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DOSSIER “MONNEZZE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL 10-4-2008       #TOP


Rifiuti, la Corte europea condanna l'Italia


RiBRUXELLES - La Corte europea di giustizia del Lussemburgo ha condannato l'Italia per la tardiva e quindi non corretta applicazione della direttiva volta a prevenire le ripercussioni negative sull'ambiente derivanti dalle discariche di rifiuti. L'Italia era stata deferita ai giudici Ue dalla Commissione.

Secondo l'esecutivo europeo, il decreto legislativo di applicazione della norma comunitaria violava alcuni articoli della stessa direttiva che definisce la nozione di rifiuti e di discariche. La direttiva prevede che gli Stati elaborino una strategia nazionale per la riduzione dei rifiuti, stabilisce regole sui costi dello smaltimento, prevede la procedura di autorizzazione di nuove discariche e sottopone quelle preesistenti a misure particolari.

La Commissione ha accusato l'Italia di aver applicato la direttiva tardivamente e così facendo di non averla applicata bene. Oggi la Corte ha riconosciuto valide le obiezioni sollevate dall'esecutivo europeo ed ha condannato l'Italia alle spese.

(10 aprile 2008)


Report "Monnezze"

Le imprese a casini "più sgravi fiscali" - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: si rivolge perché ottenga le dimissioni del governatore Antonio Bassolino. "Sarebbe un bel segnale di discontinuità - dice a margine dell'incontro con gli industriali napoletani - che Bassolino dovrebbe dare al più presto. Se poi si aggiungesse anche la Iervolino, non sarebbe male". A Palazzo Partanna, il presidente Giovanni Lettieri ha convocato anche la consulta delle imprese.

Brevi, schede e richiami 4 ( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il documentario sulle ecomafie in Campania Biutiful cauntri di Esmeralda Calabria oggi arriva a Barletta per un doppio appuntamento nell'ambito della rassegna Documentalia (0883.51.02.31). Sarà la sua autrice a raccontare al pubblico, alle 18,30 e alle 20,30 al cinema Opera di Barletta, i crimini ambientali attraverso le immagini dei loro effetti,

E nel tormentone Pulcinella fa rima con Mastella ( da "Giornale.it, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ex Dc Paolo Cirino Pomicino al sindaco Rosa Russo Jervolino: "Dopo anne 'e Pomicino è arrivato Bassolino, che si è unito in matrimonio co' la Russo Iervolino". Ovviamente, gli amministratori finiscono in questo "purgatorio" satirico per il disastro dei rifiuti, perché Napoli, cha aspetta ancora il suo Rinascimento, si trova sommersa da "chesta sorta 'e inquinamento".

Doccia fredda per il governatore non sarà sul palco con walter - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: risolverebbe il dilemma sulla presenza di Bassolino. Il governatore non vuole nemmeno replicare a Berlusconi che alla vigilia della sua venuta a Napoli, ha annunciato: "Libererò la Campania dai rifiuti e da Bassolino che con la Iervolino e Prodi ha fatto soltanto danni". Bassolino taglia corto: "Lo ascolto, gli risponderà prima di tutto Veltroni,

Per il Sud chiediamo una nuova stagione di diritti e di desideri ( da "Liberazione" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: contrastano coraggiosamente le mafie e le ecomafie. Sono due idee opposte. Spesso per finanziare imprese che hanno abbandonato dopo un po', con una logica da mordi e fuggi, il sud, si sono distrutte ingenti risorse economiche. Noi chiediamo un salario sociale per i giovani disoccupati, fino a che non trovino un lavoro a tempo indeterminato.

"voto utile o il senato sarà a rischio" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Libererò la Campania dai rifiuti e da Bassolino che con la Iervolino e Prodi ha fatto soltanto danni", annuncia il candidato premier del Pdl. Dopo aver attaccato "il lungo silenzio di Veltroni sui rifiuti e su Bassolino", Berlusconi ammette che sul problema "risalire la china sarà durissimo".

Il Pd ritenta: al voto senza Bassolino ( da "Manifesto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: come anteprima del comizio odierno in piazza Plescito: "Mi ha colpito il lungo silenzio di Veltroni sui rifiuti e su Bassolino; se avesse voluto rendersi davvero credibile come leader e come candidato premier, aveva una chance formidabile e cioè imporgli le dimissioni". Oggi a Napoli si aspettano il solito one man show del "vi libererò da Bassolino, Iervolino e Pecoraro".

PDL, IL DOPPIO ATTACCO DI BERLUSCONI E FINI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: questa tornata elettorale si trasformasse in un referendum su malgoverno di Bassolino e della Iervolino, ma è giusto che sia così. Ecco perché chiediamo ai cittadini di questa regione due voti e non uno. Un voto contro il Pd di Veltroni e uno contro Bassolino". Sul palco del Plebiscito parola solo ai due leader, ma in tanti coglieranno l'occasione per sottoporre le proprie istanze.

La promessa di berlusconi "consiglio dei ministri a napoli" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: immagine di Bassolino". Ironico sul sindaco Rosa Russo Iervolino: "Pensavo che i napoletani non la eleggessero perché, così amanti della musica, ero certo che avessero un orecchio fine. E anche l'orecchio vuole la sua parte". Berlusconi prende posizione sulla camorra: "La sinistra a Napoli e in Campania resta lì nelle sue posizioni di potere.

"oj silvio, oj silvio mio..." ma non è un plebiscito - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Dell'avviso di sfratto a Bassolino, aveva già detto. Dei brogli, pure. La gag sulla voce della Iervolino è vecchia. La storia dei comunisti, non ne parliamo. La vera svolta che Silvio Berlusconi offre dal palco del Plebiscito, sta nell'addio alla chitarra di Mariano Apicella e l'apertura a Guido Lembo.

Berlusconi non vuole perdere Grida al broglio, piazza semivuota ( da "Unita, L'" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Attacca il Governatore ma anche il sindaco Iervolino pur votata dai napoletani musicofili "Bassolino non intende dimettersi e Veltroni dice che noi non abbiamo mai fatto il nome della mafia e della camorra. Devono vergognarsi perché metà dei consiglieri regionali a Napoli sono indagati e purtroppo in Campania c'è il record dei consigli comunali sciolti per infiltrazioni della camorra"

Un Silvio poco pop alla sfida campana ( da "Manifesto, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Allora aveva attaccato la Iervolino per la sua voce, questa volta pure. Due anni fa la sinistra si doveva vergognare per la questione sicurezza, ieri per l'immondizia. Si corregge solo sui "coglioni" che votano il Pd, promossi a uomini di buona fede. La seconda gaffe è sui santi folgorati sulla via di Damasco, con Pietro messo al posto di Paolo.

Così è l'ecomafia ( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: REDAZIONALE APOLLO Così è l'ecomafia Sorpresa in Sala Dafne all'Apollo (galleria De Cristoforis 3, tel. 02. 48.51.64.03): tutti i giorni proiezione alle 13.10 del documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero "Biutiful Cauntri", sconvolgente reportage di denuncia sull'ecomafia che spadroneggia in Campania.

Il Cavaliere E' sicuro di vincere e che il Governatore a non dimettersi gli abbia fatto un favore ( da "Stampa, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: A conti fatti le dimissioni mancate del governatore sono state un aiuto formidabile per il Cavaliere che collega il nome di Bassolino immancabilmente ai rifiuti. "Vinceremo le politiche - è la previsione del leader del Pdl -. Poi daremo lo sfratto a Bassolino. E dopo anche alla Iervolino". E Berlusconi non risparmia un'ironia sulla voce stridula del sindaco di Napoli.

"siamo noi la vera opposizione" venerdì a napoli arriva boselli - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Di Lello: Iervolino sempre sott'acqua, ogni tanto sbuffa "Siamo noi la vera opposizione" venerdì a Napoli arriva Boselli Corace: "Il nostro è stato l'unico partito ad essere uscito dalla giunta Bassolino" OTTAVIO LUCARELLI "Il sindaco Rosa Russo Iervolino in questa campagna elettorale è come la balena.

Il pdl si prepara al rush finale in città sfilano i colonnelli ( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: piazza del Plebiscito assieme a tanti altri candidati e che ieri in un intervento ha preso di mira Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino: "Sono la coppia più hard perché sono i più duri a mollare. La verità è che non se ne può più di quei due anche perché in questi anni non hanno fatto danni solo a Napoli e in Campania ma hanno veramente distrutto l'immagine dell'Italia nel mondo".

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: riceverà insieme alla Iervolino con l'esclusione di entrambi dal palco da cui Veltroni parlerà a Napoli. Forse i vertici del partito hanno tirato le somme dell'intera gestione Bassolino, oscuratasi sin dopo la fine della prima consiliatura comunale, una decina d'anni fa, e hanno accertato a consuntivo l'eccessivo sbilancio fra quanto rimane da menzionare e quanto da dimenticare,

VELTRONI VENDE FUMO IL SUD? PER IL PD UN PESO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: su Bassolino e Iervolino. Sul punto tace. E i problemi non si elencano: si individuano, si studiano, si indicano le soluzioni. Invece Veltroni mette in fila le questioni e dice: "State tranquilli, votateci, li risolveremo noi". Sì, ma come?" Ce l'ha non poco, con il leader del Pd: è perchè non l'ha candidata?

LETTERE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ho scritto a Bassolino e alla Iervolino, invitandoli a favorire la crescita di fabbriche per il riciclaggio dei rifiuti, per la costruzione di pannelli solari adeguati al nostro clima, meno ingombranti e più economici, favorendone l'installazione sui terrazzi.

"il cdm a napoli? una barzelletta". scontro tra rosetta e pdl ( da "Repubblica, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ultima persona che può permettersi di attribuire ad altri, tantomeno al presidente Berlusconi, la patente di barzellettiere". Aggiunge Carfagna: "La decisione di Berlusconi manifesta un'attenzione verso la città mai mostrata dal governo Prodi, che a Napoli ed in Campania si è sempre limitato alla scelta infausta di delegare tutto a Iervolino e Bassolino".

CARFAGNA Dà LA CARICA: CON BERLUSCONI NAPOLI CAPITALE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Napoli e in Campania si è sempre limitato a delegare tutto alla Iervolino e a Bassolino. Si è trattato di una scelta infausta, come ben sanno i cittadini napoletani e campani". E riprende: "Oggi noi chiediamo un voto per il Pdl perché vogliamo rompere tale nefasta filiera. C'è tanto da fare. Dobbiamo ricreare in tutto il mondo l'immagine della capitale partenopea e della Campania.

MASSIMO D'ALEMA è STATO OSPITE IERI DEL DOCENTE DI ARCHITETTURA ED EX PARLAMENTARE DS UBER ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ospite ieri del docente di architettura ed ex parlamentare ds Uberto Siola: nella sua splendida villa di Baia, l'architetto ha organizzato un pranzo al quale hanno partecipato tra gli altri il governatore Bassolino, il sindaco Iervolino con il vice Santangelo, rettori delle Università campane, imprenditori e professionisti di Napoli. A tavola anche la moglie di D'Alema, Linda Giuva.

E walter va alla guerra del palco - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: 7 anni dopo la folla per la prima corsa della Iervolino alle comunali. Stavolta il Pd s'è impuntato: tornare nella piazza da cui sindaco e governatore si sono tenuti lontano a Capodanno, dopo i fischi di Piedigrotta. Bassolino, almeno, ci aveva messo piede coi pantaloncini corti alla maratona di aprile.

La svolta epocale - augusto muojo ( da "Repubblica, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: che prenda il posto delle fallimentari gestioni di Bassolino e Iervolino? Insomma, una "task force" dell'emergenza, costituita da uomini e donne al di fuori e al di sopra degli apparati, che sappia avviare la rinascita politica e amministrativa del territorio. Certo, la situazione è diversa da quella del dopoguerra, che indusse la forze politiche, spinte da De Gasperi e Togliatti,

Iervolino: "io non mi dimetto" ( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Pagina I - Napoli Le reazioni del giorno dopo all'annuncio di Bassolino che porterà alle elezioni regionali tra un anno Iervolino: "Io non mi dimetto" Oggi Veltroni punta a riempire piazza del Plebiscito "Io certo non lascio. Andare via a metà mandato e abbandonare la città senza motivo sarebbe una fuga.

Veltroni al plebiscito bassolino giù dal palco "si apre una fase nuova" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Napoli Veltroni al Plebiscito Bassolino giù dal palco "Si apre una fase nuova" Iervolino: io invece non lascio Il primo cittadino "Niente fughe dal Comune, morirò di morte naturale" OTTAVIO LUCARELLI "Bassolino ha fatto un lavoro fantastico. A Napoli ha cambiato il volto della città e tutto il mondo lo ha riconosciuto".

L'ultimo capolavoro del governator Declino ( da "Avanti!" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: un tecnico e grande sostenitore di Bassolino che ora si è reso autonomo e si atteggia a futuro leader del Pd in Campania. Il governatore, però, è un osso duro. Non è un tipo che si arrende facilmente. Resiste nella sua ridotta presidenziale. È fiancheggiato dalla Iervolino che si è assunta il compito di proteggerlo dall'assalto di una parte dei post-democristiani.

VELTRONI-BASSOLINO, IL GIORNO DEL DISGELO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Sono stupito che Bassolino e la Iervolino non abbiano avuto il coraggio di andarsene", attacca il leader del Partito socialista. "Il coraggio di andar via? Io non scappo - ribatte il sindaco - e non è neppure un bene per la Regione che Bassolino vada via un anno prima".

Napoli diventa capitale ( da "Opinione, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: a Napoli e in Campania si è sempre limitato a delegare tutto alla Iervolino e a Bassolino: una scelta infausta, come ben sanno i cittadini napoletani e campani. Noi vogliamo che la si smetta di raccontare barzellette sull'immondizia di Napoli". Dal canto suo, D'Alema torna in città in compagnia dei giornalisti stranieri, per mostrare "la realtà della Campania con i suoi problemi,

FRATTINI A NAPOLI: NON HA SENSO DELLE ISTITUZIONI, LE DIMISSIONI NON SI ANNUNCIANO MA SI DANNO. CARFAGNA: VELTRONI SI VERGOGNI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: attaccare Veltroni che ha usato parole di elogio per il gesto del governatore: "La Iervolino disse che a Napoli il presidente Berlusconi venne a raccontare barzellette. Fu un'uscita patetica. Se c'è qualcuno che potrebbe partecipare ad una gara di barzellette è invece Veltroni. Difendendo Bassolino, dicendo che ha cambiato Napoli, il segretario del Pd l'ha sparata davvero grossa.


Articoli

Le imprese a casini "più sgravi fiscali" - patrizia capua (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli Il leader dell'Udc incontra gli industriali e i commercianti Le imprese a Casini "Più sgravi fiscali" PATRIZIA CAPUA Sgravi fiscali, zero burocrazia, polo fieristico, sicurezza, aeroporto internazionale. Le proposte e i bisogni degli imprenditori e dei commercianti napoletani alla prova di Pier Ferdinando Casini. Accompagnato dalla candidata beneventana Erminia Mazzoni, il candidato premier dell'Udc entra a gamba tesa nei problemi di Napoli e della Campania. Al leader del Pd Walter Veltroni si rivolge perché ottenga le dimissioni del governatore Antonio Bassolino. "Sarebbe un bel segnale di discontinuità - dice a margine dell'incontro con gli industriali napoletani - che Bassolino dovrebbe dare al più presto. Se poi si aggiungesse anche la Iervolino, non sarebbe male". A Palazzo Partanna, il presidente Giovanni Lettieri ha convocato anche la consulta delle imprese. Batte il tasto delle privatizzazioni: "Pensate solo che a Napoli le municipalizzate perdono 70 milioni all'anno". Casini parla di "crisi delle autorità a tutti i livelli, e di una classe politica subalterna a camorra e mafia, che impedisce lo sviluppo del Mezzogiorno". Il vice Bruno Scuotto si aggancia alla cronaca, l'Expò 2015 a Milano. Chiede "bilanciamento. Noi qui abbiamo bisogno come il pane di marketing per il turismo". L'emergenza mozzarella per Casini: "Le indagini devono essere accurate, ma io continuo a mangiarla come ho sempre fatto sono tranquillo e sereno, la mangiano anche le mie figlie". Scende le scale seguito da Romilda Balivo, consigliere comunale di Aversa, 27 anni, aspirante avvocato. "Questa ragazza prenderà il posto della Mazzoni" spiega il leader dell'Udc. Con i commercianti di piazza Carità gioca in casa. "Catastrofe ambientale e politica a Napoli e in Campania" titola l'ultimo Chiaia Magazine, mensile guidato da Nino De Nicola. Casini li chiama "eroi". Maurizio Maddaloni (Ascom regionale), Pasquale Gentile (albergatori), i presidenti dei centri commerciali, ascoltano e applaudono convinti. Pace chiede "una seria lotta all'evasione e all'elusione fiscale nei confronti dell'economia sommersa, di quel consistente mondo di imprese e di lavoratori che operano nella più completa illegalità". Lotta alla malavita: "Abbiamo bisogno di iniziative per riconquistare il territorio, l'illegalità sta distruggendo l'economia e il futuro dei nostri figli". "Il collasso dello Stato a Napoli e in Campania vi ha penalizzati in primo luogo come imprenditori del terziario, come commercianti, albergatori", dice Casini, "insomma persone che rischiano del proprio per tenere in piedi un'azienda in un tessuto che sopravvive solo grazie all'ingegno di quanti come voi possono definirsi oggi volenterosi, con qualche punta di eroismo". I costi della politica in Campania sono insostenibili a fronte dei risultati che ha reso: "Mi riferisco agli enti inutili, agli immobili improduttivi, ai troppi consigli d'amministrazione solo per sistemare gli amici degli amici e contribuiscono a bloccare la possibilità di rilancio per Napoli. Questo è un vero delitto". "Il suo è stato un discorso di buon senso" commenta Pace. "Certo, ce n'è tanto bisogno nel Paese", replica soddisfatto il leader dell'Udc.

