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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BUROCRAZIA” |
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Astrofili,
festa anche senza l'osservatorio ( da "Corriere delle Alpi"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
percorso nei
labirinti della burocrazia e nelle nuove regole urbanistiche. Il traguardo,
ormai vicino, è un nuovo osservatorio in grado di ospitare novanta persone, il
più importante del Veneto: avrà un doppio tetto scorrevole e conterrà il
planetario e tutti i telescopi dell'associazione, compreso quel Dobson da
Ladri
e vandali: raid alla media "Pascoli"
( da "Stampa,
La" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
scuola che si
confronta con risorse esigue e con una burocrazia complessa per ottenere il
«rimpiazzo». I carabinieri hanno confermato che i ladri-vandali sarebbero
penetrati nell'istituto da una porta sul retro, nella zona del refettorio (un
paradosso visto che quella porzione di immobile si affaccia sul Palazzo di
Giustizia e dovrebbe essere, quantomeno di riflesso,
Oasis
al bando in Cina: suonarono a favore del Tibet. Nel 1997
( da "Rockol.it"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le bizze
della complicata burocrazia cinese? Impreviste difficoltà tecniche? Poi la
ragione dell'annullamento dei concerti è stata acclarata: le autorità di
Pechino hanno revocato le licenze dopo aver scoperto che gli Oasis, nel 1997,
parteciparono ad una manifestazione musicale denominata "Free Tibet
benefit concert".
Debiti,
1000 famiglie si aggrappano alla Caritas
( da "Alto
Adige" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per la
burocrazia». Se tante sono le cause, almeno
altrettanto numerose sono le conseguenze per chi deve affrontare questa
difficile emergenza. «Prima di tutto si va incontro a problematiche di tipo
psicologico, psicosomatico e nervose, con, a cascata,
possibilità di separazione e divorzio e, nella stragrande maggioranza dei casi,
Neonata
in Russia Papà pavese disperato ( da "Provincia Pavese, La"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sua figlia è
nata cinque mesi fa, ma lui non l'ha ancora potuta abbracciare. Li separano
tatiana
e stefania, bloccato il rientro delle salme
( da "Messaggero
Veneto, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
sta rallentando ogni passaggio. E ora i familiari starebbero pensando anche a un esposto Tatiana e Stefania, bloccato il rientro delle
salme POZZUOLO. Un vero calvario l'iter per il rientro delle salme di Stefania
Capussela e di Tatiana Corsari, le due giovani di Zugliano decedute in Australia
in un incidente stradale.
sottile
racconta la carriera mafiosa di un corleonese
( da "Messaggero
Veneto, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per dare alla
città un corpo musicale degno di questo nome ci vuole un uomo di polso, un
visionario che sappia però districarsi nelle trame e nelle inerzie della
politica e della burocrazia. Un insieme di imprevedibili circostanze, fortunate
per alcuni, piuttosto sfortunate per altri, può forse portare verso Sellano il
ragionier Onorato Geminazzi. Christian Di Meo
Il
bar ristorante pizzeria Vittoria 2002 di Sopramonte è in regola con i permessi
edilizi ed ha ottenuto l'agibilità su entrambi i piani della pizzeria
( da "Adige,
L'" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ennesimo caso
di burocrazia lenta e farraginosa che ostacola solo le piccole attività» afferma l'architetto Bruno Sandri, tecnico di fiducia del
gestore del locale. È successo infatti che dopo aver
ottenuto nel
la
coda infinita all'inps finisce a colpi di timbro
( da "Nuova
Sardegna, La" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
entra nel terzo millennio. La lentezza diventa tecnologica. Si cerca di
alleviare la pena, di distrarre i dannati con lucette
a intermittenza, di cambiare sapore al gusto amaro della fila allo sportello.
Lo stanzone stracolmo di gente diventa un ring.
Gervino
vure brunetta ( da "Secolo XIX, Il"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
all'Inps e
all'Agenzia dell'Entrate, enti che però non sono stati in grado di fornirci i
dati richiesti. Grande cortesia e disponibilità dei funzionari interpellati, ma
purtroppo la burocrazia ci si è messa di mezzo. Come a dire che, su questo
aspetto, Brunetta dovrà lavorare ancora parecchio. Marco Gervino 03/03/2009
<Ci
serve aiuto. NondimenticateCesare>
( da "Secolo
XIX, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«Ci
serve aiuto. NondimenticateCesare» l'appello La mamma di Cesare Ciabarri,
vittima del rogo di Noli nel 2006, lancia l'Sos:
«Aiutateci, siamo vittime della burocrazia» 03/03/2009
Sfigurato
nell'incendio: <Lasciato solo>
( da "Secolo
XIX, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
fate in modo
che la sanità e tutta la burocrazia gli diano una mano. Vi prego. Non chiediamo
carità, vogliamo solo cose giuste che un invalido della sua gravità deve avere
come diritto». Nel giardino della graziosa villetta gialla di via alla Rocca ci
vengono incontro due vivaci cani, Trevis e Leila.
Romano,
la scuola diventa caricatura ( da "Giorno, Il (Como)"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la
burocrazia. Parla in prima persona il professor Mobius. SONO UN PO' IO, anche
se ho messo più di me in un altro personaggio, il professor Galilei, insegnante
di matematica che si confonde in mezzo agli altri». Una epopea
tragicomica rivissuta attraverso i luoghi topici di un anno scolastico, il
compito in classe,
L'assessore
Perugini: <Ci stiamo lavorando>
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è la
burocrazia che rallenta le procedure. Allo stato manca ancora un parere che
però è annunciato per imminente. Prevedo tempi brevi, comunque, per il
perfezionamento dell'iter. Voglio poi ricordare che la materia urbanistica è
piuttosto complessa e che di carne a cuocere, con il Piano regolatore da poco
approvato,
Luigi
Frappi. L'incontro con l'onorevole, i quadri per la casa di Portoghesi,
l'ossessione della burocrazia ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Martedì 03 Marzo 2009 Chiudi Luigi Frappi. L'incontro con l'onorevole,
i quadri per la casa di Portoghesi, l'ossessione della burocrazia
Il
suo studio è al centro di Bevagna: nei pressi del palazzo comunale, dopo una far...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma occupatevi
di tutto perché con la burocrazia non voglio aver niente a che fare. Ricordo la
Quadriennale di Roma, quella al Festival dei Due Mondi con Orfei, a Matelica, a
Villa Fidelia ed altre che ora non mi vengono in mente». Torna al video e cerca
tra le tante icone alcune foto che apre: l'abitazione di Portoghesi con dei
quadri giganti di
Voucher
di cultura ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
assessori e
rispettive burocrazie per lucrare i contributi, anziché farsi giudicare dal
pubblico. • Università, quali tagli Sul Sole 24 Ore del 26 febbraio,
nell'articolo «Atenei, possibili 250 milioni di tagli», si riferiscono i datidi
un'indagine conoscitiva svolta dal senatore Giuseppe Valditara per conto della
Commissione università del Senato.
Ucciso
dal fuoco e dalla burocrazia ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
19 Ucciso dal
fuoco e dalla burocrazia L'anziano era solo, invalido e da tempo attendeva
l'accompagnamento L'appartamento e la finestra di Gaetano Caputo anneriti
dall'incendio. A destra due testimoni: Saverio Parisi e Giuseppe Giacalone
(Spf) di FRANCESCA SANTOLINI CORSICO NON È SOLO VITTIMA della sorte, ma anche
delle lungaggini della burocrazia Gaetano Caputo,
Le
Poste si scoprono modello di efficienza
( da "Sole
24 Ore, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di
trasparenza ed efficienza della burocrazia di Franz Kafka. Ma oggi, insieme ai
miglioramenti nella qualità dei servizi postali e bancari e nell'aspetto dei 14
mila uffici del gruppo, Poste Italiane gode di un'ottima infrastruttura
logistica. Tanto da risultare un modello di eccellenza per alcuni partner
europei, che guardano all'Italia per sviluppare i propri sistemi postali:
<Mio
padre grave, ho anticipato la visita grazie a una conoscenza>
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Rischiava di
morire ma evidentemente la burocrazia non sente ragioni. Aveva una massa di
sangue che comprimeva il cervello, diceva di sentirsi male, ma nonostante tutto
questo la visita era stata prevista soltanto fra otto mesi. Inaudito, questa
non è sanità», commenta R.C. riportando un altro «significativo episodio» a sostegno della sua tesi.
OBAMA
intende europeizzare l'America, scrive il Wall Street Jo...
( da "Nazione,
La (Firenze)" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E dunque più
pubblico e meno privato, nuova burocrazia e nuovi controlli, assistenzialismo
pigro e costoso. Non è questa la ricetta per rilanciare l'economia, denuncia su
Abc il più ascoltato dei talkshowmen, quel Rush Limbaugh che ogni giorno
ricorda agli americani: ve lo avevo detto, Obama è un radicale, non un
moderato.
I
goliardi terrorizzano' gli scooteristi
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
«L'ufficio
comunale è stato preso d'assalto da cittadini e telefonate», sostiene il
Questore di Montecristo, che è l'addetto alla burocrazia della Balla. E spiega:
«I goliardi hanno anticipato di un mese il pesce d'aprile' nella speranza di
poter donare almeno un sorriso ai cittadini felsinei». l.
o.
I
mille fratellini di Lory ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nel futuro dei progetti di mamma Claudia c'è l'adozione di
una ragazza guatemalteca: «Siamo pronti ad accoglierla nella nostra famiglia
come una figlia.
