HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  17-19 novembre 2008      #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (58)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Perla di Benini, Appiano ko ( da "Alto Adige" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per avere la meglio sulla formazione di mister Ianeselli, al quale va il merito di aver messo in campo una squadra che, per 86', ha giocato alla pari con la capolista. Un Appiano che non è sceso nella terra del porfido per il semplice "gettone presenza", cosa che si era capita già nella prima frazione di gioco, con l'Albiano padrone del campo e gli altoatesini a giocare di rimessa.

JUNIOR VALBRENTA-GIOVANILE EZZELINA 1-0. JUNIOR VALBRENTA: Stefani, Capra, Rizzon, Lazzarotto ... ( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Favaro, Biasuzzi, Rizzo, A.Favaro (15' st De Politi), MArton Allenatore: Pavan ARBITRO: Rigon di Treviso RETI: 5'pt A. Tadil, 23' pt Rizzo, 34' st A.Tadil su rigore. NOTE: Al 30'pt A.Tadil sbaglia un rigore. MARCON-MONASTIER 2-1. MARCON: Favaro, Carraro, Traverso (28' st.

di Fabrizio Ponciroli MILANO - La Svezia "grazia" Re... ( da "Leggo" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è ancora all'asciutto e, in generale, sono solamente cinque le sue firme nella massima competizione europea (in 18 gettoni di presenza). Poco male, all'orizzonte il nemico pubblico numero uno si chiama Juve. Vietato sbagliare: «Se vogliamo vincere lo scudetto, dobbiamo battere la Juventus». Perché parlare al plurale? (ass)

roberta boccardi Finisce la legislatura e tutti i consiglieri provinciali, rieletti o no, ricevono la liquidazione: si tratta di un accantonamento del 10% calcolato sulla già sosta ( da "Adige, L'" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La Lega ha votato per l'abolizione dei vitalizi in Regione e in Provincia, quando c'era ancora la Chiodi, a non votare sono stati quelli che hanno fatto la proposta». Rivedere i costi della politica è giusto, continua Boso, «ma senza gridare allo scandalo come fanno certi consiglieri che poi, di nascosto, rincorrono tutti i benefit».

<Ci sono margini per ridurre> ( da "Adige, L'" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E non credo che la soluzione proposta da Durnwalder di fare i consigli dopo cena, con un gettone di presenza, possa andar bene. Siamo due province autonome con competenza primaria in quasi tutte le materie, e quindi con un lavoro di produzione legislativa che richiede impegno e tempo. 17/11/2008

acquacalda-pieve s. paolo0-3 acquacalda: mangiantini, coretti, bini, panelli, ... ( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ARBITRO: Rizzuto di Pisa. RETE: 28' pt Donnini (rig.). NOTE: espulso al 43' st De Luca (P). VORNO-FORNACI1-0 VORNO: Ciucci, Del Dotto, Vannucci, Giuliacci (26' secondo tempo Matteucci), Badino, Bertoncini, Mazzoni, Magnelli, Giannini, Pieri (46' st Da Valle), Andreini (14' secondo tempo Matteoni).

Se i giudici si danno l'aumento da soli ( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aumento da soli SERGIO RIZZO GIAN ANTONIO STELLA Più «amanti» per tutti. Ricordate come il giudice Aldo Quartulli definì gli arbitrati, che consentono ai magistrati amministrativi di guadagnare soldi extra? «Le sentenze sono la moglie, gli incarichi l'amante». Bene: dopo essere stati più volte aboliti e ripristinati, stanno per tornare alla grande.

Fondi: Acquisto libero a basso costo? Io dico sì ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la società di gestione del risparmio della Banca Popolare di Milano. Quali sono in particolare i suggerimenti che le piacerebbe vedere realizzati? Il fatto di consentire la negoziazione dei fondi su diverse piattaforme differenziando i costi sulla base delle modalità d'investimento e modulando un ventaglio di commissioni differenti a seconda del canale scelto,

Dalla soluzione di Edipo sull'enigma della Sfinge agli euro di Gerry Scotti ( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: centrato su una o più prove di abilità, conoscenza, memoria o fortuna, definite da un regolamento e finalizzate a uno scopo (normalmente un premio in denaro, in gettoni d'oro o in qualsiasi altra forma), che coinvolgono uno o più concorrenti. Questo fortunato genere di derivazione radiofonica che, fra alti e bassi, rinnovamenti e ritorni,

L'OMAGGIO di Poggio Renatico ai caduti di Nassiriya, in occasione del 5 ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Inno con la lettura dei nomi dei caduti a Nassiriya il 12 novembre 2003, ma anche il 27 aprile e il 5 giugno 2006. Dopo gli interventi, il presidente del Consiglio Comunale ha annunciato che il gettone di presenza sarà devoluto ai familiari delle vittime.

VENDOLA AVVIA AZIONE RISARCITORIA CONTRO RIZZO, STELLA, SANTORO E CORRIERE DELLA SERA ( da "marketpress.info" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Lunedì 17 Novembre 2008 VENDOLA AVVIA AZIONE RISARCITORIA CONTRO RIZZO, STELLA, SANTORO E CORRIERE DELLA SERA Bari, 17 Novembre 2008 - Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha deciso di avviare un?azione risarcitoria nei confronti di Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Michele Santoro e del quotidiano ?

I giudici si danno l'aumento da soli ( da "Corriere.it" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il quale non molto tempo prima aveva avuto dal già citato organo di autogoverno l'autorizzazione ad assumere un incarico molto ben remunerato «di studio e approfondimento dei problemi concernenti concessioni di valorizzazione dei beni demaniali». Incarico «conferito dal Direttore dell'Agenzia del Demanio ». Cioè dalle Finanze. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella stampa |

Il made in Italy non ha paura "Sono paesi ad alto potenziale" ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il costo del debito che sale a dismisura, le difficoltà di finanziarlo da parte dell?estero». «E? vero, il problema del finanziamento del debito c?è gli fa eco Mauro Gallea, vicedirettore generale di Veneto Banca, istituto che ha ramificazioni in Romania Moldavia Croazia Ma non ci sono situazioni di grande rischio per le banche:

di Carlo Sgorlon Antonio Galdo, giornalista e ... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la materia e i climi dei libri di denuncia di Stella e Rizzo, e di tanti altri). Lo spreco del tempo e delle parole; quello del talento, quello delle occasioni, quello del lusso sfrenato, che riguarda per fortuna un modesto numero di miliardari (di euro, di dollari, di rubli) che arrivano a possedere aerei privati e abiti preziosi, tempestati di diamanti.

Dalla soluzione di Edipo sull'enigma della Sfinge agli euro di Gerry Scotti ( da "Corriere.it" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: centrato su una o più prove di abilità, conoscenza, memoria o fortuna, definite da un regolamento e finalizzate a uno scopo (normalmente un premio in denaro, in gettoni d'oro o in qualsiasi altra forma), che coinvolgono uno o più concorrenti. Questo fortunato genere di derivazione radiofonica che, fra alti e bassi, rinnovamenti e ritorni,

"Giustizia parallela" Zanetta tra i firmatari dell'emendamento ( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: torna a far capolino con l'emendamento che porta la firma di Luigi Grillo, Massimo Baldini e del senatore di Baceno, Valter Zanetta. L'iniziativa dei tre parlamentari del Partito della Libertà non è sfuggita a Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, i giornalisti impegnati nel denunciare gli sprechi della «casta».

Scritte, è polemica in sesta circoscrizione ( da "Arena, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per rimuovere le scritte la circoscrizioni sono stati sborsati 5 mila euro. E dalla consigliera della Lega Nord Eleonora Dyurus è arrivata la proposta di privarsi del gettone presenze fino a quando non si sarà risparmiata quella stessa quota.I.N.

Parmalat fu il primo titolo tossico ( da "Milano Finanza (MF)" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non sapevo dei bond al retail Per gli avvocati dell'ex patron il grande crack va inserito nel contesto della finanza malata che ha provocato la crisi mondiale. I prestiti a Collecchio erano concessi senza rischio. Che veniva scaricato sui risparmiatori Parmalat è un caso, il primo caso in Italia, di finanza tossica,

a lezione di sicurezza sul lavoro i consiglieri guadagnano il gettone ( da "Nuova Venezia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: invece di investire». Nel salone della Scuola Grande si discute di sicurezza sul lavoro: il consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria, con tanto di gettoni di presenza. Il che fa storcere il naso al consigliere di Rifondazione, Sebastiano Bonzio: «Non mi faccio pagare per parlare di morti bianche».

Merkel prende tempo. Ue contraria, ma Bei pronta a dare più fondi anche per settore auto Cara auto Ue, ma quanto mi costi ( da "Italia Oggi" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma sarebbero disposti a fornire una maggiore facilità di finanziamento da parte delle banche, grazie a un piano di prestiti del dipartimento dell'energia da 25 miliardi di dollari. Il futuro presidente, Barak Obama, sembra invece più ben disposto nei confronti dei costruttori di auto; ha infatti asserito che il settore è strategico per l'economia e per l'occupazione.

Triciclo, al via il <baratto> dei rifiuti ( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: mostrerà la scheda e riceverà alcuni gettoni. Lo stesso accadrà per gli acquisti nella Bottega solidale di Seriate, nelle Botteghe delle cooperative Il Seme e I Colori del Mondo a Bergamo. I gettoni vengono raccolti in un unico contenitore per la scuola. A fine concorso (il 17 maggio 2009) la scuola con più gettoni verrà premiata con un computer,

Riforma dei vigili, Agenzia che fa gola ( da "Adige, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: attualmente i dieci componenti della Cassa antincendi non percepiscono né indennità, né gettoni di presenza. Una «mancanza» a cui il disegno di legge pone rimedio, stabilendo che ai componenti del cda siano corrisposti «i compensi spettanti ai componenti di commissioni, consigli e comitati comunque denominati istituiti presso la Provincia».

Se i vigili del fuoco permanenti hanno i loro rappresentanti sindacali ad occuparsi delle spinose questioni legate alla riforma del settore, i vigili del fuoco volontari sono nelle ( da "Adige, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Agenzia si ripristinano i gettoni di presenza che varranno anche per il comitato tecnico scientifico... «Nulla è ancora deciso. Quanto al comitato tecnico-scientifico, ben venga! Più competenze si hanno nel nostro settore, meglio è». Cappelletti, permetta: il comma 1 dell'articolo 56 del disegno di legge fa cadere il limite dei 60 anni per i vigili volontari.

Parlato rifiuta paragoni <Solo questione di casta> ( da "Riformista, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Parlato mi guarda con un lieve sorriso, intriso di ironia, prende in mano il best seller di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, sui costi della politica che teneva sul tavolo, e continua: «Per citare i miei due amici inviati del Corsera: "non esistono più scontri ideali ma solo scontri di casta"». 18/11/2008

IL "NUOVO accordo quadro regionale di tesoreria", tra i primi in Italia a recepire i crite... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: accordo determina anche le principali condizioni di costo delle operazioni bancarie. IL SERVIZIO credito di Cna Forlì-Cesena è al fianco dell?impresa nella scelta delle politiche di finanziamento più appropriate e in linea con la specificità dell?azienda. Per poter beneficiare delle condizioni previste dal ?

TRA I TANTI, in questo nostro Paese, c'è un paradosso che, in tempi di ... ( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nel mantenimento dei partiti. E pensare che proprio quest?anno cade il quindicesimo anniversario del referendum del 1993 che spinse il 90% di 31 milioni di italiani a votare contro il finanziamento pubblico delle forze politiche. Viene in mente una battuta di Corrado Guzzanti diventata celebre: se i partiti non rappresentano più gli elettori,

Caro Signor Gervaso, come sa basta guardarsi intorno. L'uomo non riesce mai a stare in pa... ( da "Messaggero, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni di presenza, commissioni di studio, viaggi, che in aiuti. Io la penso come lei che, in questa rubrica, ha spesso citato criticamente le parole di Rousseau: "L'uomo nasce buono e la società lo incattivisce". Enzo Lalli - Pordenone Rousseau è stato un grande scrittore, ma anche un narcisista bizzarro,

le priorità economiche e sociali di un paese civile ( da "Centro, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: una vera tassa sull'inflazione, finanzia in parte la perequazione annuale delle pensioni incrementando, in maniera indebita, le entrate dello Stato. Tutto ciò in presenza di un aumento dei prezzi che sta spingendo milioni di pensionati nell'area grigia della povertà. Più basso è il reddito più l'aumento dei prezzi picchia duro.

pronto un appartamento per i biancazzurri - marco camplone ( da "Centro, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: spaziando su tutto il fronte offensivo e vincendo due tornei di Viareggio. In serie A, ha debuttato con la maglia della Reggina: 2 presenze nel campionato 2004-05. In Calabria, l'anno dopo, è stato in forza al Crotone, in serie B (13 gettoni e tre reti). Quindi, ha vissuto le esperienze con Genoa (B), Vicenza (B) e Verona (C1).

Cara auto Ue, ma quanto mi costi ( da "Italia Oggi" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma sarebbero disposti a fornire una maggiore facilità di finanziamento da parte delle banche, grazie a un piano di prestiti del dipartimento dell'energia da 25 miliardi di dollari. Il futuro presidente, Barak Obama, sembra invece più ben disposto nei confronti dei costruttori di auto; ha infatti asserito che il settore è strategico per l'economia e per l'occupazione.

Cdc Como: ciclo di incontri dedicati alle imprese ( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 00 presso la sede dell'Unione Industriali di Como. Relatori: Oscar Giannino direttore di LiberoMercato e Gian Antonio Stella autore, con Sergio Rizzo, del libro "La deriva". Gli incontri saranno coordinati da Giancarlo Zanella, inviato della Rai.

Crac Parmalat, Tanzi ammette: <Sono colpevole> ( da "Gazzettino, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: chi finanziava o faceva ottenere finanziamenti al gruppo «potesse avere forti dubbi sulle reali condizioni».Dopo l'intervento dei difensori dell'ex patron - hanno chiesto al collegio o il trasferimento del processo a Parma o di dichiarare l'insussistenza dei fatti al centro delle accuse o di accogliere l'istanza di patteggiamento a due anni e nove mesi di carcere -

Gobbo si paga la partita della nazionale padana ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per alcuni consiglieri comunali e provinciali della sinistra (Nicola Atalmi Sinistra Trevigiana, Marco Scolese Prc, Stefano Dall'Agata e Luca De Marco Sinistra Democratica), l'appuntamento sportivo non è altro che un altro sperpero di denaro pubblico in favore del finanziamento al partito che regge provvisoriamente i due enti (Comune e Provincia,

Illuminazione pubblica carente in centroI residenti ( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a parte il cambio della tipologia di liquidazione dei compensi ai consiglieri, da indennità mensili a gettone di presenza, ha preso in considerazione anche un altro aspetto che, ovviamente, ha colto tutti di sorpresa. Il malessere trasversale che sta interessando i consiglieri di quartiere sembra destinato a proseguire anche per i prossimi giorni.

Sous i privilegis de luxe per als polítics italians ( da "Avui" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 000 euros, segons les investigacions de Sergio Rizzo, un periodista que segueix molt de prop la despesa pública dels polítics. Sergio Rizzo i G. Antonio Stella, tots dos treballadors del diari Corriere della Sera, van publicar el llibre La Casta l'any passat, del qual ja s'han venut 1,2 milions de còpies.

Dopo il tentativo del 2003 il comune ci riprova, ma la Lega avverte: <Niente operazioni di facciata> ( da "Cittadino, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: senza molto peso, per il quale non era previsto il gettone di presenza». Il sindaco Crespi, nel confermare che la nuova consulta potrebbe nascere a breve, entro dicembre, assicura però «l'impegno forte a convocare questo nuovo organismo in tempi stretti, vale a dire già nei primi mesi successivi alla sua nascita».

Società in lite e i progetti sono fermi ( da "Trentino" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dopo valutazione di ben 73 progetti, veniva decretato - scrive nella sua interpellanza Pederzolli - il vincitore di quello che avrebbe disegnato il futuro del polo fieristico. Un percorso che, tra premi al vincitore ed ai classificati dal 2º al 10º posto, gettoni di presenza dei membri della commissione giudicatrice e spese varie,

L'ultimo saluto alla cara Celestina C ara Celestina, oggi ti è stato reso l'estremo saluto da tantissime persone presenti a dirti addio per l'ultima volta, segno positivo del tuo s ( da "Adige, L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Diamo l'esempio e finiamola con questa politica dei furbi. La giunta e il consiglio siano rappresentati dagli eletti dai cittadini. Anche questa è democrazia. I primi «non eletti» siano un po' come gli ultimi. Tullio Dell'Eva - Rovereto 19/11/2008

posti, gettoni, formazione la rete segreta del potere - antonio corbo ( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I destini della Sanità campana passavano per l´ultimo tavolo, nascosto dai cespugli dello chalet "Ciro" a Mergellina. La presidenza dei medici 2005 fu decisa lì. Montemarano e Scalera non s´incontrano più. L´assessore trama contro, il senatore si ricandida. Che cos´è l´Ordine, quali interessi copre, se sequestrano urne sozze di brogli? SEGUE A PAGINA

Il Voghera è ancora un cantiere ( da "Provincia Pavese, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Vegnaduzzo, puntero italoargentino, ha collezionato 11 gettoni di presenza, ma unicamente in tre occasioni (alla 4ª, 8ª e 11ª giornata) ha giocato per tutti i 90'. Era sulla buona strada Luca Lomi, fino al momento del taglio. Dal sesto turno, è arrivato Paonessa, che ha giocato per intero le ultime tre gare.

"posti, gettoni, consulenze: l'ordine è potere" - antonio corbo ( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E raccontano i segreti della sfida tra l´assessore e il senatore: in gioco la poltrona di commissario "Posti, gettoni, consulenze: l´Ordine è potere" ANTONIO CORBO (segue dalla prima di cronaca) Due pentiti di questa sfida ormai degenerata nell´odio politico hanno accettato di parlare. Pregando di dimenticare nomi, cognomi e ospedali.

giustina stakanovista alla camera - claudio baccarin ( da "Mattino di Padova, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che ha collezionato 1471 gettoni (il 94,17%). Hanno superato il tetto delle 1400 votazioni anche l'altro alfiere del Carroccio, Massimo Bitonci (assente a 95 votazioni), che nei fine settimana si occupa a tempo pieno, nelle vesti di primo cittadino, del Comune di Cittadella, e il presidente provinciale di Alleanza nazionale, Filippo Ascierto,

vincenzi: "sul g8 troppi misteri" - donatella alfonso ( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che parla di sottolineare sarcasticamente come le commissioni d´inchiesta non approdino mai ad alcun risultato, e servano solo alla parte politica in sella in quel momento per costituirsi verità preconfezionate e garantire qualche gettone di presenza. Più in là va Bernabò Brea, che addossa tutte le violenze esclusivamente ai manifestanti,

dibattito barbaro ( da "Nuova Venezia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nullatenente e sono stato consigliere comunale per ben 33 anni di seguito, senza mai alcun incarico retribuito di un certo spessore, se non il gettone di presenza che a volte bastava appena appena a pagar le spese. Non parliamo del tempo dedicato alla città e ai cittadini. Di fronte a tante liquidazioni o prebende o emolumenti di cui qualcuno si circonda, io cosa posso pensare di quest'

lecce, il rettore "niente gettoni ai professori e tagli alla luce" - lello parise a pagina v ( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pagina I - Bari Laforgia: non ci sono più soldi costretti ad aumentare le tasse Lecce, il rettore "Niente gettoni ai professori e tagli alla luce" LELLO PARISE A PAGINA V SEGUE A PAGINA

bari, 6 nuovi ricercatori medici universitari, stop ( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: principali decisioni prese ieri dal consiglio di amministrazione dell´università di Bari nella sua prima seduta con la nuova composizione. I delegati baresi, a differenza dei colleghi leccesi, non hanno deciso di cancellare il gettone di presenza: «Ma si tratta veramente di una cosa risibile - spiega uno dei membri - parliamo di poco meno di 300 euro lordi per massimo una seduta al mese,

ricerca e servizi, università in bolletta - lello parise ( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Adesso li seguono lungo questa strada - caso più unico che raro nell´Italia "a gettone", quello di presenza - i componenti il senato accademico e quelli del consiglio di amministrazione. Laforgia sorride, per metà ironico e per metà orgoglioso: «Sì, non accade mai. Né mai abbiamo pubblicizzato questa decisione, sarebbe stato come volersi parlare addosso.

A Washington spopola il toto-nomine. Ecco i Repubblicani in corsa ( da "Riformista, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la riforma del finanziamento della politica e quindi del ruolo di soldi e lobbisti nelle elezioni - si sa per esempio che i due ex rivali non hanno discusso a Chicago. È infatti un punto dolente sulla strada della loro riconciliazione: Obama aveva promesso di accettare i soldi pubblici e i relativi limiti di spesa nella corsa alla Casa Bianca se l'

La Regione vara la legge fai da te sul numero dei portaborse ( da "Secolo XIX, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: partenza oggi e ritorno il 23 con una delegazione di consiglieri e studenti per una visita sui luoghi dello sterminio) - i primi risultati del lavoro della commissione sui costi della politica, giura «che si tratta solo di un fatto tecnico determinato dal fatto che a partire dal 1 gennaio la gestione del personale sarà autonoma tra giunta e consiglio».

gli avversari: per noi è comunque un successo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Uno di questi riguarda il cosiddetto gettone di presenza, per il quale la lista "Insieme per la Professione" aveva illustrato la proposta di reintrodurre il volontariato abolendo le indennità di carica, i gettoni di presenza che nel triennio trascorso, hanno pesato sul bilancio tanto da prevedere un impegno di spesa pari a 60.

Un milione di euro sul centro storico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a quelli usati nel recupero di via Crispi e il rifacimento in granito dello slargo di via Baudi di Vesme per un totale di 250 mila euro. Questi interventi, in caso di assegnazione dei finanziamenti da parte della Regione si sommeranno agli ormai imminenti lavori di pavimentazione delle vie Satta, Manno, Cavallotti oltre alla realizzazione del recupero dell'area dell'ex pretura».

Arriva il "parco delle percezioni", dedicato al mondo dei vecchi giochi ( da "Varesenews" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizzo. Durante la mattinata l?amministrazione consegnerà il parco alla città. L?evento avverrà in concomitanza con la giornata Mondiale per i diritti dell?infanzia e dell?adolescenza. Il progetto è stato sviluppato da Vittorio Piaggi, nella logica della riorganizzazione degli spazi urbani, in continuità con la recente riqualificazione dei marciapiedi di Viale Italia che adeguatamente

L'ufficio di presidenza del consiglio regionale, presieduto da Franz Pahl (Svp), di cui fanno parte anche i trentini Mario Magnani (Upt), Roberto Pinter (Pd) e l'autonomista Carlo ( da "Adige, L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riflettori sulla questione dei costi della politica. Per prima cosa, la nota dell'ufficio di presidenza parla della questione degli aumenti automatici annuali delle indennità e dei vitalizi in base all'indice Istat (3,5% dal gennaio 2009) e dice: «Siamo pronti a dimostrare che applicare l'Istat risulta conveniente per le casse del Consiglio rispetto agli automatismi del Parlamento,

Il <tira-e-molla> tra Garda Trentino Fiere, Riva Fiere&Congressi e Provincia sul progetto del nuovo Palafiere diventa oggetto di un'interpellanza al sindaco Molinari che porta la f ( da "Adige, L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni di presenza dei membri della commissione giudicatrice e spese varie, è costato circa 400 mila euro. A distanza di due anni ancora nulla si sta muovendo, anzi, si rilevano solo liti tra il presidente della GTF (proprietaria degli immobili fieristici) e quello della Riva del Garda Fiere e Congressi in merito a ciò che si dovrà fare.

Senza treni e pure senza orario: è emergenza pendolari ( da "Sestopotere.com" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: istruzione e culturali a favore dei veneti nel mondo” supera quella per i veneti nel Veneto che si spostano in treno. E? necessario – conclude il dossier di Legambiente – che il tema del trasporto pendolare entri nell?agenda delle politiche nazionali e segua alcune priorità di intervento per recuperare i ritardi.

Alegato a favor de la libertad de prensa en los premios de EL MUNDO ( da "Elmundo.es" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: RIZZO Y STELLA, GALARDONADOS Alegato a favor de la libertad de prensa en la entrega de los premios de EL MUNDO Manu Leguineche recibe de Zapatero el Premio Reporteros del mundo Los italianos Sergio Rizzo y Gian Antonio Stella, Premio Columnistas del mundo El presidente Zapatero entrega el premio a Leguineche.

Fs, pendolari allo sbaraglio ( da "AprileOnline.info" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: istruzione e culturali a favore dei veneti nel mondo" supera quella per i veneti nel Veneto che si spostano in treno. E' necessario - conclude il dossier di Legambiente - che il tema del trasporto pendolare entri nell'agenda delle politiche nazionali e segua alcune priorità di intervento per recuperare i ritardi.

## Rai/ Aspettando scelta Villari riparte totonomine per cda ( da "Virgilio Notizie" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in quota Udc) e probabilmente per Nino Rizzo Nervo (riconfermato per Pd area Margherita) mentre non e' ancora chiaro se veramente ci sara' la candidatura del 'veltroniano' Gianni Borgna. Dipendera' da quale sara' la scelta per la presidenza, con un nome piu' meno ascrivibile al Pd e a una sua 'componente' ben individuabile.


Articoli

Perla di Benini, Appiano ko (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

«Perla» di Benini, Appiano ko La capolista Albiano trova all'86' il gol del vittoria ALBIANO. Si scrive Albiano, si legge Marco Benini, autore della rete che, all'86', ha regalato altri 3 punti d'oro alla capolista. "Ubi maior, minor cessat" recita un famoso detto latino e così anche l'Appiano è costretto a rinunciare ad un punto che avrebbe meritato. Meritato finché l'estroso Benini non ha deciso di calciare una punizione dal limite dritta nel "sette". Applausi. Una punizione dal limite, che l'esterno biano ha calciato sopra le "sette teste" schierate in barriera da Iardino. E allora capisci che questo è proprio l'anno dell'Albiano. Un Albiano che, ieri, ha faticato le proverbiali sette camice per avere la meglio sulla formazione di mister Ianeselli, al quale va il merito di aver messo in campo una squadra che, per 86', ha giocato alla pari con la capolista. Un Appiano che non è sceso nella terra del porfido per il semplice "gettone presenza", cosa che si era capita già nella prima frazione di gioco, con l'Albiano padrone del campo e gli altoatesini a giocare di rimessa. Tant'è che Iardino suda ma non si sporca le mani, mentre dall'altra parte Santorum deve vedersela con un Leqiki ed un Feltrin da "otto pieno". Al 7' Leqiki si libera di due uomini in ara ed è messo a terra (si prosegue), poi nuovamente pericoloso al 25', ma il suo tiro ravvicinato trova la respinta di un difensore biano. Lekiqi cede poi il testimone a Feltrin, che prima si vede annullare un gol per fuorigioco (26'), poi trova sulla sua strada un superlativo Santorum, che devia il suo diagonale sulla base del palo. Dall'altra, invece, Benini imperversa sulla corsia di sinistra, ma il trio Tessaro-Dalpiaz-Conci manca della necessaria lucidità negli ultimi 20 metri. Nel secondo tempo la musica non cambia, anche se l'Albiano riesce a rendersi maggiromente pericoloso, con Tessaro e Conci a salire in cattedra. Al 70' Tessaro si fa espellere per un fallo a gioco fermo su Lekiqi e il pareggio a quel punto sembra scritto. Non per l'Albiano, che trova lo spunto vincente nel finale. Prima Michelon sfiora il palo con un colpo di testa, poi Benini rovina il viaggio di ritorno all'Appiano. (franc) PORFIDO ALBIANO - APPIANO: 1 - 0 PORFIDO ALBIANO: Santorum, Agosti, Benini, Sceffer, Casagrande, Nardin, Tondini (27'st Tabarelli), Michelon, Dalpiaz (27'st Dallasega), Tessaro, Conci (42'st D'Andretta). All: Orsini. APPIANO: Iardino, Kofler, Spadina, Niederstatter (44'st Trettl), Greif, Romen, Trafoier, Lekiqi, Feltrin, Nanni, Tschimben (27'st Vitroler). Allenatore: Ianeselli. ARBITRO: Rognoni di Arco (Pangi/Spedicati). RETE: 41'st Benini. NOTE: Pomeriggio soleggiato, spettatori 250 circa, dei quali 50 ospiti. Ammoniti Agosti, Michelon e Casagrande per l'Albiano; Romen e Lekiqi per l'Appiano. Espulso Tessaro (PA) al 25'st per gioco scorretto. Recupero: 0' + 5'.

