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DOSSIER “FOCUS SULLA LEGA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL  30-4-2008      #TOP



Report "Nord"

Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e ( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.

Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica ( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.

L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come ( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.

Pensioni, a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.

Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia ( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.

Dal nanetto al "piccolo Ciarra" ( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.

Bossi: prima di tutto cacciamo gli illegali ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Ma Bossi ha le idee molto chiare. La sicurezza, innanzitutto, che viene prima persin del federalismo fiscale. Il che significa, come spiegano i leghisti più vicini al Capo, un'applicazione severa della legge esistente, la Bossi-Fini. Se poi servirà un decreto come l'aveva immaginato Amato ("Ma più efficace,

E a metà pomeriggio Massimo Calearo comincia a friggere. Ma dài, così non è ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: o quando arriva Bossi, il Transatlantico registra qualche fibrillazione. Ci sono i berlusconiani che debbono conquistare un posto accanto al capo, e batte tutti e tutte Barbara Mannucci, la biondina sponsorizzata da Marcello Dell'Utri. Con Bossi ci sono i nuovi parlamentari, tutti in cravatta verde, mica come i veterani leghisti che si limitano al fazzolettone.

Le Lega Maroni dovrà subito mettersi al lavoro, la Bossi-Fini va applicata e questa volta con efficacia ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: IMMIGRAZIONE IL PRIMO SCONTRO Le Lega "Maroni dovrà subito mettersi al lavoro, la Bossi-Fini va applicata e questa volta con efficacia".

"Alitalia, basta veti o va allo Stato" ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Bossi spara a zero mentre Rifondazione comunista applaude. "Se l'Unione europea non ci aiuta e continua così Alitalia potrebbe essere acquistata dalle Ferrovie dello Stato", diceva ieri il quasi premier uscendo dall'aula della Camera. Perché la cordata si organizzi c'è bisogno di tempo, dunque, "bisogna che l'Europa non metta difficoltà chi governa"

"A Malpensa solo il primo passo" ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: fatto che altre compagnie nelle ultime settimane hanno cominciato a riempire il vuoto lasciato da Alitalia, fanno dire al leghista Roberto Maroni che "Malpensa può vivere anche senza Alitalia. Per ora quella di Lufthansa è una piccola base, ma è un segnale importante". E il sindaco di Milano Letizia Moratti definisce quello fra Sea e Lufthansa "un accordo che valorizzerà Malpensa.

"La sinistra non ascolta la gente? E' la gente a non ascoltare la sinistra" ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: ti leggono prima Gandhi e Kennedy, e poi gli statisti di oggi: Calderoli, Borghezio. Il confronto è deprimente. Quando paragoni la Santanché a Gandhi, è chiaro che la gente ride, ma non c'è nulla da ridere. Neanche posso fingere di essere contento perché, in quanto satirico, grazie a Berlusconi avrò materiale per i prossimi 5 anni".

[FIRMA]FABRIZIO VESPA La vita materiale dei locali notturni in genere è labile: può dur ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Nel '99 è stata la volta di Marco Bossi, l'ultimo titolare che tenta un breve amarcord: "Quando sono arrivato, ho aggiunto al club un'altra arcata, raddoppiando le sue dimensioni. I primi anni sono stati davvero strepitosi ed è continuata la tradizione dei grandi eventi e delle stelle nazionali e internazionali del mixer.

Il reporter di guerra Steve Buscemi e la star della soap Sienna Miller ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il professor Mickey Rosa forma una squadra di giovani talenti in matematica per sbancare i casinò di Las Vegas: fra loro, l'intuitivo e bisognoso di soldi per pagarsi gli studi Ben. Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". TRAME A CURA DI Daniele Cavalla.

Fogliato torna a Roma con Armosino e Fiorio ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: sede del primo Parlamento subalpino, con gli altri 11 i parlamentari piemontesi della Lega Nord un simbolico "Patto subalpino". "La firma di questo patto - ha commentato Fogliato - è ulteriore impegno che vogliamo assumerci con gli elettori sul federalismo. Ma visto che la provincia di Asti è la "maglia nera" per le rapine in villa.

Luna Park in centro dopo 20 anni ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Davide Gandolfi Rudy Bossi Non ci sono più "la giostra di Bastian, i cavalli bianchi e l'anello lucido appeso a quella boccia". I nomi evocano invece un gusto più hollywoodiano: "ranger", "materon", "extreme" e via con una sfilza di personaggi della Disney. Alla fine però, la sostanza resta quella: son sempre "sederi e gonne al vento",

Il divo in declino Morgan Freeman e la cassiera di supermercato Paz Vega ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il professor Mickey Rosa forma una squadra di giovani talenti in matematica per sbancare i casinò di Las Vegas: fra loro, l'intuitivo e bisognoso di soldi per pagarsi gli studi Ben. Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". TRAME A CURA DI Daniele Cavalla.

Le sorelle Castelli s'impongono a Biella ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Giuseppe Auricchio-Ezio Bosso-Giulio Protti, è stato sconfitto a Verbania, mentre nel recupero di lunedì pomeriggio la squadra Under 14 maschile B, formata da Federico Restano e Federico Campanini, è stata superata 2-1 dal T.C. Biella. Rotonda vittoria, 3-0, per Letizia Restano e Gaia Cura Curà nell'Under 12 contro Alessandria.

"Acts, perchè i bimbi pagano?" ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: LEGA NORD NASCE UN CASO PER IL BIGLIETTO DEI PIU' PICCOLI "Acts, perchè i bimbi pagano?" "Genitori, attenzione: forse non tutti lo sanno, ma i bambini fino all'età di 10 anni accompagnati da un adulto, munito di biglietto o di abbonamento, possono viaggiare gratuitamente sui pullman dell'Acts, come è specificato a pagina 90 del libretto distibuito l'

Bossi: primo, via i clandestini ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: il governo non mi ha dato i soldi Bossi: primo, via i clandestini Due milioni e mezzo, giovani, quasi tutti al Nord: è boom di immigrati regolari La prima battaglia del nuovo governo e del sindaco di Roma sarà sulla sicurezza. Bossi annuncia espulsioni per i clandestini mentre Alemanno spiega a "La Stampa" che abbatterà gli 85 campi rom abusivi.

Capito niente ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: che Bossi ha minacciato di far scendere dalle montagne "coi fucili caldi" a difesa del Fe-de-ra-li-smooooo, gli suggerirei di rientrare immediatamente alla base. Il capo della Lega è manesco soltanto a parole. E sono parole, per fortuna, che in vent'anni di maltrattamento continuo del vocabolario non hanno mai prodotto neppure un fatto.

IL LOFT E IL PAESE ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: con la sua distanza culturale dalle regioni del Nord, presentarsi alle elezioni con un candidato premier che è la quintessenza del bel mondo di Roma, delle sue terrazze e dei suoi salotti, era già un azzardo notevole. Non rendersi conto dell'azzardo, e non prendere alcuna contromisura compensatrice, è stata un'incomprensibile follia.

Rock City addio ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: attuale gestore Marco Bossi ricorda questi 18 anni di avanguardia musicale e sperimentazione artistica. Qui è nata Vanity; il martedì "Non solo donne" di Monica, in collaborazione con il Pineta di Milano Marittima; lo storico Venerdì 10x10. Da questa consolle sono passati alcuni tra i migliori dj nazionali e mondiali facendo ballare un pubblico che sempre ha amato il sound di qualità.

Fotografia ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Nord, via Postiglione - zona industriale Vadò. Fino al 30 foto di Bolivia, Brasile e Madagascar di Stefano Stranges e Alberto Albano e foto di Teresa e Antonio Retta. GEORGIA, I MILLE VOLTI DELL'INDIPENDENZA. Foto di Maurizio Gjivovic che documentano i numerosi centri collettivi che ospitano profughidell'Abkhazia e dell'

Berlusconi: a noi il Welfare ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Roba forte ma indigesta per Bossi, che lì ci vuole mettere un suo uomo, ha subito bocciato l'idea del leader di Fi e ha tenuto ferma la casella degli Interni per Maroni che avrebbe dovuto traslocare alle Attività produttive. "Maroni va agli Interni: è l'unico di cui mi fido.

Ciclone valsesiano alla Corrida Ritornano i "Maroni per forza" ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Ciclone valsesiano alla Corrida Ritornano i "Maroni per forza" Il gruppo vincitore nel 2007 sabato allo show di Canale 5 [FIRMA]MARIA CUSCELA QUARONA Sabato sera i "Maroni per forza" tornano su Canale 5. Il quartetto corale quaronese è stato invitato come ospite della trasmissione televisiva per dilettanti allo sbaraglio "La corrida", condotta da Gerry Scotti,

ALLA RICERCA DELL'ISOLA... Fantasy. Regia di Mark Levin, Jennifer Flackett, con Abigail Bres ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". LA ZONA Drammatico. Regia di Rodrigo Plá, con Daniel Gimenez Cacho e Maribel Verdù. In un quartiere benestante di Città del Messico, protetto da guardie private e filo spinato, tre ragazzi delle favelas s'

"ora le riforme assieme" - roma ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Eletto il presidente di Palazzo Madama. Veltroni: ma il dialogo non c'è. Bossi: fucili sempre pronti, gelo di Napolitano "Ora le riforme assieme" Schifani apre al Senato, oggi Fini elogerà 25 aprile e 1° maggio ROMA SEGUE A PAGINA 2.

Berlusconi: se la ue ci ostacola alitalia la comprerà lo stato - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: No da Fini e Bossi La Lega frena: non si può fare, sarebbe una concentrazione di potere LUISA GRION ROMA - Sulla cordata tricolore, sul pool di imprenditori pronti a mettere mano al portafoglio per salvare la compagnia di bandiera "si continua ad andare avanti", ma se a Bruxelles continuano a "zignare" - avverte Silvio Berlusconi - va a finire "

E in coda alla cordata italiana spunta l'avvocato "fantasma" - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: E a questo punto, con l'ipoteca di Francoforte sul Nord Italia, Lufthansa è un candidato naturale con cui tentare un primo accordo. In attesa che Aeroflot (il partner preferito da Silvio Berlusconi) ed Air France scoprano eventualmente le loro carte. Il lavoro di Bruno Ermolli rimane dunque in salita.

Tra vicenza e roma - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Visto che le elezioni politiche di due settimane fa hanno celebrato l'eterno ritorno del Nord e della Lega. Tuttavia, non conviene svalutare Vicenza. Dove Achille Variati, candidato del Pd, si è imposto di misura, risalendo, al ballottaggio, di quasi 20 punti percentuali e di 6000 voti. Mentre la candidata del Centrodestra, Lia Sartori, ha recuperato solo 150 voti.

Quando il bis è una condanna - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: E invece sarà un bis pieno di bis, dal maiale al guinzaglio di Calderoli al solito borotalco di Letta... Insomma, il carnevale del remake deve ancora cominciare. Tocca alla destra riprodurre con forza tutte le ossessioni di Berlusconi. Ecco: a Roma non è stato sconfitto solo Rutelli, ma l'Italia dei replicanti.

Salute, ecco perché qui costa di più - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: In un confronto con altre tre regioni del centro nord, la nostra spesa pro capite è la più alta, 1814 euro a testa all'anno che comprende anche i correttivi per anzianità, contro i 1774 della Toscana e dell'Emilia Romagna. Se poi la spesa è analizzata tenendo conto dei correttivi legati alla mobilità, si nota che i costi scendono nelle regioni virtuose,

"abbiamo ballato vent'anni il nostro tempo ora è finito" - clara caroli ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: che hanno contribuito a influenzare la geografia delle mode e delle tendenze metropolitane, è Marco Bossi, torinese, 37 anni, che proprio a Rock City ha fatto la sua gavetta di "discotecaro" - così si definisce - prima di rilevare il locale, otto anni fa, e diventare il guru della notte della gioventù che conta. Bossi, partiamo dall'inizio.

Il leader leghista: I fucili sono sempre caldi se impediscono le riforme Il leader Pdl: Se l'Europa non la smette, l'Alitalia l'acquista lo Stato... Al Senato eletto Schifani che p ( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Stai consultando l'edizione del Bossi minaccia il Pd, Berlusconi la Ue Il leader leghista: "I fucili sono sempre caldi se impediscono le riforme" Il leader Pdl: "Se l'Europa non la smette, l'Alitalia l'acquista lo Stato..." Al Senato eletto Schifani che parla di dialogo. Oggi tocca a Fini alla Camera "La sinistra non vuole le riforme?

Ha vinto la destra populista ( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Lega al Nord, Alemanno a Roma. Questa destra utilizza il disagio sociale crescente e la paura nel futuro per proporre la guerra tra i poveri. L'immigrato, lo zingaro, il drogato, il diverso diventano così il capro espiatorio contro cui costruire la comunità dei votanti a destra.

Brevi, schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: In scena Stefano Di Battista al sax alto e soprano, Fabrizio Bosso alla tromba, Rita Marcotulli al pianoforte, Giovanni Tommaso al contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria. 15 euro. Un'iniziativa organizzata d'intesa con la Fondazione Fabrizio De Andrè. A viale di Porta Ardeatina 55 stazione birra Stasera alle 22.

Le ballate di de andrè e lo spirito dello swing - felice liperi ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Fabrizio Bosso, Giovanni Tommaso e Roberto Gatto FELICE LIPERI La Canzone di Marinella e Bocca di Rosa, dai carruggi genovesi alle strade di New Orleans e New York. Le stelle del jazz italiano reinterpretano i classici di Fabrizio De Andrè. Questa sera alla Casa del Jazz una band formata da Stefano Di Battista: sax,

Campidoglio, i saluti romani non sono proibiti per legge? Cara Unità, dopo l'elez ( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Giulio Pica I fucili di Bossi? Più di un linguaggio pericoloso... Cara Unità, Bossi dice: "Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi". I barbari possono conquistare una posizione, ma per mantenerla ci vuole una cultura che mi pare Bossi non abbia mostrato di avere.

Il latitante mitizzato: dopo i murales un rap ( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: il nuovo boss come Matteo Messina Denaro/tu sei un flop, un babbeo, una figa, un baro/e prendi un tot di mazzate se ti ho sottomano". Dopo i murales, il superlatitante trapanese diventa anche protagonista di un rap. è citato come un idolo in uno dei ritornelli di "La gente fa", pubblicato nell'ultimo album degli Enmicasa,


Articoli

Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano alti"Siria, uccisa perché incinta. 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Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano alti"Siria, uccisa perché incinta. 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Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano alti"Siria, uccisa perché incinta. Ma era vergineRonaldo ricattato da tre viados a RioFermo, filma la prof sotto la gonna: sospesoSenato, Schifani è il nuovo presidente: "Sarà una stagione di riforme condivise"Governo, ultimi ritocchi per la nuova squadra Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano alti"Siria, uccisa perché incinta. Ma era vergineRonaldo ricattato da tre viados a RioFermo, filma la prof sotto la gonna: sospesoSenato, Schifani è il nuovo presidente: "Sarà una stagione di riforme condivise"Governo, ultimi ritocchi per la nuova squadra Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano alti"Siria, uccisa perché incinta. Ma era vergineRonaldo ricattato da tre viados a RioFermo, filma la prof sotto la gonna: sospesoSenato, Schifani è il nuovo presidente: "Sarà una stagione di riforme condivise"Governo, ultimi ritocchi per la nuova squadra Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Pensioni, a chi gli aumenti (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano alti"Siria, uccisa perché incinta. 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Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano alti"Siria, uccisa perché incinta. 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Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Dal nanetto al "piccolo Ciarra" (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50 votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (220 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (26 votes, average: 2.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (23 votes, average: 2.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Daria P.: Veltroni deve andare avanti per la sua strada. Non deve demoralizzarsi: troppi "squali"... Armando: Sono un elettore del centrodestra è provengo dall'ala moderata di Alleanza Nazionale. Non riesco a... Pasquale: Prima di tutto Alemanno deve mandare via tutti gli immigrati che hanno commesso reati. Poi deve annullare... Alberto Taliani: per Rinaldi Guardi che la sua tesi non sta proprio in piedi, ma quale olio di ricino, e il fascismo?... filippo: GRAZIE VELTRONI. NON TI DIMETTERE, TU PORTI BENE ALLA DESTRA, PER CUI RIMANI TU CHE VINCEREMO SEMPRE DI... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News La Banca mondiale: "Per grano e riso i prezzi restano alti"Siria, uccisa perché incinta. 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Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Bossi: prima di tutto cacciamo gli illegali (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

