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toARTICOLI DEL 6-6-2008 #TOP
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Articoli
Monnezze (11)
"rifiuti, liberare i siti turistici"
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: apertura della discarica a Savignano. Polemica contro la Procura dei dirigenti Impregilo Ancora quattro giorni, poi i treni che dovranno trasportare in Germania i rifiuti della Campania entreranno a pieno regime. Da qui a lunedì prossimo, la spazzatura sarà raccolta in tutta la regione "da parte dell'esercito, con noleggio di bilici e ruspe meccaniche"
Così
i fanghi diventano compost - laura montanari
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: L'ultimo rapporto, "Ecomafia 2008" firmato da Legambiente, ci consegna una regione che occupa il settimo posto nella classifica dell'illegalità nel ciclo dei rifiuti e guadagna una posizione rispetto all'ottavo posto dell'anno prima (in testa resta sempre saldamente la Campania).
"regione
sarà parte civile contro la discarica abusiva" - piero ricci
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: E in questo contesto Losappio rovescia anche la lettura del rapporto di Legambiente sulle ecomafie che vedono la Puglia al terzo posto: "Questo non significa che in Puglia sia aumentata l'ecomafia ma che sono aumentati i controlli". Casi come quelli di Foggia, si diraderanno non solo per mano giudiziaria ma anche per scelte politiche.
Il
Colle alla Lega: rifiuti dal Nord? Leggano gli atti
( da "Corriere
della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ecomafie e industrie padane per far sparire i loro scarti velenosi al Sud, a prezzi stracciati. è una replica secca, la sua. Con il tono infastidito di chi invita i critici a documentarsi, prima di indossare l'elmetto e sparare. E documentarsi, per una persona proverbialmente puntigliosa come lui, significa analizzare fino in fondo le pagine messe insieme dal gruppo di deputati
Certificati
truccati e tir al veleno quel grande traffico da Nord a Sud
( da "Unita,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: scontrandosi con le difficoltà di una legge che non contemplava il reato di ecomafia. Il metodo Accanto all'esistenza di sversamenti abusivi tout court (camion arrivati nella notte a gettare rifiuti pericolosi nelle campagne con il beneplacito della camorra), la Commissione annota la presenza di un ciclo "industriale" dello smaltimento illegale.
"nelle
inchieste sulle ecomafie ci sono nomi, indirizzi, itinerari" - antonello
caporale ( da "Repubblica, La"
del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Nelle inchieste sulle ecomafie ci sono nomi, indirizzi, itinerari" L'Italia è come un imbuto, le scorie si producono dove si lavora e finiscono in Campania e Puglia Una precisa geografia con i luoghi in cui la merce viene impacchettata e le località dove approda ANTONELLO CAPORALE Sono decine le pagine dedicate all'attraversamento dei rifiuti tossici da nord verso sud.
Rifiuti
tossici, tutti sanno, ma nessuno fa nulla per fermarli
( da "Liberazione"
del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: uno dei terreni di maggior impegno della Commissione di inchiesta, che non a caso veniva denominata "Ecomafie". Pochi anni prima un pentito di camorra aveva rivelato che "la monnezza è come l'oro" ed era stato Enrico Fontana ad accendere, per Legambiente, il riflettore sui delitti ambientali impuniti nella più generale questione della lotta alle mafie.
Rifiuti,
la Lega fa arrabbiare Napolitano: <Rileggano le relazioni parlamentari>
( da "Liberazione"
del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: dossier di Legambiente sulle ecomafie), ha bruscamente respinto al mittente invitando la Lega a "leggere la relazione della commissione parlamentare sui rifiuti". E perché fosse chiaro ha aggiunto di aver voluto "sollecitare soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema che è determinato da varie componenti tra le quali quella del traffico di rifiuti tossici dal Nord"
Rifiuti
tossici, tutti sanno Nessuno fa nulla per fermarli
( da "Liberazione"
del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ecomafie". Nel pacato ma rigoroso monito del Capo dello Stato va forse colto un aspetto, implicito ma non troppo, che estende la questione al di là del puro aspetto dei rifiuti. Eh sì, perché lo smaltimento abusivo dei rifiuti industriali del Nord rimanda alla questione più generale della produzione che origina quei rifiuti.
Un
acquapark a Chiaiano già finanziato da Bassolino
( da "Giornale.it,
Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Rosa Russo Iervolino, nutre dei sospetti su una di queste speculazioni: un progetto, denominato C14, di oltre 400 appartamenti, da edificare su sette ettari di terreno maranesi. La Iervolino ha espresso le sue perplessità nel corso di un interrogatorio reso come persona informata dei fatti al pm della Procura di Napoli,
BERLUSCONI,
VERTICE A ROMA SUI RIFIUTI ELOGI A BASSOLINO E IERVOLINO: MI AIUTANO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: sui rifiuti elogi a Bassolino e Iervolino: mi aiutano Berlusconi tornerà a Napoli la prossima settimana. Impegni istituzionali hanno impedito la nuova visita del premier nella giornata di oggi, ma ieri il Presidente del Consiglio ha tenuto a Palazzo Chigi una riunione con i sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso, in contatto telefonico con il commissario Gianni De Gennaro.
