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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

 

 

 

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Report "Grillo"  1-20 aprile 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Beppe Grillo a Exit su La7 "Torno in tv dal nemico" ( da "Stampa, La" del 01-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo a Exit su La7 "Torno in tv dal nemico" ROMA «Exit è un buon programma, le sue inchieste sono oneste». Le parole non sono di un critico televisivo, ma di chi il piccolo schermo ormai lo detesta. Beppe Grillo torna in tivù e lo fa su La7, l'emittente di Telecom.

Aiuto, Grillo torna in tv. Stasera a Exit ( da "Unita, L'" del 01-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo torna in tv. Stasera a Exit Dopo anni di assenza dalle reti generaliste, Beppe Grillo torna in tv: stasera sarà ospite ad Exit, il programma di Ilaria D'Amico, in onda alle 21.10 su La7. In collegamento da Bruxelles, Grillo interverrà sulla privatizzazione dei servizi pubblici, tema al centro della prima parte della puntata.

Beppe Grillo (Ap) torna in tv come ospite del programma di Ilaria D'Amico. Il comico in... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 01-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 33 Beppe Grillo (Ap) torna in tv come ospite del programma di Ilaria D'Amico. Il comico in... Beppe Grillo (Ap) torna in tv come ospite del programma di Ilaria D'Amico. Il comico interverrà sulla privatizzazione dei servizi pubblici. Al centro della prima parte della puntata, i pro e i contro della gestione privata dei servizi pubblici:

Calcio: Italia - Eire ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Dopo anni di assenza dalle reti generaliste, Beppe Grillo torna in tv per rispondere alle domande di Ilaria D'Amico sulla privatizzazione dei servizi pubblici. Spettacolo LA 7 14,00 I ragazzi irresistibili, di Herbert Ross, con Walter Matthau, George Burns, Usa 1975 (111'). Amici da una vita, bisbetici da una vita.

( da "Sicilia, La" del 01-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Dopo anni di assenza dalle reti generaliste, Beppe Grillo torna in tv: oggi 1 aprile, sarà ospite ad Exit, il programma d'informazione condotto da Ilaria D'Amico, in onda alle 21.10 su La7. In collegamento da Bruxelles, Grillo interverrà sulla privatizzazione dei servizi pubblici, tema al centro della prima parte della puntata.

Lezione di Grillo all'Europarlamento ( da "Corriere.it" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lezione di Grillo all'Europarlamento «Può diventare un cimitero di lestofanti» Il comico, ospite a «Exit», lancia strali contro i manager. «In francia li sequestrano, direi che sono ottimi segnali» Beppe Grillo (Ansa) MILANO - Beppe Grillo è tornato in tv, ospite ad «Exit», il programma d'informazione condotto da Ilaria D'Amico su La7.

Europarlamento, show di Grillo Occhio ai lestofanti in arrivo ( da "Unita, L'" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: show di Grillo «Occhio ai lestofanti in arrivo» Il caso Il Parlamento europeo era «il cimitero degli elefanti», attenti a che non diventi «il cimitero dei lestofanti». La battuta è di Beppe Grillo che per oltre 2 ore ha parlato all'Euro Parlamento applauditissimo: contro il potere delle banche, i conflitti di interessi di consiglieri di amministrazione di società quotate in Borsa;

Beppe Grillo torna in tv ma poi scappa via ( da "Tempo, Il" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: stampa Ieri su La7 Beppe Grillo torna in tv ma poi scappa via Beppe Grillo torna in tv ma solo per una ventina di minuti: si conclude burrascosamente la sua partecipazione a Exit su La7, programma condotto da Ilaria D'Amico. All'inizio tutto sembra filare liscio: il comico si produce in una lunga invettiva poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio,

l'affondo di fitto contro la procura - gabriella de matteis ( da "Repubblica, La" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Beppe Grillo. E ancora contesta la costituzione di un gruppo di lavoro, composto da tre pm e da un aggiunto, che si sarebbe concentrato nelle indagini a suo carico e accusa il magistrato Marco Dinapoli di aver rilasciato un´intervista sull´inchiesta in corso e di non essersi astenuto dal procedimento «pur dopo aver sporto querela nei confronti dello stesso indagato»

[FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Ci considerano dei disturbatori, o peggio ancora dei tradit... ( da "Stampa, La" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: prima di illustrare alcune le iniziative che impegnano in questi giorni il movimento vicino all'antipolitica di Beppe Grillo. Innanzitutto l'inceneritore: «A noi non interessano le primogeniture. Quello che conta è organizzare un comitato, che unisca tutti quelli che la pensano nello stesso modo, per richiedere un referendum. E' l'unico modo per far chiudere davvero l'inceneritore.

E Diliberto fomenta l'odio anti manager ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ex pm, a Beppe Grillo, a Marco Travaglio. Ma è un elettorato di sinistra quello che «odia Berlusconi» e inneggia al sequestro dei dirigenti d?azienda? Da molto tempo il tema dell?odio nella politica italiana è patrimonio di forze marginali che cercano nicchie elettorali.

G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo).

Grillo torna in tv: insulta tutti, poi lascia gli studi ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ecco a cosa si è tradotto il 2grande ritorno di Beppe Grillo, lanciato in pompa magna da La7. Ma anche in questa situazione lo show non manca (fa parte del personaggio): dopo una lunga invettiva il comico genovese, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, si dilegua all?improvviso fra l?

Beppe Grillo, ritorno lampo in tv ( da "Stampaweb, La" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ROMA Beppe Grillo torna in tv ma solo per una ventina di minuti: si conclude burrascosamente la sua partecipazione a Exit su La7, programma condotto da Ilaria D?Amico. All?inizio tutto sembra filare liscio: il comico si produce in una lunga invettiva poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio,

MILANO DOPO vent'anni (con q... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ieri sera Beppe Grillo (nella foto) è riapparso in tv. Era uscito come comico, è rientrato come savonarola populista. Nel suo intervento a "Exit" (La 7) si è scatenato contro l'intero sistema Italia, a cominciare dai parlamentari («Ce ne sono 100 con precedenti penali»), passando dagli industriali, la Borsa («Bisogna chiuderla subito,

Beppe Grillo ad Exit Video ( da "superEva notizie" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo ad Exit Video Beppe Grillo è tornato in tv, ospite ad «Exit», il programma di La7 condotto da Ilaria D'Amico su La7. Il tema al centro della prima parte della puntata era la privatizzazione dei servizi[...] Beppe Grillo è tornato in tv, ospite ad «Exit», il programma di La7 condotto da Ilaria D'Amico su La7.

Grillo torna in tv: insulta tutti,... ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ecco a cosa si è tradotto il "grande" ritorno di Beppe Grillo, lanciato in pompa magna da La7. Ma anche in questa situazione lo show non manca (fa parte del personaggio): dopo una lunga invettiva il comico genovese, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, si dilegua all?improvviso fra l?

Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo).

di LUCA BERTACCINI COLPA della partita ItaliaIrlanda, e forse anche dell... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: e forse anche della presenza della guida spirituale Beppe Grillo a Exit' su La7. Fatto sta che l'altra sera, nel salone comunale, le persone presenti all'incontro organizzato dalla lista civica DestinAzione Forlì' erano soltanto una cinquantina o poco più. Alle quali però vanno aggiunti coloro che hanno seguito la serata in diretta on-line sul sito www.

L'attacco a manager e banche... ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, l'altro ieri sera a La7, dopo aver equiparato le banche alla «criminalità organizzata», ha detto: «In Francia sequestrano i manager. Cominciamo ad avere segnali ottimi, direi». E ancora. Don Vitaliano Della Sala, che fa il parroco in provincia di Avellino, ieri ha annunciato che salirà sulle imbarcazioni dei no global che tenteranno l'

I randagi di Modica cercano casa ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Per descrivere il clima: è passato Beppe Grillo, si è messo in fila per un taxi e nessun fotografo o giornalista se l'è filato. Una volta atterrate, le bestiole sono state portate al rifugio «Il Ponticello» di Paullo dove resteranno per quaranta giorni prima di essere affidate a qualche famiglia.

Mou e Grillo ( da "Riformista, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Anche Ilaria D'Amico ha puntato su un ospite rischiatutto come Beppe Grillo, che ha con Telecom più di un contenzioso. Il comico capo-popolo dei blog, ad "Exit" di mercoledì sera, ha attaccato l'editore di La7. Molto buono l'ascolto medio, 4,5%. 03/04/2009

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ospiti in studio in relazione a quanto accaduto ieri sera in diretta con il comico Beppe Grillo nella trasmissione Exit»: Ilaria D'Amico è tornata con queste parole sul programma di mercoledì sera con Grillo, che se ne era poi andato improvvisamente. Il comico, prima di andar via, aveva svolto un monologo attaccando tutto e tutti, tralasciando il tema della puntata per cui era venuto,>

La crisi è un complotto di quelli del signoraggio ( da "Riformista, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo continua a gridare «una volta c'erano i gangsters, adesso ci sono i banksters» e la telecamera zoomma sul volto grinzoso di Alan Greenspan. Ex governatore della Federal Reserve, oggi tra i principali imputati della crisi finanziaria internazionale.

Mourinho e Grillo strategie diverse ( da "Corriere della Sera" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 63 A fil di rete di Aldo Grasso Mourinho e Grillo strategie diverse D ue scuole di oratoria a confronto: su La7, ospite di Ilaria D'Amico, lo Special One Beppe Grillo, in collegamento da Bruxelles; su Italia1, ospite di Piero Chiambretti, il vero Special One José Mourinho. Grillo si è specializzato nel monologo, tendenza invettiva.

Quelli che le violenze "sono un... ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, l?altro ieri sera a La7, dopo aver equiparato le banche alla «criminalità organizzata», ha detto: «In Francia sequestrano i manager. Cominciamo ad avere segnali ottimi, direi». E ancora. Don Vitaliano Della Sala, che fa il parroco in provincia di Avellino, ieri ha annunciato che salirà sulle imbarcazioni dei no global che tenteranno l?

Alemanno alla Sabina  ( da "Tempo, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: a Beppe Grillo, a Marco Travaglio. Questi sono gli alleati di Melilli. Un presidente – ha aggiunto Imperatori - che è tra i primi firmatari dell'appello a sostegno della manifestazione che la Cgil ha indetto per domani. Una firma che giustamente il candidato del centrodestra Costini e gli altri sindacati Cisl e Uil hanno giudicato un fatto grave»

Ilaria ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Pensavo che la presenza di Beppe Grillo potesse rappresentare un interessante elemento di dibattito su un tema così importante come la privatizzazione dell'acqua, che negli accordi presi con Grillo e nella costruzione del panel degli ospiti in studio, era l'argomento su cui avevamo concordato la sua presenza in diretta».

Oggi il debutto di Recital Corrado Guzzanti imita Di Pietro a teatro Dopo 1... ( da "Stampa, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: errore invitare Grillo a Exit» Ilaria D'Amico si scusa, pentita di aver invitato Beppe Grillo a tornare dopo anni in diretta tv a «Exit» nella puntata di mercoledì sera su La7, conclusasi con l'abbandono del comico a collegamento ancora in corso. «Grillo aveva promesso un confronto aperto e non potevamo immaginare che avrebbe abbandonato la diretta lasciando sospeso il dibattito»

Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà?. ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo.

Robin Hood era un filosofo. ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.

Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo) ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo.

La mano de Dios ha un debito ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.

Del Noce e i calciatori ( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.

Il dopo Grillo, D'Amico: ( da "Corriere.it" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: SulLA presenza di Beppe Grillo a Exit Ilaria D'Amico: «Chiedo scusa a tutti» La conduttrice: «Ho sbagliato a riportarlo in tv» Un momento dell'intervento di Beppe Grillo nel programma «Exit» di La7 (Ansa) ROMA - «Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l'Editore Telecom Italia Media,

Mourinho e Grillo, strategie diverse di Aldo Grasso ( da "Corriere.it" del 03-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: A fil di rete Mourinho e Grillo strategie diverse Due scuole di oratoria a confronto Due scuole di oratoria a confronto: su La7, ospite di Ilaria D'Amico, lo Special One Beppe Grillo, in collegamento da Bruxelles; su Italia1, ospite di Piero Chiambretti, il vero Special One José Mourinho.

Terreni in vendita: primo rinvio ( da "Stampa, La" del 04-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Beppe Grillo e il movimento «Stop al consumo del territorio». E l'Italia dei valori con Alberto Pasta promette ostruzionismo ad oltranza. L'Amministrazione comunale intende alienare terreni, attualmente destinati a servizi, per fare cassa. La variante «19» non fa altro che calare su questi appezzamenti delle volumetrie,

Grillo: ( da "Tempo, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Poi Beppe annuncia: «Scelgo De Magistriis» Grillo: «D'Amico dissociata, voto Idv» Il comico genovese all'attacco della conduttrice: «Abbi il coraggio di fare nomi e cognomi» Beppe Grillo non ci sta. E replica a Ilaria D'Amico, la conduttrice di Exit, il programma cui il comico genovese era stato ospite mercoledì.

Di Pietro capolista anti-Silvio ( da "Riformista, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: endorsement di Beppe Grillo. Una scelta che, come ha commentato tra gli altri il senatore pd Giorgio Tonini, è sbagliata «perché l'idea di inseguire il premier sul terreno del populismo è perdente». Ma il Tonino nazionale non ci sente da quest'orecchio: «Ma benedetto Iddio, se il leader del centrodestra si candida come capolista,

L'APPUNTAMENTO era davanti a un cinema chiuso del centro storico. Così ... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Così la lista civica Reggio 5 Stelle'' (Beppe Grillo) ha presentato i suoi candidati, sulle serrande del D'Alberto (via Emilia San Pietro) c'erano le locandine di un nuovo'' film: Graziano e la Zarina - Un film già visto - Divisi nella lotta, uniti nel lasciare petali'' d'amore per il centro: illegalità, cinema e negozi chiusi''.

Europee, Di Pietro capolista Il Pd: imbroglia gli elettori ( da "Unita, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: E ieri ha incassato la dichiarazione di voto di Beppe Grillo, che ha anche precisato le sue preferenze: Sonia Alfano e l'ex pm De Magistris. L'Idv punta ai voti girotondini e antipolitici (la hostess Alitalia, simbolo della protesta contro la Cai Maruska Piredda, l'avvocato di Clementina Forleo Giovanni Pesce), ma anche ai consensi più esplicitamente caratterizzati a sinistra.

Tonino Di Pietro correrà come capolista alle europee in tutte e cinque le circoscrizioni. «... ( da "Unita, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: E ieri ha incassato la dichiarazione di voto di Beppe Grillo, che ha anche precisato le sue preferenze: Sonia Alfano e l'ex pm De Magistris. L'Idv punta ai voti girotondini e antipolitici (la hostess Alitalia, simbolo della protesta contro la Cai Maruska Piredda, l'avvocato di Clementina Forleo Giovanni Pesce), ma anche ai consensi più esplicitamente caratterizzati a sinistra.

Dalle prostitute ai prostituti ( da "Giornale.it, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.

Le promesse contro la grande crisi ( da "Stampa, La" del 05-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Verdi per la pace e Amici di Beppe Grillo): «Siamo per misure concrete di sostegno per gli operai che restano senza lavoro o in cassa integrazione. Nel caso specifico di Tortona, occorre adottare misure concrete per la piccola media impresa che fa parte del tessuto sociale e ha una lunga storia di insediamento nel territorio tortonese».

Sacerdoti a "scuola" di prediche ( da "Secolo XIX, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il sacerdote veronese cita Beppe Grillo, indica come possibile ispirazione le parole di Dostoevskij e Manzoni. Con una certa ironia don Masina spiega anche come gestire gli imprevisti, ad esempio se "nel bel mezzo dell'omelia la signora di mezza età si alza e, con rumore di tacchi del terzo Reich attraversa la navata".

Gli Amici di Beppe Grillo' schierano una ragioniera ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 2 Gli Amici di Beppe Grillo' schierano una ragioniera SALGONO A OTTO I CANDIDATI SINDACO di ANNAMARIA SENNI SARANNO almeno otto i candidati sindaco a Cesena. La novità è un volto femminile, Natascia Guiduzzi, 38enne (foto), sposata, ragioniera in un'azienda cesenate della quale non ha voluto dire il nome, si candiderà sindaco alle prossime elezioni per Meetup Cesena S'

vuole portare qui Beppe Grillo ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 05-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Pesaro a 5 stelle» vuole portare qui Beppe Grillo Presentata la lista civica con Ballerini candidato E' INIZIATA ieri l'avventura politica dei grillini pesaresi. Con la presentazione ufficiale della lista civica «Pesaro a 5 stelle. Beppegrillo.it» all'enoteca 075. Ora hanno due mesi di tempo per farsi conoscere dai cittadini.

IL CONSIGLIERE Giovannini ha ragione a dire che l ... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 05-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ricordiamo poi che 7000 cittadini hanno aderito alla petizione promossa da Paride Allegri e Resistenza Verde, a cui gli Amici di Beppe Grillo hanno partecipato, chiedendo il bosco urbano a due passi dalla città. Alessandro Marmiroli Lista Civica Reggio 5 stelle IL PIANO strutturale comunale (Psc) non preclude affatto la possibilità di consolidare e potenziare l'aeroporto di Reggio.

Pavia, con i Sinistra divisa in 4 ( da "Corriere della Sera" del 05-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: evoluzione naturale delle esperienze che si sono incontrate in questi anni grazie al blog di Beppe Grillo. Non si tratta però in nessun modo del partito di Grillo, bensì dell'iniziativa di cittadini comuni a cui il blog offre una grande opportunità di conoscere ciò che già esiste e si può fare, condividere progetti, successi, fallimenti, idee, speranze».

Obama è il nuovo Gorbaciov?. ( da "Giornale.it, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Obama è il nuovo Gorbaciov?

Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà? ( da "Giornale.it, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Obama è il nuovo Gorbaciov?

Se questo è un paese normale Ho assistito all'intervento di Beppe Grillo alla tr... ( da "Stampa, La" del 06-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: intervento di Beppe Grillo alla trasmissione Exit, alla dissociazione, scontata per altro, della conduttrice D'Amico, con la solita penosa coda delle scuse ai telespettatori, evidentemente giudicati persone senza spirito critico. Tutti a parlare della fuga di Grillo, della maleducazione di Grillo, della incapacità di Grillo a sostenere un confronto.

Beppe Grillo torna in tivù ad EXIT (la7) ed è subito polemica ( da "Sestopotere.com" del 06-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo torna in tivù ad EXIT (la7) ed è subito polemica (3/4/2009 23:02) | (Sesto Potere) - Roma - 3 aprile 2009 - Beppe Grillo intervenuto ad Exit , un esempio di democrazia e di apertura alle voci critiche secondo la padrona di casa, Ilaria D'Amico, entusiasta dell'ospite a poche ore prima della diretta,

Beppe Grillo torna in tivù ad EXIT (la7) ed è subito polemica ( 2 ) ( da "Sestopotere.com" del 06-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo torna in tivù ad EXIT (la7) ed è subito polemica ( 2 ) (3/4/2009 23:02) | (Sesto Potere) - Roma - 3 aprile 2009 - Beppe Grillo intervenuto ad Exit , un esempio di democrazia e di apertura alle voci critiche secondo la padrona di casa, Ilaria D'Amico, entusiasta dell'ospite a poche ore prima della diretta,

Terremoto in Abruzzo, calma piatta in tv. ( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.

Robin Hood era un filosofo ( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.

un nuovo comitato e un'altra lista civica ( da "Tirreno, Il" del 07-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Stasera alle nove invece sarà presentato il candidato a sindaco della lista civica "5 Stelle" quella cioè costituita dai sostenitori di Beppe Grillo. Già noto il candidato delle liste, '100% Follonica", "Insieme per Follonica" e la neonata "Follonica che cambia", Francesco Polemi. P.V.

cannito mette in lista solo volti nuovi ( da "Tirreno, Il" del 07-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: certificato penale limpido e alla prima candidatura In maggio arriverà Beppe Grillo per sostenerlo LIVORNO. «Basta con le solite facce». E sulle gigantografie di dieci metri per quattro che tappezzeranno la città, Marco Cannito di faccia ha messo la sua. Il candidato a sindaco per l'alleanza civica Livorno Libera ha presentato il proprio manifesto elettorale nel cuore della città,

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 07-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: candidatura Pdci arrivano dal candidato sindaco della lista Reggio 5 Stelle (il gruppo degli Amici di Beppe Grillo): «Si tratta di una buffonata da vecchia politica», attacca Matteo Olivieri. Profonda ammirazione e rispetto per Margherita Hack, ma i grillini'' informano il Pdci che la scienziata si è espressa a favore di nucleare e inceneritore, ai quali il Pdci si è sempre opposto.

La7, bufera dopo Grillo e a rischiare è il direttore ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: bufera dopo Grillo e a rischiare è il direttore MILANO Voci e smentite. Il sito di gossip Dagospia racconta che dopo l'apparizione di Beppe Grillo a Exit (il programma condotto da Ilaria D'Amico su La7) sarebbe a rischio la posizione di Lillo Tombolini, il giornalista che guida i programmi dell'emittente televisiva di Telecom.

E nelle aziende temono la ( da "Corriere della Sera" del 07-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: e condanna le accuse gratuite riprese da tutti i media fatte dal comico Beppe Grillo e dall'ex parlamentare Francesco Caruso. La crisi economica ha colpito pesantemente la categoria. Quasi diecimila sul totale di 120 mila hanno perso il lavoro e solo una parte è riuscita a «riciclarsi » in altre aziende mentre molti si sono dovuti inventare una nuova attività.

Terremoto, l'Italia che reagisce bene (con qualche eccezione). ( da "Giornale.it, Il" del 07-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Terremoto, l'Italia che reagisce bene (con qualche eccezione) Obama è il nuovo Gorbaciov?

Obama è il nuovo Gorbaciov? ( da "Giornale.it, Il" del 07-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Terremoto, l'Italia che reagisce bene (con qualche eccezione) Obama è il nuovo Gorbaciov?

Elezioni. La 'grillina' Natascia Guiduzzi candidata sindaco ( da "RomagnaOggi.it" del 07-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: lista in attesa entro breve della certificazione di idoneità da parte del Blog di Beppe Grillo. "Non ci riconosciamo in nessuno schieramento di partito - dice Guiduzzi - desideriamo fare politica vera, quella con la P maiuscola. Siamo cittadini che vogliono dare un contributo attivo alla città, e aprire una breccia nell'amministrazione comunale".

Beppe Grillo si schiera con Giuliani ( da "Trentino" del 08-04-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo si schiera con Giuliani «Il ricercatore aveva avvertito. E ora Bertolaso pagherà?» ROMA. «Mi sento responsabile della morte di 200 persone e chiedo scusa a tutta la cittadinanza perchè sono stato io un coglione a cercare di seguire la strada che mi avevano imposto».

Medico è candidato con Rifondazione e la lista dei "grillini" ( da "Stampa, La" del 08-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo». Ciniglio torna in politica dopo quasi trent'anni: la sua prima esperienza infatti, risale all'80 quando fu eletto consigliere comunale del Pci con sindaco Sebastiano Brighenti. La candidatura di Ciniglio è stata ufficialmente presentata lunedì sera da Daniela Cauli di Rifondazione e dal presidente dei Grillini,

comitati, appelli e firme di adesione quando il candidato nasce su facebook - carmelo di gesaro francesca scaglione ( da "Repubblica, La" del 08-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: up di Beppe Grillo, già alla scorse regionali la Alfano, era infatti riuscita a raggiungere un buon risultato, sfruttando il passaparola sul web. Non solo movimenti e comitati. Si muovono anche i rappresentanti istituzionali, tra i protagonisti Fabrizio Ferrandelli, che promuove spesso le attività legate alla sua attività di consigliere comunale,

partiti e associazioni scaldano i motori ( da "Tirreno, Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: gli staff del Pdl e quelli delle liste civiche (Per il bene comune, Beppe Grillo, La città per noi) che si presenteranno alle elezioni amministrative. Alcune andranno per conto proprio, altre sono date in procinto di sposare il centrodestra. Altre ancora, poi, s'aggiungeranno, come quella di Massimo Taiti. Fatto sta che si comincia.

non sprechiamo soldi per l'ex banci ( da "Tirreno, Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: LA LISTA DI BEPPE GRILLO «Non sprechiamo soldi per l'ex Banci» PRATO. Non è nato a Prato, ma è appassionato di questa città fin da piccolo quando, accanito tifoso di Paolo Rossi, voleva venire a conoscerlo. Fausto Barosco, candidato sindaco per la lista civica "Prato 5 stelle - beppegrillo.

Sta nascendo un mondo migliore?. ( da "Giornale.it, Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Sta nascendo un mondo migliore?

Dalla crisi (e dalle tragedie) può nascere un mondo migliore?. ( da "Giornale.it, Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Dalla crisi (e dalle tragedie) può nascere un mondo migliore?

Terremoto, l'Italia che reagisce bene (con qualche eccezione) ( da "Giornale.it, Il" del 08-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Dalla crisi (e dalle tragedie) può nascere un mondo migliore?

Marconato eletto presidente ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ingegnere impegnato nel «Meetup Amici di Beppe Grillo». «Nelle prossime settimane - dichiara Marconato - il direttivo si ritroverà per attivare i primi provvedimenti e proporre alcune iniziative. Prima fra tutte un massiccio lavoro di apertura e comunicazione con la città, prendendo contatto con le realtà associative, di frazione e quartiere,

il candidato sindaco di beppe grillo diventa consulente del comune ( da "Repubblica, La" del 09-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: curiosità Il candidato sindaco di Beppe Grillo diventa consulente del Comune Il candidato sindaco della lista Beppe Grillo diventa consulente dal Comune. Di recente il Mambo, il museo di arte moderna, gli ha affidato un incarico di prestazione professionale occasionale per la post produzione di un dvd aggiuntivo per la documentazione della mostra di Stefano Arienti e Cesare Pietroiusti «

Alcuni fans vogliono ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 09-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: OLIVIERI REGGIO a 5 Stelle degli amici di Beppe Grillo conta 376 iscritti. Lanciato a fine gennaio, il gruppo sostiene la candidatura a sindaco del 34enne tecnico ambientale dell'Arpa. Sul sito si chiede ai cittadini di «Partecipare alla vita e al futuro della tua città! Contattaci e partecipa alle primarie dei Cittadini sul sito www.

Ormai ogni giorno spuntano nuove liste e candidature per le prossime elezioni amminist... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 09-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: orientata verso il movimento di Beppe Grillo, ha comunicato ufficialmente il suo candidato: è il 26enne Davide Zanichelli, laureatosi nel 2006 in ingegneria informatica. «Guastalla Liberata» candiderà donne ed uomini residenti nella cittadina, in gran parte giovani, alla prima esperienza istituzionale e senza collegamenti passati coi partiti.

Huffington, finché c'è vita c'è giornale ( da "Corriere.it" del 09-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ha mai sentito parlare di Beppe Grillo? «Ho letto un suo ritratto sul New Yorker. Mi piace che un comico/blogger abbia organizzato una manifestazione con 100.000 persone contro i 24 condannati presenti nel vostro Parlamento». Il film della vita? «Zorba il greco». Nostalgica.

Per "Repubblica" l'immigrazione clandestina non è un reato. ( da "Giornale.it, Il" del 09-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Per "Repubblica" l'immigrazione clandestina non è un reato Dalla crisi (e dalle tragedie)

iride-enia "l'acqua resti in mano pubblica" ( da "Repubblica, La" del 10-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: alleanza con le liste civiche di Beppe Grillo che non si possa in alcun modo prescindere dall´acqua pubblica. Discussioni di lunga data, ma ieri in maggioranza esprimono i loro dubbi anche il comunista Bruno Delpino e gli ulivisti Lo Grasso e Vacalebre. La Vincenzi la mette giù chiara: sì al 51%, ma prendetevi le responsabilità di votare sì,

il candidato dei "grillini" "ci battiamo per i diritti" - simona poli ( da "Repubblica, La" del 10-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: avvocato e assistente universitario a Giurisprudenza, che la Lista Civica 5 Stelle, ossia gli Amici di Beppe Grillo candida a sindaco di Firenze. «Parliamo ai cittadini onesti come noi», attacca Bonafede, «usando un linguaggio condiviso. I politici continuano a pensare, sbagliando, che la gente voglia delegare a loro la gestione della cosa pubblica.

Bandiere a mezz'asta oggi in tutti gli edifici pubblici ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 10-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lucchi ieri sul web ha intanto lanciato l'ennesimo sondaggio: chiede se la città dovrà dotarsi o meno di un termovalorizzatore. Sempre ieri, il Meetup Cesena ha fatto infine sapere che Beppe Grillo ha certificato la lista civica "Cesena 5 stelle". La presenatzione ufficiale giovedì prossimo alle 19 al Caffè Zampanò. Image: 20090410/foto/1095.jpg

Per "Repubblica" l'immigrazione clandestina è peccato veniale. ( da "Giornale.it, Il" del 10-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Per "Repubblica" l'immigrazione clandestina è peccato veniale Dalla crisi (e dalle tragedie)

i sostenitori di grillo a fianco di del ghingaro ( da "Tirreno, Il" del 11-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: unione di Ambiente e Futuro e Amici di Beppe Grillo, che alle amministrative sosterrà la candidatura di Giorgio Del Ghingaro. Due movimenti politici, quindi, si sono congiunti per la prossima tornata elettorale, spinti dalla sintonia riscontrata a livello di programma e metodo fra di loro, e con la stessa amministrazione comunale.

E in India gli attori di Bollywood fanno politica a caccia di voti ( da "Riformista, Il" del 11-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: È una sorta di Beppe Grillo indiano e ha creato il partito "Potere al Popolo", con cui raduna in piazza un milione di fan. Strane elezioni: il Governo ha scelto come colonna sonora per la campagna le musiche del pluripremiato "The Millionaire", le star riempiono le liste dei candidati.

Tressoldi in campo con i grillini Beppe Grillo atteso allo stadio ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Tressoldi in campo con i grillini Beppe Grillo atteso allo stadio MOGLIANO. Grillini in campo anche a Mogliano Veneto con la candidatura di Walter Tressoldi. «La lista è pronta - fa sapere Tressoldi - in settimana manderemo gli ultimi documenti necessari per poter rappresentare il movimento a livello locale».

enrico mungai candidato sindaco con una lista civica ( da "Tirreno, Il" del 12-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: con spiccata ispirazione ambientalista e tanto di "certificazione" di Beppe Grillo, ovvero risponde ad una serie di condizioni imposte dall'ex comico, passato alla politica. Messa su da un gruppo di giovani locali, capeggiati da Enrico Mungai e Alberto Niccolai, animatori del blog "Cittadini Uniti Montemurlesi" e del Comitato ambientale di Montemurlo.

Anche i grillini demoliscono gli 80' ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: candidato sindaco con la lista civica Beppe Grillo. «Con la presentazione della lista degli 80' penso che abbiamo toccato il fondo afferma senza in una nota l'aspirante sindaco . Prima di questa discesa in campo avevamo semplicemente candidati in lotta di potere personale sostenuti dalle loro lobby economiche».

Zavoli: "Dar voce a istanze diverse" Ma su Annozero lo scontro continua ( da "Repubblica.it" del 13-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: dice il giornalista nel consueto appuntamento in streaming sul sito di Beppe Grillo - non vuol dire criticare quelli che hanno prestato soccorso, vuol dire criticare la macchina organizzativa". Come ha capito "chi ha guardato AnnoZero con occhi non dico vispi ma quanto meno in coma vigile". E ancora: "L'allarme c'era, c'era da mesi.

Italia dei Valori, contro gli sprechi e i privilegi ( da "Trentino" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Luca Brogin, 31 anni, farmacista, fa parte del Meetup Amici di Beppe Grillo, mentre dal mondo animalista arriva la candidatura di Claudio D'Ingiullo, 62 anni, vicepresidente dell'Ente provinciale protezione animali, direttore dei canili di Trento e Rovereto e dirigente del nucleo di polizia zoofila di Trento.

la carica degli aspiranti sindaco ( da "Tirreno, Il" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Tra questi i sostenitori di Beppe Grillo con la lista "Prato comune 5 stelle - beppegrillo.it" per cui corre Fausto Barosco e il gruppo pratese del movimento nazionale capeggiato dall'ex senatore Fernando Rossi "Per il Bene Comune", che ha lanciato la candidatura della regista e attrice teatrale Maila Ermini.

quando la piazza protesta on line - riccardo staglianò ( da "Repubblica, La" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Si può discutere tutto di Beppe Grillo, non la sapienza con cui ha saputo sfruttare la piattaforma internettiana. La stessa con cui Barack Obama ha concepito parte della sua vittoriosa campagna. A dire solo «no, non mi piace», rimpiangendo gli anni eroici dei comizi nelle piazze, si rischia di fare la figura di Giovanni Tritemio,

In 32 per nove poltrone di sindaco ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: infine il candidato della lista civica Lugo per Lugo' sostenuta dagli Amici di Beppe Grillo e il cui nome non è stato ancora reso noto. Alfonsine (sindaco uscente Angelo Antonellini) 4 candidati: Mauro Venturi sostenuto da Pd, Rifondazione e Movimento della Sinistra, Comunisti italiani, Idv e Verdi; Stefano Gaudenzi per Pdl, Lega Nord e Udc;

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: civica Beppe Grillo. «Apprendiamo con preoccupazione dice la notizia che si sia permesso di costruire nuovamente sulle colline di Bologna. Per la lista Beppe Grillo la difesa dei colli bolognesi dall'edificazione è una questione essenziale: non è solo una questione ecologica, di per se importante, ma sopratutto la determinata volontà di tutelare uno dei tratti fondamentali dell'

MA NON SPEGNETELO CERCA IL MARTIRIO ( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: non bastava neppure trasmettere quanti più filmati possibili di Beppe Grillo, socio d'affari di Marco Travaglio e alleato alle elezioni amministrative di Antonio Di Pietro, un segretario di partito: mancava solo, giustamente, il candidato alle Europee di Antonio Di Pietro, un segretario di partito: il parolaio spento Luigi De Magistris.

Una farsa il ritorno agli utili delle banche Usa?. ( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Una farsa il ritorno agli utili delle banche Usa?

Rai, inchiesta su Santoro. Di Pietro lo difende ( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: in streaming sul blog di Beppe Grillo, torna ad attaccare la "macchina organizzativa" . L'affondo di Di Pietro L'attacco dell'ex pm è duro, senza diritto di replica. Una difesa a spada tratta del conduttore di Annozero. "Le intimidazioni avvengono nei confronti di quelle persone che cercano di restare indipendenti e di non cedere alle loro consuete pressioni e minacce -

L'inquisitore: da 20 anni fa processi senza diritto di replica ( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: E dappertutto le immagini e uno scatenato Beppe Grillo che al V2-Day dava del «cancronesi» al luminare Umberto Veronesi e ironizzava sull'immobilismo del capo dello Stato, «Morfeo» Napolitano. Questa volta ad infuriarsi fu un uomo di provata fede progressista, l'allora presidente Rai Claudio Petruccioli: «A nessuno - disse -, quindi neppure a Michele Santoro,

Se la piazza protesta on line Così la rete organizza la gente ( da "Repubblica.it" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Si può discutere tutto di Beppe Grillo, non la sapienza con cui ha saputo sfruttare la piattaforma internettiana. La stessa con cui Barack Obama ha concepito parte della sua vittoriosa campagna. A dire solo "no, non mi piace", rimpiangendo gli anni eroici dei comizi nelle piazze, si rischia di fare la figura di Giovanni Tritemio,

Per "Repubblica" l'immigrazione clandestina è peccato veniale ( da "Giornale.it, Il" del 14-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Una farsa il ritorno agli utili delle banche Usa?

Dalla crisi (e dalle tragedie) può nascere un mondo migliore? ( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Una farsa il ritorno agli utili delle banche Usa?

provincia, rifondazione lancia barocci ( da "Tirreno, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: qualche simpatizzante di Beppe Grillo (che per la Provincia non fa liste) e quelli della Sinistra critica. Gli accordi sono già sottoscritti, i Verdi stanno valutando la possibilità di utilizzare il proprio simbolo nazionale, Barocci viene visto come l'uomo perfetto per cucire il dialogo con lo sconfinato universo dei Comitati,

incontro dei grillini ( da "Tirreno, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: nata dall'unione di Ambiente e Futuro e Gli amici di Beppe Grillo, e che alle amministrative del 6 e 7 giugno appoggia Del Ghingaro, ha organizzato un'assemblea pubblica intitolata "L'impianto al plasma proposto dagli industriali nella Piana. Pulper di cartiera, soluzioni a freddo, partecipazione dei cittadini".

di SABRINA PIGNEDOLI e PAOLO PATRIA SE NE PARLAVA ai tem... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 15-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: lista di Beppe Grillo): «Noi abbiamo alle spalle le primarie del centro storico e per i 500 cittadini interpellati il problema parcheggi non era tra i principali. Anzi, veniva dietro la sicurezza e la chiusura dei cinema in centro. Piuttosto noi vogliamo creare una rete ad alta frequenza di Minibù per il centro.

Col marchio di Grillo vendono sesso e... ( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Eppure il fustigatore dei politici sbandiera il disprezzo del commercio online Con Beppe Grillo e Marco Travaglio tu odi i politici, odi i giornalisti, odi in generale e al tempo stesso trovi lavoro, trovi sesso e trovi anche soldi. La dimostrazione definitiva che Grillo e Travaglio sono solamente dei cinici commercianti di odio civile (da vendere a un ben individuato target di beoti,

Giorgia lancia nuove ( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Una Giorgia vocalist ma anche apprendista «guru», dunque, che prende lezione da Beppe Grillo (con il quale duetta nel brano Libera la mente) e che strizza l'occhio, centrando l'obiettivo, a una qualità del sound decisamente di caratura internazionale. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Di Pietro cavalca la protesta ( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Basta leggere Beppe Grillo, il primo tifoso di Tonino e del «bossnapping», la pratica del sequestro dei manager ora tanto di moda in Francia. L'iracondo comico, campione del vaffa e dell'insulto, getta alcol sul fuoco che sta divampando a Parigi e dintorni e definisce la segregazione degli odiati dirigenti aziendali «una nuova forma di relazione sindacale»

Rifiuti, scontro sullo smaltimento ( da "Trentino" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Mountain Wilderness, Amici di Beppe Grillo e altre associazioni ambientaliste e di cittadini di Borgo, Lavis, Giudicarie, Grigno, Novaledo e Pergine. Insieme a Morandini ci saranno scenderanno in veneto anche alcuni candidati di centrosinistra, tra cui i verdi Carlo Biasi e Lucia Coppola e Graziano Agostini (Sdi).

Annozero, la Rai congela Vauro per una vignetta ( da "Trentino" del 16-04-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: Lo raccoglie solo Beppe Grillo che si dice pronto ad assumerlo subito nel suo blog. Vauro dal canto suo usa l'ironia prima di tessere l'elogio della satira che è libertà. «Sono a San Pietroburgo e questo dice tutto!», replica a chi lo interroga sulla sospensione.

Alza la voce il mondo della satira Vincino: Garimberti si dimetta ( da "Tribuna di Treviso, La" del 16-04-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Grillo

Abstract: commenta Beppe Grillo. E il comico genovese annuncia: «Se poi dovessero mandarlo via (Vauro, ndr) sappia che io lo assumo domani mattina: ho già mandato un sms al suo telefono e sono pronto ad assumerlo per il mio blog». «Vauro è uno che non le manda a dire, non può che essere detestato dai suoi bersagli, non è certo il tipo al quale il politico di turno chiede "

Annozero: Santoro ammonito, Vauro sospeso ( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ma noi siamo per il libero mercato» 16/04/2009 a difesa di vauro «lo assumo io» 16/04/2009 Beppe Grillo difende il vignettista Vauro e si dice convinto che Michele Santoro «non permetterà mai che vada via uno dei suoi. Conoscendo Santoro - dice il comico genovese - non lo consentirà. Anzi, se io fossi Santoro farei una puntata solo con Vauro.

Epurazioni ed anatemi, 15 anni in tv all'ombra del Caudillo Nella Spagna di Franco o nella Serbia di Milosevic la satira veniva sopportata perchè era una valvola di sfogo per i reg ( da "Unita, L'" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: nonché di Beppe Grillo) è stata inaugurata nel 2002 dall'editto bulgaro che colpiva anche Daniela Luttazzi, additato al mondo (ma soprattutto a Saccà) come "criminoso" e mai più visto dalle parti della Rai (tornò due anni fa a La7, giusto il tempo per essere riepurato alla vigilia di una puntata sul Papa e la Chiesa,

annozero, la rai congela vauro per una vignetta ( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lo raccoglie solo Beppe Grillo che si dice pronto ad assumerlo subito nel suo blog. Vauro dal canto suo usa l'ironia prima di tessere l'elogio della satira che è libertà. «Sono a San Pietroburgo e questo dice tutto!», replica a chi lo interroga sulla sospensione.

alza la voce il mondo della satira vincino: garimberti si dimetta ( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: commenta Beppe Grillo. E il comico genovese annuncia: «Se poi dovessero mandarlo via (Vauro, ndr) sappia che io lo assumo domani mattina: ho già mandato un sms al suo telefono e sono pronto ad assumerlo per il mio blog». «Vauro è uno che non le manda a dire, non può che essere detestato dai suoi bersagli, non è certo il tipo al quale il politico di turno chiede "

Beppegrillo.boh ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: boh di Filippo Facci Succede che Beppe Grillo si è imbufalito per un articolo dove lo scrivente, ieri, parlava di un sito che non è neppure riconducibile personalmente a lui (anche se si chiama beppegrillo.tv) e che è registrato da tal Hernando Pereira: e questo lo si aveva precisato chiaramente, definendo quel sito come «parente illegittimo».

Annozero ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: E Beppe Grillo vuole assumere Vauro «L'ha definita bene Gianfranco Fini. Indecente. E di fronte ad un indecenza del genere non possiamo tacere e non possiamo non chiedere che il consiglio regionale della Liguria esprima la sua solidarietà verso chi sta lavorando in Abruzzo».

Il caso Santoro discusso anche in Regione ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Vauro è intervenuto il comico genovese Beppe Grillo che si è detto pronto ad assumerlo nel suo blog. «Se io fossi Santoro - ha detto Grillo- non consentirei mai un licenziamento del genere. Anzi, farei una puntata solo con Vauro». «Perfetto, nel blog di Grillo ci mancava giusto Vauro: uno squalifica l'altro» concludono ironicamente Rosso e Plinio.

viene subito riciclato da Grillo ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: it Beppe Grillo, uno che di insulti e sciacallaggi se ne intende. Ma poi, nel dubbio, assicura che «se io fossi Santoro farei una puntata solo con Vauro... tutta con Vauro». Poi il dubbio. «Ma se dovessero mandarlo via, Vauro sappia che io lo assumo domani mattina, ho già mandato un sms al suo telefono e sono pronto ad assumerlo per il mio blog»

La Rai punisce Santoro: squilibrato Stop a Vauro e puntata riparatrice ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Mancherebbe solo un collegamento con Beppe Grillo che ha già annunciato di voler assumere Vauro sul suo blog (ma attenzione Vauro: Piero Ricca se ne andò perché Grillo non pagava le collaborazioni...), e la squadra sarebbe al completo. Dopo due riunioni, i vertici Rai (il direttore generale Mario Masi con il placet del presidente di area Pd Paolo Garimberti)

"Riequilibrare Annozero, sospeso Vauro" Santoro replica: "Censura sul vignettista" ( da "Corriere.it" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sulla vicenda interviene anche Beppe Grillo, che lancia un appello a Santoro perché si opponga all'allontanamento di Vauro: «Ma no! Non permetterà mai che vada via uno dei suoi - dice il comico ad Affaritaliani.it - conoscendo Santoro non lo consentirà mai. Anzi, se io fossi Santoro farei una puntata solo con Vauro, tutta con Vauro».

Referendum, la Lega ha fatto bene i conti?. ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Referendum, la Lega ha fatto bene i conti?

Pdl, Zoccarato nuovo leader provinciale, Strescino è il vice ( da "Secolo XIX, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Strescino è il vice appello del Beppe Grillo Meetup candidati-sindaco e alla guida del partito IL PARCO di San Romolo-monte Bignone (nella foto) «è in condizioni disastrose», ha bisogno di un «energico intervento di pulizia» e soprattutto di iniziative di rilancio che puntino sullo sport, il tempo libero, il turismo.

: Mauro Gallegati candidato della lista collegata a Grillo ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 17-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Gallegati è nello staff di Beppe Grillo per l'economia e il lavoro, e collabora con lui nel suo blog su internet. «La lista civica viene spiegato fa paura agli apparati della politica per il tentativo di risvegliare le coscienze della gente, di stimolare a decidere della propria vita senza più delegarla a chi ha fatto bene i propri interessi».

beppe grillo cerimoniere in ricordo di attilio corsini ( da "Repubblica, La" del 17-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Pagina XVIII - Genova Teatro Il convegno Beppe Grillo cerimoniere in ricordo di Attilio Corsini Il condominio del futuro? Ne parla anche il parroco

No inceneritori Ma Treviso non c'è ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Con il contributo dei Comuni vicini sarà più facile reperire le risorse necessarie a pagare il lavoro dei tecnici (tra cui c'è Stefano Montanari, collaboratore di Beppe Grillo). «Se ci avessero coinvolto per tempo, avremmo potuto partecipare», dice Zanini.

Dieci Comuni contro l'inceneritore ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: collaboratore di Beppe Grillo), ma anche ad allargare la task force anti inceneritore. E' probabile che verrà effettuato anche uno studio complessivo sulle ricadute del traffico derivante dal trasporto dei rifiuti. «Sono soddisfatto - commenta Piazza - perché gli assessori e i sindaci mi hanno dimostrato grande disponibilità per osteggiare la realizzazione dell'

"Recuperare il parco di S.Romolo e Bignone" ( da "Stampa, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo Meetup» di Sanremo conclude: «Auspichiamo che l'amministrazione pubblica esprima la volontà politica di valorizzare le risorse del territorio, volontà che non può avere un colore nè uno schieramento di riferimento in quanto la protezione dell'ambiente viene configurata non solo come un diritto dell'uomo ma anche come dovere nei confronti delle future generazioni»

piro e persico solidali con italo materia ( da "Repubblica, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: presidio contro la nomina di Materia da parte degli Amici di Beppe Grillo e del candidato sindaco Giovanni Favia: «Non ci piace Materia come procuratore capo, è stato visto cenare con un pentito di mafia ed è amico di Giovanni Lembo, magistrato inquisito per collusione con la mafia». La manifestazione (di cui la Questura non sa nulla), è stata «disapprovata» e ritenuta «impropria»

UN PRESIDIO per dire "no" alla nomina di Italo Materia (foto... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lo hanno organizzato per stamane gli Amici di Beppe Grillo che hanno dato vita a una lista civica, annunciando che saranno in piazza Re Enzo, dalle 10 alle 13, con un banchetto e materiale informativo contro il procuratore capo di Reggio che concorre al posto di procuratore capo a Bologna.

