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DOSSIER “MONNEZZE”

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Report "Monnezze"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Monnezze (11)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

"rifiuti, liberare i siti turistici" ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: apertura della discarica a Savignano. Polemica contro la Procura dei dirigenti Impregilo Ancora quattro giorni, poi i treni che dovranno trasportare in Germania i rifiuti della Campania entreranno a pieno regime. Da qui a lunedì prossimo, la spazzatura sarà raccolta in tutta la regione "da parte dell'esercito, con noleggio di bilici e ruspe meccaniche"

Così i fanghi diventano compost - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: L'ultimo rapporto, "Ecomafia 2008" firmato da Legambiente, ci consegna una regione che occupa il settimo posto nella classifica dell'illegalità nel ciclo dei rifiuti e guadagna una posizione rispetto all'ottavo posto dell'anno prima (in testa resta sempre saldamente la Campania).

"regione sarà parte civile contro la discarica abusiva" - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: E in questo contesto Losappio rovescia anche la lettura del rapporto di Legambiente sulle ecomafie che vedono la Puglia al terzo posto: "Questo non significa che in Puglia sia aumentata l'ecomafia ma che sono aumentati i controlli". Casi come quelli di Foggia, si diraderanno non solo per mano giudiziaria ma anche per scelte politiche.

Il Colle alla Lega: rifiuti dal Nord? Leggano gli atti ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ecomafie e industrie padane per far sparire i loro scarti velenosi al Sud, a prezzi stracciati. è una replica secca, la sua. Con il tono infastidito di chi invita i critici a documentarsi, prima di indossare l'elmetto e sparare. E documentarsi, per una persona proverbialmente puntigliosa come lui, significa analizzare fino in fondo le pagine messe insieme dal gruppo di deputati

Certificati truccati e tir al veleno quel grande traffico da Nord a Sud ( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: scontrandosi con le difficoltà di una legge che non contemplava il reato di ecomafia. Il metodo Accanto all'esistenza di sversamenti abusivi tout court (camion arrivati nella notte a gettare rifiuti pericolosi nelle campagne con il beneplacito della camorra), la Commissione annota la presenza di un ciclo "industriale" dello smaltimento illegale.

"nelle inchieste sulle ecomafie ci sono nomi, indirizzi, itinerari" - antonello caporale ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Nelle inchieste sulle ecomafie ci sono nomi, indirizzi, itinerari" L'Italia è come un imbuto, le scorie si producono dove si lavora e finiscono in Campania e Puglia Una precisa geografia con i luoghi in cui la merce viene impacchettata e le località dove approda ANTONELLO CAPORALE Sono decine le pagine dedicate all'attraversamento dei rifiuti tossici da nord verso sud.

Rifiuti tossici, tutti sanno, ma nessuno fa nulla per fermarli ( da "Liberazione" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: uno dei terreni di maggior impegno della Commissione di inchiesta, che non a caso veniva denominata "Ecomafie". Pochi anni prima un pentito di camorra aveva rivelato che "la monnezza è come l'oro" ed era stato Enrico Fontana ad accendere, per Legambiente, il riflettore sui delitti ambientali impuniti nella più generale questione della lotta alle mafie.

Rifiuti, la Lega fa arrabbiare Napolitano: <Rileggano le relazioni parlamentari> ( da "Liberazione" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: dossier di Legambiente sulle ecomafie), ha bruscamente respinto al mittente invitando la Lega a "leggere la relazione della commissione parlamentare sui rifiuti". E perché fosse chiaro ha aggiunto di aver voluto "sollecitare soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema che è determinato da varie componenti tra le quali quella del traffico di rifiuti tossici dal Nord"

Rifiuti tossici, tutti sanno Nessuno fa nulla per fermarli ( da "Liberazione" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ecomafie". Nel pacato ma rigoroso monito del Capo dello Stato va forse colto un aspetto, implicito ma non troppo, che estende la questione al di là del puro aspetto dei rifiuti. Eh sì, perché lo smaltimento abusivo dei rifiuti industriali del Nord rimanda alla questione più generale della produzione che origina quei rifiuti.

Un acquapark a Chiaiano già finanziato da Bassolino ( da "Giornale.it, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rosa Russo Iervolino, nutre dei sospetti su una di queste speculazioni: un progetto, denominato C14, di oltre 400 appartamenti, da edificare su sette ettari di terreno maranesi. La Iervolino ha espresso le sue perplessità nel corso di un interrogatorio reso come persona informata dei fatti al pm della Procura di Napoli,

BERLUSCONI, VERTICE A ROMA SUI RIFIUTI ELOGI A BASSOLINO E IERVOLINO: MI AIUTANO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: sui rifiuti elogi a Bassolino e Iervolino: mi aiutano Berlusconi tornerà a Napoli la prossima settimana. Impegni istituzionali hanno impedito la nuova visita del premier nella giornata di oggi, ma ieri il Presidente del Consiglio ha tenuto a Palazzo Chigi una riunione con i sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso, in contatto telefonico con il commissario Gianni De Gennaro.


