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tARTICOLI DEL 30-4-2008 #TOP
Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no?
Sgarbi non li vuole e ( da "Giornale.it, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Roma,
quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Racconta
anche tu la partita della tua vita
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
L'Expo,
la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Pensioni,
a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Imposte
locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Dal
nanetto al "piccolo Ciarra"
( da "Giornale.it,
Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.
Bossi:
prima di tutto cacciamo gli illegali
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Ma Bossi ha le idee molto chiare. La sicurezza, innanzitutto, che viene prima persin del federalismo fiscale. Il che significa, come spiegano i leghisti più vicini al Capo, un'applicazione severa della legge esistente, la Bossi-Fini. Se poi servirà un decreto come l'aveva immaginato Amato ("Ma più efficace,
E
a metà pomeriggio Massimo Calearo comincia a friggere. Ma dài, così non è
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: o quando arriva Bossi, il Transatlantico registra qualche fibrillazione. Ci sono i berlusconiani che debbono conquistare un posto accanto al capo, e batte tutti e tutte Barbara Mannucci, la biondina sponsorizzata da Marcello Dell'Utri. Con Bossi ci sono i nuovi parlamentari, tutti in cravatta verde, mica come i veterani leghisti che si limitano al fazzolettone.
Le
Lega Maroni dovrà subito mettersi al lavoro, la Bossi-Fini va applicata e
questa volta con efficacia ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: IMMIGRAZIONE IL PRIMO SCONTRO Le Lega "Maroni dovrà subito mettersi al lavoro, la Bossi-Fini va applicata e questa volta con efficacia".
"Alitalia,
basta veti o va allo Stato" ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Bossi spara a zero mentre Rifondazione comunista applaude. "Se l'Unione europea non ci aiuta e continua così Alitalia potrebbe essere acquistata dalle Ferrovie dello Stato", diceva ieri il quasi premier uscendo dall'aula della Camera. Perché la cordata si organizzi c'è bisogno di tempo, dunque, "bisogna che l'Europa non metta difficoltà chi governa"
"A
Malpensa solo il primo passo"
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: fatto che altre compagnie nelle ultime settimane hanno cominciato a riempire il vuoto lasciato da Alitalia, fanno dire al leghista Roberto Maroni che "Malpensa può vivere anche senza Alitalia. Per ora quella di Lufthansa è una piccola base, ma è un segnale importante". E il sindaco di Milano Letizia Moratti definisce quello fra Sea e Lufthansa "un accordo che valorizzerà Malpensa.
"La
sinistra non ascolta la gente? E' la gente a non ascoltare la sinistra"
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: ti leggono prima Gandhi e Kennedy, e poi gli statisti di oggi: Calderoli, Borghezio. Il confronto è deprimente. Quando paragoni la Santanché a Gandhi, è chiaro che la gente ride, ma non c'è nulla da ridere. Neanche posso fingere di essere contento perché, in quanto satirico, grazie a Berlusconi avrò materiale per i prossimi 5 anni".
[FIRMA]FABRIZIO
VESPA La vita materiale dei locali notturni in genere è labile: può dur
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Nel '99 è stata la volta di Marco Bossi, l'ultimo titolare che tenta un breve amarcord: "Quando sono arrivato, ho aggiunto al club un'altra arcata, raddoppiando le sue dimensioni. I primi anni sono stati davvero strepitosi ed è continuata la tradizione dei grandi eventi e delle stelle nazionali e internazionali del mixer.
Il
reporter di guerra Steve Buscemi e la star della soap Sienna Miller
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Il professor Mickey Rosa forma una squadra di giovani talenti in matematica per sbancare i casinò di Las Vegas: fra loro, l'intuitivo e bisognoso di soldi per pagarsi gli studi Ben. Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". TRAME A CURA DI Daniele Cavalla.
Fogliato
torna a Roma con Armosino e Fiorio
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: sede del primo Parlamento subalpino, con gli altri 11 i parlamentari piemontesi della Lega Nord un simbolico "Patto subalpino". "La firma di questo patto - ha commentato Fogliato - è ulteriore impegno che vogliamo assumerci con gli elettori sul federalismo. Ma visto che la provincia di Asti è la "maglia nera" per le rapine in villa.
Luna
Park in centro dopo 20 anni ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Davide Gandolfi Rudy Bossi Non ci sono più "la giostra di Bastian, i cavalli bianchi e l'anello lucido appeso a quella boccia". I nomi evocano invece un gusto più hollywoodiano: "ranger", "materon", "extreme" e via con una sfilza di personaggi della Disney. Alla fine però, la sostanza resta quella: son sempre "sederi e gonne al vento",
Il
divo in declino Morgan Freeman e la cassiera di supermercato Paz Vega
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Il professor Mickey Rosa forma una squadra di giovani talenti in matematica per sbancare i casinò di Las Vegas: fra loro, l'intuitivo e bisognoso di soldi per pagarsi gli studi Ben. Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". TRAME A CURA DI Daniele Cavalla.
Le
sorelle Castelli s'impongono a Biella
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Giuseppe Auricchio-Ezio Bosso-Giulio Protti, è stato sconfitto a Verbania, mentre nel recupero di lunedì pomeriggio la squadra Under 14 maschile B, formata da Federico Restano e Federico Campanini, è stata superata 2-1 dal T.C. Biella. Rotonda vittoria, 3-0, per Letizia Restano e Gaia Cura Curà nell'Under 12 contro Alessandria.
"Acts,
perchè i bimbi pagano?" ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: LEGA NORD NASCE UN CASO PER IL BIGLIETTO DEI PIU' PICCOLI "Acts, perchè i bimbi pagano?" "Genitori, attenzione: forse non tutti lo sanno, ma i bambini fino all'età di 10 anni accompagnati da un adulto, munito di biglietto o di abbonamento, possono viaggiare gratuitamente sui pullman dell'Acts, come è specificato a pagina 90 del libretto distibuito l'
Bossi:
primo, via i clandestini ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: il governo non mi ha dato i soldi Bossi: primo, via i clandestini Due milioni e mezzo, giovani, quasi tutti al Nord: è boom di immigrati regolari La prima battaglia del nuovo governo e del sindaco di Roma sarà sulla sicurezza. Bossi annuncia espulsioni per i clandestini mentre Alemanno spiega a "La Stampa" che abbatterà gli 85 campi rom abusivi.
Capito
niente ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: che Bossi ha minacciato di far scendere dalle montagne "coi fucili caldi" a difesa del Fe-de-ra-li-smooooo, gli suggerirei di rientrare immediatamente alla base. Il capo della Lega è manesco soltanto a parole. E sono parole, per fortuna, che in vent'anni di maltrattamento continuo del vocabolario non hanno mai prodotto neppure un fatto.
IL
LOFT E IL PAESE ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: con la sua distanza culturale dalle regioni del Nord, presentarsi alle elezioni con un candidato premier che è la quintessenza del bel mondo di Roma, delle sue terrazze e dei suoi salotti, era già un azzardo notevole. Non rendersi conto dell'azzardo, e non prendere alcuna contromisura compensatrice, è stata un'incomprensibile follia.
Rock
City addio ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: attuale gestore Marco Bossi ricorda questi 18 anni di avanguardia musicale e sperimentazione artistica. Qui è nata Vanity; il martedì "Non solo donne" di Monica, in collaborazione con il Pineta di Milano Marittima; lo storico Venerdì 10x10. Da questa consolle sono passati alcuni tra i migliori dj nazionali e mondiali facendo ballare un pubblico che sempre ha amato il sound di qualità.
Fotografia
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Nord, via Postiglione - zona industriale Vadò. Fino al 30 foto di Bolivia, Brasile e Madagascar di Stefano Stranges e Alberto Albano e foto di Teresa e Antonio Retta. GEORGIA, I MILLE VOLTI DELL'INDIPENDENZA. Foto di Maurizio Gjivovic che documentano i numerosi centri collettivi che ospitano profughidell'Abkhazia e dell'
Berlusconi:
a noi il Welfare ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Roba forte ma indigesta per Bossi, che lì ci vuole mettere un suo uomo, ha subito bocciato l'idea del leader di Fi e ha tenuto ferma la casella degli Interni per Maroni che avrebbe dovuto traslocare alle Attività produttive. "Maroni va agli Interni: è l'unico di cui mi fido.
Ciclone
valsesiano alla Corrida Ritornano i "Maroni per forza"
( da "Stampa,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Ciclone valsesiano alla Corrida Ritornano i "Maroni per forza" Il gruppo vincitore nel 2007 sabato allo show di Canale 5 [FIRMA]MARIA CUSCELA QUARONA Sabato sera i "Maroni per forza" tornano su Canale 5. Il quartetto corale quaronese è stato invitato come ospite della trasmissione televisiva per dilettanti allo sbaraglio "La corrida", condotta da Gerry Scotti,
ALLA
RICERCA DELL'ISOLA... Fantasy. Regia di Mark Levin, Jennifer Flackett, con
Abigail Bres ( da "Stampa, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". LA ZONA Drammatico. Regia di Rodrigo Plá, con Daniel Gimenez Cacho e Maribel Verdù. In un quartiere benestante di Città del Messico, protetto da guardie private e filo spinato, tre ragazzi delle favelas s'
"ora
le riforme assieme" - roma ( da "Repubblica, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Eletto il presidente di Palazzo Madama. Veltroni: ma il dialogo non c'è. Bossi: fucili sempre pronti, gelo di Napolitano "Ora le riforme assieme" Schifani apre al Senato, oggi Fini elogerà 25 aprile e 1° maggio ROMA SEGUE A PAGINA 2.
Berlusconi:
se la ue ci ostacola alitalia la comprerà lo stato - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: No da Fini e Bossi La Lega frena: non si può fare, sarebbe una concentrazione di potere LUISA GRION ROMA - Sulla cordata tricolore, sul pool di imprenditori pronti a mettere mano al portafoglio per salvare la compagnia di bandiera "si continua ad andare avanti", ma se a Bruxelles continuano a "zignare" - avverte Silvio Berlusconi - va a finire "
E
in coda alla cordata italiana spunta l'avvocato "fantasma" - ettore
livini ( da "Repubblica, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: E a questo punto, con l'ipoteca di Francoforte sul Nord Italia, Lufthansa è un candidato naturale con cui tentare un primo accordo. In attesa che Aeroflot (il partner preferito da Silvio Berlusconi) ed Air France scoprano eventualmente le loro carte. Il lavoro di Bruno Ermolli rimane dunque in salita.
Tra
vicenza e roma - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Visto che le elezioni politiche di due settimane fa hanno celebrato l'eterno ritorno del Nord e della Lega. Tuttavia, non conviene svalutare Vicenza. Dove Achille Variati, candidato del Pd, si è imposto di misura, risalendo, al ballottaggio, di quasi 20 punti percentuali e di 6000 voti. Mentre la candidata del Centrodestra, Lia Sartori, ha recuperato solo 150 voti.
Quando
il bis è una condanna - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: E invece sarà un bis pieno di bis, dal maiale al guinzaglio di Calderoli al solito borotalco di Letta... Insomma, il carnevale del remake deve ancora cominciare. Tocca alla destra riprodurre con forza tutte le ossessioni di Berlusconi. Ecco: a Roma non è stato sconfitto solo Rutelli, ma l'Italia dei replicanti.
Salute,
ecco perché qui costa di più - sara strippoli
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: In un confronto con altre tre regioni del centro nord, la nostra spesa pro capite è la più alta, 1814 euro a testa all'anno che comprende anche i correttivi per anzianità, contro i 1774 della Toscana e dell'Emilia Romagna. Se poi la spesa è analizzata tenendo conto dei correttivi legati alla mobilità, si nota che i costi scendono nelle regioni virtuose,
"abbiamo
ballato vent'anni il nostro tempo ora è finito" - clara caroli
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: che hanno contribuito a influenzare la geografia delle mode e delle tendenze metropolitane, è Marco Bossi, torinese, 37 anni, che proprio a Rock City ha fatto la sua gavetta di "discotecaro" - così si definisce - prima di rilevare il locale, otto anni fa, e diventare il guru della notte della gioventù che conta. Bossi, partiamo dall'inizio.
Il
leader leghista: I fucili sono sempre caldi se impediscono le riforme Il leader
Pdl: Se l'Europa non la smette, l'Alitalia l'acquista lo Stato... Al Senato
eletto Schifani che p ( da "Unita, L'"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Stai consultando l'edizione del Bossi minaccia il Pd, Berlusconi la Ue Il leader leghista: "I fucili sono sempre caldi se impediscono le riforme" Il leader Pdl: "Se l'Europa non la smette, l'Alitalia l'acquista lo Stato..." Al Senato eletto Schifani che parla di dialogo. Oggi tocca a Fini alla Camera "La sinistra non vuole le riforme?
Ha
vinto la destra populista ( da "Unita, L'"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Lega al Nord, Alemanno a Roma. Questa destra utilizza il disagio sociale crescente e la paura nel futuro per proporre la guerra tra i poveri. L'immigrato, lo zingaro, il drogato, il diverso diventano così il capro espiatorio contro cui costruire la comunità dei votanti a destra.
Brevi,
schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La"
del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: In scena Stefano Di Battista al sax alto e soprano, Fabrizio Bosso alla tromba, Rita Marcotulli al pianoforte, Giovanni Tommaso al contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria. 15 euro. Un'iniziativa organizzata d'intesa con la Fondazione Fabrizio De Andrè. A viale di Porta Ardeatina 55 stazione birra Stasera alle 22.
Le
ballate di de andrè e lo spirito dello swing - felice liperi
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Fabrizio Bosso, Giovanni Tommaso e Roberto Gatto FELICE LIPERI La Canzone di Marinella e Bocca di Rosa, dai carruggi genovesi alle strade di New Orleans e New York. Le stelle del jazz italiano reinterpretano i classici di Fabrizio De Andrè. Questa sera alla Casa del Jazz una band formata da Stefano Di Battista: sax,
Campidoglio,
i saluti romani non sono proibiti per legge? Cara Unità, dopo l'elez
( da "Unita,
L'" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Giulio Pica I fucili di Bossi? Più di un linguaggio pericoloso... Cara Unità, Bossi dice: "Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi". I barbari possono conquistare una posizione, ma per mantenerla ci vuole una cultura che mi pare Bossi non abbia mostrato di avere.
Il
latitante mitizzato: dopo i murales un rap
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: il nuovo boss come Matteo Messina Denaro/tu sei un flop, un babbeo, una figa, un baro/e prendi un tot di mazzate se ti ho sottomano". Dopo i murales, il superlatitante trapanese diventa anche protagonista di un rap. è citato come un idolo in uno dei ritornelli di "La gente fa", pubblicato nell'ultimo album degli Enmicasa,
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche)
il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del
Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la
mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il
centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter?
Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da
Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la
sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di
voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere
come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna
elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed
è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato
frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi
in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul
tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità,
dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega.
Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la
stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici.
Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva
una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e
dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la
verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio
ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle
intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella
sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione
in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio
a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle
sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e
urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per
volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno
individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno
capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo
stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra,
su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono
un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno
scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul
"Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il
voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato
anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla
casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle
piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
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07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
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post a un amico 01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi
in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul
tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità,
dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50
votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega.
Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la
stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici.
Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva
una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e
dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la
verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio
ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle
intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella
sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione
in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio
a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle
sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e
urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per
volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno
individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno
capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo
stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra,
su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono
un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno
scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul
"Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il
voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato
anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla
casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle
piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
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07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo
su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi
il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta
indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife
proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a
onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un
altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si
allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e
inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di
cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind,
proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città
vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 )
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01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes,
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sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
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all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi
in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul
tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità,
dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
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bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega.
Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la
stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici.
Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva
una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e
dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la
verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio
ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle
intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella
sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione
in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio
a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle
sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e
urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per
volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno
individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno
capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo
stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra,
su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono
un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno
scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul
"Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il
voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato
anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla
casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle
piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
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vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo
su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi
il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta
indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife
proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a
onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un
altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si
allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e
inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di
cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind,
proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città
vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 )
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01Apr
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Argomenti: La Lega
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche
è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di
Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero
Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto,
accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo
D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
( 82 ) " (80 votes, average: 1.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia
Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in
una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i
elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io
penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi
i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi
in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul
tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità,
dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50
votes, average: 1.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega.
Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la
stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici.
Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva
una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e
dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la
verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio
ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle
intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella
sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione
in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio
a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle
sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e
urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per
volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno
individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno
capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo
stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra,
su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono
un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno
scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul
"Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il
voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato
anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla
casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle
piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla
città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo
"sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I
care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in
grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci
sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve
restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota
il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average: 1.26
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da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del
Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl,
Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche
i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna
elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed
è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato
frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli).
E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando
per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon
divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione
col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa
fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11
firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A
proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie
Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana.
Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha
fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di
slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun
merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi
in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul
tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità,
dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
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bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega.
Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la
stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici.
Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva
una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa
per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità,
anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai
ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni)
dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea
moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi.
La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la
vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali.
Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati
spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare.
E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il
bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli
rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno
deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti
politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono
un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno
scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul
"Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il
voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato
anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla
casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle
piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche
(si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
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07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
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( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo
o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni
deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd?
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priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del
Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl,
Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche
i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale:
domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida
decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è
un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per
vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la
poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina,
si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare?
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della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
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Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera
su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia
del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang
"padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita
un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso,
pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più
attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi
democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt
, ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato,
lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti
demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi
in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul
tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità,
dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le
bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega.
Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la
stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici.
Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva
una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e
dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la
verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio
ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle
intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella
sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione
in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio
a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle
sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e
urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per
volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato
bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i
cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso
rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su
altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono
un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno
scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul
"Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il
voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato
anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla
casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle
piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente
legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia
anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo
dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che
nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si
nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti
( 29 ) " (53 votes, average: 1.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li
vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano,
sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi
dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento.
Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la
qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e
solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco
ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla
questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli
piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero,
le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco,
Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla
qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla
riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze.
Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si
schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum
civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015?
Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr
( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le
priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del
Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl,
Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche
i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna
elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed
è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato
frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione
irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati
a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 82 ) " (80
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08
Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi
in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul
tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità,
dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (50
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bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega.
Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la
stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici.
Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva
una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e
dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la
verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio
ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle
intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella
sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione
in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio
a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle
sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e
urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per
volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno
individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno
capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo
stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra,
su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono
un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto
Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul
"Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il
voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato
anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta
che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e
sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti,
in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta
propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche
politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri,
dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di
Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate
dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si
spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione.
Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico
dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia
davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53
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Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e
chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava
la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più,
hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti:
pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia
Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di
carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la
merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa
da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla
Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo,
moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia.
Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto
in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno
così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia
Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di
vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e
solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco
ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla
questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli
piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero,
le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco,
Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla
qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla
riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze.
Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si
schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum
civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015?
Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes,
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( da "Giornale.it, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (84 votes,
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sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 17 ) " (123 votes, average: 1.15 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano"
all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza
Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni,
parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el
risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una
riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo
capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro
editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora,
vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner
tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e
sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni
"padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi
in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il
realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è
andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul
tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità,
dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato
Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei
sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale
davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della
sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi
giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv
Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone,
assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa.
Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza
e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista"
toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa
sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con
che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia,
come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"?
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bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della
larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega.
Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la
stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici.
Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva
una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e
dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la
verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio
ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle
intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella
sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione
in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio
a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle
sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e
urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per
volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno
individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno
capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo
stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra,
su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono
un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno
scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul
"Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il
voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato
anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla
casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle
piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in
molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di
protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far
ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla
più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è
trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva",
quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare
Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera
risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi:
bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate
dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si
spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione.
Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico
dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia
davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (53
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08
Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e
chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava
la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di
più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia
Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della
Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese.
Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande.
Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del
genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del
dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare
un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica
dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed
avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su
questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e
cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento,
migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto:
"punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e
multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con
l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna
alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di
cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia
Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito
sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla
riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie,
alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga,
Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e
criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre
priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in
Varie Commenti ( 56 ) " (94 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il
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( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
ROMA Riforme da fare
subito e guai a chi si metterà di traverso. "Ultima occasione o scoppia
casino". Berlusconi stia ai patti, ma nemmeno c'è bisogno di ricordarlo
dopo l'intervista a Veronica: "Si è sposato con la Lega e ora deve
eseguire gli ordini". E Gianni Letta, la colomba, al solito non gli piace.
Sì, perché lui vorrebbe approvare un decreto sicurezza fin dal primo Consiglio
dei ministri, "anche se Letta è cauto". La sinistra radicale, poi, è
avvisata: "Non abbiamo paura, se decide di scendere in piazza. Abbiamo
trecentomila martiri pronti a scendere dalle montagne. I fucili sono sempre
caldi". E Rifondazione replica scrivendo a Napolitano chiedendogli di non
accettare la sua nomina a ministro. Ma Umberto Bossi è
arrivato a Roma con animo battagliero e una scaletta di priorità ben precise.
"La prima cosa da affrontare è il problema sicurezza. Il primo a dover
intervenire sarà il ministro dell'Interno, Maroni.
Dobbiamo dare il segnale che il paese aspetta. Anche a Roma che è una città
accerchiata dagli accampamenti, dove si arricchiscono spacciando droga. La
città subisce e la gente vuole il cambiamento. Maroni
ha la forza per fare il cambiamento e la vittoria di Alemanno facilità le
cose". Solito Bossi. Nonostante gli avvertimenti
di Berlusconi, che ieri pomeriggio s'è precipitato a telefonargli dopo che
quello aveva ripetuto la storia dei "fucili", e subito lui ha
smorzato tutto, anche la questione degli "ordini", il Senatur ama il
linguaggio bollente. Già, i fucili. Chiedono un commento al Capo dello Stato e
Giorgio Napolitano liquida così la questione: "Ho visto che Berlusconi li
ha definiti di carta. Questa disputa se siano di carta, se siano caldi o se
possano essere di carta e anche caldi non mi appassiona". Ma Bossi ha
le idee molto chiare. La sicurezza, innanzitutto, che viene prima persin del
federalismo fiscale. Il che significa, come spiegano i leghisti più vicini al
Capo, un'applicazione severa della legge esistente, la Bossi-Fini. Se poi servirà un decreto
come l'aveva immaginato Amato ("Ma più efficace, quello faceva
acqua da tutte le parti", dice il neocapogruppo Roberto Cota), si farà. Una
ricetta, in fondo, facile a declinarsi: allontanare i rom, cacciare i barboni,
espellere i clandestini, pretendere il rispetto degli standard per le
abitazioni, subordinare la residenza a un certo reddito dimostrabile,
incrementare l'uso dei Cpt. "Tornare allo spirito della legge Bossi-Fini, che è stata svuotata dai provvedimenti
amministrativi del centrosinistra. Solo chi ha già un contratto di lavoro deve
avere la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno. Ed è necessario
sospendere Schengen ai nostri confini orientali", spiega Roberto Calderoli. Ora, che il centrosinistra abbia sottovalutato
questi problemi che invece sono in cima alla scaletta della nuova maggioranza,
a sorpresa lo dice Giuliano Amato stesso. "Se qualcuno dice - è il
ragionamento ad alta voce del ministro uscente - che c'è stata poca attenzione
alla sicurezza in questi due anni non si rivolge a me, ma ha sacrosanta
ragione. Ho già affermato più volte che non sono soddisfatto di come il tema
della sicurezza è stato affrontato. Non si possono fare le nozze con i fichi
secchi. I patti per la sicurezza sono stati importanti ed efficaci, ma se
avessimo potuto "nutrirli" di più uomini e mezzi sarebbe stato
meglio". Di chi le responsabilità? "C'era la propensione di parte
della nostra maggioranza ad identificare la sicurezza solo come contrasto alla
criminalità organizzata e vedere la criminalità diffusa come problema da
affrontare esclusivamente in chiave sociale". Onesta ammissione che fa
imbufalire una dipietrista come Silvana Mura ("Poteva fare la voce
grossa") o una forzista come Jole Santelli ("Purtroppo non sana due
anni di lassismo"). E comunque anche a sinistra c'è chi non ha paura di
usare parole forti alla maniera leghista. Ad esempio l'assessore fiorentino Graziano
Cioni, del Pd, padre della famosa ordinanza sui lavavetri: "Chi delinque
deve essere preso per le orecchie e portato via, fuori dalla città: chi ha
bisogno va aiutato e chi delinque va cacciato. Servono leggi dello Stato per
cui chi delinque e non è di questo Paese, qui non ci deve stare". \.
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
E a metà pomeriggio
Massimo Calearo comincia a friggere. "Ma dài, così non è possibile. Avrò
risposto a duecento domande: com'è il primo giorno da deputato? Una giornata
intera per votare tre volte, non si spreca il tempo in questo modo. Dalla prossima
seduta mi porto il palmare e un paio di libri". Proprio accanto, stesso
Partito democratico, storie ben diverse, c'è Antonio Boccuzzi, l'operaio della
Thyssen di Torino: "Anche a me la stessa domanda, non ne posso più. Cosa
ho imparato finora? Che visti da vicino, per me che li vedevo in tv, i politici
sono diversi. La Russa, ad esempio. Lo pensavo un omone, e invece è
piccolo...". Per i cronisti può essere divertente, per loro no. Scusi, lei
chi è? Chi proprio non si diverte sono i perdenti, quelli che sono tornati alla
casella di partenza, peones e non più ministri, e stanno mogi agli angoli dei
divani, immalinconiti dalla solitudine dei numeri zero. Basta guardare Giovanna
Melandri per capire che in Transatlantico si sale e si crolla. Due mesi fa i
reporter la inseguivano, adesso è il contrario. "Non credo che tutto possa
scorrere come prima", dice lei. Appunto. Vagolano in astinenza da
telecamera e si abbandonano nei divani del corridoio. Realacci, Pistelli,
Bressa, Migliavacca, Parisi. Quando arriva Berlusconi, o
quando arriva Bossi, il
Transatlantico registra qualche fibrillazione. Ci sono i berlusconiani che
debbono conquistare un posto accanto al capo, e batte tutti e tutte Barbara
Mannucci, la biondina sponsorizzata da Marcello Dell'Utri. Con Bossi ci sono i nuovi parlamentari,
tutti in cravatta verde, mica come i veterani leghisti che si limitano al
fazzolettone. E' di Gianluca Buonanno, l'ex sindaco di Varallo Sesia
reclutato dalla Lega, la prima incursione meditata per un'ora: una bottiglia di
whisky per Walter Veltroni, "bevi, così potrai dimenticare". Ma
Veltroni è anche astemio. Beati i senatori, dicono dal Transatlantico. Mezza
giornata, hanno eletto presidente Schifani, pratica evasa e saranno già in
aereo per il ritorno a casa. A Palazzo Madama, al loro arrivo si son trovati
Giulio Andreotti a dirigere l'aula. Quando è nato il più giovane dei senatori,
il leghista di Cuggiono Massimo Garavaglia, era il 1968: Andreotti era ministro
dell'Industria nel terzo governo Moro. Ma hanno trovato pure una Cicerona
volonterosa, cosa non si fa per dare il benvenuto ai nuovi Padri della Patria,
specie se hanno vinto. "Ecco, vede laggiù? Laggiù c'è la sala
stampa...". Era Anna La Rosa, la signora di "Telecamere". Ma è
nel Transatlantico di Montecitorio che c'è più viavai. In un angolo parlottano
Veltroni e Fassino. In un altro D'Alema e il giovane Colaninno. S'interrompono
quando c'è da rientrare per il voto, e Roberto Maroni
va al suo posto con un asinello di peluche in tasca, il suo portafortuna. E'
cambiata, l'aula. Ora che la sinistra non c'è più, è scivolata proprio da
quella parte. D'Alema si ritrova al posto di Oliviero Diliberto, Rosy Bindi in
quello di Vladimir Luxuria. Sui banchi della pattuglia radicale hanno messo
delle medagliette d'argento con la Madonna, i sospetti finiscono sui teodem di
Paola Binetti, è sempre meglio benedire. Come dice Calearo, "qui il tempo
non passa mai". C'è Renato Farina, il giornalista inguaiato nell'inchiesta
milanese sul Sismi, portato alla Camera da Berlusconi in persona, che ripete a
chiunque la sua buona fede. Ha un paio di occhiali con vezzosa montatura blu, e
racconta d'aver appena sentito al telefono il pm dell'indagine, Armando
Spataro: "Mi ha fatto gli auguri per il nuovo lavoro". Un altro
giornalista, Andrea Sarubbi, racconta il suo miracolo. "Presentavo su Rai1
"A Sua Immagine", la messa della domenica mattina, ma avevo la
vocazione della politica ed è passato il treno". Più che un treno la
telefonata di Veltroni. Nell'attesa della terza e inutile votazione c'è da provvedere
alle incombenze più svariate. Ad esempio, come sarà la nuova formazione della
Nazionale dei parlamentari? Non c'è più Augustone Rocchi, la saracinesca di
Rifondazione. E nemmeno l'uomo spogliatoio, Salvatore Buglio. Neanche le punte,
il verde Tommaso Pellegrino e l'ex An Marco Airaghi. Resta Daniele Marantelli,
il numero 10, Pd eletto a Varese. L'hanno pure votato come presidente della
Camera, forse i tifosi, ma è in ambasce. Proprio Antonio Boccuzzi ("mi
sono letto tutti i giornali") ha notizie inquietanti: "Pare che il
vostro ct Carolina Morace si vada ad allenare negli Usa". Il cortile di
Montecitorio è sempre pieno, qui abitano i viziosi, i dipendenti da tabacco o
da telecamera, o si fuma o si danno interviste e la chiacchiera si è spostata
dalla buvette a queste panchine. Hai visto, ci sono ben due leghisti con
l'orecchino. Hai visto la Di Centa, quella che faceva sci di fondo: è vestita
di nero lucido, sembra la Pivetti in tv. Calearo spegne la sigaretta e scruta
lo spicchio di cielo. Ha già capito da dove può venire il pericolo, dai
piccioni. Ne passa uno e Paolo Bonaiuti, in diretta su Rai2, a momenti si
ritrova la giacca di velluto nero con una bella macchia. Peccato per lui,
dicono che porti fortuna.
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
IMMIGRAZIONE
IL PRIMO SCONTRO Le Lega "Maroni dovrà subito
mettersi al lavoro, la Bossi-Fini va applicata e questa volta
con efficacia".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Ci tiene a sottolineare che più che una proposta è "una
minaccia". Ma le parole del Cavaliere segnalano un problema crescente con
Bruxelles e hanno subito diviso la sua coalizione: Fini possibilista, Bossi spara a zero mentre Rifondazione
comunista applaude. "Se l'Unione europea non ci aiuta e continua così
Alitalia potrebbe essere acquistata dalle Ferrovie dello Stato", diceva
ieri il quasi premier uscendo dall'aula della Camera. Perché la cordata si
organizzi c'è bisogno di tempo, dunque, "bisogna che l'Europa non metta
difficoltà chi governa". Il consulente Bruno Ermolli ha raccolto la
disponibilità di una ventina di imprenditori fra cui titolari di concessioni
pubbliche: dai Benetton a Gavio, da Tronchetti Provera a Ligresti, dal re
dell'acciaio Riva fino a Gerardo Soglia. A disposizione ci sarebbe una cifra
compresa fra 700 milioni e un miliardo di euro; abbastanza per rilevare la
compagnia e i suoi debiti, pochissimo per rilanciarla. Per comporre il puzzle
c'è bisogno almeno di una grande banca e di un partner industriale. Intesa
Sanpaolo è in attesa di un serio progetto industriale. Eloquente il presidente
del consiglio di gestione Enrico Salza: "Aspettiamo che qualcuno produca
delle idee" ma al momento non c'è "alcuna novità". Air One
attende speranzosa di essere coinvolta ma intanto si concentra sul suo piano di
rafforzamento su Malpensa. Autocandidature a parte (in questi giorni è spuntato
lo studio legale Privitera) nel centro-destra c'è una corrente di pensiero che
considera indispensabile trovare subito l'accordo o con Lufthansa o con Air
France-Klm. La compagnia tedesca ieri ha lasciato capire di non essere
interessata "a queste condizioni", ovvero senza passare dal
commissariamento. Resta la possibilità di riaprire un canale con Parigi, nei
confronti della quale restano aperti sia Gianni Letta che Giulio Tremonti.
"Non escludo che il loro ritiro sia una mossa strategica", dice il
consulente dell'Eliseo Jean-Paul Fitoussi. Nella finanza milanese c'è chi
ipotizza due scenari: proporre a Parigi un'Opa alla quale aderirebbe il
"nocciolo" italiano o costituire una newco le cui quote sarebbero
divise fra le eventuali componenti italiana e francese. Voci, idee, ma che non
cambiano lo scenario dell'oggi: Alitalia è stretta fra le scelte di
un'azionista incerto sul da farsi (il nuovo governo) e la possibile procedura
di infrazione da parte di Bruxelles per i 300 milioni di aiuto statale.
"La Commissione è neutrale di fronte alla natura pubblica o privata dell'acquirente.
Conta il rispetto delle regole di mercato", fa notare il portavoce del
commissario alla Concorrenza Neelie Kroes rispondendo alla battuta del
Cavaliere. "In realtà Berlusconi ha ipotizzato che lo Stato possa gestire
la società e non la proprietà", circostanzia Fini che però non spiega nel
dettaglio ciò che il Cavaliere intendesse dire. D'accordo invece il leader Cisl
Raffaele Bonanni e il responsabile trasporti di Rifondazione Ugo Boghetta:
"Sarebbe una proposta da prendere sul serio". Nelle parole di
Berlusconi c'è un segnale politico: se la cordata avrà bisogno di un puntello
pubblico, ci sarà. Lui stesso aveva ipotizzato l'Eni o la Cdp, ma entrambe si
chiamano fuori per "vincoli statutari". Resterebbe Sviluppo Italia,
che però è controllata al 100% dal Tesoro. Tanto varrebbe lasciare le quote
direttamente allo Stato come è nel caso di Air France-Klm. Resta da capire cosa
ne pensi la Lega di Bossi. "Venderla allo Stato?
Non credo si possa fare. Per me la cosa migliore da fare era applicare la Marzano".
Se l'Italia non troverà un accordo con Bruxelles, è uno scenario ancora
possibile.
