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tARTICOLI DEL 17-19 novembre
2008 #TOP
·
Articoli
Costi dei politici (58)
Perla di Benini, Appiano ko
( da "Alto
Adige" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per avere la meglio sulla formazione di mister Ianeselli, al quale va il merito di aver messo in campo una squadra che, per 86', ha giocato alla pari con la capolista. Un Appiano che non è sceso nella terra del porfido per il semplice "gettone presenza", cosa che si era capita già nella prima frazione di gioco, con l'Albiano padrone del campo e gli altoatesini a giocare di rimessa.
JUNIOR
VALBRENTA-GIOVANILE EZZELINA 1-0. JUNIOR VALBRENTA: Stefani, Capra, Rizzon,
Lazzarotto ... ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Favaro, Biasuzzi, Rizzo, A.Favaro (15' st De Politi), MArton Allenatore: Pavan ARBITRO: Rigon di Treviso RETI: 5'pt A. Tadil, 23' pt Rizzo, 34' st A.Tadil su rigore. NOTE: Al 30'pt A.Tadil sbaglia un rigore. MARCON-MONASTIER 2-1. MARCON: Favaro, Carraro, Traverso (28' st.
di
Fabrizio Ponciroli MILANO - La Svezia "grazia" Re...
( da "Leggo"
del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è ancora all'asciutto e, in generale, sono solamente cinque le sue firme nella massima competizione europea (in 18 gettoni di presenza). Poco male, all'orizzonte il nemico pubblico numero uno si chiama Juve. Vietato sbagliare: «Se vogliamo vincere lo scudetto, dobbiamo battere la Juventus». Perché parlare al plurale? (ass)
roberta
boccardi Finisce la legislatura e tutti i consiglieri provinciali, rieletti o
no, ricevono la liquidazione: si tratta di un accantonamento del 10% calcolato
sulla già sosta ( da "Adige, L'"
del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La Lega ha votato per l'abolizione dei vitalizi in Regione e in Provincia, quando c'era ancora la Chiodi, a non votare sono stati quelli che hanno fatto la proposta». Rivedere i costi della politica è giusto, continua Boso, «ma senza gridare allo scandalo come fanno certi consiglieri che poi, di nascosto, rincorrono tutti i benefit».
<Ci
sono margini per ridurre> ( da "Adige, L'"
del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E non credo che la soluzione proposta da Durnwalder di fare i consigli dopo cena, con un gettone di presenza, possa andar bene. Siamo due province autonome con competenza primaria in quasi tutte le materie, e quindi con un lavoro di produzione legislativa che richiede impegno e tempo. 17/11/2008
acquacalda-pieve
s. paolo0-3 acquacalda: mangiantini, coretti, bini, panelli, ...
( da "Tirreno,
Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ARBITRO: Rizzuto di Pisa. RETE: 28' pt Donnini (rig.). NOTE: espulso al 43' st De Luca (P). VORNO-FORNACI1-0 VORNO: Ciucci, Del Dotto, Vannucci, Giuliacci (26' secondo tempo Matteucci), Badino, Bertoncini, Mazzoni, Magnelli, Giannini, Pieri (46' st Da Valle), Andreini (14' secondo tempo Matteoni).
Se
i giudici si danno l'aumento da soli
( da "Corriere
della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: aumento da soli SERGIO RIZZO GIAN ANTONIO STELLA Più «amanti» per tutti. Ricordate come il giudice Aldo Quartulli definì gli arbitrati, che consentono ai magistrati amministrativi di guadagnare soldi extra? «Le sentenze sono la moglie, gli incarichi l'amante». Bene: dopo essere stati più volte aboliti e ripristinati, stanno per tornare alla grande.
Fondi:
Acquisto libero a basso costo? Io dico sì
( da "Sole
24 Ore, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la società di gestione del risparmio della Banca Popolare di Milano. Quali sono in particolare i suggerimenti che le piacerebbe vedere realizzati? Il fatto di consentire la negoziazione dei fondi su diverse piattaforme differenziando i costi sulla base delle modalità d'investimento e modulando un ventaglio di commissioni differenti a seconda del canale scelto,
Dalla
soluzione di Edipo sull'enigma della Sfinge agli euro di Gerry Scotti
( da "Corriere
della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: centrato su una o più prove di abilità, conoscenza, memoria o fortuna, definite da un regolamento e finalizzate a uno scopo (normalmente un premio in denaro, in gettoni d'oro o in qualsiasi altra forma), che coinvolgono uno o più concorrenti. Questo fortunato genere di derivazione radiofonica che, fra alti e bassi, rinnovamenti e ritorni,
L'OMAGGIO
di Poggio Renatico ai caduti di Nassiriya, in occasione del 5 ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Inno con la lettura dei nomi dei caduti a Nassiriya il 12 novembre 2003, ma anche il 27 aprile e il 5 giugno 2006. Dopo gli interventi, il presidente del Consiglio Comunale ha annunciato che il gettone di presenza sarà devoluto ai familiari delle vittime.
VENDOLA
AVVIA AZIONE RISARCITORIA CONTRO RIZZO, STELLA, SANTORO E CORRIERE DELLA SERA
( da "marketpress.info"
del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Lunedì 17 Novembre 2008 VENDOLA AVVIA AZIONE RISARCITORIA CONTRO RIZZO, STELLA, SANTORO E CORRIERE DELLA SERA Bari, 17 Novembre 2008 - Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha deciso di avviare un?azione risarcitoria nei confronti di Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Michele Santoro e del quotidiano ?
I
giudici si danno l'aumento da soli
( da "Corriere.it"
del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il quale non molto tempo prima aveva avuto dal già citato organo di autogoverno l'autorizzazione ad assumere un incarico molto ben remunerato «di studio e approfondimento dei problemi concernenti concessioni di valorizzazione dei beni demaniali». Incarico «conferito dal Direttore dell'Agenzia del Demanio ». Cioè dalle Finanze. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella stampa |
Il
made in Italy non ha paura "Sono paesi ad alto potenziale"
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il costo del debito che sale a dismisura, le difficoltà di finanziarlo da parte dell?estero». «E? vero, il problema del finanziamento del debito c?è gli fa eco Mauro Gallea, vicedirettore generale di Veneto Banca, istituto che ha ramificazioni in Romania Moldavia Croazia Ma non ci sono situazioni di grande rischio per le banche:
di
Carlo Sgorlon Antonio Galdo, giornalista e ...
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la materia e i climi dei libri di denuncia di Stella e Rizzo, e di tanti altri). Lo spreco del tempo e delle parole; quello del talento, quello delle occasioni, quello del lusso sfrenato, che riguarda per fortuna un modesto numero di miliardari (di euro, di dollari, di rubli) che arrivano a possedere aerei privati e abiti preziosi, tempestati di diamanti.
Dalla
soluzione di Edipo sull'enigma della Sfinge agli euro di Gerry Scotti
( da "Corriere.it"
del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: centrato su una o più prove di abilità, conoscenza, memoria o fortuna, definite da un regolamento e finalizzate a uno scopo (normalmente un premio in denaro, in gettoni d'oro o in qualsiasi altra forma), che coinvolgono uno o più concorrenti. Questo fortunato genere di derivazione radiofonica che, fra alti e bassi, rinnovamenti e ritorni,
"Giustizia
parallela" Zanetta tra i firmatari dell'emendamento
( da "Stampa,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: torna a far capolino con l'emendamento che porta la firma di Luigi Grillo, Massimo Baldini e del senatore di Baceno, Valter Zanetta. L'iniziativa dei tre parlamentari del Partito della Libertà non è sfuggita a Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, i giornalisti impegnati nel denunciare gli sprechi della «casta».
Scritte,
è polemica in sesta circoscrizione
( da "Arena,
L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Per rimuovere le scritte la circoscrizioni sono stati sborsati 5 mila euro. E dalla consigliera della Lega Nord Eleonora Dyurus è arrivata la proposta di privarsi del gettone presenze fino a quando non si sarà risparmiata quella stessa quota.I.N.
Parmalat
fu il primo titolo tossico ( da "Milano Finanza (MF)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: non sapevo dei bond al retail Per gli avvocati dell'ex patron il grande crack va inserito nel contesto della finanza malata che ha provocato la crisi mondiale. I prestiti a Collecchio erano concessi senza rischio. Che veniva scaricato sui risparmiatori Parmalat è un caso, il primo caso in Italia, di finanza tossica,
a
lezione di sicurezza sul lavoro i consiglieri guadagnano il gettone
( da "Nuova
Venezia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: invece di investire». Nel salone della Scuola Grande si discute di sicurezza sul lavoro: il consiglio comunale è stato convocato in seduta straordinaria, con tanto di gettoni di presenza. Il che fa storcere il naso al consigliere di Rifondazione, Sebastiano Bonzio: «Non mi faccio pagare per parlare di morti bianche».
Merkel
prende tempo. Ue contraria, ma Bei pronta a dare più fondi anche per settore
auto Cara auto Ue, ma quanto mi costi
( da "Italia
Oggi" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ma sarebbero disposti a fornire una maggiore facilità di finanziamento da parte delle banche, grazie a un piano di prestiti del dipartimento dell'energia da 25 miliardi di dollari. Il futuro presidente, Barak Obama, sembra invece più ben disposto nei confronti dei costruttori di auto; ha infatti asserito che il settore è strategico per l'economia e per l'occupazione.
Triciclo,
al via il <baratto> dei rifiuti
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: mostrerà la scheda e riceverà alcuni gettoni. Lo stesso accadrà per gli acquisti nella Bottega solidale di Seriate, nelle Botteghe delle cooperative Il Seme e I Colori del Mondo a Bergamo. I gettoni vengono raccolti in un unico contenitore per la scuola. A fine concorso (il 17 maggio 2009) la scuola con più gettoni verrà premiata con un computer,
Riforma
dei vigili, Agenzia che fa gola ( da "Adige, L'"
del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: attualmente i dieci componenti della Cassa antincendi non percepiscono né indennità, né gettoni di presenza. Una «mancanza» a cui il disegno di legge pone rimedio, stabilendo che ai componenti del cda siano corrisposti «i compensi spettanti ai componenti di commissioni, consigli e comitati comunque denominati istituiti presso la Provincia».
Se
i vigili del fuoco permanenti hanno i loro rappresentanti sindacali ad
occuparsi delle spinose questioni legate alla riforma del settore, i vigili del
fuoco volontari sono nelle ( da "Adige, L'"
del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Agenzia si ripristinano i gettoni di presenza che varranno anche per il comitato tecnico scientifico... «Nulla è ancora deciso. Quanto al comitato tecnico-scientifico, ben venga! Più competenze si hanno nel nostro settore, meglio è». Cappelletti, permetta: il comma 1 dell'articolo 56 del disegno di legge fa cadere il limite dei 60 anni per i vigili volontari.
Parlato
rifiuta paragoni <Solo questione di casta>
( da "Riformista,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Parlato mi guarda con un lieve sorriso, intriso di ironia, prende in mano il best seller di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, sui costi della politica che teneva sul tavolo, e continua: «Per citare i miei due amici inviati del Corsera: "non esistono più scontri ideali ma solo scontri di casta"». 18/11/2008
IL
"NUOVO accordo quadro regionale di tesoreria", tra i primi in Italia
a recepire i crite... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: accordo determina anche le principali condizioni di costo delle operazioni bancarie. IL SERVIZIO credito di Cna Forlì-Cesena è al fianco dell?impresa nella scelta delle politiche di finanziamento più appropriate e in linea con la specificità dell?azienda. Per poter beneficiare delle condizioni previste dal ?
TRA
I TANTI, in questo nostro Paese, c'è un paradosso che, in tempi di ...
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: nel mantenimento dei partiti. E pensare che proprio quest?anno cade il quindicesimo anniversario del referendum del 1993 che spinse il 90% di 31 milioni di italiani a votare contro il finanziamento pubblico delle forze politiche. Viene in mente una battuta di Corrado Guzzanti diventata celebre: se i partiti non rappresentano più gli elettori,
Caro
Signor Gervaso, come sa basta guardarsi intorno. L'uomo non riesce mai a stare
in pa... ( da "Messaggero, Il"
del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: gettoni di presenza, commissioni di studio, viaggi, che in aiuti. Io la penso come lei che, in questa rubrica, ha spesso citato criticamente le parole di Rousseau: "L'uomo nasce buono e la società lo incattivisce". Enzo Lalli - Pordenone Rousseau è stato un grande scrittore, ma anche un narcisista bizzarro,
le
priorità economiche e sociali di un paese civile
( da "Centro,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: una vera tassa sull'inflazione, finanzia in parte la perequazione annuale delle pensioni incrementando, in maniera indebita, le entrate dello Stato. Tutto ciò in presenza di un aumento dei prezzi che sta spingendo milioni di pensionati nell'area grigia della povertà. Più basso è il reddito più l'aumento dei prezzi picchia duro.
pronto
un appartamento per i biancazzurri - marco camplone
( da "Centro,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
spaziando su
tutto il fronte offensivo e vincendo due tornei di Viareggio. In serie A, ha
debuttato con la maglia della Reggina: 2 presenze nel campionato 2004-
Cara
auto Ue, ma quanto mi costi ( da "Italia Oggi"
del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ma sarebbero disposti a fornire una maggiore facilità di finanziamento da parte delle banche, grazie a un piano di prestiti del dipartimento dell'energia da 25 miliardi di dollari. Il futuro presidente, Barak Obama, sembra invece più ben disposto nei confronti dei costruttori di auto; ha infatti asserito che il settore è strategico per l'economia e per l'occupazione.
Cdc
Como: ciclo di incontri dedicati alle imprese
( da "Sestopotere.com"
del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 00 presso la sede dell'Unione Industriali di Como. Relatori: Oscar Giannino direttore di LiberoMercato e Gian Antonio Stella autore, con Sergio Rizzo, del libro "La deriva". Gli incontri saranno coordinati da Giancarlo Zanella, inviato della Rai.
Crac
Parmalat, Tanzi ammette: <Sono colpevole>
( da "Gazzettino,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: chi finanziava o faceva ottenere finanziamenti al gruppo «potesse avere forti dubbi sulle reali condizioni».Dopo l'intervento dei difensori dell'ex patron - hanno chiesto al collegio o il trasferimento del processo a Parma o di dichiarare l'insussistenza dei fatti al centro delle accuse o di accogliere l'istanza di patteggiamento a due anni e nove mesi di carcere -
Gobbo
si paga la partita della nazionale padana
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Per alcuni consiglieri comunali e provinciali della sinistra (Nicola Atalmi Sinistra Trevigiana, Marco Scolese Prc, Stefano Dall'Agata e Luca De Marco Sinistra Democratica), l'appuntamento sportivo non è altro che un altro sperpero di denaro pubblico in favore del finanziamento al partito che regge provvisoriamente i due enti (Comune e Provincia,
Illuminazione
pubblica carente in centroI residenti
( da "Sicilia,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: a parte il cambio della tipologia di liquidazione dei compensi ai consiglieri, da indennità mensili a gettone di presenza, ha preso in considerazione anche un altro aspetto che, ovviamente, ha colto tutti di sorpresa. Il malessere trasversale che sta interessando i consiglieri di quartiere sembra destinato a proseguire anche per i prossimi giorni.
Sous
i privilegis de luxe per als polítics italians
( da "Avui"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 000 euros, segons les investigacions de Sergio Rizzo, un periodista que segueix molt de prop la despesa pública dels polítics. Sergio Rizzo i G. Antonio Stella, tots dos treballadors del diari Corriere della Sera, van publicar el llibre La Casta l'any passat, del qual ja s'han venut 1,2 milions de còpies.
Dopo
il tentativo del 2003 il comune ci riprova, ma la Lega avverte: <Niente
operazioni di facciata> ( da "Cittadino, Il"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: senza molto peso, per il quale non era previsto il gettone di presenza». Il sindaco Crespi, nel confermare che la nuova consulta potrebbe nascere a breve, entro dicembre, assicura però «l'impegno forte a convocare questo nuovo organismo in tempi stretti, vale a dire già nei primi mesi successivi alla sua nascita».
Società
in lite e i progetti sono fermi ( da "Trentino"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dopo valutazione di ben 73 progetti, veniva decretato - scrive nella sua interpellanza Pederzolli - il vincitore di quello che avrebbe disegnato il futuro del polo fieristico. Un percorso che, tra premi al vincitore ed ai classificati dal 2º al 10º posto, gettoni di presenza dei membri della commissione giudicatrice e spese varie,
L'ultimo
saluto alla cara Celestina C ara Celestina, oggi ti è stato reso l'estremo
saluto da tantissime persone presenti a dirti addio per l'ultima volta, segno
positivo del tuo s ( da "Adige, L'"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Diamo l'esempio e finiamola con questa politica dei furbi. La giunta e il consiglio siano rappresentati dagli eletti dai cittadini. Anche questa è democrazia. I primi «non eletti» siano un po' come gli ultimi. Tullio Dell'Eva - Rovereto 19/11/2008
posti,
gettoni, formazione la rete segreta del potere - antonio corbo
( da "Repubblica,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
I destini
della Sanità campana passavano per l´ultimo tavolo, nascosto dai cespugli dello
chalet "Ciro" a Mergellina. La presidenza dei medici 2005 fu decisa
lì. Montemarano e Scalera non s´incontrano più. L´assessore trama contro, il
senatore si ricandida. Che cos´è l´Ordine, quali interessi copre, se
sequestrano urne sozze di brogli? SEGUE A P
Il
Voghera è ancora un cantiere ( da "Provincia Pavese, La"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Vegnaduzzo, puntero italoargentino, ha collezionato 11 gettoni di presenza, ma unicamente in tre occasioni (alla 4ª, 8ª e 11ª giornata) ha giocato per tutti i 90'. Era sulla buona strada Luca Lomi, fino al momento del taglio. Dal sesto turno, è arrivato Paonessa, che ha giocato per intero le ultime tre gare.
"posti,
gettoni, consulenze: l'ordine è potere" - antonio corbo
( da "Repubblica,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E raccontano i segreti della sfida tra l´assessore e il senatore: in gioco la poltrona di commissario "Posti, gettoni, consulenze: l´Ordine è potere" ANTONIO CORBO (segue dalla prima di cronaca) Due pentiti di questa sfida ormai degenerata nell´odio politico hanno accettato di parlare. Pregando di dimenticare nomi, cognomi e ospedali.
giustina
stakanovista alla camera - claudio baccarin
( da "Mattino
di Padova, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che ha collezionato 1471 gettoni (il 94,17%). Hanno superato il tetto delle 1400 votazioni anche l'altro alfiere del Carroccio, Massimo Bitonci (assente a 95 votazioni), che nei fine settimana si occupa a tempo pieno, nelle vesti di primo cittadino, del Comune di Cittadella, e il presidente provinciale di Alleanza nazionale, Filippo Ascierto,
vincenzi:
"sul g8 troppi misteri" - donatella alfonso
( da "Repubblica,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che parla di sottolineare sarcasticamente come le commissioni d´inchiesta non approdino mai ad alcun risultato, e servano solo alla parte politica in sella in quel momento per costituirsi verità preconfezionate e garantire qualche gettone di presenza. Più in là va Bernabò Brea, che addossa tutte le violenze esclusivamente ai manifestanti,
dibattito
barbaro ( da "Nuova Venezia, La"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: nullatenente e sono stato consigliere comunale per ben 33 anni di seguito, senza mai alcun incarico retribuito di un certo spessore, se non il gettone di presenza che a volte bastava appena appena a pagar le spese. Non parliamo del tempo dedicato alla città e ai cittadini. Di fronte a tante liquidazioni o prebende o emolumenti di cui qualcuno si circonda, io cosa posso pensare di quest'
lecce,
il rettore "niente gettoni ai professori e tagli alla luce" - lello
parise a pagina v ( da "Repubblica, La"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Pagina I -
Bari Laforgia: non ci sono più soldi costretti ad aumentare le tasse Lecce, il
rettore "Niente gettoni ai professori e tagli alla luce" LELLO PARISE
A P
bari,
6 nuovi ricercatori medici universitari, stop
( da "Repubblica,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: principali decisioni prese ieri dal consiglio di amministrazione dell´università di Bari nella sua prima seduta con la nuova composizione. I delegati baresi, a differenza dei colleghi leccesi, non hanno deciso di cancellare il gettone di presenza: «Ma si tratta veramente di una cosa risibile - spiega uno dei membri - parliamo di poco meno di 300 euro lordi per massimo una seduta al mese,
ricerca
e servizi, università in bolletta - lello parise
( da "Repubblica,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Adesso li seguono lungo questa strada - caso più unico che raro nell´Italia "a gettone", quello di presenza - i componenti il senato accademico e quelli del consiglio di amministrazione. Laforgia sorride, per metà ironico e per metà orgoglioso: «Sì, non accade mai. Né mai abbiamo pubblicizzato questa decisione, sarebbe stato come volersi parlare addosso.
A
Washington spopola il toto-nomine. Ecco i Repubblicani in corsa
( da "Riformista,
Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: la riforma del finanziamento della politica e quindi del ruolo di soldi e lobbisti nelle elezioni - si sa per esempio che i due ex rivali non hanno discusso a Chicago. È infatti un punto dolente sulla strada della loro riconciliazione: Obama aveva promesso di accettare i soldi pubblici e i relativi limiti di spesa nella corsa alla Casa Bianca se l'
La
Regione vara la legge fai da te sul numero dei portaborse
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: partenza oggi e ritorno il 23 con una delegazione di consiglieri e studenti per una visita sui luoghi dello sterminio) - i primi risultati del lavoro della commissione sui costi della politica, giura «che si tratta solo di un fatto tecnico determinato dal fatto che a partire dal 1 gennaio la gestione del personale sarà autonoma tra giunta e consiglio».
gli
avversari: per noi è comunque un successo
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Uno di questi riguarda il cosiddetto gettone di presenza, per il quale la lista "Insieme per la Professione" aveva illustrato la proposta di reintrodurre il volontariato abolendo le indennità di carica, i gettoni di presenza che nel triennio trascorso, hanno pesato sul bilancio tanto da prevedere un impegno di spesa pari a 60.
Un
milione di euro sul centro storico
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: a quelli usati nel recupero di via Crispi e il rifacimento in granito dello slargo di via Baudi di Vesme per un totale di 250 mila euro. Questi interventi, in caso di assegnazione dei finanziamenti da parte della Regione si sommeranno agli ormai imminenti lavori di pavimentazione delle vie Satta, Manno, Cavallotti oltre alla realizzazione del recupero dell'area dell'ex pretura».
Arriva
il "parco delle percezioni", dedicato al mondo dei vecchi giochi
( da "Varesenews"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Rizzo. Durante la mattinata l?amministrazione consegnerà il parco alla città. L?evento avverrà in concomitanza con la giornata Mondiale per i diritti dell?infanzia e dell?adolescenza. Il progetto è stato sviluppato da Vittorio Piaggi, nella logica della riorganizzazione degli spazi urbani, in continuità con la recente riqualificazione dei marciapiedi di Viale Italia che adeguatamente
L'ufficio
di presidenza del consiglio regionale, presieduto da Franz Pahl (Svp), di cui
fanno parte anche i trentini Mario Magnani (Upt), Roberto Pinter (Pd) e
l'autonomista Carlo ( da "Adige, L'"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: riflettori sulla questione dei costi della politica. Per prima cosa, la nota dell'ufficio di presidenza parla della questione degli aumenti automatici annuali delle indennità e dei vitalizi in base all'indice Istat (3,5% dal gennaio 2009) e dice: «Siamo pronti a dimostrare che applicare l'Istat risulta conveniente per le casse del Consiglio rispetto agli automatismi del Parlamento,
Il
<tira-e-molla> tra Garda Trentino Fiere, Riva Fiere&Congressi e
Provincia sul progetto del nuovo Palafiere diventa oggetto di un'interpellanza
al sindaco Molinari che porta la f
( da "Adige,
L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: gettoni di presenza dei membri della commissione giudicatrice e spese varie, è costato circa 400 mila euro. A distanza di due anni ancora nulla si sta muovendo, anzi, si rilevano solo liti tra il presidente della GTF (proprietaria degli immobili fieristici) e quello della Riva del Garda Fiere e Congressi in merito a ciò che si dovrà fare.
Senza
treni e pure senza orario: è emergenza pendolari
( da "Sestopotere.com"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: istruzione e culturali a favore dei veneti nel mondo” supera quella per i veneti nel Veneto che si spostano in treno. E? necessario – conclude il dossier di Legambiente – che il tema del trasporto pendolare entri nell?agenda delle politiche nazionali e segua alcune priorità di intervento per recuperare i ritardi.
Alegato
a favor de la libertad de prensa en los premios de EL MUNDO
( da "Elmundo.es"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: RIZZO Y STELLA, GALARDONADOS Alegato a favor de la libertad de prensa en la entrega de los premios de EL MUNDO Manu Leguineche recibe de Zapatero el Premio Reporteros del mundo Los italianos Sergio Rizzo y Gian Antonio Stella, Premio Columnistas del mundo El presidente Zapatero entrega el premio a Leguineche.
Fs,
pendolari allo sbaraglio ( da "AprileOnline.info"
del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: istruzione e culturali a favore dei veneti nel mondo" supera quella per i veneti nel Veneto che si spostano in treno. E' necessario - conclude il dossier di Legambiente - che il tema del trasporto pendolare entri nell'agenda delle politiche nazionali e segua alcune priorità di intervento per recuperare i ritardi.
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Rai/ Aspettando scelta Villari riparte totonomine per cda
( da "Virgilio
Notizie" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: in quota Udc) e probabilmente per Nino Rizzo Nervo (riconfermato per Pd area Margherita) mentre non e' ancora chiaro se veramente ci sara' la candidatura del 'veltroniano' Gianni Borgna. Dipendera' da quale sara' la scelta per la presidenza, con un nome piu' meno ascrivibile al Pd e a una sua 'componente' ben individuabile.
( da "Alto Adige" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
«Perla» di Benini,
Appiano ko La capolista Albiano trova all'86' il gol del vittoria ALBIANO. Si
scrive Albiano, si legge Marco Benini, autore della rete che, all'86', ha
regalato altri 3 punti d'oro alla capolista. "Ubi maior, minor
cessat" recita un famoso detto latino e così anche l'Appiano è costretto a
rinunciare ad un punto che avrebbe meritato. Meritato finché l'estroso Benini
non ha deciso di calciare una punizione dal limite dritta nel "sette".
Applausi. Una punizione dal limite, che l'esterno biano ha calciato sopra le
"sette teste" schierate in barriera da Iardino. E allora capisci che
questo è proprio l'anno dell'Albiano. Un Albiano che, ieri, ha faticato le
proverbiali sette camice per avere la meglio sulla
formazione di mister Ianeselli, al quale va il merito di aver messo in campo
una squadra che, per 86', ha giocato alla pari con la capolista. Un Appiano che
non è sceso nella terra del porfido per il semplice "gettone presenza", cosa che si era capita
già nella prima frazione di gioco, con l'Albiano padrone del campo e gli
altoatesini a giocare di rimessa. Tant'è che Iardino suda ma non si
sporca le mani, mentre dall'altra parte Santorum deve vedersela con un Leqiki
ed un Feltrin da "otto pieno". Al 7' Leqiki si libera di due uomini
in ara ed è messo a terra (si prosegue), poi nuovamente pericoloso al 25', ma
il suo tiro ravvicinato trova la respinta di un difensore biano. Lekiqi cede
poi il testimone a Feltrin, che prima si vede annullare un gol per fuorigioco
(26'), poi trova sulla sua strada un superlativo Santorum, che devia il suo
diagonale sulla base del palo. Dall'altra, invece, Benini imperversa sulla
corsia di sinistra, ma il trio Tessaro-Dalpiaz-Conci manca della necessaria lucidità
negli ultimi
( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
JUNIOR
VALBRENTA-GIOVANILE EZZELINA 1-0. JUNIOR VALBRENTA: Stefani, Capra, Rizzon, Lazzarotto ... JUNIOR VALBRENTA-GIOVANILE EZZELINA
1-0. JUNIOR VALBRENTA: Stefani, Capra, Rizzon,
Lazzarotto F. (22' st Oliverio F.), Lazzarotto G., Pontarollo, Costa, Moro,
Maschio, Bertoncello (30' st Costa N.), Mocellin (20' st Billo). All. Taras. GIOVANILE
EZZELINA: Mattiello, Pasqualato, Dalmina, Pellizzari M., Pellizzari P., Zen
(38' st Bordignon L.), Rinaldo, Citton R., Facchinello, Citton A. (15' st
Bazzacco), Reginato (22' st Guadagnini). All. Alberton. ARBITRO: Squizzato di
Castelfranco. RETE: 12' pt Maschio. TREPORTI-GORGHENSE 2-1 TREPORTI: Ambrosio,
Locci, Martin, Orazio, Angiolin, Carillo, De Marchi (1' st. Bovolato), Enzo,
Fabbro (47' st. Zanella), Leandro (30' st. De Rossi), Valeri. All. D'Este.
