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DOSSIER “FOCUS SULLA LEGA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL   25-4-2008        #TOP



Report "Nord"

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Indice delle sezioni

Nord (97)


Indice degli articoli

Sezione principale: Nord

Tavagnasco Rock ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: primi boss del cartellone sono infatti Giuliano Palma & The Blue Beaters, ma occhio ai Toska e alla dance hall ammannita da Morelove, sound system di scena in apertura e poi nella notte al mitico T-Club, dove suonano anche i Bottle Rocket. Consumata la festa d'inaugurazione tra reggae e rock steady, ci si concede il solito break;

UN PAESE ALLA RINCORSA DEL PEGGIO ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Anche la beatificazione di un boss sanguinario. Di Berlusconi, di Mangano, di Dell'Utri si parla in "Promemoria", ma anche dei fallimenti del centrosinistra, che ha governato 8 anni su 15 senza mai riuscire a proporre un modello alternativo, ma sempre inseguendo gli altri in un'inarrestabile rincorsa al peggio.

In libreria ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: omosessualità in Medio Oriente e Nord Africa. Introduce Gianni Vattimo. Giovedì 24, ore 18: "Quando si ama si deve partire" di Delia Vaccarello (Piccola Biblioteca Oscar). Incontrerà l'autrice Margherita Giacobino. Da segnalare le polemiche che precedono almeno un paio di queste presentazioni, legate al rifiuto della Fnac.

INCONTRO. Venerdì 18 aprile, ore 15, al Cinema Centrale, via Carlo Alberto 27, il Torino glbt F ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: attivo in centro e nord Italia, solo da quest'anno presente in Piemonte e Lombardia. Il gruppo organizza attività legate al mototurismo, per persone omosessuali, sia sul territorio nazionale che all'estero. Ogni referente regionale o socio del gruppo propone e organizza viaggi (di uno o più giorni) nel proprio territorio,

L'offerta del cavaliere a montezemolo - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Non viene smentito invece che nel colloquio sia stata messa una pietra tombale sull'eventualità che il leghista Roberto Calderoli possa essere uno dei vicepremier. Questione, evidentemente, non di carattere internazionale. Ma ieri - più nei sottintesi che nella parole - di offerta ce n'è stata anche un'altra. Questa volta alla "lady d'acciaio" della Confindustria.

Berlusconi: no alle ronde nelle città - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: il primo è il peso della Lega che rischia di sbilanciare l'assetto del governo creando insofferenza negli altri partner, come dimostra la raccomandazione dell'Mpa di Lombardo di non squilibrare l'esecutivo verso il nord. Bossi continua a dettare il suo organigramma che prevede Calderoli vicepremier, lo ha detto anche ieri incontrando i parlamentari eletti del Carroccio.

Ma sul governo la lega non molla "il cavaliere deve rispettare i patti" - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: elezione con Bossi in via Bellerio Ma sul governo la Lega non molla "Il Cavaliere deve rispettare i patti" La più applaudita di tutti nel cortile della sede la leghista del Sud Maraventano Domani nuovo incontro tra Bossi e Berlusconi: si deve chiudere per evitare sorprese PAOLO BERIZZI MILANO - La Lega non vuole sentire storie.

Totoministri, no di Montezemolo e Calderoli non sarà vicepremier Bossi furente: bisogna rispettare i patti. Folla di pretendenti al ministero della Giustizia ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: no di Montezemolo e Calderoli non sarà vicepremier Bossi furente: bisogna rispettare i patti. Folla di pretendenti al ministero della Giustizia di Marcella Ciarnelli / Roma Sfoltire. Questo l'imperativo categorico del Cavaliere. I nomi diventano sempre di più ed i posti da assegnare sono sempre gli stessi.

La battaglia di roma - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Italia che rischia di essere spartita e lottizzata a colpi di spesa pubblica fra l'autonomismo leghista di Umberto Bossi e l'autonomismo meridionale di Raffaele Lombardo. Oggi infatti Roma non è soltanto la "ladrona" maledetta dagli slogan nordisti; è anche l'immagine nel mondo di un'Italia che vive e si alimenta di contraddizioni territoriali e politiche profonde.

Stai consultando l'edizione del A A2A44192,282,302,09-26,2494992,203,120,07007149,29 Acea2386812,331... ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: 79 Negri Bossi w102830,150,15--42,4300,120,26-- Nice56872,942,92-0,81-20,54262,903,700,0730340,69 O Olidata16350,840,851,18-16,22530,751,060,044028,71 Omnia Network28481,471,46-2,92-29,411930,952,10-38,15 P Panariagroup I.C.63863,303,330,82-25,1822,994,410,1900149,58 Parmalat41442,142,130,52-19,31795752,112,650,

Citto Maselli bipartisan? Il Corriere scrive così, il regista si arrabbia ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: non è un Calderoli della sinistra. È affabile, cordiale, aggiungeteci una gran dose di umorismo e si capirà come in un consesso sui problemi dello spettacolo offerto da Luca Barbareschi, aspirante veceministro sulla via del governo, il ruolo del tenace regista non possa essere quello di un rotweiler che sbrana ululando.

Finocchiaro: ripartiamo dal Sud Sui capigruppo evitiamo scontri ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: riferimento al Mezzogiorno va fatto anche perché questa discussione sul Pd del Nord mi sembra poco sensata. Nel Paese dove si affermano le leghe, serve una grande forza nazionale. Un Pd che si fa carico di tutto il Paese". Si ai i coordinamenti del Pd nel Nord e nel Sud, quindi? "C'è una questione nazionale, dopodiché è ovvio che ciascuna parte d'Italia ha le sue emergenze da affrontare.

PALERMOLa faccia del boss sui murales ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Stai consultando l'edizione del PALERMOLa faccia del boss sui murales L MURALES del volto del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro, alle spalle la Cattedrale di Palermo Foto Ap.

"abbiamo deluso la gente di sinistra" - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Pagina XI - Torino L'Arcobaleno La rielezione La Lega Nord "Abbiamo deluso la gente di sinistra" Bresso: a Roma con l'alabarda per chiedere il rispetto delle promesse E' grave per il mio partito non avere nessuno a sinistra Per me Prc e Pdci restano validi alleati Cosa c'entro io con la sconfitta?

Affari, estorsioni e ville hollywoodiane Il sistema Casalesi A Casal di Principe c'è chi dice: La camorra fa bene alla gente . Il reportage di AnnoZero ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: boss hanno paura delle persone che possono bloccarli, di quelli che possono creargli problemi", spiega una donna alle telecamere. È Anna Carrino, la donna del boss Francesco Bidognetti. La mamma dei due rampolli del clan ("mi passavano qualche 50mila euro al mese per mandare avanti la famiglia") che un giorno decise di scappare da Casal di Principe e di chiudere con quella vita.

Tregua in Pakistan fra governo e talebani Il nuovo governo cerca il dialogo con i ribelli già tentato senza successo da Musharraf ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Informazione della Provincia della Frontiera del Nord-ovest, una delle quattro in cui è suddiviso il territorio pachistano, afferma: "Ci vorrà del tempo, devono darci fiducia". Intanto però gli Usa devono digerire il rilascio di Sufi Mohammad, un religioso che predicò la jihad contro le truppe straniere in Afghanistan dopo il rovesciamento del regime dei mullah.

Primarie, Hillary e Barack alla battaglia dei superdelegati Per avere la maggioranza alla Convention di agosto indispensabile l'appoggio dei dirigenti non eletti ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Fra i boss del partito che potrebbero orientare in maniera decisiva la loro scelta sono l'ex-vicepresidente degli Usa Al Gore, il presidente del partito Howard Dean, i presidenti dei due rami del Parlamento, Nancy Pelosi e Harry Reid. Pelosi in particolare avrebbe molta voce in capitolo perché ben 70 dei superdelegati ancora indecisi sono deputati della Camera da lei presieduta.

Massacrati in casa. La Lega: pena di morte Coppia di anziani colpiti in testa nel Veronese. Il sindaco chiede piazza pulita ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: un piccolo paese di 8mila abitanti nella produttiva ma spaventata provincia veneta, che sull'onda lunga dell'allarme sicurezza ha consegnato alla Lega Nord consensi da record. Non a caso il sindaco leghista Gualtiero Mazzi ha commentato: "In casi del genere non escluderei la pena di morte, anche se siamo Italia, il paese del Papa".

Alemanno va alla moschea "fate anche corsi di italiano" - gabriele isman ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: avete tutti con Calderoli?" GABRIELE ISMAN "Rispetteremo la scelta dei romani e quello che loro sceglieranno sarà il nostro sindaco e con lui collaboreremo". Ore 15.30 di ieri pomeriggio, esterno della grande moschea dei Parioli (e la più grande d'Europa, progettata da Paolo Portoghesi): Abdellah Redouane, direttore del Centro islamico della Capitale,

Il giorno di tutti ( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Umberto Bossi e Walter Veltroni, ciascuno con una coccarda tricolore sul petto. Ovunque gli italiani festeggiarono l'evento con un inno corale di fedeltà allo Stato nazionale e alla democrazia nata dalla Resistenza". Che una pagina del genere nessuno potrà mai leggerla, perché oggi questo non accadrà, è purtroppo una cosa evidente.

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: 30 in via Caterina Troiani 90, Torrino Nord charity cafè Alle 22.30 concerto dell' Alfa (hard & soul) Quintet. Via Panisperna 68 big mama Dalle 22 i classici del blues con i Blue Stuff. A vicolo San Francesco a Ripa 18 the cotton club Stasera alle ore 22 concerto di Minnie Minoprio & Ettore Zappegno.

La giunta nelle mani di berlusconi - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Mpa al Sud e con la Lega al Nord. Una richiesta che si traduce con l'assegnazione di un dicastero agli autonomisti siciliani. "Non credo sia possibile che il Movimento per l'autonomia non abbia un proprio ministro nel prossimo governo", ha chiosato Lombardo, preoccupato per l'eventualità di una squadra di governo sbilanciata verso il Nord.

Il pg chiede dieci anni di carcere per il braccio destro di borsellino ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: tra il 1979 e il 1993, Canale avrebbe informato i boss trapanesi delle inchieste a loro carico. L'inchiesta venne avviata nel 1996, in seguito alle dichiarazioni del pentito Antonino Patti. Contro l'ufficiale le dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Giovanni Brusca, che descrisse Canale come un "corrotto".

Si pente il genero del boss pastoia scoperto un rifugio di provenzano ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: del padrino di Belmonte Si pente il genero del boss Pastoia scoperto un rifugio di Provenzano Secondo i carabinieri del reparto operativo di Palermo quel vano segreto sarebbe stato utilizzato come nascondiglio anche da Bernardo Provenzano. La fonte è di prima mano. Ha saltato il fosso e collabora con la giustizia Giacomo Greco, il marito della figlia del boss di Belmonte Mezzagno,

2.600 in montagna, 211 caduti - carmela zangara ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: cercando presso gli Istituti di Storia della Resistenza delle varie province del Nord, presso le sedi Anpi, attingendo alle fonti bibliografiche e anagrafiche, vorremmo far luce su un frammento di verità dimenticata, riportando a galla simbolicamente tutti quei caduti ancora non codificati che morirono due volte, la prima perché fucilati, trucidati, impiccati o martoriati;

La regione acquista il circolo artistico ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: desidero rivolgere il mio grato pensiero alla dirigenza del sodalizio culturale, all'onorevole Luisa Bossa (presidente della Commissione cultura in Regione, ndr), al presidente della giunta regionale, ai consiglieri comunali Andrea Santoro e Claudio Renzullo che con me hanno creduto nelle ragioni di questa battaglia". (roberto fuccillo).

Ballottaggi, appello del pd "recuperiamo gli astenuti" ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: reso possibile dalla affermazione della Lega, porterà a una politica di governo che guarda a distorti interessi autonomistici del Nord-est e della Sicilia. Con il federalismo fiscale Bossi prenota le tasse del Nord-est da mantenere in loco e Lombardo risponde prenotando le imposte sul petrolio raffinato in Sicilia.

Asili di quartiere, il Comune dimezza i prezzi ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: il Comune dimezza i prezzi di Daniela Uva Nati in Nord Europa, hanno orari flessibili Letteralmente significa "mamma di giorno". È una forma di mutuo-aiuto fra le famiglie per seguire ed educare i bambini fra zero e tre anni senza ricorrere agli asili nido. "Tagesmutter", questo il termine in lingua originale, è già da tempo realtà nei Paesi del Nord Europa.

L'offensiva è in arrivo - massimo villone ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: al fine di acquisire per le sole regioni del Nord maggiori poteri. Le proposte sono già in campo. Gli equilibri politici del centrodestra e la centralità della Lega assicurano il risultato. Gli altri si arrangino. A fronte di questo, l'unica idea che può essere in principio competitiva è quella della macroregione del Sud.

'o ministro avverte sorrentino "spero in un film senza pregiudizi" - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: uscita per decorrenza dei termini dei boss implicati nel maxiprocesso di Palermo. La sinistra votò contro, chissà a parti invertite cosa si sarebbe detto. Comunque la vicenda nel film non c'era. Tutto questo mi indusse a dire a Sorrentino che forse non c'era ancora la libertà intellettuale per affrontare un personaggio di tale statura come Andreotti.

Vicepremier, Calderoli è quasi fuori gioco ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Ora si tratta di capire come la prende Bossi. Da via Bellerio giunge un brontolio di tuono. "Niente tentennamenti", ringhia il Senatùr, "ma soprattutto si sta sulle cose decise e sulla parola data". La Lega sente puzza di bruciato, Bossi "entro domani" vuole stringere il Cavaliere, quasi certamente si rivedranno ad Arcore.

Formigoni raddoppia: in Regione fino al 2015 e coordinatore del Pdl ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Formigoni vorrebbe una dichiarazione di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, così da essere "incoronato" governatore della Lombardia fino al 2015. Ma al momento la situazione non sembra ancora matura per una presa di posizione così esplicita: i duri e puri della Lega (e più in generale la base) non capirebbero e la considererebbero una resa.

Governo, Lega in pressing sul Cavaliere ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Bossi: "Bisogna chiudere con la squadra prima dell'elezione dei presidenti delle Camere". Spunta il nome di Montezemolo da Roma La Lega è in pressing e Silvio Berlusconi decide di prendere tempo, tanto che lavorerà sulla squadra di governo anche durante il ponte del 25 aprile.

Alemanno: commemoro anch'io ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: appoggio importante che fa comprendere come il principio del federalismo non sia appannaggio solo del Nord ma è l'obbiettivo da realizzare in tutta Italia" e che serve pure per rintuzzare le accuse di un centrodestra condizionato dalla Lega anche al Campidoglio. "Il federalismo - dice Alemanno - non depotenzia il ruolo di Roma capitale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.

Re dei furti a sedici anni Fermato settanta volte ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: 25 pagina 9 Re dei furti a sedici anni Fermato settanta volte di Giovanni Falconieri da Torino Boss a soli 16 anni, capo di una banda di nomadi di origine slava specializzata in furti in appartamento. Giovane e già esperto, con un curriculum di tutto rispetto: settanta denunce alle spalle. La prima era arrivata nel 2000, quando di anni ne aveva soltanto 8.

Italia record: in nessun Paese meno detenuti ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: i sindaci sceriffi del Nord est, i parenti delle vittime esasperati dal dolore o i pasdaran delle manette. Sono i freddi numeri che parlano. Ed è evidente che se il numero di persone in cella è basso e le celle sono sovraffollate, a essere carente deve per forza essere il numero dei posti nei penitenziari.

L'Economist: <Il successo di Torino è una lezione per le tre Big Usa> ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: se i loro boss fossero stati coraggiosi e onesti come Marchionne"). In un editoriale, complementare a un reportage di tre pagine sulla "rinascita di una casa automobilistica", il settimanale britannico utilizza aggettivi come "stupefacente" e "straordinario" per descrivere analiticamente il salvataggio della Fiat che prima dell'arrivo di Marchionne era "

Prc: al corteo con le nostre bandiere Così è finita la Sinistra Arcobaleno ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il capogruppo in Comune, Luca Cassano, fa parte dell'attuale minoranza che si riconosce in Nichi Vendola. In posizione critica nei confronti dei due schieramenti ci sono Sergio Vallero, presidente del Consiglio provinciale, il consigliere regionale Juri Bossuto e l'ex parlamentare Marilde Provera. \.

"Quel no alla sede Asl? Ignoranza o malafede" ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: fronte alla annunciata iniziativa del Popolo della Libertà e della Lega Nord di Ovada che chiedono, con una petizione, che la sede legale dell'Asl non sia insediata a Casale Monferrato. "Pensavo che la disponibilità di discutere di sanità ovadese del coordinatore del Pdl, Saverio Caffarello - dice Oddone - fosse sincera e dopo le elezioni politiche ritenevo che ciò fosse possibile".

Ronde, anche an arruola volontari - silvia bignami ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: A giugno arriveranno le guardie padane della Lega Nord, assicura il coordinatore bolognese del Carroccio Manes Bernardini. A settembre, dopo il bando pubblico, comincerà il pattugliamento degli studenti arruolati dalla giunta Cofferati. Intanto continuerà il consueto "controllo" degli assistenti civici già reclutati dalla giunta Guazzaloca.

Il pizzo sulle salme 80mila euro all'anno ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Ora in procura si attendono gli interrogatori di garanzia dei trentatrè, tra imprenditori e collaboratori delle agenzie di pompe funebri, addetti all'obitorio e infermieri professionali, destinatari del provvedimento cautelare. Domani davanti al gip, sarà la volta del boss Antonio Di Cosola. (g. d. m.).

Brevi, schede e richiami 6 ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Con Fabrizio Bosso (tromba), Luca Mannutza (piano), Daniele Scannapieco (sax tenore), Pietro Ciancaglini (contrabbasso), Lorenzo Tucci (batteria). Info 089 445 6352 dalle 19 e 335 534 5628. AVERSA Musica dal vivo con Bandiera dell'odio, Il Vortice, Ordadex e dj set di Nekos dalle 20 al teatro Scaramouche di Aversa.

La sicilia per gli italiani è lontana e incomprensibile - salvatore butera ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: sinistra si aspettava soprattutto nel Nord una grande affermazione e subì invece una pesante sconfitta. Ma le differenze sono molto forti: la Dc di De Gasperi non è certo la Lega di Bossi. Inutile approfondire le differenze tanto sono macroscopiche e vistose. E tutto sommato bisognerebbe capire se Bossi non finisce per essere l'eterno cane raffigurato nelle vignette di Giannelli,

Pentito fa scoprire covo di provenzano ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: boss Francesco Pastoia, morto suicida a Modena nel gennaio del 2005. Greco ha rivelato l'esistenza di una botola di accesso a un vano segreto nella casa del suocero in cui si sarebbe nascosto anche Bernardo Provenzano. I carabinieri del reparto operativo di Palermo hanno fatto irruzione nella villa a due piani di Belmonte Mezzagno e riscontrato le informazioni della nuova fonte.

"vivevano nella paura ci vorrebbe la pena di morte" ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Come facciamo a vivere tranquilli con tutto quello che succede qui nel Nord Est?" DAL NOSTRO INVIATO LUGAGNANO DI SONA (VERONA) - Aveva paura la coppia uccisa nella sua villetta. Quella stessa paura, a volte reale, altre volte irrazionale, che da anni attraversa il Nord Est delle rapine in villa e dei furti negli appartamenti e nei negozi, in un'escalation di violenza che,

A lecco nei boschi del serial killer "cinque vittime, bianche e dell'est" - piero colaprico ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: I boss della zona sono - come sempre spesso accade nel Nord tra Milano e Torino - legati alla 'ndrangheta calabrese. Non vendono la cocaina a grammi, ma dal loro quartiere generale di Figino la vendono a chili agli albanesi, che a loro volta vendono al dettaglio. Gli albanesi hanno in mano dunque lo smercio della "roba" e le donne dell'est.

Boss arrestato: era in clinica ma dava ordini ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Cronaca Il caso Boss arrestato: era in clinica ma dava ordini NAPOLI - Antonio De Luca Bossa, 36 anni, detto "Tonino o' sicco" (Antonio il magro), ritenuto il capo dell'omonimo clan, potente e e radicato a Cercola, nel Napoletano, è stato arrestato dai carabinieri a Roma.

Camorra, nel regno dei casalesi tutti all'attacco di saviano in tv - conchita sannino ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Roberto Saviano parla dei casalesi in prima serata e il regno del boss Sandokan risponde con rabbia e insulti. Con il fastidio pacato del sindaco (" "Ma perché scatta sempre la gogna indistinta? Così si autorizza alla sopravvivenza la sola camorra" ). Con lo scherno della piazza ("Saviano, sei 'nu scemo, sei un fallito").

"siamo sotto attacco lega" psicodramma nei circoli emiliani - michele smargiassi ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: A Galeata i voti della Lega Nord sono più che triplicati: erano 65 e sono diventati 231, e adesso Bossi fa il 15,5%. Iachetti spiega perché: "quasi un residente su cinque è extracomunitario". E ora "abbiamo bisogno di aiuto subito". Iachetti dovrebbe essere felice: il Pd nel suo comune è andato su del 5 per cento oltre la somma di Ds e Margherita.

"per noi della destra gli esami sono finiti ma basta con la retorica della liberazione" - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Umberto Bossi non pensa nemmeno lontanamente di manifestare a Milano, come fece con un pizzico di provocazione nel '94. E le contestazioni nel corso dell'ultima sua partecipazione, con tanto di padre partigiano in carrozzella, sono alla base del forfait di oggi annunciato dal sindaco del capoluogo meneghino, Letizia Moratti.

La destra ci crede Fini: <Tra poche ore Roma sarà liberata> ( da "Liberazione" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: In cinque anni di governo non c'è mai stato un provvedimento proposto dalla Lega che andasse a favore solo del Nord - assicura il Cavaliere - Poi, nella nostra formazione, c'è la Lega al Nord ed il movimento per le Autonomie al Sud, quindi nulla da temere. La verità è che la Lega usa in certi suoi protagonisti un linguaggio che non dovrebbe usare".

Gli studenti: <La mafia c'è perché la classe dirigente è corrotta e non c'è lavoro> ( da "Liberazione" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Alcune risposte: "Il boss è immorale ma competente, così attira la simpatia dei giovani"; "l'uomo d'onore non è mafioso"; "i mafiosi? gente onesta!". Fermiamoci qui, per una riflessione molto seria sulla coincidenza di dati e grafici venuti fuori dalla trasposizione dei valori delle risposte (molto d'accordo, abbastanza, poco,

<Si è votato così presto per eliminare centro e sinistra> ( da "Liberazione" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Penso alla Lega al nord o Cuffaro in Sicilia. Sono entrambi poteri in parte clientelari e dialettali, usano una lingua della realtà locale. Quanto al livello emozionale, non si è compreso il valore dell'emozione nell'elettorato e ce ne sono di quattro tipi.

VERONA - Il corpo di lui, mani legate con del nastro, testa fracassata da almeno otto colpi ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: I primi sospetti che potesse essere successo qualcosa di anormale l'altra sera, sono affiorati in chi, nipote in testa, voleva perfezionare proprio i dettagli della trasferta bassanese. Il neo sindaco di Sona Gulatiero Mazzi, della Lega Nord, dice: "In casi del genere non escluderei la pena di morte".

AA.S. Roma1,141-2,310,5601,1845204687 A2A2,2972,092, ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: 81219810 Negri Bossi warr 2007/20100,1540,000,1230,2550 Nice2,921-0,812,9043,69626046 OOlidata0,8471,180,7501,05853637 Omnia Network1,462-2,920,9532,102193223 PPanariagroup Ind.Ceram.3,3250,822,9914,4082200 Parmalat SpA2,1340,522,1092,65279575147 Parmalat warrant 20151,2320,001,1991,6610 Permasteelisa13,7670,9510,64014,

Onu e Medio Oriente Farnesina, nuove mosse ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: la Libia si indignò quando il leghista Roberto Calderoli esibì, in tv, una maglietta con le vignette su Maometto. La repressione di un assalto al consolato italiano a Bengasi costò morti e morti. Il nostro Paese è il primo partner economico della Giamahiria, la quale ci fornisce il 18% dell'energia che consumiamo, a cominciare dal petrolio.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 3 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Sfruttando le polemiche sulla Corea del Nord, i siriani hanno provato a sfilarsi e hanno respinto le accuse. Ma sono stati tirati dentro comunque. L'audizione è infatti coincisa con altre rivelazioni, non meno clamorose. Il presidente Bashar Assad ha sostenuto di aver ricevuto un messaggio dal premier israeliano Ehud Olmert.

Fenomeno Gomorra oggi in tv la versione teatrale ( da "Liberazione" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: che da grande vuole fare il boss e quindi vuole possedere supermercati, negozi, fabbriche, vuole comprare donne e poi vuole morire, ma "come muore uno che comanda veramente: ammazzato". Giovin signore dell'Apocalisse, Stakeholder (Giuseppe Miale Di Mauro) è invece uno che ha studiato alla Bocconi e si è "specializzato" nel riciclo e nello smaltimento dei rifiuti tossici.

Di FABIO ROSSI Dialogo tra religioni, contrasto all'immigrazione clandestina che v ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: "Calderoli e la Lega sanno benissimo com'è questa realtà, il problema non è quello degli immigrati ma della illegalità e dell'immigrazione clandestina - argomenta il candidato sindaco di centrodestra - Il Pdl ha le idee chiarissime, partiamo dal rispetto reciproco delle identità.

Il murale del boss ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-25 num: - pag: 22 categoria: BREVI Il murale del boss PALERMO - Un murale con il volto del latitante Matteo Messina Denaro, è comparso dietro la cattedrale di Palermo. Il questore: messaggio positivo.

Alemanno e Islam il fattore Calderoli ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: REDAZIONALE Pdl Chiusura di campagna a piazza Navona Alemanno e Islam il fattore Calderoli Visita in moschea: noi più aperti della Lega Alla Moschea, Gianni Alemanno si presenta con un braccialetto tricolore. Non è uno sfoggio di italianità, ma un porta fortuna: sono quelli distribuiti al Pantheon, in occasione della festa per la vittoria alle politiche, da sciogliere dopo il ballottaggio.

ROMA - La sfida è sul Campidoglio e l'occasione è troppo favorevole a ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: immigrati irregolari che hanno commesso dei reati e vanno rispediti a casa: nei loro confronti applicheremo in modo severo la legge Bossi-Fini, che non ammette la presenza di immigrati senza permesso e lavoro regolare. Quanto al turismo, che è fondamentale per l'economia di Roma, attueremo ciò che prevede il nostro programma: la riduzione progressiva e graduale dell'Iva sul turismo.

La nostra posta ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: anche da parte di chi si è opposto ottusamente alla Bossi-Fini e applica il decreto di espulsione, all'italiana: hai 15 giorni di tempo per andartene, nel frattempo ciao e saluti! Ebbene, esiste almeno un caso di severità giudiziaria "esemplare ": sono ancora in carcere dal 12 dicembre 2007 quattro tifosi inglesi del Manchester United, arrestati per "resistenza aggravata"

Di FABIO ROSSI ROMA - Non c'è solo la sicurezza, che resta il tema primario, nel pr ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: non sono i leghisti come Bossi e Calderoli" ma chi in questi anni "l'ha mal amministrata", ovvero Rutelli e Veltroni. Roma ladrona? "Sbagliano Bossi e Calderoli - risponde - Ma quando loro usano questa espressione non si riferiscono né ai romani né alla città ma ai Palazzi, ai ministeri, ai sistemi di potere che sono cresciuti in questi anni e che devono essere smantellati"

L'ex ministro di An: Roma ladrona? Bossi e suoi sbagliano ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Alemanno: costruiremo 25 mila nuove case popolari L'ex ministro di An: Roma ladrona? Bossi e suoi sbagliano.

Capigruppo Arrivano Cota e Bricolo ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Ieri Umberto Bossi, riunendo tutti i neoparlamentari leghisti in via Bellerio, ha reso noti i nuovi capigruppo del partito alla Camera e al Senato: Roberto Cota (in alto) e Federico Bricolo (sopra). Considerando che i predecessori, in corsa per un incarico governativo, sono Roberto Maroni e Roberto Castelli, entrambi nel poker degli uomini che contano nella Lega,

Tensione tra Cavaliere e Bossi Il Senatur: no a tentennamenti ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: non sposati Tensione tra Cavaliere e Bossi Il Senatur: no a tentennamenti Il premier in pectore: nella Lega linguaggio da non usare Non ancora chiuso il caso Formigoni A Cl fanno riferimento una ventina di parlamentari del Pdl ROMA - "Il 25 aprile lavoro. Lavoro considerandomi in debito con gli italiani che hanno deciso di liberarci dalle dittature che incombono sul nostro Paese"

La lezione di Sondrio <Così il Pd può vincere> ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: quello dei candidati del centrosinistra al Nord: per vincere devono nascondere i simboli dell'area politica di provenienza, mentre i loro rivali trionfano ostentando fazzoletti verdi o foto a braccetto col Cavaliere. "Ma la formula secondo noi è proprio quella adottata qui - aggiunge Costanzo - in un periodo in cui la politica viene percepita come pervasiva,

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: indicano con chiarezza le contraddizioni della nuova maggioranza la quale ha promesso al Sud di perpetuare l'assistenzialismo e al Nord di interrompere il flusso di aiuti finanziari dalle regioni settentrionali al mezzogiorno. Non sono però d'accordo con le conclusioni, che suggeriscono al Pd di impegnarsi in Parlamento "a trovare una mediazione alta, che salvaguardi l'unità nazionale".

Dopo il vistoso successo nelle urne del 13 aprile, il primo interesse di Silvio Berluscon ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Bossi e Fini capiscono che in questo momento chi indossa i panni del guastafeste si attira solo critiche e disappunto nell'opinione pubblica, e ciò consente al presidente del Consiglio in pectore un margine di manovra piuttosto ampio. Nè soverchi problemi possono arrivare dal Pd, dove Walter Veltroni è alle prese con le voci dissonanti e i propositi di condizionamento che arrivano

ROMA - L'invito a pranzo, ieri a Palazzo Grazioli, di Emma Marcegaglia e Luca di Montez ( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Bossi), il ministro dell'Agricoltura (Zaia), dando per scontato che Formigoni resti governatore della Lombardia almeno fino al 2009. L'altolà di Bossi muove da un timore: che Berlusconi voglia solo Gianni Letta come vicepremier. Ma c'è anche un altro problema: Formigoni non si è ancora rassegnato a restare al Pirellone.

<Qui il centrosinistra è andato controvento> ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: ma su questo il Pd al Nord fa fatica". D'accordo l'antipolitica: ma come accade allora che i candidati di Pdl e Lega Nord soprattutto vincono senza fare mistero della loro appartenenza? "Il centrodestra - replica Pizzetti - ha rappresentato meglio le pulsioni del Nord, spesso le ha addirittura alimentate.

La Lega spinge il centrodestra a Seveso ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: 25 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Accordo a sorpresa La Lega spinge il centrodestra a Seveso Per tutta la campagna elettorale sono stati nemici irriducibili. Poi hanno trovato l'accordo alla vigilia della sfida decisiva. La Lega Nord era arrivata al punto di compilare il "libro nero" della giunta di centrodestra.

Bresso, le liste civiche decidono la sfida ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Pdl, Lega Nord, Udc e lista civica "Per Bresso Cassamagnaghi" appoggiano Roberto Cassamagnaghi, 59 anni, consulente di Mediobanca, ex assessore tecnico nella giunta leghista Giannuzzi. Zinni è uscito dal primo turno avanti di 2 punti, al 45,21%. Ferdinando Baron.

Gorgonzola, corsa in salita per il Pd ( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Lega Nord, Moderati-Udc, La Destra.) che parte da un 39.3 per cento di preferenze, seguito da Mario Balconi (sostenuto da Pd, Sinistra Arcobaleno, Italia dei Valori) con un gruzzolo di 32 per cento di preferenze. Baldi è da sempre all'opposizione, in una città guidata fin dal dopoguerra da coalizioni democristiane,

ALLA RICERCA DELL'ISOLA... Fantasy. Regia di Mark Levin, Jennifer Flackett, con Abigail Bres ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". LA ZONA Drammatico. Regia di Rodrigo Plá, con Daniel Gimenez Cacho e Maribel Verdù. In un quartiere benestante di Città del Messico, protetto da guardie private e filo spinato, tre ragazzi delle favelas s'

Contro furbizie e veleni, un confronto vero ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: La forza della Lega è nel fatto che si propone come doppia comunità, comunità politica e comunità territoriale, come una specie di doppia panciera che aderisce elasticamente al basso ventre del nord che è fatto di pulsioni securitarie, di rivolta fiscale, ma anche di una voglia di trovare forme di identità dentro a una globalizzazione che spiazza tutti.

Berlusconi, pensiero a Montezemolo ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: per Maroni (Lega), Frattini (Forza Italia), Tremonti (Forza Italia) e La Russa (An)- restano da assegnare le poltrone di welfare, infrastrutture, salute, giustizia e attività produttive. Tutte le altre meno impegnative seguiranno. Per il welfare è in pole position Alemanno (An), nel caso uscisse sconfitto dal ballottaggio con Rutelli per il comune di Roma.

PALERMO, MURALES CON BOSS MAFIOSO ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Calibro 9 PALERMO, MURALES CON BOSS MAFIOSO Polemiche ma anche curiosità per il murales dipinto circa un mese fa da un writer, sul muro dietro la cattedrale di Palermo: raffigura il boss trapanese latitante Matteo Messina Denaro, in forma warholiana, ripetendo il volto con colori diversi.

Siria-nord Corea, abbiamo le prove ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Nucleare "Siria-nord Corea, abbiamo le prove" La Casa Bianca ha annunciato la diffusione di filmati e immagini che proverebbero l'intervento nordcoreano in Siria per collaborare alla costruzione di una centrale nucleare, bombardata nel settembre scorso dagli israeliani.

Antonio Sciotto Roma E' stato probabilmente l'ultimo confronto (nei ruoli attuali) tra il ministro d... ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Maroni; da oggi il ponte del 25 aprile, il 29 l'insediamento delle nuove Camere. Ma gli infortuni sul lavoro purtroppo non vanno in vacanza, e ieri un'iniziativa dell'Anmil ha contribuito a tenere vivo il dibattito, soprattutto dopo che la nuova presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, ha chiesto a gran voce la modifica del Testo unico sulla sicurezza varato dal governo Prodi:

Noi siamo quasi pronti ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: La Lega Nord "Noi siamo quasi pronti" "L'idea dell'Ascom - dice Tino Rossi, consigliere comunale e capogruppo del Carroccio in Regione - è esattamente quanto farà la Lega: stiamo predisponendo tutto quanto necessario per costituire prima possibile un'associazione che raggrupperà volontari pronti a impegnarsi per il controllo del territorio"

"Porterò in Provincia tante energie nuove" ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: In tasca Maria Teresa Armosino ("Pdl"-Lega Nord) ha già il biglietto per la Camera dei deputati dove ritorna per la quarta volta. Onorevole, perchè votarla? "Per confermare anche in Provincia, così com'è avvenuto a livello nazionale, una squadra preparata, scegliendo una coalizione pragmatica, attenta alle questioni pratiche.

I giorni dopo il 25 aprile Ogni anno in occasione del 25 aprile si pubblicano foto e si ri ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: né sigarette né spinelli In merito all'articolo "Io operaio sto con Bossi e me ne vanto" (La Stampa, 17 aprile) si precisa che Francesco Rutelli non ha mai fumato uno spinello (e neanche una sigaretta, per la verità), né assunto droghe in tutta la sua vita. È una notizia falsa, come quella che sarebbe stato arrestato in gioventù per uno spinello.

Quell'utile memoria per il voto di Roma ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Bossi, Fini e dei loro alleati (apparentamento o no, se vince Alemanno trionferà anche Storace, e pretenderà le scuse della comunità ebraica) - in un paese dove in parlamento non ci sono più comunisti e socialisti (e femministe e pacifisti) ma dove - come pochi hanno scritto- da Ciarrapico a Mussolini i fascisti ci sono ancora,

A Verona la Lega blinda le strade ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Ma basta vivere nel nord-est, in una città governata da un sindaco leghista colluso con la destra radicale e con il più becero integralismo cattolico, per rendersi conto che la data mantiene un fortissimo valore simbolico. Talmente pressante da costringere i vari soggetti che hanno organizzato la giornata a una inenarrrabile corsa a ostacoli tra Comune,

Sacconi: <Il Testo sulla sicurezza dovrà essere modificato> ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Maroni; da oggi il ponte del 25 aprile, il 29 l'insediamento delle nuove Camere. Ma gli infortuni sul lavoro purtroppo non vanno in vacanza, e ieri un'iniziativa dell'Anmil ha contribuito a tenere vivo il dibattito, soprattutto dopo che la nuova presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, ha chiesto a gran voce la modifica del Testo unico sulla sicurezza varato dal governo Prodi:

Alemanno e gli amici della Forestale Cgil: <Mai chiarezza sulle assunzioni> ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Lega nord e quindi col ministro dell'economia Giulio Tremonti per garantire che fossero riconosciuti come la quinta polizia italiana e per approvare rapidamente un concorso per l'assunzione di 500 agenti e 119 commissari forestali. Il giornalista del Foglio Alessandro Giuli, racconta l'episodio nel libro Il passo delle oche e spiega che potrebbe essere stata addirittura questa la

Lettere@ilmanifesto.it Né carino, né consenziente Cari direttori, leggo sul Corriere di ieri un arti... ( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: la Bossi-Fini - chi è regolare vive anni nel limbo senza una documento valido perché dopo averci rubato 70 euro per il rinnovo, i documenti ci vengono consegnati quando sono già scaduti. Una legge condannata in Europa per disumanità, ma perfetta per respingere chi potrebbe entrare in Italia con un lavoro certo e consentire così ai trafficanti di uomini di lucrare indisturbati.

Berlusconi alle prese con la squadra di governo ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Tensioni con la Lega Nord La lista va chiusa prima dell'insediamento delle Camere per evitare "sorprese", come avverte Umberto Bossi. Il Carroccio non si smuove dall'accordo stretto con il Cavaliere e spinge su Berlusconi per avere la conferma della parola data.

Il ribaltone nazionale che ha portato Paolo Ferrero e la componente di Grassi a conquistare la maggi ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il capogruppo in Comune, Luca Cassano, fa parte dell'attuale minoranza che si riconosce in Nichi Vendola. In posizione critica nei confronti dei due schieramenti ci sono Sergio Vallero, presidente del Consiglio provinciale, il consigliere regionale Juri Bossuto e l'ex parlamentare Marilde Provera. \.

Lega Nord contro la discarica Zinola ha già pagato troppo ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: BERTOLAZZI: VALLETTA DEI VELENI Lega Nord contro la discarica "Zinola ha già pagato troppo" Dalla Lega Nord piovono critiche sul progetto del Comune di Savona di realizzare una nuova discarica sulle alture di Zinola, nella zona che è già stata ribattezzata "La valletta dei veleni".

Ministri, il Cavaliere: "Squadra quasi definita" ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Tensioni con la Lega Nord La lista va chiusa prima dell'insediamento delle Camere per evitare "sorprese", come avverte Umberto Bossi. Il Carroccio non si smuove dall'accordo stretto con il Cavaliere e spinge su Berlusconi per avere la conferma della parola data.

"Limiti di velocità eccessivi" ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: LA lA LEGA NORD GUIDA LA PROTESTA "Limiti di velocità eccessivi" Viabilità: Lega Nord scatenata. Il segretario della circoscrizione Valbormida della Lega, Oscar Dogliotti, si fa portavoce delle lamentele di centinaia di cittadini. Limiti di velocità.

"Io, la Lega il Ponte e il Bagaglino" ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: non ho votato Lega". Che spiegazione dà dell'affermazione del partito di Bossi? "Questo è un Paese stanco e sfiduciato, anche dopo la vittoria di Berlusconi. Le difficoltà economiche sono pesanti, il Nord - un Nord i cui confini si sono allargati verso il Centro - patisce di più a causa di un costo della vita superiore anche del 30% rispetto al Sud.

Massacrati in casa da una mano amica ( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il resto è stato trovato ancora nella loro auto, una Daewoo blu, assieme a dei soldi. E tutto fa pensare che l'aggressione sia scattata in quel momento, verso le 16. Il neo sindaco Gulatiero Mazzi, della Lega Nord, ieri si è augurato "il massimo della pena, e per casi come questi non escluderei nemmeno quella di morte".

Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? ( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,


Articoli

Tavagnasco Rock (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

QUATTRO MAXI-CONCERTI E UNA GIORNATA DI FESTA POPOLARE Tavagnasco Rock Al via sabato 19 la scintillante rassegna organizzata da un gruppo di volontari IL CALENDARIO: SI PARTE CON GIULIANO PALMA IL 24 C'E' ROY PACI, IL 26 FABRI FIBRA, IL 27 ELIO il miracolo canavesano PAOLO FERRARI E' primavera: e al confine tra Canavese e Valle d'Aosta sboccia la musica dal vivo con l'edizione numero diciannove di Tavagnasco Rock. Il piccolo grande miracolo di provincia si rinnova, il paesino di Tavagnasco (ottocento abitanti) si trasforma nell'epicentro live della nostra regione, e i decani della kermesse si incolonnano con i giovani neofiti ala ricerca non solo di qualità sonora, ma anche di una dimensione differente da quella che possono offrire le manifestazioni di città. Lo start è sabato 19, quando la marcia di avvicinamento finora consumata tra concorso per emergenti e piccoli locali della zona confluisce sul palco principale. Dove l'attende una fetta di Giamaica parcheggiata sulla Dora Baltea: primi boss del cartellone sono infatti Giuliano Palma & The Blue Beaters, ma occhio ai Toska e alla dance hall ammannita da Morelove, sound system di scena in apertura e poi nella notte al mitico T-Club, dove suonano anche i Bottle Rocket. Consumata la festa d'inaugurazione tra reggae e rock steady, ci si concede il solito break; poi ecco il secondo ciclone, Roy Paci & Aretuska, sul palco del Pala Tavagnasco, struttura di concezione europea, giovedì 24. In questo caso il riscaldamento della sala è affidato a Vinagro e Naif, mentre l'after show al T-Club compete ai Boom Boom Babylon e al dj Armando. Il main stage tornerà a tuonare ritmi urbani sabato 26, sotto i colpi verbali di Fabri Fibra, scortato dai Reparto N° 6, dai più che promettenti Dari e dagli Egonudo, con altro hip hop proposto nell'epilogo by night da Altroquando & On Air Crew. Chiusura in grande stile domenica 27, quando Elio e le Storie Tese prenderanno possesso del palco con il loro show non solo musicale innescato dal disco "Studentessi"; li precederà da una band con forte accento locale, Madama Pautasso. Fanalino di coda cronologico del programma saranno quella notte al T-Club i rocker elettrici Mother Goose. Gli spettacoli sono presentati da Alessandro Mensa, Simone Nigrisoli e dai comici Emilio Gatto e Alessandro Cantarella. Di mezzo e intorno ai grandi eventi succede come sempre di tutto. Venerdì 25 aprile sarà giorno di festa popolare, con la Fanfara di Tavagnasco e La Paranza del Geco scatenati nel pomeriggio di fronte ala chiesa e lungo le vie del paese, invaso dal tradizionale mercatino e raccolto intorno alle specialità gastronomiche della zona. In caso di pioggia tutto si trasferisce nel tendone. In programma anche un incontro calcistico di beneficenza, che vedrà la rappresentativa di "Tava Rock" opposta ai temibili aranceri "Tuchini del Borghetto". La sera al T - Club sarà rock'n'roll per maggiolini tutti matti, con i concerti di Billy - Bob, Doshin, Graffito e della squadra ragga rap Dj Reydo & Friends. Sabato 26 sarà inoltre possibile incontrare Fabri Fibra alle 17,30 all'Auditorium Dante Conrero di Quincinetto. Organizzato come sempre dalla combattiva Associazione Spazio Futuro, Tavagnasco Rock è sostenuto dal Comune, dalla Provincia, dalla Regione, dalla Comunità Montana Dora Baltea Canavesana e da NovaFerr. Il paese si raggiunge da Torino lasciando l'autostrada per Aosta al casello di Quincinetto. Sono a disposizione ampi parcheggi; il T-Club propone servizio ristorante dalle 19,30 alle 21. Sabato 19 Arena Palatenda, ore 21,30: Morelove; Toska; Giuliano Palma & The Blue Beaters. T - Club, ore 1: Morelove; Bottle Rock. Giovedì 24 Arena Palatenda, ore 21,30: Vinagro, Naif, Roy Paci & Aretuska. T - Club, ore 1: Boom Boom Babylon, Dj Armando. Venerdì 25 Piazza della Chiesa, ore 15: Fanfara di Tavagnasco; La Paranza del Geco; mercatino tradizionale. Campo sportivo, ore 15,30: incontro di calcio a sostegno della lotta contro la malaria. T - Club, ore 21,30: festa di presentazione del raduno maggiolini e furgoni Volkswagen, con Graffito, Billy - Bob, Doshin e Dj Reydo in concerto. Sabato 26 Quincinetto, Auditorium Dante Conrero, ore 17,30: Fabri Fibra incontra il pubblico. Arena Palatenda, ore 21,30: Reparto N° 6; Dari; Egonudo; Fabri Fibra. T - Club, ore 1: Altroquando & On Air Crew. Domenica 27. Arena Palatenda, ore 21,30: Madama Pautasso; Elio e le Storie Tese. T - Club, ore 24: Mother Goose. Prezzi Si paga solo per i concerti all'Arena Palatenda, tutti gli altri appuntamenti sono gratuiti. Sabato 19 e giovedì 24 il biglietto costa 15 euro, sabato 26 si entra con 13 euro, domenica 27 occorrono 20 euro. Sono previste riduzioni per gli under 18. L'abbonamento per l'intera manifestazione costa 40 euro, 35 euro per i minorenni. Informazioni Per ile nformazioni è a disposizione il numero telefonico dell'associazione Spazio Futuro, 0125/658450. Dettagli e altre notizie sull'evento e sulle opportunità turistiche offerte dalla zona si trovano al sito www.tavagnascorock.net. \.

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UN PAESE ALLA RINCORSA DEL PEGGIO (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

L'autore-interprete UN PAESE ALLA RINCORSA DEL PEGGIO DI MARCO TRAVAGLIO Quando gli amici di Promomusic mi hanno proposto di fare uno spettacolo, ho risposto: "Ma siete matti? Che c'entro io con lo spettacolo?". Mi hanno assicurato che c'entravo. Ma non ci ho creduto e non mi son fatto più trovare. Allora mi hanno spedito il dvd di Piergiorgio Odifreddi, che portava in giro uno spettacolo sulla matematica, e mi han parlato di quello di Margherita Hack, sull'astrofisica. Ho detto: ma quelle sono lezioni universitarie, non spettacoli. E poi io non sono né Odifreddi né la Hack. Loro raccontano cose che aprono la mente e il cuore, io cose che mettono la voglia di spararsi. Mi hanno risposto: tu racconta la storia di questi quindici anni, da Tangentopoli a oggi, vedrai che funziona. Ho provato. La prima è stata in una "corte" nella campagna reggiana, una sera dell'estate scorsa, all'aperto. Pensavo di recitare per un pubblico di sole zanzare. Le zanzare sono arrivate, ma insieme a loro anche un migliaio di persone, la metà delle quali non sono riuscite a entrare. Io raccontavo le storie terribili della politica, i musicisti tentavano di risollevare il morale alla truppa con le loro note contemporanee. Alla fine la gente ha applaudito sia me sia loro, sopportando persino le zanzare. Abbiamo replicato "Promemoria" in una dozzina di teatri. Sempre tutto esaurito, sempre gente fuori. Molti, moltissimi ragazzi. Però, mi son detto: la nostra storia interessa a qualcuno. Anzi, a più di qualcuno. Buon segno. O forse no: in quale paese la gente andrebbe a sentire la propria storia recentissima? In nessuno, perché uno la propria storia recentissima la conosce da sé a memoria. Ecco, noi non la conosciamo. L'abbiamo vissuta giorno per giorno, ora per ora, ma ce la siamo scordata. O addirittura ce la ricordiamo diversa da com'è andata. Perché la televisione ce l'ha raccontata così. Ci ha azzerato la memoria anche dei fatti accaduti ieri e l'altro ieri. Basta raccontarla tutta insieme, collegando i fatti, per sorprendere, scandalizzare, suscitare risate, rabbia, pensieri e indignazioni. "Promemoria" è semplicissimo, quasi banale. Parte da Tangentopoli, cioè da dove è cominciato tutto: la fine della Prima Repubblica, l'arrivo di Berlusconi. Un Berlusconi molto diverso, anzi opposto da quello di oggi. Un Berlusconi che i giovani di oggi non hanno mai visto e non riescono proprio a immaginare: basti pensare che parlava di questione morale, non candidava non dico condannati, ma nemmeno indagati, inneggiava a Mani Pulite e faceva carte false per avere Di Pietro nel suo primo governo. Ora dice e fa il contrario. E' cambiato lui? No, lui è sempre lo stesso. Siamo cambiati noi. Ci ha cambiati lui, a sua immagine e somiglianza. Ci ha preparati ad accettare il vero Berlusconi, che si è appalesato nel corso degli anni per quello che era, gettando progressivamente la maschera e facendoci digerire tutto, anche i sassi. Prima di poter dire che il mafioso Vittorio Mangano, suo ex "stalliere", era un eroe, ha impiegato 15 anni. Ora siamo pronti a perdonargli tutto. Anche la beatificazione di un boss sanguinario. Di Berlusconi, di Mangano, di Dell'Utri si parla in "Promemoria", ma anche dei fallimenti del centrosinistra, che ha governato 8 anni su 15 senza mai riuscire a proporre un modello alternativo, ma sempre inseguendo gli altri in un'inarrestabile rincorsa al peggio. Oggi non crediamo più in niente, dunque crediamo a tutto. "Promemoria" racconta come ci siamo ridotti così senza nemmeno accorgercene. Buon divertimento, si fa per dire.

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In libreria (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Gli incontri quest'anno da Feltrinelli La Feltrinelli Libri e Musica, piazza Cln 251 Sabato 19, ore 15: "Come fidanzarsi con un uomo senza essere una donna" di Alessando Fullin (Mondadori). Con l'autore, La Pina e Diego Massoni di Radio Dee Jay. Domenica 20, ore 15: Presentazione della casa editrice Playground e del libro "La dolcezza" di Christophe Honoré. Introduce l'editore Andrea Bergamini. Lunedì 21, ore 18: "In viaggio con Martha" di Gianluca Polastri (Ananke). Con l'autore sarà presente Fabio Perra ispiratore/protagonista del romanzo. Introduce Francesco Pettinari. Martedì 22, ore 18: "Testosterone" di Joe Oppedisano (Bruno Gmünder editore). Con Joe Oppedisano sarà presente il modello e cantante Colton Ford. Mercoledì 23, ore 18: "Vita e cultura gay. Storia universale dell'omosessualità dall'antichità a oggi" a cura di Robert Aldrich (Cicero editore Venezia). Interviene Vincenzo Patanè, autore del saggio, presente nel libro, sull'omosessualità in Medio Oriente e Nord Africa. Introduce Gianni Vattimo. Giovedì 24, ore 18: "Quando si ama si deve partire" di Delia Vaccarello (Piccola Biblioteca Oscar). Incontrerà l'autrice Margherita Giacobino. Da segnalare le polemiche che precedono almeno un paio di queste presentazioni, legate al rifiuto della Fnac.

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INCONTRO. Venerdì 18 aprile, ore 15, al Cinema Centrale, via Carlo Alberto 27, il Torino glbt F (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ilm Festival e il Museo Nazionale del Cinema, in collaborazione con il servizio glbt del Settore Pari Opportunità del Comune di Torino, con il Servizio Pari Opportunità della Provincia di Torino e il Coordinamento Torino Pride, invitano insegnanti e educatori a un incontro di scambio e approfondimento su esperienze e bisogno riguardo le tematiche dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere nelle scuole torinesi. Verrà proiettato il documentario "It's Still Elementary" di Debra Chasnoff (USA, 2007) che mostra l'esito del lavoro svolto da educatori impegnati a affrontare nelle scuole americane la lotta contro i pregiudizi omofobici. Sarà presente la regista, con diversi operatori. Ingresso libero. MOSTRA. Venerdì 18 aprile, ore 18,30, la Fondazione Artèvision, via Santa Giulia 14/c, in collaborazione con il Festival Internazionale di Cinema glbt "Da Sodoma a Hollywood", presenta l'evento inaugurale della personale di Lorenzo Marcucci "Censored Photos & Oops I did it again". L'autore sarà presente all'aperitivo aperto alla stampa e al pubblico. La mostra resterà aperta e fruibile gratuitamente tutti i giorni, ore 15-19, fino al 15 maggio. MOSTRA + LIBRO. Venerdì 18 aprile, ore 18,30, al Caffè Chinese, via Santa Chiara 8/b: "Il giorno dopo" - mostra di Mario Saroldi e presentazione del libro "Il giorno dopo" di Andrea Varca. L'iniziativa a cura del Gruppo Lambda in collaborazione con la Fondazione Sandro Penna inserita fra gli appuntamento del Festival Internazionale di Cinema glbt "Da Sodoma a Hollywood". Info 011/521.20.33. LIBRO. Lunedì 21 aprile, ore 18, alla Libreria Feltrinelli di piazza CLN 251, presentazione del romanzo di Gianluca Polastri "In viaggio con Martha", edito da Ananke. Con l'autore, intervengono Andrea De Marchi e Fabio Perra. Iniziativa inserita tra gli appuntamenti del Festival Internazionale di Cinema glbt "Da Sodoma a Hollywood". MANDARINA VIAGGI. L'agenzia di via San Dalmazzo 2 propone per l'estate le destinazioni internazionali gay più fashion: Ibiza, Mykonos, Paros, Creta, Rodi, Sitges, Cipro, Sharm el Sheikh, Hurgada, Tel Aviv, Bodrum, Gran Canaria, Thailandia, Bali, Fort Lauderdale, Miami, San Francisco, New York, Santa Monica (Los Angeles), Mexico City, Rio de Janeiro, Cuba, Santo Domingo, Fortaleza, Recife, Sydney. Info 011/562.58.12, info@mandarinaviaggi.it SHORTBUS. Shortbus Cafè è un cocktail cafè culturale sotto la Mole, in via Gaudenzio Ferrari 5/I. Libri e dvd glbt in vendita e consultazione. Tutti i venerdì è "C&C Glbt" - aperitivo con cioccolata e cultura glbt, dalle 19,30. Sabato 19 aprile: Claradh Live Unplugged, concerto gratuito in acustica dalle ore 22. Fino al 9 maggio, espone Maurizio Turinetto con "Cuba Libre". Info 011/276.39.87. METROPOLIS. Sabato 19 aprile, il Club Metropolis, via Principessa Clotilde 82, propone una serata gay in allegria e simpatia, l'intrattenimento è affidato alle performance di Cipria, Rosy e alle barzellette di Emilio. Il club è dotato di area fumatori. CAFFE' LERI. Al Caffè Leri, c.so Vittorio Emanuele II 64, in occasione del Torino glbt Film Festival, tutte le sere numerosissime sorprese. E, per chi è in possesso del ticket-cinema del Festival, uno short drink in omaggio. Info www.myspace.com/lounge_girls TRASH IT! Sempre al Caffè Leri, tutti i giovedì, dalle ore 20,30: Trash it!, l'Aperitivo più Trash di Torino; selezioni musicali by dj July e dj Duck, sexy animazione by Giulia e Carol, voice Valery. Giovedì 24 aprile: special guest: dj Clean Pee. Ingresso libero, consumazione facoltativa. Info www.myspace.com/lounge_girls LA FENICE. È un piccolo gruppo di ragazzi omosessuali cristiani che esiste da oltre due anni e che vuole fare un cammino di confronto e di crescita nella preghiera e nella lettura della Parola, affrontando anche temi legati alla condizione omosessuale. Per ora il gruppo è formato solo da ragazzi cattolici, ma sono ben accetti cristiani di altre confessioni, ragazze, transgender e transessuali. Il gruppo si riunisce circa due volte al mese - tendenzialmente la seconda e la quarta domenica del mese. Info www.gruppolafenice.altervista.org GRUPPO GAM. Il Gruppo Alternativo Motociclistico, attivo in centro e nord Italia, solo da quest'anno presente in Piemonte e Lombardia. Il gruppo organizza attività legate al mototurismo, per persone omosessuali, sia sul territorio nazionale che all'estero. Ogni referente regionale o socio del gruppo propone e organizza viaggi (di uno o più giorni) nel proprio territorio, offrendo la possibilità di percorrere le strade "motociclistiche" migliori. La prossima estate in Piemonte verrà organizzato un giro di tre giorni con alcuni ospiti stranieri, nella zona delle Langhe, per il quale sono aperte le iscrizioni. Il gruppo è aperto a tutti coloro che possiedono una moto, non sono necessarie abilità "corsaiole". Info www.infogam.info, gam@infogam.info 011 SAUNA CLUB. La 011 Sauna Club è aperta 7/7: dal lunedì al venerdì, ore 14-2; il sabato, ore 14-6; la domenica, ore 14-1. Tutti coloro che entreranno in sauna dalle ore 14 alle 20, riceveranno un pass giornaliero che permetterà il rientro per tutto il giorno. Il giovedì: Giornata 011 - ingresso tutto il giorno a 10 euro. Per gli under 25 ingresso ridotto, escluso domenica e festivi. CIRCOLO MAURICE. Al Maurice, circolo di cultura gay lesbica bisessuale e transgender, via della Basilica 3, la segreteria è aperta dal lunedì al sabato, ore 15,30-18,30. Biblioteca, videoteca e centro documentazione sono aperti il mercoledì e il venerdì, ore 18-20, ma si può accedere su appuntamento telefonando negli orari di segreteria o scrivendo a centrodoc@mauriceglbt.org. Il lunedì ritrovo del gruppo transessuali/transgender "Luna", ore 21; il martedì le donne dell'"Altramartedì", ore 21,15; il sabato Gruppo Gayo, alle 17. Info 011/521.11.16, segreteria@mauriceglbt.org.