Torna all'inizio


JUNIOR VALBRENTA-GIOVANILE EZZELINA 1-0. JUNIOR VALBRENTA: Stefani, Capra, Rizzon, Lazzarotto ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

JUNIOR VALBRENTA-GIOVANILE EZZELINA 1-0. JUNIOR VALBRENTA: Stefani, Capra, Rizzon, Lazzarotto ... JUNIOR VALBRENTA-GIOVANILE EZZELINA 1-0. JUNIOR VALBRENTA: Stefani, Capra, Rizzon, Lazzarotto F. (22' st Oliverio F.), Lazzarotto G., Pontarollo, Costa, Moro, Maschio, Bertoncello (30' st Costa N.), Mocellin (20' st Billo). All. Taras. GIOVANILE EZZELINA: Mattiello, Pasqualato, Dalmina, Pellizzari M., Pellizzari P., Zen (38' st Bordignon L.), Rinaldo, Citton R., Facchinello, Citton A. (15' st Bazzacco), Reginato (22' st Guadagnini). All. Alberton. ARBITRO: Squizzato di Castelfranco. RETE: 12' pt Maschio. TREPORTI-GORGHENSE 2-1 TREPORTI: Ambrosio, Locci, Martin, Orazio, Angiolin, Carillo, De Marchi (1' st. Bovolato), Enzo, Fabbro (47' st. Zanella), Leandro (30' st. De Rossi), Valeri. All. D'Este. GORGHENSE: Visintin, Nan, Battaglia, Cancian, Massarotto, Battistel, Anzanello (45' st. Favero), Da Dalt, Bongiorno, Russanel (1' st. Magnan), Cester (13' st. Palladin). All. Garbin. ARBITRO: Tesolin di Portogruaro. RETI: 2' st. Leandro, 22' Battistel, 30' Fabbro. NOTE: espulsi (doppia ammonizione) Valeri ed Enzo. Ammoniti: Valeri, Fabbro, De Rossi, Enzo, Bovolato, Cancian, Massarotto, Bongiorno, Anzanello, Favero. GAINIGA-SALGAREDA 3-1. GAINIGA: Cella, Antonini, Villa (41' st. Ruzza), Bittolobon, Morando, Bragato, Basei, Cagnan (44' st. Biancotto), Milan, Bellinazzi, Bernardi (11' st. Buran). All. Dal Bo. SALGAREDA: Pizzo, Rosolen, Spigariol (27' st. Baccin), Ostanello, Fornasier, Bona (25' st. Candosin), Drusian, Boem, Alescio, Baldissin, Bigaran (30' st. De Puzziol). All. Marcon. ARBITRO: Selva di Portogruaro. RETI: 22' pt. Milan, 31' pt. Baldassin, 41' pt. Bellinazzi, 7' st. Milan. NOTE: ammoniti: Basei, Bernardi, Ostanello, Alescio. AURORA TREVISO DUE-MIGNAGOLA 2-1. AURORA TREVISO DUE: Cavarzerani, Beraldo, Z.Tadil, Monico (25' st Vanin), Coppe, Gumier, Dotto (1' st Sponchiado), Sirena, dalla Tor (37' st Piscitelli), Camatta, A.Tadil Allenatore: Soldan CALCIO MIGNAGOLA: Biffis, Girotto, Merotto, Tommasi, Bonotto, Poloni, E.Favaro, Biasuzzi, Rizzo, A.Favaro (15' st De Politi), MArton Allenatore: Pavan ARBITRO: Rigon di Treviso RETI: 5'pt A. Tadil, 23' pt Rizzo, 34' st A.Tadil su rigore. NOTE: Al 30'pt A.Tadil sbaglia un rigore. MARCON-MONASTIER 2-1. MARCON: Favaro, Carraro, Traverso (28' st. Baruzzo), Franz, Mion, Bison, Tagliapietra, Dal Fiore, Corradin (35' st. Cecchi), Carraretto, Pistritto (39' st. Piovesan). All. Berto. MONASTIER: Criveller, Fracas, Montagner, Pietrobon, Girardi, Bortolan, Pietropolli (35' pt. Tonon), Pasqual, Bizzarro (39' st. Da Silva), Vettori, Rubin. All. Dotto. ARBITRO: Trentin di Treviso. RETI: 15' st. Corradin, 36' Rubin, 45' Piovesan. NOTE: Al 15' Tagliepietra sbaglia calcio di rigore. CAMPIGO-CENDON 2-1. CAMPIGO: Pozzobon, Raso, Valentini, Decomite, Gabbin, M.Aramini, Bortolotto, Torresan, Zorzi (15' st Favarotto), Bordignon, Pizzato. All. Turcato CENDON: Marcuzzo, Bin (1' st Furlan), Zamuner, Bessegato, Caldato, Scapinello (32' st Ceccon), Sartori, Vanin, Cecino, Favaro, Lucchese. All. Baldissin ARBITRO: Ceolin di Treviso RETI: 32' Cecino, 40' Pizzato; st 45' Torresan CASALE-SALVATRONDA 2-3. CASALE: Sartor, Berton, Vallotto, Vettorello (1' st Rachieru), Dal Ben, Spatola, Pegoraro (35' st Dozzo), Carlon, Rizzato, Dotto, Simonagggio. All. Trevisanello. SALVATRONDA: Favarotto, Campagnaro, Bertolo, Cremasco, Salvadori, Graziotto, Marcon (25' st Beltrame), Piazza (25' st Zampieri), Zanon, Macci (35' st Milani), Pozzobon. All. Graziotto ARBITRO: Montali di Treviso RETI: 28' pt Zanon, 30' pt Simonaggio, 42' pt Zanon, 10' st Simonaggio, 40' st Zanon. FOSSALUNGA-CIPRIANOCATRON 2-2. DAL SANTO FOSSALUNGA: Sartoretto, Pozzobon, Cavasin, A.Gazzola, Pastro, MInotto, Gambarotto, Fighera (33' st Dal Bello), L.Gazzola, Dal Zotto (19' st Simionato), La ROcca (19' st Fantinato) All. Grigni. CIPRIANOCATRON: Toffolo, Tolomio, Begotto, Barbirato, Perini, Crozzolin, Battistella, dal Ben (34' pt Patania), Cendron (39' st Marin), Moro (19' st Gasparini), Scaramal. All. Cervellin ARBITRO: Barba di Treviso RETI: 30' L.Gazzola; st 15' Battistella, 35' Simionato, 45' Patania NOTE: La Rocca al 10' st sbaglia un rigore. GODIGESE-S. ELENA 3-1. GODIGESE: Didonè, Romano, Pellizzari (20' pt Amato), Milani, Schirato, Staltari, Marzonetto, Turcato, Cremasco, Marighetto (1' st SApo), Trentin (25' st Bragato). All. Miglioranza S.ELENA: Erpini, Marostica, Favaron (20' st Lorenzon), Moro (23' st Serafin), Cappellazzo, Abruscia, Tascedda, Calabria, Smaniotto, MAttiuzzo, Paro (15' st Scomparin). All. Pietrobon ARBITRO: Moretti di Treviso RETI: 20'pt Cappellazzo su rigore, 9' st Turcato, 10' e 15 st Cremasco OLMI CALLALTA-TREVILLE 0-0. OLMI CALLALTA: Tapumei, Marcigotta, Buosi (14' st Brondolin), Cremonese, Biscaro, Vicino, Visentin (4' st Nan), Bettiol (20' st Bruno), Baldissin, Bezera, Guerrato All. Carniato TREVILLE: Beber, Ceron, Guidolin, Salvalaggio, Cinel, Zilio, Cocuccio (22' st Parolin), De Gasperi (40' st Caminato), Squizzato, Salvador, Righetto (15' st D'Agostin). All. Squizzato. ARBITRO: Zummo di Treviso AGORDINA-MONTEGRAPPA 1-3. MONTEGRAPPA: Feltracco; Zem; Lamonato, Sartori, Pandolfo, De Martin; Galanti, Gatto, Sartor, Merlo, Binotto (Cervo 69'). All. Prosdocimo. ARBITRO: Russo. RETI: 59' Bigotto, 71' Sartor, 84' Cervo, 91'De Luca. ALTIVOLESE-JUVENTINA POLARIS 3-3. ALTIVOLESE: De Capua, Stortini (35' pt D.Bortolon), Vudafieri, G.Bortolon, Zanet (10' st Bencivenga), Bogana, Cogolan, Merlo, Bressan, Fedato, Pasqualetto (15' st Riva) All. Martignon ARBITRO: Forenza di Bassano RETI: 20' pt Tommasi, 25' pt Gelisio su rigore, 15' st Gelisio, 20' st Bencivenga, 35' st e 40' st D.Bortolon BESSICA-LENTIAI 2-2. BESSICA: Bizzotto, Baggio, Meda, Parise (28' st Torresin), Favaro (35' st MAggini), Zanon (10' st Marchiori), Tarraran, Pastro, Pellizzari, Savio, Favero Allenatore: Sardena ARBITRO: Vanzella di Conegliano RETI: 2'pt Pastro,5' e 45'pt Zanin, 2' st Pellizzari. CAERANO-UNION MASER 2-0. CAERANO: Peruzzato, Bortolamiol, Marinello, Brombal, Precoma, Tormena, Fassina (35' st Caverzan), Gobbo, Rizzardo (30' st Bonora), Calabretto (15' st Bresolin), Merlo Allenatore: Carniello UNION MASER: Cimolin, E.Santinello, Casagrande, Bronca, Boschierato, De Zen, Dametto (39' st Morlin), Agostinetto (8' st Pisan), Bastasin, Toscan, De Roa Allenatore: Calzamatta ARBITRO: Bettin di Bassano RETI: 2' pt Calabretto, 40' st Bresolin CISONESE-SP CALCIO 2005 2-1. CISONESE: Bellotto, Gallina, De VEcchi, Bianco (15' st Fabbris), D'Agostin, Maggioli, Benincà (39' st Nadir), Tormena, Pradetto, Buffon, Trinca. All. De Vecchi SP CALCIO 2005: De Giuliani, Tessaro (21' st Meneghin), Carretta, Franceschin, Granzotto, Roncalli, Squeri (29' st Forato), Premaor, Felline, Bacchetti, De Biasio All. Merlo ARBITRO: Chemin di Bassano RETI: 21' pt Trinca, 2'st Squeri, 3' st Pradetto. FIORI BARP-CASTION 0-1. CASTION LORIA: D. Milani, Fior, L. Milani, Fogal, Se. Simeoni, Cremasco, M. Alberton, C. Favaro, Nussio (81' Parisotto), M. Favaro (67' Gazzola), Pegoraro (79' C. Alberton). All. Garbossa. Arbitro: Bordignon di Bassano. RETE: 73' M.Alberton. NOTE: ammoniti: Pegoraro, Da Canal, M. Favaro, Case, Se. Simeoni, L. Milani, Cremasco. LA SERNAGLIA-VIRTUS CSM FARRA 1-0. LA SERNAGLIA PIAVE: De Faveri, Alessio, Fregolent (10' st P.Marsura), Pederiva, M.Casagrande (44' st M.Marsura), L.Casagrande, Cietto, Giacomin, Gerlin, Benincà, Bortot All. Mognon VIRTUS CSM FARRA: Gosetto, fedato, Ferrobato, Marco Mognon, NArdi (20' st Bittante), Miotto, Meneghin, Zandonà, Simoni, Pupetti, Vassalli (35' st Mauro Mognon) All. Mognon. ARBITRO: Baggio di Bassano RETI: 15' st Bortot. NOTE: Espulsi 35' st Gerlin per proteste e al 40' st Nardi per proteste AURONZO-VITT S. GIACOMO 4-0 VITT SAN GIACOMO: Vitale, Dall'Anese, Piccin, Rui, Dal Col, Russo (64' Arancio), Frassinelli (52' Visentin, 75' Moz), Pizzol, Rosolo, Ferri, Pin. All.: Sottana. RETI: 6' S.De Filippo, 52' M. De Filippo, 66' Tosi Bosco, 71' M. De Filippo ARBITRO: Daulle di Belluno. NOTE: Ammoniti Vielmo, Cian, Pizzol, Rui. CORTINA-S. MICHELE 2-1. S.MICHELE: Poloni, Tonon, Varaschin, Grillo, Caberlotto, Casagrande, Ceschin, Da Ros, Marcon, Bounofà, Soldan. Sono entrati: Campo Dall'Orto, Adamosky, Da Ros. All Zaros. ARBITRO: Zanella di Belluno. RETI: 17' Soldan, 65' Boldrin, 80' Lodeserto. FRANCENIGO-CADORE 1-1. FRANCENIGO: Zaia, Muset, Zampol (30' st Corazza), Nadal, Battistella, Durigo (44' st Tommasella), Dario, Biasi, NArdelotto (40' st Ferraro), Vidotto, Avologno Allenatore: Stella ARBITRO: Ferron di Conegliano RETI: 12' pt De Villa su rigore, 40' pt Avologno NOTE: Espulso al 36' st Biasi per doppia ammonizione GAIARINE-FULGOR FARRA 1-0. GAIARINE: Piccin, ZAnetti, Bertagna, M.Dardengo, Da Ros, Bottecchia, G. Dardengo (17' st Carlet), Doimo (18' st CArdin), Mazzer, Battistuzzi, Carnelos (28' st Dal Bo) Allenatore: Cavecchia. ARBITRO: Shvay di Treviso RETI: 39' pt Mazzer PIAVE-VAZZOLESE 0-1 PIAVE: De Vettor, D'Angelillo, Meneghin, Collazuol (46' Dal Col), Comel, Roccon, Da Rold M., Da Rold R., Tamburlin (54' Fano), Franzogna, Viel. All. Borsato. VAZZOLESE: Baradello, Fornasier, Cais, Vettorel, Montagner, Da Ros, Bortolotto (80' Tarzariol.), Battaglini, Zulian, Coppola (46' Tomasin), Fall. All. Paladin. ARBITRO: Talamini di Conegliano. RETI: 92' aut. Comel NOTE: Ammoniti: D'Angelillo, Franzogna, Dal Col e Montagner. S. LUCIA DEI MILLE-SARMEDE 5-0. S.LUCIA DEI MILLE: Buzzala, Bressan (32' st Barbaresso), M.Pillonetto, Tessariol (5' st Curesci), Lorenzon, Sambugaro, N.Giovanelli, Rossi, Bandiera, L.Giovanelli (17' st Vacilotto), Lucca Allenatore: Canal SARMEDE: Tadiotto, Cerminara, Tres, Fadelli (8' pt Peruch), Cais, Covre, Caberlotto, Daffrè (17' st Sandrin), Zambon (8' pt Zanette), Dal Cin, Botteon Allenatore: Cordaz ARBITRO: Schuster di Treviso RETI: 9' N.Giovanelli, 13' L.Giovanelli, 18' Bandiera; st 3' e 45' (rig) N.Giovanelli.

Torna all'inizio


di Fabrizio Ponciroli MILANO - La Svezia "grazia" Re... (sezione: Costi dei politici)

( da "Leggo" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

di Fabrizio Ponciroli MILANO - La Svezia "grazia" Re Zlatan che ora può già mettere nel mirino la Juve che sabato sera sbarcherà a San Siro. Niente nazionale per Ibrahimovic: ieri il ct svedese Lagerback lo ha depennato dalla lista per l'amichevole di mercoledì contro l'Olanda. «Ha giocato due partite a settimana per un lungo periodo - ha spiegato Lagerback -. Mi è sembrato giusto lasciarlo riposare. Meglio per lui, e anche per la Nazionale». Ibra tornerà al lavoro ad Appiano solo giovedì: Mourinho gli ha concesso un giorno in più di riposo. Per par condicio anche lo juventino Mellberg è stato risparmiato. Parole e musica per Ibrahimovic, il Re di Milano, sponda nerazzurra ma che ha suscitato anche l'ammirazione del vice-presidente rossonero Paolo Berlusconi. Contro il Palermo si è rivisto lo Zlatan di qualche tempo fa (partita con la Roma per intenderci), ovvero un fenomeno assoluto. «Mi alleno tanto per migliorare e crescere. Voglio lavorare sempre meglio». Due magie che hanno portato due gol "alla Ibrahimovic". Pazzesco quello su punizione, a 124 km/h («Avevo già tirato qualche punizione contro il Lecce e l'Anorthosis, sto provando un allenamento speciale.», l'elementare spiegazione di Ibra sul capolavoro). Un fatto è certo: quando si accende lo svedese, l'Inter diventa inarrestabile. Guarda caso i nerazzurri non convincevano da 6 gare, quelle in cui è mancata la firma del Genio della Lampada nerazzurro. Al momento il tassametro dice: sette gol in 12 partite in campionato (Sampdoria, Torino, Bologna, Roma e Palermo le sue vittime), le stesse messe a segno, nello stesso periodo, nella stagione 2007/08 (allora, però, con due segnature su rigore). In totale sono 44 i gol da quando è arrivato all'Inter (in 87 gare ufficiali), quindi, a conti fatti, un gol ogni due partite. In campionato la media è stratosferica. In 65 presenze, Zlatan ha trovato il gol 39 volte, una rete ogni 150' di gioco. Qualche problema in Champions dove Ibra segna con più fatica. Quest'anno, ad esempio, è ancora all'asciutto e, in generale, sono solamente cinque le sue firme nella massima competizione europea (in 18 gettoni di presenza). Poco male, all'orizzonte il nemico pubblico numero uno si chiama Juve. Vietato sbagliare: «Se vogliamo vincere lo scudetto, dobbiamo battere la Juventus». Perché parlare al plurale? (ass)

Torna all'inizio


roberta boccardi Finisce la legislatura e tutti i consiglieri provinciali, rieletti o no, ricevono la liquidazione: si tratta di un accantonamento del 10% calcolato sulla già sosta (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

roberta boccardi Finisce la legislatura e tutti i consiglieri provinciali, rieletti o no, ricevono la liquidazione: si tratta di un accantonamento del 10% calcolato sulla già sostanziosa indennità, pari a 9 roberta boccardi Finisce la legislatura e tutti i consiglieri provinciali, rieletti o no, ricevono la liquidazione: si tratta di un accantonamento del 10% calcolato sulla già sostanziosa indennità, pari a 9.947 euro mensili lordi, che dopo 5 anni ammonta a circa 60.000 euro lordi. «Sono pronto ad affrontare una nuova battaglia moralizzatrice, dopo quelle del 2004 e del 2007 - dice Roberto Bombarda , rieletto consigliere per i Verdi -, si può tornare alla carica sul taglio delle indennità che andrebbero parametrate all'impegno di ciascun consigliere. Una riduzione del 20% ci sta, arrivare a 5.000 euro netti mi sembra comunque molto dignitoso». Bombarda ricorda che, con Pinter e Bondi, ha firmato il disegno di legge che ha abolito i vitalizi, e che nel programma con cui i Verdi si sono presentati alle elezioni c'è la proposta di ridurre le indennità del 30%. «Vedremo, tanti si dicono disponibili a fare questa battaglia prima delle elezioni - conclude - e poi quando è il momento si tirano indietro». «Nell'ultima legislatura, e prima ancora in quella passata, si è messo mano a una riforma delle indennità e dei vitalizi che non ha paragoni nel resto d'Italia - dice Mario Malossini , consigliere uscente di Forza Italia - francamente più di così... Mi pare sia stato fatto un passo decisivo. Si potrà ragionare ancora sui contributi che vengono dati al finanziamento delle attività dei gruppi consiliari provinciali, rispetto all'adeguatezza e alla rendicontazione, tutti temi rimasti in sospeso». Riferendosi alle liquidazioni d'oro dei consiglieri, Malossini ammette che «sono cifre impattanti, specie in un momento in cui ci si deve confrontare con i cittadini e le famiglie che fanno fatica». «La riforma che abbiamo fatto, però, ci porta oggi ad avere forse le indennità più basse a livello nazionale - ragiona Malossini - poi io credo che il cittadino debba misurare se il consigliere fa bene il suo lavoro». Malossini conclude con una stilettata: «Noi la riforma dell'indennità l'abbiamo fatta, mentre in parlamento l'aspettiamo ancora, e in Senato c'è qualche collega ex consigliere che si era speso molto per abolire i vitalizi». «Non vedo dov'è lo scandalo, è un giusto compenso - tuona il leghista Erminio Boso , che ha lasciato il consiglio per l'europarlamento - proprio per non finire sotto la gogna mediatica per i vitalizi, in settembre, mi sono fatto liquidare tutto. Altri di destra, di centro e di sinistra invece si tengono il vitalizio. La Lega ha votato per l'abolizione dei vitalizi in Regione e in Provincia, quando c'era ancora la Chiodi, a non votare sono stati quelli che hanno fatto la proposta». Rivedere i costi della politica è giusto, continua Boso, «ma senza gridare allo scandalo come fanno certi consiglieri che poi, di nascosto, rincorrono tutti i benefit». «Scandalosa - conclude Boso - è stata la proposta Amistadi sull'indennità dei sindaci, che ha regalato un pozzo di soldi a carico dell'amministrazione, che non ha precedenti in nessuna realtà nazionale». «Avendo fatto metà legislatura riceverò metà liquidazione - premette Caterina Dominici , del Patt, rieletta con un risultato al di là di ogni previsione - e in effetti, non essendo un lavoro ma un servizio alla comunità, la liquidazione non ci dovrebbe stare, anche perché l'indennità è già esagerata. In ogni caso, come ho fatto anche per lo stipendio 2007 e 2008, la userò per le mie attività culturali». Denis Bertolini di Valli Unite, che ha fallito la rielezione, pensa invece alle tante spese sostenute in questi tre anni per far nascere il partito e per affrontare la campagna elettorale. «In questi anni abbiamo sganciato l'indennità dagli aumenti dei parlamentari ed eliminato i vitalizi, e questo ci distingue dal resto d'Italia - dice - uno dei prossimi passaggi potrebbe essere la liquidazione, nata come accantonamento, e che alla fine, specie per un consigliere che corre da solo e non ha un movimento dietro, serve per fronteggiare le spese della campagna elettorale». «Non c'è dubbio che gli stipendi dei consiglieri sono elevati, ma le retribuzioni dei manager degli enti pubblici o finanziati dallo Stato non sono da meno - dice Agostino Catalano , consigliere uscente di Rifondazione comunista - ed è chiaro che serve una moralizzazione. Viviamo in un paese che va a due velocità: chi non arriva a fine mese e chi, a prescindere se ha fatto bene o male, torna a casa con un bel gruzzolo. Ormai c'è una forbice pazzesca fra le retribuzioni, un principio etico che è stato completamente distrutto». Lo scandalo non è solo quello degli stipendi dei consiglieri, conclude Catalano, «il problema va affrontato nella sua complessità con la reintroduzione di principi etici anche nel campo della retribuzione». 17/11/2008

Torna all'inizio


<Ci sono margini per ridurre> (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pallaoro Ma tutti si adeguino «Ci sono margini per ridurre» Dario Pallaoro, presidente uscente del consiglio provinciale, è convinto che ci siano spazi per contenere i costi della politica, e in particolare per ridimensionare le retribuzioni dei consiglieri. Ma occorre una legge che costringa tutte le regioni ad adeguarsi. Presidente Pallaoro, che soluzione ha in mente? A mio avviso non si può continuare a procedere all'«italiana» con soluzioni improvvisate, diverse da regione a regione. Occorre fare una legge costituzionale che, dopo due passaggi alla Camera e due al Senato, obblighi tutte le regioni ad adeguarsi. Solo così si prende il sacco in cima, si comincia dai parlamentari per arrivare ai consiglieri, e si sistema tutto obbligando tutti ad adeguarsi, perché è vero che in Italia esiste un sistema di indennità che in altri paesi d'Europa non esiste. La recente riforma dei vitalizi non basta? Sicuramente noi qualche cosa abbiamo fatto, tant'è che d'ora in avanti gli eletti in consiglio riceveranno il vitalizio solo in base ai contributi versati. E credo che guardando in giro per l'Italia di altre situazioni così non ce ne sia neanche una. Ma per fare un discorso obiettivamente efficace bisogna fare un discorso che coinvolga tutti, altrimenti si lascia alla volontà dei singoli consigli e qualcuno fa la sua parte, mentre gli altri fanno poco. Un consigliere quando dovrebbe prendere? Margini per ridimensionare credo che ce ne siano, ma poi teniamo conto anche che l'attività del consigliere se è fatta bene e a tempo pieno comporta anche delle spese. E non credo che la soluzione proposta da Durnwalder di fare i consigli dopo cena, con un gettone di presenza, possa andar bene. Siamo due province autonome con competenza primaria in quasi tutte le materie, e quindi con un lavoro di produzione legislativa che richiede impegno e tempo. 17/11/2008

Torna all'inizio


acquacalda-pieve s. paolo0-3 acquacalda: mangiantini, coretti, bini, panelli, ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 11 - Pisa ACQUACALDA-PIEVE S. PAOLO0-3 ACQUACALDA: Mangiantini, Coretti, Bini, Panelli, ... ACQUACALDA-PIEVE S. PAOLO0-3 ACQUACALDA: Mangiantini, Coretti, Bini, Panelli, Bianchi, Casali, Bertolini, Bandettini, Miccoli, Morini (25' st Bertini), Moroni (34' st Coppi). All.: Rota. PIEVE S. PAOLO: Ragghienti, Orsolini, Pracchia, Benvenuti, Pieretti, Sarti, Bianchi (Paganelli), Pomini, Panati (1' st Tangelli), Picchi, Biggi. All.: Barsocchi. ARBITRO: Tagliavini di Pisa. RETI: 2' secondo tempo Picchi, 38' Biggi, 45' Tangelli. ANIA-AQUILA S. ANNA 1-1 ANIA: Marotta, Pucci, Ricci, Talini (39' st Catoni), Riva, Hartmann, Petretti, Francesconi (30' st Batastini), Rocchiccioli, Riccardi, A. Orsucci (36' st Casci). All.: Lemmi. AQUILA S. ANNA: Piccinini, Marianetti, Busembai (32' secondo tempo Marino), Betti, Del Bianco, Torre, Fazzini (25' st Cantoni), Landucci, Lami, Brogi, Pedonesi (28' st Chiavetta). Allenatore: Cappellini. ARBITRO: De Villa di Pisa. RETI: 18' pt Francesconi (Ania), 28' Lami (Aquila S. Anna). AVANEMETATO-MARGINONE 4-1 AVANEMETATO: Fabbriciani, Desiderio, Enriquez, Masoni, Di Martino, Colombini (1' st Faccini), A. Pecori, Alcò (40' st Barsanti), Carboni (25' st Marchi), Niccolini, Al. Pecori. A disp.: Pasqualetti. All.: Parra. MARGINONE: Benedetti, Bandettini (1' st Bocciardi), D'Antraccoli, Micheli, Rosfelli, Pennuto (15' st Barguti), Salvadori (25' st Del Grande), Biggi, Fantozzi, Cesari, Cannarozzo. A disp.: Simoni, Megaro, Zaccaria, Morini. All.: Marchi. ARBITRO: Lenza di Firenze. RETI: 36' pt Carboni (A), 45' Bandettini (M) aut; 15' st Carboni (A), 25' Micheli (M) rig, 35' A. Pecori (A). NOTE: ammoniti Enriquez, Masoni, Stelluto, Bandettini, D'Antraccoli. Espulso: 35' st Bocciardi (M). COREGLIA-MONTUOLONAVE 3-0 COREGLIA: L. Ferrari, Pierantoni, Ciari, Barsi, Cavani, Organi, Fantini, Fabbri (22' st Rovai), Giuliani (33' st F. Ferrari), Bacci (38' st Orsetti), Piacenza. A disp.: Canigiani, Allegretti, Moscardini, Bonelli. All.: Mucci. MONTUOLONAVE: Petroni, Borgia, Santerini, Giusti, Sabia, Pardi, Giordani (9' st Bianchini), Graziani, Abbate (6' st Medori), Casagrande, Ricciarelli (1' st Orsi). A disp.: Dei Turbe, Roberti, Francone, Adami. All.: Tuccori. ARBITRO: Controzzi di Pisa. RETI: 39' pt Fabbri; 29' st Giuliani, 43' F. Ferrari. NOTE: ammoniti Pardi, Ricciarelli, Organi. MORIANESE-VILLETTA 2-0 MORIANESE: Lenci, Guidi (25' st Battaglia), Ristori, Maiali, A. Haoudi, Matteucci, K. Haoudi (5' st Dinelli), Saccone, Bianchi (30' st Dedya), Lunardi, Bolcioni. VILLETTA: Biagioni, Catarsi, Belli (32' st Giannotti), Suffredini, Coltelli (16' st Salvetti), Dini, Terni, Bonini, Mori, Grisanti, Cordasco. All.: Accorsini. ARBITRO: La Veneziana di Viareggio. RETI: 45' pt Maiali; 45' st Bolcioni. NOTE: espulsi: 30' secondo tempo Lunardi (Morianese), 45' st Ristori (M). S. LORENZO-MASSA MACINAIA 0-0 S. LORENZO: Lazzarini, Giovannelli, Cesari, Sodini, Mengali, M. Bianchi, Tuccori, Granford, Donatelli (1' st Stefanini), G. Bianchi (15' st Lelli), Belluomini (39' st Casanuova). All.: Gaddini. MASSA MACINAIA: Grassi, Berni, Lencioni (12' secondo tempo Canozzi), Brunini, Davini, Sarti (40' primo tempo Romano), Borselli, G. Matteucci, Rossi, Biagini, E. Matteucci. Allenatore: Maselli. ARBITRO: Guiggi di Livorno. VIRTUS-PIAZZA AL SERCHIO 0-1 VIRTUS: Bertoncini, Grazia, Pellegrinotti, Grassi, Banchieri, Innocenti, Nell Gregori, Ambrosini (30' st Toni), Elezi, Romiti, Prosperi (32' st Rocchiccioli). All.: Vanni. PIAZZA AL SERCHIO: Valdrighi, Satti, Morosini, Terni, Bertolini, Biagini, Magagnini, Castelli (32' st Angelini), Donnini (37' st De Luca), Cassettai (45' st Muzzi), Crudeli. All.: Cecchini. ARBITRO: Rizzuto di Pisa. RETE: 28' pt Donnini (rig.). NOTE: espulso al 43' st De Luca (P). VORNO-FORNACI1-0 VORNO: Ciucci, Del Dotto, Vannucci, Giuliacci (26' secondo tempo Matteucci), Badino, Bertoncini, Mazzoni, Magnelli, Giannini, Pieri (46' st Da Valle), Andreini (14' secondo tempo Matteoni). Allenatore: Mariani. FORNACI: Giannecchini, Mazzanti, Toni, Fabbiani, Suffredini, Alberigi, Biagioni, Grassi, Focali (22' pt Bacci), Cecchini, Casillo. All.: Angelini. ARBITRO: Coviello di Pisa. RETE: 1' pt Magnelli (rig.).

Torna all'inizio


Se i giudici si danno l'aumento da soli (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-17 num: - pag: 1 autore: di e categoria: REDAZIONALE Gli arbitrati Il secondo lavoro delle toghe Se i giudici si danno l'aumento da soli SERGIO RIZZO GIAN ANTONIO STELLA Più «amanti» per tutti. Ricordate come il giudice Aldo Quartulli definì gli arbitrati, che consentono ai magistrati amministrativi di guadagnare soldi extra? «Le sentenze sono la moglie, gli incarichi l'amante». Bene: dopo essere stati più volte aboliti e ripristinati, stanno per tornare alla grande. Grazie a un emendamento che andrà in discussione proprio domani. CONTINUA A PAGINA 26

Torna all'inizio


Fondi: Acquisto libero a basso costo? Io dico sì (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-11-16 - pag: 26 autore: INTERVISTA Pietro Cirenei Bipiemme gestioni Sgr Fondi: «Acquisto libero a basso costo? Io dico sì» Stefano Elli «Cinque punti su cui sarebbe auspicabile e, direi di più, opportuno che si ragionasse a fondo, quelli indicati da Plus24 di ieri, 15 novembre per rifondare l'industria del risparmio gestito. Su alcuni di questi mi trovo in perfetta sintonia». A parlare è Pietro Cirenei, direttore generale di Bipiemme gestioni Sgr, la società di gestione del risparmio della Banca Popolare di Milano. Quali sono in particolare i suggerimenti che le piacerebbe vedere realizzati? Il fatto di consentire la negoziazione dei fondi su diverse piattaforme differenziando i costi sulla base delle modalità d'investimento e modulando un ventaglio di commissioni differenti a seconda del canale scelto, per fare un esempio, mi sembra importante. Come farlo? In tutti quei casi in cui la vendita del fondo non sia parte di un processo in cui la consulenza sia rilevante, si potrebbero introdurre dei meccanismi distributivi che spingano il pubblico degli investitori direttamente verso l'acquisto dei prodotti finanziari. Senza costi di intermediazione, né costi di consulenza. Una decisione del genere potrebbe determinare un passo in avanti nella trasparenza sui costi e nella loro comparazione. Un'opinione sul punto quattro che riguarda la comunicazione tempestiva della composizione del portafoglio in presenza di variazioni anomale? Sono contrario. Rischia di essere fuorviante per lo stesso risparmiatore. Credo che l'investitore quando sceglie una società di gestione la sceglie per il suo gestore, per i suoi trascorsi di performance e per la sua storia e i suoi risultati. Sapere che in un dato momento in una gestione vi sia una determinata quota di fondi, quando il giorno dopo potrebbe benissimo non esserci più, ha un'utilità davvero marginale per l'utente. La trasparenza che considero un traguardo primario, la si dovrebbe perseguire per altre vie che, tra l'altro, sono già scritte nella direttiva Mifid: una corretta e letterale applicazione della direttiva di per sé porterebbe al raggiungimento di un grado sostanziale di trasparenza. Quanto alla riduzione della classificazione delle categorie Assogestioni dei fondi? Sono assolutamente d'accordo. Già ora secondo me le categorie potrebbero essere ridotte a quattro: azionari, bilanciati, obbligazionari e monetari. Io stesso neppure mi ricordo quali e quante siano. Si tratta di un elenco un po' invecchiato e del resto a farvi riferimento sempre meno sono gli stessi collocatori. Piuttosto sarebbe più utile una maggiore informazione per aiutare chi investe a capire cosa sia veramente il rischio, e non con formule complicate (come il Var) ma aiutando a valutare nel modo corretto il vero punto cardine: l'orizzonte temporale degli investimenti.

