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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BUROCRAZIA”

 

 

 

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Report "Burocrazia"   3-3-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Astrofili, festa anche senza l'osservatorio ( da "Corriere delle Alpi" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: percorso nei labirinti della burocrazia e nelle nuove regole urbanistiche. Il traguardo, ormai vicino, è un nuovo osservatorio in grado di ospitare novanta persone, il più importante del Veneto: avrà un doppio tetto scorrevole e conterrà il planetario e tutti i telescopi dell'associazione, compreso quel Dobson da 64 centimetri che in questi giorni dovrà ancora stare sotto un telo,

Ladri e vandali: raid alla media "Pascoli" ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scuola che si confronta con risorse esigue e con una burocrazia complessa per ottenere il «rimpiazzo». I carabinieri hanno confermato che i ladri-vandali sarebbero penetrati nell'istituto da una porta sul retro, nella zona del refettorio (un paradosso visto che quella porzione di immobile si affaccia sul Palazzo di Giustizia e dovrebbe essere, quantomeno di riflesso,

Oasis al bando in Cina: suonarono a favore del Tibet. Nel 1997 ( da "Rockol.it" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le bizze della complicata burocrazia cinese? Impreviste difficoltà tecniche? Poi la ragione dell'annullamento dei concerti è stata acclarata: le autorità di Pechino hanno revocato le licenze dopo aver scoperto che gli Oasis, nel 1997, parteciparono ad una manifestazione musicale denominata "Free Tibet benefit concert".

Debiti, 1000 famiglie si aggrappano alla Caritas ( da "Alto Adige" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per la burocrazia». Se tante sono le cause, almeno altrettanto numerose sono le conseguenze per chi deve affrontare questa difficile emergenza. «Prima di tutto si va incontro a problematiche di tipo psicologico, psicosomatico e nervose, con, a cascata, possibilità di separazione e divorzio e, nella stragrande maggioranza dei casi,

Neonata in Russia Papà pavese disperato ( da "Provincia Pavese, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sua figlia è nata cinque mesi fa, ma lui non l'ha ancora potuta abbracciare. Li separano 7.000 chilometri e un oceano di burocrazia. E così Luca Astori, 36 anni, di Villanterio sta combattendo la sua battaglia per rivedere la moglie e guardare la figlia. Dite la vostra ww.laprovinciapavese.it.

tatiana e stefania, bloccato il rientro delle salme ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia sta rallentando ogni passaggio. E ora i familiari starebbero pensando anche a un esposto Tatiana e Stefania, bloccato il rientro delle salme POZZUOLO. Un vero calvario l'iter per il rientro delle salme di Stefania Capussela e di Tatiana Corsari, le due giovani di Zugliano decedute in Australia in un incidente stradale.

sottile racconta la carriera mafiosa di un corleonese ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per dare alla città un corpo musicale degno di questo nome ci vuole un uomo di polso, un visionario che sappia però districarsi nelle trame e nelle inerzie della politica e della burocrazia. Un insieme di imprevedibili circostanze, fortunate per alcuni, piuttosto sfortunate per altri, può forse portare verso Sellano il ragionier Onorato Geminazzi. Christian Di Meo

Il bar ristorante pizzeria Vittoria 2002 di Sopramonte è in regola con i permessi edilizi ed ha ottenuto l'agibilità su entrambi i piani della pizzeria ( da "Adige, L'" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ennesimo caso di burocrazia lenta e farraginosa che ostacola solo le piccole attività» afferma l'architetto Bruno Sandri, tecnico di fiducia del gestore del locale. È successo infatti che dopo aver ottenuto nel 2007 l'agibilità per il solo piano ristorante, poichè l'ufficio sanitario in fase di sopralluogo richiedeva la realizzazione di uno spogliatoio per il personale.

la coda infinita all'inps finisce a colpi di timbro ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia entra nel terzo millennio. La lentezza diventa tecnologica. Si cerca di alleviare la pena, di distrarre i dannati con lucette a intermittenza, di cambiare sapore al gusto amaro della fila allo sportello. Lo stanzone stracolmo di gente diventa un ring.

Gervino vure brunetta ( da "Secolo XIX, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: all'Inps e all'Agenzia dell'Entrate, enti che però non sono stati in grado di fornirci i dati richiesti. Grande cortesia e disponibilità dei funzionari interpellati, ma purtroppo la burocrazia ci si è messa di mezzo. Come a dire che, su questo aspetto, Brunetta dovrà lavorare ancora parecchio. Marco Gervino 03/03/2009

<Ci serve aiuto. NondimenticateCesare> ( da "Secolo XIX, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «Ci serve aiuto. NondimenticateCesare» l'appello La mamma di Cesare Ciabarri, vittima del rogo di Noli nel 2006, lancia l'Sos: «Aiutateci, siamo vittime della burocrazia» 03/03/2009

Sfigurato nell'incendio: <Lasciato solo> ( da "Secolo XIX, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fate in modo che la sanità e tutta la burocrazia gli diano una mano. Vi prego. Non chiediamo carità, vogliamo solo cose giuste che un invalido della sua gravità deve avere come diritto». Nel giardino della graziosa villetta gialla di via alla Rocca ci vengono incontro due vivaci cani, Trevis e Leila.

Romano, la scuola diventa caricatura ( da "Giorno, Il (Como)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia. Parla in prima persona il professor Mobius. SONO UN PO' IO, anche se ho messo più di me in un altro personaggio, il professor Galilei, insegnante di matematica che si confonde in mezzo agli altri». Una epopea tragicomica rivissuta attraverso i luoghi topici di un anno scolastico, il compito in classe,

L'assessore Perugini: <Ci stiamo lavorando> ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è la burocrazia che rallenta le procedure. Allo stato manca ancora un parere che però è annunciato per imminente. Prevedo tempi brevi, comunque, per il perfezionamento dell'iter. Voglio poi ricordare che la materia urbanistica è piuttosto complessa e che di carne a cuocere, con il Piano regolatore da poco approvato,

Luigi Frappi. L'incontro con l'onorevole, i quadri per la casa di Portoghesi, l'ossessione della burocrazia ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Martedì 03 Marzo 2009 Chiudi Luigi Frappi. L'incontro con l'onorevole, i quadri per la casa di Portoghesi, l'ossessione della burocrazia

Il suo studio è al centro di Bevagna: nei pressi del palazzo comunale, dopo una far... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma occupatevi di tutto perché con la burocrazia non voglio aver niente a che fare. Ricordo la Quadriennale di Roma, quella al Festival dei Due Mondi con Orfei, a Matelica, a Villa Fidelia ed altre che ora non mi vengono in mente». Torna al video e cerca tra le tante icone alcune foto che apre: l'abitazione di Portoghesi con dei quadri giganti di 3 metri per 2,

Voucher di cultura ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessori e rispettive burocrazie per lucrare i contributi, anziché farsi giudicare dal pubblico. • Università, quali tagli Sul Sole 24 Ore del 26 febbraio, nell'articolo «Atenei, possibili 250 milioni di tagli», si riferiscono i datidi un'indagine conoscitiva svolta dal senatore Giuseppe Valditara per conto della Commissione università del Senato.

Ucciso dal fuoco e dalla burocrazia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 19 Ucciso dal fuoco e dalla burocrazia L'anziano era solo, invalido e da tempo attendeva l'accompagnamento L'appartamento e la finestra di Gaetano Caputo anneriti dall'incendio. A destra due testimoni: Saverio Parisi e Giuseppe Giacalone (Spf) di FRANCESCA SANTOLINI CORSICO NON È SOLO VITTIMA della sorte, ma anche delle lungaggini della burocrazia Gaetano Caputo,

Le Poste si scoprono modello di efficienza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di trasparenza ed efficienza della burocrazia di Franz Kafka. Ma oggi, insieme ai miglioramenti nella qualità dei servizi postali e bancari e nell'aspetto dei 14 mila uffici del gruppo, Poste Italiane gode di un'ottima infrastruttura logistica. Tanto da risultare un modello di eccellenza per alcuni partner europei, che guardano all'Italia per sviluppare i propri sistemi postali:

<Mio padre grave, ho anticipato la visita grazie a una conoscenza> ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rischiava di morire ma evidentemente la burocrazia non sente ragioni. Aveva una massa di sangue che comprimeva il cervello, diceva di sentirsi male, ma nonostante tutto questo la visita era stata prevista soltanto fra otto mesi. Inaudito, questa non è sanità», commenta R.C. riportando un altro «significativo episodio» a sostegno della sua tesi.

OBAMA intende europeizzare l'America, scrive il Wall Street Jo... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E dunque più pubblico e meno privato, nuova burocrazia e nuovi controlli, assistenzialismo pigro e costoso. Non è questa la ricetta per rilanciare l'economia, denuncia su Abc il più ascoltato dei talkshowmen, quel Rush Limbaugh che ogni giorno ricorda agli americani: ve lo avevo detto, Obama è un radicale, non un moderato.

I goliardi terrorizzano' gli scooteristi ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: «L'ufficio comunale è stato preso d'assalto da cittadini e telefonate», sostiene il Questore di Montecristo, che è l'addetto alla burocrazia della Balla. E spiega: «I goliardi hanno anticipato di un mese il pesce d'aprile' nella speranza di poter donare almeno un sorriso ai cittadini felsinei». l. o.

I mille fratellini di Lory ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nel futuro dei progetti di mamma Claudia c'è l'adozione di una ragazza guatemalteca: «Siamo pronti ad accoglierla nella nostra famiglia come una figlia. Stiamo affondando tutte le difficoltà della burocrazia. Ma speriamo di realizzare questo sogno». Image: 20090303/foto/1390.jpg

Alfano: Tempi brevi per i progetti ( da "Denaro, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia che non fanno altro che rallentare la realizzazione dei progetti. La Soprintendenza, per fare un esempio, è ostile alle amministrazioni locali che hanno approvato i nostri progetti, che così si arenano. Ne è la dimostrazione il porto di Vigliena che solo dopo tanti e troppi anni, è finalmente partito.

Nominati consulentia titolo del tutto gratuito ( da "Sicilia, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: disposizione dei soggetti stranieri che hanno bisogno di interloquire con la burocrazia operando on stretta collaborazione con l'ufficio stranieri della Questura. Presso lo sportello gli utenti vengono aiutati nella redazione delle domande riguardanti i permessi di soggiorno ed i ricongiungimenti familiari. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al numero telefonico 0932-675242.

In tre anni organizzeremo lezioni concerto perchè il suo pensiero sia ricordato ( da "Gazzettino, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cose che di solito rifuggiva, e poi con la burocrazia veneziana che lo aveva definitivamente annoiato. Lui amava Venezia, anche perchè c'era nata sua madre, Carla Mazzoran, ma rimase un'esperienza unica. Gli fecero poi altre offerte, Torino, per esempio, ma rifiutò per non ritrovarsi nella stessa situazione.

LAVORARE QUATTRO O CINQUE MESI SENZA RICEVERE IL SALARIO. A CHI FAREBBE PIACERE? UN GRIDO DI ALLARME... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oggi non sappiamo se dipende dai ritardi del Comune o dalla burocrazia delle cooperative». Patrizia Stasi, presidente del consorzio, fornisce la sua spiegazione. La coop ha vinto a settembre un bando triennale per la gestione dei due asili nido, impegnandosi a presentare al Comune una fattura bimestrale pagabile in novanta giorni.