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
[FIRMA]LUIGI GRASSIA
TORINO Per Malpensa ci sono parecchie novità positive: la tedesca Lufthansa fa
sapere che il recentissimo accordo con la Sea per il potenziamento a Varese
della sua controllata Air Dolomiti "è solo un primo passo" verso un ulteriore
sviluppo. E si muove pure la compagnia "low cost" Easyjet che ieri ha
avviato all'Hotel Hilton di Milano la selezione di 55 nuovi assistenti di volo
da assumere nella sua base italiana (che si trova appunto a Malpensa). Questi
sviluppi, assieme al fatto che altre compagnie nelle ultime
settimane hanno cominciato a riempire il vuoto lasciato da Alitalia, fanno dire
al leghista Roberto Maroni
che "Malpensa può vivere anche senza Alitalia. Per ora quella di Lufthansa
è una piccola base, ma è un segnale importante". E il sindaco di Milano
Letizia Moratti definisce quello fra Sea e Lufthansa "un accordo che
valorizzerà Malpensa. La svolta è arrivata quando Lufthansa si è resa
conto che avrebbe potuto farne un hub, cioè un punto di riferimento nella sua
rete mondiale. Con la politica del governo precedente - ha concluso in polemica
la Moratti - questo sarebbe stato impossibile". Il presidente della Sea
Giuseppe Bonomi è tornato sulla vicenda per dire che "stiamo costruendo
una vera e propria partnership. Lufthansa, più di altri vettori in Europa, ha
già un modello industriale basato su più hub, tutti con grande redditività, ed
è questo il modello a cui ci ispiriamo". La conferma dell'intenzione di
Lufthansa di svilupparsi a Malpensa è venuta ieri dall'assemblea annuale tenuta
ieri al palazzo dello sport di Colonia. Una portavoce del gruppo ha detto che
l'accordo con la Sea per il potenziamento delle attività della controllata Air
Dolomiti "è un primo passo". Il presidente e amministratore delegato
Wolfgang Mayrhuber ha spiegato che l'Italia rappresenta per la sua compagnia
"il secondo mercato". E a chi gli chiedeva se Malpensa potrebbe in
futuro ospitare anche voli Lufthansa a lunga distanza, ha risposto:
"Attualmente non abbiamo piani dettagliati al riguardo, perché
servirebbero più di sei aerei regionali per alimentare aerei di questo
tipo". Anziché un diniego è sembrata una disponibilità a crescere in
parallelo nel lungo e nel medio raggio. Quanto ad Alitalia, Mayrhuber non ha
chiuso del tutto la porta a un accordo societario, ma ha detto che nel caso
"dovrebbero esserci tutte le condizioni", "tutti dovrebbero
avere la stessa visione" (il riferimento era presumibilmente al governo
italiano, ad Alitalia e ai sindacati) ma adesso queste condizioni non ci sono e
perciò Lufthansa è "riluttante ad aprire trattative".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Ieri avevamo Gandhi,
oggi la Santanché". Maurizio Crozza, l'ultimo dei satirici (televisivi), è
di nuovo in onda su La7 con Crozza Italia Live (domenica alle 21.30 la terza
delle quattro puntate). "Un programma migliorabile, che dovrebbe durare 80
minuti e non 120, ma di cui vado fiero. Sono pignolo e pesante, ma ho una
squadra straordinaria: Andrea Zalone, Vittorio Grattarola, Martino Clericetti,
Alessandro Robecchi, Stefano Disegni, Carlo Turati e Domenico Liggeri".
Lei ha raggiunto la fama con brevi sketch inseriti in contesti più ampi. Ora è
protagonista di un lungo one man show. Ha imparato ad allungare i tempi della
comicità? "E' una fatica improba. Non ho neanche 50 anni, mi sono dato
l'obiettivo di imparare il mestiere a 75 anni: dovrei essere nei tempi. Con la
diretta rischiamo e sbagliamo di più. Domenica scorsa Jannacci non riusciva a
capire quando attaccare con Vincenzina e la fabbrica, sembrava uno sketch ma
non era preparato. Enzo è etereo, impalpabile: il più avanti di tutti".
Una delle rubriche più riuscite è "Statisti a confronto".
"Vorrei una scuola dove i professori, oltre a insegnarti Dante, ti leggono prima Gandhi e Kennedy, e poi gli statisti di oggi: Calderoli, Borghezio. Il confronto è
deprimente. Quando paragoni la Santanché a Gandhi, è chiaro che la gente ride,
ma non c'è nulla da ridere. Neanche posso fingere di essere contento perché, in
quanto satirico, grazie a Berlusconi avrò materiale per i prossimi 5
anni". Non è contento nemmeno di avere reso celebre il "maanchismo"
di Veltroni? "Un'imitazione carica di affetto. Non credo che la sinistra
non sappia più ascoltare la gente: è la gente che non vuole più ascoltare la
sinistra. Ci sono flussi e riflussi storici: questo è un riflusso, un'era di
nichilismo. L'operaio vota Lega perché vuole sicurezza, anche se poi i reati
sono diminuiti e le aggressioni le fanno più gli italiani degli
extracomunitari. Essere di sinistra significa tolleranza e libertà: valori
superati. Gramsci, Bordiga, Togliatti lottavano per togliere povertà e
disuguaglianza, oggi si lotta per togliere l'Ici. La gente vuole la
cancellazione del bollo auto, mica l'utopia. Non ci sono più i grandi ideali,
da Che Guevara siamo passati a Che L'ho Duro". Perché è l'unico satirico
che fa ancora tv? Forse non fa abbastanza male. "Quando abbiamo ospitato
Gasparri e Taormina, l'aria era tesa e volevano quasi spezzarmi un braccio. Non
mi sembra di essere così buono. Invece Storace, che pure ha idee lontanissime
dalle mie, è stato simpatico. Credo di poter fare tv perché non ho la forza dei
numeri: facciamo appena il 3%, siamo una nicchia. Sono orgoglioso di stare a
La7 e l'allontanamento di Campo Dall'Orto non lo vivo come un pericolo, nessuno
mi ha mai chiesto in anticipo il copione. Potrei lavorare solo qui. E poi non
sono solo un satirico, mi piace anche fare comicità pura, come nei duetti di
domenica con Giorgio Panariello". Si offende se a volte sembra un Beppe
Grillo in divenire? "Beppe è un amico, lo stimo da sempre. E' la persona
più simpatica e informata del mondo, anche se ormai il politico ha sovrastato
il comico. Io non ce la faccio a essere come lui, fondamentalmente resto un
cazzone: posso studiare 12 ore al giorno, telefonare a Travaglio per scoprire
nuove cose, denunciare le storture politiche a Ballarò, ma rimango un guitto.
Grillo ha sentito inizialmente l'esigenza di parlare osservando gli umori delle
persone sull'autobus. Poi non gli è bastato più, ha cominciato a farsi domande
più alte, a studiare, a denunciare: ha allargato il campo. Gli invidio la
libertà totale, il non dipendere da nessuno". Significa che Crozza non è
libero? "Significa che anch'io faccio parte del sistema. Tutte le volte
che dico in tv "A tra poco", sono frustrato, perché è una mia
sconfitta. Sarò pienamente libero quando non dirò più "A tra
poco"". Sta dicendo che abbandonerà la tv, come Grillo? "Non lo
so, ci vuole molta forza. Rispetto ai tempi di Quelli che il calcio ho scelto
una dimensione più intima, ma anche dalla Ventura ero un corpo estraneo, facevo
tv e al tempo stesso non la facevo. Mi piacerebbe lavorare in una tv senza
pubblicità, perché gli spot mentono ed io non vorrei essere correo. E' anche
per questo che parlo sempre meno con i giornalisti: per proteggermi dal
sistema. E del resto non c'è alcun bisogno di sentire la mia opinione".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Bye Bye Rock City
[FIRMA]FABRIZIO VESPA La vita materiale dei locali notturni in genere è labile:
può durare il tempo di alcune stagioni, ma solo in casi eccezionali copre
interi decenni e anche in quei casi prima o poi arriva la parola
"fine". Succede così che dopo 18 anni di attività chiude lo storico
Rock City in corso Dante 19/a, uno dei punti nevralgici della movida notturna
torinese e questa sera celebrerà la sua festa d'addio. Nato nel '90 per volontà
di Stefano Cavallero per dare sfogo serale ai clienti della palestra adiacente,
ha segnato un'epoca esattamente come l'altro grande scomparso ovvero lo Studio
2 di via Nizza. In origine era uno spazio concepito come un salotto dai toni
dichiaratamente pomposi con stucchi dorati, specchi e divani leopardati: per
quel periodo si trattava di un'autentica rivelazione che non tardò ad attirare
la cosiddetta "bella gente". Qui sono cresciute generazioni di
organizzatori e pierre come Piccardo, Moretto, Forneris e Savasta. Tra questi è
Gianluigi Marino quello che descrive meglio il popolo del "Rocco":
"C'era chi diceva "ragazzi, prendiamo il tavolo e le bottiglie, ma
poi alle 6 andiamo tutti da Giancarlo ai Murazzi", chi Porsche a 18 anni,
chi Panda a 30 che tanto non te la rubano. Chi etero, chi omo, chi indeciso. Chi
Rolex, chi Swatch, chi non lo porto che fa tendenza. Chi Camperos, chi Nike
Silver, chi tacco 12, chi tubino bianco, chi t-shirt stretta e chi polo
slabbrata". Si sono alternate nel tempo diverse gestioni. Sotto quella di
Alfonso Cuozzo sono arrivate le serate più alternative come i party
trasgressivi di Vanity o il martedì sera, organizzato da Monica Angeli, dove
stazionavano immancabilmente i calciatori, gli attori di Cento Vetrine o
personaggi di fama come lo stilista Carlo Pignatelli. Nel
'99 è stata la volta di Marco Bossi, l'ultimo titolare che tenta un breve amarcord: "Quando
sono arrivato, ho aggiunto al club un'altra arcata, raddoppiando le sue
dimensioni. I primi anni sono stati davvero strepitosi ed è continuata la
tradizione dei grandi eventi e delle stelle nazionali e internazionali del
mixer. Eventi che hanno avuto anche risvolti comici. Per esempio mi
ricordo la volta in cui Piccardo organizzò una serata per la stagione estiva,
facendo migliaia di prevendite per un mega party in piscina. Quando poi la
gente arrivò al locale, trovò sì la piscina. Peccato che fosse una piscina
gonfiabile di un metro per un metro". Tanti i dj's locali che si sono
alternati alla consolle: Moreno Pezzolato, Lorenzo LSP o Ricky Martini che ha
letteralmente fatto la storia del Rock City. "Per molti anni - racconta
Martini - ho suonato nelle serate di punta del club. Prima nel mercoledì, poi
al sabato. È stata una stagione ruggente in cui soprattutto l'organizzazione
Vanity ha portato cose mai viste come il circo e coreografie spettacolari
irripetibili. Ne ho viste tante, compresa una ragazza ubriaca che cadendo sulla
consolle l'ha messa completamente fuori uso". Ma perché chiude il Rock
City? "Il locale chiude - prosegue Bossi - perché
questa diventerà una zona residenziale. Qui sopra sarà costruita una palazzina
di alloggi. Il cantiere aprirà nel 2009 e tutta la zona industriale qui intorno
verrà demolita". Per questo "Bye Bye Rock City" è il titolo con
cui questa sera lo storico locale chiuderà definitivamente il suo corso,
facendo suonare per l'ultima volta il suo potente impianto. Per l'occasione
verrà impacchettato da una serie di teli bianchi retro-proiettabili che faranno
un tutt'uno con lo stabilimento a fianco, nascondendo il dehors a cui si potrà
accedere solo attraverso un tunnel nero. Durante la notte faranno girare i
dischi tutti i dj's che sono passati qui dentro e la formula sarà open bar con
ingresso su lista dalle ore 23. La chiosa finale spetta d'obbligo a Marco Bossi. "Per me Rock City - conclude il titolare - ha
significato il lavoro più bello della mia vita, ma anche tanta fatica perché
oggi più che mai il concetto di discoteca e divertimento notturno va
completamente re-inventato. È un mestiere che ha una sua utilità sociale e che
è fatto in gran parte da persone perbene".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
INTERVIEW Il reporter
di guerra Steve Buscemi e la star della soap Sienna Miller Una diva tv e un
giornalista politico in una intervista sbagliata: Steve Buscemi ignora tutto di
lei, la tratta con degnazione; Sienna Miller è insicura, intelligente e
sofferente. Oscillano tra ostilità e attrazione. Lei ha un cellulare rosa il
cui squillo è il latrato di un cane; lui dà saggi consigli. Tutti e due sono
infelici, la lotta tra vinti non ha vincitori e molto interesse Il duello
verbale è il rifacimento d'un film di Theo van Gogh, il giovane regista
olandese che venne ucciso nel 2004 da un estremista islamico per punirlo del
cortometraggio Submission sulla condizione delle donne nell'Islam. In omaggio e
memoria, i produttori hanno appagato il suo desiderio di realizzare in Usa il
remake di tre suoi film, affidandoli a registi newyorkesi (gli altri sono
Stanley Tucci e Bob Balaban). Questo primo esperimento non è molto riuscito.
Lietta Tornabuoni ALLA RICERCA DELL'ISOLA... Fantasy. Regia di Mark Levin,
Jennifer Flackett, con Abigail Breslin e Jodie Foster. La nota scrittrice di
libti per infanzia Alexandra soccorre una piccola fan che le scrive un'accorata
richiesta d'aiuto: il padre è scomparso. IL CACCIATORE DI AQUILONI Avventura.
Regia di Marc Forster, con Khalid Abdalla e Atossa Leoni. La quarantennale
amicizia tra Amir, figlio di un nobile di Kabul, e Hassan, figlio del suo
servo. Dal best seller di Khaled Hosseini, dirige l'autore di "Monster's
ball" e "Neverland". 10 COSE DI NOI Commedia drammatica. Regia
di Brad Silberling, con Morgan Freeman e Paz Vega. L'autore di
"Casper" e "City of angels" porta sullo schermo il rapporto
di amicizia che s'instaura tra un attore in declino e una cassiera di
supermercato. I DEMONI DI SAN PIETROBURGO Drammatico. Regia di Giuliano
Montaldo. con Miki Manojlovic e Carolina Crescentini. La storia comincia nel
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
PARLAMENTO.
ASTIGIANI SENZA SENATORI Fogliato torna a Roma con Armosino e Fiorio E'
ritornato a Roma da parlamentare dopo che nel 1994 fu il più giovane deputato
eletto. Ora, a 40 anni, Sebastiano Fogliato, agricoltore di Villanova, va a
rappresentare l'Astigiano a Montecitorio con "la presidente" Maria
Teresa Armosino per il Pdl e Massimo Fiorio del Pd. Non ci sono invece senatori
astigiani, almeno in questo momento. Possono infatti ambiare a un seggio a
palazzo Madama Sergio Ebarnabo che era in lista per il Pdl (e dovrà attendere
la composizione del governo che lo vedrebbero favorito in caso di dimissioni) e
Giorgio Calabrese primo degli esclusi per la Pd. Prima di partire per Roma,
Fogliato ha firmato a Torino a Palazzo Carignano, sede del
primo Parlamento subalpino, con gli altri 11 i parlamentari piemontesi della Lega Nord un simbolico "Patto
subalpino". "La firma di questo patto - ha commentato Fogliato - è
ulteriore impegno che vogliamo assumerci con gli elettori sul federalismo. Ma
visto che la provincia di Asti è la "maglia nera" per le rapine in
villa. Io penso che più che una militarizzazione del territorio
servirebbe davvero arrivare ad avere la certezza della pena e pene piú severe.
Molti delinquenti vengono arrestati, però poi sono subito liberati".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
ASTI. DA STASERA AL 12
MAGGIO Hanno detto Intervista Giorgio Conte Luna Park in centro dopo 20 anni
Settanta attrazioni aperte da oggi "Così si restituisce la festa agli
astigiani" "Come una volta" Tutti entusiasti FIAMMETTA MUSSIO
"Meglio un giro in giostra che in auto" "Piazza d'Armi "In
centro c'è una "Siamo stati isolati per troppi anni Oggi c'è di nuovo
l'entusiasmo di un tempo" ASTI parentesi per noi molto negativa Torniamo a
far vivere la piazza" Felice Piccaluga bella atmosfera La gente va a piedi
o in bici e si ferma a parlare con noi" Davide
Gandolfi Rudy Bossi Non ci
sono più "la giostra di Bastian, i cavalli bianchi e l'anello lucido
appeso a quella boccia". I nomi evocano invece un gusto più hollywoodiano:
"ranger", "materon", "extreme" e via con una
sfilza di personaggi della Disney. Alla fine però, la sostanza resta quella:
son sempre "sederi e gonne al vento", come cantava Giorgio
Conte. La novità è che quest'anno il Luna park torna a occupare un angolo di
piazza del Palio. A vent'anni esatti dal "trasloco" in piazza d'Armi.
Era il 1987 quando per l'ultima volta, le attrazioni vennero montate in centro
città: dall'anno successivo, si spostò la fiera e con lei, anche le giostre.
Ora, con la fiera all'Enofila, le giostre ritornano a colorare il centro: i
baracconi si illumineranno da stasera (dalle 20) a lunedì 12 maggio. Un ritorno
salutato con gioia dai giostrai e dai bambini. Un po' meno dagli automobilisti
in cerca di parcheggio. Le giostre occupano infatti un quarto di piazza, nel
lato che guarda verso l'ex caserma dei vigili. "Tolgono troppi posti
auto", ed è un dramma secondo alcuni. Ma i giostrai, forti di una recente
polemica a Nizza (l'amministrazione vuole spostare le attrazioni in periferia),
ricordano che il Luna park "è un valore per una città, non un peso".
"Ad Asti - dice il portavoce Massimo Piccaluga, presidente regionale Agis,
Associazione dello spetttacolo - hanno capito che così si restituisce la festa
ai cittadini e ci guadagnano tutti: i commercianti, gli ambulanti del mercato e
anche noi. Sono tempi di crisi in cui bisogna aggregare, non disperdere".
Piccaluga appartiene a una delle famiglie storiche di spettacolo viaggiante:
lui e il fratello Felice sono la quarta generazione di giostrai presenti sulla
piazza di Asti da metà 800. "Anche noi - aggiunge - siamo una tradizione
della città: il 2008 per noi è l'anno della rinascita. Siamo tornati tra gli
astigiani". La sede di piazza d'Armi era poco gradita, troppo distante dal
"cuore" della città. "Eravamo isolati e non ci accorgevamo
neppure della Carolingia - dicono Rudy Bossi e Davide
Gandolfi -. Ora la gente si ferma a parlare, ci conosce e si fida anche di
più". E i giostrai organizzano giornate gratis per gli studenti (il 2 e 12
maggio) e l'ultima mattina tutta per far divertire i ragazzi disabili. Fino al
12 maggio, dunque, funzioneranno 70 attrazioni in piazza del Palio: la maggior
parte è per i più piccoli, ma una decina sono giostre per grandi. Due o tre
riservate agli spericolati, come il "Ranger" con il giro della morte
incluso nel prezzo. Ci sarà la "Pesca dei cigni" (è gestita da Cesare
Moretti, 70 anni, "decano" del gruppo insieme al mastro torronaio
Domenico Grasso) e tanti altri giochi, zucchero filato e torrone. I biglietti
vanno da uno a 3 euro, con possibilità di abbonamento. Stamani il collaudo e da
stasera tutti in giostra.\ Dall'87 non è più andato al Luna park, ma quest'anno
ci tornerà. Anche l'avvocato cantautore Giorgio Conte accoglie con entusiasmo
il ritorno delle giostre in centro città. Con un sogno: rivederle un giorno sotto
la statua di "Toju". La città è divisa: giostre o parcheggi?