ALZATA di scudi, in Procura, in favore dell'attuale procuratore di Reggio Em... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Gli Amici di Beppe Grillo di Bologna hanno attaccato Materia, come già fece Sonia Alfano, presidente dell'Associazione nazionale vittime della mafia, contestandogli l'amicizia con l'ex collega Giovanni Lembo, finito nei guai per amicizie mafiose. «Sono deluso che qualcuno voglia influire sulla nomina del procuratore capo di Bologna dice l'

Idv, scoppia il caso Cappello ( da "Secolo XIX, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: che è pure attivista dei comitati di Beppe Grillo, accusandola di leggerezza per aver inserito il proprio nome tra i relatori del convegno di lunedì (ore 17, Salone di rappresentanza a Tursi) senza attendere conferma. Titolo dell'incontro: "La gestione dei servizi pubblici: acqua, rifiuti, energia, trasporti".

Caro Vauro, ti lamenti ma tu... ( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Non è mica il sito di Beppe Grillo. Al momento ci sono 22 post e zero commenti: non ha alcuna eco mediatica». Mai nessun altro le ha chiesto di rimuovere il contenuto del blog? «Mai. C'è chi mi insulta, magari. Qualche giustizialista e filopalestinese. Ma le carte bollate no, mai».

Toh, Di Pietro è il più... ( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: E quando Di Pietro proprio non c'è, la «par condicio» versione Santoro impone comunque di invitare appena possibile un suo alleato, come il candidato Idv De Magistris (la settimana scorsa) e il predicatore Beppe Grillo (il 12 marzo). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Sprechi Stipendi da star e trasferte di studio da 600mila euro ( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: La Siae ha diffuso una cifra: 12milioni di biglietti staccati in un anno. Ma attenzione: in quella cifra ci sono anche gli spettatori degli show di Beppe Grillo, Aldo Giovanni e Giacomo, Luttazzi, Bagaglino. Non esattamente «prosa». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Grillo fa un salto all'Eden per celebrare il regista pegliese Attilio Corsini ( da "Giornale.it, Il" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ha trovato subito l'adesione di Beppe Grillo, presentatore d'eccezione, di caterina Vertova e di molte altre personalità dello spettacolo e della cultura. Un appuntamento voluto da Flavio Gaggero, dentista di Pegli con tanta passione per l'attività nel campo del sociale, che ha anche una finalità benefica.

Pirate Bay, la protesta riparte dai blog ( da "Corriere.it" del 18-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: BEPPE GRILLO - Ma siamo solo agli inizi. I principali blog di opinione non hanno ancora incominciato a occuparsi sul serio delle conseguenze della vicenda. In Italia c'è chi chiede aiuto a Beppe Grillo e per farlo infila qualche commento nel blog del comico genovese a margine di post che riguardano tutt'altro.

La casta dei top manager continua a imperare (anche in Italia). ( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts La casta dei top manager continua a imperare (anche in Italia) Referendum,

Referendum, la Lega ha fatto bene i conti? ( da "Giornale.it, Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts La casta dei top manager continua a imperare (anche in Italia) Referendum,

lamberti e sodano dal pm per cesaro ( da "Repubblica, La" del 20-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: il candidato di Rifondazione Tommaso Sodano, esponenti degli amici di Beppe Grillo e della lista «per il bene comune». Quanto alla lista, Lamberti è invece scettico: senza decisioni della Procura «servirebbe solo a legittimare Cesaro e una situazione in cui elementi mafiosi sono già all´opera in vari Comuni per sostenere alcuni candidati».

Artisti, giovani e albergatori Boom di liste a Cattolica ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 20-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Poi ci sono gli amici di Beppe Grillo, gli under 35 e un manipolo di albergatori: tutti pronti a scendere in campo alle elezioni comunali del 6-7 giugno. L'esplosione delle liste civiche a Cattolica rischia di travolgere i partiti tradizionali, in particolare il Pd, dilaniato da mesi da lotte intestine.

Liste civiche come funghi, c'è anche quella dei musicisti ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 20-04-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: gli amici di Beppe Grillo che sostengono Alessandro Bondi), «Ora tocca a noi» (ragazzi under 35 ancora ancora indecisi su chi sostenere) ed appunto le quattro a sostegno di Pazzaglini. Ma non finirà qui. Anche un gruppo di albergatori con attività in via Carducci si è incontrata qualche settimana fa per riunirsi in una lista vicina al centrodestra.


Articoli

Beppe Grillo a Exit su La7 "Torno in tv dal nemico" (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 01-04-2009)

Argomenti: Grillo

Beppe Grillo a Exit su La7 "Torno in tv dal nemico" ROMA «Exit è un buon programma, le sue inchieste sono oneste». Le parole non sono di un critico televisivo, ma di chi il piccolo schermo ormai lo detesta. Beppe Grillo torna in tivù e lo fa su La7, l'emittente di Telecom. Il comico-politico genovese non ha uno spazio tutto suo dai Discorsi all'Umanità su Tele+. L'ultimo collegamento in diretta fu nel 2003 a Striscia, dall'amico Antonio Ricci. Per il resto, filmati e spezzoni: dagli spettacoli, dai V-Day. Santoro lo corteggia da mesi, Skytg24 è uno dei pochi canali italiani da lui sopportati. Ma per la rentrée ha scelto Ilaria D'Amico («e la cosa mi onora», dice lei). «Non è il mio ritorno, la tivù è morta - precisa Grillo -. Finora abbiamo mandato affanculo i potenti, che ci sono andati. Ora è tempo di costruire con le Liste Civiche. Se ogni tanto non vado in tivù, di questi ragazzi non parla nessuno». Grillo è in forma, sereno. Interverrà in collegamento da Bruxelles, in diretta. «Sono qua per spiegare all'Europa chi sono gli italiani. Il cimitero di elefanti è diventato di lestofanti. Esportiamo reati che neanche conoscono: mafia, camorra, ndrangheta. Associazione a delinquere, riciclaggio. Ci guardano con sgomento. Proveremo a metterli in guardia». Grillo e la D'Amico si conoscono e stimano da anni. E' questa la chiave di volta per la riuscita dell'ospitata. L'azienda è sufficientemente terrorizzata dall'evento. Grillo, da anni, attacca Telecom e «il tronchetto dell'infelicità» Tronchetti Provera. Gli uffici legali sono all'erta. Tema della puntata i servizi pubblici: il progetto Tremonti di privatizzare l'acqua, la «ristrutturazione» delle Poste. In studio Piero Marrazzo, Adolfo Urso, Bruno Tabacci, Sergio Rizzo e Corrado Oddi. Al prossimo appuntamento elettorale, Grillo non sembra chiedere molto. «Siamo un piccolo virus: lenti, ma vincenti. Spero di portare De Magistris e Alfano in Europa. Daremo una mano in alcuni aspetti all'Italia dei Valori, gli unici che fanno un po' di kryptonite allo Psiconano. Soprattutto, spero di portare un consigliere in ogni Comune: è da lì che si riparte. Basta un ragazzo incensurato per attivare il virus e mandare a casa questi morti viventi». Per riuscirci le toccherà andare anche a Porta a porta. «Non esageriamo, adesso». \

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Aiuto, Grillo torna in tv. Stasera a Exit (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 01-04-2009)

Argomenti: Grillo

Aiuto, Grillo torna in tv. Stasera a Exit Dopo anni di assenza dalle reti generaliste, Beppe Grillo torna in tv: stasera sarà ospite ad Exit, il programma di Ilaria D'Amico, in onda alle 21.10 su La7. In collegamento da Bruxelles, Grillo interverrà sulla privatizzazione dei servizi pubblici, tema al centro della prima parte della puntata.

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Beppe Grillo (Ap) torna in tv come ospite del programma di Ilaria D'Amico. Il comico in... (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 01-04-2009)

Argomenti: Grillo

OGGI IN TV pag. 33 Beppe Grillo (Ap) torna in tv come ospite del programma di Ilaria D'Amico. Il comico in... Beppe Grillo (Ap) torna in tv come ospite del programma di Ilaria D'Amico. Il comico interverrà sulla privatizzazione dei servizi pubblici. Al centro della prima parte della puntata, i pro e i contro della gestione privata dei servizi pubblici: dall'acqua potabile ai trasporti urbani, dai rifiuti al verde cittadino.

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Calcio: Italia - Eire (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-04-2009)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI GIUSTIZIA data: 2009-04-01 - pag: 35 autore: TV ACURADI LUIGIPAINI Calcio: Italia - Eire RAIUNO 20.30 Qualificazioni ai Mondiali del 2010: nella foto, l'azzurro Andrea Pirlo Da non perdere RAI 4 21,00 The others, di Alejandro Amenabar, con Nicole Kidman, Usa 2001 (104'). Qual è il mistero di quella casa? Un film inquietante, sospeso tra la vita e la morte. SKY CINEMA MANIA 21,00 Paranoid Park, di Gus Van Sant, con Gabe Nevins, Usa 2007 (85'). Ancora inquietudini, questa volte legate all'alienazione giovanile: un avvenimento terribile segnerà per sempre la vita di un adolescente. MGM 21,00 Arianna, di Billy Wilder,con Gary Cooper, Audrey Hepburn, Usa 1957 (126'). Magica serata Wilder: segue alle 23,10 lo straordinario " Baciami stupido",del 1964. RAIDUE 23,30 La storia siamo noi. La vita e il pontificato di Papa Giovanni Paolo II, scomparso il 2 aprile 2005. SKY CINEMA MANIA 0,05 L'amico americano, di Wim Wenders, con Dennis Hopper, Germania 1977 (128'). Quando Wenders era ancora Wenders... Attualità LA 7 20,30 Otto e mezzo. Il segretario del Pd, Dario Franceschini, analizza la situazione politica italiana con Lilli Gruber e Federico Guiglia. RAIDUE 21,05 Voyager. Continua l'avventura in Egitto di Roberto Giacobbo, a caccia delle ultime novità delle ricerche archeologiche nella terra dei Faraoni. RAITRE 21,10 Chi l'ha visto? Può essere il test del Dna la risposta sull'identitÁ dello smemorato di Collegno? è il tema trattato da Federica Sciarelli. LA 7 21,10 Exit - Uscita di sicurezza. Dopo anni di assenza dalle reti generaliste, Beppe Grillo torna in tv per rispondere alle domande di Ilaria D'Amico sulla privatizzazione dei servizi pubblici. Spettacolo LA 7 14,00 I ragazzi irresistibili, di Herbert Ross, con Walter Matthau, George Burns, Usa 1975 (111'). Amici da una vita, bisbetici da una vita. E ora che sono anziani, è ancora peggio... RETE 4 16,10 Arabesque, di Stanley Donen, con Gregory Peck, Sophia Loren, Usa 1966 (118'). Chi vuole la pelle del professore esperto di scritture antiche? SKY CINEMA 1 21,00 Colpo d'occhio, di Sergio Rubini, con Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini, Italia 2008 (110'). Il potente critico d'arte, il giovane artista, la bella ragazza. Il triangolo è servito. RETE 4 23,55 Lantana, di Ray Lawrence, con Anthony LaPaglia, Australia 2001 (120'). Quattro coppie, un fitto intreccio di segreti inconfessabili.

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(sezione: Grillo)

( da "Sicilia, La" del 01-04-2009)

Argomenti: Grillo

«Un film? Perché no, sarebbe un blockbuster» Roma. Dopo anni di assenza dalle reti generaliste, Beppe Grillo torna in tv: oggi 1 aprile, sarà ospite ad Exit, il programma d'informazione condotto da Ilaria D'Amico, in onda alle 21.10 su La7. In collegamento da Bruxelles, Grillo interverrà sulla privatizzazione dei servizi pubblici, tema al centro della prima parte della puntata. Si parlerà dei pro e contro della gestione privata dei servizi pubblici (dall'acqua potabile, ai trasporti urbani, dai rifiuti, al verde cittadino), cercando di capire se gli imprenditori possono gestire meglio delle amministrazioni locali i servizi che riguardano il quotidiano di ognuno di noi. In studio: Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio; Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo economico; Bruno Tabacci, deputato Udc; Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera e co-autore del libro-inchiesta La Casta; Corrado Oddi, membro del Forum italiano dei movimenti per l'acqua.

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Lezione di Grillo all'Europarlamento (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

la proposta: «creare una borsa europea» Lezione di Grillo all'Europarlamento «Può diventare un cimitero di lestofanti» Il comico, ospite a «Exit», lancia strali contro i manager. «In francia li sequestrano, direi che sono ottimi segnali» Beppe Grillo (Ansa) MILANO - Beppe Grillo è tornato in tv, ospite ad «Exit», il programma d'informazione condotto da Ilaria D'Amico su La7. Il tema al centro della prima parte della puntata era la privatizzazione dei servizi pubblici. In studio il presidente del Lazio Marrazzo, il sottosegretario allo Sviluppo economico Urso, il deputato Udc Bruno Tabacci, il giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Corrado Oddi, membro del Forum italiano dei movimenti per l'acqua. FUGA BURRASCOSA - L'intervento del comico è durato una ventina di minuti e si è concluso burrascosamente. All'inizio tutto sembra filare liscio: Grillo lancia una lunga invettiva poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, si dilegua fra l'incredulità generale. La più stupita è la D'Amico: garantisce che aveva promesso di confrontarsi serenamente con gli altri ospiti e di dialogare con loro. Uno dei temi della puntata era la privatizzazione dell'acqua, ma il comico non si è attenuto troppo all'argomento. Ha preferito toccare tutti i temi a lui cari e che quotidianamente affronta sul suo blog. Usando il consueto linguaggio colorito, ha attaccato i politici condannati in Parlamento e il sistema finanziario italiano. È tornato sul caso Telecom, prendendosela con Marco Tronchetti Provera. Filo conduttore dell'intervento di Grillo la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. «Oggi - ha detto - la gente è tagliata totalmente fuori dal sistema decisionale». E a questo punto ha introdotto il tema delle liste civiche che è pronto a presentare. Una mossa obbligata - ha detto con veemenza - «perché i cittadini si sono veramente rotti i coglioni di gente come quella che è seduta in questo studio». Un crescendo che si è chiuso con l'abbandono della trasmissione. TRUFFA CONTINUA - «Sono stato invitato dal Parlamento europeo per parlare anche di frodi - dice Grillo cominciando il collegamento con La7 -. Pubblico e privato: non significa più niente acqua pubblica e acqua privata. Provate a entrare in un Consiglio comunale, non ci sono rappresentanti del pubblico ma camerieri di partiti messi lì da 4-5 segretari che decidono. L'acqua non deve cadere in mano a una spa che faccia profitti sulla sete delle persone». Il comico torna poi sul fatto che «diamo l'acqua a società che si quotano in borsa, dove non ci sono regole, se no non sarebbero successi i casini con Parmalat, Telecom e Pagine Gialle. C'è una truffa continua in Borsa per cui andrebbe chiusa domani mattina». Grillo parla anche delle banche con accenti critici sulle passate vicende giudiziarie del banchiere Cesare Geronzi, del finanziere Ligresti e di Romiti. Poi allarga il discorso: «Sono sempre i soliti 50: entrano nei Cda, tu gli dai i soldi attraverso questa criminalità organizzata che sono le banche e gli imprenditori e non sai assolutamente a chi». MAPPA DEL POTERE - Il comico segnala di aver messo sul suo blog la mappa del potere: «Ci sono 289 società quotate in Borsa, di cui 254 hanno consiglieri che lo sono in due, tre, cinque, dieci società contemporaneamente. E voi volete quotare l'acqua in borsa?» domanda. Grillo parla anche della precedente gestione di Telecom. Cita Tronchetti e chiede: «Chi era il proprietario vero? Se sommavi le azioni erano i piccoli azionisti, ma chi ha venduto il pacchetto di controllo e ha spolpato l'azienda?». E aggiunge: «La Telecom è stata spolpata, il signor Tronchetti se n'è andato vendendosi il pacchetto di maggioranza nel 2007 a 2,9 euro ad azione. Invece gli azionisti avevano in mano azioni che valevano 1,5 e adesso valgono 0,9. Chi paga?». Infine l'attacco ai politici: «Abbiamo 100 persone in Parlamento che sono stati condannati e che fanno le leggi. Abbiamo regolamentato e legalizzato il falso in bilancio. Quando parliamo di 'ndrangheta, mafia e camorra parliamo di Cda, di notai, commercialisti, di banchieri, di uomini d'affari, parliamo di politici. Un'associazione a delinquere». LA BORSA EUROPEA - A Bruxelles Grillo aveva parlato per due ore e mezzo in una sala gremita del Parlamento europeo sul potere delle banche, sui conflitti di interessi di consiglieri di amministrazione di molte società quotate in Borsa. «L'Europarlamento era il cimitero degli elefanti e rischia di diventare il cimitero dei lestofanti - ha detto Grillo -. Il nostro paese ha bisogno di una scossa. In altri paesi succede qualcosa. In Francia sequestrano i manager. Cominciamo ad avere segnali ottimi direi». Il comico è stato più volte applaudito mettendo in guardia sui nomi dei futuri parlamentari e sostenendo la candidatura dell'ex pm Luigi De Magistris: «State attenti che con le europee qui vi arriva di tutto. Guardate Mario Chiesa, ha già il curriculum per fare l'europarlamentare. Vi arrivano Mastella, Cuffaro. Fate un parlamento pulito». Grillo ha sollecitato le istituzioni europee a varare una Borsa europea e ne ha pure proposto il nome, European stock exchange (Ese): «Abbiamo un moneta unica. Perché non facciamo una Borsa europea dove uno spagnolo, un inglese, un francese possono investire in modo controllato con una rete di paletti ben precisi?». stampa |

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Europarlamento, show di Grillo Occhio ai lestofanti in arrivo (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

Europarlamento, show di Grillo «Occhio ai lestofanti in arrivo» Il caso Il Parlamento europeo era «il cimitero degli elefanti», attenti a che non diventi «il cimitero dei lestofanti». La battuta è di Beppe Grillo che per oltre 2 ore ha parlato all'Euro Parlamento applauditissimo: contro il potere delle banche, i conflitti di interessi di consiglieri di amministrazione di società quotate in Borsa; ha invitato l'Italia a «darsi una scossa», perché «in Francia sequestrano i manager, segnali ottimi...» ha detto ridendo. E alle europee: «State attenti qui vi arriva di tutto. Mastella, Cuffaro», il comico invece lancia De Magistris. E propone una Borsa europea: «European stock exchangè (Ese).

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Beppe Grillo torna in tv ma poi scappa via (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

stampa Ieri su La7 Beppe Grillo torna in tv ma poi scappa via Beppe Grillo torna in tv ma solo per una ventina di minuti: si conclude burrascosamente la sua partecipazione a Exit su La7, programma condotto da Ilaria D'Amico. All'inizio tutto sembra filare liscio: il comico si produce in una lunga invettiva poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, all'improvviso si dilegua fra l'incredulità generale. La più stupita è proprio la D'Amico che con un pizzico di delusione spiega le condizioni dell'invito rivolto al comico genovese. La giornalista garantisce che lui aveva promesso di confrontarsi serenamente con gli altri ospiti e anche di dialogare con loro. Così non è stato. Il comportamento di Grillo è stato commentato con accenti negativi dai politici presenti nello studio, Adolfo Urso, Bruno Tabacci, Piero Marrazzo. Uno dei temi della puntata era la privatizzazione dell'acqua e proprio questo tema ha forse spinto Grillo a essere presente anche se in collegamento da Bruxelles. Tuttavia, il comico non si è attenuto al tema e della privatizzazione dell'acqua ha parlato davvero poco. Ha preferito toccare tutti i temi a lui cari e che quotidianamente affronta sul suo blog.

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l'affondo di fitto contro la procura - gabriella de matteis (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

Pagina III - Bari L´affondo di Fitto contro la Procura E i pm al Csm: "Ci indichi oltre quale limite l´ispezione diventa interferenza" L´organo di autogoverno dei giudici intanto respinge l´esposto dell´ex governatore GABRIELLA DE MATTEIS La scena, ora, si sposta a Roma. I magistrati, titolari dei fascicoli che coinvolgono il ministro Raffaele Fitto, ieri, hanno scritto una nuova lettera al Csm, chiedendo di sapere entro quale limite devono esercitare «il dovere istituzionale di salvaguardare la funzione giudiziaria da interferenze indebite o improprie». Una missiva, inviata all´indomani dell´arrivo a Bari degli ispettori del ministero e nel giorno in cui il Csm si è pronunciato su un esposto, presentato dall´ex governatore pugliese. L´organo di autotutela della magistratura non ha dato corso alla denuncia perché riguarda fatti che «esulano» dalle sue possibili competenze. Una decisione che il ministro Fitto commenta così: «Vedo che con una velocità del tutto inusitata, non solo si mobilitano le associazioni dei magistrati locale e nazionale, ma lo stesso Csm non archivia, come si è detto, ma eccepisce la sua non competenza, a tempo di record, sul mio esposto». Che contiene le stesse obiezioni riportate nella lettera, scritta quindici giorni fa dal ministro Raffaele Fitto e dal suo avvocato e collega di partito Francesco Paolo Sisto al Guardasigilli Alfano. Lettera all´origine dell´ispezione. L´ex governatore parla di «un metodo persecutorio» di indagine da parte dei magistrati. Accenna ad una presunta «ripetuta fuga di notizie» e anche alla partecipazione di uno dei pm al "Vaffa Day" di Beppe Grillo. E ancora contesta la costituzione di un gruppo di lavoro, composto da tre pm e da un aggiunto, che si sarebbe concentrato nelle indagini a suo carico e accusa il magistrato Marco Dinapoli di aver rilasciato un´intervista sull´inchiesta in corso e di non essersi astenuto dal procedimento «pur dopo aver sporto querela nei confronti dello stesso indagato». I rilievi sono contenuti nell´esposto che ha portato gli ispettori a Bari, ma anche nelle denunce precedenti, assegnate dal ministero alla direzione magistrati che le ha archiviate. L´ultima invece è stata considerata degna di approfondimenti. «Noi siamo un organo tecnico, non politico, questo è bene ricordarlo» spiega Gianfranco Mantelli, vicecapo degli ispettori. Ieri al terzo piano del Palazzo di Giustizia, i tecnici, inviati dal ministro Alfano (due magistrati e due cancellieri), hanno continuato ad esaminare i due fascicoli che coinvolgono Fitto, chiedendo numerosi atti, tra i quali le intercettazioni telefoniche. I pm, nella lettera inviata al Csm, ribadiscono la piena collaborazione al lavoro degli ispettori e le considerazioni, contenute nella prima lettera, si riservavano di «interloquire sul punto, anche a tutela delle nostre posizioni giuridiche soggettive e delle nostre prerogative istituzionali». Del caso, quindi, si occuperà la prossima settimana il Csm, ma intanto è già polemica politica. Un gruppo di senatori del Pd ha rivolto un´interrogazione al ministro della Giustizia Alfano, chiedendo chiarimenti sull´ispezione in corso alla procura di Bari. Sei dei nove firmatari, commenta Fitto, sono giudici. «Vale il criterio opinabilissimo dell´opportunità che una serie tanto nutrita di magistrati si impegni in politica e che alcuni lo facciano all´indomani di indagini delicatissime a carico di esponenti dello stesso partito che finisce con il candidarli? «.

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[FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Ci considerano dei disturbatori, o peggio ancora dei tradit... (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

[FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI «Ci considerano dei disturbatori, o peggio ancora dei traditori. Ma a sinistra il problema vero è un altro. Noi siamo i nuovi arrivati, e non pensiamo ad alleanze e al ballottaggio come amministratori e politici che sono qui da anni. Corriamo da soli e in caso di ballottaggio lasceremo libertà di scelta. Ma di una cosa siamo certi: è ora che la sinistra lavori insieme, ma non su giochi e alleanze politiche, sulle cose da fare». Il candidato sindaco di Società Futura Marco Veronese, affiancato da Dario Roasio e Paolo Sollier, affronta il capitolo alleanze prima di illustrare alcune le iniziative che impegnano in questi giorni il movimento vicino all'antipolitica di Beppe Grillo. Innanzitutto l'inceneritore: «A noi non interessano le primogeniture. Quello che conta è organizzare un comitato, che unisca tutti quelli che la pensano nello stesso modo, per richiedere un referendum. E' l'unico modo per far chiudere davvero l'inceneritore. Abbiamo già contattato politici e sindacati, perché su questo tema il fronte deve essere compatto. Bisognerebbe parlare di obiettivi comuni, non di ballottaggi. La differenziata, ad esempio: è chiaro che con questa amministrazione non si arriverà mai al porta a porta. Ma alla presentazione del progetto non c'era nessun esponente della sinistra a ribattere, c'eravamo solo noi. Stesso discorso per il nucleare: perché nessun partito ha mai appoggiato i Senza Sede di Trino nel ricorso per bloccare il sito di Leri?». Battaglia solo di Società Futura, da subito, quella per bloccare il piano edilizio nell'area dell'anfiteatro: «L'onorevole Giulietti presenterà presto un'interrogazione sull'atteggiamento della Sovrintendenza: è impensabile permettere una speculazione edilizia privata su un'area così ricca di reperti, che non vedrebbero mai la luce. E nel frattempo anche la domus vicino al tribunale continua a restare sepolta. Interesseremo anche la Regione». Il movimento sarà poi impegnato ad aiutare un gruppo di mamme nella raccolta di firme per una petizione sull'appalto delle mense scolastiche: «Il fornitore attuale ha proposto all'azienda farmaceutica di passare al metodo 'cook and chill', diffuso nel Nord Europa ma poco adatto alla nostra alimentazione, oltre che più costoso e senza nessun aggancio con la filiera locale».

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E Diliberto fomenta l'odio anti manager (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

n. 79 del 2009-04-02 pagina 7 E Diliberto fomenta l'odio anti manager di Peppino Caldarola Il leader comunista torna a incendiare la sinistra: «E comprendo chi sequestra i dirigenti». Così vuole rubare voti a Di Pietro, ma nessuno rimpiange la violenza dei cattivi maestri Diliberto ne ha detta un’altra delle sue. Il leader del Pdci, che sta cercando di confluire nella Rifondazione comunista di Paolo Ferrero, non è nuovo a espressioni grevi e politicamente violente. Ieri, intervistato da Maria Latella su Skytg24, ha superato persino le sue peggiori performance del passato. Due frasi colpiscono. La prima dice: «Noi odiamo Berlusconi». La seconda: «Noi comprendiamo gli operai francesi che hanno sequestrato Francois-Henri Pinault». Un risultato Diliberto lo ha raggiunto. Oggi le sue espressioni figureranno in tutte le note politiche di giornata e già ieri trovavano spazio nei tg serali. Per un partito sparito dal Parlamento è un bel successo. Diliberto è così uscito dal cono d’ombra e ha ripreso il centro della scena. Se questa è la carta di identità del partito che dovrà unificare tutti i comunisti (e Cesare Salvi con loro) si comincia proprio male. La crisi della sinistra moderata e la scomparsa della sinistra radical trovano una spiegazione proprio dall’esistenza di una cultura come quella di Diliberto. C’è tutto un mondo che non ha più alcuna voglia di ascoltare queste sirene e viene sospinto da frasi come questa verso l’astensione. C’è un’altra ragione, oltre la fuoriuscita dall’anonimato, dietro le espressioni violente di Diliberto? Il leader neo-comunista sente che i margini di recupero elettorali si sono fatti molto stretti. In tutti questi mesi non si è sentita la mancanza di forze radical nella vita parlamentare per due ragioni. La prima è che esse rappresentano un’Italia che va scomparendo. Il voto che ha cancellato intere forze politiche dalle scene parlamentari non è figlio di un destino cinico e baro ma ha rivelato l’esaurimento della capacità di attrazione e consenso della sinistra massimalista e violenta. La seconda ragione è che le posizioni che tendono a criminalizzare l’avversario sono patrimonio indiscusso del partito di Di Pietro. La performance di Diliberto vuole recuperare a sinistra quei voti che si stanno dirigendo verso l’accrocco giustizialista. Il leader del Pdci vuole fare concorrenza all’ex pm, a Beppe Grillo, a Marco Travaglio. Ma è un elettorato di sinistra quello che «odia Berlusconi» e inneggia al sequestro dei dirigenti d’azienda? Da molto tempo il tema dell’odio nella politica italiana è patrimonio di forze marginali che cercano nicchie elettorali. Altrettanto di nicchia sono le posizioni di chi esalta e comprende azioni di lotta sindacale estreme come quelle messe in atto dagli operai francesi. Una gran parte della sinistra riconosce che sia l’una sia l’altra posizione sono dannose perché danno l’immagine di un mondo furente mentre cresce nel Paese la domanda di sicurezza e di stabilità. Tuttavia non si può catalogare l’uscita di Diliberto solo con la categoria dell’errore politico e del desiderio di conquistare titoli nei tg e sui giornali. Dietro quelle frasi c’è un doppio messaggio che porta con sé i germi di una stagione oscura per la politica italiana. Se torna l’idea che l’avversario va odiato come un nemico mortale e che le azioni di lotta sono giustificate anche quando diventano violente e colpiscono la persona umana, si rischia di spingere le aree più radical del sindacalismo e del popolo di sinistra verso scelte pericolose. Abbiamo alle spalle una non lontana stagione di cattivi maestri che si erano cimentati in questa pedagogia di odio e di violenza. Ne siamo usciti a fatica quando tutte le persone responsabili hanno ritenuto di dover marcare una linea di confine fra chi protesta, chi lotta e chi invita alla violenza. Si vuole tornare indietro? è per questo che è necessario non lasciar cadere queste espressioni come irrilevanti. Rovesciamo il detto latino verba manent. Sarebbe gravissimo se venisse affidato solo ai leader del centrodestra il compito di rintuzzare Diliberto. Appena due anni fa Diliberto era parte di una maggioranza di governo che infine si è sciolta e ha conosciuto una vera disfatta elettorale. Molti sono convinti che nella crisi di quel governo e di quella maggioranza un ruolo determinante abbiano svolto le posizioni oltranziste dei Diliberto e dei Pecoraro Scanio. Sarebbe estremamente positivo se venisse dai dirigenti del Pd una condanna solenne e l’impegno a non costruire mai più maggioranze politiche con simili personaggi. Questa gente non ha diritto di replica. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 2 ) » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 37 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 09 Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti? Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Commenti ( 180 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione colossale per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani. E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo "che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini, sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E' l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la crisi. E' convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell'anarchia finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza. Potere leggere l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 09 La crisi provocherà una nuova ondata di immigrati? Ma la crisi che impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se n'è parlato poco, ma sulla stampa straniera sono stati pubblicati diversi reportage, da quali risultava che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno analogo, sebbene in misura molto minore e limitatamente ad alcune comunità, come quella brasiliana. Ma ora il quadro potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei Paesi dell'Europa dell'est peggiorerà ulteriormente, provocando un forte aumento della disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti, dalla disperazione, a tentare l'avventura a ovest, magari al solo scopo di vivere di espedienti. L'incognita principale, tuttavia, riguarda l'Africa. L'altro giorno il segretario del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato l'allarme per gli effetti catastrofici della recessione sul Continente nero. «C'è in pratica la certezza -ha detto il capo dell'Fmi -che molti milioni di persone sprofonderanno sempre più nella miseria: se non si interviene con un forte piano d'emergenza ci sono forti rischi di guerre civili, se non di guerre estese». E dunque di una nuova ondata migratoria verso l'Europa. Secondo Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere mano al portafoglio. «Se la comunità internazionale ha trovato centinaia di miliardi di dollari per affrontare la crisi globale, non è ammissibile che non possa trovare qualche centinaio di milioni, meno di quanto ha investito per salvare singole aziende private, per i Paesi più poveri». E' davvero questo il modo appropriato per aiutare l'Africa a superare la crisi? Inoltre: siamo pronti a reggere, in piena crisi economica, una nuova ondata migratoria dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un evento del genere provocherebbe tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e una guerra tra poveri nelle nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto in società, crisi, globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste, immigrazione Commenti ( 88 ) » (8 voti, il voto medio è: 4.38 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 09 Piani di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa bene) Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato sulle crescenti incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di Obama, in vista del prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di stimolo dell'economia, la Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa ne adotti uno in grande stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono restii. "Hanno già stanziato spese straordinarie pari all'1,5% del Pil, che porteranno quelli dell'area euro a sfondare il deficit del 3% previsto dal Trattato di Maastricht, ma non intendono andare oltre nel timore che disavanzi eccessivi possano incrinare la tenuta o perlomeno la credibilità della moneta unica". Infatti quello americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto agli economisti secondo cui manovre come quelle americane servono a poco; infatti a breve porteranno nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari a poche decine di dollari a testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture incideranno sulla crescita solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe rinunciare a equilibri finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare misure espansioniste di dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a resistere alle pressioni americane nonostante siano sempre più insistenti, con l'appoggio di grandi testate come Financial Times ed herald Tribune, che abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino di trascinare anche gli altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo termine inflazionistica) perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro resti la moneta di riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene conti più o meno in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e Washington di perdere la leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è la vera posta in gioco. Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e il mondo Commenti ( 47 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (9) blog (1) capitalismo (9) cina (19) comunicazione (2) crisi (11) democrazia (62) economia (31) era obama (16) europa (12) francia (23) germania (4) giornalismo (51) giustizia (2) gli usa e il mondo (63) globalizzazione (45) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (151) manipolazione (6) medio oriente (13) notizie nascoste (47) partito democratico (2) pdl (1) politica (1) presidenziali usa (23) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (23) spin (6) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Marina: Il partoto nazista e il partito fascista sono fuori legge. Perchè il partito comunista no? Ultime news Proteste e scontri nel cuore di Londra C'è già un morto tra i manifestantiBioetica, la Consulta boccia la legge 40 Roccella: nuove lineePiano casa, Berlusconi: "Alloggio a chi non lo ha"Malore in gita scolastica, 18enne in coma: è gialloG20, appello di Obama: servono azioni urgenti Finanza, asse Merkel-Sarkozy: "Nuove regole"Matera, arrestato 61enne: da tre anni abusava sulle figlie delle amantiMourinho: "Sono Antipatico? 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Grillo torna in tv: insulta tutti, poi lascia gli studi (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

n. 79 del 2009-04-02 pagina 0 Grillo torna in tv: insulta tutti, poi lascia gli studi di Andrea Indini Venti minuti tondi di invettive, accuse e attacchi. Il comico genovese torna in televisione per demonizzare il sistema mettendo in scena il solito repertorio: anti-politica, giustizialismo e populismo. Poi si stufa e chiude il collegamento con la D'Amico. Stupore in studio Roma - Venti minuti tondi di invettive, accuse e attacchi. Torna in televisione per demonizzare il sistema, accusare a destra e a manca e sputare odio contro tutto e tutti. Ecco a cosa si è tradotto il 2grande ritorno di Beppe Grillo, lanciato in pompa magna da La7. Ma anche in questa situazione lo show non manca (fa parte del personaggio): dopo una lunga invettiva il comico genovese, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, si dilegua all’improvviso fra l’incredulità generale. Succede tutto così, in un attimo. Il ritorno in televisione Era anni che non si vedeva in televisione. Non che in molti ne chiedessero il ritorno. Ci ha pensato Ilaria D’Amico a portarlo sotto i riflettori di Exit. L’ultima comparsata sul piccolo schermo da parte del comico genovese risaliva a sette anni fa sul satellite. Poi più nulla, se non brevi apparizioni di pochissimi minuti (una a Striscia La Notizia e una a SkyTg24). Tema della puntata è la privatizzazione dei servizi pubblici ma le sue critiche dilagano e investono politici e manager. In collegamento da Bruxelles, dove è stato invitato dal Parlamento Europeo, Beppe Grillo spazia dalla privatizzazione dell’acqua al sistema politico, dalla potenza della rete alle elezioni senza il voto di preferenza. Ovviamente, il fil rouge è l'invettiva. I politici in studio Ospiti del programma sono il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo, il sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso, Bruno Tabacci dell’Udc e il giornalista Sergio Rizzo, autore - insieme al collega Stella - del saggio campione di incassi La Casta. "Sono stato invitato dal Parlamento Europeo per parlare anche di frodi - ha detto Grillo - pubblico e privato: non significa più niente acqua pubblica e acqua privata. Provate a entrare in un consiglio comunale, non ci sono rappresentanti del pubblico ma camerieri di partiti messi lì da 4-5 segretari che decidono. L’acqua non deve cadere in mano a una spa che faccia profitti sulla sete delle persone". Il comico è, poi, tornato sul fatto che "diamo l’acqua a società che si quotano in borsa, dove non ci sono regole, se no non sarebbero successi i casini con Parmalat, Telecom e Pagine Gialle. C’è una truffa continua in Borsa per cui andrebbe chiusa domani mattina". L'attacco alle banche Di palo in fransca. Grillo ha poi parlato delle banche. Anche qui gli accenti critici non mancano. Così il comico genovese ha tirato nuovamente fuori le passate vicende giudiziarie del banchiere Cesare Geronzi, del finanziere Ligresti e di Romiti. Poi ha allargato il discorso: "Sono sempre i soliti 50: entrano nei cda, tu gli dai i soldi attraverso questa criminalità organizzata che sono le banche e gli imprenditori e non sai assolutamente a chi". Il comico ha, quindi, raccontato di aver messo sul suo blog la mappa del potere: "Ci sono 289 società quotate in Borsa, di cui 254 hanno consiglieri che lo sono in due, tre, cinque, dieci società contemporaneamente. E voi volete quotare l’acqua in borsa?". Il caso Telecom Quindi, è la volta della precedente gestione di Telecom. E tocca a Tronchetti: "Chi era il proprietario vero? Se sommavi le azioni erano i piccoli azionisti, ma chi ha venduto il pacchetto di controllo e ha spolpato l’azienda?". E ancora: "La Telecom è stata spolpata, il signor Tronchetti se n’è andato vendendosi il pacchetto di maggioranza nel 2007 a 2,9 euro ad azione. Invece gli azionisti avevano in mano azioni che valevano 1,5 e adesso valgono 0,9. Chi paga?".Dalla telefonia alle buonuscite dei manager: "Buora se n’è andato con 13 milioni di euro e l’ultimo presidente Pistorio è stato tre mesi lì, si è fatto l’estate e se n’è andato con un miliardo e 300 milioni di euro". Quanto all’attuale gestione di Telecom Italia: "Bernabè ci ha scritto una lettera. Bernabè ci sembra una persona perbene, non come questa associazione vergognosa che c’era prima che ha dilapidato l’azienda. La Telecom è una società che è strategica, vuol dire che ha il 90% degli accessi. Ha delle informazioni di tutti gli italiani". Grillo è passato, poi, alla "Rcs Corriere della Sera, dentro la Spa quotata in Borsa, vai a vedere chi c’è: ci sono gli azionisti che sono tutte le banche. Quindi come fa un giornalista a parlare di una banca criminale se la banca è la proprietaria?". Il sequestro dei manager parigini "A Parigi stanno sequestrando i manager, qui invece gli apriamo degli uffici e li promuoviamo. Sono venuto a spiegare a questa gente, tedeschi, francesi: non sanno mica che noi abbiamo la criminalità organizzata. Come fanno a investire nel nostro Paese?". Poi l’attacco ai politici: "Abbiamo 100 persone in Parlamento che sono stati condannati e che che fanno le leggi. Abbiamo regolamentato e legalizzato il falso in bilancio. Quando parliamo di ’ndrangheta, mafia e camorra parliamo di cda, di notai, commercialisti, di banchieri, di uomini d’affari, parliamo di politici. Un’associazione a delinquere". "La rete è un mezzo potente": Grillo si è appellato a ogni cittadino affinché "controlli in internet se il politico fa il proprio lavoro, perché deve rispondere a delle domande". Il partito di Grillo E' un fiume in piena. Non c'è contraddittorio. Attacco su attacco: demonizzazione dell'avversario. Quindi - prima di dileguarsi nel nulla - Grillo è tornato a lanciare il "proprio" partito: "La rete è un mezzo straordinario di controllo, ci sono gruppi di ragazzi che lavorano in 500 città italiane su temi come mobilità e raccolta differenziata, risparmio energetico". Da lì nasceranno "liste civiche di cittadini che si sono rotti i coglioni, cominciamo dal basso, né di destra né di sinistra". E' il trionfo dell'anti-politica. "Sono 20 anni che non c’è opposizione in questo Paese. Siamo andati a votare persone elette da altre persone, non c’è voto di preferenza". Poi, più nulla. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Beppe Grillo, ritorno lampo in tv (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

ROMA Beppe Grillo torna in tv ma solo per una ventina di minuti: si conclude burrascosamente la sua partecipazione a Exit su La7, programma condotto da Ilaria D’Amico. All’inizio tutto sembra filare liscio: il comico si produce in una lunga invettiva poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, all’improvviso si dilegua fra l’incredulità generale. La più stupita è proprio la D’Amico che con un pizzico di delusione spiega le condizioni dell’invito rivolto al comico genovese. La giornalista garantisce che lui aveva promesso di confrontarsi serenamente con gli altri ospiti e anche di dialogare con loro. Così non è stato. Il comportamento di Grillo è stato commentato con accenti negativi dai politici presenti nello studio, Adolfo Urso, Bruno Tabacci, Piero Marrazzo. Uno dei temi della puntata era la privatizzazione dell’acqua e proprio questo tema ha forse spinto Grillo a essere presente anche se in collegamento da Bruxelles. Tuttavia, il comico non si è attenuto al tema e della privatizzazione dellacqua ha parlato davvero poco. Ha preferito toccare tutti i temi a lui cari e che quotidianamente affronta sul suo blog. Usando, come di consueto, un linguaggio particolarmente colorito, ha attaccato i politici condannati in Parlamento e il sistema finanziario italiano auspicando la chiusura della Borsa. Filo conduttore dell’intervento di Grillo la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. «Oggi - ha detto - la gente è tagliata totalmente fuori dal sistema decisionale». E a questo punto ha introdotto il tema delle liste civiche che è pronto a presentare. Una mossa obbligata - ha detto con veemenza - «perchè i cittadini si sono veramente rotti i coglioni di gente come quella che è seduta in questo studio». Un crescendo rossiniano che si è chiuso con labbandono della trasmissione.

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MILANO DOPO vent'anni (con q... (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

POLITICA pag. 11 MILANO DOPO vent'anni (con q... MILANO DOPO vent'anni (con qualche rara eccezione) ieri sera Beppe Grillo (nella foto) è riapparso in tv. Era uscito come comico, è rientrato come savonarola populista. Nel suo intervento a "Exit" (La 7) si è scatenato contro l'intero sistema Italia, a cominciare dai parlamentari («Ce ne sono 100 con precedenti penali»), passando dagli industriali, la Borsa («Bisogna chiuderla subito, è un'associazione a delinquere»), per finire con gli editori. Grillo non ha risparmiato né governo né opposizione («Il Pd è solo Pdl senza una L»). Ha avuto la sfrontatezza di criticare, pesantemente, anche la Telecom, cioè la società che possiede La 7 che lo stava ospitando. Ha cambiato lavoro, ma il mestiere è rimasto: ha potuto parlare per venti minuti senza che nessuno, a cominciare dalla conduttrice Ilaria D'Amico, trovasse il destro per controbattere le sue argomentazioni. Il padrone del palcoscenico è sempre lui.