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L'offerta del cavaliere a montezemolo - roberto mania (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Economia L'offerta del Cavaliere a Montezemolo Berlusconi gli propone un ministero. E nasce l'asse con Marcegaglia Colazione a palazzo Grazioli con il vecchio e il nuovo leader di Confindustria In gioco il dicastero dello Sviluppo economico. Per ora solo smentite ROBERTO MANIA ROMA - Silvio Berlusconi invita a colazione Emma Marcegaglia e offre un posto di ministro a Luca di Montezemolo. Accade a palazzo Grazioli, residenza romana del premier in pectore. A tavola, all'inizio, sono solo in quattro: il Cavaliere, il suo braccio destro Gianni Letta, la giovane imprenditrice mantovana che guiderà la Confindustria nel prossimo quadriennio e il direttore generale di Viale dell'Astronomia, Maurizio Beretta. Montezemolo arriva più tardi da Torino, dov'era per l'assemblea della Fiat. Ma giunge in tempo. La colazione prosegue. Poi Berlusconi e Montezemolo si appartano e parlano tra loro, da soli, fitto fitto. "Abbiamo discusso di questioni internazionali, di Tony Blair che è in Italia come inviato del Quartetto per il Medio Oriente...", diranno. Ma è durante quel colloquio che il Cavaliere prova a giocare la sua carta, forse "la sorpresa" che ha più volte annunciato, prima della sua salita al Colle con la lista dei nuovi ministri: Montezemolo, l'immagine di un'Italia vincente e con tanti legami internazionali, nella sua squadra di governo. Un'offerta reiterata perché l'avrebbe voluto già con sé - è noto - la volta scorsa. Non gli chiede una risposta immediata. Lo invita a rifletterci e a parlarne poi a tu per tu con Gianni Letta, questa volta a cena. Difficile che Montezemolo possa accettare. Eppure per l'uomo della Ferrari, che ormai è solo formalmente il presidente della Confindustria per ancora meno di un mese, ci sarebbe il posto da ministro per lo Sviluppo economico, un tempo il ministero dell'Industria. Chi meglio di lui, diventato nel tempo così politicamente sensibile? E poi non dovrà essere questa una legislatura di "decantazione", per dirla con il prossimo ministro dell'Economia, Giulio Tremonti? E allora perché non copiare l'amico Nicolas Sarkozy che si è messo in squadra il socialista Bernard Kouchner, in un posto chiave come quello del ministro degli Esteri? Dimenticare Vicenza, insomma, per il nostro Cavaliere. Lo scontro clamoroso del 2006, tra imprenditori self made, quelli del lombardo-veneto, e l'establishment confindustriale, quello del "capitalismo di relazione". Ora a Viale dell'Astronomia c'è la "post-ideologica" Marcegaglia (secondo la definizione di Maurizio Sacconi, senatore di Forza Italia) che ha scelto una squadra di medi industriali, orientati all'esportazione, lombardi e veneti, appunto, senza cognomi altisonanti. E il Cavaliere non è più un estraneo nella finanza che conta. Tanto più che ha deciso di giocarsi la faccia sulla cordata tricolore per salvare l'Alitalia dal baratro del fallimento. Su Montezemolo, Berlusconi non si è consultato con i suoi. Almeno non pare. Ma - si sa - da quelle parti conta solo lui. L'idea, peraltro, nel partito di Via dell'Umiltà non piace affatto, nemmeno tra i forzisti che dovrebbero entrare nel Berlusconi ter. "Questo dovrà essere un governo tutto di politici", spiegano. "L'ipotesi di Montezemolo, che certo non è mai stato uno dei nostri, è destituita di ogni fondamento", insistono. "E poi: in quota Forza Italia? Così perdiamo la maggioranza nel Consiglio dei ministri. Per noi sarebbe una penalizzazione". Dunque qualche riflessione l'hanno fatta, perché non appaiono del tutto impreparati. Infatti la voce gira e rigira nei palazzi della nuova politica pidiellina. Tanto che a metà pomeriggio arrivano, sincronizzate, le due smentite. Prima quella di Berlusconi: "Non ho offerto alcun ministero a Montezemolo, anzi è lui che mi ha proposto di andare a lavorare in Fiat...". Poi quella dell'industriale: "Non abbiamo parlato di un mio incarico". Non viene smentito invece che nel colloquio sia stata messa una pietra tombale sull'eventualità che il leghista Roberto Calderoli possa essere uno dei vicepremier. Questione, evidentemente, non di carattere internazionale. Ma ieri - più nei sottintesi che nella parole - di offerta ce n'è stata anche un'altra. Questa volta alla "lady d'acciaio" della Confindustria. Perché dietro l'ampia condivisione degli obiettivi indicati dalla Marcegaglia nel suo programma per il biennio 2008-2010, è sembrato prendere corpo il progetto di un patto per la crescita sulla spinta di una campagna elettorale vinta anche - se non soprattutto - sui temi economici e sociali, questione salariale innanzitutto. E allora, subito la detassazione degli straordinari e dei premi aziendali o individuali, collegati alla produttività. "Noi siamo molto favorevoli", ha risposto il prossimo presidente della Confindustria. La quale, ieri, ha compreso che la partita principale si stava giocando più in là, in quel vis-à-vis tra Berlusconi e Montezemolo. In quell'azzardo del Cavaliere che, se - come sembra - non andrà in porto, farà però riprendere dal cassetto il progetto montezemoliano di creare un nuovo think-tank. Perché la politica, lui, il presidente uscente, ormai, non la lascia più.

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Berlusconi: no alle ronde nelle città - gianluca luzi (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Berlusconi: no alle ronde nelle città "è compito della polizia". E crescono i dubbi su Calderoli vicepremier L'ex ministro potrebbe restare fuori dal governo Ancora aperto il caso Formigoni GIANLUCA LUZI ROMA - Berlusconi continua a mettere paletti al "linguaggio" della Lega. Preoccupato dei danni di immagine che le espressioni bellicose dei lumbard possono arrecare, il futuro premier cerca di mettere un freno e di rassicurare. Ieri è stata la volta dei fucili e delle ronde per l'autodifesa, argomenti sempre cari ai seguaci di Bossi. Berlusconi disapprova. "Io credo che sia lo Stato che deve avere competenza in materia, non condivido questo tipo di autodifesa da parte dei cittadini. - avverte il Cavaliere - I cittadini devono poter contare sulle forze di polizia e cioè su un esercito del bene che si frapponga all'esercito del male. Ma non è dei cittadini questo compito". In sintonia con il Cavaliere anche il candidato del centrodestra a sindaco di Roma Alemanno che boccia l'idea padana: "Io sono contrario alle ronde e al braccialetto da mettere alle donne, mi sembra un burka elettronico che offende la dignità delle donne. Voglio che ci sia personale in divisa che vigili sui cittadini". Il problema del linguaggio leghista c'è e Berlusconi si affanna a spiegare che si tratta di metafore, ma che in realtà non c'è nulla da temere. "La verità - sostiene infatti il leader del centrodestra - è che la Lega usa in certi suoi protagonisti un linguaggio che non dovrebbe usare. Quando parlano di fucili, sono iperbole e metafore che usano per comunicare con il loro elettorato magari che appartiene alla classe popolare, poi però non ci sono conseguenze". Mentre Berlusconi cerca di arginare le "metafore e le iperbole" dei leghisti, la formazione del governo è in stand by in attesa del ballottaggio di Roma: in caso di sconfitta, infatti, Alemanno avrebbe un ministero. Berlusconi deve risolvere alcuni problemi rimasti sul tavolo: il primo è il peso della Lega che rischia di sbilanciare l'assetto del governo creando insofferenza negli altri partner, come dimostra la raccomandazione dell'Mpa di Lombardo di non squilibrare l'esecutivo verso il nord. Bossi continua a dettare il suo organigramma che prevede Calderoli vicepremier, lo ha detto anche ieri incontrando i parlamentari eletti del Carroccio. Ma Letta non sarebbe affatto contento di lavorare in tandem a Palazzo Chigi con l'ex ministro delle Riforme. Quindi Calderoli sicuramente non sarà vicepremier rischiando anche di rimanere fuori dal governo. L'altra grana che Berlusconi deve ancora risolvere è quella di Formigoni. Il Governatore puntava o alla presidenza del Senato o a un ministero importante. Non avrà né l'uno né l'altro e rimarrà dove sta perchè Berlusconi non vuole la Lega alla testa della Regione, ragione per cui ha convinto anche Galan a rimanere alla guida del Veneto, né vuole nuove elezioni in Lombardia. Formigoni resterà Governatore fino al 2010, cioè fino alla scadenza naturale. A quel punto sarebbe lui a decidere se ricandidarsi per la quarta volta, ma nel frattempo, quando ci sarà l'incontro decisivo previsto per i prossimi giorni, Berlusconi potrebbe offrirgli un incarico politico di rilievo: quello di coordinatore unico del Pdl.

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Ma sul governo la lega non molla "il cavaliere deve rispettare i patti" - paolo berizzi (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Gli 85 parlamentari del Carroccio hanno festeggiato l'elezione con Bossi in via Bellerio Ma sul governo la Lega non molla "Il Cavaliere deve rispettare i patti" La più applaudita di tutti nel cortile della sede la leghista del Sud Maraventano Domani nuovo incontro tra Bossi e Berlusconi: si deve chiudere per evitare sorprese PAOLO BERIZZI MILANO - La Lega non vuole sentire storie. "Niente tentennamenti e soprattutto si sta sulle cose decise e sulla parola data", dice Umberto Bossi. Il tono perentorio usato dal senatur sulla formazione del Governo vuole significare una sola cosa: che "indietro non si torna", come ha confidato ieri ai colonnelli nella sede di via Bellerio dove gli 85 parlamentari eletti nelle file del Carroccio hanno posato per una foto di gruppo con il Capo. E che "bisogna fare in fretta, molto in fretta". La partita per i ministri, taglia corto Bossi, "si deve chiudere prima dell'elezione dei presidenti di Camera e Senato, sennò - aggiunge - sono sempre possibili sorprese". Assicura, il segretario federale, che la lista dei ministri, almeno per quanto riguarda quelli leghisti, "sarà chiusa entro sabato. Voglio avere un accordo scritto, nero su bianco" - ha spiegato ai suoi. Proprio per sabato, non a caso, è stato fissato un nuovo incontro, a questo punto decisivo, tra Bossi e il premier in pectore Silvio Berlusconi. In casa Lega non c'è uno che non sia pronto a scommettere che la rosa proposta e annunciata ai giornalisti domenica scorsa dopo l'incontro di Arcore alla fine non verrà rispettata. Perché - come riferisce un dirigente che ha partecipato alla riunione di ieri nel quartier generale leghista - "ad Arcore ci è stata data la parola". E dunque: Bossi ministro per le Riforme, Maroni all'Interno, Calderoli vice premier, Luca Zaia alle politiche agricole e Castelli vice ministro alle Infrastrutture. "Non ci piove", - è il ragionamento che fa lo Stato maggiore del Carroccio - , "solo con questa formazione possiamo tenere fede agli impegni che abbiamo preso con la valanga di elettori che ci hanno votato". Secondo il disegno di Bossi, per esempio, da Maroni al Viminale non si può prescindere. "Lì ci vuole uno con le palle", ha ripetuto nei giorni scorsi. E' questo il tassello che appariva e appare più difficile da posizionare tenuto conto degli equilibri della coalizione che ha vinto le elezioni. Ma tant'è, il motore nordista è tirato al massimo. "L'unica cosa che si può lasciar fuori sabato sono i sottosegretari, ma sui ministri non si discute". Lunedì scorso Berlusconi aveva frenato il Carroccio affermando che tutto era ancora da decidere. E annunciando una "sorpresa". Forse anche e soprattutto per sfornare una squadra di governo che non appaia ostaggio di Bossi. Un incarico ministeriale a un esponente del centrosinistra o comunque a una personalità non organica né vicina al Partito delle Libertà? Chissà, di certo, almeno nelle intenzioni, un "colpo di teatro" in perfetto stile-Cavaliere. Ma ci sono sorprese e sorprese. Quelle di cui ha parlato ieri Bossi - "si deve chiudere senno' sono sempre possibili sorprese" - hanno un significato un tantino diverso. Il senatur agita il rischio di un eventuale cambio di passo se le cose non dovessero andare "come da accordi". Se intenda "sorprese" da parte del premier in pectore o da parte della Lega non è dato sapere. Gli 85 parlamentari, tra Camera e Senato, che andranno a Roma a rappresentare la Lega hanno ascoltato nel cortile di via Bellerio la parola d'ordine del Capo: "Andiamo al Governo per fare subito le riforme". La più applaudita è stata la pasionaria siculo-leghista Angela Maraventano, neoeletta senatrice. Il più rilassato l'ex ministro della Giustizia Castelli, che durante le foto di gruppo faceva il gesto delle corna ("come Berlusconi").

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Totoministri, no di Montezemolo e Calderoli non sarà vicepremier Bossi furente: bisogna rispettare i patti. Folla di pretendenti al ministero della Giustizia (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Totoministri, no di Montezemolo e Calderoli non sarà vicepremier Bossi furente: bisogna rispettare i patti. Folla di pretendenti al ministero della Giustizia di Marcella Ciarnelli / Roma Sfoltire. Questo l'imperativo categorico del Cavaliere. I nomi diventano sempre di più ed i posti da assegnare sono sempre gli stessi. Per questa mattina è prevista una riunione dello stato maggiore del Popolo della libertà proprio per cominciare a ridurre ad un numero accettabile i nomi dei concorrenti al prossimo governo Berlusconi. Il capo, secondo tradizione, disdegnerà le celebrazioni del 25 aprile. "Lavoro, lavoro". Quindi ci sarà tutto il tempo nella giornata per altri di dovuta celebrazione, per procedere ad una prima valutazione dei nomi da abbinare ai posti. Sempre tenendo ben presente il necessario equilibrio tra le diverse componenti della coalizione di governo che rischia sempre di andare in crisi. Perchè se un nome salta, a catena, rischiano di non essere più validi tutti gli altri con l'esclusione delle certezze ormai acquisite a cominciare da Giulio Tremonti e Franco Frattini. Al momento è definitivamente saltata la candidatura di Roberto Calderoli al vicepremierato in coppia con Gianni Letta, ipotesi mai gradita dal consigliere privilegiato di Berlusconi. E Bossi già si agita. E preannuncia momenti di tensione alta. "Niente tentennamenti e soprattutto si sta sulle cose decise e sulla parola data" ha ammonito al termine della riunione con i suoi eletti. A rendere più confusa la situazione c'è la voglia di Berlusconi di poter esibire nella compagine ministeriale almeno un fiore all'occhiello colto in un campo estraneo alle logiche di partito. Dopo il tentativo fallito con Pietro Ichino, ieri è toccato a Luca Cordero di Montezemolo accogliere le avance del Cavaliere. Amena colazione a Palazzo Grazioli, presente anche Emma Marcegaglia, che ha avuto al momento del dessert, in un momento ritagliato alla compagnia, l'offerta del ministero delle Attività produttive. L'incontro è stato raccontato dai due interlocutori con dovizia di battute. Berlusconi ha scherzato su "un posto alla Fiat" che gli sarebbe stato offerto dall'ex presidente della Confindustria. In realtà Montezemolo ha ringraziato ma dopo qualche ora, in serata, ha comunicato di persona a Gianni Letta di non essere interessato. E così è rientrato in campo Claudio Scajola. Se fosse possibile il Ministero della Giustizia potrebbe diventare una specia di piccolo governo dato il gran numero di aspiranti. E' a rischio l'incarico per Elio Vito, il devoto capogruppo. A rendergli la vita difficile c'è l'ipotesi di un ministro donna, l'avvocato Maristella Gelmini, agguerrita coordinatrice regionale di Forza Italia che può vantare nel suo curriculum la presenza al fianco del Cavaliere nella sera in cui, in piazza San Babila, nacque il Partito del predellino, poi diventato Popolo della libertà. Nella scorsa legislatura da parlamentare la Gelmini era membro della Giunta per le autorizzazioni a procedere, del comitato parlamentare per i procedimenti d'accusa e della commissione Giustizia. Il passaggio al Ministero potrebbe essere una logica conseguenza. Ma se si riapre la trattativa allora potrebbe rientrare in campo l'ex guardasigilli Roberto Castelli ed anche, ma a questo punto si tratterebbe di un vero terremoto, anche Ignazio La Russa per ora saldamente alla Difesa. Nell'elenco c'è spazio anche per Giulia Bongiorno che però non sembra per nulla interessata ma di cui Fini resta sponsor. E per Marcello Pera, già presidente del Senato, che preme per un incarico. Chi più ne ha più ne metta. Una variabile importante sono le collocazioni di Roberto Formigoni e Gianni Alemanno. Di entrambe si parlerà dopo il ballottaggio di Roma. Se sconfitto nella sfida di Roma Alemanno potrebbe occuparsi di Welfare. Più complessa la collocazione per Formigoni se il governatore della Lombardia dovesse insistere sul ruolo romano. Mira alto Formigoni: presidenza del Senato, Esteri, Interni. Sarebbe davvero un problema se non volesse sentir ragioni.

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La battaglia di roma - (segue dalla prima pagina) (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Commenti LA BATTAGLIA DI ROMA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono sentimenti che qualcuno giudica fuori moda, nel momento in cui figure di riferimento del Popolo della libertà come Marcello Dell'Utri propagandano i diari fasulli di Benito Mussolini e invitano nuovamente al repulisti revisionista nei libri di scuola. Ma che mantengono un valore di discrimine, dal momento che riportano la politica a scelte essenziali, di qua o di là, senza terzismi e volteggi più o meno eleganti. Perché in primo luogo c'è il valore non soltanto nazionale della città di Roma, la capitale di un'Italia che rischia di essere spartita e lottizzata a colpi di spesa pubblica fra l'autonomismo leghista di Umberto Bossi e l'autonomismo meridionale di Raffaele Lombardo. Oggi infatti Roma non è soltanto la "ladrona" maledetta dagli slogan nordisti; è anche l'immagine nel mondo di un'Italia che vive e si alimenta di contraddizioni territoriali e politiche profonde. Si tratta di un'immagine estetica, storica, mitologica, e inevitabilmente di un'immagine politica. Se cade, Roma diventerà lo spot pubblicitario internazionale del centrodestra trionfante. Ma nello stesso tempo la partita per il Campidoglio è, se possibile, ancora più ampia. Si svolge entro un perimetro che racchiude il futuro della politica italiana e implica un giudizio sull'evoluzione del sistema democratico e sui futuri rapporti di forza tra i partiti. Per il centrodestra, la conquista di Roma costituisce la possibilità di sigillare con un risultato spettacolare l'esito delle elezioni del 13-14 aprile. Basti pensare che solo due anni fa, alle amministrative del 2006, Alemanno aveva raccolto uno scheletrico 37,1 per cento rispetto al sindaco uscente Walter Veltroni, riconfermato d'acchito con il 61,4 per cento. è anche per questo che la nuova sfida di Alemanno viene guardata con un fremito di mondana curiosità dall'ambiente dei circoli e dei salotti della Roma che conta. L'eventuale affermazione del "cristiano celtico" Alemanno, del postmissino portatore di una cultura lontana dai principi liberali classici, rappresenterebbe la prova che l'avanzata della destra, una destra composita culturalmente come un collage arlecchino di ispirazioni politiche, è irresistibile e il suo consolidamento è già in corso. Si dovrebbe quindi assistere al veloce e cinico riallinearsi degli establishment, con l'euforia da "bandwaggoning", la corsa a saltare sul carro del vincitore previsto. Per il Partito democratico, di cui Rutelli è una delle figure eminenti, l'appuntamento con questo secondo turno di voto rappresenta una prova sul filo del dramma. Dalla tenuta di Roma dipende infatti il giudizio sul risultato ottenuto da Veltroni sul piano nazionale. Nessuno per ora può contestare la ricostruzione secondo cui l'alleanza organizzata dal Pd ha perso, ma nello stesso si è costituito in Italia un "motore riformista" che servirà a ripartire con un assetto competitivo. Ma quel terzo di italiani che ha votato per il Pd può configurare due entità politiche diverse: un giardinetto residuale, destinato a rattrappirsi, oppure una galassia in potenziale espansione. Il voto della Capitale può rivelare quindi la natura vera e non contingente del centrosinistra, assegnargli una prospettiva, in sostanza, illustrare se la scommessa solitaria di Veltroni ha avuto un senso o se invece è stata semplicemente un azzardo. Naturalmente costituisce un elemento ulteriormente problematico il fatto che a Roma il candidato Rutelli corre con l'appoggio della Sinistra Arcobaleno, il cartello uscito praticamente distrutto dal voto per le politiche, dopo la separazione "consensuale" dal Pd. Fra le molte linee di cui si compone il disegno elettorale di Roma, c'è anche da considerare il fattore psicologico che grava sull'elettorato della sinistra cosiddetta radicale. Può prevalere il senso di rassegnazione dopo la riduzione allo stato extraparlamentare; ma Rutelli e il Pd possono invitare questa sinistra a una mobilitazione che testimoni la volontà di resistere come forza politica, in parte per ragioni immediate, per impedire la conquista da parte della destra, e in parte anche per mantenere aperto il laboratorio istituzionale della sinistra, cioè per predisporre le condizioni di una sua sopravvivenza nel paese. Che in meno di due anni dalla riconferma a valanga di Veltroni si stia assistendo a un testa a testa rappresenta con chiarezza la sfida a cui è sottoposto il centrosinistra. A Roma si sta disputando la possibilità che nei prossimi anni esso sia in grado di rappresentare un'alternativa politica razionale ed efficace. Chiunque non abbia voglia di assistere al trionfo della destra proteiforme che ha vinto le elezioni politiche, e sia inquieto rispetto al programma di "modernizzazione reazionaria" che essa espone, chi non ami la vocazione corporativa di cui Alemanno è uno strenuo portatore, ha la possibilità di sostenere quell'Italia riformista che altrimenti rischia di essere ridotta a minoranza permanente.

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Stai consultando l'edizione del A A2A44192,282,302,09-26,2494992,203,120,07007149,29 Acea2386812,331... (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del A A2A44192,282,302,09-26,2494992,203,120,07007149,29 Acea2386812,3312,300,09-13,1827211,3914,430,54002625,22 Acegas-Aps105205,435,420,11-17,79115,346,980,3000298,70 Acotel15406979,5779,373,55-4,349553,1183,180,4000331,81 Acq. Potab.54972,842,850,81-17,25492,363,430,1000102,21 Acsm29451,521,52-0,20-17,0261,221,830,020071,29 Actelios143077,397,32-0,3310,15135,997,690,1000500,09 Aedes39192,022,02--40,683451,563,410,2500205,98 Aeffe33301,721,71-1,56-34,651001,712,63-184,66 Aem To36381,881,860,16-26,776141,872,590,06001375,65 Aem To w088470,440,446,56-43,43110,410,80-- Aerop. Firenze3270416,8916,89-0,18-6,32016,6518,030,0630152,60 Aicon26061,351,34-1,39-36,755271,242,13-146,71 Alerion12330,640,650,81-9,526110,550,710,0050254,75 Alitalia11230,580,58-3,25-26,6541600,230,790,0413804,28 Alleanza161878,368,38-0,15-5,0420367,848,800,50007077,69 Amplifon36461,881,891,50-46,057131,823,570,0350373,62 Anima39812,062,06-0,10-4,81401,602,160,1520215,88 Ansaldo Sts187149,669,54-2,5011,731347,179,760,2000966,50 Arena1260,070,070,30-49,5314770,050,150,041350,92 Ascopiave29591,531,53-0,71-9,10381,431,820,0850358,18 Astaldi100035,175,17-0,710,214084,025,430,0850508,46 Atlantia3988720,6020,65-0,34-19,69111518,6325,650,620011777,26 Auto To-Mi2224011,4911,500,67-23,3417311,2314,990,40001010,77 Autogrill178729,239,27-0,29-19,6113549,2311,570,40002348,11 Azimut H.140887,287,330,21-18,1510336,028,890,20001056,31 B B. Bilbao Viz.2760914,2614,160,35-15,28012,8516,83-- B. Carige47732,462,480,44-25,1411712,253,290,07503980,20 B. Carige risp49322,552,57--20,8502,323,250,0950446,41 B. Desio123096,366,370,38-10,59696,027,110,0955743,77 B. Desio r nc128366,636,572,40-5,3045,987,000,115087,52 B. Finnat15620,810,810,10-7,73860,650,870,0130292,66 B. Generali108725,625,621,87-17,172694,626,780,1000625,02 B. Ifis192089,929,89-0,7810,78677,9110,520,3000309,84 B. Intermobiliare98525,095,100,04-28,53164,867,120,2500791,90 B. Italease138137,137,10-0,60-24,7919554,839,490,78001201,40 B. Popolare2420112,5012,481,79-17,15651010,4315,090,83008005,38 B. Profilo26661,381,37-1,51-28,17831,321,920,1470175,39 B. Santander2592113,3913,440,45-8,211411,1814,590,1229- B. Sard. r nc2848414,7114,720,14-11,40413,8916,600,520097,09 B.P. Etruria e L.151827,847,83-0,25-16,53977,169,390,3000422,91 B.P. Intra2306111,9112,1810,335,69529,5411,910,1000670,43 B.P. Milano155608,048,05-0,65-12,4223556,979,180,35003335,22 B.P. Spoleto144437,467,43-2,26-19,5036,919,270,4100163,20 BasicNet34061,761,76-0,57-15,64981,472,290,0930107,29 Bastogi5220,270,270,11-17,602220,240,33-182,30 BB Biotech9251547,7847,721,23-7,12045,9452,800,5439- Bca Ifis w0862873,253,271,9323,13111,623,64-- Bco Popolare w108050,420,410,63-36,945020,320,66-- Beghelli18220,940,941,25-18,241170,871,180,0150188,22 Benetton156458,088,040,09-32,4932518,0011,970,37001476,05 Beni Stabili13850,720,71-1,00-4,2728130,610,780,02401370,71 Bialetti24111,251,24--24,5001,171,65-93,38 Biesse2522613,0312,97-1,720,434011,2414,650,3600356,88 Boero5324727,5027,50-7,42021,2029,500,4000119,36 Bolzoni54822,832,840,85-26,64102,753,860,100073,15 Bon. Ferraresi7133236,8436,810,033,72028,0237,110,0800207,23 Brembo161048,328,19-3,77-24,188068,3210,970,2400555,45 Brioschi7360,380,38-0,42-21,711300,350,490,0038274,45 Bulgari139887,227,27-0,16-24,1319256,809,520,29002169,32 Buongiorno Spa33791,751,75-1,69-14,381181,532,19-185,59 Buzzi Unicem3277916,9316,95-0,57-9,7775814,4018,760,40002799,20 Buzzi Unicem r nc2167311,1911,180,04-10,51789,2312,510,4240455,69 C C. Artigiano53072,742,73-2,81-6,95392,643,050,2130780,61 C. Bergam.5820430,0629,73-0,703,37425,3830,721,05001855,51 C. Valtellinese151327,827,77-1,53-13,713877,719,090,40001255,00 Cad It177449,169,15-0,48-9,4238,9810,120,290082,29 Cairo Comm.48892,522,52-1,02-41,00462,304,324,0000197,82 Caltagirone100325,185,200,87-15,4874,656,130,0800622,34 Caltagirone Ed.75843,923,89-0,38-12,02253,644,450,2000489,63 Cam-Fin.19771,021,020,10-25,092821,001,400,0300375,41 Campari114655,925,91-0,84-10,266555,266,600,10001719,46 Cape Live13550,700,70-5,41-22,2250,620,90-35,56 Carraro119456,176,130,59-10,14504,436,870,1250259,10 Cattolica Ass.6403233,0733,341,74-4,705826,4834,701,55001703,51 Cdc45772,362,35-1,39-33,4691,823,890,560028,99 Cell Therapeutics10200,530,531,54-61,4710060,321,37-- Cembre107895,575,56-1,21-11,4914,966,520,220094,72 Cementir Hold117076,056,100,740,272605,186,370,1000962,04 Cent. Latte To51832,682,68-0,52-30,6112,293,860,050026,77 Chl7890,410,410,96-25,032450,280,54-54,72 Ciccolella36911,911,920,42-35,28261,723,020,0516344,04 Cir32881,701,70-0,35-33,1527741,632,540,05001343,08 Class20851,081,09-0,91-23,89410,931,430,0100110,48 Cobra90584,684,65-0,62-26,64524,276,38-98,24 Cofide13220,680,680,72-37,1121320,671,090,0150491,22 Cr Artigiano ge08-----02,392,80-- Cr Valtel w0810560,550,51-11,43-65,844410,551,60-- Cr Valtel w0920541,061,081,89-37,81131,051,71-- Credem163018,428,40-1,55-11,191737,889,480,35002376,91 Cremonini57702,982,98-0,1020,06852,182,980,0800422,62 Crespi13580,700,711,53-27,86320,590,970,035042,07 Csp27241,411,40--23,82141,291,850,050046,80 D D'Amico39812,062,07-0,05-25,67631,882,77-308,30 Dada2711214,0014,243,20-14,482411,3016,37-226,97 Damiani43102,232,21-2,34-40,031771,783,71-183,87 Danieli4498023,2323,14-0,6910,154116,5224,530,0800949,63 Danieli r nc2934215,1515,221,50-4,425512,5115,860,1007612,60 Data Service54292,802,76-2,51-37,41212,804,480,520028,09 Datalogic109365,655,673,28-5,55105,496,080,0600360,66 De' Longhi54182,802,811,74-25,82752,643,850,0600418,30 Dea Capital32101,661,66-0,72-22,051491,542,13-508,36 Diasorin2285411,8011,80-0,75-9,781710,9613,34-649,16 Digital Bros80124,144,13-0,12-19,5713,835,280,080058,39 Digital M. Techn.3876420,0220,270,95-42,451719,8534,79-226,32 Dmail Gr.1953910,0910,07-1,297,83158,0311,080,100077,20 Ducati32661,691,690,1813,4522651,021,69-554,07 E Ed. Espresso42682,202,20-1,61-26,3612422,202,990,1700957,52 Edison30421,571,581,61-26,6215411,552,210,05008139,46 Edison r30591,581,59-0,38-21,43531,582,030,0800174,74 Eems55882,892,90-0,34-27,80642,234,00-122,66 El.En4778724,6824,460,87-7,50223,0027,320,3000119,07 Elica46322,392,39-0,50-30,00622,173,420,0400151,47 Emak90854,694,710,53-9,68184,305,260,1750129,75 Enel134286,936,970,46-14,33314886,548,200,490042896,13 Enertad51602,672,67-0,85-10,42212,302,980,0207252,85 Engineering I.I.4240421,9021,70-0,60-19,87620,9427,330,4800273,75 Eni4685824,2024,26-0,33-3,283103621,0825,611,250096929,68 Enia170998,838,80-2,50-24,27598,8311,66-949,33 Erg2727214,0913,96-5,297,7047449,7714,490,40002117,26 Ergo Previdenza79754,124,11-0,023,39233,124,260,1740370,71 Esprinet132076,826,74-1,19-17,701305,588,290,1400357,45 Eurofly24221,251,26-0,24-39,154941,032,06-30,63 Eurotech94434,884,85-0,80-2,232843,944,99-170,72 Eutelia38551,992,000,66-41,581001,663,41-130,25 Everel Group5260,270,27-1,57-31,16480,250,400,051626,54 Exprivia30281,561,56-1,39-17,202151,231,98-53,06 F FastWeb3785419,5519,50-0,75-21,6110517,8625,673,77001554,38 Fiat2664713,7613,973,17-22,2615776212,1517,700,400015031,51 Fiat priv1988710,2710,552,35-29,7257489,1814,610,40001060,92 Fiat r nc1992610,2910,442,51-29,8958559,3514,680,5550822,38 Fidia175419,068,85-2,7312,551696,109,470,140042,58 Fiera Milano136357,047,04-1,1148,351663,7710,220,3000238,67 Fil. Pollone10940,560,560,09-23,16190,540,760,05006,02 Finarte C.Aste9070,470,471,92-12,93760,430,540,036223,47 Finmeccanica4164921,5121,50-0,78-1,42172418,4822,030,35009146,04 FMR Art'é136897,077,040,36-11,6726,198,000,400025,31 Fondiaria-Sai5034326,0026,08-0,69-7,2430925,1129,691,00003255,81 Fondiaria-Sai r nc3264016,8616,91-0,28-12,878016,4519,881,0020730,09 Fondiaria-Sai w08108825,625,701,69-11,8605,446,71-- FullSix68803,553,54-2,48-42,1913,556,15-39,73 G Gabetti Prop. S.35431,831,830,22-19,2831,672,270,070096,07 Gasplus144067,447,460,707,2426,488,170,0950334,13 Gefran89634,634,690,84-10,7134,285,180,250066,66 Gemina15960,820,833,81-30,8365510,811,200,10001211,35 Gemina r nc17430,900,90--18,9200,901,110,12003,39 Generali5539728,6128,72-0,21-6,75545526,8531,430,750040340,54 Geox170728,828,84-1,61-35,187118,8213,600,24002285,04 Gewiss72033,723,70-1,23-22,98243,344,830,1000446,40 Grandi Viaggi24551,271,27--16,7401,161,520,030057,06 Granitifiandre135026,977,000,37-19,26106,778,640,1200257,04 Greenergycapital140,010,014,35-130200,010,01-5,19 Gruppo Coin81344,204,21-1,18-23,67323,825,50-555,12 Guala Closures80304,154,192,15-4,125383,444,330,0880280,44 H Hera44282,292,28-2,81-24,74100632,293,040,08002361,87 I I. Lombarda3060,160,16-1,3823,8841810,100,16-649,46 Ifi priv3364917,3817,370,87-24,4137315,5622,990,63001334,66 Ifil102185,285,312,65-16,7936544,516,340,10005480,76 Ifil r nc85514,424,39-1,10-24,449183,925,840,1207165,08 Ima2586713,3613,342,95-5,284712,2014,120,6500455,54 Imm. Grande Dis.43282,232,24-0,367,975991,752,520,0350691,17 Immsi17300,890,891,10-31,118680,881,300,0300306,65 Impregilo73773,813,82-0,86-17,1027592,514,600,03001529,62 Impregilo r nc154908,008,00-1,84-15,2557,559,440,040412,92 Indesit Comp.141857,337,27-4,17-31,3510177,3310,670,3850832,46 Indesit r nc2091210,8010,80-0,92-19,04010,8013,340,40305,52 Intek10730,550,55-0,54-20,772430,550,710,0190192,81 Intek r nc18770,971,00-2,92-4,9710,901,040,217214,71 Interpump112305,805,79-1,63-17,28905,417,010,1800463,54 Intesa Sanp. r nc86304,464,46-0,18-10,1426853,874,960,39104156,11 Intesa Sanpaolo92514,784,810,29-10,26355534,225,330,380056616,11 Inv e Sviluppo Med19561,011,01--00,961,15-51,22 Invest e Svil w09530,030,03-0,36-22,5400,020,04-- Invest. e Svil.2760,140,140,71-18,573050,130,190,036234,53 Ipi Spa67343,483,49--6,5303,114,830,5000141,85 Irce50732,622,620,58-0,5302,222,820,020073,70 Isagro69403,583,56-2,01-27,54412,105,140,300062,90 It Holding12130,630,63-0,82-41,384580,501,090,0258154,09 It Way110685,725,790,63-21,8275,727,360,130025,25 Italcementi2694713,9213,970,34-3,6758711,7614,450,36002464,95 Italcementi r nc1956010,1010,170,18-6,061618,0210,750,39001065,07 Italmobiliare11807460,9860,82-0,86-2,741353,3467,331,45001352,69 Italmobiliare r nc8788745,3945,340,87-5,811637,0148,191,5280741,82 J Juventus FC21091,091,091,1112,591890,761,110,0120219,49 K Kaitech6130,320,31-2,22-16,461740,230,38-28,29 Kme Group20061,041,03-0,58-29,971501,001,480,0080243,96 Kme Group rsp23991,241,240,41-18,1371,171,510,108623,63 KME Group w092920,150,167,45-42,69250,130,26-- L La Doria27901,441,42-0,77-13,2501,211,660,044444,67 Landi Renzo61153,163,10-3,7636,774212,283,25-355,27 Lavorwash35381,831,83-6,65381,311,830,020024,36 Lazio5810,300,30-3,0910,250,39-20,32 Lottomatica3765519,4519,48-1,05-20,7961018,2825,010,82502955,79 Luxottica3135416,1916,340,24-24,23142914,7921,370,42007494,78 M Maffei42662,202,251,91-15,5932,152,630,100066,09 Maire Tecnimont71103,673,754,142,4838752,983,68-1184,22 Management e C13550,700,69-1,14-5,4140,660,78-381,85 Marazzi Group93724,844,991,88-25,956374,846,720,2300494,80 Marcolin28501,471,45-1,56-20,99131,471,860,029091,47 Mariella Burani3138716,2116,25--13,357215,6818,710,5200484,80 Marr128726,656,61-1,37-6,27295,977,320,3600442,26 Mediacontech127936,616,610,64-19,1055,788,170,600061,33 Mediaset109325,655,69-0,94-17,1784615,296,820,43006669,21 Mediobanca2567113,2613,32-0,23-5,74188611,7714,070,650010859,60 Mediolanum74433,843,86-0,08-29,0925383,735,420,20002804,15 Mediterr. Acque71493,693,69-1,18-13,2193,054,250,0400283,12 Meliorbanca49202,542,540,20-28,44122,493,570,1300320,83 Mid Ind Cap w1015300,790,795,33-19,8800,540,99-- Mid Industry Cap3870619,9919,99--9,14017,9022,00-75,97 Milano Ass86944,494,50-0,31-15,4912654,045,310,30002031,14 Milano Ass r nc87134,504,45-1,94-14,591724,245,270,3200138,33 Mirato154427,978,000,13-4,4916,818,400,3000137,17 Mittel78484,054,091,49-21,58113,855,170,1500267,50 MolMed40332,082,08-1,75-51,952,15-217,61 Mondadori105435,455,491,14-2,854804,845,610,35001412,60 Mondo TV135046,977,020,44-39,3805,5811,510,350030,71 Monrif13620,700,70-3,12-21,9780,640,900,0240105,53 Monte Paschi Si53752,782,79-0,18-24,09106992,643,660,17006812,68 Montefibre10250,530,52-2,95-9,603590,450,630,030068,82 Montefibre r nc9670,500,500,91-11,7830,440,610,044012,98 MutuiOnline78384,054,05-1,72-6,173273,154,39-159,94 N Nav. Montanari47612,462,482,22-8,622192,052,790,1100302,11 Negri Bossi8700,450,45-1,65-44,69190,430,810,040019,79 Negri Bossi w102830,150,15--42,4300,120,26-- Nice56872,942,92-0,81-20,54262,903,700,0730340,69 O Olidata16350,840,851,18-16,22530,751,060,044028,71 Omnia Network28481,471,46-2,92-29,411930,952,10-38,15 P Panariagroup I.C.63863,303,330,82-25,1822,994,410,1900149,58 Parmalat41442,142,130,52-19,31795752,112,650,15903568,44 Parmalat w1523551,221,230,90-26,79291,201,66-- Permasteelisa2675513,8213,770,95-0,734610,6414,410,3000381,38 Piaggio28421,471,481,16-37,0023531,462,330,0300581,39 Pininfarina192609,9510,0038,58-27,111056,9214,800,340092,68 Pirelli & C r nc11610,600,60-0,62-4,302470,550,640,036480,80 Pirelli & C R.E.3771919,4819,470,51-24,03117519,1727,432,0600829,79 Pirelli & C.10230,530,53-1,05-10,02447680,490,590,02102764,15 Poligr. Ed.12330,640,650,94-42,79760,631,110,263484,04 Poligrafica S.F.2692213,9013,83-0,15-15,28012,6617,860,361516,60 Poltrona Frau25131,301,30-0,46-39,60451,032,150,0150181,72 Polynt70153,623,630,553,54363,473,650,0900373,89 Premafin28151,451,46-0,55-25,444021,451,950,0150596,63 Premuda24751,281,281,43-20,87671,181,620,0600179,89 Prima Ind.5727529,5829,41-0,51-0,10720,7232,480,6500136,07 Prysmian2982815,4015,34-1,30-5,58350512,4616,320,41702780,04 R R. Ginori 17357750,400,41--00,400,400,0530111,98 Ratti8180,420,423,13-18,82390,350,520,051721,96 RCS Mediag. r nc30861,591,57-5,89-28,655591,592,230,050046,78 RCS Mediagroup44302,292,29-0,26-22,413812,272,950,03001676,35 RDB51802,672,66-0,64-14,84251,983,14-122,68 Recordati89264,614,620,48-25,992814,346,310,2150958,16 Reno De Medici7380,380,38-1,75-33,462690,360,580,0165143,77 Reply4463123,0522,90-0,437,811117,8723,940,2800209,29 Retelit4290,220,220,73-14,765550,190,30-93,64 Ricchetti30651,581,57-1,26-5,9481,431,690,023084,77 Risanamento33211,721,71-1,16-52,787121,343,630,1030470,49 Roma A.S.22631,171,14-2,3183,0352040,561,18-154,92 S Sabaf3707019,1419,230,13-14,571115,9922,620,7000220,81 Sadi Serv.Ind.28971,501,48--25,3971,422,000,1500138,68 Saes G.3669218,9518,80-1,48-6,652116,2521,041,4000289,39 Saes G. r nc3057415,7915,992,25-9,7666813,6517,511,4160117,80 Safilo Group33521,731,753,79-26,0630731,682,340,0200494,02 Saipem5574528,7928,74-1,205,88350721,8430,230,290012703,64 Saipem r5392527,8527,85-1,52-2,25023,0028,490,32004,43 Saras71643,703,73-0,08-8,2326732,724,040,15003518,70 Sat186489,639,650,45-23,0109,0612,51-94,96 Save1946510,059,93-3,00-6,6379,6812,050,4300556,33 Schiapparelli820,040,04-0,23-9,817200,040,050,015525,79 Seat P. G.2430,130,13-1,49-53,38552460,100,270,00701031,05 Seat P. G. r2680,140,14-1,86-47,83610,120,270,007618,85 Sias150167,757,67-1,20-24,711907,7510,300,30001764,26 Sirti50422,602,60-0,46-0,9162,162,651,0000578,03 Smurfit Sisa41632,152,15--17,47212,102,620,0100132,44 Snai71533,693,702,98-28,652112,875,180,0387431,55 Snam Rete Gas79754,124,12-0,58-4,5646453,944,640,19008058,07 Snia11590,600,59-2,60-15,5716330,440,710,048784,78 Snia w10500,030,031,98-24,6421700,020,03-- Socotherm100885,215,214,89-19,101914,396,440,0500200,85 Sogefi91644,734,72-2,74-14,5712604,196,050,2000548,57 Sol92304,774,750,44-4,1414,405,050,0680432,37 Sole 24 Ore80844,174,200,89-25,94203,575,64-180,92 Sopaf8630,450,45-0,11-1,15960,430,510,0620187,96 Sorin20371,051,060,57-21,322400,771,36-494,87 Stefanel25041,291,30-3,28-35,35581,122,000,040070,08 Stefanel r86744,484,48--9,4904,484,950,07500,45 STMicroelectr.135667,017,06-0,25-28,1162016,359,740,2278- T Tas3795119,6019,60-0,76-6,40019,6023,191,169434,73 Telecom I. Media2570,130,13-2,84-43,7256460,120,240,1643436,97 Telecom Ita Med. r nc2590,130,133,88-39,09210,120,220,16797,37 Telecom Italia25691,331,32--36,904370681,212,140,080017756,31 Telecom Italia r20271,051,061,54-34,891266680,941,610,09106309,35 Tenaris3292417,0016,88-2,4312,49320712,1617,500,2278- Terna54292,802,820,930,5478102,632,910,14005609,77 Tiscali46222,392,380,5930,67155811,312,39-1013,07 Tod's7460438,5338,701,18-19,913834,5548,11-1174,43 Trevi2920315,0815,131,0524,263668,9615,080,0500965,25 Trevisan Comet.49652,562,56-1,00-21,47492,213,330,070072,32 Txt e-solutions2415312,4712,42-0,82-3,9109,6815,960,400032,72 U UBI Banca3245016,7616,78-0,82-10,38169814,7718,700,800010711,45 Uni Land4940,250,25-0,55-35,6810860,220,420,0050275,65 Unicredito91374,724,793,21-15,811430414,185,700,240062972,52 Unicredito r96915,005,041,31-14,08284,495,880,2550108,64 Unipol38712,002,00-0,50-14,5466741,662,340,12002958,29 Unipol priv34871,801,80-0,50-16,6274591,492,160,12521641,68 V V.d. Ventaglio7990,410,411,84-17,511560,280,500,070052,59 Vianini I.61193,163,16--5,3602,963,380,050095,13 Vianini L.175439,069,12-0,28-18,8287,9711,160,1200396,81 Vittoria2474012,7812,820,876,271119,2312,780,1600417,28 W w Inv e Svil Med 11680,040,04--00,030,25-- War Greenergycap 1140,000,009,09-232810,000,00-- Warr Intek 081750,090,09-0,11-26,32270,020,12-- Z Zignago Vetro92654,794,74-0,862,29324,024,82-382,80 Zucchi56212,902,90--12,0302,763,300,250070,77 Zucchi r nc60923,153,15--10,1103,063,840,030010,78.

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Citto Maselli bipartisan? Il Corriere scrive così, il regista si arrabbia (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del IL CASO Contestato il titolo del quotidiano: "Indecente essere presentato come carino e consenziente verso questa maggioranza" Citto Maselli bipartisan? Il Corriere scrive così, il regista si arrabbia... di Toni Jop Questa poi è davvero bella: far passare il regista Citto Maselli come l'ultimo arrivato alla corte scodinzolante di Berlusconi è operazione con un fronte impossibile e un altro divertente. Ci ha provato, ieri, il Corriere della Sera, testata prestigiosa e autorevole, tuttavia non da ieri agganciata a una frenesia collezionista discretamente trendy: mostrare e cercar di dimostrare come storici rappresentanti della cultura di sinistra siano planati in una zona grigia del pensiero e della vita in cui si possono, finalmente, deprecare i vecchi orientamenti più o meno come errori di gioventù. Ben vengano, questi autodafé, se ci sono, a illustrare la caducità degli ideali e delle cose umane in generale. Ma ci sono? Leggere, intanto, il titolo della spalla a pagina nove del Corriere di giovedì: "Barbareschi "chiama" gli artisti. Gli elogi di Citto Maselli: "Hai idee interessantissime"". Sotto la testatina "Spettacolo bipartisan": va bene, è fatta. Se anche Maselli butta la spugna e si arrende ai nuovi padroni, tiriamo giù la serranda e si va a pescare. Che non ci è mai piaciuto ma si impara. Saltiamo il testo del resoconto, per un attimo, e veniamo alla frase più accesa della smentita che ieri ha fatto il giro del paese: "Che con tutta la mia ormai lunghissima storia politica e culturale - scrive Maselli - possa essere oggi presentato, pubblicato e impaginato come carino e consenziente verso l'attuale maggioranza di governo mi pare sinceramente un'operazione indecente". Ecco, questo è lui, lo riconosciamo e cioè è coerente. Come, del resto, tutta la pattuglia di glorie del nostro cinema raccolte attorno alla sigla dell'Anac, l'Associazione nazionale degli autori del cinema: da Gregoretti a Scola, da Rosi a Monicelli a Maselli. Ma Citto, come lo chiamano tutti, anche i nemici, non è un Calderoli della sinistra. È affabile, cordiale, aggiungeteci una gran dose di umorismo e si capirà come in un consesso sui problemi dello spettacolo offerto da Luca Barbareschi, aspirante veceministro sulla via del governo, il ruolo del tenace regista non possa essere quello di un rotweiler che sbrana ululando. E forse per questo riesce a fare un gioco non suo. Infatti, il servizio riporta solo brandelli maselliani del tipo: "Il tuo documento, Luca, è interessantissimo...ti prendiamo in parola...con governi amici è stato persino peggio...Devo chiederti scusa - rivolto a Gabriella Carlucci ndr - volevo mandarti delle rose...". Torniamo alla smentita: "Le cose - afferma il regista nella lettera al Corriere - sono andate in modo opposto dato che fra la ventina di rappresentanti dello spettacolo che erano presenti mi sono trovato ad essere l'unico che ha affrontato direttamente la bozza di progetto presentata dall'attuale maggioranza, sottolineando che, a parte due righe e mezzo condivisibili sulla creatività e i nuovi talenti, leggibili alla pagina due del loro doucmento, tutto il resto delle corpose e articolate undici pagine inviate alle associazioni le contraddiceva radicalmente, riproponendo tutte le logiche mercantili ed economicistiche contro cui l'Anac - che io lì rappresentavo - si batte da decenni". Un "periodone" mozzafiato: segno che era arrabbiato. Però, è chiaro che oggi se non urli alla fine qualcuno penserà che sei colluso. È dura.

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Finocchiaro: ripartiamo dal Sud Sui capigruppo evitiamo scontri (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Finocchiaro: ripartiamo dal Sud Sui capigruppo evitiamo scontri di Ninni Andriolo / Roma Presidente Finocchiaro, Lombardo vince le elezioni siciliane ma le chiede collaborazione... "Ha vinto ma si trova di fronte un compito molto difficile..." Malgrado quel 65% che vanta alla Regione? "Se è vero che vuole modernizzare la Sicilia, razionalizzare la spesa e dare efficienza alla Pubblica amministrazione, Lombardo avrà un bel da fare. Anche perché dovrà scontrarsi con un pezzo consistente della sua stessa maggioranza. Per questo parla di "opposizione intelligente e colta". Comunque, con quelle percentuali si assuma pienamente la responsabilità del governo. Noi faremo un'opposizione intransigente ma responsabile". Tra Palermo e Roma, lei sceglierà Palermo? "Anche se opterò per il Senato, mi impegnerò ancora di più perché ciò che è germogliato nell'isola possa crescere e radicarsi. Perché, cioè, da Roma si guardi alla Sicilia e al Mezzogiorno con occhi diversi" E lei individua un barlume di speranza per un Pd siciliano che raggiunge percentuali così deludenti nel confronto con il centrodestra? "Io l'ho visto il cambiamento in Sicilia, Si tratta di un processo da coltivare con grande dedizione. Si è appena conclusa la campagna elettorale più bella della mia vita. Ho toccato con mano una Sicilia nuova che si è rispecchiata anche nelle mie liste. Questo pezzo di classe dirigente dev'essere aiutato a emergere". Quel "nuovo" del quale lei parla assegna però al centrosinistra percentuali più basse di quelle ottenute da Rita Borsellino alle precedenti regionali... "Nello stesso giorno il Pd ottiene più del 25% alle politiche e non va oltre il 19% alle regionali. E le liste della Sinistra arcobaleno, che nel 2006 avevano raggiunto l'11%, non superano il 3,5%. Ha pesato negativamente, poi, lo spostamento a destra che c'è stato in Italia. E non va sottovalutata la rete di consenso e il radicamento su cui può contare Lombardo" Lombardo ha esasperato la parola d'ordine dell'autonomia fino a ricadere nel vecchio indipendentismo, ma ha fatto breccia in ceti diversi, trasversalmente... "Si è fatto paladino di un malinteso autonomismo che, però, non ha declinato fino alle estreme conseguenze. Lombardo, altrimenti, avrebbe dovuto dire ai siciliani che da solo, e senza le risorse dello Stato, potrebbe fare meglio di come fa con l'aiuto dello Stato. Una cosa abbastanza difficile da spiegare vista la condizione in cui versa, ad esempio, la sanità siciliana che ha gestito da anni insieme ai suoi alleati". Una parte della Sicilia nuova, in ogni caso, è attratta da Lombardo più che dal Pd e dal centrosinistra... "È possibile che sia così. Muovo da un dato più generale, al quale lego una parte della mia autocritica. Quando grandi masse urbane si ritrovano in una condizione di indigenza la parola d'ordine del cambiamento in qualche modo spaventa..." Viene in mente il servizio de La7 sulla campagna elettorale di Lombardo. La sua vittoria, tuttavia, non può essere ricondotta solo allo scambio voti-provviste di qualche patronato di quartiere... "È rassicurante, tuttavia, un sistema in cui c'è l'amico al quale rivolgerti e in cui la campagna elettorale diventa occasione per un lavoro precario di due o tre mesi. Ecco, in una situazione così, se tu parli di cambiamento proponi una normalità che terrorizza chi è più fragile" Quel sistema vince perché non ha alternative credibili... "In Sicilia si dice: "cu cancia a vecchia ca nova mali s'attrova", chi cambia il nuovo con il vecchio si trova male...". L'isola, tuttavia, ha saputo imboccare spesso strade nuove: la primavera di Palermo, quella di Catania, il Comune di Caltanissetta... "Certo, e questo dimostra che la Sicilia non è irredimibile..." Non si registra piuttosto l'incapacità della sinistra di radicare consenso? Bianco, Orlando, Finocchiaro sono leader di rilievo nazionale. Ma ciò non ha garantito un rafforzamento nell'isola delle forze politiche di riferimento. Perché nel centrodestra non è così? "È vero. Il ceto politico del centrodestra, però, è stato solo occasionalmente impegnato sul piano nazionale e ha lavorato fondamentalmente in Sicilia. La domanda da porsi, tuttavia, riguarda i partiti della sinistra e la fragilità delle loro strutture. Queste elezioni, ad esempio, sono arrivate mentre il Pd era ancora in mezzo al guado" Quanto ha pesato in Sicilia la polemica con Roma sulla composizione delle liste? "Io ho deciso di affrontare i risultati di questo voto senza fare alcuna recriminazione..." Una risposta a chi chiede il commissariamento del Pd siciliano? "Non è da dirigenti politici abbandonarsi alle recriminazioni e trovare capri espiatori. Bisogna riflettere e guardare avanti. Certo, le liste per le politiche hanno influito. Mancavano i rappresentanti di due province, Ragusa e Siracusa, mentre - come previsto dallo Statuto Pd - c'erano molte candidature nazionali. Nello scontro con l'Mpa tutto ciò non poteva non pesare. Va aggiunto che in Sicilia forse non abbiamo creduto tutti con la stessa forza al fatto che ci stavamo candidando per la presidenza della Regione" Avrà riflettuto sulla sua campagna elettorale, ha rintracciato errori che non rifarebbe? "Rifarei quell'esperienza con la stessa passione e lo stesso impegno. Detto questo, però, forse avrei dovuto reclamare con più forza un maggiore coinvolgimento del gruppo dirigente nazionale. Ma mi sono assunta fino in fondo tutta la responsabilità. Voglio ricordare, tuttavia, che non abbiamo perso solo in Sicilia, ma nell'intero Mezzogiorno". In Sicilia un po' di più, per la verità... "Certo, ma il riferimento al Mezzogiorno va fatto anche perché questa discussione sul Pd del Nord mi sembra poco sensata. Nel Paese dove si affermano le leghe, serve una grande forza nazionale. Un Pd che si fa carico di tutto il Paese". Si ai i coordinamenti del Pd nel Nord e nel Sud, quindi? "C'è una questione nazionale, dopodiché è ovvio che ciascuna parte d'Italia ha le sue emergenze da affrontare. Serve un partito che non insegua la Lega, ma sia federato e solidale, capace di non lasciare da solo alcun pezzo del Paese". Come giudica il risultato complessivo del Pd? "Abbiamo avuto poco tempo per far passare il nostro progetto per l'Italia e per organizzare la campagna elettorale. Se avessimo avuto anche un'organizzazione più salda le cose sarebbero andate meglio. Ha pesato poi un giudizio ingiusto sul governo Prodi..." Inevitabile viste le zuffe di questi due anni... "Presiedendo il gruppo dell'Ulivo al Senato credo di aver dato un contributo per tenere in piedi un governo che ha restituito all'Italia la possibilità di costruirsi un pezzo di futuro. Nelle ragioni del voto, poi, ha pesato anche la difficoltà nostra di comprendere fino in fondo ciò che stava avvenendo nel Mezzogiorno. E io credo che lo sviluppo del Meridione, con il Sud del mondo sempre più importante, debba diventare un'opportunità per l'Italia e per l'Europa. Se poi fossimo arrivati alle elezioni con una nuova legge elettorale, e avendo già cominciato a lavorare sui salari e sulle pensioni, le condizioni sarebbero state diverse" E adesso da dove si riparte? "Bisogna radicarsi nei territori, capire bene cosa sta avvenendo nel Paese. E io penso che un gruppo dirigente nazionale in campo da sei mesi, e che subisce una seria sconfitta, dev'essere capace di mostrarsi pienamente solidale. Qui non siamo né gli epigoni della Margherita, né quelli dei Ds. Siamo il Partito democratico. Se riteniamo di aver fatto errori correggiamo la rotta, ma non possiamo né disunirci, né tornare indietro. Abbiamo la possibilità di andare avanti". La sfida di Roma peserà sul futuro del Pd? "Sono convinta che vinceremo sia a Roma che nella Provincia. Non credo che ai romani piacciano i domini incontrastati dalle Alpi alle Piramidi. Abbiamo candidati molto seri, Rutelli e Zingaretti. E a chi conviene che Roma si omologhi al governo nazionale? Lo dico anche a coloro che non hanno votato tradizionalmente per noi. Nel centrodestra, tra l'altro, si stanno già scannando per la composizione del governo.." Ma Berlusconi gode di maggioranze più consistenti di quelle di Prodi.... "In Sicilia Lombardo dice che servono almeno tre settimane per fare la giunta regionale. Ma come, non aveva vinto con il 65%? E anche a Roma i problemi nel Pdl non mancano. La nostra opposizione dovrà essere seria e determinata, e dovrà cercare di evitare il rischio del massimalismo. Dobbiamo essere Partito democratico anche quando siamo all'opposizione, e non solo quando siamo nella maggioranza. Basta con il bipolarismo rissoso. In un Paese serio l'opposizione dev'essere rigorosissima, ma capace di comprendere qual è l'interesse nazionale. Se ci sono scelte strategiche che possono essere condivise, bene. Questo, però, richiede grande responsabilità da parte della maggioranza. E mi auguro che il Pdl la mostri". Lei presiederà i senatori del Partito democratico? "Naturalmente sono pienamente disponibile, ma decideranno i gruppi parlamentari. Credo di aver fatto dignitosamente, e in condizioni difficili, il presidente dei senatori dell'Ulivo. Dopodiché, proprio perché ho ricoperto quella carica, sono la prima a difendere l'autonomia dei gruppi parlamentari nella scelta dei presidenti. Una cosa vorrei si evitasse, però: i bagni di sangue. Vorrei che tutto venisse governato con grande serenità, con una interlocuzione il più possibile sincera dei dirigenti del partito. E soprattutto vorrei si evitasse una rappresentazione che non esiste: quella secondo la quale ci sarebbero candidature imposte dall'alto e candidature che vengono dalla base".