"Giostre, giostre e ancora giostre. Io mi sarei spinto molto più in là: le
avrei messe nel "cuore" di Asti, in piazza Alfieri e anche in piazza
San Secondo, come ai tempi in cui portavo i calzoni corti. C'era l'autopista
davanti al Reale e l'autovolante vicino al Politeama. Eravamo così felici
quando arrivavano i baracconi che nessuno si sognava di lamentarsi per il
rumore". Lei ha cantato la "Giostra di Bastian": era la sua preferita?
"È uno dei ricordi della mia generazione: era la giostra di tutti, grandi
e piccini. E poi c'era anche l'altra, come si chiamava? La "rotor":
si metteva a girare, il pavimento scendeva e tu rimanevi schiacciato contro le
pareti dalla forza centrifuga. Robe da metà prezzo se avevi il coraggio di
salirci, il doppio del biglietto se guardavi solo..." "I giri erano
belli, i giri erano lunghi", oggi che aggiungerebbe al finale della sua
canzone? "Che mi piaceva quella dimensione più lenta, della gente che
andava a piedi e non correva". Dica una cosa agli astigiani che protestano
perché non trovano parcheggio. "Cari concittadini, riprendetevi il vostro
tempo: lasciate l'auto in garage o lontana dal centro, e godetevi l'allegria
del Luna park e la festa della nostra Asti".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
10 COSE DI NOI Il
divo in declino Morgan Freeman e la cassiera di supermercato Paz Vega Molto
americano, l'incontro casuale fra il divo nero settantenne Morgan Freeman e la
giovane cassiera latina Paz Vega. Per una giornata parlano, si confidano,
ridono, si rattristano con simpatia e casta complicità. Lui, marito e padre,
racconta il proprio timore di essere finito, il telefono che squilla di rado,
la paura della morte. Lei, ragazza sola, racconta della propria dura vita di
lavoro come cassiera d'un supermercato, le ambizioni, l'isolamento di cui si
sente prigioniera. A sera, lasciandosi, capiscono d'essersi reciprocamente
fatti del bene, consolati. Morgan Freeman è il produttore di questo breve film
(1 ora e 20 minuti) un po' melenso, forse autobiografico, diretto da Brad
Silberling (45 anni, già regista di "Casper", di "Voglia di
ricominciare") con appropriata delicatezza e umorismo. Lietta Tornabuoni
ALLA RICERCA DELL'ISOLA... Fantasy. Regia di Mark Levin, Jennifer Flackett, con
Abigail Breslin e Jodie Foster. La nota scrittrice di libti per infanzia
Alexandra soccorre una piccola fan che le scrive un'accorata richiesta d'aiuto:
il padre è scomparso. IL CACCIATORE DI AQUILONI Avventura. Regia di Marc
Forster, con Khalid Abdalla e Atossa Leoni. La quarantennale amicizia tra Amir,
figlio di un nobile di Kabul, e Hassan, figlio del suo servo. Dal best seller
di Khaled Hosseini, dirige l'autore di "Monster's ball" e
"Neverland". 10 COSE DI NOI Commedia drammatica. Regia di Brad
Silberling, con Morgan Freeman e Paz Vega. L'autore di "Casper" e
"City of angels" porta sullo schermo il rapporto di amicizia che
s'instaura tra un attore in declino e una cassiera di supermercato. I DEMONI DI
SAN PIETROBURGO Drammatico. Regia di Giuliano Montaldo. con Miki Manojlovic e
Carolina Crescentini. La storia comincia nel 1860 a San Pietroburgo, quando una
bomba uccide un membro della famiglia imperiale; Dostoevskij va a trovare in un
ospedale psichiatrico un giovane che confessa di conoscere gli attentatori. IN
AMORE, NIENTE REGOLE Commedia. Regia di George Clooney, con Clooney e Renée
Zellweger. Negli Stati Uniti del 1925 Dodge Connolly è un esuberante campione
di football che arruola nella sua squadra un giocatore presunto eroe di guerra.
La storia non convince un'intraprendente giornalista. JUNO Commedia. Regia di Jason
Reitman, con Ellen Page e Michael Cera. Juno MacGuff è un'intraprendente
sedicenne del Minnesota che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita
anche quando scopre di essere incinta e comincia a chiedersi, con il timido
compagno di classe Paulie Bleeker, come agire. Premio Oscar per la miglior
sceneggiatura originale. L'ALTRA DONNA DEL RE Drammatico. Regia di Justin
Chadwick, con Natalie Portman e Scarlett Johansson. La vicenda storica di Anna
e Maria Bolena, le due sorelle che si contesero i favori di Enrico VIII: la
prima riuscì a sposarlo, l'altra ne divenne l'amante. IL MATRIMONIO E' UN ....
Commedia. Regia di Cherie Nowlan, con Brenda Blethyn e Khan Chittenden. La
cabarettista irriverente e in declino Jean Dwight teme che la fidanzata del
figlio possa incrinare l'armonia della loro famiglia. NON PENSARCI Commedia.
Regia di Gianni Zanasi, con Anita Caprioli e Giuseppe Battiston. Un musicista
trentaseienne, un tempo piccola star punk rock, comincia a riflettere e sulla
sua vita: tornato a casa dalla famiglia, comincia ad occuparsi di ciò che ha a
lungo trascurato. ORTONE E IL MONDO DEI CHI Cartoon. Regia di Jimmy Hayward e
Steve Martino. Dai creatori de "L'era glaciale", la storia di un
simpatico elefante che trova un mondo di pace, quello dei minuscoli Chi, in un
fiore. OXFORD MURDERS Thriller. Regia di Alex de la Iglesia, con Elijah Wood e
John Hurt. Nei dintorni di Oxford, un'anziana signora viene trovata morta nel
soggiorno di casa: il cadavere viene rinvenuto da un professore e da uno
studente, i quali cominciano a indagare su una misteriosa serie di omicidi. LA
SPOSA FANTASMA Commedia. Regia di Jeff Lowell, con Eva Longoria Parker e Paul
Rudd. Opera prima, racconta di un uomo conteso da due donne: la veggente Ashley
e la ragazza che avrebbe dovuto sposare mentre ora è un fantasma, morta
preparando il matrimonio. STEP UP 2 Musicale. Andie e Chase s'incontrano
all'interno di una scuola d'arte del Maryland: cominciano ad allenarsi insieme
per partecipare a una difficile gara clandestina. TUTTA LA VITA DAVANTI
Commedia. Regia di Paolo Virzì con Sabrina Ferilli e Massimo Ghini. L'autore di
"Ovosodo" e "Caterina va in città" ritrae la vita nei call
center attraverso le vicissitudini della venticinquenne laureata Marta. TUTTI
PAZZI PER L'ORO Azione. Regia di Andy Tennant, con Matthew McConaughey e Kate
Hudson. Ben Finnegan è un cacciatore di tesori che sta per coronare il suo
sogno: recuperare il carico d'oro di un galeone che giace da un paio di secoli
in fondo al mare al largo della Florida. Al suo fianco, l'intraprendente
consorte. L'ULTIMA MISSIONE Poliziesco. Regia di Olivier Marchal, con Daniel
Auteuil e Olivia Bonamy. L'autore di "36" narra la storia di Louis
Schneider, incorruttibile poliziotto di Marsiglia in crisi esistenziale che
cerca di proteggere una ragazza dall'uomo, tornato in libertà, che aveva ucciso
i suoi genitori. UN AMORE SENZA TEMPO Commedia drammatica. Regia di Lajos
Koltai, con Vanessa Redgrave e Claire Danes. Dal romanzo di Susan Minot, un
percorso attraverso il passato e il presente di tre donne: la madre Ann, in fin
di vita, e le figlie Constance e Nina. 21 Commedia drammatica. Regia di Robert
Luketic, con Jim Sturgess e Kevin Spacey. Il professor
Mickey Rosa forma una squadra di giovani talenti in matematica per sbancare i
casinò di Las Vegas: fra loro, l'intuitivo e bisognoso di soldi per pagarsi gli
studi Ben. Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige
il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". TRAME A CURA DI
Daniele Cavalla.
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
TENNIS Le sorelle
Castelli s'impongono a Biella Anche la Pro, nel suo piccolo, ha le proprie
sorelle Williams. Elena e Cecilia Castelli continuano a mietere successi nei
tornei Under 14 e 10. Le ultime affermazioni in ordine di tempo sono quelle del
Master Series organizzato dal T.C. Biella. In quest'occasione Elena è salita
sul gradino più alto del podio dopo aver superato in finale la Bullani. Sua
sorella Cecilia, invece, ha ottenuto un doppio successo, nei tornei Under 10
del Cral Torino e di Cureggio. In quest'ultima manifestazione l'Under 10 Pietro
Cura Curà è arrivato secondo, mentre nel tabellone Under 14 Federico Restano è
uscito di scena in semifinale. Ottimo periodo di forma anche per l' Under 12
Gaia Cura Curà: oggi giocherà la semifinale di Biella, mentre nei prossimi giorni
la finale a Pecetto. Notizie meno confortanti, invece, dagli incontri a
squadre. La serie C maschile, dopo aver perso 5-1 la gara decisiva a Borgaro, è
stata retrocessa in D1. Il team Under 12 maschile, Giuseppe
Auricchio-Ezio Bosso-Giulio Protti, è stato sconfitto a Verbania, mentre nel
recupero di lunedì pomeriggio la squadra Under 14 maschile B, formata da
Federico Restano e Federico Campanini, è stata superata 2-1 dal T.C. Biella.
Rotonda vittoria, 3-0, per Letizia Restano e Gaia Cura Curà nell'Under 12
contro Alessandria.
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
LEGA
NORD NASCE UN CASO PER IL BIGLIETTO DEI PIU' PICCOLI "Acts, perchè i bimbi
pagano?" "Genitori, attenzione: forse non tutti lo sanno, ma i
bambini fino all'età di 10 anni accompagnati da un adulto, munito di biglietto
o di abbonamento, possono viaggiare gratuitamente sui pullman dell'Acts, come è
specificato a pagina 90 del libretto distibuito l'estate scorsa dall'azienda di
trasporti. Non sono rari però i casi di bambini che, pur accompagnati, hanno
pagato il biglietto e addirittura sottoscritto l'abbonamento dove risultano
chiaramente i dati anagrafici". La segnalazione "a nome della Lega Nord" è di Giovanni Frisone, ex segretario
cittadino del partito, e coinvolto in prima persona in questa
"vertenza" con l'Acts. "Mio figlio proprio oggi compie 10 anni.
Viaggia sempre accompagnato ma quest'anno ho pagato per lui diversi abbonamenti
mensili. Ho chiesto un rimborso di quanto versato indebitamente ma a quanto
pare non è possibile. Il 28 febbraio scorso avevo anche presentato un'istanza
scritta alla direzione dell'azienda. Ora dall'Acts mi hanno comunicato telefonicamente
che si è deciso di estendere la gratuità per i bambini fino a 11 anni. A questo
punto il mio intento è di far conoscere a tutti la situazione e questa
ulteriore possibilità. Un modo per sopperire alla mancanza di informazione da
parte dell'azienda e far valere i diritti di tante famiglie". L'ufficio
stampa dell'Acts replica: "La legge regionale prevede la gratuità del
viaggio per i bambini di altezza inferiore a 1 metro e 15. I moderni automezzi
non hanno più la sbarra che valeva da "unità di misura" e si è
cercato così di orientare il limite al dato anagrafico, seguendo una linea
adottata a livello nazionale. Si precisa che tutti i bambini fino a sei anni
viaggiano gratis. Di quelli fino a 10 anni, due possono viaggiare senza pagare,
sempre però a condizione di essere accompagnati. Ma non si è mai parlato di
alzare il limite agli 11 anni". Frisone però insiste e, oltre al suo,
segnala altri casi. Conclude l'Acts: "Se qualcuno intende chiedere
informazioni o sottoporci i suoi dubbi naturalmente può farlo e da parte
dell'azienda c'è la disponibilità a valutare ogni reclamo, caso per caso".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Parla Alemanno: a
Roma 85 campi rom abusivi da abbattere. Amato critico: il
governo non mi ha dato i soldi Bossi: primo, via i clandestini Due milioni e mezzo, giovani, quasi
tutti al Nord: è boom di immigrati regolari La prima battaglia del nuovo
governo e del sindaco di Roma sarà sulla sicurezza. Bossi annuncia espulsioni per i clandestini mentre Alemanno spiega a
"La Stampa" che abbatterà gli 85 campi rom abusivi. Una
ricerca del Viminale fissa a circa 2,4 milioni gli immigrati regolari, 9 su 10
al Nord. E Amato accusa: non mi hanno dato i soldi. ALLE PAGINE 4 E 5.
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Buongiorno Capito niente
Massimo Gramellini Se qualcuno di voi deambulasse per il Lombardo Veneto alla
ricerca dei trecentomila martiri (in fila per sei col resto di due) che Bossi ha
minacciato di far scendere dalle montagne "coi fucili caldi" a difesa
del Fe-de-ra-li-smooooo, gli suggerirei di rientrare immediatamente alla base.
Il capo della Lega è manesco soltanto a parole. E sono parole, per fortuna, che
in vent'anni di maltrattamento continuo del vocabolario non hanno mai prodotto
neppure un fatto. Non dico un pugno, ma neanche una spinta. La platea
naturale di Bossi sono i bar di provincia immortalati
dai libri di Stefano Benni. Quelli dove il bullo del paese passa le ore a
titillare il vassoio delle patatine, raccontando agli astanti sempre le stesse
storielle, ogni volta dilatando i numeri e gli aggettivi. L'Umberto in versione
Osama Boss Laden non è mica l'algido Alemanno, che misura anche i respiri, e
quando dice una cosa esiste il sospetto fondato che la farà. E' un burbanzoso
Varesotto con la testa finissima ma l'eloquio roboante: così scostato dalla
realtà da risultare innocuo. Indignarsi a ogni piè sospinto per i suoi modi
inurbani, lanciando allarmi democratici contro l'equivalente di un rutto, non
presenta alcuna utilità. Più interessante sarebbe accorgersi che i suoi
elettori parlano come lui e quindi lo capiscono molto meglio della sinistra e
dei giornalisti, non necessariamente di sinistra, che in questi vent'anni della
Lega non abbiamo mai capito un. volevo dire: niente.
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Luca Ricolfi IL LOFT
E IL PAESE La cosa che più colpisce, in questi giorni, non è quel che si dice sulle
cause della doppia disfatta Veltroni-Rutelli, ma lo stupore con cui se ne
parla. Non si può dire che la sconfitta fosse perfettamente prevedibile, ma
sembra che le sue dimensioni abbiano preso un po' tutti alla sprovvista, come
se politici, giornalisti, commentatori, studiosi non si fossero accorti di quel
che passava per la testa della gente. Tale stato d'animo degli osservatori
rischia di portare fuori strada nella ricerca delle ragioni di questo
improvviso ribaltamento degli orientamenti politici dei cittadini. Chi è
stupito va a caccia di cause nascoste, sottili, difficilmente visibili a occhio
nudo. C'è chi dice che Veltroni avrebbe copiato Berlusconi, inducendo gli
elettori a snobbare la copia e preferire l'originale. C'è chi dice che Rutelli
avrebbe strizzato l'occhio ai preti, e troppo disdegnato i temi laici: il
consiglio è di fare come Zapatero. C'è chi invoca l'effetto band wagon: da
sempre gli italiani hanno il vizio di saltare sul carro del vincitore. C'è chi,
in modo vagamente tautologico, invoca un generico "vento di destra":
l'Italia va a destra perché così soffia il vento. C'è chi, infine, si rammarica
che solo Berlusconi sappia "interpretare la pancia del Paese": a
quanto pare quando vince la destra è la pancia che parla, quando vince la
sinistra è la testa che ragiona. Ma forse, più semplicemente, abbiamo
trascurato due fatti macroscopici, che non hanno attirato su di sé l'attenzione
proprio per la loro ovvietà ed evidenza. Il primo fatto macroscopico è il
discredito del governo Prodi, legato all'indulto, all'esplosione della
criminalità, agli aggravi fiscali e burocratici, al drammatico aumento delle
famiglie in difficoltà (+57% negli ultimi 12 mesi). A quanto pare i dirigenti
del Pd non si sono resi conto di quel che la gente ha passato negli ultimi due
anni. Naturalmente gli sbagli del governo non sono l'unica causa delle
sofferenze e delle paure degli italiani, ma ignorarne la portata è stato una
imperdonabile leggerezza politica. Giusto o sbagliato che fosse, dopo due anni
di governo dell'Unione gli italiani sentivano il bisogno di voltar pagina: come
si poteva pensare che si affidassero a chi instancabilmente ripeteva che quel
governo aveva ben operato? Il secondo fatto macroscopico è in realtà un non
fatto, ovvero una clamorosa omissione. La sinistra italiana, a differenza della
sinistra inglese a metà degli Anni 90, non ha ancora voluto compiere la sua
rivoluzione antisnob, ossia quel percorso di rottura con il mondo dei salotti
che - secondo Klaus Davi - fu una delle carte vincenti con cui Tony Blair
riuscì a resuscitare il consunto Labour Party, riavvicinandolo alla gente
comune e riportandolo al governo del Paese dopo il lungo regno della Thatcher
(Di' qualcosa di sinistra, Marsilio, 2004). Omissione curiosa, visto che - sul
piano comunicativo - il primo problema della sinistra italiana è la sua
immagine elitaria e anti-popolare, il suo presentarsi come una squadra di
autocrati illuminati, di seriosi e impermeabili custodi del bene. Di questa
drammatica distanza dalla sensibilità popolare, di questo deficit di radici
sociali, Veltroni è parso del tutto ignaro. Cercando di conciliare tutto e
tutti, nascondendo sistematicamente le difficoltà in cui il governo uscente
aveva cacciato il Paese, pensando di maneggiare con semplici esercizi verbali
la protesta delle regioni più operose, Veltroni ha mostrato di non aver capito
né quanto profondamente il governo Prodi avesse diviso l'Italia, né quanto i
simboli del Palazzo e della politica romana siano invisi alla gente comune (era
proprio il caso di chiamare Loft la nuova sede del Partito democratico? E di
chiamare "caminetti" le riunioni dei dirigenti che contano?). Con
l'immagine salottiera e poco ruspante che la sinistra post-berlingueriana si
ritrova addosso, con la sua mancanza di radicamento nel territorio, con la sua distanza culturale dalle regioni del Nord, presentarsi
alle elezioni con un candidato premier che è la quintessenza del bel mondo di
Roma, delle sue terrazze e dei suoi salotti, era già un azzardo notevole. Non
rendersi conto dell'azzardo, e non prendere alcuna contromisura compensatrice,
è stata un'incomprensibile follia. Qualcuno, già me lo sento, dirà che
la politica seria è un'altra cosa, e che è da qualunquisti rimproverare a
Bertinotti le frequentazioni mondane, o ai dirigenti del Pd di riunirsi davanti
a un caminetto, in un appartamento che amano chiamare il Loft. È vero, quel che
conta è capire la realtà, e se ti riesce meglio davanti a un caminetto non c'è
niente di male. Il punto, però, è che questi signori il contatto con la realtà
sembrano averlo perso completamente. A forza di parlarsi tra loro non sanno più
in che Paese vivono. Se la gente li vede come una casta, non è tanto per i loro
privilegi, ma perché i loro simboli sono quelli di un mondo inarrivabile e separato,
lontano mille miglia dal mondo di tutti noi.