Stiamo affondando tutte le difficoltà della burocrazia. Ma speriamo di
realizzare questo sogno». Image:
20090303/foto/1390.jpg
Alfano:
Tempi brevi per i progetti ( da "Denaro, Il"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia che non fanno altro che rallentare la realizzazione dei progetti. La
Soprintendenza, per fare un esempio, è ostile alle amministrazioni locali che
hanno approvato i nostri progetti, che così si arenano. Ne è la dimostrazione
il porto di Vigliena che solo dopo tanti e troppi
anni, è finalmente partito.
Nominati
consulentia titolo del tutto gratuito
( da "Sicilia,
La" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
disposizione
dei soggetti stranieri che hanno bisogno di interloquire con la burocrazia
operando on stretta collaborazione con l'ufficio stranieri della Questura.
Presso lo sportello gli utenti vengono aiutati nella redazione delle domande
riguardanti i permessi di soggiorno ed i ricongiungimenti familiari. Per
ulteriori informazioni ci si può rivolgere al numero telefonico 0932-675242.
In
tre anni organizzeremo lezioni concerto perchè il suo pensiero sia ricordato
( da "Gazzettino,
Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cose che di
solito rifuggiva, e poi con la burocrazia veneziana che lo aveva
definitivamente annoiato. Lui amava Venezia, anche perchè c'era nata sua madre,
Carla Mazzoran, ma rimase un'esperienza unica. Gli fecero poi altre offerte,
Torino, per esempio, ma rifiutò per non ritrovarsi nella stessa situazione.
LAVORARE
QUATTRO O CINQUE MESI SENZA RICEVERE IL SALARIO. A CHI FAREBBE PIACERE? UN
GRIDO DI ALLARME... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
oggi non
sappiamo se dipende dai ritardi del Comune o dalla burocrazia delle
cooperative». Patrizia Stasi, presidente del consorzio, fornisce la sua
spiegazione. La coop ha vinto a settembre un bando triennale per la gestione
dei due asili nido, impegnandosi a presentare al Comune una fattura bimestrale
pagabile in novanta giorni.
Sicurezza/
Rao (Udc): Ronde inutili se non dannose
( da "Virgilio
Notizie" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quante risorse in termini di uomini, mezzi e burocrazia
verranno impiegate per controllare e per regolamentare le ronde?", si
chiede Rao. "Il governo - conclude - la smetta di seguire la strada di
risposte eclatanti ma di scarsa efficacia e dia più risorse, uomini e mezzi
alle forze dell'ordine.
"Svendita"
Alpina Acque , Nervegna (Fi/PdL): "Dopo la
denuncia , in arrivo anche esposto alla corte dei conti e il sindaco Masini
tace" ( da "Sestopotere.com"
del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con evidente
risparmio di tempo e burocrazia e godendo di vantaggi finanziari del quale potrebbero trarre grande beneficio anche gli oltre
50 comuni soci di Romagna Acque, compresa l'amministrazione comunale di
Forlì". Nervegna rinnova l'accusa di quella che considera una manovra
"poco chiara" e pone alcune domande.
( da "Corriere delle Alpi" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Astrofili, festa
anche senza l'osservatorio S'inaugura l'anno internazionale: occhi su Venere
dal terreno di Arson FELTRE. L'osservatorio non c'è ancora, ci saranno invece
gli osservatori, ossia gli appassionati di astronomia dell'associazione
Rheticus. Dopo il flop dell'inizio di dicembre, quando il maltempo mandò a
monte il primo appuntamento nel terreno di Arson dove nascerà il nuovo
osservatorio, sabato prossimo si ritroveranno per una sorta di inaugurazione
locale dell'anno internazionale dell'astronomia che celebra i quattrocento anni
delle scoperte di Galileo. Dallo spiazzo su cui sarà costruita la struttura e
con strumenti che riproducono quelli che lo studioso utilizzò nel 1609 (ma
anche con altri moderni), gli astrofili accompagneranno i curiosi in un viaggio
nel tempo che consentirà di rivivere le stesse emozioni in quattro serate. La
prima, quella di sabato, sarà dedicata a venere, la seconda (4 aprile) alla
luna. La terza (2 maggio) a Saturno. E l'ultima (26 settembre) a Giove. Per
l'associazione è un appuntamento doppiamente simbolico. Aldilà della
celebrazione in sé e dell'adesione ad un evento internazionale così importante,
l'incontro segna anche una nuova tappa importante nella ricostruzione
dell'osservatorio, dopo la demolizione non indolore dell'edificio di Vignui che
aveva accolto ventimila visitatori. Non è stata agevole l'operazione di
trasloco da una frazione all'altra. Trovato il terreno, le autorizzazioni sono
arrivate (anzi, arriveranno perché manca ancora l'ultimo visto) solo dopo un
lungo percorso nei labirinti della burocrazia e nelle nuove regole
urbanistiche. Il traguardo, ormai vicino, è un nuovo osservatorio in grado di ospitare
novanta persone, il più importante del Veneto: avrà un doppio tetto scorrevole
e conterrà il planetario e tutti i telescopi dell'associazione, compreso quel
Dobson da
( da "Stampa, La" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Ladri e vandali:
raid alla media "Pascoli" [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO Cassetti delle
cattedre e armadi scassinati in una decina di aule e anche gli stipetti della sala professori scardinati e razziati. E' un raid di
ladri e vandali quello che ieri mattina ha costretto la scuola media «Pascoli»
di corso Cavallotti a Sanremo ad operare a «metà regime». Decine di alunni,
quelli delle classi al centro dei furti, sono stati costretti ad una «vacanza»,
rimandati a casa dopo aver avvisato le famiglie. E chi non l'ha fatto ha
passato la mattinata «ospite» di altre aule. A chiamare i carabinieri, già
prima delle otto, è stato il dirigente scolastico, la professoressa Erica
Minori. I militari hanno effettuato un sopralluogo che li ha visti anche
prelevare diverse impronte digitali che si potranno rivelare utili nella caccia
ai responsabili del raid. Secondo quanto emerso al termine di una prima
attività investigativa il furto sarebbe stato l'obiettivo principale dei
malviventi visto che ogni danneggiamento registrato nell'istituto scolastico si
è rivelato essere strumentale alla ricerca di oggetti di valore (oltre a questo
non si è infatti registrato accanimento contro la
struttura e l'Istituzione scuola). Il bottino? Un inventario non è stato ancora
redatto ma da cassetti e armadi mancherebbero registratori e apparecchiature
elettroniche utilizzare per l'attività didattica (oltre agli effetti personali
di qualche docente). Poca cosa per i ladri, evidentemente, ma una perdita di
non poco conto per il pianeta-scuola che si confronta con
risorse esigue e con una burocrazia complessa per ottenere il «rimpiazzo». I carabinieri hanno
confermato che i ladri-vandali sarebbero penetrati nell'istituto da una porta
sul retro, nella zona del refettorio (un paradosso visto che quella porzione di
immobile si affaccia sul Palazzo di Giustizia e dovrebbe essere, quantomeno di
riflesso, maggiormente sicura). Il fatto che i furti si siano verificati
nelle aule e nelle stanze al piano terreno, e solo in un'aula al primo piano,
fa supporre che i malviventi siano stati costretti a fuggire senza poter
portare a compimento «l'opera». La sospensione delle lezioni e dell'attività di
mensa è stata una precauzione presa dalla presidenza della
«Pascoli» a tutela degli alunni e degli operatori dell'istruzione in
modo da consentire la disinfestazione dei locali e, già da questa mattina, la
ripresa della normale attività didattica. «Quanto avvenuto è indubbiamente
grave - spiega il preside, Erica Minori - ma le modalità del raid non lasciano
intendere che i responsabili possano essere legati in qualche modo all'istituto
scolastico». Una «vendetta» per qualche pagella «scottante», come accaduto di
recente in altre parti d'Italia? «Lo escluderei decisamente - prosegue il
dirigente scolastico - le criticità legate alla disciplina non si sono mai
rilevate preoccupanti o tali da portare a radicali interventi da parte del
collegio dei docenti o di istituto». Quindi? «Penso
che si tratti di un furto, di qualche disperato che possa aver pensato che la
scuola potesse custodire qualcosa di prezioso. Per quanto mi riguarda l'unico
vero tesoro è rappresentato dalla professionalità di chi nella scuola crede
come un momento formativo ed educativo e da quei ragazzi e quelle famiglie che
contribuiscono al funzionamento dell'istituzione-scuola. E questo è qualcosa
che non ci può rubare nessuno».
(
da
"Rockol.it" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Oasis al bando in
Cina: suonarono a favore del Tibet. Nel 1997 La notizia è stata data in due
tronconi che solamente ora, a distanza di ore, è stato possibile unire.
Dapprima è stata diffusa la notizia che gli Oasis erano stati costretti a cancellare
due loro date previste in Cina nel prossimo aprile; ma, non essendo stata
fornita alcuna spiegazione, la comunicazione aveva lasciato tutti piuttosto
interdetti. Scarsità di prevendita? Le bizze della
complicata burocrazia
cinese? Impreviste difficoltà tecniche? Poi la ragione dell'annullamento dei
concerti è stata acclarata: le autorità di Pechino hanno revocato le licenze
dopo aver scoperto che gli Oasis, nel 1997, parteciparono ad una manifestazione
musicale denominata "Free Tibet benefit concert". La regione
del Tibet, come noto, fu invasa dalle truppe cinesi nel 1950 e di fatto annessa
alla Repubblica Popolare Cinese. Solo adesso, a prevendite ampiamente iniziate,
i funzionari del Ministero della Cultura di Pechino si sono resi conto
dell'appoggio dei fratelli Gallagher alla causa ritenuta contraria al governo.
Da qui la revoca di tutti i permessi. Il governo di Pechino ha già dato
l'ordine di rimborsare tutti i biglietti acquistati.
( da "Alto Adige" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Debiti, 1000
famiglie si aggrappano alla Caritas Più che raddoppiate le richieste di aiuto.
