HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO           di Mauro Novelli            

  BIBLIOTECA



 

Il tempo del Papa-Re
   
Diario del Principe

 Don Agostino Chigi

dall’anno
1830-1855

* * *

Anno 1830

Gennaio

Giovedì 7 — Ha fatto strepito nei giorni scorsi l’accaduto al Colonnello Villacampa Spagnolo, il quale avendo ritrovata la moglie, che è francese piuttosto bella, in compagnia del figlio del Duca di S. Leu, dopo una scena piuttosto strepitosa, aveva fatto istanza che la moglie fosse immediatamente rinchiusa in un Monastero. Intanto il Governo, inteso del fatto, ha intimato l’arresto in casa ad ambe le parti sino che abbiano data la loro parola d’onore di non offendersi: dopo di che il Colonnello è partito colla moglie, ma coll’intenzione di ricondurla in Francia alla sua madre.

Febbraio

Martedì 23Oggi si è aperto al Campidoglio nell’appartamento del Senatore, da lui concesso a questo effetto, una esposizione di quadri e opere di scultura di artisti esistenti in Roma, quale esposizione è stata promossa da una società, che si è formata da poco per facilitare con questo mezzo agli artisti stessi l’esito delle loro produzioni.

Lunedì 29 — In questi giorni ha fatto molto rumore l’arresto seguito piuttosto strepitosamente del Guardaportone della Villa Borghese per avere cagionata la ferita in testa di un ragazzo, a cui giorni sono diede una spinta per avergli resistito insolentemente; in seguito della quale batté fortemente la testa al cancello. Dopo l’arresto il Sig. Gozzani agente generale del Principe Borghese ha fatto chiudere la villa al pubblico, e così tuttora continua.

Martedì 30 — Oggi la Villa Borghese è stata di nuovo aperta, e in luogo del Guardaportone stava alla porta il Guardiano ordinario della medesima.

Aprile

Martedì 7 — Questa mattina di buon’ora è stata innalzata una delle due colonne al principio della salita del Pincio superiormente alla fontana ov’è la statua di Roma.

Sabato Santo 10 — Oggi è stata data l’acqua alla fontana di piazza Colonna intorno alla quale si è lavorato per circa sei mesi per ripulirla e risarcirla, e fare qualche cambiamento al gettito dell’acqua.

Martedì 20 — È uscito editto di Segreteria di Stato che proroga per un altr’anno (dicendosi che questa sarà sicuramente l’ultima proroga) la disposizione che proibisce di aumentare le pigioni delle case etc.

Maggio

Mercoledì 19 — In questi giorni è stata scoperta alla pubblica vista una delle due colonne rostrate all’ingresso della passeggiata del Pincio dalla parte del Popolo.

È voce comune che per mezzo di circolari sia stato mandato a tutte le Dogane l’ordine di sospensione della nuova tariffa, contro la quale si sono suscitati moltissimi reclami.

Venerdì 21 — Domenica e lunedì scorso è stata osservata sulle foglie degli alberi e piante, in Roma e nei contorni, una polvere cenerina, non si sa donde venuta. Si era detto che potesse provenire da una eruzione del Vesuvio; ma si è verificato che non vi è stata alcuna eruzione.

Oggi sono stati scoperti alla fontana di piazza Colonna due delfini per parte, addossati a due conchiglie, che gettano acqua.

Lunedì 24 — Questa sera a Valle si è recitata una nuova tragedia del Sig. Sterbini intitolata Filippo Visconti, che per tre atti si è bastantemente sostenuta; ma negli ultimi due è caduta intieramente.

Giugno

Venerdì 11 — Questa mattina di buon’ora è stata innalzata all’ingresso della passeggiata del Pincio l’altra colonna rostrata, che è in due pezzi.

Luglio

Sabato 17Oggi si è ricevuta per la via di Genova la notizia dell’ingresso dell’armata francese in Algeri, seguìto il dì 5 corrente.

Giovedì 22 — Questa mattina a S. Luigi de’ Francesi si è cantata solenne messa e Te Deum per la presa di Algeri con invito dei Cardinali Palatini e Borbonici, corpo diplomatico e Prelature pure aderenti nei rispettivi coretti. Per questa circostanza questa sera si è fatta illuminazione alla Chiesa di S. Luigi, al palazzo dell’ambasciatore etc.

Lunedì 26 — Questa sera circa le due di notte dalla cima del palazzo di villa Medici si è incendiato un fuoco d’artfizio per festeggiare la presa di Algeri.

Agosto

Venerdì 6 — Grande ansietà delle nuove di Parigi, ove si sa che il giorno 28 è seguìto gran rumore in seguito delle ordinanze reali pubblicate il 27 sullo scioglimento della camera dei Deputati, sulla sospensione della libertà della stampa periodica, e sulla nuova forma delle elezioni; tutte cose ben poco piacevoli per noi.

Lunedì 9 — Oggi (come sabato) siamo stati privi di lettere di Francia in corrente, essendo solo venuto qualche giornale, da cui si può rilevare la rivoluzione accaduta con mortalità grandissima ecc. ecc. Il Signore ci aiuti.

Martedì 10 — Non si parla che dei disgraziatissimi affari di Francia. Tutti si strappano dalle mani i pochi giornali che sono venuti.

Mercoledì 11 — Nella notte è passato un corriere di commercio di Rothscild, diretto a Napoli con un passaporto, sul quale erasi cancellato lo stemma reale dei Gigli, ed era intestato Liberté, Honneur, Constance. Egli era partito da Parigi il giorno 4, ma se e quali notizie possa aver recato nessuno lo sa. Corrono mille voci di abdicazione del Re, di nomina del Duca di Orléans a Luogotenente del Regno, e cose simili.

Giovedì 12 — Questa mattina si sono ricevuti tutti i giornali di Francia che ci hanno dato i dettagli delle terribili giornate del 28 e 29 Luglio, la conferma dell’elezione del Duca di Orléans in Luogotenente del Regno e della partenza del Re da S. Cloud con qualche corpo di truppa, si dice, verso Chartres.

Sabato 14 — Coi fogli di oggi si è saputa positivamente l’abdicazione del Re di Francia e del Delfino a favore del Duca di Bordeaux, e l’apertura delle Camere fatta dal Duca di Orléans il giorno 3 del corrente.

Domenica 15 — Un corriere di commercio passato oggi ha dato verbalmente la nuova della proclamazione del Duca di Orléans in Re di Francia col nome di Filippo VII seguìta il giorno 7 corrente.

Sabato 21 — Si è avuta notizia della istallazione seguìta il dì 9 a Parigi del nuovo Re col nome di Luigi Filippo I. Il bando di tutta la famiglia e parentela Bonaparte è stato revocato, almeno secondo le voci più comuni.

Settembre

Mercoledì 8 — Fino da ieri sera è giunto in Roma M. de Montesquieu, che pare sia latore di lettera autografa del nuovo Re di Francia per il Papa; commissione che pare abbia anche per gli altri Sovrani d’Italia. Ieri stesso ebbe, per quanto si assicura, una conferenza col Cardinale Segretario di Stato, e questa mattina si è visto per Roma con cocchiere e servitore in livrea del Conte della Ferronais e colla coccarda tricolore; verso sera è ripartito per Napoli.

Lunedì 27 — Questa mattina M. de Montesquieu è stato all’udienza del Papa il quale gli ha rimesso di propria mano il Breve responsivo alla lettera del nuovo Re dei Francesi.

Novembre

Lunedì 15 — In seguito di un corriere giunto ieri sera da Modena si è sparsa voce generale che le truppe austriache entreranno a guarnire Fort’Urbano, Bologna e Ravenna per prevenire dei movimenti rivoluzionari, che si suppone minacciassero di scoppiare in quelle provincie.

Sabato 20 — Il Papa né ieri né oggi ha dato udienza e si sente che oggi si è fatta una sanguigna emorroidale. Quale sia la natura della sua indisposizione non si sa precisamente. Si assicura però che non ha febbre, e che non ha chiamato alcun medico, facendosi assistere dal solo chirurgo Antonio Trasmondi.

Domenica 21 — L’incomodo del Papa pare che sia un qualche impegno al petto cagionato dall’umore podagrico, per il che, oltre la sanguigna emorroidale va facendo dei bagni di senapa ai piedi; si vuole che l’altro giorno avesse un poco di febbre, ma che ora non l’abbia più.

Lunedì 22 — Il Papa ha passato la notte inquieta per l’affanno, e gli sono stati applicati i vessicanti. Avendo il chirurgo Trasmondi protestato non voler essere assolutamente più solo ad assisterlo, ha consentito a far venire il Dott. Morichini, che cura attualmente il suo Aiutante di camera malato. Questa sera si diceva che stava un’ombra meglio; ma la cosa si fa seria.

Martedì 23 — Il Papa ha passata una notte migliore ed anche nella giornata si assicura sia stato meglio, e si assicura altresì che abbia veduto il Segretario di Stato. Nonostante è andato l’ordine alle chiese di recitare la Colletta Pro Pontifice infirmo, ed in quella dell’Apollinare si è ordinato dal Cardinal Vicario un triduo coll’intervento del Seminario e della Scolaresca.

Giovedì 25 — Il biglietto delle nuove del Papa di questa mattina portava che aveva riposato a intervalli più lunghi, e che l’affanno o asma nel parlare e nel muoversi era minore.

Sabato 27 — Il Papa da dopo pranzo a ieri sera sino circa la mezzanotte fu molestato talmente dall’affanno, che si temé assai, e si parlò di dargli il Viatico, che però il medico non giudicò necessario. In seguito si andò calmando, e la notte è stata piuttosto quieta; nella giornata si dice abbia avuti nuovi insulti, ma questa sera pareva che stesse di nuovo meglio, e gli erano stati applicati due altri vessicanti.

Domenica 28 — Il Papa ha avuta una pessima notte per le strette sempre più forti, e questa mattina ha voluto essere comunicato per Viatico (benché lo avesse fatto venire altre volte per devozione nei giorni scorsi) per mezzo di Monsignor Barbolani Cameriere segreto, da cui si è riconciliato benché non abbia confessato mai. Tutti i Cardinali dopo la Cappella di S. Pietro per la prima domenica dell’Avvento sono andati a Monte Cavallo secondo il solito. Alle 21,30 italiane crescendo sempre il pericolo gli è stata amministrata l’estrema unzione dal Card. De Gregorio Penitenziere, che è stato mandato a chiamare in fretta a casa, ove era tornato poco prima da Palazzo, e stava per mettersi a pranzo. Questa sera al tardi viveva ancora conservando però sempre piena cognizione ed ammirabile presenza di spirito. L’ordine di recitare la Colletta pro Pontifice morti proximo è andato verso sera, e probabilmente pur troppo non vi sarà tempo di eseguirlo. L’esposizione alle Patriarcali è stata fatta oggi dopo pranzo.

Lunedì 29 — Contro l’aspettazione comune il Papa è arrivato a questa mattina, e nella giornata è stato un poco meno tormentato dall’affanno, quale però si assicura sia tornato molto violento questa sera e che si sia in molto timore per la nottata.

Martedì 30 — Il Papa dalle 23 ore di ieri si aggravò sommamente, e tutta la notte e nella giornata è andato sempre tracollando per le convulsioni frequenti e mortali, da cui era assalito, e finalmente questa sera alle ore 4 italiane, ossia alle ore 9,15 di Francia ha reso l’anima al Creatore in età di 69 anni, compiti ai 20 di questo mese, dopo venti mesi in punto di Pontificato generalmente compianto da tutti i ceti di persone.

Dicembre

Mercoledì 1 — Questa mattina circa le 10 di Francia il Card. Galeffi Camerlengo è andato col solito accompagnamento e cogli svizzeri a Monte Cavallo a far la ricognizione del cadavere del defunto Papa, ed al suo ritorno che è seguìto circa le 11,15, è cominciato il suono funebre delle campane, che è durato per un’ora.

Questa sera si è tenuto presso il Card. Pacca decano la prima Congregazione dei Capi dell’Ordine coll’intervento del medesimo e del Card. Dandini in luogo di primo prete (essendosi scusato per motivi di salute il Card. Fesch, e i Cardinali Naro, Doria e Pallotta, che seguivano per ordine di anzianità) e del Card. Albani primo Diacono, oltre il Camerlengo.

Malgrado voci sparse che per disposizioni date dal Papa defunto per riguardi economici si sarebbe scelto un altro locale per il Conclave, oggi si è saputo che si farà a Monte Cavallo.

Giovedì 2 — Nella sezione del cadavere del Pontefice che seguì ieri sera per quanto si dice, furono trovate le viscere sanissime e solo si è rinvenuta qualche debolezza nel polmone, altri dicono qualche sfiancamento nel cuore; resterebbe perciò a sapersi di qual male sia morto. Benché i Capi d’Ordine nella loro Congregazione avessero risoluto di fare il Conclave a Monte Cavallo, pure hanno creduto bene di esplorare oggi individualmente il sentimento di tutti i Cardinali, tanto più che nella passata sede vacante vi furono delle lagnanze, per parte del Collegio, che questa risoluzione fosse presa senza consultare la Congregazione generale.

Il corpo del Papa è stato esposto nella Cappella di Monte Cavallo, cosa non in regola, dovendosi esporre in una camera del palazzo.

Venerdì 3 — Questa sera è seguito il trasporto del cadavere del Papa a S. Pietro. L’ora indicata era l’un ora di notte circa; ma contro l’aspettazione comune è stata anticipata all’Ave Maria; in modo che la maggior parte della gente non è stata a tempo a vederlo. Si crede che il timore di qualche tumulto nel tempo del trasporto (fondato non si sa dove) abbia fatto prendere questa risoluzione. Una buona pioggia ha accompagnato il convoglio per un buon tratto di strada.

Sabato 4 — Questa mattina è seguito il trasporto del Papa defunto dalla Sistina del Vaticano in S. Pietro, ove è rimasto esposto, secondo il solito, nella Cappella del Sagramento.

Nella Congregazione generale tenuta prima del trasporto sono stati nominati in qualità di pro-Legati, nell’assenza dei rispettivi Legati per il Conclave, a Forlì Monsignor Gazzoli, a Ravenna Monsignor Zacchia, ed a Ferrara Monsignor Mangelli. È stato destinato a far l’orazione funebre pel defunto Pontefice Monsignor Di Pietro, e quella de eligendo Pontifice Monsignor Mai. Sono stati pure destinati a sopraintendere alla costruzione del Conclave i Cardinali Rivarola e Odescalchi unitamente al Camerlengo. Il Conclave è definitivamente stabilito a Monte Cavallo, di dove già sloggiano gli abitanti.

Domenica 5 — Questa mattina sono cominciati i Novendiali a S. Pietro e si è tenuta la Congregazione del S. Collegio, a cui sono andati a rassegnarsi, secondo il solito, i Conservatori.

Si lavora al catafalco, che si dice dovrà essere di molto minore dispendio di quello fatto per Leone XII che andò molto avanti.

Lunedì 6 — Nella Congregazione di questa mattina è stato eletto per Confessore del Conclave il P. Togni Crocifero, che lo fu nel penultimo Conclave, ed è andato a presentarsi l’Ambasciatore di Spagna.

Questa sera è seguita la tumulazione del corpo del Papa nel solito sito da cui ieri sera fu rimosso quello di Leone XII, e tumulato (come egli aveva disposto) avanti l’altare di S. Leone, ove si è fatto espressamente il cavo.

Sabato 11 — Questa mattina si sono fatte le prime esequie al defunto Papa col catafalco. Il catafalco è più ristretto assai di quello di Leone XII, e rappresenta un tempietto rotondo coll’urna in mezzo collocato in alto sopra un basamento, e quattro statue delle virtù cardinali agli angoli.

Da ieri sera in qua si son dovute prendere delle precauzioni straordinarie essendosi distribuite le cariche alla truppa, chiusi i cancelli, alzato il ponte e caricati i cannoni a Castel S. Angelo. Pare che ieri vi fosse qualche attruppamento di persone sospette dietro a S. Pietro, le quali si proponessero di assalire il Castello stesso, e perciò al Vaticano è stata mandata della forza. Questa sera poi per mezzo di un ufficiale si è mandato l’ordine della partenza al figlio del Conte S.t Leu e al figlio del Principe di Montfort; il primo è partito; quanto al secondo, essendo ricorso il padre al Principe Gagarin Ministro di Russia, e avendo questi fatte personalmente delle fortisime rimostranze al Governatore ed ai Cardinali Capi d’Ordine, l’ordine è stato revocato.

Domenica 12 — Nella notte sono seguiti diversi arresti. Fra gli arrestati si contano il Conte Troili Guardia nobile, ed uno dei Gozzani fratelli dell’agente generale del Principe Borghese in Roma. Si parla anche, ma in confuso, dell’arresto di qualche ufficiale di artiglieria; gli altri sono persone piuttosto oscure, e per lo più Romagnoli.

Lunedì 13 — È stato arrestato anche un altro dei fratelli Gozzani, e pare che si stia ancora in qualche sospetto.

Martedì 14 — Oggi è cominciato il Conclave. I Cardinali hanno fatta la consueta processione da S. Silvestro, della quale si stava in dubbio per i cattivi tempi, e anche un poco per i sospetti dei scorsi giorni.

Non si è verificato l’arresto dell’altro fratello Gozzani.

Sabato 18Oggi si è sparsa (non si sa con qual fondamento) per Roma la voce dell’elezione del Cardinale Opizzoni in Papa.

Martedì 28Oggi si è risvegliata un’aspettativa generale di imminente elezione del Papa. In genere pare che realmente il Cardinale Pacca abbia guadagnato molto terreno. Molti si riserbano per Donnini.

Mercoledì 29 — Continua l’aspettativa di vicina elezione del Papa, che molti aspettavano sicuramente; oggi si parla molto anche di Giustiniani.

Giovedì 30 — Le voci del Conclave sono sempre divise tra Pacca e Giustiniani.


Anno 1831

Gennaio

Venerdì 7 — Secondo le voci più comuni pare che in Conclave si stringano le cose per il Cardinal Giustiniani.

Sabato 8 — Tutti questa mattina aspettavano l’esaltazione del Card. Giustiniani. È voce comune che il Card. Marco abbia fatto sentire che la persona del Cardinale suddetto non sarebbe accetta alla Spagna. Se è vero Dio lo sa.

Domenica 9 — Si conferma pienamente l’esclusiva data a nome della corte di Spagna al Cardinal Giustiniani.

Martedì 11 — Secondo le voci di oggi riguardo al Conclave pare che i voti si siano quasi nella totalità divisi tra il Card. Pacca e il Card. Cappellari.

Mercoledì 12 — Seguitano le voci del Conclave sugli stessi due soggetti, e si dice che Cappellari guadagni terreno e che oggi abbia avuto 23 voti mattina e giorno.

Giovedì 13 — Questa mattina molti aspettavano l’elezione del Card. Cappellari; aspettativa che è rimasta delusa: questa sera pareva rallentata.

Venerdì 14 — Continua l’aspettativa dell’elezione del Card. Cappellari.

Sabato 15 — Questa mattina generalmente si aspettava l’elezione del Papa in persona del Card. Cappellari. Si pretende sapere che al contrario siano diminuiti i voti al medesimo Cappellari. Sulla sera si è detto che allo scrutinio del dopo pranzo siano di nuovo cresciuti. Questa sera verso le 4,30 di notte italiane sulla piazza di Monte Cavallo si è intesa una ben forte esplosione proveniente da un così detto botto ripieno di polvere collocato (Dio sa da chi) presso una delle colonnette del padiglione del palazzo; quale esplosione si è intesa per una gran parte della città a distanza considerabile.

Lunedì 17 — Oggi le voci per il Card. Cappellari sono diminuite e si dice cresciuto un voto al Card. Pacca.

Martedì 18 — Oggi hanno dormito le voci di elezione del Papa.

Giovedì 20 — È stato arrestato il cocchiere del Conte Parisani, che si crede autore dell’esplosione seguìta Domenica mattina al portone del palazzo di Monte Cavallo, e si dice che questa bella impresa fosse conseguenza di una scommessa.

Venerdì 21 — Pare che non si verifichi l’arresto del cocchiere di Parisani, che si disse ieri.

Sabato 22 — Crescono le voci di vicina elezione del Card. Pacca in Pontefice.

Domenica 23 — Questa sera alle 2,45 di notte è seguita altra esplosione simile a quella di Domenica scorsa, prodotta da un gran botto gettato nelle cantine del palazzo del Quirinale dalla parte della Panetteria verso il vicolo di Scanderberg: in Conclave non si è sentita.

Lunedì 24 — Corrono voci di elezione per domani in persona del Card. Benvenuti. Speriamo che non finiscano al solito!

Martedì 25 — Questa mattina si aspettava l’elezione non più del Card. Benvenuti, ma del Card. Pacca; ma neppure di questo si è verificata.

Sabato 29 — Nella notte scorsa per ordine del Governatore sono state prese molte precauzioni, cioè il ritengo nei quartieri, il raddoppiamento delle pattuglie ecc., senza che se ne conosca il motivo.

Febbraio

Martedì 1 — Grande aspettativa di elezione del Papa per domani; vari soggetti si nominano, e tra gli altri il Card. Galletti.

Mercoledì 2 — Questa mattina è eseguita l’elezione del Papa in persona del Card. Cappellari, che ha preso il nome di Gregorio XVI. L’elezione, che pare fosse combinata ieri sera è stata fatta con 32 voti (cioè con due di più del necessario) allo scrutinio. Il nuovo Papa ha confermato il Maestro di Camera Monsignor Pandolfi, i tre Camerieri segreti di numero, cioè Altieri, Barbolani e Della Porta come pure il cavallerizzo Barone Piccolomini. Non ha conferita alcuna carica di Ministero e si sta in grande aspettazione della nomina del Segretario di Stato, che a tutta questa sera non era dichiarato. Si assicura che il Papa abbia accordato il permesso del carnevale secondo il solito.

Giovedì 3 — Questa mattina il Papa alle 9,15 di Francia è partito da Monte Cavallo in forma pubblica, avendo seco in carrozza i Cardinali Pacca Decano e Galeffi sotto Decano, ed è andato al Vaticano ove ha ricevuta la seconda adorazione nella Sistina, e la terza all’altare papale in S. Pietro ed è ritornato al Quirinale all’un’ora pomeridiana. Scarsissimi sono stati gli applausi del popolo.

Il Segretario di Stato non è ancora nominato, e supplisce interinalmente Monsignor Polidori Segretario del S. Collegio.

Venerdì 4 — È stato nominato Segretario dei Memoriali il Card. Giustiniani, e Prefetto di Propaganda (carica che aveva il Card. Cappellari ora Papa) il Card. Pedicini stato Segretario dei Memoriali nel passato Pontificato.

Questa mattina è uscito l’editto, che permette, oltre le corse, le maschere, eccetto che ai Festini, restando proibiti i moccoletti. Questa sera è stato dimesso dal Castello il Conte Troili come non ritrovato colpevole di partecipazione alla cospirazione, che si temé nei primi giorni di sede vacante ed è stato ristabilito a rientrare al suo posto nella Guardia nobile.

Domenica 6 — Questa mattina è seguita la coronazione del Papa ed insieme la sua consacrazione, non essendo egli Vescovo, ed il Card. Pacca Decano è stato il consacrante, ed assistenti i Cardinali Arezzo e Galeffi. Il Papa nell’andare a S. Pietro ha fatto uso della nuova carrozza nobile, e di una seconda pure nuova fatta recentemente.

L’atto della coronazione è seguito all’una pomeridiana, ossia alle 19,30 italiane. Dopo la funzione il Papa è rimasto ad abitare a S. Pietro. Per la ricorrenza della coronazione con Notificazione firmata da Monsignor Polidori, come suo Segretario per gli affari di Stato, si è fatto sapere che si darà un certo numero di Doti in Roma e nella provincia; si rilasceranno i piccoli pegni fatti sino al 15 Gennaio p.p.; si faranno delle distribuzioni di vestiario e commestibili ai poveri, e si condoneranno le multe incorse per l’eccessiva piantagione dei tabacchi ecc.

Lunedì 7Oggi si è avuta la notizia che a Modena e a Carpi (alcuni vi aggiungono anche Reggio) era scoppiata una insurrezione in seguito alla quale non si sono ricevuti i fogli di Francia che vengono per la via di Verona. Si assicura che il Duca sia riuscito a reprimere i movimenti suddetti, ma le cose non sono ben chiare.

Martedì 8 — Questa mattina è giunta staffetta, che ha portato la notizia della rivoluzione scoppiata a Bologna, il giorno 4 corrente, come pure a Forlì, e oggi poi si è saputo esser seguito lo stesso anche a Ravenna. Pare che la cosa sia accaduta per tutto senza spargimento di sangue e senza resistenza, avendo la truppa presa addirittura, la coccarda tricolore italiana, come pure gli ufficiali, a riserva di pochi. Monsignor Clarelli pro-Legato di Bologna è venuto a Firenze, ed anche Monsignor Gazzoli, pro-Legato di Forlì, è partito, ma non si sa dove sia andato, dopo aver ambedue nominata una Commissione per mezzo di proclama in cui trasfondevano il governo. Di Modena non si è saputo niente di più; mancano sempre le lettere. Questa mattina si è tenuta a Palazzo una Congregazione composta dei 4 Cardinali Legati e dei Card. Opizzoni, De Gregorio, Giustiniani e Albani. Si dice che Opizzoni debba partire subito per Bologna e che anche Bernetti debba partire, non si sa bene per dove, né per qual fine.

Giovedì 10 — Oggi il Corso è stato molto animato di maschere popolari, malgrado che fosse corsa voce di tentativi che oggi medesimo dovevano farsi per eccitare sommossa; per il che si sono prese varie precauzioni anche questa sera. Il Governatore, per quanto si assicura, aveva qualche difficoltà di fare la sua solita comparsa del Giovedì grasso (come nel primo giorno) per il Corso; ma il Papa ha voluto che vi andasse secondo il solito. Questa mattina sono venute tutte le lettere dalla parte di Bologna, che non vennero lunedì, portando molti dettagli di tutto l’avvenuto nelle tre Legazioni rivoluzionate, i proclami pubblicati ecc.; si è saputo che il Duca di Modena era partito per Mantova. Questa mattina si è pubblicata una specie di proclama in nome direttamente del Papa, e da lui sottoscritto, diretto ai suoi sudditi.

È partito questa mattina il Card. Opizzoni Arcivescovo di Bologna per la sua residenza. Il Card. Bernetti poi, che sino a ieri si credeva fosse sul punto di partire col carattere di Legato a latere alla volta delle provincie, oggi si è saputo essere stato dichiarato Segretario di Stato. Questa sera è stato il primo Festino di prima sera a Aliberti senza maschera. Vi era ben poca gente.

Venerdì 11 — Questa mattina è arrivato Monsignor Cattani Delegato di Pesaro, ove è accaduto lo stesso che nelle altre provincie. Ancona pure dopo qualche resistenza ha dovuto cedere. Questa mattina il Papa è andato a S. Lorenzo e Damaso, ove è la solita esposizione (come mercoledì andò a S. Gregorio) e quindi a Propaganda, ove da Cardinale aveva, come Prefetto, la sua abitazione: ed il popolo lo ha moltissimo applaudito.

Sabato 12 — In prima mattina sono state pubblicate due Notificazioni, con una delle quali in nome del Card. Bernetti pro-Segretario di Stato si ordina, che, per rinforzare la truppa civica ogni presidenza di Polizia di Rione armi cento uomini a sua scelta per la guardia delle proprietà ecc.: coll’altra poi di Monsignor Cappelletti Governatore si ordina che tutti gli statisti e della Comarca domiciliati in Roma da un anno a questa parte si presentino nel termine di 24 ore ai rispettivi Presidenti di Rione, per dar conto di sé, del domicilio, dei motivi del soggiorno in Roma ecc.

Più tardi dopo mezzogiorno inaspettatamente si è pubblicata altra Notificazione del Governatore, che proibisce le maschere (per le quali era già suonata la campana di Campidoglio) e tutti gli altri divertimenti carnevaleschi, comprese le rappresentazioni teatrali. Nello stesso tempo si è veduta giungere a piazza Colonna a tamburo battente molta truppa di fanteria, e lo stesso è seguito in altre piazze.

Poco prima delle due ore di notte si sono presentate alcune persone in piazza Colonna (di dove non molto avanti si era ritirata la maggior parte della truppa), e scaricando alcuni colpi di pistola alla sentinella, che stava al cantone di casa nostra verso il Corso, hanno incominciato a gridare: Viva Filippo, viva Bologna ecc. ecc. I soldati della Guardia accorrendo ed inseguendoli hanno scaricato molti colpi di fucile, in seguito dei quali gli aggressori si sono dati alla fuga. Tutte le botteghe si sono chiuse all’istante, e tutta la gente si è ritirata, e tutte le porte delle case si sono ugualmente chiuse.

Domenica 13 — La notte è stata tranquilla; questa mattina moltissima gente a piazza Colonna andava a osservare i segni lasciati ieri sera dalle palle sul muro di facciata nel palazzo Piombino, e nei suoi portoni, una delle quali ferì il Decano del Duca di Sora. Cinque di quelli, che assaltarono ieri sera la Guardia, sono stati arrestati nell’atto, e fra questi il figlio del Dottor Lupi, un tal Gabrielli giovane di S. Spirito; gli altri si dice siano forestieri. Il progetto che si assicura avessero ieri i cospiratori (la di cui scoperta fece decidere la proibizione del Carnevale) era quello di impadronirsi della persona del Senatore per costringerlo a recarsi dal Papa per ottenere la liberazione di tutti i detenuti per delitti politici, e forse per il cangiamento del Governo ecc. Il Senatore di ciò avvisato si occultò fuori di casa sua per alcune ore. Alcune sorde voci portano che il Duca Braschi sia arrestato in casa.

Lunedì 14 — La notte è passata tranquillamente, e nessuna precauzione straordinaria si è veduta prendere nella giornata.

Questa mattina il Papa doveva andare al Gesù dove tutto era disposto per riceverlo e vi era concorsa gran quantità di gente; ma poi è venuto il contrordine. È stato pubblicato un invito sacro del Cardinale Vicario, in cui si annunzia che, cominciando da oggi, saranno esposte le catene di S. Pietro a S. Pietro in Vincoli, e le Immagini della B. Vergine di Campitelli e del Popolo, per implorare aiuto nelle attuali luttuose circostanze.

Questa sera a notte è stata affissa una Notificazione del Card. Bernetti, pro-Segretario di Stato, in cui dopo aver parlato dei tentativi inutilmente fatti dai rivoluzionari, si dice che l’oggetto loro è il saccheggio delle pubbliche private proprietà, profittando anche della stanchezza della truppa, e perciò qualora si rinnovassero simili tentativi si prescrive che ad ogni segno che venisse dato dal Forte Sant’Angelo, o dalle pubbliche campane suonate a martello, tutti gli scritti al servizio militare accorrano alla difesa della Religione, della Patria e del Trono. Questa Notificazione, anche per l’ora in cui è stata affissa, ha molto allarmato tutto il paese, si sono chiuse le porte e botteghe e le strade sono rimaste deserte. Nella Notificazione suddetta si parla di persone illustri, falsamente vantate per complici: onde le voci su Braschi e qualcun altro paiono prive affatto di fondamento.

Martedì 15 — Qualche notizia avuta, che si potesse tentare questa sera da malintenzionati di fare l’illuminazione dei moccoletti (dicendosi che i venditori di cera avevano deposto di averne venduta una quantità straordinaria) ha sparso dell’allarme, e al solito si sono chiuse all’entrar della notte tutte le porte delle botteghe e pochissima gente ha girato per le strade; niente però è seguito nella serata. Oggi per i sospetti concepiti si è anticipata assai la reposizione del SS.mo al Gesù, che soleva farsi verso l’Ave Maria coll’intervento dei Cardinali e del Senato. Si dice giunta la notizia della rivolta anche di Perugia.

È partito il Card. Benvenuti per il suo Vescovato di Osimo. Il Card. Opizzoni è stato ricevuto con tutte le onorificenze al suo Arcivescovato di Bologna; gli è stato però notificato che il suo Tribunale s’intendeva cessato, che egli poteva pur continuare le sue funzioni episcopali, purché non s’ingerisse per nulla in affari politici, e tutte le persone di suo servizio portassero la coccarda del paese. Si sono trovate questa mattina moltissime coccarde rosse, bianche e verdi sparse per il Corso e per altre strade.

Mercoledì 16 — Si conferma la rivolta di Perugia, cui si aggiunge anche quella di Foligno.

Giovedì 17 — Con staffetta venuta oggi si è ricevuta la notizia della rivolta anche di Spoleto, di dove Monsignor Soragna Delegato si è ritirato a Terni.

Con editto di Segreteria di Stato, pubblicato oggi si invitano tutti gli individui dai venti ai cinquanta anni ad ascriversi alla truppa civica, venendo in essa nominati Colonnelli della truppa stessa, oltre il Conte Pianciani e Bonaccorsi, che già lo erano, il Principe di Roviano, D. Alessandro Torlonia e Mondino presso i quali dovranno tutti iscriversi. Qualche voce corre, che anche Arezzo in Toscana abbia fatto la sua rivoluzione. Oggi è uscito anche un altro editto del Tesoriere moderatorio sulla tariffa dei dazi, che recò tempo fa tanto disgusto allo Stato.

Venerdì 18 — Sono stati arrestati Bartolucci, figlio del celebre Monsignor Bartolucci, e vari altri; si dice che nella perquisizione fatta nelle carte del primo, nulla si sia trovato di rilevante. Si è pubblicato editto di Segreteria di Stato contenente in primo luogo delle forti proteste contro gli atti che sono stati estorti colla forza ai Rappresentanti pontifici nelle provincie rivoluzionate, con tutte le riserve delle ragioni della S. Sede; in secondo luogo delle minaccie di valersi delle armi spirituali non solo ma anche con l’opera di migliaia di sudditi fedeli, che si offrono per la difesa della Religione e del Trono. Il Cardinal Opizzoni, di cui si raccontavano tante cose in seguito del suo arrivo a Bologna, si sente che non siasi poi mosso da Firenze.

Sabato 19 — Ieri sera arrivò in Roma Monsignor Soragna Delegato di Spoleto, di dove ha dovuto partire come da Terni ed in ultimo luogo da Rieti di mano in mano che ivi si è dichiarato il movimento comune. Questa mattina poi di buon’ora è giunto Monsignor Clarelli pro-Legato di Bologna, proveniente da Firenze, ove si era fermato, e seco è venuto Alfonso Ricci capitano dei dragoni, che pure si è ritirato da Bologna.

Fin da ieri si è cominciata l’iscrizione della truppa civica presso i Colonnelli; ma sinora va molto lenta. Checco è stato nominato Colonnello della truppa medesima.

Si parla della capitolazione della truppa, che era in Ancona, e della rivoluzione di Macerata. È arrivato da Napoli quel Ministro della Polizia Intoni, chi dice espulso, chi incaricato di qualche missione; pare però certo che la sua direzione immediata sia per Vienna.

Domenica 20 — L’unica nuova, che si ha, è che il Tenente Colonnello Lazzarini partito ultimamente con qualche poco di truppe da Roma, avendo occupato Otricoli se ne erano ritirati alcuni individui venuti da Narni per operarvi il cambiamento.

L’altra notte è stato arrestato in una casa al Boschetto un tal Pasqualini corso, stato Decano del Card. Fesch ed attualmente sediario di palazzo, il quale dopo qualche resistenza si gettò dalla finestra e fu preso. Si vuole che di lui figlio fosse tra gli autori del movimento di sabato otto, e rimanesse, chi dice ferito, chi morto.

Lunedì 21 — Oggi verso le 21,30 italiane essendosi penetrato che il Papa doveva uscire per recarsi alla visita della Chiesa di S. Pietro in Vincoli, si è staccata dai monti una turba di gente, recando seco una bandiera pontificia e gridando: Viva il Papa, si è portata a S. Pietro sulla piazza. Il Papa dopo averle data la benedizione dalla finestra, pensava di non più sortire, ma essendo stato incoraggiato a farlo (si dice dal Card. Segretario di Stato), appena la carrozza è sboccata sulla piazza dalla parte di S. Marta, la turba cresciuta enormemente, sino, per quanto si assicura, al numero di 3 o 4 mila persone del basso popolo, ha staccati i cavalli ed ha incominciata a tirarla a mano, essendo molti saliti avanti, dietro e da tutte le parti della carrozza stessa, in mezzo alle più strepitose acclamazioni, e così, passando il ponte S. Angelo, ha continuato sino in Panico, di dove poi ha voltato per l’orologio della Chiesa Nuova ritornando al Vaticano. Al portone degli Svizzeri vi è stata grandissima difficoltà, perché potesse scendere di carrozza, ed a gran stento si è potuto chiudere il portone medesimo senza però poter impedire che qualche centinaio di persone s’introducesse; e queste hanno accompagnato il Papa (portandolo quasi per le braccia) sino all’appartamento, ove ha acconsentito di riceverne venti a due per volta. La bandiera si è ottenuto che rimanesse in Palazzo per rimandarla poi loro questa sera. Un simile attruppamento di gente ha occasionato un serio allarme in vari posti, e segnatamente al Campidoglio, al Castello ed alle Carceri, e in alcune parti della Città si sono chiuse porte e botteghe; dalla nostra parte non vi è stato timore.

Si è saputo colla posta di oggi che a Macerata seguì il cambiamento di Governo il giorno 12, Ancona pare resista ancora, ma si credeva sul punto di cedere per mancanza di viveri. Con editto di Segretario di Stato si ordina l’arruolamento alla truppa civica di tutti gl’individui dagli anni 20 ai 60, esclusi gli ecclesiastici e i giornalieri.

Martedì 22 — Oggi i Trasteverini, avendo formato la loro bandiera, avevano risoluto di recarsi anch’essi al Vaticano; perciò è stata pubblicata una Notificazione del Segretario di Stato, in cui si esprime il vivo sentimento di riconoscenza del S. Padre per le strepitose dimostrazioni ricevute ieri, ma nello stesso tempo il suo desiderio che non si replichino per i disordini, che possono nascere da simili attruppamenti e dal partito che potrebbero trarne i malintenzionati. Con qualche difficoltà si è riusciti a farli desistere, e le due bandiere sono state portate una al quartiere civico a Ponte Sisto, e l’altra a quello della Guardia Reale a Monte Cavallo, pure occupato dalla Civica.

Oggi si è ricevuta ufficialmente la Capitolazione di Ancona segnata il 12 corrente e firmata dal Sig. Sercognani, che s’intitola Comandante dell’avanguardia dell’armata nazionale.

Mercoledì 23 — Si è saputo che il Cardinale Benvenuti, essendo giunto al suo Vescovato di Osimo, dopo che già vi era seguìta la rivoluzione, è stato condotto sotto buona scorta in Ancona. È stato convenuto che domani i Trasteverini porteranno la loro bandiera a S. Pietro per farla benedire dal Papa, si dice, per mezzo di una Deputazione. Dio faccia che la cosa riesca tranquillamente.

Giovedì 24 — Questa mattina sono andato con Checco al Campidoglio, ove nell’appartamento del Senatore si è fatta la esposizione di quadri e sculture di artisti esistenti in Roma (come fu praticato l’anno scorso) per cura della società formatasi a quest’oggetto.

Oggi verso le 21 ore una Deputazione di sette individui trasteverini in carrozza preceduti da altra, ove era il Presidente del Rione, Marchese Longhi, un aiutante civico ed un capitano civico, Anzani, pure trasteverino, si è recata al Vaticano ove è stata ammessa dal Papa, che l’ha ricevuta in trono ed ha benedetta la loro bandiera, e gli ha esortati a rimanersi tranquilli e docili, come hanno promesso di fare. Tutto fortunatamente è passato tranquillamente e senza alcuna inconvenienza.

Si è saputo che parte delle truppe che ha preso Ancona erasi diretta a Fermo per farvi la rivoluzione, ed infatti oggi è arrivato quel Delegato, Monsignor Folicaldi.

Il Card. Benvenuti da Ancona è stato trasportato verso Bologna, e si dice che a Rimini sia stato gravemente insultato.

Oggi è stata affissa una Notificazione dal Segretario di Stato per mezzo di cui il S. Padre prendendo motivo particolare dall’arresto ed esportazione del Cardinale Benvenuti Vescovo di Osimo e Legato a latere per i paesi dello Stato posti al di là dell’Appennino, rinnova le minacce delle pene spirituali contro gli autori della rivolta ecc. ecc.

Venerdì 25 — Nella notte è venuta spedizione da Civita Castellana colla notizia che le truppe nemiche avevano inviluppato un distaccamento di 40 granatieri mandato a fare una ricognizione e che il sottotenente Rossi e tutti i soldati, meno alcuni pochi erano stati fatti prigionieri. In seguito di ciò quel comandante Tenente Colonnello Lazzarini chiedeva qualche rinforzo di cavalleria e di artiglieria, come di fatti sono stati spediti 25 dragoni e due cannoni. Contemporaneamente è venuto il vescovo di Civita Castellana e si è presentato al Papa questa mattina per lo stesso oggetto, e il tutto insieme ha cagionato dell’allarme. Il Papa gli ha ingiunto di ritornare immediatamente alla sua diocesi. Le voci (non si sa se esagerate) portano il numero degli avversari sino ai cinque in sei mila uomini. Dio ci aiuti! Oggi è cominciato un Triduo con indulgenza alla Madonna detta del Parto in S. Agostino per le correnti gravissime necessità. Il Card. Benvenuti pare sia rimasto malato a Forlì. Si assicura che i detenuti in Civita Castellana per opinione siano stati rilasciati per grazia sovrana: essi erano in numero di oltre il centinaio.

Sabato 26 — Nella notte è partito il Generale Resta per Civita Castellana e non si sa che sia ancora ritornato.

Domenica 27 — Ieri sera ritornò da Civita Castellana il Generale Resta. Oggi si dice siano state trovate affisse alle porte di alcune chiese, e si dice anche al Colonnato di S. Pietro, alcune croci tricolori.

Marzo

Martedì 1 — Oggi è cominciata a S. Giovanni Laterano l’esposizione dell’immagine del Salvatore e S.S.rum ivi trasportata, e delle teste dei SS. Pietro e Paolo da durare sino al 10 corrente con indulgenza per le correnti necessità.

Oggi si è pubblicato un Bollettino di notizie straordinarie, in cui si riporta un articolo della Gazzetta di Augusta, dal quale pare risulti l’intenzione dell’Austria d’intervenire colle sue truppe per sedare le turbolenze eccitate in Italia, alla richiesta dei rispettivi governi.

Mercoledì 2 — Nella notte scorsa sono state arrestate varie persone, fra le altre un figlio del vaccinaro Codini, essendone fuggito un altro. Questa sera si è sparsa voce che il Papa possa lasciare il Vaticano ed andare ad abitare a Monte Cavallo. Non si conosce il motivo di questa risoluzione.

Giovedì 3 — Circa le 21 ore italiane il Papa è andato da S. Pietro a Monte Cavallo ove è rimasto ad abitare. È stato molto applaudito per la strada ma senza eccesso. Il motivo che si adduce ostensibilmente di questa risoluzione è quello del minore incomodo dei Cardinali, che spesso, e anche di sera sono obbligati a recarsi a Palazzo, e che mal volentieri andavano in quelle ore al Vaticano; se ve ne sia qualcun altro occulto, non si sa. Fino da ieri sera cominciarono ad armarsi vari quartieri della truppa civica, e vi hanno montato la guardia molte persone di ceto nobile e civile.

Venerdì 4 — Oggi dopo pranzo il Papa è andato a visitare il Salvatore e le teste dei SS. Apostoli a S. Giovanni Laterano (accolto al solito da molti applausi) e quindi a trottare fuori della porta S. Giovanni. Una staffetta venuta ieri sera avendo recato notizia che una truppa di circa 300 uomini erasi portata da Terni a minacciare Rieti, ha prodotto oggi dell’allarme in Roma; questa sera correva voce che si fossero allontanati. È stato spedito a Civita Castellana il Colonnello Zamboni, dicesi per avere rapporti più precisi dello stato delle cose. I Colonnelli e Tenenti Colonnelli civici hanno avuto ordine di stare nella notte ai quartieri.

Sabato 5 — La notte scorsa è stata tranquillissima come la giornata ad onta di qualche indizio che si dice ci fosse di un tentativo per piantare una bandiera tricolore sul Campidoglio.

Domenica 6 — Nella notte scorsa è stato arrestato l’avvocato Galli criminale con due dei suoi figli e si dice gli siano stati ritrovati dei manifesti rivoluzionari.

Fino da ieri per volontà del S. Padre la truppa civica ha cominciato a montare la Guardia Reale a Monte Cavallo.

Lunedì 7 — Oggi è stata affissa Notificazione di Segreteria di Stato colla quale si annunzia come notizia ufficiale che il giorno 5 corrente tre grandi colonne di truppe austriache sono entrate a Parma ed a Modena ed a Ponte di Lagoscuro, avanzandosi a gran passi verso lo Stato pontificio. Oggi quasi tutta la poca truppa di linea rimasta in Roma ha avuto l’ordine di partire, dicesi, alla volta di Corese; tanto che questa sera anche il posto della Gran Guardia a piazza Colonna è stato guernito della truppa civica.

Martedì 8 — Nella notte scorsa da vari punti della città si sono sentiti alcuni colpi di fucile che hanno cagionato qualche allarme nei posti armati, e che non si è potuto sapere donde siano partiti. Questa mattina è venuta Spedizione colla notizia che una truppa di rivoltosi (che si dice di circa 500) si era di nuovo avanzata da Terni verso Rieti alla distanza di 5 miglia; per cui nel paese si stava in molto timore.

Mercoledì 9 — A Rieti pare che sino a tutto ieri non ci fosse niente di nuovo, almeno interessante. La truppa partita ultimamente da Roma con cui è andato il Generale Resta sta ferma a Corese per guardare le diverse strade che ivi fanno capo.

Nulla di nuovo di avanzamento delle truppe austriache.

Giovedì 10Oggi si sono avuti i dettagli dell’attacco fatto martedì contro Rieti dai rivoltosi in forza di circa mille uomini con tre o quattro piccoli cannoni, sotto il comando di Sercognani, quale venne fortunatamente respinto malgrado le minacciose intimazioni di resa due volte replicate. Nonostante però il ritiro degli aggressori si stava colà non senza timore che si ripetesse il tentativo. Da lettere di Firenze venute oggi e da voci che circolano questa sera pare vi sia luogo di credere seguìto l’ingresso delle truppe austriache in Bologna, di dove dicesi essersi rifugiate a Firenze stessa varie persone compromesse.

Venerdì 11Oggi si è appurato che effettivamente il giorno 6 corrente le truppe austriache si erano impadronite di Ferrara, e che dopo aver arrestati e condotti in qualche fortezza i membri di quel Comitato di governo, avevano ristabilito il governo pontificio e quindi porzione di esse truppe si era incamminata verso Ravenna e Bologna, di dove nulla ancora si sa di positivo, e se ne sta in grande aspettazione.

Il Cav. Scaccia, ingegnere ispettore delle strade nazionali e membro del Consiglio d’arte, si è ucciso da se stesso tagliandosi la gola con un rasoio. Egli era da qualche tempo reso inabile all’esercizio delle sue incombenze ed a qualunque applicazione per replicati colpi apoplettici: si crede che il dispiacere di trovarsi in tale stato l’abbia indotto a questo atto di disperazione, di cui non si può presumere alcun’altra causa probabile. Oggi è incominciata S. Gregorio l’esposizione del braccio di quel S. Pontefice, con indulgenza da durare tutta l’ottava della sua festa, che è domani. Il Papa vi è andato oggi.

Sabato 12Oggi si è saputo l’ingresso delle truppe austriache in Modena ove è rientrato anche il Duca. Di Bologna si sta sempre all’oscuro. Le ultime notizie di Rieti portano che pareva che i così detti Costituzionali si fossero ritirati sopra Terni, non cessando però il timore di nuovo attacco. Oggi dopo pranzo il Papa è andato a S. Maria in Trastevere accolto (come fu ieri) da infiniti applausi ed acclamazioni del popolo.

Domenica 13 — Nulla di nuovo di Bologna; ritardo che comincia a dar del pensiero.

Rieti par di nuovo minacciata dai rivoltosi, e perciò vi stato mandato qualche rinforzo di gente e di artiglieria ed è stato tagliato il ponte sul Velino, ed un altro ponte dalla parte di Gontigliano è stato minato per farlo saltare all’occorrenza.

Lunedì 14 — Niente di nuovo ancora da Bologna. Un corriere del Nunzio di Vienna ha recato lettera dell’Imperatore al Papa, in cui lo assicura degli ordini dati al General Frimont di avanzare nello Stato pontificio per ristabilirvi il governo ecc. Da Rieti pure nessuna notizia di altri tentativi. A ponte Salaro ed a ponte Nomentano sono stati posti dei cancelli ed un posto di carabinieri con un mortaro per dar segno in qualunque caso di avvicinamento di gente sospetta.

Giovedì 17 — Questa mattina non si è ricevuta neppure la corrispondenza dalla parte di Toscana, unica via che rimaneva libera; e si è saputo che essendosi un corpo di rivoltosi di circa 400 in 500 uomini formato da un tal Nuschi già ufficiale dei nostri carabinieri dalla parte di Perugia, avanzato sino a S. Lorenzo nuovo, il nostro corriere si era arrestato ad Acquapendente. Si è saputo contemporaneamente che il Generale Galassi si era già messo in marcia da Viterbo con circa 600 uomini, per attaccarli. Un forestiere giunto questa mattina ha deposto di aver sentito a Firenze l’ingresso delle truppe austriache in Bologna.

A Civitavecchia è giunto un Brik francese di 20 cannoni e circa 100 uomini di equipaggio.

Venerdì 18 — Questa mattina è arrivato il corriere ordinario ma senza la corrispondenza estera, atteso che il corriere che veniva da Firenze avendo inteso l’impedimento della strada si è fermato al confine della strada e si è fermato al confine toscano. Con tal mezzo si è saputo che il General Galassi attaccò ieri mattina i rivoltosi a S. Lorenzo e li discacciò da quel luogo, parendo che si siano ritirati dalla parte, onde erano venuti, cioè dal Tevere.

Sabato 19 — Neppure oggi è venuta la posta di Toscana dal che si arguisce che malgrado essere stati i rivoltosi scacciati da S. Lorenzo, la strada non sia libera. Intanto si sta perfettamente all’oscuro di ogni cosa.

Domenica 20 — Questa mattina è arrivato da Firenze l’ab. Rossi segretario di quel Nunzio da lui spedito non si sa a quale oggetto; la strada pare nel momento del tutto libera. Questa sera è giunta per la via di Civitavecchia la corrispondenza di Toscana ed estera, che doveva giungere ieri; quella di giovedì resta ancora sospesa.

Lunedì 21 — Questa mattina l’ambasciatore di Austria ha ricevuta positiva notizia dal Generale Frimont, comandante l’armata austriaca in Italia, che oggi sarebbe entrato a Bologna e che contemporaneamente una colonna si sarebbe diretta per la Toscana sopra Acquapendente, ed un’altra sopra Ancona.

La posta di Toscana non è venuta neanche oggi.

Martedì 22 — Si sta ancora in attenzione della posta di ieri che pare debba venire per mare come quella di sabato.

Giovedì 24 — Questa mattina l’Ambasciatore d’Austria ha ricevuta la notizia dal Generale Frimont dell’ingresso delle truppe austriache in numero di 15.000 uomini a Bologna il 21 corrente, senza resistenza alcuna, essendosi ritirate tutte le persone compromesse con tutto quello che ci era di forza armata, verso Forlì, conducendo seco il Card. Benvenuti.

Sabato 26Oggi si assicura che la piccola colonna di truppa austriaca, la quale si aspettava per la via di Siena ad Acquapendente, e per cui si erano già preparate le forniture, non verrà più, ma che resterà unita a quella che si dice venga per la via di Perugia.

Oggi si è veduto nel nostro Foglio il Proclama del Generale Frimont relativo al suo ingresso negli Stati pontificii, ed un altro del Cardinale Opizzoni Arcivescovo di Bologna e Legato a latere per le 4 Legazioni.

Pare che la maggior parte della truppa entrata in Bolgna sia già in marcia per la Romagna diretta ad Ancona.

Domenica delle Palme 27 — Pare che neppure per la parte di Perugia vengano più (almeno per ora) truppe austriache; cosa non buona per la nostra situazione. Per ordine superiore la Trinità dei Pellegrini non farà quest’anno il ricevimento dei medesimi per la settimana santa.

Lunedì 28 — Oggi è arrivato il Segretario del Cardinal Benvenuti insieme col Cancelliere arcivescovile di Ancona (ove il Cardinal medesimo è stato trasportato da Bologna prima dell’ingresso delle truppe austriache) e in seguito di ciò si è sparsa la voce generale che esso Cardinale abbia, colle facoltà già conferitegli di Legato a latere, conchiusa una convenzione coi capi del governo delle provincie rivoltate. Quali siano le condizioni, si ignora per anco totalmente; si va solo dicendo che Sua Eminenza abbia largheggiato nelle condizioni medesime in modo da imbarazzare. Pare che gli Austriaci fossero a Fano: non si sa se dopo aver avuto qualche incontro colle forze dei rivoltosi ritiratisi da Bologna sotto il Generale Zucchi. Oggi è arrivato in Roma il Colonnello Suthermann già comandante di Ancona, rilasciato finalmente dai rivoltosi, con qualche altro ufficiale e pochi soldati comuni. Monsignor Gazzoli, già pro-Legato di Forlì si sa che è stato pure rilasciato da Ancona, e che si tratteneva a Loreto.

Mercoledì 30 — Questa mattina alla Chiesa Nuova mentre un tal ab. Savioli, chierico beneficiato di S. Pietro stava dicendo messa, un uomo gli si è scagliato addosso, e dopo averlo gettato in terra gli ha vibrati vari colpi di coltello nella faccia e verso la gola. Fortunatamente le ferite pare non siano mortali. Il feritore è stato arrestato poco fuori della Chiesa, e condotto, tra gli urli ed i clamori del popolo prima alla Gran Guardia a piazza Colonna e quindi al Governo.

Da quanto si è sparso oggi nel pubblico si rileva che il Cardinale Benvenuti (dopo la sconfitta del corpo comandato dal Generale Zucchi) abbia in Ancona ricevuta la commissione di membri colà rifugiati del governo centrale delle provincie insorte, già residente a Bologna e che abbia loro promessa una generale e completa amnistia, la manutenzione di tutti negl’impieghi e pensioni, e tutt’altro che godevano al momento della rivoluzione, impegnandosi anche di far sì che le truppe austriache sospendano ogni ulteriore avanzamento. In seguito di che sono state spedite delle circolari del così detto Ministero della guerra del cessato governo rivoluzionario a tutti i comandanti delle loro forze di mettersi sotto gli ordini di Sua Eminenza e di chi sarà da essa delegato ecc. ecc. Il Sercognani ha notificato questa convenzione ai Comandanti delle truppe pontificie, invitandoli a cessare da ogni ostilità. Intanto pare che tutte le Marche siano in piena controrivoluzione, e richiamino il governo pontificio. Questo inaspettato e stranissimo passo del Cardinale Benvenuti ha fatto qui la più dispiacevole sensazione, com’era naturale, e questa sera si doveva tenere una Congregazione di Cardinali su tale emergente.

Giovedì Santo 31 — Questa sera non si è fatta in nessuna chiesa la predica della Passione, e le chiese, ove era il Sepolcro sono state (almeno in gran parte) chiuse a notte. Oggi dopo pranzo è venuta staffetta da Ancona colla notizia dell’ingresso senza resistenza in quella piazza delle truppe austriache (le quali non pare siansi date per intese della convenzione col Cardinal Benvenuti) seguìto il giorno 29. Quanto alla convenzione medesima sembra che di qui non si sia data alcuna risposta.

Aprile

Venerdì Santo 1Oggi si è pubblicata colle stampe la notizia che a Spoleto una porzione della truppa di Sercognani ha deposte le armi e che il restante delle medesime ha evacuato ieri Terni, ed in seguito di ciò in ambedue i luoghi è stato ristabilito il governo pontificio.

Sabato 2Oggi si è saputo che una banda di rivoltosi che aveva fatto parte del corpo di Zucchi (il quale si dice fuggito per mare da Sinigaglia) si è rivolta per la via del Furlo e di Foligno verso Perugia l’altro ieri, essendo fuggito Monsignor Ferri che ci aveva riprese le funzioni di Delegato, e che a grande stento si era potuto ottenere che si sciogliessero, e ne partissero deponendo, si dice, in parte le armi. Corre voce che il Card. Benvenuti abbia fatto sapere che le concessioni da lui fatte colla nota convenzione sono state estorte colla violenza e colle minacce.

Domenica 3 — Si ha notizia da Ancona che il Generale Zucchi sia stato sopraggiunto ed arrestato in mare dalla flottiglia austriaca, che è comparsa in quelle acque.

Lunedì 4 — Si è pubblicato un decreto della Congregazione degli studi, col quale si ordina che tutte le Univertà degli Stati pontifici restino chiuse fino a nuovo ordine, che tacciano similmente tutte le Accademie, niuna eccettuata. Vanno partendo per le loro rispettive residenze i Prelati Delegati; è già partito Monsig. Cattani per Pesaro e questa notte parte Monsignor Soragna per Spoleto.

Mercoledì 6 — È uscito un editto in nome immediatamente del Papa, in cui il S. Padre annunzia la cessazione della rivolta nelle provincie dello Stato, manifesta la sua Sovrana riconoscenza alla Maestà dell’Imperatore ed alle sue truppe, non meno che al popolo di Roma e delle provincie rimaste fedeli, e specialmente alla Guardia civica della capitale; nel tempo stesso esternando sentimenti di clemenza conciliabili colla giustizia, dichiara nulla la convenzione sottoscritta in Ancona dal Cardinal Benvenuti, come estorta colle minacce ecc. a persona non libera, e di cui dal momento del suo arresto si intendevano cessate tutte le facoltà ecc.

Giovedì 7 — Circola qualche voce che a Monsignor Muzzarelli Uditore di Rota per Ferrara sia stato insinuato di non farsi vedere al Tribunale ed alle Cappelle, e si arriva a dire che possa avere una specie di arresto in casa; e tutto ciò in seguito di opinioni troppo chiaramente manifestate sull’ultima rivoluzione delle provincie. Qual grado di verità abbiano queste voci non si può assicurare.

Venerdì 8 — Si sente che le truppe austriache, che erano venute sino a Tolentino, abbiano retroceduto; e si dice che si limiteranno all’occupazione delle Legazioni: di Ancona non si sa ben di sicuro. È stato deciso che tutti i militari tanto soldati che ufficiali, che hanno avuto parte nella defezione, debbano essere considerati, gli ufficiali senza soldo e senza uniforme, e i soldati con una indennità, e coll’obbligo per tutti di ritornare alle loro case.

Martedì 12 — Si sente che a Macerata al ritirarsi delle truppe austriache, che si erano sin là inoltrate, si fossero manifestati nuovamente dei segni di rivolta, come coccarde, bandiere tricolori, canti patriottici ecc. In seguito di che vi sia stata della reazione per parte degli abitanti fedeli; qualcuno assicura che ci sia tornata truppa austriaca. Nei passati giorni è ripartito da Civitavecchia il Brik francese, che si trovava insieme con la Fregata, che vi era venuta in appresso; vi rimane un altro Brik.

Giovedì 14 — A Terni ed a Spoleto sono seguiti degli arresti di diverse persone implicate nell’ultima rivoluzione; non si sa bene se gli arrestati siano stati tradotti a Roma. Pare deciso che delle truppe austriache entrate nello Stato, non debbano rimanere che 4000 uomini a Bologna e 600 in Ancona.

Venerdì 15 — Oggi sono stati pubblicati due editti della Segreteria di Stato, con uno dei quali si crea una Commissione Civile, che risiederà in Ancona, destinata a conoscere i reati dei fautori, autori, promotori dell’estinta rivoluzione, che le verranno designati dalla Direzione generale di Polizia, come anche gl’impiegati che abbiano aderito o applaudito alla medesima con fatti, detti o scritti ecc. e si indicano quelli, a cui si accorda l’amnistia ecc. L’altra sarà Commissione Militare, che giudicherà similmente dei militari. L’altro editto prescrive il sistema riguardo agli atti civili o giudiziali provenienti dai governi illegittimi. Gli arresti pare si siano estesi a molti paesi anche delle Marche.