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PALERMOLa faccia del boss sui murales (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del PALERMOLa faccia del boss sui murales L MURALES del volto del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro, alle spalle la Cattedrale di Palermo Foto Ap.

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"abbiamo deluso la gente di sinistra" - marco trabucco (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina XI - Torino L'Arcobaleno La rielezione La Lega Nord "Abbiamo deluso la gente di sinistra" Bresso: a Roma con l'alabarda per chiedere il rispetto delle promesse E' grave per il mio partito non avere nessuno a sinistra Per me Prc e Pdci restano validi alleati Cosa c'entro io con la sconfitta? Il giudizio negativo è stato sul governo Prodi. Sì al dialogo con l'Udc Chi la vota non capisce di essere sul Titanic Così la democrazia rischia una deriva di tipo argentino MARCO TRABUCCO "Come sempre in Italia la matematica è un'opinione". Presidente Bresso, cosa contesta? "Chi si ostina a commentare le elezioni in Piemonte senza guardare ai numeri assoluti dei voti". E cosa dicono quei numeri? "Che il centrodestra, Udc e Destra compresi, ha guadagnato a dir tanto 50 mila voti in regione, rispetto al 2006. E il Pd con Italia dei Valori più o meno ne ha guadagnati 40 mila". Però loro hanno vinto e voi perso. O no? "Certo: se al centrosinistra si aggiungono i voti della sinistra si vede che quella che si chiamava Unione ha perso almeno 250 mila voti. Volatilizzati, scomparsi". L'astensione? "Sì. Quindi ogni riflessione che guardi al futuro deve partire da quei 250 mila voti di gente di sinistra che ci ha sputato in un occhio, ci ha detto che non gli piacciamo e basta". Sono i ribelli alla sinistra del no? "Se fosse così i loro voti li avremmo presi noi, la sinistra del sì". Senza quei voti la sua rielezione è a rischio. Non le converrebbe pensare a un'alleanza con l'Udc? "Cosa c'entro io? Riparliamone a fine mandato. Qui il giudizio è stato sulla coalizione nazionale. Quanto all'Udc sono disponibile al dialogo. Ma intanto penso a recuperare quei 250 mila voti". Come? Cos'è accaduto per strapparveli? "Primo punto: oggi qualsiasi governo per prima cosa deve occuparsi di ridurre un debito pubblico enorme, creato dalla nostra generazioni. Un debito che obbliga a stringere i bulloni delle tasse e che oggi i giovani rifiutano di pagare, perché ci dicono: "L'avete fatto voi, non tocca a noi scontarne il prezzo"". Così votano Lega? "Votano chi balla sul Titanic. O non votano. Il rischio è che a un certo punto il Titanic affondi. è una questione che mi preoccupa molto, perché così la democrazia rischia una deriva di tipo argentino" Votano a destra anche molti anziani. Perché? "Perché in un paese come l'Italia, sempre più vecchio, le pensioni che danno da vivere, non sono tante: intere categorie commercianti, artigiani, agricoltori, negli anni '60 e '70, non per loro colpa si sono costruiti pensioni al minimo o poco più. Adesso sono in difficoltà. In campagna elettorale ne ho incontrati molti a Torino, nelle barriere. Gente di sinistra vecchi militanti del Pci, o ex Dc dell'area Donat Cattin che non ce la fanno a votare Lega e Berlusconi. E allora preferiscono stare a casa". La sicurezza, il problema della quarta settimana, non contano? "Contano: gli immigrati sono un problema soprattutto per chi è povero e ci vive fianco a fianco. Per chi li vede come rivali per una casa popolare: chi vuol comprare un villa in collina non ha questi problemi". Sta diventando bossiana: immigrati kaputt? "Quelli regolari hanno tassi i delinquenza pari agli italiani. Gli altri commettono più reati: se si vuole espellerli bisogna fare i controlli giusti, chiedere a tutti, "cosa fai qui", "come ti guadagni da vivere". Se non dimostri nulla, li accompagni alla frontiera. In Svizzera lo fanno da sempre". La Sinistra ex Arcobaleno su questi temi può seguirla? "Penso sia grave per il Pd non avere un partito alla nostra sinistra. Per cui spero in una riorganizzazione di quell'area. Li incontrerò nei prossimi giorni e dirò che non solo voglio continuare a lavorare insieme nei prossimi due anni, ma che voglio anche aprire un discorso sul futuro". Cosa offre e cosa chiede? "In questi anni in Regione abbiamo fatto una politica sociale attenta: via il ticket sanitario, lavoriamo per ridurre le liste d'attesa, c'è il sostegno al reddito per i cassintegrati, ci sarà quello ai consumi. Voglio continuare su questa strada. Chiedo però che la sinistra lasci stare i problemi che interessano a pochi: e non mi riferisco tanto alla Tav, quanto ai grattacieli, alle infrastrutture che creano lavoro. Siamo dietro il porto di Genova abbiamo l'opportunità di diventare la regione della logistica in Europa. Invece sento resistenze. E i grattacieli sono il simbolo della capacità dinamica della nostra città, del nostro territorio. Poi c'è la questione del federalismo fiscale". Anche su questo tema a sinistra non ci sentono? "Noi abbiamo quasi tutto il bilancio bloccato dalla spesa sociale: sanità, trasporti e così via. Solo il federalismo fiscale può darci vere possibilità di rilancio. E non è vero che il Sud sarebbe penalizzato: Sicilia a Sardegna sono già regioni autonome, le altre ricevono sette volte i fondi europei che arrivano a noi. Lo Stato deve dimagrire, si occupi di sicurezza, giustizia, politica estera e lo faccia bene. Il resto lo lasci a noi, ai territori". Scusi ma lei si chiama Bossi o Bresso? "Sfido il centrodestra su questo tema: e andrò a Roma impugnando l'alabarda lombarda per vedere se sono in grado di mantenere quello che ci hanno promesso".

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Affari, estorsioni e ville hollywoodiane Il sistema Casalesi A Casal di Principe c'è chi dice: La camorra fa bene alla gente . Il reportage di AnnoZero (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Affari, estorsioni e ville hollywoodiane Il "sistema" Casalesi A Casal di Principe c'è chi dice: "La camorra fa bene alla gente". Il reportage di AnnoZero di Massimo Solani / Roma DA QUALCHE SETTIMANA, nel cimitero di Casal di Principe, sulla tomba di don Peppino Diana c'è una copia di "Gomorra", il libro di Roberto Saviano. Ce l'ha messa il padre del parroco ucciso per il suo impegno contro la camorra il 19 marzo del 1994 mentre si accingeva a celebrare messa. Un regalo che il giornalista scrittore ha fatto arrivare a Casal di Principe attraverso Sandro Ruotolo, l'inviato di Annozero. Perché anche sono passati quattordici anni da quei tre proiettili sparati a bruciapelo contro il prete che incitò i paesani alla ribellione contro i clan camorristici, a Casal di Principe e dintorni non si muove foglia che i Casalesi non vogliano. Non c'è appalto che si aggiudichi senza l'avallo del più potente clan camorristico. Non c'è azienda che possa lavorare in pace senza pagare il pizzo ad un uomo delle famiglie Zagaria, Iovine, Bidognetti e Schiavone. E bastava guardare la puntata di Annozero andata in onda ieri sera per capire cosa sia "O'sistema" camorristico, e quanto potenti siano ancora oggi i clan che dal fazzoletto di terra fra Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano d'Aversa si sono mossi alla conquista del mondo. In studio in diretta, per la prima volta, Roberto Saviano seduto al fianco del coordinatore della Dda di Napoli Franco Roberti; sugli schermi una lunga inchiesta condotta da Sandro Ruotolo, in collaborazione con Luca Bertazzoni, che è al tempo stesso un viaggio nella terra dei Casalesi e un incredibile "bignami" dell'economia criminale dei boss della provincia di Caserta. Come Francesco Bidognetti e Antonio Iovine che, uno latitante l'altro in carcere, il 12 marzo scorso firmarono una istanza per trasferire in altra sede ("per legittima suspicione") il processo d'appello Spartacus. E condendo l'istanza con tanto di minacce ad una cronista, Rosaria Capacchione de Il Mattino, al pm della Dda di Napoli Raffaele Cantone e a Roberto Saviano. "Perché i boss hanno paura delle persone che possono bloccarli, di quelli che possono creargli problemi", spiega una donna alle telecamere. È Anna Carrino, la donna del boss Francesco Bidognetti. La mamma dei due rampolli del clan ("mi passavano qualche 50mila euro al mese per mandare avanti la famiglia") che un giorno decise di scappare da Casal di Principe e di chiudere con quella vita. La arrestarono a Roma l'8 novembre scorso e in carcere Anna si è pentita, raccontando tutto agli inquirenti e facendo arrestare 52 uomini dei clan di "Cicciotto 'e mezzanotte", compreso il marito della figlia. Dal carcere ha chiesto al marito di lasciare "O' sistema" e mollare tutto. "Devi pentirti - gli ha detto -. Porta via i nostri figli: la camorra deve essere sconfitta". Lei un colpo lo ha dato. Ma ne serviranno molti altri se davanti alle telecamere alcuni abitanti di Casal di Principe gridano che "La camorra sta a Roma, non qui. Questo lo dicono li uomini di merda come voi". "Qui i camorristi fanno il bene delle persone, non si mangiano il sangue degli operai", spiega un ragazzo. E i morti amamzzati per strada? Non è sangue quello? "Se hanno sparato qualcuno si vede che c'erano dei motivi". Del resto non è un caso se ciscuno degli assessori della giunta comunale (sindaco compreso) è prente di questo o quel boss. Avranno anche loro buoni motivi. Già i motivi. Sempre gli stessi. I soldi, gli affari, il controllo del territorio attraverso la paura e l'intimidazione. Le basi di una ricchezza che ha disseminato il territorio di ville fastose in stile hollywoodiano (famosa quella "modello Scarface" di Walter Schiavone, fratello del boss Francesco detto Sandokan) e di imprenditori che pagano il pizzo in silenzio. Eppure qualcuno ha il coraggio di denunciare. Come Gaetano Vassallo, che ad Annozero ha raccontato le estorsioni, il carcere per associazione mafiosa, le assoluzioni e le bugie prima della denuncia. "Ho sempre pagato il pizzo, ma ho sempre mentito". O ancora l'immobiliarista parmigiano Aldo Bazzini (arrestato e sotto processo) che da Pasquale Zagaria, figlio del boss latitante Michele, si fece prestare 500mila euro per poi ritrovarsi strangolato da quei nuovi soci del sud. "Ma chi poteva sapere - dice oggi - io lo conoscevo solo come imprenditore, poi sposò la figlia della mia compagna". Peccato che, intercettato, raccontava in giro che quella ragazza, aveva fatto bingo sposando "un boss ricchissimo, che ora le fa fare la bella vita".

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Tregua in Pakistan fra governo e talebani Il nuovo governo cerca il dialogo con i ribelli già tentato senza successo da Musharraf (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Tregua in Pakistan fra governo e talebani Il nuovo governo cerca il dialogo con i ribelli già tentato senza successo da Musharraf di Gabriel Bertinetto TREGUA IN PAKISTAN fra l'esercito e le milizie talebane di frontiera. Baitullah Mehsud, capo di "Tehrik-e-Taleban", un'organizzazione ombrello che raccoglie diversi gruppi integralisti, ha ordinato ai seguaci di interrompere ogni attività ostile nei confronti del governo. Baitullah è l'uomo indicato da Islamabad come mandante dell'assassinio di Benazir Bhutto, un'accusa che il destinatario ha sempre respinto. Il governo sostiene di non avere trattato con lui direttamente, ma di avere colloqui in corso con i leader tribali delle zone a ridosso del confine con l'Afghanistan. Nessun accordo formale è stato anzi raggiunto, e per il momento più che di un cessate-il-fuoco concordato, si tratta di un gesto unilaterale da parte di Tehrik-e-Taleban. L'annuncio dello stop ai combattimenti è contenuto nel testo di un volantino diffuso in numerosi esemplari nel Waziristan del sud, area in cui la guerriglia fondamentalista è particolarmente attiva. "A tutti i membri di Therik-e-Taleban -si legge nel documento- Baitullah Mehsud per il bene della pace vieta ogni attività provocatoria". Un funzionario del ministero degli Interni, Rehman Malik, si è limitato ad esprimere soddisfazione per la decisione del capo ribelle: "Se ha detto questo, noi l'accogliamo con favore". Non è la prima volta che le autorità pachistane tentano di venire a patti con l'eversione islamica. Due anni fa accordi vennero siglati con i gruppi talebani, sempre attraverso l'intermediazione dei leader tribali. Nelle intenzioni di Musharraf l'intesa era finalizzata a dividere i gruppi talebani moderati dalle bande armate legate alla rivolta anti-Karzai in Afghanistan. Già a quell'epoca gli Stati Uniti, alleati sia di Musharraf che di Karzai, si erano dimostrati scettici. Il loro timore era che i talebani fingessero di collaborare al solo scopo di ottenere una diminuita pressione militare su di sé. La strategia del dialogo naufragò comunque la primavera scorsa, quando il presidente ordinò l'assalto alla Moschea rossa, che gli estremisti islamici avevano trasformato in una roccaforte armata nel cuore di Islamabad. Per ritorsione i gruppi integralisti lanciarono una campagna di attentati e agguati che provocarono centinaia di morti fra le forze di sicurezza ed anche fra i civili pachistani. Musharraf da parte sua intensificò la caccia ai terroristi rinunciando ai negoziati. Se oggi si torna sul terreno delle trattative, è perché nel frattempo il potere di Musharraf è stato parzialmente ridimensionato sia dalla sua rinuncia al comando militare sia dalla vittoria elettorale delle opposizioni nelle parlamentari dello scorso gennaio. Il nuovo esecutivo tenta di riprendere il cammino avviato e poi abbandonato dal capo di Stato, il quale, almeno in questa fase, lascia fare. Con riferimento ai dubbi di Washington, Iftikhar Hussain, ministro dell'Informazione della Provincia della Frontiera del Nord-ovest, una delle quattro in cui è suddiviso il territorio pachistano, afferma: "Ci vorrà del tempo, devono darci fiducia". Intanto però gli Usa devono digerire il rilascio di Sufi Mohammad, un religioso che predicò la jihad contro le truppe straniere in Afghanistan dopo il rovesciamento del regime dei mullah. Sufi Mohammad, arrestato nel 2002, è tornato in libertà lunedì scorso. La scarcerazione rientra evidentemente nelle clausole dell'accordo di tregua.

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Primarie, Hillary e Barack alla battaglia dei superdelegati Per avere la maggioranza alla Convention di agosto indispensabile l'appoggio dei dirigenti non eletti (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Primarie, Hillary e Barack alla battaglia dei superdelegati Per avere la maggioranza alla Convention di agosto indispensabile l'appoggio dei dirigenti non eletti di Gabriel Bertinetto NON SARÀ LA BASE a risolvere la contesa tra Hillary Clinton e Barack Obama per la nomination democratica. Ne sono sempre più convinti gli osservatori politici americani, di fronte all'andamento altalenante delle primarie. Se anche il prossimo appunta- mento con le urne, il 6 maggio in Indiana e North Carolina, lasciasse la situazione sostanzialmente invariata, prenderebbe forza l'ipotesi di spingere a pronunciarsi subito, senza attendere la Convention di agosto, quei cosiddetti superdelegati che ancora non hanno rivelato il proprio orientamento. I superdelegati sono quei dirigenti il cui voto alla Convention non è vincolato al mandato ricevuto dai votanti nelle primarie svoltesi Stato per Stato. In una decina dei quali si deve ancora votare fra il 6 maggio ed il 3 giugno, giorno in cui per ultimi verranno chiamati alle urne i cittadini del Montana e del South Dakota. La matematica per Hillary, e il calcolo delle probabilità per Barack, dimostrano che nessuno dei due a questo punto può farcela senza l'appoggio dei superdelegati ancora indecisi, che sono 307. Il senatore nero ha infatti con sé 1726 delegati, l'ex-first-lady 1593. Con le restanti primarie ne saranno assegnati globalmente ancora 422. Ora, poiché la maggioranza relativa alla Convention si raggiunge a quota 2025, Hillary non ci arriverebbe neanche conquistando tutti quei 422 rappresentanti. Barack invece in teoria sì, ma è concretamente impensabile che possa realizzare un exploit simile. Dunque saranno 307 superdelegati a far pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra. Fra i boss del partito che potrebbero orientare in maniera decisiva la loro scelta sono l'ex-vicepresidente degli Usa Al Gore, il presidente del partito Howard Dean, i presidenti dei due rami del Parlamento, Nancy Pelosi e Harry Reid. Pelosi in particolare avrebbe molta voce in capitolo perché ben 70 dei superdelegati ancora indecisi sono deputati della Camera da lei presieduta. La questione più importante però riguarda i tempi del pronunciamento da parte di questa élite Democratica. I superdelegati potrebbero sciogliere le riserve durante i lavori stessi della Convention, oppure anticipare il giudizio per evitare di trascinare il duello fratricida sino alle soglie della battaglia finale, quando uno dei due, Hillary o Barack, dovrà comunque vedersela con il candidato già espresso dai Repubblicani, John McCain. A John McCain, in novembre, potrebbe venire a mancare un voto su cui probabilmente contava ad occhi chiusi: quello di Jenna, una delle figlie gemelle dell'attuale presidente George Bush. A sorpresa, in un'intervista alla Cnn, Jenna non ha dato per scontato di optare per il compagno di partito di suo padre. Jenna Bush ha detto di essere "aperta ad apprendere qualcosa di più sui candidati, come credo voglia fare chiunque altro", prima di prendere una decisione. La giovane è comparsa al "Larry King Show" insieme alla madre Laura. Quest'ultima, a differenza della figlia, non ha avuto dubbi nell'eludere la domanda su chi preferisse tra i due contendenti Democratici, Clinton o Obama, affermando che il suo preferito era "il candidato repubblicano". Intanto, dopo avere resistito per mesi, McCain, si è infine rassegnato ad accettare la protezione del Secret Service, l'agenzia federale che protegge tra gli altri il presidente in carica. Il senatore dell'Arizona ha ora una scorta fissa, che lo accompagna negli eventi elettorali. Tra i democratici, Hillary Clinton è da anni sotto protezione in quanto ex-First Lady e Barack Obama ha ottenuto la scorta sin dal maggio 2007.

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Massacrati in casa. La Lega: pena di morte Coppia di anziani colpiti in testa nel Veronese. Il sindaco chiede piazza pulita (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Massacrati in casa. La Lega: pena di morte Coppia di anziani colpiti in testa nel Veronese. Il sindaco chiede piazza pulita / Milano GIALLO Li hanno uccisi dopo averli colpiti più volte alla testa, con un pesante oggetto non ancora identificato. Luigi Meche e la moglie Luciana Rambaldo, due co- niugi di Lugagnano di Sona, nel Veronese, rispettivamente di 60 e 57 anni, sono morti in modo atroce e violento. E, per ora, senza che vi sia un plausibile motivo: nell'elegante villa con piscina in cui abitava la coppia non è stato riscontrato alcun segno d'infrazione violenta, nessun bene di valore sembra mancare all'appello. Il duplice omicidio si tinge dunque di giallo. Il fatto di sangue è avvenuto con tutta probabilità nella giornata di mercoledì, ma il ritrovamento dei corpi è avvenuto solo ieri, poco prima dell'una di notte, quando un nipote della coppia - Simone Veronesi di 35 anni, sposato e padre di due bambini - ha deciso di raggiungere la loro abitazione dopo avere tentato per tutto il pomeriggio di mettersi in contatto con loro telefonicamente (la coppia non ha figli). I due avevano profonde ferite sul capo: l'uomo è stato trovato nella cantina, seminascosto da alcuni cartoni e tessuti, mentre la donna è stata ritrovata in camera da letto, semisvestita. Luigi Meche sarebbe stato ucciso per primo e su di lui l'assassino avrebbe infierito con una mazza o un pesante martello una quindicina di volte. Almeno otto colpi avrebbero sfondato il cranio di Meche e gli altri avrebbero spaccato un braccio. La moglie Luciana sarebbe stata invece strangolata. Ma nella casa tutto era in ordine, per questo i carabinieri di Verona sono convinti che i due coniugi - lui titolare di una piccola azienda di imbiancature, ora in pensione, lei casalinga, benestanti ma non facoltosi - conoscessero il loro assassino, tanto da lasciarlo entrare. Non sono stati notati segni di effrazione su porte e finestre e l'interno dell'abitazione non è stato ritrovato a soqquadro. Sul posto sono accorsi gli specialisti del Ris per i rilievi scientifici, mentre già dalla scorsa notte i militari dell'Arma, coordinati dal pubblico ministero Fabrizio Celenza, hanno iniziato a sentire parenti e amici delle vittime per cercare qualche elemento che possa portare ad individuare l'autore o gli autori dell'omicidio. All'appello dei carabinieri mancherebbe ancora una persona da ascoltare: un giovane collaboratore di Luigi Meche, probabilmente moldavo, visto anche mercoledì pomeriggio dipingere la staccionata in ferro nero che circonda la villa. Una tragedia che ha generato molto timore a Lugagnano, un piccolo paese di 8mila abitanti nella produttiva ma spaventata provincia veneta, che sull'onda lunga dell'allarme sicurezza ha consegnato alla Lega Nord consensi da record. Non a caso il sindaco leghista Gualtiero Mazzi ha commentato: "In casi del genere non escluderei la pena di morte, anche se siamo Italia, il paese del Papa".

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Alemanno va alla moschea "fate anche corsi di italiano" - gabriele isman (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina V - Roma Alemanno va alla Moschea "Fate anche corsi di italiano" "Perché ce l'avete tutti con Calderoli?" GABRIELE ISMAN "Rispetteremo la scelta dei romani e quello che loro sceglieranno sarà il nostro sindaco e con lui collaboreremo". Ore 15.30 di ieri pomeriggio, esterno della grande moschea dei Parioli (e la più grande d'Europa, progettata da Paolo Portoghesi): Abdellah Redouane, direttore del Centro islamico della Capitale, ha appena salutato Gianni Alemanno, il giorno dopo le foto di Gianfranco Fini che controlla i permessi di soggiorno degli immigrati. L'incontro tra il candidato sindaco a tre giorni dal ballottaggio e i vertici del Centro (con Redouane c'erano anche l'Imam, Ala Edin Mohammed Ismail El Ghobashy, e Mario Scialoja, presidente della sezione italiana della Lega musulmana mondiale) dura meno di dieci minuti. Alemanno, preso tra un impegno e l'altro, arriva con un'ora di ritardo, e una coppia attende di essere unita in matrimonio dall'Imam. Tante foto per i flash dei fotografi poi le dichiarazioni: "E' un incontro importantissimo - dice Alemanno, accompagnato da Alfredo Mantovano - perché ci siamo impegnati a dare rispetto a tutte le identità religiose secondo principi di reciprocità. Per il centro islamico vogliamo migliorare i trasporti e avere corsi di italiano dentro la moschea, perché la lingua è la base dell'integrazione". E ancora: "Bisogna separare l'immigrazione clandestina che va sconfitta - ha continuato Alemanno - da quella positiva, che si vuole integrare. Due universi che non possono essere più confusi come è avvenuto in passato". All'Islam di Roma Alemanno chiede "un rapporto di reciprocità e collaborazione per sconfiggere il male dell'immigrazione clandestina, dell'illegalità e dell'insicurezza, un modo per valorizzare l'immigrazione positiva, fondata sul lavoro e sulla crescita economica". E a un giornalista con accento arabo che gli chiede conto delle provocazioni della Lega l'aspirante sindaco dice: "Calderoli e la Lega sanno benissimo com'è questa realtà, il problema non è quello degli immigrati ma della illegalità e dell'immigrazione clandestina. Il Pdl ha le idee chiarissime, partiamo dal rispetto reciproco delle identità. L'integrazione deve avvenire intorno alla nostra identità ma c'è spazio per tutte le altre culture: tutto il resto è folklore". Poi a microfoni lontani Alemanno dice: "Tutti ce l'avete con Calderoni. Prima o poi bisognerà portarlo". Redouane risponde con cortesia: "Che io ricordi - dice Scialoja - qui di candidati s'è visto solo Storace, quando puntava alla Regione". "Il prossimo sindaco di Roma - dice Redouane - avrà rapporti molto proficui con il Centro per l'interesse non solo della comunità ma di tutti i cittadini romani". E per la par condicio sotto ballottaggio, su Rutelli Redouane dice: "Tutti quelli che bussano a questa porta sono benvenuti. Se lo chiede sarà benvenuto. Contatti? Sì, ce ne sono anche con lui". Alemanno, intanto, è già ripartito verso un incontro con una ventina di associazioni cattoliche: stavolta per arrivare prima, niente auto. Il candidato parte in moto, con un'altra moto a scortarlo.

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Il giorno di tutti (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Il giorno di tutti Walter Veltroni Uno tra i più seri e importanti storici italiani, in un suo articolo di qualche giorno fa, ha immaginato la cronaca di questa giornata riportata in una ipotetica Storia d'Italia nel XXI secolo pubblicata tra dieci anni. "Il 25 aprile 2008 si celebrò solennemente in Italia ­ così il racconto del libro ­ il sessantatreesimo anniversario della liberazione e il ritorno della democrazia. Alla cerimonia nella capitale erano presenti, con il Presidente della Repubblica, numerosi esponenti politici: Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Umberto Bossi e Walter Veltroni, ciascuno con una coccarda tricolore sul petto. Ovunque gli italiani festeggiarono l'evento con un inno corale di fedeltà allo Stato nazionale e alla democrazia nata dalla Resistenza". Che una pagina del genere nessuno potrà mai leggerla, perché oggi questo non accadrà, è purtroppo una cosa evidente. Il problema, però, resta tutto. Resta il fatto che come italiani fatichiamo da sempre a riconoscere la nostra storia, a ritrovarci in una vicenda collettiva, persino a identificarci tutti insieme in simboli come l'inno o la bandiera, che per altri popoli sono naturalmente comuni. Resta la questione di un incontro, quello tra memoria e politica, che in questo nostro Paese proprio non riesce a celebrarsi senza che le ossessioni ideologiche del secolo scorso continuino, invece, ad avere la meglio sul saldarsi di una vera coscienza nazionale comune. E così succede, appunto, che una data come il 25 aprile, che dovrebbe unire tutti gli italiani ed essere patrimonio condiviso, come avviene per il 14 luglio in Francia o il 4 luglio negli Stati Uniti, venga invece fatta oggetto di polemiche che definire piccole e contingenti è sin troppo generoso. segue a pagina II.

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

A teatro del lido Un viaggio nella canzone romana , attraverso aneddoti, curiosità e canzoni, legati al tessuto storico e culturale della capitale è proposto dal maestro Paolo Gatti, interprete dello spettacolo Melodie romane. Sul palco anche la cantante Giorgia Fini. In via delle Sirene 22, ad Ostia Lido. Ingresso 9 euro intero e 6 euro ridotto. sala uno Fino al 30 aprile proseguono le rappresentazioni di Dopo le prove traduzione e regia di Reza Karedman. E' la storia di un regista che stà lavorando alla messa in scena dello spettacolo "Il sogno" di Strindber. Durante una pausa l'uomo si intrattiene a conversare con una giovane attrice e scopre che è la figlia della sua ex-amante, anche lei attrice morta da diversi anni. Il testo è liberamente tratto dall'omonimo film di Ingmar Bergman presentato a Cannes nel 1984. Interpreti Valentina Cenni, Reza Keradman e Monica Samassa. Tutte le sere alle 21, la domenica alle 18. Biglietti 15 euro e 12 euro (ridotto). In piazza di Porta San Giovanni 10 ambra jovinelli Semo o nun semo è il titolo di uno spettacolo di canzoni romane a cura di Nicola Piovani interpretato da Pino Ingrosso, Donatella Pandimiglio, Carlotta Proietti, Raffaella Siniscalchi e Massimo Wertmuller. Stasera ultima rappresentazione alle ore 17. Il prezzo dei biglietti varia da 20 a 15 euro. In via Guglielmo Pepe 43; tel. 06492715222 jazz, rock & blues in piazza A largo Petazzoni, a Torpignattara, dalle ore 17 Luca Barbarossa, Marina Rei, Simone Cristicchi in concerto. Ingresso libero mads Dalle 22.30 rassegna punk, rock'n'roll con ospiti a sorpresa. In via dei Sabelli 2 parco della musica In Sala Petrassi alle ore 21 concerto di Dave Douglas Quintet. Biglietto 15 euro (posto unico). Viale de Coubertin fonclea Dalle ore 22 swing'n roll con i Blueswillies di Claudio Gregori. In via Crescenzio 82/a caruso cafè de oriente Dalle ore 22 fiesta latina con i Chirimia. Via Monte Testaccio 36 dune Dalle 22 concerto di Pippo Matino - Dario Dridda Bass Project . A piazza SS Apostoli 52 auditorium santa chiara Il ciclo di concerti e spettacoli in programma all'Auditorium del Municipio XII, prosegue con l'esibizione di Emanuele Urso e il suo Sestetto in "I ruggenti anni dello swing". Alle ore 21.30 in via Caterina Troiani 90, Torrino Nord charity cafè Alle 22.30 concerto dell' Alfa (hard & soul) Quintet. Via Panisperna 68 big mama Dalle 22 i classici del blues con i Blue Stuff. A vicolo San Francesco a Ripa 18 the cotton club Stasera alle ore 22 concerto di Minnie Minoprio & Ettore Zappegno. In via Bellinzona 2 circolo degli artisti Alle ore 23 serata Omogenic . Ingresso 6 euro. In via Casilina Vecchia 42 beba do samba Dalle ore 22.30 rock'n'roll alla consolle il dj Doni. In via dei Messapi 8 lian club Stasera alle 22.30 i Diamante in concerto presentano il loro ultimo lavoro discografico "Musica Mulatta". In via degli Enotri 6 mr godot Stasera alle ore 22 concerto di Cristiana Polegri e Silvia Manca . In via Mocenigo 4 alexanderplatz Stasera alle ore 22 concerto di Gianni Savelli ai sassofoni, Aldo Bassi alla tromba, flicorno, trombino, Pierpaolo Principato al pianoforte, Luca Pirozzi al contrabbasso e Marco Rovinelli alla batteria. In via Ostia 9 qube Dalle ore 22 Muccassassina White Party, in collaborazione con Riedijk Production di Amsterdam. In via di Portonaccio 212 libreria rinascita gordiani Dalle 18.30 "La canzone popolare antifascista" di Piero Brega coin Alfredo Messina alla fisarmonica, Oretta Orengo all'oboe, corno inglese, chitarra e voce. In via Agosta 36 il pentagrappolo Alle ore 22 Zagaros voce con Emilio Merone al piano. In via Celimontana 21/b centri sociali rialto s. ambrogio Dalle ore 22 alle 4 del mattino "Final Party". Dj set a cura di Lady Coco e Gino Woody Bianchi. In salotto dj ospite Mario di Benedetto deep house, vj set a cura di Pintaycolorea. In via S. Ambrogio 4 villaggio globale Alle 9.30 corteo antifascista da Porta San Paolo. Alle ore 22, nella sede di lungotevere Testaccio, serata ska, punk , con Barraluda, I.D. P., Ammoniaka, D.D.R. A seguire selezioni musicali brancaleone Dalle ore 22 Firewater organizza una serata con il dj resident Andrea Lombardo. Ingresso 10 euro. In via Levanna 11 kollatino underground Alle ore 21 la compagnia teatrale La Catapulta presenta ...E dintorni , monologhi di Poe, Pasolini, Queneau, Gozzoni. A seguire concerto degli Underdog. In via G. Sorel. Ingresso 5 euro.

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La giunta nelle mani di berlusconi - antonella romano (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina IV - Palermo La giunta nelle mani di Berlusconi Lombardo vuole un ministero, il diktat blocca la trattativa per la Regione Lunedì si insedia il neopresidente "Nel mio governo ci saranno cinque tecnici" ANTONELLA ROMANO PRESSING su Berlusconi per un ministero all'Mpa. Esordisce con un diktat Raffaele Lombardo, appena proclamato dalla Corte d'Appello presidente della Regione. Il nuovo governatore della Sicilia, che lunedì alle 11, 30 si insedierà con una cerimonia a palazzo d'Orleans alla quale sono stati invitati gli ex governatori e i suoi avversari nella corsa alla presidenza, chiede il riconoscimento politico dell'alleanza siglata per le elezioni dal Pdl con l'Mpa al Sud e con la Lega al Nord. Una richiesta che si traduce con l'assegnazione di un dicastero agli autonomisti siciliani. "Non credo sia possibile che il Movimento per l'autonomia non abbia un proprio ministro nel prossimo governo", ha chiosato Lombardo, preoccupato per l'eventualità di una squadra di governo sbilanciata verso il Nord. La mossa di Lombardo, che con l'Mpa ha portato a Roma due senatori e otto deputati eletti tra Sicilia, Calabria e Campania, blocca di fatto qualsiasi possibilità di trattativa con gli alleati nell'isola. E il futuro della giunta regionale rimane appeso alle decisioni di Berlusconi. "Finché non si risolverà la vicenda nazionale, nella quale sono incluse le rivendicazioni che provengono da Lombardo, non si farà il governo regionale", prevede Angelo Alfano, coordinatore regionale di Forza Italia. Un faccia a faccia, comunque cordiale, quello tra Berlusconi e Lombardo, che è servito anche a mettere a punto alcuni temi irrinunciabili per l'Mpa: federalismo fiscale, lotta alla criminalità, valorizzazione delle autonomie locali. "Chiediamo la presenza nella compagine di governo, l'Mpa deve essere presente nel consiglio di ministri, è un riconoscimento per l'esito delle elezioni", sollecita anche il senatore Giovanni Pistorio, indicato tra i papabili per la poltrona di ministro. Intanto prende forma il puzzle degli incarichi che riguarda posti di governo e sottogoverno per la folta pattuglia dei siciliani eletti. In pole position c'è il senatore Renato Schifani, che martedì quasi sicuramente sarà nominato presidente del Senato. Ed è la prima volta per un siciliano. "Siamo fiduciosi sulla nomina di Schifani alla seconda più importante carica del governo", afferma Alfano, in quota a sua volta per una nomina da vice ministro in su. Tra i ritorni annunciati nell'esecutivo del nuovo governo Berlusconi c'è quello di Stefania Prestigiacomo, ex ministro delle Pari opportunità. Per l'ex presidente dell'Ars Gianfranco Micciché si parla del posto di sottosegretario alla presidenza con delega al Sud. Giulia Bongiorno continua a essere sponsorizzata da Gianfranco Fini: potrebbe essere chiamata al ruolo di vice ministro alla Giustizia. In casa An si prospettano nomine di rilievo anche per Domenico Nania, in predicato per il ruolo di vice presidente del Senato, per Pippo Scalia, possibile sottosegretario, e per Fabio Granata, con tre opzioni che lo riguardano: presidente della commissione Antimafia, presidente o vice della commissione Cultura, sottosegretario ai Beni culturali. Prende forma intanto l'idea di una giunta allargata a un gruppo di assessori "tecnici". "La mia volontà - dice il governatore - è di individuare un nucleo di personalità, quattro o cinque persone, che possano essere riconosciuti da tutti, anche dai partiti, come garanti, assieme agli altri assessori, di una giunta efficiente". Intanto da lunedì Lombardo sarà al lavoro per discutere di alcune priorità, a partire dal piano di rientro della spesa sanitaria, dall'acqua e dallo smaltimento dei rifiuti, dal rendiconto dei fondi strutturali. Il presidente alla cerimonia di lunedì ha invitato i giovani. "Sono - ha detto - il simbolo della speranza, del nostro futuro".

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Il pg chiede dieci anni di carcere per il braccio destro di borsellino (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina XII - Palermo Mafia: in primo grado il tenente Canale era stato assolto Il pg chiede dieci anni di carcere per il braccio destro di Borsellino Il sostituto procuratore generale Amalia Settineri ha chiesto la condanna a 10 anni di carcere dell'ex braccio destro del giudice Paolo Borsellino, il tenente Carmelo Canale, sotto processo davanti alla corte d'Appello di Palermo per concorso in associazione mafiosa e corruzione. In primo grado l'ufficiale dell'Arma era stato assolto. Secondo l'accusa, in cambio di denaro, tra il 1979 e il 1993, Canale avrebbe informato i boss trapanesi delle inchieste a loro carico. L'inchiesta venne avviata nel 1996, in seguito alle dichiarazioni del pentito Antonino Patti. Contro l'ufficiale le dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Giovanni Brusca, che descrisse Canale come un "corrotto". Il processo è stato rinviato al 19 giugno per le arringhe difensive.

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Si pente il genero del boss pastoia scoperto un rifugio di provenzano (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina XII - Palermo Il blitz Vano segreto nella villa del padrino di Belmonte Si pente il genero del boss Pastoia scoperto un rifugio di Provenzano Secondo i carabinieri del reparto operativo di Palermo quel vano segreto sarebbe stato utilizzato come nascondiglio anche da Bernardo Provenzano. La fonte è di prima mano. Ha saltato il fosso e collabora con la giustizia Giacomo Greco, il marito della figlia del boss di Belmonte Mezzagno, Francesco Pastoia, l'uomo di fiducia del numero uno corleonese suicidatosi nel 2005, subito dopo l'arresto nel carcere di Modena. Il rifugio indicato da Greco era in casa del suocero, sotto un armadio c'era una botola mossa da un congegno elettrico e idraulico. Conduce in un vano sotterraneo dove Provenzano si sarebbe rifugiato quando stava in casa di Pastoia, una villa a due piani a Belmonte. Le prime accuse di Greco hanno portato all'arresto del cognato, Giovanni, 30 anni. è stato trovato in possesso di armi e munizioni. Nel bunker, conservate in una valigetta sono state trovate 50 cartucce e una pistola calibro 7,65 con la matricola cancellata. Titolare di una ditta di autotrasporti, Pastoia tradì inconsapevolmente Provenzano, rivelando alle microspie dettagli anche su un piano omicida architettato alle spalle del padrino. L'operazione scaturita da quelle intercettazioni, fu determinante per la cattura, l'11 aprile dell'anno successivo di Bernardo Provenzano. Nell'indagine aperta con le confessioni di Greco sono coinvolte altre quattro persone, denunciate per detenzione e porto abusivo di armi. c.i.

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2.600 in montagna, 211 caduti - carmela zangara (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina XIV - Palermo 2.600 IN MONTAGNA, 211 CADUTI Una studiosa ha censito i protagonisti isolani della Resistenza. L'elenco dei nomi e il racconto di drammi ed eroismi online CARMELA ZANGARA "MIO PADRE - ci dice il figlio Giuseppe - voleva rimanere fedele al giuramento fatto al re. Il re era rappresentato da Badoglio che aveva emanato il proclama di resa. Perciò sbandò". Quale che sia la motivazione, 2600 sono i partigiani siciliani riconosciuti dall'Istoreto, Istituto di Storia della Resistenza di Torino, senza contare coloro che prestarono servizio nelle province di Novara, Vercelli e Biella, le cui formazioni dipendevano direttamente dal Comando di Milano e circa 70 caduti nelle altre regioni. Sono stati 211 i caduti che io ho censito, la lista è pubblicata sul sito Ismli, rete di Istituti di Storia del Movimento di Liberazione in Italia "Ferruccio Parri", da parte dell'Issico, Istituto di storia contemporanea Università di Catania, di cui è presidente Rosario Mangiameli. Duecentoundici uomini che diedero la vita per questo nostro presente, uomini le cui storie private non erano ancora in massima parte storia di tutti. Perché il silenzio caduto sulla loro morte è lo stesso silenzio che pesa ancora su questa pagina di storia. Una storia che si muove tutta sul crinale del passaggio dallo sbandamento alla libera adesione alla Resistenza, che va dalle tante storie di imboscamento alla cattura, dal rastrellamento alla fucilazione. Qualcuno riesce a farla franca. "Mi ospitava una famiglia del luogo - ci racconta il licatese Amoroso) - in cambio aiutavo nel lavoro dei campi. Un giorno vennero i tedeschi. Io dormivo nel fienile, sulla paglia. Per fortuna fui avvisato e mi nascosi dentro una trave di legno che faceva da pilastro, vuota all'interno. Ebbene arrivarono e misero sottosopra la cascina. Mi passarono accanto, avrebbero potuto sentire il mio respiro se soltanto avessi respirato". Altri subiscono violenza: "Calogero era stato trucidato - continua - lo avevano legato e torturato, cavandogli gli occhi e strappandogli le unghie da vivo? le sevizie erano state tante che, mentre lo torturavano, passò da lì un ufficiale tedesco il quale si impressionò talmente da dare l'ordine di smettere. Gli spararono per porre fine alla inumana tortura". Nel giugno del 1944 a Fondotoce (Verbania) 43 prigionieri, tra cui il siciliano Giovanni La Ciacera, vennero fatti sfilare per le strade del centro, con un cartello su cui era scritto: "Sono questi i Liberatori o banditi?", prima di essere, a tre a tre, avviati alla fucilazione in un canale. A Mondovì la vigilia di Natale del 1944 tre siciliani furono fucilati, mentre in una casa di Prea bruciavano vivi due isolani intrappolati nelle fiamme appiccate all'abitazione. A Carignano la morte di due siciliani avviene per impiccagione. "Sono le 10,30. Viene condotto il primo, il secondo, poi il terzo. Cammina a passi svelti ed andatura militare. Declina le sue generalità: Dezardo Liberale fu Giovanbattista e fu Ventre Nunzia, tenente colonnello, nato a Catania il 2 novembre 1893, residente a Sanfrè presso il notaio Milano, via Nazionale. Prima di morire grida: "Viva l'Italia". Ed ecco il quinto. L'andatura ed il viso tradiscono uno stato di eccitazione nervosa. Declina le sue generalità: "Mancuso Piero fu Luigi e di Amelia Ciotti, nato a Palermo il 14 luglio 1920, chimico, residente a Milano, via Vincenzo Monti 21". Chiede una sigaretta e i soldati tedeschi gliene mettono una in bocca e gliela accendono. Tutti gli altri che avevano tirato fuori il loro pacchetto per accontentarlo, lo rimettono in tasca. Al comandante tedesco chiede di avere un bitter. Il tedesco risponde: "Mi spiace non avere bitter per potere accontentare." Quando è sul patibolo grida: " Viva l'Italia"". Tra i luoghi di intensa lotta c'è Forno Canavese: alle 17 i diciotto superstiti al fuoco furono fatti sfilare davanti alla smarrita popolazione e portati nelle cantine del palazzo municipale dove furono picchiati e torturati. L'esecuzione avvenne l'indomani pomeriggio quando gli operai furono fatti uscire dalle fabbriche per assistere alla fucilazione dei prigionieri. Le vittime designate furono incolonnati lungo il cortile della casa del fascio con la schiena rivolta al plotone e colpiti alle spalle. A sera i loro corpi furono caricati su un carro e portati al cimitero dove furono seppelliti in una fossa comune su due strati in senso opposto l'uno sull'altro. Una lapide e un piccolo monumento ricorda i nomi delle vittime tra cui Nicolò Marino palermitano, e Mario Toro di Palagonia. E c'è il dolore dei sopravvissuti, un dolore che ha attraversato il tempo ed è giunto a noi con queste parole: "Avrei voluto che mio marito tornasse a casa anche con una gamba o un braccio, invalido o malato ma tornasse - ci dice con voce strozzata la moglie di Salvatore Privitera - Mi ha lasciato un figlio di un anno meno 8 giorni, un figlio che non ha conosciuto suo padre. Era sepolto nella nuda terra con una croce sopra e una medaglia su cui era scritto il nome: Privitera Salvatore. Lo abbiamo riportato nella sua terra. Adesso riposa nel cimitero di Reitano. Lui era piccolo di statura, un metro e sessanta circa. Ed era la vita mia. Io ero ancora giovane sposa. Soltanto due anni meno qualche mese siamo stati insieme. Il tempo di concepire mio figlio. Adesso mio figlio ha 64 anni". E in un paese vicino Genova cadde sul campo Raimondo Saverino, il partigiano "Severino", un simbolo. Stasera viene commemorato a Licata suo paese d'origine. Un capitolo a parte è quello delle donne nella Resistenza. Ricordiamo la catanese Graziella Giuffrida. Trovata in possesso di una pistola, venne arrestata e condotta alla sede di Comando di Fegino (Genova) dove fu torturata e violentata, prima di essere uccisa e buttata in una delle fosse di via Rocca de' Corvi. In questa località il 28 aprile del 1945 furono ritrovati i corpi di altre vittime. Alcune furono deferite al Tribunale Speciale: Alessandra Marrale, Giuseppina Cosolito di Caltagirone, Amalia Gregorio nata a Santa Teresa Riva, Emilia Ermellino di Messina. Storie ripescate e storie ancora rimaste intrappolate dentro una fossa comune, in qualche registro di Stato civile, nei racconti di sopravvissuti, storie difficili perché la Resistenza fu una pagina complessa e non riconducibile ad un unico piano di lettura. Molte le anime, tante le ombre che ancora l'avvolgono, moltissime le reticenze che la inquinano, spesso connotata come storia di parte. Ma tale non fu, perché fu soprattutto guerra per qualcosa che si chiama libertà. Furono Cuneo e Torino le province con il maggior numero di vittime siciliane, cento partigiani siciliani caduti in ciascuna delle due province. Cinque i siciliani fucilati alle fosse Ardeatine. E poi c'erano i partigiani convinti, quelli che aderirono da subito alla Resistenza, quelli di spicco. Ricordiamo Pablo, nome in codice di Crollallanza, Aliotta che diede il nome a una divisione, Lupo Di Fina anche lui sacrificato e a lui intitolata la Diffida. Più di quaranta i partigiani che ebbero riconoscimento per il loro valore: 10 le medaglie d'oro al valore militare, 20 le medaglie d'argento, dieci le medaglie di bronzo, due le croci di guerra. Rilevante il sacrificio delle famiglia di Emma Di Dio che immolò due figli alla Resistenza: Antonio ed Alfredo, entrambi nati a Palermo il cui padre funzionario della questura si era trasferito a Cremona dove i due giovani studiavano. Entrambi decorati con medaglie d'oro e d'argento e considerati cremonesi di adozione. Non serve stigmatizzare la violenza, né rinfocolare la faziosità, non è questo lo spirito della ricerca da me condotta. A noi che non vivemmo quei giorni la memoria serve per non dimenticare il costo della libertà, il sacrificio di chi rispose al suo richiamo con la vita. Da parte nostra con questa ricerca fatta in modo capillare, attingendo alla banca dati, spulciando il dato comune per comune, nominativo per nominativo, consultando tutti i fogli di riconoscimento, cercando presso gli Istituti di Storia della Resistenza delle varie province del Nord, presso le sedi Anpi, attingendo alle fonti bibliografiche e anagrafiche, vorremmo far luce su un frammento di verità dimenticata, riportando a galla simbolicamente tutti quei caduti ancora non codificati che morirono due volte, la prima perché fucilati, trucidati, impiccati o martoriati; la seconda perché dimenticati. A questi 211 siciliani e a coloro che caddero per la libertà va il nostro grazie.

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La regione acquista il circolo artistico (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina V - Napoli Delibera della giunta per esercitare il diritto di prelazione La Regione acquista il Circolo Artistico Investiti 3 milioni e 410 mila euro. E l'opposizione plaude: bloccata una speculazione La regione acquista il Circolo Artistico Politecnico. La giunta ha accolto ieri una delibera dell'assessore al demanio Alfonsina De Felice, che si propone di esercitare la prelazione ai fini dell'acquisizione degli spazi del prestigioso Circolo di piazza Trieste e Trento. L'acquisizione riguarda l'intero quarto piano catastale e parte del quinto del palazzo Cardinale Zapata, per complessivi 1775 metri quadri. Sul piatto vengono messi 3 milioni e 410mila euro, il prezzo col quale la sede era stata acquisita all'asta da una società edilizia. A questi si aggiungeranno successivamente altri fondi per eventuali lavori di ristrutturazione. "Unitamente all'immobile - spiega il presidente Antonio Bassolino - la Regione acquisisce anche l'archivio, con circa quattromila volumi, centinaia di fotografie storiche, quadri, strumenti musicali ed arredi d'epoca. Si tratta di numerose opere di pregio, che saranno pienamente valorizzate". In effetti proprio il destino di questo patrimonio era stato ai vertici delle preoccupazioni espresse da qualche tempo in merito alla possibile vendita dei locali. Appena due giorni fa era partito un appello a Giorgio Napolitano, firmato dal presidente benemerito del sodalizio, Adriano Gaito, e Arnaldo Sciarelli, socio del Circolo e presidente dell'Ente Ville Vesuviane. I due invocavano di salvare il Circolo, fondato nel 1888, ricco di una storia assicuratagli dalla frequentazione di artisti, letterati, musicisti e filosofi fra cui ad esempio Eduardo Scarfoglio e Matilde Serao, e detentore tra l'altro di una collezione di quadri dei principali artisti dell'Ottocento napoletano. L'immobile, di proprietà dei soci del Circolo, era stato messo all'asta circa due anni fa in seguito all'azione giudiziaria avviata da alcuni creditori. La procedura si era conclusa con l'attribuzione ad una società edilizia napoletana. Il giudice aveva disposto l'assegnazione alla società edilizia anche delle opere ospitate nei locali: oltre 500 quadri, 4000 volumi, centinaia di fotografie storiche e strumenti musicali, arredi di pregio, salotti. Proprio Gaito aveva segnalato che questa assegnazione poteva essere bloccata se una delle istituzioni pubbliche avesse esercitato il diritto di prelazione in quanto l'immobile è sottoposto a vincolo. Tale opzione doveva essere esercitata entro il 27 aprile. La Regione ha risposto all'appello, evitando così che la società si accaparrasse un patrimonio che Gaito valutava in circa 12 milioni. "Gli spazi del Circolo - ha aggiunto Bassolino - potranno ospitare importanti fondazioni culturali della Regione, come la Fondazione Campania dei Festival e la Film Commission. E nel salone del Comencini si potranno inoltre svolgere eventi e manifestazioni culturali e sociali". Una mossa, quella della Regione, che una volta tanto soddisfa anche l'opposizione. Il consigliere di An Pietro Diodato appena due giorni fa aveva rivolto una interrogazione alla giunta sulla vicenda. Ora plaude al fatto che sia stata bloccata una "odiosa speculazione immobiliare ai danni del Circolo" e sottolinea che "alla fine la storia e le ragioni della città hanno finito col prevalere sulla algide disposizioni di legge". Partono anche ringraziamenti alla controparte: "In questo felice momento, nel dare a tutti appuntamento per il prossimo impegno (la tutela e la valorizzazione della gipsoteca della storica fonderia Chiurazzi) desidero rivolgere il mio grato pensiero alla dirigenza del sodalizio culturale, all'onorevole Luisa Bossa (presidente della Commissione cultura in Regione, ndr), al presidente della giunta regionale, ai consiglieri comunali Andrea Santoro e Claudio Renzullo che con me hanno creduto nelle ragioni di questa battaglia". (roberto fuccillo).