Sicurezza/ Rao (Udc): Ronde inutili se non dannose ( da "Virgilio Notizie" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Quante risorse in termini di uomini, mezzi e burocrazia verranno impiegate per controllare e per regolamentare le ronde?", si chiede Rao. "Il governo - conclude - la smetta di seguire la strada di risposte eclatanti ma di scarsa efficacia e dia più risorse, uomini e mezzi alle forze dell'ordine.

"Svendita" Alpina Acque , Nervegna (Fi/PdL): "Dopo la denuncia , in arrivo anche esposto alla corte dei conti e il sindaco Masini tace" ( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con evidente risparmio di tempo e burocrazia e godendo di vantaggi finanziari del quale potrebbero trarre grande beneficio anche gli oltre 50 comuni soci di Romagna Acque, compresa l'amministrazione comunale di Forlì". Nervegna rinnova l'accusa di quella che considera una manovra "poco chiara" e pone alcune domande.


Articoli

Astrofili, festa anche senza l'osservatorio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Astrofili, festa anche senza l'osservatorio S'inaugura l'anno internazionale: occhi su Venere dal terreno di Arson FELTRE. L'osservatorio non c'è ancora, ci saranno invece gli osservatori, ossia gli appassionati di astronomia dell'associazione Rheticus. Dopo il flop dell'inizio di dicembre, quando il maltempo mandò a monte il primo appuntamento nel terreno di Arson dove nascerà il nuovo osservatorio, sabato prossimo si ritroveranno per una sorta di inaugurazione locale dell'anno internazionale dell'astronomia che celebra i quattrocento anni delle scoperte di Galileo. Dallo spiazzo su cui sarà costruita la struttura e con strumenti che riproducono quelli che lo studioso utilizzò nel 1609 (ma anche con altri moderni), gli astrofili accompagneranno i curiosi in un viaggio nel tempo che consentirà di rivivere le stesse emozioni in quattro serate. La prima, quella di sabato, sarà dedicata a venere, la seconda (4 aprile) alla luna. La terza (2 maggio) a Saturno. E l'ultima (26 settembre) a Giove. Per l'associazione è un appuntamento doppiamente simbolico. Aldilà della celebrazione in sé e dell'adesione ad un evento internazionale così importante, l'incontro segna anche una nuova tappa importante nella ricostruzione dell'osservatorio, dopo la demolizione non indolore dell'edificio di Vignui che aveva accolto ventimila visitatori. Non è stata agevole l'operazione di trasloco da una frazione all'altra. Trovato il terreno, le autorizzazioni sono arrivate (anzi, arriveranno perché manca ancora l'ultimo visto) solo dopo un lungo percorso nei labirinti della burocrazia e nelle nuove regole urbanistiche. Il traguardo, ormai vicino, è un nuovo osservatorio in grado di ospitare novanta persone, il più importante del Veneto: avrà un doppio tetto scorrevole e conterrà il planetario e tutti i telescopi dell'associazione, compreso quel Dobson da 64 centimetri che in questi giorni dovrà ancora stare sotto un telo, nell'attesa di una casa che ancora non c'è.

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Ladri e vandali: raid alla media "Pascoli" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Ladri e vandali: raid alla media "Pascoli" [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO Cassetti delle cattedre e armadi scassinati in una decina di aule e anche gli stipetti della sala professori scardinati e razziati. E' un raid di ladri e vandali quello che ieri mattina ha costretto la scuola media «Pascoli» di corso Cavallotti a Sanremo ad operare a «metà regime». Decine di alunni, quelli delle classi al centro dei furti, sono stati costretti ad una «vacanza», rimandati a casa dopo aver avvisato le famiglie. E chi non l'ha fatto ha passato la mattinata «ospite» di altre aule. A chiamare i carabinieri, già prima delle otto, è stato il dirigente scolastico, la professoressa Erica Minori. I militari hanno effettuato un sopralluogo che li ha visti anche prelevare diverse impronte digitali che si potranno rivelare utili nella caccia ai responsabili del raid. Secondo quanto emerso al termine di una prima attività investigativa il furto sarebbe stato l'obiettivo principale dei malviventi visto che ogni danneggiamento registrato nell'istituto scolastico si è rivelato essere strumentale alla ricerca di oggetti di valore (oltre a questo non si è infatti registrato accanimento contro la struttura e l'Istituzione scuola). Il bottino? Un inventario non è stato ancora redatto ma da cassetti e armadi mancherebbero registratori e apparecchiature elettroniche utilizzare per l'attività didattica (oltre agli effetti personali di qualche docente). Poca cosa per i ladri, evidentemente, ma una perdita di non poco conto per il pianeta-scuola che si confronta con risorse esigue e con una burocrazia complessa per ottenere il «rimpiazzo». I carabinieri hanno confermato che i ladri-vandali sarebbero penetrati nell'istituto da una porta sul retro, nella zona del refettorio (un paradosso visto che quella porzione di immobile si affaccia sul Palazzo di Giustizia e dovrebbe essere, quantomeno di riflesso, maggiormente sicura). Il fatto che i furti si siano verificati nelle aule e nelle stanze al piano terreno, e solo in un'aula al primo piano, fa supporre che i malviventi siano stati costretti a fuggire senza poter portare a compimento «l'opera». La sospensione delle lezioni e dell'attività di mensa è stata una precauzione presa dalla presidenza della «Pascoli» a tutela degli alunni e degli operatori dell'istruzione in modo da consentire la disinfestazione dei locali e, già da questa mattina, la ripresa della normale attività didattica. «Quanto avvenuto è indubbiamente grave - spiega il preside, Erica Minori - ma le modalità del raid non lasciano intendere che i responsabili possano essere legati in qualche modo all'istituto scolastico». Una «vendetta» per qualche pagella «scottante», come accaduto di recente in altre parti d'Italia? «Lo escluderei decisamente - prosegue il dirigente scolastico - le criticità legate alla disciplina non si sono mai rilevate preoccupanti o tali da portare a radicali interventi da parte del collegio dei docenti o di istituto». Quindi? «Penso che si tratti di un furto, di qualche disperato che possa aver pensato che la scuola potesse custodire qualcosa di prezioso. Per quanto mi riguarda l'unico vero tesoro è rappresentato dalla professionalità di chi nella scuola crede come un momento formativo ed educativo e da quei ragazzi e quelle famiglie che contribuiscono al funzionamento dell'istituzione-scuola. E questo è qualcosa che non ci può rubare nessuno».

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Oasis al bando in Cina: suonarono a favore del Tibet. Nel 1997 (sezione: Burocrazia)

( da "Rockol.it" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Oasis al bando in Cina: suonarono a favore del Tibet. Nel 1997 La notizia è stata data in due tronconi che solamente ora, a distanza di ore, è stato possibile unire. Dapprima è stata diffusa la notizia che gli Oasis erano stati costretti a cancellare due loro date previste in Cina nel prossimo aprile; ma, non essendo stata fornita alcuna spiegazione, la comunicazione aveva lasciato tutti piuttosto interdetti. Scarsità di prevendita? Le bizze della complicata burocrazia cinese? Impreviste difficoltà tecniche? Poi la ragione dell'annullamento dei concerti è stata acclarata: le autorità di Pechino hanno revocato le licenze dopo aver scoperto che gli Oasis, nel 1997, parteciparono ad una manifestazione musicale denominata "Free Tibet benefit concert". La regione del Tibet, come noto, fu invasa dalle truppe cinesi nel 1950 e di fatto annessa alla Repubblica Popolare Cinese. Solo adesso, a prevendite ampiamente iniziate, i funzionari del Ministero della Cultura di Pechino si sono resi conto dell'appoggio dei fratelli Gallagher alla causa ritenuta contraria al governo. Da qui la revoca di tutti i permessi. Il governo di Pechino ha già dato l'ordine di rimborsare tutti i biglietti acquistati.

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Debiti, 1000 famiglie si aggrappano alla Caritas (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Debiti, 1000 famiglie si aggrappano alla Caritas Più che raddoppiate le richieste di aiuto. Dieci anni fa l'apertura dello sportello Il direttore: «Dati preoccupanti, i redditi sono cresciuti del 24%, le esposizioni invece sono aumentate del 50» ALAN CONTI BOLZANO. Una trappola per topi, nella quale è tanto facile cascare quanto difficile uscire. E' efficace la metafora scelta dalla Caritas altoatesina per la settimana dedicata alla promozione del servizio di consulenza debitori che festeggia i dieci anni di attività. In tempo di crisi, i numeri confermano un preoccupante trend. «In dieci anni di attività più di 8.000 persone hanno chiesto la nostra consulenza per uscire da una morsa che le stava soffocando», spiega Heiner Schweigkofler, direttore della Caritas. «Non solo - prosegue Schweigkofler - durante il primo anno del servizio, nel 1999, si sono rivolte a noi 441 persone, mentre nel 2008 abbiamo toccato quota 1.060: una richiesta di aiuto che è più che raddoppiata. E' vero che in un decennio ci siamo fatti conoscere, ma l'aumento di 619 unità è sicuramente indice di un malessere e una difficoltà economica in preoccupante crescita». Altri dati confermano l'impressione di una situazione che è in in via di peggioramento. «Se il reddito medio dei clienti è cresciuto del 24% in dieci anni i debiti, nello stesso lasso di tempo, sono quasi raddoppiati: questo significa indiscutibilmente che la forbice tra entrate e situazione debitoria è destinata ad allargarsi visibilmente. In termini numerici, abbiamo un reddito medio delle persone seguite dalla consulenza che è passato da 956 euro a 1.185, a fronte di un indebitamento medio che in un decennio è cresciuto dai 35.700 euro del 1999 ai 69.800 di adesso». Diverse le cause che possono portare ad un indebitamento non più sostenibile. «Non è facile indicarne qualcuna in particolare perché lo spettro è vario - premette la responsabile della consulenza debitori della Caritas Petra Piller - Tanti vanno incontro ad investimenti sbagliati che in un periodo di crisi economica non lasciano scampo, così come capita chi è con l'acqua alla gola per imprevisti di salute oppure perché percepisce una pensione minima. Si rivolgono a noi anche le persone che non sono state capaci di avere uno sguardo d'insieme delle proprie risorse e si sono avventurate in investimenti fuori dalla loro portata, attestandosi su un tenore di vita al di sopra delle proprie disponibilità. Gli acquisti a rate, tanto in voga anche nella nostra provincia, sono da questo punto di vista una vera spada di Damocle che pende sulla testa di chi è in difficoltà. Il consiglio - prosegue - è quello di valutare bene le proprie risorse, così come i valori del Taeg e i costi di apertura della pratica che spesso portano a spendere anche più del normale costo. L'acquisto della casa o della macchina sono altri possibili pericoli se non supportati adeguatamente. L'automobile, per esempio, è soggetta a una svalutazione immediata e a spese che incidono mediamente sul bilancio annuale nell'ordine del 15% per la benzina e 26% per la burocrazia». Se tante sono le cause, almeno altrettanto numerose sono le conseguenze per chi deve affrontare questa difficile emergenza. «Prima di tutto si va incontro a problematiche di tipo psicologico, psicosomatico e nervose, con, a cascata, possibilità di separazione e divorzio e, nella stragrande maggioranza dei casi, perdita della posizione sociale acquisita». Quali sono, però, i sintomi che rappresentano un campanello d'allarme per il consumatore? «Prima di tutto non aprire più le lettere dei creditori oppure non pagare regolarmente affitto, elettricità e riscaldamento. Acquistare a rate o per corrispondenza con frequenza, chiedere prestiti agli amici, accendere nuovi debiti e non disporre di uno sguardo d'insieme delle proprie uscite ed entrate sono gli altri comportamenti tipici di chi si trova di fronte ad una pesante situazione debitoria». Il banchetto della Caritas, con tanto di trappola per topi, ha iniziato il suo tour informativo da Piazza del Grano a Bolzano, domani sarà in Corso Libertà a Merano e giovedì in Piazza Duomo a Bressanone. Chiusura a Brunico, venerdì, in via Bastioni davanti al Floriantor. Gli stand saranno a disposizione del pubblico dalle 9.30 alle 13 e chiunque potrà ricevere informazioni e contatti utili, così come una guida su come redarre al meglio il proprio bilancio familiare: uno strumento utile per evitare di cadere in trappola.

