HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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Rifiuti,
la Corte europea condanna l'Italia
RiBRUXELLES - La Corte europea di giustizia del Lussemburgo ha
condannato l'Italia per la tardiva e quindi non corretta applicazione della
direttiva volta a prevenire le ripercussioni negative sull'ambiente derivanti
dalle discariche di rifiuti. L'Italia era stata deferita ai giudici Ue dalla
Commissione.
Secondo l'esecutivo europeo, il decreto legislativo di applicazione della norma
comunitaria violava alcuni articoli della stessa direttiva che definisce la
nozione di rifiuti e di discariche. La direttiva prevede che gli Stati
elaborino una strategia nazionale per la riduzione dei rifiuti, stabilisce
regole sui costi dello smaltimento, prevede la procedura di autorizzazione di
nuove discariche e sottopone quelle preesistenti a misure particolari.
La Commissione ha accusato l'Italia di aver applicato la direttiva tardivamente
e così facendo di non averla applicata bene. Oggi la Corte ha riconosciuto
valide le obiezioni sollevate dall'esecutivo europeo ed ha condannato l'Italia
alle spese.
(10 aprile 2008)
Le
imprese a casini "più sgravi fiscali" - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
si rivolge
perché ottenga le dimissioni del governatore Antonio Bassolino. "Sarebbe
un bel segnale di discontinuità - dice a margine dell'incontro con gli
industriali napoletani - che Bassolino dovrebbe dare al più presto. Se poi si
aggiungesse anche la Iervolino, non sarebbe male". A Palazzo Partanna, il
presidente Giovanni Lettieri ha convocato anche la consulta delle imprese.
Brevi,
schede e richiami 4 ( da "Repubblica, La"
del 03-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
il
documentario sulle ecomafie in Campania Biutiful cauntri di Esmeralda Calabria
oggi arriva a Barletta per un doppio appuntamento nell'ambito della rassegna Documentalia
(0883.51.02.31). Sarà la sua autrice a raccontare al pubblico, alle 18,30 e
alle 20,30 al cinema Opera di Barletta, i crimini ambientali attraverso le
immagini dei loro effetti,
E
nel tormentone Pulcinella fa rima con Mastella
( da "Giornale.it,
Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ex Dc Paolo
Cirino Pomicino al sindaco Rosa Russo Jervolino: "Dopo anne 'e Pomicino è
arrivato Bassolino, che si è unito in matrimonio co' la Russo Iervolino".
Ovviamente, gli amministratori finiscono in questo "purgatorio"
satirico per il disastro dei rifiuti, perché Napoli, cha aspetta ancora il suo
Rinascimento, si trova sommersa da "chesta sorta 'e inquinamento".
Doccia
fredda per il governatore non sarà sul palco con walter - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
risolverebbe
il dilemma sulla presenza di Bassolino. Il governatore non vuole nemmeno
replicare a Berlusconi che alla vigilia della sua venuta a Napoli, ha
annunciato: "Libererò la Campania dai rifiuti e da Bassolino che con la
Iervolino e Prodi ha fatto soltanto danni". Bassolino taglia corto:
"Lo ascolto, gli risponderà prima di tutto Veltroni,
Per
il Sud chiediamo una nuova stagione di diritti e di desideri
( da "Liberazione"
del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
contrastano
coraggiosamente le mafie e le ecomafie. Sono due idee opposte. Spesso per
finanziare imprese che hanno abbandonato dopo un po', con una logica da mordi e
fuggi, il sud, si sono distrutte ingenti risorse economiche. Noi chiediamo un
salario sociale per i giovani disoccupati, fino a che non trovino un lavoro a
tempo indeterminato.
"voto
utile o il senato sarà a rischio" - gianluca luzi
( da "Repubblica,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
"Libererò
la Campania dai rifiuti e da Bassolino che con la Iervolino e Prodi ha fatto
soltanto danni", annuncia il candidato premier del Pdl. Dopo aver
attaccato "il lungo silenzio di Veltroni sui rifiuti e su Bassolino",
Berlusconi ammette che sul problema "risalire la china sarà
durissimo".
Il
Pd ritenta: al voto senza Bassolino
( da "Manifesto,
Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
come
anteprima del comizio odierno in piazza Plescito: "Mi ha colpito il lungo
silenzio di Veltroni sui rifiuti e su Bassolino; se avesse voluto rendersi
davvero credibile come leader e come candidato premier, aveva una chance
formidabile e cioè imporgli le dimissioni". Oggi a Napoli si aspettano il
solito one man show del "vi libererò da Bassolino, Iervolino e
Pecoraro".
PDL,
IL DOPPIO ATTACCO DI BERLUSCONI E FINI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
questa
tornata elettorale si trasformasse in un referendum su malgoverno di Bassolino
e della Iervolino, ma è giusto che sia così. Ecco perché chiediamo ai cittadini
di questa regione due voti e non uno. Un voto contro il Pd di Veltroni e uno
contro Bassolino". Sul palco del Plebiscito parola solo ai due leader, ma
in tanti coglieranno l'occasione per sottoporre le proprie istanze.
La
promessa di berlusconi "consiglio dei ministri a napoli" - ottavio
lucarelli ( da "Repubblica, La"
del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
immagine di
Bassolino". Ironico sul sindaco Rosa Russo Iervolino: "Pensavo che i
napoletani non la eleggessero perché, così amanti della musica, ero certo che
avessero un orecchio fine. E anche l'orecchio vuole la sua parte".
Berlusconi prende posizione sulla camorra: "La sinistra a Napoli e in
Campania resta lì nelle sue posizioni di potere.
"oj
silvio, oj silvio mio..." ma non è un plebiscito - angelo carotenuto
( da "Repubblica,
La" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Dell'avviso
di sfratto a Bassolino, aveva già detto. Dei brogli, pure. La gag sulla voce
della Iervolino è vecchia. La storia dei comunisti, non ne parliamo. La vera
svolta che Silvio Berlusconi offre dal palco del Plebiscito, sta nell'addio
alla chitarra di Mariano Apicella e l'apertura a Guido Lembo.
Berlusconi
non vuole perdere Grida al broglio, piazza semivuota
( da "Unita,
L'" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Attacca il
Governatore ma anche il sindaco Iervolino pur votata dai napoletani musicofili
"Bassolino non intende dimettersi e Veltroni dice che noi non abbiamo mai
fatto il nome della mafia e della camorra. Devono vergognarsi perché metà dei
consiglieri regionali a Napoli sono indagati e purtroppo in Campania c'è il
record dei consigli comunali sciolti per infiltrazioni della camorra"
Un
Silvio poco pop alla sfida campana
( da "Manifesto,
Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Allora aveva
attaccato la Iervolino per la sua voce, questa volta pure. Due anni fa la
sinistra si doveva vergognare per la questione sicurezza, ieri per
l'immondizia. Si corregge solo sui "coglioni" che votano il Pd,
promossi a uomini di buona fede. La seconda gaffe è sui santi folgorati sulla
via di Damasco, con Pietro messo al posto di Paolo.
Così
è l'ecomafia ( da "Corriere della Sera"
del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
REDAZIONALE
APOLLO Così è l'ecomafia Sorpresa in Sala Dafne all'Apollo (galleria De
Cristoforis 3, tel. 02. 48.51.64.03): tutti i giorni proiezione alle 13.10 del
documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero
"Biutiful Cauntri", sconvolgente reportage di denuncia sull'ecomafia
che spadroneggia in Campania.
Il
Cavaliere E' sicuro di vincere e che il Governatore a non dimettersi gli abbia
fatto un favore ( da "Stampa, La"
del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
A conti fatti
le dimissioni mancate del governatore sono state un aiuto formidabile per il
Cavaliere che collega il nome di Bassolino immancabilmente ai rifiuti.
"Vinceremo le politiche - è la previsione del leader del Pdl -. Poi daremo
lo sfratto a Bassolino. E dopo anche alla Iervolino". E Berlusconi non
risparmia un'ironia sulla voce stridula del sindaco di Napoli.
"siamo
noi la vera opposizione" venerdì a napoli arriva boselli - ottavio
lucarelli ( da "Repubblica, La"
del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Di Lello:
Iervolino sempre sott'acqua, ogni tanto sbuffa "Siamo noi la vera
opposizione" venerdì a Napoli arriva Boselli Corace: "Il nostro è stato
l'unico partito ad essere uscito dalla giunta Bassolino" OTTAVIO LUCARELLI
"Il sindaco Rosa Russo Iervolino in questa campagna elettorale è come la
balena.
Il
pdl si prepara al rush finale in città sfilano i colonnelli
( da "Repubblica,
La" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
piazza del
Plebiscito assieme a tanti altri candidati e che ieri in un intervento ha preso
di mira Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino: "Sono la coppia più hard
perché sono i più duri a mollare. La verità è che non se ne può più di quei due
anche perché in questi anni non hanno fatto danni solo a Napoli e in Campania
ma hanno veramente distrutto l'immagine dell'Italia nel mondo".
Brevi,
schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La"
del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
riceverà
insieme alla Iervolino con l'esclusione di entrambi dal palco da cui Veltroni
parlerà a Napoli. Forse i vertici del partito hanno tirato le somme dell'intera
gestione Bassolino, oscuratasi sin dopo la fine della prima consiliatura
comunale, una decina d'anni fa, e hanno accertato a consuntivo l'eccessivo
sbilancio fra quanto rimane da menzionare e quanto da dimenticare,
VELTRONI
VENDE FUMO IL SUD? PER IL PD UN PESO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
su Bassolino
e Iervolino. Sul punto tace. E i problemi non si elencano: si individuano, si
studiano, si indicano le soluzioni. Invece Veltroni mette in fila le questioni
e dice: "State tranquilli, votateci, li risolveremo noi". Sì, ma
come?" Ce l'ha non poco, con il leader del Pd: è perchè non l'ha candidata?
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Ho scritto a
Bassolino e alla Iervolino, invitandoli a favorire la crescita di fabbriche per
il riciclaggio dei rifiuti, per la costruzione di pannelli solari adeguati al
nostro clima, meno ingombranti e più economici, favorendone l'installazione sui
terrazzi.
"il
cdm a napoli? una barzelletta". scontro tra rosetta e pdl
( da "Repubblica,
La" del 07-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ultima
persona che può permettersi di attribuire ad altri, tantomeno al presidente
Berlusconi, la patente di barzellettiere". Aggiunge Carfagna: "La
decisione di Berlusconi manifesta un'attenzione verso la città mai mostrata dal
governo Prodi, che a Napoli ed in Campania si è sempre limitato alla scelta
infausta di delegare tutto a Iervolino e Bassolino".
CARFAGNA
Dà LA CARICA: CON BERLUSCONI NAPOLI CAPITALE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 07-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Napoli e in
Campania si è sempre limitato a delegare tutto alla Iervolino e a Bassolino. Si
è trattato di una scelta infausta, come ben sanno i cittadini napoletani e
campani". E riprende: "Oggi noi chiediamo un voto per il Pdl perché
vogliamo rompere tale nefasta filiera. C'è tanto da fare. Dobbiamo ricreare in
tutto il mondo l'immagine della capitale partenopea e della Campania.
MASSIMO
D'ALEMA è STATO OSPITE IERI DEL DOCENTE DI ARCHITETTURA ED EX PARLAMENTARE DS
UBER ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 07-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ospite ieri
del docente di architettura ed ex parlamentare ds Uberto Siola: nella sua
splendida villa di Baia, l'architetto ha organizzato un pranzo al quale hanno
partecipato tra gli altri il governatore Bassolino, il sindaco Iervolino con il
vice Santangelo, rettori delle Università campane, imprenditori e
professionisti di Napoli. A tavola anche la moglie di D'Alema, Linda Giuva.
E
walter va alla guerra del palco - angelo carotenuto
( da "Repubblica,
La" del 08-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
7 anni dopo
la folla per la prima corsa della Iervolino alle comunali. Stavolta il Pd s'è impuntato:
tornare nella piazza da cui sindaco e governatore si sono tenuti lontano a
Capodanno, dopo i fischi di Piedigrotta. Bassolino, almeno, ci aveva messo
piede coi pantaloncini corti alla maratona di aprile.
La
svolta epocale - augusto muojo ( da "Repubblica, La"
del 08-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
che prenda il
posto delle fallimentari gestioni di Bassolino e Iervolino? Insomma, una
"task force" dell'emergenza, costituita da uomini e donne al di fuori
e al di sopra degli apparati, che sappia avviare la rinascita politica e
amministrativa del territorio. Certo, la situazione è diversa da quella del
dopoguerra, che indusse la forze politiche, spinte da De Gasperi e Togliatti,
Iervolino:
"io non mi dimetto" ( da "Repubblica, La"
del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Pagina I -
Napoli Le reazioni del giorno dopo all'annuncio di Bassolino che porterà alle
elezioni regionali tra un anno Iervolino: "Io non mi dimetto" Oggi
Veltroni punta a riempire piazza del Plebiscito "Io certo non lascio.
Andare via a metà mandato e abbandonare la città senza motivo sarebbe una fuga.
Veltroni
al plebiscito bassolino giù dal palco "si apre una fase nuova" -
ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La"
del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Napoli
Veltroni al Plebiscito Bassolino giù dal palco "Si apre una fase
nuova" Iervolino: io invece non lascio Il primo cittadino "Niente
fughe dal Comune, morirò di morte naturale" OTTAVIO LUCARELLI
"Bassolino ha fatto un lavoro fantastico. A Napoli ha cambiato il volto della
città e tutto il mondo lo ha riconosciuto".
L'ultimo
capolavoro del governator Declino
( da "Avanti!"
del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
un tecnico e
grande sostenitore di Bassolino che ora si è reso autonomo e si atteggia a
futuro leader del Pd in Campania. Il governatore, però, è un osso duro. Non è
un tipo che si arrende facilmente. Resiste nella sua ridotta presidenziale. È
fiancheggiato dalla Iervolino che si è assunta il compito di proteggerlo
dall'assalto di una parte dei post-democristiani.
VELTRONI-BASSOLINO,
IL GIORNO DEL DISGELO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
"Sono
stupito che Bassolino e la Iervolino non abbiano avuto il coraggio di andarsene",
attacca il leader del Partito socialista. "Il coraggio di andar via? Io
non scappo - ribatte il sindaco - e non è neppure un bene per la Regione che
Bassolino vada via un anno prima".
Napoli
diventa capitale ( da "Opinione, L'"
del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
a Napoli e in
Campania si è sempre limitato a delegare tutto alla Iervolino e a Bassolino:
una scelta infausta, come ben sanno i cittadini napoletani e campani. Noi
vogliamo che la si smetta di raccontare barzellette sull'immondizia di
Napoli". Dal canto suo, D'Alema torna in città in compagnia dei
giornalisti stranieri, per mostrare "la realtà della Campania con i suoi
problemi,
FRATTINI
A NAPOLI: NON HA SENSO DELLE ISTITUZIONI, LE DIMISSIONI NON SI ANNUNCIANO MA SI
DANNO. CARFAGNA: VELTRONI SI VERGOGNI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
attaccare
Veltroni che ha usato parole di elogio per il gesto del governatore: "La
Iervolino disse che a Napoli il presidente Berlusconi venne a raccontare
barzellette. Fu un'uscita patetica. Se c'è qualcuno che potrebbe partecipare ad
una gara di barzellette è invece Veltroni. Difendendo Bassolino, dicendo che ha
cambiato Napoli, il segretario del Pd l'ha sparata davvero grossa.