Dieci anni fa l'apertura dello sportello Il direttore: «Dati preoccupanti, i
redditi sono cresciuti del 24%, le esposizioni invece sono aumentate del 50»
ALAN CONTI BOLZANO. Una trappola per topi, nella quale è tanto facile cascare quanto difficile uscire. E' efficace la
metafora scelta dalla Caritas altoatesina per la settimana dedicata alla
promozione del servizio di consulenza debitori che festeggia i dieci anni di
attività. In tempo di crisi, i numeri confermano un preoccupante trend. «In
dieci anni di attività più di 8.000 persone hanno chiesto la nostra consulenza
per uscire da una morsa che le stava soffocando», spiega Heiner Schweigkofler,
direttore della Caritas. «Non solo - prosegue
Schweigkofler - durante il primo anno del servizio, nel 1999, si sono rivolte a
noi 441 persone, mentre nel 2008 abbiamo toccato quota 1.060: una richiesta di
aiuto che è più che raddoppiata. E' vero che in un decennio ci siamo fatti
conoscere, ma l'aumento di 619 unità è sicuramente indice di un malessere e una
difficoltà economica in preoccupante crescita». Altri dati confermano
l'impressione di una situazione che è in in via di
peggioramento. «Se il reddito medio dei clienti è
cresciuto del 24% in dieci anni i debiti, nello stesso lasso di tempo, sono
quasi raddoppiati: questo significa indiscutibilmente che la forbice tra
entrate e situazione debitoria è destinata ad allargarsi visibilmente. In
termini numerici, abbiamo un reddito medio delle persone seguite dalla
consulenza che è passato da 956 euro a
( da "Provincia Pavese, La" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Neonata in Russia»
Papà pavese disperato PAVIA. Sua figlia è nata cinque mesi
fa, ma lui non l'ha ancora potuta abbracciare. Li separano
( da "Messaggero Veneto, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pozzuolo. La burocrazia
sta rallentando ogni passaggio. E ora i familiari starebbero pensando anche a un esposto Tatiana e Stefania, bloccato il rientro delle
salme POZZUOLO. Un vero calvario l'iter per il rientro delle salme di Stefania
Capussela e di Tatiana Corsari, le due giovani di Zugliano decedute in
Australia in un incidente stradale. Oltre alle comprensibili difficoltà
di contatto con il lontano continente, la burocrazia
(aggravata, pare, una serie di possibile negligenze)
ci ha messo del suo, rendendo oltremodo lunga la procedura per
l'identificazione e quindi per il rimpatrio dei resti. Le due ragazze, da poco
laureate, a pochi giorni dal termine di un viaggio di studio e lavoro di alcuni
mesi, durante una gita nello stato del Queensland hanno perso la vita in un
terribile incidente, in cui si è salvata solo l'amica trentina Carlotta
Bettini, mentre sono morti anche il fidanzato di quest'ultima e i due occupanti
dell'auto che si è scontrata frontalmente con il camper su cui viaggiava la
piccola comitiva italiana. Pur circondate da straordinarie manifestazioni di
solidarietà, le famiglie hanno dovuto affrontare un duro periodo di attesa per
le pratiche di autorizzazione al rimpatrio dei corpi: un tempo che, come spiega
una persona parente, si sta facendo incredibilmente lungo a causa di
inadempienze plurime nella trasmissione da Udine a Roma e quindi alle autorità
australiane dei questionari riguardanti dati importanti per l'identificazione
delle salme. I documenti, che le famiglie avrebbero consegnato alle autorità
ancora due settimane fa, compilati come richiesto, in lingua inglese, dopo 15
giorni risultavano trasmessi in modo gravemente incompleto (3 fogli su 27),
oltre tutto inspiegabilmente tradotti in francese. Le famiglie sarebbero state
costrette a rispedire direttamente i questionari in Australia. Non è escluso
che con esposti si cerchi di far luce sulle responsabilità di tale grave
ritardo. Le autorità australiane entro breve tempo dovrebbero sciogliere la
riserva circa la necessità o meno di ricorrere alla prova del dna per
l'identificazione delle vittime. L'incidente pare sia stato causato non dallo
scoppio del pneumatico del camper, come in un primo momento si era ipotizzato,
ma nella perdita di controllo della guida da parte dell'auto che proveniva in
senso opposto, con a bordo due canadesi. La Bettini si
sarebbe salvata grazie alle cinture di sicurezza, diversamente dai 3 sfortunati
che si trovavano nell'abitacolo del camper. (p.b.)
( da "Messaggero Veneto, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 6 - Pordenone
Sottile racconta la carriera mafiosa di un corleonese IL CONSIGLIO PORDENONE.
Altro giro, altra corsa! Come in un inarrestabile gioco dell'oca, ricominciamo
le consultazioni settimanali da quella libreria cittadina che più volte ci ha sostenuto
dandoci la possibilità di crescere assieme alla nostra e vostra rubrica: la
libreria "Giunti al Punto" di piazza XX Settembre. Nuovamente
coadiuvati dalla professionalità dell'inossidabile Marica Castellucci, vi
proponiamo come prima lettura "Più scuro di mezzanotte - Una storia di
mafia", di Salvo Sottile. È intorno alla metà degli anni Ottanta che
inizia la "carriera" di Nino Giaconia, uomo d'onore dei Corleonesi.
Accanto al cognato Gaspare, si conquista la fama di killer spietato e senza
scrupoli. Anche lui, però, ha una debolezza: l'attaccamento alla moglie Rosa
Martinez, appartenente alla cosca Palermitani. Bellissima e tormentata, Rosa lo
ha sposato più per sottrarsi alla soffocante tutela paterna che per amore.
Sulle tracce di Gaspare e Nino, superlatitanti da oltre un ventennio, ci sono il giudice Elvira Salemi e il commissario Matteo Di
Giannantonio, decisi a non mollare, costi quello che costi. A seguire, di
Andrea Vitali, "Almeno il cappello", storia tutta italiana fatta di
furbizie e sogni, ripicche e generosità, pettegolezzi e amori. Ad accogliere i
turisti che d'estate sbarcano sul molo di Sellano c'è solo la scalcagnata
fanfara guidata dal maestro Zaccaria Vergottini: ormai, la vergogna del paese. Per dare alla città un corpo musicale degno di questo nome ci
vuole un uomo di polso, un visionario che sappia però districarsi nelle trame e
nelle inerzie della politica e della burocrazia. Un insieme di imprevedibili circostanze, fortunate per alcuni,
piuttosto sfortunate per altri, può forse portare verso Sellano il ragionier
Onorato Geminazzi. Christian Di Meo
( da "Adige, L'" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il bar ristorante
pizzeria Vittoria 2002 di Sopramonte è in regola con i permessi edilizi ed ha
ottenuto l'agibilità su entrambi i piani della pizzeria Il bar ristorante
pizzeria Vittoria 2002 di Sopramonte è in regola con i permessi edilizi ed ha
ottenuto l'agibilità su entrambi i piani della pizzeria. Sull'Adige di domenica
avevamo pubblicato la notizia di un'ordinanza di chiusura di una parte
dell'esercizio pubblico decisa dal Comune per abuso edilizio. La notizia era
tratta dall'albo pretorio dell'amministrazione cittadina, che l'aveva
pubblicata venerdì on line. Ma in realtà si tratta di notizia ormai vecchia
perché la situazione è già da tempo chiarita. «È l'ennesimo
caso di burocrazia lenta e
farraginosa che ostacola solo le piccole attività» afferma l'architetto Bruno
Sandri, tecnico di fiducia del gestore del locale. È successo
infatti che dopo aver ottenuto nel
( da "Nuova Sardegna, La" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Luca Rojch La coda infinita
all'Inps finisce a colpi di timbro Un utente perde la calma e ferisce un
impiegato, ogni giorno in fila 150 persone OLBIA. La sala d'attesa ha il
dinamismo di una foresta pietrificata. Comode poltroncine stanno al centro di un
camerone dai colori pastello. Ampie vetrate, display con un aria
di efficienza, che indicano persone in attesa e tempo stimato. La burocrazia
entra nel terzo millennio. La lentezza diventa tecnologica. Si cerca di
alleviare la pena, di distrarre i dannati con lucette
a intermittenza, di cambiare sapore al gusto amaro della fila allo sportello.
Lo stanzone stracolmo di gente diventa un ring. Un utente poco cortese
manifesta il suo dissenso. Lancia in testa all'impiegato un timbro-datario. Un
macigno di lamiera e plastica. Il funzionario finisce al pronto soccorso. Il
lanciatore placcato dalla guardia giurata. Un diversivo nella mattinata ad alta
concentrazione di noia nella sede dell'Inps. Ogni mattina si ripete la stessa
scena. Non c'è più la calca, il mucchio selvaggio di esseri umani spalmati
davanti a uno sportello. Ora si sprofonda nel fondo della sala in attesa che il
tabellone estragga il proprio numerino. Nella moderna lotteria si vince il
diritto a essere serviti, a fare un passo avanti nel gioco infinito della burocrazia. Un passo avanti nei labirinti del castello.
Qualcuno alla fine non ce la fa più. Esplode. La fila è quotidiana davanti al
distributore automatico di code. Nello stesso edificio si concentrano quattro
sportelli dell'Inps, due dell'Inail, uno della Cassa edile e uno dell'Inpdap.
Un po' la madre di tutte le code. Un po' un juke box
dell'attesa. Nessuna colpa dei dipendenti che devono difendere gli uffici da un
assalto quotidiano. Devono affrontare la folla di una Gallura che cresce più
veloce dei servizi dello Stato, con numeri insufficienti. I miracoli quotidiani
non bastano. L'attesa si dilata fino a quando qualcuno non ce la fa più. Il
cervello che per un attimo si incendia in un moto di ira ed esasperazione. Come
è successo a un utente che ha perso la calma e ha regalato un colpo inatteso.