Torna all'inizio


Dalla soluzione di Edipo sull'enigma della Sfinge agli euro di Gerry Scotti (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-11-17 num: - pag: 13 autore: di ALDO GRASSO categoria: REDAZIONALE Ieri & oggi Fenomenologia del montepremi Dalla soluzione di Edipo sull'enigma della Sfinge agli euro di Gerry Scotti La sera stessa in cui Edipo risolse l'enigma della Sfinge si aprì un ampio dibattito. I seguaci di Socrate si batterono perché gli indovinelli restassero in ambito esoterico mentre i seguaci di Platone erano per la diffusione di massa del rompicapo, pensavano addirittura a un "thranos", parola che oggi, con molta disinvoltura, si potrebbe tradurre con format. La sera in cui Mike Bongiorno consegnò i primi 5 milioni a un vincitore di "Lascia o raddoppia?" (era il 1956), in Italia si aprì un ampio dibattito. Un intellettuale raffinato come Nicola Chiaromonte scrisse che il quiz mette in scena l'idea superstiziosa che della cultura hanno gli ignoranti e forse anche certe élites: "non è poi tanto male che se ne faccia pubblico ludibrio". Carlo Levi, l'autore di "Cristo si è fermato a Eboli", si sentì invece in dovere di certificare che "mille nuovi Edipi, ogni settimana, affrontano la Sfinge, liberano il mondo e la propria anima dai mostri della confusione: si sentono testimoni del valore pratico e del valore assoluto del sapere". Le espressioni inglesi "quiz show" e "game show" indicano il gioco a premi, centrato su una o più prove di abilità, conoscenza, memoria o fortuna, definite da un regolamento e finalizzate a uno scopo (normalmente un premio in denaro, in gettoni d'oro o in qualsiasi altra forma), che coinvolgono uno o più concorrenti. Questo fortunato genere di derivazione radiofonica che, fra alti e bassi, rinnovamenti e ritorni, attraversa l'intera storia della tv, nasce negli Usa nella seconda metà degli anni '40. Twenty Question, basato sul vecchio gioco di salotto "animale, vegetale o minerale" e trasmesso per radio fin dal 1946, finisce su Nbc nel novembre 1949. Dal 1950 Groucho Marx conduce, sempre su Nbc, You bet your life. Due anni più tardi è il turno di Two for money. Il successo e la spettacolarità dei quiz show vengono ulteriormente facilitati da una sentenza della Corte Costituzionale del 1954: stabilisce che i giochi a premi basati sulla presenza di un jackpot - cioè di un consistente premio - vengano rimossi dalla categoria dei giochi d'azzardo. Nascono così i cosiddetti "big money quiz show", giochi a premi caratterizzati appunto da una grossa somma di denaro messa in palio. Il produttore della Cbs Louis Cowan, con la collaborazione di uno sponsor (la Revlon Cosmetic) mette allora a punto un "jackpot quiz show" basato sul precedente programma radiofonico Take it or leave it. Nasce così, nel 1955, The $ 64.000 Question (cui si ispira anche il nostro Lascia o raddoppia?), seguito poi da altri programmi affini, come Twenty One e The big surprise. Anche in Italia, da "Lascia o raddoppia?" all'"Eredità" o a "Chi vuol essere milionario?", il quiz è uno dei generi più forti. Proprio in questi giorni è uscito da Bompiani un curioso libro di Fernando Sallustio, già supercampione di "Passaparola". Si chiama "Un popolo di concorrenti. 50 anni di storia d'Italia attraverso i telequiz" e passa in rassegna i quiz più fortunati della nostra tv, con corredo di domande. Da tempo, il quiz rappresenta una concezione filosofica della conoscenza. C'è chi lo ha sempre accusato di rappresentare un sapere imparaticcio, di scarso valore. E c'è chi, invece, come Tullio De Mauro, ha sempre sostenuto che gli italiani hanno imparato l'italiano anche con i quiz di Mike. Tant'è vero che in Italia la missione pedagogica del quiz classico entra in crisi con l'elevazione dell'obbligo scolastico alla terza media. Un pubblico scolarizzato non vuole più apprendere, desidera solo intrattenersi, magari con un game show, come "La ruota della fortuna", che richiede destrezza ma soprattutto una buona dose di fortuna. Il quiz classico propone un sapere specialistico: lo spettatore, per divertirsi, deve condividere la passione del concorrente. Mike chiedeva il nome della profetessa di uno dei più famosi carmi del libro dei Giudici (Debora); Gerry Scotti chiede chi è il Marcello azzurro (Lippi). Se in uno dei tanti quiz che vanno ora in onda venissero riproposte le domande di "Lascia o raddoppia?" ben pochi concorrenti riuscirebbero a superare il primo turno. Il motivo è semplice: erano domande per esperti e presupponevamo una competenza specifica. Non erano per tutti, cioè generaliste: erano riservate ai pochi eroi che sarebbero diventati personaggi televisivi solo a prezzo di sforzi straordinari. Il neoquiz, invece, è basato sulla cosiddetta cultura generale, su quel bagaglio di nozioni che la scuola dell' obbligo e più di cinquant'anni di tv dovrebbero ormai aver inoculato in ogni spettatore. Il neoquiz, inoltre, nasce prevedendo la collaborazione della sorte. Ed è proprio la fortuna o l'aiuto esterno (il terrificante "aiutino") o comunque la possibilità limitata di risposte (multiple-choice test) che ne sanciscono il senso ultimo: ogni spettatore è anche un potenziale concorrente. Ogni tanto risorge anche il problema delle vincite: è giusto o no che la tv elargisca così tanti premi? Il premio è parte integrante del gioco, questo resta indiscutibile. Il fastidio nasce se mai per quei quiz telefonici con montepremi che hanno l'unico scopo di legare alla trasmissione un numero considerevole di persone interessate non ai contenuti del programma ma alla vincita in palio. Tutti i cruciverboni, i fagioloni, le domandone che promettono soldi sono una specie di inganno per attrarre pubblico. Quel "pronto da dove chiami?" è ormai un lamento che sale dalle viscere e preannuncia il peggio: i fastidiosi venditori ambulanti della felicità, quando si accorgono che la "gente" cui si rivolgono è sensibile solo alle telefonate con i gettoni d'oro, possono per un po' rallegrarsi dei successi della loro invadenza. A proposito di "aiutini", una delle molle segrete che rendono affascinate il quiz è la possibilità di scoprirne i trucchi, le magagne, le contestazioni. Dai tempi di "Lascia e raddoppia?" e del celebre caso del controfagotto, il ricorso e lo smascheramento sono diventati componenti stesso del gioco. Del resto la figura del Notaio segnala che c'è anche un ordine del sapere passibile d'inganno.

Torna all'inizio


L'OMAGGIO di Poggio Renatico ai caduti di Nassiriya, in occasione del 5 ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

FERRARA PROVINCIA pag. 27 L?OMAGGIO di Poggio Renatico ai caduti di Nassiriya, in occasione del 5°... L?OMAGGIO di Poggio Renatico ai caduti di Nassiriya, in occasione del 5° anniversario dell?attentato al contingente di stanza in Iraq, è stato, sabato 15 novembre, particolarmente toccante. La memoria delle diciannove vittime italiane è stata celebrata nel corso di una solenne cerimonia, organizzata dall?ANC poggese e dall?Amministrazione Comunale, a cui hanno partecipato il sindaco Pavani, il comandante della Compagnia Carabinieri di Cento tenente Eliseo Mattia Virgillo, il colonnello Carlo Masutti in rappresentanza del Cofa e le altre autorità civili e militari. La mattinata si è proseguita con la seduta straordinaria del Consiglio Comunale, che si è aperta sulle note dell?Inno con la lettura dei nomi dei caduti a Nassiriya il 12 novembre 2003, ma anche il 27 aprile e il 5 giugno 2006. Dopo gli interventi, il presidente del Consiglio Comunale ha annunciato che il gettone di presenza sarà devoluto ai familiari delle vittime.

Torna all'inizio


VENDOLA AVVIA AZIONE RISARCITORIA CONTRO RIZZO, STELLA, SANTORO E CORRIERE DELLA SERA (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lunedì 17 Novembre 2008 VENDOLA AVVIA AZIONE RISARCITORIA CONTRO RIZZO, STELLA, SANTORO E CORRIERE DELLA SERA Bari, 17 Novembre 2008 - Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha deciso di avviare un?azione risarcitoria nei confronti di Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Michele Santoro e del quotidiano ?Corriere della Sera?. L?iniziativa è stata presa per mirare alla tutela dell?integrità della propria immagine, a seguito della replica fornita dagli autori del libro ?La Casta? alla lettera pubblicata sul Corriere della Sera di oggi e alle dichiarazioni fornite dagli stessi nella puntata di ieri, Giovedi? 13 Novembre, della trasmissione televisiva Rai ?Annozero?, nel corso della quale si è continuato a fornire dati e cifre non corrispondenti al vero relativi agli emolumenti percepiti nel ruolo di Presidente della Giunta Regionale. . . <<BACK

Torna all'inizio


I giudici si danno l'aumento da soli (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il secondo lavoro delle toghe Se i giudici si danno l'aumento da soli Il caso degli arbitrati: un emendamento del Pdl fa tornare la «giustizia parallela» dove lo Stato perde Più «amanti» per tutti. Ricordate come il giudice Aldo Quartulli definì gli arbitrati, che consentono ai magistrati amministrativi di guadagnare soldi extra? «Le sentenze sono la moglie, gli incarichi l'amante». Bene: dopo essere stati più volte aboliti e ripristinati, stanno per tornare alla grande. Grazie a un emendamento che andrà in discussione proprio martedì. Il cuore dell'emendamento, firmato da tre senatori del Pdl, Massimo Baldini, Valter Zanetta e Luigi Grillo (il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato rinviato a giudizio per concorso in aggiotaggio per i suoi rapporti con Giampiero Fiorani) è racchiuso in una sola riga: «Sono abrogati i commi 19, 20, 21 e 22 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244». Arabo, per i non addetti ai lavori. Ma l'obiettivo è chiaro: vengono abolite le norme introdotte nell'ultima finanziaria del governo Prodi che vietavano alle pubbliche amministrazioni, senza eccezioni, di stipulare contratti contenenti la clausola del ricorso all'arbitrato in caso di disaccordo. Pena, l'intervento della Corte dei conti e pesanti sanzioni. Riassumiamo? Gli arbitrati (aboliti dal governo Ciampi, ripristinati da Berlusconi, ri-aboliti da Dini e via così.) sono una specie di corsia preferenziale parallela alle cause civili. Se l'ente pubblico che ha commissionato un lavoro e chi quel lavoro lo ha eseguito vanno a litigare sui soldi, possono chiedere che a stabilire le ragioni e i torti non sia la lentissima giustizia civile ma una specie di giurì. Un arbitro lo nomina un litigante, uno quell'altro e i due insieme nominano il presidente. Niente di male, apparentemente. Se non fosse per due nodi. Primo: gli «arbitri» sono spesso giudici chiamati a decidere «privatamente » su cose che a volte toccano lo stesso Comune, la stessa Provincia, la stessa Regione o lo stesso Ministero su cui possono essere delegati a decidere nelle vesti di membri dei Tar o del Consiglio di Stato. Secondo nodo: stando ai dati del presidente dell'Autorità per la vigilanza dei lavori pubblici Luigi Giampaolino, lo Stato (guarda coincidenza.) perde sempre. O quasi sempre: in 279 arbitrati in due anni tra il luglio 2005 e il giugno 2007, ha vinto appena 15 volte. Sconfitto nel 94,6% dei casi, ha dovuto pagare alle imprese private 715 milioni di euro. Pari al costo del Passante di Mestre. Va da sé che, oltre ai privati, hanno esultato gli arbitri. Che si sono messi in tasca, euro più euro meno, una cinquantina di milioni. Una cosa «indecorosa», diceva un tempo Franco Frattini invocando «l'incompatibilità totale fra lavoro istituzionale dei giudici e altri incarichi ». «Inaccettabile», concorda il Csm che da anni non consente ai giudici civili e penali di accettare arbitrati. «Indecente», insiste Antonio Di Pietro, che più di tutti ha spinto, da ministro delle Infrastrutture, per mettere fine all'andazzo. Macché: di proroga in proroga, è rimasto tutto come prima. E il divieto assoluto di ricorrere all'arbitrato non è mai entrato, di fatto, in vigore. Peggio: l'emendamento Grillo- Baldini-Zanetta non si limita a ripristinare gli arbitrati. Va oltre. E stabilisce una specie di percorso automatico: o l'ente pubblico e l'impresa privata che vanno in lite si accordano entro un mese oppure, senza più le procedure di prima, si va dritti alla composizione arbitrale. E dato che in questi casi lo Stato perde quasi sempre, va da sé che questo potrebbe spingere perfino le amministrazioni più riluttanti, per non subire oltre il danno la beffa di dover pagare avvocati e spese processuali, a rassegnarsi alla «proposta di accordo bonario». Cioè alle richieste delle imprese. Coscienti di spazzare via tre lustri di tentativi di moralizzazione avviati da Carlo Azeglio Ciampi, gli autori dell'emendamento hanno sciolto nella pozione uno zuccherino: il dimezzamento dei compensi minimi e massimi dovuti agli arbitri. Evviva! Fermi tutti: salvo la possibilità di aumentare del 25% le parcelle «in merito alla eccezionale complessità delle questioni trattate, alla specifiche competenze utilizzate e all'effettivo lavoro svolto». E chi decide l'aumento? Gli arbitri stessi. Non bastasse, la sconcertante manovra per rilanciare gli arbitrati mai aboliti arriva nella scia di altri due episodi, diciamo così, controversi, che riguardano gli stessi magistrati amministrativi, da sempre cooptati a decine in questo e quel governo, di sinistra o di destra, come capi di gabinetto o responsabili degli uffici legislativi. Incarichi che ricoprono continuando a progredire nella carriera giudiziaria come fossero quotidianamente presenti e cumulando i due stipendi. Il primo è la decisione di spostare la definizione delle norme che dovrebbero regolare gli incarichi pubblici. Abolito il tetto massimo di 289 mila euro fissato da Prodi, tetto che arginava alcuni stipendi stratosferici, il governo si era impegnato a fissare le nuove regole entro il 31 ottobre. Macché: tutto rinviato. Nel frattempo non solo tutto resta come prima, ma alcune società pubbliche come il Poligrafico, la Fincantieri o l'Anas hanno rimosso dai loro siti l'elenco delle consulenze e il loro importo, vale a dire uno dei fiori all'occhiello rivendicato sia dal vecchio governo di sinistra sia da Renato Brunetta. Ma la seconda «eccentricità» è forse ancora più curiosa. Riguarda un concorso. Erano in palio 29 posti di «referendario» (traduzione: giudice) nei Tar. Presidente della Commissione: Pasquale De Lise, «aggiunto» del Consiglio di Stato e autore di una celebre battuta sugli arbitrati suoi: «Il guadagno legittimo di qualche soldo». Partecipanti: 415 candidati. Ammessi agli orali, svoltisi in queste settimane: 30. E chi c'è, tra questi promossi? Una è Paola Palmarini, docente alla Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze di cui tempo fa era rettore il marito, Vincenzo Fortunato, capo di gabinetto di Giulio Tremonti nonché membro del Consiglio di Presidenza, cioè dell'organo di autogoverno delegato a nominare le commissioni d'esame. Un'altra è Anna Corrado, moglie di Salvatore Mezzacapo, giudice dei Tar e lui stesso membro dell'organo di autogoverno che sceglie le commissioni. Il terzo è Enrico Mattei fratello del magistrato del Tar Fabio Mattei, ammesso agli orali (dopo essere stato inizialmente scartato), grazie a una sentenza del Tar Lombardia firmata da Pier Maria Piacentini, il quale non molto tempo prima aveva avuto dal già citato organo di autogoverno l'autorizzazione ad assumere un incarico molto ben remunerato «di studio e approfondimento dei problemi concernenti concessioni di valorizzazione dei beni demaniali». Incarico «conferito dal Direttore dell'Agenzia del Demanio ». Cioè dalle Finanze. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella stampa |

Torna all'inizio


Il made in Italy non ha paura "Sono paesi ad alto potenziale" (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 6 Il made in Italy non ha paura "Sono paesi ad alto potenziale" ALESSANDRA CARINI Era la nuova frontiera, o quasi. E? lì, nell?Europa dell?Est, che, a partire da metà anni Ottanta, mezza Italia del quadrangolo industriale e finanziario ha visto il suo futuro. Un esodo di massa ha fatto seguito ai primi "pionieri", come Fiat, Merloni: si sono delocalizzate fabbriche, moltiplicate le catene di fornitori, trovati nuovi mercati di sbocco in un via vai di semilavorati e prodotti che ha inglobato paesi e cancellato, di fatto, frontiere. E? lì che a parte le presenze storiche, come quella delle Generali di austroungarica memoria, le banche hanno fatto a gara per conquistare posizioni, da Unicredit a Intesa Sanpaolo fino a istituti locali come Veneto Banca. E adesso? Come pesa la crisi? Che prospettive hanno questi mercati? Le aziende che come la MerloniIndesit stanno all?est da lungo tempo per ora " resistono": «Nei Paesi dell?Est siamo ormai radicati. E nonostante la crisi i ritmi di crescita sono elevati il potenziale alto. Certo, oggi è arduo fare previsioni sulla domanda per l?anno prossimo, non ci aspettiamo un mercato normale», dice Francesco Trovato chief marketing dell?azienda. Anche tra coloro che hanno visto gli anni più recenti non c?è pessimismo. Dice Andrea Tomat, presidente e direttore generale di Stonefly, uno stabilimento in Bulgaria e un rete commerciale con negozi monomarca che va tra Serbia e Romania: «Ci sono aspetti ancora positivi visto che la crescita interna di questi Paesi e anche gli apporti di finanziamento europeo lasciano ancora spazio ad un sostegno della domanda. Ma è un mosaico variegato che dipende da paese a paese, anche se temo che prima o poi, se continua così, ci troveremo di fronte ad un eccesso di capacità produttiva e si dovrà ristrutturare. Certo è che l?effetto della stretta del credito si è fatta sentire». Ma c?è un altro dato che rischia di rendere instabili le prospettive: «Se torna l?epoca delle svalutazioni competitive, anche le prospettive di investimento cambiano». Eppure per molti prevale per ora la relativa certezza che di fronte al disastro dell?occidente in questi paesi una qualche crescita ci sarà. Guerrino Pivato, presidente di un gruppo immobiliare e delle costruzioni con circa 100 milioni di fatturato, ha iniziative in Romania e Croazia, dice: «Investire all?Est vale ancora la pena. La crisi immobiliare si sente di meno, i prezzi dei terreni sono ancora bassi, muovendoci dall?Italia godiamo della fiducia che ci portiamo dietro anche nel credito. E poi ci sono margini che in Italia non esistono più e prospettive nel settore delle infrastrutture corroborate anche dai finanziamenti comunitari». A sostenere queste tendenze non è solo un momento congiunturale, ma anche i cambiamenti di più lungo periodo che ci sono stati in questi anni. Mario Moretti Polegato, da 12 anni console onorario di Romania per il Nordest e proprietario della Geox, che all?est ha stabilimenti e reti di fornitori, sostiene ormai che l?entrata in Europa ha molto ridotto le convenienze "manifatturiere" classiche di questi paesi, che hanno segnato la prima fase della delocalizzazione «Il costo del lavoro è aumentato, l?apertura delle frontiere ha provocato una massiccia emigrazione e anche una scarsità di manodopera. E comunque si stanno spostando la tipologia degli investimenti richiesti: aeroporti, infrastrutture, elettricità, ma anche agroalimentare stanno diventando delle priorità». Ma il timore è che la crisi dilaghi anche sull?economia. Fabrizio Coricelli insegna economia dei paesi socialisti, ha lavorato a lungo non solo lì ma anche per la Banca Mondiale, non è così ottimista sul futuro degli investimenti. «La crescita inarrestabile non c?è più e se va giù la crescita globale anche in questi paesi ci potrebbe essere un problema di esportazioni. Che margine c?è per finanziarie provvedimenti per lo sviluppo se miliardi vengono destinati a sostenere le banche?». E c?è infine un problema rilevante che sottende l?economia di tutti questi paesi: «Il costo del debito che sale a dismisura, le difficoltà di finanziarlo da parte dell?estero». «E? vero, il problema del finanziamento del debito c?è gli fa eco Mauro Gallea, vicedirettore generale di Veneto Banca, istituto che ha ramificazioni in Romania Moldavia Croazia Ma non ci sono situazioni di grande rischio per le banche: i sintomi di credit crunch non si vedono e il credito è finalizzato e molto garantito. Anche le istituzioni monetarie sono molto "garantiste": basti pensare che in Croazia e Moldavia sulla raccolta interna c?è un deposito obbligatorio del 17% per quella estera si aggiunge un altro 55%». Tra le banche la cui "materia prima" indispensabile di questi tempi è la fiducia, la parola d?ordine è quella della prudenza. Unicredit che nell?Europa Centro Orientale ha una rete ramificata in 15 Paesi, un?esposizione di cento miliardi e da qui ricava molti dei suoi profitti, non parla di recessione: «Vediamo un rallentamento della crescita ma stiamo lavorando in modo conservativo in termini di futuri accantonamenti. Il modello sul quale è organizzata la banca è vincente nel futuro», ha assicurato Alessandro Profumo agli analisti. Ma è certo che più che le previsioni conta il ritorno ad una situazione di normalità, nei cambi e nei flussi, "normalità" del resto sulla quale si basano i conti recenti presentati dalle banche. Per chi in questi Paesi ci è quasi nato e ne ha accompagnato la crescita, e che qui ha ancora una parte predominante del fatturato, come le Generali, la crisi è una delle tante sfide affrontate in questi anni. «Se fosse avvenuta molti anni fa, quando queste economie erano dominate dai kombinat sovietici, sarebbe molto più pesante. Oggi quasi tutti i paesi hanno un elevato grado di flessibilità», dicono ai vertici. Anche loro parlano di "rallentamento" e non di recessione, per quest?area. E i conti del settore non vanno male. Anzi. «La crisi apre anche opportunità. I trend mostrano che i risparmiatori, scottati dalle banche, tendono a preferire i prodotti assicurativi in una situazione nella quale, proprio per la crisi, la propensione al risparmio cresce e la redditività sale per la contrazione della sinistrosità: in nove mesi il gruppo ha avuto un aumento del 21% nel volume dei premi vita e del 14% negli altri». Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

Torna all'inizio


di Carlo Sgorlon Antonio Galdo, giornalista e ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 17-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

di Carlo Sgorlon Antonio Galdo, giornalista e ... di Carlo SgorlonAntonio Galdo, giornalista e scrittore, nel suo ultimo libro (Non sprecare, Einaudi, pagg. 165, E. 16) rivela le sue origini napoletane; ma i suoi modi di pensare sono monto lontani da quelli di troppi abitanti della sua città, di cui denuncia con fermezza, senza eufemismi e attenuazioni, i difetti e gli sprechi. Curioso e singolare, il suo libro. Infatti, anche se la sua filosofia è permeata da un'ampio ecologismo e dalla convinzione che gli uomini, se vorranno salvare l'unico pianeta di cui dispongono, e quindi anche la loro «riverita specie» (Manzoni) ha indicato e descritto nei vari capitoli alcuni modi e «territori» in cui avvengono gli sprechi, oggi, nell'opulento mondo occidentale.Il Terzo Mondo, dove pure avvengono degli sprechi, spesso piuttosto odiosi e micidiali, quasi non viene chiamato alla ribalta, se non per citare le cifre allucinanti degli affamati e dei morti di fame. Per dare un'idea degli sprechi indicati dal brillante giornalista, elencherò innanzitutto quali sono gli argomenti da lui esplorati. Lo spreco del cibo e della vita (con i milioni di aborti che si verificano nel mondo ogni anno, con la morte assurda di tante vittime di delitti o di suicidi). L'«orco» pauroso dell'anoressia, che distrugge all'interno la salute e spesso la vita di tante ragazze nevrotiche, che vogliono esser magrissime per obbedire a un imperativo categorico della moda. La smania dell'uomo moderno di acquistare e possedere delle cose: qualsiasi cosa, vestiti, telefonini, automobili, scarpe, anche qui per obbedire a impulsi assurdi di natura morbosa e all'ossessionante reclame che ci viene dai mass-media in generale. Il consumo pauroso delle risorse energetiche e naturali (che presto saranno esaurite) e delle materie prime. La dilapidazione del pubblico denaro, nelle amministrazioni statali, regionali, provinciali, soprattutto nel Sud, dove tutte le iniziative vengono a costare iperbolicamente, e spesso non arrivano neppure al termine; dove tutti i quattrini ricevuti dallo Stato se ne vanno in stipendi e consulenze (qui il lettore ritrova un po' la materia e i climi dei libri di denuncia di Stella e Rizzo, e di tanti altri). Lo spreco del tempo e delle parole; quello del talento, quello delle occasioni, quello del lusso sfrenato, che riguarda per fortuna un modesto numero di miliardari (di euro, di dollari, di rubli) che arrivano a possedere aerei privati e abiti preziosi, tempestati di diamanti.Va sottolineato che l'autore non è un «apocalittico» senza speranza, anche se è ben lontano dall'essere un «integrato». La sua natura profonda è ottimistica. In lui v'è l'attesa che l'attuale cultura degli uomini possa cambiare radicalmente; né, come oggi spesso avviene, fa dell'umorismo macabro sugli aspetti più tragici e pericolosi delle situazioni planetarie dei nostri tempi. Galdo si immerge nei suoi problemi scottanti con sobria serietà, e con il retropensiero che per uscire dalle strette gli uomini dovranno, oltre che ripristinare la cultura della parsimonia, elaborare un nuovo concetto di «progresso», che consista non nel continuare la corsa al possesso e alla comodità, ma nel mettere in atto la saggezza della cultura ecologica; una saggezza e una misura che ormai ci sono indispensabili come l'aria che respiriamo.I vari capitoli di «Non sprecare» sono un po' delle interviste dissimulate, dove personaggi «esemplari», in rapporto al genere di sciupio su cui verte il discorso, forniscono risposte positive al problema. Esse sono evidenziate graficamente non da virgolette, come d'uso, ma dal fatto che le righe si accorciano. A volte i personaggi intervistati sono illustri, come Claudio Abbado, protagonista nel capitolo dedicato al talento; o Roberto Cavalli, lo stilista che pare realizzarsi solo sprecando.Ma vi sono anche personaggi poco noti, e tuttavia di alto livello, professori universitari italiani o americani, grandi professionisti, o monaci camaldolesi, semigeni del volontariato e dell'assistenza a coloro che sono sovrastati dalla necessità.L'autore si tiene lontano da ogni ideologia, a meno che per essa non si voglia intendere una esplicita religiosità, e l'amore per l'uomo e la vita. Lo stile è molto disinvolto, moderno, ricco di anglismi, che oggi molti usano, spesso metaforico, a volte divertente, ma sempre sobrio e misurato. È un libro che ho letto di corsa, con un consenso ininterrotto, perché dà corpo a convinzioni che mi porto dentro da sempre, e a cui spesso do spazio, anche molto ampio, da cinquant'anni nella mia narrativa. Un libro che tutti dovrebbero leggere, non tanto per essere meglio informati su mali macroscopici del nostro mondo, ma come un breviario di varia ecologia e di sana concezione della vita.

Torna all'inizio


Dalla soluzione di Edipo sull'enigma della Sfinge agli euro di Gerry Scotti (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Fenomenologia del montepremi Dalla soluzione di Edipo sull'enigma della Sfinge agli euro di Gerry Scotti Se oggi si riproponessero le domande di Mike Bongiorno pochi concorrenti supererebbero il primo turno La sera stessa in cui Edipo risolse l'enigma della Sfinge si aprì un ampio dibattito. I seguaci di Socrate si batterono perché gli indovinelli restassero in ambito esoterico mentre i seguaci di Platone erano per la diffusione di massa del rompicapo, pensavano addirittura a un "thranos", parola che oggi, con molta disinvoltura, si potrebbe tradurre con format. La sera in cui Mike Bongiorno consegnò i primi 5 milioni a un vincitore di "Lascia o raddoppia?" (era il 1956), in Italia si aprì un ampio dibattito. Un intellettuale raffinato come Nicola Chiaromonte scrisse che il quiz mette in scena l'idea superstiziosa che della cultura hanno gli ignoranti e forse anche certe élites: "non è poi tanto male che se ne faccia pubblico ludibrio". Carlo Levi, l'autore di "Cristo si è fermato a Eboli", si sentì invece in dovere di certificare che "mille nuovi Edipi, ogni settimana, affrontano la Sfinge, liberano il mondo e la propria anima dai mostri della confusione: si sentono testimoni del valore pratico e del valore assoluto del sapere". Le espressioni inglesi "quiz show" e "game show" indicano il gioco a premi, centrato su una o più prove di abilità, conoscenza, memoria o fortuna, definite da un regolamento e finalizzate a uno scopo (normalmente un premio in denaro, in gettoni d'oro o in qualsiasi altra forma), che coinvolgono uno o più concorrenti. Questo fortunato genere di derivazione radiofonica che, fra alti e bassi, rinnovamenti e ritorni, attraversa l'intera storia della tv, nasce negli Usa nella seconda metà degli anni '40. Twenty Question, basato sul vecchio gioco di salotto "animale, vegetale o minerale" e trasmesso per radio fin dal 1946, finisce su Nbc nel novembre 1949. Dal 1950 Groucho Marx conduce, sempre su Nbc, You bet your life. Due anni più tardi è il turno di Two for money. Il successo e la spettacolarità dei quiz show vengono ulteriormente facilitati da una sentenza della Corte Costituzionale del 1954: stabilisce che i giochi a premi basati sulla presenza di un jackpot - cioè di un consistente premio - vengano rimossi dalla categoria dei giochi d'azzardo. Nascono così i cosiddetti "big money quiz show", giochi a premi caratterizzati appunto da una grossa somma di denaro messa in palio. Il produttore della Cbs Louis Cowan, con la collaborazione di uno sponsor (la Revlon Cosmetic) mette allora a punto un "jackpot quiz show" basato sul precedente programma radiofonico Take it or leave it. Nasce così, nel 1955, "The $ 64.000 Question" (cui si ispira anche il nostro "Lascia o raddoppia?"), seguito poi da altri programmi affini, come "Twenty One" e "The big surprise". Anche in Italia, da "Lascia o raddoppia?" all'"Eredità" o a "Chi vuol essere milionario?", il quiz è uno dei generi più forti. Proprio in questi giorni è uscito da Bompiani un curioso libro di Fernando Sallustio, già supercampione di "Passaparola". Si chiama "Un popolo di concorrenti. 50 anni di storia d'Italia attraverso i telequiz" e passa in rassegna i quiz più fortunati della nostra tv, con corredo di domande. Da tempo, il quiz rappresenta una concezione filosofica della conoscenza. C'è chi lo ha sempre accusato di rappresentare un sapere imparaticcio, di scarso valore. E c'è chi, invece, come Tullio De Mauro, ha sempre sostenuto che gli italiani hanno imparato l'italiano anche con i quiz di Mike. Tant'è vero che in Italia la missione pedagogica del quiz classico entra in crisi con l'elevazione dell'obbligo scolastico alla terza media. Un pubblico scolarizzato non vuole più apprendere, desidera solo intrattenersi, magari con un game show, come "La ruota della fortuna", che richiede destrezza ma soprattutto una buona dose di fortuna. Il quiz classico propone un sapere specialistico: lo spettatore, per divertirsi, deve condividere la passione del concorrente. Mike chiedeva il nome della profetessa di uno dei più famosi carmi del libro dei Giudici (Debora); Gerry Scotti chiede chi è il Marcello azzurro (Lippi). Se in uno dei tanti quiz che vanno ora in onda venissero riproposte le domande di "Lascia o raddoppia?" ben pochi concorrenti riuscirebbero a superare il primo turno. Il motivo è semplice: erano domande per esperti e presupponevamo una competenza specifica. Non erano per tutti, cioè generaliste: erano riservate ai pochi eroi che sarebbero diventati personaggi televisivi solo a prezzo di sforzi straordinari. Il neoquiz, invece, è basato sulla cosiddetta cultura generale, su quel bagaglio di nozioni che la scuola dell' obbligo e più di cinquant'anni di tv dovrebbero ormai aver inoculato in ogni spettatore. Il neoquiz, inoltre, nasce prevedendo la collaborazione della sorte. Ed è proprio la fortuna o l'aiuto esterno (il terrificante "aiutino") o comunque la possibilità limitata di risposte (multiple-choice test) che ne sanciscono il senso ultimo: ogni spettatore è anche un potenziale concorrente. Ogni tanto risorge anche il problema delle vincite: è giusto o no che la tv elargisca così tanti premi? Il premio è parte integrante del gioco, questo resta indiscutibile. Il fastidio nasce se mai per quei quiz telefonici con montepremi che hanno l'unico scopo di legare alla trasmissione un numero considerevole di persone interessate non ai contenuti del programma ma alla vincita in palio. Tutti i cruciverboni, i fagioloni, le domandone che promettono soldi sono una specie di inganno per attrarre pubblico. Quel "pronto da dove chiami?" è ormai un lamento che sale dalle viscere e preannuncia il peggio: i fastidiosi venditori ambulanti della felicità, quando si accorgono che la "gente" cui si rivolgono è sensibile solo alle telefonate con i gettoni d'oro, possono per un po' rallegrarsi dei successi della loro invadenza. A proposito di "aiutini", una delle molle segrete che rendono affascinate il quiz è la possibilità di scoprirne i trucchi, le magagne, le contestazioni. Dai tempi di "Lascia e raddoppia?" e del celebre caso del controfagotto, il ricorso e lo smascheramento sono diventati componenti stesso del gioco. Del resto la figura del Notaio segnala che c'è anche un ordine del sapere passibile d'inganno. Aldo Grasso stampa |

Torna all'inizio


"Giustizia parallela" Zanetta tra i firmatari dell'emendamento (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

SENATO. OGGI LA DISCUSSIONE "Giustizia parallela" Zanetta tra i firmatari dell'emendamento [FIRMA]RENATO BALDUCCI DOMODOSSOLA Sarà discusso oggi in Parlamento l'emendamento che reintroduce il ricorso all'arbitrato. Proposta che riabilita la «giustizia parallela», garantendo ai giudici amministrativi parcelle extra che graveranno sulle tasche degli Italiani. Abolito e ripristinato più volte, era stato cancellato dal Governo Prodi, che aveva vietato alle pubbliche amministrazioni di stipulare contratti con la clausola del ricorso all'arbitrato. Ora, d'incanto, torna a far capolino con l'emendamento che porta la firma di Luigi Grillo, Massimo Baldini e del senatore di Baceno, Valter Zanetta. L'iniziativa dei tre parlamentari del Partito della Libertà non è sfuggita a Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, i giornalisti impegnati nel denunciare gli sprechi della «casta». Che ci azzecca Valter Zanetta in quest'iniziativa parlamentare? Lui che, oggi, appare più impegnato a cercare di difendere le scuole di montagna dai tagli della collega Gelmini e a tener sotto controllo l'operato del sindaco domese, Michele Marinello, e la sua maggioranza un po' irrequieta? Zanetta e colleghi hanno di fatto rilanciato la «corsia parallela alle cause civili». Con i giudicanti che ricevono compensi che si aggirano tra l'1 e il 3 per cento del reale valore della controversia. L'emendamento prevede che gli stessi giudici, «in merito all'eccezionale complessità delle questioni trattate», possano aumentarsi i compensi del 25 per cento. «Non vedo nulla di scandaloso» rimarca Valter Zanetta. Che spiega il perché della sua firma: «Con Grillo, mio presidente di commissione, abbiamo una collaudata modalità di lavoro. Ognuno porta le sue esperienze professionali e politiche sui vari argomenti». Ricorda «che il regime dell'arbitrato è antico e che nel passato ha funzionato bene». Peccato che dal 2005 al 2007 lo Stato sia uscito battuto nel 94,6 per cento dei casi. «Più tragico - dice - è attendere i lunghi tempi della magistratura ordinaria». L'accusa di «premiare» i giudici. «Non è vero - aggiunge - . I compensi si riducono; solo per particolari situazioni possono aumentarli del 25 per cento».