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli Il
leader dell'Udc incontra gli industriali e i commercianti Le imprese a Casini
"Più sgravi fiscali" PATRIZIA CAPUA Sgravi fiscali, zero burocrazia,
polo fieristico, sicurezza, aeroporto internazionale. Le proposte e i bisogni
degli imprenditori e dei commercianti napoletani alla prova di Pier Ferdinando
Casini. Accompagnato dalla candidata beneventana Erminia Mazzoni, il candidato
premier dell'Udc entra a gamba tesa nei problemi di Napoli e della Campania. Al
leader del Pd Walter Veltroni si rivolge perché ottenga le
dimissioni del governatore Antonio Bassolino. "Sarebbe un bel segnale di discontinuità - dice a margine
dell'incontro con gli industriali napoletani - che Bassolino dovrebbe dare al più presto. Se poi si aggiungesse anche la
Iervolino, non sarebbe male". A Palazzo Partanna, il presidente Giovanni
Lettieri ha convocato anche la consulta delle imprese. Batte il tasto
delle privatizzazioni: "Pensate solo che a Napoli le municipalizzate
perdono 70 milioni all'anno". Casini parla di "crisi delle autorità a
tutti i livelli, e di una classe politica subalterna a camorra e mafia, che impedisce
lo sviluppo del Mezzogiorno". Il vice Bruno Scuotto si aggancia alla
cronaca, l'Expò
( da "Repubblica, La" del 03-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Premiato con una
menzione speciale da Nanni Moretti all'ultimo Festival di Torino, il documentario sulle ecomafie in Campania Biutiful cauntri di
Esmeralda Calabria oggi arriva a Barletta per un doppio appuntamento
nell'ambito della rassegna Documentalia (0883.51.02.31). Sarà la sua autrice a
raccontare al pubblico, alle 18,30 e alle 20,30 al cinema Opera di Barletta, i
crimini ambientali attraverso le immagini dei loro effetti, dalla morte
delle pecore per la diossina all'inquinamento dei campi vicini alle discariche.
Biutiful cauntri , prodotto da Lionello Cerri e firmato da Esmeralda Calabria
con Andrea d'Ambrosio e Peppe Ruggiero, è il secondo documentario proposto
dalla rassegna promossa da Arci Barletta con il cinema Opera.
( da "Giornale.it, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 81 del 2008-04-04
pagina 10 E nel tormentone Pulcinella fa rima con Mastella di Redazione
Berlino. Mentre a Napoli il leader del Pd Walter Veltroni medita sull'eventuale
incontro con "'o governatore" Antonio Bassolino,
l'immagine di Napoli sbarca in Germania, dove sta spopolando una canzone del
cantautore abruzzese Giorgio Carosone. Messa in rete dal sito internet del
Corriere d'Italia, quotidiano per gli italiani di Germania, è ormai un
tormentone di satira politica. "Cumm'è bella, cumm'è bella 'a mugliera 'e
Mastella", canta Carosone in una melodia smaccatamente partenopea tra
mandolini e chitarre. Oltre all'ex ministro della Giustizia, protagonisti della
canzonetta sono i politici di Napoli, dall'ex Dc Paolo
Cirino Pomicino al sindaco Rosa Russo Jervolino: "Dopo anne 'e Pomicino è
arrivato Bassolino, che si
è unito in matrimonio co' la Russo Iervolino". Ovviamente, gli
amministratori finiscono in questo "purgatorio" satirico per il
disastro dei rifiuti, perché Napoli, cha aspetta ancora il suo Rinascimento, si
trova sommersa da "chesta sorta 'e inquinamento". E il cielo,
il mare, la poesia e la bellezza del Golfo finiscono "in miezz'a via,
insieme a tutta stà munnezza". Con un finale di speranza: "Sarà di
nuovo bella 'a città 'e pulcinalle, tornerà ancora bella cumme 'a mugliera 'e
Mastella". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli
Esclusa il 9 aprile la presenza in piazza Plebiscito. Bassolino:
no comment Doccia fredda per il governatore non sarà sul palco con Walter
"Una battaglia difficile, ma giorno dopo giorno saliamo qualche
gradino" PATRIZIA CAPUA "Non lo so, non ho ancora letto, perciò come
è mio costume, per adesso non commento". Il governatore Antonio Bassolino liquida i giornalisti e s'infila nell'auto scuro
in volto. Un'agenzia Ansa da Roma dice che accanto a Walter Veltroni sul palco,
il 9 aprile a Napoli in piazza del Plebiscito, ci saranno il capolista in
Campania 1 Massimo D'Alema, al quale proprio Veltroni ha chiesto l'impegno elettorale
a causa dell'emergenza rifiuti, e il capolista al Senato, Marco Follini. La
scelta di far salire sul palco solo i capilista, nelle 4 città scelte per
l'ultimo appello elettorale, risolverebbe il dilemma sulla
presenza di Bassolino. Il
governatore non vuole nemmeno replicare a Berlusconi che alla vigilia della sua
venuta a Napoli, ha annunciato: "Libererò la Campania dai rifiuti e da Bassolino che con la Iervolino e Prodi
ha fatto soltanto danni". Bassolino taglia corto: "Lo ascolto, gli risponderà prima di tutto
Veltroni, candidato premier come lui". Ma Berlusconi, insiste un
cronista, promette di risolvere tutti i problemi di Napoli. Il leader del Pdl
dice: "Prendo una casa qui". "E l'ha presa?" ironizza Bassolino. Il presidente della Regione è a Barra, periferia
post-industriale di Napoli, ora in balìa della prepotenza camorristica del clan
Aprea. Parla della campagna elettorale in corso. Palestra della scuola media
Rodinò, in via Mastellone, scuola aperta di pomeriggio, stretta tra i
famigerati bipiani della ricostruzione. Il quartiere c'è, giovani e anziani, ex
operai della Cirio e di altre industrie conserviere emigrate, e dell'Alfa Sud
di Pomigliano. Precari. In forze è arrivato anche il popolo della sanità
campana, manager e direttori sanitari. Accanto a Bassolino,
con Alfonsina De Felice, neo incaricata alle Politiche sociali, c'è il potente
assessore Angelo Montemarano. Sul maxi schermo sfila un video sull'efficienza
delle strutture sanitarie in Campania, troppo perfette per essere vere, tanto
che sembra più che altro un surreale viaggio "second life".
Manifestazione promossa dalle donne del giornale "Filo di Perle" e
della cooperativa "Un pomeriggio di primavera" che nella Rodinò,
eletta a presidio democratico, ha attrezzato laboratori di pittura, tessitura e
lavorazione di preziosi. Con l'aiuto di artisti come Vittorio Avella. Dodici
donne, alcune che a 35 anni sono già nonne, separate, o con i mariti in
carcere. Che dialogano con le immigrate palestinesi e albanesi, e con il
ministro delle Politiche sociali francese Fadela Amara, sulla ghettizzazione
delle periferie. Campagna elettorale "curiosa", dice Bassolino, "come se non ci fosse. Una battaglia
difficile, ma giorno dopo giorno saliamo qualche gradino, ognuno dando il
proprio contributo". Il nostro impegno, sottolinea, "è rafforzare e
rinnovare le istituzioni locali. E il governo del Paese. Rinnovare per andare
avanti, non per tornare indietro, per non consegnare questa realtà a forze di
destra che in tutti questi anni non hanno mai dimostrato di sapersi porre come
forza di governo". Invoca l'orgoglio. Del resto, sottolinea, "cosa
sarebbe successo nelle scorse settimane se anche sotto l'urto e l'onda avessi
detto "e va bene basta"? Cosa sarebbe successo con la programmazione
di fondi europei, con gli investimenti per i termovalorizzatori, nella sanità,
nella campagna elettorale? Abbiamo fatto la scelta più difficile ma quella più
giusta e doverosa e quella che più mette in primo piano gli interessi dei
nostri cittadini".
( da "Liberazione" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Franco Giordano Non
si tratta di "arretratezza", come tende ad accreditare un'
interessata retorica. E' l'esatto contrario: è il frutto avvelenato della
"modernizzazione senza modernità", per dirla con Gramsci. E' la
logica del puntare tutto sulla competitività di prezzo invece che sulla
qualità, sulla innovazione e sulla ricerca. E' il tributo da pagare alla
rincorsa della forza lavoro e dell'ambiente ai prezzi più bassi. Vengono al
pettine nodi culturali e strategici irrisolti, come quella cultura e quell'idea
infondata che prevedeva lo sviluppo del sud attraverso la costruzione di
"isole" di lavoro a basso costo (contratti d'area, patti
territoriali?) sperando in un propagazione di questo effetto competitivo. Oggi
occorre impostare un'alternativa economica in grado di rimettere in discussione
dalle fondamenta quel tipo di impostazione. L'alternativa è la incentivazzione
dell'autonoma vocazione produttiva sia sul terreno di un'agricoltura di qualità
che in quello di un tessuto industriale compatibile con l'ambiente. E'
l'investimento sulle fonti rinnovabili, su prodotti meno energivori, sulla
modifica degli stili di vita, sulla valorizzazione delle risorse di memoria e
di natura. E' in questo quadro che può essere reinventato uno spazio pubblico
in economia, in grado di fare scelte a redditività differita, di
"seminare" oggi per raccogliere stabilmente domani. Non è
l'inseguimento di un modello perequativo del nord e delle sue contraddizioni
dunque il nostro obiettivo. Ed è in questo groviglio di modernizzazione e
finanziarizzazione che si sono sviluppate le nuove mafie, come una tenia che
logora dall'interno ogni possibilità di riscatto. Non c'è possibilità di
prospettare alternative economiche e di vita se non ci si mette in sintonia con
quel potente bisogno di liberazione dalla criminalità organizzata che pervade
tanta parte della società meridionale. In questo la nostra scelta di campo è
netta. Solo una politica di trasformazione si può cimentare coerentemente con
questa necessità, può contrastare l'intreccio tra criminalità, impresa ed
istituzioni che spesso segna il controllo di interi territori. Se ci si dispone
a ottenere il consenso per il governo a prescindere da un progetto di mutamento
sociale ed economico diventa inevitabile venire a patti con le forme di
intermediazione del consenso di volta in volta attivate dai potentati di turno.
La questione morale acquista dunque una immediata, diretta, visibile valenza
politica. Se scegli il modello delle grandi opere ti traini dietro
inevitabilmente un nefasto corredo: distruttivo impatto sull'ambiente,
drammatica devastazione dell'armonia del paesaggio, lavori dequalificati,
precari e per definizione transitori, relazioni ambigue tra i poteri forti
ufficiali e quelli illegali. Se al contrario scegli la permanente messa in
sicurezza del territorio investi sulla formazione, sulla tutela e ti rivolgi a
quei soggetti che, a viso aperto, contrastano
coraggiosamente le mafie e le ecomafie. Sono due idee opposte. Spesso per
finanziare imprese che hanno abbandonato dopo un po', con una logica da mordi e
fuggi, il sud, si sono distrutte ingenti risorse economiche. Noi chiediamo un
salario sociale per i giovani disoccupati, fino a che non trovino un lavoro a
tempo indeterminato. Perché se si finanzia così improvvidamente
l'impresa quelle risorse sono sempre e comunque considerate produttive e se
invece si volgono a favore dei disoccupati diventano improduttive? Nel
Mezzogiorno ci sono energie straordinarie che hanno bisogno solo di essere
attivate. Si sono moltiplicati segnali di una nuova primavera. La grande e
gioiosa manifestazione di Bari, il dilagare di associazioni come
"Libera", l'adesione coraggiosa ed entusiasta di centinaia di
migliaia di giovani alle iniziative antimafia ci dicono che oggi è possibile
una svolta politico-culturale. Ed è su questo che vogliamo investire per
costruire una sinistra nuova. Essa o è mediterranea o non è. Una sinistra in
grado di contrastare l'etnocentrismo dilagante e lo scontro di civiltà per
valorizzare le culture che si affacciano sulle due sponde del "mare
nostrum", contrastando le politiche securitarie, fondate sulla costruzione
sistematica del nemico, che accompagnano il processo di valorizzazione del
capitale. E' in questo contesto che si gioca infatti la partita tra il vecchio pensiero
economico separatista e segregazionista e una nuova cultura: diversa, in cui
donne e uomini rimangono padroni del proprio tempo, del proprio spazio
geografico e sociale, della propria esistenza. E' la fondazione di un nuovo
spazio critico: non confine, non luogo di separazione. Lo spazio di nuove forme
di ibridazione culturale che preveda, come spesso ci ricorda il sociologo
Franco Cassano, il riconoscimento culturale dell'altro, del diverso da sé, la
rimozione di tutte le asimmetrie, una nuova sintesi tra terra e mare, ovvero
tra la sicurezza antica dell'identità e la libertà degli individui. E' la sfida
di un nuovo pensiero critico che deve coniugare il valore forte
dell'uguaglianza con il riconoscimento delle differenze e l'esaltazione della
libertà. Un'uguaglianza sfidata dalla nuova composizione sociale e dal pensiero
della differenza di genere. Una libertà intesa come grande leva di liberazione
da ogni forma di asservimento e da ogni bisogno indotto. Si tratta di costruire
una nuova dialettica, tale da produrre sia "figure inedite" che un
pensiero capace di ridisegnare un'alternativa di società. Io credo che questa
disposizione culturale e questa ricerca innovativa possano trovare nel sud,
terra di antico meticciato culturale, il terreno più fertile. Si apre una nuova
stagione di diritti e di desideri. Una bella parola alla cui radice,
nell'etimologia latina, ne figurava una altrettanto bella: stella. E le stelle,
come si sa, al sud si vedono meglio. 04/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
BREVIARIO "Voto
utile o il Senato sarà a rischio" Berlusconi contro l'Udc. "Va bloccato
il turn over nella pubblica amministrazione" GIANLUCA LUZI ROMA -
Berlusconi lancia un nuovo appello al "voto utile" agli elettori di
centrodestra perché evitino il rischio di un "frazionamento",
soprattutto al Senato, a favore di "forze minori che non hanno avuto alcun
effetto positivo per l'Italia e che sono stati un puro fatto di sopravvivenza
per singoli leader". E' sempre l'Udc di Casini il chiodo fisso del
Cavaliere in questa campagna elettorale: "Non potrà mai farcela a superare
la soglia di sbarramento e ogni voto disperso è un regalo a Veltroni",
spiega puntigliosamente in ogni comizio. E "se al Senato non si potrà
disporre di una maggioranza vasta - avverte - non si potranno prendere le
decisioni necessarie e in profondità per cambiare l'architettura istituzionale
e il sistema statuale", per esempio "il blocco del turn-over nella
pubblica amministrazione. Chi va a casa non sia automaticamente sostituito da
un nuovo assunto". In caso di ritorno a Palazzo Chigi il leader del Pdl
non vuole trovarsi nella stessa situazione del suo precedente governo in cui
"ho realizzato solo l'85% del programma, perchè nel Consiglio dei ministri
Buttiglione faceva il "signor no"". La colpa quindi è dei
"partiti minori che, guardando al loro egoistico interesse, non ce l'hanno
fatto fare". Casini ha attaccato Berlusconi per la frase sull'evasione
fiscale "un po' giustificata" dal peso eccessivo del fisco. Ma il
leader pdl nega di averla detta in questi termini e di essere stato
"impiccato a una frase". Berlusconi sostiene di aver detto che
"laddove l'aliquota massima è al 33% ciò produce un aumento delle entrate
dell'erario", mentre quando la soglia è molto più alta "ciò scatena
una voglia di elusione ed evasione, non ho detto che la giustifica".