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
AL TOP Rock City
addio "Sono ormai passati 18 anni da quando entrai per la prima volta a
Rock City. Ero particolarmente giovane e impressionabile e il salotto demodé
che mi si parò davanti agli occhi, mi fece sognare. Oggi, appena raggiunta la
maggiore età, l'ultimo mostro sacro della notte torinese, è pronto a chiudere
definitivamente i battenti". L'attuale gestore Marco Bossi ricorda questi 18 anni di
avanguardia musicale e sperimentazione artistica. Qui è nata Vanity; il martedì
"Non solo donne" di Monica, in collaborazione con il Pineta di Milano
Marittima; lo storico Venerdì 10x10. Da questa consolle sono passati alcuni tra
i migliori dj nazionali e mondiali facendo ballare un pubblico che sempre ha
amato il sound di qualità. Nel locale di corso Dante 19 si è sempre
respirata quell'atmosfera di festa contagiosa, tipica dei migliori club
internazionali con i quali Rock City ha spesso collaborato, dagli ibizenchi
Space, Pacha e Dc10, al londinese Ministry of Sound, oltre ai nostrani Pineta,
Toqueville e Billionaire. Dopo 18 anni, anche la discoteca che era riuscita a
colmare il grande vuoto lasciato dalla fine dello Studio 2, deve chiudere i
battenti. Al suo posto sorgerà un complesso residenziale, che per il momento
continuerà almeno a inglobare la palestra Sport City. Ci sono ancora due
occasioni per salutare il Rock City. Sabato 26 è di scena il "closing
party" targato Vanity, con i djs della scuderia e la tipica animazione
trasgressiva dell'organizzazione torinese. L'ultima festa di mercoledì 30 è
affidata alla neonata famiglia 10x10 - Prince. Bye Bye Rock City porterà in
consolle tutti i dj torinesi che i questi anni hanno suonato nel club, con un
rapido turn over di 10 - 15 minuti ciascuno. La serata sarà ad open bar e
presenterà un'ultima novità: tempo permettendo verrà allestito uno spazio
esterno di decompressione, un'area chill out raggiungibile passando attraverso
un corridoio di tessuti. Nel "finally bye bye" al locale sarà
coinvolta anche l'Associazine Amici di Jean, fondata tra gli altri da Gianluigi
Marino, storico organizzatore della serate del Rock City, per tutto l'arco
degli Anni 90. \.
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
CHI MUORE AL LAVORO.
Fino al 18 maggio alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (via Modane 16)
mostra sulla tragedia ThyssenKrupp. Ingresso libero. Info: 011/4423672.
GIANCARLO RONCAGLIA. In "Piazza dei Mestieri" (via Jacopo Durandi 13)
la personale fotografica del critico e giornalista musicale, memoria storica
del jazz in Italia. Orari: mar-sab 19/24. LORENZO MARCUCCI. Fino al 15/5 da
Artevision (via S.Giulia 14/c, or.: 15/19) "Censored Photos" e
"Oops!...I did it again". GANDHI. "La mia vita è il mio pensiero
- MK Gandhi", dedicata al leader spirituale indiano; fino al 20/5 nel
cortile del Rettorato. Orari: 7,30-16 (da v.Po 17) 7,30/19,30 (da v.Verdi 8).
PORTRAITS DES MAINS. A "Mood Libri e Caffè" (via Cesare Battisti 3/E)
fino al 6 /5, Jun Sato. CHIAPAS. Al Gruppo Abele (c.so Trapani 91/b), fino al
30/6, 200 foto raccontano il Messico. Due mostre collaterali nella Media
Baretti (v. Santhià, 76) fino al 30. LUOGHI DIMENTICATI. Fino al 16/5 da
Gilgamesh (p.za Moncenisio 13/b) "Tribù del Badnightcafè" (mar-sab
20,30/3). VIVI TORINO. Al circolo La Cadrega (via P. Clotilde 23/b) fino al
28"Vivi Torino", foto di A. Castellucci, M. Lo Russo, R. Teora. IN
VIAGGIO. Fino al 10/5 da Tucano Viaggi (p.zza Solferino 14/g) immagini
direportage di Guido Barosio e Valter Carasso. TE' NEL DESERTO. Al Circolovizioso
(via S.Bernandino 34/c), Silvia Sales "Te nel deserto". fino al 26
(mar-sab 18,30/2). CUBA LIBRE. Allo Shortbus Cafè, via G. Ferrari 5/I, prosegue
fino al 9 maggio la mostra di Maurizio Turinetto. Info: info@shortbuscafe.it;
www.shortbuscafe.it CHE SCATTO! In via via S. Francesco da Paola 3, collettiva
con oltre 40 fotografi. Sino al 25/9. IL SOLE NELLE MANI. Grugliasco. Alla Fnac
de Le Gru, sino al 27 aprile, foto di Mario Cresci. ITALIAN CINEMA DIVAS.
Ciriè, c.so Martiri 33. Fino al 30/4, immagini di grandi attrici italiane.
PAESAGGI DESIDERATI. Pinerolo. Al Salone dei Cavalieri (via Giolitti 7) fino al
30 aprile, 110 scatti legati alla natura. ALBERI D'INVERNO. Caselle. Lunedì
28alle 21 al Circolo Fotografico Casellese (via Madre Teresa di Calcutta 55) s
videoproiezioni: Cesare Cerutti "Alberi d'inverno", Patrizio Colucci
"Nomadi in concerto", Giovanni Coizza "Il Cervino e la sua
valle". L'UOMO PER CUI TORNAI. Moncalieri, UGC Ciné Cité 45° Nord, via Postiglione - zona industriale Vadò. Fino al 30 foto di
Bolivia, Brasile e Madagascar di Stefano Stranges e Alberto Albano e foto di
Teresa e Antonio Retta. GEORGIA, I MILLE VOLTI DELL'INDIPENDENZA. Foto di
Maurizio Gjivovic che documentano i numerosi centri collettivi che ospitano
profughidell'Abkhazia e dell'Ossezia. Dal 28 al 5/5 al Pueblo, c.
Palestro 3, dal mercoledì al sabato dalle 22 in poi.
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Silvio s'impunta su
Gianni Letta: "C'è una sola persona indispensabile, lui" Berlusconi:
a noi il Welfare [FIRMA]AMEDEO LA MATTINA ROMA Berlusconi è molto infastidito
per le "bizze" degli alleati sulla composizione del governo. Soprattutto
per il braccio di ferro con Fini sul Welfare. Ma il premier in pectore ha anche
un problema in casa sua con la casella della Giustizia che balla tra Elio Vito
e Claudio Scajola, ma quest'ultimo non ne vuole sapere di andare a via Arenula
perché preferisce il dicastero delle Attività produttive. Elio Vito invece è
considerato troppo barricadero e di scarso peso specifico da una parte di Forza
Italia. E poi sono arrivate le perplessità dell'associazione magistrati. Allora
lo stesso Cavaliere, che ieri sera ha riunito i big di Fi a casa sua con letta
e Tremonti, ha accarezzato l'idea di riportare Calderoli
alla Giustizia, risolvendo così anche un altro problema: nominare viceministro
alla Infrastrutture (al posto di Castelli, appunto) l'eurodeputato Mario Mantovani
che lo stesso Berlusconi aveva incaricato di reclutare i 120 mila difensori del
voto. Mantovani avrebbe la delega a Lavori pubblici e all'Expo di Milano. Roba forte ma indigesta per Bossi, che lì ci vuole mettere un suo uomo, ha subito bocciato l'idea
del leader di Fi e ha tenuto ferma la casella degli Interni per Maroni che avrebbe dovuto traslocare
alle Attività produttive. "Maroni va agli Interni: è l'unico di cui mi fido. Sennò chi si
fa carico della sicurezza dei cittadini?", ha avvertito ieri in
Transatlantico il capo del Carroccio. Il quale ha fatto capire che aria tira,
affermando che "Berlusconi si è sposato con la Lega e ora deve eseguire
gli ordini". Affermazione subito dopo smentita ("sono sempre i
giornalisti che inventano...). "Gli accordi presi con Berlusconi - ha
spiegato Maroni - non hanno subito modifiche. L'intesa
va bene così. Avremo quattro ministri leghisti". Insomma, alla fine della
giostra, alla Giustizia potrebbe spuntarla Elio Vito (sempre che Berlusconi non
si impunti e "costringa" Scajola a fare il "sacrificio"). A
quel punto Vito non andrebbe ai Rapporti con il Parlamento che sarebbero
destinati a Paolo Bonaiuti il quale manterrebbe anche il ruolo di portavoce
della presidenza del Consiglio. Ma lo scontro più acuto è con An sul Welfare.
Berlusconi è convinto che questo partito ha ottenuto abbastanza con Fini alla
presidenza della Camera e Alemanno al Campidoglio che "valgono due
ministeri". E allora vorrebbe limitare a due i dicasteri di peso per An
(Infrastrutture a Matteoli e Difesa a La Russa). Poi, semmai, un altro
ministero senza portafoglio che potrebbe andare o a Giorgia Meloni o alla Poli
Bortone. Mentre per il Welfare, che sarebbe dovuto andare ad Alemanno se avesse
perso la corsa per il Campidoglio, il Cavaliere pensa a Maurizio Sacconi (Fi).
"Non se ne parla proprio", è stata la risposta di Fini in un
colloquio avuto con Berlusconi e Maroni in una sala di
Montecitorio. Sul nome che avrebbe fatto Fini per il Welfare ci sono diverse
versioni che rimbalzano in Transatlantico: Viespoli, Urso e Ronchi (portavoce
del partito). Una cosa è chiara: An non vuole essere retrocessa, non vuole
essere scavalcata dalla Lega che ottiene quattro ministeri (3 con portafoglio e
1 senza). E la vittoria di Roma, dicono a via della Scrofa, non è un buon
motivo per levarci un dicastero. Anzi, An alza il tiro: se le cose stanno così,
chiediamo la Giustizia per Alfredo Mantovano. Più realisticamente, Fini
potrebbe ottenere un viceministero al Commercio con l'Estero per Urso, ma
Berlusconi avrebbe pensato al piemontese Crosetto. Dunque, continua
l'estenuante puzzle di governo che sta infastidendo Berlusconi. Il quale ha
ricodato ad An che il successo romano è anche merito di Fi. Era di umore nero
ieri mattina alla prima seduta della Camera. Quando gli chiedono della Lega, ha
risposto seccato: "Ho letto di Rosi Mauro. Altri posti alla Lega? Ma siete
fuori?". Per non parlare poi delle voci sul più fidato dei suoi
collaboratori: "C'è una sola persona indispensabile: Gianni Letta, che
sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio con tutte le deleghe".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Quarona. Ciclone valsesiano alla Corrida Ritornano i "Maroni per forza" Il gruppo
vincitore nel 2007 sabato allo show di Canale 5 [FIRMA]MARIA CUSCELA QUARONA
Sabato sera i "Maroni
per forza" tornano su Canale 5. Il quartetto corale quaronese è stato
invitato come ospite della trasmissione televisiva per dilettanti allo
sbaraglio "La corrida", condotta da Gerry Scotti, che nel 2007
lo aveva visto vincitore di una puntata. Alla ribalta torneranno dunque
Giampalo Villa (50 anni, promotore finanziario), i fratelli Luca (39 anni,
operaio metalmeccanico) e Pietro Tartarini (42, postino), e Giovanni Langhi
(40, cuoco). La loro esibizione è prevista intorno alle 23,15, al termine di
quella dei dieci concorrenti in gara. "La proposta ci è arrivata a
sorpresa - spiega uno dei componenti, Giampaolo Villa -. Siamo molto contenti
di poter tornare nello studio in cui ci siamo tolti una grande soddisfazione.
Fino a questo momento avevano dato spazio a interventi comici, non ci
aspettavamo una chiamata. Ci hanno chiesto di riproporre l'esecuzione del brano
a cappella "Stand by me" con cui ci eravamo imposti, ex aequo con il
tenore siciliano Salvatore Spatafora, nella passata edizione". I "Maroni per forza" partiranno alla volta di Roma domani.
La partecipazione e la vittoria a "La corrida" che cosa vi hanno
portato? "Abbiamo avuto diversi contatti potendo programmare, soprattutto
in Valsesia, diversi appuntamenti a cui partecipiamo soprattutto se sono a
scopo benefico - continua Villa -. Cantando cerchiamo di regalare un sorriso.
L'iniziativa più vicina cronologicamente che ci vedrà coinvolti sarà il
concerto per l'Ail a cui parteciperemo il 17 maggio al salone Sterna di
Quarona". Nel frattempo il vostro repertorio è rimasto lo stesso?
"No, ovviamente abbiamo fatto delle modifiche per non riproporre sempre le
stesse canzoni, e per il 17 maggio abbiamo in serbo una sorpresa di cui non
voglio ancora anticipare nulla - conclude Giampaolo Villa -. Ci piacerebbe poter
provare di più ma ci manca il tempo per riunirci. Intanto è rimasto intatto lo
spirito per cui ci esibiamo, ovvero il puro divertimento".
( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Lin e Jodie Foster.
La nota scrittrice di libti per infanzia Alexandra soccorre una piccola fan che
le scrive un'accorata richiesta d'aiuto: il padre è scomparso. LA BANDA
Commedia. Regia di Eran Kolirin, con Shlomi Avraham e Saleh Bakri. Diretta in
una piccola città israeliana, la banda musicale della polizia di Alessandra
d'Egitto sbaglia strada e finisce in mezzo al deserto. IL CACCIATORE DI
AQUILONI Avventura. Regia di Marc Forster, con Khalid Abdalla e Atossa Leoni.
La quarantennale amicizia tra Amir, figlio di un nobile di Kabul, e Hassan,
figlio del suo servo. Dal best seller di Khaled Hosseini, dirige l'autore di
"Monster's ball" e "Neverland". 10 COSE DI NOI Commedia
drammatica. Regia di Brad Silberling, con Morgan Freeman e Paz Vega. L'autore
di "Casper" e "City of angels" porta sullo schermo il
rapporto di amicizia che s'instaura tra un attore in declino e una cassiera di
supermercato. I DEMONI DI SAN PIETROBURGO Drammatico. Regia di Giuliano
Montaldo. con Miki Manojlovic e Carolina Crescentini. La storia comincia nel
1860 a San Pietroburgo, quando una bomba uccide un membro della famiglia
imperiale; Dostoevskij va a trovare in un ospedale psichiatrico un giovane che
confessa di conoscere gli attentatori. IN AMORE, NIENTE REGOLE Commedia. Regia
di George Clooney, con Clooney e Renée Zellweger. Negli Stati Uniti del 1925
Dodge Connolly è un esuberante campione di football che arruola nella sua
squadra un giocatore presunto eroe di guerra. La storia non convince
un'intraprendente giornalista. JUNO Commedia. Regia di Jason Reitman, con Ellen
Page e Michael Cera. Juno MacGuff è un'intraprendente sedicenne del Minnesota
che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita anche quando scopre di
essere incinta e comincia a chiedersi, con il timido compagno di classe Paulie
Bleeker, come agire. Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale.
L'ALTRA DONNA DEL RE Drammatico. Regia di Justin Chadwick, con Natalie Portman
e Scarlett Johansson. La vicenda storica di Anna e Maria Bolena, le due sorelle
che si contesero i favori di Enrico VIII: la prima riuscì a sposarlo, l'altra
ne divenne l'amante. IL MATRIMONIO E' UN .... Commedia. Regia di Cherie Nowlan,
con Brenda Blethyn e Khan Chittenden. La cabarettista irriverente e in declino
Jean Dwight teme che la fidanzata del figlio possa incrinare l'armonia della
loro famiglia. NON È UN PAESE PER VECCHI Drammatico. Regia di Ethan e Joel
Coen, con Tommy Lee Jones e Javier Bardem. Un reduce dal Vietnam si appropria
di una valigia con 2 milioni di dollari: verrà braccato da uno spietato killer
e da uno sceriffo prossimo alla pensione. Pluripremiato agli Oscar, dirigono i
registi di "Fargo" e "Il grande Lebowski". NON PENSARCI
Commedia. Regia di Gianni Zanasi, con Anita Caprioli e Giuseppe Battiston. Un
musicista trentaseienne, un tempo piccola star punk rock, comincia a riflettere
e sulla sua vita: tornato a casa dalla famiglia, comincia ad occuparsi di ciò
che ha a lungo trascurato. ONORA IL PADRE E LA MADRE Drammatico. Regia di
Sidney Lumet, con Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke. Due fratelli, il
manager tossicomane Andy e il più giovane Hank, sono alla disperata ricerca di
soldi: per garantirseli, decidono di rapinare la gioielleria dei genitori. In
teoria, un "colpo" senza rischi. ORTONE E IL MONDO DEI CHI Cartoon.