ROMA Riforme da fare subito e guai a chi si metterà di traverso. "Ultima occasione o scoppia casino". Berlusconi stia ai patti, ma nemmeno c'è bisogno di ricordarlo dopo l'intervista a Veronica: "Si è sposato con la Lega e ora deve eseguire gli ordini". E Gianni Letta, la colomba, al solito non gli piace. Sì, perché lui vorrebbe approvare un decreto sicurezza fin dal primo Consiglio dei ministri, "anche se Letta è cauto". La sinistra radicale, poi, è avvisata: "Non abbiamo paura, se decide di scendere in piazza. Abbiamo trecentomila martiri pronti a scendere dalle montagne. I fucili sono sempre caldi". E Rifondazione replica scrivendo a Napolitano chiedendogli di non accettare la sua nomina a ministro. Ma Umberto Bossi è arrivato a Roma con animo battagliero e una scaletta di priorità ben precise. "La prima cosa da affrontare è il problema sicurezza. Il primo a dover intervenire sarà il ministro dell'Interno, Maroni. Dobbiamo dare il segnale che il paese aspetta. Anche a Roma che è una città accerchiata dagli accampamenti, dove si arricchiscono spacciando droga. La città subisce e la gente vuole il cambiamento. Maroni ha la forza per fare il cambiamento e la vittoria di Alemanno facilità le cose". Solito Bossi. Nonostante gli avvertimenti di Berlusconi, che ieri pomeriggio s'è precipitato a telefonargli dopo che quello aveva ripetuto la storia dei "fucili", e subito lui ha smorzato tutto, anche la questione degli "ordini", il Senatur ama il linguaggio bollente. Già, i fucili. Chiedono un commento al Capo dello Stato e Giorgio Napolitano liquida così la questione: "Ho visto che Berlusconi li ha definiti di carta. Questa disputa se siano di carta, se siano caldi o se possano essere di carta e anche caldi non mi appassiona". Ma Bossi ha le idee molto chiare. La sicurezza, innanzitutto, che viene prima persin del federalismo fiscale. Il che significa, come spiegano i leghisti più vicini al Capo, un'applicazione severa della legge esistente, la Bossi-Fini. Se poi servirà un decreto come l'aveva immaginato Amato ("Ma più efficace, quello faceva acqua da tutte le parti", dice il neocapogruppo Roberto Cota), si farà. Una ricetta, in fondo, facile a declinarsi: allontanare i rom, cacciare i barboni, espellere i clandestini, pretendere il rispetto degli standard per le abitazioni, subordinare la residenza a un certo reddito dimostrabile, incrementare l'uso dei Cpt. "Tornare allo spirito della legge Bossi-Fini, che è stata svuotata dai provvedimenti amministrativi del centrosinistra. Solo chi ha già un contratto di lavoro deve avere la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno. Ed è necessario sospendere Schengen ai nostri confini orientali", spiega Roberto Calderoli. Ora, che il centrosinistra abbia sottovalutato questi problemi che invece sono in cima alla scaletta della nuova maggioranza, a sorpresa lo dice Giuliano Amato stesso. "Se qualcuno dice - è il ragionamento ad alta voce del ministro uscente - che c'è stata poca attenzione alla sicurezza in questi due anni non si rivolge a me, ma ha sacrosanta ragione. Ho già affermato più volte che non sono soddisfatto di come il tema della sicurezza è stato affrontato. Non si possono fare le nozze con i fichi secchi. I patti per la sicurezza sono stati importanti ed efficaci, ma se avessimo potuto "nutrirli" di più uomini e mezzi sarebbe stato meglio". Di chi le responsabilità? "C'era la propensione di parte della nostra maggioranza ad identificare la sicurezza solo come contrasto alla criminalità organizzata e vedere la criminalità diffusa come problema da affrontare esclusivamente in chiave sociale". Onesta ammissione che fa imbufalire una dipietrista come Silvana Mura ("Poteva fare la voce grossa") o una forzista come Jole Santelli ("Purtroppo non sana due anni di lassismo"). E comunque anche a sinistra c'è chi non ha paura di usare parole forti alla maniera leghista. Ad esempio l'assessore fiorentino Graziano Cioni, del Pd, padre della famosa ordinanza sui lavavetri: "Chi delinque deve essere preso per le orecchie e portato via, fuori dalla città: chi ha bisogno va aiutato e chi delinque va cacciato. Servono leggi dello Stato per cui chi delinque e non è di questo Paese, qui non ci deve stare". \.

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E a metà pomeriggio Massimo Calearo comincia a friggere. Ma dài, così non è (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

E a metà pomeriggio Massimo Calearo comincia a friggere. "Ma dài, così non è possibile. Avrò risposto a duecento domande: com'è il primo giorno da deputato? Una giornata intera per votare tre volte, non si spreca il tempo in questo modo. Dalla prossima seduta mi porto il palmare e un paio di libri". Proprio accanto, stesso Partito democratico, storie ben diverse, c'è Antonio Boccuzzi, l'operaio della Thyssen di Torino: "Anche a me la stessa domanda, non ne posso più. Cosa ho imparato finora? Che visti da vicino, per me che li vedevo in tv, i politici sono diversi. La Russa, ad esempio. Lo pensavo un omone, e invece è piccolo...". Per i cronisti può essere divertente, per loro no. Scusi, lei chi è? Chi proprio non si diverte sono i perdenti, quelli che sono tornati alla casella di partenza, peones e non più ministri, e stanno mogi agli angoli dei divani, immalinconiti dalla solitudine dei numeri zero. Basta guardare Giovanna Melandri per capire che in Transatlantico si sale e si crolla. Due mesi fa i reporter la inseguivano, adesso è il contrario. "Non credo che tutto possa scorrere come prima", dice lei. Appunto. Vagolano in astinenza da telecamera e si abbandonano nei divani del corridoio. Realacci, Pistelli, Bressa, Migliavacca, Parisi. Quando arriva Berlusconi, o quando arriva Bossi, il Transatlantico registra qualche fibrillazione. Ci sono i berlusconiani che debbono conquistare un posto accanto al capo, e batte tutti e tutte Barbara Mannucci, la biondina sponsorizzata da Marcello Dell'Utri. Con Bossi ci sono i nuovi parlamentari, tutti in cravatta verde, mica come i veterani leghisti che si limitano al fazzolettone. E' di Gianluca Buonanno, l'ex sindaco di Varallo Sesia reclutato dalla Lega, la prima incursione meditata per un'ora: una bottiglia di whisky per Walter Veltroni, "bevi, così potrai dimenticare". Ma Veltroni è anche astemio. Beati i senatori, dicono dal Transatlantico. Mezza giornata, hanno eletto presidente Schifani, pratica evasa e saranno già in aereo per il ritorno a casa. A Palazzo Madama, al loro arrivo si son trovati Giulio Andreotti a dirigere l'aula. Quando è nato il più giovane dei senatori, il leghista di Cuggiono Massimo Garavaglia, era il 1968: Andreotti era ministro dell'Industria nel terzo governo Moro. Ma hanno trovato pure una Cicerona volonterosa, cosa non si fa per dare il benvenuto ai nuovi Padri della Patria, specie se hanno vinto. "Ecco, vede laggiù? Laggiù c'è la sala stampa...". Era Anna La Rosa, la signora di "Telecamere". Ma è nel Transatlantico di Montecitorio che c'è più viavai. In un angolo parlottano Veltroni e Fassino. In un altro D'Alema e il giovane Colaninno. S'interrompono quando c'è da rientrare per il voto, e Roberto Maroni va al suo posto con un asinello di peluche in tasca, il suo portafortuna. E' cambiata, l'aula. Ora che la sinistra non c'è più, è scivolata proprio da quella parte. D'Alema si ritrova al posto di Oliviero Diliberto, Rosy Bindi in quello di Vladimir Luxuria. Sui banchi della pattuglia radicale hanno messo delle medagliette d'argento con la Madonna, i sospetti finiscono sui teodem di Paola Binetti, è sempre meglio benedire. Come dice Calearo, "qui il tempo non passa mai". C'è Renato Farina, il giornalista inguaiato nell'inchiesta milanese sul Sismi, portato alla Camera da Berlusconi in persona, che ripete a chiunque la sua buona fede. Ha un paio di occhiali con vezzosa montatura blu, e racconta d'aver appena sentito al telefono il pm dell'indagine, Armando Spataro: "Mi ha fatto gli auguri per il nuovo lavoro". Un altro giornalista, Andrea Sarubbi, racconta il suo miracolo. "Presentavo su Rai1 "A Sua Immagine", la messa della domenica mattina, ma avevo la vocazione della politica ed è passato il treno". Più che un treno la telefonata di Veltroni. Nell'attesa della terza e inutile votazione c'è da provvedere alle incombenze più svariate. Ad esempio, come sarà la nuova formazione della Nazionale dei parlamentari? Non c'è più Augustone Rocchi, la saracinesca di Rifondazione. E nemmeno l'uomo spogliatoio, Salvatore Buglio. Neanche le punte, il verde Tommaso Pellegrino e l'ex An Marco Airaghi. Resta Daniele Marantelli, il numero 10, Pd eletto a Varese. L'hanno pure votato come presidente della Camera, forse i tifosi, ma è in ambasce. Proprio Antonio Boccuzzi ("mi sono letto tutti i giornali") ha notizie inquietanti: "Pare che il vostro ct Carolina Morace si vada ad allenare negli Usa". Il cortile di Montecitorio è sempre pieno, qui abitano i viziosi, i dipendenti da tabacco o da telecamera, o si fuma o si danno interviste e la chiacchiera si è spostata dalla buvette a queste panchine. Hai visto, ci sono ben due leghisti con l'orecchino. Hai visto la Di Centa, quella che faceva sci di fondo: è vestita di nero lucido, sembra la Pivetti in tv. Calearo spegne la sigaretta e scruta lo spicchio di cielo. Ha già capito da dove può venire il pericolo, dai piccioni. Ne passa uno e Paolo Bonaiuti, in diretta su Rai2, a momenti si ritrova la giacca di velluto nero con una bella macchia. Peccato per lui, dicono che porti fortuna.

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Le Lega Maroni dovrà subito mettersi al lavoro, la Bossi-Fini va applicata e questa volta con efficacia (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

IMMIGRAZIONE IL PRIMO SCONTRO Le Lega "Maroni dovrà subito mettersi al lavoro, la Bossi-Fini va applicata e questa volta con efficacia".

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"Alitalia, basta veti o va allo Stato" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Ci tiene a sottolineare che più che una proposta è "una minaccia". Ma le parole del Cavaliere segnalano un problema crescente con Bruxelles e hanno subito diviso la sua coalizione: Fini possibilista, Bossi spara a zero mentre Rifondazione comunista applaude. "Se l'Unione europea non ci aiuta e continua così Alitalia potrebbe essere acquistata dalle Ferrovie dello Stato", diceva ieri il quasi premier uscendo dall'aula della Camera. Perché la cordata si organizzi c'è bisogno di tempo, dunque, "bisogna che l'Europa non metta difficoltà chi governa". Il consulente Bruno Ermolli ha raccolto la disponibilità di una ventina di imprenditori fra cui titolari di concessioni pubbliche: dai Benetton a Gavio, da Tronchetti Provera a Ligresti, dal re dell'acciaio Riva fino a Gerardo Soglia. A disposizione ci sarebbe una cifra compresa fra 700 milioni e un miliardo di euro; abbastanza per rilevare la compagnia e i suoi debiti, pochissimo per rilanciarla. Per comporre il puzzle c'è bisogno almeno di una grande banca e di un partner industriale. Intesa Sanpaolo è in attesa di un serio progetto industriale. Eloquente il presidente del consiglio di gestione Enrico Salza: "Aspettiamo che qualcuno produca delle idee" ma al momento non c'è "alcuna novità". Air One attende speranzosa di essere coinvolta ma intanto si concentra sul suo piano di rafforzamento su Malpensa. Autocandidature a parte (in questi giorni è spuntato lo studio legale Privitera) nel centro-destra c'è una corrente di pensiero che considera indispensabile trovare subito l'accordo o con Lufthansa o con Air France-Klm. La compagnia tedesca ieri ha lasciato capire di non essere interessata "a queste condizioni", ovvero senza passare dal commissariamento. Resta la possibilità di riaprire un canale con Parigi, nei confronti della quale restano aperti sia Gianni Letta che Giulio Tremonti. "Non escludo che il loro ritiro sia una mossa strategica", dice il consulente dell'Eliseo Jean-Paul Fitoussi. Nella finanza milanese c'è chi ipotizza due scenari: proporre a Parigi un'Opa alla quale aderirebbe il "nocciolo" italiano o costituire una newco le cui quote sarebbero divise fra le eventuali componenti italiana e francese. Voci, idee, ma che non cambiano lo scenario dell'oggi: Alitalia è stretta fra le scelte di un'azionista incerto sul da farsi (il nuovo governo) e la possibile procedura di infrazione da parte di Bruxelles per i 300 milioni di aiuto statale. "La Commissione è neutrale di fronte alla natura pubblica o privata dell'acquirente. Conta il rispetto delle regole di mercato", fa notare il portavoce del commissario alla Concorrenza Neelie Kroes rispondendo alla battuta del Cavaliere. "In realtà Berlusconi ha ipotizzato che lo Stato possa gestire la società e non la proprietà", circostanzia Fini che però non spiega nel dettaglio ciò che il Cavaliere intendesse dire. D'accordo invece il leader Cisl Raffaele Bonanni e il responsabile trasporti di Rifondazione Ugo Boghetta: "Sarebbe una proposta da prendere sul serio". Nelle parole di Berlusconi c'è un segnale politico: se la cordata avrà bisogno di un puntello pubblico, ci sarà. Lui stesso aveva ipotizzato l'Eni o la Cdp, ma entrambe si chiamano fuori per "vincoli statutari". Resterebbe Sviluppo Italia, che però è controllata al 100% dal Tesoro. Tanto varrebbe lasciare le quote direttamente allo Stato come è nel caso di Air France-Klm. Resta da capire cosa ne pensi la Lega di Bossi. "Venderla allo Stato? Non credo si possa fare. Per me la cosa migliore da fare era applicare la Marzano". Se l'Italia non troverà un accordo con Bruxelles, è uno scenario ancora possibile.

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"A Malpensa solo il primo passo" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

[FIRMA]LUIGI GRASSIA TORINO Per Malpensa ci sono parecchie novità positive: la tedesca Lufthansa fa sapere che il recentissimo accordo con la Sea per il potenziamento a Varese della sua controllata Air Dolomiti "è solo un primo passo" verso un ulteriore sviluppo. E si muove pure la compagnia "low cost" Easyjet che ieri ha avviato all'Hotel Hilton di Milano la selezione di 55 nuovi assistenti di volo da assumere nella sua base italiana (che si trova appunto a Malpensa). Questi sviluppi, assieme al fatto che altre compagnie nelle ultime settimane hanno cominciato a riempire il vuoto lasciato da Alitalia, fanno dire al leghista Roberto Maroni che "Malpensa può vivere anche senza Alitalia. Per ora quella di Lufthansa è una piccola base, ma è un segnale importante". E il sindaco di Milano Letizia Moratti definisce quello fra Sea e Lufthansa "un accordo che valorizzerà Malpensa. La svolta è arrivata quando Lufthansa si è resa conto che avrebbe potuto farne un hub, cioè un punto di riferimento nella sua rete mondiale. Con la politica del governo precedente - ha concluso in polemica la Moratti - questo sarebbe stato impossibile". Il presidente della Sea Giuseppe Bonomi è tornato sulla vicenda per dire che "stiamo costruendo una vera e propria partnership. Lufthansa, più di altri vettori in Europa, ha già un modello industriale basato su più hub, tutti con grande redditività, ed è questo il modello a cui ci ispiriamo". La conferma dell'intenzione di Lufthansa di svilupparsi a Malpensa è venuta ieri dall'assemblea annuale tenuta ieri al palazzo dello sport di Colonia. Una portavoce del gruppo ha detto che l'accordo con la Sea per il potenziamento delle attività della controllata Air Dolomiti "è un primo passo". Il presidente e amministratore delegato Wolfgang Mayrhuber ha spiegato che l'Italia rappresenta per la sua compagnia "il secondo mercato". E a chi gli chiedeva se Malpensa potrebbe in futuro ospitare anche voli Lufthansa a lunga distanza, ha risposto: "Attualmente non abbiamo piani dettagliati al riguardo, perché servirebbero più di sei aerei regionali per alimentare aerei di questo tipo". Anziché un diniego è sembrata una disponibilità a crescere in parallelo nel lungo e nel medio raggio. Quanto ad Alitalia, Mayrhuber non ha chiuso del tutto la porta a un accordo societario, ma ha detto che nel caso "dovrebbero esserci tutte le condizioni", "tutti dovrebbero avere la stessa visione" (il riferimento era presumibilmente al governo italiano, ad Alitalia e ai sindacati) ma adesso queste condizioni non ci sono e perciò Lufthansa è "riluttante ad aprire trattative".

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"La sinistra non ascolta la gente? E' la gente a non ascoltare la sinistra" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ieri avevamo Gandhi, oggi la Santanché". Maurizio Crozza, l'ultimo dei satirici (televisivi), è di nuovo in onda su La7 con Crozza Italia Live (domenica alle 21.30 la terza delle quattro puntate). "Un programma migliorabile, che dovrebbe durare 80 minuti e non 120, ma di cui vado fiero. Sono pignolo e pesante, ma ho una squadra straordinaria: Andrea Zalone, Vittorio Grattarola, Martino Clericetti, Alessandro Robecchi, Stefano Disegni, Carlo Turati e Domenico Liggeri". Lei ha raggiunto la fama con brevi sketch inseriti in contesti più ampi. Ora è protagonista di un lungo one man show. Ha imparato ad allungare i tempi della comicità? "E' una fatica improba. Non ho neanche 50 anni, mi sono dato l'obiettivo di imparare il mestiere a 75 anni: dovrei essere nei tempi. Con la diretta rischiamo e sbagliamo di più. Domenica scorsa Jannacci non riusciva a capire quando attaccare con Vincenzina e la fabbrica, sembrava uno sketch ma non era preparato. Enzo è etereo, impalpabile: il più avanti di tutti". Una delle rubriche più riuscite è "Statisti a confronto". "Vorrei una scuola dove i professori, oltre a insegnarti Dante, ti leggono prima Gandhi e Kennedy, e poi gli statisti di oggi: Calderoli, Borghezio. Il confronto è deprimente. Quando paragoni la Santanché a Gandhi, è chiaro che la gente ride, ma non c'è nulla da ridere. Neanche posso fingere di essere contento perché, in quanto satirico, grazie a Berlusconi avrò materiale per i prossimi 5 anni". Non è contento nemmeno di avere reso celebre il "maanchismo" di Veltroni? "Un'imitazione carica di affetto. Non credo che la sinistra non sappia più ascoltare la gente: è la gente che non vuole più ascoltare la sinistra. Ci sono flussi e riflussi storici: questo è un riflusso, un'era di nichilismo. L'operaio vota Lega perché vuole sicurezza, anche se poi i reati sono diminuiti e le aggressioni le fanno più gli italiani degli extracomunitari. Essere di sinistra significa tolleranza e libertà: valori superati. Gramsci, Bordiga, Togliatti lottavano per togliere povertà e disuguaglianza, oggi si lotta per togliere l'Ici. La gente vuole la cancellazione del bollo auto, mica l'utopia. Non ci sono più i grandi ideali, da Che Guevara siamo passati a Che L'ho Duro". Perché è l'unico satirico che fa ancora tv? Forse non fa abbastanza male. "Quando abbiamo ospitato Gasparri e Taormina, l'aria era tesa e volevano quasi spezzarmi un braccio. Non mi sembra di essere così buono. Invece Storace, che pure ha idee lontanissime dalle mie, è stato simpatico. Credo di poter fare tv perché non ho la forza dei numeri: facciamo appena il 3%, siamo una nicchia. Sono orgoglioso di stare a La7 e l'allontanamento di Campo Dall'Orto non lo vivo come un pericolo, nessuno mi ha mai chiesto in anticipo il copione. Potrei lavorare solo qui. E poi non sono solo un satirico, mi piace anche fare comicità pura, come nei duetti di domenica con Giorgio Panariello". Si offende se a volte sembra un Beppe Grillo in divenire? "Beppe è un amico, lo stimo da sempre. E' la persona più simpatica e informata del mondo, anche se ormai il politico ha sovrastato il comico. Io non ce la faccio a essere come lui, fondamentalmente resto un cazzone: posso studiare 12 ore al giorno, telefonare a Travaglio per scoprire nuove cose, denunciare le storture politiche a Ballarò, ma rimango un guitto. Grillo ha sentito inizialmente l'esigenza di parlare osservando gli umori delle persone sull'autobus. Poi non gli è bastato più, ha cominciato a farsi domande più alte, a studiare, a denunciare: ha allargato il campo. Gli invidio la libertà totale, il non dipendere da nessuno". Significa che Crozza non è libero? "Significa che anch'io faccio parte del sistema. Tutte le volte che dico in tv "A tra poco", sono frustrato, perché è una mia sconfitta. Sarò pienamente libero quando non dirò più "A tra poco"". Sta dicendo che abbandonerà la tv, come Grillo? "Non lo so, ci vuole molta forza. Rispetto ai tempi di Quelli che il calcio ho scelto una dimensione più intima, ma anche dalla Ventura ero un corpo estraneo, facevo tv e al tempo stesso non la facevo. Mi piacerebbe lavorare in una tv senza pubblicità, perché gli spot mentono ed io non vorrei essere correo. E' anche per questo che parlo sempre meno con i giornalisti: per proteggermi dal sistema. E del resto non c'è alcun bisogno di sentire la mia opinione".

