
volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe,
gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in
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post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è
mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la
sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in
prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo
di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla
"tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal
dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio
intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il
Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti
nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale.
Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17
maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società
dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee
e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il
cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni valentino: Certo
che dal '45 in
poi " i comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"...
valentino: Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello
Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con
la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo
quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente
anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole
cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Olimpiadi, Petrucci ammonisce: "Lo sport
non sostituisca la politica"Città più sicure Superpoteri ai sindaciSomalia,
l'incubo è finito Liberi i due italiani rapitiTragedia sul Monte Rosa Precipita
una cordata: una vittima, 3 feriti graviIl progetto è pronto: ecco la
"Nuova Alitalia"Confortola è salvo Prelevato sul K2 da un
elicottero"Sull'Isola c'è tanto tempo libero Mi porterò due bikini e
l'Odissea"Follie d'estate: arriva il sultano e Palermo diventa
l'ArabiaCarlo è il re del mattone Ma il principe non paga tasseDifesa e Mancini
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politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus.
contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici.
Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le
tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto
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( da "Corriere delle Alpi" del 07-08-2008)
Argomenti: Grillo
Che disgusto in
Italia il governo degli yesman ASSISTENDO martedì sera in diretta dal
parlamento l'approvazione della manovra finanziaria ho provato sensazioni di
disgusto ed amarezza tali da dover spegnere il televisore nel momento in cui
l'onorevole Cicchito, fra gli altri, stava dicendo che la manovra è in
direzione del benessere degli italiani. Infatti, mi sono chiesto dove detto
parlamentare, insieme con diversi altri, trovino il pudore dialettico per fare
certe affermazioni: pare infatti che cavalcando il problema dei rifiuti
napoletani e della detassazione degli straordinari (che hanno l'effetto di una
goccia d'acqua in un oceano, oltre a non essere capita dagli Italiani detta
detassazione anche per la sua ininfluenza economica) questo governo abbia ormai
"risanato" l'Italia che invece, ahimè, sta morendo addirittura di
fame, facendo arricchire chi è al governo. Guardando certe facce sedute al
parlamento di cui mi esimo dal fare il nome per motivi di opportunità,
qualsiasi persona non può non capire che la professionalità è scarsa e che,
molti fra essi, sono lì solo per ripetere i soliti ritornelli privi di
efficacia governativa, ma mirati a fare gli interessi del capo, facilitati in
questo compito corporativo da un'opposizione priva di mezzi e di uomini capaci,
eccezion fatta per alcuni. Unica seria opposizione è quella di Di Pietro:
l'attuale "faire-play" di Veltroni infatti non serve contro dei
volponi che vanno avanti con la forza numeri ottenuti con la forza dei mezzi.
Mamma mia, che disgusto e che miseria... ma dove siamo? Avere coscienza civile
oggi è cosa inutile: prevale infatti la legge del più forte, in barba ad ogni
democrazia. Chi non sa vendere, chi non sa fare mercato, oggi vale meno di un
fico secco tanto che esprimere le proprie idee, al di fuori della
compra-vendita, pare diventato un atteggiamento "antidemocratico":
valgono solo coloro che sanno dire sempre sì al capo, anche se è no.
Esattamente come succede al parlamento di oggi che ha tutt'altra funzione
rispetto a quella democratica. Infatti, quando c'è da votare una legge a favore
del capo, quest'ultimo obbliga tutti in un paio d'ore ad essere presenti per
votarla, liberi poi di tornare a casa. Governare non serve infatti, serve solo
essere degli "yesman". In tutto questo il governo Berlusconi è
favorito da una sorta di masochismo politico degli italiani i quali, per
indole, se ne "fregano" delle sorti del loro paese fintantoché non
pioverà loro in testa lo spettro della miseria e della fame, circostanza per le
quali ci è già stato presentato il...menù fatto di inflazioni, carovita,
disoccupazione e malessere collettivo non soltanto fisico, ma anche degli
stessi sentimenti, ormai compromessi e sopiti da un governo che sta
paralizzando il corpo e la mente di tutti noi. Ma è ormai alle porte una
fame.... forse " salutare ", per bandire il consolidato masochismo politico.
Per dirla in breve, ma soprattutto per farmi capire meglio, è sperabile che
dopo l'imminente botta in testa (diversamente non potrà essere), gli italiani
abbiano finalmente la voglia di ritrovare un po' di coscienza civile. Arnaldo
De Porti Gronda Nord, va bene ma non fatela a metà LUNEDI' sera ho assistito al
consiglio comunale di Feltre, dove si discutev della cosiddetta "Gronda
nord", una strada che dovrebbe partire dal ponte della Fusinetta, sulla
Culiada, e terminare al Pasquer. Da tanto tempo se ne sente parlare e
discutere, quello che mi preme dire, con molta modestia, anche perché dovrebbe
passare a qualche decina di metri da dove abito, è la seguente: se si deve fare
perché serve alla pubblica collettività, ci governa si abbia il coraggio di
farla per intero. Anche perché, usando una metafora, una casa inizia dalle
fondamenta e finisce con il tetto, lasciare monco un progetto, si capisce bene,
è più dannoso che utile. La discussione che si è sviluppata in consiglio
comunale, sempre a mio modesto parere, è stata più politica che tecnica, anche
se non ho capito bene quale fine farà questa benedetta "gronda nord".
Spero solo che non si passi sopra qualche cadavere. Silvano Tavernaro FELTRE
Troppe ombre gravano su queste Olimpiadi FINALMENTE tornano le Olimpiadi.
Saranno bellissime e potremo seguirle tranquillamente davanti al televisore.
Quattro anni fa erano queste le nostre aspettative, le nostre emozioni a pochi
giorni dall'inizio dei Giochi Olimpici di Atene. Sarebbe bello potere dire le
stesse cose ed avvicinarsi con la stessa gioia alle Olimpiadi di Pechino.
Purtroppo ci sono alcune ombre che ci impediscono di avere lo stesso entusiasmo
di quattro anni fa. L'ombra dello smog preoccupa tutti gli atleti che corrono
il rischio di dovere affrontare le competizioni in condizioni critiche. L'ombra
del doping ci lascia perplessi ed esterrefatti. L'ombra dei diritti umani
aleggia nello smog di Pechino. Il "Grande Fratello" ha il potere
assoluto e milioni di cittadini non hanno la possibilità di esprimere la loro
opinione. L'ombra del terrorismo che ha già provocato la morte di innocenti
spaventa e fa aumentare la tensione. L'ombra dello sfruttamento di numerosi
bambini che invece di giocare sono stati costretti durante questi anni a
sottoporsi ad allenamenti durissimi e pericolosi per trovare i fuoriclasse che
regaleranno medaglie olimpiche allo squadrone asiatico ci preoccupa
profondamente. Sarebbe bello se lo spirito olimpico desse l'impulso per una
piccola apertura da parte delle autorità cinesi. La Cina è il futuro ma si
spera che sia un futuro di democrazia per tutti i cittadini. Sandro Wagmeister
Caro Brunetta, il pesce puzza sempre dalla testa INDICHIAMO - molto
modestamente - all'onorevole Brunetta, promotore della crociata per sgominare
"fannulloni" e "assenteisti" dalla Pubblica
Amministrazione, alcune evidenze di "sana economia" a nostro parere,
a dir poco, essenziali: la filiera che vede - da molti anni in Italia - i
politici al vertice di una piramide-catena contempla appena all'ultimo gradino
della predetta "scala gerarchica" le schiere dei famigerati
"fannulloni-assenteisti"; tale categoria costituisce oggi solo
l'espressione finale e grossolana di un intero sistema piramidale e
verticistico di corruzione e malcostume (noto ai più), in cui compensi, livelli
e stipendi sono ben gerarchicamente differenziati, come anche i vantaggi
(impliciti-espliciti, propri-impropri, leciti-illeciti...) derivanti dalle
rispettive attribuzioni funzionali e - non ultimo - le deplorevoli, e penose
responsabilità che nessuno mai si vuol prendere... Non dimentichiamo poi il
detto inconfutabile che "il pesce puzza sempre dalla testa" (appunto
sede dei centri organizzativi)"con tutte le ovvie considerazioni del
caso... Fedele Boffoli La caccia alle streghe e i politici mascalzoni L'UNICA
giustizia che si fa in Italia è sulla stampa, ma non è tutta colpa dei
giornalisti: i processi sono troppo lunghi: quando gli imputati non sono
assolti, i procedimenti cadono in prescrizione, ovvero non si giunge ad una
sentenza definitiva. Questo principio della prescrizione è un diritto di tutti
gli accusati: non si può tenere sotto processo per anni un presunto innocente.
Proprio questa impunità dei politici, di tutti i politici, fa infuriare la
gente: il dubbio che si cerchi di insabbiare, con successo, i processi a carico
dei politici, è forte. Ora pure la sinistra ha le sue "vittime", da
parte della giustizia politicizzata, o presunta tale. Se questi giudici
vogliono in prigione, a tutti i costi, dei politici innocenti avranno uno
scopo? Lo fanno per la loro parte politica, di destro o di sinistra? Lo fanno
per essere visti in televisione? Agirebbero, secondo questa tesi, per mania di
protagonismo e voglia di finire sotto i riflettori Certi giudici quindi
avrebbero la stessa voglia di apparire delle veline in carriera? Solo
l'Onorevole Di Pietro invece continua la sua battaglia per i giudici e
l'indipendenza della giustizia: con lui ci sono molti Magistrati, una parte dell'opinione pubblica, quella spronata da Beppe Grillo per esempio. Ora la questione principale sta nel capire quanto
c'è di vero e quanto c'è di fasullo. I politici sono furbetti e mascalzoni?
Sono vittime di una caccia alle streghe? Arduino Rossi Eluana senza pace:
sentenza da eseguire NON c'è pace per Eluana Englaro. La recente
sentenza dei giudici di Milano pareva aver posto fine alla travagliata vicenda,
consentendo al padre che non riesce a credere più nel risveglio della figlia di
staccare la spina che la tiene artificialmente in vita. E invece non è ancora
finita. La Procura Generale di Milano impugna la sentenza. Contro di essa
insorgono i sostenitori della vita ad oltranza, anche quando si tratta d'un
surrogato che vita non è. Suorine bianche si offrono di adottare Eluana, come
se i suoi famigliari volessero scaricarla. Giuliano Ferrara, con un gesto degno
di cause non perdute in partenza (penso a terre e bambini assetati del terzo
mondo...) le offre l'acqua che è vita, come se il padre volesse negargliela.
Non sa che un mare gliene porterebbe ai suoi piedi, solo che Eluana potesse
dirgli, dopo diciassette anni di silenzio, ho sete, papà. Come se non bastasse
lo zelo di questi uomini santi o irriducibili fanatici - punti di vista! - ora
s'aggiunge anche il conflitto tra potere giudiziario e legislativo. Campa, cavallo...
Si spera tuttavia che alla fine avremo almeno una legge che possa rispettare
sacralità della vita e diritti dell'uomo nella sua ultima fase. Ma non
illudiamoci che essa sia in grado di dare risposte esaurienti alla complessità
di principi etici difficilmente imbrigliabili entro schemi di massima. Forse
aveva ragione San Paolo quando poneva l'amore al di sopra della legge. Bene,
amore e buonsenso oggi suggeriscono di dare esecuzione alla sentenza emessa dai
coraggiosi giudici di Milano, perché si possa chiudere questa dolorosa vicenda
senza sbocco e dare pace ad Eluana, costretta in un limbo che non è vita e non
è morte, pace ad un padre e ad una famiglia così duramente provata. Non conosco
per loro crudeltà più sottile di questa condanna a vivere una morte che si
rinnova giorno dopo giorno, senza speranza, senza tempo, senza nemmeno poter
elaborare il lutto e stemperarlo nella tenerezza del ricordo. Marcella Cananzi
Sugli Ottomila solo gli alpinisti preparati IL RITO dell'Everest o di un altro
8.000 continua. Decine di alpinisti da tutto il mondo che, in particolare
grazie all' ossigeno e al denaro, cercano di arrivare in vetta. Quello che non
sappiamo ancora, ma che immaginiamo, é la percentuale di alpituristi presenti,
oltre il 98%, rispetto agli alpinisti. Sì, perché chi usa l'ossigeno non può
sportivamente essere considerato ed eticamente uguale a chi non ne fa uso.
Due-tre litri di aria buona ti riportano due - tremila metri più in basso e
quindi su un'altra montagna. Passi per gli alpituristi il cui unico scopo é la
soddisfazione di vedere il mondo da là, dai punti più alti raggiungibili con le
proprie gambe, a volte e spesso con quelle dei poveri sherpa, per poi
raccontarlo con orgoglio in ufficio, ai nipoti, a chissà chi. Ma gli alpinisti
no. Loro ci fanno le classifiche, ci vivono mettendoci la Loro credibilità, la
Loro professionalità e la storia dell' alpinismo in quello che fanno. La
tragedia di questi giorni sul mitico K2 ci fa riflettere ancora una volta.
Spedizioni commerciali, mercanti veri di alpinismo, che dietro lauto compenso
"promettono" a qualsiasi persona di realizzare una salita su un
8.000. Il prezzo da pagare purtroppo, come in questi giorni, é troppo alto. La
discussione in questi giorni tra grandi esperti o appassionati di montagna é se
sia giusta la presenza di uomini, alpinisti scarsamente preparati per
affrontare queste elevate quote. Sir Edmund Hillary alcuni anni fa
"tuonò" dicendo che "la gente ha perso la cognizione di ciò che
é importante. L'altitudine non può essere una scusa. E' terrificante il fatto
che la gente voglia arrivare in cima a qualunque costo persino a spese della
vita di qualcun altro!". Alla fine chi ci rimette per pochi miseri dollari
é lo sherpa che accompagna il danaroso cliente. Giorgio Gajer.
Torna all'inizio
( da "Manifesto, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Grillo
CANTIERI SOCIALI
L'informazione clandestina Pierluigi Sullo Oltre al "Corriere
Mercantile" di Genova e a "Salvagente",
anche la cooperativa "Carta", settimanale in edicola e quotidiano on
line, viene sospinto in camera di rianimazione dal voto di fiducia con cui la
Camera ha definitivamente approvato il super-decreto economico. Scompaiono
quasi 200 milioni di euro, in due anni, destinati ai giornali che hanno diritto
ai contributi pubblici diretti, cioè le cooperative di giornalisti o i giornali
dei partiti. E scompare il "diritto soggettivo", come a dire che sì,
tu avresti diritto a quei soldi, ma se poi non ci sono pazienza. Le banche, che
di solito suppliscono agli omerici ritardi dello Stato nel pagare il dovuto,
non gradiranno. E certo fa venire un certo prurito il fatto che allo stesso
tempo restano intatti (cifre del 2005) i 20 milioni per il Gruppo Mondatori
(Berlusconi), i 17 al Sole-24 Ore e i 13 ad Rcs-Corriere della Sera, ecc. Carlo
Malinconico Castriota Scanderberg, il nuovo presidente della Fieg, la
Confindustria dei giornali, ha detto che "il governo ha giustamente
sottolineato la necessità di valorizzare i contributi indiretti (quelli ai
colossi dell'editoria, ndr.), sono più market friendly". Chi è
"market enemy" è giusto che crepi. Minacce di questo tipo, alla legge
per l'editoria, sono state avanzate, negli ultimi anni, da governi di destra e
di sinistra, in modo assolutamente "bipartisan", ma non se n'era mai
fatto nulla. Come non si erano mai prese davvero in considerazione le proposte
di Mediacoop, che riunisce le testate cooperative, per una radicale riforma
della legge che buttasse via l'acqua sporca (le finte cooperative, i furbastri
alla Feltri o alla Ferrara, i giornali dei finti partiti, ecc.), salvando il
bambino (il fatto che il mercato va corretto aiutando le cooperative vere a
vivere) e pure risparmiando un bel po' di soldi. Negli anni, a vincere erano le
lobby: i partiti politici, le finte cooperative e i furbastri, cioè l'acqua
sporca, che giustificava la sua esistenza grazie al bambino. E i Savonarola dei nostri tempi, Milena Gabanelli dal palco di
"Report" e Beppe
Grillo dal palco del "Vday",
avevano facilmente fatto il tiro a segno sulla croce rossa, mettendo nello
stesso mucchio bambino e acqua sporca. Ora, finalmente, il super-ministro
comincia a far pulizia, comminando alle cooperative una sentenza di morte.
Attendiamo che Gabanelli e Grillo si congratulino.
Però potrebbero anche chiedersi come mai, almeno finora, le lobby hanno
taciuto. Secondo me, per un paio di motivi semplici: il primo è che i partiti
politici non esistono più in quella forma, la sinistra è fuori dal parlamento,
al Pd non frega niente dell'"Unità" e ad An frega poco del
"Secolo", ecc. Il secondo motivo è che "Libero",
"Foglio" e "Padania" sono tutto tranne che cooperative. Il
"Foglio", tanto per dirne una, è al 50 per cento della signora
Veronica Lario. E basta che Mediaset dirotti uno zero virgola del suo
investimento pubblicitario per compensare l'austerità tremontiana. Né si può
dire che mal comune mezzo gaudio, visto che nel decreto si amputano la scuola e
la sanità, i diritti dei precari e i bilanci degli enti locali... In un tale
disastro sociale, a chi volete che interessi la sorte di qualche piccolo
giornale? Così, dalla prima repubblica dei pesi e contrappesi, e delle lobby,
si passa alla repubblica senza numerazione, senza diritti e con i soldati per
le strade di Berlusconi-Tremonti-Maroni. Quando Marco Revelli parla di
"democrazia dispotica" non esagera: siamo in una nuova epoca, nella
quale accadono fatti impensabili come la scomparsa della sinistra dal
parlamento o la fine dell'informazione indipendente. E certo c'è da fare, in
autunno, per mitigare l'aggressione, e "Carta" fa parte di Mediacoop
per questa ragione. Ma allo stesso tempo ci si deve chiedere, noi giornalisti
"irregolari", come diceva Pintor, se quel che facciamo è davvero utile.
Se siamo adeguati ai tempi. Se siamo bravi a raccontare e a mettere in
collegamento una società frantumata. E se di conseguenza c'è abbastanza gente
che sente la necessità di leggerci e sostenerci. Da settembre lo chiederemo a
noi stessi, alle centinaia di soci, ai duemila abbonati, alle migliaia di
lettori del settimanale e del quotidiano on line, e alle quasi tremila persone
che, fin qui, si sono dichiarate "clandestine" indossando la nostra
maglietta. Da ieri, possiamo dire, la nostra cooperativa è clandestina in senso
stretto.
Torna all'inizio
( da "Giornale.it, Il" del 07-08-2008)
Argomenti: Grillo
N. 187 del
2008-08-07 pagina 0 Grillo se la prende anche con
l'esercito di Redazione "Qualcuno volò sul nido del crumiro": è
questo è il titolo dell'ultimo messaggio lanciato dal comico sul suo blog. Grillo critica l'invio dei soldati nelle città per dare più
sicurezza ai cittadini. Ma l'iniziativa del governo piace agli italiani Milano
- Sarà anche limitata - come numero complessivo di forze impiegate sul
territorio - ma la scelta del governo di mandare l'esercito nelle città per
rafforzare la sicurezza è piaciuta eccome agli italiani. Anzi, quasi tutti
lamentano il fatto che i soldati impiegati siano troppo pochi. Ma questo a Beppe
Grillo non interessa. A lui piace soprattutto
una cosa: criticare e, puntando sul "nemico", provare a distruggerlo
senza guardare in faccia nessuno, costi quel che costi. Sul suo blog l'ultimo
bersaglio è l'esercito, o meglio, chi ha deciso (il governo Berlusconi) di
schierare l'esercito per rispondere alla richiesta pressante dei cittadini di
avere più sicurezza. "Qualcuno volò sul nido del crumiro": è
questo è il titolo dell'ultimo messaggio lanciato dal comico sul suo sito. Il
comico genovese fa ironia sui primi interventi dei soldati di cui hanno parlato
i giornali nei giorni scorsi: piccole storie di cronaca. Per fortuna, sino ad
ora, non si sono verificati episodi particolarmente gravi. Ma questo, forse,
può bastare per dire che i soldati nelle città non servono a niente? Grillo poi si lascia andare al più bieco disfattismo:
"La polizia - si legge nel post di Grillo - ha
sempre meno soldi, manca la benzina per le volanti e gli straordinari non
vengono pagati. Per questo schierano l'esercito, perchè lo Stato ha le pezze al
c.... E fanno passare i tagli alla polizia per aumento della sicurezza.
L'esercito - conclude - è usato come i crumiri di una volta". Forse se Grillo avesse fatto un giro nelle città dove sono stati
mandati i soldati e avesse chiesto un'opinione ai "comuni cittadini"
avrebbe evitato di fare questo suo ultimo intervento. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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( da "Stampa, La" del 07-08-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Grillo
Obbie Williams
Tribute Band. Info www.rudeboxband.it. BORGO MEDIEVALE, PARCO DEL VALENTINO,
ORE 21,30 La rassegna "Gong" apre con la prima assoluta in Italia di
Bassekou Kouyaté, alla guida del suo gruppo comprendente quattro n'goni, piccole
chitarre tipiche dell'Africa Occidentale. MUOVITIPOSITIVO-OSSIGENO, CORSO
GIULIO CESARE 338/34, ORE 21,30 Per l'ultima serata del Torino World Music
Meeting è di scena la Vito Miccolis Ossigeno Band. Ingresso gratuito. Info
www.musica90.net. Danze & clubbing ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO
GALILEO FERRARIS, ORE 22 Park Life, con Seba Mc slecta, fino alle 2 di notte.
VILLA CAPRIGLIO, STRADA TRAFORO DEL PINO 67, ORE 22 "Nove - festeggiamenti
di nove anni di attività": esposizione della Collezione Permanente,
proiezione di videoarte e pillole di Villa Capriglio. La serata prosegue con
iritmi di KinkyAfro feat. Hartmann e Andrea Pomini aka Repeater, l'elettro-jam
di Sonoragroove e Sub.Strato feat. Decoside, Marco Ricompensa e Roberto
Bardini. Info www.villacapriglio.it. EL NIDO GAUCHO C/O TERRAZZA CUS, CORSO
SICILIA 50, ORE 22 La milonga dell'estate con dj Vittorio Zorro Gris POMODORA,
CORSO UMBRIA 83, ORE 22 Serata con i maestri dell'accademia di Milongueando,
guest star Federica Bollegno e Gianluca Berti; musicazador Carlino. E dalle 21
alle 22 avvicinamento gratuito al Tango con Caterina e Pino. Ingresso 4 auro.
Info www.capitango.it o www.pomodora.it. CSA MURAZZI, MURAZZI LATO DESTRO, ORE 23 L'estate sta finendo, festa
a ingresso gratuito con Tury MegaZeppa e dj Turbo. Info 348/9301330. Teatro
MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN, STRADA CASTELLO DI MIRAFIORI 148/7, ORE 21 "La
stanza dei 40 giorni", spettacolo a cura di Progetto Zoran - Teatro
sperimentale e delle Biblioteche civiche torinesi, testi e regia di Marco
Ivaldi, interpreti Fabio Castello, Giuseppina Francia, Silvia Mercuriali. Info
011/4429847. Cinema CINEMA CENTRALE, VIA CARLO ALBERTO 27, DALLE ORE 15,15 Per
Estate Aiace nei cinema d'Essai - "Parole e immagini: grandi romanzi su
grande schermo", proiezione alle 15,15 e 20 di "Gomorra" di
Matteo Garrone; alle 17,45 e 22,30 de "I viceré" di Roberto Faenza.
Ingresso 3,50 euro, ridotto a 2,50. Info 011/540110 o www.aiacetorino.it.
TEATRO ROMANO, PIAZZA SAN GIOVANNI ANGOLO VIA XX SETTEMBRE, ORE 20,45 In programma la
proiezione del film "La strada verso casa", di Zhang Yimou,
appuntamento a cura dell'Associazione Museo Nazionale del Cinema. Ingresso
gratuito fino ad esaurimento posti. In caso di maltempo fino ad un'ora prima
dell'inizio, lo spettacolo verrà annullato. Info www.fondazionearte.it. MUSEO
REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 21,30 Per "Museo
sera" appuntamento col cinema: proiezione di "Thomas in love".