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Beppe Grillo ad Exit Video (sezione: Grillo)

( da "superEva notizie" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

Beppe Grillo ad Exit Video Beppe Grillo è tornato in tv, ospite ad «Exit», il programma di La7 condotto da Ilaria D'Amico su La7. Il tema al centro della prima parte della puntata era la privatizzazione dei servizi[...] Beppe Grillo è tornato in tv, ospite ad «Exit», il programma di La7 condotto da Ilaria D'Amico su La7. Il tema al centro della prima parte della puntata era la privatizzazione dei servizi pubblici. In studio, oltre alla D'Amico, il presidente del Lazio Marrazzo, il sottosegretario allo Sviluppo economico Urso, il deputato Udc Bruno Tabacci, il giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Corrado Oddi, membro del Forum italiano dei movimenti per l'acqua. L'intervento del comico che vi proponiamo nei due video qui sopra, si è concluso in modo burrascoso. Grillo infatti si dilegua non accettando di dialogare con i politici presenti in studio e la cosa ha stupito ma non certo favorevolmente tutti. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 2 aprile 2009 in: Media » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Grillo torna in tv: insulta tutti,... (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

n. 79 del 2009-04-02 pagina 0 Grillo torna in tv: insulta tutti, poi lascia gli studi di Andrea Indini Venti minuti tondi di invettive, accuse e attacchi. Il comico genovese torna in televisione per demonizzare il sistema mettendo in scena il solito repertorio: anti-politica, giustizialismo e populismo. Poi si stufa e chiude il collegamento con la D'Amico. Stupore in studio: il video Roma - Venti minuti tondi di invettive, accuse e attacchi. Torna in televisione per demonizzare il sistema, accusare a destra e a manca e sputare odio contro tutto e tutti. Ecco a cosa si è tradotto il "grande" ritorno di Beppe Grillo, lanciato in pompa magna da La7. Ma anche in questa situazione lo show non manca (fa parte del personaggio): dopo una lunga invettiva il comico genovese, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, si dilegua all’improvviso fra l’incredulità generale. Succede tutto così, in un attimo. Il ritorno in televisione Era anni che non si vedeva in televisione. Non che in molti ne chiedessero il ritorno. Ci ha pensato Ilaria D’Amico a portarlo sotto i riflettori di Exit. L’ultima comparsata sul piccolo schermo da parte del comico genovese risaliva a sette anni fa sul satellite. Poi più nulla, se non brevi apparizioni di pochissimi minuti (una a Striscia La Notizia e una a SkyTg24). Tema della puntata è la privatizzazione dei servizi pubblici ma le sue critiche dilagano e investono politici e manager. In collegamento da Bruxelles, dove è stato invitato dal Parlamento Europeo, Beppe Grillo spazia dalla privatizzazione dell’acqua al sistema politico, dalla potenza della rete alle elezioni senza il voto di preferenza. Ovviamente, il fil rouge è l'invettiva. I politici in studio Ospiti del programma sono il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo, il sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso, Bruno Tabacci dell’Udc e il giornalista Sergio Rizzo, autore - insieme al collega Stella - del saggio campione di incassi La Casta. "Sono stato invitato dal Parlamento Europeo per parlare anche di frodi - ha detto Grillo - pubblico e privato: non significa più niente acqua pubblica e acqua privata. Provate a entrare in un consiglio comunale, non ci sono rappresentanti del pubblico ma camerieri di partiti messi lì da 4-5 segretari che decidono. L’acqua non deve cadere in mano a una spa che faccia profitti sulla sete delle persone". Il comico è, poi, tornato sul fatto che "diamo l’acqua a società che si quotano in borsa, dove non ci sono regole, se no non sarebbero successi i casini con Parmalat, Telecom e Pagine Gialle. C’è una truffa continua in Borsa per cui andrebbe chiusa domani mattina". L'attacco alle banche Di palo in frasca. Grillo ha poi parlato delle banche. Anche qui gli accenti critici non mancano. Così il comico genovese ha tirato nuovamente fuori le passate vicende giudiziarie del banchiere Cesare Geronzi, del finanziere Ligresti e di Romiti. Poi ha allargato il discorso: "Sono sempre i soliti 50: entrano nei cda, tu gli dai i soldi attraverso questa criminalità organizzata che sono le banche e gli imprenditori e non sai assolutamente a chi". Il comico ha, quindi, raccontato di aver messo sul suo blog la mappa del potere: "Ci sono 289 società quotate in Borsa, di cui 254 hanno consiglieri che lo sono in due, tre, cinque, dieci società contemporaneamente. E voi volete quotare l’acqua in borsa?". Il caso Telecom Quindi, è la volta della precedente gestione di Telecom. E tocca a Tronchetti: "Chi era il proprietario vero? Se sommavi le azioni erano i piccoli azionisti, ma chi ha venduto il pacchetto di controllo e ha spolpato l’azienda?". E ancora: "La Telecom è stata spolpata, il signor Tronchetti se n’è andato vendendosi il pacchetto di maggioranza nel 2007 a 2,9 euro ad azione. Invece gli azionisti avevano in mano azioni che valevano 1,5 e adesso valgono 0,9. Chi paga?".Dalla telefonia alle buonuscite dei manager: "Buora se n’è andato con 13 milioni di euro e l’ultimo presidente Pistorio è stato tre mesi lì, si è fatto l’estate e se n’è andato con un miliardo e 300 milioni di euro". Quanto all’attuale gestione di Telecom Italia: "Bernabè ci ha scritto una lettera. Bernabè ci sembra una persona perbene, non come questa associazione vergognosa che c’era prima che ha dilapidato l’azienda. La Telecom è una società che è strategica, vuol dire che ha il 90% degli accessi. Ha delle informazioni di tutti gli italiani". Grillo è passato, poi, alla "Rcs Corriere della Sera, dentro la Spa quotata in Borsa, vai a vedere chi c’è: ci sono gli azionisti che sono tutte le banche. Quindi come fa un giornalista a parlare di una banca criminale se la banca è la proprietaria?". Il sequestro dei manager parigini "A Parigi stanno sequestrando i manager, qui invece gli apriamo degli uffici e li promuoviamo. Sono venuto a spiegare a questa gente, tedeschi, francesi: non sanno mica che noi abbiamo la criminalità organizzata. Come fanno a investire nel nostro Paese?". Poi l’attacco ai politici: "Abbiamo 100 persone in Parlamento che sono stati condannati e che che fanno le leggi. Abbiamo regolamentato e legalizzato il falso in bilancio. Quando parliamo di ’ndrangheta, mafia e camorra parliamo di cda, di notai, commercialisti, di banchieri, di uomini d’affari, parliamo di politici. Un’associazione a delinquere". "La rete è un mezzo potente": Grillo si è appellato a ogni cittadino affinché "controlli in internet se il politico fa il proprio lavoro, perché deve rispondere a delle domande". Il partito di Grillo E' un fiume in piena. Non c'è contraddittorio. Attacco su attacco: demonizzazione dell'avversario. Quindi - prima di dileguarsi nel nulla - Grillo è tornato a lanciare il "proprio" partito: "La rete è un mezzo straordinario di controllo, ci sono gruppi di ragazzi che lavorano in 500 città italiane su temi come mobilità e raccolta differenziata, risparmio energetico". Da lì nasceranno "liste civiche di cittadini che si sono rotti i coglioni, cominciamo dal basso, né di destra né di sinistra". E' il trionfo dell'anti-politica. "Sono 20 anni che non c’è opposizione in questo Paese. Siamo andati a votare persone elette da altre persone, non c’è voto di preferenza". Poi, più nulla. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2009)

Argomenti: Grillo

Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 22 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 41 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 09 Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti? Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Commenti ( 181 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione colossale per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani. E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo "che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini, sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E' l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la crisi. E' convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell'anarchia finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza. Potere leggere l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 09 La crisi provocherà una nuova ondata di immigrati? Ma la crisi che impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se n'è parlato poco, ma sulla stampa straniera sono stati pubblicati diversi reportage, da quali risultava che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno analogo, sebbene in misura molto minore e limitatamente ad alcune comunità, come quella brasiliana. Ma ora il quadro potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei Paesi dell'Europa dell'est peggiorerà ulteriormente, provocando un forte aumento della disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti, dalla disperazione, a tentare l'avventura a ovest, magari al solo scopo di vivere di espedienti. L'incognita principale, tuttavia, riguarda l'Africa. L'altro giorno il segretario del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato l'allarme per gli effetti catastrofici della recessione sul Continente nero. «C'è in pratica la certezza -ha detto il capo dell'Fmi -che molti milioni di persone sprofonderanno sempre più nella miseria: se non si interviene con un forte piano d'emergenza ci sono forti rischi di guerre civili, se non di guerre estese». E dunque di una nuova ondata migratoria verso l'Europa. Secondo Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere mano al portafoglio. «Se la comunità internazionale ha trovato centinaia di miliardi di dollari per affrontare la crisi globale, non è ammissibile che non possa trovare qualche centinaio di milioni, meno di quanto ha investito per salvare singole aziende private, per i Paesi più poveri». E' davvero questo il modo appropriato per aiutare l'Africa a superare la crisi? Inoltre: siamo pronti a reggere, in piena crisi economica, una nuova ondata migratoria dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un evento del genere provocherebbe tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e una guerra tra poveri nelle nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto in società, crisi, globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste, immigrazione Commenti ( 88 ) » (8 voti, il voto medio è: 4.38 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 09 Piani di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa bene) Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato sulle crescenti incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di Obama, in vista del prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di stimolo dell'economia, la Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa ne adotti uno in grande stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono restii. "Hanno già stanziato spese straordinarie pari all'1,5% del Pil, che porteranno quelli dell'area euro a sfondare il deficit del 3% previsto dal Trattato di Maastricht, ma non intendono andare oltre nel timore che disavanzi eccessivi possano incrinare la tenuta o perlomeno la credibilità della moneta unica". Infatti quello americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto agli economisti secondo cui manovre come quelle americane servono a poco; infatti a breve porteranno nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari a poche decine di dollari a testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture incideranno sulla crescita solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe rinunciare a equilibri finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare misure espansioniste di dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a resistere alle pressioni americane nonostante siano sempre più insistenti, con l'appoggio di grandi testate come Financial Times ed herald Tribune, che abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino di trascinare anche gli altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo termine inflazionistica) perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro resti la moneta di riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene conti più o meno in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e Washington di perdere la leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è la vera posta in gioco. Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e il mondo Commenti ( 47 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (9) blog (1) capitalismo (9) cina (19) comunicazione (2) crisi (11) democrazia (62) economia (31) era obama (16) europa (12) francia (23) germania (4) giornalismo (51) giustizia (2) gli usa e il mondo (63) globalizzazione (45) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (151) manipolazione (6) medio oriente (13) notizie nascoste (47) partito democratico (2) pdl (1) politica (1) presidenziali usa (23) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (23) spin (6) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Il paragone con Genova non è molto pertinente... bo.mario: Foa stanno passando dei messaggi che non si possono ignorare. La polizia al servizio del potere? La polizia... 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di LUCA BERTACCINI COLPA della partita ItaliaIrlanda, e forse anche dell... (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

FORLÌŒ CRONACA pag. 17 di LUCA BERTACCINI COLPA della partita ItaliaIrlanda, e forse anche dell... di LUCA BERTACCINI COLPA della partita ItaliaIrlanda, e forse anche della presenza della guida spirituale Beppe Grillo a Exit' su La7. Fatto sta che l'altra sera, nel salone comunale, le persone presenti all'incontro organizzato dalla lista civica DestinAzione Forlì' erano soltanto una cinquantina o poco più. Alle quali però vanno aggiunti coloro che hanno seguito la serata in diretta on-line sul sito www.destinazioneforli.it. Ad di là della consistenza del pubblico a farla da padrone è stata la relazione dell'oncologa Patrizia Gentilini, che ha tracciato un quadro poco incoraggiante della società nella quale viviamo. «I linfomi in Italia sono cresciuti del 4,7%, e l'Emilia Romagna è tra le prime regioni in questa classifica. Non c'è la medicina contro il cancro. La vera medicina è non prenderlo». Il che passa attraverso una corretta informazione dei rischi ai quali siamo sottoposti. «I mass-media non parlano ha continuato l'oncologa degli effetti delle radiofrequenze e dei campi radio magnetici legati all'uso dei telefonini. E che dire dell'inceneritore di Acerra? Per fortuna che il vescovo ha deciso di non benedirlo. In Italia purtroppo c'è una legislazione che consente di guadagnare qualsiasi cosa si bruci». IN UN PANORAMA di questo genere, il candidato sindaco Raffaella Pirini ha detto che «le responsabilità maggiori toccano al sindaco, dato che deve essere lui a tutelare la salute dei cittadini». «Al primo punto della nostra bozza di programma ha continuato c'è la prevenzione. Va poi sciolto il nodo Hera-Comune: il controllato non può essere il controllore». E ancora: «Chiediamo un rendiconto mensile dell'attività di Arpa, la rilevazione anche delle pm 2,5, un controllo costante della qualità delle acque, lo stimolo di programmi di educazione ambientale ed alimentare nelle scuole, l'avvio dei mercati degli agricoltori». «NON MI sono candidata con nessuno ha concluso la dottoressa Gentilini perché queste sono tematiche comuni. Mi dovesse chiamare qualcun altro ripeterei le stesse cose. Il fatto è che ad invitarmi è sempre e solo Raffaella...».

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L'attacco a manager e banche... (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

n. 80 del 2009-04-03 pagina 1 L'attacco a manager e banche Quelli che le violenze «sono un ottimo segnale» di Michele Brambilla Forse per riscattare la grigia immagine che s'è fatta da quando è andato via Sansonetti per far posto a un direttore che viene non dal giornalismo ma dal sindacalese, ieri Liberazione ha inventato una prima pagina di straordinaria comicità, degna del miglior Campanile. Così ricostruiva, infatti, la non proprio tranquillissima giornata londinese: «Quattro grandi, pacifici cortei manifestano contro il G20 e attraversano una Londra blindata dalla polizia». Pacifici? Citiamo a testimone non la stampa berlusconiana e neppure quella dei grandi banchieri, bensì l'Unità: «Al via il G20. A Londra assalto alla City». E subito sotto: «Scontri e feriti, mentre i Grandi preparano il vertice sulla crisi». Questo in prima pagina. Dentro, il titolo era «Ritornano i no global, scontri e assedio alle banche». Liberazione ha visto un altro film, evidentemente. A volte, quando un giornale la spara grossa, si dà la colpa a chi fa i titoli, e si dice che poi nel pezzo c'erano concetti diversi. Ma in questo caso chi ha fatto il titolo ha rispettato alla lettera il contenuto del servizio dell'inviato a Londra, il quale parla, già dalle prime righe, di «manifestazioni tutto sommato pacifiche». Non sappiamo che cosa abbiano «sommato» a Liberazione. Forse, se hanno fatto la somma del numero delle vetrine rimaste in piedi, del numero delle automobili non incendiate e del numero delle persone fisicamente presenti a Londra e rimaste illese, be', se hanno fatto un calcolo simile, allora si può dire che il numero di vetrine tirate giù, di auto date alle fiamme e di persone finite al pronto soccorso, in effetti, è «tutto sommato» poco rilevante. Resta l'impressione di un occultamento dei fatti, di una volontà di minimizzare che sembra parente stretta di un giustificazionismo strisciante. Tanto per citare qualcun altro, oltre a Liberazione. Beppe Grillo, l'altro ieri sera a La7, dopo aver equiparato le banche alla «criminalità organizzata», ha detto: «In Francia sequestrano i manager. Cominciamo ad avere segnali ottimi, direi». E ancora. Don Vitaliano Della Sala, che fa il parroco in provincia di Avellino, ieri ha annunciato che salirà sulle imbarcazioni dei no global che tenteranno l'assedio, via mare, all'isola della Maddalena in occasione del G8. La gente comune «è disperata e, quindi, è molto, molto arrabbiata», ha detto questo prete, che forse non sa che Gesù non ha chiesto ai poveri di fare la rivoluzione, ma ai ricchi di essere meno egoisti. I sequestri di persona e gli assalti alle banche di questi giorni per don Vitaliano sono solo «azioni simboliche»; quindi, l'annuncio del giorno del giudizio: «I potenti devono aver paura». Intendiamoci bene. Che i «potenti» - o almeno una buona parte di loro: le generalizzazioni non ci piacciono, portano ai gulag e ai lager - abbiano spesso dato scandalo, è vero. Ieri Michele Serra ha scritto su Repubblica che, stando ai dati dell'Ocse, «negli anni Sessanta in Italia un presidente di azienda guadagnava 50 volte più di un operaio. Oggi, 300 volte di più» Il «gap tra ricchi e poveri è smisuratamente aumentato, non può non avere conseguenze sociali», ha aggiunto. Sono riflessioni condivisibili, anzi sono dati di fatto incontestabili. Anche noi del Giornale lo denunciamo da tempo: ieri Marcello Zacché ci ha fatto conoscere «le super-retribuzioni dei bramini dell'economia», e ha osservato che esse «urtano il buon senso». Anche perché non si tratta di retribuzioni dettate da un libero mercato e da meriti incontestabili: spesso certe cifre sono - ha scritto ancora Zacché - il frutto di autoretribuzioni di una casta di manager autoreferenziale. Serra è però meno convincente nelle conclusioni che trae dal suo ragionamento, e cioè quando dice che questa «nuda realtà» inevitabilmente porta a «ridare forza e significato a quella che una volta si chiamava lotta di classe». Poi, invita pure a trovare un sinonimo di quel termine - lotta di classe - se il problema sono le parole. Un po' sì, il problema sono anche le parole. Quando un Diliberto dice a Sky tg24, come ha fatto mercoledì, «Noi odiamo Berlusconi», il problema sono le parole. Quando un regista come il francese Gustave Kerven, presentando il suo film Louise-Michel che racconta di operaie che decidono di uccidere il padrone, dice «certo non condanno i sequestri di manager in atto nel mio Paese», e aggiunge che «i lavoratori dovrebbero essere più arrabbiati», il problema sono le parole. Una certa aria di consenso, ecco qual è - se non il problema - uno dei problemi. Anche le Brigate Rosse avevano cominciato con sequestri di manager «puramente dimostrativi». E quel che ne seguì non ha certo giovato alla causa dei lavoratori, «tutto sommato». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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I randagi di Modica cercano casa (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

n. 80 del 2009-04-03 pagina 6 I randagi di Modica cercano casa di Gioia Locati Quattordici cani portati via da Modica e atterrati a Linate ieri mattina in attesa di essere adottati. Arrivano dalla cittadina sicula dove dieci giorni fa un bambino di dieci anni, Giuseppe Brafa, è stato sbranato da un branco di bestie affamate. Se da un lato il tragico episodio ha scoperchiato il vaso di Pandora («sono almeno quattro le regioni del Mezzogiorno - Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia - che non custodiscono e sterilizzano gli animali. Rispettando la legge quella tragedia poteva essere evitata» denuncia Massimo Comparotto dell'Oipa, organizzazione animalista) dall'altro ha scatenato un clima da caccia alle streghe. E molte bestie in circolazione, che in quelle regioni del Sud sono stimate in 600mila, sono finite nel mirino della «rappresaglia giustizialista». «Gente che non ha esitato a imbracciare il fucile o a disseminare le strade di polpette avvelenate - racconta Valentina Raffa responsabile Oipa per Ragusa e dintorni - Molti cani sono morti in questo modo. "Punto" era un cucciolo bianco e nero che amava il lungomare, sapeva di poter contare sulle polpettine che le anziane signore di Modica gli facevano trovare ogni giorno. Nella stessa ciotola è finito pure il veleno e per Punto non c'è stato niente da fare». Poi c'è Romolo con un proiettile conficcato nel dorso, e decine di bestiole prese a calci e a sassate. Così gli animalisti dell'Oipa hanno pensato di trasferire gruppi di cani a Milano per sensibilizzare l'opinione pubblica e le amministrazioni sul problema del randagismo del sud e per garantire un futuro a qualche animale, cominciando dai 14 arrivati ieri mattina, dieci cuccioli taglia mignon appena svezzati e quattro adulti fra i quali Jerry, due occhi di velluto in un corpo snello ricoperto da pelo bianco. «Jerry era nella piazza di Marina Modica quel giorno che arrivarono i carabinieri (dopo l'aggressione al bambino) - racconta Valentina Raffa - è stato miracolato, salvato dalla furia della gente dall'intervento del sottosegretario alla salute Francesca Martini. Con lui c'era Bianchina che abbiamo sistemato a Modica». Ieri mattina alle 11.30 i cuccioli sono atterrati a Linate. Per loro centinaia di clic, riflettori e videocamere puntate. Per descrivere il clima: è passato Beppe Grillo, si è messo in fila per un taxi e nessun fotografo o giornalista se l'è filato. Una volta atterrate, le bestiole sono state portate al rifugio «Il Ponticello» di Paullo dove resteranno per quaranta giorni prima di essere affidate a qualche famiglia. L'associazione «Chi li ama ci segua» ne prenderà otto. Quattro sono destinati a una casa-famiglia, una signora volontaria mette a disposizione degli animali suo appartamento Chi volesse adottarli può rivolgersi alla sede Oipa, via Passerini 18 tel.02-64.27.882. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Mou e Grillo (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

Mou e Grillo Mou e Grillo. Parlare male del padrone di casa funziona benissimo. Sembra la morale che si può trarre dagli ascolti di mercoledì sera. Mourinho ha fatto registrare un boom di ascolti per "Chiambretti night" su Italia1, con il 19,16% di share, aggiudicandosi la seconda serata. Pazienza se ha parlato dello strapotere mediatico del Milan di Berlusconi. Anche Ilaria D'Amico ha puntato su un ospite rischiatutto come Beppe Grillo, che ha con Telecom più di un contenzioso. Il comico capo-popolo dei blog, ad "Exit" di mercoledì sera, ha attaccato l'editore di La7. Molto buono l'ascolto medio, 4,5%. 03/04/2009

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(sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera sezione: Spettacoli data: 03/04/2009 - pag: 55 Ilaria D'Amico «Mi scuso per l'intervento di Grillo» ROMA «Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l'Editore Telecom Italia Media, con tutte le persone citate e con gli >ospiti in studio in relazione a quanto accaduto ieri sera in diretta con il comico Beppe Grillo nella trasmissione Exit»: Ilaria D'Amico è tornata con queste parole sul programma di mercoledì sera con Grillo, che se ne era poi andato improvvisamente. Il comico, prima di andar via, aveva svolto un monologo attaccando tutto e tutti, tralasciando il tema della puntata per cui era venuto, la privatizzazione dell'acqua.

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La crisi è un complotto di quelli del signoraggio (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

La crisi è un complotto di quelli del signoraggio RICORSI. Tornano di moda le teorie sul mondo governato dai banchieri e dalle multinazionali. Accanto all'anticapitalismo tout court, fioriscono le dietrologie sull'emissione del denaro e i mea culpa dei pentiti della "corpocrazia americana". di Tonia Mastrobuoni Con un balzo è tra il pubblico, sventola il microfono e urla «guardiamo le facce, torniamo agli istinti!». Poi chiede a un ragazzo: «sai chi è quello là?». La telecamera ha già virato sullo sfondo: con un rombo vengono presentati "i quattro Cavalieri dell'apocalisse". Beppe Grillo continua a gridare «una volta c'erano i gangsters, adesso ci sono i banksters» e la telecamera zoomma sul volto grinzoso di Alan Greenspan. Ex governatore della Federal Reserve, oggi tra i principali imputati della crisi finanziaria internazionale. «È un banchiere o un cane da slitta?», si sgola il comico, «noo, al cane, se gli tiri qualcosa, te la riporta indietro. Il banchiere col cazzo!». L'elegante premessa servì allora, nei primi anni Duemila, per sferrare il consueto attacco contro il sistema e sostenere, senza ironia, una delle più famose teorie complottiste al mondo, l'anti-signoraggio. In questi giorni di proteste londinesi e di epidemia di sequestri di manager in Francia, insomma di insurrezione anti-banchieri, i siti internet si stanno riorganizzando. Come si sta rianimando lo spontaneismo anti capitalista di ogni colore che unisce improvvisamente anarchici e trotzkisti nel "G20 Meltdown" di Londra, di solito più propensi a sfondarsi il cranio a vicenda o a coalizzarsi contro i naziskin. Il padre della battaglia italiana anti-signoraggio, della guerra contro "Bankitalia Spa" come la chiamano gli adepti, è Giacinto Auriti. Giurista e grande estimatore di Ezra Pound, coniò una moneta tutta sua, introdotta per un breve periodo nel suo paesino di provenienza, Guardiagrele, che gli costò una condanna per «raccolta abusiva del risparmio». Morto nel 2006, soleva dire che «non sono fascista perché è troppo poco» e che «sono cattolico, apostolico, romano. Anche se sono abruzzese». Il signoraggio, in senso stretto, è la differenza tra il costo di emissione e il valore della moneta stessa che le banche centrali o lo Sstato incassano ogni volta che la emettono. Nel caso della Banca d'Italia la maggioranza di questi utili viene aggiunto alle riserve valutarie e il resto viene dato allo Stato. Ma chi crede ad Auriti non si fida. E pone ossessivamente le stesse domande: perché lo Stato non si stampa da solo la moneta, perché batte solo le monetine che gli costano più di quanto valgono e non le banconote, perché accumula debito pubblico che deve a se stesso, eccetera. Oppure, come si vede in un pomposo video su youtube accompagnato dai Carmina Burana, «i banchieri internazionali creano il denaro dal nulla e senza nessuna contropartita, semplicemente stampandolo». Ergo, le tasse «servono quasi tutte a pagare gli interessi». Inevitabilmente, queste tesi sfociano in una ricetta sola, espressa da Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori, diventato famoso durante il governo Prodi perché il suo pulsante in Parlamento diventò come il pulsante rosso della valigetta dei presidenti americani, sempre pronto a far esplodere tutto. A ottobre del 2006 su Canale Italia, concluse che bisognava procedere alla «statalizzazione e l'unificazione delle banche, finalmente restituite al controllo dei lavoratori e della maggioranza della società». Ovviamente le colpe dei banchieri e della finanza più spericolata nell'attuale crisi internazionale sono indiscutibili e sono sotto gli occhi di tutti. Ma la politica non sembra attualmente in grado di scongiurare gli spontaneismi, di governare la rabbia popolare e di convogliarla verso canali ordinati di sfogo (un ruolo tradizionalmente assunto, ad esempio, dai sindacati e dai partiti della sinistra europea). Una tendenza che sta diventando pericolosa. Un esempio lampante di questo trend - che auspicabilmente provocherà un'aristotelica catarsi e non tentativi di emulazione - è il film uscito oggi nelle sale italiane, "Louise-Michel". Film a basso costo, premiato al festival del cinema indipendente Sundance, racconta la storia di un gruppo di operaie aggirate dal padrone. Il giorno dopo aver regalato a tutte un grembiulino nuovo, lui chiude la fabbrica. E loro si auto-organizzano, appunto, e assoldano un killer per ammazzare il padrone. Uno dei due autori del film, Gustave Kerverm, era a Roma, ieri. Ai giornalisti ha detto che i sequestri dei manager in Francia non sono da condannare. Sono sempre esistiti e «dunque non credo che il film abbia contribuito a determinarli. I lavoratori li avrebbero fatti comunque». Accanto alle tesi anti-signoraggio che descrivono un mondo reso schiavo dalle banche, mietono consensi sempre più ampi le teorie sul mondo reso schiavo dalle multinazionali. Teorie divenute molto popolari con l'avvento della globalizzazione e i primi, vistosi eccessi della finanza internazionale negli anni Novanta. E se la Madonna è Naomi Klein, il san Paolo di questa branca della religione anticapitalista è John Perkins, autore nel 2004 di "Confessioni di un sicario economico". Un uomo dal «sorriso innocente» che «ricorda più un vecchio insegnante di yoga che un sicario» secondo il New York Times. Per 35 anni il suo lavoro è consistito nell'utilizzare «le organizzazioni della finanza internazionale per creare le condizioni affinché altri Paesi si sottomettano alla corpocrazia che domina le nostre grandi aziende, il nostro Governo e le nostre banche», scrive. Andava nei Paesi poveri, questo pentito della "corpocrazia americana", e concedeva grandi prestiti. Quando i Governi non erano in grado di restituirli, il risarcimento era «il controllo dei voti alle Nazioni Unite, l'installazione di basi militari o l'accesso a preziose risorse come il petrolio o il Canale di Panama». Il tutto, racconta Perkins, a servizio del «nostro impero globale». Un libro, commentò La Stampa, che «vuole partire per una riparazione» e per la realizzazione «di una società più equilibrata e giusta». Ma la vera domanda è chi governerà questa "riparazione" verso un mondo più giusto. 03/04/2009

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Mourinho e Grillo strategie diverse (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera sezione: Spettacoli TV data: 03/04/2009 - pag: 63 A fil di rete di Aldo Grasso Mourinho e Grillo strategie diverse D ue scuole di oratoria a confronto: su La7, ospite di Ilaria D'Amico, lo Special One Beppe Grillo, in collegamento da Bruxelles; su Italia1, ospite di Piero Chiambretti, il vero Special One José Mourinho. Grillo si è specializzato nel monologo, tendenza invettiva. Tecnicamente il monologo è un discorso che il personaggio fa a se stesso. In drammaturgia gli si rimprovera, oltre a un carattere statico o addirittura noioso, l'inverosimiglianza: dal momento che l'uomo quando è solo non parla certo ad alta voce (salvo rari e documentati casi patologici). Il soliloquio è durato una ventina di minuti e si è concluso burrascosamente. All'inizio tutto sembrava filare liscio: Grillo ha lanciato una filippica poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in studio, se n'è andato fra l'incredulità generale. La D'Amico ci è rimasta male: Grillo aveva promesso di confrontarsi serenamente con gli altri ospiti e dialogare con loro. Si parlava di acqua e qualcuno in studio ha tirato fuori il vino (Beppe Brillo sarebbe stata una buona battuta). Mourinho si è dimostrato invece un vero stratega della comunicazione: si concede a un interlocutore morbido e complice, è ben preparato (sapeva persino dei flop cinematografici del padrone di casa), non si fa turbare dalla scosciatona di turno, si conferma gran teorico (e di questo dobbiamo solo essergliene grati) della «prostituzione intellettuale» che spesso alberga nei media: «Per capire cos'è basta pensare a cosa è stato scritto e detto sul gesto di Adriano contro la Sampdoria e ciò che è stato fatto con Del Piero contro la Roma o Inzaghi contro il Cagliari. Se i giornalisti mi odiano non è un problema mio». Grillo è uno che di mestiere fa il simpatico e si attira antipatie; Mourinho gioca al Grande Antipatico e poi alla fine raccoglie non poche simpatie. Scuole di oratoria, strategie discorsive.

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Quelli che le violenze "sono un... (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

n. 80 del 2009-04-03 pagina 0 Quelli che le violenze "sono un ottimo segnale" di Michele Brambilla Forse per riscattare la grigia immagine che s’è fatta da quando è andato via Sansonetti per far posto a un direttore che viene non dal giornalismo ma dal sindacalese, ieri Liberazione ha inventato una prima pagina di straordinaria comicità, degna del miglior Campanile. Così ricostruiva, infatti, la non proprio tranquillissima giornata londinese: «Quattro grandi, pacifici cortei manifestano contro il G20 e attraversano una Londra blindata dalla polizia». Pacifici? Citiamo a testimone non la stampa berlusconiana e neppure quella dei grandi banchieri, bensì l’Unità: «Al via il G20. A Londra assalto alla City». E subito sotto: «Scontri e feriti, mentre i Grandi preparano il vertice sulla crisi». Questo in prima pagina. Dentro, il titolo era «Ritornano i no global, scontri e assedio alle banche». Liberazione ha visto un altro film, evidentemente. A volte, quando un giornale la spara grossa, si dà la colpa a chi fa i titoli, e si dice che poi nel pezzo c’erano concetti diversi. Ma in questo caso chi ha fatto il titolo ha rispettato alla lettera il contenuto del servizio dell’inviato a Londra, il quale parla, già dalle prime righe, di «manifestazioni tutto sommato pacifiche». Non sappiamo che cosa abbiano «sommato» a Liberazione. Forse, se hanno fatto la somma del numero delle vetrine rimaste in piedi, del numero delle automobili non incendiate e del numero delle persone fisicamente presenti a Londra e rimaste illese, be’, se hanno fatto un calcolo simile, allora si può dire che il numero di vetrine tirate giù, di auto date alle fiamme e di persone finite al pronto soccorso, in effetti, è «tutto sommato» poco rilevante. Resta l’impressione di un occultamento dei fatti, di una volontà di minimizzare che sembra parente stretta di un giustificazionismo strisciante. Tanto per citare qualcun altro, oltre a Liberazione. Beppe Grillo, l’altro ieri sera a La7, dopo aver equiparato le banche alla «criminalità organizzata», ha detto: «In Francia sequestrano i manager. Cominciamo ad avere segnali ottimi, direi». E ancora. Don Vitaliano Della Sala, che fa il parroco in provincia di Avellino, ieri ha annunciato che salirà sulle imbarcazioni dei no global che tenteranno l’assedio, via mare, all’isola della Maddalena in occasione del G8. La gente comune «è disperata e, quindi, è molto, molto arrabbiata», ha detto questo prete, che forse non sa che Gesù non ha chiesto ai poveri di fare la rivoluzione, ma ai ricchi di essere meno egoisti. I sequestri di persona e gli assalti alle banche di questi giorni per don Vitaliano sono solo «azioni simboliche»; quindi, l’annuncio del giorno del giudizio: «I potenti devono aver paura». Intendiamoci bene. Che i «potenti» - o almeno una buona parte di loro: le generalizzazioni non ci piacciono, portano ai gulag e ai lager - abbiano spesso dato scandalo, è vero. Ieri Michele Serra ha scritto su Repubblica che, stando ai dati dell’Ocse, «negli anni Sessanta in Italia un presidente di azienda guadagnava 50 volte più di un operaio. Oggi, 300 volte di più» Il «gap tra ricchi e poveri è smisuratamente aumentato, non può non avere conseguenze sociali», ha aggiunto. Sono riflessioni condivisibili, anzi sono dati di fatto incontestabili. Anche noi del Giornale lo denunciamo da tempo: ieri Marcello Zacché ci ha fatto conoscere «le super-retribuzioni dei bramini dell’economia», e ha osservato che esse «urtano il buon senso». Anche perché non si tratta di retribuzioni dettate da un libero mercato e da meriti incontestabili: spesso certe cifre sono - ha scritto ancora Zacché - il frutto di autoretribuzioni di una casta di manager autoreferenziale. Serra è però meno convincente nelle conclusioni che trae dal suo ragionamento, e cioè quando dice che questa «nuda realtà» inevitabilmente porta a «ridare forza e significato a quella che una volta si chiamava lotta di classe». Poi, invita pure a trovare un sinonimo di quel termine - lotta di classe - se il problema sono le parole. Un po’ sì, il problema sono anche le parole. Quando un Diliberto dice a Sky tg24, come ha fatto mercoledì, «Noi odiamo Berlusconi», il problema sono le parole. Quando un regista come il francese Gustave Kerven, presentando il suo film Louise-Michel che racconta di operaie che decidono di uccidere il padrone, dice «certo non condanno i sequestri di manager in atto nel mio Paese», e aggiunge che «i lavoratori dovrebbero essere più arrabbiati», il problema sono le parole. Una certa aria di consenso, ecco qual è - se non il problema - uno dei problemi. Anche le Brigate Rosse avevano cominciato con sequestri di manager «puramente dimostrativi». E quel che ne seguì non ha certo giovato alla causa dei lavoratori, «tutto sommato». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Alemanno alla Sabina  (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

stampa AppelloIl sindaco di Roma a Rieti lancia la volata al candidato del centrodestra per la Provincia Alemanno alla Sabina «Cambiate con Costini» Il primo cittadino della Capitale è categorico: «Finora Regione e miei predecessori vi hanno snobbato, è il momento di punirli» Paolo Di Lorenzo «Eleggete Costini nuovo presidente della Provincia di Rieti e toccherete con mano un cambio di marcia nello sviluppo di questo territorio. È vero, la Regione di Marrazzo e i miei predecessori sindaci della Capitale vi hanno snobbato, oserei dire usato. La verde provincia reatina merita molto di più e la scusa che ha solo centocinquantamila abitanti conta fino ad un certo punto. Ci vogliono progetti, amore e attaccamento alla propria terra». Il sindaco di Roma Alemanno (nella foto) lancia la volata a Costini, partecipando a una conviviale di autofinanziamento a Colle Aluffi. Tanta gente, centinaia di piccoli imprenditori, tutti in fila per sostenere il centro-destra alle urne. «Spero di vincere queste elezioni – ha detto Costini – e di scendere in campo, concretamente, per aiutare le nostre famiglie. Pensate, Marrazzo parlando su La7 ha detto che nel Lazio non esistono aziende produttrici di pannelli per il fotovoltaico... Per Marrazzo e per la Sinistra non esistono la Solsonica e tutte le piccole imprese che vi ruotano attorno in Sabina. Provincia e Regione in tanti anni non hanno combinato nulla». Duro anche il commento di Moreno Imperatori, portavoce del Pdl. «Che i comunisti duri e puri siano inguaribilmente eguali a se stessi e refrattari ai mutamenti del mondo, lo si può constatare ogni giorno. L'ultima conferma l'ha data Oliviero Diliberto, che in questo periodo sta manovrando per confluire in Rifondazione comunista. In un'intervista su Skytg24, l'esponente comunista ha affermato con livore e arroganza "noi odiamo Berlusconi". L'ha detto come se annunciasse uno straordinario programma politico, ma in realtà quell'affermazione cela un'agghiacciante vuoto politico. La performance di Diliberto vuole recuperare a sinistra quei voti che si stanno dirigendo verso l'accrocco giustizialista di Di Pietro. Il leader del Pdci vuole fare concorrenza all'ex pm, a Beppe Grillo, a Marco Travaglio. Questi sono gli alleati di Melilli. Un presidente – ha aggiunto Imperatori - che è tra i primi firmatari dell'appello a sostegno della manifestazione che la Cgil ha indetto per domani. Una firma che giustamente il candidato del centrodestra Costini e gli altri sindacati Cisl e Uil hanno giudicato un fatto grave». Intanto, domani alle 18 in piazza Vittorio Emanuele, arriva il primo comizio di questa campagna elettorale. Sarà l'europarlamentare Claudio Fava della Sinistra e Libertà (ex Sinistra-Arcobaleno) a chiamare a raccolta i suoi per superare lo sbarramento del 4 per cento.

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Ilaria (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

n. 80 del 2009-04-03 pagina 13 Ilaria «Sì, ho sbagliato. Mi scuso con tutti» di Redazione Mea culpa, mea grandissima culpa. Seppur con 24 ore di ritardo Ilaria D'Amico prende coscienza della figuraccia fatta mercoledì sera in tv e affida alle agenzie il suo autodafè: «Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l'editore Telecom Italia Media, con le tutte persone citate e con gli ospiti in studio» si prostra l'avvenente conduttrice. Che precisa: «Pensavo che la presenza di Beppe Grillo potesse rappresentare un interessante elemento di dibattito su un tema così importante come la privatizzazione dell'acqua, che negli accordi presi con Grillo e nella costruzione del panel degli ospiti in studio, era l'argomento su cui avevamo concordato la sua presenza in diretta». Poi, con candore, la D'Amico ammette di essere stata presa in contropiede e di non aver saputo riprendere in pugno la trasmissione: Grillo nel suo intervento «non solo ha divagato su temi molto diversi, dei quali evidentemente si è assunto la responsabilità, ma non ha lasciato nemmeno spazio al dialogo. La sua assenza dal collegamento prima, il suo repentino abbandono poi, hanno infatti impedito a me qualsiasi interazione e a tutti gli ospiti eventuali repliche. Avevo creduto di poter riportare dopo tanto tempo le posizioni di Grillo all'interno di un confronto televisivo corretto dedicato a tutti i telespettatori, anche a quelli che normalmente non amano la piazza. Evidentemente mi sbagliavo». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Oggi il debutto di Recital Corrado Guzzanti imita Di Pietro a teatro Dopo 1... (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

Oggi il debutto di «Recital» Corrado Guzzanti imita Di Pietro a teatro Dopo 10 anni di assenza dalle scene, Corrado Guzzanti debutta oggi al Gran Teatro di Roma, già tutto esaurito per le prime cinque date, con Recital, lo spettacolo che porterà nelle principali città italiane fino alla fine di maggio. Guzzanti riproporrà alcuni suoi personaggi come il santone Quèlo, il conduttore La Porta o la presentatrice Channel Vulvia. Ma anche tanta satira politica con le parodie del ministro Tremonti, dell'ex presidente del consiglio Prodi, di Bertinotti e, per la prima volta, anche di Antonio Di Pietro. Show in televisione Il record della Close In bocca 49 minicarote Ospite dello show Late Night della Nbc, l'attrice Glenn Close ha voluto battere in diretta il «record» stabilito a una cena in famiglia dalla figlia, che una volta riuscì a mettersi in bocca 42 minicarote. Detto fatto. La star ne ha inghiottite 49. L'attrice desnuda E Stefania Rocca posa per «Playboy» C'è Stefania Rocca sulla copertina del numero di aprile di Playboy. L'attrice torinese definisce il suo servizio «vedo-non vedo» più elegante di un «volgare» nudo. Scuse ai telespettatori Ilaria D'Amico: «Un errore invitare Grillo a Exit» Ilaria D'Amico si scusa, pentita di aver invitato Beppe Grillo a tornare dopo anni in diretta tv a «Exit» nella puntata di mercoledì sera su La7, conclusasi con l'abbandono del comico a collegamento ancora in corso. «Grillo aveva promesso un confronto aperto e non potevamo immaginare che avrebbe abbandonato la diretta lasciando sospeso il dibattito».

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Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà?. (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

La Merkel ha parlato di un compromesso storico, Obama ieri era raggiante; tutti i leader hanno salutato con enfasi i risultati del G20. Ed è normale che sia così: tentano di infondere fiducia e speranza, nel tentativo, perlomeno, di sbloccare i consumi. E le Borse hanno risposto. Tuttavia analizzando i contenuti ci si accorge che, come previsto, il G20 ha portato poche novità. L'unica è l'aumento dei fondi a disposizione del Fmi: erano previsti 500 miliardi, saranno 750. per il resto: - hanno annunciato che intendono regolamentare gli hedge funds e le agenzie di rating. Bene, ma le norme devono essere ancora stabilite e il dibattito rischia di essere lungo. - secondo Brown "non ci saranno più i bonus per i manager che fanno fallire le società". Era ora, ma più che altro è un auspicio condiviso, perchè ogni Paese, com'è ovvio, deciderà autonomamente se e come realizzarlo. - hanno dichiarato di aver posto le fondamenta per "ripulire i bilanci delle banche dagli asset tossici", ma anche questa è una dichiarazione d'intenti. In realtà, i Paesi continuano a procedere in ordine sparso e un codice comune appare ancora lontano. L'economista Giorgio Barba Navaretti ( vedi l' intervista uscita sul Giornale) rileva due punti innovativi: l'impegno a far ripartire il commercio mondiale e l'ammissione che la crescita non potrà più dipendere solo dagli Usa, ma da quello che definisce "un traino globale", in cui i Paesi come Cina, India, Brasile avranno un ruolo sempre più importante. Ma questo avrà effetto nel lungo periodo: a breve è improbabile che queste economia possano generare una domanda interna molto forte. Complessivamente il G20 è stato insoddisfacente su due punti: - il pacchetto da 1100 miliardi non serve a rilanciare l'economia mondiale - il problema più urgente, quello di una riforma strutturale del sistema finanziario mondiale è irrisolto. Intanto proprio ieri gli Stati Uniti hanno allentato il mark-to-market ovvero la norma che obbligava le banche a valutare ogni giorno il prezzo di mercato dei prodotti finanziari e siccome molti di questi non hanno acquirenti le banche erano costrette a iscrivere a bilancio perdite colossali. Ora invece potranno diluirle nel tempo, nella speranza che in futuro i prodotti tossici valgano più di zero. Insomma , cambiano i parametri anzichè affrontare le cause del male. L'impressione è che il G20 si servito soprattutto a spargere tanta cipria sulla crisi mondiale, nel tentativo di cambiare la psicologia catastrofista dei mercati, infondendo ottimismo, avvalorando l'impressione che la situazione sia sotto controllo. Il tentativo in sè è comprensibile, ma basterà per risollevare l'economia globale? Scritto in spin, era obama, banche, capitalismo, crisi, società, economia, gli usa e il mondo, germania, globalizzazione, europa, francia Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Apr 09 Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 35 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 46 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 09 Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti? Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Commenti ( 181 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione colossale per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani. E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo "che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini, sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E' l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la crisi. E' convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell'anarchia finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza. Potere leggere l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 09 La crisi provocherà una nuova ondata di immigrati? Ma la crisi che impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se n'è parlato poco, ma sulla stampa straniera sono stati pubblicati diversi reportage, da quali risultava che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno analogo, sebbene in misura molto minore e limitatamente ad alcune comunità, come quella brasiliana. Ma ora il quadro potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei Paesi dell'Europa dell'est peggiorerà ulteriormente, provocando un forte aumento della disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti, dalla disperazione, a tentare l'avventura a ovest, magari al solo scopo di vivere di espedienti. L'incognita principale, tuttavia, riguarda l'Africa. L'altro giorno il segretario del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato l'allarme per gli effetti catastrofici della recessione sul Continente nero. «C'è in pratica la certezza -ha detto il capo dell'Fmi -che molti milioni di persone sprofonderanno sempre più nella miseria: se non si interviene con un forte piano d'emergenza ci sono forti rischi di guerre civili, se non di guerre estese». E dunque di una nuova ondata migratoria verso l'Europa. Secondo Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere mano al portafoglio. «Se la comunità internazionale ha trovato centinaia di miliardi di dollari per affrontare la crisi globale, non è ammissibile che non possa trovare qualche centinaio di milioni, meno di quanto ha investito per salvare singole aziende private, per i Paesi più poveri». E' davvero questo il modo appropriato per aiutare l'Africa a superare la crisi? Inoltre: siamo pronti a reggere, in piena crisi economica, una nuova ondata migratoria dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un evento del genere provocherebbe tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e una guerra tra poveri nelle nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto in società, crisi, globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste, immigrazione Commenti ( 88 ) » (8 voti, il voto medio è: 4.38 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (10) blog (1) capitalismo (10) cina (19) comunicazione (2) crisi (12) democrazia (62) economia (32) era obama (17) europa (13) francia (24) germania (5) giornalismo (51) giustizia (2) gli usa e il mondo (64) globalizzazione (46) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (151) manipolazione (6) medio oriente (13) notizie nascoste (47) partito democratico (2) pdl (1) politica (1) presidenziali usa (23) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (24) spin (7) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Harlequin: roberto - ho posto un link di ricerca su Google, per fare questa affermazione con un minimo di correttezza... redesio: ma si!!! come non averlo capito prima la colpa è tutta di quei farabutti dell'Uruguay&Filippin... roberto: Harlequin Scrive: April 2nd, 2009 at 8:30 am Gentilissimo Dr. Foa, dovrebbe conoscere uno dei soprannomi con... roberto: Umberto Cisotti Scrive: April 2nd, 2009 at 10:10 pm No ROBERTO, la frase giusta sarebbe stata " panem et... 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Robin Hood era un filosofo. (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