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[FIRMA]FABRIZIO VESPA La vita materiale dei locali notturni in genere è labile: può dur (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Bye Bye Rock City [FIRMA]FABRIZIO VESPA La vita materiale dei locali notturni in genere è labile: può durare il tempo di alcune stagioni, ma solo in casi eccezionali copre interi decenni e anche in quei casi prima o poi arriva la parola "fine". Succede così che dopo 18 anni di attività chiude lo storico Rock City in corso Dante 19/a, uno dei punti nevralgici della movida notturna torinese e questa sera celebrerà la sua festa d'addio. Nato nel '90 per volontà di Stefano Cavallero per dare sfogo serale ai clienti della palestra adiacente, ha segnato un'epoca esattamente come l'altro grande scomparso ovvero lo Studio 2 di via Nizza. In origine era uno spazio concepito come un salotto dai toni dichiaratamente pomposi con stucchi dorati, specchi e divani leopardati: per quel periodo si trattava di un'autentica rivelazione che non tardò ad attirare la cosiddetta "bella gente". Qui sono cresciute generazioni di organizzatori e pierre come Piccardo, Moretto, Forneris e Savasta. Tra questi è Gianluigi Marino quello che descrive meglio il popolo del "Rocco": "C'era chi diceva "ragazzi, prendiamo il tavolo e le bottiglie, ma poi alle 6 andiamo tutti da Giancarlo ai Murazzi", chi Porsche a 18 anni, chi Panda a 30 che tanto non te la rubano. Chi etero, chi omo, chi indeciso. Chi Rolex, chi Swatch, chi non lo porto che fa tendenza. Chi Camperos, chi Nike Silver, chi tacco 12, chi tubino bianco, chi t-shirt stretta e chi polo slabbrata". Si sono alternate nel tempo diverse gestioni. Sotto quella di Alfonso Cuozzo sono arrivate le serate più alternative come i party trasgressivi di Vanity o il martedì sera, organizzato da Monica Angeli, dove stazionavano immancabilmente i calciatori, gli attori di Cento Vetrine o personaggi di fama come lo stilista Carlo Pignatelli. Nel '99 è stata la volta di Marco Bossi, l'ultimo titolare che tenta un breve amarcord: "Quando sono arrivato, ho aggiunto al club un'altra arcata, raddoppiando le sue dimensioni. I primi anni sono stati davvero strepitosi ed è continuata la tradizione dei grandi eventi e delle stelle nazionali e internazionali del mixer. Eventi che hanno avuto anche risvolti comici. Per esempio mi ricordo la volta in cui Piccardo organizzò una serata per la stagione estiva, facendo migliaia di prevendite per un mega party in piscina. Quando poi la gente arrivò al locale, trovò sì la piscina. Peccato che fosse una piscina gonfiabile di un metro per un metro". Tanti i dj's locali che si sono alternati alla consolle: Moreno Pezzolato, Lorenzo LSP o Ricky Martini che ha letteralmente fatto la storia del Rock City. "Per molti anni - racconta Martini - ho suonato nelle serate di punta del club. Prima nel mercoledì, poi al sabato. È stata una stagione ruggente in cui soprattutto l'organizzazione Vanity ha portato cose mai viste come il circo e coreografie spettacolari irripetibili. Ne ho viste tante, compresa una ragazza ubriaca che cadendo sulla consolle l'ha messa completamente fuori uso". Ma perché chiude il Rock City? "Il locale chiude - prosegue Bossi - perché questa diventerà una zona residenziale. Qui sopra sarà costruita una palazzina di alloggi. Il cantiere aprirà nel 2009 e tutta la zona industriale qui intorno verrà demolita". Per questo "Bye Bye Rock City" è il titolo con cui questa sera lo storico locale chiuderà definitivamente il suo corso, facendo suonare per l'ultima volta il suo potente impianto. Per l'occasione verrà impacchettato da una serie di teli bianchi retro-proiettabili che faranno un tutt'uno con lo stabilimento a fianco, nascondendo il dehors a cui si potrà accedere solo attraverso un tunnel nero. Durante la notte faranno girare i dischi tutti i dj's che sono passati qui dentro e la formula sarà open bar con ingresso su lista dalle ore 23. La chiosa finale spetta d'obbligo a Marco Bossi. "Per me Rock City - conclude il titolare - ha significato il lavoro più bello della mia vita, ma anche tanta fatica perché oggi più che mai il concetto di discoteca e divertimento notturno va completamente re-inventato. È un mestiere che ha una sua utilità sociale e che è fatto in gran parte da persone perbene".

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Il reporter di guerra Steve Buscemi e la star della soap Sienna Miller (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

INTERVIEW Il reporter di guerra Steve Buscemi e la star della soap Sienna Miller Una diva tv e un giornalista politico in una intervista sbagliata: Steve Buscemi ignora tutto di lei, la tratta con degnazione; Sienna Miller è insicura, intelligente e sofferente. Oscillano tra ostilità e attrazione. Lei ha un cellulare rosa il cui squillo è il latrato di un cane; lui dà saggi consigli. Tutti e due sono infelici, la lotta tra vinti non ha vincitori e molto interesse Il duello verbale è il rifacimento d'un film di Theo van Gogh, il giovane regista olandese che venne ucciso nel 2004 da un estremista islamico per punirlo del cortometraggio Submission sulla condizione delle donne nell'Islam. In omaggio e memoria, i produttori hanno appagato il suo desiderio di realizzare in Usa il remake di tre suoi film, affidandoli a registi newyorkesi (gli altri sono Stanley Tucci e Bob Balaban). Questo primo esperimento non è molto riuscito. Lietta Tornabuoni ALLA RICERCA DELL'ISOLA... Fantasy. Regia di Mark Levin, Jennifer Flackett, con Abigail Breslin e Jodie Foster. La nota scrittrice di libti per infanzia Alexandra soccorre una piccola fan che le scrive un'accorata richiesta d'aiuto: il padre è scomparso. IL CACCIATORE DI AQUILONI Avventura. Regia di Marc Forster, con Khalid Abdalla e Atossa Leoni. La quarantennale amicizia tra Amir, figlio di un nobile di Kabul, e Hassan, figlio del suo servo. Dal best seller di Khaled Hosseini, dirige l'autore di "Monster's ball" e "Neverland". 10 COSE DI NOI Commedia drammatica. Regia di Brad Silberling, con Morgan Freeman e Paz Vega. L'autore di "Casper" e "City of angels" porta sullo schermo il rapporto di amicizia che s'instaura tra un attore in declino e una cassiera di supermercato. I DEMONI DI SAN PIETROBURGO Drammatico. Regia di Giuliano Montaldo. con Miki Manojlovic e Carolina Crescentini. La storia comincia nel 1860 a San Pietroburgo, quando una bomba uccide un membro della famiglia imperiale; Dostoevskij va a trovare in un ospedale psichiatrico un giovane che confessa di conoscere gli attentatori. IN AMORE, NIENTE REGOLE Commedia. Regia di George Clooney, con Clooney e Renée Zellweger. Negli Stati Uniti del 1925 Dodge Connolly è un esuberante campione di football che arruola nella sua squadra un giocatore presunto eroe di guerra. La storia non convince un'intraprendente giornalista. JUNO Commedia. Regia di Jason Reitman, con Ellen Page e Michael Cera. Juno MacGuff è un'intraprendente sedicenne del Minnesota che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita anche quando scopre di essere incinta e comincia a chiedersi, con il timido compagno di classe Paulie Bleeker, come agire. Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale. L'ALTRA DONNA DEL RE Drammatico. Regia di Justin Chadwick, con Natalie Portman e Scarlett Johansson. La vicenda storica di Anna e Maria Bolena, le due sorelle che si contesero i favori di Enrico VIII: la prima riuscì a sposarlo, l'altra ne divenne l'amante. IL MATRIMONIO E' UN .... Commedia. Regia di Cherie Nowlan, con Brenda Blethyn e Khan Chittenden. La cabarettista irriverente e in declino Jean Dwight teme che la fidanzata del figlio possa incrinare l'armonia della loro famiglia. NON PENSARCI Commedia. Regia di Gianni Zanasi, con Anita Caprioli e Giuseppe Battiston. Un musicista trentaseienne, un tempo piccola star punk rock, comincia a riflettere e sulla sua vita: tornato a casa dalla famiglia, comincia ad occuparsi di ciò che ha a lungo trascurato. ORTONE E IL MONDO DEI CHI Cartoon. Regia di Jimmy Hayward e Steve Martino. Dai creatori de "L'era glaciale", la storia di un simpatico elefante che trova un mondo di pace, quello dei minuscoli Chi, in un fiore. OXFORD MURDERS Thriller. Regia di Alex de la Iglesia, con Elijah Wood e John Hurt. Nei dintorni di Oxford, un'anziana signora viene trovata morta nel soggiorno di casa: il cadavere viene rinvenuto da un professore e da uno studente, i quali cominciano a indagare su una misteriosa serie di omicidi. LA SPOSA FANTASMA Commedia. Regia di Jeff Lowell, con Eva Longoria Parker e Paul Rudd. Opera prima, racconta di un uomo conteso da due donne: la veggente Ashley e la ragazza che avrebbe dovuto sposare mentre ora è un fantasma, morta preparando il matrimonio. STEP UP 2 Musicale. Andie e Chase s'incontrano all'interno di una scuola d'arte del Maryland: cominciano ad allenarsi insieme per partecipare a una difficile gara clandestina. TUTTA LA VITA DAVANTI Commedia. Regia di Paolo Virzì con Sabrina Ferilli e Massimo Ghini. L'autore di "Ovosodo" e "Caterina va in città" ritrae la vita nei call center attraverso le vicissitudini della venticinquenne laureata Marta. TUTTI PAZZI PER L'ORO Azione. Regia di Andy Tennant, con Matthew McConaughey e Kate Hudson. Ben Finnegan è un cacciatore di tesori che sta per coronare il suo sogno: recuperare il carico d'oro di un galeone che giace da un paio di secoli in fondo al mare al largo della Florida. Al suo fianco, l'intraprendente consorte. L'ULTIMA MISSIONE Poliziesco. Regia di Olivier Marchal, con Daniel Auteuil e Olivia Bonamy. L'autore di "36" narra la storia di Louis Schneider, incorruttibile poliziotto di Marsiglia in crisi esistenziale che cerca di proteggere una ragazza dall'uomo, tornato in libertà, che aveva ucciso i suoi genitori. UN AMORE SENZA TEMPO Commedia drammatica. Regia di Lajos Koltai, con Vanessa Redgrave e Claire Danes. Dal romanzo di Susan Minot, un percorso attraverso il passato e il presente di tre donne: la madre Ann, in fin di vita, e le figlie Constance e Nina. 21 Commedia drammatica. Regia di Robert Luketic, con Jim Sturgess e Kevin Spacey. Il professor Mickey Rosa forma una squadra di giovani talenti in matematica per sbancare i casinò di Las Vegas: fra loro, l'intuitivo e bisognoso di soldi per pagarsi gli studi Ben. Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". TRAME A CURA DI Daniele Cavalla.

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Fogliato torna a Roma con Armosino e Fiorio (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

PARLAMENTO. ASTIGIANI SENZA SENATORI Fogliato torna a Roma con Armosino e Fiorio E' ritornato a Roma da parlamentare dopo che nel 1994 fu il più giovane deputato eletto. Ora, a 40 anni, Sebastiano Fogliato, agricoltore di Villanova, va a rappresentare l'Astigiano a Montecitorio con "la presidente" Maria Teresa Armosino per il Pdl e Massimo Fiorio del Pd. Non ci sono invece senatori astigiani, almeno in questo momento. Possono infatti ambiare a un seggio a palazzo Madama Sergio Ebarnabo che era in lista per il Pdl (e dovrà attendere la composizione del governo che lo vedrebbero favorito in caso di dimissioni) e Giorgio Calabrese primo degli esclusi per la Pd. Prima di partire per Roma, Fogliato ha firmato a Torino a Palazzo Carignano, sede del primo Parlamento subalpino, con gli altri 11 i parlamentari piemontesi della Lega Nord un simbolico "Patto subalpino". "La firma di questo patto - ha commentato Fogliato - è ulteriore impegno che vogliamo assumerci con gli elettori sul federalismo. Ma visto che la provincia di Asti è la "maglia nera" per le rapine in villa. Io penso che più che una militarizzazione del territorio servirebbe davvero arrivare ad avere la certezza della pena e pene piú severe. Molti delinquenti vengono arrestati, però poi sono subito liberati".

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Luna Park in centro dopo 20 anni (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

ASTI. DA STASERA AL 12 MAGGIO Hanno detto Intervista Giorgio Conte Luna Park in centro dopo 20 anni Settanta attrazioni aperte da oggi "Così si restituisce la festa agli astigiani" "Come una volta" Tutti entusiasti FIAMMETTA MUSSIO "Meglio un giro in giostra che in auto" "Piazza d'Armi "In centro c'è una "Siamo stati isolati per troppi anni Oggi c'è di nuovo l'entusiasmo di un tempo" ASTI parentesi per noi molto negativa Torniamo a far vivere la piazza" Felice Piccaluga bella atmosfera La gente va a piedi o in bici e si ferma a parlare con noi" Davide Gandolfi Rudy Bossi Non ci sono più "la giostra di Bastian, i cavalli bianchi e l'anello lucido appeso a quella boccia". I nomi evocano invece un gusto più hollywoodiano: "ranger", "materon", "extreme" e via con una sfilza di personaggi della Disney. Alla fine però, la sostanza resta quella: son sempre "sederi e gonne al vento", come cantava Giorgio Conte. La novità è che quest'anno il Luna park torna a occupare un angolo di piazza del Palio. A vent'anni esatti dal "trasloco" in piazza d'Armi. Era il 1987 quando per l'ultima volta, le attrazioni vennero montate in centro città: dall'anno successivo, si spostò la fiera e con lei, anche le giostre. Ora, con la fiera all'Enofila, le giostre ritornano a colorare il centro: i baracconi si illumineranno da stasera (dalle 20) a lunedì 12 maggio. Un ritorno salutato con gioia dai giostrai e dai bambini. Un po' meno dagli automobilisti in cerca di parcheggio. Le giostre occupano infatti un quarto di piazza, nel lato che guarda verso l'ex caserma dei vigili. "Tolgono troppi posti auto", ed è un dramma secondo alcuni. Ma i giostrai, forti di una recente polemica a Nizza (l'amministrazione vuole spostare le attrazioni in periferia), ricordano che il Luna park "è un valore per una città, non un peso". "Ad Asti - dice il portavoce Massimo Piccaluga, presidente regionale Agis, Associazione dello spetttacolo - hanno capito che così si restituisce la festa ai cittadini e ci guadagnano tutti: i commercianti, gli ambulanti del mercato e anche noi. Sono tempi di crisi in cui bisogna aggregare, non disperdere". Piccaluga appartiene a una delle famiglie storiche di spettacolo viaggiante: lui e il fratello Felice sono la quarta generazione di giostrai presenti sulla piazza di Asti da metà 800. "Anche noi - aggiunge - siamo una tradizione della città: il 2008 per noi è l'anno della rinascita. Siamo tornati tra gli astigiani". La sede di piazza d'Armi era poco gradita, troppo distante dal "cuore" della città. "Eravamo isolati e non ci accorgevamo neppure della Carolingia - dicono Rudy Bossi e Davide Gandolfi -. Ora la gente si ferma a parlare, ci conosce e si fida anche di più". E i giostrai organizzano giornate gratis per gli studenti (il 2 e 12 maggio) e l'ultima mattina tutta per far divertire i ragazzi disabili. Fino al 12 maggio, dunque, funzioneranno 70 attrazioni in piazza del Palio: la maggior parte è per i più piccoli, ma una decina sono giostre per grandi. Due o tre riservate agli spericolati, come il "Ranger" con il giro della morte incluso nel prezzo. Ci sarà la "Pesca dei cigni" (è gestita da Cesare Moretti, 70 anni, "decano" del gruppo insieme al mastro torronaio Domenico Grasso) e tanti altri giochi, zucchero filato e torrone. I biglietti vanno da uno a 3 euro, con possibilità di abbonamento. Stamani il collaudo e da stasera tutti in giostra.\ Dall'87 non è più andato al Luna park, ma quest'anno ci tornerà. Anche l'avvocato cantautore Giorgio Conte accoglie con entusiasmo il ritorno delle giostre in centro città. Con un sogno: rivederle un giorno sotto la statua di "Toju". La città è divisa: giostre o parcheggi? "Giostre, giostre e ancora giostre. Io mi sarei spinto molto più in là: le avrei messe nel "cuore" di Asti, in piazza Alfieri e anche in piazza San Secondo, come ai tempi in cui portavo i calzoni corti. C'era l'autopista davanti al Reale e l'autovolante vicino al Politeama. Eravamo così felici quando arrivavano i baracconi che nessuno si sognava di lamentarsi per il rumore". Lei ha cantato la "Giostra di Bastian": era la sua preferita? "È uno dei ricordi della mia generazione: era la giostra di tutti, grandi e piccini. E poi c'era anche l'altra, come si chiamava? La "rotor": si metteva a girare, il pavimento scendeva e tu rimanevi schiacciato contro le pareti dalla forza centrifuga. Robe da metà prezzo se avevi il coraggio di salirci, il doppio del biglietto se guardavi solo..." "I giri erano belli, i giri erano lunghi", oggi che aggiungerebbe al finale della sua canzone? "Che mi piaceva quella dimensione più lenta, della gente che andava a piedi e non correva". Dica una cosa agli astigiani che protestano perché non trovano parcheggio. "Cari concittadini, riprendetevi il vostro tempo: lasciate l'auto in garage o lontana dal centro, e godetevi l'allegria del Luna park e la festa della nostra Asti".