Biglietto 5 euro. Info 011/535529 o www.museosera.com. Incontri ARCIPELAGO, CORSO
MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS, ORE 21 Serata "Giochi Sport":
Formula De, Formula Motor Racing, Race the Wind, a cura di TreEmme Torino -
UnaMoleDiDadi Varie KING KONG MICROPLEX, VIA PO 21, ORE 9 Finali Guida Vini
Buoni d'Italia 2008. Al mattino degustazioni dei vini finalisti del veneto,
dopo la pausa pranzo si prosegue coi vini del Trentino, dell'Alto Adige e del
Friuli Venezia Giulia. Alle 19 proclamazione pubblica dei vincitori. Alle 20
buffet di gala e a seguire King Kong night con vini e bollicine di Vinibuoni
d'Italia. ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS, ORE 17
Laboratorio di teatro di strada a cura dell'Associazione Teatro del Gesto.
SABATO 2 Musica FESTIVAL TROPICAL LATINO, PARCO CARRARA, ORE 21,30 Spettacolo
di samba e reggae con Terra Samba e poi si balla nella discoteca e nel
salsodromo. Ingresso 8 euro. ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO
FERRARIS, ORE 22 Per Ritmo Circolare, concerto dei Republic Square. Danze &
clubbing VILLA CAPRIGLIO, STRADA TRAFORO DEL PINO 67, ORE 15 "Nove -
festeggiamenti di nove anni di attività", i festeggiamenti iniziano nel
Solarium. Dalle 20 live e dj set nell'anfiteatro con aperitivo e grigliata
(prenotazione entro il venerdì 1), con Sguainz, Pc-Na, Thelicious, Blacksun e
Lerry e i dj set di Kakace Redhead Lella e Guido Savini. Alle 23 nella silver
room Oniryca Summer Party, con dj Clean Pee. Info www.villacapriglio.it. EL
NIDO GAUCHO C/O TERRAZZA CUS, CORSO SICILIA 50, ORE 22 La milonga dell'estate
con dj Emiliana e Andrea Sin Rumbo. ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO
GALILEO FERRARIS, ORE 23,30 Park Life, con dj set di Luciano, fino alle 2 di
notte. Cinema CINEMA CENTRALE, VIA CARLO ALBERTO 27, DALLE ORE 15,30 Per Estate
Aiace nei cinema d'Essai - "Parole e immagini: grandi romanzi su grande
schermo", proiezione alle 15,30 e 20,10 di "Non è un paese per
vecchi" dei fratelli Coen; alle 17,50 e 22,30 de "Un'altra
giovinezza" di Francis Ford Coppola. Ingresso 3,50 euro, ridotto a 2,50.
Info 011/540110 o www.aiacetorino.it. MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA
GIOLITTI 36, ORE 21,30 Per "Museo sera" appuntamento col cinema:
proiezione de "Il cacciatore di aquiloni". Biglietto 5 euro. Info
011/535529 o www.museosera.com. Teatro PIAZZA DEL MELOGRANO, BORGO MEDIEVALE,
ORE 16,30 Per "Burattini al Borgo", la rassegna
organizzata da Grilli Spettacoli, la compagnia di Beppe Grilli porta
in scena "La tradizione di Pulcinella". Ingresso gratuito. Info
334/7509331. PUNTOFESTIVAL, VIA CESARE BATTISTI 4/B, ORE 18,30 Per Teatro a
Corte Arianna Fantin e Accademia Albertina di Belle Arti presentano la
performance "Vanità e amore cieco". Ingresso gratuito. TEATRO
ASTRA, VIA ROSOLINO PILO 6, ORE 20 Per Teatro a Corte appuntamento con
"Nuit sur le monde". Biglietti da 10 e 12 euro. Info 011/5169490.
PARCO RIGNON, CORSO ORBASSANO 200, ORE 21,15 Per Torino d'Estate in Cascina e
dintorni appuntamento col teatro amatoriale: "Un cadavere troppo
ingombrante". MUOVITIPOSITIVO-OSSIGENO, CORSO GIULIO CESARE 338/34, ORE
21,30 Appuntamento col cabaret, giovani comici crescono: Punto & Virgola.
CAVALLERIZZA REALE, MANEGGIO GRANDE, VIA VERDI 9, ORE 22 Festival Teatro a
Corte '08 e Liberipensatori Paul Valéry presentano la prima nazionale assoluta
di "Trattieni il fiato fino a domani alle quattro" di Lanie
Robertson. Info www.liberipansatori.net o 347/9104064. Incontri CENTRO YOGA
SAMADHI, VIA TRIPOLI 181, ORE 9,30-18 Corso di Theta Healing base Dna 1-2.
ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS, ORE 15 Stage di
fotografia base a cura di Sportidea e Abstracta: tra i temi trattati, aspetti
tecnici della fotografia, confronto analogico/digitale, pellicole/schede di
memoria, composizione (ritratto e paesaggio). Le lezioni prevedono una parte
teorica seguita da prove pratiche per verificare le nozioni acquisite. Varie
ORTO BOTANICO, VIALE MATTIOLI 25, ORE 9-13 E 15-19 Al termine della visita
guidata al giardino settecentesco e al boschetto, piccola mostra mercato
dedicata alla salvia e altre piante aromatiche e ornamentali per giardini,
terrazzi e balconi. Info 011/6612447 o 339/1444992. PALAZZO MADAMA, PIAZZA
CASTELLO, ORE 15,30 "Così giocavamo, così giochiamo", percorso e
laboratorio per famiglie (età 8-11 anni), alla scoperta degli antichi giochi raffigurati
nelle opere del Museo e creazione di un esemplare in laboratorio. Su
prenotazione. Info 011/4433501. STADIO COMUNALE DEL BASEBALL, VIA PASSO BUOLE
94, ORE 16 Finale primo e secondo posto dei Campionati Under 22 di Softball.
Info www.turineurosoftball08.com. DOMENICA 3 Musica PARCO LA TESORIERA, CORSO
FRANCIA 192, ORE 11 Per E...state in Quarta appuntamento con la musica
classica: Tafel musik. Ingresso libero. ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO
GALILEO FERRARIS, ORE 22 Per Ritmo Circolare, concerto dei Rectacle e Aqua
Nebula Oscillator. Danze & clubbing VILLA CAPRIGLIO, STRADA TRAFORO DEL
PINO 67, ORE 15 "Nove - festeggiamenti di nove anni di attività":
party nel solarium con le selezioni di Roby Vaio. Info www.villacapriglio.it.
ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS, ORE 18 Danzare le
emozioni, percorso artistico e culturale nell'ambito della Danza Egiziana, a
cura de Il Tappeto Volante. Cinema CINEMA CENTRALE, VIA CARLO ALBERTO 27, DALLE
ORE 15,45 Per Estate Aiace nei cinema d'Essai - "Parole e immagini: grandi
romanzi su grande schermo", proiezione alle 15,45 e 20,10 di "Il
cacciatore di aquiloni" di Marc Foster; alle 18,15 e 22,30 de "Mio
fratello è figlio unico" di Daniele Lucchetti. Ingresso 3,50 euro, ridotto
a 2,50. Info 011/540110 o www.aiacetorino.it. Teatro CAVALLERIZZA REALE, VIA
VERDI 9, ORE 20,30 Per Teatro a Corte, spettacolo di teatro acrobatico
"9.81", scritto e interpretato da Eric Lecomte. Ingressi 10 e 12
euro. MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 21,30 Per
"Museo sera" appuntamento col cinema: proiezione di "Cous
Cous". Biglietto 5 euro. Info 011/535529 o www.museosera.com. TEATRO
GOBETTI, VIA ROSSINI 8, ORE 22 Per Teatro a Corte appuntamento col teatro
danza: "Twin Houses", di Mossoux-Bonté. Ingressi 10 e 12 euro.
PIAZZETTA REALE, PIAZZA CASTELLO, ORE 23,30 Per "Teatro a Corte . il
teatro in scena nelle dimore sabaude" Sarruga Teatre porta in scena la
prima italiana di "Kremha!", spettacolo itinerante di macchine. Info
e prevendite info@teatroacorte.it, 011/5634352 o www.teatroacorte.it. Incontri
ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS, ORE 9-12 Stage di
fotografia base a cura di Sportidea e Abstracta: tra i temi trattati, aspetti
tecnici della fotografia, confronto analogico/digitale, pellicole/schede di
memoria, composizione (ritratto e paesaggio). Le lezioni prevedono una parte
teorica seguita da prove pratiche per verificare le nozioni acquisite. CENTRO
YOGA SAMADHI, VIA TRIPOLI 181, ORE 9,30-18 Corso di Theta Healing base Dna 1-2.
Varie ORTO BOTANICO, VIALE MATTIOLI 25, ORE 9-13 E 15-19 Al termine della
visita guidata al giardino settecentesco e al boschetto, piccola mostra mercato
dedicata alla salvia e altre piante aromatiche e ornamentali per giardini,
terrazzi e balconi. Info 011/6612447 o 339/1444992. BORGO MEDIEVALE, PARCO DEL
VALENTINO, ORE 11-13 Nell'ambito della rassegna Sguardi d'Estate il Borgo
Medievale - Fondazione Torino Musei ripropone al pubblico Musicaperitivo: dopo
la visita alla Rocca si potrà degustare un fresco aperitivo nel verde del
Giardino delle Delizie accompagnati da un ensemble musicale che eseguirà brani
di repertorio classico. I concerti sono a cura dell'associazione culturale
Mythos. Info 011/4431704 o www.borgomedievaletorino.it. MUSEO ATOMOBILE C/O
TORINO ESPOSIZIONI, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 15, ORE 16 In prossimità della
chiusura della mostra "Trilogia dell'Automobile. Velocità", il
prossimo 17 agosto, sono state organizzate delle visite guidate, al costo di 5
euro, oltre al biglietto di ingresso. Inoltre, con lo stesso biglietto si
possono visitare anche "Auto&Mobile" e "L'Architettura
Ferrari a Maranello". Info 011/6599872 o 011/6502251. EDUCATORIO DELLA
PROVVIDENZA, CORSO ARIMONDI 6/A, ORE 18-22 In programma una Grande Festa Boliviana, in
occasione del 183° anniversario dell'Indipendenza avvenuta il 6 agosto 1825,
data in cui la Bolivia diventò una Repubblica libera, sovrana e indipendente.
Musica, danze e performance, artigianato e buffet con prodotti tipici della
cultura latino - americana. Ingresso gratuito. Info 011/595292 o
www.associazionelabirba.it. ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO
FERRARIS, ORE 18 Danzare le emozioni, percorso artistico e culturale
nell'ambito della Danza Egiziana, a cura dell'Associazione Il Tappeto Volante.
LUNEDI' 4 Musica EDUCATORIO DELLA PROVVIDENZA, CORSO GOVONE 16/A, ORE 20,45
Programma settimanale delle Aurore Musicali per capire a amare la musica:
"Tiempo de Tango: Borges e Piazzolla", recital per voce recitante
ideato e interpretato da Beatrice Bonino, con Eliana Grasso al pianoforte.
Proporranno le poesie di Borges accompagnate dal repertorio di Astor Piazzolla.
Info 011/595292. Danze & clubbing ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO
GALILEO FERRARIS, ORE 23,30 All night long, dj set a cura del comitato Arci di
Torino. Cinema CINEMA CENTRALE, VIA CARLO ALBERTO 27, DALLE ORE 15,15 Per
Estate Aiace nei cinema d'Essai - "Parole e immagini: grandi romanzi su
grande schermo", proiezione alle 15,15 e 19,50 di "Into the Wild -
Nelle terre selvagge" di Sean Penn; alle 18 e 22,30 de "XXY - Uomini,
donne o tutti e due?" di Lucìa Puenzo. Ingresso 3,50 euro, ridotto a 2,50.
Info 011/540110 o www.aiacetorino.it. ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO
GALILEO FERRARIS, ORE 21,15 Per Crocevia di Sguardi: "The last peasants -
parte I". KING KONG MICROPLEX, VIA PO 21, ORE 21,30 "Music
Planet", rassegna di film etnomusicali, propone "Nusrat Fateh Ali
Khan - The Last Prophet", documentario di Jérôme de Missolz che racconta
un incontro con il mitico cantante Qawwali fra il Pakistan, gli studi di Peter
Gabriel, la Birmingham asiatica. Info www.musica90.net. MUSEO REGIONALE SCIENZE
NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 21,30 Per "Museo sera" appuntamento
col cinema: proiezione di "Mongolo". Biglietto 5 euro. Info 011/535529
o www.museosera.com. MARTEDI' 5 Musica BORGO MEDIEVALE, PARCO DEL VALENTINO,
ORE 21,30 Per la rassegna "Gong" concerto di Francesco Banchini, Matt
Darriau e Ismail Lumanovski, il clarinetto suonato da tre diversi
rappresentanti di tradizioni musicali del Mediterraneo Sud Orientale.
ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS, ORE 23 Festeggiamenti
per i 20 anni dell'Associazione Imagine: Rock History Italian Way by M. Maffei.
Danze & clubbing ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS,
ORE 23 Si festeggiano i 20 anni dell'Associazione Imagine con Rock History
Italian Way by M. Maffei. Cinema TEATRO ROMANO, PIAZZA SAN GIOVANNI ANGOLO VIA
XX SETTEMBRE, ORE 10,30 In
programma la proiezione del film "La strada verso casa", di Zhang
Yimou, appuntamento a cura dell'Associazione Museo Nazionale del Cinema.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. In caso di maltempo fino ad un'ora
prima dell'inizio, lo spettacolo verrà annullato. Info www.fondazionearte.it.
CINEMA CENTRALE, VIA CARLO ALBERTO 27, DALLE ORE 16 Per Estate Aiace nei cinema
d'Essai - "Parole e immagini: grandi romanzi su grande schermo",
proiezione alle 16 e 20,20 di "Il passato" di Hector Babenco; alle
18,10 e 22,30 de "Tideland - Il mondo capovolto" di Terry Gilliam.
Ingresso 3,50 euro, ridotto a 2,50. Info 011/540110 o www.aiacetorino.it.
Teatro TEATRO ROMANO, PIAZZA SAN GIOVANNI ANGOLO VIA XX SETTEMBRE, ORE 21 In programma lo spettacolo
teatrale "Lontano dalle vette innevate del Tian Shan" di Renaguli
Abulipizi, a cura della Compagnia Teatro Nuovo. Ingresso libero fino a
esaurimento posti. Info www.fondazionearte.it. CASCINA GIAJONE, VIA GUIDO RENI
102, ORE 22 Per Ridi Torino, Renzo Sinacori in "Un brutto che piace",
battute a raffica e una mimica irresistibile, per uno spettacolo che porta la
firma di Paolo Migone. Info e prevendite www.riditorino.it o 011/363268. Mostre
FONDAZIONE MERZ, VIA LIMONE 24, ORE 21,30 "H2O" è l'ottavo e ultimo
appuntamento di "Meteorite in Giardino", una rassegna di arte visiva,
teatro, musica e perfomances, a cura di Maria Centonze. Nel corso della serata
inaugurale, l'installazione plastico-acustico-cinetica di Reto Emch, sarà accompagnata dalla performance di danza
"Il bolero della borsa" della coreografa Anet Fföhlicher, con le
danzatrici di Genova Flamenco, Bruna Learchi, Silvia Dall'Orto, Romina Parisi.
Lo spazio esterno della Fondazione, in particolare la vasca, ospiterà le
installazioni che resteranno visibili fino alla domenica successiva a ogni
evento, seguendo il consueto orario della Fondazione, dalle 11 alle 19. Nel
corso della serata inaugurale, Dominique Vaccaro eseguirà un concerto acustico
per chitarra e voce, narrando le ricerche e le relative scoperte dei due
artisti. Installazione realizzata in collaborazione con la Galleria Sonia
Rosso, Torino. Ingresso gratuito. Info 011/19719437 o www.fondazionemerz.org.
Incontri EDUCATORIO DELLA PROVVIDENZA, CORSO GOVONE 16/A, ORE 16 Per gli
Incontri Culturali 2008 di Unitre e Circoscrizione 1 appuntamento con "Don
Giacomo Margotti: battagliero, sacerdote, giornalista rinascimentale",
interviene Milo Julini. Info 011/4342450 o http://torino.unitre.net ARCIPELAGO,
CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS, ORE 17 I love books, a cura di
Arci Bookcrossing: libri da liberare, da scambiare, da scoprire. MERCOLEDI' 6
Danze & Clubbing ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS,
ORE 23 Park Life, con dj Grumbix Fruscìo. Cinema CINEMA CENTRALE, VIA CARLO
ALBERTO 27, DALLE ORE 16,30 Per Estate Aiace nei cinema d'Essai - "Parole
e immagini: grandi romanzi su grande schermo", proiezione alle 16,30 e
20,30 di "La guerra di Charlie Wilson" di Mike Nichols; alle 18,30 e
22,30 de "I cacciatori - The Hunting Party" di Richard Shepard.
Ingresso 3,50 euro, ridotto a 2,50. Info 011/540110 o www.aiacetorino.it.
ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS, ORE 21,15 Per Crocevia
di Sguardi: "The last peasants - parte II". MUSEO REGIONALE SCIENZE
NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 21,30 Per "Museo sera" appuntamento
col cinema: proiezione di "Genesis". Biglietto 5 euro. Info
011/535529 o www.museosera.com. GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 22 La
Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea propone "Storie di
volti", proiezioni nell'Arena Paolini: questa sera tre lavori di Jonas
Mekas, "Scenes from the life of Andy Warhol", "Zefiro torna or
scenese from the life of Giorge Maciunas" e "Happy Birthday to John
Lennon". Info www.fondazionetorinomusei.it. Teatro PARCO VALLETTE, VIA
GLADIOLI ANGOLO VIA PRIMULE, ORE 17 Per Estate insieme alla 5 appuntamento col
teatro di strada: "Ironicamente frizzo", di Fabrizio Rosselli.
Spettacolo gratuito. GIOVEDI' 7 Musica PIAZZALE EATALY, VIA NIZZA 230, ORE 19
Musica con la Big Band Daniele Comba. Spettacolo gratuito. ARCIPELAGO, CORSO
MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO FERRARIS, ORE 22 Per Parole Migranti, concerto di
Malaika. Danze & clubbing ARCIPELAGO, CORSO MONTELUNGO ANG CORSO GALILEO
FERRARIS, ORE 23 Park Life, dj Vale & Och in Afrodisiak. Cinema CINEMA
CENTRALE, VIA CARLO ALBERTO 27, DALLE ORE 16,15 Per Estate Aiace nei cinema
d'Essai - "Parole e immagini: grandi romanzi su grande schermo",
proiezione alle 16,15 e 20,30 di "Follia" di David Mackenzie; alle
18,15 e 22,30 de "Espiazione" di Joe Wright. Ingresso 3,50 euro,
ridotto a 2,50. Info 011/540110 o www.aiacetorino.it. CORTILE SCUOLA ELEMENTARE
ABBA, VIA SAN BENIGNO 18, ORE 21,30 Cinema di Barriera propone "Io sono
leggenda" con Will Smith. In caso di maltempo le proiezioni avranno luogo
nei locali attigui della Sala Consiglio della Circoscrizione 6. Info 011/538962
o www.aiacetorino.it. MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE
21,30 Per "Museo sera" appuntamento col cinema: proiezione di
"Juno". Biglietto 5 euro. Info 011/535529 o www.museosera.com. Teatro
MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4/A, ORE 21 Dopo il tutto
esaurito dei primi due appuntamenti, continua la rassegna estiva di spettacoli
teatrali in lingua spagnola: Assemblea Teatro porta in scena "La gaviota y
el gato", di Luis Sepúlveda, per la regia di Renzo Sicco. Info 011/4363470
o www.museodiffusotorino.it. Incontri EDUCATORIO DELLA PROVVIDENZA, CORSO
GOVONE 16/A, ORE 16 Per gli Incontri Culturali 2008 di Unitre e Circoscrizione
1 appuntamento con "La cappella degli Scrovegni", interviene Andrea
Foresto. Info 011/4342450 o http://torino.unitre.net Varie MUSEO ATOMOBILE C/O
TORINO ESPOSIZIONI, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 15, ORE 16,30 In prossimità della
chiusura della mostra "Trilogia dell'Automobile. Velocità", il
prossimo 17 agosto, sono state organizzate delle visite guidate, al costo di 5
euro, oltre al biglietto di ingresso. Inoltre, con lo stesso biglietto si
possono visitare anche "Auto&Mobile" e "L'Architettura
Ferrari a Maranello". Info 011/6599872 o 011/6502251. MOSTRE Furtivo
PINACOTECA GIOVANNI E MARELLA AGNELLI, VIA NIZZA 230 La Pinacoteca presenta
"Furtivo", film e mostra nati da un progetto dell'artista francese
Xavier Veilhan. La mostra sarà visitabile dal 5 agosto al 16 novembre, con
orario 10-19, da martedì a domenica, lunedì chiuso. Info www.veilhan.net,
www.pinacoteca-agnelli.it, 011/0062713. Figli degli altri PIAZZA SAN CARLO Dal
4 agosto al 21 settembre sarà visibile la mostra "Figli degli altri.
Percorsi fotografici delle seconde generazioni a Torino", immagini di
Ilaria Turba, a cura della Fondazione Giovanni Agnelli, col patrocinio della
Città di Torino. Rosso corallo PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO La Sala del
Senato ospita fino al 28 settembre la mostra "Rosso corallo. Arti preziose
della Sicilia barocca": cinquanta opere di varia tipologia (piatti,
alzate, vasi, brocche, scatole, capezzali, presepi, stipi medaglieri, calici,
ostensori, lampade), databili tra Cinquecento e Settecento, caratterizzate da
una sofisticata decorazione che associa l'oro alle incrostazioni in corallo. In
occasione della mostra la sezione didattica di Palazzo Madama propone dei
percorsi sulle opere del museo e della esposizione temporanea, su prenotazione;
il 17 agosto e il 14 settembre sono aperti, sempre su prenotazione, i
laboratori per famiglie (età 8-11 anni). Orario: martedì-domenica 10-18, sabato
10-20, chiuso lunedì. Info 011/4429922 o www.palazzomadamatorino.it. Celeste
impero MUSEO DI ANTICHITA', PIAZZA SAN GIOVANNI ANG. VIA XX SETTEMBRE La mostra
"Il Celeste Impero. Dall'esercito di terracotta alla via della seta"
sarà visitabile fino al 16 novembre. Info 011/4600852. Tore Milano HOTEL
PRINCIPI DI PIEMONTE, VIA GOBETTI 15 Sarà visibile fino al 12 agosto la mostra
personale di Tore Milano, curata da Cinzia Tesio e Guido Folco. Info
www.italiaarte.it. YouPrison FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO, VIA MODANE 16
Fino al 12 ottobre si può visitare la mostra "YouPrison. Riflessioni sulla
limitazione di spazio e libertà", a cura di Francesco Bonami. Sono
coinvolti numerosi studi di architettura e molti artisti: Darren Almond,
Gianfranco Baruchello, Ashley Hunt, Jaan Toomik, Kon Trubkovich e Artur
Zmijewski. Orario martedì-domenica, 12-20, giovedì 12-23, lunedì chiuso. Info
telefono 011/3797600. Punti cardinali ARCHIVIO DI STATO, VIA BARBAROUX 32 Da
oggi in mostra "Torino vista dai quattro punti cardinali", un
centinaio di vedute panoramiche del capoluogo piemontese tra Sette e Novecento.
La mostra è aperta fino al 28 novembre e la si può visitare gratuitamente
lunedì, mercoledì e giovedì dalle 8,30 alle 16,30, martedì e venerdì dalle 8,30
alle ore 13. Info www.comune.torino.it/archiviostorico o 011/4431811. Torino
011 OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI, VIA CASTEFIDARDO 18 È aperta fino al 12
ottobre la mostra "Torino 011. Biografia di una città", che vuole
raccontare i cambiamenti di Torino degli ultimi 25 anni, aprendo una
discussione costruttiva su future trasformazioni. Info www.urbancenter.to.it o
011/5537950. Marocco e Mauritania MIRAFIORI GALERIE, MOTOR VILLAGE, PIAZZA
CATTANEO 9 La Galerie, ispirata nell'allestimento ai passage couvert di Parigi,
ospiterà fino al 7 settembre, la mostra "Lungo la strada verso il nulla:
dal Marocco alla Mauritania nelle immagine d'autore": il bianco e nero
degli scatti di Fulvio Magurno e Renato Morra racconta la prima tappa
dell'esposizione, il Marocco; la seconda tappa, dedicata alla Mauritania,
prenderà il via il 19 settembre. Orari: dal lunedi al sabato, 9-19,30; giovedì
fino alle 22; domenica 9-12,30 e 15-19,30. Ingresso libero. Info 011/0042000.