L'uomo è forse già alterato per la coda. Viene fatto sedere nell'ufficio del
dirigente dell'Inps che deve esaminare la sua pratica. Chiede con insistenza di
avere il numero di telefono dello sportello a cui rivolgersi per evitare altre
code. Ripete la domanda con troppa foga. Il funzionario non perde la calma, ma
in modo fermo spiega che non può dare il numero di telefono. Alla fine l'utente
che non gradisce la risposta prende un timbro-datario e lo scaglia contro il
dipendente. Gli timbra la tempia in modo poco cortese. Poi si alza e fugge via.
Corre, supera la sala, poi infila la porta di uscita. Ma la sua corsa viene
fermata da un vigilante che lo placca conto una macchina. Il dipendente preso a timbrate finisce al pronto soccorso, per lui solo ferite
superficiali. Il direttore dell'Inps va dai carabinieri per denunciare
l'aggressione. Più spaventato che arrabbiato. Non basta servire con efficienza
i clienti. Non basta avere automatizzato il servizio. La coda sembra un mostro
indomabile. La sede dell'Inps diventa terreno misto. Un mosaico di umanità. C'è
chi è in fila per avere il sussidio di disoccupazione, chi per mettere a posto
tutti i documenti per la pensione, chi perfeziona le pratiche per un infortunio
sul lavoro. A mezzogiorno per lo sportello dedicato alle pensioni ci sono 34
persone in attesa, per l'Inail sono 5, per le prestazioni Inps ci sono 82
utenti che attendono invano. Alle 12,30 chiude tutto. Non si possono ritirare
altri bigliettini. Anche se la macchina generosa li sputa ancora. I più
sfortunati sono gli utenti che devono fare la fila per l'Inpdap. La coda
davanti all'ingresso comincia prestissimo. Lo sportello in Gallura apre solo il
giovedì. Il povero funzionario arriva da Sassari per sbrigare le pratiche. In
provincia non è mai stato aperto un ufficio. La fila media che lo attende è di
200 persone, con la naturale e geometrica tendenza ad aumentare. Più o meno
come tentare di costruire una diga, per arginare un fiume in piena, con quattro
stecchini. Lo sfortunato e coraggioso funzionario riesce al massimo a fare il
pieno di lamentele. Una bolgia umana lo travolge un giorno alla settimana.
( da "Secolo XIX, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Gervino vure
brunetta savona. Assenze per malattia quasi dimezzate in Comune e Prefettura,
diminuite di oltre un terzo all'Asl2, di circa un quarto alla Camera di
Commercio e all'Agenzia del Territorio. La cosiddetta "cura Brunetta"
fa effetto anche a Savona, un effetto senza dubbio dirompente: nella nostra
città i dipendenti del pubblico impiego sembrano scoppiare di salute come non
mai, tanto da assentarsi sempre meno dal proprio posto di lavoro. Lasciando da
parte l'ironia, negli uffici pubblici savonesi marcare visita sembra ormai un
atto da veri temerari, proprio per le nuove norme restrittive fortemente volute
dal Ministro "antifannulloni". Decurtazioni allo stipendio (attuate
con l'esclusione di ogni indennità o emolumento accessorio per la giornata di
assenza), esibizione obbligatoria del certificato medico e incremento delle ore
di permanenza a casa per le visite di controllo, costituiscono deterrenti molto forti, a volte fin troppo. Sì perché la
"terapia d'urto" ideata dal ministro Brunetta ha senza dubbio colpito
qualche incallito fannullone, magari abituato a nascondersi dietro raffreddori
fantasma, ma - come ogni cura - sta presentando pure qualche controindicazione.
Sarà perché siamo terra di Liguri, popolo da sempre attento a non buttare via i
soldi, o perché perdurano i tempi di crisi, fatto sta che i dipendenti pubblici
savonesi, piuttosto che incorrere nella decurtazione della paga dai 4-5 euro al
giorno in su - si presentano al lavoro anche con
febbre, bronchiti e acciacchi vari. I responsabili del personale nei vari
uffici, pur soddisfatti dei risultati generali, si dicono preoccupati perché
spesso il rischio di contagio può essere alto e questo non gioverebbe certo
sull'efficienza. Danni alla produttività, ma anche alla salute come può purtroppo
testimoniare uno sfortunato dipendente della Provincia: instancabile sul posto
di lavoro nonostante la febbre, alla fine si è buscato una polmonite che lo ha
costretto a un'assenza di oltre un mese. Restano però i numeri, principale
cartina tornasole delle norme "antifannulloni", a testimoniare una
vera e propria rivoluzione negli uffici pubblici. Rivoluzione che abbiamo
toccato con mano nel nostro viaggio tra i vari enti presenti sul territorio. Il
record della diminuzione dei giorni di assenza lo detiene la Prefettura con un
clamoroso ? 42,39% ottenuto confrontando il dato del 2008 (795 giorni
complessivi) con quello del 2007 (458). Un crollo vertiginoso, dunque un dato
molto positivo e virtuoso. Non male anche il Comune di Savona che in pratica si
attesta su numeri simili con un ottimo -40%, per giunta registrato nell'ultimo
semestre 2008. Da Palazzo Sisto l'ufficio personale conferma che molti
dipendenti comunali, quando si ammalano, vanno ugualmente al lavoro o
preferiscono addirittura prendersi un giorno di ferie: questo per evitare le
decurtazioni allo stipendio e soprattutto la permanenza a casa (8-13 e 14-20)
che molti impiegati già definiscono "arresti domiciliari". Crollano
di oltre un terzo le assenze in un altro settore a stretto contatto con i
cittadini, ossia la sanità pubblica. La Asl2 registra
un trend di ? 37% nell'ultimo trimestre del 2008 rispetto all'anno precedente.
Un numero davvero importante, soprattutto considerando la grande quantità di
lavoratori dipendenti dall'azienda sanitaria savonese. Meno impiegati, e dunque
in proporzione dati ugualmente molto significativi, quelli riscontrati alla
Camera di Commercio, con un bel ? 26,62% (registrato nel 2008 rispetto al
biennio precedente) e all'Agenzia del Territorio (ex Catasto) che si attesta
sul -25%. Il nostro viaggio prevedeva infine tappe alla Provincia di Savona, all'Inps e all'Agenzia dell'Entrate, enti che però non sono stati
in grado di fornirci i dati richiesti. Grande cortesia e disponibilità dei
funzionari interpellati, ma purtroppo la burocrazia ci si è messa di mezzo. Come a dire che, su questo aspetto,
Brunetta dovrà lavorare ancora parecchio. Marco Gervino 03/03/2009
( da "Secolo XIX, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Ci serve aiuto.
NondimenticateCesare» l'appello La mamma di Cesare Ciabarri, vittima del rogo
di Noli nel 2006, lancia l'Sos: «Aiutateci, siamo
vittime della burocrazia» 03/03/2009
( da "Secolo XIX, Il" del
03-03-2009)
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Sfigurato
nell'incendio: «Lasciato solo» al secolo xix la disperata richiesta d'aiuto
della madre Lo sfogo di Cesare Ciabarri, l'uomo rimasto ustionato nel rogo di
Spotorno dove morì il suocero Spotorno. «Quando mi
guardo allo specchio, lo spaccherei. A 35 anni non posso pensare di essermi
ridotto così. Devo rifare l'innesto agli occhi, la plastica alle orecchie, al
naso e alle mani. Sogno quelle bioniche, le mani di gomma non mi interessano.
So che a San Marino esiste un centro per le protesi, ma tutto mi sembra
impossibile. Davanti a noi ci sono solo problemi e
soldi da pagare». Per Cesare Ciabarri la vita è un incubo da quella maledetta
notte del 9 settembre 2006, quando un muro di fuoco divorò l'auto sulla quale
stava fuggendo da casa insieme al suocero. Domenico "Mimmo" Tarzia,
artigiano edile di 53 anni, morì due giorni dopo il drammatico rogo. Lui,
Cesare, dopo aver lottato per mesi fra la vita e la morte in diversi ospedali
(fra cui un lungo ricovero a Lione), è nella casa sulle alture di Spotorno in
attesa di sottoporsi a nuovi interventi di chirurgia plastica. A spingerci ad
andarlo a trovare è stato l'appello disperato che ci ha lanciato con una
lettera sua mamma Mariella. «Chiedo con tutto il mio
cuore di mamma e con tutta umiltà: aiutate mio figlio, aiutatemi a parlare
della sua terribile storia, aiutatemi a far sì che la sanità dia a lui tutto
l'aiuto di cui ha bisogno - è il suo Sos - . Non è
possibile che nella gravità in cui si trova, non abbia assistenza nel modo
migliore. Parlate della sua storia, fate in modo che la
sanità e tutta la burocrazia gli diano una mano. Vi prego. Non chiediamo carità, vogliamo
solo cose giuste che un invalido della sua gravità deve avere come diritto».
