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Articoli
Burocrazia (25)
Dalla Ue al Fmi: solo posti in piedi per l'Italia
( da "Corriere
Economia Online" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le cose si stanno complicando anche negli alti gradi della burocrazia, dove si predispongono quelle direttive europee che ormai coprono il 70-80 per cento della legislazione nazionale. L'Ispi segnala che l'Italia può contare su otto funzionari di vertice contro i 13 della Francia, gli 11 della Germania e i 6 della Spagna.
È
tempo di nomine anche in Europa. Da qui alla fine
( da "Corriere
Economia Online" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Le cose si stanno complicando anche negli alti gradi della burocrazia, dove si predispongono quelle direttive europee che ormai coprono il 70-80 per cento della legislazione nazionale. L'Ispi segnala che l'Italia può contare su otto funzionari di vertice contro i 13 della Francia, gli 11 della Germania e i 6 della Spagna.
In
sala la parata dei politici ( da "Trentino"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In Spagna per mettere in piedi un'azienda, con tutte le autorizzazioni del caso, bastano 24 ore. Lombardini lo cita come modello per dire che i commercianti hanno bisogno di meno burocrazia. "Aspettiamo un segnale dall'ente pubblico. Su questo siamo drammaticamente in ritardo".
Confesercenti:
salviamo le botteghe storiche ( da "Trentino"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: semplificare e alleggerire la burocrazia". E nel regolamento arriveranno anche gli attesi "segnali per Trento e Rovereto", ovvero ulteriori deroghe festive collegate a particolari eventi culturali (primo fra tutti il Festival dell'economia). Un passo auspicato anche Confesercenti auspica, così come lo status di città turistica per le due città.
Sessant'anni
di Confartigianato: Ora occorre liberare l'impresa
( da "Giornale
di Brescia" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Diverse le urgenze del settore avvertite da tutti gli aderenti: liberare l'economia e l'impresa dalla burocrazia, dalla concertazione, così come dall'oppressione fiscale e dagli sprechi. Tra i temi toccati, quello degli aeroporti di Montichiari e Malpensa, porte del cielo per l'economia bresciana.
L'agenzia
Randstad punta sul manuale del dipendente
( da "ItaliaOggi
Sette" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: straordinari e meno burocrazia sui permessi. L'agenzia per il lavoro Randstad va controcorrente e sceglie di puntare sulla responsabilizzazione dei collaboratori per migliorare il sentiment generale e ridurre il turn over. La divisione italiana della multinazionale ha messo a punto un manuale del dipendente che contiene le regole di comportamento ispirate alla fiducia verso i dipendenti.
Premi
aziendali con burocrazia ( da "ItaliaOggi Sette"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E non dà garanzia di sconto a tutti Premi aziendali con burocrazia Benefici contributivi minimi per imprese e lavoratori La nuova decontribuzione vale uno sconto di appena 30 euro alle imprese e di 80 euro ai lavoratori. Poca cosa a confronto della procedura che è necessario attivare per il riconoscimento.
Confartigianato:
liberare l'impresa ( da "Giornale di Brescia"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalla burocrazia, dalla concertazione, "dall'oppressione fiscale, dagli sprechi", dall'ipoteca della grande industria (e, in subordine, del sindacato). Con un evidente quanto liberatorio respiro di sollievo ("Finalmente!") Gianmaria Rizzi, presidente della Confartigianato di Brescia, ha salutato il nuovo governo ("Stabile") e il nuovo quadro politico (
A
TORINO ( da "Stampa, La"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bruce è già andato all'ambasciata d'Italia a Houston: erano gentili, ma la burocrazia che deve affrontare gli fa paura. Jasmina sta ancora trafficando per la sua residenza americana. Quindi, dati i nostri piani di vivere in Serbia, America e Italia, abbiamo deciso di scappare per un mese in Croazia, su un'isola sperduta.
Così
Liana ha riaperto gli occhi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per andarli a prendere ha idea della burocrazia che dovrò affrontare? L'appartamento è sotto sequestro". SI RITORNA alla realtà anche così, perdendosi in quel mare di piccole cose che normalmente costituiscono il tran tran quotidiano, come la salute dei gattini: anche questo è un modo per ricominciare, senza perdere mai di vista la gravità dell'accaduto,
Energia,
pannelli solari sul fienile e la fattoria è autosufficiente
( da "Arena,
L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e la fattoria è autosufficiente Burocrazia, aspetti fiscali, questioni ambientali, dilemmi tecnologici e costi da sostenere. Sono ancora molti gli interrogativi degli imprenditori agricoli sulle reali opportunità offerte dall'applicazione del fotovoltaico all'agricoltura. Per affrontare queste problematiche, Confagricoltura Veneto ha organizzato a Rovigo un seminario dal titolo "
Palazzo
restaurato, sparisce la lapide - davide vatrella
( da "Nuova
Venezia, La" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: quando in Italia si ha ha che fare con la burocrazia, è arduo venirne a capo. Da Poste e Rfi, la stessa risposta: "Chiedete alla ditta che ha eseguito i lavori". Detto fatto. Abbiamo contatto l'impresa Pivato a Onè di Fonte. E ci siamo sentiti dire dalla centralinista di lasciarle il numero di telefono perchè l'avrebbe subito girato al legale dell'impresa.
)AMBIENTE
Centro storico, soluzioni umane VORREI
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: handicap e conosce sulla sua pelle quanta fatica si fa con la burocrazia che qui governa da decenni senza soluzione di continuità per ottenere i propri diritti. Annadele Assirelli )CASE POPOLARI Fate luce sul caso Marchi IN OTTOBRE il signor Giuseppe Marchi e sua moglie furono costretti, dopo uno sfratto esecutivo, a lasciare l'appartamento in cui abitavano, pur avendo pagato sempre l'
Stop
alla burocrazia per la costruzione di nuovi impianti
( da "Giornale.it,
Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 20 del 2008-05-19 pagina 12 Stop alla burocrazia per la costruzione di nuovi impianti di Redazione Si tratterebbe di una delle misure più in linea con i propositi del governo del Partito della Libertà appena nato: snellire la burocrazia e semplificare le pratiche per arrivare a decisioni più immediate.
Sempre
più Pechino ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per la nuova burocrazia rossa, in continuità imperiale, nuovi grigi quartieri, rigorosamente chiusi, un mondo a parte. Con l'economia pianificata, il razionamento fino agli anni Ottanta e il controllo politico, si spegneva la trafficante città esterna, in totale degrado come quella degli antichi acquartieramenti.
Cura
dimagrante a Palazzo Chigi ( da "Panorama"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Impero dell'alta burocrazia: solo alla presidenza del Consiglio si contano 27 dirigenti di prima fascia e 229 dirigenti di seconda fascia. Una nave da crociera, con un bilancio autonomo, sulla quale è stata caricata troppa zavorra: a bordo complessivamente ci sono 4.
Segreti
e miserie di Al Qaeda ( da "Panorama"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che lavora alla Fletcher school of law and diplomacy di Boston, la spiega così: "L'ossessione per la burocrazia è in parte da imputare al vasto numero dei membri dell'organizzazione, che esige rigore e disciplina, in parte è dovuta alla forma mentis degli egiziani incaricati delle mansioni amministrative, quasi tutti ex funzionari governativi del Cairo".
Stregati
da Lapo e dal mattone giallo ( da "Panorama"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: bisogna mettere in conto lo scontro con la burocrazia e il sistema di diritti di utilizzo di terreni cinesi. Le valutazioni legate ai rischi di mercato sul medio e lungo periodo sono ottimistiche. In città ormai le agenzie immobiliari sono ovunque. I prezzi: si va dai 500 euro di alcune periferie ai 5 mila di un appartamento in una torre di Xintiandi.
Alemanno
annuncia "il vento della svolta"
( da "Stampa,
La" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E si rivolge ancora all'Union valdôtaine: "Chiedete a quel movimento se vuole ancora la politica delle tasse, quella della burocrazia che conta più della famiglia". Poi l'immagine del valdostano con il cappello in mano: "La Valle è stanca del sistema clientelare che la sta addormentando".
La
violenza che nasce ( da "Centro, Il"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con un corpo docente ormai ridotto a inutile burocrazia, malpagato, umiliato e malvisto, che malgrado tutto questo continua a compiere con grande dignità il proprio dovere. Mi chiedo come mai, di fronte a queste accuse generalizzate e per questo palesemente ingiuste, politici e sindacalisti siano rimasti in silenzio.
Pesca,
appello ai parlamentari ( da "Centro, Il"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: imprese in gravi difficoltà per il caro gasolio e la burocrazia europea Pesca, appello ai parlamentari Le associazioni di categoria contro le nuove norme Ue PESCARA. Un piano per la tutela e rilancio delle attività ittiche. Su questo programma Luigi Giannini, direttore generale di Federpesca chiama a raccolta i deputati abruzzesi per definrie uan strategia comune.
Centro
del volontariato Ora si riparte da undici
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: associazione Insieme per Sarajevo - per sapere cosa hanno imputato al consiglio direttivo: io so che non hanno riscontrato nulla, è composto da persone onorabilissime che ha gestito il centro con decisione unanime. Dobbiamo evitare che la burocrazia prenda il sopravvento sul volontariato spegnendo la buona volontà di chi lo anima".
Il
cuore della meccanica tra via Emilia e il West L'inchiesta
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E poi la burocrazia: quella che "promette sportelli unici, ma invece di togliere passaggi ne aggiunge uno", dice Mai che tra l'altro è presidente della Cna modenese. Capacità tecniche ma anche innovazione sono il segreto di quello che è il retrobottega agguerrito del vistoso Made in Italy: la Ferrari, la Maserati,
Pedersoli
incontra gli altri Difensori civici: Una legge tuteli la nostra autonomia
( da "Denaro,
Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mediatore fra organi politico-amministrativi, burocrazia e comunità, deve operare in prossimità del territorio, con meccanismi condivisi". Per Pedersoli "quella del difensore civico è una figura non contro la politica ma contro la burocrazia: un'interfaccia importante fra cittadini e amministrazione".