Regia di Jimmy Hayward e Steve Martino. Dai creatori de "L'era
glaciale", la storia di un simpatico elefante che trova un mondo di pace,
quello dei minuscoli Chi, in un fiore. OXFORD MURDERS Thriller. Regia di Alex
de la Iglesia, con Elijah Wood e John Hurt. Nei dintorni di Oxford, un'anziana
signora viene trovata morta nel soggiorno di casa: il cadavere viene rinvenuto
da un professore e da uno studente, i quali cominciano a indagare su una
misteriosa serie di omicidi. LA SPOSA FANTASMA Commedia. Regia di Jeff Lowell,
con Eva Longoria Parker e Paul Rudd. Opera prima, racconta di un uomo conteso
da due donne: la veggente Ashley e la ragazza che avrebbe dovuto sposare mentre
ora è un fantasma, morta preparando il matrimonio. STEP UP 2 Musicale. Andie e
Chase s'incontrano all'interno di una scuola d'arte del Maryland: cominciano ad
allenarsi insieme per partecipare a una difficile gara clandestina. TUTTA LA
VITA DAVANTI Commedia. Regia di Paolo Virzì con Sabrina Ferilli e Massimo
Ghini. L'autore di "Ovosodo" e "Caterina va in città"
ritrae la vita nei call center attraverso le vicissitudini della venticinquenne
laureata Marta. TUTTI PAZZI PER L'ORO Azione. Regia di Andy Tennant, con
Matthew McConaughey e Kate Hudson. Ben Finnegan è un cacciatore di tesori che
sta per coronare il suo sogno: recuperare il carico d'oro di un galeone che
giace da un paio di secoli in fondo al mare al largo della Florida. Al suo
fianco, l'intraprendente consorte. L'ULTIMA MISSIONE Poliziesco. Regia di
Olivier Marchal, con Daniel Auteuil e Olivia Bonamy. L'autore di "36"
narra la storia di Louis Schneider, incorruttibile poliziotto di Marsiglia in
crisi esistenziale che cerca di proteggere una ragazza dall'uomo, tornato in
libertà, che aveva ucciso i suoi genitori. UN AMORE SENZA TEMPO Commedia
drammatica. Regia di Lajos Koltai, con Vanessa Redgrave e Claire Danes. Dal
romanzo omonimo di Susan Minot, un percorso attraverso il passato e il presente
di tre donne: la madre Ann, in fin di vita, e le figlie Constance e Nina. 21
Commedia drammatica. Regia di Robert Luketic, con Jim Sturgess e Kevin Spacey.
Il professor Mickey Rosa forma una squadra di giovani talenti in matematica per
sbancare i casinò di Las Vegas: fra loro, l'intuitivo e bisognoso di soldi per
pagarsi gli studi Ben. Il boss della zona cercherà di
fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La
rivincita delle bionde". LA ZONA Drammatico. Regia di Rodrigo Plá, con
Daniel Gimenez Cacho e Maribel Verdù. In un quartiere benestante di Città del
Messico, protetto da guardie private e filo spinato, tre ragazzi delle favelas
s'introducono in una casa: la rapina finisce in dramma, uno di loro
riesce a nascondersi nella "zona". TRAME A CURA DI Daniele Cavalla.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Eletto
il presidente di Palazzo Madama. Veltroni: ma il dialogo non c'è. Bossi: fucili sempre
pronti, gelo di Napolitano "Ora le riforme assieme" Schifani apre al
Senato, oggi Fini elogerà 25 aprile e 1° maggio ROMA SEGUE A PAGINA 2.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Economia Berlusconi:
se la Ue ci ostacola Alitalia la comprerà lo Stato "Può finire alle Fs, è
una minaccia". No da Fini e Bossi La Lega frena: non si può fare, sarebbe una concentrazione di
potere LUISA GRION ROMA - Sulla cordata tricolore, sul pool di imprenditori
pronti a mettere mano al portafoglio per salvare la compagnia di bandiera
"si continua ad andare avanti", ma se a Bruxelles continuano a
"zignare" - avverte Silvio Berlusconi - va a finire "che
Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato". Precisamente "dalle
Ferrovie dello Stato". Per il momento - precisa il futuro premier -
"questa è una minaccia, non una decisione", ma certo al leader del
Pdl uscito vittorioso dalle elezioni, i paletti che la Commissione Europea già
comincia a mettere sul prestito concesso dal governo alla compagnia non vanno
giù. C'è il rischio, appunto, che l'operazione sia bocciata perché interpretata
come aiuti di Stato e invece, commenta Berlusconi, "abbiamo bisogno di
un'Europa che ci aiuti e che non ci metta in difficoltà". Quindi
"attenzione - avverte - se vanno a zignare" (dove zignare sta per
"dar fastidio come le zanzare", ndr) il problema si potrebbe anche
risolvere alle radici. Come? Alitalia passa alle Fs. I primi a non essere
convinti di tale soluzione sono, in verità, gli stessi alleati: Fini e Bossi, entrambi più che perplessi. Il futuro presidente
della Camera prova a spiegare meglio le parole del futuro premier: l'ipotesi,
osserva "è che lo Stato possa gestire la società, ma non la
proprietà". Poi però lo stesso Fini è il primo ad ammettere difficoltà.
"Vorrei capire quali sono i privati che acquistano per poi far gestire da
altri" ha detto. E al mix treni-aerei non ci crede nemmeno il leader della
Lega, che prima si trincea dietro un "non so cosa voglia fare
Berlusconi", ma poi - a proposito dell'ipotesi Ferrovie - afferma:
"Non credo si possa fare, sarebbe una concentrazione di potere". La
soluzione, per Bossi, era e resta una sola:
l'applicazione della legge Marzano. Ma se il commento del Pd sulla soluzione
Alitalia-Fs non riserva sorprese (bocciato), quello dei sindacati, o almeno
quello della Cisl, non è scontato. Per Walter Veltroni non ci può dubbi:
"Non credo che a Bruxelles sarebbero entusiasti dell'ipotesi che lo stato
italiano si accolli l'onere e, poi, dove sarebbero reperite le risorse? Sarebbe
far tornare in campo lo stato come nella Russia di Putin". La trovata di
Berlusconi, ricorda al leader dell'opposizione il film "Ecce bombo".
Inaspettate aperture arrivano invece dalla Cisl di Raffaele Bonanni: "La
proposta è uno sfogo al martellamento della Ue - dice - ma non è tanto illogica
in una prospettiva di ripartizione dei ruoli fra comunicazione ferroviaria e
volo". E probabilmente lo stesso Berlusconi si stupirà di avere dalla sua
parte Rifondazione Comunista, partito sparito dal Parlamento. Il responsabile
dei trasporti, Ugo Boghetta commenta: "Se non fosse la solita battuta di
Berlusconi la proposta di integrare Alitalia e Fs andrebbe invece presa sul
serio. Il nostro paese manca di una politica integrata dei trasporti e
cominciare costruendo una holding con Ferrovie, Alitalia, Tirrenia e magari le
grandi aziende di trasporto pubblico delle aree metropolitane sarebbe un modo
per affrontare un problema fondamentale".
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Economia Oggi lo
studio legale Privitera incontrerà alcuni sindacati: ho un piano per Alitalia,
ma non conosco Ermolli E in coda alla cordata italiana spunta l'avvocato
"fantasma" Spiraglio da Luft-hansa: servono tutte le condizioni,
tutti devono avere la stessa visione ETTORE LIVINI MILANO - La telenovela
Alitalia, in attesa che l'insediamento del nuovo governo consenta di fare un
po' di chiarezza, si regala l'ennesima giornata di ordinaria follia. In meno di
24 ore e in attesa messianica della cordata tricolore, all'affollatissimo
capezzale del malato più grave dell'industria italiana si sono presentate due
new entry come le Fs (candidate d'ufficio dal premier in pectore Silvio
Berlusconi) e lo Studio Claudio Privitera, che ha convocato con un sintetico
fax le nove sigle sindacali della compagnia per oggi in vista di consultazioni.
Per conto di chi? "Non ne sappiamo nulla", ha fatto sapere Bruno
Ermolli, il consigliere del premier che sta faticosamente cercando compratori
per l'aerolinea. "Noi non c'entriamo", dicono in Alitalia.
"Voglio presentare un piano tattico e non strategico ai lavoratori",
ha chiarito lo stesso Privitera forte di un curriculum vitae dove si sottolinea
come nel 1995 abbia "assistito il comitato paritetico Alitalia per la
ristrutturazione e il rilancio redigendo un piano che ha ottenuto l'ok dell'Iri
e del governo". Nel polverone di questi giorni però, non si butta via
niente. E così i sindacati ? in un clima di forte scetticismo e con l'assenza
dell'Unione Piloti ? per non saper né leggere né scrivere hanno deciso di
presentarsi oggi all'appuntamento con lo studio romano. L'unica novità è che
per il momento, in attesa del verdetto della Ue sul prestito ponte e della due
diligence sui conti Alitalia, di novità vere non ce ne sono. "La squadra
per la cordata italiana c'è e va ben al di là del capitale necessario", ha
ribadito ieri un fiducioso Silvio Berlusconi. Di nuovi iscritti però per ora
non se ne vedono. Carlo De Benedetti (editore de La Repubblica) ha ribadito
ieri di non aver alcuna intenzione di scendere in campo. Marco Tronchetti
Provera, forse in cerca di sponde nel nuovo governo dopo le disavventure con
l'esecutivo Prodi, ha ribadito che non farà mancare il suo sostegno. Si
tratterà però di "un cip da pochi milioni di euro". Una goccia nel
mare dei miliardi che servono per rimettere in piedi la società. Fiat ha informalmente
fatto sapere di non aver alcuna intenzione di fare lavori diversi dalle
macchine mentre le uniche disponibilità di peso, almeno per il momento, paiono
quelle di Ligresti e di Air One. Un tenuissimo filo di speranza l'ha riaperto
ieri il numero uno di Lufthansa Wolfgang Mayrhuber, che ha lasciato aperto un
piccolissimo spiraglio a un rientro in campo dei tedeschi dopo l'accordo con
Malpensa. "Per il momento siamo riluttanti ? ha detto ieri l'ad della
compagnia tedesca ?. Servono tutte le condizioni e tutti devono avere la stessa
visione". Non un sì, insomma, ma nemmeno un no. Anche perché la potenziale
cordata italiana dovrà in ogni caso cercarsi un alleato estero. E a questo punto, con l'ipoteca di Francoforte sul Nord Italia,
Lufthansa è un candidato naturale con cui tentare un primo accordo. In attesa
che Aeroflot (il partner preferito da Silvio Berlusconi) ed Air France scoprano
eventualmente le loro carte. Il lavoro di Bruno Ermolli rimane dunque in
salita. Anche perchè all'interno della stessa maggioranza si sta
combattendo una battaglia strisciante tra le due anime del Popolo della
libertà. La Lega, blindata Malpensa con Lufthansa,
sarebbe favorevole a un commissariamento di Alitalia mentre Forza Italia e An
(che alla Magliana ha un forte bacino elettorale) vedono quest'ipotesi come
fumo negli occhi. L'elezione di Gianni Alemanno a sindaco di Roma potrebbe
aiutare però a sopire queste divergenze. Anche se nessuno, per il momento,
sembra avere nella manica l'asso necessario a salvare la compagnia di bandiera.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Commenti TRA VICENZA
E ROMA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Visto l'esito delle elezioni regionali in
Sicilia. Così, si è spezzato anche il bipolarismo metropolitano che aveva
caratterizzato la prima Repubblica. Milano e Roma. Capitali delle due Italie.
Rispettivamente: di Destra e Sinistra. Oggi il Paese è unito. Milano e Roma,
sotto il segno di Berlusconi. Collante e cornice, capace di far coabitare Lega e An. Fino a quando e come non si sa. Ma, intanto, per
la prima volta dai tempi della prima Repubblica, le due capitali hanno un
governo di segno coerente. Il centrosinistra, rinnovato e riformato, dopo la
fine dell'Unione e la "fondazione" del Pd, invece, appare
"spaesato". Sperduto. Non ha più casa. A meno che non si consideri
tale il rifugio tradizionale e storico delle "regioni rosse" del
centro. (Dove, peraltro, qualche scricchiolio si avverte). Gli stessi confini,
le stesse roccaforti del Pci, fin dalle origini. Quasi una cittadella
assediata. Il Pd, in fondo, era nato per superarne i confini. Per andare
"oltre". Per diventare un partito nazionale. In grado di governare
l'Italia. Come la Dc nella prima repubblica. Come il cartello PdL-Lega, oggi. Il processo di "sterritorializzazione"
che ha colpito il centrosinistra, in questa fase, è ben descritto dal bilancio
dei comuni oltre i 15mila abitanti, in cui si è votato in queste settimane.
Fino a due settimane fa il Centrosinistra ne governava 47, il Centrodestra 22.
Altri 2 erano amministrati da liste civiche. Oggi, il rapporto si è
letteralmente rovesciato. Il Centrodestra ne governa 46 e il Centrosinistra 24.
Sta cambiando la geografia politica del Paese. Radicalmente. In senso
letterale. Perché intacca il rapporto fra partiti e società "alle
radici". E dunque: sul territorio. Dovunque. Per questo, anche i risultati
in controtendenza, come la vittoria del centrosinistra in alcuni capoluoghi di
provincia del profondo Nord e del Nordest (Sondrio, Vicenza, Udine), rischiano
di finire sullo sfondo. Un "pannicello caldo", l'ha definita, ieri,
Massimo Giannini, su Repubblica.it. Visto che le elezioni
politiche di due settimane fa hanno celebrato l'eterno ritorno del Nord e della
Lega. Tuttavia, non
conviene svalutare Vicenza. Dove Achille Variati, candidato del Pd, si è
imposto di misura, risalendo, al ballottaggio, di quasi 20 punti percentuali e
di 6000 voti. Mentre la candidata del Centrodestra, Lia Sartori, ha recuperato
solo 150 voti. Perdendo non solo gli otto punti di vantaggio precedenti.
Ma soprattutto le elezioni. Certo, il successo di Vicenza non può lenire la
ferita di Roma, che è profonda e non rimarginabile. Né può mascherare il rapido
logoramento dei legami locali del Centrosinistra e del Pd subito in questa
occasione. Tuttavia, può servire. Anzitutto, a capire il Nord, senza attendere
la prossima ondata leghista. E poi a cogliere il senso delle difficoltà
incontrate dal Pd, non solo a livello locale. Ma più in generale: come modello
di partito. D'altronde, nel suo piccolo, anche Vicenza è diventata (suo
malgrado) una capitale: del "forza-leghismo". Sede del Parlamento
Padano. Il luogo da cui Silvio Berlusconi, nel marzo 2006, in occasione
dell'Assemblea nazionale di Confindustria, lanciò la rincorsa a Prodi. Da dieci
anni governata da un sindaco (ner)azzurro. Logica la tentazione di spiegare
questo risultato come un accidente. O, più semplicemente, di rimuoverlo. Come
ogni evento lontano dal "caput mundi". Eppure, un po' di riflessione
servirebbe a capire che il "caso", come ovunque, c'entra (tanto più
quando si vince di 500 voti). Ma contano di più altre ragionevoli ragioni. 1.
Anzitutto, il pregiudizio che disegna il Nord come un porto avvolto nella
nebbia. Verdeazzurra. E' un pregiudizio. Per limitarci al Nordest, considerata
una "Vandea", il centrosinistra amministra molte realtà fra le più
importanti. Da Venezia a Padova. A Udine. Senza dimenticare Trento e Bolzano
(province autonome comprese). Fino all'anno scorso anche a Verona. Fino a due
settimane fa il Friuli-Venezia Giulia. Quanto a Vicenza, capitale
forza-leghista, non è mai stata forza-leghista. Due anni fa, al referendum
sulla devolution, la maggioranza dei cittadini ha votato contro. Cinque anni fa
Vincenzo Riboni, candidato dell'Ulivo, al ballottaggio ottenne il 47% dei voti.
Gli stessi sondaggi condotti negli ultimi sei mesi a Vicenza, con regolarità
(da Ipsos e Demos), delineavano una situazione di incertezza. Perfino una
settimana fa (Demos, 17-18 aprile, 1000 casi) i due candidati apparivano
perfettamente alla pari. Considerarla perduta a priori era un pregiudizio
infondato. 2. L'importanza del candidato e del sistema di selezione. Lia Sartori
è stata scelta dall'alto. Tra conflitti e mediazioni che hanno opposto Lega e Forza Italia, anche al loro interno. Un tempo figura
d'apparato della sinistra socialista. Oggi "donna forte di Forza
Italia". Vicina al governatore Giancarlo Galan. "Una di Thiene",
ricca cittadina commerciale, a poca distanza da Vicenza. Lo stesso che
candidare a sindaco di Malo "uno di Isola", direbbe Luigi Meneghello.
Invece Variati, cinquantenne, è un candidato vicentino, con una storia
vicentina. Già sindaco fra il 1990 e il 1995. Di provenienza democristiana.
Allievo di Rumor. Oggi PD. Legittimato, a inizio marzo, dalle primarie, con
grande partecipazione popolare e un ampio consenso personale. 3. Il clima
d'opinione attraversato da un'insicurezza sociale che riflette ragioni diverse
dalla criminalità comune e dall'immigrazione. Piuttosto: dalla vicenda Dal
Molin. La nuova base militare americana, concessa dal governo di
centrosinistra, con l'accordo preventivo (taciuto per anni) della giunta e del
governo precedenti. Ancora oggi "rifiutata" dalla maggioranza della
popolazione (contrario il 53 % dei vicentini, sondaggio Demos). Non a caso, una
lista ispirata da alcuni comitati contrari alla base ha conquistato il 5% al
primo turno. Variati, sindaco neo eletto, ha sempre espresso dissenso nei
confronti della decisione ? e del centrosinistra nazionale. Per ragioni di
metodo, più che di principio. La mancata consultazione dei cittadini, il
deficit di confronto con il governo. 4. Infine, Variati e il Pd hanno fatto una
campagna elettorale vera, vecchio stile. Porta a porta. Tutti i giorni nei
quartieri, nei mercati, insieme a decine di militanti e volontari, giovani e
giovanissimi, a volantinare dappertutto, in centro e in periferia. Mentre la
sua avversaria quasi non si è vista. La vittoria di Variati, dunque, è avvenuta
per ragionevoli ragioni. Al contrario della sua avversaria ? ma anche di
Rutelli a Roma ? la sua candidatura è stata espressa direttamente dagli
elettori, con le primarie. Ha fatto una campagna elettorale vera, mobilitando
sul territorio un Pd vero. Ha comunicato messaggi condivisi. Egli stesso è
apparso, ai cittadini, competente e credibile. Anche agli elettori della
sinistra e ai comitati No dal Molin. Che lo hanno sostenuto, nel ballottaggio.