Nel giardino della graziosa villetta gialla di via alla Rocca ci vengono
incontro due vivaci cani, Trevis e Leila. Ad aprirci la porta è la
moglie di Cesare Ciabarri, Deborah Tarzia, mentre si congeda da un'infermiera,
che due volte alla settimana va ad effettuare le medicazioni. «Un'infermiera a lungo desiderata - spiega la signora
Deborah -. Sono passati mesi prima di averla, mesi duranti i quali dovevamo
pagare noi il medicinale, che costa 96 euro alla confezione. La crema che gli
do la sera agli occhi dobbiamo invece pagarla noi perché non è mutuabile. Ne
uso due tubetti alla settimana». A due anni e mezzo da
quella terribile notte, la famiglia è ancora in mezzo al guado: Cesare è stato
dimesso da Lione, ma ancora tanti interventi di plastica lo aspettano; la mamma
e il fratello di Deborah, con i quali vivono, sono stati costretti ad andare a
lavorare per aiutare la famiglia. Mille problemi di carattere burocratico e
sanitario bombardano ogni giorno quella che un tempo era una casa in mezzo al
bosco, tanto desiderata da papà"Mimmo", che oggi, invece, è
attorniata solo da resti di tronchi bruciacchiati. «L'inchiesta
è ancora aperta e finora - spiega Deborah - non è stato ancora identificato
alcun responsabile né dell'incendio né nei soccorsi. Eravamo in casa quando ci
hanno imposto di sgomberare. La Protezione civile ci ha fatto mettere le
macchine in modo tale che quella davanti bloccava l'altra. Così io sono
riuscita a scappare in tempo. L'auto su cui viaggiavano mio padre e mio marito
è stata invece divorata dalle fiamme». «Il fuoco mi
aveva sciolto i vestiti e le scarpe. Mentre fuggivo in casa, spaccando un vetro
per entrare, sentivo che qualcosa stava cambiando nel mio corpo, ma non capivo
che cosa... Avevo solo tanta sete» Cesare ricorda così
la notte che gli ha distrutto la vita. «Siamo vittime
della burocrazia. Sono passati mesi prima che ci
dessero un'infermiera, mesi prima di poter avere l'aiuto di una psicologa - si
sfoga Deborah Tarzia -. Non posso lamentarmi sempre con mio marito delle
difficoltà che incontriamo. Avevo bisogno di qualcuno con cui parlare. Ci sono
voluti 18 mesi per poter avere la pensione d'invalidità (che sarà rivista nel
2010)». Sembra un terreno minato quello su cui la famiglia si muove. Pratiche
burocratiche e spese saltano fuori ogni secondo. «Devo
dare novemila euro all'avvocato, fra mutuo e prestito ho mille euro al mese da
pagare - continua la donna -. Per avere l'abitabilità definitiva nella casa
devo fare ancora lavori imponenti, come abbattere una vecchia casa qui vicino o rivestire di pietra i muri di contenimento (mi
hanno chiesto 25 mila euro). Devo finire di pagare la ditta che ha costruito la
casa. E poi non parliamo delle spese mediche che dovremo sostenere per i
prossimi interventi di mio marito. La burocrazia è
impietosa anche per gli invalidi totali: lo scorso novembre Cesare è stato
ricoverato per dei controlli, che avrebbe dovuto ripetere dopo due mesi. Ma
all'Asl mi hanno dato l'appuntamento per giugno. Devo ringraziare chi ci aveva
aiutato economicamente quando eravamo a Lione, ma adesso ci sentiamo
abbandonati». I problemi e gli intoppi burocratici non sono finiti qui. «Quando piove lo scuolabus non accompagna Thomas sotto casa
perché gli ultimi
( da "Giorno, Il (Como)" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
COMO E PROVINCIA
pag. 5 Romano, la scuola diventa caricatura «LA VELINE FANNO BENE ALLA
MATEMATICA» COMO STORIE DI SCUOLA. Personaggi. Situazioni. Aneddoti che
diventano raccontini arguti, intrisi di lepidezze, ma sempre con un velo di
pensosità. È la scuola messa in caricatura da Renzo Romano (nella foto), per
quarant'anni docente di matematica all'Istituto Teresa Ciceri di Como e
vicepreside nello stesso istituto. «Le veline fanno bene alla matematica» è
l'irriverente titolo del libro pubblicato dalla Grisoni Sistemi Didattici di
Grandate, con illustrazioni affidate alla frizzante matita di Michele Testori. «Sono - dice Romano - 110 racconti di fantasia, tutti con un
fondo di verità. Ho scelto questa formula per raccontare i lati peggiori, più
ridicoli della scuola, le lungaggini, la burocrazia. Parla in prima persona il
professor Mobius. SONO UN PO' IO, anche se ho messo più di me in un altro
personaggio, il professor Galilei, insegnante di matematica che si confonde in
mezzo agli altri». Una epopea tragicomica rivissuta
attraverso i luoghi topici di un anno scolastico, il compito in classe,
la gita, il consiglio d'istituto. I personaggi sono paradossali, tanto
abilmente l'autore li ha rifotografati con la lente della sua spassosa ironia.
Si chiamano Crapone, Bonazza, Caciottina, Mezzacalza, Strippa. Appartengono a
un mondo immaginario, ridicolo, grottesco. Eppure si chiude il libro con
l'impressione di averli conosciuti, incontrati, frequentati e di conservarne
memoria. Certo. Erano seduti in cattedra. Trascorrevano per il corridoio.
Venivano immortalati in posa seriosa nel rettangolo cartaceo di una foto di
classe. Sono personaggi veri, appartengono alla biografia di tanti di noi. E
proprio per questo sono universali. G.Mor.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 03-03-2009)
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CIVITANOVA pag.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-03-2009)
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Martedì
03 Marzo 2009 Chiudi Luigi Frappi. L'incontro con
l'onorevole, i quadri per la casa di Portoghesi, l'ossessione della burocrazia
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-03-2009)
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Martedì 03 Marzo 2009 Chiudi di STELLA CARNEVALI Il suo studio è al
centro di Bevagna: nei pressi del palazzo comunale, dopo una farmacia si entra
in un vicolo e con pochi passi si raggiunge l'entrata, ancora una ripida fila
di scale e la sua presenza è anticipata da un delicato odore di olio e
trementina. Arde la grande stufa tra le due finestre di luce bevanate. Luigi
Frappi, ma tutti lo chiamano Gigi. «Perché nelle
Marche si fanno continuamente mostre di Burri, Leoncillo, De Gregari, Dottori,
tutti umbri e qui da noi niente? Perugino e Pintoricchio, d'accordo, ma i
contemporanei famosi nel mondo quanti secoli devono aspettare?». «Vuole sapere
come si fa a sembrare dei bravi pittori?», domanda senza dare subito la
risposta. Entriamo in una minuscola stanza tappezzata di disegni e foto.
Accende un video gigante superpiatto, clicca velocemente un'icona dopo l'altra,
sceglie la foto di un bambino che dorme all'aperto. «Vuole vedere come diventa
un quadro?». Applica gli effetti virtuali e appare ora uno schizzo
impressionista, ora un bianco e nero a carboncino, ora un acquerello sfumato.
«Oggi se vuoi sapere se un artista disegna e dipinge con le sue mani lo devi
vedere al lavoro». L'arte simulata grazie alla tecnologia resta pur sempre un
prodotto del nostro tempo, ma quanto è apprezzata un'arte senza talento? «Quello che conta di più è quello che sembra e non come ci
si riesce. Una stramberia colpisce più del talento, ma è solo una moda, passa».
Lei è figlio d'arte? "Sì, di terza generazione: mio
nonno era scultore scomparso a soli 34 anni. Vede quei disegni? Sono io
da neonato, li faceva mio padre che è stato allievo e amico di Dottori. Anche
lui è morto a 34 anni, come mia figlia. Mio padre voleva che diventassi
architetto ma non mi piaceva studiare così non sono diventato colto; chissà,
forse avrei potuto fare opere migliori. Sono un intuitivo, seguo l'istinto.
Oltre a mio padre ho avuto dei modelli importanti come Giovanni Dragoni,
scultore, che mi ha insegnato lo spazio, ma anche il professor Biselli che
m'insegnava dalla Divina Commedia a Fellini, e il grande Pietro Scarpellini, il
nostro più insigne storico dell'arte». E nella vita? «Facevo
il professore di mosaico all'Istituto d'arte di Perugia. Niente di speciale.
Poi dipingevo, ma senza nessuna smania di organizzare mostre o di costruirmi
un'immagine d'artista. Sono stato fortunato perché sono stato cercato e questo
mi ha permesso di non dipendere da nessuno». Ma per diventare il Frappi così
conosciuto ci sarà stato un momento decisivo. «Sì, una
telefonata da Roma che mi avvertiva che l'onorevole Franco Evangelisti mi
voleva incontrare. Mi chiedeva, credo che fosse la segretaria, che macchina
avessi, risposi una cinquecento, e che ci saremmo visti ad una certa ora ad un
certo bivio per Foligno. Eravamo all'inizio degli anni Ottanta.
All'appuntamento arrivò una grossa Mercedes e appena scese il signore alla
guida tesi la mano per salutarlo. Dopo un momento di imbarazzo mi fece segno
con gli occhi che l'onorevole Evangelisti era quello dietro. Andammo nel mio
studio, scelse un grande quadro che pagò subito in contanti. "Che posso
fare per lei", mi chiese prima di andarsene. Risposti: conoscere qualcuno
per esporre i miei quadri a Roma». E fu di parola? «Altroché.
Venni contattato dalla Galleria Russo di Roma con la quale ho avuto rapporti
per i successivi 7 o forse 8 anni. In quel periodo mi dedicavo ad opere
chiamate sociali: una vecchia bici, palazzi degradati, rottami. Fino a che non
conobbi Tomassoni, curatore di Franco Maria Mariani, e Gatti Peppino. Erano
chiamati ipermanieristi perché realizzavano opere di paesaggi con la tecnica
della pittura rinascimentale. Ne venni contagiato, sentivo che quello era lo
che stile mi apparteneva». Così sono arrivati i suoi grandi paesaggi inanimati
e poi la perfezione delle sue nature morte? «Da allora
non ho più cambiato. Intanto, sempre a Roma, l'architetto Portoghesi vede certi
miei quadri e mi organizza una personale. Sono state tante le mostre anche se ho sempre detto: volete fare una mostra?
Fatela, ma occupatevi di tutto perché con la burocrazia non voglio aver niente a che
fare. Ricordo la Quadriennale di Roma, quella al Festival dei Due Mondi con
Orfei, a Matelica, a Villa Fidelia ed altre che ora non mi vengono in mente».