Berlusconi si lamenta che "me ne fanno una al giorno. Ma sopravvivrò anche
alla stampa". Con una citazione di Baudelaire, "se bisognasse
reinventare la modernità, non dovremmo reinventare i giornalisti...", il
Cavaliere si rivolge direttamente ai media: "Vedo molti giornalisti
contenti di diventare disoccupati. Ahimè, non capiterà. Ho il difetto -
conclude - che con l'età sono diventato assolutamente sincero. Ma forse c'è una
parte di verità in quello che dice qualcuno, secondo il quale lo faccio perchè
non mi ricordo più tutte le bugie che ho detto...". Ma non solo i
giornalisti italiani gliene fanno "una al giorno". Anche l'Economist
continua a giudicarlo unfit, "inadatto" a governare l'Italia.
"Dall'Economist provengono solo bugie, nessuna verità su di me e sul mio
gruppo", replica Berlusconi che non sa spiegarsi l'"accanimento"
e ricorda: "Siamo anche in causa con questo settimanale". Incurante
del giudizio del settimanale britannico, Berlusconi si dice pronto a tornare a
Palazzo Chigi nonostante "davanti non c'è mai stata una situazione così
difficile" e dunque "la croce che dovrò portare non è mai stata così
pesante". Berlusconi resta convinto di essere indispensabile anche nel
centrodestra: "Purtroppo ancora non si è trovato un mio sostituto che
possa tenere insieme tutti i moderati, i liberali, i cattolici, i laici e i
riformisti che costituiscono il Popolo delle Libertà. Sono, in una parola,
ancora infungibile". Oggi Berlusconi sarà a Napoli. "Libererò
la Campania dai rifiuti e da Bassolino che con la Iervolino e Prodi ha fatto soltanto danni",
annuncia il candidato premier del Pdl. Dopo aver attaccato "il lungo
silenzio di Veltroni sui rifiuti e su Bassolino", Berlusconi ammette che sul problema "risalire la
china sarà durissimo". Quanto al commissario straordinario De
Gennaro "ha fatto più di Bassolino e della
Iervolino messi insieme. Ne terremo conto".
( da "Manifesto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Campania Il Pd
ritenta: al voto senza Bassolino Il governatore
Dimissioni prima del 13? Chi lo conosce risponde: impossibile. L'uscita di
scena ci sarà, ma il dubbio è sui tempi Francesca Pilla Napoli Riparte il
pressing dimissioni su Antonio Bassolino? Il Pd
smentisce. Il presidente della Campania al massimo potrebbe anticipare lo
scioglimento della giunta e portare i cittadini alle elezioni in novembre.
Niente coupe de scene dell'ultima ora dunque. Eppure quando ormai sembrava
assodato che la questione sarebbe stata dibattuta a scrutinio avvenuto, anche
per dare la possibilità al presidente di fare la sua campagna per le europee
(sempre più in forse), qualcosa nel Partito democratico si muove. Walter
Veltroni ha riaperto il caso e ha riparlato, a più riprese, della necessità di
"una nuova stagione". Perché? Speranza di uno "scoop"
elettorale o impossibilità di rendere plausibile la scelta di Bassolino agli occhi degli elettori? Nel partito in affanno
per accorciare le distanze, sanno che se il governatore annunciasse le sue
dimissioni prima del voto potrebbe spostare l'ago della bilancia. Il suo ritiro
sarebbe quella "trovata" in grado di spostare qualche migliaio di
voti sia al nord sia in Campania. Per questo Silvio Berlusconi ha anche
organizzato 1500 difensori del voto, allenati con un cd "istruttivo".
Dopo l'Alitalia, l'immondizia della Campania è, infatti, l'argomento hit della
campagna Pdl, nonché il nervo più scoperto di Veltroni. Ancora ieri Berlusconi
dichiarava, al quotidiano napoletano Il mattino, come
anteprima del comizio odierno in piazza Plescito: "Mi ha colpito il lungo
silenzio di Veltroni sui rifiuti e su Bassolino; se avesse voluto rendersi davvero credibile come leader e come
candidato premier, aveva una chance formidabile e cioè imporgli le
dimissioni". Oggi a Napoli si aspettano il solito one man show del
"vi libererò da Bassolino, Iervolino e Pecoraro". Ma se dopo una settimana il
governatore si dimettesse "in diretta" dal palco di Veltroni in
questa stessa piazza il 9 aprile, il colpo sarebbe ineguagliabile. E a Silvio
Berlusconi non basterebbe mangiare un quintale di mozzarelle, come ha fatto
ancora ieri, rifiutando la mortadella, in una gag tragicomica alla Coldiretti
di Roma. Chi lo conosce replica: impossibile, Bassolino
non lo farebbe mai. Chi l'ha visto alla conferenza stampa di Teatro festival
Italia conferma: è fantapolitica. Nel Castel dell'Ovo il governatore, infatti,
ha frainteso la domanda di un rappresentate spagnolo che gli chiedeva della
vittoria del centro destra in Campania e ha fatto una scenata: "Qui si è
già votato e ha vinto chi ha vinto". Era sabato. Dopo Bassolino
ha dovuto incassare le nuove dichiarazioni di Veltroni, nonché l'attacco
arrivato perfino da Famiglia Cristiana che per il caso rifiuti ha spedito la
regione nel medioevo facendola retrocedere dal "rinascimento"
bassoliniano degli anni '90. Da parte sua Bassolino ha
già dovuto cedere in questa settimana, se non altro in orgoglio. Ha abbracciato
i suoi acerrimi nemici e ha abbassato la testa nel confronto con Vincenzo De
Luca e Luigi Nicolais, lasciando Massimo D'Alema a fargli da
"copertura" diplomatica. Quindi si è seduto al fianco del sindaco di
Salerno per firmare l'accordo "finale" sui fondi per l'inceneritore
provinciale. Ha stretto la mano al ministro uscente, dopo oltre tre mesi di
gelo. Ha parlato alla tv tedesca della sua esperienza politica come se fosse
già in pensione con frasi del tipo "ho dato tanto" e "favorirò
il ricambio generazionale". Che vuole uscire di scena e spianare il
terreno a Nicolais o De Luca, con D'Alema da mediatore, l'hanno capito anche le
pietre. Ma sono i tempi che possono fare la differenza.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 04-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pdl, il doppio
attacco di Berlusconi e Fini SALVO SAPIO La guerra dei numeri si scatenerà poco
dopo la fine del doppio comizio di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini in
piazza del Plebiscito. L'obiettivo dichiarato degli organizzatori è superare le
50mila presenze del 12 luglio quando a Napoli fu presente solo il presidente di
Forza Italia. Appena terminato l'appuntamento (con inizio alle 17, con
parentesi musicale affidata a Guido Lembo) si inizierà a contare i presenti, si
misurerà la distanza del palco (montato con le spalle alla basilica di San
Francesco da Paola) dal centro della piazza, si indulgerà su gadget quali le
mutande contro le tasse di Prodi. Evento centrale della campagna elettorale del
Pdl, il doppio comizio è atteso per l'attacco frontale che sarà sferrato da
Fini e Berlusconi a Bassolino e al Pd. Il candidato
premier del Pdl, in questi giorni e nell'intervista rilasciata al Mattino, ha
più volte ribadito di ritenere prioritaria la risoluzione della questione
rifiuti. "Se non la risolverò in due mesi - ha dichiarato - mi sentirò
responsabile di quei rifiuti". "Come ha detto Berlusconi - spiega
Mario Landolfi, coordinatore regionale di An - dopo aver vinto le elezioni, nel
giro di pochi mesi risolveremo l'emergenza rifiuti. Per questo motivo
delegheremo un sottosegretario all'emergenza rifiuti, perché è un problema che
andrà seguito ventiquattro ore su ventiquattro fino a quando non verrà risolto.
Occorre avviare il ciclo industriale dei rifiuti, rimuovendo gli ostacoli che
impediscono l'avvio dei termovalorizzatori, rimettendo a posto i Cdr che
attualmente non funzionano bene, facendo così in modo che anche in Campania i
rifiuti producano ricchezza come avviene nel resto d'Italia". Per
rilanciare l'immagine dell'Italia, Landolfi ha assicurato che il nuovo governo
"inserirà Napoli in una vetrina internazionale. Ma nel modo del
centrodestra: con la verità e la forza dei fatti". Ma il tema politico
centrale sarà l'attacco a Bassolino. Argomento
rilanciato ieri da Paolo Russo e Nicola Cosentino: "In Campania si voti
due volte: contro Walter Veltroni e contro il governatore Antonio Bassolino". L'incontro, voluto e promosso
dall'eurodeputato di Forza Italia e del Ppe Riccardo Ventre, ha visto la
partecipazione di Ermanno Russo (Presidente commissione speciale di controllo
sulle politiche giovanili, disagio sociale ed occupazione della Regione) e di
rappresentanti delle professioni, dell'imprenditoria, dell'università e della
politica locale. "I danni alla filiera turistica e agro-alimentare erano
prevedibili - ha ribadito Paolo Russo - l'immagine dell'Italia va in frantumi
ogni giorno davanti alle speculazioni degli altri Stati, che hanno trovato il
modo più comodo per farci concorrenza". "In Campania si gioca una
partita doppia - ha concluso Nicola Cosentino - la sinistra non vorrebbe che questa tornata elettorale si trasformasse in un referendum su
malgoverno di Bassolino e
della Iervolino, ma è giusto che sia così. Ecco perché chiediamo ai cittadini
di questa regione due voti e non uno. Un voto contro il Pd di Veltroni e uno
contro Bassolino". Sul
palco del Plebiscito parola solo ai due leader, ma in tanti coglieranno
l'occasione per sottoporre le proprie istanze. "Le donne della
Campania - afferma la coordinatrice per la Campania delle Donne Azzurre,
Clorinda Boccia Burattino - indipendentemente dal ruolo e dalla professione che
quotidianamente sono chiamate a svolgere, chiedono che sia restituita loro la
dignità che spetta a qualsiasi cittadino di un paese civile". E in città
ci sarà anche Santo Versace, lo stilista candidato dal Pdl in Calabria.
( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli
La promessa di Berlusconi "Consiglio dei ministri a Napoli" Il
Cavaliere: in due mesi risolverò l'emergenza rifiuti Fini: "Il 13 e il 14
aprile ci sarà l'avviso di sfratto per Bassolino"
"Il mio posto di lavoro sarà qui finché non si tornerà alla normalità"
OTTAVIO LUCARELLI "prendo davanti a voi un impegno. Sarò qui a lavorare
per Napoli e la Campania e il primo Consiglio dei ministri si terrà nel Palazzo
Reale di Napoli. Il posto di lavoro del presidente del Consiglio resterà qui
finché non sarà concretamente avviata la soluzione per il ritorno di Napoli e
della Campania alla normalità". è l'impegno di Silvio Berlusconi davanti
ad alcune migliaia di persone arrivate in piazza del Plebiscito da diverse aree
della regione ma soprattutto dalla provincia di Caserta. Sul palco Berlusconi e
Gianfranco Fini parlano in serata dopo il violento acquazzone e dopo aver
incontrato in un albergo del lungomare i candidati alle politiche e alle
comunali oltre a una delegazione di ex Udeur, compreso il cognato di Mastella Pasquale
Giuditta, che ha deciso di sostenere il Pdl nell'ultima settimana di campagna
elettorale. "Non dico - aggiunge Berlusconi - che risolverò il problema in
due mesi. Dico solo che dopo due mesi, se non ci saranno segni evidenti di una
soluzione concreta, la responsabilità comincerà ad essere anche mia".
"La Costituzione - spiega il leader Pdl - consente di portare il Consiglio
dei ministri occasionalmente altrove e al presidente del Consiglio di eleggere
come luogo di lavoro un'altra sede e, dunque, avrò una sede operativa nella
prefettura di Napoli dove mi interesserò direttamente e personalmente di
risolvere il problema dei rifiuti. Ho fatto un'indagine e un uomo delle
istituzioni come Gianni Letta ha preparato una relazione scritta. è
assolutamente possibile. Avrò qui una sede operativa e mi interesserò di
avviare questo problema a soluzione fino a quando l'immagine di Napoli non sarà
ripulita". Parla un'ora dal palco Silvio Berlusconi: "Ho sofferto
come e più di voi per la tragedia dei rifiuti. Le tv di tutto il mondo
dipingevano una Italy under trash, un'Italia sotto la spazzatura.
Nell'immaginario del mondo il nostro non è più il paese della bellezza, ma il
paese che non è riuscito neppure a smaltire i suoi rifiuti. Non solo. Anche
l'emergenza diossina che ha colpito la produzione della mozzarella di bufala è
stata gestita in maniera folle. Chi ha gestito il caso ha gettato il rischio su
tutta la produzione di questo elemento importante che fa parte della nostra
economia e dell'economia della vostra regione. Poi si vede che alla fine
c'erano solo tre aziende e invece hanno rovinato il mercato della mozzarella
per tutti". Un impegno con la città e, a ruota, le accuse alla classe
dirigente locale. "Napoli e la Campania - annuncia il leader del Pdl - questa
volta saranno dalla parte della libertà. Mi rifiuto di pensare che i cittadini,
dopo il malgoverno di cui sono testimoni, possano ancora dare fiducia e
responsabilità alla sinistra che ha dimostrato a Napoli e in Campania di non
saper governare". Duro sul presidente della Regione: "Il Partito
democratico ha candidato qui un certo Massimo D'Alema per coprire l'immagine di Bassolino". Ironico sul sindaco Rosa Russo Iervolino: "Pensavo
che i napoletani non la eleggessero perché, così amanti della musica, ero certo
che avessero un orecchio fine. E anche l'orecchio vuole la sua parte".
Berlusconi prende posizione sulla camorra: "La sinistra a Napoli e in
Campania resta lì nelle sue posizioni di potere. Bassolino
non intende dimettersi e Walter Veltroni insiste a dire che noi nei nostri
incontri non abbiamo fatto i nomi della mafia e della camorra. Devono
vergognarsi perché metà dei consiglieri regionali qui sono indagati e purtroppo
in Campania c'è il record dei consigli comunali sciolti per camorra". Quindi
alterna barzellette e gaffes. Una clamorosa: "Veltroni ci ha fatto credere
che il cambiamento a sinistra era possibile, che lui era stato folgorato sulla
via per Damasco come San Pietro". Scambiando, appunto, San Pietro con San
Paolo. Parla invece solo dieci minuti Gianfranco Fini, senza barzellette e
senza gaffes: "Il voto del 13 e del 14 aprile non sarà soltanto lo sfratto
esecutivo di Prodi da Palazzo Chigi ma anche l'avviso di sfratto per Bassolino". In mattinata a Benevento Fini aveva
affrontato il nodo rifiuti: "Ho stima per il commissario Gianni De
Gennaro, ma il suo è un mandato a termine e così deve rimanere. Il suo lavoro,
che secondo me è stato positivo, finirà. Il problema dei rifiuti non può
continuare ad essere gestito con i commissariamenti straordinari".