Non male l'ultima del vate di Setùbal: io sono come Robin Hood. Reazioni a Sherwood e nei dintorni, scoprire che si aggira, fuori dalla foresta, un portoghese, con eccellente curriculum e clamoroso conto in banca, che si considera un tipo leggendario che ruba ai ricchi per dare ai poveri, non è roba da poco. La domanda sorge spontanea: chi sono i ricchi? Moratti e Tronchetti Provera? Chi sono i poveri? Al massimo i tifosi, per l'ennesima volta caduti nella trappola della champions sognata e svanita. Ma qui stiamo a discutere le doti affabulatorie, la bellezza e il fascino di Mourinho Josè, la sua arte dialettica, la sua capacità di dire senza dire, tutti ad abbeverarsi alla fonte mentre è la fame che spinge, la voglia d sapere: ma come gioca la sua Inter? Nessuno domanda, pochi chiedono, Lui dribbla, anzi come si usa dire oggi, salta l'avversario e l'interrogativo, la butta sulla provocazione, sapend che gran parte degli astanti non conoscono la storia, si fermano alla cronaca, dimenticano quello che accadde al Porto, quello che di seguito avvenne al Chelsea e altre cose che disturberebbero il tecnico portoghese soltanto a sfiorarle, come ha provato a fare Chiambretti ("tu usi il preservativo?"). Ne ha parlato il Papa, ne ha parlato il vescovo di Lisbona ma Mourinho ha respinto al mittente la questione:"Tu non mi porti su quella strada.". Strano, perchè qualche minuto dopo avrebbe coinvolto nelle risposte anche Gesù. Ma non si può chiedere di più a Robin Hood. Scritto in Nessuna categoria Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 29Mar 09 La mano de Dios ha un debito Risulta, dunque, che Diego Armando Maradona debba versare al Fisco italiano euro 37 milioni, in lettere trentasette per rendere ancora neglio l'idea. Dicono i dirigenti di Equitalia, addetti alla riscossione, che l'argentino è sotto controllo e non sfuggirà al pagamento del dovuto. Non so bene che cosa significhi sotto controllo. Maradona si è già presentato in Italia più volte, è andato allo stadio, ha danzato in tivvù (Rai, roba pubblica), si è fatto intervistare ma probabilmente in quelle occasioni Equitalia aveva altro da fare, gli uomini delle fiamme gialle non sono intervenuti, al massimo hanno chiesto un autografo, nessuno riusciva a fermare Maradona in campo ma nessuno riesce a fermarlo anche lontano dal prato. Misteri della vita. Lo stesso Diego Armando ha appena detto una cosa gentile nei confronti di Pelè:"Ha perso la verginità con un uomo" in risposta ad alcune critiche del brasiliano che sostiene, non soltanto lui in verità, che l'argentino non sia di buon esempio per i giovani. Il derby sudamericano interessa fino a un certo punto, piuttosto sarebbe bello se gli amici, sodali, complici, collaboratori di Maradona possano spiegare come mai il loro pupillo abbia quel mare di debiti nei confronti dell'Erario, trentasette milioni, da devolvere magari a qualche famiglia bisognosa, Diego, stavolta, fai vedere che la tua mano è davvero de Dios. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 13 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Mar 09 Il vate di Setubal Non male l'ultima esternazione di Mourinho: moltissimi allenatori non scelgono la formazione ddella propria squadra, lui sì, altrimenti, il giorno dopo, svuoterebbe l'ufficio e chiuderebbe la valigia per andarsene. Un uomo così, con princìpi così duri e puri, dovrebbe essere nominato presidente del Portogallo, dell'Onu, di Amnesty International. Invece è costretto a svolgere il ruolo di allenatore di una squadra di football, nemmeno grandissima visti i risultati internazionali da lui medesimo ottenuti in Inghilterra prima e in Italia dopo. Un uomo così va rispettato come lo rispettano i cortigiani e gli ignoranti. Un allenatore così va capito, come l'ho capito io e altri molti che seguono il calcio da una vita e sanno chi spaccia le parole e chi si occupa della sostanza. Josè Mourinho ha fatto bene a dire quelle cose, si è finalmente tolto il burka di cachemire che lo nasconde ai più, mi fa venire in mente la definizione di Sciascia ne Il giorno della civetta, quando distingueva gli uomini in omini, ominicchi, quaquaraqua e piglianculo. Scegliete voi il termine giusto. Io ho un'idea. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 11 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 16Mar 09 Se Nereo avesse avuto l'Ilaria Li chiamano fenomeni, special one, vincenti, vip. Sono gli allenatori del football contemporaneo. Vanno in tivvù, frequentano la pubblicità, sono ricoperti di denari, si occupano anche delle loro squadre. Senza una telecamera ad inquadrarli sarebbero allenatori e basta. Immaginate Nereo Rocco o Bruno Pesaola, per citare così due a memoria ma due particolari nel genere. Immaginateli oggi, con l'Ilaria di Sky ole emittenti private a fare baruffa, immaginateli con la l'intervista flash, con il microfono dietro la panchina, con la prova tv, con le Iene, Scherzi a parte. Immaginateli dirimpetto a Mourinho o Zeman, Spalletti o Ranieri, Mancini o o Lippi. Sarebbe uno spettacolo d'arte varia, alla faccia dei zero tituli. Questo per dire che il merito di tanta popolarità, gloria e conto corrente è figlio della televisione più che del lavoro sul campo. O no? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 08Mar 09 Special no one La vita è bella ma il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica, risultato, allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona un'opinione per presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento, Josè Mourinho resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con tutte le api a ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i borghesi, lo special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino, stavolta, con la voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso e spiazzare il resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la partita con il Genoa, a domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha risposto e chiarito: "Non sono nessuno", Special no one, dunque, un altro gol dei suoi, mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e opinionisti sembravano marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul gol perfido di Balotelli. Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di più. Propongo Josè Mourinho il premio USSI, unione stampa sportiva italiana, uno come lui è la salvezza per chi non saprebbe scrivere altro. Di football, ovviamente. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 22 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 04Mar 09 Dalle prostitute ai prostituti Josè Mourinho è una leggenda. Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato portoghese andò come andò, vinse meritatamente il Porto ma saltò in aria il calcio lusitano per una storia di apido dourado, fischietti d'oro, insomma dicioto arbitri sospsesi, prostitute a gogò al loro servizio, gare addomesticate, il presidente del Porto sotto accusa, squalificato, la squadra penalizzata di 6 punti. Roba antica che è tornata alla memoria. Quello era il calcio, questo è il calcio anche se Special One dice che "non è il mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare, l'ho fatto ache io pentendomi, pagando il conto senza che nessuno chiedesse sconti. Avanti così. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia italiana: le ronde. Il pericolo pubblico numero 1, ultima novità dal fronte della politica, bassa. Si discute, si lotta, si litiga sulla proposta di introdurre le ronde per tutelare l'oirdine pubblico. Molti a favore, altrettanti contro. Domanda: quale è la differenza tra gli stewards che operano da qualche tempo all'interno degli stadi di football e le ronde che dovrebbero agire fuori dallo stadio, ad esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della sicurezza privata (mondialpol e affini, guardie del corpo e avanti così) e le ronde di ex agenti dell'arma benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le risposte, mi auguro non politicanti, non faziose di partito, a destra, a sinistra, ma roba vera, spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 17 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Feb 09 Collina arancione L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto". Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso, una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi. L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio, non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster, diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 8 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli inviati al festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia, roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio, con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti, dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 18Feb 09 Bonolis e Grillini Ormai al festival di Sanremo sono saltate le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto, invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno canta, dico Povia, e il suo brano "Luca era gay" è argomento di discussione da settimane, di giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta finita l'esecuzione del cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi l'onorevole Grillini, esponente dell'arcigay, il quale conclude il proprio intervento con uno schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay. Seguono fischi e applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da propagandista annunciando la prossima manifestazione di protesta del suo movimento. Ma Bonolis ha creato un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile avrà ora bisogno di un intervento dall'esterno, telefonata da casa, intervento del pubblico in sala per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è più di un ente pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi prende un milione e decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi gli garba, sempre per proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo benedetto Paese è ormai diventato impossibile pensarla in maniera diversa altrimenti sei un razzista, un violento, un antidemocratico. Avere un'idea è pericoloso, avere un'ideologia è più comodo. Si fa carriera, si prendono denari. Anche più di trenta. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 21 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles, Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni. Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti Categorie costume Nessuna categoria I più inviati fischi - 4 Emails Piove, governo ladro - 2 Emails La piuma e Omar - 1 Emails La crisi, da repertorio - 1 Emails Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 1 Emails Bonolis e Grillini - 1 Emails Ultime discussioni DamyEku: Salve tutti! il fisco? hahahahahah sa solo fermare i bambini senza scontrino x una patatina azz hhahahahahah... lino: maradona viene pagato per ogni sua presenza, in tv, in uno stadio o in un semplice bar. penso sia pagato anche... Lorenzo R: Facciamo così: o i 37 milioni di euro che Maradona deve al fisco, cioè a tutti noi, ce li mettono i... mauro: Caro Damascelli, mi scuso se insisto ma l'incomprensione c'è stata. Il debito fiscale esiste e... tony.damascelli: Gentile tzola1, nessuna disputa, parole chiare amicizia lunga, io la penso come Te, chi sbaglia paga... Ultime news An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo) (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

La Merkel ha parlato di un compromesso storico, Obama ieri era raggiante; tutti i leader hanno salutato con enfasi i risultati del G20. Ed è normale che sia così: tentano di infondere fiducia e speranza, nel tentativo, perlomeno, di sbloccare i consumi. E le Borse hanno risposto. Tuttavia analizzando i contenuti ci si accorge che, come previsto, il G20 ha portato poche novità. L'unica è l'aumento dei fondi a disposizione del Fmi: erano previsti 500 miliardi, saranno 750. per il resto: - hanno annunciato che intendono regolamentare gli hedge funds e le agenzie di rating. Bene, ma le norme devono essere ancora stabilite e il dibattito rischia di essere lungo. - secondo Brown "non ci saranno più i bonus per i manager che fanno fallire le società". Era ora, ma più che altro è un auspicio condiviso, perchè ogni Paese, com'è ovvio, deciderà autonomamente se e come realizzarlo. - hanno dichiarato di aver posto le fondamenta per "ripulire i bilanci delle banche dagli asset tossici", ma anche questa è una dichiarazione d'intenti. In realtà, i Paesi continuano a procedere in ordine sparso e un codice comune appare ancora lontano. L'economista Giorgio Barba Navaretti ( vedi l' intervista uscita sul Giornale) rileva due punti innovativi: l'impegno a far ripartire il commercio mondiale e l'ammissione che la crescita non potrà più dipendere solo dagli Usa, ma da quello che definisce "un traino globale", in cui i Paesi come Cina, India, Brasile avranno un ruolo sempre più importante. Ma questo avrà effetto nel lungo periodo: a breve è improbabile che queste economia possano generare una domanda interna molto forte. Complessivamente il G20 è stato insoddisfacente su due punti: - il pacchetto da 1100 miliardi non serve a rilanciare l'economia mondiale - il problema più urgente, quello di una riforma strutturale del sistema finanziario mondiale è irrisolto. Intanto proprio ieri gli Stati Uniti hanno allentato il mark-to-market ovvero la norma che obbligava le banche a valutare ogni giorno il prezzo di mercato dei prodotti finanziari e siccome molti di questi non hanno acquirenti le banche erano costrette a iscrivere a bilancio perdite colossali. Ora invece potranno diluirle nel tempo, nella speranza che in futuro i prodotti tossici valgano più di zero. Insomma , cambiano i parametri anzichè affrontare le cause del male. L'impressione è che il G20 si servito soprattutto a spargere tanta cipria sulla crisi mondiale, nel tentativo di cambiare la psicologia catastrofista dei mercati, infondendo ottimismo, avvalorando l'impressione che la situazione sia sotto controllo. Il tentativo in sè è comprensibile, ma basterà per risollevare l'economia globale? Scritto in spin, era obama, banche, capitalismo, crisi, società, economia, gli usa e il mondo, germania, globalizzazione, europa, francia Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Apr 09 Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 35 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 46 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 09 Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti? Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Commenti ( 181 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione colossale per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani. E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo "che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini, sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E' l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la crisi. E' convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell'anarchia finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza. Potere leggere l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 09 La crisi provocherà una nuova ondata di immigrati? Ma la crisi che impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se n'è parlato poco, ma sulla stampa straniera sono stati pubblicati diversi reportage, da quali risultava che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno analogo, sebbene in misura molto minore e limitatamente ad alcune comunità, come quella brasiliana. Ma ora il quadro potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei Paesi dell'Europa dell'est peggiorerà ulteriormente, provocando un forte aumento della disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti, dalla disperazione, a tentare l'avventura a ovest, magari al solo scopo di vivere di espedienti. L'incognita principale, tuttavia, riguarda l'Africa. L'altro giorno il segretario del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato l'allarme per gli effetti catastrofici della recessione sul Continente nero. «C'è in pratica la certezza -ha detto il capo dell'Fmi -che molti milioni di persone sprofonderanno sempre più nella miseria: se non si interviene con un forte piano d'emergenza ci sono forti rischi di guerre civili, se non di guerre estese». E dunque di una nuova ondata migratoria verso l'Europa. Secondo Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere mano al portafoglio. «Se la comunità internazionale ha trovato centinaia di miliardi di dollari per affrontare la crisi globale, non è ammissibile che non possa trovare qualche centinaio di milioni, meno di quanto ha investito per salvare singole aziende private, per i Paesi più poveri». E' davvero questo il modo appropriato per aiutare l'Africa a superare la crisi? Inoltre: siamo pronti a reggere, in piena crisi economica, una nuova ondata migratoria dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un evento del genere provocherebbe tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e una guerra tra poveri nelle nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto in società, crisi, globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste, immigrazione Commenti ( 88 ) » (8 voti, il voto medio è: 4.38 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Harlequin: roberto - ho posto un link di ricerca su Google, per fare questa affermazione con un minimo di correttezza... redesio: ma si!!! come non averlo capito prima la colpa è tutta di quei farabutti dell'Uruguay&Filippin... roberto: Harlequin Scrive: April 2nd, 2009 at 8:30 am Gentilissimo Dr. Foa, dovrebbe conoscere uno dei soprannomi con... roberto: Umberto Cisotti Scrive: April 2nd, 2009 at 10:10 pm No ROBERTO, la frase giusta sarebbe stata " panem et... 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La mano de Dios ha un debito (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

Non male l'ultima del vate di Setùbal: io sono come Robin Hood. Reazioni a Sherwood e nei dintorni, scoprire che si aggira, fuori dalla foresta, un portoghese, con eccellente curriculum e clamoroso conto in banca, che si considera un tipo leggendario che ruba ai ricchi per dare ai poveri, non è roba da poco. La domanda sorge spontanea: chi sono i ricchi? Moratti e Tronchetti Provera? Chi sono i poveri? Al massimo i tifosi, per l'ennesima volta caduti nella trappola della champions sognata e svanita. Ma qui stiamo a discutere le doti affabulatorie, la bellezza e il fascino di Mourinho Josè, la sua arte dialettica, la sua capacità di dire senza dire, tutti ad abbeverarsi alla fonte mentre è la fame che spinge, la voglia d sapere: ma come gioca la sua Inter? Nessuno domanda, pochi chiedono, Lui dribbla, anzi come si usa dire oggi, salta l'avversario e l'interrogativo, la butta sulla provocazione, sapend che gran parte degli astanti non conoscono la storia, si fermano alla cronaca, dimenticano quello che accadde al Porto, quello che di seguito avvenne al Chelsea e altre cose che disturberebbero il tecnico portoghese soltanto a sfiorarle, come ha provato a fare Chiambretti ("tu usi il preservativo?"). Ne ha parlato il Papa, ne ha parlato il vescovo di Lisbona ma Mourinho ha respinto al mittente la questione:"Tu non mi porti su quella strada.". Strano, perchè qualche minuto dopo avrebbe coinvolto nelle risposte anche Gesù. Ma non si può chiedere di più a Robin Hood. Scritto in Nessuna categoria Non commentato » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 29Mar 09 La mano de Dios ha un debito Risulta, dunque, che Diego Armando Maradona debba versare al Fisco italiano euro 37 milioni, in lettere trentasette per rendere ancora neglio l'idea. Dicono i dirigenti di Equitalia, addetti alla riscossione, che l'argentino è sotto controllo e non sfuggirà al pagamento del dovuto. Non so bene che cosa significhi sotto controllo. Maradona si è già presentato in Italia più volte, è andato allo stadio, ha danzato in tivvù (Rai, roba pubblica), si è fatto intervistare ma probabilmente in quelle occasioni Equitalia aveva altro da fare, gli uomini delle fiamme gialle non sono intervenuti, al massimo hanno chiesto un autografo, nessuno riusciva a fermare Maradona in campo ma nessuno riesce a fermarlo anche lontano dal prato. Misteri della vita. Lo stesso Diego Armando ha appena detto una cosa gentile nei confronti di Pelè:"Ha perso la verginità con un uomo" in risposta ad alcune critiche del brasiliano che sostiene, non soltanto lui in verità, che l'argentino non sia di buon esempio per i giovani. Il derby sudamericano interessa fino a un certo punto, piuttosto sarebbe bello se gli amici, sodali, complici, collaboratori di Maradona possano spiegare come mai il loro pupillo abbia quel mare di debiti nei confronti dell'Erario, trentasette milioni, da devolvere magari a qualche famiglia bisognosa, Diego, stavolta, fai vedere che la tua mano è davvero de Dios. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 13 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Mar 09 Il vate di Setubal Non male l'ultima esternazione di Mourinho: moltissimi allenatori non scelgono la formazione ddella propria squadra, lui sì, altrimenti, il giorno dopo, svuoterebbe l'ufficio e chiuderebbe la valigia per andarsene. Un uomo così, con princìpi così duri e puri, dovrebbe essere nominato presidente del Portogallo, dell'Onu, di Amnesty International. Invece è costretto a svolgere il ruolo di allenatore di una squadra di football, nemmeno grandissima visti i risultati internazionali da lui medesimo ottenuti in Inghilterra prima e in Italia dopo. Un uomo così va rispettato come lo rispettano i cortigiani e gli ignoranti. Un allenatore così va capito, come l'ho capito io e altri molti che seguono il calcio da una vita e sanno chi spaccia le parole e chi si occupa della sostanza. Josè Mourinho ha fatto bene a dire quelle cose, si è finalmente tolto il burka di cachemire che lo nasconde ai più, mi fa venire in mente la definizione di Sciascia ne Il giorno della civetta, quando distingueva gli uomini in omini, ominicchi, quaquaraqua e piglianculo. Scegliete voi il termine giusto. Io ho un'idea. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 11 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 16Mar 09 Se Nereo avesse avuto l'Ilaria Li chiamano fenomeni, special one, vincenti, vip. Sono gli allenatori del football contemporaneo. Vanno in tivvù, frequentano la pubblicità, sono ricoperti di denari, si occupano anche delle loro squadre. Senza una telecamera ad inquadrarli sarebbero allenatori e basta. Immaginate Nereo Rocco o Bruno Pesaola, per citare così due a memoria ma due particolari nel genere. Immaginateli oggi, con l'Ilaria di Sky ole emittenti private a fare baruffa, immaginateli con la l'intervista flash, con il microfono dietro la panchina, con la prova tv, con le Iene, Scherzi a parte. Immaginateli dirimpetto a Mourinho o Zeman, Spalletti o Ranieri, Mancini o o Lippi. Sarebbe uno spettacolo d'arte varia, alla faccia dei zero tituli. Questo per dire che il merito di tanta popolarità, gloria e conto corrente è figlio della televisione più che del lavoro sul campo. O no? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 08Mar 09 Special no one La vita è bella ma il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica, risultato, allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona un'opinione per presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento, Josè Mourinho resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con tutte le api a ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i borghesi, lo special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino, stavolta, con la voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso e spiazzare il resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la partita con il Genoa, a domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha risposto e chiarito: "Non sono nessuno", Special no one, dunque, un altro gol dei suoi, mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e opinionisti sembravano marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul gol perfido di Balotelli. Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di più. Propongo Josè Mourinho il premio USSI, unione stampa sportiva italiana, uno come lui è la salvezza per chi non saprebbe scrivere altro. Di football, ovviamente. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 22 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 04Mar 09 Dalle prostitute ai prostituti Josè Mourinho è una leggenda. Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato portoghese andò come andò, vinse meritatamente il Porto ma saltò in aria il calcio lusitano per una storia di apido dourado, fischietti d'oro, insomma dicioto arbitri sospsesi, prostitute a gogò al loro servizio, gare addomesticate, il presidente del Porto sotto accusa, squalificato, la squadra penalizzata di 6 punti. Roba antica che è tornata alla memoria. Quello era il calcio, questo è il calcio anche se Special One dice che "non è il mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare, l'ho fatto ache io pentendomi, pagando il conto senza che nessuno chiedesse sconti. Avanti così. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia italiana: le ronde. Il pericolo pubblico numero 1, ultima novità dal fronte della politica, bassa. Si discute, si lotta, si litiga sulla proposta di introdurre le ronde per tutelare l'oirdine pubblico. Molti a favore, altrettanti contro. Domanda: quale è la differenza tra gli stewards che operano da qualche tempo all'interno degli stadi di football e le ronde che dovrebbero agire fuori dallo stadio, ad esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della sicurezza privata (mondialpol e affini, guardie del corpo e avanti così) e le ronde di ex agenti dell'arma benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le risposte, mi auguro non politicanti, non faziose di partito, a destra, a sinistra, ma roba vera, spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 17 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Feb 09 Collina arancione L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto". Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso, una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi. L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio, non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster, diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 8 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli inviati al festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia, roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio, con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti, dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 18Feb 09 Bonolis e Grillini Ormai al festival di Sanremo sono saltate le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto, invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno canta, dico Povia, e il suo brano "Luca era gay" è argomento di discussione da settimane, di giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta finita l'esecuzione del cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi l'onorevole Grillini, esponente dell'arcigay, il quale conclude il proprio intervento con uno schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay. Seguono fischi e applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da propagandista annunciando la prossima manifestazione di protesta del suo movimento. Ma Bonolis ha creato un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile avrà ora bisogno di un intervento dall'esterno, telefonata da casa, intervento del pubblico in sala per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è più di un ente pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi prende un milione e decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi gli garba, sempre per proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo benedetto Paese è ormai diventato impossibile pensarla in maniera diversa altrimenti sei un razzista, un violento, un antidemocratico. Avere un'idea è pericoloso, avere un'ideologia è più comodo. Si fa carriera, si prendono denari. Anche più di trenta. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 21 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles, Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni. Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti Categorie costume Nessuna categoria I più inviati fischi - 4 Emails Piove, governo ladro - 2 Emails La piuma e Omar - 1 Emails La crisi, da repertorio - 1 Emails Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 1 Emails Bonolis e Grillini - 1 Emails Ultime discussioni DamyEku: Salve tutti! il fisco? hahahahahah sa solo fermare i bambini senza scontrino x una patatina azz hhahahahahah... lino: maradona viene pagato per ogni sua presenza, in tv, in uno stadio o in un semplice bar. penso sia pagato anche... Lorenzo R: Facciamo così: o i 37 milioni di euro che Maradona deve al fisco, cioè a tutti noi, ce li mettono i... mauro: Caro Damascelli, mi scuso se insisto ma l'incomprensione c'è stata. Il debito fiscale esiste e... tony.damascelli: Gentile tzola1, nessuna disputa, parole chiare amicizia lunga, io la penso come Te, chi sbaglia paga... Ultime news Vertice Nato, Obama lancia l'allarme: "Attacchi al Qaeda più probabili in Ue"Fisco: è 18mila euro il reddito medio Il 35% sotto i 10milaUsa, persi 663mila posti: disoccupazione da record Borse, Europa in altalenaFecondazione, Schifani ribatte a Fini: "Sbaglia Legge 40 senza dogmi"Franceschini e tutto il Pd in piazza con la Cgil Sacconi: "Come manifestare contro la pioggia"Italiani scoprono il gene che blocca le metastasiGp di Sepang, la Ferrari domina le prove libereParadisi fiscali: ecco i Paesi offshoreGf, puntata speciale: esce Vanessa e la casa perde la sua gattamorta Cerchi Hillary Clinton? C'è la telefonista hard Blogroll WordPress.com WordPress.org April 2009 M T W T F S S « Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2009 March 2009 February 2009 January 2009 December 2008 November 2008 October 2008 Trackback recenti I più votati USA e getta - 21 Votes IL TRIO DI PERUGIA - 15 Votes il silenzio degli agnelli - 15 Votes fischi - 13 Votes La piuma e Omar - 12 Votes Vorrei dire di Eluana - 10 Votes Quattro miserabili e un povero - 9 Votes Gaber e Indro - 9 Votes Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 9 Votes Bonolis e otto mesi di lavoro - 9 Votes Recent Posts Robin Hood era un filosofo La mano de Dios ha un debito Il vate di Setubal Se Nereo avesse avuto l'Ilaria Special no one Dalle prostitute ai prostituti Ronda su ronda Collina arancione Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Bonolis e Grillini Pagine Istruzioni per l'uso Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il blog di Tony Damascelli © 2009 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

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Del Noce e i calciatori (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

Non male l'ultima del vate di Setùbal: io sono come Robin Hood. Reazioni a Sherwood e nei dintorni, scoprire che si aggira, fuori dalla foresta, un portoghese, con eccellente curriculum e clamoroso conto in banca, che si considera un tipo leggendario che ruba ai ricchi per dare ai poveri, non è roba da poco. La domanda sorge spontanea: chi sono i ricchi? Moratti e Tronchetti Provera? Chi sono i poveri? Al massimo i tifosi, per l'ennesima volta caduti nella trappola della champions sognata e svanita. Ma qui stiamo a discutere le doti affabulatorie, la bellezza e il fascino di Mourinho Josè, la sua arte dialettica, la sua capacità di dire senza dire, tutti ad abbeverarsi alla fonte mentre è la fame che spinge, la voglia d sapere: ma come gioca la sua Inter? Nessuno domanda, pochi chiedono, Lui dribbla, anzi come si usa dire oggi, salta l'avversario e l'interrogativo, la butta sulla provocazione, sapend che gran parte degli astanti non conoscono la storia, si fermano alla cronaca, dimenticano quello che accadde al Porto, quello che di seguito avvenne al Chelsea e altre cose che disturberebbero il tecnico portoghese soltanto a sfiorarle, come ha provato a fare Chiambretti ("tu usi il preservativo?"). Ne ha parlato il Papa, ne ha parlato il vescovo di Lisbona ma Mourinho ha respinto al mittente la questione:"Tu non mi porti su quella strada.". Strano, perchè qualche minuto dopo avrebbe coinvolto nelle risposte anche Gesù. Ma non si può chiedere di più a Robin Hood. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 29Mar 09 La mano de Dios ha un debito Risulta, dunque, che Diego Armando Maradona debba versare al Fisco italiano euro 37 milioni, in lettere trentasette per rendere ancora neglio l'idea. Dicono i dirigenti di Equitalia, addetti alla riscossione, che l'argentino è sotto controllo e non sfuggirà al pagamento del dovuto. Non so bene che cosa significhi sotto controllo. Maradona si è già presentato in Italia più volte, è andato allo stadio, ha danzato in tivvù (Rai, roba pubblica), si è fatto intervistare ma probabilmente in quelle occasioni Equitalia aveva altro da fare, gli uomini delle fiamme gialle non sono intervenuti, al massimo hanno chiesto un autografo, nessuno riusciva a fermare Maradona in campo ma nessuno riesce a fermarlo anche lontano dal prato. Misteri della vita. Lo stesso Diego Armando ha appena detto una cosa gentile nei confronti di Pelè:"Ha perso la verginità con un uomo" in risposta ad alcune critiche del brasiliano che sostiene, non soltanto lui in verità, che l'argentino non sia di buon esempio per i giovani. Il derby sudamericano interessa fino a un certo punto, piuttosto sarebbe bello se gli amici, sodali, complici, collaboratori di Maradona possano spiegare come mai il loro pupillo abbia quel mare di debiti nei confronti dell'Erario, trentasette milioni, da devolvere magari a qualche famiglia bisognosa, Diego, stavolta, fai vedere che la tua mano è davvero de Dios. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 13 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Mar 09 Il vate di Setubal Non male l'ultima esternazione di Mourinho: moltissimi allenatori non scelgono la formazione ddella propria squadra, lui sì, altrimenti, il giorno dopo, svuoterebbe l'ufficio e chiuderebbe la valigia per andarsene. Un uomo così, con princìpi così duri e puri, dovrebbe essere nominato presidente del Portogallo, dell'Onu, di Amnesty International. Invece è costretto a svolgere il ruolo di allenatore di una squadra di football, nemmeno grandissima visti i risultati internazionali da lui medesimo ottenuti in Inghilterra prima e in Italia dopo. Un uomo così va rispettato come lo rispettano i cortigiani e gli ignoranti. Un allenatore così va capito, come l'ho capito io e altri molti che seguono il calcio da una vita e sanno chi spaccia le parole e chi si occupa della sostanza. Josè Mourinho ha fatto bene a dire quelle cose, si è finalmente tolto il burka di cachemire che lo nasconde ai più, mi fa venire in mente la definizione di Sciascia ne Il giorno della civetta, quando distingueva gli uomini in omini, ominicchi, quaquaraqua e piglianculo. Scegliete voi il termine giusto. Io ho un'idea. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 11 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 16Mar 09 Se Nereo avesse avuto l'Ilaria Li chiamano fenomeni, special one, vincenti, vip. Sono gli allenatori del football contemporaneo. Vanno in tivvù, frequentano la pubblicità, sono ricoperti di denari, si occupano anche delle loro squadre. Senza una telecamera ad inquadrarli sarebbero allenatori e basta. Immaginate Nereo Rocco o Bruno Pesaola, per citare così due a memoria ma due particolari nel genere. Immaginateli oggi, con l'Ilaria di Sky ole emittenti private a fare baruffa, immaginateli con la l'intervista flash, con il microfono dietro la panchina, con la prova tv, con le Iene, Scherzi a parte. Immaginateli dirimpetto a Mourinho o Zeman, Spalletti o Ranieri, Mancini o o Lippi. Sarebbe uno spettacolo d'arte varia, alla faccia dei zero tituli. Questo per dire che il merito di tanta popolarità, gloria e conto corrente è figlio della televisione più che del lavoro sul campo. O no? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 08Mar 09 Special no one La vita è bella ma il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica, risultato, allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona un'opinione per presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento, Josè Mourinho resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con tutte le api a ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i borghesi, lo special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino, stavolta, con la voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso e spiazzare il resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la partita con il Genoa, a domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha risposto e chiarito: "Non sono nessuno", Special no one, dunque, un altro gol dei suoi, mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e opinionisti sembravano marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul gol perfido di Balotelli. Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di più. Propongo Josè Mourinho il premio USSI, unione stampa sportiva italiana, uno come lui è la salvezza per chi non saprebbe scrivere altro. Di football, ovviamente. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 22 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 04Mar 09 Dalle prostitute ai prostituti Josè Mourinho è una leggenda. Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato portoghese andò come andò, vinse meritatamente il Porto ma saltò in aria il calcio lusitano per una storia di apido dourado, fischietti d'oro, insomma dicioto arbitri sospsesi, prostitute a gogò al loro servizio, gare addomesticate, il presidente del Porto sotto accusa, squalificato, la squadra penalizzata di 6 punti. Roba antica che è tornata alla memoria. Quello era il calcio, questo è il calcio anche se Special One dice che "non è il mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare, l'ho fatto ache io pentendomi, pagando il conto senza che nessuno chiedesse sconti. Avanti così. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia italiana: le ronde. Il pericolo pubblico numero 1, ultima novità dal fronte della politica, bassa. Si discute, si lotta, si litiga sulla proposta di introdurre le ronde per tutelare l'oirdine pubblico. Molti a favore, altrettanti contro. Domanda: quale è la differenza tra gli stewards che operano da qualche tempo all'interno degli stadi di football e le ronde che dovrebbero agire fuori dallo stadio, ad esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della sicurezza privata (mondialpol e affini, guardie del corpo e avanti così) e le ronde di ex agenti dell'arma benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le risposte, mi auguro non politicanti, non faziose di partito, a destra, a sinistra, ma roba vera, spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 17 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Feb 09 Collina arancione L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto". Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso, una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi. L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio, non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster, diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 8 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli inviati al festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia, roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio, con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti, dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 18Feb 09 Bonolis e Grillini Ormai al festival di Sanremo sono saltate le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto, invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno canta, dico Povia, e il suo brano "Luca era gay" è argomento di discussione da settimane, di giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta finita l'esecuzione del cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi l'onorevole Grillini, esponente dell'arcigay, il quale conclude il proprio intervento con uno schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay. Seguono fischi e applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da propagandista annunciando la prossima manifestazione di protesta del suo movimento. Ma Bonolis ha creato un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile avrà ora bisogno di un intervento dall'esterno, telefonata da casa, intervento del pubblico in sala per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è più di un ente pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi prende un milione e decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi gli garba, sempre per proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo benedetto Paese è ormai diventato impossibile pensarla in maniera diversa altrimenti sei un razzista, un violento, un antidemocratico. Avere un'idea è pericoloso, avere un'ideologia è più comodo. Si fa carriera, si prendono denari. Anche più di trenta. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 21 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles, Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni. Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti Categorie costume Nessuna categoria I più inviati fischi - 4 Emails Piove, governo ladro - 2 Emails La piuma e Omar - 1 Emails La crisi, da repertorio - 1 Emails Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 1 Emails Bonolis e Grillini - 1 Emails Ultime discussioni Romano150: Personalmente lo considero un grande comunicatore ed un'allenatore abbastanza modesto. Ora mi viene... giuseppe: Caro tony damascelli mourigno non sarà il miglior allenatore in circolazione ma ha il merito di non essere... DamyEku: Salve tutti! il fisco? hahahahahah sa solo fermare i bambini senza scontrino x una patatina azz hhahahahahah... lino: maradona viene pagato per ogni sua presenza, in tv, in uno stadio o in un semplice bar. penso sia pagato anche... Lorenzo R: Facciamo così: o i 37 milioni di euro che Maradona deve al fisco, cioè a tutti noi, ce li mettono i... Ultime news Usa, sparatoria nel centro per stranieri E' una strage: 13 le vittime, 26 i feritiCrisi, Draghi fiducioso: "C'è rallentamento nel deterioramento"Terrorismo, Obama avverte l'Europa: "Rischia più degli Usa"Fisco: è 18mila euro il reddito medio Il 35% sotto i 10milaFranceschini e tutto il Pd in piazza con la Cgil Sacconi: "Come manifestare contro la pioggia"Fecondazione, Schifani ribatte a Fini: "Sbaglia Legge 40 senza dogmi"Gp di Sepang, la Ferrari domina le prove libereParadisi fiscali: ecco i Paesi offshoreGf, puntata speciale: esce Vanessa e la casa perde la sua gattamorta Europei di tuffi: storica doppietta azzurra Blogroll WordPress.com WordPress.org April 2009 M T W T F S S « Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2009 March 2009 February 2009 January 2009 December 2008 November 2008 October 2008 Trackback recenti I più votati USA e getta - 21 Votes IL TRIO DI PERUGIA - 15 Votes il silenzio degli agnelli - 15 Votes fischi - 13 Votes La piuma e Omar - 12 Votes Vorrei dire di Eluana - 10 Votes Quattro miserabili e un povero - 9 Votes Gaber e Indro - 9 Votes Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 9 Votes Bonolis e otto mesi di lavoro - 9 Votes Recent Posts Robin Hood era un filosofo La mano de Dios ha un debito Il vate di Setubal Se Nereo avesse avuto l'Ilaria Special no one Dalle prostitute ai prostituti Ronda su ronda Collina arancione Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Bonolis e Grillini Pagine Istruzioni per l'uso Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il blog di Tony Damascelli © 2009 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

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Il dopo Grillo, D'Amico: (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

SulLA presenza di Beppe Grillo a Exit Ilaria D'Amico: «Chiedo scusa a tutti» La conduttrice: «Ho sbagliato a riportarlo in tv» Un momento dell'intervento di Beppe Grillo nel programma «Exit» di La7 (Ansa) ROMA - «Sono molto rammaricata e desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l'Editore Telecom Italia Media, con le tutte persone citate e con gli ospiti in studio in relazione a quanto accaduto mercoledì sera in diretta con il comico Beppe Grillo nella trasmissione Exit»: Ilaria D'Amico torna con queste parole su quanto accaduto con Beppe Grillo che ha lasciato il programma improvvisamente. Il comico, prima di andar via, ha svolto un monologo dove ha attaccato tutto e tutti, tralasciando il tema della puntata per cui era venuto, la privatizzazione dell'acqua. IL MONOLOGO - «Pensavo che la presenza di Beppe Grillo - dice la giornalista - potesse rappresentare un interessante elemento di dibattito su un tema così importante come la privatizzazione dell'acqua, che negli accordi presi con Grillo e nella costruzione del panel degli ospiti in studio, era l'argomento su cui avevamo concordato la sua presenza in diretta». «Il suo intervento invece - prosegue la D'Amico - non solo ha divagato su temi molto diversi, dei quali evidentemente si è assunto la responsabilità, ma non ha lasciato nemmeno spazio al dialogo. La sua assenza dal collegamento prima, il suo repentino abbandono poi, hanno infatti impedito a me qualsiasi interazione e a tutti gli ospiti eventuali repliche. Avevo creduto di poter riportare dopo tanto tempo le posizioni di Grillo all'interno di un confronto televisivo corretto dedicato a tutti i telespettatori, anche a quelli che normalmente non amano la piazza». «Evidentemente - conclude - mi sbagliavo». stampa |

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Mourinho e Grillo, strategie diverse di Aldo Grasso (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 03-04-2009)

Argomenti: Grillo

A fil di rete Mourinho e Grillo strategie diverse Due scuole di oratoria a confronto Due scuole di oratoria a confronto: su La7, ospite di Ilaria D'Amico, lo Special One Beppe Grillo, in collegamento da Bruxelles; su Italia1, ospite di Piero Chiambretti, il vero Special One José Mourinho. Grillo si è specializzato nel monologo, tendenza invettiva. Tecnicamente il monologo è un discorso che il personag­gio fa a se stesso. In drammaturgia gli si rimprovera, oltre a un carattere statico o addirittu­ra noioso, l'inverosimiglianza: dal momento che l'uomo quan­do è solo non parla certo ad al­ta voce (salvo rari e documenta­ti casi patologici). Il soliloquio è durato una ventina di minuti e si è concluso burrascosamen­te. All'inizio tutto sembrava fila­re liscio: Grillo ha lanciato una filippica poi, forse infastidito dalla presenza dei politici in stu­dio, se n'è andato fra l'increduli­tà generale. La D'Amico ci è ri­masta male: Grillo aveva pro­messo di confrontarsi serena­mente con gli altri ospiti e dialo­gare con loro. Si parlava di ac­qua e qualcuno in studio ha tira­to fuori il vino (Beppe Brillo sa­rebbe stata una buona battuta). Mourinho si è dimostrato in­vece un vero stratega della co­municazione: si concede a un interlocutore morbido e compli­ce, è ben preparato (sapeva per­sino dei flop cinematografici del padrone di casa), non si fa turbare dalla scosciatona di tur­no, si conferma gran teorico (e di questo dobbiamo solo esser­gliene grati) della «prostituzio­ne intellettuale» che spesso al­berga nei media: «Per capire cos'è basta pensare a cosa è stato scritto e detto sul gesto di Adriano contro la Sampdoria e ciò che è stato fatto con Del Piero contro la Roma o Inzaghi contro il Cagliari. Se i giorna­listi mi odiano non è un problema mio». Grillo è uno che di mestiere fa il simpatico e si attira anti­patie; Mourinho gioca al Grande Antipatico e poi alla fine raccoglie non poche simpatie. Scuole di oratoria, strategie discorsive. Aldo Grasso stampa |

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Terreni in vendita: primo rinvio (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 04-04-2009)

Argomenti: Grillo

CONSIGLIO COMUNALE.LA PRATICA, CONTESTATA DAL CENTROSINISTRA, NON E' STATA DISCUSSA Terreni in vendita: primo rinvio [FIRMA]FRANCO CAVAGNINO ASTI Il Consiglio comunale di giovedì, alla scadenza delle tre ore di lavori, ha liquidato un paio di pratiche urbanistiche «veloci» (Pecli), rimandando a nuova data la discussione, che si annuncia assai meno sbrigativa, della variante «19». Di ciò si rallegra il centrosinistra che disporrà di un po' di tempo per tentare di far prendere coscienza alla città che l'operazione innescata dalla variante va ostacolata. Già si stanno mobilitando in tal senso Social Forum, il «Met Up» di Beppe Grillo e il movimento «Stop al consumo del territorio». E l'Italia dei valori con Alberto Pasta promette ostruzionismo ad oltranza. L'Amministrazione comunale intende alienare terreni, attualmente destinati a servizi, per fare cassa. La variante «19» non fa altro che calare su questi appezzamenti delle volumetrie, rendendoli di fatto edificabili. Così modificate nella loro destinazione le aree verranno poste in vendita. Si tratta, per il centrodestra, di un'iniziativa trasparente, legittimata dal decreto Brunetta, che porterà al municipio qualcosa come 3 milioni di euro, il 20% dei quali destinati a scopi sociali. Una parte dei terreni, precisa inoltre l'Amministrazione, avrà come acquirente l'Atc e sarà destinata ad edilizia popolare. Le aree interessate alla trasformazione urbanistica e successivamente alla vendita, si trovano a Viatosto, San Fedele, Casabianca, Valgera e nelle vie Desderi, Rosa, Bausano, Cavalla, Calcaterra, Falcone, Rossino e via Rotario. «Questa operazione - critica Mario Malandrone (Social Forum - avviene senza pianificazione, senza uno studio del patrimonio abitativo non utilizzato e senza un'adeguata informazione alla cittadinanza. Si tratta di un bel piatto ricco per i privati, perché nella stragrande maggioranza dei casi è l'edilizia privata e speculativa ad essere il possibile nuovo padrone. Tutto questo - aggiunge - nonostante le molte case invendute e gli oltre mille alloggi sfitti nella nostra città». Assai più tecnica e certamente più per addetti ai lavori, un'altra pratica affrontata dal Consiglio: riguarda la commissione per il paesaggio istituita con delibera di giunta in attuazione della nuova normativa statale e regionale, che esprimerà i pareri su tutti i permessi di costruire relativi a interventi edilizi in aree vincolate a titolo paesaggistico, storico o artistico. Una serie di emendamenti del Pd hanno consentito di apportare alcune modifiche al suo funzionamento. Innanzitutto gli interventi sottoposti al parere della commissione del paesaggio, sono esentati da quello della commissione edilizia. Inoltre la nomina dei cinque componenti, che sarà in capo al sindaco, dovrà avere evidenza pubblica ed avvenire sulla base dei curriculum e della comprovata esperienza. Il Pd avrebbe preferito che fosse il dirigente tecnico comunale a provvedere alla nomina dei commissari e la decisione finale di affidarne il compito al primo cittadino, è il frutto di una mediazione tra maggioranza (che aveva indicato il Consiglio comunale) e opposizione. Ancora su proposta della minoranza il Consiglio ha infine approvato un ordine del giorno in cui dà mandato alla giunta di provvedere all'abolizione della commissione edilizia «non appena la Regione avrà chiarito che tale modifica non è incompatibile con il "regolamento edilizio tipo"».

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Grillo: (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Grillo

stampa ExitControreplica dopo la puntata di mercoledì. Poi Beppe annuncia: «Scelgo De Magistriis» Grillo: «D'Amico dissociata, voto Idv» Il comico genovese all'attacco della conduttrice: «Abbi il coraggio di fare nomi e cognomi» Beppe Grillo non ci sta. E replica a Ilaria D'Amico, la conduttrice di Exit, il programma cui il comico genovese era stato ospite mercoledì. L'altro ieri la D'Amico si era scusata con i telespettatori per le accuse lanciate da Grillo che aveva attaccato i politici condannati in Parlamento, il sistema finanziario italiano auspicando la chiusura della Borsa; aveva definito Colaninno e Ligresti, «capitalisti con le pezze al culo», era tornato sul caso Telecom prendendosela con Marco Tronchetti Provera che de La 7 è editore. Dunque, Ilaria si era scusata. E ieri Grillo se l'è presa anche con lei, precisando di non averle mai promesso di fermarsi per un contraddittorio alla puntata di Exit di mercoledì scorso andandosene poi senza dire nulla. «Ho accettato di intervenire a Exit - ha spiegato il comico - dalle 21.35 alle 22. E così ho fatto, forse ho sforato anche di qualche minuto. Nessuno mi ha pagato per la mia presenza. Ho chiesto solo di non proporre la pubblicità prima del collegamento. Ma così non è stato. Non ho promesso a nessuno di fermarmi per un contraddittorio. La dissociata D'Amico ha preso la pippite da Baudo che si scusò con Craxi. Ha imitato lo stuoino Fazio che si umiliò in diretta con Schifani dopo l'intervista a Travaglio». «Ilaria - ha aggiunto - si scusa con tutti e con "le persone citate" che non ha neppure il coraggio di citare. Tutti i media hanno parlato della fuga di Grillo (da chi? Da Tabacci o da Urso, le salme di seconda fila della politica?). Nessuno ha riportato i nomi delle "persone citate". Gli innominabili. La Repubblica, in un trafiletto, ha scritto di un violentissimo attacco di Grillo. Senza specificare contro chi, perchè, con riferimento a quali fatti». «Prima di Exit - ha ricordato - sono stato al Parlamento Europeo a denunciare lo stato della Borsa italiana, le truffe ai danni dei piccoli azionisti, con dati, esempi, nomi e anche cognomi. La sala era piena. Ho risposto a tutte le domande del presenti. Qualcuno dei media nazionali ne ha accennato?». Poi Grillo ha annunciato, parlando al giornale on line Affaritaliani.it, che preferenze esprimerà alle prossime elezioni Europee: «Io voterò l'Italia dei Valori dando la preferenza a Sonia Alfano e a Luigi De Magistris, due persone della società civile e due candidati indipendenti dell'Idv».