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Brevi, schede e richiami 4 (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Premiato con una menzione speciale da Nanni Moretti all'ultimo Festival di Torino, il documentario sulle ecomafie in Campania Biutiful cauntri di Esmeralda Calabria oggi arriva a Barletta per un doppio appuntamento nell'ambito della rassegna Documentalia (0883.51.02.31). Sarà la sua autrice a raccontare al pubblico, alle 18,30 e alle 20,30 al cinema Opera di Barletta, i crimini ambientali attraverso le immagini dei loro effetti, dalla morte delle pecore per la diossina all'inquinamento dei campi vicini alle discariche. Biutiful cauntri , prodotto da Lionello Cerri e firmato da Esmeralda Calabria con Andrea d'Ambrosio e Peppe Ruggiero, è il secondo documentario proposto dalla rassegna promossa da Arci Barletta con il cinema Opera.

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E nel tormentone Pulcinella fa rima con Mastella (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 04-04-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 81 del 2008-04-04 pagina 10 E nel tormentone Pulcinella fa rima con Mastella di Redazione Berlino. Mentre a Napoli il leader del Pd Walter Veltroni medita sull'eventuale incontro con "'o governatore" Antonio Bassolino, l'immagine di Napoli sbarca in Germania, dove sta spopolando una canzone del cantautore abruzzese Giorgio Carosone. Messa in rete dal sito internet del Corriere d'Italia, quotidiano per gli italiani di Germania, è ormai un tormentone di satira politica. "Cumm'è bella, cumm'è bella 'a mugliera 'e Mastella", canta Carosone in una melodia smaccatamente partenopea tra mandolini e chitarre. Oltre all'ex ministro della Giustizia, protagonisti della canzonetta sono i politici di Napoli, dall'ex Dc Paolo Cirino Pomicino al sindaco Rosa Russo Jervolino: "Dopo anne 'e Pomicino è arrivato Bassolino, che si è unito in matrimonio co' la Russo Iervolino". Ovviamente, gli amministratori finiscono in questo "purgatorio" satirico per il disastro dei rifiuti, perché Napoli, cha aspetta ancora il suo Rinascimento, si trova sommersa da "chesta sorta 'e inquinamento". E il cielo, il mare, la poesia e la bellezza del Golfo finiscono "in miezz'a via, insieme a tutta stà munnezza". Con un finale di speranza: "Sarà di nuovo bella 'a città 'e pulcinalle, tornerà ancora bella cumme 'a mugliera 'e Mastella". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Doccia fredda per il governatore non sarà sul palco con walter - patrizia capua (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli Esclusa il 9 aprile la presenza in piazza Plebiscito. Bassolino: no comment Doccia fredda per il governatore non sarà sul palco con Walter "Una battaglia difficile, ma giorno dopo giorno saliamo qualche gradino" PATRIZIA CAPUA "Non lo so, non ho ancora letto, perciò come è mio costume, per adesso non commento". Il governatore Antonio Bassolino liquida i giornalisti e s'infila nell'auto scuro in volto. Un'agenzia Ansa da Roma dice che accanto a Walter Veltroni sul palco, il 9 aprile a Napoli in piazza del Plebiscito, ci saranno il capolista in Campania 1 Massimo D'Alema, al quale proprio Veltroni ha chiesto l'impegno elettorale a causa dell'emergenza rifiuti, e il capolista al Senato, Marco Follini. La scelta di far salire sul palco solo i capilista, nelle 4 città scelte per l'ultimo appello elettorale, risolverebbe il dilemma sulla presenza di Bassolino. Il governatore non vuole nemmeno replicare a Berlusconi che alla vigilia della sua venuta a Napoli, ha annunciato: "Libererò la Campania dai rifiuti e da Bassolino che con la Iervolino e Prodi ha fatto soltanto danni". Bassolino taglia corto: "Lo ascolto, gli risponderà prima di tutto Veltroni, candidato premier come lui". Ma Berlusconi, insiste un cronista, promette di risolvere tutti i problemi di Napoli. Il leader del Pdl dice: "Prendo una casa qui". "E l'ha presa?" ironizza Bassolino. Il presidente della Regione è a Barra, periferia post-industriale di Napoli, ora in balìa della prepotenza camorristica del clan Aprea. Parla della campagna elettorale in corso. Palestra della scuola media Rodinò, in via Mastellone, scuola aperta di pomeriggio, stretta tra i famigerati bipiani della ricostruzione. Il quartiere c'è, giovani e anziani, ex operai della Cirio e di altre industrie conserviere emigrate, e dell'Alfa Sud di Pomigliano. Precari. In forze è arrivato anche il popolo della sanità campana, manager e direttori sanitari. Accanto a Bassolino, con Alfonsina De Felice, neo incaricata alle Politiche sociali, c'è il potente assessore Angelo Montemarano. Sul maxi schermo sfila un video sull'efficienza delle strutture sanitarie in Campania, troppo perfette per essere vere, tanto che sembra più che altro un surreale viaggio "second life". Manifestazione promossa dalle donne del giornale "Filo di Perle" e della cooperativa "Un pomeriggio di primavera" che nella Rodinò, eletta a presidio democratico, ha attrezzato laboratori di pittura, tessitura e lavorazione di preziosi. Con l'aiuto di artisti come Vittorio Avella. Dodici donne, alcune che a 35 anni sono già nonne, separate, o con i mariti in carcere. Che dialogano con le immigrate palestinesi e albanesi, e con il ministro delle Politiche sociali francese Fadela Amara, sulla ghettizzazione delle periferie. Campagna elettorale "curiosa", dice Bassolino, "come se non ci fosse. Una battaglia difficile, ma giorno dopo giorno saliamo qualche gradino, ognuno dando il proprio contributo". Il nostro impegno, sottolinea, "è rafforzare e rinnovare le istituzioni locali. E il governo del Paese. Rinnovare per andare avanti, non per tornare indietro, per non consegnare questa realtà a forze di destra che in tutti questi anni non hanno mai dimostrato di sapersi porre come forza di governo". Invoca l'orgoglio. Del resto, sottolinea, "cosa sarebbe successo nelle scorse settimane se anche sotto l'urto e l'onda avessi detto "e va bene basta"? Cosa sarebbe successo con la programmazione di fondi europei, con gli investimenti per i termovalorizzatori, nella sanità, nella campagna elettorale? Abbiamo fatto la scelta più difficile ma quella più giusta e doverosa e quella che più mette in primo piano gli interessi dei nostri cittadini".

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Per il Sud chiediamo una nuova stagione di diritti e di desideri (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 04-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Franco Giordano Non si tratta di "arretratezza", come tende ad accreditare un' interessata retorica. E' l'esatto contrario: è il frutto avvelenato della "modernizzazione senza modernità", per dirla con Gramsci. E' la logica del puntare tutto sulla competitività di prezzo invece che sulla qualità, sulla innovazione e sulla ricerca. E' il tributo da pagare alla rincorsa della forza lavoro e dell'ambiente ai prezzi più bassi. Vengono al pettine nodi culturali e strategici irrisolti, come quella cultura e quell'idea infondata che prevedeva lo sviluppo del sud attraverso la costruzione di "isole" di lavoro a basso costo (contratti d'area, patti territoriali?) sperando in un propagazione di questo effetto competitivo. Oggi occorre impostare un'alternativa economica in grado di rimettere in discussione dalle fondamenta quel tipo di impostazione. L'alternativa è la incentivazzione dell'autonoma vocazione produttiva sia sul terreno di un'agricoltura di qualità che in quello di un tessuto industriale compatibile con l'ambiente. E' l'investimento sulle fonti rinnovabili, su prodotti meno energivori, sulla modifica degli stili di vita, sulla valorizzazione delle risorse di memoria e di natura. E' in questo quadro che può essere reinventato uno spazio pubblico in economia, in grado di fare scelte a redditività differita, di "seminare" oggi per raccogliere stabilmente domani. Non è l'inseguimento di un modello perequativo del nord e delle sue contraddizioni dunque il nostro obiettivo. Ed è in questo groviglio di modernizzazione e finanziarizzazione che si sono sviluppate le nuove mafie, come una tenia che logora dall'interno ogni possibilità di riscatto. Non c'è possibilità di prospettare alternative economiche e di vita se non ci si mette in sintonia con quel potente bisogno di liberazione dalla criminalità organizzata che pervade tanta parte della società meridionale. In questo la nostra scelta di campo è netta. Solo una politica di trasformazione si può cimentare coerentemente con questa necessità, può contrastare l'intreccio tra criminalità, impresa ed istituzioni che spesso segna il controllo di interi territori. Se ci si dispone a ottenere il consenso per il governo a prescindere da un progetto di mutamento sociale ed economico diventa inevitabile venire a patti con le forme di intermediazione del consenso di volta in volta attivate dai potentati di turno. La questione morale acquista dunque una immediata, diretta, visibile valenza politica. Se scegli il modello delle grandi opere ti traini dietro inevitabilmente un nefasto corredo: distruttivo impatto sull'ambiente, drammatica devastazione dell'armonia del paesaggio, lavori dequalificati, precari e per definizione transitori, relazioni ambigue tra i poteri forti ufficiali e quelli illegali. Se al contrario scegli la permanente messa in sicurezza del territorio investi sulla formazione, sulla tutela e ti rivolgi a quei soggetti che, a viso aperto, contrastano coraggiosamente le mafie e le ecomafie. Sono due idee opposte. Spesso per finanziare imprese che hanno abbandonato dopo un po', con una logica da mordi e fuggi, il sud, si sono distrutte ingenti risorse economiche. Noi chiediamo un salario sociale per i giovani disoccupati, fino a che non trovino un lavoro a tempo indeterminato. Perché se si finanzia così improvvidamente l'impresa quelle risorse sono sempre e comunque considerate produttive e se invece si volgono a favore dei disoccupati diventano improduttive? Nel Mezzogiorno ci sono energie straordinarie che hanno bisogno solo di essere attivate. Si sono moltiplicati segnali di una nuova primavera. La grande e gioiosa manifestazione di Bari, il dilagare di associazioni come "Libera", l'adesione coraggiosa ed entusiasta di centinaia di migliaia di giovani alle iniziative antimafia ci dicono che oggi è possibile una svolta politico-culturale. Ed è su questo che vogliamo investire per costruire una sinistra nuova. Essa o è mediterranea o non è. Una sinistra in grado di contrastare l'etnocentrismo dilagante e lo scontro di civiltà per valorizzare le culture che si affacciano sulle due sponde del "mare nostrum", contrastando le politiche securitarie, fondate sulla costruzione sistematica del nemico, che accompagnano il processo di valorizzazione del capitale. E' in questo contesto che si gioca infatti la partita tra il vecchio pensiero economico separatista e segregazionista e una nuova cultura: diversa, in cui donne e uomini rimangono padroni del proprio tempo, del proprio spazio geografico e sociale, della propria esistenza. E' la fondazione di un nuovo spazio critico: non confine, non luogo di separazione. Lo spazio di nuove forme di ibridazione culturale che preveda, come spesso ci ricorda il sociologo Franco Cassano, il riconoscimento culturale dell'altro, del diverso da sé, la rimozione di tutte le asimmetrie, una nuova sintesi tra terra e mare, ovvero tra la sicurezza antica dell'identità e la libertà degli individui. E' la sfida di un nuovo pensiero critico che deve coniugare il valore forte dell'uguaglianza con il riconoscimento delle differenze e l'esaltazione della libertà. Un'uguaglianza sfidata dalla nuova composizione sociale e dal pensiero della differenza di genere. Una libertà intesa come grande leva di liberazione da ogni forma di asservimento e da ogni bisogno indotto. Si tratta di costruire una nuova dialettica, tale da produrre sia "figure inedite" che un pensiero capace di ridisegnare un'alternativa di società. Io credo che questa disposizione culturale e questa ricerca innovativa possano trovare nel sud, terra di antico meticciato culturale, il terreno più fertile. Si apre una nuova stagione di diritti e di desideri. Una bella parola alla cui radice, nell'etimologia latina, ne figurava una altrettanto bella: stella. E le stelle, come si sa, al sud si vedono meglio. 04/04/2008.

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"voto utile o il senato sarà a rischio" - gianluca luzi (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Monnezza

BREVIARIO "Voto utile o il Senato sarà a rischio" Berlusconi contro l'Udc. "Va bloccato il turn over nella pubblica amministrazione" GIANLUCA LUZI ROMA - Berlusconi lancia un nuovo appello al "voto utile" agli elettori di centrodestra perché evitino il rischio di un "frazionamento", soprattutto al Senato, a favore di "forze minori che non hanno avuto alcun effetto positivo per l'Italia e che sono stati un puro fatto di sopravvivenza per singoli leader". E' sempre l'Udc di Casini il chiodo fisso del Cavaliere in questa campagna elettorale: "Non potrà mai farcela a superare la soglia di sbarramento e ogni voto disperso è un regalo a Veltroni", spiega puntigliosamente in ogni comizio. E "se al Senato non si potrà disporre di una maggioranza vasta - avverte - non si potranno prendere le decisioni necessarie e in profondità per cambiare l'architettura istituzionale e il sistema statuale", per esempio "il blocco del turn-over nella pubblica amministrazione. Chi va a casa non sia automaticamente sostituito da un nuovo assunto". In caso di ritorno a Palazzo Chigi il leader del Pdl non vuole trovarsi nella stessa situazione del suo precedente governo in cui "ho realizzato solo l'85% del programma, perchè nel Consiglio dei ministri Buttiglione faceva il "signor no"". La colpa quindi è dei "partiti minori che, guardando al loro egoistico interesse, non ce l'hanno fatto fare". Casini ha attaccato Berlusconi per la frase sull'evasione fiscale "un po' giustificata" dal peso eccessivo del fisco. Ma il leader pdl nega di averla detta in questi termini e di essere stato "impiccato a una frase". Berlusconi sostiene di aver detto che "laddove l'aliquota massima è al 33% ciò produce un aumento delle entrate dell'erario", mentre quando la soglia è molto più alta "ciò scatena una voglia di elusione ed evasione, non ho detto che la giustifica". Berlusconi si lamenta che "me ne fanno una al giorno. Ma sopravvivrò anche alla stampa". Con una citazione di Baudelaire, "se bisognasse reinventare la modernità, non dovremmo reinventare i giornalisti...", il Cavaliere si rivolge direttamente ai media: "Vedo molti giornalisti contenti di diventare disoccupati. Ahimè, non capiterà. Ho il difetto - conclude - che con l'età sono diventato assolutamente sincero. Ma forse c'è una parte di verità in quello che dice qualcuno, secondo il quale lo faccio perchè non mi ricordo più tutte le bugie che ho detto...". Ma non solo i giornalisti italiani gliene fanno "una al giorno". Anche l'Economist continua a giudicarlo unfit, "inadatto" a governare l'Italia. "Dall'Economist provengono solo bugie, nessuna verità su di me e sul mio gruppo", replica Berlusconi che non sa spiegarsi l'"accanimento" e ricorda: "Siamo anche in causa con questo settimanale". Incurante del giudizio del settimanale britannico, Berlusconi si dice pronto a tornare a Palazzo Chigi nonostante "davanti non c'è mai stata una situazione così difficile" e dunque "la croce che dovrò portare non è mai stata così pesante". Berlusconi resta convinto di essere indispensabile anche nel centrodestra: "Purtroppo ancora non si è trovato un mio sostituto che possa tenere insieme tutti i moderati, i liberali, i cattolici, i laici e i riformisti che costituiscono il Popolo delle Libertà. Sono, in una parola, ancora infungibile". Oggi Berlusconi sarà a Napoli. "Libererò la Campania dai rifiuti e da Bassolino che con la Iervolino e Prodi ha fatto soltanto danni", annuncia il candidato premier del Pdl. Dopo aver attaccato "il lungo silenzio di Veltroni sui rifiuti e su Bassolino", Berlusconi ammette che sul problema "risalire la china sarà durissimo". Quanto al commissario straordinario De Gennaro "ha fatto più di Bassolino e della Iervolino messi insieme. Ne terremo conto".