Torna all'inizio


Scritte, è polemica in sesta circoscrizione (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 18 Novembre 2008 CRONACA Pagina 16 DIBATTITO. Approvato, non all'unanimità, un documento di sostegno ai consiglieri coinvolti Scritte, è polemica in sesta circoscrizione Scontro politico sulle scritte in sesta circoscrizione. All'ordine del giorno del consiglio c'era infatti un emendamento, proposto dalla maggioranza, per condannare le scritte offensive comparse sui muri della circoscrizione. Le frasi in questione erano comparse a fine settembre, nella notte tra sabato 27 e domenica 28, e avevo preso di mira il giovane consigliere di An Davide Danzi, il presidente della sesta circoscrizione Mauro Spada e l'assessore al Decentramento Marco Padovani. Scritte che erano state scoperte l'indomani dell'annullamento del triangolare di football americano in memoria di Nanni De Angelis, leader del movimento di estrema destra «Terza Posizione». Un'altra intitolazione, dopo quella ad Almirante, che già il sabato aveva alimentato le polemiche. Tanto che il presidente lo aveva sospeso. L'altra sera, in aula, schierati «per manifestare solidarietà al consigliere Danzi e alle altre persone coinvolte» c'erano gli assessori al Decentramento Marco Padovani, ai Servizi sociali e famiglia Stefano Bertacco, allo sport Federico Sboarina e all'Edilizia pubblica Vittorio Di Dio. Più un gruppetto di ragazzi appartenente ad Azione Giovani. Ma il testo proposto dalla maggioranza, e letto in aula dal capogruppo di An Valerio Di Dio, non ha trovato d'accordo tutta l'opposizione e anche parecchi esponenti della stessa maggioranza. Tanto che dopo due ore di dibattito si è deciso di riscrivere parte del testo. A non andare affatto bene all'opposizione è stato quel «considerato che» che «presupponeva una mancata presa di posizione ufficiale da parte nostra che invece c'è stata», ha spiegato Donatella Andreasi, capogruppo del Pd in circoscrizione, che ha ricordato ai presenti il comunicato stampa diramato ai media l'indomani della comparsa delle scritte e protocollato anche in circoscrizione. Alla ripresa dell'assemblea sono stati proposti due testi, di poco differenti l'uno dall'altro, ed è stato approvato da parte della maggioranza, ma non all'unanimità, quello proposto da An, rivisto in alcune parti. Per rimuovere le scritte la circoscrizioni sono stati sborsati 5 mila euro. E dalla consigliera della Lega Nord Eleonora Dyurus è arrivata la proposta di privarsi del gettone presenze fino a quando non si sarà risparmiata quella stessa quota.I.N.  

Torna all'inizio


Parmalat fu il primo titolo tossico (sezione: Costi dei politici)

( da "Milano Finanza (MF)" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

MF Numero 229  pag. 11 del 18/11/2008 | Indietro Parmalat fu il primo titolo tossico Mercati Globali Di Fabrizio Massaro la difesa di tanzi punta il dito contro le banche. il cavaliere, non sapevo dei bond al retail Per gli avvocati dell'ex patron il grande crack va inserito nel contesto della finanza malata che ha provocato la crisi mondiale. I prestiti a Collecchio erano concessi senza rischio. Che veniva scaricato sui risparmiatori Parmalat è un caso, il primo caso in Italia, di finanza tossica, di finanziamenti concessi dalle banche senza controllare il merito di credito della società di Collecchio, senza preoccuparsi che Calisto Tanzi chiedesse soldi in prestito per pagare addirittura gli interessi sui debiti precedenti; il tutto senza alcun rischio per gli istituti perché tanto il debito veniva girato ai risparmiatori sotto forma di bond. L'obiettivo? Lucrare, guadagnare il più possibile. è questo, secondo la difesa del cavaliere di Collecchio, il contesto in cui va inserito il grande crack da 14 miliardi di euro della Parmalat: un'operazione insomma non dissimile da quelle in titoli tossici che hanno fatto fallire Lehman Brothers e messo in crisi l'intero sistema finanziario. «Questo è Parmalat», ha concluso l'avvocato Gianpiero Biancolella, primo a parlare dei tre legali che compongono la difesa di Tanzi, ieri in aula a Milano al processo per aggiotaggio, affiancato nell'arringa dai colleghi Fabio Belloni e Filippo Sgubbi. «Non è altro che la possibilità di lucrare senza rischio, e qualche volta anche con tassi da usura», ha detto facendo riferimento alle nuove ipotesi di reato avanzate dalla procura di Parma, assieme all'estorsione. Per questo motivo, è la conclusione dei tre avvocati, Tanzi non merita la «pena stellare», 13 anni, chiesta dai pubblici ministeri Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino, tutti presenti in aula. La difesa comunque ha reiterato alla prima sezione del tribunale presieduta da Luisa Ponti la richiesta di trasferire per competenza il processo a Parma, o di dichiarare l'insussistenza dei fatti al centro dell'imputazione di aggiotaggio o di accogliere le attenuanti generiche e quindi la misura del patteggiamento, già formulato ma respinto dai pm, di due anni e nove mesi per l'ex patron di Collecchio. La tesi che «quattro ragionieri» avessero ingannato per dieci anni la finanza mondiale non regge, ha sostenuto Biancolella, «e si capisce bene perché»: le banche avevano in realtà preso il controllo di Parmalat, allo scopo di continuare a emettere bond: alla fine, di fronte a tanta finanza strutturata, neppure la mente finanziaria Fausto Tonna alla fine si raccapezzava più, al punto da chiedere via email alle banche che gli fosse spiegata l'operazione che aveva firmato e quanto gli costasse. «Sedici su 17 operazioni di bond sono state emesse per restituire debiti e pagare interessi. E com'è possibile che le banche non sapessero di questa situazione? Lo facevano perché non si assumevano nessun rischio, visto che i bond poi finivano all'operaio, alla massaia, al fondo pensione. Ecco i titoli tossici!», ha quasi urlato. La ricostruzione della storia della Parmalat viene dunque inserita nel contesto della finanza mondiale. L'avidità era alla base di ogni comportamento: così nessuno chiese da dove venisse fuori lo sconosciuto fondo Epicurum, l'ultima invenzione della banda di Collecchio, che nei numeri avrebbe dovuto essere uno dei più grandi al mondo, considerata la liquidità che la sola Parmalat diceva di avere investito (circa 500 milioni). Così nessuno notò la discrasia fra la liquidità asserita di Parmalat e la media, molto più bassa, degli altri colossi del food. Così nessuno notò la differenza fra il debito ufficiale e quello accertabile. Neppure la banca che emetteva il nuovo debito di Parmalat sotto forma di private placement: Bank of America, la grande accusata da Tanzi in una curiosa alleanza con la procura. E tutto questo ha fatto lievitare l'indebitamento Parmalat dai 7 miliardi del 1998 ai 14 miliardi del 2003: debiti contratti per pagare altri debiti e gli interessi, non per nuove iniziative, ha continuato la difesa. Neanche i covenant spingevano la banca a maggiori controlli, ma solo a chiedere più soldi. E lucravano anche vendendo la protezione a Parmalat con i credit default swap. Prima degli avvocati, Tanzi ha reso dichiarazioni spontanee in cui ha detto di non aver né saputo né voluto che i bond finissero ai risparmiatori, e ha puntato il dito contro le banche. Per esempio la Chase (poi Jp Morgan), che finanziò Parmalat fino al 1996, quando l'istituto Usa (nella persona di Federico Imbert, non citato direttamente da Tanzi) gli disse che il mercato non si fidava più dei suoi bilanci e che dunque avrebbero puntato sui bond. In questo contesto spuntò Bofa con i suoi private placement, che usò Parmalat per entrare nel mercato brasiliano e del Sudamerica. Tanzi, che ha letto 28 pagine di memoria molto essenziali, ha affermato anche di non aver goduto di protezioni politiche tali da ottenere pressioni sui banchieri per finanziarlo. Per provarlo ha messo a disposizione i verbali non omissati in cui parla di politici finanziati. I nomi per la verità sono già noti e le questioni penali sono state affrontate, ed escluse, dai tribunali, come nel caso dei finanziamenti alla rivista dell'ex ministro Gianni Alemanno. Dopo le repliche previste per il 9 e 12 dicembre, ci sarà la sentenza. (riproduzione riservata)  

Torna all'inizio


a lezione di sicurezza sul lavoro i consiglieri guadagnano il gettone (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il ministro Sacconi dà forfait, Rifondazione e Rdb protestano fuori A lezione di sicurezza sul lavoro i consiglieri guadagnano il gettone SCUOLA GRANDE A San Giovanni Evangelista Il ministro al Lavoro Maurizio Sacconi non arriva - causa «improrogabili impegni improvvisi» - a concludere il convegno sulla sicurezza sul lavoro, organizzato dal consiglio comunale a San Giovanni Evangelista. Resta così con i fischietti muti, bandiere e striscioni, il «comitato accoglienza» organizzato da Rdb-Cub e Rifondazione comunista. «Il governo Berlusconi spinge sulla deregulation più spinta», incalza il segretario Rdb Giampietro Antonini, «il precariato non fa che aumentare i rischi per la sicurezza del lavoro. Qui si taglia, invece di investire». Nel salone della Scuola Grande si discute di sicurezza sul lavoro: il consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria, con tanto di gettoni di presenza. Il che fa storcere il naso al consigliere di Rifondazione, Sebastiano Bonzio: «Non mi faccio pagare per parlare di morti bianche». «E' un appuntamento formativo importante per i consiglieri», replica Silvia Spignesi, vicepresidente del Consiglio e organizzatrice del convegno. Parla Sedo Sicic, macedone, responsabile Sicurezza del lavoro nel settore Edile della Provincia: «Servono istruzioni in più lingue sul funzionamento dei macchinari, servono corsi di formazione prima che i lavoratori stranieri entrino nei cantieri, perché all'estero la cultura sulla sicurezza non c'è». Giulio Giglio, dell'associazione vittime incidenti sul lavoro, per la prima volta racconta della profonda depressione «e dei guai fisici che non so se mai passeranno, dopo che sono caduto da quella scala: erano settimane che segnalavo invano al cantiere che i bulloni si stavano svitando». Per il prefetto Guido Nardone «l'incidente sul lavoro è una bestemmia da debellare: la sicurezza è una priorità». Il sindaco Cacciari chiarisce: in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, è inutile «versare lacrime di coccodrillo»: «Si cambino queste sciagurate normative sui lavori pubblici che abbiamo in Italia e si permetta a un Comune di appaltare sulla base di requisiti essenzialmente qualitativi, soprattutto in città delicate come Venezia». I responsabili di Spisal, Inail, vigili del fuoco hanno evidenziato con il procuratore Borraccetti come - a Venezia - «sta dando frutti importanti il tavolo di concertazione tra le strutture che si occupano di sicurezza». Duro, infine, il senatore Pd Felice Casson: «Il governo Berlusconi sta distruggendo quel poco che ha fatto Prodi, non si vede nulla per fare prevenzione né repressione. I controlli sono lo strumento fondamentale per la sicurezza nei luoghi di lavoro, invece si preoccupa di tagliare guardando solo agli aspetti economici». (r.d.r.)

Torna all'inizio


Merkel prende tempo. Ue contraria, ma Bei pronta a dare più fondi anche per settore auto Cara auto Ue, ma quanto mi costi (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Mercati e Finanza Numero 274, pag. 49 del 18/11/2008 Autore: di Giorgio Bertoni Visualizza la pagina in PDF     Merkel prende tempo. Ue contraria, ma Bei pronta a dare più fondi anche per settore auto Cara auto Ue, ma quanto mi costi Gm chiede alla Germania aiuti per salvare la Opel Dopo la crisi dei mercati finanziari, gli Stati Uniti esportano in Europa la crisi dell'auto. Certo che le case automobilistiche del Vecchio Continente hanno subito colpi rilevanti alle vendite dalla crescita zero e dal ridotto potere d'acquisto dei cittadini, ma fino a ora, nonostante voci e smentite, la Ue aveva sempre respinto ogni richiesta di aiuto strutturale ai produttori. Ora le regole del gioco stanno cambiando e, ancora una volta, a muovere le pedine sono gli Stati Uniti, con la gravissima crisi che ha coinvolto General motors. Nelle ultime settimane, la casa di Detroit è arrivata sull'orlo del fallimento e ha più volte bussato alle porte della casa Bianca e del Congresso per avere accesso ai finanziamenti da 700 miliardi di dollari, messi sul tappeto dall'amministrazione Bush per salvare le banche. Fino a ora, nonostante un serrato dibattito interno, gli Stati Uniti sembrano propensi a non fornire fondi diretti alla società, che produrrebbero un effetto domino su eventuali richieste di Chrysler e Ford o di altri settori industriali; ma sarebbero disposti a fornire una maggiore facilità di finanziamento da parte delle banche, grazie a un piano di prestiti del dipartimento dell'energia da 25 miliardi di dollari. Il futuro presidente, Barak Obama, sembra invece più ben disposto nei confronti dei costruttori di auto; ha infatti asserito che il settore è strategico per l'economia e per l'occupazione. Fin qui le vicende di Oltre Oceano. General motors ha però attraversato l'Atlantico ed è venuta a battere cassa in Germania, dove operano i suoi stabilimenti della Opel. Sostanzialmente, il gruppo Usa chiede un aiuto finanziario per la sua controllata e ieri i vertici della casa automobilistica hanno avuto un incontro con il cancelliere Angela Merkel. Berlino, per ora, non si sbilancia. Alla fine dell'incontro, una nota della cancelleria ha sottolineato che una decisione sarà presa entro Natale e sarà influenzata da come Opel e Gm vorranno gestire eventuali aiuti e se essi resteranno per lo sviluppo dell'occupazione in Germania. Nel paese, sono in molti ad appoggiare la richiesta di un sostegno (dai lÄnder, al sindacato Ig Metall, che vede a rischio decine almeno 100 mila posti di lavoro tra diretti e dell'indotto), ma sono altrettanti quelli che ammoniscono a non darlo, per non innescare un meccanismo di richieste a catena, che finirebbero per danneggiare l'economia. Dal canto suo, il cancelliere sa che, se presa senza un coordinamento europeo, questa decisione scatenerebbe un terremoto a Bruxelles, da sempre contraria ad aiuti di stato a singoli comparti. Anche molti paesi, Spagna e Francia in testa, sono contrari ad aiuti. Ma l'attuale situazione è eccezionale e, prevedibilmente, lo saranno anche le decisioni che saranno prese nelle prossime settimane. Si sta già muovendo la Banca europea degli investimenti, che sarebbe pronta ad aumentare i prestiti all'industria automobilistica nell'ambito dell'aumento dei fondi previsti per 2009 e 2010. L'ipotesi sarà messa sul tavolo del prossimo vertice dei Ventisette, nell'ambito dell'Ecofin del 2 dicembre. L'aumento sarebbe di 10-15 miliardi l'anno, rispetto ai 40 chiesti poche settimane fa dall'Acea, con il sostegno del commissario all'industria, Guenter Verheugen, ma sarebbe legato, secondo un portavoce della Bei, a modelli di vetture più ecologiche. Una sfida nella sfida, sia per gli alti costi in ricerca e sviluppo che le case europee dovranno mettere in campo per le nuove tecnologie, sia perché i produttori hanno già detto chiaramente che i livelli di emissioni stabiliti dall'accordo di Kyoto per il 2012 sono assolutamente irraggiungibili e comunque penalizzanti per il settore. L'arrivo di consistenti fondi potrebbe far trovare un'intesa tra Bruxelles e le case automobilistiche europee. Intanto, anche ieri, le case automobilistiche mondiali hanno annunciato una serie di provvedimenti per abbattere i costi. General Motors ha venduto la sua quota del 3% in Suzuki motor per circa 230 milioni di dollari e la quota sarà riacquistata dalla casa giapponese. Renault sarebbe pronta a tagliare la produzione globale del 25% nel quarto trimestre, per smaltire le scorte. Anche Toyota taglierà la produzione da gennaio nella sua joint venture statunitense con General motors e ridurrà la produzione in patria. L'attuale situazione ha pesato sui corsi borsistici di ieri delle principali case automobilistiche europee. Porsche ha accusato un calo dell'11%, Fiat del 6,3%, Renault del 4%, Volkswagen del 4,4%.

Torna all'inizio


Triciclo, al via il <baratto> dei rifiuti (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Triciclo, al via il «baratto» dei rifiuti Chi l'ha detto che il rifiuto deve per forza andare in discarica? A volte oggetti che non vogliamo più possono servire ad altri, e viceversa: su questa filosofia del «baratto» come economia sostenibile ed ecologica, nella Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, la Comunità Ruah inaugura da sabato nel laboratorio occupazionale Triciclo in via Cavalieri di Vittorio Veneto lo Spazio Baratto, che resterà aperto fino a domenica 30 novembre. Il laboratorio Triciclo, con il Comune e A2A metterà a disposizione un'area per il libero e gratuito scambio di beni e oggetti: da sabato 22 a domenica 30, dalle 14,30 alle 19 (ma sabato e domenica anche dalle 9 alle 12) chiunque potrà portare tutto ciò che non serve più ma potrebbe essere utile ad altri, dai mobili ai vestiti, dai libri agli elettrodomestici; in cambio sarà possibile prendere gratuitamente altri oggetti portati da altri. Lo Spazio Baratto è una delle azioni del progetto «Ecocittadini e consum-attori» realizzato dalla Comunità Ruah, la cooperativa Il Cerchio di gesso e finanziato dalla Fondazione Cariplo. Nell'ambito del progetto è stato indetto anche il concorso «Consumo attento, pianeta contento» e si rivolge alle scuole di ogni ordine e grado di Bergamo e provincia: ogni studente riceverà una scheda che attesta l'adesione della scuola al concorso, e quando si recherà al laboratorio Triciclo per portare un oggetto usato (o per acquistarlo: il laboratorio rivende gli scarti raccolti dalle case dei bergamaschi) mostrerà la scheda e riceverà alcuni gettoni. Lo stesso accadrà per gli acquisti nella Bottega solidale di Seriate, nelle Botteghe delle cooperative Il Seme e I Colori del Mondo a Bergamo. I gettoni vengono raccolti in un unico contenitore per la scuola. A fine concorso (il 17 maggio 2009) la scuola con più gettoni verrà premiata con un computer, 2ª e 3ª invece con materiali didattici ed ecologici. Ca. T.

Torna all'inizio


Riforma dei vigili, Agenzia che fa gola (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Riforma dei vigili, Agenzia che fa gola Permanenti-volontari, scontro che nasconde la vera partita PIETRO GOTTARDI Il governatore Dellai ha fretta di portare a casa la riforma dei vigili del fuoco. Lo ha detto sabato sera a Rovereto, in occasione della festa del centenario dei pompieri volontari, garantendo ai 400 vigili presenti capeggiati dal presidente Sergio Cappelletti, che il disegno di legge arenatosi in commissione sul finire della scorsa legislatura, verrà presentato dalla nuova giunta come primo atto. Pesta sull'acceleratore, Dellai. Lo fa perché sa che in consiglio non avrà più due oppositori interni alla sua maggioranza come Giorgio Casagranda e Roberto Pinter. Lo fa anche se la riforma così come si delinea nei 65 articoli del disegno di legge oltre a far riesplodere il malcontento dei vigili del fuoco permanenti già sfociato in uno storico sciopero, rischia di «politicizzare» ulteriormente il mondo degli oltre 6.000 vigili del fuoco volontari e non solo. Inquadrare la riforma come mera contrapposizione «permanenti-volontari», riduce la reale valenza della legge chiamata a soppiantare la legge regionale del 1954. Per capire meglio il forte interesse di Dellai a questa riforma, occorre partire proprio da questa vecchia legge, che avrà tanti difetti legati all'età, ma di sicuro un pregio lo conserva: a suo tempo istituì la Cassa antincendi riconoscendole il privilegio dell'autonomia finanziaria (seppur limitatamente alla sfera dei vigili del fuoco) per le materie legate ai soccorsi e all'assistenza in caso di calamità. Analizzando il testo del disegno di legge nel suo complesso, l'impressione che si matura è che il legislatore odierno voglia «espropriare» la Cassa antincendi dell'autonomia finanziaria, per spalmarla in ambiti diversi (e talvolta molto diversi) da quello per il quale era stata originariamente prevista. Detto in altri termini, sembra quasi si vogliano creare spazi di autonomia finanziaria dove poter agire a mano libera nel vasto e munifico settore della protezione civile: dalla prevenzione, passando per l'interventistica e arrivando fino alla ricostruzione (tanto per fare un esempio la legge istituisce nel bilancio della Provincia un fondo di solidarietà provinciale dove attingere contributi in conto capitale dall'80% al 100% per i settori produttivi che a causa di calamità abbiano a subire danni gravi) . Struttura cardine del sistema che si mira a realizzare, è l'Agenzia provinciale per la protezione civile e per i servizi antincendi che erediterà le competenze della Cassa antincendi ingigantendole (dicono gli addetti ai lavori) a dismisura. Non è un mistero che la poltrona di direttore piacerebbe moltissimo - in vista della pensione - all'attuale dirigente generale della Provincia Claudio Bortolotti, che già oggi come capo del Dipartimento di Protezione civile guida di fatto la Cassa antincendi. Organi dell'Agenzia sono il consiglio di amministrazione, il direttore e il collegio dei revisori dei conti, tutti nominati dalla giunta provinciale, che rimarrebbero in carica per la durata della legislatura. Il cda risulterebbe composto dal presidente della Provincia o dall'assessore delegato con funzioni di presidente; da un rappresentante del Consiglio delle autonomie locali come vice presidente; dal direttore dell'Agenzia; dal comandante del corpo permanente dei vigili del fuoco; dal comandante del corpo forestale della Provincia; dal presidente dei vigili del fuoco volontari; da un rappresentante designato dalla consulta del volontariato e da un rappresentante del corpo permanente, ma solo qualora siano trattati argomenti relativi al personale medesimo. Particolare non trascurabile: attualmente i dieci componenti della Cassa antincendi non percepiscono né indennità, né gettoni di presenza. Una «mancanza» a cui il disegno di legge pone rimedio, stabilendo che ai componenti del cda siano corrisposti «i compensi spettanti ai componenti di commissioni, consigli e comitati comunque denominati istituiti presso la Provincia». Stesso trattamento economico è previsto per i membri del Comitato per la protezione civile e per i sevizi antincendi (organo consultivo aperto ad esperti e dirigenti generali di 4 dipartimenti ) e per i sette componenti di un quarto organo dell'Agenzia, il comitato tecnico-scientifico i cui membri saranno nominati dal presidente del cda su proposta del direttore dell'Agenzia. In «burocratese» tale comitato dovrà esprimere «pareri e valutazioni ed espletare compiti specialistici nelle materie della prevenzione degli incendi e del controllo dei rischi di incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose». Una formula fumosa che mira però ad un obiettivo preciso: avere in Trentino il pieno controllo delle deroghe alla regolamentazione tecnica dello Stato in materia di disposizioni antincendio attualmente gestito a livello interregionale da Padova. Conquista non da poco agli occhi, per esempio, dei tanti albergatori trentini che potrebbero veder alleggeriti gli oneri per la sicurezza antincendio richiesti da Roma per le strutture ricettive (e da noi sono molte), che fanno largo impiego di legno. 18/11/2008

Torna all'inizio


Se i vigili del fuoco permanenti hanno i loro rappresentanti sindacali ad occuparsi delle spinose questioni legate alla riforma del settore, i vigili del fuoco volontari sono nelle (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Se i vigili del fuoco permanenti hanno i loro rappresentanti sindacali ad occuparsi delle spinose questioni legate alla riforma del settore, i vigili del fuoco volontari sono nelle mani del presidente Sergio Cappelletti Se i vigili del fuoco permanenti hanno i loro rappresentanti sindacali ad occuparsi delle spinose questioni legate alla riforma del settore, i vigili del fuoco volontari sono nelle mani del presidente Sergio Cappelletti. Mani sicure, anche perché Lorenzo Dellai non ha mai fatto nulla per dissimulare la maggior simpatia che gli ispirano i 6.000 volontari rispetto ai 150 permanenti... Cappelletti, il presidente le ha dato ancora qualche settimana per eventuali approfondimenti e proposte sul testo della riforma. Cosa intende fare? «Riprenderò in mano la bozza della legge e convocherò in tempi brevi il consiglio per riaprire il confronto con i colleghi ispettori». Probabilmente a voi il disegno di legge va già molto bene così. A lamentarsi semmai sono i permanenti... «La legge a noi andrebbe bene così, ma ridurla alla contrapposizione tra permanenti e volontari è sbagliato. Fin qui il grosso errore che è stato fatto, è stato quello di considerare questa legge solo dal punto di vista interventistico. È molto di più: si occupa di prevenzione, interventistica e ricostruzione». A tale proposito acquisterà un ruolo preponderante l'Agenzia per la protezione civile, col rischio che possa trasformarsi nell'ennesimo "carrozzone". «Non sarà così. E comunque l'Agenzia erediterà le competenze che oggi sono già della Cassa antincendi, diventando solo più snella nell'agire». I costi però non saranno gli stessi, visto che per l'Agenzia si ripristinano i gettoni di presenza che varranno anche per il comitato tecnico scientifico... «Nulla è ancora deciso. Quanto al comitato tecnico-scientifico, ben venga! Più competenze si hanno nel nostro settore, meglio è». Cappelletti, permetta: il comma 1 dell'articolo 56 del disegno di legge fa cadere il limite dei 60 anni per i vigili volontari. Non si tratterà mica di una norma ad personam ? «È vero che compio 60 anni fra due anni e a febbraio concludo il mio mandato da presidente. Il limite di età, però, è da sempre causa di forte malessere nella base e se verrà tolto sarà solo per questo motivo». Mettiamo che la riforma non passi prima di febbraio: lei cosa farebbe? «Io sono sposato con Graziana Vecchietti e i 10 mila euro lordi di indennità da presidente non mi cambiano la vita. Una cosa è certa: in caserma a Sopramonte ci andrei ugualmente tutti i giorni». P.G. 18/11/2008

Torna all'inizio


Parlato rifiuta paragoni <Solo questione di casta> (sezione: Costi dei politici)

( da "Riformista, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

il dissidente del "manifesto" Parlato rifiuta paragoni «Solo questione di casta» di Marco Innocente Furina Valentino Parlato, lei quasi quarant'anni fa fu espulso dal Pci per dissensi dalla linea politica del partito, con gli altri della rivista "il manifesto". Che affetto le fa ora la minaccia di espulsione proveniente dai vertici del Pd ai danni di Riccardo Villari? «Innanzitutto precisiamo: io non fui espulso». Prego? «Fui radiato, che è ben diverso. Il partito comunista, che assomigliava per molti aspetti alla Chiesa cattolica, prevedeva l'espulsione soltanto per casi di indegnità politica e morale. Ed è evidente che non era il caso dei fondatori della rivista il manifesto. Il nostro era un dissenso tutto politico, incentrato sui rapporti da tenere con l'Urss. Per questo fummo radiati: un allontanamento sine die con possibilità di rientro». Questa volta i dirigenti democratici non sembrano intenzionati a andare troppo per il sottile: o il senatore Villari si dimette da presidente della commissione di Vigilanza-Rai o è pronto il provvedimento di espulsione. «Mi sembra una contraddizione. Trovo contraddittorio che un partito con la complessa articolazione, le sensibilità, le diversità che ci sono all'interno del Pd possa ricorrere ad una decisione estrema come l'espulsione». Ma anche un partito post-ideologico come il Pd dovrà pur disporre di strumenti per far rispettare una linea politica. Lei che suggerisce in casi clamorosi come questo? «In una situazione del genere si poteva esprimere un dissenso totale nei confronti del comportamento del proprio senatore, senza arrivare però all'espulsione. Ma a mio avviso l'aspetto più significativo della vicenda è un altro». Quale? «Il Pd che vuole espellere questo senatore finora sconosciuto che accetta di essere nominato per un incarico di prestigio dai suoi avversari politici? Ecco tutto questo è una rappresentazione illuminante del decadimento della politica nel nostro paese». Vuole dire che è impossibile proporre un'analogia fra il suo allontanamento e la ventilata espulsione del senatore napoletano? «Fra me, Pintor, Rossanda e il Pci esisteva una seria questione politica. Che infatti si espresse con la rivista manifesto, con la nascita di una formazione politica - il Pdup - e la creazione del quotidiano "comunista", il manifesto che si avvia a compiere 40 anni, se resisteremo. Lo scontro attuale mi appare di altra natura». Nel dire queste parole, Parlato mi guarda con un lieve sorriso, intriso di ironia, prende in mano il best seller di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, sui costi della politica che teneva sul tavolo, e continua: «Per citare i miei due amici inviati del Corsera: "non esistono più scontri ideali ma solo scontri di casta"». 18/11/2008

Torna all'inizio


IL "NUOVO accordo quadro regionale di tesoreria", tra i primi in Italia a recepire i crite... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

CESENA ECONOMIA pag. 12 IL ?NUOVO accordo quadro regionale di tesoreria?, tra i primi in Italia a recepire i crite... IL ?NUOVO accordo quadro regionale di tesoreria?, tra i primi in Italia a recepire i criteri di ?Basilea 2?, consentirà alle imprese associate non solo di ottenere finanziamenti per la liquidità aziendale, ma anche la consulenza per migliorare il merito di credito e, quindi, le condizioni praticate dalle Banche. Basilea 2 coinvolge tutte le imprese (incluse le ditte individuali, gli artigiani, le imprese familiari, ecc.), perché i meccanismi di accantonamento del patrimonio delle banche sono direttamente correlati all?affidabilità delle imprese stesse. Con la valutazione del merito creditizio, la banca attribuisce ad ogni impresa il cosiddetto ?rating?, al quale farà riferimento nei suoi rapporti con la stessa azienda, sia in termini di concessione del credito, sia di costo del denaro. Il nuovo accordo, in pratica, prevede l?inserimento delle imprese in 4 fasce di merito, corrispondenti al rating bancario (classe di rischio) utilizzato da ogni banca per il contenimento dei tassi di interesse sugli affidamenti (scoperto di conto corrente, portafoglio sbf, anticipi su fatture). Le imprese più meritevoli saranno favorite attraverso migliori condizioni di accesso al credito. L?accordo determina anche le principali condizioni di costo delle operazioni bancarie. IL SERVIZIO credito di Cna Forlì-Cesena è al fianco dell?impresa nella scelta delle politiche di finanziamento più appropriate e in linea con la specificità dell?azienda. Per poter beneficiare delle condizioni previste dal ?Nuovo accordo regionale?, le imprese debbono contattare il proprio ufficio Cna ? servizio credito. Per ulteriori informazioni si può consultare anche il sito www.cnafc.it Laura Giammarchi responsabile Area servizi

Torna all'inizio


TRA I TANTI, in questo nostro Paese, c'è un paradosso che, in tempi di ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

I COMMENTI pag. 12 TRA I TANTI, in questo nostro Paese, c?è un paradosso che, in tempi di ... TRA I TANTI, in questo nostro Paese, c?è un paradosso che, in tempi di crisi e di quotidiana richiesta di sacrifici rivolta ai cittadini, assume un significato particolarmente urticante. E? quello che nasce dal risultato dell?incrocio tra lo straordinario successo popolare della sempre più vasta saggistica sui costi della politica, irrobustita dalle quotidiane denunce dei giornali, e gli effetti reali, concreti, tangibili che essa ha prodotto tra i suoi diretti destinatari. Ovvero zero. Tant?è che, arrivati a questo punto, diventa lecito chiedersi se vale davvero la pena di continuare a bombardare il fegato, già duramente provato dalle quotidiane angosce per gli effetti della sindrome della quarta settimana, di euribor, tan e taeg, con le aggiuntive e acidissime dosi di indignazione a vuoto. Neanche un briciolo di soddisfazione rappresentato da un segnale di buona volontà che avrebbe almeno il pregio della partecipazione simbolica al momento economico particolarmente duro. Nei giorni scorsi la Finanziaria ha superato la prova del voto parlamentare. Il nobile obiettivo di Tremonti di tenerla al riparo dal consueto assalto alla diligenza, non ha impedito l?approvazione delle meno nobili norme che mantengono il doppio stipendio ai parlamentari membri di governo e, soprattutto, il rimborso elettorale prolungato fino al 2011 anche alle forze politiche che sono sparite dal Parlamento. Un giochino che consente di spartire anche con chi ha toccato solo l?1% dei consensi una torta da 300 milioni di euro destinato a mantenere, a spese nostre ovviamente, gli apparati di partito. E che, guarda caso, non ha segnato il tradizionale e spesso pregiudiziale scontro tra schieramenti. All?ovvio voto favorevole della maggioranza si è associato quello del Pd e l?astensione dell?Udc. Senza contare che, secondo un calcolo approssimato per difetto, la politica in Italia, da Roma all?ultimo comune, costa già 8 miliardi di euro all?anno, una parte dei quali riversati proprio, in forma indiretta, nel mantenimento dei partiti. E pensare che proprio quest?anno cade il quindicesimo anniversario del referendum del 1993 che spinse il 90% di 31 milioni di italiani a votare contro il finanziamento pubblico delle forze politiche. Viene in mente una battuta di Corrado Guzzanti diventata celebre: se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori. E salviamoli almeno dai calcoli al fegato: non parliamone più. (giuseppe.mascambruno@quotidiano.net)

