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tARTICOLI DEL 25-4-2008 #TOP
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Articoli
Nord (97)
Tavagnasco Rock
( da "Stampa,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: primi boss del cartellone sono infatti Giuliano Palma & The Blue Beaters, ma occhio ai Toska e alla dance hall ammannita da Morelove, sound system di scena in apertura e poi nella notte al mitico T-Club, dove suonano anche i Bottle Rocket. Consumata la festa d'inaugurazione tra reggae e rock steady, ci si concede il solito break;
UN
PAESE ALLA RINCORSA DEL PEGGIO ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Anche la beatificazione di un boss sanguinario. Di Berlusconi, di Mangano, di Dell'Utri si parla in "Promemoria", ma anche dei fallimenti del centrosinistra, che ha governato 8 anni su 15 senza mai riuscire a proporre un modello alternativo, ma sempre inseguendo gli altri in un'inarrestabile rincorsa al peggio.
In
libreria ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: omosessualità in Medio Oriente e Nord Africa. Introduce Gianni Vattimo. Giovedì 24, ore 18: "Quando si ama si deve partire" di Delia Vaccarello (Piccola Biblioteca Oscar). Incontrerà l'autrice Margherita Giacobino. Da segnalare le polemiche che precedono almeno un paio di queste presentazioni, legate al rifiuto della Fnac.
INCONTRO.
Venerdì 18 aprile, ore 15, al Cinema Centrale, via Carlo Alberto 27, il Torino
glbt F ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: attivo in centro e nord Italia, solo da quest'anno presente in Piemonte e Lombardia. Il gruppo organizza attività legate al mototurismo, per persone omosessuali, sia sul territorio nazionale che all'estero. Ogni referente regionale o socio del gruppo propone e organizza viaggi (di uno o più giorni) nel proprio territorio,
L'offerta
del cavaliere a montezemolo - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Non viene smentito invece che nel colloquio sia stata messa una pietra tombale sull'eventualità che il leghista Roberto Calderoli possa essere uno dei vicepremier. Questione, evidentemente, non di carattere internazionale. Ma ieri - più nei sottintesi che nella parole - di offerta ce n'è stata anche un'altra. Questa volta alla "lady d'acciaio" della Confindustria.
Berlusconi:
no alle ronde nelle città - gianluca luzi
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: il primo è il peso della Lega che rischia di sbilanciare l'assetto del governo creando insofferenza negli altri partner, come dimostra la raccomandazione dell'Mpa di Lombardo di non squilibrare l'esecutivo verso il nord. Bossi continua a dettare il suo organigramma che prevede Calderoli vicepremier, lo ha detto anche ieri incontrando i parlamentari eletti del Carroccio.
Ma
sul governo la lega non molla "il cavaliere deve rispettare i patti"
- paolo berizzi ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: elezione con Bossi in via Bellerio Ma sul governo la Lega non molla "Il Cavaliere deve rispettare i patti" La più applaudita di tutti nel cortile della sede la leghista del Sud Maraventano Domani nuovo incontro tra Bossi e Berlusconi: si deve chiudere per evitare sorprese PAOLO BERIZZI MILANO - La Lega non vuole sentire storie.
Totoministri,
no di Montezemolo e Calderoli non sarà vicepremier Bossi furente: bisogna
rispettare i patti. Folla di pretendenti al ministero della Giustizia
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: no di Montezemolo e Calderoli non sarà vicepremier Bossi furente: bisogna rispettare i patti. Folla di pretendenti al ministero della Giustizia di Marcella Ciarnelli / Roma Sfoltire. Questo l'imperativo categorico del Cavaliere. I nomi diventano sempre di più ed i posti da assegnare sono sempre gli stessi.
La
battaglia di roma - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Italia che rischia di essere spartita e lottizzata a colpi di spesa pubblica fra l'autonomismo leghista di Umberto Bossi e l'autonomismo meridionale di Raffaele Lombardo. Oggi infatti Roma non è soltanto la "ladrona" maledetta dagli slogan nordisti; è anche l'immagine nel mondo di un'Italia che vive e si alimenta di contraddizioni territoriali e politiche profonde.
Stai
consultando l'edizione del A A2A44192,282,302,09-26,2494992,203,120,07007149,29
Acea2386812,331... ( da "Unita, L'"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: 79 Negri Bossi w102830,150,15--42,4300,120,26-- Nice56872,942,92-0,81-20,54262,903,700,0730340,69 O Olidata16350,840,851,18-16,22530,751,060,044028,71 Omnia Network28481,471,46-2,92-29,411930,952,10-38,15 P Panariagroup I.C.63863,303,330,82-25,1822,994,410,1900149,58 Parmalat41442,142,130,52-19,31795752,112,650,
Citto
Maselli bipartisan? Il Corriere scrive così, il regista si arrabbia
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: non è un Calderoli della sinistra. È affabile, cordiale, aggiungeteci una gran dose di umorismo e si capirà come in un consesso sui problemi dello spettacolo offerto da Luca Barbareschi, aspirante veceministro sulla via del governo, il ruolo del tenace regista non possa essere quello di un rotweiler che sbrana ululando.
Finocchiaro:
ripartiamo dal Sud Sui capigruppo evitiamo scontri
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: riferimento al Mezzogiorno va fatto anche perché questa discussione sul Pd del Nord mi sembra poco sensata. Nel Paese dove si affermano le leghe, serve una grande forza nazionale. Un Pd che si fa carico di tutto il Paese". Si ai i coordinamenti del Pd nel Nord e nel Sud, quindi? "C'è una questione nazionale, dopodiché è ovvio che ciascuna parte d'Italia ha le sue emergenze da affrontare.
PALERMOLa
faccia del boss sui murales ( da "Unita, L'"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Stai consultando l'edizione del PALERMOLa faccia del boss sui murales L MURALES del volto del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro, alle spalle la Cattedrale di Palermo Foto Ap.
"abbiamo
deluso la gente di sinistra" - marco trabucco
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Pagina XI - Torino L'Arcobaleno La rielezione La Lega Nord "Abbiamo deluso la gente di sinistra" Bresso: a Roma con l'alabarda per chiedere il rispetto delle promesse E' grave per il mio partito non avere nessuno a sinistra Per me Prc e Pdci restano validi alleati Cosa c'entro io con la sconfitta?
Affari,
estorsioni e ville hollywoodiane Il sistema Casalesi A Casal di Principe c'è
chi dice: La camorra fa bene alla gente . Il reportage di AnnoZero
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: boss hanno paura delle persone che possono bloccarli, di quelli che possono creargli problemi", spiega una donna alle telecamere. È Anna Carrino, la donna del boss Francesco Bidognetti. La mamma dei due rampolli del clan ("mi passavano qualche 50mila euro al mese per mandare avanti la famiglia") che un giorno decise di scappare da Casal di Principe e di chiudere con quella vita.
Tregua
in Pakistan fra governo e talebani Il nuovo governo cerca il dialogo con i
ribelli già tentato senza successo da Musharraf
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Informazione della Provincia della Frontiera del Nord-ovest, una delle quattro in cui è suddiviso il territorio pachistano, afferma: "Ci vorrà del tempo, devono darci fiducia". Intanto però gli Usa devono digerire il rilascio di Sufi Mohammad, un religioso che predicò la jihad contro le truppe straniere in Afghanistan dopo il rovesciamento del regime dei mullah.
Primarie,
Hillary e Barack alla battaglia dei superdelegati Per avere la maggioranza alla
Convention di agosto indispensabile l'appoggio dei dirigenti non eletti
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Fra i boss del partito che potrebbero orientare in maniera decisiva la loro scelta sono l'ex-vicepresidente degli Usa Al Gore, il presidente del partito Howard Dean, i presidenti dei due rami del Parlamento, Nancy Pelosi e Harry Reid. Pelosi in particolare avrebbe molta voce in capitolo perché ben 70 dei superdelegati ancora indecisi sono deputati della Camera da lei presieduta.
Massacrati
in casa. La Lega: pena di morte Coppia di anziani colpiti in testa nel
Veronese. Il sindaco chiede piazza pulita
( da "Unita,
L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: un piccolo paese di 8mila abitanti nella produttiva ma spaventata provincia veneta, che sull'onda lunga dell'allarme sicurezza ha consegnato alla Lega Nord consensi da record. Non a caso il sindaco leghista Gualtiero Mazzi ha commentato: "In casi del genere non escluderei la pena di morte, anche se siamo Italia, il paese del Papa".
Alemanno
va alla moschea "fate anche corsi di italiano" - gabriele isman
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: avete tutti con Calderoli?" GABRIELE ISMAN "Rispetteremo la scelta dei romani e quello che loro sceglieranno sarà il nostro sindaco e con lui collaboreremo". Ore 15.30 di ieri pomeriggio, esterno della grande moschea dei Parioli (e la più grande d'Europa, progettata da Paolo Portoghesi): Abdellah Redouane, direttore del Centro islamico della Capitale,
Il
giorno di tutti ( da "Unita, L'"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Umberto Bossi e Walter Veltroni, ciascuno con una coccarda tricolore sul petto. Ovunque gli italiani festeggiarono l'evento con un inno corale di fedeltà allo Stato nazionale e alla democrazia nata dalla Resistenza". Che una pagina del genere nessuno potrà mai leggerla, perché oggi questo non accadrà, è purtroppo una cosa evidente.
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract:
La
giunta nelle mani di berlusconi - antonella romano
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Mpa al Sud e con la Lega al Nord. Una richiesta che si traduce con l'assegnazione di un dicastero agli autonomisti siciliani. "Non credo sia possibile che il Movimento per l'autonomia non abbia un proprio ministro nel prossimo governo", ha chiosato Lombardo, preoccupato per l'eventualità di una squadra di governo sbilanciata verso il Nord.
Il
pg chiede dieci anni di carcere per il braccio destro di borsellino
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract:
tra il 1979 e
il 1993, Canale avrebbe informato i boss trapanesi delle inchieste a loro
carico. L'inchiesta venne avviata nel
Si
pente il genero del boss pastoia scoperto un rifugio di provenzano
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: del padrino di Belmonte Si pente il genero del boss Pastoia scoperto un rifugio di Provenzano Secondo i carabinieri del reparto operativo di Palermo quel vano segreto sarebbe stato utilizzato come nascondiglio anche da Bernardo Provenzano. La fonte è di prima mano. Ha saltato il fosso e collabora con la giustizia Giacomo Greco, il marito della figlia del boss di Belmonte Mezzagno,
2.600
in montagna, 211 caduti - carmela zangara
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: cercando presso gli Istituti di Storia della Resistenza delle varie province del Nord, presso le sedi Anpi, attingendo alle fonti bibliografiche e anagrafiche, vorremmo far luce su un frammento di verità dimenticata, riportando a galla simbolicamente tutti quei caduti ancora non codificati che morirono due volte, la prima perché fucilati, trucidati, impiccati o martoriati;
La
regione acquista il circolo artistico
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: desidero rivolgere il mio grato pensiero alla dirigenza del sodalizio culturale, all'onorevole Luisa Bossa (presidente della Commissione cultura in Regione, ndr), al presidente della giunta regionale, ai consiglieri comunali Andrea Santoro e Claudio Renzullo che con me hanno creduto nelle ragioni di questa battaglia". (roberto fuccillo).
Ballottaggi,
appello del pd "recuperiamo gli astenuti"
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: reso possibile dalla affermazione della Lega, porterà a una politica di governo che guarda a distorti interessi autonomistici del Nord-est e della Sicilia. Con il federalismo fiscale Bossi prenota le tasse del Nord-est da mantenere in loco e Lombardo risponde prenotando le imposte sul petrolio raffinato in Sicilia.
Asili
di quartiere, il Comune dimezza i prezzi
( da "Giornale.it,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: il Comune dimezza i prezzi di Daniela Uva Nati in Nord Europa, hanno orari flessibili Letteralmente significa "mamma di giorno". È una forma di mutuo-aiuto fra le famiglie per seguire ed educare i bambini fra zero e tre anni senza ricorrere agli asili nido. "Tagesmutter", questo il termine in lingua originale, è già da tempo realtà nei Paesi del Nord Europa.
L'offensiva
è in arrivo - massimo villone ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: al fine di acquisire per le sole regioni del Nord maggiori poteri. Le proposte sono già in campo. Gli equilibri politici del centrodestra e la centralità della Lega assicurano il risultato. Gli altri si arrangino. A fronte di questo, l'unica idea che può essere in principio competitiva è quella della macroregione del Sud.
'o
ministro avverte sorrentino "spero in un film senza pregiudizi" -
roberto fuccillo ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: uscita per decorrenza dei termini dei boss implicati nel maxiprocesso di Palermo. La sinistra votò contro, chissà a parti invertite cosa si sarebbe detto. Comunque la vicenda nel film non c'era. Tutto questo mi indusse a dire a Sorrentino che forse non c'era ancora la libertà intellettuale per affrontare un personaggio di tale statura come Andreotti.
Vicepremier,
Calderoli è quasi fuori gioco ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Ora si tratta di capire come la prende Bossi. Da via Bellerio giunge un brontolio di tuono. "Niente tentennamenti", ringhia il Senatùr, "ma soprattutto si sta sulle cose decise e sulla parola data". La Lega sente puzza di bruciato, Bossi "entro domani" vuole stringere il Cavaliere, quasi certamente si rivedranno ad Arcore.
Formigoni
raddoppia: in Regione fino al 2015 e coordinatore del Pdl
( da "Giornale.it,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Formigoni vorrebbe una dichiarazione di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, così da essere "incoronato" governatore della Lombardia fino al 2015. Ma al momento la situazione non sembra ancora matura per una presa di posizione così esplicita: i duri e puri della Lega (e più in generale la base) non capirebbero e la considererebbero una resa.
Governo,
Lega in pressing sul Cavaliere ( da "Giornale.it, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Bossi: "Bisogna chiudere con la squadra prima dell'elezione dei presidenti delle Camere". Spunta il nome di Montezemolo da Roma La Lega è in pressing e Silvio Berlusconi decide di prendere tempo, tanto che lavorerà sulla squadra di governo anche durante il ponte del 25 aprile.
Alemanno:
commemoro anch'io ( da "Giornale.it, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: appoggio importante che fa comprendere come il principio del federalismo non sia appannaggio solo del Nord ma è l'obbiettivo da realizzare in tutta Italia" e che serve pure per rintuzzare le accuse di un centrodestra condizionato dalla Lega anche al Campidoglio. "Il federalismo - dice Alemanno - non depotenzia il ruolo di Roma capitale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Re
dei furti a sedici anni Fermato settanta volte
( da "Giornale.it,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: 25 pagina 9 Re dei furti a sedici anni Fermato settanta volte di Giovanni Falconieri da Torino Boss a soli 16 anni, capo di una banda di nomadi di origine slava specializzata in furti in appartamento. Giovane e già esperto, con un curriculum di tutto rispetto: settanta denunce alle spalle. La prima era arrivata nel 2000, quando di anni ne aveva soltanto 8.
Italia
record: in nessun Paese meno detenuti
( da "Giornale.it,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: i sindaci sceriffi del Nord est, i parenti delle vittime esasperati dal dolore o i pasdaran delle manette. Sono i freddi numeri che parlano. Ed è evidente che se il numero di persone in cella è basso e le celle sono sovraffollate, a essere carente deve per forza essere il numero dei posti nei penitenziari.
L'Economist:
<Il successo di Torino è una lezione per le tre Big Usa>
( da "Giornale.it,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: se i loro boss fossero stati coraggiosi e onesti come Marchionne"). In un editoriale, complementare a un reportage di tre pagine sulla "rinascita di una casa automobilistica", il settimanale britannico utilizza aggettivi come "stupefacente" e "straordinario" per descrivere analiticamente il salvataggio della Fiat che prima dell'arrivo di Marchionne era "
Prc:
al corteo con le nostre bandiere Così è finita la Sinistra Arcobaleno
( da "Stampa,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Il capogruppo in Comune, Luca Cassano, fa parte dell'attuale minoranza che si riconosce in Nichi Vendola. In posizione critica nei confronti dei due schieramenti ci sono Sergio Vallero, presidente del Consiglio provinciale, il consigliere regionale Juri Bossuto e l'ex parlamentare Marilde Provera. \.
"Quel
no alla sede Asl? Ignoranza o malafede"
( da "Stampa,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: fronte alla annunciata iniziativa del Popolo della Libertà e della Lega Nord di Ovada che chiedono, con una petizione, che la sede legale dell'Asl non sia insediata a Casale Monferrato. "Pensavo che la disponibilità di discutere di sanità ovadese del coordinatore del Pdl, Saverio Caffarello - dice Oddone - fosse sincera e dopo le elezioni politiche ritenevo che ciò fosse possibile".
Ronde,
anche an arruola volontari - silvia bignami
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: A giugno arriveranno le guardie padane della Lega Nord, assicura il coordinatore bolognese del Carroccio Manes Bernardini. A settembre, dopo il bando pubblico, comincerà il pattugliamento degli studenti arruolati dalla giunta Cofferati. Intanto continuerà il consueto "controllo" degli assistenti civici già reclutati dalla giunta Guazzaloca.
Il
pizzo sulle salme 80mila euro all'anno
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Ora in procura si attendono gli interrogatori di garanzia dei trentatrè, tra imprenditori e collaboratori delle agenzie di pompe funebri, addetti all'obitorio e infermieri professionali, destinatari del provvedimento cautelare. Domani davanti al gip, sarà la volta del boss Antonio Di Cosola. (g. d. m.).
Brevi,
schede e richiami 6 ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Con Fabrizio Bosso (tromba), Luca Mannutza (piano), Daniele Scannapieco (sax tenore), Pietro Ciancaglini (contrabbasso), Lorenzo Tucci (batteria). Info 089 445 6352 dalle 19 e 335 534 5628. AVERSA Musica dal vivo con Bandiera dell'odio, Il Vortice, Ordadex e dj set di Nekos dalle 20 al teatro Scaramouche di Aversa.
La
sicilia per gli italiani è lontana e incomprensibile - salvatore butera
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: sinistra si aspettava soprattutto nel Nord una grande affermazione e subì invece una pesante sconfitta. Ma le differenze sono molto forti: la Dc di De Gasperi non è certo la Lega di Bossi. Inutile approfondire le differenze tanto sono macroscopiche e vistose. E tutto sommato bisognerebbe capire se Bossi non finisce per essere l'eterno cane raffigurato nelle vignette di Giannelli,
Pentito
fa scoprire covo di provenzano ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: boss Francesco Pastoia, morto suicida a Modena nel gennaio del 2005. Greco ha rivelato l'esistenza di una botola di accesso a un vano segreto nella casa del suocero in cui si sarebbe nascosto anche Bernardo Provenzano. I carabinieri del reparto operativo di Palermo hanno fatto irruzione nella villa a due piani di Belmonte Mezzagno e riscontrato le informazioni della nuova fonte.
"vivevano
nella paura ci vorrebbe la pena di morte"
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Come facciamo a vivere tranquilli con tutto quello che succede qui nel Nord Est?" DAL NOSTRO INVIATO LUGAGNANO DI SONA (VERONA) - Aveva paura la coppia uccisa nella sua villetta. Quella stessa paura, a volte reale, altre volte irrazionale, che da anni attraversa il Nord Est delle rapine in villa e dei furti negli appartamenti e nei negozi, in un'escalation di violenza che,
A
lecco nei boschi del serial killer "cinque vittime, bianche e
dell'est" - piero colaprico ( da "Repubblica, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: I boss della zona sono - come sempre spesso accade nel Nord tra Milano e Torino - legati alla 'ndrangheta calabrese. Non vendono la cocaina a grammi, ma dal loro quartiere generale di Figino la vendono a chili agli albanesi, che a loro volta vendono al dettaglio. Gli albanesi hanno in mano dunque lo smercio della "roba" e le donne dell'est.