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Il Pd ritenta: al voto senza Bassolino (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 04-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Campania Il Pd ritenta: al voto senza Bassolino Il governatore Dimissioni prima del 13? Chi lo conosce risponde: impossibile. L'uscita di scena ci sarà, ma il dubbio è sui tempi Francesca Pilla Napoli Riparte il pressing dimissioni su Antonio Bassolino? Il Pd smentisce. Il presidente della Campania al massimo potrebbe anticipare lo scioglimento della giunta e portare i cittadini alle elezioni in novembre. Niente coupe de scene dell'ultima ora dunque. Eppure quando ormai sembrava assodato che la questione sarebbe stata dibattuta a scrutinio avvenuto, anche per dare la possibilità al presidente di fare la sua campagna per le europee (sempre più in forse), qualcosa nel Partito democratico si muove. Walter Veltroni ha riaperto il caso e ha riparlato, a più riprese, della necessità di "una nuova stagione". Perché? Speranza di uno "scoop" elettorale o impossibilità di rendere plausibile la scelta di Bassolino agli occhi degli elettori? Nel partito in affanno per accorciare le distanze, sanno che se il governatore annunciasse le sue dimissioni prima del voto potrebbe spostare l'ago della bilancia. Il suo ritiro sarebbe quella "trovata" in grado di spostare qualche migliaio di voti sia al nord sia in Campania. Per questo Silvio Berlusconi ha anche organizzato 1500 difensori del voto, allenati con un cd "istruttivo". Dopo l'Alitalia, l'immondizia della Campania è, infatti, l'argomento hit della campagna Pdl, nonché il nervo più scoperto di Veltroni. Ancora ieri Berlusconi dichiarava, al quotidiano napoletano Il mattino, come anteprima del comizio odierno in piazza Plescito: "Mi ha colpito il lungo silenzio di Veltroni sui rifiuti e su Bassolino; se avesse voluto rendersi davvero credibile come leader e come candidato premier, aveva una chance formidabile e cioè imporgli le dimissioni". Oggi a Napoli si aspettano il solito one man show del "vi libererò da Bassolino, Iervolino e Pecoraro". Ma se dopo una settimana il governatore si dimettesse "in diretta" dal palco di Veltroni in questa stessa piazza il 9 aprile, il colpo sarebbe ineguagliabile. E a Silvio Berlusconi non basterebbe mangiare un quintale di mozzarelle, come ha fatto ancora ieri, rifiutando la mortadella, in una gag tragicomica alla Coldiretti di Roma. Chi lo conosce replica: impossibile, Bassolino non lo farebbe mai. Chi l'ha visto alla conferenza stampa di Teatro festival Italia conferma: è fantapolitica. Nel Castel dell'Ovo il governatore, infatti, ha frainteso la domanda di un rappresentate spagnolo che gli chiedeva della vittoria del centro destra in Campania e ha fatto una scenata: "Qui si è già votato e ha vinto chi ha vinto". Era sabato. Dopo Bassolino ha dovuto incassare le nuove dichiarazioni di Veltroni, nonché l'attacco arrivato perfino da Famiglia Cristiana che per il caso rifiuti ha spedito la regione nel medioevo facendola retrocedere dal "rinascimento" bassoliniano degli anni '90. Da parte sua Bassolino ha già dovuto cedere in questa settimana, se non altro in orgoglio. Ha abbracciato i suoi acerrimi nemici e ha abbassato la testa nel confronto con Vincenzo De Luca e Luigi Nicolais, lasciando Massimo D'Alema a fargli da "copertura" diplomatica. Quindi si è seduto al fianco del sindaco di Salerno per firmare l'accordo "finale" sui fondi per l'inceneritore provinciale. Ha stretto la mano al ministro uscente, dopo oltre tre mesi di gelo. Ha parlato alla tv tedesca della sua esperienza politica come se fosse già in pensione con frasi del tipo "ho dato tanto" e "favorirò il ricambio generazionale". Che vuole uscire di scena e spianare il terreno a Nicolais o De Luca, con D'Alema da mediatore, l'hanno capito anche le pietre. Ma sono i tempi che possono fare la differenza.

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PDL, IL DOPPIO ATTACCO DI BERLUSCONI E FINI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pdl, il doppio attacco di Berlusconi e Fini SALVO SAPIO La guerra dei numeri si scatenerà poco dopo la fine del doppio comizio di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini in piazza del Plebiscito. L'obiettivo dichiarato degli organizzatori è superare le 50mila presenze del 12 luglio quando a Napoli fu presente solo il presidente di Forza Italia. Appena terminato l'appuntamento (con inizio alle 17, con parentesi musicale affidata a Guido Lembo) si inizierà a contare i presenti, si misurerà la distanza del palco (montato con le spalle alla basilica di San Francesco da Paola) dal centro della piazza, si indulgerà su gadget quali le mutande contro le tasse di Prodi. Evento centrale della campagna elettorale del Pdl, il doppio comizio è atteso per l'attacco frontale che sarà sferrato da Fini e Berlusconi a Bassolino e al Pd. Il candidato premier del Pdl, in questi giorni e nell'intervista rilasciata al Mattino, ha più volte ribadito di ritenere prioritaria la risoluzione della questione rifiuti. "Se non la risolverò in due mesi - ha dichiarato - mi sentirò responsabile di quei rifiuti". "Come ha detto Berlusconi - spiega Mario Landolfi, coordinatore regionale di An - dopo aver vinto le elezioni, nel giro di pochi mesi risolveremo l'emergenza rifiuti. Per questo motivo delegheremo un sottosegretario all'emergenza rifiuti, perché è un problema che andrà seguito ventiquattro ore su ventiquattro fino a quando non verrà risolto. Occorre avviare il ciclo industriale dei rifiuti, rimuovendo gli ostacoli che impediscono l'avvio dei termovalorizzatori, rimettendo a posto i Cdr che attualmente non funzionano bene, facendo così in modo che anche in Campania i rifiuti producano ricchezza come avviene nel resto d'Italia". Per rilanciare l'immagine dell'Italia, Landolfi ha assicurato che il nuovo governo "inserirà Napoli in una vetrina internazionale. Ma nel modo del centrodestra: con la verità e la forza dei fatti". Ma il tema politico centrale sarà l'attacco a Bassolino. Argomento rilanciato ieri da Paolo Russo e Nicola Cosentino: "In Campania si voti due volte: contro Walter Veltroni e contro il governatore Antonio Bassolino". L'incontro, voluto e promosso dall'eurodeputato di Forza Italia e del Ppe Riccardo Ventre, ha visto la partecipazione di Ermanno Russo (Presidente commissione speciale di controllo sulle politiche giovanili, disagio sociale ed occupazione della Regione) e di rappresentanti delle professioni, dell'imprenditoria, dell'università e della politica locale. "I danni alla filiera turistica e agro-alimentare erano prevedibili - ha ribadito Paolo Russo - l'immagine dell'Italia va in frantumi ogni giorno davanti alle speculazioni degli altri Stati, che hanno trovato il modo più comodo per farci concorrenza". "In Campania si gioca una partita doppia - ha concluso Nicola Cosentino - la sinistra non vorrebbe che questa tornata elettorale si trasformasse in un referendum su malgoverno di Bassolino e della Iervolino, ma è giusto che sia così. Ecco perché chiediamo ai cittadini di questa regione due voti e non uno. Un voto contro il Pd di Veltroni e uno contro Bassolino". Sul palco del Plebiscito parola solo ai due leader, ma in tanti coglieranno l'occasione per sottoporre le proprie istanze. "Le donne della Campania - afferma la coordinatrice per la Campania delle Donne Azzurre, Clorinda Boccia Burattino - indipendentemente dal ruolo e dalla professione che quotidianamente sono chiamate a svolgere, chiedono che sia restituita loro la dignità che spetta a qualsiasi cittadino di un paese civile". E in città ci sarà anche Santo Versace, lo stilista candidato dal Pdl in Calabria.

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La promessa di berlusconi "consiglio dei ministri a napoli" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli La promessa di Berlusconi "Consiglio dei ministri a Napoli" Il Cavaliere: in due mesi risolverò l'emergenza rifiuti Fini: "Il 13 e il 14 aprile ci sarà l'avviso di sfratto per Bassolino" "Il mio posto di lavoro sarà qui finché non si tornerà alla normalità" OTTAVIO LUCARELLI "prendo davanti a voi un impegno. Sarò qui a lavorare per Napoli e la Campania e il primo Consiglio dei ministri si terrà nel Palazzo Reale di Napoli. Il posto di lavoro del presidente del Consiglio resterà qui finché non sarà concretamente avviata la soluzione per il ritorno di Napoli e della Campania alla normalità". è l'impegno di Silvio Berlusconi davanti ad alcune migliaia di persone arrivate in piazza del Plebiscito da diverse aree della regione ma soprattutto dalla provincia di Caserta. Sul palco Berlusconi e Gianfranco Fini parlano in serata dopo il violento acquazzone e dopo aver incontrato in un albergo del lungomare i candidati alle politiche e alle comunali oltre a una delegazione di ex Udeur, compreso il cognato di Mastella Pasquale Giuditta, che ha deciso di sostenere il Pdl nell'ultima settimana di campagna elettorale. "Non dico - aggiunge Berlusconi - che risolverò il problema in due mesi. Dico solo che dopo due mesi, se non ci saranno segni evidenti di una soluzione concreta, la responsabilità comincerà ad essere anche mia". "La Costituzione - spiega il leader Pdl - consente di portare il Consiglio dei ministri occasionalmente altrove e al presidente del Consiglio di eleggere come luogo di lavoro un'altra sede e, dunque, avrò una sede operativa nella prefettura di Napoli dove mi interesserò direttamente e personalmente di risolvere il problema dei rifiuti. Ho fatto un'indagine e un uomo delle istituzioni come Gianni Letta ha preparato una relazione scritta. è assolutamente possibile. Avrò qui una sede operativa e mi interesserò di avviare questo problema a soluzione fino a quando l'immagine di Napoli non sarà ripulita". Parla un'ora dal palco Silvio Berlusconi: "Ho sofferto come e più di voi per la tragedia dei rifiuti. Le tv di tutto il mondo dipingevano una Italy under trash, un'Italia sotto la spazzatura. Nell'immaginario del mondo il nostro non è più il paese della bellezza, ma il paese che non è riuscito neppure a smaltire i suoi rifiuti. Non solo. Anche l'emergenza diossina che ha colpito la produzione della mozzarella di bufala è stata gestita in maniera folle. Chi ha gestito il caso ha gettato il rischio su tutta la produzione di questo elemento importante che fa parte della nostra economia e dell'economia della vostra regione. Poi si vede che alla fine c'erano solo tre aziende e invece hanno rovinato il mercato della mozzarella per tutti". Un impegno con la città e, a ruota, le accuse alla classe dirigente locale. "Napoli e la Campania - annuncia il leader del Pdl - questa volta saranno dalla parte della libertà. Mi rifiuto di pensare che i cittadini, dopo il malgoverno di cui sono testimoni, possano ancora dare fiducia e responsabilità alla sinistra che ha dimostrato a Napoli e in Campania di non saper governare". Duro sul presidente della Regione: "Il Partito democratico ha candidato qui un certo Massimo D'Alema per coprire l'immagine di Bassolino". Ironico sul sindaco Rosa Russo Iervolino: "Pensavo che i napoletani non la eleggessero perché, così amanti della musica, ero certo che avessero un orecchio fine. E anche l'orecchio vuole la sua parte". Berlusconi prende posizione sulla camorra: "La sinistra a Napoli e in Campania resta lì nelle sue posizioni di potere. Bassolino non intende dimettersi e Walter Veltroni insiste a dire che noi nei nostri incontri non abbiamo fatto i nomi della mafia e della camorra. Devono vergognarsi perché metà dei consiglieri regionali qui sono indagati e purtroppo in Campania c'è il record dei consigli comunali sciolti per camorra". Quindi alterna barzellette e gaffes. Una clamorosa: "Veltroni ci ha fatto credere che il cambiamento a sinistra era possibile, che lui era stato folgorato sulla via per Damasco come San Pietro". Scambiando, appunto, San Pietro con San Paolo. Parla invece solo dieci minuti Gianfranco Fini, senza barzellette e senza gaffes: "Il voto del 13 e del 14 aprile non sarà soltanto lo sfratto esecutivo di Prodi da Palazzo Chigi ma anche l'avviso di sfratto per Bassolino". In mattinata a Benevento Fini aveva affrontato il nodo rifiuti: "Ho stima per il commissario Gianni De Gennaro, ma il suo è un mandato a termine e così deve rimanere. Il suo lavoro, che secondo me è stato positivo, finirà. Il problema dei rifiuti non può continuare ad essere gestito con i commissariamenti straordinari". Anticipando dunque l'impegno serale di Berlusconi. Sarà lui direttamente, se eletto premier, a risolvere la crisi rifiuti lavorando in piazza del Plebiscito tra la prefettura e Palazzo Reale.

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"oj silvio, oj silvio mio..." ma non è un plebiscito - angelo carotenuto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli I telefonini La gaffe La sofferenza I capricci "Oj Silvio, oj Silvio mio..." ma non è un Plebiscito Duecento pullman, tutti da altre province I giovani del Pd scattano foto dai telefonini per informare Veltroni: non c'è nessuno... Siamo più di 70 mila, ma i sindaci si guardano smarriti E l'impianto acustico fa i capricci Ho sofferto come e più di voi per la tragedia della spazzatura. Le televisioni di tutto il mondo dipingevano un'Italia sotto i rifiuti Veltroni ci ha fatto credere che il cambiamento a sinistra era possibile, che lui era folgorato per la via di Damasco come San Pietro ANGELO CAROTENUTO è come scambiare il pubblico di Milan-Arsenal con quello di Napoli-Chieti. "Siamo 70mila persone". Anzi no. "Siamo 75mila", la sparano lì gli organizzatori. Solo che pare una folla da partita di serie C1, tutta compressa nel recinto che il Pdl ha ritagliato dentro il Plebiscito. Metà piazza è vuota alle spalle del palco, piazzato giusto al centro. Motivi di sicurezza, dicono. Una fila di transenne spezza l'accesso dal versante di Santa Lucia. I gazebo dove si distribuiscono fac-simile di scheda elettorale, gadget e magliette, segano un'altra area sotto Palazzo Reale. Molti vanno a ripararsi lì sotto. "Siamo pochi, eh?", si guardano smarriti consiglieri comunali e regionali, amministratori vari di centrodestra, i sindaci di Terzigno e Volla, con il candidato sindaco di Casoria che riesce a trovarsi al momento giusto sul percorso di Berlusconi, gli taglia la strada, lo ferma, lo abbraccia, e poi scopre che la macchina fotografica non era carica. Duecento pullman parcheggiati tra porto, lungomare e Molosiglio. Gli altri 400 annunciati saranno in garage. Più che un popolo della libertà, pare una ciurma. C'è poca Napoli. "Diciamo che è colpa della pioggia?". Effetto liste. Gli esclusi ci sono, il loro mondo no. C'è molta provincia e dintorni: lo dicono i cartelli. Santa Maria a Vico, Casola, San Potito Sannitico. Da Ailano vengono con la banda del paese, "come a luglio scorso - dice Covelli, il maestro che dirige - quando ogni tanto ci chiedevano una marcetta per riempire i vuoti, ma stavolta non facciamo il juke box". Calitri, Angri, Trentola, il paese in cui è andato Veltroni e da dove arrivano con l'immagine di un Silvio che schiaccia un diavolo. In Sicilia, solo pochi giorni fa, un paio di dirigenti locali sono saltati per il flop di una manifestazione di Gianfranco Fini. Così, prima di finire sotto accusa, Paolo Russo si affretta a fare il bilancio di quella che lui ha visto come "la più grande manifestazione nella storia dei partiti politici italiani, possibile grazie all'organizzazione predisposta dal Pdl". Caldoro si ferma al "grande entusiasmo". è un'organizzazione che dinanzi alle cattive previsioni meteo, monta un palco scoperto. L'impianto acustico non si spinge fino a piazza Trieste e Trento, dove i passanti non possono cogliere la grande novità che Berlusconi aveva promesso. Non arriva dal discorso. Dove parla di rifiuti, e vabbè. Dell'avviso di sfratto a Bassolino, aveva già detto. Dei brogli, pure. La gag sulla voce della Iervolino è vecchia. La storia dei comunisti, non ne parliamo. La vera svolta che Silvio Berlusconi offre dal palco del Plebiscito, sta nell'addio alla chitarra di Mariano Apicella e l'apertura a Guido Lembo. Un'era che si chiude, il nuovo che avanza. Lembo sa come ripagare. Oj vita mia diventa "Oj Silvio, oj Silvio mio". Ride. Gli pare una bella invenzione. "Battete le mani. Tutti. Su le mani". Bravo, e l'ombrello? Arriva la Mussolini, e allora canta "'a cchiù bbella 'e tutt'e bbelle". è una platea di molti coetanei, quella che si trova davanti Silvio Berlusconi, 72 anni, 77 a fine legislatura, quando non nasconde di puntare al Quirinale, dove ambisce a trattenersi fino al compleanno 84. Agostino Bergamo, giunto da Arienzo, ferma Alessandra sotto il palco e le sorride: "Ho fatto il balilla con tuo nonno". Alessandra non è in vena di entusiasmo: "Ah sì?". Tutto finisce in tempo reale sul bus di Walter Veltroni. Il Pd ha organizzato una vera e propria rete, con foto della piazza semivuota e scatti sulla sistemazione del palco, per decidere come regolarsi in vista del 9. Il Pd vuole che la piazza sia più aperta: dunque un palco almeno 5 metri più dietro, oppure sistemato sul lato di Cesario Console. Il vero colpo ad effetto lo preparano i giovani, guidati da Amedeo Cortese. Riempiranno la piazza di cartelli coi nomi dei clan della camorra contro cui gridare il loro no.