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Ballottaggi, appello del pd "recuperiamo gli astenuti" (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina VI - Napoli L'intervista Il deputato Mazzarella: convinciamo i delusi del centrosinistra a votare Ballottaggi, appello del Pd "Recuperiamo gli astenuti" Berlusconi favorirà gli interessi del Nord, diamo una risposta politica dal Mezzogiorno SI avvicina il ballottaggio di domenica, e il Pd lancia l'allerta affinché vengano garantite la massima serenità del voto e venga evitato il ripetersi di episodi di intimidazione. Il Pd regionale segnala che "in questi giorni vi sono stati segnali preoccupanti di intorbidimento della campagna elettorale in particolare nel Comune di Boscoreale". Circostanza peraltro avvalorata anche da An, che ha denunciato minacce al suo candidato sindaco Gennaro Langella. Il Pd comunque chiede il rigoroso rispetto del bando ai telefonini nei seggi e un adeguato presidio nelle zone più a rischio di malavita. C'è però anche un contenuto politico, col Pd alla ricerca di una rimonta rispetto al voto del 13 aprile. Se ne fa portavoce il neodeputato Eugenio Mazzarella, preside della Facoltà di Lettere alla Federico II. "Il ballottaggio di Roma, come pure quelli dei centri campani, assume un valore particolare per il sud e per il Pd che vuole tenere viva l'intuizione nazionale, a tutela di tutto il paese, già palesata durante la campagna. Per questo sarà importante riportare al voto tutto l'astensionismo registrato nel centrosinistra dieci giorni fa". Puntate a una rivincita? "C'è un problema preciso. Il successo di Berlusconi, reso possibile dalla affermazione della Lega, porterà a una politica di governo che guarda a distorti interessi autonomistici del Nord-est e della Sicilia. Con il federalismo fiscale Bossi prenota le tasse del Nord-est da mantenere in loco e Lombardo risponde prenotando le imposte sul petrolio raffinato in Sicilia. Questo rischia di tagliar fuori il Mezzogiorno e la Campania dalla agenda politica nazionale". Eppure Berlusconi terrà la prima seduta del governo a Napoli. "Sarà una sceneggiata per nascondere la politica nordista. A noi i vertici al ristorante del Vesuvio, al Nord-est il piatto forte della politica economica e fiscale". E dunque l'opposizione può partire anche da Casoria e Afragola. "Gli interessi del sud devono essere preservati almeno a livello degli enti locali. Da qui sarà più facile incalzare il governo per un rilancio strutturale di tutto il paese, evitando che tutto si esaurisca con la questione settentrionale. Dunque l'elettorato del centrosinistra, anche quello che si è astenuto al primo turno, deve tornare compatto alle urne". Nonostante i segnali di sfiducia registrati al primo turno? "Alle politiche, nonostante condizioni difficili, il Pd si è difeso meglio del previsto. Ma è chiaro che abbiamo perso posizioni importanti, e il nostro elettorato si è astenuto più che altrove. Il segnale dai nostri mondi di riferimento è stato netto e chiaro. C'è da cambiare, il Pd di Veltroni può e saprà farlo. Abbiamo il dovere di riqualificarci come classe dirigente". Intanto si è aperta anche una questione settentrionale nel partito, con la discussione sul radicamento nel nord. "Credo che sarebbe una sciagura avere un partito del nord e uno del sud. Dietro questa formula c'è una esigenza giusta, ma che può essere assolta molto meglio dando attuazione alla struttura regionale del partito, già prevista dallo statuto". (r.f.).

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Asili di quartiere, il Comune dimezza i prezzi (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 99 del 2008-04-25 pagina 3 Asili di quartiere, il Comune dimezza i prezzi di Daniela Uva Nati in Nord Europa, hanno orari flessibili Letteralmente significa "mamma di giorno". È una forma di mutuo-aiuto fra le famiglie per seguire ed educare i bambini fra zero e tre anni senza ricorrere agli asili nido. "Tagesmutter", questo il termine in lingua originale, è già da tempo realtà nei Paesi del Nord Europa. A Milano è arrivato nel 2004 in forma sperimentale. Oggi non solo coinvolge 40 famiglie e altrettanti bimbi, ma è finanziato dal Comune, che per questo anno scolastico ha deliberato uno stanziamento di 75mila euro. In alcuni quartieri della città gruppi di donne decidono di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie case per seguire i bambini le cui mamme sono al lavoro. L'ambiente è più informale di un normale asilo nido. I gruppi di piccoli molto più ristretti, al massimo quattro bimbi. Il tutto con costi decisamente più bassi: 5,50 euro l'ora. Che diventano 2,50 a carico delle famiglie grazie al contributo di tre euro garantito da Palazzo Marino. "Ciò che vogliamo - spiega l'assessore comunale ai Servizi sociali Mariolina Moioli - è favorire la creazione di reti di sostegno per le famiglie, nell'ottica della sussidiarietà e del mutuo aiuto. Favorire servizi flessibili significa andare incontro alle necessità delle famiglie e di ogni bambino, delle sue abitudini". Il vantaggio di Tagesmutter, infatti, al di là dell'aspetto economico, riguarda la flessibilità del servizio. Le mamme concordano gli orari fra loro, senza essere legate ai ritmi degli asili nido più istituzionalizzati. Inoltre, i bambini sono affidati a persone di fiducia. Di solito, infatti, le famiglie, che abitano nello stesso quartiere, si conoscono reciprocamente. Senza contare che le "educatrici" sono selezionate direttamente dai Servizi per l'infanzia. Il servizio è stato introdotto in via sperimentale nel 2004. Da allora è cresciuto di continuo. Nel 2005 è stato riconosciuto ufficialmente da una legge regionale: coinvolgeva 19 famiglie e altrettanti bambini in sei sedi sparse in varie zone della città. Nell'anno scolastico 2006/07 i bimbi e le famiglie sono diventati 31 e hanno usufruito del servizio in 11 sedi. Quest'anno - da gennaio a luglio - i piccoli e le famiglie sono diventati ben quaranta, mentre i luoghi deputati all'accoglienza sono nove, e si trovano in zona 3 (viale Abruzzi 82, via Valvassori Peroni 71 e via Crescenzago, 24), in zona 4 (via Omero 22, via Avezzana 18, via Masotto Umberto 11), in zona 6 (via Ripa di Porta Ticinese 119) e infine in zona 8 (via General Govone 56 e via Pellizza da Volpedo 43). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'offensiva è in arrivo - massimo villone (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina XIV - Napoli L'OFFENSIVA è IN ARRIVO MASSIMO VILLONE on sfugge che le strutture territoriali dei partiti si sottraggono in misura crescente alla direzione degli organi nazionali. Né sfugge che il sistema politico tende ad aggregarsi intorno alle figure più forti del governo regionale e locale. Altre risposte sono ancor meno convincenti. La galassia mastelliana di partitini è buona al massimo a tenere in piedi una rete di potere locale, più o meno clientelare. Il laboratorio campano serve a mettere qualche toppa alla fortezza bassoliniana in disfacimento. Sempre meno laboratorio, sempre più anomalia. Mettiamo in campo soldatini di latta contro armate poderose. La via che il Nord vuole percorrere è chiara: federalismo fiscale, per trattenere una maggiore quota della ricchezza nazionale; regionalismo (o federalismo) a due velocità, ex articolo 116 della Costituzione, al fine di acquisire per le sole regioni del Nord maggiori poteri. Le proposte sono già in campo. Gli equilibri politici del centrodestra e la centralità della Lega assicurano il risultato. Gli altri si arrangino. A fronte di questo, l'unica idea che può essere in principio competitiva è quella della macroregione del Sud. Ma anche questa proposta presenta elementi di debolezza e di pericolo. Il ceto politico meridionale si mostra meno propenso a sinergie politiche e istituzionali, e piuttosto volto a giocare la partita in proprio, magari in trattativa diretta con il governo, forse nell'illusione di un maggiore lucro politico. Ma soprattutto il Mezzogiorno ha perso il diritto di parola e di proposta. Fare numero non garantisce di per sé peso contrattuale. Per questo è a rischio l'unità del paese. Potrebbe persino accadere, ad esempio, che le Regioni del Sud accettino nella sostanza la proposta di federalismo fiscale pesantemente censurata - come inaccettabile per il Sud e per un paese unito - in un convegno Svimez da me richiamato su queste pagine. Speriamo non sia vero. Se accettano, dimostrano di non reggere il confronto. Sarebbe diverso se già ci fosse la macroregione del Sud? Temo di no. La cifra politica e la pari dignità del Sud, oggi ampiamente perdute, vanno ricostruite. Come sottolinea anche Geremicca, è necessario un nuovo radicamento dei partiti. Ed è anche indispensabile recuperare una politica nuova e pulita, best practices di governo e amministrazione, ceto politico di qualità, società civile consapevole del proprio ruolo e non subalterna al potere. Abbiamo bisogno di innovazione vera, non di facciata, prima e non dopo. Non ci sono scorciatoie, e nessuno ci farà sconti. Invece, dopo la sconfitta del centrosinistra vediamo solo un confuso sgomitare volto a lucrare minimi e inutili vantaggi di posizione. Ed è davvero difficile che i nani diventino giganti. SEGUE A PAGINA VI.

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'o ministro avverte sorrentino "spero in un film senza pregiudizi" - roberto fuccillo (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina XVI - Napoli 'O ministro avverte Sorrentino "Spero in un film senza pregiudizi" Buccirosso sarà Pomicino: "Ho dovuto tagliare i baffi" Con Toni Servillo l'attore partenopeo è protagonista del film su Andreotti ROBERTO FUCCILLO a CANNES sbarca "Il Divo", ma anche 'o ministro. In quel pezzo di storia italiana che Paolo Sorrentino porterà al festival del cinema, proponendo un soggetto ispirato alla vita di Giulio Andreotti, ci sarà anche un angolino napoletano, ritagliato sulla figura di Paolo Cirino Pomicino. "Ero accreditato di essere l'unico amico di Andreotti a Napoli", ricorda lo stesso Pomicino, che sullo schermo avrà il volto e la voce di Carlo Buccirosso. "Mi sono davvero trasformato, grazie all'aiuto dei truccatori - dice l'attore -. C'era qualche problema di età, 15-20 anni in più da coprire". è stato un grosso sforzo, condito da "un trauma" particolare, scherza l'attore: "Ho dovuto rinunciare ai baffi, però mi sono già ricresciuti". Buccirosso comunque è entrato in sintonia col suo personaggio, più dal lato umano che da quello politico. "Non ho voluto studiare tanti filmati di Pomicino. Mi sono limitato a studiare alcune interviste dalle quali traspariva la sua carica, la sua simpatia. La stessa del fratello, che mi è capitato di incontrare in questo periodo, e mi diceva "tratta bene Paolo"". Il suo alter ego per la verità conserva qualche scetticismo. Se Andreotti ha fatto sapere che andrà subito a vedere il film, Pomicino si augura che "non si esageri con aspetti caricaturali". L'ex ministro ha esternato i suoi dubbi direttamente al regista: "Venne Sorrentino a parlarmene. Ero in clinica, a Pavia, prima di un intervento. Lessi un po' la sceneggiatura, ne dedussi che il film muoveva da una visione pregiudiziale dei fatti". Pomicino provò a spiegare: "Ricordai ad esempio a Sorrentino che Andreotti fece un decreto, nel settembre dll'89, per bloccare l'uscita per decorrenza dei termini dei boss implicati nel maxiprocesso di Palermo. La sinistra votò contro, chissà a parti invertite cosa si sarebbe detto. Comunque la vicenda nel film non c'era. Tutto questo mi indusse a dire a Sorrentino che forse non c'era ancora la libertà intellettuale per affrontare un personaggio di tale statura come Andreotti. E gli consigliai semmai di riprovarci fra vent'anni". Se il politico Pomicino, quello che "non le mando mai a dire, come nei miei libri", appare dunque censorio, l'uomo di mondo sembra disposto a qualche apertura di credito: "Ho qualche esperienza nel ramo spettacolo. Mio fratello purtroppo è morto, ma sia lui che mia figlia, che lavora nel ramo, mi hanno detto tante volte che un film viene riscritto tante volte. Ecco, spero che la versione che ho visto io sia stata un po' corretta. E spero, per quanto mi riguarda, in Buccirosso". I due non si sono mai visti, ma "lo conosco - dice Pomicino - so che è divertente, spero non esageri in macchiette. Comunque andrò a vedere il film e affiderò la recensione a Geronimo (lo pseudonimo sotto cui Pomicino scrive sul "Giornale", ndr)". Ad ogni buon conto Buccirosso pare volerlo tranquillizzare: "Sorrentino è un regista di grande tatto e gusto. Penso di poter dire che le stesse sensibilità siano anche mie. Sono stato contento di interpretare un uomo tanto simpatico. L'ho visto anche l'altra sera a "Porta a Porta", e posso dire che se la politica fosse sempre così forse ci coinvolgerebbe anche di più".

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Vicepremier, Calderoli è quasi fuori gioco (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

[FIRMA]UGO MAGRI ROMA Fino a lunedì almeno, il Cavaliere non può concludere la scelta dei ministri. Perché una cosa è se domenica Alemanno batte Rutelli nelle comunali di Roma, tutt'altra faccenda se l'aspirante sindaco di An viene sconfitto. Nel qual caso occorre consolarlo con una poltrona al governo, magari il Welfare. Ne discenderebbe il classico effetto-domino, uno spostamento che tira l'altro, per cui Berlusconi prima attende notizie dal Campidoglio. Le ultime certezze sono dunque un tecnico (Fazio) alla Salute, Catricalà sottosegretario a Palazzo Chigi, Elio Vito alla Giustizia. Ciò non frena il rincorrersi di notizie, anche clamorose. Ad esempio, Calderoli non farà il vice-premier. Perlomeno: chi ha modo di colloquiare con Berlusconi, ha ricavato questa nettissima impressione. Colpa della maglietta anti-Islam mostrata in tivù, che già costrinse l'esponente leghista alle dimissioni da ministro. Ma pesa pure l'urgenza di mettere un freno al Carroccio che, osservano preoccupati nel Pdl, si allarga sempre più. Okay dunque Bossi regista delle Riforme, e passi pure per Maroni all'Interno (un ruolo che, in 40 anni, la Dc mai cedette). Si aggiunga Zaia all'Agricoltura. Ma il vice-premier, quello è davvero troppo. In astratto, Calderoli potrebbe perfino dare ordini a un Tremonti... Ora si tratta di capire come la prende Bossi. Da via Bellerio giunge un brontolio di tuono. "Niente tentennamenti", ringhia il Senatùr, "ma soprattutto si sta sulle cose decise e sulla parola data". La Lega sente puzza di bruciato, Bossi "entro domani" vuole stringere il Cavaliere, quasi certamente si rivedranno ad Arcore. Resta da capire se davvero su Calderoli pianterà la grana, oppure è solo un colpo d'avvertimento dell'Umberto nel timore che Silvio ci ripensi su Bobo al Viminale. L'altra notizia riguarda l'offerta di un incarico governativo a Luca Cordero di Montezemolo. Gli sarebbe stato prospettato ieri durante due incontri, il primo a metà giornata con Berlusconi, il secondo a sera con Gianni Letta. Però l'ipotesi, anticipata già l'altro ieri dal Cavaliere nel suo colloquio col Presidente Napolitano, non è andata in porto. Doveva consistere, a quanto pare, nel ministero delle Attività produttive. I diretti protagonisti smentiscono la circostanza. Il presidente uscente di Confindustria taglia corto, "non ne abbiamo parlato, niente di tutto questo". Berlusconi sdrammatizza con una battuta delle sue: "No, è Montezemolo che mi ha offerto di andare a lavorare in Fiat...". E di battute ne regala molte, il futuro premier. Nel comizio con Fini in piazza Navona, per sostenere Alemanno, ha dato a Veltroni del "sindaco furbone", compiacendosi di averlo "rispedito in Africa". Quanto a Rutelli, "speriamo di restituirgli il motorino invece dell'auto blu". Fini, meno spiritoso, considera il candidato del Pd "una salma cui fare una pernacchia". Veltroni s'indigna, "siamo al peggio della politica". E fa anche autocritica: "L'indulto è stato un errore, fatto dal centrosinistra, dal partito di Berlusconi ma anche dall'attuale candidato sindaco del centrodestra". La posta è pesante, gli insulti volano. Bettini, braccio destro di Walter, scommette: "La destra verrà punita per la campagna di odio". Cicchitto (futuro capogruppo Pdl) gli dice "taci tu, erede di Sbardella". L'altro gli dà del piduista, Cicchitto di rimando lo invita a "rilassarsi in Thailandia". Hanno paura di perdere, sghignazza La Russa; no, sono loro nervosi, replica Gentiloni. Come quindici giorni fa, la gara è a chi promette di più. Vince Rutelli, cento euro al mese per quanti hanno il mutuo indicizzato, alla rata ci pensa il Comune. Quindi 10 mila nuove case, altrettanti alloggi ad affitto agevolato, 6 mila per gli studenti. Blair lo incontra, gli augura "good luck", in bocca al lupo. Poi fa lo stesso con Berlusconi. Il quale si auto-proclama migliore della Thatcher, boccia le ronde dei cittadini sulla sicurezza ("è compito dello Stato"), prende le distanze da "Roma ladrona" (la Lega "deve cambiare linguaggio") e fa la Cassandra: pure Roma rischia di finire sommersa sotto i rifiuti.

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Formigoni raddoppia: in Regione fino al 2015 e coordinatore del Pdl (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 99 del 2008-04-25 pagina 4 Formigoni raddoppia: in Regione fino al 2015 e coordinatore del Pdl di Sabrina Cottone Il presidente rimarrà alla guida della Regione Lombardia fino al 2010 per poi ricandidarsi. Ma dopo la formazione del nuovo governo sarà anche supervisore nazionale del Popolo della libertà da Milano Roberto Formigoni non lascia, raddoppia. Il presidente della Lombardia sarà alla guida della Regione per i prossimi due anni, pronto a ricandidarsi nel 2010 se nel frattempo non si profileranno per lui nuovi scenari a livello nazionale. Progetta di rimanere al trentesimo piano del Pirellone fino al 2015, l'anno dell'Expo appena conquistata da Milano, nella quale anche la Lombardia giocherà un suo ruolo. Il governatore si dice soddisfatto dell'offerta ricevuta dal futuro premier, Silvio Berlusconi, di diventare coordinatore nazionale del Pdl, il Popolo della libertà che alla sua prima prova elettorale ha ottenuto una così ampia maggioranza di governo. Ha gradito "le attestazioni di stima" che ha sentito dal Cavaliere e confida di assumere l'incarico dopo la formazione del governo e cioè quando gli attuali vertici di partito del centrodestra passeranno a ricoprire nuovi ruoli. Sarà un po' l'erede di Sandro Bondi o del vicepresidente azzurro Giulio Tremonti (pronti a entrare nel governo), ovviamente nella prospettiva di un partito più ampio. Un colloquio definitivo tra Berlusconi e Formigoni è probabile per il fine settimana e in quell'occasione si tornerà a parlare delle "azioni di rilancio" che il governatore ha in mente, di cui ha già discusso con il futuro premier e per le quali resta in attesa di risposte. Nel frattempo il presidente della Lombardia mette a punto gli obiettivi della sua azione di governo in Regione, a partire dall'attuazione del federalismo fiscale e dell'autonomia cui lavora ormai da anni. Una tabella di marcia con quattro prorità: organizzare al meglio il quarto mandato, per il quale Formigoni è deciso a candidarsi come gli consentono le leggi e i regolamenti; impegnarsi nel coordinamento a livello regionale dell'Expo 2015; organizzare un rimpasto di giunta che alleggerisca il numero di assessori e sia l'occasione per dare il buon esempio sulla riduzione dei costi della politica; infine, ma non in ordine di importanza, dedicarsi all'organizzazione e al coordinamento del Popolo della libertà. La Lombardia giocherà un ruolo importante dell'Expo 2015, l'evento che porterà 4,3 miliardi di euro di finanziamenti diretti dallo Stato per l'organizzazione ma soprattutto un movimento di 20-25 miliardi considerando le attività collaterali: alberghi, rilancio dell'aeroporto di Malpensa, infrastrutture di collegamento, insomma tutto ciò che potrà rientrare nel grande accordo di programma per il territorio della Lombardia. Un ruolo in cui affiancherà il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che sarà commissario e presidente del comitato di coordinamento che comprenderà presidenza del Consiglio, Regione, Comune, Provincia, Fiera e Camera di Commercio. Quel che ancora manca all'appello è la garanzia che la ricandidatura del 2010 sarà unitaria, ovvero blindata da un accordo politico esplicito con la Lega. Formigoni vorrebbe una dichiarazione di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, così da essere "incoronato" governatore della Lombardia fino al 2015. Ma al momento la situazione non sembra ancora matura per una presa di posizione così esplicita: i duri e puri della Lega (e più in generale la base) non capirebbero e la considererebbero una resa. Roberto Maroni, ministro in pectore e uno dei possibili candidati alla successione di Formigoni in Regione Lombardia, ieri in via Bellerio (sede milanese e nazionale del Carroccio) è tornato a parlare di una presidenza della Regione Lombardia per i lumbard: "Siamo pronti anche subito oppure nel 2010. Ma è una decisione che tocca a Berlusconi e Formigoni". Insomma, il Carroccio non fa le barricate a patto di essere adeguatamente ricompensato in altro modo. Ma Umberto Bossi non ha ancora alleggerito la tensione sulla formazione del governo. Incontrando i parlamentari debuttanti della Lega (una cinquantina), ieri ha insistito sulle priorità del Carroccio, che sarebbero "la sicurezza", con il ministero dell'Interno per Roberto Maroni (senza escludere la Giustizia per Roberto Castelli, che potrebbe contribuire al medesimo obiettivo), e soprattutto avere Roberto Calderoli come vicepremier. Il ruolo di numero due per l'ex ministro delle Riforme è ancora motivo di tensione e il fatto che il Senatúr abbia insistito sull'argomento viene considerato da molti un modo di alzare ancora la posta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Governo, Lega in pressing sul Cavaliere (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 99 del 2008-04-25 pagina 4 Governo, Lega in pressing sul Cavaliere di Redazione Berlusconi attende l'esito del voto nella capitale. Bossi: "Bisogna chiudere con la squadra prima dell'elezione dei presidenti delle Camere". Spunta il nome di Montezemolo da Roma La Lega è in pressing e Silvio Berlusconi decide di prendere tempo, tanto che lavorerà sulla squadra di governo anche durante il ponte del 25 aprile. Un po' perché il Cavaliere continua a ragionare su molte delle caselle da riempire, visto che anche piccoli spostamenti rischiano di ridisegnare il quadro complessivo. Un po' perché a questo punto è bene aspettare il risultato dei ballottaggi di Roma per sapere con certezza se Gianni Alemanno farà parte della squadra o siederà sulla poltrona di sindaco di Roma. D'altra parte, i sondaggi del Cavaliere danno un sostanziale testa a testa tra i due candidati e, dunque, lasciano sperare nel colpaccio. Per il momento, infatti, la partita appare sostanzialmente in stand by, con sottotraccia un deciso braccio di ferro con la Lega. Non a caso Berlusconi ribadisce al Carroccio l'invito a "cambiare assolutamente linguaggio". Per poi bocciare l'idea delle ronde ventilata dal candidato al ministero dell'Interno Roberto Maroni: "Non condivido questo tipo di autodifesa da parte dei cittadini". Posizione, certo, che hanno anche ragioni elettorali visto che Francesco Rutelli sta giocando la partita del Campidoglio soprattutto in chiave anti leghista. Che attriti ce ne siano, però, è indubbio. Da quando Umberto Bossi ha deciso di annunciare i quattro ministri della Lega appena varcati i cancelli di Arcore. Tanto che ieri il Senatùr è tornato sul punto: "Niente tentennamenti e soprattutto si sta sulle cose decise e sulla parola data". Come a dire, nessuno pensi di cambiare le carte in tavola. Dove invece sembra ballare ancora la poltrona di vicepremier per Roberto Calderoli. Sarebbe perplesso il Cavaliere, ma pure Letta e Giulio Tremonti. Tutti problemi che Berlusconi e Bossi affronteranno sabato a Arcore perché - spiega il leader della Lega - "bisogna chiudere prima delle elezioni dei presidenti delle Camere" altrimenti "sono sempre possibili sorprese". Il Carroccio, insomma, vuole usare il voto sui numeri uno di Montecitorio e Palazzo Madama (Gianfranco Fini e Renato Schifani, uno di An e l'altro di Forza Italia) come strumento di pressione per ottenere quel che chiede nella squadra di governo. Questioni che saranno affrontate già oggi durante un faccia a faccia a Palazzo Grazioli tra il Cavaliere e i vertici azzurri. Il tam tam di giornata, poi, accredita l'ipotesi di una poltrona ministeriale per Luca Cordero di Montezemolo che ieri ha pranzato con il Cavaliere. Un'indiscrezione che filtra soprattutto dall'entourage del presidente uscente di Confindustria. E ufficialmente tutti gli interessati smentiscono. "Non abbiamo parlato di un mio incarico", spiega Montezemolo. "Non gli offerto alcun ministero - gli fa eco Berlusconi - anzi è lui che mi ha proposto di andare a lavorare in Fiat... ". Per il resto, le caselle restano sostanzialmente ferme sui nomi dei giorni scorsi: agli Esteri Franco Frattini; all'Interno Maroni, alla Difesa Ignazio La Russa; all'Economia Tremonti; alle Attività produttive (con le Comunicazioni) Claudio Scajola; al Welfare (con la Sanità) Maurizio Sacconi o Gianni Alemanno; all'Istruzione Mariastella Gelmini; alle Infrastrutture Altero Matteoli; all'Agricoltura Luca Zaia; ai Beni culturali Sandro Bondi; all'Ambiente Michela Vittoria Brambilla. Alla Giustizia resta in pole position Elio Vito, anche se circola ancora il nome di Roberto Castelli e ieri qualcuno buttava lì quello di Scajola. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alemanno: commemoro anch'io (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 99 del 2008-04-25 pagina 2 Alemanno: commemoro anch'io di Redazione "Vado a Palidoro per ricordare il sacrificio di Salvo D'Acquisto" Fascista? "Mi offendo se mi definiscono così, perché la ritengo una sciocchezza dal punto di vista storico e politico". Antifascista, allora. "Io non eluderò la festa del 25 aprile - annuncia Gianni Alemanno - . Anzi, andrò a Palidoro a commemorare Salvo D'Acquisto. Sarò presente perché penso che la Liberazione sia una ricorrenza importante per la storia della nostra Repubblica e per quelli che sono i nostri valori fondamentali". Insomma, nessuna nostalgia, giura il candidato del Pdl al Campidoglio, che pure ha un passato da duro e da protagonista di scontri di piazza all'epoca del Msi. "Io - spiega - ho preso nettamente posizione e impegno contro ogni forma di dittatura e contro ogni forma di discriminazione. Su questo non ci sono ambiguità, nel Popolo della libertà abbiamo fatto una scelta precisa". E a una cinquantina di ore dal voto, Alemanno ci tiene a ribadire questa scelta e a non farsi schiacciare troppo a destra. Qualche giorno fa la comunità ebraica romana ha minacciato di votare in blocco per Francesco Rutelli se avesse accettato di imparentarsi con la lista di Storace: e l'aspirante sindaco ha rifiutato. Adesso a dargli qualche fastidio sono le dichiarazioni del segretario della Fiamma tricolore Luca Romagnoli, "il 25 aprile non c'è niente da festeggiare, è una pagina poco edificante della nostra storia", e soprattutto quelle di Teodoro Buontempo, presidente della Destra: "È giunto il momento che l'Italia stabilisca una data non per ricordare la guerra civile ma per celebrare la riconciliazione nazionale". Da qui la scelta di un gesto forte, presenziare alla ricorrenza della Liberazione. Ma Alemanno non parteciperà al corteo di Porta San Paolo indetto dall'Anpi. "Non mi hanno invitato - dice con un pizzico di polemica -. Mi recherò, insieme ad Alfredo Antoniozzi, a Palidoro a rendere omaggio al monumento che ricorda il sacrificio di Salvo D'Acquisto", il carabiniere ucciso dai nazisti. Quanto ai mancati apparentamenti, "ho fatto una scelta di coerenza". Intanto il candidato del Pdl riceve l'incoraggiamento del leader dell'Mpa siciliano Raffaele Lombardo. "Un appoggio importante che fa comprendere come il principio del federalismo non sia appannaggio solo del Nord ma è l'obbiettivo da realizzare in tutta Italia" e che serve pure per rintuzzare le accuse di un centrodestra condizionato dalla Lega anche al Campidoglio. "Il federalismo - dice Alemanno - non depotenzia il ruolo di Roma capitale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Re dei furti a sedici anni Fermato settanta volte (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 99 del 2008-04-25 pagina 9 Re dei furti a sedici anni Fermato settanta volte di Giovanni Falconieri da Torino Boss a soli 16 anni, capo di una banda di nomadi di origine slava specializzata in furti in appartamento. Giovane e già esperto, con un curriculum di tutto rispetto: settanta denunce alle spalle. La prima era arrivata nel 2000, quando di anni ne aveva soltanto 8. Fermato e tutte le volte rilasciato. L'ultimo arresto qualche giorno fa, a Mathi Canavese, un piccolo comune alle porte di Torino. I carabinieri lo hanno bloccato con i suoi due complici, nomadi slavi di 13 e 14 anni. Avevano svaligiato l'ennesimo appartamento e se ne stavano tornando a casa con una borsa piena di gioielli, per un valore di 5mila euro. Il piccolo boss è una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine torinesi, da qualche anno vive infatti con la famiglia nell'accampamento di strada dell'aeroporto. Prima di trasferirsi a Torino, però, aveva lasciato tracce di sé in altre grandi città italiane. Era stato fermato e denunciato a Roma, Napoli, Bologna e Milano. Ogni volta aveva fornito generalità false, alias diversi. Settante denunce in tutto, 70 nomi differenti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Italia record: in nessun Paese meno detenuti (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 99 del 2008-04-25 pagina 9 Italia record: in nessun Paese meno detenuti di Redazione da Roma Sono poco più di 44.000 gli ospiti forzati degli istituti di detenzione italiani. E se il dato assoluto dice poco, il confronto con il resto d'Europa e del mondo svela un dato per certi versi sorprendente: nel Paese dell'indulto e delle polemiche per le carceri sovraffollate, il "tasso di incarcerazione" è tra i più bassi al mondo, certamente il minore tra quelli dei maggiori Paesi europei. Il conto l'hanno fatto i cronisti dell'Herald Tribune sfruttando i risultati di vari studi internazionali. Il tasso di incarcerazione si ottiene misurando quanti sono i detenuti in rapporto alla popolazione. In Italia ci sono 75 persone dietro le sbarre ogni centomila abitanti. Il confronto con gli Stati Uniti, dove in cella ci sono 750 persone ogni centomila abitanti, è fuorviante, perché parliamo di due mondi totalmente diversi, due approcci completamente differenti alla giustizia. A sconvolgere invece è il confronto con i Paesi europei equiparabili: in Germania ci sono 88 detenuti su centomila, in Francia 91, in Spagna 150 e in Inghilterra 151. Perfino un Paese notoriamente tranquillo come la Svezia ci supera. E, colmo dei colmi, anche la Svizzera ha più detenuti del Bel paese. In tutta Europa solo Slovenia, Danimarca e Finlandia hanno tassi di incarcerazione inferiori. Con la differenza che non si sente parlare di una Cosa nostra danese, una Sacra corona finlandese o una camorra slovena. Nella Penisola, nonostante l'invadenza senza pari nel mondo della criminalità organizzata, nonostante l'allarme sociale provocato dalla microcriminalità violenta e dalla droga, la giustizia è tra le più clementi al mondo. E a dirlo ora non sono gli alfieri della linea dura, i sindaci sceriffi del Nord est, i parenti delle vittime esasperati dal dolore o i pasdaran delle manette. Sono i freddi numeri che parlano. Ed è evidente che se il numero di persone in cella è basso e le celle sono sovraffollate, a essere carente deve per forza essere il numero dei posti nei penitenziari. L'analisi dell'Herald Tribune si appunta soprattutto sulla situazione americana e arriva ad altre considerazioni interessanti anche per chi vive in Italia. "A far lievitare il numero dei detenuti negli Usa - sostiene il quotidiano - è soprattutto la lunghezza delle pene, più che il numero dei condannati a pene detentive". È noto infatti che negli Stati Uniti vige una politica di severità estrema nei confronti dei recidivi, secondo la regola dei tre reati che vige in alcuni Stati: "three strike and you're out", ovvero "tre infrazioni e sei fuori". "Fuori" dalla vita civile, perché chi commette il terzo reato finisce in cella per lungo tempo. È così che negli ultimi vent'anni, il numero dei galeotti è cresciuto rapidamente. E, nello stesso periodo, pur permanendo alto il numero di reati legati all'uso di armi da fuoco, c'è stato un forte calo dei crimini, come i furti in casa e le truffe. Il carcere insomma, se non ha la porta girevole come in Italia, è un buon deterrente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'Economist: <Il successo di Torino è una lezione per le tre Big Usa> (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 99 del 2008-04-25 pagina 21 L'Economist: "Il successo di Torino è una lezione per le tre Big Usa" di Redazione Nel numero da oggi in edicola l'Economist dice meraviglie dello "stupefacente" rilancio della Fiat sotto la guida di Sergio Marchionne e sostiene che "il miracolo di Torino" può servire da grossa lezione per altre case automobilistiche in difficoltà, incominciando dalle "Tre Grandi" di Detroit (marcerebbero anch'esse felici e contente alla stregua della nuova Fiat "se i loro boss fossero stati coraggiosi e onesti come Marchionne"). In un editoriale, complementare a un reportage di tre pagine sulla "rinascita di una casa automobilistica", il settimanale britannico utilizza aggettivi come "stupefacente" e "straordinario" per descrivere analiticamente il salvataggio della Fiat che prima dell'arrivo di Marchionne era "liquidata come una delle società più malate della più malata economia d'Europa". A detta dell'Economist, Marchionne ha fatto svoltare la Fiat che "aveva smarrito la strada e aveva bisogno di focalizzarsi di nuovo sulle cose che faceva bene". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Prc: al corteo con le nostre bandiere Così è finita la Sinistra Arcobaleno (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Rifondazione spaccata Prc: al corteo con le nostre bandiere Così è finita la Sinistra Arcobaleno Il ribaltone nazionale che ha portato Paolo Ferrero e la componente di Grassi a conquistare la maggioranza dentro Rifondazione Comunista ha una prima ricaduta torinese: ieri sera i militanti del Prc che hanno partecipato al corteo in ricordo della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo hanno sfilato con le proprie bandiere dietro lo striscione del partito. È stato il comitato federale riunito l'altra sera a sconfessare la scelta del segretario provinciale, Gianni Favaro, di partecipare al corteo della Liberazione e a quello del Primo maggio sotto le insegne della Sinistra Arcobaleno. L'ordine del giorno è stato proposto dall'ex assessore comunale Stefano Alberione e ha raccolto 29 voti contro 16. Tre gli astenuti. La segreteria provinciale guidata da Favaro si è presentata dimissionaria alla riunione del Comitato federale che lunedì provvederà alla nomina di un comitato di garanzia che dovrà guidare il partito fino al congresso previsto a luglio. La scelta di Prc mette la parola fine all'esperienza della Sinistra Arcobaleno sotto la Mole. Nei giorni scorsi era stato il Pdci a decidere per rompere quel fronte e di presentarsi al corteo con il simbolo e le bandiere dei Comunisti Italiani, dunque con la falce e martello. Sotto la Mole la linea Ferrero-Grassi è condivisa dall'assessore all'Istruzione del Comune, Luigi Saragnese, dal segretario regionale Alberto Deambrogio, dal capogruppo in Regione Gianpiero Clement, il capogruppo in Provincia, Tommaso D'Elia. Il capogruppo in Comune, Luca Cassano, fa parte dell'attuale minoranza che si riconosce in Nichi Vendola. In posizione critica nei confronti dei due schieramenti ci sono Sergio Vallero, presidente del Consiglio provinciale, il consigliere regionale Juri Bossuto e l'ex parlamentare Marilde Provera. \.

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"Quel no alla sede Asl? Ignoranza o malafede" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

SANITA'.IL SINDACO "Quel no alla sede Asl? Ignoranza o malafede" E' deluso il sindaco, Andrea Oddone, di fronte alla annunciata iniziativa del Popolo della Libertà e della Lega Nord di Ovada che chiedono, con una petizione, che la sede legale dell'Asl non sia insediata a Casale Monferrato. "Pensavo che la disponibilità di discutere di sanità ovadese del coordinatore del Pdl, Saverio Caffarello - dice Oddone - fosse sincera e dopo le elezioni politiche ritenevo che ciò fosse possibile". "Ma - aggiunge - se si pensa che con la sede legale dell'Asl a Casale o ad Alessandria, per la nostra realtà locale cambi qualcosa, significa che non si conoscono le cose o si è in malafede. Ed in questa situazione resta difficile trovare un dialogo". "In un documento condiviso dalla assemblea dei sindaci - precisa - avevamo ottenuto cose importanti. E questo era stato possibile perché con l'Asl unica erano stati definiti sette distretti, fra cui quello di Ovada". E conclude: "Niente strumentalizzazioni da parte nostra ma l' impegno, invece, sarà quello di continuare a chiedere a Regione ed Asl il rafforzamento dei servizi".

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Ronde, anche an arruola volontari - silvia bignami (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina VII - Bologna Ronde, anche An arruola volontari Ogni partito fonda il suo gruppo per la sicurezza "fai da te" Il presidente del San Vitale con il rettore Calzolari: gli accordi erano altri SILVIA BIGNAMI A maggio partono le ronde targate Alleanza Nazionale, annuncia, con aria minacciosa, il consigliere di An Galeazzo Bignami. A giugno arriveranno le guardie padane della Lega Nord, assicura il coordinatore bolognese del Carroccio Manes Bernardini. A settembre, dopo il bando pubblico, comincerà il pattugliamento degli studenti arruolati dalla giunta Cofferati. Intanto continuerà il consueto "controllo" degli assistenti civici già reclutati dalla giunta Guazzaloca. E si prepara la controffensiva dei centri sociali, già pronti a fare "le ronde alle ronde". Tutti in Piazza Verdi, ombelico del degrado cittadino, in attesa di estendere la sicurezza "fai da te" dei cittadini-spia anche al resto della città. Ieri An ha bruciato sul tempo l'assessore alla Sicurezza Libero Mancuso, e ha annunciato la partenza delle sue ronde, "subito dopo il primo maggio". In strada scenderà anche il consigliere finiano Bignami, insieme ai giovani di destra di Azione Universitaria pronti a scendere in piazza armate di telefonino. "Parteciperemo al bando della giunta come la Sinistra Universitaria" dicono. "No, noi facciamo le nostre, di ronde" li corregge Bignami in tempo reale. In ogni caso la buona volontà non basta, e i giovani di An fanno appello alle forze dell'ordine. "Noi ci saremo, ma vogliamo garanzie" ripete il loro leader Mattia Kalletzek. Già perché i centri sociali e i giovani no global del collettivo "Out-off", che mercoledì hanno occupato gli uffici di Mancuso per protesta, hanno già promesso le "ronde antifasciste". Cioè le ronde alle ronde, con tanto di impegno a "non rendere la vita facile agli sbirri con lo zainetto". Ecco perché Azione Giovani invoca "il controllo da parte dell'amministrazione e della polizia, che devono vigilare che non accada nulla a chi pattuglia le strade di notte". Le avvisaglie del conflitto ci sono già. I giovani di An raccontano di "intimidazioni" a scienze politiche al grido di "fascisti, razzisti, stupratori e sessisti" da parte del collettivo Farfalle Rosse. Ma le "ronde soft" della giunta Cofferati piacciono poco anche all'Università. Dopo la sua vice Paola Monari anche il rettore Pier Ugo Calzolari sconfessa Mancuso, che aveva giurato di aver concordato l'iniziativa con l'Ateneo. "Non abbiamo mai discusso di ronde" assicura Calzolari. E come lui anche il presidente del San Vitale Carmelo Adagio, attento alla galassia dei centri sociali, è ancora più netto: "Le ronde e gli "sbirri con lo zainetto" nella zona universitaria non esistono, non sono in programma, non esisteranno mai. Si è pensato solo di sollecitare idee e proposte sui temi della presenza attiva degli studenti nella zona universitaria. Si tratta di presentare progetti sulla cittadinanza attiva, non di pattugliare le strade". Ma ora che la corsa - o rincorsa? - sulla sicurezza è iniziata, tutti si affrettano per non perdere il passo. Il Carroccio partirà tra 10 giorni con i suoi gazebo per l'arruolamento e "una imponente campagna stampa nei quartieri" dice il coordinatore cittadino Bernardini. "Avranno la casacca verde e un telefonino. Pattuglieranno le strade di notte". Come tutti gli altri insomma.

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Il pizzo sulle salme 80mila euro all'anno (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina II - Bari L'inchiesta La somma divisa tra i necrofori che avvertivano le aziende Il pizzo sulle salme 80mila euro all'anno In un libro venivano annotate le tangenti versate per ogni vestizione Il volume d'affari era molto alto. Al Policlinico, ad esempio. Il gip Jolanda Carrieri, nel provvedimento cautelare che ha fatto luce sul fenomeno del "caro estinto", traccia un bilancio. E dice che per la più grande struttura ospedaliera del mezzogiorno, "è possibile calcolare in circa 80mila euro la somma che il sodalizio si riparte nell'arco di un anno". Il periodo in esame è il 2006. Al Policlinico ci sono stati 916 decessi. Gli imprenditori delle agenzie di pompe funebri e gli addetti all'obitorio collaboravano. I dipendenti della struttura sanitaria guadagnavano su quello che avrebbero dovuto fare già per contratto. Vestivano le salme e ricevevano un omaggio dagli imprenditori che, di solito, non era inferiore ai 100 euro. Complessivamente in un anno e per 916 morti il volume d'affari è stato di 80 mila euro. Una cifra che non comprende, spiega il giudice, "i non irrilevanti premi personalizzati per ogni segnalazione effettuata". Gli addetti all'obitorio comunicavano in tempo reale ai proprietari e ai collaboratori delle agenzie i decessi. E in cambio ricevevano dalle 250 ai 650 euro. Dalle indagini sul fenomeno del "caro estinto" emergono nuovi particolari. Ci sono le intercettazioni, le dichiarazioni di alcuni imprenditori che ai carabinieri hanno svelato quello che era un vero e proprio sistema, ma anche i documenti, i registri contabili, sequestrati nelle uffici di alcune agenzie. In quelli del "L'Umanità" dei fratelli Coratella, ad esempio, i carabinieri del reparto operativo, coordinati dai sostituti Desirèe Digeronimo e Francesca Romana Pirrelli, hanno rinvenuto un libro, sul quale venivano annotate "le piccole uscite di cassa". E tra queste erano comprese anche le tangenti, versate ai necrofori per ogni vestizione. Accanto al nome del defunto c'è la data della morte, il nome della impresa che gestisce il servizio e poi la somma, pagata agli addetti dell'obitorio. "Consegnata regalia" c'è scritto tra parentesi. In un mese, tra il 9 ottobre e il 28 novembre del 2006, l'agenzia ha organizzato il funerale di 27 defunti, pagando agli addetti all'obitorio del Policlinico, per ogni vestizione, cento euro. Solo in un caso, la somma versata è stata di 50 euro, perché la ditta "L'Umanità" si è occupata solo del rilascio dei documenti, il funerale, invece, è stato organizzato da un'impresa di Castellana dove la defunta viveva. Ora in procura si attendono gli interrogatori di garanzia dei trentatrè, tra imprenditori e collaboratori delle agenzie di pompe funebri, addetti all'obitorio e infermieri professionali, destinatari del provvedimento cautelare. Domani davanti al gip, sarà la volta del boss Antonio Di Cosola. (g. d. m.).

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Brevi, schede e richiami 6 (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Musica PIAZZA DEL GESù Concerto del 25 aprile organizzato dall'Arci in piazza del Gesù dalle 20 con Jovine, Co' Sang, Sos, Capatosta, Andrea Lucisano, Silvio Talamo. Ingresso libero. Info 081 787 1139. AROUND MIDNIGHT Antonio Onorato Quartet dalle 21.30 all'Around Midnight, via Bonito. Con Onorato (chitarre), Angelo Farias (basso), Salvatore Tranchini (batteria), Nando Trapani (sax). Ingresso con consumazione. Prenotarsi ai numeri 081 742 3278 e 333 700 5230. KINKY Reggae con Anthony Johnson & Kinky Sound dalle 22 al Kinky, vico della Quercia. Info 328 186 2831 e 347 833 0247. ACCADEMIA La musica dal vivo di Luca Sepe, i dj set di Dario Guida e Dino De Rosa, i balli latino-americani di Antonella Avallone accompagnano la presentazione del gioco interattivo "Virtual Experience bu Urban Wave" dalle 22 all'Accademia, via Piave. Info 081 714 2635. SARNO Linea 77 in concerto dalle 22 in via Roma a Sarno per la rassegna "Primavera sonora". Ingresso libero. Info 0434 29 001. SANT'ANTIMO Tributo a James Brown con la Joia Orchestra dalle 21.30 al Joia, corso Europa a Sant'Antimo. Info 081 830 3780. CAVA High Five in concerto dalle 22.30 al Moro, Borgo Scacciaventi a Cava de' Tirreni. Con Fabrizio Bosso (tromba), Luca Mannutza (piano), Daniele Scannapieco (sax tenore), Pietro Ciancaglini (contrabbasso), Lorenzo Tucci (batteria). Info 089 445 6352 dalle 19 e 335 534 5628. AVERSA Musica dal vivo con Bandiera dell'odio, Il Vortice, Ordadex e dj set di Nekos dalle 20 al teatro Scaramouche di Aversa. Info 389 190 7728. PRAIANO Dj set di Nello Fiorentino dalle 22 all'Africana di Praiano. TELECAPRI Dalle 17.30, su Telecapri News, Michelangelo Iossa conduce la rubrica di recensioni musicali "Area cd". Si parlerà di Stevie Wonder e Jeff Cascaro. Regia Gennaro Pasquariello. Classica Ravello Alle 11.30 nei Giardini di Villa Rufolo di Ravello, concerto dedicato all'avvocato Girolamo Bottiglieri, fondatore del Festival internazionale della musica, che verrà eseguito dai pianisti Valerio Biscione, Raffaella Nunziante e Sabina Mauro. Per l'occasione sarà annunciato il protocollo d'intesa tra l'Ept di Salerno, la Provincia, il Comune di Ravello e il Conservatorio musicale "G. Martucci" grazie a cui ogni 25 aprile, in memoria dell'avvocato Girolamo Bottiglieri, al festival wagneriano sarà collegato anche una borsa di studio annuale, quale premio e riconoscimento a un giovane allievo del Conservatorio di Salerno, che risultando vincitore della borsa di studio avrà altresì la possibilità di esibirsi da solo o accompagnato in un concerto-premio da tenersi appunto la mattina del 25 aprile a villa Rufolo. Teatro SANCARLUCCIO Si paga soltanto un euro per assistere dalle 21.30 al Sancarluccio, via San Pasquale a Chiaia, lo spettacolo di e con Antonio Carletti "E' primavera". Musiche Bob Quadrelli. Info 081 405 000. TAM Cabaret con Rocco Barbaro dalle 22.30 al Tam di via Martucci. Info 081 682 814. MERCADANTE Dalle 21 al Mercadante, piazza Municipio, lo spettacolo di Marco Sciaccaluga "Svet La luce splende nelle tenebre" di Lev Tolstoj, una produzione del Teatro Stabile di Genova. Alle 18, nella sala del Ridotto, Teresa Saponangelo nello spettacolo "Il mondo deve sapere", dal libro di Michela Murgia. In scena anche gli attori Carmine Borrino e Fortunato Cerlino. Adattamento di Saponangelo, Greco, Emmer. Regia David Emmer. Info 081 551 0336 e 552 4214. NUOVO Dalle 21 al Nuovo, via Montecalvario, lo spettacolo di Fortunato Calvino "Lontana la città". Con Roberta Serrano, Gioia Miale, Loredana Simioli, Massimiliano Rossi, Alessandro Poggiali, Stefano Siviero. Musiche Paolo Coletta, scene Paolo Foti, costumi Annamaria Morelli. Info 081 497 6267. ELICANTROPO Dalle 21 all'Elicantropo, vico Gerolomini, lo "Studio de la classe morta", spettacolo di Eugenia D'Alterio liberamente ispirato all'opera di Tadeusz Kantor. Con Lucio Celaia, Manuela Di Florio, Davide Giacobbe, Federico Infantino, Marco Luciano, Ramona Tripodi. Scene di Peppe Zinno e Ciro Di Matteo. Info 081 296 640. DIANA Dalle 21 al Diana, via Luca Giordano, Gianfranco D'Angelo e Ivana Monti nella commedia di William Arthur Rose "Indovina chi viene a cena". Regia Patrick Rossi Gastaldi. Info 081 578 1905. VERDI SALERNO Dalle 21, al teatro Verdi di Salerno, Arturo Brachetti nello spettacolo "L'uomo dai mille volti". Regia Serge Denoncourt. acacia Con la regia di Angelo Belgiovine, la compagnia Napoletanagas presenterà al Teatro Acacia domani e domenica la commedia di G. Di Maio "Ce Pensa Mammà". La Compagnia teatrale della Napoletanagas "I Cont...attori del Gaz" nata circa un secolo fa, disponeva di un proprio Teatro del Gas in via Roma.

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La sicilia per gli italiani è lontana e incomprensibile - salvatore butera (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina XIX - Palermo LA SICILIA PER GLI ITALIANI è LONTANA E INCOMPRENSIBILE SALVATORE BUTERA i sono i pentiti, quelli che parlano ancora di conflitto sociale e di lotta di classe. Ma non manca nemmeno chi da Nord tenta di attribuire all'elettorato del Sud e della Sicilia contorti pensieri. Vale ricordarlo ancora una volta: qui non pensa nessuno, il voto d'opinione in Sicilia praticamente non esiste. Prevale piuttosto il voto collegato ad altri sentimenti in sé e per sé rispettabili quali l'amicizia, l'appartenenza, la riconoscenza. Qualcuno ha evocato la vittoria del 18 aprile 1948, quando la sinistra si aspettava soprattutto nel Nord una grande affermazione e subì invece una pesante sconfitta. Ma le differenze sono molto forti: la Dc di De Gasperi non è certo la Lega di Bossi. Inutile approfondire le differenze tanto sono macroscopiche e vistose. E tutto sommato bisognerebbe capire se Bossi non finisce per essere l'eterno cane raffigurato nelle vignette di Giannelli, ringhioso ma sostanzialmente inoffensivo, fino a farci scommettere che il federalismo fiscale non sarà certo quello approvato dalla Regione Lombardia, quanto un ennesimo papocchio all'italiana che contenti anche Lombardo e la sua Lega Sud. In fondo però è vero che la qualità delle autonomie locali dipende dalla forza economica, sostanzialmente dal prodotto interno lordo per abitante, di modo che l'essere autonomi appartiene automaticamente a chi è più ricco, non certo a chi (ed è il caso della Sicilia e del Sud) si fa finanziare i consumi dai trasferimenti interni. E del resto la cosa è sotto gli occhi di tutti: Moratti, Formigoni, Illy, Chiamparino, Cacciari, Galan, Marta Vincenzi, Domenici. Esiste in Italia, al di là delle appartenenze, una vera e propria classe nazionale di amministratori locali che sanno interloquire autorevolmente nel dibattito politico del Paese e che contano proprio in relazione alle popolazioni che rappresentano e ai livelli di vita e di attività economica che stanno loro alle spalle. Quanto alla Sicilia, il vuoto di classe dirigente si è rivelato particolarmente grave, a sinistra come a destra, proprio nelle recenti competizioni elettorali (non solo in quest'ultima). C'è da chiedersi anzi con un atto di umile autocritica se esista nell'Isola una classe dirigente alternativa a quella che ha guadagnato la vittoria con oltre il 65 per cento dei consensi. Ma il baratro fra Nord e Sud si va approfondendo sempre più. Chiunque abbia avuto occasione lavorando di venire a contatto con ambienti industriali e professionali del Nord può facilmente testimoniare della differenza abissale che distingue la mentalità, gli stili, i modi di essere, a esempio, fra Milano e Palermo. Lassù, soprattutto nei grandi gruppi, sembra veramente in qualche caso di riscontrare l'etica protestante e lo spirito del capitalismo (come nel celebre titolo di Max Weber). Qui da noi, non è certo l'impresa la parte forte della Sicilia. Essa, quando c'è, è debole, stenta a camminare sulle proprie gambe, sovente si rivela effimera. Quante fortune imprenditoriali in questi anni abbiamo visto ascendere e tramontare nel breve volgere di un ventennio. Al contrario, la parte forte è la politica, perché qui da noi, come è noto, tutto è politica e quindi in qualche misura chi deve venire in Sicilia deve fare i conti con la politica e per di più con la politica siciliana. Ed è questo evidentemente uno dei più forti motivi di dissuasione dal venire a lavorare da noi. La Sicilia resta un grande mito letterario, un grande luogo dello spirito, una magnifica meta turistica, ma non certo una terra dove venire a produrre e ad investire. E tuttavia le dimensioni dell'isola, la sua popolazione, non consentono certo di vivere solo di questi crediti. Chi è obbligato a venire in Sicilia deve in qualche modo rompercisi la testa, come il capitano Bellodi di sciasciana memoria. Anche l'eventuale visitatore nordista, nel migliore dei casi, ha letto Pirandello, Sciascia e Lampedusa, ma ha capito poco. E allora si imbatterà fatalmente in qualche falso profeta. Qui da noi ad ogni angolo c'è qualcuno che si offre di spiegarti la Sicilia. L'Italia non conosce la Sicilia, o la conosce solo parzialmente e con difficoltà prevalentemente attraverso i suoi miti letterari. Essa resta lontana, incomprensibile, pericolosa. Ma la Sicilia a sua volta non conosce l'Italia e questo per i siciliani non è un problema. Noi siamo dèi - scrisse Lampedusa - e non abbiamo bisogno di nessuno che venga a insegnarci le buone maniere. I siciliani sono appagati dal loro stesso isolamento e non avvertono alcun bisogno né di conoscere né di inserirsi a pieno titolo nella comunità nazionale per giocarvi un ruolo che pur sarebbe certamente possibile solo che fosse credibile. Anzi spesso prevale nell'opinione pubblica siciliana un giudizio assolutorio sui difetti dell'isola, secondo lo stereotipo del "tutto il mondo è paese". E invece no: tutto il mondo non è paese. E qui da noi oltretutto il dibattito elettorale e politico di questi mesi ha provocato fra l'altro il non desiderabile risultato di un certo appannamento della lotta alla mafia, che pure ha conosciuto negli ultimi tempi successi e progressi. Non si può negare che un certo affievolimento vi sia stato. Meno male che c'è il questore Caruso che con indomito coraggio continua la sua battaglia attraverso spot e filmati televisivi ma soprattutto con arresti a ritmo giornaliero.

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Pentito fa scoprire covo di provenzano (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Cronaca Nuovo collaboratore Pentito fa scoprire covo di Provenzano PALERMO - C'è un nuovo pentito di Cosa nostra, è Giacomo Greco, genero del boss Francesco Pastoia, morto suicida a Modena nel gennaio del 2005. Greco ha rivelato l'esistenza di una botola di accesso a un vano segreto nella casa del suocero in cui si sarebbe nascosto anche Bernardo Provenzano. I carabinieri del reparto operativo di Palermo hanno fatto irruzione nella villa a due piani di Belmonte Mezzagno e riscontrato le informazioni della nuova fonte. Scoperta anche una pistola e 50 cartucce. Per la detenzione dell'arma è finito in cella il figlio trentenne del boss, Giovanni. Altre quattro persone sono state denunciate a piede libero.