Cinque
strategie anti-monnezza ( da "Giornale.it, Il"
del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Stop burocrazia Si tratterebbe di una delle misure più in linea con i propositi del governo del Partito della Libertà appena nato: snellire la burocrazia e semplificare le pratiche per arrivare a decisioni più immediate. Tra le cinque opzioni al vaglio dell'esecutivo di centrodestra c'è infatti l'eliminazione,
( da "Corriere Economia Online" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Inchiesta Undici
incarichi chiave da assegnare nelle organizzazioni internazionali Dalla Ue al
Fmi: solo posti in piedi per l'Italia Nella gara per le nomine il governo
Berlusconi alla prova L'Ispi: sempre più indietro rispetto a Francia e Germania
È tempo di nomine anche in Europa. Da qui alla fine dell'anno saranno in gioco
almeno 11 incarichi nelle principali istituzioni internazionali. Nella
Commissione della Ue, per esempio, sta per cominciare un giro di poltrone
chiave a livello di direttore generale, cioè il gradino più alto
dell'eurocrazia, una posizione in grado di condizionare, spesso in modo
decisivo, le decisioni di Bruxelles. L'elenco comprende cinque direzioni, tra
le quali Concorrenza (oggi guidata dal britannico Philip Lowe che risponde al
Commissario Neelie Kroes); Affari economici e finanziari (il tedesco Klaus
Regling, con commissario Joaquin Almunia). In questo caso indiscrezioni e
previsioni quasi coincidono: Francia, Germania e Gran Bretagna partono
favorite. La Spagna può recuperare spazi. L'Italia ancora non si sa. Al momento
l'unico candidato con qualche possibilità sembra essere Marco Buti, attualmente
vice direttore generale nel "dicastero" di Almunia. Se si allarga
l'esame alle altre organizzazioni multilaterali, dalla Bers (Banca europea per
la ricostruzione e lo sviluppo) alle diverse Agenzie delle Nazioni Unite (vedere
tabelle in queste pagine , nda ), il risultato non cambia. Prima delle elezioni
era circolato il nome dell'ex ministro Tommaso Padoa-Schioppa per il vertice
della Bei (Banca europea per gli investimenti) oggi guidata dal belga Philippe
Maystadt (il mandato scade il mese prossimo). Ma ora, con il nuovo governo
Berlusconi, probabilmente si ricomincerà da capo. Nella geografia del potere
economico-politico, dunque, l'Italia è (ancora) un "peso leggero". Il
vero problema, però, è capire se il Paese, nel breve-medio termine, può
recuperare, o al limite mantenere la posizione (sia pure pericolante) oppure se
è destinato a diventare sempre più periferico, un irrilevante "peso
piuma". Nei circoli diplomatici internazionali, per esempio, qualcuno comincia
a chiedersi perché mai l'Italia debba continuare a far parte del G8, mentre
Cina e Brasile ne sono esclusi. L'Ispi, l'Istituto per gli studi di politica
internazionale, diretto da Paolo Magri, ha tracciato per Corriere Economia una
mappa dettagliata degli equilibri attuali e di come potranno cambiare già a
partire dalle prossime settimane. Nell'Unione europea sono cominciate le
manovre per la distribuzione delle cariche previste dal nuovo Trattato
costituzionale. Certo, bisognerà vedere come andranno le elezioni fissate per
la primavera 2009. Ma tra i favoriti, al momento, non c'è neanche un italiano.
Il portoghese Josè Manuel Durao Barroso viaggia verso la riconferma alla testa
della Commissione. Un altro popolare, il lussemburghese Jean-Claude Juncker
potrebbe occupare l'incarico di presidente fisso del Consiglio europeo, mentre
per l'Alto rappresentante per gli Affari esteri dovrebbe essere designato un
socialista. Ma Silvio Berlusconi sarebbe disposto ad appoggiare una candidatura
di Massimo D'Alema o di Piero Fassino? In teoria la rappresentanza italiana
dovrebbe essere messa meglio per la presidenza del Parlamento europeo. Per i
primi due anni e mezzo di mandato pare sicura la nomina del socialdemocratico
tedesco Martin Schulz. La seconda parte del quinquennio toccherà a un esponente
del Ppe, ma Mario Mauro (eletto con la lista di Forza Italia) appare in
svantaggio rispetto al compagno di partito, l'ex primo ministro polacco Gerzy
Buzek. Le cose si stanno complicando anche negli alti gradi
della burocrazia, dove si predispongono quelle direttive europee che ormai
coprono il 70-80 per cento della legislazione nazionale. L'Ispi segnala che
l'Italia può contare su otto funzionari di vertice contro i 13 della Francia,
gli 11 della Germania e i 6 della Spagna. Ma la bandiera tricolore è
poco rappresentata nelle caselle più alte. Stefano Manservisi dirige lo
sviluppo, incarico importante, ma, sottolinea l'Ispi, "con un budget
limitato perché il bilancio operativo dei programmi di sviluppo è gestito da
altre direzioni". Fabio Colasanti è alla Società dell'informazione, ma
ancora per poco: a ottobre andrà in pensione e non è scontato che sarà
sostituito da un connazionale. Le poltrone chiave sono in mano alla Gran
Bretagna (concorrenza, allargamento), Germania (Affari economici, occupazione,
politiche regionali, trasporti ed energia), Francia (agricoltura,
amministrazione, tasse). Italia in affanno anche nel "sistema Onu".
Se si esclude il personale militare delle missioni di pace sono solo due i
funzionari che hanno raggiunto i livelli più alti, ma nessuno in ambito
economico: Antonio Costa, infatti, è capo dell'Ufficio Onu di Vienna, mentre
Filippo Grandi è vice Commissario generale all'Agenzia per i rifugiati in
Palestina. Tutti questi elementi confluiscono nei dati di sintesi elaborati
dall'Ispi (vedere tabelle , nda ): considerate tutte le organizzazioni (dalle
Nazioni unite alle banche regionali) l'Italia conta 3.500 funzionari
internazionali e occupa il 7,1% dei posti di vertice contro i 3.700 della
Germania (12,5% la quota delle poltrone guida) i 5.100 della Francia (9,4% gli
alti dirigenti), i 4.200 della Gran Bretagna (8,2%). Anche nei gradi
immediatamente inferiori (vale a dire tra coloro che saranno chiamati a
comandare nel futuro prossimo) Roma (7,9%) è staccata da Parigi (12,6%),
Berlino (10,1%) e Londra (10,2%). Se si guarda al rapporto tra contributi
versati e posti ottenuti, l'Italia può ambire a qualcosa di più, soprattutto
nella Ue (10,1% di staff, contro il 13,7% di versamenti). Vedremo se il governo
riuscirà a migliorare la situazione a Bruxelles. Intanto sono in movimento
anche posizioni forse più defilate. Entro l'anno il cileno Juan Somavia lascerà
la scrivania di direttore generale dell'Organizzazione internazionale del
lavoro. Stesso discorso per il vertice dell'Organizzazione mondiale per la
proprietà intellettuale, guidata dal sudanese Kamil Idris. Per questo incarico
era circolato il nome di Mauro Masi, che ora però è tornato a Palazzo Chigi con
l'incarico di segretario generale. A questo punto urgono nuovi candidati.
( da "Corriere Economia Online" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
È tempo di nomine anche
in Europa. Da qui alla fine dell'anno saranno in gioco almeno 11 incarichi
nelle principali istituzioni internazionali. Nella Commissione della Ue, per
esempio, sta per cominciare un giro di poltrone chiave a livello di direttore
generale, cioè il gradino più alto dell'eurocrazia, una posizione in grado di
condizionare, spesso in modo decisivo, le decisioni di Bruxelles. L'elenco
comprende cinque direzioni, tra le quali Concorrenza (oggi guidata dal
britannico Philip Lowe che risponde al Commissario Neelie Kroes); Affari
economici e finanziari (il tedesco Klaus Regling, con commissario Joaquin
Almunia). In questo caso indiscrezioni e previsioni quasi coincidono: Francia,
Germania e Gran Bretagna partono favorite. La Spagna può recuperare spazi.
L'Italia ancora non si sa. Al momento l'unico candidato con qualche possibilità
sembra essere Marco Buti, attualmente vice direttore generale nel
"dicastero" di Almunia. Se si allarga l'esame alle altre
organizzazioni multilaterali, dalla Bers (Banca europea per la ricostruzione e
lo sviluppo) alle diverse Agenzie delle Nazioni Unite (vedere tabelle in queste
pagine , nda ), il risultato non cambia. Prima delle elezioni era circolato il
nome dell'ex ministro Tommaso Padoa-Schioppa per il vertice della Bei (Banca europea
per gli investimenti) oggi guidata dal belga Philippe Maystadt (il mandato
scade il mese prossimo). Ma ora, con il nuovo governo Berlusconi, probabilmente
si ricomincerà da capo. Nella geografia del potere economico-politico, dunque,
l'Italia è (ancora) un "peso leggero". Il vero problema, però, è
capire se il Paese, nel breve-medio termine, può recuperare, o al limite
mantenere la posizione (sia pure pericolante) oppure se è destinato a diventare
sempre più periferico, un irrilevante "peso piuma". Nei circoli
diplomatici internazionali, per esempio, qualcuno comincia a chiedersi perché
mai l'Italia debba continuare a far parte del G8, mentre Cina e Brasile ne sono
esclusi. L'Ispi, l'Istituto per gli studi di politica internazionale, diretto
da Paolo Magri, ha tracciato per Corriere Economia una mappa dettagliata degli
equilibri attuali e di come potranno cambiare già a partire dalle prossime
settimane. Nell'Unione europea sono cominciate le manovre per la distribuzione
delle cariche previste dal nuovo Trattato costituzionale. Certo, bisognerà
vedere come andranno le elezioni fissate per la primavera 2009. Ma tra i
favoriti, al momento, non c'è neanche un italiano. Il portoghese Josè Manuel
Durao Barroso viaggia verso la riconferma alla testa della Commissione. Un
altro popolare, il lussemburghese Jean-Claude Juncker potrebbe occupare
l'incarico di presidente fisso del Consiglio europeo, mentre per l'Alto
rappresentante per gli Affari esteri dovrebbe essere designato un socialista.
Ma Silvio Berlusconi sarebbe disposto ad appoggiare una candidatura di Massimo
D'Alema o di Piero Fassino? In teoria la rappresentanza italiana dovrebbe
essere messa meglio per la presidenza del Parlamento europeo. Per i primi due
anni e mezzo di mandato pare sicura la nomina del socialdemocratico tedesco
Martin Schulz. La seconda parte del quinquennio toccherà a un esponente del
Ppe, ma Mario Mauro (eletto con la lista di Forza Italia) appare in svantaggio
rispetto al compagno di partito, l'ex primo ministro polacco Gerzy Buzek. Le cose si stanno complicando anche negli alti gradi della burocrazia, dove si predispongono quelle direttive europee che ormai
coprono il 70-80 per cento della legislazione nazionale. L'Ispi segnala che
l'Italia può contare su otto funzionari di vertice contro i 13 della Francia,
gli 11 della Germania e i 6 della Spagna. Ma la bandiera tricolore è
poco rappresentata nelle caselle più alte. Stefano Manservisi dirige lo
sviluppo, incarico importante, ma, sottolinea l'Ispi, "con un budget
limitato perché il bilancio operativo dei programmi di sviluppo è gestito da
altre direzioni". Fabio Colasanti è alla Società dell'informazione, ma
ancora per poco: a ottobre andrà in pensione e non è scontato che sarà
sostituito da un connazionale. Le poltrone chiave sono in mano alla Gran
Bretagna (concorrenza, allargamento), Germania (Affari economici, occupazione,
politiche regionali, trasporti ed energia), Francia (agricoltura,
amministrazione, tasse). Italia in affanno anche nel "sistema Onu".
Se si esclude il personale militare delle missioni di pace sono solo due i
funzionari che hanno raggiunto i livelli più alti, ma nessuno in ambito
economico: Antonio Costa, infatti, è capo dell'Ufficio Onu di Vienna, mentre
Filippo Grandi è vice Commissario generale all'Agenzia per i rifugiati in
Palestina. Tutti questi elementi confluiscono nei dati di sintesi elaborati
dall'Ispi (vedere tabelle , nda ): considerate tutte le organizzazioni (dalle
Nazioni unite alle banche regionali) l'Italia conta 3.500 funzionari
internazionali e occupa il 7,1% dei posti di vertice contro i 3.700 della
Germania (12,5% la quota delle poltrone guida) i 5.100 della Francia (9,4% gli
alti dirigenti), i 4.200 della Gran Bretagna (8,2%). Anche nei gradi
immediatamente inferiori (vale a dire tra coloro che saranno chiamati a
comandare nel futuro prossimo) Roma (7,9%) è staccata da Parigi (12,6%),
Berlino (10,1%) e Londra (10,2%). Se si guarda al rapporto tra contributi
versati e posti ottenuti, l'Italia può ambire a qualcosa di più, soprattutto
nella Ue (10,1% di staff, contro il 13,7% di versamenti). Vedremo se il governo
riuscirà a migliorare la situazione a Bruxelles. Intanto sono in movimento
anche posizioni forse più defilate. Entro l'anno il cileno Juan Somavia lascerà
la scrivania di direttore generale dell'Organizzazione internazionale del
lavoro. Stesso discorso per il vertice dell'Organizzazione mondiale per la
proprietà intellettuale, guidata dal sudanese Kamil Idris. Per questo incarico
era circolato il nome di Mauro Masi, che ora però è tornato a Palazzo Chigi con
l'incarico di segretario generale. A questo punto urgono nuovi candidati.