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Neonata in Russia Papà pavese disperato (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Neonata in Russia» Papà pavese disperato PAVIA. Sua figlia è nata cinque mesi fa, ma lui non l'ha ancora potuta abbracciare. Li separano 7.000 chilometri e un oceano di burocrazia. E così Luca Astori, 36 anni, di Villanterio sta combattendo la sua battaglia per rivedere la moglie e guardare la figlia. Dite la vostra ww.laprovinciapavese.it.

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tatiana e stefania, bloccato il rientro delle salme (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pozzuolo. La burocrazia sta rallentando ogni passaggio. E ora i familiari starebbero pensando anche a un esposto Tatiana e Stefania, bloccato il rientro delle salme POZZUOLO. Un vero calvario l'iter per il rientro delle salme di Stefania Capussela e di Tatiana Corsari, le due giovani di Zugliano decedute in Australia in un incidente stradale. Oltre alle comprensibili difficoltà di contatto con il lontano continente, la burocrazia (aggravata, pare, una serie di possibile negligenze) ci ha messo del suo, rendendo oltremodo lunga la procedura per l'identificazione e quindi per il rimpatrio dei resti. Le due ragazze, da poco laureate, a pochi giorni dal termine di un viaggio di studio e lavoro di alcuni mesi, durante una gita nello stato del Queensland hanno perso la vita in un terribile incidente, in cui si è salvata solo l'amica trentina Carlotta Bettini, mentre sono morti anche il fidanzato di quest'ultima e i due occupanti dell'auto che si è scontrata frontalmente con il camper su cui viaggiava la piccola comitiva italiana. Pur circondate da straordinarie manifestazioni di solidarietà, le famiglie hanno dovuto affrontare un duro periodo di attesa per le pratiche di autorizzazione al rimpatrio dei corpi: un tempo che, come spiega una persona parente, si sta facendo incredibilmente lungo a causa di inadempienze plurime nella trasmissione da Udine a Roma e quindi alle autorità australiane dei questionari riguardanti dati importanti per l'identificazione delle salme. I documenti, che le famiglie avrebbero consegnato alle autorità ancora due settimane fa, compilati come richiesto, in lingua inglese, dopo 15 giorni risultavano trasmessi in modo gravemente incompleto (3 fogli su 27), oltre tutto inspiegabilmente tradotti in francese. Le famiglie sarebbero state costrette a rispedire direttamente i questionari in Australia. Non è escluso che con esposti si cerchi di far luce sulle responsabilità di tale grave ritardo. Le autorità australiane entro breve tempo dovrebbero sciogliere la riserva circa la necessità o meno di ricorrere alla prova del dna per l'identificazione delle vittime. L'incidente pare sia stato causato non dallo scoppio del pneumatico del camper, come in un primo momento si era ipotizzato, ma nella perdita di controllo della guida da parte dell'auto che proveniva in senso opposto, con a bordo due canadesi. La Bettini si sarebbe salvata grazie alle cinture di sicurezza, diversamente dai 3 sfortunati che si trovavano nell'abitacolo del camper. (p.b.)

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sottile racconta la carriera mafiosa di un corleonese (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Pagina 6 - Pordenone Sottile racconta la carriera mafiosa di un corleonese IL CONSIGLIO PORDENONE. Altro giro, altra corsa! Come in un inarrestabile gioco dell'oca, ricominciamo le consultazioni settimanali da quella libreria cittadina che più volte ci ha sostenuto dandoci la possibilità di crescere assieme alla nostra e vostra rubrica: la libreria "Giunti al Punto" di piazza XX Settembre. Nuovamente coadiuvati dalla professionalità dell'inossidabile Marica Castellucci, vi proponiamo come prima lettura "Più scuro di mezzanotte - Una storia di mafia", di Salvo Sottile. È intorno alla metà degli anni Ottanta che inizia la "carriera" di Nino Giaconia, uomo d'onore dei Corleonesi. Accanto al cognato Gaspare, si conquista la fama di killer spietato e senza scrupoli. Anche lui, però, ha una debolezza: l'attaccamento alla moglie Rosa Martinez, appartenente alla cosca Palermitani. Bellissima e tormentata, Rosa lo ha sposato più per sottrarsi alla soffocante tutela paterna che per amore. Sulle tracce di Gaspare e Nino, superlatitanti da oltre un ventennio, ci sono il giudice Elvira Salemi e il commissario Matteo Di Giannantonio, decisi a non mollare, costi quello che costi. A seguire, di Andrea Vitali, "Almeno il cappello", storia tutta italiana fatta di furbizie e sogni, ripicche e generosità, pettegolezzi e amori. Ad accogliere i turisti che d'estate sbarcano sul molo di Sellano c'è solo la scalcagnata fanfara guidata dal maestro Zaccaria Vergottini: ormai, la vergogna del paese. Per dare alla città un corpo musicale degno di questo nome ci vuole un uomo di polso, un visionario che sappia però districarsi nelle trame e nelle inerzie della politica e della burocrazia. Un insieme di imprevedibili circostanze, fortunate per alcuni, piuttosto sfortunate per altri, può forse portare verso Sellano il ragionier Onorato Geminazzi. Christian Di Meo

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Il bar ristorante pizzeria Vittoria 2002 di Sopramonte è in regola con i permessi edilizi ed ha ottenuto l'agibilità su entrambi i piani della pizzeria (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il bar ristorante pizzeria Vittoria 2002 di Sopramonte è in regola con i permessi edilizi ed ha ottenuto l'agibilità su entrambi i piani della pizzeria Il bar ristorante pizzeria Vittoria 2002 di Sopramonte è in regola con i permessi edilizi ed ha ottenuto l'agibilità su entrambi i piani della pizzeria. Sull'Adige di domenica avevamo pubblicato la notizia di un'ordinanza di chiusura di una parte dell'esercizio pubblico decisa dal Comune per abuso edilizio. La notizia era tratta dall'albo pretorio dell'amministrazione cittadina, che l'aveva pubblicata venerdì on line. Ma in realtà si tratta di notizia ormai vecchia perché la situazione è già da tempo chiarita. «È l'ennesimo caso di burocrazia lenta e farraginosa che ostacola solo le piccole attività» afferma l'architetto Bruno Sandri, tecnico di fiducia del gestore del locale. È successo infatti che dopo aver ottenuto nel 2007 l'agibilità per il solo piano ristorante, poichè l'ufficio sanitario in fase di sopralluogo richiedeva la realizzazione di uno spogliatoio per il personale. «I lavori sono stati fatti subito ma per renderli agibili dal punto di vista amministrativo si doveva predisporre il frazionamento catastini che richiedeva del tempo per sistemare alcune questioni con i vicini» afferma l'architetto Sandri. La questione è stata sistemata già alla fine del novembre scorso e la denuncia di variazione della superficie del ristorante è stata comunicata al Comune. «Da allora c'è l'agibilità su entrambi i piani» assicura il tecnico. Resta da capire perché l'ordinanza per un'abuso inesistente viene pubblicata dal Comune solo tre mesi dopo, quando la situazione è completamente cambiata. 03/03/2009

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la coda infinita all'inps finisce a colpi di timbro (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

di Luca Rojch La coda infinita all'Inps finisce a colpi di timbro Un utente perde la calma e ferisce un impiegato, ogni giorno in fila 150 persone OLBIA. La sala d'attesa ha il dinamismo di una foresta pietrificata. Comode poltroncine stanno al centro di un camerone dai colori pastello. Ampie vetrate, display con un aria di efficienza, che indicano persone in attesa e tempo stimato. La burocrazia entra nel terzo millennio. La lentezza diventa tecnologica. Si cerca di alleviare la pena, di distrarre i dannati con lucette a intermittenza, di cambiare sapore al gusto amaro della fila allo sportello. Lo stanzone stracolmo di gente diventa un ring. Un utente poco cortese manifesta il suo dissenso. Lancia in testa all'impiegato un timbro-datario. Un macigno di lamiera e plastica. Il funzionario finisce al pronto soccorso. Il lanciatore placcato dalla guardia giurata. Un diversivo nella mattinata ad alta concentrazione di noia nella sede dell'Inps. Ogni mattina si ripete la stessa scena. Non c'è più la calca, il mucchio selvaggio di esseri umani spalmati davanti a uno sportello. Ora si sprofonda nel fondo della sala in attesa che il tabellone estragga il proprio numerino. Nella moderna lotteria si vince il diritto a essere serviti, a fare un passo avanti nel gioco infinito della burocrazia. Un passo avanti nei labirinti del castello. Qualcuno alla fine non ce la fa più. Esplode. La fila è quotidiana davanti al distributore automatico di code. Nello stesso edificio si concentrano quattro sportelli dell'Inps, due dell'Inail, uno della Cassa edile e uno dell'Inpdap. Un po' la madre di tutte le code. Un po' un juke box dell'attesa. Nessuna colpa dei dipendenti che devono difendere gli uffici da un assalto quotidiano. Devono affrontare la folla di una Gallura che cresce più veloce dei servizi dello Stato, con numeri insufficienti. I miracoli quotidiani non bastano. L'attesa si dilata fino a quando qualcuno non ce la fa più. Il cervello che per un attimo si incendia in un moto di ira ed esasperazione. Come è successo a un utente che ha perso la calma e ha regalato un colpo inatteso. L'uomo è forse già alterato per la coda. Viene fatto sedere nell'ufficio del dirigente dell'Inps che deve esaminare la sua pratica. Chiede con insistenza di avere il numero di telefono dello sportello a cui rivolgersi per evitare altre code. Ripete la domanda con troppa foga. Il funzionario non perde la calma, ma in modo fermo spiega che non può dare il numero di telefono. Alla fine l'utente che non gradisce la risposta prende un timbro-datario e lo scaglia contro il dipendente. Gli timbra la tempia in modo poco cortese. Poi si alza e fugge via. Corre, supera la sala, poi infila la porta di uscita. Ma la sua corsa viene fermata da un vigilante che lo placca conto una macchina. Il dipendente preso a timbrate finisce al pronto soccorso, per lui solo ferite superficiali. Il direttore dell'Inps va dai carabinieri per denunciare l'aggressione. Più spaventato che arrabbiato. Non basta servire con efficienza i clienti. Non basta avere automatizzato il servizio. La coda sembra un mostro indomabile. La sede dell'Inps diventa terreno misto. Un mosaico di umanità. C'è chi è in fila per avere il sussidio di disoccupazione, chi per mettere a posto tutti i documenti per la pensione, chi perfeziona le pratiche per un infortunio sul lavoro. A mezzogiorno per lo sportello dedicato alle pensioni ci sono 34 persone in attesa, per l'Inail sono 5, per le prestazioni Inps ci sono 82 utenti che attendono invano. Alle 12,30 chiude tutto. Non si possono ritirare altri bigliettini. Anche se la macchina generosa li sputa ancora. I più sfortunati sono gli utenti che devono fare la fila per l'Inpdap. La coda davanti all'ingresso comincia prestissimo. Lo sportello in Gallura apre solo il giovedì. Il povero funzionario arriva da Sassari per sbrigare le pratiche. In provincia non è mai stato aperto un ufficio. La fila media che lo attende è di 200 persone, con la naturale e geometrica tendenza ad aumentare. Più o meno come tentare di costruire una diga, per arginare un fiume in piena, con quattro stecchini. Lo sfortunato e coraggioso funzionario riesce al massimo a fare il pieno di lamentele. Una bolgia umana lo travolge un giorno alla settimana.