Boss
arrestato: era in clinica ma dava ordini
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Cronaca Il caso Boss arrestato: era in clinica ma dava ordini NAPOLI - Antonio De Luca Bossa, 36 anni, detto "Tonino o' sicco" (Antonio il magro), ritenuto il capo dell'omonimo clan, potente e e radicato a Cercola, nel Napoletano, è stato arrestato dai carabinieri a Roma.
Camorra,
nel regno dei casalesi tutti all'attacco di saviano in tv - conchita sannino
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Roberto Saviano parla dei casalesi in prima serata e il regno del boss Sandokan risponde con rabbia e insulti. Con il fastidio pacato del sindaco (" "Ma perché scatta sempre la gogna indistinta? Così si autorizza alla sopravvivenza la sola camorra" ). Con lo scherno della piazza ("Saviano, sei 'nu scemo, sei un fallito").
"siamo
sotto attacco lega" psicodramma nei circoli emiliani - michele smargiassi
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: A Galeata i voti della Lega Nord sono più che triplicati: erano 65 e sono diventati 231, e adesso Bossi fa il 15,5%. Iachetti spiega perché: "quasi un residente su cinque è extracomunitario". E ora "abbiamo bisogno di aiuto subito". Iachetti dovrebbe essere felice: il Pd nel suo comune è andato su del 5 per cento oltre la somma di Ds e Margherita.
"per
noi della destra gli esami sono finiti ma basta con la retorica della
liberazione" - carmelo lopapa
( da "Repubblica,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Umberto Bossi non pensa nemmeno lontanamente di manifestare a Milano, come fece con un pizzico di provocazione nel '94. E le contestazioni nel corso dell'ultima sua partecipazione, con tanto di padre partigiano in carrozzella, sono alla base del forfait di oggi annunciato dal sindaco del capoluogo meneghino, Letizia Moratti.
La
destra ci crede Fini: <Tra poche ore Roma sarà liberata>
( da "Liberazione"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: In cinque anni di governo non c'è mai stato un provvedimento proposto dalla Lega che andasse a favore solo del Nord - assicura il Cavaliere - Poi, nella nostra formazione, c'è la Lega al Nord ed il movimento per le Autonomie al Sud, quindi nulla da temere. La verità è che la Lega usa in certi suoi protagonisti un linguaggio che non dovrebbe usare".
Gli
studenti: <La mafia c'è perché la classe dirigente è corrotta e non c'è
lavoro> ( da "Liberazione"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Alcune risposte: "Il boss è immorale ma competente, così attira la simpatia dei giovani"; "l'uomo d'onore non è mafioso"; "i mafiosi? gente onesta!". Fermiamoci qui, per una riflessione molto seria sulla coincidenza di dati e grafici venuti fuori dalla trasposizione dei valori delle risposte (molto d'accordo, abbastanza, poco,
<Si
è votato così presto per eliminare centro e sinistra>
( da "Liberazione"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Penso alla Lega al nord o Cuffaro in Sicilia. Sono entrambi poteri in parte clientelari e dialettali, usano una lingua della realtà locale. Quanto al livello emozionale, non si è compreso il valore dell'emozione nell'elettorato e ce ne sono di quattro tipi.
VERONA
- Il corpo di lui, mani legate con del nastro, testa fracassata da almeno otto
colpi ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: I primi sospetti che potesse essere successo qualcosa di anormale l'altra sera, sono affiorati in chi, nipote in testa, voleva perfezionare proprio i dettagli della trasferta bassanese. Il neo sindaco di Sona Gulatiero Mazzi, della Lega Nord, dice: "In casi del genere non escluderei la pena di morte".
AA.S.
Roma1,141-2,310,5601,1845204687 A2A2,2972,092,
( da "Messaggero,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: 81219810 Negri Bossi warr 2007/20100,1540,000,1230,2550 Nice2,921-0,812,9043,69626046 OOlidata0,8471,180,7501,05853637 Omnia Network1,462-2,920,9532,102193223 PPanariagroup Ind.Ceram.3,3250,822,9914,4082200 Parmalat SpA2,1340,522,1092,65279575147 Parmalat warrant 20151,2320,001,1991,6610 Permasteelisa13,7670,9510,64014,
Onu
e Medio Oriente Farnesina, nuove mosse
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: la Libia si indignò quando il leghista Roberto Calderoli esibì, in tv, una maglietta con le vignette su Maometto. La repressione di un assalto al consolato italiano a Bengasi costò morti e morti. Il nostro Paese è il primo partner economico della Giamahiria, la quale ci fornisce il 18% dell'energia che consumiamo, a cominciare dal petrolio.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 3
categoria: A... ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Sfruttando le polemiche sulla Corea del Nord, i siriani hanno provato a sfilarsi e hanno respinto le accuse. Ma sono stati tirati dentro comunque. L'audizione è infatti coincisa con altre rivelazioni, non meno clamorose. Il presidente Bashar Assad ha sostenuto di aver ricevuto un messaggio dal premier israeliano Ehud Olmert.
Fenomeno
Gomorra oggi in tv la versione teatrale
( da "Liberazione"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: che da grande vuole fare il boss e quindi vuole possedere supermercati, negozi, fabbriche, vuole comprare donne e poi vuole morire, ma "come muore uno che comanda veramente: ammazzato". Giovin signore dell'Apocalisse, Stakeholder (Giuseppe Miale Di Mauro) è invece uno che ha studiato alla Bocconi e si è "specializzato" nel riciclo e nello smaltimento dei rifiuti tossici.
Di
FABIO ROSSI Dialogo tra religioni, contrasto all'immigrazione clandestina che v
( da "Messaggero,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: "Calderoli e la Lega sanno benissimo com'è questa realtà, il problema non è quello degli immigrati ma della illegalità e dell'immigrazione clandestina - argomenta il candidato sindaco di centrodestra - Il Pdl ha le idee chiarissime, partiamo dal rispetto reciproco delle identità.
Il
murale del boss ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-25 num: - pag: 22 categoria: BREVI Il murale del boss PALERMO - Un murale con il volto del latitante Matteo Messina Denaro, è comparso dietro la cattedrale di Palermo. Il questore: messaggio positivo.
Alemanno
e Islam il fattore Calderoli ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: REDAZIONALE Pdl Chiusura di campagna a piazza Navona Alemanno e Islam il fattore Calderoli Visita in moschea: noi più aperti della Lega Alla Moschea, Gianni Alemanno si presenta con un braccialetto tricolore. Non è uno sfoggio di italianità, ma un porta fortuna: sono quelli distribuiti al Pantheon, in occasione della festa per la vittoria alle politiche, da sciogliere dopo il ballottaggio.
ROMA
- La sfida è sul Campidoglio e l'occasione è troppo favorevole a
( da "Messaggero,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: immigrati irregolari che hanno commesso dei reati e vanno rispediti a casa: nei loro confronti applicheremo in modo severo la legge Bossi-Fini, che non ammette la presenza di immigrati senza permesso e lavoro regolare. Quanto al turismo, che è fondamentale per l'economia di Roma, attueremo ciò che prevede il nostro programma: la riduzione progressiva e graduale dell'Iva sul turismo.
La
nostra posta ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: anche da parte di chi si è opposto ottusamente alla Bossi-Fini e applica il decreto di espulsione, all'italiana: hai 15 giorni di tempo per andartene, nel frattempo ciao e saluti! Ebbene, esiste almeno un caso di severità giudiziaria "esemplare ": sono ancora in carcere dal 12 dicembre 2007 quattro tifosi inglesi del Manchester United, arrestati per "resistenza aggravata"
Di
FABIO ROSSI ROMA - Non c'è solo la sicurezza, che resta il tema primario, nel
pr ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: non sono i leghisti come Bossi e Calderoli" ma chi in questi anni "l'ha mal amministrata", ovvero Rutelli e Veltroni. Roma ladrona? "Sbagliano Bossi e Calderoli - risponde - Ma quando loro usano questa espressione non si riferiscono né ai romani né alla città ma ai Palazzi, ai ministeri, ai sistemi di potere che sono cresciuti in questi anni e che devono essere smantellati"
L'ex
ministro di An: Roma ladrona? Bossi e suoi sbagliano
( da "Messaggero,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Alemanno: costruiremo 25 mila nuove case popolari L'ex ministro di An: Roma ladrona? Bossi e suoi sbagliano.
Capigruppo
Arrivano Cota e Bricolo ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Ieri Umberto Bossi, riunendo tutti i neoparlamentari leghisti in via Bellerio, ha reso noti i nuovi capigruppo del partito alla Camera e al Senato: Roberto Cota (in alto) e Federico Bricolo (sopra). Considerando che i predecessori, in corsa per un incarico governativo, sono Roberto Maroni e Roberto Castelli, entrambi nel poker degli uomini che contano nella Lega,
Tensione
tra Cavaliere e Bossi Il Senatur: no a tentennamenti
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: non sposati Tensione tra Cavaliere e Bossi Il Senatur: no a tentennamenti Il premier in pectore: nella Lega linguaggio da non usare Non ancora chiuso il caso Formigoni A Cl fanno riferimento una ventina di parlamentari del Pdl ROMA - "Il 25 aprile lavoro. Lavoro considerandomi in debito con gli italiani che hanno deciso di liberarci dalle dittature che incombono sul nostro Paese"
La
lezione di Sondrio <Così il Pd può vincere>
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: quello dei candidati del centrosinistra al Nord: per vincere devono nascondere i simboli dell'area politica di provenienza, mentre i loro rivali trionfano ostentando fazzoletti verdi o foto a braccetto col Cavaliere. "Ma la formula secondo noi è proprio quella adottata qui - aggiunge Costanzo - in un periodo in cui la politica viene percepita come pervasiva,
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: indicano con chiarezza le contraddizioni della nuova maggioranza la quale ha promesso al Sud di perpetuare l'assistenzialismo e al Nord di interrompere il flusso di aiuti finanziari dalle regioni settentrionali al mezzogiorno. Non sono però d'accordo con le conclusioni, che suggeriscono al Pd di impegnarsi in Parlamento "a trovare una mediazione alta, che salvaguardi l'unità nazionale".
Dopo
il vistoso successo nelle urne del 13 aprile, il primo interesse di Silvio
Berluscon ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Bossi e Fini capiscono che in questo momento chi indossa i panni del guastafeste si attira solo critiche e disappunto nell'opinione pubblica, e ciò consente al presidente del Consiglio in pectore un margine di manovra piuttosto ampio. Nè soverchi problemi possono arrivare dal Pd, dove Walter Veltroni è alle prese con le voci dissonanti e i propositi di condizionamento che arrivano
ROMA
- L'invito a pranzo, ieri a Palazzo Grazioli, di Emma Marcegaglia e Luca di
Montez ( da "Messaggero, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract:
Bossi), il
ministro dell'Agricoltura (Zaia), dando per scontato che Formigoni resti
governatore della Lombardia almeno fino al
<Qui
il centrosinistra è andato controvento>
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: ma su questo il Pd al Nord fa fatica". D'accordo l'antipolitica: ma come accade allora che i candidati di Pdl e Lega Nord soprattutto vincono senza fare mistero della loro appartenenza? "Il centrodestra - replica Pizzetti - ha rappresentato meglio le pulsioni del Nord, spesso le ha addirittura alimentate.
La
Lega spinge il centrodestra a Seveso
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: 25 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Accordo a sorpresa La Lega spinge il centrodestra a Seveso Per tutta la campagna elettorale sono stati nemici irriducibili. Poi hanno trovato l'accordo alla vigilia della sfida decisiva. La Lega Nord era arrivata al punto di compilare il "libro nero" della giunta di centrodestra.
Bresso,
le liste civiche decidono la sfida
( da "Corriere
della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Pdl, Lega Nord, Udc e lista civica "Per Bresso Cassamagnaghi" appoggiano Roberto Cassamagnaghi, 59 anni, consulente di Mediobanca, ex assessore tecnico nella giunta leghista Giannuzzi. Zinni è uscito dal primo turno avanti di 2 punti, al 45,21%. Ferdinando Baron.
Gorgonzola,
corsa in salita per il Pd ( da "Corriere della Sera"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Lega Nord, Moderati-Udc, La Destra.) che parte da un 39.3 per cento di preferenze, seguito da Mario Balconi (sostenuto da Pd, Sinistra Arcobaleno, Italia dei Valori) con un gruzzolo di 32 per cento di preferenze. Baldi è da sempre all'opposizione, in una città guidata fin dal dopoguerra da coalizioni democristiane,
ALLA
RICERCA DELL'ISOLA... Fantasy. Regia di Mark Levin, Jennifer Flackett, con
Abigail Bres ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Il boss della zona cercherà di fermarli. Da una storia vera, dirige il cineasta del successo "La rivincita delle bionde". LA ZONA Drammatico. Regia di Rodrigo Plá, con Daniel Gimenez Cacho e Maribel Verdù. In un quartiere benestante di Città del Messico, protetto da guardie private e filo spinato, tre ragazzi delle favelas s'
Contro
furbizie e veleni, un confronto vero
( da "Manifesto,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: La forza della Lega è nel fatto che si propone come doppia comunità, comunità politica e comunità territoriale, come una specie di doppia panciera che aderisce elasticamente al basso ventre del nord che è fatto di pulsioni securitarie, di rivolta fiscale, ma anche di una voglia di trovare forme di identità dentro a una globalizzazione che spiazza tutti.
Berlusconi,
pensiero a Montezemolo ( da "Manifesto, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: per Maroni (Lega), Frattini (Forza Italia), Tremonti (Forza Italia) e La Russa (An)- restano da assegnare le poltrone di welfare, infrastrutture, salute, giustizia e attività produttive. Tutte le altre meno impegnative seguiranno. Per il welfare è in pole position Alemanno (An), nel caso uscisse sconfitto dal ballottaggio con Rutelli per il comune di Roma.
PALERMO,
MURALES CON BOSS MAFIOSO ( da "Manifesto, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Calibro 9 PALERMO, MURALES CON BOSS MAFIOSO Polemiche ma anche curiosità per il murales dipinto circa un mese fa da un writer, sul muro dietro la cattedrale di Palermo: raffigura il boss trapanese latitante Matteo Messina Denaro, in forma warholiana, ripetendo il volto con colori diversi.
Siria-nord
Corea, abbiamo le prove ( da "Manifesto, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Nucleare "Siria-nord Corea, abbiamo le prove" La Casa Bianca ha annunciato la diffusione di filmati e immagini che proverebbero l'intervento nordcoreano in Siria per collaborare alla costruzione di una centrale nucleare, bombardata nel settembre scorso dagli israeliani.
Antonio
Sciotto Roma E' stato probabilmente l'ultimo confronto (nei ruoli attuali) tra
il ministro d... ( da "Manifesto, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract:
Maroni; da
oggi il ponte del 25 aprile, il
Noi
siamo quasi pronti ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: La Lega Nord "Noi siamo quasi pronti" "L'idea dell'Ascom - dice Tino Rossi, consigliere comunale e capogruppo del Carroccio in Regione - è esattamente quanto farà la Lega: stiamo predisponendo tutto quanto necessario per costituire prima possibile un'associazione che raggrupperà volontari pronti a impegnarsi per il controllo del territorio"
"Porterò
in Provincia tante energie nuove"
( da "Stampa,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: In tasca Maria Teresa Armosino ("Pdl"-Lega Nord) ha già il biglietto per la Camera dei deputati dove ritorna per la quarta volta. Onorevole, perchè votarla? "Per confermare anche in Provincia, così com'è avvenuto a livello nazionale, una squadra preparata, scegliendo una coalizione pragmatica, attenta alle questioni pratiche.
I
giorni dopo il 25 aprile Ogni anno in occasione del 25 aprile si pubblicano
foto e si ri ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: né sigarette né spinelli In merito all'articolo "Io operaio sto con Bossi e me ne vanto" (La Stampa, 17 aprile) si precisa che Francesco Rutelli non ha mai fumato uno spinello (e neanche una sigaretta, per la verità), né assunto droghe in tutta la sua vita. È una notizia falsa, come quella che sarebbe stato arrestato in gioventù per uno spinello.
Quell'utile
memoria per il voto di Roma ( da "Manifesto, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Bossi, Fini e dei loro alleati (apparentamento o no, se vince Alemanno trionferà anche Storace, e pretenderà le scuse della comunità ebraica) - in un paese dove in parlamento non ci sono più comunisti e socialisti (e femministe e pacifisti) ma dove - come pochi hanno scritto- da Ciarrapico a Mussolini i fascisti ci sono ancora,
A
Verona la Lega blinda le strade ( da "Manifesto, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Ma basta vivere nel nord-est, in una città governata da un sindaco leghista colluso con la destra radicale e con il più becero integralismo cattolico, per rendersi conto che la data mantiene un fortissimo valore simbolico. Talmente pressante da costringere i vari soggetti che hanno organizzato la giornata a una inenarrrabile corsa a ostacoli tra Comune,
Sacconi:
<Il Testo sulla sicurezza dovrà essere modificato>
( da "Manifesto,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract:
Maroni; da
oggi il ponte del 25 aprile, il
Alemanno
e gli amici della Forestale Cgil: <Mai chiarezza sulle assunzioni>
( da "Manifesto,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Lega nord e quindi col ministro dell'economia Giulio Tremonti per garantire che fossero riconosciuti come la quinta polizia italiana e per approvare rapidamente un concorso per l'assunzione di 500 agenti e 119 commissari forestali. Il giornalista del Foglio Alessandro Giuli, racconta l'episodio nel libro Il passo delle oche e spiega che potrebbe essere stata addirittura questa la
Lettere@ilmanifesto.it
Né carino, né consenziente Cari direttori, leggo sul Corriere di ieri un
arti... ( da "Manifesto, Il"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: la Bossi-Fini - chi è regolare vive anni nel limbo senza una documento valido perché dopo averci rubato 70 euro per il rinnovo, i documenti ci vengono consegnati quando sono già scaduti. Una legge condannata in Europa per disumanità, ma perfetta per respingere chi potrebbe entrare in Italia con un lavoro certo e consentire così ai trafficanti di uomini di lucrare indisturbati.
Berlusconi
alle prese con la squadra di governo
( da "Giornale.it,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Tensioni con la Lega Nord La lista va chiusa prima dell'insediamento delle Camere per evitare "sorprese", come avverte Umberto Bossi. Il Carroccio non si smuove dall'accordo stretto con il Cavaliere e spinge su Berlusconi per avere la conferma della parola data.
Il
ribaltone nazionale che ha portato Paolo Ferrero e la componente di Grassi a
conquistare la maggi ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Il capogruppo in Comune, Luca Cassano, fa parte dell'attuale minoranza che si riconosce in Nichi Vendola. In posizione critica nei confronti dei due schieramenti ci sono Sergio Vallero, presidente del Consiglio provinciale, il consigliere regionale Juri Bossuto e l'ex parlamentare Marilde Provera. \.
Lega
Nord contro la discarica Zinola ha già pagato troppo
( da "Stampa,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: BERTOLAZZI: VALLETTA DEI VELENI Lega Nord contro la discarica "Zinola ha già pagato troppo" Dalla Lega Nord piovono critiche sul progetto del Comune di Savona di realizzare una nuova discarica sulle alture di Zinola, nella zona che è già stata ribattezzata "La valletta dei veleni".
Ministri,
il Cavaliere: "Squadra quasi definita"
( da "Giornale.it,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Tensioni con la Lega Nord La lista va chiusa prima dell'insediamento delle Camere per evitare "sorprese", come avverte Umberto Bossi. Il Carroccio non si smuove dall'accordo stretto con il Cavaliere e spinge su Berlusconi per avere la conferma della parola data.
"Limiti
di velocità eccessivi" ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: LA lA LEGA NORD GUIDA LA PROTESTA "Limiti di velocità eccessivi" Viabilità: Lega Nord scatenata. Il segretario della circoscrizione Valbormida della Lega, Oscar Dogliotti, si fa portavoce delle lamentele di centinaia di cittadini. Limiti di velocità.