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Il divo in declino Morgan Freeman e la cassiera di supermercato Paz Vega (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

10 COSE DI NOI Il divo in declino Morgan Freeman e la cassiera di supermercato Paz Vega Molto americano, l'incontro casuale fra il divo nero settantenne Morgan Freeman e la giovane cassiera latina Paz Vega. Per una giornata parlano, si confidano, ridono, si rattristano con simpatia e casta complicità. Lui, marito e padre, racconta il proprio timore di essere finito, il telefono che squilla di rado, la paura della morte. Lei, ragazza sola, racconta della propria dura vita di lavoro come cassiera d'un supermercato, le ambizioni, l'isolamento di cui si sente prigioniera. A sera, lasciandosi, capiscono d'essersi reciprocamente fatti del bene, consolati. Morgan Freeman è il produttore di questo breve film (1 ora e 20 minuti) un po' melenso, forse autobiografico, diretto da Brad Silberling (45 anni, già regista di "Casper", di "Voglia di ricominciare") con appropriata delicatezza e umorismo. Lietta Tornabuoni ALLA RICERCA DELL'ISOLA... Fantasy. Regia di Mark Levin, Jennifer Flackett, con Abigail Breslin e Jodie Foster. La nota scrittrice di libti per infanzia Alexandra soccorre una piccola fan che le scrive un'accorata richiesta d'aiuto: il padre è scomparso. IL CACCIATORE DI AQUILONI Avventura. Regia di Marc Forster, con Khalid Abdalla e Atossa Leoni. La quarantennale amicizia tra Amir, figlio di un nobile di Kabul, e Hassan, figlio del suo servo. Dal best seller di Khaled Hosseini, dirige l'autore di "Monster's ball" e "Neverland". 10 COSE DI NOI Commedia drammatica. Regia di Brad Silberling, con Morgan Freeman e Paz Vega. L'autore di "Casper" e "City of angels" porta sullo schermo il rapporto di amicizia che s'instaura tra un attore in declino e una cassiera di supermercato. I DEMONI DI SAN PIETROBURGO Drammatico. Regia di Giuliano Montaldo. con Miki Manojlovic e Carolina Crescentini. La storia comincia nel 1860 a San Pietroburgo, quando una bomba uccide un membro della famiglia imperiale; Dostoevskij va a trovare in un ospedale psichiatrico un giovane che confessa di conoscere gli attentatori. IN AMORE, NIENTE REGOLE Commedia. Regia di George Clooney, con Clooney e Renée Zellweger. Negli Stati Uniti del 1925 Dodge Connolly è un esuberante campione di football che arruola nella sua squadra un giocatore presunto eroe di guerra. La storia non convince un'intraprendente giornalista. JUNO Commedia. Regia di Jason Reitman, con Ellen Page e Michael Cera. Juno MacGuff è un'intraprendente sedicenne del Minnesota che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita anche quando scopre di essere incinta e comincia a chiedersi, con il timido compagno di classe Paulie Bleeker, come agire. Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale. L'ALTRA DONNA DEL RE Drammatico. Regia di Justin Chadwick, con Natalie Portman e Scarlett Johansson. La vicenda storica di Anna e Maria Bolena, le due sorelle che si contesero i favori di Enrico VIII: la prima riuscì a sposarlo, l'altra ne divenne l'amante. IL MATRIMONIO E' UN .... Commedia. Regia di Cherie Nowlan, con Brenda Blethyn e Khan Chittenden. La cabarettista irriverente e in declino Jean Dwight teme che la fidanzata del figlio possa incrinare l'armonia della loro famiglia. NON PENSARCI Commedia. Regia di Gianni Zanasi, con Anita Caprioli e Giuseppe Battiston. Un musicista trentaseienne, un tempo piccola star punk rock, comincia a riflettere e sulla sua vita: tornato a casa dalla famiglia, comincia ad occuparsi di ciò che ha a lungo trascurato. ORTONE E IL MONDO DEI CHI Cartoon. Regia di Jimmy Hayward e Steve Martino. Dai creatori de "L'era glaciale", la storia di un simpatico elefante che trova un mondo di pace, quello dei minuscoli Chi, in un fiore. OXFORD MURDERS Thriller. Regia di Alex de la Iglesia, con Elijah Wood e John Hurt. Nei dintorni di Oxford, un'anziana signora viene trovata morta nel soggiorno di casa: il cadavere viene rinvenuto da un professore e da uno studente, i quali cominciano a indagare su una misteriosa serie di omicidi. LA SPOSA FANTASMA Commedia. Regia di Jeff Lowell, con Eva Longoria Parker e Paul Rudd. Opera prima, racconta di un uomo conteso da due donne: la veggente Ashley e la ragazza che avrebbe dovuto sposare mentre ora è un fantasma, morta preparando il matrimonio. STEP UP 2 Musicale. Andie e Chase s'incontrano all'interno di una scuola d'arte del Maryland: cominciano ad allenarsi insieme per partecipare a una difficile gara clandestina. TUTTA LA VITA DAVANTI Commedia. Regia di Paolo Virzì con Sabrina Ferilli e Massimo Ghini. L'autore di "Ovosodo" e "Caterina va in città" ritrae la vita nei call center attraverso le vicissitudini della venticinquenne laureata Marta. TUTTI PAZZI PER L'ORO Azione. Regia di Andy Tennant, con Matthew McConaughey e Kate Hudson. Ben Finnegan è un cacciatore di tesori che sta per coronare il suo sogno: recuperare il carico d'oro di un galeone che giace da un paio di secoli in fondo al mare al largo della Florida. Al suo fianco, l'intraprendente consorte. L'ULTIMA MISSIONE Poliziesco. Regia di Olivier Marchal, con Daniel Auteuil e Olivia Bonamy. L'autore di "36" narra la storia di Louis Schneider, incorruttibile poliziotto di Marsiglia in crisi esistenziale che cerca di proteggere una ragazza dall'uomo, tornato in libertà, che aveva ucciso i suoi genitori. UN AMORE SENZA TEMPO Commedia drammatica. Regia di Lajos Koltai, con Vanessa Redgrave e Claire Danes. Dal romanzo di Susan Minot, un percorso attraverso il passato e il presente di tre donne: la madre Ann, in fin di vita, e le figlie Constance e Nina. 21 Commedia drammatica. Regia di Robert Luketic, con Jim Sturgess e Kevin Spacey. Il professor Mickey Rosa forma una squadra di giovani talenti in matematica per sbancare i casinò di Las Vegas: fra loro, l'intuitivo e bisognoso di soldi per pagarsi gli studi Ben. Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". TRAME A CURA DI Daniele Cavalla.

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Le sorelle Castelli s'impongono a Biella (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

TENNIS Le sorelle Castelli s'impongono a Biella Anche la Pro, nel suo piccolo, ha le proprie sorelle Williams. Elena e Cecilia Castelli continuano a mietere successi nei tornei Under 14 e 10. Le ultime affermazioni in ordine di tempo sono quelle del Master Series organizzato dal T.C. Biella. In quest'occasione Elena è salita sul gradino più alto del podio dopo aver superato in finale la Bullani. Sua sorella Cecilia, invece, ha ottenuto un doppio successo, nei tornei Under 10 del Cral Torino e di Cureggio. In quest'ultima manifestazione l'Under 10 Pietro Cura Curà è arrivato secondo, mentre nel tabellone Under 14 Federico Restano è uscito di scena in semifinale. Ottimo periodo di forma anche per l' Under 12 Gaia Cura Curà: oggi giocherà la semifinale di Biella, mentre nei prossimi giorni la finale a Pecetto. Notizie meno confortanti, invece, dagli incontri a squadre. La serie C maschile, dopo aver perso 5-1 la gara decisiva a Borgaro, è stata retrocessa in D1. Il team Under 12 maschile, Giuseppe Auricchio-Ezio Bosso-Giulio Protti, è stato sconfitto a Verbania, mentre nel recupero di lunedì pomeriggio la squadra Under 14 maschile B, formata da Federico Restano e Federico Campanini, è stata superata 2-1 dal T.C. Biella. Rotonda vittoria, 3-0, per Letizia Restano e Gaia Cura Curà nell'Under 12 contro Alessandria.

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"Acts, perchè i bimbi pagano?" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

LEGA NORD NASCE UN CASO PER IL BIGLIETTO DEI PIU' PICCOLI "Acts, perchè i bimbi pagano?" "Genitori, attenzione: forse non tutti lo sanno, ma i bambini fino all'età di 10 anni accompagnati da un adulto, munito di biglietto o di abbonamento, possono viaggiare gratuitamente sui pullman dell'Acts, come è specificato a pagina 90 del libretto distibuito l'estate scorsa dall'azienda di trasporti. Non sono rari però i casi di bambini che, pur accompagnati, hanno pagato il biglietto e addirittura sottoscritto l'abbonamento dove risultano chiaramente i dati anagrafici". La segnalazione "a nome della Lega Nord" è di Giovanni Frisone, ex segretario cittadino del partito, e coinvolto in prima persona in questa "vertenza" con l'Acts. "Mio figlio proprio oggi compie 10 anni. Viaggia sempre accompagnato ma quest'anno ho pagato per lui diversi abbonamenti mensili. Ho chiesto un rimborso di quanto versato indebitamente ma a quanto pare non è possibile. Il 28 febbraio scorso avevo anche presentato un'istanza scritta alla direzione dell'azienda. Ora dall'Acts mi hanno comunicato telefonicamente che si è deciso di estendere la gratuità per i bambini fino a 11 anni. A questo punto il mio intento è di far conoscere a tutti la situazione e questa ulteriore possibilità. Un modo per sopperire alla mancanza di informazione da parte dell'azienda e far valere i diritti di tante famiglie". L'ufficio stampa dell'Acts replica: "La legge regionale prevede la gratuità del viaggio per i bambini di altezza inferiore a 1 metro e 15. I moderni automezzi non hanno più la sbarra che valeva da "unità di misura" e si è cercato così di orientare il limite al dato anagrafico, seguendo una linea adottata a livello nazionale. Si precisa che tutti i bambini fino a sei anni viaggiano gratis. Di quelli fino a 10 anni, due possono viaggiare senza pagare, sempre però a condizione di essere accompagnati. Ma non si è mai parlato di alzare il limite agli 11 anni". Frisone però insiste e, oltre al suo, segnala altri casi. Conclude l'Acts: "Se qualcuno intende chiedere informazioni o sottoporci i suoi dubbi naturalmente può farlo e da parte dell'azienda c'è la disponibilità a valutare ogni reclamo, caso per caso".

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Bossi: primo, via i clandestini (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Parla Alemanno: a Roma 85 campi rom abusivi da abbattere. Amato critico: il governo non mi ha dato i soldi Bossi: primo, via i clandestini Due milioni e mezzo, giovani, quasi tutti al Nord: è boom di immigrati regolari La prima battaglia del nuovo governo e del sindaco di Roma sarà sulla sicurezza. Bossi annuncia espulsioni per i clandestini mentre Alemanno spiega a "La Stampa" che abbatterà gli 85 campi rom abusivi. Una ricerca del Viminale fissa a circa 2,4 milioni gli immigrati regolari, 9 su 10 al Nord. E Amato accusa: non mi hanno dato i soldi. ALLE PAGINE 4 E 5.

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Capito niente (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Buongiorno Capito niente Massimo Gramellini Se qualcuno di voi deambulasse per il Lombardo Veneto alla ricerca dei trecentomila martiri (in fila per sei col resto di due) che Bossi ha minacciato di far scendere dalle montagne "coi fucili caldi" a difesa del Fe-de-ra-li-smooooo, gli suggerirei di rientrare immediatamente alla base. Il capo della Lega è manesco soltanto a parole. E sono parole, per fortuna, che in vent'anni di maltrattamento continuo del vocabolario non hanno mai prodotto neppure un fatto. Non dico un pugno, ma neanche una spinta. La platea naturale di Bossi sono i bar di provincia immortalati dai libri di Stefano Benni. Quelli dove il bullo del paese passa le ore a titillare il vassoio delle patatine, raccontando agli astanti sempre le stesse storielle, ogni volta dilatando i numeri e gli aggettivi. L'Umberto in versione Osama Boss Laden non è mica l'algido Alemanno, che misura anche i respiri, e quando dice una cosa esiste il sospetto fondato che la farà. E' un burbanzoso Varesotto con la testa finissima ma l'eloquio roboante: così scostato dalla realtà da risultare innocuo. Indignarsi a ogni piè sospinto per i suoi modi inurbani, lanciando allarmi democratici contro l'equivalente di un rutto, non presenta alcuna utilità. Più interessante sarebbe accorgersi che i suoi elettori parlano come lui e quindi lo capiscono molto meglio della sinistra e dei giornalisti, non necessariamente di sinistra, che in questi vent'anni della Lega non abbiamo mai capito un. volevo dire: niente.

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IL LOFT E IL PAESE (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Luca Ricolfi IL LOFT E IL PAESE La cosa che più colpisce, in questi giorni, non è quel che si dice sulle cause della doppia disfatta Veltroni-Rutelli, ma lo stupore con cui se ne parla. Non si può dire che la sconfitta fosse perfettamente prevedibile, ma sembra che le sue dimensioni abbiano preso un po' tutti alla sprovvista, come se politici, giornalisti, commentatori, studiosi non si fossero accorti di quel che passava per la testa della gente. Tale stato d'animo degli osservatori rischia di portare fuori strada nella ricerca delle ragioni di questo improvviso ribaltamento degli orientamenti politici dei cittadini. Chi è stupito va a caccia di cause nascoste, sottili, difficilmente visibili a occhio nudo. C'è chi dice che Veltroni avrebbe copiato Berlusconi, inducendo gli elettori a snobbare la copia e preferire l'originale. C'è chi dice che Rutelli avrebbe strizzato l'occhio ai preti, e troppo disdegnato i temi laici: il consiglio è di fare come Zapatero. C'è chi invoca l'effetto band wagon: da sempre gli italiani hanno il vizio di saltare sul carro del vincitore. C'è chi, in modo vagamente tautologico, invoca un generico "vento di destra": l'Italia va a destra perché così soffia il vento. C'è chi, infine, si rammarica che solo Berlusconi sappia "interpretare la pancia del Paese": a quanto pare quando vince la destra è la pancia che parla, quando vince la sinistra è la testa che ragiona. Ma forse, più semplicemente, abbiamo trascurato due fatti macroscopici, che non hanno attirato su di sé l'attenzione proprio per la loro ovvietà ed evidenza. Il primo fatto macroscopico è il discredito del governo Prodi, legato all'indulto, all'esplosione della criminalità, agli aggravi fiscali e burocratici, al drammatico aumento delle famiglie in difficoltà (+57% negli ultimi 12 mesi). A quanto pare i dirigenti del Pd non si sono resi conto di quel che la gente ha passato negli ultimi due anni. Naturalmente gli sbagli del governo non sono l'unica causa delle sofferenze e delle paure degli italiani, ma ignorarne la portata è stato una imperdonabile leggerezza politica. Giusto o sbagliato che fosse, dopo due anni di governo dell'Unione gli italiani sentivano il bisogno di voltar pagina: come si poteva pensare che si affidassero a chi instancabilmente ripeteva che quel governo aveva ben operato? Il secondo fatto macroscopico è in realtà un non fatto, ovvero una clamorosa omissione. La sinistra italiana, a differenza della sinistra inglese a metà degli Anni 90, non ha ancora voluto compiere la sua rivoluzione antisnob, ossia quel percorso di rottura con il mondo dei salotti che - secondo Klaus Davi - fu una delle carte vincenti con cui Tony Blair riuscì a resuscitare il consunto Labour Party, riavvicinandolo alla gente comune e riportandolo al governo del Paese dopo il lungo regno della Thatcher (Di' qualcosa di sinistra, Marsilio, 2004). Omissione curiosa, visto che - sul piano comunicativo - il primo problema della sinistra italiana è la sua immagine elitaria e anti-popolare, il suo presentarsi come una squadra di autocrati illuminati, di seriosi e impermeabili custodi del bene. Di questa drammatica distanza dalla sensibilità popolare, di questo deficit di radici sociali, Veltroni è parso del tutto ignaro. Cercando di conciliare tutto e tutti, nascondendo sistematicamente le difficoltà in cui il governo uscente aveva cacciato il Paese, pensando di maneggiare con semplici esercizi verbali la protesta delle regioni più operose, Veltroni ha mostrato di non aver capito né quanto profondamente il governo Prodi avesse diviso l'Italia, né quanto i simboli del Palazzo e della politica romana siano invisi alla gente comune (era proprio il caso di chiamare Loft la nuova sede del Partito democratico? E di chiamare "caminetti" le riunioni dei dirigenti che contano?). Con l'immagine salottiera e poco ruspante che la sinistra post-berlingueriana si ritrova addosso, con la sua mancanza di radicamento nel territorio, con la sua distanza culturale dalle regioni del Nord, presentarsi alle elezioni con un candidato premier che è la quintessenza del bel mondo di Roma, delle sue terrazze e dei suoi salotti, era già un azzardo notevole. Non rendersi conto dell'azzardo, e non prendere alcuna contromisura compensatrice, è stata un'incomprensibile follia. Qualcuno, già me lo sento, dirà che la politica seria è un'altra cosa, e che è da qualunquisti rimproverare a Bertinotti le frequentazioni mondane, o ai dirigenti del Pd di riunirsi davanti a un caminetto, in un appartamento che amano chiamare il Loft. È vero, quel che conta è capire la realtà, e se ti riesce meglio davanti a un caminetto non c'è niente di male. Il punto, però, è che questi signori il contatto con la realtà sembrano averlo perso completamente. A forza di parlarsi tra loro non sanno più in che Paese vivono. Se la gente li vede come una casta, non è tanto per i loro privilegi, ma perché i loro simboli sono quelli di un mondo inarrivabile e separato, lontano mille miglia dal mondo di tutti noi.