( da "Trentino" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
LE CURIOSITA' In
sala la parata dei politici I politici. Parata di assessori ieri a Maso Martis
ad omaggiare l'assemblea di Confesercenti: quattro assessori provinciali, due
comunali. Non c'è da stupirsi: a cinque mesi dalle elezioni provinciali ogni
vetrina va sfruttata. Da piazza Dante sono saliti a Martignano, oltre al
responsabile del commercio Mellarini naturalmente atteso, anche gli assessori
Bendetti (industria), Panizza (artigianato) e Andreolli (sanità). Quest'ultimo
chiede anche di poter fare un saluto agli associati, probabilmente in qualità
di ex assessore di settore, e si scaglia contro "i redditi
scandalosi" di chi si può permettere i viaggi alle Maldive e a Dubai. Per
il Comune intervengono l'assessore allo sviluppo economico Andrea Robol, ma
anche l'assessore all'ambiente Aldo Pompermaier. Da tutti grandi lodi a
Confesercenti. Acqua del rubinetto gratis. Lombardini la lancia come
provocazione: va bene che il periodo per i commercianti è duro, d'accordo i
problemi di affitto e di tasse, "ma che senso ha far pagare ai clienti 50
centesimi per l'acqua naturale?". "Sarebbe come se il dettagliante
facesse pagare la prova di una giacca. Non ha nessuna logica". "Da
anni - avverte il presidente - lavoriamo per rilanciare il turismo, dall'altra
ci sono rappresentanti del commercio che fanno queste proposte". Modello
Spagna. In Spagna per mettere in piedi un'azienda, con
tutte le autorizzazioni del caso, bastano 24 ore. Lombardini lo cita come
modello per dire che i commercianti hanno bisogno di meno burocrazia. "Aspettiamo un segnale dall'ente pubblico. Su questo siamo
drammaticamente in ritardo".
( da "Trentino" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Assemblea a Maso
Martis. Polemica con Coordinamento imprenditori e Camera di commercio
Confesercenti: salviamo le botteghe storiche Allarme per il caro-affitti.
Mellarini: "Gli aiuti arriveranno, ma dalla prossima legislatura" Il
presidente Lombardini "C'è una situazione di crisi, da soli non ce la
faremo. Pronti a chiudere il contratto" TRENTO. Aiuti per salvare le
botteghe dei centri storici che soccombono al caro-affitti. All'assemblea
annuale di Confesercenti, a Maso Martis, il presidente Loris Lombardini
rilancia la proposta di trovare immobili da trasformare in vetrine per i
piccoli negozi tradizionali. La risposta dell'assessore provinciale al
commercio Tiziano Mellarini arriva a stretto giro di boa: "Le agevolazioni
per ci saranno, ma dalla prossima legislatura. In questa non c'è tempo".
Sarta, calzolaio, barbiere, cappelleria, negozio di bottoni, generi alimentari
al dettaglio. "Dobbiamo permettere alle famiglie che hanno attività nei
centri storici di sopravvivere al costo degli affitti - spiega Lombardini -
servono per creare un tessuto vitale, una sorta di Bic del commercio può essere
la risposta". "Noi ci siamo - avverte il presidente di Confesercenti
- vorremmo che la Provincia raccogliesse questa proposta. Non siamo invidiosi
di quanto fatto per industria, cooperazione e artigianato, ma vantiamo qualche
credito". La risposta della Provincia arriva per bocca dell'assessore
Mellarini: "Al Bic provinciale non ho detto di no, purché non sia tutto a
carico di mamma-Provincia ma facciano la loro parte anche gli istituti di
credito". Alle botteghe storiche Mellarini promette "agevolazioni per
diminuire il costo dell'affitto e poter così acquistare l'immobile per la
propria attività". Un aiuto che potrà però arrivare solo la prossima
legislatura: "Da qui a ottobre - chiarisce l'assessore - non c'è spazio in
consiglio per discutere l'impianto della legge 4 sul commercio". Si potrà
invece lavorare sul regolamento nella direzione di "semplificare
e alleggerire la burocrazia". E nel regolamento arriveranno anche gli attesi
"segnali per Trento e Rovereto", ovvero ulteriori deroghe festive
collegate a particolari eventi culturali (primo fra tutti il Festival
dell'economia). Un passo auspicato anche Confesercenti auspica, così come lo
status di città turistica per le due città. Nella sua relazione davanti
agli associati - saliti a quasi 3 mila,
( da "Giornale di Brescia" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 19/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA CITTA' E PROVINCIA / A PAGINA 11
Sessant'anni di Confartigianato: "Ora occorre liberare l'impresa"
L'assemblea provinciale di Confartigianato nel 60esimo anniversario dalla
costituzione è stata l'occasione per ribadire le posizioni delle aziende
artigiane che in essa si confrontano. Diverse le urgenze
del settore avvertite da tutti gli aderenti: liberare l'economia e l'impresa
dalla burocrazia, dalla concertazione, così come dall'oppressione fiscale e dagli
sprechi. Tra i temi toccati, quello degli aeroporti di Montichiari e Malpensa,
porte del cielo per l'economia bresciana.
( da "ItaliaOggi Sette" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Lavoro & famiglia Numero 118,
pag. 10 del 19/5/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF
L'agenzia Randstad punta sul manuale del dipendente Niente straordinari
e meno burocrazia sui permessi. L'agenzia per il lavoro Randstad va controcorrente
e sceglie di puntare sulla responsabilizzazione dei collaboratori per
migliorare il sentiment generale e ridurre il turn over. La divisione italiana
della multinazionale ha messo a punto un manuale del dipendente che contiene le
regole di comportamento ispirate alla fiducia verso i dipendenti.
"Il manuale è nato dopo un'analisi delle migliori pratiche applicate nei
diversi uffici italiani e un lavoro di studio sugli aspetti critici, che
rischiavano di limitare le potenzialità dei collaboratori", spiega
Alessandra Rizzi, direttore risorse umane di Randstad Italia. Questo ha portato
alla non introduzione di badge e registro presenze, "anche perché i
lavoratori vengono responsabilizzati attraverso specifici corsi di formazione
sui metodi di lavoro per obiettivi". Un compito reso più facile dalla
presenza di personale con un livello di istruzione medio-alto, spesso impiegato
in attività commerciali che possono anche prescindere dalla presenza in
ufficio. L'azienda non prevede il ricorso agli straordinari, "che
rischiano di appesantire la giornata dei collaboratori, lasciando poco spazio
alle necessità della vita familiare". Inoltre è stata abolita la burocrazia per le assenze brevi: "Se si resta a casa
per un giorno", aggiunge Rizzi, "non è necessario presentare il
certificato medico".
( da "ItaliaOggi Sette" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Lavoro Numero 118, pag. 8 del
19/5/2008 Autore: Pagine a cura di Daniele Cirioli Visualizza la pagina in PDF
Troppo complessa la procedura della decontribuzione. E non dà garanzia di sconto a tutti Premi aziendali con burocrazia Benefici contributivi minimi per imprese e lavoratori La nuova
decontribuzione vale uno sconto di appena 30 euro alle imprese e di 80 euro ai lavoratori.
Poca cosa a confronto della procedura che è necessario attivare per il
riconoscimento. Per garantirsi lo sconto contributivo, infatti (dal
quale dipende lo sconto fiscale per i lavoratori), i datori di lavoro devono
presentare istanza telematica all'Inps, risultare tra i primi nella graduatoria
in base all'ordine di trasmissione delle domande ed essere in regola con Durc e
rispetto del ccnl in azienda (da autocertificare). A dare il via libera alla
misura prevista dalla legge n. 247/2007 (protocollo Welfare) manca soltanto il
passaggio in G.U. del decreto firmato il 30 aprile che disciplina per il 2008
lo sgravio sui premi legati alla produttività aziendale. Cambio regime. Fino al
31/12/07 è stato vigente il regime di decontribuzione disciplinato dal dl n.
67/1997. Questo regime prevedeva che sui premi di risultato il datore di lavoro
potesse pagare, in luogo della contribuzione ordinaria, un contributo di
solidarietà del 10%, devoluto alle gestioni pensionistiche dei lavoratori. Lo
sconto trovava applicazione fino a un tetto del 3% della retribuzione di
ciascun lavoratore nell'anno solare di riferimento. In sostituzione
dell'abrogata decontribuzione, il pacchetto Welfare ha introdotto in via
sperimentale per il triennio 2008-2011 uno sgravio contributivo, nei limiti di
650 milioni di euro per ciascuno dei tre anni ed entro un tetto massimo non
superiore al 5% della retribuzione dei lavoratori. Lo sgravio è del 25% per i
datori di lavoro e del 100% per i lavoratori. Le nuove regole. Il via libera alla
decontribuzione, tuttavia, sarà limitato all'anno 2008 e si applicherà, nel
limite finanziario di 650 milioni di euro, ai premi fino al 3% della
retribuzione dei lavoratori (tetto più basso rispetto al 5% possibile). Novità
è l'artificiosa procedura di attribuzione degli sconti, praticamente più di un
concorso. A cui potranno partecipare le imprese che abbiano sottoscritto
accordi relativi ai premi di risultato, che siano stati depositati alla dpl
entro 30 giorni dalla stipula. I contratti stipulati dal 1° gennaio 2008 fino
alla data di entrata in vigore del decreto si potranno depositare entro 30
giorni da tale ultima data. Click day. Per essere ammessi allo sgravio, i
datori di lavoro devono presentate, anche tramite i consulenti del lavoro, una
domanda esclusivamente per via telematica all'Inps, anche con riferimento a
lavoratori iscritti ad altri enti previdenziali. Il via libera scatterà dalla
pubblicazione del decreto.
( da "Giornale di Brescia" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 19/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:CITTA' E PROVINCIA Assemblea per il
sessantesimo anniversario dell'associazione del presidente Rizzi
Confartigianato: liberare l'impresa E con la nuova classe politica confronto su
infrastrutture e federalismo fiscale "Meno tasse, meno Stato, più lavoro,
più mercato". Il popolo delle partite Iva - le Mpi (Micro piccole imprese)
e non più le Pmi (Piccole medie imprese) - prende coscienza del suo "idem
sentire" e della sua forza con un sonoro "liberare l'economia, il
mercato, la crescita". In una parola "liberare l'impresa" dalla burocrazia, dalla concertazione, "dall'oppressione fiscale, dagli
sprechi", dall'ipoteca della grande industria (e, in subordine, del
sindacato). Con un evidente quanto liberatorio respiro di sollievo
("Finalmente!") Gianmaria Rizzi, presidente della Confartigianato di
Brescia, ha salutato il nuovo governo ("Stabile") e il nuovo quadro
politico ("Bipolare") nella relazione svolta ieri mattina
davanti a una folta platea di artigiani e invitati in apertura dell'assemblea
del 60esimo dell'organizzazione (17mila associati su 34mila imprese artigiane
bresciane, quarta in Italia). LIBERARE L'IMPRESA. Ma anche "liberare"
Montichiari dalla "arroganza veronese", come ha detto subito dopo
Franco Bettoni, presidente della Cdc, centrando il proprio intervento sulla
questione dell'aeroporto bresciano in garbata ma decisa polemica con Aristide
Peli, vicepresidente della Provincia, e Domenico Molgora, sottosegretario
all'Economia, che auspicano invece un accordo politico con Verona per la
gestione del D'Annunzio ("Con le carte bollate e i ricorsi alle Ue non si
va da nessuna parte"). E pure liberare il centro storico "non solo
dagli extracomunitari ma da una politica municipale che ne ha penalizzato
l'esistenza per lunghi anni", come annunciato con tono pacato ma fermo da
Adriano Paroli, neosindaco di Brescia. Liberare, infine, le Mpi dall'egemonia
dei grandi gruppi confindustriali che, come ha sottolineato il presidente
nazionale Gianfranco Guerrini, "vogliono condizionare le micro e piccole
imprese, che costituiscono il 98,3% dell'economia italiana, con il 2% scarso
rappresentato dalla grande industria". PIENA SINTONIA. "Stesso colore
politico tra Comune, Provincia, Regione e Governo. Che c'è di meglio - ha
rilevato Rizzi - per una maggiore efficienza politi-ca?" Erano presenti in
sala Francesco Franceschetti, presidente dei Giovani Aib in rappresentanza del
presidente Franco Tamburini; Giuliano Campana, presidente del Collegio
Costruttori; Stefano Saglia, parlamentare del Pdl con la consorte Paola
Vilardi, assessore all'Urbanistica del Comune di Brescia; le organizzazioni
sindacali con Marco Fenaroli della Cgil. Rizzi ha svolto una densa relazione,
senza doglianze ma più consapevole delle nuove opportunità offerte dalla
politica: maggiore governabilità, bipolarismo maturo, riformismo condiviso
Berlusconi-Veltroni, federalismo contrattuale e non solo fiscale.