Cusius URP DEL CONSIGLIO REGIONALE, VIA ARSENALE 14/G Rimane aperta fino al 12
settembre la mostra sull'Ecomuseo Cusius - ecomuseo del Lago d'Orta e
Mottarone. Info 0323/89622 o www.lagodorta.net/ecomuseo.asp. Quotidianità
matropolitana RISTORANTE ALERAMO, VIA ARSENALE 44 Fino al 13 settembre sarà
visitabile la mostra di Francesco Capello "Quotidianità
metropolitana", uno sguardo artistico sulla città di Torino. Orario: dal
lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18. Ingresso libero. Oscar Niemeyer BASTIONI
DELLE PORTE PALATINE, CORSO REGINA MARGHERITA 109/111 "Cento anni".
L'opera di Niemeyer, come quella di molti architetti brasiliani, da Lucio Costa
a Joao Batista Vilanova Artigas, da Lina Bo Bardi, a Paulo Mendes da Rocha a
Rui Ohtake, vive profondamente la questione centrale della cultura europea, la
questione della modernità, pur trovando una propria originalità culturale.
L'esposizione propone una visione d'insieme dell'opera di cent'anni di vita e
settanta di lavoro. Visitabile fino al 30 settembre. Collettiva del 900
ROCCATRE, VIA DELLA ROCCA 3 Collettiva di artisti del 900: Bozzetto, Baj,
Baumgartner, Carena, Del Pezzo, Dova, Graziani, Rambaudi e altri. Apriti IED
SEDE IED, VIA SAN QUINTINO 38, ORE 18,30 Visitabile fino a settembre
l'esposizione dei progetti di tesi degli studenti dell'Istituto Europeo di
Design di Torino "Apriti Ied 2008: 205 studenti si diplomano. Un'onda
creativa travolge la città". Orario: lunedì - venerdì, 9-13 e 14-18.
Ingresso libero. L'evento è inserito nel cartellone di Torino World Capital
Design. Info 011/541111. Kartell SAN CARLO DAL 1973, PIAZZA SAN CARLO 169 L'esposizione
"Kartell Compasso d'Oro" è visitabile fino al 30 agosto. Info
011/5114111 o www.sancarlo1973.it. Via Balangero 336 CENTRO CULTURALE
PRINCIPESSA ISABELLA, VIA VEROLENGO 212 La mostra "Via Balangero 336. Uno
stabilimento cinematografico nella Torino del cinema muto" è visitabile
fino al 10 agosto, con orario dal lunedì al venerdì, 9-12 e 15-19. Info
011/4431613. Le donne in manifattura CENTRO DI INTERPRETAZIONE EUT 5, VIA
STRADELLA 192 La mostra "Le donne in manifattura. Lavoro e famiglia in
mutamento nel corso del Settecento" è visitabile fino al 31 agosto con
orario: giorni feriali, dalle 9 alle 16,30. Info 011/4431613. Michelangelo
Architetto PALAZZO REALE, PIAZZETTA REALE 1 "Michelangelo Architetto.
Disegni dalla Casa Buonarroti": la mostra presenta una significativa
selezione degli 80 splendidi studi di architettura che fanno parte della
Collezione di disegni di Michelangelo della Casa Buonarroti di Firenze. Sarà
visitabile fino al 3 agosto. Info v.faustini@nework.it o 06/36000101. Simboli
per Torino PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20 Rientra tra gli eventi OFF
CONGRESS OFFICIAL EVENTS promossi dall'Ordine degli Architetti PPC della
provincia di Torino e dalla Fondazione OAT la mostra "Guarini, Juvarra,
Antonelli. Segni e simboli per Torino", che sarà visitabile fino al 14
settembre. Info www.palazzobricherasio.it. Aperture al pubblico VILLA DELLA
REGINA, STRADA SANTA MARGHERITA 79 Fino al 26 ottobre riprendono le visite a
Villa della Regina. La Residenza sarà aperta al pubblico dal venerdì alla
domenica, dalle ore 13,30 alle 18,30. Ogni giorno verranno organizzati 5 gruppi
di visita con partenze ogni 50 minuti: 13,30-14,20-15,10-16,00-16,50. Gli
ultimi 2 ingressi di ogni giornata sono riservati ai gruppi preorganizzati.
Prenotazione obbligatoria ai numeri 800/329329, 011/5641717, 011/5641709,
011/5641778. Info spsae-pie@beniculturali.it. Tutte le mostre MUSEO REGIONALE
SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36 Al museo sono in corso numerose mostre: sarà
visitabile fino al 31 ottobre "I tempi stanno cambiando. Come varia il
clima: conoscenze attuali e scenari futuri"; "Fogli botanici. Le
famiglie della flora italiana, rappresentate nell'erbario di Alfonso e Ada
Sella, fotografate da Angelo Garoglio" sarà visitabile fino al 12 ottobre;
"Giungla d'asfalto", composta di sette sezioni in cui si
approfondiscono le dinamiche che consentono alle piante di svilupparsi
nell'ecosistema urbano, resta aperta fino al 30 novembre. Inoltre sono
visitabili "L'Arca", in cui sono presenti le ultime acquisizioni della
sezione di zoologia, il Museo Storico di Zoologia e "Mineralia 2",
con una sezione dei minerali più belli e interessanti a livello internazionale.
Fino al 28 luglio è visitabile "Madrid in progress. Developing social
housing", un'esibizione speciale realizzata in occasione del XXIII World
Congress of Architects. Info 011/4326354. Piemonte Torino Design PALAZZO DELLA
REGIONE, PIAZZA CASTELLO 165 Dopo 2 anni di prestigiosa itineranza
internazionale, la mostra "Piemonte Torino design" torna in città.
L'esposizione documenta l'eccellenza del design "made in Piemonte"
attraverso più di 200 prodotti industriali progettati e/o realizzati nel
territorio piemontese dagli oltre 150 designer e 170 aziende coinvolti. Orari
di apertura, fino al 21 agosto: martedì - domenica 10-19, lunedì chiuso. Studio
65 TURIN GALLERY, VIA MARIA VITTORIA 6 E 19 L'Architetto Franco Audrito, fondatore e
animatore per più di quaranta anni dello Studio 65 di Torino, inaugura la
mostra dei "Multipli storici dello Studio 65": un'occasione per
rivisitare il design ironico e dissacrante degli anni 60 e 70 e scoprire il
percorso progettuale dello Studio. Nel cortile adiacente la sede di via Maria
Vittoria 19 è inoltre proposta una selezione dei progetti più recenti dello
studio, attualmente in fase di realizzazione in diversi paesi del mondo. La
mostra rimarrà aperta fino al 21 settembre. Donne in vetta MUSEO DELLA
MONTAGNA, PIAZZALE MONTE DEI CAPPUCCINI 7 Fino al 21 settembre è visitabile la
mostra "Finalemnte una donna, storie di montagna al femminile" e fino
al 26 ottobre, "Ai monti, ceramiche d'arte 1930-1950". Orari:
mart-dom 9-19, chiuso lunedì. Info 011/6644104 o www.museomontagna.org. Giorgio
Cavallo BIBLIOTECA DELLA REGIONE PIEMONTE, VIA CONFIENZA 14 Prosegue, fino al 23
settembre, la mostra "Giorgio Cavallo: una vita per l'umorismo".
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16. Voglia di
vacanze INGENIO, VIA MONTEBELLO 28/B I laboratori di pittura della Città
propongono fino al 10 settembre la mostra collettiva "Voglia di
Vacanze", una serie di viaggi reali e viaggi immaginari, sogni o ricordi
di vacanze fantastiche ed indimenticabili. Ausencias MUSEO DIFFUSO DELLA
RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4 Mostra fotografica "Ausencias. I
desaparecidos negli scatti di Gustavo Germano". La mostra, che fa parte
del progetto del Museo "2008. Un anno per i diritti", è visitabile
fino al 7 settembre. Info 011/4363470 o www.museodiffusotorino.it. Velocità
TORINO ESPOSIZIONI, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 11 Il Museo Nazionale
dell'Automobile "Carlo Biscaretti di Ruffia" presenta
"Velocità", il secondo appuntamento di Trilogia dell'Automobile.
Orari, dal martedì alla domenica 10-18,30, chiuso lunedì. Info 011/6599872 o
011/6502251. Mostra zoologica MUSEO DI STORIA NATURALE DON BOSCO, VIALE THOVEZ
37 Sono visitabili le mostre "Apparecchiature scientifiche",
"Minerali e rocce dal mondo", "I fossili e l'uomo nel
tempo", "Botanica", con le seguenti modalità: ore 9-12,30 e
14,30-18,30 nei feriali da lunedì a venerdì e sabato mattina, previa prenotazione.
Domeniche e festivi: ingresso libero senza prenotazione al pomeriggio. Info e
prenotazioni 011/6601066, 331/6605587 o museo@liceovalsalice.it. A come
Ambiente MUSEO A COME AMBIENTE, CORSO UMBRIA 84/90 Ci sono tre piani di
"ambiente" da esplorare: conoscere e giocare con l'energia, i
trasporti, i rifiuti e l'acqua. Oltre 100 exhibit interattivi e multimediali.
Fino a fine dicembre, a tutti i visitatori nel fine settimana verrà regalata
una lampada fluorescente - grazie a un accordo con Aem - per affrontare il tema
del risparmio energetico. Info 011/0702535. Orario: sabato, domenica e festivi
14,30-19,30; da lunedì a venerdì (solo su prenotazione) ore 9-17. GITE Torino
Magica SOMEWHERE, VIA NIZZA 32 Durante l'estate Somewhere non va in vacanza.
Torino Magica, un tour intrigante e curioso, ogni giovedì alle 21; Torino
gialla, un secolo di delitti e misteri insoluti, ogni giovedì alle 21; Reggia
di Venaria By Night, ogni sabato alle 20,15. Ritrovo piazza Statuto 15. Info e
prenotazioni 011/6680580 o www.somewhere.it. Montagna per tutti ASSOCIAZIONE
AMICI DEL TREKKING, VIA SAN MARINO 104/A, TEL. 011/3248265 Ogni domenica
vengono proposte escursioni in ambienti significativi dal punto di vista
naturalistico e storico/culturale. Domenica 3 Valle di Bellino e Colle de
l'Autaret. Per i grandi trek estivi: Alpe di Siusi in tenda dal 2 all'8 agosto;
Aquitania dal 3 al 13 agosto; Isole dell'Atlantico dal 9 al 17 agosto; Val
Varaita dal 22 al 31 agosto; Mauritania dal 22 al 31 agosto. Info
torino@trekkingitalia.com. Navigazione sul Brenta CTC, PIAZZA BERNINI 16 20
agosto: Piemonte insolito (Villafranca - Revello - Staffarda), alla scoperta di
antiche cappelle ed affreschi cortesi. Pullman + visite guidate + pranzo 80
euro per persona. Info e prenotazioni 011/5604183, info@assoctc.it o
www.assoctc.it. Gite giornaliere CIRCOSCRIZIONE 9, WWW.COMUNE.TORINO.IT/CIRC9 O
011/4435960 La Circoscrizione 9
ha organizzato per i cittadini di tutte le età residenti
sul territorio circoscrizionale gite di uno o più giorni, secondo il seguente
calendario: 2 agosto: gita al Lago d'Orta; 13 settembre: visita alla Reggia di
Venaria Reale; 20 e 21 settembre, due giorni alle Cinque Terre; 5 ottobre: gita
al Lago di Como; 19 ottobre: gita alla Certosa di Pavia; 7 dicembre: gita a
Milano - fiera di Sant'Ambrogio; 14 e 15 dicembre due giorni ai Mercatini di
Natale. Viaggi e cultura M.G.M. VIAGGI, VIA GIOLITTI 45 L'Incanto del Sud Sardegna,
dal 13 al 20 o 27 settembre. Info 011/8177629. Viaggi in Nepal GUIDA AIGAE
GIANNI TAMIOZZO, TEL 340/0021540, MAIL PARNASSIUS@FASTWEBNET.IT Viaggi in Nepal
per l'autunno: "Manang - Jomson", sotto l'ombra delle Annapurna, dal
7 al 28 ottobre; "Sagamartha National Park", sotto l'ombra
dell'Everest, dall'1 al 22 novembre. Tour guidati TORINGIRANDO@YAHOO.IT, TEL
333/6791750. Giri guidati ideati e condotti dalla guida Mickinventour, anche
per tutto il mese di agosto. Tra le proposte "Rol è ancora con noi"
sul sensitivo torinese, "Il malatour", sulla "mala" di un
tempo, "Penne d'oro del Piemonte " su Pavese e Salgari, "Signor
sì" sui corpi militari a Venaria, "Torino in prima pagina", su
fatti e personaggi da prima pagina, "Torino elegante" sulla moda,
"Torino segreta e proibita", "Torino pubblicitaria" e
"W Verdi" sul musicista deputato parlamentare, "Torino inglese e
piccola Parigi", curiosità inglesi e francesi a Torino. Costo: 5 euro a
persona. Info toringirando@yahoo.it, visitin.turin@email.it. I tesori delle
Marche RAGGIUNGERE TOUR OPERATOR, CORSO FIUME 10 "I tesori delle Marche,
terra degli antichi Piceni", un itinerario culturale tra antichi borghi,
ricche pinacoteche, le verdeggianti colline del Verdicchio e le sottili
trasparenze d'alabastro delle grotte di Frasassi. Dal 2 al 6 settembre. Info
011/6604261 o www.raggiungere.net. VARIE Intercultura e formazione COMPAGNIA DI
SAN PAOLO, CORSO VITTORIO EMANUELE II 75 Al via il bando "Intercultura e
formazione": stanziato 1 milione di euro per la promozione di percorsi
formativi rivolti agli alunni di origine straniera delle scuole piemontesi. Il
bando è caratterizzato da tre ambiti di intervento con relativi soggetti
beneficiari: insegnamento della lingua italiana, dimensione interculturale
dell'apprendimento scolastico, attività di orientamento scolastico e formativo
a supporto di alunni di origine straniera e delle loro famiglie. Saranno
ammesse alla selezione le attività che si svilupperanno negli anni scolastici
2008/2009 e/o 2009/2010. Sono ammesse anche iniziative già avviate, per le
quali il contributo riguarderà esclusivamente fasi e interventi attuati
successivamente alla pubblicazione del bando. Per ogni singolo progetto
selezionato sarà concesso un contributo compreso tra un importo minimo di
10.000 euro e un importo massimo di 100.000. La scadenza del bando è fissata
per il 10 ottobre. Info www.compagnia.torino.it. VSSP d'estate CENTRO SERVIZI
PER IL VOLONTARIATO VSSP, VIA TOSELLI 1 Questa estate il Centro Servizi per il
Volontariato V.S.S.P. resta aperto e a disposizione delle Associazioni per
l'intero mese di agosto. La sede di via Toselli 1 nel periodo dal 1 al 31
agosto resterà aperta dalle 9 alle 18; quella di Via Giolitti 21 rispetterà
invece una settimana di chiusura dall' 11 al 16 agosto. Dal 1° all' 8 agosto e
dal 18 al 29 agosto l'orario di apertura sarà dalle 9 alle 17. Info 800/590000.
Ricerca Volontari FESTIVAL TORINO SPIRITUALITÀ, WWW.TORINOSPIRITUALITA.ORG
Torino Spiritualità, manifestazione culturale di approfondimento sui temi del
dialogo interculturale e interreligioso, è alla ricerca di volontari che
abbiano voglia di condividere l'atmosfera festivaliera della prossima edizione
che si svolgerà dal 24 al 28 settembre. Per adesioni e informazioni contattare
Francesca Vittani: francescavittani@torinospiritualita.org, 011/4326158 o
329/3783615. Master in giornalismo COREP, CORSO TRENTO 13 C'è tempo fino al 5
settembre per iscriversi alla terza edizione del Master in Giornalismo
dell'Università di Torino. Due anni a tempo pieno, venti studenti selezionati,
2000 ore tra didattica tradizionale e laboratori, 4 mesi di stage in azienda
sono i numeri in breve di questo percorso formativo. Sede del Master è il
Palazzo del Rettorato in via Po 17, dove gli studenti, giornalisti praticanti
che al termine dei corsi potranno sostenere l'esame e diventare professionisti,
potranno lavorare come in una vera e propria redazione. I candidati devono
essere in possesso del diploma di laurea (triennale, vecchio ordinamento o
specialistica), ottenuto entro il 31 luglio 2008 e l'età non dovrà essere
superiore ai 35 anni al termine della scadenza delle domande di iscrizione. E'
possibile scaricare il bando e la domanda di iscrizione all'indirizzo
www.formazione.corep.it/giornalismo o richiederlo alla Segreteria del COREP in
corso Trento 13, 10129 Torino. Info 011/5645107 o
www.formazione.corep.it/giornalismo. Test di accesso POLITECNICO DI TORINO,
CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI 24 Sono aperte le operazioni per l'iscrizione al test
di accesso al Poli, che potranno essere eseguite anche nei punti assistenza
matricole. Chi non avesse ancora proceduto con l'iscrizione via web e volesse iniziare
ad assaporare il clima del Campus potrà dunque recarsi nell'area della
Segreteria studenti di corso Castelfidardo 39 o nelle sedi decentrate. Il
termine per l'iscrizione è fissato alle ore 13 del 27 agosto per gli aspiranti
ingegneri e alle ore 13 del 3 settembre per gli architetti. Info
http://orienta.polito.it/. Immatricolazioni UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TORINO,
VIA VERDI 8 Sono iniziate le immatricolazioni e le iscrizione ai test di
ammissione ai corsi di laurea a numero programmato che quest'anno si
compileranno on line. Per iscriversi a un corso di laurea ad accesso libero, a
tempo pieno o a tempo parziale, l'immatricolazione on line sarà attiva fino al
10 ottobre 2008. Tra il 25 agosto e il 15 ottobre lo studente dovrà recarsi
alla nuova sede del Centro Immatricolazioni presso l'ex Manifattura Tabacchi in
Corso Regio Parco 134/a per ritirare su appuntamento il libretto e la Smart
Card. Gli studenti che invece intendono iscriversi a un corso di laurea ad
accesso programmato dovranno compilare tra il 30 luglio e il 25 agosto
l'iscrizione on line ai test di ammissione e successivamente, dopo aver svolto
il test e verificato la propria posizione in graduatoria, potranno perfezionare
l'immatricolazione secondo le scadenze previste. Info www.unito.it/immatricolazioni.htm
o immatricolazioni@unito.it. Scuola di escursionismo CAI SEZIONE TORINO, V.
BARBAROUX 1 La Scuola di Escursionismo "Ezio Mentigazzi" del CAI di
Torino, nata nella primavera del 2001, è giunta con successo alla ottava stagione
di attività. Il ciclo didattico Si articola su tre corsi: base in
estate/autunno, invernale e avanzato in primavera/estate. Essi conducono
l'allievo, soprattutto il principiante, lungo un iter formativo completo che
permette di acquisire il bagaglio di nozioni indispensabili a muoversi
autonomamente e in sicurezza su terreni ed itinerari prima elementari (corso
base), poi più impegnativi, al limite dell'alpinismo propriamente detto (corso
avanzato), comprendendo anche le escursioni con le racchette da neve (corso invernale).
Le iscrizioni sono aperte, dal lunedì al venerdì, ore 10-18,30. Info
011/546031. Topolino in arrivo LA BIGLIETTERIA, VIA XX SETTEMBRE 68/H Dal 26 al
30 novembre arriva al Mazda Palace "Disney Live! Il magico show di
Topolino". Sono aperte le prevendite: poltronissima 48,40 euro; parterre
44 euro; I settore 38,50 euro; II settore 34 euro; III settore 27,50 euro; IV
settore 22 euro. Prevendite presso La Biglietteria e Mazda Palace, in corso
Ferrara 30 o su www.ticketone.it e www.vivaticket.it. Info www.applauso.it o
www.metropolis.radar.it. Orari estivi MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA, VIA
MONTEBELLO 20 Il Museo Nazionale del Cinema sarà regolarmente aperto per tutto
il mese di agosto, compreso il giorno di Ferragosto, con il seguente orario:
mar., mer., gio., ven. e dom. ore 9-20; sab. ore 9-23; lunedì chiuso. A
Ferragosto il Museo Nazionale del Cinema aderisce all'iniziativa Ferragosto a
porte aperte, proponendo l'ingresso ridotto, solo museo a 5 euro anziché 6,50.
Orari estivi FONDAZIONE PIETRO ACCORSI, VIA PO 55 Il Museo Accorsi rimarrà
chiuso da venerdì 15 a
lunedì 18 agosto. Sarà aperto regolarmente per tutto il resto dell'estate. A
partire da venerdì 1 agosto partono le prenotazioni per gli eventi di
settembre. Info 011/837688 int. 3 o www.fondazioneaccorsi.it. 3-2-1 via! COMUNE
DI TORINO, PIAZZA PALAZZO DI CITTA' 1 È on-line la nuova sezione del sito
P.A.Pu.M. dedicata agli itinerari attraverso il patrimonio artistico e
monumentale della città. Visitare www.comune.torino.it/oct/papum/index.htm. Chiusure
per ferie UFFICI COMUNALI, PIAZZA PALAZZO DI CITTA' Da lunedì 4 agosto a
venerdì 29 agosto, rimarranno chiusi al pubblico, per ferie estive l'ufficio
InformadisAbile di via Palazzo di Città, 11; l'ufficio buoni taxi di via
Palazzo di Città, 9; l'ufficio GTT per trasporto disabili con minibus
attrezzati (il servizio sarà garantito dalla ditta Cssa Tundo, previa
prenotazione telefonica (011/3161365 o 011/3160979). Lunedì 1° settembre, i tre
uffici, riprenderanno regolare servizio nei consueti orari. Attorno ai Sacri
Monti HOLDENART, INFO@HOLDENART.IT Un racconto a tappe che attraversa il
territorio piemontese lungo tutto l'arco dell'estate. 3 agosto tappa al Sacro
Monte di Orta, passando per il Chiostro del convento sul Monte Mesma, il 21
settembre Sacro Monte di Ghiffa, mentre un gruppo di cantori gregoriani guiderà
il pubblico alla scoperta del Sacro Monte di Domodossola. HoldenArt e Circolo
dei Lettori mettono a disposizione una navetta al costo di 10 euro. Info
011/2304007 o info@holdenart.it. Ri-Ciclo PATHE' LINGOTTO, VIA NIZZA 203,
WWW.RIDITORINO.IT Riditorino e dintorni Estate 2008 in collaborazione con
Cinema Pathé Lingotto, presenta "Ri Ciclo. Il divertimento è
scontato": il biglietto usato per l'ingresso ad uno spettacolo di
RidiTorino o del Cinema Pathè ha ancora valore. Conservandoli e presentandoli
per uno degli spettacoli di RidiTorino o alle casse della multisala Pathé
Lingotto si otterrà una riduzione sul biglietto d'ingresso. Info
www.riditorino.it o 011/363268. Shopping notturno CAFFÉ LERI, CORSO VITTORIO
EMANUELE 64 I saldi della boutique Intime Seduzioni si spostano al Caffé Leri,
con la loro offerta di abbigliamento intimo, e non solo, uomo, donna e mare.