"Io,
la Lega il Ponte e il Bagaglino"
( da "Stampa,
La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: non ho votato Lega". Che spiegazione dà dell'affermazione del partito di Bossi? "Questo è un Paese stanco e sfiduciato, anche dopo la vittoria di Berlusconi. Le difficoltà economiche sono pesanti, il Nord - un Nord i cui confini si sono allargati verso il Centro - patisce di più a causa di un costo della vita superiore anche del 30% rispetto al Sud.
Massacrati
in casa da una mano amica ( da "Stampa, La"
del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Il resto è stato trovato ancora nella loro auto, una Daewoo blu, assieme a dei soldi. E tutto fa pensare che l'aggressione sia scattata in quel momento, verso le 16. Il neo sindaco Gulatiero Mazzi, della Lega Nord, ieri si è augurato "il massimo della pena, e per casi come questi non escluderei nemmeno quella di morte".
Ma
Beppe Grillo è il modello della nuova Italia?
( da "Giornale.it,
Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
QUATTRO
MAXI-CONCERTI E UNA GIORNATA DI FESTA POPOLARE Tavagnasco Rock Al via sabato 19
la scintillante rassegna organizzata da un gruppo di volontari IL CALENDARIO:
SI PARTE CON GIULIANO PALMA IL
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
L'autore-interprete
UN PAESE ALLA RINCORSA DEL PEGGIO DI MARCO TRAVAGLIO Quando gli amici di
Promomusic mi hanno proposto di fare uno spettacolo, ho risposto: "Ma
siete matti? Che c'entro io con lo spettacolo?". Mi hanno assicurato che
c'entravo. Ma non ci ho creduto e non mi son fatto più trovare. Allora mi hanno
spedito il dvd di Piergiorgio Odifreddi, che portava in giro uno spettacolo
sulla matematica, e mi han parlato di quello di Margherita Hack,
sull'astrofisica. Ho detto: ma quelle sono lezioni universitarie, non
spettacoli. E poi io non sono né Odifreddi né la Hack. Loro raccontano cose che
aprono la mente e il cuore, io cose che mettono la voglia di spararsi. Mi hanno
risposto: tu racconta la storia di questi quindici anni, da Tangentopoli a
oggi, vedrai che funziona. Ho provato. La prima è stata in una
"corte" nella campagna reggiana, una sera dell'estate scorsa,
all'aperto. Pensavo di recitare per un pubblico di sole zanzare. Le zanzare
sono arrivate, ma insieme a loro anche un migliaio di persone, la metà delle
quali non sono riuscite a entrare. Io raccontavo le storie terribili della
politica, i musicisti tentavano di risollevare il morale alla truppa con le
loro note contemporanee. Alla fine la gente ha applaudito sia me sia loro,
sopportando persino le zanzare. Abbiamo replicato "Promemoria" in una
dozzina di teatri. Sempre tutto esaurito, sempre gente fuori. Molti, moltissimi
ragazzi. Però, mi son detto: la nostra storia interessa a qualcuno. Anzi, a più
di qualcuno. Buon segno. O forse no: in quale paese la gente andrebbe a sentire
la propria storia recentissima? In nessuno, perché uno la propria storia
recentissima la conosce da sé a memoria. Ecco, noi non la conosciamo. L'abbiamo
vissuta giorno per giorno, ora per ora, ma ce la siamo scordata. O addirittura
ce la ricordiamo diversa da com'è andata. Perché la televisione ce l'ha
raccontata così. Ci ha azzerato la memoria anche dei fatti accaduti ieri e
l'altro ieri. Basta raccontarla tutta insieme, collegando i fatti, per
sorprendere, scandalizzare, suscitare risate, rabbia, pensieri e indignazioni.
"Promemoria" è semplicissimo, quasi banale. Parte da Tangentopoli,
cioè da dove è cominciato tutto: la fine della Prima Repubblica, l'arrivo di
Berlusconi. Un Berlusconi molto diverso, anzi opposto da quello di oggi. Un
Berlusconi che i giovani di oggi non hanno mai visto e non riescono proprio a
immaginare: basti pensare che parlava di questione morale, non candidava non
dico condannati, ma nemmeno indagati, inneggiava a Mani Pulite e faceva carte
false per avere Di Pietro nel suo primo governo. Ora dice e fa il contrario. E'
cambiato lui? No, lui è sempre lo stesso. Siamo cambiati noi. Ci ha cambiati
lui, a sua immagine e somiglianza. Ci ha preparati ad accettare il vero
Berlusconi, che si è appalesato nel corso degli anni per quello che era,
gettando progressivamente la maschera e facendoci digerire tutto, anche i
sassi. Prima di poter dire che il mafioso Vittorio Mangano, suo ex
"stalliere", era un eroe, ha impiegato 15 anni. Ora siamo pronti a
perdonargli tutto. Anche la beatificazione di un boss
sanguinario. Di Berlusconi, di Mangano, di Dell'Utri si parla in
"Promemoria", ma anche dei fallimenti del centrosinistra, che ha
governato 8 anni su 15 senza mai riuscire a proporre un modello alternativo, ma
sempre inseguendo gli altri in un'inarrestabile rincorsa al peggio. Oggi
non crediamo più in niente, dunque crediamo a tutto. "Promemoria"
racconta come ci siamo ridotti così senza nemmeno accorgercene. Buon
divertimento, si fa per dire.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Gli incontri
quest'anno da Feltrinelli La Feltrinelli Libri e Musica, piazza Cln 251 Sabato
19, ore 15: "Come fidanzarsi con un uomo senza essere una donna" di
Alessando Fullin (Mondadori). Con l'autore, La Pina e Diego Massoni di Radio Dee
Jay. Domenica 20, ore 15: Presentazione della casa editrice Playground e del
libro "La dolcezza" di Christophe Honoré. Introduce l'editore Andrea
Bergamini. Lunedì 21, ore 18: "In viaggio con Martha" di Gianluca
Polastri (Ananke). Con l'autore sarà presente Fabio Perra
ispiratore/protagonista del romanzo. Introduce Francesco Pettinari. Martedì 22,
ore 18: "Testosterone" di Joe Oppedisano (Bruno Gmünder editore). Con
Joe Oppedisano sarà presente il modello e cantante Colton Ford. Mercoledì 23,
ore 18: "Vita e cultura gay. Storia universale dell'omosessualità
dall'antichità a oggi" a cura di Robert Aldrich (Cicero editore Venezia).
Interviene Vincenzo Patanè, autore del saggio, presente nel libro, sull'omosessualità in Medio Oriente e Nord Africa. Introduce Gianni
Vattimo. Giovedì 24, ore 18: "Quando si ama si deve partire" di Delia
Vaccarello (Piccola Biblioteca Oscar). Incontrerà l'autrice Margherita
Giacobino. Da segnalare le polemiche che precedono almeno un paio di queste
presentazioni, legate al rifiuto della Fnac.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Ilm Festival e il
Museo Nazionale del Cinema, in collaborazione con il servizio glbt del Settore
Pari Opportunità del Comune di Torino, con il Servizio Pari Opportunità della
Provincia di Torino e il Coordinamento Torino Pride, invitano insegnanti e educatori
a un incontro di scambio e approfondimento su esperienze e bisogno riguardo le
tematiche dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere nelle scuole
torinesi. Verrà proiettato il documentario "It's Still Elementary" di
Debra Chasnoff (USA, 2007) che mostra l'esito del lavoro svolto da educatori
impegnati a affrontare nelle scuole americane la lotta contro i pregiudizi
omofobici. Sarà presente la regista, con diversi operatori. Ingresso libero.
MOSTRA. Venerdì 18 aprile, ore 18,30, la Fondazione Artèvision, via Santa
Giulia 14/c, in collaborazione con il Festival Internazionale di Cinema glbt
"Da Sodoma a Hollywood", presenta l'evento inaugurale della personale
di Lorenzo Marcucci "Censored Photos & Oops I did it again". L'autore
sarà presente all'aperitivo aperto alla stampa e al pubblico. La mostra resterà
aperta e fruibile gratuitamente tutti i giorni, ore 15-19, fino al 15 maggio.
MOSTRA + LIBRO. Venerdì 18 aprile, ore 18,30, al Caffè Chinese, via Santa
Chiara 8/b: "Il giorno dopo" - mostra di Mario Saroldi e
presentazione del libro "Il giorno dopo" di Andrea Varca.
L'iniziativa a cura del Gruppo Lambda in collaborazione con la Fondazione
Sandro Penna inserita fra gli appuntamento del Festival Internazionale di
Cinema glbt "Da Sodoma a Hollywood". Info 011/521.20.33. LIBRO.
Lunedì 21 aprile, ore 18, alla Libreria Feltrinelli di piazza CLN 251,
presentazione del romanzo di Gianluca Polastri "In viaggio con
Martha", edito da Ananke. Con l'autore, intervengono Andrea De Marchi e
Fabio Perra. Iniziativa inserita tra gli appuntamenti del Festival
Internazionale di Cinema glbt "Da Sodoma a Hollywood". MANDARINA
VIAGGI. L'agenzia di via San Dalmazzo 2 propone per l'estate le destinazioni
internazionali gay più fashion: Ibiza, Mykonos, Paros, Creta, Rodi, Sitges,
Cipro, Sharm el Sheikh, Hurgada, Tel Aviv, Bodrum, Gran Canaria, Thailandia,
Bali, Fort Lauderdale, Miami, San Francisco, New York, Santa Monica (Los
Angeles), Mexico City, Rio de Janeiro, Cuba, Santo Domingo, Fortaleza, Recife,
Sydney. Info 011/562.58.12, info@mandarinaviaggi.it SHORTBUS. Shortbus Cafè è
un cocktail cafè culturale sotto la Mole, in via Gaudenzio Ferrari 5/I. Libri e
dvd glbt in vendita e consultazione. Tutti i venerdì è "C&C Glbt"
- aperitivo con cioccolata e cultura glbt, dalle 19,30. Sabato 19 aprile:
Claradh Live Unplugged, concerto gratuito in acustica dalle ore 22. Fino al 9
maggio, espone Maurizio Turinetto con "Cuba Libre". Info
011/276.39.87. METROPOLIS. Sabato 19 aprile, il Club Metropolis, via
Principessa Clotilde 82, propone una serata gay in allegria e simpatia,
l'intrattenimento è affidato alle performance di Cipria, Rosy e alle
barzellette di Emilio. Il club è dotato di area fumatori. CAFFE' LERI. Al Caffè
Leri, c.so Vittorio Emanuele II
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Economia L'offerta
del Cavaliere a Montezemolo Berlusconi gli propone un ministero. E nasce l'asse
con Marcegaglia Colazione a palazzo Grazioli con il vecchio e il nuovo leader
di Confindustria In gioco il dicastero dello Sviluppo economico. Per ora solo
smentite ROBERTO MANIA ROMA - Silvio Berlusconi invita a colazione Emma
Marcegaglia e offre un posto di ministro a Luca di Montezemolo. Accade a
palazzo Grazioli, residenza romana del premier in pectore. A tavola,
all'inizio, sono solo in quattro: il Cavaliere, il suo braccio destro Gianni
Letta, la giovane imprenditrice mantovana che guiderà la Confindustria nel
prossimo quadriennio e il direttore generale di Viale dell'Astronomia, Maurizio
Beretta. Montezemolo arriva più tardi da Torino, dov'era per l'assemblea della
Fiat. Ma giunge in tempo. La colazione prosegue. Poi Berlusconi e Montezemolo
si appartano e parlano tra loro, da soli, fitto fitto. "Abbiamo discusso
di questioni internazionali, di Tony Blair che è in Italia come inviato del
Quartetto per il Medio Oriente...", diranno. Ma è durante quel colloquio
che il Cavaliere prova a giocare la sua carta, forse "la sorpresa"
che ha più volte annunciato, prima della sua salita al Colle con la lista dei
nuovi ministri: Montezemolo, l'immagine di un'Italia vincente e con tanti
legami internazionali, nella sua squadra di governo. Un'offerta reiterata perché
l'avrebbe voluto già con sé - è noto - la volta scorsa. Non gli chiede una
risposta immediata. Lo invita a rifletterci e a parlarne poi a tu per tu con
Gianni Letta, questa volta a cena. Difficile che Montezemolo possa accettare.
Eppure per l'uomo della Ferrari, che ormai è solo formalmente il presidente
della Confindustria per ancora meno di un mese, ci sarebbe il posto da ministro
per lo Sviluppo economico, un tempo il ministero dell'Industria. Chi meglio di
lui, diventato nel tempo così politicamente sensibile? E poi non dovrà essere
questa una legislatura di "decantazione", per dirla con il prossimo
ministro dell'Economia, Giulio Tremonti? E allora perché non copiare l'amico
Nicolas Sarkozy che si è messo in squadra il socialista Bernard Kouchner, in un
posto chiave come quello del ministro degli Esteri? Dimenticare Vicenza,
insomma, per il nostro Cavaliere. Lo scontro clamoroso del 2006, tra
imprenditori self made, quelli del lombardo-veneto, e l'establishment
confindustriale, quello del "capitalismo di relazione". Ora a Viale
dell'Astronomia c'è la "post-ideologica" Marcegaglia (secondo la
definizione di Maurizio Sacconi, senatore di Forza Italia) che ha scelto una
squadra di medi industriali, orientati all'esportazione, lombardi e veneti,
appunto, senza cognomi altisonanti. E il Cavaliere non è più un estraneo nella
finanza che conta. Tanto più che ha deciso di giocarsi la faccia sulla cordata
tricolore per salvare l'Alitalia dal baratro del fallimento. Su Montezemolo,
Berlusconi non si è consultato con i suoi. Almeno non pare. Ma - si sa - da
quelle parti conta solo lui. L'idea, peraltro, nel partito di Via dell'Umiltà
non piace affatto, nemmeno tra i forzisti che dovrebbero entrare nel Berlusconi
ter. "Questo dovrà essere un governo tutto di politici", spiegano.
"L'ipotesi di Montezemolo, che certo non è mai stato uno dei nostri, è
destituita di ogni fondamento", insistono. "E poi: in quota Forza
Italia? Così perdiamo la maggioranza nel Consiglio dei ministri. Per noi
sarebbe una penalizzazione". Dunque qualche riflessione l'hanno fatta,
perché non appaiono del tutto impreparati. Infatti la voce gira e rigira nei
palazzi della nuova politica pidiellina. Tanto che a metà pomeriggio arrivano,
sincronizzate, le due smentite. Prima quella di Berlusconi: "Non ho offerto
alcun ministero a Montezemolo, anzi è lui che mi ha proposto di andare a
lavorare in Fiat...". Poi quella dell'industriale: "Non abbiamo
parlato di un mio incarico". Non viene smentito invece
che nel colloquio sia stata messa una pietra tombale sull'eventualità che il
leghista Roberto Calderoli
possa essere uno dei vicepremier. Questione, evidentemente, non di carattere
internazionale. Ma ieri - più nei sottintesi che nella parole - di offerta ce
n'è stata anche un'altra. Questa volta alla "lady d'acciaio" della
Confindustria. Perché dietro l'ampia condivisione degli obiettivi
indicati dalla Marcegaglia nel suo programma per il biennio 2008-2010, è
sembrato prendere corpo il progetto di un patto per la crescita sulla spinta di
una campagna elettorale vinta anche - se non soprattutto - sui temi economici e
sociali, questione salariale innanzitutto. E allora, subito la detassazione
degli straordinari e dei premi aziendali o individuali, collegati alla
produttività. "Noi siamo molto favorevoli", ha risposto il prossimo
presidente della Confindustria. La quale, ieri, ha compreso che la partita
principale si stava giocando più in là, in quel vis-à-vis tra Berlusconi e
Montezemolo. In quell'azzardo del Cavaliere che, se - come sembra - non andrà
in porto, farà però riprendere dal cassetto il progetto montezemoliano di
creare un nuovo think-tank. Perché la politica, lui, il presidente uscente,
ormai, non la lascia più.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Berlusconi: no alle
ronde nelle città "è compito della polizia". E crescono i dubbi su Calderoli vicepremier L'ex ministro potrebbe restare fuori
dal governo Ancora aperto il caso Formigoni GIANLUCA LUZI ROMA - Berlusconi
continua a mettere paletti al "linguaggio" della Lega.
Preoccupato dei danni di immagine che le espressioni bellicose dei lumbard possono
arrecare, il futuro premier cerca di mettere un freno e di rassicurare. Ieri è
stata la volta dei fucili e delle ronde per l'autodifesa, argomenti sempre cari
ai seguaci di Bossi. Berlusconi disapprova. "Io
credo che sia lo Stato che deve avere competenza in materia, non condivido
questo tipo di autodifesa da parte dei cittadini. - avverte il Cavaliere - I
cittadini devono poter contare sulle forze di polizia e cioè su un esercito del
bene che si frapponga all'esercito del male. Ma non è dei cittadini questo
compito". In sintonia con il Cavaliere anche il candidato del centrodestra
a sindaco di Roma Alemanno che boccia l'idea padana: "Io sono contrario
alle ronde e al braccialetto da mettere alle donne, mi sembra un burka
elettronico che offende la dignità delle donne. Voglio che ci sia personale in
divisa che vigili sui cittadini". Il problema del linguaggio leghista c'è
e Berlusconi si affanna a spiegare che si tratta di metafore, ma che in realtà
non c'è nulla da temere. "La verità - sostiene infatti il leader del
centrodestra - è che la Lega usa in certi suoi
protagonisti un linguaggio che non dovrebbe usare. Quando parlano di fucili,
sono iperbole e metafore che usano per comunicare con il loro elettorato magari
che appartiene alla classe popolare, poi però non ci sono conseguenze".
Mentre Berlusconi cerca di arginare le "metafore e le iperbole" dei
leghisti, la formazione del governo è in stand by in attesa del ballottaggio di
Roma: in caso di sconfitta, infatti, Alemanno avrebbe un ministero. Berlusconi
deve risolvere alcuni problemi rimasti sul tavolo: il primo
è il peso della Lega che
rischia di sbilanciare l'assetto del governo creando insofferenza negli altri
partner, come dimostra la raccomandazione dell'Mpa di Lombardo di non
squilibrare l'esecutivo verso il nord. Bossi
continua a dettare il suo organigramma che prevede Calderoli vicepremier, lo ha detto anche ieri incontrando i parlamentari
eletti del Carroccio. Ma Letta non sarebbe affatto contento di lavorare
in tandem a Palazzo Chigi con l'ex ministro delle Riforme. Quindi Calderoli sicuramente non sarà vicepremier rischiando anche
di rimanere fuori dal governo. L'altra grana che Berlusconi deve ancora
risolvere è quella di Formigoni. Il Governatore puntava o alla presidenza del
Senato o a un ministero importante. Non avrà né l'uno né l'altro e rimarrà dove
sta perchè Berlusconi non vuole la Lega alla testa
della Regione, ragione per cui ha convinto anche Galan a rimanere alla guida
del Veneto, né vuole nuove elezioni in Lombardia. Formigoni resterà Governatore
fino al 2010, cioè fino alla scadenza naturale. A quel punto sarebbe lui a
decidere se ricandidarsi per la quarta volta, ma nel frattempo, quando ci sarà
l'incontro decisivo previsto per i prossimi giorni, Berlusconi potrebbe
offrirgli un incarico politico di rilievo: quello di coordinatore unico del
Pdl.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Gli 85 parlamentari
del Carroccio hanno festeggiato l'elezione con Bossi in via Bellerio Ma sul governo la
Lega non molla "Il Cavaliere deve rispettare i patti" La più
applaudita di tutti nel cortile della sede la leghista del Sud Maraventano
Domani nuovo incontro tra Bossi e Berlusconi: si deve chiudere per evitare sorprese PAOLO
BERIZZI MILANO - La Lega non vuole sentire storie. "Niente
tentennamenti e soprattutto si sta sulle cose decise e sulla parola data",
dice Umberto Bossi. Il tono perentorio usato dal
senatur sulla formazione del Governo vuole significare una sola cosa: che
"indietro non si torna", come ha confidato ieri ai colonnelli nella
sede di via Bellerio dove gli 85 parlamentari eletti nelle file del Carroccio
hanno posato per una foto di gruppo con il Capo. E che "bisogna fare in
fretta, molto in fretta". La partita per i ministri, taglia corto Bossi, "si deve chiudere prima dell'elezione dei
presidenti di Camera e Senato, sennò - aggiunge - sono sempre possibili
sorprese". Assicura, il segretario federale, che la lista dei ministri,
almeno per quanto riguarda quelli leghisti, "sarà chiusa entro sabato.