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Gervino vure brunetta (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Gervino vure brunetta savona. Assenze per malattia quasi dimezzate in Comune e Prefettura, diminuite di oltre un terzo all'Asl2, di circa un quarto alla Camera di Commercio e all'Agenzia del Territorio. La cosiddetta "cura Brunetta" fa effetto anche a Savona, un effetto senza dubbio dirompente: nella nostra città i dipendenti del pubblico impiego sembrano scoppiare di salute come non mai, tanto da assentarsi sempre meno dal proprio posto di lavoro. Lasciando da parte l'ironia, negli uffici pubblici savonesi marcare visita sembra ormai un atto da veri temerari, proprio per le nuove norme restrittive fortemente volute dal Ministro "antifannulloni". Decurtazioni allo stipendio (attuate con l'esclusione di ogni indennità o emolumento accessorio per la giornata di assenza), esibizione obbligatoria del certificato medico e incremento delle ore di permanenza a casa per le visite di controllo, costituiscono deterrenti molto forti, a volte fin troppo. Sì perché la "terapia d'urto" ideata dal ministro Brunetta ha senza dubbio colpito qualche incallito fannullone, magari abituato a nascondersi dietro raffreddori fantasma, ma - come ogni cura - sta presentando pure qualche controindicazione. Sarà perché siamo terra di Liguri, popolo da sempre attento a non buttare via i soldi, o perché perdurano i tempi di crisi, fatto sta che i dipendenti pubblici savonesi, piuttosto che incorrere nella decurtazione della paga dai 4-5 euro al giorno in su - si presentano al lavoro anche con febbre, bronchiti e acciacchi vari. I responsabili del personale nei vari uffici, pur soddisfatti dei risultati generali, si dicono preoccupati perché spesso il rischio di contagio può essere alto e questo non gioverebbe certo sull'efficienza. Danni alla produttività, ma anche alla salute come può purtroppo testimoniare uno sfortunato dipendente della Provincia: instancabile sul posto di lavoro nonostante la febbre, alla fine si è buscato una polmonite che lo ha costretto a un'assenza di oltre un mese. Restano però i numeri, principale cartina tornasole delle norme "antifannulloni", a testimoniare una vera e propria rivoluzione negli uffici pubblici. Rivoluzione che abbiamo toccato con mano nel nostro viaggio tra i vari enti presenti sul territorio. Il record della diminuzione dei giorni di assenza lo detiene la Prefettura con un clamoroso ? 42,39% ottenuto confrontando il dato del 2008 (795 giorni complessivi) con quello del 2007 (458). Un crollo vertiginoso, dunque un dato molto positivo e virtuoso. Non male anche il Comune di Savona che in pratica si attesta su numeri simili con un ottimo -40%, per giunta registrato nell'ultimo semestre 2008. Da Palazzo Sisto l'ufficio personale conferma che molti dipendenti comunali, quando si ammalano, vanno ugualmente al lavoro o preferiscono addirittura prendersi un giorno di ferie: questo per evitare le decurtazioni allo stipendio e soprattutto la permanenza a casa (8-13 e 14-20) che molti impiegati già definiscono "arresti domiciliari". Crollano di oltre un terzo le assenze in un altro settore a stretto contatto con i cittadini, ossia la sanità pubblica. La Asl2 registra un trend di ? 37% nell'ultimo trimestre del 2008 rispetto all'anno precedente. Un numero davvero importante, soprattutto considerando la grande quantità di lavoratori dipendenti dall'azienda sanitaria savonese. Meno impiegati, e dunque in proporzione dati ugualmente molto significativi, quelli riscontrati alla Camera di Commercio, con un bel ? 26,62% (registrato nel 2008 rispetto al biennio precedente) e all'Agenzia del Territorio (ex Catasto) che si attesta sul -25%. Il nostro viaggio prevedeva infine tappe alla Provincia di Savona, all'Inps e all'Agenzia dell'Entrate, enti che però non sono stati in grado di fornirci i dati richiesti. Grande cortesia e disponibilità dei funzionari interpellati, ma purtroppo la burocrazia ci si è messa di mezzo. Come a dire che, su questo aspetto, Brunetta dovrà lavorare ancora parecchio. Marco Gervino 03/03/2009

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<Ci serve aiuto. NondimenticateCesare> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

«Ci serve aiuto. NondimenticateCesare» l'appello La mamma di Cesare Ciabarri, vittima del rogo di Noli nel 2006, lancia l'Sos: «Aiutateci, siamo vittime della burocrazia» 03/03/2009

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Sfigurato nell'incendio: <Lasciato solo> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Sfigurato nell'incendio: «Lasciato solo» al secolo xix la disperata richiesta d'aiuto della madre Lo sfogo di Cesare Ciabarri, l'uomo rimasto ustionato nel rogo di Spotorno dove morì il suocero Spotorno. «Quando mi guardo allo specchio, lo spaccherei. A 35 anni non posso pensare di essermi ridotto così. Devo rifare l'innesto agli occhi, la plastica alle orecchie, al naso e alle mani. Sogno quelle bioniche, le mani di gomma non mi interessano. So che a San Marino esiste un centro per le protesi, ma tutto mi sembra impossibile. Davanti a noi ci sono solo problemi e soldi da pagare». Per Cesare Ciabarri la vita è un incubo da quella maledetta notte del 9 settembre 2006, quando un muro di fuoco divorò l'auto sulla quale stava fuggendo da casa insieme al suocero. Domenico "Mimmo" Tarzia, artigiano edile di 53 anni, morì due giorni dopo il drammatico rogo. Lui, Cesare, dopo aver lottato per mesi fra la vita e la morte in diversi ospedali (fra cui un lungo ricovero a Lione), è nella casa sulle alture di Spotorno in attesa di sottoporsi a nuovi interventi di chirurgia plastica. A spingerci ad andarlo a trovare è stato l'appello disperato che ci ha lanciato con una lettera sua mamma Mariella. «Chiedo con tutto il mio cuore di mamma e con tutta umiltà: aiutate mio figlio, aiutatemi a parlare della sua terribile storia, aiutatemi a far sì che la sanità dia a lui tutto l'aiuto di cui ha bisogno - è il suo Sos - . Non è possibile che nella gravità in cui si trova, non abbia assistenza nel modo migliore. Parlate della sua storia, fate in modo che la sanità e tutta la burocrazia gli diano una mano. Vi prego. Non chiediamo carità, vogliamo solo cose giuste che un invalido della sua gravità deve avere come diritto». Nel giardino della graziosa villetta gialla di via alla Rocca ci vengono incontro due vivaci cani, Trevis e Leila. Ad aprirci la porta è la moglie di Cesare Ciabarri, Deborah Tarzia, mentre si congeda da un'infermiera, che due volte alla settimana va ad effettuare le medicazioni. «Un'infermiera a lungo desiderata - spiega la signora Deborah -. Sono passati mesi prima di averla, mesi duranti i quali dovevamo pagare noi il medicinale, che costa 96 euro alla confezione. La crema che gli do la sera agli occhi dobbiamo invece pagarla noi perché non è mutuabile. Ne uso due tubetti alla settimana». A due anni e mezzo da quella terribile notte, la famiglia è ancora in mezzo al guado: Cesare è stato dimesso da Lione, ma ancora tanti interventi di plastica lo aspettano; la mamma e il fratello di Deborah, con i quali vivono, sono stati costretti ad andare a lavorare per aiutare la famiglia. Mille problemi di carattere burocratico e sanitario bombardano ogni giorno quella che un tempo era una casa in mezzo al bosco, tanto desiderata da papà"Mimmo", che oggi, invece, è attorniata solo da resti di tronchi bruciacchiati. «L'inchiesta è ancora aperta e finora - spiega Deborah - non è stato ancora identificato alcun responsabile né dell'incendio né nei soccorsi. Eravamo in casa quando ci hanno imposto di sgomberare. La Protezione civile ci ha fatto mettere le macchine in modo tale che quella davanti bloccava l'altra. Così io sono riuscita a scappare in tempo. L'auto su cui viaggiavano mio padre e mio marito è stata invece divorata dalle fiamme». «Il fuoco mi aveva sciolto i vestiti e le scarpe. Mentre fuggivo in casa, spaccando un vetro per entrare, sentivo che qualcosa stava cambiando nel mio corpo, ma non capivo che cosa... Avevo solo tanta sete» Cesare ricorda così la notte che gli ha distrutto la vita. «Siamo vittime della burocrazia. Sono passati mesi prima che ci dessero un'infermiera, mesi prima di poter avere l'aiuto di una psicologa - si sfoga Deborah Tarzia -. Non posso lamentarmi sempre con mio marito delle difficoltà che incontriamo. Avevo bisogno di qualcuno con cui parlare. Ci sono voluti 18 mesi per poter avere la pensione d'invalidità (che sarà rivista nel 2010)». Sembra un terreno minato quello su cui la famiglia si muove. Pratiche burocratiche e spese saltano fuori ogni secondo. «Devo dare novemila euro all'avvocato, fra mutuo e prestito ho mille euro al mese da pagare - continua la donna -. Per avere l'abitabilità definitiva nella casa devo fare ancora lavori imponenti, come abbattere una vecchia casa qui vicino o rivestire di pietra i muri di contenimento (mi hanno chiesto 25 mila euro). Devo finire di pagare la ditta che ha costruito la casa. E poi non parliamo delle spese mediche che dovremo sostenere per i prossimi interventi di mio marito. La burocrazia è impietosa anche per gli invalidi totali: lo scorso novembre Cesare è stato ricoverato per dei controlli, che avrebbe dovuto ripetere dopo due mesi. Ma all'Asl mi hanno dato l'appuntamento per giugno. Devo ringraziare chi ci aveva aiutato economicamente quando eravamo a Lione, ma adesso ci sentiamo abbandonati». I problemi e gli intoppi burocratici non sono finiti qui. «Quando piove lo scuolabus non accompagna Thomas sotto casa perché gli ultimi 400 metri di strada sono sterrati - continua Deborah Tarzia -. Il Comune e la Comunità montana mi hanno detto che non possono asfaltare e mettere le luci perché si tratta di una strada vicinale. Ma a chi mi devo rivolgere? Per non parlare poi del problema dell'auto e dell'autocarro di mio padre, che non ho ancora potuto vendere, perché mio fratello era minorenne fino a poco tempo fa». «Ho scritto a "Striscia la notizia", a "Mi manda Rai Tre, all'"Indignato speciale", al "Treno dei desideri" per cercare di attirare l'attenzione su di noi, ma siamo stati ignorati. Chiedo solo che qualcuno mi aiuti a trovare un lavoro a Spotorno. Fra poco dovrei tornare a lavorare a Savona, ma come riesco a gestire tutto, ad accudire mio marito e mio figlio Thomas, di sette anni, quando torna da scuola?... per fortuna che c'è lui». Stefania Mordeglia mordeglia@ilsecoloxix.it 03/03/2009 la moglieMio marito deve subire ancora diversi interventi. Ho bisogno di un lavoro a Spotorno 03/03/2009