Torna al video e cerca tra le tante icone alcune foto che apre: l'abitazione di
Portoghesi con dei quadri giganti di
( da "Sole 24 Ore, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-03 - pag: 12
autore: Voucher di cultura Si discute molto su come cambiare il sistema
dei finanziamenti pubblici alla cultura: privilegiando alcuni settori rispetto
ad altri, coinvolgendo maggiormente privati ed enti locali, e via dicendo. Di
una cosa non si parla: della possibilità di trasferirei
sussidi dalle istituzioni ai consumatori (nella forma di "buoni",
voucher non diversi da quelli proposti da Friedman per scuola e università).
Sarebbero cosìi cittadini,e non l'apparato statale,a
scegliere liberamente chi finanziare. Il sistema è stato sperimentato a New
York (per i teatri off-Broadway) e in Canada. I programmi hanno dato risultati
positivi ma, stranamente, le sperimentazioni non hanno avuto seguito. Sarebbe
forse il caso di recuperare quell'esperienza,adattandola
al caso italiano. Filippo Cavazzoni Istituto Bruno Leoni L a proposta del voucher
per la cultura è stata rilanciata da un esperto di economia dell'arte, lo
svizzero Bruno Frey.Effettivamente, avrebbe il merito
di salvaguardare i principio del finanziamento pubblico a favore della cultura,
ma sposterebbe sul consumatore finale la selezione dei soggetti meritevoli. Si
obietta che questo strumento finirebbe col premiare solo gli spettacoli più
graditi al largo pubblico e quindi, magari, di minor interesse culturale. Non
mi pare un'obiezione insormontabile. Piuttosto,occorrerebbe
superare le vere ragioni dell'ostilità: questa nasce dal fatto che, molto
spesso, chi fa spettacolo preferisce darsi da fare con ministri, assessori e
rispettive burocrazie per lucrare i contributi, anziché farsi giudicare dal
pubblico. • Università, quali tagli Sul Sole 24 Ore del 26 febbraio,
nell'articolo «Atenei, possibili 250 milioni di tagli», si riferiscono i datidi
un'indagine conoscitiva svolta dal senatore Giuseppe Valditara per conto della
Commissione università del Senato. Tra le cifre additate negativamente figura
quella, davvero sorprendente, di 36 corsi di laurea che, "attivi"
all'Università di Trieste, sarebbero "senza studenti". Una cifra
palesemente abnorme, se solo si considera che equivarrebbe a oltre un terzo
dell'intera offerta formativa dell'Università di Trieste, che annovera nel suo
complesso una novantina di corsi di laurea, per svariate migliaia di studenti.
E infatti, a una verifica svolta alla fonte, è
risultato che i 36 corsi in parola non sono "senza studenti", bensì
"senza matricole", ossia senza studenti "di primo anno". In
altri termini, si tratta di quei corsi di laurea che, per effetto delle recenti
riforme ministeriali (1999 e 2004) sono stati aboliti, ma che rimangono attivi
"ad esaurimento", per tutti quegli studenti che vi si fossero
precedentemente iscritti. Nessuno spreco di risorse pubbliche, dunque, ma solo
l'adempimento di regole nazionali che obbligano le università a tenere attivo
ogni corso di laurea che, sebbene abolito, abbia ancora studenti iscrittisi nel
vigore dell'ordinamento didattico del tempo. Resterebbe da interrogarsi su
quali strategie ci si debba attendere dall'attuale governo nazionale
dell'università,quando si legge - come riferito dal
cronista - che il dossier Valditara passerà al ministro Gelmini, quale utile
vademecum per elaborare parola del senatore - «un serio progetto di
risanamento» del sistema universitario italiano. Francesco Peroni Rettore
dell'Università di Trieste Banche privilegiate Le banche italiane da sempre
operano con margini di gran lunga superiori a quelli che riescono a spuntare i
concorrenti europei, non certamente grazie a capacità particolari di chi le
amministra, ma unicamente grazie a condizioni-capestro che vengono imposte alla
clientela. Le banche italiane hanno da sempre contato su un mercato protetto
che le ha poste in una condizione di mercato del tutto differente rispetto ai
mercati del credito europei. Guido Naguzzi e-mail
( da "Giorno, Il (Milano)" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA pag. 19 Ucciso dal fuoco e dalla burocrazia L'anziano era solo, invalido e da tempo attendeva
l'accompagnamento L'appartamento e la finestra di Gaetano Caputo anneriti
dall'incendio. A destra due testimoni: Saverio Parisi e Giuseppe Giacalone
(Spf) di FRANCESCA SANTOLINI CORSICO NON È SOLO VITTIMA della sorte, ma anche
delle lungaggini della burocrazia Gaetano Caputo, l'anziano invalido deceduto ieri mattina,
a seguito dell'incendio sviluppatosi nel suo appartamento. Il poveretto aveva infatti vinto una causa ed era in attesa dell'assegno di
accompagnamento che gli avrebbe forse permesso di farsi assistere. L'uomo,
trovato privo di sensi riverso sul pavimento, aveva tentato di sfuggire alle
fiamme causate dallo scoppio del televisore ma il suo percorso verso la
salvezza si è fermato a pochi metri dal letto. Il fatto è avvenuto intorno alle
6: i vicini di casa, dopo aver visto il fumo e aver chiamato inutilmente
Gaetano, hanno lanciato l'allarme. Sul posto sono intervenuti i vigili del
fuoco che, sfidando le fiamme, sono riusciti a entrare nell'appartameno e
trasportare l'uomo all'esterno, sul pianerottolo. Il personale del
( da "Sole 24 Ore, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-03-03 - pag: 37 autore:
000 Le Poste si scoprono modello di efficienza F orse in passato
l'infrastruttura logistica di Poste Italiane non avrebbe sfigurato rispetto ai
criteri di trasparenza ed efficienza della burocrazia di Franz Kafka. Ma oggi,
insieme ai miglioramenti nella qualità dei servizi postali e bancari e
nell'aspetto dei 14 mila uffici del gruppo, Poste Italiane gode di un'ottima
infrastruttura logistica. Tanto da risultare un modello di eccellenza per
alcuni partner europei, che guardano all'Italia per sviluppare i propri sistemi
postali:l'amministratore delegato di Poste
Italiane,Massimo Sarmi, ha appena siglato un accordo di cooperazione a Tirana
con il direttore generale di Posta Shqiptare (Poste albanesi), Arqile Gorea.
Un'intesa,presentata da Sarmi al Premier albanese,Sali
Berisha, che crea con la vicina Albania una nuova cooperazione nella
modernizzazione dei servizi postali e finanziari. (R.Fi)
( da "Nazione, La (Pistoia)" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PISTOIA pag.
3 «Mio padre grave, ho anticipato la visita grazie a una conoscenza» «QUALCHE settimana fa, mio padre aveva battuto la testa. Ho
chiesto subito potesse essere visitato in una struttura pubblica e sapete
quando gli hanno dato appuntamento? Ad ottobre. Sono riuscito ad anticipare la
visita soltanto grazie ad una conoscenza. E per fortuna, perché appena
sottoposto ad esami mio padre è stato operato d'urgenza al Cto di Firenze. A
ottobre certo non ci sarebbe arrivato». STORIA di
ordinaria sanità di marca italica, quella raccontata da R.C. a
nome del padre P.C. «Come si suol dire da queste parti: lo hanno preso per i
capelli dice infuriato a La Nazione. Rischiava di morire ma
evidentemente la burocrazia
non sente ragioni. Aveva una massa di sangue che comprimeva il cervello, diceva
di sentirsi male, ma nonostante tutto questo la visita era stata prevista
soltanto fra otto mesi. Inaudito, questa non è sanità», commenta R.C.
riportando un altro «significativo episodio» a
sostegno della sua tesi. «ANCHE IO prosegue infatti
prima di Natale ho fatto domanda per poter essere sottoposto a risonanza
magnetica. Mi hanno detto che il primo giorno libero era a giugno. Mi sono
dovuto rivolgere ad un istituto privato convenzionato col pubblico e lì ho
potuto effettuare immediatamente l'esame. Ma non è giusto ripete la gente meriterebbe
un servizio sanitario migliore di questo». s.t.
( da "Nazione, La (Firenze)" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
I COMMENTI pag. 10
OBAMA intende europeizzare l'America, scrive il Wall Street Jo... OBAMA intende
europeizzare l'America, scrive il Wall Street Journal. Davvero? Europeizzare
l'America significa avviarla lungo la strada della iperregolamentata,
sclerotica, stagnante società europea, spiega Charles Krauthammer. Imporle,
cioè, un socialismo di tipo scandinavo. E dunque più
pubblico e meno privato, nuova burocrazia e nuovi controlli, assistenzialismo pigro e costoso. Non è
questa la ricetta per rilanciare l'economia, denuncia su Abc il più ascoltato
dei talkshowmen, quel Rush Limbaugh che ogni giorno ricorda agli americani: ve
lo avevo detto, Obama è un radicale, non un moderato. Eppure moderati
erano stati i primi segnali. Il suo manifesto elettorale appariva sacrificato,
almeno temporaneamente, sull'altare della più drammatica delle priorità:
arginare la recessione e far ripartire la congiuntura. Ma poi da metà febbraio
i segnali si sono rovesciati e hanno trovato la loro codificazione nel
messaggio sullo Stato dell'Unione: Obama non annunciava solo un piano economico
da quasi due trilioni di dollari, ma anche la riforma dell'assistenza sanitaria
nazionale, il ricorso alle energie verdi, altri massicci stanziamenti in infrastrutture.