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Di Pietro capolista anti-Silvio (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Grillo

europee Di Pietro capolista anti-Silvio di Sonia Oranges «Stupisce e preoccupa che molti esponenti del Pd critichino la mia candidatura alle europee, decisa dopo che Berlusconi ha annunciato la sua discesa in campo»: così, Antonio Di Pietro ieri ostentava sorpresa alle reazioni all'annuncio che sarà il capolista per l'Idv in tutt'Italia, incassando immediatamente l'endorsement di Beppe Grillo. Una scelta che, come ha commentato tra gli altri il senatore pd Giorgio Tonini, è sbagliata «perché l'idea di inseguire il premier sul terreno del populismo è perdente». Ma il Tonino nazionale non ci sente da quest'orecchio: «Ma benedetto Iddio, se il leader del centrodestra si candida come capolista, ci deve essere qualcuno a contrastarlo con le stesse armi? E se Franceschini ha deciso e non vuole mettersi in gioco, a chi devono affidarsi gli elettori? Qualcuno spieghi a questi signori del Pd che la mia candidatura è un'alternativa a Berlusconi, in modo che i cittadini abbiano un punto di riferimento anche in questo schieramento». E, a sorpresa, l'editoriale di ieridel quotidiano del Pd Europa, sembrava dargli ragione: «Correttezza versus muscoli. Questa rischia di essere la scelta di fronte alla quale si troveranno gli elettori. In tempi di crisi, di disorientamento, di insicurezza, non c'è neanche da dubitare su dove possa pendere la bilancia. Non quella degli elettori già decisi (che già danno un bel vantaggio al Pdl), ma quella degli indecisi». Il segretario pd Dario Franceschini, però, sul punto resta irremovibile. E, dopo aver definito i criteri di chi non poteva essere candidato, ora anticipa il primo dei nomi in lizza: quello di Debora Serracchini, la segretaria ribelle del Pd di Udine: «Ha dimostrato grande energia, qualità e competenza. È stata diretta anche nei miei confronti e ha fatto bene, questo rende vitale un partito», ha detto Franceschini. Per conoscere gli altri nomi, bisognerà attendere il 21 aprile, quando la direzione ratificherà le liste. Che si incrociano con le alleanze locali per le amministrative di giugno. Nessun modello nazionale, ha detto Franceschini: «Si lavora, senza nessuna ambiguità, nel campo di forze alternative al centrodestra, in alcuni casi con l'Udc, ma senza ambiguità». Resta aperto il nodo del gruppo in cui sedere a Strasburgo, su cui sta lavorando Piero fassino: l'obiettivo è quello di crearne uno nuovo «in cui stiano insieme gli eletti dei partiti socialisti e del Pd». le trattative sono aperte. 04/04/2009

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L'APPUNTAMENTO era davanti a un cinema chiuso del centro storico. Così ... (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-04-2009)

Argomenti: Grillo

REGGIO pag. 5 L'APPUNTAMENTO era davanti a un cinema chiuso del centro storico. Così ... L'APPUNTAMENTO era davanti a un cinema chiuso del centro storico. Così la lista civica Reggio 5 Stelle'' (Beppe Grillo) ha presentato i suoi candidati, sulle serrande del D'Alberto (via Emilia San Pietro) c'erano le locandine di un nuovo'' film: Graziano e la Zarina - Un film già visto - Divisi nella lotta, uniti nel lasciare petali'' d'amore per il centro: illegalità, cinema e negozi chiusi''. C'E' STATO anche un fuori programma col candidato Pdl, Fabio Filippi, passato casualmente in via Emilia. «Il suo partito è a favore della cementificazione selvaggia!» lo ha attaccato il capolista Davide Valeriani. Pronta la replica: «Senza cemento non si va da nessuna parte». Alla fine Valeriani ha chiuso sorridendo: «Si scordi i vosti dei nostri elettori. Il suo partito vuole cemento, ha pregiudicati in parlamento, e non ha votato la mozione sui mercatini agricoli». TRA I NOMI di spicco in lista ci sono Giovanni Giavelli (docente universitario), Gianluca Burani (imprenditore e amministratore delegato di una ditta che fa ambulanze), Maria Edera Spadoni (hostess per EasyJet), Gabriella Blancato (dello staff di direzione del Santa Maria Nuova), e Italo Berselli (libero professionista). I candidati dovranno firmare un codice di comporamento dichiarando di «non essere mai appartenuto a servizi segreti o logge massoniche» e l'impegno «a rinunciare a tutti i benefit dei consiglieri comunali». E in caso di ballottaggio Del Rio - Spaggiari? «Proporremo loro dieci punti e lasceremo poi la decisione ai nostri elettori». QUESTI i nomi degli altri candidati della lista del candidato sindaco Matteo Olivieri: Davide Valeriani (studente, il più giovane), Patrizia Domenichini (impiegata), Sergio Spaggiari (bancario/sindacalista), Daria Bonacini (educatrice coop sociale), Lorenzo Ponti (ferroviere), Marcello Bronzoni (operaio), Maurizio Valcavi e Vito Cerullo (impiegati), Stefano Govi (commerciante), Alessandro Marmiroli (studente) Paolo Valli (impiegato), Silverio Scognamiglio (dipendente pubblico), Simone Corradini (operaio), Rosa Di Monda (impiegata), Fausto Montanari (produttore audio-video), Dino Piluso (operaio), Eleonora Filetti e Fabrizio Todaro (impiegati), Mirko Spaggiari (tecnico industriale), Giuseppe Esposito (dipendente albergo), Simona Stefani, Marco Dallai e Olivia Ardioli (impiegati), Maria Petronio (casalinga), Caterina Chiossi (studentessa), Pierina Montanaro (impiegata), Cristian Grassi (operaio), Giuseppina Napolitano (impiegata), Vincenzo Benenati (studente), Demora Ciccarino (casalinga), Giovanni Terenziani, Niccolò Villani e Daniele Rapisarda (studenti), Alessandro Messori (studente).

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Europee, Di Pietro capolista Il Pd: imbroglia gli elettori (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Grillo

Europee, Di Pietro capolista Il Pd: imbroglia gli elettori ANDREA CARUGATI Tonino Di Pietro correrà come capolista alle europee in tutte e cinque le circoscrizioni. «Mi assumo la responsabilità di guidare la delegazione di 72 candidati dell'Idv alle elezioni», spiega il leader dell'Italia dei Valori. LE CRITICHE DEL PD Dal Pd parte subito un inusuale coro di critiche contro l'(ex?) alleato, che dimostra come la sfida tra i due partiti per i voti di centrosinistra si stia facendo rovente: «È stato contagiato dal virus berlusconiano dell'inganno elettorale. E così il paladino dell'alternativa dura e pura in realtà è uguale a Berlusconi», dice Francesco Garofani, uno dei fedelissimi di Franceschini. La tesi del Pd è semplice: candidare leader che poi non andranno realmente in Europa, come Berlusconi, è un inganno agli elettori. «Di Pietro si trasforma nel campione dell'imbroglio», dice Gianclaudio Bressa, numero due dei deputati democratici. E Giorgio Tonini: «Quella di Di Pietro è una mossa sbagliata, visto che all'Europarlamento non metterà mai piede. E poi è perdente inseguire il premier sul suo stesso terreno». Di Pietro risponde senza troppe cortesie: «Franceschini dice così perché non può e non deve candidarsi, per altre ragioni...». «Mi stupisce che il Pd mi critichi. Ma Benedetto Iddio, se il leader del centrodestra si candida ci deve essere qualcuno a contrastarlo con le stesse armi! E se Franceschini non vuole mettersi in gioco, a chi devono affidarsi gli elettori?». La chiosa di Tonino la dice lunga sugli intenti bellicosi dell'Idv ai danni del Pd: «Qualcuno spieghi ai signori del Pd che la mia candidatura è un'alternativa a Berlusconi, in modo che i cittadini abbiano un punto di riferimento anche in questo schieramento». La replica di Franceschini non si fa attendere: «Mi dispiace che Di Pietro, che ha sempre fatto battaglie per la serietà, abbia deciso di fare la stessa scelta di Berlusconi: candidarsi in Europa sapendo che dovrà dimettersi subito il giorno dopo. Gli elettori hanno bisogno di serietà». L'IDV IN PIAZZA CON LA CGIL Di Pietro si sta muovendo per mettere insieme il più ampio arcipelago antiberlusconiano. E ieri ha incassato la dichiarazione di voto di Beppe Grillo, che ha anche precisato le sue preferenze: Sonia Alfano e l'ex pm De Magistris. L'Idv punta ai voti girotondini e antipolitici (la hostess Alitalia, simbolo della protesta contro la Cai Maruska Piredda, l'avvocato di Clementina Forleo Giovanni Pesce), ma anche ai consensi più esplicitamente caratterizzati a sinistra. Di qui la scelta di candidare l'ex sindacalista Fiom ed ex dirigente del Prc Maurizio Zipponi. E la scelta di partecipare alla manifestazione della Cgil di oggi al Circo Massimo. «Saremo in piazza per difendere i lavoratori, i precari e tutti coloro che pagano sulla propria pelle questa crisi economica e le scelte scellerate del governo», spiega Di Pietro. Franceschini, dal canto suo, getta acqua sul fuoco delle polemiche sulla candidatura di Cofferati alle europee: «Non ha mai pensato di candidarsi, siamo stati noi a pensare a lui. La richiesta quindi viene solo da noi». Di Pietro si candida come capolista in tutte le circoscrizioni e annuncia la partecipazione dell'Idv alla manifestazione Cgil di oggi. Il Pd replica: così imbroglia gli elettori, proprio come Berlusconi.

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Tonino Di Pietro correrà come capolista alle europee in tutte e cinque le circoscrizioni. «... (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Grillo

Tonino Di Pietro correrà come capolista alle europee in tutte e cinque le circoscrizioni. «Mi assumo la responsabilità di guidare la delegazione di 72 candidati dell'Idv alle elezioni», spiega il leader dell'Italia dei Valori. LE CRITICHE DEL PD Dal Pd parte subito un inusuale coro di critiche contro l'(ex?) alleato, che dimostra come la sfida tra i due partiti per i voti di centrosinistra si stia facendo rovente: «È stato contagiato dal virus berlusconiano dell'inganno elettorale. E così il paladino dell'alternativa dura e pura in realtà è uguale a Berlusconi», dice Francesco Garofani, uno dei fedelissimi di Franceschini. La tesi del Pd è semplice: candidare leader che poi non andranno realmente in Europa, come Berlusconi, è un inganno agli elettori. «Di Pietro si trasforma nel campione dell'imbroglio», dice Gianclaudio Bressa, numero due dei deputati democratici. E Giorgio Tonini: «Quella di Di Pietro è una mossa sbagliata, visto che all'Europarlamento non metterà mai piede. E poi è perdente inseguire il premier sul suo stesso terreno». Di Pietro risponde senza troppe cortesie: «Franceschini dice così perché non può e non deve candidarsi, per altre ragioni...». «Mi stupisce che il Pd mi critichi. Ma Benedetto Iddio, se il leader del centrodestra si candida ci deve essere qualcuno a contrastarlo con le stesse armi! E se Franceschini non vuole mettersi in gioco, a chi devono affidarsi gli elettori?». La chiosa di Tonino la dice lunga sugli intenti bellicosi dell'Idv ai danni del Pd: «Qualcuno spieghi ai signori del Pd che la mia candidatura è un'alternativa a Berlusconi, in modo che i cittadini abbiano un punto di riferimento anche in questo schieramento». La replica di Franceschini non si fa attendere: «Mi dispiace che Di Pietro, che ha sempre fatto battaglie per la serietà, abbia deciso di fare la stessa scelta di Berlusconi: candidarsi in Europa sapendo che dovrà dimettersi subito il giorno dopo. Gli elettori hanno bisogno di serietà». L'IDV IN PIAZZA CON LA CGIL Di Pietro si sta muovendo per mettere insieme il più ampio arcipelago antiberlusconiano. E ieri ha incassato la dichiarazione di voto di Beppe Grillo, che ha anche precisato le sue preferenze: Sonia Alfano e l'ex pm De Magistris. L'Idv punta ai voti girotondini e antipolitici (la hostess Alitalia, simbolo della protesta contro la Cai Maruska Piredda, l'avvocato di Clementina Forleo Giovanni Pesce), ma anche ai consensi più esplicitamente caratterizzati a sinistra. Di qui la scelta di candidare l'ex sindacalista Fiom ed ex dirigente del Prc Maurizio Zipponi. E la scelta di partecipare alla manifestazione della Cgil di oggi al Circo Massimo. «Saremo in piazza per difendere i lavoratori, i precari e tutti coloro che pagano sulla propria pelle questa crisi economica e le scelte scellerate del governo», spiega Di Pietro. Franceschini, dal canto suo, getta acqua sul fuoco delle polemiche sulla candidatura di Cofferati alle europee: «Non ha mai pensato di candidarsi, siamo stati noi a pensare a lui. La richiesta quindi viene solo da noi».

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Dalle prostitute ai prostituti (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Grillo

Non male l'ultima del vate di Setùbal: io sono come Robin Hood. Reazioni a Sherwood e nei dintorni, scoprire che si aggira, fuori dalla foresta, un portoghese, con eccellente curriculum e clamoroso conto in banca, che si considera un tipo leggendario che ruba ai ricchi per dare ai poveri, non è roba da poco. La domanda sorge spontanea: chi sono i ricchi? Moratti e Tronchetti Provera? Chi sono i poveri? Al massimo i tifosi, per l'ennesima volta caduti nella trappola della champions sognata e svanita. Ma qui stiamo a discutere le doti affabulatorie, la bellezza e il fascino di Mourinho Josè, la sua arte dialettica, la sua capacità di dire senza dire, tutti ad abbeverarsi alla fonte mentre è la fame che spinge, la voglia d sapere: ma come gioca la sua Inter? Nessuno domanda, pochi chiedono, Lui dribbla, anzi come si usa dire oggi, salta l'avversario e l'interrogativo, la butta sulla provocazione, sapend che gran parte degli astanti non conoscono la storia, si fermano alla cronaca, dimenticano quello che accadde al Porto, quello che di seguito avvenne al Chelsea e altre cose che disturberebbero il tecnico portoghese soltanto a sfiorarle, come ha provato a fare Chiambretti ("tu usi il preservativo?"). Ne ha parlato il Papa, ne ha parlato il vescovo di Lisbona ma Mourinho ha respinto al mittente la questione:"Tu non mi porti su quella strada.". Strano, perchè qualche minuto dopo avrebbe coinvolto nelle risposte anche Gesù. Ma non si può chiedere di più a Robin Hood. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 29Mar 09 La mano de Dios ha un debito Risulta, dunque, che Diego Armando Maradona debba versare al Fisco italiano euro 37 milioni, in lettere trentasette per rendere ancora neglio l'idea. Dicono i dirigenti di Equitalia, addetti alla riscossione, che l'argentino è sotto controllo e non sfuggirà al pagamento del dovuto. Non so bene che cosa significhi sotto controllo. Maradona si è già presentato in Italia più volte, è andato allo stadio, ha danzato in tivvù (Rai, roba pubblica), si è fatto intervistare ma probabilmente in quelle occasioni Equitalia aveva altro da fare, gli uomini delle fiamme gialle non sono intervenuti, al massimo hanno chiesto un autografo, nessuno riusciva a fermare Maradona in campo ma nessuno riesce a fermarlo anche lontano dal prato. Misteri della vita. Lo stesso Diego Armando ha appena detto una cosa gentile nei confronti di Pelè:"Ha perso la verginità con un uomo" in risposta ad alcune critiche del brasiliano che sostiene, non soltanto lui in verità, che l'argentino non sia di buon esempio per i giovani. Il derby sudamericano interessa fino a un certo punto, piuttosto sarebbe bello se gli amici, sodali, complici, collaboratori di Maradona possano spiegare come mai il loro pupillo abbia quel mare di debiti nei confronti dell'Erario, trentasette milioni, da devolvere magari a qualche famiglia bisognosa, Diego, stavolta, fai vedere che la tua mano è davvero de Dios. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 13 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Mar 09 Il vate di Setubal Non male l'ultima esternazione di Mourinho: moltissimi allenatori non scelgono la formazione ddella propria squadra, lui sì, altrimenti, il giorno dopo, svuoterebbe l'ufficio e chiuderebbe la valigia per andarsene. Un uomo così, con princìpi così duri e puri, dovrebbe essere nominato presidente del Portogallo, dell'Onu, di Amnesty International. Invece è costretto a svolgere il ruolo di allenatore di una squadra di football, nemmeno grandissima visti i risultati internazionali da lui medesimo ottenuti in Inghilterra prima e in Italia dopo. Un uomo così va rispettato come lo rispettano i cortigiani e gli ignoranti. Un allenatore così va capito, come l'ho capito io e altri molti che seguono il calcio da una vita e sanno chi spaccia le parole e chi si occupa della sostanza. Josè Mourinho ha fatto bene a dire quelle cose, si è finalmente tolto il burka di cachemire che lo nasconde ai più, mi fa venire in mente la definizione di Sciascia ne Il giorno della civetta, quando distingueva gli uomini in omini, ominicchi, quaquaraqua e piglianculo. Scegliete voi il termine giusto. Io ho un'idea. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 11 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 16Mar 09 Se Nereo avesse avuto l'Ilaria Li chiamano fenomeni, special one, vincenti, vip. Sono gli allenatori del football contemporaneo. Vanno in tivvù, frequentano la pubblicità, sono ricoperti di denari, si occupano anche delle loro squadre. Senza una telecamera ad inquadrarli sarebbero allenatori e basta. Immaginate Nereo Rocco o Bruno Pesaola, per citare così due a memoria ma due particolari nel genere. Immaginateli oggi, con l'Ilaria di Sky ole emittenti private a fare baruffa, immaginateli con la l'intervista flash, con il microfono dietro la panchina, con la prova tv, con le Iene, Scherzi a parte. Immaginateli dirimpetto a Mourinho o Zeman, Spalletti o Ranieri, Mancini o o Lippi. Sarebbe uno spettacolo d'arte varia, alla faccia dei zero tituli. Questo per dire che il merito di tanta popolarità, gloria e conto corrente è figlio della televisione più che del lavoro sul campo. O no? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 08Mar 09 Special no one La vita è bella ma il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica, risultato, allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona un'opinione per presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento, Josè Mourinho resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con tutte le api a ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i borghesi, lo special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino, stavolta, con la voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso e spiazzare il resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la partita con il Genoa, a domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha risposto e chiarito: "Non sono nessuno", Special no one, dunque, un altro gol dei suoi, mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e opinionisti sembravano marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul gol perfido di Balotelli. Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di più. Propongo Josè Mourinho il premio USSI, unione stampa sportiva italiana, uno come lui è la salvezza per chi non saprebbe scrivere altro. Di football, ovviamente. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 22 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 04Mar 09 Dalle prostitute ai prostituti Josè Mourinho è una leggenda. Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato portoghese andò come andò, vinse meritatamente il Porto ma saltò in aria il calcio lusitano per una storia di apido dourado, fischietti d'oro, insomma dicioto arbitri sospsesi, prostitute a gogò al loro servizio, gare addomesticate, il presidente del Porto sotto accusa, squalificato, la squadra penalizzata di 6 punti. Roba antica che è tornata alla memoria. Quello era il calcio, questo è il calcio anche se Special One dice che "non è il mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare, l'ho fatto ache io pentendomi, pagando il conto senza che nessuno chiedesse sconti. Avanti così. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia italiana: le ronde. Il pericolo pubblico numero 1, ultima novità dal fronte della politica, bassa. Si discute, si lotta, si litiga sulla proposta di introdurre le ronde per tutelare l'oirdine pubblico. Molti a favore, altrettanti contro. Domanda: quale è la differenza tra gli stewards che operano da qualche tempo all'interno degli stadi di football e le ronde che dovrebbero agire fuori dallo stadio, ad esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della sicurezza privata (mondialpol e affini, guardie del corpo e avanti così) e le ronde di ex agenti dell'arma benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le risposte, mi auguro non politicanti, non faziose di partito, a destra, a sinistra, ma roba vera, spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 17 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Feb 09 Collina arancione L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto". Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso, una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi. L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio, non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster, diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 8 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli inviati al festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia, roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio, con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti, dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 18Feb 09 Bonolis e Grillini Ormai al festival di Sanremo sono saltate le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto, invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno canta, dico Povia, e il suo brano "Luca era gay" è argomento di discussione da settimane, di giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta finita l'esecuzione del cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi l'onorevole Grillini, esponente dell'arcigay, il quale conclude il proprio intervento con uno schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay. Seguono fischi e applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da propagandista annunciando la prossima manifestazione di protesta del suo movimento. Ma Bonolis ha creato un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile avrà ora bisogno di un intervento dall'esterno, telefonata da casa, intervento del pubblico in sala per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è più di un ente pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi prende un milione e decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi gli garba, sempre per proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo benedetto Paese è ormai diventato impossibile pensarla in maniera diversa altrimenti sei un razzista, un violento, un antidemocratico. Avere un'idea è pericoloso, avere un'ideologia è più comodo. Si fa carriera, si prendono denari. Anche più di trenta. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 21 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles, Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni. Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti Categorie costume Nessuna categoria I più inviati fischi - 4 Emails Piove, governo ladro - 2 Emails La piuma e Omar - 1 Emails La crisi, da repertorio - 1 Emails Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 1 Emails Bonolis e Grillini - 1 Emails Ultime discussioni Romano150: Personalmente lo considero un grande comunicatore ed un'allenatore abbastanza modesto. Ora mi viene... giuseppe: Caro tony damascelli mourigno non sarà il miglior allenatore in circolazione ma ha il merito di non essere... DamyEku: Salve tutti! il fisco? hahahahahah sa solo fermare i bambini senza scontrino x una patatina azz hhahahahahah... lino: maradona viene pagato per ogni sua presenza, in tv, in uno stadio o in un semplice bar. penso sia pagato anche... Lorenzo R: Facciamo così: o i 37 milioni di euro che Maradona deve al fisco, cioè a tutti noi, ce li mettono i... 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Le promesse contro la grande crisi (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 05-04-2009)

Argomenti: Grillo

TORTONA.DOPO L'APPELLO DELLA CISL Cebal e Niga Le promesse contro la grande crisi Due situazioni con esiti diversi [FIRMA]MARIA TERESA MARCHESE TORTONA Dopo l'appello della Cisl sulla crisi che ha colpito le aziende tortonesi, gli otto candidati sindaco propongono alcune soluzioni. Giorgio Bailo (Udc-Pd-Viva Tortona Viva-Psli): «La crisi economica e occupazione è la priorità del nostro programma. La proposta (che tramuteremo in atti concreti se i tortonesi ci daranno fiducia) è di istituire un fondo economico per aiutare immediatamente le famiglie in difficoltà, così come la riduzione di tariffe per alcuni servizi pubblici e altri aiuti, ancora, come contributo al pagamento di affitti, utenze quali gas, luce, acqua. Vorremmo inoltre attivare con la Provincia un sistema di garanzie nei confronti degli istituti bancari per accelerare i tempi per l'erogazione effettiva della cassa integrazione». Massimo Berutti (Pdl- Lega Nord-Con voi per Tortona): «Propongo l'introduzione dell'Isee istantanea per i servizi offerti dal comune: asili nido, materne, buoni mensa e estate ragazzi. Occorre poi prevedere misure di accompagnamento dei cittadini che perdono il posto di lavoro con percorsi di formazione e azioni di sostegno economico ai nuclei familiari in particolare difficoltà. E' inoltre opportuno creare tavoli di trattativa con il mondo bancario per incentivare interruzioni temporanee nel pagamento delle rate mutui prima casa per disoccupati e lavoratori in mobilità o cassa integrazione». Alberto Balduzzi: «Come lista Nuova Tortona siamo stati i primi a dichiarare che il problema principale, in un momento di crisi mondiale, era il lavoro e il sostegno all'imprenditoria, artigiani e commercianti. Siamo convinti che il compito principale dell'amministrazione comunale sia quello di dare sostegno e aiuto alle aziende cittadine in crisi, al fine di non perdere ulteriori posti di lavoro ed è per questo che nel nostro programma abbiamo previsto incentivi per la giovane imprenditoria e sgravi dalle imposte comunali per determinate aziende». Marina Cattaneo (Scegliere per cambiare): «Dobbiamo prevedere una serie di misure quali il «reddito di cittadinanza» a chi resta senza lavoro e non ha ammortizzatori sociali, ossia un reddito mensile coordinato con un percorso di formazione organizzato dal Comune perché queste persone non restino fuori dal mondo del lavoro; inoltre, interventi di sostegno alle famiglie in difficoltà per aiutarle a pagare le utenze di casa». Carmelo Ciniglio (Rifondazione, Verdi per la pace e Amici di Beppe Grillo): «Siamo per misure concrete di sostegno per gli operai che restano senza lavoro o in cassa integrazione. Nel caso specifico di Tortona, occorre adottare misure concrete per la piccola media impresa che fa parte del tessuto sociale e ha una lunga storia di insediamento nel territorio tortonese». Davide Grillo (Movimento nazionale): «Come partito siamo nati dieci giorni fa. Stiamo preparando il programma elettorale, ma di una cosa sono certo: non proporrò progetti irrealizzabili, intendo ascoltare i cittadini e sentire prima il loro parere. Nella mia lista ci sono tecnici e professionisti: ci interessa risolvere i problemi della città». Luciano Riva (La Destra): «E' necessaria un'inversione di marcia a cominciare dalle banche e dagli imprenditori che devono ritrovare passione fiducia e coraggio. Anche i sindacati devono comprendere che i lavoratori hanno diritti ma anche doveri, quelli che permettono con le professionalità operative di produrre alte qualità nei vari mercati». Paolo Ronchetti (Ronchetti per Tortona): «Propongo costante disponibilità ai lavoratori e alle parti sociali per trovare soluzioni condivise con gli imprenditori affinché continuino a investire sul territorio. Poi vorrei creare nel bilancio un "fondo anticrisi" da impiegare per la restituzione ai cittadini dell'addizionale Irpef, il rimborso della tariffa rifiuti e del gas e per far fronte alle spese relative ai servizi educativi. Sono aperto a incontri con i sindacati per integrare il programma». Per la Cebal Italiana, 23 esuberi, i sindacati (Femca-Cisl e Uilcem-Uil) hanno siglato un accordo: 21 transazioni (l'accordo ne prevedeva 18) da parte di dipendenti che non si sono opposti al licenziamento a fronte di incentivi tra i 20 e i 30 mila euro ciascuno. La Nigacalze ha cessato l'attività. I sindacati hanno chiesto la Cassa integrazione straordinaria per i 37 dipendenti. La crisi è irreversibile. Da qui la decisione di mettere in liquidazione la società, ricorrendo agli ammortizzatori sociali.

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Sacerdoti a "scuola" di prediche (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-04-2009)

Argomenti: Grillo

Sacerdoti a "scuola" di prediche la chiesa che cambia Il vescovo Lupi distribuirà a tutti un opuscolo: «Contiene le linee guida, ci vuole creatività». LA DIOCESI di Savona fa i conti con le prediche. Quelle troppo lunghe e noiose che i fedeli fanno fatica a seguire. E se a Verona è stato pubblicato sul web "Il manuale del predicatore. Tutto quello che un prete dovrebbe sapere per non annoiare i suoi fedeli'' in città sono annunciate iniziative. Quello dell'omelia è un aspetto importante e, per alcuni aspetti, critico per i sacerdoti savonesi e sul quale il vescovo Monsignor Vittorio Lupi ha infatti deciso di mettere mano. Ognuno dei sacerdoti della nostra diocesi ha una propria tecnica ed uno stile personale sia nell'esposizione sia nella scelta dei contenuti: c'è chi rimane legato ad argomenti d'attualità e chi è più"fedele" ai testi sacri, oppure chi usa un linguaggio molto semplice e chi adotta un'oratoria più complessa e articolata. «Credo che quella della Diocesi di Verona possa essere una buona iniziativa, anche se non la conosco nel dettaglio - dice il Vescovo di Savona Vittorio Lupi - Da diverse parti sento dire che l'omelia è un momento difficile della messa, un po' perché si tende a parlare troppo in "ecclesiastichese", un po' perché si indulge volentieri a frasi fatte o luoghi comuni; forse ci vorrebbe un po' di creatività in più. Ho trovato un opuscolo interessante che ho provveduto a fare stampare e che verrà consegnato a tutti i sacerdoti mercoledì prossimo. Contiene alcune linee base su come impostare l'omelia. L'omelia dovrebbe essere un momento in cui si parla della parola di Dio e il sacerdote deve attualizzarla, renderla viva nella nostra realtà in modo che chi ci ascolta la senta adatta alla propria vita, alla realtà in cui vive. Poi ci sarà il sacerdote che ha più capacità ed è più fluente nel parlare, ma questi sono fattori caratteriali». Il testo della Diocesi di Verona fornisce una serie di consigli da seguire ben dettagliati e considera il sacerdote quasi alla stregua di un attore che deve "interpretare" ciò che dice. Ci sono indicazioni che partono dalla preparazione dell'omelia e affrontano il tema dei vari stili possibili da usare senza dimenticare la postura, l'espressione del volto e il modo di gesticolare durante la predica. Il sacerdote veronese cita Beppe Grillo, indica come possibile ispirazione le parole di Dostoevskij e Manzoni. Con una certa ironia don Masina spiega anche come gestire gli imprevisti, ad esempio se "nel bel mezzo dell'omelia la signora di mezza età si alza e, con rumore di tacchi del terzo Reich attraversa la navata". In appendice ad alcuni capitoli ci sono anche degli esercizi pratici da seguire per fare una buona predica. Quello del sacerdote della diocesi veronese non è il primo testo di questo genere ma è la prima volta che un manuale del predicatore viene diffuso su Internet, reso accessibile a tutti considerando anche aspetti come il modo di vestire del sacerdote. «Ne esistono altri di manuali sull'omelia - dice don Antonio Ferri parroco di San Francesco - ma di questo non sapevo niente. In genere nella predica si parte sempre dai testi sacri ma bisogna anche considerare chi si ha davanti». I sacerdoti savonesi in linea di massima promuovono l'iniziativa della diocesi veronese ma la maggior parte di loro evidenzia quanto sia importante avere una certa libertà di scelta sui contenuti da esporre durante la predica. «Credo che ognuno di noi sia libero di impostarsi l'omelia a modo suo - dichiara il vice parroco di San Paolo don Giuseppe Demeterca - ma deve senz'altro partire da un'esigenza di verità caratteristica di questi tempi sopratutto alla luce della fede e della parola di Dio, evitando di toccare certi argomenti come quello della politica». Uno degli obiettivi fondamentali è portare il fedele a riflettere ed elaborare quanto detto dal sacerdote dal pulpito. «Io non gesticolo - puntualizza Don Gerolamo Delfino della parrocchia del Sacro Cuore - e penso che non ci si debba collegare troppo ai fatti di cronaca, l'impostazione deve essere soprattutto a livello di contenuti. Il fedele deve pensare alle nostre parole, riflettere su quello che ascolta, non può avere la pappa pronta». Ma per essere un buon predicatore, secondo la maggior parte dei sacerdoti savonesi, bisogna essere se stessi, senza eccedere negli atteggiamenti o esasperare i toni. «Credo che un testo come quello della diocesi di Verona possa essere utile - dice don Angelo Magnano - ma noi non siamo attori e usare modi o toni non nostri può essere controproducente. Io personalmente cerco di non discostarmi troppo dalla parola di Dio e di attualizzare i contenuti usando un linguaggio più accessibile a tutti, senza banalizzazioni e senza tornare sullo stesso argomento. Il fatto di essere giornalista mi aiuta ad usare un linguaggio più giornalistico e forse di contare su una certa comunicabilità». Elena Romanato 05/04/2009 ' 05/04/2009 si parla troppocon frasi fatteIl prete deve attualizzare l'omelia in modo che chi ascolta la senta adatta alla realtà in cui vive vittorio lupivescovo diocesi Savona-Noli 05/04/2009 ' 05/04/2009 a volte siamo incomprensibiliMontanelli era un predicatore, le sue era definite parole scatenate stesso termine usato per Lutero giovanni Lupinoparroco di Lavagnola 05/04/2009 ' 05/04/2009 pochi legamicon la cronacaIl fedele deve pensare alle nostre parole, riflettere su quello che ascolta deve pensare gerolamo delfinoparroco del Sacro Cuore 05/04/2009

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Gli Amici di Beppe Grillo' schierano una ragioniera (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-04-2009)

Argomenti: Grillo

CESENA PRIMO PIANO pag. 2 Gli Amici di Beppe Grillo' schierano una ragioniera SALGONO A OTTO I CANDIDATI SINDACO di ANNAMARIA SENNI SARANNO almeno otto i candidati sindaco a Cesena. La novità è un volto femminile, Natascia Guiduzzi, 38enne (foto), sposata, ragioniera in un'azienda cesenate della quale non ha voluto dire il nome, si candiderà sindaco alle prossime elezioni per Meetup Cesena S'Ingrilla'. Essere l'unica candidata donna a sindaco della città può portare dei vantaggi? «Bè, direi proprio di sì. Io non mi sono mai occupata di politica, finché, compiuti i 38 anni ho capito che era arrivato il momento di far sentire la mia voce. E poi, diciamocelo, un volto femminile a Cesena ci voleva. Voglio diventare sindaco per migliorare la città. Noi del Meetup Cesena S'Ingrilla' non temiamo gli avversari». La vostra politica? «Una politica di buon senso. Un no' secco alla svogliatezza». Cioè? «C'è chi mangia o si assenta durante un consiglio comunale, con noi questo non succederà. Abbiamo sentito l'esigenza di scendere in campo per la scarsa credibilità di molti partiti politici. Non siamo finanziati, siamo cittadini normali, non abbiamo una sede, insomma... stiamo lavorando gratis per il bene di tutti e lavoriamo su internet». Le origini di Meetup Cesena S'Ingrilla'? «Ci siamo incontrati in rete nel 2005. Oltre 400 iscritti (tra i 25 e i 45 anni) che, attraverso le provocazioni di Beppe Grillo, si informano e informano. Approfondiamo tematiche e verità a cui non viene dato sufficiente spazio dai media. Spesso perché si tratta di argomenti scomodi». Avete un programma, una lista civica? «Presenteremo la lista civica il 15 aprile. I nostri punti essenziali? Accesso a internet gratis nelle scuole e sedi comunali; riutilizzo dell'acqua piovana per l'irrigazione del verde; promuovere gli edifici a basso consumo di energia; riciclare i rifiuti; evitare l'automobile favorendo i trasporti pubblici». Come condurrete la campagna elettorale? «La faremo principalmente su internet, ma non rinunceremo a volantinaggi e cartelloni. Nel simbolo avremo cinque stelle».

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vuole portare qui Beppe Grillo (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 05-04-2009)

Argomenti: Grillo

PESARO pag. 4 «Pesaro a 5 stelle» vuole portare qui Beppe Grillo Presentata la lista civica con Ballerini candidato E' INIZIATA ieri l'avventura politica dei grillini pesaresi. Con la presentazione ufficiale della lista civica «Pesaro a 5 stelle. Beppegrillo.it» all'enoteca 075. Ora hanno due mesi di tempo per farsi conoscere dai cittadini. «Non avendo i soldi per portare avanti una campagna elettorale tradizionale ha spiegato il candidato a sindaco Mirko Ballerini punteremo sulle potenzialità di Internet per arrivare alla gente». E non poteva essere diversamente per una lista che deve la sua nascita e la sua popolarità ad un blog. Tutto ha inizio da lì, infatti. Dal blog nazionale di Beppe Grillo, che ha raccolto in pochi anni migliaia di iscritti, attestandosi come il più influente in Italia e il 28° nel mondo. Iscritti che hanno a loro volta creato blog locali, i cosiddetti MeetUp, che da gruppi virtuali di confronto si sono lentamente trasformati in reali gruppi cittadini di controllo dell'amministrazione pubblica. E il balzo dal sociale alla politica è stato breve, per quanto non semplice. I grillini pesaresi hanno iniziato a pensare alla discesa in campo un anno fa, all'epoca del secondo V-Day. C'erano tanti membri attivi. Poi sono emersi personalismi, differenze ideologiche e di opinione. Buona parte degli «attivi» ha abbandonato il meetup «16», l'originario, per costituirne un altro. E il meetup 16 è dovuto ripartire quasi da zero, ma sempre con l'idea fissa di scendere in campo. «Al primo incontro per la creazione della lista eravamo in quattro», ha spiegato il portavoce Mauro Rossi. Sono passati due mesi. Ora sono 25 e hanno un altro mese di tempo per arrivare ai 31 iscritti necessari per presentare una lista. Ormai è fatta: anche senza altre adesioni, non sarebbe difficile trovare dei prestanomi. PUNTANO su Internet. Ma si stanno facendo in quattro per portare Beppe Grillo a Pesaro in prossimità delle elezioni. La presenza del leader genovese porterebbe più acqua al mulino della lista di quanta ne confluirebbe con migliaia di mail. «Stiamo aspettando la conferma continua Rossi , comunque, con o senza di lui, faremo una grande manifestazioni di presentazione». Dove verrà illustrato il programma, trasposizione nel locale dei 12 punti della Carta di Firenze adottati da tutte le liste certificate da Grillo. Intanto, Ballerini lancia le prime proposte. Sul porto: «Deve essere declassato da commerciale a turistico, rinunciando all'attuale progetto che trovo faraonico». E sul secondo casello: «Non serve, con l'Interquartieri si arriva al casello in cinque minuti, e poi la nostra politica è di disincentivare l'uso delle auto, non di creare infrastrutture che vanno dalla parte opposta». La lista «Pesaro a 5 stelle. Beppegrillo.it» sarà costituita da persone incensurate e non iscritte ad altri partiti. E si presenterà alle amministrative da sola. «Siamo cittadini stanchi che non si riconoscono più nella politica ha spiegato Ballerini . Visto che lottiamo contro il sistema dei partiti, sarebbe contraddittorio allearsi con loro e altre liste civiche credibili non ci sono. I Liberi si sono alleati con la Fiamma Tricolore ed è un progetto che noi non potevamo abbracciare, anche se ci è stato chiesto. E Sebastiani si presenta come il nuovo, ma non mi sembra che lo sia». L'obiettivo dei grillini è «di entrare in Comune per fare "fiato sul collo" dall'interno». Patrizia Bartolucci Image: 20090405/foto/8440.jpg

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IL CONSIGLIERE Giovannini ha ragione a dire che l ... (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 05-04-2009)

Argomenti: Grillo

REGGIO AGENDA pag. 10 IL CONSIGLIERE Giovannini ha ragione a dire che l ... IL CONSIGLIERE Giovannini ha ragione a dire che l'aeroporto ci è stato consegnato dalla storia, e sogna ancora avventure aeronautiche, ma dopo anni di bilanci in rosso che avrebbero mandato in fallimento qualunque società privata e dopo anni in cui gli unici velivoli che usavano l'aeroporto erano i piccoli aerei degli amatori, ha ancora senso sprecare tanti denari pubblici? Ancora si parla di sviluppo, di investimenti nella pista, di privati, di potenzialità, una storia già vista insomma, Abbiamo Parma e Bologna a pochi Km con due aeroporti avviati, mezz'ora di autostrada se non c'è traffico, quando finirà la mania di grandeur che ci porta a pretender di decollare sotto casa in ogni comune? (Tralasciando il noto fatto che gli aeroporti sotto una certa dimensione sono antieconomici). Giovannini legga il libro "la casta", dove vedrà che i colleghi della Regione Val d'Aosta, per risparmiarsi un oretta di macchina per Torino, hanno speso 29 milioni di euro per farsi l'aeroportino personale, ovviamente vuoto. È una grigia cattedrale nel deserto quella che vuole? Meglio il bosco urbano che almeno è verde Padania no? Ricordiamo poi che 7000 cittadini hanno aderito alla petizione promossa da Paride Allegri e Resistenza Verde, a cui gli Amici di Beppe Grillo hanno partecipato, chiedendo il bosco urbano a due passi dalla città. Alessandro Marmiroli Lista Civica Reggio 5 stelle IL PIANO strutturale comunale (Psc) non preclude affatto la possibilità di consolidare e potenziare l'aeroporto di Reggio. L'Area delle ex Reggiane, come già evidenziato nel masterplan, terrà conto pienamente della presenza aeroportuale così come ogni altra previsione che può interferire con questa infrastruttura, compresa quella di rafforzare le funzioni pubbliche e ambientali dell'area fra l'aeroporto e la ferrovia. La tavola P9, che indica lo sviluppo delle reti ecologiche comunali, contiene espressamente la "ipotesi di localizzazione di nuovi boschi urbani" e fra queste vi è il bosco urbano ad Est dell'aeroporto. Si tratta quindi di una previsione la cui perimetrazione puntuale viene demandata necessariamente a futuri progetti specifici e a piani operativi, i quali dovranno far convivere le esigenze di un eventuale potenziamento dell'aeroporto con quelle del parco lineare del Rodano. Ugo Ferrari Assessore all'Urbanistica

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Pavia, con i Sinistra divisa in 4 (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 05-04-2009)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera sezione: Lombardia data: 05/04/2009 - pag: 13 Il paradosso Ieri ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco anche Irene Campari Pavia, con i «grillini» Sinistra divisa in 4 PAVIA La sinistra pavese si fa in quattro per le comunali. Dopo Andrea Albergati (candidato sindaco del Pd), Pablo Genova (sostenuto da Rifondazione comunista e Comunisti italiani) e Paolo Ferloni (ex presidente di Italia Nostra a capo della lista civica «Insieme per Pavia » che ha per leader Elio Veltri), ieri è scesa in campo anche Irene Campari, ex consigliere comunale di Rifondazione oggi alleata di Beppe Grillo. «Le sinistre potevano fare fronte comune contro il Pdl dice la Campari a margine della presentazione , ma così non è stato. Non si è trovata la quadra e ho deciso di scendere in campo sostenendo i temi per cui mi sono sempre battuta anche in consiglio ai tempi della Capitelli: dall'urbanistica alla solidarietà, dai servizi sociali alla difesa della legalità. La nostra è una vera lista civica (si chiama 'Cittadini in Comune'), un'iniziativa indipendente dai partiti. I candidati provengono da diverse esperienze associative, politiche, istituzionali, ma nessuno ha una tessera di partito, più di una legislatura alle spalle e condanne penali». Così la lista Campari-Grillo punta a Palazzo Mezzabarba senza cercare alleanze né a centro né a sinistra. Continua il candidato sindaco: «Siamo solo cittadini che vogliono riappropriarsi del Comune, cioè dell'amministrazione, dell'istituzione. In Italia qualcosa si muove. Gruppi di cittadini provano a far ripartire la democrazia dal basso, convinti che il sistema partitico soprattutto a livello locale abbia esaurito la sua rappresentatività e incateni le amministrazioni comunali a logiche lontanissime dai bisogni della comunità e molto vicine a quelle delle segreterie». Lontani dal Pd ma anche da Rifondazione e dai Comunisti italiani. «Noi abbiamo deciso di fare rete con chi ha già iniziato un percorso fuori dai partiti chiosa Irene Campari . Così è nata l'idea di costituire anche a Pavia una lista civica a 5 stelle, un'evoluzione naturale delle esperienze che si sono incontrate in questi anni grazie al blog di Beppe Grillo. Non si tratta però in nessun modo del partito di Grillo, bensì dell'iniziativa di cittadini comuni a cui il blog offre una grande opportunità di conoscere ciò che già esiste e si può fare, condividere progetti, successi, fallimenti, idee, speranze». Con i rom Irene Campari, ex Rc oggi «grillina» G.Spa.