Articoli

"rifiuti, liberare i siti turistici" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli "Rifiuti, liberare i siti turistici" Monito di Berlusconi. Esercito in azione in tutta la regione Vertice a Palazzo Chigi con Bertolaso Il premier a Napoli la prossima settimana De Gennaro via il 10 Imminente l'apertura della discarica a Savignano. Polemica contro la Procura dei dirigenti Impregilo Ancora quattro giorni, poi i treni che dovranno trasportare in Germania i rifiuti della Campania entreranno a pieno regime. Da qui a lunedì prossimo, la spazzatura sarà raccolta in tutta la regione "da parte dell'esercito, con noleggio di bilici e ruspe meccaniche" che andranno ad aggiungersi ai mezzi delle aziende municipalizzate. Lo comunica Palazzo Chigi al termine di una riunione operativa tra il premier Silvio Berlusconi e i sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso alla quale ha preso parte telefonicamente anche il commissario delegato Gianni De Gennaro. L'azione del governo, su espressa richiesta di Berlusconi, comincerà dal "recupero dei rifiuti nelle zone maggiormente interessate dall'imminente azione turistica". Il presidente del Consiglio tornerà a Napoli la prossima settimana mentre martedì 10 giugno Gianni De Gennaro lascerà l'incarico di commissario per assumere la guida del Dis, l'ufficio di coordinamento dei servizi segreti. La prossima settimana è prevista anche la riapertura del sito di Savignano Irpino, poi toccherà a Sant'Arcangelo Trimonte. Il percorso intrapreso per uscire dalla crisi, pur fra mille ostacoli, sembra dunque andare avanti. Ma prosegue anche l'inchiesta della Procura di Napoli che martedì 27 maggio ha portato all'arresto di 25 fra manager e tecnici per presunti illeciti nella gestione dell'emergenza. I dirigenti del gruppo Impregilo hanno voluto acquistare uno spazio a pagamento sul quotidiano "Il Mattino" per esprimere "piena solidarietà e amicizia" ai colleghi coinvolti nelle indagini condotte dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. "Ancora una volta - si legge - dipendenti di società del Gruppo Impregilo impegnati nel delicato compito di fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania sono stati oggetto di provvedimenti giudiziari, addirittura incidenti sulla libertà personale. A seguito dell'inchiesta giudiziaria - è scritto ancora - dobbiamo rilevare che, oggi, i colleghi che continuano per legge a svolgere nella regione Campania il servizio pubblico di gestione dei rifiuti, lo stiano facendo esponendosi a rischi intollerabili". Sul piano delle indagini, il giudice Saraceno ha concluso a notte inoltrata gli interrogatori di "garanzia". Intorno alla mezzanotte di mercoledì è finito il faccia a faccia con Marta Di Gennaro, ex subcommissario per l'emergenza rifiuti durante la prima gestione Bertolaso. "è stato un interrogatorio assolutamente approfondito", commenta il difensore della dirigente, l'avvocato Efisio Figus Diaz, che era accompagnato dalla collega Maria Rosa Marsiglia. Al suo legale, Di Gennaro ha detto: "Ho avuto la possibilità di chiarire gli equivoci ingenerati dai frammenti di intercettazioni contenuti nell'ordinanza. Ho sempre agito senza violare la legge, e con l'unico obiettivo di contribuire, insieme alla struttura del commissario straordinario Guido Bertolaso, a risolvere, in una situazione di emergenza, la grave crisi dei rifiuti". Il giudice ha interrogato anche Giuseppe Sorace, assistito dall'avvocato Claudio Botti, che ha comunicato al gip le sue dimissioni dall'incarico di responsabile unico del procedimento per il termovalorizzatore di Acerra. Sorace, che ha lasciato Palazzo di Giustizia intorno alle 3 del mattino, ha inoltre riferito al magistrato di aver svolto questa attività senza mai essere ricompensato e di aver avviato, per questa ragione, un contenzioso con Fibe. (d.d.p.).

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Così i fanghi diventano compost - laura montanari (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Firenze Così i fanghi diventano compost Anni di indagini sui rifiuti tossici dalla Toscana verso il sud LAURA MONTANARI Questa è la storia di un artificio e di un viaggio che parte da Milano, passa dalla Toscana, carica rifiuti urbani in Lucchesia e fanghi dal Valdarno e corre verso il Sud, fino alla Campania, purificando tutto senza bisogno di trattamenti, trasformando, strada facendo (e con qualche sosta sospetta) soltanto i documenti di identità di quello che trasportano i camion: i rifiuti urbani e i fanghi di conceria, cambiano il nome, diventano "compost" da distribuire nei campi o da seppellire in qualche discarica del Sud. Basta una falsa certificazione e la magia è fatta, il business pure e i danni per l'ambiente un'eredità per tutti. Questa non è un'inchiesta di una sola procura, sono controlli e accertamenti di anni - dal 2003 in poi - e restituiscono un'immagine della Toscana un po' meno brillante raccontando un crocevia di interessi, presunte infiltrazioni camorristiche e illegalità nel business dello smaltimento della monnezza. L'indagine del 2003 si chiamava "Re Mida" era condotta dai Carabinieri del Noe e dalla procura di Napoli, (29 arresti in tutta Italia, per un giro d'affari di oltre tre milioni di euro). E' una delle diciotto che dal 2002 a oggi vede la Toscana protagonista o comparsa nelle inchieste dei magistrati. L'ultimo rapporto, "Ecomafia 2008" firmato da Legambiente, ci consegna una regione che occupa il settimo posto nella classifica dell'illegalità nel ciclo dei rifiuti e guadagna una posizione rispetto all'ottavo posto dell'anno prima (in testa resta sempre saldamente la Campania). "Sono 283 le infrazioni accertate, 312 le persone denunciate, 76 i sequestri effettuati" ricordano gli ambientalisti. La mafia in questi ultimi casi non c'entra, ma i reati sì. Tra i casi citati nel rapporto, quello della ex Lucchini di Piombino e le indagini della Guardia di Finanza che scoprirono un collina "di rifiuti speciali non pericolosi lasciati a cielo aperto e alla dispersione del vento". "La buona notizia - si legge però qualche riga sotto nel rapporto di Legambiente - è che nel corso del 2007 la concentrazione di benzoapirene a Piombino, in località Cotone (uno dei quartieri più vicini alle acciaierie) è risultata inferiore ai limiti di legge ed è stato così raggiunto l'obiettivo che l'amministrazione si era data". Un risultato, riconoscono gli ambientalisti, raggiunto grazie all'impegno della stessa acciaieria che ha spostato alcuni impianti e il Comune". Altri episodi citati nel rapporto sono la scoperta di una discarica di mattoni e calcinacci trovati a Vada (Livorno), inchieste sui rifiuti speciali a Civitella della Chiana, a Grosseto, a Casole d'Elsa, Follonica, Orbetello, una sul traffico illecito di rifiuti a Carrara, altre ancora sui rifiuti speciali pericolosi e non.