GORGHENSE: Visintin, Nan, Battaglia, Cancian, Massarotto, Battistel, Anzanello
(45' st. Favero), Da Dalt, Bongiorno, Russanel (1' st. Magnan), Cester (13' st.
Palladin). All. Garbin. ARBITRO: Tesolin di Portogruaro. RETI: 2' st. Leandro,
22' Battistel, 30' Fabbro. NOTE: espulsi (doppia ammonizione) Valeri ed Enzo.
Ammoniti: Valeri, Fabbro, De Rossi, Enzo, Bovolato, Cancian, Massarotto,
Bongiorno, Anzanello, Favero. GAINIGA-SALGAREDA 3-1. GAINIGA: Cella, Antonini,
Villa (41' st. Ruzza), Bittolobon, Morando, Bragato, Basei, Cagnan (44' st.
Biancotto), Milan, Bellinazzi, Bernardi (11' st. Buran). All. Dal Bo.
SALGAREDA: Pizzo, Rosolen, Spigariol (27' st. Baccin), Ostanello, Fornasier,
Bona (25' st. Candosin), Drusian, Boem, Alescio, Baldissin, Bigaran (30' st. De
Puzziol). All. Marcon. ARBITRO: Selva di Portogruaro. RETI: 22' pt. Milan, 31'
pt. Baldassin, 41' pt. Bellinazzi, 7' st. Milan. NOTE: ammoniti: Basei,
Bernardi, Ostanello, Alescio. AURORA TREVISO DUE-MIGNAGOLA 2-1. AURORA TREVISO
DUE: Cavarzerani, Beraldo, Z.Tadil, Monico (25' st Vanin), Coppe, Gumier, Dotto
(1' st Sponchiado), Sirena, dalla Tor (37' st Piscitelli), Camatta, A.Tadil
Allenatore: Soldan CALCIO MIGNAGOLA: Biffis, Girotto, Merotto, Tommasi,
Bonotto, Poloni, E.Favaro, Biasuzzi, Rizzo, A.Favaro (15' st De Politi),
MArton Allenatore: Pavan ARBITRO: Rigon di Treviso RETI: 5'pt A. Tadil, 23' pt Rizzo, 34' st A.Tadil su rigore. NOTE:
Al 30'pt A.Tadil sbaglia un rigore. MARCON-MONASTIER 2-1. MARCON: Favaro,
Carraro, Traverso (28' st. Baruzzo), Franz, Mion, Bison, Tagliapietra,
Dal Fiore, Corradin (35' st. Cecchi), Carraretto, Pistritto (39' st. Piovesan).
All. Berto. MONASTIER: Criveller, Fracas, Montagner, Pietrobon, Girardi,
Bortolan, Pietropolli (35' pt. Tonon), Pasqual, Bizzarro (39' st. Da Silva),
Vettori, Rubin. All. Dotto. ARBITRO: Trentin di Treviso. RETI: 15' st.
Corradin, 36' Rubin, 45' Piovesan. NOTE: Al 15' Tagliepietra sbaglia calcio di
rigore. CAMPIGO-CENDON 2-1. CAMPIGO: Pozzobon, Raso, Valentini, Decomite,
Gabbin, M.Aramini, Bortolotto, Torresan, Zorzi (15' st Favarotto), Bordignon,
Pizzato. All. Turcato CENDON: Marcuzzo, Bin (1' st Furlan), Zamuner, Bessegato,
Caldato, Scapinello (32' st Ceccon), Sartori, Vanin, Cecino, Favaro, Lucchese.
All. Baldissin ARBITRO: Ceolin di Treviso RETI: 32' Cecino, 40' Pizzato; st 45'
Torresan CASALE-SALVATRONDA 2-3. CASALE: Sartor, Berton, Vallotto, Vettorello
(1' st Rachieru), Dal Ben, Spatola, Pegoraro (35' st Dozzo), Carlon, Rizzato,
Dotto, Simonagggio. All. Trevisanello. SALVATRONDA: Favarotto, Campagnaro,
Bertolo, Cremasco, Salvadori, Graziotto, Marcon (25' st Beltrame), Piazza (25'
st Zampieri), Zanon, Macci (35' st Milani), Pozzobon. All. Graziotto ARBITRO:
Montali di Treviso RETI: 28' pt Zanon, 30' pt Simonaggio, 42' pt Zanon, 10' st
Simonaggio, 40' st Zanon. FOSSALUNGA-CIPRIANOCATRON 2-2. DAL SANTO FOSSALUNGA:
Sartoretto, Pozzobon, Cavasin, A.Gazzola, Pastro, MInotto, Gambarotto, Fighera
(33' st Dal Bello), L.Gazzola, Dal Zotto (19' st Simionato), La ROcca (19' st
Fantinato) All. Grigni. CIPRIANOCATRON: Toffolo, Tolomio, Begotto, Barbirato, Perini,
Crozzolin, Battistella, dal Ben (34' pt Patania), Cendron (39' st Marin), Moro
(19' st Gasparini), Scaramal. All. Cervellin ARBITRO: Barba di Treviso RETI:
30' L.Gazzola; st 15' Battistella, 35' Simionato, 45' Patania NOTE: La Rocca al
10' st sbaglia un rigore. GODIGESE-S. ELENA 3-1. GODIGESE: Didonè, Romano,
Pellizzari (20' pt Amato), Milani, Schirato, Staltari, Marzonetto, Turcato,
Cremasco, Marighetto (1' st SApo), Trentin (25' st Bragato). All. Miglioranza
S.ELENA: Erpini, Marostica, Favaron (20' st Lorenzon), Moro (23' st Serafin),
Cappellazzo, Abruscia, Tascedda, Calabria, Smaniotto, MAttiuzzo, Paro (15' st
Scomparin). All. Pietrobon ARBITRO: Moretti di Treviso RETI: 20'pt Cappellazzo
su rigore, 9' st Turcato, 10' e
( da "Leggo" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
di Fabrizio
Ponciroli MILANO - La Svezia "grazia" Re Zlatan che ora può già
mettere nel mirino la Juve che sabato sera sbarcherà a San Siro. Niente
nazionale per Ibrahimovic: ieri il ct svedese Lagerback lo ha depennato dalla
lista per l'amichevole di mercoledì contro l'Olanda. «Ha giocato due partite a
settimana per un lungo periodo - ha spiegato Lagerback -. Mi è sembrato giusto
lasciarlo riposare. Meglio per lui, e anche per la Nazionale». Ibra tornerà al
lavoro ad Appiano solo giovedì: Mourinho gli ha concesso un giorno in più di
riposo. Per par condicio anche lo juventino Mellberg è stato risparmiato.
Parole e musica per Ibrahimovic, il Re di Milano, sponda nerazzurra ma che ha
suscitato anche l'ammirazione del vice-presidente rossonero Paolo Berlusconi.
Contro il Palermo si è rivisto lo Zlatan di qualche tempo fa (partita con la
Roma per intenderci), ovvero un fenomeno assoluto. «Mi alleno tanto per
migliorare e crescere. Voglio lavorare sempre meglio». Due magie che hanno
portato due gol "alla Ibrahimovic". Pazzesco quello su punizione, a
( da "Adige, L'" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
roberta boccardi
Finisce la legislatura e tutti i consiglieri provinciali, rieletti o no,
ricevono la liquidazione: si tratta di un accantonamento del 10% calcolato
sulla già sostanziosa indennità, pari a 9 roberta boccardi Finisce la
legislatura e tutti i consiglieri provinciali, rieletti o no, ricevono la
liquidazione: si tratta di un accantonamento del 10% calcolato sulla già
sostanziosa indennità, pari a 9.947 euro mensili lordi, che dopo 5 anni ammonta
a circa 60.000 euro lordi. «Sono pronto ad affrontare una nuova battaglia
moralizzatrice, dopo quelle del 2004 e del 2007 - dice Roberto Bombarda ,
rieletto consigliere per i Verdi -, si può tornare alla carica sul taglio delle
indennità che andrebbero parametrate all'impegno di ciascun consigliere. Una
riduzione del 20% ci sta, arrivare a 5.000 euro netti mi sembra comunque molto
dignitoso». Bombarda ricorda che, con Pinter e Bondi, ha firmato il disegno di
legge che ha abolito i vitalizi, e che nel programma con cui i Verdi si sono
presentati alle elezioni c'è la proposta di ridurre le indennità del 30%.
«Vedremo, tanti si dicono disponibili a fare questa battaglia prima delle
elezioni - conclude - e poi quando è il momento si tirano indietro».
«Nell'ultima legislatura, e prima ancora in quella passata, si è messo mano a
una riforma delle indennità e dei vitalizi che non ha paragoni nel resto
d'Italia - dice Mario Malossini , consigliere uscente di Forza Italia -
francamente più di così... Mi pare sia stato fatto un passo decisivo. Si potrà
ragionare ancora sui contributi che vengono dati al finanziamento delle
attività dei gruppi consiliari provinciali, rispetto all'adeguatezza e alla
rendicontazione, tutti temi rimasti in sospeso». Riferendosi alle liquidazioni
d'oro dei consiglieri, Malossini ammette che «sono cifre impattanti, specie in
un momento in cui ci si deve confrontare con i cittadini e le famiglie che
fanno fatica». «La riforma che abbiamo fatto, però, ci porta oggi ad avere
forse le indennità più basse a livello nazionale - ragiona Malossini - poi io
credo che il cittadino debba misurare se il consigliere fa bene il suo lavoro».
Malossini conclude con una stilettata: «Noi la riforma dell'indennità l'abbiamo
fatta, mentre in parlamento l'aspettiamo ancora, e in Senato c'è qualche
collega ex consigliere che si era speso molto per abolire i vitalizi». «Non
vedo dov'è lo scandalo, è un giusto compenso - tuona il leghista Erminio Boso ,
che ha lasciato il consiglio per l'europarlamento - proprio per non finire
sotto la gogna mediatica per i vitalizi, in settembre, mi sono fatto liquidare
tutto. Altri di destra, di centro e di sinistra invece si tengono il vitalizio.
La Lega ha votato per l'abolizione dei vitalizi in Regione
e in Provincia, quando c'era ancora la Chiodi, a non votare sono stati quelli
che hanno fatto la proposta». Rivedere i costi della politica è giusto, continua Boso, «ma senza gridare allo scandalo come
fanno certi consiglieri che poi, di nascosto, rincorrono tutti i benefit».
«Scandalosa - conclude Boso - è stata la proposta Amistadi sull'indennità dei
sindaci, che ha regalato un pozzo di soldi a carico dell'amministrazione, che
non ha precedenti in nessuna realtà nazionale». «Avendo fatto metà legislatura
riceverò metà liquidazione - premette Caterina Dominici , del Patt, rieletta
con un risultato al di là di ogni previsione - e in effetti, non essendo un lavoro
ma un servizio alla comunità, la liquidazione non ci dovrebbe stare, anche
perché l'indennità è già esagerata. In ogni caso, come ho fatto anche per lo
stipendio 2007 e 2008, la userò per le mie attività culturali». Denis Bertolini
di Valli Unite, che ha fallito la rielezione, pensa invece alle tante spese
sostenute in questi tre anni per far nascere il partito e per affrontare la
campagna elettorale. «In questi anni abbiamo sganciato l'indennità dagli
aumenti dei parlamentari ed eliminato i vitalizi, e questo ci distingue dal
resto d'Italia - dice - uno dei prossimi passaggi potrebbe essere la
liquidazione, nata come accantonamento, e che alla fine, specie per un
consigliere che corre da solo e non ha un movimento dietro, serve per
fronteggiare le spese della campagna elettorale». «Non c'è dubbio che gli
stipendi dei consiglieri sono elevati, ma le retribuzioni dei manager degli
enti pubblici o finanziati dallo Stato non sono da meno - dice Agostino
Catalano , consigliere uscente di Rifondazione comunista - ed è chiaro che
serve una moralizzazione. Viviamo in un paese che va a due velocità: chi non
arriva a fine mese e chi, a prescindere se ha fatto bene o male, torna a casa
con un bel gruzzolo. Ormai c'è una forbice pazzesca fra le retribuzioni, un principio
etico che è stato completamente distrutto». Lo scandalo non è solo quello degli
stipendi dei consiglieri, conclude Catalano, «il problema va affrontato nella
sua complessità con la reintroduzione di principi etici anche nel campo della
retribuzione». 17/11/2008
( da "Adige, L'" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pallaoro Ma tutti si
adeguino «Ci sono margini per ridurre» Dario Pallaoro, presidente uscente del
consiglio provinciale, è convinto che ci siano spazi per contenere i costi
della politica, e in particolare per ridimensionare le retribuzioni dei
consiglieri. Ma occorre una legge che costringa tutte le regioni ad adeguarsi.
Presidente Pallaoro, che soluzione ha in mente? A mio avviso non si può
continuare a procedere all'«italiana» con soluzioni improvvisate, diverse da
regione a regione. Occorre fare una legge costituzionale che, dopo due passaggi
alla Camera e due al Senato, obblighi tutte le regioni ad adeguarsi. Solo così
si prende il sacco in cima, si comincia dai parlamentari per arrivare ai
consiglieri, e si sistema tutto obbligando tutti ad adeguarsi, perché è vero
che in Italia esiste un sistema di indennità che in altri paesi d'Europa non
esiste. La recente riforma dei vitalizi non basta? Sicuramente noi qualche cosa
abbiamo fatto, tant'è che d'ora in avanti gli eletti in consiglio riceveranno
il vitalizio solo in base ai contributi versati. E credo che guardando in giro
per l'Italia di altre situazioni così non ce ne sia neanche una. Ma per fare un
discorso obiettivamente efficace bisogna fare un discorso che coinvolga tutti,
altrimenti si lascia alla volontà dei singoli consigli e qualcuno fa la sua
parte, mentre gli altri fanno poco. Un consigliere quando dovrebbe prendere?
Margini per ridimensionare credo che ce ne siano, ma poi teniamo conto anche
che l'attività del consigliere se è fatta bene e a tempo pieno comporta anche
delle spese. E non credo che la soluzione proposta da
Durnwalder di fare i consigli dopo cena, con un gettone di presenza, possa andar bene. Siamo due
province autonome con competenza primaria in quasi tutte le materie, e quindi
con un lavoro di produzione legislativa che richiede impegno e tempo.
17/11/2008
( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 11 - Pisa
ACQUACALDA-PIEVE S. PAOLO0-3 ACQUACALDA: Mangiantini, Coretti, Bini, Panelli,
... ACQUACALDA-PIEVE S. PAOLO0-3 ACQUACALDA: Mangiantini, Coretti, Bini,
Panelli, Bianchi, Casali, Bertolini, Bandettini, Miccoli, Morini (25' st
Bertini), Moroni (34' st Coppi). All.: Rota. PIEVE S. PAOLO: Ragghienti,
Orsolini, Pracchia, Benvenuti, Pieretti, Sarti, Bianchi (Paganelli), Pomini,
Panati (1' st Tangelli), Picchi, Biggi. All.: Barsocchi. ARBITRO: Tagliavini di
Pisa. RETI: 2' secondo tempo Picchi, 38' Biggi, 45' Tangelli. ANIA-AQUILA S.
ANNA 1-1 ANIA: Marotta, Pucci, Ricci, Talini (39' st Catoni), Riva, Hartmann,
Petretti, Francesconi (30' st Batastini), Rocchiccioli, Riccardi, A. Orsucci
(36' st Casci). All.: Lemmi. AQUILA S. ANNA: Piccinini, Marianetti, Busembai
(32' secondo tempo Marino), Betti, Del Bianco, Torre, Fazzini (25' st Cantoni),
Landucci, Lami, Brogi, Pedonesi (28' st Chiavetta). Allenatore: Cappellini.
ARBITRO: De Villa di Pisa. RETI: 18' pt Francesconi (Ania), 28' Lami (Aquila S.
Anna). AVANEMETATO-MARGINONE 4-1 AVANEMETATO: Fabbriciani, Desiderio, Enriquez,
Masoni, Di Martino, Colombini (1' st Faccini), A. Pecori, Alcò (40' st
Barsanti), Carboni (25' st Marchi), Niccolini, Al. Pecori. A disp.:
Pasqualetti. All.: Parra. MARGINONE: Benedetti, Bandettini (1' st Bocciardi),
D'Antraccoli, Micheli, Rosfelli, Pennuto (15' st Barguti), Salvadori (25' st
Del Grande), Biggi, Fantozzi, Cesari, Cannarozzo. A disp.: Simoni, Megaro,
Zaccaria, Morini. All.: Marchi. ARBITRO: Lenza di Firenze. RETI: 36' pt Carboni
(A), 45' Bandettini (M) aut; 15' st Carboni (A), 25' Micheli (M) rig, 35' A.
Pecori (A). NOTE: ammoniti Enriquez, Masoni, Stelluto, Bandettini,
D'Antraccoli. Espulso: 35' st Bocciardi (M). COREGLIA-MONTUOLONAVE 3-0
COREGLIA: L. Ferrari, Pierantoni, Ciari, Barsi, Cavani, Organi, Fantini, Fabbri
(22' st Rovai), Giuliani (33' st F. Ferrari), Bacci (38' st Orsetti), Piacenza.
A disp.: Canigiani, Allegretti, Moscardini, Bonelli. All.: Mucci. MONTUOLONAVE:
Petroni, Borgia, Santerini, Giusti, Sabia, Pardi, Giordani (9' st Bianchini),
Graziani, Abbate (6' st Medori), Casagrande, Ricciarelli (1' st Orsi). A disp.:
Dei Turbe, Roberti, Francone, Adami. All.: Tuccori. ARBITRO: Controzzi di Pisa.
RETI: 39' pt Fabbri; 29' st Giuliani, 43' F. Ferrari. NOTE: ammoniti Pardi,
Ricciarelli, Organi. MORIANESE-VILLETTA 2-0 MORIANESE: Lenci, Guidi (25' st
Battaglia), Ristori, Maiali, A. Haoudi, Matteucci, K. Haoudi (5' st Dinelli),
Saccone, Bianchi (30' st Dedya), Lunardi, Bolcioni. VILLETTA: Biagioni,
Catarsi, Belli (32' st Giannotti), Suffredini, Coltelli (16' st Salvetti),
Dini, Terni, Bonini, Mori, Grisanti, Cordasco. All.: Accorsini. ARBITRO: La
Veneziana di Viareggio. RETI: 45' pt Maiali; 45' st Bolcioni. NOTE: espulsi:
30' secondo tempo Lunardi (Morianese), 45' st Ristori (M). S. LORENZO-MASSA
MACINAIA 0-0 S. LORENZO: Lazzarini, Giovannelli, Cesari, Sodini, Mengali, M.
Bianchi, Tuccori, Granford, Donatelli (1' st Stefanini), G. Bianchi (15' st
Lelli), Belluomini (39' st Casanuova). All.: Gaddini. MASSA MACINAIA: Grassi,
Berni, Lencioni (12' secondo tempo Canozzi), Brunini, Davini, Sarti (40' primo
tempo Romano), Borselli, G. Matteucci, Rossi, Biagini, E. Matteucci.
Allenatore: Maselli. ARBITRO: Guiggi di Livorno. VIRTUS-PIAZZA AL SERCHIO 0-1
VIRTUS: Bertoncini, Grazia, Pellegrinotti, Grassi, Banchieri, Innocenti, Nell
Gregori, Ambrosini (30' st Toni), Elezi, Romiti, Prosperi (32' st
Rocchiccioli). All.: Vanni. PIAZZA AL SERCHIO: Valdrighi, Satti, Morosini,
Terni, Bertolini, Biagini, Magagnini, Castelli (32' st Angelini), Donnini (37'
st De Luca), Cassettai (45' st Muzzi), Crudeli. All.: Cecchini. ARBITRO: Rizzuto di Pisa. RETE: 28' pt Donnini (rig.). NOTE:
espulso al 43' st De Luca (P). VORNO-FORNACI1-0 VORNO: Ciucci, Del Dotto,
Vannucci, Giuliacci (26' secondo tempo Matteucci), Badino, Bertoncini, Mazzoni,
Magnelli, Giannini, Pieri (46' st Da Valle), Andreini (14' secondo tempo
Matteoni). Allenatore: Mariani. FORNACI: Giannecchini, Mazzanti, Toni,
Fabbiani, Suffredini, Alberigi, Biagioni, Grassi, Focali (22' pt Bacci),
Cecchini, Casillo. All.: Angelini. ARBITRO: Coviello di Pisa. RETE: 1' pt
Magnelli (rig.).
( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-17 num: - pag: 1 autore: di
e categoria: REDAZIONALE Gli arbitrati Il secondo lavoro delle toghe Se i
giudici si danno l'aumento da soli SERGIO RIZZO GIAN
ANTONIO STELLA Più «amanti» per tutti. Ricordate come il giudice Aldo Quartulli
definì gli arbitrati, che consentono ai magistrati amministrativi di guadagnare
soldi extra? «Le sentenze sono la moglie, gli incarichi l'amante». Bene: dopo
essere stati più volte aboliti e ripristinati, stanno per tornare alla grande.
Grazie a un emendamento che andrà in discussione proprio domani. CONTINUA A P
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore sezione:
FINANZA E MERCATI data: 2008-11-16 - pag: 26 autore: INTERVISTA Pietro Cirenei
Bipiemme gestioni Sgr Fondi: «Acquisto libero a basso costo? Io dico sì»
Stefano Elli «Cinque punti su cui sarebbe auspicabile e, direi di più,
opportuno che si ragionasse a fondo, quelli indicati da Plus24 di ieri, 15
novembre per rifondare l'industria del risparmio gestito. Su alcuni di questi
mi trovo in perfetta sintonia». A parlare è Pietro Cirenei, direttore generale
di Bipiemme gestioni Sgr, la società di gestione del
risparmio della Banca Popolare di Milano. Quali sono in particolare i
suggerimenti che le piacerebbe vedere realizzati? Il fatto di consentire la
negoziazione dei fondi su diverse piattaforme differenziando i costi sulla base
delle modalità d'investimento e modulando un ventaglio di commissioni
differenti a seconda del canale scelto, per fare un esempio, mi sembra
importante. Come farlo? In tutti quei casi in cui la vendita del fondo non sia
parte di un processo in cui la consulenza sia rilevante, si potrebbero
introdurre dei meccanismi distributivi che spingano il pubblico degli
investitori direttamente verso l'acquisto dei prodotti finanziari. Senza costi
di intermediazione, né costi di consulenza. Una decisione del genere potrebbe
determinare un passo in avanti nella trasparenza sui costi e nella loro
comparazione. Un'opinione sul punto quattro che riguarda la comunicazione
tempestiva della composizione del portafoglio in presenza di variazioni
anomale? Sono contrario. Rischia di essere fuorviante per lo stesso
risparmiatore. Credo che l'investitore quando sceglie una società di gestione
la sceglie per il suo gestore, per i suoi trascorsi di performance e per la sua
storia e i suoi risultati. Sapere che in un dato momento in una gestione vi sia
una determinata quota di fondi, quando il giorno dopo potrebbe benissimo non
esserci più, ha un'utilità davvero marginale per l'utente. La trasparenza che
considero un traguardo primario, la si dovrebbe perseguire per altre vie che,
tra l'altro, sono già scritte nella direttiva Mifid: una corretta e letterale
applicazione della direttiva di per sé porterebbe al raggiungimento di un grado
sostanziale di trasparenza. Quanto alla riduzione della classificazione delle
categorie Assogestioni dei fondi? Sono assolutamente d'accordo. Già ora secondo
me le categorie potrebbero essere ridotte a quattro: azionari, bilanciati,
obbligazionari e monetari. Io stesso neppure mi ricordo quali e quante siano.
Si tratta di un elenco un po' invecchiato e del resto a farvi riferimento
sempre meno sono gli stessi collocatori. Piuttosto sarebbe più utile una
maggiore informazione per aiutare chi investe a capire cosa sia veramente il
rischio, e non con formule complicate (come il Var) ma aiutando a valutare nel
modo corretto il vero punto cardine: l'orizzonte temporale degli investimenti.
( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-11-17 num: - pag: 13 autore: di ALDO
GRASSO categoria: REDAZIONALE Ieri & oggi Fenomenologia del montepremi
Dalla soluzione di Edipo sull'enigma della Sfinge agli euro di Gerry Scotti La
sera stessa in cui Edipo risolse l'enigma della Sfinge si aprì un ampio
dibattito. I seguaci di Socrate si batterono perché gli indovinelli restassero
in ambito esoterico mentre i seguaci di Platone erano per la diffusione di
massa del rompicapo, pensavano addirittura a un "thranos", parola che
oggi, con molta disinvoltura, si potrebbe tradurre con format. La sera in cui
Mike Bongiorno consegnò i primi 5 milioni a un vincitore di "Lascia o
raddoppia?" (era il 1956), in Italia si aprì un ampio dibattito. Un
intellettuale raffinato come Nicola Chiaromonte scrisse che il quiz mette in
scena l'idea superstiziosa che della cultura hanno gli ignoranti e forse anche
certe élites: "non è poi tanto male che se ne faccia pubblico
ludibrio". Carlo Levi, l'autore di "Cristo si è fermato a
Eboli", si sentì invece in dovere di certificare che "mille nuovi
Edipi, ogni settimana, affrontano la Sfinge, liberano il mondo e la propria
anima dai mostri della confusione: si sentono testimoni del valore pratico e
del valore assoluto del sapere". Le espressioni inglesi "quiz
show" e "game show" indicano il gioco a premi, centrato su una o più prove di abilità, conoscenza, memoria o
fortuna, definite da un regolamento e finalizzate a uno scopo (normalmente un
premio in denaro, in gettoni d'oro o in qualsiasi altra forma), che coinvolgono uno o più
concorrenti. Questo fortunato genere di derivazione radiofonica che, fra alti e
bassi, rinnovamenti e ritorni, attraversa l'intera storia della tv,
nasce negli Usa nella seconda metà degli anni '40. Twenty Question, basato sul
vecchio gioco di salotto "animale, vegetale o minerale" e trasmesso
per radio fin dal 1946, finisce su Nbc nel novembre 1949. Dal 1950 Groucho Marx
conduce, sempre su Nbc, You bet your life. Due anni più tardi è il turno di Two
for money. Il successo e la spettacolarità dei quiz show vengono ulteriormente
facilitati da una sentenza della Corte Costituzionale del 1954: stabilisce che
i giochi a premi basati sulla presenza di un jackpot -
cioè di un consistente premio - vengano rimossi dalla categoria dei giochi
d'azzardo. Nascono così i cosiddetti "big money quiz show", giochi a
premi caratterizzati appunto da una grossa somma di denaro messa in palio. Il
produttore della Cbs Louis Cowan, con la collaborazione di uno sponsor (la
Revlon Cosmetic) mette allora a punto un "jackpot quiz show" basato
sul precedente programma radiofonico Take it or leave it. Nasce così, nel 1955,
The $ 64.000 Question (cui si ispira anche il nostro Lascia o raddoppia?),
seguito poi da altri programmi affini, come Twenty One e The big surprise.