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"vivevano nella paura ci vorrebbe la pena di morte" (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Cronaca Il racconto dei vicini. Il sindaco: servono misure shock "Vivevano nella paura ci vorrebbe la pena di morte" "Come facciamo a vivere tranquilli con tutto quello che succede qui nel Nord Est?" DAL NOSTRO INVIATO LUGAGNANO DI SONA (VERONA) - Aveva paura la coppia uccisa nella sua villetta. Quella stessa paura, a volte reale, altre volte irrazionale, che da anni attraversa il Nord Est delle rapine in villa e dei furti negli appartamenti e nei negozi, in un'escalation di violenza che, pure altalenante, tra picchi improvvisi e periodi di quiete, non è mai davvero cessata. Quella paura che oggi fa dire al giovane sindaco del paese, Gualtiero Mazzi, che "in casi del genere non escluderei la necessità della pena di morte". Avevano paura, Luigi e Lucia, ammazzati in casa, al punto che tutte le sere, alle nove, spegnevano tutte le luci, dentro e fuori, chiudevano le imposte alle finestre e sprangavano la porta. Lo racconta un'amica di Luciana, Piera Degli Esposti, una vicina di casa, che abita in una villetta confinante con quella delle vittime, e che la sera del delitto, quand'è tornata a casa verso le dieci della sera da un viaggio a Bologna, ha notato subito "qualcosa di strano": tutte le luci della casa, dentro e fuori, erano accese. "Mai successo - racconta - perché tutte le sere, quando veniva buio, ci parlavamo, dal giardino, io e Lucia. Adesso chiudiamo, ci dicevamo prima di salutarci, così stiamo tranquilli". "Ma tranquilli cosa? Paura, sì, noi abbiamo paura - racconta la donna - perché viviamo in villette singole, a piano terra, con recinzioni basse, senza sbarre alle finestre, senza neanche i cani. è vero che qui in paese non sono mai successi fatti di questa gravità, al massimo qualche furto, ma con tutto quello che succede in giro, come facciamo a vivere tranquilli? A non pensare che possa capitare anche a noi? Difatti è capitato". Paura e stupore anche nei volti degli amici e conoscenti della coppia che stazionano increduli davanti alla villetta. "C'è paura e c'è rabbia tra la gente, sono sconcertato - dice il parroco, Don Antonio Sona - quello che è successo è un fatto di una tale crudeltà, che genera insicurezza nella gente". Il sindaco Mazzi, della Lega, usa parole dure: "Non si può continuare a vivere così, è il momento di dare una svolta, e il governo deve dare una risposta efficace, anche sul problema dell'ingresso dei clandestini". Chiede risposte "forti" il primo cittadino, "perché qui siamo tutti sotto choc". Dice che il tema della sicurezza sarà al primo punto della sua agenda, chiede di rinforzare le pattuglie degli agenti sul territorio, e promette di aumentare il numero delle telecamere. Alcune le ha già messe. Ma servono solo per controllare il traffico delle prostitute. (r. b.).

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A lecco nei boschi del serial killer "cinque vittime, bianche e dell'est" - piero colaprico (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Cronaca L'ultima uccisa A Lecco nei boschi del serial killer "Cinque vittime, bianche e dell'est" Gli investigatori: cadaveri nascosti, non sono delitti di malavita Nelle telefonate i protettori parlano di donne a cui fare del male Ipotesi racket per il tenore di alcune intercettazioni ma crescono i dubbi PIERO COLAPRICO dal nostro inviato NOVEDRATE (Como) - A perlustrarli, si fatica a trovare un nesso. Eppure, un nesso c'è, ci deve essere, tra questi due luoghi: tra i silenziosi tornanti di montagna, dai quali sono riemersi - negli ultimi otto mesi - tre corpi morti di giovani ragazze straniere, e questo dedalo rumoroso di strade provinciali e di cavalcavia, dove i corpi vivi delle ragazze erano scelti, tra decine di altri corpi che anche ieri - nonostante tutto, nonostante le tv, nonostante i "pattuglioni" - sedevano schiantati su seggiolini, s'inoltravano nei maggesi, ondeggiavano su tacchi alti. L'indagine sul "serial killer del lago" non ha nulla di facile e di chiaro. Se gli investigatori sono aggrappati all'ipotesi del racket è soprattutto per alcune intercettazioni. In una, si sente un pappone fare il gradasso. Dice che vuol fare del male a una donna recalcitrante e "tagliuzzarle braccia e gambe come hanno fatto quelli là con le due ragazze che hanno trovate morte". Ma, parole a parte, non ci sono riscontri. "Io - spiega anzi un maresciallo - sto in mezzo a 'sta gente da vent'anni e, se devo essere sincero, non ce lo vedo un protettore farsi un sacco di strada per nascondere un cadavere. E sa perché? Troppa fatica". Il discorso è convincente. Per di più, tra i gangster, piccoli o grandi che siano, "il morto è un messaggio". Quando ci sono i regolamenti di conti, o quando una ragazza fuggita viene presa e non c'è possibilità di perdono, il cadavere viene sempre lasciato in bella vista: perché tutti sappiano qual è la conclusione per chi sgarra. "Dal loro punto di vista - continua il maresciallo - che senso avrebbe prendere queste ragazze e chiuderle nei sacchi di plastica? Non mi pare un'azione da malavita". La mappa del potere malavitoso lungo la strada "a luci rosse" Novedratese - potere miserabile, ma non solo - sarebbe comunque questa. I boss della zona sono - come sempre spesso accade nel Nord tra Milano e Torino - legati alla 'ndrangheta calabrese. Non vendono la cocaina a grammi, ma dal loro quartiere generale di Figino la vendono a chili agli albanesi, che a loro volta vendono al dettaglio. Gli albanesi hanno in mano dunque lo smercio della "roba" e le donne dell'est. "Con le loro donne pare ci sia un accordo... Negli anni scorsi - ci viene detto - le rapivano e le costringevano a battere. Quando una di loro incappava nel cliente per bene, erano guai, sono fioccate anche condanne all'ergastolo. Per questo i boss preferiscono fare adesso una specie di contratto. "Tu sei libera di battere, ma la zona è mia, se vuoi starci mi paghi una percentuale". Il sistema ha permesso di dare spazio alle nigeriane, verso Briosco e Arosio". Il sottobosco inquieta, ma va analizzato: "Le nigeriane sono diverse dalle ragazze dell'Est perché hanno un'abitudine rischiosa. Se possono si fanno portare a casa dall'ultimo cliente, gli fanno uno sconto, o ci vanno gratis, pur di avere un tetto, o un'auto, dove dormire", spiega T. B., un frequentare della zona. Il dato è utile per una riflessione. Silvia Demciuc detta Natasha, moldava. Ionela Dragan. Luminita Dan. Romene. La più "vecchia" 25 anni, la più giovane 17. Tre ragazze bianche, giovani, carine. Sono state loro le ultime a finire nei sacchi di cellophane. è come se qualcuno scegliesse donne simili, evitando le "nere". Per di più, le tre prede accertate erano anche "nuovi arrivi". Silvia, il cui cadavere è emerso domenica sera nei boschi di Perledo, si era separata dal marito italiano, non uno stinco di santo, e girava da sola. Luminita era finita sulla Novedratese portata dal marito Ramon, e lasciata a un distributore di benzina di Cermenate. Ionela era approdata allo stesso distributore qualche giorno prima di "Luminic", dopo essere stata scacciata dalla milanese via Fulvio Testi. In vita le due povere ragazze non si conoscevano; entrambe, lo scorso agosto, sono state trovate vicine, chiuse nei sacchi, in stato di decomposizione, nei tornanti che portano a Morterone. Chi uccide? La paura è che un altro sacco nero riemerga in queste zone, con una donna dentro, una delle tante ragazze viste e poi scomparse dalla Novedratese, diventata da nove anni un mercato del sesso a cielo aperto. Due fascicoli, secondo indiscrezioni, sono stati finalmente "riesumati". Uno riguarda il cadavere di una donna, con stivaletti vistosi aperti sulle caviglie, trovata a Valbrona. L'altro, un altro cadavere trovato su una montagna Svizzera. Sarebbero quindi cinque le donne giovani e caucasiche ammazzate e collegate a un unico caso. La disperazione e la miseria umana, che ancora ieri costringe tante ragazze a restare accanto ai loro ombrellini sfasciati e alle borracce vuote, dev'essere lontana anni luce dalla testa di chi vede in loro solo corpi da usare, e gettare alla fine come morta immondizia.

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Boss arrestato: era in clinica ma dava ordini (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Cronaca Il caso Boss arrestato: era in clinica ma dava ordini NAPOLI - Antonio De Luca Bossa, 36 anni, detto "Tonino o' sicco" (Antonio il magro), ritenuto il capo dell'omonimo clan, potente e e radicato a Cercola, nel Napoletano, è stato arrestato dai carabinieri a Roma. De Luca Bossa deve scontare un ergastolo per avere fatto saltare in aria con un'autobomba Luigi Amitrano, il 28 aprile del '98. All'eliminazione di Amitrano prese parte anche un altro camorrista, Giuseppe Mignano, poi defunto. De Luca Bossa è stato arrestato su decisione del pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dell'ufficio di sorveglianza del Tribunale di Roma al termine una lunga attività di investigazione. Il boss, che si trovava ricoverato in una clinica psichiatrica romana in quanto affetto da anoressia, nonostante il divieto a comunicare con personaggi legati alla camorra continuava invece a intrattenere i suoi rapporti con pregiudicati della Capitale, ma soprattutto con appartenenti al suo clan. In sostanza, De Luca Bossa avrebbe continuato ad impartire ordini dalla clinica. Il capocamorra è stato quindi trasferito dalle corsie del nosocomio al carcere romano di Rebibbia.

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Camorra, nel regno dei casalesi tutti all'attacco di saviano in tv - conchita sannino (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Cronaca Lo scrittore in diretta nella puntata di "Annozero" Camorra, nel regno dei Casalesi tutti all'attacco di Saviano in tv La moglie del capoclan: "Rap sui killer? Se va bene a lui..." Da Santoro racconta la sua vita blindata dopo Gomorra CONCHITA SANNINO dal nostro inviato Casal DI PRINCIPE - Gomorra non regge la sua immagine allo specchio. Roberto Saviano parla dei casalesi in prima serata e il regno del boss Sandokan risponde con rabbia e insulti. Con il fastidio pacato del sindaco (" "Ma perché scatta sempre la gogna indistinta? Così si autorizza alla sopravvivenza la sola camorra" ). Con lo scherno della piazza ("Saviano, sei 'nu scemo, sei un fallito"). Alle nove di sera, mentre le telecamere di "Annozero" si accendono sulla testimonianza del giovane scrittore e sulla denuncia del procuratore antimafia di Napoli Franco Roberti, le strade appaiono desolate, luci bassissime, un paese quasi deserto: se non fosse per quel televisore al plasma portato fin sul marciapiedi del Caffè Villa, sul corso Umberto. E per quel grappolo di cinquanta persone tra giovani e vecchi, seduti ai tavolini, che sentono parlare lo scrittore e inveiscono: "Ma questo è uno che si fa pubblicità addosso a noi". Un'altra voce spicca dal coro. " Ma la finisci o no? - sempre rivolta al piccolo schermo - Ma non ti metti scuorno?, non ti vergogni?". Poco oltre, in via Bologna a Casale, con toni assai più sobri e argomentati, esprime il suo sdegno la signora Giuseppina Nappa, coniugata Schiavone, la moglie del superboss Francesco detto Sandokan, considerato fondatore e dominus della cosiddetta "mafia" casertana (attualmente in carcere). La signora Nappa, insegnante di sostegno, divenuta per le ultime tre volte madre quando suo marito era latitante, non cita mai Saviano ma lancia parole affilate: "Apprendo che qualcuno ha regalato a quello scrittore un rap su un Cappotto di legno (il brano è stato anticipato ieri da Repubblica, ndr). Ma che posso dire? Se a lui piace così, va bene. Nel suo libro ha infilato uno dietro l'altro gli atti giudiziari degli ultimi dieci anni: e una cosa così la chiama anche libro? Mah, io penso che si è arricchito e basta. Bene, beato lui". La stessa signora Schiavone reagisce con un'espressione di nausea all'appello, ripreso da Anno Zero, della neopentita dei casalesi, la signora Anna Carrino, convivente del bosss Bidognetti: "Io non ho niente di cui pentirmi. La mia vita si conosce, così come si conosce la condotta, la vita e il mestiere delle altre". Un riferimento chiaro, ma non esplicito, alle presunte relazioni extraconiugali della signora Carrino. In televisione continua il racconto di Saviano e dall'anticamorra di Napoli. Ma il sindaco di Casale, Cipriano Cristiano, oltre 6mila voti presi nel 2007 come candidato di Fi, An, Udc e lista civica, apre la casa al cronista, ascolta con attenzione e si ribella ai giudizi sommari. "Perché dobbiamo essere giudicati come parenti, cugini, cognati di indagati e camorristi? Ma allora non dobbiamo fare né centri commerciali né servizi né qualunque appalto in questa cittadina? Ma allora chiudiamo le strade con gli abitanti dentro e gettiamo le chiavi. Non possiamo accettare passivamente queste condanne sommarie". Sua moglie, Teresa Di Caterino, anche lei medico, è cugina di primo grado di un altro luogotenente dei casalesi, Giuseppe Russo, attualmente in carcere. La coniuge del sindaco guarda la tivvù, ostenta rassegnazione e dice: "Io l'ho scoperto solo negli ultimi tempi, i parenti non te li scegli, gli amici sì. Comunque voglio essere chiara: se non foste venuti in casa mia e non avessi dovere di ospitalità, non l'avrei vista 'sta trasmissione. Mi indispone, mi fa rabbia che ci debbano schiacciare". Tuttavia va in camera, esce col libro: "Io l'ho comprato Gomorra. A me è non è spiaciuto, è un buon libro". E quando dalla tivù Saviano attacca con "le colpe dei media che hanno lasciata sola la Procura nella caccia al business sui rifiuti", lei insorge: " "Ma dai, Saviano, la Procura quando vuole andare fino in fondo non ha mai avuto bisogno dei media".

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"siamo sotto attacco lega" psicodramma nei circoli emiliani - michele smargiassi (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Nella regione rossa i segretari delle ex sezioni fanno il punto: ci serve aiuto "Siamo sotto attacco Lega" psicodramma nei circoli emiliani "Il partito scelga tra Colaninno e i lavoratori" Il Pdl è un avversario chiaro, non fa paura, la Lega invece ruba i voti popolari A Galeata i voti del Carroccio sono triplicati, a Bagno di Romagna ha preso il 10% MICHELE SMARGIASSI BOLOGNA - "Io chiedo aiuto" sussurra nel microfono, senza urlare, sono già forti le cose che dice, "il coltello affonda nella carne debole". Che ha da drammatizzare il democratico Marco Iachetta di Galeata, paesino della Romagna solatia, vicino a Predappio, ma da decenni saldamente a sinistra? "Siamo sotto attacco", insiste. Nella penombra del capannone alla periferia di Bologna i segretari dei circoli di base del Pd dell'Emilia Romagna hanno già capito dove vuole arrivare. Anche lui s'è trovato i Celti in piazza. Ma a lui è andata peggio: ha la piazza invasa anche dalle telecamere. "Matrix è già venuto, ora tocca ad Anno Zero, poi Ballarò e Porta a Porta". Tutti a vedere l'"invasione". A Galeata i voti della Lega Nord sono più che triplicati: erano 65 e sono diventati 231, e adesso Bossi fa il 15,5%. Iachetti spiega perché: "quasi un residente su cinque è extracomunitario". E ora "abbiamo bisogno di aiuto subito". Iachetti dovrebbe essere felice: il Pd nel suo comune è andato su del 5 per cento oltre la somma di Ds e Margherita. Dovrebbero essere felici tutti, perché il Pd nella regione rosso-antico ha ritrovato quote da vecchio Pci. Ma non sono contenti, ha poco da spronarli il dirigente Marco Lombardelli, "siamo il partito del secolo". L'"analisi del voto" in assemblea è un rito dal sapore antico per l'erede del partito delle "sconfitte vittoriose", che perdeva a Roma ma trionfava in casa, ed erano platee orgogliose, invece stasera c'è un'aria irreale, la faccia dei numeri conta poco. La Lega sotto il Po ha raddoppiato, ma è pur sempre sotto l'8%. La sfida dovrebbe venire dal Pdl, che prende più del triplo della Lega: ma in due ore di discussione nessuno, proprio nessuno pronuncia il nome del vincitore del 13 aprile, Berlusconi: neppure sotto lo pseudonimo veltroniano di "principale esponente" eccetera. Lo shock si chiama Lega, poi Lega e poi Lega, tanto che il segretario regionale Salvatore Caronna deve ricordare che "qui abbiamo vinto noi", e molto, visto che il Pd sta a un soffio dalla maggioranza assoluta. Ma si capisce perché la Lega fa paura ai sergenti dell'armata democratica. I berlusconiani sono avversari chiari, ce li hai davanti. I leghisti ti sbucano alle spalle, di fianco, sotto i piedi. "Io non sono convinto che il voto alla Lega sia uno spostamento a destra", ecco, Massimo Montanari di Piangipane, Ravenna, l'ha detto. "Loro rappresentano chi ha paura. Noi chi? Facile dire tutti, dall'imprenditore al precario. Non ci stanno tutti. Dobbiamo scegliere fra Colaninno e quelli che non arrivano al 27 del mese". Perché la paura non è solo quella degli immigrati, Iachetti ascolta la "vicina" Sara Monti, che a Bagno di Romagna di stranieri ne ha solo il 4%, ma anche lì la Lega è schizzata su, "hanno preso il 10 senza una sede, senza un segretario. La sicurezza... ma a Bagno, via, non c'è mai uno scippo. Da noi fa paura non trovare un lavoro a tuo figlio: ecco l'insicurezza". Scappano i voti popolari, "i nostri". Scivolano via perché il Pd non è così chiaramente un partito di popolo, allora "basta tentennamenti, il nostro valore è il lavoro, almeno si sappia che siamo i laburisti", pretende Maurizio Ricciardelli del circolo dipendenti della Regione. Vanni Pancaldi di Calderara, che pure fa il consulente d'impresa, invoca le "quote blu" e una scelta sociale chiara, "sarà vero che i lavoratori non votano più la 'sinistra dei no', ma noi siamo la sinistra dei 'sì però'". Ma stasera si fa il gioco della verità, e c'è chi azzarda: "Facciamolo 'sto federalismo fiscale...". E anche un po' di cultura del territorio, "mica coi costumi da longobardi", certo, ma quando Nicola Arcozzi, immigrato da Milano a Dozza Imolese, sente dire a Cacciari "che il Nord si ferma al Po, mi pare uno schiaffo". Anche Caronna azzarda una cosa nordista: "La salute del Po vale più del ponte sullo Stretto". Pd del Nord? Non pare a nessuno una buona idea, "non possiamo rifondarci ogni sei mesi", ma un regionalismo "alla catalana" sì: "però servono i soldi, ci vuole il federalismo fiscale". E dài. Ma i messaggi bisogna ascoltarli, "e noi", ammette Davide Folloni di Correggio, 26 anni, "spesso facciamo finta di ascoltare la gente, ma pensiamo di sapere già tutto".

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"per noi della destra gli esami sono finiti ma basta con la retorica della liberazione" - carmelo lopapa (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Fini resterà a Roma, Alemanno renderà omaggio a Salvo D'Acquisto. Rotondi, Dca: "Io andrò in piazza" "Per noi della destra gli esami sono finiti ma basta con la retorica della Liberazione" Buontempo: "Serve una data per celebrare la pacificazione, non la guerra civile" CARMELO LOPAPA ROMA - "Ancora con questa storia del 25 aprile? Ogni anno? Ma perché non chiedete mai cosa ne pensiamo del 2 giugno o del 4 novembre?" Ignazio La Russa transita veloce per i corridoi ancora per poco semideserti di Montecitorio. Ha troppa fretta e soprattutto non ha voglia di festeggiare alcunché, nei giorni in cui vede allontanarsi il ministero della Difesa per sacrificarsi alla reggenza di An, impostagli da Gianfranco Fini prossimo presidente della Camera. Ecco, il probabile futuro leader del partito dice "basta" alla retorica della Liberazione. Lo stato d'animo, va detto, è assai diffuso nello stato maggiore della nuova maggioranza, con buona pace del Colle. Chissà se e quanto abbia influito l'uscita di Marcello Dell'Utri poco prima del voto, quella sulla necessità di riscrivere i libri di storia "condizionati dalla retorica della Resistenza". La Russa, per dire, andrà oggi in Sicilia: "A deporre un fiore sulla tomba di mio padre, dopo le fatiche della campagna elettorale, ne avrò pure diritto". Ma in fondo, colonnelli e seconde linee del Pdl si sentono autorizzati a fare un po' quello che gli che più gli pare, dato che nessuno dei leader ha messo in agenda per questa mattina celebrazioni della Liberazione. Silvio Berlusconi non volerà in Sardegna, ma ha già convocato per le 9,30 i suoi a Palazzo Grazioli per lavorare al nuovo governo. Per lui l'unica liberazione da festeggiare è quella delle "dittature che incombevano sul nostro Paese" fino a poche settimane fa. E di fatti nessun forzista è segnalato nelle celebrazioni. Lontano dalle piazze pure Gianfranco Fini. "Anche perché - scandisce il portavoce di An Andrea Ronchi, che oggi sarà al fianco del candidato sindaco Alemanno a Palidoro vicino Roma per rendere omaggio a Salvo D'Acquisto - gli esami per lui e per tutti noi sono finiti. Siamo contro le dittature e le discriminazioni. Ma non accettiamo alcuna strumentalizzazione del 25 aprile". Umberto Bossi non pensa nemmeno lontanamente di manifestare a Milano, come fece con un pizzico di provocazione nel '94. E le contestazioni nel corso dell'ultima sua partecipazione, con tanto di padre partigiano in carrozzella, sono alla base del forfait di oggi annunciato dal sindaco del capoluogo meneghino, Letizia Moratti. Riposerà fuori città, non senza strascichi polemici. "Diciamoci la verità. Uno può anche festeggiare a casa propria - prova a sdrammatizzare Roberto Calderoli - Per me, Umberto e gli altri sarà un giorno lavorativo, qui a Milano, il momento è quello che è. L'importante è che certe cose della storia non si scordino mai. Riscrivere i libri? No, lasciamo la storia alla storia. è trascorso troppo poco tempo". Un no secco alla revisione dei libri anche da Fabio Granata, responsabile Cultura di An: "Di quel che ha detto Dell'Utri è condivisibile la necessità di fornire ai ragazzi una visione più ampia della storia, che tenga conto anche delle ragioni dei vinti, per dirla con Violante. Ma libertà e pluralismo sono sacri". Il dc Gianfranco Rotondi in piazza invece ci sarà e contesta "la stampa di destra" critica con le celebrazioni, perché "un conto è pacificare, altro equiparare l'antifascismo al fascismo, male assoluto". Ma nella destra, quella estrema di Buontempo e Storace, il 25 aprile preferiscono cancellarlo: "è giunto il momento che l'Italia stabilisca una data per celebrare la pacificazione nazionale".

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La destra ci crede Fini: <Tra poche ore Roma sarà liberata> (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Comizio con Berlusconi per Alemanno La destra ci crede Fini: "Tra poche ore Roma sarà liberata" Frida Nacinovich Silvio pensaci tu. Riesci a far smettere di piovere, puoi anche fare vincere Gianni Alemanno. La parola liberazione per Gianfranco Fini vuol dire una cosa ben precisa: Alemanno sindaco di Roma. Il presidentissimo dell'An che sta per sciogliersi nel Popolo delle libertà ci crede. Perché Silvio c'è. "Avete visto? Ve lo avevo detto che smetteva di piovere". Le doti sciamaniche di Berlusconi durano però solo pochi minuti. Poi la pioggia ricomincia a cadere. "Caro Gianni, propongo di stringere i nostri interventi perchè se no si ammalano... e invece li vogliamo tutti a votare, sani, in salute e senza raffreddore". Comizio bagnato comizio fortunato? Lo spremo solo lunedì, al termine del duello più atteso della tornata amministrativa. Quello per la conquista del Campidoglio. Il futuro presidente della Camera introduce Berlusconi. Fini dice che il Cavaliere è riuscito ancora una volta a "stupire il paese". Lo ringrazia per la "geniale intuizione" del Pdl. Gli offre il popolo aennino su un piatto di argento. Nessun presentatore tv avrebbe potuto fare un miglior servizio al capo popolo delle libertà. Neanche il Pippo Baudo più in forma. Silvio Berlusconi punta dritto alla pancia del popolo aennino, che non è poi tanto diverso da quello di Storace. Anzi, fino a poco tempo fa era lo stesso. Così il premier in pectore nel suo comizio a piazza Navona parla come se fosse un esponente dell'ala destra della "Destra" storaciana. Come da tradizione si esercita nella denigrazione dell'avversario. "Veltroni l'abbiamo già rispedito in Africa e speriamo che si trovi bene. Ora a Rutelli invece dell'auto blu restituiamogli il motorino, che gli piace tanto". Gli ex camerati abbracciano il loro nuovo leader, il Cavaliere. Berlusconi non si modera, il suo popolo apprezza. A piazza Navona sotto l'ombrello per l'ultimo spot elettorale pro-Alemanno non c'è tanta gente ma c'è tanto entusiasmo. Conquistare Roma? "Se po' fà, anzi s'ha da fà". Il capo popolo usa disinvoltamente lo spot elettorale degli avversari. Quanta cattiveria. "Ancora poche ore e Roma sarà liberata - assicura Fini - Le bugie di Veltroni e Rutelli hanno le gambe corte". Il continuo ammiccare al 25 aprile, alla Liberazione con tanta leggerezza è impressionante. Dice qualcosa in più sullo scontro politico e la vera posta in gioco del ballottaggio per il Campidoglio. Interviene Lorenzo Cesa dell'Udc: "Il ricordo dei sacrifici e delle sofferenze che portarono alla Liberazione impone una riflessione che vada oltre le celebrazioni formali: la destra estremista e antisemita rappresenta, oggi come allora, un elemento di grave pericolo per la vita delle istituzioni". Risponde Francesco Storace: "L'Udc è venuta allo scoperto. La dichiarazione dell'onorevole Cesa è eloquente, altro che libertà di coscienza: vuole far vincere la sinistra". Chiaro, no? Per Berlusconi la platea romana non è facile da affrontare. Da queste parti pure i sassi, i sampietrini sanno che la forza del Cavaliere è data anche dall'inossidabile diagonale con la Lega Nord di Umberto Bossi. Il futuro presidente del Consiglio cerca le contromisure, come per incanto si "democristianizza". "I fucili di Bossi? Sono metafore per parlare al popolo. In cinque anni di governo non c'è mai stato un provvedimento proposto dalla Lega che andasse a favore solo del Nord - assicura il Cavaliere - Poi, nella nostra formazione, c'è la Lega al Nord ed il movimento per le Autonomie al Sud, quindi nulla da temere. La verità è che la Lega usa in certi suoi protagonisti un linguaggio che non dovrebbe usare". Conclusioni: avete male interpretato Bossi. Un problema di lingua insomma, non di sentimento. Questa volta il gran venditore cerca di superare se stesso. Andranno al voto cinque province e 44 comuni. L'attenzione politica è naturalmente puntata sull'esito della sfida a Roma tra Rutelli e Alemanno, ma domenica e lunedì prossimo più di 5 milioni e 800 mila cittadini saranno chiamati al ballottaggio per 5 province, (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma) e 44 comuni, tra cui 7 capoluoghi di provincia (Roma, Massa Carrara, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza, Viterbo). Questi sono gli ultimi fuochi della campagna elettorale 2008. La destra ce la mette tutta, sa di avere il vento in poppa. "Volete il vice di Prodi come sindaco riciclato?". Berlusconi invita tutte le persone accorse a piazza Navona a votare Alemanno per mettere fine "alle baraccopoli, agli immigrati clandestini, al prelievo fiscale più alto d'Italia, alla metropolitana più inefficiente d'Europa, alle strade piene di buche, alla droga libera davanti alle scuole". A Berlusconi Roma non è mai piaciuta troppo, e si vede. 25/04/2008.

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Gli studenti: <La mafia c'è perché la classe dirigente è corrotta e non c'è lavoro> (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Una ricerca choc del Centro studi Pio La Torre di Palermo Gli studenti: "La mafia c'è perché la classe dirigente è corrotta e non c'è lavoro" Gemma Contin Prima scena: i ragazzini di Scampia e Secondigliano, gli scugnizzi delle periferie di Napoli e dell'interland di Caserta, in una ricerca choc dichiarano che la camorra rappresenta per loro la sicurezza, un modo di vivere, il sistema in cui sono immersi, da cui non solo non possono sottrarsi ma con cui è meglio convivere e trarne, se possibile, qualche vantaggio: un lavoretto, il piccolo spaccio; dei soldi, neppure pochi; in fondo uno "status", e poi, un giorno, il salto nel gran giro. Seconda scena: Sicilia, Palermo, il Centro studi e iniziative culturali Pio La Torre, un'iniziativa nell'ambito del progetto "educare alla legalità". Sono 52 gli istituti superiori dell'isola che hanno aderito, e circa ottomila le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni di licei, istituti tecnici e professionali, che si sono collegati via internet e in videoconferenza al lavoro avviato da qualche anno dal centro intestato al dirigente comunista assassinato dalla mafia il 30 aprile 1982. Una ricerca, anticipata da cinque incontri tematici, è stata messa a punto da un gruppo di docenti universitari che hanno intervistato i ragazzi per mezzo di un questionario con 57 "variabili qualitative" (dannato gergo statistico) sui "valori" e "disvalori" attribuiti alla cultura mafiosa e, parallelamente, alla cultura siciliana. Qualche esempio: l'attaccamento alla famiglia è un valore o un disvalore? e il maschilismo? e il cosiddetto rispetto della donna? e la religiosità? Gli studenti intervistati sono per il 58% ragazze e per il 42% maschi; il 22% ha 16 anni, il 33% 17, il 44% 18. Il 17,8% frequenta il terzo anno, il 38,3 il quarto, il 45,9 il quinto. Provengono per il 65,5% dai licei, il 22% da istituti tecnici, il 12,5% da scuole professionali. Il 49% circa è di Palermo e provincia, il 51% delle altre otto province dell'isola. Alcune risposte: "Il boss è immorale ma competente, così attira la simpatia dei giovani"; "l'uomo d'onore non è mafioso"; "i mafiosi? gente onesta!". Fermiamoci qui, per una riflessione molto seria sulla coincidenza di dati e grafici venuti fuori dalla trasposizione dei valori delle risposte (molto d'accordo, abbastanza, poco, per niente) agli indicatori "onestà, uguaglianza, democrazia, libertà, partecipazione civile, laboriosità, senso civico, meritocrazia, giustizia" da un lato, e, dall'altro, "diffidenza, tradizionalismo, egoismo, servilismo, maschilismo, omertà, prepotenza, religiosità". La ricerca li ha proposti ai ragazzi una prima volta con la richiesta di un "voto" positivo o negativo a ciascuna voce da un punto di vista della cultura mafiosa, una seconda volta riferita ai valori e ai disvalori percepiti nella cultura siciliana. I due grafici sono praticamente coincidenti. Qualche esempio: l'onestà è un valore? "per niente" al 58% nella cultura mafiosa, "poco" al 50,7 tra i siciliani; la partecipazione civile? per niente al 42,9 tra i mafiosi, poco al 48,5 tra i siciliani; il senso civico? per niente al 59,5 tra i mafiosi, poco al 44,7 tra i siciliani; la giustizia? per niente nel 65% della cultura mafiosa, poco nel 49 e per niente nel 9% della percezione dei siciliani. In compenso: il tradizionalismo è molto forte nel 37,4% dei valori mafiosi e nel 44,1 dei siciliani; l'omertà nel 55,7 dei primi e nel 40% dei secondi; la prepotenza nel 75,1 per i mafiosi e nel 41,3 per i siciliani; il maschilismo "molto" nel 48,7 dei mafiosi e "abbastanza" nel 44,6 dei siciliani; il servilismo molto nel 42% dei mafiosi e abbastanza nel 33,9 dei siciliani. C'è poi la quasi perfetta sovrapposizione tra "valori" della cultura mafiosa e "valori" percepiti dai siciliani se si sommano le risposte "molto" e "abbastanza" riferite alle voci diffidenza (67 a 71) tradizionalismo (69 a 80) egoismo (83 a 64) servilismo (68 a 50) maschilismo (78 a 71) omertà (68 a 70) prepotenza (91 a 76) e, sorpresa, religiosità (55 a 76). Per contro, se si sommano le risposte "per niente" e "poco", dunque collocate tra i disvalori, le coincidenze maggiori si hanno alle voci onestà (84 a 57) uguaglianza (86 a 62) democrazia (84 a 47) partecipazione civile (65 a 57) senso civico (78 a 54) e giustizia (79 a 58). Ultime notazioni. Alla domanda: "Cosa permette alla mafia di continuare a esistere?", con risposte multiple per priorità, il 58,8% risponde "la corruzione della classe dirigente", il 51,1 "le scarse opportunità di lavoro", il 45,1 "la scarsa fiducia nelle istituzioni", il 35,2 "l'arretratezza culturale", il 30,1% "il basso livello di sviluppo". Alla domanda "ti è mai capitato di avvertire concretamente la presenza della mafia nella tua città?" il 56,1% sostiene "molto-abbastanza"; e "a tuo parere esiste un rapporto tra mafia e politica in Sicilia?" l'88,6% dei ragazzi e delle ragazze risponde "sì-sempre-spesso". Cara Sinistra, forse è da qui che bisogna ripartire. 25/04/2008.

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<Si è votato così presto per eliminare centro e sinistra> (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

L'analisi del presidente del Censis: "Lo zampino di Berlusconi e Veltroni. E ora? C'è ancora speranza..." "Si è votato così presto per eliminare centro e sinistra" Angela Mauro Rimanere alla porta del Parlamento non è una necessità storica, nemmeno per la sinistra. Il ruolo di extraparlamentari, consegnato dal voto di metà aprile a Rifondazione, Sd, Pdci e Verdi, non è un cataclisma naturale. Si poteva evitare. Come? "Bastava votare tra due o tre anni. Ma sia Berlusconi che Veltroni hanno puntato al voto subito per stroncare sul nascere due nuove formazioni politiche: quella della sinistra, appunto, e il centro". Parola di Giuseppe De Rita, presidente del Censis, sociologo di lena lunga e apprezzata, di quelle che da sempre rifuggono scorciatoie e capri espiatori. Non risparmia critiche alla sinistra, De Rita, ma riconosce che il progetto aveva bisogno di tempo. E ora? "C'è uno spazio a sinistra del Pd. Ma va occupato con dignità". Partiamo da un giudizio generale sul dato elettorale. C'è una doppia motivazione. La prima di carattere razionale, la seconda emozionale. Parto dal livello razionale. Hanno perso coloro che non si sono resi conto di tre cose. Primo: l'Italia è fatta di tante territorialità, il territorio è centrale. Io ne parlavo negli anni '70 e mi dicevano che facevo folclore economico. Ora sembra che lo abbiano scoperto tutti, il territorio. Si parla di partiti federali, territoriali... uno strazio. Strazio perchè? Ci potevano pensare prima, invece hanno continuato a fare una politica dall'alto, dal centro, una politica da Torre Eiffel. Il secondo fattore che non è stato compreso è la "cetomedizzazione" di massa. Negli ultimi 30 anni tutti sono stati inquadrati come ceto medio, una sorta di grande invaso con emissari che entrano e non escono. Tutti: dall'idraulico con moglie parrucchiera e figlio all'università al professore di liceo che, per la mia generazione, era l'elite. Non ci si è resi conto che una cetomedizzazione di massa non dura a lungo: qualcuno "esce verso l'alto", diventando imprenditore, entrando nell'elite finanziaria; qualcun altro esce "verso il basso". A questi ultimi, abbiamo dato una definizione di classe: lo si fa per gli operai e si inquadrano anche i nuovi fenomeni, penso ai precari, in una definizione di classe. Il punto non è definire le cose in termini di classe, ma vedere i processi e questi nessuno li ha studiati. Terzo fattore incompreso? Il policentrismo dei poteri. Il potere non sta più nella politica dello Stato, ma dappertutto, sta anche nei comuni che con i fondi strutturali europei hanno ampi margini di manovra. Questo "incasinamento" dei poteri favorisce chi sui poteri locali sa lavorare meglio. Penso alla Lega al nord o Cuffaro in Sicilia. Sono entrambi poteri in parte clientelari e dialettali, usano una lingua della realtà locale. Quanto al livello emozionale, non si è compreso il valore dell'emozione nell'elettorato e ce ne sono di quattro tipi. La prima: la paura, quella di impoverirsi o quella per lo straniero. La seconda: l'insicurezza. La terza: il rancore, quello dell'imprenditore che deve sbrigare 70 pratiche per aprire un'azienda o quello di un sindaco che per dare il patrocinio ad una gara ciclistica deve stampare non so quante delibere. Quarta emozione: il risentimento che è lutto per quel che non è stato ed è un'emozione individuale. Penso all'impiegato risentito per non essere riuscito a fare carriera o all'operaio che avrebbe voluto una vita diversa. Emozioni diverse tra loro. Si potrebbe dire che le prime due sono state un po' pompate da media e cattiva politica, mentre la terza ha a che fare con riforme mancate e la quarta si lega alla crisi economica? La paura di impoverirsi è stata anche pompata: quel "non arrivi alla fine del mese" ha veicolato la paura anche in settori che non ne avrebbero motivo. L'insicurezza è stata pompata più ad arte, è più sottile, è stata giocata dalla destra già nel 2001 e adesso in maniera più visibile, in particolare dopo l'omicidio Reggiani a Roma. Su quel caso anche Veltroni ci ha messo del suo... Si, ricordo il consiglio dei ministri straordinario... Le altre due emozioni invece non sono state fomentate, vengono dal di dentro delle comunità e della singola persona. E non c'entra solo la crisi economica, ma anche quella del ceto medio risentito: aveva il sogno di diventare ricco e non ci è riuscito. Torno al territorio, centrale nella politica della sinistra negli ultimi anni: la partecipazione alle lotte dei No Tav, dei No dal Molin di Vicenza, degli anti scorie di Scanzano. Dove ha sbagliato la sinistra? Esiti territoriali di battaglie ideologiche. La sinistra non ha capito Vicenza, ad esempio, ha pensato che quella fosse una battaglia ideologica contro l'imperialismo americano, ma era una battaglia territoriale con motivazioni territoriali. La sinistra ha appiccicato alle lotte locali delle motivazioni dall'alto verso il basso e non il contrario, non ha dimostrato vera empatia con il territorio. Sta dicendo che non c'è proprio più spazio per le ideologie di sinistra? (nel senso positivo del termine) C'è una crisi dei pensieri non nutriti. In troppi si occupano di localismo senza averlo mai studiato. La logica successiva vorrebbe che si parlasse italiano e non la lingua locale, ma non è così. L'unico che l'ha saputo fare è stato Tremonti, berlusconiano vicino alla Lega, che parlando in italiano ha posto il localismo in una logica più ampia, internazionale e con critiche alla globalizzazione. E' proprio sicuro che a sinistra non ci sia nessuno con una elaborazione simile? La critica alla globalizzazione nasce con i movimenti noglobal, a sinistra... Bertinotti l'ha fatto, onore al merito. Solo che per lui il messaggio era più difficile da costruire, è risultato appesantito da ideologie precedenti. Mentre Tremonti che parla male del mercato fa notizia, Bertinotti no. Tutta la sinistra non ha avuto una cultura di lingua nazionale da contrapporre a Tremonti. Anche Veltroni è troppo flebile. Non fosse stato così chiuso in se stesso, la persona adatta poteva essere Prodi, con la sua esperienza internazionale. No, non c'è un intellettuale di sinistra. Ci sono opinionisti che vanno per la maggiore, editorialisti della domenica... forse l'antiberlusconismo è così virale da aver spento le intelligenze... Disfatta elettorale della sinistra: necessità storica o tragedia che si poteva evitare? Si poteva evitare, bastava votare tra due o tre anni. Bisognava poter preparare i tempi per fare la sinistra e anche per fare il centro. Invece il governo è caduto a gennaio e in due mesi di campagna elettorale non fai nè la sinistra, nè il centro. C'è stato un condizionamento: sia Berlusconi che Veltroni hanno voluto votare subito per evitare che si formassero questi due poli. Sotto sotto, anche se Veltroni non lo dirà mai, il ragionamento è stato: non diamo tempo alla sinistra di riorganizzarsi e al centro di crescere e così due processi di potenziale innovazione sono stati strozzati in poco tempo. Pensi a Pezzotta: il suo progetto centrista è stroncato. E adesso? Adesso, affari vostri (ride) . La sinistra dovrebbe lavorare sui tre motivi nazionali della sconfitta che citavo prima: territorio, disagio del ceto medio, architettura distribuita dei poteri. Dovrebbe imparare a parlare di emozioni. E non dovrebbe portarsi dietro zavorre. Tipo? I Verdi. Come? Avrei scommesso che si riferisse al Pdci, la falce e martello... Di zavorre ce ne sono anche dentro Rifondazione... Quanto a Diliberto, lui è così come appare, prendere o lasciare. Volevo dire che secondo me la sinistra paga anche la stanchezza dell'italiano medio per quello che i Verdi potevano essere e non sono stati. Tutti noi siamo stati un po' verdi, anch'io li ho votati una volta, sembravano un modo nuovo per intendere il rapporto dell'Italia con l'ambiente, invece l'entusiasmo dell'ecologismo si è incastrato in un partito con tutti i vizi dei partiti. Sembrerebbe che nella sua analisi la delusione per il governo Prodi non trovi spazio. E' così? Tutti abbiamo provato un certo disagio per il governo Prodi, ma non penso sia stato decisivo sul voto. Uno dei problemi della sinistra è non aver governato i tempi della crisi di governo, vi si è adattata ma avrebbe avuto bisogno di più tempo per organizzarsi. L'unica scivolata che addebito a Bertinotti è aver parlato male del governo Prodi a dicembre. La sinistra sta reagendo bene alla batosta? Reazione scomposta come è naturale che sia dopo una botta in testa così. La mia impressione è che comunque uno spazio a sinistra del Pd ci sia. Il punto è occuparlo bene. Se si fugge per andare altrove - nello stesso Pd - o se si pianta una bandierina di Lenin, si occupa solo una frazione di quello spazio. Ci vuole una cultura, una leadership, un Tremonti di sinistra, che poi è quello che è stato Bertinotti per 15 anni. Se prendono piede meccanismi di scissione, si manca l'obiettivo. Ma chiunque ci resti in quello spazio, fosse anche uno solo, deve farlo con dignità e non per puro spirito di sopravvivenza. 25/04/2008.

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VERONA - Il corpo di lui, mani legate con del nastro, testa fracassata da almeno otto colpi (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Di SANDRO IANNI VERONA - Il corpo di lui, mani legate con del nastro, testa fracassata da almeno otto colpi di martello, seminascosto in cantina sotto alcuni cartoni e qualche telo. Lei, strangolata, con addosso solo una maglietta, riversa sul letto nella camera al primo piano. I coniugi Luigi Meche, 61 anni, imbianchino in pensione, e Luciana Rambaldo, 57 anni, casalinga, sono stati trovati così senza vita nella loro villa di Lugagnano di Sona pochi minuti dopo la mezzanotte. L'autopsia ha stabilito che il primo a morire, tra le 16 e le 22 di mercoledì è stato l'uomo seguito dopo pochi minuti dalla moglie. A scoprire la tragedia un nipote delle vittime, Simone Veronesi di 35 anni, sposato e padre di due bambini. L'uomo si era recato nella casa degli zii, che non avevano figli, dopo che per tutto il pomeriggio aveva tentato inutilmente di raggiungere i parenti al telefono. È entrato scavalcando la recinzione e attraverso una porta sul retro trovata aperta. Veronesi è stato sentito a lungo dai carabinieri, così come in caserma a Sommacampagna (Verona) sono stati ascoltati parenti, amici e conoscenti. I militari ancora non si sbilanciano su ipotesi precise ma tenderebbero a escludere il movente della rapina. Nella casa tutto sarebbe stato in ordine tanto da far ritenere agli investigatori che i due coniugi, che a detta dei vicini avevano una fisiologica paura dei ladri tanto da chiudere ermeticamente la casa all'imbrunire, conoscessero il loro assassino entrato senza scassinare infissi. All'appello dei carabinieri mancherebbe ancora una persona da ascoltare: un giovane collaboratore di Luigi Meche, moldavo di 23 anni, visto anche mercoledì pomeriggio dipingere la staccionata in ferro nero che circonda la villa. Un ragazzo poco più che ventenne, lo descrivono i testimoni, con i capelli corti, molto magro, taciturno, che verso sera avrebbe improvvisamente abbandonato barattolo di colore, guanti e pennello a ridosso dell'inferriata facendo perdere le proprie tracce. Ieri la villa è stata setacciata da due squadre del Ris di Parma. L'abitazione è un'elegante costruzione con seminterrato e un piano rialzato. Una casa di colore rosa antico costruita 25 anni fa, ma che l'artigiano aveva mantenuto in perfette condizioni. Davanti allo scivolo per il garage una Daewoo Leganza. Fuori dal cancello, invece, il furgone dell'artigiano, un Fiat Ducato bianco con all'interno secchi, scale e teli tipici del lavoro di imbianchino e sui vetri gli adesivi dell'Associazione nazionale alpini di cui Meche faceva parte come dirigente del gruppo di Lugagnano. L'uomo e alcuni amici, forse lo stesso nipote Simone considerato da tutti il prediletto dallo zio che a lui aveva trasferito l'attività di pittore e decoratore, ieri sarebbero dovuti andare Bassano del Grappa (Vicenza) per il sopralluogo nei siti dove avrebbero realizzato la tendopoli per la prossima adunata nazionale di maggio. I primi sospetti che potesse essere successo qualcosa di anormale l'altra sera, sono affiorati in chi, nipote in testa, voleva perfezionare proprio i dettagli della trasferta bassanese. Il neo sindaco di Sona Gulatiero Mazzi, della Lega Nord, dice: "In casi del genere non escluderei la pena di morte".

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AA.S. Roma1,141-2,310,5601,1845204687 A2A2,2972,092, (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

1973,1189499702 Acea12,3010,0911,39414,433272474 Acegas-APS5,4180,115,3356,98111567 Acotel Group79,3703,5553,11083,18095536 Acque Potabili Torino2,8500,812,3613,43149307 Acsm1,520-0,201,2231,8336200 Actelios7,324-0,335,9887,68913948 AdF - Aeroporto di Firenze16,890-0,1816,65118,0291 Aedes2,0200,001,5603,412345380 Aeffe1,707-1,561,7132,632100629 Aicon1,344-1,391,2402,128527889 Alerion0,6490,810,5530,706611015 Alitalia0,580-3,250,2270,7914160348 Alleanza Assicurazioni8,385-0,157,8378,8042036526 Amplifon1,8921,501,8183,568713991 Anima2,059-0,101,6042,16040291 Ansaldo Sts9,536-2,507,1709,759134663 Arena0,0660,300,0550,1461477447 Ascopiave1,530-0,711,4341,82038449 Astaldi5,171-0,714,0175,427408464 Atlantia20,650-0,3418,63225,6501115328 Autogrill9,273-0,299,23011,5731354221 Autostrada To-Mi11,4970,6711,23514,991173951 Azimut Holding7,3290,216,0238,8891033487 BBanca Carige2,4850,442,2473,2931171597 Banca Carige risparmio2,5710,002,3183,2450 Banca Finnat0,8110,100,6490,87486797 Banca Generali5,6161,874,6216,779269589 Banca Ifis9,893-0,787,91210,51667789 Banca Ifis warrant 20083,2680,001,6233,6360 Banca Italease7,099-0,604,8299,4861955486 Banca Pop. dell'Etruria e Lazio7,832-0,257,1579,39497729 Banca Pop. di Intra12,18410,339,54411,91052880 Banca Pop. di Milano8,049-0,656,9729,1762355595 Banca Pop. di Spoleto7,430-2,266,9149,2663909 Banca Profilo1,369-1,511,3161,91783251 Banco Bilbao Vizcaya14,1600,3512,85316,830380 Banco di Desio e della Brianza6,3690,386,0217,11069977 B.co Desio e Brianza rnc6,5722,405,9807,0004100 Banco di Sardegna rnc14,7200,1413,89216,6034067 Banco Popolare12,4821,7910,42715,0876510949 Basicnet1,757-0,571,4662,29498019 Bastogi0,2690,110,2350,327222308 BB Biotech47,7201,2345,94052,800193 Bca Popolare Italiana warr 20100,4130,000,3180,6600 Bco Santander C.Hispano13,4400,4511,17914,58514751 Beghelli ord0,9421,250,8691,178117456 Benetton Group8,0360,098,00411,9693251464 Beni Stabili0,712-1,000,6110,7842813922 Bialetti Industrie1,2430,001,1731,649141 Biesse12,975-1,7211,23714,64740088 Bim5,1020,044,8577,11916058 Boero Bartolomeo27,5000,0021,20029,5000 Bolzoni2,8400,852,7553,85910250 Bonifiche Ferraresi36,8100,0328,02037,110666 Brembo ord8,190-3,778,31710,970806677 Brioschi0,379-0,420,3480,486130800 Bulgari7,270-0,166,8059,5211925867 Buongiorno Vitaminic1,745-1,691,5272,192118496 Buzzi Unicem16,949-0,5714,40318,763758841 Buzzi Unicem rnc11,1820,049,23412,50778168 CCad It9,153-0,488,98010,1173074 Cairo Communication2,520-1,022,3004,32146509 Caltagirone5,1950,874,6516,1307121 Caltagirone Editore3,890-0,383,6364,45225740 Cam-Fin1,0200,101,0021,401282307 Campari5,910-0,845,2656,598655438 Cape Live0,700-5,410,6250,9005000 Carraro6,1250,594,4356,86550364 Cattolica Assicurazione33,3401,7426,48034,70058634 Cdc2,347-1,391,8193,8919146 Cell Therapeutics0,5271,540,3201,3671006785 Cembre5,560-1,214,9646,5211870 Cementir6,0990,745,1796,372260394 Centrale LatteTorino2,676-0,522,2853,8601351 Ceramiche Ricchetti1,570-1,261,4261,6918020 CHL0,4090,960,2840,543245370 Ciccolella1,9240,421,7213,01626936 Cir1,697-0,351,6322,5402774201 Class Editori(ex scis.)1,090-0,910,9321,42641270 Cobra4,650-0,624,2726,37752561 Cofide0,6840,720,6691,0862132581 Cred. Bergamasco29,730-0,7025,38030,7204475 Cred. Emiliano8,398-1,557,8859,480173990 Cred. Valtellinese7,774-1,537,7159,090387255 Credito Artigiano2,731-2,812,6413,04939494 Credito Artigiano 01/01/080,0000,002,3892,7990 Credito Valtellinese warr 20080,5080,000,5461,5970 Credito Valtellinese warr 20091,0770,001,0511,7060 Cremonini2,980-0,102,1802,98085407 Crespi0,7111,530,5930,97232145 Csp1,4040,001,2901,84714186 DD'Amico2,066-0,051,8782,76662995 Dada14,2423,2011,30116,37224697 Damiani2,212-2,341,7843,712177944 Danieli23,140-0,6916,52424,53041274 Danieli rnc15,2201,5012,50915,86255217 Data Service2,760-2,512,8044,48021029 Datalogic5,6753,285,4856,07810379 De' Longhi2,8131,742,6443,85175891 Dea Capital1,658-0,721,5432,127149601 Diasorin11,800-0,7510,95713,33617834 Digital Bros4,132-0,123,8345,2811103 Dmail Gr.10,074-1,298,02711,08015549 DMT-Digital Mult.Tech20,2700,9519,84934,79017301 Ducati Motor Holding1,6880,181,0241,6882265487 EEdison1,5771,611,5522,2071541164 Edison risparmio1,586-0,381,5802,03253155 Editoriale L'Espresso2,199-1,612,2042,9931242789 EEMS2,902-0,342,2303,99764506 El.En24,4600,8723,00027,3202861 Elica2,388-0,502,1693,41762553 Emak4,7060,534,3045,26218749 Enel6,9710,466,5418,20431488816 Enertad2,673-0,852,2972,97521924 Engineering21,700-0,6020,94027,3306594 Eni24,260-0,3321,08025,61031036777 Enia8,796-2,508,83111,66159696 Erg13,964-5,299,77214,4904744234 Ergo Previdenza4,105-0,023,1154,25823664 Esprinet6,743-1,195,5828,288130968 Eurofly1,262-0,241,0352,057494480 Eurotech4,846-0,803,9364,988284157 Eutelia1,9960,661,6573,408100707 Everel Group0,270-1,570,2490,39548949 Exprivia1,563-1,391,2301,980215034 FFastweb19,498-0,7517,85625,670105889 Fiat13,9743,1712,15217,702157762170 Fiat prv10,5512,359,17614,6145748215 Fiat rnc10,4382,519,35114,6795855271 Fidia8,848-2,736,1009,467169563 Fiera Milano7,038-1,113,77010,221166412 Filatura di Pollone0,5640,090,5440,76219475 Finarte Casa D'Aste0,4731,920,4260,53876173 Finmeccanica21,500-0,7818,47522,0301724968 FMR Art'è7,0400,366,1878,0042348 Fondiaria-Sai26,080-0,6925,11029,690309917 Fondiaria-Sai rnc16,914-0,2816,44619,87580895 Fullsix3,545-2,483,5536,1461026 GGabetti Property Solutions1,8250,221,6662,2673755 Gas Plus7,4620,706,4818,1682479 Gefran ord4,6890,844,2845,1843844 Gemina0,8303,810,8071,2006551289 Gemina rnc0,9000,000,9001,110300 Generali28,720-0,2126,85031,4305455607 Geox S.p.A.8,838-1,618,81713,602711485 Gewiss3,700-1,233,3424,83024060 Granitifiandre7,0000,376,7678,63610534 Greenergy Capital0,0074,350,0050,00713020346 Gruppo Coin4,205-1,183,8195,50432329 Guala Closures4,1862,153,4414,325538945 HHera2,284-2,812,2873,04210063221 II Grandi Viaggi1,2700,001,1631,5230 Ifi prv17,3700,8715,56022,990373542 Ifil5,3122,654,5156,3423654287 Ifil rnc4,393-1,103,9235,844918221 IGD- Imm. Grande Distribuzione2,240-0,361,7552,518599080 Ima13,3372,9512,19814,12147432 Imm. Lombarda0,157-1,380,1030,1584181900 Immsi0,8921,100,8801,297868318 Impregilo3,819-0,862,5144,5962759649 Impregilo rnc8,000-1,847,5509,4405000 Indesit7,269-4,177,32610,6711017033 Indesit rnc10,800-0,9210,80013,34020 Intek0,553-0,540,5520,705243143 Intek risp0,998-2,920,9001,0441600 Interpump5,789-1,635,4127,01290610 Intesa Sanpaolo ord4,8100,294,2185,32735553214 Intesa Sanpaolo rnc4,458-0,183,8734,9602685166 Invest e Sviluppo0,1420,710,1270,186305302 Inv.e Svil.Mediterraneo1,0100,000,9601,1500 Inv.e Svil.Mediterraneo w0,0350,000,0260,2450 Investimenti e Sviluppo warr 20090,0280,000,0240,0390 Ipi3,4900,003,1134,8300 Irce2,6200,582,2212,820500 Iride1,8600,161,8652,588614961 Iride w80,4400,000,4130,7960 Isagro3,561-2,012,1045,13841230 It Holding0,628-0,820,5031,092458147 IT WAY5,7880,635,7167,3597735 Italcementi13,9680,3411,76314,447587382 Italcementi rnc10,1680,188,01810,754161539 Italmobiliare60,820-0,8653,34067,33013393 Italmobiliare rnc45,3400,8737,01048,19016356 JJuventus FC1,0921,110,7581,108189888 KKaitech0,308-2,220,2310,380174417 KME Group1,035-0,581,0001,479150479 KME Group rnc1,2390,411,1721,5137800 LLa Doria1,420-0,771,2071,661841 LAF (La Fond.) w. 02/085,7000,005,4446,7050 Landi Renzo3,095-3,762,2793,253421894 Lavorwash1,8260,001,3081,82738041 Lazio0,3000,000,2500,3901150 Lottomatica(ex NewGame)19,477-1,0518,28125,010610444 Luxottica16,3370,2414,78721,3701429413 MMaffei2,2451,912,1452,6353983 Maire Tecnimont3,7494,142,9763,6773875250 Management e Capitali0,691-1,140,6600,7814243 Marazzi Group4,9901,884,8406,723637225 Marcolin1,450-1,561,4721,86313600 Mariella Burani Fashion Group16,2500,0015,68118,70772760 MARR6,608-1,375,9737,31929773 Mediacontech6,6060,645,7818,1675515 Mediaset ord.5,694-0,945,2956,8168461847 Mediobanca13,320-0,2311,76614,0661886956 Mediolanum3,858-0,083,7275,4212538273 Mediterranea Acque3,690-1,183,0504,2549479 Meliorbanca2,5400,202,4903,56612381 Mid Industry Cap19,9900,0017,90022,0000 Milano Assicurazioni4,503-0,314,0435,3131265198 Milano Assicurazioni rnc4,453-1,944,2385,269172508 Mirato8,0000,136,8068,4041843 Mittel4,0891,493,8525,16811960 MolMed2,080-1,751,9452,1475300 Mondadori5,4941,144,8435,605480258 Mondo Tv7,0210,445,57711,505728 Monrif0,698-3,120,6440,9028400 Monte Paschi Siena2,789-0,182,6433,65710699808 Montefibre0,524-2,950,4490,630359819 Montefibre rnc0,5000,910,4410,6093600 Mutuionline4,050-1,723,1544,386327954 NNavigazione Montanari2,4832,222,0482,789219971 Negri Bossi0,447-1,650,4330,81219810 Negri Bossi warr 2007/20100,1540,000,1230,2550 Nice2,921-0,812,9043,69626046 OOlidata0,8471,180,7501,05853637 Omnia Network1,462-2,920,9532,102193223 PPanariagroup Ind.Ceram.3,3250,822,9914,4082200 Parmalat SpA2,1340,522,1092,65279575147 Parmalat warrant 20151,2320,001,1991,6610 Permasteelisa13,7670,9510,64014,41046191 Piaggio1,4791,161,4552,3302353819 Pininfarina10,00038,586,92414,801105902 Pirelli & C.0,528-1,050,4930,58744768374 Pirelli & C. Real Estate19,4740,5119,16627,4281175025 Pirelli & C. rnc0,597-0,620,5490,638247398 Poligrafica S.Faustino13,830-0,1512,66517,855640 Poligrafici Editoriale0,6460,940,6251,11376933 Poltrona Frau1,298-0,461,0352,14945327 Polynt3,6300,553,4723,65536211 Premafin Finanziaria1,459-0,551,4541,950402992 Premuda1,2811,431,1801,61566999 Prima Industrie29,410-0,5120,72032,4807861 Prysmian15,343-1,3012,46116,3163505051 RRatti0,4223,130,3520,52039659 Rcs MediaGroup2,293-0,262,2672,949381971 Rcs MediaGroup rnc1,566-5,891,5942,234559366 RDB2,659-0,641,9833,14125962 Recordati4,6210,484,3446,307281858 Reno de Medici0,381-1,750,3590,585269068 Reply22,900-0,4317,86623,94011555 Retelit0,2220,730,1950,304555713 Richard Ginori 17350,4120,000,4000,4000 Risanamento1,707-1,161,3393,632712238 SSabaf S.p.a.19,2250,1315,99322,62011405 Sadi1,4840,001,4242,0057665 Saes18,800-1,4816,24621,04021014 Saes rnc15,9902,2513,64917,513668662 Safilo Group1,7543,791,6792,3413073411 Saipem28,740-1,2021,84030,2303507992 Saipem risp (old rnc)27,850-1,5223,00028,490400 SARAS3,726-0,082,7194,0422673946 Sat9,6500,459,06012,510651 Save9,932-3,009,67512,0467755 Schiapparelli0,043-0,230,0390,047720048 Seat Pagine Gialle0,125-1,490,1050,26955246363 Seat Pagine Gialle risp0,137-1,860,1250,26861483 SIAS7,673-1,207,74910,300190759 Sirti2,603-0,462,1562,6476002 Sisa2,1500,002,1002,62021000 Snai3,6972,982,8715,177211317 Snam Rete Gas4,120-0,583,9434,6384645459 Snia 2010 warrant0,0260,000,0210,0350 Snia Bpd0,588-2,600,4350,7091633071 Socotherm5,2134,894,3936,440191263 Sogefi4,721-2,744,1886,0491260799 Sol4,7500,444,4005,0471139 Sole 24 Ore4,2010,893,5675,63720889 Sopaf0,450-0,110,4270,51196965 Sorin1,0560,570,7701,356239999 Stefanel1,296-3,281,1192,00058205 Stefanel risp.4,4800,004,4804,9500 STMicroelectronics N.V.7,063-0,256,3529,7456201849 TTAS19,600-0,7619,60023,190240 Telecom Italia Media0,134-2,840,1250,2365646317 Telecom Italia Media rnc0,1343,880,1220,22021150 Telecom Italia rnc1,0561,540,9421,609126668439 Telecom Italia(già Olivetti)1,3250,001,2122,143437068777 Tenaris16,881-2,4312,15617,5023207780 Terna2,8170,932,6332,9097810994 Tiscali2,3760,591,3092,38715581040 Tod's38,7001,1834,55048,11038547 Trevi Finanziaria Industriale15,1321,058,96515,082366823 Trevisan2,562-1,002,2133,32549852 TXT12,423-0,829,67515,957684 UUBI Banca16,780-0,8214,77318,7011698916 Uni Land0,255-0,550,2160,4181086269 UniCredit4,7903,214,1805,697143041895 UniCredit rnc5,0381,314,4905,87528520 Unipol2,000-0,501,6552,3396674289 Unipol priv1,799-0,501,4862,1607459100 VViaggi del Ventaglio0,4151,840,2820,500156274 Vianini Industria3,1600,002,9643,3750 Vianini Lavori9,116-0,287,96711,1618085 Vittoria Assicurazioni12,8230,879,23512,777111849 WWar Greenergy Cap 110,0020,000,0010,0020 Warr Intek 080,0910,000,0160,1230 Warr Mid Ind C0,7900,000,5400,9860 ZZignago Vetro4,738-0,864,0204,82032038 Zucchi2,9030,002,7633,3000 Zucchi rnc3,1530,003,0553,8380.