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"regione sarà parte civile contro la discarica abusiva" - piero ricci (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Bari L'annuncio di Losappio dopo il blitz sui rifiuti tossici di Foggia "Regione sarà parte civile contro la discarica abusiva" Domani sopralluogo dell'assessore a Deliceto: controlli sempre più severi PIERO RICCI Se non fosse che al governatore pugliese Nichi Vendola non piace come locuzione, bisognerebbe parlare di "tolleranza zero". Il blitz di mercoledì che ha scoperchiato un sistema criminoso per lo smaltimento di rifiuti tossici in alcune discariche abusive della provincia di Foggia, non lascerà indifferente la Regione Puglia. "Ci costituiremo parte civile nel processo ai responsabili del disastro ambientale e dello smaltimento illecito dei rifiuti in Capitanata", ha annunciato l'assessore regionale all'ambiente Michele Losappio a ventiquattr'ore dal blitz della guardia di finanza. Ed è la conseguenza logica e pratica del commento a caldo di Vendola che a proposito dell'operazione aveva parlato di "Gomorra subappeninica" perché ricalca in scala la denuncia di quanto accade in Campania descritta nel libro di Roberto Saviano e nel film di Matteo Garrone premiato a Cannes. E se Vendola, mercoledì sera, ringraziava "l'ottimo lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura foggiana", ieri Losappio ha specificato che l'esito dell'inchiesta foggiana nasce anche in un contesto favorevole realizzato con gli accordi che la Regione ha stipulato con i Noe, la guardia di finanza e il Corpo forestale: "Questi accordi - dichiara Losappio - hanno irrobustito l'azione di repressione contro i reati ambientali sia in Puglia che nelle aree transfrontaliere. Da qui l'individuazione sempre più mirata e determinata dei responsabili ed il blocco delle loro attività criminose". E in questo contesto Losappio rovescia anche la lettura del rapporto di Legambiente sulle ecomafie che vedono la Puglia al terzo posto: "Questo non significa che in Puglia sia aumentata l'ecomafia ma che sono aumentati i controlli". Casi come quelli di Foggia, si diraderanno non solo per mano giudiziaria ma anche per scelte politiche. "La completa attuazione del ciclo dei rifiuti servirà a limitare questa attività distruttiva", insiste Losappio che spara a zero contro il commissariamento perché c'è bisogno che per evitare un rischio Campania sia gli enti locali a diventare protagonisti. "La Regione - conclude l'assessore - continuerà ad essere la più accanita avversaria degli inquinatori e delle loro pratiche criminali". Domani l'assessore farà un sopralluogo a Deliceto, il comune del Foggiano dove si trova l'impianto complesso di smaltimento dei rifiuti". La visita è stata programmata "per una verifica dello stato dell'impianto alla luce dei recenti fatti di cronaca", informa una nota dell'assessorato. è stato grazie ai lavori di ampliamento di questa discarica autorizzata, dove sono smaltiti i rifiuti solidi urbani di un bacino di una decina di comuni, che i militari ne hanno scoperto un'altra, ben più grande. Un disastro ambientale, un'enorme ferita che ha ingoiato 500mila tonnellate di rifiuti, deviando anche il corso del Cervaro, il fiume che scorre nelle vicinanze. I danni ambientali supererebbero, secondo la stima degli inquirenti, i 300 milioni di euro. Dodici le persone arrestate. Molti imprenditori. Una cinquantina sono gli indagati. I reati vanno dal traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi al disastro ambientale. "Un disegno criminoso di una realtà che supera ogni più fervida fantasia", aveva detto Vendola, a caldo. A freddo, ieri, la Regione è andata oltre per chiedere che quel danno al suo territorio sia risarcito fino all'ultimo centesimo.