Anche in Italia, da "Lascia o raddoppia?" all'"Eredità" o a
"Chi vuol essere milionario?", il quiz è uno dei generi più forti. Proprio
in questi giorni è uscito da Bompiani un curioso libro di Fernando Sallustio,
già supercampione di "Passaparola". Si chiama "Un popolo di
concorrenti. 50 anni di storia d'Italia attraverso i telequiz" e passa in
rassegna i quiz più fortunati della nostra tv, con corredo di domande. Da
tempo, il quiz rappresenta una concezione filosofica della conoscenza. C'è chi
lo ha sempre accusato di rappresentare un sapere imparaticcio, di scarso
valore. E c'è chi, invece, come Tullio De Mauro, ha sempre sostenuto che gli
italiani hanno imparato l'italiano anche con i quiz di Mike. Tant'è vero che in
Italia la missione pedagogica del quiz classico entra in crisi con l'elevazione
dell'obbligo scolastico alla terza media. Un pubblico scolarizzato non vuole
più apprendere, desidera solo intrattenersi, magari con un game show, come
"La ruota della fortuna", che richiede destrezza ma soprattutto una
buona dose di fortuna. Il quiz classico propone un sapere specialistico: lo
spettatore, per divertirsi, deve condividere la passione del concorrente. Mike
chiedeva il nome della profetessa di uno dei più famosi carmi del libro dei
Giudici (Debora); Gerry Scotti chiede chi è il Marcello azzurro (Lippi). Se in
uno dei tanti quiz che vanno ora in onda venissero riproposte le domande di
"Lascia o raddoppia?" ben pochi concorrenti riuscirebbero a superare
il primo turno. Il motivo è semplice: erano domande per esperti e
presupponevamo una competenza specifica. Non erano per tutti, cioè generaliste:
erano riservate ai pochi eroi che sarebbero diventati personaggi televisivi
solo a prezzo di sforzi straordinari. Il neoquiz, invece, è basato sulla
cosiddetta cultura generale, su quel bagaglio di nozioni che la scuola dell'
obbligo e più di cinquant'anni di tv dovrebbero ormai aver inoculato in ogni
spettatore. Il neoquiz, inoltre, nasce prevedendo la collaborazione della
sorte. Ed è proprio la fortuna o l'aiuto esterno (il terrificante
"aiutino") o comunque la possibilità limitata di risposte
(multiple-choice test) che ne sanciscono il senso ultimo: ogni spettatore è
anche un potenziale concorrente. Ogni tanto risorge anche il problema delle
vincite: è giusto o no che la tv elargisca così tanti premi? Il premio è parte
integrante del gioco, questo resta indiscutibile. Il fastidio nasce se mai per
quei quiz telefonici con montepremi che hanno l'unico scopo di legare alla
trasmissione un numero considerevole di persone interessate non ai contenuti
del programma ma alla vincita in palio. Tutti i cruciverboni, i fagioloni, le
domandone che promettono soldi sono una specie di inganno per attrarre
pubblico. Quel "pronto da dove chiami?" è ormai un lamento che sale
dalle viscere e preannuncia il peggio: i fastidiosi venditori ambulanti della
felicità, quando si accorgono che la "gente" cui si rivolgono è
sensibile solo alle telefonate con i gettoni d'oro,
possono per un po' rallegrarsi dei successi della loro invadenza. A proposito
di "aiutini", una delle molle segrete che rendono affascinate il quiz
è la possibilità di scoprirne i trucchi, le magagne, le contestazioni. Dai
tempi di "Lascia e raddoppia?" e del celebre caso del controfagotto,
il ricorso e lo smascheramento sono diventati componenti stesso del gioco. Del
resto la figura del Notaio segnala che c'è anche un ordine del sapere passibile
d'inganno.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
FERRARA PROVINCIA
pag.
( da "marketpress.info" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Lunedì 17 Novembre
2008 VENDOLA AVVIA AZIONE RISARCITORIA CONTRO RIZZO, STELLA, SANTORO E CORRIERE
DELLA SERA Bari, 17 Novembre 2008 - Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola
ha deciso di avviare un?azione risarcitoria nei confronti di Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, Michele
Santoro e del quotidiano ?Corriere della Sera?. L?iniziativa è stata presa per
mirare alla tutela dell?integrità della propria immagine, a seguito della
replica fornita dagli autori del libro ?La Casta? alla lettera pubblicata sul
Corriere della Sera di oggi e alle dichiarazioni fornite dagli stessi nella
puntata di ieri, Giovedi? 13 Novembre, della trasmissione televisiva Rai
?Annozero?, nel corso della quale si è continuato a fornire dati e cifre non
corrispondenti al vero relativi agli emolumenti percepiti nel ruolo di
Presidente della Giunta Regionale. . . <<BACK
( da "Corriere.it" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il secondo lavoro
delle toghe Se i giudici si danno l'aumento da soli Il caso degli arbitrati: un
emendamento del Pdl fa tornare la «giustizia parallela» dove lo Stato perde Più
«amanti» per tutti. Ricordate come il giudice Aldo Quartulli definì gli
arbitrati, che consentono ai magistrati amministrativi di guadagnare soldi
extra? «Le sentenze sono la moglie, gli incarichi l'amante». Bene: dopo essere
stati più volte aboliti e ripristinati, stanno per tornare alla grande. Grazie
a un emendamento che andrà in discussione proprio martedì. Il cuore
dell'emendamento, firmato da tre senatori del Pdl, Massimo Baldini, Valter
Zanetta e Luigi Grillo (il presidente della commissione Lavori pubblici del
Senato rinviato a giudizio per concorso in aggiotaggio per i suoi rapporti con
Giampiero Fiorani) è racchiuso in una sola riga: «Sono abrogati i commi 19, 20,
21 e 22 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244». Arabo, per i non
addetti ai lavori. Ma l'obiettivo è chiaro: vengono abolite le norme introdotte
nell'ultima finanziaria del governo Prodi che vietavano alle pubbliche
amministrazioni, senza eccezioni, di stipulare contratti contenenti la clausola
del ricorso all'arbitrato in caso di disaccordo. Pena, l'intervento della Corte
dei conti e pesanti sanzioni. Riassumiamo? Gli arbitrati (aboliti dal governo
Ciampi, ripristinati da Berlusconi, ri-aboliti da Dini e via così.) sono una specie
di corsia preferenziale parallela alle cause civili. Se l'ente pubblico che ha
commissionato un lavoro e chi quel lavoro lo ha eseguito vanno a litigare sui
soldi, possono chiedere che a stabilire le ragioni e i torti non sia la
lentissima giustizia civile ma una specie di giurì. Un arbitro lo nomina un
litigante, uno quell'altro e i due insieme nominano il presidente. Niente di
male, apparentemente. Se non fosse per due nodi. Primo: gli «arbitri» sono
spesso giudici chiamati a decidere «privatamente » su cose che a volte toccano
lo stesso Comune, la stessa Provincia, la stessa Regione o lo stesso Ministero
su cui possono essere delegati a decidere nelle vesti di membri dei Tar o del
Consiglio di Stato. Secondo nodo: stando ai dati del presidente dell'Autorità
per la vigilanza dei lavori pubblici Luigi Giampaolino, lo Stato (guarda
coincidenza.) perde sempre. O quasi sempre: in 279 arbitrati in due anni tra il
luglio 2005 e il giugno
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 6
Il made in Italy non ha paura "Sono paesi ad alto potenziale" ALESSANDRA
CARINI Era la nuova frontiera, o quasi. E? lì, nell?Europa dell?Est, che, a
partire da metà anni Ottanta, mezza Italia del quadrangolo industriale e
finanziario ha visto il suo futuro. Un esodo di massa ha fatto seguito ai primi
"pionieri", come Fiat, Merloni: si sono delocalizzate fabbriche,
moltiplicate le catene di fornitori, trovati nuovi mercati di sbocco in un via
vai di semilavorati e prodotti che ha inglobato paesi e cancellato, di fatto,
frontiere. E? lì che a parte le presenze storiche, come quella delle Generali
di austroungarica memoria, le banche hanno fatto a gara per conquistare
posizioni, da Unicredit a Intesa Sanpaolo fino a istituti locali come Veneto
Banca. E adesso? Come pesa la crisi? Che prospettive hanno questi mercati? Le aziende
che come la MerloniIndesit stanno all?est da lungo tempo per ora "
resistono": «Nei Paesi dell?Est siamo ormai radicati. E nonostante la
crisi i ritmi di crescita sono elevati il potenziale alto. Certo, oggi è arduo
fare previsioni sulla domanda per l?anno prossimo, non ci aspettiamo un mercato
normale», dice Francesco Trovato chief marketing dell?azienda. Anche tra coloro
che hanno visto gli anni più recenti non c?è pessimismo. Dice Andrea Tomat,
presidente e direttore generale di Stonefly, uno stabilimento in Bulgaria e un
rete commerciale con negozi monomarca che va tra Serbia e Romania: «Ci sono
aspetti ancora positivi visto che la crescita interna di questi Paesi e anche
gli apporti di finanziamento europeo lasciano ancora spazio ad un sostegno della
domanda. Ma è un mosaico variegato che dipende da paese a paese, anche se temo
che prima o poi, se continua così, ci troveremo di fronte ad un eccesso di
capacità produttiva e si dovrà ristrutturare. Certo è che l?effetto della
stretta del credito si è fatta sentire». Ma c?è un altro dato che rischia di
rendere instabili le prospettive: «Se torna l?epoca delle svalutazioni
competitive, anche le prospettive di investimento cambiano». Eppure per molti
prevale per ora la relativa certezza che di fronte al disastro dell?occidente
in questi paesi una qualche crescita ci sarà. Guerrino Pivato, presidente di un
gruppo immobiliare e delle costruzioni con circa 100 milioni di fatturato, ha
iniziative in Romania e Croazia, dice: «Investire all?Est vale ancora la pena.
La crisi immobiliare si sente di meno, i prezzi dei terreni sono ancora bassi,
muovendoci dall?Italia godiamo della fiducia che ci portiamo dietro anche nel
credito. E poi ci sono margini che in Italia non esistono più e prospettive nel
settore delle infrastrutture corroborate anche dai finanziamenti comunitari». A
sostenere queste tendenze non è solo un momento congiunturale, ma anche i
cambiamenti di più lungo periodo che ci sono stati in questi anni. Mario
Moretti Polegato, da 12 anni console onorario di Romania per il Nordest e
proprietario della Geox, che all?est ha stabilimenti e reti di fornitori,
sostiene ormai che l?entrata in Europa ha molto ridotto le convenienze
"manifatturiere" classiche di questi paesi, che hanno segnato la prima
fase della delocalizzazione «Il costo del lavoro è aumentato, l?apertura delle
frontiere ha provocato una massiccia emigrazione e anche una scarsità di
manodopera. E comunque si stanno spostando la tipologia degli investimenti
richiesti: aeroporti, infrastrutture, elettricità, ma anche agroalimentare
stanno diventando delle priorità». Ma il timore è che la crisi dilaghi anche
sull?economia. Fabrizio Coricelli insegna economia dei paesi socialisti, ha
lavorato a lungo non solo lì ma anche per la Banca Mondiale, non è così
ottimista sul futuro degli investimenti. «La crescita inarrestabile non c?è più
e se va giù la crescita globale anche in questi paesi ci potrebbe essere un
problema di esportazioni. Che margine c?è per finanziarie provvedimenti per lo
sviluppo se miliardi vengono destinati a sostenere le banche?». E c?è infine un
problema rilevante che sottende l?economia di tutti questi paesi: «Il costo del
debito che sale a dismisura, le difficoltà di finanziarlo da parte
dell?estero». «E? vero, il problema del finanziamento del debito c?è gli fa eco
Mauro Gallea, vicedirettore generale di Veneto Banca, istituto che ha
ramificazioni in Romania Moldavia Croazia Ma non ci sono situazioni di grande
rischio per le banche: i sintomi di credit crunch non si vedono e il credito è
finalizzato e molto garantito. Anche le istituzioni monetarie sono molto
"garantiste": basti pensare che in Croazia e Moldavia sulla raccolta
interna c?è un deposito obbligatorio del 17% per quella estera si aggiunge un
altro 55%». Tra le banche la cui "materia prima" indispensabile di
questi tempi è la fiducia, la parola d?ordine è quella della prudenza.
Unicredit che nell?Europa Centro Orientale ha una rete ramificata in 15 Paesi,
un?esposizione di cento miliardi e da qui ricava molti dei suoi profitti, non
parla di recessione: «Vediamo un rallentamento della crescita ma stiamo
lavorando in modo conservativo in termini di futuri accantonamenti. Il modello
sul quale è organizzata la banca è vincente nel futuro», ha assicurato
Alessandro Profumo agli analisti. Ma è certo che più che le previsioni conta il
ritorno ad una situazione di normalità, nei cambi e nei flussi,
"normalità" del resto sulla quale si basano i conti recenti
presentati dalle banche. Per chi in questi Paesi ci è quasi nato e ne ha accompagnato
la crescita, e che qui ha ancora una parte predominante del fatturato, come le
Generali, la crisi è una delle tante sfide affrontate in questi anni. «Se fosse
avvenuta molti anni fa, quando queste economie erano dominate dai kombinat
sovietici, sarebbe molto più pesante. Oggi quasi tutti i paesi hanno un elevato
grado di flessibilità», dicono ai vertici. Anche loro parlano di
"rallentamento" e non di recessione, per quest?area. E i conti del
settore non vanno male. Anzi. «La crisi apre anche opportunità. I trend
mostrano che i risparmiatori, scottati dalle banche, tendono a preferire i
prodotti assicurativi in una situazione nella quale, proprio per la crisi, la
propensione al risparmio cresce e la redditività sale per la contrazione della
sinistrosità: in nove mesi il gruppo ha avuto un aumento del 21% nel volume dei
premi vita e del 14% negli altri». Scopri come ricevere sul tuo cellulare
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( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 17-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
di Carlo Sgorlon
Antonio Galdo, giornalista e ... di Carlo SgorlonAntonio Galdo, giornalista e
scrittore, nel suo ultimo libro (Non sprecare, Einaudi, pagg. 165, E. 16)
rivela le sue origini napoletane; ma i suoi modi di pensare sono monto lontani
da quelli di troppi abitanti della sua città, di cui denuncia con fermezza,
senza eufemismi e attenuazioni, i difetti e gli sprechi. Curioso e singolare,
il suo libro. Infatti, anche se la sua filosofia è permeata da un'ampio
ecologismo e dalla convinzione che gli uomini, se vorranno salvare l'unico
pianeta di cui dispongono, e quindi anche la loro «riverita specie» (Manzoni)
ha indicato e descritto nei vari capitoli alcuni modi e «territori» in cui
avvengono gli sprechi, oggi, nell'opulento mondo occidentale.Il Terzo Mondo,
dove pure avvengono degli sprechi, spesso piuttosto odiosi e micidiali, quasi
non viene chiamato alla ribalta, se non per citare le cifre allucinanti degli
affamati e dei morti di fame. Per dare un'idea degli sprechi indicati dal
brillante giornalista, elencherò innanzitutto quali sono gli argomenti da lui
esplorati. Lo spreco del cibo e della vita (con i milioni di aborti che si
verificano nel mondo ogni anno, con la morte assurda di tante vittime di
delitti o di suicidi). L'«orco» pauroso dell'anoressia, che distrugge
all'interno la salute e spesso la vita di tante ragazze nevrotiche, che
vogliono esser magrissime per obbedire a un imperativo categorico della moda.
La smania dell'uomo moderno di acquistare e possedere delle cose: qualsiasi
cosa, vestiti, telefonini, automobili, scarpe, anche qui per obbedire a impulsi
assurdi di natura morbosa e all'ossessionante reclame che ci viene dai
mass-media in generale. Il consumo pauroso delle risorse energetiche e naturali
(che presto saranno esaurite) e delle materie prime. La dilapidazione del
pubblico denaro, nelle amministrazioni statali, regionali, provinciali,
soprattutto nel Sud, dove tutte le iniziative vengono a costare
iperbolicamente, e spesso non arrivano neppure al termine; dove tutti i
quattrini ricevuti dallo Stato se ne vanno in stipendi e consulenze (qui il
lettore ritrova un po' la materia e i climi dei libri di
denuncia di Stella e Rizzo, e di tanti altri). Lo spreco del
tempo e delle parole; quello del talento, quello delle occasioni, quello del
lusso sfrenato, che riguarda per fortuna un modesto numero di miliardari (di
euro, di dollari, di rubli) che arrivano a possedere aerei privati e abiti
preziosi, tempestati di diamanti.Va sottolineato che l'autore non è un
«apocalittico» senza speranza, anche se è ben lontano dall'essere un
«integrato». La sua natura profonda è ottimistica. In lui v'è l'attesa che
l'attuale cultura degli uomini possa cambiare radicalmente; né, come oggi
spesso avviene, fa dell'umorismo macabro sugli aspetti più tragici e pericolosi
delle situazioni planetarie dei nostri tempi. Galdo si immerge nei suoi
problemi scottanti con sobria serietà, e con il retropensiero che per uscire
dalle strette gli uomini dovranno, oltre che ripristinare la cultura della
parsimonia, elaborare un nuovo concetto di «progresso», che consista non nel
continuare la corsa al possesso e alla comodità, ma nel mettere in atto la
saggezza della cultura ecologica; una saggezza e una misura che ormai ci sono
indispensabili come l'aria che respiriamo.I vari capitoli di «Non sprecare»
sono un po' delle interviste dissimulate, dove personaggi «esemplari», in
rapporto al genere di sciupio su cui verte il discorso, forniscono risposte
positive al problema. Esse sono evidenziate graficamente non da virgolette,
come d'uso, ma dal fatto che le righe si accorciano. A volte i personaggi
intervistati sono illustri, come Claudio Abbado, protagonista nel capitolo
dedicato al talento; o Roberto Cavalli, lo stilista che pare realizzarsi solo
sprecando.Ma vi sono anche personaggi poco noti, e tuttavia di alto livello,
professori universitari italiani o americani, grandi professionisti, o monaci
camaldolesi, semigeni del volontariato e dell'assistenza a coloro che sono
sovrastati dalla necessità.L'autore si tiene lontano da ogni ideologia, a meno
che per essa non si voglia intendere una esplicita religiosità, e l'amore per
l'uomo e la vita. Lo stile è molto disinvolto, moderno, ricco di anglismi, che
oggi molti usano, spesso metaforico, a volte divertente, ma sempre sobrio e
misurato. È un libro che ho letto di corsa, con un consenso ininterrotto,
perché dà corpo a convinzioni che mi porto dentro da sempre, e a cui spesso do
spazio, anche molto ampio, da cinquant'anni nella mia narrativa. Un libro che
tutti dovrebbero leggere, non tanto per essere meglio informati su mali
macroscopici del nostro mondo, ma come un breviario di varia ecologia e di sana
concezione della vita.
( da "Corriere.it" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Fenomenologia del
montepremi Dalla soluzione di Edipo sull'enigma della Sfinge agli euro di Gerry
Scotti Se oggi si riproponessero le domande di Mike Bongiorno pochi concorrenti
supererebbero il primo turno La sera stessa in cui Edipo risolse l'enigma della
Sfinge si aprì un ampio dibattito. I seguaci di Socrate si batterono perché gli
indovinelli restassero in ambito esoterico mentre i seguaci di Platone erano
per la diffusione di massa del rompicapo, pensavano addirittura a un
"thranos", parola che oggi, con molta disinvoltura, si potrebbe
tradurre con format. La sera in cui Mike Bongiorno consegnò i primi 5 milioni a
un vincitore di "Lascia o raddoppia?" (era il 1956), in Italia si aprì
un ampio dibattito. Un intellettuale raffinato come Nicola Chiaromonte scrisse
che il quiz mette in scena l'idea superstiziosa che della cultura hanno gli
ignoranti e forse anche certe élites: "non è poi tanto male che se ne
faccia pubblico ludibrio". Carlo Levi, l'autore di "Cristo si è
fermato a Eboli", si sentì invece in dovere di certificare che "mille
nuovi Edipi, ogni settimana, affrontano la Sfinge, liberano il mondo e la
propria anima dai mostri della confusione: si sentono testimoni del valore
pratico e del valore assoluto del sapere". Le espressioni inglesi
"quiz show" e "game show" indicano il gioco a premi, centrato su una o più prove di abilità, conoscenza, memoria o
fortuna, definite da un regolamento e finalizzate a uno scopo (normalmente un
premio in denaro, in gettoni d'oro o in qualsiasi altra forma), che coinvolgono uno o più
concorrenti. Questo fortunato genere di derivazione radiofonica che, fra alti e
bassi, rinnovamenti e ritorni, attraversa l'intera storia della tv, nasce
negli Usa nella seconda metà degli anni '40. Twenty Question, basato sul
vecchio gioco di salotto "animale, vegetale o minerale" e trasmesso
per radio fin dal 1946, finisce su Nbc nel novembre 1949. Dal 1950 Groucho Marx
conduce, sempre su Nbc, You bet your life. Due anni più tardi è il turno di Two
for money. Il successo e la spettacolarità dei quiz show vengono ulteriormente
facilitati da una sentenza della Corte Costituzionale del 1954: stabilisce che
i giochi a premi basati sulla presenza di un jackpot -
cioè di un consistente premio - vengano rimossi dalla categoria dei giochi
d'azzardo. Nascono così i cosiddetti "big money quiz show", giochi a
premi caratterizzati appunto da una grossa somma di denaro messa in palio. Il
produttore della Cbs Louis Cowan, con la collaborazione di uno sponsor (la
Revlon Cosmetic) mette allora a punto un "jackpot quiz show" basato
sul precedente programma radiofonico Take it or leave it. Nasce così, nel 1955,
"The $ 64.000 Question" (cui si ispira anche il nostro "Lascia o
raddoppia?"), seguito poi da altri programmi affini, come "Twenty
One" e "The big surprise". Anche in Italia, da "Lascia o
raddoppia?" all'"Eredità" o a "Chi vuol essere
milionario?", il quiz è uno dei generi più forti. Proprio in questi giorni
è uscito da Bompiani un curioso libro di Fernando Sallustio, già supercampione
di "Passaparola". Si chiama "Un popolo di concorrenti. 50 anni
di storia d'Italia attraverso i telequiz" e passa in rassegna i quiz più
fortunati della nostra tv, con corredo di domande. Da tempo, il quiz
rappresenta una concezione filosofica della conoscenza. C'è chi lo ha sempre
accusato di rappresentare un sapere imparaticcio, di scarso valore. E c'è chi,
invece, come Tullio De Mauro, ha sempre sostenuto che gli italiani hanno imparato
l'italiano anche con i quiz di Mike. Tant'è vero che in Italia la missione
pedagogica del quiz classico entra in crisi con l'elevazione dell'obbligo
scolastico alla terza media. Un pubblico scolarizzato non vuole più apprendere,
desidera solo intrattenersi, magari con un game show, come "La ruota della
fortuna", che richiede destrezza ma soprattutto una buona dose di fortuna.
Il quiz classico propone un sapere specialistico: lo spettatore, per
divertirsi, deve condividere la passione del concorrente. Mike chiedeva il nome
della profetessa di uno dei più famosi carmi del libro dei Giudici (Debora);
Gerry Scotti chiede chi è il Marcello azzurro (Lippi). Se in uno dei tanti quiz
che vanno ora in onda venissero riproposte le domande di "Lascia o raddoppia?"
ben pochi concorrenti riuscirebbero a superare il primo turno. Il motivo è
semplice: erano domande per esperti e presupponevamo una competenza specifica.
Non erano per tutti, cioè generaliste: erano riservate ai pochi eroi che
sarebbero diventati personaggi televisivi solo a prezzo di sforzi straordinari.
Il neoquiz, invece, è basato sulla cosiddetta cultura generale, su quel
bagaglio di nozioni che la scuola dell' obbligo e più di cinquant'anni di tv
dovrebbero ormai aver inoculato in ogni spettatore. Il neoquiz, inoltre, nasce
prevedendo la collaborazione della sorte. Ed è proprio la fortuna o l'aiuto
esterno (il terrificante "aiutino") o comunque la possibilità
limitata di risposte (multiple-choice test) che ne sanciscono il senso ultimo:
ogni spettatore è anche un potenziale concorrente. Ogni tanto risorge anche il
problema delle vincite: è giusto o no che la tv elargisca così tanti premi? Il
premio è parte integrante del gioco, questo resta indiscutibile. Il fastidio
nasce se mai per quei quiz telefonici con montepremi che hanno l'unico scopo di
legare alla trasmissione un numero considerevole di persone interessate non ai
contenuti del programma ma alla vincita in palio. Tutti i cruciverboni, i
fagioloni, le domandone che promettono soldi sono una specie di inganno per
attrarre pubblico. Quel "pronto da dove chiami?" è ormai un lamento
che sale dalle viscere e preannuncia il peggio: i fastidiosi venditori
ambulanti della felicità, quando si accorgono che la "gente" cui si
rivolgono è sensibile solo alle telefonate con i gettoni
d'oro, possono per un po' rallegrarsi dei successi della loro invadenza. A
proposito di "aiutini", una delle molle segrete che rendono
affascinate il quiz è la possibilità di scoprirne i trucchi, le magagne, le
contestazioni. Dai tempi di "Lascia e raddoppia?" e del celebre caso
del controfagotto, il ricorso e lo smascheramento sono diventati componenti
stesso del gioco. Del resto la figura del Notaio segnala che c'è anche un
ordine del sapere passibile d'inganno. Aldo Grasso stampa |
( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
SENATO. OGGI LA
DISCUSSIONE "Giustizia parallela" Zanetta tra i firmatari
dell'emendamento [FIRMA]RENATO BALDUCCI DOMODOSSOLA Sarà discusso oggi in
Parlamento l'emendamento che reintroduce il ricorso all'arbitrato. Proposta che
riabilita la «giustizia parallela», garantendo ai giudici amministrativi
parcelle extra che graveranno sulle tasche degli Italiani. Abolito e
ripristinato più volte, era stato cancellato dal Governo Prodi, che aveva
vietato alle pubbliche amministrazioni di stipulare contratti con la clausola
del ricorso all'arbitrato. Ora, d'incanto, torna a far
capolino con l'emendamento che porta la firma di Luigi Grillo, Massimo Baldini e del senatore
di Baceno, Valter Zanetta. L'iniziativa dei tre parlamentari del Partito della
Libertà non è sfuggita a Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, i giornalisti impegnati nel denunciare gli sprechi della
«casta». Che ci azzecca Valter Zanetta in quest'iniziativa parlamentare?
Lui che, oggi, appare più impegnato a cercare di difendere le scuole di
montagna dai tagli della collega Gelmini e a tener sotto controllo l'operato
del sindaco domese, Michele Marinello, e la sua maggioranza un po' irrequieta?