Voglio avere un accordo scritto, nero su bianco" - ha spiegato ai suoi. Proprio
per sabato, non a caso, è stato fissato un nuovo incontro, a questo punto
decisivo, tra Bossi e il premier in pectore Silvio
Berlusconi. In casa Lega non c'è uno che non sia pronto a scommettere che la
rosa proposta e annunciata ai giornalisti domenica scorsa dopo l'incontro di
Arcore alla fine non verrà rispettata. Perché - come riferisce un dirigente che
ha partecipato alla riunione di ieri nel quartier generale leghista - "ad
Arcore ci è stata data la parola". E dunque: Bossi
ministro per le Riforme, Maroni all'Interno, Calderoli vice premier, Luca Zaia alle politiche agricole e
Castelli vice ministro alle Infrastrutture. "Non ci piove", - è il
ragionamento che fa lo Stato maggiore del Carroccio - , "solo con questa
formazione possiamo tenere fede agli impegni che abbiamo preso con la valanga
di elettori che ci hanno votato". Secondo il disegno di Bossi,
per esempio, da Maroni al Viminale non si può
prescindere. "Lì ci vuole uno con le palle", ha ripetuto nei giorni
scorsi. E' questo il tassello che appariva e appare più difficile da
posizionare tenuto conto degli equilibri della coalizione che ha vinto le
elezioni. Ma tant'è, il motore nordista è tirato al massimo. "L'unica cosa
che si può lasciar fuori sabato sono i sottosegretari, ma sui ministri non si
discute". Lunedì scorso Berlusconi aveva frenato il Carroccio affermando
che tutto era ancora da decidere. E annunciando una "sorpresa". Forse
anche e soprattutto per sfornare una squadra di governo che non appaia ostaggio
di Bossi. Un incarico ministeriale a un esponente del
centrosinistra o comunque a una personalità non organica né vicina al Partito
delle Libertà? Chissà, di certo, almeno nelle intenzioni, un "colpo di
teatro" in perfetto stile-Cavaliere. Ma ci sono sorprese e sorprese.
Quelle di cui ha parlato ieri Bossi - "si deve
chiudere senno' sono sempre possibili sorprese" - hanno un significato un
tantino diverso. Il senatur agita il rischio di un eventuale cambio di passo se
le cose non dovessero andare "come da accordi". Se intenda "sorprese"
da parte del premier in pectore o da parte della Lega non è dato sapere. Gli 85
parlamentari, tra Camera e Senato, che andranno a Roma a rappresentare la Lega
hanno ascoltato nel cortile di via Bellerio la parola d'ordine del Capo:
"Andiamo al Governo per fare subito le riforme". La più applaudita è
stata la pasionaria siculo-leghista Angela Maraventano, neoeletta senatrice. Il
più rilassato l'ex ministro della Giustizia Castelli, che durante le foto di
gruppo faceva il gesto delle corna ("come Berlusconi").
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stai consultando
l'edizione del Totoministri, no di Montezemolo e Calderoli non sarà vicepremier Bossi furente: bisogna rispettare i
patti. Folla di pretendenti al ministero della Giustizia di Marcella Ciarnelli
/ Roma Sfoltire. Questo l'imperativo categorico del Cavaliere. I nomi diventano
sempre di più ed i posti da assegnare sono sempre gli stessi. Per questa
mattina è prevista una riunione dello stato maggiore del Popolo della libertà
proprio per cominciare a ridurre ad un numero accettabile i nomi dei
concorrenti al prossimo governo Berlusconi. Il capo, secondo tradizione,
disdegnerà le celebrazioni del 25 aprile. "Lavoro, lavoro". Quindi ci
sarà tutto il tempo nella giornata per altri di dovuta celebrazione, per procedere
ad una prima valutazione dei nomi da abbinare ai posti. Sempre tenendo ben
presente il necessario equilibrio tra le diverse componenti della coalizione di
governo che rischia sempre di andare in crisi. Perchè se un nome salta, a
catena, rischiano di non essere più validi tutti gli altri con l'esclusione
delle certezze ormai acquisite a cominciare da Giulio Tremonti e Franco
Frattini. Al momento è definitivamente saltata la candidatura di Roberto Calderoli al vicepremierato in coppia con Gianni Letta, ipotesi
mai gradita dal consigliere privilegiato di Berlusconi. E Bossi
già si agita. E preannuncia momenti di tensione alta. "Niente
tentennamenti e soprattutto si sta sulle cose decise e sulla parola data"
ha ammonito al termine della riunione con i suoi eletti. A rendere più confusa
la situazione c'è la voglia di Berlusconi di poter esibire nella compagine
ministeriale almeno un fiore all'occhiello colto in un campo estraneo alle
logiche di partito. Dopo il tentativo fallito con Pietro Ichino, ieri è toccato
a Luca Cordero di Montezemolo accogliere le avance del Cavaliere. Amena
colazione a Palazzo Grazioli, presente anche Emma Marcegaglia, che ha avuto al
momento del dessert, in un momento ritagliato alla compagnia, l'offerta del
ministero delle Attività produttive. L'incontro è stato raccontato dai due
interlocutori con dovizia di battute. Berlusconi ha scherzato su "un posto
alla Fiat" che gli sarebbe stato offerto dall'ex presidente della
Confindustria. In realtà Montezemolo ha ringraziato ma dopo qualche ora, in
serata, ha comunicato di persona a Gianni Letta di non essere interessato. E
così è rientrato in campo Claudio Scajola. Se fosse possibile il Ministero
della Giustizia potrebbe diventare una specia di piccolo governo dato il gran
numero di aspiranti. E' a rischio l'incarico per Elio Vito, il devoto
capogruppo. A rendergli la vita difficile c'è l'ipotesi di un ministro donna,
l'avvocato Maristella Gelmini, agguerrita coordinatrice regionale di Forza
Italia che può vantare nel suo curriculum la presenza al fianco del Cavaliere
nella sera in cui, in piazza San Babila, nacque il Partito del predellino, poi
diventato Popolo della libertà. Nella scorsa legislatura da parlamentare la
Gelmini era membro della Giunta per le autorizzazioni a procedere, del comitato
parlamentare per i procedimenti d'accusa e della commissione Giustizia. Il
passaggio al Ministero potrebbe essere una logica conseguenza. Ma se si riapre
la trattativa allora potrebbe rientrare in campo l'ex guardasigilli Roberto
Castelli ed anche, ma a questo punto si tratterebbe di un vero terremoto, anche
Ignazio La Russa per ora saldamente alla Difesa. Nell'elenco c'è spazio anche
per Giulia Bongiorno che però non sembra per nulla interessata ma di cui Fini
resta sponsor. E per Marcello Pera, già presidente del Senato, che preme per un
incarico. Chi più ne ha più ne metta. Una variabile importante sono le
collocazioni di Roberto Formigoni e Gianni Alemanno. Di entrambe si parlerà
dopo il ballottaggio di Roma. Se sconfitto nella sfida di Roma Alemanno
potrebbe occuparsi di Welfare. Più complessa la collocazione per Formigoni se
il governatore della Lombardia dovesse insistere sul ruolo romano. Mira alto
Formigoni: presidenza del Senato, Esteri, Interni. Sarebbe davvero un problema
se non volesse sentir ragioni.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Commenti LA
BATTAGLIA DI ROMA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono sentimenti che qualcuno
giudica fuori moda, nel momento in cui figure di riferimento del Popolo della
libertà come Marcello Dell'Utri propagandano i diari fasulli di Benito
Mussolini e invitano nuovamente al repulisti revisionista nei libri di scuola.
Ma che mantengono un valore di discrimine, dal momento che riportano la
politica a scelte essenziali, di qua o di là, senza terzismi e volteggi più o
meno eleganti. Perché in primo luogo c'è il valore non soltanto nazionale della
città di Roma, la capitale di un'Italia che rischia di
essere spartita e lottizzata a colpi di spesa pubblica fra l'autonomismo
leghista di Umberto Bossi e
l'autonomismo meridionale di Raffaele Lombardo. Oggi infatti Roma non è
soltanto la "ladrona" maledetta dagli slogan nordisti; è anche
l'immagine nel mondo di un'Italia che vive e si alimenta di contraddizioni
territoriali e politiche profonde. Si tratta di un'immagine estetica,
storica, mitologica, e inevitabilmente di un'immagine politica. Se cade, Roma
diventerà lo spot pubblicitario internazionale del centrodestra trionfante. Ma
nello stesso tempo la partita per il Campidoglio è, se possibile, ancora più
ampia. Si svolge entro un perimetro che racchiude il futuro della politica
italiana e implica un giudizio sull'evoluzione del sistema democratico e sui
futuri rapporti di forza tra i partiti. Per il centrodestra, la conquista di
Roma costituisce la possibilità di sigillare con un risultato spettacolare
l'esito delle elezioni del 13-14 aprile. Basti pensare che solo due anni fa,
alle amministrative del 2006, Alemanno aveva raccolto uno scheletrico 37,1 per
cento rispetto al sindaco uscente Walter Veltroni, riconfermato d'acchito con
il 61,4 per cento. è anche per questo che la nuova sfida di Alemanno viene
guardata con un fremito di mondana curiosità dall'ambiente dei circoli e dei
salotti della Roma che conta. L'eventuale affermazione del "cristiano
celtico" Alemanno, del postmissino portatore di una cultura lontana dai
principi liberali classici, rappresenterebbe la prova che l'avanzata della
destra, una destra composita culturalmente come un collage arlecchino di
ispirazioni politiche, è irresistibile e il suo consolidamento è già in corso.
Si dovrebbe quindi assistere al veloce e cinico riallinearsi degli establishment,
con l'euforia da "bandwaggoning", la corsa a saltare sul carro del
vincitore previsto. Per il Partito democratico, di cui Rutelli è una delle
figure eminenti, l'appuntamento con questo secondo turno di voto rappresenta
una prova sul filo del dramma. Dalla tenuta di Roma dipende infatti il giudizio
sul risultato ottenuto da Veltroni sul piano nazionale. Nessuno per ora può
contestare la ricostruzione secondo cui l'alleanza organizzata dal Pd ha perso,
ma nello stesso si è costituito in Italia un "motore riformista" che
servirà a ripartire con un assetto competitivo. Ma quel terzo di italiani che
ha votato per il Pd può configurare due entità politiche diverse: un
giardinetto residuale, destinato a rattrappirsi, oppure una galassia in
potenziale espansione. Il voto della Capitale può rivelare quindi la natura
vera e non contingente del centrosinistra, assegnargli una prospettiva, in
sostanza, illustrare se la scommessa solitaria di Veltroni ha avuto un senso o
se invece è stata semplicemente un azzardo. Naturalmente costituisce un
elemento ulteriormente problematico il fatto che a Roma il candidato Rutelli
corre con l'appoggio della Sinistra Arcobaleno, il cartello uscito praticamente
distrutto dal voto per le politiche, dopo la separazione "consensuale"
dal Pd. Fra le molte linee di cui si compone il disegno elettorale di Roma, c'è
anche da considerare il fattore psicologico che grava sull'elettorato della
sinistra cosiddetta radicale. Può prevalere il senso di rassegnazione dopo la
riduzione allo stato extraparlamentare; ma Rutelli e il Pd possono invitare
questa sinistra a una mobilitazione che testimoni la volontà di resistere come
forza politica, in parte per ragioni immediate, per impedire la conquista da
parte della destra, e in parte anche per mantenere aperto il laboratorio
istituzionale della sinistra, cioè per predisporre le condizioni di una sua
sopravvivenza nel paese. Che in meno di due anni dalla riconferma a valanga di
Veltroni si stia assistendo a un testa a testa rappresenta con chiarezza la
sfida a cui è sottoposto il centrosinistra. A Roma si sta disputando la
possibilità che nei prossimi anni esso sia in grado di rappresentare
un'alternativa politica razionale ed efficace. Chiunque non abbia voglia di
assistere al trionfo della destra proteiforme che ha vinto le elezioni
politiche, e sia inquieto rispetto al programma di "modernizzazione
reazionaria" che essa espone, chi non ami la vocazione corporativa di cui
Alemanno è uno strenuo portatore, ha la possibilità di sostenere quell'Italia
riformista che altrimenti rischia di essere ridotta a minoranza permanente.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
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l'edizione del A A2A44192,282,302,09-26,2494992,203,120,07007149,29
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Biotech9251547,7847,721,23-7,12045,9452,800,5439- Bca Ifis
w0862873,253,271,9323,13111,623,64-- Bco Popolare
w108050,420,410,63-36,945020,320,66-- Beghelli18220,940,941,25-18,241170,871,180,0150188,22
Benetton156458,088,040,09-32,4932518,0011,970,37001476,05 Beni
Stabili13850,720,71-1,00-4,2728130,610,780,02401370,71
Bialetti24111,251,24--24,5001,171,65-93,38
Biesse2522613,0312,97-1,720,434011,2414,650,3600356,88 Boero5324727,5027,50-7,42021,2029,500,4000119,36
Bolzoni54822,832,840,85-26,64102,753,860,100073,15 Bon.
Ferraresi7133236,8436,810,033,72028,0237,110,0800207,23
Brembo161048,328,19-3,77-24,188068,3210,970,2400555,45
Brioschi7360,380,38-0,42-21,711300,350,490,0038274,45
Bulgari139887,227,27-0,16-24,1319256,809,520,29002169,32 Buongiorno
Spa33791,751,75-1,69-14,381181,532,19-185,59 Buzzi
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Artigiano53072,742,73-2,81-6,95392,643,050,2130780,61 C.
Bergam.5820430,0629,73-0,703,37425,3830,721,05001855,51 C.
Valtellinese151327,827,77-1,53-13,713877,719,090,40001255,00 Cad
It177449,169,15-0,48-9,4238,9810,120,290082,29 Cairo Comm.48892,522,52-1,02-41,00462,304,324,0000197,82
Caltagirone100325,185,200,87-15,4874,656,130,0800622,34 Caltagirone
Ed.75843,923,89-0,38-12,02253,644,450,2000489,63
Cam-Fin.19771,021,020,10-25,092821,001,400,0300375,41
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Live13550,700,70-5,41-22,2250,620,90-35,56
Carraro119456,176,130,59-10,14504,436,870,1250259,10 Cattolica
Ass.6403233,0733,341,74-4,705826,4834,701,55001703,51
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Therapeutics10200,530,531,54-61,4710060,321,37--
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To51832,682,68-0,52-30,6112,293,860,050026,77
Chl7890,410,410,96-25,032450,280,54-54,72 Ciccolella36911,911,920,42-35,28261,723,020,0516344,04
Cir32881,701,70-0,35-33,1527741,632,540,05001343,08
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Valtel w0920541,061,081,89-37,81131,051,71--
Credem163018,428,40-1,55-11,191737,889,480,35002376,91
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D D'Amico39812,062,07-0,05-25,67631,882,77-308,30
Dada2711214,0014,243,20-14,482411,3016,37-226,97
Damiani43102,232,21-2,34-40,031771,783,71-183,87
Danieli4498023,2323,14-0,6910,154116,5224,530,0800949,63 Danieli r
nc2934215,1515,221,50-4,425512,5115,860,1007612,60 Data
Service54292,802,76-2,51-37,41212,804,480,520028,09
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Bros80124,144,13-0,12-19,5713,835,280,080058,39 Digital M.
Techn.3876420,0220,270,95-42,451719,8534,79-226,32 Dmail
Gr.1953910,0910,07-1,297,83158,0311,080,100077,20 Ducati32661,691,690,1813,4522651,021,69-554,07
E Ed. Espresso42682,202,20-1,61-26,3612422,202,990,1700957,52
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Eurofly24221,251,26-0,24-39,154941,032,06-30,63
Eurotech94434,884,85-0,80-2,232843,944,99-170,72
Eutelia38551,992,000,66-41,581001,663,41-130,25 Everel Group5260,270,27-1,57-31,16480,250,400,051626,54
Exprivia30281,561,56-1,39-17,202151,231,98-
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stai consultando
l'edizione del IL CASO Contestato il titolo del quotidiano: "Indecente
essere presentato come carino e consenziente verso questa maggioranza" Citto
Maselli bipartisan? Il Corriere scrive così, il regista si arrabbia... di Toni
Jop Questa poi è davvero bella: far passare il regista Citto Maselli come
l'ultimo arrivato alla corte scodinzolante di Berlusconi è operazione con un
fronte impossibile e un altro divertente. Ci ha provato, ieri, il Corriere
della Sera, testata prestigiosa e autorevole, tuttavia non da ieri agganciata a
una frenesia collezionista discretamente trendy: mostrare e cercar di
dimostrare come storici rappresentanti della cultura di sinistra siano planati
in una zona grigia del pensiero e della vita in cui si possono, finalmente,
deprecare i vecchi orientamenti più o meno come errori di gioventù. Ben
vengano, questi autodafé, se ci sono, a illustrare la caducità degli ideali e delle
cose umane in generale. Ma ci sono? Leggere, intanto, il titolo della spalla a
pagina nove del Corriere di giovedì: "Barbareschi "chiama" gli
artisti. Gli elogi di Citto Maselli: "Hai idee
interessantissime"". Sotto la testatina "Spettacolo
bipartisan": va bene, è fatta. Se anche Maselli butta la spugna e si
arrende ai nuovi padroni, tiriamo giù la serranda e si va a pescare. Che non ci
è mai piaciuto ma si impara. Saltiamo il testo del resoconto, per un attimo, e
veniamo alla frase più accesa della smentita che ieri ha fatto il giro del
paese: "Che con tutta la mia ormai lunghissima storia politica e culturale
- scrive Maselli - possa essere oggi presentato, pubblicato e impaginato come
carino e consenziente verso l'attuale maggioranza di governo mi pare
sinceramente un'operazione indecente". Ecco, questo è lui, lo riconosciamo
e cioè è coerente. Come, del resto, tutta la pattuglia di glorie del nostro
cinema raccolte attorno alla sigla dell'Anac, l'Associazione nazionale degli
autori del cinema: da Gregoretti a Scola, da Rosi a Monicelli a Maselli. Ma
Citto, come lo chiamano tutti, anche i nemici, non è un Calderoli della sinistra. È affabile,
cordiale, aggiungeteci una gran dose di umorismo e si capirà come in un
consesso sui problemi dello spettacolo offerto da Luca Barbareschi, aspirante
veceministro sulla via del governo, il ruolo del tenace regista non possa
essere quello di un rotweiler che sbrana ululando. E forse per questo
riesce a fare un gioco non suo. Infatti, il servizio riporta solo brandelli
maselliani del tipo: "Il tuo documento, Luca, è interessantissimo...ti
prendiamo in parola...con governi amici è stato persino peggio...Devo chiederti
scusa - rivolto a Gabriella Carlucci ndr - volevo mandarti delle rose...".