Senza accordi. La candidatura di Calearo, inoltre, per quanto controversa, ha
aperto una fessura nel rapporto con i settori imprenditoriali e del lavoro
autonomo. Così, Variati ha fatto il pieno dei voti di centrosinistra e di
sinistra. Intercettando anche molti voti di centrodestra, soprattutto della Lega. Due settimane fa Ezio Mauro ha scritto che occorre
"costruire un Pd del Nord. Per vivere, o almeno per capire". Forzando
l'equazione, potremmo sostenere che, per sfidare il centrodestra, occorre
costruire il Pd, ma "dovunque". Senza imitare il "modello
Berlusconi". E' inimitabile. Più che un "partito personale", a
questo fine, serve un "partito di persone", che si radichi sul
territorio e nella società. Non solo sui media. Ora che Roma è caduta, può
risultare (forse) più facile, al Pd, guardare a Nord senza occhiali deformanti.
E, con umiltà, ripartire (anche) da Vicenza.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Commenti QUANDO IL
BIS è UNA CONDANNA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Variante raffinata del
giovanilismo che, dietro la pretesa dell'intramontabilità, sempre nasconde un ritratto
di Dorian Gray, l'Italia del bis è un'Italia travestita; è l'orso addomesticato
che viene malinconicamente esibito nell'habitat che gli era stato naturale e
che lo aveva visto trionfare per forza e per imprevedibilità. Pensate allo
Scudo Crociato di De Gasperi. Non è forse vero che quello di Pizza e quello di
Casini più che un danno a se stessi fanno un danno a De Gasperi? E tutti questi
partiti comunisti che in Italia nascono, muoiono e ancora rinascono, non stanno
rovinando anche il ricordo del partito comunista di Enrico Berlinguer?
Simboleggiando il presente mediocre, avvelenano il passato glorioso. Insomma,
una cosa è la scoperta dell'orso libero e selvaggio e un'altra cosa è il
ritorno dell'orso vecchio e sdentato. Certo, Rutelli si sarebbe attrezzato,
avrebbe sommato saggezza ed esperienza: non è sicuramente un orso spelacchiato.
Ma proprio perché è un'anima forte capirà la lezione dell'originale e della
copia: non è vero che uno strumento, in passato collaudato con successo, vale
allo stesso modo in qualsiasi epoca. Cambia la realtà e cambiano i mezzi e
dunque gli uomini che possono interpretarla, governarla e domarla. E non è
questione di età. E' proprio il bis che non funziona: "Paganini non
ripete". E Petrolini "bene bravo bis" diceva tagliente,
prendendo in giro la mediocrità ripetitiva del "teatro di successo".
I virtuosi del melodramma non concedono il bis. Neppure Bob Dylan li concede. E
Totò, nel ruolo del pittore Scorcelletti, parodiava l'artista che copia e si
copia: "L'imitazione perfetta di un capolavoro rende inutile
l'orginale". E va bene che viviamo nell'epoca della riproducibilità, ma
Picasso non rifece Guernica. E Dante Alighieri non scrisse la "Divina
Commedia 2". Vi immaginate Michelangelo che, convinto dai suoi
committenti, scolpisce un secondo Mosè "visto che la prima volta è andato
così bene"? Al di là dei risultati economici, personalmente mi rattrista
il rifacimento della "verde nera" della Pelikan (tedesca, ma
amatissima in Italia) che spuntava dal taschino di mio padre. Allo stesso modo,
la Cinquecento sarà anche un successo commerciale, ma ormai è solo quattro
ruote e un motore. Quel nome cifrato non rimanda a null'altro, non riscalda più
il cuore, non è più il simbolo di una felice giovinezza italiana, dell'auto
come voglia di leggerezza. Eppure, a ottimi giornalisti e ottimi editori è
venuto in mente di riportare mestamente in vita "Il Borghese" senza
Longanesi, e il "Candido" senza Guareschi. Per non parlare dei mille
tentativi di resuscitare "l'Avanti!". Sono bis che ricordano la
befana, che è il bis dei regali, la festa che porta via le feste e sulla quale
sempre dolorosamente incombe il carbone. Una volta De Mita, durante un incontro
pubblico, mi disse: "Merlo, tu spingi la tua coerenza al punto da scrivere
da dieci anni ogni giorno lo stesso articolo". Mi spiazzò. Mentre gli
rispondevo pensavo: "E se avesse ragione?". Ognuno di noi svolge il
suo ruolo ossessivamente. Cambiare ruolo è un dovere per tutti. Ma lo è
soprattutto per i politici che non possono avere in testa sempre lo stesso
problema, ma devono dare la testa ai problemi (che cambiano più in fretta di
loro). Perciò, a volte, mettersi da parte è la maniera più intelligente di
salvare se stessi. Alessandro Manzoni ha scritto un solo libro. Si sa che in
televisione Renzo Arbore non sbaglia un colpo: pur di non ripetersi si astiene.
Pochi ricordano, fortunatamente, che tentò, con Gianni Boncompagni, la
riedizione del mitico programma radiofonico "Alto Gradimento", un
successo che era durato dal 1970 al 1976. Ebbene, le sette puntate del 1998
furono un flop così pungente che lo abbiamo tutti rimosso. Non per il rispetto
che Renzo Arbore certamente merita. Ma per salvare la nostra memoria. Ci sono
sconfitte che valgono più di una vittoria perché insegnano, aprono gli occhi,
ingentiliscono, migliorano. Accade in tv, dove non c'è un remake che sia andato
bene; solo disastri: da "Portobello" sino al Maigret con Castellitto.
Anche al cinema l'elenco sarebbe lunghissimo. Prendiamo solo quell'atto di
spavalda intelligenza, quell'opera di finissimo ingegno che è stata
l'accavallamento di gambe nel film "Basic Instinct". Ebbene, quando
Sharon Stone lo ha rifatto, e non solo in "Basic Instinct 2", ma più
recentemente davanti agli studenti della Sorbona, le sue gambe erano diventate
uno dei tanti tristi spettacoli del "come eravamo", come un concerto
di Little Tony, o come Shapiro che, tutto imbiancato, canta "Eccola di
nuovo". Trasformiamo dunque la sconfitta di Rutelli in una vittoria
dell'intelligenza. Altri due sindaci, Enzo Bianco e Leolouca Orlando, che sono
stati primi cittadini irripetibili di Catania e di Palermo, gabbiani che
volavano alto, forse devono essere grati agli elettori che li hanno salvati dal
destino del gabbiano di Baudelaire che, nella replica, vola basso e diventa
trastullo feroce dei marinai che lo pungono, gli infilano la pipa nel becco, lo
deridono... A pochi giorni dalla nascita del (nuovo) governo abbiamo più di un
fondato sospetto che il ritorno dell'orso spelacchiato sia il destino del più
tenace dei remake italiani, l'autoremake, il sequel Silvio Berlusconi che, con
la forza dei numeri, potrebbe in teoria confezionare il governo migliore della
storia, chiamare nell'esecutivo tutti i protagonisti della vita italiana fuori
dalle trappole parlamentari. E invece sarà un bis pieno di
bis, dal maiale al guinzaglio di Calderoli al solito borotalco di Letta... Insomma, il carnevale del remake
deve ancora cominciare. Tocca alla destra riprodurre con forza tutte le
ossessioni di Berlusconi. Ecco: a Roma non è stato sconfitto solo Rutelli, ma
l'Italia dei replicanti. Perciò la campana di Rutelli suona già per
Berlusconi.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina VII - Torino
Salute, ecco perché qui costa di più Per ogni piemontese 1800 euro l'anno.
Rostagno. "Pareggio possibile" Pianeta sanità L'80 % del bilancio
regionale viene impegnato in cure mediche ed è comunque meglio del previsto Lo
stesso intervento al Cto comporta un esborso doppio rispetto al Rizzoli di
Bologna Negativo anche il saldo sulla mobilità interregionale Un dossier su
luci e ombre dell'assistenza oggetto di un confronto nel Pd SARA STRIPPOLI Luci
e ombre della sanità piemontese. I bersagli raggiunti e i punti deboli. Tanto
per cominciare, la spesa sanitaria non sfiora l'82% del bilancio regionale,
come da allarme lanciato nell'ultima riunione del Partito democratico: nel 2007
era al 79,23% (fonte Corte dei Conti) e quest'anno le previsioni dicono 77,62%.
Con i prevedibili sforamenti potrebbe raggiungere al massimo l'80 per cento. In
compenso, il Piemonte ha 11 milioni di euro di segno negativo sulla mobilità
interregionale, il bilancio di entrate ed uscite di pazienti dalle altre
regioni. La peggiore prestazione in un gruppo di regioni del centro-nord, che sono tutte in attivo. Nel caso della Lombardia con
un bilancio che raggiunge e supera i 430 milioni di euro, 308 milioni in Emilia
Romagna. A consolazione, la Sicilia è in rosso di oltre 200 milioni di euro.
Questi e molti altri dati sono raccolti in un ricchissimo dossier che il
presidente della commissione regionale della sanità e consigliere del Pd Elio
Rostagno ha preparato negli ultimi mesi, raccogliendo informazioni e cifre
dalle diverse fonti nazionali e regionali che fotografano lo stato di salute
del nostro sistema sanitario. "Serve un'operazione verità che sgombri il
campo dai luoghi comuni, ma che al tempo stesso sia un pungolo per capire come
e dove si può risparmiare". E spiega: "Mi ero stancato di sentire una
girandola di cifre e su quelle veder costruire teoremi. Numeri alla mano
ragioniamo". Le sue osservazioni saranno discusse oggi nell'incontro che
sul tema della sanità riunirà i consiglieri del Pd. Ma quanto spende la Regione
per ogni piemontese? In un confronto con altre tre regioni
del centro nord, la nostra
spesa pro capite è la più alta, 1814 euro a testa all'anno che comprende anche
i correttivi per anzianità, contro i 1774 della Toscana e dell'Emilia Romagna.
Se poi la spesa è analizzata tenendo conto dei correttivi legati alla mobilità,
si nota che i costi scendono nelle regioni virtuose, quelle capaci di
attrarre pazienti fuori regione. In Veneto, la spesa cala da 1745 a 1734 euro,
in Emilia addirittura da 1840 a 1770. Insomma, il benchmarking è fondamentale,
è la tesi di Rostagno: "Qui spesso ci crogioliamo nell'idea che un alto
indice di case mix, il livello di casi complessi comporta in qualche modo una
condizione di intoccabilità, mentre la maggior parte delle prestazioni sono di
tipo ordinario e sono assolutamente confrontabili". Due esempi per tutti,
indica Rostagno: in primo luogo il caso di Amos a Cuneo, la società
pubblico-privato che opera nel Cuneese e nell'Astigiano ed è destinata a
diventare totalmente pubblica. "Per l'attività di laboratorio analisi lo
sconto medio rispetto alla tariffa che viene pagata dalle aziende agli
ambulatori privati è del 52%, con estremi dal 39 al 65%. Sconti del 40% sulla risonanza
magnetica, dal 15 al 60% per l'ecocardiografia". Questo comporta
conseguenze benefiche anche sulle liste di attese, chiarisce il consigliere del
Pd: in tutti questi casi i tempi sono stati ridotti anche del 60%. Il secondo
caso è quello di Bengio, acronimo che sta per Benchmarking gestionale in
ortopedia, una fotografia fresca di dati che fotografa i costi delle
prestazioni di tre strutture: il Cto di Torino, l'Irccs Rizzoli di Bologna, il
Galeazzi di Milano. Le differenze sono davvero degne di nota e sono riportate
nella tabella pubblicata a fianco: un intervento di "piede complesso"
ha un costo di 410 euro al Rizzoli, di 788 euro al Galeazzi ma di 1067 al Cto.
E anche l'intervento d'anca è valutato di più al Cto di quanto lo sia nelle altre
due strutture. Maggiore apertura al confronto, disponibilità alle innovazioni
gestionali, capacità di rapportarsi con i pazienti del sud Italia che possono
rappresentare un'opportunità da non perdere. Sono queste alcune delle ricette
utili indicate dal dossier di Rostagno per arrivare al pareggio e migliorare la
qualità delle prestazioni. "L'obiettivo del pareggio nel 2010 è molto
difficile ma non impossibile".
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina XI - Torino
"Abbiamo ballato vent'anni il nostro tempo ora è finito" "Anche se
non ci sfrattavano, il nostro destino era comunque segnato, il futuro è dei
microclub o dei maxieventi" "Eravamo riusciti ad avere una specie
rarissima in questo genere di locali: gli adulti Quelli che hanno soldi da
spendere" è stata protagonista del divertimento, con la gente e i suoni
"giusti" Stasera si balla per l'ultima volta. Il gestore, Bossi, racconta un'epoca CLARA CAROLI Una parata di dj per
dire addio a un pezzo di città. Con la festa di questa sera - alla console gran
parte dei dj passati da queste parti, spesso all'inizio di carriere prestigiose
- chiude Rock City, la discoteca della jeunesse dorée, nata diciotto anni fa da
una costola della quasi omonima palestra d'èlite, Sport City, sorta in corso
Dante nei capannoni di un'ex fabbrica (siamo alla fine degli anni Ottanta, la
riconversione delle architetture industriali comincia appena con il miracolo
del Lingotto resuscitato da Renzo Piano) e trasformata in un tempio
dell'edonismo. Un'intuizione commerciale diventata fenomeno di costume. Quasi
vent'anni dopo, la città è cambiata. Sotto quel cavalcavia, in quella stessa
area industriale sorgerà un complesso residenziale. Che includerà la palestra
ma non la discoteca. Le discoteche, del resto, non hanno futuro. A raccontare
il passato di uno dei locali più famosi di Torino, quegli anni formidabili che
hanno creato stili, linguaggi, gusti musicali, che hanno
contribuito a influenzare la geografia delle mode e delle tendenze
metropolitane, è Marco Bossi, torinese, 37 anni, che proprio a Rock City ha fatto la sua
gavetta di "discotecaro" - così si definisce - prima di rilevare il
locale, otto anni fa, e diventare il guru della notte della gioventù che conta.
Bossi, partiamo
dall'inizio. Che cosa ha ereditato otto anni fa? "Un nome. Un nome
che piaceva parecchio alla gente carina". Gente carina? "Per
qualsiasi attività commerciale, la gente carina è il punto di partenza. Se
cominci dalla base, quegli altri non arriveranno mai". Quelli che contano?
"Sì. Quelli che hanno qualche soldo da spendere. Una specie rarissima in
una discoteca: gli adulti". Di che adulti stiamo parlando? Età?
"Venticinque, trenta, trentacinque". I bamboccioni. "Però con
un'attività, un lavoro, un reddito. Quelli che hanno voglia di venire a
divertirsi in maniera tranquilla". Come è cambiata Rock City nel corso
della sua gestione? "Nasceva per un pubblico più adulto, clienti della
palestra che venivano qui a proseguire la serata. Il locale era più piccolo,
c'era molta selezione all'ingresso?". Un locale di superélite. "Sì,
la sua fama si è costruita anche sull'essere quasi inaccessibile. C'è gente che
non è mai riuscita ad entrare". E voi cos'avete fatto? "Abbiamo
spostato e ampliato gli spazi, aumentato la capienza (da 250 a 450 clienti,
ndr) e abbassato l'età media". Come si lancia un locale trendy? "Con
un lavoro di pubbliche relazioni pazzesco. Devi avere sempre la gente giusta. E
se sbagli ad amalgamare la clientela sei fregato". Vizi, peccati,
trasgressioni? "Il massimo della trasgressione è stata una serata gay con
tre uomini nudi incatenati in mezzo alla pista. Ma tra il pubblico c'erano
anche tranquillissime coppie di mezza età, nessuno scandalo". Ragazze
nude? "Magari! Mi sono toccati solo gli uomini". Non ballano nude sul
cubo? "Ne abbiamo trentatré, di cubi. Ma le ragazze ballano vestite".
Le più belle di Torino? O è una leggenda? "Non è una leggenda. Miss Italia
2005, Edelfa Chiara Masciotta, si piazzò seconda al concorso di bellezza di
Rock City. Tanto per dire". E la prima chi era? "Non mi ricordo, nessuna
famosa, però". Avete mai avuto problemi di droga? "No. Mai avuto quel
genere di problema". E che genere di problemi avete avuto? "Con i
Vigili del Fuoco. Ho preso una multa per inadempienza alle nome di sicurezza.
L'unica volta in cui c'è stata della tensione". Aprirà un altro locale?
"Sì, ma più easy. Sono un padre di famiglia, ho una bambina di otto
anni". Hanno un futuro le discoteche? "Limitato. Il futuro è dei
microclub o dei maxieventi". Rock City è una discoteca di destra? "è
una discoteca che odia i delinquenti e ama la sicurezza. Poi politicamente
etichettateci come volete". Micro o macro, i locali rimangono per l'élite,
per chi può spendere. Non è così? "Certo. Chi fa fatica ad arrivare alla
fine del mese la prima cosa che taglia è la notte. Lo so, non è democratico. è
classista. Ma che facciamo? Chiediamo fondi statali per le discoteche?".
( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stai
consultando l'edizione del Bossi minaccia il
Pd, Berlusconi la Ue Il leader leghista: "I fucili sono sempre caldi se
impediscono le riforme" Il leader Pdl: "Se l'Europa non la smette,
l'Alitalia l'acquista lo Stato..." Al Senato eletto Schifani che parla di
dialogo. Oggi tocca a Fini alla Camera "La sinistra non vuole le riforme? I fucili sono sempre caldi. Ho
trecentomila martiri a disposizione". Umberto Bossi
si presenta così nel primo giorno della sedicesima legislatura. Ne ha anche per
Berlusconi: "Ha sposato la Lega, ora deve eseguire gli ordini". Il
premier in pectore cerca di minimizzare: "Parlava di fucili di
carta". "Questo dibattito non mi appassiona", è il gelido
commento del presidente Napolitano. Ma anche Berlusconi in fatto di minacce non
è secondo a nessuno. Alla richiesta di chiarimenti dell'Unione Europea sul
prestito all'Alitalia, replica duramente: "Se si mettono a zignare
potremmo far acquistare Alitalia dallo Stato, tramite le Ferrovie". Ieri
intanto il Senato ha eletto Schifani presidente con 178 voti: "Sarò il
garante di tutti". Alla Camera oggi tocca a Fini che ha già inviato il suo
discorso al capo dello Stato: anche questo all'insegna del dialogo. alle pagine
7, 8 e 9.
( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stai consultando
l'edizione del PAOLO FERRERO "Ha vinto la destra populista" "Per
battere il populismo e la demagogia della destra, occorre ricostruire la
sinistra sociale". Lo afferma Paolo Ferrero, ministro uscente e esponente
del Prc. "Dalle elezioni - osserva - risalta chiara la vittoria della
destra populista. Lega al Nord,
Alemanno a Roma. Questa destra utilizza il disagio sociale crescente e la paura
nel futuro per proporre la guerra tra i poveri. L'immigrato, lo zingaro, il
drogato, il diverso diventano così il capro espiatorio contro cui costruire la
comunità dei votanti a destra. La logica proposta è semplice: la coperta
è stretta, lasciamo fuori i piedi di qualcun altro". "Per battere
questa destra - aggiunge Ferrero - è necessario ricostruire un conflitto
sociale efficace e riattivare percorsi di democrazia sui territori e nei luoghi
di lavoro. È quindi possibile battere la destra populista nella misura in cui
la sinistra è in grado di ricostruirsi contro i poteri forti, nella
riattivazione della democrazia dal basso e del conflitto sociale".
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Jazz, rock &
blues parco della musica In Sala Santa Cecilia alle ore 21 concerto di Ludovico
Einaudi. Biglietti 25 euro (platea) e 20 euro (galleria). Viale de Coubertin
casa del jazz Alle 21 "Casa del Jazz All Stars" in Omaggio a De
Andrè. In scena Stefano Di Battista al sax alto e soprano,
Fabrizio Bosso alla tromba, Rita Marcotulli al pianoforte, Giovanni Tommaso al
contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria. 15 euro. Un'iniziativa organizzata
d'intesa con la Fondazione Fabrizio De Andrè. A viale di Porta Ardeatina 55
stazione birra Stasera alle 22.30 concerto dei Twin Dragons , capitanati
dal Nathaniel Peterson, cantante, bassista, armonicista americano. Ingresso 10
euro. In via Placanica 172, a Morena; tel. 0679845959 movida zouk Alle 22
Alberto Donatelli live , con Roberto Franzò, Fabrizio Corso e Alberto Donatelli
alla voce e chitarra. In via Galvani 29 piper Alle 23 party "Flashback.
The ultimate gay dance experience", una serata organizzata d'intesa con
Muccassassina. In via Tagliamento 9 beer house Dalle 22 Red Pellini in un
repertorio di classici del jazz. In via Merulana 109 contestaccio Dalle 22
"ScuderieMatreLive" presenta il concerto dei Nobraino. In via di
Monte Testaccio 65/b circolo degli artisti Sala Grande: alle 22 rock, indie,
elettropop, 80's, wave con dj Armandino, Oreste e Cristiano. Sala Piccola:
happy, revival, italian style con i dj Anto e Sara K. In via Casilina Vecchia
42 mads Ore 22.30 concerto dei Mads Wed, reggae, roots, bashments, dancehall.
In via dei Sabelli 2 lian club Ore 22.30 Rumore Bianco + Roberto Angelini in
concerto. In via degli Enotri 6, a San Lorenzo showcase Alle 18 Caparezza
incontra il pubblico presso la libreria Fnac per presentare i suoi due progetti
paralleli quali l'album "Le dimensioni del mio caos" ed il libro
"Saghe mentali". Presso il centro commerciale Le Porte di Roma, in
via Alberto Lionello 201 bebop jazz club Dalle 22 concerto della Silver Big
Band diretta da Silverio Cortesi e Michele Iannaccone. Ingresso 3 euro. In via
Giuseppe Giulietti 14 micca club Dalle 22 i BLues Willies di Claudio Gregori.
In via Pietro Micca 7/a mr godot Dalle 22 concerto del poliedrico artista
Stefano Reali . In via Mocenigo 4 charity cafè Dalle 22 concerto di Marco
Valeri Trio con Karim Blal al piano, Vincenzo Florio al contrabbasso e Marco
Valeri alla batteria. In via Panisperna 68 alexanderplatz Ore 22 concerto di
Marcello Rosa Concetto Jazz. In via Ostia 9 beba do samba Alle 22.30 Emanuele
Bastenini e Carlo Atti presentano il loro lavoro discografico "The Best
thing for you". In via dei Messapi 8 fonclea Dalle 22 i classici del beat
anni '60 con i Ridin' Sixties. In via Crescenzio 82/a caruso cafè de oriente
Alle 22 noche cubana con Mulemba. Via Monte Testaccio 36 big mama Alle ore 22
concerto di Tony Cerqua Band. A vicolo San Francesco a Ripa 18 the place Dalle
22 concerto dei Ciao Rino. In via Alberico II 27 locanda atlantide Alle ore 22
Carolina Brandes funky/jazz. In via dei Lucani 22/b centri sociali brancaleone
Dalle 22 Markantonio + Claudio Ponticelle. In via Levanna 11 rialto s. ambrogio
Dalle 22.30 NUcircus - TibeToday. "Art Perfomance: Bol 23, Francesca De
Angelis, Damiano Tulliol Jbrock, Diamond. Concerto The Swing Thing. Dj set dj
roy. In via S. Ambrogio 4 classica sala baldini Ore 20 concerto di beneficenza
per il popolo Tarahumara (Messico). A piazza Campitelli 9 ateneo valdese Alle
ore 21 concerto del duo mezzosoprano/chitarra Irene Bottaro e Antonella Tondi.
In programma musiche di Rodrigo, De Falla e Garcia Lorca. In via Pietro Cossa
40. Ingresso 10 euro e 5 euro (ridotto) a teatro last minute agis Arcobaleno 10
posti in platea a 10 euro. De' Satiri 10 in balconata a 11,50 euro. Dei Satiri
10 in balconata a 11,50 euro. Dei Satiri Sala Agus 6 in platea a 11,50 euro.
Orologio Sala Grande 10 in platea a 10 euro. Orologio Sala Gassman 10 in platea
a 8 euro. De' Servi 10 in platea a 13 euro e 10 in gall. a 11 euro. Manzoni 6
in platea a 10 euro. Palladium 10 in platea a 10 euro. Stanze Segrete 5 in
platea a 6 euro. Sala Uno 30 in platea a 8 euro. Sistina 10 poltronissime a 31
euro, 10 poltrone a 28 euro, 10 in galleria I a 29 euro, 10 in galleria II a 24
euro e 10 in galleria III a 19 euro. Valle 9 in platea a 18 euro, 10 palchi a
16 euro e 10 palchi a 9 euro. Vittoria 10 in platea a 14 euro e 10 in galleria
a 12 euro. In via Bari 20, dalle 14 alle 20.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina XVII - Roma Questa
sera sul palco della Casa del Jazz Le ballate di De Andrè e lo spirito dello
swing Una band con Di Battista, Rita Marcotulli, Fabrizio
Bosso, Giovanni Tommaso e Roberto Gatto FELICE LIPERI La Canzone di Marinella e
Bocca di Rosa, dai carruggi genovesi alle strade di New Orleans e New York. Le
stelle del jazz italiano reinterpretano i classici di Fabrizio De Andrè. Questa
sera alla Casa del Jazz una band formata da Stefano Di Battista: sax,
Rita Marcotulli: pianoforte, Fabrizio Bosso: tromba, Giovanni Tommaso:
contrabbasso e Roberto Gatto: batteria, presenta un progetto inedito, dedicato
al cantautore, con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè. In
anteprima assoluta, i cinque musicisti rileggeranno in chiave jazz alcune delle
più belle canzoni di De Andrè da "La canzone di Marinella" a
"Don Rafaè", da "Via del Campo" a "Creuza de Mà"
a "Amore che vieni, amore che vai" ad altre ancora che poi
diventeranno un cd di prossima pubblicazione. Il jazz italiano prosegue così la
sua esplorazione nella melodia. è un tassello che mancava perché De Andrè
propone un linguaggio universale, vivissimo, e ricco di grandi spunti sonori
molto diversi e ancora inesplorati. I musicisti in campo sembrano ideali
interpreti di questo progetto nuovo anche perché tutti - Tommaso, Gatto,
Marcotulli, Bosso e Di Battista - hanno già esplorato in varie occasioni il
mondo della melodia americana, internazionale e italiana. In questo modo le
appassionate ballate di De Andrè troveranno spazio anche nell'universo della
musica improvvisata.
( da "Unita, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stai consultando l'edizione
del Campidoglio, i saluti romani non sono proibiti per legge? Cara Unità, dopo
l'elezione di Alemanno a Sindaco di Roma, molti suoi fan hanno esultato e fatto
il saluto fascista, mi chiedo se le leggi italiane permettono questo, se non lo
permettono i nostri onorevoli deputati e senatori lo devono fare presente
sempre per un lungo periodo, la gente deve capire dove stiamo andando, in che
rotta ci porteranno questi personaggi. Walter Salmaso La vittoria di Alemanno:
a sinistra candidato sbagliato Cara Unità, non mi fa per niente piacere la
vittoria di Alemanno a Roma, non tanto per lui quanto per i suoi inquietanti
sostenitori col braccio teso, ma non sono sorpreso per la sconfitta di Rutelli.
Troppo comodo schierarsi a destra su fecondazione assistita, Pacs e laicità e
poi chiedere i voti della sinistra laica per fare il sindaco... Pietro Farro I
fascisti vincono a Roma? Comprerò due copie dell'Unità Cara Unità, lasciare il
governo della città di Roma a un fascista picchiatore, due volte in galera,
croce celtica al collo, genero di Pino Rauti ideologo di Ordine Nuovo è al di
sopra di ogni più tragica realtà. Ragione di più per tornare a lavorare sul
territorio e al programma di Veltroni. Ce la faremo. A voi dell'Unità grazie
per le verità che sempre scrivete. Da domani ne comprerò due copie e una la
regalerò. Angela Collari Noi sempre autocritica La destra mai? Cara Unità, noi
di Sinistra siamo sempre pronti a fare autocritica, a dilaniarci, a dividerci,
a godere quasi masochisticamente dei nostri errori. Di errori il
Centro-Sinistra ne ha fatti e , sicuramente, è stato punito in maniera
spropositata dall'elettorato. Ma abbiamo mai sentito Berlusconi fare
autocritica sulle corna che ha mostrato in un consesso internazionale, sulla
risposta vergognosa data a Martin Schultz, sulle orrende leggi ad personam,
sulla Porcata di Calderoli, sulle bufale prodotte
dalla commissione Mitrokin, sul fango gettato su Prodi in relazione all'affare
Telekom-Serbia, sulle figuracce fatte in Europa? Niente di niente. A pochi
giorni dalle elezioni Dell'Utri ha pure la spudoratezza di dire che Mangano è
un eroe e a scrutini fatti questi signori prendono anche una barca di voti. Ma
in che Paese viviamo? È possibile che in 15 anni la Tv ha rimbambito milioni di
italiani? Giulio Pica I fucili di Bossi? Più di un linguaggio pericoloso... Cara Unità, Bossi dice: "Non so cosa vuole la
sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila
uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi". I barbari possono
conquistare una posizione, ma per mantenerla ci vuole una cultura che mi pare Bossi non abbia mostrato di avere.
Invito Bossi a leggere Machiavelli: il Principe deve
essere temuto ed amato. Il solo timore porta alla frustrazione che porta
all'odio che porta al sabotaggio, la violenza terroristica nel nostro caso. Il
grido scomposto di Bossi non farà altro che alimentare
il terrorismo e non avrà nessun effetto sulla sinistra. Se tolleriamo Bossi ora, non potremo lamentarci quando il terrorismo
ricomincerà ad agire fra alcuni mesi. Benedetto Altieri Dalle reti Mediaset
spariti prezzi e spazzatura Cara Unità, come mai sulle reti Mediaset sono
improvvisamente spariti: pensionati e famiglie che non arrivano a fine mese,
poveri che raccattano avanzi nei mercati rionali, l'immondizia di Napoli ed i
rincari di pane, pasta, riso... oltre ai servizi sui privilegi dei
parlamentari? Mediaset ha convinto molte persone, con metodi mirati ed
efficaci, che tutti i guai dipendessero da Prodi, ignorando i richiami della
Commissione Europea sui conti del precedente Governo Berlusconi e facendo
ironia sul tesoretto. Un "leit motiv" portato avanti con scientifica
cura da tutt le popolari trasmissioni Mediaset. Moreno D'Angelo, Torino La
lezione di Vicenza Caro Direttore, una città come Vicenza tradizionalmente di
centro destra ha scelto domenica Variati come sindaco, perché questi ha
formalmente promesso di consultare la popolazione prima di dar l'assenso
all'allargamento della base americana di Vicenza, cosa che il governo Prodi e
l'amministrazione di destra precedente si era ben guardato dal fare malgrado le
proteste di parte cospicua della popolazione. Questo sta a dimostrare che
quando si ascolta la voce della popolazione, facendo salva la democrazia, si è
premiati dal voto e si ottiene legittimazione a governare in nome del popolo.
Le recenti consultazioni elettorali sono state perse, perché anziché ascoltare
la voce che saliva dal basso, il governo Prodi ha preferito pavoneggiarsi di
fronte alla Comissione Europea con la messa in sicurezza dei conti dello stato,
lasciando tuttavia gli elettori del centro sinistra nella morsa della falcidia
del potere d'acquisto dei loro salari, stipendi e pensioni. Romano Zarantonello
Fanno ben sperare le vittorie a Sondrio e Udine Cara Unità, dopo i risultati di
queste "strane" amministrative, mi chiedo cosa sarebbe successo se
non avessimo avuto Veltroni e tutta la grande squadra che ha saputo costruire
in questo partito. Siamo un neo-partito e a me sinceramente questi risultati fanno
sperare per un grande futuro. Lasciando stare in fatto di aver perso la
"fortezza" Roma, bisogna sottolineare le vittorie a Udine, Vicenza e
Sondrio. Qui a Verona, dove abito io, noi giovani democratici speriamo che
l'influenza di Achille Variati e suoi si faccia sentire. E si iniziano a essere
risaltate le debolezze del sindaco leghista in carica qui a Verona. Le attività
comunali sono ferme da un bel po', dopo la grande frenesia post-elettorale.
Speriamo che l'influenza di queste piccole isole in un mare leghista sia enorme
e soprattutto "scomoda" ai governanti. Si può fare! Nicolò Bonetti,
Verona Alla Rai mettete Fede e Liguori... Cara Unità , neanche il tempo di
sedersi e già iniziano a sparare contro Santoro (vedi "La
discussione" (!) di domenica 20 aprile). Visto che si ritiene la Rai
"okkupata" da Santoro, vorrei dare un consiglio ai vertici Rai: far
condurre Anno Zero dalla moglie di Emilio Fede, se non disponibile da Liguori,
giornalista indipendente (!) e al servizio di sua emittenza. Se questi nominativi
non vi sembrano adeguati, date voi dei consigli al direttivo RaI, in modo da
garantire un'nformazione sempre più controllata e al servizio esclusivo del
nostro futuro imperatore! Distinti saluti Mario Patelmo.
( da "Repubblica, La" del 30-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina VI - Palermo
Matteo Messina Denaro protagonista dei versi di Marracash. L'autore: "Denuncio
quel che i giovani pensano del capomafia" Il latitante mitizzato: dopo i
murales un rap "In questa cosa sono il re, il messia, il veterano/il nuovo boss come Matteo Messina Denaro/tu sei un flop, un
babbeo, una figa, un baro/e prendi un tot di mazzate se ti ho sottomano".
Dopo i murales, il superlatitante trapanese diventa anche protagonista di un
rap. è citato come un idolo in uno dei ritornelli di "La gente fa",
pubblicato nell'ultimo album degli Enmicasa, "Senza respiro".
"Purtroppo, quel mafioso latitante è già diventato un idolo fra i più
giovani - dice Bartolo Fabio Rizzo, in arte Marracash, uno dei rapper che canta
in "La gente fa" - Forse qualcuno fa finta di non accorgersene.
Rispetto ai padrini vecchio stampo, questo parla e si atteggia in maniera
diversa, è quasi glamour. Come fosse Scarface. Ecco perché fa presa".
Marracash è un siciliano di 28 anni che da tempo ormai vive a Milano:
"Bisogna riflettere attentamente - dice - Chiedersi al più presto perché
oggi i ragazzi trovino più facile identificarsi nei protagonisti del film
"Il capo dei capi" oppure in Matteo Messina Denaro, come fosse l'eroe
di un thriller. Forse perché chi rappresenta le istituzioni e la politica non
offre simboli altrettanto forti". Il rap di Marracash è su Internet da
molto tempo prima dei murales di Messina Denaro apparsi in Sicilia. "Io
non so quale significato abbia voluto dare quel writer - dice Rizzo - però i
murales ritraggono un latitante quasi come fosse un eroe. Non basta cancellarli
per fare sparire Matteo Messina Denaro dalla testa dei giovani". Marracash
tiene a precisare: "Mi sono limitato a descrivere una situazione che da
emigrato a Milano, ancora attento ai temi della mafia, vedo e respiro".
Anche nel prossimo album di Marracash ci saranno diversi riferimenti alla
Sicilia vista da lontano. Precedente illustre a Messina Denaro in versi e note
resta il rap utilizzato dalla regista Roberta Torre per il suo film "Tano
da morire". Quello era O' rap 'e Tano. s. p.