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Obama è il nuovo Gorbaciov?. (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 05-04-2009)

Argomenti: Grillo

Ammettiamolo: questo viaggio in Europa e Turchia sancisce un grande successo di immagine per Obama. La stampa lo ha esaltato e non capita mai che un presidente, all'estero, venga accolto da folle in delirio. O meglio: succedeva a Gorbaciov ai tempi della perestroika. Obama in Germania ha parlato a un'assemblea di cittadini adoranti e i sondaggi rivelano che, se si candidasse alle elezioni politiche di fine settembre, batterebbe agevolmente Angela Merkel. Come Gorbaciov ha sposato una donna dal carattere forte, carismatico e capace di rompere gli schemi. La sua straripante popolarità dimostra che gli Usa, quando usano i toni giusti, possono essere ancora amati nel mondo e dunque che l'antiamericanismo non era viscerale, né irreversibile, ma limitato agli eccessi dell'era Bush. Infatti le proteste di strada non erano rivolte contro di lui. L'analogia con Gorbaciov, però, rischia di essere anche politica, sebbene non altrettanto drammatica nell'esito finale. L'esperienza del profeta della glasnost si concluse con il crollo dell'Urss, quella del primo presidente afroamericano difficilmente terminerà con l'implosione degli Stati Uniti. Ma proprio questo primo viaggio ha svelato al mondo un'altra America, meno sicura di sé, improvvisamente umile, a tratti quasi implorante. Quella di un tempo era abituata a imporre i compromessi, quella di oggi dà l'impressione di subirli. Il G20 è stato salutato come un grande successo, ma Washington non ha ottenuto l'impegno di tutti i Paesi a varare una maxi-manovra di stimolo. Dal vertice della Nato si aspettava un impegno ampio e coordinato da parte degli alleati per l'invio duraturo di nuove truppe in Afghanistan, ha ottenuto lo spiegamento di 5mila uomini limitato alle elezioni presidenziali. Eppure nelle scorse settimane aveva esercitato pressioni fortissime per piegare le resistenze degli europei. Inutilmente: per la prima volta il Vecchio Continente può dire no, senza temere lacerazionie tanto meno ritorsioni. La Ue è diventata improvvisamente forte? No, è quella di sempre caotica, litigiosa, multicefala. Semmai è l'America a essere divenuta debole. Obama ha avuto l'onestà intellettuale di ammetterlo: «Siamo stati noi a provocare la crisi finanziaria», da cui, però, gli Stati Uniti non possono uscire da soli. Ha bisogno degli altri, come ben sappiamo. E allora Obama è costretto ad assumere un registro inconsueto per un capo della Casa Bianca: quello del mediatore, dell'amico bonario, del leader che parla poco e ascolta molto. Nei due vertici - G20 e Nato - ha dovuto ritagliarsi un ruolo di negoziatore, di pacificatore. La sua è un'America che tende la mano e riscopre il consenso. Con un dubbio: Obama sta gestendo un periodo di difficoltà transitoria in attesa di riprendere il ruolo di superpotenza o, come Gorbaciov, verrà ricordato come il gestore di un grande Paese che declina tra gli applausi del mondo? Scritto in era obama, crisi, europa, globalizzazione, gli usa e il mondo, germania, francia Commenti ( 2 ) » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Apr 09 Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà? La Merkel ha parlato di un compromesso storico, Obama ieri era raggiante; tutti i leader hanno salutato con enfasi i risultati del G20. Ed è normale che sia così: tentano di infondere fiducia e speranza, nel tentativo, perlomeno, di sbloccare i consumi. E le Borse hanno risposto. Tuttavia analizzando i contenuti ci si accorge che, come previsto, il G20 ha portato poche novità. L'unica è l'aumento dei fondi a disposizione del Fmi: erano previsti 500 miliardi, saranno 750. per il resto: - hanno annunciato che intendono regolamentare gli hedge funds e le agenzie di rating. Bene, ma le norme devono essere ancora stabilite e il dibattito rischia di essere lungo. - secondo Brown "non ci saranno più i bonus per i manager che fanno fallire le società". Era ora, ma più che altro è un auspicio condiviso, perchè ogni Paese, com'è ovvio, deciderà autonomamente se e come realizzarlo. - hanno dichiarato di aver posto le fondamenta per "ripulire i bilanci delle banche dagli asset tossici", ma anche questa è una dichiarazione d'intenti. In realtà, i Paesi continuano a procedere in ordine sparso e un codice comune appare ancora lontano. L'economista Giorgio Barba Navaretti ( vedi l' intervista uscita sul Giornale) rileva due punti innovativi: l'impegno a far ripartire il commercio mondiale e l'ammissione che la crescita non potrà più dipendere solo dagli Usa, ma da quello che definisce "un traino globale", in cui i Paesi come Cina, India, Brasile avranno un ruolo sempre più importante. Ma questo avrà effetto nel lungo periodo: a breve è improbabile che queste economia possano generare una domanda interna molto forte. Complessivamente il G20 è stato insoddisfacente su due punti: - il pacchetto da 1100 miliardi non serve a rilanciare l'economia mondiale - il problema più urgente, quello di una riforma strutturale del sistema finanziario mondiale è irrisolto. Intanto proprio ieri gli Stati Uniti hanno allentato il mark-to-market ovvero la norma che obbligava le banche a valutare ogni giorno il prezzo di mercato dei prodotti finanziari e siccome molti di questi non hanno acquirenti le banche erano costrette a iscrivere a bilancio perdite colossali. Ora invece potranno diluirle nel tempo, nella speranza che in futuro i prodotti tossici valgano più di zero. Insomma , cambiano i parametri anzichè affrontare le cause del male. L'impressione è che il G20 si servito soprattutto a spargere tanta cipria sulla crisi mondiale, nel tentativo di cambiare la psicologia catastrofista dei mercati, infondendo ottimismo, avvalorando l'impressione che la situazione sia sotto controllo. Il tentativo in sè è comprensibile, ma basterà per risollevare l'economia globale? Scritto in spin, era obama, banche, capitalismo, crisi, società, economia, gli usa e il mondo, germania, globalizzazione, europa, francia Commenti ( 40 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Apr 09 Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 41 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 50 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 09 Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti? Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Commenti ( 181 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione colossale per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani. E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo "che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini, sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E' l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la crisi. E' convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell'anarchia finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza. Potere leggere l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (10) blog (1) capitalismo (10) cina (19) comunicazione (2) crisi (13) democrazia (62) economia (32) era obama (18) europa (14) francia (25) germania (6) giornalismo (51) giustizia (2) gli usa e il mondo (65) globalizzazione (47) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (151) manipolazione (6) medio oriente (13) notizie nascoste (47) partito democratico (2) pdl (1) politica (1) presidenziali usa (23) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (24) spin (7) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Franco Parpaiola: Salve. poi un altra cosa prima che mi dimentichi, quell'amatore come dici tu non ha chiesto... Ultime news Così Epifani ha fatto il funerale alla CgilSei in carcere? 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Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 05-04-2009)

Argomenti: Grillo

Ammettiamolo: questo viaggio in Europa e Turchia sancisce un grande successo di immagine per Obama. La stampa lo ha esaltato e non capita mai che un presidente, all'estero, venga accolto da folle in delirio. O meglio: succedeva a Gorbaciov ai tempi della perestroika. Obama in Germania ha parlato a un'assemblea di cittadini adoranti e i sondaggi rivelano che, se si candidasse alle elezioni politiche di fine settembre, batterebbe agevolmente Angela Merkel. Come Gorbaciov ha sposato una donna dal carattere forte, carismatico e capace di rompere gli schemi. La sua straripante popolarità dimostra che gli Usa, quando usano i toni giusti, possono essere ancora amati nel mondo e dunque che l'antiamericanismo non era viscerale, né irreversibile, ma limitato agli eccessi dell'era Bush. Infatti le proteste di strada non erano rivolte contro di lui. L'analogia con Gorbaciov, però, rischia di essere anche politica, sebbene non altrettanto drammatica nell'esito finale. L'esperienza del profeta della glasnost si concluse con il crollo dell'Urss, quella del primo presidente afroamericano difficilmente terminerà con l'implosione degli Stati Uniti. Ma proprio questo primo viaggio ha svelato al mondo un'altra America, meno sicura di sé, improvvisamente umile, a tratti quasi implorante. Quella di un tempo era abituata a imporre i compromessi, quella di oggi dà l'impressione di subirli. Il G20 è stato salutato come un grande successo, ma Washington non ha ottenuto l'impegno di tutti i Paesi a varare una maxi-manovra di stimolo. Dal vertice della Nato si aspettava un impegno ampio e coordinato da parte degli alleati per l'invio duraturo di nuove truppe in Afghanistan, ha ottenuto lo spiegamento di 5mila uomini limitato alle elezioni presidenziali. Eppure nelle scorse settimane aveva esercitato pressioni fortissime per piegare le resistenze degli europei. Inutilmente: per la prima volta il Vecchio Continente può dire no, senza temere lacerazionie tanto meno ritorsioni. La Ue è diventata improvvisamente forte? No, è quella di sempre caotica, litigiosa, multicefala. Semmai è l'America a essere divenuta debole. Obama ha avuto l'onestà intellettuale di ammetterlo: «Siamo stati noi a provocare la crisi finanziaria», da cui, però, gli Stati Uniti non possono uscire da soli. Ha bisogno degli altri, come ben sappiamo. E allora Obama è costretto ad assumere un registro inconsueto per un capo della Casa Bianca: quello del mediatore, dell'amico bonario, del leader che parla poco e ascolta molto. Nei due vertici - G20 e Nato - ha dovuto ritagliarsi un ruolo di negoziatore, di pacificatore. La sua è un'America che tende la mano e riscopre il consenso. Con un dubbio: Obama sta gestendo un periodo di difficoltà transitoria in attesa di riprendere il ruolo di superpotenza o, come Gorbaciov, verrà ricordato come il gestore di un grande Paese che declina tra gli applausi del mondo? Scritto in era obama, crisi, europa, globalizzazione, gli usa e il mondo, germania, francia Commenti ( 7 ) » (2 voti, il voto medio è: 3.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Apr 09 Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà? La Merkel ha parlato di un compromesso storico, Obama ieri era raggiante; tutti i leader hanno salutato con enfasi i risultati del G20. Ed è normale che sia così: tentano di infondere fiducia e speranza, nel tentativo, perlomeno, di sbloccare i consumi. E le Borse hanno risposto. Tuttavia analizzando i contenuti ci si accorge che, come previsto, il G20 ha portato poche novità. L'unica è l'aumento dei fondi a disposizione del Fmi: erano previsti 500 miliardi, saranno 750. per il resto: - hanno annunciato che intendono regolamentare gli hedge funds e le agenzie di rating. Bene, ma le norme devono essere ancora stabilite e il dibattito rischia di essere lungo. - secondo Brown "non ci saranno più i bonus per i manager che fanno fallire le società". Era ora, ma più che altro è un auspicio condiviso, perchè ogni Paese, com'è ovvio, deciderà autonomamente se e come realizzarlo. - hanno dichiarato di aver posto le fondamenta per "ripulire i bilanci delle banche dagli asset tossici", ma anche questa è una dichiarazione d'intenti. In realtà, i Paesi continuano a procedere in ordine sparso e un codice comune appare ancora lontano. L'economista Giorgio Barba Navaretti ( vedi l' intervista uscita sul Giornale) rileva due punti innovativi: l'impegno a far ripartire il commercio mondiale e l'ammissione che la crescita non potrà più dipendere solo dagli Usa, ma da quello che definisce "un traino globale", in cui i Paesi come Cina, India, Brasile avranno un ruolo sempre più importante. Ma questo avrà effetto nel lungo periodo: a breve è improbabile che queste economia possano generare una domanda interna molto forte. Complessivamente il G20 è stato insoddisfacente su due punti: - il pacchetto da 1100 miliardi non serve a rilanciare l'economia mondiale - il problema più urgente, quello di una riforma strutturale del sistema finanziario mondiale è irrisolto. Intanto proprio ieri gli Stati Uniti hanno allentato il mark-to-market ovvero la norma che obbligava le banche a valutare ogni giorno il prezzo di mercato dei prodotti finanziari e siccome molti di questi non hanno acquirenti le banche erano costrette a iscrivere a bilancio perdite colossali. Ora invece potranno diluirle nel tempo, nella speranza che in futuro i prodotti tossici valgano più di zero. Insomma , cambiano i parametri anzichè affrontare le cause del male. L'impressione è che il G20 si servito soprattutto a spargere tanta cipria sulla crisi mondiale, nel tentativo di cambiare la psicologia catastrofista dei mercati, infondendo ottimismo, avvalorando l'impressione che la situazione sia sotto controllo. Il tentativo in sè è comprensibile, ma basterà per risollevare l'economia globale? Scritto in spin, era obama, banche, capitalismo, crisi, società, economia, gli usa e il mondo, germania, globalizzazione, europa, francia Commenti ( 41 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Apr 09 Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 41 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 09 Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti? Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Commenti ( 181 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione colossale per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani. E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo "che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini, sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E' l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la crisi. E' convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell'anarchia finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza. Potere leggere l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (10) blog (1) capitalismo (10) cina (19) comunicazione (2) crisi (13) democrazia (62) economia (32) era obama (18) europa (14) francia (25) germania (6) giornalismo (51) giustizia (2) gli usa e il mondo (65) globalizzazione (47) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (151) manipolazione (6) medio oriente (13) notizie nascoste (47) partito democratico (2) pdl (1) politica (1) presidenziali usa (23) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (24) spin (7) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Marina, non metterti allo stesso livello di coloro i quali credono di essere dei padreterni... mason antonio: Torniamo tra i normali.L'imperatore Adriano, cugino di Traiano,è l'imperatore Adriano.... Ultime news Obama: "Pace senza armi nucleari" Usa e Francia divisi sulla TurchiaCosì Epifani ha fatto il funerale alla CgilImmigrati, il Papa alla Ue: mai più tragedie del mareSei in carcere? 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Se questo è un paese normale Ho assistito all'intervento di Beppe Grillo alla tr... (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 06-04-2009)

Argomenti: Grillo

Se questo è un paese normale Ho assistito all'intervento di Beppe Grillo alla trasmissione Exit, alla dissociazione, scontata per altro, della conduttrice D'Amico, con la solita penosa coda delle scuse ai telespettatori, evidentemente giudicati persone senza spirito critico. Tutti a parlare della fuga di Grillo, della maleducazione di Grillo, della incapacità di Grillo a sostenere un confronto. Nessuno a curarsi della sostanza di quanto detto da Grillo, peraltro ampiamente scritto, provato, documentato, tutti al solito a guardare il dito anziché la luna. In un paese normale condividerei le critiche sul fatto di non aver concesso il contraddittorio, ma non qui in Italia e ora. Se concedi il contraddittorio ti attaccano sulla sfera personale, tentano di delegittimarti senza discutere nel merito le tue idee e alla fine a chi ascolta resta nella mente solo l'ultima freccia avvelenata lanciata dal denigratore e calunniatore di turno. Siamo in un paese in cui 350 mila firme di cittadini che da ben più di un anno chiedono una legge su un Parlamento pulito sono ignorate dalle istituzioni, un paese dove se telefoni a una trasmissione radiofonica e poni un tema scottante (quelli di cui parla Grillo) non ti passano mai in diretta, se mandi una mail a un giornale raramente ti rispondono, se scrivi a un parlamentare schierato non ti risponde, se vai a manifestare in piazza sei un qualunquista, un eversivo, un terrorista. SILVANO SAINOTINI Libertà di stampa e democrazia Non sarò forse originale, ma trovo assai inquietanti le parole del nostro premier sulla necessità di agire contro i media che a suo dire lo denigrano. È infatti tanto banale quanto vero che chi attacca la libertà di stampa è pronto ad attaccare la democrazia. PAOLO BERSANI, ROMA Una prova di malafede... Siamo sinceri. Non deve essere stato facile per Berlusconi, con un semplice telefonino, convincere Erdogan a dare il suo assenso alla nomina di Rasmussen a segretario della Nato. Ora, giornali e tv nostrani e stranieri, invece di mettere in rilievo la straordinaria impresa del presidente italiano, capace di convincere il suo interlocutore parlandogli in turco per ben 32 minuti, blaterano di gesto maleducato nei confronti della Merkel costretta ad aspettare per mezz'ora cappello in mano. Ancora una prova di malafede da parte dei media o piuttosto di invidia nei confronti di uno straordinario leader, che ravviva congressi e incontri con corna e cucù e che è capace di mettere d'accordo Bush e Putin, Obama e Medvevev, Erdogan e Sarkozy parlando perfettamente le loro lingue? GINO SPADON Sequestro a causa di disperazione Il sequestro di persona è un reato grave, leggo su «Posta e risposta». Concordo. Anche se forse chi ha scritto lo confonde con quello a scopo di estorsione, mentre quello dei manager francesi è a causa di disperazione. E comunque: sfasciare un'azienda e andarsene con buonuscite di miliardi gettando sul lastrico centinaia di famiglie è forse roba da educande? E truffare i risparmiatori e farla sempre franca? Distruggere la vita di migliaia di individui? E irridere gli operai? MAURO OTTONELLO, GENOVA Il rischio di emulare le Br Le premesse ci sono tutte: una crisi che lascia a casa migliaia di lavoratori; un governo che parla con superficialità di denaro da far girare per rianimare l'economia; una sinistra non più rappresentata in Parlamento. E se qualcuno, dopo i sequestri dei manager e la merda lanciata nei ristoranti di lusso, decidesse di prendere la rivoltella ed emulare le Br? GIAMPIERO GALLIZIOLI I lavoratori e i loro rappresentanti Ho visto una sequenza di interviste raccolte dalle televisioni all'interno del corteo della Cgil che si è svolto a Roma (Bersani, Ferrero, Vendola, Bertinotti) e poi una parte del discorso del líder máximo Epifani mentre di fronte a lui sventola una doppia bandiera con falce e martello e Che Guevara. C'entra qualcosa con l'Italia? C'entra qualcosa con il mondo del lavoro? Tutti quanti impegnati in prima linea a difendere gli interessi dei lavoratori, della dignità del lavoro e tutto quanto riempie le bocche di chi di lavoro (degli altri) si nutre. Quando questi erano al governo non hanno abbassato di neanche una frazione di punto il carico fiscale che grava sul lavoro. Non hanno pensato neanche per un attimo che i lavoratori (quelli veri) meritano qualcosa di più in busta e che, per quello che lo Stato offre in cambio, un prelievo come quello attuale rappresenta la vera offesa alla dignità dei lavoratori. Non contenti di quello che ai lavoratori viene rubato, hanno avuto anche il coraggio di avventarsi sui loro Tfr. A questi personaggi certi discorsi interessano ben poco, il lavoro è completamente avulso alla loro esistenza. Se non è vero, siano essi stessi a dichiarare quante ore hanno lavorato in fabbrica nel corso della loro vita, accanto a coloro che dichiarano di voler difendere e che ogni giorno sudano. IRIS DIPARMA Sembrerebbe una buona notizia C'è chi chiude e chi taglia sul personale. La crisi non risparmia nessuno. Però ci sono piccole realtà produttive in cerca di manodopera. Imprese e laboratori artigiani cercano 54 mila lavoratori. Nessuno alza la mano. Tra le professioni con maggiore difficoltà di reperimento gli elettricisti, i muratori e i parrucchieri. Ci sono alcuni settori dove è concreto il rischio di perdere occasioni di sviluppo e di occupazione. Al Nord come al Centro e al Sud. Sembrerebbe una buona notizia. FABIO SÌCARI, BERGAMO Non è colpa della legge Mastella Il presidente dell'Anm Luca Palamara afferma nell'articolo pubblicato ieri dalla Stampa che la principale causa che vieta di destinare i magistrati di prima nomina agli uffici requirenti nelle regioni ad alto tasso di criminalità deriva dalla legge Mastella, ossia dalla legge sull'ordinamento giudiziario. In realtà è così, ma la mia iniziale proposta come ministro Guardasigilli non conteneva questa norma. Fu il Parlamento a introdurla, e su sollecitazione in modo particolare di ex magistrati presenti nelle commissioni Giustizia. Questo per onor di cronaca e di verità. CLEMENTE MASTELLA

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Beppe Grillo torna in tivù ad EXIT (la7) ed è subito polemica (sezione: Grillo)

( da "Sestopotere.com" del 06-04-2009)

Argomenti: Grillo

Beppe Grillo torna in tivù ad EXIT (la7) ed è subito polemica (3/4/2009 23:02) | (Sesto Potere) - Roma - 3 aprile 2009 - Beppe Grillo intervenuto ad Exit , un esempio di democrazia e di apertura alle voci critiche secondo la padrona di casa, Ilaria D'Amico, entusiasta dell'ospite a poche ore prima della diretta, dissociatasi dopo l'intervento del comico genovese che non avrebbe consentito il contraddittorio con gli ospiti in studio, tra cui Tabacci e Marrazzo. Decisiva nell'innescare la polemica le considerazioni di Beppe Grillo sui "conti" della Telecom e il ruolo di Tronchetti Provera.

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Beppe Grillo torna in tivù ad EXIT (la7) ed è subito polemica ( 2 ) (sezione: Grillo)

( da "Sestopotere.com" del 06-04-2009)

Argomenti: Grillo

Beppe Grillo torna in tivù ad EXIT (la7) ed è subito polemica ( 2 ) (3/4/2009 23:02) | (Sesto Potere) - Roma - 3 aprile 2009 - Beppe Grillo intervenuto ad Exit , un esempio di democrazia e di apertura alle voci critiche secondo la padrona di casa, Ilaria D'Amico, entusiasta dell'ospite a poche ore prima della diretta, dissociatasi dopo l'intervento del comico genovese che non avrebbe consentito il contraddittorio con gli ospiti in studio, tra cui Tabacci e Marrazzo. Decisiva nell'innescare la polemica le considerazioni di Beppe Grillo sui "conti" della Telecom e il ruolo di Tronchetti Provera.

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Terremoto in Abruzzo, calma piatta in tv. (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2009)

Argomenti: Grillo

Cnn e Sky news pronte all'evento, immagini terribili, case, strade, chiese, squarciate dal terremoto, polvere bianca e morte. E la Rai? E Mediaset? E La 7? Robetta, il sima ha sconvolto la terra abruzzese alle tre e trentacinque di notte, alle 9, Rai e Mediaset non avevano ancoa allestito un collegamento satellitare con L'Aquila, distante 100 chilometri da Roma. Gli elicotteri utilizzati per il giro d'Italia e la formula 1? Niente. I giornalisti, dai direttori in giù, pronti ai commenti di propaganda politica? Nisba. Le tivvù inglese e americane facevano parlare cittadini inglesi e americani domiciliati o turisti sul sito della tragedia, noi, alle 9 di cui sopra, dalla Rai a Mediaset a La 7, abbiamo preferito ascoltare le voci di sottosegretari, ministri, primo ministro, geologi, organizzando la solita di bassa politica, attenti al piano casa, Agnoletto chiede le dimissioni di Bertolaso, la destra reagisce, il pd strilla, il pdl geme, al centro si mandano messaggi di cordoglio. Gli italiani, il popolo dico, saprà reagire come sa, per fortuna. Rai, Mediaset e La 7 continueranno i loro giochini, stop al televoto, avanti così. Scritto in Nessuna categoria Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 03Apr 09 Robin Hood era un filosofo Non male l'ultima del vate di Setùbal: io sono come Robin Hood. Reazioni a Sherwood e nei dintorni, scoprire che si aggira, fuori dalla foresta, un portoghese, con eccellente curriculum e clamoroso conto in banca, che si considera un tipo leggendario che ruba ai ricchi per dare ai poveri, non è roba da poco. La domanda sorge spontanea: chi sono i ricchi? Moratti e Tronchetti Provera? Chi sono i poveri? Al massimo i tifosi, per l'ennesima volta caduti nella trappola della champions sognata e svanita. Ma qui stiamo a discutere le doti affabulatorie, la bellezza e il fascino di Mourinho Josè, la sua arte dialettica, la sua capacità di dire senza dire, tutti ad abbeverarsi alla fonte mentre è la fame che spinge, la voglia d sapere: ma come gioca la sua Inter? Nessuno domanda, pochi chiedono, Lui dribbla, anzi come si usa dire oggi, salta l'avversario e l'interrogativo, la butta sulla provocazione, sapend che gran parte degli astanti non conoscono la storia, si fermano alla cronaca, dimenticano quello che accadde al Porto, quello che di seguito avvenne al Chelsea e altre cose che disturberebbero il tecnico portoghese soltanto a sfiorarle, come ha provato a fare Chiambretti ("tu usi il preservativo?"). Ne ha parlato il Papa, ne ha parlato il vescovo di Lisbona ma Mourinho ha respinto al mittente la questione:"Tu non mi porti su quella strada.". Strano, perchè qualche minuto dopo avrebbe coinvolto nelle risposte anche Gesù. Ma non si può chiedere di più a Robin Hood. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 29Mar 09 La mano de Dios ha un debito Risulta, dunque, che Diego Armando Maradona debba versare al Fisco italiano euro 37 milioni, in lettere trentasette per rendere ancora neglio l'idea. Dicono i dirigenti di Equitalia, addetti alla riscossione, che l'argentino è sotto controllo e non sfuggirà al pagamento del dovuto. Non so bene che cosa significhi sotto controllo. Maradona si è già presentato in Italia più volte, è andato allo stadio, ha danzato in tivvù (Rai, roba pubblica), si è fatto intervistare ma probabilmente in quelle occasioni Equitalia aveva altro da fare, gli uomini delle fiamme gialle non sono intervenuti, al massimo hanno chiesto un autografo, nessuno riusciva a fermare Maradona in campo ma nessuno riesce a fermarlo anche lontano dal prato. Misteri della vita. Lo stesso Diego Armando ha appena detto una cosa gentile nei confronti di Pelè:"Ha perso la verginità con un uomo" in risposta ad alcune critiche del brasiliano che sostiene, non soltanto lui in verità, che l'argentino non sia di buon esempio per i giovani. Il derby sudamericano interessa fino a un certo punto, piuttosto sarebbe bello se gli amici, sodali, complici, collaboratori di Maradona possano spiegare come mai il loro pupillo abbia quel mare di debiti nei confronti dell'Erario, trentasette milioni, da devolvere magari a qualche famiglia bisognosa, Diego, stavolta, fai vedere che la tua mano è davvero de Dios. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 13 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Mar 09 Il vate di Setubal Non male l'ultima esternazione di Mourinho: moltissimi allenatori non scelgono la formazione ddella propria squadra, lui sì, altrimenti, il giorno dopo, svuoterebbe l'ufficio e chiuderebbe la valigia per andarsene. Un uomo così, con princìpi così duri e puri, dovrebbe essere nominato presidente del Portogallo, dell'Onu, di Amnesty International. Invece è costretto a svolgere il ruolo di allenatore di una squadra di football, nemmeno grandissima visti i risultati internazionali da lui medesimo ottenuti in Inghilterra prima e in Italia dopo. Un uomo così va rispettato come lo rispettano i cortigiani e gli ignoranti. Un allenatore così va capito, come l'ho capito io e altri molti che seguono il calcio da una vita e sanno chi spaccia le parole e chi si occupa della sostanza. Josè Mourinho ha fatto bene a dire quelle cose, si è finalmente tolto il burka di cachemire che lo nasconde ai più, mi fa venire in mente la definizione di Sciascia ne Il giorno della civetta, quando distingueva gli uomini in omini, ominicchi, quaquaraqua e piglianculo. Scegliete voi il termine giusto. Io ho un'idea. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 11 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 16Mar 09 Se Nereo avesse avuto l'Ilaria Li chiamano fenomeni, special one, vincenti, vip. Sono gli allenatori del football contemporaneo. Vanno in tivvù, frequentano la pubblicità, sono ricoperti di denari, si occupano anche delle loro squadre. Senza una telecamera ad inquadrarli sarebbero allenatori e basta. Immaginate Nereo Rocco o Bruno Pesaola, per citare così due a memoria ma due particolari nel genere. Immaginateli oggi, con l'Ilaria di Sky ole emittenti private a fare baruffa, immaginateli con la l'intervista flash, con il microfono dietro la panchina, con la prova tv, con le Iene, Scherzi a parte. Immaginateli dirimpetto a Mourinho o Zeman, Spalletti o Ranieri, Mancini o o Lippi. Sarebbe uno spettacolo d'arte varia, alla faccia dei zero tituli. Questo per dire che il merito di tanta popolarità, gloria e conto corrente è figlio della televisione più che del lavoro sul campo. O no? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 08Mar 09 Special no one La vita è bella ma il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica, risultato, allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona un'opinione per presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento, Josè Mourinho resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con tutte le api a ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i borghesi, lo special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino, stavolta, con la voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso e spiazzare il resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la partita con il Genoa, a domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha risposto e chiarito: "Non sono nessuno", Special no one, dunque, un altro gol dei suoi, mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e opinionisti sembravano marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul gol perfido di Balotelli. Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di più. Propongo Josè Mourinho il premio USSI, unione stampa sportiva italiana, uno come lui è la salvezza per chi non saprebbe scrivere altro. Di football, ovviamente. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 22 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 04Mar 09 Dalle prostitute ai prostituti Josè Mourinho è una leggenda. Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato portoghese andò come andò, vinse meritatamente il Porto ma saltò in aria il calcio lusitano per una storia di apido dourado, fischietti d'oro, insomma dicioto arbitri sospsesi, prostitute a gogò al loro servizio, gare addomesticate, il presidente del Porto sotto accusa, squalificato, la squadra penalizzata di 6 punti. Roba antica che è tornata alla memoria. Quello era il calcio, questo è il calcio anche se Special One dice che "non è il mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare, l'ho fatto ache io pentendomi, pagando il conto senza che nessuno chiedesse sconti. Avanti così. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia italiana: le ronde. Il pericolo pubblico numero 1, ultima novità dal fronte della politica, bassa. Si discute, si lotta, si litiga sulla proposta di introdurre le ronde per tutelare l'oirdine pubblico. Molti a favore, altrettanti contro. Domanda: quale è la differenza tra gli stewards che operano da qualche tempo all'interno degli stadi di football e le ronde che dovrebbero agire fuori dallo stadio, ad esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della sicurezza privata (mondialpol e affini, guardie del corpo e avanti così) e le ronde di ex agenti dell'arma benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le risposte, mi auguro non politicanti, non faziose di partito, a destra, a sinistra, ma roba vera, spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 17 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Feb 09 Collina arancione L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto". Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso, una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi. L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio, non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster, diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 8 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli inviati al festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia, roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio, con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti, dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles, Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni. Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti Categorie costume Nessuna categoria I più inviati fischi - 4 Emails Piove, governo ladro - 2 Emails La piuma e Omar - 1 Emails La crisi, da repertorio - 1 Emails Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 1 Emails Bonolis e Grillini - 1 Emails Ultime discussioni Romano150: Personalmente lo considero un grande comunicatore ed un'allenatore abbastanza modesto. Ora mi viene... giuseppe: Caro tony damascelli mourigno non sarà il miglior allenatore in circolazione ma ha il merito di non essere... DamyEku: Salve tutti! il fisco? hahahahahah sa solo fermare i bambini senza scontrino x una patatina azz hhahahahahah... lino: maradona viene pagato per ogni sua presenza, in tv, in uno stadio o in un semplice bar. penso sia pagato anche... Lorenzo R: Facciamo così: o i 37 milioni di euro che Maradona deve al fisco, cioè a tutti noi, ce li mettono i... Ultime news Distrutti 26 paesi: 92 morti, 50mila sfollatiBerlusconi a L'Aquila: "Operativi 5mila uomini Nessuno resterà solo"Sciame sismico e allarmi, l'esperto: "L'ho previsto" Bertolaso: "Impossibile"Onna, il borgo fantasma cancellato dal terremoto: "Nessun edificio in piedi"Storie dal sisma: mamma salva la figlia e muore Risponde al cellulare sotto le macerie. E si salvaTorino, donna uccisa: fermato il convivente"Io, manager fiero dei miei 8 milioni l'anno"Casalesi, cinque arresti a Modena Io, alla scoperta del museo più bello d’Italia. 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Robin Hood era un filosofo (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2009)

Argomenti: Grillo

Cnn e Sky news pronte all'evento, immagini terribili, case, strade, chiese, squarciate dal terremoto, polvere bianca e morte. E la Rai? E Mediaset? E La 7? Robetta, il sima ha sconvolto la terra abruzzese alle tre e trentacinque di notte, alle 9, Rai e Mediaset non avevano ancoa allestito un collegamento satellitare con L'Aquila, distante 100 chilometri da Roma. Gli elicotteri utilizzati per il giro d'Italia e la formula 1? Niente. I giornalisti, dai direttori in giù, pronti ai commenti di propaganda politica? Nisba. Le tivvù inglese e americane facevano parlare cittadini inglesi e americani domiciliati o turisti sul sito della tragedia, noi, alle 9 di cui sopra, dalla Rai a Mediaset a La 7, abbiamo preferito ascoltare le voci di sottosegretari, ministri, primo ministro, geologi, organizzando la solita di bassa politica, attenti al piano casa, Agnoletto chiede le dimissioni di Bertolaso, la destra reagisce, il pd strilla, il pdl geme, al centro si mandano messaggi di cordoglio. Gli italiani, il popolo dico, saprà reagire come sa, per fortuna. Rai, Mediaset e La 7 continueranno i loro giochini, stop al televoto, avanti così. Scritto in Nessuna categoria 1 Commento » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 03Apr 09 Robin Hood era un filosofo Non male l'ultima del vate di Setùbal: io sono come Robin Hood. Reazioni a Sherwood e nei dintorni, scoprire che si aggira, fuori dalla foresta, un portoghese, con eccellente curriculum e clamoroso conto in banca, che si considera un tipo leggendario che ruba ai ricchi per dare ai poveri, non è roba da poco. La domanda sorge spontanea: chi sono i ricchi? Moratti e Tronchetti Provera? Chi sono i poveri? Al massimo i tifosi, per l'ennesima volta caduti nella trappola della champions sognata e svanita. Ma qui stiamo a discutere le doti affabulatorie, la bellezza e il fascino di Mourinho Josè, la sua arte dialettica, la sua capacità di dire senza dire, tutti ad abbeverarsi alla fonte mentre è la fame che spinge, la voglia d sapere: ma come gioca la sua Inter? Nessuno domanda, pochi chiedono, Lui dribbla, anzi come si usa dire oggi, salta l'avversario e l'interrogativo, la butta sulla provocazione, sapend che gran parte degli astanti non conoscono la storia, si fermano alla cronaca, dimenticano quello che accadde al Porto, quello che di seguito avvenne al Chelsea e altre cose che disturberebbero il tecnico portoghese soltanto a sfiorarle, come ha provato a fare Chiambretti ("tu usi il preservativo?"). Ne ha parlato il Papa, ne ha parlato il vescovo di Lisbona ma Mourinho ha respinto al mittente la questione:"Tu non mi porti su quella strada.". Strano, perchè qualche minuto dopo avrebbe coinvolto nelle risposte anche Gesù. Ma non si può chiedere di più a Robin Hood. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 29Mar 09 La mano de Dios ha un debito Risulta, dunque, che Diego Armando Maradona debba versare al Fisco italiano euro 37 milioni, in lettere trentasette per rendere ancora neglio l'idea. Dicono i dirigenti di Equitalia, addetti alla riscossione, che l'argentino è sotto controllo e non sfuggirà al pagamento del dovuto. Non so bene che cosa significhi sotto controllo. Maradona si è già presentato in Italia più volte, è andato allo stadio, ha danzato in tivvù (Rai, roba pubblica), si è fatto intervistare ma probabilmente in quelle occasioni Equitalia aveva altro da fare, gli uomini delle fiamme gialle non sono intervenuti, al massimo hanno chiesto un autografo, nessuno riusciva a fermare Maradona in campo ma nessuno riesce a fermarlo anche lontano dal prato. Misteri della vita. Lo stesso Diego Armando ha appena detto una cosa gentile nei confronti di Pelè:"Ha perso la verginità con un uomo" in risposta ad alcune critiche del brasiliano che sostiene, non soltanto lui in verità, che l'argentino non sia di buon esempio per i giovani. Il derby sudamericano interessa fino a un certo punto, piuttosto sarebbe bello se gli amici, sodali, complici, collaboratori di Maradona possano spiegare come mai il loro pupillo abbia quel mare di debiti nei confronti dell'Erario, trentasette milioni, da devolvere magari a qualche famiglia bisognosa, Diego, stavolta, fai vedere che la tua mano è davvero de Dios. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 13 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Mar 09 Il vate di Setubal Non male l'ultima esternazione di Mourinho: moltissimi allenatori non scelgono la formazione ddella propria squadra, lui sì, altrimenti, il giorno dopo, svuoterebbe l'ufficio e chiuderebbe la valigia per andarsene. Un uomo così, con princìpi così duri e puri, dovrebbe essere nominato presidente del Portogallo, dell'Onu, di Amnesty International. Invece è costretto a svolgere il ruolo di allenatore di una squadra di football, nemmeno grandissima visti i risultati internazionali da lui medesimo ottenuti in Inghilterra prima e in Italia dopo. Un uomo così va rispettato come lo rispettano i cortigiani e gli ignoranti. Un allenatore così va capito, come l'ho capito io e altri molti che seguono il calcio da una vita e sanno chi spaccia le parole e chi si occupa della sostanza. Josè Mourinho ha fatto bene a dire quelle cose, si è finalmente tolto il burka di cachemire che lo nasconde ai più, mi fa venire in mente la definizione di Sciascia ne Il giorno della civetta, quando distingueva gli uomini in omini, ominicchi, quaquaraqua e piglianculo. Scegliete voi il termine giusto. Io ho un'idea. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 11 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 16Mar 09 Se Nereo avesse avuto l'Ilaria Li chiamano fenomeni, special one, vincenti, vip. Sono gli allenatori del football contemporaneo. Vanno in tivvù, frequentano la pubblicità, sono ricoperti di denari, si occupano anche delle loro squadre. Senza una telecamera ad inquadrarli sarebbero allenatori e basta. Immaginate Nereo Rocco o Bruno Pesaola, per citare così due a memoria ma due particolari nel genere. Immaginateli oggi, con l'Ilaria di Sky ole emittenti private a fare baruffa, immaginateli con la l'intervista flash, con il microfono dietro la panchina, con la prova tv, con le Iene, Scherzi a parte. Immaginateli dirimpetto a Mourinho o Zeman, Spalletti o Ranieri, Mancini o o Lippi. Sarebbe uno spettacolo d'arte varia, alla faccia dei zero tituli. Questo per dire che il merito di tanta popolarità, gloria e conto corrente è figlio della televisione più che del lavoro sul campo. O no? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 08Mar 09 Special no one La vita è bella ma il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica, risultato, allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona un'opinione per presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento, Josè Mourinho resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con tutte le api a ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i borghesi, lo special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino, stavolta, con la voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso e spiazzare il resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la partita con il Genoa, a domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha risposto e chiarito: "Non sono nessuno", Special no one, dunque, un altro gol dei suoi, mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e opinionisti sembravano marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul gol perfido di Balotelli. Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di più. Propongo Josè Mourinho il premio USSI, unione stampa sportiva italiana, uno come lui è la salvezza per chi non saprebbe scrivere altro. Di football, ovviamente. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 22 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 04Mar 09 Dalle prostitute ai prostituti Josè Mourinho è una leggenda. Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato portoghese andò come andò, vinse meritatamente il Porto ma saltò in aria il calcio lusitano per una storia di apido dourado, fischietti d'oro, insomma dicioto arbitri sospsesi, prostitute a gogò al loro servizio, gare addomesticate, il presidente del Porto sotto accusa, squalificato, la squadra penalizzata di 6 punti. Roba antica che è tornata alla memoria. Quello era il calcio, questo è il calcio anche se Special One dice che "non è il mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare, l'ho fatto ache io pentendomi, pagando il conto senza che nessuno chiedesse sconti. Avanti così. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia italiana: le ronde. Il pericolo pubblico numero 1, ultima novità dal fronte della politica, bassa. Si discute, si lotta, si litiga sulla proposta di introdurre le ronde per tutelare l'oirdine pubblico. Molti a favore, altrettanti contro. Domanda: quale è la differenza tra gli stewards che operano da qualche tempo all'interno degli stadi di football e le ronde che dovrebbero agire fuori dallo stadio, ad esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della sicurezza privata (mondialpol e affini, guardie del corpo e avanti così) e le ronde di ex agenti dell'arma benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le risposte, mi auguro non politicanti, non faziose di partito, a destra, a sinistra, ma roba vera, spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 17 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Feb 09 Collina arancione L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto". Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso, una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi. L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio, non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster, diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 8 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli inviati al festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia, roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio, con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti, dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles, Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni. Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti Categorie costume Nessuna categoria I più inviati fischi - 4 Emails Piove, governo ladro - 2 Emails La piuma e Omar - 1 Emails La crisi, da repertorio - 1 Emails Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 1 Emails Bonolis e Grillini - 1 Emails Ultime discussioni giuseppe: non so cosa avete voi, ma al TG delle 8.00 di canale 5 la notizia è stata data e si era in collegamento... Romano150: Personalmente lo considero un grande comunicatore ed un'allenatore abbastanza modesto. Ora mi viene... giuseppe: Caro tony damascelli mourigno non sarà il miglior allenatore in circolazione ma ha il merito di non essere... DamyEku: Salve tutti! il fisco? hahahahahah sa solo fermare i bambini senza scontrino x una patatina azz hhahahahahah... lino: maradona viene pagato per ogni sua presenza, in tv, in uno stadio o in un semplice bar. penso sia pagato anche... Ultime news An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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un nuovo comitato e un'altra lista civica (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 07-04-2009)

Argomenti: Grillo

Pagina 10 - Grosseto Un nuovo comitato e un'altra lista civica FOLLONICA. Una nuova lista civica e un nuovo comitato a Follonica. Mai come negli ultimi giorni nella città del golfo sono nate tante associazioni di liberi cittadini: o con finalità politiche o per promuovere aspetti particolari del territorio. Ultime nate, la lista civica Umans, e il comitato Alba Chiara, per la realizzazione di una darsena nella zona nord di Follonica. Siti internet o magari solo recapiti telefonici, volantini e comunicati stampa, insomma a Follonica ci si sta attrezzando in tutti i modi possibili per portare avanti le proprie idee. C'è chi riesce e non sono pochi, a raggruppare molte persone, per esempio il comitato "Degli Orti" che ha riunito sotto di sé ben 400 iscritti, segno che la cittadinanza c'è ed è attiva e così da protagonista vivrà le prossime elezioni. Tra le ultime nate la lista civica Umans, capitanata da Angelo Dell'Anna, noto alla città come esponente politico di Alleanza Nazionale, pare quindi probabile il sostegno di quest'ultima alla candidatura di Simone Turini. «L'associazione si propone di essere un movimento di tendenza, che intende sostenere con la forza delle idee e della tecnologia, le ragioni che devono portare ad una nuova considerazione, da parte della politica follonichese, del mondo marino, ambientale e sportivo - si legge nel comunicato di presentazione -; l'asociazione non si sente vicina ad un partito in particolare, ma intende essere protagonista di scelte che i nostri amministratori vorranno intraprendere. Vogliamo essere gli interlocutori tematici e parte attiva della politica di Follonica. Vogliamo dire basta agli assessori messi a ricoprire cariche che non gli competono, su tematiche di cui non hanno la sufficiente preparazione, ma neppure la passione e le idee chiare sulle problematiche in campo e le migliori soluzioni possibili». Vicina ai temi del mare anche la cooperativa "Alba Chiara" che conta cento iscritti e che ha, come intento, l'opposizione al Porto Verde e la costruzione di una darsena come risposta alla piccola nautica cittadina. «Si crede che la vera unica forte risposta alla pluridecennale mancanza di ricoveri per imbarcazioni di piccola media lunghezza sia la darsena di Pratoranieri». Spiega il presidente Marcello Rosticci. Stasera alle nove invece sarà presentato il candidato a sindaco della lista civica "5 Stelle" quella cioè costituita dai sostenitori di Beppe Grillo. Già noto il candidato delle liste, '100% Follonica", "Insieme per Follonica" e la neonata "Follonica che cambia", Francesco Polemi. P.V.

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cannito mette in lista solo volti nuovi (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 07-04-2009)

Argomenti: Grillo

Pagina 3 - Livorno Cannito mette in lista solo volti nuovi Due regole: certificato penale limpido e alla prima candidatura In maggio arriverà Beppe Grillo per sostenerlo LIVORNO. «Basta con le solite facce». E sulle gigantografie di dieci metri per quattro che tappezzeranno la città, Marco Cannito di faccia ha messo la sua. Il candidato a sindaco per l'alleanza civica Livorno Libera ha presentato il proprio manifesto elettorale nel cuore della città, a cielo aperto, all'ingresso del palazzo Grande e di quel cinema che sta per abbassare la saracinesca. «Perché qui?», e le frecciate non risparmiano nessuno dei candidati in corsa: da Cosimi ("non sono l'uomo simbolo del palazzo del potere locale, chiuso nelle sue stanze e lontano dalla gente") a Lamberti ("non assomiglio neanche un po' a chi fa campagna elettorale solo nei palazzi di lusso"), passando per Taradash ("figurarsi l'espressione del palazzo del potere nazionale, che catapulta qui candidati che poi non staranno a combattere in prima linea tutti i santi giorni come ho fatto io"). E allora chi è Marco Cannito e, soprattutto, chi lo affiancherà in questa corsa? Sui quaranta nomi che comporrano la lista da presentare agli elettori Cannito mantiene il segreto, ma una cosa è certa: «Non aspettatevi nomi altisonanti. Ci saranno persone conosciute in città, ma anche molti giovani: medici di base, ambientalisti, tecnici, liberi professionisti, esponenti del mondo del volontariato e cattolico, ragazzi delle scuole superiori». Insomma, civismo più che formazione partitica. Con una regola, anzi due: dovranno essere tutti alla prima candidatura e, soprattutto, mostrare il certificato penale: fedina sporca uguale strada sbarrata, «perché i cittadini devono tornare a fidarsi di chi li amministra». Dell'alleanza fanno parte Sinistra Critica (con Rosalba Volpi e Fabio Gatto), i Verdi (leader Gabriele Volpi) e numerosi comitati cittadini impegnati nel settore della casa e del sociale. Massimo riserbo sui nomi, anche se qualche volto si è lasciato scoprire nel corso della mattinata: praticamente certe le candidature di Stefano Romboli, giovane noto per l'attività svolta nei quartieri nord; Carmela Sturmann, editrice e prof. del liceo Enriques; Massimo Papi, ex vigile del fuoco impegnato nel volontariato; Alberto Pacini, numero due della lista civica Città Diversa. Alla squadra si uniranno anche i "meetup" di Grillo. Ed ecco la sopresa: il Beppe nazionale a maggio sbarcherà a Livorno a dare manforte a Cannito e ai suoi. (j.g.)

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(sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 07-04-2009)

Argomenti: Grillo

REGGIO pag. 4 «La Hack si candida? Le offro un posto in giunta» PDCI L'ASTROFISICA IN LISTA PER I COMUNISTI, MA PALAZZO ALLENDE RILANCIA IL PDCI schiera Margherita Hack, la grande astrofisica, come candidata per Provincia e Comune di Reggio. Ma la mossa scatena una serie di reazioni, non contro la scienziata, quanto sull'operazione politica. Rilancia subito la presidente della Provincia, Sonia Masini, che potrebbe trovarsi l'astrofisica come avversaria per Palazzo Allende. «Offro un posto in giunta assicurato alla studiosa, che stimo da sempre - afferma -. Se verrà a Reggio, per lavorare per noi, porte aperte». Ma è credibile che la Hack possa impegnarsi nella politica reggiana? «Se il suo nome dovesse essere usato solo per catalizzare l'attenzione verso altri nomi - continua la Masini -, ben meno significativi, beh, è meglio parlare chiaro fin d'ora e condurre le trattative con i partiti politici partendo dai programmi». Insomma, se deve essere uno specchietto per le allodole... ALTRE SPINE alla candidatura Pdci arrivano dal candidato sindaco della lista Reggio 5 Stelle (il gruppo degli Amici di Beppe Grillo): «Si tratta di una buffonata da vecchia politica», attacca Matteo Olivieri. Profonda ammirazione e rispetto per Margherita Hack, ma i grillini'' informano il Pdci che la scienziata si è espressa a favore di nucleare e inceneritore, ai quali il Pdci si è sempre opposto. C'E' POI il precedente delle elezioni 2007, quando la Hack - eletta alla Camera - rinunciò all'incarico. Chi può garantire che non faccia lo stesso per Reggio? «L'impegno elettorale della Hack a sostegno della formazione di un programma della sinistra è una garanzia», replica Donato Vena, segretario provinciale Pdci. MA LA CANDIDATURA è anche un segnale: «La mancanza di confronto con gli altri partiti sul nostro programma, ad oggi, ci porta a dire che andremo col nostro simbolo e nostri candidati». Per aprire il confronto, dice Vena, c'è tempo solo fino a dopo Pasqua. E l'assessorato offerto dalla Masini alla Hack? «Masini? Credo che potremo offrirle noi un assessorato». Image: 20090407/foto/7902.jpg

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La7, bufera dopo Grillo e a rischiare è il direttore (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2009)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera sezione: Spettacoli data: 07/04/2009 - pag: 47 Voci e smentite sull'arrivo di Mentana La7, bufera dopo Grillo e a rischiare è il direttore MILANO Voci e smentite. Il sito di gossip Dagospia racconta che dopo l'apparizione di Beppe Grillo a Exit (il programma condotto da Ilaria D'Amico su La7) sarebbe a rischio la posizione di Lillo Tombolini, il giornalista che guida i programmi dell'emittente televisiva di Telecom. Sarebbe finito nel mirino per l'eccessiva foga del comico che non ha nemmeno accettato il dibattito con gli ospiti in studio. Atteggiamento che avevo portato la stessa D'Amico a scusarsi. «Dopo l'exploit di Grillo, per lui è arrivato il momento dell'exit», scrive Dagospia. Fonti interne a Telecom (l'editore di La7) smentiscono sia alle viste un cambio di direttore. Altra smentita sulle voci di contatti tra La7 e Mentana: in corsa per la direzione del Tg al posto di Piroso? Mentana assicura di non saperne niente. Giovanni Stella, vicepresidente esecutivo di Ti Media è fermo: «Non mi risulta».