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Il Colle alla Lega: rifiuti dal Nord? Leggano gli atti (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-06 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il Colle alla Lega: rifiuti dal Nord? Leggano gli atti Replica alle polemiche sulle scorie: basta rivedere la relazione dell'inchiesta parlamentare "Sollecito soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema dovuto a vari fattori fra i quali quel traffico illecito" DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - Presidente Napolitano, ha visto che cosa ha suscitato la sua denuncia sui rifiuti tossici del Nord smaltiti abusivamente in Campania? La Lega sostiene che questo è un modo per indicare ancora una volta i settentrionali come i soliti "cattivoni" e ipotizza che un simile allarme sia una "premessa" per imporre che la munnezza della Campania venga portata sopra il Po... "Guardi, su ciò che intendevo dire basta leggere la relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Quanto al resto, sollecito soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema determinato da vari fattori fra i quali c'è anche quel traffico illecito". Risponde così, il capo dello Stato, dopo aver visto le malmostose e sospettose reazioni all'affondo che si è concesso l'altro ieri sull'intreccio tra ecomafie e industrie padane per far sparire i loro scarti velenosi al Sud, a prezzi stracciati. è una replica secca, la sua. Con il tono infastidito di chi invita i critici a documentarsi, prima di indossare l'elmetto e sparare. E documentarsi, per una persona proverbialmente puntigliosa come lui, significa analizzare fino in fondo le pagine messe insieme dal gruppo di deputati e senatori incaricati d'indagare sullo scandalo durante le ultime due legislature (sotto i governi Berlusconi e Prodi, cioè). Giorgio Napolitano l'ha fatto, esplorando attraverso le carte del Parlamento in che modo è maturato questa sorta di Vietnam delle istituzioni. Ed è rimasto molto colpito da certi passi. "Un quadro desolante e preoccupante, dal quale è emerso un territorio martoriato per alcune significative porzioni e visibilmente oltraggiato ", scrive a mo' di preambolo il 26 gennaio 2006 il relatore Paolo Russo, del centrodestra. Prima di aggiungere: "Gli accertamenti hanno riguardato lo smaltimento illecito di olii minerali, piombo, scorie saline, schiumature di alluminio nonché polveri di abbattimento dei fumi degli altoforni, il tutto disperso su 120 ettari... in una sorta di "triangolo dei veleni" tra Nola, Marigliano e Acerra". E ancora: "I pubblici ufficiali consentivano, in cambio di "mazzette", lo sversamento illecito di migliaia di tonnellate di rifiuti, provenienti da diverse regioni del Nord e Centro Italia, in terreni a destinazione agricola e in cave per cui era stato approvato il progetto di ricomposizione ambientale". Insomma: sapeva quel che diceva, il capo dello Stato, quando ha accennato a una rete di "corresponsabilità " e ha invitato l'opinione pubblica "nordista" a riflettere per la propria parte. Nessuna interpretazione tendenziosa o strumentale da parte sua, dunque. Lo prova l'appello che anche ieri ha rivolto ai napoletani, accennando a una lotta "corpo a corpo tra le spinte regressive e l'avanzamento " morale e civile della città. Lo "sversamento" Nel documento del 2006 è descritto lo "sversamento illecito" dalle regioni settentrionali e centrali Al Caffè Gambrinus Il presidente Giorgio Napolitano ieri nel capoluogo campano mentre sorseggia un caffè ( Emmevi) Marzio Breda.

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Certificati truccati e tir al veleno quel grande traffico da Nord a Sud (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Certificati truccati e tir al veleno quel grande traffico da Nord a Sud di Eduardo Di Blasi / Roma C'È TUTTO Nomi, circostanze, anche il metodo utilizzato, il parcheggio del camion con il carico velenoso nel sito di stoccaggio mentre si attende il cambio della certificazione del rifiuto "speciale" che, sito di stoccaggio dopo sito di stoccaggio e bolla dopo bolla, senza subire alcun trattamento se non quello burocratico, viene declassificato a rifiuto normale e spedito in discarica al sud. È tutto nella relazione finale che il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti Paolo Russo (Pdl-Fi) licenziò nel gennaio del 2006, XIV legislatura. Sono atti pubblici e consultabili su internet. E parlano con chiarezza, attingendo alle inchieste che le procure campane (oggi accusate di non aver mai lavorato sul versante dei rifiuti), hanno condotto negli anni, scontrandosi con le difficoltà di una legge che non contemplava il reato di ecomafia. Il metodo Accanto all'esistenza di sversamenti abusivi tout court (camion arrivati nella notte a gettare rifiuti pericolosi nelle campagne con il beneplacito della camorra), la Commissione annota la presenza di un ciclo "industriale" dello smaltimento illegale. Sottolinea "l'esistenza di soggetti e società commerciali di intermediazione, il cui compito è quello di mettere in contatto l'impresa produttrice di rifiuti con il trasportatore o lo smaltitore. Di fatto le società di intermediazione costituiscono veri e propri motori dell'intera attività relativa allo smaltimento dei rifiuti. Per la loro natura di aziende di servizi, tali società non entrano "fisicamente" mai a contatto con i rifiuti, la loro attività riguardando, infatti, esclusivamente l'organizzazione dell'illecito circuito finalizzato allo smaltimento. Spesso i soggetti che effettuano questo tipo di attività movimentano centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti, senza muoversi dai propri uffici". Colletti bianchi, stakeholders, circuiti in cui i rifiuti vengono "ripuliti" con il "giro bolla" sopra descritto o con metodi più sofisticati come quello rintracciato dai carabinieri con l'indagine "Houdini". È "la pratica del "codice prevalente": una partita ottenuta dalla miscelazione di rifiuti con codici diversi viene identificata con il Cer del rifiuto presente in maggior quantità". Una polpetta avvelenata. Le inchieste La madre di tutte le inchieste resta quella condotta dal pm di Napoli Maria Cristina Ribeira. Si chiama "Re Mida" ed è la capostipite di una serie di approfondimenti ulteriori sul metodo "industriale" dello smaltimento illecito. Tra febbraio 2002 a maggio 2003, 1.600 tir provenienti dal Nord Italia hanno scaricato tonnellate di fanghi tossici, veleni e metalli in cave e terreni agricoli della Campania. L'operazione "Terra Mia", svolta dal Corpo Forestale dello Stato e coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola, ha "riguardato lo smaltimento illecito di olii minerali, piombo, scorie saline, schiumature di alluminio, nonché polveri di abbattimento dei fumi degli altoforni: il tutto veniva disperso su centoventi ettari di terreno, ai confini di campi coltivati o di zone sottoposte a bonifica come i Regi Lagni. Una sorta di "triangolo dei veleni" tra i Comuni di Nola, Marigliano e Acerra, dove sono state sequestrate 25 discariche". Fa parte della seconda tipologia, quella dell'interramento nascosto. È tutto nelle carte della commissione. Le imprese "Il 16.1.2004, presso il sito gestito in Giugliano dalla Pozzolana Flegrea, sono stati rinvenuti rifiuti speciali pericolosi. Dalle indagini svolte dai Carabinieri è emerso che anche tutti i certificati di analisi dei rifiuti esibiti al momento dei controlli del Noe sono risultati falsi. I rifiuti, provenienti da primarie aziende del Nord (la Decoindustria di Cascina, la Nuova Esa e la Servizi costieri, entrambe in provincia di Venezia) erano oggetto di intermediazione dalle società del gruppo Pellini e poi smaltiti nei siti nella disponibilità della Pozzolana Flegrea (Bacoli e Giugliano) e della Igemar (di Qualiano). Nel contesto della medesima attività investigativa, degno di nota è pure il filmato effettuato dal Corpo Forestale dello Stato in data 13.10.05, che ha ripreso in diretta lo sversamento di tonnellate di rifiuti liquidi nei Regi Lagni". Rifiuti pericolosi "prodotti dalla società Decoindustria e Nuova Esa; rifiuti pericolosi definiti "terre e rocce" provenienti dallo stabilimento Icmi e Nuova Esa; amianto, oli minerali esausti contenenti Pcb". E non erano ancora iniziate le inchieste su Pianura.