"Chiediamo meno burocrazia - ha detto Rizzi -
meno spesa pubblica, maggior sostegno al ruolo sociale ed economico
dell'artigianato, grande forza di coesione e integrazione attraverso il
lavoro". E meno vessazione fiscale sulle Mpi, leit motiv ripreso da
Guerrini in chiusura con una immagine inequivoca: "Preferisco un evasore
che crea ricchezza rispetto a uno che ruba il proprio stipendio".
MONTICHIARI-MALPENSA. Il primo è necessario a Brescia come il secondo a Milano.
Tutti ne hanno convenuto, ma è sulle risposte che non tutti convengono.
Aristide Peli ha tracciato un quadro esaustivo di un sistema infrastrutturale
locale unitario formato da Aeroporto, Alta Velocità, Metropolitana, Autostrada
Valtrompia e Brebemi. Bettoni ha difeso con forza le ragioni di Montichiari, ma
Molgora gli ha ricordato che la situazione è cambiata dopo "l'ultimo
regalo del governo Prodi, che ha assegnato la concessione a Verona. Capisco le
ragioni di Aib e Cdc - ha detto Molgora rivolto a un perplesso Franceschetti e
ad uno scettico Bettoni - ma non c'è alternativa realistica all'intesa con
Verona". "Il federalismo fiscale è la chiave di volta - secondo
Molgora - per risolvere i problemi del Paese, evitare gli sprechi, dare slancio
all'economia, riguadagnare la crescita". È mancata tuttavia la parola
"solidale", il secondo connotato che bilancia il tendenziale
localismo del federalismo fiscale. Infine l'evasione fiscale. "Colpire i
grandi gruppi - ha detto Molgora - gli artigiani possono stare
tranquilli". Da qui l'auspicio di Guerrini in sintonia con Tremonti:
"Più tasse alle assicurazioni e alle banche". Alessandro Cheula.
( da "Stampa, La" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Globalisti DI A
TORINO JASMINA TE?ANOVIC BRUCE STERLING Che bello essere di nuovo a Torino,
città del nostro destino! Questa volta l'opportunità ci è stata offerta dalla
Fiera del Libro: ci hanno invitati per un dibattito di Bruce sul futuro della
città e la presentazione di un libro di Ivo Andric e dell'ultimo di Jasmina.
Adesso che abbiamo deciso di vivere a Torino dobbiamo decidere cosa fare con
tutti i nostri libri in Texas e in Serbia. Bruce vuole regalare i suoi
all'università, Jasmina ai centri degli studi delle donne. È un sollievo andare
a una fiera del libro e vedere che ci sono tanti altri libri. Era un tormento
per tutti e due vedere libri ammassati in un posto, ma per ragioni diverse. Per
Bruce, come se qualcuno gli buttasse migliaia di cioccolatini in bocca, e per
Jasmina per l'ansia che tutto è ormai già scritto, ma non letto. Sappiamo che i
libri ci saranno sempre attorno a noi: ci cascheranno addosso come foglie in
autunno. Incredibilmente, siamo riusciti ad uscire dalla Fiera solo con tre
libri in mano, ma ci aspettano tanti altri, quindi bisogna trovare subito una
casa dove metterli. Questo comporta tutti i soliti problemi dell'immigrazione. Bruce è già andato all'ambasciata d'Italia a Houston: erano
gentili, ma la burocrazia che deve affrontare gli fa paura. Jasmina sta ancora trafficando
per la sua residenza americana. Quindi, dati i nostri piani di vivere in
Serbia, America e Italia, abbiamo deciso di scappare per un mese in Croazia, su
un'isola sperduta. Per evitare lo sconvolgimento che subiamo con i
libri, abbiamo deciso di scriverne ancora un paio noi stessi. Bruce ha capito
che "American science fiction" e fantascienza italiana non sono la
stessa cosa. Ora vuole scrivere due libri: american science fiction e italian
science fiction. Jasmina sta per finire il suo libro "My life Without
Me", il genere non si addice alle vite di donne globaliste. Nonostante il
fatto che appena arrivati a Torino, la vita ha cominciato a sorriderci,
divertirci - il vino, gli amici, i libri, il cinema, il cibo, i musei, il
design, la cultura cyber, il sole, le scarpe... - abbiamo deciso di essere duri
e disciplinati e scrivere. La vita é bella in Italia. Speriamo che l'ufficio
d'immigrazione italiano non ci metta in prigione, dove potremmo scrivere senza
distrazioni. Noi globalisti siamo l'altra faccia degli zingari.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL DRAMMA DI VIA
CATTANEO. La pensionata è ancora grave: la prognosi resta riservata.
L'intervento alla testa è stato rinviato, in attesa che gli ematomi si riducano
"Così Liana ha riaperto gli occhi" di Andrea Podestani Ha aperto gli
occhi e ha detto "ciao" Liana Marangoni, l'ex dipendente delle Poste
di 60 anni colpita a martellate alla testa da convivente alle 23.30 di venerdì
nel suo appartamento di via Carlo Cattaneo. L'uomo, Pietro Sovereto,
inizialmente aveva simulato una rapina in casa. Poi, davanti alla polizia, ha
confessato. Liana ha rivolto al fratello - che ieri mattina alle 11, durante la
prima fascia oraria per le visite, si è precipitato al Civile per sincerarsi
delle condizioni della sorella - un flebile "Ciao Mario". L'OPERAZIONE
alla testa, inizialmente annunciata per sabato pomeriggio, non è stata fatta. I
medici della Neurochirurgia hanno deciso di attendere che gli ematomi si
riducano. La donna resta in prognosi riservata e le condizioni sono ancora
critiche. "Certo, è prematuro fare qualsiasi valutazione, ma sono contento
che Liana mi abbia riconosciuto e risposto - racconta il fratello Mario -.
Riconosce le persone, si accorge di loro nella stanza, anche se al momento i
medici non sciolgono la prognosi e non fanno sapere nulla. Aspettiamo i
risultati della Tac di domani e poi vedremo". INTANTO Liana ha superato la
notte, tirando fuori una forza e una grinta incredibile, in grado di tenerla
attaccata alla vita anche dopo il dramma di venerdì sera. Mario è calmo e affronta
la situazione in maniera naturale: non si era fatto prendere dal panico sabato
pomeriggio, quando ancora non si sapeva molto delle condizioni della sorella.
Non lo fa adesso quando le circostanze si sono chiarite. Anzi, trova anche il
modo di sdrammatizzare. "Sa cosa mi preoccupa, ora, escluse le vicende
ospedaliere? Il fatto che i due gatti di Liana siano rimasti isolati
nell'appartamento di via Cattaneo, senza cibo né acqua. Per
andarli a prendere ha idea della burocrazia che
dovrò affrontare? L'appartamento è sotto sequestro". SI RITORNA alla
realtà anche così, perdendosi in quel mare di piccole cose che normalmente
costituiscono il tran tran quotidiano, come la salute dei gattini: anche questo
è un modo per ricominciare, senza perdere mai di vista la gravità
dell'accaduto, trovando la forza per rialzarsi e combattere. Perché di
certo sono molti i pensieri che non lasciano tranquillo Mario, a cominciare da
Sovereto e da "chi aveva il compito di osservarlo e non l'ha fatto".
Non lascia trapelare altro, ma fa capire di voler far luce sulle eventuali
responsabilità di terze persone nella vicenda: "Ho già fatto presente la
cosa al commissario della Polizia che si è interessato dall'inizio del caso.
Voglio andare a fondo e voglio capirci di più". GLI UNICI punti da capire,
nell'immediato, sono quelli relativi alla salute della sorella, alla prognosi e
a tutto quello che comporterà nel futuro la sua degenza. "Non sono ancora
riuscito a parlare bene con il medico che l'ha in cura - dice - non ricordo se si
tratti del primario o del dottore di guardia. Anche in questo caso staremo a
vedere". Attese interminabili, ore pesanti come il piombo, quando si sta
in pensiero per una persona cara: specie in una domenica uggiosa, il tempo non
sembra passare mai. Mario ha ancora la voce ferma: oggi sarà il giorno della
Tac, il giorno della verità in un certo senso. Oggi la visiterà come ha fatto
ieri : un saluto fugace per non farla sentire sola, per farle capire che
nonostante la violenza e l'orrore, qualcuno che su di lei veglia rimane.
( da "Arena, L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
FOTOVOLTAICO. Un convegno
di Confagricoltura Veneto ha spiegato iter, costi e vantaggi fiscali dei nuovi
impianti Energia, pannelli solari sul fienile e la fattoria
è autosufficiente Burocrazia, aspetti fiscali, questioni ambientali, dilemmi
tecnologici e costi da sostenere. Sono ancora molti gli interrogativi degli
imprenditori agricoli sulle reali opportunità offerte dall'applicazione del
fotovoltaico all'agricoltura. Per affrontare queste problematiche,
Confagricoltura Veneto ha organizzato a Rovigo un seminario dal titolo "Energia
fotovoltaica in agricoltura", presenti i due presidenti di Confagricoltura
Veneto, Guidalberto di Canossa, e di Confagricoltura Rovigo, Stefano Casalini,
Robera Papili di Confagricoltura che ha trattato gli aspetti legislativi,
tecnici e fiscali degli impianti fotovoltaici, Massimiliano Rossi della Regione
Veneto, che ha spiegato gli aspetti tecnico-amministrativi legati all'iter di
rilascio dell'autorizzazione dell'impianto, e Alessandro Ciccolin, della
società Soluxia, che ha illustrato il conto economico di un impianto
fotovoltaico. Nel settore agricolo, non è difficile integrare e rendere
funzionale un impianto fotovoltaico. Il quale può essere posizionato sul tetto
del fienile o delle serre, distribuito sui terreni dedicati al pascolo del bestiame,
o più redditizio ancora, sulle coperture dei depositi degli attrezzi e dei
macchinari. I vantaggi sia da un punto di vista economico che pratico sembrano
molti. Gli incentivi fiscali per lo scambio sul posto degli impianti di media
grandezza (20kW) e piccoli (1kW) non sono tassabili in regime di reddito
agrario e non sono sottoposti ad Iva, come pure l'incentivo iniziale per la
realizzazione dell'impianto. L'importante è mantenere il rapporto di
connessione fra l'utilizzo dell'energia prodotta dall'impianto e l'attività
agricola. Per incentivare le fonti rinnovabili, fra cui il fotovotaico, la
Regione Veneto ha pubblicato dei bandi presentati nell'ambito del Programma di
Sviluppo Rurale per il periodo 2007-2013, stanziando 3 milioni di euro per l'incentivazione
della produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili. Le domande
per accedere a questi finanziamenti vanno presentate entro il 15 giugno. O.BU.