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Rock City addio (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

AL TOP Rock City addio "Sono ormai passati 18 anni da quando entrai per la prima volta a Rock City. Ero particolarmente giovane e impressionabile e il salotto demodé che mi si parò davanti agli occhi, mi fece sognare. Oggi, appena raggiunta la maggiore età, l'ultimo mostro sacro della notte torinese, è pronto a chiudere definitivamente i battenti". L'attuale gestore Marco Bossi ricorda questi 18 anni di avanguardia musicale e sperimentazione artistica. Qui è nata Vanity; il martedì "Non solo donne" di Monica, in collaborazione con il Pineta di Milano Marittima; lo storico Venerdì 10x10. Da questa consolle sono passati alcuni tra i migliori dj nazionali e mondiali facendo ballare un pubblico che sempre ha amato il sound di qualità. Nel locale di corso Dante 19 si è sempre respirata quell'atmosfera di festa contagiosa, tipica dei migliori club internazionali con i quali Rock City ha spesso collaborato, dagli ibizenchi Space, Pacha e Dc10, al londinese Ministry of Sound, oltre ai nostrani Pineta, Toqueville e Billionaire. Dopo 18 anni, anche la discoteca che era riuscita a colmare il grande vuoto lasciato dalla fine dello Studio 2, deve chiudere i battenti. Al suo posto sorgerà un complesso residenziale, che per il momento continuerà almeno a inglobare la palestra Sport City. Ci sono ancora due occasioni per salutare il Rock City. Sabato 26 è di scena il "closing party" targato Vanity, con i djs della scuderia e la tipica animazione trasgressiva dell'organizzazione torinese. L'ultima festa di mercoledì 30 è affidata alla neonata famiglia 10x10 - Prince. Bye Bye Rock City porterà in consolle tutti i dj torinesi che i questi anni hanno suonato nel club, con un rapido turn over di 10 - 15 minuti ciascuno. La serata sarà ad open bar e presenterà un'ultima novità: tempo permettendo verrà allestito uno spazio esterno di decompressione, un'area chill out raggiungibile passando attraverso un corridoio di tessuti. Nel "finally bye bye" al locale sarà coinvolta anche l'Associazine Amici di Jean, fondata tra gli altri da Gianluigi Marino, storico organizzatore della serate del Rock City, per tutto l'arco degli Anni 90. \.

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Fotografia (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

CHI MUORE AL LAVORO. Fino al 18 maggio alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (via Modane 16) mostra sulla tragedia ThyssenKrupp. Ingresso libero. Info: 011/4423672. GIANCARLO RONCAGLIA. In "Piazza dei Mestieri" (via Jacopo Durandi 13) la personale fotografica del critico e giornalista musicale, memoria storica del jazz in Italia. Orari: mar-sab 19/24. LORENZO MARCUCCI. Fino al 15/5 da Artevision (via S.Giulia 14/c, or.: 15/19) "Censored Photos" e "Oops!...I did it again". GANDHI. "La mia vita è il mio pensiero - MK Gandhi", dedicata al leader spirituale indiano; fino al 20/5 nel cortile del Rettorato. Orari: 7,30-16 (da v.Po 17) 7,30/19,30 (da v.Verdi 8). PORTRAITS DES MAINS. A "Mood Libri e Caffè" (via Cesare Battisti 3/E) fino al 6 /5, Jun Sato. CHIAPAS. Al Gruppo Abele (c.so Trapani 91/b), fino al 30/6, 200 foto raccontano il Messico. Due mostre collaterali nella Media Baretti (v. Santhià, 76) fino al 30. LUOGHI DIMENTICATI. Fino al 16/5 da Gilgamesh (p.za Moncenisio 13/b) "Tribù del Badnightcafè" (mar-sab 20,30/3). VIVI TORINO. Al circolo La Cadrega (via P. Clotilde 23/b) fino al 28"Vivi Torino", foto di A. Castellucci, M. Lo Russo, R. Teora. IN VIAGGIO. Fino al 10/5 da Tucano Viaggi (p.zza Solferino 14/g) immagini direportage di Guido Barosio e Valter Carasso. TE' NEL DESERTO. Al Circolovizioso (via S.Bernandino 34/c), Silvia Sales "Te nel deserto". fino al 26 (mar-sab 18,30/2). CUBA LIBRE. Allo Shortbus Cafè, via G. Ferrari 5/I, prosegue fino al 9 maggio la mostra di Maurizio Turinetto. Info: info@shortbuscafe.it; www.shortbuscafe.it CHE SCATTO! In via via S. Francesco da Paola 3, collettiva con oltre 40 fotografi. Sino al 25/9. IL SOLE NELLE MANI. Grugliasco. Alla Fnac de Le Gru, sino al 27 aprile, foto di Mario Cresci. ITALIAN CINEMA DIVAS. Ciriè, c.so Martiri 33. Fino al 30/4, immagini di grandi attrici italiane. PAESAGGI DESIDERATI. Pinerolo. Al Salone dei Cavalieri (via Giolitti 7) fino al 30 aprile, 110 scatti legati alla natura. ALBERI D'INVERNO. Caselle. Lunedì 28alle 21 al Circolo Fotografico Casellese (via Madre Teresa di Calcutta 55) s videoproiezioni: Cesare Cerutti "Alberi d'inverno", Patrizio Colucci "Nomadi in concerto", Giovanni Coizza "Il Cervino e la sua valle". L'UOMO PER CUI TORNAI. Moncalieri, UGC Ciné Cité 45° Nord, via Postiglione - zona industriale Vadò. Fino al 30 foto di Bolivia, Brasile e Madagascar di Stefano Stranges e Alberto Albano e foto di Teresa e Antonio Retta. GEORGIA, I MILLE VOLTI DELL'INDIPENDENZA. Foto di Maurizio Gjivovic che documentano i numerosi centri collettivi che ospitano profughidell'Abkhazia e dell'Ossezia. Dal 28 al 5/5 al Pueblo, c. Palestro 3, dal mercoledì al sabato dalle 22 in poi.

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Berlusconi: a noi il Welfare (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Silvio s'impunta su Gianni Letta: "C'è una sola persona indispensabile, lui" Berlusconi: a noi il Welfare [FIRMA]AMEDEO LA MATTINA ROMA Berlusconi è molto infastidito per le "bizze" degli alleati sulla composizione del governo. Soprattutto per il braccio di ferro con Fini sul Welfare. Ma il premier in pectore ha anche un problema in casa sua con la casella della Giustizia che balla tra Elio Vito e Claudio Scajola, ma quest'ultimo non ne vuole sapere di andare a via Arenula perché preferisce il dicastero delle Attività produttive. Elio Vito invece è considerato troppo barricadero e di scarso peso specifico da una parte di Forza Italia. E poi sono arrivate le perplessità dell'associazione magistrati. Allora lo stesso Cavaliere, che ieri sera ha riunito i big di Fi a casa sua con letta e Tremonti, ha accarezzato l'idea di riportare Calderoli alla Giustizia, risolvendo così anche un altro problema: nominare viceministro alla Infrastrutture (al posto di Castelli, appunto) l'eurodeputato Mario Mantovani che lo stesso Berlusconi aveva incaricato di reclutare i 120 mila difensori del voto. Mantovani avrebbe la delega a Lavori pubblici e all'Expo di Milano. Roba forte ma indigesta per Bossi, che lì ci vuole mettere un suo uomo, ha subito bocciato l'idea del leader di Fi e ha tenuto ferma la casella degli Interni per Maroni che avrebbe dovuto traslocare alle Attività produttive. "Maroni va agli Interni: è l'unico di cui mi fido. Sennò chi si fa carico della sicurezza dei cittadini?", ha avvertito ieri in Transatlantico il capo del Carroccio. Il quale ha fatto capire che aria tira, affermando che "Berlusconi si è sposato con la Lega e ora deve eseguire gli ordini". Affermazione subito dopo smentita ("sono sempre i giornalisti che inventano...). "Gli accordi presi con Berlusconi - ha spiegato Maroni - non hanno subito modifiche. L'intesa va bene così. Avremo quattro ministri leghisti". Insomma, alla fine della giostra, alla Giustizia potrebbe spuntarla Elio Vito (sempre che Berlusconi non si impunti e "costringa" Scajola a fare il "sacrificio"). A quel punto Vito non andrebbe ai Rapporti con il Parlamento che sarebbero destinati a Paolo Bonaiuti il quale manterrebbe anche il ruolo di portavoce della presidenza del Consiglio. Ma lo scontro più acuto è con An sul Welfare. Berlusconi è convinto che questo partito ha ottenuto abbastanza con Fini alla presidenza della Camera e Alemanno al Campidoglio che "valgono due ministeri". E allora vorrebbe limitare a due i dicasteri di peso per An (Infrastrutture a Matteoli e Difesa a La Russa). Poi, semmai, un altro ministero senza portafoglio che potrebbe andare o a Giorgia Meloni o alla Poli Bortone. Mentre per il Welfare, che sarebbe dovuto andare ad Alemanno se avesse perso la corsa per il Campidoglio, il Cavaliere pensa a Maurizio Sacconi (Fi). "Non se ne parla proprio", è stata la risposta di Fini in un colloquio avuto con Berlusconi e Maroni in una sala di Montecitorio. Sul nome che avrebbe fatto Fini per il Welfare ci sono diverse versioni che rimbalzano in Transatlantico: Viespoli, Urso e Ronchi (portavoce del partito). Una cosa è chiara: An non vuole essere retrocessa, non vuole essere scavalcata dalla Lega che ottiene quattro ministeri (3 con portafoglio e 1 senza). E la vittoria di Roma, dicono a via della Scrofa, non è un buon motivo per levarci un dicastero. Anzi, An alza il tiro: se le cose stanno così, chiediamo la Giustizia per Alfredo Mantovano. Più realisticamente, Fini potrebbe ottenere un viceministero al Commercio con l'Estero per Urso, ma Berlusconi avrebbe pensato al piemontese Crosetto. Dunque, continua l'estenuante puzzle di governo che sta infastidendo Berlusconi. Il quale ha ricodato ad An che il successo romano è anche merito di Fi. Era di umore nero ieri mattina alla prima seduta della Camera. Quando gli chiedono della Lega, ha risposto seccato: "Ho letto di Rosi Mauro. Altri posti alla Lega? Ma siete fuori?". Per non parlare poi delle voci sul più fidato dei suoi collaboratori: "C'è una sola persona indispensabile: Gianni Letta, che sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio con tutte le deleghe".

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Ciclone valsesiano alla Corrida Ritornano i "Maroni per forza" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Quarona. Ciclone valsesiano alla Corrida Ritornano i "Maroni per forza" Il gruppo vincitore nel 2007 sabato allo show di Canale 5 [FIRMA]MARIA CUSCELA QUARONA Sabato sera i "Maroni per forza" tornano su Canale 5. Il quartetto corale quaronese è stato invitato come ospite della trasmissione televisiva per dilettanti allo sbaraglio "La corrida", condotta da Gerry Scotti, che nel 2007 lo aveva visto vincitore di una puntata. Alla ribalta torneranno dunque Giampalo Villa (50 anni, promotore finanziario), i fratelli Luca (39 anni, operaio metalmeccanico) e Pietro Tartarini (42, postino), e Giovanni Langhi (40, cuoco). La loro esibizione è prevista intorno alle 23,15, al termine di quella dei dieci concorrenti in gara. "La proposta ci è arrivata a sorpresa - spiega uno dei componenti, Giampaolo Villa -. Siamo molto contenti di poter tornare nello studio in cui ci siamo tolti una grande soddisfazione. Fino a questo momento avevano dato spazio a interventi comici, non ci aspettavamo una chiamata. Ci hanno chiesto di riproporre l'esecuzione del brano a cappella "Stand by me" con cui ci eravamo imposti, ex aequo con il tenore siciliano Salvatore Spatafora, nella passata edizione". I "Maroni per forza" partiranno alla volta di Roma domani. La partecipazione e la vittoria a "La corrida" che cosa vi hanno portato? "Abbiamo avuto diversi contatti potendo programmare, soprattutto in Valsesia, diversi appuntamenti a cui partecipiamo soprattutto se sono a scopo benefico - continua Villa -. Cantando cerchiamo di regalare un sorriso. L'iniziativa più vicina cronologicamente che ci vedrà coinvolti sarà il concerto per l'Ail a cui parteciperemo il 17 maggio al salone Sterna di Quarona". Nel frattempo il vostro repertorio è rimasto lo stesso? "No, ovviamente abbiamo fatto delle modifiche per non riproporre sempre le stesse canzoni, e per il 17 maggio abbiamo in serbo una sorpresa di cui non voglio ancora anticipare nulla - conclude Giampaolo Villa -. Ci piacerebbe poter provare di più ma ci manca il tempo per riunirci. Intanto è rimasto intatto lo spirito per cui ci esibiamo, ovvero il puro divertimento".

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ALLA RICERCA DELL'ISOLA... Fantasy. Regia di Mark Levin, Jennifer Flackett, con Abigail Bres (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Lin e Jodie Foster. La nota scrittrice di libti per infanzia Alexandra soccorre una piccola fan che le scrive un'accorata richiesta d'aiuto: il padre è scomparso. LA BANDA Commedia. Regia di Eran Kolirin, con Shlomi Avraham e Saleh Bakri. Diretta in una piccola città israeliana, la banda musicale della polizia di Alessandra d'Egitto sbaglia strada e finisce in mezzo al deserto. IL CACCIATORE DI AQUILONI Avventura. Regia di Marc Forster, con Khalid Abdalla e Atossa Leoni. La quarantennale amicizia tra Amir, figlio di un nobile di Kabul, e Hassan, figlio del suo servo. Dal best seller di Khaled Hosseini, dirige l'autore di "Monster's ball" e "Neverland". 10 COSE DI NOI Commedia drammatica. Regia di Brad Silberling, con Morgan Freeman e Paz Vega. L'autore di "Casper" e "City of angels" porta sullo schermo il rapporto di amicizia che s'instaura tra un attore in declino e una cassiera di supermercato. I DEMONI DI SAN PIETROBURGO Drammatico. Regia di Giuliano Montaldo. con Miki Manojlovic e Carolina Crescentini. La storia comincia nel 1860 a San Pietroburgo, quando una bomba uccide un membro della famiglia imperiale; Dostoevskij va a trovare in un ospedale psichiatrico un giovane che confessa di conoscere gli attentatori. IN AMORE, NIENTE REGOLE Commedia. Regia di George Clooney, con Clooney e Renée Zellweger. Negli Stati Uniti del 1925 Dodge Connolly è un esuberante campione di football che arruola nella sua squadra un giocatore presunto eroe di guerra. La storia non convince un'intraprendente giornalista. JUNO Commedia. Regia di Jason Reitman, con Ellen Page e Michael Cera. Juno MacGuff è un'intraprendente sedicenne del Minnesota che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita anche quando scopre di essere incinta e comincia a chiedersi, con il timido compagno di classe Paulie Bleeker, come agire. Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale. L'ALTRA DONNA DEL RE Drammatico. Regia di Justin Chadwick, con Natalie Portman e Scarlett Johansson. La vicenda storica di Anna e Maria Bolena, le due sorelle che si contesero i favori di Enrico VIII: la prima riuscì a sposarlo, l'altra ne divenne l'amante. IL MATRIMONIO E' UN .... Commedia. Regia di Cherie Nowlan, con Brenda Blethyn e Khan Chittenden. La cabarettista irriverente e in declino Jean Dwight teme che la fidanzata del figlio possa incrinare l'armonia della loro famiglia. NON È UN PAESE PER VECCHI Drammatico. Regia di Ethan e Joel Coen, con Tommy Lee Jones e Javier Bardem. Un reduce dal Vietnam si appropria di una valigia con 2 milioni di dollari: verrà braccato da uno spietato killer e da uno sceriffo prossimo alla pensione. Pluripremiato agli Oscar, dirigono i registi di "Fargo" e "Il grande Lebowski". NON PENSARCI Commedia. Regia di Gianni Zanasi, con Anita Caprioli e Giuseppe Battiston. Un musicista trentaseienne, un tempo piccola star punk rock, comincia a riflettere e sulla sua vita: tornato a casa dalla famiglia, comincia ad occuparsi di ciò che ha a lungo trascurato. ONORA IL PADRE E LA MADRE Drammatico. Regia di Sidney Lumet, con Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke. Due fratelli, il manager tossicomane Andy e il più giovane Hank, sono alla disperata ricerca di soldi: per garantirseli, decidono di rapinare la gioielleria dei genitori. In teoria, un "colpo" senza rischi. ORTONE E IL MONDO DEI CHI Cartoon. Regia di Jimmy Hayward e Steve Martino. Dai creatori de "L'era glaciale", la storia di un simpatico elefante che trova un mondo di pace, quello dei minuscoli Chi, in un fiore. OXFORD MURDERS Thriller. Regia di Alex de la Iglesia, con Elijah Wood e John Hurt. Nei dintorni di Oxford, un'anziana signora viene trovata morta nel soggiorno di casa: il cadavere viene rinvenuto da un professore e da uno studente, i quali cominciano a indagare su una misteriosa serie di omicidi. LA SPOSA FANTASMA Commedia. Regia di Jeff Lowell, con Eva Longoria Parker e Paul Rudd. Opera prima, racconta di un uomo conteso da due donne: la veggente Ashley e la ragazza che avrebbe dovuto sposare mentre ora è un fantasma, morta preparando il matrimonio. STEP UP 2 Musicale. Andie e Chase s'incontrano all'interno di una scuola d'arte del Maryland: cominciano ad allenarsi insieme per partecipare a una difficile gara clandestina. TUTTA LA VITA DAVANTI Commedia. Regia di Paolo Virzì con Sabrina Ferilli e Massimo Ghini. L'autore di "Ovosodo" e "Caterina va in città" ritrae la vita nei call center attraverso le vicissitudini della venticinquenne laureata Marta. TUTTI PAZZI PER L'ORO Azione. Regia di Andy Tennant, con Matthew McConaughey e Kate Hudson. Ben Finnegan è un cacciatore di tesori che sta per coronare il suo sogno: recuperare il carico d'oro di un galeone che giace da un paio di secoli in fondo al mare al largo della Florida. Al suo fianco, l'intraprendente consorte. L'ULTIMA MISSIONE Poliziesco. Regia di Olivier Marchal, con Daniel Auteuil e Olivia Bonamy. L'autore di "36" narra la storia di Louis Schneider, incorruttibile poliziotto di Marsiglia in crisi esistenziale che cerca di proteggere una ragazza dall'uomo, tornato in libertà, che aveva ucciso i suoi genitori. UN AMORE SENZA TEMPO Commedia drammatica. Regia di Lajos Koltai, con Vanessa Redgrave e Claire Danes. Dal romanzo omonimo di Susan Minot, un percorso attraverso il passato e il presente di tre donne: la madre Ann, in fin di vita, e le figlie Constance e Nina. 21 Commedia drammatica. Regia di Robert Luketic, con Jim Sturgess e Kevin Spacey. Il professor Mickey Rosa forma una squadra di giovani talenti in matematica per sbancare i casinò di Las Vegas: fra loro, l'intuitivo e bisognoso di soldi per pagarsi gli studi Ben. Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". LA ZONA Drammatico. Regia di Rodrigo Plá, con Daniel Gimenez Cacho e Maribel Verdù. In un quartiere benestante di Città del Messico, protetto da guardie private e filo spinato, tre ragazzi delle favelas s'introducono in una casa: la rapina finisce in dramma, uno di loro riesce a nascondersi nella "zona". TRAME A CURA DI Daniele Cavalla.