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli
"Rifiuti, liberare i siti turistici" Monito di Berlusconi. Esercito
in azione in tutta la regione Vertice a Palazzo Chigi con Bertolaso Il premier
a Napoli la prossima settimana De Gennaro via il 10 Imminente l'apertura della discarica a Savignano. Polemica contro la Procura
dei dirigenti Impregilo Ancora quattro giorni, poi i treni che dovranno
trasportare in Germania i rifiuti della Campania entreranno a pieno regime. Da
qui a lunedì prossimo, la spazzatura sarà raccolta in tutta la regione "da
parte dell'esercito, con noleggio di bilici e ruspe meccaniche" che
andranno ad aggiungersi ai mezzi delle aziende municipalizzate. Lo comunica
Palazzo Chigi al termine di una riunione operativa tra il premier Silvio
Berlusconi e i sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso alla quale ha
preso parte telefonicamente anche il commissario delegato Gianni De Gennaro.
L'azione del governo, su espressa richiesta di Berlusconi, comincerà dal
"recupero dei rifiuti nelle zone maggiormente interessate dall'imminente
azione turistica". Il presidente del Consiglio tornerà a Napoli la
prossima settimana mentre martedì 10 giugno Gianni De Gennaro lascerà
l'incarico di commissario per assumere la guida del Dis, l'ufficio di coordinamento
dei servizi segreti. La prossima settimana è prevista anche la riapertura del
sito di Savignano Irpino, poi toccherà a Sant'Arcangelo Trimonte. Il percorso
intrapreso per uscire dalla crisi, pur fra mille ostacoli, sembra dunque andare
avanti. Ma prosegue anche l'inchiesta della Procura di Napoli che martedì 27
maggio ha portato all'arresto di 25 fra manager e tecnici per presunti illeciti
nella gestione dell'emergenza. I dirigenti del gruppo Impregilo hanno voluto
acquistare uno spazio a pagamento sul quotidiano "Il Mattino" per
esprimere "piena solidarietà e amicizia" ai colleghi coinvolti nelle
indagini condotte dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. "Ancora una
volta - si legge - dipendenti di società del Gruppo Impregilo impegnati nel delicato
compito di fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania sono stati oggetto di
provvedimenti giudiziari, addirittura incidenti sulla libertà personale. A
seguito dell'inchiesta giudiziaria - è scritto ancora - dobbiamo rilevare che,
oggi, i colleghi che continuano per legge a svolgere nella regione Campania il
servizio pubblico di gestione dei rifiuti, lo stiano facendo esponendosi a
rischi intollerabili". Sul piano delle indagini, il giudice Saraceno ha
concluso a notte inoltrata gli interrogatori di "garanzia". Intorno
alla mezzanotte di mercoledì è finito il faccia a faccia con Marta Di Gennaro,
ex subcommissario per l'emergenza rifiuti durante la prima gestione Bertolaso.
"è stato un interrogatorio assolutamente approfondito", commenta il
difensore della dirigente, l'avvocato Efisio Figus Diaz, che era accompagnato
dalla collega Maria Rosa Marsiglia. Al suo legale, Di Gennaro ha detto:
"Ho avuto la possibilità di chiarire gli equivoci ingenerati dai frammenti
di intercettazioni contenuti nell'ordinanza. Ho sempre agito senza violare la
legge, e con l'unico obiettivo di contribuire, insieme alla struttura del
commissario straordinario Guido Bertolaso, a risolvere, in una situazione di
emergenza, la grave crisi dei rifiuti". Il giudice ha interrogato anche
Giuseppe Sorace, assistito dall'avvocato Claudio Botti, che ha comunicato al
gip le sue dimissioni dall'incarico di responsabile unico del procedimento per
il termovalorizzatore di Acerra. Sorace, che ha lasciato Palazzo di Giustizia
intorno alle 3 del mattino, ha inoltre riferito al magistrato di aver svolto
questa attività senza mai essere ricompensato e di aver avviato, per questa
ragione, un contenzioso con Fibe. (d.d.p.).