Torna all'inizio


Caro Signor Gervaso, come sa basta guardarsi intorno. L'uomo non riesce mai a stare in pa... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 18 Novembre 2008 Chiudi Caro Signor Gervaso, come sa basta guardarsi intorno. L'uomo non riesce mai a stare in pace con se stesso e con gli altri. In quanti Paesi del mondo, soprattutto dell'Africa, il Continente più diseredato, si combattono popoli o tribù. Si combattono per motivi politici, economici, etnici, religiosi. L'Africa ha la più alta percentuale di morti, specialmente bambini, stroncati dalla fame, dalla sete, dall'Aids che, solo tra gli africani, miete decine di milioni di vittime l'anno. Ci sono organizzazioni internazionali come la Fao e l'Unesco, ma temo che i contributi che ricevono dagli Stati finanziatori siano spesi più in stipendi, indennità, gettoni di presenza, commissioni di studio, viaggi, che in aiuti. Io la penso come lei che, in questa rubrica, ha spesso citato criticamente le parole di Rousseau: "L'uomo nasce buono e la società lo incattivisce". Enzo Lalli - Pordenone Rousseau è stato un grande scrittore, ma anche un narcisista bizzarro, che conduceva vita sregolata, predicava bene e razzolava male. Non si era mai sposato e aveva una compagna , una cameriera, che gli diede cinque figli. Invece di allevarli secondo le sue personalissime idee esposte nel romanzo pedagogico "Emilio", se ne sbarazzò, affidandoli a un istituto per trovatelli. Voltaire, filosoficamente e umanamente l'antitesi di Rousseau, ne riconosceva e rispettava il talento, ma lo considerava un pazzo. Di genio, ma pazzo. Gli uomini del Nuovo e del Vecchio Mondo, che hanno mezzi per soccorrere chi non riesce a legare il pranzo con la cena, che dorme nelle capanne o all'aria aperta, dovrebbero aprire gli occhi e dare una mano agli oppressi. Ma se ne guardano bene, chiusi nel loro egoismo, nel loro "particulare". A parole sposano tutte le cause umanitarie, ma quando si tratta di aiutare i diseredati, di sacrificarsi per i malati, gli emarginati, gli sfruttati nel resto del pianeta, fanno finta di niente e guardano dall'altra parte. Ma le parole, le belle frasi non bastano. Se vogliamo salvare chi invoca la nostra cooperazione, che significa anche salvare noi stessi, o almeno la nostra coscienza, interlocutrice scomoda ma ineludibile, rimbocchiamoci le mani e facciamo. Limitarsi a denunciare le ingiustizie è tempo perso. Ci vuol altro. Tanto per cominciare, il recupero o la conquista di quei valori che puntellano la società e rendono la vita, la vita di tutti, degna di essere vissuta. Come scrisse il monaco americano Thomas Merton, "Nessun uomo è un'isola". C'è un filo comune, un vincolo cosmico, un legame eterno che ci unisce, ma che pochi vedono e molti fingono di non vedere. Bisogna avere il coraggio non solo della protesta, ma anche dell'azione, della lotta. Gli accorati appelli, i nobili auspici, le stesse preghiere non servono a niente, se poi non ci s'impegna, si scende in campo, si lotta per un grande o piccolo ideale al servizio di una giusta causa. Penso al dottor Schweitzer, a madre Teresa di Calcutta, a quei benefattori e filantropi di cui ignoriamo il volto e il nome, che pensano solo a fare, lontani dalle luci dei riflettori, dalle copertine dei rotocalchi, dalle celebrazioni sui giornali. Vogliono solo coronare il sogno di riscatto degli affamati, degli ammalati, dei disperati. Bisogna, ripeto, avere coraggio, sfidare le convenzioni e i tabù, infischiarsi dei veti, dei giudizi e pregiudizi dettati dal settarismo e dall'invidia. A questi benefattori e filantropi, eroi di tutti i tempi, noi, abbiamo il dovere di stare vicino, di aiutarli con i fatti, non con la melensa, stucchevole retorica, arte in cui è maestra una certa sinistra buonista che sogna l'apostolato in Africa, ma vive nei "Palazzi" del potere, godendone tutti i privilegi e puntando solo alla conquista, o alla riconquista, del medesimo. A più di settant'anni non ho ancora capito cosa sia la vita, perché ci troviamo in questa valle di lacrime, nel terrore, un giorno, di congedarci per finire chissà dove. Magari in un aldilà che nemmeno immaginiamo, ma che, forse, c'è. O nel nulla, che non riusciamo a immaginare. Io, nel mio piccolo, per quanto mi riguarda, con la parola, con la penna e con qualche modesto contributo pecuniario (occhi e orecchi ai tanti che battono cassa in tivù), cerco di fare il mio dovere, di portare un po' di acqua al mulino di chi non ha nulla, nemmeno la voce per denunciare il suo miserabile stato. Una goccia d'acqua, ma l'oceano è fatto di gocce che, ammassandosi, formano l'onda. atupertu@ilmessaggero.it

Torna all'inizio


le priorità economiche e sociali di un paese civile (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

di Germano Di Laudo * Le priorità economiche e sociali di un paese civile In questi anni, i pensionati hanno dato un contributo rilevante al risanamento del bilancio dello Stato. Le riforme degli anni '90 contrariamente a quanto sostengono alcuni, non hanno modificato soltanto la copertura previdenziale dei pensionati futuri ma anche i trattamenti in essere, in primo luogo, per la parte relativa all'adeguamento al costo delle vita. Il meccanismo di indicizzazione è stato rallentato, diventando annuale e, per alcuni periodi, sospeso. E' stato soppresso l'aggancio alla dinamica delle retribuzioni, mentre la norma che prevedeva la possibilità di concordare con il governo aumenti delle pensioni in relazione alla crescita dell'economia, fino al luglio 2007 non è stato mai applicato. Anche il meccanismo fiscale ha penalizzato, e penalizza, i pensionati. Ancora oggi la detrazione fiscale applicata ai redditi da pensione è più bassa di quella del lavoro dipendente, mentre il drenaggio fiscale, una vera tassa sull'inflazione, finanzia in parte la perequazione annuale delle pensioni incrementando, in maniera indebita, le entrate dello Stato. Tutto ciò in presenza di un aumento dei prezzi che sta spingendo milioni di pensionati nell'area grigia della povertà. Più basso è il reddito più l'aumento dei prezzi picchia duro. I beni di prima necessità (alimentari, abitazione, trasporti, tariffe per luce, gas e acqua) in questi ultimi anni hanno subito i maggiori aumenti. E' facile immaginare il dramma che stanno vivendo nuclei familiari, di pensionati e non, con un reddito spendibile di 1000, 1200 euro. Non si tratta di casi limite soprattutto nella provincia di Chieti dove l'Inps gestisce circa 130.000 pensioni con un importo medio di circa 490,00 euro. Andiamo da un importo medio di circa 710 euro del fondo lavoratori dipendenti a 390 euro delle pensioni di reversibilità, a 500 euro delle pensioni di invalidità. La perequazione delle pensioni al costo della vita, se adeguatamente corretta, mantiene nel tempo il potere d'acquisto conseguito al momento del pensionamento. L'emarginazione economica diventa, così anche emarginazione sociale. La vita cambia ma in peggio. L'accordo di luglio del 2007 sulla quattordicesima dimostra che è possibile intervenire per invertire una tendenza non imposta da superiori necessità ma da scelte politiche, legate alla contingenza economica, che è ora di cambiare. Un paese civile si riconosce anche dalle priorità economiche e sociali della sua politica. Da qui l'impegno del sindacato di chiedere con fermezza al governo la convocazione del tavolo sulle pensioni. I nostri obiettivi sono: la modifica del meccanismo di perequazione che eviti per il 2009, e gli anni successivi, un adeguamento delle pensioni distante dai dati reali dell'inflazione e dell'aumento dei prezzi dei prodotti di più largo consumo; l'aumento delle detrazioni fiscali e il superamento del fiscal-drag con una diminuzione del carico fiscale; l'estensione della 14º mensilità anche con le pensioni con più di 650 euro mensili. Per conseguire questi risultati occorre cambiare le priorità dell'agenda politica del governo. * Segretario Spi-Cgil Chieti (Sindacato pensionati italiani)

Torna all'inizio


pronto un appartamento per i biancazzurri - marco camplone (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 3 - Pescara «Pronto un appartamento per i biancazzurri» La società non paga l'albergo. L'imprenditore Di Girolamo: «Ecco le chiavi» L'attaccante Zeytulaev: «E' un bel gesto spero che la situazione si risolva presto Pensiamo soprattutto ai più giovani» MARCO CAMPLONE PESCARA. Un'altra mano tesa verso il Pescara. Dopo le iniziative della curva nord e dell'industriale Peppe De Cecco, è Giovanni Di Girolamo a offrire un contributo alla causa biancazzurra. «Metto a disposizione un appartamento mobiliato sulla riviera per Zeytulaev e per gli altri calciatori che, a causa della crisi societaria, non sanno dove alloggiare», dice l'imprenditore. Di Girolamo, che produce i marchi Giosport (abbigliamento sportivo) e Tremenda (casual), è noto nell'ambiente sportivo abruzzese per essere stato presidente di quattro club dilettantistici: Sulmona, Adriano Flacco Pescara, Atletico Spoltore e Unicentro Montesilvano. Zeytulaev, come gli altri biancazzurri che alloggiano all'hotel Villa Immacolata, rischia di trovarsi senza alloggio perché il Pescara non sta pagando il conto. Il debito si aggirerebbe sui 90mila euro. «Quello di Di Girolamo è un bel gesto. Lo ringrazio», dice il calciatore uzbeko. «Ci tengo a sottolineare che ad Arezzo, al termine della partita, non ho parlato solo a titolo personale. Nella mia situazione si trovano anche Fruci, Sembroni, Iandoli, Corsi, l'allenatore in seconda Cavalletto e il preparatore atletico Zavatta. Per quanto riguarda il sottoscritto, l'accordo raggiunto ai tempi dei fratelli Gerardo e Francesco Soglia era chiarissimo: il costo del mio alloggio finiva a carico della società. Al direttore dell'albergo, dato che nessuno pagava, ho detto che sarei intervenuto personalmente quando mi avrebbero dato gli stipendi. Il guaio è che non stanno pagando neppure quelli». Come tutti i pescaresi, Di Girolamo non riesce a mandare giù la situazione. «Un presidente non può sottrarsi alle sue responsabilità», dice. «Quando ero al Sulmona, tra i miei calciatori c'era un ragazzo della Costa d'Avorio, Sesay, ora alla Rosetana, e mi ha fatto capire cosa si prova quando si è così lontani dalla propria famiglia e in un'altra nazione. Zeytulaev è venuto qui per giocare al calcio e non per barcamenarsi tra mille problemi. La casa che metto a disposizione ce l'ho tramite un amico. Si trova nella zona delle Naiadi ed è arredata. Ovviamente, non voglio nulla in cambio. Nè da lui nè dagli altri calciatori che potrebbero averne bisogno. Quello che sta succedendo è assurdo: il Pescara non merita di finire sulle cronache dei giornali per i conti non pagati e per il rischio, sempre più concreto, di un fallimento. Mi reputo un uomo di sport e voglio fare la mia parte per aiutare dei ragazzi che ce la stanno mettendo tutta. Mi complimento con loro per come si stanno comportando: non è facile ottenere risultati positivi quando la testa è affollata da cattivi pensieri. Non so chi siano i proprietari del Pescara, ma so che si stanno macchiando di gravi colpe. Auguro a tutti i biancazzurri di risolvere i problemi, ma ribadisco che metto la casa a disposizione». Nato il 13 agosto 1984 ad Angren, nell'Uzbekistan, Zeytulaev è stato ingaggiato giovanissimo dalla Juventus. Da luglio 2001 a gennaio 2005, ha giocato con le giovanili bianconere, spaziando su tutto il fronte offensivo e vincendo due tornei di Viareggio. In serie A, ha debuttato con la maglia della Reggina: 2 presenze nel campionato 2004-05. In Calabria, l'anno dopo, è stato in forza al Crotone, in serie B (13 gettoni e tre reti). Quindi, ha vissuto le esperienze con Genoa (B), Vicenza (B) e Verona (C1). L'anno scorso, segnando contro la Pro Patria nei play out, ha regalato la salvezza agli scaligeri. Girando sopra e sotto per l'Italia, ne ha viste tante. Il peggio, però, gliel'ha riservato Pescara. «Mi avevano annunciato una società seria, animata da buoni propositi e molto ambiziosa: tutto falso», ricorda Ilyas. «Essendo un professionasti con qualche stagione sulle spalle, non finirò in mezzo a una strada, ma la situazione è difficile. Per i più giovani del gruppo, quelli che stanno cominciando la carriera, ci sono dei problemi grandissimi: dobbiamo pensare innanzitutto a loro. L'aiuto del signor Di Girolamo è ben gradito, soprattutto per quel che rappresenta dal punto di vista morale. Voglio sperare in un finale positivo di questa vicenda. Stiamo vivendo un incubo. Non sappiamo più cosa fare per mettere la proprietà e la dirigenza di fronte alle responsabilità. Se non avremo segnali, e finora non ne abbiamo avuti malgrado le proteste roboanti, saremo costretti a fermarci». La conclusione spetta a Di Girolamo, per il quale anni fa è stato coniato il soprannome di Gaucci d'Abruzzo per via di una vistosa somiglianza con quello che è stato il presidente amato-odiato del Perugia. «Gli scioperi dei calciatori e tutte le altre storie degli ultimi tempi peseranno per sempre su questa stranissima società. Non so come pensino di andare avanti e non riesco neppure a capire per quale motivo siamo venuti da queste parti».

Torna all'inizio


Cara auto Ue, ma quanto mi costi (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Mercati e Finanza Numero 274, pag. 49 del 18/11/2008 Autore: di Giorgio Bertoni Visualizza la pagina in PDF       Merkel prende tempo. Ue contraria, ma Bei pronta a dare più fondi anche per settore auto Cara auto Ue, ma quanto mi costi Gm chiede alla Germania aiuti per salvare la Opel Dopo la crisi dei mercati finanziari, gli Stati Uniti esportano in Europa la crisi dell'auto. Certo che le case automobilistiche del Vecchio Continente hanno subito colpi rilevanti alle vendite dalla crescita zero e dal ridotto potere d'acquisto dei cittadini, ma fino a ora, nonostante voci e smentite, la Ue aveva sempre respinto ogni richiesta di aiuto strutturale ai produttori. Ora le regole del gioco stanno cambiando e, ancora una volta, a muovere le pedine sono gli Stati Uniti, con la gravissima crisi che ha coinvolto General motors. Nelle ultime settimane, la casa di Detroit è arrivata sull'orlo del fallimento e ha più volte bussato alle porte della casa Bianca e del Congresso per avere accesso ai finanziamenti da 700 miliardi di dollari, messi sul tappeto dall'amministrazione Bush per salvare le banche. Fino a ora, nonostante un serrato dibattito interno, gli Stati Uniti sembrano propensi a non fornire fondi diretti alla società, che produrrebbero un effetto domino su eventuali richieste di Chrysler e Ford o di altri settori industriali; ma sarebbero disposti a fornire una maggiore facilità di finanziamento da parte delle banche, grazie a un piano di prestiti del dipartimento dell'energia da 25 miliardi di dollari. Il futuro presidente, Barak Obama, sembra invece più ben disposto nei confronti dei costruttori di auto; ha infatti asserito che il settore è strategico per l'economia e per l'occupazione. Fin qui le vicende di Oltre Oceano. General motors ha però attraversato l'Atlantico ed è venuta a battere cassa in Germania, dove operano i suoi stabilimenti della Opel. Sostanzialmente, il gruppo Usa chiede un aiuto finanziario per la sua controllata e ieri i vertici della casa automobilistica hanno avuto un incontro con il cancelliere Angela Merkel. Berlino, per ora, non si sbilancia. Alla fine dell'incontro, una nota della cancelleria ha sottolineato che una decisione sarà presa entro Natale e sarà influenzata da come Opel e Gm vorranno gestire eventuali aiuti e se essi resteranno per lo sviluppo dell'occupazione in Germania. Nel paese, sono in molti ad appoggiare la richiesta di un sostegno (dai lÄnder, al sindacato Ig Metall, che vede a rischio decine almeno 100 mila posti di lavoro tra diretti e dell'indotto), ma sono altrettanti quelli che ammoniscono a non darlo, per non innescare un meccanismo di richieste a catena, che finirebbero per danneggiare l'economia. Dal canto suo, il cancelliere sa che, se presa senza un coordinamento europeo, questa decisione scatenerebbe un terremoto a Bruxelles, da sempre contraria ad aiuti di stato a singoli comparti. Anche molti paesi, Spagna e Francia in testa, sono contrari ad aiuti. Ma l'attuale situazione è eccezionale e, prevedibilmente, lo saranno anche le decisioni che saranno prese nelle prossime settimane. Si sta già muovendo la Banca europea degli investimenti, che sarebbe pronta ad aumentare i prestiti all'industria automobilistica nell'ambito dell'aumento dei fondi previsti per 2009 e 2010. L'ipotesi sarà messa sul tavolo del prossimo vertice dei Ventisette, nell'ambito dell'Ecofin del 2 dicembre. L'aumento sarebbe di 10-15 miliardi l'anno, rispetto ai 40 chiesti poche settimane fa dall'Acea, con il sostegno del commissario all'industria, Guenter Verheugen, ma sarebbe legato, secondo un portavoce della Bei, a modelli di vetture più ecologiche. Una sfida nella sfida, sia per gli alti costi in ricerca e sviluppo che le case europee dovranno mettere in campo per le nuove tecnologie, sia perché i produttori hanno già detto chiaramente che i livelli di emissioni stabiliti dall'accordo di Kyoto per il 2012 sono assolutamente irraggiungibili e comunque penalizzanti per il settore. L'arrivo di consistenti fondi potrebbe far trovare un'intesa tra Bruxelles e le case automobilistiche europee. Intanto, anche ieri, le case automobilistiche mondiali hanno annunciato una serie di provvedimenti per abbattere i costi. General Motors ha venduto la sua quota del 3% in Suzuki motor per circa 230 milioni di dollari e la quota sarà riacquistata dalla casa giapponese. Renault sarebbe pronta a tagliare la produzione globale del 25% nel quarto trimestre, per smaltire le scorte. Anche Toyota taglierà la produzione da gennaio nella sua joint venture statunitense con General motors e ridurrà la produzione in patria. L'attuale situazione ha pesato sui corsi borsistici di ieri delle principali case automobilistiche europee. Porsche ha accusato un calo dell'11%, Fiat del 6,3%, Renault del 4%, Volkswagen del 4,4%.

Torna all'inizio


Cdc Como: ciclo di incontri dedicati alle imprese (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cdc Como: ciclo di incontri dedicati alle imprese (18/11/2008 13:51) | (Sesto Potere) - Como - 18 novembre 2008 - La Camera di Commercio di Como rende noto che l'Unione Industriali di Como ha organizzato un ciclo di incontri, aperti agli imprenditori e alle loro famiglie, dedicati al mondo delle imprese. Con la globalizzazione, in un'epoca di grandi cambiamenti, è necessario ripensare il nostro sistema economico. Il primo incontro "L'impresa e il suo territorio - buona amministrazione e sistema economico" è previsto per lunedì 24 novembre alle ore 20.00 presso la sede dell'Unione Industriali di Como. Relatori: Oscar Giannino direttore di LiberoMercato e Gian Antonio Stella autore, con Sergio Rizzo, del libro "La deriva". Gli incontri saranno coordinati da Giancarlo Zanella, inviato della Rai.

Torna all'inizio


Crac Parmalat, Tanzi ammette: <Sono colpevole> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Crac Parmalat, Tanzi ammette: «Sono colpevole» Nelle dichiarazioni spontanee al tribunale di Milano accusa però Bank of America e confessa i finanziamenti ai partiti MilanoHa affermato di non aver mai «ideato» né di aver «avuto consapevolezza» che potesse nascere «la grande truffa in danno dei risparmiatori» e men che meno di aver immaginato che i bond, riservati agli operatori specializzati, «potessero in maniera capillare finire nelle tasche di tanti privati». Calisto Tanzi fa il bis e a distanza di due anni e mezzo ritorna a Milano al processo per il crac di Parmalat. Crac di cui, come ha sempre ripetuto, è corresponsabile insieme alle banche, in particolare Bank of America contro cui ha puntato il dito.Così ieri mattina, l'ex patron del gruppo di Collecchio ha festeggiato il suo compleanno rendendo dichiarazioni spontanee in un aula di giustizia. «Non è il massimo, ma sono i casi della vita», ha detto senza replicare a chi gli ha fatto notare che l'aver compiuto 70 anni, in base alla ex legge Cirielli, significa, in caso di condanna, evitare il carcere. Seduto in prima fila, con al fianco i suoi tre difensori, gli avvocati Filippo Sgubbi, Giampiero Biancolella e Fabio Belloni, Tanzi ha preso la parola poco dopo l'apertura dell'udienza, una delle ultime in calendario e che fa presupporre l'arrivo della sentenza attorno alla metà di dicembre.Leggendo un documento, poi depositato al collegio, ha esordito confermando di essere «responsabile del default della Parmalat», anche se lui non ha mai occultato capitali e, quindi, «non esiste un tesoro di Calisto Tanzi». Nel tentativo di convincere i giudici che «questo processo è costellato da affermazioni» non veritiere e di sgombrare il campo da qualsiasi sospetto su una sua reticenza, ha inoltre depositato al Tribunale vecchi verbali non più 'omissati' relativi al capitolo 'fondi ai partiti'.Non ha negato la sua «intensa attività di sostegno ai politici e ai partiti, sia in Italia che all'estero. Alcuni finanziamenti costituivano una mia esigenza di contributo alle idee, altri un'attività di lobbing e, quindi, rivolti al sostegno della Parmalat».Dopo aver ricordato di avere fornito a inquirenti e investigatori tutte le informazioni necessarie, per sostenere che la politica non ha alcun potere sul mondo finanziario, ha aggiunto: «per mia esperienza non esiste alcun uomo politico, almeno fra quelli che io conosco, che possa avere il potere di indurre un banchiere a deliberare quanto meno uno soltanto degli importi finanziati alla Parmalat, o indurre un banchiere a diventare lead manager, cioè il garante del collocamento di un bond sul mercato, senza che l'istituto di credito ne tragga un lucro più che apprezzabile».Da qui Tanzi è partito all'attacco delle banche - la situazione finanziaria del gruppo è «stata distorta da un gioco di specchi» -, passando in rassegna il ruolo svolto da Chase Manatthan Bank che poi ha passato il testimone a Bank Of America.L'istituto di credito statunitense, che aveva rapporti stretti con l'ex direttore finanziario dell'azienda Fausto Tonna e con il consulente Gianpaolo Zini - sempre al corrente nei dettagli delle operazioni -, «ci proponeva soltanto strumenti di finanza alternativa, in quanto non era disposta a effettuare finanziamenti diretti». Inoltre Tanzi ha sostenuto di essere convinto che già dalla metà degli anni Novanta, chi finanziava o faceva ottenere finanziamenti al gruppo «potesse avere forti dubbi sulle reali condizioni».Dopo l'intervento dei difensori dell'ex patron - hanno chiesto al collegio o il trasferimento del processo a Parma o di dichiarare l'insussistenza dei fatti al centro delle accuse o di accogliere l'istanza di patteggiamento a due anni e nove mesi di carcere - , il processo è stato aggiornato al 9 dicembre.

Torna all'inizio


Gobbo si paga la partita della nazionale padana (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gobbo si paga la partita della nazionale padana Domani sera al Tenni ci saranno anche i due ministri e leader del Carroccio Umberto Bossi e Roberto Maroni Ci saranno anche Umberto Bossi e Roberto Maroni domani sera al Tenni. I due ministri del Carroccio si accomoderanno sulle poltroncine della tribuna d'onore per seguire l'incontro tra la tra la rappresentativa/nazionale della Padania e la formazione del massimo campionato croato Nk Zagreb, team della capitale Zagabria. Due formazione unite dallo stesso sponsor: la Egea. L'appuntamento è per le 20,30, ingresso libero ma con la possibilità di fare un'offerta che poi il Comune di Treviso devolverà in beneficenza. Un incontro che ha una missione ben precisa: ricordare Gionata Mingozzi, il 24enne giocatore del Treviso deceduto questa estate in un incidente stradale.Un match singolare, che a 24 ore dal fischio d'inizio già comincia a sollevare le prevedibili polemiche. Per alcuni consiglieri comunali e provinciali della sinistra (Nicola Atalmi Sinistra Trevigiana, Marco Scolese Prc, Stefano Dall'Agata e Luca De Marco Sinistra Democratica), l'appuntamento sportivo non è altro che un altro sperpero di denaro pubblico in favore del finanziamento al partito che regge provvisoriamente i due enti (Comune e Provincia, i loghi compaiono sul manifesto della partita ndr) cioè la Lega Nord. I consiglieri si chiedono inoltre se era il caso di mescolare la memoria di uno sportivo morto giovanissimo con le fanfaronate politiche pseudo-nazionalistiche della Lega. Senza contare il giudizio sulla nazionale padana: Si tratta dunque di una squadra di calcio di partito, non della squadra di una nazione non riconosciuta. Critiche che toccano poco o niente il sindaco Gian Paolo Gobbo, promotore di questo incontro, che sgombra subito il campo da ogni equivoco: Questa partita non costa niente al Comune ma è dovuta solo all'impegno mio e di qualche sponsor. Conferma che arriva anche dal selezionatore tecnico Leo Siegel, che parla di un bonifico a copertura delle spese firmato direttamente da Gobbo. La partita spiega Siegel - sarà anche l'occasione per ritirare la maglia di un nostro giocatore, Paolo Pialli, vicentino di 19 anni, deceduto nel 1999 per incidente stradale. Ritireremo il suo numero 11 e lo consegneremo ai genitori. Per farlo abbiamo voluto aspettare di giocare in Veneto. I genitori di Mingozzi invece non ci saranno: Ma ci hanno ringraziato per l'iniziativa ha spiegato Gobbo per loro però è ancora troppo duro tornare in uno stadio. La nazionale padana, campione del Mondo in carica della Nf Boar che raggruppa le rappresentative delle nazioni non riconosciute, giocherà in contemporanea con la partita dell'Italia in Grecia. Sovrapposizione che non impensierisce Siegel: Non ci preoccupa afferma ma spero che tra una partita in televisione e una della squadra che rappresenta il proprio territorio, le gente sappia cosa scegliere. Non abbiamo ancora la lista dei giocatori, dobbiamo verificare le condizioni e tenere conto delle esigenze delle loro squadre. Un possibile amichevole con l'Italia? Siegel sorride: Dipende quanto ci pagano.P. Cal.

Torna all'inizio


Illuminazione pubblica carente in centroI residenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Illuminazione pubblica carente in centroI residenti del quartiere «Cappuccini» chiedono interventi anche per una questione di ordine pubblico Piazza Fonti rischia di restare nel degrado g.l.) Bella, piazza Fonti. Bella e suggestiva. Soprattutto perché sorge nel centro storico di Ragusa superiore, quella stessa zona che si vorrebbe valorizzare e che invece, almeno per il momento, sino a quando, cioè, non entrerà in ballo il Piano particolareggiato, rischia di rimanere preda del degrado. Almeno la pensano così alcuni rappresentanti circoscrizionali che di piazza Fonti hanno sempre propugnato un certo recupero. Come il consigliere Luca Salonia che, spronato da alcuni cittadini, si era occupato della sistemazione di uno dei mascheroni della fontana, dopo che lo stesso era rimasto caduto per parecchio tempo. O come il consigliere comunale Filippo Angelica che ha sollecitato l'amministrazione di palazzo dell'Aquila ad accelerare le procedure per il recupero della zona, così come delle altre parti del centro. Senza dimenticare i cittadini e i commercianti che credono in un centro storico completamente differente rispetto all'attuale e che attendono dall'Amministrazione comunale un segnale concreto. "Segnale - afferma il sindaco, Nello Dipasquale - che arriverà senz'altro con l'avvio delle procedure di ripavimentazione di via Roma e che si estenderà sino alle propaggini di piazza Fonti nel momento in cui ci daremo da fare per creare le condizioni di garantire ai nostri concittadini di investire sugli immobili del centro storico. Dubbi non abbiamo sul fatto che, in questa direzione, bisogna concentrare, adesso, buona parte dei nostri sforzi. Ad esempio, in piazza Fonti sembra potrebbe nascere una struttura ricettiva, per rendere la zona ancora più attraente. Ma non solo. La possibilità di poter contare sugli interventi del Ppe, consentirebbe ad alcuni proprietari di immobili storici, di rendere gli stessi molto più attraenti, assolutamente adeguati alle novità del tempo, un po' come è accaduto, negli anni passati, con Ibla. Il cuore di Ragusa superiore sarà al centro di un nostro piano di recupero, un piano che prenderà in considerazione tutte le peculiarità di quest'area, tra le più belle e affascinanti della città". Indennità ai consiglieri delle Circoscrizioni g.l.) Ormai è una questione di principio. E difficilmente chi ha deciso di adire le vie legali tornerà indietro. Il casus belli è la deliberazione del Consiglio comunale che ha stabilito per la restituzione delle indennità ai consiglieri circoscrizionali a partire dal gennaio 2008. Quindi, un provvedimento con effetto retroattivo che, a parte il cambio della tipologia di liquidazione dei compensi ai consiglieri, da indennità mensili a gettone di presenza, ha preso in considerazione anche un altro aspetto che, ovviamente, ha colto tutti di sorpresa. Il malessere trasversale che sta interessando i consiglieri di quartiere sembra destinato a proseguire anche per i prossimi giorni. Almeno a sentire Emanuele Francalanza, vicepresidente del Consiglio circoscrizionale di Ragusa centro, che di questa vicenda sta facendo il proprio cavallo di battaglia. "Non ce la sentiamo più a sottostare a questo o a quell'altro - afferma - dicono che noi consiglieri di quartiere non facciamo nulla? Forse perché l'Amministrazione comunale non ci ha mai dato la possibilità di contare, non avendo l'opportunità di gestire le funzioni delegate. Ad ogni modo, vogliamo andare sino in fondo. Significa che si valuterà con attenzione se ricorrere, come pare, al Tribunale amministrativo regionale per fermare quello che riteniamo essere un torto nei nostri confronti". Nei giorni scorsi, sulla stessa lunghezza d'onda, anche altri consiglieri circoscrizionali del quartiere Ovest i quali, nel corso della seduta, avevano manifestato tutto il proprio malumore per quanto stava accadendo.

Torna all'inizio


Sous i privilegis de luxe per als polítics italians (sezione: Costi dei politici)

( da "Avui" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Era Berlusconi Sous i privilegis de luxe per als polítics italians ABUSOS · Els parlamentaris obtenen una doble pensió i una rebaixa d'impostos en accedir al càrrec INTENT · Prodi va limitar l'ús dels avions privats només als ministres amb justificació prèvia Jordi Mumbrú Imatge del Parlament italià, a Roma, el 14 de maig FILIPPO MONTEFORTE / AFP El govern italià ha volgut tenir un detall amb els seus treballadors i, comptant que la casa és gran, els ha fet arribar com a regal unes agendes espectaculars per a l'any vinent. Evidentment són d'autor i les signa el dissenyador Nazareno Gabrielli. El cost, una nimietat per al govern italià, ha estat de 260.000 euros, segons les investigacions de Sergio Rizzo, un periodista que segueix molt de prop la despesa pública dels polítics. Sergio Rizzo i G. Antonio Stella, tots dos treballadors del diari Corriere della Sera, van publicar el llibre La Casta l'any passat, del qual ja s'han venut 1,2 milions de còpies. Els dos periodistes expliquen en aquest llibre les enormes quantitats que gasten els polítics italians. Després de l'escàndol que va provocar el llibre, Rizzo assegura que "gairebé res ha canviat. És més, la situació ha empitjorat". Una de les poques coses que va poder canviar el primer ministre Romano Prodi durant l'anterior mandat -entre altres coses perquè el seu govern estava format per 14 partits que mai es posaven d'acord- va ser limitar alguns privilegis dels polítics. Prodi va dir que només els ministres podien utilitzar els avions privats i que havien de justificar cada viatge. Una gran limitació, sí senyor. Però va durar poc. Quan Silvio Berlusconi va ser nomenat primer ministre es va afanyar a canviar aquesta llei. Segons Rizzo, ara hi ha més d'un centenar de persones (entre gent del govern i altres funcionaris) que poden usar els onze avions privats de què disposa el país i, a més, sense haver-se de justificar. Per anar on vulguin, tenen un avió a la seva disposició. Amb Berlusconi, els polítics tornen a volar. Com és lògic, també tenen cotxes oficials (n'hi ha 150.000) i, quan hi ha trànsit, van custodiats per policies amb les sirenes enceses per poder anar fins i tot contra direcció i no perdre temps en la seva tasca de servir al poble. Rizzo explica que una de les poques coses que han canviat després de la publicació del llibre és que han retirat "els 150 euros mensuals que tenien les parlamentàries per anar a la perruqueria". Però segons Rizzo, això és una anècdota. De tots els privilegis que tenen els servidors del poble, el més "lleig", segons Rizzo, és el que es coneix com la doble pensió. Per explicar-ho, el periodista posa un exemple: "Si un metge és escollit parlamentari (membre del Senat o de la Cambra de Diputats) passa a pagar només el 8% del sou a la Seguretat Social com a metge en lloc del 25%, com la resta. Un cop jubilat podrà cobrar la pensió com a polític i com a metge". Segons Rizzo aquest punt és especialment injust perquè "la gent jove ja no té dret a les seves pensions i ells, en canvi, en cobren dues sense haver pagat tots els impostos". "El cost de la democràcia" Quan en debats televisius els periodistes acusen els polítics d'aquesta enorme despesa, ells es defensen amb dos arguments. El més senzill, que surt de les files d'Aliança Nacional, és que "aquest és el cost de la democràcia". Altres, com Pier Ferdinando Casini (Unió de Demòcrates Cristians i de Centre), defensen que "si no fos per aquests salaris només es podrien dedicar a la política les persones riques". Sembla, doncs, que no es poden concebre gaires esperances que la classe política serà una mica més humil. Rizzo ho sentencia així: "No crec que res pugui canviar". Després del llibre La Casta, que porta per subtítol Com els polítics italians s'han convertit en intocables, els dos periodistes italians han fet un nou llibre que es diu La Deriva i ara treballen en nous articles, sempre sobre aquest tema. Per fer-ho més entenedor, han decidit establir comparacions amb altres països: "El primer ministre italià cobra 361.957 euros l'any, mentre que l'espanyol en cobra 91.982". El president de Catalunya, José Montilla, en cobra 164.043, mentre que Jordi Hereu, alcalde de Barcelona, s'emporta cada any 177.393 euros.