( da "Nuova Venezia, La" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mistero sulla sorte
del marmo che stava all'entrata della Posta di Santa Lucia Palazzo restaurato,
sparisce la lapide Ricordava la morte di 5 postini nel 1944. "Un oltraggio
alla memoria" Occupava ben
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
19-05-2008)
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FORLI' AGENDA pag.
28 )AMBIENTE Centro storico, soluzioni umane VORREI DISABILI Realtà da tutelare
complimentarmi con l'assessore Galassi per il buon senso dimostrato nell'arduo
tentativo di riportare ad umana ragionevolezza la mobilità in Centro, ed anche
per le soluzioni che intende adottare in corso Diaz, cercando di salvaguardare
i diritti di tutti: alberi, pedoni, disabili, anziani, mamme con le carrozzine,
automobilisti. Brilla invece come sempre l'ostinazione ideologica dell'ex
assessore Morelli, che vorrebbe togliere subito le auto in sosta da (cito
testualmente la sua lettera) "ogni lato delle vie dei quartieri della
nostra città". La signora Morelli ancora non ha capito che l'auto è
necessaria alle mamme per il trasporto dei bimbi, ed alla mobilità di anziani e
disabili. I giovani forti e in salute si spostano volentieri anche in bicicletta,
ma ai comuni mortali capita di portare il bambino dal pediatra, o l'anziano dal
dottore, e anche il disabile spesso deve essere trasportato in auto. Poi queste
macchine dove ce le dobbiamo mettere, in tasca? Mi sembra che prima di accusare
l'assessore Galassi di "demagogiche e vuote prese di posizione" la
signora Morelli debba come minimo fare una pausa di riflessione. Beatrice
Merlini )SANTA SOFIA Il sindaco ascolti i cittadini L'AVER partecipato, nella
serata del 14 maggio, all'incontro pubblico organizzato dal neonato Comitato
per la difesa della salute-Alto Bidente presso l'ostello a Santa Sofia,
discutendo sul tema 'Bruciare pollina ? biomasse? cosa ci aspetta ? ', mi ha
permesso ancora una volta di toccare con mano che la trasparenza nella gestione
della cosa pubblica è un traguardo ancora molto lontano dall'essere raggiunto.
L'intervento mirabile della dottoressa Patrizia Gentilini non ha lasciato dubbi
sull'inderogabile consapevole necessità di fermarsi, riflettere e fare qualche
passo indietro per non dover soccombere alla reale minaccia di un ambiente
sempre più inquinato che mette in serio rischio la salute e la qualità della
nostra vita, ma cosa ancora più grave, quella dei nostri figli e dei nostri
nipoti. Il dibattito pubblico che ne è seguito, alla presenza del sindaco di
S.Sofia e di una cittadinanza convenuta in massa, ha subito messo in evidenza
che nel progetto dell'inceneritore per la pollina non ci sia stata quella
trasparenza amministrativa, che in democrazia si realizza con l'assemblea della
consulta cittadina, e che funge come il miglior anticorpo ad eventuali processi
corruttivi o collusivi tra interessi economici e corpo amministrativo. A questo
punto il sindaco di S.Sofia, assieme ai sindaci degli altri comuni coinvolti
nel progetto di vallata, non può evitare di consultare il volere dei cittadini.
Se la pollina è divenuto un problema inderogabile, si devono vagliare e
verificare anche altre opportunità progettuali come il compostaggio o la
produzione di biogas, che fra l'altro sembra avere rendimenti molto più elevati
rispetto al classico incenerimento e comunque sempre attraverso la
partecipazione delle genti di vallata alle decisioni da prendere. Alessandro
Greco )DISCRIMINAZIONI Disabili trattati ignobilmente APPRENDO dalla stampa locale
che l'Anffas di Forlì rischia di essere espulsa dal gruppo nazionale per non
aver adeguatamente tutelato e protetto i disabili intellettivi e/o relazionali
e le loro famiglie. La notizia mi offre l'occasione per sollevare ancora una
volta un argomento che mi sta molto a cuore. Non ho mai dimenticato che quando
ero Consigliere alla Circoscrizione
( da "Giornale.it, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 20 del 2008-05-19 pagina 12 Stop alla burocrazia per la
costruzione di nuovi impianti di Redazione Si tratterebbe di una delle misure
più in linea con i propositi del governo del Partito della Libertà appena nato:
snellire la burocrazia e semplificare le pratiche per arrivare a decisioni più
immediate. Tra le cinque opzioni al vaglio dell'esecutivo di
centrodestra c'è infatti l'eliminazione, per decreto, delle procedure
burocratiche per la progettazione e la costruzione di nuovi impianti di
smaltimento e trasformazione dell'immondizia, compresi i termovalorizzatori.
Insomma: scegliere in tempi brevi e attuare le decisioni in un lasso di tempo
altrettanto ridotto. Mettendo fine all'atavica malattia italiana di tirare per
le lunghe senza arrivare mai a risultati tangibili. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore sezione:
CULTURA E CITTA data: 2008-05-18 - pag: 44 autore: Metropoli Sempre più Pechino
La storia di un conglomerato in perenne evoluzione, da capitale dell'impero nel
XIII secolo, a reggia delle dinastie Ming e Qing, a vittima degli sventramenti
di Mao. Con la nuova stagione di grattacieli sghembi, stadi a forma di nido
d'uccello e teatri ellittici di Fernando Mezzetti P echino come vetrina odierna
e magnificenza del passato. Città Proibita e arditi grattacieli, pesanti
edifici pubblici di stampo sovietico e architettura d'avanguardia in un assetto
urbano rivoluzionato e stravolto dallo sviluppo, dopo essere rimasto quasi
immutato per secoli. Se il simbolo storico resta il Palazzo imperiale, attorno
a cui la città si è formata secondo precisi e coevi schemi urbanistici, quello
contemporaneo è dato dalla imponente skyline in cui si distinguono le due torri
sghembe della tv centrale. In palese testimonianza dell'apertura, le opere più
significative sono di stranieri: la sede della tv, dell'olandese Rem Koolhaas;
lo stadio per le Olimpiadi, il "nido d'uccello" avvolto da nervature
d'acciaio, degli svizzeri Jacques Herzog e Pierre de Meuron; il nuovo
aeroporto, di Norman Foster; il Teatro Nazionale, di forma ellittica,
scintillante mezzo uovo di vetro e titanio, del francese Paul Andreu, che ha
perseguito "una rottura con la storia". A differenza delle altre,
sorte in luoghi senza passato, la sua opera sorge infatti davanti alla Città
Proibita, dietro l'immensa piazza su cui si staglia la Tiananmen, Porta della Pace
Celeste: maggior ingresso della stessa Città Proibita, icona nazionale. Non è
la prima "rottura con la storia" di questa vibrante capitale di 15
milioni di abitanti, senza contare qualche milione di immigrati non registrati.
Ma il senso di continuità ha resistito sempre. Farne la storia è fare quella di
una intera civiltà, come per Roma. Capitale dal XIII secolo, salvo brevi
periodi in cui lo è stata Nanchino, Pechino riassume in sé la civiltà cinese.
Affrontano questo compito tre studiosi con un lavoro rigoroso, in cui si
fondono storia politica e sociale, urbanistica, economia, geografia umana.
Pechino fu elevata dai conquistatori mongoli, come Dadu in cinese, "grande
capitale", e nella loro lingua Khambalik, "città del Gran Khan",
narrata da Marco Polo. Fu allora posto il piano urbano: il palazzo imperiale
sull'asse nord-sud, chiuso da mura e fossati, con porte sui quattro lati;
intorno, a rettangolo, acquartieramenti militari su linee nordsud e trasversali
est-ovest, a scacchiera, a loro volta difesi da mura. Il giorno e la notte
erano scanditi dai suoni della Torre della Campana e della Torre del Tamburo,
oggi restaurate, che segnavano i turni di guardia e controllo della
popolazione. Con l'ascesa della dinastia Ming nel 1368, la città ebbe il nome odierno,
Beijing, Capitale del Nord. Il palazzo imperiale fu abbellito e ampliato,
furono eretti nuovi templi, il maggiore dei quali resta il Tempio del Cielo,
per cerimonie propiziatorie per i raccolti; fu allargata la zona degli
acquartieramenti, che divenne "città interna", chiusa da alte mura di
dieci metri alla base e sei alla sommità, abitata da patriziato e funzionari;
si sviluppava la città esterna, brulicante di artigiani, commercianti, con
fiorenti mercati, locande, stamperie, botteghe di raffinati prodotti per gli
intellettuali. I rifornimenti per la città di oltre 500mila abitanti, in gran
parte burocratica, sorta in zona arida, arrivavano dal fertile sud, tramite il
Grande Canale, lungo
( da "Panorama" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cura dimagrante a
Palazzo Chigi MARIO SECHI Le prime sfide del nuovo premier Per contenere la
spesa pubblica non basta ridurre i ministeri. Per esempio, Prodi ha lasciato in
eredità una presidenza del Consiglio elefantiaca: troppi uffici, troppi
dipendenti (4.237 persone), troppe spese per il personale, che crescono in
maniera esponenziale. E che vanno assolutamente tagliate. Sarà un governo del
premier? Silvio Berlusconi dopo le elezioni e durante le consultazioni ha
preferito mantenere un ruolo più silente e istituzionale rispetto alle
precedenti esperienze. Prima di presentare la lista dei ministri è salito due
volte al Quirinale per parlare con Giorgio Napolitano. Un metodo apprezzato dal
capo dello Stato e da quanti sperano in una legislatura di rottura rispetto
alla fase cominciata nel 1994 e chiusa con la rivoluzione del voto del 13 e 14
aprile. Berlusconi è salito sul Colle con Gianni Letta e con la lista dei
ministri già in tasca (riquadro a pagina 63). Operazione lampo, ma fatta la
squadra il Cavaliere deve affrontare il problema del metodo di governo, cioè il
modo in cui il presidente del Consiglio interpreta il suo ruolo nel collegio
dei ministri e guida la macchina di Palazzo Chigi. E se è vero che i ministri
sono autonomi e fisiologicamente in cerca di spazi politici (e risorse), è
altrettanto certo che Berlusconi ha a disposizione una potente organizzazione
di uffici, strutture e dipartimenti che possono consentirgli di timonare, forse
con qualche rollio e beccheggio in meno rispetto al passato, il governo sulla
rotta tracciata. Nel passato spesso è mancata la collegialità e non pochi sono
stati i casi di ministri dissidenti rispetto alla maggioranza. La riduzione del
numero di partiti rappresentati in Consiglio dei ministri aiuterà Berlusconi,
ma per il resto (non essendoci regole) la tenuta della collegialità dipende dal
presidente del Consiglio, dal suo carisma ed equilibrio. In teoria, le norme
prevedono la creazione di comitati interministeriali, ma non hanno mai
funzionato granché. Per questo chi conosce bene la macchina dell'esecutivo
pensa che quello del coordinamento sia ancora un tema aperto e che occorra
ripensare la legge. Berlusconi dovrà dunque far leva sul suo ascendente (il
risultato elettorale è un altro balsamo) e nello stesso tempo contare sulla
consumata esperienza di Gianni Letta, sottosegretario di Palazzo Chigi che
svolgerà il ruolo di segretario del Consiglio dei ministri, figura senza la
quale il governo non può riunirsi. A Letta andrà anche il delicato compito di
controllare e coordinare quello che i tecnici del diritto chiamano
"drafting legislativo", ossia la scrittura dei decreti e delle leggi
di iniziativa del governo. Il ritorno alla legge Bassanini ha ridotto a 12 i
ministeri con portafoglio, numero che cresce a 21 (
( da "Panorama" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Segreti e miserie di
Al Qaeda PINO BUONGIORNO Terrorismo Critiche alle scarse capacità militari del capo,
seguaci che si lamentano perché non sono pagati, altri che rubano sulle
spese... Dai documenti in possesso degli Usa emerge un'immagine tutt'altro che
granitica dell'organizzazione di Osama Bin Laden. Che però rimane fortissima
nella guerra delle idee. Osama Bin Laden deriso per "inettitudine
militare". La sua falange araba accusata di "sciovinismo". I
comandanti militari messi alla berlina perché non pagano in tempo i salari.