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Firenze
Così i fanghi diventano compost Anni di indagini sui rifiuti tossici dalla Toscana
verso il sud LAURA MONTANARI Questa è la storia di un artificio e di un viaggio
che parte da Milano, passa dalla Toscana, carica rifiuti urbani in Lucchesia e
fanghi dal Valdarno e corre verso il Sud, fino alla Campania, purificando tutto
senza bisogno di trattamenti, trasformando, strada facendo (e con qualche sosta
sospetta) soltanto i documenti di identità di quello che trasportano i camion:
i rifiuti urbani e i fanghi di conceria, cambiano il nome, diventano
"compost" da distribuire nei campi o da seppellire in qualche
discarica del Sud. Basta una falsa certificazione e la magia è fatta, il
business pure e i danni per l'ambiente un'eredità per tutti. Questa non è
un'inchiesta di una sola procura, sono controlli e accertamenti di anni - dal
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Bari
L'annuncio di Losappio dopo il blitz sui rifiuti tossici di Foggia "Regione
sarà parte civile contro la discarica abusiva" Domani sopralluogo
dell'assessore a Deliceto: controlli sempre più severi PIERO RICCI Se non fosse
che al governatore pugliese Nichi Vendola non piace come locuzione,
bisognerebbe parlare di "tolleranza zero". Il blitz di mercoledì che
ha scoperchiato un sistema criminoso per lo smaltimento di rifiuti tossici in
alcune discariche abusive della provincia di Foggia, non lascerà indifferente
la Regione Puglia. "Ci costituiremo parte civile nel processo ai responsabili
del disastro ambientale e dello smaltimento illecito dei rifiuti in
Capitanata", ha annunciato l'assessore regionale all'ambiente Michele
Losappio a ventiquattr'ore dal blitz della guardia di finanza. Ed è la
conseguenza logica e pratica del commento a caldo di Vendola che a proposito
dell'operazione aveva parlato di "Gomorra subappeninica" perché
ricalca in scala la denuncia di quanto accade in Campania descritta nel libro
di Roberto Saviano e nel film di Matteo Garrone premiato a Cannes. E se
Vendola, mercoledì sera, ringraziava "l'ottimo lavoro delle forze
dell'ordine e della magistratura foggiana", ieri Losappio ha specificato
che l'esito dell'inchiesta foggiana nasce anche in un contesto favorevole
realizzato con gli accordi che la Regione ha stipulato con i Noe, la guardia di
finanza e il Corpo forestale: "Questi accordi - dichiara Losappio - hanno
irrobustito l'azione di repressione contro i reati ambientali sia in Puglia che
nelle aree transfrontaliere. Da qui l'individuazione sempre più mirata e
determinata dei responsabili ed il blocco delle loro attività criminose". E in questo contesto Losappio rovescia anche la lettura del
rapporto di Legambiente sulle ecomafie che vedono la Puglia al terzo posto:
"Questo non significa che in Puglia sia aumentata l'ecomafia ma che sono aumentati i controlli". Casi come quelli di
Foggia, si diraderanno non solo per mano giudiziaria ma anche per scelte
politiche. "La completa attuazione del ciclo dei rifiuti servirà a
limitare questa attività distruttiva", insiste Losappio che spara a zero
contro il commissariamento perché c'è bisogno che per evitare un rischio
Campania sia gli enti locali a diventare protagonisti. "La Regione -
conclude l'assessore - continuerà ad essere la più accanita avversaria degli inquinatori
e delle loro pratiche criminali". Domani l'assessore farà un sopralluogo a
Deliceto, il comune del Foggiano dove si trova l'impianto complesso di
smaltimento dei rifiuti". La visita è stata programmata "per una
verifica dello stato dell'impianto alla luce dei recenti fatti di
cronaca", informa una nota dell'assessorato. è stato grazie ai lavori di
ampliamento di questa discarica autorizzata, dove sono smaltiti i rifiuti
solidi urbani di un bacino di una decina di comuni, che i militari ne hanno scoperto
un'altra, ben più grande. Un disastro ambientale, un'enorme ferita che ha
ingoiato 500mila tonnellate di rifiuti, deviando anche il corso del Cervaro, il
fiume che scorre nelle vicinanze. I danni ambientali supererebbero, secondo la
stima degli inquirenti, i 300 milioni di euro. Dodici le persone arrestate.
Molti imprenditori. Una cinquantina sono gli indagati. I reati vanno dal
traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi al disastro ambientale.
"Un disegno criminoso di una realtà che supera ogni più fervida
fantasia", aveva detto Vendola, a caldo. A freddo, ieri, la Regione è
andata oltre per chiedere che quel danno al suo territorio sia risarcito fino
all'ultimo centesimo.
( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-06 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Il Colle alla Lega: rifiuti dal Nord? Leggano gli atti Replica alle
polemiche sulle scorie: basta rivedere la relazione dell'inchiesta parlamentare
"Sollecito soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema
dovuto a vari fattori fra i quali quel traffico illecito" DAL NOSTRO
INVIATO NAPOLI - Presidente Napolitano, ha visto che cosa ha suscitato la sua
denuncia sui rifiuti tossici del Nord smaltiti abusivamente in Campania? La
Lega sostiene che questo è un modo per indicare ancora una volta i settentrionali
come i soliti "cattivoni" e ipotizza che un simile allarme sia una
"premessa" per imporre che la munnezza della Campania venga portata
sopra il Po... "Guardi, su ciò che intendevo dire basta leggere la
relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Quanto al resto, sollecito soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un
problema determinato da vari fattori fra i quali c'è anche quel traffico
illecito". Risponde così, il capo dello Stato, dopo aver visto le malmostose
e sospettose reazioni all'affondo che si è concesso l'altro ieri sull'intreccio
tra ecomafie e industrie padane per far sparire i loro
scarti velenosi al Sud, a prezzi stracciati. è una replica secca, la sua. Con
il tono infastidito di chi invita i critici a documentarsi, prima di indossare
l'elmetto e sparare. E documentarsi, per una persona proverbialmente
puntigliosa come lui, significa analizzare fino in fondo le pagine messe
insieme dal gruppo di deputati e senatori incaricati d'indagare sullo
scandalo durante le ultime due legislature (sotto i governi Berlusconi e Prodi,
cioè). Giorgio Napolitano l'ha fatto, esplorando attraverso le carte del
Parlamento in che modo è maturato questa sorta di Vietnam delle istituzioni. Ed
è rimasto molto colpito da certi passi. "Un quadro desolante e
preoccupante, dal quale è emerso un territorio martoriato per alcune
significative porzioni e visibilmente oltraggiato ", scrive a mo' di
preambolo il 26 gennaio 2006 il relatore Paolo Russo, del centrodestra. Prima
di aggiungere: "Gli accertamenti hanno riguardato lo smaltimento illecito
di olii minerali, piombo, scorie saline, schiumature di alluminio nonché
polveri di abbattimento dei fumi degli altoforni, il tutto disperso su
( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando l'edizione
del Certificati truccati e tir al veleno quel grande traffico da Nord a Sud di
Eduardo Di Blasi / Roma C'È TUTTO Nomi, circostanze, anche il metodo
utilizzato, il parcheggio del camion con il carico velenoso nel sito di
stoccaggio mentre si attende il cambio della certificazione del rifiuto
"speciale" che, sito di stoccaggio dopo sito di stoccaggio e bolla
dopo bolla, senza subire alcun trattamento se non quello burocratico, viene
declassificato a rifiuto normale e spedito in discarica al sud. È tutto nella
relazione finale che il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta
sul ciclo dei rifiuti Paolo Russo (Pdl-Fi) licenziò nel gennaio del 2006, XIV
legislatura. Sono atti pubblici e consultabili su internet. E parlano con
chiarezza, attingendo alle inchieste che le procure campane (oggi accusate di
non aver mai lavorato sul versante dei rifiuti), hanno condotto negli anni, scontrandosi con le difficoltà di una legge che non contemplava
il reato di ecomafia. Il metodo Accanto all'esistenza di sversamenti abusivi tout
court (camion arrivati nella notte a gettare rifiuti pericolosi nelle campagne
con il beneplacito della camorra), la Commissione annota la presenza di un
ciclo "industriale" dello smaltimento illegale. Sottolinea
"l'esistenza di soggetti e società commerciali di intermediazione, il cui
compito è quello di mettere in contatto l'impresa produttrice di rifiuti con il
trasportatore o lo smaltitore. Di fatto le società di intermediazione
costituiscono veri e propri motori dell'intera attività relativa allo
smaltimento dei rifiuti. Per la loro natura di aziende di servizi, tali società
non entrano "fisicamente" mai a contatto con i rifiuti, la loro
attività riguardando, infatti, esclusivamente l'organizzazione dell'illecito
circuito finalizzato allo smaltimento. Spesso i soggetti che effettuano questo
tipo di attività movimentano centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti,
senza muoversi dai propri uffici". Colletti bianchi, stakeholders,
circuiti in cui i rifiuti vengono "ripuliti" con il "giro
bolla" sopra descritto o con metodi più sofisticati come quello
rintracciato dai carabinieri con l'indagine "Houdini". È "la
pratica del "codice prevalente": una partita ottenuta dalla
miscelazione di rifiuti con codici diversi viene identificata con il Cer del
rifiuto presente in maggior quantità". Una polpetta avvelenata. Le
inchieste La madre di tutte le inchieste resta quella condotta dal pm di Napoli
Maria Cristina Ribeira. Si chiama "Re Mida" ed è la capostipite di
una serie di approfondimenti ulteriori sul metodo "industriale" dello
smaltimento illecito. Tra febbraio
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
L'imbuto La geografia
Russo, Pdl, ex presidente della commissione parlamentare sui rifiuti, conferma
le parole di Napolitano "Nelle inchieste sulle
ecomafie ci sono nomi, indirizzi, itinerari" L'Italia è come un imbuto, le
scorie si producono dove si lavora e finiscono in Campania e Puglia Una precisa
geografia con i luoghi in cui la merce viene impacchettata e le località dove
approda ANTONELLO CAPORALE Sono decine le pagine dedicate all'attraversamento
dei rifiuti tossici da nord verso sud. Precisi i dettagli, puntuale la
geografia dei luoghi in cui la "merce" viene impacchettata e le
località dove essa approda. I laghetti del litorale domiziano, le terre
casertane, poi, proseguendo verso est, la piana di Foggia, infine le caverne
della Murgia barese. Paolo Russo è parlamentare del Pdl, dopo esserlo stato di
Forza Italia. Per cinque anni (2002-2006) ha presieduto la commissione
d'inchiesta sulla gestione dei rifiuti. Il Pdl è alleato della Lega. I leghisti
ritengono evanescente la prova che gli imprenditori del Nord abbiano potuto
intossicare il Sud. "Gli amici della Lega hanno reagito tradendo una
qualche apprensione elettoralistica, secondo un puro istinto territoriale. Si
sono sentiti punti". Il nord è invece un'ape laboriosa. "Hanno
ritenuto che si volesse sollevare la Campania dalle responsabilità del proprio
ceto politico". Esistono due tipi di rifiuti. I primi, quelli industriali,
non solo puzzano ma sono anche tossici. "Ci sono grandi inchieste
giudiziarie oramai note. Ne cito due: Re Mida e Terra Mia". Note a lei!