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"nelle inchieste sulle ecomafie ci sono nomi, indirizzi, itinerari" - antonello caporale (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

L'imbuto La geografia Russo, Pdl, ex presidente della commissione parlamentare sui rifiuti, conferma le parole di Napolitano "Nelle inchieste sulle ecomafie ci sono nomi, indirizzi, itinerari" L'Italia è come un imbuto, le scorie si producono dove si lavora e finiscono in Campania e Puglia Una precisa geografia con i luoghi in cui la merce viene impacchettata e le località dove approda ANTONELLO CAPORALE Sono decine le pagine dedicate all'attraversamento dei rifiuti tossici da nord verso sud. Precisi i dettagli, puntuale la geografia dei luoghi in cui la "merce" viene impacchettata e le località dove essa approda. I laghetti del litorale domiziano, le terre casertane, poi, proseguendo verso est, la piana di Foggia, infine le caverne della Murgia barese. Paolo Russo è parlamentare del Pdl, dopo esserlo stato di Forza Italia. Per cinque anni (2002-2006) ha presieduto la commissione d'inchiesta sulla gestione dei rifiuti. Il Pdl è alleato della Lega. I leghisti ritengono evanescente la prova che gli imprenditori del Nord abbiano potuto intossicare il Sud. "Gli amici della Lega hanno reagito tradendo una qualche apprensione elettoralistica, secondo un puro istinto territoriale. Si sono sentiti punti". Il nord è invece un'ape laboriosa. "Hanno ritenuto che si volesse sollevare la Campania dalle responsabilità del proprio ceto politico". Esistono due tipi di rifiuti. I primi, quelli industriali, non solo puzzano ma sono anche tossici. "Ci sono grandi inchieste giudiziarie oramai note. Ne cito due: Re Mida e Terra Mia". Note a lei! "Nomi e cognomi. Città, indirizzo dello stabilimento, sede sociale. Gli inquirenti hanno scoperto e anche arrestato". Facciamo un ripasso veloce. "Prenda l'Italia e la immagini come l'imbuto". L'imbuto è largo all'imbocco. "L'imbocco è il nord produttivo. Del resto i rifiuti si producono dove si effettuano le lavorazioni. Scendendo giù troviamo un'area geografica, orientativamente interna al territorio della Toscana, dove c'è un'alta concentrazione di imprese che trattano i rifiuti pericolosi. Imprese che stoccano, altre che diluiscono, sminuzzano, sigillano. Hanno regolare licenza per farlo". E siamo a metà dell'imbuto. "Tra gli anni '80 e '90 la fine dell'imbuto è costituito dalle aree della Campania e della Puglia". Perché lì? "Perché lì c'è un'organizzazione che garantisce il controllo assoluto del territorio, promette il silenzio delle popolazioni, assicura la totale impermeabilità e riservatezza dell'operazione. Ma prima di tutto: offre lo smaltimento a prezzi inarrivabili". Quell'organizzazione si chiama Camorra, c maiuscola. Camorra imprenditrice. "Il differenziale tra il costo medio dello smaltimento lecito e quello illecito genera la portata dei flussi. La tratta è possibile perché alcune delle imprese situate a metà dell'imbuto, quelle per intenderci impegnate nel trattamento e nello stoccaggio, operavano fuori dalle norme". Certificavano pulizia dov'era sporcizia. "Gli inquinanti venivano trasformati, ma solo per via cartolare, a qualcosa che, in fondo, faceva meno male della marmellata". Certificazioni false. "Totalmente. Queste imprese intermediavano: lassù la domanda, quaggiù l'offerta". E i camion si riempivano. "Inabissamento dei rifiuti nei laghetti del litorale casertano" Interramento tra i carciofi. "Anche nell'area dove più ricca e intensa è l'attività agricola". Hanno riempito gli anfratti cavernosi della Murgia barese. "La quantità dei rifiuti da smaltire era tale... ". Appena l'anno scorso il nostro sistema delle imprese ha prodotto circa 7 milioni di tonnellate di rifiuti speciali che non si ritrovano nella contabilità ordinaria delle sostanze smaltite. "Misurando la quantità di lavorazione effettuata si ha la quantità dei rifiuti speciali da smaltire. Lo smaltimento dev'essere certificato. Tutta quella roba oggi manca all'appello".