Sabato 16 — Sono partiti il Tenente Colonnello Lazzarini e D. Sigismondo Ruspoli (fatto ora Tenente Colonnello) per Ancona, ad oggetto di riorganizzare la truppa, che colà si trova disciolta dopo la rivoluzione delle provincie.

Domenica 17 — Essendo arrivato sin dall’altro giorno il Sig. . . . . . . . . a Roma in qualità di agente britannico per intervenire al Congresso diplomatico che deve qui aprirsi tra i rappresentanti delle cinque potenze, cioè Francia, Austria, Inghilterra, Russia e Prussia, in seguito della discussione a cui ha dato luogo l’intervento dell’Austria per reprimere la rivolta delle provincie pontificie, questa mattina è stato a presentarsi al Papa.

Venerdì 22 — Ieri è partito Alfonso Ricci per Ancona all’oggetto di riordinare la truppa di cavalleria in quelle provincie.

Venerdì 29 — L’illuminazione della città che sino dal carnevale scorso, in conseguenza delle circostanze, aveva cominciato a farsi cominciando dall’Ave Maria sino al giorno tutta la notte, da oggi in poi si è tornata a fare col solito metodo a norma del levar della luna.

Maggio

Lunedì 2 — Oggi è uscito editto di Segreteria di Stato contenente un’amnistia per gl’implicati nell’ultima rivoluzione delle provincie, con diverse eccezioni e riserve. La Commissione Civile stabilita coll’altro editto del 14 aprile, non risiederà più in Ancona ma in Roma. Con corriere venuto oggi si è saputa la morte del Re di Sardegna accaduta il 28 del mese scorso e l’avvenimento al trono del principe di Carignano.

Venerdì 6 — È stata deputata una Congregazione particolare composta dei Monsignori Cappelletti Governatore, Grimaldi Segretario di Consulta, Tosti, Ugolini e Clarelli, del Fiscale e dell’Assistente di Polizia, per giudicare i rei dei recenti tentativi, e atti di rivolta. Pare che tra pochi giorni saranno giudicati nove dei medesimi, tra i quali si trovano quelli che furono arrestati la sera del 12 febbraio prossimo passato in piazza Colonna.

Lunedì 9 — Ieri da una Congregazione particolare di Prelati è stato giudicato l’avv. Sabbatini Luogotenente criminale di Campidoglio, che era detenuto in Castello fino dal gennaio 1830 per diverse accuse appostegli. Quale sia stato il giudizio ancora non si sa precisamente dovendosene fare la relazione al Papa.

Venerdì 13 — L’avv. Sabbatini è ritornato alla sua abitazione in Campidoglio, ed ha ripreso l’esercizio della sua carica, ma non si sa precisamente il tenore del giudizio emesso a suo riguardo dalla Congregazione deputata.

Lunedì 16 — Questa mattina si è tenuta la Congregazione particolare per giudicare alcuni dei rei della tentata rivolta del decorso Febbraio; il risultato resta ignoto.

Martedì 24 — Si è saputo che le condanne emanate dalla Congregazione particolare contro i nove rei della rivolta del decorso Febbraio (quali condanne non si è penetrato quali siano state in origine) sono state modificate dal Papa con la seguente gradazione, cioè due alla detenzione per otto anni (e questi si crede fossero stati condannati alla pena capitale) tre alla detenzione per cinque anni (e tra questi il figlio del Dott. Lupi) uno per tre anni, e tre all’esilio. Sei di quelli condannati sono corsi, due oltramontani, ed un solo romano.

Giugno

Venerdì 3Oggi si è saputo essere già stampata la Notificazione, con la quale si annunzia la destinazione di un pro-Legato secolare in ciascuna delle tre legazioni di Bologna, Ravenna e Forlì, che governeranno con una consulta, i membri di cui avranno voce deliberativa. A Ferrara resta pro-Legato Monsignor Asquini, anch’esso però coi consultori.

Sabato 4 — È uscita Notificazione di Segreteria di Stato, colla quale, dopo molti elogi e ringraziamenti alla truppa civica, si riduce il servizio della medesima ad una guardia al mese, con facoltà a tutti di esentarsene pagando una leggiera tassa da fissarsi ecc. ecc. È uscita Notificazione della Presidenza dell’armi, nella quale si annunzia che dovendosi aumentare di ottomila uomini la truppa pontificia, vengono autorizzate le persone oneste e civili a raccogliere reclute idonee celibi fornite dei dovuti requisiti, per essere arruolate, promettendosi un grado militare in proporzione del numero degli individui, che ciascuno presenterá nei luoghi indicati, da quello di sottotenente fino a quello di Colonnello.

Martedì 14 — Domenica scorsa giunse a Civitavecchia un bastimento a vapore proveniente da Tolone in 42 ore dal quale sbarcò un ufficiale che, in gran diligenza, essendo venuto a Roma ha recato dei dispacci all’Ambasciatore di Francia. Tutti stanno in grande curiosità di sapere l’oggetto di questa spedizione, ma sinora niente si penetra.

Mercoledì 15 — Questa mattina nella Chiesa nazionale dello Spirito Santo a strada Giulia si è fatto il solenne funerale al defunto Re di Napoli. La paratura della Chiesa inventata e diretta da D. Antonio La Grua, che rappresenta una gran camera sepolcrale contenente i depositi di tutti i Sovrani predecessori, tutti di stile gotico (come pure il tumulo) ha generalmente incontrato.

Martedì 21 — Si è pubblicato un Motu proprio, col quale si stabilisce una cassa di ammortizzazione del Debito pubblico (già ordinata e non mai realizzata. nei pontificati precedenti) quale è affidata esclusivamente all’Amministrazione di una deputazione composta del Duca di Zagarolo, di D. Alessandro Torlonia, del banchiere Valentini e del Conte Pianciani. Si ordina altresì la creazione di consolidati per la somma di 500.000 scudi con invito a tutti i facoltosi di acquistarli al prezzo di scudi 100 per ogni cinque scudi di rendita ecc. ecc.

Luglio

Domenica 3 — Nella notte scorsa vi è stato un qualche allarme in seguito di rapporto fatto dal sottotenente Fioravanti, il quale ha riferito al Barone Ancaiani comandante del Castello che ieri al giorno una tal persona passando in carrozza di là in compagnia del P. Theodoli Cassinese era scesa e lo aveva avvertito che nella notte una truppa di varie centinaia di persone si proponeva di assalire il Forte, ove per conseguenza sono state prese le necessarie precauzioni, e si sono fatte girare in quelle vicinanze delle pattuglie di cavalleria, senza che sia accaduto nulla. Interpellato il P. Theodoli oggi, ha deposto che passando egli per Castello con un tal Gescomilli, fu il Fioravanti che fermò il legno per dir qualche cosa indifferentissima a lui e che il Gescomilli in quel tempo non solo non aveva detto una parola, ma si era anzi ritirato. Fioravanti è stato messo in arresto.

Giovedì 7Oggi si è pubblicato un editto di Segreteria di Stato sull’ordinamento amministrativo delle comunità delle provincie che in sostanza le rende molto meno, anzi quasi niente dipendenti dal Buon Governo e dai dicasteri di Roma. Da due giorni si sono veduti moltissimi portoni (tra i quali il nostro), e porte di case per la città segnate con dei numeri fatti col gesso.

Venerdì 8 — Ieri sera cagionò qualche timore ed apprensione un altro attruppamento di persone del basso popolo bastantemente numeroso, che girò per varie strade di Roma con gridi, fascine accese, banderole e due barilotti in luogo di tamburi e segnatamente per piazza di Venezia, il Gesù ecc.; il di cui oggetto era di festeggiare, si dice, i1 quinto matrimonio di una donna più che settuagenaria con un giovine di 23 anni.

Domenica 10 — Essendosi dal Governo avuti fondati indizi che gli autori dei segni ultimamente fatti alle porte delle abitazioni (anche nei piani superiori) sono stati alcuni forestieri che da qualche settimana giravano per tutte le case di Roma vendendo aghi; sono stati arrestati, ed è stato loro intimato di partire.

Lunedì 11 — Oggi è uscito un supplemento straordinario al Diario Romano, in cui si riporta una circolare di tutti i ministri adunati in Roma in conferenza diplomatica diretta a tutti i rispettivi consoli residenti nello Stato pontificio, nella quale si incarica loro (in occasione della partenza delle truppe austriache da Bologna, che deve seguire il giorno 15 corrente) di far sentire altamente l’interesse che prendono tutte le potenze medesime di piena comune intelligenza all’integrità e indipendenza tanto interna che esterna della Sovranità del Papa, e per conseguenza i mali che attirerebbero sopra di loro quelli che tentassero di turbare ecc. ecc. Nella stessa circolare si fa menzione di una generale amnistia accordata dal S. Padre a tutti quelli che hanno avuto parte nelle passate rivolte, ad eccezione di alcuni pochi maggiormente compromessi ecc.

Martedì 12 — Oggi è uscita Notificazione di Monsignor Governatore, nella quale si annunzia che per evitare il disordine accaduto coll’attruppamento di giovedì sera resta vietato il girare per la città dall’un’ora di notte sino al giorno chiaro in più di tre persone insieme non comprese le donne.

Mercoledì 13Oggi si è pubblicato un proclama direttamente dal S. Padre diretto ai suoi sudditi delle quattro legazioni per esortarli alla quiete e sommissione in occasione della partenza delle truppe austriache da quelle provincie ecc. ecc. Con biglietto di Segreteria di Stato al Principe Altieri Senatore e comandante la truppa civica, spedito oggi, viene annunziata la cessazione di ogni servizio della truppa medesima che d’ora in poi non guarnirà più che il Campidoglio come prima delle ultime vicende. L’impianto viene conservato e gli ufficiali ritengono i gradi rispettivi e continueranno a fare per turno il servizio di piazza. La Guardia reale cominciò sino da lunedì a montarsi dalla truppa di linea; la Gran Guardia seguita ad essere montata dai così detti ausiliari.

Giovedì 14 — Essendosi vedute nelle due scorse sere delle comitive numerose di persone per il Corso camminare tre per tre quasi in ordinanza in derisione dell’ultima Notificazione del Governatore, questa sera il Corso era guarnito da molti carabinieri a piedi ed a cavallo, ed anche di pattuglie di cavalleria. (!)

Martedì 19 — Con spedizione venuta da Forlì si è saputo che una truppa di rivoltosi (appartenenti, per quanto si dice, alla truppa civica) avendo attaccate le poche guardie di polizia ivi esistenti, le ha disarmate ed arrestate, e in seguito ne ha fucilate due. A Rimini giorni sono l’avanguardia del corpo di truppa nostra di linea, che andava ad occupare quella città, fu pure minacciata in modo, che fu costretta a far fuoco: per il che rimasero alcune persone ferite.

Mercoledì 20 — L’atroce fatto di Forlì si assicura sia stato accompagnato da un Proclama enormemente sedizioso.

Giovedì 21 — Le notizie di Romagna non fanno che conservare sempre più lo spirito di rivolta che regna in quei paesi.

Venerdì 22 — Nella notte scorsa si sono fatti degli arresti di diverse persone, tra le quali un figliastro del locandiere Martignoni, un figlio di un curiale De Angelis, uno, chi dice familiare, chi nipote di Monsignor Mazzarelli, ed altri soggetti piuttosto oscuri.

Sabato 23 — Anche nella notte passata sono seguiti gli arresti. Da ieri in qua si sono vedute prendere delle precauzioni straordinarie intorno al Palazzo di Monte Cavallo, ove è stato murato il portone della Panetteria ed alcune finestre di quella parte.

Lunedì 25 — È voce generale che gli arresti seguìti nei giorni scorsi siano stati motivati dalla scoperta di una cospirazione che tendeva ad assalire il Palazzo Pontificio del Quirinale. Si parla di un cannone di legno che è stato ritrovato nell’atto di lavorarsi da un facocchio per ordine di un tale ingegnere Pugilli, che è stato arrestato, come pure il Dottor Riccardi medico, ed un tal Napulioni.

Martedì 26 — Oggi è cominciato un triduo nella Chiesa dell’Anima con indulgenza per implorare la cessazione del flagello del cholera, che ha penetrato in qualche parte degli Stati dell’Imperatore.

Agosto

Mercoledì 3 — Fino da ieri si ebbe notizia dell’arrivo a Civitavecchia di una goletta austriaca, che conduce 40 persone di quelle che furono arrestate nell’Adriatico e condotte a Venezia dal Generale Zucchi, e vengono ora per profittare dell’amnistia. Si assicura essere stato loro intimato di sottoscrivere la prescritta dichiarazione prima di essere ammessi, facendo però la contumacia di 40 giorni, avendo toccate le coste della Dalmazia sospette di cholera.

Lunedì 29Oggi si sono incominciati in molte Chiese a ciò destinate gli esercizi spirituali con indulgenza in forma di Giubbileo, che dovranno continuare fino alla festa della Natività diretto ad implorare il divino aiuto nelle correnti necessità e segnatamente per l’allontanamento del flagello del cholera.

Settembre

Giovedì 1 — Fino da ieri sono giunti in Roma sei sedicenti Deputati delle tre Legazioni di Bologna, Forlì e Ravenna per presentare al Governo i loro reclami che pretendono tendersi a far cessare lo stato di vera anarchia, in cui si trovano quelle provincie. Questa mattina sono andati isolatamente l’uno dopo l’altro (non essendo com’è naturale riconosciuti come Deputazione) dal Cardinal Segretario di Stato.

Sabato 24 — Oggi il nostro Diario ha portato il tenore della Bolla del Papa accennata l’altro giorno, insieme colla notizia della presentazione delle credenziali del marchese Labradio.

Ottobre

Giovedì 13Oggi si è pubblicato un editto di Segreteria di Stato con cui si annunzia, per riparare la disastrosa situazione dell’Erario, la vendita di tutti i Canoni e beni, che ancora rimangono di libera proprietà della Camera, e la ripristinazione del quarto della Dativa reale diminuito nel 1825, cominciando dal corrente bimestre di Settembre e Ottobre sino a nuovo ordine.

Novembre

Mercoledì 9 — In questi giorni è stato pubblicato per organo della Segreteria di Stato il nuovo Regolamento organico di procedura criminale ed è stato pure di nuovo pubblicato colle stampe, con qualche variazione, il regolamento di procedura civile già emanato sotto Pio VII da aver effetto il primo al cominciare del nuovo anno, il secondo ai 21 del corrente mese, epoca in cui si apriranno i tribunali.

Dicembre

Giovedì 8Oggi si è pubblicato stampato (benché datato dal primo Settembre prossimo passato) il breve di erezione del nuovo ordine di S. Gregorio che è diviso in 4 classi, cioè di Gran Croci di prima e seconda classe, di Commendatori e di Cavalieri. La decorazione di tutte le classi porta da una parte l’imagine di S. Gregorio Papa in smalto rosso, e dall’altra l’iscrizione Pro Deo et Principe. Il nastro rosso e giallo. Già da qualche mese la gran decorazione in brillanti era stata conferita al Generale Frimont, all’Ambasciatore d’Austria ecc.; ora l’hanno avuta il Senatore come comandante la truppa civica, il Principe di Palestrina come comandante la Guardia nobile; e quella di Commendatore gli altri comandanti di corpi ed anche i Colonnelli della truppa civica, tra i quali Mondino, che l’ha ricevuta questa mattina. Pare che l’oggetto sia di premiare la fedeltà ed i servigi prestati nelle ultime vicende.

Venerdì 16 — Oggi è stata affissa Notificazione di Segreteria di Stato colla quale si annulla un editto del pro-Legato di Bologna, che ha sospesa l’esecuzione dei nuovi Regolamenti giudiziari, di qua prescritti e riattivati i metodi anteriori; e si dichiara che se per il giorno 21 corrente non saranno messi in vigore i suddetti Regolamenti, il Tribunale di appello di Bologna sarà trasferito a Ferrara e si dichiarano parimenti nulli tutti gli atti, decreti e sentenze, che emanassero da qualunque giudice e tribunale non istituito dai medesimi Regolamenti.


Anno 1832

Gennaio

Sabato 14 — Questa mattina nella Cappella Pontificia si è fatto il funerale al defunto Re di Sardegna; l’orazione funebre è stata fatta dal Marchese Pallavicini di Genova, accademico ecclesiastico che va a mettersi in prelatura. Sul nostro Diario di oggi si è letta una nota ufficiale della Segreteria di Stato ai Ministri di Austria, Francia, Prussia e Russia con cui si partecipa la risoluzione di far entrare le truppe pontificie nelle Legazioni per sostenere e ripristinare l’autorità del governo non più apprezzata colà dall’epoca della partenza delle truppe austriache contando in caso di resistenza sull’appoggio delle quattro medesime Potenze ecc. ecc. Le risposte rispettive dei Ministri, che concordemente riconoscono la piena giustizia della misura annunziata, disapprovano altamente la condotta di quelle provincie, che riguardano assolutamente come sediziosa, e promettono aiuto e cooperazione in caso di rifiuto della sommissione piena e non condizionata ecc. In fine il manifesto che annunzia l’ingresso delle nostre truppe sotto la direzione del Card. Albani, dichiarato commissario pontificio.

Sabato 21 — Grande aspettativa delle nuove di Romagna, sapendosi che le nostre truppe devono essersi messe in marcia da Rimini il giorno 19.

Domenica 22 — Oggi è giunto corriere spedito dal Cardinale Albani colle notizie che venerdì mattina le nostre truppe attaccarono la posizione, che i rivoltosi bolognesi e romagnoli avevano occupata in numero di qualche migliaio, con uno o due cannoni, avanti Cesena e che dopo circa due ore di combattimento, se ne erano impadroniti, come della città: che si avanzavano verso Forlì. Le perdite dei nostri si sa ascendere a 4 morti e 27 feriti fra i quali il tenente Bucci dei dragoni.

Martedì 24Oggi si è pubblicato un altro foglietto straordinario contenente qualche dettaglio del combattimento di Cesena, niente di nuovo di più.

Mercoledì 25Oggi si è reso pubblico altro biglietto stampato, da cui risulta che le nostre truppe entrarono il giorno 21 a Forlì senza resistenza, ma che dopo entrate essendosi sentito un colpo di fucile, la truppa, senza attender ordine, aveva fatto fuoco, e che vi erano perciò stati più di venti morti; ma che era stato riparato, per quanto era stato possibile, tanto del comandante, quanto del Card. Albani, avanti al di cui arrivo era seguìto il fatto. Altra versione porta che dopo l’ingresso delle truppe, fossero esse assalite dai faziosi, che facevano fuoco dalle case, e che ci sia stata molta perdita dei nostri, che per altro erano rimasti padroni di Forlì.

Giovedì 26 — Un altro bollettino stampato oggi pare che indichi essere stato il disgraziato affare di Forlì cagionato da cattive intenzioni. Si sente altronde che il Cardinale Opizzoni era giunto a Forlì, e pareva, recando annunzio di buone disposizioni di Bologna a ricevere la truppa pontificia, dopo essersene allontanati i capi faziosi più esaltati.

Sabato 28 — Da un articolo oggi nel nostro Diario risulta che il fatto di Forlì è stato conseguenza di un tradimento macchinato dai rivoltosi contro la nostra truppa, che per evitarlo dové ricorrere alla forza. Da tutte le notizie poi si rileva che il Card. Albani vedendo la necessità di dover lasciar forti guarnigioni nei paesi che ha occupati, il che va a diminuire notabilmente la forza della truppa, ha spedito alle truppe austriache per farle entrare a Bologna il che andava a seguire a momenti.

Domenica 29 — È uscito altro bollettino, in cui assicurava positivamente la chiamata delle truppe austriache in seguito al fatto di Forlì, e per evitare la guerra civile, e che esse si aspettavano a Faenza il giorno 26; si annunzia parimente l’avanzamento del Colonnello Zamboni a Lugo.

Lunedì 30 — Le lettere venute colla posta di oggi annunziano che un corpo di truppe austriache è entrato a Forlì, facendo un lungo giro senza aver toccato Bologna.

Febbraio

Mercoledì 1 — Oggi nel Diario è stato annunziato l’ingresso delle truppe austriache e pontificie in Bologna il giorno 28 del caduto (previo il disarmamento ordinato dal Card. Albani) sotto il comando del Generale in capo Radetzky. Una porzione delle stesse truppe austriache era tornata negli Stati di Modena e di Parma, e il Generale in capo si disponeva a ripartire per Milano il giorno 30. Il Cardinale Albani doveva essere a Bologna il giorno 28.

Giovedì 2 — Oggi in tutte le chiese patriarcali e quelle dedicate alla Madonna si è cantato, per ordine superiore il Te Deum in ringraziamento del ristabilimento dell’autorità pontificia nelle provincie rivoltate.

Lunedì 6 — È uscito un Motu proprio pontificio sulla erezione della Legazione di Velletri, che vien formata nella maggior parte da paesi smembrati dalla Delegazione di Frosinone e da qualcuno della Comarca di Roma, che cede pur qualche cosa alla Delegazione di Frosinone.

Sabato 11 — Si è saputo oggi che a Ravenna, ove erano entrate le sole truppe pontificie sotto il comando del Colonnello Zamboni, è succeduto del sussurro forte e che è rimasto ferito mortalmente un ufficiale nostro; in seguito di che erano state chiamate colà le truppe austriache.

Martedì 14 — Si parla da qualche giorno di una nota presentata dall’Ambasciatore di Francia, nella quale (dicesi) si minaccia l’occupazione, chi dice di Ancona, chi di Civitavecchia da truppe francesi, qualora le austriache non si ritirino dallo Stato pontificio.

Venerdì 17 — Dopo l’arrivo di un corriere giunto ieri all’Ambasciata di Francia sono cresciute infinitamente le voci del prossimo sbarco di truppe francesi ad Ancona, e vi è chi pretende che si sappia esser partita da Tolone la flottiglia con 1500 uomini per quella direzione.

Lunedì 20 — Si sente da Napoli esser colà giunta per telegramma la notizia che una flottiglia francese, composta di tre legni da guerra, aveva passato il faro; probabilmente diretta ad Ancona.

Sabato 25 — Si è saputo da Ancona che nella notte di mercoledì venendo giovedì le truppe francesi in numero, si dice, di 2000 uomini sbarcati in quel porto, s’introdussero improvvisamente in città sfasciando una porta e recatisi, dopo essersi impadroniti di tutti i posti, all’abitazione del Colonnello Lazzarini comandante e nel suo rifiuto di cedere la piazza lo ritennero prigioniero. Contemporaneamente presentatisi alla fortezza fu questa loro ceduta dal comandante della medesima Ruspoli, colle condizioni, si dice, di fare il servizio promiscuamente colla truppa pontificia, e che ci restassero inalberate le due bandiere. Il generale francese si è recato a Roma ed essendosi presentato dal Segretario di Stato, si assicura che questi non l’ha voluto ricevere, e che è ripartito subito per Ancona. Si assicura pure che il medesimo Segretario di Stato abbia comunicato uffizialmente l’accaduto a tutto il corpo diplomatico. Grande è la sensazione che hanno prodotto queste notizie.

Domenica 26 — Si sente che i Francesi oltre Ancona abbiano occupato ancora il Porto di Recanati e quello di Fermo. Varie spedizioni di corrieri si sono fatte tra ieri e oggi dai ministri esteri alle loro rispettive corti. Pare che si teme imminente uno sbarco anche a Civitavecchia e unificandosi si comincia a far la questione, se con tal vicinanza e coll’esempio dell’accaduto in Ancona, il Papa resterà in Roma.

Marzo

Giovedì 1 — Si è avuto un proclama stampato dal Generale francese Cubières comandante in Ancona, pieno di belle ed amichevoli espressioni.

Domenica 11 — Il diplomatico inglese giunto l’altro ieri ha avuto oggi una conferenza col Cardinale Segretario di Stato.

Lunedì 12 — Oggi a tutti quelli che sono andati a prendere le lettere alla posta, è stato annunziato che dal venturo ordinario in poi non si davano più i fogli di Francia. Si dice che la proibizione si estende a tutti i fogli non italiani.

Mercoledì 14 — Questa mattina sono andato con Checco a vedere l’esposizione dei quadri e sculture che si fa annualmente dalle società degli amici delle Belle Arti, quale esposizione, non essendosi potuto avere il locale solito in Campidoglio, che il Senatore accordava a quest’effetto, per trovarsi attualmente occupato dal suo tribunale, si è fatta quest’anno in una casa nella strada di Ripetta incontro alla Legnara. Le opere esposte sono di una grande mediocrità.

Giovedì 15 — Si sente da Ancona che ci sono sbarcati altri 450 uomini di truppe francesi, compresi degli artiglieri con 4 cannoni e qualche obice.

Venerdì 16 — Nella notte scorsa si sono presentati a Porta Cavalleggieri sei o sette militari francesi provenienti da Civitavecchia, ove li ha sbarcati un legno a vapore, senza presentare passaporti e neppur voler dare il nome; sono entrati, ed oggi, dopo aver parlato coll’Ambasciatore di Francia, hanno girato vedendo Roma. Si dice che vadano Ancona.

Sabato 17 — Si è avuta notizia di Bologna, che essendosi colà portato un piccolo corpo di truppa pontificia di 200 o 300 uomini col Colonnello Zamboni alla testa, fu ricevuto da un numeroso attruppamento all’ingresso con tutti i possibili insulti (benché scortato dalla truppa tedesca) ed il Colonnello Zamboni fu ferito in testa da due colpi di pietra, per i quali cadde da cavallo, ed in seguito l’attruppamento si diresse alla caserma, ove era acquartierata la truppa pontificia, minacciando di darvi fuoco; onde in fine la truppa stessa dové far fuoco contro la moltitudine, essendo rimasti alcuni feriti, e, ci è chi dice, qualcuno ucciso. Gli ufficiali francesi giunti ieri notte sono ripartiti per Civitavecchia, e non più per Ancona, come si diceva.

Martedì 20 — Si sente che a Fossombrone sia accaduta una rivolta, innalzata la bandiera tricolore, e bruciato lo stemma pontificio. Si dà per certo che 6000 uomini di truppa austriaca siano nuovamente entrati nelle Legazioni, e che vadano ad avanzarsi sino a Pesaro.

Giovedì 22 — Le truppe austriache sono poi effettivamente entrate a Pesaro e si dice che debbano aumentare di numero. Si sta in attenzione di ciò che siano per fare i Francesi in conseguenza di ciò. Questa mattina l’Ambasciatore di Francia è andato all’udienza del Papa, e si dice che sia stato latore di una lettera autografa del suo Re.

Aprile

Lunedì 9 — Colla posta di oggi si sono avute pienissime conferme della manifestazione del colera a Parigi.

Mercoledì 18 — Le ultime notizie di Ancona portano, che stavano per imbarcarsi le truppe francesi della seconda spedizione, rimanendo quelle della prima unicamente ed esclusivamente nel forte, restituendo tutti gli oggetti presi, che erano proprietà del governo pontificio; i liberali così detti, che si erano adunati in gran numero in Ancona, s’imbarcheranno anch’essi coi Francesi, la città sarà presidiata dai carabinieri pontifici, dei quali partirà di qui stanotte un forte distaccamento. Si dice poi che in Ancona vi sarà un pro-Legato secolare. Tutto questo pare sia conseguenza di una convenzione.

Giovedì 26 — Oggi, in seguito di permesso da me domandato al Cardinale Segretario di Stato ed ottenuto, ho ricominciato a ricevere dalla posta il Journal des Débats.

Maggio

Venerdì 25 — Si sente da Ancona che il gonfaloniere di quella città per nome Bordoni è stato proditoriamente ucciso di notte con vari colpi di pugnale: v’è chi aggiunge essere anche stati feriti due preti.

Martedì 29 — Ieri si adunò il consiglio di guerra per giudicare D. Sigismondo Ruspoli riguardo alla capitolazione da lui fatta colla truppa francese per la fortezza di Ancona. La decisione resta sin qui nel più alto segreto. Nella notte di sabato e domenica scorsa fu gettato dal mare sulla spiaggia di Palo verso Maccarese un grossissimo pesce cetaceo già morto, quale non si sa bene se sia balena o di altra specie.

Mercoledì 30 — Ad Ancona dopo il gonfaloniere è stato ucciso nello stesso modo un commissario di polizia per nome Magalotti. Lo spirito d’insurrezione, che varii giorni fa erasi manifestato fra i lavoranti di campagna della tenuta di Torrimpietra ed altri di quelle parti, col motivo della cattiva qualità del pane, che loro si dava dal Merolli affittuario di Torrimpietra (e che realmente fu riconosciuto pessimo oltre ogni credere), ieri ed oggi si è riprodotto nelle tenute di Lunghezza, Pantano e Terranova pure tra i bifolchi, i quali pretendono con violenza aumento di salario oltre il convenuto, e riuniti in qualche numero minacciavano, dicesi, anche di venire a Roma. Si crede di sapere che qualche emissario istigatore abbia percorsa la campagna eccitando questa gente ad ammutinarsi.

Giovedì 31 — Questa mattina circa le sei di Francia il Papa da S. Pietro è venuto a Monte Cavallo, di dove verso le nove di Francia è partito per andare a S. Giovanni a prendere il possesso ed assistere alla cappella. Egli è andato colla vecchia stufa e col treno del semipubblico, col Maggiordomo e Maestro di Camera nella sua carrozza senza nessuno a cavallo fuori dei soliti. Il Senato romano (per cui non era stato eretto il padiglione, come negli ultimi possessi) ha aspettato l’arrivo del Papa dentro il portone del palazzo lateranense vicino alla facciata, di dove è uscito per fare il suo complimento. Nel portico il Papa ha ricevuto il solito omaggio, e le chiavi dal Capitolo, e quindi passato in chiesa si sono dette le preci proprie di tal funzione, cantandosi poi la messa; dopo la quale ha data la benedizione dalla loggia. Questa mattina sino a dopo la funzione è stato interdetto l’ingresso da tutte le parti della città a tutti i così detti Burini, per timore di qualche insolenza per parte loro.

Giugno

Mercoledì 6 — Due staffette giunsero ieri, ed una oggi da Ancona. Per quanto confusamente si dice, pare che le truppe pontificie, quali di pieno concerto col comando francese dovevano entrare in quella città, non vi sono entrate per avere i faziosi, che da tanto tempo signoreggiano, eretto, si dice, un governo costituzionale, aiutati, si pretende, o da parte, o da tutta la truppa francese ivi stanziata, in conseguenza di che il comandante le truppe nostre Lorini richiese istruzioni sulla condotta, che dovrà tenere.

Giovedì 7 — Ad Ancona non pare sia seguita un’effettiva proclamazione di governo indipendente, ma poco meno: si conferma che la nostra truppa non vi è entrata.

Domenica 10. Pentecoste — Si è resa pubblica la sentenza del consiglio di guerra riguardo D. Sigismondo Ruspoli per la capitolazione della fortezza di Ancona. Il medesimo è condannato a retrocedere di un grado, cioè da Tenente Colonnello a Maggiore. Si dice che la sentenza in origine portasse l’inabilitazione a qualunque comando, e la collocazione alla coda di tutti i Maggiori, ma che il Papa abbia tolte queste clausole aggravanti.

Venerdì 15 — Con un corriere giunto ieri sera all’Ambasciatore di Francia si è avuta la notizia di una gran sommossa seguìta a Parigi i giorni sei e sette corrente. Pare che il governo attuale dopo sanguinosi combattimenti abbia prevalso contro i partiti repubblicano e realista, che si dice fossero uniti.

Giovedì 21 — Questa mattina si è veduta affissa per tutta Roma una bolla di scomunica contro tutti quei sudditi pontificii, che specialmente in Ancona ed in qualunque altro luogo dello Stato hanno attentato ed attentano contro la sovranità della S. Sede, i diritti della Chiesa, immunità ecclesiastiche ecc. ecc.

Mercoledì 27 — Questa mattina vi è stato del sussurro per parte dei scolari della facoltà legale, le di cui lezioni in quest’anno, che è stata chiusa la Sapienza, si sono date nel già convento della Pace. Siccome il governo aveva preveduto che quei giovani si erano proposti di commettere oggi, che era l’ultimo giorno di lezione, delle insolenze, come di schiodare i banchi ecc. ecc.; aveva ordinato che si facesse vacanza. O che alcuno dei professori non avesse ricevuto in tempo l’avviso, o che gli scolari siano riusciti ad introdursi nel locale, è convenuto impiegare i carabinieri per farli uscire, non senza qualche specie di resistenza, essendosi poi dissipati dopo qualche tempo.

Sabato 30 — Ieri sera circa le 2 dopo mezzanotte seguì in piazza Colonna e precisamente da un lato del nostro portone, l’esplosione di due così detti petardi, uno più grosso e l’altro meno.

Agosto

Mercoledì 22 — Si assicura essere stato conchiuso con Rothscild dal nostro governo un nuovo imprestito di tre milioni di scudi nominali al saggio di scudi 71 per ogni 5 scudi di rendita.

Settembre

Martedì 4 — Sono tornati da Parigi i tre medici Meli, Lupi (figlio) e Cappelli che il governo aveva spediti per osservare la malattia del cholera.

Venerdì 7 — Questa mattina si è adunato il consiglio di guerra nominato per giudicare il Colonnello Lazzarini, già comandante in Ancona all’epoca dell’occupazione francese; la sentenza non si conosce.

Lunedì 24 — Oggi è stato pubblicato ed affisso un nuovo Regolamento sulla legislazione penale, quale pare debba esser seguito da altre disposizioni nella stessa materia. Si dice che in genere le pene vengano notabilmente mitigate.

Dicembre

Sabato 29 — Oggi è stato pubblicato editto del Segretario di Stato, con cui, atteso lo sbilancio ed il vuoto dell’erario, si accresce il dazio del sale e del macinato al saggio, a cui era prima delle ultime diminuzioni, si aumenta la tassa delle lettere e si ripristina il gravissimo registro proporzionale, come era stato fissato nel 1816.

Domenica 30 — Si assicura che nella notte scorsa si sono trovate per Roma delle coccarde tricolori, ed anche qualche scritto incendiario.


Anno 1833

Marzo

Mercoledì 3 — Oggi nel nostro Diario si è veduta la nomina del nuovo Segretario per gli affari di Stato interni, nella persona del Cardinale Gamberini.

Giugno

Venerdì 21 — È uscito colle stampe un nuovo Regolamento per i lavori pubblici di acque e strade, col quale si crea una prefettura generale di acque e strade presieduta dal Card. Prefetto della Congregazione delle acque, e composta di un prelato Chierico di Camera col titolo di Presidente, del Segretario della congregazione suddetta, del Sopraintendente generale delle poste, di due consiglieri e di un fiscale. Questa Presidenza avrà la direzione ed amministrazione di tutti i lavori di strade ed acque, che si fanno in tutto o in parte con fondi somministrati dalla Camera. Il Cardinale Rivarola Prefetto delle acque malcontento di questa organizzazione, e segnatamente del Prelato Presidente, si assicura che avesse data la sua rinunzia; ma si dice che la cosa sia stata accomodata.

Sabato 29 — Verso sera si è manifestato un incendio nella Chiesa della Vittoria, che è durato due ore, ed è rimasto consumato dal fuoco tutto l’altare maggiore, che era di legno. L’immagine della Madonna, che era in molta venerazione, si è abbruciata, come pure le ostie e particole contenute nel ciborio.

Luglio

Sabato 13 — Questa mattina a ponte S. Angelo è stato giustiziato un tal Benedetto Mazio parente della famiglia Mazio, soggetto pessimo, reo di un barbaro omicidio in persona di una donna, con cui aveva vissuto per un pezzo, e del marito, col quale essa si era riunita. Egli è morto colle migliori disposizioni.

Settembre

Mercoledì 4 — Si sente essere stato deciso che si intraprenda uno scavo nella Chiesa della Rotonda, e precisamente sotto l’altare, ov’è la statua della Madonna (che ottenne anni sono straordinaria venerazione) per ritrovare il corpo di Raffaello ivi sepolto. Nel tempo stesso si assicura essersi trovati dei documenti, i quali provano che il teschio che si conserva all’Accademia di S. Luca, e che si è tenuto sempre sin qui per quello dello stesso Raffaello, non sia altrimenti suo, ma di un tal canonico de Eleuteriis fondatore della Congregazione dei virtuosi nella predetta Chiesa e benemerito anche della Accademia.

Lunedì 9 — Questa mattina si è incominciato la scavo alla Rotonda. Per quanto si è potuto sapere, pare che sia stato trovato il corpo, o per meglio dire, le ossa di Raffaello colla testa.

Martedì 10 — Nello scavo della Rotonda sotto l’altare della Madonna si sono trovate le ossa ed il teschio (però molto consumate) di una persona, per quanto ha deposto il chirurgo Trasmondi di sesso mascolino e di bella statura. Si è rinvenuto altresì qualche frantume di legno e qualche chiodo, che sembrano residui di cassa. Lo scavo pare si proseguirà. Per quanto si assicura generalmente, in questi giorni si è conchiuso dal nostro governo un nuovo imprestito, che si dice di tre milioni di scudi nominali, al saggio dell’80 per cento col solito Rothscild, che è venuto a Roma da Napoli.

Mercoledì 11 — Le ossa ritrovate alla Rotonda si è poi appurato che non appartenevano ad un solo corpo, ma a più d’uno di diversa grandezza e fra le altre qualcuna di dimensione straordinaria, tutte insieme confuse.

Sabato 14 — Alla Rotonda, dopo il primo infruttuoso scavo sotto la predella e gradini dell’altare della Madonna, essendosi risoluto di rimuovere l’altare, come è stato eseguito, questa mattina, essendosi sfondato un vano, che si era scoperto in un arco chiuso nel muro sotto la statua della Madonna suddetta, vi si è rinvenuto uno scheletro intiero, quale pare debba essere quello di Raffaello; e si proseguirà con diligenza lo scavo della terra per vedere se vi si potrebbe ritrovare qualche altro indizio, che ne assicurasse sempre più l’identità.

Giovedì 19Oggi si è cominciato ad ammettere il pubblico a vedere le ossa di Raffaello alla Rotonda la mattina sino le ore 19 italiane e dalle 19 sino alle 23 con biglietto particolare.

Mercoledì 25 — Oggi le ossa di Raffaello sono state collocate in una cassa di legno di ceraso lustro quale poi dovrà rinchiudersi in altra di pietra.

Venerdì 27 — Sono state pubblicate diverse risoluzioni della Congregazione degli Studii riguardo all’Università della Sapienza. Varie cattedre rimangono soppresse; è proibito il conferire la laurea ad esteri fuor che nella facoltà di zoologia e scienze sacre; ogni studente dovrà aver persona, che risponda di lui, e si obblighi di denunziarlo qualora non si conduca bene ecc. ecc.


Anno 1834

Gennaio

Venerdì 10 — Ieri sera circa le 10 di Francia passò a miglior vita il Principe Altieri Senatore di Roma in età di 74 anni. Egli era uscito di casa domenica sera ed era stato in casa Lavaggi, di dove tornò a casa colla febbre e con gli altri sintomi della furiosa polmonite che lo ha portato via. Questa mattina un numero considerevole di persone povere, che hanno avuto sin qui dei sussidi dall’amministrazione dei Lotti e che pare temessero non doversi più ricevere, si era incamminato, preceduto da una croce, verso il Vaticano; ma avendosene avuta notizia è stata rinforzata la guardia dei carabinieri al Palazzo pontificio, e mandatone incontro un certo numero, che ha dissipato l’attruppamento, portando via la croce.

Domenica 12 — Questa sera il corpo del defunto Senatore Principe Altieri è stato trasportato alla Chiesa della Minerva (ove la famiglia Altieri ha la cappella gentilizia) in carrozza seguita da altre tre. I cocchieri ed i servitori erano colle livree di Campidoglio; un plotone di truppa civica precedeva la carrozza, che era circondata e seguìta dalla truppa medesima.

Lunedì 13 — Questa mattina alla Minerva si sono fatte l’esequie al Principe Altieri, il di cui corpo incassato era esposto sopra il letto. Vi sono intervenuti i conservatori con tutti i giudici e dipendenti della Curia Capitolina. I Collaterali hanno eccitata la pretenzione di avere lo stesso trattamento dei conservatori, il che non è stato loro ammesso. Vi è insorta anche la questione (che risuscita in tutte le circostanze) della precedenza tra la truppa civica e la milizia capitolina dei così detti Capotori, per la quale il Marchese Cavalletti, che, come attual Priore dei Caporioni, è il capo della milizia medesima, si è astenuto dall’intervenire. Oggi il Principe Orsini è stato nominato Senatore di Roma in luogo del defunto.

Martedì 14 — Il Principe Orsini nuovo Senatore è stato anche dichiarato comandante della truppa civica, e pare che per il momento resterà pro-Direttore del Debito pubblico.

Giovedì 16 — Questa sera a Tordinona è andata in scena l’opera intitolata La foresta d’Irminsoul (titolo, in cui è stato cambiato quello della Norma, musica di Bellini, come sono state cambiate in gran parte le parole) e vi ha cantato un nuovo tenore Millesi assai debole. L’incontro è stato molto e la prima donna Signora Ronzi è stata applaudita a furore.

Giugno

Domenica 1 — Ieri notte per mezzo dei carabinieri furono tolte dal palazzo una volta Casoni a Campitelli le armi di Portogallo (cioè della regina Maria) che vi erano sino da quando vi abitava il fu conte di Funchal. Pare che si sia ciò fatto in correspettività del trattamento usato a Lisbona al conte Curuli (rappresentante colà lasciato dall’ultimo nunzio Giustiniani) minacciato di arresto, ed espulso dal Regno in brevissimo termine e che è arrivato in Roma da qualche tempo.

Agosto

Venerdì 1 — Questa mattina si è tenuto l’annunziato Concistoro in cui il Papa ha partecipato al S. Collegio un Monitorio (che si dice sia il secondo) contro gli autori degli attentati commessi in Portogallo contro la Chiesa.

Lunedì 4 — È stata pubblicata in stampa l’allocuzione del Papa nel Concistoro di venerdì contenente l’esposizione di tutto ciò che si è fatto in Portogallo sugli affari ecclesiastici e le minaccie delle pene canoniche contro gli autori ecc. ecc.

Settembre

Mercoledì 3 — Questa mattina tra le dieci e le undici di Francia è giunto in Roma D. Michele ex Re di Portogallo ed è andato ad alloggiare alla locanda di Martignoni. Egli ha seco il Marchese di Labradio stato già suo Ambasciatore a Roma. Il Papa ha mandato il maestro di camera a complimentarlo, e gli è stato anche offerta la guardia che ha ricusato. Si dice che non ha gran seguito di persone.

Venerdì 5 — Questa mattina D. Miguel (che si fa chiamare conte di Braganza) è andato dal Papa accompagnato dal Marchese di Labradio, dal Cav. De Rossi e da un ecclesiastico, che è in sua compagnia, ed è stato ricevuto col trattamento della doppia anticamera. Oggi dopo pranzo è andato a S. Pietro.

Sabato 6 — Ha dato motivo a molti discorsi in questi giorni l’arresto seguito a Moricone in Sabina di alcuni pretesi trappensi (che si dicono francesi) i quali si erano colà riuniti, e che in seguito si è scoperto essere propagandisti politici. Gli arrestati chi dice siano due, chi quattro, essendo gli altri fuggiti.


Anno 1835

Gennaio

Giovedì 8 — Molti curiosi professori e non professori vanno a S. Gregorio per vedere il cadavere del Card. Zurla; pare che il metodo praticato dal Siciliano consista in iniezioni di mercurio e qualche altra sostanza, fatte per mezzo d’una incisione dietro al collo. Alcuni credono si sia data anche una specie di vernice a tutta la superficie del corpo, il quale si mantiene incorrotto ed anche flessibile nelle articolazioni.

Marzo

Giovedì 12 — Questa mattina il Papa è andato a S. Gregorio ricorrendone la festa; è andato anche a visitare i lavori di Campo Vaccino, ove sono state collocate delle colonnette di travertino coi ferri intorno allo scavo della colonna di Foca, ed a quello della chiesa di S. Lorenzo in Miranda, ove si entra per mezzo di un ponte.

Sabato 4 — Essendo morto il noto incisore Pinelli, uomo di qualche abilità, ma di una rozzezza e scioperataggine più che cinica, e non avendo lasciato di che pagare le spese del mortorio, una associazione di giovani artisti e studenti di belle arti ha supplito, facendo una colletta per questo oggetto, ed oggi sulla sera i medesimi hanno accompagnato il suo convoglio funebre, portando alcuni di essi la bara, alla chiesa di S. Vincenzo e Anastasio a Trevi.

Sabato 11 — Questa mattina in Cappella pontificia si sono celebrate le esequie per l’Imperatore d’Austria, e Mons. Ruspoli ha fatto l’orazione funebre.

Venerdì 24 — Nella notte scorsa sono partiti verso Napoli il Duca di Cohofiano (?) napoletano e un tal S.t John inglese, accompagnati da due padrini per ciascheduno all’oggetto di battersi alla pistola al di là del confine. Non si conosce bene il motivo della sfida eseguita qui; alcuni credono che nascesse lunedì sera al ballo di Torlonia a Tordinona, altri ne assegnano delle cagioni antecedenti.

Domenica 26 — Col ritorno della March. Lagrue da Napoli si è avuta questa sera la notizia che il Duca di Cohofiano è rimasto ucciso nel noto duello alla pistola, e l’avversario ferito.

Lunedì 27 — Si sono avuti ulteriori dettagli del disgraziato duello che seguì l’altro ieri a poca distanza da Mola di Gaeta. Il povero Cohofiano (o per meglio dire D. Giovanni Aragona, figlio cadetto del Duca di Cohofiano) ricevé una palla nel cuore, per cui cadde morto, e nel cadere tirò anch’esso il suo colpo, che andò a vuoto. I padrini e l’inglese S.t John (giocatore insigne e pessimo soggetto) sono stati arrestati, questi a Tor tre ponti e gli altri a Terracina ma pare che verranno a Roma sotto la garanzia dei rispettivi Ministri.

Maggio

Lunedì 18 — Da qualche giorno è in Roma l’inglese S.t John che uccise in duello il povero Cohofiano essendo stato rilasciato dall’arresto a Terracina col consenso della Corte di Napoli.

Giovedì 6 — Oggi dopo pranzo è cominciata una divozione di dieci giorni in 15 chiese dedicate alla Madonna, oltre la chiesa di S. Rocco, con indulgenza plenaria per chi v’interverrà 7 volte, ad effetto d’impetrare l’allontanamento del morbo, che ci minaccia. In dette chiese si fa una predica di mezz’ora, si recitano le Litanie dei Santi e si termina colla benedizione del SS.mo.

Venerdì 7 — Oggi con editto della Segreteria di Stato si è ordinato di riassumere e rettificare i rolli della truppa civica, del di cui servizio si potrà facilmente aver bisogno.

Domenica 9 — Essendosi riconosciute insufficienti le 16 chiese destinate per l’indulgenza, cominciando da oggi ne sono state accresciute altre otto delle più vaste. Nello stesso tempo si è annunziata la riduzione da sette volte a cinque per l’acquisto della indulgenza medesima.

Venerdì 14 — Il governo di Napoli ha vietato, sotto pene le più rigorose e capitali, l’ingresso nel regno a tutte le persone senza alcuna eccezione, e a tutti gli oggetti provenienti dallo Stato pontificio. Questa severa misura pare sia stata fondata sul non essersi date dal nostro governo disposizioni sanitarie.

Lunedì 24 — Sono arrivati a Civitavecchia da Barcellona molti poveri frati di diversi ordini scampati dai massacri colà seguiti, e dei quali molti dei loro compagni sono stati vittime.

Martedì 25 — L’Incaricato di Francia M. de Tallenay, andando a Napoli per una missione, l’altra notte poco prima di Velletri fu assalito da alcuni grassatori e spogliato di quanto aveva.

Sabato 29 — Sempre più affliggenti sono le nuove venute oggi dello stato sanitario di Genova, non troppo buone quelle di Livorno e senza grande aumento quelle di Firenze. Oggi non si parla che della ricetta, venuta, si dice da Francia per telegrafo, di uno specifico ritrovato da un farmacista di Nîmes, il quale pretende aver guariti 29 cholerici molto aggravati sopra 30, ed è la seguente; 1 oncia di corallina tenuta in fusione per 24 ore in 4 oncie d’acqua e passata per panno, due oncie di olio d’oliva sopraffino, mezz’oncia di agro di limone, due cucchiai di zucchero fino, due detti di acqua di fior d’arancio.

Lunedì 31 — Da Genova sempre le stesse dolorose notizie ma con mortalità forse un poco minore. A Livorno il morbo va crescendo, e pare si vada estendendo per le Maremme. A Firenze niente di allarmante.

Settembre

Giovedì 3 — Oggi dopo pranzo il Card. Odescalchi Vicario coll’assistenza di tutti i Parrochi e del Seminario romano, e con molto concorso di gente ha fatta la funzione di benedire solennemente il cemeterio annesso alla Basilica di S. Lorenzo fuori delle Mura, già cominciato a costruire dal governo francese, e che ora deve mettersi in attività, benché una sola parte si trovi in stato servibile. Notizie sempre più funeste sonosi avute colla posta di oggi del cholera di Genova, e cattive anche di Livorno, ove il morbo si è molto dilatato. A Firenze seguitano dei casi, sinora in numero non grande. La ricetta del Dott. Boyer, venuta di Francia giorni sono, pare che a Firenze sia riuscita inefficace.

Sabato 5 — Nella notte scorsa si dice siasi cominciato, per mezzo di un carro espressamente costruito, a trasportare i cadaveri dei morti nella giornata al nuovo cimiterio di S. Lorenzo.

Domenica 6 — La malattia di un russo abitante alla locanda di Petrini al Babuino, quale parevasi annunziare con sintomi cholerici, fece l’altro ieri del rumore per il paese, e il governo credé farlo visitare, e molta gente concorse sul luogo; si riconobbe però che il male proveniva da tutt’altra cagione, come da riscaldamento, disordine di bocca ecc. ecc.; e l’infermo sta meglio.

Lunedì 7 — Nuove sempre affliggentissime del cholera di Genova e di Livorno. A Firenze continua con non molti casi; Torino è attaccato.

Martedì 8 — Oggi dopo pranzo per ottenere l’allontanamento del cholera si è trasportata l’immagine della Madonna, che si venera nella Cappella Borghesiana a S. Maria Maggiore, con solenne processione che doveva terminare a S. Pietro, ed ivi tenersi esposta per otto giorni. La processione che era composta degli alunni di S. Michele, degli orfanelli, e di tutto il clero secolare e regolare, con in fine il Card. Vicario, appena partita da S. Maria Maggiore, circa le 21,30, è stata poco dopo disordinata da un forte sgrullone di pioggia (minacciata in tutto il giorno con grandissimo vento) quale essendo cessato, ha continuato seguìta da numerosissimo popolo, che con esemplare devozione recitava il Rosario ed altre preci, facendo la strada del Bambino Gesù, la Madonna de’ Monti, Colonna Traiana, Piazza di S. Marco, il Gesù e strada Papale. Giunta la fine della processione alla Chiesa Nuova è sopraggiunto un altro diluvio per cui si è dovuto entrare in quella chiesa colla Macchina, ove era collocata l’Imagine, che ci è stata lasciata, alcuni dei Capitoli delle Patriarcali, e tutto il popolo, con gran confusione, mentre il resto della processione è arrivata a S. Pietro, bagnandosi ben bene.

Mercoledì 9 — È stato notificato, per mezzo di invito sacro che la Madonna resterà esposta alla Chiesa Nuova sino a Domenica, che colla processione verrà trasportata a S. Pietro.

Domenica 13 — Oggi doveva seguire la nuova processione coll’intervento del Papa e di tutto il Sacro Collegio per il trasporto della Madonna dalla Chiesa Nuova a S. Pietro, ma il tempo essendosi annunziato sin da questa mattina pessimo con gran vento e molte nuvole, è stata disintimata poco dopo il mezzogiorno; ed infatti sull’ora appunto che la processione doveva cominciare, cioè alle 20,30 italiane, ha cominciato a piovere dirottamente anche con lampi e tuoni, ed un fulmine è caduto nel palazzo già Accoramboni sulla piazza di S. Pietro.

Martedì 15 — Essendo riuscita una bellissima giornata, a mezza mattina il suono delle principali campane di Roma (come già era stato avvisato con Notificazione) ha annunziato per oggi la processione dalla Chiesa Nuova a S. Pietro, la quale ha cominciato circa le 20,30 italiane collo stesso ordine di quella di martedì scorso, colla sola diversità che i Capitoli delle Basiliche non hanno portato i padiglioni. Il Papa è andato dalla Chiesa Nuova sino a S. Pietro colla torcia avanti all’Imagine, preceduto da 20 Cardinali (ai quali se ne sono aggiunti altri tre in S. Pietro) in mantelletta e mozzetta rossa. Il popolo, che seguiva la processione, era infinito. In S. Pietro si sono cantate le Litanie della Madonna, e quindi il Papa, uscendo per porta Angelica e rientrando per porta del Popolo, è tornato a Monte Cavallo. Ieri è partito D. Miguel, non si sa bene per dove.

Martedì 23 — Oggi la Madonna di S. Maria Maggiore è stata trasportata processionalmente da S. Pietro alla Chiesa del Gesù. La processione era composta solamente di tutti i Religiosi detti berrettanti in cotta con candela accesa, e dai due Capitoli di S. Pietro e di S. Maria Maggiore. Essa è partita da S. Pietro alle 21,30, è arrivata al Gesù alle 23,30 circa. Il popolo che la seguiva era immenso. Andavano infine avanti la Madonna il Card. Vicario come Arciprete di S. Maria Maggiore ed il Card. De Gregorio, in luogo del Card. Galeffi Arciprete di S. Pietro.

Domenica 27 — Oggi doveva trasportarsi la Madonna dal Gesù a S. Maria Maggiore con processione di tutto il clero secolare e regolare, coll’intervento del Papa e S. Collegio, ma in grazia del tempo la processione è stata disintimata e differita al primo giorno di buon tempo, dandosene avviso colle campane come l’altra volta.

Mercoledì 30 — Previo l’avviso delle campane oggi si è fatta la traslazione della Madonna dal Gesù a S. Maria Maggiore. La processione è stata la stessa che quella dalla Chiesa Nuova a S. Pietro. Il Papa vi è intervenuto con 13 Cardinali, oltre altri tre, che si sono trovati a S. Maria Maggiore, ove la processione è arrivata alle 23, essendo partita dal Gesù dopo le 21. È ritornato D. Miguel dal suo viaggio, che non pare abbia oltrepassato Venezia.

Ottobre

Martedì 6 — Questa mattina tra le sette e le otto di Francia è partito il Papa per Tivoli.

Mercoledì 7 — Questa mattina circa le 11 di Francia si è recato il Papa al padiglione apparecchiatogli, e poco dopo ad uno sparo di mortaro si sono aperte le porte dell’imboccatura dei cunicoli e si è fatto entrare il fiume. Benché qualche porzione di acqua per essersi chiusi troppo presto tutti gli altri esiti avesse penetrato per i cunicoli sotto i portoni, ciò non ostante lo sbocco dell’intera quantità dell’acqua è stato imponentissimo accompagnato da molti spari di cannoni e mortari, con un concorso infinito di gente situata per quelle alture che faceva un bellissimo colpo d’occhio.

Novembre

Martedì 3 — In conseguenza della mancanza di codici scopertasi nella biblioteca Barberini è stato da molti giorni carcerato un tal Passetti, bidello della biblioteca e facchino della casa, insieme con due rivenditori, che si dicono suoi manutengoli e se ne sta facendo processo dal tribunale del governo. Il Bibliotecario Ab. Rezzi è riuscito a ricomperare circa 70 dei codici m.ss. rubati tra i quali però non pare ve ne siano, per quanto si sa finora, dei molti importanti; alcuni, dopo l’arresto del suddetto, furono rinvenuti accidentalmente da alcuni ragazzi in una chiavica. La Biblioteca è biffata.

Giovedì 5 — Per ordine della Segreteria degli affari di Stato interni si è deciso di togliere dal giorno 10 corrente i cordoni sanitari; fuori che al confine tra il Ferrarese e Venezia, ove pare ormai dimostrato che il cholera esiste.

Lunedì 16 — Questa sera a Valle doveva rappresentarsi una commedia intitolata Dante a Ravenna, parto, per quanto si è detto, di autore non romano e probabilmente bolognese; e se ne stava in grande aspettazione; ma per ordine superiore la rappresentazione è stata proibita.

Dicembre

Mercoledì 2 — Questa mattina nella chiesa dei SS. Lorenzo e Damaso dall’Accademia Filarmonica si è fatto un funerale per il maestro Bellini, morto poco fa a Parigi, e si è cantata una messa di requie di Cherubini con copiosissima orchestra e gran numero di cantanti professori e dilettanti. Il concorso è stato infinito.

Giovedì 24 — Oggi sono arrivati a Roma gli Archivi della antica Nunziatura presso la Repubblica di Venezia, e che sinora erano rimasti colà.


Anno 1836

Gennaio

Lunedì 18 — Il Cardinale Lambruschini (appartenente all’Ordine dei Barnabiti) è stato nominato Segretario di Stato in luogo del Cardinale Bernetti.

Febbraio

Lunedì 1 — Un corriere giunto oggi da Napoli ha recato la funesta notizia della morte della giovine Regina, seguìta ieri in seguito di una malattia da cui era stata sorpresa dopo avere partorito circa due settimane sono, con universale consolazione un figlio, e dalla quale pareva stasse assolutamente meglio e fuori di pericolo.

Martedì 2 — Ieri sera verso le 8 di Francia morì Madama Letizia Bonaparte, madre dell’Imperatore Napoleone in età di 87 anni (secondo i calcoli più ristretti), da molto tempo allettata per rottura di una coscia, in conseguenza di una caduta, e quasi del tutto cieca.

Mercoledì 3Oggi si è pubblicata in istampa un’allocuzione fatta dal Papa nel Concistoro di ieri mattina, e concepita in termini bastantemente energici sul dolorosissimo stato delle cose ecclesiastiche in Portogallo ed in Spagna.

Sabato 6 — Questa mattina a S. Maria in via Lata si è fatto il funerale a Madama Letizia senza alcuna paratura e col cadavere esposto in terra. Vi è stato del diverbio sopra l’abito ed ornato regio, e sopra le armi già imperiali di Francia, cioè l’aquila coi fulmini, che il Card. Fesch voleva adottare, ed a cui poi ha dovuto rinunziare; e nello scudo dell’arma, che è stata posta sopra la porta della Chiesa, non vi era che la lettera M. Si dice che il Cardinale abbia in idea di mandare il corpo a Corneto presso quelle monache Passioniste, delle quali è Protettore. La defunta colla sua disposizione testamentaria ha lasciato eredi i figli con alcuni legati pro una vice tantum e piuttosto scarsi a diverse persone di suo servizio.

Marzo

Venerdì 18 — Nella notte scorsa è morto, dopo un cronicismo di vari mesi, l’avvocato D. Carlo Fea, in età di anni 84, e da 36 anni mio Bibliotecario.

Maggio

Venerdì 6 — Ieri sera giunse in Roma arrestato e condotto in Castel S. Angelo uno dei figli di Luciano Bonaparte, nell’atto dell’arresto seguito a Canino ha ucciso con un colpo di stile il tenente dei carabinieri, fratello di Mons. Caggiano, e feritone due altri. Il di lui fratello, che pure doveva esser preso, è fuggito.

Giugno

Venerdì 10 — Questa sera si è adunata di nuovo la congregazione cardinalizia per esaminare nuovamente la questione della Fiera di Sinigaglia, sentita la commissione sanitaria, e la città suddetta, le di cui ragioni sono state dedotte in una scrittura dell’avv. Armellini, della quale non si è permessa la stampa.

Mercoledì 15 — È uscita colle stampe una Notificazione della Segreteria degli affari di Stato interni, nella quale si esprime il dispiacere, che prova il S. Padre nel dovere, attese le misure sanitarie che esige l’avvicinamento del morbo cholerico, differire la Fiera di Sinigaglia; e nello stesso tempo si assicura che non si ha in pensiero di togliere nell’avvenire la Fiera stessa (del che pareva fosse nato colà qualche timore), e che anzi, quando le circostanze lo permettano, si concederà forse in questo stesso anno. Si dice che intanto sia stato mandato a Sinigaglia della truppa.