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Romano, la scuola diventa caricatura (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

COMO E PROVINCIA pag. 5 Romano, la scuola diventa caricatura «LA VELINE FANNO BENE ALLA MATEMATICA» COMO STORIE DI SCUOLA. Personaggi. Situazioni. Aneddoti che diventano raccontini arguti, intrisi di lepidezze, ma sempre con un velo di pensosità. È la scuola messa in caricatura da Renzo Romano (nella foto), per quarant'anni docente di matematica all'Istituto Teresa Ciceri di Como e vicepreside nello stesso istituto. «Le veline fanno bene alla matematica» è l'irriverente titolo del libro pubblicato dalla Grisoni Sistemi Didattici di Grandate, con illustrazioni affidate alla frizzante matita di Michele Testori. «Sono - dice Romano - 110 racconti di fantasia, tutti con un fondo di verità. Ho scelto questa formula per raccontare i lati peggiori, più ridicoli della scuola, le lungaggini, la burocrazia. Parla in prima persona il professor Mobius. SONO UN PO' IO, anche se ho messo più di me in un altro personaggio, il professor Galilei, insegnante di matematica che si confonde in mezzo agli altri». Una epopea tragicomica rivissuta attraverso i luoghi topici di un anno scolastico, il compito in classe, la gita, il consiglio d'istituto. I personaggi sono paradossali, tanto abilmente l'autore li ha rifotografati con la lente della sua spassosa ironia. Si chiamano Crapone, Bonazza, Caciottina, Mezzacalza, Strippa. Appartengono a un mondo immaginario, ridicolo, grottesco. Eppure si chiude il libro con l'impressione di averli conosciuti, incontrati, frequentati e di conservarne memoria. Certo. Erano seduti in cattedra. Trascorrevano per il corridoio. Venivano immortalati in posa seriosa nel rettangolo cartaceo di una foto di classe. Sono personaggi veri, appartengono alla biografia di tanti di noi. E proprio per questo sono universali. G.Mor.

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L'assessore Perugini: <Ci stiamo lavorando> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CIVITANOVA pag. 9 L'assessore Perugini: «Ci stiamo lavorando» PIANO DI SPIAGGIA A PALAZZO PARLANO DI RITARDI "BUROCRATICI" «CI STIAMO lavorando sopra e nel giro di un mese dovremmo arrivare alla conclusione». Lo assicura, riguardo al Piano di spiaggia, l'assessore all' Urbanistica Alfredo Perugini. «La difficoltà maggiore spiega è stata l' acquisizione di tutti i pareri richiesti. Nessuna cattiva volontà da parte nostra, è la burocrazia che rallenta le procedure. Allo stato manca ancora un parere che però è annunciato per imminente. Prevedo tempi brevi, comunque, per il perfezionamento dell'iter. Voglio poi ricordare che la materia urbanistica è piuttosto complessa e che di carne a cuocere, con il Piano regolatore da poco approvato, ce n'è tanta: dal Piano di spiaggia alle Peep e ad altri strumenti». Il Piano, redatto dall'Ufficio tecnico sotto il coordinamento dell' arch. Giannoni, introduce diverse novità per le attività balneari. Innanzitutto la possibilità di ampliare gli chalet e i locali di ristoro, nonché di realizzare gli spazi per funzioni di tipo amministrativo. Vengono concessi anche interventi di modifica della copertura delle strutture e la realizzazione di spazi per attività ricreative, sportive e di fitness. Tra le previsioni, anche una nuova organizzazione degli spazi esterni delle concessioni, con percorsi pedonali. L' arch. Giannoni è parco di parole, ma non concorda con chi sostiene che il nuovo Piano cambierà ben poco rispetto al passato. «E' uno strumento dice che dà indicazioni ben precise sui tipi di intervento da effettuare, mentre il vecchio Piano era piuttosto generico e vincolato a schemi del passato». E quando si parla di passato, bisogna risalire al 1986: a quell'anno, infatti, risale il Piano attualmente in vigore. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, le esigenze sono mutate e la qualificazione del settore passa anche attraverso un'accoglienza più moderna e funzionale al nuovo turismo.

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Luigi Frappi. L'incontro con l'onorevole, i quadri per la casa di Portoghesi, l'ossessione della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 03 Marzo 2009 Chiudi Luigi Frappi. L'incontro con l'onorevole, i quadri per la casa di Portoghesi, l'ossessione della burocrazia

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Il suo studio è al centro di Bevagna: nei pressi del palazzo comunale, dopo una far... (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Martedì 03 Marzo 2009 Chiudi di STELLA CARNEVALI Il suo studio è al centro di Bevagna: nei pressi del palazzo comunale, dopo una farmacia si entra in un vicolo e con pochi passi si raggiunge l'entrata, ancora una ripida fila di scale e la sua presenza è anticipata da un delicato odore di olio e trementina. Arde la grande stufa tra le due finestre di luce bevanate. Luigi Frappi, ma tutti lo chiamano Gigi. «Perché nelle Marche si fanno continuamente mostre di Burri, Leoncillo, De Gregari, Dottori, tutti umbri e qui da noi niente? Perugino e Pintoricchio, d'accordo, ma i contemporanei famosi nel mondo quanti secoli devono aspettare?». «Vuole sapere come si fa a sembrare dei bravi pittori?», domanda senza dare subito la risposta. Entriamo in una minuscola stanza tappezzata di disegni e foto. Accende un video gigante superpiatto, clicca velocemente un'icona dopo l'altra, sceglie la foto di un bambino che dorme all'aperto. «Vuole vedere come diventa un quadro?». Applica gli effetti virtuali e appare ora uno schizzo impressionista, ora un bianco e nero a carboncino, ora un acquerello sfumato. «Oggi se vuoi sapere se un artista disegna e dipinge con le sue mani lo devi vedere al lavoro». L'arte simulata grazie alla tecnologia resta pur sempre un prodotto del nostro tempo, ma quanto è apprezzata un'arte senza talento? «Quello che conta di più è quello che sembra e non come ci si riesce. Una stramberia colpisce più del talento, ma è solo una moda, passa». Lei è figlio d'arte? "Sì, di terza generazione: mio nonno era scultore scomparso a soli 34 anni. Vede quei disegni? Sono io da neonato, li faceva mio padre che è stato allievo e amico di Dottori. Anche lui è morto a 34 anni, come mia figlia. Mio padre voleva che diventassi architetto ma non mi piaceva studiare così non sono diventato colto; chissà, forse avrei potuto fare opere migliori. Sono un intuitivo, seguo l'istinto. Oltre a mio padre ho avuto dei modelli importanti come Giovanni Dragoni, scultore, che mi ha insegnato lo spazio, ma anche il professor Biselli che m'insegnava dalla Divina Commedia a Fellini, e il grande Pietro Scarpellini, il nostro più insigne storico dell'arte». E nella vita? «Facevo il professore di mosaico all'Istituto d'arte di Perugia. Niente di speciale. Poi dipingevo, ma senza nessuna smania di organizzare mostre o di costruirmi un'immagine d'artista. Sono stato fortunato perché sono stato cercato e questo mi ha permesso di non dipendere da nessuno». Ma per diventare il Frappi così conosciuto ci sarà stato un momento decisivo. «Sì, una telefonata da Roma che mi avvertiva che l'onorevole Franco Evangelisti mi voleva incontrare. Mi chiedeva, credo che fosse la segretaria, che macchina avessi, risposi una cinquecento, e che ci saremmo visti ad una certa ora ad un certo bivio per Foligno. Eravamo all'inizio degli anni Ottanta. All'appuntamento arrivò una grossa Mercedes e appena scese il signore alla guida tesi la mano per salutarlo. Dopo un momento di imbarazzo mi fece segno con gli occhi che l'onorevole Evangelisti era quello dietro. Andammo nel mio studio, scelse un grande quadro che pagò subito in contanti. "Che posso fare per lei", mi chiese prima di andarsene. Risposti: conoscere qualcuno per esporre i miei quadri a Roma». E fu di parola? «Altroché. Venni contattato dalla Galleria Russo di Roma con la quale ho avuto rapporti per i successivi 7 o forse 8 anni. In quel periodo mi dedicavo ad opere chiamate sociali: una vecchia bici, palazzi degradati, rottami. Fino a che non conobbi Tomassoni, curatore di Franco Maria Mariani, e Gatti Peppino. Erano chiamati ipermanieristi perché realizzavano opere di paesaggi con la tecnica della pittura rinascimentale. Ne venni contagiato, sentivo che quello era lo che stile mi apparteneva». Così sono arrivati i suoi grandi paesaggi inanimati e poi la perfezione delle sue nature morte? «Da allora non ho più cambiato. Intanto, sempre a Roma, l'architetto Portoghesi vede certi miei quadri e mi organizza una personale. Sono state tante le mostre anche se ho sempre detto: volete fare una mostra? Fatela, ma occupatevi di tutto perché con la burocrazia non voglio aver niente a che fare. Ricordo la Quadriennale di Roma, quella al Festival dei Due Mondi con Orfei, a Matelica, a Villa Fidelia ed altre che ora non mi vengono in mente». Torna al video e cerca tra le tante icone alcune foto che apre: l'abitazione di Portoghesi con dei quadri giganti di 3 metri per 2,5 che Frappi ha creato apposta per quella che sembra la casa delle meraviglie; ancora scatti durante l'inaugurazione della casa di Fausto Bertinotti, Aldo Giuffrè ed altri personaggi conosciuti del mondo dello spettacolo e non. «Non voglio appartenere a nessuno, tanto meno alla politica. Divento amico delle persone che mi piacciono indipendentemente da chi sono nella vita come nel caso di Oreste Scalzone. Così come stimo molti miei colleghi per le cose che fanno, come Mariucci che ha scolpito quell'incredibile Cristo ligneo a Terra di Maestri nel 2007, Carlo dell'Amico, Claudio Carli, Ramotto e tanti altri». E adesso? «Vado a pesca, sono un grande pescatore di salmone, vado in Norvegia. Quest'anno non ho preso niente. Scriva che uso la canna da mosca a due mani, chi ama la pesca capirà».