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Rifiuti tossici, tutti sanno, ma nessuno fa nulla per fermarli (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Chiediamoci: quali produzioni sono sostenibili per il territorio? Rifiuti tossici, tutti sanno, ma nessuno fa nulla per fermarli Massimo Scalia "Gran parte dei rifiuti tossici sepolti qui sono arrivati dal Nord" ha affermato il presidente Napolitano nel capoluogo della Campania, e a quelli della Lega, che se la cavavano con rozze battute per respingere l'addebito, consigliava di rileggersi la relazione della Commissione parlamentare. E in effetti già la prima Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti affermava nella relazione conclusiva: "In base alla documentazione acquisita dalla Commissione risulta evidente come fino al 1993 non sia stata posta in essere alcuna attività significativa di indagine e quindi di contrasto dei traffici illeciti di rifiuti, con particolare riferimento a quelli dal Centro-Nord verso il Sud del Paese" (11 marzo 1996). I traffici illeciti di rifiuti che arricchiscono la criminalità organizzata erano stati, fin dalla sua costituzione, uno dei terreni di maggior impegno della Commissione di inchiesta, che non a caso veniva denominata "Ecomafie". Pochi anni prima un pentito di camorra aveva rivelato che "la monnezza è come l'oro" ed era stato Enrico Fontana ad accendere, per Legambiente, il riflettore sui delitti ambientali impuniti nella più generale questione della lotta alle mafie. 5 06/06/2008.

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Rifiuti, la Lega fa arrabbiare Napolitano: <Rileggano le relazioni parlamentari> (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Alla base dello scontro interessi economici e prassi consolidate nelle regioni che hanno regalato la vittoria al Carroccio Rifiuti, la Lega fa arrabbiare Napolitano: "Rileggano le relazioni parlamentari" Romina Velchi Alla fine è il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota, a spegnere (o almeno a provare di spegnere) la polemica col capo dello Stato: "Noi siamo i primi a dire che i rifiuti vanno smaltiti nelle rispettive regioni. Non facciamo nessuna polemica con il presidente Napolitano stimato da Umberto Bossi e dalla Lega". Sarà pure stimato, ma certo gli esponenti leghisti, a cominciare dall'ex ministro della giustizia Roberto Castelli, non hanno esitato a criticare pesantemente il presidente della Repubblica, che l'altro ieri da Napoli aveva ricordato come in Campania siano arrivate tonnellate di rifiuti tossici dalle industrie del Nord. "E' chiaro dove si vuole arrivare: lo smaltimento dobbiamo farlo noi "cattivoni"" ha tuonato Castelli. Insomma, il sospetto, neanche tanto velato, era che, dietro le parole di Napolitano, si nascondesse l'intento di costringere le regioni del Nord ad accogliere e smaltire i rifiuti campani; cioè di scaricare sul Nord i guai del Sud. Parole e sospetti che il presidente della Repubblica, il cui intento era solo quello di ricordare che il problema dei rifiuti riguarda tutto il paese e non solo una regione (come si legge anche nell'ultimo dossier di Legambiente sulle ecomafie), ha bruscamente respinto al mittente invitando la Lega a "leggere la relazione della commissione parlamentare sui rifiuti". E perché fosse chiaro ha aggiunto di aver voluto "sollecitare soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema che è determinato da varie componenti tra le quali quella del traffico di rifiuti tossici dal Nord". A parte Angelo Alessandri, presidente leghista della commissione ambiente di Montecitorio, il quale si è lasciato sfuggire un "forse è Napolitano che non ha letto abbastanza bene, se vuole gli do una mano io", la "precisazione" di Napolitano ha soddisfatto la Lega: "Prendo atto delle dichiarazioni del capo dello stato - smorza Castelli - e registro con favore che il presidente auspica una soluzione al problema rifiuti sul territorio campano, come del resto vuole la legge". Incidente chiuso? Difficile crederlo, se non altro perché Napolitano ha messo il dito nella piaga andando a toccare interessi non indifferenti e prassi più che consolidate proprio nelle terre che hanno regalato la vittoria elettorale al Carroccio. In primis il Veneto, che in un anno è balzato al secondo posto nella classifica degli illeciti in materia di smaltimento dei rifiuti (come si legge sempre nel rapporto di Legambiente). D'altra parte è una novità solo per i leghisti che la Campania sia da sempre la pattumiera dell'Italia per i traffici di rifiuti tossici dalle industrie del Nord, le inchieste giudiziarie l'hanno ampiamente dimostrato. "Il presidente Napolitano si è limitato a fotografare una situazione esistente" commenta infatti Ermete Realacci, ministro dell'ambiente del governo ombra, il quale ai leghisti che provocatoriamente chiedono a Napolitano di "fare i nomi" delle industrie "nordiste" che inquinano, il deputato consiglia di "consultare la relazione alla commissione parlamentare sui rifiuti oppure i documenti delle varie operazioni delle forze dell'ordine". Il coinvolgimento nelle indagini di ben 18 procure, conclude Realacci, testimonia "la portata del fenomeno e la necessità di un'assunzione di responsabilità a livello nazionale e non certo di polemiche pretestuose". Anche per questo, un gruppo di senatori di maggioranza e opposizione, ha chiesto formalmente che il governo riferisca a Palazzo Madama sulla denuncia di Napolitano, cioè sui traffici di rifiuti nocivi dal Nord al Sud. A conferma che quello dei rifiuti è un tema destinato a diventare sempre più caldo (forse proprio a causa dei tanti interessi che vi ruotano attorno), ieri sono state scintille anche nell'Aula della Camera, quando il dipietrista Francesco Barbato ha di fatto dato del camorrista a Mario Landolfi (An, indagato proprio in Campania e proprio in un'inchiesta sui rifiuti) scatenando la bagarre: proteste, urla, cori. Intanto, la commissione ambiente della Camera ha concluso la discussione generale sul decreto legge sull'emergenza rifiuti in Campania in un clima di "collaborazione", fa sapere il presidente Alessandri. Il 16 è previsto il suo arrivo in Aula, mentre entro oggi andranno presentati gli emendamenti. Il Pd ne annuncia una quindicina, dalla questione delle bonifiche e della raccolta differenziata al commissariamento dei comuni inadempienti, fino alle questioni più delicate come la possibilità di usare l'esercito per presidiare le discariche e la superprocura. Il Pd si aspetta, inoltre, chiarimenti rispetto alle valutazioni dell'Ue sulla congruità del decreto con le norme europee, condizione necessaria perché il partito di Veltroni possa decidere di appoggiare il provvedimento. Ed è giusto di ieri la notizia dell'apertura di una nuova procedura d'infrazione contro l'Italia in materia di rifiuti. Questa volta nel mirino c'è la Puglia: il nostro paese, in sostanza, non si sarebbe pienamente conformato "ad una sentenza di condanna della corte di giustizia europea per non aver effettuato la valutazione d'impatto ambientale per un nuovo inceneritore a Massafra". L'Europa ci ricorda anche che "consultare l'opinione pubblica prima dell'adozione di una decisione definitiva" è elemento essenziale "di una buona "governance"". 06/06/2008.