Martedì 22 — Questa sera nella sala del palazzo Sinibaldi a S. Chiara un tal Sig. Regaldi di Novara ha dato un’accademia di poesia estemporanea, ed io vi sono andato per un poco con Venturi e Castiglioni. Il biglietto è stato di paoli cinque.

Luglio

Venerdì 1 — In seguito della circolare emanata dal Cardinale Vicario qualche settimana fa, col giorno di oggi deve cominciare la tumulazione dei cadaveri al nuovo cemeterio presso S. Lorenzo fuori delle Mura. I cadaveri da ogni parrocchia saranno condotti alla Consolazione, e di là saranno poi con carri trasferiti al Campo Santo. Gli eccettuati sono il Papa, i Cardinali, i Sovrani e Principi di case sovrane; i Vescovi, i Prelati detti di fiocchetti, e gli aventi sepoltura gentilizia, purché siano rinchiusi, in cassa di piombo, e il funerale si faccia alla rispettiva parrocchia. Si parla anche della esenzione dei frati e monache, di alcune confraternite e Ospedali, che hanno cemeteri particolari.

Martedì 5 — Questa mattina sono andato colla Principessa, Augusto e il Cappellano di casa, D. Giuseppe all’abitazione del Generale Galassi al palazzo Chigi Montorio per vedere una quantità di oggetti d’oro, d’argento, di bronzo e molti vasi fittili ritrovati in un fortunatissimo cavo intrapreso dal Generale sudetto in società coll’Arciprete di Cerveteri in uno dei tanti sepolcri etruschi, che si ritrovano in quel territorio, e negli adiacenti.

Mercoledì 6Oggi si è veduto riportato nel nostro Diario l’editto del Card. Lambruschini Segretario di Stato, nel quale si annunzia che per il dì 15 corrente cessa il commissariato generale delle 4 Legazioni, e si ripristina in ogni provincia l’amministrazione separata dei Cardinali Legati, e quelle, ove non sarà ancora nominato il Legato, saranno intanto governate da un Prelato pro-Legato.

Giovedì 14 — Oltre le nuove pessime del cholera, principalmente a Brescia ed Udine e più o meno in tutti gli Stati Lombardo-Veneti, si sente ora che, siasi manifestato in ambedue le riviere di Genova, ed anche in Genova stessa. Pare poi certo che a Vienna siasi manifestato di nuovo.

Martedì 19 — Nei giorni scorsi sono seguiti degli arresti di varie persone (ma però di poca importanza) quali sono stati condotti in Castel S. Angelo. Fra gli arrestati si nomina un cappellano a strada della Croce, ed un giovane di S. Spirito, figlio di un tale avv. Rubini.

Martedì 26 — Si ha notizia che il cholera si è manifestato a Francolino di qua dal Po nella provincia di Ferrara e si dice anche in qualche villaggio vicino.

Agosto

Lunedì 8 — Colle lettere di oggi si è ricevuta la poco piacevole notizia che a Cesenatico sono morte alcune persone con segni molto sospetti di cholera, motivo per cui si erano colà prese rigorose misure sanitarie.

Giovedì 11 — Le notizie venute colla posta di oggi sembrano piuttosto rassicuranti sui sospetti di cholera suscitatisi a Cesenatico, sembrando che le poche persone perite, siano morte per causa di cibi cotti in vasi di rame non stagnati.

Sabato 13 — Le notizie del temuto cholera a Cesenatico sembrano sempre più rassicuranti.

Domenica 14 — Oggi nel Palazzo del Pr. Borghese si è aperta la cosidetta Cassa di Risparmio.

Domenica 21 — Ieri giunsero spedizioni da Ancona colla triste nuova della manifestazione del cholera in vari punti di quella città in modo da non lasciare il minimo dubbio sulla natura del male, i casi annunziati sinora sono in numero di 17, dei quali 7 almeno seguiti da morte!!!

Mercoledì 24 — È giunta notizia che alcuni casi di cholera sono accaduti in un piccolo paese vicino a Cingoli! Il governo di Napoli ha chiuso assolutamente l’ingresso in Regno a tutte le provenienze del nostro Stato.

Giovedì 25 — Colle lettere di oggi si è avuta notizia che altri venti casi di cholera erano accaduti in Ancona, e che tra quelli che sono morti vi è un certo Lorenzini chirurgo e medico.

Venerdì 26 — Per mezzo di staffette si è saputo oggi che il morbo cholerico progredisce in Ancona, e che al mezzo giorno del 23 il totale dei casi ascendeva a 36, e quello dei morti a 19. I medici Cappelli e Viale hanno avuto l’ordine di recarsi subito ad Ancona.

Settembre

Venerdì 2 — Ad Ancona il cholera progredisce, ma al villaggio dell’Avenale vicino a Cingoli pare per ora arrestato.

Domenica 4 — Pare sicuro che il cholera siasi manifestao sulla costa del Regno di Napoli sull’Adriatico, cioè a Trani, Bari, Manfredonia, ecc., benché non se ne abbia rapporto ufficiale. Da Livorno però si sa ufficialmente, che ci sono accaduti due casi con morte.

Lunedì 12 — Dalle lettere di oggi si rileva qualche diminuzione del numero dei casi di cholera e di quello dei morti in Ancona.

Lunedì 26A Ferrara si sono dati alcuni casi di cholera nell’Ospedale, e si torna a parlare della propagazione del morbo sulla costa dell’Adriatico del Regno di Napoli.

Martedì 27 — Ieri da una particolare Commissione, composta di Giudici del Governo, del Campidoglio e dell’A. C., dopo due sedute è stata giudicata la causa del figlio del Principe di Canino reo dell’uccisione del tenente dei carabinieri Caggiano nell’atto di essere arrestato per un antecedente omicidio. La sentenza ancora non si conosce.

Ottobre

Venerdì 7 — Secondo le ultime notizie di Napoli il cholera, già diffuso in alcune provincie del Regno, pare sia penetrato anche in Napoli, ove si sono dati due casi in due soldati di Finanza, uno dei quali è morto.

Sabato 15 — Le notizie più recenti di Napoli portano che il numero dei casi di cholera nella capitale è asceso chi dice a 8 chi sino a 15.

Novembre

Lunedì 7 — Le nuove di Napoli sono che il cholera seguita con progressione piuttosto crescente tanto di casi che di morti.

Dicembre

Sabato 3 — Si sente da Napoli che il numero dei casi di cholera e dei morti negli ultimi due o tre giorni si è accresciuto, ma sempre notabilmente al di sotto dei precedenti.

Mercoledì 7 — Questa mattina è partito alla volta di Frosinone per rinforzare il cordone sanitario in quel confine il battaglione di cacciatori, che arrivò ier l’altro.

Domenica 11 — Ieri sera si tenne per urgenza una straordinaria Congregazione di Sanità, il di cui oggetto si assicura fosse una richiesta del Re di Napoli di passare per lo Stato pontificio per rendersi a Vienna a celebrare i suoi sponsali già conclusi coll’Arciduchessa Teresa figlia dell’Arciduca Carlo. La voce comune è che la risposta sia stata negativa.

Domenica 18 — Ieri si è terminato di collocare al suo posto la statua del Papa Leone XII nel monumento che il Papa attuale fa erigere al medesimo in S. Pietro (opera dello scultore Fabbris) nel sito ove era depositato il corpo di Innocenzo XIII di rimpetto al sepolcro della Regina Cristina di Svezia; la statua però rimane per ora coperta.

Mercoledì 21 — Questa mattina è stata scoperta la statua di Leone XII in S. Pietro.


Anno 1837

Gennaio

Sabato 14 — Questa mattina è stato pubblicato editto di Monsignor Governatore, con cui vengono proibite per il prossimo Carnevale le maschere ed abiti carnevaleschi per le ragioni che la vicinanza del micidiale cholera farà supporre al buon senso ed alla pietà dei Romani. Si permettono i Festini senza maschere e le corse.

Giovedì 19 — Questa mattina si è trovato affisso al piedistallo della Colonna verso casa nostra un cartello, in cui era scritto il Popolo Romano vuole il Carnevale, e in qualche altra parte di Roma se n’è trovato qualche altro con espressioni analoghe.

Martedì 24 — Da molti giorni non si sentono che assalti notturni per le strade della città; ieri sera tre malviventi avendo assaliti alcuni carabinieri travestiti, ne rimasero arrestati due. Accadono parimenti di giorno frequenti rapine di pane nell’atto che viene trasportato dai forni.

Febbraio

Martedì 7 — Dopo la corsa dovevano aver luogo i moccoletti, dei quali questa mattina medesima si era pubblicata da Monsig. Governatore la permissione; ma appena se n’è cominciato ad accendere qualcuno, il popolo con urli e fischi strepitosi l’ha obbligato a smorzarlo; lo stesso ha fatto verso le finestre, ove si mostrava qualche lume, e verso alcune sono stati anche tirati dei sassi perché non si è annuito all’intimazione. Quindi una turba di gente assai numerosa percorrendo il Corso ha cominciato ad obbligare le carrozze a sortirne, come a chiudervi i portoni e le porte delle botteghe e dei caffè; ed al caffè detto delle Belle Arti sotto il palazzo Fiano ove si è fatta qualche resistenza, il rumore si è fatto alquanto serio. Finalmente suonata l’ora di notte, la forza dei dragoni e dei carabinieri ha disperso (anche con piattonate) la turba medesima e si è ristabilito pienamente la tranquillità.

Sabato 11Oggi si è pubblicato editto della Segreteria per gli affari di Stato interni, col quale si indice la facoltà di accattare a tutti quei poveri, che non saranno muniti di un permesso e di una medaglia dal governo; si proibisce di accattare dopo le ore ventiquattro e si annunzia che tutti i mendicanti esteri, o anche statisti saranno rimandati ai rispettivi loro paesi.

Martedì 14 — Ieri notte è partito sotto la scorta di un uffiziale per Civitavecchia ove deve imbarcarsi, il figlio di Luciano Bonaparte, stato processato per l’uccisione del tenente dei carabinieri Caggiano. Il tribunale del Governo di Roma lo aveva condannato alla pena capitale, che quello della Consulta, a cui appellò, ridusse a 15 anni di detenzione, qual pena il Papa ha commutato in esilio perpetuo, e pare che anderà al Brasile.

Lunedì 20 — Ieri mattina una certa quantità di Trasteverini, che si qualificavano lavoranti di lana senza impiego, si recò sulla piazza di S. Pietro per reclamare al Papa contro l’uso delle macchine, introdotte (dicono) in questa manifattura, che tolgono loro il lavoro; ma si riuscì a dissiparli per opera singolarmente del Presidente di quel rione Marchese Longhi. Altri dicono, e forse è così, che l’andata a S. Pietro non fosse che in progetto, e che il Presidente riuscisse a sventarlo con danaro.

Aprile

Sabato 1 — Da vari giorni circola una profezia, venuta, si dice, di Francia, la quale predice che nella giornata di domani Roma soffrirà un grandissimo disastro, chi dice di inondazione, chi di terremoto, chi di pioggia di fuoco ecc. ecc.

 Lunedì 17 — Corre voce, che in seguito di nuovi casi di cholera accaduti a Napoli sia stata contromandata la remozione del Cordone Sanitario, che si pensava togliere in questi giorni.

Maggio

Martedì 23 — Oggi è uscito un editto della Segreteria di Stato con cui si annunzia che viene permesso l’introduzione del granturco dall’estero senza dazio, e si accorda il premio di baiocchi 50 per ogni rubbio di grano che perverrà dalla Marca e dalla Legazione; si annunzia altresì che si è ordinato lo spaccio del pane ordinario al prezzo di due baiocchi la libbra. Queste misure sembrano prodotte dalla impressione, che fecero nell’animo del Papa le grida di molti abitanti di Borgo in occasione che uscì mercoledì scorso per andare a far visita al Cardinale Lambruschini a Monte Cavallo. Il timore a Palazzo pare sia grande. Si dice che ad Albano vi sia accaduto del rumore pure a cagione del prezzo del pane, e della mancanza del lavoro, ma non si sa bene di qual gravità sia stata la cosa. In altri paesi della provincia sono accaduti tumulti del medesimo genere.

Venerdì 26 — Ieri notte furono spediti 50 dragoni a Frascati, ove era accaduta qualche sommossa simile a quella d’Albano per la stessa ragione o pretesto, e se ne temeva di peggio. Anche a Monte Porzio fu spedita da Frascati porzione della forza per reprimere qualche movimento simile.

Sabato 27 — Questa mattina in molti forni si è cominciato a vendere il pane ordinario alla ragione di 2 baiocchi la libbra. Non si sa se, e quando compensi il governo a questi fornari. Sono state tradotte in Roma diverse persone arrestate in seguito dei tumulti di Albano e di Frascati.

Domenica 28 — Oggi essendosi sparsa la voce che si sarebbe fatta nuovamente la distribuzione di pane nel cortile di Belvedere, è ivi accorsa una moltitudine di gente alla quale si è creduto fare distribuzione del danaro da Monsig. Elemosiniere; ma questo non essendo bastato, è convenuto servirsi della forza dei carabinieri di palazzo per dissipare l’attruppamento. Si dice che oggi in diversi forni non si sia trovato il pane ripromesso da 2 baiocchi, per cui il governo pare abbia fissato un bonifico ai fornari di mezzo baiocco a libbra, ossia di scudi tre e venti al rubbio.

Giugno

Venerdì 2 — Oggi è uscito altro editto della Segreteria degli affari di Stato interni, il quale annunzia che essendosi appurato non esservi nelle Marche e nelle Legazioni bastante quantità di grano per provvedere ai (supposti) bisogni di Roma fermo rimanendo il permesso d’introduzione del granturco dall’estero, ed il premio per la importazione del grano dalle Legazioni si permette l’introduzione del grano dall’estero senza dazio, e si proibisce qualunque estrazione di tal genere per tutto il mese di Giugno.

Lunedì 5 — Sempre più luttuose sono le nuove di Napoli riguardo al cholera, che va sempre più dilatandosi nella città con mortalità notabilissima, che ascende a circa due terzi degli attaccati, e con molti casi della specie della fulminante.

Venerdì 16 — È accaduto in questi giorni che avendo Torlonia consegnato al maestro di Posta Sebaldi una cassetta sigillata contenente la somma di 10.000 scudi in oro (chi dice 11.000, ed anche 14.000) denunziandone però soli mille per portarla a Civitavecchia, il Postiglione che l’aveva portata sino ai Monteroni, invece di consegnarla all’altro postiglione che gli succedeva credé meglio di andarla a sotterrare nella vicina macchia di Palo. In seguito di ciò arrestato, dopo qualche ora confessò il suo reato, e condotto sulla faccia del luogo fu ritrovata la cassetta che Torlonia ha ricuperata mancante di due cartoni di cento napoleoni d’oro ciascuno.

Sabato 17 — Le nuove di Napoli sono sempre più funeste riguardo al numero dei casi di cholera ed alla mortalità. Il morbo si è propagato a Benevento, Ponte Corvo, Arpino, Sora ecc. ed anche a Palermo. Ieri l’altro a sera alcuni Portoghesi (che si dicono di condizione) arrivati di poco a Roma e appartenenti al partito ora dominante, essendosi recati in carrozzella a trovare uno degli addetti alla Legazione portoghese, qui non riconosciuta, che abita nella casa di S. Antonino di quella nazione furono assaliti nello scendere dal legno da alcuni dei loro compatriotti, pare, del partito dei miguelisti, contro i quali essendosi difesi, ne risultò qualcuno ferito. Il fatto sinora è involto in una certa oscurità.

Martedì 20 — Ieri si suscitò una specie di rivolta tra i lavoranti della stamperia camerale, a cui ha dato causa l’essersi voluto per fatto di autorità superiore reintegrare al posto di loro capo un tal Baldassari che ne era stato espulso, e che per voce comune ha una pessima riputazione. I lavoranti avendo abbandonato per oggi il lavoro, tutte le cause, per le quali cadeva questa sera la distribuzione delle scritture hanno dovuto spostarsi.

Mercoledì 21 — Alla stamperia camerale si sono fatti tornare i lavoranti al lavoro colla forza e pare che sia stata data loro lusinga della rimozione del Baldassari.

Giovedì 22 — I progressi del cholera a Napoli sono sempre più spaventevoli. Vi è anche notizia di alcuni casi avvenuti in un paese dello Stato chiamato Falvaterra, ed anche a Ceprano!!! Si parla pure di Frosinone ma non con ugual certezza.

Lunedì 26 — Nuove sempre ugualmente dolorose del cholera di Napoli; i timori che si avevano per alcuni paesi del nostro Stato non pare si siano realizzati.

Luglio

Lunedì 10 — Pare che a Monte S. Giovanni i casi di cholera abbiano continuato, come pure se ne siano dati a Veroli e Frosinone. Si vocifera anche di un caso nella tenuta di Campo Morto che vorrebbe dire alle porte di Roma!!!

Martedì 11 — Essendo morto nella notte scorsa in Trastevere un campagnuolo venuto ieri dalla tenuta di Salone, con sintomi sospetti, è stata posta in osservazione la casa ov’è morto, ed oggi al cimiterio di S. Lorenzo è stata fatta la sezione del cadavere. Pare che di questi e degli altri antecedenti siasi giudicata la morte cagionata da una febbre perniciosa.

Giovedì 13A Napoli il cholera seguita nello stesso grado; a Palermo infierisce in modo terribile e quell’Arcivescovo Cardinal Trigona è stato una delle vittime.

Sabato 15Oggi si è avuta notizia di alcuni casi di cholera seguìti a Ceprano. A Napoli il morbo sembra stazionario; i morti sono un poco diminuiti di numero, mantenendosi però circa i 300 al giorno; a Palermo la malattia seguita ad infierire.

Lunedì 17 — Le nuove di Napoli portano qualche ulteriore diminuzione nella mortalità. I casi di Ceprano si confermano, e si parla anche di qualche altro paese di quella provincia ma non con certezza.

Sabato 22 — Le lettere di Napoli non portano ulteriore diminuzione nel numero dei casi e delle morti di cholera. A Palermo pare vi sia realmente una minorazione grandissima. A Ceprano i casi seguitano non in fortissimo numero.

Lunedì 24 — La morte di una donna albergata al vicolo detto dell’Acqua santa presso la piazza degli Orfanelli seguìta oggi con sintomi analoghi a quelli del cholera ha dato da discorrere e da temere.

Martedì 25 — Oggi con editto si è ordinato che chiunque partirà da Roma per qualunque parte della Comarca e viceversa debba munirsi della fede di sanità.

Venerdì 28 — Corre questa sera una voce sorda che a S. Giacomo sia morto un soldato con sintomi cholerici, benché dopo la sezione del cadavere siasi deciso il contrario, e che un altro soldato che nel medesimo ospedale lo aveva assistito, oggi stesse agli estremi: se il fatto è vero è serio assai.

Sabato 29 — Il secondo soldato che era caduto malato con sintomi sospetti, è poi morto nella notte, e in seguito della sezione del cadavere è stato pur troppo deciso esser morto di cholera. Un altro infermo dello stesso ospedale oggi è stato preso dagli stessi sintomi, e sta molto ammalato. L’ospedale è chiuso e senza comunicazione coll’esterno, almeno per quanto è possibile. L’allarme nel paese comincia ad esser serio.

Domenica 30 — Il terzo malato di S. Giacomo sospetto di cholera, non è morto, e si assicura che vada alquanto meglio. L’ospedale continua a tenersi in osservazione. Si parla di qualche altro caso seguìto nella città ma non ben verificato. Da Fiumicino è venuto avviso che tra alcuni vetturali di pesce stanziati in quelle capanne, due o tre erano morti con sintomi cholerici, e qualcun altro stava male; è stato perciò spedito colà il medico Cappelli, e si sono ordinate misure di osservazioni. Molta gente parte da Roma.

Lunedì 31 — Niun altro caso si è dato all’ospedale di S. Giacomo, ov’era caduto malato (pareva con sintomi di cholera) il medico Viale, che vi sta rinchiuso ma che sta meglio notabilmente. Si citano però nella città alcuni casi che paiono molto sospetti.

Agosto

Martedì 1 — Oggi nel nostro Diario si è veduto un articolo in cui si espone la situazione del paese riguardo al cholera, e pare si concluda che secondo il sentimento della pluralità dei medici, che hanno assistito alle sezioni anatomiche il morbo non sia dichiarato. Si parla però sempre di qualche nuovo caso mortale. Oggi si sono tornate a dare le carte di sanità che sin dall’altro ieri non si davano più.

Mercoledì 2 — Nessun caso sospetto si è annunziato oggi almeno che abbia fatto impressione. Si assicura essere stata spedita una forza di cavalleria ad Albano ove pare ci fosse stato un armamento irregolare e s’impedissero le comunicazioni con Roma, il che è accaduto anche in altri paesi.

Giovedì 3Oggi si è parlato di qualche caso di cholera in Borgo, ma incertamente e confusamente al solito. Si parla anche di qualche altro caso nell’ospedale di S. Giacomo.

Venerdì 4 — Seguono a sentirsi dei casi di cholera isolati per la città, e due o tre seguìti in Borgo da ieri ad oggi, sembrano meno soggetti a dubbio. A S. Spirito è stata assegnata e separata dalla comunicazione esteriore una corsia per gl’infermi sospetti. Oggi con Notificazione del Card. Vicario si è annunziato che domenica prossima si trasporterà con processione simile a quella del 1835 l’imagine della Madonna da S. Maria Maggiore alla Chiesa del Gesù, ove resterà esposta per otto giorni.

Sabato 5 — Oggi pure si sono accusati alcuni casi nel Rione di Borgo ed in quello di Trastevere ed uno al vicolo Savelli. Si assicura che il cholera siasi manifestato anche nell’ospedale dei Pazzi.

Domenica 6 — Oggi (contro l’opinione di molti) si è fatta la traslazione della Madonna di S. Maria Maggiore al Gesù. La processione composta di tutto il clero secolare e regolare ha fatta la strada delle 4 fontane, di Monte Cavallo (ove si è unito il Papa col S. Collegio in numero di 21 cardinali, che sono andati avanti all’Imagine collocata sopra una piccola macchina) e per le 3 Cannelle, e S. Romualdo è andata al Gesù ove è finita di entrare circa a un quarto di notte. Il popolo, che la seguiva, era immenso oltremodo. Oggi si annunziano due o tre casi sospetti di cholera in Trastevere.

Lunedì 7 — Oggi all’ospedale di osservazione di S. Spirito si contano (per quanto si assicura) circa 40 infermi del morbo corrente, parte venuti dalla città e parte dello stesso ospedale oltre qualche altro caso per il paese in case particolari, ed oltre quelli dei Pazzi e dell’ospedale di S. Giovanni.

Martedì 8 — Si vanno mettendo all’ordine in fretta i locali destinati per ricevervi i malati di cholera in diversi punti della città. A quello di S. Galla si è cominciato a mandarvi dei malati. Questa mattina è morto di cholera l’avv. Ciunghi senese, da grandissimo tempo stabilito a Roma, e si assicura sia pur morta una vecchia donna che lo ha assistito.

Mercoledì 9 — I casi di cholera continuano in tutte le parti della città. In tutte queste sere si sono illuminate molte delle imagini della Madonna esistenti nelle strade. Una di queste imagini collocata in un vicolo di Trastevere, e che ad alcuni del popolo era sembrato aver aperti gli occhi, è stata dal Viceregente fatta levare di notte, e trasportare nella Cappella della sua abitazione. Questa sera si è adunata una Congregazione straordinaria di Sanità coll’intervento (si dice) di molti medici, e si aggiunge per l’oggetto di decidere sulla esistenza o non esistenza del cholera in Roma.

Venerdì 11 — Vanno continuando i casi di cholera per la città, non in gran numero e segnatamente e maggiormente in Trastevere. Degli ospedali non si sa niente. Il concorso alla chiesa del Gesù va sempre aumentando specialmente la sera, andandovi gran quantità di gente in processione da tutte le parti della città.

Sabato 12 — Questa mattina si è tenuta avanti al Cardinal Segretario di Stato una Congregazione composta di molti dei componenti le due commissioni sanitarie e di un certo numero di medici per decidere (si dice) sulla natura del morbo attualmente regnante. È uscita una Notificazione del Cardinal Vicario con cui si annunzia che martedì dopo pranzo si riporterà dal Gesù la Madonna a S. Maria Maggiore colla medesima solennità e si annunzia altresì il permesso di mangiar carne il venerdì e il sabato sinché dureranno le circostanze attuali. Seguitano dei casi di cholera per la città segnatamente in Borgo e Trastevere, ma sinora non ascendono, pare, a numero esorbitante; cosa accada a S. Spirito, Dio lo sa!

Domenica 13 — Questa sera si può dire quasi tutta la città è stata spontaneamente illuminata e specialmente quasi tutte le imagini della Madonna con apparati, lampadari ecc. Il Corso si distingueva particolarmente. Le processioni della sera al Gesù seguitano e crescono sempre.

Lunedì 14 — Continuano i casi di cholera specialmente in Borgo e Trastevere, ed anche in altre parti della città. Questa sera tutto il palazzo di Monte Cavallo, come pure quello della Consulta erano illuminati a torcie, e la facciata delle scuderie pontificie con gran magnificenza e buon gusto a lumini; il resto della città era illuminato presso a poco come ieri sera.

Martedì 15 — Oggi circa le 21 ore si è riportata a S. Maria Maggiore l’imagine della Madonna dalla Chiesa del Gesù; la processione è stata formata dai soli chierici regolari e Capitoli, senza i Padiglioni, ed ha tenuto la medesima strada, essendovisi unito il Papa con 17 cardinali nel passaggio da Monte Cavallo. Questa sera si è ripetuta l’illuminazione come ieri sera. I casi di cholera e particolarmente in Borgo vanno aumentando. Ieri sera a Monte Caprino si assicura che un prussiano, che dicesi addetto al Ministro di Prussia, sul sospetto di aver dato qualche cosa di avvelenato ad un ragazzo (sospetto che pur troppo regna nel popolo), fu investito e maltrattato talmente dal popolo stesso, che tolto a stento dalle sue mani e condotto all’Ospedale della Consolazione, dà a temere della sua vita, e v’è anche chi dice che sia morto.

Mercoledì 16 — Il morbo cholerico si va propagando, e, per quanto si è potuto penetrare, ieri il totale dei casi ascese a 64, e quello dei morti a 42. La giornata d’oggi, si crede generalmente, sia stata anche peggiore.

Giovedì 17 — La giornata di ieri fu cattiva assai per i casi di cholera; i morti, compresa la mortalità ordinaria, si calcola siano ascesi al numero di 160 o 170! Oltre tutti i casi nelle altre parti della città, che non sono pochi, in Borgo si può dire che non ci sia casa, che non sia attaccata.

Venerdì 18 — Per quanto si dica che la giornata di ieri e d’oggi siano state migliori riguardo al cholera, esse sono state più che bastantemente cattive. Da qualche giorno nel monastero di S. Cecilia sono morte tre o quattro monache, ed altre ne stanno male; come è morto il confessore, due chierici ed il giardiniere. Le carceri sono pure attaccate. Il palazzo Quirinale è messo in guardia non restando aperto che il portone della piazza, e soggettandosi alla fumigazione chiunque vi entra. Le scuole del Collegio Romano sono chiuse. Il monastero del S. Cuore ha tolte tutte le comunicazioni coll’esterno. Si narrano aperture di occhi di un’altra Madonna nella Chiesa di S. Nicola degli incoronati e del Crocifisso, a Campovaccino, ove ha cominciato un gran concorso di gente e di processioni notturne.

Sabato 19 — Il cholera prosiegue a far delle vittime, pare sicuramente senza diminuzione. Il rione di Borgo, che nei giorni passati era stato il più maltrattato pare che respiri un poco. Oggi nel Diario Romano si è veduto un articolo, in cui con gran giro di parole si ammette l’esistenza del morbo in Roma, ma senza pubblicarsi bollettino sanitario.

Domenica 20 — Essendosi manifestati due casi sospetti di cholera al monastero del S. Cuore, oggi all’ora del nostro pranzo è ritornata a casa Tetina, come molte altre ragazze ivi educande. Anche a Tor de’ Specchi è morta di cholera una conversa e le educande sono tornate alle loro case. Le notizie le più schiette possibili portano il numero dei casi (tutto compreso) nella giornata di ieri a 205, e quello dei morti a 160. Di oggi non si sa ancora il preciso, ma pare non ci sia niente di meglio. Oggi è uscito editto di Monsignor Governatore, da applicarsi sommariamente, a quelli che spargeranno nel popolo le assurde voci di avvelenamenti, che pur troppo sono invalse.

Martedì 22 — Secondo il bollettino di ieri la mortalità risalì al numero di 135. La stagnazione di tutte le transazioni sociali va sempre aumentando, e l’isolamento di quasi tutte le persone e case.

Giovedì 24 — Ieri al giorno successe del tumulto contro il Ghetto, si dice suscitato per l’ospedale cholerico degli Ebrei, che è stato stabilito nel palazzo Cenci contiguo, il che ha allarmato quel rione della Regola. Grandi precauzioni furono prese, e forti pattuglie circolavano in quella parte. Questa mattina poi una mandata di forzati che lavorava fuori la tenuta di Grotta Perfetta fuori di porta S. Paolo, ove si è determinato di sotterrare i morti di cholera, si è rivoltata contro la forza, che li guardava e 19 ne sono fuggiti essendosi impossessati di 12 fucili.

Domenica 27 — Si assicura che ieri il numero dei casi sia stato notabilmente minore. I morti però ascesero a sopra 180!!

Lunedì 28 — Il numero dei morti si annunzia per la giornata di ieri ascendere a 197. Oggi è uscita Notificazione della Commissione di Sanità, con cui si annunzia lo stabilimento delle case di soccorso per tutti i rioni di Roma. È meglio tardi che mai; ma è molto tardi! Da varie sere per tutta Roma si accendono grandi fuochi, che si credono utili per purificare l’aria dai cattivi miasmi, e si sparano delle armi da fuoco. Nella notte scorsa il Duca di Fiano che abita attualmente colla moglie in casa Piombino, è stato sorpreso dai sintomi cholerici, e sta molto male.

Settembre

Venerdì 1 — La strage cholerica continua sempre piuttosto in aumento, che in diminuzione. Oggi è uscita Notificazione della Segreteria dell’interno, colla quale, per trovare un modo di ristabilire le comunicazioni coi paesi dello Stato, ognun dei quali ha preteso separarsi dalla capitale, si ordina lo stabilimento delle barriere e case di osservazione all’estremità del territorio sinora infetto, ove possano disinfettarsi le persone e gli effetti, e poi proseguire liberamente il loro cammino. Sono seguìti molti arresti di persone già notate e si dice per la scoperta di un complotto tramato e che doveva avere il suo effetto nell’occasione di una Beatificazione, che doveva seguire a S. Pietro domenica prossima (e che è stata sospesa) col progetto di impadronirsi di Castel S. Angelo, mediante qualche intelligenza interna.

Venerdì 8 — Si sente che a Viterbo è accaduto qualche tumulto di gente male intenzionata, che però è stato facilmente represso da pochi carabinieri e cacciatori a cavallo, rimanendovi due o tre feriti tra i tumultuanti. Non si conosce bene l’origine della cosa.

Sabato 16 — La cifra dei morti di ieri fu di 30; e quella dei casi di 59. È stato ordinato che tre colonne mobili percorrano tutti i paesi posti al di qua della barriera, i quali seguitano a rifiutarsi, a riaprire le comunicazioni colla capitale.

Domenica 17 — Il numero dei casi secondo il bollettino di ieri, fu di 34, e quello dei morti di 21.

Ottobre

Domenica 15 — Questa mattina nelle tre patriarcali di S. Giovanni, S. Pietro e S. Maria Maggiore ed in tutte le chiese parrocchiali si è cantato solenne Te Deum con indulgenza plenaria in ringraziamento della cessazione del cholera. Il Papa è andato a S. Maria Maggiore ove ha anche data la benedizione col SS.mo.

Lunedì 16 — Questa mattina in tutte le Chiese ove fu cantato ieri il Te Deum si è celebrato il funerale per i morti di cholera. Il Papa ha tenuta cappella Papale a S. Pietro, ove ha assistito alla Messa, ed ha fatta l’assoluzione al Tumulo. Essendo impedito, per i preparativi delle prossime Beatificazioni, il sito consueto per la Confessione e la Cattedra, la funzione si è fatta nella crociata dell’altare dei SS. Processo e Martiniano ove si fa la lavanda il Giovedì Santo.


Anno 1838

Gennaio

Mercoledì 10 — Oggi verso sera è stata calata dal suo sito la campana maggiore di Monte Citorio, che si ruppe sino dal passato maggio.

Mercoledì 31 — L’altro giorno è caduto un tratto del muro, che sostiene la passeggiata del Pincio dalla parte di Villa Borghese.

Marzo

Mercoledì 14 — Si parla molto dell’arresto seguito giorni sono alla Storta, nell’atto che partiva da Roma, del già curato di S. Carlo a Cattinari, Barnabita (ma secolarizzato) quale si crede implicato in un furto magno di somma molto forte, scopertosi nella successione del fu Monsignor Todi, stato Vescovo di Anagni, celebre per la sua condotta sotto il governo francese, e che dopo quell’epoca non era stato mai più ripristinato nella sua sede. Oggi verso sera è caduta parte di una casa posta per la salita di S. Giuseppe a capo le case, che si stava rifabbricando, rovinando i solari che erano vecchi, da cima a fondo. Sotto le rovine è rimasto morto un muratore, e varii altri gravemente feriti e malconci.

Giugno

Sabato 16 — Si assicura che ieri sera si tenesse una Congregazione di 17 Cardinali, e che il soggetto fosse il cambio di Benevento che propone la corte di Napoli, qual cambio pare sia in fondo l’oggetto della venuta e dimora del Marchese del Carretto.

Giovedì 28 — Oggi è rimasta affatto sbarazzata dai ponti ed armature esterne la nuova fabbrica in piazza Colonna.

Venerdì 29 — Questa sera è stato posto stabilmente il lume ai due orologi costruiti in cima della nuova fabbrica di piazza Colonna, in modo da distinguere le ore nella notte.

Luglio

Domenica 22 — Oggi dopo pranzo sono andato con Checco in legno a porta Maggiore, ove nel demolire alcune costruzioni dei bassi tempi, che deturpavano l’acquedotto di Claudio, è stato scoperto un monumento sepolcrale (che era stata inviluppato nelle costruzioni stesse) appartenente ad un tal M. Virgilio Eurisace fornaio e intraprenditore di quest’arte come risulta dall’iscrizione esistente nel monumento; nel fregio del quale si veggono espresse tutte le operazioni della macinazione, panizzazione, e peso del pane ecc. Si sono trovate anche due statue rappresentanti il suddetto M. Virgilio e sua moglie colla rispettiva iscrizione.

Ottobre

Venerdì 19 — Questa mattina essendo andato a passeggiare a Villa Borghese ho veduto il bel mosaico rappresentante combattimenti di gladiatori, ritrovato non lontano da Vermicino dal Principe Borghese, e da lui collocato nel salone del Palazzo della villa.


Anno 1839

Febbraio

Venerdì 8 — Verso il fare del giorno si è manifestato un forte incendio al palazzo di Venezia, e precisamente nell’estremità, che fa angolo verso il palazzo Altieri. Sono rimaste preda delle fiamme alcune camere, segnatamente qualcuna destinata a uso di guardaroba, ed una parte di tetto. La cagione dell’incendio rimane sempre incerta; attribuendosi da alcuni a della cenere non bene raffreddata rinchiusa in una cassa, da altri ad uno scaldino lasciato dentro un credenzone. Il danno del fabbricato è gravissimo, ma tenue in proporzione di quello che sarebbe potuto essere senza i soccorsi apprestati in quel vastissimo e vecchissimo edifizio. La perdita degli effetti appartenenti all’Ambasciatore d’Austria, alla sua moglie e famiglia non si può ancor valutare; per quello che dicevasi oggi pare che consista essenzialmente in biancheria.

Martedì 19 — Ieri sera tra l’un’ora e le due di notte italiane, nell’Ospizio di S. Michele a Ripa rovinò un grande arco della cucina che sosteneva l’infermeria delle donne vecchie, che rovinò in conseguenza anch’essa rimanendovi morte due di esse, che erano in letto; ed essendo caduta anche porzione del muro esterno, che guarda verso l’orto dei frati di S. Francesco a Ripa, vi restò sepolta sotto le macerie una povera donna vignarola che vi si trovò a passare col marito ed un figlio, quali rimasero illesi; essa fu estratta viva dalle rovine, ma morì alcune ore dopo all’ospedale della Consolazione dove fu trasportata. Si assicura che ieri mattina il capo mastro muratore di casa predicesse l’imminente disastro; ma che chiamato l’architetto del luogo pio Poletti, assicurasse non esservi alcun pericolo.

Marzo

Giovedì 21 — Questa mattina è seguito l’innalzamento della nuova campana di Monte Citorio, il di cui peso, per quanto si dice, ascende ad ottomila e qualche centinaio di libbre. Prima d’innalzarla è stata benedetta solennemente da Monsignor Piatti viceregente, al quale effetto è stato eretto un altare addossato alla Guglia della piazza, ricoperto di tende e parati. L’elevazione si è fatta in venticinque minuti circa di tempo, non compreso l’adattamento nel campanile, coll’opera di 3 argani collocati dentro il cortile del palazzo, e serviti dai forzati.

Aprile

Giovedì 11 — L’altro giorno D. Michele Re in partibus di Portogallo passando con due di compagnia a cavallo per la macchia di Nettuno verso Carroceto fu fermato da alcuni malviventi, che lo fecero porre colla faccia in terra e gli presero lo schioppo, una cinquantina di scudi che aveva in dosso, e, si dice, anche un orologio.

Maggio

Lunedì 13 — Questa mattina di buon’ora è morto il Cardinale Fesch, la di cui salute era disperata da molto tempo per un canchero al petto, male non comune negli uomini. Egli era in età di 70 anni compiti.

Domenica 26 — Questa mattina a S. Pietro si è fatta la canonizzazione dei cinque Beati, Alfonso De Liguori, Francesco Di Girolamo, Giuseppe della Croce, Pacifico da S. Severino e Veronica Giuliani. Tutto si è praticato come in quella del 1807 colla sola differenza che il Papa dopo aver pontificato la Messa, ha dato la benedizione dalla loggia. L’atto della canonizzazione seguìto dalle salve di artiglieria e dal suono delle campane per un’ora, è stato circa le 9,15 di Francia. La paratura non ha incontrato l’approvazione di alcuno; l’illuminazione è stata scarsa, e meschinissima nel taglio della cera.

Giugno

Sabato 29 — Questa sera vi è stata la Girandola. Poco prima che cominciasse il fuoco essendosi suscitato un allarme (al solito senza che si sappia donde provenuto) tra la folla che occupava la piazza di Ponte ed avendo incominciato la gente a darsi inconsideratamente alla fuga in ogni direzione ne è nato un gran disordine, rovesciamento di sedie, perdite di cappelli, scarpe, scialli, ecc. fortunatamente però pare senza alcun danno, almeno notabile di persone. Il principio della Girandola ha contribuito a far cessare la confusione.

Luglio

Sabato 27 — Oggi circa le 21 ore italiane è rovinata una parte del Monastero della Nunziatina all’arco dei Pantani, e quella precisamente ove era l’infermeria. Sei monache erano state dissotterrate dalle rovine, delle quali quattro morte, e due moribonde; altre tre stavano sino a questa sera ancora sepolte.

Domenica 28 — Pare che delle monache della Nunziatina, estratte ieri dalle rovine, solo tre fossero morte, e che delle tre ritrovate vive, due diano qualche lusinga di poter essere salvate. Due sono state dissotterrate oggi morte, e pare, secondo l’ultima versione, non ne sia rimasta alcuna sotto le macerie.

Martedì 30 — Lo stato definitivo delle vittime della rovina del Monastero della Nunziatina, secondo il Diario di oggi è il seguente: morte n. 6, con qualche speranza di salute n. 2, e una che non è stata ancor ritrovata.

Mercoledì 31 — Questa mattina sono andato con Checco a vedere le rovine della Nunziatina, ove ieri fu ritrovato il corpo della monaca che ancora mancava.

Agosto

Domenica 4 — Fino da ieri si sono cominciate a distribuire le lettere alle ferrate e sotto il portico della posta mentre da che si cominciò la fabbrica erano state distribuite dalla parte di Monte Citorio.

Martedì 6 — Si è posto mano alla demolizione del campanile della Nunziatina che minacciava anch’esso rovina.

Mercoledì 28 — Questa mattina tra le 9 e le 10 di Francia è saltata in aria una casa in Borgo, ove si fabbricavano i fuochi di artifizio. Pare che le persone rimaste sotto le rovine ed estratte da esse siano in numero di sette; quante ne siano morte non si è ancora appurato.

Giovedì 29 — Pare che tre sinora siano i morti per l’esplosione accaduta ieri; ma pare altresì che resti ancora da ritrovarsi sotto le rovine qualche altro infelice.

Settembre

Giovedì 19 — Si sente che siasi ristabilita la Nunziatura di Torino, che vacava da circa un secolo o poco meno e che Monsignor Massi, Vescovo di Gubbio (che trovasi già in Roma) sia il soggetto destinato ad occuparla.

Venerdì 20 — Corre voce che a Monsignor Pila sia stato intimato di sposare dentro un breve termine una ragazza di Ascoli, con cui pare ci fossero stati dei forti antecedenti mentre era ivi delegato.

Domenica 29 — Fra le cinque e le sei di Francia della mattina ha cominciato a piovere dirottissimamente con grandine di tanto in tanto, lampi, tuoni fortissimi e fulmini ed ha tutto continuato colla stessa violenza sino a dopo le dieci; la pioggia poi, più o meno dirotta, ha continuato sino a sera, ed anche un poco questa sera.

Lunedì 30 — Ieri un fulmine cadde sul casale della mia tenuta di Tor Cancelliera attaccando fuoco al fieno che ci era riposto ed ha minato il casale stesso.

Ottobre

Martedì 1 — I danni cagionati dal diluvio di Domenica nei muri delle vigne interne a Roma sono moltissimi, ed i fulmini sono caduti in varii luoghi.

Dicembre

Lunedì 2 — Ha dato in questi giorni grande materia a discorso una voce generalmente sparsa che la Principessa Sciarra, il di cui curioso matrimonio seguì nello scorso marzo, si sia scoperto avere un altro marito sposato civilmente in Francia, e dal quale (secondo asseriscono alcuni) aveva divorziato: v’è chi aggiunge che questo primo marito possa essere in Roma.

Giovedì 26 — Tra l’una e le due pomeridiane sono andato in legno con Checco e Mondino a Ponte Lamentana per veder tirare in terra due obelischi di granito del Sempione che Torlonia ha fatti venire per la sua villa fuori di porta Pia. Questi obelischi sono venuti per mare, indi per il Tevere, e poi per il Teverone sino a non molta distanza dal ponte Lamentana ed ivi con tutta la barca (sotto cui è stato fatto un letto) per mezzo di un cavo espressamente fatto, vengono tirati dagli argani al piano della campagna adiacente e poi per la strada maestra giungeranno alla villa.


Anno 1840

Gennaio

Sabato 4 — Oggi sono andato con Checco in legno fuori di porta Pia a vedere il tiro della barca che porta gli obelischi di Torlonia, qual tiro si fa con due argani ed un terzo nella salita. Ella è ancora a qualche distanza da S. Agnese.

Marzo

Venerdì 27 — A Viterbo sono state arrestate circa 20 persone fra le quali qualche carabiniere e qualche militare di linea, il motivo pare assolutamente politico.

Maggio

Lunedì 25 — Questa mattina sono andato con Checco al palazzo Cenci a vedere un gran quadro ivi esposto dal pittore tedesco Overbeck, rappresentante il Trionfo della Religione per opera delle belle arti che ha riscosso generalmente molto plauso.

Giugno

Lunedì 29 — Ieri sera un orologiaio dirimpetto a casa Lavaggi, tornando a casa, trovò la sua giovane moglie, gravida di sei o sette mesi, strangolata e svaligiata la bottega. Una ragazza serva, e la madre che viveva in casa con la figlia per bontà dei padroni (e che sono ambedue sparite) coll’opera del padre della detta serva e di un altro uomo, par certo siano le autrici di questo atroce delitto.

Luglio

Sabato 4 — Questa sera è giunto in Roma arrestato uno dei due uomini rei dell’uccisione della moglie dell’orologiaio in Campo Marzo seguìta lunedì scorso.

Domenica 5 — L’arrestato di ieri pare non sia alcuno dei rei del latrocinio e omicidio della moglie dell’orologiaio, e che il suo arresto sia stato cagionato da somiglianza di nome e di connotati.

Sabato 25 — Si è avuto notizia dell’arresto seguito in Regno dei due rei dell’assassinio della moglie dell’orologiaio, cioè della donna madre della serva, e di uno degli uomini; la ragazza serva si dice che si trovi malata in un paese pure di Regno.

Giovedì 30 — Questa mattina sono stati condotti per Roma sei condannati alla galera per ladri, cinque dei quali sopra un carretto, e uno a piedi legato dietro al medesimo; tutti con cartello in petto, in mezzo agli urli e fischi del popolo, e sono passati anche per il Corso. Uno di costoro all’uscir dalle carceri, ha opposto una grandissima resistenza, ed ha ferito con coltello due dei guardiani, uno dei quali mortalmente.

Ottobre

Venerdì 30 — Questa sera è stato trasportato a S. Maria Maggiore il corpo della Principessa Borghese; la carrozza dove era il corpo, era tirata a mano spontaneamente (oltre i cavalli) da molte persone; una gran quantità di gente di ambedue i sessi la seguiva recitando ad alta voce il Rosario, in riconoscenza delle sue virtù, e specialmente della sua carità: il che ha prodotto una commozione generale nella immensa quantità di popolo, che era accorso nella strada al passaggio del convoglio funebre.

Dicembre

Mercoledì 30Oggi si è pubblicata una Notificazione del Governatore, con cui si annunzia la formazione di una statistica ed il modo della medesima.


Anno 1841

Febbraio

Giovedì 11 — Questa sera a Tordinona è andata in scena una nuova opera intitolata Adelaide in 3 atti, musica di Donizzetti presente, la quale ad eccezione di due pezzi del secondo atto è comparsa piuttosto fiacca. In principio dell’opera si è suscitato un gran rumore in platea prima per cagione di molti biglietti d’ingresso venduti al di là della capacità locale, per il che l’impresario Sig. Jacovacci è stato arrestato, e la cassetta dell’introiti portata al Governo; quindi per uno schiaffo dato da un palco all’altro da Ioto Santacroce ad Augusto Marescotti per delle espressioni che questi proferiva ad alta voce ingiuriose ai Deputati degli spettacoli, uno de’ quali è il Duca di Corchiano padre del primo.

Venerdì 12 — In seguito dell’avvenuto ieri sera a Tordinona, D. Antonio Santacroce che appartiene al Militare, come Capitano appoggiato allo Stato Maggiore, ha avuto l’arresto di rigore in casa sua. L’impresario di Tordinona fu rilasciato colla multa, si dice, di cento scudi.

Martedì 16 — Questa mattina in casa dell’Ambasciatore di Francia doveva seguire la riconciliazione di Santacroce e Marescotti, mediante una dichiarazione di scusa e pentimento, che il primo doveva fare al secondo in termini convenuti in presenza di diverse persone nominate da ambe le parti (fra le quali Mondino e Giovanni) ma è venuto il disintimo perché il Generale Resta non ha voluto rilasciare Santacroce dall’arresto.

Giovedì 18 — Questa mattina in casa dell’Ambasciatore di Francia è poi seguita in termini convenuti la riconciliazione di Marescotti e Santacroce, questo secondo è stato condotto da Mondino e dal Duca di Sora, e ricondotto al suo arresto che ancora continua.

Mercoledì 24 — Santacroce è uscito oggi di arresto.

Maggio

Domenica 23 — Oggi dopo pranzo è seguìto il solenne trasporto, dalla Chiesa del Gesù alla Chiesa di S. Ignazio, del corpo di un santo martire estratto recentemente dalle Catacombe col nome proprio di Seboniano, e che è destinato all’altare della Congregazione detta del Salone. Tutta la scolaresca del Collegio Romano l’ha accompagnato processionalmente, come pure il Collegio dei Nobili ed il Germanico.

Venerdì 29 — L’offerta di Torlonia per la rinnovazione ad una grande aspettativa, le offerte per il nuovo appalto dei sali e tabacchi, ed è voce comune che quella di Torlonia sia stata ritrovata la migliore.

Sabato 29 — L’offerta di Torlonia per la rinnovazione dell’appalto dei sali e tabacchi si dice sia di un milione e trecentocinquanta mila scudi, oltre il 36 per cento sugli utili. Gli altri concorrenti sono stati Mazzacurati di Bologna con Feoli, De Ferrari di Genova, Berretta di Ancona e Polverosi.

Luglio

Martedì 20 — Questa mattina sono stati giustiziati a Ponte S. Angelo col taglio della testa la donna e i due uomini regnicoli rei dell’uccisione della moglie dell’orologiaio incontro a Lavaggi, e dello spoglio della bottega, seguìto nel giugno dell’anno passato, e tutti tre sono morti con buone disposizioni. Pochi momenti dopo l’esecuzione si è suscitato (non si sa come, ma pare per opera di ladri) un disordine improvviso nel numeroso popolo ivi accorso che ha superato il cordone della truppa, e questa avendo cominciato a reagire con qualche efficacia, ne è nata una gran confusione, i di cui risultati sono stati, si dice, molti feriti, perdite di cappelli ed altri oggetti, con profitto dei ladri che nel tumulto hanno anche svaligiata qualche bottega.

Agosto

Mercoledì 18 — Oggi dopo pranzo il Papa è andato ad assistere ad un esperimento della scuola dei Sordi e Muti ora stabilita nell’Ospizio di Termini e vi sono intervenuti anche diversi cardinali.

Martedì 31 — Una circolare uscita in questi giorni dalla segreteria di Stato interna, annunzia la cessazione per il principio del 1842 della ritenzione straordinaria dell’8 per cento imposta nel 1831 in tutti gli assegnamenti, onorari, pensioni ecc. Altra simile circolare uscita precedentemente dalla Congregazione dei Vescovi e Regolari, annunziava la stessa misura per la tassa pure dell’8 per cento imposta nell’epoca sudetta su tutti i beneficii e pensioni ecclesiastiche.

Settembre

Venerdì 10 — Da alcuni giorni è stata proibita la distribuzione della Gazette de France.

Lunedì 13 — Fin da ieri si è saputo che il giorno 8 corrente in occasione che la maggior parte della forza militare era stata richiamata a Napoli per la festa di Piedigrotta, si era suscitata all’Aquila una sommossa, nella quale si dicevano rimasti uccisi un Colonnello Comandante e qualche impiegato dell’Amministrazione dei Sali e Tabacchi. S’ignoravano i dettagli ulteriori della cosa, perché le porte della città erano chiuse, e a nessuno si permetteva l’entrare e l’uscire.

Martedì 14 — Si sente che la sommossa dell’Aquila sia terminata, e che i rivoltosi si siano dati alla fuga.

Sabato 18 — Verso la mezzanotte si è avuto un breve ma fortissimo temporale con vento impetuosissimo, pioggia dirotta, grandine e fulmini uno dei quali circa mezz’ora dopo la mezzanotte è caduto in casa nostra ove ha penetrato nella camera di Checco che era a letto e strisciando per un angolo vicino al suo letto, ha acceso una coperta piegata sopra una sedia che è stata prontamente estinta, e poi ha girato in modo inesplicabile, seguendo specialmente il giro dei campanelli per moltissime camere di casa al secondo piano, ai mezzanini ed al primo piano, ove facendo ispezione si è trovato che aveva attaccato il fuoco nell’appartamento, ove viene ad abitare il Conte d’Outremont, e segnatamente nella retrocamera della stufa verso il cortile, ed alcune coperte piegate sopra un comò nella pericolosissima vicinanza di un tramezzo di tela. Ciò ci ha rimessi in allarme e si sono chiamati i Pompieri, all’arrivo però dei quali il fuoco era estinto, restando sol consumate le coperte. Finalmente dopo aver fatte tutte le ricerche dalla libreria sino alle cantine, siamo andati a letto alle 3,30 dopo la mezzanotte.

Giovedì 23 — Circa le 9,30 di Francia questa mattina si è avuto un altro temporale con dirotta pioggia, lampi e tuoni ed un fulmine avendo colpita la Colonna della nostra piazza ne ha danneggiati i bassi rilievi nella parte inferiore, e più il piedistallo dalla parte opposta a casa nostra, e ne ha rotti e fatti cadere alcuni dei marmi che lo rivestono, ed altri ne ha sconnessi. Un altro fulmine è caduto sul braccio nuovo dell’ospedale di S. Spirito. In casa nostra essendosi otturata la chiavica del piccolo cortile, ove è la cupola della Cappella, moltissima acqua ha penetrato in Cappella, nella Camera rossa contigua ed in camera mia, al che si è riparato facendo sturare la chiavica.

Ottobre

Martedì 5 — Per solennizzare il ritorno del Papa che seguirà domani, dalla Provincia, ossia Comarca di Roma si è fatta erigere al di là di Ponte Molle una Colonna ad imitazione della Traiana, nel fusto della quale sono dipinti i fatti di Gregorio XVI, ed in cima vi è collocata la statua della Religione. All’intorno vi sono 4 orchestre ove saranno situate le bande di varii Comuni della Provincia, e gli alberi che circondano quel piazzale sono guerniti di festoni.

Dicembre

Lunedì 27 — Attesa la moltiplicazione veramente eccessiva di qualche tempo in qua dei furti con aggressione specialmente di notte è stato pubblicato un editto della Segreteria di Stato interna con cui si annunzia la creazione di una commissione straordinaria, che giudicherà sommariamente, e senza appello, i rei di simili delitti, la pena dei quali viene aggravata gradatamente, sino alla pena capitale, in caso di ferita o lesione anche minima delle persone.


Anno 1842

Maggio

Lunedì 30 — Ieri l’altro fu arrestato un prete genovese di cognome Abbo, abitante nella via del Seminario, nell’atto che andava alle sepolture il cadavere (da lui stesso rinchiuso nella cassa) di un ragazzo di 8 o 10 anni suo nipote, che conviveva con lui e sul quale si sono riconosciute le tracce evidenti delle più orribili sevizie, di cui tutti i coinquilini e vicini erano informati, e che pare sicuramente siano state compite con la morte. Il prete è stato tradotto in Castel S. Angelo in mezzo alla universale esecrazione.

Giugno

Sabato 4 — Oggi dopo pranzo a Villa Torlonia fuori di porta Pia è seguìto, coll’azione di sei argani e coll’opera di 110 cannonieri (coi quali è andato Giovanni) l’innalzamento di uno degli obelischi venuti qualche anno fa ed ora ornati in Roma di geroglifici scolpiti nel granito. L’invito fatto da Torlonia è stato immenso; oltre il quale aveva anche dispensato 4000 biglietti d’ingresso alla villa per godere dell’operazione, e quindi a notte della illuminazioiie della villa stessa e di un fuoco d’artifizio. Circa le 22 vi è venuto il Papa (non si sa bene se aspettato o no) ed ha assistito per un pezzo dalla loggia del palazzo grande, ove era anche il Re di Baviera e 8 Cardinali, all’operazione, che poi è stata interrotta dopo le 23 da una pioggia dirottissima accompagnata da tuoni e che è durata qualche tempo per la quale una quantità di persone a piedi che erano per la villa, si sono rifugiate nel palazzo col consenso dei padroni, e vi hanno cagionata gran folla. Cessata alquanto la pioggia il Papa è ripartito, e più tardi si è incendiato quel che si è potuto del fuoco d’artifizio. Io vi sono andato con Checco e Mario e vi sono rimasto sinché l’obelisco è stato posato intieramente sulla base, il che non è seguito che poco prima delle undici e mezza della sera, e che è stato annunziato con degli spari e dei fuochi di bengala. Tutti generalmente hanno deplorato l’accidente, che ha guastato una festa, quale sembrava sarebbe stata sicuramente molto bella.

Luglio

Lunedì 11 — Questa mattina è stato giustiziato col taglio della testa alla piazza dei Cerchi un campagnuolo marchigiano reo di aver nello scorso inverno ucciso, coll’intenzione di derubarlo, e che abitava al così detto Giardino di Malta, tale di cognome Pelia.

Venerdì 22 — Questa mattina il Papa ha tenuto il Concistoro segreto, in cui, oltre la proporzione di molte chiese vescovili, ha fatta una allocuzione relativa all’infelicissimo stato della Chiesa cattolica nei paesi soggetti all’Impero di Russia e più di tutti in Polonia. In seguito è stata distribuita a tutto il S. Collegio una lunga esposizioiìe dell’andamento di questi dolorosi fatti sin dal principio, corredata di tutti gli analoghi documenti.

Martedì 26 — Oggi dopo pranzo a Villa Torlonia fuor di porta Pia è seguito coll’opera dei cannonieri, l’innalzamento del secondo obelisco dedicato alla memoria della defunta Duchessa (come il primo lo era a quella del fu Duca). Non vi è stato invito ma la villa è stata aperta a chiunque ha voluto andarvi non vestito di camisciola. Si è fatta una copiosissima distribuzione di vino e ciambelle ecc. ecc. al numerosissimo popolo concorsovi, e per conseguenza vi sono stati molti ubriachi, ma nessun disordine grave.

Agosto

Venerdì 19 — Il P. Generale d’Aracoeli sta meglio delle conseguenze della ferita ricevuta ed i professori pare che quasi lo diano fuori di pericolo.

Lunedì 22 — Verso sera sono arrivati a Ripa Grande i tre legni a vapore costruiti in ferro e destinati al tiro dei bastimenti per il fiume ed oggi ne tiravano infatti uno per ciascheduno per prova. Essi sono stati acquistati in Inghilterra, e sono venuti traversando la Francia dall’oceano al Mediterraneo per i fiumi e canali interni con grande stento e difficoltà per la scarsezza delle acque che hanno incontrata. Lo stesso Tenente Colonnello Cialdi, che trasportò dall’Egitto le colonne per la Chiesa di S. Paolo, è stato quello che ha diretto la spedizione.

Sabato 27 — Vari fulmini sono caduti ieri in città, uno dei quali la mattina al Palazzo di Monte Cavallo, ieri sera poi uno al palazzo Barberini, uno sulla cupola di S. Andrea della Valle, uno a S. Paolino alla Regola, uno a S. Anna de’ Bresciani ecc. ecc.

Settembre

Lunedì 5 — Oggi dopo pranzo il Papa è andato a Ripa Grande, ed ivi essendo salito sopra il più grande dei tre vapori, e seguendolo gli altri due, è andato per il fiume sino a S. Paolo, ove è smontato ed è ritornato in carrozza.

Martedì 6 — Questa mattina facendosi uno scavo fuor di porta del Popolo sotto il marciapiede a destra, dirimpetto all’albergo di S. Antonio per un lavoro di conduttura di acque è rovinato un buon tratto del muro adiacente, e sono rimaste molte persone, specialmente dei lavoranti, sotto le rovine, e nove sono morte, e tre molto gravemente ferite.

Lunedì 19 — Questa mattina si è tenuta sull’interno di Castel S. Angelo la seduta del Tribunale criminale del Governo per giudicare la causa dello sciagurato prete Abbo, che ivi è detenuto; il risultato è del tutto segreto.

Mercoledì 21 — Dalla Romagna si hanno nuove di immensi disastri cagionati dallo straripamento di fiumi per le straordinarie piogge.

Ottobre

Martedì 4 — (Napoli) Siamo andati dal Nunzio presso di cui abbiamo veduto la colonna di rosso antico e la statua panneggiata senza testa, ritrovata negli scavi, che egli fa a Posillipo.

Sabato 26 — Oggi doveva adunarsi alla sala del Serbatoio il Collegio di Arcadia per dare il voto richiesto dal Senato Romano sulla collocazione del busto di Vittoria Colonna sulla Protomoteca Capitolina; io non ci sono andato ma ho mandata la mia opinione in iscritto.