"Nomi e cognomi. Città, indirizzo dello stabilimento, sede sociale. Gli
inquirenti hanno scoperto e anche arrestato". Facciamo un ripasso veloce.
"Prenda l'Italia e la immagini come l'imbuto". L'imbuto è largo
all'imbocco. "L'imbocco è il nord produttivo. Del resto i rifiuti si
producono dove si effettuano le lavorazioni. Scendendo giù troviamo un'area
geografica, orientativamente interna al territorio della Toscana, dove c'è
un'alta concentrazione di imprese che trattano i rifiuti pericolosi. Imprese che
stoccano, altre che diluiscono, sminuzzano, sigillano. Hanno regolare licenza
per farlo". E siamo a metà dell'imbuto. "Tra gli anni '80 e '90 la
fine dell'imbuto è costituito dalle aree della Campania e della Puglia".
Perché lì? "Perché lì c'è un'organizzazione che garantisce il controllo
assoluto del territorio, promette il silenzio delle popolazioni, assicura la
totale impermeabilità e riservatezza dell'operazione. Ma prima di tutto: offre
lo smaltimento a prezzi inarrivabili". Quell'organizzazione si chiama
Camorra, c maiuscola. Camorra imprenditrice. "Il differenziale tra il
costo medio dello smaltimento lecito e quello illecito genera la portata dei
flussi. La tratta è possibile perché alcune delle imprese situate a metà
dell'imbuto, quelle per intenderci impegnate nel trattamento e nello
stoccaggio, operavano fuori dalle norme". Certificavano pulizia dov'era
sporcizia. "Gli inquinanti venivano trasformati, ma solo per via
cartolare, a qualcosa che, in fondo, faceva meno male della marmellata".
Certificazioni false. "Totalmente. Queste imprese intermediavano: lassù la
domanda, quaggiù l'offerta". E i camion si riempivano. "Inabissamento
dei rifiuti nei laghetti del litorale casertano" Interramento tra i
carciofi. "Anche nell'area dove più ricca e intensa è l'attività
agricola". Hanno riempito gli anfratti cavernosi della Murgia barese.
"La quantità dei rifiuti da smaltire era tale... ". Appena l'anno
scorso il nostro sistema delle imprese ha prodotto circa 7 milioni di
tonnellate di rifiuti speciali che non si ritrovano nella contabilità ordinaria
delle sostanze smaltite. "Misurando la quantità di lavorazione effettuata
si ha la quantità dei rifiuti speciali da smaltire. Lo smaltimento dev'essere
certificato. Tutta quella roba oggi manca all'appello".
( da "Liberazione" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Chiediamoci: quali
produzioni sono sostenibili per il territorio? Rifiuti tossici, tutti sanno, ma
nessuno fa nulla per fermarli Massimo Scalia "Gran parte dei rifiuti
tossici sepolti qui sono arrivati dal Nord" ha affermato il presidente
Napolitano nel capoluogo della Campania, e a quelli della Lega, che se la
cavavano con rozze battute per respingere l'addebito, consigliava di rileggersi
la relazione della Commissione parlamentare. E in effetti già la prima
Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti affermava nella relazione
conclusiva: "In base alla documentazione acquisita dalla Commissione
risulta evidente come fino al 1993 non sia stata posta in essere alcuna
attività significativa di indagine e quindi di contrasto dei traffici illeciti
di rifiuti, con particolare riferimento a quelli dal Centro-Nord verso il Sud
del Paese" (11 marzo 1996). I traffici illeciti di rifiuti che
arricchiscono la criminalità organizzata erano stati, fin dalla sua
costituzione, uno dei terreni di maggior impegno della Commissione
di inchiesta, che non a caso veniva denominata "Ecomafie". Pochi anni
prima un pentito di camorra aveva rivelato che "la monnezza è come
l'oro" ed era stato Enrico Fontana ad accendere, per Legambiente, il
riflettore sui delitti ambientali impuniti nella più generale questione della
lotta alle mafie. 5 06/06/2008.