Per fare shopping tra un cocktail, una birra, musica live e balli sensuali,
tutte le sera dalle 21,30
in poi, oppure dal martedì al venerdì, anche dalle 10,30
alle 19,30. Info 011/543075 o 334/2046783. I like/I don't like
WWW.URBANCENTER.TO.IT La mostra "Torino 011_Biografia di una città"
alle Ogr rappresenta la prima grande riflessione sui cambiamenti fisici,
sociali ed economici di Torino dagli anni '80 ad oggi. Per dare voce alle
opinioni ha preso vita "I like/ I don't like: cosa ti piace e cosa non ti
piace di Torino?": basta fotografare l'"oggetto" e inviare l'imagine
al sito Lastampa.it. Le immagini pervenute saranno stampate e diventeranno
parte integrante del percorso della mostra, trasformandosi in una sorta di
grande "sondaggio visivo" sui gradimenti e i disgusti di torinesi e
turisti. Nuovo campo pratica PARCO COLONNETTI, VIA PANETTI 30 Ha aperto un nuovo Campo
Pratica pubblico di Golf nel parco Colonnetti, di fianco all'impianto sportivo
del CUS Torino. L'orario di apertura sarà dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20
(domenica chiuso). I costi del periodo promozionale del mese di luglio: 1 euro
per 25 palline, con disponibilità di usufruire di attrezzatura golfistica e
"green fee" gratuito. Il circolo offre la possibilità di usufruire di
lezioni con maestri federali ed è inoltre fornito di Club house. Info
348/8828565. Camminatura CIRCOSCRIZIONE 3, CORSO PESCHIERA 193 La
Circoscrizione 3 in
collaborazione con l'Associazione Walking Center Piemonte O.n.l.u.s. organizza
6 gite di turismo ambientale in Piemonte ed in Val d'Aosta: domenica 14
settembre Casteldelfino; domenica 28 settembre Sanfront; domenica 12 ottobre
Varallo e domenica 26 ottobre Lago d'Orta. Le iscrizioni si ricevono presso la
sede della Circoscrizione III, nei due giovedì antecedenti la gita dalle ore 17
alle ore 18 versando la quota individuale di euro 8. Chiusure estive
CIRCOSCRIZIONE 3, CORSO PESCHIERA 193 Lo Sportello Stranieri rimarrà chiuso dal
18 al 31 agosto; lo Sportello Lavoro rimarrà chiuso dall' 11 al 22 agosto e
l'Ufficio Informa3 - U.R.P. Ufficio Relazioni con il Pubblico resterà chiuso
nel periodo estivo dall'11 al 22 agosto. Nello stesso periodo saranno chiusi
anche gli sportelli Informadisabile e ATC siti all'interno dell'Ufficio
Informa3-URP. Chiusure estive CIRCOSCRIZIONE 3, VIA MONTE ORTIGARA 95 L'Ufficio Anagrafe resterà
chiuso dal 4 al 29 agosto, per riaprire il 1° settembre. Resterà aperto per
tutto il mese di agosto l'Ufficio Anagrafico di Corso Racconigi 94. Durante il
periodo estivo inoltre, la Biblioteca Carluccio osserverà i seguenti orari: dal
28 luglio al 1° agosto, lunedì 15-19,45; martedì e mercoledì 14-19,45; giovedì
e venerdì 8,15-14 e sabato chiuso. Chiuderà poi dal 2 al 23 agosto. Inserimento
lavorativo SERVIZIO DECENTRAMENTO PER IL LAVORO, CORSO BELGIO 38/F Progetto
formativo per l'inserimento lavorativo nel settore dei servizi alle imprese,
per adulti di età compresa tra i 25 e i 50 anni. Saranno ammesse 10 persone. La
domanda di partecipazione dovrà essere consegnata entro il 18 luglio presso
Ufficio Informa7 - Circoscrizione 7, corso Vercelli 15. Info 011/4435751 o
www.comune.torino.it/circ7. Tranvia Sassi-Superga STAZIONE DI SASSI, VIA MODENA
Fino al 27 settembre, la tranvia a dentiera Sassi-Superga prolunga l'orario di
servizio nelle serate di venerdì e sabato fino a mezzanotte. Questi gli orari
dei mesi estivi (con partenze ogni ora da Sassi e da Superga): al lunedì,
mercoledì e giovedì: dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 20 (da Superga ultima
partenza alle 20.30); al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 24 (da Superga
ultima partenza alle 0.30); al sabato orario continuato dalle 9 alle 24 (ultima
partenza da Superga alle 0.30). Nei giorni festivi corse continuate dalle 9
alle 20 (da Superga ultima partenza alle 20.30) con partenze ogni mezz'ora
dalle 14 a
fine servizio. Al martedì la tranvia è chiusa e il collegamento con Superga è
effettuato con autobus. Visite alla Basilica BASILICA DI SUPERGA, COLLE DI
SUPERGA Anche durante il periodo di chiusura per restauri della Basilica di
Superga sarà possibile, per il pubblico in visita alle Tombe Reali Sabaude e
all'Appartamento Reale solo nei giorni feriali, essere accompagnato dagli
operatori museali anche all'interno della Chiesa per ammirare la Sacrestia,
l'Altare Maggiore, la Stanza degli Ex-voto e la Cappella del Voto. Le visite si
terranno nel normale orario di apertura del Museo, dalle 9,30 alle 19,30. Info
011/8997456 o www.basilicadisuperga.com. Estate al museo MUSEO A COME AMBIENTE,
CORSO UMBRIA 84/90 Fino al 25 luglio il museo propone "L'estate al museo -
un mondo da scoprire per i centri estivi", attività straordinarie, dalle 9
alle 17. Info 011/0702535. Un condominio per amico WWW.COABITARE.ORG Vuoi
abitare in modo piacevole e sereno? Più solidale e sostenibile? Visita il sito
www.coabitare.org. Le note del Museo MUSEO EGIZIO, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE
6 "Sulle note del Museo" è un'iniziativa del Museo Egizio e
dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai per avvicinare musei e musica.
Quanti si presenteranno alla biglietteria dell'Auditorium Rai, esibendo un
biglietto a tariffa intera del Museo, potranno attribuirsi una poltrona non
numerata alla tariffa speciale di 13 euro per assistere a uno dei Concerti di
maggio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale Rai. Un'ottima opportunità per
regalarsi un doppio appuntamento culturale: dai fasti dell'Egitto al tempo dei
faraoni al genio creativo di grandi compositori come Debussy e Ravel, Haydn e
Stravinskij o Dvo?ák e Berlioz. Info 011/8104653, 011/8104961 o
biglietteria.osn@rai.it. Volontari CENTRO INFORMAGIOVANI, VIA DELLE ORFANE 20
Il centro InformaGiovani di Torino, in collaborazione con i Centri Servizi per
il volontariato Idea Solidale e VSSP, ha allestito una bacheca per la ricerca
di volontari. I giovani interessati a dedicare parte del proprio tempo agli
altri, possono consultare i numerosi annunci esposti e scegliere tra diverse opportunità.
Info 800/166670. Exhibit sul Big Bang PARCO ASTRONOMICO INFINI.TO Il Parco
Astronomico segue l'orario estivo: il pubblico potrà visitare Inifini.To
durante il weekend, sabato e domenica dalle 10 alle 19,30 (ultimo ingresso
alle18,30), e anche nei giorni feriali (tranne lunedì) dalle 9,30 alle 17,30
(ultimo ingresso alle 16). Chiuso lunedì. Inoltre, il parco astronomico propone
per i mesi di giugno, luglio e agosto il programma dedicato ai gruppi estivi
con "Il museo interattivo" e "Il planetario". Eventi
speciali previsti per la notte di San Lorenzo, Ferragosto e l'eclissi di Luna
del 16 agosto. Info 011 8118652 o numero verde 800/329329;
www.planetarioditorino.it. L'Egitto su un palmo di mano MUSEO EGIZIO, VIA
ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6 Il Museo Egizio di Torino, in collaborazione con
l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, allestisce un percorso tattile: prima
tappa di un progetto ampio e molto articolato. I visitatori non vedenti e
ipovedenti potranno così scoprire statue, particolari di papiri ed altri
reperti significativi della collezione. La visita prevede la prenotazione
obbligatoria al numero 011/4406903, da effettuarsi preferibilmente 1 settimana
prima del giorno scelto per la visita; un massimo di 10-12 partecipanti; il
costo della visita guidata è di 45 euro per gruppo. Tariffe normali: intero
7,50 euro, 3 il ridotto, gratuito per minori, over 65 e disabili. Info
www.museoegizio.it. Servizi anagrafici ANAGRAFE CENTRALE, VIA GIULIO Parte la
nuova sperimentazione degli orari degli uffici anagrafici: ogni mercoledì in
via Giulio i cittadini potranno recarsi a fare certificati, carta d'identità,
cambi di indirizzo e di residenza e dichiarazioni sostitutive dalle 8,15 fino
alle 18 con orario continuato. Sempre il mercoledì sarà aperta fino alle 16 l'anagrafe di via Campana
30, mentre dal 1° giugno l'anagrafe di via Carrera sarà aperta dal lunedì al
giovedì su prenotazione, fino alle 16. Sportello anti-mobbing ASSOCIAZIONE
RISORSA ONLUS, VIA SANT'AGOSTINO 20 Ogni lunedì alle 21 i componenti del gruppo
si incontrano per ascoltare e analizzare i problemi psicologici di chi sta
subendo o ha subito mobbing. Info 011/5176332. Nonni civici CENTRO DI
INFORMAZIONE DELLA CIRCOSCRIZIONE 7, CORSO VERCELLI 15 Nell'ambito del progetto
"Nonno Civico" la Città di Torino "Settore Tempi e Orari della
Città" e la Circoscrizione 7,
in collaborazione con l'Associazione Auser, referente
per la gestione diretta dei volontari, ha attivato due "Nonni
Civici", presso i giardini di Piazza Alimonia. Lavorare nella ristorazione
ACCADEMIA ALBERGHIERA LE MIDÌ, VIA PRINCIPESSA CLOTILDE 11/F L'Accademia apre
ai giovani che si sentono attratti dalle professioni di barman, cuoco,
pizzaiolo, cameriere, o che sono alla ricerca di un lavoro sicuro facendoli
partecipare a lezioni dimostrative. Partecipazione gratuita. Info e
prenotazioni 011/480343. Appuntamenti in Scatola SPAZIO INCONTRI, CORSO VENEZIA
11 Ogni venerdì alle 21,30 appuntamento per riscoprire il piacere del gioco da
tavolo. Appuntamento organizzato con la partecipazione dei ragazzi di
GiocaTorino, Lords of Dragon, TreEmme e Una Mole di Dadi. Burraco CIRCOLO
CAPRERA, CORSO MONCALIERI 22 L'Associazione
Burraco Piemonte affiliata F.I.BUR, organizza, ogni martedì pomeriggio, dalle
15,30 alle 18,30, un torneo di Burraco, a coppie libere, aperto a tutti gli
appassionati. Info 011/4373928. Unitre in bici UNITRE-SPORT ATTIVO, CORSO
FRANCIA 27, TEL. 011/ 4342450 INT. 208 L'Unitre-Sport Attivo, con la
collaborazione della Città di Torino, mette a disposizione dei propri associati
comode biciclette da passeggio per facilitare, con la primavera, la loro
mobilità sulla comoda rete delle piste ciclabili che dalla sede Unitre
consentono di raggiungere ogni zona di Torino e, volendo, di compiere
escursioni verso i grandi parchi urbani e anche La Mandria. Le biciclette sono
disponibili presso Unitre-Sport Attivo e possono essere ritirate ogni lunedì
(ore 9,30-12). Ogni bicicletta può essere richiesta in uso per un minimo di una
settimana e fino a tre mesi. Dama CIRCOLO DE ANGELI, VIA FOLIGNO 106 Vuoi
imparare a giocare a dama, cimentarti con dei veri campioni? Appuntamento tutti
i giovedì dalle ore 21. Info 340/0917688. Seniores in barca a vela 3NDYCLUB,
CORSO ARIMONDI 6/A, WWW.3NDYCLUB.IT, 347/ 4134728 Il gruppo "Seniores in
barca a vela" è composto da over 60 che ogni fine settimana si incontrano
per promuovere la vela come sport e come filosofia di vita dimostrando che
l'attività sportiva, in armonia con le esigenze psicofisiche di una persona non
più giovane, migliora la qualità della vita, la longevità, i rapporti sociali,
ed è un'occasione per nuove conoscenze e per rafforzare vecchie amicizie.
Spiritualità R+C ASSOCIAZIONE FILOSOFICA AMORC, VIA SAN BENIGNO 6 Chi desidera
conoscere gli insegnamenti dell'Antico e Mistico Ordine della Rosa + Croce
Amorc può visitare il sito www.amorc.it. Info pronaos.torino@amorc.it o
333/2029089. Garden Magazine TURIN GARDEN, STR. DEL MANIERO 64 È possibile
scaricare gratuitamente i consigli mensili di giardinaggio del Garden Magazine
sul sito www.turingarden.it, dove si possono trovare anche i numeri arretrati.
Info 011/8610032, 011/8610467 o vietti@turingarden.it. Sportello Prisma PIAZZA
PALAZZO DI CITTÀ 9/BIS Lo sportello, promosso dalla Città di Torino e
dall'Associazione Verba, nasce con l'obiettivo di realizzare delle iniziative
mirate a promuovere la salute e a migliorare la qualità della vita delle
persone. Lo sportello offre ascolto, orientamento, consulenza alla pari,
counselling, gruppi di auto mutuo aiuto. Orari di apertura: lunedì,
mercoledì,venerdì 9-12,30; martedì-giovedì 9-12,30 e 14-16. Info 011/4421632 o
progetto.prisma@yahoo.it. Problema cibo OA-MANGIATORI COMPULSIVI ANONIMI, TEL.
329/0752801 "Il cibo è un problema per te? Insieme possiamo darci una
mano". I gruppi di auto-aiuto OA-Mangiatori compulsivi anonimi si
riuniscono: domenica ore 10-12, via Brione 40; mercoledì ore 21-22,30, via
Baiardi 8; giovedì ore 16-18, via palazzo di Città 4; venerdì ore 19-20,30 via
Baiardi 8. Info www.oa-italiait o info@overeatersanonymous.it. Sportello per
migranti ASSOCIAZIONE MUNAY, VIA SANT'ANSELMO 3/D, TEL 349/5451390
L'Associazione Munay è federata al Centro delle Culture, organizza presso la
propria sede uno Sportello legale gratuito per consulenze in materia di
immigrazione (permessi di soggiorno, lavoro, salute ed assistenza medica,
scuola e formazione professionale). Apertura: lunedì ore 19-20,30. Info
349/5451390 o www.centrodelasculturas.it. Modellismo Che Passione CENTRO
MODELLISTICO TORINESE C/O ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARRISTI, CORSO BELGIO 14/A Il
Cmt, club di appassionati del mondo del modellismo il cui scopo è far
incontrare vecchi e nuovi modellisti per scambiare idee, opinioni per far si
che questa passione continui a vivere, organizza un incontro sulle tecniche del
modellismo moderno e dell'autocostruzione.Tutti i venerdì dalle 21 incontri a
porte aperte al club per incontrare nuovi e vecchi amici-modellisti. CONCORSI
Share Prize ASSOCIAZIONE THE SHARING, VIA ROSSINI 3 La quinta edizione del
Piemonte Share Festival torna a Torino dal 24 al 29 marzo. Il premio è aperto a
tutti gli artisti italiani e stranieri, ci si può iscrivere online fino al 30
settembre su www.toshare.it ed entro fine novembre saranno resi noti i nomi
degli artisti finalisti, che parteciperanno alla 5° edizione del Piemonte Share
Festival. Info 011/5883693. Poesia UNICORNO, VIA BARBAROUX 25 In ricordo del poeta
Emilio Gay l'Associazione Culturale Unicorno, con il patrocinio della Regione
Piemonte e della Città di Torino, bandisce il 4° Concorso Nazionale di Poesia
Emilio Gay. Si richiede una silloge di tre poesie in lingua italiana sul tema
"L'equinozio", da inviare, dattiloscritte e redatte in sei copie
presso la sede di Unicorno entro il 30 ottobre. Presidente della giuria il
Professor Guido Davico Bonino. Bando scaricabile su www.poesiattiva.it. Info
360/497240 o 347/2547687. Concorso corti ASSOCIAZIONE CULTURALE CHIAVE DI
VOLTA, WWW.CHIAVEDIVOLTA.TO.IT 2° Concorso di Cortometraggi Corto in Volta
"Dei diritti e delle scene". Termine ultimo per la spedizione dei
filmati: 31 agosto, primo premio 500 euro. Info e bando di concorso
www.chiavedivolta.to.it, info@chiavedivolta.to.it o 347/1754881. Borse di
studio per laureati FONDAZIONE BURZIO C/O SCUOLA DI APPLICAZIONE, VIA ARSENALE
22 È indetto il concorso per il conferimento nell'anno 2009 di 3 Borse di
ricerca annuali (15.000 euro lordi) e di 3 Premi di ricerca annuali (2.000 euro
lordi), al fine di svolgere attività di ricerca e di perfezionamento, su:
storia delle istituzioni scientifiche e militari, con particolare riferimento
al contesto piemontese e italiano; storia del giornalismo, con particolare
riferimento al contesto italiano; storia delle dottrine politiche, con
particolare riferimento al contesto italiano ed europeo; storia del Piemonte e
della cultura piemontese. Al concorso possono partecipare laureati e persone in
possesso di titolo universitario equipollente rilasciato da un'università di
stati con cui esistano trattati o accordi di reciprocità, che non abbiano
compiuto alla data del 31 ottobre i 35 anni di età per le Borse di ricerca e i
40 anni di età per il Premio di ricerca. Le domande di partecipazione, redatte
in carta semplice, devono essere spedite in plico raccomandato entro il giorno
31 ottobre indirizzate a: Fondazione F. Burzio c/o La Stampa, via Marenco 32, 10126
Torino. Info 011/6568268. Block notes UNIONE CNA, TEL. 011/4617621 Concorso
"Pma Design reinventa il block notes". Il bando è inserito nel
calendario ufficiale degli eventi di Torino World Design Capital. Sono previste
due categorie di premi: professionisti (1° premio 5000 euro, 2° premio 3000
euro, 3° premio 2000 euro); studenti (1° premio MacBook Pro, 2° premio Week-end
a scelta, 3° premio Tavoletta grafica Intuos3 A4). Gli elaboratori dovranno
prevenire unitamente al modulo di iscrizione, in pacco anonimo, entro le ore 17
del 1° settembre. Il bando integrale del premio è consultabile su www.cna.to.it
oppure www.pmadesign.it. Tesori Sacri COMPAGNIA DI SAN PAOLO,
WWW.COMPAGNIA.TORINO.IT La Compagnia di San Paolo ha indetto l'edizione 2008
del bando finalizzato al restauro, alla valorizzazione e alla diffusione della
conoscenza di beni mobili del patrimonio artistico religioso in Piemonte e
Liguria. Il bando è riservato esclusivamente a enti pubblici, enti religiosi e
senza fini di lucro, che intendano richiedere contributi finalizzati al
restauro di beni mobili esposti al pubblico in edifici religiosi, anche
secolarizzati, e sottoposti al vincolo di tutela. Le tipologie interessate sono
le seguenti: opere pittoriche e scultoree, arredi, oggetti e suppellettili,
stoffe, paramenti liturgici, strumenti musicali. Entro il 5 settembre.
Torna all'inizio
( da "Manifesto, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Grillo
Lettere@ilmanifesto.it
Per Sky Per la libertà di stampa L'informazione masochista No alla
militarizzazione della città Esagerata protezione dei bimbi
lettere@ilmanifesto.it Per la libertà di stampa Cari compagni, nubi nere hanno
invaso l'orizzonte sociale della nostra vita per i prossimi anni e con un
provvedimento amministrativo la destra al governo sta di fatto censurando
l'informazione critica e, in primis, il manifesto. Nell'inviarvi una mia prima
sottoscrizione vorrei lanciare un appello a tutti gli artisti che con il loro
operare estetico delucidano e denunciano l'involuzione autoritaria del potere
neoliberista, a collaborare concretamente alla sopravvivenza e quindi alla
resistenza attiva de il manifesto. Un abbraccio Piero Gilardi L'informazione
masochista Da molti anni acquisto il manifesto in edicola ogni mattina insieme
ad altri quotidiani; senza essere feticista o propenso a liturgie di qualsiasi
tipo, per me il passaggio in edicola rappresenta una "presa di
beneficio" a cui non intendo rinunciare. Ugualmente, per aderire a
campagne di sostegno al giornale, ho sottoscritto in passato alcuni abbonamenti
on-line, e, per me caso unico nella vita, ho a suo tempo acquistato, sempre per
la stessa ragione appena dichiarata sopra, azioni de il manifesto. Qui esaurisco
i meriti da esibire ai vostri occhi, a cui devo subito esporre anche un grave
difetto di cui sono portatore: non sono mai stato comunista. Peggio, sono stato
e mi considero tutt'ora socialista, anche se oggi, per dirla con Giolitti, un
socialista "senzatetto di sinistra". Credo pure che valga poco, per
compensare (sempre ai vostri occhi) questo mio "limite", il mio
riaffermare che considero sempre valido l'esempio di Riccardo Lombardi che si
considerava a-comunista, e che spero che quanto vaticinato da Filippo Turati
prima o poi si verifichi e che senza rinunciare alle proprie peculiarità, prima
o poi la "frazione comunista" torni sui suoi passi, ripercorra a
ritroso il percorso fatto e rientri nella casa madre socialista, che per quanto
diroccata essa oggi sia, merita ancora di essere restaurata. Tutto ciò
premesso, le recenti disposizioni legislative che fanno strage delle
sovvenzioni alla libera stampa e che mettono nel mirino anche il manifesto,
sono "feccia", coincidono con quanto di più esemplare possa rappresentare
il divorzio fra legalità e legittimità, che sempre più si diffonde in ogni
aspetto della nostra vita. Ogni allarme lanciato contro questa azione
liberticida è pienamente giustificato, e si sa che quando si fa, si può anche
sbagliare, è umano. Perseverare è però diabolico, come suggerisce la saggezza
popolare, e abbinare come fa Pierluigi Sullo nel suo allarme (il manifesto, 7
agosto), l'osceno agire del governo Berlusconi in carica, a quello dei "Savonarola dei nostri tempi Milena Gabanelli e Beppe Grillo" lo trovo appunto diabolicamente masochista. Vittorio
Melandri No alla militarizzazione della città Ieri ci siamo recati alla
stazione Anagnina per proseguire l'attività di volontinaggio dopo
l'identificazione intimidatoria e inquietante di un nostro militante avvenuta
l'altro ieri da parte delle pattuglie esercito-carabinieri proprio
presso la stessa stazione, abbiamo così voluto ribadire che non accettiamo
intimidazioni, che Roma non è proprietà privata di qualche presidio di militari
e che intendiamo continuare a volantinare e comunicare liberamente. In questa
occasione militari e polizia non hanno proceduto ad alcuna identificazione,
nonostante un imponente e surreale schieramento di Digos. Evidentemente
qualcuno sperava che l'intimidazione dell'altro ieri passasse nel silenzio, e
ieri ha preferito ricordarsi che in Italia esiste ancora la libertà di
espressione. Continueremo la nostra campagna contro la militarizzazione della
città ed il patto per Roma sicura, con la consapevolezza che la maggioranza
della città - nonostante la propaganda mediatica - è se non altro scettica, e
molto spesso ostile, a queste inquietanti operazioni. Collettivi giovanili
contro la precarietà Esagerata protezione dei bimbi Papà trentini attenzione: è
vietato fotografare i bambini in piscina, anche in un giorno d'estate da
passare sguazzando in famiglia. Perché? Per proteggerli dalla pedofilia!La
probabilità che un pedofilo si aggiri per le piscine di Trento è assai bassa,
ed è irragionevole che le immagini rubate tra tuffi e schizzi si prestino al
commercio pornografico. E' anche difficile pensare che questo provvedimento
possa avere un effetto di contenimento della pedopornografia. Avrà invece un
effetto sulla salute mentale dei bambini. Noi adulti stiamo cucendogli intorno
una rete di paure ingiustificate, come questa, e prendiamo delle precauzioni
ridicole per proteggerli da chissacché. Così nessuno si azzarda più per strada
a rivolgergli un sorriso o la parola. I nostri figli si muovono solo sotto
scorta e imparano a leggere il più piccolo inconveniente come una grave
minaccia. Sono sempre più soli e spaventati, e per ciò più infelici. Parola di
pediatra. Vincenzo Calia Per Sky Mercoledì 6 agosto è mancato Gianluca
"Sky" Dossena col vento in mare. Per un ultimo saluto, i funerali si
terranno lunedì alle ore 16 a
Porto Venere (La Spezia) presso la chiesa di San Lorenzo.
Torna all'inizio
( da "Giornale.it, Il" del 08-08-2008)
Argomenti: Grillo
I clandestini
continuano ad arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila
solo negli ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in
un articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da
Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione
l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in
generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma
Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia
di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in
inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500
migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché
rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola
attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0
euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette
all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio
clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il
biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro
a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i
clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo
programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire
che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008.
Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare
i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco
oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O
sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione 1 Commento "
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le Olimpiadi?
Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni
teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato posto il problema
dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi italiani "a
compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti da rispettare:
dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene intervistati al
gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli strumenti". Sono
d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto misure analoghe.
L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le ragioni note:
l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni del Tesoro, il
mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi come Francia e
Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono blandissime e
il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha stretta ancor di
più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori schiavizzati, su
chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di più di quanti si
creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i libri stranieri
stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano "purgati",
come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il regime chiede che
vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le descrizioni di massacri
compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in francese. Inaudito. Le
notizie sugli attentati non mi convincono: di solito vengono censurate, ora
invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che può rivendicare di
essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi occidentali) e
giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una grande manovra
di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche nostro: le
Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
Commenti ( 29 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra
è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare
questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa
e il mondo Commenti ( 38 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello
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30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto
sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che
prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in
regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla
non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili
urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado,
degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in
condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di
aver paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un
semplice controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli
affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi
farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 57 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del
petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal
Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di
Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il
prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a
spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il
38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare
le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la
Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese
per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo
agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono
uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo
perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche)
perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle
notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 43 )
" (4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno
di un mito Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una
folla immensa. Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di
mobilitare spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno
nell'ultima appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e
Nicolas Sarkozy, pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo
raggiungere queste cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta
mila persone al massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il
delirio per Obama rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale.
Anche noi europei abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E
nonostante il diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense,
che sa parlare, sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma
trovi molti estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si
interessa di politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono
semplicemente di una suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il
sintomo di qualcosa di più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle
società occidentali? Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto
questa analisi. Tra l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di
colore alcun vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per
lui, negli Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara
non è ancora decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa
Commenti ( 48 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di
Mameli Come molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il
dito medio contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente
legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e
che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di
ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di
conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli.
Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci
è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in
una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una
parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O
forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro
degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica
molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando
le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere
altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam
popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di
fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci
a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione,
e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo
natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci
a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161
anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è
davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 )
" (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno
dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo
Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di
vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il
messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma
che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a
restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo
che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava
danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese
e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante
per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità
dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la
raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per
settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra
reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole
24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima
volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche
internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione
sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione
sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media
internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto
controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito
dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno
minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra
opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i
meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la
realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è
comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a
quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di
centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il
vizio, diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti
dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un
giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima
considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il
governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il
finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà
la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa
(anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in
viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet
funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non
posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a
partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti
voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha
ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole
schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il
ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il
ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che
meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai
necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove
vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo
sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo
è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione
delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare
regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La
Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte
digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio
del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia
siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando
in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e
quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è
necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da
una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece
si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli
sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata.
Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In
questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e
legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il
sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni
affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se
cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e
decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre
fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti (
225 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.56 su un massimo di 5) Loading ... Il
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Internet fa bene ai giornali - 2 Emails L'immigrazione? E' come un domino.... -
2 Emails Ultime discussioni Francesco: Paolo vatti a documentare per favore: 1)
I talebani quando sono andati al potere hanno azzerato la... PaoloDB: La
risposta al suo quesito è: certo che sì. Tuttavia, il problema della
immigrazione selvaggia non verrà... Francesco: Il barile arriverà a 200 $ alla
fine di dicembre. Questo è stato già deciso dagli illuminati alla... Francesco:
Obama è il pupazzo designato dagli illuminati delle banche e delle corporations
per portare avanti il... willy: la tv azzurra l'avete spenta per protesta
contro le olimpiadi? Ultime news Pechino 2008: si accende il sogno Sfilano 204
nazioni del mondoItalia a crescita zero: dato peggiore dal 2003E' morto a 78
anni l'ex leader Dc GavaOssezia, guerra e caos Uccisi 10 militari russi:
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( da "Repubblica, La" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina XIII - Bari
Il libro "Fragole e Uranio" diario della vittoria Oggi alle 21.30 nel palazzo baronale di Scanzano si presenta "Fragole e
uranio" (edizioni Palomar Bari, 2008) di Pasquale Stigliani e Francesco
Buccolo con prefazione di Beppe Grillo. All'incontro moderato
da Pasquale Doria, prenderanno parte Gianfranco Cosma, Manuel Tataranno e don
Filippo Lombardi.
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( da "Unita, L'" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Referendum: il quorum e la voce dei cittadini Giunio Luzzatto
Tutti ricordiamo quanto avvenne nel Referendum sulla legge della fecondazione
assistita. A conoscenza di sondaggi che consideravano possibile il successo di
chi voleva abrogare alcune pessime norme di tale legge, l'area
cattolico-integralista direttamente guidata dal Cardinale Ruini scelse la fuga:
anziché confrontarsi difendendo, con un "no" all'abrogazione, le
proprie convinzioni sul valore della legge, fece propaganda astensionista,
sommando così le proprie adesioni con quelle dell'inevitabile quota di non
votanti, e fece mancare il "quorum". Mi sono chiesto, in questi
giorni, se gli strateghi di quella operazione erano consci del fatto che con
tale espediente essi non solo evitavano una sconfitta sul caso in questione, ma
mettevano in crisi l'impianto stesso del sistema referendario. Da allora, chi
ritiene negativa una legge approvata dal Parlamento non deve più domandarsi
soltanto se in un eventuale referendum i favorevoli all'abrogazione sarebbero
in maggior numero rispetto ai contrari, ma è anche indotto a valutare se essi
costituiscono addirittura la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto:
per fare un esempio, nel 1946 la Repubblica tale maggioranza non la ha avuta...
"E se poi mancasse il quorum a causa del sabotaggio astensionistico da
parte dei fautori della legge?" è il principale argomento con il quale la
segreteria del Partito Democratico ha annunciato di non appoggiare l'iniziativa
referendaria sulla legge Alfano che rende Berlusconi improcessabile; anche nel
Pd ci sono peraltro voci, come quelle di Franco Monaco e di Sandra Zampa espresse
proprio su l'Unità, che affermano come una battaglia sui principi di
uguaglianza dei cittadini vada affrontata anche se si rischia di perderla.
Ritengo utile andare al di là dello stesso - importantissimo! - caso in
questione, per affrontare la questione in termini istituzionali.
L'impossibilità, di fatto, di un pronunciamento degli elettori su qualsiasi
scelta legislativa peggiora ulteriormente il rapporto tra cittadini e sistema
politico in un momento in cui esso è già in crisi (trionfo de "La casta",
popolarità di Beppe Grillo).
Rendere di nuovo credibile lo strumento referendario dovrebbe essere perciò una
priorità nel calendario delle riforme istituzionali; o almeno dovrebbe esserlo per
l'opposizione. Si dica perciò, con forza, che l'agenda del confronto sulle
riforme non può essere solo quella gradita alla maggioranza, e si
pongano sul tappeto anche le norme sul referendum. Nel merito delle soluzioni
da adottare si può ovviamente discutere. Se ad esempio si vuole evitare che si
giunga all'abrogazione di norme che siano apparse di scarso interesse, al punto
da determinare una ridottissima partecipazione, si può non abolire del tutto il
quorum, ma ridurlo; l'abrogazione, con l'attuale normativa, deve avere la
maggioranza in presenza di un 50% di votanti e può essere pertanto ottenuta dal
25% degli elettori, sicché questo limite non sarebbe neppure del tutto
innovativo. Sarebbero ragionevoli anche regole che dissuadessero dall'eccesso di
richieste referendarie (come, ad esempio, un aumento del numero di firme da
raccogliere). Quello che però occorre stabilire senza ambiguità è che, quando
il referendum c'è, il confronto tra favorevoli e contrari deve svolgersi senza
la possibilità di trucchi. La propaganda per la non partecipazione al voto, del
resto, non è solo un trucco per sommare i propri aderenti con gli astenuti, ma
determina addirittura la fine della segretezza del voto (tema, questo,
gravissimo e insufficientemente evidenziato in passato): chi si accosta al
seggio elettorale rende pubblica la propria scelta, in quanto si mostra come
persona che non ha accolto l'invito al non voto. C'è da augurarsi che, anziché
dividersi per l'ennesima volta - come sta già avvenendo sul caso specifico del
referendum Alfano -, le forze di opposizione recuperino l'esigenza di
rilanciare, tutte insieme, le tematiche fondamentali di una democrazia
partecipata.
Torna all'inizio
( da "Unita, L'" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Bossi e Brunetta: la politica del mugugno Carlo Bernardini Me
l'aspettavo: ho passato decenni a sentire gli sfoghi dei cittadini che facevano
con me una semplice fila, a chiedersi perché c'erano gli sportelli vuoti e
quelli sovraffollati, a mugugnare sulla qualità e i privilegi degli impiegati;
ma non mi ero mai chiesto perché i politici non avevano usato questo
malcontento per farci una campagna di consenso. Poi, ho avvertito i primi
segnali, ho visto profilarsi la novità che fino a qualche decennio fa, non era
nemmeno concepibile in queste forme: le volgarità della Lega Nord che insinuava
con successo che la colpa delle disfunzioni scolastiche era degli insegnanti
meridionali; e, del malfunzionamento degli uffici, degli impiegati del Sud
presenti nei servizi istituzionali; e subito dopo l'astuto Renato Brunetta,
sicuro di fare il colpo del secolo con la sua generalizzazione: "fannulloni!".
Ammetto di avere in somma antipatia le generalizzazioni anche quando hanno
parvenza di fondamento; sicché, per franchezza, devo rifiutare anche i
"bamboccioni" di Tommaso Padoa Schioppa. Nella scala della volgarità
politica, Brunetta e Bossi sono però in cima a pari merito; ma nessuno di noi
avrebbe avuto la bassezza politica di concepire, le loro esternazioni da
bettola: questo, possiamo rivendicarlo, come vecchi militanti di una democrazia
di sinistra. Li vedo invece, quei due, nel loro compiacimento, nel pieno
esercizio di quello che Federica Predazzi e Vanna Vannuccini hanno raccolto
come la particolare parola "Schadenfreude", nel loro libro
"Piccolo viaggio nell'anima tedesca" (Feltrinelli, 2004), che denota
il "piacere per le disgrazie altrui". È su questa base che Bossi e
Brunetta fanno breccia nell'anima della piccola borghesia italiana, senza
pensare che sarebbe una buona regola, prima di colpire i più piccoli, di
cacciare il naso su come si comportano i dirigenti, i capi degli uffici a cui
afferiscono i fannulloni e i meridionali: non sto negando che ci sia chi si
approfitta, nelle nostre strutture pubbliche, ma mi sembra una trvialità
giuridica (si fa per dire) già vista e molto scadente "colpirne uno per
educarne cento". Specie se quell'uno è un pesce piccolissimo: sarebbe come
risolvere a ceffoni le malefatte di un bambino. E poi, anche cominciando a
cercare di responsabilizzare la dirigenza, bisogna stare attenti al mobbing, la
maldicenza delle piccole comunità. Ci mancherebbe solo, però, di fare un
sottosegretariato al mobbing istituzionale. Insomma, sono stato un pubblico
dipendente nonché insegnante meridionale; ora sono in pensione, non certo
"baby". Vorrei che il problema fosse affrontato con il dovuto
rispetto per chi serve lo Stato: parlare di un'intera
categoria di lavoratori con il ghigno con cui ne parlano i ministri Bossi e
Brunetta è come uno sputo alluvionale sul Paese. Non voglio generalizzare
anch'io: ma se tutti i ministri, attratti dalla produttività politica della
concimazione del mugugno, campassero di queste trovate, il nostro sarebbe il
Paese più volgare del mondo, anche senza Beppe Grillo.
Torna all'inizio
( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
N. 189 del
2008-08-09 pagina 23 Giro satirico di un nichilista intorno all'uomo di Ezio
Savino La mia conclusione è che l'umanità ha perso la bussola, e con essa ogni
senso della misura. Siamo circondati da pigmei, seppure in smoking, con
l'iPhone fibrillante. Piccini dentro, microscopici di spirito. Poi ci sono i
(presunti) giganti. Sono alti quanto le pile di dollari o di euro che
intascano. C'è chi ne miete decine di migliaia al giorno per distribuire sogni
di vittoria negli stadi, impalpabili come nebbia. Chi ne vendemmia altrettanti
al minuto per rimestare il nulla dal tubo catodico, solido quanto l'etere. C'è
chi manovra capitali virtuali (non virtuosi) sul web. Moralista? Qualunquista?
Io mi sento realista. Ho fatto viaggi su viaggi. Mi considero una persona
concreta. Pullilit. C'era qualcosa di bambinesco, di umoristico, in quel nome.
Specialmente per il fatto che l'arco d'ingresso all'aeroporto del paese, su cui
era scritto a lettere (diciamo così) cubitali, mi arrivava alle ginocchia. Gli
aerei in transito (era un'ora di punta) e quelli parcheggiati sulle piste mi
parvero gioielli di modellismo. Gli autobus del terminal erano lunghi quanto i
miei desert boot. Pensai che le code ai check-in e alle casse dei numerosi bar
fossero composte da robottini con dei chip sofisticati. Dovevo essere
inciampato in una specie di Disneyland in sedicesimo. State già pensando:
"è pazzo, è un visionario". O anche peggio:
"un satirista, un Beppe
Grillo". Invece sono uno scienziato.
Antropologo. La Royal Society di Londra mi paga per girare il mondo e
completare la mappa dei sogni e dei simboli degli uomini. Dal tempo di Francis
Bacon i membri della mia organizzazione discutono della natura umana, e ambirebbero
a tirare le somme. Io sono una rotellina nell'ingranaggio del calcolo.
Ma temo di avere inceppato il meccanismo... Scrivo questo memoriale (chi vuole
intendere, intenda...) per dimostrare che sono più che lucido di mente. Dunque,
torniamo a Pullilit. Ero in missione a Uluru, Australia del Nord, un immenso
monolite ocra sul bush. Tutti lo conoscono come Ayers Rock. È un diario degli
incubi e delle illusioni degli aborigeni graffitari, che per millenni ne hanno
dipinto i fianchi rocciosi. Il mio compito era farne un catalogo digitalizzato,
segno per segno, per poi comporre un sillabario di decifrazione. Scoprii una
"pista dei canti" che puntava da qualche parte, a sud, verso il cuore
dello scudo australiano. Al terzo giorno di marcia, nel deserto, smarrii ogni
contatto con il mondo civile. E mi imbattei in Pullilit. Non erano giocattoli,
quelli. Non erano miniature radiopilotate. Era tutto reale! Solo la prospettiva
era fantastica. Era come guardare il mondo con un binocolo alla rovescia. La
scala era di 1:12, la proporzione tra il pollice e il piede. L'ombra minacciosa
che proiettavo su quel minuscolo ma organizzato universo, mise in moto
l'apparato di difesa. Una ronzante colonna di autoblindo e uno sciame di caccia
a reazione mi accerchiarono. Sentii delle trafitture: dovevano essere
proiettili soporiferi, perché mi accasciai, e caddi in un sonno di piombo.
Quando riaprii gli occhi, ero disteso nella piazza d'armi di quella che mi
sembrò una caserma. Il sole implacabile mi scottava la faccia. Tentai di alzarmi,
ma capii che catenelle infrangibili mi inchiodavano ai picchetti. Abbassai lo
sguardo e, proprio lì, sul mio petto, vidi un generale in tuta mimetica da
combattimento. Impugnava un megafono: le mostrine e le medaglie gli
scintillavano addosso. Granelli di sabbia, portati dal vento, mi stuzzicarono
le narici: non riuscii a trattenere uno sternuto. Per l'omino abbarbicato alla
mia camicia fu come affrontare un uragano. Ma si aggrappò al bottone del mio
taschino e resistette. Cannoni semoventi, mitragliere, rampe di missili
terra-aria avanzarono sferragliando di una decina di centimetri. Cominciarono i
colloqui. Ho sempre avuto il pallino delle lingue. Il pulliliziano era un
idioma con ascendenze ugro-finniche. Riconobbi parole imparentate con il sanscrito
e il greco antico. In poche ore, fui in grado di scambiare messaggi coerenti.
No, non ero l'avanguardia di una mostruosa invasione aliena. Mi ero perso nel
deserto. Loro mi avrebbero portato al cospetto delle autorità. Ci vollero
quaranta gru per issarmi su una ventina di cingolati diesel. Seppi più tardi
che il loro piano iniziale era di terminarmi con una scarica di siluri
nucleari, ma l'impatto ambientale della mia immensa carcassa sarebbe stato
catastrofico. Il preventivo del mio smaltimento era incalcolabile. Cominciò
così la mia avventura a Pullilit. Fecero di tutto per rendermi il soggiorno
confortevole. A parte le misure, Pullilit sembrava un paese
"normale". Il sistema politico era una monarchia. Un giorno feci
accomodare il sovrano sul palmo della mia destra, e me lo sollevai all'altezza
degli occhi. Dimostrò una dignità davvero regale. Indossava un completo che
sembrava tagliato da Armani, e stringeva in una mano un minuscolo scettro
d'oro: con l'altra, reggeva quello che giudicai un cellulare. Mi informò, con
aria preoccupata, che il suo paese era dilaniato dalle controversie.
Attualmente, la questione cruciale riguardava la lunghezza dei tacchetti in
dotazione agli atleti della loro Nazionale di calcio. Un partito spingeva per
tacchetti lunghi, gli avversari caldeggiavano i corti. C'era anche un partito
trasversale "tacchetti medi", ma contava come il due di picche: anche
se, fluttuando, poteva far pesare da una delle due parti il bilancino della
maggioranza. Si era sull'orlo della guerra civile. Non parliamo della destra e
della sinistra. Una spina nel fianco dell'unità civica. Allo struscio
pomeridiano, nella via elegante della capitale, da che parte doveva stare la
dama? A dritta o a mancina? Mah... Il parlamento era riunito da mesi, ma non c'era
convergenza parallela, l'opposizione strepitava, faceva ostruzionismo, insomma
si profilava il pericolo di elezioni anticipate sullo scottante problema, con
tutte le sue implicazioni sociali. I talk show televisivi non si occupavano
d'altro. In più, una città vicina cospirava. Voleva ripristinare lo stile
melodico nelle canzoni. Ma a Pullilit andavano per la maggiore i complessi
rock. I satelliti spia dell'intelligence avevano scoperto movimenti di truppe
e, all'infrarosso, un calore preoccupante nelle caldaie dei sommergibili e
delle portaerei nemiche. Forse si era alla vigilia di un attacco. Terroristi
avevano piazzato altoparlanti che diffondevano gorgheggi e note struggenti di
pezzi tradizionali fin sotto le finestre della reggia. Pullilit era pronta a
rispondere con la forza a ogni provocazione. Riuscii a svignarmela in una notte
di luna nuova. Avevo rubato e nascosto in una caverna dei dintorni un bel po'
di motrici di Tir pulliliziani, e mi ero così costruito dei rudimentali pattini
a turbina, che mi riportarono alla civiltà. L'anno seguente ero in Mongolia,
nel Gobi. Studiavo le culture dell'epoca di Gengis Khan. Ma il mio monomotore,
un giorno, cominciò a sputacchiare, a perdere colpi, e fui costretto a un
atterraggio di fortuna nel nulla. Secondo i miei calcoli ero a qualche
centinaio di chilometri da Ulan Bator. La steppa era ondulata. Alture orlate di
fitte boscaglie chiudevano l'orizzonte. Mi diressi laggiù, sperando di trovare
segni di vita civile. Ne trovai uno, su un sentiero di terra battuta largo come
un campo d'atterraggio per i Jumbo Jet. Era una chiave d'ottone. Nulla di
strano, tranne la testa, grande quanto una macina da mulino, e la dentatura,
lunga come una scimitarra seghettata. Quando scorsi la creatura che l'aveva
smarrita tornare sui suoi passi scrutando il terreno, capii di essere capitato
in un altro mondo. Era un fattore. Lo dedussi dalla tuta da lavoro che
indossava, e dalla falce che portava sulla spalla. La lama dell'attrezzo era
lunga come l'ala di un aeroplano, e il sole calante ne traeva riflessi
sanguigni. I suoi stivaloni di gomma lasciavano sulla polvere della steppa orme
da far invidia a un T-Rex. Il binocolo della mia esperienza si era rovesciato
specularmente. La scala si era invertita. Il mio nuovo padrone giganteggiava 12 a 1, e quando mi raccolse
per guardarmi, incuriosito, mi trovai all'altezza del quinto piano di un
palazzo. Dico "padrone", e non a caso. L'uomo mi infilò, insieme alla
chiave ritrovata, nella tasca della tuta, vasta come una tenda da dieci persone,
e una volta a casa mi depose sul tavolo della cucina, dalle dimensioni di un
campo da tennis. Gli altri della famiglia si raccolsero intorno, studiandomi.
Ero diventato proprietà di un abitante di Gangdirobbn, un reame che nessun
geografo aveva mai registrato su una carta, in quelle immensità sperdute
dell'Asia. Hic sunt leones! Quando ne appurai il nome (in poco tempo appresi la
lingua di quelle labbra tonanti) pensai di essere finito fra qualche tribù
anomala di predoni, discendenti dai razziatori mongoli di Gengis Khan,
cresciuti all'inverosimile per qualche misteriosa mutazione genetica. Ma non
era così. Il paese era tranquillo, quasi monotono. C'era una milizia statale,
una polizia divisa in squadroni, ma più per figura, che per altro: guerre e rivolgimenti
sociali sfumavano nei ricordi mitici di quegli esseri giganteschi, resistendo
solo nei racconti che le balie facevano ai bambini, per addormentarli. C'era un
reggente. Ma la politica, qui, contava poco. La gente comune non si
appassionava ai giochi di potere. Pochi titani pensavano a tutto. Stabilivano i
prezzi delle merci. Decidevano chi dovesse godere d'istruzione e chi, invece,
restare ingenuo. Giornali e rotocalchi erano colossali, come gli schermi tv. In
prima pagina, giganti di carta davano l'idea che Gangdirobbn fosse un colossale
paese dei balocchi, velinone con attributi extrascala, giganteschi pedatori
commerciati a cifre pari ai Pil di stati di media forza, megastar dello
schermo, venerate come idoli scolpiti nelle montagne. Un giorno, pensando di
darmi importanza, di impressionare quella gente, sciorinai al re tutto il
potenziale militare che si annida nei nostri arsenali: scudi stellari, bombe
biologiche, testate con i loro megatoni, arnesi di morte che, secondo la nostra
filosofia, tengono a galla il mondo con l'equilibrio del terrore. "Siete
proprio pidocchi litigiosi" fu la sua risposta. Avevo intenzione di
aumentare un po' la mia statura raccontando le ardue conquiste dei nostri
intellettuali, filosofi, guru, semiologi, analisti, specialisti del bla bla,
cuochi sopraffini dell'aria fritta, ma mi resi conto che non era il caso...
Vivevo in una scatola da scarpe, attrezzata a camper: devo ammetterlo, con ogni
comodità. Ma una sera, un'aquila reale afferrò la mia dimora fra gli artigli e mi
trasportò a volo sull'oceano. Quando precipitai in acqua, provai l'esperienza
degli astronauti, al rientro nell'atmosfera con le loro capsule. Mi raccolse
una motovedetta, di pattuglia anticlandestini. Qualche mese in pantofole, a
scaldar sedie dietro le scrivanie, poi via di nuovo. Non sono tipo per la vita
immobile. Accettai l'invito di un magnate eccentrico, che aveva trasferito la
sede direttiva del suo impero - petrolio, acciaio, grano e acqua potabile,
l'"oro blu" dei nostri tempi - su uno Shuttle in orbita perenne
intorno al mondo. La Royal Society diede il benestare: a me il compito di
studiare l'antropologia degli umani nello spazio. Con il primo traghetto
stellare, mi trasferii su Putala: così si chiamava lo straordinario veicolo.
L'"Imperatore", come si faceva chiamare, era un mistico. Aveva
stivato montagne d'oro nelle banche svizzere e in tutti i paradisi fiscali del
pianeta. Approdato al buddhismo, era devoto fervente delle saggezze orientali.