Belle intenzioni. Ma con quali soldi? Aumentando le tasse ai ricchi', ha detto
Obama riecheggiando involontariamente il lessico di Bertinotti. I ricchi' sono
coloro che guadagnano più di 250 mila dollari l'anno e dai quali in primo luogo
dipende la ripresa degli investimenti. Sono il 5 per cento circa della
popolazione. Troppo pochi per finanziare tanti ambiziosi progetti. Nessuna
meraviglia che Wall Street non gli creda e continui a crollare. A un primo
sguardo l'espansione della spesa pubblica autorizza un confronto con la
politica di Franklin Delano Roosevelt. In realtà, se il Congresso gliela
approverà essa si rivelerà un mezzo, non un fine. Un mezzo per lanciare una
controrivoluzione ideologica, dirigistica, dopo i quasi trent'anni della rivoluzione
liberistica di Reagan. Obama ha detto di considerarsi un altro Reagan nella sua
ambizione di remaking America', ma in direzione opposta. Il governo
diventerebbe la soluzione e non il problema. Forse il paragone più appropriato
è con Herbert Hoover: con le sue scelte sbagliate trasformò una recessione in
una Grande Depressione. Hoover era un repubblicano. Obama un democratico. Gli
errori non hanno partito. cesaredecarlo@cs.com
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
BOLOGNA PRIMO PIANO
pag. 3 I goliardi terrorizzano' gli scooteristi FINTA ORDINANZA COMUNALE DI
DIVIETO UN PESCE d'aprile fuori stagione. Lo ha messo in scena la Goliardica
Balla di Montecristo, seminando il panico fra decine di motociclisti e
scooteristi. Che ieri, sulle selle dei loro dueruote' parcheggiati in centro,
hanno trovato perentori avvisi con cui il Comune annuncia l'imminente entrata
in vigore del «divieto di accesso alla Ztl e alla T per ciclomotori e
motoveicoli». A partire da dopodomani giovedì 5 marzo, con tanto di
«adeguamento dell'attuale vigile elettronico Sirio entro la mezzanotte» di quel
giorno. Si fa dunque «obbligo di richiesta di permesso d'accesso» previo
contatto con l'ufficio Sirio-Rita del Comune, di cui si dà un numero di telefono
«per fissare un appuntamento con successivo ritiro tagliando entro e non oltre
il 4 marzo». Cioè domani. Per il «sindato» (sic), firma un sedicente Dott. Elio
Felline, assessore Mobilità. Che motiva l'ennesimo divieto con «le ripetute
segnalazioni riguardanti situazioni di pericolo per i pedoni giunte dalle Forze
dell'Ordine». In testa al biglietto e ad alcune locandine affisse qua e là
campeggia lo stemma del Comune, abilmente contraffatto, con una torre al posto
della testa di leone. Il numero di protocollo generale (P.G.) inizia con la
sigla Gbm (Goliardica Balla di Montecristo). «L'ufficio
comunale è stato preso d'assalto da cittadini e telefonate», sostiene il
Questore di Montecristo, che è l'addetto alla burocrazia della Balla. E spiega: «I goliardi hanno anticipato di un mese
il pesce d'aprile' nella speranza di poter donare almeno un sorriso ai
cittadini felsinei». l. o.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-03-2009)
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VETRINA BOLOGNA
PROVINCIA pag. 15 I mille fratellini di Lory Zola, genitori adottano un asilo
per ricordare la figlia morta di GABRIELE MIGNARDI ZOLA PREDOSA «LOREDANA non
c'è più ma i regali continuiamo a farglieli, semplicemente vanno un po' più
lontano, e invece che ad una sola ragazza vanno a decine di bambini che non
hanno più i genitori». A parlare sono Renzo Cornia e Claudia Falzoni Dolci. La
loro vita è cambiata nella notte del 27 agosto 2003 quando alla porta della
loro villetta, a Zola, bussarono i carabinieri per dire che Lory, la loro unica
figlia, era morta in un incidente stradale. Una tragedia che a Zola ricordano
in tanti, e che ha cambiato per sempre la prospettiva con la quale questi
genitori affrontano piccoli e grandi problemi della vita quotidiana. Già al
funerale celebrato nella chiesa di Ponte Ronca da don Mario Fini, le offerte
raccolte furono destinate all'Ant e alla ricerca sulla distrofia muscolare. E
poi nei mesi seguenti, nonostante una ferita ben lontana dal rimarginarsi,
Renzo e Claudia decisero di impegnarsi per alleviare la sofferenza di tanti
bambini che avevano conosciuto nei loro viaggi. Un modo per ricordare Lory per
sempre. «Eravamo già rimasti colpiti dalla situazione dell'infanzia in
Guatemala e così abbiamo pensato di ricordare nostra figlia in questo modo,
aiutando quei bambini», raccontano. Da alcuni anni, con l'aiuto di una cerchia
di amici, questa famiglia ha adottato' un asilo, un orfanotrofio ed una
fondazione che si occupa di adolescenti di strada, ai quali procura materiali
di prima necessità utili alla loro missione. Da pochi giorni Renzo e Claudia
sono rientrati da un viaggio dalla capitale Città del Guatemala dove hanno
recapitato l'ennesimo container di vestiti, giocattoli, alimenti e medicine
necessarie all'asilo Sagrado del Corazon, all'Hospicio San Josè, alla Fundal
(ente che si occupa di bambini sordi, ciechi e muti) e all'Hermanas marinas
missionarias de la Vida. «NORMALMENTE le cose che
servono le reperiamo in Italia e, approfittando della disponibilità della Sacmi
impianti di Imola, mandiamo periodicamente un container di cose utili. Abbiamo
mandato anche sacchi interi di caramelle e acquistato pallet di carta igienica,
i sanitari per un bagno, ed una lavatrice per le suore che lavavano a mano! E'
una gioia vederli felici racconta papà Renzo . Abbiamo
perduto una figlia, ma poi abbiamo trovato tanti altri bambini». Nel futuro dei progetti di mamma Claudia c'è l'adozione di una
ragazza guatemalteca: «Siamo pronti ad accoglierla
nella nostra famiglia come una figlia. Stiamo affondando tutte le difficoltà
della burocrazia. Ma
speriamo di realizzare questo sogno». Image:
20090303/foto/1390.jpg
( da "Denaro, Il" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Napoli
verso il nauticsud Alfano: Tempi brevi per i progetti Il presidente di Api
Napoli: Buona idea potenziare la portualità turistica "Sono favorevole al
potenziamento della portualità turistica". Lo sostiene Emilio Alfano,
presidente dell'Api Napoli (Associazione delle piccole e medie industrie di
Napoli e Provincia), che si dice d'accordo con i progetti presentati da Lino
Ferrara, patron del Nauticsud (che prende il via il prossimo 7 marzo) per
disegnare un nuovo sviluppo di Napoli. "E' necessario però afferma Alfano
ridurre i tempi della loro attuazione". basilio puoti In occasione del
Nauticsud, verranno presentati nove progetti per cambiare il volto della
portualità turistica a Napoli: cosa pensa di queste idee? A mio avviso, sono da
condividere tutti i progetti volti al sostegno del turismo. Considero, quindi,
importanti non solo le idee che saranno presentate al Nauticsud, ma anche
quelle che riguardano altre zone della Campania e che sono al palo da anni. Lo
sviluppo può venire dal mare? Certamente. Sostenere la portualità turistica
significa sostenere tutta l'economia. Perché la portualità turistica coinvolge
tutti gli altri settori. Aumentando i posti barca crescono le opportunità di
lavoro per i giovani e di sviluppo per l'economia. Considero fondamentale
puntare sugli approdi in grado di accogliere le barche di grandi dimensioni,
ovvero dai 20 agli
( da "Sicilia, La" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
palazzo
di città Nominati consulenti a titolo del tutto gratuito g.l.) La Provincia regionale di
Ragusa comunica che è sempre attivo lo sportello immigrati. Si tratta di uno
sportello informativo a disposizione dei cittadini immigrati; è stato istituito
dall'ente di viale del Fante nel marzo 1996. Rappresenta un punto di
riferimento e di appoggio a disposizione dei soggetti
stranieri che hanno bisogno di interloquire con la burocrazia operando on stretta collaborazione con l'ufficio stranieri della
Questura. Presso lo sportello gli utenti vengono aiutati nella redazione delle
domande riguardanti i permessi di soggiorno ed i ricongiungimenti familiari.
Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere al numero telefonico
0932-675242.