Zanetta e colleghi hanno di fatto rilanciato la «corsia parallela alle cause
civili». Con i giudicanti che ricevono compensi che si aggirano tra l'1 e il 3
per cento del reale valore della controversia. L'emendamento prevede che gli
stessi giudici, «in merito all'eccezionale complessità delle questioni
trattate», possano aumentarsi i compensi del 25 per cento. «Non vedo nulla di
scandaloso» rimarca Valter Zanetta. Che spiega il perché della sua firma: «Con Grillo, mio presidente di commissione, abbiamo una
collaudata modalità di lavoro. Ognuno porta le sue esperienze professionali e
politiche sui vari argomenti». Ricorda «che il regime dell'arbitrato è antico e
che nel passato ha funzionato bene». Peccato che dal 2005 al 2007 lo Stato sia
uscito battuto nel 94,6 per cento dei casi. «Più tragico - dice - è attendere i
lunghi tempi della magistratura ordinaria». L'accusa di «premiare» i giudici.
«Non è vero - aggiunge - . I compensi si riducono; solo per particolari
situazioni possono aumentarli del 25 per cento».
( da "Arena, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 18 Novembre
2008 CRONACA Pagina 16 DIBATTITO. Approvato, non all'unanimità, un documento di
sostegno ai consiglieri coinvolti Scritte, è polemica in sesta circoscrizione
Scontro politico sulle scritte in sesta circoscrizione. All'ordine del giorno
del consiglio c'era infatti un emendamento, proposto dalla maggioranza, per
condannare le scritte offensive comparse sui muri della circoscrizione. Le
frasi in questione erano comparse a fine settembre, nella notte tra sabato 27 e
domenica 28, e avevo preso di mira il giovane consigliere di An Davide Danzi,
il presidente della sesta circoscrizione Mauro Spada e l'assessore al
Decentramento Marco Padovani. Scritte che erano state scoperte l'indomani
dell'annullamento del triangolare di football americano in memoria di Nanni De
Angelis, leader del movimento di estrema destra «Terza Posizione». Un'altra intitolazione,
dopo quella ad Almirante, che già il sabato aveva alimentato le polemiche.
Tanto che il presidente lo aveva sospeso. L'altra sera, in aula, schierati «per
manifestare solidarietà al consigliere Danzi e alle altre persone coinvolte»
c'erano gli assessori al Decentramento Marco Padovani, ai Servizi sociali e
famiglia Stefano Bertacco, allo sport Federico Sboarina e all'Edilizia pubblica
Vittorio Di Dio. Più un gruppetto di ragazzi appartenente ad Azione Giovani. Ma
il testo proposto dalla maggioranza, e letto in aula dal capogruppo di An
Valerio Di Dio, non ha trovato d'accordo tutta l'opposizione e anche parecchi
esponenti della stessa maggioranza. Tanto che dopo due ore di dibattito si è
deciso di riscrivere parte del testo. A non andare affatto bene all'opposizione
è stato quel «considerato che» che «presupponeva una mancata presa di posizione
ufficiale da parte nostra che invece c'è stata», ha spiegato Donatella
Andreasi, capogruppo del Pd in circoscrizione, che ha ricordato ai presenti il
comunicato stampa diramato ai media l'indomani della comparsa delle scritte e
protocollato anche in circoscrizione. Alla ripresa dell'assemblea sono stati
proposti due testi, di poco differenti l'uno dall'altro, ed è stato approvato
da parte della maggioranza, ma non all'unanimità, quello proposto da An,
rivisto in alcune parti. Per rimuovere le scritte la
circoscrizioni sono stati sborsati 5 mila euro. E dalla consigliera della Lega
Nord Eleonora Dyurus è arrivata la proposta di privarsi del gettone presenze
fino a quando non si sarà risparmiata quella stessa quota.I.N.
( da "Milano Finanza (MF)" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
MF Numero 229
pag. 11 del 18/11/2008 | Indietro Parmalat fu il primo
titolo tossico Mercati Globali Di Fabrizio Massaro la difesa di tanzi punta il
dito contro le banche. il cavaliere, non sapevo dei bond al
retail Per gli avvocati dell'ex patron il grande crack va inserito nel contesto
della finanza malata che ha provocato la crisi mondiale. I prestiti a
Collecchio erano concessi senza rischio. Che veniva scaricato sui risparmiatori
Parmalat è un caso, il primo caso in Italia, di finanza tossica, di
finanziamenti concessi dalle banche senza controllare il merito di credito
della società di Collecchio, senza preoccuparsi che Calisto Tanzi chiedesse
soldi in prestito per pagare addirittura gli interessi sui debiti precedenti;
il tutto senza alcun rischio per gli istituti perché tanto il debito veniva
girato ai risparmiatori sotto forma di bond. L'obiettivo? Lucrare, guadagnare
il più possibile. è questo, secondo la difesa del cavaliere di Collecchio, il
contesto in cui va inserito il grande crack da 14 miliardi di euro della
Parmalat: un'operazione insomma non dissimile da quelle in titoli tossici che
hanno fatto fallire Lehman Brothers e messo in crisi l'intero sistema
finanziario. «Questo è Parmalat», ha concluso l'avvocato Gianpiero Biancolella,
primo a parlare dei tre legali che compongono la difesa di Tanzi, ieri in aula
a Milano al processo per aggiotaggio, affiancato nell'arringa dai colleghi
Fabio Belloni e Filippo Sgubbi. «Non è altro che la possibilità di lucrare
senza rischio, e qualche volta anche con tassi da usura», ha detto facendo
riferimento alle nuove ipotesi di reato avanzate dalla procura di Parma,
assieme all'estorsione. Per questo motivo, è la conclusione dei tre avvocati,
Tanzi non merita la «pena stellare», 13 anni, chiesta dai pubblici ministeri
Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino, tutti presenti in aula. La
difesa comunque ha reiterato alla prima sezione del tribunale presieduta da
Luisa Ponti la richiesta di trasferire per competenza il processo a Parma, o di
dichiarare l'insussistenza dei fatti al centro dell'imputazione di aggiotaggio
o di accogliere le attenuanti generiche e quindi la misura del patteggiamento,
già formulato ma respinto dai pm, di due anni e nove mesi per l'ex patron di
Collecchio. La tesi che «quattro ragionieri» avessero ingannato per dieci anni
la finanza mondiale non regge, ha sostenuto Biancolella, «e si capisce bene
perché»: le banche avevano in realtà preso il controllo di Parmalat, allo scopo
di continuare a emettere bond: alla fine, di fronte a tanta finanza
strutturata, neppure la mente finanziaria Fausto Tonna alla fine si
raccapezzava più, al punto da chiedere via email alle banche che gli fosse
spiegata l'operazione che aveva firmato e quanto gli costasse. «Sedici su 17
operazioni di bond sono state emesse per restituire debiti e pagare interessi.
E com'è possibile che le banche non sapessero di questa situazione? Lo facevano
perché non si assumevano nessun rischio, visto che i bond poi finivano
all'operaio, alla massaia, al fondo pensione. Ecco i titoli tossici!», ha quasi
urlato. La ricostruzione della storia della Parmalat viene dunque inserita nel
contesto della finanza mondiale. L'avidità era alla base di ogni comportamento:
così nessuno chiese da dove venisse fuori lo sconosciuto fondo Epicurum,
l'ultima invenzione della banda di Collecchio, che nei numeri avrebbe dovuto
essere uno dei più grandi al mondo, considerata la liquidità che la sola
Parmalat diceva di avere investito (circa 500 milioni). Così nessuno notò la discrasia
fra la liquidità asserita di Parmalat e la media, molto più bassa, degli altri
colossi del food. Così nessuno notò la differenza fra il debito ufficiale e
quello accertabile. Neppure la banca che emetteva il nuovo debito di Parmalat
sotto forma di private placement: Bank of America, la grande accusata da Tanzi
in una curiosa alleanza con la procura. E tutto questo ha fatto lievitare
l'indebitamento Parmalat dai 7 miliardi del 1998 ai 14 miliardi del 2003:
debiti contratti per pagare altri debiti e gli interessi, non per nuove
iniziative, ha continuato la difesa. Neanche i covenant spingevano la banca a
maggiori controlli, ma solo a chiedere più soldi. E lucravano anche vendendo la
protezione a Parmalat con i credit default swap. Prima degli avvocati, Tanzi ha
reso dichiarazioni spontanee in cui ha detto di non aver né saputo né voluto
che i bond finissero ai risparmiatori, e ha puntato il dito contro le banche.
Per esempio la Chase (poi Jp Morgan), che finanziò Parmalat fino al 1996,
quando l'istituto Usa (nella persona di Federico Imbert, non citato
direttamente da Tanzi) gli disse che il mercato non si fidava più dei suoi
bilanci e che dunque avrebbero puntato sui bond. In questo contesto spuntò Bofa
con i suoi private placement, che usò Parmalat per entrare nel mercato
brasiliano e del Sudamerica. Tanzi, che ha letto 28 pagine di memoria molto
essenziali, ha affermato anche di non aver goduto di protezioni politiche tali
da ottenere pressioni sui banchieri per finanziarlo. Per provarlo ha messo a
disposizione i verbali non omissati in cui parla di politici finanziati. I nomi
per la verità sono già noti e le questioni penali sono state affrontate, ed
escluse, dai tribunali, come nel caso dei finanziamenti alla rivista dell'ex
ministro Gianni Alemanno. Dopo le repliche previste per il 9 e 12 dicembre, ci
sarà la sentenza. (riproduzione riservata)
( da "Nuova Venezia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il ministro Sacconi
dà forfait, Rifondazione e Rdb protestano fuori A lezione di sicurezza sul
lavoro i consiglieri guadagnano il gettone SCUOLA GRANDE A San Giovanni
Evangelista Il ministro al Lavoro Maurizio Sacconi non arriva - causa
«improrogabili impegni improvvisi» - a concludere il convegno sulla sicurezza
sul lavoro, organizzato dal consiglio comunale a San Giovanni Evangelista.
Resta così con i fischietti muti, bandiere e striscioni, il «comitato
accoglienza» organizzato da Rdb-Cub e Rifondazione comunista. «Il governo
Berlusconi spinge sulla deregulation più spinta», incalza il segretario Rdb
Giampietro Antonini, «il precariato non fa che aumentare i rischi per la
sicurezza del lavoro. Qui si taglia, invece di investire».
Nel salone della Scuola Grande si discute di sicurezza sul lavoro: il consiglio
comunale è stato convocato in seduta straordinaria, con tanto di gettoni di presenza. Il che fa storcere il
naso al consigliere di Rifondazione, Sebastiano Bonzio: «Non mi faccio pagare
per parlare di morti bianche». «E' un appuntamento formativo importante
per i consiglieri», replica Silvia Spignesi, vicepresidente del Consiglio e
organizzatrice del convegno. Parla Sedo Sicic, macedone, responsabile Sicurezza
del lavoro nel settore Edile della Provincia: «Servono istruzioni in più lingue
sul funzionamento dei macchinari, servono corsi di formazione prima che i
lavoratori stranieri entrino nei cantieri, perché all'estero la cultura sulla
sicurezza non c'è». Giulio Giglio, dell'associazione vittime incidenti sul
lavoro, per la prima volta racconta della profonda depressione «e dei guai
fisici che non so se mai passeranno, dopo che sono caduto da quella scala: erano
settimane che segnalavo invano al cantiere che i bulloni si stavano svitando».
Per il prefetto Guido Nardone «l'incidente sul lavoro è una bestemmia da
debellare: la sicurezza è una priorità». Il sindaco Cacciari chiarisce: in tema
di sicurezza negli ambienti di lavoro, è inutile «versare lacrime di
coccodrillo»: «Si cambino queste sciagurate normative sui lavori pubblici che
abbiamo in Italia e si permetta a un Comune di appaltare sulla base di
requisiti essenzialmente qualitativi, soprattutto in città delicate come
Venezia». I responsabili di Spisal, Inail, vigili del fuoco hanno evidenziato
con il procuratore Borraccetti come - a Venezia - «sta dando frutti importanti
il tavolo di concertazione tra le strutture che si occupano di sicurezza».
Duro, infine, il senatore Pd Felice Casson: «Il governo Berlusconi sta
distruggendo quel poco che ha fatto Prodi, non si vede nulla per fare
prevenzione né repressione. I controlli sono lo strumento fondamentale per la
sicurezza nei luoghi di lavoro, invece si preoccupa di tagliare guardando solo
agli aspetti economici». (r.d.r.)
( da "Italia Oggi" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Mercati e Finanza Numero 274, pag. 49 del
18/11/2008 Autore: di Giorgio Bertoni Visualizza la pagina in PDF
Merkel prende tempo. Ue contraria, ma Bei pronta a dare più fondi anche per
settore auto Cara auto Ue, ma quanto mi costi Gm chiede alla Germania aiuti per
salvare la Opel Dopo la crisi dei mercati finanziari, gli Stati Uniti esportano
in Europa la crisi dell'auto. Certo che le case automobilistiche del Vecchio
Continente hanno subito colpi rilevanti alle vendite dalla crescita zero e dal
ridotto potere d'acquisto dei cittadini, ma fino a ora, nonostante voci e
smentite, la Ue aveva sempre respinto ogni richiesta di aiuto strutturale ai
produttori. Ora le regole del gioco stanno cambiando e, ancora una volta, a
muovere le pedine sono gli Stati Uniti, con la gravissima crisi che ha
coinvolto General motors. Nelle ultime settimane, la casa di Detroit è arrivata
sull'orlo del fallimento e ha più volte bussato alle porte della casa Bianca e
del Congresso per avere accesso ai finanziamenti da 700 miliardi di dollari,
messi sul tappeto dall'amministrazione Bush per salvare le banche. Fino a ora,
nonostante un serrato dibattito interno, gli Stati Uniti sembrano propensi a
non fornire fondi diretti alla società, che produrrebbero un effetto domino su
eventuali richieste di Chrysler e Ford o di altri settori industriali; ma sarebbero disposti a fornire una maggiore facilità di finanziamento
da parte delle banche, grazie a un piano di prestiti del dipartimento
dell'energia da 25 miliardi di dollari. Il futuro presidente, Barak Obama,
sembra invece più ben disposto nei confronti dei costruttori di auto; ha
infatti asserito che il settore è strategico per l'economia e per
l'occupazione. Fin qui le vicende di Oltre Oceano. General motors ha
però attraversato l'Atlantico ed è venuta a battere cassa in Germania, dove
operano i suoi stabilimenti della Opel. Sostanzialmente, il gruppo Usa chiede
un aiuto finanziario per la sua controllata e ieri i vertici della casa
automobilistica hanno avuto un incontro con il cancelliere Angela Merkel.
Berlino, per ora, non si sbilancia. Alla fine dell'incontro, una nota della
cancelleria ha sottolineato che una decisione sarà presa entro Natale e sarà
influenzata da come Opel e Gm vorranno gestire eventuali aiuti e se essi
resteranno per lo sviluppo dell'occupazione in Germania. Nel paese, sono in
molti ad appoggiare la richiesta di un sostegno (dai lÄnder, al sindacato Ig
Metall, che vede a rischio decine almeno 100 mila posti di lavoro tra diretti e
dell'indotto), ma sono altrettanti quelli che ammoniscono a non darlo, per non
innescare un meccanismo di richieste a catena, che finirebbero per danneggiare
l'economia. Dal canto suo, il cancelliere sa che, se presa senza un
coordinamento europeo, questa decisione scatenerebbe un terremoto a Bruxelles,
da sempre contraria ad aiuti di stato a singoli comparti. Anche molti paesi,
Spagna e Francia in testa, sono contrari ad aiuti. Ma l'attuale situazione è
eccezionale e, prevedibilmente, lo saranno anche le decisioni che saranno prese
nelle prossime settimane. Si sta già muovendo la Banca europea degli
investimenti, che sarebbe pronta ad aumentare i prestiti all'industria
automobilistica nell'ambito dell'aumento dei fondi previsti per 2009 e
( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Triciclo, al via il
«baratto» dei rifiuti Chi l'ha detto che il rifiuto deve per forza andare in
discarica? A volte oggetti che non vogliamo più possono servire ad altri, e
viceversa: su questa filosofia del «baratto» come economia sostenibile ed
ecologica, nella Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, la Comunità
Ruah inaugura da sabato nel laboratorio occupazionale Triciclo in via Cavalieri
di Vittorio Veneto lo Spazio Baratto, che resterà aperto fino a domenica 30
novembre. Il laboratorio Triciclo, con il Comune e A2A metterà a disposizione
un'area per il libero e gratuito scambio di beni e oggetti: da sabato
( da "Adige, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Riforma dei vigili,
Agenzia che fa gola Permanenti-volontari, scontro che nasconde la vera partita
PIETRO GOTTARDI Il governatore Dellai ha fretta di portare a casa la riforma
dei vigili del fuoco. Lo ha detto sabato sera a Rovereto, in occasione della
festa del centenario dei pompieri volontari, garantendo ai 400 vigili presenti
capeggiati dal presidente Sergio Cappelletti, che il disegno di legge arenatosi
in commissione sul finire della scorsa legislatura, verrà presentato dalla
nuova giunta come primo atto. Pesta sull'acceleratore, Dellai. Lo fa perché sa
che in consiglio non avrà più due oppositori interni alla sua maggioranza come
Giorgio Casagranda e Roberto Pinter. Lo fa anche se la riforma così come si
delinea nei 65 articoli del disegno di legge oltre a far riesplodere il
malcontento dei vigili del fuoco permanenti già sfociato in uno storico
sciopero, rischia di «politicizzare» ulteriormente il mondo degli oltre 6.000
vigili del fuoco volontari e non solo. Inquadrare la riforma come mera
contrapposizione «permanenti-volontari», riduce la reale valenza della legge
chiamata a soppiantare la legge regionale del 1954. Per capire meglio il forte
interesse di Dellai a questa riforma, occorre partire proprio da questa vecchia
legge, che avrà tanti difetti legati all'età, ma di sicuro un pregio lo
conserva: a suo tempo istituì la Cassa antincendi riconoscendole il privilegio
dell'autonomia finanziaria (seppur limitatamente alla sfera dei vigili del
fuoco) per le materie legate ai soccorsi e all'assistenza in caso di calamità.
Analizzando il testo del disegno di legge nel suo complesso, l'impressione che
si matura è che il legislatore odierno voglia «espropriare» la Cassa antincendi
dell'autonomia finanziaria, per spalmarla in ambiti diversi (e talvolta molto
diversi) da quello per il quale era stata originariamente prevista. Detto in
altri termini, sembra quasi si vogliano creare spazi di autonomia finanziaria
dove poter agire a mano libera nel vasto e munifico settore della protezione
civile: dalla prevenzione, passando per l'interventistica e arrivando fino alla
ricostruzione (tanto per fare un esempio la legge istituisce nel bilancio della
Provincia un fondo di solidarietà provinciale dove attingere contributi in
conto capitale dall'80% al 100% per i settori produttivi che a causa di
calamità abbiano a subire danni gravi) . Struttura cardine del sistema che si
mira a realizzare, è l'Agenzia provinciale per la protezione civile e per i
servizi antincendi che erediterà le competenze della Cassa antincendi
ingigantendole (dicono gli addetti ai lavori) a dismisura. Non è un mistero che
la poltrona di direttore piacerebbe moltissimo - in vista della pensione -
all'attuale dirigente generale della Provincia Claudio Bortolotti, che già oggi
come capo del Dipartimento di Protezione civile guida di fatto la Cassa
antincendi. Organi dell'Agenzia sono il consiglio di amministrazione, il
direttore e il collegio dei revisori dei conti, tutti nominati dalla giunta
provinciale, che rimarrebbero in carica per la durata della legislatura. Il cda
risulterebbe composto dal presidente della Provincia o dall'assessore delegato
con funzioni di presidente; da un rappresentante del Consiglio delle autonomie
locali come vice presidente; dal direttore dell'Agenzia; dal comandante del
corpo permanente dei vigili del fuoco; dal comandante del corpo forestale della
Provincia; dal presidente dei vigili del fuoco volontari; da un rappresentante
designato dalla consulta del volontariato e da un rappresentante del corpo
permanente, ma solo qualora siano trattati argomenti relativi al personale
medesimo. Particolare non trascurabile: attualmente i dieci
componenti della Cassa antincendi non percepiscono né indennità, né gettoni di presenza. Una «mancanza» a
cui il disegno di legge pone rimedio, stabilendo che ai componenti del cda
siano corrisposti «i compensi spettanti ai componenti di commissioni, consigli
e comitati comunque denominati istituiti presso la Provincia». Stesso
trattamento economico è previsto per i membri del Comitato per la protezione
civile e per i sevizi antincendi (organo consultivo aperto ad esperti e
dirigenti generali di 4 dipartimenti ) e per i sette componenti di un quarto
organo dell'Agenzia, il comitato tecnico-scientifico i cui membri saranno
nominati dal presidente del cda su proposta del direttore dell'Agenzia. In
«burocratese» tale comitato dovrà esprimere «pareri e valutazioni ed espletare
compiti specialistici nelle materie della prevenzione degli incendi e del
controllo dei rischi di incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze
pericolose». Una formula fumosa che mira però ad un obiettivo preciso: avere in
Trentino il pieno controllo delle deroghe alla regolamentazione tecnica dello
Stato in materia di disposizioni antincendio attualmente gestito a livello
interregionale da Padova. Conquista non da poco agli occhi, per esempio, dei
tanti albergatori trentini che potrebbero veder alleggeriti gli oneri per la
sicurezza antincendio richiesti da Roma per le strutture ricettive (e da noi
sono molte), che fanno largo impiego di legno. 18/11/2008
( da "Adige, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Se i vigili del
fuoco permanenti hanno i loro rappresentanti sindacali ad occuparsi delle
spinose questioni legate alla riforma del settore, i vigili del fuoco volontari
sono nelle mani del presidente Sergio Cappelletti Se i vigili del fuoco
permanenti hanno i loro rappresentanti sindacali ad occuparsi delle spinose
questioni legate alla riforma del settore, i vigili del fuoco volontari sono
nelle mani del presidente Sergio Cappelletti. Mani sicure, anche perché Lorenzo
Dellai non ha mai fatto nulla per dissimulare la maggior simpatia che gli
ispirano i 6.000 volontari rispetto ai 150 permanenti... Cappelletti, il
presidente le ha dato ancora qualche settimana per eventuali approfondimenti e
proposte sul testo della riforma. Cosa intende fare? «Riprenderò in mano la
bozza della legge e convocherò in tempi brevi il consiglio per riaprire il
confronto con i colleghi ispettori». Probabilmente a voi il disegno di legge va
già molto bene così. A lamentarsi semmai sono i permanenti... «La legge a noi
andrebbe bene così, ma ridurla alla contrapposizione tra permanenti e volontari
è sbagliato. Fin qui il grosso errore che è stato fatto, è stato quello di
considerare questa legge solo dal punto di vista interventistico. È molto di
più: si occupa di prevenzione, interventistica e ricostruzione». A tale
proposito acquisterà un ruolo preponderante l'Agenzia per la protezione civile,
col rischio che possa trasformarsi nell'ennesimo "carrozzone". «Non
sarà così. E comunque l'Agenzia erediterà le competenze che oggi sono già della
Cassa antincendi, diventando solo più snella nell'agire». I costi però non
saranno gli stessi, visto che per l'Agenzia si ripristinano
i gettoni di presenza che
varranno anche per il comitato tecnico scientifico... «Nulla è ancora deciso.
Quanto al comitato tecnico-scientifico, ben venga! Più competenze si hanno nel
nostro settore, meglio è». Cappelletti, permetta: il comma 1 dell'articolo 56
del disegno di legge fa cadere il limite dei 60 anni per i vigili volontari.
Non si tratterà mica di una norma ad personam ? «È vero che compio 60 anni fra
due anni e a febbraio concludo il mio mandato da presidente. Il limite di età,
però, è da sempre causa di forte malessere nella base e se verrà tolto sarà
solo per questo motivo». Mettiamo che la riforma non passi prima di febbraio:
lei cosa farebbe? «Io sono sposato con Graziana Vecchietti e i 10 mila euro
lordi di indennità da presidente non mi cambiano la vita. Una cosa è certa: in
caserma a Sopramonte ci andrei ugualmente tutti i giorni». P.G. 18/11/2008
( da "Riformista, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
il dissidente del
"manifesto" Parlato rifiuta paragoni «Solo questione di casta» di
Marco Innocente Furina Valentino Parlato, lei quasi quarant'anni fa fu espulso
dal Pci per dissensi dalla linea politica del partito, con gli altri della
rivista "il manifesto". Che affetto le fa ora la minaccia di
espulsione proveniente dai vertici del Pd ai danni di Riccardo Villari?
«Innanzitutto precisiamo: io non fui espulso». Prego? «Fui radiato, che è ben
diverso. Il partito comunista, che assomigliava per molti aspetti alla Chiesa
cattolica, prevedeva l'espulsione soltanto per casi di indegnità politica e
morale. Ed è evidente che non era il caso dei fondatori della rivista il
manifesto. Il nostro era un dissenso tutto politico, incentrato sui rapporti da
tenere con l'Urss. Per questo fummo radiati: un allontanamento sine die con
possibilità di rientro». Questa volta i dirigenti democratici non sembrano
intenzionati a andare troppo per il sottile: o il senatore Villari si dimette
da presidente della commissione di Vigilanza-Rai o è pronto il provvedimento di
espulsione. «Mi sembra una contraddizione. Trovo contraddittorio che un partito
con la complessa articolazione, le sensibilità, le diversità che ci sono
all'interno del Pd possa ricorrere ad una decisione estrema come l'espulsione».
Ma anche un partito post-ideologico come il Pd dovrà pur disporre di strumenti
per far rispettare una linea politica. Lei che suggerisce in casi clamorosi
come questo? «In una situazione del genere si poteva esprimere un dissenso
totale nei confronti del comportamento del proprio senatore, senza arrivare
però all'espulsione. Ma a mio avviso l'aspetto più significativo della vicenda
è un altro». Quale? «Il Pd che vuole espellere questo senatore finora
sconosciuto che accetta di essere nominato per un incarico di prestigio dai
suoi avversari politici? Ecco tutto questo è una rappresentazione illuminante
del decadimento della politica nel nostro paese». Vuole dire che è impossibile
proporre un'analogia fra il suo allontanamento e la ventilata espulsione del
senatore napoletano? «Fra me, Pintor, Rossanda e il Pci esisteva una seria
questione politica. Che infatti si espresse con la rivista manifesto, con la
nascita di una formazione politica - il Pdup - e la creazione del quotidiano
"comunista", il manifesto che si avvia a compiere 40 anni, se
resisteremo. Lo scontro attuale mi appare di altra natura». Nel dire queste
parole, Parlato mi guarda con un lieve sorriso, intriso di
ironia, prende in mano il best seller di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, sui costi della politica che teneva sul tavolo, e continua:
«Per citare i miei due amici inviati del Corsera: "non esistono più
scontri ideali ma solo scontri di casta"». 18/11/2008
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
CESENA ECONOMIA pag.