Sprofondava in meditazioni così esclusive che un suo funzionario, sempre in
servizio, doveva richiamarlo all'attenzione facendogli squillare un
cercapersone appeso al collo, come un pendaglio, a intervalli stabiliti di
tempo. Forse cercava un riscatto inconscio alla sua trascorsa sete di potenza e
di averi. La sua culla d'acciaio sospesa nel cosmo gli garantiva il distacco
non solo dall'umanità, ma anche dalla realtà. Finanziava matematici, luminari
di geometrie estreme, informatici persi in ricerche di programmi globali,
filosofi accaniti nell'indagine delle cause prime e delle cause ultime. Ma il
suo vanto era l'accademia delle scienze. Feci la conoscenza con gli inquilini
di quel bislacco consesso. Erano tutti inventori di qualcosa. C'era chi
s'ingegnava a estrarre energia dal vento e dal sole, con strane eliche rotanti
e pannelli luccicanti. Un esperto in comunicazioni lavorava a un progetto di
lingua-terra, un codice universale basato su complessi sistemi algebrici:
martelletti idraulici, mossi dalla sorte, azionavano la tastiera di un enorme
computer, creando alfabeti e testi sottoposti per metà alla tirannia del caso,
per l'altra metà alla padronanza di regole misteriose. L'intento era dar vita
alla biblioteca definitiva che, stivata su un supporto di incommensurabile
memoria, sarebbe stata sparata nelle profondità galattiche, a documento
immortale dell'intelligenza umana. Una rockstar, pasionaria d'alchimia, cercava
di mutare in bianco ciò ch'era nero. Uno scienziato filantropo era lì lì per
ricavare propellente dall'aria e dall'acqua. "Vostra Grazia" chiesi
ingenuamente una volta al mio ospite "Voi, proprietario dei più grandi
depositi di petrolio al mondo, non vi state forse tirando la zappa sui piedi? A
chi venderete l'oro nero, quando i motori gireranno con l'acqua fresca delle
sorgenti?". Ma lui era immerso in riflessioni così insondabili che neanche
lo squillo d'ordinanza riuscì a ridestarlo... M'impressionò l'invenzione di un
archeologo, un aspiratore capace di risucchiare le anime grandi del passato. In
mia presenza, si materializzò Socrate, il castigamatti ateniese. Fu organizzata
subito una teleconferenza con le persone ritenute - soprattutto da loro stesse
- le più intelligenti, le più capaci, le più preparate al mondo. Quasi tutti
accettarono la sfida: forse perché erano sicuri di aumentare l'audience, di
guadagnare popolarità, la loro moneta corrente. Vidi capi di Stato, presidenti,
potenti, finanzieri, guerrieri, stelle del cinema, anchorman planetari, insomma
la crema del mondo, finire arrosto sulla graticola di Socrate. Quel greco calvo
e corpulento, con gli occhi bovini che sprizzavano scintille, dialogava con
tutti, a forza di domande pungenti come colpi di fioretto. Tutti credevano di
sapere tutto. E imparavano, poi, che l'unico, vero sapiente è colui che sa una
cosa sola: di non sapere. Perché la sapienza è mancanza, ricerca, dialettica.
Se si maschera di certezze, è vanagloria, ignoranza, cattiveria... *** *** ***
"Allora, Jonathan, che ne pensi di questo memoriale?" domandò al
collega il primario del Maudsley Hospital, rinomato centro psichiatrico
londinese. "Non ho dubbi, Steve", rispose l'uomo in camice bianco,
"somatoagnosia, allucinazioni cinestesiche, complicate dalla sindrome di
Babinski. Il soggetto non ha la percezione corretta del proprio corpo. Deve
aver subito qualche lesione nelle aree temporo-occipitali. Questo spiegherebbe
la macro-micropsia, quel suo "vedere" giganti o nanerottoli. Poi,
tutte quelle idee banali sulla politica, sull'arte, sulla scienza, sulla
civiltà... Schizofrenia ossessiva, direi". Il primario sospirò. "Terapia?".
"Potenziamento dei sedativi" rispose il suo aiuto "e isolamento
di rigore. Non deve parlare con nessuno, per un po'. Raccomanderei silenzio
stampa assoluto. Quell'uomo ne ha fatti di viaggi. Ma solo nella mente, nelle
sue ossessioni, con i suoi fantasmi". "A proposito. Qual è il suo
nome?" domandò il dottor Steve, versandosi il tè fumante nella tazza.
"Gulliver, mi pare" rispose l'altro luminare, porgendo la
zuccheriera. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
N. 189 del
2008-08-09 pagina 5 Il Grifone che vola quando va in rete di Marina Sirtori La
mamma è torinese e di fede juventina. Ma quando Giovanni è venuto alla luce a
Genova, il 22 settembre del 1963, il papà - vice presidente del Little Club
Genoa - lo ha riconosciuto subito come un genoano doc, di quelli con il Dna
rossoblù. E come poteva essere diversamente? Quello stesso giorno, era
domenica, allo stadio di Marassi, nel corso della partita Genoa-Bari, si stava
consumando la prima invasione di campo da parte dei tifosi del Grifone. Il
destino di Giovanni Porcella, "voce" del pallone di casa nostra anche
nel prossimo campionato, era segnato. La sua sarebbe stata una vita da genoano,
di quelli veri, quelli che anche nella sofferenza (calcistica naturalmente) non
fanno che rafforzare l'incrollabile fede rossoblù. E oggi, dopo 45 anni, ora
che il Genoa è il suo pane quotidiano alla mensa dell'informazione televisiva e
non, eccolo ancora lì, pronto a mutare in maniera preoccupante la colorazione
del viso (da grigioverde a rosso fuoco a seconda delle situazioni), ad
arrochirsi la voce con un singulto o a surclassare il più urlatore dei
telecronisti brasiliani. Già l'urlo. Basta cliccare su "Google" alla
voce Giovanni Porcella, per ritrovare il nostro giornalista tifoso, sia sul
sito di Primocanale, televisione per la quale lavora dal 1998, e su "You
Tube", a dare il meglio di sé, per ben due volte. L'ultima in occasione
della partita Genoa-Napoli che nel giugno dell'anno scorso sancì il ritorno del
Grifone in serie A. Al fichio finale dell'arbitro, Giovanni si è scatenato. "Genoa
in A" ripetuto un'infinità di volte, un consolatorio "la maledetta
sfiga è battuta", un rassicurante "arriviamo, arriviamo,
arriviamo" e un canzonatorio "ciao Albinoleffe, ciao Licata...".
"Lo so - dice oggi Porcella, fingendo l'equilibrio e la compostezza di uno
al di sopra delle parti - con il Licata il Genoa non ha mai giocato in
campionato, ma in Coppa Italia. Ma si sa, quel giorno ho anche
straparlato...". E l'altro urlo? "Quello risale al 2006, sempre al
"Ferraris", al gol di Lopez alla Salernitana, gara finita 2-1 per il
Grifone. Erano i play off di serie C. Fu una cosa così, nata dal cuore. Temevo
che il Genoa fosse finito. Mi dicevo: il prossimo anno andiamo al cinema altro
che allo stadio e invece no. Ecco Lopez e il Vecchio Balordo si tira fuori, si
riparte". E fu subito successo, sia del Genoa che comunque tirava un
enorme sospiro di sollievo, che di Porcella. La sua gioia urlata al cielo, il
suo smacciare tra i banchi della tribuna diventano un cult. L'urlo sarà la
suoneria del telefonino per tantissimi genoani nei mesi a venire. "Eppure
io da piccolo, nonostante i miei trascorsi calcistici (ho giocato in porta nel
Molassana, nel Little Club Genoa, nel Quintano) non volevo occuparmi di sport
(leggi Genoa n.d.r), ma di politica. Il destino però ha deciso per me
diversamente". E allora eccolo prima al Corriere Mercantile, poi al
Lavoro, poi a Bologna per Repubblica. Il tuttofare dell'informazione si
focalizza sul calcio e sul Genoa proprio grazie al Giornale, per il quale
instancabilmente collabora ancora oggi. Poi il salto a Primocanale, "a
costruire un'informazione diversa, a svecchiare il mondo delle televisioni
locali", dove oggi è il reuccio della compenente giornalistica e dei
tifosi di fede rossoblù. "Il mio blog "GrifHouse", la Casa del
Grifone, con oltre diecimila messaggi in poco più di un anno, è tra i più
cliccati in Liguria, forse al terzo posto, se si considera
che il primo è quello di Beppe
Grillo". A Primocanale c'è anche
Maurizio Michieli, che sta dall'altra parte, quella sampdoriana. "Io e lui
formiamo una coppia formidabile. Lui più freddo, distaccato, io più casinista e
diretto". Con Michieli e gli altri dello staff, ora a Primocanale stanno
preparando i palinsesti per la stagione e il campionato che verranno. E
i rapporti Porcella-Preziosi? "L'inizio è stato drammatico. Il presidente
non si fidava di me. Pensava persino che fossi sampdoriano... Poi, dopo
"Gradinata Nord", dopo essere stato ospite in trasmissione, si è
ricreduto, ha capito che potevamo essere amici leali. E così è stato".
Porcella si definisce curioso e pettegolo, per nulla arrendevole, polemico. Io
aggiungo sanguigno e incazzoso, insomma genoano. E lo dico da sampdoriana:
"Grazie di esistere". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
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( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
N. 189 del
2008-08-09 pagina 0 I viaggi (nella mente) di Gulliver di Ezio Savino L'eroe di
Jonathan swift oggi è un antropologo della Royal Society che gira il mondo per
completare la mappa dei sogni e dei simboli degli uomini. E' convinto che
l'umanità sia formata da pigmei in smoking con l'iPhone e (presunti) giganti,
alti come le pile di dollari che incassano La mia conclusione è che l'umanità
ha perso la bussola, e con essa ogni senso della misura. Siamo circondati da
pigmei, seppure in smoking, con l'iPhone fibrillante. Piccini dentro,
microscopici di spirito. Poi ci sono i (presunti) giganti. Sono alti quanto le
pile di dollari o di euro che intascano. C'è chi ne miete decine di migliaia al
giorno per distribuire sogni di vittoria negli stadi, impalpabili come nebbia.
Chi ne vendemmia altrettanti al minuto per rimestare il nulla dal tubo catodico,
solido quanto l'etere. C'è chi manovra capitali virtuali (non virtuosi) sul
web. Moralista? Qualunquista? Io mi sento realista. Ho fatto viaggi su viaggi.
Mi considero una persona concreta. Pullilit. C'era qualcosa di bambinesco, di
umoristico, in quel nome. Specialmente per il fatto che l'arco d'ingresso
all'aeroporto del paese, su cui era scritto a lettere (diciamo così) cubitali,
mi arrivava alle ginocchia. Gli aerei in transito (era un'ora di punta) e
quelli parcheggiati sulle piste mi parvero gioielli di modellismo. Gli autobus
del terminal erano lunghi quanto i miei desert boot. Pensai che le code ai
check-in e alle casse dei numerosi bar fossero composte da robottini con dei
chip sofisticati. Dovevo essere inciampato in una specie di Disneyland in
sedicesimo. State già pensando: "è pazzo, è un visionario". O anche peggio: "un satirista, un Beppe Grillo".
Invece sono uno scienziato. Antropologo. La Royal Society di Londra mi paga per
girare il mondo e completare la mappa dei sogni e dei simboli degli uomini. Dal
tempo di Francis Bacon i membri della mia organizzazione discutono della natura
umana, e ambirebbero a tirare le somme. Io sono una rotellina
nell'ingranaggio del calcolo. Ma temo di avere inceppato il meccanismo...
Scrivo questo memoriale (chi vuole intendere, intenda...) per dimostrare che
sono più che lucido di mente. Dunque, torniamo a Pullilit. Ero in missione a
Uluru, Australia del Nord, un immenso monolite ocra sul bush. Tutti lo
conoscono come Ayers Rock. è un diario degli incubi e delle illusioni degli
aborigeni graffitari, che per millenni ne hanno dipinto i fianchi rocciosi. Il
mio compito era farne un catalogo digitalizzato, segno per segno, per poi
comporre un sillabario di decifrazione. Scoprii una "pista dei canti"
che puntava da qualche parte, a sud, verso il cuore dello scudo australiano. Al
terzo giorno di marcia, nel deserto, smarrii ogni contatto con il mondo civile.
E mi imbattei in Pullilit. Non erano giocattoli, quelli. Non erano miniature
radiopilotate. Era tutto reale! Solo la prospettiva era fantastica. Era come
guardare il mondo con un binocolo alla rovescia. La scala era di 1:12, la
proporzione tra il pollice e il piede. L'ombra minacciosa che proiettavo su
quel minuscolo ma organizzato universo, mise in moto l'apparato di difesa. Una
ronzante colonna di autoblindo e uno sciame di caccia a reazione mi
accerchiarono. Sentii delle trafitture: dovevano essere proiettili soporiferi,
perché mi accasciai, e caddi in un sonno di piombo. Quando riaprii gli occhi,
ero disteso nella piazza d'armi di quella che mi sembrò una caserma. Il sole
implacabile mi scottava la faccia. Tentai di alzarmi, ma capii che catenelle
infrangibili mi inchiodavano ai picchetti. Abbassai lo sguardo e, proprio lì,
sul mio petto, vidi un generale in tuta mimetica da combattimento. Impugnava un
megafono: le mostrine e le medaglie gli scintillavano addosso. Granelli di
sabbia, portati dal vento, mi stuzzicarono le narici: non riuscii a trattenere
uno sternuto. Per l'omino abbarbicato alla mia camicia fu come affrontare un
uragano. Ma si aggrappò al bottone del mio taschino e resistette. Cannoni
semoventi, mitragliere, rampe di missili terra-aria avanzarono sferragliando di
una decina di centimetri. Cominciarono i colloqui. Ho sempre avuto il pallino
delle lingue. Il pulliliziano era un idioma con ascendenze ugro-finniche.
Riconobbi parole imparentate con il sanscrito e il greco antico. In poche ore,
fui in grado di scambiare messaggi coerenti. No, non ero l'avanguardia di una
mostruosa invasione aliena. Mi ero perso nel deserto. Loro mi avrebbero portato
al cospetto delle autorità. Ci vollero quaranta gru per issarmi su una ventina
di cingolati diesel. Seppi più tardi che il loro piano iniziale era di
terminarmi con una scarica di siluri nucleari, ma l'impatto ambientale della
mia immensa carcassa sarebbe stato catastrofico. Il preventivo del mio
smaltimento era incalcolabile. Cominciò così la mia avventura a Pullilit.
Fecero di tutto per rendermi il soggiorno confortevole. A parte le misure,
Pullilit sembrava un paese "normale". Il sistema politico era una
monarchia. Un giorno feci accomodare il sovrano sul palmo della mia destra, e
me lo sollevai all'altezza degli occhi. Dimostrò una dignità davvero regale.
Indossava un completo che sembrava tagliato da Armani, e stringeva in una mano
un minuscolo scettro d'oro: con l'altra, reggeva quello che giudicai un
cellulare. Mi informò, con aria preoccupata, che il suo paese era dilaniato
dalle controversie. Attualmente, la questione cruciale riguardava la lunghezza
dei tacchetti in dotazione agli atleti della loro Nazionale di calcio. Un
partito spingeva per tacchetti lunghi, gli avversari caldeggiavano i corti.
C'era anche un partito trasversale "tacchetti medi", ma contava come
il due di picche: anche se, fluttuando, poteva far pesare da una delle due
parti il bilancino della maggioranza. Si era sull'orlo della guerra civile. Non
parliamo della destra e della sinistra. Una spina nel fianco dell'unità civica.
Allo struscio pomeridiano, nella via elegante della capitale, da che parte
doveva stare la dama? A dritta o a mancina? Mah... Il parlamento era riunito da
mesi, ma non c'era convergenza parallela, l'opposizione strepitava, faceva
ostruzionismo, insomma si profilava il pericolo di elezioni anticipate sullo
scottante problema, con tutte le sue implicazioni sociali. I talk show
televisivi non si occupavano d'altro. In più, una città vicina cospirava.
Voleva ripristinare lo stile melodico nelle canzoni. Ma a Pullilit andavano per
la maggiore i complessi rock. I satelliti spia dell'intelligence avevano
scoperto movimenti di truppe e, all'infrarosso, un calore preoccupante nelle
caldaie dei sommergibili e delle portaerei nemiche. Forse si era alla vigilia
di un attacco. Terroristi avevano piazzato altoparlanti che diffondevano
gorgheggi e note struggenti di pezzi tradizionali fin sotto le finestre della
reggia. Pullilit era pronta a rispondere con la forza a ogni provocazione.
Riuscii a svignarmela in una notte di luna nuova. Avevo rubato e nascosto in
una caverna dei dintorni un bel po' di motrici di Tir pulliliziani, e mi ero
così costruito dei rudimentali pattini a turbina, che mi riportarono alla
civiltà. L'anno seguente ero in Mongolia, nel Gobi. Studiavo le culture
dell'epoca di Gengis Khan. Ma il mio monomotore, un giorno, cominciò a
sputacchiare, a perdere colpi, e fui costretto a un atterraggio di fortuna nel
nulla. Secondo i miei calcoli ero a qualche centinaio di chilometri da Ulan
Bator. La steppa era ondulata. Alture orlate di fitte boscaglie chiudevano l'orizzonte.
Mi diressi laggiù, sperando di trovare segni di vita civile. Ne trovai uno, su
un sentiero di terra battuta largo come un campo d'atterraggio per i Jumbo Jet.
Era una chiave d'ottone. Nulla di strano, tranne la testa, grande quanto una
macina da mulino, e la dentatura, lunga come una scimitarra seghettata. Quando
scorsi la creatura che l'aveva smarrita tornare sui suoi passi scrutando il
terreno, capii di essere capitato in un altro mondo. Era un fattore. Lo dedussi
dalla tuta da lavoro che indossava, e dalla falce che portava sulla spalla. La
lama dell'attrezzo era lunga come l'ala di un aeroplano, e il sole calante ne
traeva riflessi sanguigni. I suoi stivaloni di gomma lasciavano sulla polvere
della steppa orme da far invidia a un T-Rex. Il binocolo della mia esperienza
si era rovesciato specularmente. La scala si era invertita. Il mio nuovo
padrone giganteggiava 12 a
1, e quando mi raccolse per guardarmi, incuriosito, mi trovai all'altezza del
quinto piano di un palazzo. Dico "padrone", e non a caso. L'uomo mi
infilò, insieme alla chiave ritrovata, nella tasca della tuta, vasta come una
tenda da dieci persone, e una volta a casa mi depose sul tavolo della cucina,
dalle dimensioni di un campo da tennis. Gli altri della famiglia si raccolsero
intorno, studiandomi. Ero diventato proprietà di un abitante di Gangdirobbn, un
reame che nessun geografo aveva mai registrato su una carta, in quelle
immensità sperdute dell'Asia. Hic sunt leones! Quando ne appurai il nome (in
poco tempo appresi la lingua di quelle labbra tonanti) pensai di essere finito
fra qualche tribù anomala di predoni, discendenti dai razziatori mongoli di
Gengis Khan, cresciuti all'inverosimile per qualche misteriosa mutazione
genetica. Ma non era così. Il paese era tranquillo, quasi monotono. C'era una
milizia statale, una polizia divisa in squadroni, ma più per figura, che per
altro: guerre e rivolgimenti sociali sfumavano nei ricordi mitici di quegli
esseri giganteschi, resistendo solo nei racconti che le balie facevano ai
bambini, per addormentarli. C'era un reggente. Ma la politica, qui, contava
poco. La gente comune non si appassionava ai giochi di potere. Pochi titani
pensavano a tutto. Stabilivano i prezzi delle merci. Decidevano chi dovesse
godere d'istruzione e chi, invece, restare ingenuo. Giornali e rotocalchi erano
colossali, come gli schermi tv. In prima pagina, giganti di carta davano l'idea
che Gangdirobbn fosse un colossale paese dei balocchi, velinone con attributi
extrascala, giganteschi pedatori commerciati a cifre pari ai Pil di stati di
media forza, megastar dello schermo, venerate come idoli scolpiti nelle
montagne. Un giorno, pensando di darmi importanza, di impressionare quella
gente, sciorinai al re tutto il potenziale militare che si annida nei nostri
arsenali: scudi stellari, bombe biologiche, testate con i loro megatoni, arnesi
di morte che, secondo la nostra filosofia, tengono a galla il mondo con
l'equilibrio del terrore. "Siete proprio pidocchi litigiosi" fu la
sua risposta. Avevo intenzione di aumentare un po' la mia statura raccontando
le ardue conquiste dei nostri intellettuali, filosofi, guru, semiologi,
analisti, specialisti del bla bla, cuochi sopraffini dell'aria fritta, ma mi
resi conto che non era il caso... Vivevo in una scatola da scarpe, attrezzata a
camper: devo ammetterlo, con ogni comodità. Ma una sera, un'aquila reale
afferrò la mia dimora fra gli artigli e mi trasportò a volo sull'oceano. Quando
precipitai in acqua, provai l'esperienza degli astronauti, al rientro
nell'atmosfera con le loro capsule. Mi raccolse una motovedetta, di pattuglia
anticlandestini. Qualche mese in pantofole, a scaldar sedie dietro le
scrivanie, poi via di nuovo. Non sono tipo per la vita immobile. Accettai
l'invito di un magnate eccentrico, che aveva trasferito la sede direttiva del
suo impero - petrolio, acciaio, grano e acqua potabile, l'"oro blu"
dei nostri tempi - su uno Shuttle in orbita perenne intorno al mondo. La Royal
Society diede il benestare: a me il compito di studiare l'antropologia degli
umani nello spazio. Con il primo traghetto stellare, mi trasferii su Putala:
così si chiamava lo straordinario veicolo. L'"Imperatore", come si
faceva chiamare, era un mistico. Aveva stivato montagne d'oro nelle banche
svizzere e in tutti i paradisi fiscali del pianeta. Approdato al buddhismo, era
devoto fervente delle saggezze orientali. Sprofondava in meditazioni così
esclusive che un suo funzionario, sempre in servizio, doveva richiamarlo
all'attenzione facendogli squillare un cercapersone appeso al collo, come un
pendaglio, a intervalli stabiliti di tempo. Forse cercava un riscatto inconscio
alla sua trascorsa sete di potenza e di averi. La sua culla d'acciaio sospesa
nel cosmo gli garantiva il distacco non solo dall'umanità, ma anche dalla
realtà. Finanziava matematici, luminari di geometrie estreme, informatici persi
in ricerche di programmi globali, filosofi accaniti nell'indagine delle cause
prime e delle cause ultime. Ma il suo vanto era l'accademia delle scienze. Feci
la conoscenza con gli inquilini di quel bislacco consesso. Erano tutti
inventori di qualcosa. C'era chi s'ingegnava a estrarre energia dal vento e dal
sole, con strane eliche rotanti e pannelli luccicanti. Un esperto in
comunicazioni lavorava a un progetto di lingua-terra, un codice universale
basato su complessi sistemi algebrici: martelletti idraulici, mossi dalla
sorte, azionavano la tastiera di un enorme computer, creando alfabeti e testi
sottoposti per metà alla tirannia del caso, per l'altra metà alla padronanza di
regole misteriose. L'intento era dar vita alla biblioteca definitiva che,
stivata su un supporto di incommensurabile memoria, sarebbe stata sparata nelle
profondità galattiche, a documento immortale dell'intelligenza umana. Una
rockstar, pasionaria d'alchimia, cercava di mutare in bianco ciò ch'era nero.
Uno scienziato filantropo era lì lì per ricavare propellente dall'aria e
dall'acqua. "Vostra Grazia" chiesi ingenuamente una volta al mio
ospite "Voi, proprietario dei più grandi depositi di petrolio al mondo,
non vi state forse tirando la zappa sui piedi? A chi venderete l'oro nero,
quando i motori gireranno con l'acqua fresca delle sorgenti?". Ma lui era
immerso in riflessioni così insondabili che neanche lo squillo d'ordinanza
riuscì a ridestarlo... M'impressionò l'invenzione di un archeologo, un
aspiratore capace di risucchiare le anime grandi del passato. In mia presenza,
si materializzò Socrate, il castigamatti ateniese. Fu organizzata subito una
teleconferenza con le persone ritenute - soprattutto da loro stesse - le più
intelligenti, le più capaci, le più preparate al mondo. Quasi tutti accettarono
la sfida: forse perché erano sicuri di aumentare l'audience, di guadagnare
popolarità, la loro moneta corrente. Vidi capi di Stato, presidenti, potenti,
finanzieri, guerrieri, stelle del cinema, anchorman planetari, insomma la crema
del mondo, finire arrosto sulla graticola di Socrate. Quel greco calvo e
corpulento, con gli occhi bovini che sprizzavano scintille, dialogava con
tutti, a forza di domande pungenti come colpi di fioretto. Tutti credevano di
sapere tutto. E imparavano, poi, che l'unico, vero sapiente è colui che sa una
cosa sola: di non sapere. Perché la sapienza è mancanza, ricerca, dialettica.