Anticipando dunque l'impegno serale di Berlusconi. Sarà lui direttamente, se
eletto premier, a risolvere la crisi rifiuti lavorando in piazza del Plebiscito
tra la prefettura e Palazzo Reale.
( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
I telefonini La gaffe La sofferenza I capricci "Oj Silvio, oj Silvio
mio..." ma non è un Plebiscito Duecento pullman, tutti da altre province I
giovani del Pd scattano foto dai telefonini per informare Veltroni: non c'è
nessuno... Siamo più di 70 mila, ma i sindaci si guardano smarriti E l'impianto
acustico fa i capricci Ho sofferto come e più di voi per la tragedia della
spazzatura. Le televisioni di tutto il mondo dipingevano un'Italia sotto i
rifiuti Veltroni ci ha fatto credere che il cambiamento a sinistra era
possibile, che lui era folgorato per la via di Damasco come San Pietro ANGELO
CAROTENUTO è come scambiare il pubblico di Milan-Arsenal con quello di
Napoli-Chieti. "Siamo 70mila persone". Anzi no. "Siamo
75mila", la sparano lì gli organizzatori. Solo che pare una folla da
partita di serie C1, tutta compressa nel recinto che il Pdl ha ritagliato
dentro il Plebiscito. Metà piazza è vuota alle spalle del palco, piazzato
giusto al centro. Motivi di sicurezza, dicono. Una fila di transenne spezza
l'accesso dal versante di Santa Lucia. I gazebo dove si distribuiscono
fac-simile di scheda elettorale, gadget e magliette, segano un'altra area sotto
Palazzo Reale. Molti vanno a ripararsi lì sotto. "Siamo pochi, eh?",
si guardano smarriti consiglieri comunali e regionali, amministratori vari di
centrodestra, i sindaci di Terzigno e Volla, con il candidato sindaco di
Casoria che riesce a trovarsi al momento giusto sul percorso di Berlusconi, gli
taglia la strada, lo ferma, lo abbraccia, e poi scopre che la macchina
fotografica non era carica. Duecento pullman parcheggiati tra porto, lungomare
e Molosiglio. Gli altri 400 annunciati saranno in garage. Più che un popolo
della libertà, pare una ciurma. C'è poca Napoli. "Diciamo che è colpa
della pioggia?". Effetto liste. Gli esclusi ci sono, il loro mondo no. C'è
molta provincia e dintorni: lo dicono i cartelli. Santa Maria a Vico, Casola,
San Potito Sannitico. Da Ailano vengono con la banda del paese, "come a
luglio scorso - dice Covelli, il maestro che dirige - quando ogni tanto ci
chiedevano una marcetta per riempire i vuoti, ma stavolta non facciamo il juke
box". Calitri, Angri, Trentola, il paese in cui è andato Veltroni e da
dove arrivano con l'immagine di un Silvio che schiaccia un diavolo. In Sicilia,
solo pochi giorni fa, un paio di dirigenti locali sono saltati per il flop di
una manifestazione di Gianfranco Fini. Così, prima di finire sotto accusa,
Paolo Russo si affretta a fare il bilancio di quella che lui ha visto come
"la più grande manifestazione nella storia dei partiti politici italiani,
possibile grazie all'organizzazione predisposta dal Pdl". Caldoro si ferma
al "grande entusiasmo". è un'organizzazione che dinanzi alle cattive
previsioni meteo, monta un palco scoperto. L'impianto acustico non si spinge
fino a piazza Trieste e Trento, dove i passanti non possono cogliere la grande
novità che Berlusconi aveva promesso. Non arriva dal discorso. Dove parla di
rifiuti, e vabbè. Dell'avviso di sfratto a Bassolino, aveva già detto. Dei brogli,
pure. La gag sulla voce della Iervolino è vecchia. La storia dei comunisti, non
ne parliamo. La vera svolta che Silvio Berlusconi offre dal palco del
Plebiscito, sta nell'addio alla chitarra di Mariano Apicella e l'apertura a
Guido Lembo. Un'era che si chiude, il nuovo che avanza. Lembo sa come
ripagare. Oj vita mia diventa "Oj Silvio, oj Silvio mio". Ride. Gli
pare una bella invenzione. "Battete le mani. Tutti. Su le mani".
Bravo, e l'ombrello? Arriva la Mussolini, e allora canta "'a cchiù bbella
'e tutt'e bbelle". è una platea di molti coetanei, quella che si trova
davanti Silvio Berlusconi, 72 anni,
( da "Unita, L'" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
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l'edizione del Berlusconi non vuole perdere Grida al broglio, piazza semivuota
di Natalia Lombardo inviata a Napoli SILVIO BERLUSCONI avvelena la campagna
elettorale: dà per certa la vittoria del Pdl ed esclude il pareggio al Senato
"se non ci saranno brogli". Supportato da Il Giornale anticipa il
teorema per cui una sconfitta o la mancanza della maggioranza al Senato sarebbe
dovuta a brogli sulle schede, contro i quali mobilita pure i napoletani ad
arruolarsi nell'"esercito dei 120mila difensori" nelle urne. Si sente
già presidente del Consiglio, il leader del Pdl, tanto da proclamare in una
piazza del Plebiscito che si aspettava stracoma e invece era piena per meno di
un quarto, che "il primo consiglio dei ministri si terrà a Napoli, e il
governo avrà sede qui finché non saranno risolti i problemi della
Campania". La Costituzione lo permette, dice, e ha già deciso la sede:
Palazzo Reale, dove si svolse il G7 nel '94, (quando gli arrivò l'avviso di
garanzia). Attenzione, però, Silvio toglierà pure l'Ici sulla prima casa nel
primo Cdm, ma mette le mani avanti: "Ci saranno provvedimenti duri e
impopolari". Senza curarsi del silenzio stampa, Berlusconi insiste nel
dire che "tutti i sondaggi ci danno fra l'8 e il 10%", quindi
maschera i dubbi così: "Dovremmo raggiungere la vittoria sia alla Camera e
al Senato, se non ci saranno brogli". Il quotidiano di famiglia correda la
tesi con dei calcoli sulle schede bianche, e l'ex premier dal palco insegna:
piuttosto annullate la scheda con un segno. Uno schiaffo alla democrazia,
quindi, e al voto popolare che pure ha decantato, alla Bossi, per evitare un
governo tecnico. Con lo stesso disprezzo insiste nell'attaccare le istituzioni:
il Quirinale con Ciampi per la legge elettorale non adeguata al Senato. E
ripete che "ci sono molte cose da fare con un governo che avrà contro
molto del sistema istituzionale". Se non "mi fanno cambiare l'Italia
me ne vado a casa, non faccio il passacarte", avvisa. In contraddizione,
si dice disponibile "al dialogo con il Pd" sulle riforme, "Ma
non con una supina accettazione di diktat". Però rettifica se stesso:
"Chi vota a sinistra non è un coglione ma è in buona fede". Con la
stessa veemenza, sul palco Berlusconi tintinna manette sulle intercettazioni
telefoniche: ammesse solo quelle per terrorismo e criminalità organizzata, per
il resto una delle prime leggi sarà feroce contro pm e giornalisti: "5
anni di galera a chi le ordina, 5 per chi le fa, 5 per chi le propone e multe
salatissime per chi le pubblica". Continua a spendersi per il voto utile
da non dare all'Udc e a Storace. Alessandra Mussolini è in piazza, e canta una
parodia anti Iervolino. La tappa di Napoli insieme a Fini è quasi un flop:
piove e la piazza è semivuota, Fini parla di patria senza animare le fiamme,
Silvio parla (e traduce) dell'immagine di una ""taly under
trash" ma in giro non si vede un sacchetto di mondezza. Solo rimasugli del
comizio. Attacca il Governatore ma anche il sindaco
Iervolino pur votata dai napoletani musicofili "Bassolino non intende dimettersi e Veltroni dice che noi non abbiamo mai
fatto il nome della mafia e della camorra. Devono vergognarsi perché metà dei
consiglieri regionali a Napoli sono indagati e purtroppo in Campania c'è il
record dei consigli comunali sciolti per infiltrazioni della camorra".
E accusa il governo Prodi di "gestione folle" per non aver fatto
"indagini riservate" sulle bufale alla diossina. Berlusconi sbeffeggia
il leader del Pd, lo chiama "Walterino sette destrezze" sulla
falsariga del film di Lina Wertmuller "Pasqualino sette bellezze";
cambia lo slogan: "Se po' fa? Direi se po' beffà"; insiste su Rutelli
e Franceschini che "fanno politica da trent'anni". Fini, dietro il
palco, ammette che lui la fa da 33. Silvio scivola sulle gaffes: vede Veltroni
"folgorato come San Pietro sulla via di Damasco", invece che San
Paolo. Poi si vanta di aver scritto una lettera a Gugliemo Petroni, scrittore
della Resistenza per invitarlo a votare Pdl. Ma è morto nel 1993.
( da "Manifesto, Il" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Berlusconi a Napoli
non fa il pieno. Promette che ai rifiuti penserà lui, riunendo il consiglio dei
ministri nel capoluogo campano. Ma non è più tempo di miracoli: "I nostri
primi provvedimenti saranno duri e impopolari" Un Silvio poco pop alla
sfida campana Confronto a distanza con Veltroni, che a Caserta difende Bassolino. E il Cavaliere rilancia: "Devono
vergognarsi" Francesca Pilla Napoli Il palco del Plebiscito è stato
montato a tre quarti della piazza, come nel 2006, perché tra la Basilica di San
Francesco e il palazzo Reale ci possono stare fino a 180 mila persone. Troppe.
Anche se questa volta Silvio Berlusconi arriva in trionfo nella Napoli sommersa
dalla spazzatura, non sarebbe stato il caso di rischiare con Veltroni a poche
decine di chilometri, a Caserta prima, Salerno e Avellino dopo. Se il Pd
riempie e il centrodestra fa flop a casa di un Bassolino
alle corde, è la fine. Senza dimenticare che Valter arriverà in questa stessa
piazza tra cinque giorni e in una regione che si vuole scippare ai "democratici",
il palcometro potrebbe contare più di cento sondaggi. Una scelta che paga
perché alla fine qualche migliaio di persone con ombrelli e bandiere sembrano
una folla, un "plebiscito". Ma non basta. Sarà la pioggia, il vento
gelido, ma non c'è il tripudio atteso. Anzi. Giovani hostess sotto l'acqua in
imbarazzo, giornali distribuiti al posto di volantini (tra cui la Discussione,
fondato da Alcide De Gasperi) finiscono spugnati nelle pozzanghere o a fare da
copricapo a signore impettite. I disoccupati di Lavoro e dignità, che si dicono
apolitici, fanno una mini-contestazione arrampicati sul balcone del palazzo
Reale. Nessuno se li fila e un ragazzo con la bandiera di Forza Italia
attorcigliata al collo urla: "Buttatevi". I pochi gadget, le magliette
del Pdl e i cappelli, vanno esauriti un'ora prima dell'arrivo di Silvio. Pochi
anche i ragazzi di Azione giovane vestiti di nero - che ridono
dell'interpretazione di Alessandra Mussolini, candidata in un posto sicuro a
Montecitorio. Che poteva risparmiarsi di duettare con Guido Lembo, il sostituto
caprese di Apicella, e cantare A tazza 'e caffè. Insomma quasi un disastro.
Nonostante la schiera di bus-vela a fare da cornice alla piazza. Nonostante il
solito slogan che cambia di città in città e che questa volta è "Rialzati
Campania". Nonostante il partito abbia chiamato a raccolta base e
dirigenza con decine di pullman, treni, navi e tante macchine blu. Non ci sono
nemmeno i supporter da stadio dei quartieri spagnoli. Una tristezza, con il
mago Gabriel a distribuire biglietti da visita perché lui in vico Petraio di
San Felice a Cancello garantisce "legamenti e ritorni d'amore". Così
quando parte l'inno di Mameli è quasi una botta di vita. Il leader venti minuti
dopo l'orario previsto è sul palco con la prima gaffe: "Lascio la parola a
uno che non mi è tanto simpatico perché sta alla mia sinistra". E'
Gianfranco Fini che si fa scuro in volto. Berlusconi tenta di correggersi e
sbaglia nuovamente: "Sì ma alla vostra destra... rispetto al palco".
Fini parla, parla, ma le persone applaudono solo quando offende il
centrosinistra. Non va tanto bene e dopo una mezz'ora chiama quello che
definisce "il nuovo premier". E il momento di Silvio, il suo show
sembra una copia di quello di due anni fa. Nel 2006 doveva trovare casa a
Napoli, ora promette che ci resterà finché l'emergenza rifiuti non sarà risolta
e qui riunirà anche il consiglio dei ministri. Allora aveva
attaccato la Iervolino per la sua voce, questa volta pure. Due anni fa la
sinistra si doveva vergognare per la questione sicurezza, ieri per
l'immondizia. Si corregge solo sui "coglioni" che votano il Pd,
promossi a uomini di buona fede. La seconda gaffe è sui santi folgorati sulla
via di Damasco, con Pietro messo al posto di Paolo. Ma non è solo il
solito Silvio. Perché non è più tempo di miracoli, e Berlusconi mette le mani
avanti: "Prenderemo nel corso dei primi consigli dei ministri anche
provvedimenti duri e impopolari". Cosa gli manca? Le invettive contro il
rivale. E giù con un "Walterino sette doppiezze" al solito comunista.
Da Avellino Walter gli manda solo a dire: "Io non rispondo e loro
impazziscono". Sulla Campania il leader del Pd aveva già parlato in
mattinata difendendo per la prima volta Bassolino:
"Basta con i processi verso una sola persona. Tutti hanno una parte di
responsabilità compreso il centrosinistra e chi è stato al governo per 5 anni e
ha organizzato manifestazioni contro è ora che faccia autocritica". Una
difesa d'ufficio visto che ha già "radiato" il governatore dal palco:
il 9 non sarà al comizio napoletano. Ma Berlusconi rilancia: "Bassolino e Veltroni devono vergognarsi. Uno non si vuole
dimettere, l'altro insiste a dire che noi nei nostri incontri non abbiamo mai
fatto il nome della mafia e della camorra. Devono vergognarsi perché metà dei
consiglieri comunali a Napoli sono indagati e purtroppo in Campania c'è il
record dei consigli comunali sciolti per camorra". Però Silvio dimentica
che quel record è stato raggiunto grazie ai consigli in maggioranza del suo
schieramento. E nel rush finale si rifiuta di pensare "che dopo il
malgoverno di questi anni i campani diano ancora fiducia alla sinistra".
Se lo fanno sono dei coglioni e degli uomini in buona fede?.
( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-05 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE APOLLO Così è l'ecomafia Sorpresa in Sala Dafne all'Apollo (galleria De Cristoforis 3,
tel. 02. 48.51.64.03): tutti i giorni proiezione alle 13.10 del documentario di
Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero "Biutiful
Cauntri", sconvolgente reportage di denuncia sull'ecomafia che spadroneggia in Campania.
Ingressi: oggi € 5,50; domani € 7.50. Da lunedì a venerdì € 5. (g.gros.).