( da "Liberazione" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Alla base dello
scontro interessi economici e prassi consolidate nelle regioni che hanno
regalato la vittoria al Carroccio Rifiuti, la Lega fa arrabbiare Napolitano:
"Rileggano le relazioni parlamentari" Romina Velchi Alla fine è il
capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota, a spegnere (o almeno a provare
di spegnere) la polemica col capo dello Stato: "Noi siamo i primi a dire
che i rifiuti vanno smaltiti nelle rispettive regioni. Non facciamo nessuna
polemica con il presidente Napolitano stimato da Umberto Bossi e dalla
Lega". Sarà pure stimato, ma certo gli esponenti leghisti, a cominciare
dall'ex ministro della giustizia Roberto Castelli, non hanno esitato a
criticare pesantemente il presidente della Repubblica, che l'altro ieri da
Napoli aveva ricordato come in Campania siano arrivate tonnellate di rifiuti
tossici dalle industrie del Nord. "E' chiaro dove si vuole arrivare: lo
smaltimento dobbiamo farlo noi "cattivoni"" ha tuonato Castelli.
Insomma, il sospetto, neanche tanto velato, era che, dietro le parole di
Napolitano, si nascondesse l'intento di costringere le regioni del Nord ad
accogliere e smaltire i rifiuti campani; cioè di scaricare sul Nord i guai del
Sud. Parole e sospetti che il presidente della Repubblica, il cui intento era
solo quello di ricordare che il problema dei rifiuti riguarda tutto il paese e
non solo una regione (come si legge anche nell'ultimo dossier
di Legambiente sulle ecomafie), ha bruscamente respinto al mittente invitando
la Lega a "leggere la relazione della commissione parlamentare sui
rifiuti". E perché fosse chiaro ha aggiunto di aver voluto
"sollecitare soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema che
è determinato da varie componenti tra le quali quella del traffico di rifiuti
tossici dal Nord". A parte Angelo Alessandri, presidente leghista
della commissione ambiente di Montecitorio, il quale si è lasciato sfuggire un
"forse è Napolitano che non ha letto abbastanza bene, se vuole gli do una
mano io", la "precisazione" di Napolitano ha soddisfatto la
Lega: "Prendo atto delle dichiarazioni del capo dello stato - smorza
Castelli - e registro con favore che il presidente auspica una soluzione al
problema rifiuti sul territorio campano, come del resto vuole la legge".
Incidente chiuso? Difficile crederlo, se non altro perché Napolitano ha messo
il dito nella piaga andando a toccare interessi non indifferenti e prassi più
che consolidate proprio nelle terre che hanno regalato la vittoria elettorale
al Carroccio. In primis il Veneto, che in un anno è balzato al secondo posto
nella classifica degli illeciti in materia di smaltimento dei rifiuti (come si
legge sempre nel rapporto di Legambiente). D'altra parte è una novità solo per
i leghisti che la Campania sia da sempre la pattumiera dell'Italia per i
traffici di rifiuti tossici dalle industrie del Nord, le inchieste giudiziarie
l'hanno ampiamente dimostrato. "Il presidente Napolitano si è limitato a
fotografare una situazione esistente" commenta infatti Ermete Realacci,
ministro dell'ambiente del governo ombra, il quale ai leghisti che
provocatoriamente chiedono a Napolitano di "fare i nomi" delle
industrie "nordiste" che inquinano, il deputato consiglia di
"consultare la relazione alla commissione parlamentare sui rifiuti oppure
i documenti delle varie operazioni delle forze dell'ordine". Il
coinvolgimento nelle indagini di ben 18 procure, conclude Realacci, testimonia
"la portata del fenomeno e la necessità di un'assunzione di responsabilità
a livello nazionale e non certo di polemiche pretestuose". Anche per
questo, un gruppo di senatori di maggioranza e opposizione, ha chiesto
formalmente che il governo riferisca a Palazzo Madama sulla denuncia di
Napolitano, cioè sui traffici di rifiuti nocivi dal Nord al Sud. A conferma che
quello dei rifiuti è un tema destinato a diventare sempre più caldo (forse
proprio a causa dei tanti interessi che vi ruotano attorno), ieri sono state
scintille anche nell'Aula della Camera, quando il dipietrista Francesco Barbato
ha di fatto dato del camorrista a Mario Landolfi (An, indagato proprio in
Campania e proprio in un'inchiesta sui rifiuti) scatenando la bagarre:
proteste, urla, cori. Intanto, la commissione ambiente della Camera ha concluso
la discussione generale sul decreto legge sull'emergenza rifiuti in Campania in
un clima di "collaborazione", fa sapere il presidente Alessandri. Il
16 è previsto il suo arrivo in Aula, mentre entro oggi andranno presentati gli
emendamenti. Il Pd ne annuncia una quindicina, dalla questione delle bonifiche
e della raccolta differenziata al commissariamento dei comuni inadempienti,
fino alle questioni più delicate come la possibilità di usare l'esercito per
presidiare le discariche e la superprocura. Il Pd si aspetta, inoltre,
chiarimenti rispetto alle valutazioni dell'Ue sulla congruità del decreto con
le norme europee, condizione necessaria perché il partito di Veltroni possa
decidere di appoggiare il provvedimento. Ed è giusto di ieri la notizia
dell'apertura di una nuova procedura d'infrazione contro l'Italia in materia di
rifiuti. Questa volta nel mirino c'è la Puglia: il nostro paese, in sostanza,
non si sarebbe pienamente conformato "ad una sentenza di condanna della
corte di giustizia europea per non aver effettuato la valutazione d'impatto
ambientale per un nuovo inceneritore a Massafra". L'Europa ci ricorda
anche che "consultare l'opinione pubblica prima dell'adozione di una
decisione definitiva" è elemento essenziale "di una buona
"governance"". 06/06/2008.