12 IL ?NUOVO accordo quadro regionale di tesoreria?, tra i primi in Italia a
recepire i crite... IL ?NUOVO accordo quadro regionale di tesoreria?, tra i
primi in Italia a recepire i criteri di ?Basilea 2?, consentirà alle imprese
associate non solo di ottenere finanziamenti per la liquidità aziendale, ma
anche la consulenza per migliorare il merito di credito e, quindi, le
condizioni praticate dalle Banche. Basilea 2 coinvolge tutte le imprese
(incluse le ditte individuali, gli artigiani, le imprese familiari, ecc.),
perché i meccanismi di accantonamento del patrimonio delle banche sono
direttamente correlati all?affidabilità delle imprese stesse. Con la
valutazione del merito creditizio, la banca attribuisce ad ogni impresa il
cosiddetto ?rating?, al quale farà riferimento nei suoi rapporti con la stessa
azienda, sia in termini di concessione del credito, sia di costo del denaro. Il
nuovo accordo, in pratica, prevede l?inserimento delle imprese in 4 fasce di
merito, corrispondenti al rating bancario (classe di rischio) utilizzato da
ogni banca per il contenimento dei tassi di interesse sugli affidamenti
(scoperto di conto corrente, portafoglio sbf, anticipi su fatture). Le imprese
più meritevoli saranno favorite attraverso migliori condizioni di accesso al
credito. L?accordo determina anche le principali condizioni di costo delle
operazioni bancarie. IL SERVIZIO credito di Cna Forlì-Cesena è al fianco
dell?impresa nella scelta delle politiche di finanziamento più appropriate e in
linea con la specificità dell?azienda. Per poter beneficiare delle condizioni
previste dal ?Nuovo accordo regionale?, le imprese debbono contattare il
proprio ufficio Cna ? servizio credito. Per ulteriori informazioni si può
consultare anche il sito www.cnafc.it Laura Giammarchi responsabile Area servizi
( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
I COMMENTI pag. 12
TRA I TANTI, in questo nostro Paese, c?è un paradosso che, in tempi di ... TRA
I TANTI, in questo nostro Paese, c?è un paradosso che, in tempi di crisi e di
quotidiana richiesta di sacrifici rivolta ai cittadini, assume un significato particolarmente
urticante. E? quello che nasce dal risultato dell?incrocio tra lo straordinario
successo popolare della sempre più vasta saggistica sui costi della politica, irrobustita dalle quotidiane denunce dei giornali,
e gli effetti reali, concreti, tangibili che essa ha prodotto tra i suoi
diretti destinatari. Ovvero zero. Tant?è che, arrivati a questo punto, diventa
lecito chiedersi se vale davvero la pena di continuare a bombardare il fegato,
già duramente provato dalle quotidiane angosce per gli effetti della sindrome
della quarta settimana, di euribor, tan e taeg, con le aggiuntive e acidissime
dosi di indignazione a vuoto. Neanche un briciolo di soddisfazione
rappresentato da un segnale di buona volontà che avrebbe almeno il pregio della
partecipazione simbolica al momento economico particolarmente duro. Nei giorni
scorsi la Finanziaria ha superato la prova del voto parlamentare. Il nobile
obiettivo di Tremonti di tenerla al riparo dal consueto assalto alla diligenza,
non ha impedito l?approvazione delle meno nobili norme che mantengono il doppio
stipendio ai parlamentari membri di governo e, soprattutto, il rimborso
elettorale prolungato fino al 2011 anche alle forze politiche che sono sparite
dal Parlamento. Un giochino che consente di spartire anche con chi ha toccato
solo l?1% dei consensi una torta da 300 milioni di euro destinato a mantenere,
a spese nostre ovviamente, gli apparati di partito. E che, guarda caso, non ha
segnato il tradizionale e spesso pregiudiziale scontro tra schieramenti. All?ovvio
voto favorevole della maggioranza si è associato quello del Pd e l?astensione
dell?Udc. Senza contare che, secondo un calcolo approssimato per difetto, la politica in Italia, da Roma all?ultimo comune, costa già 8
miliardi di euro all?anno, una parte dei quali riversati proprio, in forma
indiretta, nel mantenimento dei partiti. E pensare che
proprio quest?anno cade il quindicesimo anniversario del referendum del 1993
che spinse il 90% di 31 milioni di italiani a votare contro il finanziamento
pubblico delle forze politiche. Viene in mente una battuta di Corrado Guzzanti
diventata celebre: se i partiti non rappresentano più
gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori. E salviamoli almeno dai
calcoli al fegato: non parliamone più. (giuseppe.mascambruno@quotidiano.net)
( da "Messaggero, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 18 Novembre
2008 Chiudi Caro Signor Gervaso, come sa basta guardarsi intorno. L'uomo non
riesce mai a stare in pace con se stesso e con gli altri. In quanti Paesi del
mondo, soprattutto dell'Africa, il Continente più diseredato, si combattono
popoli o tribù. Si combattono per motivi politici, economici, etnici,
religiosi. L'Africa ha la più alta percentuale di morti, specialmente bambini,
stroncati dalla fame, dalla sete, dall'Aids che, solo tra gli africani, miete
decine di milioni di vittime l'anno. Ci sono organizzazioni internazionali come
la Fao e l'Unesco, ma temo che i contributi che ricevono dagli Stati
finanziatori siano spesi più in stipendi, indennità, gettoni
di presenza, commissioni di studio, viaggi, che in
aiuti. Io la penso come lei che, in questa rubrica, ha spesso citato
criticamente le parole di Rousseau: "L'uomo nasce buono e la società lo
incattivisce". Enzo Lalli - Pordenone Rousseau è stato un grande scrittore,
ma anche un narcisista bizzarro, che conduceva vita sregolata, predicava
bene e razzolava male. Non si era mai sposato e aveva una compagna , una
cameriera, che gli diede cinque figli. Invece di allevarli secondo le sue
personalissime idee esposte nel romanzo pedagogico "Emilio", se ne
sbarazzò, affidandoli a un istituto per trovatelli. Voltaire, filosoficamente e
umanamente l'antitesi di Rousseau, ne riconosceva e rispettava il talento, ma
lo considerava un pazzo. Di genio, ma pazzo. Gli uomini del Nuovo e del Vecchio
Mondo, che hanno mezzi per soccorrere chi non riesce a legare il pranzo con la
cena, che dorme nelle capanne o all'aria aperta, dovrebbero aprire gli occhi e
dare una mano agli oppressi. Ma se ne guardano bene, chiusi nel loro egoismo, nel
loro "particulare". A parole sposano tutte le cause umanitarie, ma
quando si tratta di aiutare i diseredati, di sacrificarsi per i malati, gli
emarginati, gli sfruttati nel resto del pianeta, fanno finta di niente e
guardano dall'altra parte. Ma le parole, le belle frasi non bastano. Se
vogliamo salvare chi invoca la nostra cooperazione, che significa anche salvare
noi stessi, o almeno la nostra coscienza, interlocutrice scomoda ma
ineludibile, rimbocchiamoci le mani e facciamo. Limitarsi a denunciare le
ingiustizie è tempo perso. Ci vuol altro. Tanto per cominciare, il recupero o
la conquista di quei valori che puntellano la società e rendono la vita, la
vita di tutti, degna di essere vissuta. Come scrisse il monaco americano Thomas
Merton, "Nessun uomo è un'isola". C'è un filo comune, un vincolo
cosmico, un legame eterno che ci unisce, ma che pochi vedono e molti fingono di
non vedere. Bisogna avere il coraggio non solo della protesta, ma anche
dell'azione, della lotta. Gli accorati appelli, i nobili auspici, le stesse
preghiere non servono a niente, se poi non ci s'impegna, si scende in campo, si
lotta per un grande o piccolo ideale al servizio di una giusta causa. Penso al
dottor Schweitzer, a madre Teresa di Calcutta, a quei benefattori e filantropi di
cui ignoriamo il volto e il nome, che pensano solo a fare, lontani dalle luci
dei riflettori, dalle copertine dei rotocalchi, dalle celebrazioni sui
giornali. Vogliono solo coronare il sogno di riscatto degli affamati, degli
ammalati, dei disperati. Bisogna, ripeto, avere coraggio, sfidare le
convenzioni e i tabù, infischiarsi dei veti, dei giudizi e pregiudizi dettati
dal settarismo e dall'invidia. A questi benefattori e filantropi, eroi di tutti
i tempi, noi, abbiamo il dovere di stare vicino, di aiutarli con i fatti, non
con la melensa, stucchevole retorica, arte in cui è maestra una certa sinistra
buonista che sogna l'apostolato in Africa, ma vive nei "Palazzi" del
potere, godendone tutti i privilegi e puntando solo alla conquista, o alla riconquista,
del medesimo. A più di settant'anni non ho ancora capito cosa sia la vita,
perché ci troviamo in questa valle di lacrime, nel terrore, un giorno, di
congedarci per finire chissà dove. Magari in un aldilà che nemmeno immaginiamo,
ma che, forse, c'è. O nel nulla, che non riusciamo a immaginare. Io, nel mio
piccolo, per quanto mi riguarda, con la parola, con la penna e con qualche
modesto contributo pecuniario (occhi e orecchi ai tanti che battono cassa in
tivù), cerco di fare il mio dovere, di portare un po' di acqua al mulino di chi
non ha nulla, nemmeno la voce per denunciare il suo miserabile stato. Una
goccia d'acqua, ma l'oceano è fatto di gocce che, ammassandosi, formano l'onda.
atupertu@ilmessaggero.it
( da "Centro, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
di Germano Di Laudo
* Le priorità economiche e sociali di un paese civile In questi anni, i
pensionati hanno dato un contributo rilevante al risanamento del bilancio dello
Stato. Le riforme degli anni '90 contrariamente a quanto sostengono alcuni, non
hanno modificato soltanto la copertura previdenziale dei pensionati futuri ma
anche i trattamenti in essere, in primo luogo, per la parte relativa
all'adeguamento al costo delle vita. Il meccanismo di indicizzazione è stato
rallentato, diventando annuale e, per alcuni periodi, sospeso. E' stato
soppresso l'aggancio alla dinamica delle retribuzioni, mentre la norma che
prevedeva la possibilità di concordare con il governo aumenti delle pensioni in
relazione alla crescita dell'economia, fino al luglio 2007 non è stato mai
applicato. Anche il meccanismo fiscale ha penalizzato, e penalizza, i
pensionati. Ancora oggi la detrazione fiscale applicata ai redditi da pensione
è più bassa di quella del lavoro dipendente, mentre il drenaggio fiscale, una vera tassa sull'inflazione, finanzia in parte la perequazione
annuale delle pensioni incrementando, in maniera indebita, le entrate dello
Stato. Tutto ciò in presenza di un aumento dei prezzi che sta spingendo milioni
di pensionati nell'area grigia della povertà. Più basso è il reddito più
l'aumento dei prezzi picchia duro. I beni di prima necessità (alimentari,
abitazione, trasporti, tariffe per luce, gas e acqua) in questi ultimi anni
hanno subito i maggiori aumenti. E' facile immaginare il dramma che stanno
vivendo nuclei familiari, di pensionati e non, con un reddito spendibile di
1000, 1200 euro. Non si tratta di casi limite soprattutto nella provincia di
Chieti dove l'Inps gestisce circa 130.000 pensioni con un importo medio di
circa 490,00 euro. Andiamo da un importo medio di circa 710 euro del fondo
lavoratori dipendenti a 390 euro delle pensioni di reversibilità, a 500 euro
delle pensioni di invalidità. La perequazione delle pensioni al costo della
vita, se adeguatamente corretta, mantiene nel tempo il potere d'acquisto
conseguito al momento del pensionamento. L'emarginazione economica diventa, così
anche emarginazione sociale. La vita cambia ma in peggio. L'accordo di luglio
del 2007 sulla quattordicesima dimostra che è possibile intervenire per
invertire una tendenza non imposta da superiori necessità ma da scelte
politiche, legate alla contingenza economica, che è ora di cambiare. Un paese
civile si riconosce anche dalle priorità economiche e sociali della sua politica. Da qui l'impegno del sindacato di chiedere con
fermezza al governo la convocazione del tavolo sulle pensioni. I nostri
obiettivi sono: la modifica del meccanismo di perequazione che eviti per il
2009, e gli anni successivi, un adeguamento delle pensioni distante dai dati
reali dell'inflazione e dell'aumento dei prezzi dei prodotti di più largo
consumo; l'aumento delle detrazioni fiscali e il superamento del fiscal-drag
con una diminuzione del carico fiscale; l'estensione della 14º mensilità anche
con le pensioni con più di 650 euro mensili. Per conseguire questi risultati
occorre cambiare le priorità dell'agenda politica del
governo. * Segretario Spi-Cgil Chieti (Sindacato pensionati italiani)
( da "Centro, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 3 - Pescara
«Pronto un appartamento per i biancazzurri» La società non paga l'albergo.
L'imprenditore Di Girolamo: «Ecco le chiavi» L'attaccante Zeytulaev: «E' un bel
gesto spero che la situazione si risolva presto Pensiamo soprattutto ai più
giovani» MARCO CAMPLONE PESCARA. Un'altra mano tesa verso il Pescara. Dopo le
iniziative della curva nord e dell'industriale Peppe De Cecco, è Giovanni Di
Girolamo a offrire un contributo alla causa biancazzurra. «Metto a disposizione
un appartamento mobiliato sulla riviera per Zeytulaev e per gli altri
calciatori che, a causa della crisi societaria, non sanno dove alloggiare»,
dice l'imprenditore. Di Girolamo, che produce i marchi Giosport (abbigliamento
sportivo) e Tremenda (casual), è noto nell'ambiente sportivo abruzzese per
essere stato presidente di quattro club dilettantistici: Sulmona, Adriano
Flacco Pescara, Atletico Spoltore e Unicentro Montesilvano. Zeytulaev, come gli
altri biancazzurri che alloggiano all'hotel Villa Immacolata, rischia di
trovarsi senza alloggio perché il Pescara non sta pagando il conto. Il debito
si aggirerebbe sui 90mila euro. «Quello di Di Girolamo è un bel gesto. Lo
ringrazio», dice il calciatore uzbeko. «Ci tengo a sottolineare che ad Arezzo,
al termine della partita, non ho parlato solo a titolo personale. Nella mia
situazione si trovano anche Fruci, Sembroni, Iandoli, Corsi, l'allenatore in
seconda Cavalletto e il preparatore atletico Zavatta. Per quanto riguarda il
sottoscritto, l'accordo raggiunto ai tempi dei fratelli Gerardo e Francesco
Soglia era chiarissimo: il costo del mio alloggio finiva a carico della
società. Al direttore dell'albergo, dato che nessuno pagava, ho detto che sarei
intervenuto personalmente quando mi avrebbero dato gli stipendi. Il guaio è che
non stanno pagando neppure quelli». Come tutti i pescaresi, Di Girolamo non
riesce a mandare giù la situazione. «Un presidente non può sottrarsi alle sue
responsabilità», dice. «Quando ero al Sulmona, tra i miei calciatori c'era un
ragazzo della Costa d'Avorio, Sesay, ora alla Rosetana, e mi ha fatto capire
cosa si prova quando si è così lontani dalla propria famiglia e in un'altra
nazione. Zeytulaev è venuto qui per giocare al calcio e non per barcamenarsi
tra mille problemi. La casa che metto a disposizione ce l'ho tramite un amico.
Si trova nella zona delle Naiadi ed è arredata. Ovviamente, non voglio nulla in
cambio. Nè da lui nè dagli altri calciatori che potrebbero averne bisogno.
Quello che sta succedendo è assurdo: il Pescara non merita di finire sulle
cronache dei giornali per i conti non pagati e per il rischio, sempre più
concreto, di un fallimento. Mi reputo un uomo di sport e voglio fare la mia
parte per aiutare dei ragazzi che ce la stanno mettendo tutta. Mi complimento con
loro per come si stanno comportando: non è facile ottenere risultati positivi
quando la testa è affollata da cattivi pensieri. Non so chi siano i proprietari
del Pescara, ma so che si stanno macchiando di gravi colpe. Auguro a tutti i
biancazzurri di risolvere i problemi, ma ribadisco che metto la casa a
disposizione». Nato il 13 agosto 1984 ad Angren, nell'Uzbekistan, Zeytulaev è
stato ingaggiato giovanissimo dalla Juventus. Da luglio
( da "Italia Oggi" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Mercati e Finanza Numero 274, pag. 49 del
18/11/2008 Autore: di Giorgio Bertoni Visualizza la pagina in PDF
Merkel prende tempo. Ue contraria, ma Bei pronta a dare più fondi anche
per settore auto Cara auto Ue, ma quanto mi costi Gm chiede alla Germania aiuti
per salvare la Opel Dopo la crisi dei mercati finanziari, gli Stati Uniti
esportano in Europa la crisi dell'auto. Certo che le case automobilistiche del
Vecchio Continente hanno subito colpi rilevanti alle vendite dalla crescita
zero e dal ridotto potere d'acquisto dei cittadini, ma fino a ora, nonostante
voci e smentite, la Ue aveva sempre respinto ogni richiesta di aiuto
strutturale ai produttori. Ora le regole del gioco stanno cambiando e, ancora
una volta, a muovere le pedine sono gli Stati Uniti, con la gravissima crisi
che ha coinvolto General motors. Nelle ultime settimane, la casa di Detroit è
arrivata sull'orlo del fallimento e ha più volte bussato alle porte della casa
Bianca e del Congresso per avere accesso ai finanziamenti da 700 miliardi di
dollari, messi sul tappeto dall'amministrazione Bush per salvare le banche.
Fino a ora, nonostante un serrato dibattito interno, gli Stati Uniti sembrano
propensi a non fornire fondi diretti alla società, che produrrebbero un effetto
domino su eventuali richieste di Chrysler e Ford o di altri settori
industriali; ma sarebbero disposti a fornire una maggiore
facilità di finanziamento da parte delle banche, grazie a un piano di prestiti
del dipartimento dell'energia da 25 miliardi di dollari. Il futuro presidente,
Barak Obama, sembra invece più ben disposto nei confronti dei costruttori di
auto; ha infatti asserito che il settore è strategico per l'economia e per
l'occupazione. Fin qui le vicende di Oltre Oceano. General motors ha
però attraversato l'Atlantico ed è venuta a battere cassa in Germania, dove
operano i suoi stabilimenti della Opel. Sostanzialmente, il gruppo Usa chiede
un aiuto finanziario per la sua controllata e ieri i vertici della casa
automobilistica hanno avuto un incontro con il cancelliere Angela Merkel.
Berlino, per ora, non si sbilancia. Alla fine dell'incontro, una nota della
cancelleria ha sottolineato che una decisione sarà presa entro Natale e sarà
influenzata da come Opel e Gm vorranno gestire eventuali aiuti e se essi
resteranno per lo sviluppo dell'occupazione in Germania. Nel paese, sono in
molti ad appoggiare la richiesta di un sostegno (dai lÄnder, al sindacato Ig
Metall, che vede a rischio decine almeno 100 mila posti di lavoro tra diretti e
dell'indotto), ma sono altrettanti quelli che ammoniscono a non darlo, per non innescare
un meccanismo di richieste a catena, che finirebbero per danneggiare
l'economia. Dal canto suo, il cancelliere sa che, se presa senza un
coordinamento europeo, questa decisione scatenerebbe un terremoto a Bruxelles,
da sempre contraria ad aiuti di stato a singoli comparti. Anche molti paesi,
Spagna e Francia in testa, sono contrari ad aiuti. Ma l'attuale situazione è
eccezionale e, prevedibilmente, lo saranno anche le decisioni che saranno prese
nelle prossime settimane. Si sta già muovendo la Banca europea degli
investimenti, che sarebbe pronta ad aumentare i prestiti all'industria
automobilistica nell'ambito dell'aumento dei fondi previsti per 2009 e
( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Cdc Como: ciclo di
incontri dedicati alle imprese (18/11/2008 13:51) | (Sesto Potere) - Como - 18 novembre
2008 - La Camera di Commercio di Como rende noto che l'Unione Industriali di
Como ha organizzato un ciclo di incontri, aperti agli imprenditori e alle loro
famiglie, dedicati al mondo delle imprese. Con la globalizzazione, in un'epoca
di grandi cambiamenti, è necessario ripensare il nostro sistema economico. Il
primo incontro "L'impresa e il suo territorio - buona amministrazione e
sistema economico" è previsto per lunedì 24 novembre alle ore 20.00 presso la sede dell'Unione Industriali di Como. Relatori:
Oscar Giannino direttore di LiberoMercato e Gian Antonio Stella autore, con Sergio Rizzo, del libro "La deriva".
Gli incontri saranno coordinati da Giancarlo Zanella, inviato della Rai.
( da "Gazzettino, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Crac Parmalat, Tanzi
ammette: «Sono colpevole» Nelle dichiarazioni spontanee al tribunale di Milano
accusa però Bank of America e confessa i finanziamenti ai partiti
MilanoHa affermato di non aver mai «ideato» né di aver «avuto consapevolezza»
che potesse nascere «la grande truffa in danno dei risparmiatori» e men che
meno di aver immaginato che i bond, riservati agli operatori specializzati,
«potessero in maniera capillare finire nelle tasche di tanti privati». Calisto
Tanzi fa il bis e a distanza di due anni e mezzo ritorna a Milano al processo
per il crac di Parmalat. Crac di cui, come ha sempre ripetuto, è
corresponsabile insieme alle banche, in particolare Bank of America contro cui
ha puntato il dito.Così ieri mattina, l'ex patron del gruppo di Collecchio ha
festeggiato il suo compleanno rendendo dichiarazioni spontanee in un aula di
giustizia. «Non è il massimo, ma sono i casi della vita», ha detto senza
replicare a chi gli ha fatto notare che l'aver compiuto 70 anni, in base alla
ex legge Cirielli, significa, in caso di condanna, evitare il carcere. Seduto
in prima fila, con al fianco i suoi tre difensori, gli avvocati Filippo Sgubbi,
Giampiero Biancolella e Fabio Belloni, Tanzi ha preso la parola poco dopo
l'apertura dell'udienza, una delle ultime in calendario e che fa presupporre
l'arrivo della sentenza attorno alla metà di dicembre.Leggendo un documento,
poi depositato al collegio, ha esordito confermando di essere «responsabile del
default della Parmalat», anche se lui non ha mai occultato capitali e, quindi,
«non esiste un tesoro di Calisto Tanzi». Nel tentativo di convincere i giudici
che «questo processo è costellato da affermazioni» non veritiere e di sgombrare
il campo da qualsiasi sospetto su una sua reticenza, ha inoltre depositato al
Tribunale vecchi verbali non più 'omissati' relativi al capitolo 'fondi ai partiti'.Non ha negato la sua «intensa attività di sostegno
ai politici e ai partiti, sia in Italia che
all'estero. Alcuni finanziamenti costituivano una mia esigenza di contributo
alle idee, altri un'attività di lobbing e, quindi, rivolti al sostegno della
Parmalat».Dopo aver ricordato di avere fornito a inquirenti e investigatori
tutte le informazioni necessarie, per sostenere che la politica
non ha alcun potere sul mondo finanziario, ha aggiunto: «per mia esperienza non
esiste alcun uomo politico, almeno fra quelli che io conosco, che possa avere
il potere di indurre un banchiere a deliberare quanto meno uno soltanto degli
importi finanziati alla Parmalat, o indurre un banchiere a diventare lead
manager, cioè il garante del collocamento di un bond sul mercato, senza che
l'istituto di credito ne tragga un lucro più che apprezzabile».Da qui Tanzi è
partito all'attacco delle banche - la situazione finanziaria del gruppo è
«stata distorta da un gioco di specchi» -, passando in rassegna il ruolo svolto
da Chase Manatthan Bank che poi ha passato il testimone a Bank Of
America.L'istituto di credito statunitense, che aveva rapporti stretti con l'ex
direttore finanziario dell'azienda Fausto Tonna e con il consulente Gianpaolo
Zini - sempre al corrente nei dettagli delle operazioni -, «ci proponeva
soltanto strumenti di finanza alternativa, in quanto non era disposta a
effettuare finanziamenti diretti». Inoltre Tanzi ha sostenuto di essere
convinto che già dalla metà degli anni Novanta, chi
finanziava o faceva ottenere finanziamenti al gruppo «potesse avere forti dubbi
sulle reali condizioni».Dopo l'intervento dei difensori dell'ex patron - hanno
chiesto al collegio o il trasferimento del processo a Parma o di dichiarare
l'insussistenza dei fatti al centro delle accuse o di accogliere l'istanza di
patteggiamento a due anni e nove mesi di carcere - , il processo è stato
aggiornato al 9 dicembre.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Gobbo si paga la
partita della nazionale padana Domani sera al Tenni ci saranno anche i due
ministri e leader del Carroccio Umberto Bossi e Roberto Maroni Ci saranno anche
Umberto Bossi e Roberto Maroni domani sera al Tenni. I due ministri del
Carroccio si accomoderanno sulle poltroncine della tribuna d'onore per seguire
l'incontro tra la tra la rappresentativa/nazionale della Padania e la
formazione del massimo campionato croato Nk Zagreb, team della capitale
Zagabria. Due formazione unite dallo stesso sponsor: la Egea. L'appuntamento è
per le 20,30, ingresso libero ma con la possibilità di fare un'offerta che poi
il Comune di Treviso devolverà in beneficenza. Un incontro che ha una missione
ben precisa: ricordare Gionata Mingozzi, il 24enne giocatore del Treviso
deceduto questa estate in un incidente stradale.Un match singolare, che a 24
ore dal fischio d'inizio già comincia a sollevare le prevedibili polemiche. Per alcuni consiglieri comunali e provinciali della sinistra
(Nicola Atalmi Sinistra Trevigiana, Marco Scolese Prc, Stefano Dall'Agata e
Luca De Marco Sinistra Democratica), l'appuntamento sportivo non è altro che un
altro sperpero di denaro pubblico in favore del finanziamento al partito che
regge provvisoriamente i due enti (Comune e Provincia, i loghi compaiono
sul manifesto della partita ndr) cioè la Lega Nord. I consiglieri si chiedono
inoltre se era il caso di mescolare la memoria di uno sportivo morto giovanissimo
con le fanfaronate politiche pseudo-nazionalistiche della Lega. Senza contare
il giudizio sulla nazionale padana: Si tratta dunque di una squadra di calcio
di partito, non della squadra di una nazione non riconosciuta. Critiche che
toccano poco o niente il sindaco Gian Paolo Gobbo, promotore di questo
incontro, che sgombra subito il campo da ogni equivoco: Questa partita non
costa niente al Comune ma è dovuta solo all'impegno mio e di qualche sponsor.
Conferma che arriva anche dal selezionatore tecnico Leo Siegel, che parla di un
bonifico a copertura delle spese firmato direttamente da Gobbo. La partita
spiega Siegel - sarà anche l'occasione per ritirare la maglia di un nostro
giocatore, Paolo Pialli, vicentino di 19 anni, deceduto nel 1999 per incidente
stradale. Ritireremo il suo numero 11 e lo consegneremo ai genitori. Per farlo
abbiamo voluto aspettare di giocare in Veneto. I genitori di Mingozzi invece
non ci saranno: Ma ci hanno ringraziato per l'iniziativa ha spiegato Gobbo per
loro però è ancora troppo duro tornare in uno stadio. La nazionale padana,
campione del Mondo in carica della Nf Boar che raggruppa le rappresentative
delle nazioni non riconosciute, giocherà in contemporanea con la partita
dell'Italia in Grecia. Sovrapposizione che non impensierisce Siegel: Non ci
preoccupa afferma ma spero che tra una partita in televisione e una della
squadra che rappresenta il proprio territorio, le gente sappia cosa scegliere.
Non abbiamo ancora la lista dei giocatori, dobbiamo verificare le condizioni e
tenere conto delle esigenze delle loro squadre. Un possibile amichevole con
l'Italia? Siegel sorride: Dipende quanto ci pagano.P. Cal.
( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Illuminazione
pubblica carente in centroI residenti del quartiere «Cappuccini» chiedono
interventi anche per una questione di ordine pubblico Piazza Fonti rischia di
restare nel degrado g.l.) Bella, piazza Fonti. Bella e suggestiva. Soprattutto
perché sorge nel centro storico di Ragusa superiore, quella stessa zona che si
vorrebbe valorizzare e che invece, almeno per il momento, sino a quando, cioè,
non entrerà in ballo il Piano particolareggiato, rischia di rimanere preda del
degrado. Almeno la pensano così alcuni rappresentanti circoscrizionali che di
piazza Fonti hanno sempre propugnato un certo recupero. Come il consigliere
Luca Salonia che, spronato da alcuni cittadini, si era occupato della
sistemazione di uno dei mascheroni della fontana, dopo che lo stesso era
rimasto caduto per parecchio tempo. O come il consigliere comunale Filippo
Angelica che ha sollecitato l'amministrazione di palazzo dell'Aquila ad
accelerare le procedure per il recupero della zona, così come delle altre parti
del centro. Senza dimenticare i cittadini e i commercianti che credono in un
centro storico completamente differente rispetto all'attuale e che attendono dall'Amministrazione
comunale un segnale concreto. "Segnale - afferma il sindaco, Nello
Dipasquale - che arriverà senz'altro con l'avvio delle procedure di
ripavimentazione di via Roma e che si estenderà sino alle propaggini di piazza
Fonti nel momento in cui ci daremo da fare per creare le condizioni di
garantire ai nostri concittadini di investire sugli immobili del centro
storico. Dubbi non abbiamo sul fatto che, in questa direzione, bisogna
concentrare, adesso, buona parte dei nostri sforzi. Ad esempio, in piazza Fonti
sembra potrebbe nascere una struttura ricettiva, per rendere la zona ancora più
attraente. Ma non solo. La possibilità di poter contare sugli interventi del
Ppe, consentirebbe ad alcuni proprietari di immobili storici, di rendere gli
stessi molto più attraenti, assolutamente adeguati alle novità del tempo, un
po' come è accaduto, negli anni passati, con Ibla. Il cuore di Ragusa superiore
sarà al centro di un nostro piano di recupero, un piano che prenderà in
considerazione tutte le peculiarità di quest'area, tra le più belle e
affascinanti della città". Indennità ai consiglieri delle Circoscrizioni
g.l.) Ormai è una questione di principio. E difficilmente chi ha deciso di
adire le vie legali tornerà indietro. Il casus belli è la deliberazione del
Consiglio comunale che ha stabilito per la restituzione delle indennità ai
consiglieri circoscrizionali a partire dal gennaio 2008. Quindi, un
provvedimento con effetto retroattivo che, a parte il
cambio della tipologia di liquidazione dei compensi ai consiglieri, da
indennità mensili a gettone di presenza, ha preso in considerazione anche un altro aspetto che,
ovviamente, ha colto tutti di sorpresa. Il malessere trasversale che sta
interessando i consiglieri di quartiere sembra destinato a proseguire anche per
i prossimi giorni. Almeno a sentire Emanuele Francalanza, vicepresidente
del Consiglio circoscrizionale di Ragusa centro, che di questa vicenda sta
facendo il proprio cavallo di battaglia. "Non ce la sentiamo più a
sottostare a questo o a quell'altro - afferma - dicono che noi consiglieri di
quartiere non facciamo nulla? Forse perché l'Amministrazione comunale non ci ha
mai dato la possibilità di contare, non avendo l'opportunità di gestire le
funzioni delegate. Ad ogni modo, vogliamo andare sino in fondo. Significa che
si valuterà con attenzione se ricorrere, come pare, al Tribunale amministrativo
regionale per fermare quello che riteniamo essere un torto nei nostri
confronti". Nei giorni scorsi, sulla stessa lunghezza d'onda, anche altri
consiglieri circoscrizionali del quartiere Ovest i quali, nel corso della
seduta, avevano manifestato tutto il proprio malumore per quanto stava
accadendo.
( da "Avui" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Era Berlusconi Sous
i privilegis de luxe per als polítics italians ABUSOS · Els parlamentaris
obtenen una doble pensió i una rebaixa d'impostos en accedir al càrrec INTENT ·
Prodi va limitar l'ús dels avions privats només als ministres amb justificació
prèvia Jordi Mumbrú Imatge del Parlament italià, a Roma, el 14 de maig FILIPPO
MONTEFORTE / AFP El govern italià ha volgut tenir un detall amb els seus treballadors
i, comptant que la casa és gran, els ha fet arribar com a regal unes agendes
espectaculars per a l'any vinent. Evidentment són d'autor i les signa el
dissenyador Nazareno Gabrielli. El cost, una nimietat per al govern italià, ha
estat de 260.000 euros, segons les investigacions de Sergio
Rizzo, un periodista que
segueix molt de prop la despesa pública dels polítics. Sergio Rizzo i G. Antonio Stella, tots dos treballadors del diari
Corriere della Sera, van publicar el llibre La Casta l'any passat, del qual ja
s'han venut 1,2 milions de còpies. Els dos periodistes expliquen en
aquest llibre les enormes quantitats que gasten els polítics italians. Després
de l'escàndol que va provocar el llibre, Rizzo
assegura que "gairebé res ha canviat. És més, la situació ha
empitjorat". Una de les poques coses que va poder canviar el primer
ministre Romano Prodi durant l'anterior mandat -entre altres coses perquè el
seu govern estava format per 14 partits que mai es posaven d'acord- va ser
limitar alguns privilegis dels polítics. Prodi va dir que només els ministres
podien utilitzar els avions privats i que havien de justificar cada viatge. Una
gran limitació, sí senyor. Però va durar poc. Quan Silvio Berlusconi va ser
nomenat primer ministre es va afanyar a canviar aquesta llei. Segons Rizzo, ara hi ha més d'un centenar de persones (entre gent
del govern i altres funcionaris) que poden usar els onze avions privats de què
disposa el país i, a més, sense haver-se de justificar. Per anar on vulguin,
tenen un avió a la seva disposició. Amb Berlusconi, els polítics tornen a
volar. Com és lògic, també tenen cotxes oficials (n'hi ha 150.000) i, quan hi
ha trànsit, van custodiats per policies amb les sirenes enceses per poder anar
fins i tot contra direcció i no perdre temps en la seva tasca de servir al
poble. Rizzo explica que una de les poques coses que
han canviat després de la publicació del llibre és que han retirat "els
150 euros mensuals que tenien les parlamentàries per anar a la
perruqueria". Però segons Rizzo, això és una
anècdota. De tots els privilegis que tenen els servidors del poble, el més
"lleig", segons Rizzo, és el que es coneix
com la doble pensió. Per explicar-ho, el periodista posa un exemple: "Si
un metge és escollit parlamentari (membre del Senat o de la Cambra de Diputats)
passa a pagar només el 8% del sou a la Seguretat Social com a metge en lloc del
25%, com la resta. Un cop jubilat podrà cobrar la pensió com a polític i com a
metge". Segons Rizzo aquest punt és especialment
injust perquè "la gent jove ja no té dret a les seves pensions i ells, en
canvi, en cobren dues sense haver pagat tots els impostos". "El cost
de la democràcia" Quan en debats televisius els periodistes acusen els
polítics d'aquesta enorme despesa, ells es defensen amb dos arguments. El més
senzill, que surt de les files d'Aliança Nacional, és que "aquest és el
cost de la democràcia". Altres, com Pier Ferdinando Casini (Unió de
Demòcrates Cristians i de Centre), defensen que "si no fos per aquests
salaris només es podrien dedicar a la política les persones riques".
Sembla, doncs, que no es poden concebre gaires esperances que la classe
política serà una mica més humil. Rizzo ho sentencia
així: "No crec que res pugui canviar". Després del llibre La Casta,
que porta per subtítol Com els polítics italians s'han convertit en intocables,
els dos periodistes italians han fet un nou llibre que es diu La Deriva i ara
treballen en nous articles, sempre sobre aquest tema. Per fer-ho més entenedor,
han decidit establir comparacions amb altres països: "El primer ministre
italià cobra 361.957 euros l'any, mentre que l'espanyol en cobra 91.982".
El president de Catalunya, José Montilla, en cobra 164.043, mentre que Jordi
Hereu, alcalde de Barcelona, s'emporta cada any 177.393 euros.
( da "Cittadino, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Una consulta
"bis" per il Delmati Nascerà a breve il nuovo osservatorio
sull'ospedale n Dovrebbe decollare entro la fine del mese la nuova consulta
sull'ospedale Delmati. Un organismo promosso dall'amministrazione comunale con
l'obiettivo di vigilare sull'ospedale di Sant'Angelo e fare "buona
guardia". Le intenzioni della giunta sono state illustrate sabato durante
la conferenza dei capigruppo in consiglio comunale. È stato il sindaco Domenico
Crespi a fornire le linee guida del progetto, che dovrebbe sostituire la
vecchia commissione Delmati, creata nel 2003 con lo stesso obiettivo ma che non
è mai diventata realmente operativa. «Quella commissione - osserva Francesco
Procaccio, medico dell'Azienda ospedaliera di Lodi e al tempo esponente della
commissione - non ha mai funzionato perché non è mai stata convocata con
regolarità. Era un organo privo di reale potere, tant'è vero che non aveva
neppure una funzione consultiva. Al massimo poteva essere intesa come un
osservatorio sull'ospedale. La considero un pro-forma, senza
molto peso, per il quale non era previsto il gettone di presenza». Il sindaco Crespi, nel
confermare che la nuova consulta potrebbe nascere a breve, entro dicembre,
assicura però «l'impegno forte a convocare questo nuovo organismo in tempi
stretti, vale a dire già nei primi mesi successivi alla sua nascita».
L'intenzione di avviare un nuovo osservatorio locale sul Delmati sarebbe stato
anticipato dal primo cittadino di Sant'Angelo al direttore generale
dell'Azienda ospedaliera di Lodi, Giuseppe Rossi. Proprio Rossi in questi
giorni avrebbe dovuto parlare a Sant'Angelo, così come annunciato nell'ultimo
consiglio comunale. Ma a quanto emerso nelle scorse ore, la riunione non è più
stata messa in calendario.In attesa che Rossi arrivi a Sant'Angelo, i politici
dovranno "accontentarsi" della consulta. La sua formazione è prevista
nel prossimo consiglio comunale, per il quale sono state ipotizzate due date,
il 26 o il 28 novembre. Sarà un organismo composto da 9-12 membri (queste le indiscrezioni).
Saranno rappresentati i sei gruppi presenti in consiglio comunale, di
maggioranza e di opposizione. Inoltre dovrebbero essere nominati alcuni esperti
della società civile, così come proposto nella riunione di sabato da alcuni
capigruppo. «Una condizione imprescindibile - conferma Crespi - è che tutti i
gruppi politici siano rappresentati». La consulta sarà la "cinghia di
trasmissione" fra i vertici dell'ospedale Delmati e il consiglio comunale.
Sarà un organismo di proposta e di controllo. Sul tema, ieri è intervenuto
Maurizio Villa, segretario cittadino della Lega nord e responsabile provinciale
della sanità per il partito di Bossi: «Questa nuova consulta non potrà fare
nulla, perché le scelte strategiche sono in capo al direttore generale dell'Azienda
ospedaliera di Lodi. Mi auguro solo che questo nuovo organismo venga convocato
con una certa frequenza e che non nasca soltanto per fare vedere alla gente che
ci si interessa all'ospedale. E comunque i santangiolini stiano tranquilli, a
difendere il Delmati ci ha sempre pensato la Lega». Lorenzo Rinaldi
( da "Trentino" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
«Società in lite e i
progetti sono fermi» Nuovo Palafiere: Pederzolli preoccupato dalla querelle
Malfer-Pellegrini RIVA. Prendendo spunto dalla sostanziosa partecipazione
comunale, attraverso Lido spa, nelle due società protagoniste dell'operazione -
Garda Trentino Fiere (25,9%) e Riva del Garda FiereCongressi (44,4%) - il
consigliere d'opposizione Mauro Pederzolli, scodella un'interpellanza
finalizzata ad ottenere dal sindaco risposte precise su tempi, metodi e costi
del progetto di riqualificazione del polo fieristico di Riva. E' vero che -
lasciando intendere che per Lido e Comune possano esserci stati «esborsi»
inutili nel concorso di idee che hanno lanciato in orbita il progetto della
Coop Himmelb(l)au (con l'ormai famoso e contestato «Tetto di Nuvole») -
Pederzolli si presta ad una risposta tranciante del sindaco (nel senso che i
costi, almeno diretti, sono evidentemente soltanto di Garda Trentino Fiere,
società proprietaria del centro fieristico della Baltera). Tuttavia è altrettanto
vero che Pederzolli, laddove si preoccupa di sapere se il palleggiamento di
opinioni diverse tra «proprietaria» GTF (con il presidente Malfer favorevole al
grande progetto Himmelb(l)au) e «società di gestione» Riva del Garda
FiereCongressi (con il presidente Pellegrini favorevole ad una soluzione più
contenuta, anche per non sobbarcarsi un affitto troppo oneroso) è destinato a
trovare un veloce compromesso, traduce politicamente una preoccupazione assai
diffusa in città: la preoccupazione che alla fine l'operazione venga
accantonata. «Nell'anno 2006, dopo valutazione di ben 73
progetti, veniva decretato - scrive nella sua interpellanza Pederzolli - il
vincitore di quello che avrebbe disegnato il futuro del polo fieristico. Un
percorso che, tra premi al vincitore ed ai classificati dal 2º al 10º posto, gettoni di presenza dei membri della
commissione giudicatrice e spese varie, è costato circa 400 mila euro».
A distanza di due anni, osserva Pederzolli, ancora nulla si sta muovendo, anche
se Mellarini all'inaugurazione dell'Expo Schuh della scorsa estate aveva
espresso un richiamo a non perdere altro tempo. «Si rilevano invece - continua
Pederzolli - solo liti tra il presidente della società GTF e quello della Riva
del Garda Fiere e Congressi in merito a ciò che si dovrà fare. Sembra che il
progetto "Tetto di nuvole" non sia più adatto alle esigenze
fieristiche, vuoi per problemi legati alla convivenza con la nuova
circonvallazione che per una nuova esigenza di spazi che prevederebbe
l'acquisizione dei capannoni ex Sicom. Circostanza che porterebbe alla modifica
del progetto vincitore della Coop Himmelb(l)au di Vienna, con il conseguente
ulteriore esborso di denaro oltre al rischio di cause penali con la medesima.
Va ricordato che la Provincia, per il progetto, ha stanziato 25 milioni di euro
e che, l'eventuale acquisizione dell'area ex Sicom, necessiterebbe di circa 10
milioni di euro e quindi conseguenti tagli al progetto vincitore. Al di là
della domanda (scontata) "Ma con il fior fiore di professionisti non era
possibile accorgersi prima dei problemi di convivenza con la nuova
circonvallazione?", restano i dubbi circa i tempi di avvio ai lavori e la
preoccupazione di aver gettato denaro pubblico per arrivare ad un progetto che
oggi appare come "carta straccia". Il progetto di riqualificazione
del Polo fieristico e di quello congressuale rientrano nel rilancio turistico
ed economico della città, quindi non va sprecato tempo utile con dubbi, riserve
o richieste di modifica che, oltre che far passare il tempo, rischiano di
portare la Provincia a destinare altrove le risorse economiche previste per la
nostra città. Dal mese di luglio - conclude Pederzolli - si sta discutendo sul
destino del "Tetto di nuvole", sono passati mesi, incontri, le
elezioni provinciali ed ora ci si aspetta una risposta definitiva in merito a
ciò che si vuole fare».
( da "Adige, L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'ultimo saluto alla
cara Celestina C ara Celestina, oggi ti è stato reso l'estremo saluto da
tantissime persone presenti a dirti addio per l'ultima volta, segno positivo
del tuo seminato in questa tua breve vita terrena L'ultimo saluto alla cara
Celestina C ara Celestina, oggi ti è stato reso l'estremo saluto da tantissime
persone presenti a dirti addio per l'ultima volta, segno positivo del tuo
seminato in questa tua breve vita terrena. Ti volevo salutare personalmente,
come facevamo spesso quando salivi e scendevi dalla corriera dopo l'ennesima
giornata di lavoro, sempre serena e tranquilla, anche nell'ultimo periodo,
quando l'argomento «pensione» era l'argomento principale del nostro scambio di
battute spiritose e piene di speranza. Ciao Celestina. Marco Ondertoller Nebbia
anche in Trentino per un quinto dei votanti G entile direttore, se posso
precisare quanto scritto dal signor Nucida, gli direi che nella mia lettera non
ho mai scritto la parola «fortuna» (che in Trentino non c'è la nebbia). Può
essere una sfortuna! Cercavo solo di essere «scientifico» (infatti dicevo anche
che limita la visione.. e di conseguenza può offuscare il cervello). Noto però
che sono in errore: mi è stato detto che anche in qualche località del
Trentino, d'inverno almeno, c'è la nebbia... proprio in circa un quinto del
territorio. Walter Bonvecchio - Cairns (Australia) Vie e piazze, ricordiamoci
del grande Marco Pola P iù che una lettera al giornale questa vuole essere un
pubblico appello ai competenti Uffici Comunali e per essi al Consiglio
Comunale. Durante la recente campagna elettorale ho notato che si stava
discutendo a chi intitolare, piazze, vie, ponti, ecc. e i nominativi proposti
sono di tutto rispetto. Non sono intervenuto allora perché c'era in corso
l'abbuffata elettorale e quindi era difficile che il mio appello potesse
ottenere una certa attenzione. Leggo ora sull'Adige che è stato dato il
beneplacito per l'intitolazione a Trento e dintorni di alcune vie e altro e
ancora una volta vedo che il nominativo del poeta Marco Pola non risulta
neanche preso in considerazione. Ricordo che se ne era parlato ben sei anni fa,
in occasione dell'inaugurazione in Piazza Cesare Battisti del monumento donato
dalla scultrice Seppi in memoria del poeta Marco Pola, ma poi, credo, che in
Comune si siano dimenticati della cosa. Marco Pola, deceduto ormai da oltre
dieci anni, è stato un grande poeta e la sua copiosa produzione, sia in
italiano che in dialetto, è stata, e lo è ancora, molto apprezzata. Egli
dovrebbe essere motivo di orgoglio per la città di Trento dove ha sempre
risieduto ed operato come lo è per il Comune di Roncegno dove è nato. I figli
del grande poeta hanno regalato alla Biblioteca Comunale di Trento tutto
l'incartamento del loro padre. Speriamo che, almeno, se ne ricominci a parlare.
Francesco Consoli I forzisti contro Divina ma bocciati dalle urne C i risiamo...dopo
aver remato contro il Divina fin dal primo momento ed aver fatto poco o niente
per la coalizione in campagna elettorale, i «Berlusca de noaltri» si lamentano
che la colpa della sconfitta è del candidato leghista! Ma per piacere, uno è
stato trombato dai suoi stessi elettori, e questo la dice lunga sua capacità di
tenere in mano un coordinamento....l'altro lo sarà alle prossime
elezioni.....ma andate a lavorare che è meglio! Pino Pilati - Trento Obama,
sogno americano ma un po' anche nostro O bama presidente. Obama, figlio di
Martin Luther King, di Kennedy, un po' di Malcom X. Obama, il meticcio. Obama,
contro il razzismo, il pregiudizio per una società giusta, equilibrata, viva.
Unita nell'emancipazione nel progresso nella pace. Obama, sogno americano, di
più, sogno universale. Obama, forse un modo diverso di governare, necessario,
auspicabile. Obama, che vedremo a breve al giudizio del mondo. Surrogato dei
poteri forti o limpida espressione di una rivoluzione popolare silenziosa,
senza vittime, intensa ed espressione di una grande democrazia. Obama per tutti
noi. Obama socialista? Non sarebbe poi una grave malattia. Obama, l'antitesi al
cavalier errante Berl... e company. Io, antiamericano convinto, da sempre,
credo in lui. Sto mitizzando? Forse sì ma i miti creano sogni e forse noi da
anni non sogniamo abbastanza. Obama, averne uno in Italia! Auguri Obama, buon
lavoro. Danilo Baldessari - Baselga di Piné Dalmaso, gli inquilini Itea non
hanno votato per lei A ssessora Dalmaso, lei fa le battute a proposito degli
inquilini Itea che l'avrebbero votata... Si convinca che nessun inquilino ha
votato lei. Io frequento molto gli inquilini, essendo inquilina anch'io, e so
come la pensano. Gli inquilini hanno votato chi è decisamente contrario alla
sua legge. Questo è pacifico, e su questo punto si metta l'animo in pace. Noi
inquilini abbiamo certamente votato Morandini, Catalano, Maffioletti,
Bertolini, Viola, Giovanazzi, Divina, Capossella, Eccher, Borga, Filippin e
altri; ce ne sono una lista... Ma proprio qua sta il punto: i voti in questo
modo si sono dispersi, se li sommassimo sarebbero assai più dei suoi sparuti
(ma sempre troppi, aggiungo io) tremila e rotti. Purtroppo... sa chi ha dato il
voto a lei? Non lo so per certo, ma ci scommetto la testa... lei ha avuto i
voti di quella fetta di popolazione che ha necessità di una casa, ma magari per
poco non rientra nei parametri e così, sentendosi esclusa, ce l'ha a morte con
chi la casa l'ha ottenuta. Li capisco e condivido la loro giusta rabbia
nell'essere discriminati. Ma non è questa la strada... Non penso proprio che
avendola votata risolveremo il problema casa. Magari, sarei io la prima a
rimangiarmi quanto affermo e le leverei tanto di cappello... Ma non sarà mai...
Mi auguro vivamente che i politici contrari al suo schieramento, che noi
inquilini, ripeto, abbiamo votato, le diano del bel filo da torcere... Questo è
un appello per i politici che anche se non vincitori sono stati da noi votati,
e nei quali riponiamo fiducia. Grazie. Claudia Garbari - Trento Funivie alla
Provincia: Dellai mi ha deluso S ono un consigliere comunale di Civezzano che
alle ultime elezioni ha votato per lo schieramento di Dellai e che a una
settimana di distanza ha già un senso di pentimento, causa le notizie apparse
sulla stampa del ventilato piano di acquisto e/o finanziamento da parte della
Provincia, di stazioni sciistiche e impianti di risalita in deficit.
L'esperienza di consigliere comunale mi fa toccare con mano le enormi
difficoltà che incontrano i Comuni a realizzare opere che sono nell'interesse
di tutti i cittadini, per migliorare la loro qualità della vita quotidiana, da
quelle minimali come la manutenzione strade, al rifacimento dei marciapiedi
dissestati, a quelle più importanti come i tratti stradali per limitare al
traffico i centri storici e renderli più vivibili per la comunità. Perché,
specie in periodo di crisi economica, per queste cose non ci sono i
finanziamenti. Invece ce ne sono a profusione per impiantisti, albergatori,
ecc. per ripianare i loro debiti a spese della collettività e farne trarre
invece i profitti ai privati (il richiamo fatto alla vicenda Alitalia è
estremamente chiarificatore in proposito), con la solita scusa demagogica che
il turismo è trainante per il Trentino. Il che è anche vero, ma c'è turismo e
turismo: c'è quello intelligente, che propone un modello diverso di vivere il
territorio anche culturalmente, e c'è quello dello sfruttamento aberrante della
cementificazione della montagna come si sta facendo per il Bondone con i
famigerati patti territoriali dove i finanziamenti pubblici hanno consentito
migliaia di metri cubi di nuovi alberghi destinati alla desolazione, data
l'ormai cronica mancanza di neve o a diventare col tempo residence vuoti tutto
l'anno. L'idea di continuare a sostenere questo tipo di attività fa parte di
questa seconda categoria di turismo, con l'aggravante che lo fa l'ente pubblico
con i soldi di tutti distogliendo di fatto risorse che dovrebbero essere
destinate ai servizi (scuola, sanità, trasporti, ecc.) quelli sì di interesse
veramente collettivo. È sintomatico il fatto che il presidente Dellai abbia
enunciato pubblicamente questo piano di finanziamento «turistico», a elezioni
avvenute e non prima, perché c'è il legittimo sospetto che gli sarebbe costato
un bel po' di voti a cominciare dal mio; confido che le forze politiche più
progressiste presenti nella maggioranza contrastino nella maniera più
intransigente questo disegno. Daniela Voltolini, consigliere comunale -
Civezzano Eluana, l'accanimento vero è della gerarchia di Chiesa C aro
direttore, il potere come il denaro, ha per molti un fascino irresistibile e
per la gerarchia della Chiesa perfino irrinunciabile, altrimenti non si
spiegherebbe l'«accanimento» con il quale condanna quella peculiarità della
religione cattolica che si chiama «libero arbitrio», per il quale il padre di
Eluana si batte in sua vece da molti anni alla luce del sole. Non diciamo addio
a Eluana, ma arrivederci in una vita che io spero continui oltre la morte.
Elisabetta Cimadomo C'è la crisi, i politici diano il buon esempio L orenzo
Dellai ha stravinto, come pensavano tutti. E come pensano tutti però deve
cambiare qualcosa. Basta contributi facili che non si sa dove finiscano, basta
al saccheggio del nostro più grande patrimonio: la montagna, basta alle
Giumele... pensiamo a un nuovo turismo. Le cabinovie ci sono, basta così e il
Trentino vincerà ancora. Ora c'è la giunta da nominare, ci sono gli assessori,
compito di Dellai e non delle varie «lobby». Una cosa suggerirei: in periodo di
crisi, si chiudono fabbriche, si taglia nella scuola, nella sanità. Perché un
eletto assessore dovrà far entrare un nuovo consigliere, magari non eletto dai
cittadini? Qualcuno è lì come il gufo ad aspettare. Diamo
l'esempio e finiamola con questa politica dei furbi. La giunta e il consiglio siano rappresentati dagli
eletti dai cittadini. Anche questa è democrazia. I primi «non eletti» siano un
po' come gli ultimi. Tullio Dell'Eva - Rovereto 19/11/2008
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina III - Napoli
Il retroscena Posti, gettoni, formazione la rete
segreta del potere ANTONIO CORBO Sabato, ore 9. I destini
della Sanità campana passavano per l´ultimo tavolo, nascosto dai cespugli dello
chalet "Ciro" a Mergellina. La presidenza dei medici 2005 fu decisa
lì. Montemarano e Scalera non s´incontrano più. L´assessore trama contro, il
senatore si ricandida. Che cos´è l´Ordine, quali interessi copre, se
sequestrano urne sozze di brogli? SEGUE A P
( da "Provincia Pavese, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Voghera è ancora
un cantiere Assetto ok solo da metà campo in giù Quanti cambi negli altri
reparti ROBERTO LODIGIANI VOGHERA. Undici partite, undici Voghera diversi. I
frequenti, anzi sistematici cambi di formazione sono uno dei pomi della
discordia fra panchina e presidenza. Però, a ben vedere, il tecnico Claudio
Lombardo uno «zoccolo duro» di fedelissimi quasi sempre in campo ce l'ha. A
partire da Capriulo, il portiere, l'unico sempre e comunque presente
(accumulando 990'). Poi Guidi (956'), Finelli, Del Chiaro (altro stakanovista,
fino al grave infortunio di Calcio che forse lo terrà fuori sino al termine
della stagione), Genocchio e Catenacci. La statistica parla chiaro: l'assetto
di squadra è ben definito per quanto riguarda la retroguardia, i dubbi
cominciamo da metà campo in su. A parte Genocchio e Finelli, il mister
rossonero a centrocampo e in attacco ha impiegato 11 giocatori, per 4 posti
disponibili (i due non occupati da Genocchio e Finelli, e i due del reparto
avanzato). Vegnaduzzo, puntero italoargentino, ha
collezionato 11 gettoni di presenza, ma unicamente in tre occasioni (alla 4ª, 8ª e 11ª giornata) ha
giocato per tutti i 90'. Era sulla buona strada Luca Lomi, fino al momento del
taglio. Dal sesto turno, è arrivato Paonessa, che ha giocato per intero le
ultime tre gare. Lui e Genocchio sembrano ormai pedine fisse in mezzo al
campo, mentre sulle fasce c'è tanta concorrenza e anche parecchia alternanza.