Cos'è oggi Al Qaeda? Un nido di vipere? E, soprattutto, che fine ha fatto la
"geometrica precisione" della sua struttura terroristica? Man mano
che il Pentagono declassifica e rilascia i memorandum interni, le lettere e i
manuali sequestrati, a partire dal 2001, dall'esercito americano, a Kabul e
successivamente in Iraq, l'immagine dell'organizzazione, descritta come
monolitica dopo l'11 settembre, si sfalda. Non più regole paramafiose, non più
vincoli di sangue, al contrario, tante dispute personali e religiose, litigi
per la leadership, vendette di chi non si ritiene premiato. Conservati in un
immenso database, denominato Harmony, questi documenti obbligano gli studiosi a
ripensare la struttura della organizzazione terroristica e a sfatare tanti
miti. Soprattutto, costringono i vertici di Al Qaeda a correre ai ripari. Il
numero due di Bin Laden, il medico egiziano Ayman al-Zawahiri, considerato la
mente del gruppo, si è sentito in dovere di uscire allo scoperto nelle scorse
settimane con una conferenza stampa virtuale nella quale, via audio, ha
risposto a centinaia di domande poste da simpatizzanti e anche da giornalisti.
Uno solo il fine: frenare l'emorragia di consensi e rassicurare i militanti che
la jihad ha ancora un futuro. Zawahiri sembra voler ammiccare addirittura agli
esperti del Centro per combattere il terrorismo, il centro studi affiliato
all'accademia militare di West Point, che sta rendendo noti tutti i segreti
inconfessabili di Al Qaeda. Prova a controbattere e a smentire. Ma con poco
successo. La guerra psicologica è ormai in pieno svolgimento di pari passo con
quella armata. Quello che si legge, accedendo, come Panorama ha potuto fare, a
una parte delle carte di Harmony, è impressionante. Contornate da altisonanti
formule religiose ("Pace e onore ad Allah", "Sia resa gloria al
Profeta"), le richieste che emergono sono assai terra terra. "Non
ricevo più il mio salario da tre mesi e sono indietro di sei mesi con i
pagamenti dell'affitto" ha scritto un jihadista. "Mi avevi chiesto di
ricordartelo. Ora lo sto facendo per l'ultima volta". Le lamentele erano
rivolte a Mohammed Atef, il capo delle operazioni militari di Al Qaeda, un ex
poliziotto nato nel 1944 al Cairo e ucciso alla periferia di Kabul da un
missile americano il 16 novembre 2001, poco dopo l'invasione dell'Afghanistan.
Atef era stato uno dei fondatori di Al Qaeda ed era il leader dell'ala più
radicale di un'organizzazione già di per sé fondamentalista. In un video reso
noto nel settembre 2006 è apparso mentre pianificava gli attentati alle Torri
gemelle e al Pentagono. Mohammed Atef, oltre a ricevere le lettere di protesta,
inviava durissime reprimende. In uno dei documenti più esilaranti sequestrato a
Kabul, scrive a un mujaheddin non meglio identificato: "Sono terribilmente
arrabbiato per quello che hai fatto. Ho ottenuto 75 mila rupie (1.440 euro, ndr)
per te e per il viaggio della tua famiglia in Egitto. Ho saputo che non hai
giustificato il biglietto aereo con la nostra amministrazione. Hai fatto una
prenotazione per 40 mila rupie (770 euro, ndr) e ti sei tenuto il resto
affermando che hai il diritto di farlo. Inoltre, anche per quanto riguarda il
condizionatore d'aria, usato da tutti i fratelli di Al Qaeda, non può essere
considerato una proprietà privata. Vorrei ricordare a te e anche a me stesso la
punizione che tocca ai colpevoli di queste violazioni". Dai dossier
custoditi nelle "case sicure" dei capi di Al Qaeda in Afghanistan
emerge la cura quasi maniacale per la lista della spesa (mango, banane, pane e
via dicendo), per il conto quotidiano delle munizioni e delle armi (che però
spesso spariscono), per l'aggiramento delle procedure in modo da far la cresta
sui soldi ricevuti. È un mondo di furbizie e di miserie umane, ma soprattutto è
la riprova di una mentalità fortemente burocratizzata. Lorenzo Vidino, uno dei
maggiori esperti di terrorismo, che lavora alla Fletcher
school of law and diplomacy di Boston, la spiega così: "L'ossessione per
la burocrazia è in parte da imputare al vasto numero dei membri
dell'organizzazione, che esige rigore e disciplina, in parte è dovuta alla
forma mentis degli egiziani incaricati delle mansioni amministrative, quasi
tutti ex funzionari governativi del Cairo". Non per niente l'uomo
più temuto dentro Al Qaeda è un egiziano. Si chiama Mustafa Ahmed al-Yazid, ha
51 anni e ha conseguito un diploma in ragioneria. Dal 1995 al
( da "Panorama" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stregati da Lapo e
dal mattone giallo MICHELE TRAVIERSO in principio fu il pied-à-terre a Parigi.
Poi venne il monolocale a Manhattan. Ma l'ultimo sogno immobiliare degli
italiani viene da Oriente e a lanciarlo, lo scorso novembre, è stato Lapo
Elkann (foto sotto), che ha annunciato al "Corriere della sera" di
essere in cerca di casa a Shanghai perché "il mondo tra un po' sarà là".
Prima di comprar casa (o, per dirla alla Lapo, "spostare il
baricentro") nella città più creativa d'Oriente, bisogna
mettere in conto lo scontro con la burocrazia e il
sistema di diritti di utilizzo di terreni cinesi. Le valutazioni legate ai
rischi di mercato sul medio e lungo periodo sono ottimistiche. In città ormai
le agenzie immobiliari sono ovunque. I prezzi: si va dai 500 euro di alcune
periferie ai 5 mila di un appartamento in una torre di Xintiandi.
Occorre cautela: i rischi maggiori si corrono acquistando gli "shikumen",
le tipiche villette a schiera shanghainesi che da alcuni anni vengono rase al
suolo per costruire grattacieli e metropolitane. Per l'acquisto agli stranieri
viene richiesto il visto di residenza o un contratto di lavoro da almeno 12
mesi. I costi delle transazioni variano dal 2,5 al 4 per cento del valore: l'1
per cento va all'agenzia e l'
( da "Stampa, La" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso Il sindaco
di Roma a una settimana dal voto nella Vallée Alemanno annuncia "il vento
della svolta" ENRICO MARTINET AOSTA Sindaco d'Italia... Nessuno mi hai
chiamato così. Che responsabilità", dice Gianni Alemanno, primo cittadino
di Roma, ieri ad Aosta per sostenere la campagna elettorale del Pdl, a una
settimana dal voto per le Regionali. La definizione è del vicepresidente del
Consiglio regionale valdostano Enrico Tibaldi (Forza Italia). Alberto Zucchi,
coordinatore di An, lo presenta mentre sfuma l'inno di "Azzurra
libertà" a un pubblico in piedi e plaudente. Alemanno annuncia un futuro "grande
gemellaggio" tra le due città con più vestigia romane, la capitale, ovvio,
e quella che è stata definita la "Roma delle Alpi" e chiude con un
appello a tutta voce: "Vincete questa battaglia". Già, vincere le
Regionali sull'onda "di un vento di cambiamento che ha investito l'Italia
e tutta Europa". Zucchi aveva appena finito di spiegare il "si
può" e il sindaco della capitale che alterna segnali di una politica
nazionale a quella locale lo sottolinea parlando di identità. Spiega: "Non
quella della retorica, ma dei fatti. I processi economici, la globalizzazione,
la concorrenza cinese e quella dell'Oriente ci spingono a riscoprire la nostra
identità che è fatta di tappe, da quella del territorio a quella nazionale fino
a quella europea. Non è un nostalgico sentimento, ma è la base delle politiche
del futuro. La globalizzazione è rispettosa soltanto se abbiamo una nostra
identità. Ecco perché è ridicolo sostenere come accade qui in Valle che noi
vogliamo cancellare l'autonomia. E' vero il contrario. Noi vogliamo portarla
avanti in ogni contesto. Non è certo un caso se parliamo di un distretto
federale di Roma". Il "sindaco d'Italia" spiega così un tema
caro alla campagna elettorale del Pdl e lanciato a più riprese durante gli
ultimi due anni di legislatura dai consiglieri regionali della Cdl, la gestione
dell'autonomia. Puntualizza: "Il tema è come esercitare l'autonomia, con
quale idea e con quale scopo. La vogliamo come privilegio, quasi come una lobby
per chi la gestisce, oppure come capacità di sviluppo, possibilità economica?
Ovvio che noi puntiamo su questo, sullo sviluppo del territorio. E allora
guardiamo quante risorse sono state utilizzate. Basta andare a Chamonix per
rendersi conto che il turismo è una risorsa di questa Valle unica al mondo che
non è stata sfruttata. E' questa la chiave". Così Alemanno parla di
subalternità ai francesi sul piano turistico e di "autonomia utilizzata
male". Già Zucchi lo aveva annunciato: "Invece di fare polemiche
volgari l'Uv pensi a spiegare come mai il Casinò è in perdita e il modo in cui
hanno acquistato il Billia". La polemica di cui parla resta fra le righe.
Ieri, 18 maggio, era la ricorrenza della morte del martire della Resistenza
Emile Chanoux e nei comizi alcuni candidati dell'Union valdôtaine hanno parlato
di "fascisti che vengono ad Aosta proprio in questo giorno". Alemanno
sta lontano dalla vicenda accennata da Zucchi, ma all'Union ricorda che
"la malattia di questa Valle è sempre stata quella di rinchiudersi".
Ancora: "Com'è possibile che l'Uv a Roma era vicino a Rifondazione
comunista? Per quale riflesso malato? Quando ero ministro ricordo che Caveri in
Consiglio dei ministri mostrava astio, quasi disprezzo per il governo
Berlusconi. Quale giudizio dà adesso del governo Prodi che sosteneva. Andate a
chiederglielo, perché ha sostenuto il peggior governo della Repubblica".
Poi ricorda la sicurezza, tema che è "il primo da affrontare e risolvere a
Roma". Annuncia: "Ho trovato 85 campi Rom, di cui 65 abusivi. Questo
è il frutto dell'ipocrisia della sinistra che non si rende conto dei problemi
della gente. Una sinistra chiusa nei salotti buoni, distante dalla
realtà". E si rivolge ancora all'Union valdôtaine:
"Chiedete a quel movimento se vuole ancora la politica delle tasse, quella
della burocrazia che conta più della famiglia". Poi l'immagine del
valdostano con il cappello in mano: "La Valle è stanca del sistema
clientelare che la sta addormentando".