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Voucher di cultura (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-03 - pag: 12 autore: Voucher di cultura Si discute molto su come cambiare il sistema dei finanziamenti pubblici alla cultura: privilegiando alcuni settori rispetto ad altri, coinvolgendo maggiormente privati ed enti locali, e via dicendo. Di una cosa non si parla: della possibilità di trasferirei sussidi dalle istituzioni ai consumatori (nella forma di "buoni", voucher non diversi da quelli proposti da Friedman per scuola e università). Sarebbero cosìi cittadini,e non l'apparato statale,a scegliere liberamente chi finanziare. Il sistema è stato sperimentato a New York (per i teatri off-Broadway) e in Canada. I programmi hanno dato risultati positivi ma, stranamente, le sperimentazioni non hanno avuto seguito. Sarebbe forse il caso di recuperare quell'esperienza,adattandola al caso italiano. Filippo Cavazzoni Istituto Bruno Leoni L a proposta del voucher per la cultura è stata rilanciata da un esperto di economia dell'arte, lo svizzero Bruno Frey.Effettivamente, avrebbe il merito di salvaguardare i principio del finanziamento pubblico a favore della cultura, ma sposterebbe sul consumatore finale la selezione dei soggetti meritevoli. Si obietta che questo strumento finirebbe col premiare solo gli spettacoli più graditi al largo pubblico e quindi, magari, di minor interesse culturale. Non mi pare un'obiezione insormontabile. Piuttosto,occorrerebbe superare le vere ragioni dell'ostilità: questa nasce dal fatto che, molto spesso, chi fa spettacolo preferisce darsi da fare con ministri, assessori e rispettive burocrazie per lucrare i contributi, anziché farsi giudicare dal pubblico. • Università, quali tagli Sul Sole 24 Ore del 26 febbraio, nell'articolo «Atenei, possibili 250 milioni di tagli», si riferiscono i datidi un'indagine conoscitiva svolta dal senatore Giuseppe Valditara per conto della Commissione università del Senato. Tra le cifre additate negativamente figura quella, davvero sorprendente, di 36 corsi di laurea che, "attivi" all'Università di Trieste, sarebbero "senza studenti". Una cifra palesemente abnorme, se solo si considera che equivarrebbe a oltre un terzo dell'intera offerta formativa dell'Università di Trieste, che annovera nel suo complesso una novantina di corsi di laurea, per svariate migliaia di studenti. E infatti, a una verifica svolta alla fonte, è risultato che i 36 corsi in parola non sono "senza studenti", bensì "senza matricole", ossia senza studenti "di primo anno". In altri termini, si tratta di quei corsi di laurea che, per effetto delle recenti riforme ministeriali (1999 e 2004) sono stati aboliti, ma che rimangono attivi "ad esaurimento", per tutti quegli studenti che vi si fossero precedentemente iscritti. Nessuno spreco di risorse pubbliche, dunque, ma solo l'adempimento di regole nazionali che obbligano le università a tenere attivo ogni corso di laurea che, sebbene abolito, abbia ancora studenti iscrittisi nel vigore dell'ordinamento didattico del tempo. Resterebbe da interrogarsi su quali strategie ci si debba attendere dall'attuale governo nazionale dell'università,quando si legge - come riferito dal cronista - che il dossier Valditara passerà al ministro Gelmini, quale utile vademecum per elaborare parola del senatore - «un serio progetto di risanamento» del sistema universitario italiano. Francesco Peroni Rettore dell'Università di Trieste Banche privilegiate Le banche italiane da sempre operano con margini di gran lunga superiori a quelli che riescono a spuntare i concorrenti europei, non certamente grazie a capacità particolari di chi le amministra, ma unicamente grazie a condizioni-capestro che vengono imposte alla clientela. Le banche italiane hanno da sempre contato su un mercato protetto che le ha poste in una condizione di mercato del tutto differente rispetto ai mercati del credito europei. Guido Naguzzi e-mail

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Ucciso dal fuoco e dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA pag. 19 Ucciso dal fuoco e dalla burocrazia L'anziano era solo, invalido e da tempo attendeva l'accompagnamento L'appartamento e la finestra di Gaetano Caputo anneriti dall'incendio. A destra due testimoni: Saverio Parisi e Giuseppe Giacalone (Spf) di FRANCESCA SANTOLINI CORSICO NON È SOLO VITTIMA della sorte, ma anche delle lungaggini della burocrazia Gaetano Caputo, l'anziano invalido deceduto ieri mattina, a seguito dell'incendio sviluppatosi nel suo appartamento. Il poveretto aveva infatti vinto una causa ed era in attesa dell'assegno di accompagnamento che gli avrebbe forse permesso di farsi assistere. L'uomo, trovato privo di sensi riverso sul pavimento, aveva tentato di sfuggire alle fiamme causate dallo scoppio del televisore ma il suo percorso verso la salvezza si è fermato a pochi metri dal letto. Il fatto è avvenuto intorno alle 6: i vicini di casa, dopo aver visto il fumo e aver chiamato inutilmente Gaetano, hanno lanciato l'allarme. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che, sfidando le fiamme, sono riusciti a entrare nell'appartameno e trasportare l'uomo all'esterno, sul pianerottolo. Il personale del 118 ha fatto il resto: dopo un lungo intervento di rianimazione sul posto, lo ha trasportato al pronto soccorso dell'ospedale San Paolo dove Caputo purtroppo è morto. In base all'esame esterno del corpo, il 76enne è morto per aver inalato monossido di carbonio, ma sul suo corpo ci sono segni di ustione. Dalle prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero scaturite da un corto circuito del televisore e si sarebbero propagate poi nel resto della camera. GAETANO avrebbe tentato di fuggire ma, dopo aver perso l'equilibrio, sarebbe caduto a terra non riuscendo più a rialzarsi. «Dopo che ho visto il fumo - spiega Saverio Parisi, residente al piano di sopra - sono sceso a suonare il campanello, e quando non ho avuto risposta ho chiamato i soccorsi. Sono dispiaciuto, era un brav'uomo: nonostante le sue precarie condizioni di salute ha sempre curato la moglie, morta meno di un anno fa». Forse, proprio l'invalidità dell'uomo, costretto a camminare con l'aiuto delle stampelle gli ha impedito di raggiungere la porta. «Mi sono accorto che stava succedendo qualcosa solo perché ho sentito le sirene - dice invece un altro vicino di casa, Giuseppe Giacalone -. Purtroppo sono solo e faccio fatica anch'io ad alzarmi e girare per casa». Gli inquirenti stanno ancora indagando sull'esatta dinamica del fatto, nonostante la tesi dei vigili del fuoco sia stata avvalorata anche da altre testimonianze. Sembrerebbe infatti che le altre famiglie residenti nella scala di Gaetano Caputo abbiano sentito due colpi: il primo dovuto all'esplosione del televisore, il secondo probabilmente da ricondurre alla caduta dell'uomo. Intanto, si accende la polemica intorno a questa morte. Forse si poteva evitare? Gaetano, operaio in pensione viveva solo nell'appartamento che fino a un anno fa aveva condiviso con la moglie. Tra mille difficoltà. LUI, INVALIDO al 100%, poteva muoversi solo con le stampelle. Da anni aveva iniziato una battaglia legale. «Era un uomo buono - spiega Pina Andrello, dell'associazione La Speranza - ha lottato fino all'ultimo per far valere i suoi diritti. Forse, se i tempi della burocrazia fossero stati meno lunghi, questo non sarebbe successo». Già nel luglio 2008, l'uomo aveva vinto l'istanza presentata al tribunale del lavoro per riconoscere l'accompagnamento sia a lui che alla moglie. «Se Gaetano avesse potuto usufruire dell'indennità, probabilmente non si sarebbe trovato solo e sarebbe riuscito a salvarsi - spiega l'avvocato Paolo Caputo, che ha seguito entrambe le cause -. Speriamo che questa morte serva almeno a sensiblizzare il personale preposto alle valutazioni, affinchè le svolga in modo più corretto, snellendo i tempi». Image: 20090303/foto/5194.jpg

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Le Poste si scoprono modello di efficienza (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-03-03 - pag: 37 autore: 000 Le Poste si scoprono modello di efficienza F orse in passato l'infrastruttura logistica di Poste Italiane non avrebbe sfigurato rispetto ai criteri di trasparenza ed efficienza della burocrazia di Franz Kafka. Ma oggi, insieme ai miglioramenti nella qualità dei servizi postali e bancari e nell'aspetto dei 14 mila uffici del gruppo, Poste Italiane gode di un'ottima infrastruttura logistica. Tanto da risultare un modello di eccellenza per alcuni partner europei, che guardano all'Italia per sviluppare i propri sistemi postali:l'amministratore delegato di Poste Italiane,Massimo Sarmi, ha appena siglato un accordo di cooperazione a Tirana con il direttore generale di Posta Shqiptare (Poste albanesi), Arqile Gorea. Un'intesa,presentata da Sarmi al Premier albanese,Sali Berisha, che crea con la vicina Albania una nuova cooperazione nella modernizzazione dei servizi postali e finanziari. (R.Fi)

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<Mio padre grave, ho anticipato la visita grazie a una conoscenza> (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISTOIA pag. 3 «Mio padre grave, ho anticipato la visita grazie a una conoscenza» «QUALCHE settimana fa, mio padre aveva battuto la testa. Ho chiesto subito potesse essere visitato in una struttura pubblica e sapete quando gli hanno dato appuntamento? Ad ottobre. Sono riuscito ad anticipare la visita soltanto grazie ad una conoscenza. E per fortuna, perché appena sottoposto ad esami mio padre è stato operato d'urgenza al Cto di Firenze. A ottobre certo non ci sarebbe arrivato». STORIA di ordinaria sanità di marca italica, quella raccontata da R.C. a nome del padre P.C. «Come si suol dire da queste parti: lo hanno preso per i capelli dice infuriato a La Nazione. Rischiava di morire ma evidentemente la burocrazia non sente ragioni. Aveva una massa di sangue che comprimeva il cervello, diceva di sentirsi male, ma nonostante tutto questo la visita era stata prevista soltanto fra otto mesi. Inaudito, questa non è sanità», commenta R.C. riportando un altro «significativo episodio» a sostegno della sua tesi. «ANCHE IO prosegue infatti prima di Natale ho fatto domanda per poter essere sottoposto a risonanza magnetica. Mi hanno detto che il primo giorno libero era a giugno. Mi sono dovuto rivolgere ad un istituto privato convenzionato col pubblico e lì ho potuto effettuare immediatamente l'esame. Ma non è giusto ripete la gente meriterebbe un servizio sanitario migliore di questo». s.t.