( da "Liberazione" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Massimo Scalia
Delitti si fa per dire, perché, a vergogna della nostra Italia, non abbiamo
ancora oggi nel codice penale un titolo specifico per i delitti contro
l'ambiente, come già da tempo hanno, per non citare sempre la Germania, Grecia
e Portogallo. E questo fa poi capire come sia difficile operare azioni di
contrasto e di repressione non avendo a disposizione un contesto organico di
norme penali, e quindi di strumenti adeguati a colpire chi delinque contro
l'ambiente, se non l'unica previsione di sanzioni penali per trasporti illeciti
di rifiuti pericolosi. Allora ci fu una risposta istituzionale non comune per
la brevità dei tempi e la Commissione di inchiesta sui rifiuti venne istituita
un anno dopo l'azione di Legambiente, e poi in tutte le legislature successive.
La denuncia documentata di quegli anni, che erano stati individuati come un
vero e proprio "Far West" dei rifiuti, aveva focalizzato l'incessante
e colossale flusso di rifiuti di ogni genere da Nord a Sud con i ritrovamenti
di fanghi industriali lombardi in Abruzzo, di frazione secca, sempre dalla
Lombardia, in capannoni vicino a Roma o dei trasporti dei fanghi dell'Acna di
Cengio a Pianura. E via elencando. Le aree sicuramente più tormentate da questi
flussi erano state quelle a nord di Napoli, dal casertano al litorale domizio
flegreo, dove il seppellimento di rifiuti pericolosi avveniva nella terra
sconquassata dallo scavo e uso abusivo di materiali litoidei, magari per
realizzare interi residence abusivi. Con la benedizione del clan dei Casalesi.
Al punto che proprio queste aree vennero inserite nel primo elenco delle bonifiche
nazionali a carico dello Stato. La questione dei traffici illeciti di rifiuti
pericolosi acquistò poi una dimensione mediterranea, o addirittura più ampia,
con le successive indagini e le tremende ipotesi che coinvolgevano, ad esempio,
Somalia e Mozambico. E che vennero rappresentate in un convegno organizzato a
Palermo nell'ottobre del 2000, dalle due Commissioni di inchiesta, l'
"Antimafia" e la "Ecomafie". Nel pacato
ma rigoroso monito del Capo dello Stato va forse colto un aspetto, implicito ma
non troppo, che estende la questione al di là del puro aspetto dei rifiuti. Eh
sì, perché lo smaltimento abusivo dei rifiuti industriali del Nord rimanda alla
questione più generale della produzione che origina quei rifiuti. Per
troppo tempo, quando gli industriali sono andati a promettere fabbriche e
occupazione, sindaci o onorevoli, ma anche sindacalisti, si sono sbracciati a
dichiarare l'ospitalità di territori ai quali poi toccavano quelle che con
perfido eufemismo vengono chiamate externalities , cioè i costi che
l'imprenditore non vuole pagare e che ricadono sulla salute di chi lavora, dei
cittadini tutti e dell'ambiente. E se non bastava il territorio
dell'insediamento, file di camion si mettevano in moto per avere dalla camorra
o dalla 'ndrangheta l'indicazione dei posti dove buttare i cascami rovinosi
della produzione. Forse, quando oggi si parla di sostenibilità, la vicenda dei
rifiuti e di quel che era già successo in aree della Campania, e non solo,
dovrebbe indurre a riflettere con più rigore e maggior senso concreto che tipo
di produzioni siano accettabili e sostenibili per un dato territorio, sapendo
fare quattro conti su quel che entra e esce e rifiutando di presentarsi con in
mano il cappellaccio del postulante, magari in nome del "progresso",
o con la testa tra le nuvole della "decrescita". 06/06/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 134 del
2008-06-06 pagina 8 Un acquapark a Chiaiano già finanziato da Bassolino di Carmine Spadafora Tre mesi fa la delibera:
stanziati 1,3 milioni di euro. E spunta anche un progetto per 400 alloggi da
Napoli Ma quanti appetiti su Chiaiano e le sue tredici cave. I progetti
speculativi su questa vasta area alla periferia a nord di Napoli stanno
spuntando come i funghi. Ad esempio, un parco acquatico finanziato dalla