Torniamo alla smentita: "Le cose - afferma il regista nella lettera al
Corriere - sono andate in modo opposto dato che fra la ventina di
rappresentanti dello spettacolo che erano presenti mi sono trovato ad essere
l'unico che ha affrontato direttamente la bozza di progetto presentata
dall'attuale maggioranza, sottolineando che, a parte due righe e mezzo
condivisibili sulla creatività e i nuovi talenti, leggibili alla pagina due del
loro doucmento, tutto il resto delle corpose e articolate undici pagine inviate
alle associazioni le contraddiceva radicalmente, riproponendo tutte le logiche
mercantili ed economicistiche contro cui l'Anac - che io lì rappresentavo - si
batte da decenni". Un "periodone" mozzafiato: segno che era
arrabbiato. Però, è chiaro che oggi se non urli alla fine qualcuno penserà che
sei colluso. È dura.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
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l'edizione del Finocchiaro: ripartiamo dal Sud Sui capigruppo evitiamo scontri
di Ninni Andriolo / Roma Presidente Finocchiaro, Lombardo vince le elezioni
siciliane ma le chiede collaborazione... "Ha vinto ma si trova di fronte
un compito molto difficile..." Malgrado quel 65% che vanta alla Regione?
"Se è vero che vuole modernizzare la Sicilia, razionalizzare la spesa e
dare efficienza alla Pubblica amministrazione, Lombardo avrà un bel da fare.
Anche perché dovrà scontrarsi con un pezzo consistente della sua stessa
maggioranza. Per questo parla di "opposizione intelligente e colta".
Comunque, con quelle percentuali si assuma pienamente la responsabilità del
governo. Noi faremo un'opposizione intransigente ma responsabile". Tra
Palermo e Roma, lei sceglierà Palermo? "Anche se opterò per il Senato, mi
impegnerò ancora di più perché ciò che è germogliato nell'isola possa crescere
e radicarsi. Perché, cioè, da Roma si guardi alla Sicilia e al Mezzogiorno con
occhi diversi" E lei individua un barlume di speranza per un Pd siciliano
che raggiunge percentuali così deludenti nel confronto con il centrodestra?
"Io l'ho visto il cambiamento in Sicilia, Si tratta di un processo da
coltivare con grande dedizione. Si è appena conclusa la campagna elettorale più
bella della mia vita. Ho toccato con mano una Sicilia nuova che si è
rispecchiata anche nelle mie liste. Questo pezzo di classe dirigente dev'essere
aiutato a emergere". Quel "nuovo" del quale lei parla assegna
però al centrosinistra percentuali più basse di quelle ottenute da Rita
Borsellino alle precedenti regionali... "Nello stesso giorno il Pd ottiene
più del 25% alle politiche e non va oltre il 19% alle regionali. E le liste
della Sinistra arcobaleno, che nel 2006 avevano raggiunto l'11%, non superano
il 3,5%. Ha pesato negativamente, poi, lo spostamento a destra che c'è stato in
Italia. E non va sottovalutata la rete di consenso e il radicamento su cui può
contare Lombardo" Lombardo ha esasperato la parola d'ordine dell'autonomia
fino a ricadere nel vecchio indipendentismo, ma ha fatto breccia in ceti
diversi, trasversalmente... "Si è fatto paladino di un malinteso
autonomismo che, però, non ha declinato fino alle estreme conseguenze.
Lombardo, altrimenti, avrebbe dovuto dire ai siciliani che da solo, e senza le
risorse dello Stato, potrebbe fare meglio di come fa con l'aiuto dello Stato.
Una cosa abbastanza difficile da spiegare vista la condizione in cui versa, ad
esempio, la sanità siciliana che ha gestito da anni insieme ai suoi alleati".
Una parte della Sicilia nuova, in ogni caso, è attratta da Lombardo più che dal
Pd e dal centrosinistra... "È possibile che sia così. Muovo da un dato più
generale, al quale lego una parte della mia autocritica. Quando grandi masse
urbane si ritrovano in una condizione di indigenza la parola d'ordine del
cambiamento in qualche modo spaventa..." Viene in mente il servizio de La7
sulla campagna elettorale di Lombardo. La sua vittoria, tuttavia, non può
essere ricondotta solo allo scambio voti-provviste di qualche patronato di
quartiere... "È rassicurante, tuttavia, un sistema in cui c'è l'amico al
quale rivolgerti e in cui la campagna elettorale diventa occasione per un
lavoro precario di due o tre mesi. Ecco, in una situazione così, se tu parli di
cambiamento proponi una normalità che terrorizza chi è più fragile" Quel
sistema vince perché non ha alternative credibili... "In Sicilia si dice:
"cu cancia a vecchia ca nova mali s'attrova", chi cambia il nuovo con
il vecchio si trova male...". L'isola, tuttavia, ha saputo imboccare
spesso strade nuove: la primavera di Palermo, quella di Catania, il Comune di
Caltanissetta... "Certo, e questo dimostra che la Sicilia non è
irredimibile..." Non si registra piuttosto l'incapacità della sinistra di
radicare consenso? Bianco, Orlando, Finocchiaro sono leader di rilievo
nazionale. Ma ciò non ha garantito un rafforzamento nell'isola delle forze
politiche di riferimento. Perché nel centrodestra non è così? "È vero. Il
ceto politico del centrodestra, però, è stato solo occasionalmente impegnato
sul piano nazionale e ha lavorato fondamentalmente in Sicilia. La domanda da
porsi, tuttavia, riguarda i partiti della sinistra e la fragilità delle loro
strutture. Queste elezioni, ad esempio, sono arrivate mentre il Pd era ancora
in mezzo al guado" Quanto ha pesato in Sicilia la polemica con Roma sulla
composizione delle liste? "Io ho deciso di affrontare i risultati di
questo voto senza fare alcuna recriminazione..." Una risposta a chi chiede
il commissariamento del Pd siciliano? "Non è da dirigenti politici
abbandonarsi alle recriminazioni e trovare capri espiatori. Bisogna riflettere
e guardare avanti. Certo, le liste per le politiche hanno influito. Mancavano i
rappresentanti di due province, Ragusa e Siracusa, mentre - come previsto dallo
Statuto Pd - c'erano molte candidature nazionali. Nello scontro con l'Mpa tutto
ciò non poteva non pesare. Va aggiunto che in Sicilia forse non abbiamo creduto
tutti con la stessa forza al fatto che ci stavamo candidando per la presidenza
della Regione" Avrà riflettuto sulla sua campagna elettorale, ha
rintracciato errori che non rifarebbe? "Rifarei quell'esperienza con la
stessa passione e lo stesso impegno. Detto questo, però, forse avrei dovuto
reclamare con più forza un maggiore coinvolgimento del gruppo dirigente
nazionale. Ma mi sono assunta fino in fondo tutta la responsabilità. Voglio
ricordare, tuttavia, che non abbiamo perso solo in Sicilia, ma nell'intero
Mezzogiorno". In Sicilia un po' di più, per la verità... "Certo, ma
il riferimento al Mezzogiorno va fatto anche perché questa
discussione sul Pd del Nord mi sembra poco sensata. Nel Paese dove si affermano
le leghe, serve una grande forza nazionale. Un Pd che si fa carico di tutto il
Paese". Si ai i coordinamenti del Pd nel Nord e nel Sud, quindi? "C'è
una questione nazionale, dopodiché è ovvio che ciascuna parte d'Italia ha le
sue emergenze da affrontare. Serve un partito che non insegua la Lega, ma sia federato e solidale, capace di non lasciare da
solo alcun pezzo del Paese". Come giudica il risultato complessivo del Pd?
"Abbiamo avuto poco tempo per far passare il nostro progetto per l'Italia
e per organizzare la campagna elettorale. Se avessimo avuto anche
un'organizzazione più salda le cose sarebbero andate meglio. Ha pesato poi un
giudizio ingiusto sul governo Prodi..." Inevitabile viste le zuffe di
questi due anni... "Presiedendo il gruppo dell'Ulivo al Senato credo di
aver dato un contributo per tenere in piedi un governo che ha restituito
all'Italia la possibilità di costruirsi un pezzo di futuro. Nelle ragioni del
voto, poi, ha pesato anche la difficoltà nostra di comprendere fino in fondo
ciò che stava avvenendo nel Mezzogiorno. E io credo che lo sviluppo del
Meridione, con il Sud del mondo sempre più importante, debba diventare un'opportunità
per l'Italia e per l'Europa. Se poi fossimo arrivati alle elezioni con una
nuova legge elettorale, e avendo già cominciato a lavorare sui salari e sulle
pensioni, le condizioni sarebbero state diverse" E adesso da dove si
riparte? "Bisogna radicarsi nei territori, capire bene cosa sta avvenendo
nel Paese. E io penso che un gruppo dirigente nazionale in campo da sei mesi, e
che subisce una seria sconfitta, dev'essere capace di mostrarsi pienamente
solidale. Qui non siamo né gli epigoni della Margherita, né quelli dei Ds.
Siamo il Partito democratico. Se riteniamo di aver fatto errori correggiamo la
rotta, ma non possiamo né disunirci, né tornare indietro. Abbiamo la
possibilità di andare avanti". La sfida di Roma peserà sul futuro del Pd? "Sono
convinta che vinceremo sia a Roma che nella Provincia. Non credo che ai romani
piacciano i domini incontrastati dalle Alpi alle Piramidi. Abbiamo candidati
molto seri, Rutelli e Zingaretti. E a chi conviene che Roma si omologhi al
governo nazionale? Lo dico anche a coloro che non hanno votato tradizionalmente
per noi. Nel centrodestra, tra l'altro, si stanno già scannando per la
composizione del governo.." Ma Berlusconi gode di maggioranze più
consistenti di quelle di Prodi.... "In Sicilia Lombardo dice che servono
almeno tre settimane per fare la giunta regionale. Ma come, non aveva vinto con
il 65%? E anche a Roma i problemi nel Pdl non mancano. La nostra opposizione
dovrà essere seria e determinata, e dovrà cercare di evitare il rischio del
massimalismo. Dobbiamo essere Partito democratico anche quando siamo
all'opposizione, e non solo quando siamo nella maggioranza. Basta con il
bipolarismo rissoso. In un Paese serio l'opposizione dev'essere rigorosissima,
ma capace di comprendere qual è l'interesse nazionale. Se ci sono scelte
strategiche che possono essere condivise, bene. Questo, però, richiede grande
responsabilità da parte della maggioranza. E mi auguro che il Pdl la
mostri". Lei presiederà i senatori del Partito democratico?
"Naturalmente sono pienamente disponibile, ma decideranno i gruppi
parlamentari. Credo di aver fatto dignitosamente, e in condizioni difficili, il
presidente dei senatori dell'Ulivo. Dopodiché, proprio perché ho ricoperto
quella carica, sono la prima a difendere l'autonomia dei gruppi parlamentari
nella scelta dei presidenti. Una cosa vorrei si evitasse, però: i bagni di
sangue. Vorrei che tutto venisse governato con grande serenità, con una
interlocuzione il più possibile sincera dei dirigenti del partito. E
soprattutto vorrei si evitasse una rappresentazione che non esiste: quella
secondo la quale ci sarebbero candidature imposte dall'alto e candidature che
vengono dalla base".
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stai
consultando l'edizione del PALERMOLa faccia del boss sui murales L MURALES del
volto del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro, alle spalle la
Cattedrale di Palermo Foto Ap.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina
XI - Torino L'Arcobaleno La rielezione La Lega Nord
"Abbiamo deluso la gente di sinistra" Bresso: a Roma con l'alabarda
per chiedere il rispetto delle promesse E' grave per il mio partito non avere
nessuno a sinistra Per me Prc e Pdci restano validi alleati Cosa c'entro io con
la sconfitta?
Il giudizio negativo è stato sul governo Prodi. Sì al dialogo con l'Udc Chi la
vota non capisce di essere sul Titanic Così la democrazia rischia una deriva di
tipo argentino MARCO TRABUCCO "Come sempre in Italia la matematica è
un'opinione". Presidente Bresso, cosa contesta? "Chi si ostina a
commentare le elezioni in Piemonte senza guardare ai numeri assoluti dei
voti". E cosa dicono quei numeri? "Che il centrodestra, Udc e Destra
compresi, ha guadagnato a dir tanto 50 mila voti in regione, rispetto al 2006.
E il Pd con Italia dei Valori più o meno ne ha guadagnati 40 mila". Però
loro hanno vinto e voi perso. O no? "Certo: se al centrosinistra si
aggiungono i voti della sinistra si vede che quella che si chiamava Unione ha
perso almeno 250 mila voti. Volatilizzati, scomparsi". L'astensione?
"Sì. Quindi ogni riflessione che guardi al futuro deve partire da quei 250
mila voti di gente di sinistra che ci ha sputato in un occhio, ci ha detto che
non gli piacciamo e basta". Sono i ribelli alla sinistra del no? "Se
fosse così i loro voti li avremmo presi noi, la sinistra del sì". Senza
quei voti la sua rielezione è a rischio. Non le converrebbe pensare a
un'alleanza con l'Udc? "Cosa c'entro io? Riparliamone a fine mandato. Qui
il giudizio è stato sulla coalizione nazionale. Quanto all'Udc sono disponibile
al dialogo. Ma intanto penso a recuperare quei 250 mila voti". Come? Cos'è
accaduto per strapparveli? "Primo punto: oggi qualsiasi governo per prima
cosa deve occuparsi di ridurre un debito pubblico enorme, creato dalla nostra
generazioni. Un debito che obbliga a stringere i bulloni delle tasse e che oggi
i giovani rifiutano di pagare, perché ci dicono: "L'avete fatto voi, non
tocca a noi scontarne il prezzo"". Così votano Lega?
"Votano chi balla sul Titanic. O non votano. Il rischio è che a un certo
punto il Titanic affondi. è una questione che mi preoccupa molto, perché così
la democrazia rischia una deriva di tipo argentino" Votano a destra anche
molti anziani. Perché? "Perché in un paese come l'Italia, sempre più
vecchio, le pensioni che danno da vivere, non sono tante: intere categorie
commercianti, artigiani, agricoltori, negli anni '60 e '70, non per loro colpa
si sono costruiti pensioni al minimo o poco più. Adesso sono in difficoltà. In
campagna elettorale ne ho incontrati molti a Torino, nelle barriere. Gente di
sinistra vecchi militanti del Pci, o ex Dc dell'area Donat Cattin che non ce la
fanno a votare Lega e Berlusconi. E allora
preferiscono stare a casa". La sicurezza, il problema della quarta
settimana, non contano? "Contano: gli immigrati sono un problema
soprattutto per chi è povero e ci vive fianco a fianco. Per chi li vede come
rivali per una casa popolare: chi vuol comprare un villa in collina non ha
questi problemi". Sta diventando bossiana: immigrati kaputt? "Quelli
regolari hanno tassi i delinquenza pari agli italiani. Gli altri commettono più
reati: se si vuole espellerli bisogna fare i controlli giusti, chiedere a
tutti, "cosa fai qui", "come ti guadagni da vivere". Se non
dimostri nulla, li accompagni alla frontiera. In Svizzera lo fanno da
sempre". La Sinistra ex Arcobaleno su questi temi può seguirla?
"Penso sia grave per il Pd non avere un partito alla nostra sinistra. Per
cui spero in una riorganizzazione di quell'area. Li incontrerò nei prossimi
giorni e dirò che non solo voglio continuare a lavorare insieme nei prossimi
due anni, ma che voglio anche aprire un discorso sul futuro". Cosa offre e
cosa chiede? "In questi anni in Regione abbiamo fatto una politica sociale
attenta: via il ticket sanitario, lavoriamo per ridurre le liste d'attesa, c'è
il sostegno al reddito per i cassintegrati, ci sarà quello ai consumi. Voglio
continuare su questa strada. Chiedo però che la sinistra lasci stare i problemi
che interessano a pochi: e non mi riferisco tanto alla Tav, quanto ai
grattacieli, alle infrastrutture che creano lavoro. Siamo dietro il porto di
Genova abbiamo l'opportunità di diventare la regione della logistica in Europa.
Invece sento resistenze. E i grattacieli sono il simbolo della capacità
dinamica della nostra città, del nostro territorio. Poi c'è la questione del
federalismo fiscale". Anche su questo tema a sinistra non ci sentono?
"Noi abbiamo quasi tutto il bilancio bloccato dalla spesa sociale: sanità,
trasporti e così via. Solo il federalismo fiscale può darci vere possibilità di
rilancio. E non è vero che il Sud sarebbe penalizzato: Sicilia a Sardegna sono
già regioni autonome, le altre ricevono sette volte i fondi europei che
arrivano a noi. Lo Stato deve dimagrire, si occupi di sicurezza, giustizia,
politica estera e lo faccia bene. Il resto lo lasci a noi, ai territori".
Scusi ma lei si chiama Bossi o Bresso? "Sfido il
centrodestra su questo tema: e andrò a Roma impugnando l'alabarda lombarda per
vedere se sono in grado di mantenere quello che ci hanno promesso".
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
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l'edizione del Affari, estorsioni e ville hollywoodiane Il "sistema"
Casalesi A Casal di Principe c'è chi dice: "La camorra fa bene alla
gente". Il reportage di AnnoZero di Massimo Solani / Roma DA QUALCHE
SETTIMANA, nel cimitero di Casal di Principe, sulla tomba di don Peppino Diana
c'è una copia di "Gomorra", il libro di Roberto Saviano. Ce l'ha
messa il padre del parroco ucciso per il suo impegno contro la camorra il 19
marzo del 1994 mentre si accingeva a celebrare messa. Un regalo che il
giornalista scrittore ha fatto arrivare a Casal di Principe attraverso Sandro
Ruotolo, l'inviato di Annozero. Perché anche sono passati quattordici anni da quei
tre proiettili sparati a bruciapelo contro il prete che incitò i paesani alla
ribellione contro i clan camorristici, a Casal di Principe e dintorni non si
muove foglia che i Casalesi non vogliano. Non c'è appalto che si aggiudichi
senza l'avallo del più potente clan camorristico. Non c'è azienda che possa
lavorare in pace senza pagare il pizzo ad un uomo delle famiglie Zagaria,
Iovine, Bidognetti e Schiavone. E bastava guardare la puntata di Annozero
andata in onda ieri sera per capire cosa sia "O'sistema"
camorristico, e quanto potenti siano ancora oggi i clan che dal fazzoletto di
terra fra Casal di Principe, Casapesenna e San Cipriano d'Aversa si sono mossi
alla conquista del mondo. In studio in diretta, per la prima volta, Roberto
Saviano seduto al fianco del coordinatore della Dda di Napoli Franco Roberti;
sugli schermi una lunga inchiesta condotta da Sandro Ruotolo, in collaborazione
con Luca Bertazzoni, che è al tempo stesso un viaggio nella terra dei Casalesi
e un incredibile "bignami" dell'economia criminale dei boss della
provincia di Caserta. Come Francesco Bidognetti e Antonio Iovine che, uno
latitante l'altro in carcere, il 12 marzo scorso firmarono una istanza per
trasferire in altra sede ("per legittima suspicione") il processo d'appello
Spartacus. E condendo l'istanza con tanto di minacce ad una cronista, Rosaria
Capacchione de Il Mattino, al pm della Dda di Napoli Raffaele Cantone e a
Roberto Saviano. "Perché i boss hanno paura delle
persone che possono bloccarli, di quelli che possono creargli problemi",
spiega una donna alle telecamere. È Anna Carrino, la donna del boss Francesco
Bidognetti. La mamma dei due rampolli del clan ("mi passavano qualche
50mila euro al mese per mandare avanti la famiglia") che un giorno decise
di scappare da Casal di Principe e di chiudere con quella vita. La
arrestarono a Roma l'8 novembre scorso e in carcere Anna si è pentita,
raccontando tutto agli inquirenti e facendo arrestare 52 uomini dei clan di
"Cicciotto 'e mezzanotte", compreso il marito della figlia. Dal
carcere ha chiesto al marito di lasciare "O' sistema" e mollare
tutto. "Devi pentirti - gli ha detto -. Porta via i nostri figli: la
camorra deve essere sconfitta". Lei un colpo lo ha dato. Ma ne serviranno
molti altri se davanti alle telecamere alcuni abitanti di Casal di Principe
gridano che "La camorra sta a Roma, non qui. Questo lo dicono li uomini di
merda come voi". "Qui i camorristi fanno il bene delle persone, non
si mangiano il sangue degli operai", spiega un ragazzo. E i morti
amamzzati per strada? Non è sangue quello? "Se hanno sparato qualcuno si
vede che c'erano dei motivi". Del resto non è un caso se ciscuno degli
assessori della giunta comunale (sindaco compreso) è prente di questo o quel
boss. Avranno anche loro buoni motivi. Già i motivi. Sempre gli stessi. I
soldi, gli affari, il controllo del territorio attraverso la paura e
l'intimidazione. Le basi di una ricchezza che ha disseminato il territorio di
ville fastose in stile hollywoodiano (famosa quella "modello
Scarface" di Walter Schiavone, fratello del boss Francesco detto Sandokan)
e di imprenditori che pagano il pizzo in silenzio. Eppure qualcuno ha il
coraggio di denunciare. Come Gaetano Vassallo, che ad Annozero ha raccontato le
estorsioni, il carcere per associazione mafiosa, le assoluzioni e le bugie
prima della denuncia. "Ho sempre pagato il pizzo, ma ho sempre
mentito". O ancora l'immobiliarista parmigiano Aldo Bazzini (arrestato e
sotto processo) che da Pasquale Zagaria, figlio del boss latitante Michele, si
fece prestare 500mila euro per poi ritrovarsi strangolato da quei nuovi soci
del sud. "Ma chi poteva sapere - dice oggi - io lo conoscevo solo come
imprenditore, poi sposò la figlia della mia compagna". Peccato che,
intercettato, raccontava in giro che quella ragazza, aveva fatto bingo sposando
"un boss ricchissimo, che ora le fa fare la bella vita".