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"ora le riforme assieme" - roma (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Eletto il presidente di Palazzo Madama. Veltroni: ma il dialogo non c'è. Bossi: fucili sempre pronti, gelo di Napolitano "Ora le riforme assieme" Schifani apre al Senato, oggi Fini elogerà 25 aprile e 1° maggio ROMA SEGUE A PAGINA 2.

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Berlusconi: se la ue ci ostacola alitalia la comprerà lo stato - luisa grion (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Economia Berlusconi: se la Ue ci ostacola Alitalia la comprerà lo Stato "Può finire alle Fs, è una minaccia". No da Fini e Bossi La Lega frena: non si può fare, sarebbe una concentrazione di potere LUISA GRION ROMA - Sulla cordata tricolore, sul pool di imprenditori pronti a mettere mano al portafoglio per salvare la compagnia di bandiera "si continua ad andare avanti", ma se a Bruxelles continuano a "zignare" - avverte Silvio Berlusconi - va a finire "che Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato". Precisamente "dalle Ferrovie dello Stato". Per il momento - precisa il futuro premier - "questa è una minaccia, non una decisione", ma certo al leader del Pdl uscito vittorioso dalle elezioni, i paletti che la Commissione Europea già comincia a mettere sul prestito concesso dal governo alla compagnia non vanno giù. C'è il rischio, appunto, che l'operazione sia bocciata perché interpretata come aiuti di Stato e invece, commenta Berlusconi, "abbiamo bisogno di un'Europa che ci aiuti e che non ci metta in difficoltà". Quindi "attenzione - avverte - se vanno a zignare" (dove zignare sta per "dar fastidio come le zanzare", ndr) il problema si potrebbe anche risolvere alle radici. Come? Alitalia passa alle Fs. I primi a non essere convinti di tale soluzione sono, in verità, gli stessi alleati: Fini e Bossi, entrambi più che perplessi. Il futuro presidente della Camera prova a spiegare meglio le parole del futuro premier: l'ipotesi, osserva "è che lo Stato possa gestire la società, ma non la proprietà". Poi però lo stesso Fini è il primo ad ammettere difficoltà. "Vorrei capire quali sono i privati che acquistano per poi far gestire da altri" ha detto. E al mix treni-aerei non ci crede nemmeno il leader della Lega, che prima si trincea dietro un "non so cosa voglia fare Berlusconi", ma poi - a proposito dell'ipotesi Ferrovie - afferma: "Non credo si possa fare, sarebbe una concentrazione di potere". La soluzione, per Bossi, era e resta una sola: l'applicazione della legge Marzano. Ma se il commento del Pd sulla soluzione Alitalia-Fs non riserva sorprese (bocciato), quello dei sindacati, o almeno quello della Cisl, non è scontato. Per Walter Veltroni non ci può dubbi: "Non credo che a Bruxelles sarebbero entusiasti dell'ipotesi che lo stato italiano si accolli l'onere e, poi, dove sarebbero reperite le risorse? Sarebbe far tornare in campo lo stato come nella Russia di Putin". La trovata di Berlusconi, ricorda al leader dell'opposizione il film "Ecce bombo". Inaspettate aperture arrivano invece dalla Cisl di Raffaele Bonanni: "La proposta è uno sfogo al martellamento della Ue - dice - ma non è tanto illogica in una prospettiva di ripartizione dei ruoli fra comunicazione ferroviaria e volo". E probabilmente lo stesso Berlusconi si stupirà di avere dalla sua parte Rifondazione Comunista, partito sparito dal Parlamento. Il responsabile dei trasporti, Ugo Boghetta commenta: "Se non fosse la solita battuta di Berlusconi la proposta di integrare Alitalia e Fs andrebbe invece presa sul serio. Il nostro paese manca di una politica integrata dei trasporti e cominciare costruendo una holding con Ferrovie, Alitalia, Tirrenia e magari le grandi aziende di trasporto pubblico delle aree metropolitane sarebbe un modo per affrontare un problema fondamentale".

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E in coda alla cordata italiana spunta l'avvocato "fantasma" - ettore livini (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Economia Oggi lo studio legale Privitera incontrerà alcuni sindacati: ho un piano per Alitalia, ma non conosco Ermolli E in coda alla cordata italiana spunta l'avvocato "fantasma" Spiraglio da Luft-hansa: servono tutte le condizioni, tutti devono avere la stessa visione ETTORE LIVINI MILANO - La telenovela Alitalia, in attesa che l'insediamento del nuovo governo consenta di fare un po' di chiarezza, si regala l'ennesima giornata di ordinaria follia. In meno di 24 ore e in attesa messianica della cordata tricolore, all'affollatissimo capezzale del malato più grave dell'industria italiana si sono presentate due new entry come le Fs (candidate d'ufficio dal premier in pectore Silvio Berlusconi) e lo Studio Claudio Privitera, che ha convocato con un sintetico fax le nove sigle sindacali della compagnia per oggi in vista di consultazioni. Per conto di chi? "Non ne sappiamo nulla", ha fatto sapere Bruno Ermolli, il consigliere del premier che sta faticosamente cercando compratori per l'aerolinea. "Noi non c'entriamo", dicono in Alitalia. "Voglio presentare un piano tattico e non strategico ai lavoratori", ha chiarito lo stesso Privitera forte di un curriculum vitae dove si sottolinea come nel 1995 abbia "assistito il comitato paritetico Alitalia per la ristrutturazione e il rilancio redigendo un piano che ha ottenuto l'ok dell'Iri e del governo". Nel polverone di questi giorni però, non si butta via niente. E così i sindacati ? in un clima di forte scetticismo e con l'assenza dell'Unione Piloti ? per non saper né leggere né scrivere hanno deciso di presentarsi oggi all'appuntamento con lo studio romano. L'unica novità è che per il momento, in attesa del verdetto della Ue sul prestito ponte e della due diligence sui conti Alitalia, di novità vere non ce ne sono. "La squadra per la cordata italiana c'è e va ben al di là del capitale necessario", ha ribadito ieri un fiducioso Silvio Berlusconi. Di nuovi iscritti però per ora non se ne vedono. Carlo De Benedetti (editore de La Repubblica) ha ribadito ieri di non aver alcuna intenzione di scendere in campo. Marco Tronchetti Provera, forse in cerca di sponde nel nuovo governo dopo le disavventure con l'esecutivo Prodi, ha ribadito che non farà mancare il suo sostegno. Si tratterà però di "un cip da pochi milioni di euro". Una goccia nel mare dei miliardi che servono per rimettere in piedi la società. Fiat ha informalmente fatto sapere di non aver alcuna intenzione di fare lavori diversi dalle macchine mentre le uniche disponibilità di peso, almeno per il momento, paiono quelle di Ligresti e di Air One. Un tenuissimo filo di speranza l'ha riaperto ieri il numero uno di Lufthansa Wolfgang Mayrhuber, che ha lasciato aperto un piccolissimo spiraglio a un rientro in campo dei tedeschi dopo l'accordo con Malpensa. "Per il momento siamo riluttanti ? ha detto ieri l'ad della compagnia tedesca ?. Servono tutte le condizioni e tutti devono avere la stessa visione". Non un sì, insomma, ma nemmeno un no. Anche perché la potenziale cordata italiana dovrà in ogni caso cercarsi un alleato estero. E a questo punto, con l'ipoteca di Francoforte sul Nord Italia, Lufthansa è un candidato naturale con cui tentare un primo accordo. In attesa che Aeroflot (il partner preferito da Silvio Berlusconi) ed Air France scoprano eventualmente le loro carte. Il lavoro di Bruno Ermolli rimane dunque in salita. Anche perchè all'interno della stessa maggioranza si sta combattendo una battaglia strisciante tra le due anime del Popolo della libertà. La Lega, blindata Malpensa con Lufthansa, sarebbe favorevole a un commissariamento di Alitalia mentre Forza Italia e An (che alla Magliana ha un forte bacino elettorale) vedono quest'ipotesi come fumo negli occhi. L'elezione di Gianni Alemanno a sindaco di Roma potrebbe aiutare però a sopire queste divergenze. Anche se nessuno, per il momento, sembra avere nella manica l'asso necessario a salvare la compagnia di bandiera.

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Tra vicenza e roma - (segue dalla prima pagina) (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Commenti TRA VICENZA E ROMA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Visto l'esito delle elezioni regionali in Sicilia. Così, si è spezzato anche il bipolarismo metropolitano che aveva caratterizzato la prima Repubblica. Milano e Roma. Capitali delle due Italie. Rispettivamente: di Destra e Sinistra. Oggi il Paese è unito. Milano e Roma, sotto il segno di Berlusconi. Collante e cornice, capace di far coabitare Lega e An. Fino a quando e come non si sa. Ma, intanto, per la prima volta dai tempi della prima Repubblica, le due capitali hanno un governo di segno coerente. Il centrosinistra, rinnovato e riformato, dopo la fine dell'Unione e la "fondazione" del Pd, invece, appare "spaesato". Sperduto. Non ha più casa. A meno che non si consideri tale il rifugio tradizionale e storico delle "regioni rosse" del centro. (Dove, peraltro, qualche scricchiolio si avverte). Gli stessi confini, le stesse roccaforti del Pci, fin dalle origini. Quasi una cittadella assediata. Il Pd, in fondo, era nato per superarne i confini. Per andare "oltre". Per diventare un partito nazionale. In grado di governare l'Italia. Come la Dc nella prima repubblica. Come il cartello PdL-Lega, oggi. Il processo di "sterritorializzazione" che ha colpito il centrosinistra, in questa fase, è ben descritto dal bilancio dei comuni oltre i 15mila abitanti, in cui si è votato in queste settimane. Fino a due settimane fa il Centrosinistra ne governava 47, il Centrodestra 22. Altri 2 erano amministrati da liste civiche. Oggi, il rapporto si è letteralmente rovesciato. Il Centrodestra ne governa 46 e il Centrosinistra 24. Sta cambiando la geografia politica del Paese. Radicalmente. In senso letterale. Perché intacca il rapporto fra partiti e società "alle radici". E dunque: sul territorio. Dovunque. Per questo, anche i risultati in controtendenza, come la vittoria del centrosinistra in alcuni capoluoghi di provincia del profondo Nord e del Nordest (Sondrio, Vicenza, Udine), rischiano di finire sullo sfondo. Un "pannicello caldo", l'ha definita, ieri, Massimo Giannini, su Repubblica.it. Visto che le elezioni politiche di due settimane fa hanno celebrato l'eterno ritorno del Nord e della Lega. Tuttavia, non conviene svalutare Vicenza. Dove Achille Variati, candidato del Pd, si è imposto di misura, risalendo, al ballottaggio, di quasi 20 punti percentuali e di 6000 voti. Mentre la candidata del Centrodestra, Lia Sartori, ha recuperato solo 150 voti. Perdendo non solo gli otto punti di vantaggio precedenti. Ma soprattutto le elezioni. Certo, il successo di Vicenza non può lenire la ferita di Roma, che è profonda e non rimarginabile. Né può mascherare il rapido logoramento dei legami locali del Centrosinistra e del Pd subito in questa occasione. Tuttavia, può servire. Anzitutto, a capire il Nord, senza attendere la prossima ondata leghista. E poi a cogliere il senso delle difficoltà incontrate dal Pd, non solo a livello locale. Ma più in generale: come modello di partito. D'altronde, nel suo piccolo, anche Vicenza è diventata (suo malgrado) una capitale: del "forza-leghismo". Sede del Parlamento Padano. Il luogo da cui Silvio Berlusconi, nel marzo 2006, in occasione dell'Assemblea nazionale di Confindustria, lanciò la rincorsa a Prodi. Da dieci anni governata da un sindaco (ner)azzurro. Logica la tentazione di spiegare questo risultato come un accidente. O, più semplicemente, di rimuoverlo. Come ogni evento lontano dal "caput mundi". Eppure, un po' di riflessione servirebbe a capire che il "caso", come ovunque, c'entra (tanto più quando si vince di 500 voti). Ma contano di più altre ragionevoli ragioni. 1. Anzitutto, il pregiudizio che disegna il Nord come un porto avvolto nella nebbia. Verdeazzurra. E' un pregiudizio. Per limitarci al Nordest, considerata una "Vandea", il centrosinistra amministra molte realtà fra le più importanti. Da Venezia a Padova. A Udine. Senza dimenticare Trento e Bolzano (province autonome comprese). Fino all'anno scorso anche a Verona. Fino a due settimane fa il Friuli-Venezia Giulia. Quanto a Vicenza, capitale forza-leghista, non è mai stata forza-leghista. Due anni fa, al referendum sulla devolution, la maggioranza dei cittadini ha votato contro. Cinque anni fa Vincenzo Riboni, candidato dell'Ulivo, al ballottaggio ottenne il 47% dei voti. Gli stessi sondaggi condotti negli ultimi sei mesi a Vicenza, con regolarità (da Ipsos e Demos), delineavano una situazione di incertezza. Perfino una settimana fa (Demos, 17-18 aprile, 1000 casi) i due candidati apparivano perfettamente alla pari. Considerarla perduta a priori era un pregiudizio infondato. 2. L'importanza del candidato e del sistema di selezione. Lia Sartori è stata scelta dall'alto. Tra conflitti e mediazioni che hanno opposto Lega e Forza Italia, anche al loro interno. Un tempo figura d'apparato della sinistra socialista. Oggi "donna forte di Forza Italia". Vicina al governatore Giancarlo Galan. "Una di Thiene", ricca cittadina commerciale, a poca distanza da Vicenza. Lo stesso che candidare a sindaco di Malo "uno di Isola", direbbe Luigi Meneghello. Invece Variati, cinquantenne, è un candidato vicentino, con una storia vicentina. Già sindaco fra il 1990 e il 1995. Di provenienza democristiana. Allievo di Rumor. Oggi PD. Legittimato, a inizio marzo, dalle primarie, con grande partecipazione popolare e un ampio consenso personale. 3. Il clima d'opinione attraversato da un'insicurezza sociale che riflette ragioni diverse dalla criminalità comune e dall'immigrazione. Piuttosto: dalla vicenda Dal Molin. La nuova base militare americana, concessa dal governo di centrosinistra, con l'accordo preventivo (taciuto per anni) della giunta e del governo precedenti. Ancora oggi "rifiutata" dalla maggioranza della popolazione (contrario il 53 % dei vicentini, sondaggio Demos). Non a caso, una lista ispirata da alcuni comitati contrari alla base ha conquistato il 5% al primo turno. Variati, sindaco neo eletto, ha sempre espresso dissenso nei confronti della decisione ? e del centrosinistra nazionale. Per ragioni di metodo, più che di principio. La mancata consultazione dei cittadini, il deficit di confronto con il governo. 4. Infine, Variati e il Pd hanno fatto una campagna elettorale vera, vecchio stile. Porta a porta. Tutti i giorni nei quartieri, nei mercati, insieme a decine di militanti e volontari, giovani e giovanissimi, a volantinare dappertutto, in centro e in periferia. Mentre la sua avversaria quasi non si è vista. La vittoria di Variati, dunque, è avvenuta per ragionevoli ragioni. Al contrario della sua avversaria ? ma anche di Rutelli a Roma ? la sua candidatura è stata espressa direttamente dagli elettori, con le primarie. Ha fatto una campagna elettorale vera, mobilitando sul territorio un Pd vero. Ha comunicato messaggi condivisi. Egli stesso è apparso, ai cittadini, competente e credibile. Anche agli elettori della sinistra e ai comitati No dal Molin. Che lo hanno sostenuto, nel ballottaggio. Senza accordi. La candidatura di Calearo, inoltre, per quanto controversa, ha aperto una fessura nel rapporto con i settori imprenditoriali e del lavoro autonomo. Così, Variati ha fatto il pieno dei voti di centrosinistra e di sinistra. Intercettando anche molti voti di centrodestra, soprattutto della Lega. Due settimane fa Ezio Mauro ha scritto che occorre "costruire un Pd del Nord. Per vivere, o almeno per capire". Forzando l'equazione, potremmo sostenere che, per sfidare il centrodestra, occorre costruire il Pd, ma "dovunque". Senza imitare il "modello Berlusconi". E' inimitabile. Più che un "partito personale", a questo fine, serve un "partito di persone", che si radichi sul territorio e nella società. Non solo sui media. Ora che Roma è caduta, può risultare (forse) più facile, al Pd, guardare a Nord senza occhiali deformanti. E, con umiltà, ripartire (anche) da Vicenza.