Torna all'inizio


Dopo il tentativo del 2003 il comune ci riprova, ma la Lega avverte: <Niente operazioni di facciata> (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Una consulta "bis" per il Delmati Nascerà a breve il nuovo osservatorio sull'ospedale n Dovrebbe decollare entro la fine del mese la nuova consulta sull'ospedale Delmati. Un organismo promosso dall'amministrazione comunale con l'obiettivo di vigilare sull'ospedale di Sant'Angelo e fare "buona guardia". Le intenzioni della giunta sono state illustrate sabato durante la conferenza dei capigruppo in consiglio comunale. È stato il sindaco Domenico Crespi a fornire le linee guida del progetto, che dovrebbe sostituire la vecchia commissione Delmati, creata nel 2003 con lo stesso obiettivo ma che non è mai diventata realmente operativa. «Quella commissione - osserva Francesco Procaccio, medico dell'Azienda ospedaliera di Lodi e al tempo esponente della commissione - non ha mai funzionato perché non è mai stata convocata con regolarità. Era un organo privo di reale potere, tant'è vero che non aveva neppure una funzione consultiva. Al massimo poteva essere intesa come un osservatorio sull'ospedale. La considero un pro-forma, senza molto peso, per il quale non era previsto il gettone di presenza». Il sindaco Crespi, nel confermare che la nuova consulta potrebbe nascere a breve, entro dicembre, assicura però «l'impegno forte a convocare questo nuovo organismo in tempi stretti, vale a dire già nei primi mesi successivi alla sua nascita». L'intenzione di avviare un nuovo osservatorio locale sul Delmati sarebbe stato anticipato dal primo cittadino di Sant'Angelo al direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Lodi, Giuseppe Rossi. Proprio Rossi in questi giorni avrebbe dovuto parlare a Sant'Angelo, così come annunciato nell'ultimo consiglio comunale. Ma a quanto emerso nelle scorse ore, la riunione non è più stata messa in calendario.In attesa che Rossi arrivi a Sant'Angelo, i politici dovranno "accontentarsi" della consulta. La sua formazione è prevista nel prossimo consiglio comunale, per il quale sono state ipotizzate due date, il 26 o il 28 novembre. Sarà un organismo composto da 9-12 membri (queste le indiscrezioni). Saranno rappresentati i sei gruppi presenti in consiglio comunale, di maggioranza e di opposizione. Inoltre dovrebbero essere nominati alcuni esperti della società civile, così come proposto nella riunione di sabato da alcuni capigruppo. «Una condizione imprescindibile - conferma Crespi - è che tutti i gruppi politici siano rappresentati». La consulta sarà la "cinghia di trasmissione" fra i vertici dell'ospedale Delmati e il consiglio comunale. Sarà un organismo di proposta e di controllo. Sul tema, ieri è intervenuto Maurizio Villa, segretario cittadino della Lega nord e responsabile provinciale della sanità per il partito di Bossi: «Questa nuova consulta non potrà fare nulla, perché le scelte strategiche sono in capo al direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Lodi. Mi auguro solo che questo nuovo organismo venga convocato con una certa frequenza e che non nasca soltanto per fare vedere alla gente che ci si interessa all'ospedale. E comunque i santangiolini stiano tranquilli, a difendere il Delmati ci ha sempre pensato la Lega». Lorenzo Rinaldi

Torna all'inizio


Società in lite e i progetti sono fermi (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

«Società in lite e i progetti sono fermi» Nuovo Palafiere: Pederzolli preoccupato dalla querelle Malfer-Pellegrini RIVA. Prendendo spunto dalla sostanziosa partecipazione comunale, attraverso Lido spa, nelle due società protagoniste dell'operazione - Garda Trentino Fiere (25,9%) e Riva del Garda FiereCongressi (44,4%) - il consigliere d'opposizione Mauro Pederzolli, scodella un'interpellanza finalizzata ad ottenere dal sindaco risposte precise su tempi, metodi e costi del progetto di riqualificazione del polo fieristico di Riva. E' vero che - lasciando intendere che per Lido e Comune possano esserci stati «esborsi» inutili nel concorso di idee che hanno lanciato in orbita il progetto della Coop Himmelb(l)au (con l'ormai famoso e contestato «Tetto di Nuvole») - Pederzolli si presta ad una risposta tranciante del sindaco (nel senso che i costi, almeno diretti, sono evidentemente soltanto di Garda Trentino Fiere, società proprietaria del centro fieristico della Baltera). Tuttavia è altrettanto vero che Pederzolli, laddove si preoccupa di sapere se il palleggiamento di opinioni diverse tra «proprietaria» GTF (con il presidente Malfer favorevole al grande progetto Himmelb(l)au) e «società di gestione» Riva del Garda FiereCongressi (con il presidente Pellegrini favorevole ad una soluzione più contenuta, anche per non sobbarcarsi un affitto troppo oneroso) è destinato a trovare un veloce compromesso, traduce politicamente una preoccupazione assai diffusa in città: la preoccupazione che alla fine l'operazione venga accantonata. «Nell'anno 2006, dopo valutazione di ben 73 progetti, veniva decretato - scrive nella sua interpellanza Pederzolli - il vincitore di quello che avrebbe disegnato il futuro del polo fieristico. Un percorso che, tra premi al vincitore ed ai classificati dal 2º al 10º posto, gettoni di presenza dei membri della commissione giudicatrice e spese varie, è costato circa 400 mila euro». A distanza di due anni, osserva Pederzolli, ancora nulla si sta muovendo, anche se Mellarini all'inaugurazione dell'Expo Schuh della scorsa estate aveva espresso un richiamo a non perdere altro tempo. «Si rilevano invece - continua Pederzolli - solo liti tra il presidente della società GTF e quello della Riva del Garda Fiere e Congressi in merito a ciò che si dovrà fare. Sembra che il progetto "Tetto di nuvole" non sia più adatto alle esigenze fieristiche, vuoi per problemi legati alla convivenza con la nuova circonvallazione che per una nuova esigenza di spazi che prevederebbe l'acquisizione dei capannoni ex Sicom. Circostanza che porterebbe alla modifica del progetto vincitore della Coop Himmelb(l)au di Vienna, con il conseguente ulteriore esborso di denaro oltre al rischio di cause penali con la medesima. Va ricordato che la Provincia, per il progetto, ha stanziato 25 milioni di euro e che, l'eventuale acquisizione dell'area ex Sicom, necessiterebbe di circa 10 milioni di euro e quindi conseguenti tagli al progetto vincitore. Al di là della domanda (scontata) "Ma con il fior fiore di professionisti non era possibile accorgersi prima dei problemi di convivenza con la nuova circonvallazione?", restano i dubbi circa i tempi di avvio ai lavori e la preoccupazione di aver gettato denaro pubblico per arrivare ad un progetto che oggi appare come "carta straccia". Il progetto di riqualificazione del Polo fieristico e di quello congressuale rientrano nel rilancio turistico ed economico della città, quindi non va sprecato tempo utile con dubbi, riserve o richieste di modifica che, oltre che far passare il tempo, rischiano di portare la Provincia a destinare altrove le risorse economiche previste per la nostra città. Dal mese di luglio - conclude Pederzolli - si sta discutendo sul destino del "Tetto di nuvole", sono passati mesi, incontri, le elezioni provinciali ed ora ci si aspetta una risposta definitiva in merito a ciò che si vuole fare».

Torna all'inizio


L'ultimo saluto alla cara Celestina C ara Celestina, oggi ti è stato reso l'estremo saluto da tantissime persone presenti a dirti addio per l'ultima volta, segno positivo del tuo s (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'ultimo saluto alla cara Celestina C ara Celestina, oggi ti è stato reso l'estremo saluto da tantissime persone presenti a dirti addio per l'ultima volta, segno positivo del tuo seminato in questa tua breve vita terrena L'ultimo saluto alla cara Celestina C ara Celestina, oggi ti è stato reso l'estremo saluto da tantissime persone presenti a dirti addio per l'ultima volta, segno positivo del tuo seminato in questa tua breve vita terrena. Ti volevo salutare personalmente, come facevamo spesso quando salivi e scendevi dalla corriera dopo l'ennesima giornata di lavoro, sempre serena e tranquilla, anche nell'ultimo periodo, quando l'argomento «pensione» era l'argomento principale del nostro scambio di battute spiritose e piene di speranza. Ciao Celestina. Marco Ondertoller Nebbia anche in Trentino per un quinto dei votanti G entile direttore, se posso precisare quanto scritto dal signor Nucida, gli direi che nella mia lettera non ho mai scritto la parola «fortuna» (che in Trentino non c'è la nebbia). Può essere una sfortuna! Cercavo solo di essere «scientifico» (infatti dicevo anche che limita la visione.. e di conseguenza può offuscare il cervello). Noto però che sono in errore: mi è stato detto che anche in qualche località del Trentino, d'inverno almeno, c'è la nebbia... proprio in circa un quinto del territorio. Walter Bonvecchio - Cairns (Australia) Vie e piazze, ricordiamoci del grande Marco Pola P iù che una lettera al giornale questa vuole essere un pubblico appello ai competenti Uffici Comunali e per essi al Consiglio Comunale. Durante la recente campagna elettorale ho notato che si stava discutendo a chi intitolare, piazze, vie, ponti, ecc. e i nominativi proposti sono di tutto rispetto. Non sono intervenuto allora perché c'era in corso l'abbuffata elettorale e quindi era difficile che il mio appello potesse ottenere una certa attenzione. Leggo ora sull'Adige che è stato dato il beneplacito per l'intitolazione a Trento e dintorni di alcune vie e altro e ancora una volta vedo che il nominativo del poeta Marco Pola non risulta neanche preso in considerazione. Ricordo che se ne era parlato ben sei anni fa, in occasione dell'inaugurazione in Piazza Cesare Battisti del monumento donato dalla scultrice Seppi in memoria del poeta Marco Pola, ma poi, credo, che in Comune si siano dimenticati della cosa. Marco Pola, deceduto ormai da oltre dieci anni, è stato un grande poeta e la sua copiosa produzione, sia in italiano che in dialetto, è stata, e lo è ancora, molto apprezzata. Egli dovrebbe essere motivo di orgoglio per la città di Trento dove ha sempre risieduto ed operato come lo è per il Comune di Roncegno dove è nato. I figli del grande poeta hanno regalato alla Biblioteca Comunale di Trento tutto l'incartamento del loro padre. Speriamo che, almeno, se ne ricominci a parlare. Francesco Consoli I forzisti contro Divina ma bocciati dalle urne C i risiamo...dopo aver remato contro il Divina fin dal primo momento ed aver fatto poco o niente per la coalizione in campagna elettorale, i «Berlusca de noaltri» si lamentano che la colpa della sconfitta è del candidato leghista! Ma per piacere, uno è stato trombato dai suoi stessi elettori, e questo la dice lunga sua capacità di tenere in mano un coordinamento....l'altro lo sarà alle prossime elezioni.....ma andate a lavorare che è meglio! Pino Pilati - Trento Obama, sogno americano ma un po' anche nostro O bama presidente. Obama, figlio di Martin Luther King, di Kennedy, un po' di Malcom X. Obama, il meticcio. Obama, contro il razzismo, il pregiudizio per una società giusta, equilibrata, viva. Unita nell'emancipazione nel progresso nella pace. Obama, sogno americano, di più, sogno universale. Obama, forse un modo diverso di governare, necessario, auspicabile. Obama, che vedremo a breve al giudizio del mondo. Surrogato dei poteri forti o limpida espressione di una rivoluzione popolare silenziosa, senza vittime, intensa ed espressione di una grande democrazia. Obama per tutti noi. Obama socialista? Non sarebbe poi una grave malattia. Obama, l'antitesi al cavalier errante Berl... e company. Io, antiamericano convinto, da sempre, credo in lui. Sto mitizzando? Forse sì ma i miti creano sogni e forse noi da anni non sogniamo abbastanza. Obama, averne uno in Italia! Auguri Obama, buon lavoro. Danilo Baldessari - Baselga di Piné Dalmaso, gli inquilini Itea non hanno votato per lei A ssessora Dalmaso, lei fa le battute a proposito degli inquilini Itea che l'avrebbero votata... Si convinca che nessun inquilino ha votato lei. Io frequento molto gli inquilini, essendo inquilina anch'io, e so come la pensano. Gli inquilini hanno votato chi è decisamente contrario alla sua legge. Questo è pacifico, e su questo punto si metta l'animo in pace. Noi inquilini abbiamo certamente votato Morandini, Catalano, Maffioletti, Bertolini, Viola, Giovanazzi, Divina, Capossella, Eccher, Borga, Filippin e altri; ce ne sono una lista... Ma proprio qua sta il punto: i voti in questo modo si sono dispersi, se li sommassimo sarebbero assai più dei suoi sparuti (ma sempre troppi, aggiungo io) tremila e rotti. Purtroppo... sa chi ha dato il voto a lei? Non lo so per certo, ma ci scommetto la testa... lei ha avuto i voti di quella fetta di popolazione che ha necessità di una casa, ma magari per poco non rientra nei parametri e così, sentendosi esclusa, ce l'ha a morte con chi la casa l'ha ottenuta. Li capisco e condivido la loro giusta rabbia nell'essere discriminati. Ma non è questa la strada... Non penso proprio che avendola votata risolveremo il problema casa. Magari, sarei io la prima a rimangiarmi quanto affermo e le leverei tanto di cappello... Ma non sarà mai... Mi auguro vivamente che i politici contrari al suo schieramento, che noi inquilini, ripeto, abbiamo votato, le diano del bel filo da torcere... Questo è un appello per i politici che anche se non vincitori sono stati da noi votati, e nei quali riponiamo fiducia. Grazie. Claudia Garbari - Trento Funivie alla Provincia: Dellai mi ha deluso S ono un consigliere comunale di Civezzano che alle ultime elezioni ha votato per lo schieramento di Dellai e che a una settimana di distanza ha già un senso di pentimento, causa le notizie apparse sulla stampa del ventilato piano di acquisto e/o finanziamento da parte della Provincia, di stazioni sciistiche e impianti di risalita in deficit. L'esperienza di consigliere comunale mi fa toccare con mano le enormi difficoltà che incontrano i Comuni a realizzare opere che sono nell'interesse di tutti i cittadini, per migliorare la loro qualità della vita quotidiana, da quelle minimali come la manutenzione strade, al rifacimento dei marciapiedi dissestati, a quelle più importanti come i tratti stradali per limitare al traffico i centri storici e renderli più vivibili per la comunità. Perché, specie in periodo di crisi economica, per queste cose non ci sono i finanziamenti. Invece ce ne sono a profusione per impiantisti, albergatori, ecc. per ripianare i loro debiti a spese della collettività e farne trarre invece i profitti ai privati (il richiamo fatto alla vicenda Alitalia è estremamente chiarificatore in proposito), con la solita scusa demagogica che il turismo è trainante per il Trentino. Il che è anche vero, ma c'è turismo e turismo: c'è quello intelligente, che propone un modello diverso di vivere il territorio anche culturalmente, e c'è quello dello sfruttamento aberrante della cementificazione della montagna come si sta facendo per il Bondone con i famigerati patti territoriali dove i finanziamenti pubblici hanno consentito migliaia di metri cubi di nuovi alberghi destinati alla desolazione, data l'ormai cronica mancanza di neve o a diventare col tempo residence vuoti tutto l'anno. L'idea di continuare a sostenere questo tipo di attività fa parte di questa seconda categoria di turismo, con l'aggravante che lo fa l'ente pubblico con i soldi di tutti distogliendo di fatto risorse che dovrebbero essere destinate ai servizi (scuola, sanità, trasporti, ecc.) quelli sì di interesse veramente collettivo. È sintomatico il fatto che il presidente Dellai abbia enunciato pubblicamente questo piano di finanziamento «turistico», a elezioni avvenute e non prima, perché c'è il legittimo sospetto che gli sarebbe costato un bel po' di voti a cominciare dal mio; confido che le forze politiche più progressiste presenti nella maggioranza contrastino nella maniera più intransigente questo disegno. Daniela Voltolini, consigliere comunale - Civezzano Eluana, l'accanimento vero è della gerarchia di Chiesa C aro direttore, il potere come il denaro, ha per molti un fascino irresistibile e per la gerarchia della Chiesa perfino irrinunciabile, altrimenti non si spiegherebbe l'«accanimento» con il quale condanna quella peculiarità della religione cattolica che si chiama «libero arbitrio», per il quale il padre di Eluana si batte in sua vece da molti anni alla luce del sole. Non diciamo addio a Eluana, ma arrivederci in una vita che io spero continui oltre la morte. Elisabetta Cimadomo C'è la crisi, i politici diano il buon esempio L orenzo Dellai ha stravinto, come pensavano tutti. E come pensano tutti però deve cambiare qualcosa. Basta contributi facili che non si sa dove finiscano, basta al saccheggio del nostro più grande patrimonio: la montagna, basta alle Giumele... pensiamo a un nuovo turismo. Le cabinovie ci sono, basta così e il Trentino vincerà ancora. Ora c'è la giunta da nominare, ci sono gli assessori, compito di Dellai e non delle varie «lobby». Una cosa suggerirei: in periodo di crisi, si chiudono fabbriche, si taglia nella scuola, nella sanità. Perché un eletto assessore dovrà far entrare un nuovo consigliere, magari non eletto dai cittadini? Qualcuno è lì come il gufo ad aspettare. Diamo l'esempio e finiamola con questa politica dei furbi. La giunta e il consiglio siano rappresentati dagli eletti dai cittadini. Anche questa è democrazia. I primi «non eletti» siano un po' come gli ultimi. Tullio Dell'Eva - Rovereto 19/11/2008

Torna all'inizio


posti, gettoni, formazione la rete segreta del potere - antonio corbo (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina III - Napoli Il retroscena Posti, gettoni, formazione la rete segreta del potere ANTONIO CORBO Sabato, ore 9. I destini della Sanità campana passavano per l´ultimo tavolo, nascosto dai cespugli dello chalet "Ciro" a Mergellina. La presidenza dei medici 2005 fu decisa lì. Montemarano e Scalera non s´incontrano più. L´assessore trama contro, il senatore si ricandida. Che cos´è l´Ordine, quali interessi copre, se sequestrano urne sozze di brogli? SEGUE A PAGINA V

Torna all'inizio


Il Voghera è ancora un cantiere (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Voghera è ancora un cantiere Assetto ok solo da metà campo in giù Quanti cambi negli altri reparti ROBERTO LODIGIANI VOGHERA. Undici partite, undici Voghera diversi. I frequenti, anzi sistematici cambi di formazione sono uno dei pomi della discordia fra panchina e presidenza. Però, a ben vedere, il tecnico Claudio Lombardo uno «zoccolo duro» di fedelissimi quasi sempre in campo ce l'ha. A partire da Capriulo, il portiere, l'unico sempre e comunque presente (accumulando 990'). Poi Guidi (956'), Finelli, Del Chiaro (altro stakanovista, fino al grave infortunio di Calcio che forse lo terrà fuori sino al termine della stagione), Genocchio e Catenacci. La statistica parla chiaro: l'assetto di squadra è ben definito per quanto riguarda la retroguardia, i dubbi cominciamo da metà campo in su. A parte Genocchio e Finelli, il mister rossonero a centrocampo e in attacco ha impiegato 11 giocatori, per 4 posti disponibili (i due non occupati da Genocchio e Finelli, e i due del reparto avanzato). Vegnaduzzo, puntero italoargentino, ha collezionato 11 gettoni di presenza, ma unicamente in tre occasioni (alla 4ª, 8ª e 11ª giornata) ha giocato per tutti i 90'. Era sulla buona strada Luca Lomi, fino al momento del taglio. Dal sesto turno, è arrivato Paonessa, che ha giocato per intero le ultime tre gare. Lui e Genocchio sembrano ormai pedine fisse in mezzo al campo, mentre sulle fasce c'è tanta concorrenza e anche parecchia alternanza. Detto di Catenacci, che come laterale destro di difesa appare indiscutibile (ha saltato solo la trasferta bergamasca, per squalifica), e di Angelotti, che a sinistra ha disputato le ultime 4 partite, per il resto si sgomita. Panigada, estro e disperazione, si è visto in campo in ben 10 occasioni, ma per spezzoni, salvo che alla 4ª e 5ª giornata, quando ha collezionato i fatidici 90', evitando la scomoda panchina. Coccu, autore del 3-1 nel derby col CasteggioBroni (cavalcata solitaria di oltre 50 metri) ha accumulato 7 gettoni, ma senza mai disputare più di 45'; Ascagni (Lorenzo) ha fatto tre apparizioni (totalizzando 93') e non tocca l'erba da tre partite; l'italobrasiliano Minari, un trequartista, ha convinto contro i gialloblu ed è stato riproposto con la Caravaggese, ma, dopo due comparsate nelle prime tre gare, era sparito nelle successive sei. E veniamo all'attacco. Di Vegnaduzzo si è detto; Baudinelli manca dal nono turno per infortunio. Infine La Cagnina: il veterano ex azzurro (del Pavia) è stato titolare pressochè inamovibile nelle prime 5 giornate, poi si è fatto male, è riapparso per 4' nel derby e per 51' (ma come centrale di centrocampo) a Calcio. Il modulo. Lombardo ha cominciato con il 4-3-3, nella vittoriosa trasferta di Olginate (tridente Panigada-La Cagnina-Baudinelli); ha quindi optato per il più prudente 4-4-2, con Baudinelli-La Cagnina coppia avanzata, ma nel frattempo è cresciuto Vegnaduzzo, e con la formula che non prevede il trequartista è sorto il problema su come utilizzare Josè, insieme a Lomi principale investimento del mercato estivo. Il problema, con tutti di nuovo disponibili, si riproporrà. A meno di nuovi rimpasti tattici (il 4-3-1-2?). Un'ulteriore variante si è vista nel derby, con Minari a sostegno dell'unica punta Vegnaduzzo (4-4-1-1). Chierico al Castelsardo. Il pavese Paolo Chierico non è più nella fila (metaforica) degli allenatori in attesa fuori dalla porta del Voghera. Si è accasato, infatti, al Castelsardo, compagine del girone G di serie D. Subentra a Giuseppe Leggeri, esonerato dopo il derby perso col Calangianus.

Torna all'inizio


"posti, gettoni, consulenze: l'ordine è potere" - antonio corbo (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina VII - Napoli Il retroscena Due grandi elettori si pentono. E raccontano i segreti della sfida tra l´assessore e il senatore: in gioco la poltrona di commissario "Posti, gettoni, consulenze: l´Ordine è potere" ANTONIO CORBO (segue dalla prima di cronaca) Due pentiti di questa sfida ormai degenerata nell´odio politico hanno accettato di parlare. Pregando di dimenticare nomi, cognomi e ospedali. Due medici disillusi. Uno si è battuto per Gabriele Peperoni, il candidato di Angelo Montemarano. L´altro per una strana coppia: Giuseppe Scalera che punta alla seconda presidenza, deputato Pdl, legato però a Pasquale Sommese, primatista di voti al consiglio regionale sotto le opposte insegne del Pd. Concordano: «Nessuno avrebbe immaginato una fine così ingloriosa del nostro Ordine, feudo fino al 1991 di Ferruccio De Lorenzo. Peggio di così, con i brogli e la polizia che sequestra il seggio?» La prima anomalia. «Io ho trovato Scalera nel seggio. Presidente uscente e candidato: mi ha dato lui le buste, la celeste e la verde, non le dico il sorriso e il saluto quando mi ha dato la matita. L´ho votato lo stesso». L´altro: «Si capisce, lui vuole contarsi, dimostrare con una montagna di voti che è l´uomo giusto per fare il commissario della Sanità, per dire: vedete, i medici li tengo io in pugno». Lo interrompe l´altro: «Montemarano non ci sta, il presidente amico gli fa comodo, anche se è un collega serio come Peperoni, perché è in gioco il suo piano. Se passa il 25, è difficile che la Regione sia commissariata». La replica. «Quel piano è virtuale. Ragionieristico e non razionale. Sdrammatizza l´emergenza finanziaria. Che significa tagliare un ospedale, se poi il personale che è il 90 per cento della spesa non è ricollocato? E accorpare le Asl, da 13 a 8, vuol dire risparmiare i soldi dei manager ma creare strutture più complesse da gestire, guarda che fatica fa Di Minno con l´Asl 1 per rimetterla in riga». Sui tagli riferiscono una proposta del Pdl, il partito di Scalera. «Vota il piano in consiglio regionale a patto che sia emendato l´articolo 5. Che siano i direttori generali a fare i tagli impopolari. In modo da evitare impopolarità al commissario che sarebbe del Pdl, ovvio». Ma i poteri dell´Ordine sono più ghiotti, se ci si accanisce tanto? Eccone alcuni. «I posti. Ne hanno inventati duemila». Il governo ha bloccato i concorsi, spiegano, «ma 1200 paramedici e 800 medici hanno trovato una porticina». Come? «Gli infermieri si sono fatti assumere al nord, dopo sei mesi erano a Napoli». E i medici? «Qui c´entra l´Ordine. Forma le commissioni per la valutazione delle graduatorie. Pensate agli specialisti ambulatoriali. Fanno domanda. Enpas, Enpals offrono poco spazio. Entrano negli ospedali pagati a ore. Anche nelle sale operatorie. Un aiuto normale guadagna 3.400 euro, un aiuto che arriva con questo sistema supera i 4.000. Ed è tutta clientela. L´assessorato e l´Ordine possono dire: tu entri senza concorso, vai dove vuoi e guadagni di più, quindi sei amico mio. è clientela». Ma si sono registrate forti tensioni al Loreto Mare, uno degli ospedali di frontiera. Questo sistema è bloccato, ma le voci di dentro riferiscono altri poteri. «La formazione. L´Ordine organizza i corsi». Gli ultimi su etica e privacy, precisano. C´è un interesse anche in quelli della Regione. I docenti guadagnano gettoni dai 50 ai 500 euro. I dirigenti devono collezionare almeno 50 crediti l´anno, in mezza giornata c´è chi ne prende 3, in un giorno cinque. Ma la sfida è sui conti, però. Gli amici di Scalera giurano che la cifra è 340 milioni, «in realtà sforano di più, quasi 600». Si oppongono i fedelissimi di Montemarano, ricordano che trovò «quasi due miliardi di euro di deficit, ora si sfora di 308 secondo una ipotesi del governo, a fine anno saranno meno, 150 o 200». E indicano come esempio l´Asl 1, possibile? è la stessa dei due medici che parlano. «Senza nulla togliere alla qualità dell´assistenza, il disavanzo in nove mesi è sceso da 170 milioni a 57, dal 12.9% al 3.9%». Uno dei due sottolinea: «Certo, i tagli delle consulenze non sono piaciuti. Roba da 350mila euro». Ma l´Ordine cura la clientela anche con le sanzioni disciplinari. L´Asl 1 ha denunciato altri 15 medici, troncando convenzioni e rapporti dubbi. Per sospendere o radiare deciderà il nuovo consiglio. Chi, e quando? C´è anche questo nelle urne dei brogli.

Torna all'inizio


giustina stakanovista alla camera - claudio baccarin (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'onorevole Destro assente giustificata a Palazzo Moroni ma deputato modello a Montecitorio: Zorzato al top Giustina stakanovista alla Camera Niccolò Ghedini non ha partecipato al 55% delle votazioni Naccarato (Pd) al terzo posto tra i più presenti CLAUDIO BACCARIN A Palazzo Moroni ormai la vedono soltanto nella galleria dei ritratti dei sindaci che campeggiano in sala giunta. Giustina Mistrello Destro, esponente del gruppo «ribelle» del Popolo della Libertà, detiene, in questa legislatura, il record delle assenze (sempre, però, giustificate) in consiglio comunale. Ma è sicuro che l'ex-primo cittadino non abbandonerà il suo scranno a beneficio di Franco Perlasca, il primo dei non eletti, ex An, approdato all'Udc dopo una breve stagione nell'Italia dei Valori. «Fantasma» in municipio, l'onorevole del Pdl si riscatta alla grande in Parlamento. Nella classifica delle presenze dei deputati padovani, rilevate nei primi sette mesi della legislatura, l'ex-sindaco è infatti al secondo posto in virtù di 1512 votazioni dall'inizio della legislatura, pari al 96,80% delle occasioni. La Destro non ha partecipato ad appena 50 votazioni (il 3,20%). In vetta alla classifica troviamo un altro azzurro, l'onorevole Marino Zorzato, vicepresidente del gruppo Pdl, che è letteralmente «incollato» allo scranno parlamentare. L'ex-vicepresidente di Veneto Strade è mancato a sole 17 votazioni (praticamente il tempo di un panino e di un caffè), mentre ha raggranellato 1545 presenze. Al terzo posto della hit parade dei più presenti troviamo il deputato del Partito democratico Alessandro Naccarato, che si è sciroppato ben 1476 votazioni (il 94,49%), assentandosi per 86 (il 5,51%). Nelle immediate vicinanze figura la leghista Paola Goisis, che ha collezionato 1471 gettoni (il 94,17%). Hanno superato il tetto delle 1400 votazioni anche l'altro alfiere del Carroccio, Massimo Bitonci (assente a 95 votazioni), che nei fine settimana si occupa a tempo pieno, nelle vesti di primo cittadino, del Comune di Cittadella, e il presidente provinciale di Alleanza nazionale, Filippo Ascierto, che ha partecipato a 1420 votazioni (il 90,91%). Ammontano invece a 1403 le presenze della forzista Lorena Milanato che a 1178 votazioni (il 75,42%) assomma 225 missioni (il 14,40%). Poco più sotto compare Anna Margherita Miotto, del Partito democratico, che ha espresso il suo parere in 1376 occasioni (l'88,09%), totalizzando 186 assenze. La percentuale dell'81,75% caratterizza fin al 13 novembre lo score di Antonio De Poli (1277 votazioni, 285 assenze), che all'incarico di portavoce nazionale dell'Udc ha aggiunto recentemente anche quello di segretario regionale dello Scudocrociato. «Maglia nera» tra i deputati padovani è l'onorevole Niccolò Ghedini, che in sette mesi ha partecipato a 700 votazioni (il 44,81%), disertandone 862. Fin qui Ghedini ha presentato come comefirmatario una proposta di legge finalizzata a valorizzare la Reggia di Caserta e a istituire il Museo borbonico. Il parlamentare del Pdl non ha invece all'attivo nessun atto d'indirizzo e controllo: zero mozioni, risoluzioni, interpellanze e interrogazioni. Per carità: non è che Ghedini abbia il tempo di annoiarsi, alla luce del suo duplice impegno nelle vesti di legale del premier e di coordinatore regionale di Forza Italia. Quanto ai big nazionali, Silvio Berlusconi - perennemente in missione - ha votato una sola volta. Il ministro Renato Brunetta ha partecipato a 293 votazioni, ma ha al suo attivo ben 1164 missioni. Pieferdinando Casini ha al suo attivo 853 votazioni (oltre a 319 missioni), Massimo D'Alema 631, Antonio Di Pietro 409, Walter Veltroni appena 276.