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Onu e Medio Oriente Farnesina, nuove mosse (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Segnali di svolta D'Alema apre il campo al successore Onu e Medio Oriente Farnesina, nuove mosse Cadute le riserve su altre sanzioni all'Iran ROMA - Non c'è stata alcuna direttiva impartita da Roma, secondo la ricostruzione della riunione accreditata dalla Farnesina. Sarebbero state considerazioni maturate a caldo, mercoledì, a spingere l'ambasciatore italiano seduto nel Consiglio di sicurezza dell'Onu a ottenere la sospensione della seduta. Quando l'aula è stata infiammata dal paragone del viceambasciatore libico tra i campi di sterminio nazisti e le condizioni di Gaza per le azioni dei mi-litari di Israele, Marcello Spatafora, il rappresentante permanente dell'Italia al Palazzo di Vetro, ha chiesto di interrompere i lavori per due motivi. Uno di merito: la gravità dell'accostamento che aveva appena spinto i rappresentanti di Francia, Stati Uniti e Costa Rica ad andarsene. Uno di metodo: l'impossibilità di proseguire la riunione nel clima turbolento che c'era. Così si viene a sapere dal ministero degli Esteri tuttora guidato da Massimo D'Alema, in carica per gli affari correnti fin quando non si sarà insediato il governo di Silvio Berlusconi. Ieri sera, la tesi sembrava avere a sostegno alcuni elementi. A New York lo scontro sulle parole del viceambasciatore libico Ibrahim Dabbashi, che aveva accostato la situazione di Gaza ai lager di Adolf Hitler, è scattato mentre a Roma era notte. In più, ieri non ci sono state proteste verso l'Italia da parte dell'ambasciatore dello Stato di Muhammar el Gheddafi presso il Quirinale, Abdulhafed Gaddur. "E perché io avrei dovuto protestare? Ho sentito il mio ambasciatore a New York e mi ha confermato che francesi e americani, non italiani, sono usciti dall'aula ", ha detto al Corriere Gaddur. E' evidente che nei rapporti tra Stati entrano in gioco numerosi elementi di valutazione. Nel 2006, mentre Berlusconi era a Palazzo Chigi, la Libia si indignò quando il leghista Roberto Calderoli esibì, in tv, una maglietta con le vignette su Maometto. La repressione di un assalto al consolato italiano a Bengasi costò morti e morti. Il nostro Paese è il primo partner economico della Giamahiria, la quale ci fornisce il 18% dell'energia che consumiamo, a cominciare dal petrolio. Il passaggio tra due governi in Italia è una fase delicata. Romano Prodi si prefiggeva di portare Gheddafi in visita a Roma. La Farnesina non può assecondare offese a Israele. Ma ieri né Roma né Tripoli hanno cercato di complicarsi i rapporti. E' su un altro versante delicato che il ministero di D'Alema, senza grande clamore, ha compiuto una svolta che non era scontata: sull'Iran. Nei giorni scorsi, a Bruxelles, il rappresentante d'Italia presso il Comitato politico di sicurezza dell'Unione Europea, ambasciatore Andrea Meloni, ha fatto cadere una riserva che era stata posta dal nostro Paese, in sede europea, sulle sanzioni da applicare a Teheran in virtù della seconda risoluzione dell'Onu contro i piani nucleari iraniani. Una mossa che, a prima vista, ci si sarebbe potuta aspettare dal governo di centrodestra. La questione però è più complicata. Il movente della scelta sarebbe stato in particolare il desiderio di far rientrare l'Italia nel giro dei Paesi che hanno un peso notevole nelle decisioni internazionali sull'Iran. Pur sapendo di non poter trovare un posto all'interno del cosiddetto "5+1", l'ambizione è di essere consultati in vista delle prossime decisioni da questo comitato formato da Usa, Cina, Russia, Gran Bretagna e Francia, che sono membri permanenti del Consiglio di sicurezza, più la Germania. Durante il semestre italiano di presidenza europea, nel 2003, il governo Berlusconi preferì restar fuori dal gruppo degli Stati europei incaricati di negoziare con Teheran sul nucleare. La Repubblica islamica ci avrebbe voluto dentro. Londra, Parigi, Berlino non se ne ebbero a male e, seppure senza risolvere la questione, accrebbero il loro peso. Adesso si prepara la quarta risoluzione dell'Onu e l'Italia, per accrescere il suo ruolo, riduce gli ostacoli a sanzioni europee. Maurizio Caprara.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 3 categoria: A... (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 3 categoria: ALTRI OGGETTI cercato solo di guadagnare tempo. "C'è un serio problema di proliferazione", ha commentato il parlamentare repubblicano Pete Hoekstra appena uscito dall'incontro con gli 007. Anche la Casa Bianca in serata ha criticato il regime di Pyongyang definendo la connivenza con la Siria sul reattore "un segnale pericoloso". Sfruttando le polemiche sulla Corea del Nord, i siriani hanno provato a sfilarsi e hanno respinto le accuse. Ma sono stati tirati dentro comunque. L'audizione è infatti coincisa con altre rivelazioni, non meno clamorose. Il presidente Bashar Assad ha sostenuto di aver ricevuto un messaggio dal premier israeliano Ehud Olmert. Questo il succo: "Israele è pronto a restituire le alture del Golan (occupate nel 1967, ndr) in cambio di un accordo di pace". Però, ha aggiunto Bashar, la questione non è per ora sul tavolo e bisogna aspettare la prossima amministrazione Usa. Olmert, in vacanza sul Golan, tra una grigliata e una visita a un vigneto, si è schermito con un "né confermo, né smentisco" limitandosi ad ammettere di aver inviato una lettera. I fini analisti israeliani hanno legato raid e contatti diplomatici. La distruzione dell'impianto nucleare - scrivono - è servita a spazzare via qualsiasi illusione bellica siriana e a ribadire il potere di deterrenza dello Stato ebraico. Gli Stati Uniti non avrebbero dato alcuna "luce verde" a Israele per lanciare l'attacco aereo: secondo fonti dell'amministrazione Usa citate in forma anonima da media americani, Washington era a conoscenza delle intenzioni israeliane, ma non diede alcuna indicazione a compiere il blitz. Ad alimentare le congetture ha sicuramente contribuito l'atteggiamento di Gerusalemme e Damasco. Israele ha mantenuto un profilo basso sul blitz, lasciando che fossero i giornali Usa a fornire dettagli. La Siria, in imbarazzo, si è protetta con una cortina di versioni mai chiare. L'impressione è che tutti volessero nascondere l'episodio, "tanto chi doveva sapere sapeva". Ma tirato dal filo coreano è tornato sotto i riflettori. Guido Olimpio L'attacco Partendo da sinistra: l'immagine presa dal satellite del presunto impianto atomico siriano Al Kibar prima del blitz e il sito nucleare raso al suolo dai caccia israeliani.

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Fenomeno Gomorra oggi in tv la versione teatrale (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Per Palcoscenico su Raidue (ore 23,30) lo spettacolo tratto dal romanzo. Aspettando Cannes... Fenomeno Gomorra oggi in tv la versione teatrale Katia Ippaso Non ha effetti spettacolari ma ti trascina dentro una storia nera di ragazzi bruciati. Con le armi mai ambigue della non violenza, evoca la violenza degli affari di camorra: la linea immateriale del danaro che occulta il sangue versato, mettendo in scena pantomime da "società degli uomini". E' Gomorra , il romanzo-reportage di Roberto Saviano, sintesi alchemica di abilità narrativa e indagine sulla realtà compiuta senza difesa personale dal pericolo (in caso contrario non sarebbero nate quelle parole). In attesa dell'omonimo film di Matteo Garrone, in concorso a Cannes, stasera "Palcoscenico" di Raidue si apre con la messa in onda dello spettacolo teatrale di Roberto Saviano e Mario Gelardi, per la regia televisiva di Marisa Vesuviano (ore 23.30). Gelardi dice di essere preoccupato: "Non è l'esito del programma quello che mi rende pensieroso, per sua natura il teatro in televisione non ha fortuna e tutto quello che verrà va giudicato con ottimismo. I miei pensieri girano intorno all'accoglienza che potrà avere il lavoro: si è detto che il mio è uno spettacolo popolare, che piace più al pubblico che agli addetti ai lavori". Inconsapevolmente, il regista teatrale ci dà una bella notizia e ci costringe a misurarci sul significato della parola "popolare". Che Gomorra , lo spettacolo prodotto dal Mercadante di Napoli, non abbia completamente soddisfatto gli addetti ai lavori (cosa a noi incomprensibile, dal momento che si tratta di un'opera rigorosa che evita l'epicizzazione banale del crimine, tanto amata dalle nostre fiction) va a suo merito; che abbia riempito i teatri pure. La dolorosa messa a fuoco di uno scollamento del linguaggio politico dalla reale condizione umana non è, ovviamente, solo oggetto di discussione specialistica. Investe invece anche la cultura che nel nostro paese è gestita nella sua gran parte da un'elite miope, una nicchia invidiosa dei Saviano del mondo, di quelli che non si vergognano di andare in prima linea. Salvo poi essere costretti ad osannarli quando il fenomeno diventa internazionale o voyeuristico: lo scrittore ventinovenne, minacciato di morte dalla camorra, gira oggi sotto scorta. Lo spettacolo somiglia clamorosamente al libro. Eppure ne è la versione cameristica. Dalla complessa materia messa in campo dallo scrittore napoletano, sono state isolate cinque storie. Dalla parte dei "ragazzi di vita" ci sono Mariano (Antonio Iannello), che è fissato col signor Kalashnikov perché ha inventato il mitra più bello del mondo (per la cronaca, quest'arma ha fatto più vittime della bomba atomica), Kit Kat baby corriere della droga dal destino tragico (Adriano Pantaleo), e Picatchu (Francesco Di Leva), che da grande vuole fare il boss e quindi vuole possedere supermercati, negozi, fabbriche, vuole comprare donne e poi vuole morire, ma "come muore uno che comanda veramente: ammazzato". Giovin signore dell'Apocalisse, Stakeholder (Giuseppe Miale Di Mauro) è invece uno che ha studiato alla Bocconi e si è "specializzato" nel riciclo e nello smaltimento dei rifiuti tossici. C'è poi l'innocente Pasquale di Ernesto Mahieux, il sarto che ha cucito per una manciata di euro, a sua insaputa, l'abito che Angelina Jolie ha indossato la notte degli Oscar. Infine c'è lui, Saviano, incarnato da un attore fuori norma, Ivan Castiglione, in grado di mostrarci, secondo una drammaturgia fisica del dolore che scarta la paura, la solitudine di chi è in ascolto e solo dopo aver ascoltato parla. Nello spettacolo, recitato con realismo impressionante da tutti gli attori, la parola arriva come una scazzottata, una botta di gelo seguita da un improvviso calore: le scene si risolvono in azioni essenziali, in qualche caso minacciose, violente, come è la vita di questi ragazzi che Castigione/Saviano incontra per il suo reportage all'inferno, sentendosi "uno di loro". La catarsi è vietata, a favore di un rito culturale da vivere in presa diretta. Tutto questo è popolare? Non piace del tutto agli addetti lavori? Se fosse veramente così, saremmo salvi. 25/04/2008.

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Di FABIO ROSSI Dialogo tra religioni, contrasto all'immigrazione clandestina che v (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Di FABIO ROSSI Dialogo tra religioni, contrasto all'immigrazione clandestina "che va sconfitta", ma aiuto a chi "vuole veramente integrarsi". È stata una visita dal grande valore, simbolico ma anche sostanziale, quella che Gianni Alemanno, candidato sindaco del Popolo della libertà al Centro di cultura islamica di Roma, a fianco della grande Moschea di Monte Antenne. Alemanno ha incontrato con l'imam Ala Eldin Mohamed Ismail El Ghobashy e il direttore del Contro islamico Abdallah Redouane. "Noi vogliamo separare l'immigrazione clandestina, che va sconfitta, da quella positiva che vuole invece l'integrazione - sottolinea l'ex ministro delle Politiche agricole - Questi due universi non vanno mai confusi, come invece è avvenuto in passato. Vogliamo avere un rapporto con tutte le comunità della città, un rapporto di reciprocità e collaborazione per sconfiggere il male dell'immigrazione clandestina, dell'illegalità e dell'insicurezza, un modo per valorizzare l'immigrazione positiva, fondata sul lavoro e sulla crescita economica. Crediamo in una Roma mediterranea, al centro del Mediterraneo e rispettosa di tutte le culture e le identità che vi si affacciano". Un momento per riallacciare il dialogo con la vasta comunità musulmana della Capitale, e per chiarire possibili equivoci. A partire dalla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche italiane, che tante polemiche ha creato negli ultimi anni: "Il Centro islamico di Roma, per primo, non ha mai contestato la presenza dei Crocifissi nelle aule", spiega Alemanno, che comunque non ha affrontato questo tema durante l'incontro. Poi, il tema caldo (non solo su questo fronte) dei rapporti con gli alleati della Lega. "Calderoli e la Lega sanno benissimo com'è questa realtà, il problema non è quello degli immigrati ma della illegalità e dell'immigrazione clandestina - argomenta il candidato sindaco di centrodestra - Il Pdl ha le idee chiarissime, partiamo dal rispetto reciproco delle identità. L'integrazione deve avvenire intorno alla nostra identità ma c'è spazio per tutte le altre culture: tutto il resto è folklore". E arriva la proposta: "La nostra idea è quella di promuovere corsi di lingua italiana all'interno del centro islamico per favorire l'integrazione", annuncia Alemanno. All'insegna dell'integrazione, ma soprattutto della sicurezza, è stato anche l'incontro promosso dalla neodeputata del Pdl Souad Sbai, al centro per la cultura marocchina "Averroe" con i rappresentanti di trenta enti, ordini e associazioni. "L'impegno che aspetta me e voi è grande. Governare una città richiede coinvolgimento e partecipazione - sottolinea Alemanno - Dobbiamo ritrovare un equilibrio dopo cinque anni in cui tutto è stato confuso. È stata fatta confusione tra chi viene in Italia per integrarsi e lavorare onestamente e chi invece delinque e non ha alcuna intenzione di rispettare le regole. In questo modo il cittadino romano è in preda alla paura. La sicurezza è un valore per i più deboli, che devono essere tutelati". "Il tema della sicurezza è correlato a quello della legalità - insiste Alemanno - Non vogliamo opprimere la città, ma liberarla. Vogliamo dare certezze, garanzie e sicurezza, a prescindere dall'etnia e dalla religione dei cittadini. La centralità delle donne si pone come forza necessaria per rovesciare le idee della sinistra e costruire una città più sicura - aggiunge il candidato sindaco - Senza sicurezza non può esserci né libertà, né sviluppo economico, né imprenditoria, né integrazione".

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Il murale del boss (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-25 num: - pag: 22 categoria: BREVI Il murale del boss PALERMO - Un murale con il volto del latitante Matteo Messina Denaro, è comparso dietro la cattedrale di Palermo. Il questore: messaggio positivo.

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Alemanno e Islam il fattore Calderoli (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Pdl Chiusura di campagna a piazza Navona Alemanno e Islam il fattore Calderoli Visita in moschea: noi più aperti della Lega Alla Moschea, Gianni Alemanno si presenta con un braccialetto tricolore. Non è uno sfoggio di italianità, ma un porta fortuna: sono quelli distribuiti al Pantheon, in occasione della festa per la vittoria alle politiche, da sciogliere dopo il ballottaggio. Ma con la rappresentanza della comunità islamica, l'imam Ala Eldin Mohamed Ismail el Ghobashy e il direttore del centro culturale Abdallah Redouane, Alemanno fa il difensore di tutte le identità nazionali. Lo portano a visitare la biblioteca e lì dentro, nell'incontro chiuso ai cronisti, davanti ad un bicchiere di thè verde, il candidato del Pdl tranquillizza i musulmani: "Guardate - gli dice - che il mio essere di destra si traduce nel valore che diamo alle identità culturali e ai valori delle comunità. Contiamo su di voi, anche come opera di prevenzione al terrorismo. Il bello di questa moschea è che è aperta: faremo di tutto per potenziare i mezzi pubblici per arrivarci". Redouane gli ha risposto: "Roma è la nostra città, la sicurezza è un problema anche nostro". Uscendo dalla Moschea, stringendo la mano del responsabile del centro Alemanno ha aggiunto: "Conti sulla nostra amicizia". Un'amicizia che, a quanto pare, è reciproca. Anche perchè la visita di Alemanno alla Moschea non è casuale: è la prima volta che un candidato sindaco va in visita al centro islamico, e le simpatie della comunità romana (30 mila persone in tutto, circa 18 mila votanti) sembrano più orientate per il centrodestra che per il centrosinistra soprattutto per via delle scelte su etica e famiglia. Inevitabile, nell'incontro coi giornalisti, il riferimento alla Lega ed è proprio un giornalista del periodico "Famiglia musulmana" a porre la questione: "La Lega? Conosce benissimo la vostra realtà. Il problema loro e di Calderoli non è verso la vostra religione o verso l'immigrazione, ma nei confronti degli immigrati irregolari. Ogni elemento di folklore è marginale. E poi noi, a Roma, siamo molto più aperti". Alemanno si allontana e, quasi tra sè e sè, sussurra: "Calderoli lo porteremo a Roma, chiuso in una...". Si ferma prima di finire la frase e di compiere la gaffe. Voleva dire una gabbia? Nel corso dell'incontro, Alemanno ha lanciato alcune proposte: "Corsi in italiano dentro la moschea, per favorire l'integrazione che deve avvenire attorno alla nostra identità e alle nostre regole. Vogliamo essere una città multiculturale, al centro del Mediterraneo ". E la questione del crocifisso nelle scuole? "Il centro islamico di Roma non ne ha mai contestato la presenza". Poi, visto che è in ritardo per gli altri appuntamenti della giornata, sale su una moto guidata da un'agente di scorta, si allaccia il casco e schizza via, verso un confronto con le associazioni cattoliche disertato da Rutelli e poi verso la chiusura (bagnata) della campagna elettorale a piazza Navona. "Questa - ha detto sul palco - è una partita che si vince all'ultimo voto. Siamo risaliti di un punto al giorno, e ora possiamo raggiungere un risultato storico. Questa pioggia è venuta a lavare Roma dalla coltre di vecchio sistema di questi anni. La sinistra ha tirato fuori Ri-Ciccio Rutelli, ma io mi fido di voi: andate a votare per farci tornare padroni a casa nostra". Ernesto Menicucci.

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ROMA - La sfida è sul Campidoglio e l'occasione è troppo favorevole a (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Di MARCO CONTI e DAVIDE DESARIO ROMA - La sfida è sul Campidoglio e l'occasione è troppo favorevole al centrodestra per sprecarla. Silvio Berlusconi sa che la conquista di Roma può assestare un colpo decisivo al centrosinistra e al Pd in particolare. E' per questo che negli ultimi giorni non si è risparmiato intrecciando comizi ed interviste al lavoro da futuro premier. I toni della Lega contro "Roma-ladrona" e contro il Sud non rischiano di alimentare la spinta verso meccanismi fiscali meno solidali? "I romani sono intelligenti. Hanno capito benissimo che quello slogan - che io comunque non ho mai condiviso - non andava contro di loro, né contro la città. Si parlava di "Roma", per riferirsi alle stanze del potere, a quella "casta" della quale i cittadini non ne possono più. D'altronde, il federalismo fiscale, per il quale la Lega si batte da tempo insieme al Pdl, non ha nessuna valenza anti-romana. Aggiungo che proprio nel "Patto con Roma" si prevede una maggiore tutela dei diritti del contribuente, in quanto allo Statuto comunale sarà aggiunto un titolo specifico dedicato proprio a questo, con l'obbligo di ripristinare un rapporto equo tra pressione fiscale e qualità dei servizi erogati, di tutelare e risarcire i cittadini da disservizi e "cartelle pazze"". Come prossimo capo del Governo che cosa si impegna a fare per Roma? Può prendere due impegni concreti? "Roma è il cuore della cristianità, è il simbolo stesso della cultura e dei valori dell'occidente. Ma oggi Roma è anche una città poco sicura, disordinata con linee metropolitane insufficienti, con servizi sociali carenti e periferie degradate. Le giunte di sinistra in 15 anni hanno fatto poco e male. E gli episodi più recenti di criminalità ne hanno messo a nudo le lacune. Il mio governo interverrà subito, in appoggio al Comune, su due fronti: la sicurezza e il turismo. Nel primo caso, serve un maggiore controllo del territorio per contrastare la criminalità, i furti, i borseggi, la prostituzione, lo spaccio di droga. Per questo potenzieremo la polizia di prossimità, il poliziotto e il carabiniere di quartiere. A Roma ci sono 20 mila immigrati irregolari che hanno commesso dei reati e vanno rispediti a casa: nei loro confronti applicheremo in modo severo la legge Bossi-Fini, che non ammette la presenza di immigrati senza permesso e lavoro regolare. Quanto al turismo, che è fondamentale per l'economia di Roma, attueremo ciò che prevede il nostro programma: la riduzione progressiva e graduale dell'Iva sul turismo. Insieme all'abolizione dell'Ici sulla prima casa e alla detassazione degli straordinari e dei premi aziendali". Tra i primi provvedimenti del suo governo ci sarà il federalismo. Verrà riconosciuto il ruolo di Roma? In che modo? "Alla vigilia delle elezioni per il Campidoglio, io ho firmato il "Patto con Roma", sottoscritto anche da Gianfranco Fini, da Giovanni Alemanno e da Alfredo Antoniozzi. Al primo punto del "Patto con Roma" c'è l'impegno a realizzare una legge nazionale e una riforma costituzionale per la creazione di un "Distretto" che riassuma le competenze di Provincia e Comune con poteri legislativi straordinari. Ciò significa che daremo vita a una nuova istituzione, il "Distretto di Roma Capitale", che beneficerà della riforma del federalismo fiscale. Roma avrà così lo stesso "status" delle altre grandi capitali nel mondo". Il problema sicurezza è stato centrale nella campagna elettorale e lei ha promesso interventi immediati. Quali, in concreto? "L'ho già detto, la sicurezza è per noi al primo posto nella scala delle priorità. Ai provvedimenti dei quali ho parlato poco fa, devo aggiungere la questione sempre più grave degli immigrati dalla Romania, che dal primo gennaio 2007 possono entrare in Italia liberamente in quanto cittadini comunitari. Noi sappiamo che molti di questi cittadini rumeni sono persone perbene, che lavorano con permessi regolari. Ma con loro sono arrivati a migliaia anche degli sbandati, dei delinquenti che non accettano le nostre leggi. Dobbiamo opporre un filtro a questi ingressi. Il governo Prodi poteva farlo, negoziando con la Ue le stesse norme che hanno consentito ad altri Paesi europei di controllare e limitare gli ingressi dei rumeni. Ma non lo ha fatto. Ora dovremo farlo noi: ne parleremo in sede Ue per trovare le soluzioni più efficaci. Che cosa pensa della proposta di Gianni Alemanno di nominare un commissario speciale per la sicurezza che includa in sé sia i poteri governativi che quelli degli enti locali? "Penso che i giornali abbiano travisato il suo pensiero, in quanto una figura con poteri simili non esiste nel nostro ordinamento. Nel "Patto con Roma" è indicata con chiarezza la strada che Alemanno seguirà quando sarà sindaco. Per prima cosa nominerà una Commissione di saggi "super partes", comprendente anche esponenti dell'opposizione, che avrà il compito di monitorare le "criticità" del sistema Roma e avanzare proposte concrete alla Giunta e al Consiglio comunale". E del braccialetto elettronico per le donne proposto da Francesco Rutelli? "Una boutade infelice. Il braccialetto elettronico lo si usa per controllare i condannati, non le vittime. A questo proposito, voglio aggiungere che spero di non dover collaborare con chi, qualche anno fa, si è augurato di vedere Craxi consumare il rancio in galera. Cose simili non si augurano neppure al peggiore nemico e sono indicative di una visione cinica e spietata della politica che non mi appartiene". Condivide l'idea di affidare a ronde il controllo del territorio? "No. Il controllo del territorio è un compito dello Stato. Noi introdurremo in tutti i capoluoghi di provincia l'istituto del "difensore" di quartiere, cioè dei carabinieri e dei poliziotti di quartiere che, dove presenti, hanno prodotto una diminuzione del cosiddetti reati di strada superiore al 30%". E' possibile una nuova legge ad hoc per "Roma-capitale", con relativi finanziamenti senza che la Lega faccia le barricate? "Il nostro precedente governo, che comprendeva la Lega, è quello che ha finanziato all'82 per cento la linea C della metropolitana di Roma, linea sulla quale Rutelli e Veltroni facevano da anni solo una politica di annunci. Noi abbiamo mostrato i fatti. E la Lega era al nostro fianco, ha votato a favore di una grande infrastruttura necessaria come il pane, visto che a Roma ci sono appena 36,6 chilometri di metropolitana contro i 229 di Madrid". La accusano di aver fatto scappare Air France e di voler favorire Malpensa. Come pensate di garantire la centralità dell'aeroporto di Fiumicino? "E' un problema che non esiste. Chi ha messo in questi anni Roma contro Milano e viceversa ha fatto solo il male delle due città e dell'Italia. Mi sono impegnato di persona a salvare la nostra compagnia di bandiera. Sarà un'impresa ardua, che richiederà sacrifici: sarebbe ipocrita non dirlo. Ma ci riusciremo. Il mercato italiano del trasporto aereo è potenzialmente fra i più ricchi del mondo. Non c'è alcuna ragione perché il trasporto aereo in Italia non debba essere redditizio come negli altri paesi, né perché l'Italia non possa avere due grandi aeroporti, Fiumicino e Malpensa. Esattamente come la Germania dispone di Francoforte e Monaco". I monumenti e le aree più pregiate della Città Eterna sono assediati dalle bancarelle e camion bar di venditori ambulanti sia abusivi che regolari. Può prendere l'impegno che sarà garantito il rispetto e la valorizzazione dei tesori di Roma? "Il commercio abusivo è figlio dell'immigrazione clandestina e del racket. Danneggia i commercianti regolari, così come danneggia i contribuenti onesti. In nessuna capitale europea c'è un suk a cielo aperto di commercianti abusivi che espongono impunemente merce contraffatta come a Roma. Dovremo ripristinare il rispetto delle leggi, siamo stati eletti per questo. Dobbiamo tutelare commercianti e tassisti dagli abusivi, chi paga le tasse e rispetta le leggi da evasori e prepotenti". L'emergenza rifiuti della Campania è un importante campanello d'allarme anche per altre regioni. A Roma, quali provvedimenti pensate di prendere? "Nel settore dei rifiuti urbani, Roma è a un passo dalla crisi. Mancano i termovalorizzatori, bloccati come al solito dai contrasti in seno alla sinistra. E manca la raccolta differenziata, ferma al 15 per cento. Se rivincesse la sinistra, manterrebbe al governo di Roma e della sua Provincia la sinistra radicale, i verdi ideologizzati, insomma tutti gli esponenti di quella "cultura del no" che già in altre regioni come la Campania hanno bloccato ogni soluzione, fino a determinare il disastro che è sotto gli occhi di tutti". A Roma trovare un taxi libero è ancora un'impresa e voi avete preso le parti proprio dei tassisti. Non è una contraddizione per una forza di governo che si propone di essere liberale? "Quando giro per Roma, per la verità, vedo molti taxi in fila ai parcheggi. Se sono fermi, vuol dire che lavorano poco. E questo mi sembra confermato anche dai redditi annui dei tassisti resi noti dal fisco, redditi tutt'altro che ricchi. Semmai il problema è in alcuni punti della città: per esempio, per chi arriva alla stazione Termini, è spesso difficile trovare un numero adeguato di taxi. E' evidente che c'è qualcosa che non funziona nell'organizzazione della presenza sul territorio del servizio. Ma questo richiede un impegno diverso da parte del Comune, e più attenzione a una categoria di lavoratori che merita rispetto. Le liberalizzazioni sono tutt'altra questione". Perchè sostiene che in Campidoglio è ora di "una scopa nuova" ed invece al governo confermerà molti ex ministri? "Wait and see. Il vostro è un giudizio impaziente. A tempo debito, quando il presidente Napolitano mi avrà dato l'incarico di formare il governo, avrete delle sorprese. Inoltre, ho detto che per il governo vanno premiati l'esperienza e il buon lavoro svolto, non è certo questo il caso di Rutelli". Alemanno non ha fatto apparentamenti al secondo turno né con "La Destra", né con i centristi. Questo preclude a future intese? "Alemanno ha fatto la scelta giusta, privilegiando la coerenza e l'operatività, e rinunciando a mettere insieme posizioni contraddittorie. Al contrario Rutelli non ha alcun imbarazzo a collaborare con la sinistra più estrema, con gli anticlericali più arrabbiati, con chi ha impedito al Papa di parlare alla Sapienza". L'eventuale sconfitta di Rutelli può ridimensionare la leadership di Veltroni? "La leadership di Veltroni è stata ridimensionata dagli elettori il 13 aprile. Ora, da Roma ci aspettiamo un risultato coerente con la svolta che gli italiani hanno deciso per il paese". E l'eventuale sconfitta di Alemanno produrrà effetti sul governo? "Alemanno sarà il prossimo sindaco di Roma".

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La nostra posta (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-04-25 num: - pag: 12 categoria: BREVI La nostra posta SICUREZZA Quei tifosi inglesi reclusi Dopo gli ultimi drammatici episodi di violenza che si sono verificati a Milano e Roma, si invoca "tolleranza zero", anche da parte di chi si è opposto ottusamente alla Bossi-Fini e applica il decreto di espulsione, all'italiana: hai 15 giorni di tempo per andartene, nel frattempo ciao e saluti! Ebbene, esiste almeno un caso di severità giudiziaria "esemplare ": sono ancora in carcere dal 12 dicembre 2007 quattro tifosi inglesi del Manchester United, arrestati per "resistenza aggravata" alle forze dell'ordine, in occasione della partita con la A.S. Roma nella stessa data. Non basta: per rendere più pesante la detenzione, i quattro (che non parlano italiano) sono stati dapprima separati e poi divisi in altrettante Case Circondariali (splendido eufemismo) diverse. Vorrei sapere quanti altri tifosi o teppisti italiani sono attualmente realmente detenuti e non ai domiciliari. Mario Cossu.

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Di FABIO ROSSI ROMA - Non c'è solo la sicurezza, che resta il tema primario, nel pr (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Di FABIO ROSSI ROMA - Non c'è solo la sicurezza, che resta il tema primario, nel programma di Gianni Alemanno. Il candidato sindaco del Popolo della libertà, che domenica e lunedì tenterà di strappare il Campidoglio al centrosinistra dopo 15 anni, chiude la campagna elettorale con un altro tema forte per Roma: "Costruiremo 25.000 nuovi alloggi per affrontare l'emergenza casa - annuncia l'ex ministro delle Politiche agricole - Non solo alloggi popolari, ma anche affitti a canone agevolato e mutui con diritto di riscatto". E sulle case popolari già esistenti, Alemanno ha una proposta: "Si potrebbero trasformare gli affitti pagati all'Ater in mutui per riscattare le case - propone - Consegnare le case agli abitanti significherebbe liberare il Comune da inutili costi di manutenzione e dare all'amministrazione pubblica risorse per una nuova edilizia popolare". Dal palco di piazza Navona, molto affollata nonostante la pioggia, Alemanno lancia lo sprint finale con Alfredo Antoniozzi, candidato alla Provincia. Ma soprattutto con il premier in pectore Silvio Berlusconi e con Gianfranco Fini, che sulla spinta del successo nazionale credono fortemente nell'effetto domino del Pdl anche a Roma. Alemanno lo sa, e spinge sull'acceleratore, aggiungendo al motore la giusta dose di orgoglio romano: "Se Roma viene amministrata bene non ce n'è per nessuno - sottolinea l'ex ministro - È una città unica al mondo, che batte qualsiasi concorrenza, quella di Milano, di Parigi, di Madrid". Secondo Alemanno "Roma in questi anni è stata amministrata male", e i veri nemici della città "non sono i leghisti come Bossi e Calderoli" ma chi in questi anni "l'ha mal amministrata", ovvero Rutelli e Veltroni. Roma ladrona? "Sbagliano Bossi e Calderoli - risponde - Ma quando loro usano questa espressione non si riferiscono né ai romani né alla città ma ai Palazzi, ai ministeri, ai sistemi di potere che sono cresciuti in questi anni e che devono essere smantellati". Alemanno punta sul profilo istituzionale, non rinunciando a togliersi qualche sassolino, piccolo o grande, dalla scarpa. A partire dalla risposta a chi sottolinea negativamente l'appoggio garantito da La Destra, seppur non in modo formale, al ballottaggio, "Mi offendo se mi dicono fascista, perché la ritengo una sciocchezza dal punto di vista storico e politico", rimarca. Anche perché, decidendo di non apparentamenti al ballottaggio, "abbiamo fatto una scelta di coerenza - spiega il candidato del Pdl - Un atteggiamento di coerenza che non ci ha chiuso ma dato la possibilità di parlare con tutti", ovvero di rivolgere "un appello di cambiamento rivolto a tutti gli elettori: di destra, sinistra e centro". Un dialogo che Alemanno tiene aperto anche con la grande comunità musulmana della Capitale. Ieri ha incontrato l'Imam della grande moschea di Roma, Mohammed Ismail el Ghobashy, e il direttore del Centro di cultura islamica di Roma, Abdallah Redouane nel Centro di cultura islamica adiacente alla Moschea di Monte Antenne. "Noi vogliamo separare l'immigrazione clandestina, che va sconfitta, da quella positiva che vuole invece l'integrazione: questi due universi non vanno mai confusi come invece è avvenuto in passato - sottolinea - Vogliamo avere un rapporto con tutte le comunità presenti in città. In questo centro di cultura islamica possono essere organizzati corsi di italiano, perché la lingua è la base fondamentale per una completa integrazione". Sulla festa del 25 aprile, anniversario della Liberazione, Alemanno è molto netto: "Ritengo che sia una festa importante per la storia della nostra Repubblica e per quelli che sono i nostri valori fondamentali - scandisce l'ex ministro - Io ho preso nettamente posizione e impegno contro ogni forma di dittatura, contro ogni forma di discriminazione. Su questo non ci sono ambiguità, nel Popolo della Libertà abbiamo fatto una scelta precisa". E se non andrà al corteo organizzato dall'Anpi a Porta San Paolo "perché non invitato", Alemanno celebrerà la ricorrenza "a Palidoro a rendere omaggio al monumento che ricorda il sacrificio di Salvo d'Acquisto insieme ad Antoniozzi e al sindaco di Fiumicino, Canapini". La lotta all'illegalità, comunque, resta in cima all'agenda. La ricetta del candidato di centrodestra è quella definita in campagna elettorale: allontanamento degli immigrati che hanno violato la legge, "che a Roma sono 20 mila", patto per la sicurezza con il Governo e un Commissario straordinario governativo che vigili 24 ore su 24 sulla città. "Ci vuole tolleranza zero verso tutte le forme di illegalità ma bisogna anche saper comprendere quella che è l'illegalità vera e le piccole infrazioni - aggiunge - Le multe a Roma vengono utilizzate per fare cassa. In questi anni è stata fatta pressione sui vigili, ma in particolar modo sugli ausiliari del traffico, soltanto per incrementare le entrate". Secondo Alemanno i vigili urbani devono invece "tornare in strada a regolare i traffico". E poi le opere pubbliche: "A Roma servono le infrastrutture, ma devono essere fatte in tempi sostenibili - sostiene l'ex ministro - Rutelli si impegnò nel '93 a chiudere l'anello ferroviario in pochi anni, la così detta "cura del ferro". Sono passati 15 anni e ancora l'anello ferroviario non è chiuso, perché ci sono due o tre capannoni che bloccano". Quindi L'appello finale, a poche ore dallo scoccare del silenzio elettorale: "Mi fido dei cittadini romani, insieme possiamo cambiare".

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L'ex ministro di An: Roma ladrona? Bossi e suoi sbagliano (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Alemanno: costruiremo 25 mila nuove case popolari L'ex ministro di An: Roma ladrona? Bossi e suoi sbagliano.

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Capigruppo Arrivano Cota e Bricolo (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-04-25 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Nel Carroccio Capigruppo Arrivano Cota e Bricolo MILANO - ( al.t.) Quasi un'investitura, l'ufficializzazione che sono loro la nuova classe dirigente della Lega. Ieri Umberto Bossi, riunendo tutti i neoparlamentari leghisti in via Bellerio, ha reso noti i nuovi capigruppo del partito alla Camera e al Senato: Roberto Cota (in alto) e Federico Bricolo (sopra). Considerando che i predecessori, in corsa per un incarico governativo, sono Roberto Maroni e Roberto Castelli, entrambi nel poker degli uomini che contano nella Lega, la nomina di ieri rappresenta un segnale importante. Cota, classe '68, politico cauto e avveduto, da segretario piemontese ha ottenuto molti successi, aumentando il peso elettorale della Lega. Bricolo, classe '66, veronese, già sottosegretario, è uno degli emergenti più in vista del Veneto.

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Tensione tra Cavaliere e Bossi Il Senatur: no a tentennamenti (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-04-25 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Governo Forse domani il faccia a faccia. Tra le misure, un bonus bebè anche per i non sposati Tensione tra Cavaliere e Bossi Il Senatur: no a tentennamenti Il premier in pectore: nella Lega linguaggio da non usare Non ancora chiuso il caso Formigoni A Cl fanno riferimento una ventina di parlamentari del Pdl ROMA - "Il 25 aprile lavoro. Lavoro considerandomi in debito con gli italiani che hanno deciso di liberarci dalle dittature che incombono sul nostro Paese". La festa della Liberazione Silvio Berlusconi la trascorrerà per mettere a punto la squadra dei ministri, squadra che dovrebbe essere pronta entro lunedì, quando saranno insediate le Camera e comincerà ufficialmente la sedicesima legislatura. Il Cavaliere ieri ha annunciato l'introduzione di "un bonus di mille euro per quelle famiglie in cui si registra un nuovo nato", bonus che può essere erogato anche a chi non è sposato. Intanto, per sottolineare che la maggioranza che lo sosterrà non è ostaggio di Umberto Bossi e i suoi, Berlusconi ripete che la Lega "in certi suoi protagonisti usa un linguaggio che non dovrebbe usare. Quando parlano di fucili sono iperboli e metafore che usano per comunicare con il loro elettorato che, magari, appartiene alla classe popolare, poi però ciò non ha conseguenze". Anche sulle ronde Berlusconi marca una netta distinzione rispetto alle opinioni dei leghisti favorevoli alla loro adozione. "Credo che sia lo Stato che deve avere la competenza in materia, non condivido questo tipo di autodifesa da parte dei cittadini. I cittadini devono potere contare sulle forze di polizia, cioè su un esercito del bene che frapponga all'esercito del male". Tutto ciò non sfugge a Umberto Bossi che, incontrando a Milano senatori e deputati del Carroccio, ricorda gli impegni presi nel vertice di Arcore: "Niente tentennamenti, e soprattutto si deve stare sulle cose decise e sulla parola data ". Per il Senatur "si deve chiudere la partita entro domani, prima cioè dell'elezione dei presidenti di Camera e Senato, sennò sono sempre possibili sorprese". Nonostante nessuno dei due lo ammetta lo scambio di dichiarazioni testimonia l'esistenza se non di un braccio di ferro certo di frizioni tra il Senatur e il Cavaliere. I richiami di Bossi sono provocati dalle voci secondo le quali Roberto Calderoli non andrebbe bene come vicepremier, che l'Interno, inizialmente attribuito a Roberto Maroni, potrebbe invece finire a Claudio Scajola se Roberto Castelli finisse alla Giustizia. Castelli finora era indicato come viceministro alle Infrastrutture o eventuale candidato a succedere a Roberto Formigoni se il presidente della Regione Lombardia, eletto senatore, ottenesse incarichi ministeriali. Maroni, secondo questi boatos, potrebbe trasferirsi alle Attività produttive. Il quadro appare confuso. Ecco perché è probabile che tra Bossi e Berlusconi ci sia un ulteriore faccia a faccia, forse già domani. In ogni caso, a oggi il borsino dei ministri vede Maria Stella Gelmini all'Istruzione, Angelino Alfano agli Affari regionali, Paolo Bonaiuti ai Rapporti con il Parlamento, Sandro Bondi ai Beni culturali, Stefania Prestigiacomo alle Pari opportunità, Luca Zaia alle Politiche agricole. Alla Salute si deve ancora decidere che profilo debba avere il ministro: politico o tecnico? Nel primo caso si fa il nome di Maurizio Lupi, ciellino assai vicino a Formigoni il quale in una certa misura potrebbe considerarsi risarcito per interposta persona. Se al contrario fosse un tecnico si fanno i nomi di Aiuti, Cognetti, Ferruccio Fazio ed Enrico Garaci. Intanto non è ancora chiuso il caso Formigoni. è possibile che Berlusconi lo incontri in queste ore per venire a capo della questione in via definitiva. Formigoni, si sa, fa parte di Comunione e Liberazione. A questo movimento ecclesiale e al suo braccio economico (la Compagnia delle opere) fanno capo una ventina di parlamentari del Pdl, tra deputati e senatori. Una pattuglia che ha un forte peso. Lorenzo Fuccaro.

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La lezione di Sondrio <Così il Pd può vincere> (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-04-25 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE La lezione di Sondrio "Così il Pd può vincere" Il candidato senza etichette votato da un elettore su due Domenica e lunedì il voto per il sindaco: il candidato del centrosinistra parte dal 49% del primo turno DAL NOSTRO INVIATO SONDRIO - L'ultima palla- gol per il Partito Democratico è sul piede di Alcide Molteni, candidato sindaco a Sondrio che domenica affronterà il turno di ballottaggio contro il rivale del Pdl Aldo Faggi dopo aver portato a casa nel primo turno il 49% dei voti. Certo si tratterebbe pur sempre di un gol della bandiera, ma sarebbe un "uovo fuori dal cesto" in una regione dove tanto alle politiche quanto alle amministrative i cittadini hanno riversato in massa i loro consensi sui candidati di Bossi e Berlusconi. Esiste dunque un "caso Sondrio " che può fare scuola al Pd del resto della Lomabrdia? Come mai Molteni ha ribaltato il risultato delle politiche dove il suo schieramento si era fermato al 29%? "C'è una spiegazione fin troppo banale - sottolinea Angelo Costanzo, segretario del Pd valtellinese - e cioè che nel caso delle comunali i partiti di centrosinistra hanno fatto il classico passo indietro. Molteni è un personaggio molto conosciuto e radicato sul territorio e si presenta senza aver in testa il cappello di alcun partito ". Fosse questa la regola, sarebbe un destino ben bizzarro, quello dei candidati del centrosinistra al Nord: per vincere devono nascondere i simboli dell'area politica di provenienza, mentre i loro rivali trionfano ostentando fazzoletti verdi o foto a braccetto col Cavaliere. "Ma la formula secondo noi è proprio quella adottata qui - aggiunge Costanzo - in un periodo in cui la politica viene percepita come pervasiva, come pura occupazione del potere. Noi abbiamo risposto con un candidato che va oltre gli schieramenti e con un programma chiaro". Certo, sul vistoso successo del Pd ha influito anche il fatto che la precedente amministrazione, di centrodestra, è andata in frantumi e ha costretto la città alle elezioni anticipate. "Ma sarebbe una grossa anomalia - sostiene Aldo Faggi, il candidato del Pdl che domenica e lunedì tenterà la rimonta - se Sondrio finisse in mano a una coalizione di colore diverso rispetto alla Regione o al governo. Una coalizione, per giunta, dove avrebbe un grosso peso la sinistra radicale". Alcide Molteni, dal canto suo, ostenta la serenità del principe di Condè prima della battaglia: ieri ha trascorso quasi tutta la giornata nel suo ambulatorio a visitar pazienti e non vuole sentir parlare di "rivincita " del Pd. "Non c'è alcuna riscossa - afferma - perché alle amministrative il cittadino ha potuto esprimere la sua preferenza sulla persona. Restituite questa facoltà alla gente e le cose cambieranno. Non a caso alle comunali la Lega di Sondrio è precipitata all' 8%". La mossa E' stato scelto un leader conosciuto e apprezzato anche fuori dalle stanze dei partiti Claudio Del Frate cdelfrate@corriere.it Gli sfidanti Alcide Molteni e, a destra, Aldo Faggi, i 2 candidati sindaci di Sondrio (Foto De Giorgi).

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Interventi e Repliche (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-25 num: - pag: 39 categoria: BREVI Interventi e Repliche Il Pd e la "questione meridionale" è interamente condivisibile l'analisi del ruolo svolto dalla "questione meridionale" nelle elezioni politiche, contenuta nel fondo "La Lobby del Sud" di Michele Salvati ( Corriere, 22 aprile). Vi si indicano con chiarezza le contraddizioni della nuova maggioranza la quale ha promesso al Sud di perpetuare l'assistenzialismo e al Nord di interrompere il flusso di aiuti finanziari dalle regioni settentrionali al mezzogiorno. Non sono però d'accordo con le conclusioni, che suggeriscono al Pd di impegnarsi in Parlamento "a trovare una mediazione alta, che salvaguardi l'unità nazionale". Cioè dovrebbe essere l'opposizione a cavar le castagne dal fuoco alla maggioranza, in nome del principio di solidarietà. Ma solidarietà nei riguardi di chi? Degli evasori fiscali? Della criminalità organizzata? Facciamo un esempio cruciale. Da uno studio condotto nel 2006 dall'Agenzia delle Entrate, risulta che l' Irap è evasa per il 13% in Lombardia, per il 22% in Emilia Romagna e nel Veneto, e invece per il 60% in Puglia, il 65% in Sicilia e il 93% in Calabria. Questa imposta finanzia il servizio sanitario. Eppure la spesa sanitaria pro-capite è più alta in Sicilia che in Lombardia. Ci sarebbe un contributo di solidarietà se, a parità di evasione fiscale, e a parità di costo pro-capite del sistema sanitario regionale, le regioni più ricche contribuissero alle spese sanitarie di quelle più povere, in modo da rendere la spesa sanitaria in ogni regione adeguata alla popolazione. Lo studio della Agenzia delle Entrate ci dice che non è così. Le regioni più ricche non contribuiscono a finanziare servizi sanitari adeguati per le regioni più povere. Contribuiscono invece a finanziare evasione fiscale, clientelismo e corruzione nella organizzazione dei servizi sanitari, cioè a finanziare un peggioramento della sanità nel mezzogiorno. Nell'interesse delle regioni meridionali, l'opposizione ha il dovere di indicare una via di uscita da questo sistema perverso, che non deve essere un compromesso che permetta alla Lega di ingannare i suoi elettori, e al PdL di coltivare le clientele meridionali. Questo è non solo l'interesse del Pd, ma anche e soprattutto l'interesse del Paese. Alessandro Figà Talamanca Caro Figà Talamanca, quando affermo che forse è possibile una conciliazione tra la parte buona delle domande della Lega (reprimere lo spreco e l'inefficienza che caratterizzano l'intervento pubblico nel Mezzogiorno e che tu esemplifichi con l'evasione fiscale e la spesa sanitaria: purtroppo gli esempi sono ben più numerosi) e la parte buona delle domande del Mezzogiorno (avere servizi pubblici essenziali allo stesso livello del Nord), voglio semplicemente dire che occorre una politica per il Mezzogiorno efficace, che elimini sprechi e inefficienze, e che stronchi il clientelismo che è alla loro radice. Questa è una politica dura, impopolare e che va mantenuta su tempi lunghi, legislatura dopo legislatura. Se - per te immagino sia una "ipotesi di scuola" - il governo volesse avviarla, che cosa dovrebbe fare il Pd? Contrastarla, per non "cavare le castagne dal fuoco" alla maggioranza? Michele Salvati I piroscafi della spedizione dei Mille Mi dispiace contraddire il comico Gioele Dix ma quanto egli ha affermato "L'Italia è nata da una spedizione su navi rubate" ( Corriere, 9 aprile) non è vero. I due piroscafi, il Lombardo e il Piemonte, furono noleggiati grazie a un accordo tra il comandante Nino Bixio e Fauché, rappresentante dell'amministrazione dei "vapori Rubattino". Ovviamente la spedizione dei Mille doveva essere quanto più segreta possibile; si escogitò, pertanto, la finzione dell'arrembaggio per prendere possesso delle navi, i cui marinai non erano stati, giustamente, informati. Le stesse notizie si possono leggere nel libro autobiografico dell'eroe dei due mondi "Memorie" e nell'opera di Montanelli e Nozza "Garibaldi". Sebastiano Caronni Orsenigo, Pavia.

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Dopo il vistoso successo nelle urne del 13 aprile, il primo interesse di Silvio Berluscon (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

I è di cominciare col passo giusto l'azione di governo, offrendo agli italiani l'immagine di un premier e di una alleanza capaci di sfruttare al massimo la luna di miele con i cittadini. Per questo il Cavaliere vuole tagliare corto sulla lista dei ministri, sciogliendo da subito il nodo Formigoni e quello degli equilibri ministeriali con la Lega. Anche Bossi e Fini capiscono che in questo momento chi indossa i panni del guastafeste si attira solo critiche e disappunto nell'opinione pubblica, e ciò consente al presidente del Consiglio in pectore un margine di manovra piuttosto ampio. Nè soverchi problemi possono arrivare dal Pd, dove Walter Veltroni è alle prese con le voci dissonanti e i propositi di condizionamento che arrivano da chi non ha condiviso del tutto la sua strategia elettorale: da questo punto di vista, il modo in cui verrà risolto il nodo dei capigruppo sarà la spia dei rapporti di forza interni al partito. Piuttosto, una volta diradata la cortina fumogena di accuse e controaccuse che il ballottaggio per il sindaco di Roma comporta, tornerà a porsi con forza il tema dei rapporti tra maggioranza e opposizione che riguarda il grado di convergenza possibile per affrontare le tante emergenze italiane: dall'Alitalia, alla sicurezza, ai rifiuti di Napoli, alle riforme. E' un banco di prova decisivo per capire in che direzione si muoverà la legislatura. Non va dimenticato che il dopo Prodi era cominciato all'insegna del dialogo tra i due maggiori leader. E' ragionevole ritenere che quel tipo di rapporto potrà riprendere: a ben vedere, sia Berlusconi che Veltroni avrebbero da guadagnare nell'eliminare definitivamente le tossine della delegittimazione reciproca. E a quel punto sarà interessante capire che ruolo intende giocare l'Udc di Casini, unico partito cerniera in campo.