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Quando il bis è una condanna - (segue dalla prima pagina) (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Commenti QUANDO IL BIS è UNA CONDANNA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Variante raffinata del giovanilismo che, dietro la pretesa dell'intramontabilità, sempre nasconde un ritratto di Dorian Gray, l'Italia del bis è un'Italia travestita; è l'orso addomesticato che viene malinconicamente esibito nell'habitat che gli era stato naturale e che lo aveva visto trionfare per forza e per imprevedibilità. Pensate allo Scudo Crociato di De Gasperi. Non è forse vero che quello di Pizza e quello di Casini più che un danno a se stessi fanno un danno a De Gasperi? E tutti questi partiti comunisti che in Italia nascono, muoiono e ancora rinascono, non stanno rovinando anche il ricordo del partito comunista di Enrico Berlinguer? Simboleggiando il presente mediocre, avvelenano il passato glorioso. Insomma, una cosa è la scoperta dell'orso libero e selvaggio e un'altra cosa è il ritorno dell'orso vecchio e sdentato. Certo, Rutelli si sarebbe attrezzato, avrebbe sommato saggezza ed esperienza: non è sicuramente un orso spelacchiato. Ma proprio perché è un'anima forte capirà la lezione dell'originale e della copia: non è vero che uno strumento, in passato collaudato con successo, vale allo stesso modo in qualsiasi epoca. Cambia la realtà e cambiano i mezzi e dunque gli uomini che possono interpretarla, governarla e domarla. E non è questione di età. E' proprio il bis che non funziona: "Paganini non ripete". E Petrolini "bene bravo bis" diceva tagliente, prendendo in giro la mediocrità ripetitiva del "teatro di successo". I virtuosi del melodramma non concedono il bis. Neppure Bob Dylan li concede. E Totò, nel ruolo del pittore Scorcelletti, parodiava l'artista che copia e si copia: "L'imitazione perfetta di un capolavoro rende inutile l'orginale". E va bene che viviamo nell'epoca della riproducibilità, ma Picasso non rifece Guernica. E Dante Alighieri non scrisse la "Divina Commedia 2". Vi immaginate Michelangelo che, convinto dai suoi committenti, scolpisce un secondo Mosè "visto che la prima volta è andato così bene"? Al di là dei risultati economici, personalmente mi rattrista il rifacimento della "verde nera" della Pelikan (tedesca, ma amatissima in Italia) che spuntava dal taschino di mio padre. Allo stesso modo, la Cinquecento sarà anche un successo commerciale, ma ormai è solo quattro ruote e un motore. Quel nome cifrato non rimanda a null'altro, non riscalda più il cuore, non è più il simbolo di una felice giovinezza italiana, dell'auto come voglia di leggerezza. Eppure, a ottimi giornalisti e ottimi editori è venuto in mente di riportare mestamente in vita "Il Borghese" senza Longanesi, e il "Candido" senza Guareschi. Per non parlare dei mille tentativi di resuscitare "l'Avanti!". Sono bis che ricordano la befana, che è il bis dei regali, la festa che porta via le feste e sulla quale sempre dolorosamente incombe il carbone. Una volta De Mita, durante un incontro pubblico, mi disse: "Merlo, tu spingi la tua coerenza al punto da scrivere da dieci anni ogni giorno lo stesso articolo". Mi spiazzò. Mentre gli rispondevo pensavo: "E se avesse ragione?". Ognuno di noi svolge il suo ruolo ossessivamente. Cambiare ruolo è un dovere per tutti. Ma lo è soprattutto per i politici che non possono avere in testa sempre lo stesso problema, ma devono dare la testa ai problemi (che cambiano più in fretta di loro). Perciò, a volte, mettersi da parte è la maniera più intelligente di salvare se stessi. Alessandro Manzoni ha scritto un solo libro. Si sa che in televisione Renzo Arbore non sbaglia un colpo: pur di non ripetersi si astiene. Pochi ricordano, fortunatamente, che tentò, con Gianni Boncompagni, la riedizione del mitico programma radiofonico "Alto Gradimento", un successo che era durato dal 1970 al 1976. Ebbene, le sette puntate del 1998 furono un flop così pungente che lo abbiamo tutti rimosso. Non per il rispetto che Renzo Arbore certamente merita. Ma per salvare la nostra memoria. Ci sono sconfitte che valgono più di una vittoria perché insegnano, aprono gli occhi, ingentiliscono, migliorano. Accade in tv, dove non c'è un remake che sia andato bene; solo disastri: da "Portobello" sino al Maigret con Castellitto. Anche al cinema l'elenco sarebbe lunghissimo. Prendiamo solo quell'atto di spavalda intelligenza, quell'opera di finissimo ingegno che è stata l'accavallamento di gambe nel film "Basic Instinct". Ebbene, quando Sharon Stone lo ha rifatto, e non solo in "Basic Instinct 2", ma più recentemente davanti agli studenti della Sorbona, le sue gambe erano diventate uno dei tanti tristi spettacoli del "come eravamo", come un concerto di Little Tony, o come Shapiro che, tutto imbiancato, canta "Eccola di nuovo". Trasformiamo dunque la sconfitta di Rutelli in una vittoria dell'intelligenza. Altri due sindaci, Enzo Bianco e Leolouca Orlando, che sono stati primi cittadini irripetibili di Catania e di Palermo, gabbiani che volavano alto, forse devono essere grati agli elettori che li hanno salvati dal destino del gabbiano di Baudelaire che, nella replica, vola basso e diventa trastullo feroce dei marinai che lo pungono, gli infilano la pipa nel becco, lo deridono... A pochi giorni dalla nascita del (nuovo) governo abbiamo più di un fondato sospetto che il ritorno dell'orso spelacchiato sia il destino del più tenace dei remake italiani, l'autoremake, il sequel Silvio Berlusconi che, con la forza dei numeri, potrebbe in teoria confezionare il governo migliore della storia, chiamare nell'esecutivo tutti i protagonisti della vita italiana fuori dalle trappole parlamentari. E invece sarà un bis pieno di bis, dal maiale al guinzaglio di Calderoli al solito borotalco di Letta... Insomma, il carnevale del remake deve ancora cominciare. Tocca alla destra riprodurre con forza tutte le ossessioni di Berlusconi. Ecco: a Roma non è stato sconfitto solo Rutelli, ma l'Italia dei replicanti. Perciò la campana di Rutelli suona già per Berlusconi.

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Salute, ecco perché qui costa di più - sara strippoli (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina VII - Torino Salute, ecco perché qui costa di più Per ogni piemontese 1800 euro l'anno. Rostagno. "Pareggio possibile" Pianeta sanità L'80 % del bilancio regionale viene impegnato in cure mediche ed è comunque meglio del previsto Lo stesso intervento al Cto comporta un esborso doppio rispetto al Rizzoli di Bologna Negativo anche il saldo sulla mobilità interregionale Un dossier su luci e ombre dell'assistenza oggetto di un confronto nel Pd SARA STRIPPOLI Luci e ombre della sanità piemontese. I bersagli raggiunti e i punti deboli. Tanto per cominciare, la spesa sanitaria non sfiora l'82% del bilancio regionale, come da allarme lanciato nell'ultima riunione del Partito democratico: nel 2007 era al 79,23% (fonte Corte dei Conti) e quest'anno le previsioni dicono 77,62%. Con i prevedibili sforamenti potrebbe raggiungere al massimo l'80 per cento. In compenso, il Piemonte ha 11 milioni di euro di segno negativo sulla mobilità interregionale, il bilancio di entrate ed uscite di pazienti dalle altre regioni. La peggiore prestazione in un gruppo di regioni del centro-nord, che sono tutte in attivo. Nel caso della Lombardia con un bilancio che raggiunge e supera i 430 milioni di euro, 308 milioni in Emilia Romagna. A consolazione, la Sicilia è in rosso di oltre 200 milioni di euro. Questi e molti altri dati sono raccolti in un ricchissimo dossier che il presidente della commissione regionale della sanità e consigliere del Pd Elio Rostagno ha preparato negli ultimi mesi, raccogliendo informazioni e cifre dalle diverse fonti nazionali e regionali che fotografano lo stato di salute del nostro sistema sanitario. "Serve un'operazione verità che sgombri il campo dai luoghi comuni, ma che al tempo stesso sia un pungolo per capire come e dove si può risparmiare". E spiega: "Mi ero stancato di sentire una girandola di cifre e su quelle veder costruire teoremi. Numeri alla mano ragioniamo". Le sue osservazioni saranno discusse oggi nell'incontro che sul tema della sanità riunirà i consiglieri del Pd. Ma quanto spende la Regione per ogni piemontese? In un confronto con altre tre regioni del centro nord, la nostra spesa pro capite è la più alta, 1814 euro a testa all'anno che comprende anche i correttivi per anzianità, contro i 1774 della Toscana e dell'Emilia Romagna. Se poi la spesa è analizzata tenendo conto dei correttivi legati alla mobilità, si nota che i costi scendono nelle regioni virtuose, quelle capaci di attrarre pazienti fuori regione. In Veneto, la spesa cala da 1745 a 1734 euro, in Emilia addirittura da 1840 a 1770. Insomma, il benchmarking è fondamentale, è la tesi di Rostagno: "Qui spesso ci crogioliamo nell'idea che un alto indice di case mix, il livello di casi complessi comporta in qualche modo una condizione di intoccabilità, mentre la maggior parte delle prestazioni sono di tipo ordinario e sono assolutamente confrontabili". Due esempi per tutti, indica Rostagno: in primo luogo il caso di Amos a Cuneo, la società pubblico-privato che opera nel Cuneese e nell'Astigiano ed è destinata a diventare totalmente pubblica. "Per l'attività di laboratorio analisi lo sconto medio rispetto alla tariffa che viene pagata dalle aziende agli ambulatori privati è del 52%, con estremi dal 39 al 65%. Sconti del 40% sulla risonanza magnetica, dal 15 al 60% per l'ecocardiografia". Questo comporta conseguenze benefiche anche sulle liste di attese, chiarisce il consigliere del Pd: in tutti questi casi i tempi sono stati ridotti anche del 60%. Il secondo caso è quello di Bengio, acronimo che sta per Benchmarking gestionale in ortopedia, una fotografia fresca di dati che fotografa i costi delle prestazioni di tre strutture: il Cto di Torino, l'Irccs Rizzoli di Bologna, il Galeazzi di Milano. Le differenze sono davvero degne di nota e sono riportate nella tabella pubblicata a fianco: un intervento di "piede complesso" ha un costo di 410 euro al Rizzoli, di 788 euro al Galeazzi ma di 1067 al Cto. E anche l'intervento d'anca è valutato di più al Cto di quanto lo sia nelle altre due strutture. Maggiore apertura al confronto, disponibilità alle innovazioni gestionali, capacità di rapportarsi con i pazienti del sud Italia che possono rappresentare un'opportunità da non perdere. Sono queste alcune delle ricette utili indicate dal dossier di Rostagno per arrivare al pareggio e migliorare la qualità delle prestazioni. "L'obiettivo del pareggio nel 2010 è molto difficile ma non impossibile".

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"abbiamo ballato vent'anni il nostro tempo ora è finito" - clara caroli (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina XI - Torino "Abbiamo ballato vent'anni il nostro tempo ora è finito" "Anche se non ci sfrattavano, il nostro destino era comunque segnato, il futuro è dei microclub o dei maxieventi" "Eravamo riusciti ad avere una specie rarissima in questo genere di locali: gli adulti Quelli che hanno soldi da spendere" è stata protagonista del divertimento, con la gente e i suoni "giusti" Stasera si balla per l'ultima volta. Il gestore, Bossi, racconta un'epoca CLARA CAROLI Una parata di dj per dire addio a un pezzo di città. Con la festa di questa sera - alla console gran parte dei dj passati da queste parti, spesso all'inizio di carriere prestigiose - chiude Rock City, la discoteca della jeunesse dorée, nata diciotto anni fa da una costola della quasi omonima palestra d'èlite, Sport City, sorta in corso Dante nei capannoni di un'ex fabbrica (siamo alla fine degli anni Ottanta, la riconversione delle architetture industriali comincia appena con il miracolo del Lingotto resuscitato da Renzo Piano) e trasformata in un tempio dell'edonismo. Un'intuizione commerciale diventata fenomeno di costume. Quasi vent'anni dopo, la città è cambiata. Sotto quel cavalcavia, in quella stessa area industriale sorgerà un complesso residenziale. Che includerà la palestra ma non la discoteca. Le discoteche, del resto, non hanno futuro. A raccontare il passato di uno dei locali più famosi di Torino, quegli anni formidabili che hanno creato stili, linguaggi, gusti musicali, che hanno contribuito a influenzare la geografia delle mode e delle tendenze metropolitane, è Marco Bossi, torinese, 37 anni, che proprio a Rock City ha fatto la sua gavetta di "discotecaro" - così si definisce - prima di rilevare il locale, otto anni fa, e diventare il guru della notte della gioventù che conta. Bossi, partiamo dall'inizio. Che cosa ha ereditato otto anni fa? "Un nome. Un nome che piaceva parecchio alla gente carina". Gente carina? "Per qualsiasi attività commerciale, la gente carina è il punto di partenza. Se cominci dalla base, quegli altri non arriveranno mai". Quelli che contano? "Sì. Quelli che hanno qualche soldo da spendere. Una specie rarissima in una discoteca: gli adulti". Di che adulti stiamo parlando? Età? "Venticinque, trenta, trentacinque". I bamboccioni. "Però con un'attività, un lavoro, un reddito. Quelli che hanno voglia di venire a divertirsi in maniera tranquilla". Come è cambiata Rock City nel corso della sua gestione? "Nasceva per un pubblico più adulto, clienti della palestra che venivano qui a proseguire la serata. Il locale era più piccolo, c'era molta selezione all'ingresso?". Un locale di superélite. "Sì, la sua fama si è costruita anche sull'essere quasi inaccessibile. C'è gente che non è mai riuscita ad entrare". E voi cos'avete fatto? "Abbiamo spostato e ampliato gli spazi, aumentato la capienza (da 250 a 450 clienti, ndr) e abbassato l'età media". Come si lancia un locale trendy? "Con un lavoro di pubbliche relazioni pazzesco. Devi avere sempre la gente giusta. E se sbagli ad amalgamare la clientela sei fregato". Vizi, peccati, trasgressioni? "Il massimo della trasgressione è stata una serata gay con tre uomini nudi incatenati in mezzo alla pista. Ma tra il pubblico c'erano anche tranquillissime coppie di mezza età, nessuno scandalo". Ragazze nude? "Magari! Mi sono toccati solo gli uomini". Non ballano nude sul cubo? "Ne abbiamo trentatré, di cubi. Ma le ragazze ballano vestite". Le più belle di Torino? O è una leggenda? "Non è una leggenda. Miss Italia 2005, Edelfa Chiara Masciotta, si piazzò seconda al concorso di bellezza di Rock City. Tanto per dire". E la prima chi era? "Non mi ricordo, nessuna famosa, però". Avete mai avuto problemi di droga? "No. Mai avuto quel genere di problema". E che genere di problemi avete avuto? "Con i Vigili del Fuoco. Ho preso una multa per inadempienza alle nome di sicurezza. L'unica volta in cui c'è stata della tensione". Aprirà un altro locale? "Sì, ma più easy. Sono un padre di famiglia, ho una bambina di otto anni". Hanno un futuro le discoteche? "Limitato. Il futuro è dei microclub o dei maxieventi". Rock City è una discoteca di destra? "è una discoteca che odia i delinquenti e ama la sicurezza. Poi politicamente etichettateci come volete". Micro o macro, i locali rimangono per l'élite, per chi può spendere. Non è così? "Certo. Chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese la prima cosa che taglia è la notte. Lo so, non è democratico. è classista. Ma che facciamo? Chiediamo fondi statali per le discoteche?".