Regione Campania, un mega insediamento edilizio, da collocare in un'ampia zona
che ricade nel territorio di Marano, centro che confina con il quartiere di
Chiaiano e le cave, una delle quali dovrebbe diventare (carotaggi permettendo)
la pattumiera dei napoletani. Marano, oggi al centro di interessi da 100
milioni di euro, era nota fino a un mese fa solo per la camorra e l'ex
potentissimo clan Nuvoletta. Persino il sindaco di Napoli, Rosa
Russo Iervolino, nutre dei sospetti su una di queste speculazioni: un progetto,
denominato C14, di oltre 400 appartamenti, da edificare su sette ettari di
terreno maranesi. La Iervolino ha espresso le sue perplessità nel corso di un
interrogatorio reso come persona informata dei fatti al pm della Procura di
Napoli, Antonio D'Alessio, che sugli scontri delle scorse settimane a
Chiaiano ha aperto un fascicolo. "Ritengo che ci sia chi abbia da
guadagnare a soffiare sul fuoco della protesta, considerati gli interessi che
ci sono in gioco. Soprattutto per quanto riguarda investimenti nel campo
dell'edilizia", ha detto preoccupata al pm D'Alessio il sindaco di Napoli.
Dunque, dietro le molotov e i sassi lanciati contro le forze dell'ordine ci
sarebbe una regia, personaggi che con lo spirito ambientalista o presunto tale,
contrario all'allestimento di una discarica in una delle cave di Chiaiano (di
proprietà dell'Arciconfraternita dei Pellegrini) nulla avrebbe a che vedere.
Ma, probabilmente, questo mega insediamento progettato verso la fine degli anni
Settanta non si farà mai. Il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, che pure
osteggia, capeggiando la protesta dei suoi cittadini, il progetto della
discarica, da tempo sta chiedendo all'ente Parco delle colline di Napoli di
ampliare tutta l'area delle cave, fino a Marano, dove dovrebbero sorgere i 400
appartamenti. E tre mesi fa, prima che delle cave di Chiaiano si parlasse come
possibile discarica, la Regione, attraverso una delibera, aveva deciso di
stanziare un milione e 350mila euro per la elaborazione di sei progetti per
l'accesso ai fondi Por, per impiantare un acquapark. Un progetto ambizioso,
costo 38 milioni, per il rilancio delle Colline di Napoli. Troppi soldi
dovevano "piovere" nelle tredici cave prima che l'ex presidente del
Consiglio Prodi, come ultimo atto del suo governo-lampo, stabilisse, tramite
decreto, che una di quelle preziose "buche" dovesse diventare un
contenitore per la spazzatura di Napoli. Troppi soldi perché tutto filasse
liscio. carminespadafora@libero.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-06-2008)
Argomenti: Monnezza
Berlusconi, vertice
a Roma sui rifiuti elogi a Bassolino e
Iervolino: mi aiutano Berlusconi tornerà a Napoli la prossima settimana.
Impegni istituzionali hanno impedito la nuova visita del premier nella giornata
di oggi, ma ieri il Presidente del Consiglio ha tenuto a Palazzo Chigi una
riunione con i sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso, in contatto
telefonico con il commissario Gianni De Gennaro. Berlusconi ha
sollecitato un'operazione di rimozione rifiuti nelle località turistiche, in
vista della stagione estiva. Si è poi informato dello stato di avanzamento
delle analisi per verificare la idoneità della cava di Chiaiano e sull'apertura
delle altre discariche previste dal piano. Sulla questione rifiuti Berlusconi
era tornato anche ieri in occasione di due intervsite. Al Tg1 ha sottolineato
lo spirito collaborativo delle istituzioni campane. "Da parte dei vertici
degli enti locali ho avuto molto supporto, anche su decisioni non facili. Da
parte del presidente della Regione, dal sindaco di Napoli, dagli enti locali ho
avuto il supporto per questa decisione non facile di trasformare i siti per i
rifiuti in zone militari protette dall'Esercito". A Radio Vaticana ha
rimarcato come sia indispensabile "attuare una educazione ecologica. Nel
piano che sto mettendo a punto, una delle cose più importanti è la raccolta
differenziata che verrà insegnata soprattutto nelle scuole".