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OBAMA intende europeizzare l'America, scrive il Wall Street Jo... (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

I COMMENTI pag. 10 OBAMA intende europeizzare l'America, scrive il Wall Street Jo... OBAMA intende europeizzare l'America, scrive il Wall Street Journal. Davvero? Europeizzare l'America significa avviarla lungo la strada della iperregolamentata, sclerotica, stagnante società europea, spiega Charles Krauthammer. Imporle, cioè, un socialismo di tipo scandinavo. E dunque più pubblico e meno privato, nuova burocrazia e nuovi controlli, assistenzialismo pigro e costoso. Non è questa la ricetta per rilanciare l'economia, denuncia su Abc il più ascoltato dei talkshowmen, quel Rush Limbaugh che ogni giorno ricorda agli americani: ve lo avevo detto, Obama è un radicale, non un moderato. Eppure moderati erano stati i primi segnali. Il suo manifesto elettorale appariva sacrificato, almeno temporaneamente, sull'altare della più drammatica delle priorità: arginare la recessione e far ripartire la congiuntura. Ma poi da metà febbraio i segnali si sono rovesciati e hanno trovato la loro codificazione nel messaggio sullo Stato dell'Unione: Obama non annunciava solo un piano economico da quasi due trilioni di dollari, ma anche la riforma dell'assistenza sanitaria nazionale, il ricorso alle energie verdi, altri massicci stanziamenti in infrastrutture. Belle intenzioni. Ma con quali soldi? Aumentando le tasse ai ricchi', ha detto Obama riecheggiando involontariamente il lessico di Bertinotti. I ricchi' sono coloro che guadagnano più di 250 mila dollari l'anno e dai quali in primo luogo dipende la ripresa degli investimenti. Sono il 5 per cento circa della popolazione. Troppo pochi per finanziare tanti ambiziosi progetti. Nessuna meraviglia che Wall Street non gli creda e continui a crollare. A un primo sguardo l'espansione della spesa pubblica autorizza un confronto con la politica di Franklin Delano Roosevelt. In realtà, se il Congresso gliela approverà essa si rivelerà un mezzo, non un fine. Un mezzo per lanciare una controrivoluzione ideologica, dirigistica, dopo i quasi trent'anni della rivoluzione liberistica di Reagan. Obama ha detto di considerarsi un altro Reagan nella sua ambizione di remaking America', ma in direzione opposta. Il governo diventerebbe la soluzione e non il problema. Forse il paragone più appropriato è con Herbert Hoover: con le sue scelte sbagliate trasformò una recessione in una Grande Depressione. Hoover era un repubblicano. Obama un democratico. Gli errori non hanno partito. cesaredecarlo@cs.com

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I goliardi terrorizzano' gli scooteristi (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 3 I goliardi terrorizzano' gli scooteristi FINTA ORDINANZA COMUNALE DI DIVIETO UN PESCE d'aprile fuori stagione. Lo ha messo in scena la Goliardica Balla di Montecristo, seminando il panico fra decine di motociclisti e scooteristi. Che ieri, sulle selle dei loro dueruote' parcheggiati in centro, hanno trovato perentori avvisi con cui il Comune annuncia l'imminente entrata in vigore del «divieto di accesso alla Ztl e alla T per ciclomotori e motoveicoli». A partire da dopodomani giovedì 5 marzo, con tanto di «adeguamento dell'attuale vigile elettronico Sirio entro la mezzanotte» di quel giorno. Si fa dunque «obbligo di richiesta di permesso d'accesso» previo contatto con l'ufficio Sirio-Rita del Comune, di cui si dà un numero di telefono «per fissare un appuntamento con successivo ritiro tagliando entro e non oltre il 4 marzo». Cioè domani. Per il «sindato» (sic), firma un sedicente Dott. Elio Felline, assessore Mobilità. Che motiva l'ennesimo divieto con «le ripetute segnalazioni riguardanti situazioni di pericolo per i pedoni giunte dalle Forze dell'Ordine». In testa al biglietto e ad alcune locandine affisse qua e là campeggia lo stemma del Comune, abilmente contraffatto, con una torre al posto della testa di leone. Il numero di protocollo generale (P.G.) inizia con la sigla Gbm (Goliardica Balla di Montecristo). «L'ufficio comunale è stato preso d'assalto da cittadini e telefonate», sostiene il Questore di Montecristo, che è l'addetto alla burocrazia della Balla. E spiega: «I goliardi hanno anticipato di un mese il pesce d'aprile' nella speranza di poter donare almeno un sorriso ai cittadini felsinei». l. o.

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I mille fratellini di Lory (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

VETRINA BOLOGNA PROVINCIA pag. 15 I mille fratellini di Lory Zola, genitori adottano un asilo per ricordare la figlia morta di GABRIELE MIGNARDI ZOLA PREDOSA «LOREDANA non c'è più ma i regali continuiamo a farglieli, semplicemente vanno un po' più lontano, e invece che ad una sola ragazza vanno a decine di bambini che non hanno più i genitori». A parlare sono Renzo Cornia e Claudia Falzoni Dolci. La loro vita è cambiata nella notte del 27 agosto 2003 quando alla porta della loro villetta, a Zola, bussarono i carabinieri per dire che Lory, la loro unica figlia, era morta in un incidente stradale. Una tragedia che a Zola ricordano in tanti, e che ha cambiato per sempre la prospettiva con la quale questi genitori affrontano piccoli e grandi problemi della vita quotidiana. Già al funerale celebrato nella chiesa di Ponte Ronca da don Mario Fini, le offerte raccolte furono destinate all'Ant e alla ricerca sulla distrofia muscolare. E poi nei mesi seguenti, nonostante una ferita ben lontana dal rimarginarsi, Renzo e Claudia decisero di impegnarsi per alleviare la sofferenza di tanti bambini che avevano conosciuto nei loro viaggi. Un modo per ricordare Lory per sempre. «Eravamo già rimasti colpiti dalla situazione dell'infanzia in Guatemala e così abbiamo pensato di ricordare nostra figlia in questo modo, aiutando quei bambini», raccontano. Da alcuni anni, con l'aiuto di una cerchia di amici, questa famiglia ha adottato' un asilo, un orfanotrofio ed una fondazione che si occupa di adolescenti di strada, ai quali procura materiali di prima necessità utili alla loro missione. Da pochi giorni Renzo e Claudia sono rientrati da un viaggio dalla capitale Città del Guatemala dove hanno recapitato l'ennesimo container di vestiti, giocattoli, alimenti e medicine necessarie all'asilo Sagrado del Corazon, all'Hospicio San Josè, alla Fundal (ente che si occupa di bambini sordi, ciechi e muti) e all'Hermanas marinas missionarias de la Vida. «NORMALMENTE le cose che servono le reperiamo in Italia e, approfittando della disponibilità della Sacmi impianti di Imola, mandiamo periodicamente un container di cose utili. Abbiamo mandato anche sacchi interi di caramelle e acquistato pallet di carta igienica, i sanitari per un bagno, ed una lavatrice per le suore che lavavano a mano! E' una gioia vederli felici racconta papà Renzo . Abbiamo perduto una figlia, ma poi abbiamo trovato tanti altri bambini». Nel futuro dei progetti di mamma Claudia c'è l'adozione di una ragazza guatemalteca: «Siamo pronti ad accoglierla nella nostra famiglia come una figlia. Stiamo affondando tutte le difficoltà della burocrazia. Ma speriamo di realizzare questo sogno». Image: 20090303/foto/1390.jpg

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Alfano: Tempi brevi per i progetti (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Napoli verso il nauticsud Alfano: Tempi brevi per i progetti Il presidente di Api Napoli: Buona idea potenziare la portualità turistica "Sono favorevole al potenziamento della portualità turistica". Lo sostiene Emilio Alfano, presidente dell'Api Napoli (Associazione delle piccole e medie industrie di Napoli e Provincia), che si dice d'accordo con i progetti presentati da Lino Ferrara, patron del Nauticsud (che prende il via il prossimo 7 marzo) per disegnare un nuovo sviluppo di Napoli. "E' necessario però afferma Alfano ridurre i tempi della loro attuazione". basilio puoti In occasione del Nauticsud, verranno presentati nove progetti per cambiare il volto della portualità turistica a Napoli: cosa pensa di queste idee? A mio avviso, sono da condividere tutti i progetti volti al sostegno del turismo. Considero, quindi, importanti non solo le idee che saranno presentate al Nauticsud, ma anche quelle che riguardano altre zone della Campania e che sono al palo da anni. Lo sviluppo può venire dal mare? Certamente. Sostenere la portualità turistica significa sostenere tutta l'economia. Perché la portualità turistica coinvolge tutti gli altri settori. Aumentando i posti barca crescono le opportunità di lavoro per i giovani e di sviluppo per l'economia. Considero fondamentale puntare sugli approdi in grado di accogliere le barche di grandi dimensioni, ovvero dai 20 agli 80 metri. Cosa ne pensa della possibilità di realizzare un approdo per le navi da crociera nella darsena di via Acton? Mi sembra un'ottima idea che ben si sposa con quella di aumentare un'offerta turistica che a Napoli è carente. E' necessario mettere a posto il waterfront e migliorare la mobilità esterna al porto di Napoli. Dobbiamo permettere ai croceristi di visitare la parte che si trova alle spalle del porto, come i Decumani e i Quartieri spagnoli. Perché a Napoli non si riescono a portare avanti i progetti che potrebbero garantire futuro alla città? Due sono i motivi, la litigiosità fra enti pubblici e l'eccessiva burocrazia che non fanno altro che rallentare la realizzazione dei progetti. La Soprintendenza, per fare un esempio, è ostile alle amministrazioni locali che hanno approvato i nostri progetti, che così si arenano. Ne è la dimostrazione il porto di Vigliena che solo dopo tanti e troppi anni, è finalmente partito. Come si può superare il blocco? E' necessario che tutti facciano la propria parte. Si deve capire, una volta per tutte, che i progetti validi vanno sostenuti perché contribuiscono alla creazione di posti di lavoro, e, quindi, aiutano a contrastare una disoccupazione che non fa altro che alimentare la criminalità. Cosa pensa della pedonalizzazione di via Caracciolo? Sono favorevole a un progetto che servirebbe a rendere ancor più bello quello scorcio di costa. Ma ripeto, bisogna avere il coraggio di fare le cose, e in questo caso, di migliorare la mobilità. Per questo, una delle priorità da affrontare riguarda i parcheggi in città. Io, in qualità di presidente della Consulta delle costruzioni ho fatto una battaglia con il Comune e il commissario per rendere cantierabili alcuni progetti, che ora stanno a buon punto. Ma è necessario superare quella linea di pensiero contraria alla realizzazione dei parcheggi nel centro della città. del 03-03-2009 num.

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Nominati consulentia titolo del tutto gratuito (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

palazzo di città Nominati consulenti a titolo del tutto gratuito g.l.) La Provincia regionale di Ragusa comunica che è sempre attivo lo sportello immigrati. Si tratta di uno sportello informativo a disposizione dei cittadini immigrati; è stato istituito dall'ente di viale del Fante nel marzo 1996. Rappresenta un punto di riferimento e di appoggio a disposizione dei soggetti stranieri che hanno bisogno di interloquire con la burocrazia operando on stretta collaborazione con l'ufficio stranieri della Questura. Presso lo sportello gli utenti vengono aiutati nella redazione delle domande riguardanti i permessi di soggiorno ed i ricongiungimenti familiari. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al numero telefonico 0932-675242.