Novembre

Martedì 29 — Oggi era il giorno destinato per il volo aereo del Sig. Comaschi dal Pincio. La località e le disposizioni per gli spettatori sono state presso a poco le stesse, che per il volo di m.lle Garnerin. Il volo era annunziato per le tre pomeridiane. Il pallone oltre l’essere stato molto tormentato dal vento, non è mai arrivato a riempirsi, si è creduto generalmente per la non buona qualità del gaz, onde dopo vari inutili tentativi il volatore ha dichiarato al pubblico che il volo era rimesso a domani alle due pomeridiane.

Mercoledì 30 — Il volo del Sig. Comaschi, da lui stesso annunziato per oggi non ha avuto luogo, ed è stato rimesso a lunedì prossimo. Oggi circa le 4 pomeridiane è stata varata a Ripa Grande una barca, che dovrà portare la macchina a vapore destinata allo spurgo del fiume.

Dicembre

Domenica 4 — Il Card. Spada dopo essersi presentato al Papa non si è fatto mai vedere a nessuna Cappella, o altra funzione cardinalizia.

Lunedì 5 — Oggi (giorno destinato per il volo del Signor Comaschi) tutto è stato disposto come mercoledì scorso. L’incarico di riempire il pallone di gaz era stato dal Governo affidato ai signori Chimenti e Peretti professori di chimica; ma malgrado la loro dotta direzione ed assistenza, il pallone non si è mai arrivato ad empire perfettamente, in modo che malgrado l’essere stato sgravato, la Galleria di tutto il corredo d’istromenti, che doveva l’areonauta portar seco, ed egli medesimo fino al suo paletot, non ha potuto alle 3 che elevarsi a piccola altezza ricadere immediatamente nel giardino della locanda già Martignoni sottoposta al Pincio, di dove (essendosi spogliato quasi di tutto quello che aveva indosso) si è tornato ad elevare ad altezza sufficiente ed è andato lentamente a discendere alla vigna Altoviti, adiacente al fiume, in faccia a Ripetta.

Mercoledì 7 — Il Principe Borghese, piccato, (per quanto si dice) per essere andati lunedì scorso, senza sua intesa, i carabinieri a perlustrare la sua villa, ove si era adunata molta gente per vedere il volo, l’ha fatta chiudere al pubblico, ammettendovi solo le persone da lui indicate.

Domenica 11 — Nella notte scorsa il corriere, che recava la corrispondenza di Napoli, è stato assalito verso le Frattocchie da vari malviventi (chi dice due, chi cinque, chi otto), i quali hanno tirato vari colpi di fucile sopra un dragone della scorta, che è rimasto ferito in un braccio; il corriere però è passato, essendosi dati alla fuga gli aggressori.

Lunedì 12 — Nella notte scorsa è stato fermato anche il corriere, che veniva a Roma fra Otricoli e Borghetto, e sono stati levati i danari tanto a lui, quanto al forestiere che aveva seco.

Martedì 13 — Da ieri in qua la villa Borghese è stata riaperta al pubblico in seguito di un biglietto scritto dal Cardinale Lambruschini Segretario di Stato al Principe, nel quale si esprime dispiacere dell’accaduto, e si indica il gradimento del S. Padre se la villa fosse riaperta.


Anno 1843

Gennaio

Mercoledì 4 — Oggi il pur troppo famoso ab. Abbo è comparso per la seconda volta nella seduta del Tribunale, che si è adunato anche questa volta dentro Castel S. Angelo.

Mercoledì 11 — Corre voce che questa mattina sia seguita la degradazione del prete Abbo, come aveva ordinato il Papa nel caso che venisse giudicato reo di delitto turpe (il che si dice sia accaduto nella seduta criminale di mercoledì scorso) per essere poi giudicato come laico sugli altri delitti, di cui è accusato.

Giovedì 12 — Oggi si mette in dubbio che seguisse ieri la degradazione dell’abate Abbo.

Domenica 29 — Avendo il celebre prete Abbo ricusato ostinatamente di prestarsi (se non costretto dalla forza) alla sua degradazione secondo il rito della Chiesa, si assicura avere il Papa ordinato che prescindendo dalla cerimonia gli si legga il decreto della degradazione, e quindi si vada avanti nella processura. Si dice comunemente che l’intimazione del decreto sia seguìta in questi giorni passati.

Febbraio

Giovedì 9 — Questa sera a Tordinona è andata in iscena una nuova opera intitolata il Nabuccodonosor, musica di un tal maestro Verdi, che ha piuttosto incontrato, contro l’aspettazione.

Domenica 12 — È voce comune che nella seduta del Tribunale tenuta ieri in Castel S. Angelo l’ex prete Abbo fosse condannato alla pena di morte. Se è vero quanto si dice questo scellerato, ben lungi dal dare alcun indizio di ravvedimento, continua nelle più perverse disposizioni.

Domenica 19 — Questa mattina sono andato a vedere il nuovo altar maggiore del Gesù. Tutti lo trovano ricchissimo, com’è di marmi, ma a molti comparisce molto basso, difetto, che si attribuisce all’aver dovuto l’architetto adattarsi all’altezza delle colonne di giallo antico, che si sono riposte in opera.

Martedì 28 — Ieri sera al teatro Metastasio essendo caduta una delle così dette quinte del palcoscenico, pochissimo mancò che non colpisse sulla testa la signora Ristori prima attrice, che rimase molto spaventata, come anche l’udienza; la rappresentazione fu interrotta, ma poi ripresa malgrado lo stato di agitazione e di patimento dell’attrice, e la commozione fino alle lagrime per l’interesse preso per lei dal pubblico.

Maggio

Venerdì 26 — Da ieri sera il caffè detto del Buon Gusto a piazza di Spagna cominciò ad essere illuminato a gas la prova pare che non riuscisse ieri sera molto felice; ma questa sera si assicura che sia riuscita molto meglio tanto per la chiarezza della luce, che per non aver messo alcun cattivo odore. Antecedentemente lo speziale Rolli aveva adottato questo genere d’illuminazione sulla sua spezieria alla Madonna dei Monti; ma si dice che lo abbia abbandonato a causa dell’affumicamento, che gliene risultava.

Giugno

Venerdì 30 — Questa mattina è stata proposta nel tribunale della Consulta in grado di appello la causa del celebre abate Abbo e si assicura che sia stata confermata la sentenza di morte.

Martedì 4 — Ha dato luogo a molti discorsi l’arresto seguito vari giorni fa a Civitavecchia (si dice per conto del Sant’Uffizio) nell’atto che stava per imbarcarsi, del Sacerdote D. Ignazio Ralli (?) primo maestro della scuola dei Sordo Muti a Termini. Si vuole che il delitto, di cui viene accusato, abbia in parte dell’analogia con quello dell’abate Abbo. Molti però sostengono la sua innocenza. In questi giorni moltissima gente concorre ad un’immagine della Madonna dell’Arco dei Cenci; un miracolo, che si racconta della guarigione di un muratore stroppio per caduta da una fabbrica, e che innanzi a quella immagine poté gettar via le stampelle, e camminar libero, ha dato occasione a questo straordinario concorso.

Mercoledì 5 — La Madonna dell’Arco dei Cenci, per ordine superiore, è stata trasportata alla chiesa del Pianto.

Sabato 29 — In questi giorni nella tenuta detta la Casa Rossa, posta fuori di porta Maggiore, si è fatto l’esperimento di una macchina, portata da un Inglese, per triturare e spagliare il grano, e pare che sia riuscito bene.

Lunedì 31 — Da qualche giorno è stata introdotta l’illuminazione a gas nel giardino annesso al Caffè sotto il palazzo Ruspoli.

Agosto

Mercoledì 9 — Si vocifera che a Bologna siano seguiti degli arresti in seguito della scoperta di qualche trama rivoluzionaria, che pare avesse delle ramificazioni anche in altre parti. È arrivato qui un tal Signor Scalizzi, persona di tutta confidenza del Card. Spinola colà Legato, e che deve ripartire a momenti; la sua spedizione sembra relativa alle scoperte sopradette!

Sabato 19 — È voce comune che oggi sia venuta notizia da Bologna, che essendosi adunate alcune centinaia di sediziosi armati alla così detta Montagnola, ed essendosi presentati i carabinieri per disperderli, ne sia nato un conflitto, in cui sono rimasti uccisi vari di quest’ultimi (tra i quali qualche ufficiale) e vari feriti, e che in seguito di ciò i sediziosi si siano gettati per la campagna mettendo il paese a contribuzione, ed eccitando i contadini alla rivolta.

Domenica 20 — Il fatto di Bologna non è seguìto alla Montagnola, ma fuori della città, in un piccolo luogo detto Savigno. Tra i morti vi è un capitano dei carabinieri chiamato Castelvetri.

Giovedì 24 — Oggi è ripartito per Napoli D. Alessandro Torlonia, il quale in questi giorni del suo soggiorno a Roma ha stipulato l’acquisto del teatro d’Argentina col Duca Cesarini per il prezzo, si dice, di 60.000 scudi.

Martedì 29 — È partita (per quanto si assicura) per Bologna una Commissione criminale composta di un certo avvocato Bovi, di un tal Gaioni, addetto al tribunale del Governo, e di qualcun altro pare, per giudicare i rei della sommossa colà accaduta, e non ancora interamente soppressa.

Settembre

Martedì 19 — Questa mattina è andata in revisione la famosa causa Abbo, ignorandosene il risultato.

Mercoledì 20 — È voce comune che il ricorso in revisione del condannato Abbo fosse ieri rigettato.

Ottobre

Martedì 30 — L’esecuzione di Abbo è destinata per domattina entro Castel S. Angelo; perché la notizia se ne propagasse il meno possibile, oggi non sono state affisse le solite tavolozze.

Mercoledì 4 — Questa mattina (previa l’affissione delle tavolozze di buon’ora) si è eseguita tra le 8 e le 9 di Francia sulla piazza d’armi di Castel S. Angelo la sentenza di decapitazione nella persona del celebre Abbo, il quale l’ha subìta con perfetta rassegnazione e colle migliori disposizioni. La sola forza militare che è acquartierata in Castello, oltre un piccolo numero di carabinieri, ed alcuni confratelli di S. Giovanni decollato sono stati presenti alla esecuzione, e l’ingresso è stato indistintamente interdetto ad ogni altro. Tutte queste misure hanno fatto prevalere nel volgo l’opinione che il reo sia stato occultamente sottratto al supplizio, secondo le voci, che ne erano corse dapprima.

Lunedì 30 — Questa sera sono stato a Aliberti che era illuminato a contemplazione del Duca d’Aumale (giunto a Roma ieri notte) che vi è intervenuto ed ho veduto per la prima volta ballare la Signora Cerrito, che m’è piaciuta assai.

Novembre

Martedì 22 — Questa sera a Aliberti è stata recita fuori di giro dell’appalto, e di benefizio della Signora Cerrito, la quale, oltre il ballo l’Allieva d’amore ha dato un ballo intitolato la Vivandiera e il Postiglione. Il concorso e l’applauso sono stati per sé senza esempio. Oltre i fiori, e poesie, ritratti ecc., le è stata offerta una corona d’oro con delle pietre. Per la spesa di questa corona (che si dice ascendere a 5 in 6 cento scudi) si era aperta nei giorni scorsi una sottoscrizione, quale per altro non incontrò favore, e pochi o nessuno vi concorsero. Ritornata la Signora Cerrito alla sua abitazione in piazza di Spagna si affollò dinanzi alla medesima una turba numerosissima di contrario partito, che proruppe per lungo tempo in fischi ed ingiurie contro la medesima, in modo che i carabinieri dovettero sparare alcuni colpi di pistola all’aria, che dissiparono immediatamente l’attruppamento.


Anno 1844

Gennaio

Lunedì 8 — Questa sera è stato messo in iscena o a Tordinona il Nabucco del Maestro Verdi colla Sig. Schieroni-Nulli per prima donna, e per tenore Vergani; ed è stato piuttosto applaudito.

Aprile

Venerdì 19 — Circa le 23,30 è passato all’altra vita il Card. Pacca, Decano del S. Collegio, in età di 88 anni, dopo vari giorni di febbre, con affollamento di catarro al petto, sopraggiunto alla caduta, a cui soggiacque qualche tempo fa.

Maggio

Giovedì 2 — Sono eseguiti diversi arresti (pare per motivi politici), ma di nessuna persona di classe un poco elevata.

Sabato 11 — Ieri l’altro è stato arrestato e tradotto in Castel S. Angelo, a richiesta della Corte di Napoli, un tal Fanghella napolitano, che da qualche tempo stava in Roma con fama alquanto dubbia, ma che era familiare in alcuna delle migliori società e tra le altre in quella del Conte Ludolf, Ministro di Napoli. La causa del suo arresto si dice politica, e si dice anche che il suo vero nome non sia quello, con cui si annunciava.

Domenica 12 — Oggi dopo pranzo all’anfiteatro Corea un tal De Angelis ha fatto l’esperimento di un suo ritrovato per staccare istantaneamente i cavalli da un legno, in caso di un pericolo, e di fermarne le ruote; ma non è stato molto bene accolto dal pubblico.

Sabato 18 — Si è pubblicata una Enciclica del Papa a tutti i Vescovi colla quale si condannano di nuovo le così dette Società Bibliche, ed una particolarmente di recente formatasi a Nuova York in America sotto il nome di Alleanza Cristiana.

Sabato 25 — Ieri mattina si è stipulato il contratto di vendita per la cospicua somma di 80 mila scudi del palazzo anticamente Accademia di Francia, che ora (dopo essere passato a diversi proprietari) apparteneva alla moglie di Pio Capranica, come erede della Principessa Sciarra. L’acquirente è stato l’Ordine Gerosolimitano.

Giugno

Mercoledì 12 — Ieri, per quanto si assicura, è partito per Napoli per la via di Rieti, accompagnato da 2 carabinieri (che dovevano farne la consegna al confine) e si dice ammanettato il Fanghella, arrestato un mese fa a richiesta del governo di Napoli, e più ora ritenuto in Castel S. Angelo. Il suo vero cognome si dice sia Vancotti o Vannocchi, e che oltre recenti pregiudizi politici, fosse da molto tempo condannato chi vuole per furto, chi per omicidio. Esso aveva già moglie e figli.

Luglio

Domenica 21 — In questi giorni passati si sono veduti alla Sala dell’Esposizione al Popolo due grandi quadri di un giovane di Reggio di Modena di cognome Chierici rappresentanti uno più grande Cristo, che scaccia i venditori dal tempio, l’altro più piccolo, un Miracolo di S. Biagio; ed hanno riscosso un grande applauso anche dagli artisti.

Agosto

Lunedì 26 — Fra i moltissimi assalti notturni, che da qualche tempo vanno accadendo per Roma, si conta quello di D. Ignazio Calandrelli, che sabato sera fu fermato e derubato del poco denaro, che aveva in dosso, e delle fibbie d’argento.

Novembre

Mercoledì 20 — Questa mattina sono andato con Checco in carrozza allo studio di Tenerani, vicino alla croce dei Cappuccini, a vedere la statua di bronzo del Re di Napoli destinata per Messina, modellata dallo stesso Tenerani e fusa a Monaco; quindi nell’altro studio al vicolo della Catena abbiamo veduto il bassorilievo quasi terminato della Deposizione della Croce, destinato per l’altare della cappella Torlonia a S. Giovanni, ed altre opere dello stesso scultore.

Dicembre

Lunedì 2 — In seguito di una conferenza tra Monsignor Governatore ed una deputazione d’Inglesi, colla mediazione di Don Alessandro Torlonia, che ha portato le parole, e preparate le strade, ed essendosi data una benigna e molto larga interpretazione alla proibizione delle caccie emanata martedì scorso, oggi si è tornata a fare la caccia alle volpi a cavallo, secondo il solito, fuori di porta S. Paolo.


Anno 1845

Gennaio

Lunedì 6 — In questi giorni si parla molto di un editto pubblicato colle stampe (del quale sono venute delle copie a Roma) dal Card. Caggiano Vescovo di Sinigaglia sul buon costume, in cui si prescrive, fra le altre strane disposizioni, sotto pena di scomunica, che i fidanzati non possono far più di tre visite alle loro promesse spose, senza effettuare il matrimonio, che debbano restituirsi i regali fatti, sotto pena di venir questi confiscati, per erogarsi in benefizio dei poveri; e che siccome il disordine regna principalmente fra i contadini, in caso di contravvenzione, quelli addetti ai beni della Mensa saranno espulsi, e di quelli addetti ad altri possidenti se ne procurerà l’espulsione (!!).

Marzo

Lunedì 17 — Questa sera è arrivato il Conte dell’Aquila fratello del Re di Napoli colla moglie, nata Principessa del Brasile, e sono andati ad alloggiare come hanno potuto, insieme col Re ed alla Regina, in alcune camere, che questi e quelli hanno stentato a trovare (attesa l’affluenza dei forestieri in questi giorni, e la necessaria prevenzione) alla locanda della Gran Brettagna al Babbuino e alla casa dirimpetto.

Mercoledì 26 — Questa mattina doveva eseguirsi una corsa inglese sulla tenuta di Redicicoli fuori di porta Pia; ma nell’atto che vi si era radunata quantità di persone, e fatti dei preparativi, vi sono andati degli agenti di polizia, che hanno annunziata la proibizione della corsa, con gran disappunto di tutti gl’intervenuti. Questa mattina è partito il Re di Napoli colla Regina di ritorno a Napoli e seco è partito il Conte di Trapani, suo fratello che da 7 anni a questa parte stava in educazione nel collegio dei Nobili dai Gesuiti, e che da piccolo mostrava inclinazione per lo stato ecclesiastico, quale coll’andar del tempo è interamente svanita. Questa mattina sono andato in legno con Checco a vedere due pavimenti di musaico ritrovati ultimamente in una vigna fuori di porta S. Lorenzo, appartenente ad un tal Brancadori, e che non mi sono sembrati di un grande interesse.

Aprile

Mercoledì 2 — Ieri è giunto da Parigi M°. Rossi destinato (si dice) a dirigere gli affari dell’Ambasciata di Francia in occasione della imminente partenza dell’Ambasciatore, che è nello stato il più deplorabile di salute.

Venerdì 11 — Questa mattina M°. Rossi (il quale si qualifica Envoyé extraordinaire et Ministre plénipotentiaire appelé à gèrer l’Ambassade de France) è andato a presentare al Papa le credenziali.

Maggio

Sabato 3 — Questa mattina il Papa à fatto a S. Maria Maggiore la funzione di benedire la nuova campana grande di quella Basilica, che deve sostituirsi all’antica che si ruppe l’anno scorso.

Lunedì 12 — Oggi dopo pranzo nella Protomoteca di Campidoglio si è tenuta una solenne adunanza d’Arcadia per l’inaugurazione del busto di Vittoria Colonna, che ivi è stato collocato. Il Principe e Principessa Torlonia, nata Colonna, vi sono intervenuti, ed il Cav. Visconti ha recitata la prosa. Io non vi sono andato.

Luglio

Mercoledì 2 — Oggi è uscito un editto dal Tesoriere con cui vengono ribassati i dazi d’introduzione di molti generi esteri, massimamente sui panni castorini, e si vieta l’introduzione nei posti franchi degli oggetti di vestiario lavorato. Si dice che l’oggetto di questa riforma sia stato di diminuire il controbando: anche sui dazi del zucchero e caffè si fa una diminuzione, come pure sui dazi d’estrazione degli stracci e del tartaro.

Giovedì 17 — In una causa pendente al tribunale dell’A.C. tra il Cav. Pietro Ercole Visconti Commissario dell’Antichità e Segretario dell’Accademia di Archeologia, e gli associati di un’opera che egli sta pubblicando sulle famiglie nobili romane; avendo un tal Gennarelli, accademico anch’esso, pubblicato colle stampe due voti nei quali ha molto malmenato e ridicolizzato il Visconti; il Presidente dell’Accademia D. Pietro Odescalchi ha creduto avanzare ricorso al Card. Camerlengo, protettore della medesima, e domandarne riparazione, come di ingiurie al Corpo. In seguito di che il Cardinale ha diretto un biglietto al Gennarelli, nel quale, in termini molto severi, gli s’intima di dover scrivere lettere di scusa al Presidente ed al Visconti, dentro un mese, dovendo le lettere suddette rimanere negli atti dell’Accademia, e non adempiendo a questa ingiunzione si dichiara verrà dalla medesima espulso, ed intanto dovrà astenersi dall’intervenirvi. Ciò ha suscitato gran rumore fra gli accademici, sostenendosi fra loro che il Presidente non fosse autorizzato ad avanzare il ricorso di suo arbitrio; e si minacciano rinunzie ecct. ecct. assicurandosi che il Principe Borghese, uno dei soci, l’abbia già date.

Lunedì 21 — Vari soci dell’Accademia archeologica, e segnatamente quelli componenti il consiglio dei censori, sottoscrissero una protesta contro il rapporto fatto dal Presidente Odescalchi al Card. Camerlengo sull’affare di Visconti e Gennarelli, senza loro saputa, onde ne venne poi il dispaccio comminatorio del Cardinale, e la rimisero al Presidente stesso onde la comunicasse all’Accademia, che doveva radunarsi venerdì scorso; il che dal Presidente non fu eseguito: onde l’affare resta sempre nello stato di fermento. Corre qualche voce che alcuni Cardinali abbiano intrapreso tentare la conciliazione.

Agosto

Sabato 23 — Ieri nella sezione politica del tribunale della Consulta si è giudicata la causa dell’avv. Galletti di Bologna e di vari altri implicati negli ultimi torbidi di quella provincia, ed il primo è stato condannato alla pena della detenzione a vita e gli altri a pene proporzionatamente minori.

Martedì 26 — Nella notte scorsa è stato arrestato e condotto a Castel S. Angelo il negoziante di droghe Bartolomeo Galletti, che è passato sin qui per uno dei più belli ed eleganti giovani (volgarmente Paini) di Roma; non si sa bene se il motivo del suo arresto sia politico, o di altro genere.

Mercoledì 27 — L’arresto di Galletti è stato ordinato dal tribunale del Vicariato per oggetto di sua competenza.

Domenica 31 — Si assicura che tutti i detenuti politici, che sin qui si custodivano nella fortezza di Civita Castellana, siano stati trasportati a Roma, e ciò in seguito della scoperta di un complotto tra i soldati di quella guarnigione, tendente a favorire l’evasione dei detenuti medesimi.

Settembre

Domenica 7 — Avendo la moglie di Galletti partorito nei giorni scorsi, ed avendo dovuto subire un’operazione, in seguito di che trovasi (per quanto si assicura) in qualche pericolo; il suddetto Galletti è stato abilitato a ritornare temporaneamente a casa sotto la custodia di un piantone per assistere la moglie.

Venerdì 12 — È stata spedita in fretta della truppa di fanteria con alcuni dragoni ad Albano, e qualche altra forza su vari posti del litorale dalla parte di Fiumicino e di Civitavecchia, sembrando che vi possa essere timore di qualche sbarco di rivoluzionari, sulle nostre spiagge.

Venerdì 19 — Verso sera con spedizione venuta da Civita Castellana si è saputo che i detenuti in quella fortezza in numero (per quanto dicesi) di sopra ai 40, essendo riusciti ad impadronirsi delle chiavi delle prigioni tentarono di evadere dal forte; quel tentativo replicarono per 2 volte inutilmente per la resistenza della truppa che dové far fuoco sopra di loro.

Giovedì 25 — Col corriere di Bologna arrivato questa mattina si è avuta la ben triste notizia, che martedì verso sera seguì una rivoluzione a Rimini, e che i rivoltosi erano rimasti padroni della città dopo avere disarmata la poca truppa pontificia, che vi era, uccisi alcuni carabinieri e liberati i detenuti. Siccome al corriere i rivoltosi stessi nel suo passaggio per Rimini tolsero tutti i plichi diretti ad autorità governative, non si hanno sinora che pochissimi ed imperfetti dettagli sul fatto. Pare che qualche numero dei suddetti si fosse diretto a S. Leo per liberare anche i detenuti di quel forte.

Sabato 27 — Il corriere di Bologna oggi è venuto per la via di Toscana. Sin’ora non si sa che la rivoluzione di Rimini si sia propagata ad altri paesi di quelle provincie ma pur troppo se ne sta in timore.

Domenica 28 — Una staffetta giunta nella notte scorsa ha recato la notizia che mercoledì passato scoppiò la rivolta a Ravenna, che i rivoltosi assalirono replicatamente la caserma, ma dopo una lotta molto ostinata (in cui fu necessario far uso del cannone) furono respinti e fugati, con molta loro perdita, dalla truppa svizzera. Si dice che i carabinieri vi abbiano perduto degli uomini nella zuffa, e pochi gli svizzeri. In seguito di ciò si ha motivo di credere che i rivoltosi di Rimini informati dai fuggitivi dell’accaduto a Ravenna, possano aver abbandonato il paese, e si dice che la staffetta abbia potuto venire liberamente per la via di Rimini.

Lunedì 29 — Questa mattina con sorpresa si è saputo che tutte le notizie di ieri sull’accaduto a Ravenna non hanno alcun fondamento, e che niente colà sin’ora è accaduto. Le nuove di ieri provenivano da Pesaro, fondate su voci ivi sparse. La fuga dei rivoltosi da Rimini si conferma pienamente. Il corriere di Bologna però è venuto anche oggi per la via di Toscana.

Martedì 30 — Niente si è saputo dalla provincia di Romagna. La diligenza è passata senza ostacoli.

Ottobre

Venerdì 21 — Si è pubblicato colle stampe il decreto che pone all’indice dei libri proibiti un’opera dell’ab. Lanci, professore in Sapienza di lingua araba e scrittore della biblioteca Vaticana, intitolata “Paralipomeni all’illustrazione della S. Scrittura per monumenti Fenici - Assiri – Egiziani” condannata dal S. Uffizio e stampata all’estero, e l’Autore per quanto si assicura è stato privato della cattedra e dell’impiego alla Vaticana. Egli è assente da qualche tempo e si crede in Francia.

Novembre

Martedì 11 — Questa mattina sono stati condotti per la città in un carretto alcuni condannati alla galera per furti ecc. Sono passati anche per il Corso sotto casa nostra.

Dicembre

Giovedì 4 — È arrivato oggi il Cardinal Gizzi Legato di Forlì. La voce comune si è che egli abbia rinunciata la Legazione, e che (la sua rinunzia) sia stata accettata. Quanto alla causa della rinunzia chi dice sia lo stato della salute (che realmente è infelice), chi la dice proveniente da disgusti intervenuti fra lui e la Segreteria di Stato intorno all’occasione degli ultimi avvenimenti di Rimini.

Lunedì 8 — Questa sera due uomini addetti al servizio della Villa Borghese, nel ritornare con una donna alla loro abitazione nel casino detto della Croce presso il Cancello verso porta Pinciana, sono stati assaliti da 7 malviventi, che, dopo averli serviti tutti tre con colpi di coltello, sono andati al casino ed hanno portato via tutto quel poco, che in esso era in danaro e in robba di qualche valore. La donna è morta poco dopo, gli uomini sono stati trasportati all’ospedale, e si dice che le ferite non siano mortali.

Sabato 13 — Questa mattina circa le 5 di Francia è arrivato l’Imperatore di Russia, proveniente da Napoli, ed è andato ad alloggiare al palazzo Giustiniani ove abita il suo ministro M. Bouteneff. Circa le 11 antimeridiane è andato a visitare il Papa, che lo ha ricevuto col solito trattamento della doppia anticamera ecc. L’abboccamento a cui sono stati presenti il Card. Acton ed il Ministro Bouteneff, ha durato un’ora e un quarto. La gravità estrema delle vertenze attualmente pendenti tra le 2 parti sugli affari di Religione in Polonia, eccitano un’immensa curiosità sul tenore di questa conferenza, che per la sua lunghezza non si può credere limitata a soli complimenti, e di cui pare da ambe le parti si apprendesse in antecedenza l’importanza. Gli scrutatori delle fisionomie pretendono di aver rimarcato nelle medesime indizi piuttosto di soddisfazione. Dio faccia che i prognostici non siano fallaci.

Domenica 14 — Questa mattina l’Imperatore di Russia è andato a vedere tutta la fabbrica di S. Pietro, inclusivamente la Cupola ed è salito sin dentro la Palla ed ha accettato un piccolo déjeuner preparatogli, di cui però poco o nulla ha gustato; ma ha bevuto alla salute del S. Padre.

Lunedì 15 — L’Imperatore di Russia è tornato oggi al Vaticano per vedere ciò che non aveva veduto sin qui. Egli ed il Conte di Nesselrode, suo ministro per gli affari esteri, si assicura abbiano avuta qualche conferenza col Card. Lambruschini Segretario di Stato. Io oggi ho veduto l’Imperatore in carrozzella al Pincio ove va ogni giorno.

Martedì 16 — L’Imperatore di Russia oggi è andato a S. Paolo, a S. Giovanni, a S. Maria Maggiore, a qualche studio di artista, e ad una esposizione di quadri fatta espressamente in questa occasione sul solito locale del Popolo.

Mercoledì 17 — Questa mattina l’Imperatore è tornato vedere il Papa per congedo, e vi si è trattenuto circa 3 quarti d’ora, presenti gli stessi due soggetti della prima volta. A tutti è sembrato di rimarcare molta freddezza. Ieri sera fu a vedere il Museo Vaticano a lume di torcie. Ieri arrivò il Principe Alberto di Prussia, fratello dell’Imperatrice, da Napoli, nel tempo che l’Imperatore stava al palazzo lateranense.

Giovedì 18 — Mezz’ora dopo la mezzanotte scorsa è partito l’Imperatore di Russia alla volta di Firenze, per la via di Siena. Durante il suo soggiorno in Roma non ha veduto altri Cardinali, oltre Lambruschini, che Bernetti (quale conobbe in Russia all’epoca della sua incoronazione) e Mezzofanti per il suo straordinario talento poliglotto.


Anno 1846

Marzo

Martedì 31 — Si parla molto dell’arresto seguìto di 5 o 6 persone, che abitavano in una casa vicino a S. Antonino de’ Portoghesi sotto abito da prete. Non si sa bene se siano in sospetto di ladri, o di rei di altro genere.

Maggio

Domenica 17 — Oggi alle 6,45 pomeridiane M. Arbau ha eseguito dalla passeggiata del Pincio l’ascensione areostatica, che doveva e non poté eseguire domenica scorsa. Nell’elevarsi, il cestino, in cui egli era, si è, a causa del vento, imbarazzato negli alberi, da’ quali però ha potuto sbrigarsi, rompendone qualche ramo, che ha portato seco, e quindi ha proseguito felicemente il suo volo apparentemente nella stessa direzione presso a poco dell’altra volta. Un povero dragone a cui il cavallo aveva preso la mano ed è andato ad urtare nel muro del recinto, che è anche parte delle mura della città, è precipitato dal muro stesso nel giuoco liscio, che gli sta sotto per andare a Muro Torto, ed è morto appena trasportato all’ospedale di S. Giovanni. Il cavallo è rimasto di sopra al muro.

Martedì 10 — Oggi si è saputo che M. Arbau domenica alle 9,30 della sera discese in un villaggio del Regno di Napoli denominato Castel S. Pietro, vicino al confine, di dove ieri era passato a Rieti ricevuto in casa da questo stesso Sig. Olivetti, che lo accolse in occasione dell’altro volo.

Mercoledì 20 — Oggi è tornato a Roma M. Arbau. Il villaggio di Castel S. Pietro o Borgo S. Pietro, è distante 24 miglia da Rieti verso l’Aquila, lo spazio da lui percorso in tre ore si può calcolare a circa 75 miglia. L’introito lordo è stato di scudi 1533 e rotti.

Giovedì 28 — Concordano tutte le voci in assicurare che il Papa da ieri è senza febbre.

Venerdì 29 — Il Papa ieri sera soffrì un ritorno della febbre, e gli è comparita una risipola alla gamba, ove ha la piaga. Benché sin ora il male non abbia aspetto allarmante, la circostanza della gravissima età dell’infermo fa stare in apprensione.

Sabato 30 — Lo stato di salute del Papa continua ad essere piuttosto minaccioso, giacché la febbre non lo abbandona mai (e qualcuno dice che sulla sera, ora nella quale suol far risalto, si osserva qualche difficoltà di respiro) e la risipola si estende molto sulla gamba, ed anche sino alle parti superiori della coscia, ove già esistono dei gonfiori abituali.

Domenica 31 — Il Papa nella notte scorsa ha avuto un risalto di febbre, per cui è stato più inquieto, ed ha voluto comunicarsi. Nel corso della giornata non pare vi sia stato aggravio né della febbre, né della risipola, quale sin qui fa il suo corso regolare.

Giugno

Lunedì 1 — Il Papa ieri sera cominciò a peggiorare fortissimamente, essendosegli caricato il petto, ed il tracollo è andato precipitosamente sempre crescendo nella notte, talmente che questa mattina alle 13,15 italiane (ossia 9,15 di Francia) è passato all’altra vita, assistito dal Card. Lambruschini, in assenza del Card. Castracani Penitenziere, e dal P. Proia Sotto-Sagrista. Il Card. Patrizi Vicario è arrivato pochi minuti prima che spirasse. L’ordine di recitare la colletta Pro Pontifece infirmo in molte chiese non è giunto in tempo. Alle 22 ore il Cardinale Riario Camerlengo è andato coi chierici di Camera a far la ricognizione del cadavere nelle solite forme, ed alle 23,15 è cominciato il suono delle campane a morto per un’ora. Questa sera si è tenuta la prima Congregazione dei Cardinali Capi d’Ordine, che sono, oltre Riario, che riunisce in sé anche la qualità di primo Diacono, Micara Decano, e Franzoni primo Prete presente, oltre Monsig. Corboli Segretario del S. Collegio.

Martedì 2 — Questa mattina è seguìta la sezione del cadavere del Papa e l’imbalsamatura, e questa sera verso le 23 è stato trasportato alla Cappella Sistina. Dalla relazione dell’autopsia risulta che tutte le parti erano perfettamente sane, e solo si è rimarcato dell’umore nei polmoni, che sembra vi esistesse da qualche tempo. Questa mattina si è tenuta sul palazzo Quirinale una Congregazione generale straordinaria per risolvere specialmente, a quel che si dice, sulla destinazione dei pro-Legati delle provincie, in assenza dei Cardinali Legati. I corrieri straordinari latori della notizia della morte del Papa alle corti estere, non sono partiti che oggi tra le 22 e le 23 ore, mentre ieri e questa mattina erano partiti tutti gli ordinari.

Mercoledì 3 — Questa mattina si è tenuta a Monte Cavallo un’altra Congregazione generale straordinaria del S. Collegio. Correva voce che non si spediranno che due pro-Legati uno dei quali (che si dice possa essere Monsig. Grassellini) per la Legazione di Urbino e Pesaro, e l’altro a Bologna per le altre 4 Legazioni; e si dice sarà Monsig. Savelli.

Venerdì 5 — Questa mattina sono cominciati i Novendiali a S. Pietro, e si è tenuta la Congregazione del S. Collegio nella Sagrestia al solito. Per fare l’Orazione funebre del defunto Pontefice è stato destinato Monsig. Rossani Presidente dell’Accademia Ecclesiastica, e per l’altra de eligendo Pontifice Monsig. Pacifici segretario delle Lettere Latine.

Lunedì 8 — Il farmacista Corsi a S. Eustachio è stato scelto per speziale del Conclave. La scelta dei barbieri è stata rimessa all’arbitrio del Cardinal Mattei.

Martedì 9 — Nella Congregazione di questa mattina si è fatta l’estrazione delle celle dei Cardinali in Conclave, e si sono presentati al S. Collegio i Ministri di Francia, di Russia e di Napoli.

Mercoledì 10 — Questa mattina si è presentato al S. Collegio il Ministro di Hannover.

Giovedì 11. Corpus Domini — Attesa la solennità del giorno, oggi non si sono fatte le esequie Novendiali per il Papa defunto, e si è tenuto solo a S. Pietro la Congregazione Generale del S. Collegio. Alle 2 pomeridiane sono andato con Checco a S. Pietro a vedere il Catafalco, che non è ancora terminato. Ieri cadde dalla cima del medesimo una statua della Religione, che vi si stava collocando.

Venerdì 12 — Questa mattina a S. Pietro è stata fatta la prima assoluzione (essendosi saltata quella che doveva cadere ieri) intorno al Catafalco, disegno dell’architetto Vespignani, che non ha molto incontrato. Nel tempo che era illuminato ha preso fuoco il cornicione del medesimo, ma è stato prontamente estinto.

Sabato 13 — Questa mattina è stato l’ultimo giorno dei Novendiali e Mons. Rossani ha fatto l’orazione funebre, che è stata piuttosto applaudita.

Domenica 14 — Oggi è seguito l’ingresso dei Cardinali in Conclave ed il S. Collegio è venuto processionalmente nelle consuete forme da S. Silvestro al palazzo Quirinale, ma colla pioggia. Il Conclave non si è chiuso questa sera per non essere assicurata in qualche parte la clausura, e quest’atto è stato differito a domattina.

Lunedì 15 — Nello scrutinio del dopo pranzo è stato inaspettatissimamente creato il Papa, ma l’elezione non è stata pubblicata. Tutti, senza eccezione, hanno creduto che l’elezione fosse caduta in persona del Cardinal Gizzi, e l’applauso è stato grandissimo; ma in realtà il Papa eletto è il Card. Mastai Ferretti Vescovo d’Imola, ed io non l’ho saputo che al mio ritorno a Monte Cavallo. La pubblicazione è fissata per domani alle 9.

Mercoledì 17 — Questa mattina verso le 9 di Francia è seguita la pubblicazione del Papa, che ha preso il nome di Pio IX, dopo un Conclave di appena 48 ore. L’applauso vi è stato ma forse non quanto sarebbe stato senza l’equivoco di ieri sera sulla persona, che non si sa come nascesse. La voce comune si è che l’elezione sia seguita all’accesso con 36 voti, cioè con 2 di più dei 34, necessari per formare i due terzi più uno dei 50 Cardinali presenti in Conclave. Il nuovo Papa oggi è andato a S. Pietro, ove ha ricevuto le altre 2 adorazioni ed è ritornato a Monte Cavallo, con discreti applausi, ma con gran concorso. Ha confermato il Maestro di Camera Monsignor Medici, e pare i 2 più antichi Camerieri segreti, Piccolomini e della Porta che oggi sono andati con lui. Monsig. Corboli Segretario del S. Collegio ha avuto ordine di continuare come pro-Segretario di Stato.

Domenica 21 — Questa mattina è seguìta la coronazione del Papa a S. Pietro.

Martedì 23 — Si assicura che sia stata nominata una Congregazione, composta dei Cardinali Machi, Lambruschini, Mattei, Amat, Gizzi e Bernetti, per decidere vari punti di massima del governo, e si dice che si adunerà avanti il Papa.

Martedì 30 — Oggi si è veduta annunziata sul nostro foglio la nomina dei sei Cardinali componenti la Congregazione per alcuni affari riguardanti lo Stato e di Monsig. Corboli per Segretario della medesima. Contemporaneamente esso Monsignore viene esonerato dalle incombenze di pro-Segretario di Stato (che in realtà per la sua gracilissima salute non poteva più sostenere), e gli affari saranno disimpegnati provvisoriamente dai due prelati sostituti, cioè per la Segreteria propriamente detta di Stato da Monsignor Santucci, e per quella degli affari di Stato da Monsignor Cannella.

Luglio

Sabato 11 — Secondo la pubblica voce, oggi doveva spedirsi alle provincie la tanto aspettata amnistia per i delitti politici, ma non si sa se ciò siasi verificato.

Martedì 14 — Si parla molto di un’orazione funebre recitata da Mons. De Luca Vescovo di Aversa in occasione del funerale di Gregorio XVI fatto celebrare in Napoli da quel Nunzio Mons. Garibaldi, nella quale si vuole abbia designato l’Imperatore di Russia per l’Attila ed il Tamerlano dei nostri giorni. Il Ministro di Russia, che con tutto il corpo diplomatico era stato invitato alla funzione, si dice ne abbia fatto ministerialmente fortissime doglianze.

Venerdì 17 — Verso sera è stata pubblicata ed affissa la tanto aspettata amnistia per i prevenuti di delitti politici, tanto arrestati che fuggitivi, eccettuati i pochissimi (così si esprime il Papa, che direttamente in suo nome la concede) ecclesiastici, militari ed impiegati governativi, sui quali il S. Padre si riserba di prendere ulteriori disposizioni. Quelli che vorranno approfittare dell’amnistia, dovranno emettere una dichiarazione, in cui promettono sul loro onore di condursi in avvenire come sudditi fedeli ecc. Appena seguita l’affissione si è adunata molta gente sulla piazza di Monte Cavallo prorompendo in applausi ed evviva; ed il Papa si è affacciato alla loggia del palazzo, dando la benedizione. Queste strepitose dimostrazioni si sono protratte a notte avanzata da truppe di gente precedute da torcie, che incitavano gli abitanti a porre i lumi alle finestre.

Sabato 18 — Ieri sera il Papa uscì tre volte a dare la benedizione dalla loggia; e l’ultima volta fu circa verso le 11 di Francia, ora in cui l’affollamento della gente sulla piazza di Monte Cavallo fu grandissimo, avendo condotto seco la banda, che suonava sulla piazza della Maddalena per la festa di S. Camillo. Tutta la folla poi con gran numero di torcie si diresse per il Corso a piazza del Popolo ove si disciolse. Questa sera si sono fatte illuminazioni per tutta la città. A Monte Cavallo si è di nuovo affollata la gente con musica e moltissime torcie. Il Papa questa sera non si è mostrato che una volta alle 11 di Francia. Truppe di gente hanno in seguito percorso le strade con torcie, gridando viva Pio IX, e portando la bandiera pontificia.

Domenica 19 — Questa mattina il Papa, in mezzo alla folla ed agli applausi, è andato alla Missione a Monte Citorio per la festa di S. Vincenzo di Paoli, e vi ha sentito la Messa. Al ritorno tra Monte Citorio e piazza Colonna una truppa di gente (malgrado la ripugnanza, che aveva formalmente esternato il S. Padre) ha voluto staccare i cavalli dalla sua carrozza che hanno così tirata sino a Monte Cavallo. Verso sera è stata affissa una notificazione sottoscritta da Monsig. Santucci sostituto della Segreteria di Stato, in cui si annunzia che il S. Padre, sensibilissimo e gratissimo a tutte queste dimostrazioni, vedrà con piacere che si metta ad esse un limite. Questa sera infatti nessun raduno di gente si è formato né sulla piazza di Monte Cavallo, né altrove e solo si sono replicate in parte le illuminazioni per la città.

Lunedì 20 — Questa sera non si è fatta illuminazione né alcun’altra dimostrazione. Ieri sera le abitazioni del corpo diplomatico, che sabato sera non furono illuminate, lo furono quasi tutte.

Mercoledì 22 — Con staffetta giunta ieri sera si è ricevuta la notizia che a Forlì è stato mortalmente ferito (senza speranza) con un colpo di pistola alle reni un Tenente Colonnello Svizzero chiamato Matter o Malter.

Giovedì 23 — Questa mattina il Papa ha cominciato a tenere udienza pubblica sino ad un certo numero di persone, che si danno precedentemente in nota; e questa mattina sono state 38. Questa udienza pubblica è fissata per i giovedì ogni 15 giorni.

Agosto

Sabato 8 — Oggi finalmente si è veduta annunziata sul Diario la nomina del Card. Gizzi alla carica di Segretario di Stato, estesa anche agli affari interni, ed oggi ne è entrato in servizio.

Lunedì 17 — Ieri sera una certa Accademia intitolata della Immacolata Concezione avendo tenuto una solenne adunanza per celebrare l’esaltazione di Pio IX, il Signor Paolo Mazio vi recitò delle ottave ridondanti di spirito italico liberale, al segno che i due Cardinali Ferretti e Gazzoli, il Conte Broglio Ministro di Sardegna e moltissime altre persone intervenute partirono, e l’udienza si ridusse ad un ristrettissimo numero. Si assicura che in seguito di ciò il Mazio sia stato espulso dall’Accademia.

Settembre

Martedì 8 — Questa sera tutto il Corso è stato illuminato con fiaccole lungo i marciapiedi, oltre le illuminazioni di diverse specie a tutte le finestre delle case. Una Notificazione del Governatore pubblicata ieri permetteva alle carrozze di percorrere il Corso sino alla piazza del Popolo sopra una sola fila; ma il popolo, ciò non ostante, a forza di urli e fischi, ed anche di qualche via di fatto contro i cocchieri, le ha obbligate a sortire dal Corso; il che ha cagionato qualche confusione, che è cessata subito ottenuto l’intento. Hanno girato per il Corso e per altre strade delle truppe di gente, portando torcie al solito e gridando viva Pio IX.

Mercoledì 4 — Oggi è stato affisso in istampa un programma di una Società nazionale per la costruzione delle strade ferrate dello Stato pontificio.

Sabato 7 — Questa mattina sono andato con Checco in carrozza a S. Giovanni per vedere i preparativi del Possesso del Papa, che è fissato per domani. Una quantità grandissima di persone è venuta ieri ed oggi, specialmente dai paesi e provincie circonvicine, per terra e per il fiume coi vapori. Questa sera si è portata in giro una bandiera, che si è detta della provincia di Sabini, seguìta da una truppa di gente, terminando al solito sulla piazza di Monte Cavallo, essendosi, per quanto si è detto, affacciato il Papa più d’una volta a dare benedizione.

Domenica 8 — Oggi è seguìta la funzione del Possesso del Papa. Egli è partito dal Quirinale circa mezz’ora dopo il mezzogiorno, ed è ritornato al Palazzo verso le 23; ossia alle 4,30 pomeridiane. In carrozza con lui sono andati il Cardinal Machi in luogo del Card. Micara Decano, ed il Cardinal Ostini, in luogo del Card. Lambruschini, cui sarebbe toccato per anzianità, e che si è pure scusato. Tutta la corte ecclesiastica del Papa e tutti i collegi della Prelatura sono andati a cavallo in cappa e col cappello tondo prelatizio, e tutta la corte secolare, cioè i Camerieri segreti e di onore, con un nuovo costume alla spagnola, e in testa una tocca colla piuma. I Principi Romani sono stati intimati per biglietto del Prefetto delle Cerimonie a trovarsi all’ingresso della Basilica all’arrivo di S. Santità, e ve ne sono andati sei cioè Borghese, Doria, Corsini (giunti ieri), Massimo, Santacroce e Lancellotti. Io non ci sono andato. Oggi è stata affissa Notificazione della Segreteria di Stato relativa alle disposizioni da osservarsi nelle intraprese delle strade ferrate.

Lunedì 9 — Corre voce che la Notificazione di ieri sulle strade ferrate abbia prodotto tal disgusto nei componenti la Commissione deputata ad hoc, perché alcune disposizioni della medesima non sono conformi alle proposizioni della Commissione suddetta; e si dice che si minaccino delle dimissioni.

Martedì 10 — Si sono poi verificate le rinunzie del Duca di Rignano e di D. Michele Caetani, due dei componenti la Commissione nelle strade di ferro; e si confermano che abbiano dato ad esse motivo varie disposizioni della Notificazione di ieri, diverse da quelle da loro combinate.

Mercoledì 11 — Nel teatro di Aliberti questa sera si è fatto in onore del Papa un pranzo di circa 600 persone di medio ceto, che hanno pagato scudi 1,50 a testa, essendovi stato collocato il ritratto del Papa medesimo. Si è recitata una allocuzione allusiva alla circostanza come pure dei versi ecc. ecc. Il tutto sembrava fosse passato con buon ordine, e molta gente è andata come spettatrice nei palchi; ma al tardi verso le 11 di Francia una truppa di gente si è recata avanti al palazzo Borghese, esigendo che si mettessero lumi alle finestre anche replicatamente con vociferazioni e fischi, coi quali si accoglievano le carrozze, che uscivano dal palazzo, trattamento che ha avuto anche la mia. I lumi però non sono stati messi alle finestre e si crede che ciò abbia accresciuto e prolungato il rumore.

Venerdì 13 — Corre voce che i due dimissionari della Commissione delle strade ferrate in seguito di una chiamata dal S. Padre, e di un colloquio col medesimo, abbiano consentito di rimanere nella Commissione.

Dicembre

Martedì 8 — Il fiume è fuori a Ripetta ed in altri luoghi della città.

Mercoledì 9 — L’inondazione del fiume è andata crescendo tutto il giorno, e l’acqua è anche per il Corso avanti il palazzo Fiano.

Giovedì 10 — Nella notte scorsa l’inondazione è fortemente cresciuta, talmente che questa mattina l’acqua è arrivata oltre il vicoletto attiguo alla casa nostra, ed una lingua dell’acqua stessa è arrivata molto vicino alla colonnetta del nostro portone. Le tavole per trasportare il pane ed anche le persone sono venute sin quasi al vicolo di S. Claudio. Per quanto si è potuto osservare questa inondazione è stata di poche oncie inferiore a quella del 1805. Questa sera l’acqua ha cominciato a ritirarsi lentamente.

Venerdì 11 — L’inondazione è andata gradatamente decrescendo nella notte e nella giornata; ma l’acqua non è ancora intieramente ritirata da tutti i siti inondati. Il Corso è quasi del tutto libero.

Sabato 12 — Il fiume è del tutto ritirato; il Diario di Roma di oggi riporta la misura presa all’idrometro di Ripetta di quest’ultima inondazione che è salita a metri 16 e 25 centimetri, onde paragonata a quella del 1805, che giunse a metri 16,42 centimetri, risulta minore di quella di 17 centimetri.

Domenica 13 — Alla Rotonda e all’Orso vi è ancora acqua.

Martedì 22 — Questa sera ha pure ricevuto il Cardinale Marini, e nel cortile del palazzo del Governo si è intesa l’esplosione di uno dei così detti petardi.

Mercoledì 23 — Il fiume è di nuovo fuori nel Ghetto, e fa temere di altra inondazione.

Sabato 26 — Questa sera si sono aperti i teatri per la stagione di Carnevale. Il nuovo Governatore nel comparire a palco è stato molto applaudito. In prima sera una gran quantità di persone si è adunata al Popolo, e di là preceduta da una banda e disposta in ordinanza, portando ciascuno una torcia a vento, si è recata sulla piazza di Monte Cavallo a far degli evviva e delle acclamazioni al Papa per la ricorrenza della festa di S. Giovanni (che è il suo nome di battesimo) che si celebra domani. Il S. Padre si è mostrato alla loggia, ed ha compartito la benedizione, dopo la quale ognuno si è ritirato tranquillamente, smorzando le torcie, ed il tutto è passato col più grande ordine.


Anno 1847

Gennaio

Venerdì 1 — Questa mattina dopo il mezzo giorno gli scolari della Sapienza, ai quali si è unito altro grandissimo numero di persone, passando dal Popolo con tre bande, e tre o quattro bandiere, cantando di tanto in tanto un inno in lode del Papa, e marciando in buona ordinanza, sono andati al Quirinale ed il Papa, circondato da molti dei Cardinali, che erano intervenuti alla Cappella, ha dato loro la benedizione dalla loggia; dopo la quale è stato replicato il canto dell’Inno con auguri di felicità per il nuovo anno, ed in seguito la radunanza si è tranquillamente disciolta. Questa sera da una società di letterati romani è stata data sul salone del palazzo di mezzo del Campidoglio una cantata per lo stesso oggetto, con gran concorso di persone di tutti i ceti. Oggi l’orologio di Monte Citorio ha incominciato a segnar le ore alla francese, o astronomica, come pure quello del Collegio Romano.

Sabato 2 — In questi giorni si è scoperto un vuoto di oltre 40.000 scudi nella cassa del Monte di Pietà, commesso dal cassiere Tamberlich, il quale si trova detenuto in Castel S. Angelo, dicendosi da alcuni che si sia costituito spontaneamente.

Domenica 31 — Si assicura che l’ex Re, o Pretendente di Portogallo, il quale soggiornava da più anni a Roma, sia partito furtivamente sino dalla settimana passata coll’aiuto di due inglesi venuti espressamente a questo oggetto.

Febbraio

Mercoledì 3 — La Guardia nobile pontificia ha avuto l’ordine di adottare i baffi (o almeno si prevede che lo avrà).

Sabato 6 — L’atto di sommissione, che i rappresentanti dell’Università degli Ebrei sogliono far pubblicamente al Magistrato dei Conservatori in Campidoglio in questa giornata (prima di Carnevale), quest’anno si è eseguita privatamente, e si dice che per il venturo anno sarà abolita.

Lunedì 15 — Oggi è arrivato un Ambasciatore turco, che si chiama Chekib-Effendi, che ha la missione di complimentare il Papa al nome del Gran Signore!!!

Sabato 20 — Questa mattina l’Ambasciatore turco è andato all’udienza del Papa, che lo ha ricevuto stando sotto il trono con tutti gli onori dell’Anticamera. Dopo il complimento pubblico, il Papa si è trattenuto con lui in particolare per un quarto d’ora in circa, presenti i due interpetri, che sono stati il Card. Mezzofanti, ed un tal P. Arsenio, monaco armeno di S. Antonio Abate.

Sabato 27 — È stata nominata una commissione per formare e proporre un piano di amministrazione municipale in Roma. Ella è composta del Card. Altieri come Presidente, del Principe Orsini, attuale Senatore, Corsini, che lo fu molti anni addietro, e Borghese, del March. del Bufalo, attualmente primo Conservatore, del Cav. Ferdinando del Cinque, dell’Avv. Armellini, e di Mons. Bartoli avv. generale del Fisco e della Camera Apostolica.

Marzo

Giovedì 4 — Da ieri sera corre voce, che il Duca di Modena (forse per conseguenza di qualche movimento insurrezionale) sia partito dalla sua residenza, e che delle truppe austriache siansi avanzate ad occupare Reggio. Non si sa bene qual fondamento abbia questa voce.

Sabato 6 — La notizia di Modena, che circolava sino da mercoledì, non viene confermata dalle lettere di Bologna, ed anche di Modena stessa.

Martedì 16 — Un editto della Segreteria di Stato annunzia la istituzione di un consiglio di censura per tutto ciò che si pubblicherà colle stampe in Roma. Esso sarà composto di cinque soggetti, quali si dice siano il Maestro del S. Palazzo come Presidente, il Marchese Antici padre, il Professore Betti, l’Avv. Vannutelli, l’Abb. Coppi. In ciascuna provincia vi sarà pure il Consiglio di censura, composto di due membri, presieduto dal Preside della provincia.

Mercoledì 17 — In questi giorni si va eseguendo il trasporto delle due statue colossali di S. Pietro e S. Paolo, che erano state destinate per la rinnovata Basilica di S. Paolo; ma che poi non essendosi trovato luogo per collocarle nella medesima, è stato risoluto di situarle alle due estremità della gradinata esterna di S. Pietro, ove ne esistevano due altre, che avranno luogo (ed una ve n’è già stata trasportata) in due grandi nicchie nel primo vestibolo della Sagrestia. Le nuove sono opera degli scultori Fabbris e Tadolini.

Sabato 20 — Essendo stato intimato ai friggitori delle frittelle, scorsa la festa di S. Giuseppe, di non più spacciarle per le strade e piazze solite, se non nella festa dell’Annunziata e della Domenica delle Palme e non più in tutta la ventura settimana, come ne era invalso l’uso, molti di essi oggi dopo pranzo si sono radunati sulla piazza di Monte Cavallo per reclamare su una tal proibizione al Papa quando usciva. Uno di essi colla supplica relativa è stato condotto dal Segretario di Stato, e pare abbiano ottenuto la revoca dell’ordine, emanato dalla Presidenza delle strade.

Mercoledì 24 — Questa mattina sono andato con Checco al locale già delle Convertite al Corso, ora dei Signori Costa, a vedere un quadro che si è esposto, di un pittore prussiano di nome Schreider, rappresentante Eduardo IlI d’Inghilterra all’assedio di Calais. Oggi dopo pranzo è stata collocata sul piedistallo all’angolo della gradinata di S. Pietro, verso il palazzo Vaticano, la nuova statua di S. Paolo coll’opera di otto o nove argani maneggiati da soldati; ed il Papa è andato a vedere l’operazione da uno dei finestroni del portico degli svizzeri.

Lunedì 29 — Oggi verso le 23 ore è stata innalzata sul suo piedistallo anche la statua di S. Pietro un poco stentatamente (come l’altra), ma senza inconvenienti.

Martedì 30 — Sono andato tra le 2 e le 3 pomeridiane con Checco a vedere un modello della Chiesa, piazza e colonnato di S. Pietro, eseguito da un tal Gambassini toscano nella proporzione di una centoquattresima parte della grandezza reale, qual modello è esposto nella sala annessa al teatro di Argentina insieme con quelli della Cattedrale, Battistero, Campanile e Camposanto di Pisa.

Aprile

Venerdì Santo 2 — Questa sera il Papa è andato circa l’un’ora di notte alla Trinità dei Pellegrini, ove ha lavato i piedi ad un pellegrino prussiano, ed ha benedette le tavole. Nel tornare a S. Pietro è stato accompagnato da una infinità di gente con lumi, e molto più sulla piazza di S. Pietro, avendo egli poi data la benedizione da una finestra del suo appartamento.

Domenica di Pasqua 4 — Dopo pranzo il Papa è tornato a stanziare a Monte Cavallo, facendo il giro di porta Angelica. Una folla immensa di gente lo ha aspettato sulla piazza di Monte Cavallo coi soliti strepitosi applausi (segnatamente per parte dei piccoli bottegai, che sono stati sgravati dal dazio della patente) quali sono terminati come tutte le altre volte colla benedizione pontificia.

Lunedì 5 — È voce comune che il Cardinal Gizzi Segretario di Stato, dopo aver data replicatamente la sua dimissione, sempre ricusata dal Papa, abbia infine dichiarato che non avrebbe assolutamente continuato nella carica, senza un radicale cambiamento nei principali impiegati della Segreteria di Stato.

Mercoledì 7 — Questa mattina all’Ariccia si è fatta la funzione di benedire la prima pietra del gigantesco ponte della nuova strada tra Albano e l’Ariccia; ed il Cardinale Ostini Vescovo di Albano ha fatto la funzione colla presenza del Card. Massimo Presidente di acque e strade.

Giovedì 22 — Ieri alle Sette Sale si è fatto un pranzo di ottocento persone sedute, oltre molte altre in piedi per celebrare il Natale di Roma. I convitati erano di tutte le classi e condizioni. Molti discorsi sono stati pronunziati e varie poesie. L’inno in onore di Pio IX è stato cantato al suono di più bande d’istrumenti. Ieri sera il Colosseo doveva essere illuminato con fuochi di bengala. Altro pranzo è stato fatto al Giardino pontificio del Vaticano dagli Accademici d’Archeologia, che sono soliti celebrare ogni anno in qualche villa il Natale di Roma.

Venerdì 23 — Si è pubblicata colle stampe una Circolare del Card. Segretario di Stato, colla quale s’ingiunge ai Presidi delle provincie di proporre due o tre soggetti raccomandabili per tutti i rapporti, tra i quali ne sceglierà il S. Padre uno, che dovrà venire in Roma e risiedervi per due anni, affine di coadiuvare il Governo, nel modo che verrà fissato in appresso, nella pubblica amministrazione e nella organizzazione dei consigli municipali ed altri simili oggetti. Ieri sera grandissimo concorso di gente con torcie sulla piazza di Monte Cavallo, che terminò colla benedizione pontificia.

Maggio

Giovedì 13. Ascensione — Questa mattina il Papa è andato alla Cappella a S. Giovanni, e vi ha data al solito la benedizione. Ritornato a Monte Cavallo vi si è trovata gran quantità di gente (molta della quale venuta dalla piazza del Popolo, ordinata in plotoni, e portando ognuno un mazzo di fiori in cima ad un bastone, e preceduta da banda) la quale all’affacciarsi del Papa per dare la benedizione, ha sollevato i mazzi di fiori e dopo la benedizione li ha gettati in aria facendoli ricadere in pioggia, in mezzo ad infiniti plausi ed acclamazioni. Il tutto per festeggiare il giorno natalizio del Papa, che ricorre oggi. Questa sera si sono fatte illuminazioni per la città.

Giugno

Giovedì 3. Corpus Domini — Questa mattina si è fatta la solita processione papale a S. Pietro, ove il Papa è andato dal Quirinale, ritornandovi dopo la processione. In questa occasione la Guardia nobile ha messo in uso per la prima volta i nuovi elmi, in luogo del cappello.

Lunedì 14 — Oggi si è pubblicato l’aspettato Motu proprio pontificio sulla istituzione del nuovo Consiglio dei Ministri e sulle attribuzioni tanto di ciascuno di essi, quanto del Consiglio.