Torna all'inizio


vincenzi: "sul g8 troppi misteri" - donatella alfonso (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina VII - Genova Vincenzi: "Sul G8 troppi misteri" "Segnalai per ore i black bloc alle forze dell´ordine, ma nessuno fece nulla" DONATELLA ALFONSO NO, GENOVA non ha avuto risposte dalla sentenza sulla Diaz. Ma nemmeno da quelle su Bolzaneto o sulle devastazioni dei black bloc, avverte in Sala Rossa Marta Vincenzi, che insiste: chiedo e chiederò ancora una commissione d´inchiesta, perché ci sia finalmente una sintesi che metta insieme le tante verità, quelle taciute e quelle nascoste, e finalmente si giunga ad una sintesi che permetta, se non una pacificazione che ancora resta difficile, almeno una spiegazione di cosa sia accaduto nei giorni del G8 del 2001. «Sono dalla parte dei genovesi che hanno subito danni, di chi è stato picchiato e anche della polizia che merita di ritrovare la fiducia dei cittadini, ma purtroppo nessun processo finora ha dato risposte esaurienti», dice la sindaco rispondendo alle interrogazioni - con accenti ovviamente diversi - di Simone Farello (Pd), Giuseppe Murolo (An) e Bernabò Brea (La Destra). E racconta il suo pezzo di verità: di quando lei, presidente della Provincia che nelle strutture di Quarto ospitava numerosi manifestanti giunti a Genova da tutta Italia e dall´estero, si accorse «di strani movimenti, di gente che infilava passamontagna e nascondeva corpi contundenti». Quel giorno, «per ore e ore chiamai le forze dell´ordine, avvertii tutti, e rappresentavo un´istituzione, non potevo passare per un cittadino mitomane, chiedendo che qualcuno intervenisse. Non venne nessuno. Se ci fosse stato qualche controllo, mi chiedo e mi chiesi anche di fronte alla commissione parlamentare che mi aveva convocato, sarebbe stata evitata almeno in parte la presenza dei black bloc? Ma nessuno mi ha mai risposto». Alla stessa maniera, troppe altre domande sono rimaste appese per tutti questi anni; e tutti questi pezzi di singole verità nemmeno la scorsa settimana hanno ottenuto una qualche risposta. Farello le conferma l´appoggio per la richiesta di una commissione d´inchiesta (sta peraltro prendendo forma un´iniziativa parlamentare promossa da parte dei deputati liguri Mario Tullo, Andrea Orlando e Sabina Rossa), e per essere stata nell´aula bunker alla lettura della sentenza; per la stessa ragione l´attacca Murolo, che parla di sottolineare sarcasticamente come le commissioni d´inchiesta non approdino mai ad alcun risultato, e servano solo alla parte politica in sella in quel momento per costituirsi verità preconfezionate e garantire qualche gettone di presenza. Più in là va Bernabò Brea, che addossa tutte le violenze esclusivamente ai manifestanti, e afferma la sua solidarietà verso Vincenzo Canterini, comandante del settimo reparto mobile, unico dirigente condannato, e i suoi uomini. Gli rispondono urlando dai banchi della sinistra, Bruno Delpino e Arcadio Nacini tra tutti. Vedete, chiosa la Vincenzi, l´impossibilità di arrivare ad una verità lascia ancora ferite che non si rimarginano.

Torna all'inizio


dibattito barbaro (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 14 - Altre Dibattito barbaro Dibattito barbaro sul villaggio dei Sinti Prima, lunedì scorso, durante la riunione delle commissioni consiliari che hanno legittimamente dichiarato la non ammissibilità del referendum sul villaggio Sinti in via Vallenari a Favaro, la distribuzione di una lettera - letta poi in aula dal signor Memo, esponente del comitato «No Sinti» - contenente minacce all'indirizzo dei consiglieri comunali chiamati a decidere: «Ne risponderete personalmente», queste le testuali parole. Poi, nel fine settimana, la distribuzione del volantino leghista, contenente una vera e propria lista di proscrizione con i nomi e cognomi dei consiglieri che hanno votato la non ammissibilità o che erano addirittura assenti, additati come «i traditori dei cittadini», anche qui testuali parole. Sarebbe sbagliato se sottovalutassimo questi segnali, se li ritenessimo soltanto risibili espressioni di eccesso polemico. Perché quando, evidentemente a corto di argomenti razionali, al confronto politico si sostituisce la minaccia paramafiosa o l'accusa (tipica degli stalinismi e dei fascismi) di «tradimento del popolo», significa che si è di fronte al degrado del dibattito (si fa per dire) politico in città, che certo immiserisce innanzitutto chi ricorre a questi mezzi, ma deve costituire per tutti un elemento di forte preoccupazione. Quale sarà il prossimo passo di chi ha già attizzato una campagna di discriminazione e intolleranza contro i nostri concittadini Sinti e oggi minaccia e indica come nemici da colpire i rappresentanti democraticamente eletti dai cittadini? Che cosa dobbiamo aspettarci? E' una china di imbarbarimento che tutti devono impegnarsi a fermare. Subito. Beppe Caccia capogruppo Verdi Città Nuova in Consiglio comunale Venezia Consiglio regionale solo sulla crisi economica Il 6 novembre un quarto dei consiglieri regionali ha presentato, ai sensi dell'art. 13 dello Statuto regionale, una richiesta formale per la convocazione di una seduta del Consiglio per discutere dell'argomento «Dalla crisi delle borse alla crisi dell'economia reale. Interventi regionale a sostegno delle imprese e delle famiglie venete». Il Consiglio regionale è stato convocato per giovedì 20 novembre e al punto n. 6 dell'ordine del giorno risulta iscritto l'argomento di cui trattasi insieme alla prosecuzione della discussione dei numerosi altri punti in discussione da ormai svariati Consigli, disattendendo in questo modo la volontà espressa dai consiglieri regionali di voler trattare solo questo importante argomento. La grave situazione finanziaria, la pesante crisi che si riversa a cascata sulle imprese e famiglie non può essere trattata alla pari di altri argomenti. Quindi la necessaria approfondita attenzione sulle iniziative che la Giunta e il Consiglio regionale devono intraprendere non possono e non debbono far parte di una «parziale» attenzione dell'intero consesso dei consiglieri regionali convocati così come da consuetudine. Nelle scorse settimane il Consiglio regionale non è stato convocato solo per beghe interne alla maggioranza ed è con rammarico che si prende atto dell'incomprensibile leggerezza con cui la richiesta è stata considerata da questa presidenza. Pietrangelo Pettenò consigliere regionale Prc Sinistra Europea Venezia Pensione di 443 euro 563 euro di tasse Ogni giorno e da parecchio tempo si legge sui giornali e si sentono commenti in televisione su impressionanti liquidazioni a manager oppure a politici di varia estrazione. Bastano un paio d'anni di versamenti in certi ambienti istituzionali e si ha diritto a pensioni. A me, pensionato del commercio, capita l'inverso. Con una minima di 443,12 euro lorde, per un riconteggio di riliquidazione con decorrenza dal gennaio 2001 per un conguaglio trattamento di famiglia (mia moglie a carico con pensione minima di circa 540 euro mensili), mi si addebitano 563,01 euro. Si immagini la mia indignazione! Da notare che sono nullatenente e sono stato consigliere comunale per ben 33 anni di seguito, senza mai alcun incarico retribuito di un certo spessore, se non il gettone di presenza che a volte bastava appena appena a pagar le spese. Non parliamo del tempo dedicato alla città e ai cittadini. Di fronte a tante liquidazioni o prebende o emolumenti di cui qualcuno si circonda, io cosa posso pensare di quest'Italia matrigna, democratica ed antifascista? Quando non so come unire il pranzo alla cena? E mi vedo tanti scioperanti che guadagnano, e non sempre onestamente, fior di quattrini? Ennio Mazzon San Donà di Piave L'ex ospedale era ideale per il Palazzo del cinema Devo rettificare, almeno in parte, il senso della mia dichiarazione così come riportate da Massimo Tonizzo nell'articolo «Al Lido un sit-in contro il massacro della storica pineta» di lunedì 17 novembre. Io non reputo «inutile» il Palazzo del cinema che si costruirà per la Biennale; avrei però preferito che non fosse costruito ex novo, ma che diversamente fossero utilizzate altre strutture già esistenti. Ipotesi non del tutto peregrina se, ad esempio, anche all'interno del CdA dell'Ente culturale era balenata l'idea di utilizzare allo scopo gli abbondanti spazi dell'ex Ospedale al Mare. Proposta rilanciata di recente anche da uno studio approntato dall'Università Ca' Foscari. A quanto pare, però, questo non è stato ritenuto possibile. Sergio Torcinovich delegato all'Ambiente Municipalità Lido Pellestrina

Torna all'inizio


lecce, il rettore "niente gettoni ai professori e tagli alla luce" - lello parise a pagina v (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina I - Bari Laforgia: non ci sono più soldi costretti ad aumentare le tasse Lecce, il rettore "Niente gettoni ai professori e tagli alla luce" LELLO PARISE A PAGINA V SEGUE A PAGINA V

Torna all'inizio


bari, 6 nuovi ricercatori medici universitari, stop (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina V - Bari Il cda conferma il gettone di presenza: quasi 300 euro Bari, 6 nuovi ricercatori medici universitari, stop Sei nuovi posti da ricercatore e una pausa di riflessione per chiudere la vicenda dei medici universitari. Sono queste le due principali decisioni prese ieri dal consiglio di amministrazione dell´università di Bari nella sua prima seduta con la nuova composizione. I delegati baresi, a differenza dei colleghi leccesi, non hanno deciso di cancellare il gettone di presenza: «Ma si tratta veramente di una cosa risibile - spiega uno dei membri - parliamo di poco meno di 300 euro lordi per massimo una seduta al mese, dove siamo dalle nove la mattina a oltranza». Oltre la composizione delle singole commissioni che dovranno governare la vita accademica, il cda ha reperito i fondi per bandire sei concorsi da ricercatore: sono soldi che provengono o dalla morte di alcuni docenti o dai pensionamenti. Oggi, infatti, seppur limitato rispetto al passato, il turn over è stato definitivamente sbloccato cosa questa che ha permesso all´Ateneo dopo anni di fermo di ribandire nuovi concorsi da docente. E soprattutto da ricercatori. Un freno potrebbe però essere posto dal decreto Gelmini che impone alle università di non assumere più qualora il fondo statale venga impiegato per più del 90 per cento per pagare gli stipendi del personale. Oggi l´ateneo barese danza attorno a quella linea, «ma siamo sicuri che nel bilancio che chiuderemo il 31 dicembre - assicurano i tecnici - non sforeremo quella cifra». Si comincerà a parlare concretamente del bilancio a partire da oggi quando la commissione appronterà il documento contabile che verrà poi posto all´attenzione del cda il mese prossimo. Sono previsti tagli e compressione di alcune spese, «ma non certo di quelle destinate alla didattica e alla ricerca» hanno assicurato i vertici dell´Ateneo. Ieri intanto nel consiglio di amministrazione si sarebbe dovuto ratificare l´accordo con il Policlinico per l´adeguamento di stipendio dei docenti universitari. Il punto è stato però rimandato al prossimo incontro: dopo un´informativa del rettore, Corrado Petrocelli, il cda ha chiesto tempo per studiare l´accordo che soltanto ieri è arrivato dopo la firma del direttore generale del Policlinico, Vitangelo Dattoli. L´azienda - con fondi propri - si impegna a riconoscere dal 2008 l´integrazione dello stipendio. Contestualmente saranno calcolati gli arretrati dovuti per gli anni precedenti, che in un secondo momento dovrà essere la Regione a finanziare. (g. fosch.)

Torna all'inizio


ricerca e servizi, università in bolletta - lello parise (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina V - Bari Ricerca e servizi, università in bolletta Il rettore di Lecce: "Costretti a tagliare su luce, telefono e riscaldamento" Domenico Laforgia annuncia che sarà costretto a usare la scure per evitare di arrivare al fallimento Dal riscaldamento all´energia elettrica, alle ore di apertura: dopo i tagli del governo bisogna risparmiare LELLO PARISE Il futuro arriva all´università del Salento con un anno d´anticipo sull´ora annunciata, come i bambini che nascono molto prima del tempo e come se la nuova storia avesse fretta di cominciare. Arriva truccato con i colori della rassegnazione, ma vestito di rabbia. Perché Domenico Laforgia, il magnifico rettore, confessa di non sapere più dove mettere la mani per fare quadrare i conti se non, inevitabilmente, nelle tasche degli studenti. Passi per l´anno accademico che verrà, ma dal 2010 sarà costretto a raddoppiare le tasse sborsate da quelli che sgobbano pur di conquistare il prezioso pezzo di carta. «Come stanno le cose spendono, mediamente, 380 euro: saliranno a quasi 800 euro». Non perdonano, i tagli imposti dal ministro Maria Stella Gelmini. Per ogni ateneo si aggirano attorno al 10 per cento. Laforgia, ingegnere, fa presto a fare due più due: «Il 90 per cento dei fondi è per gli stipendi, ma se l´altro 10 per cento ce lo giochiamo per un atteggiamento governativo folle, non ci resta che intervenire sulle imposte a carico di chi studia». Nonostante questo salasso, una certezza già prende forma e stringe come un cappio attorno al collo la vita accademica leccese: «Fra un paio di anni, saremo al dissesto». Il magnifico rettore sa di dovere compiere scelte impopolari e perciò fin da subito stabilisce di lanciare quello che definisce «un messaggio forte alla gente e alla politica». Sia Laforgia, sia il vicario Carmelo Pasimeni avevano rinunciato da quando si erano insediati alle rispettive indennità di carica. Adesso li seguono lungo questa strada - caso più unico che raro nell´Italia "a gettone", quello di presenza - i componenti il senato accademico e quelli del consiglio di amministrazione. Laforgia sorride, per metà ironico e per metà orgoglioso: «Sì, non accade mai. Né mai abbiamo pubblicizzato questa decisione, sarebbe stato come volersi parlare addosso. Riusciremo a risparmiare qualcosa come 250 mila euro all´anno». Ma la manovra tutta lacrime e sangue che avvolgerà, e rischierà di travolgere, chi insegna e chi impara si materializzerà dal 19 dicembre: dovrà essere approvato il bilancio di previsione. Sarà chiuso in pareggio, anche se «siamo ancora a meno 1 milione». Perché le cifre non ballino, a quanto pare andranno a farsi benedire i soldi che erano assegnati ai diciassette dipartimenti. Il risultato? «Ricerca, addio» dice Laforgia, e la voce si fa rancorosa: «Principali vittime di questa sedicente riforma, saranno soprattutto le facoltà scientifiche». No, non c´è da stare allegri nemmeno in questa piccola trincea del sapere riconosciuta come università statale solo nel 1967, a dodici anni di distanza dai suoi primi vagiti grazie all´istituzione di Magistero. Quarant´anni più tardi, Laforgia deve litigare con le bollette. Lacrime e sangue, ricordate? Il magnifico rettore che nonostante tutto trasmette quel senso di sicurezza, di padronanza, di calma in queste settimane di tempesta, snocciola uno dietro l´altro i numeri del calvario. «Certo, occupiamocene: non lo fa mai nessuno, ma è bene che tutti sappiano le condizioni in cui siamo obbligati ad andare avanti». L´elenco suona spietato: è come il ritorno ad un´epoca primitiva, dove si riusciva a sopravvivere perché c´era il buon senso e basta. «Il riscaldamento: da dieci a sei ore al giorno, non di più. I telefoni: quelli fissi funzioneranno soltanto la mattina, di pomeriggio le linee saranno mute. L´energia elettrica: dobbiamo evitare di sprecarla, intanto sono stati eliminati tutti gli scaldabagni, è ormai una missione impossibile perfino sciacquarsi le mani con l´acqua calda». La ghigliottina dei costi troppo alti e delle entrate ridotte all´osso, non salva nessuno. «Abbiamo eliminato i buoni pasto - un contributo, niente di più - per i docenti di prima e seconda fascia, resisteranno esclusivamente quelli destinati ai ricercatori e al personale amministrativo che hanno stipendi bassi. Sarà difficile addirittura aggiustare una porta che cigola o un vetro rotto visto che il budget per la manutenzione ordinaria scende da 1 milione a 100mila euro». Roba da appendere ai muri le vignette più feroci o da spingere chissà chi a sfasciare qualche sedia o a strappare tutte le «G» di Gelmini dalle tastiere dei computer. Ma c´è poco da ridere, o da sorridere, in questo novembre 2008. «L´atteggiamento governativo folle» se ne va a passeggio per il Belpaese e non v´è luogo in cui non risplenda.

Torna all'inizio


A Washington spopola il toto-nomine. Ecco i Repubblicani in corsa (sezione: Costi dei politici)

( da "Riformista, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

sintonia obama si concentra sulla composizione del suo futuro staff e apre agli avversari A Washington spopola il toto-nomine. Ecco i Repubblicani in corsa GRANDE COALIZIONE. Tutti quelli che hanno sostenuto Barack ora aspirano ad entrare nel nuovo Governo. Si prevedono scelte bipartisan. di Maria Teresa Cometto New York. Mentre fervono i preparativi a Washington per accogliere il nuovo presidente - per i quali si prevede una folla record di 4 milioni di persone - nella capitale si è aperto il gioco a indovinare quali Repubblicani possono diventare ministri del nuovo governo. Il 44° presidente ha promesso che ce ne sarà almeno uno e l'incontro di lunedì con l'ex rivale John McCain ha rafforzato l'idea che la sua politica sarà «transpartisan», nuova etichetta coniata dagli obamologi per riassumere la volontà di mettere insieme gente con ideologie diverse ma d'accordo su alcune cose importanti da fare. Il Wall Street Journal - quotidiano conservatore del gruppo Murdoch, che aveva appoggiato McCain - ha passato in rassegna sette possibili scelte di Obama: l'ex deputato Repubblicano dell'Iowa Jim Leach, che però già era passato fra gli obamacons prima del 4 novembre; il senatore del Nebraska Chuck Hagel, che aveva visitato l'Iraq con Obama a inizio anno condividendone la critica alla guerra e che potrebbe ricoprire una carica nel campo dell'intelligence o della sicurezza nazionale; l'ex governatore del New Jersey Christine Todd Whitman, che si è dimessa dall'amministrazione Bush per contrasti politici sulla lotta ai cambiamenti climatici e quindi potrebbe riprendere a lavorare su ambiente ed energia alternativa; il sindaco di New York Michael Bloomberg, in effetti non più Repubblicano ma Indipendente; il senatore dell'Indiana Richard Lugar, un sincero apostolo dell'approccio bi-partisan in politica estera; Matthew Dodd, stratega della campagna Bush nel 2004, e l'ultimo degli obamacons, l'ex generale e segretario di Stato Colin Powell. In tutti i casi (tranne Lugar) si tratta in realtà di Repubblicani "speciali" e resta da verificare come si realizzerà davvero il nuovo corso transpartisan di Obama. Anche la dichiarazione di lavorare insieme per le riforme, pubblicizzata dopo l'incontro con McCain, appare vaga: su una importante questione - la riforma del finanziamento della politica e quindi del ruolo di soldi e lobbisti nelle elezioni - si sa per esempio che i due ex rivali non hanno discusso a Chicago. È infatti un punto dolente sulla strada della loro riconciliazione: Obama aveva promesso di accettare i soldi pubblici e i relativi limiti di spesa nella corsa alla Casa Bianca se l'avesse fatto anche il candidato Repubblicano, invece poi ha scelto - primo caso nella storia delle presidenziali post Watergate - di finanziarsi privatamente, mentre McCain è rimasto fedele al sistema pubblico. Il risultato è stata una schiacciante superiorità della campagna del Democratico - oltre 640 milioni di dollari raccolti e spesi - su quella del Repubblicano - meno di 370 milioni, compresi gli 84 pubblici -, che ha accusato Obama di aver buttato alle ortiche qualsiasi sforzo di tenere sotto controllo i costi della politica. In questi due mesi prima dell'insediamento alla Casa Bianca, Obama deve muoversi con accortezza fra le scelte realiste da fare e le aspettative messianiche per la sua presidenza, la cui inaugurazione il 20 gennaio si profila come un'incoronazione piuttosto che il trionfo della democrazia stile Usa. Il record precedente di partecipanti era di 1,2 milioni con il presidente Lyndon Johnson nel 1965. Questa volta la cerimonia - del Mall, lo spazio verde fra Capitol Hill e il Washington Monument - capita il giorno dopo la festa nazionale per Martin Luther King e quindi si carica di ulteriore simbolismo. 19/11/2008

Torna all'inizio


La Regione vara la legge fai da te sul numero dei portaborse (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

La Regione vara la legge fai da te sul numero dei portaborse polemiche dalla prima pagina Il tetto ora è sparito, ma fino a ieri c'era. Eccome. Lo stabiliva la legge 38 del 1990 (modificata più volte) che all'articolo 5 recitava pedissequamente a che finanziamento avessero diritto presidente della giunta, assessori e componenti dell'ufficio di presidenza per il personale della loro segreteria politica. Esempio: dice il comma 3 dell'articolo 5 che per le funzioni di segreteria politica ogni assessore ha diritto «ad un'unità di posizione economica D3». Spiegazione: un finanziamento che corrisponde più o meno allo stipendio di un funzionario da 36 mila euro all'anno. L'emendamento votato ieri, su proposta della giunta, fa piazza pulita e ai commi 3 e 4 , sostituisce un comma 2 bis di questo tenore: «È messo a disposizione un finanziamento corrispondente al costo complessivo del personale, determinato sulla base degli elementi indicati all'articolo 7, e nel numero definito, con propria regolamentazione, dalla giunta regionale e dall'ufficio di presidenza, per quanto di rispettiva competenza, nei limiti delle disponibilità di bilancio». Come dire che le regole saranno di fatte di volta in volta e, in questo caso, molto dipenderà dalla sensibilità degli estensori. Altrimenti, addio risparmi sui costi della politica. Il presidente del consiglio regionale, Giacomo Ronzitti, che ha annunciato - al suo ritorno da Auschwitz (partenza oggi e ritorno il 23 con una delegazione di consiglieri e studenti per una visita sui luoghi dello sterminio) - i primi risultati del lavoro della commissione sui costi della politica, giura «che si tratta solo di un fatto tecnico determinato dal fatto che a partire dal 1 gennaio la gestione del personale sarà autonoma tra giunta e consiglio». Ognuno padrone a casa sua. E porta l'esempio della segreteria della presidenza del consiglio. «È un organo istituzionale, che deve provvedere a protocollare prontamente tutti gli atti in arrivo, eppure non ha diritto neanche allo straordinario pur essendo presenti dalle 8 del mattino alle 20». Per l'emendamento portato all'approvazione in sordina, letto velocemente e votato ancor più rapidamente, il malumore serpeggia tra i consiglieri. Alcuni se ne sono accorti in tempo e sono usciti dall'aula senza votare, altri con un atto di fede hanno premuto il pulsante verde del voto elettronico. Nelle prossime ore qualcuno annuncia il "redde rationem". Chissà se è anche per questo che l'acqua del rubinetto in consiglio regionale non sarà servita nelle caraffe, possibili corpi contundenti. alessandra costante costante@ilsecoloxix.it 19/11/2008

Torna all'inizio


gli avversari: per noi è comunque un successo (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 6 - Pordenone Gli avversari: «Per noi è comunque un successo» Elezioni all'ordine dei medici: a poche ore dal risultato, la lista sconfitta, con grande fair play, rende onore ai vincitori. Infatti, il capolista dello schieramento "Insieme per la professione", Ezio Candiani, primario al Cro di Aviano e Emilio Insacco, direttore del distretto est, ieri mattina, dopo la lunga notte "bianca" dello spoglio elettorale, in nome di tutta la coalizione, hanno voluto augurare buon lavoro ai nuovi eletti. «Per molti aspetti - ha dichiarato Insacco - la nostra è ugualmente una vittoria. Con queste elezioni, inizia un "nuovo ordine" e il cambiamento per il quale ci siamo tanto battuti, ci sarà comunque, con il nuovo presidente. Un ottimo risultato». Finita la competizione elettorale, che sarà ricordata fra le più passionarie degli ultimi tempi, i camici bianchi aprono una nuova pagina. Eppure, a caldo, emerge un piccolo rammarico da parte dell'alleanza "Insieme per la professione", nella quale Pier Alvise Charmet Pietropolli, dirigente medico al policlinico San Giorgio, è risultato il primo dei non eletti. Un fondo di amarezza per il risultato elettorale sul quale - secondo gli sconfitti - ha pesato in modo determinante l'astensione al voto di molti medici ospedalieri e, soprattutto, il voto di chi ha la doppia iscrizione: come medico chirurgo e odontoiatra. La lista "Insieme per la Professione", infatti, proponeva per l'elezione della commissione odontoiatri solo alcuni nomi per le indicazioni di voto e non una vera e propria lista. Messe da parte le polemiche, il consiglio dell'Ordine neo-eletto dovrà affidare entro 8 giorni e secondo la normale procedura le nuove cariche: presidente, vice, segretario e tesoriere. Molti i punti da affrontare e gli interrogativi da risolvere. Uno di questi riguarda il cosiddetto gettone di presenza, per il quale la lista "Insieme per la Professione" aveva illustrato la proposta di reintrodurre il volontariato abolendo le indennità di carica, i gettoni di presenza che nel triennio trascorso, hanno pesato sul bilancio tanto da prevedere un impegno di spesa pari a 60.000 euro. Paola Dalle Molle

Torna all'inizio


Un milione di euro sul centro storico (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Iglesias Pagina 2022 Urbanistica. Piano d'intervento pubblico-privato per valorizzare i vecchi edifici Un milione di euro sul centro storico Urbanistica.. Piano d'intervento pubblico-privato per valorizzare i vecchi edifici Ventiquattro richieste per i finanziamenti del bando Biddas --> Ventiquattro richieste per i finanziamenti del bando Biddas Nei programmi del Comune la nuova pavimentazione in via della Zecca. Il progetto realizzato in collaborazione con l'Università. Un milione di euro di investimenti per abbellire il centro storico. La parte più cospicua sarà a carico dei cittadini, pronti a rimettere mano a tetti e facciate delle loro case per contribuire a valorizzare la zona più caratteristica di Iglesias. Una parte sarà invece a carico della Regione (con un massimo di 10 mila euro a intervento) nel caso in cui il progetto, inserito nel bando Biddas dovesse ottenere il via libera. LE RICHIESTE Sono 24 le domande presentate dai cittadini iglesienti, disposti a finanziare opere per oltre 814 mila euro cui si aggiungono circa 215 euro di cofinanziamento regionale. Ora non resta che attendere la valutazione da parte degli uffici della Regione. Il Consiglio comunale, pochi giorni fa, ha fatto la sua parte, approvando (con l'astensione dell'opposizione e l'assenza di diversi consiglieri della maggioranza) il programma integrato pubblico privato per la partecipazione al bando regionale chiamato "Biddas", sulla valorizzazione dei centri storici. «La scelta politica di fondo - spiega Antonio Castiglione, assessore all'Urbanistica - è stata quella di valorizzare l'apporto di capitali privati che hanno generato un programma integrato da oltre un milione di euro». Ma il rifacimento di tetti e facciate si inserisce in un programma di interventi più ampi, già avviati e altri da concludere, portati avanti anche grazie a finanziamenti risalenti a qualche anno fa. CENTRO STORICO «Il nostro Comune - fa notare Castiglione - si è impegnato a realizzare la nuova pavimentazione di via della Zecca con materiali simili a quelli usati nel recupero di via Crispi e il rifacimento in granito dello slargo di via Baudi di Vesme per un totale di 250 mila euro. Questi interventi, in caso di assegnazione dei finanziamenti da parte della Regione si sommeranno agli ormai imminenti lavori di pavimentazione delle vie Satta, Manno, Cavallotti oltre alla realizzazione del recupero dell'area dell'ex pretura». IL PROGETTO Il progetto è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell'Università di Cagliari ed è denominato "Itinerari paesaggistici integrati tra la valle del Cixerri , la costa dell'Iglesiente e l'alto Sulcis": comprende Buggerru, Domusnovas, Fluminimaggiore, Musei, Narcao con sole opere pubbliche, mentre Villamassargia e Iglesias propongono piani pubblico privati». Proprio due giorni fa l'Unione dei comuni "Metalla e il Mare" ha ratificato la presenza di Iglesias tra i partecipanti al progetto. CINZIA SIMBULA

Torna all'inizio


Arriva il "parco delle percezioni", dedicato al mondo dei vecchi giochi (sezione: Costi dei politici)

( da "Varesenews" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Caronno Pertusella - Il sindaco consegnerà alla cittadinanza l?area creata per i bambini e attrezzata per giocare ai quattro cantoni, strega comanda colore, bandiera, tris, 1-2-3 stella, il gioco delle biglie e molti altri Arriva il ?parco delle percezioni?, dedicato al mondo dei vecchi giochi Sarà inaugurato giovedì il ?Parco delle percezioni?, la?rea pubblica di Caronno Pertusella dedicata ai vecchi giochi per bambini. L?iniziativa è stata presentata martedì dal Sindaco Augusta Maria Borghi e dell?Assessore alle Infrastrutture, Lavori Pubblici Viabilità Graziano Rizzo. Durante la mattinata l?amministrazione consegnerà il parco alla città. L?evento  avverrà in concomitanza con la giornata Mondiale per i diritti dell?infanzia e dell?adolescenza. Il progetto è stato sviluppato da Vittorio Piaggi, nella logica della riorganizzazione degli spazi urbani, in continuità con la recente riqualificazione dei marciapiedi di Viale Italia che adeguatamente sistemati, salvaguardando il sedime dei platani (essenza arborea protetta) sono fruibili dai pedoni e da persone con ridotte capacità motorie, sino ad arrivare alla nuova  area parcheggio ad uso pubblico. Sul lato sud del parcheggio si aprono i due ingressi al parco giochi didattico-interattivo. ?Tale Parco, sviluppato sul tema ?Giardino delle Percezioni? è un?area ricreativa che si basa su due principi fondamentali ? spiegano dall?amministrazione -: il primo consiste nell?utilizzare la pavimentazione come principale stimolo ludico attraverso l?uso di materiali colorati. Il pavimento infatti rappresenta schematicamente un bambino immaginario con braccia e gambe aperte al centro del mondo per coglierne energie e conoscenza, ogni parte simbolica del corpo delinea una zona precisa di ricreazione. Il secondo principio è quello di mantenere vivo l?utilizzo di giochi aggregativi semplici che fanno parte della nostra storia, quali il gioco del mondo, i quattro cantoni, strega comanda colore, bandiera, tris, 1-2-3 stella, il gioco delle biglie ecc? Il parco è stato pensato per fasce di utenza fino ai dieci anni, con possibilità futura di inserimento di un chiostro/bar e gestione attraverso un custode per la regolazione degli ingressi, secondo orari stabiliti. Ci auguriamo che il Giardino delle Percezioni possa stimolare ed essere fruito dall?utenza costituendo altro elemento di aggregazione cittadina con particolare riguardo all?infanzia ed agli adolescenti?. Mercoledi 19 Novembre 2008