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ROMA - L'invito a pranzo, ieri a Palazzo Grazioli, di Emma Marcegaglia e Luca di Montez (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Di CLAUDIO SARDO ROMA - L'invito a pranzo, ieri a Palazzo Grazioli, di Emma Marcegaglia e Luca di Montezemolo ha rianimato il toto-ministri. Berlusconi e Montezemolo hanno poi negato che a tavola si sia parlato di posti di governo. "Piuttosto è stato lui ad offrirmi un lavoro in Fiat" ha scherzato il Cavaliere. Ma i migliori rapporti tra il leader Pdl e il vertice confindustriale da un lato, e il desiderio di Berlusconi di aprire la compagine ministeriale a personalità esterne ai partiti dall'altro, hanno ugualmente sospinto l'ipotesi di Montezemolo-ministro. Ipotesi che Montezemolo in serata ha smentito. Mentre invece il Cavaliere non smentisce la sua ricerca oltre i confini di Pdl e Lega. Di questo ha parlato l'altra sera anche con il Capo dello Stato. L'ingresso di qualche "tecnico" nell'esecutivo ha per il Cavaliere il valore di un messaggio securizzante, rivolto al Paese. A Pietro Ichino, giuslavorista eletto nelle liste del Pd, Berlusconi ad esempio ha offerto ufficialmente il ministero del Lavoro. Ichino però ha risposto no: "Il mio compito è contribuire a costruire e radicare la politica del lavoro del Pd". E ora l'idea del Cavaliere è di affidare la Sanità a Ferruccio Fazio, docente di medicina nucleare alla Bicocca di Milano. Certo, fosse tutta qui la fatica di comporre il governo, sarebbe una passeggiata. Invece la difficoltà sta nelle richieste spesso inconciliabili di persone e partiti. E nel vincolo - 12 ministri con portafoglio e 60 componenti del governo - imposto dalla legge. Anche di questo si è parlato l'altra sera al Quirinale. Berlusconi è preoccupato perchè teme di non farcela a chiudere l'accordo con 12 ministri. E sa che, a parte il danno di immagine, fallire l'obiettivo potrebbe costargli un ritardo di almeno due mesi nell'eventuale "spacchettamento" dei ministeri (anziché un decreto-legge, infatti, potrebbe essere necessario un disegno di legge). Nello staff sono convinti che, dopo i ballottaggi, il Cavaliere imporrà le sue scelte agli alleati. Intanto, però, Umberto Bossi ha avvisato: "Niente tentennamenti. Si sta alle cose decise e alla parola data". Il Senatur ha detto ai parlamentari leghisti, convocati ieri in via Bellerio per i saluti e le foto-ricordo, che bisogna "chiudere" la trattativa per il governo prima di eleggere i presidenti di Camera e Senato. La Lega ha chiesto un vicepremier (Calderoli), il ministro dell'Interno (Maroni), il ministro per le Riforme (Bossi), il ministro dell'Agricoltura (Zaia), dando per scontato che Formigoni resti governatore della Lombardia almeno fino al 2009. L'altolà di Bossi muove da un timore: che Berlusconi voglia solo Gianni Letta come vicepremier. Ma c'è anche un altro problema: Formigoni non si è ancora rassegnato a restare al Pirellone. E sta meditando di tornare alla carica con il Cavaliere. Quando Berlusconi gli offrì la Pubblica istruzione, Formigoni rispose di no. Ora pare disposto ad accettare anche un ministero come la Sanità o le Attività produttive. Il Cavaliere però si è irrigidito con Formigoni. Non vuole le elezioni anticipate in Lombardia, punto e basta. Perché non vuole che una lunga coda di campagna elettorale bruci i primi mesi - quelli della "luna di miele" - del suo quarto governo. Tra i ciellini, la promozione toccherà probabilmente a Maurizio Lupi, destinato ad un posto di governo o ad assumere il ruolo di coordinatore in sostituzione di Sandro Bondi. Berlusconi, comunque, non vuole dare l'idea di essere imprigionato da veti. E, con lo sguardo ai ballottaggi di Roma, ha prima ripetuto il rimprovero al Carroccio per il suo linguaggio: "Devono assolutamente cambiarlo". Poi ha bocciato le "ronde", proposte da Maroni. Infine ha rilanciato la proposta del bonus-bebè di mille euro, da erogare anche "chi non è sposato".

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<Qui il centrosinistra è andato controvento> (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-04-25 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'intervista Luciano Pizzetti (Pd), responsabile per la questione del federalismo "Qui il centrosinistra è andato controvento" DAL NOSTRO INVIATO SONDRIO - Ma insomma, la lezione è: se la sinistra vuole vincere in Lombardia deve camuffarsi da qualcosa d'altro? "Camuffarsi è il termine sbagliato. Però il messaggio che arriva da Sondrio è chiaro: il Pd deve aprirsi a nuove realtà, mettere in campo nuovi progetti e nuova fantasia. Perché è inutile nasconderselo: al Nord siamo in minoranza ": Luciano Pizzetti, neodeputato del Pd e responsabile per il partito per la questione del federalismo, dice che il rotondo 49% portato a casa da Molteni a Sondrio non è un capriccio del destino. "Quella è l'impostazione giusta - attacca Pizzetti - perché i partiti del centrosinistra sembravano essersi scordati del vento di antipolitica che soffia sull'Italia. Occorre mettersi in simbiosi con la comunità che si rappresenta, ma su questo il Pd al Nord fa fatica". D'accordo l'antipolitica: ma come accade allora che i candidati di Pdl e Lega Nord soprattutto vincono senza fare mistero della loro appartenenza? "Il centrodestra - replica Pizzetti - ha rappresentato meglio le pulsioni del Nord, spesso le ha addirittura alimentate. Ha raccolto insomma delle domande ma non ha dato risposte. Ecco quindi il punto su cui lavorare: riuscire a rappresentare degli interessi, a tutelarli. Il centrosinistra lo deve fare andando oltre i suoi schieramenti tradizionali, se vuole affermarsi. Mi piacerebbe ad esempio che si parlasse di meno di contrapposizione tra Nord e Sud, che si parlasse meno di primarie. E si insistesse, invece, sul problema dei redditi, che hanno perso potere più al Nord che al Sud". Nordista Il neo deputato Pd Luciano Pizzetti C.Del.

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La Lega spinge il centrodestra a Seveso (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-25 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Accordo a sorpresa La Lega spinge il centrodestra a Seveso Per tutta la campagna elettorale sono stati nemici irriducibili. Poi hanno trovato l'accordo alla vigilia della sfida decisiva. La Lega Nord era arrivata al punto di compilare il "libro nero" della giunta di centrodestra. Ora invece il candidato della Lega Nord, David Galli, 39 anni, direttore di banca - escluso a sorpresa dal ballottaggio - e quello del Popolo della Libertà, Massimo Donati, 55 anni, medico, hanno siglato l'accordo di apparentamento. Un patto per impedire che il candidato del centrosinistra, Paolo Butti, 44 anni, pubblicitario, possa riuscire a vincere, approfittando delle profonde divisioni in seno al centrodestra, che al primo turno ha presentato ben cinque candidati divisi su tutto. Se vinceranno, Donati sarà il primo cittadino e Galli il suo vice. La Lega avrà tre assessorati mentre gli altri quattro andranno al Pdl. Marco Mologni.

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Bresso, le liste civiche decidono la sfida (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-25 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Testa a testa tra i due candidati Bresso, le liste civiche decidono la sfida Le liste civiche saranno l'ago della bilancia, nella sfida tra centrodestra e centrosinistra, per la carica di primo cittadino di Bresso. Il successore di Giuseppe Manni, infatti, sarà deciso dal 10% abbondante di elettori che hanno scelto al primo turno "Bresso Vale" e "Un ponte per Bresso". Ufficialmente non c'è stato nessun apparentamento delle liste escluse. Ma i loro leader si sono schierati con il candidato del centrosinistra, Fortunato Zinni, assessore uscente al Bilancio, a capo della coalizione formata da Pd, lista civica "Manni per Bresso", Italia dei Valori, Partito Socialista, Sinistra Arcobaleno. Pdl, Lega Nord, Udc e lista civica "Per Bresso Cassamagnaghi" appoggiano Roberto Cassamagnaghi, 59 anni, consulente di Mediobanca, ex assessore tecnico nella giunta leghista Giannuzzi. Zinni è uscito dal primo turno avanti di 2 punti, al 45,21%. Ferdinando Baron.

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Gorgonzola, corsa in salita per il Pd (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-25 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Dopo 10 anni di centrosinistra Gorgonzola, corsa in salita per il Pd Sette punti di distacco. E in mezzo tre candidati esclusi che insieme han raccolto al primo turno il 27 per cento delle preferenze dei 12 mila cittadini che han votato per scegliere il nuovo sindaco della città. A contendersi la vittoria Walter Baldi (appoggiato da Pdl, Lega Nord, Moderati-Udc, La Destra.) che parte da un 39.3 per cento di preferenze, seguito da Mario Balconi (sostenuto da Pd, Sinistra Arcobaleno, Italia dei Valori) con un gruzzolo di 32 per cento di preferenze. Baldi è da sempre all'opposizione, in una città guidata fin dal dopoguerra da coalizioni democristiane, socialiste e negli ultimi dieci anni uliviste, eppure questa volta il centro-destra parte avanti nella corsa del ballottaggio. Conteranno i voti degli esclusi: il centrosinistra che si era presentato diviso non ha dato indicazioni di voto. La lista civica Argentia Società Civile ha precisato che "non c'è un appoggio espresso, ma il programma di Baldi è più vicino al nostro di quanto non lo sia quello di Balconi". Leila Codecasa.

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ALLA RICERCA DELL'ISOLA... Fantasy. Regia di Mark Levin, Jennifer Flackett, con Abigail Bres (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Lin e Jodie Foster. La nota scrittrice di libti per infanzia Alexandra soccorre una piccola fan che le scrive un'accorata richiesta d'aiuto: il padre è scomparso. LA BANDA Commedia. Regia di Eran Kolirin, con Shlomi Avraham e Saleh Bakri. Diretta in una piccola città israeliana, la banda musicale della polizia di Alessandra d'Egitto sbaglia strada e finisce in mezzo al deserto. IL CACCIATORE DI AQUILONI Avventura. Regia di Marc Forster, con Khalid Abdalla e Atossa Leoni. La quarantennale amicizia tra Amir, figlio di un nobile di Kabul, e Hassan, figlio del suo servo. Dal best seller di Khaled Hosseini, dirige l'autore di "Monster's ball" e "Neverland". 10 COSE DI NOI Commedia drammatica. Regia di Brad Silberling, con Morgan Freeman e Paz Vega. L'autore di "Casper" e "City of angels" porta sullo schermo il rapporto di amicizia che s'instaura tra un attore in declino e una cassiera di supermercato. I DEMONI DI SAN PIETROBURGO Drammatico. Regia di Giuliano Montaldo. con Miki Manojlovic e Carolina Crescentini. La storia comincia nel 1860 a San Pietroburgo, quando una bomba uccide un membro della famiglia imperiale; Dostoevskij va a trovare in un ospedale psichiatrico un giovane che confessa di conoscere gli attentatori. IN AMORE, NIENTE REGOLE Commedia. Regia di George Clooney, con Clooney e Renée Zellweger. Negli Stati Uniti del 1925 Dodge Connolly è un esuberante campione di football che arruola nella sua squadra un giocatore presunto eroe di guerra. La storia non convince un'intraprendente giornalista. JUNO Commedia. Regia di Jason Reitman, con Ellen Page e Michael Cera. Juno MacGuff è un'intraprendente sedicenne del Minnesota che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita anche quando scopre di essere incinta e comincia a chiedersi, con il timido compagno di classe Paulie Bleeker, come agire. Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale. L'ALTRA DONNA DEL RE Drammatico. Regia di Justin Chadwick, con Natalie Portman e Scarlett Johansson. La vicenda storica di Anna e Maria Bolena, le due sorelle che si contesero i favori di Enrico VIII: la prima riuscì a sposarlo, l'altra ne divenne l'amante. IL MATRIMONIO E' UN .... Commedia. Regia di Cherie Nowlan, con Brenda Blethyn e Khan Chittenden. La cabarettista irriverente e in declino Jean Dwight teme che la fidanzata del figlio possa incrinare l'armonia della loro famiglia. NON È UN PAESE PER VECCHI Drammatico. Regia di Ethan e Joel Coen, con Tommy Lee Jones e Javier Bardem. Un reduce dal Vietnam si appropria di una valigia con 2 milioni di dollari: verrà braccato da uno spietato killer e da uno sceriffo prossimo alla pensione. Pluripremiato agli Oscar, dirigono i registi di "Fargo" e "Il grande Lebowski". NON PENSARCI Commedia. Regia di Gianni Zanasi, con Anita Caprioli e Giuseppe Battiston. Un musicista trentaseienne, un tempo piccola star punk rock, comincia a riflettere e sulla sua vita: tornato a casa dalla famiglia, comincia ad occuparsi di ciò che ha a lungo trascurato. ONORA IL PADRE E LA MADRE Drammatico. Regia di Sidney Lumet, con Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke. Due fratelli, il manager tossicomane Andy e il più giovane Hank, sono alla disperata ricerca di soldi: per garantirseli, decidono di rapinare la gioielleria dei genitori. In teoria, un "colpo" senza rischi. ORTONE E IL MONDO DEI CHI Cartoon. Regia di Jimmy Hayward e Steve Martino. Dai creatori de "L'era glaciale", la storia di un simpatico elefante che trova un mondo di pace, quello dei minuscoli Chi, in un fiore. OXFORD MURDERS Thriller. Regia di Alex de la Iglesia, con Elijah Wood e John Hurt. Nei dintorni di Oxford, un'anziana signora viene trovata morta nel soggiorno di casa: il cadavere viene rinvenuto da un professore e da uno studente, i quali cominciano a indagare su una misteriosa serie di omicidi. LA SPOSA FANTASMA Commedia. Regia di Jeff Lowell, con Eva Longoria Parker e Paul Rudd. Opera prima, racconta di un uomo conteso da due donne: la veggente Ashley e la ragazza che avrebbe dovuto sposare mentre ora è un fantasma, morta preparando il matrimonio. STEP UP 2 Musicale. Andie e Chase s'incontrano all'interno di una scuola d'arte del Maryland: cominciano ad allenarsi insieme per partecipare a una difficile gara clandestina. TUTTA LA VITA DAVANTI Commedia. Regia di Paolo Virzì con Sabrina Ferilli e Massimo Ghini. L'autore di "Ovosodo" e "Caterina va in città" ritrae la vita nei call center attraverso le vicissitudini della venticinquenne laureata Marta. TUTTI PAZZI PER L'ORO Azione. Regia di Andy Tennant, con Matthew McConaughey e Kate Hudson. Ben Finnegan è un cacciatore di tesori che sta per coronare il suo sogno: recuperare il carico d'oro di un galeone che giace da un paio di secoli in fondo al mare al largo della Florida. Al suo fianco, l'intraprendente consorte. L'ULTIMA MISSIONE Poliziesco. Regia di Olivier Marchal, con Daniel Auteuil e Olivia Bonamy. L'autore di "36" narra la storia di Louis Schneider, incorruttibile poliziotto di Marsiglia in crisi esistenziale che cerca di proteggere una ragazza dall'uomo, tornato in libertà, che aveva ucciso i suoi genitori. UN AMORE SENZA TEMPO Commedia drammatica. Regia di Lajos Koltai, con Vanessa Redgrave e Claire Danes. Dal romanzo omonimo di Susan Minot, un percorso attraverso il passato e il presente di tre donne: la madre Ann, in fin di vita, e le figlie Constance e Nina. 21 Commedia drammatica. Regia di Robert Luketic, con Jim Sturgess e Kevin Spacey. Il professor Mickey Rosa forma una squadra di giovani talenti in matematica per sbancare i casinò di Las Vegas: fra loro, l'intuitivo e bisognoso di soldi per pagarsi gli studi Ben. Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". LA ZONA Drammatico. Regia di Rodrigo Plá, con Daniel Gimenez Cacho e Maribel Verdù. In un quartiere benestante di Città del Messico, protetto da guardie private e filo spinato, tre ragazzi delle favelas s'introducono in una casa: la rapina finisce in dramma, uno di loro riesce a nascondersi nella "zona". TRAME A CURA DI Daniele Cavalla.

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Contro furbizie e veleni, un confronto vero (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Vendola: "Troppi livelli di verità. Al Prc non serve un congresso a tesi. Né una maggioranza asfittica nata per punire i traditori" Contro furbizie e veleni, un confronto vero Micaela Bongi - Andrea Fabozzi Al presidente della regione Puglia Nichi Vendola guardano in molti come al candidato alla segreteria di Rifondazione in grado di ristabilire l'unità del gruppo dirigente o almeno di restituire la maggioranza ai bertinottiani dopo che al primo Comitato politico nazionale post disastro elettorale Paolo Ferrero e Claudio Grassi hanno messo in minoranza il segretario Franco Giordano, che si è dimesso. Facciamo anche a te la domanda che abbiamo fatto a Giordano e Ferrero: era proprio inevitabile mettere tra parentesi l'analisi di una sconfitta così grande e iniziare subito con uno scontro di potere? Nell'ultimo Cpn sono stati usati toni e argomenti da redde rationem. Si è scantonato rispetto alla necessità di guardare in faccia alla sconfitta e lo si è fatto anche con una traccia di violenza nelle relazioni tra persone. C'è stata una furia iconoclasta nei confronti di un pezzo del gruppo dirigente, non ho apprezzato quel patetico chiamarsi fuori di un altro pezzo. Questa dinamica nevrotica, questo stile della lotta politica non può che portarci alla catastrofe. Il partito e tutto il popolo della sinistra si aspettano altri segnali. Non la rimozione della sconfitta. Ma nemmeno che la sconfitta sia usata come una clava per un regolamento di conti. Oltre allo scontro però c'è stato un voto su un documento che dice: ripartiamo da Rifondazione. Un cambio di rotta per il partito e per il progetto di unità a sinistra? Il Cpn ha solo prodotto una convergenza occasionale che non ha nessun respiro strategico. Tutti siamo critici nei confronti delle forme e del contenuto della Sinistra arcobaleno, per come si è presentata alle elezioni. Io l'ho detto subito dopo il voto: siamo stati solo una cartolina illustrata che metteva insieme quattro rappresentanti di quattro partiti, senza l'amalgama di un agire politico comune e senza nemmeno crederci molto. Allora ha ragione Ferrero che dice: al massimo possiamo fare una federazione tra soggetti diversi? No, abbiamo di fronte a noi un compito più grande: la ricostruzione del campo della sinistra. Come? Non possiamo fare una disputa metodologica infinita. Costituente, federazione, sono parole allusive. Dire che l'esito finale sarà necessariamente un nuovo partito è far prevalere la noia sulla gioia della creazione. Non è questa l'unica dinamica possibile. Io non so indicare adesso il plastico del nuovo soggetto unitario e plurale. So che ho passato trent'anni nel Pci a criticare la forma partito. E poi noi un partito ce l'abbiamo, Rifondazione. Ma la sua forza è sempre stata quella di mettersi in gioco sul terreno dell'innovazione politica e culturale. E allora perché in campagna elettorale Bertinotti ha detto che bisognava andare oltre, superare e dunque sciogliere il Prc? Come il voto ha impietosamente rivelato, Rifondazione e le altre forze politiche della sinistra stavano scivolando verso l'inconsistenza. Credo che Bertinotti volesse alludere al fatto che c'è bisogno di accelerare i processi di innovazione. Il problema della sinistra è molto più vasto del problema del Prc e il Prc non può essere come un cactus che fiorisce nel deserto. Siamo una minoranza ma non abbiamo nessuna possibilità di rinascere se siamo minoritari. Intanto però l'Arcobaleno si è dileguato e ogni pezzo va per conto suo. Francamente è più importante quello che si rimette in campo nella società che le relazioni con gli stati maggiori degli altri pezzi della sinistra. E' più importante tornare a conoscere la società. E' vero che non abbiamo più frequentato i territori, ma non è sufficiente dire torniamo nei territori perché la nozione di territorio è mutata. La crisi della sinistra è anche una difficoltà a reinventarsi come comunità. La forza della Lega è nel fatto che si propone come doppia comunità, comunità politica e comunità territoriale, come una specie di doppia panciera che aderisce elasticamente al basso ventre del nord che è fatto di pulsioni securitarie, di rivolta fiscale, ma anche di una voglia di trovare forme di identità dentro a una globalizzazione che spiazza tutti. In una condizione di atomizzazione lì c'è un agire politico che ricostruisce un collante. Naturalmente lì dentro c'è di tutto, è un supermarket ideologico. Ma dentro il territorio mobile delle comunità all'epoca della globalizzazione la Lega riesce a dare questa forma di identità. Noi no. Quando si allude a una pratica di territorio inclusivo, viene fatto l'esempio pugliese. Ma il risultato elettorale dice che il problema ce l'hai anche tu. Sì, ma la valenza ideologica del voto è stata assolutamente travolgente. Non c'era aggancio territoriale che potesse creare argine rispetto a questo maremoto. Io mi sono trovato a vivere esperienze stupefacenti, ho conosciuto la gratitudine per la risoluzione di problemi drammatici di vita di pezzi di comunità. E poi ho visto che nelle urne questa gratitudine non si è tradotta in un voto. Perché stavamo parlando di un'altra cosa, della crisi dell'Italia, rispetto a cui Berlusconi e le destre propongono un racconto credibile, cioè offrono un intero repertorio di capri espiatori per ogni paura generata dalla crisi. In questa società delle mille insicurezze loro sono in grado di regalarti un nemico, l'immagine di uno che è responsabile della tua insicurezza. Nel suo complesso il centrosinistra è stato assolutamente subalterno, contro la fabbrica delle paure non ha proposto una fabbrica delle convivialità o delle speranze. E noi abbiamo fatto discorsi che sono apparsi elucubrazioni ideologiche, anche con qualche grado di contraddittorietà. Riconosco a Paolo Ferrero un sicuro genio tattico, però credo francamente che avremmo potuto discutere differentemente sul decreto sicurezza, e lo dico io che ho subito coperto la scelta di Paolo di votare a favore del decreto in Consiglio dei ministri. Ma il problema non è Ferrero o Vendola. Voglio capire se siamo in grado di interloquire con una grande platea di soggetti variegati, frammentati e spaventati. Sarà possibile riallacciare col Pd? Noi e il Pd siamo a una divaricazione strategica che è sotto gli occhi di tutti. Però la politica non è andare dal notaio a registrare atti formali, è confrontarsi con i corpi vivi bombardati dalle cose che accadono nella società. Entriamo in una fase di grandissima turbolenza planetaria, credo quindi che nostro compito non sia quello di lanciare offensive del bon ton o del dialogo, ma quello di lavorare per aprire contraddizioni anche dentro al Pd. E' un vantaggio se si aprono negli altri fronti varchi che consentano a noi di non lavorare in condizione di totale solitudine. Naturalmente è molto importante il nostro ruolo. Non dobbiamo presentarci con il profilo livido e rancoroso di chi, poiché è stato battuto, crede che il problema fondamentale sia semplificare al massimo e aumentare i decibel della sloganistica. Il problema non è urlare di più ma capire di più. Troppe cose non le conosciamo, le evochiamo facendo riferimento a una generica sociologia catastrofista, ma non conosciamo gli interstizi del precariato, conosciamo pochissimo del nuovo universo dei lavori. Dobbiamo fare un grande bagno di umiltà. Tornare alla base dovrebbe voler dire tornare alla realtà. Possiamo fare anche un partito democraticissimo tutto chiuso nel proprio bozzolo, ma la democrazia che dobbiamo promuovere è quella che ci trasforma in ricettori di ciò che è fuori. A cosa porterà la spaccatura nel gruppo dirigente del Prc? Ed è accettabile la proposta del congresso a tesi e non per mozioni contrapposte avanzata da Ferrero e Grassi? E' necessario superare qualunque pratica di corto respiro del processo congressuale, atteggiamenti asfittici, maggioranze frutto della furbizia che nascono contro e non per determinare una strategia. Il congresso a tesi mi pare assolutamente interno a questa lunga catena di furbizie. Vorrei dire a tanti autorevoli pensatori del comunismo: come si fa a immaginare che da una parte c'è la cultura politica e dall'altra la linea politica? Posso decidere che sulla cultura politica sto con Ferrero e sulla linea con Grassi, ma lo potrei fare dentro a una dinamica politicistica. Non è di questo che il partito ha bisogno. Non abbiamo bisogno di guerre guerreggiate, di troppi livelli di verità per cui oggi diamo in pasto alla platea del Prc il boccone di un immaginario nemico fatto di pezzi di gruppo dirigente che stavano per sciogliere il partito. Quella che si è formata al Cpn è un union sacrée di tutti - anche di quelli che hanno duramente osteggiato il tema della nonviolenza - contro un nemico immaginario. Un congresso così non produce il rilancio di Rifondazione, produce un partito di acchiappafantasmi. Meglio dunque un confronto in profondità, anche col rischio di lacerazioni? Innanzitutto dobbiamo prenderci cura della comunità che è il Prc, senza consentire che in questo dolore collettivo qualcuno sia oggetto di lapidazione e qualcun altro si senta come un mujaheddin del popolo. Per questo è necessario andare al congresso quanto prima, a luglio. Perché quanto prima l'insieme dei gruppi dirigenti entra in un confronto aperto con la base del partito, quanto prima si bruciano nel fuoco della democrazia scorie, veleni, pigrizie, tanto più possiamo andare a fare questa doppia operazione: curare questa comunità ferita e aprire il cantiere o i cantieri della sinistra. Non sono due operazioni contraddittorie, sono complementari. Se siamo d'accordo su queste operazioni, piuttosto che litigare sui nomi delle operazioni possiamo trovare un accordo sulla cosa. Che è ripartire da noi, con grande cura di sé, ripartire facendo il contrario di un ripiegamento minoritario, intimistico. Ti candidi alla segreteria del Prc? Adesso questa discussione può essere tristemente divertente o ironicamente triste. Noi dobbiamo innanzitutto metterci d'accordo per salvare Rifondazione comunista, produrre processi politici che operano mutilazioni significa uccidere Rifondazione. E io credo che i gruppi dirigenti, a cominciare da me, debbano avere una responsabilità in più anche nell'uso delle parole e nell'indicazione dei percorsi. La ricerca dei colpevoli, anzi, dei traditori, è uno dei pezzi più lividi del repertorio staliniano che talvolta ci siamo portati dentro. Se dovessi pensare che sia possibile ripartire da lì direi che non c'è viaggio possibile, siamo già morti, semplicemente dobbiamo aspettare che qualcuno ce lo dica. Ti senti chiamato in causa quando vengono criticati il plebiscitarismo, il meccanismo delle primarie, l'indicazione preventiva del segretario? Vorrei ricordare che io ho espresso forti critiche al leaderismo. Ma non si può essere leaderisti quando il leader va bene e criticare il leaderismo all'indomani di una sconfitta.

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Berlusconi, pensiero a Montezemolo (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Incontro con il vertice vecchio e nuovo di Confindustria. Per parlare di ministri e governo Berlusconi, pensiero a Montezemolo Roma Nella palazzo Chigi privata che è la residenza di Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli a Roma, ieri per il pranzo sono saliti il presidente uscente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e la presidente entrante Emma Marcegaglia. Colazione "di lavoro" in un clima "di grande cordialità" e del resto erano presenti anche Fedele Confalonieri, non l'ultimo dei soci di Confindustria, e il gran ciambellano del cavaliere Gianni Letta. Berlusconi ha offerto un posto di ministro a Montezemolo? Il premier in pectore ha negato: "Invece è stato lui a chiamarmi nella Fiat". Ma in Fiat Montezemolo ha un ruolo che è quasi di rappresentanza e dopo l'addio alla guida degli industriali potrebbe essere in cerca di lavoro. Berlusconi ha promesso "sorprese" nella composizione del governo, anche per far dimenticare il tira e molla di questi giorni sulle poltrone. Ma proprio perché i posti sono troppo pochi (12 ministeri pesanti più cinque senza portafoglio) è difficile che il Berlusconi III potrà permettersi di rinunciare alla lottizzazione tra le anime della maggioranza di una poltrona importante come il ministero della attività produttive. E del resto l'incarico di ministro poco si attaglia a Montezemolo che potrebbe piuttosto preferire un incarico di maggior prestigio e minor rischio. Tra Confindustria e nuova maggioranza in ogni caso la "condivisione" delle prime misure economiche annunciate - riforma dei contratti e detassazione degli straordinari - è totale. A questo punto, con le quattro pedine sempre più stabili di interni, esteri, economia e difesa - per Maroni (Lega), Frattini (Forza Italia), Tremonti (Forza Italia) e La Russa (An)- restano da assegnare le poltrone di welfare, infrastrutture, salute, giustizia e attività produttive. Tutte le altre meno impegnative seguiranno. Per il welfare è in pole position Alemanno (An), nel caso uscisse sconfitto dal ballottaggio con Rutelli per il comune di Roma. Per le infrastrutture si è prenotato Matteoli (An), per la salute è annunciato un medico che potrebbe essere il professore del San Raffaele Ferruccio Fazio, altrimenti c'è il forzista ciellino Maurizio Lupi. Per la giustizia Berlusconi vuole un fedelissimo, dunque salgono le quotazioni di Elio Vito (Forza Italia). Per le attività produttive più che Montezemolo si scalda Claudio Scajola (Forza Italia anche lui).

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PALERMO, MURALES CON BOSS MAFIOSO (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Calibro 9 PALERMO, MURALES CON BOSS MAFIOSO Polemiche ma anche curiosità per il murales dipinto circa un mese fa da un writer, sul muro dietro la cattedrale di Palermo: raffigura il boss trapanese latitante Matteo Messina Denaro, in forma warholiana, ripetendo il volto con colori diversi. Il boss è accusato delle stragi del 1993 a Roma, Firenze e Milano ed è condannato all'ergastolo. C'è chi ritiene inquietante che l'opera non sia stata segnalata prima alle forze dell'ordine, ma il questore di Palermo, Giuseppe Caruso, ha detto che "è un messaggio di incitamento a continuare il nostro lavoro". ADDIO WILSON, VOCE SOUL Al Wilson, cantante e paroliere soul, è morto in California, all'età di 68 anni. Quasi ventenne si esibì con il gruppo di Johnny "Legs" Harris e poi con gli Statesmen. Trasferitosi a Los Angeles, Al Wilson si esibì con The Jewels, poi entrò nei Rollers. Nel 1966 fu presentato a Johnny Rivers, che gli procurò il primo ingaggio per incidere un disco. Il primo singolo fu "The Snake" nel 1968, successo seguito da "Do What You Gotta Do". La consacrazione arrivò nel 1973 con "Show and Tell". KABUL, GUERRA A TEATRO A Kabul la denuncia delle atrocità della guerra arriva a teatro. Il set è il vecchio Centro culturale russo di Dar-ul-Aman costruito negli anni 70 che, abbandonato, porta i segni delle bombe e ospita oggi le fotografie di persone scomparse. "AH-5787" è il titolo della rappresentazione, in ricordo di un prigioniero afghano. La pièce, finanziata dalla Commissione per i diritti umani dell'Afghanistan (Aihrc) e dalla missione delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama), va in scena con mezzi minimi, senza neppure un microfono per gli attori. SEMAINE A CANNES La Semaine de la critique, sezione parallela del festival di Cannes (14 -23 maggio) ha scelto i suoi film: "Aanrijding in Moscou" di Christophe Van Rompaey (Belgio), "Das Fremde in Mir" di Emily Atef (Germania), "Better Things" di Duane Hopkins (Gb), "Snijeg" di Aida Begic (Bosnia), "Les grandes personnes" di Anna Novion (Francia), "Vse Umrut a Ja Ostanus" di V. Gaia Germanica (Russia), "La sangre Brota" di Pablo Fenderick (Argentina). Ad aprire la rassegna sarà l'israeliano "Les sept jours", di Ronit e Shlomi Elkabetz. In chiusura, "Desertio Adentro" del messicano Rodrigo Plà. CHURCHILL PITTORE Un quadro dipinto da Winston Churchill (1874-1965), raffigurante un tramonto in Marocco, è stato venduto per 420.000 dollari ad un'asta di Bonhams a New York. "Sunset Over the Atlas Mountains" è un paesaggio eseguito nel 1935 dallo statista inglese dal balcone della sua camera al Mamounia Hotel di Marrakech.

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Siria-nord Corea, abbiamo le prove (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Nucleare "Siria-nord Corea, abbiamo le prove" La Casa Bianca ha annunciato la diffusione di filmati e immagini che proverebbero l'intervento nordcoreano in Siria per collaborare alla costruzione di una centrale nucleare, bombardata nel settembre scorso dagli israeliani. Finora l'Amministrazione Bush si era rifiutata di trasmettere filmati dell'attacco e altre prove visive del coinvolgimento nordcoreano. La svolta, secondo il New York times, sarebbe legata alla volontà di sbloccare in qualche modo il negoziato tra Washington e Pyongyang appunto sul nucleare.

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Antonio Sciotto Roma E' stato probabilmente l'ultimo confronto (nei ruoli attuali) tra il ministro d... (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Antonio Sciotto Roma E' stato probabilmente l'ultimo confronto (nei ruoli attuali) tra il ministro del Lavoro uscente, Cesare Damiano, e il candidato più probabile a succedergli - Maurizio Sacconi, già sottosegretario ai tempi di Maroni; da oggi il ponte del 25 aprile, il 29 l'insediamento delle nuove Camere. Ma gli infortuni sul lavoro purtroppo non vanno in vacanza, e ieri un'iniziativa dell'Anmil ha contribuito a tenere vivo il dibattito, soprattutto dopo che la nuova presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, ha chiesto a gran voce la modifica del Testo unico sulla sicurezza varato dal governo Prodi: "Sanzioni troppo pesanti, vanno ridotte", ha detto due giorni fa presentando le sue priorità programmatiche alla stampa. Sia l'Anmil - associazione dei mutilati e invalidi del lavoro - che il ministro Damiano ieri si sono detti "preoccupati dei segnali che si inviano al Paese". Il timore è che alleggerire le sanzioni possa funzionare un po' come il condono fiscale: insomma, con il nuovo governo l'attenzione si attenua. Già oggi, nonostante i media parlino praticamente ogni giorno dei morti, gli infortuni non accennano a diminuire. Sacconi ha però ribadito che il Testo unico "verrà sottoposto a una revisione", "coinvolgendo tutte le parti a un nuovo tavolo". Il senatore del Pdl è interessato a ottenere la condivisione delle imprese: "Sono ben 15 le associazioni che non hanno dato il loro ok, comprese Legacoop e Confesercenti, certo non sospettabili di avere un certo colore politico - ha risposto Sacconi, quando gli abbiamo chiesto se fosse d'accordo con le richieste di Emma Marcegaglia - Noi non daremo l'impressione, che potrebbero aver dato altri, di essere solo dalla parte del sindacato, né sposiamo solo la parte datoriale: ripeto, serve un testo condiviso da tutti". La stoccatina sulla "non equidistanza" non piace a Damiano, che infatti scuote la testa. E si dice preoccupato sul destino del Testo unico: "Dissento dall'opinione della Marcegaglia, e ho sentito una certa preoccupazione quando le ho sentito chiedere di rivedere la legge. Temo - ha spiegato - che prevalga il rischio di uno smantellamento. Io ritengo che il Testo Unico non vada interpretato come una norma che punta sulle sanzioni, ma in primo luogo su prevenzione e formazione. Le sanzioni rappresentano una parte non prevalente di questo testo, sono assolutamente proporzionate alle violazioni e al di sotto dei tetti massimi previsti dalla delega". Le stesse preoccupazioni, seppure si sia detto aperto alla discussione, le ha manifestate il presidente dell'Anmil Pietro Mercandelli: "Attenzione ai segnali che si inviano al Paese - ha detto - le conseguenze potrebbero essere drammatiche. Non non siamo contro, ma sempre per. Però siamo anche per adeguate sanzioni per chi non rispetta la legge: qui non si tratta di un divieto di sosta, chi mette a rischio la vita delle persone deve essere punito in modo tempestivo, adeguato e senza indulgenze". Si capisce che associazioni come l'Anmil - ma come d'altra parte anche la Cgil - sarebbero contente di non toccare il Testo, frutto di mesi di negoziazione, ma con il nuovo governo bisognerà farci i conti. Ecco dunque le due richieste dell'Anmil: 1) aprire un tavolo tra le parti sociali che verifichi l'applicazione del Testo unico, facendone un'"analisi serena" nell'arco dei prossimi 9 mesi; nella prima parte del 2009, quindi, le parti presenteranno eventuali proposte di modifica e integrazione, che il governo potrà valutare; 2) creare un Osservatorio che definisca "le modalità di raccolta e diffusione dei dati sugli infortuni". Proposte appoggiate anche da Damiano. Un altro tema "caldo" sono i 12 miliardi di avanzo di gestione Inail (incrementati ogni anno di uno), oggi bloccati in base a una legge di Tremonti, perché confluiti in un fondo unico e indifferenziato del ministero del Tesoro. L'Anmil chiede che almeno una parte venga utilizzata per rivalutare le magre rendite e indennizzi Inail. Le imprese vorrebbero uno stanziamento per programmi di prevenzione. "Possono andare in varie direzioni - ha spiegato Sacconi - Dalla revisione dei premi assicurativi all'adeguamento degli indennizzi, dai risarcimenti per le piccole imprese fino ai fondi per prevenzione e reinserimento". Bisognerà verificare nei fatti.

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Noi siamo quasi pronti (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

La Lega Nord "Noi siamo quasi pronti" "L'idea dell'Ascom - dice Tino Rossi, consigliere comunale e capogruppo del Carroccio in Regione - è esattamente quanto farà la Lega: stiamo predisponendo tutto quanto necessario per costituire prima possibile un'associazione che raggrupperà volontari pronti a impegnarsi per il controllo del territorio". Si vuole creare un "albo" di alessandrini disponibili a mettersi a disposizione nel compito di sorveglianza e segnalazione alla polizia municipale e alle altre forze dell'ordine. "Tutto dovrà essere realizzato nel rispetto della legge ed i volontari dovranno dimostrare di avere i requisiti di serietà, presentando anche il certificato penale".

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"Porterò in Provincia tante energie nuove" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

BALLOTTAGGIO Intervista Maria Teresa Armosino Chi è Deputato dal 1996 "Porterò in Provincia tante energie nuove" "Siamo una squadra preparata che bada alle cose pratiche" Sdoppiarsi. "Sono stata sottosegretario per 5 anni, posso fare il deputato semplice e il presidente" SI TORNA ALLE URNE FRANCO CAVAGNINO ASTI Dal 1996 è sempre in campagna elettorale. E domenica e lunedì è di nuovo ora. Ballottaggio per la presidenza della Provincia. In tasca Maria Teresa Armosino ("Pdl"-Lega Nord) ha già il biglietto per la Camera dei deputati dove ritorna per la quarta volta. Onorevole, perchè votarla? "Per confermare anche in Provincia, così com'è avvenuto a livello nazionale, una squadra preparata, scegliendo una coalizione pragmatica, attenta alle questioni pratiche. Perché grazie al mio ruolo di parlamentare, oltre a non far spendere risorse alla Provincia, riuscirò ad agire anche sul piano legislativo per dare ad Asti maggiori opportunità". Perché non votare Peretti ? "Perché hanno un progetto alternativo al nostro, perché con il Governo Prodi non hanno saputo difendere la sicurezza dei cittadini, perché mettono assieme, pur senza ufficializzare l'apparentamento, forze politiche che hanno dichiarato il loro fallimento a livello nazionale". Pregi e difetti del suo avversario "Non conoscendolo bene ho difficoltà a elencarli. All'apparenza dà l'impressione di un giovane serio, preciso, che si applica diligentemente. Manifesta difficoltà a trasferire nel concreto le sue idee sulla gestione della Provincia, perché è l'interprete di un programma che non entra nel merito delle scelte: vuole compiacere gli elettori di centro e non perdere i voti della sinistra estrema, la quale ha annunciato che lo appoggerà pur senza apparentamento". Che Provincia pensa di trovare in caso di vittoria al ballottaggio? "Sostanzialmente sana, anche se un po' demotivata. Le realizzazioni e i progetti che ci lascia in cantiere l'amministrazione uscente sono largamente positivi: inseriremo energie nuove, con tanto entusiasmo". Il primo impegno sarà il bilancio. "Ho visto il bilancio approvato dalla Giunta uscente e non mi risulta che il commissario vi abbia lavorato. Alla luce delle elezioni e di alcuni fatti nuovi che si sono registrati, cito ad esempio il ripianamento di una perdita della società che gestisce il progetto dell'Enofila, il bilancio è sicuramente da rivedere. E' il documento fondamentale di un'amministrazione e vi dedicheremo l'attenzione necessaria pur nella ristrettezza dei tempi". Come pensa, se eletta, di riuscire a portare risorse nella nostra realtà? "Agirò su due fronti. Contando su un Governo centrale amico chiederò più trasferimenti da Roma, o quantomeno una politica che privilegi le amministrazioni che adottano comportamenti virtuosi e operando un accurato controllo di gestione, riqualificando la spesa". La sua posizione sull'inceneritore e sul piano dei siti "Appena eletti, revocheremo la delibera di individuazione del Piano dei Siti delle discariche. Riteniamo che quella di Cerro debba essere l'ultima discarica dell'Astigiano, almeno di quelle tradizionali. Riteniamo invece che si debba potenziare il ciclo integrato dei rifiuti e per la parte residuale è indispensabile, oltre al tradizionale conferimento in discarica, valorizzare gli scarti, ove possibile, per produrre biogas o conferirli in un impianto di termovalorizzazione per usi energetici. L'argomento dovrà essere affrontato con le altre Province per sviluppare insieme soluzioni tecnologicamente avanzate, economiche e sostenibili. Nel breve periodo si dovrà invece puntare a un ampliamento dell'impianto di Cerro". La gente chiede sicurezza. "E' la nostra priorità. Se l'immagine, la qualità della vita ed i prodotti della nostra terra sono gli unici ingredienti che possono garantire il rilancio dell'economia, la sicurezza rappresenta il passaporto per il turismo, per nuovi investimenti produttivi e residenziali". Infrastrutture: quali le priorità? "Il tratto stradale Sud-Ovest dovrà realizzarsi al più presto riducendo al minimo l'impatto ambientale. Ci sono poi la Asti Casale da completare e la Nizza-Canelli sulla quale lavorare". Il rapporto con Mariangela Cotto. Conferma la richiesta delle sue dimissioni? "Dal punto di vista politico ho già espresso le mie valutazioni, sotto il profilo umano mi sento molto amareggiata. Il partito prenderà, coerentemente con lo statuto, le decisioni conseguenti". E quello con Marmo? Potrebbe diventare un suo assessore? "Per lui provo sentimenti di stima e amicizia. Ha fatto molto, ha un cuore generoso. Non sarà assessore nella mia giunta, prima di tutto perché non lo vuole lui. La sua esperienza verrà comunque messa a disposizione del nostro progetto: il rapporto è solido e darà ancora buoni frutti". Ha già idea di un'eventuale giunta? "Ho una squadra fantastica: nessuno ha rivendicato poltrone. Costruirò una giunta con solide competenze, attenta alle sensibilità politiche e impegnata nell'attuazione del programma, concentrata, con valide esperienze e qualche giovane innesto". Se eletta riuscirà a conciliare gli impegni? "Ho fatto per 5 anni il sottosegretario all'Economia, assumendomi responsabilità e impegni di altissimo livello: credo di avere le carte in regola per poter fare bene il deputato "semplice" e il presidente della Provincia".

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I giorni dopo il 25 aprile Ogni anno in occasione del 25 aprile si pubblicano foto e si ri (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Cordano fatti indicando sempre con quella data l'avvenimento. Ma la data del 25 aprile è una convenzione, perché in tale giorno venne diramato l'ordine di insurrezione e di lì partì la fase finale della Liberazione che in realtà nel Piemonte e a Torino la avvenne alcuni giorni dopo. La città, ma anche molti paesi, sono pieni di lapidi che ricordano fucilazioni di partigiani, o di altri martiri della libertà, avvenute ben oltre quella data, con buona pace dei destristi attuali che "dimenticano" volentieri le esecuzioni compiute ben sapendo che per loro era finita. Perché i mezzi di comunicazione non raccontano anche ciò che hanno fatto i fascisti dopo il 25 aprile? Perché non si racconta come sono stati vissuti i giorni fino all'inizio di maggio quando tutta l'Italia venne liberata? Anche questa è storia. RICCARDO FORNENGO, TORINO Per un esame di maturità serio Sono, da diversi anni, vicepreside del Liceo statale di Domodossola e rivolgo un rispettoso, ma ardente, appello al prossimo ministro dell'Istruzione: restituisca alle scuole superiori un esame di Stato serio! Riporti in vigore la formula precedente all'attuale, con tutta la commissione interna! L'esame attuale, voluto dal governo Prodi (che, confesso, anch'io avevo votato!), checché ne dica il ministro Fioroni, serio non è. Infatti: 1. Dal punto di vista degli studenti. In certi tipi di scuola, lo studente è saggiato su tutte le materie, in altre solo in alcune (circa i due terzi). In aggiunta a questa "detrazione", nei licei linguistici, ad esempio, lo studente può decidere di non essere esaminato su una (su tre studiate) lingua straniera a sua scelta. È serio tutto ciò? 2. Dal punto di vista dei commissari. Sappiamo tutti che i docenti devono obbligatoriamente presentare domanda di nomina a commissario esterno (anche chi non vorrebbe essere nominato). C'è da stupirsi se poi una buona percentuale non si presenta? Risultato: molti commissari sono giovani alla prima esperienza di lavoro in una scuola, o poco più. Inoltre, anche quando il sistema delle nomine funziona, i commissari esterni sono scelti nella provincia della scuola. Ciò andrà anche bene per grandi città, ma, nella maggior parte delle province italiane, le scuole superiori sono poche, e i licei ancora meno. Risultato: i docenti di una stessa materia in genere si conoscono, con reciproche simpatie e antipatie. È serio che io vada, ad esempio, a esaminare gli studenti di mio cugino e lui venga a esaminare quelli della sua ex fidanzata? Serio era l'esame con la commissione interna, perché uno studente sapeva che ben difficilmente poteva barare ed era perciò "costretto" a prepararsi al meglio! PROF. MARCELLO LANDI DOMODOSSOLA Padre Pio, le piaghe e il Sommo Bene Mercoledì 23, Enrico Mentana ha dedicato Matrix a Padre Pio e alle sue stimmate. Partecipavano tre credenti: Alberto Bobbio (Famiglia Cristiana), sicuro ovviamente della santità del frate di Pietrelcina; Luciano Rispoli, sposato da Padre Pio, e certo della sua santità; Francesco Giorgino, innamorato addirittura del santo. A fronte di questi, in collegamento da Bologna, c'era un non credente: Sergio Luzzatto. Ma la mancanza di obiettività di tutte (proprio tutte) le trasmissioni televisive su argomenti religiosi, non sta tanto nella differenza di numero tra credenti e non credenti, quanto nel fatto, cui nessuno sembra fare caso, neppure il bravo Mentana, che manca sempre assolutamente la voce di un credente che possa contestare in base a serie ragioni teologiche la posizione della Chiesa. Così, a Matrix è mancato un credente che potesse dimostrare come visioni celesti e diaboliche, guarigioni prodigiose, estasi, misteriosi aromi, cilici, flagellazioni, lotte materiali col demonio, estenuanti digiuni, torture, inutili mortificazioni non facciano la santità di una persona. Che non fa la santità neppure costruire cento ospedali. È mancato un teologo (ne esistono) che potesse fare questa semplice dichiarazione: ritenere che Dio, sommo Bene, possa imprimere piaghe sanguinolente nelle carni delle sue creature, non solo è ridicolo, ma anche blasfemo. ATTILIO DONI, GENOVA Gli atomi del santo Forse sarebbe bene ricordare alle migliaia di pellegrini che si accingono a incrementare la già florida economia di San Giovanni Rotondo alcuni fatti che non potranno essere smentiti neppure da Sua Santità Benedetto XVI. Il corpo di Padre Pio è composto da proteine, perlomeno quello che ancora non è stato degradato dai normali processi di decomposizione la cui variabilità dipende solo da fattori ambientali. Queste complesse molecole, espressione genica del suo Dna, sono costituite da atomi prodotti all'interno di qualche remota stella (in questo senso possiamo dirci tutti "figli delle stelle" o più prosaicamente "polvere di stelle"). Gli atomi che costituivano il corpo del santo erano per il 65% di ossigeno, 18% di carbonio, 10% di idrogeno, 3% di azoto, oltre a una manciata di altri elementi in percentuali minime. Ora, dal momento che neppure il Papa riuscirà a dimostrare che gli atomi presenti in quel cadavere sono diversi da tutti gli altri presenti in natura, mi chiedo cosa richiami tutti quei pellegrini. MARCO BERTINATTI Aerei italiani e auto tedesche Si dice che l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera; ma intanto il futuro presidente del Consiglio viaggia su auto tedesche. QUINTO BULGARELLI Rutelli, né sigarette né spinelli In merito all'articolo "Io operaio sto con Bossi e me ne vanto" (La Stampa, 17 aprile) si precisa che Francesco Rutelli non ha mai fumato uno spinello (e neanche una sigaretta, per la verità), né assunto droghe in tutta la sua vita. È una notizia falsa, come quella che sarebbe stato arrestato in gioventù per uno spinello. UFFICIO STAMPA FRANCESCO RUTELLI.

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Quell'utile memoria per il voto di Roma (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Alessandro Portelli Il 26 giugno 1946, la partigiana Maria Teresa Regard scriveva a suo marito Franco Calamandrei: "Dunque Roma è asfissiante malgrado che noi abbiamo avuto 89 mila voti. Si ha la netta impressione che siano i monarchici a dominare dato il coraggio che hanno nel professare la loro idea e di girare ancora con il nastro sabaudo e la corona. Molti manifesti ancora delle elezioni che sbiadiscono sotto questo meraviglioso sole. Ci sono di nuovo i filobus e in generale c'è molto movimento. Dappertutto reclames di Tabarin e di sale da giuoco". Potrebbe essere benissimo un ritratto anticipato della città che rischiamo di ritrovarci a Roma dopo il 28 aprile del 2008 - coi fascisti che sbandierano svastiche e croci celtiche, col meraviglioso sole e i manifesti sbiaditi, e con l'equivalente televisivo dei tabarin e delle sale da gioco. E pensare che allora almeno il referendum l'aveva vinto la repubblica, mentre adesso il quadro nazionale è ancora più plumbeo di quello romano. Per adesso, dunque, Roma sta in apnea, aspettando di vedere che aria respireremo, se respireremo, da qui a qualche giorno. I brutti segnali ci sono tutti - l'aggressione al Circolo Mario Mieli, le minacce ai centri sociali e agli spazi di socialità alternativa, le mani già tese a prendersi anche le istituzioni della cultura. Negli anni dei passati governi di destra, Roma di centrosinistra, non senza limiti e contraddizioni venuti al pettine negli ultimi tempi, era comunque una specie di cuneo infilato dentro una catena di comando che andava dal governo alla regione alla provincia. Era uno spazio non ideale dove un poco di respiro c'è stato. Lasciarla assimilare al disastroso quadro nazionale significa davvero compattare tutto nelle mani di Berlusconi, Bossi, Fini e dei loro alleati (apparentamento o no, se vince Alemanno trionferà anche Storace, e pretenderà le scuse della comunità ebraica) - in un paese dove in parlamento non ci sono più comunisti e socialisti (e femministe e pacifisti) ma dove - come pochi hanno scritto- da Ciarrapico a Mussolini i fascisti ci sono ancora, unica "ideologia del novecento" viva e vegeta nel terzo millennio. Perciò è autolesionista pensare che le critiche e le delusioni giustificate verso la sinistra, Rutelli, Veltroni possano renderci indifferenti e farci astenere da un voto che invece è cruciale. Neanche Obama è l'ideale, ma non è McCain; e Rutelli, come che sia, non è Alemanno. Che lui si meriti o meno il nostro voto, la cosa importante è che noi non ci meritiamo Alemanno in Campidoglio e i suoi uomini (di cui ho ben misurato la volgarità, la demagogia, l'insipienza nel mio breve periodo in consiglio comunale) con le mani sul governo della città, delle periferie, della cultura, del controllo del territorio. Qui non si tratta di astrazioni, di idealità, di futuri possibili. Qui si tratta di cose concrete della vita quotidiana: di un restringersi degli spazi di pratica alternativa (e di un allargarsi degli spazi non "conformi alla Casa Pound"); di un rischio crescente di incolumità per chi non è fascista in una città che di aggressioni fasciste ne ha già viste fin troppe; di un'idea di sicurezza basata su repressione e deportazioni, di un governo fondato sulla paura; di un modello di città centrato su un progetto di secondo raccordo anulare che raddoppierebbe la cintura di cemento e di benzina che già ci soffoca e ci avvelena. Alemanno a celebrare l'anniversario della strage delle Fosse Arredatine, e il 25 aprile cancellato dal calendario. E quindi torniamo all'aria, letterale e metaforica. Non si tratta di cantare o meno Bella ciao, quello possiamo farlo pure di nascosto. Si tratta di continuare a dire che l'Italia uscita dalla guerra e dalla resistenza, anche se faticosamente e con le contraddizioni descritte da Maria Teresa Regard, comunque si avviava a costruirsi come una democrazia di cittadinanza attiva e consapevole. Questo era il modello della nostra Costituzione, che è ancora in vigore ufficialmente ma è già tramontata persino nelle teste di tanti nostri amici affascinati dalla governabilità. Perciò andare oggi a Porta San Paolo a Roma (come ci andò volontaria Maria Teresa Regard l'8 settembre 1943) e nei luoghi della Resistenza in tutta Italia significa riconoscersi nella storia di una generazione che, trattata come sudditi capaci solo di obbedire e di credere, ridiventa cittadini capaci di interrogarsi e di decidere per proprio conto se, come, per chi e per che cosa combattere. Allora, cantiamo Bella ciao a Alghero dove l'hanno proibita, cantiamo magari la Brigata Garibaldi o Fischia il vento per ricordarci di quando pensavamo di avere un futuro, e chissà che a Roma non ci scappi pure di cantare "Su comunisti della capitale": "Vent'anni e più di tirannia fascista, col carcere il confino e il bastone, non hanno menomato al comunista/la convinzione". Possibile mai che a menomarci la convinzione - democratica, antifascista, anticapitalista - e a renderci passivi e indifferenti riescano, dove non sono riusciti 20 anni di fascismo, 15 di Berlusconi, 20 di revisionismo storico, 30 di tv commerciale, e troppi di cedimenti e compromessi ideali? Un anziano compagno di Tivoli diceva: il 25 aprile è la festa mia. Bene, è la festa nostra: uno per uno, e tutti insieme. È la festa nostra oggi, perché in un paese libero dovrebbe essere 25 aprile tutto l'anno.

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A Verona la Lega blinda le strade (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Nella città guidata dal leghista Tosi giornata piena di ostacoli per le diverse manifestazioni antifascite A Verona la Lega blinda le strade Oggi pomeriggio il corteo nazionale di migranti e centri sociali. Vietata piazza Bra. E il comune finanzia gli integralisti cattolici Paola Bonatelli Verona Sarà anche vero che il 25 aprile, come si sente ripetere da quando la festa della Liberazione è diventata bipartisan, non ha più il valore che aveva o dovrebbe avere. Ma basta vivere nel nord-est, in una città governata da un sindaco leghista colluso con la destra radicale e con il più becero integralismo cattolico, per rendersi conto che la data mantiene un fortissimo valore simbolico. Talmente pressante da costringere i vari soggetti che hanno organizzato la giornata a una inenarrrabile corsa a ostacoli tra Comune, questura e prefettura, destreggiandosi in mezzo a trattative, permessi e dinieghi. Oltre naturalmente al migliaio di poliziotti che oggi saranno a Verona a blindare le inziative. Evento clou la "Festa dell'indignazione", la manifestazione nazionale di migranti, con partenza alle 15 dalla stazione di Porta nuova, a cui hanno aderito gruppi, associazioni e centri sociali di tutto il Nord. Il corteo, per il quale il sindaco Flavio Tosi aveva chiesto agli organizzatori di stipulare una polizza per eventuali danni ai monumenti, è stato autorizzato dalla questura ma con il divieto di entrare in Piazza Bra: "Saremo comunque a ridosso della piazza ? dice Khaled del Coordinamento migranti veronese ? e faremo un percorso lungo tutto il centro". Entreranno invece in piazza ma solo per un ora ? dalle 18 alle 19 ? e dopo estenuanti tira e molla, i partecipanti alla commemorazione delle vittime dimenticate dei lager nazisti: "Prendiamo la piazza per tutti ? dice Gianni Zardini, presidente del circolo Pink, che da dodici anni organizza l'iniziativa ? perché a Verona il problema non è resistere ma esistere. Come gay, lesbiche, trans ma anche come migranti o semplicemente non uniformi". Se il questore Vincenzo Stingone, fresco di nomina, sostiene di essere "fiducioso nel senso civico di tutti" e lancia un appello "perché questa giornata non perda di significato", la città si sveglia blindata sin dal mattino. La cerimonia ufficiale al palazzo della Gran Guardia, a cui il sindaco Flavio Tosi ? che qualche mese fa marciò con i neofascisti della Fiamma tricolore, tra cui il capogruppo della sua lista in consiglio comunale Andrea Miglioranzi, ex Veneto Fronte Skinhead ? parteciperà in prima persona, sarà probabilmente resa impermeabile a qualsiasi tipo di contestazione. I "fischi di liberazione per cancellare la vergogna di chi ha sfilato con loro", previsti dal programma della due giorni "orgogliosamente antifascista" del Csoa La Chimica, Circolo Pink e Metropolis Cafè, forse non si sentiranno. Come non si sentirà il consueto concerto organizzato in piazzetta Pescheria dal locale Istituto per la storia della Resistenza. Il Comune, che ha contribuito all'iniziativa con "ben" 500 euro, non ha mai risposto riguardo alla richiesta della piazza e l'Istituto ha scelto di far festa nella sua sede alla caserma Santa Marta (dalle 16.30). Stessa sorte stava toccando alla Sinistra Arcobaleno, che aveva chiesto piazza Dante per una festa serale. C'è voluto l'intervento della prefetta ? che di nome fa Italia - per far arrivare il permesso dal municipio ed evitare all'Arcobaleno locale un atto di disobbedienza civile, l'occupazione della piazza. Si sentono bene invece in questi giorni i colpi di cannone sparati dai partecipanti alla rievocazione delle Pasque Veronesi (la rivolta antinapoleonica del 1797), ossia gli integralisti cattolici in veste di militi della Serenissima. Patrocinati da Regione, Provincia e Comune, con in tasca un gruzzolo di almeno 30 mila euro di contributi pubblici, i nostalgici dell'ancien régime stamani saranno nella chiesa di Santa Anastasia, per la messa in rito antico in onore di San Marco, mentre il loro corteo "storico", che doveva tenersi nel pomeriggio e che negli anni scorsi aveva un bel codazzo di neonazisti, è stato spostato a domani.