( da "Stampa, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Criminalità
"Noi non ne abbiamo parlato? Ma se metà dei consiglieri di maggioranza
sono indagati" Il Cavaliere E' sicuro di vincere e che il Governatore a
non dimettersi gli abbia fatto un favore [FIRMA]AUGUSTO MINZOLINI INVIATO A
NAPOLI A sentire i Pronostici de centro-destra in Campania e a Napoli non
dovrebbe esserci partita. Dovrebbe vincere il Pdl quattro a zero. "Al
Senato - prevede Mario Landolfi, presidente della commissione di vigilanza Rai
- dovremmo andare anche oltre il premio di maggioranza perché né l'Udc, né la
sinistra dovrebbero raggiungere l'8% mentre la Pdl da sola potrebbe toccare il
44%". "Io - racconta Alfonso Papa, un posto di primo piano al
ministero della Giustizia negli anni di Castelli e di Mastella - sono
diciottesimo nella lista per la Camera. Si pensava che gli eletti del pdl
sarebbero stati 19, oggi si parla di 21. Qui De Mita non dovrebbe andare oltre
il 2%". Sarà. Forse si illudono. Ma il primo a credere che la Campania gli
regalerà un mare di voti è proprio Silvio Berlusconi. "Qui è fuori
discussione la vittoria - spiega -, non possiamo non vincere con tutto quello
che ha combinato la sinistra sui rifiuti. O dopo la follia che hanno commesso
sulla mozzarella: c'erano tre aziende che avevano dei problemi e loro hanno
messo in crisi un settore. Possiamo perdere solo per i brogli. Come nel 2006
quando fummo sconfitti al Senato per la Campania e la Calabria. Ve lo
ricordate? Per il ministero dell'Interno eravamo in vantaggio anche in queste
due regioni, un esponente della sinistra parlò, si fermò lo spoglio e la
sinistra qui vinse per una manciata di voti. In compenso sparirono le schede
bianche". Altri tempi. Ora nei piani di Berlusconi e di Gianfranco Fini la
Campania dovrebbe diventare una roccaforte del centro-destra. Non per nulla
ieri i due leader del Pdl hanno organizzato uno dei comizi più importanti di
questa campagna elettorale, proprio a Napoli, in piazza del Plebiscito. E il
Cavaliere ha promesso che se vincerà le elezioni il capoluogo partenopeo
diventerà per qualche settimana, si fa per dire, capitale d'Italia.
"Terremo qui - ha annunciato - il primo Consiglio dei ministri e io
rimarrò a Napoli finché la città e la regione non torneranno alla normalità. Il
dott. Letta ha già fatto le sue indagini e abbiamo appurato che si può fare.
Andrò in prefettura o alla reggia dove mi sono trovato bene anche al G8".
Napoli sede estiva del governo. Nell'immaginario berlusconiano descritto nelle
canzoni di Apicella con testi del Cavaliere, ci sta più che bene. Con la città
ai piedi del Vesuvio Berlusconi, infatti, ha un rapporto stretto: un tempo
addirittura aveva pensato di prender casa. "Adesso se mi trasferirò qui -
confida - me la dovrà prestare Emilio Fede". Un'eventualità più che
probabile: a vedere gli striscioni che tempestavano ieri piazza del Plebiscito
c'è da credere che 14 anni di Bassolino hanno regalato
Napoli a Berlusconi. "Da quanto ne so - sussurra Landolfi - Veltroni, che
parlerà qui il 9 aprile, non farà salire Bassolino
neppure sul palco". A conti fatti le dimissioni
mancate del governatore sono state un aiuto formidabile per il Cavaliere che
collega il nome di Bassolino immancabilmente ai rifiuti. "Vinceremo le politiche - è la
previsione del leader del Pdl -. Poi daremo lo sfratto a Bassolino. E dopo anche alla
Iervolino". E Berlusconi non risparmia un'ironia sulla voce stridula del
sindaco di Napoli. "A dir la verità - osserva - non ho mai capito
come possa essere stata eletta. Pensavo che i napoletani così amanti della
musica, avessero l'orecchio fino. Anche l'orecchio vuole la sua parte...".
Insomma, almeno da queste parti per Berlusconi i giochi sono fatti. La sinistra,
Veltroni e D'Alema, catapultato da queste parti per salvare il salvabile, non
hanno scampo. "Con Bassolino che non vuole
dimettersi - spara il Cavaliere - Veltroni insiste a dire che noi non abbiamo
mai parlato di mafia e camorra. Sono loro che debbono vergognarsi: metà dei
consiglieri comunali a Napoli sono indagati e purtroppo in Campania c'è il
record dei Consigli comunali sciolti per camorra". Berlusconi nella foga
di attaccare un Veltroni "folgorato sulla via di Damasco" scambia San
Paolo con San Pietro. Cose che capitano a chi è sicuro di avere la vittoria in
mano. E Berlusconi è convinto di averla. Non per nulla attacca l'avversario più
sul filo dell'ironia che non dell'insulto. Lo definisce "Walterino sette
doppiezze" e lo invita a cambiare lo slogan ""se pò fà" in
"se pò bleffà"". E poi via con l'armamentario della sinistra che
promette in campagna elettorale e chiuse le urne straccia i programmi. Appunto,
per lui non c'è partita in Campania e non solo. Nella sua testa Veltroni, Prodi
e l'intero gruppo dirigente della sinistra mostrano i loro limiti ogni giorno.
"Avete visto oggi alla Confapi - domanda - quante mani si sono alzate
quando ho chiesto chi era pronto a mettere la sua fiche per Alitalia? Invece,
il governo, imperterrito, tenta di riprendere la trattativa con Air France. Io
non voglio dir niente altrimenti la Consob... Ma come si fa a trattare quando
il titolo va su e giù e manca appena una settimana alle elezioni? Almeno
avessero sospeso il titolo, invece...". Tra i rifiuti, le mozzarelle e
Alitalia, per Berlusconi la vittoria del Pd non è solo improbabile, ma
impossibile. Ecco perché non sembra neppure troppo interessato alla campagna
elettorale in Tv. "Questo confronto finale tra tutti i candidati - spiega
- di cui si parla, è meglio non farlo per non dare un'ulteriore immagine
negativa al paese. Io non ci andrò. Semmai possiamo andare a Matrix io e
Veltroni, 45 minuti a lui e
( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VI - Napoli I
socialisti al Filangieri. Di Lello: Iervolino sempre sott'acqua,
ogni tanto sbuffa "Siamo noi la vera opposizione" venerdì a Napoli
arriva Boselli Corace: "Il nostro è stato l'unico partito ad essere uscito
dalla giunta Bassolino"
OTTAVIO LUCARELLI "Il sindaco Rosa Russo Iervolino in questa campagna
elettorale è come la balena. Resta sempre sott'acqua e ogni tanto
solleva uno sbuffo". Marco Di Lello, numero due a Napoli alla Camera
dietro Enrico Boselli che guida le liste in mezza Italia, riempie il cinema
Filangieri a Chiaia per la convention del Partito socialista. Tra i primi ad
arrivare due ex sindaci, Pietro Lezzi e Franco Picardi, poi via via in tanti,
comprese diverse mamme con i passeggini, fino agli attuali amministratori dal
segretario regionale Fausto Corace al presidente dell'azienda trasporti Anm Antonio
Simeone. Con Gianfranco Gallo, figlio di Nunzio recentemente scomparso, scelto
come testimonial dopo essere stato candidato senza successo nello Sdi alle
comunali di due anni fa. Sala piena e uno slogan su tutto: "Pulito".
Slogan che Di Lello ha fatto stampare non solo su santini e cartoline ma anche
su un sacchetto simbolico sul cui retro sono in bella evidenza tutte le
indicazioni per una corretta raccolta differenziata dei rifiuti (compreso il
numero verde dell'azienda di raccolta Asìa). Sacchetto distribuito al
Filangieri e anche in un gazebo allestito in piazza dei martiri. Il colore
rosso che domina la sala, uno spot sul lavoro che Di Lello ha svolto finché è
stato alla guida dell'assessorato regionale al turismo. Quindi l'annuncio del
segretario Fausto Corace: "Qualcuno finge di non saperlo e nell'ultima
riunione in aula ho dovuto ripeterlo al presidente dell'assemblea Sandra
Lonardo. Io e gli altri due consiglieri regionali socialisti in Regione siamo
all'opposizione. Un'opposizione di sinistra. L'unico partito, in mezzo a tante
chiacchiere, ad avere concretamente deciso di uscire dalla giunta Bassolino per stare all'opposizione". In sala tra gli
altri il professore Gerardo Ragone, l'ex assessore comunale Salvatore Arnese,
l'ex consigliere comunale Enzo Clarizia. Il testimone passa da Corace a Marco
Di Lello che, ad un mese dalla sua uscita dalla giunta regionale, conferma
tutte le critiche a Bassolino per le scelte mancate in
tema di rifiuti ma punta il mirino anche sulla situazione della città, dalla
"scarsissima raccolta differenziata ancora al di sotto del dieci per
cento" fino alle "strade gruviera anche laddove sono state eseguiti
onerosi lavori di manutenzione". Di Lello ricorda che il suo settore, il
turismo, è stato "l'unico assieme ai trasporti a superare l'esame Ue
sull'utilizzazione in Campania dei fondi europei". Quindi annuncia che
venerdì prossimo il leader nazionale del partito, Enrico Boselli, chiuderà
proprio a Napoli la campagna elettorale con una manifestazione che si terrà nel
tardo pomeriggio al Palapartenope di Fuorigrotta. Boselli arriverà a bordo del
truck su cui ha girato il paese mentre dopodomani sarà in città Gianni De
Michelis, alle 18 al circolo Posillipo, per una manifestazione dal doppio
titolo: "Berlusconi-Bossi, un delitto politico contro il Sud";
"Veltroni-Di Pietro: un delitto politico contro i socialisti".
( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
Dopo il comizio di Berlusconi settimana decisiva per il centrodestra Il Pdl si
prepara al rush finale in città sfilano i colonnelli Domani arriva l'ex
ministro Matteoli e martedì Frattini Poi toccherà a Scajola e Tremonti
"Non c'è stato angolo della Campania che non abbia raccolto l'appello alla
mobilitazione lanciato dal Popolo della libertà". è il commento di Nicola
Cosentino e Mario Landolfi, segretari di Forza Italia e An, che dopo il comizio
di Berlusconi e Fini di venerdì sera in piazza del Plebiscito ora dovranno
gestire l'ultima settimana di campagna elettorale che vedrà nella città di
Napoli e dintorni una sfilata di "colonnelli" in una serie di
iniziative in cui il Pdl punterà su bonifiche, risanamento e sicurezza.
"Perché il punto - spiega Cosentino - è che qui il disastro non è solo in
tema di rifiuti. Certo, è il caso più visibile ed eclatante e bene ha fatto
Berlusconi ad annunciare che sarà a Napoli finché non l'avrà risolto. Ma allo
stesso tempo non dobbiamo dimenticare altri disastri come la sanità dove la
Regione è riuscita in appena sedici mesi ad accumulare un miliardo e 300
milioni di ulteriori debiti. Una situazione che vede cliniche, laboratori di
analisi e farmacisti giustamente in rivolta". Una settimana intensa anche
per contrastare da un lato il costante lavoro ai fianchi di Massimo D'Alema e
dall'altro il comizio di Walter Veltroni il 9 aprile in piazza del Plebiscito.
Si riparte domani, dunque, con il magistrato Alfonso Papa, candidato alla
Camera ed ex direttore generale delle professioni al ministero della Giustizia,
che alle 11.30 incontra gli avvocati al nuovo Palazzo di giustizia dove ci sarà
il guardasigilli Luigi Scotti. "La principale questione sul tappeto -
spiega Papa - è l'avvio di una piattaforma sui concreti temi di una riforma
aperta al mondo delle professioni". Domani arriva l'ex ministro Altero
Matteoli che alle 11 all'hotel Mediterraneo parlerà delle "Bonifiche
ambientali non realizzate dal commissario Antonio Bassolino"
assieme a Luigi Bobbio e Vincenzo Nespoli. Alle 16 per Matteoli un incontro
all'Unione industriali, alle 18 manifestazione all'Augusteo e in serata comizi
a Scafati e Afragola. Martedì il testimone passa a Franco Frattini che alle 16
sarà a Scampia per un dibattito sulla sicurezza. Mercoledì giornata clou con
l'arrivo in Campania di altri due "colonnelli". Alle 11 sempre al
"quartier generale" dell'hotel Mediterraneo ci sarà Claudio Scajola
che alle 17 si sposterà in un albergo del lungomare. Nella stessa giornata
Giulio Tremonti parlerà ad Aversa, Giugliano e Pozzuoli per traslocare giovedì
a Napoli. Nel corso della settimana sarà inoltre in giro per la Campania
Barbara Contini, capolista al Senato del Pdl. Ieri mattina, intanto, il Popolo
della libertà ha aggiunto un altro tassello al suo mosaico con l'adesione
ufficiale da parte dell'Unione europea cristiano sociale annunciata dal
presidente nazionale Gennaro Castiello in una manifestazione in città assieme a
Mario Landolfi. "Un ingresso - spiega Castiello - con pari dignità
rispetto ad altre forze politiche per costruire il nuovo partito". Tra i
tasselli del Pdl anche Alternativa sociale di Alessandra Mussolini che venerdì
sera era in piazza del Plebiscito assieme a tanti altri
candidati e che ieri in un intervento ha preso di mira Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino:
"Sono la coppia più hard perché sono i più duri a mollare. La verità è che
non se ne può più di quei due anche perché in questi anni non hanno fatto danni
solo a Napoli e in Campania ma hanno veramente distrutto l'immagine dell'Italia
nel mondo". (o. l.).