Mercoledì 16 — Essendo venute a Roma, per festeggiare l’anniversario della creazione del Papa, che si celebra domani, alcune bande delle comuni della provincia, oggi hanno girato per Roma suonando, e sono venute anche in piazza Colonna.

Giovedì 17 — Questa mattina (per festeggiare la ricorrenza della esaltazione del Papa) si è fatta in Campidoglio, per parte del Senatore, comandante la Guardia civica, al battaglione della medesima, la consegna della ricca bandiera, mandata tempo fa dalla Guardia Nazionale di Bologna, in dono a quella di Roma. Da ognuno dei 14 Rioni di Roma è andata ad assistere a quest’atto una truppa di gente con varie bande e delle bandiere portanti il nome scritto del Rione colla Lupa e in cima dell’asta un’aquila. E dal Campidoglio tutto questo corteggio, seguito da altri numerosi drappelli di gente venuta dai paesi della Comarca pure con bandiere, e da un altro gran numero di persone, e preceduto dal battaglione civico, si è recato a Monte Cavallo, ove, dopo la Cappella, il Papa ha dato la benedizione; dopo la quale il corteggio per le Quattro Fontane e piazza di Spagna è andato al Popolo, e per il Corso è ritornato a piazza di Venezia, ove si è sciolto. A tutte le finestre e balconi si sono messi dei parati, ed in molti luoghi Armi del Papa, iscrizioni ecc. Dopo pranzo alla chiesa di S. Maria degli Angeli si è cantato un Te Deum con discorso e benedizione. Questa sera si sono fatte illuminazioni per tutta la città.

Venerdì 18 — Ieri sera una truppa di popolo si recò al palazzo del Principe Orsini Senatore a Monte Savello, chiedendo il Municipio con acclamazione, senza però disordine o eccessi.

Lunedì 21 — Ieri sera e questa sera si sono fatte le solite illuminazioni per la città, ma non vi è stata alcuna dimostrazione.

Martedì 22 — Oggi s’è pubblicata una Notifica della Segreteria di Stato, per mezzo della quale il Papa con espressioni della maggiore amorevolezza e gratitudine per le dimostrazioni fatte in suo onore, annunzia il suo desiderio formale che per l’avvenire si ponga un termine a qualunque insolita riunione, ed a qualunque straordinaria popolare dimostrazione per qualsivoglia occasione e motivo, ad eccezione di quelle, per le quali fosse anteriormente alla Notificazione stato dato il permesso delle competenti autorità sì nella Capitale, che nelle provincie.

Luglio

Venerdì 2 — Fra le persone, che furono convocate innanzi al Papa mercoledì sera e ieri sera, pare vi fosse D. Pompeo Gabrielli, e non il Principe Orsini. Sembra si vadano prendendo delle disposizioni per l’organizzazione della Guardia civica; ma non si è vista sin qui alcuna pubbliazione. È stato pubblicato un editto del Card. Vicario sull’osservanza delle feste, col quale si amplia per molti casi e per molte classi di venditori e bottegari il permesso di lavorare e vendere nei giorni festivi fuori delle ore dei Divini Uffizi.

Sabato 3 — Questa sera un tal Maestro Magazzari bolognese ha dato al teatro Argentina una festa musicale, consistente in inni e canti popolari in onore di Roma e del Papa, tutti di sua composizione.

Domenica 4 — Oggi a Tor di Quinto si è fatto un pranzo popolare all’aria aperta con grandissimo concorso di gente; e pare che sia stato all’oggetto di calmare una certa effervescenza del popolo contro gli Ebrei (a causa dei progetti, che si crede esistano, di ammetterli ad abitare provisoriamente coi Cristiani fuori del Ghetto), come anche una cospirazione dei cocchieri e vetturini disimpiegati, contro gli abruzzesi, che esercitano a Roma tal professione; per il qual motivo, come per l’altro sono andati accanendo da qual tempo degl’incontri alquanti seri. Oggi tutto è passato senza disordini.

Lunedì 5 — Questa sera è stata affissa una Notificazione di Segreteria di Stato, in cui si danno le disposizioni principali per la formazione della Guardia civica di Roma (riserbando quelle di dettaglio ad un successivo regolamento) e si indicano le persone destinate a formare i rolli per i rispettivi Rioni, ciascuno dei quali dovrà fornire un battaglione. Si dice altresì che per lo Stato si daranno le opportune disposizioni. Appena seguita l’affissione si è adunata un’infinità di gente, si sono cantati i soliti inni, e gran parte delle case hanno messo i lumi alle finestre.

Mercoledì 7 — Non è più dubbia la rinunzia del Cardinal Gizzi Segretario di Stato accettata dal Papa, ed è voce molto sparsa che il successore possa essere il Card. Ferretti attualmente Legato di Urbino e Pesaro, e che sia stato chiamato a Roma a tal effetto.

Venerdì 9 — Fino da ieri sono uscite le nomine dei Tenenti Colonnelli e Maggiori dei quattordici battaglioni della truppa civica. Il March. Patrizi è tra i primi. Par certo che ieri mattina si adunasse avanti al Papa il Consiglio de’ Ministri, a forma del Motu proprio e si assicura che v’intervenissero altresì i Cardinali Machi, Altieri e Bofondi.

Domenica 11 — Questa mattina si è adunato di nuovo avanti al Papa il Consiglio de’ Ministri coi Cardinali aggiunti tra i quali vi è pure il Card. Marini, che v’intervenne anche giovedì scorso. Regna il più gran segreto sulle materie discusse. Si è pubblicato da alcuni dei Tenenti Colonnelli della Guardia civica un invito a tutti quelli dei rispettivi Rioni destinati a far parte della medesima, a forma della Notificazione della Segreteria di Stato, a portarsi nei siti indicati per farsi iscrivere.

Mercoledì 14 — Il Card. Fieschi è stato nominato Legato di Urbino e Pesaro dal che si rileva che il Card. Ferretti è definitivamente Segretario di Stato. Pare però che attenderà l’arrivo del suo successore, che deve partire prestissimo.

Giovedì 15 — Ieri sera alcuni Tenenti Colonnelli della Guardia civica andarono dal Papa per rappresentargli che sarebbe stato bene di differire i festeggiamenti, che si preparano per il giorno 17 anniversario dell’amnistia, a quando potesse essere istallata la Guardia stessa, essendosi scoperto un complotto diretto a far nascere disordini in quella occasione, e si esibirono di presentargli la richiesta firmata da gran numero di quelli stessi che erano promotori della festa, il che però dicesi non sia riuscito che in parte. Questa mattina sono state affisse in molti luoghi pubblici delle note di persone, che si suppongono componenti il complotto stesso e, staccatesi dai carabinieri, sono state immediatamente affisse di nuovo in maggior numero. Questa sera poi inaspettatamente tutti i Tenenti Colonnelli civici hanno ricevuto l’ordine di armare sul momento, come si poteva, i loro quartieri, e si sono prese altre misure, che hanno allarmato tutto il paese, senza che si conosca quale ne sia stata precisamente la cagione; come non si sa se la festa sarà, o non sarà differita. Questa sera al tardi arrivato il Card. Ferretti nuovo Segretario di Stato, accolto con dimostrazioni di plauso da una quantità di gente, che volea anche staccargli i cavalli, il che non è stato permesso dal Cardinale, che è andato per il momento ad alloggiare a S. Silvestro a Monte Cavallo.

Venerdì 16 — Tutt’oggi gran concorso di curiosi ai quartieri civici, e grandi applausi per alcuni arresti di ladri eseguiti dalla medesima.

Sabato 17 — Nel Diario di oggi si è veduta annunziata la rinunzia del Card. Gizzi e la nomina del Card. Ferretti a Segretario di Stato. Oggi è seguìta nei quartieri civici una specie di riconciliazione e sincerazione con diversi corpi militari dei carabinieri, dragoni, granatieri ecc., sigillata con vino, e accompagnata da grandi applausi ed acclamazioni. Il Duca di Rignano è stato nominato capo dello Stato Maggiore della Guardia civica.

Domenica 18 — Nella notte è partito Monsig. Grassellini governatore di Roma alla volta di Napoli, e si assicura che abbia domandato (non pare del tutto spontaneamente) un congedo per sei mesi. È stato arrestato e condotto al quartiere civico a S. Marcello il capitano Muzzarelli dei dragoni, che è uno dei designati nella nota affissa giovedì, per salvarlo dagli insulti del popolo. Il Tenente Colonnello Freddi dei carabinieri, che è nella stessa categoria, è scomparso da Roma.

Lunedì 19 — Oggi essendosi scoperto che un tal Minardi (soggetto di pessima reputazione, che da molto tempo stava a Roma ed uno dei segnati nella nota) si trovava nascosto in una casa vicino a S. Andrea delle Fratte; si è formato intorno alla medesima un attruppamento immenso di gente per impadronirsi della sua persona, quale attruppamento è andato sempre crescendo, e malgrado l’intervento della forza civica, carabinieri e di linea, e di Monsig. Morandi Fiscale (che fa le funzioni del governatore), il quale si è recato in persona questa sera, non è riuscito a dissiparlo. Si dice che il Minardi sarà arrestato, e che si pensi di trasportarlo a notte più avanzata.

Martedì 20 — Ieri sera anche il P. Ventura, celebre predicatore teatino fu chiamato per persuadere la folla, radunata a S. Andrea delle Fratte e in tutte le vicinanze, a ritirarsi, e predicò a tal effetto nel piccolo Oratorio poco distante dalla chiesa, assicurando che Minardi non si trovava realmente nella casa presa di mira. A grande stento, a qualche ora dopo la mezzanotte, si ottenne che l’attruppamento si dissipasse non molto soddisfatto. Resta ancora a sapersi, se Minardi siasi o no ritrovato ed arrestato. Oggi è stata affissa una Notificazione di Monsig. Morandi pro-Governatore, che esorta il popolo alla calma ecc. Oggi è stata affissa qualche altra nota di persone accusate di partecipazione al noto complotto, che è stato subito staccata dalle pattuglie civiche.

Mercoledì 21 — Oggi si è pubblicata una Notificazione del Card. Ferretti Segretario di Stato, che espone le intenzioni del S. Padre affinché si desista dal designare delle persone alla pubblica esacrazione, dall’arrestare arbitrariamente alcuno sotto qualunque pretesto. Tutto ciò con espressioni di benevolenza e di tutta la premura per la quiete del paese.

Giovedì 22 — È voce generale che siasi scoperto un complotto per liberare tutti i detenuti nelle carceri, e i forzati rinchiusi nel deposito a Termini, e che tanto gli uni che gli altri, siano stati ritrovati forniti di stili e simili armi, e che in seguito di ciò siano state prese le convenienti precauzioni.

Sabato 24 — Si assicura (la verità al suo luogo) che ieri fosse arrestato o nel cortile, o sulla piazza del Quirinale, un prete che faceva molta premura di parlare al Papa, e che gli furono trovate indosso delle armi da fuoco e da taglio.

Domenica 25 — Oggi dopo pranzo il Card. Segretario di Stato è venuto avanti al quartiere (della Guardia civica di Piombino), e scendendo di carrozza si è fermato per qualche poco avanti la fronte della Guardia, che era in parata, ed ha ricevuto degli applausi. Egli ha fatta la stessa visita a tutti gli altri quartieri civici.

Martedì 27 — Nel Diario di oggi è stato annunziato il ritiro accordato all’ab. Frassinelli minutante della Segreteria di Stato, nominato cameriere d’onore, e la surrogazione al medesimo del Tenente Colonnello Bruso dichiarato Colonnello, come pure la nomina di Monsig. Bernabò attualmente Luogotenente civile del Vicariato, alla carica di pro-Segretario di Propaganda, venendo sostituito Luogotenente del Vicariato Monsig. Angelini.

Mercoledì 28 — Oggi si è pubblicata una Notificazione del pro-Governatore diretta principalmente contro coloro, che per mezzo o della stampa clandestina, o di biglietti minatori diretti a persone probe ed oneste, tentano di turbare la pubblica tranquillità.

Venerdì 30 — Pare che sia seguita la nomina dei Deputati delle provincie scelti fra i soggetti proposti dai rispettivi Presidi delle provincie stesse, a senso della circolare dello scorso aprile, e che dovranno riunirsi in Roma per il giorno 5 del prossimo mese di novembre. I nominati per Roma sono i Principi di Palestrina, e l’avv. Vannutelli; e per la Comarca l’avv. Lunati. Questa è almeno la voce che corre da due o tre giorni, e che pare fondata.

Sabato 31 — Oggi si è pubblicato colle stampe il Regolamento della Guardia civica tanto per Roma che per lo Stato.

Agosto

Domenica 1 — Un editto di Segreteria di Stato, portante la data di ieri, annuncia la diminuzione di mezzo baiocco sul prezzo del sale per tutto lo Stato pontificio; si dice l’importare di questa diminuzione sia di circa 80.000 scudi. La voce di oggi, che pare fondata, è la destinazione di Monsig. Rusconi alla carica di pro-Maggiordomo senza che si sappia per ora cosa accadrà di Monsig. Pallavicini, Maggiordomo attuale, che si trova in congedo a Genova; e di Monsig. Morichini, giunto poco fa dalla Nunziatura di Monaco, a quella di Tesoriere.

Domenica 8 — È stato pubblicato il figurino dell’uniforme della Guardia civica, ed è una tunique bleu con colletto rosso, pantaloni bianchi per l’estate, e bleu per l’inverno, cintura, cui è attaccata la giberna e la daga, ed elmo in testa.

Martedì 10 — Dà molta materia a parlare una protesta, fatta per mano di notaro dal Card. Ciacchi Legato di Ferrara, e che si è veduta oggi pubblicata in un supplemento al Diario di Roma, per avere il Comandante della truppa austriaca in quella città e fortezza, in seguito di qualche insulto ricevuto da un suo ufficiale, presa la risoluzione di far pattugliare la notte nei contorni delle caserme e fortezza e degli alloggi degli uffiziali.

Mercoledì 11 — È voce comune che la protesta del Card. Legato di Ferrara sia stata comunicata a tutto il corpo diplomatico, accompagnata da una nota ministeriale. La nuova che corre questa sera si è, che il celebre Minardi, il quale era fuggito in Toscana, sia stato da quel Governo consegnato al nostro, e che si aspettasse il suo arrivo a Roma questa sera medesima.

Sabato 14 — Ieri qualche ora prima che il Papa andasse a S. Maria Maggiore per la novena dell’Assunta (cui è intervenuto qualche altro giorno) si presentò, chi dice, un dragone, chi un granatiere, che si annunziò come mandato da Monsignor Vice-Maggiordomo ad avvisare che si visitassero i sotterranei della chiesa, nei quali si aveva sospetto che si fosse praticata una mina per far saltare in aria la tribuna in tempo che vi era il Papa, i Cardinali ecc. Fatta la visita nulla si trovò, così era da supporsi, e resta solo a sapersi chi fosse il messaggero e d’onde spedito; giacché il Maggiordomo assicura non aver mai sognato di dare quest’ordine.

Lunedì 16 — Due staffette, giunte nella notte da Ferrara, hanno avuta la notizia, che il giorno 13 la forza austriaca ha occupata militarmente quella città, le porte della medesima, e tutti gli altri posti. Si aggiunge che il Card. Ciacchi Legato abbia protestato di nuovo, e che avendo una guardia austriaca guarnito anche il Castello, che è la sua residenza, egli se n’era ritirato ed era andato ad abitare nel palazzo arcivescovile!!!

Martedì 17 — Nel Diario di oggi si è pubblicato in supplemento la relazione dell’occupazione delle porte e della Gran Guardia di Ferrara per parte delle truppe austriache, come pure la nuova protesta del Card. Legato, ed infine una patetica esortazione alla quiete, alla moderazione, ecc. ecc.

Venerdì 20 — In questi giorni sono accadute delle aggressioni, una delle quali fuori di porta Maggiore vicino a Torre nuova coll’uccisione di un carrettiere, ed altra tra Genzano e Velletri, ove fu ucciso un postiglione.

Lunedì 23 — Il Papa questa mattina è andato inaspettatamente alla Sapienza, ed ha assistito alla premiazione, che ha eseguito di sua mano.

Giovedì 26 — Si assicura che ieri sia partito Monsignor Corboli per una commissione misteriosa, di cui non si conosce l’oggetto. È partito anche il Generale Bentivoglio con altri ufficiali, si dice, per dirigere un certo corpo di truppa, che deve radunarsi a Forlì. Da due o tre giorni è stata pubblicata una Notificazione del Card. Massimo, Prefetto delle acque e strade, in cui si obbligano tutti quelli che hanno porte sul Corso nel termine di un anno a ridurle in modo che si aprano per dentro, e in tutte le altre strade chiunque farà il più piccolo riattamento alle porte (anche d’incorniciatura) dovrà eseguire lo stesso. Si è pubblicata altra Notificazione di Monsignor Morandi pro-Governatore contro la stampa clandestina, che pare non sia interamente cessata.

Settembre

Giovedì 2 — Don Pompeo Gabrielli, che era stato nominato pro-Presidente delle Armi, in seguito della dimissione data da Monsig. Spada, ha ricusato di accettare tale incarico (si dice) perché non gli si è voluto accordare di aver luogo e voce nel Consiglio dei Ministri, come unico secolare, e perciò si limiterà a presiedere interinalmente il Consiglio della Presidenza delle Armi, come il più anziano dei consiglieri.

Domenica 5 — Si è pubblicata una Notificazione della Deputazione di Annona e Grascia in cui si prescrive che dal primo del futuro novembre i molinari non possano più trasportare il grano e farina coi cavalli e muli (il che era veramente di grave incomodo e molestia al pubblico) ma debbono servirsi di carretti di quella forma che a loro piacerà, ferma sempre la misura di un rubbio per sacco.

Lunedì 6 — Questa sera a Tordinona si è data una grande Accademia di Musica e si è eseguita una cantata composta dal Maestro Buzi, intitolata l’Amnistia a profitto degli asili infantili; con una numerosissima orchestra ed un gran numero di cantanti dilettanti. Si è pagato l’ingresso di paoli tre anche per l’accesso ai palchi. Il teatro è stato illuminato a spese del Principe D. Alessandro Torlonia. Vi sono stati degli evviva a Pio IX, al Gran Duca di Toscana, al Re di Sardegna.

Mercoledì 8 — Questa mattina il Papa è andato alla Cappella al Popolo, avendo seco in carrozza i Cardinali Barberini e Gizzi. Il Corso era decorato di parati alle finestre, di emblemi, iscrizioni, ritratti del Papa ecc. Dopo la Cappella il Papa è andato a piedi dalla chiesa ad un trono eretto nel semicircolo opposto al Pincio, dal quale ha dato la benedizione all’affollato popolo, che riempiva la piazza e la passeggiata del Pincio. Il terreno avanti al trono e per il tratto che ha percorso il Papa a piedi, era ornato di fiori a disegno. La truppa civica ha fatto parata per il Corso. È uscita Notificazione del Card. Prefetto di acque e strade, in cui si annunzia che il Duca Braschi ha offerto di costruire in Roma quattro ponti sospesi, cioè a Ripetta, a S. Giovanni dei Fiorentini, a Ripa Grande e a Ponte Rotto, mediante un pedaggio, di cui si pubblica la tariffa, sulla quale si potrà nel termine di un mese offrire il ribasso non minore della Vigesima.

Venerdì 10 — Il Principe di Canino, che è ascritto alla Guardia civica, è stato per ordine pontificio cassato dalla Guardia stessa, ed il Signor Galletti Maggiore della medesima è stato arrestato per essersi permesso martedì e mercoledì sera dei clamori insultanti, alla testa di un attruppamento di gente, intorno al palazzo dell’Ambasciata di Austria ed alla Casa del Gesù.

Sabato 11 — Una Notificazione del Card. Segretario di Stato, pubblicata oggi, annunzia la riprovazione del S. Padre per alcuni disordini avvenuti, nelle sere di martedì e mercoledì scorsi, e la sua intenzione, che ne siano puniti gli autori con tutto il rigore delle leggi.

Domenica 12 — La radiazione del Principe di Canino dai rolli della Guardia civica pare sospesa per la ragione che, secondo il Regolamento della Guardia stessa, questa pena non può infliggersi, che in seguito di un giudizio.

Lunedì 13 — Ieri sera si adunò di nuovo della gente sotto le finestre del Ministro di Sardegna al palazzo dell’antica Accademia di Francia in faccia al palazzo Doria, con acclamazioni ed evviva. È voce comune che D. Pompeo Gabrielli abbia ottenuto di aver luogo nel Consiglio dei Ministri, e perciò non vi sia più difficoltà che egli assuma la qualifica di Presidente o pro-Presidente delle Armi.

Lunedì 20 — Questa sera è ritornato il Principe di Canino, che era andato per intervenire al Congresso degli scienziati a Venezia, di dove è stato rimandato ed accompagnato da buona scorta fino ai confini.

Mercoledì 22 — Si sa che il Principe di Canino ha domandato l’udienza dal Papa, ma non par che l’abbia ancora ottenuta.

Giovedì 23 — Oggi dopo pranzo il Principe di Canino, che era andato col battaglione civico, di cui fa parte, ad una manovra a Villa Borghese, è stato ivi arrestato e condotto in arresto a casa sua.

Sabato 25 — Si assicura che questa mattina il Principe di Canino sia stato condotto al Comando generale della Guardia civica, per essere quivi interrogato da alcuni giudici provvisori, non essendo ancora stabilito il Consiglio di disciplina della Guardia medesima.

Lunedì 27 — Circola qualche voce che le truppe austriache possano ritirarsi dalla città di Ferrara, tornando a limitarsi all’occupazione della fortezza.

Ottobre

Venerdì 1 — In seguito di una Notificazione del Cardinale Prefetto di acque e strade, cominciando da oggi, tutte le vetture di piazza dovranno collocarsi in fila nei siti ed ai numeri loro assegnati, ed in piazza Colonna il posto assegnato è lungo la facciata della casa nostra, ove sono stati scritti i numeri. In fatto però niuno si è informato all’ordine, e le vetture (che sono venute in minor numero del consueto) si sono collocate sulla piazza ad arbitrio, come hanno fatto sinora.

Sabato 2 — Questa mattina è stato fatto un solenne funerale al defunto ab. Graziosi, ed il P. Ventura ha recitata l’orazione funebre. Verso sera è stato pubblicato ed affisso un Motu proprio pontificio sulla organizzazione del Senato e Consiglio della città di Roma, e sue attribuzioni. Per festeggiare quest’atto hanno suonato a festa tutte le campane delle chiese, come pure quella di Campidoglio e Monte Citorio dall’Ave Maria all’un’ora di notte; e quindi una quantità di gente (la maggiore che si sia veduta sin qui in circostanze analoghe) disposta in plotoni e con torcie, bandiere di ogni specie, banda e canto dell’inno, partendo dal Popolo, si è portata sulla piazza di Monte Cavallo, ed il Papa dalla solita loggia ha dato la benedizione, dopo la quale tutti si sono tranquillamente ritirati.

Domenica 3 — Tutti i battaglioni civici senza armi, ma colle bandiere dei rispettivi Rioni, che si erano radunati sulla piazza del Popolo, si sono recati in ordinanza, percorrendo il Corso, al Quirinale (avendone ricevuto il superiore permesso) ed ivi hanno ricevuta la benedizione del S. Padre, e poi si sono disciolti. Per il Corso si sono messi i parati alle finestre, e questa sera si sono replicate le illuminazioni.

Martedì 5 — Questa mattina le vetture di piazza Colonna, che sinora non si erano date per intese delle prescrizioni della Presidenza delle strade, si sono situate ai posti loro assegnati, a forma della Notificazione della suddetta Presidenza.

Venerdì 8 — Ieri ai prati della Farnesina manovrarono insieme la truppa civica e quella di linea di ogni arma e fraternizzarono con abbracci ecc. All’Argentina fu cantato l’Ernani, quale terminò con inni a Pio IX, acclamazioni italiche alla bandiera pontificia, che fu spiegata sul palco scenico.

Sabato 16 — Ieri fu pubblicato il Motu proprio sulla Consulta di Stato annunziata colla circolare del 19 aprile prossimo passato.

Lunedì 25 — Una Notificazione della Segreteria di Stato annunzia che dal 1° del prossimo novembre la tutela governativa, tanto del Municipio di Roma, quanto di tutte le Comuni della Comarca, appartenga ad un Cardinale (che par certo il Cardinal Altieri), il quale assumerà il titolo di Presidente di Roma e della Comarca, dovendo l’attuale Monsig. Presidente della Comarca cessare le sue funzioni il giorno 31 corrente.

Mercoledì 27 — Il Card. Altieri ha poi ricevuta effettivamente la nomina di Presidente di Roma e della Comarca, lasciando la carica de’ Memoriali.

Giovedì 28 — Si sente questa sera che (forse in seguito di qualche movimento accaduto martedì sera a causa di un articolo nel Diario di Roma) sia stata sospesa la pubblicazione di tutti i giornali.

Venerdì 29 — La sospensione dei giornali pare sia stata volontaria per parte loro, cagionata dalla remozione del Censore Betti, che aveva ammesso un articolo, contro il quale fu protestato nel Diario Romano ufficialmente e questa stessa causa produsse il rumore di martedì sera. Pare però che la cosa sia sedata, mentre si attende un nuovo regolamento sulla censura. Le vetture, che stanziano in piazza Colonna, non si sono date più per intese del Regolamento pubblicato dalla Presidenza delle strade, e continuano a stare dove più loro aggrada.

Novembre

Lunedì 15 — Questa mattina è seguita l’istallazione della Consulta di Stato. I Deputati delle rispettive provincie, ognuno in una berlina fornita dalle famiglie romane, con due servitori in livrea di gala (noi ne abbiamo data una, che è servita al Conte Mastai, deputato di Pesaro), sono andati alle 9 al palazzo Quirinale, ove il Card. Antonelli, Presidente della Consulta, li ha presentati con un discorso al S. Padre, il quale ha risposto con un altro, e quindi per la via delle Tre Cannelle, S. Romualdo, il Corso, sino al palazzo Ruspoli, la piazza Borghese, l’Orso, Ponte S. Angelo, sono andati a S. Pietro. Ogni carrozza dei Deputati era accompagnata a piedi da persone delle rispettive provincie. Vi erano altresì le bandiere dei diversi Rioni, e due battaglioni della Guardia civica chiudevano il corteggio, che era accompagnato anche dalla scolaresca della Università sotto una bandiera particolare. Dovevano riunirsi anche varie bandiere di nazioni estere con dei drappelli d’individui nazionali; ma il Governo non ha voluto permettere ciò e il Card. Ferretti, Segretario di Stato, recatosi in persona al quartiere della piazza di Monte Cavallo, di mano in mano che giungevano quelle bandiere, le ha fatte ritirare. Giunti i Deputati a S. Pietro, hanno ascoltata la Messa all’altare della Cattedra, e quindi sono saliti al palazzo Vaticano e nell’appartamento del Segretario di Stato, destinato alle loro adunanze, ne hanno tenuta una prima preparatoria. Il corteggio si è sciolto a S. Pietro ben tardi. Tutta la strada era ornata di parati, di festoni, d’iscrizioni appese anche in mezzo alla strada stessa ecc. ecc. Questa sera vi è stata illuminazione per la città.

Martedì 16 — Oggi nel Diario Romano si è letto il transunto del discorso tenuto ieri dal Papa ai Deputati della Consulta, nel quale si espresse con qualche energia, che non intendeva che in questa convocazione si pretenda di vedere i semi di disposizioni non conciliabili colla Sovranità pontificia, che vuole conservare intatta, quale l’ha ricevuta da Dio e dai suoi predecessori.

Venerdì 19 — Oggi è stata pubblicata una Notificazione del Card. Altieri Presidente di Roma e Comarca sulla forma da osservarsi nella prima convocazione del Consiglio Municipale di Roma per l’elezione della Magistratura, che accaderà mercoledì prossimo.

Sabato 20 — Nel Diario di oggi viene annunziata la nomina di Monsignor Savelli alla carica di pro-Governatore di Roma, l’esercizio della quale ha assunto sino dal 17 del corrente.

Mercoledì 24 — Questa mattina (essendo il giorno destinato alla prima convocazione del Consiglio municipale per la nomina della Magistratura) tutti i Consiglieri si sono radunati al palazzo del Quirinale, ove dal Card. Altieri Presidente sono stati presentati al Papa, che ha fatto loro un commovente discorso, e quindi sono montati nelle carrozze fornite da molti proprietari (tra le quali una da noi) a quattro per ciascheduno del che ha deciso la sorte, precedute dal Cardinale in gran treno di quattro carrozze, e tramezzate dalle bandiere dei Rioni (quelle stesse, che furono fatte senza autorizzazione, e portate in giro il 17 giugno decorso), come pure da una mandata in dono dalla città di Ferrara in questa occasione. In questa è nata qualche difficoltà, perché era sembrato che vi fosse qualche emblema allusivo alla Lega Lombarda; ma poi è stata ammessa. Il corteggio, scortato dalla Forza di linea e civica, come quello dei Deputati della Consulta, per le Quattro Fontane, piazza Barberini, i due Macelli piazza di Spagna, via dei Condotti, il Corso, piazza di Venezia, ed il Gesù, è andato al Campidoglio, ove giunto, per la scala di Aracoeli è salito alla chiesa, ove si è celebrata una Messa e cantato il Veni Creator. Dopo di che sono passati tutti al palazzo dei Conservatori, ed ivi è seguìta con rogito notarile la consegna delle soprannominate bandiere al Municipio, non meno che di quella di Ferrara. Quindi si è proceduto allo scrutinio per formare la terna da presentare al Papa per la nomina del nuovo Senatore. Gli altri scrutinii per l’elezione dei rimanenti sei soggetti, che devono comporre il Magistrato (attesa l’ora tarda, circa le sei pomeridiane) sono stati rimessi a domani. I tre proposti sono il Principe Corsini in primo luogo, il Principe Borghese ed il Principe Doria. Le strade dove è passato il corteggio erano ornate pressappoco come nell’istallazione della Consulta, e questa sera similmente si sono fatte illuminazioni per la città. Il Principe Corsini è stato accompagnato a casa con torcie ed acclamazioni, che si sono replicate anche sotto il palazzo Altieri, ove il Cardinale ha corrisposto con analoghe parole dalla finestra.

Giovedì 25 — Questa mattina il Consiglio municipale ha completato la scelta della Magistratura nelle persone (oltre del Senatore Corsini) dei Principi Borghese e Doria, del Marchese Fargna, di D. Vincenzo Colonna, degli avvocati Scaramucci, Sturbinetti, Armellini, e del Sig. Bianchini, quale però avendo rinunziato, gli è stato surrogato il Sig. Luigi Cardinali. Questa sera molta gente con torcie, tamburo innanzi, e dei piccoli stendardi, è andata a festeggiare il nuovo Senatore al suo palazzo ecc.

Dicembre

Mercoledì 1 — Questa mattina il Principe Rospigliosi Generale della Guardia civica con tutto lo Stato Maggiore, tutti i capi dei battaglioni con un capitano, un tenente ed un cannone, ciascuno di essi estratto a sorte, sono andati in Corso a far visita al Principe Corsini Senatore. Oggi a mezzogiorno per ordine superiore si è sparato un colpo di cannone regolato da un segnale della Specola del Collegio Romano. Questo sparo, pare, dovrà continuarsi tutti i giorni per servire di norma a tutti gli orologi della città.

Venerdì 3 — In prima sera una truppa di gente con torcie e suoni si è recata all’abitazione del Console Elvetico, che è al palazzo Giustinani, per felicitarlo con acclamazioni sulla vittoria delle armi dei Cantoni protestanti contro i Cantoni cattolici. Pare però che il popolo non abbia preso molta parte.

Sabato 4 — Nel Diario di oggi si sono lette poche righe di disapprovazioni dell’accaduto ieri sera.

Domenica 5 — Essendo morto ieri notte per un brevissimo male d’intestini l’avv. Silvani uno dei due deputati, per la provincia di Bologna, alla Consulta di Stato; questa sera è seguito il trasporto del suo corpo alla Chiesa parrocchiale degli Orfanelli con un lungo giro, e con un grandissimo corteggio, di cui facevano parte tutti i membri della Consulta, la Curia, l’Università, il Circolo Romano, gli Artisti, la stampa periodica, tutti con delle piccole insegne portanti le loro denominazioni, e che era chiuso da un battaglione civico.

Lunedì 6 — Questa mattina nella Chiesa degli Orfanelli si è fatto il funerale al defunto avv. Silvani, e vi hanno assistito tutti quelli, che accompagnarono ieri sera il suo convoglio. Ieri alla Regola vi fu del rumore, la di cui causa o pretesto, furono le macchine che tolgono il lavoro al popolo, e delle quali non esiste quasi nessuna. Anche questa sera ha girato per Roma una truppa di gente di quel Rione con torcie, gridi ecc. non si sa bene a quale oggetto.

Giovedì 9 — Questa mattina si è adunato il Consiglio municipale per decidere sulla scelta del Segretario (per la quale è stato deciso di aprire il Concorso); su quella del Computista, che è caduta in persona del Sig. Paiella, stato sin qui computista della Camera Capitolina; sulla formazione delle diverse Commissioni (che non si è voluto lasciare alla Magistratura) e sopra qualche altra disposizione preparatoria.

Venerdì 10 — Questa sera vendendosi un foglio, in cui (per quanto si dice) si esprimeva la disapprovazione delle dimostrazioni fatte oggi a otto al Console Svizzero, è stato violentemente tolto di mano ai venditori e dato alle fiamme, ed una truppa di gente si è recata, dicesi, alla stamperia, ove ha prese tutte le copie ivi esistenti, e le ha parimenti bruciate.

Sabato 11 — Ieri sera si ebbe un allarme anche dalla parte di Trastevere (ove fu mandata della forza d’infanteria e cavalleria, e vi si recò in persona il Card. Segretario di Stato), essendosi un certo numero di persone portate a S. Pietro in Montorio, si dice per festeggiare l’anniversario dell’espulsione delle truppe tedesche da Genova nel secolo passato; gli attruppati però si dispersero al comparire della forza, ed oggi, si dice, che vari di essi siano stati arrestati.

Mercoledì 22 — È stata pubblicata l’allocuzione pronunziata dal Papa nel Concistoro di venerdì, in cui si tratta delle cose di Spagna, di Russia, della Svizzera ecc. e si protesta contro alcune voci sparse dell’adesione del S. Padre ai principi d’indifferenza religiosa, e simili.

Lunedì 27 — In prima sera, per solennizzare la festa di S. Giovanni, onomastico del Papa, è andata molta gente con torcie, bande ecc. sulla piazza di Monte Cavallo, ove ha ricevuta la benedizione del S. Padre.

Giovedì 30 — Questa sera si è pubblicato un Motu proprio portando una nuova formazione del Consiglio dei Ministri, che deroga in molte parti a quello precedente su queste stesse materie. Il Card. Segretario di Stato (che sarà il Ministro degli affari esteri) ne sarà il Presidente; gli altri Ministri non saranno necessariamente Cardinali, e non è escluso che possano essere secolari. Vi saranno degli Uditori, e porzione di questi è detto espressamente che saranno secolari ecc. ecc.

Venerdì 31 — Oggi dopo il Vespro in Cappella pontificia il Principe Corsini nuovo Senatore, e gli otto nuovi Conservatori hanno prestato il giuramento in mano del Papa. D. Carlo Torlonia, dopo aver data qualche remotissima lusinga di qualche miglioramento nella notte scorsa, è andato sempre più tracollando, e fra le tre e le quattro pomeridiane è passato a miglior vita, in età di 49 anni da poco compiti, lasciando la sua memoria in benedizione per la bontà del suo carattere, la sua pietà e l’inesauribile sua carità e beneficenza. In questi giorni si è cominciato a consegnare a ciascuno degli individui della Guardia civica le armi che sin qui erano state depositate nei rispettivi quartieri.


Anno 1848

Gennaio

Sabato 1 — Nella notte sono stati spediti degli ordini allarmanti a tutti i quartieri civici, si crede perché si temesse qualche dimostrazione popolare troppo strepitosa sotto il colore di augurii per il Capo d’anno al S. Padre. Tali precauzioni non sono piaciute molto al popolo. Questa sera un attruppaurento di gente proveniente da Trastevere con torcie e vociferazioni si è incamminata verso il Quirinale, ove erano chiusi tutti i portoni, e le strade, che ci dànno accesso, occupate da truppa di linea, cavalleria, carabinieri, ecc. La Guardia del quartiere civico posto sotto il palazzo Grazioli a piazza di Venezia, ha fatto retrocedere l’attruppamento e smorzare le torcie. Intanto (per quanto si è potuto sapere questa sera) il Principe Corsini, accompagnato da molta gente, con applausi, si è recato dal Papa (come il Principe Doria ed Aldobrandini, Tenenti Colonnelli civici, dal Segretario di Stato) per calmare i timori concepiti, e pare abbiano riportate risposte sodisfacenti. Oggi è stata pubblicata una specie di proclama del nuovo Senato Romano, che oggi stesso è entrato in esercizio.

Domenica 2 — Circa le tre pomeridiane il Papa, pare, per dare una prova della sua fiducia nel popolo, e distruggere l’impressione prodotta dall’avvenuto di ieri, è uscito ed è andato al palazzo Vaticano, ed al ritorno è passato per il Corso, accompagnato e seguito da una folla immensa, che applaudiva e chiedeva fiducia nel popolo; il che era scritto anche in un gran cartello portato da Brunetti, detto Ciceruacchio, montato dietro alla seconda carrozza del Papa. A Monte Cavallo la folla si è dissipata tranquillamente. Questa sera i teatri Tordinona e Valle sono stati illuminati. Il Principe Corsini, che ha presieduto all’ispezione nel primo, è stato molto applaudito.

Lunedì 3 — Oggi il Card. Altieri ha dato un gran pranzo a tutto il Consiglio Municipale e vi è stato invitato anche il Consiglio Amministrativo della Presidenza di Roma e Comarca. Il pranzo è stato nella sala grande del palazzo Altieri, molto bene ornata ed illuminata. Questa sera poi il Cardinale medesimo ha tenuto gran società con numerosissimo invito, e con buffet nella sala del pranzo, che è stata pure aperta ed illuminata.

Martedì 4 — Nel Diario di oggi si è veduta annunziata la nomina di Mons. Amici alla carica di Ministro dell’Interno, di Monsig. Sbarretti a quella di Segretario del Consiglio dei Ministri, e di Monsig. Pentini a quella di vice-Presidente della Consulta. Questa sera il corpo del defunto D. Carlo Torlonia è stato trasportato in carrozza alla chiesa de’ SS. Apostoli, con un lungo giro e con immenso accompagnamento di torcie, del battaglione civico, di cui era Tenente Colonnello, della uffizialità di tutti gli altri corpi militari, delle ragazze di un Conservatorio a S. Onofrio, che egli manteneva, e di un’infinità di persone addette in qualche modo al Defunto e alla Famiglia.

Mercoledì 5 — Questa mattina ai SS. Apostoli si è fatto il solenne funerale a D. Carlo Torlonia, con grande apparatura della Chiesa e con tutti gli onori militari ecc. Il corpo questa sera doveva trasportarsi a S. Pantaleo per essere ivi inumato nella sepoltura gentilizia, dicesi, finché non sia condotta a termine la Cappella Torlonia a S. Giovanni Laterano.

Venerdì 7 — Un ordine circolare del Segretario di Stato, pubblicato da qualche giorno, prescrive qualche nuova disposizione sulla censura. I Censori destinati alla stampa periodica sono portati a 4, e salariati. È proibita la vendita dei giornali fuori dei locali delle rispettive Direzioni, è proibito di lasciare in bianco, o marcare con puntini gli articoli riprovati dalla censura ecc. ecc.

Lunedì 10 — Questa sera è partito per Bologna il corpo del defunto Avv. Silvani, uno dei deputati della Consulta, collocato in una diligenza, accompagnato fino alla porta dalla Guardia civica, e da molte persone con torcie.

Martedì 11 — Ieri sera il Card. Massimo, assistendo a Palazzo al Consiglio dei Ministri, fu sorpreso da uno sturbo, da cui per il momento rinvenne talmente che restò sino al termine della sessione; ma tornando a casa, nel salire i primi gradini della scala, gli sopraggiunse un nuovo insulto così forte, che convenne portarlo a braccia fino al suo appartamento, ove posto in letto, non molto dopo cessò di vivere nella fresca età di 42 anni. Questa mattina nella chiesa di S. Carlo al Corso, dai nazionali milanesi si è celebrato un funerale in suffragio di quelli, che sono rimasti morti in un movimento popolare, seguito a Milano giorni sono, e nel quale la forza militare fece uso delle armi.

Sabato 15 — Questa mattina il Papa è andato ad assistere alla Cappella per le esequie del Card. Massimo a S. Lorenzo e Damaso, ove il suo corpo fu trasportato ieri sera e dove ha disposto di essere sepolto nella Cappella gentilizia della sua Famiglia.

Domenica 16 — Da ieri sera è voce generale che sia giunta da Napoli notizia ufficiale di una rivoluzione seguìta a Palermo, in seguito di cui la città era rimasta in mano al popolo sollevato, la truppa parte defezionata, parte disarmata e rinchiusa nei forti, e che da Napoli si spedivano bastimenti e truppa a quella volta. Alcuni aggiungono che la rivoluzione si estenda a tutta la Sicilia.

Lunedì 17 — Oggi per la prima volta si è pubblicata la Gazzetta di Roma che rimpiazza il Diario di Roma e le Notizie del giorno; qual foglio sarà quotidiano, meno il mercoledì e la Domenica, in cui non viene la Posta; e conterrà una parte ufficiale. Nel numero di oggi si è veduta annunziata la nomina di Mons. Rusconi alla carica di Ministro dei Lavori Pubblici, in luogo del Card. Massimo defunto, e di D. Pompeo Gabrielli a quella di Ministro delle Armi. Le lettere di Napoli confermano la rivolta di Palermo, accaduta il giorno 12 corrente, e la spedizione di truppa colà per mezzo di vapori. Non si conoscono però i dettagli precisi del fatto per mancanza di notizie dirette da Palermo.

Giovedì 20 — Dalle lettere di Napoli si sente che la truppa spedita a Palermo era sbarcata, ma che né questa né le forze marittime avevano ancora incominciato ad agire contro la città, la quale era tuttora in potere dei sollevati, ad eccezione dei forti, che erano in mano delle truppe reali.

Venerdì 21 — Nella notte scorsa è partito il Card. Ferretti per Ravenna ove è destinato Legato straordinariamente in luogo del Card. Bofondi, nominato Segretario di Stato; il che ha annunziato oggi la Gazzetta di Roma. Si sente da Napoli che era colà tornato il Conte dell’Aquila, fratello del Re, che si era imbarcato colla spedizione per Palermo; e che in seguito il Re si era determinato a emanare alcuni decreti di concessioni (che sono venuti stampati) uno dei quali portante la separazione totale del governo e amministrazione della Sicilia da quella di Napoli, e la nomina del Conte dell’Aquila a Luogotenente generale di quel Regno. Si sperava che dopo ciò la crisi potesse avere una soluzione pacifica.

Sabato 22 — Questa mattina nella chiesa della Sapienza quella scolaresca ha voluto celebrare un funerale per alcuni scolari dell’Università di Pavia, che si dice siano rimasti morti in un conflitto colla forza militare austriaca. Benché non dovesse in tal funzione pronunziarsi alcun discorso, gli scolari hanno trasportato in chiesa il pulpito, ed il P. Gavazzi barnabita ha perorato. Si scrive da Napoli che il Conte dell’Aquila non era ancora ripartito, e che nulla si sapea direttamente da Palermo. È comparso un altro decreto reale, che accorda maggior facilità alla stampa ecc. Si sente nel tempo stesso che la provincia di Salerno sia in piena rivolta.

Lunedì 24 — Di Palermo non si sa altro se non che le cose stavano nel medesimo stato. Molte persone di qualità erano riuscite a fuggire, ed erano arrivate a Napoli.

Giovedì 27 — Lo stato delle cose a Palermo pare, secondo le notizie di oggi, che resti sempre lo stesso. Un sordo fermento sembra che si scorga tanto in tutto il resto della Sicilia, quanto nel Regno di Napoli.

Venerdì 28 — Questa mattina l’Ab. Mazzani, professore in Sapienza di meccanica e idraulica, il quale sinora era stato molto accetto agli scolari, e che aveva cooperato alla funzione funebre di sabato scorso, è stato accolto ed inseguito con fischi dagli scolari stessi, che pare lo credessero colpevole di aver denunziato il P. Gavazzi, che perorò nella suddetta funzione: in seguito di che (il Gavazzi) è stato mandato a far gli esercizi, si dice, alla Polveriera.

Sabato 29 — L’Ab. Mazzani è andato questa mattina a far la sua lezione alla Sapienza, ed in seguito della intervenzione (per quanto si dice) di persone pacifiche e bene intenzionate, tutto è passato tranquillamente.

Domenica 30 — Essendo giunta la notizia che il Re di Napoli ha dato ai suoi Stati una Costituzione (quale si dice ad instar di quella del Belgio), questa sera un certo numero di persone con alcune torcie ha percorso più volte il Corso, facendo sentire degli evviva e delle acclamazioni clamorose analoghe alla circostanza. La lezione dell’Ab. Mazzani alla Sapienza non passò poi tanto tranquillamente, quanto si era detto, ed egli partendo dové passare per una porta segreta.

Lunedì 31 — Questa sera (forse a causa del cattivo tempo) non vi è stata alcuna dimostrazione popolare per la Costituzione di Napoli; per altro il teatro Tordinona è stato illuminato, ed anche al palazzo Farnese si è fatta illuminazione.

Febbraio

Martedì 1 — Si è pubblicata una Notificazione del Magistrato Romano, con cui sono invitati tutti a illuminare le proprie case doman l’altro 3 corrente per festeggiare la Costituzione di Napoli. Oggi è arrivato da Ravenna il Cardinale Bofondi, nuovo Segretario di Stato.

Giovedì 3 — Fin da questa mattina tutte le finestre e balconi del Corso sono stati ornati di parati, e bandiere. Questa sera poi un gran raduno di gente (la maggior parte con coccarde dei colori italici e bandiere simili) partendo dal Popolo, si è recato al Campidoglio, ove si è cantato un inno composto e messo in musica per la circostanza. Passando avanti il palazzo Altieri, il Cardinale ha parlato dal balcone, esortando tutti ad astenersi da ogni dimostrazione che potesse dispiacere al S. Padre. Si è notato che i civici ed anche i carabinieri portavano i colori italiani. Per la città si è fatta generale illuminazione.

Domenica 6 — In questi giorni vari ecclesiastici, alcuni de’ quali appartenenti al Capitolo di S. Pietro, essendosi fatti vedere in pubblico con un cappello tondo (in luogo del solito triangolare) con piccola falda ed un cordoncino pendente, il Card. Vicario, con un ordine affisso in tutte le sacrestie, ha vietato qualunque innovazione nel vestiario dei preti.

Martedì 8 — Oggi, tra l’una e le due pomeridiane, si è formato un grande attruppamento di popolo incominciato in piazza Colonna in seguito di una voce sparsa, che il Consiglio dei Ministri si fosse opposto al piano adottato dalla Consulta per un aumento di forza militare ecc. ecc., e si è quindi recato al palazzo Corsini per impegnare il Senato ad andare a presentare al Papa (come ha fatto questa sera) le domande del popolo per l’armamento suddetto, e per la secolarizzazione di tutti i Ministeri. Al ritorno è stato accompagnato da una folla immensa con torcie, grida di diverse specie ecc. Anche i Principi Borghese ed Aldobrandini sono andati nella giornata più volte a Monte Cavallo. La risposta del Papa è stata, che quanto all’aumento egli già lo stava disponendo, ed era già di concerto col Re di Sardegna per avere degli ufficiali onde organizzarlo; e quanto ai Ministeri, tra giorni era risoluto di secolarizzare altri due, oltre a quello delle Armi, che lo è già stato.

Mercoledì 9 — Questa sera si è tenuto un Consiglio Straordinario di Ministri, a cui sono stati chiamati anche il Principe Corsini, il Principe Rospigliosi, il Duca di Rignano ed il Principe di Teano, D. Michele Caetani.

Giovedì 10 — Questa sera è stato affisso una specie d’indirizzo intestato Pius P.P. IX ai Romani, nel quale il S. Padre inculcando sempre la tranquillità, li rassicura contro i timori di aggressione; promette la realizzazione delle concessioni promesse, in aspettativa delle altre ecc. In seguito di ciò un gruppo di gente è andato per il Corso colle solite acclamazioni.

Venerdì 11 — Oggi il Papa ha chiamato a sé tutto lo Stato Maggiore Civico e di linea a cui ha dichiarato che affidava la Sua persona e l’ordine pubblico. Un poco più tardi, cioè verso le 4 e le 5 pomeridiane, una gran quantità di gente (compresa la scolaresca della Sapienza) tra la quale moltissimi civici e militari di ogni specie, con bande e con bandiere di tutti i colori, partendo dal Popolo, si è recata (previo il permesso) a Monte Cavallo, per attestare al Papa il gradimento dell’Atto pubblicato ieri. Essendosi il Papa mostrato alla loggia, una voce si è intesa, che ha altamente gridato, che si volevano tutti i Ministri secolari; ed allora il S. Padre, prima di dare la benedizione, ha parlato al popolo con parole di bontà e di qualche fermezza insieme, quali pare siano state accolte favorevolmente; e l’unione si è tranquillamente sciolta. Nella Gazzetta di Roma di oggi si è annunziato che i Ministri hanno quasi tutti data la loro dimissione.

Sabato 12 — La Gazzetta nostra di oggi porta la nomina del Conte Pasolini al Ministero dell’Agricoltura, Commercio, ed Arti, dell’avv. Sturbinetti a quello dei Lavori Pubblici, e di D. Michele Caetani a quello di Polizia, in seguito delle rispettive rinunzie del Card. Riario Camerlengo, di Mons. Rusconi e di Mons. Savelli. Le rinunzie di tutti gli altri Ministri non costa sinora che siano state accettate. Questa sera a Tordinona è andata in scena una nuova opera del Maestro Verdi intitolata I Masnadieri, e vi è intervenuto (cosa che forse da un secolo non si era veduto a Roma) il Card. Altieri nel palco della Deputazione di faccia, come Presidente di Roma e Comarca.

Domenica 13 — È voce comune che nella notte scorsa siano seguiti degli arresti di varie persone, quasi tutte estere, e che si dice fossero di opinioni alquanto esagerate. Questa mattina il Papa ha fatto intimare un Concistoro segreto per domattina alle 10 antimeridiane. Oggi dopo pranzo il Papa è andato a S. Pietro, ove si è celebrato un Triduo (cominciato venerdì scorso) di suo ordine per i presenti bisogni. Vari battaglioni di truppa civica, parte per la strada, e parte sulla piazza di S. Pietro si sono trovati al suo passaggio e gli hanno fatto plauso, non però irregolare. Questa sera a Tordinona, essendo giunta la notizia della Costituzione accordata dal Re di Sardegna ai suoi Stati (e si dice anche dal Gran Duca di Toscana) vi sono stati degli strepitosi applausi all’uno e all’altro.

Lunedì 14 — Questa mattina il Papa ha tenuto il Concistoro segreto, ignorandosi quali materie vi sieno state trattate. È stata nominata una Commissione (già annunziata) incaricata di coadiuvare nelle disposizioni già date, e proporne altre, che siano conciliabili coll’autorità pontificia e coi bisogni del giorno. Essa è composta dei Cardinali Bofondi Segretario di Stato, Castracane, Ostini, Orioli, Altieri e Antonelli, e dei Monsignori Corboli-Bussi, Bernabò, e Mertel come Segretario. In prima sera qualche raduno di gente con torcie si è recata all’abitazione del Ministro di Sardegna ed al Palazzo di Firenze, facendo plauso alle concessioni delle rispettive Costituzioni.

Martedì 15 — Corre voce che nella notte scorsa sia seguito qualche altro arresto. Ai Cardinali componenti la Commissione pubblicata ieri è stato aggiunto il Card. Vizzardelli. In seguito della dimissione richiesta (ed accordata in termini molto onorifici) da Monsig. Amici Ministro dell’Interno, gli è stato surrogato Monsig. Pentini. Tanto l’una che l’altra nomina è riportata nella Gazzetta di Roma di oggi.

Mercoledì 16 — Questa sera il Card. Altieri ha assistito allo spettacolo al teatro Valle, nel palco della Deputazione. Avendo la Guardia civica attuale fatta istanza di continuare a prestare il servizio nell’anticamera pontificia, come lo prestava l’antica, ed essendole ciò stato accordato, fino da ieri è entrata in possesso di tale onore.

Sabato 19 — Essendosi ricevuta colla posta di oggi stampata la Costituzione data dal Gran Duca di Toscana ai suoi Stati, questa sera vi è stata una dimostrazione di plauso con bandiere, torcie e banda principalmente (in assenza del Ministro) al Console toscano Pandolfini al Palazzo di Firenze.

Domenica 20 — Oggi tutti i battaglioni della Guardia civica divisi in sei legioni, formata ognuna da due battaglioni, e in numero (per quanto si è detto) di sette in ottomila uomini nel totale, si sono recati con tutto lo Stato Maggiore al Vaticano nel cortile di Belvedere, ed il Papa, che vi è andato da Monte Cavallo, ha data loro la benedizione da una specie di loggia espressamente praticata, dopo una breve allocuzione. Nel cortile non è stata ammessa alcuna persona non appartenente al Corpo civico: alle finestre però ne sono state ammesse con biglietti del Maggiordomo. La truppa è ritornata poco prima delle 6.

Lunedì 21 — È arrivato un indirizzo della Municipalità di Bologna al Papa, in cui si chiede la Costituzione. Pare che quella di Spoleto abbia fatto altrettanto.

Venerdì 25 — Essendosi nei giorni scorsi formata, per ordine pontificio, una Commissione di alcune signore ed ecclesiastici con Mons. Borromeo per Segretario, all’oggetto di procurare dei soccorsi agli artisti, operai, ecc., che si trovano senza lavoro, questa ha deputato per ogni Rione una Signora ed un Prelato o Sacerdote per raccogliere sussidii caritatevoli al fine suddetto. Il che già hanno cominciato ad eseguire.

Sabato 26 — Oggi è cominciato il Carnevale. Le novità introdotte dappresso al nuovo stabilimento del Municipio sono le seguenti. Questa mattina il Principe Corsini Senatore in uniforme civica, circondato da vari individui di quella milizia, è andato a fare l’ispezione ai palchi del Corso, come faceva il Presidente delle strade. Oggi poi, in luogo del Governatore il Card. Altieri, Presidente di Roma e Comarca, è andato in gran treno, scortato da civici e pompieri, percorrendo tutto il Corso, ad assistere dal solito locale del palazzo di Venezia, e lo stesso ha fatto dopo il secondo sparo il Senatore e tutti i Conservatori, collo stesso accompagnamento, e preceduto dai Palî portati dai così detti Fedeli a piedi (e non a cavallo come per il passato, né ieri furono portati in giro come al solito) e la mossa è stata data da uno dei Consiglieri Municipali deputato ai pubblici spettacoli. L’atto di sommissione degli Ebrei è stato quest’anno abolito.

Marzo

Venerdì 3 — Tutt’oggi si è stato in continuo ondeggiamento sulle notizie della rivoluzione di Parigi del giorno 22 del mese scorso e seguenti, e questa sera finalmente si è avuta quella inaspettata, che dal giorno 26 dappresso l’abdicazione del Re era stato proclamato il Governo Repubblicano. Oggi si è pubblicata una Notificazione di Mons. Pro-Tesoriere Ministro delle finanze, in virtù della quale ed in attenzione di una riforma del sistema monetario pontificio, le monete di 5 franchi del valore di baj. 92 sono portate a quello di baj. 93, e i così detti napoleoni d’oro da scudi 3,71 a scudi 3,72 ed in proporzione le loro frazioni.

Sabato 4 — Non molti schiarimenti di più si sono avuti (o almeno non si sono divulgati) sugli avvenimenti di Parigi. Resta però confermata l’abdicazione del Re in favore del nipote Conte di Parigi, che non è stata ammessa, e non vi è molto da dubitare sullo stabilimento del Governo Repubblicano. Questa sera un centinaio di persone con torcie ha percorso piazza di Spagna e le strade adiacenti applaudendo a questa rivoluzione.

Domenica 5 — Oggi l’Ambasciatore di Francia ha ricevuto qualche notizia di Parigi. Si conferma pienissimamente lo stabilimento del Governo Repubblicano. Quanto alla morte del Re Luigi Filippo (che circola da due o tre giorni, e che alcuni dicono seguita a Vincennes, altri appena giunto in Inghilterra) non pare ve ne sia positiva certezza, benché si seguiti ad affermare. Sembra certo che la Repubblica sia stata proclamata anche nel Belgio. Qualche voce annunzia dei movimenti rivoluzionari anche in Inghilterra. Oggi tra le 4 e le 5 pomeridiane una gran riunione di gente si è fermata avanti al palazzo Theodoli, ove nel locale del Circolo dei Commercianti si era dato un gran pranzo di nazionali piemontesi, con alla testa il Ministro. Dopo il pranzo il Ministro è stato accompagnato alla sua abitazione da tutto quel numeroso stuolo con banda, una quantità di bandiere (varie delle quali portate da donne, avanti alla testa la Marchesa Pareto moglie del Ministro) e strepitose acclamazioni.

Lunedì 6 — Questa mattina si è adunato il Consiglio Municipale in Campidoglio per sentire la lettura di un Indirizzo al S. Padre (che ne era già al giorno), in cui si implora la definitiva organizzazione del regime costituzionale. Immediatamente dopo l’adunanza il Senatore, coi Conservatori e nove Consiglieri estratti a sorte, si è recato a Palazzo a presentarlo, ed il Papa nella risposta ha data l’assicurazione che tali voti sarebbero adempiti tra pochi giorni. Oggi si sono ricevute le lettere e i giornali di Francia; ma non si è saputo molto di più di quello che si conosceva.

Martedì 7 — Il Corso è stato popolato. I moccoletti non vi sono stati. Fino da ieri circolavano degli indirizzi stampati ai Romani, in cui si pregavano a sacrificare questo divertimento, per mostrare agli abitanti della Lombardia il dispiacere per le circostanze, nelle quali si trovano. Al contrario non vi era nessun ordine dell’Autorità; anzi il Municipio aveva notificato che, per indicare più precisamente l’ora della cessazione dei moccoletti, all’un’ora di notte si sarebbe fatto un quarto sparo di mortaletti, come è stato eseguito. La conclusione è stata peraltro, che nessuno si è azzardato di accender lumi. Tre battaglioni di Guardia civica (oltre la solita forza) hanno armato il Corso, rimanendo la truppa di linea sulle piazze. L’Ambasciatore di Francia ha calata l’arme, e sostituita una bandiera nazionale tricolore; e lo stesso si è fatto all’Accademia di Francia.

Mercoledì 8 — È giunto in Roma da due giorni il Marchese di Laiatico D. Neri Corsini, secondogenito del Principe, e si dice incaricato di una missione presso il Governo nostro, e quello di Napoli.

Giovedì 9 — È stata pubblicata una Notificazione del Tesoriere Ministro delle Finanze, colla quale si accorda la facoltà a tutti quelli, che ritengono in enfiteusi fondi appartenenti a Luoghi Pii, Corporazioni Religiose ecc. in tutto lo Stato di affrancare in mano del Governo i rispettivi canoni, al saggio graduato in proporzione della durata delle enfiteusi. Si assicura che l’Ambasciatore di Francia abbia ricevuta l’autorizzazione del Governo Provvisorio della Repubblica di continuare interinalmente le sue funzioni.