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E nelle aziende temono la (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 07-04-2009)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 07/04/2009 - pag: 20 Il sondaggio Il 70% è preoccupato E nelle aziende temono la «caccia al dirigente» ROMA Che il fenomeno «caccia al manager» possa espandersi a macchia d'olio anche in Italia comincia a diventare una preoccupazione seria. Un sondaggio realizzato su 633 dirigenti aderenti a Manageritalia (35 mila rappresentati, su un totale di 120 mila del settore privato, tra i quali quel Fernando Ruzza della Omnia di Milano, il primo «sequestrato») dimostra che il timore più diffuso non è tanto per il rischio legato all'incolumità personale (l'80% ha risposto «poco o per niente») ma perché la categoria teme di essere al centro di «attacchi verbali» (62,10%) e di essere identificata come il «capro espiatorio della crisi internazionale ». Quest'ultima preoccupazione coinvolge oltre il 70% dei manager «sondati» che, inoltre, ritengono di essere ingiustamente messi alla berlina dall'opinione pubblica e dai media quando invece i «veri colpevoli sono i finanzieri, gli imprenditori, i banchieri e i politici». Infatti secondo l'80% dei manager i responsabili sono le banche e i banchieri, secondo il 75,8% sono gli organismi di controllo e per il 65% le istituzioni finanziarie internazionali. «Una situazione che non è più tollerabile afferma il presidente di Manageritalia Claudio Pasini perché oltre al danno subiamo anche la beffa». «Non solo la gogna e il dileggio quotidiano lamenta Pasini ultimamente si sono aggiunti episodi molto più gravi, in Usa, in Francia e Inghilterra alcuni manager sono stati assediati nelle loro aziende o abitazioni e ora il primo episodio si è verificato anche in Italia ». Pasini si dice molto preoccupato da un crescente clima da «lotta di classe» il 44,08% degli intervistati ne teme un «ritorno » e condanna le accuse gratuite riprese da tutti i media fatte dal comico Beppe Grillo e dall'ex parlamentare Francesco Caruso. La crisi economica ha colpito pesantemente la categoria. Quasi diecimila sul totale di 120 mila hanno perso il lavoro e solo una parte è riuscita a «riciclarsi » in altre aziende mentre molti si sono dovuti inventare una nuova attività. «Senza contare che siamo nel mirino del fisco continua Pasini essendo la retribuzione media del dirigente superiore a 100 mila euro l'anno, tendono tutti a spremerci». Per adesso comunque in Italia la situazione è sotto controllo e anche i dirigenti non temono casi come quelli verificatosi nelle americane 3M, Sony e Caterpillar. Ma è meglio non rischiare. «Da quando è scoppiata la crisi sono aumentate le richieste di presidio dei quartier generali afferma Luca Pizzigoni, responsabile della società di vigilanza privata Ivri da parte di aziende che devono affrontare chiusure o ristrutturazioni ». Roberto Bagnoli La «lotta di classe» Quasi uno su due paventa il ritorno della «lotta di classe» e il 62% di essere al centro di «attacchi»

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Terremoto, l'Italia che reagisce bene (con qualche eccezione). (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 07-04-2009)

Argomenti: Grillo

Per una volta l'Italia ha stupito in bene reagendo alla tragedia dell'Abruzzo: anzichè dividersi in polemiche sterili, il Paese si è unito. I soccorsi sono stati rapidi, la solidarietà della gente comune commovente, la reazione dei partiti finalmente responsabile. Ho apprezzato molto l'intervento di Franceschini in Parlamento che, senza se e senza ma, ha offerto il proprio sostegno a Berlusconi che, senza se e senza ma, l'ha accettato. Bene, con qualche ulteriore riflessione: 1) Ora si tratta di continuare su questa strada, scongiurando il rischio, molto alto, che passata l'emozione, prevalgano antiche e cattive abitudini ovvero che i fondi stanziati per la ricostruzione non arrivino mai, o solo in parte, a chi ne ha davvero bisogno. 2) Questa tragedia conferma, purtroppo, la mancanza di una cultura della prevenzione nel nostro Paese. In una zona a forte sismico troppi edifici non sono stati messi a norma e questo spiega perchè a crollare non sono state solo case vecchie ma anche edifici recenti. 3) Nonostante il cordoglio, qualcuno non si è trattenuto dall'insinuare qualche polemica. Per un certo mondo, il solito (ovvero il popolo di Grillo, Travaglio, Di Pietro), il terremoto si poteva prevedere e considera Giuliani, l'esperto che sostiene di averlo annunciato, un incompreso da difendere. Peccato che la sua previsione fosse imprecisa: aveva previsto il sisma per il 29 marzo a Sulmona. Immaginiamo che le autorità gli avessero prestato ascolto: migliaia di persone sarebbero state evacuate, poi il 30 o il 31 marzo fatte rientrare a casa. L'Aquila e i paesi circostanti non sarebbero stati risparmiati dalla scossa che ha colpito il 6 aprile, con epicentro il comune di Catipignano. Ieri ho partecipato a una trasmissione radiofonica in Francia su Rtl e uno dei più famosi sismologi francesi - dunaue senza alcun legame con il governo italiano - ha confermato che è impossibile prevedere i terremoti. La polemica non dovrebbe nemmeno iniziare, ma temo che di Giuliani sentiremo parlare a lungo. Sui blog di Grillo è Di Pietro tira già una certa aria.. sì, diventerà un eroe, un perseguitato, un nuovo simbolo di un'Italia confusamente arrabbiata e facilmente manipolabile. O sbaglio? Scritto in comunicazione, pdl, politica, partito democratico, spin, Italia, società, manipolazione, giornalismo Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Apr 09 Obama è il nuovo Gorbaciov? Ammettiamolo: questo viaggio in Europa e Turchia sancisce un grande successo di immagine per Obama. La stampa lo ha esaltato e non capita mai che un presidente, all'estero, venga accolto da folle in delirio. O meglio: succedeva a Gorbaciov ai tempi della perestroika. Obama in Germania ha parlato a un'assemblea di cittadini adoranti e i sondaggi rivelano che, se si candidasse alle elezioni politiche di fine settembre, batterebbe agevolmente Angela Merkel. Come Gorbaciov ha sposato una donna dal carattere forte, carismatico e capace di rompere gli schemi. La sua straripante popolarità dimostra che gli Usa, quando usano i toni giusti, possono essere ancora amati nel mondo e dunque che l'antiamericanismo non era viscerale, né irreversibile, ma limitato agli eccessi dell'era Bush. Infatti le proteste di strada non erano rivolte contro di lui. L'analogia con Gorbaciov, però, rischia di essere anche politica, sebbene non altrettanto drammatica nell'esito finale. L'esperienza del profeta della glasnost si concluse con il crollo dell'Urss, quella del primo presidente afroamericano difficilmente terminerà con l'implosione degli Stati Uniti. Ma proprio questo primo viaggio ha svelato al mondo un'altra America, meno sicura di sé, improvvisamente umile, a tratti quasi implorante. Quella di un tempo era abituata a imporre i compromessi, quella di oggi dà l'impressione di subirli. Il G20 è stato salutato come un grande successo, ma Washington non ha ottenuto l'impegno di tutti i Paesi a varare una maxi-manovra di stimolo. Dal vertice della Nato si aspettava un impegno ampio e coordinato da parte degli alleati per l'invio duraturo di nuove truppe in Afghanistan, ha ottenuto lo spiegamento di 5mila uomini limitato alle elezioni presidenziali. Eppure nelle scorse settimane aveva esercitato pressioni fortissime per piegare le resistenze degli europei. Inutilmente: per la prima volta il Vecchio Continente può dire no, senza temere lacerazionie tanto meno ritorsioni. La Ue è diventata improvvisamente forte? No, è quella di sempre caotica, litigiosa, multicefala. Semmai è l'America a essere divenuta debole. Obama ha avuto l'onestà intellettuale di ammetterlo: «Siamo stati noi a provocare la crisi finanziaria», da cui, però, gli Stati Uniti non possono uscire da soli. Ha bisogno degli altri, come ben sappiamo. E allora Obama è costretto ad assumere un registro inconsueto per un capo della Casa Bianca: quello del mediatore, dell'amico bonario, del leader che parla poco e ascolta molto. Nei due vertici - G20 e Nato - ha dovuto ritagliarsi un ruolo di negoziatore, di pacificatore. La sua è un'America che tende la mano e riscopre il consenso. Con un dubbio: Obama sta gestendo un periodo di difficoltà transitoria in attesa di riprendere il ruolo di superpotenza o, come Gorbaciov, verrà ricordato come il gestore di un grande Paese che declina tra gli applausi del mondo? Scritto in era obama, crisi, europa, globalizzazione, gli usa e il mondo, germania, francia Commenti ( 38 ) » (7 voti, il voto medio è: 2.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Apr 09 Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà? La Merkel ha parlato di un compromesso storico, Obama ieri era raggiante; tutti i leader hanno salutato con enfasi i risultati del G20. Ed è normale che sia così: tentano di infondere fiducia e speranza, nel tentativo, perlomeno, di sbloccare i consumi. E le Borse hanno risposto. Tuttavia analizzando i contenuti ci si accorge che, come previsto, il G20 ha portato poche novità. L'unica è l'aumento dei fondi a disposizione del Fmi: erano previsti 500 miliardi, saranno 750. per il resto: - hanno annunciato che intendono regolamentare gli hedge funds e le agenzie di rating. Bene, ma le norme devono essere ancora stabilite e il dibattito rischia di essere lungo. - secondo Brown "non ci saranno più i bonus per i manager che fanno fallire le società". Era ora, ma più che altro è un auspicio condiviso, perchè ogni Paese, com'è ovvio, deciderà autonomamente se e come realizzarlo. - hanno dichiarato di aver posto le fondamenta per "ripulire i bilanci delle banche dagli asset tossici", ma anche questa è una dichiarazione d'intenti. In realtà, i Paesi continuano a procedere in ordine sparso e un codice comune appare ancora lontano. L'economista Giorgio Barba Navaretti ( vedi l' intervista uscita sul Giornale) rileva due punti innovativi: l'impegno a far ripartire il commercio mondiale e l'ammissione che la crescita non potrà più dipendere solo dagli Usa, ma da quello che definisce "un traino globale", in cui i Paesi come Cina, India, Brasile avranno un ruolo sempre più importante. Ma questo avrà effetto nel lungo periodo: a breve è improbabile che queste economia possano generare una domanda interna molto forte. Complessivamente il G20 è stato insoddisfacente su due punti: - il pacchetto da 1100 miliardi non serve a rilanciare l'economia mondiale - il problema più urgente, quello di una riforma strutturale del sistema finanziario mondiale è irrisolto. Intanto proprio ieri gli Stati Uniti hanno allentato il mark-to-market ovvero la norma che obbligava le banche a valutare ogni giorno il prezzo di mercato dei prodotti finanziari e siccome molti di questi non hanno acquirenti le banche erano costrette a iscrivere a bilancio perdite colossali. Ora invece potranno diluirle nel tempo, nella speranza che in futuro i prodotti tossici valgano più di zero. Insomma , cambiano i parametri anzichè affrontare le cause del male. L'impressione è che il G20 si servito soprattutto a spargere tanta cipria sulla crisi mondiale, nel tentativo di cambiare la psicologia catastrofista dei mercati, infondendo ottimismo, avvalorando l'impressione che la situazione sia sotto controllo. Il tentativo in sè è comprensibile, ma basterà per risollevare l'economia globale? Scritto in spin, era obama, banche, capitalismo, crisi, società, economia, gli usa e il mondo, germania, globalizzazione, europa, francia Commenti ( 44 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Apr 09 Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 41 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 53 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 09 Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti? Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Commenti ( 181 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Grazie Marina, sei molto gentile, ma no ho voglia di cucinare, poi non ho neanche un... Ultime news Le vittime sono 179. Si continua a scavareIl premier: "Abbiamo i fondi, costruiremo una new town all'Aquila"La denuncia di Giuliani: "Io lo avevo previsto" Bertolaso: "Impossibile"Onna, il paese che non c'è Cancellato in 20 secondiQuei piccoli sepolti vivi abbracciati alla mammaTurchia, Obama svolta: "Mai in guerra con Islam"Ferrari, rischia SchumacherEternit, chiesti danni per 246 milioni "Hanno distrutto 3mila famiglie"Matrimonio? 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Obama è il nuovo Gorbaciov? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 07-04-2009)

Argomenti: Grillo

Per una volta l'Italia ha stupito in bene reagendo alla tragedia dell'Abruzzo: anzichè dividersi in polemiche sterili, il Paese si è unito. I soccorsi sono stati rapidi, la solidarietà della gente comune commovente, la reazione dei partiti finalmente responsabile. Ho apprezzato molto l'intervento di Franceschini in Parlamento che, senza se e senza ma, ha offerto il proprio sostegno a Berlusconi che, senza se e senza ma, l'ha accettato. Bene, con qualche ulteriore riflessione: 1) Ora si tratta di continuare su questa strada, scongiurando il rischio, molto alto, che passata l'emozione, prevalgano antiche e cattive abitudini ovvero che i fondi stanziati per la ricostruzione non arrivino mai, o solo in parte, a chi ne ha davvero bisogno. 2) Questa tragedia conferma, purtroppo, la mancanza di una cultura della prevenzione nel nostro Paese. In una zona a forte sismico troppi edifici non sono stati messi a norma e questo spiega perchè a crollare non sono state solo case vecchie ma anche edifici recenti. 3) Nonostante il cordoglio, qualcuno non si è trattenuto dall'insinuare qualche polemica. Per un certo mondo, il solito (ovvero il popolo di Grillo, Travaglio, Di Pietro), il terremoto si poteva prevedere e considera Giuliani, l'esperto che sostiene di averlo annunciato, un incompreso da difendere. Peccato che la sua previsione fosse imprecisa: aveva previsto il sisma per il 29 marzo a Sulmona. Immaginiamo che le autorità gli avessero prestato ascolto: migliaia di persone sarebbero state evacuate, poi il 30 o il 31 marzo fatte rientrare a casa. L'Aquila e i paesi circostanti non sarebbero stati risparmiati dalla scossa che ha colpito il 6 aprile, con epicentro il comune di Catipignano. Ieri ho partecipato a una trasmissione radiofonica in Francia su Rtl e uno dei più famosi sismologi francesi - dunaue senza alcun legame con il governo italiano - ha confermato che è impossibile prevedere i terremoti. La polemica non dovrebbe nemmeno iniziare, ma temo che di Giuliani sentiremo parlare a lungo. Sui blog di Grillo è Di Pietro tira già una certa aria.. sì, diventerà un eroe, un perseguitato, un nuovo simbolo di un'Italia confusamente arrabbiata e facilmente manipolabile. O sbaglio? Scritto in comunicazione, pdl, politica, partito democratico, spin, Italia, società, manipolazione, giornalismo Commenti ( 5 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Apr 09 Obama è il nuovo Gorbaciov? Ammettiamolo: questo viaggio in Europa e Turchia sancisce un grande successo di immagine per Obama. La stampa lo ha esaltato e non capita mai che un presidente, all'estero, venga accolto da folle in delirio. O meglio: succedeva a Gorbaciov ai tempi della perestroika. Obama in Germania ha parlato a un'assemblea di cittadini adoranti e i sondaggi rivelano che, se si candidasse alle elezioni politiche di fine settembre, batterebbe agevolmente Angela Merkel. Come Gorbaciov ha sposato una donna dal carattere forte, carismatico e capace di rompere gli schemi. La sua straripante popolarità dimostra che gli Usa, quando usano i toni giusti, possono essere ancora amati nel mondo e dunque che l'antiamericanismo non era viscerale, né irreversibile, ma limitato agli eccessi dell'era Bush. Infatti le proteste di strada non erano rivolte contro di lui. L'analogia con Gorbaciov, però, rischia di essere anche politica, sebbene non altrettanto drammatica nell'esito finale. L'esperienza del profeta della glasnost si concluse con il crollo dell'Urss, quella del primo presidente afroamericano difficilmente terminerà con l'implosione degli Stati Uniti. Ma proprio questo primo viaggio ha svelato al mondo un'altra America, meno sicura di sé, improvvisamente umile, a tratti quasi implorante. Quella di un tempo era abituata a imporre i compromessi, quella di oggi dà l'impressione di subirli. Il G20 è stato salutato come un grande successo, ma Washington non ha ottenuto l'impegno di tutti i Paesi a varare una maxi-manovra di stimolo. Dal vertice della Nato si aspettava un impegno ampio e coordinato da parte degli alleati per l'invio duraturo di nuove truppe in Afghanistan, ha ottenuto lo spiegamento di 5mila uomini limitato alle elezioni presidenziali. Eppure nelle scorse settimane aveva esercitato pressioni fortissime per piegare le resistenze degli europei. Inutilmente: per la prima volta il Vecchio Continente può dire no, senza temere lacerazionie tanto meno ritorsioni. La Ue è diventata improvvisamente forte? No, è quella di sempre caotica, litigiosa, multicefala. Semmai è l'America a essere divenuta debole. Obama ha avuto l'onestà intellettuale di ammetterlo: «Siamo stati noi a provocare la crisi finanziaria», da cui, però, gli Stati Uniti non possono uscire da soli. Ha bisogno degli altri, come ben sappiamo. E allora Obama è costretto ad assumere un registro inconsueto per un capo della Casa Bianca: quello del mediatore, dell'amico bonario, del leader che parla poco e ascolta molto. Nei due vertici - G20 e Nato - ha dovuto ritagliarsi un ruolo di negoziatore, di pacificatore. La sua è un'America che tende la mano e riscopre il consenso. Con un dubbio: Obama sta gestendo un periodo di difficoltà transitoria in attesa di riprendere il ruolo di superpotenza o, come Gorbaciov, verrà ricordato come il gestore di un grande Paese che declina tra gli applausi del mondo? Scritto in era obama, crisi, europa, globalizzazione, gli usa e il mondo, germania, francia Commenti ( 38 ) » (7 voti, il voto medio è: 2.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Apr 09 Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà? La Merkel ha parlato di un compromesso storico, Obama ieri era raggiante; tutti i leader hanno salutato con enfasi i risultati del G20. Ed è normale che sia così: tentano di infondere fiducia e speranza, nel tentativo, perlomeno, di sbloccare i consumi. E le Borse hanno risposto. Tuttavia analizzando i contenuti ci si accorge che, come previsto, il G20 ha portato poche novità. L'unica è l'aumento dei fondi a disposizione del Fmi: erano previsti 500 miliardi, saranno 750. per il resto: - hanno annunciato che intendono regolamentare gli hedge funds e le agenzie di rating. Bene, ma le norme devono essere ancora stabilite e il dibattito rischia di essere lungo. - secondo Brown "non ci saranno più i bonus per i manager che fanno fallire le società". Era ora, ma più che altro è un auspicio condiviso, perchè ogni Paese, com'è ovvio, deciderà autonomamente se e come realizzarlo. - hanno dichiarato di aver posto le fondamenta per "ripulire i bilanci delle banche dagli asset tossici", ma anche questa è una dichiarazione d'intenti. In realtà, i Paesi continuano a procedere in ordine sparso e un codice comune appare ancora lontano. L'economista Giorgio Barba Navaretti ( vedi l' intervista uscita sul Giornale) rileva due punti innovativi: l'impegno a far ripartire il commercio mondiale e l'ammissione che la crescita non potrà più dipendere solo dagli Usa, ma da quello che definisce "un traino globale", in cui i Paesi come Cina, India, Brasile avranno un ruolo sempre più importante. Ma questo avrà effetto nel lungo periodo: a breve è improbabile che queste economia possano generare una domanda interna molto forte. Complessivamente il G20 è stato insoddisfacente su due punti: - il pacchetto da 1100 miliardi non serve a rilanciare l'economia mondiale - il problema più urgente, quello di una riforma strutturale del sistema finanziario mondiale è irrisolto. Intanto proprio ieri gli Stati Uniti hanno allentato il mark-to-market ovvero la norma che obbligava le banche a valutare ogni giorno il prezzo di mercato dei prodotti finanziari e siccome molti di questi non hanno acquirenti le banche erano costrette a iscrivere a bilancio perdite colossali. Ora invece potranno diluirle nel tempo, nella speranza che in futuro i prodotti tossici valgano più di zero. Insomma , cambiano i parametri anzichè affrontare le cause del male. L'impressione è che il G20 si servito soprattutto a spargere tanta cipria sulla crisi mondiale, nel tentativo di cambiare la psicologia catastrofista dei mercati, infondendo ottimismo, avvalorando l'impressione che la situazione sia sotto controllo. Il tentativo in sè è comprensibile, ma basterà per risollevare l'economia globale? Scritto in spin, era obama, banche, capitalismo, crisi, società, economia, gli usa e il mondo, germania, globalizzazione, europa, francia Commenti ( 44 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Apr 09 Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 41 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 53 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 09 Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti? Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Commenti ( 181 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (10) blog (1) capitalismo (10) cina (19) comunicazione (3) crisi (13) democrazia (62) economia (32) era obama (18) europa (14) francia (25) germania (6) giornalismo (52) giustizia (2) gli usa e il mondo (65) globalizzazione (47) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (152) manipolazione (7) medio oriente (13) notizie nascoste (47) partito democratico (3) pdl (2) politica (2) presidenziali usa (23) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (25) spin (8) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Io sono sempre stato dalla parte di Grillo ecc.E lo sono ancora. Anche perchè ho letto... Ultime news L'Aquila, altre due scosse. 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Elezioni. La 'grillina' Natascia Guiduzzi candidata sindaco (sezione: Grillo)

( da "RomagnaOggi.it" del 07-04-2009)

Argomenti: Grillo

7 aprile 2009 - 15.58 (Ultima Modifica: 07 aprile 2009) CESENA - Natascia Guiduzzi, 38 anni, impiegata, è la candidata sindaco per la Lista Civica "Cesena 5 Stelle", lista in attesa entro breve della certificazione di idoneità da parte del Blog di Beppe Grillo. "Non ci riconosciamo in nessuno schieramento di partito - dice Guiduzzi - desideriamo fare politica vera, quella con la P maiuscola. Siamo cittadini che vogliono dare un contributo attivo alla città, e aprire una breccia nell'amministrazione comunale". Ogni candidato non deve essere iscritto ad alcun partito o movimento politico né deve avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive. Questi alcuni dei requisiti richiesti da Beppe Grillo consultabili per intero alla pagina del blog (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/certifica-la-tua-lista.html). "Siamo cittadini accomunati dalla volontà di dare un contributo attivo alla città, per questo vogliamo aprire una breccia nell'amministrazione comunale, per ottenere maggiore trasparenza, una finestra aperta sull'operato di chi ci rappresenta. Grazie ad internet è possibile mettere in rete i consigli comunali e renderli accessibili a tutti, una facile innovazione che puo' mettere in evidenza eventuali mancanze o assenze dai propri compiti. Il nostro obiettivo è, prima di tutto, arrivare in consiglio comunale. Crediamo concretamente nelle nostre proposte, che non costituiscono mera propaganda elettorale. A metà aprile faremo la presentazione ufficiale della lista, dei candidati e del programma per esteso, in concomitanza con l'apertura del nostro sito web ufficiale www.cesena5stelle.org dove chiunque potrà trovare informazioni, approfondimenti ed un'area blog interattiva per commenti e suggerimenti". "Siamo cittadini comuni che danno voce ad altri cittadini - dice Gianluca Amadio, candidato consigliere - cercando di coinvolgere l'elettore cesenate che si sta disaffezionando alla politica". Una sintesi del programma proposta in anteprima dalla lista civica Cesena 5 Stelle affronta temi molto importanti per la citta' come acqua, rifiuti, energia, mobilità, connettività e sviluppo in un'ottica trasversale rispetto agli altri schieramenti, ponendo l'accento su politiche di buon senso, rivolte all'interesse e alla partecipazione della cittadinanza.

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Beppe Grillo si schiera con Giuliani (sezione: Grillo)

( da "Trentino" del 08-04-2009)
Pubblicato anche in: (Corriere delle Alpi)

Argomenti: Grillo

Beppe Grillo si schiera con Giuliani «Il ricercatore aveva avvertito. E ora Bertolaso pagherà?» ROMA. «Mi sento responsabile della morte di 200 persone e chiedo scusa a tutta la cittadinanza perchè sono stato io un coglione a cercare di seguire la strada che mi avevano imposto». All'indomani del disastro, il ricercatore Giampaolo Giuliani insiste: «Il metodo basato sul Radon secondo me non sbaglia. Anche il Giappone utilizza questa stessa ricerca. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere una macchina costruita in maniera artigianale e capace di vedere un segnale che ha rilevato cose che con altre macchine non è possibile evidenziare». Con lui si è schierato ieri anche Beppe Grillo che dal suo blog se la prende con il capo della protezione civile: «Chi denuncerà Bertolaso per procurati morti? Bertolaso che denuncia questo scienziato per procurato allarme, adesso bisognerebbe denunciare lui per procurato omicidio». E mentre Bertolaso replica ribadendo che allo stato «attuale è impossibile prevedere un nuovo evento sismico» e che «questa è scienza», da Ginevra anche il Segretariato delle Nazioni Unite per la Strategia internazionale per la riduzione dei disastri (Isdr) afferma che «non disponiamo di sistemi d'allerta precoce per i terremoti» e che «il sistema della misurazione del Radon, del ricercatore Giampaolo Giuliani, non è stato valutato dall'Isdr». «Si tratta di ricerche che continuano, già da un po' di tempo. Questa volta si potrebbe dargli ragione, ma non si tratta di un tipo d'allerta precoce riconosciuto - spiega Brigitte Leoni portavoce dell'Isdr - Ci sono anche altre ricerche, come quelle condotte da cinesi e filippini che osservano l'attitudine degli animali. I giapponesi, che sono probabilmente i più avanzati nel settore, hanno stabilito che si dispone di due minuti, un lasso di tempo che consente di interrompere l'elettricità, in particolare per le centrali nucleari, ed evitare gli incendi che sono la seconda causa di decessi e feriti in seguito ai terremoti». E se il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ci tiene a specificare che le ricerche svolte da Giuliani non sono mai state finanziate dal Comune, intanto Fabrizio Galadini, direttore dalla sezione di sismologia applicata dell'Ingv (l'Istututo Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Milano) boccia categoricamente il ricercatore: «Mi dispiace dirlo, ma Giuliani non ci ha mai azzeccato». (m.v.)

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Medico è candidato con Rifondazione e la lista dei "grillini" (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 08-04-2009)

Argomenti: Grillo

TORTONA. AMMINISTRATIVE 2009 Medico è candidato con Rifondazione e la lista dei "grillini" Partecipazione dei cittadini alle scelte del Comune, difesa dell'ambiente, politiche sociali, tagli agli sprechi amministrativi a favore di sanità, casa, lavoro, scuola e istruzione. Sono idee alla base del programma elettorale di Carmelo Ciniglio, 71 anni, medico di base, sposato, due figlie. Sarà sostenuto da due liste: Rifondazione Comunista che raggrupperà anche esponenti dei Verdi e «Amici di Beppe Grillo». Ciniglio torna in politica dopo quasi trent'anni: la sua prima esperienza infatti, risale all'80 quando fu eletto consigliere comunale del Pci con sindaco Sebastiano Brighenti. La candidatura di Ciniglio è stata ufficialmente presentata lunedì sera da Daniela Cauli di Rifondazione e dal presidente dei Grillini, Angelo Moressa. «Sorveglieremo in particolare cinque casi di conflitti di interesse in cui può incorrere un amministratore - ha detto Ciniglio -. I cittadini devono essere protagonisti dell'osservatorio ambientale e dei comitati di quartiere, che intendiamo ripristinare, come il ricorso al consiglio comunale aperto». Poi, l'ambiente e la salute: «I tumori sono in aumento, la causa potrebbe essere l'inquinamento che intendiamo combattere». Intanto, sabato mattina il senatore Roberto Salerno è giunto in città per presentare il candidato sindaco del Movimento nazionale, Davide Grillo, 44 anni, carabiniere in congedo, attualmente imprenditore nel campo della sicurezza privata, titolare della società Baschi Blu. «E' una sfida con me stesso - dice Grillo -. Sono un cittadino scontento, insoddisfatto e infastidito dal torpore delle precedenti amministrazioni in merito a problemi come la sicurezza. I tortonesi devono essere tutelati. Voglio istituire anche la figura del difensore civico». \

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comitati, appelli e firme di adesione quando il candidato nasce su facebook - carmelo di gesaro francesca scaglione (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 08-04-2009)

Argomenti: Grillo

Pagina V - Palermo Proliferano le iniziative sul web. Tra i più richiesti dal popolo della rete il sindaco di Gela Rosario Crocetta Comitati, appelli e firme di adesione quando il candidato nasce su Facebook CARMELO DI GESARO FRANCESCA SCAGLIONE La politica entra in scena nel grande mercato dei social network. Sono in prevalenza gli elettori ed i candidati di sinistra ad utilizzare la principale piazza informatica della rete, Facebook. A pochi giorni dal via alla campagna elettorale per il rinnovo del parlamento europeo, sul web sono partite raccolte firme e gruppi di discussione. Ma soprattutto, sulla rete, si moltiplicano gli appelli per le candidature. I consensi si concentrano soprattutto su personaggi come Rosario Crocetta e Rita Borsellino. Per esempio l´iniziativa dei ragazzi del comitato "Sosteniamo Crocetta" promotori di una petizione on line (www. firmiamo. it/sosteniamocrocetta) che conta già quasi 800 firme, oltre ai diversi gruppi di supporto nati su Facebook che si aggirano intorno ai tremila iscritti. Anche per Rita Borsellino c´è una raccolta firme che la vorrebbe candidata con Sinistra e Libertà (www. firmiamo. it/ritaborsellinoconsinistraeliberta) ed un gruppo composto da oltre un migliaio di persone, sempre su Facebook, che invece la propone al Partito Democratico. A sottoscrivere l´appello pro Crocetta anche Luigi Ciotti, Beppe Lumia, Sandra Amurri, Elisabetta Caponnetto, Renzo Caponetti. A volere la Borsellino candidata per Sinistra e Libertà sono soprattutto cittadini del centro-nord, mentre a sollecitare il Pd sono i giovani del partito di Palermo e i ragazzi del movimento Un´altra storia, tra cui il consigliere comunale Nadia Spallitta. Gli internauti hanno ideato dei loghi originali per i loro candidati, per Crocetta, si gioca con la sigla "PD" come acronimo di "Pensaci Dario", mentre per la Borsellino il motto è "Change PD". Diverso è il caso di Sonia Alfano, candidata come indipendente con le liste di Italia dei Valori, che ha fatto tesoro della rete. Grazie al supporto dei meet-up di Beppe Grillo, già alla scorse regionali la Alfano, era infatti riuscita a raggiungere un buon risultato, sfruttando il passaparola sul web. Non solo movimenti e comitati. Si muovono anche i rappresentanti istituzionali, tra i protagonisti Fabrizio Ferrandelli, che promuove spesso le attività legate alla sua attività di consigliere comunale, informa i suoi contatti delle iniziative che promuove in consiglio o li invita a partecipare alle manifestazioni organizzate dal suo partito, l´Italia dei valori. Si muove tantissimo anche Doriana Ribaudo, anche lei giovanissima e già in sella a Sala delle Lapidi, organizza gli incontri con i ragazzi del movimento giovanile dell´Udc e informa i suoi elettori.

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partiti e associazioni scaldano i motori (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 08-04-2009)

Argomenti: Grillo

Pagina 3 - Prato Partiti e associazioni scaldano i motori Entro sabato 9 maggio la presentazione delle liste Incontro in Prefettura Quante firme devono essere raccolte PRATO. Tutti in Prefettura per capire come presentare liste, candidati sindaci e simboli e manifesti elettorali. L'incontro, organizzato ieri, ha visto una partecipazione massiccia di rappresentanti dei partiti, associazioni, comitati. Tanto massiccia che non è bastato il pur abbondante materiale preparato, con norme, modelli da compilare per la raccolta delle firme e l'accettazione delle candidature, la presentazione dei simboli. C'erano un po' tutti, appunto. Il candidato sindaco indipendente Aldo Milone, Linda Pieragnoli ed Emiliano Citarella del Pd, l'Italia dei valori in prima fila. Alle spalle, Alessio Nincheri per Sinistra e Libertà, Aurelio Biscotti che corre in proprio a Montemurlo, Damiano Baroncelli di Giovani e Famiglia, la Lega, gli staff del Pdl e quelli delle liste civiche (Per il bene comune, Beppe Grillo, La città per noi) che si presenteranno alle elezioni amministrative. Alcune andranno per conto proprio, altre sono date in procinto di sposare il centrodestra. Altre ancora, poi, s'aggiungeranno, come quella di Massimo Taiti. Fatto sta che si comincia. Primo appuntamento, la raccolta delle firme che, cinque anni fa non fu del tutto lineare, con tanto di doppie sottoscrizioni, defunti dati per iscritti alle liste elettorali e via di seguito. Per gli errori commessi, d'altra parte, erano previste sanzioni penali che non spaventavano. Adesso, come hanno ricordato in Prefettura, non c'è più il penale ma incombe il rischio di multe salate. Occhio allora. Il consiglio, che vale per tutti, è quello di far sottoscrivere i modelli agli elettori in presenza di chi autenticherà poi le firme, vale a dire un consigliere comunale, un assessore o un altro pubblico ufficiale. Chi sosterrà una lista non potrà firmare per un'altra, anche se della stessa coalizione. è possibile candidarsi in un Comune diverso da quello di residenza ma, per quanto riguarda la presentazione di nomi e simboli, possono firmare soltanto gli iscritti nelle liste elettorali del Comune (o di un Comune della Provincia) nel quale viene effettuata la raccolta. Di firme, ne servono non meno di 350 e non più di 700 a Prato, fra le 200 e le 200 a Montemurlo, fra le 50 e le 120 a Vaiano e Vernio e fra le 30 e le 60 a Cantagallo. Per quanto riguarda l'elezione del consiglio comunale della città, una lista dovrà essere formata da non più di 40 persone (tante quanti i consiglieri da eleggere) e non meno di 27. Più corte quelle dei centri della provincia: fra i 13 e i 20 candidati a Montemurlo, fra i 12 e i 16 a Vaiano e a Vernio, fra i 9 e i 12 a Cantagallo. Le liste collegate a uno stesso candidato sindaco dovranno presentare un identico programma elettorale. Le liste devono essere presentate entro le 12 di sabato 9 maggio. Si vota, lo ricordiamo, sabato 6 giugno, dalle 15 alle 22 e domenica 7 giugno, dalle 7 alle 22.

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non sprechiamo soldi per l'ex banci (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 08-04-2009)

Argomenti: Grillo

LA LISTA DI BEPPE GRILLO «Non sprechiamo soldi per l'ex Banci» PRATO. Non è nato a Prato, ma è appassionato di questa città fin da piccolo quando, accanito tifoso di Paolo Rossi, voleva venire a conoscerlo. Fausto Barosco, candidato sindaco per la lista civica "Prato 5 stelle - beppegrillo.it" è originario di San Donà di Piave in provincia di Verona e nel 2000 si trasferisce definitivamente a Prato per amore. Di sua moglie Eva questa volta. Con il suo programma è intenzionato a valorizzare un modello di città curato e pensato non solo per chi ci lavora. «Nel 1994, quando sono venuto qui per la prima volta, ho trovato una Prato sottovalutata dal punto di vista storico e architettonico - dichiara Barosco -. Anche se è una realtà industriale, il suo centro storico andrebbe valorizzato, basti vedere Pistoia». In questa logica rientra anche il progetto "Curitiba" per un trasporto pubblico più efficiente e una migliore qualità della vita: «Curitiba è una città brasiliana dove nonostante la popolazione sia triplicata, il traffico è diminuito - spiega -. Noi possiamo ottenere gli stessi effetti favorendo l'utilizzo di mezzi pubblici che siano più efficienti e meno inquinanti». Di fronte a un'emergenza sociale causata dalla crisi del tessile Fausto Barosco critica fortemente le spese fatte in grandi opere pubbliche: «In un momento così delicato spendere oltre 250 milioni per un polo espositivo nell'area dell'Ex Banci è un inutile spreco che sa di speculazione edilizia». Ba. Bu.

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Sta nascendo un mondo migliore?. (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 08-04-2009)

Argomenti: Grillo

Sul Giornale di oggi intervisto Bob Thurman, personaggio di grande caratura, sebbene poco noto in Italia. E' uno dei principali consiglieri del Dalai Lama, saggista di grande successo, la rivista "Time" lo inserì tra i dieci americani più influenti. Il suo è il punto di vista di un americano spirituale, che nella crisi finanziaria inizia a vedere una grande opportunità: quella di creare un mondo migliore. Secondo Thurman "è un bene che la coscienza collettiva degli americani si sia risvegliata. Urlano un poco? Se la gente smette di dare ascolto a certe élite e costringe chi ha provocato questo disastro a prendersi le proprie responsabilità questo può essere positivo», mentre prima la coscienza era assopita "perché prevaleva l'egoismo. Molti si rendevano conto degli abusi di un gruppo ristretto di persone, di lobbies molto potenti come quelle delle banche, ma finché riuscivano ad andare avanti si dicevano: cosa posso rimediare da solo? E siccome tutti pensavano così, nulla cambiava davvero. D'altronde bastava accendere la tele per distrarsi: chi parlava dei problemi reali? Nessuno, tutto era trasformato in uno spettacolo, anche l'informazione». Questa crisi è un'opportunità "perché il sistema così non poteva funzionare: stavamo correndo verso il disastro. Tutto a credito, tutto esasperato, centinaia di milioni di persone strappate alla campagne. Il governo americano e le grandi istituzioni dicevano ai Paesi piccoli: non potete proteggere i piccoli coltivatori. Così tutta la produzione finiva nelle mani dei grandi gruppi. E gli agricoltori senza più lavoro che cosa fanno? Vanno nelle città dove vivono nelle baraccopoli. È progresso questo? Ora c'è la possibilità di creare sistema più equilibrato. Era un'economia guidata dall'avidità, che ignorava i limiti delle risorse naturali e il rispetto della natura. Ora c'è la possibilità di creare un sistema più saggio, basato sui valori positivi dell'uomo». Thurman ricorda che "dopo ogni grande tragedia, la gente si scopre migliore. All'indomani dell'undici settembre i newyorkesi erano solidali, si cercavano, si aiutavano", li interpeta come segnali di una trasformazione della coscienza e della sensibilità collettive. E se osserviamo quel che sta accadendo in Abruzzo l'intuizione di Thurman trova conferme. Il mio collega Cristiano Gatti, racconta la straordinaria dignità degli abitanti delle zone colpite. Scrive in un bellissimo articolo: "Di sventure e di dolore, di lutto e di rabbia, insomma di creature afflitte e dolenti ormai ne abbiamo viste tante, passando da un cataclisma all'altro. Ma mai, lo dico da semplice testimone neutrale, ho ammirato un simile affresco di spontanea compostezza, di sano orgoglio, di rigoroso rispetto. L'Aquila e dintorni sono a pezzi, non c'è famiglia che non abbia un buon motivo per piangere, ma da questo girone infernale si alza solo silenzio, decoro, contegno. E voglia di ricominciare. Parole toccanti. Rifletto e mi chiedo: dalla crisi economica, dalle tragedie, sta nascendo davvero un mondo migliore? Scritto in capitalismo, crisi, società, globalizzazione, Italia, gli usa e il mondo Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Apr 09 Terremoto, l'Italia che reagisce bene (con qualche eccezione) Per una volta l'Italia ha stupito in bene reagendo alla tragedia dell'Abruzzo: anzichè dividersi in polemiche sterili, il Paese si è unito. I soccorsi sono stati rapidi, la solidarietà della gente comune commovente, la reazione dei partiti finalmente responsabile. Ho apprezzato molto l'intervento di Franceschini in Parlamento che, senza se e senza ma, ha offerto il proprio sostegno a Berlusconi che, senza se e senza ma, l'ha accettato. Bene, con qualche ulteriore riflessione: 1) Ora si tratta di continuare su questa strada, scongiurando il rischio, molto alto, che passata l'emozione, prevalgano antiche e cattive abitudini ovvero che i fondi stanziati per la ricostruzione non arrivino mai, o solo in parte, a chi ne ha davvero bisogno. 2) Questa tragedia conferma, purtroppo, la mancanza di una cultura della prevenzione nel nostro Paese. In una zona a forte sismico troppi edifici non sono stati messi a norma e questo spiega perchè a crollare non sono state solo case vecchie ma anche edifici recenti. 3) Nonostante il cordoglio, qualcuno non si è trattenuto dall'insinuare qualche polemica. Per un certo mondo, il solito (ovvero il popolo di Grillo, Travaglio, Di Pietro), il terremoto si poteva prevedere e considera Giuliani, l'esperto che sostiene di averlo annunciato, un incompreso da difendere. Peccato che la sua previsione fosse imprecisa: aveva previsto il sisma per il 29 marzo a Sulmona. Immaginiamo che le autorità gli avessero prestato ascolto: migliaia di persone sarebbero state evacuate, poi il 30 o il 31 marzo fatte rientrare a casa. L'Aquila e i paesi circostanti non sarebbero stati risparmiati dalla scossa che ha colpito il 6 aprile, con epicentro il comune di Catipignano. Ieri ho partecipato a una trasmissione radiofonica in Francia su Rtl e uno dei più famosi sismologi francesi - dunaue senza alcun legame con il governo italiano - ha confermato che è impossibile prevedere i terremoti. La polemica non dovrebbe nemmeno iniziare, ma temo che di Giuliani sentiremo parlare a lungo. Sui blog di Grillo è Di Pietro tira già una certa aria.. sì, diventerà un eroe, un perseguitato, un nuovo simbolo di un'Italia confusamente arrabbiata e facilmente manipolabile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: tutti i leader del mondo hanno espresso all'Italia solidarietà e cordoglio, anche il presidente Obama, con toni partecipi e una lunga telefonata a Berlusconi. Lo ringraziamo, ma poi l'ambasciata americana ha deciso lo stanziamento di 50 mila dollari per l'assistenza umanitaria. Dico: 50mila dollari. Un pensierino ino ino ino, peraltro non richiesto dall'Italia. Il governo americano poteva proprio rispiarmarselo. Scritto in comunicazione, pdl, politica, partito democratico, spin, Italia, società, manipolazione, giornalismo Commenti ( 45 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Apr 09 Obama è il nuovo Gorbaciov? Ammettiamolo: questo viaggio in Europa e Turchia sancisce un grande successo di immagine per Obama. La stampa lo ha esaltato e non capita mai che un presidente, all'estero, venga accolto da folle in delirio. O meglio: succedeva a Gorbaciov ai tempi della perestroika. Obama in Germania ha parlato a un'assemblea di cittadini adoranti e i sondaggi rivelano che, se si candidasse alle elezioni politiche di fine settembre, batterebbe agevolmente Angela Merkel. Come Gorbaciov ha sposato una donna dal carattere forte, carismatico e capace di rompere gli schemi. La sua straripante popolarità dimostra che gli Usa, quando usano i toni giusti, possono essere ancora amati nel mondo e dunque che l'antiamericanismo non era viscerale, né irreversibile, ma limitato agli eccessi dell'era Bush. Infatti le proteste di strada non erano rivolte contro di lui. L'analogia con Gorbaciov, però, rischia di essere anche politica, sebbene non altrettanto drammatica nell'esito finale. L'esperienza del profeta della glasnost si concluse con il crollo dell'Urss, quella del primo presidente afroamericano difficilmente terminerà con l'implosione degli Stati Uniti. Ma proprio questo primo viaggio ha svelato al mondo un'altra America, meno sicura di sé, improvvisamente umile, a tratti quasi implorante. Quella di un tempo era abituata a imporre i compromessi, quella di oggi dà l'impressione di subirli. Il G20 è stato salutato come un grande successo, ma Washington non ha ottenuto l'impegno di tutti i Paesi a varare una maxi-manovra di stimolo. Dal vertice della Nato si aspettava un impegno ampio e coordinato da parte degli alleati per l'invio duraturo di nuove truppe in Afghanistan, ha ottenuto lo spiegamento di 5mila uomini limitato alle elezioni presidenziali. Eppure nelle scorse settimane aveva esercitato pressioni fortissime per piegare le resistenze degli europei. Inutilmente: per la prima volta il Vecchio Continente può dire no, senza temere lacerazionie tanto meno ritorsioni. La Ue è diventata improvvisamente forte? No, è quella di sempre caotica, litigiosa, multicefala. Semmai è l'America a essere divenuta debole. Obama ha avuto l'onestà intellettuale di ammetterlo: «Siamo stati noi a provocare la crisi finanziaria», da cui, però, gli Stati Uniti non possono uscire da soli. Ha bisogno degli altri, come ben sappiamo. E allora Obama è costretto ad assumere un registro inconsueto per un capo della Casa Bianca: quello del mediatore, dell'amico bonario, del leader che parla poco e ascolta molto. Nei due vertici - G20 e Nato - ha dovuto ritagliarsi un ruolo di negoziatore, di pacificatore. La sua è un'America che tende la mano e riscopre il consenso. Con un dubbio: Obama sta gestendo un periodo di difficoltà transitoria in attesa di riprendere il ruolo di superpotenza o, come Gorbaciov, verrà ricordato come il gestore di un grande Paese che declina tra gli applausi del mondo? Scritto in era obama, crisi, europa, globalizzazione, gli usa e il mondo, germania, francia Commenti ( 39 ) » (7 voti, il voto medio è: 2.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Apr 09 Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà? La Merkel ha parlato di un compromesso storico, Obama ieri era raggiante; tutti i leader hanno salutato con enfasi i risultati del G20. Ed è normale che sia così: tentano di infondere fiducia e speranza, nel tentativo, perlomeno, di sbloccare i consumi. E le Borse hanno risposto. Tuttavia analizzando i contenuti ci si accorge che, come previsto, il G20 ha portato poche novità. L'unica è l'aumento dei fondi a disposizione del Fmi: erano previsti 500 miliardi, saranno 750. per il resto: - hanno annunciato che intendono regolamentare gli hedge funds e le agenzie di rating. Bene, ma le norme devono essere ancora stabilite e il dibattito rischia di essere lungo. - secondo Brown "non ci saranno più i bonus per i manager che fanno fallire le società". Era ora, ma più che altro è un auspicio condiviso, perchè ogni Paese, com'è ovvio, deciderà autonomamente se e come realizzarlo. - hanno dichiarato di aver posto le fondamenta per "ripulire i bilanci delle banche dagli asset tossici", ma anche questa è una dichiarazione d'intenti. In realtà, i Paesi continuano a procedere in ordine sparso e un codice comune appare ancora lontano. L'economista Giorgio Barba Navaretti ( vedi l' intervista uscita sul Giornale) rileva due punti innovativi: l'impegno a far ripartire il commercio mondiale e l'ammissione che la crescita non potrà più dipendere solo dagli Usa, ma da quello che definisce "un traino globale", in cui i Paesi come Cina, India, Brasile avranno un ruolo sempre più importante. Ma questo avrà effetto nel lungo periodo: a breve è improbabile che queste economia possano generare una domanda interna molto forte. Complessivamente il G20 è stato insoddisfacente su due punti: - il pacchetto da 1100 miliardi non serve a rilanciare l'economia mondiale - il problema più urgente, quello di una riforma strutturale del sistema finanziario mondiale è irrisolto. Intanto proprio ieri gli Stati Uniti hanno allentato il mark-to-market ovvero la norma che obbligava le banche a valutare ogni giorno il prezzo di mercato dei prodotti finanziari e siccome molti di questi non hanno acquirenti le banche erano costrette a iscrivere a bilancio perdite colossali. Ora invece potranno diluirle nel tempo, nella speranza che in futuro i prodotti tossici valgano più di zero. Insomma , cambiano i parametri anzichè affrontare le cause del male. L'impressione è che il G20 si servito soprattutto a spargere tanta cipria sulla crisi mondiale, nel tentativo di cambiare la psicologia catastrofista dei mercati, infondendo ottimismo, avvalorando l'impressione che la situazione sia sotto controllo. Il tentativo in sè è comprensibile, ma basterà per risollevare l'economia globale? Scritto in spin, era obama, banche, capitalismo, crisi, società, economia, gli usa e il mondo, germania, globalizzazione, europa, francia Commenti ( 44 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Apr 09 Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 41 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 53 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (10) blog (1) capitalismo (11) cina (19) comunicazione (3) crisi (14) democrazia (62) economia (32) era obama (18) europa (14) francia (25) germania (6) giornalismo (52) giustizia (2) gli usa e il mondo (66) globalizzazione (48) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (153) manipolazione (7) medio oriente (13) notizie nascoste (47) partito democratico (3) pdl (2) politica (2) presidenziali usa (23) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (26) spin (8) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Dalla crisi (e dalle tragedie) può nascere un mondo migliore?. (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 08-04-2009)