( da "Centro, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina Aperta La
violenza che nasce La violenza che nasce dal degrado del mondo E' passato quasi
un mese da quando si scoprì l'assurdo delitto: Pippa Bacca crudelmente
assassinata in Turchia: l'artista vestita da sposa, che viaggiava verso la
Palestina, non è giunta alla fine del suo viaggio di pace per il mondo intero.
Dicevo un delitto assurdo, il responsabile è stato individuato subito e
arrestato, un'aggressione inconcepibile e incomprensibile, l'artista che era
partita per portare un messaggio d'amore a tutti gli uomini di buona volontà, è
rimasta vittima di una di quelle violenze che cvaratterizzano sempre più la
nostra epoca, orfana di valori e sempre più votata alla sopraffazione dei
deboli. Deboli in ogni senso. Ora, è giusto far notare che il sogno innocente
di una ragazza occidentale si è scontrato contro la vera violenza che nasce dal
degrado e dalla miseria del mondo, un sogno che probabilmente era troppo
irrealizzabile nei suoi obiettivi spinti da ideali sublimi. Ma il mondo di oggi
non apprezza e distrugge gli ideali sublimi. Io credo infatti che la buona
volontà dei singoli non basta più e i gesti simbolici spesso sono gocce in un
oceano. Talvolta noi occidentali ci scordiamo di appartenere a una minoranza
fortunata e protetta, e che attorno a noi ci sono tante sofferenze, che spesso
degenerano in rabbia e violenza degradando gli esseri umani. Un degrado che
sempre più spesso arriva a superare i limiti del bestiale; un degrado spesso
generato e favorito dall'ambiente stesso delle periferie del mondo globalizzato
e delle metropoli. Un ambiente inquinato che a sua volta inquina e corrompe
echge coinvolge in un giudizio negativo anche chi alla fine è vittima della
povertà estrema. Vittime che andrebbero capite. La buona volontà e le utopie di
molti giovani si dovranno scontrare con la brutalità di chi non è cattivo, ma è
solo cresciuto nella cultura della sopravvivenza dove chi è forte deve
approfittarsene dei deboli. Le baraccopoli del Terzo Mondo sono l'esempio di
ciò che sta diventando questo pianeta. Amare la pace, lottare e muoversi in
solidarietà per i poveri della terra serve, ma la buona volontà dei singoli non
basta. Adriano Grossi E.mail Impiegati pubblici umiliati e vilipesi Gentile
direttore, sono un funzionario di un ente parastatale vicino alla pensione, e
di ministri della funzione pubblica ne ho visti passare tanti, ognuno con le
sue immancabili promesse di "valorizzazione" ed
"efficienza" del variegato e complesso mondo del pubblico impiego.
Fatto sta, che nessuno di questi onorevoli signori negli ultimi quindici anni
ha mai mantenuto le proprie promesse, lasciando di volta in volta i lavoratori
pubblici in condizioni assai peggiori. Fino ad arrivare a questo nuovo governo
e alle minacciose dichiarazioni del nuovo ministro, l'economista Renato
Brunetta, che ha cambiato il nome del suo discastero (Innovazione in luogo di
Funzione pubblica) forse per fare meglio intendere la sua volontà di cambiare
ed innovare. Il neo ministro, appena insediato, ha dichiarato che colpirà i
"fannulloni e gli assenteisti" che si annidano negli uffici pubblici
(giusto) ma non dice una parola sulla grande fatica ed il grande impegno di
tutti quei lavoratori che, sottopagati e con contratti di lavoro scaduti e scadenti,
mandano avanti, con strutture e mezzi spesso fatiscenti ed un lavoro
sottopagato, uffici pubblici, scuole, enti locali, enti previdenziali e
quant'altro. Il ministro Brunetta non dice e forse ignora che la stragrande
maggioranza dei lavoratori pubblici compie puntualmente il proprio dovere e che
la storiella della inefficienza e delle punizioni non è affatto nuova, anzi
nasconde una perniciosa demagogia che accomuna sotto un'unica etichetta di
illegalità i rom e gli immigrati (vedi Lega) e ora anche i lavoratori pubblici,
marchiati tutti come fannulloni e scanzafatiche. Il ministro dell'Innovazione,
prima di minacciare, si guardi intorno e vedrà che la macchina pubblica è
obsoleta, priva a volte degli strumenti essenziali, con una dirigenza spesso inadeguata
e uffici con risorse finanziarie da terzo mondo. Basti guardare la scuola,
istituzione ormai sfasciata da riforme e controriforme improvvisate ed
inadeguate, con un corpo docente ormai ridotto a inutile burocrazia, malpagato, umiliato e malvisto, che malgrado tutto questo
continua a compiere con grande dignità il proprio dovere. Mi chiedo come mai,
di fronte a queste accuse generalizzate e per questo palesemente ingiuste,
politici e sindacalisti siano rimasti in silenzio. Mi chiedo come mai il
ministro Brunetta dimentichi il migliaio di morti bianche e l'esercito dei
mutilati ed invalidi che il "privato" del profitto, spesso in nero,
continua a produrre e il clamoroso fallimento dell'operazione Alitalia, con
manager pubblici inefficienti e pagati con pubblico denaro a suon di miliardi,
ben protetti dagli sponsor e dai santuari politici di turno. La
generalizzazione dei comportamenti scorretti di pochi non può e non deve
diventare il metodo per tacciare di "fannulloneria ed inefficienza"
intere categorie di lavoratori, da punire come "nemici dello Stato".
Non dimentichi il signor ministro, prima di parlare, l'inefficienza e la
fannulloneria che intere classi politiche, nazionali e locali, hanno dimostrato
finora in questo nostro Paese. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Antonio Taraborrelli Pescara.
( da "Centro, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giannini: imprese in gravi difficoltà per il caro gasolio e la burocrazia europea Pesca, appello ai parlamentari Le associazioni di
categoria contro le nuove norme Ue PESCARA. Un piano per la tutela e rilancio
delle attività ittiche. Su questo programma Luigi Giannini, direttore generale
di Federpesca chiama a raccolta i deputati abruzzesi per definrie uan strategia
comune. prima questione è evitare l'aumento dei costi di produzione ed
avere delle garanzie a sostegno delle imprese contro alcuni obblighi europei.
Si tratta di aggravi burocratici alle quali le imprese rischiano di rimanervi
impigliate. "Basti pensare", prosegue Giannini, "che
un'imprecisione nelle dichiarazioni statistiche può costare all'impresa di
pesca sino a 9.000 euro, mentre l'addebito del mancato funzionamento della blue
box di bordo può essere punito sino a 12.000 euro". Che per le marinerie
abruzzesi già alle prese con il caro gasolio e con la scarsità di prodotto,
nuove regole, in particolare sulla taglia del pescato sono viste come la mazzata
finale. "Si è scelta la strada della criminalizzazione di un
settore", si legge nell'appello ai parlamentari, "tuttavia Federpesca
è dell'avviso che il problema del rispetto delle norme non si risolve
unicamente inasprendo le pene e chiede che, in sede di conversione, siano
apportati ragionevoli correttivi alla norma prossima ad essere votata". Il
provvedimento all'esame del Parlamento, infatti, prevede la soppressione della
tolleranza del 10% nelle catture sotto taglia, uno dei pochi ammortizzatori che
ha sinora calmierato conseguenze drastiche a fronte della cattura di un solo
esemplare inferiore alla taglia minima prevista, per quanto catturata
accidentalmente con attrezzi consentiti. "Insensato", osserva ancora
Giannini, "il moltiplicatore della sansione per illeciti amministrativi
commessi fuori dal Mediterraneo. Interventi draconiani ed irragionevoli che in
un momento di crisi straordinaria come quella che sta attraversando il settore
della pesca, stretto tra il caro-gasolio e la concorrenza di prodotti ittici di
importazione di scarsa qualità e basso prezzo, possono determinare la chiusura
di molte aziende di pesca". Domani a Montecitorio i parlamentari sono
chiamati a votare il disegno di legge. "Confidiamo", spera
Federpesca, "in una valutazione politica di opportunità sull'entità e
sulle sanzioni previste, ma anche sulla tempestività della modifica legislativa
rispetto alla grave congiuntura in atto". (cr.re.).
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ASSEMBLEA. Botta e
risposta al Patronato Leone XIII dove erano presenti però solo 47 delle 271
associazioni iscritte Centro del volontariato Ora si riparte da undici Eletti i
componenti del nuovo consiglio direttivo, mentre si aspettano ancora gli "
esiti" dalla Regione Leandra Pelle Far rinascere il
volontariato e le molteplici attività presenti sul territorio vicentino, ritornando
a lavorare in armonia e serenità. Questa la volontà emersa durante l'assemblea
del Centro del volontariato, convocata per eleggere gli organi del consiglio
direttivo del coordinamento provinciale, giù commissariato e sotto indagine
regionale. Le associazioni, una minoranza per la verità, si sono ritrovate ieri
al Patronato Leone XIII per spazzar via le nubi che da tempo avvolgono il mondo
del volontariato vicentino. È stata una domenica movimentata e un po' nervosa
per i circa 47 rappresentati (su un totale di circa 271 associazioni iscritte)
delle associazioni iscritte chiamate a votare per rimettere in piedi il
consiglio direttivo ma anche a valutare le problematiche che finora hanno
interessato il settore. Dal voto si è delineato il nuovo volto dell'organo che
sarà composto da Bruno Zarpellan (Aido- Vicenza), Anna Maria Bressan (Auser
Vicenza); Luca Sanson Gandin (Gruppo Amicizia Arzignano); Lorenzo Magrin (Andos
Ovest Vicentino); Giuseppe Noiberg (Insieme per Sarajevo); Romano Olivieri
(Movimento per i diritti del malato di Montecchio Magg. e Arzignano); Giuseppe
Perozzo (Ass. Solidarietà Scuole Materne); Daniele Stefani (Abc Bassano);
Silvio Stocchiero (Associazione La Famiglia); Alessandro Valle (ArciRagazzi
Vicenza); Angiolina Dalla Vecchia (Famiglie con amore senza Frontiere). Questi
gli undici volti nuovi che andranno a comporre il consiglio, che nei prossimi
giorni si riunirà per eleggere il presidente ed i vice- presidente. "Non
si poteva più rimandare - ha specificato Gianni Zulian, presidente dell'assemblea
- era necessario rinnovare gli organi per affrontare i tanti problemi
importanti come l'iscrizione all'albo regionale". I momenti di tensione
non sono mancati, con il botta e risposta durante e a conclusione della
relazione dell'ex presidente, Mario Zocche. Nel suo intervento ha presentato i
fatti che si sono susseguiti dal maggio 2007 fino ai "colpi di scena"
più recenti. In sintesi: le accuse del Comitato di Gestione sul funzionamento
del coordinamento vicentino erano state riaccese dalle lettere inviate da
gruppi che segnalavano situazioni poco chiare e mancanza di intenti
nell'operato. Poi ci sono state le accuse dell'assessore Stefano Valdegamberi
di inadempienze amministrative, contabili, procedurali e statuarie. Infine si è
ricordato il commissariamento del centro predisposto dal Co.Ge. prima con Mauro
Bellesia ed ora con il nuovo commissario regionale, Domenico Viscidi.