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
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l'edizione del Tregua in Pakistan fra governo e talebani Il nuovo governo cerca
il dialogo con i ribelli già tentato senza successo da Musharraf di Gabriel
Bertinetto TREGUA IN PAKISTAN fra l'esercito e le milizie talebane di
frontiera. Baitullah Mehsud, capo di "Tehrik-e-Taleban",
un'organizzazione ombrello che raccoglie diversi gruppi integralisti, ha
ordinato ai seguaci di interrompere ogni attività ostile nei confronti del
governo. Baitullah è l'uomo indicato da Islamabad come mandante dell'assassinio
di Benazir Bhutto, un'accusa che il destinatario ha sempre respinto. Il governo
sostiene di non avere trattato con lui direttamente, ma di avere colloqui in
corso con i leader tribali delle zone a ridosso del confine con l'Afghanistan.
Nessun accordo formale è stato anzi raggiunto, e per il momento più che di un
cessate-il-fuoco concordato, si tratta di un gesto unilaterale da parte di
Tehrik-e-Taleban. L'annuncio dello stop ai combattimenti è contenuto nel testo
di un volantino diffuso in numerosi esemplari nel Waziristan del sud, area in
cui la guerriglia fondamentalista è particolarmente attiva. "A tutti i
membri di Therik-e-Taleban -si legge nel documento- Baitullah Mehsud per il
bene della pace vieta ogni attività provocatoria". Un funzionario del
ministero degli Interni, Rehman Malik, si è limitato ad esprimere soddisfazione
per la decisione del capo ribelle: "Se ha detto questo, noi l'accogliamo
con favore". Non è la prima volta che le autorità pachistane tentano di
venire a patti con l'eversione islamica. Due anni fa accordi vennero siglati
con i gruppi talebani, sempre attraverso l'intermediazione dei leader tribali.
Nelle intenzioni di Musharraf l'intesa era finalizzata a dividere i gruppi
talebani moderati dalle bande armate legate alla rivolta anti-Karzai in
Afghanistan. Già a quell'epoca gli Stati Uniti, alleati sia di Musharraf che di
Karzai, si erano dimostrati scettici. Il loro timore era che i talebani
fingessero di collaborare al solo scopo di ottenere una diminuita pressione
militare su di sé. La strategia del dialogo naufragò comunque la primavera
scorsa, quando il presidente ordinò l'assalto alla Moschea rossa, che gli
estremisti islamici avevano trasformato in una roccaforte armata nel cuore di
Islamabad. Per ritorsione i gruppi integralisti lanciarono una campagna di
attentati e agguati che provocarono centinaia di morti fra le forze di
sicurezza ed anche fra i civili pachistani. Musharraf da parte sua intensificò
la caccia ai terroristi rinunciando ai negoziati. Se oggi si torna sul terreno
delle trattative, è perché nel frattempo il potere di Musharraf è stato parzialmente
ridimensionato sia dalla sua rinuncia al comando militare sia dalla vittoria
elettorale delle opposizioni nelle parlamentari dello scorso gennaio. Il nuovo
esecutivo tenta di riprendere il cammino avviato e poi abbandonato dal capo di
Stato, il quale, almeno in questa fase, lascia fare. Con riferimento ai dubbi
di Washington, Iftikhar Hussain, ministro dell'Informazione
della Provincia della Frontiera del Nord-ovest, una delle quattro in cui è
suddiviso il territorio pachistano, afferma: "Ci vorrà del tempo, devono
darci fiducia". Intanto però gli Usa devono digerire il rilascio di Sufi
Mohammad, un religioso che predicò la jihad contro le truppe straniere in
Afghanistan dopo il rovesciamento del regime dei mullah. Sufi Mohammad,
arrestato nel 2002, è tornato in libertà lunedì scorso. La scarcerazione
rientra evidentemente nelle clausole dell'accordo di tregua.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
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l'edizione del Primarie, Hillary e Barack alla battaglia dei superdelegati Per
avere la maggioranza alla Convention di agosto indispensabile l'appoggio dei
dirigenti non eletti di Gabriel Bertinetto NON SARÀ LA BASE a risolvere la
contesa tra Hillary Clinton e Barack Obama per la nomination democratica. Ne
sono sempre più convinti gli osservatori politici americani, di fronte
all'andamento altalenante delle primarie. Se anche il prossimo appunta- mento
con le urne, il 6 maggio in Indiana e North Carolina, lasciasse la situazione
sostanzialmente invariata, prenderebbe forza l'ipotesi di spingere a
pronunciarsi subito, senza attendere la Convention di agosto, quei cosiddetti
superdelegati che ancora non hanno rivelato il proprio orientamento. I
superdelegati sono quei dirigenti il cui voto alla Convention non è vincolato
al mandato ricevuto dai votanti nelle primarie svoltesi Stato per Stato. In una
decina dei quali si deve ancora votare fra il 6 maggio ed il 3 giugno, giorno
in cui per ultimi verranno chiamati alle urne i cittadini del Montana e del
South Dakota. La matematica per Hillary, e il calcolo delle probabilità per
Barack, dimostrano che nessuno dei due a questo punto può farcela senza
l'appoggio dei superdelegati ancora indecisi, che sono 307. Il senatore nero ha
infatti con sé 1726 delegati, l'ex-first-lady 1593. Con le restanti primarie ne
saranno assegnati globalmente ancora 422. Ora, poiché la maggioranza relativa
alla Convention si raggiunge a quota 2025, Hillary non ci arriverebbe neanche
conquistando tutti quei 422 rappresentanti. Barack invece in teoria sì, ma è
concretamente impensabile che possa realizzare un exploit simile. Dunque
saranno 307 superdelegati a far pendere l'ago della bilancia da una parte o
dall'altra. Fra i boss del partito che potrebbero orientare
in maniera decisiva la loro scelta sono l'ex-vicepresidente degli Usa Al Gore,
il presidente del partito Howard Dean, i presidenti dei due rami del
Parlamento, Nancy Pelosi e Harry Reid. Pelosi in particolare avrebbe molta voce
in capitolo perché ben 70 dei superdelegati ancora indecisi sono deputati della
Camera da lei presieduta. La questione più importante però riguarda i
tempi del pronunciamento da parte di questa élite Democratica. I superdelegati
potrebbero sciogliere le riserve durante i lavori stessi della Convention,
oppure anticipare il giudizio per evitare di trascinare il duello fratricida
sino alle soglie della battaglia finale, quando uno dei due, Hillary o Barack,
dovrà comunque vedersela con il candidato già espresso dai Repubblicani, John
McCain. A John McCain, in novembre, potrebbe venire a mancare un voto su cui
probabilmente contava ad occhi chiusi: quello di Jenna, una delle figlie
gemelle dell'attuale presidente George Bush. A sorpresa, in un'intervista alla
Cnn, Jenna non ha dato per scontato di optare per il compagno di partito di suo
padre. Jenna Bush ha detto di essere "aperta ad apprendere qualcosa di più
sui candidati, come credo voglia fare chiunque altro", prima di prendere
una decisione. La giovane è comparsa al "Larry King Show" insieme
alla madre Laura. Quest'ultima, a differenza della figlia, non ha avuto dubbi
nell'eludere la domanda su chi preferisse tra i due contendenti Democratici,
Clinton o Obama, affermando che il suo preferito era "il candidato
repubblicano". Intanto, dopo avere resistito per mesi, McCain, si è infine
rassegnato ad accettare la protezione del Secret Service, l'agenzia federale
che protegge tra gli altri il presidente in carica. Il senatore dell'Arizona ha
ora una scorta fissa, che lo accompagna negli eventi elettorali. Tra i
democratici, Hillary Clinton è da anni sotto protezione in quanto ex-First Lady
e Barack Obama ha ottenuto la scorta sin dal maggio 2007.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
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l'edizione del Massacrati in casa. La Lega: pena di
morte Coppia di anziani colpiti in testa nel Veronese. Il sindaco chiede piazza
pulita / Milano GIALLO Li hanno uccisi dopo averli colpiti più volte alla
testa, con un pesante oggetto non ancora identificato. Luigi Meche e la moglie
Luciana Rambaldo, due co- niugi di Lugagnano di Sona, nel Veronese,
rispettivamente di 60 e 57 anni, sono morti in modo atroce e violento. E, per
ora, senza che vi sia un plausibile motivo: nell'elegante villa con piscina in
cui abitava la coppia non è stato riscontrato alcun segno d'infrazione
violenta, nessun bene di valore sembra mancare all'appello. Il duplice omicidio
si tinge dunque di giallo. Il fatto di sangue è avvenuto con tutta probabilità
nella giornata di mercoledì, ma il ritrovamento dei corpi è avvenuto solo ieri,
poco prima dell'una di notte, quando un nipote della coppia - Simone Veronesi
di 35 anni, sposato e padre di due bambini - ha deciso di raggiungere la loro
abitazione dopo avere tentato per tutto il pomeriggio di mettersi in contatto
con loro telefonicamente (la coppia non ha figli). I due avevano profonde
ferite sul capo: l'uomo è stato trovato nella cantina, seminascosto da alcuni
cartoni e tessuti, mentre la donna è stata ritrovata in camera da letto,
semisvestita. Luigi Meche sarebbe stato ucciso per primo e su di lui
l'assassino avrebbe infierito con una mazza o un pesante martello una
quindicina di volte. Almeno otto colpi avrebbero sfondato il cranio di Meche e
gli altri avrebbero spaccato un braccio. La moglie Luciana sarebbe stata invece
strangolata. Ma nella casa tutto era in ordine, per questo i carabinieri di
Verona sono convinti che i due coniugi - lui titolare di una piccola azienda di
imbiancature, ora in pensione, lei casalinga, benestanti ma non facoltosi -
conoscessero il loro assassino, tanto da lasciarlo entrare. Non sono stati
notati segni di effrazione su porte e finestre e l'interno dell'abitazione non
è stato ritrovato a soqquadro. Sul posto sono accorsi gli specialisti del Ris
per i rilievi scientifici, mentre già dalla scorsa notte i militari dell'Arma,
coordinati dal pubblico ministero Fabrizio Celenza, hanno iniziato a sentire
parenti e amici delle vittime per cercare qualche elemento che possa portare ad
individuare l'autore o gli autori dell'omicidio. All'appello dei carabinieri
mancherebbe ancora una persona da ascoltare: un giovane collaboratore di Luigi
Meche, probabilmente moldavo, visto anche mercoledì pomeriggio dipingere la
staccionata in ferro nero che circonda la villa. Una tragedia che ha generato
molto timore a Lugagnano, un piccolo paese di 8mila
abitanti nella produttiva ma spaventata provincia veneta, che sull'onda lunga
dell'allarme sicurezza ha consegnato alla Lega Nord consensi da record. Non a caso il sindaco leghista
Gualtiero Mazzi ha commentato: "In casi del genere non escluderei la pena
di morte, anche se siamo Italia, il paese del Papa".
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina V - Roma
Alemanno va alla Moschea "Fate anche corsi di italiano" "Perché
ce l'avete tutti con Calderoli?" GABRIELE ISMAN "Rispetteremo la scelta dei romani e
quello che loro sceglieranno sarà il nostro sindaco e con lui
collaboreremo". Ore 15.30 di ieri pomeriggio, esterno della grande moschea
dei Parioli (e la più grande d'Europa, progettata da Paolo Portoghesi):
Abdellah Redouane, direttore del Centro islamico della Capitale, ha
appena salutato Gianni Alemanno, il giorno dopo le foto di Gianfranco Fini che
controlla i permessi di soggiorno degli immigrati. L'incontro tra il candidato
sindaco a tre giorni dal ballottaggio e i vertici del Centro (con Redouane
c'erano anche l'Imam, Ala Edin Mohammed Ismail El Ghobashy, e Mario Scialoja,
presidente della sezione italiana della Lega musulmana mondiale) dura meno di
dieci minuti. Alemanno, preso tra un impegno e l'altro, arriva con un'ora di
ritardo, e una coppia attende di essere unita in matrimonio dall'Imam. Tante
foto per i flash dei fotografi poi le dichiarazioni: "E' un incontro
importantissimo - dice Alemanno, accompagnato da Alfredo Mantovano - perché ci
siamo impegnati a dare rispetto a tutte le identità religiose secondo principi
di reciprocità. Per il centro islamico vogliamo migliorare i trasporti e avere
corsi di italiano dentro la moschea, perché la lingua è la base
dell'integrazione". E ancora: "Bisogna separare l'immigrazione
clandestina che va sconfitta - ha continuato Alemanno - da quella positiva, che
si vuole integrare. Due universi che non possono essere più confusi come è
avvenuto in passato". All'Islam di Roma Alemanno chiede "un rapporto
di reciprocità e collaborazione per sconfiggere il male dell'immigrazione
clandestina, dell'illegalità e dell'insicurezza, un modo per valorizzare
l'immigrazione positiva, fondata sul lavoro e sulla crescita economica". E
a un giornalista con accento arabo che gli chiede conto delle provocazioni
della Lega l'aspirante sindaco dice: "Calderoli e
la Lega sanno benissimo com'è questa realtà, il problema non è quello degli
immigrati ma della illegalità e dell'immigrazione clandestina. Il Pdl ha le
idee chiarissime, partiamo dal rispetto reciproco delle identità. L'integrazione
deve avvenire intorno alla nostra identità ma c'è spazio per tutte le altre
culture: tutto il resto è folklore". Poi a microfoni lontani Alemanno
dice: "Tutti ce l'avete con Calderoni. Prima o poi bisognerà
portarlo". Redouane risponde con cortesia: "Che io ricordi - dice
Scialoja - qui di candidati s'è visto solo Storace, quando puntava alla
Regione". "Il prossimo sindaco di Roma - dice Redouane - avrà
rapporti molto proficui con il Centro per l'interesse non solo della comunità
ma di tutti i cittadini romani". E per la par condicio sotto ballottaggio,
su Rutelli Redouane dice: "Tutti quelli che bussano a questa porta sono
benvenuti. Se lo chiede sarà benvenuto. Contatti? Sì, ce ne sono anche con
lui". Alemanno, intanto, è già ripartito verso un incontro con una ventina
di associazioni cattoliche: stavolta per arrivare prima, niente auto. Il
candidato parte in moto, con un'altra moto a scortarlo.
( da "Unita, L'" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stai consultando
l'edizione del Il giorno di tutti Walter Veltroni Uno tra i più seri e
importanti storici italiani, in un suo articolo di qualche giorno fa, ha
immaginato la cronaca di questa giornata riportata in una ipotetica Storia
d'Italia nel XXI secolo pubblicata tra dieci anni. "Il 25 aprile 2008 si
celebrò solennemente in Italia così il racconto del libro il
sessantatreesimo anniversario della liberazione e il ritorno della democrazia.
Alla cerimonia nella capitale erano presenti, con il Presidente della
Repubblica, numerosi esponenti politici: Romano Prodi, Silvio Berlusconi,
Gianfranco Fini, Umberto Bossi e Walter Veltroni, ciascuno con una coccarda tricolore sul
petto. Ovunque gli italiani festeggiarono l'evento con un inno corale di
fedeltà allo Stato nazionale e alla democrazia nata dalla Resistenza". Che
una pagina del genere nessuno potrà mai leggerla, perché oggi questo non
accadrà, è purtroppo una cosa evidente. Il problema, però, resta tutto.