Argomenti: Grillo

Sul Giornale di oggi intervisto Bob Thurman, personaggio di grande caratura, sebbene poco noto in Italia. E' uno dei principali consiglieri del Dalai Lama, saggista di grande successo, la rivista "Time" lo inserì tra i dieci americani più influenti. Il suo è il punto di vista di un americano spirituale, che nella crisi finanziaria inizia a vedere una grande opportunità: quella di creare un mondo migliore. Secondo Thurman "è un bene che la coscienza collettiva degli americani si sia risvegliata. Urlano un poco? Se la gente smette di dare ascolto a certe élite e costringe chi ha provocato questo disastro a prendersi le proprie responsabilità questo può essere positivo», mentre prima la coscienza era assopita "perché prevaleva l'egoismo. Molti si rendevano conto degli abusi di un gruppo ristretto di persone, di lobbies molto potenti come quelle delle banche, ma finché riuscivano ad andare avanti si dicevano: cosa posso rimediare da solo? E siccome tutti pensavano così, nulla cambiava davvero. D'altronde bastava accendere la tele per distrarsi: chi parlava dei problemi reali? Nessuno, tutto era trasformato in uno spettacolo, anche l'informazione». Questa crisi è un'opportunità "perché il sistema così non poteva funzionare: stavamo correndo verso il disastro. Tutto a credito, tutto esasperato, centinaia di milioni di persone strappate alla campagne. Il governo americano e le grandi istituzioni dicevano ai Paesi piccoli: non potete proteggere i piccoli coltivatori. Così tutta la produzione finiva nelle mani dei grandi gruppi. E gli agricoltori senza più lavoro che cosa fanno? Vanno nelle città dove vivono nelle baraccopoli. È progresso questo? Ora c'è la possibilità di creare sistema più equilibrato. Era un'economia guidata dall'avidità, che ignorava i limiti delle risorse naturali e il rispetto della natura. Ora c'è la possibilità di creare un sistema più saggio, basato sui valori positivi dell'uomo». Thurman ricorda che "dopo ogni grande tragedia, la gente si scopre migliore. All'indomani dell'undici settembre i newyorkesi erano solidali, si cercavano, si aiutavano", li interpeta come segnali di una trasformazione della coscienza e della sensibilità collettive. E se osserviamo quel che sta accadendo in Abruzzo l'intuizione di Thurman trova conferme. Il mio collega Cristiano Gatti, racconta la straordinaria dignità degli abitanti delle zone colpite. Scrive in un bellissimo articolo: "Di sventure e di dolore, di lutto e di rabbia, insomma di creature afflitte e dolenti ormai ne abbiamo viste tante, passando da un cataclisma all'altro. Ma mai, lo dico da semplice testimone neutrale, ho ammirato un simile affresco di spontanea compostezza, di sano orgoglio, di rigoroso rispetto. L'Aquila e dintorni sono a pezzi, non c'è famiglia che non abbia un buon motivo per piangere, ma da questo girone infernale si alza solo silenzio, decoro, contegno. E voglia di ricominciare. Parole toccanti. Rifletto e mi chiedo: dalla crisi economica, dalle tragedie, sta nascendo davvero un mondo migliore? Scritto in capitalismo, crisi, società, globalizzazione, Italia, gli usa e il mondo 1 Commento » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Apr 09 Terremoto, l'Italia che reagisce bene (con qualche eccezione) Per una volta l'Italia ha stupito in bene reagendo alla tragedia dell'Abruzzo: anzichè dividersi in polemiche sterili, il Paese si è unito. I soccorsi sono stati rapidi, la solidarietà della gente comune commovente, la reazione dei partiti finalmente responsabile. Ho apprezzato molto l'intervento di Franceschini in Parlamento che, senza se e senza ma, ha offerto il proprio sostegno a Berlusconi che, senza se e senza ma, l'ha accettato. Bene, con qualche ulteriore riflessione: 1) Ora si tratta di continuare su questa strada, scongiurando il rischio, molto alto, che passata l'emozione, prevalgano antiche e cattive abitudini ovvero che i fondi stanziati per la ricostruzione non arrivino mai, o solo in parte, a chi ne ha davvero bisogno. 2) Questa tragedia conferma, purtroppo, la mancanza di una cultura della prevenzione nel nostro Paese. In una zona a forte sismico troppi edifici non sono stati messi a norma e questo spiega perchè a crollare non sono state solo case vecchie ma anche edifici recenti. 3) Nonostante il cordoglio, qualcuno non si è trattenuto dall'insinuare qualche polemica. Per un certo mondo, il solito (ovvero il popolo di Grillo, Travaglio, Di Pietro), il terremoto si poteva prevedere e considera Giuliani, l'esperto che sostiene di averlo annunciato, un incompreso da difendere. Peccato che la sua previsione fosse imprecisa: aveva previsto il sisma per il 29 marzo a Sulmona. Immaginiamo che le autorità gli avessero prestato ascolto: migliaia di persone sarebbero state evacuate, poi il 30 o il 31 marzo fatte rientrare a casa. L'Aquila e i paesi circostanti non sarebbero stati risparmiati dalla scossa che ha colpito il 6 aprile, con epicentro il comune di Catipignano. Ieri ho partecipato a una trasmissione radiofonica in Francia su Rtl e uno dei più famosi sismologi francesi - dunaue senza alcun legame con il governo italiano - ha confermato che è impossibile prevedere i terremoti. La polemica non dovrebbe nemmeno iniziare, ma temo che di Giuliani sentiremo parlare a lungo. Sui blog di Grillo è Di Pietro tira già una certa aria.. sì, diventerà un eroe, un perseguitato, un nuovo simbolo di un'Italia confusamente arrabbiata e facilmente manipolabile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: tutti i leader del mondo hanno espresso all'Italia solidarietà e cordoglio, anche il presidente Obama, con toni partecipi e una lunga telefonata a Berlusconi. Lo ringraziamo, ma poi l'ambasciata americana ha deciso lo stanziamento di 50 mila dollari per l'assistenza umanitaria. Dico: 50mila dollari. Un pensierino ino ino ino, peraltro non richiesto dall'Italia. Il governo americano poteva proprio rispiarmarselo. Scritto in comunicazione, pdl, politica, partito democratico, spin, Italia, società, manipolazione, giornalismo Commenti ( 46 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Apr 09 Obama è il nuovo Gorbaciov? Ammettiamolo: questo viaggio in Europa e Turchia sancisce un grande successo di immagine per Obama. La stampa lo ha esaltato e non capita mai che un presidente, all'estero, venga accolto da folle in delirio. O meglio: succedeva a Gorbaciov ai tempi della perestroika. Obama in Germania ha parlato a un'assemblea di cittadini adoranti e i sondaggi rivelano che, se si candidasse alle elezioni politiche di fine settembre, batterebbe agevolmente Angela Merkel. Come Gorbaciov ha sposato una donna dal carattere forte, carismatico e capace di rompere gli schemi. La sua straripante popolarità dimostra che gli Usa, quando usano i toni giusti, possono essere ancora amati nel mondo e dunque che l'antiamericanismo non era viscerale, né irreversibile, ma limitato agli eccessi dell'era Bush. Infatti le proteste di strada non erano rivolte contro di lui. L'analogia con Gorbaciov, però, rischia di essere anche politica, sebbene non altrettanto drammatica nell'esito finale. L'esperienza del profeta della glasnost si concluse con il crollo dell'Urss, quella del primo presidente afroamericano difficilmente terminerà con l'implosione degli Stati Uniti. Ma proprio questo primo viaggio ha svelato al mondo un'altra America, meno sicura di sé, improvvisamente umile, a tratti quasi implorante. Quella di un tempo era abituata a imporre i compromessi, quella di oggi dà l'impressione di subirli. Il G20 è stato salutato come un grande successo, ma Washington non ha ottenuto l'impegno di tutti i Paesi a varare una maxi-manovra di stimolo. Dal vertice della Nato si aspettava un impegno ampio e coordinato da parte degli alleati per l'invio duraturo di nuove truppe in Afghanistan, ha ottenuto lo spiegamento di 5mila uomini limitato alle elezioni presidenziali. Eppure nelle scorse settimane aveva esercitato pressioni fortissime per piegare le resistenze degli europei. Inutilmente: per la prima volta il Vecchio Continente può dire no, senza temere lacerazionie tanto meno ritorsioni. La Ue è diventata improvvisamente forte? No, è quella di sempre caotica, litigiosa, multicefala. Semmai è l'America a essere divenuta debole. Obama ha avuto l'onestà intellettuale di ammetterlo: «Siamo stati noi a provocare la crisi finanziaria», da cui, però, gli Stati Uniti non possono uscire da soli. Ha bisogno degli altri, come ben sappiamo. E allora Obama è costretto ad assumere un registro inconsueto per un capo della Casa Bianca: quello del mediatore, dell'amico bonario, del leader che parla poco e ascolta molto. Nei due vertici - G20 e Nato - ha dovuto ritagliarsi un ruolo di negoziatore, di pacificatore. La sua è un'America che tende la mano e riscopre il consenso. Con un dubbio: Obama sta gestendo un periodo di difficoltà transitoria in attesa di riprendere il ruolo di superpotenza o, come Gorbaciov, verrà ricordato come il gestore di un grande Paese che declina tra gli applausi del mondo? Scritto in era obama, crisi, europa, globalizzazione, gli usa e il mondo, germania, francia Commenti ( 39 ) » (7 voti, il voto medio è: 2.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Apr 09 Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà? La Merkel ha parlato di un compromesso storico, Obama ieri era raggiante; tutti i leader hanno salutato con enfasi i risultati del G20. Ed è normale che sia così: tentano di infondere fiducia e speranza, nel tentativo, perlomeno, di sbloccare i consumi. E le Borse hanno risposto. Tuttavia analizzando i contenuti ci si accorge che, come previsto, il G20 ha portato poche novità. L'unica è l'aumento dei fondi a disposizione del Fmi: erano previsti 500 miliardi, saranno 750. per il resto: - hanno annunciato che intendono regolamentare gli hedge funds e le agenzie di rating. Bene, ma le norme devono essere ancora stabilite e il dibattito rischia di essere lungo. - secondo Brown "non ci saranno più i bonus per i manager che fanno fallire le società". Era ora, ma più che altro è un auspicio condiviso, perchè ogni Paese, com'è ovvio, deciderà autonomamente se e come realizzarlo. - hanno dichiarato di aver posto le fondamenta per "ripulire i bilanci delle banche dagli asset tossici", ma anche questa è una dichiarazione d'intenti. In realtà, i Paesi continuano a procedere in ordine sparso e un codice comune appare ancora lontano. L'economista Giorgio Barba Navaretti ( vedi l' intervista uscita sul Giornale) rileva due punti innovativi: l'impegno a far ripartire il commercio mondiale e l'ammissione che la crescita non potrà più dipendere solo dagli Usa, ma da quello che definisce "un traino globale", in cui i Paesi come Cina, India, Brasile avranno un ruolo sempre più importante. Ma questo avrà effetto nel lungo periodo: a breve è improbabile che queste economia possano generare una domanda interna molto forte. Complessivamente il G20 è stato insoddisfacente su due punti: - il pacchetto da 1100 miliardi non serve a rilanciare l'economia mondiale - il problema più urgente, quello di una riforma strutturale del sistema finanziario mondiale è irrisolto. Intanto proprio ieri gli Stati Uniti hanno allentato il mark-to-market ovvero la norma che obbligava le banche a valutare ogni giorno il prezzo di mercato dei prodotti finanziari e siccome molti di questi non hanno acquirenti le banche erano costrette a iscrivere a bilancio perdite colossali. Ora invece potranno diluirle nel tempo, nella speranza che in futuro i prodotti tossici valgano più di zero. Insomma , cambiano i parametri anzichè affrontare le cause del male. L'impressione è che il G20 si servito soprattutto a spargere tanta cipria sulla crisi mondiale, nel tentativo di cambiare la psicologia catastrofista dei mercati, infondendo ottimismo, avvalorando l'impressione che la situazione sia sotto controllo. Il tentativo in sè è comprensibile, ma basterà per risollevare l'economia globale? Scritto in spin, era obama, banche, capitalismo, crisi, società, economia, gli usa e il mondo, germania, globalizzazione, europa, francia Commenti ( 44 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Apr 09 Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 41 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 53 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (10) blog (1) capitalismo (11) cina (19) comunicazione (3) crisi (14) democrazia (62) economia (32) era obama (18) europa (14) francia (25) germania (6) giornalismo (52) giustizia (2) gli usa e il mondo (66) globalizzazione (48) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (153) manipolazione (7) medio oriente (13) notizie nascoste (47) partito democratico (3) pdl (2) politica (2) presidenziali usa (23) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (26) spin (8) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Terremoto, l'Italia che reagisce bene (con qualche eccezione) (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 08-04-2009)

Argomenti: Grillo

Sul Giornale di oggi intervisto Bob Thurman, personaggio di grande caratura, sebbene poco noto in Italia. E' uno dei principali consiglieri del Dalai Lama, saggista di grande successo, la rivista "Time" lo inserì tra i dieci americani più influenti. Il suo è il punto di vista di un americano spirituale, che nella crisi finanziaria inizia a vedere una grande opportunità: quella di creare un mondo migliore. Secondo Thurman "è un bene che la coscienza collettiva degli americani si sia risvegliata. Urlano un poco? Se la gente smette di dare ascolto a certe élite e costringe chi ha provocato questo disastro a prendersi le proprie responsabilità questo può essere positivo», mentre prima la coscienza era assopita "perché prevaleva l'egoismo. Molti si rendevano conto degli abusi di un gruppo ristretto di persone, di lobbies molto potenti come quelle delle banche, ma finché riuscivano ad andare avanti si dicevano: cosa posso rimediare da solo? E siccome tutti pensavano così, nulla cambiava davvero. D'altronde bastava accendere la tele per distrarsi: chi parlava dei problemi reali? Nessuno, tutto era trasformato in uno spettacolo, anche l'informazione». Questa crisi è un'opportunità "perché il sistema così non poteva funzionare: stavamo correndo verso il disastro. Tutto a credito, tutto esasperato, centinaia di milioni di persone strappate alla campagne. Il governo americano e le grandi istituzioni dicevano ai Paesi piccoli: non potete proteggere i piccoli coltivatori. Così tutta la produzione finiva nelle mani dei grandi gruppi. E gli agricoltori senza più lavoro che cosa fanno? Vanno nelle città dove vivono nelle baraccopoli. È progresso questo? Ora c'è la possibilità di creare sistema più equilibrato. Era un'economia guidata dall'avidità, che ignorava i limiti delle risorse naturali e il rispetto della natura. Ora c'è la possibilità di creare un sistema più saggio, basato sui valori positivi dell'uomo». Thurman ricorda che "dopo ogni grande tragedia, la gente si scopre migliore. All'indomani dell'undici settembre i newyorkesi erano solidali, si cercavano, si aiutavano", li interpeta come segnali di una trasformazione della coscienza e della sensibilità collettive. E se osserviamo quel che sta accadendo in Abruzzo l'intuizione di Thurman trova conferme. Il mio collega Cristiano Gatti, racconta la straordinaria dignità degli abitanti delle zone colpite. Scrive in un bellissimo articolo: "Di sventure e di dolore, di lutto e di rabbia, insomma di creature afflitte e dolenti ormai ne abbiamo viste tante, passando da un cataclisma all'altro. Ma mai, lo dico da semplice testimone neutrale, ho ammirato un simile affresco di spontanea compostezza, di sano orgoglio, di rigoroso rispetto. L'Aquila e dintorni sono a pezzi, non c'è famiglia che non abbia un buon motivo per piangere, ma da questo girone infernale si alza solo silenzio, decoro, contegno. E voglia di ricominciare. Parole toccanti. Rifletto e mi chiedo: dalla crisi economica, dalle tragedie, sta nascendo davvero un mondo migliore? Scritto in capitalismo, crisi, società, globalizzazione, Italia, gli usa e il mondo 1 Commento » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Apr 09 Terremoto, l'Italia che reagisce bene (con qualche eccezione) Per una volta l'Italia ha stupito in bene reagendo alla tragedia dell'Abruzzo: anzichè dividersi in polemiche sterili, il Paese si è unito. I soccorsi sono stati rapidi, la solidarietà della gente comune commovente, la reazione dei partiti finalmente responsabile. Ho apprezzato molto l'intervento di Franceschini in Parlamento che, senza se e senza ma, ha offerto il proprio sostegno a Berlusconi che, senza se e senza ma, l'ha accettato. Bene, con qualche ulteriore riflessione: 1) Ora si tratta di continuare su questa strada, scongiurando il rischio, molto alto, che passata l'emozione, prevalgano antiche e cattive abitudini ovvero che i fondi stanziati per la ricostruzione non arrivino mai, o solo in parte, a chi ne ha davvero bisogno. 2) Questa tragedia conferma, purtroppo, la mancanza di una cultura della prevenzione nel nostro Paese. In una zona a forte sismico troppi edifici non sono stati messi a norma e questo spiega perchè a crollare non sono state solo case vecchie ma anche edifici recenti. 3) Nonostante il cordoglio, qualcuno non si è trattenuto dall'insinuare qualche polemica. Per un certo mondo, il solito (ovvero il popolo di Grillo, Travaglio, Di Pietro), il terremoto si poteva prevedere e considera Giuliani, l'esperto che sostiene di averlo annunciato, un incompreso da difendere. Peccato che la sua previsione fosse imprecisa: aveva previsto il sisma per il 29 marzo a Sulmona. Immaginiamo che le autorità gli avessero prestato ascolto: migliaia di persone sarebbero state evacuate, poi il 30 o il 31 marzo fatte rientrare a casa. L'Aquila e i paesi circostanti non sarebbero stati risparmiati dalla scossa che ha colpito il 6 aprile, con epicentro il comune di Catipignano. Ieri ho partecipato a una trasmissione radiofonica in Francia su Rtl e uno dei più famosi sismologi francesi - dunaue senza alcun legame con il governo italiano - ha confermato che è impossibile prevedere i terremoti. La polemica non dovrebbe nemmeno iniziare, ma temo che di Giuliani sentiremo parlare a lungo. Sui blog di Grillo è Di Pietro tira già una certa aria.. sì, diventerà un eroe, un perseguitato, un nuovo simbolo di un'Italia confusamente arrabbiata e facilmente manipolabile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: tutti i leader del mondo hanno espresso all'Italia solidarietà e cordoglio, anche il presidente Obama, con toni partecipi e una lunga telefonata a Berlusconi. Lo ringraziamo, ma poi l'ambasciata americana ha deciso lo stanziamento di 50 mila dollari per l'assistenza umanitaria. Dico: 50mila dollari. Un pensierino ino ino ino, peraltro non richiesto dall'Italia. Il governo americano poteva proprio rispiarmarselo. Scritto in comunicazione, pdl, politica, partito democratico, spin, Italia, società, manipolazione, giornalismo Commenti ( 46 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Apr 09 Obama è il nuovo Gorbaciov? Ammettiamolo: questo viaggio in Europa e Turchia sancisce un grande successo di immagine per Obama. La stampa lo ha esaltato e non capita mai che un presidente, all'estero, venga accolto da folle in delirio. O meglio: succedeva a Gorbaciov ai tempi della perestroika. Obama in Germania ha parlato a un'assemblea di cittadini adoranti e i sondaggi rivelano che, se si candidasse alle elezioni politiche di fine settembre, batterebbe agevolmente Angela Merkel. Come Gorbaciov ha sposato una donna dal carattere forte, carismatico e capace di rompere gli schemi. La sua straripante popolarità dimostra che gli Usa, quando usano i toni giusti, possono essere ancora amati nel mondo e dunque che l'antiamericanismo non era viscerale, né irreversibile, ma limitato agli eccessi dell'era Bush. Infatti le proteste di strada non erano rivolte contro di lui. L'analogia con Gorbaciov, però, rischia di essere anche politica, sebbene non altrettanto drammatica nell'esito finale. L'esperienza del profeta della glasnost si concluse con il crollo dell'Urss, quella del primo presidente afroamericano difficilmente terminerà con l'implosione degli Stati Uniti. Ma proprio questo primo viaggio ha svelato al mondo un'altra America, meno sicura di sé, improvvisamente umile, a tratti quasi implorante. Quella di un tempo era abituata a imporre i compromessi, quella di oggi dà l'impressione di subirli. Il G20 è stato salutato come un grande successo, ma Washington non ha ottenuto l'impegno di tutti i Paesi a varare una maxi-manovra di stimolo. Dal vertice della Nato si aspettava un impegno ampio e coordinato da parte degli alleati per l'invio duraturo di nuove truppe in Afghanistan, ha ottenuto lo spiegamento di 5mila uomini limitato alle elezioni presidenziali. Eppure nelle scorse settimane aveva esercitato pressioni fortissime per piegare le resistenze degli europei. Inutilmente: per la prima volta il Vecchio Continente può dire no, senza temere lacerazionie tanto meno ritorsioni. La Ue è diventata improvvisamente forte? No, è quella di sempre caotica, litigiosa, multicefala. Semmai è l'America a essere divenuta debole. Obama ha avuto l'onestà intellettuale di ammetterlo: «Siamo stati noi a provocare la crisi finanziaria», da cui, però, gli Stati Uniti non possono uscire da soli. Ha bisogno degli altri, come ben sappiamo. E allora Obama è costretto ad assumere un registro inconsueto per un capo della Casa Bianca: quello del mediatore, dell'amico bonario, del leader che parla poco e ascolta molto. Nei due vertici - G20 e Nato - ha dovuto ritagliarsi un ruolo di negoziatore, di pacificatore. La sua è un'America che tende la mano e riscopre il consenso. Con un dubbio: Obama sta gestendo un periodo di difficoltà transitoria in attesa di riprendere il ruolo di superpotenza o, come Gorbaciov, verrà ricordato come il gestore di un grande Paese che declina tra gli applausi del mondo? Scritto in era obama, crisi, europa, globalizzazione, gli usa e il mondo, germania, francia Commenti ( 39 ) » (7 voti, il voto medio è: 2.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Apr 09 Dal G20 pochi fatti, molto ottimismo. Basterà? La Merkel ha parlato di un compromesso storico, Obama ieri era raggiante; tutti i leader hanno salutato con enfasi i risultati del G20. Ed è normale che sia così: tentano di infondere fiducia e speranza, nel tentativo, perlomeno, di sbloccare i consumi. E le Borse hanno risposto. Tuttavia analizzando i contenuti ci si accorge che, come previsto, il G20 ha portato poche novità. L'unica è l'aumento dei fondi a disposizione del Fmi: erano previsti 500 miliardi, saranno 750. per il resto: - hanno annunciato che intendono regolamentare gli hedge funds e le agenzie di rating. Bene, ma le norme devono essere ancora stabilite e il dibattito rischia di essere lungo. - secondo Brown "non ci saranno più i bonus per i manager che fanno fallire le società". Era ora, ma più che altro è un auspicio condiviso, perchè ogni Paese, com'è ovvio, deciderà autonomamente se e come realizzarlo. - hanno dichiarato di aver posto le fondamenta per "ripulire i bilanci delle banche dagli asset tossici", ma anche questa è una dichiarazione d'intenti. In realtà, i Paesi continuano a procedere in ordine sparso e un codice comune appare ancora lontano. L'economista Giorgio Barba Navaretti ( vedi l' intervista uscita sul Giornale) rileva due punti innovativi: l'impegno a far ripartire il commercio mondiale e l'ammissione che la crescita non potrà più dipendere solo dagli Usa, ma da quello che definisce "un traino globale", in cui i Paesi come Cina, India, Brasile avranno un ruolo sempre più importante. Ma questo avrà effetto nel lungo periodo: a breve è improbabile che queste economia possano generare una domanda interna molto forte. Complessivamente il G20 è stato insoddisfacente su due punti: - il pacchetto da 1100 miliardi non serve a rilanciare l'economia mondiale - il problema più urgente, quello di una riforma strutturale del sistema finanziario mondiale è irrisolto. Intanto proprio ieri gli Stati Uniti hanno allentato il mark-to-market ovvero la norma che obbligava le banche a valutare ogni giorno il prezzo di mercato dei prodotti finanziari e siccome molti di questi non hanno acquirenti le banche erano costrette a iscrivere a bilancio perdite colossali. Ora invece potranno diluirle nel tempo, nella speranza che in futuro i prodotti tossici valgano più di zero. Insomma , cambiano i parametri anzichè affrontare le cause del male. L'impressione è che il G20 si servito soprattutto a spargere tanta cipria sulla crisi mondiale, nel tentativo di cambiare la psicologia catastrofista dei mercati, infondendo ottimismo, avvalorando l'impressione che la situazione sia sotto controllo. Il tentativo in sè è comprensibile, ma basterà per risollevare l'economia globale? Scritto in spin, era obama, banche, capitalismo, crisi, società, economia, gli usa e il mondo, germania, globalizzazione, europa, francia Commenti ( 44 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Apr 09 Che tristezza, la Cnn (e un certo giornalismo). Ieri pomeriggio decine di migliaia di persone hanno preso d'assalto la City, spaccando vetrine delle banche, accerchiando la Banca d'Inghilterra; ci sono stati tafferugli, feriti e un morto. Ieri pomeriggio mi sono sintonizzato sulla Cnn: da sempre in questi frangenti è la più rapida e la più completa; ma ieri sembrava stesse su un altro pianeta. Mentre la protesta esplodeva, la Cnn ci ha parlato di Obama dalla regina, del menu preparato dallo chef dei vip, dei preparativi della cena del G20, ha mostrato fino alla nausea le immagini di Obama sorridente con Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao. E i disordini? Un collegamento di un paio di minuti, come si trattasse di un fatto marginale. Le possibilità sono due: o la Cnn ha commesso un grave errore giornalistico oppure ha volutamente minimizzato i disordini di Londra. Propoendo per la seconda ipotesi e vi spiego perchè: da quando negli Usa è esplosa la protesta contro i bonus dei manager Aig, l'establishment finanziario e politico teme che le proteste, per ora isolate, possano estendersi; dunque il messaggio che gli spin doctor trasmettono ai media è di essere cauti, di non infiammare gli animi, di minimizzare. E la Cnn si è adeguata, come se fosse una tv di regime. Da notare che nessun media europeo ha fatto altrettanto, sebbene molti governi siano assai preoccupati e abbiano inviato messaggi analoghi: tutti i mezzi d'informazione, di destra e di sinistra, hanno dato spazio alle proteste, giudicandole, giustamente, una notizia importante. Che tristezza, la Cnn e, purtroppo, non è l'unico episodio negativo che riguarda la stampa americana che negli ultimi anni ha assecondato senza critiche la guerra in Irak, ha censurato inchieste su Madoff (è successo al Wall Street Journal), e per oltre un decennio non ha analizzato, nè denunciato gli abusi e le storture della casta finanziaria di Wall Street, di cui, anzi, era diventata il megafono. E questi non sono che alcuni esempi. La stampa europea (e quella italiana) ha molti difetti, ma per anni abbiamo considerato quella americana come un modello da imitare. Ora non più. Il livellamento, è verso il basso e non è una buona notizia per il giornalismo occidentale. Scritto in manipolazione, era obama, spin, crisi, comunicazione, società, europa, gli usa e il mondo, notizie nascoste, democrazia, globalizzazione, giornalismo Commenti ( 41 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Mar 09 G20, tanto rumore per poco. E l'America non fa più paura. Dunque, ci siamo. Obama arriva oggi a Londra e domani vedrà i leader dei venti principali Paesi industrializzati; ma questo vertice, ritenuto da tutti fondamentale, si concluderà con ogni probabilità con pochi risultati concreti, che non è difficile prevedere: un impegno generico a una nuova regolamentazione degli hedge funds, misure contro i paradisi fiscali, nuovi fondi al Fmi. Le riforme strutturali resteranno nel cassetto e lo strapotere della finanza sull'economia reale non verrà rimesso in discussione: questo espone il mondo a nuovi choc. Una delle novità più importanti riguarda il rapporto tra l'America e l'Europa. Come ho scritto in un pezzo sul Giornale, l"'Europa ha deciso di non seguire l'America sulla via del rilancio economico, perlomeno non secondo le modalità statunitensi. Obama, in circa due mesi, ha approvato misure, che, inclusi i salvataggi delle banche e delle industria in difficoltà, toccheranno l'astronomica cifra di 4500 miliardi di dollari, pari quasi al 30% del Pil. E per settimane l'amministrazione Obama, con il martellante sostegno della stampa, ha tentato di convincere l'Unione europea ad uniformarsi agli Usa. Ma la cancelliera tedesca Merkel, spalleggiata da Sarkozy, ha tenuto duro e ha vinto". I consiglieri della Casa Bianca hanno annunciato che "Obama non insisterà con i leader dei venti Paesi più importanti del pianeta sulla necessità di varare la prima, grande, coordinata manovra mondiale. La bozza della risoluzione, trapelata su un giornale tedesco, esprimerà un auspicio generico, senza alcun vincolo. Come dire: ognuno faccia da sé". L'Europa ritiene più importante salvaguardare la solidità dei conti pubblici e limitare i rischi di un'iperinflazione, l'America, invece, la cui economia è basta al 75% sui consumi, deve far ripartire ad ogni costo l'economia. Il viaggio confermerà la straordinaria popolarità di Obama, ma sarà inconcludente anche su altri dossier, soprattutto sull'Afghanistan: fino a poche settimane fa Washington pretendeva dagli europei l'invio di nuove truppe al fianco dei marines, ma nella Ue questa eventualità è talmente impopolare da indurre i governi a respingere le pressioni americance. E l'America è così debole da abbozzare: al vertice della Nato la questione delle nuove truppe a Kabul passerà sotto traccia. La mia impressione è che politicamente il viaggio di Obama rischia di essere ricordato come il primo di un'America a cui il mondo non riconosce più lo status di superpotenza. Perchè dire no aall'America oggi si può, e non basta un presidente mediatico a ridare prestigio e credibiltà a un Paese a cui il mondo, all'unanimità, rinfaccia la responsabilità della crisi. Scritto in era obama, banche, capitalismo, crisi, economia, europa, gli usa e il mondo, germania, democrazia, globalizzazione, francia Commenti ( 53 ) » (5 voti, il voto medio è: 4.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 09 Nasce il Pdl, ma saprà darsi un'identità? Nasce il Pdl, bene. E non è difficile prevedere che sarà vincente, perchè Berlusconi è la figura di riferimento da oltre 15 anni e alla maggioranza degli italiani è assai gradira e perchè i partiti conservatori, in Italia, ma non solo, affrontano la crisi meglio di una sinistra moderata che, avendo fatto proprio il dogma liberista (ricordate il libro di Giavazzi e Alesina?), ora appare meno credibile di un centrodestra, dove nel corso degli anni non sono mancate le critiche allo stapotere della finanza e alla deriva morale della società ( vedi Tremonti, Bossi, certi esponenti di An). Tuttavia il Pdl corre lo stesso rischio del Pd, che è fallito perchè non è riuscito a darsi una nuova identità ovvero non ha saputo creare una sintesi innovativa tra i cattolici sociali e i post comunisti. Al Pd, come già osservato su questo blog, manca il senso di appartenenza. La domanda che mi pongo è la seguente: il popolo di Forza Italia e, soprattutto, il popolo di An, che è più piccolo ma più coeso, saprà riconoscersi nel Pdl? Ovvero: il nuovo partito sarà sentito come proprio dai militanti? Avrà una coerenza ideologica, programmatica, sociale? Se la risposta sarà negativa, non è difficile prevedere un aumento dei consensi a Lega e Udc, che hanno già un profilo consolidato e sono facilmente riconoscibili dagli elettori. Il successo del nuovo partito nel medio e lungo periodo si gioca sull'identità. Che dovrà essere forte, autentica, condivisa. O sbaglio? Scritto in politica, pdl, partito democratico, democrazia, Italia Commenti ( 70 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 09 Ma il mercato distorce la realtà? Soros dice di sì. Di questi tempi abbiamo parlato molto di economia e mi spiace dover restare in tema, ma sono rimasto colpito da questa affermazione di George Soros, l'ex speculatore che affossò la lira e la sterlina negli anni Novanta e che ora è diventato un guru economico-filosofico-filantropico. Con i mercati ha guadagnato miliardi e i fondi Hedge da lui creati continuano a guadagnarne molti (pare). Eppure ieri durante un incontro con il minostro del Tesoro Usa Geithner ha pronunciato questa frase che ha scioccato l'America: "L'idea che i mercati (finanziari) siano in grado di correggersi da soli si è dimostrata falsa. I mercati, anzichè rispecchiare la realtà sottostante, la distorgono sempre". La mia prima reazione è stata di stizza: ma come, proprio lui fa queste considerazioni? Il personaggio non è certo coerente.. ma, pensandoci bene, forse non ha tutti i torti. Mi spiego: io sono da sempre un liberale e penso che l'economia di mercato abbia consentito di portare sulla via del benessere intere nazioni. Ma ho l'impressione - anzi, la certezza - che i mercati finanziari oggi non siano il risultato del normale incrocio tra domanda e offerta. E questo a causa dei derivati e dei prodotti di ingegneria finanziaria. Qualcuno sa dirmi l'utilità di questi strumenti? Nati a fin di bene ovvero per permettere agli operatori e agli industriali di cautelarsi contro rischi di cambio o sbalzi nelle quotazioni, sono diventati dei mostri che con l'effetto leva consentono profitti o perdite inimmaginabili. Ma servono all'economia reale? Consentono una miglior valutazione delle società quotate? La risposta a queste domande è no: non servono a nulla se non a una certa finanza. E l'effetto leva è così vertiginoso da distorgere molte valutazioni, accentuando spasmodicamente i movimenti al rialzo o al ribasso di borse, valute, materie prime, obbligazioni. Ricordate il petrolio? Su su fino a 150 dollari, poi già sotto i 40, il dollaro che passa da 1,25 a 1,45 in dieci giorni e poi torna a 1,25. Tutto questo è innaturale e superfluo. E allora perchè non limitarli o addirittura abolirli, progressivamente? I trader, certi banchieri, gli speculatori hanno già fatto abbastanza danni. Che la festa finisca e che il mercato torni ad essere il mercato, in un'ottica autenticamente liberale. Domanda: Che Soros abbia ragione? Scritto in capitalismo, crisi, banche, manipolazione, globalizzazione, economia, notizie nascoste Commenti ( 91 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Mar 09 Il piano Geithner? Un'altra beffa. I mercati finanziari hanno reagito con entusiasmo al piano del ministro del Tesoro americano Geithner e non è difficile capire perchè: non fa altro che prorogare lo strapotere della casta finanziaria di Wall Street. Come hanno evidenziato alcuni commentatori (segnalo al riguardo l'ottimo fondo di Luigi Zingales sul Sole 24Ore), la manovra messa a punto dall'Amministrazione Obama si risolve in uno straordinario regalo alle banche che hanno provocato il dissesto finanziario, in un incentivo agli hedge funds che potranno indebitarsi a spese del contribuente, e persino in un premio alle agenzie di rating che per valutare i nuovi fondi di asset tossici intascheranno un miliardo di dollari. Sul Giornale di oggi do voce anche a un'illustre economista, Alice Rivlin, ex membro del board della Federal Reserve, che sebbene con qualche perplessità difende il piano. Tuttavia resto molto scettico, per queste quattro ragioni: 1) Il piano ignora le cause strutturali del dissesto. Anche se avesse successo, non impedirebbe alle banche di ripetere gli stessi errori del passato. infatti, secondo voci accreditate, gli istituti bancari non hanno ancora rinunciato alle operazioni di ingegneria finanziaria, insomma continuano a trastullarsi con derivati, cartolarizzazioni, eccetera. 2) Il fondo dovrebbe essere alimentato con mille miliardi di dollari, ma l'ammontare dei debiti tossici è di gran lunga superiore a questa pur ingente cifra. Verosimilmente, non sarà sufficiente per risanare completamente i bilanci delle banche. 3) La Cina è sempre più diffidente nei confronti degli Stati Uniti e sempre meno disposta a indebitarsi in dollari. Ieri, d'accordo con la Russia, ha lanciato l'idea di una moneta globale al posto della valuta statunitense. L'ipotesi appartiene a un futuro lontano. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione è indicativa delle intenzioni di Pechino. 4) L'economia americana si basa per il 75% sui consumi e le misure varate dal governo faranno esplodere prima il deficit e poi il debito pubblico, che potrebbe arrivare in appena due anni all'80% del Pil. E ci vorranno molti anni per riconvertirla all'industria. Le sue debolezze sono strutturali. L'ottimismo di molti operatori è davvero giustificato? Scritto in banche, capitalismo, crisi, era obama, economia, cina, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Mar 09 Non chiedete a Obama di essere spontaneo Ma Obama è davvero un grande comunicatore? Ne dubito. O meglio, dipende dalle circostanze. Come spiego in un articolo pubblicato oggi sul Giornale, il presidente degli Stati Uniti è soprattutto un grande interprete, ma solo di discorsi scritti, spesso da altri. Sa leggere, sa recitare bene. Ma è terrorizzato quando deve parlare a braccio. Infatti, ha sempre appresso il teleprompter (vedi foto) ovvero il "gobbo elettronico", anche quando deve intervenire in pubblico solo per pochi secondi. Non sa improvvisare, non sa essere spontaneo. Io dico: non paragonatelo a Roosevelet, nè a Kennedy, nè a Reagan. Quella era un'altra categoria. Obama senza il suo spin doctor David Axelrod è perso. Scritto in spin, comunicazione, era obama, presidenziali usa, gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 72 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (10) blog (1) capitalismo (11) cina (19) comunicazione (3) crisi (14) democrazia (62) economia (32) era obama (18) europa (14) francia (25) germania (6) giornalismo (52) giustizia (2) gli usa e il mondo (66) globalizzazione (48) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (153) manipolazione (7) medio oriente (13) notizie nascoste (47) partito democratico (3) pdl (2) politica (2) presidenziali usa (23) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (26) spin (8) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Federico: Ieri a Porta a Porta c'era in collegamento il signor Giuliani, che in maniera più o meno... 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Non chiedete a Obama di essere spontaneo Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2009 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

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Marconato eletto presidente (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-04-2009)

Argomenti: Grillo

La consulta dei giovani ha scelto il gastronomo di 25 anni Marconato eletto presidente CASTELFRANCO. E' Simone Marconato il nuovo presidente della consulta dei giovani, nominato nella prima riunione del nuovo consiglio direttivo riunitasi giovedì 2 aprile. Simone Marconato, 25 anni, tra i primissimi laureati al corso di laurea in scienze e cultura delle gastronomia e della ristorazione, sarà affiancato dal vicepresidente Alessandro Squizzato, 25 anni, e dal segretario Daniele Zanetti, anch'egli 25 anni, ingegnere impegnato nel «Meetup Amici di Beppe Grillo». «Nelle prossime settimane - dichiara Marconato - il direttivo si ritroverà per attivare i primi provvedimenti e proporre alcune iniziative. Prima fra tutte un massiccio lavoro di apertura e comunicazione con la città, prendendo contatto con le realtà associative, di frazione e quartiere, giovanili per informare della funzione della consulta. Un lavoro che si muove anche sul web: presto online il sito e il profilo facebook dedicati». (d.q.)

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il candidato sindaco di beppe grillo diventa consulente del comune (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 09-04-2009)

Argomenti: Grillo

Pagina II - Bologna La curiosità Il candidato sindaco di Beppe Grillo diventa consulente del Comune Il candidato sindaco della lista Beppe Grillo diventa consulente dal Comune. Di recente il Mambo, il museo di arte moderna, gli ha affidato un incarico di prestazione professionale occasionale per la post produzione di un dvd aggiuntivo per la documentazione della mostra di Stefano Arienti e Cesare Pietroiusti «Regali e regole». Un incarico che va ad aggiungersi a quello per la realizzazione di un primo dvd. La determinazione dirigenziale, datata 27 marzo, prevede una spesa di 1.893,60 euro oneri fiscali inclusi. «Io sono un professionista e chiunque mi può chiamare per un lavoro. Anche a mio discapito, ho detto che il Comune potrebbe fare a meno di molte consulenze puntando sulla formazione interna. Ma, nel mio caso, io ho un livello di professionalità molto alto e il comune non ha, al suo interno, competenze simili alle mie».

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Alcuni fans vogliono (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 09-04-2009)

Argomenti: Grillo

REGGIO PRIMO PIANO pag. 4 Alcuni fans vogliono «Castelnovo Monti a 5 stelle» OLIVIERI REGGIO a 5 Stelle degli amici di Beppe Grillo conta 376 iscritti. Lanciato a fine gennaio, il gruppo sostiene la candidatura a sindaco del 34enne tecnico ambientale dell'Arpa. Sul sito si chiede ai cittadini di «Partecipare alla vita e al futuro della tua città! Contattaci e partecipa alle primarie dei Cittadini sul sito www.reggio5stelle.it». Diversi i commenti. Matteo Lucenti scrive: «Finalmente un movimento del futuro per noi giovani», mentre Pino Esposito esterna ottimismo: «Otto persone su dieci che sto contattando, mi dicono che già seguono Grillo e condividono il suo pensiero; molti sono convinti che questa volta qualcosa cambierà». Mattia Rontrevoli dice: «Vogliamo anche Castelnovo Monti a 5 stelle». Nella pagina sono presenti gli appuntamenti, 31 foto di banchetti e incontri pubblici e la sezione video che rimanda alla pagina di youtube "reggio5stelle". Tra i 376 sostenitori, oltre a qualche esterno come Sonia Alfano, presidente dell'Associazione nazionale antimafia, anche il reggiano Walter Ganapini, assessore all'Ambiente della Campania.

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Ormai ogni giorno spuntano nuove liste e candidature per le prossime elezioni amminist... (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 09-04-2009)

Argomenti: Grillo

CORREGGIO GUASTALLA E BASSA pag. 12 Ormai ogni giorno spuntano nuove liste e candidature per le prossime elezioni amminist... Ormai ogni giorno spuntano nuove liste e candidature per le prossime elezioni amministrative comunali. A Gualtieri, a sfidare il sindaco uscente Massimiliano Maestri, del Pd, ci sarà Giovanni Iotti, ex coordinatore locale di Forza Italia ed ora candidato per il Pdl e la Lega nord. «Puntiamo ad una riqualificazione del centro storico del paese, che ormai non può essere che definito la Bella addormentata. Così facendo daremo vigore anche al commercio nel cuore di Gualtieri, puntando anche ad un rilancio dell'aspetto turistico locale», dice Iotti. Nella vicina Guastalla la lista «Guastalla Liberata», orientata verso il movimento di Beppe Grillo, ha comunicato ufficialmente il suo candidato: è il 26enne Davide Zanichelli, laureatosi nel 2006 in ingegneria informatica. «Guastalla Liberata» candiderà donne ed uomini residenti nella cittadina, in gran parte giovani, alla prima esperienza istituzionale e senza collegamenti passati coi partiti. Nei prossimi giorni verrà anche ufficializzata la lista dei candidati ed il programma. Da sabato inizia in via Gonzaga la raccolta di firme per la presentazione della lista. Stasera alle 20,30, intanto, il candidato del Centrodestra, Giorgio Benaglia, incontra i cittadini in una assemblea pubblica al circolo di via Mulino, a San Girolamo di Guastalla. A Brescello il Centrodestra appare diviso: oltre alla prevista lista di Pdl e Lega nord, che dovrebbe essere capeggiata dal medico Francesco Benaglia, scende in campo pure il gruppo denominato Unione di Centrodestra: per ora è stato scelto il coordinatore, che è Florindo Sauro Annigoni. Questa lista vuole proporre propri candidati anche negli altri comuni rivieraschi reggiani, attraverso un coordinamento. Ad appoggiare questa lista civica, anche Maurizio Dall'Aglio, coordinatore locale del Pdl, che dopo questa scelte potrebbe dimettersi dall'incarico. Antonio Lecci

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Huffington, finché c'è vita c'è giornale (sezione: Grillo)