Venerdì 10 — Questa mattina il Papa ha tenuto un Concistoro che è durato dalle 10 quasi alle 3 pomeridiane. Oggi nell’andare a prendere le Reliquie, che si espongono a San Pietro nei venerdì di marzo, e che si conservano nella loggia detta di S. Elena, si è trovato essere stata derubata l’insigne reliquia della testa di S. Andrea (portatavi da Pio II) insieme colla sua custodia arricchita di pietre preziose, e di considerabile valore. Il furto pare sia stato eseguito in parte con chiavi false, ed in parte con sfascio. Nella Gazzetta nostra di questa sera si sono vedute annunziate le seguenti spontanee rinunzie, cioè del Card. Bofondi, Segretario di Stato, Ministro dell’Estero, a Presidente del Consiglio de’ Ministri (surrogato il Card. Antonelli); di Monsig. Roberti, Ministro di Grazia e Giustizia (surrogato l’avv. Sturbinetti), di Monsig. Pentini, Ministro dell’Interno (surrogato il Sig. Gaetano Recchi), restando il primo vice-Presidente della Consulta di Stato; di D. Pompeo Gabrielli, Ministro delle Armi (surrogato il Principe Aldobrandini); di D. Michele Caetani Ministro della Polizia (surrogato l’avv. Galletti di Bologna). Alle Finanze resta Monsig. Morichini; ai Lavori Pubblici il Sig. Giuseppe Minghetti di Bologna in luogo di Sturbinetti; all’Istruzione Pubblica resta il Cardinale Mezzofanti, ed al Commercio il Conte Pasolini.

Sabato 11 — Oggi si è adunata la Congregazione dei Cardinali, che fu incaricata della formazione dello Statuto costituzionale. In questi giorni essendosi allarmati tutti i possessori de’ biglietti della Banca Romana, si sono affollati per cambiarli, il che ha posto la Banca stessa in qualche imbarazzo; ma tutti sono stati pagati. Nella Gazzetta di questa sera si è pubblicato uno stato attivo e passivo di quello stabilimento, tendente a rassicurare il pubblico. Corre una voce generale che i Gesuiti vadano ad abbandonare tutte le loro case e collegi di Roma, e che tutte le famiglie, che hanno dei giovani nel noviziato e nei collegi, siano state avvisate di ritirarli. Pare che le cose della Sicilia siano state conciliate, ed in un supplemento della Gazzetta di oggi si riporta un Decreto Reale, che convoca il Parlamento Siciliano (a forma della Costituzione del 1812) per il giorno 25 del mese corrente.

Domenica 12 — Oggi a S. Pietro si è incominciato un Triduo per ottenere la grazia del ritrovamento della testa di S. Andrea. Il Capitolo Vaticano con pubblico affisso ha promesso un premio di scudi cinquecento a chi darà indizi atti a scoprire l’autore del furto di quella insigne reliquia. A fine di tutelare il credito della Banca Romana, i principali banchieri di Roma, ed anche qualche proprietario, hanno notificato al pubblico di esser pronti a realizzare i biglietti della Banca sudetta a chiunque li presenti.

Lunedì 13 — Questa mattina il Papa ha tenuto un altro Concistoro, che è durato dalle 10 antimeridiane alle 3 circa pomeridiane, ed in esso (come annunzia la nostra Gazzetta) il S. Collegio ha unanimemente approvato il nuovo Piano di Costituzione, pregando il S. Padre di munirlo della sua approvazione, e farlo pubblicare.

Martedì 14 — Tutt’oggi e questa sera sono stati considerabilmente rinforzati tutti i quartieri civici, e delle forti pattuglie hanno circolato segnatamente nei contorni di tutte le case dei Gesuiti, contro le quali pare si temesse qualche attacco; niente però è accaduto. Continua il concorso alla Banca Romana per cambiare i biglietti, malgrado tutte le garanzie ed assicurazioni offerte al pubblico.

Mercoledì 15 — Questa mattina prima del mezzogiorno è stato pubblicato ed affisso il tanto aspettato Statuto Costituzionale. Fra le 4 e le 5 pomeridiane una gran quantità di persone ordinate a plotone con moltissime bandiere di tutte le nazioni o Stati italiani, e portando tutti le coccarde tricolori italiane (compresi i militari), ed essendovi anche molte donne, con canto d’inni, acclamazioni ecc., partendo dal Popolo per il Corso (ove tutte le finestre erano ornate di parati), si è recata a Monte Cavallo, ove pure è andata una gran parte dei battaglioni civici in arme col Generale Principe Rospigliosi e Stato Maggiore alla testa; ed il Papa ha dato a tutti dalla loggia la sua benedizione. Questa sera si è fatta illuminazione per la città a forma di un invito del Magistrato.

Giovedì 16 — Questa mattina il Municipio ha fatto cantare un Te Deum nella chiesa di Aracoeli per lo Statuto Costituzionale. In seguito il Senato si è recato al Quirinale, a presentare un indirizzo di ringraziamento al S. Padre, che ha data benigna risposta. Oggi poi verso le 4 pomeridiane il Senato stesso, con tutto il Consiglio Municipale, con un accompagnamento non molto ordinato di gente, di militari di ogni arma, senza armi, di civici, si è portato a visitare la Chiesa di S. Pietro. Si sono, per questa cerimonia, richieste carrozze a tutti, e noi ne abbiamo fornita una. Anche oggi si sono messi i parati alle finestre, e fatta l’illuminazione questa sera.

Venerdì 17 — La conciliazione degli affari di Sicilia, che si sperava, non si è realizzata, e pare si vada piuttosto allontanando.

Sabato 18 — Il March. Patrizi ha rinunziato il comando dell’ottavo battaglione civico, di cui è stato sin qui Tenente Colonnello.

Domenica 19 — Un’ordinanza del Ministro dell’Interno, pubblicata oggi, annunzia che d’ora innanzi le Bandiere Pontificie bianche e gialle avranno le così dette cravatte dei tre colori italici, cioè verde, rosso e bianco.

Lunedì 20 — Oggi circa le 4 pomeridiane la Guardia Nobile in corpo è andata a presentare al S. Padre i suoi ringraziamenti per averla nello Statuto Costituzionale posta a carico della sua (diremo così) Lista Civile, che si è riservata di 600 mila scudi. La rinunzia del March. Patrizi non è stata accettata, pare con applauso del suo battaglione. Un ordine del giorno, inserito nella Gazzetta di Roma, prescrive a tutti gli individui facienti parte della Guardia civica di portare al petto la coccarda dei colori italici.

Martedì 21 — Essendo giunta questa mattina la notizia di una rivoluzione accaduta a Vienna nei giorni 12, 13 e 14 corrente, colla prigionia della famiglia imperiale, la fuga del Principe di Metternich, la concessione di una Costituzione (alcuni dicono collo stabilimento del Governo Repubblicano), una truppa immensa di popolo si è recata al palazzo di Venezia, esigendo che si calasse l’arme imperiale, al che essendosi l’Ambasciatore ricusato, il popolo stesso è salito a staccarla e farla cadere, calpestandola e mutilandola in mezzo agli applausi i più strepitosi, ed al suono di tutte le campane della città, sostituendovi la bandiera dell’Alta Italia. Niuno però della famiglia, né degli addetti dell’Ambasciata, ha sofferto insulti. In seguito il popolo è andato a tutte le case, sulle quali esistevano le armi d’Austria (la nostra fra le altre), ed ha fatta la stessa operazione, meno alcune poche, i padroni delle quali sono stati in tempo di calarle da loro stessi. Tutte queste armi sono state poi raccolte ed incendiate sulla piazza del Popolo. Verso le 4 pomeridiane un numero grandissimo di gente, con le bandiere di diverse nazioni, bande, canti, passando per il Corso, è andata al Campidoglio, ove nella Chiesa di Aracoeli si è cantato un solenne Te Deum. Questa sera poi, oltre l’illuminazione per tutta la città, si sono fatti per il Corso i così detti moccoletti, che sono stati copiosi oltre ogni credere e clamorosi, ed hanno durato circa un’ora e mezza di notte: i canti però ed i suoni hanno continuato sino a notte molto avanzata.

Mercoledì 22 — Avendo l’Ambasciatore d’Austria dichiarato al Governo che se non si rimovevano le bandiere, che erano state appese in due parti del palazzo di Venezia, egli non avrebbe potuto continuare il suo soggiorno, e che domandava in tal caso i passaporti; nella notte scorsa la polizia le ha fatte togliere, non senza però della opposizione popolare. Si sta ancora all’oscuro sui risultati della rivoluzione di Vienna.

Giovedì 23 — In un diluvio di notizie o incomplete, o anche contradittorie, quello che pare ufficialmente certo è che il giorno 16 corrente, dopo molte concessioni fatte dall’Imperatore, Vienna era tranquilla, e il Governo si manteneva. Altrettanto certo pare però che tutto il Regno Lombardo-Veneto sia rivoltato; che a Milano, dopo una lotta sanguinosa, la forza austriaca abbia dovuto cedere, come anche a Mantova ecc. ecc. Si aggiunge che le truppe piemontesi siano entrate nel Milanese; che da Bologna e da Toscana sia marciata gente sopra Modena e Parma ecc. ecc. In seguito di queste notizie si è destato nella popolazione un entusiasmo generale per armarsi e marciare verso l’Alta Italia; e nel Colosseo, ove si è radunata un’infinità di gente, che è stata replicatamente arringata dal P. Gavazzi e da altri, si è aperta sul momento una sottoscrizione per l’arruolamento di volontari, e lo stesso si fa questa notte in tutti i quartieri civici. Intanto questa notte stessa partiranno i dragoni, i quali oggi hanno passata la rivista sulla piazza di S. Pietro verso la sera.

Venerdì 24 — Questa mattina sono partiti i dragoni e della truppa di fanteria, per i Vapori sino a Ponte Felice. Nelle ore pomeridiane sulla piazza di S. Pietro si è fatta la rivista dei civici e degli altri volontari, che si sono ascritti per marciare. Il Papa, che è andato oggi a S. Pietro (come andò ieri a S. Maria Maggiore per un Triduo alla Madonna, che è stato celebrato) ha dato loro la benedizione. Il Marchese Patrizi, che aveva determinato di partire con ambedue i figli grandi, pare che resterà, e partiranno solo i figli. Fra le tante e tante notizie sparse oggi, vi è quella che un corpo di volontari bolognesi sia entrato a Modena (dove si dice fuggito il Duca colla famiglia), e vi abbia proclamato il Governo Pontificio. Colla data del 23 fu pubblicata ieri una Notificazione del Tesoriere Ministro delle Finanze, la quale annunzia che d’ora innanzi i frutti del consolidato e d’ogni altra passività permanente del Governo si pagherà non più per trimestre, ma per semestre, e in conseguenza il pagamento del trimestre, di Gennaio, Febbraio e Marzo, che si aveva in Aprile, si effettuerà nel venturo Luglio.

Sabato 25 — Questa mattina col corriere è arrivato Carlo Lavaggi da Forlì, ove si è disciolto il Collegio dei Gesuiti, di cui faceva parte in qualità di maestro. Non si è fatta questa mattina la Cappella papale alla Minerva, atteso il generale restauro, che ci si sta facendo; per cui la chiesa è chiusa nella maggior parte. Questa mattina in piazza Venezia, in piazza Colonna ed in quella di S. Eustachio si sono cominciate a ricevere pubblicamente le sottoscrizioni per l’armamento dei volontarii, ed a tale effetto vi sono stati eretti dei pulpiti e palchi (a piazza Colonna, addosso alla Colonna) con sopra un tavolino, a cui sedevano le persone a ciò destinate. Questa sera una gran turba di volontarii con torcie e tamburi è andata a Monte Cavallo chiedendo la benedizione del Papa, che però si sente non siasi affacciato a darla, ma ha permesso che andasse una rappresentanza a riceverla. Il March. Patrizi padre pare che poi partirà anch’esso unitamente ai figli. Niente di più preciso si è saputo oggi relativamente alle nuove estere. Si conferma però pienamente la partenza del Duca e di tutta la sua famiglia da Modena ove si è formato un governo provvisorio, non essendosi voluta riconoscere la Reggenza lasciata dal Duca. La Guardia civica, in seguito alla partenza della truppa di linea, ha cominciato a montare alla Gran Guardia, al Comando generale alla Pilotta, alla Banca Romana, al Campidoglio, alla Guardia Reale ecc.

Domenica 26 — Questa mattina sono partiti di buon’ora i volontarii civici e parte dei non civici, ed i due figli del March. Patrizi sono partiti anch’essi. Oggi si sono continuate a ricevere come ieri le offerte per l’armamento dei volontarii. È stato pubblicato un invito del Municipio Romano a prendere azioni nell’imprestito di 200 mila scudi già deliberato all’oggetto di costruire abitazioni per la gente povera.

Lunedì 27 — È stata prorogata per altri due giorni la colletta per l’armamento dei volontarii. Il March. Patrizi è partito alle 5 di questa mattina per Posta per andare a raggiungere il Corpo in cui sono i figli. Le nuove interessanti dell’estero giunte nella giornata sono: 1) la evacuazione di Venezia per parte della truppa austriaca, dappresso capitolazione e la proclamazione della Repubblica; 2) il manifesto del Re di Sardegna, che annunzia l’ingresso della sua armata in soccorso dei popoli emancipati della Lombardia e dello Stato Veneto; 3) la liberazione di Milano. Grandi applausi e folla al palazzo del Ministro di Sardegna questa sera, e illuminazione improvvisata per il Corso. Un Ordine del giorno del Comando generale della Guardia civica ingiunge agli individui della medesima di indossare sempre l’uniforme.

Martedì 28 — Nella notte scorsa nuovi attruppamenti e minaccie alle case dei Gesuiti. Oggi uno stuolo di nazionali senesi si è recato alla chiesa di S. Marco, e vi ha fatto cantare un Te Deum. Poco più si è saputo di ciò che si sapeva riguardo a nuove estere. Si annunzia la continuazione dei movimenti rivoluzionari in Prussia, e l’abdicazione del Re di Baviera in favore del Principe Ereditario suo figlio.

Mercoledì 29 — Questa mattina è giunta la corrispondenza di Milano, che mancava da molti giorni, e porzione di quella di Francia, che era pure in ritardo considerabile. Ieri il Card. Castracane per commissione del Papa si portò dal Generale dei Gesuiti a manifestargli l’intenzione del S. Padre, quale era che si disciogliessero, abbandonando le loro case, scuole, collegi ecc., (per quanto si dice) nel termine di tre giorni. In conseguenza di ciò sin da oggi dopo pranzo sono cessate le scuole al Collegio Romano.

Giovedì 30 — Si assicura che il Card. Vicario abbia preso il possesso del Collegio Romano, e che domani saranno ivi trasferite ed aperte le scuole dell’Apollinare.

Venerdì 31 — È stata pubblicata ed affissa al pubblico una specie di Allocuzione o Indirizzo del Papa agli Italiani relativamente agli avvenimenti attuali, concepita in termini piuttosto generici. Questa mattina si è poi effettuata realmente la traslazione delle scuole e dei maestri dell’Apollinare al Collegio Romano, ed hanno incominciato le lezioni. La voce comune di oggi (riguardo all’estero) si è che le truppe austriache abbiano abbandonato Mantova, Verona e tutto il resto, che ancora occupavano in Italia. Una risoluzione del Ministro delle Armi, riportata nella nostra Gazzetta di oggi, annunzia che rimane chiusa la mobilizzazione degli individui della Guardia civica, come pure l’arruolamento dei volontarii.

Aprile

Sabato 1 — In seguito di notizie avute dal Papa (s’ignora per qual mezzo) questa mattina Monsig. Lucidi, Economo della Fabbrica di S. Pietro e Canonico, si è recato, si dice, in unione ad alcuni ministri di polizia fuori della porta di San Pancrazio, ed ivi in un vicolo senza riuscita scavando si è ritrovata intatta nella sua teca, e coi sigilli del Card. Giustiniani già Arciprete di San Pietro, che al suo tempo aveva dovuto riconoscerla, la insigne reliquia derubata della Testa di S. Andrea, e si è ritrovato parimenti il busto di argento, in cui si custodiva, mutilato e in parte soggettato alla fusione, come anche si è ritrovato un involto con le pietre, che lo adornavano, se non tutte almeno in parte. Il Papa, a cui è stata subito portata, con molta sua consolazione l’ha fatta collocare per ora nella sua cappella segreta. Per tale ritrovamento questa sera d’ordine del Card. Vicario, all’Avemaria hanno suonato a festa tutte le campane, e si è fatta illuminazione per tutta la città, ed anche la cupola di S. Pietro è stata illuininata a fiaccole.

Domenica 2 — Questa sera al quartiere delle Guardie Nobili a Monte Cavallo è stato inaugurato il busto del Papa con illuminazione di fiaccole, paratura del quartiere medesimo, rinfresco dato dal Comandante ecc. Tutte le guardie hanno ricevuto l’ordine di portare al petto la coccarda mista dei colori pontifici, ed italici, ed alla loro bandiera è stata apposta la cravatta dei colori italiani.

Lunedì 3 — Oggi è stata pubblicata la legge elettorale in esecuzione di quanto viene prescritto dallo Statuto Costituzionale. Oggi i detenuti nelle carceri nuove, avendo replicatamente insultata e minacciata la forza civica, che ora vi sta in guardia, gettando anche qualche sasso sulla sentinella; questa ha fatto fuoco contro la ferrata, ma il colpo ha investito i ferri, senza ferire alcuno.

Mercoledì 5 — Questa mattina il Capitolo di S. Pietro ha trasportato processionalmente dal Quirinale alla chiesa di S. Andrea della Valle la ricuperata Testa di S. Andrea. Oggi poi alle 3 pomeridiane con solennissima processione dalla chiesa medesima è stata restituita a quella di S. Pietro. La processione è stata formata da tutto il clero secolare e regolare, in tutto e per tutto come quella del Corpus Domini. Quattro Canonici di S. Pietro in dalmatica portavano a vicenda il talamo, su cui posava in una grande urna la reliquia nella sua custodia di argento in forma di globo, e quattro Vescovi in piviale e mitria portavano i cordoni; il baldacchino era portato dai Camerieri segreti. Seguiva immediatamente il Papa, preceduto dal Magistrato Romano, e seguito dai Cardinali in numero di diciannove, e cinque o sei vi si sono aggiunti in S. Pietro. Veniva poi tutta l’Anticamera pontificia. Andavano appresso anche molte signore e donne civili colla torcia. Lo Stato Maggiore della Guardia civiva (che ha guarnita tutta la strada percorsa dalla processione) e tutti i così detti Circoli con candele, e con bandiere di tutti i colori alla testa, chiudevano la marcia. A S. Pietro la reliquia è stata collocata sull’altare papale ed il Papa ha dato con essa la benedizione. Questa sera si è fatta illuminazione per tutta la città ed anche alla cupola di S. Pietro.

Domenica 9 — Essendo giunti da molti giorni a Civitavecchia, e ultimamente da Civitavecchia a Roma, due pezzi di cannone del calibro di nove libbre di palla, che la città di Genova ha mandato in dono alla Guardia civica di Roma, oggi nelle ore pomeridiane un picchetto di cavalleria civica (che si sta formando) con alcuni artiglieri pure civici di recente istituzione, è andato a prenderli al Castel S. Angelo, ove erano depositati, e tirati da cavalli di alcuni nostri Signori, li hanno trasportati alla piazza del Popolo, e di là, accompagnati da buon numero di truppa civica con bande, e seguiti da tutti i Circoli colle solite bandiere, al Campidoglio, ove da due Deputati genovesi, che hanno complimentato il Magistrato Romano, ne è stata fatta la consegna allo Stato Maggiore Civico, e per ultimo sono stati ricondotti in Castello. A tutte le finestre per il Corso fino al Campidoglio sono stati messi i parati.

Lunedì 10 — Il Card. Mezzofanti (ancora non ristabilito da una lunga e molto pericolosa malattia nervosa) ha rinunziato la Prefettura della Congregazione degli studi e al Ministero della Pubblica Istruzione ed il Card. Vizzardelli gli è stato sostituito.

Martedì 11 — Una inquietudine nata sulle provvidenze, che il Ministero avrebbe preso per provvedere alle urgenti necessità dell’Erario, produsse fino da ieri al giorno un attruppamento sulla piazza dei SS. Apostoli, che si riuscì a dissipare colla promessa delle provvidenze sudette per oggi. Oggi poi alla stessa ora si sono formati gli attruppamenti tanto ai SS. Apostoli, quanto anche a piazza Colonna, in aspetto non molto tranquillizzante, che hanno durato fino a sera, e si è riuscito a discioglierli con qualche somma di denaro distribuita a molti che si dicevano artisti e operai senza lavoro, e che si erano uniti. Si assicura che Torlonia e Valentini abbiano concorso a questa distribuzione. Verso sera è stata pubblicata un’ordinanza di Mons. Morichini, Ministro delle Finanze (il quale si assicura che abbia data la sua dimissione), colla quale si ordina il corso forzato dei biglietti della Banca Romana per tre mesi, scorsi i quali saranno cambiati con dei Boni dell’Erario portanti frutto, realizzabili a scadenze, e ipotecati sui beni delle Corporazioni Religiose. La Banca Romana si limiterà alle operazioni dello sconto e di quelle col Governo. La somma dei biglietti, che potrà emettere la Banca, è limitata a ottocentomila scudi, in luogo di un milione e seicentomila permessogli nella sua istituzione.

Mercoledì 12 — Anche oggi alla stessa ora di ieri vi sono stati dei tentativi di attruppamento della solita classe di gente a piazza di Spagna, ai SS. Apostoli ed a piazza di Venezia; ma la truppa civica molto rinforzata, e che aveva ricevuto degli ordini assai positivi, li ha dissipati e fatto molti arresti di individui muniti di armi, e si dice anche di danaro.

Giovedì 13 — Oggi sono continuati gli arresti; ma non pare che vi siano stati seri tentativi di attruppamenti.

Sabato 15 — Nei giorni scorsi è partito Mons. Corboli, si dice, per il quartiere generale del Re di Sardegna in Lombardia. Si assicura che ieri fu fatto prendere il possesso del locale del Collegio Romano per il Seminario Romano, che vi sarà traslocato quanto prima.

Domenica delle Palme 16 — Da vari giorni le Guardie Nobili hanno ricevuto l’ordine di andar sempre in uniforme. Due ordinanze del Ministro delle Finanze sono state pubblicate con una delle quali si impone l’anticipazione di tre dodicesimi della dativa e emessi in tre rate, cioè nei tre trimestri avvenire dell’anno corrente, da rimborsarsi nei venturi anni 1849-50-51; coll’altra si annunzia lo stabilimento di un nuovo corso di Posta per il giorno di mercoledì, che attualmente ne era privo.

Lunedì 17 — Il Seminario è stato già trasportato in gran parte al Collegio Romano, ed i seminaristi sin da ieri hanno cominciato ad ufficiare nella chiesa di S. Ignazio. Quella del Gesù è ufficiata per ora, come è possibile, da alcuni alunni del Collegio Germanico, che sono ancora rimasti in Roma, essendone partita la massima parte. Sono vari giorni che è tornato in Roma il Card. Ferretti il quale tempo fa (non si sa troppo perché) partì insalutato hospite da Ravenna, ove era Legato, e si è andato trattenendo in diversi luoghi per istrada.

Martedì 18 — Ieri fu demolito il recinto, che separava il Ghetto dal resto della città, e ciò con consenso ed ordine superiore.

Martedì 25 — Nella nostra Gazzetta d’oggi si è annunziata la dimissione accordata a Mons. Morichini Tesoriere Generale e Ministro delle Finanze, e la nomina in suo luogo del Signor Annibale Simonetti, figlio del Principe Simonetti di Osimo, sin qui membro della Consulta di Stato.

Sabato 29 — Questa mattina il Papa ha tenuto un Concistoro segreto, e vi ha pronunciata una Allocuzione, in cui principalmente ha confutate le voci sparse (specialmente negli Stati austriaci di Germania), che egli abbia istigato e promosso le insurrezioni in Italia e fuori d’Italia, che abbia voluto farsi capo di una Repubblica Italiana, di aver voluto dilatare i limiti dello Stato pontificio, di far la guerra ad altre Potenze ecc. Oggi è uscita l’ordinanza del nuovo Ministro delle Finanze, colla quale si accenna il metodo dell’annunziato concambio dei biglietti della Banca con Boni del Tesoro e vi è unita una prima nota dei beni ecclesiastici ipotecati per sicurezza dei medesimi ecc.

Domenica 30 — La giornata si è passata in continua agitazione. In seguito all’Allocuzione del Papa nel Concistoro di ieri, tutto il Ministero in corpo ha dato la sua dimissione, compreso il Card. Antonelli Segretario di Stato (a cui si dice surrogato il Card. Ferretti). In seguito le deputazioni di tutti i Casini e Circoli si sono recate a Monte Cavallo, esigendo energicamente la revoca di quanto il Papa ha dichiarato riguardo al non far la guerra, coll’alternativa, in caso di rifiuto, della formazione immediata di un Governo provvisorio. Si assicura che i Ministri di Sardegna, Toscana e Napoli abbiano presentata una protesta nello stesso senso, riguardo alla suddetta dichiarazione del Papa. Si assicura altresì che il Papa abbia preso tempo fino a domani per vedere se è possibile di trovare un temperamento. Intanto verso sera è stata mandata a tutte le porte della Città una guardia di truppa civica, con ordine di non far sortire alcuno. Questa sera doveva esservi la girandola, che era preparata, ma è stata contramandata.

Maggio

Lunedì 1 — La giornata è stata agitata niente meno di ieri. Questa mattina il Ministero ha fatto pubblicare che aveva riprese le sue funzioni, e che unanime col suo Presidente avrebbe cominciato ad agire con tutto lo zelo e vigore per la causa italiana. Ciò non pare abbia contentato i Circoli popolari, e questa sera vi è stato grande attruppamento e rumore a quello che si aduna nel palazzo Theodoli, e non se ne sa ancora il risultato. Questa mattina Brunetti con della forza civica si è recato alla Posta, ove ha preso tutte le lettere dirette a Cardinali e le ha portate in Campidoglio al Municipio, ove è accorso un raduno di persone, che credeva dovessero ivi leggersi in pubblico; ma sopraggiunto il Ministro delle Finanze Simonetti con energiche parole, le ha prese e più tardi rimandate alla Posta, ove pure si è radunato il popolo; ma si sono poi rilasciate. I corrieri sono partiti con qualche difficoltà, e dopo qualche discreta visita. Continua sempre il divieto di uscire dalle porte della Città. Oggi il Papa ha mandati a prendere e condurre a stare in Palazzo (questa almeno è la pubblica voce) i Cardinali Lambruschini, Mattei, Gizzi, Della Genga e Bernetti. Quanto a Della Genga, si è trovata della difficoltà a levarlo da casa e trasportarlo, accompagnato dal Maggiordomo a Monte Cavallo; ma pure è riuscito, benché con fischi ecc. Quanto poi a Bernetti, i civici hanno assolutamente impedito l’ingresso alla carrozza, che andava a prenderlo, e che ha dovuto retrocedere. Non si conosce precisamente ciò che abbia dato luogo a questa misura.

Martedì 2 — La giornata è stata meno agitata di quella che poteva aspettarsi. Questa mattina è stato affisso alle porte delle chiese una specie di Motu proprio del Papa (che è stato però ben presto strappato) in cui dopo una esposizione di tutto l’operato da lui, dal suo avvenimento al Pontificato, in vantaggio de’ sudditi, e dopo aver giustificato il suo costante rifiuto di ogni dichiarazione di guerra, esprime il suo orrore, per le minaccie che dice essersi fatte di voler il sangue di persone costituite in eminenti dignità ecclesiastiche. È uscita anche una Notificazione bastantemente energica del Ministro di Polizia Galletti sugli atti prepotenti ed arbitrari, di ieri, ed un ordine del giorno del Principe Rospigliosi Comandante della Guardia civica che inculca la conservazione dell’ordine ecc. Si era detto che il medesimo avrebbe dato la sua dimissione dopo che ieri essendo andato per ordine del Papa a prendere il Card. Bernetti, gli fu dai civici stessi impedito; ma pare che questa dimissione o sia non vera, o non accettata. Pare che il Ministero sia di nuovo costituito, ad eccezione dei due Cardinali Antonelli e Vizzardelli, succedendo al primo, come Presidente, il Conte Mamiani, ed al secondo l’avv. De Rossi, come Ministro della Pubblica Istruzione. La consegna (che ancora resta a sapersi da chi ordinata) di non uscire dalle porte della città, pare sia stata, se non altro modificata, ed io ho potuto andare questa sera a villa Patrizi.

Mercoledì 3 — Seguita l’agitazione e l’incertezza senza manifestazioni clamorose, almeno fino a sera. È stato notificato al pubblico che il Ministero avendo dato definitivamente la sua dimissione (dopo aver provvisoriamente riassunte le funzioni), il S. Padre aveva incaricato il Sig. Conte Mamiani di formare un nuovo Ministero, restando intanto i rispettivi sostituti al disbrigo degli affari correnti. Il Magistrato Romano ha pubblicato che durante la vacanza del Ministero, i capi di battaglioni civici, con un assessore legale ed un cancelliere giudicheranno le cause economiche, civili e criminali. Questa sera in casa del Conte Mamiani si sono adunati i designati pel nuovo Ministero (che ancora non si conoscono se non imperfettamente) per leggere il suo Proclama politico, già concertato con S. Santità. Le Guardie Nobili, che da giorni sono state tutta la notte a Monte Cavallo, oggi ne sono state dispensate.

Giovedì 4 — È stato pubblicato ed affisso un indirizzo del Municipio Romano al Papa, che fu deliberato in un consiglio generale tenuto ieri sera, ed è stato presentato questa mattina, e si vocifera che non sia molto piaciuto né al Papa, né al pubblico. Nella Gazzetta di questa sera si è veduta la lista del nuovo Ministero, che è composto come segue. Presidente il Card. Ciacchi e pro interim il Card. Orioli, Ministro dell’Interno il Conte Mamiani, delle Finanze l’avv. Lunati, degli Affari Esteri secolari il Conte Marchetti, di Grazia e Giustizia l’avv. de Rossi, delle Armi il Principe Doria, dei Lavori Pubblici, Agricoltura, e della Polizia l’avv. Galletti il quale però è intanto partito per Bologna, per tornare, si dice, tra quindici giorni. Le Poste continuano ad essere custodite dalla Guardia civica, ed i preti ed i frati incontrano delle difficoltà a sortire.

Venerdì 5 — Le novità della giornata sono state le seguenti. La rinuncia del Principe Rospigliosi, comandante della Guardia civica, a cui pare si pensi sostituire il Principe Aldobrandini; l’altra del Conte Bolognetti Castellano del Forte S. Angelo, colla sostituzione in sua vece interinalmente del Colonnello Stuart (questa sostituzione rimane sospesa per rifiuto, che ha fatto la Guardia civica, al Ministro della Guerra, Principe Doria in persona, di evacuare il Castello che ha occupato in questi passati giorni). È stato anche pubblicato un programma della politica adottato dal nuovo Ministero. Questa sera, al tardi, si è pure reso pubblico un bollettino di un fatto d’armi molto vantaggioso al Re Carlo Alberto che ha riportato in persona a Bussolengo.

Sabato 6 — La Guardia civica ha lasciato la custodia delle Porte, ma non quella del Castel S. Angelo, che non pare ancora disposta ad abbandonare. I Cardinali ritirati a Monte Cavallo continuano a starvi, ma sono usciti (almeno alcuni) per la città, senza ostacolo. Si assicura questa sera che l’Ambasciatore d’Austria abbia ricevuto i passaporti e che domani non sarà più in Roma.

Domenica 7 — Qualche ora dopo mezzogiorno sono arrivati (non si sa a quale oggetto) due fratelli del Santo Padre, e sono andati a smontare alla locanda di Spilmann a strada della Croce, ove è accorsa molta gente; circa le sei pomeridiane si sono recati al Quirinale in carrozza con accompagnamento di un certo numero di persone e civici, tutti in perfetto silenzio. Fin da questa mattina per il Corso erano esposte bandiere pontificie e italiche segnatamente ai Casini. Si assicura che questa mattina la Guardia civica abbia abbandonato il Castello, e che il Colonnello Stuart, nuovo Castellano provvisorio, ne abbia assunto il comando. Essa Guardia civica, che sin qui era stata sotto la dipendenza della Segreteria di Stato, passa sotto quella del Ministero dell’Interno.

Martedì 9 — Avendo il Papa ricevuto ieri tutto il battaglione civico di Trastevere (che aveva fornito la Guardia Reale) questo onore sarà, cominciando da oggi reso comune a tutti gli altri battaglioni. La nostra Gazzetta di oggi annunzia la nomina del Principe Aldobrandini al comando provvisorio della Guardia civica. La stessa Gazzetta porta che sono stati dati i passaporti all’Ambasciatore d’Austria, e che il governo si occupa delle disposizioni per assicurare la sua persona nello stradale che deve percorrere. Essendo morto ieri l’avv. Benedetti, consultore di Stato, questa sera il suo convoglio funebre è stato accompagnato da molto numero di persone (segnatamente del ceto legale) con torcie, dalla Guardia civica ecc.

Venerdì 12 — I Cardinali ritirati al Palazzo Quirinale, si assicura che tra ieri sera e questa mattina, siano ritornati alle loro rispettive abitazioni.

Sabato 13 — Nella nostra Gazzetta di questa sera si riporta la nota tanto dei Membri dell’Alto Consiglio, quanto dei Consiglieri di Stato.

Lunedì 15 — Oggi si è avuta notizia di un fatto d’armi tra il Corpo comandato dal Generale Ferrari, ed uno di Austriaci, nel primo de’ quali si trova il March. Patrizi coi due suoi figli; i nostri dopo essersi battuti con coraggio per molte ore, pare che essendo mancato un rinforzo, che era stato promesso, siano rientrati a Treviso in buon ordine e con poca perdita. I Patrizi sono rimasti illesi. Oggi il Papa, dopo due settimane circa che non era uscito di casa, è andato a S. Maria Maggiore per un Triduo, che si è celebrato in tutte le Patriarcali per il buon esito delle prossime elezioni. Fin da ieri sera è tornato a Roma il Ministro di Polizia Galletti.

Mercoledì 17 — Ieri sera è partito il Conte Lützow ex Ambasciatore d’Austria per Civitavecchia, ove s’imbarcherà sopra un vapore da guerra, che ha ottenuto dall’Ammiraglio della squadra inglese, che sta a Malta. La famiglia lo seguirà al più presto. Si sono ricevute da Napoli nuove di un gran trambusto cominciato colà sabato sera, e continuato tutta la giornata di Domenica. Il motivo, o pretesto, è stato il non volersi la Camera dei Pari, che doveva adunarsi, come l’altra dei deputati, il giorno 15, cioè lunedì. I risultati, che si conoscono sono combattimenti tutta la Domenica tra la truppa di linea, la Guardia Nazionale in qualche parte, ed in qualche parte il popolo; la soccombenza almeno per ora della Guardia Nazionale e la sua dissoluzione, la dimissione del Ministero e l’incarico dato al Principe di Cariati di formarne uno nuovo; la proroga di un mese per l’apertura delle Camere; Napoli è in istato d’assedio.

Giovedì 18 — Oggi sono cominciate le operazioni elettorali nei sei collegi di Roma (come in tutto lo Stato), ma essendo mancato il tempo non si sono potuti compire tutti gli scrutini per la nomina dei presidenti e degli scrutatori.

Venerdì 19 — Oggi si sono continuate le operazioni elettorali, ma per quanto si sente, l’elezione dei Deputati non ha potuto aver luogo, non avendo alcuno dei candidati riunito la maggiorità dei voti necessari. Mons. Corboli-Bussi ha data la sua dimissione dalla carica di Segretario della Congregazione sugli affari ecclesiastici straordinari; ma il Papa (per quanto annunzia la nostra Gazzetta di oggi) non gli ha accordato che un temporaneo riposo.

Sabato 20 — Oggi nei sei collegi elettorali di Roma si è compita l’elezione de’ Deputati, e sono stati nominati il Principe Borghese, il Conte Mamiani, e gli avv. Sturbinetti, de Rossi, Lunati e Ciccognani.

Domenica 21 — Oggi è partita la Contessa Lützow e tutta la famiglia per Civitavecchia ove è attesa dal vapore inglese che deve trasportarla a Trieste.

Lunedì 22 — Oggi il Papa è uscito a passeggiare, il che non aveva fatto da un gran pezzo, e solo oggi a otto andò ad un Triduo a S. Maria Maggiore. Ieri sera si è festeggiato al quartiere civico, posto nel palazzo del Principe Colonna, l’istallazione del Principe D. Alessandro Torlonia al comando di quel battaglione ritenuto sino alla morte da D. Carlo Torlonia, e rinunziato dal successore Comm. de Rossi. Il nuovo comandante, con superiore permesso, è stato eletto dal medesimo battaglione.

Martedì 23 — Con ordinanza del Ministro di Polizia il corpo dei così detti bersaglieri viene riunito a quello dei carabinieri.

Mercoledì 24 — Essendo giunto in Roma il celebre scrittore Ab. Gioberti il quale si è recato a piedi al palazzo del Ministro di Sardegna, vi è stato accompagnato e festeggiato da molta gente, e questa sera tutti i Casini, che sin da oggi avevano esposte diverse bandiere, sono stati illuminati. Oggi si sono ricevuti alcuni dettagli sui gravissimi disordini accaduti il giorno 15 corrente a Parigi, ove l’Assemblea nazionale è stata assalita dal partito comunista, terminando col disciogliersi; e pare che i comunisti abbiano avuto il disopra, e si siano impadroniti del potere. Vi è qualche voce, che susseguentemente sia stato ristabilito l’ordine, ma nulla si sa di preciso.

Giovedì 25 — Questa mattina l’Ab. Gioberti è stato ricevuto dal Papa. Da Parigi si è saputo che realmente la stessa sera del 15 l’ordine fu ristabilito (e continuava anche nel giorno susseguente), l’Assemblea di nuovo istallata, ed arrestati vari dei capi della sommossa. Oggi i pubblici fogli annunziano che l’Imperatore d’Austria, colla famiglia, il giorno 17 era partito da Vienna per Innsbruck senza saputa (pare) del Ministero, che l’ha annunziato al pubblico, allegando motivi di salute, che gli erano state fatte delle spedizioni per pregarlo a ritornare e che la tranquillità il giorno 18 regnava a Vienna ecc. Sui veri motivi di questa poco comprensibile risoluzione regna perfetta oscurità.

Venerdì 26 — Oggi in un supplemento alla nostra Gazzetta si annunzia che il Papa ha scritto una lettera (di cui non riporta il testo) all’Imperatore d’Austria per procurare la pace, ponendo sempre per base il riconoscimento della indipendenza e nazionalità italiana, al quale effetto spedirebbe un Delegato Apostolico straordinario alle parti contendenti. Un tale annunzio è seguito da un indirizzo di ringraziamento e di lodi per parte del Ministero. In conseguenza di ciò i Casini colle bandiere ed una discreta quantità di popolo si sono recati nella piazza di Monte Cavallo al ritorno del Papa dalla Cappella (di S. Filippo) a fargli applauso ed a riceverne la benedizione.

Sabato 27 — Questa mattina è partito Mons. Morichini, incaricato di una missione presso l’Imperatore d’Austria, ed il Re Carlo Alberto con carattere di Delegato Apostolico straordinario. La lettera del Papa all’Imperatore di Austria oggi si è resa pubblica colle stampe e si vendeva per le strade.

Mercoledì 31 — Pare certo che avendo il Card. Ciacchi ricusato di assumere l’impiego di Segretario di Stato, sia stato destinato a tal carica il Card. Soglia Vescovo d’Osimo che pare rassegnato ad accettarlo.

Giugno

Giovedì 1 — Questa mattina adunatosi il Consiglio Municipale ha aggregato alla cittadinanza romana l’Ab. Gioberti, che è stato condotto in Campidoglio e ricondotto a casa in una carrozza del Senato, con accompagnamento di civici, e da un numero di altre persone. Essendo giunta la notizia della resa di Peschiera, e di un fatto d’arme seguìto a Goito, colla vittoria delle truppe piemontesi, sotto gli ordini del Re in persona, questa sera per invito del Municipio si è fatta illuminazione per tutta la città, e avanti al palazzo del Ministro di Sardegna è andata molta gente ad applaudire con bandiere, bande ecc. ecc. Oggi sono arrivate alcune centinaia di volontarii dalla provincia di Campagna che vanno a militare in Lombardia. La nostra banda civica è andata ad incontrarli. Si sente che ieri sera è arrivato il Card. Soglia nuovo Segretario di Stato.

Domenica 4 — Questa mattina l’Ab. Gioberti si è recato alla Sapienza ove è stato ricevuto ed acclamato con molta solennità. L’Ab. Rezzi, professore di eloquenza nell’Università, gli ha indirizzato un discorso a cui esso ha risposto. Fra le deliberazioni del Consiglio Municipale di ieri si assicura vi sia stata quella che la strada detta sin qui Borgognona, ove è situata la locanda in cui ha alloggiato esso Abate Gioberti, prenda il nome di via Gioberti.

Lunedì 5 — Questa mattina è seguita l’apertura dei Consigli Legislativi nel salone del palazzo della Cancelleria. I componenti i due Consigli adunatisi al Popolo, sono partiti di là in molte carrozze, preceduti da quelle del Senato Romano, dalle bandiere dei Rioni, e con corteggio di truppa, specialmente civica, bande ecc. e seguito da diversi circoli sotto le loro insegne. Il Card. Altieri, Delegato Pontificio, si è recato in gran treno dal Quirinale alla Cancelleria (ove i Deputati, e i membri dell’alto Consiglio, dopo di aver sentito la Messa a S. Lorenzo e Damaso, avevano proceduto alle operazioni preliminari), ed ivi ha aperta la sessione con un discorso, che ha chiuso per oggi la funzione. Mons. Muzzarelli è nominato Presidente dell’Alto Consiglio e D. Pietro Odescalchi ed il Conte Pasolini Vice-Presidenti. È stato pubblicato un Motu proprio del Papa sulla stampa, quale Legge aveva riservata a sé nello Statuto Costituzionale. Questa sera si sono replicate le illuminazioni per la città. È giunta notizia di una nuova rivoluzione seguìta a Vienna il giorno 27 dello scorso mese per fatto specialmente del corpo degli studenti, e che in seguito di ciò si esigeva l’allontanamento immediato della truppa regolare da Vienna e il ritorno dell’Imperatore nel termine di 14 giorni. Correva altresì la notizia della resa di Mantova in seguito di una rivolta delle truppe ungheresi e dei reggimenti italiani; ma sino a questa sera non si conferma.

Martedì 6 — Pare certo che tutte o quasi tutte le truppe napoletane che erano andate verso l’alta Italia, in seguito di ordini ricevuti dal loro governo, retrocedano per ritornare nel Regno. Questo fatto nella disposizione in cui sono gli spiriti delle nostre provincie, che devono traversare, fa temere di qualche collisione.

Giovedì 8 — È giunto in Roma il Generale Ferrari, comandante le nostre truppe nello Stato Veneto, non conoscendosi i motivi di questa venuta.

Venerdì 9 — Questa mattina si sono adunati segretamente il Consiglio dei Deputati e l’Alto Consiglio; il primo nel salone della Cancelleria, il secondo in quello dell’Apollinare. Nel primo il Ministro dell’Interno Conte Mamiani, nel secondo il Ministro degli Affari Esteri, Sig. Marchetti, hanno letto il programma dell’attuale Ministero.

Sabato 10 — La nostra Gazzetta di questa sera annunzia l’arrivo di Mons. Ferreri reduce dalla sua missione a Costantinopoli recando seco i magnifici regali che il Gran Signore invia al Papa. Ha dato motivo a delle ciarle l’improvviso allontanamento dal Palazzo Pontificio e la probabile partenza da Roma di Monsignor Sbarretti stato già Vicario del S. Padre, quando era Vescovo d’Imola, e che egli aveva chiamato presso di sé nel principio del Pontificato, e che era attualmente Segretario del Consiglio dei Ministri. Si vuole però che la cosa non abbia motivo politico.

Domenica 11. Pentecoste — Fin da ieri è partito l’Abate Gioberti che nel suo soggiorno in Roma ha alloggiato all’Hôtel d’Angleterre nella strada sin qui Borgognona, e vi è stata sempre una numerosa guardia d’onore civica.

Mercoledì 14 — Oggi è stato pubblicato un bollettino in data dell’11 da Padova, che porta un nuovo attacco degli Austriaci in forza considerevole contro Vicenza, di cui in sostanza non si sapeva l’esito, ma si credeva poter sperare che fosse favorevole al corpo italiano, il quale la difendeva. Tutti stanno in aspettazione. Avendo il March. Patrizi mandato la sua rinuncia al Comando dell’ottavo battaglione civico, il battaglione stesso con grande maggiorità di voti lo ha di nuovo eletto. Si dice che il General Ferrari sia ripartito.

Giovedì 15 — Oggi, da un bollettino che si è pubblicato, si è ricevuto la notizia che, dopo un fuoco di molte ore, le truppe italiane, sotto il comando del generale Durando, che occupavano Vicenza, in seguito ad un concordato, l’avevano evacuata cogli onori militari, e colla condizione di non agire contro le truppe austriache per lo spazio di tre mesi. Fra i morti si conta il negoziante di campagna romano Natale del Grande, che partì coi volontarii civici, ed aveva il grado di Colonnello.

Venerdì 16 — Questa mattina prima di andare al Consiglio della Comarca sono andato a vedere i regali del Gran Signore al Papa che sono esposti a Monte Cavallo nell’appartamento ove alloggiò l’Imperatore d’Austria. Essi consistono in una sella, valdrappa e intiera armatura di cavallo ricamata in oro (di cui sono pure le staffe), e guarnita tutta di gran quantità di brillanti, quattro dei quali agli angoli della valdrappa di grossezza e valore considerabile, in un parato di velluto contratagliato con fondo di oro; in molte pezze di cachemir bianco, ed in molte pezze di tappeti. Oltre tutto ciò, il Papa ha ricevuto pure una tabacchiera col ritratto del Gran Signore ricchissimamente ornata di brillanti, ed un medaglione simile per il suo Segretario di Stato: né l’uno né l’altro erano esposti. Oggi da Civitavecchia è giunta una notizia di una nuova sollevazione a Napoli, colla fuga del Re, l’abdicazione, pubblicazione della Costituzione del 1812 ecc. ecc. Niente però sino a tutta questa sera ha confermato tale notizia.

Sabato 17 — Questa sera, ricorrendo il giorno della creazione del Papa, si sono fatte le solite illuminazioni per la città, ed un discreto numero di gente s’è recato al palazzo Quirinale per far plauso al S. Padre che l’ha benedetta. Da Napoli non si ha niente sin qui che confermi le voci di ieri.

Domenica 18 — Si assicura che sia oggi partito per Napoli il Conte Ludolf, Ministro di quella corte da cui aveva ricevuto una staffetta qualche giorno prima.

Lunedì 19 — Oggi il Papa ha ricevuto l’intero Consiglio dei Deputati che lo aveva domandato per felicitarlo sull’anniversaria ricorrenza della sua Esaltazione.

Martedì 20 — Si ha dalla nostra Gazzetta di oggi l’arrivo di Monsignor Morichini a Innsbruck, ove trovasi attualmente l’Imperatore d’Austria, la notte del 10 corrente. Questa mattina il Papa ha ricevuto il complimento dell’Alto Consiglio in corpo per l’anniversario della creazione.

Mercoledì 21 — Ieri sera e questa sera si sono fatte le illuminazioni per la città per l’anniversario della incoronazione del Papa.

Giovedì 22 — Ieri è arrivato il nuovo Ministro destinato dalla Repubblica Francese presso la S. Sede M. d’Harcourt. Sono arrivati ieri da Civitavecchia i sei cavalli arabi mandati al Papa in regalo dal Gran Signore.

Venerdì 23 — Mons. Muzzarelli ha dato la sua dimissione dalla presidenza dell’Alto Consiglio, e la pubblica voce la attribuisce ad una dimostrazione di malcontento fattagli dal Papa in termini piuttosto vivi ieri mattina nella camera dei Paramenti a S. Pietro. Questa mattina l’Alto Consiglio è stato presieduto da D. Pietro Odescalchi, uno dei Vice-Presidenti.

Lunedì 26 — La rinunzia di Mons. Muzzarelli non pare sia stata accettata dal Papa; non ha però presieduto l’Alto Consiglio neppure nella seduta di questa mattina.

Mercoledì 28 — Questa mattina Monsig. Muzzarelli ha presieduto la seduta dell’Alto Consiglio.

Luglio

Domenica 2 — Questa sera s’è aperto con solennità, sulla piazza di S. Maria in Trastevere, il nuovo quartiere del battaglione civico di quel Rione, ed il Principe Corsini che ne è il Comandante, ha fatto un numeroso invito, trattamento di gelati, orchestre ecc. La festa era stata disintimata quest’oggi, e poi intimata di nuovo. Si dice ne sia stata cagione un qualche rumore suscitatosi nel popolo per un ordine dato dal Municipio di ammettere gli Ebrei al servizio della Guardia civica. Quest’ordine dato (dicesi) senza saputa del Comando generale aveva prodotto la dimissione del Principe Aldobrandini Comandante; ma pare che la cosa sia stata accomodata o almeno sopita. Si vanno ricevendo per dispacci telegrafici notizie della terribile sommossa di Parigi, che cominciò il giorno 22 dello scorso mese, ed ha continuato per tre o quattro giorni con grandissimo spargimento di sangue, ed orrori inauditi: pare che il giorno 27 la tranquillità fosse ristabilita!!!

Martedì 4 — Il Marchese Patrizi ha mandato la sua rinunzia al grado di Tenente Colonnello dell’ottavo battaglione civico, che lo aveva eletto di nuovo. Si continua a parlare della dimissione del Principe Aldobrandini dal Comando generale della Guardia civica.

Mercoledì 5 — Si sente da Parigi che tra le vittime della orribile lotta, che ha allagato di sangue quella città, si conta il suo Arcivescovo ferito mortalmente mentre si era recato ad una delle barricate per portare parole di pace agl’insorti!!!

Giovedì 6 — Qualche giornale riporta (ed è stato anche affisso al pubblico) un dispaccio del Cardinal Soglia, Segretario di Stato, diretto a Mons. Viale-Prelà, Nunzio a Vienna, in cui si confermano i sentimenti del Papa riguardo alla guerra e si dichiara che le dichiarazioni del Ministero non sono conformi alle intenzioni del S. Padre. Questo dispaccio una parte del quale è in cifre, pare sia stato intercettato a Torino o a Milano ed il giornale promette un premio a chi lo decifrerà. Si prevede che la cosa possa portare delle conseguenze. Oggi il Principe di Campagnano ha ricevuto la nomina di membro dell’Alto Consiglio. Contemporaneamente sono stati nominati il Principe Doria, il Principe Ruspoli, il Duca Braschi, Prospero Bernini, l’avvocato Vannutelli ed un tal Conte Rondinini. Si assicura che ieri sera sia giunto in Roma il Generale Durando.

Venerdì 7 — Si parla della rinunzia di Mons. Pallavicini, maggiordomo, (che è partito da vari giorni per Genova) per motivo di salute che è veramente molto deteriorata.

Sabato 8 — Non pare avrà luogo (almeno per questa causa) la crisi ministeriale che si temeva in seguito della pubblicazione del Card. Soglia. Si dice di più che il Papa non abbia avuto difficoltà di comunicare al Ministero la parte del dispaccio medesimo, che era in cifra.

Lunedì 10 — Questa mattina il Papa ha ricevuto l’indirizzo di risposta del Consiglio dei Deputati. La risposta che è stata stampata pare che non sia interamente consonante alle idee espresse nell’indirizzo stesso. Secondo le voci che corrono, sembra che possa poi aver luogo quanto prima un cambiamento nel Ministero.

Martedì 11 — Si è pubblicata colle stampe una allocuzione pronunciata dal Papa nel Concistoro del 3 corrente relativa agli affari dei cattolici in Russia, ed una specie di concordato stabilito con quell’Imperatore sino dall’anno scorso sulla provvista dei Vescovati di rito latino vacanti accennandosi lusinghe e speranze per la conciliazione di molti e gravissimi altri articoli, che pur troppo da gran tempo ne hanno necessità in quell’Impero ecc.

Giovedì 13 — Questa mattina a S. Maria Maggiore si è celebrato un funerale per il defunto Arcivescovo di Parigi, ucciso sulle barricate nell’ultima insurrezione, mentre recava al popolo parole di conciliazione. Il Papa vi ha assistito coi Cardinali Palatini, i Vescovi assistenti al Soglio, oltre altri Arcivescovi e Vescovi presenti in Roma.

Venerdì 14 — Nella giornata di oggi nel tratto di strada dalle Frattocchie a Albano sono state fermate e spogliate varie persone e qualche legno da alcuni grassatori, (sul numero dei quali variano le voci) e nella notte scorsa nel sito stesso è stato ucciso un carabiniere della brigata di Albano.

Sabato 15 — Nella nostra Gazzetta d’oggi si annunzia che il Parlamento di Sicilia ha eletto in re dell’isola il Duca di Genova secondogenito del Re di Sardegna.

Domenica 16 — Tutti i battaglioni civici sono andati (ognuno in una chiesa a portata del suo Rione) ad assistere ad un Te Deum che si è cantato per la ricorrenza anniversaria della istituzione di quella milizia. Questa sera il circolo popolare è andato a fare una dimostrazione di plauso all’abitazione del Conte Mamiani; il quale oggi corre voce che resta al Ministero. Ieri è ritornato a Roma Mons. Morichini dalla sua missione presso l’Imperatore d’Austria, quale pare non abbia avuto risultato. È tornato pure da Napoli il Conte Ludolf e si dice che debba ripartire per una missione straordinaria a Parigi e Londra.

Lunedì 17 — Nella notte è giunta una staffetta da Ferrara che ha recato la notizia dell’occupazione di quella città fatta da un corpo di truppa austriaca. Si dice di cinquemila uomini. Corre voce che la provincia di Bologna mediti di offrire di concerto con altre provincie dello Stato nostro la sua dedizione al Re Carlo Alberto.

Martedì 18 — Il corpo di truppa austriaca che si è avanzato sotto Ferrara (ma non è entrato in città) ha richiesto che si approvisionasse quella fortezza per due mesi, con qualche minaccia in caso di rifiuto; ed ottenuto ciò pare che le truppe si siano allontanate. Il Papa ha indirizzato su questo fatto una protesta a tutto il Corpo Diplomatico, sottoscritta dal Cardinal Soglia Segretario di Stato; qual protesta essendo stata comunicata questa mattina dal Ministero al Consiglio dei Deputati, questo ha deliberato all’istante un indirizzo al S. Padre, per ringraziarlo della comunicazione ed eccitarlo a prendere rigorose misure ecc.

Mercoledì 19 — Questa mattina una quantità di gente dalla piazza di S. Lorenzo in Lucina (ove era stata convocata, con pubblico affisso) si è recata con una bandiera alla testa al palazzo della Cancelleria ed ha presentata al Consiglio dei Deputati una petizione riguardante le misure più energiche di guerra ecc. Il Presidente ha risposto che la petizione nelle forme del Regolamento sarebbe esaminata e discussa domani. In seguito di che l’attruppamento si è disciolto senza alcuna violenza. È voce comune che una parte della truppa civica avesse oggi l’intenzione di tornare ad occupare il Castello e le porte; ma la cosa non ha sino a questa sera avuto effetto.

Giovedì 20 — Questa mattina la Deputazione del Consiglio dei Deputati e dell’Alto Consiglio (ed il Principe di Campagnano ha fatto parte della seconda) si son recate al Quirinale per presentare al Papa i loro rispettivi indirizzi ai quali il S. Padre ha dato, pare, bastantemente soddisfacenti risposte. Ieri pare che effettivamente un certo numero di civici si presentassero arbitrariamente al Castel S. Angelo per occuparlo, e che il Comandante Colonnello Stuart, come era naturale, vi si opponesse, facendo anche alzare i ponti. La precipitazione con cui, secondo la relazione, gli Austriaci lasciarono le vicinanze di Ferrara, si era attribuita a qualche scontro, per loro svantaggioso, con le truppe piemontesi; ma sinora nulla di nuovo e sembra che non abbiano abbandonato almeno totalmente le rive del Po.

Venerdì 21 — Si aspetta da un momento all’altro il cambiamento del nostro Ministero.

Martedì 25 — Questa mattina è arrivata una legione di nostri civici volontari reduci da Vicenza comandata dal Maggiore Galletti. Il Senato Romano, una Deputazione del Consiglio dei Deputati e quattro battaglioni della truppa civica sono andati ad incontrarla fuori della porta del Popolo e per la strada del Corso (ove erano i parati a tutte le finestre); è andata a piazza di Venezia ove secondo un ordine del giorno del Comando Generale Civico, gli individui dovevano ritornare ai rispettivi battaglioni, a cui appartenevano, ma pare che non abbiano voluto separarsi, e siano perciò accasermati. A piazza di Venezia si è suscitato (non si sa bene come, ma si crede per opera dei ladri) un allarme per cui la gente si è data alla fuga con perdita di cappelli, orologi, orecchini ecc.; ma senza alcuna disgrazia.

Mercoledì 26 — Questa mattina un battaglione dei volontari civici arrivato ieri ha persistito a non volersi disciogliere ed a voler essere acquartierato separatamente e, ricusando qualunque altra caserma, ha voluto essere alloggiato nella Casa del Gesù che ha occupato di fatto.

Giovedì 27 — Ieri sera nelle vicinanze della piazza San Marco fu ucciso con un colpo di stile nella gola un tale Abate Ximenes, Maestro alle scuole del Collegio Romano, e che si dice scrivesse in qualcuno degli infiniti giornali che si pubblicano a Roma.

Venerdì 28 — Secondo le voci del giorno, pare che il Ministero, almeno in gran parte resti a posto.

Sabato 29 — Si sta in gran aspettativa di sentir nuove dell’esito dei combattimenti, che si sa in genere esser seguìti dal 22 al 24 corrente, presso Mantova e Verona tra l’armata austriaca e piemontese. Dalle voci che circolano alcuni attribuiscono il vantaggio alla seconda, almeno nel risultato finale.

Domenica 30 — Oggi si è pubblicato un bollettino semiufficiale, che porta in genere nuove di strepitosa vittoria riportata dal Re Carlo Alberto sopra gli Austriaci, che avrebbero perduto seimila prigionieri, quaranta cannoni, tredici bandiere ecc. ecc. senza però precisi dettagli; un’altra staffetta è venuta stasera da Ferrara che sembra non far che confermare le predette notizie. Oggi dopo pranzo la legione dei volontari reduci, con dei distaccamenti dei battaglioni della Guardia civica di Roma, è andata a Villa Borghese a fare una passeggiata militare fraterna. Questa sera poi una truppa di gente, con torcie, bandiere ecc. e facendo evviva strepitose a Carlo Alberto Re d’Italia, si è portata al Campidoglio e a Monte Citorio, facendo suonare in ambedue i luoghi le rispettive campane come pure in varie chiese. A ciò è succeduto uno sparar di fucili che ha continuato quasi fino alle tre dopo la mezza notte e che ha messo in allarme tutta la città, ed anche i contorni.

Lunedì 31 — Una notificazione del Card. Vicario affissa oggi, annunziava un Te Deum a S. Andrea della Valle, oggi dopo pranzo in ringraziamento al Signore per gli ultimi gloriosi fatti del Re Carlo Alberto, come conducente alla pace. Si dice però sia stata sospesa questa funzione sino a notizie più sicure dei fatti medesimi, sui quali le notizie di oggi pare abbiano sparsa qualche incertezza, non si sa se fondata o no.

Agosto

Martedì 1 — Questa mattina il Consiglio dei Deputati in seguito alle notizie non troppo felici dell’armata piemontese, ha deliberato un indirizzo al Papa, che ha mandato, e si è dichiarato in seduta permanente sino alla risposta; quale però essendo stata che l’avrebbe data questa sera alle 9, il Consiglio si è disciolto. Questa sera essendo andata la deputazione a Monte Cavallo (ove si è recata pure una deputazione del Circolo Popolare con torcie e bandiere) il Papa l’ha ricevuta ed ha data la risposta, che si dice non abbia soddisfatto. L’attruppamento non molto numeroso, nel ritorno da Monte Cavallo andava prorompendo in grida, che (per quanto corre voce) non annunziavano contentamento. Niente di più si è saputo oggi riguardo agli avvenimenti della guerra.

Mercoledì 2 — Questa mattina è stata rinforzata la guardia a tutti i quartieri civici, ed un appostamento di alcune centinaia di uomini alla Gran Guardia, ove mancando il locale sono venuti a stabilirsi nel nostro cortile verso le 9 antimeridiane e vi sono rimasti sino a circa un’ora di notte. Il Conte Mamiani ha dato nuovamente e pare definitivamente la sua dimissione dal Ministero.