Resta il fatto che come italiani fatichiamo da sempre a riconoscere la nostra
storia, a ritrovarci in una vicenda collettiva, persino a identificarci tutti
insieme in simboli come l'inno o la bandiera, che per altri popoli sono
naturalmente comuni. Resta la questione di un incontro, quello tra memoria e
politica, che in questo nostro Paese proprio non riesce a celebrarsi senza che
le ossessioni ideologiche del secolo scorso continuino, invece, ad avere la
meglio sul saldarsi di una vera coscienza nazionale comune. E così succede,
appunto, che una data come il 25 aprile, che dovrebbe unire tutti gli italiani
ed essere patrimonio condiviso, come avviene per il 14 luglio in Francia o il 4
luglio negli Stati Uniti, venga invece fatta oggetto di polemiche che definire
piccole e contingenti è sin troppo generoso. segue a pagina II.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
A teatro del lido Un
viaggio nella canzone romana , attraverso aneddoti, curiosità e canzoni, legati
al tessuto storico e culturale della capitale è proposto dal maestro Paolo
Gatti, interprete dello spettacolo Melodie romane. Sul palco anche la cantante
Giorgia Fini. In via delle Sirene 22, ad Ostia Lido. Ingresso 9 euro intero e 6
euro ridotto. sala uno Fino al 30 aprile proseguono le rappresentazioni di Dopo
le prove traduzione e regia di Reza Karedman. E' la storia di un regista che
stà lavorando alla messa in scena dello spettacolo "Il sogno" di
Strindber. Durante una pausa l'uomo si intrattiene a conversare con una giovane
attrice e scopre che è la figlia della sua ex-amante, anche lei attrice morta
da diversi anni. Il testo è liberamente tratto dall'omonimo film di Ingmar
Bergman presentato a Cannes nel 1984. Interpreti Valentina Cenni, Reza Keradman
e Monica Samassa. Tutte le sere alle 21, la domenica alle 18. Biglietti 15 euro
e 12 euro (ridotto). In piazza di Porta San Giovanni 10 ambra jovinelli Semo o
nun semo è il titolo di uno spettacolo di canzoni romane a cura di Nicola
Piovani interpretato da Pino Ingrosso, Donatella Pandimiglio, Carlotta
Proietti, Raffaella Siniscalchi e Massimo Wertmuller. Stasera ultima rappresentazione
alle ore 17. Il prezzo dei biglietti varia da
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina IV - Palermo
La giunta nelle mani di Berlusconi Lombardo vuole un ministero, il diktat
blocca la trattativa per la Regione Lunedì si insedia il neopresidente
"Nel mio governo ci saranno cinque tecnici" ANTONELLA ROMANO PRESSING
su Berlusconi per un ministero all'Mpa. Esordisce con un diktat Raffaele
Lombardo, appena proclamato dalla Corte d'Appello presidente della Regione. Il
nuovo governatore della Sicilia, che lunedì alle 11, 30 si insedierà con una
cerimonia a palazzo d'Orleans alla quale sono stati invitati gli ex governatori
e i suoi avversari nella corsa alla presidenza, chiede il riconoscimento
politico dell'alleanza siglata per le elezioni dal Pdl con l'Mpa al Sud e con la Lega al Nord. Una richiesta che si traduce con l'assegnazione di un
dicastero agli autonomisti siciliani. "Non credo sia possibile che il
Movimento per l'autonomia non abbia un proprio ministro nel prossimo
governo", ha chiosato Lombardo, preoccupato per l'eventualità di una
squadra di governo sbilanciata verso il Nord. La mossa di Lombardo, che
con l'Mpa ha portato a Roma due senatori e otto deputati eletti tra Sicilia,
Calabria e Campania, blocca di fatto qualsiasi possibilità di trattativa con gli
alleati nell'isola. E il futuro della giunta regionale rimane appeso alle
decisioni di Berlusconi. "Finché non si risolverà la vicenda nazionale,
nella quale sono incluse le rivendicazioni che provengono da Lombardo, non si
farà il governo regionale", prevede Angelo Alfano, coordinatore regionale
di Forza Italia. Un faccia a faccia, comunque cordiale, quello tra Berlusconi e
Lombardo, che è servito anche a mettere a punto alcuni temi irrinunciabili per
l'Mpa: federalismo fiscale, lotta alla criminalità, valorizzazione delle
autonomie locali. "Chiediamo la presenza nella compagine di governo, l'Mpa
deve essere presente nel consiglio di ministri, è un riconoscimento per l'esito
delle elezioni", sollecita anche il senatore Giovanni Pistorio, indicato
tra i papabili per la poltrona di ministro. Intanto prende forma il puzzle
degli incarichi che riguarda posti di governo e sottogoverno per la folta
pattuglia dei siciliani eletti. In pole position c'è il senatore Renato
Schifani, che martedì quasi sicuramente sarà nominato presidente del Senato. Ed
è la prima volta per un siciliano. "Siamo fiduciosi sulla nomina di
Schifani alla seconda più importante carica del governo", afferma Alfano,
in quota a sua volta per una nomina da vice ministro in su. Tra i ritorni annunciati
nell'esecutivo del nuovo governo Berlusconi c'è quello di Stefania
Prestigiacomo, ex ministro delle Pari opportunità. Per l'ex presidente dell'Ars
Gianfranco Micciché si parla del posto di sottosegretario alla presidenza con
delega al Sud. Giulia Bongiorno continua a essere sponsorizzata da Gianfranco
Fini: potrebbe essere chiamata al ruolo di vice ministro alla Giustizia. In
casa An si prospettano nomine di rilievo anche per Domenico Nania, in predicato
per il ruolo di vice presidente del Senato, per Pippo Scalia, possibile
sottosegretario, e per Fabio Granata, con tre opzioni che lo riguardano:
presidente della commissione Antimafia, presidente o vice della commissione
Cultura, sottosegretario ai Beni culturali. Prende forma intanto l'idea di una
giunta allargata a un gruppo di assessori "tecnici". "La mia
volontà - dice il governatore - è di individuare un nucleo di personalità,
quattro o cinque persone, che possano essere riconosciuti da tutti, anche dai
partiti, come garanti, assieme agli altri assessori, di una giunta
efficiente". Intanto da lunedì Lombardo sarà al lavoro per discutere di
alcune priorità, a partire dal piano di rientro della spesa sanitaria,
dall'acqua e dallo smaltimento dei rifiuti, dal rendiconto dei fondi
strutturali. Il presidente alla cerimonia di lunedì ha invitato i giovani.
"Sono - ha detto - il simbolo della speranza, del nostro futuro".
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina XII - Palermo
Mafia: in primo grado il tenente Canale era stato assolto Il pg chiede dieci
anni di carcere per il braccio destro di Borsellino Il sostituto procuratore
generale Amalia Settineri ha chiesto la condanna a 10 anni di carcere dell'ex
braccio destro del giudice Paolo Borsellino, il tenente Carmelo Canale, sotto
processo davanti alla corte d'Appello di Palermo per concorso in associazione
mafiosa e corruzione. In primo grado l'ufficiale dell'Arma era stato assolto.
Secondo l'accusa, in cambio di denaro, tra il 1979 e il
1993, Canale avrebbe informato i boss trapanesi delle inchieste a loro carico.
L'inchiesta venne avviata nel
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina XII - Palermo
Il blitz Vano segreto nella villa del padrino di Belmonte
Si pente il genero del boss Pastoia scoperto un rifugio di Provenzano Secondo i
carabinieri del reparto operativo di Palermo quel vano segreto sarebbe stato
utilizzato come nascondiglio anche da Bernardo Provenzano. La fonte è di prima
mano. Ha saltato il fosso e collabora con la giustizia Giacomo Greco, il marito
della figlia del boss di Belmonte Mezzagno, Francesco Pastoia, l'uomo di
fiducia del numero uno corleonese suicidatosi nel 2005, subito dopo l'arresto
nel carcere di Modena. Il rifugio indicato da Greco era in casa del suocero,
sotto un armadio c'era una botola mossa da un congegno elettrico e idraulico.
Conduce in un vano sotterraneo dove Provenzano si sarebbe rifugiato quando
stava in casa di Pastoia, una villa a due piani a Belmonte. Le prime accuse di
Greco hanno portato all'arresto del cognato, Giovanni, 30 anni. è stato trovato
in possesso di armi e munizioni. Nel bunker, conservate in una valigetta sono
state trovate 50 cartucce e una pistola calibro 7,65 con la matricola cancellata.
Titolare di una ditta di autotrasporti, Pastoia tradì inconsapevolmente
Provenzano, rivelando alle microspie dettagli anche su un piano omicida
architettato alle spalle del padrino. L'operazione scaturita da quelle
intercettazioni, fu determinante per la cattura, l'11 aprile dell'anno
successivo di Bernardo Provenzano. Nell'indagine aperta con le confessioni di
Greco sono coinvolte altre quattro persone, denunciate per detenzione e porto
abusivo di armi. c.i.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina XIV - Palermo
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina V - Napoli
Delibera della giunta per esercitare il diritto di prelazione La Regione
acquista il Circolo Artistico Investiti 3 milioni e 410 mila euro. E
l'opposizione plaude: bloccata una speculazione La regione acquista il Circolo
Artistico Politecnico. La giunta ha accolto ieri una delibera dell'assessore al
demanio Alfonsina De Felice, che si propone di esercitare la prelazione ai fini
dell'acquisizione degli spazi del prestigioso Circolo di piazza Trieste e
Trento. L'acquisizione riguarda l'intero quarto piano catastale e parte del
quinto del palazzo Cardinale Zapata, per complessivi
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina VI - Napoli
L'intervista Il deputato Mazzarella: convinciamo i delusi del centrosinistra a
votare Ballottaggi, appello del Pd "Recuperiamo gli astenuti"
Berlusconi favorirà gli interessi del Nord, diamo una risposta politica dal
Mezzogiorno SI avvicina il ballottaggio di domenica, e il Pd lancia l'allerta
affinché vengano garantite la massima serenità del voto e venga evitato il
ripetersi di episodi di intimidazione. Il Pd regionale segnala che "in
questi giorni vi sono stati segnali preoccupanti di intorbidimento della
campagna elettorale in particolare nel Comune di Boscoreale". Circostanza
peraltro avvalorata anche da An, che ha denunciato minacce al suo candidato
sindaco Gennaro Langella. Il Pd comunque chiede il rigoroso rispetto del bando
ai telefonini nei seggi e un adeguato presidio nelle zone più a rischio di
malavita. C'è però anche un contenuto politico, col Pd alla ricerca di una
rimonta rispetto al voto del 13 aprile. Se ne fa portavoce il neodeputato
Eugenio Mazzarella, preside della Facoltà di Lettere alla Federico II. "Il
ballottaggio di Roma, come pure quelli dei centri campani, assume un valore
particolare per il sud e per il Pd che vuole tenere viva l'intuizione
nazionale, a tutela di tutto il paese, già palesata durante la campagna. Per
questo sarà importante riportare al voto tutto l'astensionismo registrato nel
centrosinistra dieci giorni fa". Puntate a una rivincita? "C'è un
problema preciso. Il successo di Berlusconi, reso possibile
dalla affermazione della Lega, porterà a una politica di governo che guarda a distorti
interessi autonomistici del Nord-est e della Sicilia. Con il federalismo
fiscale Bossi prenota le
tasse del Nord-est da mantenere in loco e Lombardo risponde prenotando le
imposte sul petrolio raffinato in Sicilia. Questo rischia di tagliar
fuori il Mezzogiorno e la Campania dalla agenda politica nazionale".
Eppure Berlusconi terrà la prima seduta del governo a Napoli. "Sarà una
sceneggiata per nascondere la politica nordista. A noi
i vertici al ristorante del Vesuvio, al Nord-est il piatto forte della politica
economica e fiscale". E dunque l'opposizione può partire anche da Casoria
e Afragola. "Gli interessi del sud devono essere preservati almeno a
livello degli enti locali. Da qui sarà più facile incalzare il governo per un
rilancio strutturale di tutto il paese, evitando che tutto si esaurisca con la
questione settentrionale. Dunque l'elettorato del centrosinistra, anche quello
che si è astenuto al primo turno, deve tornare compatto alle urne". Nonostante
i segnali di sfiducia registrati al primo turno? "Alle politiche,
nonostante condizioni difficili, il Pd si è difeso meglio del previsto. Ma è
chiaro che abbiamo perso posizioni importanti, e il nostro elettorato si è
astenuto più che altrove. Il segnale dai nostri mondi di riferimento è stato
netto e chiaro. C'è da cambiare, il Pd di Veltroni può e saprà farlo. Abbiamo
il dovere di riqualificarci come classe dirigente". Intanto si è aperta
anche una questione settentrionale nel partito, con la discussione sul
radicamento nel nord. "Credo che sarebbe una
sciagura avere un partito del nord e uno del sud.
Dietro questa formula c'è una esigenza giusta, ma che può essere assolta molto
meglio dando attuazione alla struttura regionale del partito, già prevista
dallo statuto". (r.f.).
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
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N. 99 del 2008-04-25
pagina 3 Asili di quartiere, il Comune dimezza i prezzi di
Daniela Uva Nati in Nord Europa, hanno orari flessibili Letteralmente significa
"mamma di giorno". È una forma di mutuo-aiuto fra le famiglie per
seguire ed educare i bambini fra zero e tre anni senza ricorrere agli asili
nido. "Tagesmutter", questo il termine in lingua originale, è già da
tempo realtà nei Paesi del Nord Europa. A Milano è arrivato nel
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina XIV - Napoli
L'OFFENSIVA è IN ARRIVO MASSIMO VILLONE on sfugge che le strutture territoriali
dei partiti si sottraggono in misura crescente alla direzione degli organi nazionali.
Né sfugge che il sistema politico tende ad aggregarsi intorno alle figure più
forti del governo regionale e locale. Altre risposte sono ancor meno
convincenti. La galassia mastelliana di partitini è buona al massimo a tenere
in piedi una rete di potere locale, più o meno clientelare. Il laboratorio
campano serve a mettere qualche toppa alla fortezza bassoliniana in
disfacimento. Sempre meno laboratorio, sempre più anomalia. Mettiamo in campo
soldatini di latta contro armate poderose. La via che il Nord vuole percorrere
è chiara: federalismo fiscale, per trattenere una maggiore quota della
ricchezza nazionale; regionalismo (o federalismo) a due velocità, ex articolo
116 della Costituzione, al fine di acquisire per le sole
regioni del Nord maggiori poteri. Le proposte sono già in campo. Gli equilibri
politici del centrodestra e la centralità della Lega assicurano il risultato. Gli altri si arrangino. A fronte di
questo, l'unica idea che può essere in principio competitiva è quella della
macroregione del Sud. Ma anche questa proposta presenta elementi di
debolezza e di pericolo. Il ceto politico meridionale si mostra meno propenso a
sinergie politiche e istituzionali, e piuttosto volto a giocare la partita in
proprio, magari in trattativa diretta con il governo, forse nell'illusione di
un maggiore lucro politico. Ma soprattutto il Mezzogiorno ha perso il diritto
di parola e di proposta. Fare numero non garantisce di per sé peso
contrattuale. Per questo è a rischio l'unità del paese. Potrebbe persino accadere,
ad esempio, che le Regioni del Sud accettino nella sostanza la proposta di
federalismo fiscale pesantemente censurata - come inaccettabile per il Sud e
per un paese unito - in un convegno Svimez da me richiamato su queste pagine.
Speriamo non sia vero. Se accettano, dimostrano di non reggere il confronto.
Sarebbe diverso se già ci fosse la macroregione del Sud? Temo di no. La cifra
politica e la pari dignità del Sud, oggi ampiamente perdute, vanno ricostruite.
Come sottolinea anche Geremicca, è necessario un nuovo radicamento dei partiti.
Ed è anche indispensabile recuperare una politica nuova e pulita, best
practices di governo e amministrazione, ceto politico di qualità, società
civile consapevole del proprio ruolo e non subalterna al potere. Abbiamo
bisogno di innovazione vera, non di facciata, prima e non dopo. Non ci sono
scorciatoie, e nessuno ci farà sconti. Invece, dopo la sconfitta del
centrosinistra vediamo solo un confuso sgomitare volto a lucrare minimi e
inutili vantaggi di posizione. Ed è davvero difficile che i nani diventino
giganti. SEGUE A PAGINA VI.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina XVI - Napoli
'O ministro avverte Sorrentino "Spero in un film senza pregiudizi"
Buccirosso sarà Pomicino: "Ho dovuto tagliare i baffi" Con Toni
Servillo l'attore partenopeo è protagonista del film su Andreotti ROBERTO
FUCCILLO a CANNES sbarca "Il Divo", ma anche 'o ministro. In quel
pezzo di storia italiana che Paolo Sorrentino porterà al festival del cinema,
proponendo un soggetto ispirato alla vita di Giulio Andreotti, ci sarà anche un
angolino napoletano, ritagliato sulla figura di Paolo Cirino Pomicino.
"Ero accreditato di essere l'unico amico di Andreotti a Napoli",
ricorda lo stesso Pomicino, che sullo schermo avrà il volto e la voce di Carlo
Buccirosso. "Mi sono davvero trasformato, grazie all'aiuto dei truccatori
- dice l'attore -. C'era qualche problema di età, 15-20 anni in più da
coprire". è stato un grosso sforzo, condito da "un trauma"
particolare, scherza l'attore: "Ho dovuto rinunciare ai baffi, però mi
sono già ricresciuti". Buccirosso comunque è entrato in sintonia col suo
personaggio, più dal lato umano che da quello politico. "Non ho voluto
studiare tanti filmati di Pomicino. Mi sono limitato a studiare alcune
interviste dalle quali traspariva la sua carica, la sua simpatia. La stessa del
fratello, che mi è capitato di incontrare in questo periodo, e mi diceva
"tratta bene Paolo"". Il suo alter ego per la verità conserva
qualche scetticismo. Se Andreotti ha fatto sapere che andrà subito a vedere il
film, Pomicino si augura che "non si esageri con aspetti
caricaturali". L'ex ministro ha esternato i suoi dubbi direttamente al
regista: "Venne Sorrentino a parlarmene. Ero in clinica, a Pavia, prima di
un intervento. Lessi un po' la sceneggiatura, ne dedussi che il film muoveva da
una visione pregiudiziale dei fatti". Pomicino provò a spiegare:
"Ricordai ad esempio a Sorrentino che Andreotti fece un decreto, nel
settembre dll'89, per bloccare l'uscita per decorrenza dei
termini dei boss implicati nel maxiprocesso di Palermo. La sinistra votò
contro, chissà a parti invertite cosa si sarebbe detto. Comunque la vicenda nel
film non c'era. Tutto questo mi indusse a dire a Sorrentino che forse non c'era
ancora la libertà intellettuale per affrontare un personaggio di tale statura
come Andreotti. E gli consigliai semmai di riprovarci fra
vent'anni". Se il politico Pomicino, quello che "non le mando mai a
dire, come nei miei libri", appare dunque censorio, l'uomo di mondo sembra
disposto a qualche apertura di credito: "Ho qualche esperienza nel ramo
spettacolo. Mio fratello purtroppo è morto, ma sia lui che mia figlia, che
lavora nel ramo, mi hanno detto tante volte che un film viene riscritto tante
volte. Ecco, spero che la versione che ho visto io sia stata un po' corretta. E
spero, per quanto mi riguarda, in Buccirosso". I due non si sono mai
visti, ma "lo conosco - dice Pomicino - so che è divertente, spero non
esageri in macchiette. Comunque andrò a vedere il film e affiderò la recensione
a Geronimo (lo pseudonimo sotto cui Pomicino scrive sul "Giornale",
ndr)". Ad ogni buon conto Buccirosso pare volerlo tranquillizzare:
"Sorrentino è un regista di grande tatto e gusto. Penso di poter dire che
le stesse sensibilità siano anche mie. Sono stato contento di interpretare un
uomo tanto simpatico. L'ho visto anche l'altra sera a "Porta a
Porta", e posso dire che se la politica fosse sempre così forse ci
coinvolgerebbe anche di più".
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
[FIRMA]UGO MAGRI
ROMA Fino a lunedì almeno, il Cavaliere non può concludere la scelta dei
ministri. Perché una cosa è se domenica Alemanno batte Rutelli nelle comunali
di Roma, tutt'altra faccenda se l'aspirante sindaco di An viene sconfitto. Nel
qual caso occorre consolarlo con una poltrona al governo, magari il Welfare. Ne
discenderebbe il classico effetto-domino, uno spostamento che tira l'altro, per
cui Berlusconi prima attende notizie dal Campidoglio. Le ultime certezze sono
dunque un tecnico (Fazio) alla Salute, Catricalà sottosegretario a Palazzo
Chigi, Elio Vito alla Giustizia. Ciò non frena il rincorrersi di notizie, anche
clamorose. Ad esempio, Calderoli non farà il
vice-premier. Perlomeno: chi ha modo di colloquiare con Berlusconi, ha ricavato
questa nettissima impressione. Colpa della maglietta anti-Islam mostrata in
tivù, che già costrinse l'esponente leghista alle dimissioni da ministro. Ma
pesa pure l'urgenza di mettere un freno al Carroccio che, osservano preoccupati
nel Pdl, si allarga sempre più. Okay dunque Bossi
regista delle Riforme, e passi pure per Maroni
all'Interno (un ruolo che, in 40 anni, la Dc mai cedette). Si aggiunga Zaia
all'Agricoltura. Ma il vice-premier, quello è davvero troppo. In astratto, Calderoli potrebbe perfino dare ordini a un Tremonti... Ora si tratta di capire come la prende Bossi. Da via Bellerio giunge un brontolio di tuono. "Niente
tentennamenti", ringhia il Senatùr, "ma soprattutto si sta sulle cose
decise e sulla parola data". La Lega sente puzza di bruciato, Bossi "entro domani" vuole
stringere il Cavaliere, quasi certamente si rivedranno ad Arcore. Resta
da capire se davvero su Calderoli pianterà la grana,
oppure è solo un colpo d'avvertimento dell'Umberto nel timore che Silvio ci
ripensi su Bobo al Viminale. L'altra notizia riguarda l'offerta di un incarico
governativo a Luca Cordero di Montezemolo. Gli sarebbe stato prospettato ieri
durante due incontri, il primo a metà giornata con Berlusconi, il secondo a
sera con Gianni Letta. Però l'ipotesi, anticipata già l'altro ieri dal
Cavaliere nel suo colloquio col Presidente Napolitano, non è andata in porto.