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Berlusconi non vuole perdere Grida al broglio, piazza semivuota (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 05-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Berlusconi non vuole perdere Grida al broglio, piazza semivuota di Natalia Lombardo inviata a Napoli SILVIO BERLUSCONI avvelena la campagna elettorale: dà per certa la vittoria del Pdl ed esclude il pareggio al Senato "se non ci saranno brogli". Supportato da Il Giornale anticipa il teorema per cui una sconfitta o la mancanza della maggioranza al Senato sarebbe dovuta a brogli sulle schede, contro i quali mobilita pure i napoletani ad arruolarsi nell'"esercito dei 120mila difensori" nelle urne. Si sente già presidente del Consiglio, il leader del Pdl, tanto da proclamare in una piazza del Plebiscito che si aspettava stracoma e invece era piena per meno di un quarto, che "il primo consiglio dei ministri si terrà a Napoli, e il governo avrà sede qui finché non saranno risolti i problemi della Campania". La Costituzione lo permette, dice, e ha già deciso la sede: Palazzo Reale, dove si svolse il G7 nel '94, (quando gli arrivò l'avviso di garanzia). Attenzione, però, Silvio toglierà pure l'Ici sulla prima casa nel primo Cdm, ma mette le mani avanti: "Ci saranno provvedimenti duri e impopolari". Senza curarsi del silenzio stampa, Berlusconi insiste nel dire che "tutti i sondaggi ci danno fra l'8 e il 10%", quindi maschera i dubbi così: "Dovremmo raggiungere la vittoria sia alla Camera e al Senato, se non ci saranno brogli". Il quotidiano di famiglia correda la tesi con dei calcoli sulle schede bianche, e l'ex premier dal palco insegna: piuttosto annullate la scheda con un segno. Uno schiaffo alla democrazia, quindi, e al voto popolare che pure ha decantato, alla Bossi, per evitare un governo tecnico. Con lo stesso disprezzo insiste nell'attaccare le istituzioni: il Quirinale con Ciampi per la legge elettorale non adeguata al Senato. E ripete che "ci sono molte cose da fare con un governo che avrà contro molto del sistema istituzionale". Se non "mi fanno cambiare l'Italia me ne vado a casa, non faccio il passacarte", avvisa. In contraddizione, si dice disponibile "al dialogo con il Pd" sulle riforme, "Ma non con una supina accettazione di diktat". Però rettifica se stesso: "Chi vota a sinistra non è un coglione ma è in buona fede". Con la stessa veemenza, sul palco Berlusconi tintinna manette sulle intercettazioni telefoniche: ammesse solo quelle per terrorismo e criminalità organizzata, per il resto una delle prime leggi sarà feroce contro pm e giornalisti: "5 anni di galera a chi le ordina, 5 per chi le fa, 5 per chi le propone e multe salatissime per chi le pubblica". Continua a spendersi per il voto utile da non dare all'Udc e a Storace. Alessandra Mussolini è in piazza, e canta una parodia anti Iervolino. La tappa di Napoli insieme a Fini è quasi un flop: piove e la piazza è semivuota, Fini parla di patria senza animare le fiamme, Silvio parla (e traduce) dell'immagine di una ""taly under trash" ma in giro non si vede un sacchetto di mondezza. Solo rimasugli del comizio. Attacca il Governatore ma anche il sindaco Iervolino pur votata dai napoletani musicofili "Bassolino non intende dimettersi e Veltroni dice che noi non abbiamo mai fatto il nome della mafia e della camorra. Devono vergognarsi perché metà dei consiglieri regionali a Napoli sono indagati e purtroppo in Campania c'è il record dei consigli comunali sciolti per infiltrazioni della camorra". E accusa il governo Prodi di "gestione folle" per non aver fatto "indagini riservate" sulle bufale alla diossina. Berlusconi sbeffeggia il leader del Pd, lo chiama "Walterino sette destrezze" sulla falsariga del film di Lina Wertmuller "Pasqualino sette bellezze"; cambia lo slogan: "Se po' fa? Direi se po' beffà"; insiste su Rutelli e Franceschini che "fanno politica da trent'anni". Fini, dietro il palco, ammette che lui la fa da 33. Silvio scivola sulle gaffes: vede Veltroni "folgorato come San Pietro sulla via di Damasco", invece che San Paolo. Poi si vanta di aver scritto una lettera a Gugliemo Petroni, scrittore della Resistenza per invitarlo a votare Pdl. Ma è morto nel 1993.

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Un Silvio poco pop alla sfida campana (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 05-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Berlusconi a Napoli non fa il pieno. Promette che ai rifiuti penserà lui, riunendo il consiglio dei ministri nel capoluogo campano. Ma non è più tempo di miracoli: "I nostri primi provvedimenti saranno duri e impopolari" Un Silvio poco pop alla sfida campana Confronto a distanza con Veltroni, che a Caserta difende Bassolino. E il Cavaliere rilancia: "Devono vergognarsi" Francesca Pilla Napoli Il palco del Plebiscito è stato montato a tre quarti della piazza, come nel 2006, perché tra la Basilica di San Francesco e il palazzo Reale ci possono stare fino a 180 mila persone. Troppe. Anche se questa volta Silvio Berlusconi arriva in trionfo nella Napoli sommersa dalla spazzatura, non sarebbe stato il caso di rischiare con Veltroni a poche decine di chilometri, a Caserta prima, Salerno e Avellino dopo. Se il Pd riempie e il centrodestra fa flop a casa di un Bassolino alle corde, è la fine. Senza dimenticare che Valter arriverà in questa stessa piazza tra cinque giorni e in una regione che si vuole scippare ai "democratici", il palcometro potrebbe contare più di cento sondaggi. Una scelta che paga perché alla fine qualche migliaio di persone con ombrelli e bandiere sembrano una folla, un "plebiscito". Ma non basta. Sarà la pioggia, il vento gelido, ma non c'è il tripudio atteso. Anzi. Giovani hostess sotto l'acqua in imbarazzo, giornali distribuiti al posto di volantini (tra cui la Discussione, fondato da Alcide De Gasperi) finiscono spugnati nelle pozzanghere o a fare da copricapo a signore impettite. I disoccupati di Lavoro e dignità, che si dicono apolitici, fanno una mini-contestazione arrampicati sul balcone del palazzo Reale. Nessuno se li fila e un ragazzo con la bandiera di Forza Italia attorcigliata al collo urla: "Buttatevi". I pochi gadget, le magliette del Pdl e i cappelli, vanno esauriti un'ora prima dell'arrivo di Silvio. Pochi anche i ragazzi di Azione giovane vestiti di nero - che ridono dell'interpretazione di Alessandra Mussolini, candidata in un posto sicuro a Montecitorio. Che poteva risparmiarsi di duettare con Guido Lembo, il sostituto caprese di Apicella, e cantare A tazza 'e caffè. Insomma quasi un disastro. Nonostante la schiera di bus-vela a fare da cornice alla piazza. Nonostante il solito slogan che cambia di città in città e che questa volta è "Rialzati Campania". Nonostante il partito abbia chiamato a raccolta base e dirigenza con decine di pullman, treni, navi e tante macchine blu. Non ci sono nemmeno i supporter da stadio dei quartieri spagnoli. Una tristezza, con il mago Gabriel a distribuire biglietti da visita perché lui in vico Petraio di San Felice a Cancello garantisce "legamenti e ritorni d'amore". Così quando parte l'inno di Mameli è quasi una botta di vita. Il leader venti minuti dopo l'orario previsto è sul palco con la prima gaffe: "Lascio la parola a uno che non mi è tanto simpatico perché sta alla mia sinistra". E' Gianfranco Fini che si fa scuro in volto. Berlusconi tenta di correggersi e sbaglia nuovamente: "Sì ma alla vostra destra... rispetto al palco". Fini parla, parla, ma le persone applaudono solo quando offende il centrosinistra. Non va tanto bene e dopo una mezz'ora chiama quello che definisce "il nuovo premier". E il momento di Silvio, il suo show sembra una copia di quello di due anni fa. Nel 2006 doveva trovare casa a Napoli, ora promette che ci resterà finché l'emergenza rifiuti non sarà risolta e qui riunirà anche il consiglio dei ministri. Allora aveva attaccato la Iervolino per la sua voce, questa volta pure. Due anni fa la sinistra si doveva vergognare per la questione sicurezza, ieri per l'immondizia. Si corregge solo sui "coglioni" che votano il Pd, promossi a uomini di buona fede. La seconda gaffe è sui santi folgorati sulla via di Damasco, con Pietro messo al posto di Paolo. Ma non è solo il solito Silvio. Perché non è più tempo di miracoli, e Berlusconi mette le mani avanti: "Prenderemo nel corso dei primi consigli dei ministri anche provvedimenti duri e impopolari". Cosa gli manca? Le invettive contro il rivale. E giù con un "Walterino sette doppiezze" al solito comunista. Da Avellino Walter gli manda solo a dire: "Io non rispondo e loro impazziscono". Sulla Campania il leader del Pd aveva già parlato in mattinata difendendo per la prima volta Bassolino: "Basta con i processi verso una sola persona. Tutti hanno una parte di responsabilità compreso il centrosinistra e chi è stato al governo per 5 anni e ha organizzato manifestazioni contro è ora che faccia autocritica". Una difesa d'ufficio visto che ha già "radiato" il governatore dal palco: il 9 non sarà al comizio napoletano. Ma Berlusconi rilancia: "Bassolino e Veltroni devono vergognarsi. Uno non si vuole dimettere, l'altro insiste a dire che noi nei nostri incontri non abbiamo mai fatto il nome della mafia e della camorra. Devono vergognarsi perché metà dei consiglieri comunali a Napoli sono indagati e purtroppo in Campania c'è il record dei consigli comunali sciolti per camorra". Però Silvio dimentica che quel record è stato raggiunto grazie ai consigli in maggioranza del suo schieramento. E nel rush finale si rifiuta di pensare "che dopo il malgoverno di questi anni i campani diano ancora fiducia alla sinistra". Se lo fanno sono dei coglioni e degli uomini in buona fede?.

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Così è l'ecomafia (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-05 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE APOLLO Così è l'ecomafia Sorpresa in Sala Dafne all'Apollo (galleria De Cristoforis 3, tel. 02. 48.51.64.03): tutti i giorni proiezione alle 13.10 del documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero "Biutiful Cauntri", sconvolgente reportage di denuncia sull'ecomafia che spadroneggia in Campania. Ingressi: oggi € 5,50; domani € 7.50. Da lunedì a venerdì € 5. (g.gros.).

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Il Cavaliere E' sicuro di vincere e che il Governatore a non dimettersi gli abbia fatto un favore (sezione: Monnezze)

( da "Stampa, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Criminalità "Noi non ne abbiamo parlato? Ma se metà dei consiglieri di maggioranza sono indagati" Il Cavaliere E' sicuro di vincere e che il Governatore a non dimettersi gli abbia fatto un favore [FIRMA]AUGUSTO MINZOLINI INVIATO A NAPOLI A sentire i Pronostici de centro-destra in Campania e a Napoli non dovrebbe esserci partita. Dovrebbe vincere il Pdl quattro a zero. "Al Senato - prevede Mario Landolfi, presidente della commissione di vigilanza Rai - dovremmo andare anche oltre il premio di maggioranza perché né l'Udc, né la sinistra dovrebbero raggiungere l'8% mentre la Pdl da sola potrebbe toccare il 44%". "Io - racconta Alfonso Papa, un posto di primo piano al ministero della Giustizia negli anni di Castelli e di Mastella - sono diciottesimo nella lista per la Camera. Si pensava che gli eletti del pdl sarebbero stati 19, oggi si parla di 21. Qui De Mita non dovrebbe andare oltre il 2%". Sarà. Forse si illudono. Ma il primo a credere che la Campania gli regalerà un mare di voti è proprio Silvio Berlusconi. "Qui è fuori discussione la vittoria - spiega -, non possiamo non vincere con tutto quello che ha combinato la sinistra sui rifiuti. O dopo la follia che hanno commesso sulla mozzarella: c'erano tre aziende che avevano dei problemi e loro hanno messo in crisi un settore. Possiamo perdere solo per i brogli. Come nel 2006 quando fummo sconfitti al Senato per la Campania e la Calabria. Ve lo ricordate? Per il ministero dell'Interno eravamo in vantaggio anche in queste due regioni, un esponente della sinistra parlò, si fermò lo spoglio e la sinistra qui vinse per una manciata di voti. In compenso sparirono le schede bianche". Altri tempi. Ora nei piani di Berlusconi e di Gianfranco Fini la Campania dovrebbe diventare una roccaforte del centro-destra. Non per nulla ieri i due leader del Pdl hanno organizzato uno dei comizi più importanti di questa campagna elettorale, proprio a Napoli, in piazza del Plebiscito. E il Cavaliere ha promesso che se vincerà le elezioni il capoluogo partenopeo diventerà per qualche settimana, si fa per dire, capitale d'Italia. "Terremo qui - ha annunciato - il primo Consiglio dei ministri e io rimarrò a Napoli finché la città e la regione non torneranno alla normalità. Il dott. Letta ha già fatto le sue indagini e abbiamo appurato che si può fare. Andrò in prefettura o alla reggia dove mi sono trovato bene anche al G8". Napoli sede estiva del governo. Nell'immaginario berlusconiano descritto nelle canzoni di Apicella con testi del Cavaliere, ci sta più che bene. Con la città ai piedi del Vesuvio Berlusconi, infatti, ha un rapporto stretto: un tempo addirittura aveva pensato di prender casa. "Adesso se mi trasferirò qui - confida - me la dovrà prestare Emilio Fede". Un'eventualità più che probabile: a vedere gli striscioni che tempestavano ieri piazza del Plebiscito c'è da credere che 14 anni di Bassolino hanno regalato Napoli a Berlusconi. "Da quanto ne so - sussurra Landolfi - Veltroni, che parlerà qui il 9 aprile, non farà salire Bassolino neppure sul palco". A conti fatti le dimissioni mancate del governatore sono state un aiuto formidabile per il Cavaliere che collega il nome di Bassolino immancabilmente ai rifiuti. "Vinceremo le politiche - è la previsione del leader del Pdl -. Poi daremo lo sfratto a Bassolino. E dopo anche alla Iervolino". E Berlusconi non risparmia un'ironia sulla voce stridula del sindaco di Napoli. "A dir la verità - osserva - non ho mai capito come possa essere stata eletta. Pensavo che i napoletani così amanti della musica, avessero l'orecchio fino. Anche l'orecchio vuole la sua parte...". Insomma, almeno da queste parti per Berlusconi i giochi sono fatti. La sinistra, Veltroni e D'Alema, catapultato da queste parti per salvare il salvabile, non hanno scampo. "Con Bassolino che non vuole dimettersi - spara il Cavaliere - Veltroni insiste a dire che noi non abbiamo mai parlato di mafia e camorra. Sono loro che debbono vergognarsi: metà dei consiglieri comunali a Napoli sono indagati e purtroppo in Campania c'è il record dei Consigli comunali sciolti per camorra". Berlusconi nella foga di attaccare un Veltroni "folgorato sulla via di Damasco" scambia San Paolo con San Pietro. Cose che capitano a chi è sicuro di avere la vittoria in mano. E Berlusconi è convinto di averla. Non per nulla attacca l'avversario più sul filo dell'ironia che non dell'insulto. Lo definisce "Walterino sette doppiezze" e lo invita a cambiare lo slogan ""se pò fà" in "se pò bleffà"". E poi via con l'armamentario della sinistra che promette in campagna elettorale e chiuse le urne straccia i programmi. Appunto, per lui non c'è partita in Campania e non solo. Nella sua testa Veltroni, Prodi e l'intero gruppo dirigente della sinistra mostrano i loro limiti ogni giorno. "Avete visto oggi alla Confapi - domanda - quante mani si sono alzate quando ho chiesto chi era pronto a mettere la sua fiche per Alitalia? Invece, il governo, imperterrito, tenta di riprendere la trattativa con Air France. Io non voglio dir niente altrimenti la Consob... Ma come si fa a trattare quando il titolo va su e giù e manca appena una settimana alle elezioni? Almeno avessero sospeso il titolo, invece...". Tra i rifiuti, le mozzarelle e Alitalia, per Berlusconi la vittoria del Pd non è solo improbabile, ma impossibile. Ecco perché non sembra neppure troppo interessato alla campagna elettorale in Tv. "Questo confronto finale tra tutti i candidati - spiega - di cui si parla, è meglio non farlo per non dare un'ulteriore immagine negativa al paese. Io non ci andrò. Semmai possiamo andare a Matrix io e Veltroni, 45 minuti a lui e 45 a me. Lui avrà anche il vantaggio di parlare dopo di me". Il Cavaliere che è sicuro di aver già vinto, pensa di poterselo permettere. In fondo tutti puntano sulla sua vittoria, dai "bookmakers" di Londra alla gente di Napoli. Ieri al suo arrivo all'hotel Vesuvio la hall era strapiena. C'erano gli "ex" dell'Udeur che gli sono fedeli. C'era Carmen Russo con il compagno ballerino. C'era un'avvocatessa dal seno prorompente che ad una guardia del corpo che tentava di allontanarla, chiedeva indicando l'ampia scollatura: "Vuoi cacciare anche queste?". E c'era l'ex capo della polizia e ora commissario per i rifiuti, Gianni De Gennaro, che è sgattaiolato via dall'albergo. A chi gli ha domandato se con il cambio di governo avrebbe lasciato l'incarico, ha risposto, laconico: "Non lo so. Ma lei sa che paese è questo...".