Se si maschera di certezze, è vanagloria, ignoranza, cattiveria... *** *** ***
"Allora, Jonathan, che ne pensi di questo memoriale?" domandò al
collega il primario del Maudsley Hospital, rinomato centro psichiatrico
londinese. "Non ho dubbi, Steve", rispose l'uomo in camice bianco,
"somatoagnosia, allucinazioni cinestesiche, complicate dalla sindrome di
Babinski. Il soggetto non ha la percezione corretta del proprio corpo. Deve
aver subito qualche lesione nelle aree temporo-occipitali. Questo spiegherebbe
la macro-micropsia, quel suo “vedere” giganti o nanerottoli. Poi, tutte quelle
idee banali sulla politica, sull'arte, sulla scienza, sulla civiltà...
Schizofrenia ossessiva, direi". Il primario sospirò. "Terapia?".
"Potenziamento dei sedativi" rispose il suo aiuto "e isolamento
di rigore. Non deve parlare con nessuno, per un po'. Raccomanderei silenzio
stampa assoluto. Quell'uomo ne ha fatti di viaggi. Ma solo nella mente, nelle
sue ossessioni, con i suoi fantasmi". "A proposito. Qual è il suo
nome?" domandò il dottor Steve, versandosi il tè fumante nella tazza.
"Gulliver, mi pare" rispose l'altro luminare, porgendo la
zuccheriera. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Torna all'inizio
( da "Giornale.it, Il" del 09-08-2008)
Argomenti: Grillo
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Non
commentato " (2 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone
e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha
mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza".
Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi
dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a
sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si
ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra
riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale,
i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi"
dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a
primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che
gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un
elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di
raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i
toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di
destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne
leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra
correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche
lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura
palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle
riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una
diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al
partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già
detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano,
il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ...
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post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito
perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto
male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha
fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 )
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro
la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) " (34 votes, average: 3.26
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio,
a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi,
ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta
intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma
Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che
questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della
nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da
tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si
comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna
evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori
dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare"
e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere
della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti?
penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci
sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco
Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione
fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il
tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando:
"E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di
autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le
sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli
italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova
strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova
tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più
forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (54
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché
la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane
coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il
Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Ultime discussioni valentino: Certo che dal '45 in poi " i
comunisti" hanno fatto delle belle "iniezioni"... valentino:
Esatto Luciano " .non poter mettere le mani sulle casse dello
Stato.." !!! Perchè... Francesco: In un certo senso mi vedo d'accordo con
la strategia di Veltroni; moderare i toni, portare avanti... Wolf: Sottoscrivo
quanto brillantemente scritto da Alì Babà. Anche io sono fieramente
anti-comunista, non me ne... Alì Babà: Vai Cavaliere ,vai avanti l'Italia vuole
cambiare Andate avanti così , fatemi sognare , create... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo
attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della
politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le
liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News La Georgia sotto le bombe russe Il conflitto si
allarga sull'Abkhazia L'ultima di Grillo: i
giornalisti alla gognaTromba d'aria a Grado: morti due norvegesiTragedia a
Palermo, 13enne folgorata da un palo della luceGiochi, Sanchez beffa Rebellin:
è argento Pechino, cinese uccide turista Usa e si suicida Rovigo, 16enne si
uccide L'ex fidanzato diffuse sue immagini eroticheAntonio Gava, boss dei
moderati Dc assolto dopo 13 anni di calvarioVacanze, vietati i massaggi in
spiaggia "Ambulanti impreparati nella pratica"Adrenalina a San
Vigilio di Marebbe Ecco la zip line più grande d'EuropaSan Lorenzo: le stelle
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riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della
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contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
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Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le
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Torna all'inizio
( da "Giornale.it, Il" del 10-08-2008)
Argomenti: Grillo
In un'analisi
pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la
drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e
la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la
benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente
per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui
rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di
strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e
con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al
vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione,
annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito
dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica.
Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni
nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il
presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca
e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi
Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è
superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo
dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi,
l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico,
a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington
non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il
mondo Commenti ( 3 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug
08 Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad
arrivare a Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli
ultimi dieci giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un
articolo pubblicato oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da
Gheddafi che ha allentato i controlli sulle coste per mettere sotto pressione
l'Italia e strappare accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in
generale, con l'Unione europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma
Tripoli ospita un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia
di concludersi a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in
inglese Iom), in due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500
migranti bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché
rimpatriarli con la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola
attività economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0
euro), come mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette
all'emigrante di salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio
clan e di restare in patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il
biglietto aereo e le spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro
a persona; molto, molto meno delle spese da sostenere per manetenere i
clandestini nei Cpt per settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo
programma rischia di finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire
che ci vogliono un milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008.
Io dico: è un'idea eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare
i governi per ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco
oneroso e dà speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O
sbaglio? Scritto in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 17 )
" (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08 Le
Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù
Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato
posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi
italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti
da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene
intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli
strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto
misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le
ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni
del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi
come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono
blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha
stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori
schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di
più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i
libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano
"purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il
regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le
descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in
francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito
vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che
può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi
occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una
grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche
nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
Commenti ( 34 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra
è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più
ossessionata dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa
nuova filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare
questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa
e il mondo Commenti ( 39 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello
Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
30Jul 08 E ora chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Nel pacchetto
sicurezza, approvato pochi giorni fa in via definitiva, c'è la norma che
prevede la confisca dell'appartamento a chi lo affitta agli stranieri non in
regola. La norma piace a tanti, anche alle forze dell'ordine. E per applicarla
non c'è in teoria problema: da anni i commissariati e gli uffici dei vigili
urbani ricevono le lamentele di cittadini esasperati: la mappa del degrado,
degli abusi, degli appartamenti dove i clandestini vivono ammassati in
condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti per un posto letto, c'è già. Il
provvedimento, inoltre, amplia le competenze del sindaco in materia e prevede
il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato. Bene, è giusto e doveroso
per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma quando parli in confidenza
con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che non hanno abbastanza uomini
per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I vigili urbani ammettono di aver
paura ad entrare nelle case abitate dagli stranieri anche solo per un semplice
controllo d'identità; figuriamoci per far applicare la norma sugli affitti
irregolari. La mia domanda è semplice: se la situazione è questa, chi farà
rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il lassismo imperava, con
Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le buone intenzioni a ridare
fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera sicurezza ai cittadini? Scritto in
Italia, immigrazione Commenti ( 57 ) " (1 voti, il voto medio è: 3 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Jul 08 Il vero prezzo del
petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è insospettabile ed è stata citata dal
Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes Heroles, amministratore delegato di
Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli di diversi analisti, ritiene che il
prezzo del barile oggi sarebbe di 80 dollari se non ci fosse la speculazione a
spingere le quotazioni dell'oro nero. Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il
38% in meno. Intanto il Congresso Usa sta studiando delle misure per limitare
le operazioni sui derivati del greggio e il suo organismo di controllo, la
Commodity Futures Trading Commission, ha messo sotto accusa un fondo olandese
per aver manipolato il mercato dei futures nel marzo 2007. L'inchiesta è solo
agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando sono
uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo
perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche)
perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle
notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 44 ) "
(4 voti, il voto medio è: 2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito
Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa.
Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare
spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima
appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy,
pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste
cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al
massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama
rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei
abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il
diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare,
sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti
estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di
politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una
suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di
più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali?
Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra
l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun vantaggio
in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli Usa McCain -
dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora decisa.
Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 48 )
" (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come
molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio
contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente
legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e
che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di
ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di
conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli.
Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci
è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in
una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una
parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O
forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro
degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica
molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando
le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere
altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam
popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di
fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci
a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione,
e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo
natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci
a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161
anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è
davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 )
" (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 19Jul 08 Napoli senza rifiuti. Bene ma. qualcuno pagherà? Di ritorno
dall'estero scopro che i rifiuti sono spariti dalle strade di Napoli. Bravo
Berlusconi, bravo Bertolaso. Le conseguenze sono rilevanti sotto molti punti di
vista. Innanzitutto: in un Paese che chiede fermezza alle istituzioni il
messaggio giunge chiaro e forte. Il Cavaliere è troppo ottimista quando afferma
che "lo Stato è tornato ad essere lo Stato": un successo non basta a
restituire credibilità e prestigio. Ce ne vogliano tanti e in sequenza. Diciamo
che è un passo deciso nella giusta direzione. In secondo luogo: la crisi stava
danneggiando non solo il turismo a Napoli, ma l'immagine complessiva del Paese
e soprattutto del made in Italy. Tutto si lega: la moda italiana è affascinante
per la bravura dei suoi stilisti, per il prestigio dei marchi, per la qualità
dei tessuti, ma anche per il fascino delle nostre città d'arte e la
raffinatezza della nostra cucina. Le immagini della monnezza ripretute per
settimane dalle tv di tutto il mondo hanno danneggiato pesantemente la nostra
reputazione: nello scorse settimane ero rimasto colpito da un articolo del Sole
24 Ore che dimostrava come il marchio "made in Italy" per la prima
volta nell'ultimo decennio averse perso posizioni nelle classifiche
internazionali. Ora l'Italia potrà risalire, ma le leggi della comunicazione
sono spietate: per distruggere ci vuole poco, per ricostruire una reputazione
sono necessari tempi lunghi. La prova? Solo una parte dei grandi media
internazionali ha dato notizia che la situazione a Napoli è tornata sotto
controllo. Ad esempio: la Cnn sì, ma la Bbc no. Ciò detto sono rimasto colpito
dall'atteggiamento dei giornali e degli intellettuali di sinistra, che hanno
minimizzato e talvolta nascosto la notizia di ieri. Ancora una volta la nostra
opinione pubblica si dimostra scioccamente partigiana: pur di non riconoscere i
meriti del "nemico" si preferisce negare o più spesso ignorare la
realtà. Era davvero così difficile dire: questa volta il governo si è
comportato bene? E' proprio così assurdo anteporre gli interessi del Paese a
quelli di bottega e ideologici? Sia chiaro: una parte de giornali di
centrodestra si comporta allo stesso modo quando governa il centrosinistra. Il vizio,
diciamo, così è condiviso e rientra nella dialetttica, ma con dei limiti
dettati dal buon senso e dal sentimento di identità nazionale. Chissà se un
giorno anche l'Italia riuscirà a mostrarsi finalmente matura. Ultima
considerazione: Bassolino e la Iervolino collaborano di buona lena con il
governo. Bene. Ma in un Paese serio le responsabilità non svaniscono con il
finire dell'emergenza. Mi chiedo: qualcuno pagherà? O ancora una volta prevarrà
la linea del 'scurdamece 'o passato? La credibilità delle istituzioni passa
(anche) da qui. Scritto in Italia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio
è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jul 08 Sono in
viaggio. Sono in viaggio e, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet
funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non
posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a
partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti
voi. Scritto in giornalismo Commenti ( 10 ) " (4 voti, il voto medio è:
2.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
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sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli.
Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su
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milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di
"Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails
L'immigrazione? E' come un domino.... - 2 Emails Ultime discussioni Giuseppe
Flavio: Mi domando: ma se l'Occidente e l'Europa sono per la pace, che bisogno
c'è di... valentino: Marista.credo che tu parlando di "triglie" e di
"cernie" (... Giuseppe Flavio: A proposito della Libia e di Gheddfi.
Ricordate circa venti anni fa circa (o di più?) aerei Usa e... Franco
Parpaiola: Salve. Tanti problemi internazionali l'America e con essa l'Europa
occidentale se li va a... lepanto: Putin ha insegnato all'Occidente una regola
che abbiamo dimenticato da tempo: non serve mostrare i... Ultime news La
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l'edizione del C'è un'Italia che rinasce Nando Dalla Chiesa Segue dalla Prima E
ccone alcuni, di questi segni. Il cinema, anzitutto. La nuova stagione del cinema
italiano. Cinema civile, impegnato. Le cui grandi stagioni hanno sempre
accompagnato e preceduto le fasi della speranza. Dalla ricostruzione
postbellica agli anni del primo centrosinistra, per arrivare al
"Portaborse", che diede voce alla rivolta civile dei primi anni
novanta. Si impongono registi e attori capaci di parlare insieme il linguaggio
del cinema, del teatro e della tivù. Poi c'è l'esplosione di festival e
rassegne culturali. Promossi da assessorati di grandi e piccoli comuni, da
associazioni, da biblioteche. Sui temi più vari. In collaborazione con
intellettuali nazionali e locali. Festival belli, intelligenti, spesso
originali, sempre pieni di pubblico. Non c'è quasi più l'Italia delle sagre di
paese e che puntava a riempire le piazze estive con la cantante di grido. C'è
una capacità progettuale e inventiva diffusa e assolutamente inedita proprio
nel paese che molti di noi ritengono culturalmente inabissato. E se i giornali
non informano, si sta ormai strutturando una rete informativa e di opinione
libera e incontrollabile, alla quale si rivolge una parte crescente di opinione
pubblica. Minoritaria, è vero; ma come lo è, in fondo, quella che legge i
giornali senza limitarsi ai titoli, allo sport e ai necrologi. Si parla solo del clamoroso caso del blog di Beppe Grillo. Ma in effetti si è formato un tessuto di siti e di blog che
sono in grado, da soli, di promuovere manifestazioni a una velocità superiore a
quella di un grande partito. Una vivacità comunicativa straordinaria. Buona non
solo per pedofili o bulli scolastici, come sembrerebbe dalle cronache,
ma occasione di crescita civile e politica del paese. Anche la cultura della
legalità non se la passa affatto male. Lo scorso marzo a Bari, per la giornata
della memoria e dell'impegno di Libera, sono arrivate centomila persone da
tutta Italia. Attenzione: centomila non "contro Bush" o "contro
Berlusconi". O per difendere propri interessi economici. E neppure per
l'emozione suscitata da un grande delitto. Mai successo prima. Ancora? Provate
ad arrivare in una città, in un paese. I vostri ospiti vi diranno subito
sconsolati che "qui non c'è nessuno". Per spiegare che non ci sono
risorse intellettuali, di impegno, in grado di dare speranza alla collettività.
Tempo un giorno e avrete già conosciuto qualcuno di valore, che fa cose
interessanti e importanti senza che la comunità circostante se ne accorga. E
poi ne conoscerete un altro e un'altra ancora. E vi rivolgerete ai vostri primi
ospiti per chieder loro conto della loro disillusione. Il fatto è che mentre la
cronaca nera o giudiziaria o politica spennellano di nero il nostro cielo, una
miriade di protagonisti della vita civile fa, progetta cose nuove, talora
geniali, anche supplendo alle tragiche assenze o manchevolezze delle
istituzioni. Nell'impresa, nella ricerca, nel volontariato, nella cultura,
nella pubblica amministrazione. Il paese sta riscoprendo la scrittura. Il lungo
ciclo del declino ha avuto origine, a pensarci, con l'eclisse della scrittura e
con il simmetrico trionfo della società della voce e dell'immagine. Ma è la
scrittura che, come ci insegnavano i nostri maestri elementari, ci obbliga a
dare ordine ai nostri pensieri, a uscire (per quanto ne siamo capaci,
ovviamente) dalla superficialità. Oggi stiamo ancora pagando l'immenso prezzo
di quell'eclisse, ma grazie a internet la scrittura, la comunicazione scritta,
perfino forbita e non banale (in quanto sottoposta a un pubblico vaglio), sta
tornando a essere modo di esprimersi primario. Ne vedremo gli effetti benefici
tra qualche anno. Il paese però, direi soprattutto, sta riscoprendo le nascite.
Non so che diranno le statistiche prossime venture, ma erano anni che non si
vedevano tante donne incinte, tanti bambini. E non solo tra gli immigrati. Se
ne vedono ovunque. Per le strade, sugli aerei, nei treni, nei ristoranti. Una
volta, specie al nord, donne incinte e bambini erano specie rare. Ora non più.
Il declino demografico è sempre anticipatore e sintomo di un inaridimento
culturale. Mentre le nascite sono un segno di fiducia nel futuro, di un amore
che contrasta il rancore sociale diffuso; quello -per intendersi- del dito
medio alzato e delle impronte ai bambini. Lo so bene. A chi mangia pane e
politica, o a chi tutto misura in base a ciò che avviene nel mondo della
politica, questi sembreranno segni irrilevanti e sommamente eterogenei. Eppure
sono sempre di questa natura i segni che precedono i cambiamenti. Sia nelle
democrazie sia sotto le dittature. Poteva mai immaginare la generazione del
'68, ascoltando l'Equipe o i Nomadi nel '66, che due anni dopo sarebbe esploso
qualcosa di grandioso che nasceva o si esprimeva anche attraverso i nuovi gusti
musicali? Si poteva immaginare che il teatro di Havel o la musica rock dei
paesi dell'est potessero preparare (dentro contesti internazionali anche loro
inimmaginabili) il crollo indolore dei regimi di Praga o di Berlino est?
Conosco a questo punto l'ulteriore obiezione. Sarà anche come dici tu. Ma come
si può, come possiamo noi tradurre tutto questo in qualità politica, visto lo
stato in cui è ridotto il centrosinistra? Non lo vedi che deserto abbiamo
intorno? E infatti. La città del centrosinistra è stata bombardata,
dall'esterno e dal'interno. E sulle macerie regna il museo delle cere, tali non
per anagrafe ma per anemia morale e culturale. Eppure sono proprio le città
bombardate che si possono ricostruire. Quelle in piedi si possono solo
ritoccare. A meno di realizzare imperiosi allargamenti, annettendo nuovi
territori. Ma non è il caso del centrosinistra. Ora la città può essere
rifatta. Lo spirito democratico c'è, aleggia. L'importante è che quando si
manifesterà più compiutamente non trovi in attesa di interpretarlo (e di
soffocarlo) il museo delle cere. Che non gli succeda cioè, per tornare
all'esempio già citato, quel che toccò in sorte allo spirito della
contestazione giovanile sessantottina, su cui saltarono le culture degli anni
trenta e quaranta fino a stremarlo. O di trovare in attesa solo il populismo
protestatario, come accadde in gran parte alla rivolta di Mani pulite. La
situazione è chiara. Elettoralmente il centrosinistra non è affatto devastato.
Politicamente sì. E accertato che purtroppo è andata così, bisogna trarne ogni
vantaggio. Perché infine il dilemma è se vogliamo costernarci e crogiolarci
nella descrizione di un paese ignobile e che "non ci merita" o
vogliamo riconoscere l'emergere sotto i rigori dell'inverno di un nuovo
rinascimento e mettercene alla testa. Come diceva Seneca, nessun vento è
favorevole per il marinaio che non sa dove andare. www.nandodallachiesa.it.
Torna all'inizio
( da "Giornale.it, Il" del 16-08-2008)
Argomenti: Grillo
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
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un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone
e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha
mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza".
Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi
dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a
sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si
ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra
riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale,
i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi"
dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a
primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che
gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un
elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di
raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i
toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di
destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne
leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra
correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche
lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già
detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano,
il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma
anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà
con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e
sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella
sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito
vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto
fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra
l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra
il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi
che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che
assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di
Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26
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dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche.
Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli
fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non
minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia",
così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è
l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo
ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove
stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo
ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo
Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di
vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato
"Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo
al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella
vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis
apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata
mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue
lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni
su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto
in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ...
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Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle
mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si
strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso:
Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo
auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali
non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Maroni: reati in calo, bene i militari nelle
cittàSanto Domingo Schianto tra due bus 29 morti: 4 italianiBush: "Guerra
fredda finita, in Georgia basta prepotenze"Nuoto, Filippi è argento negli
800 Phelps eguaglia il record: settimo oro Vince l'Italia che lottaParla
Berlusconi: "Dal calo delle tasse alla giustizia, ecco le mie prossime
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dall'Italia""Io, quattordicenne adescata sul web solo da uomini
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Torna all'inizio
( da "Repubblica, La" del 18-08-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca Petizione on
line per chiedere il reintegro di De Angelis Ferroviere licenziato bufera su
Trenitalia Denunciò il caso dell'Eurostar spezzato. Diliberto: azioni in tutta
Italia DAVIDE CARLUCCI MILANO - C'è chi propone "il boicottaggio delle
Fs" e chi invoca lo "sciopero subito". Chi dice: "Adesso
licenziateci tutti" e chi è pronto a "ripetere in pubblico il commento
incriminato". Così ferrovieri, pendolari e cittadini indignati motivano la
loro adesione alla petizione online lanciata dall'organizzazione
"Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza". Chiedono il
reintegro di Dante De Angelis, il sindacalista licenziato per aver denunciato
il caso dell'Eurostar spezzato, l'incidente avvenuto il 14 luglio a Milano
mentre il treno era in fase di manovra. La raccolta di firme, rilanciata anche dal sito di Beppe Grillo,
sembra la prima di una serie di iniziative di protesta contro il provvedimento
di Trenitalia per punire il delegato, leader storico dei macchinisti, che in
un'intervista aveva ricollegato l'incidente - su cui indaga la procura di
Milano - alla mancanza di "controlli sulla manutenzione e usura".
I sindacati di base "si preparano allo sciopero", annuncia Alessandro
Pelegatta, della Cub. La Fast Emilia Romagna ne ha già proclamato uno per il 6
settembre. Il vice presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, si rivolge
invece al governo: "Riferisca in Parlamento, spieghi cosa sta succedendo
nelle ferrovie. Nelle scorse settimane ci sono stati due incidenti molto
pericolosi che hanno fatto ipotizzare errori di progettazione agli stessi
vertici dell'azienda. Il minimo che possa fare un delegato alla sicurezza è
segnalare i punti di pericolo". Oliviero Diliberto annuncia che i
Comunisti italiani "si mobiliteranno con azioni in tutt'Italia a sostegno
di De Angelis", colpito da "un provvedimento antisindacale". Ma
la levata di scudi è trasversale. Protestano l'Italia dei valori, Rifondazione
comunista e Maurizio Ronconi, dell'Udc, che dice: "Licenzino gli
amministratori". Secondo Amedeo Laboccetta, del Pdl, il provvedimento
"rivela come in Italia oggi esista una vera e propria emergenza
ferroviaria". Per Beppe Giulietti, portavoce
dell'associazione Articolo 21, si è creato un pericoloso precedente. "Nei
confronti del sindacalista è stato configurato una sorta di 'reato di
opinione'. Le sue denunce, secondo Fs, avrebbero danneggiato l'immagine
dell'azienda. Questa motivazione potrebbe essere estesa a cento casi
simili".