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Il leader leghista: I fucili sono sempre caldi se impediscono le riforme Il leader Pdl: Se l'Europa non la smette, l'Alitalia l'acquista lo Stato... Al Senato eletto Schifani che p (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Bossi minaccia il Pd, Berlusconi la Ue Il leader leghista: "I fucili sono sempre caldi se impediscono le riforme" Il leader Pdl: "Se l'Europa non la smette, l'Alitalia l'acquista lo Stato..." Al Senato eletto Schifani che parla di dialogo. Oggi tocca a Fini alla Camera "La sinistra non vuole le riforme? I fucili sono sempre caldi. Ho trecentomila martiri a disposizione". Umberto Bossi si presenta così nel primo giorno della sedicesima legislatura. Ne ha anche per Berlusconi: "Ha sposato la Lega, ora deve eseguire gli ordini". Il premier in pectore cerca di minimizzare: "Parlava di fucili di carta". "Questo dibattito non mi appassiona", è il gelido commento del presidente Napolitano. Ma anche Berlusconi in fatto di minacce non è secondo a nessuno. Alla richiesta di chiarimenti dell'Unione Europea sul prestito all'Alitalia, replica duramente: "Se si mettono a zignare potremmo far acquistare Alitalia dallo Stato, tramite le Ferrovie". Ieri intanto il Senato ha eletto Schifani presidente con 178 voti: "Sarò il garante di tutti". Alla Camera oggi tocca a Fini che ha già inviato il suo discorso al capo dello Stato: anche questo all'insegna del dialogo. alle pagine 7, 8 e 9.

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Ha vinto la destra populista (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del PAOLO FERRERO "Ha vinto la destra populista" "Per battere il populismo e la demagogia della destra, occorre ricostruire la sinistra sociale". Lo afferma Paolo Ferrero, ministro uscente e esponente del Prc. "Dalle elezioni - osserva - risalta chiara la vittoria della destra populista. Lega al Nord, Alemanno a Roma. Questa destra utilizza il disagio sociale crescente e la paura nel futuro per proporre la guerra tra i poveri. L'immigrato, lo zingaro, il drogato, il diverso diventano così il capro espiatorio contro cui costruire la comunità dei votanti a destra. La logica proposta è semplice: la coperta è stretta, lasciamo fuori i piedi di qualcun altro". "Per battere questa destra - aggiunge Ferrero - è necessario ricostruire un conflitto sociale efficace e riattivare percorsi di democrazia sui territori e nei luoghi di lavoro. È quindi possibile battere la destra populista nella misura in cui la sinistra è in grado di ricostruirsi contro i poteri forti, nella riattivazione della democrazia dal basso e del conflitto sociale".

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Brevi, schede e richiami 3 (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Jazz, rock & blues parco della musica In Sala Santa Cecilia alle ore 21 concerto di Ludovico Einaudi. Biglietti 25 euro (platea) e 20 euro (galleria). Viale de Coubertin casa del jazz Alle 21 "Casa del Jazz All Stars" in Omaggio a De Andrè. In scena Stefano Di Battista al sax alto e soprano, Fabrizio Bosso alla tromba, Rita Marcotulli al pianoforte, Giovanni Tommaso al contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria. 15 euro. Un'iniziativa organizzata d'intesa con la Fondazione Fabrizio De Andrè. A viale di Porta Ardeatina 55 stazione birra Stasera alle 22.30 concerto dei Twin Dragons , capitanati dal Nathaniel Peterson, cantante, bassista, armonicista americano. Ingresso 10 euro. In via Placanica 172, a Morena; tel. 0679845959 movida zouk Alle 22 Alberto Donatelli live , con Roberto Franzò, Fabrizio Corso e Alberto Donatelli alla voce e chitarra. In via Galvani 29 piper Alle 23 party "Flashback. The ultimate gay dance experience", una serata organizzata d'intesa con Muccassassina. In via Tagliamento 9 beer house Dalle 22 Red Pellini in un repertorio di classici del jazz. In via Merulana 109 contestaccio Dalle 22 "ScuderieMatreLive" presenta il concerto dei Nobraino. In via di Monte Testaccio 65/b circolo degli artisti Sala Grande: alle 22 rock, indie, elettropop, 80's, wave con dj Armandino, Oreste e Cristiano. Sala Piccola: happy, revival, italian style con i dj Anto e Sara K. In via Casilina Vecchia 42 mads Ore 22.30 concerto dei Mads Wed, reggae, roots, bashments, dancehall. In via dei Sabelli 2 lian club Ore 22.30 Rumore Bianco + Roberto Angelini in concerto. In via degli Enotri 6, a San Lorenzo showcase Alle 18 Caparezza incontra il pubblico presso la libreria Fnac per presentare i suoi due progetti paralleli quali l'album "Le dimensioni del mio caos" ed il libro "Saghe mentali". Presso il centro commerciale Le Porte di Roma, in via Alberto Lionello 201 bebop jazz club Dalle 22 concerto della Silver Big Band diretta da Silverio Cortesi e Michele Iannaccone. Ingresso 3 euro. In via Giuseppe Giulietti 14 micca club Dalle 22 i BLues Willies di Claudio Gregori. In via Pietro Micca 7/a mr godot Dalle 22 concerto del poliedrico artista Stefano Reali . In via Mocenigo 4 charity cafè Dalle 22 concerto di Marco Valeri Trio con Karim Blal al piano, Vincenzo Florio al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria. In via Panisperna 68 alexanderplatz Ore 22 concerto di Marcello Rosa Concetto Jazz. In via Ostia 9 beba do samba Alle 22.30 Emanuele Bastenini e Carlo Atti presentano il loro lavoro discografico "The Best thing for you". In via dei Messapi 8 fonclea Dalle 22 i classici del beat anni '60 con i Ridin' Sixties. In via Crescenzio 82/a caruso cafè de oriente Alle 22 noche cubana con Mulemba. Via Monte Testaccio 36 big mama Alle ore 22 concerto di Tony Cerqua Band. A vicolo San Francesco a Ripa 18 the place Dalle 22 concerto dei Ciao Rino. In via Alberico II 27 locanda atlantide Alle ore 22 Carolina Brandes funky/jazz. In via dei Lucani 22/b centri sociali brancaleone Dalle 22 Markantonio + Claudio Ponticelle. In via Levanna 11 rialto s. ambrogio Dalle 22.30 NUcircus - TibeToday. "Art Perfomance: Bol 23, Francesca De Angelis, Damiano Tulliol Jbrock, Diamond. Concerto The Swing Thing. Dj set dj roy. In via S. Ambrogio 4 classica sala baldini Ore 20 concerto di beneficenza per il popolo Tarahumara (Messico). A piazza Campitelli 9 ateneo valdese Alle ore 21 concerto del duo mezzosoprano/chitarra Irene Bottaro e Antonella Tondi. In programma musiche di Rodrigo, De Falla e Garcia Lorca. In via Pietro Cossa 40. Ingresso 10 euro e 5 euro (ridotto) a teatro last minute agis Arcobaleno 10 posti in platea a 10 euro. De' Satiri 10 in balconata a 11,50 euro. Dei Satiri 10 in balconata a 11,50 euro. Dei Satiri Sala Agus 6 in platea a 11,50 euro. Orologio Sala Grande 10 in platea a 10 euro. Orologio Sala Gassman 10 in platea a 8 euro. De' Servi 10 in platea a 13 euro e 10 in gall. a 11 euro. Manzoni 6 in platea a 10 euro. Palladium 10 in platea a 10 euro. Stanze Segrete 5 in platea a 6 euro. Sala Uno 30 in platea a 8 euro. Sistina 10 poltronissime a 31 euro, 10 poltrone a 28 euro, 10 in galleria I a 29 euro, 10 in galleria II a 24 euro e 10 in galleria III a 19 euro. Valle 9 in platea a 18 euro, 10 palchi a 16 euro e 10 palchi a 9 euro. Vittoria 10 in platea a 14 euro e 10 in galleria a 12 euro. In via Bari 20, dalle 14 alle 20.

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Le ballate di de andrè e lo spirito dello swing - felice liperi (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina XVII - Roma Questa sera sul palco della Casa del Jazz Le ballate di De Andrè e lo spirito dello swing Una band con Di Battista, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Giovanni Tommaso e Roberto Gatto FELICE LIPERI La Canzone di Marinella e Bocca di Rosa, dai carruggi genovesi alle strade di New Orleans e New York. Le stelle del jazz italiano reinterpretano i classici di Fabrizio De Andrè. Questa sera alla Casa del Jazz una band formata da Stefano Di Battista: sax, Rita Marcotulli: pianoforte, Fabrizio Bosso: tromba, Giovanni Tommaso: contrabbasso e Roberto Gatto: batteria, presenta un progetto inedito, dedicato al cantautore, con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè. In anteprima assoluta, i cinque musicisti rileggeranno in chiave jazz alcune delle più belle canzoni di De Andrè da "La canzone di Marinella" a "Don Rafaè", da "Via del Campo" a "Creuza de Mà" a "Amore che vieni, amore che vai" ad altre ancora che poi diventeranno un cd di prossima pubblicazione. Il jazz italiano prosegue così la sua esplorazione nella melodia. è un tassello che mancava perché De Andrè propone un linguaggio universale, vivissimo, e ricco di grandi spunti sonori molto diversi e ancora inesplorati. I musicisti in campo sembrano ideali interpreti di questo progetto nuovo anche perché tutti - Tommaso, Gatto, Marcotulli, Bosso e Di Battista - hanno già esplorato in varie occasioni il mondo della melodia americana, internazionale e italiana. In questo modo le appassionate ballate di De Andrè troveranno spazio anche nell'universo della musica improvvisata.

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Campidoglio, i saluti romani non sono proibiti per legge? Cara Unità, dopo l'elez (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Campidoglio, i saluti romani non sono proibiti per legge? Cara Unità, dopo l'elezione di Alemanno a Sindaco di Roma, molti suoi fan hanno esultato e fatto il saluto fascista, mi chiedo se le leggi italiane permettono questo, se non lo permettono i nostri onorevoli deputati e senatori lo devono fare presente sempre per un lungo periodo, la gente deve capire dove stiamo andando, in che rotta ci porteranno questi personaggi. Walter Salmaso La vittoria di Alemanno: a sinistra candidato sbagliato Cara Unità, non mi fa per niente piacere la vittoria di Alemanno a Roma, non tanto per lui quanto per i suoi inquietanti sostenitori col braccio teso, ma non sono sorpreso per la sconfitta di Rutelli. Troppo comodo schierarsi a destra su fecondazione assistita, Pacs e laicità e poi chiedere i voti della sinistra laica per fare il sindaco... Pietro Farro I fascisti vincono a Roma? Comprerò due copie dell'Unità Cara Unità, lasciare il governo della città di Roma a un fascista picchiatore, due volte in galera, croce celtica al collo, genero di Pino Rauti ideologo di Ordine Nuovo è al di sopra di ogni più tragica realtà. Ragione di più per tornare a lavorare sul territorio e al programma di Veltroni. Ce la faremo. A voi dell'Unità grazie per le verità che sempre scrivete. Da domani ne comprerò due copie e una la regalerò. Angela Collari Noi sempre autocritica La destra mai? Cara Unità, noi di Sinistra siamo sempre pronti a fare autocritica, a dilaniarci, a dividerci, a godere quasi masochisticamente dei nostri errori. Di errori il Centro-Sinistra ne ha fatti e , sicuramente, è stato punito in maniera spropositata dall'elettorato. Ma abbiamo mai sentito Berlusconi fare autocritica sulle corna che ha mostrato in un consesso internazionale, sulla risposta vergognosa data a Martin Schultz, sulle orrende leggi ad personam, sulla Porcata di Calderoli, sulle bufale prodotte dalla commissione Mitrokin, sul fango gettato su Prodi in relazione all'affare Telekom-Serbia, sulle figuracce fatte in Europa? Niente di niente. A pochi giorni dalle elezioni Dell'Utri ha pure la spudoratezza di dire che Mangano è un eroe e a scrutini fatti questi signori prendono anche una barca di voti. Ma in che Paese viviamo? È possibile che in 15 anni la Tv ha rimbambito milioni di italiani? Giulio Pica I fucili di Bossi? Più di un linguaggio pericoloso... Cara Unità, Bossi dice: "Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi". I barbari possono conquistare una posizione, ma per mantenerla ci vuole una cultura che mi pare Bossi non abbia mostrato di avere. Invito Bossi a leggere Machiavelli: il Principe deve essere temuto ed amato. Il solo timore porta alla frustrazione che porta all'odio che porta al sabotaggio, la violenza terroristica nel nostro caso. Il grido scomposto di Bossi non farà altro che alimentare il terrorismo e non avrà nessun effetto sulla sinistra. Se tolleriamo Bossi ora, non potremo lamentarci quando il terrorismo ricomincerà ad agire fra alcuni mesi. Benedetto Altieri Dalle reti Mediaset spariti prezzi e spazzatura Cara Unità, come mai sulle reti Mediaset sono improvvisamente spariti: pensionati e famiglie che non arrivano a fine mese, poveri che raccattano avanzi nei mercati rionali, l'immondizia di Napoli ed i rincari di pane, pasta, riso... oltre ai servizi sui privilegi dei parlamentari? Mediaset ha convinto molte persone, con metodi mirati ed efficaci, che tutti i guai dipendessero da Prodi, ignorando i richiami della Commissione Europea sui conti del precedente Governo Berlusconi e facendo ironia sul tesoretto. Un "leit motiv" portato avanti con scientifica cura da tutt le popolari trasmissioni Mediaset. Moreno D'Angelo, Torino La lezione di Vicenza Caro Direttore, una città come Vicenza tradizionalmente di centro destra ha scelto domenica Variati come sindaco, perché questi ha formalmente promesso di consultare la popolazione prima di dar l'assenso all'allargamento della base americana di Vicenza, cosa che il governo Prodi e l'amministrazione di destra precedente si era ben guardato dal fare malgrado le proteste di parte cospicua della popolazione. Questo sta a dimostrare che quando si ascolta la voce della popolazione, facendo salva la democrazia, si è premiati dal voto e si ottiene legittimazione a governare in nome del popolo. Le recenti consultazioni elettorali sono state perse, perché anziché ascoltare la voce che saliva dal basso, il governo Prodi ha preferito pavoneggiarsi di fronte alla Comissione Europea con la messa in sicurezza dei conti dello stato, lasciando tuttavia gli elettori del centro sinistra nella morsa della falcidia del potere d'acquisto dei loro salari, stipendi e pensioni. Romano Zarantonello Fanno ben sperare le vittorie a Sondrio e Udine Cara Unità, dopo i risultati di queste "strane" amministrative, mi chiedo cosa sarebbe successo se non avessimo avuto Veltroni e tutta la grande squadra che ha saputo costruire in questo partito. Siamo un neo-partito e a me sinceramente questi risultati fanno sperare per un grande futuro. Lasciando stare in fatto di aver perso la "fortezza" Roma, bisogna sottolineare le vittorie a Udine, Vicenza e Sondrio. Qui a Verona, dove abito io, noi giovani democratici speriamo che l'influenza di Achille Variati e suoi si faccia sentire. E si iniziano a essere risaltate le debolezze del sindaco leghista in carica qui a Verona. Le attività comunali sono ferme da un bel po', dopo la grande frenesia post-elettorale. Speriamo che l'influenza di queste piccole isole in un mare leghista sia enorme e soprattutto "scomoda" ai governanti. Si può fare! Nicolò Bonetti, Verona Alla Rai mettete Fede e Liguori... Cara Unità , neanche il tempo di sedersi e già iniziano a sparare contro Santoro (vedi "La discussione" (!) di domenica 20 aprile). Visto che si ritiene la Rai "okkupata" da Santoro, vorrei dare un consiglio ai vertici Rai: far condurre Anno Zero dalla moglie di Emilio Fede, se non disponibile da Liguori, giornalista indipendente (!) e al servizio di sua emittenza. Se questi nominativi non vi sembrano adeguati, date voi dei consigli al direttivo RaI, in modo da garantire un'nformazione sempre più controllata e al servizio esclusivo del nostro futuro imperatore! Distinti saluti Mario Patelmo.

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Il latitante mitizzato: dopo i murales un rap (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina VI - Palermo Matteo Messina Denaro protagonista dei versi di Marracash. L'autore: "Denuncio quel che i giovani pensano del capomafia" Il latitante mitizzato: dopo i murales un rap "In questa cosa sono il re, il messia, il veterano/il nuovo boss come Matteo Messina Denaro/tu sei un flop, un babbeo, una figa, un baro/e prendi un tot di mazzate se ti ho sottomano". Dopo i murales, il superlatitante trapanese diventa anche protagonista di un rap. è citato come un idolo in uno dei ritornelli di "La gente fa", pubblicato nell'ultimo album degli Enmicasa, "Senza respiro". "Purtroppo, quel mafioso latitante è già diventato un idolo fra i più giovani - dice Bartolo Fabio Rizzo, in arte Marracash, uno dei rapper che canta in "La gente fa" - Forse qualcuno fa finta di non accorgersene. Rispetto ai padrini vecchio stampo, questo parla e si atteggia in maniera diversa, è quasi glamour. Come fosse Scarface. Ecco perché fa presa". Marracash è un siciliano di 28 anni che da tempo ormai vive a Milano: "Bisogna riflettere attentamente - dice - Chiedersi al più presto perché oggi i ragazzi trovino più facile identificarsi nei protagonisti del film "Il capo dei capi" oppure in Matteo Messina Denaro, come fosse l'eroe di un thriller. Forse perché chi rappresenta le istituzioni e la politica non offre simboli altrettanto forti". Il rap di Marracash è su Internet da molto tempo prima dei murales di Messina Denaro apparsi in Sicilia. "Io non so quale significato abbia voluto dare quel writer - dice Rizzo - però i murales ritraggono un latitante quasi come fosse un eroe. Non basta cancellarli per fare sparire Matteo Messina Denaro dalla testa dei giovani". Marracash tiene a precisare: "Mi sono limitato a descrivere una situazione che da emigrato a Milano, ancora attento ai temi della mafia, vedo e respiro". Anche nel prossimo album di Marracash ci saranno diversi riferimenti alla Sicilia vista da lontano. Precedente illustre a Messina Denaro in versi e note resta il rap utilizzato dalla regista Roberta Torre per il suo film "Tano da morire". Quello era O' rap 'e Tano. s. p.

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