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"siamo noi la vera opposizione" venerdì a napoli arriva boselli - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Napoli I socialisti al Filangieri. Di Lello: Iervolino sempre sott'acqua, ogni tanto sbuffa "Siamo noi la vera opposizione" venerdì a Napoli arriva Boselli Corace: "Il nostro è stato l'unico partito ad essere uscito dalla giunta Bassolino" OTTAVIO LUCARELLI "Il sindaco Rosa Russo Iervolino in questa campagna elettorale è come la balena. Resta sempre sott'acqua e ogni tanto solleva uno sbuffo". Marco Di Lello, numero due a Napoli alla Camera dietro Enrico Boselli che guida le liste in mezza Italia, riempie il cinema Filangieri a Chiaia per la convention del Partito socialista. Tra i primi ad arrivare due ex sindaci, Pietro Lezzi e Franco Picardi, poi via via in tanti, comprese diverse mamme con i passeggini, fino agli attuali amministratori dal segretario regionale Fausto Corace al presidente dell'azienda trasporti Anm Antonio Simeone. Con Gianfranco Gallo, figlio di Nunzio recentemente scomparso, scelto come testimonial dopo essere stato candidato senza successo nello Sdi alle comunali di due anni fa. Sala piena e uno slogan su tutto: "Pulito". Slogan che Di Lello ha fatto stampare non solo su santini e cartoline ma anche su un sacchetto simbolico sul cui retro sono in bella evidenza tutte le indicazioni per una corretta raccolta differenziata dei rifiuti (compreso il numero verde dell'azienda di raccolta Asìa). Sacchetto distribuito al Filangieri e anche in un gazebo allestito in piazza dei martiri. Il colore rosso che domina la sala, uno spot sul lavoro che Di Lello ha svolto finché è stato alla guida dell'assessorato regionale al turismo. Quindi l'annuncio del segretario Fausto Corace: "Qualcuno finge di non saperlo e nell'ultima riunione in aula ho dovuto ripeterlo al presidente dell'assemblea Sandra Lonardo. Io e gli altri due consiglieri regionali socialisti in Regione siamo all'opposizione. Un'opposizione di sinistra. L'unico partito, in mezzo a tante chiacchiere, ad avere concretamente deciso di uscire dalla giunta Bassolino per stare all'opposizione". In sala tra gli altri il professore Gerardo Ragone, l'ex assessore comunale Salvatore Arnese, l'ex consigliere comunale Enzo Clarizia. Il testimone passa da Corace a Marco Di Lello che, ad un mese dalla sua uscita dalla giunta regionale, conferma tutte le critiche a Bassolino per le scelte mancate in tema di rifiuti ma punta il mirino anche sulla situazione della città, dalla "scarsissima raccolta differenziata ancora al di sotto del dieci per cento" fino alle "strade gruviera anche laddove sono state eseguiti onerosi lavori di manutenzione". Di Lello ricorda che il suo settore, il turismo, è stato "l'unico assieme ai trasporti a superare l'esame Ue sull'utilizzazione in Campania dei fondi europei". Quindi annuncia che venerdì prossimo il leader nazionale del partito, Enrico Boselli, chiuderà proprio a Napoli la campagna elettorale con una manifestazione che si terrà nel tardo pomeriggio al Palapartenope di Fuorigrotta. Boselli arriverà a bordo del truck su cui ha girato il paese mentre dopodomani sarà in città Gianni De Michelis, alle 18 al circolo Posillipo, per una manifestazione dal doppio titolo: "Berlusconi-Bossi, un delitto politico contro il Sud"; "Veltroni-Di Pietro: un delitto politico contro i socialisti".

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Il pdl si prepara al rush finale in città sfilano i colonnelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli Dopo il comizio di Berlusconi settimana decisiva per il centrodestra Il Pdl si prepara al rush finale in città sfilano i colonnelli Domani arriva l'ex ministro Matteoli e martedì Frattini Poi toccherà a Scajola e Tremonti "Non c'è stato angolo della Campania che non abbia raccolto l'appello alla mobilitazione lanciato dal Popolo della libertà". è il commento di Nicola Cosentino e Mario Landolfi, segretari di Forza Italia e An, che dopo il comizio di Berlusconi e Fini di venerdì sera in piazza del Plebiscito ora dovranno gestire l'ultima settimana di campagna elettorale che vedrà nella città di Napoli e dintorni una sfilata di "colonnelli" in una serie di iniziative in cui il Pdl punterà su bonifiche, risanamento e sicurezza. "Perché il punto - spiega Cosentino - è che qui il disastro non è solo in tema di rifiuti. Certo, è il caso più visibile ed eclatante e bene ha fatto Berlusconi ad annunciare che sarà a Napoli finché non l'avrà risolto. Ma allo stesso tempo non dobbiamo dimenticare altri disastri come la sanità dove la Regione è riuscita in appena sedici mesi ad accumulare un miliardo e 300 milioni di ulteriori debiti. Una situazione che vede cliniche, laboratori di analisi e farmacisti giustamente in rivolta". Una settimana intensa anche per contrastare da un lato il costante lavoro ai fianchi di Massimo D'Alema e dall'altro il comizio di Walter Veltroni il 9 aprile in piazza del Plebiscito. Si riparte domani, dunque, con il magistrato Alfonso Papa, candidato alla Camera ed ex direttore generale delle professioni al ministero della Giustizia, che alle 11.30 incontra gli avvocati al nuovo Palazzo di giustizia dove ci sarà il guardasigilli Luigi Scotti. "La principale questione sul tappeto - spiega Papa - è l'avvio di una piattaforma sui concreti temi di una riforma aperta al mondo delle professioni". Domani arriva l'ex ministro Altero Matteoli che alle 11 all'hotel Mediterraneo parlerà delle "Bonifiche ambientali non realizzate dal commissario Antonio Bassolino" assieme a Luigi Bobbio e Vincenzo Nespoli. Alle 16 per Matteoli un incontro all'Unione industriali, alle 18 manifestazione all'Augusteo e in serata comizi a Scafati e Afragola. Martedì il testimone passa a Franco Frattini che alle 16 sarà a Scampia per un dibattito sulla sicurezza. Mercoledì giornata clou con l'arrivo in Campania di altri due "colonnelli". Alle 11 sempre al "quartier generale" dell'hotel Mediterraneo ci sarà Claudio Scajola che alle 17 si sposterà in un albergo del lungomare. Nella stessa giornata Giulio Tremonti parlerà ad Aversa, Giugliano e Pozzuoli per traslocare giovedì a Napoli. Nel corso della settimana sarà inoltre in giro per la Campania Barbara Contini, capolista al Senato del Pdl. Ieri mattina, intanto, il Popolo della libertà ha aggiunto un altro tassello al suo mosaico con l'adesione ufficiale da parte dell'Unione europea cristiano sociale annunciata dal presidente nazionale Gennaro Castiello in una manifestazione in città assieme a Mario Landolfi. "Un ingresso - spiega Castiello - con pari dignità rispetto ad altre forze politiche per costruire il nuovo partito". Tra i tasselli del Pdl anche Alternativa sociale di Alessandra Mussolini che venerdì sera era in piazza del Plebiscito assieme a tanti altri candidati e che ieri in un intervento ha preso di mira Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino: "Sono la coppia più hard perché sono i più duri a mollare. La verità è che non se ne può più di quei due anche perché in questi anni non hanno fatto danni solo a Napoli e in Campania ma hanno veramente distrutto l'immagine dell'Italia nel mondo". (o. l.).

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Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Gli incidenti di percorso del presidente Bassolino Antonio Bonifacio Napoli Bassolino continua a professarsi pulito mostrando le palme delle sue morbide mani. E respinge così gli inviti a dimettersi, ormai pressanti, che gli vengono rivolti non solo dall'opposizione ma ormai dalla sua stessa parte politica. Motiva la propria irremovibile decisione di rimanere in sella ribadendo di non aver intascato tangenti, ma sottovalutando o addirittura azzerando le sue gravi responsabilità per incapacità gestionale di un commissariato così importante e fondamentale per la salute, l'igiene e l'immagine dei cittadini e della Regione, che avrebbe dovuto amministrare e che di fatto non ha diligentemente amministrato. L'immenso disastro in cui sono precipitate la città e la regione dinanzi al mondo intero, e le conseguenze che siamo d'ora innanzi chiamati a fronteggiare, rappresentano per il governatore un incidente di percorso per il quale non occorrono le sue dimissioni, ma solo rimboccarsi le maniche e cercare di rimettere insieme i cocci. Nella storia di qualsiasi paese moderno non si ricordano simili atteggiamenti. Nei corpi militari non si ha notizia di generali responsabili di gravi sconfitte non destituiti. E nemmeno nel mondo dell'impresa si rammentano casi in cui capitani d'industria che hanno mandato a rotoli le aziende sono stati lasciati al loro posto dal consiglio di amministrazione. Invece in Campania assistiamo all'inspiegabile comportamento del governatore, che reagisce in maniera quasi infantile e rivendica ai giudicanti, come uno studente che si avvia alla inesorabile bocciatura, il proprio nove in condotta a fronte del disastro nelle altre materie. Aveva detto che non avrebbe corso in campagna elettorale e così ha fatto, non sottraendosi tuttavia a una instancabile campagna per il partito, al quale chiederà di diritto la riabilitazione in caso di vittoria. E chi potrà negargliela. Di certo né Veltroni né D'Alema che altrettanto saggiamente non si sono esposti come avrebbero voluto, chiedendogli esplicitamente le dimissioni, preferendo attendere l'esito elettorale e rimandando il rinnovamento e quindi la rimozione. A giudicare dalla cronaca non gli mancano i sostenitori, i quali da buoni napoletani gli hanno già perdonato evidentemente il disastro, assolvendolo da ogni responsabilità sulle montagne di rifiuti che hanno inondato e ancora inondano la nostra terra. Un altro affondo di fioretto il governatore, a quanto sembra, lo riceverà insieme alla Iervolino con l'esclusione di entrambi dal palco da cui Veltroni parlerà a Napoli. Forse i vertici del partito hanno tirato le somme dell'intera gestione Bassolino, oscuratasi sin dopo la fine della prima consiliatura comunale, una decina d'anni fa, e hanno accertato a consuntivo l'eccessivo sbilancio fra quanto rimane da menzionare e quanto da dimenticare, giudicando quest'ultimo soverchianti sul primo. Chiedersi le ragioni dell'astensionismo Giulio Corbo Napoli In questi momenti che ci avvicinano freneticamente (ma non troppo) alle prossime consultazioni elettorali, giunge a proposito la riflessione che Aurelio Musi propone sul senso e le ragioni del prevedibile comportamento astensionista di molti elettori. Mentre "indecisi", "incerti" e assimilati si interrogano sulla questione, scegliendo luoghi e strumenti diversi per confrontarsi e chiarirsi, ma altresì per placare ansie e perplessità, molti esponenti del mondo politico vanno giù duro nei confronti delle possibili propensioni al non voto, lanciando senza mezze misure accuse di scarsa sensibilità democratica. Ora è ben noto che la democrazia vive momenti difficili indipendentemente dalle espressioni di voto o dalla mancanza delle stesse, ma andrebbe formulato un interrogativo preciso: quali sono le ragioni di questa disaffezione vera o presunta dei cittadini elettori verso il mondo della politica? Interrogativo che per la verità è stato più volte lanciato dai media ponendo l'accento sui pericoli della così detta antipolitica, ossia del mondo di chi protesta sulle scelte e gli obiettivi perseguiti dai politici. Si contesta a questi ultimi di tenersi a distanza siderale dalle reali necessità della gente. Ma, si ribatte dall'altra parte, scopo della politica non è quello di rincorrere i problemi minuti dei cittadini, individuando invece ipotesi alte del vivere civile e dettandone le linee guida. Siamo quindi ad un aperto conflitto che può allora essere composto soltanto attraverso la razionalità, nonché accreditando i soggetti deputati all'azione politica della effettiva volontà di agire per il bene della collettività. Nei tempi che viviamo è abbastanza arduo pervenire a simili conclusioni e infatti nelle variabili presentate da Musi, almeno per ciò che riguarda la nostra regione, a base dell'atteggiamento astensionista è dato di scorgere elementi di profonda critica e di giustificata disillusione. Oggi risulta veramente disagevole inventarsi delle ragioni contrarie che consentano una scelta tra i temi e le questioni che gli schieramenti in competizione propongono agli elettori. A meno, naturalmente, di non votare turandosi il naso o per scelta di pura fede politica. Invasione dei bus turistici nessuno rispetta le regole Antonio Di Gennaro Napoli Tra i primi atti dell'allora sindaco Bassolino vi fu l'elaborazione di un piano urbano annunciato pomposamente, riguardante sia parcheggi pertinenziali che di destinazione, parcheggi di interscambio, nonché aree destinate alla sosta dei bus turistici per evitare l'accesso e la sosta all'interno della città. Purtroppo sappiamo come è andata. Anche in questo caso forse ne ha tratto beneficio solo chi ha elaborato studi di fattibilità e fornito consulenze poi rese vane da intoppi burocratici, mancanza di verifica delle caratteristiche ambientali e geologiche, scarsa volontà politica e opposizioni, a torto o ragione di comitati locali. Fatto sta che se si eccettua qualche periodo particolare dell'anno, i bus turistici percorrono tranquillamente la città e sostano ove ritengono di poterlo fare. In particolare si verifica, in mancanza di regolamentazioni in materia, che intere scolaresche vengano accompagnate a vedere spettacoli teatrali al Vomero da due, tre torpedoni contemporaneamente che sostano in via Luca Giordano o piazza Vanvitelli, creando enormi problemi alla circolazione. Ma questa è la logica conseguenza di un atteggiamento della pubblica amministrazione che non riesce a disciplinare alcun aspetto della mobilità individuale e collettiva nella città di Napoli. Nella quale ogni categoria di privati, dagli automobilisti e motociclisti, ai trasportatori di merci e passeggeri, agisce indisturbata, senza prevenzione, controlli e repressione. E poiché ci si è anche abituati a fare tutti il proprio comodo, quando finalmente qualcuno interviene, ci si ribella con violenza verbale e fisica alla polizia municipale. Dice il proverbio: chi è colpa del suo mal pianga se stesso. Ma oramai qui piangiamo tutti, responsabili e non, di tanta mala gestione amministrativa, né i responsabili vengono mai sostituiti per manifesta incapacità. U na buona notizia da piazza Dante Tiziana Iorio e Titti Tidone Napoli Finalmente una buona notizia da piazza Dante. Il presidente della seconda Municipalità, Alberto Patruno, ha fatto installare dei paletti e delle catene per impedire l'accesso da Port'Alba ai motorini sull'isola pedonale. Finalmente sarà possibile passare una serata nelle storiche pizzerie di Port'Alba senza essere affumicati dai gas di scarico o soffermarsi a cercare un libro senza la paura di essere investiti. Rimane l'amarezza di dover arrendersi alla necessità di barriere fisiche anche dove è ben visibile da decenni un cartello che indica l'area pedonale.