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Sacconi: <Il Testo sulla sicurezza dovrà essere modificato> (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Sacconi: "Il Testo sulla sicurezza dovrà essere modificato" Il candidato al Lavoro: "Ascoltare le imprese, secondo loro troppe sanzioni". Damiano: "Non siamo d'accordo, Marcegaglia ci ha preoccupato". Le richieste Anmil Antonio Sciotto Roma E' stato probabilmente l'ultimo confronto (nei ruoli attuali) tra il ministro del Lavoro uscente, Cesare Damiano, e il candidato più probabile a succedergli - Maurizio Sacconi, già sottosegretario ai tempi di Maroni; da oggi il ponte del 25 aprile, il 29 l'insediamento delle nuove Camere. Ma gli infortuni sul lavoro purtroppo non vanno in vacanza, e ieri un'iniziativa dell'Anmil ha contribuito a tenere vivo il dibattito, soprattutto dopo che la nuova presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, ha chiesto a gran voce la modifica del Testo unico sulla sicurezza varato dal governo Prodi: "Sanzioni troppo pesanti, vanno ridotte", ha detto due giorni fa presentando le sue priorità programmatiche alla stampa. Sia l'Anmil - associazione dei mutilati e invalidi del lavoro - che il ministro Damiano ieri si sono detti "preoccupati dei segnali che si inviano al Paese". Il timore è che alleggerire le sanzioni possa funzionare un po' come il condono fiscale: insomma, con il nuovo governo l'attenzione si attenua. Già oggi, nonostante i media parlino praticamente ogni giorno dei morti, gli infortuni non accennano a diminuire. Sacconi ha però ribadito che il Testo unico "verrà sottoposto a una revisione", "coinvolgendo tutte le parti a un nuovo tavolo". Il senatore del Pdl è interessato a ottenere la condivisione delle imprese: "Sono ben 15 le associazioni che non hanno dato il loro ok, comprese Legacoop e Confesercenti, certo non sospettabili di avere un certo colore politico - ha risposto Sacconi, quando gli abbiamo chiesto se fosse d'accordo con le richieste di Emma Marcegaglia - Noi non daremo l'impressione, che potrebbero aver dato altri, di essere solo dalla parte del sindacato, né sposiamo solo la parte datoriale: ripeto, serve un testo condiviso da tutti". La stoccatina sulla "non equidistanza" non piace a Damiano, che infatti scuote la testa. E si dice preoccupato sul destino del Testo unico: "Dissento dall'opinione della Marcegaglia, e ho sentito una certa preoccupazione quando le ho sentito chiedere di rivedere la legge. Temo - ha spiegato - che prevalga il rischio di uno smantellamento. Io ritengo che il Testo Unico non vada interpretato come una norma che punta sulle sanzioni, ma in primo luogo su prevenzione e formazione. Le sanzioni rappresentano una parte non prevalente di questo testo, sono assolutamente proporzionate alle violazioni e al di sotto dei tetti massimi previsti dalla delega". Le stesse preoccupazioni, seppure si sia detto aperto alla discussione, le ha manifestate il presidente dell'Anmil Pietro Mercandelli: "Attenzione ai segnali che si inviano al Paese - ha detto - le conseguenze potrebbero essere drammatiche. Non non siamo contro, ma sempre per. Però siamo anche per adeguate sanzioni per chi non rispetta la legge: qui non si tratta di un divieto di sosta, chi mette a rischio la vita delle persone deve essere punito in modo tempestivo, adeguato e senza indulgenze". Si capisce che associazioni come l'Anmil - ma come d'altra parte anche la Cgil - sarebbero contente di non toccare il Testo, frutto di mesi di negoziazione, ma con il nuovo governo bisognerà farci i conti. Ecco dunque le due richieste dell'Anmil: 1) aprire un tavolo tra le parti sociali che verifichi l'applicazione del Testo unico, facendone un'"analisi serena" nell'arco dei prossimi 9 mesi; nella prima parte del 2009, quindi, le parti presenteranno eventuali proposte di modifica e integrazione, che il governo potrà valutare; 2) creare un Osservatorio che definisca "le modalità di raccolta e diffusione dei dati sugli infortuni". Proposte appoggiate anche da Damiano. Un altro tema "caldo" sono i 12 miliardi di avanzo di gestione Inail (incrementati ogni anno di uno), oggi bloccati in base a una legge di Tremonti, perché confluiti in un fondo unico e indifferenziato del ministero del Tesoro. L'Anmil chiede che almeno una parte venga utilizzata per rivalutare le magre rendite e indennizzi Inail. Le imprese vorrebbero uno stanziamento per programmi di prevenzione. "Possono andare in varie direzioni - ha spiegato Sacconi - Dalla revisione dei premi assicurativi all'adeguamento degli indennizzi, dai risarcimenti per le piccole imprese fino ai fondi per prevenzione e reinserimento". Bisognerà verificare nei fatti.

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Alemanno e gli amici della Forestale Cgil: <Mai chiarezza sulle assunzioni> (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Alemanno e gli amici della Forestale Cgil: "Mai chiarezza sulle assunzioni" Nel 2004 ruppe con Tremonti pur di far indire un concorso per 500 agenti. E le guardie verdi lo accompagnavano ad ogni dibattito Sara Menafra Roma Brutte interrogazioni parlamentari a cui nessuno ha mai risposto e strane presenze di guardie "verdi" alle iniziative pubbliche dell'ex ministro dell'Agricoltura Gianni Alemanno. Tra le tante storie che saltano fuori dal curriculum del candidato sindaco di Roma, la meno chiara è quella del rapporto con il Corpo forestale, baluardo dell'estrema destra almeno dai tempi del fallito golpe Borghese (che, infatti, è detto"golpe dei forestali") e, secondo alcuni, rifugio di militanti dal passato poco limpido. Di certo, si sa che Alemanno ha sempre badato molto al destino dei poliziotti in giubba verde. Durante il secondo governo Berlusconi, quando era ministro dell'Agricoltura, affrontò al loro fianco un duro scontro prima con la Lega nord e quindi col ministro dell'economia Giulio Tremonti per garantire che fossero riconosciuti come la quinta polizia italiana e per approvare rapidamente un concorso per l'assunzione di 500 agenti e 119 commissari forestali. Il giornalista del Foglio Alessandro Giuli, racconta l'episodio nel libro Il passo delle oche e spiega che potrebbe essere stata addirittura questa la motivazione "personale" che avrebbe convinto Alemanno a mettersi "alla testa dei rivoltosi di An" contro Tremonti. Fu uno strano concorso. L'ex parlamentare Pdci, Rosalba Cesini, se ne occupò a lungo presentando interrogazioni parlamentari senza mai ottenere risposte: "Alcuni partecipanti al concorso dell'aprile 2005 mi contattarono, spiegando di aver notato alcune persone consegnare il compito completamente in bianco per poi essere inaspettatamente promosse". La faccenda finì sui giornali un anno dopo quando, a elezioni finite e maggioranza cambiata, il quotidiano Il Tempo pubblicò delle intercettazioni in cui due membri della segreteria particolare di un ministro di An si preoccupavano di procurarsi l'elenco "di quelli che abbiamo raccomandato nelle forestali" entro il 14 giugno e cioè proprio entro il giorno in cui la Gazzetta ufficiale avrebbe pubblicato i nomi dei promossi. "Alle interrogazioni non c'è mai stata risposta - dice Cesini - e non mi pare che gli articoli del Tempo abbiano avuto seguito. L'intero concorso era affidata ad una ditta esterna al ministero, probabilmente i problemi sono venuti di là". Anche nella Cgil Funzione pubblica nessuno ha mai ben capito la dinamica di quel concorso. "L'unica cosa che so di certo ? racconta Stefano Citarelli, coordinatore dei forestali della Fp Cgil ? è che dei cinquecento allievi assunti quell'anno, duecento si sono immediatamente iscritti all'Ugl, un fatto mai avvenuto nella storia del sindacato, tanto meno nei sindacati di polizia". Durante la gestione Alemanno, l'Ugl avrebbe assunto sempre maggior peso, "soprattutto nell'organizzazione dei trasferimenti e non credo sia un caso se negli ultimi quattro anni è passata da 60 a 1800 iscritti", conclude Citarelli. Mentre si guadagnava il favore delle associazioni anti Ogm di destra e soprattutto di sinistra e intesseva legami con Slow food e il suo presidente Carlo Petrini, Gianni Alemanno s'era messo accanto, come consigliere, un membro della guardia forestale: Andrea Laganà oggi 39enne responsabile del soccorso alpino forestale. Era lui a fare da anello di collegamento tra il corpo forestale e il dicastero dell'agricoltura, sulla base di un intenso rapporto di fiducia che gli permetteva di tenere sotto scacco persino il comandante del corpo Cesare Patrone. E' stato sempre Laganà ad accompagnare il ministro nella scalata del K2, all'indomani della sconfitta elettorale di Roma contro Walter Veltroni e negli anni del ministero, capitava che lo affiancasse, insieme ad altri membri della forestale, negli eventi pubblici come il dibattito sugli Ogm ospitato dalla terza università di Roma il 13 dicembre del 2004. Una brutta giornata quella, a sentire i contestatori dei collettivi universitari che provarono a interrompere l'iniziativa, ottenendo persino il sostegno del preside della facoltà. Anche perché a metà mattinata ci fu una strana aggressione: un gruppetto di manifestanti che si stava avvicinando al sit in fu assalito da quattro o cinque uomini e uno studente si trovò a terra con un braccio rotto. "Gli aggressori erano armati di mazze e tirapugni - racconta un militante dello spazio occupato Acrobax - e sembravano tutti sulla quarantina". Chi erano quegli attivisti così diversi dai militanti di Azione giovani? Non si è mai saputo. Le vittime dell'imboscata scelsero di non sporgere denuncia e tutta quella brutta storia rimase nascosta dietro un grosso punto interrogativo.

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Lettere@ilmanifesto.it Né carino, né consenziente Cari direttori, leggo sul Corriere di ieri un arti... (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Lettere@ilmanifesto.it Né carino, né consenziente Cari direttori, leggo sul Corriere di ieri un articolo dove, estrapolando alcune battute da 2 ore e 40 di discussione nella sala Tatarella a Montecitorio in un incontro chiesto da Luca Barbareschi sui problemi dello spettacolo, si deduce - e addirittura si titola - un mio apprezzamento per le proposte di legge rese pubbliche in questi giorni dalla Carlucci. Le cose sono andate in modo opposto dato che fra la ventina di rappresentanti dello spettacolo che erano presenti mi sono trovato a essere l'unico che ha affrontato la bozza di progetto presentata dall'attuale maggioranza sottolineando che a parte due righe e mezzo condivisibili sulla creatività e i nuovi talenti leggibili alla pagina 2 del loro documento, tutto il resto delle corpose e articolate 11 pagine inviate alle associazioni le contraddiceva radicalmente riproponendo tutte le logiche mercantili e economicistiche contro cui l'Anac - che io lì rappresentavo - si batte da decenni. Ho anche chiarito come, dalla presidenza Mitterrand a Jacques Delors, tutta l'Europa abbia scelto la strada opposta del cinema creativo, di qualità e d'autore e che queste erano state le basi su cui non solo l'Anac ma gran parte del cinema italiano aveva finora lavorato. Che con tutta la mia ormai lunghissima storia politica e culturale possa essere oggi presentato, pubblicato e impaginato come carino e consenziente verso l'attuale maggioranza di governo mi pare un'operazione indecente. Grazie. Citto Maselli, Roma Le aule di Cesana e Gianicolo In riferimento all'articolo di Veronica Cursi, sulla Cronaca di Roma de Il Messaggero di martedì scorso, dal titolo: "Vandali in una media, inagibili atrio e primo piano", come dirigenti scolastici dei due ordini di scuola, elementare "Cesana" e media "Gianicolo", conviventi nello stesso edificio, manifestiamo il nostro più profondo disappunto sul discredito gettato sulla scuola dall'articolo citato. Dalla denuncia dell'episodio dell'incendio, di cui non possiamo che condividerne l'estrema gravità, si passa, in un crescendo di colore, a fatti del tutto fantastici. La scuola, in un clima da far west o Bowling for Colombine o, come in una ironica storia di Rodari, capovolge paradossalmente i ruoli: i professori si trasformano in alunni sospesi e gli allievi in maestri autoritari con la bacchetta. Precisiamo inoltre che anche l'episodio dell'incendio non ha causato nessuna interruzione dell'attività didattica né inagibilità degli ambienti e delle aule. Anche noi crediamo nelle istituzioni e crediamo nel lavoro che faticosamente ma con grande ottimismo facciamo ogni giorno nelle nostre scuole perché il rispetto dell'altro e della legalità diventino nei nostri studenti valori propri e non imposti. Giulia Gallo e Tiziana Sallusti I permessi di Gianfranco Fini Mercoledì l'on. Fini, in tour propagandistico per il suo candidato a sindaco Alemanno, in un quartiere della capitale si avvicina a due cittadini egiziani e chiede i documenti. "Mi sa - commenta divertito Fini - che voi due siete gli unici in regola in questa città". Non credo ai miei occhi nel leggere questa notizia. Gli unici due in regola? Ma di cosa sta parlando? Lo sa l'on. Fini che la pensione che oggi viene pagata è possibile solo ai contributi versati dai lavoratori stranieri? Se ne faccia una ragione l'on Fini ma in Italia siamo milioni e in regola. "Non è possibile che in tanti hanno il permesso, mi sa che se lo comprano, commenta ancora". Per Fini lo straniero è un problema di ordine pubblico e qualora fosse in regola con le leggi sicuramente c'è puzza di bruciato. "Politica del sospetto" si chiama a casa mia, che finisce per travolgere tutto e tutti. Se i documenti ce li compriamo qualcuno li dovrà pur vendere. Inoltre, grazie alla sua legge - la Bossi-Fini - chi è regolare vive anni nel limbo senza una documento valido perché dopo averci rubato 70 euro per il rinnovo, i documenti ci vengono consegnati quando sono già scaduti. Una legge condannata in Europa per disumanità, ma perfetta per respingere chi potrebbe entrare in Italia con un lavoro certo e consentire così ai trafficanti di uomini di lucrare indisturbati. Ma l'on. Fini pensa che paghi la politica del dagli addosso all'immigrato? Stuzzicare la bestia del razzismo è un gioco pericoloso foriero di conflitti sociali e umani. Irma Tobias, pres. dell'ass. lavoratori filippini in Italia Operai a destra Se come dice il manifesto (ieri, in prima pagina a firma di Manuela Cartosio) gli operai si "buttano" a destra, l'analisi non può essere ridotta al qualunquismo. E il gesto dei nove delegati della Bicocca che dalla Cgil passano all'Ugl non può essere archiviato come la protesta di "quattro giovani ruspanti delegati", indignati per non aver potuto esprimere, nel sindacato di provenienza, una posizione critica sul Protocollo per il welfare. Magari occorrerebbe interrogarsi sulla capacità della "sinistra" di evocare scenari di eguaglianza e di giustizia sociale e di rispondere, anche con la prassi di governo, nella quale si è sperimentata senza fortuna, alle aspettative dei ceti più deboli. Noi non ci presentiamo ai lavoratori con la "faccetta bipartisan" della sottoscritta, ma con quella di migliaia di rappresentanti sindacali che ancora vivono nelle fabbriche, nei cantieri, negli uffici e da lì - e non da una presunta e aprioristica certificazione politica - traggono la propria rappresentatività. Del resto, come giustamente il manifesto ricorda, anche l'Ugl ha sottoscritto il Protocollo sul welfare e, dunque, non può essere questa la "vera" o l'unica motivazione che ha spinto quei rappresentanti, eletti, a unirsi a noi. Oggi, probabilmente, l'Ugl è il sindacato che meglio tutela questa "vita" dalla morte per insicurezza e nel valore rappresentato dal lavoro; se la sinistra vuole tornare a avere un futuro, forse è bene che rifletta meglio sulla capacità degli "operai" di scegliere con il cuore e non soltanto con la pancia. Renata Polverini, segr. gen. Ugl Logiche Scrivo per dare a Manuela Cartosio un'informazione che le manca (il manifesto di ieri). Il provvedimento Prodi sulle pensioni prevede, a regime, un aumento dell'età pensionabile a 62 anni (per chi ha 35 anni di contributi). Mentre il provvedimento Maroni prevedeva, a regime, un'età pensionabile a 60 anni (sempre per chi ha 35 anni di contributi). Dunque, si può forse dire che siano "illogici" gli operai che votano Lega? Piuttosto, bisognerebbe chiedersi quale sia stata la "logica" della pseudo-sinistra che ha votato a favore di un peggioramento del provvedimento berlusconiano-leghista. Marco Piccioni, redazione di Giano Università di Napoli.

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Berlusconi alle prese con la squadra di governo (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 99 del 2008-04-25 pagina 0 Berlusconi alle prese con la squadra di governo di Redazione Bossi vuole che la lista venga chiusa prima dell'insediamento per evitare "sorprese". Ma sono ancora da definire le presidenze di Camera e Senato e dei gruppi parlamentari. Resta aperto anche il braccio di ferro con Formigoni Roma - Il presidente del Consiglio in pectore, Silvio Berlusconi, è alle prese con la squadra dei ministri. Il leader del Pdl vuole chiudere la lista in fretta per essere pronto quando il capo dello Stato gli affiderà l'incarico di formare il governo. Una partita che comprende anche le presidenze di Camera e Senato e dei gruppi parlamentari. Tensioni con la Lega Nord La lista va chiusa prima dell'insediamento delle Camere per evitare "sorprese", come avverte Umberto Bossi. Il Carroccio non si smuove dall'accordo stretto con il Cavaliere e spinge su Berlusconi per avere la conferma della parola data. Il premier in pectore resta così a Roma per il 25 aprile. La festa della Liberazione è un giorno di lavoro, rinchiuso nel suo quartiere generale di palazzo Grazioli. Con lui si riuniscono i vertici di Forza Italia: a via del Plebiscito sono presenti Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, Renato Schifani ed Elio Vito, Paolo Bonaiuti, Claudio Scajola e Denis Verdini. Berlusconi nel pomeriggio tornerà a Milano dove domani dovrebbe vedere Bossi. Il nodo Formigoni Resta aperto anche il nodo del governatore lombardo, Roberto Formigoni. Il presidente della Lombardia con molta probabilità resterà al Pirellone, ma l'annunciato incontro con il Cavaliere, poi saltato, potrebbe esserci proprio nel fine settimana. I futuri assetti del Pdl Al tavolo di palazzo Grazioli all'ordine del giorno anche i futuri assetti del Popolo della Libertà. E anche in questo caso la partita riguarda Formigoni. Il leader della pattuglia di Comunione e Liberazione all'interno di Forza Italia è in corsa per l'incarico di coordinatore degli azzurri. Un ruolo fondamentale in vista degli appuntamenti che porteranno gli azzurri a confluire nel Popolo della Libertà. La soluzione Formigoni, però, non è scontata. Il posto "fa gola" a molti e tra i papabili alla poltrona di coordinatore c'è anche Verdini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il ribaltone nazionale che ha portato Paolo Ferrero e la componente di Grassi a conquistare la maggi (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Oranza dentro Rifondazione Comunista ha una prima ricaduta torinese: ieri sera i militanti del Prc che hanno partecipato al corteo in ricordo della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo hanno sfilato con le proprie bandiere dietro lo striscione del partito. È stato il comitato federale riunito l'altra sera a sconfessare la scelta del segretario provinciale, Gianni Favaro, di partecipare al corteo della Liberazione e a quello del Primo maggio sotto le insegne della Sinistra Arcobaleno. L'ordine del giorno è stato proposto dall'ex assessore comunale Stefano Alberione e ha raccolto 29 voti contro 16. Tre gli astenuti. La segreteria provinciale guidata da Favaro si è presentata dimissionaria alla riunione del Comitato federale che lunedì provvederà alla nomina di un comitato di garanzia che dovrà guidare il partito fino al congresso previsto a luglio. La scelta di Prc mette la parola fine all'esperienza della Sinistra Arcobaleno sotto la Mole. Nei giorni scorsi era stato il Pdci a decidere per rompere quel fronte e di presentarsi al corteo con il simbolo e le bandiere dei Comunisti Italiani, dunque con la falce e martello. Sotto la Mole la linea Ferrero-Grassi è condivisa dall'assessore all'Istruzione del Comune, Luigi Saragnese, dal segretario regionale Alberto Deambrogio, dal capogruppo in Regione Gianpiero Clement, il capogruppo in Provincia, Tommaso D'Elia. Il capogruppo in Comune, Luca Cassano, fa parte dell'attuale minoranza che si riconosce in Nichi Vendola. In posizione critica nei confronti dei due schieramenti ci sono Sergio Vallero, presidente del Consiglio provinciale, il consigliere regionale Juri Bossuto e l'ex parlamentare Marilde Provera. \.

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Lega Nord contro la discarica Zinola ha già pagato troppo (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

BERTOLAZZI: VALLETTA DEI VELENI Lega Nord contro la discarica "Zinola ha già pagato troppo" Dalla Lega Nord piovono critiche sul progetto del Comune di Savona di realizzare una nuova discarica sulle alture di Zinola, nella zona che è già stata ribattezzata "La valletta dei veleni". Secondo il vice segretario provinciale della Lega Giancarlo Bortolazzi "Se verrà realizzata nelle dimensioni previste, la mega-discarica comporterà la produzione di 3 milioni di metri cubi di rifiuti in 25 anni, lo smaltimento di tutta la spazzatura della provincia e la drastica riduzione delle aree verdi nella zona interessata dal progetto". "Zinola ha già pagato a sufficienza in termini ambientali per la costruzione dell'inceneritore e del depuratore", continua Bertolazzi che punta il dito sulle prossime opere in cantiere: "Ora vorrebbero privarci di altri chilometri quadrati di verde per costruirci un carcere e una discarica. Questa volta, però, non faremo finta di nulla e ci organizzeremo in una "Class Action" per difendere fino in fondo il nostro territorio e gli interessi della comunità. Abbiamo già incaricato alcuni avvocati di studiare la situazione e se questi amministratori non faranno un passo indietro, allora sarà rivolta". Per ribadire la sua tesi, Bertolazzi ha anche realizzato un filmato che ha inserito su "Youtube" e anche sul suo blog.

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Ministri, il Cavaliere: "Squadra quasi definita" (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 99 del 2008-04-25 pagina 0 Ministri, il Cavaliere: "Squadra quasi definita" di Redazione Le ultime indiscrezioni: Fitto agli Affari regionali, Alfano alla Funzione pubblica, Scajola allo Sviluppo economico. Dicasteri per Prestigiacomo e Poli Bortone. Bossi vuole che la lista venga chiusa prima dell'insediamento per evitare "sorprese" Roma - Avanti tutta, manca poco. Il lavoro per la definizione della nuova squadra di governo della maggioranza di centrodestra uscita dalle urne del 13-14 aprile procede bene, ma non si è ancora concluso. Lo ha detto oggi Silvio Berlusconi uscendo da Palazzo Grazioli, sua residenza romana, al termine di una lunga riunione con i vertici di Forza Italia. "Abbiamo lavorato su diverse cose, anche sulla composizione del governo. Procede molto bene ma (la squadra) non è ancora definita" ha detto il Cavaliere. "Stiamo cercando di mettere a ogni posto uomini in grado di svolgere il ruolo a loro affidato". Indiscrezioni Secondo quanto riferito in precedenza da fonti vicine al candidato premier, una poltrona di ministro dovrebbe essere riservata anche all'ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto, che dovrebbe andare agli Affari Regionali. Ad Angelino Alfano potrebbe invece andare la Funzione Pubblica e una poltrona da ministro, come già annunciato, ci sarebbe anche per Stefania Prestigiacomo e per Adriana Poli Bortone. Claudio Scajola otterrebbe il ministero dello Sviluppo. Berlusconi, uscendo dalla sua residenza romana tra decine di supporter che lo applaudivano e lo salutavano, si è poi recato, come è suo costume nelle giornate che trascorre a Roma, a fare compere in una bottega del centro. Vertice E' stata un'altra giornata di incontri, terminata intorno alle 15.30. Hanno lasciato Palazzo Grazioli Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto, Dennis Verdini, Claudio Scajola, Franco Frattini, Niccolò Ghedini riuniti con il premier in pectore da questa mattina alle 9.30. Nella residenza-ufficio del Cavaliere restano soltanto i capigruppo uscenti di Camera e Senato di Fi, Elio Vito e Renato Schifani. Il leader del Popolo della libertà ha rinviato la sua partenza da Roma per Milano a domani mattina. Micciché "La squadra di governo è fatta" assicura Gianfranco Micciché lasciando Palazzo Grazioli. Micciché infatti precisa di non avere partecipato all'incontro, ma di essere arrivato solo al termine per "discutere delle deleghe con Berlusconi". Per quanto riguarda la formazione del governo mostra soddisfazione, perché "è stato raggiunto un buon equilibrio tra nord e sud, che invece fino a qualche giorno fa vedeva una prevalenza del nord". Per quanto lo riguarda, infine, Micciché dice che il suo ruolo sarà "quello di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la delega per il sud e per il Cipe". Tensioni con la Lega Nord La lista va chiusa prima dell'insediamento delle Camere per evitare "sorprese", come avverte Umberto Bossi. Il Carroccio non si smuove dall'accordo stretto con il Cavaliere e spinge su Berlusconi per avere la conferma della parola data. Il premier in pectore resta così a Roma per il 25 aprile. La festa della Liberazione è un giorno di lavoro, rinchiuso nel suo quartiere generale di palazzo Grazioli. Con lui si riuniscono i vertici di Forza Italia: a via del Plebiscito sono presenti Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, Renato Schifani ed Elio Vito, Paolo Bonaiuti, Claudio Scajola e Denis Verdini. Berlusconi nel pomeriggio tornerà a Milano dove domani dovrebbe vedere Bossi. I futuri assetti del Pdl Al tavolo di palazzo Grazioli all'ordine del giorno anche i futuri assetti del Popolo della Libertà. E anche in questo caso la partita riguarda Formigoni. Il leader della pattuglia di Comunione e Liberazione all'interno di Forza Italia è in corsa per l'incarico di coordinatore degli azzurri. Un ruolo fondamentale in vista degli appuntamenti che porteranno gli azzurri a confluire nel Popolo della Libertà. La soluzione Formigoni, però, non è scontata. Il posto "fa gola" a molti e tra i papabili alla poltrona di coordinatore c'è anche Verdini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"Limiti di velocità eccessivi" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

LA lA LEGA NORD GUIDA LA PROTESTA "Limiti di velocità eccessivi" Viabilità: Lega Nord scatenata. Il segretario della circoscrizione Valbormida della Lega, Oscar Dogliotti, si fa portavoce delle lamentele di centinaia di cittadini. Limiti di velocità. "Recentemente abbiamo consegnato al prefetto Nicoletta Frediani una petizione con più di 1800 firme per aumentare a 70 km/h il limite di velocità dei 50 che è stato introdotto sulla Sp 29, tra Rocchetta e Dego, per un tratto prevalentemente rettilineo di circa 2,5 km. Abbiamo, inoltre, evidenziato vari problemi di quella tratta, dall'attraversamento di Piana Crixia, al bivio per Cairo in corrispondenza del passaggio a livello nei pressi di Rocchetta. Ringraziamo sin da ora il prefetto per la disponibilità e l'interessamento dimostrati". Ferrania. "Pochi giorni fa, è stato firmato l'accordo di programma per la Ferrania che prevede, tra l'altro, la realizzazione del raccordo ferroviario tra la stazione e lo stabilimento. Il tratto di strada interessato, ovvero viale della Libertà, versa in condizioni disastrose: è pieno di buche, i binari sono "scoperti" ed in caso di pioggia la sede stradale, tra l'altro di larghezza insufficiente, viene completamente allagata. Nonostante le nostre ripetute segnalazioni, non è stato preso alcun provvedimento, anzi, da oltre tre mesi attendiamo la risposta promessa dall'assessore provinciale alla viabilità Pier Luigi Pesce che, dopo vari incidenti, senza feriti gravi, forse attende qualcosa davvero di grave prima di degnarci della sua attenzione". E conclude: "Prima di assumere clamorose iniziative, come ci chiedono i residenti, lanciamo un pressante appello al prefetto affinché intervenga presso la proprietà Ferrania e la Provincia".

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"Io, la Lega il Ponte e il Bagaglino" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

C'è un filo che unisce Shakespeare ad Arthur Miller, arriva fino a Gioele Dix e per quanto sorprendente possa sembrare si srotola nell'Italia del dopo voto. Perché per riflettere sul Paese uscito dalle urne Veronica Berlusconi chiede aiuto al teatro, sua grande passione. Walter Veltroni diventa Amleto, il dramma "Morte di un commesso viaggiatore" di Miller lo specchio della crisi economica e lo spettacolo "Tutta colpa di Garibaldi" di Dix l'escamotage per analizzare il successo di Bossi, la vera novità elettorale. "Un risultato straordinario", spiega la moglie del futuro premier, "che impone di affrontare subito le questioni poste dalla Lega e di smetterla di considerare con snobismo o con la puzza sotto il naso i suoi esponenti". Ripete più volte di parlare da cittadina - "Privilegiata, lo so, però sento molto forte la novità che preme sul Paese" - e non ha timore di mettere in guardia su quale ritiene essere la vera posta in gioco: "Dobbiamo ammettere che l'Italia non si riconosce più in un valore come l'unità del Paese. Da un punto di vista ideale ci vorrebbe un governo tecnico, con un leader al di sopra degli schieramenti. Ma la realtà è diversa. Dobbiamo ascoltare ciò che chiede la Lega e a mio marito spetta un compito da vero statista: da una parte traghettare le istanze leghiste in progetti concreti e dall'altra dialogare con il Pd per avviare le riforme. Credo che così si ridurrebbe il rischio di una spaccatura dell'Italia". Veronica Berlusconi leghista. Possiamo dirlo? "Diciamo (e ride, ndr) che sono la componente leghista della famiglia. Ma, come è ovvio, non ho votato Lega". Che spiegazione dà dell'affermazione del partito di Bossi? "Questo è un Paese stanco e sfiduciato, anche dopo la vittoria di Berlusconi. Le difficoltà economiche sono pesanti, il Nord - un Nord i cui confini si sono allargati verso il Centro - patisce di più a causa di un costo della vita superiore anche del 30% rispetto al Sud. Sceglie la Lega, ma non chiamiamolo voto di protesta. La Lega esprime esigenze concrete, della parte d'Italia più produttiva, che è stanca di fare da traino al Paese e che non trova rappresentanza nella sinistra estrema, nonostante una persona come Bertinotti di cui certo non si può dir male". La crisi economica è tanto grave? "La nostra realtà assomiglia sempre più alla "Morte di un commesso viaggiatore" di Arthur Miller, a quell'America dove la ricerca del denaro e del benessere sembrava un traguardo facile, ma poi si rivelava un'illusione al punto da spingere il protagonista al suicidio dopo la perdita del lavoro. L'Italia di oggi è così, il rischio del degrado aumenta. Speriamo di non dover contare troppi suicidi eroici". Un paragone molto duro, non crede? "Sì, mi rendo conto, ma la crisi è davvero seria. D'altronde anche mio marito ha fatto una campagna elettorale che si poteva intitolare "Attenzione a sognare". Non ha voluto creare illusioni". Come si può uscire da questa situazione? "Gli italiani chiedono il federalismo. Cominciamo da quello fiscale, da interventi diversi a seconda delle Regioni. Il governo rinunci alle idee imprenditoriali, lasciamo riposare in un cassetto il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Per i grandi progetti potrà giocare sulla politica estera, che anche in passato è stata una carta vincente per tenere unita la maggioranza". Ma non aumenterà il divario tra Nord e Sud? "Già oggi il Paese si muove a velocità diverse, prendiamone atto, c'è un'unità artificiale. Consiglio di assistere a "Tutta colpa di Garibaldi", uno spettacolo in cui Gioele Dix, con intelligenza, dimostra come l'unificazione dell'Italia sia stata una forzatura. Il Paese non è mai stato pronto né adatto per essere uno stato unitario e non è mai maturato a sufficienza per diventarlo". Signora Berlusconi, evoca la secessione? "No, dico però che c'è un Nord che vuole rompere gli argini e bisogna gestire le richieste delle Lega senza guardare con folclore ai suoi rappresentanti. Certo che Tremonti è un fiore all'occhiello del Paese, ma se la gente vota Calderoli, significa che impone una sua credibilità. Sarà compito della Lega fare ora un salto di qualità, dimostrare che sa realizzare le sue idee". Quando il Pd muoveva i primi passi, Walter Veltroni disse che gli sarebbe piaciuto un contributo da parte sua. C'è stato un seguito a quelle parole? "No. Ho pensato che quella frase fosse sì una forma di stima, ma anche un messaggio che passava sopra la mia testa". Come valuta l'esperienza del Partito democratico? "Veltroni mi ricorda Amleto, quando dice "Ah Dio, potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e sentirmi re di uno spazio infinito, se non fosse che faccio brutti sogni". Poteva rimanere nel suo guscio, ma ha fatto il sogno di cambiare il suo schieramento. Non è il killer della sinistra, ha capito che la situazione era già compromessa, senza Pd sarebbe andata ancora peggio. E' stato bravo, ma ora temo che possa restare vittima di un complotto per sostituirlo. Però chi potrebbe andare al suo posto? Avrebbero bisogno di un Berlusconi. Credo che il Pd dovrebbe evitare guerre interne, non aiutano a capire che cosa pensa l'Italia. Come forse non l'hanno capito i giornali". Lo dice da lettrice o da editrice del "Foglio"? "Tanti articoli che ho letto prima del voto sul recupero di Veltroni indicano che probabilmente i giornali non intercettano i sentimenti prevalenti nel Paese. E mi lascia perplessa anche un altro aspetto: con il centrodestra che è ampia maggioranza, perché "Il Giornale" non vende molte più copie? Gli italiani hanno un pensiero più libero e meno facilmente influenzabile di quanto si creda e i giornali dovrebbero imparare ad ascoltarli di più". Lei rimarrà una first lady nell'ombra? "Impegni di Stato a parte, non ho mai fatto la first lady e continuerò a non farla. Non è un ruolo che si addice al Paese. L'Italia non è come gli Stati Uniti in cui si assiste a scene agghiaccianti come quella del governatore di New York che si presenta in tv a confessare l'adulterio con la moglie a fianco, come fosse una garante del pentimento. E poi, in Europa, con Sarkozy che sposa Carla Bruni, con la storia di Putin e della ginnasta, la politica ha rotto gli schemi della famiglia tradizionale. Lasciamo la first lady in cantina". Lei ha citato Sarkozy. Che ne pensa dell'ex moglie Cecilia che gli è rimasta al fianco per le elezioni anche se i segni della crisi erano già evidenti? "E' stata una gran bella operazione di marketing, per me le vere rappresentanti del Paese sono le donne che lavorano nei partiti. Mio marito può portare sotto i riflettori della politica la Brambilla, mentre la moglie resta tranquillamente nell'ombra". Un'altra donna in prima linea: Hillary Clinton. Come la giudica? "Facciamo un discorso emotivo. Se Obama identifica il cambiamento, l'idea di un'America giovane, dove resiste il sogno dell'uomo che riesce a farsi strada da solo, McCain è l'immagine di una nazione vecchiotta e più chiusa in se stessa. Hillary rappresenta una mediazione tra le due istanze. Io la voterei". Quali donne vedrebbe bene al governo in Italia? "Donne con una storia politica e un peso specifico importanti. Recentemente, con questo clima da Bagaglino, con le battute e le barzellette si è un po' imbastardito il discorso sulla presenza femminile in politica. Un clima che penalizza anche donne capaci come Anna Finocchiaro: è stata sconfitta drasticamente in Sicilia anche perché il Paese guarda le donne con diffidenza. Per dirla con una battuta di Daniela Santanché, le vede orizzontali". Suona il cellulare, e Veronica Berlusconi lascia i discorsi politici per tuffarsi in quella che chiama "la mia normalità". Organizzare una giornata con il nipotino Alessandro ("Adoro fare la nonna") o l'appuntamento per vedere un film con Luigi. E' proprio l'ultimogenito a chiamare: "Luigi è entusiasta di suo padre e della vittoria elettorale. Lui in politica? No, ama troppo la finanza. A meno che - dice sorridendo la moglie del Cavaliere - non diventi un finanziere alla Soros, che fa pure politica. Ma anche per i figli della borghesia italiana oggi non è facile seguire i propri sogni".

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Massacrati in casa da una mano amica (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il lavoro di bassa macelleria che qualcuno si è incaricato di svolgere mercoledì pomeriggio nella villetta dei coniugi Meche a Lugagnano, paesone alle porte di Verona stretto tra i centri commerciali e la Valpolicella, rischia di diventare un giallo dai contorni torbidi. Non c'è stata rapina, a un primo inventario dalla casa non manca nulla, anzi tutto appariva in ordine. E nemmeno effrazione, visto che né porte né finestre sono state forzate, come se le vittime avessero aperto ai loro assassini. E non c'è neppure un movente, dato che non erano ricchi, non avevano figli, avevano già fatto testamento anni fa a favore dell'unico nipote e vengono descritti come persone tranquille. Però Luigi Meche, 61 anni, imbianchino in pensione, e Luciana Rambaldo, 59 anni, casalinga, sono stati uccisi con un rituale preciso e grande ferocia. Con odio. Forse da qualcuno che li conosceva. Lui è stato trovato inginocchiato nella cantinetta, con le mani legate dietro la schiena dal nastro adesivo e la testa fracassata da 8 colpi di un oggetto che si pensa possa essere un martello. Altri colpi (in tutto una quindicina) hanno fracassato un braccio. Intorno uno scenario da pulp-fiction. Lei è stata trovata nella camera da letto del primo piano, vestita solo con una maglietta sollevata sopra il seno, colpita da un paio di martellate in faccia e poi strangolata. Ma non violentata. Poche le tracce di sangue, probabilmente è stata tramortita in cucina. A scoprire i due corpi è stato l'altra notte il nipote Simone Veronesi, 32 anni, imbianchino, sposato con due figli e residente in una casa popolare a Sant'Ambrogio Valpolicella, 15 chilometri di distanza. Ha raccontato che dopo aver telefonato per tutto il pomeriggio e la sera agli zii, con un amico e la sorella è andato a Lugagnano. Hanno deciso di scavalcare il cancello, entrando nell'abitazione da una porta trovata aperta sul retro. "Li cercavamo da ore - ha raccontato - e non li trovavamo. Alla fine abbiamo deciso di entrare. E quello che ci siamo trovati davanti non si può spiegare. Prima ho visto la zia in camera da letto. Poi lo zio da basso, nella tavernetta. Non so come possa essere successo, mi sembra di essere dentro a un brutto film...". Tra i particolari che non tornano, il furgone Ducato bianco che il pensionato usava per i lavori di verniciatura, stranamente parcheggiato davanti al cancello della villetta, come a voler ostruire l'ingresso. Le indagini vengono definite a 360 gradi, in realtà si sono ristrette su quella che alcuni in paese definiscono "la doppia vita di Luigi". Una vita, dicono le chiacchiere, più disinibita sessualmente di quanto la routine di una coppia di adulti di provincia lasciasse trapelare ufficialmente. I carabinieri cercano un ventenne moldavo, segaligno e silenzioso, che avrebbe aiutato nell'ultima settimana il pensionato a riverniciare muretto e cancellata della villetta. Cercano lui e alcuni suoi amici. Il giovane sembra scomparso, la circostanza più strana è che appena fuori dalla casa sono stati ritrovati un barattolo di vernice, un pennello e dei guanti. Come se il lavoro attorno fosse stato abbandonato d'improvviso, al ritorno della coppia dal centro commerciale La Grande Mela, un chilometro di distanza. E' lì che i coniugi sono stati visti l'ultima volta, alle 15. Ed è lì che i carabinieri si sono recati per visionare ore di filmati del circuito interno, nella speranza di trovare un altro uomo con cui forse si era incontrato Luigi prima di ritornare a casa. Di certo i coniugi, una volta rientrati, non hanno fatto in tempo a riporre la spesa nel frigorifero, tranne il sacchetto della carne. Il resto è stato trovato ancora nella loro auto, una Daewoo blu, assieme a dei soldi. E tutto fa pensare che l'aggressione sia scattata in quel momento, verso le 16. Il neo sindaco Gulatiero Mazzi, della Lega Nord, ieri si è augurato "il massimo della pena, e per casi come questi non escluderei nemmeno quella di morte".

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Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)

Argomenti: La Lega

L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. E poi davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come sempre, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma facciamola finita con lo sguaiato e alla lunga distruttivo moralismo di Grillo. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 2 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 30 ) " (2 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (7 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Riflettando ancora sul risultato delle elezioni, trovo che sia stata confermata la regola secondo cui in Italia i politici che entrano nel Palazzo perdono il contatto con la realtà. Era accaduto in parte anche con il governo Berlusconi nel 2001-2006 quando il governo tardò a prendere piena coscienza di alcuni problemi che invece erano molto sentiti dalla gente (ed esempio il caro euro), ma con il governo Prodi questo fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti. La sconfitta della Sinistra arcobaleno infatti nasce dall'incapacità di capire il Paese. Bertinotti si è evidentemente lasciato inebriare dalla presidenza della Camera e in campagna elettorale ha descritto un'Italia che non c'era. Non ha capito l'esperazione degli abitanti delle zone popolari per l'immigrazione incontrollata e l'aumento della criminalità e anziché proporre correttivi in tv diceva che bisognava allargare ulteriormente le maglie e mostrarsi ancor più accoglienti, senza distinguere tra italiani poveri e immigrati appena arrivati nella concessione delle case popolari (ne abbiamo parlato su questo blog). Nel commentare la sconfitta ha detto di aver commesso un grave errore: quello di non essere andato di fronte ai cancelli delle grandi fabbriche, dimostrando una volta di più il senso della propria estraneità dal tessuto produttivo: le grandi fabbriche erano una realtà degli anni Sessanta-Settanta non quella di oggi. E ancora: Pecoraro Scanio è riuscito in un'impresa senza precedenti. Mentre in tutto il mondo i verdi resistono e spesso guadagnano consensi in Italia sono spariti in appena due anni. E la ragione è la stessa: anziché preoccuparsi del problemi reali della gente (inquinamento e rifiuti di Napolil, ad esempio), Pecoraro ha fatto una campagna demagogica in cui scegliendo l'alleanza con i comunisti è passato il peggior messaggio possibile: verdi uguale rossi. Piccola divagazione: in questo contesto devo dire che anche la stampa si è mostrata troppo "palazzo dipendente" e infatti si è fatta sorprendere dai risultati. Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,4%. Direi che un'autocritica è doverosa se vogliamo raccontare davvero l'Italia dobbiamo staccarci un po' dalle logiche del Palazzo e della politica romana: noi giornalisti abbiamo imparato la lezione? Tornando al dopo elezioni, ora gli occhi sono puntati sul nuovo governo e mi chiedo: vista l'ampia maggioranza, Berlusconi Fini e Bossi riusciranno a gestire il Paese senza perdere il contatto con il Paese, come peraltro avviene in molti altri Paesi? Zapatero è appena stato rieletto, la Merkel è più che mai favorita, Blair ottenne tre mandati consecutivi, Chirac e Schroeder due. Perché all'estero è possibile e in Italia no? Il mal di Palazzo è guaribile? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 29 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Vince il centrodestra, ma l'Italia è ancora unita? Ha vinto il centrodestra, ma in prospettiva il risultato più significativo mi sembra il travolgente successo della Lega in tutto il Nord, con punte in Veneto (dove ottiene gli stessi voti del PdL), in Lombardia (al 20%) e con risultati oltre le aspettative in tutte le regioni, inclusa l'Emilia Romagna (7%, quasi il doppio rispetto a due anni fa). Qual è il significato di questa affermazione che né giornali né radio né tv avevano pronosticato? E' solo un voto di protesta contro Prodi? Secondo me no: ho l'impressione che sia il primo segnale di una frattura dell'identità nazionale e che questo fine settimana sia cominciato un processo che, se non affrontato con saggezza e lungimiranza, potrebbe portare nel medio periodo alla divisione dell'Italia in due o tre blocchi autonomi o addirittura indipendenti. Due i fattori scatenanti. Primo, la crisi dei rifiuti di Napoli ha provocato in molti abitanti del nord il sentimento di una divisione civica ormai incolmabile. Quello spettacolo indecente li ha traumatizzati e indignati e per la prima volta non è scattata la solidarietà nazionale: nessuna delle grandi regioni del nord ha accettato di smaltire la spazzatura campana. per la prima volta un'istituzione ha sancito con un gesto formale la possibilità di una divisione. E la storia insegna che quando viene a mancare la solidarietà tra le regioni, l'unità nazionale è a rischio. Secondo, la rivolta dei comuni veneti partita da Cittadella. Anche in questo caso si è consumata una rottura istituzionale molto forte: per la prima volta un'autorità locale si è ribellata all'autorità centrale proponendo una soluzione autonoma a un problema quello dell'immigrazione e della sicurezza che è diventato centrale nel Nord. Oggi siamo in una situazione paradossale in cui l'Unione europea sottrae crescenti fette di sovranità agli Stati senza però creare un contesto istituzionale che permetta a uno Stato federale europeo di sostituirsi a quelli nazionali. Ne risulta un sistema ibrido che genera aspettative destinate a essere frustrate: la gente pretende che lo Stato risolva problemi concreti come quelli economici, sulla sicurezza e sull'immigrazione, ma i governi centrali non hanno più gli strumenti per gestirli. E siccome questa ambiguità è destinata a protrarsi nel tempo, i cittadini (in Italia, ma anche in altri Paesi come la Spagna) reagiranno rifugiandosi nelle uniche autorità che riconoscono con certezza, quelle locali. Gli effetti della globalizzazione e della crisi economica accentueranno questi meccanismi di autodifesa. Attenzione, sul lungo periodo lo sfaldamento dell'Italia non è più un'ipotesi inverosimile. Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 74 ) " (9 voti, il voto medio è: 3.78 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Apr 08 Quello stile di "Repubblica". La Repubblica ama dividere i giornalisti tra buoni e cattivi. I buoni naturalmente sono coloro che lavorano per il quotidiano fondato da Scalfari più certe firme della casta degli ex sessantottini. Tutti gli altri sono cattivi e dunque meritano disprezzo o al più indifferenza. Repubblica, quando si tratta di giornalismo, non è mai oggettiva, sale in cattedra, dà lezioni con piglio da maestrina. Io sono di scuola montanelliana e Repubblica è lontanissima dal mio mondo di riferimento, ma negli ultimi tempi ho avuto occasione di saggiare la sua arte. La prima volta in occasione dell'uscita del mio saggio Gli stregoni della notizia, che suscitò un certo interesse sulla stampa. Fu recensito trasversalmente: dal Corriere della Sera alla Padania, da Panorama al Manifesto. Anche Repubblica ne parlò, ma a modo suo. Pubblicò un inserto di quattro pagine sullo spin con diverse citazioni tratte chiaramente dal mio libro, senza però che venissi menzionato, fatta salva una minuscola segnalazione generica tra le opere librarie che trattano il tema. Eleganti, vero? L'altro ieri si sono ripetuti. Ho trascorso gli ultimi tre giorni al Festival internazionale di giornalismo di Perugia, splendida manifestazione a cui partecipano 150 grandi firme, davanti a un pubblico enorme, composto per lo più da giovani. Ho provato immenso piacere nel moderare una sessione in memoria di Montanelli, a cui hanno partecipato Mario Cervi, Ugo Tramballi e Marco Travaglio. Giovedì ho avuto il privilegio di dibattere di media e giornalismo con i due ospiti più importanti del festival, Alastair Campbell, lo spin doctor di Blair, e Carl Bernstein, il mitico cronista della Washington Post che firmò, con Bob Woodward, l'inchiesta del Watergate. Gli organizzatori avevano letto il mio saggio e hanno pensato che fossi l'interlocutore giusto per discutere con questi due colossi. Insomma, sono stati molto cortesi con me. Repubblica ieri ha dedicato all'evento un articolo di cronaca, a firma di Dario Pappalardo. Tutto bene, con una particolarità: né io nè il moderatore Angelo Mellone, editorialista del Messagero, siamo stati citati. E nello sforzo di eclissare la nostra presenza, il collega del quotidiano romano ha dovuto compiere qualche acrobazia, ad esempio scrivendo che Campbell e Bernstein si sono "scrutati con rispettoso sospetto" e che hanno deciso di "non interpretare ruoli antagonisti". Rispettoso sospetto? Non interpretare ruoli antagonisti? La sorpresa di questo incontro è che Campbell il comunicatore più brillante e spregiudicato d'Europa ovvero "il diavolo" - e Woodward il simbolo del giornalismo d'inchiesta - anziché duellare, come pareva logico, si sono trovati in piena sintonia, scambiandosi elogi e che pertanto la mia è risultata la voce fuori dal coro. Ne è risultata una discussione franca, accesa, appassionante, ben animata da Mellone che ha alimentato il confronto anziché adeguarsi al cinguettio di Campbell e Bernstein; il tutto di fronte a oltre 500 persone. Ma di questo i lettori di Repubblica sono stati tenuti all'oscuro. Pappalardo è riuscito persino a citare una mia frase virgolettandola, ma ancora una volta, senza menzionarmi. Scrive: "Guai a chi indica Bernstein come il "giornalista che ha fatto dimettere Richard Nixon"". Sono così diventato un'entità astratta, il signor Chi. E tutto questo, verosimilmente, per evitare di parlare di due giornali concorrenti, il Giornale e il Messaggero. Ma non me ne stupisco: è lo stile della casa, snob e prevaricatore. Scritto in giornalismo Commenti ( 28 ) " (10 voti, il voto medio è: 3.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Apr 08 Vi è piaciuta la campagna elettorale? La campagna elettorale è agli sgoccioli e a quanto pare il numero degli indecisi resta molto alto. Personalmente non ne sono stupito. Se dovessi indicare il tema che ha caretterizzato la campagna non saprei indicarlo. Certo c'è stato il caso Alitalia, ma sebbene importante - e su questo blog ne abbiamo parlato spesso - non può essere considerato decisivo per orientare il voto di tutti gli italiani. Più che in passato ho l'impressione che alla fine i leader dei vari schieramenti abbiano preferito puntare su slogan tutto sommato prevedibili e duellare sull'ultima polemica del giorno anziché sviluppare proposte organiche. Sebbene Berlusconi e Veltroni avessero promesso una campagna diversa, alla fine siamo costretti ancora una volta a votare contro anziché votare per. Chi preferisce Popolo delle Libertà e Lega è motivato essenzialmente dal disgusto per il governo Prodi. Chi sceglie Partito democratico e Italia dei Valori alla fine invoca lo sbarramento contro il Cavaliere. Giro a voi la domanda: vi è piaciuta la campagna elettorale? Non chiedo per chi abbiate intenzione di votare (il voto è segreto), ma sarebbe interessante capire qual è la ragione o il tema che più vi motiva ad andare alle urne. E a chi fosse ancora incerto, suggerisco di fare due test, segnalati qualche tempo fa da Alessando Gilioli sul suo blog. Sono semplici e divertenti, permettono di confrontare le vostre idee con quelle dei principali partiti. Li trovate qui e qui In ogni caso buon voto a tutti. Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 27 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 Islam e Occidente, l'integrazione è un crimine? Sul Giornale di oggi è uscita una mia intervista all'intellettuale francese Alain Finkielkraut, in gran parte dedicata alla Cina e al Tibet, ma nel finale si parla di Islam e di integrazione. Finkielkraut ha ricordato la frase pronunciata recentemente dal premier turco Erdogan a Colonia, che ha suscitato enormi in Germania, ma che in Italia è passata quasi inosservata. Secondo Erdogan, leader del partito islamico Akp e considerato moderato da molti occidentali, "assimilare gli stranieri è un crimine contro l'umanità". Questa la risposta di Finkielkraut, che critica la tendenza a bollare come islamofobica qualunque critica un po' energica al mondo musulmano: "Io dico che non si tratta di imporre i nostri costumi, ma di esigere il rispetto delle norme sancite dalle democrazie europee: parità tra uomo e donna, no alla sottomissione, no ai matrimoni forzati. Questi sono principi non negoziabili. Non è islamofobia "sottomettere" le popolazioni musulmane al rispetto dei diritti dell'uomo e far valere le regole della civiltà europea". Ha ragione Finkielkraut, occorre obbligare gli islamici immigrati in Occidente? O bisogna rassegnarsi alle idee di Erdogan, che rivendica il diritto di vivere in un Paese senza adeguarsi alle sue regole civiche e dunque senza vera integrazione, come in fondo propone il comunitarismo? Scritto in notizie nascoste, immigrazione, islam, turchia Commenti ( 38 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Apr 08 Ecco come si può davvero aiutare il Tibet Ieri ho avuto il privilegio di incontrare Matthieu Ricard, monaco buddista, amico e consigliere personale del Dalai Lama, che oggi e domani tiene ad Ascona un seminario sull'arte della felicità. Ne ho tratto un'intervista uscita oggi, in cui si affrontano molti temi esistenziali e spirituali e in cui inevitabilmente si esamina anche la questione Tibet. Ricard spiega come l'Occidente possa aiutare il Dalai Lama: "Deve dire chiaramente a Pechino che se non avvierà il dialogo con il Dalai Lama prima dei Giochi Olimpici, atleti e leader politici non parteciperanno alla cerimonia di apertura. Annunciare la propria assenza come semplice gesto di protesta, come ha fatto Angela Merkel, non basta; occorre che ci sia una volontà politica e sarebbe auspicabile una dichiarazione comune dei Paesi europei. Se tutti gli atleti della Ue rifiutassero di sfilare dietro le bandiere nazionali sarebbe uno smacco enorme per il governo cinese che, infatti, teme molto questa eventualità. Secondo Ricard questa è una misura ragionevole e costruttiva, mentre "il boicottaggio delle Olimpiadi sarebbe inutile". Sono d'accordo con lui e rilancio la sua proposta ai tanti italiani che in questi giorni si chiedono cosa si possa fare di concreto per aiutare i tibetani. Mi rivolgo soprattutto ai blogger invitandoli a riprendere e a diffondere la richiesta di Ricard. Il passaparola su Internet ha già fatto miracoli, perché non riprovarci? Scritto in cina Commenti ( 26 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (18) francia (15) germania (2) giornalismo (32) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (84) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Chi... thafella: Ah, ma MARCELLO Foa! Pensa te che fregatura. 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