Giovedì 3 — Questa mattina è stato affisso (e in più luoghi lacerato poco dopo) una specie di Motu proprio del Papa, in cui si annunzia la definitiva rinunzia del Ministero intiero, e che il Conte Odoardo Fabbri, sin qui pro-Legato di Urbino e Pesaro, da lui chiamato a Roma, formerà parte della nuova combinazione ministeriale. L’avv. Sereni di Perugia, Presidente del Consiglio dei Deputati che fu gravemente insultato martedì sera dall’attruppamento popolare nel ritornare da Monte Cavallo, ha dato la sua rinunzia, ed è partito da Roma.

Venerdì 4 — Il Principe Aldobrandini, comandante la Guardia civica, ha dato la sua dimissione. Si dicono partiti da Roma segretamente i Cardinali Lambruschini, Antonelli, Ferretti e della Genga e qualcuno vi aggiunge anche Mai.

Domenica 6 — Oggi dopo pranzo è stato affisso un proclama del Ministro delle Armi, che annunzia l’occupazione di Ferrara fatta da un corpo austriaco, che si dirigeva anche ad occupare Ravenna e, si dice, anche Bologna; e invita tutti ad accorrere alla difesa formando un campo alla Cattolica ecc. Ciò ha prodotto una grande agitazione del popolo, che ha cominciato a far sortire dal Corso tutte le carrozze con generale timore e apprensione. Si prevedeva per questa sera qualche strepitosa dimostrazione popolare; ma non ha avuto luogo. Si dice solo che della gente si sia recata al palazzo Colonna, ove abita l’Ambasciatore di Francia.

Lunedì 7 — Oggi è stata affissa una protesta a nome del Papa, sottoscritta dal Card. Soglia contro l’occupazione delle Legazioni per parte dell’armata austriaca, e in essa protesta si dichiara di avere implorato l’aiuto delle Potenze amiche. Si è veduto anche stampato il proclama del Generale Welden, comandante il corpo d’armata suddetto, che è concepito in termini minacciosi. Benché questa mattina il Conte Fabbri e qualcuno altro individuo del nuovo Ministero siansi presentati alla Camera dei Deputati, non si è veduta annunziata sin qui alcuna nomina ufficiale.

Martedì 8 — Oggi circa le 23 ore si è fatta una dimostrazione popolare preceduta dalla bandiera francese per presentare all’Ambasciatore di Francia una petizione munita di molte sottoscrizioni, onde ottenere l’intervento della Repubblica a favore della causa italiana; e la deputazione che l’ha presentata pare abbia riportata risposta bastantemente soddisfacente. Si è pubblicata una nuova protesta firmata dal nuovo Ministero (meno che dal Conte Campello, Ministro delle Armi che ha dato la sua dimissione dopo tre o quattro giorni dalla sua istallazione) contro l’occupazione austriaca, e nello stesso tempo un dispaccio del Card. Soglia al Card. Marini, Legato di Forlì con cui gli si ingiunge di recarsi subito presso il Generale Welden in unione del Principe Corsini e Principe Simonetti, che vanno a partire da Roma a momenti, per intimargli, che se non evacuerà immediatamente lo Stato pontificio, il S. Padre farà uso di tutti i mezzi, che sono a sua disposizione, per costringervelo. Ambedue sono concepiti in termini molto forti. Non pare si sappia positivamente se le truppe austriache siano entrate a Bologna. Nella Gazzetta di oggi sono indicati i nuovi Ministri che sono (oltre il Card. Soglia Presidente) il Conte Fabbri dell’Interno, l’Avvocato de Rossi di Grazia e Giustizia, Lauri alle Finanze, Guarini ai Lavori Pubblici, Commercio ecc., Galletti alla Polizia e in sua assenza l’assessore Perfetti ed alle Armi come direttore temporaneo Gaggiotti. Resta sempre scoperto ed in sospeso il Ministero degli Affari Esteri secolari.

Mercoledì 9 — Oggi sono partiti per la loro missione presso il Generale Welden, il Principe Corsini ed il Conte Guarini, in luogo di Simonetti, che si è scusato. Pare che anche il Ministero degli Affari Esteri secolari sia riunito nel Cardinale Soglia, Segretario di Stato, e pare che egli figurerà tra i Ministri responsabili, e si presenterà alle Camere all’occorrenza.

Giovedì 10 — In seguito ad una convenzione tra il Generale Welden, e il pro-Legato di Bologna Bianchetti le truppe austriache non sono entrate in città, rimanendo in una posizione che in parte la circonda; riservandosi solo la guardia di tre porte.

Venerdì 11 — Oggi si è pubblicato un bollettino sottoscritto da tutto il Ministero, in cui si annunzia che il giorno 8 a Bologna il popolo assalì le truppe austriache postate intorno alla città, le respinse facendo circa trenta prigionieri e prendendo loro tre cannoni.

Sabato 12 — Da Bologna si sente che gli Austriaci si siano ritirati da quei contorni dopo qualche conflitto decisivamente svantaggioso per loro. Dalla Romagna accorreva tutta la truppa ivi esistente a quella volta. Si va confermando in genere la notificazione sparsa da qualche giorno della capitolazione di Milano, mediante il convenuto ritiro delle truppe piemontesi di là del Ticino, ma non vi ha nulla di autentico e di dettagliato. Verso sera un drappello non molto numeroso di gente con una bandiera, si è recato per il Corso a Monte Cavallo ove poco dopo si è disciolto non conoscendosene l’oggetto.

Domenica 13 — Oggi dopo pranzo tutti i battaglioni civici seguiti da gente che portava la bandiera di Bologna si sono portati sulla piazza di Monte Cavallo, ed il Papa ha dato loro la benedizione, senza indirizzar loro nessuna parola, come forse pareva che si aspettasse. È stato nominato Ministro delle Armi il Generale Latour, sin qui comandante i reggimenti esteri al servizio pontificio.

Lunedì 14 — Oggi si sono avute notizie più dettagliate della capitolazione di Milano, e dell’ingresso in quella città delle truppe austriache, con più quella di un armistizio di sei settimane concluso tra il Re Carlo Alberto ed il Maresciallo Radetzky.

Martedì 15 — Corre una seconda voce, proveniente, si dice, da Civitavecchia che la popolazione di Milano essendosi rivoltata abbia scacciate le truppe austriache.

Mercoledì 16 — Niuna conferma ancora della espulsione degli Austriaci da Milano. Avendo un certo numero di Guardie Nobili fatto presentare al Papa l’istanza di marciare alla difesa dello Stato, si assicura che sia stata favorevolmente accolta.

Venerdì 18 — Essendo giunto a Roma il corpo del Colonnello Del Grande, comandante già della prima legione dei volontari civici, che fu ucciso a Vicenza; questa sera verso l’Ave Maria è stato trasportato alla chiesa del Gesù sopra un carro tirato da quattro cavalli coperto da una coltre, i lembi della quale erano sostenuti da quattro Colonnelli civici, tra i quali vi era il Principe di Campagnano. Il convoglio funebre, che è passato per il Corso, venendo dal Popolo, ove si è radunato, era composto dai Religiosi Cappuccini, dalla porzione della legione già comandata dal Defunto che si trova in Roma, da tutta l’ufficialità di ogni arma, da due plotoni ciascuno di sei battaglioni civici, dai Circoli.

Sabato 19 — Questa mattina nella chiesa del Gesù si è fatto il solenne funerale al Colonnello Del Grande, con tutti gli onori militari e coll’assistenza di tutta l’ufficialità di tutti i corpi dell’Alto Consiglio, del Consiglio dei Deputati, del Municipio ecc.; Mons. Lucciardi ha pontificato. Par sicuro che il Conte Lovatelli pro-Legato di Ferrara sia stato nominato Ministro delle Armi in luogo del Generale Latour, che non ha accettato l’impiego.

Domenica 20 — Questa mattina sono ritornati il Principe Corsini ed il Conte Guarini dalla loro missione, e si dice abbiano riportate dal Generale Welden assicurazioni della intiera evacuazione (già quasi del tutto effettuata) dello Stato pontificio, e di nessuna altra occupazione per l’avvenire. Non si sa se si esige in reciprocanza alcuna condizione dal nostro Governo.

Martedì 22 — Si sente che l’Imperatore d’Austria colla famiglia sia partito agli 8 corrente da Innsbruck per ritornare a Vienna.

Giovedì 24 — È oggi voce comune che Lovatelli non abbia accettato il Ministero delle Armi.

Sabato 26 — L’Alto Consiglio ed il Consiglio dei Deputati sono stati prorogati al 15 del futuro novembre. La relativa ordinanza è stata recata stamattina ai due Consigli dai Ministri di Grazia e Giustizia e dell’Interno.

Martedì 29 — Da Bologna si sente che si continua lo stato d’inquietudine per parte dei così detti Corpi franchi quali si dice abbiano voluto il cangiamento dei membri del Comitato, e l’arresto del Colonnello Zuccheri dei dragoni.

Mercoledì 30 — Le notizie da Bologna non sono ancora rassicuranti sul ristabilimento della tranquillità. Livorno è in istato di piena insurrezione. La truppa è stata disarmata e rinchiusa; si è formato un governo provvisorio sotto il titolo di Comitato di pubblica sicurezza ecc. ecc.

Giovedì 31 — A Bologna niente di nuovo in meglio. Livorno continua sempre nello stesso stato di dichiarata indipendenza dal Governo toscano, il quale pare stia patteggiando col popolo, che è padrone del paese.

Settembre

Venerdì 1 — A Livorno continua lo stato di perfetta anarchia ed insubordinazione totale. Di Bologna nulla di nuovo.

Sabato 2 — A Livorno pare che stessero per entrare, senza opposizione le truppe del governo.

Lunedì 4 — A Bologna si sente che siano state uccise dai popolani armati undici persone.

Martedì 5 — Oggi si è saputo che Livorno è di nuovo in rivolta ed anarchia. Secondo le notizie incomplete che si hanno, il popolo si era battuto con la truppa che aveva avuto la peggio e si era ritirata nei forti (dopo aver perduto quattro cannoni) e da questi tirava sulla città. S’ignora l’esito finale.

Mercoledì 6 — Ieri sera partì il Ministro di Polizia Galletti per Bologna, ove continuano le uccisioni, il numero delle quali ascende, si dice, sin qui a venticinque!

Giovedì 7 — Era corsa voce che questa sera avrebbe avuto luogo una dimostrazione popolare al palazzo dell’Ambasciatore di Francia. Ma non si è verificata, o almeno, se vi è stata, è stata talmente poco numerosa, che non si è fatta rimarcare.

Sabato 9 — Le nuove del giorno sono che l’Austria abbia ricusato di accettare la mediazione della Francia e dell’Inghilterra e che nei porti di Marsiglia e Tolone si era imbarcata della truppa diretta a soccorrere Venezia.

Lunedì 11 — Si ha da Napoli che il giorno 7 corrente le truppe napoletane comandate dal Generale Filangeri s’impadronirono di Messina e di quasi tutti i piccoli bastimenti siciliani, dopo una ostinata resistenza di due giorni. Pare, secondo tutte le notizie, che vada a rinnovarsi la guerra.

Martedì 12 — Oggi corre voce che la mediazione della Francia e dell’Inghilterra sia stata poi accettata dall’Austria, e che in conseguenza sia stato sospeso l’imbarco di truppe francesi per l’Italia.

Mercoledì 13 — Oggi è stata pubblicata un’ordinanza del Ministero delle Finanze in cui si annunzia che nella ultima serie, che resta a emettersi di scudi duecentocinquantamila di Boni del Tesoro, per la somma di trentamila scudi ne verranno creati di scudi due, e per trentaduemila di uno scudo, e né questi, né quelli porteranno interesse. Un’ordinanza del Ministero di Polizia, pure pubblicata oggi, proibisce provvisoriamente l’estrazione dallo Stato, senza uno speciale permesso, d’ogni moneta d’oro o d’argento, verghe, metalli preziosi ecc. eccettuato il danaro per uso proprio limitato a scudi duecentocinquanta per persona. Prende piede la voce della formazione di un nuovo Ministero, alla testa del quale sarebbe l’ex Ambasciatore di Francia Rossi.

Sabato 16 — La Gazzetta di oggi riporta la nomina del nuovo Ministero formato come segue. Presidente e Ministro degli Affari Esteri il Card. Soglia, Ministro dell’Interno e interinalmente delle Finanze il Cav. Rossi, dell’Istruzione Pubblica il Card. Vizzardelli, di Grazia e Giustizia l’avv. Ciccognani, del Commercio il prof. Montanari, dei Lavori Pubblici e per interim delle Armi il Duca di Rignano, Ministro senza portafoglio il Conte Guarini, sostituto delle Finanze il Cav. Righetti. Del Ministero di Polizia non si fa menzione, e non si sa se continuerà ad occuparlo l’avv. Galletti.

Lunedì 18 — Un’ordinanza del nuovo Ministero di oggi dichiara soppresso il Ministero di Polizia, e le sue attribuzioni riunite a quelle del Ministro dell’Interno; con altra simile viene revocata quella del 13 corrente proibitiva dell’estrazione delle monete, verghe e metalli preziosi ecc.

Martedì 19 — Oggi dopo pranzo i due battaglioni dei volontari, che formano la legione acquartierata al Gesù, son andati ad una rivista nel cortile di Belvedere al Vaticano.

Venerdì 22 — Dalla Gazzetta d’oggi si rileva essere stato spedito al Generale Zucchi, il dispaccio che lo nomina ad essere Ministro delle Armi di questo Governo.

Sabato 23 — Questa mattina la prima legione romana, che stava accasermata al Gesù, è partita alla volta di Cesena sotto il comando del Colonnello Galletti.

Venerdì 29 — Questa mattina il Papa è andato a S. Michele a Ripa, percorrendo, per l’andata e il ritorno, quasi tutto Trastevere, ove le finestre e molti punti delle strade erano ornati di tappeti.

Sabato 30 — Due ordinanze ministeriali sono state pubblicate oggi, una sullo stabilimento di una linea telegrafica da Roma a Ferrara per Bologna e Ancona, e da Roma a Civitavecchia; l’altra sulle pensioni dei militi delle legioni civiche, e volontari rimasti feriti.

Ottobre

Domenica 1 — Avendo il Marchese Patrizi persistito costantemente nel non accettare il comando dell’ottavo battaglione civico, a cui era stato eletto a grande maggiorità, ed essendosi anche da vari giorni assentato da Roma per sottrarsi a tutte le istanze e pressioni; oggi è stato nominato in sua vece il March. Pio Capranica che era il secondo nella terna.

Lunedì 16 — Per la via di Ancona si è ricevuta la notizia che il giorno 6 corrente è accaduta un’altra gravissima sommossa a Vienna nella quale fu massacrato il Ministro della Guerra Latour e che l’Imperatore era partito, si diceva, per Francoforte.

Martedì 24 — Ieri sera in seguito di rissa tra Ebrei e civici una numerosa truppa di popolo fece irruzione nel Ghetto, minacciando incendio, sfascio di botteghe ecc. ecc. e fu necessario farvi accorrere molta forza anche di cavalleria. Anche da Albano, Genzano ecc. sono stati richiamati tutti i carabinieri disponibili; il che ha prodotto un certo allarme.

Venerdì 27 — A Civitavecchia, contemporaneamente all’affare del Ghetto di Roma, i forzati tentarono un ammutinamento che fu represso colla forza essendone rimasto ucciso uno, e vari feriti.

Lunedì 30 — Oggi il nuovo Ministro delle Armi, Generale Zucchi, giunto da tre giorni a Roma, ha passato in rivista sulla piazza di S. Pietro tutta la truppa di linea esistente in Roma, ed anche il battaglione dei ragazzi detto della Speranza.

Novembre

Venerdì 3 — Avendo il clero regolare e secolare dello Stato pontificio risoluto di offrire al Governo la somma di quattro milioni di scudi pagabili in quindici anni, onde ritirare dal corso i due milioni di Boni del Tesoro ultimamente emessi e togliere l’ipoteca imposta a garanzia dei medesimi sui beni ecclesiastici; il Papa con suo chirografo diretto al Cardinale Orioli, Prefetto della Congregazione dei Vescovi e Regolari (per mezzo del quale era passata l’offerta) ha accettato l’offerta stessa, incaricando il suddetto Cardinale della esecuzione.

Sabato 4 — Questa sera si è aperto il teatro Argentina, che il Municipio, in seguito del rifiuto del proprietario Principe Torlonia, ha ottenuto giudizialmente in contenzioso amministrativo in affitto coattivo.

Domenica 5 — Il Card. Antonelli è nominato Prefetto dei Palazzi Apostolici ed in tal qualità presiederà una Congregazione composta di vari Cardinali e di altri soggetti secolari che avrà l’amministrazione dei Palazzi Apostolici; ed il nuovo Maggiordomo da nominarsi pare non debba avere che la parte puramente esecutiva.

Lunedì 6 — È partito sin da ieri il Ministro delle Armi Generale Zucchi per Ferrara ove è accaduta qualche sommossa per aver voluto un tal Console austriaco alzare l’arme imperiale sulla porta della sua casa, che si dice essere stata saccheggiata. È andato seco il Conte Gamba deputato di Ravenna. Pare che il viaggio del Ministro abbia anche per oggetto l’ispezione delle truppe pontificie nelle provincie.

Venerdì 10 — Secondo le ultime notizie ufficiali, le truppe imperiali austriache sono entrate a Vienna di viva forza il giorno prima del corrente dopo aver respinte le truppe insurrezionali dell’Ungheria, che si erano avanzate in soccorso di Vienna stessa. L’avvicinamento di questi aveva indotti i Viennesi a tentar di non eseguire la resa già convenuta due o tre giorni avanti.

Mercoledì 15 — Questa mattina si sono riaperti tanto l’Alto Consiglio, quanto quello dei Deputati, dopo la proroga. Il Ministro dell’Interno e interino delle Finanze, nel recarsi in carrozza al secondo, è stato accolto sulla piazza della Cancelleria con fischi strepitosi, ed essendo poi smontato alla scala, al principio della medesima è stato circondato da un gruppo di persone ed è stato ferito nella gola con colpi di pugnale, per i quali, trasportato nelle camere del Card. Gazzoli che abita nel palazzo della Cancelleria, è rimasto esanime quasi al momento. I due suoi figli si trovavano sulla piazza quando succedeva questo terribile fatto. Questa sera una truppa composta di popolo e di carabinieri ha girato per Roma fino ad ora tarda, con torcie, bandiere ecc., e dicesi che l’oggetto fosse di affraternizzare i carabinieri stessi col popolo e con gli altri corpi militari.

Giovedì 16 — Dopo il mezzogiorno un radunamento di gente assai numeroso, cui si è aggiunto gran numero di civici, carabinieri e militari di ogni arme, si è recato dal Popolo a Monte Cavallo per chiedere l’immediata formazione di un nuovo Ministero, secondo la lista di persone che presentavano, al che il Papa ha risposto che aveva dato commissione al signor avv. Galletti di tal formazione. Tale risposta (replicata più volte per mezzo del Galletti stesso) non ha soddisfatto il popolo che per tutta la giornata ha continuato le sue clamorose insistenze, tentando di forzare e anche incendiare le porte del palazzo, che erano chiuse. Disgraziatamente alcuni della Guardia svizzera hanno fatto fuoco sul popolo e sono rimasti feriti (per quanto si assicura) due civici. L’irritamento allora è accresciuto a dismisura, si sono cominciate ad erigere delle barricate nelle vicinanze del palazzo, si è fatto fuoco contro il medesimo, si è trasportato sulla piazza un cannone, che era depositato alla Pilotta. Solamente verso le 8 della sera, avendo il Papa finalmente e pienamente acconsentito alle richieste, ed essendosi a stento ottenuto che (almeno per questa sera) non si consegnassero gli Svizzeri, che avevano fatto fuoco, e che si volevano nelle mani per fucilarli; il popolo si è ritirato come anche tutto il militare. Nel tempo della agitazione quasi tutte le porte delle botteghe e case si sono chiuse e la maggior parte della popolazione si è ritirata.

Venerdì 17 — Questa mattina è stata sciolta la Guardia svizzera e la truppa civica è subentrata alla guardia del Palazzo Apostolico. Nella Gazzetta di oggi si è annunziata la formazione del nuovo Ministero come segue: Affari Esteri Conte Mamiani, Interno Avv. Galletti, Grazia e Giustizia Avv. Sereni, Commercio e Lavori pubblici Dott. Sterbini, Armi Conte Campello, Finanze Avv. Lunati, Presidente del Consiglio dei Ministri coll’Istruzione Pubblica Ab. Rosmini, ed, avendo questi ricusato Monsig. Muzzarelli. Pare certo che il Duca di Rignano che faceva parte dell’ultimo Ministero, sia partito da Roma, e lo stesso, si assicura, abbiano fatto alcuni Cardinali tra i quali il Card. Lambruschini, la cui abitazione alla Consulta fu invasa ieri dalla gente armata, salvandosi a stento la persona. Il Corpo diplomatico restò in permanenza al Quirinale fino a ieri sera al tardi, e vi è tornato questa mattina. Da un colpo di fucile tirato dal campanile di S. Carlino alle Quattro Fontane, restò ucciso l’Ab. Palma segretario delle lettere latine, e che per conseguenza aveva l’abitazione in Palazzo; egli fu colpito nella sua camera, avendo il colpo traversata la finestra. Questa sera, tra le dieci e le undici si è avuta una bellissima aurora boreale. Questa meteora, che si può calcolare abbia durato (almeno nel suo maggiore vigore) circa una mezz’ora, si estendeva per un notabile spazio dell’atmosfera da tramontana a ponente.

Sabato 18 — A richiesta del Comandante del Castel S. Angelo, Colonnello Stuart, cinquanta uomini di truppa civica sono entrati nel forte in rinforzo della guarnigione. Il Colonnello Gallieno è stato nominato al Comando generale della Guardia civica (rinunciato già dal Principe Aldobrandini) e promosso al grado di Tenente Generale. Nella scorsa notte una truppa di gente e di militari con torcie ed acclamazioni ha girato per Roma sino alle due o alle tre dopo la mezzanotte. Questa sera, in seguito ad un invito affisso sin da questa mattina, uno stuolo numeroso di popolo, pare con torcie, è andato al palazzo del Governo per rallegrarsi col Sig. Galletti, Ministro dell’Interno e della Polizia e che pare si voglia anche al comando del Corpo dei carabinieri. Questa sera il teatro di Argentina è stato illuminato e vi è stato cantato l’Inno popolare del Maestro Magazzari.

Domenica 19 — Essendo giunto il nuovo Ministro delle Armi Conte Campello, questa sera il Circolo Popolare con gran seguito di gente, torcie ecc., è andato a complimentarlo alla sua abitazione sul palazzo del Gallo (olim Ceva) a Colonna Traiana.

Lunedì 20 — La forza civica, che guarnisce il Castello unitamente alla linea è assai più numerosa di quello che si era detto. Pare che anche alle porte della città dovrà essere posta una guardia civica.

Martedì 21 — Questa sera il Circolo Popolare accompagnato da dragoni, carabinieri ecc. con torcie e banda, è andato al palazzo Madama (ove si era fatta illuminazione) per festeggiare la destinazione del Ministro Galletti al comando generale del corpo dei carabinieri.

Mercoledì 22 — Tre deputati di Bologna al Corpo legislativo (come lo era l’ucciso Ministro Rossi) hanno dato la loro dimissione e sono partiti da Roma, e la nostra Gazzetta di oggi riporta quelle di altri tre. Secondo la voce comune una gran parte dei Cardinali si è allontanata successivamente da Roma in questi giorni.

Giovedì 23 — La Gazzetta di questa sera annunzia che Monsig. Morandi, Fiscale generale, si è dimesso dal suo impiego. Questa sera è arrivato il Conte Mamiani Ministro degli Affari Esteri.

Venerdì 24 — Circa le 4 pomeridiane è partito l’Ambasciatore di Francia. Si racconta che abbia detto di andare a Palo per prendere l’aria di mare per due o tre giorni. Questa sera si dice che il Papa abbia ringraziati i quattro prelati, suoi Camerieri segreti.

Sabato 25 — Di buon’ora s’è cominciato a vociferare che il Papa nella notte era partito da Roma, senza sapersi precisamente per qual direzione. Circa il mezzogiorno è stata affissa una carta sottoscritta da tutto il Ministero, meno il Conte Mamiani, in cui si partecipa la partenza del S. Padre in seguito di cattivi consigli; ma assicura che il Ministero di concerto con le Camere e col Municipio ha preso tutte le misure per la conservazione dell’ordine e della quiete, e che tutta la forza di qualunque arma veglia per tale oggetto. Più tardi si è pure pubblicata una lettera del Papa al Marchese Sacchetti (che da qualche tempo faceva le funzioni di Maggiordomo) in cui il S. Padre raccomanda ai Ministri presenti il Paese, il Palazzo e gli individui addetti al medesimo che dichiara aver ignorato la sua risoluzione. Qual lettera è stata comunicata dal Ministro Galletti al Corpo diplomatico. In tutta la giornata e serata ha regnato perfetta tranquillità. La Gazzetta di questa sera annunzia che il Conte Mamiani ha accettato il Ministero degli Affari Esteri che sin qui pareva esitasse ad assumere.

Domenica 26 — Anche oggi si è mantenuta perfetta tranquillità. Questa mattina essendosi innalzata (secondo il solito dei giorni festivi) la bandiera pontificia sul Castello, si dice sia stata applaudita. Questa mattina si è adunato l’Alto Consiglio, come ieri quello dei Deputati, ed ha ricevuto dal Ministero comunicazione di ciò, che ieri comunicò in istampa. Per quanto si assicura le famiglie Borghese, Doria, il Duca e Duchessa di Castel Vecchio con D. Filippo Barberini sono partiti da Roma come pure la Duchessa Cesarini ed il Principe Orsini colla famiglia che sta per ora a Albano.

Lunedì 27 — Tre altri Deputati bolognesi hanno dato, per quanto si assicura, la loro dimissione. Continua la tranquillità nel paese. In mezzo a molte voci diverse e contradittorie si sta sempre nell’oscurità sulla direzione presa dal Papa. Quello che si pretende certo si è che siasi imbarcato a Civitavecchia sopra un vapore francese. Questa mattina a S. Andrea della Valle si è celebrato un funerale per i morti nella presa di Vienna ed il P. Ventura ha pronunziata una orazione funebre.

Martedì 28 — Questa mattina si è adunato il Consiglio della Comarca in casa del March. Sacripante, attesa l’assenza del Card. Altieri Presidente, che si è allontanato da Roma come quasi tutti i Cardinali. Pare che il Ministero creda di sapere con certezza che il Papa sia sbarcato a Gaeta.

Mercoledì 29 — Non resta più dubbio che il Papa sia a Gaeta, giacché vari nostri romani, come Doria, Borghese ecc. nel loro passaggio per Napoli l’hanno veduto colà. Resta sempre l’incertezza se sia andato per mare o per terra; ma pare più probabilmente per terra.

Giovedì 30 — Ieri giunse in Roma il P. Gavazzi, che fu arrestato a Bologna e veniva condotto all’ergastolo di Corneto; ma giunto a Viterbo fu dal popolo liberato, ed è venuto a Roma (si dice) per poco tempo, per quindi passare a Venezia. Niente di più sul Papa. Fra le tante voci sparse vi è quella che il giorno 2 dell’entrante mese andrà a tenere un concistoro, chi dice a Napoli, chi a Benevento.

Dicembre

Venerdì 1 — Il Municipio ha fatto notificare che per venire al soccorso di tutte quelle persone che vivono del teatro, i teatri (previo il permesso ottenuto dall’autorità ecclesiastica) continueranno ad agire sino al 14 del corrente mese, esclusa la vigilia della festa della Concezione.

Sabato 2 — Alcune notizie, che circolano questa sera, fanno prevedere per domani qualche cosa di decisivo sulla nostra situazione politica.

Domenica 3 — Questa mattina si è cominciato a divulgare che il Papa ha invitato tutto il Corpo diplomatico a recarsi presso di lui a Gaeta; quale invito è fatto per mezzo del Card. Antonelli, e che, con altro atto contrasegnato dal medesimo, dichiarando nulli tutti gli atti dell’attuale Ministero, nomina un Governo provvisorio composto dal Card. Castracane, dai Principi di Palestrina e di Roviano, dal March. Bevilacqua (v’è chi dice anche dal Generale Zucchi) e da Mons. Janni.

Lunedì 4 — Nella scorsa notte il Consiglio dei Deputati ha tenuta seduta pubblica che è durata dalle 11 alle 2,30 dopo mezza notte. Le risoluzioni prese sono in sostanza, che non si attenda l’atto firmato dal Papa in Gaeta ai 27 del caduto, come incostituzionale, non autentico ecc. ecc.; che i Ministri seguano ad esercitare le loro attribuzioni; che si spedisca subito una deputazione al Papa per invitarlo a tornare; che si inviti l’Alto Consiglio a far lo stesso; che si pubblichino dei proclami a tutte le popolazioni dello Stato, alla Guardia civica per il buon ordine ecc.: il che è stato eseguito questa mattina. I prescelti per la Deputazione del Consiglio dei Deputati sono l’Ab. Rezzi e il Dott. Fusconi; per l’Alto Consiglio Mons. Mertel e il Marchese Paolucci; e per il Municipio (ché anch’esso invia una Deputazione) il Senatore Corsini e i Professori Pieri ed Arrighi.

Martedì 5 — Questa mattina sono partite per Gaeta le Deputazioni nominate ieri, e di colà è ritornato il Marchese Sacchetti, Foriere dei Palazzi Apostolici. Si sono dimessi i Ministri Lunati delle Finanze e Sereni della Giustizia. Il Conte Mamiani ha assunto provvisoriamente il primo Ministero, e Mons. Muzzarelli il secondo.

Mercoledì 6 — Ha dato luogo a molti discorsi l’apparizione avanti Civitavecchia di qualche bastimento francese (alcuni dicono con truppa da sbarco), che dopo qualche comunicazione col Console di quella nazione si è allontanato. Su questo fatto regna della incertezza e della oscurità. Questa mattina il Card. Barberini, che era sin qui rimasto a Roma è partito anch’esso alla volta di Napoli.

Giovedì 7 — Questa sera sono ritornate a Roma le tre Deputazioni partite ieri l’altro, le quali non hanno potuto oltrepassare il confine.

Venerdì 8 — I Deputati ritornati ieri sera, giunti a Portella furono avvertiti, che vi era l’ordine di non lasciarli passare; in seguito di che tornarono a Terracina, di dove spedirono al Card. Antonelli a Gaeta, informandolo dell’oggetto della loro missione presso S. Santità. Esso Cardinale rispose che Sua Santità, avendo già date le sue disposizioni col suo atto del 27 novembre, era dispiacente di non poter ricevere Deputazioni; ma che pregava caldamente il Signore per la tranquillità di Roma e dello Stato. Nella seduta del Consiglio dei Deputati tenuta questa mattina si è risoluto di nominare (come è stato fatto) una Commissione per provvedere alla mancanza del potere esecutivo. Pare che non sia escluso di concertarsi col Card. Castratane.

Sabato 9 — Questa sera a Argentina si è data un’accademia a beneficio di Venezia.

Domenica 10 — Questa sera si vociferava che il Cardinale Castracane, in seguito di una staffetta ricevuta da Gaeta, abbia mandato a chiamare il Principe di Palestrina.

Lunedì 11 — Questa mattina il Consiglio dei Deputati ha deliberato che si formi una Giunta di Stato, che faccia le funzioni del potere esecutivo sino a che il Santo Padre non ritorni o destini persone a rappresentarlo. L’Alto Consiglio ha sanzionato tal deliberazione. Non sono ancora formalmente nominati i componenti la Giunta, ma si assicura che saranno il Principe Corsini, il Senatore di Bologna e il Gonfaloniere d’Ancona. La nostra Gazzetta annunzia l’abdicazione dell’Imperatore d’Austria in favore dell’Arciduca Francesco Giuseppe figlio del suo fratello.

Martedì 12 — Questa mattina è arrivato il Generale Garibaldi, e questa sera, essendo andato al Circolo Popolare, è stato ricondotto a casa con applausi.

Domenica 17 — Questa sera si è fatta una dimostrazione del Circolo Popolare, si dice, anche a nome dei Circoli delle provincie, onde ottenere la formazione di un’Assemblea Costituente, per rifondere lo Statuto dato dal Papa. Un gran numero di gente si è recato prima all’abitazione del Generale Garibaldi, poi al Quirinale ove il Ministro ha promesso di presentare domani la petizione al Consiglio dei Deputati, ove si è dato appuntamento per un’ora pomeridiana.

Lunedì 18 — La dimostrazione popolare, che doveva farsi al Consiglio dei Deputati questa mattina, non ha avuto luogo, e la petizione relativa alla Costituente sarà presentata da una Deputazione.

Martedì 19 — Dopo mezzo giorno ha battuto la Generale in tutti i Circondari della truppa civica che ha preso le armi, ed ha stazionato, oltre che al Quirinale in varie altre piazze. Sembrava che ciò fosse all’oggetto di mantener l’ordine, in occasione che il Circolo Popolare doveva andare a presentare un nuovo più pressante indirizzo al Ministero per la Costituente, come anche per ottenere l’allontanamento di molti individui esteri che passano per perturbatori della pubblica quiete, un drappello dei quali, che verso sera tornava da Monte Cavallo con una bandiera, è stato fischiato, attaccato a disperso dal popolo. La Guardia civica è rimasta sotto le armi sino alle 10 della sera, e per quanto si è saputo, essa è stata che ha esatto dal Ministero l’impegno di far decretare domani la Costituente, e nello stesso tempo l’allontanamento degli esteri sopradetti. È partito o parte questa notte il Principe Barberini, si dice, per Gaeta.

Mercoledì 20 — Il Principe Barberini è poi partito per Gaeta alle 5 circa di questa mattina col figlio D. Filippo. Questa mattina si è pubblicato un proclama della Giunta suprema di Governo (composta dal Principe Corsini, avv. Galletti e Conte Camerata) diretto ai popoli di Roma e dello Stato, nel quale annunzia di avere assunto l’incarico, sin che la Costituente (quale promette di dar opera onde venga convocata al più presto) abbia deliberato intorno al nostro ordine politico. Si assicura che oggi sia partito il Generale Garibaldi ed altri esteri.

Venerdì 22 — Circolano delle voci di dimissione data dal Ministro dell’Interno e Finanze Mamiani; ma nulla si è veduto di autentico.

Sabato 23 — Oggi la Gazzetta ha annunziato la formazione di un nuovo Ministero, e la rinuncia del Conte Mamiani per ragione di salute. Presidente, col Ministero dell’Istruzione Pubblica e interinalmente quello degli Affari Esteri, Monsignor Muzzarelli, Interno l’Avv. Armellini, Giustizia l’Avv. Galeotti, Finanze e Presidente di Polizia per Roma e Comarca Mariani; Sterbini e Campello restano ai loro posti.

Domenica 24 — Per ordine del Vicariato in tutte le chiese ove si celebrava l’ufficio e la messa in questa notte, si è trasportato a domattina.

Lunedì 25 — Il Generale Gallieno comandante la Guardia civica ha dato la sua dimissione e sinora non si conosce il successore. Oggi il principe di Campagnano ha ricevuto un dispaccio del nuovo Ministro Sig. Mariani in cui gli annunzia che ha disposto di provvedere all’impiego di Ispettore Generale delle Poste sinora da lui occupato. Simile annunzio ha ricevuto il Principe Massimo, Sopraintendente Generale delle Poste.

Martedì 26 — Questa mattina è ritornato da Gaeta il Principe Barberini col figlio. Questa mattina si è trovata affissa alla porta delle Patriarcali, e in molti altri luoghi di Roma una protesta del Papa, colla quale dichiara nulli tutti gli atti fatti posteriormente al 15 novembre, e particolarmente l’istituzione della Suprema Giunta di Stato. Tale protesta è stata da per tutto quasi subito staccata.

Giovedì 28 — Questa mattina il Ministro dell’Interno, Armellini, avendo portato per la seconda volta al Consiglio dei Deputati il progetto di legge per la convocazione della Costituente, ed il Consiglio non essendosi trovato che in piccolissimo numero, il Ministero ha dichiarato chiusa la sessione dei Consigli e pare che domani la Giunta suprema di Stato pubblicherà in suo nome la legge sudetta. La Giunta è ridotta a due soggetti, cioè Galletti e Camerata, giacché si dà per sicura la rinuncia del Principe Corsini.

Venerdì 29 — Verso sera è stato affisso l’atto della convocazione della Costituente, ed all’Ave Maria il Castel S. Angelo ha fatto una salve di 101 colpi di artiglieria, e le campane hanno suonato per un’ora. L’atto è sottoscritto dai due residuali membri della Giunta e da tutto il Ministero. Il Sig. Masi è stato nominato Comandante della Guardia civica ed il Sig. De Angelis Capo dello Stato Maggiore.

Domenica 31 — Un avviso del Municipio, affisso ieri sera e sottoscritto solamente dal segretario, annunzia che questa sera e domani sera vi saranno due orchestre sulla piazza del Popolo per festeggiare la pubblicazione seguita ier l’altro, esortando i cittadini a illuminare le abitazioni e addobbare le finestre. L’addobbo non è seguito quasi in nessun luogo. L’illuminazione questa sera è stata piuttosto scarsa, fuori poi del Corso si può dir nulla. Al solito Te Deum al Gesù, ove solevano intervenire il Papa ed i Cardinali, ha assistito lo Stato Maggiore della Guardia civica, e si dice anche il Ministero e la Giunta.


Anno 1849

Gennaio

Lunedì 1 — Questa sera doveva aver luogo una gran dimostrazione popolare specialmente al Campidoglio, ove si sarebbe data lettura della Legge sulla Costituente. Della truppa di linea era adunata sulla piazza di SS. Apostoli, e vari pezzi di artiglieria a piazza di Venezia; ma la dimostrazione (pare causa del tempo) non ha avuto più luogo, e neppure le orchestre al Popolo hanno suonato. L’illuminazione è stata anche più scarsa di ieri sera.

Martedì 2 — Questa sera ha avuto luogo la dimostrazione che doveva seguire ieri sera. Una quantità di gente di civici e più di truppa di linea e cannoni con torcie e colle bandiere dei Rioni, si è adunata a piazza di Venezia, dove si è recata per il Corso alla piazza del Popolo, sulla quale era preparata una gran catasta di legna e fascine, a cui si è dato fuoco con delle acclamazioni. Dopo di che tutti si sono incamminati di nuovo per il Corso verso il Campidoglio, ove si è fatta pubblicamente la lettura della legge sulla Costituente, dopo di che è terminata la dimostrazione. La Guardia civica ha fornito un distaccamento per ogni battaglione; i distaccamenti sono stati piuttosto scarsi. Anche questa sera s’è fatta illuminazione.

Mercoledì 3 — I due membri residuali della Giunta di Stato, Galletti e Camerata, hanno dato la loro dimissione.

Venerdì 5 — Per questa mattina era annunziata, con avviso del Circolo popolare, una festa militare (come pure un’Accademia per questa sera al teatro Tordinona) per solennizzare il ricevimento d’una bandiera, che la Repubblica di Venezia ha mandato in dono alla Municipalità di Roma; ma pel riflesso che la giornata d’oggi tiene il popolo molto occupato nel commercio (colle così dette Befane) la festa è stata differita a domenica; l’Accademia però a Tordinona ha avuto luogo coll’illuminazione del teatro, quale il Principe Torlonia, proprietario del teatro, ha fatto a sue spese.

Sabato 6 — Oggi sono state affisse due leggi firmate dal Ministero, una delle quali abolisce tutte le sostituzioni fidecommissarie, primogeniali ecc., qual legge era stata ammessa con qualche diversità dal Consiglio dei Deputati, ma sinora non dall’Alto Consiglio, né sancita dal potere esecutivo sovrano; l’altra sopprime la rinnovazione decennale delle iscrizioni ipotecarie. Si assicura che tutti i Parroci di Roma abbiano ricevuto, coll’ordine di divulgarlo, una specie di Monitorio del Papa, in cui si proibisce a tutti di prender parte ad alcun atto tendente alla pubblicazione e realizzazione della Costituente, sotto pena delle censure; e si dichiarano incorsi nelle medesime tutti quelli che vi hanno avuto parte sin qui.

Domenica 7 — Questa mattina ha avuto luogo la festa militare, che doveva farsi venerdì. La bandiera di Venezia è stata portata in Campidoglio (ove è stata consegnata al Magistrato Romano) coll’accompagnamento di tutti i Circoli, della truppa civica e di linea di ogni arme. Il corteggio si è radunato sulla piazza di SS. Apostoli, di dove è andato al Popolo, e di là per il Corso al Campidoglio; e al suo passaggio si sono messi i parati alle finestre. Questa sera una riunione di persone, avendo alla testa un lampione di carta (che si dice formato col Monitorio del Papa) e portando in giro alcuni di quei cappelli cardinalizi di latta, che si tengono in mostra da cappellari, con accompagnamento di mortari, ha percorso la città, terminando col gettare nel fiume da Ponte Sisto i cappelli sudetti.

Lunedì 8 — Questa sera hanno circolato delle forti pattuglie civiche unitamente a dei carabinieri, forse per evitare qualche ripetizione dei fatti di ieri sera.

Mercoledì 10 — Un decreto del Ministero (ossia Commissione provvisoria di Governo, come s’intitola) abolisce dal 15 del corrente il dazio del macinato per tutto, ove è in uso, meno Roma e il suo territorio. Questa abolizione era stata deliberata dal solo Consiglio dei Deputati per aver effetto al principio del 1850. Un’ordinanza ministeriale autorizza per via d’eccezione la Guardia civica a scegliere a voti segreti un Tenente Generale Comandante; e ciò in seguito della rinuncia del Colonnello Masi. Questa sera all’Argentina è stato posto in scena il Macbeth del Maestro Verdi, che si trova in Roma.

Giovedì 11 — L’Opera di Argentina ieri sera ebbe un incontro grandissimo, ed il Maestro Verdi fu chiamato più volte sulla scena per ricevere gli applausi.

Venerdì 12 — Questa sera nel teatro Metastasio si è tenuta un’adunanza dei Deputati dei Circoli popolari di Toscana e di quelli di Roma.

Sabato 13 — Nella notte scorsa il Principe di Canino ha fatto levare dalla facciata della sua casa a piazza di Venezia l’arme pontificia e quella del Senato. Un decreto ministeriale pubblicato oggi stabilisce che il servizio della Guardia civica, quale, secondo la prima istituzione cominciava dagli anni 21 sino ai 60, debba ora cominciare dai 18 ai 55. Con un altro decreto si forma una Commissione di pubblica sicurezza presieduta dal Prefetto di Polizia per procedere contro quelli che tentassero opporsi alla convocazione della Costituente ecc. Con un terzo si prescrivono vari cambiamenti nella procedura giudiziaria, proscrivendosi, fra le altre prescrizioni, l’uso della lingua latina in quei tribunali, presso i quali si conservava.

Domenica 14 — In questi tre giorni, cominciando da venerdì scorso, in ognuno dei quartieri si sono ricevuti i voti dei rispettivi battaglioni per l’elezione del Comandante in Capo.

Lunedì 15 — Questa sera al teatro Tordinona si è tenuta un’adunanza degli Italiani, non degli Stati Romani (essendosi però ammessi anche i Romani) per deliberare sulla scelta dei Deputati alla Costituente Italiana.

Martedì 16 — La votazione per l’elezione del Generale della Guardia civica è stata a favore del Duca Cesarini; ma si dice che il Governo non sia disposto ad approvarla, adducendo per motivo che l’eletto non ha riportato più della metà dei voti.

Mercoledì 17 — Nella notte scorsa è stato arrestato (si assicura) fuori di porta S. Giovanni il Generale Zamboni con due uffiziali, uno dei quali suo genero, che pareva si dirigessero verso Napoli; e si aggiunge che molte carte che portava seco siano venute in potere della giustizia. Questa sera a Tordinona vi è stata un’altra adunanza per lo stesso oggetto di quella di lunedì sera.

Giovedì 18 — Il Generale Ferrari, Comandante della divisione reduce da Venezia (attesa la rinuncia del Duca Cesarini) è stato nominato Tenente Generale della Civica.

Venerdì 19 — Questa sera circa 60 tra granatieri e fucilieri della Caserma Cimarra, in aria minacciosa, sono andati al Ministero delle Armi alla Pilotta, domandando sediziosamente il rilascio del Generale Zamboni. I dragoni ivi acquartierati si sono opposti, ed avendoli inviluppati ne hanno arrestato un certo numero (su cui, varie sono le voci) e gli altri si sono dispersi, e dati alla fuga. Questo è quanto si è saputo di certo questa sera. Della truppa si è appostata alla Gran Guardia a piazza Colonna e buon numero di carabinieri al palazzo del Governo, e numerose pattuglie hanno circolato per la città. È voce che sere sono si suscitasse una rivolta nell’Ospizio di S. Michele a Ripa, e che uno dei Prefetti restasse ferito; ma pare che fosse presto repressa.

Sabato 20 — Si assicura che molti altri dei militari, che commisero la rivolta di ieri sera, siano stati arrestati in Roma e fuori. È nominata una Commissione per giudicare militarmente chiunque tentasse di attentare alla quiete pubblica o a sovvertire l’ordine pubblico attualmente stabilito. Le sue sentenze saranno inappellabili, ed eseguite dentro le 24 ore.

Domenica 21 — Oggi ha avuto luogo la votazione per eleggere i dodici Deputati di Roma alla Costituente, ed è stata annunziata da una salva di 101 colpi di cannone del Castello. I luoghi designati per le operazioni (cominciate alle 8 della mattina e chiuse alle 7 della sera) sono stati il palazzo di Montecitorio, il palazzo Colonna, Campidoglio, la Cancelleria ed il palazzo Salviati. Dei corpi di Guardia civica hanno guarnito i locali medesimi. Questa sera le urne elettorali sono state portate in Campidoglio; ma pare che la votazione si continuerà anche domani.

Lunedì 22 — Tutt’oggi ha continuato la votazione per la Costituente. Questa sera le urne elettorali sono state portate al Popolo e di là tutte insieme al Campidoglio con accompagnamento di torcie e scortate dalla Guardia civica.

Martedì 23 — Il numero dei voti raccolti ieri e ier l’altro per la Costituente ascende (secondo che annunzia nella Gazzetta di Roma il Ministro dell’Interno) a venticinque mila.

Giovedì 25 — Questa mattina nel Salone dell’Apollinare si è incominciato, avanti la Commissione militare, il dibattimento pubblico intorno alla causa di ammutinamento commesso da una parte dei militari della Caserma Cimarra, la sera del 19 corrente.

Sabato 27 — Questa sera all’Argentina è andato in scena un nuovo dramma intitolato La Battaglia di Legnano posto in musica espressamente dal Maestro Verdi.

Domenica 28 — A mezzogiorno è seguita in Campidoglio, ornato di parati, di bandiere ecc., e coll’assistenza della truppa civica e di linea d’ogni specie, la pubblicazione dei nomi dei Deputati di Roma eletti per la Costituente in numero di dodici. Questa sera al Campidoglio s’è fatta grande illuminazione. Gli eletti sono i seguenti: Sturbinetti, Armellini, Sterbini, Campello, Monsig. Muzzarelli, Mariani, Scifoni, Galletti, Avv. de Rossi, Maggior Calandrelli, Principe di Canino, Gabussi.

Martedì 30 — Oggi la Gazzetta di Roma ha cambiato titolo prendendo quello di Monitore Romano, e sopprimendo lo stemma pontificio, che sino ad ora aveva portato in fronte. È voce generale che nella notte scorsa sia partito da Roma il Principe Corsini Senatore.

Mercoledì 31 — Verso sera è arrivata a Roma una nostra legione di due battaglioni, comandata dal Colonnello Marsi reduce da Venezia. Il Circolo popolare romano con banda, musica ed un battaglione civico, composto di distaccamenti di tutti i battaglioni, sono andati ad incontrarla fuori di porta del Popolo. Essa legione, dopo essersi fermata per un poco in piazza Colonna, è andata alla Certosa a Termini, ove le era destinato il quartiere. La Commissione militare terminò ieri la discussione del processo dei soldati rei dell’ammutinamento qualificato, commesso il 19 cadente. La sentenza ne condanna due alla pena capitale, molti ai lavori forzati in vita, altri a venti anni, altri a quindici. Il Governo però ha commutato la pena di morte in quella dei lavori forzati per venti anni; quella dei lavori forzati a vita in quella di quindici anni, ed ha diminuito gradatamente in proporzione le altre condanne.

Febbraio

Giovedì 1 — Circa le 3 pomeridiane è arrivata altra legione di due battaglioni sotto il comando del Colonnello Galletti, ed è andata a quartiere.

Venerdì 2 — Questa sera al teatro Tordinona si sono adunati tutti i circoli per deliberare sopra varii argomenti politici di circostanza.

Sabato 3 — Ieri sera, due (che si dice fossero legionari) si presentarono a S. Michele a Ripa al Card. Tosti, che ancora ne sta alla testa, richiedendo il pagamento di un preteso loro credito di alcune centinaia di scudi, con modi (si dice) così minacciosi che il Cardinale dové chiamare in aiuto i soldati di Finanza della Dogana, che arrestarono i due legionari; ed essendosi manifestato dello spirito di rivolta anche fra alcuni degli individui dell’Ospizio, accorse anche della truppa civica dai più vicini quartieri. Da quanto si può raccogliere dalle incerte ed incomplete notizie della cosa, sembra che l’ordine sia stato ristabilito.

Domenica 4 — Sono venute a Roma le bande civiche dei Castelli più vicini per festeggiare l’istallazione dell’Assemblea Nazionale Costituente che segue domani. Oggi sono uscite varie leggi sostanziali sui Municipi, sulle successioni ed altre materie analoghe.

Lunedì 5 — Questa mattina è seguita l’apertura dell’Assemblea Costituente. I Deputati giunti sinora a Roma, in numero di sopra cento, decorati di una sciarpa tricolore italica a tracolla, si sono adunati in Campidoglio, da dove (dopo aver assistito ad una Messa ad Aracoeli) accompagnati da numerosa truppa civica, legionaria e di linea di tutte le armi con bande, e da tutte le bandiere degli Stati italici, si sono incamminati a piedi per il Gesù, il Corso sino ai Gaetani, ove voltando per piazza Borghese, la Scrofa, S. Agostino, Pasquino sono andati al palazzo della Cancelleria, designato per le loro adunanze; ed ivi, dopo un lungo discorso dell’avv. Armellini, Ministro dell’Interno, si sono occupati di operazioni preparatorie. Per tutta la strada si sono messi parati alle finestre, e questa sera si è fatta l’illuminazione per la città e molto più grande al Campidoglio, con orchestre e canti popolari. Oggi è stato giorno feriato per tutti i dicasteri e tribunali, i teatri questa sera non hanno agito.

Mercoledì 7 — Questa mattina all’Assemblea Costituente è seguita l’elezione del Presidente in persona dell’avv. Galletti.

Giovedì 6 — Nella seduta dell’Assemblea Costituente di questa mattina si è cominciato a discutere la questione della forma di Governo e la discussione è stata prorogata a questa sera.

Venerdì 9 — All’un’ora dopo la mezza notte l’Assemblea Costituente ha decretato la cessazione del Governo Pontificio temporale e l’adozione del Governo repubblicano. Poco dopo hanno suonato le campane di Monte Citorio e di Campidoglio e si sono sentiti degli spari e delle acclamazione. Questa deliberazione è stata annunziata questa mattina al pubblico con un proclama sottoscritto dal Presidente dell’Assemblea Galletti e dai Segretari. Circa poi le tre pomeridiane si è fatta la solenne promulgazione in Campidoglio, accompagnata da salve di artiglieria e suono di bande.

Sabato 10 — Un’ordinanza del Prefetto di polizia prescrive di togliere da tutti gli edifizi le armi pontificie, eccettuando le chiese, luoghi pii e le abitazioni dei membri del Corpo diplomatico, per le relazioni ecclesiastiche che hanno col Pontefice. Un’altra del Ministro delle Armi ordina a tutti i militari di deporre la coccarda pontificia e prendere la tricolore italiana. Questa mattina si è saputo che il Gran Duca di Toscana, che da vari giorni stava a Siena, è partito improvvisamente, e si è imbarcato (dicesi) sopra un vascello inglese; non si sa ancor per dove. In seguito di ciò pare che la Toscana per il momento si unirà a ciò che si è fatto a Roma.

Domenica 11 — Questa mattina a S. Pietro è stato cantato un Te Deum, con intervento delle autorità governative e municipali, della truppa civica e di linea d’ogni arme, e con salve d’artiglieria del Castel S. Angelo. Una notificazione pubblicata oggi annunzia la creazione di un Comitato esecutivo responsabile ed amovibile a volontà dell’Assemblea Costituente. Verso sera molte persone, riunite al Caffè delle Belle Arti, fermavano le carrozze e altri legni, che erano al passeggio per il Corso, intimando che si togliessero le livree. Il Principe di Campagnano, che era in legno con parte dei suoi figli, ha ricevuto simile intimazione ed il simile è accaduto ad un nostro legno.

Lunedì 12 — Questa mattina molto di buon’ora, sono state rimosse in casa nostra le tre armi, che vi rimanevano; cioè la Pontificia, quella di Toscana e quella del Senato Romano. A S. Andrea della Valle questa mattina l’Ab. Rambaldi veneto ha fatto un sermone analogo alle circostanze. Un’ordinanza del Prefetto di polizia pubblicata oggi riprova i fatti di ieri delle livree e ne proibisce la ripetizione.

Giovedì 15 — Si è pubblicata la composizione del Ministero, che è la seguente: Presidente e Istruzione Muzzarelli, Interno Saffi, Estero Rusconi, Giustizia Lazzarini, Finanze Guiccioli, Lavori Pubblici Sterbini, Guerra e Marina Campello. La Presidenza di Roma e Comarca è riunita alla Prefettura di polizia in persona del Sig. Mariani.

Domenica 18 — Oggi si sono adunati nei soliti locali i Collegi elettorali di Roma per eleggere i nuovi Deputati all’Assemblea, in luogo di alcuni, che sono stati eletti in altri luoghi, e di altri che hanno rinunziato; questa sera le urne degli scrutini sono state portate al Campidoglio col solito accompagnamento e formalità. Si parla da ieri in qua di una protesta del Papa, e molti dicono di averla veduta; ma generalmente non si conosce.

Lunedì 19 — La protesta del Papa fatta a Gaeta il 17 corrente avanti il S. Collegio a tutto il Corpo diplomatico, è stata oggi pubblicata nel Monitore, che accenna essere stata letta all’Assemblea.

Martedì 20 — Il Monitore d’oggi ha annunziato che sono posti in requisizione i cavalli dei così detti Palazzi Apostolici e quelli delle così dette Guardie Nobili per servizio dell’artiglieria.

Mercoledì 21 — Un bollettino affisso questa sera annunzia che le truppe austriache hanno passato il Po e minacciano Ferrara, e che nella notte partirà il Ministro della Guerra per attivare i mezzi di difesa.

Giovedì 22 — Il Monitore d’oggi riporta una Legge emanata dall’Assemblea Costituente, in virtù di cui tutti i beni ecclesiastici dello Stato Romano sono dichiarati proprietà della Repubblica, riserbandosi il Governo di provvedere convenevolmente i ministri del Culto.

Venerdì 23 — Oggi è stato pubblicato un bollettino, il quale annunzia che il giorno 20 le truppe austriache avevano abbandonato Ferrara, portando seco i denari di una contribuzione, diverse persone in ostaggio e dodici mila razioni e dichiarando esser loro indifferente la forma di Governo e le persone, che lo esercitavano, purché restassero inalzate le armi pontificie. Ieri è stato chiuso il S. Uffizio, facendone partire i religiosi Domenicani, che vi stavano ad abitare.

Sabato 24 — Si dice che nella notte scorsa sia stata occupata la Chiesa dell’Anima, nazionale tedesca, e presi tutti gli effetti della medesima. Alcuni aggiungono che siano stati arrestati i Cappellani a quella addetti. Un bollettino affisso oggi, ma non riprodotto nel Monitore, dà la notizia che il Corpo di truppa austriaco, che era andato sopra Ferrara, abbia ripassato il Po.

Domenica 25 — Ieri sera il Circolo popolare con torcie, banda ecc. essendosi recato al Campidoglio, che era illuminato, per festeggiare l’anniversario della proclamazione della Repubblica Francese, il nostro Monitore annunzia oggi che l’Incaricato d’affari di Francia rispose dal Campidoglio in termini molto lusinghieri per la Repubblica Romana. Tutte le campane di Roma sono poste in requisizione per farne cannoni, meno quelle delle Basiliche, delle Chiese parrocchiali e nazionali, e quelle che per rapporto all’arte meritano eccezione. È fissata l’arme della Repubblica, che sarà un’aquila circondata da una corona civica e che tiene fra gli artigli i fasci consolari.

Lunedì 26 — Pare certamente non sia stato vero lo spoglio della Chiesa dell’Anima, e molto meno l’arresto dei Cappellani a quella inservienti. Il nostro Monitore avverte oggi che non fu l’Inviato di Francia, ma un francese che militò in Lombardia, quegli che parlò sabato scorso.

Martedì 27 — Oggi è stata pubblicata la legge (che si aspettava da molti giorni) sopra il prestito forzoso, il quale è graduato sulla rendita, da un quinto sino a due terzi della rendita stessa, pagabile in tre rate, la prima delle quali fra venti giorni, e fruttifero al 5 per cento.

Marzo

Sabato 3 — Oggi correvano delle voci per Roma che questa sera i bottegari venditori di comestibili, non sapendo più come realizzare e dare i resti dei Boni e biglietti, che ricevevano dagli avventori, avrebbero chiuse le loro botteghe; dal che sarebbe risultato, come era ben naturale, del gran disordine. In fatto però nulla per questa sera è accaduto, e le botteghe sono rimaste aperte al solito.

Lunedì 5 — Fino da ieri sera giunse in Roma il Signor Mazzini, che fu eletto Deputato alla nostra Assemblea Costituente. Una legge pubblicata oggi sopprime ogni specie di censura preventiva dei libri, stampe, incisioni ecc.

Martedì 6 — Questa sera il Circolo popolare è andato con banda e torcie a fare una dimostrazione al Sig. Mazzini alla Locanda Cesari a piazza di Pietra, ove alloggia. Il Ministro delle Finanze, Guiccioli ha dato la sua dimissione, ed il suo Ministero è stato assunto interinalmente dal Ministro di Grazia e Giustizia, Lazzarini.

Mercoledì 7 — Le Legazioni di Russia, Prussia, Baviera e Belgio hanno calate le armi dalle rispettive abitazioni. Un decreto del Comitato esecutivo, pubblicato oggi, ordina la vendita dei fondi stabili ecclesiastici ipotecati sino da maggio dell’anno scorso per l’estinzione di una serie di Boni del Tesoro da estrarsi a sorte.

Sabato 10 — Questa mattina essendo andati gl’incaricati di prendere le campane a far calare quelle della Chiesa Nuova, si è suscitata dell’opposizione nel popolo; per cui l’operazione è stata sospesa. Questa sera poi una turba di gente s’è presentata alla porta della Casa dei Filippini, ed avendola trovata chiusa, vi ha attaccato il fuoco, ed essendo così entrata si preparava a far lo stesso ad una seconda porta. Cosa sia accaduto in seguito, ancora non si conosce; a quel che si dice nessuna forza si è opposta a tale tentativo. L’ex Ministro Sterbini è stato nominato Commissario generale delle Belle Arti e Monumenti nazionali, e l’ex Ministro Muzzarelli, Presidente della Commissione surrogata tempo fa al Consiglio di Stato.

Domenica 11 — Quanto alla Chiesa Nuova si è appurato quanto appresso; cioè che la porta incendiata fu quella detta delle Carrette, che questa mattina sono state prese delle campane (si dice meno due) e che il Superiore ed un altro dei P. P. Filippini siano stati tradotti in Castello.

Lunedì 12 — Per un decreto, pubblicato oggi, tutti gli Ospedali, Orfanotrofi e tutti gli stabilimenti di beneficenza non debbono esser più soggetti all’amministrazione dell’Autorità ecclesiastica.