( da "Repubblica, La" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Gli incidenti di
percorso del presidente Bassolino Antonio Bonifacio
Napoli Bassolino continua a professarsi pulito
mostrando le palme delle sue morbide mani. E respinge così gli inviti a
dimettersi, ormai pressanti, che gli vengono rivolti non solo dall'opposizione
ma ormai dalla sua stessa parte politica. Motiva la propria irremovibile
decisione di rimanere in sella ribadendo di non aver intascato tangenti, ma
sottovalutando o addirittura azzerando le sue gravi responsabilità per incapacità
gestionale di un commissariato così importante e fondamentale per la salute,
l'igiene e l'immagine dei cittadini e della Regione, che avrebbe dovuto
amministrare e che di fatto non ha diligentemente amministrato. L'immenso
disastro in cui sono precipitate la città e la regione dinanzi al mondo intero,
e le conseguenze che siamo d'ora innanzi chiamati a fronteggiare, rappresentano
per il governatore un incidente di percorso per il quale non occorrono le sue
dimissioni, ma solo rimboccarsi le maniche e cercare di rimettere insieme i
cocci. Nella storia di qualsiasi paese moderno non si ricordano simili
atteggiamenti. Nei corpi militari non si ha notizia di generali responsabili di
gravi sconfitte non destituiti. E nemmeno nel mondo dell'impresa si rammentano
casi in cui capitani d'industria che hanno mandato a rotoli le aziende sono
stati lasciati al loro posto dal consiglio di amministrazione. Invece in
Campania assistiamo all'inspiegabile comportamento del governatore, che
reagisce in maniera quasi infantile e rivendica ai giudicanti, come uno
studente che si avvia alla inesorabile bocciatura, il proprio nove in condotta
a fronte del disastro nelle altre materie. Aveva detto che non avrebbe corso in
campagna elettorale e così ha fatto, non sottraendosi tuttavia a una
instancabile campagna per il partito, al quale chiederà di diritto la
riabilitazione in caso di vittoria. E chi potrà negargliela. Di certo né
Veltroni né D'Alema che altrettanto saggiamente non si sono esposti come
avrebbero voluto, chiedendogli esplicitamente le dimissioni, preferendo
attendere l'esito elettorale e rimandando il rinnovamento e quindi la
rimozione. A giudicare dalla cronaca non gli mancano i sostenitori, i quali da
buoni napoletani gli hanno già perdonato evidentemente il disastro,
assolvendolo da ogni responsabilità sulle montagne di rifiuti che hanno
inondato e ancora inondano la nostra terra. Un altro affondo di fioretto il
governatore, a quanto sembra, lo riceverà insieme alla
Iervolino con l'esclusione di entrambi dal palco da cui Veltroni parlerà a
Napoli. Forse i vertici del partito hanno tirato le somme dell'intera gestione Bassolino, oscuratasi sin dopo la fine
della prima consiliatura comunale, una decina d'anni fa, e hanno accertato a
consuntivo l'eccessivo sbilancio fra quanto rimane da menzionare e quanto da
dimenticare, giudicando quest'ultimo soverchianti sul primo. Chiedersi
le ragioni dell'astensionismo Giulio Corbo Napoli In questi momenti che ci
avvicinano freneticamente (ma non troppo) alle prossime consultazioni
elettorali, giunge a proposito la riflessione che Aurelio Musi propone sul
senso e le ragioni del prevedibile comportamento astensionista di molti
elettori. Mentre "indecisi", "incerti" e assimilati si
interrogano sulla questione, scegliendo luoghi e strumenti diversi per
confrontarsi e chiarirsi, ma altresì per placare ansie e perplessità, molti
esponenti del mondo politico vanno giù duro nei confronti delle possibili
propensioni al non voto, lanciando senza mezze misure accuse di scarsa
sensibilità democratica. Ora è ben noto che la democrazia vive momenti
difficili indipendentemente dalle espressioni di voto o dalla mancanza delle
stesse, ma andrebbe formulato un interrogativo preciso: quali sono le ragioni
di questa disaffezione vera o presunta dei cittadini elettori verso il mondo
della politica? Interrogativo che per la verità è stato più volte lanciato dai
media ponendo l'accento sui pericoli della così detta antipolitica, ossia del
mondo di chi protesta sulle scelte e gli obiettivi perseguiti dai politici. Si
contesta a questi ultimi di tenersi a distanza siderale dalle reali necessità
della gente. Ma, si ribatte dall'altra parte, scopo della politica non è quello
di rincorrere i problemi minuti dei cittadini, individuando invece ipotesi alte
del vivere civile e dettandone le linee guida. Siamo quindi ad un aperto
conflitto che può allora essere composto soltanto attraverso la razionalità,
nonché accreditando i soggetti deputati all'azione politica della effettiva
volontà di agire per il bene della collettività. Nei tempi che viviamo è
abbastanza arduo pervenire a simili conclusioni e infatti nelle variabili
presentate da Musi, almeno per ciò che riguarda la nostra regione, a base
dell'atteggiamento astensionista è dato di scorgere elementi di profonda
critica e di giustificata disillusione. Oggi risulta veramente disagevole
inventarsi delle ragioni contrarie che consentano una scelta tra i temi e le
questioni che gli schieramenti in competizione propongono agli elettori. A
meno, naturalmente, di non votare turandosi il naso o per scelta di pura fede
politica. Invasione dei bus turistici nessuno rispetta le regole Antonio Di
Gennaro Napoli Tra i primi atti dell'allora sindaco Bassolino
vi fu l'elaborazione di un piano urbano annunciato pomposamente, riguardante
sia parcheggi pertinenziali che di destinazione, parcheggi di interscambio,
nonché aree destinate alla sosta dei bus turistici per evitare l'accesso e la
sosta all'interno della città. Purtroppo sappiamo come è andata. Anche in
questo caso forse ne ha tratto beneficio solo chi ha elaborato studi di
fattibilità e fornito consulenze poi rese vane da intoppi burocratici, mancanza
di verifica delle caratteristiche ambientali e geologiche, scarsa volontà
politica e opposizioni, a torto o ragione di comitati locali. Fatto sta che se
si eccettua qualche periodo particolare dell'anno, i bus turistici percorrono
tranquillamente la città e sostano ove ritengono di poterlo fare. In
particolare si verifica, in mancanza di regolamentazioni in materia, che intere
scolaresche vengano accompagnate a vedere spettacoli teatrali al Vomero da due,
tre torpedoni contemporaneamente che sostano in via Luca Giordano o piazza
Vanvitelli, creando enormi problemi alla circolazione. Ma questa è la logica
conseguenza di un atteggiamento della pubblica amministrazione che non riesce a
disciplinare alcun aspetto della mobilità individuale e collettiva nella città
di Napoli. Nella quale ogni categoria di privati, dagli automobilisti e
motociclisti, ai trasportatori di merci e passeggeri, agisce indisturbata,
senza prevenzione, controlli e repressione. E poiché ci si è anche abituati a
fare tutti il proprio comodo, quando finalmente qualcuno interviene, ci si
ribella con violenza verbale e fisica alla polizia municipale. Dice il proverbio:
chi è colpa del suo mal pianga se stesso. Ma oramai qui piangiamo tutti,
responsabili e non, di tanta mala gestione amministrativa, né i responsabili
vengono mai sostituiti per manifesta incapacità. U na buona notizia da piazza
Dante Tiziana Iorio e Titti Tidone Napoli Finalmente una buona notizia da
piazza Dante. Il presidente della seconda Municipalità, Alberto Patruno, ha
fatto installare dei paletti e delle catene per impedire l'accesso da Port'Alba
ai motorini sull'isola pedonale. Finalmente sarà possibile passare una serata
nelle storiche pizzerie di Port'Alba senza essere affumicati dai gas di scarico
o soffermarsi a cercare un libro senza la paura di essere investiti. Rimane
l'amarezza di dover arrendersi alla necessità di barriere fisiche anche dove è
ben visibile da decenni un cartello che indica l'area pedonale.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza
De Mita: la camorra
non si batte con un decreto legge ALDO BALESTRA Una settimana al voto, il
"grande vecchio" della Dc, Ciriaco De Mita, dopo l'abbandono del Pd,
è in rincorsa. Con lo scudo crociato dell'Udc ha di fronte un'ardita pendenza,
l'8%, per approdare (sarebbe una "novità", dopo 40 anni di Camera),
al Senato. Come sta andando, De Mita? "Bene. Incontro sempre più persone
affascinate dall'ipotesi di dar vita all'Unione di Centro, che vuol recuperare
radicamento sul territorio e valorizzare in chiave moderna la grande storia
propria della Dc". Non è mica l'allarme disperato di chi s'accorge che la
scelta verso Pdl e Pd è l'opzione più utile? "La realtà è più complessa. É
vero che la competizione tra i due partiti più grandi restituisce la sensazione
di occupare tutti gli spazi. Ma più si ripete ossessivamente questo schematismo
più s'avverte la fragilità della rappresentazione esistente. Invece, si vuol
cogliere qualche concretezza". Giudizio sulle visite campane dei candidati
premier? "Io non giudico, invito invece a valutare. Come si fa a non
cogliere che gli annunci berlusconiani a Napoli altro non sono che una
colossale presa in giro? I napoletani, intelligenti ed acuti, non possono
cascarci. Davvero si crede che in due mesi un problema come quello della
spazzatura possa essere risolto? Non è credibile pensare ad un governo come
sostituto dello spazzacamino, che magari s'insedia a Napoli per convincere i
napoletani che in questo modo si occuperà seriamente dei problemi della città e
della Campania. Berlusconi, da premier, ha avuto oltre cinque anni per
risolvere il problema immondizia". Veltroni ha insistito molto sulla piaga
criminalità: vogliamo distruggere la camorra, ha detto. "E come, con un
decreto legge? Suvvia, non scherziamo. Fare l'elenco di leggi e proposte di
legge, affidarle alla stampa perchè le amplifichi, secondo me risiede nella
consapevolezza inconscia di Veltroni che, alla fine, non sarà chiamato a
governare il Paese. Altrimenti, ci sarebbe da chiedere: se davvero bastasse un
decreto anticamorra, perchè il governo di centrosinistra non l'ha fatto prima?
Non s'era accorto che la camorra esiste e condiziona in Campania? La verità è
che si va avanti con gli slogan. É una gara a chi ne spara di più". Rifiuti
e camorra: lei concorre al governo della Campania da anni. E le sue
responsabilità? "Sui rifiuti ho provato a dire in tempi non sospetti che
l'irrinunciabile punto di partenza, a fronte di una crisi che s'annunciava
sempre più grave, era la realizzazione di discariche con equa distribuzione sul
territorio regionale, per preparare il meccanismo virtuoso di valorizzazione
del rifiuto inerte. Quanti commissari si sono dovuti succedere perchè si
cominciasse a metter mano alla fase delle discariche, per giunta con
discriminazioni territoriali come assistiamo in questi giorni?". E la
camorra? "Certo che c'è un problema urgente di prevenzione e repressione,
ma bastano solo nuove leggi per debellare la camorra che s'alimenta delle
virulente esplosioni di tensioni sociali, avvertite in Campania per
l'istruzione, l'occupazione, la realizzazione della persona, la tutela dei
diritti individuali prima ancora che diffusi? Le cose camminano insieme.
Promettere soluzioni salvifiche senza conoscere il problema è quanto di più
deleterio, ed ingannevole, possa operare la politica su un territorio".
Pdl e Pd insistono. Il cambiamento comincia dal rinnovo della classe dirigente,
Veltroni dice che ci sarà "discontinuità" in Campania. "Veltroni
ha cominciato con il decapitare completamente la classe dirigente della
regione, mettendola in un angolo, salvo poi scoprire che "la
responsabilità è di tutti". Ma dire questo significa poi sancire che la
responsabilità non è di nessuno. Perchè, badate, lui non esprime un giudizio
negativo, su Bassolino e Iervolino. Sul punto tace. E i problemi non si elencano: si
individuano, si studiano, si indicano le soluzioni. Invece Veltroni mette in
fila le questioni e dice: "State tranquilli, votateci, li risolveremo
noi". Sì, ma come?" Ce l'ha non poco, con il leader del Pd: è perchè
non l'ha candidata? "Non ho risentimento personale, ma
preoccupazione. Il Veltroni dell'altro ieri in Campania sembrava essere
arrivato dalla luna. La politica vera ha sempre un impatto d'attrito. Invece
lui viene, annuncia la soluzione fiabesca ma non indica il percorso. É come un
medico chiamato dal paziente che sta male: viene a casa, manco lo visita e gli
prescrive la guarigione". De Mita, lei ad 80 anni gira la Campania palmo a
palmo. Ha ha paura di non raggiungere l'8% al Senato? "Io non ho fatto una
scelta di convenienza. Altrimenti sarei in corsa alla Camera. Io ho scelto il
rischio perchè credo in quello che faccio". In questi giorni s'insiste
molto sul Sud. "Lei dice? A leggere il programma elettorale del Pd, ad
esempio, il Sud è quasi un peso. E, comunque sia, prevalgono gli slogan. Come
quello veltroniano della Bocconi del Sud". Che intende dire? "Che
Veltroni dimostra di non sapere nemmeno quale sia l'attuale panorama delle
università del Sud, campane in particolare: il vero problema non è crearne una
nuova, ma far funzionare quelle che già ci sono, qualificandole,
organizzandole, selezionando la scelta dei docenti. É come per la sanità: tutto
si riduce al cambio dei manager, che pure contano. Ma il problema principale è
qualificare davvero le Asl come aziende, per costringere chi le guida a farlo
in base a criteri di efficienza. Il resto è demagogia, o altro. Basta vedere
cosa accade in Campania in questi giorni, con il mondo della sanità impegnato a
far campagna elettorale per il Pd". Che rush finale prevede? "La
competizione tra questi due colossi finti, che si sgonfieranno dopo le elezioni
per l'incapacità di governare considerando i numeri al Senato, mi ricorda tanto
le feste di paese, con lo spettacolo dei fuochi d'artificio. Siamo al finale, i
botti e le luci aumentano sempre di più nel cielo, ma in fondo prelude solo
alla fine". L'Udc come se la caverà? E torno a chiederle: crede di
superare il quorum dell'8% al Senato? "Due paragoni sportivi: l'Unione di
Centro mi ricorda tanto l'agilità e l'intelligenza della squadra di basket
dell'Air Avellino che ha vinto la Coppa Italia. Pensavo contasse l'altezza, poi
ho scoperto che il regista di quella squadra, Green, è alto appena 1.62. Ed è
lui - con la sua intelligenza - a far muovere i giganti che ha intorno. Ecco
l'Udc piccolo e agile, e con il cervello, sarà in grado di evidenziare le
lacune altrui. Per quanto mi riguarda: sono come un ciclista di una corsa che
sta spendendo molte energie perchè desidera raggiungere il traguardo finale.
Ora quel ciclista vede lo striscione. Se si volta indietro rischia di perdere
di vista la volata. Quindi continua a dare il massimo, il piazzamento lo
verificherà poi".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Lettere E in chiesa
trovi il codice bancario Giovanni Bisceglie - NAPOLI Ho partecipato alla Messa
pasquale in una famosa e antica parrocchia di Napoli. Tutto molto bello, la
liturgia, la funzione. Unica nota stonata: con la bottiglietta di acqua santa,
al termine della celebrazione, mi è stata consegnata un'immaginetta santa
recante dietro il codice Iban della parrocchia (le cosiddette coordinate
bancarie) per eventuali offerte. Dove è finita la spiritualità di questo giorno
santo? Chissà se un giorno per entrare in chiesa bisognerà prima fare
l'offerta, che sembra, almeno per il parroco in questione, la cosa più
importante. Non mi scandalizzerei poi troppo, gentile signor Bisceglie. Se ha
carità da chi può, la Chiesa fa più carità a chi non può. E poi quel codice è
un invito, non un obbligo. La protesta di Gloriana Gloriana - NAPOLI Gentile
dottor Gargano, ho ascoltato lunedì "Melog" che il dottor Gianluca
Nicoletti conduce su Radio Il Sole 24 Ore. Sono stata criticata per quanto ho
affermato a "Domenica in". Il dottor Nicoletti, che sostiene di non
conoscermi, è entrato nel merito della mia carriera in maniera inadeguata e
approssimativa. Bisognerebbe avere il coraggio di non affrontare argomenti che
si ignorano, tanto più dovrebbe farlo chi per mestiere deve informare e essere
informato. Egli si meraviglia del fatto che io sia stata nominata
"ambasciatrice della canzone napoletana nel mondo" e si chiede perché
la Rai promozioni uno spettacolo teatrale. E qui sopraggiunge un'altra lacuna.