"Quanto è successo è immeritato e non sarebbe successo - ha aggiunto
Zocche - se al posto della volontà di demolire ci fosse stata la chiarezza e la
trasparenza". Molti i problemi da risolvere ma in particolare le urgenze
sono "predisporre il ricorso entro il 6 giugno per la cancellazzione dal
registro del volontariato, ricucire i rapporti con i soci, curare i rapporti con
la regione - ha sottolineato Aldo Ruzzene, del consiglio sindacale - ma in
particolare dobbiamo preparare la reiscrizione all'albo regionale e guardare
avanti perché il coordinamento è ancora vivo". Per far tornare a brillare
l'attività del volontaritao vicentino che ha sempore brillato e che deve
tornare a farlo. "Vogliamo che finisca presto questa inchiesta - ha
specificato Sante Bressan, presidente dell'associazione
Insieme per Sarajevo - per sapere cosa hanno imputato al consiglio direttivo:
io so che non hanno riscontrato nulla, è composto da persone onorabilissime che
ha gestito il centro con decisione unanime. Dobbiamo evitare che la burocrazia prenda il sopravvento sul volontariato spegnendo la buona
volontà di chi lo anima".
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
SUPPLEMENTO AFFARI E
FINANZA ultimo aggiornamento 19 Maggio 2008 Affari & Finanza >
RAPPORTO/MERCATO E DEMOCRAZIA Affari & Finanza > RAPPORTO/MOBILI E
ARREDAMENTO Affari & Finanza > RAPPORTO/CARTE DI CREDITO -->
COPERTINA pag. 1 Il cuore della meccanica tra via Emilia e il West L'inchiesta
ALESSANDRA CARINI Se ci si prova a domandare quale posto occupi la meccanica
nella nostra vita di tutti i giorni, la prima, e spesso unica, risposta che
viene in mente è quella dell'auto, della moto, del treno, e di qualche
elettrodomestico o utensile di uso quotidiano. Eppure senza la meccanica non
sarebbe possibile alcuno dei consumi di massa di oggi: senza le macchine non si
produce nulla, dal latte alle medicine, dalle piastrelle alle scarpe, non si
"impacchetta" e non si vende nulla, nemmeno uno spillo, non si
costruiscono case, non si coltivano prodotti. Se ci si chiede quale posto
occupi la meccanica in un Paese come l'Italia, ormai molto avanti nello
sviluppo industriale, ci si immagina spesso un ruolo non prioritario e comunque
da dismettere in fretta. Non è meglio lasciare ai paesi a basso costo queste
produzioni manifatturiere ed applicarsi a settori più avanzati, come i servizi?
Eppure la meccanica è oggi la ricchezza e la vera salvezza dell'Italia e della
sua "rinascita" nelle esportazioni: a fine 2007 il settore meccanico
nel suo complesso aveva un surplus di 57 miliardi di euro, quasi raddoppiato
rispetto al 2000, di cui 47 miliardi nelle macchine e negli apparecchi, e 10
nei prodotti in metallo. Si fa fatica a cercare il "cuore" produttivo
di questo settore in Italia: più che il cuore si trova un sistema nervoso,
fatto per lo più da distretti, che, partito negli anni Cinquanta dal triangolo
industriale intorno alle auto e ai trattori, si è irradiato in tutto il Nord,
allargando il triangolo in un poligono che va dalla Torino dell'auto alla
Vicenza della meccanica strumentale, passando per la metalmeccanica bresciana,
la rubinetteria novarese e la termomeccanica veronese, solo per citare i più
importanti. La "punta" di questo quadrangolo è piantata saldamente
nell'Emilia, tra la Bologna delle macchine per imballaggio e delle moto, la
Reggio Emilia delle macchine agricole e delle componenti oleodinamiche, la
Parma delle macchine per il food, e la Modena dell'auto, dei trattori e degli imballaggi
in tetrapak in un intreccio di produzioni e di specializzazioni che ha fatto di
queste zone tra le terre più ricche d'Europa. Bologna, Modena e Reggio hanno
oggi un Pil pro capite, vecchi e bambini compresi, ai primi posti in Italia,
con una quota che mette il capoluogo emiliano al secondo posto dopo Milano, con
35 mila e 600 euro procapite, Modena al quinto con 32 mila. Tanto per prendere
un confronto europeo, la regione del Baden Wuttemberg e della Baviera avevano,
nel 2005, un Pil procapite di 29 mila euro, Londra e il suo Sud est di 32 mila.
Facile immaginare di diventare ricchi e famosi vendendo Ferrari, non è questo,
forse, il brand, per eccellenza, del made in Italy? Semplice trovare un posto
nel mondo globalizzato all'ombra della Case New Holland, erede della Fiat
trattori, che a Modena sforna macchine agricole. Ma se si prova a viaggiare nel
distretto modenese, una delle culle della meccanica emiliana, lungo l'asse
della Via Emilia e della Ferrovia, dove ancora oggi si trovano gran parte dei
capannoni, ci si accorge che il Cavallino rosso è solo la punta dell'iceberg di
un mondo complesso, fatto da quasi 4000 imprese che occupano complessivamente
57 mila persone, ma che, per la quasi totalità, sono aziende con meno di 50
addetti. Le imprese più piccole sono quasi la metà del totale lavorano in conto
terzi o in subfornitura per i settori più diversi, dall'auto ai componenti per
le macchine più disparate. Man mano che crescono, diventano autonome: hanno
prodotti propri e un rapporto diretto con il mercato di sbocco e
"raccolgono" il 64% dell'occupazione totale. Producono ingranaggi,
elettrodomestici, pompe, macchine utensili e altra meccanica. Vista
dall'esterno sembra una struttura fragile, poco allettante da un punto di vista
di immagine per definirla Made in Italy: eppure è ben solida. Dal
( da "Denaro, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
Napoli comune
Pedersoli incontra gli altri Difensori civici: Una legge tuteli la nostra
autonomia Un appello a Parlamento e governo affinchè sia varata una legge
generale per fissare il profilo base del difensore civico e garantirne ruolo,
indipendenza e funzionalità. Lo lanciano i difensori civici metropolitani
riuniti ieri a a Napoli per il loro coordinamento nazionale. All'incontro hanno
preso parte i difensori civici dei Comuni di Napoli, Giuseppe Pedersoli, di
Milano, Alessandro Barbetta, che è anche coordinatore nazionale, di Sassari,
Graziano Timore, di Torino, Emilio Papa, di Venezia, Alessandro Filippi, di
Firenze, Alberto Brasca, e ancora l'assessore alla Legalità del Comune di Napoli,
Luigi Scotti e il presidente del Consiglio comunale della città partenopea,
Leonardo Impegno. "Occorre una legge puntuale e snella - dice Barbetta -
che mantenga ampi spazi di autonomia per gli enti territoriali. Il difensore
civico, mediatore fra organi politico-amministrativi, burocrazia e comunità, deve operare in prossimità del territorio, con
meccanismi condivisi". Per Pedersoli "quella del difensore civico è
una figura non contro la politica ma contro la burocrazia:
un'interfaccia importante fra cittadini e amministrazione". del
17-05-2008 num.
( da "Giornale.it, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 20 del 2008-05-19
pagina 12 Cinque strategie anti-monnezza di Redazione Il piano del governo
Berlusconi per risolvere l'emergenza spazzatura: a gestirla forse sarà
Bertolaso, ex capo della Portezione civile Mesi, o meglio anni, di dibattiti,
confronti politici, manifestazioni di esasperazione di piazza. La questione
rifiuti a Napoli sembra nata da sempre come un'emergenza. A cui il governo
Berlusconi vuole dare priorità per farla rientrare - come da sempre si professa
- in una questione di ordinario smaltimento dei rifiuti. Così il Consiglio dei
Ministri che mercoledì, in maniera simbolica, ma non solo, si riunirà a Napoli,
sta studiando alcune delle possibilità più efficaci per uscire dall'impasse.
Tra le opzioni: coinvolgere l'esercito per il trasferimento dei rifiuti, accelerare
le procedure per la creazione dei termovalorizzatori, identificare alcuni siti
militari dismessi per farne delle discariche, tenere segretate le aree di
stoccaggio, educare e formare medici e operatori perché si diffonda una
corretta informazione sul problema. Cinque ipotesi cui si aggiunge anche la
possibilità di nominare Guido Bertolaso sottosegretario alla presidenza del
Consiglio con delega ai rifiuti, non solo in Campania. Con l'obiettivo di
mettere fine alla questione "emergenza". L'esercito è la prima delle
ipotesi sul tavolo del governo Berlusconi, che potrebbe essere adottata già da
mercoledì. Coinvolgerebbe militari e mezzi dell'esercito per gestire non solo
problemi di ordine pubblico, ma anche per prevenire eventuali situazioni
critiche come quelle che potrebbero crearsi dopo l'identificazione di nuove
aree per lo smaltimento dei rifiuti. I militari potrebbero essere
indispensabili per il trasferimento dell'immondizia nelle discariche e per
garantire il suo percorso regolare anche di fronte ai posti di blocco che già
nei mesi scorsi la popolazione locale ha organizzato nel tentativo di impedire
il normale svolgimento delle attività di smaltimento. Aree di stoccaggio Tenere
sotto assoluta riservatezza le decisioni relative alla destinazione dei rifiuti
e le procedure per la gestione dei nuovi siti di discarica dell'immondizia.
Anche questa è una delle opzioni inedite rispetto a quanto finora ipotizzato al
vaglio del governo Berlusconi, ma è probabilmente la pratica ancora meno
delineata e forse anche una delle più difficile da praticare. Di certo, tenere
top secret la scelta delle aree di stoccaggio e la loro successiva
identificazione eviterebbe di imbattersi nelle proteste di strada della
popolazione ed è una delle misure tampone che il Consiglio dei Ministri non
esclude di adottare, almeno in questa prima fase di emergenza. Stop burocrazia Si tratterebbe di una delle misure più in linea con i propositi
del governo del Partito della Libertà appena nato: snellire la burocrazia e semplificare le pratiche per arrivare a decisioni più
immediate. Tra le cinque opzioni al vaglio dell'esecutivo di centrodestra c'è
infatti l'eliminazione, per decreto, delle procedure burocratiche per la
progettazione e la costruzione di nuovi impianti di smaltimento e trasformazione
dell'immondizia, compresi i termovalorizzatori. Insomma: scegliere in tempi
brevi e attuare le decisioni in un lasso di tempo altrettanto ridotto. Mettendo
fine all'atavica malattia italiana di tirare per le lunghe senza arrivare mai a
risultati tangibili. Siti militari Lo aveva proposto l'ex ministro
dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, senza trovare ascolto nella sua
coalizione, a cui aveva presentato questa opzione come l'unica possibile. E il
Consiglio dei Ministri dell'esecutivo Berlusconi non escluderà nemmeno questa
possibilità: utilizzare i siti militari dismessi come sversatoi. A tornare su
questa opzioni è stato nei giorni scorsi il direttore generale del Comune di
Napoli, Luigi Massa: "Ci sono ampi siti militari in Campania dove i
rifiuti potrebbero essere stoccati, se i generali lo consentissero. Il governo,
quello di prima e quello di oggi, ha strumenti e poteri per risolvere
l'emergenza in maniera efficace". Piano salute Il "piano salute"
è stato annunciato dal sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio. Consiste
in tre punti fondamentali: 1) informazione corretta alla popolazione, 2)
educazione e formazione degli operatori medici, 3) sorveglianza di quello che
sta succedendo. Con un obiettivo: "Evitare inutili allarmismi", dice
il sottosegretario, precisando che il piano verrà presentato in maniera
dettagliata in Consiglio dei Ministri a Napoli e che a quel punto sarà ancora
più dettagliato. "Ci rendiamo conto che la situazione è terribile dal
punto di vista ambientale ma distinguiamo quelli che sono importanti effetti
ambientali da quello che è l'effettivo rischio per la salute". © SOCIETà
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