Detto di Catenacci, che come laterale destro di difesa appare indiscutibile (ha
saltato solo la trasferta bergamasca, per squalifica), e di Angelotti, che a
sinistra ha disputato le ultime 4 partite, per il resto si sgomita. Panigada,
estro e disperazione, si è visto in campo in ben 10 occasioni, ma per spezzoni,
salvo che alla 4ª e 5ª giornata, quando ha collezionato i fatidici 90',
evitando la scomoda panchina. Coccu, autore del 3-1 nel derby col
CasteggioBroni (cavalcata solitaria di oltre
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina VII - Napoli
Il retroscena Due grandi elettori si pentono. E raccontano
i segreti della sfida tra l´assessore e il senatore: in gioco la poltrona di
commissario "Posti, gettoni, consulenze: l´Ordine è potere" ANTONIO CORBO (segue dalla
prima di cronaca) Due pentiti di questa sfida ormai degenerata nell´odio
politico hanno accettato di parlare. Pregando di dimenticare nomi, cognomi e
ospedali. Due medici disillusi. Uno si è battuto per Gabriele Peperoni,
il candidato di Angelo Montemarano. L´altro per una strana coppia: Giuseppe
Scalera che punta alla seconda presidenza, deputato Pdl, legato però a Pasquale
Sommese, primatista di voti al consiglio regionale sotto le opposte insegne del
Pd. Concordano: «Nessuno avrebbe immaginato una fine così ingloriosa del nostro
Ordine, feudo fino al 1991 di Ferruccio De Lorenzo. Peggio di così, con i
brogli e la polizia che sequestra il seggio?» La prima anomalia. «Io ho trovato
Scalera nel seggio. Presidente uscente e candidato: mi ha dato lui le buste, la
celeste e la verde, non le dico il sorriso e il saluto quando mi ha dato la
matita. L´ho votato lo stesso». L´altro: «Si capisce, lui vuole contarsi,
dimostrare con una montagna di voti che è l´uomo giusto per fare il commissario
della Sanità, per dire: vedete, i medici li tengo io in pugno». Lo interrompe
l´altro: «Montemarano non ci sta, il presidente amico gli fa comodo, anche se è
un collega serio come Peperoni, perché è in gioco il suo piano. Se passa il 25,
è difficile che la Regione sia commissariata». La replica. «Quel piano è
virtuale. Ragionieristico e non razionale. Sdrammatizza l´emergenza
finanziaria. Che significa tagliare un ospedale, se poi il personale che è il
90 per cento della spesa non è ricollocato? E accorpare le Asl, da
( da "Mattino di Padova, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'onorevole Destro
assente giustificata a Palazzo Moroni ma deputato modello a Montecitorio:
Zorzato al top Giustina stakanovista alla Camera Niccolò Ghedini non ha
partecipato al 55% delle votazioni Naccarato (Pd) al terzo posto tra i più
presenti CLAUDIO BACCARIN A Palazzo Moroni ormai la vedono soltanto nella
galleria dei ritratti dei sindaci che campeggiano in sala giunta. Giustina
Mistrello Destro, esponente del gruppo «ribelle» del Popolo della Libertà,
detiene, in questa legislatura, il record delle assenze (sempre, però,
giustificate) in consiglio comunale. Ma è sicuro che l'ex-primo cittadino non
abbandonerà il suo scranno a beneficio di Franco Perlasca, il primo dei non
eletti, ex An, approdato all'Udc dopo una breve stagione nell'Italia dei
Valori. «Fantasma» in municipio, l'onorevole del Pdl si riscatta alla grande in
Parlamento. Nella classifica delle presenze dei deputati padovani, rilevate nei
primi sette mesi della legislatura, l'ex-sindaco è infatti al secondo posto in
virtù di 1512 votazioni dall'inizio della legislatura, pari al 96,80% delle
occasioni. La Destro non ha partecipato ad appena 50 votazioni (il 3,20%). In
vetta alla classifica troviamo un altro azzurro, l'onorevole Marino Zorzato,
vicepresidente del gruppo Pdl, che è letteralmente «incollato» allo scranno
parlamentare. L'ex-vicepresidente di Veneto Strade è mancato a sole 17
votazioni (praticamente il tempo di un panino e di un caffè), mentre ha
raggranellato 1545 presenze. Al terzo posto della hit parade dei più presenti
troviamo il deputato del Partito democratico Alessandro Naccarato, che si è
sciroppato ben 1476 votazioni (il 94,49%), assentandosi per 86 (il 5,51%).
Nelle immediate vicinanze figura la leghista Paola Goisis, che
ha collezionato 1471 gettoni (il 94,17%). Hanno superato il tetto delle 1400 votazioni anche
l'altro alfiere del Carroccio, Massimo Bitonci (assente a 95 votazioni), che
nei fine settimana si occupa a tempo pieno, nelle vesti di primo cittadino, del
Comune di Cittadella, e il presidente provinciale di Alleanza nazionale,
Filippo Ascierto, che ha partecipato a 1420 votazioni (il 90,91%).
Ammontano invece a 1403 le presenze della forzista Lorena Milanato che a 1178
votazioni (il 75,42%) assomma 225 missioni (il 14,40%). Poco più sotto compare
Anna Margherita Miotto, del Partito democratico, che ha espresso il suo parere
in 1376 occasioni (l'88,09%), totalizzando 186 assenze. La percentuale
dell'81,75% caratterizza fin al 13 novembre lo score di Antonio De Poli (1277
votazioni, 285 assenze), che all'incarico di portavoce nazionale dell'Udc ha
aggiunto recentemente anche quello di segretario regionale dello Scudocrociato.
«Maglia nera» tra i deputati padovani è l'onorevole Niccolò Ghedini, che in sette
mesi ha partecipato a 700 votazioni (il 44,81%), disertandone 862. Fin qui
Ghedini ha presentato come comefirmatario una proposta di legge finalizzata a
valorizzare la Reggia di Caserta e a istituire il Museo borbonico. Il
parlamentare del Pdl non ha invece all'attivo nessun atto d'indirizzo e
controllo: zero mozioni, risoluzioni, interpellanze e interrogazioni. Per
carità: non è che Ghedini abbia il tempo di annoiarsi, alla luce del suo
duplice impegno nelle vesti di legale del premier e di coordinatore regionale
di Forza Italia. Quanto ai big nazionali, Silvio Berlusconi - perennemente in
missione - ha votato una sola volta. Il ministro Renato Brunetta ha partecipato
a 293 votazioni, ma ha al suo attivo ben 1164 missioni. Pieferdinando Casini ha
al suo attivo 853 votazioni (oltre a 319 missioni), Massimo D'Alema 631,
Antonio Di Pietro 409, Walter Veltroni appena 276.
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
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Pagina VII - Genova
Vincenzi: "Sul G8 troppi misteri" "Segnalai per ore i black bloc
alle forze dell´ordine, ma nessuno fece nulla" DONATELLA ALFONSO NO,
GENOVA non ha avuto risposte dalla sentenza sulla Diaz. Ma nemmeno da quelle su
Bolzaneto o sulle devastazioni dei black bloc, avverte in Sala Rossa Marta
Vincenzi, che insiste: chiedo e chiederò ancora una commissione d´inchiesta,
perché ci sia finalmente una sintesi che metta insieme le tante verità, quelle
taciute e quelle nascoste, e finalmente si giunga ad una sintesi che permetta,
se non una pacificazione che ancora resta difficile, almeno una spiegazione di
cosa sia accaduto nei giorni del G8 del 2001. «Sono dalla parte dei genovesi
che hanno subito danni, di chi è stato picchiato e anche della polizia che
merita di ritrovare la fiducia dei cittadini, ma purtroppo nessun processo
finora ha dato risposte esaurienti», dice la sindaco rispondendo alle interrogazioni
- con accenti ovviamente diversi - di Simone Farello (Pd), Giuseppe Murolo (An)
e Bernabò Brea (La Destra). E racconta il suo pezzo di verità: di quando lei,
presidente della Provincia che nelle strutture di Quarto ospitava numerosi
manifestanti giunti a Genova da tutta Italia e dall´estero, si accorse «di
strani movimenti, di gente che infilava passamontagna e nascondeva corpi
contundenti». Quel giorno, «per ore e ore chiamai le forze dell´ordine,
avvertii tutti, e rappresentavo un´istituzione, non potevo passare per un
cittadino mitomane, chiedendo che qualcuno intervenisse. Non venne nessuno. Se
ci fosse stato qualche controllo, mi chiedo e mi chiesi anche di fronte alla
commissione parlamentare che mi aveva convocato, sarebbe stata evitata almeno in
parte la presenza dei black bloc? Ma nessuno mi ha mai
risposto». Alla stessa maniera, troppe altre domande sono rimaste appese per
tutti questi anni; e tutti questi pezzi di singole verità nemmeno la scorsa
settimana hanno ottenuto una qualche risposta. Farello le conferma l´appoggio
per la richiesta di una commissione d´inchiesta (sta peraltro prendendo forma
un´iniziativa parlamentare promossa da parte dei deputati liguri Mario Tullo,
Andrea Orlando e Sabina Rossa), e per essere stata nell´aula bunker alla
lettura della sentenza; per la stessa ragione l´attacca Murolo, che parla di sottolineare sarcasticamente come le commissioni
d´inchiesta non approdino mai ad alcun risultato, e servano solo alla parte
politica in sella in quel momento per costituirsi verità preconfezionate e
garantire qualche gettone di presenza. Più in là va Bernabò Brea, che addossa tutte le violenze
esclusivamente ai manifestanti, e afferma la sua solidarietà verso
Vincenzo Canterini, comandante del settimo reparto mobile, unico dirigente
condannato, e i suoi uomini. Gli rispondono urlando dai banchi della sinistra,
Bruno Delpino e Arcadio Nacini tra tutti. Vedete, chiosa la Vincenzi,
l´impossibilità di arrivare ad una verità lascia ancora ferite che non si
rimarginano.
( da "Nuova Venezia, La" del 19-11-2008)
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Pagina 14 - Altre
Dibattito barbaro Dibattito barbaro sul villaggio dei Sinti Prima, lunedì
scorso, durante la riunione delle commissioni consiliari che hanno
legittimamente dichiarato la non ammissibilità del referendum sul villaggio
Sinti in via Vallenari a Favaro, la distribuzione di una lettera - letta poi in
aula dal signor Memo, esponente del comitato «No Sinti» - contenente minacce
all'indirizzo dei consiglieri comunali chiamati a decidere: «Ne risponderete
personalmente», queste le testuali parole. Poi, nel fine settimana, la distribuzione
del volantino leghista, contenente una vera e propria lista di proscrizione con
i nomi e cognomi dei consiglieri che hanno votato la non ammissibilità o che
erano addirittura assenti, additati come «i traditori dei cittadini», anche qui
testuali parole. Sarebbe sbagliato se sottovalutassimo questi segnali, se li
ritenessimo soltanto risibili espressioni di eccesso polemico. Perché quando,
evidentemente a corto di argomenti razionali, al confronto politico si
sostituisce la minaccia paramafiosa o l'accusa (tipica degli stalinismi e dei
fascismi) di «tradimento del popolo», significa che si è di fronte al degrado
del dibattito (si fa per dire) politico in città, che certo immiserisce
innanzitutto chi ricorre a questi mezzi, ma deve costituire per tutti un
elemento di forte preoccupazione. Quale sarà il prossimo passo di chi ha già
attizzato una campagna di discriminazione e intolleranza contro i nostri
concittadini Sinti e oggi minaccia e indica come nemici da colpire i
rappresentanti democraticamente eletti dai cittadini? Che cosa dobbiamo
aspettarci? E' una china di imbarbarimento che tutti devono impegnarsi a
fermare. Subito. Beppe Caccia capogruppo Verdi Città Nuova in Consiglio
comunale Venezia Consiglio regionale solo sulla crisi economica Il 6 novembre
un quarto dei consiglieri regionali ha presentato, ai sensi dell'art. 13 dello
Statuto regionale, una richiesta formale per la convocazione di una seduta del
Consiglio per discutere dell'argomento «Dalla crisi delle borse alla crisi
dell'economia reale. Interventi regionale a sostegno delle imprese e delle
famiglie venete». Il Consiglio regionale è stato convocato per giovedì 20
novembre e al punto n. 6 dell'ordine del giorno risulta iscritto l'argomento di
cui trattasi insieme alla prosecuzione della discussione dei numerosi altri
punti in discussione da ormai svariati Consigli, disattendendo in questo modo
la volontà espressa dai consiglieri regionali di voler trattare solo questo
importante argomento. La grave situazione finanziaria, la pesante crisi che si
riversa a cascata sulle imprese e famiglie non può essere trattata alla pari di
altri argomenti. Quindi la necessaria approfondita attenzione sulle iniziative
che la Giunta e il Consiglio regionale devono intraprendere non possono e non
debbono far parte di una «parziale» attenzione dell'intero consesso dei
consiglieri regionali convocati così come da consuetudine. Nelle scorse
settimane il Consiglio regionale non è stato convocato solo per beghe interne
alla maggioranza ed è con rammarico che si prende atto dell'incomprensibile
leggerezza con cui la richiesta è stata considerata da questa presidenza.
Pietrangelo Pettenò consigliere regionale Prc Sinistra Europea Venezia Pensione
di 443 euro 563 euro di tasse Ogni giorno e da parecchio tempo si legge sui
giornali e si sentono commenti in televisione su impressionanti liquidazioni a
manager oppure a politici di varia estrazione. Bastano un paio d'anni di
versamenti in certi ambienti istituzionali e si ha diritto a pensioni. A me,
pensionato del commercio, capita l'inverso. Con una minima di 443,12 euro
lorde, per un riconteggio di riliquidazione con decorrenza dal gennaio 2001 per
un conguaglio trattamento di famiglia (mia moglie a carico con pensione minima
di circa 540 euro mensili), mi si addebitano 563,01 euro. Si immagini la mia
indignazione! Da notare che sono nullatenente e sono stato
consigliere comunale per ben 33 anni di seguito, senza mai alcun incarico
retribuito di un certo spessore, se non il gettone di presenza che a volte bastava appena appena a pagar le spese. Non parliamo
del tempo dedicato alla città e ai cittadini. Di fronte a tante liquidazioni o
prebende o emolumenti di cui qualcuno si circonda, io cosa posso pensare di
quest'Italia matrigna, democratica ed antifascista? Quando non so come
unire il pranzo alla cena? E mi vedo tanti scioperanti che guadagnano, e non
sempre onestamente, fior di quattrini? Ennio Mazzon San Donà di Piave L'ex
ospedale era ideale per il Palazzo del cinema Devo rettificare, almeno in
parte, il senso della mia dichiarazione così come riportate da Massimo Tonizzo
nell'articolo «Al Lido un sit-in contro il massacro della storica pineta» di
lunedì 17 novembre. Io non reputo «inutile» il Palazzo del cinema che si
costruirà per la Biennale; avrei però preferito che non fosse costruito ex
novo, ma che diversamente fossero utilizzate altre strutture già esistenti.
Ipotesi non del tutto peregrina se, ad esempio, anche all'interno del CdA
dell'Ente culturale era balenata l'idea di utilizzare allo scopo gli abbondanti
spazi dell'ex Ospedale al Mare. Proposta rilanciata di recente anche da uno
studio approntato dall'Università Ca' Foscari. A quanto pare, però, questo non
è stato ritenuto possibile. Sergio Torcinovich delegato all'Ambiente
Municipalità Lido Pellestrina
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
I - Bari Laforgia: non ci sono più soldi costretti ad aumentare le tasse Lecce,
il rettore "Niente gettoni ai professori e tagli alla
luce" LELLO PARISE A P
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina V - Bari Il
cda conferma il gettone di presenza: quasi 300 euro
Bari, 6 nuovi ricercatori medici universitari, stop Sei nuovi posti da
ricercatore e una pausa di riflessione per chiudere la vicenda dei medici
universitari. Sono queste le due principali decisioni prese
ieri dal consiglio di amministrazione dell´università di Bari nella sua prima
seduta con la nuova composizione. I delegati baresi, a differenza dei colleghi
leccesi, non hanno deciso di cancellare il gettone di presenza: «Ma si tratta veramente di una cosa risibile - spiega uno dei
membri - parliamo di poco meno di 300 euro lordi per massimo una seduta al
mese, dove siamo dalle nove la mattina a oltranza». Oltre la
composizione delle singole commissioni che dovranno governare la vita
accademica, il cda ha reperito i fondi per bandire sei concorsi da ricercatore:
sono soldi che provengono o dalla morte di alcuni docenti o dai pensionamenti.
Oggi, infatti, seppur limitato rispetto al passato, il turn over è stato
definitivamente sbloccato cosa questa che ha permesso all´Ateneo dopo anni di
fermo di ribandire nuovi concorsi da docente. E soprattutto da ricercatori. Un
freno potrebbe però essere posto dal decreto Gelmini che impone alle università
di non assumere più qualora il fondo statale venga impiegato per più del 90 per
cento per pagare gli stipendi del personale. Oggi l´ateneo barese danza attorno
a quella linea, «ma siamo sicuri che nel bilancio che chiuderemo il 31 dicembre
- assicurano i tecnici - non sforeremo quella cifra». Si comincerà a parlare
concretamente del bilancio a partire da oggi quando la commissione appronterà
il documento contabile che verrà poi posto all´attenzione del cda il mese
prossimo. Sono previsti tagli e compressione di alcune spese, «ma non certo di
quelle destinate alla didattica e alla ricerca» hanno assicurato i vertici
dell´Ateneo. Ieri intanto nel consiglio di amministrazione si sarebbe dovuto
ratificare l´accordo con il Policlinico per l´adeguamento di stipendio dei
docenti universitari. Il punto è stato però rimandato al prossimo incontro:
dopo un´informativa del rettore, Corrado Petrocelli, il cda ha chiesto tempo
per studiare l´accordo che soltanto ieri è arrivato dopo la firma del direttore
generale del Policlinico, Vitangelo Dattoli. L´azienda - con fondi propri - si
impegna a riconoscere dal 2008 l´integrazione dello stipendio. Contestualmente
saranno calcolati gli arretrati dovuti per gli anni precedenti, che in un
secondo momento dovrà essere la Regione a finanziare. (g. fosch.)
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina V - Bari
Ricerca e servizi, università in bolletta Il rettore di Lecce: "Costretti
a tagliare su luce, telefono e riscaldamento" Domenico Laforgia annuncia
che sarà costretto a usare la scure per evitare di arrivare al fallimento Dal
riscaldamento all´energia elettrica, alle ore di apertura: dopo i tagli del
governo bisogna risparmiare LELLO PARISE Il futuro arriva all´università del
Salento con un anno d´anticipo sull´ora annunciata, come i bambini che nascono
molto prima del tempo e come se la nuova storia avesse fretta di cominciare.
Arriva truccato con i colori della rassegnazione, ma vestito di rabbia. Perché
Domenico Laforgia, il magnifico rettore, confessa di non sapere più dove
mettere la mani per fare quadrare i conti se non, inevitabilmente, nelle tasche
degli studenti. Passi per l´anno accademico che verrà, ma dal 2010 sarà costretto
a raddoppiare le tasse sborsate da quelli che sgobbano pur di conquistare il
prezioso pezzo di carta. «Come stanno le cose spendono, mediamente, 380 euro:
saliranno a quasi 800 euro». Non perdonano, i tagli imposti dal ministro Maria
Stella Gelmini. Per ogni ateneo si aggirano attorno al 10 per cento. Laforgia,
ingegnere, fa presto a fare due più due: «Il 90 per cento dei fondi è per gli
stipendi, ma se l´altro 10 per cento ce lo giochiamo per un atteggiamento
governativo folle, non ci resta che intervenire sulle imposte a carico di chi
studia». Nonostante questo salasso, una certezza già prende forma e stringe
come un cappio attorno al collo la vita accademica leccese: «Fra un paio di
anni, saremo al dissesto». Il magnifico rettore sa di dovere compiere scelte
impopolari e perciò fin da subito stabilisce di lanciare quello che definisce
«un messaggio forte alla gente e alla politica». Sia Laforgia, sia il vicario
Carmelo Pasimeni avevano rinunciato da quando si erano insediati alle
rispettive indennità di carica. Adesso li seguono lungo
questa strada - caso più unico che raro nell´Italia "a gettone",
quello di presenza - i
componenti il senato accademico e quelli del consiglio di amministrazione.
Laforgia sorride, per metà ironico e per metà orgoglioso: «Sì, non accade mai.
Né mai abbiamo pubblicizzato questa decisione, sarebbe stato come volersi
parlare addosso. Riusciremo a risparmiare qualcosa come 250 mila euro
all´anno». Ma la manovra tutta lacrime e sangue che avvolgerà, e rischierà di
travolgere, chi insegna e chi impara si materializzerà dal 19 dicembre: dovrà
essere approvato il bilancio di previsione. Sarà chiuso in pareggio, anche se
«siamo ancora a meno 1 milione». Perché le cifre non ballino, a quanto pare
andranno a farsi benedire i soldi che erano assegnati ai diciassette
dipartimenti. Il risultato? «Ricerca, addio» dice Laforgia, e la voce si fa
rancorosa: «Principali vittime di questa sedicente riforma, saranno soprattutto
le facoltà scientifiche». No, non c´è da stare allegri nemmeno in questa
piccola trincea del sapere riconosciuta come università statale solo nel
( da "Riformista, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
sintonia obama si
concentra sulla composizione del suo futuro staff e apre agli avversari A
Washington spopola il toto-nomine. Ecco i Repubblicani in corsa GRANDE
COALIZIONE. Tutti quelli che hanno sostenuto Barack ora aspirano ad entrare nel
nuovo Governo. Si prevedono scelte bipartisan. di Maria Teresa Cometto New
York. Mentre fervono i preparativi a Washington per accogliere il nuovo
presidente - per i quali si prevede una folla record di 4 milioni di persone -
nella capitale si è aperto il gioco a indovinare quali Repubblicani possono
diventare ministri del nuovo governo. Il 44° presidente ha promesso che ce ne
sarà almeno uno e l'incontro di lunedì con l'ex rivale John McCain ha rafforzato
l'idea che la sua politica sarà «transpartisan», nuova
etichetta coniata dagli obamologi per riassumere la volontà di mettere insieme
gente con ideologie diverse ma d'accordo su alcune cose importanti da fare. Il
Wall Street Journal - quotidiano conservatore del gruppo Murdoch, che aveva
appoggiato McCain - ha passato in rassegna sette possibili scelte di Obama:
l'ex deputato Repubblicano dell'Iowa Jim Leach, che però già era passato fra
gli obamacons prima del 4 novembre; il senatore del Nebraska Chuck Hagel, che
aveva visitato l'Iraq con Obama a inizio anno condividendone la critica alla
guerra e che potrebbe ricoprire una carica nel campo dell'intelligence o della
sicurezza nazionale; l'ex governatore del New Jersey Christine Todd Whitman,
che si è dimessa dall'amministrazione Bush per contrasti politici sulla lotta
ai cambiamenti climatici e quindi potrebbe riprendere a lavorare su ambiente ed
energia alternativa; il sindaco di New York Michael Bloomberg, in effetti non
più Repubblicano ma Indipendente; il senatore dell'Indiana Richard Lugar, un
sincero apostolo dell'approccio bi-partisan in politica
estera; Matthew Dodd, stratega della campagna Bush nel 2004, e l'ultimo degli
obamacons, l'ex generale e segretario di Stato Colin Powell. In tutti i casi (tranne
Lugar) si tratta in realtà di Repubblicani "speciali" e resta da
verificare come si realizzerà davvero il nuovo corso transpartisan di Obama.
Anche la dichiarazione di lavorare insieme per le riforme, pubblicizzata dopo
l'incontro con McCain, appare vaga: su una importante questione - la riforma del finanziamento della politica e quindi del ruolo di soldi e lobbisti nelle elezioni - si sa
per esempio che i due ex rivali non hanno discusso a Chicago. È infatti un
punto dolente sulla strada della loro riconciliazione: Obama aveva promesso di
accettare i soldi pubblici e i relativi limiti di spesa nella corsa alla Casa
Bianca se l'avesse fatto anche il candidato Repubblicano, invece poi ha
scelto - primo caso nella storia delle presidenziali post Watergate - di
finanziarsi privatamente, mentre McCain è rimasto fedele al sistema pubblico.
Il risultato è stata una schiacciante superiorità della campagna del
Democratico - oltre 640 milioni di dollari raccolti e spesi - su quella del
Repubblicano - meno di 370 milioni, compresi gli 84 pubblici -, che ha accusato
Obama di aver buttato alle ortiche qualsiasi sforzo di tenere sotto controllo i
costi della politica. In questi due mesi prima
dell'insediamento alla Casa Bianca, Obama deve muoversi con accortezza fra le
scelte realiste da fare e le aspettative messianiche per la sua presidenza, la
cui inaugurazione il 20 gennaio si profila come un'incoronazione piuttosto che
il trionfo della democrazia stile Usa. Il record precedente di partecipanti era
di 1,2 milioni con il presidente Lyndon Johnson nel 1965. Questa volta la
cerimonia - del Mall, lo spazio verde fra Capitol Hill e il Washington Monument
- capita il giorno dopo la festa nazionale per Martin Luther King e quindi si
carica di ulteriore simbolismo. 19/11/2008
( da "Secolo XIX, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
La Regione vara la
legge fai da te sul numero dei portaborse polemiche dalla prima pagina Il tetto
ora è sparito, ma fino a ieri c'era. Eccome. Lo stabiliva la legge 38 del 1990
(modificata più volte) che all'articolo 5 recitava pedissequamente a che
finanziamento avessero diritto presidente della giunta, assessori e componenti
dell'ufficio di presidenza per il personale della loro segreteria politica. Esempio: dice il comma 3 dell'articolo 5 che per
le funzioni di segreteria politica ogni assessore ha
diritto «ad un'unità di posizione economica D3». Spiegazione: un finanziamento
che corrisponde più o meno allo stipendio di un funzionario da 36 mila euro
all'anno. L'emendamento votato ieri, su proposta della giunta, fa piazza pulita
e ai commi 3 e 4 , sostituisce un comma 2 bis di questo tenore: «È messo a
disposizione un finanziamento corrispondente al costo complessivo del
personale, determinato sulla base degli elementi indicati all'articolo 7, e nel
numero definito, con propria regolamentazione, dalla giunta regionale e dall'ufficio
di presidenza, per quanto di rispettiva competenza, nei limiti delle
disponibilità di bilancio». Come dire che le regole saranno di fatte di volta
in volta e, in questo caso, molto dipenderà dalla sensibilità degli estensori.
Altrimenti, addio risparmi sui costi della politica.
Il presidente del consiglio regionale, Giacomo Ronzitti, che ha annunciato - al
suo ritorno da Auschwitz (partenza oggi e ritorno il 23 con
una delegazione di consiglieri e studenti per una visita sui luoghi dello
sterminio) - i primi risultati del lavoro della commissione sui costi della politica, giura «che si tratta solo di
un fatto tecnico determinato dal fatto che a partire dal 1 gennaio la gestione
del personale sarà autonoma tra giunta e consiglio». Ognuno padrone a casa
sua. E porta l'esempio della segreteria della presidenza del consiglio. «È un
organo istituzionale, che deve provvedere a protocollare prontamente tutti gli
atti in arrivo, eppure non ha diritto neanche allo straordinario pur essendo
presenti dalle 8 del mattino alle 20». Per l'emendamento portato
all'approvazione in sordina, letto velocemente e votato ancor più rapidamente,
il malumore serpeggia tra i consiglieri. Alcuni se ne sono accorti in tempo e
sono usciti dall'aula senza votare, altri con un atto di fede hanno premuto il
pulsante verde del voto elettronico. Nelle prossime ore qualcuno annuncia il
"redde rationem". Chissà se è anche per questo che l'acqua del
rubinetto in consiglio regionale non sarà servita nelle caraffe, possibili corpi
contundenti. alessandra costante costante@ilsecoloxix.it 19/11/2008
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 6 - Pordenone
Gli avversari: «Per noi è comunque un successo» Elezioni all'ordine dei medici:
a poche ore dal risultato, la lista sconfitta, con grande fair play, rende
onore ai vincitori. Infatti, il capolista dello schieramento "Insieme per
la professione", Ezio Candiani, primario al Cro di Aviano e Emilio
Insacco, direttore del distretto est, ieri mattina, dopo la lunga notte
"bianca" dello spoglio elettorale, in nome di tutta la coalizione,
hanno voluto augurare buon lavoro ai nuovi eletti. «Per molti aspetti - ha
dichiarato Insacco - la nostra è ugualmente una vittoria. Con queste elezioni,
inizia un "nuovo ordine" e il cambiamento per il quale ci siamo tanto
battuti, ci sarà comunque, con il nuovo presidente. Un ottimo risultato».