La Rai, ma anche altre reti, da sempre promoziona teatro e musica; e per la
Rai, poiché si paga il canone, è un doveroso sostegno a un settore che impegna
decine di migliaia di addetti e che non utilizza - come succede all'industria,
di cui il Sole 24 ore è il braccio giornalistico - gli ammortizzatori sociali
che pur pagano tutti gli italiani. Per quanto riguarda le mie affermazioni di
amore per Napoli e la richiesta di smetterla di speculare sul dramma della
spazzatura, il dottor Nicoletti venga a rendersi conto di come il problema sia
stato risolto in città e sia in via di risoluzione nella regione. S'informi: io
faccio musica e teatro, non politica. Ed eviti di affiancare il mio nome a
quelli del mago Do Nascimiento e di altri truffaldini a me lontanissimi per
cultura e tradizione. Ma forse il dottor Nicoletti si serve del mago Houdini
per far sparire o modificare la verità. * * * Riccardo Di Blasi - ROMA Ho avuto
l'opportunità di ascoltare l'intervento della signora Gloriana a "Domenica
in" e, senza addentrarmi nella bellezza della voce, sottolineo la
sensibilità dell'artista che ha manifestato l'amore per Napoli, "la città
più bella del mondo", avendo l'attenzione di chiedere scusa alla capitale
che l'ospitava. Nicoletti è un bravo giornalista, ma non è riuscito a evitare i
luoghi comuni su Napoli. L'ha fatto - lo ho ascoltato - usando un tono
supponente, fastidioso. Chi non sa, farebbe meglio a non addentrarsi in certi
campi: Gloriana da anni è presente in trasmissioni di punta di Rai e Mediaset e
la nomina di ambasciatrice l'ha avuta formalmente. E se proprio si deve cadere
in un abusato paragone con un mago, specie nei confronti di una signora, magari
si dovrebbe citare Silvan e non un ricercato. Quanto alla munnezza, basta
ascoltare un tg: Napoli è più pulita. Non è una dato trionfalistico, è un
fatto, un inizio. Senza i vigili il traffico scorre Giuseppe Pasquale - NAPOLI
Gentlissimo dottor Gargano, dalla fine di via Orsi all'incrocio con via
Giacinto Gigante il traffico mattutino, di per sé sostenuto, è aggravato dalla
presenza disorganizzata dei vigili che fermano il traffico proveniente da via
Orsi facendo passare solo poche auto alla volta, dando priorità a quelle che
scendono dall'Arenella. In assenza dei vigili si impiega meno tempo a
percorrere via Orsi. Chiedo al comandante Schettini di eliminare i vigili
dall'incrocio oppure di insegnare loro a dirigere meglio il traffico. In rete
circola un'atroce barzelletta che invece rende i vigili vittime della città
infernale. Dunque, i vigili, per invogliare all'uso delle cinture, fissano un
premio di 5.000 euro per il primo automobilista che passerà con la cintura
allacciata. Il fortunato è in un'auto che esce dal porto. Gli danno l'assegno,
chiedono: che cosa pensa di fare con i soldi vinti? Risposta: "Bè, vaco a'
scola guida a m'accattà 'a patente". La moglie interviene: "Nun ' o
state a sentì, quanno sta 'mbriaco pazzea sempe". Sul sedile posteriore un
uomo si sveglia e grida: "'O ssapevo ca ce fermavano cu 'a machina
arrubbata". All'improvviso un colpo dal portabagagli e due voci africane
chiedono: "Ma allora siamo usciti dal porto?". Terribile. Eureka, il
mare può darci energia Elvira De Vincenzo - PORTICI (NA) Un centro scientifico
di Napoli (valiamo ancora qualcosa) fa ricerche sulle enormi possibilità del
mare, anche per produrre energia. Non ho la pretesa di essere un esperta, ma ho
sempre pensato che il mare con le sue correnti potesse essere una fonte inesauribile
di energia. La sicurezza mi veniva dall'aver visto, nel 1934-35, mio zio e mio
padre costruire mille aggeggi nella vana ricerca del moto perpetuo. Ho scritto a Bassolino e alla Iervolino, invitandoli a favorire la crescita di
fabbriche per il riciclaggio dei rifiuti, per la costruzione di pannelli solari
adeguati al nostro clima, meno ingombranti e più economici, favorendone
l'installazione sui terrazzi. Il mare non l'ho mai dimenticato e invito
i ricercatori ad accelerare gli studi per trarne energia: costi bassi e meno
inquinamento. Rivolgo un appello accorato ai vari livelli di governo affinché
si investa sul mare. Inoltre riaffermo (logica di casalinga) l'ostinata
contrarietà alle centrali nucleari. Mi spaventa la conformazione del nostro territorio,
dal nord al sud non c'è uno spazio che non sia affollato di case, siti
archeologici, santuari, coltivazioni e allevamenti, musei. Se avvenisse un
incidente sarebbe per noi la fine. Con quello che è successo con i rifiuti, mi
spaventano le scorie, visto che non siamo riusciti a disfarci di quelle della
centrale di Scauri. Il vento, le pale mi piacciono, sembrano uccelli. E il
sole: al Sud ne abbiamo da vendere. In teoria si può ricavare energia dalle
correnti, dalle onde, dalle maree, dalle correnti di marea e dal gradiente
termico tra superfici e fondali. Ma siamo al livello di esperimenti. In Italia,
il sito più promettente è lo Stretto di Messina. Criteri univoci per i concorsi
Antonia Cozza - NAPOLI Ho letto con attenzione la lettera sul concorso pubblico
indetto dall'Agenzia delle Entrate per 1180 posti, che considera eccessivo il
voto minimo di 100/110 richiesto per l'ammissione. Concordo con il lettore, pur
non potendo del tutto dissentire dal suo commento. Mi stupisce però che non sia
stata rilevata un'incongruenza ben più grave, da segnalare al ministero.
Infatti il voto per l'ammissione non è unico, ma si richiede 100/110 oppure
90/100; e 90/100 equivale ai 9/10, quindi 99, non
( da "Repubblica, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli
Il caso "Il Cdm a Napoli? Una barzelletta". Scontro tra Rosetta e Pdl
"ALLA sua prima uscita elettorale il sindaco di Napoli commette un
gravissimo errore e dimostra una presunzione fuori dal mondo". Mara
Carfagna dà voce alla indignazione del centrodestra. è successo che in
mattinata Rosa Russo Iervolino ha definito una barzelletta l'intenzione di
Berlusconi di stabilirsi col governo a Napoli. "Penso che come barzelletta
sia buona - ha commentato Iervolino - Se fosse così semplice risolvere i
problemi di una città, andandoci ad abitare per un mese, lo avrebbero già fatto
parecchi presidenti del Consiglio. E a De Nicola sarebbe venuto in mente di
venire a fare il presidente della Repubblica a Napoli". Il Pdl non l'ha
presa bene. Dura la reazione anche di Nicola Cosentino, coordinatore forzista:
"Il sindaco è l'ultima persona che può permettersi di
attribuire ad altri, tantomeno al presidente Berlusconi, la patente di
barzellettiere". Aggiunge Carfagna: "La decisione di Berlusconi
manifesta un'attenzione verso la città mai mostrata dal governo Prodi, che a
Napoli ed in Campania si è sempre limitato alla scelta infausta di delegare
tutto a Iervolino e Bassolino".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Carfagna dà la
carica: con Berlusconi Napoli capitale Forte impegno del governo a guida Pdl
per i rifiuti in Campania nell'eventualità di un successo alle urne: fa
discutere ed è fonte di nuove polemiche l'annuncio del Cavaliere. Sul fronte
del Pd è il sindaco Rosa Iervolino a riaccendere la miccia: "Berlusconi da
primo ministro a Napoli? Penso che come barzelletta sia buona. Se fosse così
semplice risolvere i problemi di una città, andandoci ad abitare per un mese,
credo che li avrebbero già risolti parecchi presidenti del Consiglio. Abbiamo
un presidente della Repubblica, abbiamo avuto altri presidenti come Leone e De
Nicola. Se abitando per un mese a Napoli si potessero risolvere i problemi
della città, volete che ad un uomo come De Nicola non sarebbe venuto in mente
di venire a fare il presidente della Repubblica a Napoli?". Risponde la
deputata uscente di Forza Italia Mara Carfagna, candidata per Campania 2 con il
Pdl: "Alla sua prima uscita elettorale il sindaco di Napoli commette un
gravissimo errore e dimostra una presunzione fuori dal mondo". Poi
aggiunge: "La decisione di Berlusconi di tenere a Napoli il primo
consiglio dei ministri manifesta un'attenzione verso la città mai mostrata dal
governo Prodi, che a Napoli e in Campania si è sempre
limitato a delegare tutto alla Iervolino e a Bassolino. Si è trattato di una scelta infausta, come ben sanno i
cittadini napoletani e campani". E riprende: "Oggi noi chiediamo un
voto per il Pdl perché vogliamo rompere tale nefasta filiera. C'è tanto da
fare. Dobbiamo ricreare in tutto il mondo l'immagine della capitale partenopea
e della Campania. Vogliamo che la si smetta di raccontare barzellette
sull'immondizia di Napoli". Anche Nicola Cosentino, coordinatore regionale
di Forza Italia, replica: "Il sindaco Iervolino è l'ultima persona che può
permettersi di attribuire ad altri, tantomeno al presidente Berlusconi, la
patente di barzellettiere. Napoli e la Campania sono da mesi immersi in una
coltre di rifiuti, con i turisti che scappano e le attività locali fortemente
compromesse, con il problema della legalità che non viene mai seriamente
affrontato. Se non fosse per questi aspetti drammatici, la storia dell'attuale
classe dirigente campana, appartenente al Pd di Prodi e Veltroni, ricorderebbe
appieno la trama di un film comico. Di quella comicità malriuscita, però, che
provoca solo riflessioni e amarezze". Dal canto suo, Berlusconi ribadisce
il concetto già più volte espresso. Lo fa intervenendo a Telecamere, il
programma di Anna La Rosa su Rai3, nella consapevolezza che il problema non
potrà essere risolto definitivamente in breve tempo: "Ho detto
precisamente che starò a Napoli finché non sarà avviata concretamente la
soluzione del problema rifiuti. È il problema principale dovremo risolverlo e
riportare un livello di civiltà e lavorare su giornali e tv del mondo per far
sapere che si è trattato di un problema locale e che è stato risolto".
Intanto, dopo il comizio di Berlusconi e Fini, il Pdl in Campania si avvicina
alla data del voto mobilitando da Roma un folto gruppo di ex ministri. Il primo
ad arrivare in città è il capogruppo di An al Senato Altero Matteoli, che
stamane sarà all'Hotel Mediterraneo per una conferenza stampa sulle bonifiche
ambientali "non realizzate dal commissario straordinario Bassolino"; alle 16 poi sarà all'Unione industriali,
mentre alle 18 parteciperà ad una manifestazione all'Augusteo. Nei prossimi
giorni sono in arrivo Franco Frattini, Claudio Scajola, Giulio Tremonti.
cor.cas.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Massimo D'Alema è
stato ospite ieri del docente di architettura ed ex parlamentare
ds Uberto Siola: nella sua splendida villa di Baia, l'architetto ha organizzato
un pranzo al quale hanno partecipato tra gli altri il governatore Bassolino, il sindaco Iervolino con il
vice Santangelo, rettori delle Università campane, imprenditori e
professionisti di Napoli. A tavola anche la moglie di D'Alema, Linda Giuva.
( da "Repubblica, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
E Walter va alla guerra del palco Domani sarà spostato
( da "Repubblica, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VIII - Napoli
LA SVOLTA EPOCALE AUGUSTO MUOJO l giudizio dello storico leader del Pci è citato
da Maurizio Valenzi nella sua recente autobiografia "Confesso che mi sono
divertito". Eccolo: "Napoli è stata spesse volte, nella letteratura
politica del nostro paese, una città calunniata. Si è detto fosse un centro di
disfacimento politico e persino un centro di corruzione. Ma coloro i quali
lanciavano questa calunnia erano spesso gli autori stessi dei mali di cui
Napoli ha sofferto nel passato e di cui soffre tuttora. I mali di cui ha
sofferto Napoli sono stati la conseguenza di tutte le debolezze, di tutta la
struttura dello Stato italiano". Il giudizio è datato 11 aprile 1944 ed è
tratto dal celebre discorso che Togliatti, appena rientrato in Italia da Mosca,
dopo lo sbarco alleato di Salerno, tenne al teatro Modernissimo e nel quale
lanciò la proposta di un governo di unità nazionale. Esso appare di
straordinaria acutezza e attualità, valutandolo oggi anche da una posizione
"bipartisan". Di chi, infatti, la colpa di rifiuti e inquinamento
ambientale se non di una classe politica di destra, di centro e di sinistra,
nazionale e locale, che ha lasciato incancrenirsi la situazione regionale e
cittadina, facendo da spettatrice spesso interessata a lucrare consenso dal
degrado o ergendosi talora a censore solo passivo del malcostume dilagante? E,
in mancanza di leadership carismatiche sull'uno e sull'altro fronte,
nell'ipotesi di un pareggio alle politiche e di una anticipata consultazione
regionale e locale, quale sarebbe un'alternativa credibile, fondata su
programmi condivisi di rinnovamento, a quella di una grande coalizione, che prenda il posto delle fallimentari gestioni di Bassolino e Iervolino? Insomma, una
"task force" dell'emergenza, costituita da uomini e donne al di fuori
e al di sopra degli apparati, che sappia avviare la rinascita politica e
amministrativa del territorio. Certo, la situazione è diversa da quella del
dopoguerra, che indusse la forze politiche, spinte da De Gasperi e Togliatti,
a varare il governo di unità nazionale. Ma, a più di sessanta anni di distanza,
il disfacimento politico e morale della città capoluogo non è poi tanto
dissimile dal clima di disgregazione urbana di quegli anni, di cui lo stesso
Valenzi dà precisa testimonianza nel suo libro. Né dissimile è il giudizio di
condanna generalizzata della classe politica dominante nelle due epoche. Nella
campagna elettorale in corso nessun candidato o leader di partito ha però
avanzato per Napoli e la Regione l'ipotesi alternativa di governi di larghe
intese. Ed è probabile che nessuno la formuli nemmeno nei prossimi comizi di
chiusura. Forse perché nessuno ritiene che a livello locale il concetto di
rappresentanza, che è il cuore del concetto di democrazia, abbia toccato il
fondo della crisi. Ma la gente chiede ai partiti uno scatto d'orgoglio, una
svolta epocale e ritiene le politiche solo il primo atto di un processo che
dovrà concludersi a breve solo col rinnovamento delle istituzioni locali.
( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina
I - Napoli Le reazioni del giorno dopo all'annuncio di Bassolino che porterà
alle elezioni regionali tra un anno Iervolino: "Io non mi dimetto"
Oggi Veltroni punta a riempire piazza del Plebiscito "Io certo non lascio.
Andare via a metà mandato e abbandonare la città senza motivo sarebbe una fuga. Morirò di morte naturale".