Giovedì 15 — Nella notte scorsa è passato all’altra vita, in età di 75 anni il Card. Mezzofanti, noto in tutta Europa per il dono prodigioso di parlare e possedere tutte le lingue cognite. Questa mattina si è riaperto a Monte Citorio il Tribunale di prima istanza con giudici quasi tutti nuovi, presi dal ceto degli Avvocati.

Domenica 18 — Si assicura che anche le Legazioni di Spagna, Napoli e Brasile abbiano abbassate le armi. Quella del Papa, che era rimasta al palazzo di Venezia fu ieri sera, senza strepito, scancellata e ricoperta con colore. Il corpo del Card. Mezzofanti fu trasportato privatissimamente al suo Titolo di S. Onofrio, senza essere stato esposto in casa, e senza alcune delle formalità solite a praticarsi coi Cardinali defunti. Oggi sono cominciati i Catechismi secondo il solito.

Lunedì 19 — A tenore di un decreto pubblicato oggi, tutti i cittadini, meno i condannati a pene infamanti, debbono far parte della Guardia nazionale dai 18 ai 55 anni.

Mercoledì 21 — Nella notte scorsa si è suscitato un forte incendio nello stabilimento di un tal Casalini facocchio e fabbricatore di carrozze a Strada Margutta. Il danno è stato grandissimo, tanto nel fabbricato (che è di proprietà del Marchese Patrizi) quanto nella perdita del legname, lavori, commissioni ed altro materiale.

Mercoledì 28 — Oggi sono venute notizie di un primo fatto d’armi tra l’armata sarda e l’austriaca, che è entrata nello Stato piemontese.

Giovedì 29 — È stato preso possesso formale del palazzo di Venezia a nome del Governo Veneto, la di cui bandiera è stata posta sopra il portone grande. Oggi circolano nuove sempre più disastrose per l’armata del Re Carlo Alberto. Esse sono troppo gravi, per non sospendere la credenza sino ad ulteriori conferme.

Venerdì 30 — Le nuove della guerra di Lombardia si risolvono in quanto appresso. Gran battaglia il giorno 23 presso Novara, con la peggio dell’armata piemontese, abdicazione del Re Carlo Alberto in favore del Duca di Savoia, suo primogenito; domanda di un armistizio, senza sapersi se sia stato concluso. È disciolto il Comitato esecutivo e creato un triumvirato composto di Mazzini, Saffi ed Armellini con facoltà illimitate negli affari di guerra. La Guardia nobile è sciolta, ammettendo i componenti la medesima a far valere i loro diritti alla giubilazione a forma di legge.

Aprile

Domenica delle Palme 1 — Questa sera un gran raduno di gente, colle solite torcie e bandiere, è andato a fare una dimostrazione al Triumvirato; in seguito girando per Roma vi sono stati dei sassi tirati a due botteghe di caffè (cioè quello detto degli Scacchi, e quello di Piazza Rosa) e anche qualche minaccia d’incendio al Convento della Minerva.

Lunedì 2 — Un’altra dimostrazione al Triumvirato ha avuto luogo questa sera. Avendo il Maggiore Calandrelli rinunciato il Ministero interino della Guerra, la Commissione già nominata per quel dipartimento ne farà le veci.

Martedì 3 — Questa sera giravano delle pattuglie di cavalleria, si dice, in seguito di risse suscitatesi sino dall’altra sera ai Monti, tra abitanti di quel Rione ed alcuni individui della legione, o battaglione Melara.

Giovedì Santo 5 — Questa sera hanno girato molte pattuglie a piedi ed a cavallo, di linea e di carabinieri, e si dice che siansi fatti degli arresti di varie persone; non si conosce cosa abbia dato motivo a tali misure.

Venerdì Santo 6 — Questa sera a S. Pietro si è fatta l’illuminazione della Croce, che era stata tralasciata sin dai principi del Pontificato di Leone XII, e pare sia stata ordinata dal Governo.

Domenica 8. Pasqua — Questa mattina a S. Pietro si è cantata una Messa coll’assistenza di tutte le autorità, impiegati e corpi militari, e quindi dalla loggia, di dove dà la benedizione il Papa, è stata data col SS.mo, corteggiato da bandiere tricolori, e di simili colori era ornata anche la loggia. Questa sera si è fatta l’illuminazione della Cupola di S. Pietro a fiaccole, senza quella dei lanternoni, preceduta da un’altra con fuochi detti di bengala.

Lunedì 9 — I Canonici di S. Pietro sono stati multati di scudi 120 per ciascuno, per non essersi voluti prestare a cooperare alla funzione di ieri.

Martedì 10 — Da quattro giorni manca tutta la corrispondenza di oltre monti, non essendo giunti corrieri, ed oggi è mancata anche quella di Toscana.

Mercoledì 11 — Da tre giorni a questa parte si è cominciato a far la parata in piazza Colonna dalle guardie, e vi vengono trasportati anche due cannoni.

Sabato 14 — A Firenze la sera degli 11 si suscitò un movimento popolare, che divenne anche più grave il giorno seguente, in cui furono abbattuti gli alberi della libertà, rialzati gli stemmi del Gran Duca.

Domenica 15 — Con decreto pubblicato oggi si annunzia lo scioglimento dell’Amministrazione cointeressata del sale e la riduzione del prezzo del medesimo a un bajocco la libra.

Martedì 1 — Oggi è stato affisso il quadro dell’Armata della Repubblica, che deve formarsi, e dovrà ascendere dai 40 ai 50 mila uomini tra fanteria, artiglieria e cavalleria.

Mercoledì 18 — Il General d’Avezzana giunto or ora da Genova, ove ha comandato la Guardia nazionale, ed ha fatto parte del Comitato di Governo nell’ultima rivoluzione, è stato nominato Ministro della Guerra e Marina. Si è pubblicata colle stampe la Costituzione della Repubblica Romana che dovrà discutersi e votarsi dall’Assemblea Costituente.

Giovedì 19 — Oggi si è tornato a fare la votazione per l’elezione dei Consiglieri Municipali; giacché domenica gli elettori non furono in numero. Tutti gli abitanti del palazzo Quirinale hanno ricevuto l’intimazione di sloggiare nel termine di quattro giorni.

Domenica 22 — Questa mattina per solennizzare il Natale di Roma, sulla Piazza di S. Pietro ha avuto luogo una gran rivista della truppa, di tutte le specie, che si trova in Roma, civica, artiglieria, carabinieri. Questa sera è stato illuminato il Colosseo anche con fuochi di bengala, ed il Campidoglio, con orchestra ecc.

Lunedì 23 — È dichiarata sciolta anche l’Amministrazione cointeressata dei tabacchi, che andava unita a quella del sale, e d’ora innanzi si ritirerà per conto del Governo.

Martedì 24 — Sulla sera è arrivata una staffetta, spedita in gran fretta da Civitavecchia, portante (si dice da molti) la notizia della comparsa avanti quel porto di una spedizione francese, e dello sbarco incominciato di un certo numero di truppe. Altri sostengono che non si tratta sin qui che dell’arrivo colà di qualche ufficiale francese latore di un manifesto. L’Assemblea Costituente si è adunata questa sera e si è dichiarata permanente.

Mercoledì 25 — Questa mattina si sono adunati alla piazza del Popolo tutti i circoli, e di lì si sono recati all’Assemblea a Palazzo della Cancelleria. Circolano due proclami uno del Generale Oudinot, comandante la spedizione francese venuta a Civitavecchia, l’altro del suo Aiutante, Capo dello Stato Maggiore. Sullo sbarco della truppa, come pure su tutto ciò che accade a Civitavecchia, il pubblico manca di notizie accertate.

Giovedì 26 — Verso sera è stato affisso un decreto dell’Assemblea, con cui, in seguito di nuove spiegazioni ricevute dal Generale francese (a cui era stata mandata una deputazione di due membri dell’Assemblea stessa) si ingiunge al Triumvirato di respingere la forza, con la forza, ed in conseguenza di ciò è stata mandata, per quanto si assicura, la compagnia dei pionieri a costruire dei lavori di difesa alle porte Cavalleggieri, Portese e S. Pancrazio. Questa sera un attruppamento di gente ha girato per Roma, invitando con grida tutti ad accorrere e cooperare a queste difese, e si è recato anche a Monte Cavallo. È stato affisso un ordine del Triumvirato, che mette in requisizione tutti i cavalli di Roma e della Comarca. È quasi del tutto interdetto a chiunque l’uscire dalle porte della città.

Venerdì 27 — Nella notte scorsa ha avuto luogo la requisizione dei cavalli e da noi sono stati presi due da sella con le bardature. Questa mattina sono stati spediti degli intimi stampati, firmati dal Ministro dell’Interno Saffi, che ingiungono di mandare immediatamente alla zecca i propri argenti per riceverne il prezzo in biglietti del Tesoro. Si lavora alle fortificazioni specialmente fuori delle porte Angelica, Cavalleggieri ecc. e persiste il divieto rigoroso di sortire da tutte le porte, specialmente con cavalli, senza un particolare permesso del Triumvirato. Questa sera è arrivata la legione Garibaldi (che stava al confine di Napoli) ed è stata collocata nel monastero di S. Silvestro in Capite, dal quale sono state al momento rimosse le monache.

Sabato 28 — Nel corso della giornata è uscito ordine che questa notte, qualora si senta il suono delle campane, si debbano da tutti mettere lumi alle finestre. Si dice che una vanguardia francese sia giunta a Palo. Tutta la truppa esistente in Roma è postata sulla piazza di S. Pietro e verso la Chiesa Nuova. Si è pubblicato un decreto con cui si dichiara che il Governo non riconosce voti religiosi.

Domenica 29 — Continuano ad erigersi barricate, oggi anche nell’interno della città, per esempio all’imboccatura del Corso, ed alle strade del Babbuino e di Ripetta verso la piazza del Popolo, e per lo stradone di porta Pia. Verso sera è stato condotto in città un soldato di cavalleria francese fatto prigioniero dai soldati della legione Garibaldi, per quanto si dice, in una ricognizione, che i Francesi erano venuti a fare.

Lunedì 30 — Questa mattina tra le nove e le dieci le truppe francesi (non si sa bene se tutto il corpo, o una sola vanguardia) hanno attaccato le posizioni dei nostri, pare da porta S. Pancrazio a porta Cavalleggieri, e dopo qualche ora di combattimento hanno dovuto ritirarsi, non si sa bene sin dove, con perdita di alcuni cannoni e di prigionieri (sul numero dei quali si varia). La legione di Garibaldi, quella dei Lombardi, e quella di Galletti pare siano state quelle che li hanno respinti. In prima sera si sentiva ancora il cannone. Si dicono morti e feriti alcuni dei nostri uffiziali; ma anche su questo varie sono le voci. Questa sera si sono messi per ordine lumi alle finestre di tutte le case.

Maggio

Martedì 1 — Si dice che oggi sia venuto un ufficiale francese come parlamentario. Anche questa sera si sono messi i lumi alle finestre. Il palazzo della Villa Patrizi come pure il Casino contiguo della Meridiana si stanno minando per la difesa della città. Il bosco si assicura essere già stato atterrato. È uscito ordine di pagare dentro 24 ore il bimestre di Dativa di Marzo e Aprile e la metà di quello di Maggio e Giugno, che scaderebbe a Luglio e questa o in moneta sonante, o in piccoli Boni del Tesoro, che sono molto difficili a trovarsi.

Mercoledì 2 — Questa sera si è affisso un avviso del Triumvirato, che annunzia l’ingresso delle truppe napoletane nello Stato, venute parte per Frosinone e parte per Terracina senza resistenza e che ieri erano a Velletri e questa sera ad Albano. Il Casino grande di Villa Patrizi è stato poi oggi distrutto. Si vanno prendendo tutte le carrozze dei Cardinali, e, per quanto si dice, se ne bruciano le casse, servendosi dei carri per il treno militare.

Giovedì 3 — Oggi, essendo stati condotti a Roma arrestati tre uomini, che pare avessero l’apparenza di esploratori dei Napoletani, e che si dice avessero fatto fuoco contro alcuni carabinieri ed uccisone uno nel volerli condurre a Castel San Angelo, vicino al Ponte, dalla parte di Tordinona, sono stati trucidati dal popolo e gettati nel fiume. Continua il saccheggio delle carrozze dei Cardinali e questa sera dopo averle fatte in pezzi ne sono state bruciate varie sulle pubbliche piazze e, fra le altre, in piazza Colonna, l’operazione dell’incendio è durata sino ad alcune ore dopo la mezza notte.

Sabato 5 — Oggi la voce generale (confermata in parte da un affisso del Triumvirato) è stata che Garibaldi, avendo sorpreso una vanguardia napoletana alle Frattocchie, avesse fatto qualche centinaio di prigionieri, preso alcuni carri carichi di fucili e, si aggiungeva ancora, alcuni cannoni.

Domenica 6 — Un affisso del Triumvirato annunzia che le notizie di ieri non sussistevano, perché provenienti da un equivoco; che però le nuove delle nostre truppe erano del tutto soddisfacenti.

Lunedì 7 — Questa mattina il Triumvirato ha fatto pubblicare che, non potendosi mai supporre le due Repubbliche Francese e Romana in istato di guerra, si rimandavano i prigionieri di quella nazione alla loro armata e s’invitava il popolo a festeggiarli. E ciò è infatti seguìto circa le 2 pomeridiane, con gran concorso di gente, bandiere delle due Repubbliche legate insieme, bande, acclamazioni ecc. Questa sera un altro affisso del Triumvirato ha annunziato lo sbarco o minaccia di sbarco di truppe spagnuole a Fiumicino, ma non se ne precisa il numero. Lo stesso affisso accenna anche qualche timore di Austriaci a Ferrara.

Martedì 8 — Nulla di nuovo circa le operazioni militari. Gli Spagnuoli sbarcati, o che hanno minacciato di sbarcare a Fiumicino, pare si riducano a quaranta o cinquanta. Si dice che i Napoletani abbiano abbandonato i Castelli circonvicini, come Frascati, Marino ecc. in seguito del movimento del Generale Garibaldi, diretto a prenderli alle spalle girando per Palestrina sopra Velletri. Il Triumvirato ha fatto smentire nel Monitore di oggi qualunque voce potesse essersi sparsa di armistizio.

Mercoledì 9 — In tutto il giorno nulla di nuovo; questa sera però corre voce che i Francesi, rinforzati di numero, si siano da Palo avanzati verso Roma. Pare si confermi l’ingresso di un corpo austriaco a Ferrara, e che Bologna sia minacciata da un altro dalla parte di Modena. L’illuminazione delle case ha cessato momentaneamente quasi del tutto da due sere.

Giovedì 10 — Circa le 8 della mattina si batte la Generale della Guardia civica. Più tardi si affigge la notizia di un vantaggio riportato ieri dal Generale Garibaldi sopra i Napoletani tra Palestrina e Valmontone, colla presa di tre cannoni. Sino alle 3 pomeridiane non si ha notizia di attacco per parte dei Francesi. Questa sera il Monitore annunzia che gli Austriaci non sono entrati a Ferrara, ma che avendo ricercato il voto di quella Municipalità sulla forma di Governo, ed essendo questo stato quasi all’unanimità per la Repubblica, si erano ritirati, rilasciando anche gli ostaggi, che avevano condotti seco nell’ultima occupazione di quella città.

Venerdì 11 — A mezza mattina è arrivata la legione Garibaldi, che da ieri era stata richiamata a Roma. Verso mezzogiorno si sparge la notizia (venuta per via straordinaria) che giunta a Parigi la notizia del fatto d’arme del 30 caduto, questa abbia dato luogo ad una specie di rivoluzione, alla caduta del Ministero, al richiamo della spedizione in Civitavecchia. Il corriere di Bologna venuto oggi ha confermato la notizia che quella città era realmente attaccata dagli Austriaci da molte ore e che al suo partire si combatteva.

Sabato 12 — Questa mattina il corpo di Garibaldi e quello dei pionieri sono partiti sortendo per la porta S. Sebastiano. Secondo le notizie recate dal corriere di oggi pare fosse sempre lo stesso stato di cose a Bologna, cioè ostinata resistenza e lusinga di aiuto imminente dalle vicine provincie.

Domenica 13 — Prima di mezzogiorno è entrato in città un corpo di armati reclutato nelle Marche da Rossetti e proveniente, per quanto si dice, da Ascoli. È pure arrivata da Civitavecchia la legione Melara, rimandata dai Francesi, qualcuno dice senza armi. Nelle ore pomeridiane si è sparsa voce che truppe francesi si facciano vedere verso Acqua Traversa. Il corriere di Romagna non ha portato la corrispondenza di Bologna che sembra intercetta (dice il Monitore) tra Imola e Faenza. La carrozza del Papa, che era stata nella distruzione delle carrozze dei Cardinali risparmiata, è destinata a portare il Bambino d’Aracoeli agli infermi; oggi è stata posta in uso per tale oggetto. Circa le 9 di questa sera all’improvviso si sono sentiti due spari, che tutti hanno creduto di cannone, provenienti dalla parte di porta del Popolo. Al momento si è sparso un allarme universale in tutta la popolazione. Si sono posti i lumi alle finestre, la Civica ha battuto la Generale, ed una quantità di gente armata è accorsa in quella direzione. Qualche ora dopo si è appurato che l’esplosione era stata quella delle mine, che hanno fatto saltare ponte Molle, ma che non vi era apparenza di attacco imminente e perciò l’allarme per il momento è cessato.

Lunedì 14 — La notte si è passata tranquillamente, come pure la mattinata. Il Colonnello Roselli è nominato Generale di divisione e comandante in Capo della nostra armata. Questa sera molta truppa con artiglieria è partita andandosi a riunire sulla piazza del Popolo, pare, coll’istruzione di andare ad attaccare i Francesi, che tutti dicono vedersi accampati ad Acqua Traversa.

Martedì 15 — Nessun fatto d’armi pare abbia avuto luogo; si assicura che la truppa partita ieri sera sia (almeno in gran parte) rientrata in città. Questa mattina è arrivato da Civitavecchia, proveniente da Parigi, in compagnia del Signor Accursi (uno dei nostri inviati colà) M. Lesseps incaricato di una missione, e si dice che siasi già abboccato col Generale Oudinot.

Mercoledì 16 — Circa le 6 pomeridiane è partita gran quantità di truppa per porta S. Giovanni, pare coll’idea di andare ad attaccare il corpo d’armata napoletano. Pare che siano intavolate delle trattative tra M. Lesseps e il nostro Ministero. Questa sera poco prima della mezzanotte è giunta la legione Mezzacapo con artiglieria e cavalleria oltre numerosa fanteria, proveniente, si dice, da Ancona.

Giovedì 17 — Questa mattina è stato affisso che sono sospese le ostilità fra la Repubblica Romana e la Francia. Il Monitore poi di questa sera annunzia che M. Lesseps ha richiesto di tenere conferenza con tre Deputati dell’Assemblea e il Generale Oudinot, e si è in seguito saputo che sono stati scelti dall’Assemblea stessa i Deputati Sturbinetti, Audinot e Cernuschi. È voce generale che il Re di Napoli, informato della mossa delle nostre truppe (quali si vuole abbiano presa la direzione di Valmontone) abbia abbandonato Albano ed i Castelli più prossimi a Roma, per concentrare, si dice, le sue forze sopra Velletri.

Venerdì 18 — Nella notte scorsa sono stati requisiti dei cavalli e dicesi anche carri e carrozze per le nostre truppe, che agiscono contro i Napoletani. Delle loro operazioni nulla sin qui si è pubblicato dal Governo. Avendo il Deputato Cernuschi rinunziato l’incarico delle trattative con M. Lesseps ed il Generale Oudinot, gli è stato sostituito il Deputato Agostini. Bologna, benché sembri circondata da tutte le parti, sino al giorno 15 resisteva.

Sabato 19 — Questa sera una truppa di gente è andata a prendere da varie chiese (si citano S. Carlo al Corso, S. Giacomo, il Gesù e Maria e diverse altre) tutti i confessionari, pulpiti, si dice anche armi del Papa e li ha trasportati sulla piazza del Popolo per bruciarli, come si è cominciato ad eseguire. Si dice che si sia riuscito impedire colla forza il compimento dell’incendio.

Domenica 20 — Si parla sin da ieri di un legno chiuso e scortato da cavalleria e che eccita la curiosità; probabilmente è un sogno. In una seduta a porte chiuse dell’Assemblea Costituente tenuta ieri sera, si assicura siano state rigettate all’unanimità alcune proposizioni conciliatorie presentate dall’Inviato straordinario francese a Roma M. Lesseps. Bologna (secondo annunzia il Monitore) ha dovuto capitolare il giorno 16 corrente, e pare abbia dovuto riconoscere il dominio pontificio. Sembra che anche Ferrara sia stata occupata dalle truppe austriache. Questa sera è stata affissa la notizia che dopo un combattimento seguìto ieri, le nostre truppe entravano questa mattina a Velletri abbandonata dai Napoletani in piena ritirata. Si dice che sino a questa sera non era perduta ogni speranza (benché remota) di conciliazioni coi Francesi.

Lunedì 21 — Si conferma pienamente l’ingresso delle nostre truppe a Velletri dopo un fatto d’armi, in cui pare che i nostri abbiano avuto dei morti e feriti piuttosto in quantità. M. Lesseps ha preso nota di tutti i suoi connazionali ed altri forastieri, onde far sì che abbiano agio di partire da Roma in caso di nuovo attacco. Un indirizzo del Triumvirato ai Romani li esorta a riconsegnare essi stessi alle chiese i confessionari tolti ier l’altro.

Martedì 22 — Oggi si vuole che i Napoletani si siano ritirati al di là di Terracina. In seguito dell’esortazione pubblicata ieri, si assicura che i confessionari siano stati rimessi ai loro posti nelle rispettive chiese. Quanto alle trattative coi Francesi, tutto quello che si sa si è che, sino a questo momento, non pare siano rotte.

Mercoledì 23 — Si ha notizia che i Napoletani hanno sgomberato intieramente anche la provincia di Frosinone. Coi Francesi continua la sospensione delle ostilità e per conseguenza pare anche le trattative.

Giovedì 24 — M. Lesseps è partito, si dice, per il corpo francese lasciando una lettera per l’Assemblea, che ha creduto di non leggerla, ma di rimetterla al Triumvirato. Si dice che le truppe austriache siano giunte a Pesaro.

Venerdì 25 — Tutti i possessi del Re di Napoli e della Sua famiglia sono messi sotto sequestro, e debbono vendersi, per erogarne il prezzo nell’indennizzare quelli che hanno sofferto danni dalla sua invasione. Oggi sono ritornate in Roma la divisione Roselli e quella Mezzacapo, conducendo seco alcuni prigionieri napoletani.

Mercoledì 30 — La voce di ieri sera era fondata sopra una nota indirizzata da M. Lesseps all’Assemblea, al Triumvirato ed al Municipio, nella quale dichiara che, non accettandosi immediatamente le sue proposizioni, egli riguarderebbe la sua missione come terminata, ed il Generale Oudinot rimarrebbe nella sua piena libertà di azione. La risposta delle tre sudette autorità essendo stata negativa, si attende da un momento all’altro la ripresa delle ostilità. Si dice che nella notte scorsa sia partito il Ministro della Guerra Avezzana, ed è voce che siasi diretto ad Ancona, chiamato a dirigere la difesa degli assediati.

Giovedì 31 — È tornato in Roma M. Lesseps e verso sera è tornato al campo. I Francesi hanno occupato Monte Mario. Di mezzo a mille voci incomplete, incerte, contradittorie, sorge più comunemente quella di una convenzione conclusa oggi dal Triumvirato col suddetto M. Lesseps, sulle condizioni della quale varie sono le voci. Questa sera alle 11 era convocata l’Assemblea Costituente in comitato segreto.

Giugno

Venerdì 1— Questa mattina è ritornato dai confini di Napoli il Corpo del Generale Garibaldi. Questa mattina si sono sapute le condizioni della convenzione conchiusa ieri tra il Triumvirato e M. Lesseps, che sono le seguenti, cioè il Governo Romano riconosce l’armata francese come amica; che essa senza punto ingerirsi nel Governo sarebbe in libertà di prendere quegli appostamenti che creda più opportuni alla difesa ed alla salute dell’armata stessa; che tutto il territorio occupato dall’armata francese sarebbe garantito da qualunque altra occupazione; che le comunicazioni sarebbero riaperte: il tutto da ratificarsi dal Governo Francese nello spazio di 15 giorni. Contemporaneamente però si è saputo che il Generale Oudinot ricusava di firmare questa convenzione. Questa sera poi al tardi, un affisso del Triumvirato ha annunziato che esso Generale non solo aveva ricusato di uniformarsi alla convenzione ma aveva dichiarato rotta la tregua, e la sua armata in piena libertà anche di assalirci; il che ha cagionato, come è naturale, dell’agitazione. Si dice che M. Lesseps sia partito per Civitavecchia per andare a Parigi.

Sabato 2 — Un ordine del giorno del Generale Oudinot annunzia che con dispacci telegrafici ricevuti dal Ministro di Francia gli si dichiaravano terminate le trattative intraprese da M. Lesseps (quale è richiamato a Parigi) ed egli incaricato di proseguire le sue operazioni. Pare che abbia fatto sapere che non prima di lunedì si sarebbero riprese le ostilità. M. Lesseps nel partire ha diretto una lettera al Triumvirato in cui si dichiara di avere per ferma la convenzione da lui conclusa e che va a Parigi per farla ratificare.

Domenica 3 — Questa mattina i nostri, a punta di giorno, hanno attaccato alcune posizioni dei Francesi, come (per quanto si dice) quella di Villa Panfili, del Casino Corsini, dei Quattro Venti e del Vascello. Il risultato non è ben noto. Il fuoco si sente continuare. Si dice che i nostri abbiano avuto dei morti del Corpo di Garibaldi e della legione Melara. Il fuoco di fucile e cannone si è continuato a sentire sino a questa sera ben tardi. Si crede di sapere che le posizioni dei Quattro Venti e del Vascello siano in mano dei nostri. Domani si aspetta il formale attacco. Questa sera si son messi i lumi alle finestre.

Lunedì 4 — Tutta la mattina si è sentito di tanto in tanto il cannone e questa sera, dopo le dieci, per un breve tempo accompagnato da un forte fuoco di moschetteria.

Martedì 5 — Tutta la notte ha continuato il fuoco di fucili e cannone. Pare che lo scopo sia sempre d’impedire o distruggere una batteria che i Francesi hanno stabilito o tentano di stabilire ai Quattro Venti. Molte palle di cannone da 24 son cadute in città, e segnatamente in Trastevere. Verso le 6 si assicura che una bomba o granata è caduta in piazza Madama, ed ha colpito il palazzo del Governo. Ieri tra i morti si contano i due aiutanti del Generale Garibaldi.

Mercoledì 6 — Fino a circa l’un’ora pomeridiana non si è sentito il cannone; poi si è tornato a sentire di nuovo, ma non con grandissima frequenza.

Giovedì 7. Corpus Domini — Un ordine del Governo ha ingiunto a tutte le chiese di fare la processione col SS.mo nell’interno delle chiese medesime. Fino al mezzogiorno il cannone ha taciuto, poi si è cominciato a sentire di nuovo di tanto in tanto sino a notte.

Venerdì 8 — Si è sentito il cannone a intervalli quasi tutta la giornata presso a poco come ieri. Per disposizione del Governo a molte famiglie, abitanti nelle contrade esposte al fuoco dei Francesi, è stato assegnato il ricovero in vari conventi e palazzi, tra i quali quelli di Odescalchi e Colonna ne hanno dovuto ricevere molte. Per un’altra disposizione tutti i vetturini debbono nella notte ritrovarsi nei luoghi indicati ed ivi bivaccare coi legni e cavalli tra i luoghi indicati vi è anche la casa nostra e sino da questa sera hanno riempito il nostro cortile.

Lunedì 11 — È stata nella notte scorsa effettuata la sortita, che si annunziava da ieri, con forza considerevole; ma avendo trovato i Francesi prevenuti e disposti a combattere, tutta la truppa si è ritirata. Ad evitare ciò che era accaduto nei giorni scorsi, vale a dire che i nostri per equivoco avessero fatto fuoco contro altri dei nostri, si era fatta a tutti i soldati sovrapporre all’abito la camicia. Oggi vi è stato uno scontro, ma non di gran conseguenza, chi dice ad Acquacetosa, chi a Ponte Salaro. I Francesi avendo occupato ponte Salaro e ponte Lamentano, resta intieramente chiusa ogni corrispondenza postale, che ora si faceva per quella unica strada. È voce comune che questa sera dai Francesi sia stata intercetta l’acqua Paola, ossia di S. Pietro in Montorio, che fa agire una gran parte delle mole indispensabili alla panizzazione della città.

Martedì 12 — Pare sicuro che oggi sia venuto un parlamentario dal campo francese.

Mercoledì 13 — Il parlamentario venuto ieri recò indirizzi al Triumvirato, all’Assemblea, al Generale della Civica ed al Comandante della truppa Generale Roselli; coi quali indirizzi si intimava in sostanza che se nel termine di 12 ore dalla ricevuta del medesimo non si ammetteva l’armata francese, egli (Oudinot) impiegherebbe immediatamente tutti i mezzi d’azione, che sono in sue mani. Le risposte essendo state negative, da questa mattina in poi sono state lanciate sulla città molte palle e bombe, e si dice che i Francesi abbiano cominciato a battere in breccia le mura della città tra le porte di S. Pancrazio e Portese. Sono giunti al campo francese M. Corcelles e M. La Tour d’Avergne, che fu qui con M. Lesseps in qualità di Segretario. S’ignora l’oggetto della loro missione.

Giovedì 14 — Tutt’oggi le bombe francesi sono cadute in maggior numero in città e qualcuna sino a piazza di Pietra. Verso sera vi è stato uno scontro verso Acquacetosa e ponte Molle e si era sparsa la voce che i nostri avessero fatto prigionieri dei Francesi, anche in qualche numero considerevole; ma sino a notte avanzata non sono stati condotti in città.

Venerdì 15 — In tutta la notte scorsa non ha mai cessato il gettito delle bombe, e il fuoco del cannone ed anche della moschetteria, senza alcun risultato. I più imparziali cominciano a riguardare l’attacco dei Francesi (almeno col metodo sinora adottato) contro Roma come mancato. Oggi si è combattuto a ponte Molle, ma senza grande risultato.

Domenica 17 — Nel nostro Monitore di ieri sera si è riportata una lettera di M. Corcelles, nuovo inviato francese diretto da M. de Gerando Cancelliere della Legazione, in cui conferma la non ratifica della convenzione segnata con M. Lesseps ai 31 maggio, e che il nostro Governo sostiene esser violata colla sua intimazione del 1 corrente e susseguite ostilità. Vi è riportata ugualmente una risposta del Triumviro Mazzini diretta al sudetto M. de Gerando. In tutto il corso della giornata nulla di considerabile è avvenuto ed il cannone si è sentito con molta frequenza.

Venerdì 22 — Tutta la notte il cannoneggiamento è stato continuo e fortissimo; questa mattina (in mezzo a mille voci incerte, confuse e contradittorie) si è saputo che i Francesi nella notte sono riusciti a penetrare per la breccia aperta tra S. Pancrazio e porta Portese, e che subito hanno dato mano a fortificarsi nella parte interna. Tra le 9 e le 10 hanno cominciato a suonare le campane a stormo, ed hanno continuato sino al mezzogiorno circa. Il posto occupato dai Francesi con una gran fretta interiormente alle mura pare sia il Casino Barberini, ora di Sciarra, sopra S. Cosimato; si dice che i nostri si dispongano a sloggiarneli. Le palle e le bombe non hanno cessato mai di cadere in città.

Sabato 23 — Le palle e le bombe di cannone di grosso calibro non hanno cessato di piovere sulla città sino circa alle 4 della mattina; molte e molte case sono state fortemente danneggiate, molte persone ferite anche gravemente, e si dice anche un bambino ucciso, il tutto con allarme e spavento universale. Nella giornata si è inteso il cannone non più del solito. Questa sera sino alle 11,30 tutto tace; è ritornata l’acqua Paola.

Domenica 24 — La notte è stata tranquilla, il cannonamento presso a poco al solito nella giornata. È voce che Garibaldi abbia fatto questa sera una sortita. Questa sera circa l’Ave Maria è stato trasportato alla chiesa di S. Andrea delle Fratte il corpo del Generale Ferrari, morto ieri, con gli onori militari. Egli aveva comandato l’anno scorso la nostra truppa nella spedizione nello Stato veneto, che terminò colla capitolazione di Vicenza. Il nostro Monitore di questa sera riporta la capitolazione d’Ancona sottoscritta il 19 corrente.

Lunedì 25 — Nella notte e nella giornata cannonamento al solito. Molti Consoli esteri, a richiesta del Municipio hanno diretta al Generale Oudinot una rimostranza contro il bombardamento della città.

Martedì 26 — Nella notte scorsa i Francesi hanno tentato di sloggiare i nostri dal Casino detto il Vascello fuori porta S. Pancrazio, ma sono stati respinti. Nella giornata non vi è stato altro di straordinario. Questa sera però tra le 11 e le 12 si è cominciato a sentire un fuoco piuttosto vivo di cannone e di moschetteria.

Mercoledì 27 — Il forte fuoco, che si sentì ieri sera, e che durò circa un’ora, provenne da un nuovo attacco dei Francesi al Casino del Vascello, e che si assicura sia stato respinto. Da ieri i Francesi (per quanto si dice) hanno tornato a toglierci l’acqua Paola. Nel corso della giornata non è mai cessato il fuoco del cannone contro la posizione dei nostri; si dice che il Casino del Vascello sia stato intieramente diroccato. Oggi dopo pranzo il Generale Garibaldi, alla testa della sua truppa, è rientrato in città per farla riposare.

Giovedì 28 — Un ordine pubblicato ieri che nella notte si tenessero aperte tutte le chiese e tutti i portoni, ha fatto stare molto in timore di un nuovo bombardamento, il quale non ha avuto luogo; bensì molte palle di cannone sono cadute in città; ne è caduta una sul Convento di S. Maria in Via.

Venerdì 29 — Nella notte e nella giornata non hanno mai cessato di agire i cannoni e le bombe. Di queste ultime poche hanno oltrepassato il Rione di Trastevere. Oggi son cominciate a venire in casa nostra alcune famiglie di abitanti in Trastevere, ed altre ne devono venire domani con biglietto del Commissario del Rione.

Sabato 30 — Ieri sera, ricorrendo la festa di S. Pietro, furono (per quanto si dice) incendiati dalla Cupola di quella Basilica dei fuochi di bengala a tre colori. Nella notte i Francesi dai Monti Parioli hanno scagliato sulla città una gran quantità di proiettili d’ogni specie con grande spavento e notabile danno di fabbricati. Nel tempo stesso hanno eseguito un attacco a S. Pancrazio, ove, per quanto si vocifera, hanno occupato un bastione, preso alcuni cannoni e fatti prigionieri con morte di ufficiali fra i quali si cita il Colonnello Manara. Oggi la nostra Assemblea Costituente, dappresso i rapporti dei Generali Garibaldi e Roselli, ha deliberato: che la difesa di Roma cessa, come resa impossibile; che il Triumvirato è incaricato dell’esecuzione di tal deliberazione, e che essa rimane al suo posto.

In seguito di ciò il Municipio, convocato d’urgenza, ha nominato tre deputati, che sono i Signori Gallieno, De Andreis e Pasquali, i quali col segretario municipale ed in unione dei Consoli d’Inghilterra e di America sono partiti (si dice) questa sera stessa per il quartiere generale francese. Dalle 7 in circa di sera non si è più sentito il cannoneggiamento.

Luglio

Domenica 1 — Avendo gli attuali membri del Triumvirato data la loro dimissione, l’Assemblea ha nominato in sostituzione i Deputati Saliceti, Mariani e Calandrelli, già Ministro della Guerra. I Deputati del Municipio, ritornati dal quartiere generale francese, hanno reso conto all’Assemblea del risultato della loro missione, che non è reso pubblico. Si assicura che domattina debbono recarsi di nuovo al quartiere generale per sottoscrivere (si spera) la convenzione militare per l’occupazione di Roma. Intanto però oggi si è lavorato molto alle barricate in vari punti della città, accrescendole e portandovi in qualcuna dei cannoni.

Lunedì 2 — Questa mattina si è preteso sapere che il Municipio, non credendo poter sottoscrivere le condizioni che esigeva il Generale Oudinot, ha risoluto di rassegnarsi passivamente a ciò che egli sarà per fare, non opponendo resistenza. Oggi tra le 6 e le 7 pomeridiane tutto il corpo di Garibaldi a piedi ed a cavallo, bagaglie ecc. (al qual corpo si sono arruolati molti individui della nostra truppa specialmente dei dragoni e qualche altro dei così detti Corpi franchi) si son veduti improvvisamente prendere la strada di S. Giovanni, ove si son fermati a stazionare su quella piazza, senza che si sappia quali siano le loro intenzioni. Si dice che Garibaldi pensi di partire.

Martedì 3 — Nella notte una porzione di truppa francese è entrata pacificamente in città per le porte di S. Pancrazio, Angelica ecc. ed ha stazionato al fontanone di ponte Sisto, a quello di Borgo ecc. Garibaldi con tutti quelli che l’hanno seguito, si dice abbia presa la direzione di Tivoli. I Lombardi pare abbiano preferito di restare. Fino alle 3 pomeridiane circa, tutto era passato tranquillamente, quando degli attruppamenti di gente, cui erano misti dei militari, hanno preso ad inveire contro delle persone che loro pareva avessero delle relazioni coi Francesi, e ne hanno uccise (si asserisce) cinque, tra le quali un prete. In seguito di ciò alle 5 si è presentato un distaccamento francese, che in piazza Colonna è stato accolto da alcuni gruppi che gridavano “Evviva la Repubblica Romana” quali gruppi sono stati dalla truppa dispersi. Circa poi le 7, è entrato in Roma il Generale Oudinot con un fortissimo corpo di truppa, cavalleria e artiglieria, al cui passaggio per piazza Colonna si sono replicati i sudetti “evviva” ed al passaggio del Generale si sono sentiti alcuni fischi, dappresso i quali il Generale stesso ha voltato faccia con alcuni soldati di cavalleria e tutti si sono dati a precipitosa fuga; poco dopo però si è presentato un nuovo drappello portando una bandiera tricolore, che è stato disperso, e gli è stata subito tolta la bandiera da un picchetto di Francesi che avevano già fortemente occupato la Gran Guardia e le terrazze della Posta. Il Generale è alloggiato nel palazzo Colonna. Questa mattina in Campidoglio è stata promulgata la Costituzione della Repubblica Romana votata dall’Assemblea. Ieri mattina fu trasportato cogli onori militari a S. Lorenzo in Lucina, sua parrocchia, il corpo del Colonnello Manara.

Mercoledì 4 — Oggi (per quanto si assicura) sono stati uccisi vari soldati francesi, diversificando le voci sul numero. Grosse pattuglie di cavalleria francese hanno perlustrato il Corso. Il Caffè Nuovo è stato fatto chiudere dalla forza francese, come pure il Circolo Romano, che gli sta dirimpetto e toltane la bandiera.

Giovedì 5 — Dal Generale in capo Oudinot si è pubblicato un proclama, con cui si annunzia la necessità di sottomettere Roma al Governo militare e nomina a tale impiego il Generale di divisione Rostolan, e Comandante la piazza il Generale di brigata Sauvan. Un altro proclama del Generale Governatore prescrive varie misure, e fra le altre, quella che nessuno possa girar per le strade da mezz’ora dopo la ritirata, cioè dopo le 9,30 della sera. L’Assemblea Costituente ed il Governo sono disciolti. Un altro editto annunzia che avendo la quasi totalità delle truppe romane fatta la loro sommissione restano in piedi e saranno sotto il comando del Generale Vaillant.

Venerdì 6 — Vanno partendo da Roma in gran numero gli individui appartenenti ai Corpi franchi disciolti, muniti di fogli di via e soccorsi anche di denaro. Questa sera in luogo del Monitore si è cominciato a pubblicare un altro foglio che ha per titolo il Giornale di Roma.

Sabato 7 — Per ordine del comando generale francese è disciolta la Guardia civica, per essere immediatamente riorganizzata, e prescritto il disarmo generale del paese nel termine di 48 ore. Tutti i Boni della Repubblica debbono essere nel termine di dieci giorni soggetti ad un bollo.

Domenica 8 — Si è pubblicato l’ordine che siano rimossi tutti gli stemmi della Repubblica e tutti i berretti rossi.

Lunedì 9 — Questa sera i pompieri, alle 10, scortati dalla truppa francese, sono andati a levare il berretto rosso dalla cima dell’obelisco del Popolo.

Martedì 10 — Con ordine del Generale in capo, pubblicato oggi di concerto col Municipio, si è stabilito che, nelle transazioni tra Francesi e Romani, lo scudo romano deve valutarsi cinque franchi ed il bajocco un soldo.

Mercoledì 11 — Sono stati nominati col titolo di Commissari, al Ministero di Grazia e Giustizia l’avv. Piacentini, a quello delle Finanze l’avv. Lunati, ed a quello dei Lavori Pubblici l’ingegnere Cavalieri.

Giovedì 12 — Cominciando da questa sera la ritirata (annunziata con due colpi di cannone dal Castello) è stata protratta sino alle 10,30 e la circolazione permessa sino alle 11.

Sabato 14 — Un proclama del Generale in capo Oudinot annunzia la restaurazione del Governo Pontificio, per cui domani si canterà solenne Te Deum a S. Pietro, vi sarà gran rivista della truppa francese e della romana, illuminazione ecc. Un ordine dello stesso Generale rende noto che avendo il Municipio data ieri la sua dimissione, che è stata da lui accettata, ha nominato una Commissione Municipale provvisoria composta di sedici soggetti che indica.

Domenica 15 — Oggi circa le 4 pomeridiane, a S. Pietro si è cantato solenne Te Deum, seguito dalla Benedizione del SS.mo che è stata data dal Card. Castracane, dopo la rivista che il Generale Oudinot aveva passata sulla piazza di S. Pietro e strade adiacenti.

Lunedì 16 — Questa sera lo sparo del cannone per dare il segnale del fine della circolazione per le strade è stato protratto sino alle 11,30. Sono proibiti tutti i giornali fuori che il Giornale Romano.

Mercoledì 18 — Fin da ieri ricominciarono ad agire i Tribunali, ma nelle sole cause laiche, per le ecclesiastiche si devono attendere le disposizioni pontificie. Un editto della Commissione Municipale proibisce temporaneamente qualunque vendita di grani all’ingrosso, fuori che ai fornari nella quantità che sarà prescritta dalla Commissione ed al prezzo di scudi dodici al rubbio in moneta in corso, compresi i biglietti di qualunque epoca. Lo stesso è ordinato per l’olio, ed il prezzo è fissato a baj. dodici per la qualità superiore e di undici per l’inferiore. Oggi si sono veduti chiusi i due caffè, detti del Giglio e degli Specchi, in piazza Colonna.

Sabato 21 — Questa mattina è stato affisso un proclama di Pio IX ai suoi sudditi nel quale annunzia che finché giunga il momento del suo ritorno, va a nominare una Commissione, la quale munita di pieni poteri, e coadiuvata da un Ministero, regoli gli affari dello Stato. Oggi si sono riaperti i due caffè di Piazza Colonna ed anche il Caffè Nuovo al palazzo Ruspoli.

Martedì 31 — Circa le 7 pomeridiane è stato innalzato in Campidoglio lo Stemma pontificio con intervento del Generale Oudinot, e questa sera il Campidoglio è stato illuminato, con banda ecc. Verso sera è stato portato alla sepoltura cogli onori militari il Colonnello Melara, il quale, alla testa di un corpo da lui formato, aveva servito la Repubblica Romana e rimase ferito nei primi giorni di giugno.

Agosto

Mercoledì 1 — Ieri tra le 10 e le 11 arrivarono i Cardinali Della Genga, Vannicelli e Altieri, componenti la Commissione governativa di Stato nominata dal S. Padre, e sono andati a risiedere al Quirinale. Questa mattina hanno annunziato al pubblico l’istallazione della Commissione, e contemporaneamente il Generale Oudinot con sua circolare a tutti i capi dei dicasteri ha annunziato la cessazione delle attribuzioni governative, che aveva in sé riunite sin ora. Oggi tutta la Deputazione Municipale, che andò a Gaeta per ossequiare il S. Padre è stata invitata a pranzo dal Generale Oudinot. Questa mattina mentre tutto si disponeva nella Chiesa de’ SS. Vincenzo e Anastasio per il funerale del Colonnello Melara con lo stesso corteggio militare, che lo accompagnò ieri (e si dice altresì che si era preparata un’orazione funebre) un uffiziale superiore francese si è presentato alla Chiesa, ha fatto ritirare la truppa, ed ordinato che la funzione non avesse più luogo.

Giovedì 2 — La Commissione governativa di Stato ha nominato come suoi coadiutori i Monsignori Mertel e Bartoli, il Principe di Palestrina e l’avv. Vannutelli.

Venerdì 3 — Questa mattina con una Notificazione della Commissione governativa di Stato si è annunziato che tutti i Boni oltre la serie O emessi dal Governo Repubblicano, sono riconosciuti e garantiti al saggio del 65 per cento. L’annunzio non ha prodotto molta sodisfazione nel pubblico. Con altra Notificazione si prescrive che tutti gli impiegati nominati dopo il 15 novembre prossimo passato, si intendono dimessi; quelli tra gli antichi, che, per non prestare la loro adesione al Governo Repubblicano, avevano rinunziato l’impiego, tornano al loro posto; quelli che erano restati, prestando l’adesione, vi rimangono provvisoriamente, sinché una Commissione di Censura non abbia esaminato la loro condotta. Questa sera numerose pattuglie hanno percorsa la città; in alcuni luoghi, come in Piazza Venezia ed a Monte Cavallo, vi erano dei cannoni.

Lunedì 6 — Una Notificazione della Commissione governativa prescrive che la moneta erosa della Repubblica per lo spazio di trenta giorni abbia corso coattivo nella sua integrità, dopo il qual termine sarà fuori corso. Le Casse pubbliche la riceveranno o in pagamento d’imposta, o cambiata con altri valori correnti.

Mercoledì 8 — Questa mattina si è manifestato un incendio forte al Collegio Romano, ove è alloggiata molta truppa francese; il danno è considerabile. Il nostro Giornale di oggi annunzia le seguenti nomine di Ministri: all’Interno e Polizia Mons. Savelli, alla Grazia e Giustizia l’avv. Giansanti, alle Finanze, come pro-Ministro, il Sig. Angelo Galli, Mons. Amici è nominato Commissario delle Marche in luogo di Mons. Sacelli.

Venerdì 10 — È stato nominato Ministro del Commercio, Agricoltura, Belle Arti e Lavori Pubblici il Sig. Camillo Jacobini. Oggi si è ricevuta la notizia della morte del Re Carlo Alberto; seguìta a Oporto in Portogallo ai 28 del mese scorso.

Mercoledì 15 — Oggi alle 4 pomeridiane il Generale Oudinot ha fatto una gran rivista di tutta la truppa francese nei prati di Acquacetosa.

Martedì 21 — Dalla Congregazione governativa di Stato si è formato il Consiglio militare, composto del Principe D. Pompeo Gabrielli, dei Colonnelli Janni e Farina, del Generale Vaillant e di due altri militari francesi. Esso dovrà essere presieduto dal Ministro delle Armi (che non si è ancora nominato) e interinalmente da Gabrielli. Questa mattina è stato arrestato il così detto Carbonaretto compagno di Ciceruacchio, insieme col quale era partito da Roma colla truppa di Garibaldi, e che era ritornato travestito da campagnuolo.

Giovedì 23 — Il Generale Oudinot ha fatto pubblicare ed affiggere un proclama d’addio ai Romani, ed un ordine generale nello stesso senso, diretto all’Armata; ed in questo annunzia che il Generale Rostolan gli succede nel comando. Questa sera in Campidoglio, nel palazzo del Museo, con invito del Generale Oudinot e di tutto lo Stato Maggiore francese, dei Collegi, dell’Università e di molte altre distinte persone, si è data lettura di un decreto del Municipio estremamente onorifico per il Generale suddetto, che delibera sia coniata una medaglia in suo onore. Il Museo è stato illuminato e si è apprestato anche un buffet. Il Generale Oudinot è stato altresì dalla Commissione Municipale dichiarato cittadino romano.

Venerdì 24 — Il Generale Rostolan, con un indirizzo ai Romani pubblicato oggi, ha dato parte di aver assunto il comando in capo delle truppe francesi.

Martedì 28 — In una specie di proclama ai soldati francesi il nuovo Generale in capo annunzia loro che l’armata continuerà ad occupare Roma, e che la sua installazione, che sin qui era del tutto provvisoria, va a ricevere delle modificazioni appropriate alla necessità di una occupazione più completa. Mons. D’Avellà, decano della Rota è nominato presidente del Consiglio centrale di Censura.

Settembre

Sabato 1 — Il Generale Rostolan ha pubblicato un ordine in cui richiama in vigore le disposizioni contro gli attruppamenti e dimostrazioni di ogni specie, ed il Comandante Le-Roux, Prefetto di Polizia, un altro riguardante le disposizioni sui forestieri, che vengono a Roma.

Martedì 4 — Il nostro Giornale di oggi porta la nomina al Ministero delle Armi del Principe Orsini.

Mercoledì 5 — Ieri sera all’Argentina vi fu del rumore originato da un bouquet, che alcuni ufficiali francesi gettarono alla prima donna e che essa (si dice a istigazione di un partito contrario) ricusò di raccogliere. Quindi grida, fischi reciproci da ambe le parti. Questa sera il teatro era chiuso.

Giovedì 6 — Questa mattina si è manifestato un altro incendio al Collegio Romano in alcune stanze in alto sotto l’orologio; ma non ha fatto danni quanto l’altro.

Venerdì 7 — Il Papa prima di partire da Gaeta per Portici, mandò per mezzo di Mons. Stella, uno dei suoi Camerieri segreti, la “Rosa d’oro” da lui benedetta alla Regina di Napoli.

Sabato 8 — Questa sera ha tornato ad agire il teatro Argentina, e vi è stato ancora un poco di rumore a cagione di un biglietto gettato (si dice da militari francesi) alla prima donna signorina Rebussini, in cui si pregava a cantare un’aria da lei cantata altre sere, fuori dello spartito, e non annunziata nell’affisso del giorno, qual biglietto non fu raccolto dall’attrice; ciò produsse chiasso.

Martedì 18 — Una Notificazione della Commissione governativa di Stato porta l’abolizione del corpo dei carabinieri pontifici per tutto lo Stato, e la creazione, in sua vece, di altro corpo che porterà il nome di Veliti, diviso in tre squadroni stazionati a Roma, Bologna e Ancona, il di cui comando superiore apparterrà al Ministero delle Armi, e quanto al servizio al Ministero dell’Interno e Polizia. Esso sarà coadiuvaio da una Guardia di sicurezza, che dovrà formarsi in ogni provincia.

Mercoledì 19 — Questa mattina è stato affisso un Motu proprio in data del 12 corrente da Portici, in cui si annunziano molte disposizioni relative al futuro governo dello Stato, cioè la creazione di un Consiglio di Stato, di una Consulta di Stato per le finanze, nuovi regolamenti per i Consigli provinciali e comunali ecc. ed una amnistia. Oggi stesso si è pubblicato dalla Commissione governativa questa amnistia con molte eccezioni.

Ottobre

Martedì 2 — Da ier l’altro il Conservatorio delle proiette di S. Spirito è in piena insurrezione, il di cui motivo si è il non volere più essere sotto la direzione di alcune maestre che da qualche anno furono fatte venire da Modena per porle alla testa di quello Stabilimento. La rivolta continuava anche oggi nello stesso grado.

Mercoledì 3 — Si dice che la rivolta delle proiette di S. Spirito sia stata repressa, ma che sia stato necessario l’intervento della forza militare.

Giovedì 4 — Per ridurre a dovere il Conservatorio di S. Spirito vi furono introdotti (per quanto si assicura) cinquanta uomini di truppa francese con armi, e duecento senza armi, e questi dopo essersi assicurati di quelle femmine tumultuanti, le divisero in vari locali separati, ove resteranno sequestrate.

Mercoledì 31 — È uscita Notificazione del Ministro delle Finanze con cui, per l’urgenza dell’Erario s’impone la sopratassa di un bimestre della dativa.

Novembre

Sabato 3 — Oggi si è saputo che in luogo del Generale Rostolan, che da qualche tempo aveva domandato il suo richiamo, è stato nominato Comandante in capo dell’armata di Roma il Generale Hautpoul, il quale si dice che riunirà in sé anche le attribuzioni diplomatiche.

Domenica 4 — L’altro giorno è stato arrestato il già Comandante dell’artiglieria repubblicana Calandrelli.

Lunedì 12 — Questa mattina in occasione del funerale che si celebra ogni anno in suffragio di tutti i militari defunti (e quest’anno nella Chiesa di S. Ignazio) si son sentite delle voci, che acclamavano i Martiri della libertà italiana e sono stati gettati dei fiori sul tumulo.

Martedì 13 — Il Generale Baraguay-d’Hilliers è nominato al Comando dell’armata del Mediterraneo in luogo del Generale Hautpoul. Ier l’altro al Monastero delle Battistine a S. Nicola da Tolentino doveva seguire una vestizione, e la monacanda doveva essere accompagnata dalla moglie di Giuliano Capranica, Marchese del Grillo, cioè la Signora Adelaide Ristori, che attualmente recita al teatro Argentina colla Compagnia comica Domeniconi; ma sopraggiunto un ordine del Card. Vicario che la vestizione si facesse a porte chiuse privatamente, l’accompagno non ebbe più luogo.

Giovedì 15 — Questa mattina sono andato ove ora è il Ministero delle Arti e Lavori Pubblici (già collegio dei Nobili) a vedere una statua, che si crede rappresentare un gladiatore ritrovato in uno scavo, fatto per conto del Governo sotto una casa al vicolo delle Palme in Trastevere, ove tempo fa fu ritrovato un cavallo di bronzo che sta in Campidoglio.

Lunedì 19 — Ieri è arrivato il Generale Baraguay-d’Hilliers, nuovo Comandante in capo le truppe francesi a Roma.

Martedì 20 — Questa mattina è stato affisso un ordine del giorno del Generale Rostolan diretto alla truppa in cui annunzia di aver rimesso il comando al Generale Baraguay-d’Hilliers, e un proclama ai Romani concepito in termini obbliganti. Il nuovo Generale in capo assume anche il carattere di Ministro plenipotenziario della Repubblica francese presso la S. Sede.

Sabato 24 — Questa mattina un tal Ceccarelli, stato aiutante basso ufficiale nella disciolta truppa civica, essendo stato introdotto all’udienza dei Cardinali della Commissione governativa ha richiesto con molta arroganza un sussidio di cento scudi, e la risposta non essendo favorevole, ha messo mano ad uno stile, alla cui vista il Cardinale Vannicelli si è rifugiato in un’altra camera ed è rimasto il Card. Altieri, che ha temuto d’essere aggredito dal Ceccarelli, che gli si è avvicinato protestando che l’arme era diretta contro di sé. Ed infatti si è dato un colpo nel petto facendosi una ferita, che pare di qualche gravità. Egli è stato subito arrestato.

Venerdì 30 — Essendosi scoperto un furto (a quel che si dice considerevole) di medaglie nella collezione esistente presso la Biblioteca Vaticana in custodia del fu Mons. Laureani, primo custode della medesima, si assicura che ne sia reo confesso un figlio del Sig. Gaetano Diamilla, in cui il povero defunto aveva riposto molta fiducia.

Dicembre

Giovedì 6 — Le truppe spagnuole hanno ormai lasciato interamente tutti gli accantonamenti, che occupavano; e si concentrano a Terracina per imbarcarsi e ritornare in Spagna.

Sabato 8 — Ieri sera il Signor Giuseppe Mazio, Direttore della Zecca, passando a mezz’ora di notte per il vicolo dell’Ab. Luigi, fu aggredito da persona incognita, che gli vibrò un colpo di stile alla gola; quale fortunatamente, in grazia della resistenza della cravatta, non fu mortale e la ferita è senza pericolo.

Mercoledì 12 — La crisi, di cui si crede minacciata la Banca Romana, ha dato e dà in questi giorni molto da parlare. Pare che il Governo abbia risoluto di non riconoscere il di lei credito per l’imprestito fatto al Governo Repubblicano, e che ascende oltre al milione di scudi. Gli azionisti reclamano altamente.

Sabato 15 — Questa mattina è uscita una Notificazione della Commissione governativa di Stato, in cui si annunzia il concambio dei biglietti della Banca con quelli del Tesoro alla pari e vi si dice espressamente che il Governo pontificio non riconoscendo il prestito fatto alla Repubblica, intende di rivalersene sui capitali della Banca, incaricando una Commissione (che è nominata) a liquidare gl’interessi della Banca stessa.

Domenica 16 — Nella notte scorsa alla Chiesa di Aracoeli è stata rubata la Pisside con le particole ed i voti di argento appesi all’altare di S. Antonio. La Commissione deputata a presiedere al deposito e concambio dei biglietti della Banca è composta di Mons. Mertel, Principe Barberini, March. Potenziani e D. Pietro Odescalchi sin qui Commissario del Governo presso la Banca stessa.

Martedì 18 — Oggi si è pubblicata una Notificazione del Municipio, con cui, per le urgenze del medesimo, e segnatamente per le spese del casermaggio, s’impone una sopratassa di 15 centesimi sull’importare della dativa dei fondi rustici e urbani, un paolo di più sulla gabella del vino, una tassa sui liquori spiritosi e si raddoppia la tassa delle acque.

Sabato 22 — Va partendo da Roma il 21° Reggimento francese per andare a Civitavecchia ed imbarcarsi per l’Africa.

Mercoledì 26 — Questa mattina si è adunato di nuovo il Consiglio delle Guardie Nobili. Cinque dei prevenuti sono stati giudicati e gli altri lo saranno in altre sedute.

Lunedì 31 — Questa mattina si è adunato di nuovo il Consiglio di Guerra della Guardia Nobile per giudicare i rimanenti accusati.


Anno 1850

Gennaio

Lunedì 14 — Nella notte scorsa cinquanta e più forzati detenuti a Termini sono riusciti ad evadere forando un muro. Questa mattina è partito per Napoli il Principe Borghese, e seco sono andati l’Avv. Scaramucci ed il Curiale Belli, per implorare una risoluzione definitiva sul destino della Banca Romana che atteso il concambio intrapreso dal Governo dei suoi biglietti con quelli del Tesoro, si trova assolutamente paralizzata.

Giovedì 17 — Questa mattina (essendosi riaperte dai Gesuiti le scuole inferiori del Collegio Romano) ha ricominciato a suonare la Campana; le scuole superiori erano riaperte da qualche giorno.

Sabato 19 — Questa sera al teatro Metastasio si dà una festa da ballo. Gli uomini saranno ammessi in maschera, le donne colla mezza maschera al viso.

Lunedì 21 — Ieri sera un tale Achilli, già Domenicano, detenuto politico (e che si dice premesse molto al Governo pontificio) essendo stato consegnato alla forza militare francese per essere confrontato in un altro processo, sotto la parola d’onore dell’ufficiale di ricondurlo al Forte S. Angelo, donde lo aveva preso, sotto pretesto di un’occorrenza corporale, se ne fuggì e non se n’è saputa più nuova.

Martedì 22 — Ha dato molto da parlare l’arresto del corriere di Napoli, seguìto vicino a Velletri per parte di alcuni, che avevano l’apparenza di grassatori; ma che ebbero premura d’impadronirsi di tutta la corrispondenza ufficiale, che il corriere recava e che non si è più ritrovata. V’è chi dice che gli prendessero anche denari; ma non è ben certo.

Sabato 26 — Questa mattina era stato affisso un invito per un ballo simile a quello di sabato scorso; ma è stato staccato dalla Polizia, e qualcuno aggiunge che sia stato anche cercato lo stampatore. Oggi l’estrazione del Lotto si è fatta dalla loggia del palazzo Madama ove va a trasportarsi il Ministero delle Finanze.

Domenica 27 — Questa mattina un giudice ed un attuario sono venuti a ricevere la mia deposizione sul violento abbassamento dell’arme imperiale di Austria seguìta nel marzo 1848.

Febbraio

Lunedì 4