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In tre anni organizzeremo lezioni concerto perchè il suo pensiero sia ricordato (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

In tre anni organizzeremo lezioni concerto perchè il suo pensiero sia ricordato Martedì 3 Marzo 2009, Dalia Gaberscik, figlia di Giorgio e motore del festiva Gaber di Viareggio e della Fondazione intitolata al padre è particolarmente soddisfatta del protocollo firmato con il ministero: «Siamo partiti da Milano ma vorremmo esportare il progetto e ci auguriamo che docenti di altre regioni possano esserne i motori: basta scrivere una richiesta, anche via eMail, al ministero e alla Fondazione e abbiamo sperimentato la velocità e il senso pratico di questa gestione. Con la Gelmini ne avevamo parlato ad agosto e già a marzo la cosa è diventata realtà». Perchè portare Gaber a scuola? «Volevo sin dall'inizio che il suo lavoro potesse rimanere non solo ai miei figli ma ai miei nipoti e ai nipoti dei nipoti. Gaber deve essere riconosciuto come patrimonio culturale del nostro paese, e la cultura passa dalla scuola. Ma inserirlo come materiale didattico nelle antologie, anche se è lusinghiero, gli rende poco giuistizia. Mettere Gaber e De André accanto a Carducci non è l'idea giusta per capirli. La lezione spettacolo va in un'altra direzione, più completa». Ci sono diversi spettacoli tratti da Gaber in teatro al momento... «Si, domenica chiude a Milano "Un certo signor G" connuno splendido Neri Marcoré, poi c'è la riproposizione di "Polli di allevamento" che fa Giulio Casale, più piccolo e tematico, e siamo al debutto di "Il caso di Alessanxdro e Maria" di Luca Barbareschi. È bello, perchè dimostra che non è vero che solo gaber poteva fare Gaber. Infatto Jovanotti a Viareggio, l'estate scorsa ha fatto una cosa splendida, riproponendolo a modo suo». Questa è di fatto il suo rapporto di Gaber con le istituzioni dopo la sua direzione artistica del teatro Goldoni a Venezia? «In effetti si. A Venezia si era divertito moltissimo a fare "Professione comico" al Lido per il Casinò, facendo parlare di Venezia come della capitale dell'umorismo. Si cercavano nuovi talenti e poi al sabato arrivavano i grossi nomi, Benigni, Grillo... poi sulla scia dell'entusiasmo aveva accettato la direzione artistica del Goldoni, ma lì aveva faticato di più perchè aveva dovuto confrontarsi con spettacoli da cartellone, abbonamenti, cose che di solito rifuggiva, e poi con la burocrazia veneziana che lo aveva definitivamente annoiato. Lui amava Venezia, anche perchè c'era nata sua madre, Carla Mazzoran, ma rimase un'esperienza unica. Gli fecero poi altre offerte, Torino, per esempio, ma rifiutò per non ritrovarsi nella stessa situazione. Però i due mesi di preparazione dell'allestimento di Godot, con lui, Andreasi, Paolo Rossi e Jannacci insieme a combinarsene di tutti i colori resteranno memorabili». Giò Alajmo

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LAVORARE QUATTRO O CINQUE MESI SENZA RICEVERE IL SALARIO. A CHI FAREBBE PIACERE? UN GRIDO DI ALLARME... (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Lavorare quattro o cinque mesi senza ricevere il salario. A chi farebbe piacere? Un grido di allarme arriva dagli asili comunali Birillo e Sorriso, gestiti dalle cooperative sociali (ma il personale delle coop opera anche in via Vernieri). Le dipendenti - educatrici e ausiliarie - hanno visto gli ultimi soldi all'inizio di febbraio: un assegno relativo alla fine di settembre e a ottobre. Novembre, dicembre, gennaio e febbraio, ancora niente. Prima di addentrarci nella vicenda, è opportuna una premessa. A Salerno molti servizi sociali sono gestiti da personale delle cooperative. Le amministrazioni - per esempio il Comune - affidano le attività in esterno per risparmiare. E se ai cittadini può fare piacere un alleggerimento del bilancio municipale, spesso i lavoratori non se la passano bene: contratti a tempo determinato, paghe più basse e, soprattutto, stipendi incassati quando gli enti pagano. In questo contesto si colloca la vicenda di una donna, educatrice presso l'asilo nido Sorriso. La signora dipende da una coop che partecipa al consorzio "La rada" di Salerno. Da cinque anni - racconta - opera da settembre a giugno (il periodo di apertura degli asili) per 850-900 euro mensili. Il lavoro è interessante. Un problema, per lei e le colleghe, è la saltuarietà degli stipendi. «Quando ho cominciato - ricorda - nessuno mi ha parlato di questa precarietà, altrimenti non avrei lasciato la mia precedente occupazione. Ma si può continuare ogni mese a chiedere e sentirsi rispondere in modo evasivo? Come si può vivere così? I soldi per la famiglia dove si prendono? Quale banca vorrà mai farti un prestito?». Negli ultimi tempi, le lavoratrici sono arrivate a vantare cinque stipendi arretrati. Così, a un certo punto, la signora si è rivolta al sindacato. «Subito dopo abbiamo ricevuto le spettanze del periodo tra fine settembre e ottobre. Il mio assegno? Poco più di 1200 euro». Questo accadeva all'inizio di febbraio. La vicenda, come detto, è arrivata al sindacato. Angelo De Angelis, esponente della Funzione pubblica Cgil, ha chiesto un incontro all'assessore Ermanno Guerra. «Non capiamo - dice - perché non si pagano gli stipendi. A tutt'oggi non sappiamo se dipende dai ritardi del Comune o dalla burocrazia delle cooperative». Patrizia Stasi, presidente del consorzio, fornisce la sua spiegazione. La coop ha vinto a settembre un bando triennale per la gestione dei due asili nido, impegnandosi a presentare al Comune una fattura bimestrale pagabile in novanta giorni. «Il Comune di Salerno è uno fra i più puntuali nei pagamenti», afferma Stasi, annunciando un'altra novità: a dicembre il Comune ha firmato una convenzione con Banca Etica, che anticiperà l'80% dell'importo delle fatture. Così dovrebbe stabilirsi una certa puntualità negli stipendi. «La situazione economica - continua Stasi - si è sbloccata. Entro alcuni giorni pagheremo novembre e dicembre, per la fine di marzo verseremo il resto. Ad aprile la situazione si normalizzerà». L'annuncio tranquillizza la dipendente rimasta senza stipendio per tanti mesi? «Tante volte ci hanno già fatto queste promesse», risponde la donna.

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Sicurezza/ Rao (Udc): Ronde inutili se non dannose (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

Roma, 3 mar. (Apcom) - "Dopo le perplessità di Mantovano, l'altolà ai sindaci di La Russa, il governo ascolti i forti rilievi delle opposizioni, le osservazioni dei rappresentanti delle forze dell'ordine e dei sindacati e quelle dei suoi stessi esponenti: le ronde, o come si vogliono chiamare, così come sono state pensate rischiano di essere inutili se non dannose". Lo dichiara in una nota Roberto Rao, componente Udc della Commissione Giustizia della Camera. "Chi risponderà di incidenti e aggressioni ai volontari disarmati? Quante risorse in termini di uomini, mezzi e burocrazia verranno impiegate per controllare e per regolamentare le ronde?", si chiede Rao. "Il governo - conclude - la smetta di seguire la strada di risposte eclatanti ma di scarsa efficacia e dia più risorse, uomini e mezzi alle forze dell'ordine. Per l'Unione di Centro questo è un punto ineludibile per sostenere qualsiasi provvedimento sulla sicurezza".

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"Svendita" Alpina Acque , Nervegna (Fi/PdL): "Dopo la denuncia , in arrivo anche esposto alla corte dei conti e il sindaco Masini tace" (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)

Argomenti: Burocrazia

"Svendita" Alpina Acque , Nervegna (Fi/PdL): "Dopo la denuncia , in arrivo anche esposto alla corte dei conti e il sindaco Masini tace" (3/3/2009 19:25) | (Sesto Potere) - Forlì - 3 marzo 2009 - "Ancora una volta il sindaco di Forlì, Nadia Masini, memore della sua cultura di stretta osservanza politica stalinista, ha offerto il migliore esempio di protervia del potere e di cieca analisi dei fatti. Sabato 28 febbraio, dopo avere negato nei giorni scorsi un incontro ai dipendenti di Alpina Acque coinvolti nella vendita decisa da Romagna Acque, ha ricevuto i sindacati territoriali asserendo tra le altre cose che il consiglio di Amministrazione della stessa società di progettazione risultava decaduto. Cosa che non era vera! Nonostante le dimissioni in sequenza di due membri (Luisa Babini e l' avvocato Stefano Giannini) infatti Il Consiglio di Amministrazione di Alpina Acque è comunque legittimato a procedere in quanto ancora composto, come stabilito dallo Statuto, dalla maggioranza dei consiglieri nominati ed accettati dall'Assemblea. Piuttosto sono altre le informazioni che il Comune di Forlì dovrebbe fornire all'opinione pubblica. Poiché , come è noto, tutti i consiglieri di amministrazione delle società pubbliche partecipate della Romagna sono designati dai sindaci, in testa anche la Masini, e le poltrone e gli sgabelli sono lottizzati dalla sinistra con logica rigorosamente politica". Questo l'ennesimo attacco che il capogruppo comunale e consigliere regionale di Forza Italia/PdL , Antonio Nervegna sferra al primo cittadino di Forlì sul caso della vendita/svendita di Alpina Acque, società forlivese controllata al 94% da Romagna Acque. "Al di là delle ragioni , che io stesso ho espresso pubblicamente, in sede istituzionale attraverso numerose pubbliche denunce ed interrogazioni politiche - spiega Nervegna - nel corso delle ultime settimane si sono registrati anche fatti nuovi: un esposto alla magistratura penale di Forlì è stato presentato dalla UIL e ricalca i rilievi di irregolarità esposti nella mia interrogazione. Inoltre corre voce che la Corte dei Conti possa contestare il danno erariale dato che Romagna Acque che è una società interamente pubblica non può autorizzare una cessione che determini un inutile svantaggio. Col 100% della proprietà di Alpina Acque la legge consentirebbe a Romagna Acque di affidare i progetti e le direzioni lavori direttamente a se stessa, con evidente risparmio di tempo e burocrazia e godendo di vantaggi finanziari del quale potrebbero trarre grande beneficio anche gli oltre 50 comuni soci di Romagna Acque, compresa l'amministrazione comunale di Forlì". Nervegna rinnova l'accusa di quella che considera una manovra "poco chiara" e pone alcune domande. "Perché la vendita alla Dam di Ravenna è avvenuta a trattativa privata, dopo che le carte messe in tavola con la gara pubblica andata deserta erano state modificate, a vantaggio della stessa Dam, con l'aggiunta di commesse che prima non c'erano? E perché i consiglieri Babini e Giannini hanno rassegnato le dimissioni proprio ora, quando correttezza avrebbe voluto che si fossero eventualmente dimessi solo dopo l'approvazione del Bilancio e l'eventuale cessione delle quote all'acquirente; ciò, come normalmente accade, al fine di tutelare la società e il capitale per cui erano stati nominati consiglieri?".

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