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VELTRONI VENDE FUMO IL SUD? PER IL PD UN PESO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)

Argomenti: Monnezza

De Mita: la camorra non si batte con un decreto legge ALDO BALESTRA Una settimana al voto, il "grande vecchio" della Dc, Ciriaco De Mita, dopo l'abbandono del Pd, è in rincorsa. Con lo scudo crociato dell'Udc ha di fronte un'ardita pendenza, l'8%, per approdare (sarebbe una "novità", dopo 40 anni di Camera), al Senato. Come sta andando, De Mita? "Bene. Incontro sempre più persone affascinate dall'ipotesi di dar vita all'Unione di Centro, che vuol recuperare radicamento sul territorio e valorizzare in chiave moderna la grande storia propria della Dc". Non è mica l'allarme disperato di chi s'accorge che la scelta verso Pdl e Pd è l'opzione più utile? "La realtà è più complessa. É vero che la competizione tra i due partiti più grandi restituisce la sensazione di occupare tutti gli spazi. Ma più si ripete ossessivamente questo schematismo più s'avverte la fragilità della rappresentazione esistente. Invece, si vuol cogliere qualche concretezza". Giudizio sulle visite campane dei candidati premier? "Io non giudico, invito invece a valutare. Come si fa a non cogliere che gli annunci berlusconiani a Napoli altro non sono che una colossale presa in giro? I napoletani, intelligenti ed acuti, non possono cascarci. Davvero si crede che in due mesi un problema come quello della spazzatura possa essere risolto? Non è credibile pensare ad un governo come sostituto dello spazzacamino, che magari s'insedia a Napoli per convincere i napoletani che in questo modo si occuperà seriamente dei problemi della città e della Campania. Berlusconi, da premier, ha avuto oltre cinque anni per risolvere il problema immondizia". Veltroni ha insistito molto sulla piaga criminalità: vogliamo distruggere la camorra, ha detto. "E come, con un decreto legge? Suvvia, non scherziamo. Fare l'elenco di leggi e proposte di legge, affidarle alla stampa perchè le amplifichi, secondo me risiede nella consapevolezza inconscia di Veltroni che, alla fine, non sarà chiamato a governare il Paese. Altrimenti, ci sarebbe da chiedere: se davvero bastasse un decreto anticamorra, perchè il governo di centrosinistra non l'ha fatto prima? Non s'era accorto che la camorra esiste e condiziona in Campania? La verità è che si va avanti con gli slogan. É una gara a chi ne spara di più". Rifiuti e camorra: lei concorre al governo della Campania da anni. E le sue responsabilità? "Sui rifiuti ho provato a dire in tempi non sospetti che l'irrinunciabile punto di partenza, a fronte di una crisi che s'annunciava sempre più grave, era la realizzazione di discariche con equa distribuzione sul territorio regionale, per preparare il meccanismo virtuoso di valorizzazione del rifiuto inerte. Quanti commissari si sono dovuti succedere perchè si cominciasse a metter mano alla fase delle discariche, per giunta con discriminazioni territoriali come assistiamo in questi giorni?". E la camorra? "Certo che c'è un problema urgente di prevenzione e repressione, ma bastano solo nuove leggi per debellare la camorra che s'alimenta delle virulente esplosioni di tensioni sociali, avvertite in Campania per l'istruzione, l'occupazione, la realizzazione della persona, la tutela dei diritti individuali prima ancora che diffusi? Le cose camminano insieme. Promettere soluzioni salvifiche senza conoscere il problema è quanto di più deleterio, ed ingannevole, possa operare la politica su un territorio". Pdl e Pd insistono. Il cambiamento comincia dal rinnovo della classe dirigente, Veltroni dice che ci sarà "discontinuità" in Campania. "Veltroni ha cominciato con il decapitare completamente la classe dirigente della regione, mettendola in un angolo, salvo poi scoprire che "la responsabilità è di tutti". Ma dire questo significa poi sancire che la responsabilità non è di nessuno. Perchè, badate, lui non esprime un giudizio negativo, su Bassolino e Iervolino. Sul punto tace. E i problemi non si elencano: si individuano, si studiano, si indicano le soluzioni. Invece Veltroni mette in fila le questioni e dice: "State tranquilli, votateci, li risolveremo noi". Sì, ma come?" Ce l'ha non poco, con il leader del Pd: è perchè non l'ha candidata? "Non ho risentimento personale, ma preoccupazione. Il Veltroni dell'altro ieri in Campania sembrava essere arrivato dalla luna. La politica vera ha sempre un impatto d'attrito. Invece lui viene, annuncia la soluzione fiabesca ma non indica il percorso. É come un medico chiamato dal paziente che sta male: viene a casa, manco lo visita e gli prescrive la guarigione". De Mita, lei ad 80 anni gira la Campania palmo a palmo. Ha ha paura di non raggiungere l'8% al Senato? "Io non ho fatto una scelta di convenienza. Altrimenti sarei in corsa alla Camera. Io ho scelto il rischio perchè credo in quello che faccio". In questi giorni s'insiste molto sul Sud. "Lei dice? A leggere il programma elettorale del Pd, ad esempio, il Sud è quasi un peso. E, comunque sia, prevalgono gli slogan. Come quello veltroniano della Bocconi del Sud". Che intende dire? "Che Veltroni dimostra di non sapere nemmeno quale sia l'attuale panorama delle università del Sud, campane in particolare: il vero problema non è crearne una nuova, ma far funzionare quelle che già ci sono, qualificandole, organizzandole, selezionando la scelta dei docenti. É come per la sanità: tutto si riduce al cambio dei manager, che pure contano. Ma il problema principale è qualificare davvero le Asl come aziende, per costringere chi le guida a farlo in base a criteri di efficienza. Il resto è demagogia, o altro. Basta vedere cosa accade in Campania in questi giorni, con il mondo della sanità impegnato a far campagna elettorale per il Pd". Che rush finale prevede? "La competizione tra questi due colossi finti, che si sgonfieranno dopo le elezioni per l'incapacità di governare considerando i numeri al Senato, mi ricorda tanto le feste di paese, con lo spettacolo dei fuochi d'artificio. Siamo al finale, i botti e le luci aumentano sempre di più nel cielo, ma in fondo prelude solo alla fine". L'Udc come se la caverà? E torno a chiederle: crede di superare il quorum dell'8% al Senato? "Due paragoni sportivi: l'Unione di Centro mi ricorda tanto l'agilità e l'intelligenza della squadra di basket dell'Air Avellino che ha vinto la Coppa Italia. Pensavo contasse l'altezza, poi ho scoperto che il regista di quella squadra, Green, è alto appena 1.62. Ed è lui - con la sua intelligenza - a far muovere i giganti che ha intorno. Ecco l'Udc piccolo e agile, e con il cervello, sarà in grado di evidenziare le lacune altrui. Per quanto mi riguarda: sono come un ciclista di una corsa che sta spendendo molte energie perchè desidera raggiungere il traguardo finale. Ora quel ciclista vede lo striscione. Se si volta indietro rischia di perdere di vista la volata. Quindi continua a dare il massimo, il piazzamento lo verificherà poi".

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LETTERE (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Lettere E in chiesa trovi il codice bancario Giovanni Bisceglie - NAPOLI Ho partecipato alla Messa pasquale in una famosa e antica parrocchia di Napoli. Tutto molto bello, la liturgia, la funzione. Unica nota stonata: con la bottiglietta di acqua santa, al termine della celebrazione, mi è stata consegnata un'immaginetta santa recante dietro il codice Iban della parrocchia (le cosiddette coordinate bancarie) per eventuali offerte. Dove è finita la spiritualità di questo giorno santo? Chissà se un giorno per entrare in chiesa bisognerà prima fare l'offerta, che sembra, almeno per il parroco in questione, la cosa più importante. Non mi scandalizzerei poi troppo, gentile signor Bisceglie. Se ha carità da chi può, la Chiesa fa più carità a chi non può. E poi quel codice è un invito, non un obbligo. La protesta di Gloriana Gloriana - NAPOLI Gentile dottor Gargano, ho ascoltato lunedì "Melog" che il dottor Gianluca Nicoletti conduce su Radio Il Sole 24 Ore. Sono stata criticata per quanto ho affermato a "Domenica in". Il dottor Nicoletti, che sostiene di non conoscermi, è entrato nel merito della mia carriera in maniera inadeguata e approssimativa. Bisognerebbe avere il coraggio di non affrontare argomenti che si ignorano, tanto più dovrebbe farlo chi per mestiere deve informare e essere informato. Egli si meraviglia del fatto che io sia stata nominata "ambasciatrice della canzone napoletana nel mondo" e si chiede perché la Rai promozioni uno spettacolo teatrale. E qui sopraggiunge un'altra lacuna. La Rai, ma anche altre reti, da sempre promoziona teatro e musica; e per la Rai, poiché si paga il canone, è un doveroso sostegno a un settore che impegna decine di migliaia di addetti e che non utilizza - come succede all'industria, di cui il Sole 24 ore è il braccio giornalistico - gli ammortizzatori sociali che pur pagano tutti gli italiani. Per quanto riguarda le mie affermazioni di amore per Napoli e la richiesta di smetterla di speculare sul dramma della spazzatura, il dottor Nicoletti venga a rendersi conto di come il problema sia stato risolto in città e sia in via di risoluzione nella regione. S'informi: io faccio musica e teatro, non politica. Ed eviti di affiancare il mio nome a quelli del mago Do Nascimiento e di altri truffaldini a me lontanissimi per cultura e tradizione. Ma forse il dottor Nicoletti si serve del mago Houdini per far sparire o modificare la verità. * * * Riccardo Di Blasi - ROMA Ho avuto l'opportunità di ascoltare l'intervento della signora Gloriana a "Domenica in" e, senza addentrarmi nella bellezza della voce, sottolineo la sensibilità dell'artista che ha manifestato l'amore per Napoli, "la città più bella del mondo", avendo l'attenzione di chiedere scusa alla capitale che l'ospitava. Nicoletti è un bravo giornalista, ma non è riuscito a evitare i luoghi comuni su Napoli. L'ha fatto - lo ho ascoltato - usando un tono supponente, fastidioso. Chi non sa, farebbe meglio a non addentrarsi in certi campi: Gloriana da anni è presente in trasmissioni di punta di Rai e Mediaset e la nomina di ambasciatrice l'ha avuta formalmente. E se proprio si deve cadere in un abusato paragone con un mago, specie nei confronti di una signora, magari si dovrebbe citare Silvan e non un ricercato. Quanto alla munnezza, basta ascoltare un tg: Napoli è più pulita. Non è una dato trionfalistico, è un fatto, un inizio. Senza i vigili il traffico scorre Giuseppe Pasquale - NAPOLI Gentlissimo dottor Gargano, dalla fine di via Orsi all'incrocio con via Giacinto Gigante il traffico mattutino, di per sé sostenuto, è aggravato dalla presenza disorganizzata dei vigili che fermano il traffico proveniente da via Orsi facendo passare solo poche auto alla volta, dando priorità a quelle che scendono dall'Arenella. In assenza dei vigili si impiega meno tempo a percorrere via Orsi. Chiedo al comandante Schettini di eliminare i vigili dall'incrocio oppure di insegnare loro a dirigere meglio il traffico. In rete circola un'atroce barzelletta che invece rende i vigili vittime della città infernale. Dunque, i vigili, per invogliare all'uso delle cinture, fissano un premio di 5.000 euro per il primo automobilista che passerà con la cintura allacciata. Il fortunato è in un'auto che esce dal porto. Gli danno l'assegno, chiedono: che cosa pensa di fare con i soldi vinti? Risposta: "Bè, vaco a' scola guida a m'accattà 'a patente". La moglie interviene: "Nun ' o state a sentì, quanno sta 'mbriaco pazzea sempe". Sul sedile posteriore un uomo si sveglia e grida: "'O ssapevo ca ce fermavano cu 'a machina arrubbata". All'improvviso un colpo dal portabagagli e due voci africane chiedono: "Ma allora siamo usciti dal porto?". Terribile. Eureka, il mare può darci energia Elvira De Vincenzo - PORTICI (NA) Un centro scientifico di Napoli (valiamo ancora qualcosa) fa ricerche sulle enormi possibilità del mare, anche per produrre energia. Non ho la pretesa di essere un esperta, ma ho sempre pensato che il mare con le sue correnti potesse essere una fonte inesauribile di energia. La sicurezza mi veniva dall'aver visto, nel 1934-35, mio zio e mio padre costruire mille aggeggi nella vana ricerca del moto perpetuo. Ho scritto a Bassolino e alla Iervolino, invitandoli a favorire la crescita di fabbriche per il riciclaggio dei rifiuti, per la costruzione di pannelli solari adeguati al nostro clima, meno ingombranti e più economici, favorendone l'installazione sui terrazzi. Il mare non l'ho mai dimenticato e invito i ricercatori ad accelerare gli studi per trarne energia: costi bassi e meno inquinamento. Rivolgo un appello accorato ai vari livelli di governo affinché si investa sul mare. Inoltre riaffermo (logica di casalinga) l'ostinata contrarietà alle centrali nucleari. Mi spaventa la conformazione del nostro territorio, dal nord al sud non c'è uno spazio che non sia affollato di case, siti archeologici, santuari, coltivazioni e allevamenti, musei. Se avvenisse un incidente sarebbe per noi la fine. Con quello che è successo con i rifiuti, mi spaventano le scorie, visto che non siamo riusciti a disfarci di quelle della centrale di Scauri. Il vento, le pale mi piacciono, sembrano uccelli. E il sole: al Sud ne abbiamo da vendere. In teoria si può ricavare energia dalle correnti, dalle onde, dalle maree, dalle correnti di marea e dal gradiente termico tra superfici e fondali. Ma siamo al livello di esperimenti. In Italia, il sito più promettente è lo Stretto di Messina. Criteri univoci per i concorsi Antonia Cozza - NAPOLI Ho letto con attenzione la lettera sul concorso pubblico indetto dall'Agenzia delle Entrate per 1180 posti, che considera eccessivo il voto minimo di 100/110 richiesto per l'ammissione. Concordo con il lettore, pur non potendo del tutto dissentire dal suo commento. Mi stupisce però che non sia stata rilevata un'incongruenza ben più grave, da segnalare al ministero. Infatti il voto per l'ammissione non è unico, ma si richiede 100/110 oppure 90/100; e 90/100 equivale ai 9/10, quindi 99, non 100. A meno che non si voglia intendere che il 100/110 si richiede ai laureati del vecchio ordinamento, ai quali si concede di partecipare con una penalizzazione per l'anno in più di studio che hanno sostenuto. Se così fosse, il ministero farebbe bene a chiarire, fermo restando che non si annullerebbero l'evidente ingiustizia e il mancato rispetto del principio di uguaglianza dei cittadini e della giusta valutazione della quantità e qualità del lavoro/studio svolti. Sarebbe augurabile un intervento per rendere univoco il criterio di ammissione. "Ridurremo le tasse" Promesse da marinaio? Silvano Stoppa - NAPOLI Egregio Dottor Gargano, la campagna elettorale dei leader dei due maggiori partiti si basa sulla riduzione delle tasse. C'è chi promette l'eliminazione dell'Ici, chi la detassazione degli straordinari, chi mille euro per tutti, chi un aumento delle pensioni di 400 euro l'anno a partire da luglio. A nessuno viene però in mente di spiegare agli elettori dove e come sarà reperito il danaro per evitare il definitivo tracollo finanziario del Paese. Vuoi vedere che sono le solite promesse da marinaio, tanto per vincere le elezioni? * * * Ascanio De Sanctis - ROMA Man mano che le elezioni si avvicinano aumentano le promesse dei partiti; vengono annunciati futuri benefici senza sufficiente chiarezza su chi, per quale ammontare e per quanto tempo, graveranno i costi per finanziarli. Per consentire di scegliere programmi realistici e non libri dei sogni, i media potrebbero essere ancor più incisivi nel pretendere che i partiti completino le promesse indicando le fonti di finanziamento; in mancanza di sufficienti informazioni dovrebbero evidenziare la circostanza. Le seconda lettera è un completamento della prima; è giusta la richiesta a proposito della pubblicità da dare alle fonti di finanziamento. Ancora cibi esposti a un passo dai rifiuti Sabino Genovese - NAPOLI Mi chiedo come sia possibile che a Napoli, nonostante l'emergenza rifiuti e con il rischio di epidemie e infezioni, nessuna autorità abbia ritenuto arrivato il momento di far rispettare l'ordinanza comunale che vieta l'esposizione di alimenti sui marciapiedi. Fruttivendoli e pescivendoli - al Vomero, Fuorigrotta, Soccavo, centro storico e via dicendo - continuano a esporre la merce sul marciapiede nonostante i sacchetti putrefatti a poca distanza. Purtroppo ancora tantissimi concittadini continuano ad acquistarli. Per intervenire si aspetta che scoppino infezioni e epidemie? Perchè la stampa e le tv locali non hanno mai segnalato questa vergognosa abitudine? Mai segnalato? Si è perso il conto delle denunce sull'argomento in questa e altre pagine del Mattino. Almeno Caserta ricorda Caruso Giuseppe Di Gennaro e Castore Tescione - CASERTA Nunzio Gallo, "la voce di Napoli", era un fervido carusiano. Diceva: "Napoli si è quasi del tutto dimenticata del più grande tenore al mondo". Stava per ultimare un testo sul tenore, a cui teneva molto, ma la morte l'ha fermato. A Gallo attribuimmo il Premio Caruso alla carriera. Non volle mancare all'inaugurazione di una scuola elementare a Casagiove intitolata a Caruso. È in corso una raccolta di firme affinché Caserta abbia un conservatorio e un teatro lirico. Abbiamo creato il club Amici della lirica casertana; siamo riusciti a ospitare i cimeli carusiani, tra i quali quelli di Aldo Mancusi che cura il museo a New York. Intendiamo ricordare un altro grande tenore, il siciliano Giuseppe Di Stefano, di recente scomparso. Continueremo a tenere vivo il ricordo di Caruso, auspicando che si possa intitolargli una piazza o una via di Casagiove. E ci auguriamo che a Napoli siano creati un museo permanente e una fondazione Caruso. Grazie a questi amici, la memoria di Caruso almeno a Caserta è viva. Auguri per le nuove iniziative. A San Sebastiano non c'è posta per te Carmine de Cataldis - SAN SEBASTIANO AL VESUVIO Da oltre un anno il servizio di consegna della posta nelle abitazioni di San Sebastiano è pressocché inesistente; in particolare, nell'ultimo periodo il postino consegna solo una volta alla settimana e alcune lettere non vengono mai recapitate. Forse l'evoluzione dell'azienda Poste Italiane significa trascurare il servizio, prioritario, rappresentato dalla tradizionale consegna della posta. La legge di Murphy dice: "Lettere d'amore, contratti e soldi arrivano con almeno tre settimane di ritardo. La pubblicità arriva il giorno stesso in cui è stata spedita".