Torna all'inizio
( da "Giornale.it, Il" del 18-08-2008)
Argomenti: Grillo
Torno ad occuparmi un
po' di vicende italiane, rilanciando qualche riflessione. La prima: perché in
Italia i cantieri autostradali durano in eterno? Ad esempio sulla Milano-Genova
i lavori di ampliamento per la terza corsia sono in corso da molti anni. E'
un'autostrada che percorro abbastanza frequentemente in settimana, il sabato,
la domenica, di giorno e la sera. Non vedo mai operai al lavoro, sembra tutto
fermo. e infatti i progressi sono lentissimi. Negli altri Paesi a inizio lavori
viene fissata una data per la conclusione che, salvo imprevisti e documentati
motivi, viene rispettata. In Italia invece si sfora sui tempi e, naturalmente,
sulla spesa. Domanda per Tremonti e Brunetta che finora si stanno comportando
molto bene a mio giudizio: non è il caso di porre fine a questa indecenza? La
seconda considerazione: sono d'accordo che vengano tagliate le spese statali e,
di conseguenza, anche quelle agli enti locali. Ma perché punire tutti
indiscriminatamente? Nella sanità, ad esempio, ci sono alcune regioni che
gestiscono bene i fondi a disposizione, altre invece dove regna l'inefficienza
e gli sprechi sono colossali. Perché non introdurre una linea meritocratica
anche in materia? I tagli dovrebbero colpire soprattutto le regioni che
sprecano, ho l'impressione che, se così, fosse, diventerebbero improvvisamente
più virtuose. Sbaglio? Scritto in Italia 1 Commento " (1 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Aug 08 La
guerra è finita o inizia solo adesso? Sì, i cannoni non sparano più in Georgia,
ma se esaminiamo quel che è accaduto in questi giorni da un punto di vista
strategico, non c'è da stare allegri. La guerra potrebbe essere solo agli
inizi. Mi spiego: 1) Dal 1989 al 2004 gli Stati Uniti hanno applicato una
politica di accerchiamento della Russia, facendo cadere sotto la propria
influenza molti Stati nell'Europa dell'Est e nell'Asia centrale, come spiego in
questa analisi. 2) Dal 2004 Putin ha cercato di contrastare gli Stati Uniti,
ottenendo qualche successo, ma non riuscendo mai a portare il colpo del Ko. In
un approfondimento sostengo che la guerra in Georgia segna una svolta. Il
riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte dell'Occidente legittima
le pretese secessionistiche delle tante minoranze russe sparse nell'ex impero
sovietico. La questione etnica diventa così il grimaldello strategico del
Cremlino: è alquanto probabile che quanto accaduto in Ossezia del Sud e in
Abkhazia possa essere ripetuto in altri Stati. Quali? Ucrania e Moldavia, ma
attenzione ai Baltici e, all'occorrenza, anche anche Kazakistan e Kirghizistan.
La crisi, probabilmente, è solo agli inizi e l'Occidente non sembra avere gli
strumenti per prevenirla. L'America in queste ore ha dato una triste
dimostrazione di impotenza e la mediazione di Sarkozy in realtà recepisce
soprattutto le condizioni poste dal Cremlino (tema che ho affrontato qui).
Anzi, quando ieri il presidente francese ha affermato che "Mosca ha
diritto di proteggere le minoranze russe" ha di fatto ulteriormente
legittimato il ricorso all'arma "etnica" da parte della Russia. Il
modello Georgia rischia di fare scuola, mettendo in crisi il grande piano Usa
per il controllo dello scacchiere eurosiatico. Scritto in russia, gli usa e il
mondo Commenti ( 55 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 09Aug 08 Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro
per l'Occidente? In un'analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni
che hanno provocato la drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente
sconta l'effetto Kosovo e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si
stacca dalla Serbia con la benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia.
Putin protesta veementemente per "l'amputazione della Serbia";
l'Occidente, però, lo snobba e lui rilancia annunciando la reciprocità. Se il
mondo si arroga il diritto di strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo
stesso con l'Ossezia del Sud e con l'altra repubblica ribelle georgiana,
l'Abkhazia. Altri due mesi e al vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di
avviare la procedura d'adesione, annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina,
l'altro grande Stato uscito dall'orbita russa, potranno diventare membri
dell'Alleanza atlantica. Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che
infatti riaccende le tensioni nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation
dell'altra notte? Verosimilmente il presidente georgiano Saakashvili, nel
tentativo di anticipare le mosse di Mosca e approfittando della distrazione del
mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a
quanto pare. Militarmente la Russia è superiore e ora Saakashvili rischia di
perdere non solo il controllo dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo
Paese. E se cadesse Tbilisi, l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale
nello scacchiere euroasiastico, a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena
di rischiare? Perché Washington non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato?
Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 53 ) " (5 voti, il voto
medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Aug 08
Una buona idea per fermare i clandestini I clandestini continuano ad arrivare a
Lampedusa: siamo a quota 12500 di cui oltre tremila solo negli ultimi dieci
giorni. Il 125% in più rispetto al 2007. Come spiego in un articolo pubblicato
oggi, questo afflusso non è casuale, ma tollerato da Gheddafi che ha allentato
i controlli sulle coste per mettere sotto pressione l'Italia e strappare
accordi a lui favorevoli con il nostro governo e, più in generale, con l'Unione
europea. Un gioco al rialzo che sa tanto di ricatto. Ma Tripoli ospita
un'iniziativa davvero felice, di cui si parla poco e che rischia di concludersi
a breve. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (in inglese Iom), in
due anni è riuscita a far rimpatriare su base volontaria 2.500 migranti
bloccati nel Paese africano. Il meccanismo è semplice: anziché rimpatriarli con
la forza, ha offerto loro un incentivo per avviare una piccola attività
economia nel proprio Paese. La cifra a testa è irrisoria (400-5o0 euro), come
mi ha spiegato il capo missione Laurence Hart ma permette all'emigrante di
salvare l'onore rispetto alla propria famiglia e al propio clan e di restare in
patria con soddisfazione. Complessivamente - calcolando il biglietto aereo e le
spese burocratiche - il costo complessivo è di mille euro a persona; molto,
molto meno delle spese da sostenere per manetenere i clandestini nei Cpt per
settimane e poi, eventualmente, per espellerli. Questo programma rischia di
finire perché i fondi europei si stanno esaurendo; e dire che ci vogliono un
milione e duecentomila euro per arrivare alla fine del 2008. Io dico: è un'idea
eccellente ed è triste che lo Iom sia costretto a supplicare i governi per
ricevere finanziamenti. Questo programma è equo, umano, poco oneroso e dà
speranza nei Paesi africani. Dovrebbe diventare sistematico. O sbaglio? Scritto
in notizie nascoste, Italia, immigrazione Commenti ( 35 ) " (2 voti, il
voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Aug 08
Le Olimpiadi? Boicottiamole spegnendo il televisore Il ministro della Gioventù
Giorgia Meloni teme che "cali il sipario sui Giochi senza che sia stato
posto il problema dei diritti umani e civili" e invita atleti e tifosi
italiani "a compiere un gesto simbolico per ricordare quali sono i diritti
da rispettare: dall'indossare una maglietta al dire qualcosa quando si viene
intervistati al gesto di non sfilare che non è l'unico modo, ma uno degli
strumenti". Sono d'accordo con la Meloni e con Gasparri che ha chesto
misure analoghe. L'Occidente non ha potuto alzare la voce con Pechino per le
ragioni note: l'America ha bisogno che i cinesi continuino a comprare i Buoni
del Tesoro, il mondo industriale è legato mani e piedi a Pechino, grandi Paesi
come Francia e Germania temono di perdere commesse milionarie. Le proteste sono
blandissime e il regime, anziché allentare la presa, come promesso, l'ha
stretta ancor di più: sul Tibet, sui dissidenti politici, sui lavoratori
schiavizzati, su chiunque osi protestare contro le autorità (e sono molti di
più di quanti si creda). Pechino si sente così forte da pretendere che anche i
libri stranieri stampati in Cina ma diretti ai mercati occidentali vengano
"purgati", come ha raccontato recentemente Stefano Montefiori. Il
regime chiede che vengano tolte le foto del Dalai Lama o censurate le
descrizioni di massacri compiuti da Mao su volumi stampati in inglese o in
francese. Inaudito. Le notizie sugli attentati non mi convincono: di solito
vengono censurate, ora invece vengono enfatizzate, a vantaggio del regime, che
può rivendicare di essere vittima del terrorismo islamico (al pari dei Paesi
occidentali) e giustificare misure di sicurezza asfissianti. Il sospetto di una
grande manovra di spin è fondato. Ben venga dunque un gesto di protesta. Anche
nostro: le Olimpiadi biocottiamole non guardandole in tv. Anche un'audience
straordinariamente bassa è un modo per opporsi civilmente a questi Giochi che
di olimpico non hanno proprio nulla. Sono Giochi della vergogna. PS Reporters
sans frontieres organizza per l'8 agosto, giorno dell'inaugurazione dei Giochi,
due manifestazioni di protesta: una di fronte alle principali ambasciate cinesi
(a Roma alle 13) e una on line sul sito di Rsf per permettere una
cybermanifestazione virtuale di fronte allo stadio olimpico. Scritto in cina
Commenti ( 35 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.33 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 01Aug 08 Anche in Italia chi è di centrodestra
è più felice? Negli Stati Uniti diverse inchieste sociologiche dimostrano che i
conservatori sono più felici dei progressisti. Le ragioni sono diverse: il
matrimonio, la fede, una visione più ottimistica della vita. Uno degli
intellettuali emergenti americani Arthur C. Brooks ha analizzato il fenomeno in
un libro di grande successo e ora lo stesso Brooks è stato nominato alla guida
dell'American Enterprise Institute. La svolta è epocale, perché questo centro
studi era il feudo dei neoconservatori, che ora invece sono spariti di scena.
In America sta nascendo una nuova destra, moderata persino spirituale che
riscopre i valori della libertà e il perseguimento della felicità e non è più ossessionata
dalla sicurezza e dal terrorismo . Lo stesso Brooks spiega questa nuova
filosofia nell'intervista che mia ha concesso; più in generale gli
intellettuali conservatori cercano nuove risposte ai problemi della società
sull'ambiente, sui diritti degli omosessuali, sull'energia, oltre Reagan, oltre
i teo e i neo con, come scrivo in un altro articolo. Rilancio e mi chiedo: la
destra liberal-conservatrice italiana sarà capace di cogliere e rilanciare
questo nuovo corso? E soprattutto: anche in Italia chi è di centrodestra è più
felice di chi è progressista? Scritto in democrazia, presidenziali usa, gli usa
e il mondo Commenti ( 40 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di
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Invia questo articolo a un amico 30Jul 08 E ora chi farà rispettare il
pacchetto sicurezza? Nel pacchetto sicurezza, approvato pochi giorni fa in via
definitiva, c'è la norma che prevede la confisca dell'appartamento a chi lo
affitta agli stranieri non in regola. La norma piace a tanti, anche alle forze
dell'ordine. E per applicarla non c'è in teoria problema: da anni i
commissariati e gli uffici dei vigili urbani ricevono le lamentele di cittadini
esasperati: la mappa del degrado, degli abusi, degli appartamenti dove i
clandestini vivono ammassati in condizioni disumane e pagando dazi esorbitanti
per un posto letto, c'è già. Il provvedimento, inoltre, amplia le competenze
del sindaco in materia e prevede il ricorso ai militari, sebbene in numero limitato.
Bene, è giusto e doveroso per un Paese civile porre fine a questa vergogna. Ma
quando parli in confidenza con i carabinieri e con i poliziotti ti dicono che
non hanno abbastanza uomini per intervenire se non quando c'è un'emergenza. I
vigili urbani ammettono di aver paura ad entrare nelle case abitate dagli
stranieri anche solo per un semplice controllo d'identità; figuriamoci per far
applicare la norma sugli affitti irregolari. La mia domanda è semplice: se la
situazione è questa, chi farà rispettare il pacchetto sicurezza? Con Prodi il
lassismo imperava, con Berlusoni e Maroni il clima è cambiato, ma bastano le
buone intenzioni a ridare fiducia alle forze dell'ordine e dunque vera
sicurezza ai cittadini? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 59 ) "
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26Jul 08 Il vero prezzo del petrolio? 80 dollari a barile. La fonte è
insospettabile ed è stata citata dal Sole 24Ore: un petroliere, Jesus Reyes
Heroles, amministratore delegato di Petroleos Mexicanos, confermando i calcoli
di diversi analisti, ritiene che il prezzo del barile oggi sarebbe di 80
dollari se non ci fosse la speculazione a spingere le quotazioni dell'oro nero.
Ovvero, ai prezzi di martedì scorso, il 38% in meno. Intanto il Congresso Usa
sta studiando delle misure per limitare le operazioni sui derivati del greggio
e il suo organismo di controllo, la Commodity Futures Trading Commission, ha
messo sotto accusa un fondo olandese per aver manipolato il mercato dei futures
nel marzo 2007. L'inchiesta
è solo agli inizi e devono essere esaminati decine di casi sospetti. Da quando
sono uscite queste notizie, il prezzo del petrolio è crollato, passando da 146 a 126 dollari. Solo
perché il mercato teme un rallentamento della congiuntura mondiale? O (anche)
perché è in corso una ritirata parziale degli speculatori, spaventati dalle
notizie provenienti da Washington? Scritto in globalizzazione Commenti ( 44 )
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un amico 25Jul 08 Obama trionfa a Berlino, anche l'Europa ha bisogno di un mito
Duecentomila persone riunite a Berlino per ascoltare Obama: una folla immensa.
Nessun politico europeo oggi può pensare, nel proprio Paese, di mobilitare
spontaneamente così tanti sostenitori per un comizio. Nemmeno nell'ultima
appassionante campagna elettorale in Francia Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy,
pur con l'appoggio delle strutture di partito, hanno saputo raggiungere queste
cifre. Ai loro ultimi meeting c'erano quaranta, sessanta mila persone al
massimo. La Merkel non ne parliamo; brava, ma non seduce. Il delirio per Obama
rivela un bisogno più profondo o forse più superficiale. Anche noi europei
abbiamo bisogno di un mito, di un uomo che faccia sognare. E nonostante il
diffuso antiamericanismo lo troviamo in un leader statunitense, che sa parlare,
sa sedurre. Obama, sia chiaro, non piace solo alla sinistra, ma trovi molti
estimatori anche tra i conservatori e tra chi di solito non si interessa di
politica. Mi chiedo: quei giovani di Berlino risentono semplicemente di una
suggestione hollywoodiana? O la loro mobilitazione è il sintomo di qualcosa di
più complesso che evidentemente riguarda l'insieme delle società occidentali?
Aggiornamento: sull'Obama-mania in Europa ho scritto questa analisi. Tra
l'altro il tour diplomatico non ha portato al senatore di colore alcun
vantaggio in termini elettorali. Anzi, mentre l'Europa delira per lui, negli
Usa McCain - dati di ieri notte - guadagna qualche punto. La gara non è ancora
decisa. Scritto in globalizzazione, democrazia, presidenziali usa Commenti ( 48
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articolo a un amico 21Jul 08 Bossi e quelle parole dell'inno di Mameli Come
molti non ho affatto gradito l'uscita di Bossi che ha alzato il dito medio
contro l'Inno di Mameli. Ritengo la Lega un movimento politico perfettamente
legittimo, che su molti punti da risposte concrete a problemi sentiti al nord e
che in futuro potrebbe crescere ulteriormente. Tuttavia quando si accetta di
ricoprire posti di responsabilità in un governo bisognerebbe agire di
conseguenza e mostrare perlomeno rispetto per le istituzioni e i suoi simboli.
Il gesto di Bossi va oltre l'immaginabile. Voleva far notizia e come sempre ci
è riuscito; ma il suo non è certo un gesto impulsivo e probabilmente rientra in
una strategia a più ampio respito. A cosa mira Bossi? Vuole lo scontro con una
parte della coalizione? Intende strappare nuove concessioni al Cavaliere? O
forse vuole mettere ordine in casa, ridimensionando Maroni, che come ministro
degli Interni ottiene consensi e visibilità? Vedremo. In seguito alla polemica
molti hanno riscoperto le parole dell'inno. Bossi ha fatto il gestaccio citando
le parole "schiavi di Roma". A me personalmente fanno riflettere
altre strofe, queste: Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam
popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di
fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci
a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci, l'Unione,
e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo
natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci
a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò. L'inno è stato scritto nel 1847. A distanza di 161
anni possiamo dire che gli italiani si sono fusi in un unico popolo? Il Paese è
davero libero? E' amato da suoi cittadini? Scritto in Italia Commenti ( 100 )
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internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti
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vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può
davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di
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discussioni bo,mario: La strada ipotizzata nel testo sarebbe quella giusta.
Quello che non mi convince è che dal governo... Giorgio Resca Cacciari: Esiste
una sola strada per vincere contro gli Stati Uniti d'America: colpire il...
ENIO TERRACCIANO: Mettiamo Bossi e i suoi fucili a fare la guardia ai nostri
confini tanto marciare su Roma e solo... Franco Parpaiola: Salve Eugenia.
Questo dal mio post delle ore 10:52 di oggi. Quote:Nel mio post del 15 agosto
@... Ambrogio: Si Franco, anche io credo che sia tutta una bufala quello dello
scudo Spaziale. Mi devono spiegare e... Ultime news Pakistan, Musharraf:
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( da "Repubblica, La" del 22-08-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina XII - Bari
Con gare e ospiti i comici all'assalto di Martina Franca La kermesse Presentano
le tre serate Serena Garitta e Mauro Pulpito. Saranno premiati Nino Frassica e
Tony Santagata TITTI TUMMINO Promette allegria e divertimento, com'è nella sua
tradizione, la dodicesima edizione del Festival del Cabaret "Città di
Martina Franca", appuntamento di spicco ormai abituale nei cartelloni
dell'estate pugliese. Al via stasera fino a domenica, sempre alle 21,30, la
kermesse organizzata dall'associazione culturale Sirio, nell'atrio del Palazzo
Ducale di Martina Franca, ospita diversi comici e la tradizionale gara tra
giovani emergenti, che negli ultimi anni ha portato fortuna a personaggi come
Marco Bazzoni, il Baz di Colorado Cafè. A presentare il festival, la coppia
Mauro Pulpito e Serena Garitta, conduttori della scorsa edizione e del tour
"Risollevante". Numerosi gli ospiti. Vale la pena partire dai due
"premi", visto che si tratta di due colonne portanti della comicità e
dello spettacolo italiano. Domenica Nino Frassica riceverà il premio
"Città di Martina Franca", mentre a Tony Santagata domani, andrà il
premio "Sirio", riservato ai grandi personaggi pugliesi dello
spettacolo. Ospite fissa delle tre serate sarà la Rimbamband, autentica
rivelazione dell'anno. Così come un quartetto di comici d'eccezione, composto
dal napoletano Nando Varriale, dall'imitatore di "Markette" e di
"Striscia", Claudio Lauretta, dall'irresistibile Alessandro Di Carlo,
considerato il nuovo Beppe Grillo, e
dal friulano Davide Colavini. Ci saranno, poi, gli ospiti a rotazione. Stasera
salirà sul palco una delle stelle di "Zelig", Marco Della Noce,
insieme al grande successo di "Zelig off" di quest'anno, il gruppo
"La ricotta", altra scoperta del Festival del Cabaret di Martina.
Domani tornerà in Valle d'Itria Gabriele Cirilli, insieme alla frizzante Teresa
Lallo. Domenica, infine, spazio ad uno dei gruppi più applauditi di
"Colorado Cafè", "I turbolenti", insieme a Gianni Astone,
che si presenterà sul palco come vincitore del festival dell'anno scorso.
Infine, i concorrenti. Arrivano da tutta Italia e si preannunciano competitivi
e preparati. Nella lista dei dodici finalisti, Dan e Gian (Reggio Emilia),
Filippo Totaro (Manfredonia), gli Arteteca (Napoli), Francesco Damiano
(Torino), il duo Galli Battocchio (Milano), Mago Giò (Ravenna), Max Pieriboni
(Varese), Peppe e Ciccio (Palermo), Antonio Mustillo (Larino), Alberto Vitale
(Torino), i 3X3 (Napoli) e Carol Visconti (Milano). "Ancora una volta ?
dice Giovanni Tagliente, presidente dell'associazione culturale Sirio ?
possiamo scommettere sul nostro festival, che è diventato una delle kermesse
comiche più ambite di tutta Italia. Ci aspettiamo molto dai concorrenti, scelti
da faticose e dure selezioni svolte su scala nazionale". La direzione
artistica del festival è affidata a Maurizio Castiglioni, uno degli autori più
rappresentativi del mondo del cabaret, un autentico "talent scout",
che, anni fa, è riuscito a "scovare" il trio Aldo, Giovanni e
Giacomo. Con Castiglioni, tra gli autori del festival, anche Giorgio Ganzerli,
che cura la regia teatrale.
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( da "Giornale.it, Il" del 23-08-2008)
Argomenti: Grillo
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
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un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone
e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha
mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza".
Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi
dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a
sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si
ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra
riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale,
i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi"
dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a
primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che
gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un
elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di
raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i
toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di
destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne
leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra
correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche
lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già
detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano,
il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo
farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con
la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E
Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del
girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si
adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da
Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza
con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il
pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta
"come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza:
unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere
Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su
Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise
nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla
testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio?
A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni,
in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non
cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter.
Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader
dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche
nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro
che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di
Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes,
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Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa
Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto
vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro,
forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf:
@Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla
casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter
diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2
Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce
Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Schwazer, 50 km di marcia trionfale
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coalizione fanno strage di civiliMadrid, un video rivela: l'aereo è esploso a
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lampo: oro e record nella 4x100Time: " McCain ha scelto il suo vice, sarà
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( da "Manifesto, Il" del 25-08-2008)
Argomenti: Grillo
L'opera di Beppe
Grillo Cari compagni, da qualche giorno
rimugino alcune ipotesi e vorrei confrontarmi con voi e si tratta di un
argomento scottante: Beppe
Grillo e la sua opera. Premetto che per molto
tempo sono stato attratto in maniera entusiastica da tutto quanto faceva Beppe, ho partecipato ai due Vday, ho fatto parte (per poco)
del MeetUp di Bologna e ho seguito le lotte (passatemi il termine) che Beppe Grillo stava e sta conducendo, cos'è cambiato quindi?
E' cambiata una convinzione a seguito di una riflessione: Beppe
Grillo parla di argomenti seri, cita dati e cifre inoppugnabili, porta a
controprova delle sue affermazioni scienziati seri e famosi (come Paul Connett
e John Stiglitz), afferma verità incontrovertibili e denuncia la casta e lo
strapotere di politici corrotti e corruttori come lo psiconano, ma....ma tutto
questo avviene in un contesto caotico, episodico, un giorno un argomento un
giorno un altro completamente differente e opposto, insomma manca di una
visione sistematica, di una chiave di lettura che dia chiaramente l'idea della
degenerazione nella sua complessità e globalità (come la chiave di lettura
marxista ad esempio, o quella liberale o di qualunque altra specie), manca cioè
di organicità e è emotiva e impulsiva e basta; anche se non si può negare che
le sue battaglie siano giuste e oneste, e in questo sbagliate voi a
disprezzarlo, mancano di un piano di battaglia, mancano di un apporto
ideologico come collante e rischiano, passata la fase emotiva, di rimanere
belle battaglie, belle parole e nulla più. Con tutto questo apprezzo e continuo
a apprezzare Beppe Grillo nel suo dilettantismo, anche
se penso che sia velleitario; ciò non toglie che sia una spina nel fianco della
nomenklatura veltrusconiana completamente e assolutamente distante e staccata
da ogni più piccolo contatto con la realtà e con i bisogni della povera gente,
quando anche il nel Partito democratico ci sono estimatori e sostenitori del
berlusconismo, anzi in questo Pdl e Pd sono complementari e si sostengono a
vicenda, ma anche questo lo grida Beppe Grillo a pieni
polmoni e su questo non posso che essere d'accordo. Vogliamo parlarne? Daniele
Patelli La sicurezza delle Fs Gentili direttori, nell'articolo "I tecnici
con De Angelis" di Francesco Piccioni, pubblicato sul manifesto di giovedì
scorso, si ipotizza una riduzione della frequenza dei controlli di manutenzione
(riportando, tra l'altro, le dichiarazioni di un ex capotecnico FS che non
lavora più in azienda dal 1990). Quanto detto è falso. E per due semplici
ragioni. Innanzitutto, perché la sicurezza per noi è il valore fondante sul
quale è organizzato tutto il nostro sistema e su cui si sono investiti negli
ultimi anni 4,4 miliardi di euro. In secondo luogo, nello specifico, perché le
procedure e le singole operazioni di manutenzione agli Etr 500 sono rimaste
invariate nel corso degli anni. Inoltre, i nostri cicli manutentivi sono svolti
secondo le indicazioni di progettisti e costruttori e controllati e approvati
dal Cesifer e dagli altri Enti terzi preposti. Lo ribadiamo: non possiamo accettare
in alcun modo che si dicano cose non vere in tema di sicurezza. La sicurezza è
il valore più importante legato alla nostra azienda e la nostra leadership
internazionale è confermata, oltre che dai dati ufficiali, anche da organismi
internazionali come l'Union internationale des chemins de fer (Uic), con sede a
Parigi. Cordialmente. Federico Fabretti Direttore centrale relazioni con i
media Tutto bene, tutto in ordine. Se il treno si spezza si vede che è destino.
fr. pi.
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