Reagisce così il sindaco Rosa Russo Iervolino all'annuncio di Antonio Bassolino di lasciare la Regione nel 2009, un anno prima
della scadenza naturale. Oggi il candidato premier del Pd Walter Veltroni
chiude la campagna elettorale alle
( da "Repubblica, La" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli Veltroni al Plebiscito Bassolino giù dal palco "Si apre una fase nuova" Iervolino: io
invece non lascio Il primo cittadino "Niente fughe dal Comune, morirò di
morte naturale" OTTAVIO LUCARELLI "Bassolino ha fatto un lavoro fantastico. A Napoli ha cambiato il volto
della città e tutto il mondo lo ha riconosciuto". è la risposta di
Walter Veltroni all'annuncio che Antonio Bassolino tra
un anno lascerà la Regione, il biglietto da visita al comizio che il candidato
premier del Pd terrà alle
( da "Avanti!" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
BASSOLINO INVENTA LE
DIMISSIONI POSTICIPATE, OBIETTIVO: LA SUA ELEZIONE ALL'EUROPARLAMENTO L'ultimo
capolavoro del governator Declino 09/04/2008 Bassolino
è davvero un politico immaginifico. Ora ha inventato persino le dimissioni
posticipate. Non a caso lui era l'uomo della formula amministrativa "del
passo dopo passo". Soltanto che quel sistema di governo si è concretizzato
nel paradosso di Zenone "Achille e la tartaruga": l'eroe omerico
secondo il filosofo di Siracusa non sarebbe mai riuscito a percorrere gli
infiniti punti che lo separavano dalla tartaruga. Così Bassolino
in quindici anni di governo non è mai riuscito a completare il percorso che lo
divideva dall'obiettivo dei suoi programmi. È avvenuto così col risanamento del
centro storico di Napoli, con la bonifica di Bagnoli, con la depurazione delle
acque, con il rilancio dell'economia, con l'industrializzazione della zona
orientale della città, con il nuovo piano regolatore e per ultimo con
l'emergenza rifiuti. Ma Bassolino non si dà per vinto.
A Veltroni che lo implorava di dimettersi ha risposto con determinazione che
non se ne parlava proprio. Questa volta si è posto un altro obiettivo: quello
di spendere i miliardi di euro che da Bruxelles saranno versati nelle rapaci
casse della Regione Campania. Un'occasione che il governatore non poteva
lasciarsi sfuggire di mano. Con questa marea di risorse che affluirà in
Campania Bassolino nel corso di un anno intende creare
le condizioni ottimali per la sua elezione al Parlamento europeo. E questo
probabilmente sarà l'unico obiettivo che da governatore riuscirà a cogliere.
Questo spiega il perché delle dimissioni posticipate di un anno. Fingono tutti
di non capire: finge Veltroni, si interroga D'Alema, i giornali si stupiscono.
Ma con la protervia che lo caratterizza Bassolino ha
parlato con estrema chiarezza. Le fasi della sua strategia di avvicinamento
all'Europarlamento sono tre: il flusso di denaro da Bruxelles, le decisioni
clientelari e discriminatorie di spesa, la distribuzione dei miliardi
comunitari secondo un progetto di costruzione del consenso. Le opposizioni, per
la verità, si limitano agli scongiuri. Eppure mettere in crisi una maggioranza
disastrata come quella che regge Bassolino non sarebbe
impossibile. De Mita ormai è passato all'opposizione e qualche consigliere che
gli è rimasto fedele sarebbe disposto a seguirlo. Rifondazione comunista ormai
è quasi decisa a venir fuori dalla maggioranza. Il Pdci di Diliberto lo ha
abbandonato. I socialisti, dopo il rifiuto veltroniano, sono orientati a
fargliela pagare a un Partito democratico egoista e ingrato. Ma anche la
legione bassoliniana ormai è a corto di uomini. Molti dei suoi centurioni lo
hanno abbandonato. Può contare su un gruppo di fedelissimi, ma si tratta di ben
poca cosa rispetto all'esercito di un tempo. E sono in tanti a seguire il
ministro Nicolais, un tecnico e grande sostenitore di Bassolino che ora si è reso autonomo e
si atteggia a futuro leader del Pd in Campania. Il governatore, però, è un osso
duro. Non è un tipo che si arrende facilmente. Resiste nella sua ridotta
presidenziale. È fiancheggiato dalla Iervolino che si è assunta il compito di
proteggerlo dall'assalto di una parte dei post-democristiani. E in
queste ore si spera ancora di occupare un posto accanto a Veltroni nel comizio
conclusivo della campagna elettorale in piazza Plebiscito. Certo, è un declino
davvero malinconico quello del governatore. È ridotto a pietire una presenza
sul palco di Veltroni, lui che in quella piazza celebrava i riti del consenso
plebiscitario e le feste che gli attribuivano l'aureola di signore
rinascimentale. Quelli erano i tempi dell'irresistibile ascesa del giovane
dirigente ingraiano. Ora sono venuti quelli dell'inarrestabile declino, che il
governatore si illude di poter fermare con qualche miliardo di euro di fondi
comunitari. Ma anche questa è e rimarrà un'illusione.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Veltroni-Bassolino, il giorno del disgelo PAOLO MAINIERO Le
previsioni prevedono per oggi cielo molto nuvoloso. Non sappiamo se esiste
nella meteorologia un dio della par condicio ma a Walter Veltroni potrebbe
toccare la stessa sorte toccata venerdì scorso a Silvio Berlusconi, parlare
"sotto la pioggia", proprio come canta Antonello Venditti che si
esibirà subito dopo il leader del Pd. In piazza Plebiscito è ormai tutto
pronto. Il palco è stato allestito ma non si sa se Antonio Bassolino
vi salirà. In teoria no, perchè così ha deciso il loft del Pd. Al fianco di
Veltroni ci saranno i capilista di Camera e Senato Massimo D'Alema e Marco
Follini ma alla fine, tra bandiere al vento e il "Io mi fido di te"
di Jovanotti, il palco potrebbe aprirsi a tutti come a Caserta, Avellino, Salerno.
La via d'uscita annunciata ieri da Bassolino ha
contribuito a distendere gli animi. Veltroni voleva dal governatore un segnale
di discontinuità e quel segnale è arrivato. Certo, va detto che per il Pdl il
segnale è insufficiente perchè Bassolino dovrebbe
andare via subito, per i socialisti di Enrico Boselli è tardivo, per Fausto
Bertinotti è invece la "scelta giusta". Opinioni diverse, dunque, ma
al loft del Pd interessa che il segnale ci sia stato. E oggi il leader del
partito può parlare a Napoli dopo aver ottenuto ciò che voleva. Veltroni affida
il suo pensiero a Radio Kiss Kiss Napoli. "Bassolino
ha fatto un lavoro fantastico. A Napoli - sostiene ? ha cambiato il volto della
città e tutto il mondo lo ha riconosciuto. Ora si apre una fase nuova. L'ho
chiesta sin dall'inizio e Bassolino con le sue parole
ha dato un contributo molto importante. Penso che ciò che io avevo detto, la
necessità di un segno di discontinuità, sia la strada giusta. Napoli ha vissuto
un momento di emergenza dal quale sta uscendo. È una città che nel passato è
stata un laboratorio molto importante di innovazione politica e dovrà tornare a
esserlo. Chi sarà tra un anno il candidato del Pd per la guida della Regione?
"Non lo so ancora - è la risposta di Veltroni - ma penso che bisognerà
discuterne e decidere insieme". Per il finale in piazza Plebiscito sono
attesi a Napoli duecento bus. Prima di Veltroni parlerà una giovane, Cristina
Mastrapasqua o Ilaria Romano, candidata a sindaco a Qualiano. "Aver voluto
anche Napoli tra le quattro chiusure nazionali è una scelta altamente
significativa per il Pd campano", commenta il segretario regionale Tino
Iannuzzi. La partita è difficile e il Pd si affida alla storia. "Già in
altri appuntamenti - dice Antonio Marciano - Napoli e la Campania sono stati
determinanti per il risultato finale. Da piazza Plebiscito verrà un grande
contributo al successo delle elezioni". In piazza ci saranno decine di cartelli
con slogan contro la camorra e con i nomi e i cognomi dei capiclan. "Mai
nessun leader nazionale aveva usato parole così chiare e forti contro la
camorra", dice Diego Belliazzi, tra i promotori dell'iniziativa con i
giovani Nicola Corrado e Amedeo Cortese. "Bassolino
- aggiunge Belliazzi - ha annunciato la fine del suo lungo ciclo di governo. Ma
è giusto ricordare che quel ciclo è iniziato alla fine degli anni Ottanta con
le marce anticamorra insieme al movimento studentesco, ai sindacati, alla
Chiesa". E lui, Bassolino? Sul palco non ci sarà
ma fa l'appello alla piazza. "Mi aspetto da Veltroni un forte messaggio di
unità", dice ad Avellino incontrando gli amministratori del Pd. Poi, sul
suo blog, spiega: "Io penso che se piazza del Plebiscito, come mi auguro,
sarà piena di persone, al Paese verrà un segnale nuovo. Si potrà vedere qual è
la vera forza del Pd, che non è un partito di plastica, o una coalizione
elettorale dove tutti sono già contro tutti, ma un moderno partito popolare e
di massa che si candida a riformare il Paese rispetto a un Pdl che è sempre più
il Partito della Lega". Appare in forma, il governatore, sarà anche per le
parole di Fausto Bertinotti che approva la scelta delle elezioni anticipate tra
un anno. "Bassolino si è mosso sulla strada giusta.
Sono contro il capro espiatorio e far cadere la giunta a pochi giorni dal voto
sarebbe stata un'operazione opportunistica", dice il leader della Sinistra
arcobaleno. Ma Enrico Boselli ha tutt'altra opinione. "Sono
stupito che Bassolino e la
Iervolino non abbiano avuto il coraggio di andarsene", attacca il leader
del Partito socialista. "Il coraggio di andar via? Io non scappo - ribatte
il sindaco - e non è neppure un bene per la Regione che Bassolino vada via un anno prima".
( da "Opinione, L'" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Mer, 09 Apr
2008 Edizione 69 del 09-04-2008 Ultimi giorni di campagna elettorale Napoli
diventa capitale di Eustachio Voza Napoli vive da protagonista l'intenso finale
di una campagna elettorale decisamente sottotono, fatta di tante recriminazioni
e polemiche da far purtroppo addirittura accantonare proposte e programmi. Le
dichiarazioni di Berlusconi sulla necessità di un pronto riscatto della
Campania che lo vedrebbe direttamente impegnato dal capoluogo, dove vorrebbe si
tenesse anche il primo Consiglio dei Ministri, continuano a suscitare
polemiche. Al Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, che parla di
barzellette, risponde Mara Carfagna, candidata per Campania 2 con il Pdl:
"Alla sua prima uscita elettorale il sindaco dimostra una presunzione fuori
dal mondo, la decisione di Berlusconi di tenere a Napoli il primo consiglio dei
ministri manifesta un'attenzione verso la città mai mostrata dal governo Prodi,
che a Napoli e in Campania si è sempre limitato a delegare
tutto alla Iervolino e a Bassolino: una scelta infausta, come ben sanno i cittadini napoletani e
campani. Noi vogliamo che la si smetta di raccontare barzellette
sull'immondizia di Napoli". Dal canto suo, D'Alema torna in città in
compagnia dei giornalisti stranieri, per mostrare "la realtà della
Campania con i suoi problemi, ma anche lo sforzo che si sta producendo
per risolvere l'emergenza, al fine di restituire un'immagine più vera della
regione, alla vigilia della stagione turistica". E se il buon giorno si
vede dal mattino, il capolista del Pd non deve aver gradito che appena uscito
dalla Stazione centrale un gruppo di tassisti l'abbia accolto al grido
"Viva Berlusconi". Di certo c'è la reazione stizzita: "Non si
vota per il futuro della Campania. Il destino della Campania si deciderà quando
si voterà per le regionali", a seguito della quale avrebbe imposto
l'assenza di Bassolino al comizio conclusivo di oggi,
circostanza che lo stesso Veltroni, impegnato proprio in Campania col suo tour
elettorale, non ha smentito. In attesa che siano sciolte queste riserve, il Pd
è costretto ad incassare anche le dure critiche di De Mita, che starebbe
portando l'Unione dei centristi vicina alla fatidica soglia dell'8% al Senato
proprio ai danni del Pd, "a leggere il programma elettorale del Pd il Sud è
quasi un peso. E, comunque sia, prevalgono gli slogan. Come quello veltroniano
della Bocconi del Sud. Veltroni dimostra di non sapere nemmeno quale sia
l'attuale panorama delle università del Sud, campane in particolare: il vero
problema non è crearne una nuova, ma far funzionare quelle che già ci sono. É
come per la sanità".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Frattini a Napoli:
non ha senso delle istituzioni, le dimissioni non si annunciano ma si danno.
Carfagna: Veltroni si vergogni Ancora un vespaio di polemiche sul fronte del
Pdl, dopo l'annuncio del governatore Antonio Bassolino.
A partire da Franco Frattini, vice-presidente della commissione europea, il
quale nel corso del tour campano che l'ha portato a Napoli e a Salerno si è
detto meravigliato: "Leggo con stupore - almeno per come concepisco io le
istituzioni - l'annuncio di Bassolino, ma io credo che
le dimissioni debbano essere date e non annunciate a dodici mesi di distanza.
Questo modo di fare offende il buon senso delle persone perbene". Stessa
musica con Alessandra Mussolini, responsabile di Azione sociale: "È stato
mollato dai cittadini, è stato mollato dalla coalizione: Bassolino
lasci subito la guida della Regione senza attendere il 2009. Azione Sociale dà
tempo al governatore di lasciare la Regione entro il 27 aprile. Il giorno dopo,
a partire dalle 11, starò sotto i suoi uffici a chiederne le dimissioni,
subito". Anche Mara Carfagna interviene, soprattutto per attaccare Veltroni che ha usato parole di elogio per il gesto del
governatore: "La Iervolino disse che a Napoli il presidente Berlusconi
venne a raccontare barzellette. Fu un'uscita patetica. Se c'è qualcuno che
potrebbe partecipare ad una gara di barzellette è invece Veltroni. Difendendo Bassolino, dicendo che ha cambiato
Napoli, il segretario del Pd l'ha sparata davvero grossa. Veltroni
potrebbe vincere il premio "balla dell'anno". Credo che il segretario
del Pd non conosca la vergogna e soprattutto non conosce la Campania".
Duro il coordinatore regionale di Forza Italia Nicola Cosentino: "Bassolino dovrebbe andar via subito e quand'anche lo facesse
sarebbe comunque in ritardo. Non si può governare la complessità di questo
territorio, avendo contro l'88 per cento della popolazione. Se vuol essere
davvero "nuovo" invito Veltroni a dire a Bassolino
di farsi da parte, per riprenderci la possibilità di riscatto per la nostra
regione". Intanto il capogruppo in Regione Cosimo Sibilia osserva:
"Il presidente della Regione non lascerà tra un anno ma, costretto degli
eventi, sarà obbligato a rassegnare le dimissioni subito dopo il voto del 13 e
14 aprile. E, questo, per l'esito scontato del voto sul quale peserà come un
macigno il caso Campania". Polemiche anche negli altri schieramenti. Tra i
socialisti scende in campo Gianni De Michelis, già segretario del Nuovo Psi,
intervenuto al Circolo Posillipo per presentare le liste del Ps alla Camera e
al Senato: "Finalmente Bassolino ha preso atto e
sia pure dandosi un anno di attesa se ne andrà. Sarebbe stato meglio, se non
lui in persona, che lo avesse fatto in tempo chi ne aveva responsabilità, cioè
l'intero sistema di potere che ha governato la Campania negli ultimi.
L'Alitalia e la mondezza napoletana sono le due metafore italiane. Un paese che
non sa decidere". cor.cas.