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"il cdm a napoli? una barzelletta". scontro tra rosetta e pdl (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 07-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli Il caso "Il Cdm a Napoli? Una barzelletta". Scontro tra Rosetta e Pdl "ALLA sua prima uscita elettorale il sindaco di Napoli commette un gravissimo errore e dimostra una presunzione fuori dal mondo". Mara Carfagna dà voce alla indignazione del centrodestra. è successo che in mattinata Rosa Russo Iervolino ha definito una barzelletta l'intenzione di Berlusconi di stabilirsi col governo a Napoli. "Penso che come barzelletta sia buona - ha commentato Iervolino - Se fosse così semplice risolvere i problemi di una città, andandoci ad abitare per un mese, lo avrebbero già fatto parecchi presidenti del Consiglio. E a De Nicola sarebbe venuto in mente di venire a fare il presidente della Repubblica a Napoli". Il Pdl non l'ha presa bene. Dura la reazione anche di Nicola Cosentino, coordinatore forzista: "Il sindaco è l'ultima persona che può permettersi di attribuire ad altri, tantomeno al presidente Berlusconi, la patente di barzellettiere". Aggiunge Carfagna: "La decisione di Berlusconi manifesta un'attenzione verso la città mai mostrata dal governo Prodi, che a Napoli ed in Campania si è sempre limitato alla scelta infausta di delegare tutto a Iervolino e Bassolino".

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CARFAGNA Dà LA CARICA: CON BERLUSCONI NAPOLI CAPITALE (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Carfagna dà la carica: con Berlusconi Napoli capitale Forte impegno del governo a guida Pdl per i rifiuti in Campania nell'eventualità di un successo alle urne: fa discutere ed è fonte di nuove polemiche l'annuncio del Cavaliere. Sul fronte del Pd è il sindaco Rosa Iervolino a riaccendere la miccia: "Berlusconi da primo ministro a Napoli? Penso che come barzelletta sia buona. Se fosse così semplice risolvere i problemi di una città, andandoci ad abitare per un mese, credo che li avrebbero già risolti parecchi presidenti del Consiglio. Abbiamo un presidente della Repubblica, abbiamo avuto altri presidenti come Leone e De Nicola. Se abitando per un mese a Napoli si potessero risolvere i problemi della città, volete che ad un uomo come De Nicola non sarebbe venuto in mente di venire a fare il presidente della Repubblica a Napoli?". Risponde la deputata uscente di Forza Italia Mara Carfagna, candidata per Campania 2 con il Pdl: "Alla sua prima uscita elettorale il sindaco di Napoli commette un gravissimo errore e dimostra una presunzione fuori dal mondo". Poi aggiunge: "La decisione di Berlusconi di tenere a Napoli il primo consiglio dei ministri manifesta un'attenzione verso la città mai mostrata dal governo Prodi, che a Napoli e in Campania si è sempre limitato a delegare tutto alla Iervolino e a Bassolino. Si è trattato di una scelta infausta, come ben sanno i cittadini napoletani e campani". E riprende: "Oggi noi chiediamo un voto per il Pdl perché vogliamo rompere tale nefasta filiera. C'è tanto da fare. Dobbiamo ricreare in tutto il mondo l'immagine della capitale partenopea e della Campania. Vogliamo che la si smetta di raccontare barzellette sull'immondizia di Napoli". Anche Nicola Cosentino, coordinatore regionale di Forza Italia, replica: "Il sindaco Iervolino è l'ultima persona che può permettersi di attribuire ad altri, tantomeno al presidente Berlusconi, la patente di barzellettiere. Napoli e la Campania sono da mesi immersi in una coltre di rifiuti, con i turisti che scappano e le attività locali fortemente compromesse, con il problema della legalità che non viene mai seriamente affrontato. Se non fosse per questi aspetti drammatici, la storia dell'attuale classe dirigente campana, appartenente al Pd di Prodi e Veltroni, ricorderebbe appieno la trama di un film comico. Di quella comicità malriuscita, però, che provoca solo riflessioni e amarezze". Dal canto suo, Berlusconi ribadisce il concetto già più volte espresso. Lo fa intervenendo a Telecamere, il programma di Anna La Rosa su Rai3, nella consapevolezza che il problema non potrà essere risolto definitivamente in breve tempo: "Ho detto precisamente che starò a Napoli finché non sarà avviata concretamente la soluzione del problema rifiuti. È il problema principale dovremo risolverlo e riportare un livello di civiltà e lavorare su giornali e tv del mondo per far sapere che si è trattato di un problema locale e che è stato risolto". Intanto, dopo il comizio di Berlusconi e Fini, il Pdl in Campania si avvicina alla data del voto mobilitando da Roma un folto gruppo di ex ministri. Il primo ad arrivare in città è il capogruppo di An al Senato Altero Matteoli, che stamane sarà all'Hotel Mediterraneo per una conferenza stampa sulle bonifiche ambientali "non realizzate dal commissario straordinario Bassolino"; alle 16 poi sarà all'Unione industriali, mentre alle 18 parteciperà ad una manifestazione all'Augusteo. Nei prossimi giorni sono in arrivo Franco Frattini, Claudio Scajola, Giulio Tremonti. cor.cas.

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MASSIMO D'ALEMA è STATO OSPITE IERI DEL DOCENTE DI ARCHITETTURA ED EX PARLAMENTARE DS UBER (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Massimo D'Alema è stato ospite ieri del docente di architettura ed ex parlamentare ds Uberto Siola: nella sua splendida villa di Baia, l'architetto ha organizzato un pranzo al quale hanno partecipato tra gli altri il governatore Bassolino, il sindaco Iervolino con il vice Santangelo, rettori delle Università campane, imprenditori e professionisti di Napoli. A tavola anche la moglie di D'Alema, Linda Giuva.

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E walter va alla guerra del palco - angelo carotenuto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli E Walter va alla guerra del palco Domani sarà spostato 10 metri indietro: "Riempiamo il Plebiscito" Intanto è polemica per la presenza di Venditti. E Bertinotti porterà in piazza Dante Peppe Barra ANGELO CAROTENUTO La sfida del palco comincia con una frase che nel centrosinistra s'erano legati al dito. Una frecciata con cui Elio Vito, due anni fa, ammetteva il mezzo flop di Berlusconi al Plebiscito. "Vabbe', ma noi almeno in piazza ci andiamo, loro invece si riuniscono in una cabina telefonica". Tutto perché l'Ulivo aveva chiuso le sue campagne più recenti all'Arena Flegrea o in piazza Matteotti. La rivincita di domani nasce lì. "La prossima volta al Plebiscito". Ed eccola, domani, 5 giorni dopo Berlusconi e Fini, 7 anni dopo la folla per la prima corsa della Iervolino alle comunali. Stavolta il Pd s'è impuntato: tornare nella piazza da cui sindaco e governatore si sono tenuti lontano a Capodanno, dopo i fischi di Piedigrotta. Bassolino, almeno, ci aveva messo piede coi pantaloncini corti alla maratona di aprile. Tornarci, metro alla mano, e sfidare il centrodestra. Il palco è una decina di metri più dietro rispetto al Pdl, in modo da aprire la piazza alla folla. è la conseguenza dell'accoglienza venerdì e sabato tra Avellino, Caserta, Benevento e Salerno. Il Pd ha spedito un suo inviato, Giampiero Lattanzi, già la scorsa settimana per un sopralluogo. Poi, durante il comizio di Berlusconi e Fini, sono state scattate alcune foto per avere un riferimento della piazza, 30mila metri quadrati circa, in teoria un'area per 120 mila persone. Impresa che riuscì a Pino Daniele in un concerto del 1981, e a pochi altri. Antonio Marciano, responsabile organizzativo Pd, dice che la scelta di Veltroni è "la conferma che questa città e la Campania sono ancora una volta determinanti per il risultato. Siamo convinti che la coerenza della nostra posizione, la forza del programma, l'assunzione di scelte nette contro i clan e il voto inquinato, ci daranno il successo". Comincia a crederci pure Dario Franceschini, ieri a Napoli: nelle sue parole la Campania è diventata una regione in cui "il finale sarà al fotofinish". Quanta gente aspetta il Pd? "Se il Pdl parla di 70 mila, noi saremo 70 mila più uno", così Marciano. Sono attesi circa 200 pullman, di cui 130 da fuori città. In piazza i video girati da Ettore Scola. La manifestazione va in diretta su Nettuno Tv. Ai gazebo ci si potrà iscrivere per essere rappresentanti di lista. Lungo la piazza, previste 12 postazioni: una per ogni punto del programma. Ma quello su cui Veltroni insiste da un po', la dichiarazione di guerra ai clan, è stato sviluppato da Sinistra giovanile e dai ragazzi dell'associazione "I Care". Si sono incontrati domenica a Castellammare (con Cozzolino, Nicolais e Belliazzi), per mettere a punto l'idea. In piazza porteranno 35 cartelloni da un metro per 70. "Noi contro la camorra. Con Veltroni per la legalità". Non attacchi anonimi. Ma mirati: "Pompei contro il clan Cesarano", oppure "Castellammare contro il clan dei D'Alessandro". Raduno alle 15 a Palazzo Reale, al furgoncino del giovane candidato Amedeo Cortese: "Distribuiremo un segnalibro di "Iovotogiovane.it" e le resistenze elettriche che furono il simbolo della lotta alla camorra negli anni Ottanta". E alla fine Venditti, manifestazione contro cui si scatena Sinistra Arcobaleno. Domani in piazza Dante c'è il comizio finale di Fausto Bertinotti. Tommaso Pellegrino polemizza: "Dopo aver riempito le liste di persone che non conoscono Napoli e la sua provincia, il Pd affida a Venditti il concerto di chiusura. Dimostrano di non avere considerazione neanche degli artisti napoletani". La risposta? Con Bertinotti ci sarà Peppe Barra.

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La svolta epocale - augusto muojo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VIII - Napoli LA SVOLTA EPOCALE AUGUSTO MUOJO l giudizio dello storico leader del Pci è citato da Maurizio Valenzi nella sua recente autobiografia "Confesso che mi sono divertito". Eccolo: "Napoli è stata spesse volte, nella letteratura politica del nostro paese, una città calunniata. Si è detto fosse un centro di disfacimento politico e persino un centro di corruzione. Ma coloro i quali lanciavano questa calunnia erano spesso gli autori stessi dei mali di cui Napoli ha sofferto nel passato e di cui soffre tuttora. I mali di cui ha sofferto Napoli sono stati la conseguenza di tutte le debolezze, di tutta la struttura dello Stato italiano". Il giudizio è datato 11 aprile 1944 ed è tratto dal celebre discorso che Togliatti, appena rientrato in Italia da Mosca, dopo lo sbarco alleato di Salerno, tenne al teatro Modernissimo e nel quale lanciò la proposta di un governo di unità nazionale. Esso appare di straordinaria acutezza e attualità, valutandolo oggi anche da una posizione "bipartisan". Di chi, infatti, la colpa di rifiuti e inquinamento ambientale se non di una classe politica di destra, di centro e di sinistra, nazionale e locale, che ha lasciato incancrenirsi la situazione regionale e cittadina, facendo da spettatrice spesso interessata a lucrare consenso dal degrado o ergendosi talora a censore solo passivo del malcostume dilagante? E, in mancanza di leadership carismatiche sull'uno e sull'altro fronte, nell'ipotesi di un pareggio alle politiche e di una anticipata consultazione regionale e locale, quale sarebbe un'alternativa credibile, fondata su programmi condivisi di rinnovamento, a quella di una grande coalizione, che prenda il posto delle fallimentari gestioni di Bassolino e Iervolino? Insomma, una "task force" dell'emergenza, costituita da uomini e donne al di fuori e al di sopra degli apparati, che sappia avviare la rinascita politica e amministrativa del territorio. Certo, la situazione è diversa da quella del dopoguerra, che indusse la forze politiche, spinte da De Gasperi e Togliatti, a varare il governo di unità nazionale. Ma, a più di sessanta anni di distanza, il disfacimento politico e morale della città capoluogo non è poi tanto dissimile dal clima di disgregazione urbana di quegli anni, di cui lo stesso Valenzi dà precisa testimonianza nel suo libro. Né dissimile è il giudizio di condanna generalizzata della classe politica dominante nelle due epoche. Nella campagna elettorale in corso nessun candidato o leader di partito ha però avanzato per Napoli e la Regione l'ipotesi alternativa di governi di larghe intese. Ed è probabile che nessuno la formuli nemmeno nei prossimi comizi di chiusura. Forse perché nessuno ritiene che a livello locale il concetto di rappresentanza, che è il cuore del concetto di democrazia, abbia toccato il fondo della crisi. Ma la gente chiede ai partiti uno scatto d'orgoglio, una svolta epocale e ritiene le politiche solo il primo atto di un processo che dovrà concludersi a breve solo col rinnovamento delle istituzioni locali.

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Iervolino: "io non mi dimetto" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina I - Napoli Le reazioni del giorno dopo all'annuncio di Bassolino che porterà alle elezioni regionali tra un anno Iervolino: "Io non mi dimetto" Oggi Veltroni punta a riempire piazza del Plebiscito "Io certo non lascio. Andare via a metà mandato e abbandonare la città senza motivo sarebbe una fuga. Morirò di morte naturale". Reagisce così il sindaco Rosa Russo Iervolino all'annuncio di Antonio Bassolino di lasciare la Regione nel 2009, un anno prima della scadenza naturale. Oggi il candidato premier del Pd Walter Veltroni chiude la campagna elettorale alle 17 in piazza del Plebiscito assieme a Massimo D'Alema e Marco Follini per lasciare poi la scena ad Antonello Venditti. Una sfida nella stessa piazza in cui hanno parlato la scorsa settimana Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. OTTAVIO LUCARELLI A PAGINA II.