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Rifiuti tossici, tutti sanno Nessuno fa nulla per fermarli (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Massimo Scalia Delitti si fa per dire, perché, a vergogna della nostra Italia, non abbiamo ancora oggi nel codice penale un titolo specifico per i delitti contro l'ambiente, come già da tempo hanno, per non citare sempre la Germania, Grecia e Portogallo. E questo fa poi capire come sia difficile operare azioni di contrasto e di repressione non avendo a disposizione un contesto organico di norme penali, e quindi di strumenti adeguati a colpire chi delinque contro l'ambiente, se non l'unica previsione di sanzioni penali per trasporti illeciti di rifiuti pericolosi. Allora ci fu una risposta istituzionale non comune per la brevità dei tempi e la Commissione di inchiesta sui rifiuti venne istituita un anno dopo l'azione di Legambiente, e poi in tutte le legislature successive. La denuncia documentata di quegli anni, che erano stati individuati come un vero e proprio "Far West" dei rifiuti, aveva focalizzato l'incessante e colossale flusso di rifiuti di ogni genere da Nord a Sud con i ritrovamenti di fanghi industriali lombardi in Abruzzo, di frazione secca, sempre dalla Lombardia, in capannoni vicino a Roma o dei trasporti dei fanghi dell'Acna di Cengio a Pianura. E via elencando. Le aree sicuramente più tormentate da questi flussi erano state quelle a nord di Napoli, dal casertano al litorale domizio flegreo, dove il seppellimento di rifiuti pericolosi avveniva nella terra sconquassata dallo scavo e uso abusivo di materiali litoidei, magari per realizzare interi residence abusivi. Con la benedizione del clan dei Casalesi. Al punto che proprio queste aree vennero inserite nel primo elenco delle bonifiche nazionali a carico dello Stato. La questione dei traffici illeciti di rifiuti pericolosi acquistò poi una dimensione mediterranea, o addirittura più ampia, con le successive indagini e le tremende ipotesi che coinvolgevano, ad esempio, Somalia e Mozambico. E che vennero rappresentate in un convegno organizzato a Palermo nell'ottobre del 2000, dalle due Commissioni di inchiesta, l' "Antimafia" e la "Ecomafie". Nel pacato ma rigoroso monito del Capo dello Stato va forse colto un aspetto, implicito ma non troppo, che estende la questione al di là del puro aspetto dei rifiuti. Eh sì, perché lo smaltimento abusivo dei rifiuti industriali del Nord rimanda alla questione più generale della produzione che origina quei rifiuti. Per troppo tempo, quando gli industriali sono andati a promettere fabbriche e occupazione, sindaci o onorevoli, ma anche sindacalisti, si sono sbracciati a dichiarare l'ospitalità di territori ai quali poi toccavano quelle che con perfido eufemismo vengono chiamate externalities , cioè i costi che l'imprenditore non vuole pagare e che ricadono sulla salute di chi lavora, dei cittadini tutti e dell'ambiente. E se non bastava il territorio dell'insediamento, file di camion si mettevano in moto per avere dalla camorra o dalla 'ndrangheta l'indicazione dei posti dove buttare i cascami rovinosi della produzione. Forse, quando oggi si parla di sostenibilità, la vicenda dei rifiuti e di quel che era già successo in aree della Campania, e non solo, dovrebbe indurre a riflettere con più rigore e maggior senso concreto che tipo di produzioni siano accettabili e sostenibili per un dato territorio, sapendo fare quattro conti su quel che entra e esce e rifiutando di presentarsi con in mano il cappellaccio del postulante, magari in nome del "progresso", o con la testa tra le nuvole della "decrescita". 06/06/2008.