( da "Gazzettino, Il" del
03-03-2009)
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In tre anni
organizzeremo lezioni concerto perchè il suo pensiero sia ricordato Martedì 3
Marzo 2009, Dalia Gaberscik, figlia di Giorgio e motore del
festiva Gaber di Viareggio e della Fondazione intitolata al padre è
particolarmente soddisfatta del protocollo firmato con il ministero: «Siamo
partiti da Milano ma vorremmo esportare il progetto e ci auguriamo che docenti
di altre regioni possano esserne i motori: basta scrivere una richiesta, anche
via eMail, al ministero e alla Fondazione e abbiamo sperimentato la velocità e
il senso pratico di questa gestione. Con la Gelmini ne avevamo parlato ad
agosto e già a marzo la cosa è diventata realtà». Perchè portare Gaber a
scuola? «Volevo sin dall'inizio che il suo lavoro
potesse rimanere non solo ai miei figli ma ai miei nipoti e ai nipoti dei
nipoti. Gaber deve essere riconosciuto come patrimonio culturale del nostro
paese, e la cultura passa dalla scuola. Ma inserirlo come materiale didattico
nelle antologie, anche se è lusinghiero, gli rende poco giuistizia. Mettere
Gaber e De André accanto a Carducci non è l'idea giusta per capirli. La lezione
spettacolo va in un'altra direzione, più completa». Ci sono diversi spettacoli
tratti da Gaber in teatro al momento... «Si, domenica
chiude a Milano "Un certo signor G" connuno splendido Neri Marcoré,
poi c'è la riproposizione di "Polli di allevamento" che fa Giulio
Casale, più piccolo e tematico, e siamo al debutto di "Il caso di
Alessanxdro e Maria" di Luca Barbareschi. È bello, perchè dimostra che non
è vero che solo gaber poteva fare Gaber. Infatto Jovanotti a Viareggio,
l'estate scorsa ha fatto una cosa splendida, riproponendolo a modo suo». Questa
è di fatto il suo rapporto di Gaber con le istituzioni
dopo la sua direzione artistica del teatro Goldoni a Venezia? «In effetti si. A Venezia si era divertito moltissimo a fare
"Professione comico" al Lido per il Casinò,
facendo parlare di Venezia come della capitale dell'umorismo. Si cercavano
nuovi talenti e poi al sabato arrivavano i grossi
nomi, Benigni, Grillo... poi sulla scia dell'entusiasmo aveva accettato la
direzione artistica del Goldoni, ma lì aveva faticato di più perchè aveva
dovuto confrontarsi con spettacoli da cartellone, abbonamenti, cose che di solito rifuggiva, e poi con la burocrazia veneziana che lo aveva
definitivamente annoiato. Lui amava Venezia, anche perchè c'era nata sua madre,
Carla Mazzoran, ma rimase un'esperienza unica. Gli fecero poi altre offerte,
Torino, per esempio, ma rifiutò per non ritrovarsi nella stessa situazione.
Però i due mesi di preparazione dell'allestimento di Godot, con lui, Andreasi,
Paolo Rossi e Jannacci insieme a combinarsene di tutti i colori resteranno
memorabili». Giò Alajmo
( da "Mattino, Il (Salerno)" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lavorare quattro o
cinque mesi senza ricevere il salario. A chi farebbe piacere? Un grido di
allarme arriva dagli asili comunali Birillo e Sorriso, gestiti dalle
cooperative sociali (ma il personale delle coop opera anche in via Vernieri).
Le dipendenti - educatrici e ausiliarie - hanno visto gli ultimi soldi
all'inizio di febbraio: un assegno relativo alla fine di settembre e a ottobre.
Novembre, dicembre, gennaio e febbraio, ancora niente. Prima di addentrarci
nella vicenda, è opportuna una premessa. A Salerno molti servizi sociali sono
gestiti da personale delle cooperative. Le amministrazioni - per esempio il
Comune - affidano le attività in esterno per risparmiare. E se ai cittadini può
fare piacere un alleggerimento del bilancio municipale, spesso i lavoratori non
se la passano bene: contratti a tempo determinato, paghe più basse e,
soprattutto, stipendi incassati quando gli enti pagano.
In questo contesto si colloca la vicenda di una donna, educatrice presso
l'asilo nido Sorriso. La signora dipende da una coop che partecipa al consorzio
"La rada" di Salerno. Da cinque anni - racconta - opera da settembre
a giugno (il periodo di apertura degli asili) per 850-900 euro mensili. Il
lavoro è interessante. Un problema, per lei e le colleghe, è la saltuarietà degli
stipendi. «Quando ho cominciato - ricorda - nessuno mi
ha parlato di questa precarietà, altrimenti non avrei lasciato la mia
precedente occupazione. Ma si può continuare ogni mese a chiedere e sentirsi
rispondere in modo evasivo? Come si può vivere così? I soldi per la famiglia
dove si prendono? Quale banca vorrà mai farti un prestito?».
Negli ultimi tempi, le lavoratrici sono arrivate a vantare cinque stipendi
arretrati. Così, a un certo punto, la signora si è rivolta al sindacato. «Subito dopo abbiamo ricevuto le spettanze del periodo tra
fine settembre e ottobre. Il mio assegno? Poco più di 1200 euro». Questo accadeva all'inizio di febbraio. La vicenda, come
detto, è arrivata al sindacato. Angelo De Angelis, esponente della Funzione
pubblica Cgil, ha chiesto un incontro all'assessore Ermanno Guerra. «Non capiamo - dice - perché non si pagano gli stipendi. A
tutt'oggi non sappiamo se dipende dai ritardi del Comune o
dalla burocrazia delle
cooperative». Patrizia Stasi, presidente del consorzio, fornisce la sua
spiegazione. La coop ha vinto a settembre un bando triennale per la gestione
dei due asili nido, impegnandosi a presentare al Comune una fattura bimestrale
pagabile in novanta giorni. «Il Comune di Salerno è uno fra i più
puntuali nei pagamenti», afferma Stasi, annunciando un'altra novità: a dicembre
il Comune ha firmato una convenzione con Banca Etica, che anticiperà l'80%
dell'importo delle fatture. Così dovrebbe stabilirsi una certa puntualità negli
stipendi. «La situazione economica - continua Stasi -
si è sbloccata. Entro alcuni giorni pagheremo novembre e dicembre, per la fine
di marzo verseremo il resto. Ad aprile la situazione si normalizzerà». L'annuncio tranquillizza la dipendente rimasta senza
stipendio per tanti mesi? «Tante volte ci hanno già fatto queste promesse»,
risponde la donna.
( da "Virgilio Notizie" del
03-03-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 3 mar. (Apcom)
- "Dopo le perplessità di Mantovano, l'altolà ai sindaci di La Russa, il
governo ascolti i forti rilievi delle opposizioni, le osservazioni dei
rappresentanti delle forze dell'ordine e dei sindacati e quelle dei suoi stessi
esponenti: le ronde, o come si vogliono chiamare, così come sono state pensate
rischiano di essere inutili se non dannose". Lo dichiara in una nota
Roberto Rao, componente Udc della Commissione Giustizia della Camera. "Chi risponderà di incidenti e aggressioni ai volontari
disarmati? Quante risorse in
termini di uomini, mezzi e burocrazia verranno impiegate per controllare e per regolamentare le
ronde?", si chiede Rao. "Il governo
- conclude - la smetta di seguire la strada di risposte eclatanti ma di scarsa
efficacia e dia più risorse, uomini e mezzi alle forze dell'ordine. Per l'Unione di Centro questo è un punto ineludibile per sostenere
qualsiasi provvedimento sulla sicurezza".
( da "Sestopotere.com" del
03-03-2009)
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"Svendita"
Alpina Acque , Nervegna (Fi/PdL): "Dopo la
denuncia , in arrivo anche esposto alla corte dei conti e il sindaco Masini
tace" (3/3/2009 19:25) | (Sesto Potere) - Forlì - 3 marzo 2009 -
"Ancora una volta il sindaco di Forlì, Nadia Masini, memore della sua
cultura di stretta osservanza politica stalinista, ha offerto il migliore
esempio di protervia del potere e di cieca analisi dei fatti. Sabato 28
febbraio, dopo avere negato nei giorni scorsi un incontro ai dipendenti di
Alpina Acque coinvolti nella vendita decisa da Romagna Acque, ha ricevuto i
sindacati territoriali asserendo tra le altre cose che il consiglio di
Amministrazione della stessa società di progettazione risultava decaduto. Cosa
che non era vera! Nonostante le dimissioni in sequenza di due membri (Luisa
Babini e l' avvocato Stefano Giannini) infatti Il
Consiglio di Amministrazione di Alpina Acque è comunque legittimato a procedere
in quanto ancora composto, come stabilito dallo Statuto, dalla maggioranza dei
consiglieri nominati ed accettati dall'Assemblea. Piuttosto sono altre le
informazioni che il Comune di Forlì dovrebbe fornire all'opinione pubblica.
Poiché , come è noto, tutti i consiglieri di
amministrazione delle società pubbliche partecipate della Romagna sono
designati dai sindaci, in testa anche la Masini, e le poltrone e gli sgabelli
sono lottizzati dalla sinistra con logica rigorosamente politica". Questo
l'ennesimo attacco che il capogruppo comunale e consigliere regionale di Forza
Italia/PdL , Antonio Nervegna sferra al primo
cittadino di Forlì sul caso della vendita/svendita di Alpina Acque, società
forlivese controllata al 94% da Romagna Acque. "Al di là delle ragioni , che io stesso ho espresso pubblicamente, in sede
istituzionale attraverso numerose pubbliche denunce ed interrogazioni politiche
- spiega Nervegna - nel corso delle ultime settimane si sono registrati anche
fatti nuovi: un esposto alla magistratura penale di Forlì è stato presentato
dalla UIL e ricalca i rilievi di irregolarità esposti nella mia interrogazione.
Inoltre corre voce che la Corte dei Conti possa contestare il danno erariale
dato che Romagna Acque che è una società interamente pubblica non può
autorizzare una cessione che determini un inutile svantaggio. Col 100% della
proprietà di Alpina Acque la legge consentirebbe a Romagna Acque di affidare i
progetti e le direzioni lavori direttamente a se stessa, con
evidente risparmio di tempo e burocrazia e godendo di vantaggi finanziari del quale
potrebbero trarre grande beneficio anche gli oltre 50 comuni soci di Romagna
Acque, compresa l'amministrazione comunale di Forlì". Nervegna rinnova
l'accusa di quella che considera una manovra "poco chiara" e pone
alcune domande. "Perché la vendita alla Dam di
Ravenna è avvenuta a trattativa privata, dopo che le carte messe in tavola con
la gara pubblica andata deserta erano state modificate, a vantaggio della
stessa Dam, con l'aggiunta di commesse che prima non c'erano? E perché i consiglieri Babini e Giannini hanno rassegnato le
dimissioni proprio ora, quando correttezza avrebbe voluto che si fossero
eventualmente dimessi solo dopo l'approvazione del Bilancio e l'eventuale
cessione delle quote all'acquirente; ciò, come normalmente accade, al fine di
tutelare la società e il capitale per cui erano stati nominati consiglieri?".