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Veltroni al plebiscito bassolino giù dal palco "si apre una fase nuova" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli Veltroni al Plebiscito Bassolino giù dal palco "Si apre una fase nuova" Iervolino: io invece non lascio Il primo cittadino "Niente fughe dal Comune, morirò di morte naturale" OTTAVIO LUCARELLI "Bassolino ha fatto un lavoro fantastico. A Napoli ha cambiato il volto della città e tutto il mondo lo ha riconosciuto". è la risposta di Walter Veltroni all'annuncio che Antonio Bassolino tra un anno lascerà la Regione, il biglietto da visita al comizio che il candidato premier del Pd terrà alle 17 in piazza del Plebiscito accompagnato sul palco solo dai capilista Massimo D'Alema per la Camera e Marco Follini per il Senato, nonostante siano forti le pressioni locali per far salire anche Bassolino. Il centrodestra con Fabrizio Cicchitto lo definisce "umorismo involontario", con Mara Carfagna "una barzelletta" e con Cosimo Sibilia "una frase da fiction" ma Veltroni insiste: "Ha cambiato il volto di Napoli e ora si apre una fase nuova, un segno di discontinuità, la strada giusta". L'annuncio "lascerò tra un anno la Regione" fa sorridere il Pdl e divide il centrosinistra. Veltroni apprezza ma la bocciatura senza appello arriva dal leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro che in serata a Nola, con Nello Formisano e il padrone di casa Franco Barbato, ha dato il via alla due giorni in Campania che oggi lo vede a Benevento, Avellino, Pozzuoli, Castellammare e Sorrento: "Un anno di attesa? No, in Campania bisogna andare subito al voto". D'accordo Formisano. "Se un ciclo si è chiuso perché prolungare di un anno l'agonia della Regione?". Di tutt'altro avviso il sindaco Rosa Russo Iervolino che ha commentato le frasi di Bassolino nel pomeriggio: "Un gesto generoso, ma non credo sia un bene per la Regione. Bassolino ha grinta e capacità". E il Comune che fine farà? "Io certo non lascio. Andare via a metà mandato - ribatte il sindaco - e abbandonare la città senza motivo sarebbe una fuga. Morirò di morte naturale". In piazza del Plebiscito, intanto, è stato montato il palco per il comizio di Veltroni ed effettivamente, come annunciato, le impalcature sono più arretrate rispetto a Palazzo Reale in confronto a quanto ha fatto il Pdl la scorsa settimana per Berlusconi e Fini. Una sorta di sfida sintetizzata dal segretario regionale Tino Iannuzzi: "Veltroni in piazza del Plebiscito è una scelta simbolica e altamente significativa per il Pd campano". Una piazza che il Partito democratico conta di riempire più del centrodestra, puntando evidentemente anche sul concerto serale di Antonello Venditti. La macchina organizzativa è in moto da tempo e arriveranno decine di bus da tutta la regione, da Salerno e dalle zone interne, mentre trenta li ha annunciati il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis. Macchina organizzativa guidata da Antonio Marciano, dirigente del Pd che per anni è stato al fianco di Bassolino: "Il tema centrale per noi è la lotta per la legalità, per uno sviluppo libero dall'oppressione criminale delle mafie. Questa l'identità del nostro partito e, su questo tema, è fondamentale che una nuova generazione che noi sosteniamo sia pienamente in campo". Generazione rappresentata dalla Sinistra giovanile che già dalle 15 distribuirà in piazza del Plebiscito materiale anti-camorra e che all'arrivo di Veltroni alzerà i cartelli con i nomi dei "clan da annientare, i clan che tormentano il nostro territorio". In piazza stasera anche il ministro Luigi Nicolais, numero due dopo D'Alema alla Camera: "Bisogna vincere la tentazione del non voto e decidere del nostro futuro, perché il Pd con Veltroni saprà rendersi interprete delle esigenze di innovazione che emergono dalla società campana".

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L'ultimo capolavoro del governator Declino (sezione: Monnezze)

( da "Avanti!" del 09-04-2008)

Argomenti: Monnezza

BASSOLINO INVENTA LE DIMISSIONI POSTICIPATE, OBIETTIVO: LA SUA ELEZIONE ALL'EUROPARLAMENTO L'ultimo capolavoro del governator Declino 09/04/2008 Bassolino è davvero un politico immaginifico. Ora ha inventato persino le dimissioni posticipate. Non a caso lui era l'uomo della formula amministrativa "del passo dopo passo". Soltanto che quel sistema di governo si è concretizzato nel paradosso di Zenone "Achille e la tartaruga": l'eroe omerico secondo il filosofo di Siracusa non sarebbe mai riuscito a percorrere gli infiniti punti che lo separavano dalla tartaruga. Così Bassolino in quindici anni di governo non è mai riuscito a completare il percorso che lo divideva dall'obiettivo dei suoi programmi. È avvenuto così col risanamento del centro storico di Napoli, con la bonifica di Bagnoli, con la depurazione delle acque, con il rilancio dell'economia, con l'industrializzazione della zona orientale della città, con il nuovo piano regolatore e per ultimo con l'emergenza rifiuti. Ma Bassolino non si dà per vinto. A Veltroni che lo implorava di dimettersi ha risposto con determinazione che non se ne parlava proprio. Questa volta si è posto un altro obiettivo: quello di spendere i miliardi di euro che da Bruxelles saranno versati nelle rapaci casse della Regione Campania. Un'occasione che il governatore non poteva lasciarsi sfuggire di mano. Con questa marea di risorse che affluirà in Campania Bassolino nel corso di un anno intende creare le condizioni ottimali per la sua elezione al Parlamento europeo. E questo probabilmente sarà l'unico obiettivo che da governatore riuscirà a cogliere. Questo spiega il perché delle dimissioni posticipate di un anno. Fingono tutti di non capire: finge Veltroni, si interroga D'Alema, i giornali si stupiscono. Ma con la protervia che lo caratterizza Bassolino ha parlato con estrema chiarezza. Le fasi della sua strategia di avvicinamento all'Europarlamento sono tre: il flusso di denaro da Bruxelles, le decisioni clientelari e discriminatorie di spesa, la distribuzione dei miliardi comunitari secondo un progetto di costruzione del consenso. Le opposizioni, per la verità, si limitano agli scongiuri. Eppure mettere in crisi una maggioranza disastrata come quella che regge Bassolino non sarebbe impossibile. De Mita ormai è passato all'opposizione e qualche consigliere che gli è rimasto fedele sarebbe disposto a seguirlo. Rifondazione comunista ormai è quasi decisa a venir fuori dalla maggioranza. Il Pdci di Diliberto lo ha abbandonato. I socialisti, dopo il rifiuto veltroniano, sono orientati a fargliela pagare a un Partito democratico egoista e ingrato. Ma anche la legione bassoliniana ormai è a corto di uomini. Molti dei suoi centurioni lo hanno abbandonato. Può contare su un gruppo di fedelissimi, ma si tratta di ben poca cosa rispetto all'esercito di un tempo. E sono in tanti a seguire il ministro Nicolais, un tecnico e grande sostenitore di Bassolino che ora si è reso autonomo e si atteggia a futuro leader del Pd in Campania. Il governatore, però, è un osso duro. Non è un tipo che si arrende facilmente. Resiste nella sua ridotta presidenziale. È fiancheggiato dalla Iervolino che si è assunta il compito di proteggerlo dall'assalto di una parte dei post-democristiani. E in queste ore si spera ancora di occupare un posto accanto a Veltroni nel comizio conclusivo della campagna elettorale in piazza Plebiscito. Certo, è un declino davvero malinconico quello del governatore. È ridotto a pietire una presenza sul palco di Veltroni, lui che in quella piazza celebrava i riti del consenso plebiscitario e le feste che gli attribuivano l'aureola di signore rinascimentale. Quelli erano i tempi dell'irresistibile ascesa del giovane dirigente ingraiano. Ora sono venuti quelli dell'inarrestabile declino, che il governatore si illude di poter fermare con qualche miliardo di euro di fondi comunitari. Ma anche questa è e rimarrà un'illusione.

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VELTRONI-BASSOLINO, IL GIORNO DEL DISGELO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Veltroni-Bassolino, il giorno del disgelo PAOLO MAINIERO Le previsioni prevedono per oggi cielo molto nuvoloso. Non sappiamo se esiste nella meteorologia un dio della par condicio ma a Walter Veltroni potrebbe toccare la stessa sorte toccata venerdì scorso a Silvio Berlusconi, parlare "sotto la pioggia", proprio come canta Antonello Venditti che si esibirà subito dopo il leader del Pd. In piazza Plebiscito è ormai tutto pronto. Il palco è stato allestito ma non si sa se Antonio Bassolino vi salirà. In teoria no, perchè così ha deciso il loft del Pd. Al fianco di Veltroni ci saranno i capilista di Camera e Senato Massimo D'Alema e Marco Follini ma alla fine, tra bandiere al vento e il "Io mi fido di te" di Jovanotti, il palco potrebbe aprirsi a tutti come a Caserta, Avellino, Salerno. La via d'uscita annunciata ieri da Bassolino ha contribuito a distendere gli animi. Veltroni voleva dal governatore un segnale di discontinuità e quel segnale è arrivato. Certo, va detto che per il Pdl il segnale è insufficiente perchè Bassolino dovrebbe andare via subito, per i socialisti di Enrico Boselli è tardivo, per Fausto Bertinotti è invece la "scelta giusta". Opinioni diverse, dunque, ma al loft del Pd interessa che il segnale ci sia stato. E oggi il leader del partito può parlare a Napoli dopo aver ottenuto ciò che voleva. Veltroni affida il suo pensiero a Radio Kiss Kiss Napoli. "Bassolino ha fatto un lavoro fantastico. A Napoli - sostiene ? ha cambiato il volto della città e tutto il mondo lo ha riconosciuto. Ora si apre una fase nuova. L'ho chiesta sin dall'inizio e Bassolino con le sue parole ha dato un contributo molto importante. Penso che ciò che io avevo detto, la necessità di un segno di discontinuità, sia la strada giusta. Napoli ha vissuto un momento di emergenza dal quale sta uscendo. È una città che nel passato è stata un laboratorio molto importante di innovazione politica e dovrà tornare a esserlo. Chi sarà tra un anno il candidato del Pd per la guida della Regione? "Non lo so ancora - è la risposta di Veltroni - ma penso che bisognerà discuterne e decidere insieme". Per il finale in piazza Plebiscito sono attesi a Napoli duecento bus. Prima di Veltroni parlerà una giovane, Cristina Mastrapasqua o Ilaria Romano, candidata a sindaco a Qualiano. "Aver voluto anche Napoli tra le quattro chiusure nazionali è una scelta altamente significativa per il Pd campano", commenta il segretario regionale Tino Iannuzzi. La partita è difficile e il Pd si affida alla storia. "Già in altri appuntamenti - dice Antonio Marciano - Napoli e la Campania sono stati determinanti per il risultato finale. Da piazza Plebiscito verrà un grande contributo al successo delle elezioni". In piazza ci saranno decine di cartelli con slogan contro la camorra e con i nomi e i cognomi dei capiclan. "Mai nessun leader nazionale aveva usato parole così chiare e forti contro la camorra", dice Diego Belliazzi, tra i promotori dell'iniziativa con i giovani Nicola Corrado e Amedeo Cortese. "Bassolino - aggiunge Belliazzi - ha annunciato la fine del suo lungo ciclo di governo. Ma è giusto ricordare che quel ciclo è iniziato alla fine degli anni Ottanta con le marce anticamorra insieme al movimento studentesco, ai sindacati, alla Chiesa". E lui, Bassolino? Sul palco non ci sarà ma fa l'appello alla piazza. "Mi aspetto da Veltroni un forte messaggio di unità", dice ad Avellino incontrando gli amministratori del Pd. Poi, sul suo blog, spiega: "Io penso che se piazza del Plebiscito, come mi auguro, sarà piena di persone, al Paese verrà un segnale nuovo. Si potrà vedere qual è la vera forza del Pd, che non è un partito di plastica, o una coalizione elettorale dove tutti sono già contro tutti, ma un moderno partito popolare e di massa che si candida a riformare il Paese rispetto a un Pdl che è sempre più il Partito della Lega". Appare in forma, il governatore, sarà anche per le parole di Fausto Bertinotti che approva la scelta delle elezioni anticipate tra un anno. "Bassolino si è mosso sulla strada giusta. Sono contro il capro espiatorio e far cadere la giunta a pochi giorni dal voto sarebbe stata un'operazione opportunistica", dice il leader della Sinistra arcobaleno. Ma Enrico Boselli ha tutt'altra opinione. "Sono stupito che Bassolino e la Iervolino non abbiano avuto il coraggio di andarsene", attacca il leader del Partito socialista. "Il coraggio di andar via? Io non scappo - ribatte il sindaco - e non è neppure un bene per la Regione che Bassolino vada via un anno prima".

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Napoli diventa capitale (sezione: Monnezze)

( da "Opinione, L'" del 09-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Oggi è Mer, 09 Apr 2008 Edizione 69 del 09-04-2008 Ultimi giorni di campagna elettorale Napoli diventa capitale di Eustachio Voza Napoli vive da protagonista l'intenso finale di una campagna elettorale decisamente sottotono, fatta di tante recriminazioni e polemiche da far purtroppo addirittura accantonare proposte e programmi. Le dichiarazioni di Berlusconi sulla necessità di un pronto riscatto della Campania che lo vedrebbe direttamente impegnato dal capoluogo, dove vorrebbe si tenesse anche il primo Consiglio dei Ministri, continuano a suscitare polemiche. Al Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, che parla di barzellette, risponde Mara Carfagna, candidata per Campania 2 con il Pdl: "Alla sua prima uscita elettorale il sindaco dimostra una presunzione fuori dal mondo, la decisione di Berlusconi di tenere a Napoli il primo consiglio dei ministri manifesta un'attenzione verso la città mai mostrata dal governo Prodi, che a Napoli e in Campania si è sempre limitato a delegare tutto alla Iervolino e a Bassolino: una scelta infausta, come ben sanno i cittadini napoletani e campani. Noi vogliamo che la si smetta di raccontare barzellette sull'immondizia di Napoli". Dal canto suo, D'Alema torna in città in compagnia dei giornalisti stranieri, per mostrare "la realtà della Campania con i suoi problemi, ma anche lo sforzo che si sta producendo per risolvere l'emergenza, al fine di restituire un'immagine più vera della regione, alla vigilia della stagione turistica". E se il buon giorno si vede dal mattino, il capolista del Pd non deve aver gradito che appena uscito dalla Stazione centrale un gruppo di tassisti l'abbia accolto al grido "Viva Berlusconi". Di certo c'è la reazione stizzita: "Non si vota per il futuro della Campania. Il destino della Campania si deciderà quando si voterà per le regionali", a seguito della quale avrebbe imposto l'assenza di Bassolino al comizio conclusivo di oggi, circostanza che lo stesso Veltroni, impegnato proprio in Campania col suo tour elettorale, non ha smentito. In attesa che siano sciolte queste riserve, il Pd è costretto ad incassare anche le dure critiche di De Mita, che starebbe portando l'Unione dei centristi vicina alla fatidica soglia dell'8% al Senato proprio ai danni del Pd, "a leggere il programma elettorale del Pd il Sud è quasi un peso. E, comunque sia, prevalgono gli slogan. Come quello veltroniano della Bocconi del Sud. Veltroni dimostra di non sapere nemmeno quale sia l'attuale panorama delle università del Sud, campane in particolare: il vero problema non è crearne una nuova, ma far funzionare quelle che già ci sono. É come per la sanità".

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FRATTINI A NAPOLI: NON HA SENSO DELLE ISTITUZIONI, LE DIMISSIONI NON SI ANNUNCIANO MA SI DANNO. CARFAGNA: VELTRONI SI VERGOGNI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Frattini a Napoli: non ha senso delle istituzioni, le dimissioni non si annunciano ma si danno. Carfagna: Veltroni si vergogni Ancora un vespaio di polemiche sul fronte del Pdl, dopo l'annuncio del governatore Antonio Bassolino. A partire da Franco Frattini, vice-presidente della commissione europea, il quale nel corso del tour campano che l'ha portato a Napoli e a Salerno si è detto meravigliato: "Leggo con stupore - almeno per come concepisco io le istituzioni - l'annuncio di Bassolino, ma io credo che le dimissioni debbano essere date e non annunciate a dodici mesi di distanza. Questo modo di fare offende il buon senso delle persone perbene". Stessa musica con Alessandra Mussolini, responsabile di Azione sociale: "È stato mollato dai cittadini, è stato mollato dalla coalizione: Bassolino lasci subito la guida della Regione senza attendere il 2009. Azione Sociale dà tempo al governatore di lasciare la Regione entro il 27 aprile. Il giorno dopo, a partire dalle 11, starò sotto i suoi uffici a chiederne le dimissioni, subito". Anche Mara Carfagna interviene, soprattutto per attaccare Veltroni che ha usato parole di elogio per il gesto del governatore: "La Iervolino disse che a Napoli il presidente Berlusconi venne a raccontare barzellette. Fu un'uscita patetica. Se c'è qualcuno che potrebbe partecipare ad una gara di barzellette è invece Veltroni. Difendendo Bassolino, dicendo che ha cambiato Napoli, il segretario del Pd l'ha sparata davvero grossa. Veltroni potrebbe vincere il premio "balla dell'anno". Credo che il segretario del Pd non conosca la vergogna e soprattutto non conosce la Campania". Duro il coordinatore regionale di Forza Italia Nicola Cosentino: "Bassolino dovrebbe andar via subito e quand'anche lo facesse sarebbe comunque in ritardo. Non si può governare la complessità di questo territorio, avendo contro l'88 per cento della popolazione. Se vuol essere davvero "nuovo" invito Veltroni a dire a Bassolino di farsi da parte, per riprenderci la possibilità di riscatto per la nostra regione". Intanto il capogruppo in Regione Cosimo Sibilia osserva: "Il presidente della Regione non lascerà tra un anno ma, costretto degli eventi, sarà obbligato a rassegnare le dimissioni subito dopo il voto del 13 e 14 aprile. E, questo, per l'esito scontato del voto sul quale peserà come un macigno il caso Campania". Polemiche anche negli altri schieramenti. Tra i socialisti scende in campo Gianni De Michelis, già segretario del Nuovo Psi, intervenuto al Circolo Posillipo per presentare le liste del Ps alla Camera e al Senato: "Finalmente Bassolino ha preso atto e sia pure dandosi un anno di attesa se ne andrà. Sarebbe stato meglio, se non lui in persona, che lo avesse fatto in tempo chi ne aveva responsabilità, cioè l'intero sistema di potere che ha governato la Campania negli ultimi. L'Alitalia e la mondezza napoletana sono le due metafore italiane. Un paese che non sa decidere". cor.cas.

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