Torna all'inizio


L'ufficio di presidenza del consiglio regionale, presieduto da Franz Pahl (Svp), di cui fanno parte anche i trentini Mario Magnani (Upt), Roberto Pinter (Pd) e l'autonomista Carlo (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'ufficio di presidenza del consiglio regionale, presieduto da Franz Pahl (Svp), di cui fanno parte anche i trentini Mario Magnani (Upt), Roberto Pinter (Pd) e l'autonomista Carlo Andreotti, difende il sistema di indennità e vitalizi in vigore per i consiglieri regionali L'ufficio di presidenza del consiglio regionale, presieduto da Franz Pahl (Svp), di cui fanno parte anche i trentini Mario Magnani (Upt), Roberto Pinter (Pd) e l'autonomista Carlo Andreotti, difende il sistema di indennità e vitalizi in vigore per i consiglieri regionali. E lo fa con una lettera ufficiale con la quale contesta gli articoli con cui l' Adige è tornato ad accendere i riflettori sulla questione dei costi della politica. Per prima cosa, la nota dell'ufficio di presidenza parla della questione degli aumenti automatici annuali delle indennità e dei vitalizi in base all'indice Istat (3,5% dal gennaio 2009) e dice: «Siamo pronti a dimostrare che applicare l'Istat risulta conveniente per le casse del Consiglio rispetto agli automatismi del Parlamento, peraltro contestati dal suo giornale». Insomma, perché toccarli? Nel 2004 l' Adige fece una battaglia per ottenere in effetti che le indennità dei consiglieri regionali fossero sganciate da quelle dei parlamentari visto che queste ultime erano cresciute con una media del 30% in tre anni. La riforma di indennità e vitalizi fatta dal consiglio regionale eliminò questo aggancio, però lo sostituì con un altro automatismo, l'aumento annuale in base all'indice Istat, che ora è arrivato al 3,5%. Per questo il consigliere provinciale del Pd, Giorgio Viganò e il collega Beppe Zorzi, entrambi non rieletti, hanno predisposto una mozione che presenteranno all'assemblea del loro partito per chiedere che i consiglieri del Partito democratico come primo provvedimento predispongano una proposta di legge che preveda la «soppressione o la sostanziale riduzione, già a partire dal gennaio 2009, della rivalutazione annuale delle indennità in base all'indice Istat». Questo meccanismo, come ha rilevato il Dolomiten nei giorni scorsi, ha finito per premiare i consiglieri rispetto ai parlamentari. L'ufficio di presidenza del consiglio regionale però si difende: «Vogliamo evidenziare che questa affermazione è vera solo se si fotografa un istante, quello in cui il governo Prodi ha chiesto un contenimento dei costi della politica, ma che non vale se si guarda al trend di crescita degli stipendi dei magistrati ai quali sono agganciati i parlamentari». Magnani, Pinter & C. difendono poi il sistema delle liquidazioni dei consiglieri. «Avete parlato di liquidazioni d'oro - si legge nella nota stampa - facendo capire all'opinione pubblica che oltre all'indennità i consiglieri godono di un altro trattamento privilegiato. Ora ognuno ha la sua opinione su quale sia una giusta indennità del consigliere ma va ricordato, e non tra le righe dell'articolo, che c'è una sola indennità e che liquidarla in un'unica soluzione o differendo una parte della stessa alla fine del mandato non cambia il costo a carico del Consiglio regionale. Il Consiglio regionale non mette un euro in aggiunta a quanto viene trattenuto al consigliere in busta paga». «In ogni caso - conclude la nota - abbiamo notato che non si è riportato con evidenza che siamo l'unica regione d'Italia ad aver bloccato le indennità e l'unica ad aver superato i vitalizi. Dal 1° dicembre il risparmio immediato è di oltre 3 milioni di euro annui, ma nel lungo periodo è molto ma molto di più. Visto che è stata anche una vostra battaglia è troppo chiedersi perché continuate con degli omissis che non rendono certo un buon servizio all'informazione ed alimentano la solita grande confusione dove non si distinguono più i comportamenti e se non si distinguono sarà sempre più difficile migliorarli perché qualcuno penserà che non ne valga la pena». Il vicepresidente del consiglio regionale, Mario Magnani, aggiunge: «Io penso di avere fatto abbastanza per il contenimento dei costi della politica, non si può continuare con chi la spara più grossa, mi pare che si esageri. Si vuole tornare alla politica fatta gratis solo dai ricchi che possono permetterselo?». L.P. 19/11/2008

Torna all'inizio


Il <tira-e-molla> tra Garda Trentino Fiere, Riva Fiere&Congressi e Provincia sul progetto del nuovo Palafiere diventa oggetto di un'interpellanza al sindaco Molinari che porta la f (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il «tira-e-molla» tra Garda Trentino Fiere, Riva Fiere&Congressi e Provincia sul progetto del nuovo Palafiere diventa oggetto di un'interpellanza al sindaco Molinari che porta la firma del consigliere d'opposizione Mauro Pederzolli (Liste civiche per Riva) Il «tira-e-molla» tra Garda Trentino Fiere, Riva Fiere&Congressi e Provincia sul progetto del nuovo Palafiere diventa oggetto di un'interpellanza al sindaco Molinari che porta la firma del consigliere d'opposizione Mauro Pederzolli (Liste civiche per Riva). Nel documento il consigliere chiede tre cose: 1) Se si è arrivati ad una decisione definitiva circa il destino del progetto della Coop Himmelb(l)au, oppure si rende necessario attendere ulteriore tempo per arrivare alla scelta finale? 2) A quanto ammonta l'esborso che il Comune di Riva, attraverso la società Lido, ha dovuto sostenere per il concorso indetto per la scelta del progetto di riqualificazione del polo fieristico? 3) Se sono state valutate le ripercussioni economiche che graverebbero sull'operazione nel caso venga accantonato definitivamente il progetto denominato «Tetto di nuvole»? In caso affermativo in quanto possono essere stimate?». «Nel 2006 - osserva Pederzolli - dopo valutazione di ben 73 progetti, veniva decretato il vincitore di quello che avrebbe disegnato il futuro del polo fieristico. Un percorso che, tra premi al vincitore e ai classificati dal 2° al 10° posto, gettoni di presenza dei membri della commissione giudicatrice e spese varie, è costato circa 400 mila euro. A distanza di due anni ancora nulla si sta muovendo, anzi, si rilevano solo liti tra il presidente della GTF (proprietaria degli immobili fieristici) e quello della Riva del Garda Fiere e Congressi in merito a ciò che si dovrà fare. Restano i dubbi circa i tempi di avvio ai lavori oltre alla preoccupazione di aver gettato denaro pubblico per arrivare ad un progetto che oggi appare come "carta straccia"». 19/11/2008

Torna all'inizio


Senza treni e pure senza orario: è emergenza pendolari (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Senza treni e pure senza orario: è emergenza pendolari (19/11/2008 15:23) | (Sesto Potere) - Roma - 19 novembre 2008 - Lo Stato investe le briciole, le Regioni fanno altrettanto. Risultato: il servizio ferroviario pendolare è allo sbando. Alle carrozze vecchie e sovraffollate, ai ritardi e ai disagi che spesso caratterizzano il viaggio in treno dei pendolari si aggiunge ora il rischio concreto di veder tagliare diverse linee. Manca perfino il nuovo orario, quello che dovrebbe entrare in vigore il 14 dicembre e che per la prima volta Trenitalia non ha stampato perché tuttora non in grado di stabilire quali e quanti mezzi ci saranno a disposizione. Come è possibile che a fronte di un sostanzioso aumento della domanda pendolare, i servizi diminuiscano? Come si spiegano i quotidiani disagi di chi si muove in treno verso le principali città italiane? Le ragioni le troviamo in un Rapporto di Legambiente presentato oggi a Roma nell?ambito della campagna Pendolaria. L?iniziativa ha visto, tra gli altri, la partecipazione dell?amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti, del Ministro dell?Ambiente del Governo ombra del PD Ermete Realacci, del presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, degli assessori ai trasporti delle Regionali Campania Cascetta, Emilia Romagna Peri, Piemonte Borioli, e di decine di comitati pendolari da tutta Italia. Sono 14 milioni le persone che, secondo il Censis, si spostano ogni giorno per motivi di lavoro o studio verso le principali città - un processo esploso negli ultimi due decenni e in rapida e costante crescita - eppure gli investimenti per il servizio ferroviario pendolare da parte dello Stato sono fermi da anni. Nella Finanziaria in corso di approvazione alla Camera mancano all?appello almeno 400milioni di Euro per garantire i servizi essenziali e scongiurare il taglio di linee frequentate da migliaia di persone ogni giorno. E? stata perfino abolita la detrazione per gli abbonamenti al servizio pubblico introdotta dalla Finanziaria 2008. Stessa situazione sul fronte Regioni: l?ammontare degli stanziamenti per il servizio (ossia il contributo a Trenitalia o agli altri concessionari per avere più treni in circolazione) e per l?acquisto di nuove carrozze non arriva in nessun caso allo 0,4% del bilancio regionale. E? un amara constatazione, il trasferimento dei poteri in materia alle Regioni, sta fallendo per mancanza di attenzioni e risorse. Inoltre sia lo Stato che le Regioni continuano a investire a vantaggio del trasporto su gomma: a differenza della spesa per il servizio ferroviario quella per le infrastrutture non è stata ferma in questi anni. Decine di miliardi di Euro sono stati stanziati per opere della Legge Obiettivo, e a leggere i dati di quanto e cosa è stato finanziato dal 2002 al 2008, sembra emergere una precisa strategia della mobilità: far crescere il traffico su gomma in Italia nei prossimi anni perché i finanziamenti da parte dei Governi che si sono succeduti in questi anni hanno premiato per oltre il 70% gli investimenti in strade e autostrade. E la discussione in atto proprio in questi giorni sulle priorità infrastrutturali vede ai primi posti il Ponte sullo Stretto - con 6 miliardi di euro di spesa previsti, cioè proprio quanto costerebbe il progetto annunciato e mai realizzato dei nuovi 1000 treni per i pendolari - le autostrade, l?Alta velocità ferroviaria. A mancare in quell?elenco sono proprio gli investimenti per le aree urbane e per il servizio ferroviario pendolare che evidentemente non sono considerati una priorità di intervento nazionale. Eppure, in un periodo difficile come questo, la possibilità di spostarsi utilizzando i mezzi pubblici potrebbe essere di aiuto per tante persone, con una diminuzione di spesa di circa 150 euro al mese (200 euro è la spesa stimata per chi si muove in auto, 40-50 per chi usa il servizio collettivo) che consentirebbe di vivere con un po? più di tranquillità oltre che di migliorare sensibilmente la propria qualità della vita. “La nostra mobilitazione vuole dare voce a un?alleanza di cittadini, associazioni, comitati che si battono per un interesse generale – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza –. In un periodo in cui sembrano venire al pettine i nodi di una crisi economica, energetica e climatica globale, un forte rilancio del trasporto ferroviario pendolare rappresenta una scelta lungimirante, che incrocia nuove domande, offre una risposta concreta ai bisogni dei cittadini e insieme guarda al futuro delle città italiane. Perché offre la possibilità a centinaia di migliaia di persone che oggi sono obbligate a muoversi in macchina di scegliere il treno, migliorando così la qualità della vita e diminuendo congestione e inquinamento urbano. Anche la riduzione delle emissioni di CO2, la realizzazione degli obiettivi del Protocollo di Kyoto e del nuovo Pacchetto Energia e Clima dell?UE al 2020 passano inevitabilmente dalla mobilità urbana come pure – conclude Cogliati Dezza - l?ambizione di avere condizioni di mobilità degne di un Paese moderno”. L?Italia si sa, sconta anche le conseguenze del suo ormai leggendario ritardo infrastrutturale rispetto agli altri paesi europei. “ Ma attenzione – ha sottolineato Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente – perchè i ritardi rispetto agli altri Paesi europei non sono omogeneamente distribuiti. Le situazioni più gravi riguardano proprio le aree urbane e in particolare le metropolitane - dove, con soli 161,9 km (pari quasi alla rete della sola città di Berlino) siamo all?ultimo posto in valore assoluto – e le ferrovie suburbane, che contano in totale solo 582,4 km di estensione, pari a circa un terzo della rete esistente in Spagna e Regno Unito e ad un quarto di quella tedesca. Ecco allora come si spiegano le condizioni di disagio e di svantaggio rispetto ai colleghi europei dei pendolari italiani. E? qui che si deve investire prioritariamente per recuperare i ritardi”. Nessuno è esente dalle responsabilità per la situazione di crisi del trasporto ferroviario pendolare in Italia. Né Trenitalia che continua a guardare con un occhio di riguardo le tratte nazionali commercialmente più vantaggiose, né i Governi nazionali e regionali per come hanno investito, pochissimo, in questi anni sul trasporto ferroviario e invece finanziato strade e autostrade. Basti dire che la spesa regionale per le infrastrutture ha visto premiare nel periodo 2002-2008 per circa l?84% gli investimenti a favore delle strade, mentre alle ferrovie e alle metropolitane sono stati destinati rispettivamente il 10,57% e il 5,53% del totale. Tra le Regioni è la Toscana che spende di più per i pendolari rispetto al proprio bilancio (0,38%) ed è anche quella che con più continuità in questi anni ha investito per migliorare il servizio ferroviario pendolare con risultati positivi in termini di aumento della domanda, per cui si è passati da 165mila passeggeri trasportati nel 2000 a 225mila nel 2008. Se in generale si può dire che le risorse stanziate dalle Regioni siano ridicolmente basse o addirittura pari a zero, le situazioni più gravi appaiono quelle del Veneto, del Piemonte e del Lazio in cui vi è una rilevante domanda pendolare a fronte di investimenti pari allo 0,02 o 0,03 del bilancio. Tra gli esempi di spesa nei bilanci regionali utili a evidenziare la marginalità dell?investimento per il trasporto ferroviario poi, basti citare il caso della Sicilia, che ha stanziato quest?anno per migliorare il servizio, appena 8milioni di Euro, esattamente quanto ha elargito per la realizzazione di nuovi centri commerciali, e del Veneto, dove la spesa per le “iniziative di informazione, istruzione e culturali a favore dei veneti nel mondo” supera quella per i veneti nel Veneto che si spostano in treno. E? necessario – conclude il dossier di Legambiente – che il tema del trasporto pendolare entri nell?agenda delle politiche nazionali e segua alcune priorità di intervento per recuperare i ritardi. C?è bisogno di maggiori risorse: bisogna uscire dalla logica dell?emergenza per cui ogni anno si insegue la Legge Finanziaria per garantire il servizio e raggiungere un accordo pluriennale che permetta di programmare gli investimenti attraverso l?istituzione di un fondo nazionale per il trasporto locale, finanziato con i proventi di parte della tassazione sui carburanti; servono 1000 nuovi treni per i pendolari per rinnovare il parco rotabile e dare risposta a una domanda in costante aumento; bisogna spostare nei nodi urbani la voce maggioritaria della spesa per infrastrutture destinando il 50% della spesa nazionale per le opere pubbliche alla realizzazione di nuove linee di metropolitane, del servizio ferroviario pendolare, di tram; è necessario poi aprire un confronto con i cittadini che ogni giorno si muovono in treno quali interlocutori fondamentali di questa strategia di potenziamento del servizio, anche attraverso l?adozione di una carta dei diritti dei pendolari che fissi obiettivi di servizio, diritti dei cittadini utenti, condizioni minime di informazione, qualità, rimborso per disfunzioni e disagi.

Torna all'inizio


Alegato a favor de la libertad de prensa en los premios de EL MUNDO (sezione: Costi dei politici)

( da "Elmundo.es" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

LEGUINECHE, RIZZO Y STELLA, GALARDONADOS Alegato a favor de la libertad de prensa en la entrega de los premios de EL MUNDO Manu Leguineche recibe de Zapatero el Premio Reporteros del mundo Los italianos Sergio Rizzo y Gian Antonio Stella, Premio Columnistas del mundo El presidente Zapatero entrega el premio a Leguineche. (Foto: EFE) Actualizado miércoles 19/11/2008 19:28 (CET) ÁLVARO CARVAJAL MADRID.- Un periodismo puro, valiente y comprometido para preservar la democracia. Los Premios Periodísticos de EL MUNDO se han convertido en un alegato del presidente del Gobierno, José Luis Rodríguez Zapatero, y del líder del PP, Mariano Rajoy, en favor de la prensa "libre". Un compromiso que a juicio de ambos encarnan los galardonados en esta séptima edición: Manu Leguineche, -Premio Reporteros del mundo- y los italianos Sergio Rizzo y Gian Antonio Stella -'Premio Columnistas del mundo'-. El acto de entrega de premios se convirtió en un debate sobre la vigencia de los viejos valores del periodismo y la férrea defensa de la libertad de expresión. En boca de todos, un nombre por encima del resto: Manu Leguineche, pero también el emotivo recuerdo del columnista José Luis López de Lacalle -asesinado por ETA- y los periodistas Julio Fuentes y Julio Anguita Parrado -fallecidos en Afganistán e Irak-. El "jefe de la tribu" de reporteros españoles recogió el premio visiblemente emocionado y "feliz" de manos del presidente del Gobierno, José Luis Rodríguez Zapatero, quien incidió en su discurso "en el papel esencial que tiene el periodismo libre en democracia". Zapatero señaló que donde existe una prensa "consistente, valiente y plural" prevalecen los valores cívicos. El jefe del Ejecutivo dio un paso adelante contra el derrotismo y el acomplejamiento, "ser buen profesional y honesto no es una rareza en España" y puso como ejemplo a Leguineche, un "magnífico profesional. Al hilo del libro de Rizzo y Stella, 'La casta', sobre los excesos de la clase política italiana, el líder del PP, Mariano Rajoy, elogió que las denuncias de la prensa sobre la corrupción han supuesto una "vacuna duradera para hoy". En este sentido, reconoció su papel vigilante y de control contra el exceso, como el de un médico que avisa del colesterol y "te pone a régimen". Por eso, Rajoy alertó que "una prensa amordazada es síntoma de una sociedad enferma". El director de EL MUNDO, Pedro J. Ramírez, alabó el periodismo que "planta cara a la clase política, denunciando abusos y privilegios" y recordó que EL MUNDO ha sentido "la mirada de hielo" del poder y la oposición. Por eso defendió un periodismo que critique los errores y enumere los aciertos. "Nada ni nadie podrá sustituir a los reporteros y escritores indomables", afirmó. Leguineche, que ha recorrido el planeta narrando conflictos e historias, se quedó sin palabras por la emoción. Después entró con contundencia en el debate sobre el papel actual de los periodistas. "El periodismo está acabado", sentenció. "Uno se ha hecho viejo y las ideas que me movieron para tomar esta senda de pronto tienen un sentido nuevo [...] Los chicos están desolados y se encuentran en dificultades", denunció. "Necesitan estímulos nuevos". Los premiados Rizzo y Stella recalcaron el deber que el periodista tiene con la sociedad. "Para amar al país hay que denunciar las cosas que no funcionan", dijeron los periodistas del 'Corriere della Sera', que en su libro 'La casta' denuncian las tropelías de los políticos de su país. Por eso, bromearon sobre la dificultad que existe en Italia para juntar en la misma sala al primer ministro y el líder de la oposición. La entrega de premios, patrocinada por Iberdrola, también contó con la presencia de varias personalidades de la vida política, periodística y empresarial del país, como la presidenta de la Comunidad de Madrid, Esperanza Aguirre; el alcalde de la capital, Alberto Ruiz-Gallardón; la portavoz del PP en el Congreso, Soraya Sáenz de Santamaría; el líder del PSOE en Madrid, Tomás Gómez; la líder de UPyD, Rosa Díez; el presidente de ACS, Florentino Pérez, y periodistas como Raúl del Pozo o Jesús Hermida. El jurado de esta edición, que reparte 40.000 euros y una escultura conmemorativa de Martín Chirino, ha estado formado por Pedro J. Ramírez, Paolo Mieli, director del periódico italiano 'Corriere della Sera'; Laurent Joffrin, director del diario francés 'Libération'; Alan Rusbridger, director del británico 'The Guardian', y cuatro miembros independientes: el columnista de EL MUNDO Raúl Rivero, el periodista radiofónico Carlos Herrera, la escritora Carmen Posadas y el filósofo Fernando Savater, Premio Columnistas del Mundo en 2007. También participan, con voz pero sin voto, Víctor de la Serna, adjunto a la Dirección de para las Relaciones Internacionales de EL MUNDO, y Aurelio Fernández, subdirector general de Coordinación Editorial de Unidad Editorial.

Torna all'inizio


Fs, pendolari allo sbaraglio (sezione: Costi dei politici)

( da "AprileOnline.info" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

Fs, pendolari allo sbaraglio Monica Maro, 19 novembre 2008, 15:10 Il "Belpaese" Sono 14 milioni le persone che, secondo il Censis, si spostano ogni giorno per motivi di lavoro o studio verso le principali città - un processo esploso negli ultimi due decenni e in rapida e costante crescita - eppure gli investimenti per il servizio ferroviario pendolare da parte dello Stato sono fermi da anni. Un dossier di Legambiente fa il punto sullo sfascio: Stato e regioni investono su strade a danno di ferrovie Lo Stato investe le briciole, le Regioni fanno altrettanto. Risultato: alle carrozze vecchie e sovraffollate, ai ritardi e ai disagi che spesso caratterizzano il viaggio in treno dei pendolari si aggiunge ora il rischio concreto di veder tagliare diverse linee. Manca perfino il nuovo orario, quello che dovrebbe entrare in vigore il 14 dicembre e che per la prima volta Trenitalia non ha stampato perché tuttora non in grado di stabilire quali e quanti mezzi ci saranno a disposizione. Come è possibile che a fronte di un sostanzioso aumento della domanda pendolare, i servizi diminuiscano? Come si spiegano i quotidiani disagi di chi si muove in treno verso le principali città italiane? Le ragioni le troviamo in un Rapporto di Legambiente presentato a Roma nell'ambito della campagna Pendolaria. Sono 14 milioni le persone che, secondo il Censis, si spostano ogni giorno per motivi di lavoro o studio verso le principali città - un processo esploso negli ultimi due decenni e in rapida e costante crescita - eppure gli investimenti per il servizio ferroviario pendolare da parte dello Stato sono fermi da anni. Nella Finanziaria in corso di approvazione alla Camera mancano all'appello almeno 400milioni di Euro per garantire i servizi essenziali e scongiurare il taglio di linee frequentate da migliaia di persone ogni giorno. E' stata perfino abolita la detrazione per gli abbonamenti al servizio pubblico introdotta dalla Finanziaria 2008. Stessa situazione sul fronte Regioni: l'ammontare degli stanziamenti per il servizio (il contributo a Trenitalia o agli altri concessionari per avere più treni in circolazione) e per l'acquisto di nuove carrozze non arriva in nessun caso allo 0,4% del bilancio regionale. E' un amara constatazione, il trasferimento dei poteri in materia alle Regioni, sta fallendo per mancanza di attenzioni e risorse". Inoltre - spiega Legambiente - sia lo Stato che le Regioni continuano a investire a vantaggio del trasporto su gomma: a differenza della spesa per il servizio ferroviario quella per le infrastrutture non è stata ferma in questi anni. Decine di miliardi di Euro sono stati stanziati per opere della Legge Obiettivo, e a leggere i dati di quanto e cosa è stato finanziato dal 2002 al 2008, sembra emergere una precisa strategia della mobilità: far crescere il traffico su gomma in Italia nei prossimi anni perché i finanziamenti da parte dei Governi che si sono succeduti in questi anni hanno premiato per oltre il 70% gli investimenti in strade e autostrade. E la discussione in atto proprio in questi giorni sulle priorità infrastrutturali vede ai primi posti il Ponte sullo Stretto - con 6 miliardi di euro di spesa previsti, cioè proprio quanto costerebbe il progetto annunciato e mai realizzato dei nuovi 1000 treni per i pendolari - le autostrade, l'Alta velocità ferroviaria. A mancare in quell'elenco sono proprio gli investimenti per le aree urbane e per il servizio ferroviario pendolare che evidentemente non sono considerati una priorità di intervento nazionale. Eppure, in un periodo difficile come questo, la possibilità di spostarsi utilizzando i mezzi pubblici potrebbe essere di aiuto per tante persone, con una diminuzione di spesa di circa 150 euro al mese (200 euro è la spesa stimata per chi si muove in auto, 40-50 per chi usa il servizio collettivo) che consentirebbe di vivere con un po' più di tranquillità oltre che di migliorare sensibilmente la propria qualità della vita. "La nostra mobilitazione vuole dare voce a un'alleanza di cittadini, associazioni, comitati che si battono per un interesse generale - ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza -. In un periodo in cui sembrano venire al pettine i nodi di una crisi economica, energetica e climatica globale, un forte rilancio del trasporto ferroviario pendolare rappresenta una scelta lungimirante, che incrocia nuove domande, offre una risposta concreta ai bisogni dei cittadini e insieme guarda al futuro delle città italiane. Perché offre la possibilità a centinaia di migliaia di persone che oggi sono obbligate a muoversi in macchina di scegliere il treno, migliorando così la qualità della vita e diminuendo congestione e inquinamento urbano. Anche la riduzione delle emissioni di CO2, la realizzazione degli obiettivi del Protocollo di Kyoto e del nuovo Pacchetto Energia e Clima dell'UE al 2020 passano inevitabilmente dalla mobilità urbana come pure - conclude Cogliati Dezza - l'ambizione di avere condizioni di mobilità degne di un Paese moderno". L'Italia si sa, sconta anche le conseguenze del suo ormai leggendario ritardo infrastrutturale rispetto agli altri paesi europei. "Ma attenzione - ha sottolineato Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente - perché i ritardi rispetto agli altri Paesi europei non sono omogeneamente distribuiti. Le situazioni più gravi riguardano proprio le aree urbane e in particolare le metropolitane - dove, con soli 161,9 km (pari quasi alla rete della sola città di Berlino) siamo all'ultimo posto in valore assoluto - e le ferrovie suburbane, che contano in totale solo 582,4 km di estensione, pari a circa un terzo della rete esistente in Spagna e Regno Unito e ad un quarto di quella tedesca. Ecco allora come si spiegano le condizioni di disagio e di svantaggio rispetto ai colleghi europei dei pendolari italiani. E' qui che si deve investire prioritariamente per recuperare i ritardi". Nessuno è esente dalle responsabilità per la situazione di crisi del trasporto ferroviario pendolare in Italia. Né Trenitalia che continua a guardare con un occhio di riguardo le tratte nazionali commercialmente più vantaggiose, né i Governi nazionali e regionali per come hanno investito, pochissimo, in questi anni sul trasporto ferroviario e invece finanziato strade e autostrade. Basti dire che la spesa regionale per le infrastrutture ha visto premiare nel periodo 2002-2008 per circa l'84% gli investimenti a favore delle strade, mentre alle ferrovie e alle metropolitane sono stati destinati rispettivamente il 10,57% e il 5,53% del totale. Tra le Regioni è la Toscana che spende di più per i pendolari rispetto al proprio bilancio (0,38%) ed è anche quella che con più continuità in questi anni ha investito per migliorare il servizio ferroviario pendolare con risultati positivi in termini di aumento della domanda, per cui si è passati da 165mila passeggeri trasportati nel 2000 a 225mila nel 2008. Se in generale si può dire che le risorse stanziate dalle Regioni siano ridicolmente basse o addirittura pari a zero, le situazioni più gravi appaiono quelle del Veneto, del Piemonte e del Lazio in cui vi è una rilevante domanda pendolare a fronte di investimenti pari allo 0,02 o 0,03 del bilancio. Tra gli esempi di spesa nei bilanci regionali utili a evidenziare la marginalità dell'investimento per il trasporto ferroviario poi, basti citare il caso della Sicilia, che ha stanziato quest'anno per migliorare il servizio, appena 8milioni di Euro, esattamente quanto ha elargito per la realizzazione di nuovi centri commerciali, e del Veneto, dove la spesa per le "iniziative di informazione, istruzione e culturali a favore dei veneti nel mondo" supera quella per i veneti nel Veneto che si spostano in treno. E' necessario - conclude il dossier di Legambiente - che il tema del trasporto pendolare entri nell'agenda delle politiche nazionali e segua alcune priorità di intervento per recuperare i ritardi. C'è bisogno di maggiori risorse: bisogna uscire dalla logica dell'emergenza per cui ogni anno si insegue la Legge Finanziaria per garantire il servizio e raggiungere un accordo pluriennale che permetta di programmare gli investimenti attraverso l'istituzione di un fondo nazionale per il trasporto locale, finanziato con i proventi di parte della tassazione sui carburanti; servono 1000 nuovi treni per i pendolari per rinnovare il parco rotabile e dare risposta a una domanda in costante aumento; bisogna spostare nei nodi urbani la voce maggioritaria della spesa per infrastrutture destinando il 50% della spesa nazionale per le opere pubbliche alla realizzazione di nuove linee di metropolitane, del servizio ferroviario pendolare, di tram; è necessario poi aprire un confronto con i cittadini che ogni giorno si muovono in treno quali interlocutori fondamentali di questa strategia di potenziamento del servizio, anche attraverso l'adozione di una carta dei diritti dei pendolari che fissi obiettivi di servizio, diritti dei cittadini utenti, condizioni minime di informazione, qualità, rimborso per disfunzioni e disagi.

Torna all'inizio


## Rai/ Aspettando scelta Villari riparte totonomine per cda (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 19-11-2008)

Argomenti: Costi della politica

## Rai/ Aspettando scelta Villari riparte totonomine per cda Per presidenza Petruccioli o Calabrese, Parise dg con vice Marano postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 19 nov. (Apcom) - Si dimette o non si dimette? E' questa la domanda 'tormentone' che tiene banco nei palazzi della politica. Il presidente della commissione parlamentare di Vigilanza, il senatore Pd, eletto pero' con i voti del Pdl, Riccardo Villari si dimettera' o meno domani dalla carica per lasciare la poltrona al 'veterano' Sergio Zavoli. Dopo l'accordo raggiunto ieri tra maggioranza e opposizione sul nome di Zavoli, la 'telenovela' della presidenza della Vigilanza sembrava giunta al suo epilogo. Invece Villari continua a tenere tutti col fiato sospeso, in particolar modo i suoi colleghi del Pd. Domani alle 14,15 la Vigilanza e' stata convocata dallo stesso Villari, con all'ordine del giorno la nomina dei vice-presidenti e dei segretari per completare l'ufficio di presidenza e quindi insediare formalmente la commissione. Secondo le aspettative dei suoi colleghi del centrosinistra, dopo aver presieduto a questi due atti, Villari dovrebbe annunciare le sue dimissioni davanti alla Vigilanza. Il presidente della commissione pero' pur confermando che "la sede propria per qualsiasi comunicazione e/o determinazione e' quella istituzionale, quindi la Commissione stessa" afferma "di non aver mai anticipato ad alcuno le proprie determinazioni". Insomma sara' 'suspence' fino alla fine. Domani comunque, anche nel caso di dimissioni di Villari, non ci sara' l'elezione di Zavoli a presidente, anche se l'ex giornalista Rai fara' il suo esordio in commissione al posto di Nicola Latorre che oggi gli ha lasciato il posto. La votazione per il nuovo presidente non e' all' ordine del giorno, e quindi richiedera' una nuova convocazione. Probabilmente a inizio della prossima settimana, martedi' se sara' rispettata la 'tradizione' di San Macuto. Se cosi' andranno le cose, Villari permettendo, gia' giovedi' la Vigilanza potrebbe affrontare il suo primo e principale impegno: l'indicazione dei nuovi membri del consiglio di amministrazione della Rai. In questo caso il nuovo cda potrebbe essere eletto, con l'aggiunta anche del nuovo direttore generale, martedi' 25 novembre, quando e' gia' convocata l'assemblea della societa' per la nomina degli amministratori per i prossimi tre anni. Questo scenario ha riavviato il totonomine per le poltrone di viale Mazzini. Per la carica di presidente sono in 'ballottaggio' i nomi di Claudio Petruccioli e Pietro Calabrese. Il presidente sara' indicato dall'azionista Rai, il ministero del Tesoro, ma poi dovra' essere ratificato dalla Vigilanza con una maggioranza qualificata dei 2/3, che richiede 'gioco forza' un'intesa tra maggioranza e opposizione. E' quindi probabile che sul presidente ci sia stato un accordo tra i due poli quando ieri il sottosegretario Gianni Letta e il leader del Pd, Walter Veltroni hanno individuato Zavoli per la presidenza della commissione parlamentare. Per quanto riguarda il cda sono sicure (ma quando si parla di Rai non si puo' mai dire) le candidature di Alessio Gorla, Angelo Maria Petroni (come consigliere nominato dal Tesoro) e Giovanna Bianchi Clerici (per la Lega). Qualche incertezza per l'altro consigliere di area Forza Italia e per quello in quota An, anche se quest'ultimo dovrebbe essere l'ex responsabile spettacolo del partito, ex parlamentare, Guglielmo Rositani. Sul versante dell'opposizione non ci dovrebbero essere problemi per Rodolfo De Laurentiis (in quota Udc) e probabilmente per Nino Rizzo Nervo (riconfermato per Pd area Margherita) mentre non e' ancora chiaro se veramente ci sara' la candidatura del 'veltroniano' Gianni Borgna. Dipendera' da quale sara' la scelta per la presidenza, con un nome piu' meno ascrivibile al Pd e a una sua 'componente' ben individuabile. L'assenza dei due commissari dell' Idv dimessisi dalla Vigilanza (Orlando e Pardi) non influenzera' il voto della commissione che assegnera' quattro membri del cda Rai alla maggioranza e tre all'opposizione. Il partito di Di Pietro non dovrebbe far parte del consiglio, anzi ha escluso ufficialmente un suo interesse per poltrone al settimo piano di viale Mazzini. A ricoprire il ruolo di direttore generale sara' chiamato, con ogni probabilita', Stefano Parisi, attuale amministratore delegato di Fastweb. Parisi e' sempre stato il candidato unico al ruolo da maggio scorso quando e' cominciato il totonomine, anche se nelle ultime settimane la sua 'stella' sembrava essersi appannata. Ora invece la sua candidatura e' tornata con forza anche se circolano i nomi degli uomini Rai, Lorenza Lei (direttore risorse televisive) e Gianfranco Comanducci (direttore acquisti e Servizi), e dell' 'onnipresente' Mario Resca, ex ad di McDonald's Italia, vicino al premier Berlusconi, candidato piu' volte per cariche pubbliche e designato nei giorni scorsi dal ministro Bondi a supermanager dei musei. Ad affiancare Parisi sara' un solo vice-direttore generale nella persona di Antonio Marano, attuale direttore di Raidue, uomo tv della Lega Nord. Tutto questo naturalmente se domani il senatore campano del Pd Villari mettera' la parola fine a sei mesi di impasse sulla presidenza della Vigilanza, dimmettendosi e lasciando il posto al 'veterano' della tv pubblica, Zavoli avviando la procedura di ricambio dei vertici Rai.

Torna all'inizio