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Un acquapark a Chiaiano già finanziato da Bassolino (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 134 del 2008-06-06 pagina 8 Un acquapark a Chiaiano già finanziato da Bassolino di Carmine Spadafora Tre mesi fa la delibera: stanziati 1,3 milioni di euro. E spunta anche un progetto per 400 alloggi da Napoli Ma quanti appetiti su Chiaiano e le sue tredici cave. I progetti speculativi su questa vasta area alla periferia a nord di Napoli stanno spuntando come i funghi. Ad esempio, un parco acquatico finanziato dalla Regione Campania, un mega insediamento edilizio, da collocare in un'ampia zona che ricade nel territorio di Marano, centro che confina con il quartiere di Chiaiano e le cave, una delle quali dovrebbe diventare (carotaggi permettendo) la pattumiera dei napoletani. Marano, oggi al centro di interessi da 100 milioni di euro, era nota fino a un mese fa solo per la camorra e l'ex potentissimo clan Nuvoletta. Persino il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, nutre dei sospetti su una di queste speculazioni: un progetto, denominato C14, di oltre 400 appartamenti, da edificare su sette ettari di terreno maranesi. La Iervolino ha espresso le sue perplessità nel corso di un interrogatorio reso come persona informata dei fatti al pm della Procura di Napoli, Antonio D'Alessio, che sugli scontri delle scorse settimane a Chiaiano ha aperto un fascicolo. "Ritengo che ci sia chi abbia da guadagnare a soffiare sul fuoco della protesta, considerati gli interessi che ci sono in gioco. Soprattutto per quanto riguarda investimenti nel campo dell'edilizia", ha detto preoccupata al pm D'Alessio il sindaco di Napoli. Dunque, dietro le molotov e i sassi lanciati contro le forze dell'ordine ci sarebbe una regia, personaggi che con lo spirito ambientalista o presunto tale, contrario all'allestimento di una discarica in una delle cave di Chiaiano (di proprietà dell'Arciconfraternita dei Pellegrini) nulla avrebbe a che vedere. Ma, probabilmente, questo mega insediamento progettato verso la fine degli anni Settanta non si farà mai. Il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, che pure osteggia, capeggiando la protesta dei suoi cittadini, il progetto della discarica, da tempo sta chiedendo all'ente Parco delle colline di Napoli di ampliare tutta l'area delle cave, fino a Marano, dove dovrebbero sorgere i 400 appartamenti. E tre mesi fa, prima che delle cave di Chiaiano si parlasse come possibile discarica, la Regione, attraverso una delibera, aveva deciso di stanziare un milione e 350mila euro per la elaborazione di sei progetti per l'accesso ai fondi Por, per impiantare un acquapark. Un progetto ambizioso, costo 38 milioni, per il rilancio delle Colline di Napoli. Troppi soldi dovevano "piovere" nelle tredici cave prima che l'ex presidente del Consiglio Prodi, come ultimo atto del suo governo-lampo, stabilisse, tramite decreto, che una di quelle preziose "buche" dovesse diventare un contenitore per la spazzatura di Napoli. Troppi soldi perché tutto filasse liscio. carminespadafora@libero.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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BERLUSCONI, VERTICE A ROMA SUI RIFIUTI ELOGI A BASSOLINO E IERVOLINO: MI AIUTANO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-06-2008)

Argomenti: Monnezza

Berlusconi, vertice a Roma sui rifiuti elogi a Bassolino e Iervolino: mi aiutano Berlusconi tornerà a Napoli la prossima settimana. Impegni istituzionali hanno impedito la nuova visita del premier nella giornata di oggi, ma ieri il Presidente del Consiglio ha tenuto a Palazzo Chigi una riunione con i sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso, in contatto telefonico con il commissario Gianni De Gennaro. Berlusconi ha sollecitato un'operazione di rimozione rifiuti nelle località turistiche, in vista della stagione estiva. Si è poi informato dello stato di avanzamento delle analisi per verificare la idoneità della cava di Chiaiano e sull'apertura delle altre discariche previste dal piano. Sulla questione rifiuti Berlusconi era tornato anche ieri in occasione di due intervsite. Al Tg1 ha sottolineato lo spirito collaborativo delle istituzioni campane. "Da parte dei vertici degli enti locali ho avuto molto supporto, anche su decisioni non facili. Da parte del presidente della Regione, dal sindaco di Napoli, dagli enti locali ho avuto il supporto per questa decisione non facile di trasformare i siti per i rifiuti in zone militari protette dall'Esercito". A Radio Vaticana ha rimarcato come sia indispensabile "attuare una educazione ecologica. Nel piano che sto mettendo a punto, una delle cose più importanti è la raccolta differenziata che verrà insegnata soprattutto nelle scuole".

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