Finita la competizione elettorale, che sarà ricordata fra le più passionarie
degli ultimi tempi, i camici bianchi aprono una nuova pagina. Eppure, a caldo,
emerge un piccolo rammarico da parte dell'alleanza "Insieme per la
professione", nella quale Pier Alvise Charmet Pietropolli, dirigente
medico al policlinico San Giorgio, è risultato il primo dei non eletti. Un
fondo di amarezza per il risultato elettorale sul quale - secondo gli sconfitti
- ha pesato in modo determinante l'astensione al voto di molti medici
ospedalieri e, soprattutto, il voto di chi ha la doppia iscrizione: come medico
chirurgo e odontoiatra. La lista "Insieme per la Professione",
infatti, proponeva per l'elezione della commissione odontoiatri solo alcuni nomi
per le indicazioni di voto e non una vera e propria lista. Messe da parte le
polemiche, il consiglio dell'Ordine neo-eletto dovrà affidare entro 8 giorni e
secondo la normale procedura le nuove cariche: presidente, vice, segretario e
tesoriere. Molti i punti da affrontare e gli interrogativi da risolvere. Uno di questi riguarda il cosiddetto gettone di presenza, per il quale la lista
"Insieme per la Professione" aveva illustrato la proposta di
reintrodurre il volontariato abolendo le indennità di carica, i gettoni di presenza che nel triennio
trascorso, hanno pesato sul bilancio tanto da prevedere un impegno di spesa
pari a 60.000 euro. Paola Dalle Molle
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Iglesias Pagina 2022
Urbanistica. Piano d'intervento pubblico-privato per valorizzare i vecchi
edifici Un milione di euro sul centro storico Urbanistica.. Piano d'intervento
pubblico-privato per valorizzare i vecchi edifici Ventiquattro richieste per i
finanziamenti del bando Biddas --> Ventiquattro richieste per i
finanziamenti del bando Biddas Nei programmi del Comune la nuova pavimentazione
in via della Zecca. Il progetto realizzato in collaborazione con l'Università.
Un milione di euro di investimenti per abbellire il centro storico. La parte
più cospicua sarà a carico dei cittadini, pronti a rimettere mano a tetti e
facciate delle loro case per contribuire a valorizzare la zona più
caratteristica di Iglesias. Una parte sarà invece a carico della Regione (con
un massimo di 10 mila euro a intervento) nel caso in cui il progetto, inserito
nel bando Biddas dovesse ottenere il via libera. LE RICHIESTE Sono 24 le
domande presentate dai cittadini iglesienti, disposti a finanziare opere per
oltre 814 mila euro cui si aggiungono circa 215 euro di cofinanziamento
regionale. Ora non resta che attendere la valutazione da parte degli uffici
della Regione. Il Consiglio comunale, pochi giorni fa, ha fatto la sua parte,
approvando (con l'astensione dell'opposizione e l'assenza di diversi
consiglieri della maggioranza) il programma integrato pubblico privato per la
partecipazione al bando regionale chiamato "Biddas", sulla
valorizzazione dei centri storici. «La scelta politica
di fondo - spiega Antonio Castiglione, assessore all'Urbanistica - è stata
quella di valorizzare l'apporto di capitali privati che hanno generato un
programma integrato da oltre un milione di euro». Ma il rifacimento di tetti e
facciate si inserisce in un programma di interventi più ampi, già avviati e
altri da concludere, portati avanti anche grazie a finanziamenti risalenti a
qualche anno fa. CENTRO STORICO «Il nostro Comune - fa notare Castiglione - si
è impegnato a realizzare la nuova pavimentazione di via della Zecca con
materiali simili a quelli usati nel recupero di via Crispi
e il rifacimento in granito dello slargo di via Baudi di Vesme per un totale di
250 mila euro. Questi interventi, in caso di assegnazione dei finanziamenti da
parte della Regione si sommeranno agli ormai imminenti lavori di pavimentazione
delle vie Satta, Manno, Cavallotti oltre alla realizzazione del recupero
dell'area dell'ex pretura». IL PROGETTO Il progetto è realizzato in
collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell'Università di Cagliari
ed è denominato "Itinerari paesaggistici integrati tra la valle del
Cixerri , la costa dell'Iglesiente e l'alto Sulcis": comprende Buggerru,
Domusnovas, Fluminimaggiore, Musei, Narcao con sole opere pubbliche, mentre
Villamassargia e Iglesias propongono piani pubblico privati». Proprio due
giorni fa l'Unione dei comuni "Metalla e il Mare" ha ratificato la
presenza di Iglesias tra i partecipanti al progetto. CINZIA SIMBULA
( da "Varesenews" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Caronno Pertusella -
Il sindaco consegnerà alla cittadinanza l?area creata per i bambini e
attrezzata per giocare ai quattro cantoni, strega comanda colore, bandiera,
tris, 1-2-3 stella, il gioco delle biglie e molti altri Arriva il ?parco delle
percezioni?, dedicato al mondo dei vecchi giochi Sarà inaugurato giovedì il
?Parco delle percezioni?, la?rea pubblica di Caronno Pertusella dedicata ai
vecchi giochi per bambini. L?iniziativa è stata presentata martedì dal Sindaco
Augusta Maria Borghi e dell?Assessore alle Infrastrutture, Lavori Pubblici
Viabilità Graziano Rizzo. Durante la mattinata
l?amministrazione consegnerà il parco alla città. L?evento avverrà in
concomitanza con la giornata Mondiale per i diritti dell?infanzia e
dell?adolescenza. Il progetto è stato sviluppato da Vittorio Piaggi, nella
logica della riorganizzazione degli spazi urbani, in continuità con la recente
riqualificazione dei marciapiedi di Viale Italia che adeguatamente sistemati,
salvaguardando il sedime dei platani (essenza arborea protetta) sono fruibili
dai pedoni e da persone con ridotte capacità motorie, sino ad arrivare alla
nuova area parcheggio ad uso pubblico. Sul lato sud del parcheggio si
aprono i due ingressi al parco giochi didattico-interattivo. ?Tale Parco, sviluppato
sul tema ?Giardino delle Percezioni? è un?area ricreativa che si basa su due
principi fondamentali ? spiegano dall?amministrazione -: il primo consiste
nell?utilizzare la pavimentazione come principale stimolo ludico attraverso
l?uso di materiali colorati. Il pavimento infatti rappresenta schematicamente
un bambino immaginario con braccia e gambe aperte al centro del mondo per
coglierne energie e conoscenza, ogni parte simbolica del corpo delinea una zona
precisa di ricreazione. Il secondo principio è quello di mantenere vivo
l?utilizzo di giochi aggregativi semplici che fanno parte della nostra storia,
quali il gioco del mondo, i quattro cantoni, strega comanda colore, bandiera,
tris, 1-2-3 stella, il gioco delle biglie ecc? Il parco è stato pensato per fasce
di utenza fino ai dieci anni, con possibilità futura di inserimento di un
chiostro/bar e gestione attraverso un custode per la regolazione degli
ingressi, secondo orari stabiliti. Ci auguriamo che il Giardino delle
Percezioni possa stimolare ed essere fruito dall?utenza costituendo altro
elemento di aggregazione cittadina con particolare riguardo all?infanzia ed
agli adolescenti?. Mercoledi 19 Novembre 2008
( da "Adige, L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'ufficio di
presidenza del consiglio regionale, presieduto da Franz Pahl (Svp), di cui
fanno parte anche i trentini Mario Magnani (Upt), Roberto Pinter (Pd) e
l'autonomista Carlo Andreotti, difende il sistema di indennità e vitalizi in
vigore per i consiglieri regionali L'ufficio di presidenza del consiglio
regionale, presieduto da Franz Pahl (Svp), di cui fanno parte anche i trentini
Mario Magnani (Upt), Roberto Pinter (Pd) e l'autonomista Carlo Andreotti,
difende il sistema di indennità e vitalizi in vigore per i consiglieri
regionali. E lo fa con una lettera ufficiale con la quale contesta gli articoli
con cui l' Adige è tornato ad accendere i riflettori sulla
questione dei costi della politica. Per prima cosa, la nota dell'ufficio di presidenza parla della
questione degli aumenti automatici annuali delle indennità e dei vitalizi in
base all'indice Istat (3,5% dal gennaio 2009) e dice: «Siamo pronti a
dimostrare che applicare l'Istat risulta conveniente per le casse del Consiglio
rispetto agli automatismi del Parlamento, peraltro contestati dal suo
giornale». Insomma, perché toccarli? Nel
( da "Adige, L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il «tira-e-molla»
tra Garda Trentino Fiere, Riva Fiere&Congressi e Provincia sul progetto del
nuovo Palafiere diventa oggetto di un'interpellanza al sindaco Molinari che
porta la firma del consigliere d'opposizione Mauro Pederzolli (Liste civiche
per Riva) Il «tira-e-molla» tra Garda Trentino Fiere, Riva Fiere&Congressi
e Provincia sul progetto del nuovo Palafiere diventa oggetto di
un'interpellanza al sindaco Molinari che porta la firma del consigliere
d'opposizione Mauro Pederzolli (Liste civiche per Riva). Nel documento il
consigliere chiede tre cose: 1) Se si è arrivati ad una decisione definitiva
circa il destino del progetto della Coop Himmelb(l)au, oppure si rende
necessario attendere ulteriore tempo per arrivare alla scelta finale? 2) A
quanto ammonta l'esborso che il Comune di Riva, attraverso la società Lido, ha
dovuto sostenere per il concorso indetto per la scelta del progetto di
riqualificazione del polo fieristico? 3) Se sono state valutate le
ripercussioni economiche che graverebbero sull'operazione nel caso venga
accantonato definitivamente il progetto denominato «Tetto di nuvole»? In caso
affermativo in quanto possono essere stimate?». «Nel 2006 - osserva Pederzolli
- dopo valutazione di ben 73 progetti, veniva decretato il vincitore di quello
che avrebbe disegnato il futuro del polo fieristico. Un percorso che, tra premi
al vincitore e ai classificati dal 2° al 10° posto, gettoni
di presenza dei membri della commissione
giudicatrice e spese varie, è costato circa 400 mila euro. A distanza di due
anni ancora nulla si sta muovendo, anzi, si rilevano solo liti tra il
presidente della GTF (proprietaria degli immobili fieristici) e quello della
Riva del Garda Fiere e Congressi in merito a ciò che si dovrà fare.
Restano i dubbi circa i tempi di avvio ai lavori oltre alla preoccupazione di
aver gettato denaro pubblico per arrivare ad un progetto che oggi appare come
"carta straccia"». 19/11/2008
( da "Sestopotere.com" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Senza treni e pure
senza orario: è emergenza pendolari (19/11/2008 15:23) | (Sesto Potere) - Roma
- 19 novembre 2008 - Lo Stato investe le briciole, le Regioni fanno
altrettanto. Risultato: il servizio ferroviario pendolare è allo sbando. Alle
carrozze vecchie e sovraffollate, ai ritardi e ai disagi che spesso
caratterizzano il viaggio in treno dei pendolari si aggiunge ora il rischio
concreto di veder tagliare diverse linee. Manca perfino il nuovo orario, quello
che dovrebbe entrare in vigore il 14 dicembre e che per la prima volta
Trenitalia non ha stampato perché tuttora non in grado di stabilire quali e
quanti mezzi ci saranno a disposizione. Come è possibile che a fronte di un
sostanzioso aumento della domanda pendolare, i servizi diminuiscano? Come si
spiegano i quotidiani disagi di chi si muove in treno verso le principali città
italiane? Le ragioni le troviamo in un Rapporto di Legambiente presentato oggi
a Roma nell?ambito della campagna Pendolaria. L?iniziativa ha visto, tra gli
altri, la partecipazione dell?amministratore delegato delle Ferrovie Mauro
Moretti, del Ministro dell?Ambiente del Governo ombra del PD Ermete Realacci,
del presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, degli assessori
ai trasporti delle Regionali Campania Cascetta, Emilia Romagna Peri, Piemonte
Borioli, e di decine di comitati pendolari da tutta Italia. Sono 14 milioni le
persone che, secondo il Censis, si spostano ogni giorno per motivi di lavoro o
studio verso le principali città - un processo esploso negli ultimi due decenni
e in rapida e costante crescita - eppure gli investimenti per il servizio
ferroviario pendolare da parte dello Stato sono fermi da anni. Nella
Finanziaria in corso di approvazione alla Camera mancano all?appello almeno
400milioni di Euro per garantire i servizi essenziali e scongiurare il taglio
di linee frequentate da migliaia di persone ogni giorno. E? stata perfino
abolita la detrazione per gli abbonamenti al servizio pubblico introdotta dalla
Finanziaria 2008. Stessa situazione sul fronte Regioni: l?ammontare degli
stanziamenti per il servizio (ossia il contributo a Trenitalia o agli altri
concessionari per avere più treni in circolazione) e per l?acquisto di nuove
carrozze non arriva in nessun caso allo 0,4% del bilancio regionale. E? un
amara constatazione, il trasferimento dei poteri in materia alle Regioni, sta
fallendo per mancanza di attenzioni e risorse. Inoltre sia lo Stato che le
Regioni continuano a investire a vantaggio del trasporto su gomma: a differenza
della spesa per il servizio ferroviario quella per le infrastrutture non è
stata ferma in questi anni. Decine di miliardi di Euro sono stati stanziati per
opere della Legge Obiettivo, e a leggere i dati di quanto e cosa è stato
finanziato dal 2002 al 2008, sembra emergere una precisa strategia della
mobilità: far crescere il traffico su gomma in Italia nei prossimi anni perché
i finanziamenti da parte dei Governi che si sono succeduti in questi anni hanno
premiato per oltre il 70% gli investimenti in strade e autostrade. E la
discussione in atto proprio in questi giorni sulle priorità infrastrutturali
vede ai primi posti il Ponte sullo Stretto - con 6 miliardi di euro di spesa
previsti, cioè proprio quanto costerebbe il progetto annunciato e mai
realizzato dei nuovi 1000 treni per i pendolari - le autostrade, l?Alta
velocità ferroviaria. A mancare in quell?elenco sono proprio gli investimenti
per le aree urbane e per il servizio ferroviario pendolare che evidentemente
non sono considerati una priorità di intervento nazionale. Eppure, in un
periodo difficile come questo, la possibilità di spostarsi utilizzando i mezzi
pubblici potrebbe essere di aiuto per tante persone, con una diminuzione di
spesa di circa 150 euro al mese (200 euro è la spesa stimata per chi si muove
in auto, 40-50 per chi usa il servizio collettivo) che consentirebbe di vivere
con un po? più di tranquillità oltre che di migliorare sensibilmente la propria
qualità della vita. “La nostra mobilitazione vuole dare voce a un?alleanza di
cittadini, associazioni, comitati che si battono per un interesse generale – ha
dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza –. In
un periodo in cui sembrano venire al pettine i nodi di una crisi economica, energetica
e climatica globale, un forte rilancio del trasporto ferroviario pendolare
rappresenta una scelta lungimirante, che incrocia nuove domande, offre una
risposta concreta ai bisogni dei cittadini e insieme guarda al futuro delle
città italiane. Perché offre la possibilità a centinaia di migliaia di persone
che oggi sono obbligate a muoversi in macchina di scegliere il treno,
migliorando così la qualità della vita e diminuendo congestione e inquinamento
urbano. Anche la riduzione delle emissioni di CO2, la realizzazione degli
obiettivi del Protocollo di Kyoto e del nuovo Pacchetto Energia e Clima dell?UE
al 2020 passano inevitabilmente dalla mobilità urbana come pure – conclude
Cogliati Dezza - l?ambizione di avere condizioni di mobilità degne di un Paese
moderno”. L?Italia si sa, sconta anche le conseguenze del suo ormai leggendario
ritardo infrastrutturale rispetto agli altri paesi europei. “ Ma attenzione –
ha sottolineato Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente –
perchè i ritardi rispetto agli altri Paesi europei non sono omogeneamente
distribuiti. Le situazioni più gravi riguardano proprio le aree urbane e in
particolare le metropolitane - dove, con soli
( da "Elmundo.es" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
LEGUINECHE, RIZZO Y STELLA, GALARDONADOS Alegato a favor de la libertad de
prensa en la entrega de los premios de EL MUNDO Manu Leguineche recibe de
Zapatero el Premio Reporteros del mundo Los italianos Sergio Rizzo y Gian Antonio Stella, Premio Columnistas del mundo El
presidente Zapatero entrega el premio a Leguineche. (Foto: EFE)
Actualizado miércoles 19/11/2008 19:28 (CET) ÁLVARO CARVAJAL MADRID.- Un
periodismo puro, valiente y comprometido para preservar la democracia. Los
Premios Periodísticos de EL MUNDO se han convertido en un alegato del
presidente del Gobierno, José Luis Rodríguez Zapatero, y del líder del PP,
Mariano Rajoy, en favor de la prensa "libre". Un compromiso que a
juicio de ambos encarnan los galardonados en esta séptima edición: Manu Leguineche,
-Premio Reporteros del mundo- y los italianos Sergio Rizzo
y Gian Antonio Stella -'Premio Columnistas del
mundo'-. El acto de entrega de premios se convirtió en un debate sobre la
vigencia de los viejos valores del periodismo y la férrea defensa de la libertad
de expresión. En boca de todos, un nombre por encima del resto: Manu
Leguineche, pero también el emotivo recuerdo del columnista José Luis López de
Lacalle -asesinado por ETA- y los periodistas Julio Fuentes y Julio Anguita
Parrado -fallecidos en Afganistán e Irak-. El "jefe de la tribu" de
reporteros españoles recogió el premio visiblemente emocionado y
"feliz" de manos del presidente del Gobierno, José Luis Rodríguez
Zapatero, quien incidió en su discurso "en el papel esencial que tiene el
periodismo libre en democracia". Zapatero señaló que donde existe una
prensa "consistente, valiente y plural" prevalecen los valores
cívicos. El jefe del Ejecutivo dio un paso adelante contra el derrotismo y el
acomplejamiento, "ser buen profesional y honesto no es una rareza en
España" y puso como ejemplo a Leguineche, un "magnífico profesional.
Al hilo del libro de Rizzo y Stella,
'La casta', sobre los excesos de la clase política italiana, el líder del PP,
Mariano Rajoy, elogió que las denuncias de la prensa sobre la corrupción han
supuesto una "vacuna duradera para hoy". En este sentido, reconoció
su papel vigilante y de control contra el exceso, como el de un médico que
avisa del colesterol y "te pone a régimen". Por eso, Rajoy alertó que
"una prensa amordazada es síntoma de una sociedad enferma". El
director de EL MUNDO, Pedro J. Ramírez, alabó el periodismo que "planta
cara a la clase política, denunciando abusos y privilegios" y recordó que
EL MUNDO ha sentido "la mirada de hielo" del poder y la oposición.
Por eso defendió un periodismo que critique los errores y enumere los aciertos.
"Nada ni nadie podrá sustituir a los reporteros y escritores
indomables", afirmó. Leguineche, que ha recorrido el planeta narrando
conflictos e historias, se quedó sin palabras por la emoción. Después entró con
contundencia en el debate sobre el papel actual de los periodistas. "El
periodismo está acabado", sentenció. "Uno se ha hecho viejo y las
ideas que me movieron para tomar esta senda de pronto tienen un sentido nuevo
[...] Los chicos están desolados y se encuentran en dificultades",
denunció. "Necesitan estímulos nuevos". Los premiados Rizzo y Stella recalcaron el deber
que el periodista tiene con la sociedad. "Para amar al país hay que
denunciar las cosas que no funcionan", dijeron los periodistas del
'Corriere della Sera', que en su libro 'La casta' denuncian las tropelías de
los políticos de su país. Por eso, bromearon sobre la dificultad que existe en
Italia para juntar en la misma sala al primer ministro y el líder de la
oposición. La entrega de premios, patrocinada por Iberdrola, también contó con
la presencia de varias personalidades de la vida política, periodística y
empresarial del país, como la presidenta de la Comunidad de Madrid, Esperanza
Aguirre; el alcalde de la capital, Alberto Ruiz-Gallardón; la portavoz del PP
en el Congreso, Soraya Sáenz de Santamaría; el líder del PSOE en Madrid, Tomás
Gómez; la líder de UPyD, Rosa Díez; el presidente de ACS, Florentino Pérez, y
periodistas como Raúl del Pozo o Jesús Hermida. El jurado de esta edición, que
reparte 40.000 euros y una escultura conmemorativa de Martín Chirino, ha estado
formado por Pedro J. Ramírez, Paolo Mieli, director del periódico italiano
'Corriere della Sera'; Laurent Joffrin, director del diario francés
'Libération'; Alan Rusbridger, director del británico 'The Guardian', y cuatro
miembros independientes: el columnista de EL MUNDO Raúl Rivero, el periodista
radiofónico Carlos Herrera, la escritora Carmen Posadas y el filósofo Fernando
Savater, Premio Columnistas del Mundo en 2007. También participan, con voz pero
sin voto, Víctor de la Serna, adjunto a la Dirección de para las Relaciones
Internacionales de EL MUNDO, y Aurelio Fernández, subdirector general de
Coordinación Editorial de Unidad Editorial.
( da "AprileOnline.info" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
Fs, pendolari allo
sbaraglio Monica Maro, 19 novembre 2008, 15:10 Il "Belpaese" Sono 14
milioni le persone che, secondo il Censis, si spostano ogni giorno per motivi
di lavoro o studio verso le principali città - un processo esploso negli ultimi
due decenni e in rapida e costante crescita - eppure gli investimenti per il
servizio ferroviario pendolare da parte dello Stato sono fermi da anni. Un
dossier di Legambiente fa il punto sullo sfascio: Stato e regioni investono su
strade a danno di ferrovie Lo Stato investe le briciole, le Regioni fanno
altrettanto. Risultato: alle carrozze vecchie e sovraffollate, ai ritardi e ai
disagi che spesso caratterizzano il viaggio in treno dei pendolari si aggiunge
ora il rischio concreto di veder tagliare diverse linee. Manca perfino il nuovo
orario, quello che dovrebbe entrare in vigore il 14 dicembre e che per la prima
volta Trenitalia non ha stampato perché tuttora non in grado di stabilire quali
e quanti mezzi ci saranno a disposizione. Come è possibile che a fronte di un
sostanzioso aumento della domanda pendolare, i servizi diminuiscano? Come si
spiegano i quotidiani disagi di chi si muove in treno verso le principali città
italiane? Le ragioni le troviamo in un Rapporto di Legambiente presentato a
Roma nell'ambito della campagna Pendolaria. Sono 14 milioni le persone che,
secondo il Censis, si spostano ogni giorno per motivi di lavoro o studio verso
le principali città - un processo esploso negli ultimi due decenni e in rapida
e costante crescita - eppure gli investimenti per il servizio ferroviario
pendolare da parte dello Stato sono fermi da anni. Nella Finanziaria in corso
di approvazione alla Camera mancano all'appello almeno 400milioni di Euro per
garantire i servizi essenziali e scongiurare il taglio di linee frequentate da
migliaia di persone ogni giorno. E' stata perfino abolita la detrazione per gli
abbonamenti al servizio pubblico introdotta dalla Finanziaria 2008. Stessa
situazione sul fronte Regioni: l'ammontare degli stanziamenti per il servizio
(il contributo a Trenitalia o agli altri concessionari per avere più treni in
circolazione) e per l'acquisto di nuove carrozze non arriva in nessun caso allo
0,4% del bilancio regionale. E' un amara constatazione, il trasferimento dei
poteri in materia alle Regioni, sta fallendo per mancanza di attenzioni e
risorse". Inoltre - spiega Legambiente - sia lo Stato che le Regioni
continuano a investire a vantaggio del trasporto su gomma: a differenza della
spesa per il servizio ferroviario quella per le infrastrutture non è stata
ferma in questi anni. Decine di miliardi di Euro sono stati stanziati per opere
della Legge Obiettivo, e a leggere i dati di quanto e cosa è stato finanziato
dal 2002 al 2008, sembra emergere una precisa strategia della mobilità: far
crescere il traffico su gomma in Italia nei prossimi anni perché i finanziamenti
da parte dei Governi che si sono succeduti in questi anni hanno premiato per
oltre il 70% gli investimenti in strade e autostrade. E la discussione in atto
proprio in questi giorni sulle priorità infrastrutturali vede ai primi posti il
Ponte sullo Stretto - con 6 miliardi di euro di spesa previsti, cioè proprio
quanto costerebbe il progetto annunciato e mai realizzato dei nuovi 1000 treni
per i pendolari - le autostrade, l'Alta velocità ferroviaria. A mancare in
quell'elenco sono proprio gli investimenti per le aree urbane e per il servizio
ferroviario pendolare che evidentemente non sono considerati una priorità di
intervento nazionale. Eppure, in un periodo difficile come questo, la
possibilità di spostarsi utilizzando i mezzi pubblici potrebbe essere di aiuto
per tante persone, con una diminuzione di spesa di circa 150 euro al mese (200
euro è la spesa stimata per chi si muove in auto, 40-50 per chi usa il servizio
collettivo) che consentirebbe di vivere con un po' più di tranquillità oltre che
di migliorare sensibilmente la propria qualità della vita. "La nostra
mobilitazione vuole dare voce a un'alleanza di cittadini, associazioni,
comitati che si battono per un interesse generale - ha dichiarato il presidente
nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza -. In un periodo in cui
sembrano venire al pettine i nodi di una crisi economica, energetica e
climatica globale, un forte rilancio del trasporto ferroviario pendolare
rappresenta una scelta lungimirante, che incrocia nuove domande, offre una
risposta concreta ai bisogni dei cittadini e insieme guarda al futuro delle
città italiane. Perché offre la possibilità a centinaia di migliaia di persone
che oggi sono obbligate a muoversi in macchina di scegliere il treno,
migliorando così la qualità della vita e diminuendo congestione e inquinamento
urbano. Anche la riduzione delle emissioni di CO2, la realizzazione degli
obiettivi del Protocollo di Kyoto e del nuovo Pacchetto Energia e Clima dell'UE
al 2020 passano inevitabilmente dalla mobilità urbana come pure - conclude
Cogliati Dezza - l'ambizione di avere condizioni di mobilità degne di un Paese
moderno". L'Italia si sa, sconta anche le conseguenze del suo ormai
leggendario ritardo infrastrutturale rispetto agli altri paesi europei. "Ma
attenzione - ha sottolineato Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di
Legambiente - perché i ritardi rispetto agli altri Paesi europei non sono
omogeneamente distribuiti. Le situazioni più gravi riguardano proprio le aree
urbane e in particolare le metropolitane - dove, con soli
( da "Virgilio Notizie" del 19-11-2008)
Argomenti: Costi della politica
## Rai/ Aspettando
scelta Villari riparte totonomine per cda Per presidenza Petruccioli o
Calabrese, Parise dg con vice Marano postato fa da