Doveva consistere, a quanto pare, nel ministero delle Attività produttive. I
diretti protagonisti smentiscono la circostanza. Il presidente uscente di
Confindustria taglia corto, "non ne abbiamo parlato, niente di tutto
questo". Berlusconi sdrammatizza con una battuta delle sue: "No, è
Montezemolo che mi ha offerto di andare a lavorare in Fiat...". E di
battute ne regala molte, il futuro premier. Nel comizio con Fini in piazza
Navona, per sostenere Alemanno, ha dato a Veltroni del "sindaco
furbone", compiacendosi di averlo "rispedito in Africa". Quanto
a Rutelli, "speriamo di restituirgli il motorino invece dell'auto
blu". Fini, meno spiritoso, considera il candidato del Pd "una salma
cui fare una pernacchia". Veltroni s'indigna, "siamo al peggio della
politica". E fa anche autocritica: "L'indulto è stato un errore,
fatto dal centrosinistra, dal partito di Berlusconi ma anche dall'attuale
candidato sindaco del centrodestra". La posta è pesante, gli insulti
volano. Bettini, braccio destro di Walter, scommette: "La destra verrà
punita per la campagna di odio". Cicchitto (futuro capogruppo Pdl) gli
dice "taci tu, erede di Sbardella". L'altro gli dà del piduista,
Cicchitto di rimando lo invita a "rilassarsi in Thailandia". Hanno
paura di perdere, sghignazza La Russa; no, sono loro nervosi, replica
Gentiloni. Come quindici giorni fa, la gara è a chi promette di più. Vince
Rutelli, cento euro al mese per quanti hanno il mutuo indicizzato, alla rata ci
pensa il Comune. Quindi 10 mila nuove case, altrettanti alloggi ad affitto
agevolato, 6 mila per gli studenti. Blair lo incontra, gli augura "good
luck", in bocca al lupo. Poi fa lo stesso con Berlusconi. Il quale si
auto-proclama migliore della Thatcher, boccia le ronde dei cittadini sulla
sicurezza ("è compito dello Stato"), prende le distanze da "Roma
ladrona" (la Lega "deve cambiare linguaggio") e fa la Cassandra:
pure Roma rischia di finire sommersa sotto i rifiuti.
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
N. 99 del 2008-04-25
pagina 4 Formigoni raddoppia: in Regione fino al 2015 e coordinatore del Pdl di
Sabrina Cottone Il presidente rimarrà alla guida della Regione Lombardia fino
al 2010 per poi ricandidarsi. Ma dopo la formazione del nuovo governo sarà
anche supervisore nazionale del Popolo della libertà da Milano Roberto
Formigoni non lascia, raddoppia. Il presidente della Lombardia sarà alla guida
della Regione per i prossimi due anni, pronto a ricandidarsi nel 2010 se nel
frattempo non si profileranno per lui nuovi scenari a livello nazionale.
Progetta di rimanere al trentesimo piano del Pirellone fino al
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
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N. 99 del 2008-04-25
pagina 4 Governo, Lega in pressing sul Cavaliere di Redazione Berlusconi
attende l'esito del voto nella capitale. Bossi: "Bisogna chiudere con la squadra prima dell'elezione dei
presidenti delle Camere". Spunta il nome di Montezemolo da Roma La Lega è
in pressing e Silvio Berlusconi decide di prendere tempo, tanto che lavorerà
sulla squadra di governo anche durante il ponte del 25 aprile. Un po'
perché il Cavaliere continua a ragionare su molte delle caselle da riempire,
visto che anche piccoli spostamenti rischiano di ridisegnare il quadro
complessivo. Un po' perché a questo punto è bene aspettare il risultato dei
ballottaggi di Roma per sapere con certezza se Gianni Alemanno farà parte della
squadra o siederà sulla poltrona di sindaco di Roma. D'altra parte, i sondaggi
del Cavaliere danno un sostanziale testa a testa tra i due candidati e, dunque,
lasciano sperare nel colpaccio. Per il momento, infatti, la partita appare sostanzialmente
in stand by, con sottotraccia un deciso braccio di ferro con la Lega. Non a
caso Berlusconi ribadisce al Carroccio l'invito a "cambiare assolutamente
linguaggio". Per poi bocciare l'idea delle ronde ventilata dal candidato
al ministero dell'Interno Roberto Maroni: "Non
condivido questo tipo di autodifesa da parte dei cittadini". Posizione,
certo, che hanno anche ragioni elettorali visto che Francesco Rutelli sta
giocando la partita del Campidoglio soprattutto in chiave anti leghista. Che
attriti ce ne siano, però, è indubbio. Da quando Umberto Bossi
ha deciso di annunciare i quattro ministri della Lega appena varcati i cancelli
di Arcore. Tanto che ieri il Senatùr è tornato sul punto: "Niente
tentennamenti e soprattutto si sta sulle cose decise e sulla parola data".
Come a dire, nessuno pensi di cambiare le carte in tavola. Dove invece sembra
ballare ancora la poltrona di vicepremier per Roberto Calderoli.
Sarebbe perplesso il Cavaliere, ma pure Letta e Giulio Tremonti. Tutti problemi
che Berlusconi e Bossi affronteranno sabato a Arcore
perché - spiega il leader della Lega - "bisogna chiudere prima delle
elezioni dei presidenti delle Camere" altrimenti "sono sempre
possibili sorprese". Il Carroccio, insomma, vuole usare il voto sui numeri
uno di Montecitorio e Palazzo Madama (Gianfranco Fini e Renato Schifani, uno di
An e l'altro di Forza Italia) come strumento di pressione per ottenere quel che
chiede nella squadra di governo. Questioni che saranno affrontate già oggi
durante un faccia a faccia a Palazzo Grazioli tra il Cavaliere e i vertici
azzurri. Il tam tam di giornata, poi, accredita l'ipotesi di una poltrona
ministeriale per Luca Cordero di Montezemolo che ieri ha pranzato con il
Cavaliere. Un'indiscrezione che filtra soprattutto dall'entourage del
presidente uscente di Confindustria. E ufficialmente tutti gli interessati
smentiscono. "Non abbiamo parlato di un mio incarico", spiega
Montezemolo. "Non gli offerto alcun ministero - gli fa eco Berlusconi -
anzi è lui che mi ha proposto di andare a lavorare in Fiat... ". Per il
resto, le caselle restano sostanzialmente ferme sui nomi dei giorni scorsi:
agli Esteri Franco Frattini; all'Interno Maroni, alla
Difesa Ignazio La Russa; all'Economia Tremonti; alle Attività produttive (con
le Comunicazioni) Claudio Scajola; al Welfare (con la Sanità) Maurizio Sacconi
o Gianni Alemanno; all'Istruzione Mariastella Gelmini; alle Infrastrutture
Altero Matteoli; all'Agricoltura Luca Zaia; ai Beni culturali Sandro Bondi;
all'Ambiente Michela Vittoria Brambilla. Alla Giustizia resta in pole position
Elio Vito, anche se circola ancora il nome di Roberto Castelli e ieri qualcuno
buttava lì quello di Scajola. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
N. 99 del 2008-04-25
pagina 2 Alemanno: commemoro anch'io di Redazione "Vado a Palidoro per ricordare
il sacrificio di Salvo D'Acquisto" Fascista? "Mi offendo se mi
definiscono così, perché la ritengo una sciocchezza dal punto di vista storico
e politico". Antifascista, allora. "Io non eluderò la festa del 25
aprile - annuncia Gianni Alemanno - . Anzi, andrò a Palidoro a commemorare
Salvo D'Acquisto. Sarò presente perché penso che la Liberazione sia una
ricorrenza importante per la storia della nostra Repubblica e per quelli che
sono i nostri valori fondamentali". Insomma, nessuna nostalgia, giura il
candidato del Pdl al Campidoglio, che pure ha un passato da duro e da
protagonista di scontri di piazza all'epoca del Msi. "Io - spiega - ho
preso nettamente posizione e impegno contro ogni forma di dittatura e contro
ogni forma di discriminazione. Su questo non ci sono ambiguità, nel Popolo
della libertà abbiamo fatto una scelta precisa". E a una cinquantina di
ore dal voto, Alemanno ci tiene a ribadire questa scelta e a non farsi
schiacciare troppo a destra. Qualche giorno fa la comunità ebraica romana ha
minacciato di votare in blocco per Francesco Rutelli se avesse accettato di
imparentarsi con la lista di Storace: e l'aspirante sindaco ha rifiutato.
Adesso a dargli qualche fastidio sono le dichiarazioni del segretario della
Fiamma tricolore Luca Romagnoli, "il 25 aprile non c'è niente da
festeggiare, è una pagina poco edificante della nostra storia", e
soprattutto quelle di Teodoro Buontempo, presidente della Destra: "È
giunto il momento che l'Italia stabilisca una data non per ricordare la guerra
civile ma per celebrare la riconciliazione nazionale". Da qui la scelta di
un gesto forte, presenziare alla ricorrenza della Liberazione. Ma Alemanno non
parteciperà al corteo di Porta San Paolo indetto dall'Anpi. "Non mi hanno
invitato - dice con un pizzico di polemica -. Mi recherò, insieme ad Alfredo
Antoniozzi, a Palidoro a rendere omaggio al monumento che ricorda il sacrificio
di Salvo D'Acquisto", il carabiniere ucciso dai nazisti. Quanto ai mancati
apparentamenti, "ho fatto una scelta di coerenza". Intanto il
candidato del Pdl riceve l'incoraggiamento del leader dell'Mpa siciliano
Raffaele Lombardo. "Un appoggio importante che fa
comprendere come il principio del federalismo non sia appannaggio solo del Nord
ma è l'obbiettivo da realizzare in tutta Italia" e che serve pure per
rintuzzare le accuse di un centrodestra condizionato dalla Lega anche al Campidoglio. "Il
federalismo - dice Alemanno - non depotenzia il ruolo di Roma capitale". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
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N. 99 del 2008-04-25 pagina 9 Re dei furti a sedici anni Fermato settanta volte di
Giovanni Falconieri da Torino Boss a soli 16 anni, capo di una banda di nomadi
di origine slava specializzata in furti in appartamento. Giovane e già esperto,
con un curriculum di tutto rispetto: settanta denunce alle spalle. La prima era
arrivata nel 2000, quando di anni ne aveva soltanto 8. Fermato e tutte
le volte rilasciato. L'ultimo arresto qualche giorno fa, a Mathi Canavese, un
piccolo comune alle porte di Torino. I carabinieri lo hanno bloccato con i suoi
due complici, nomadi slavi di 13 e 14 anni. Avevano svaligiato l'ennesimo
appartamento e se ne stavano tornando a casa con una borsa piena di gioielli,
per un valore di 5mila euro. Il piccolo boss è una vecchia conoscenza delle
forze dell'ordine torinesi, da qualche anno vive infatti con la famiglia
nell'accampamento di strada dell'aeroporto. Prima di trasferirsi a Torino,
però, aveva lasciato tracce di sé in altre grandi città italiane. Era stato
fermato e denunciato a Roma, Napoli, Bologna e Milano. Ogni volta aveva fornito
generalità false, alias diversi. Settante denunce in tutto, 70 nomi differenti.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
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N. 99 del 2008-04-25
pagina 9 Italia record: in nessun Paese meno detenuti di Redazione da Roma Sono
poco più di 44.000 gli ospiti forzati degli istituti di detenzione italiani. E
se il dato assoluto dice poco, il confronto con il resto d'Europa e del mondo
svela un dato per certi versi sorprendente: nel Paese dell'indulto e delle
polemiche per le carceri sovraffollate, il "tasso di incarcerazione"
è tra i più bassi al mondo, certamente il minore tra quelli dei maggiori Paesi
europei. Il conto l'hanno fatto i cronisti dell'Herald Tribune sfruttando i
risultati di vari studi internazionali. Il tasso di incarcerazione si ottiene
misurando quanti sono i detenuti in rapporto alla popolazione. In Italia ci
sono 75 persone dietro le sbarre ogni centomila abitanti. Il confronto con gli
Stati Uniti, dove in cella ci sono 750 persone ogni centomila abitanti, è fuorviante,
perché parliamo di due mondi totalmente diversi, due approcci completamente
differenti alla giustizia. A sconvolgere invece è il confronto con i Paesi
europei equiparabili: in Germania ci sono 88 detenuti su centomila, in Francia
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
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N. 99 del 2008-04-25
pagina
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Rifondazione
spaccata Prc: al corteo con le nostre bandiere Così è finita la Sinistra
Arcobaleno Il ribaltone nazionale che ha portato Paolo Ferrero e la componente
di Grassi a conquistare la maggioranza dentro Rifondazione Comunista ha una
prima ricaduta torinese: ieri sera i militanti del Prc che hanno partecipato al
corteo in ricordo della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo hanno sfilato
con le proprie bandiere dietro lo striscione del partito. È stato il comitato
federale riunito l'altra sera a sconfessare la scelta del segretario
provinciale, Gianni Favaro, di partecipare al corteo della Liberazione e a
quello del Primo maggio sotto le insegne della Sinistra Arcobaleno. L'ordine
del giorno è stato proposto dall'ex assessore comunale Stefano Alberione e ha
raccolto 29 voti contro 16. Tre gli astenuti. La segreteria provinciale guidata
da Favaro si è presentata dimissionaria alla riunione del Comitato federale che
lunedì provvederà alla nomina di un comitato di garanzia che dovrà guidare il
partito fino al congresso previsto a luglio. La scelta di Prc mette la parola
fine all'esperienza della Sinistra Arcobaleno sotto la Mole. Nei giorni scorsi
era stato il Pdci a decidere per rompere quel fronte e di presentarsi al corteo
con il simbolo e le bandiere dei Comunisti Italiani, dunque con la falce e
martello. Sotto la Mole la linea Ferrero-Grassi è condivisa dall'assessore
all'Istruzione del Comune, Luigi Saragnese, dal segretario regionale Alberto
Deambrogio, dal capogruppo in Regione Gianpiero Clement, il capogruppo in
Provincia, Tommaso D'Elia. Il capogruppo in Comune, Luca
Cassano, fa parte dell'attuale minoranza che si riconosce in Nichi Vendola. In
posizione critica nei confronti dei due schieramenti ci sono Sergio Vallero,
presidente del Consiglio provinciale, il consigliere regionale Juri Bossuto e
l'ex parlamentare Marilde Provera. \.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
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SANITA'.IL SINDACO
"Quel no alla sede Asl? Ignoranza o malafede" E' deluso il sindaco,
Andrea Oddone, di fronte alla annunciata iniziativa del
Popolo della Libertà e della Lega Nord di Ovada che chiedono, con una petizione, che la sede
legale dell'Asl non sia insediata a Casale Monferrato. "Pensavo che la
disponibilità di discutere di sanità ovadese del coordinatore del Pdl, Saverio
Caffarello - dice Oddone - fosse sincera e dopo le elezioni politiche ritenevo
che ciò fosse possibile". "Ma - aggiunge - se si pensa che con
la sede legale dell'Asl a Casale o ad Alessandria, per la nostra realtà locale
cambi qualcosa, significa che non si conoscono le cose o si è in malafede. Ed
in questa situazione resta difficile trovare un dialogo". "In un
documento condiviso dalla assemblea dei sindaci - precisa - avevamo ottenuto
cose importanti. E questo era stato possibile perché con l'Asl unica erano
stati definiti sette distretti, fra cui quello di Ovada". E conclude:
"Niente strumentalizzazioni da parte nostra ma l' impegno, invece, sarà
quello di continuare a chiedere a Regione ed Asl il rafforzamento dei
servizi".
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina VII - Bologna
Ronde, anche An arruola volontari Ogni partito fonda il suo gruppo per la
sicurezza "fai da te" Il presidente del San Vitale con il rettore Calzolari:
gli accordi erano altri SILVIA BIGNAMI A maggio partono le ronde targate
Alleanza Nazionale, annuncia, con aria minacciosa, il consigliere di An
Galeazzo Bignami. A giugno arriveranno le guardie padane
della Lega Nord, assicura
il coordinatore bolognese del Carroccio Manes Bernardini. A settembre, dopo il
bando pubblico, comincerà il pattugliamento degli studenti arruolati dalla
giunta Cofferati. Intanto continuerà il consueto "controllo" degli
assistenti civici già reclutati dalla giunta Guazzaloca. E si prepara la
controffensiva dei centri sociali, già pronti a fare "le ronde alle
ronde". Tutti in Piazza Verdi, ombelico del degrado cittadino, in attesa
di estendere la sicurezza "fai da te" dei cittadini-spia anche al
resto della città. Ieri An ha bruciato sul tempo l'assessore alla Sicurezza
Libero Mancuso, e ha annunciato la partenza delle sue ronde, "subito dopo
il primo maggio". In strada scenderà anche il consigliere finiano Bignami,
insieme ai giovani di destra di Azione Universitaria pronti a scendere in
piazza armate di telefonino. "Parteciperemo al bando della giunta come la
Sinistra Universitaria" dicono. "No, noi facciamo le nostre, di
ronde" li corregge Bignami in tempo reale. In ogni caso la buona volontà
non basta, e i giovani di An fanno appello alle forze dell'ordine. "Noi ci
saremo, ma vogliamo garanzie" ripete il loro leader Mattia Kalletzek. Già
perché i centri sociali e i giovani no global del collettivo
"Out-off", che mercoledì hanno occupato gli uffici di Mancuso per
protesta, hanno già promesso le "ronde antifasciste". Cioè le ronde
alle ronde, con tanto di impegno a "non rendere la vita facile agli sbirri
con lo zainetto". Ecco perché Azione Giovani invoca "il controllo da
parte dell'amministrazione e della polizia, che devono vigilare che non accada
nulla a chi pattuglia le strade di notte". Le avvisaglie del conflitto ci
sono già. I giovani di An raccontano di "intimidazioni" a scienze
politiche al grido di "fascisti, razzisti, stupratori e sessisti" da
parte del collettivo Farfalle Rosse. Ma le "ronde soft" della giunta
Cofferati piacciono poco anche all'Università. Dopo la sua vice Paola Monari
anche il rettore Pier Ugo Calzolari sconfessa Mancuso, che aveva giurato di
aver concordato l'iniziativa con l'Ateneo. "Non abbiamo mai discusso di
ronde" assicura Calzolari. E come lui anche il presidente del San Vitale
Carmelo Adagio, attento alla galassia dei centri sociali, è ancora più netto:
"Le ronde e gli "sbirri con lo zainetto" nella zona
universitaria non esistono, non sono in programma, non esisteranno mai. Si è
pensato solo di sollecitare idee e proposte sui temi della presenza attiva
degli studenti nella zona universitaria. Si tratta di presentare progetti sulla
cittadinanza attiva, non di pattugliare le strade". Ma ora che la corsa -
o rincorsa? - sulla sicurezza è iniziata, tutti si affrettano per non perdere
il passo. Il Carroccio partirà tra 10 giorni con i suoi gazebo per
l'arruolamento e "una imponente campagna stampa nei quartieri" dice
il coordinatore cittadino Bernardini. "Avranno la casacca verde e un
telefonino. Pattuglieranno le strade di notte". Come tutti gli altri
insomma.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina II - Bari
L'inchiesta La somma divisa tra i necrofori che avvertivano le aziende Il pizzo
sulle salme 80mila euro all'anno In un libro venivano annotate le tangenti
versate per ogni vestizione Il volume d'affari era molto alto. Al Policlinico,
ad esempio. Il gip Jolanda Carrieri, nel provvedimento cautelare che ha fatto
luce sul fenomeno del "caro estinto", traccia un bilancio. E dice che
per la più grande struttura ospedaliera del mezzogiorno, "è possibile
calcolare in circa 80mila euro la somma che il sodalizio si riparte nell'arco
di un anno". Il periodo in esame è il 2006. Al Policlinico ci sono stati
916 decessi. Gli imprenditori delle agenzie di pompe funebri e gli addetti
all'obitorio collaboravano. I dipendenti della struttura sanitaria guadagnavano
su quello che avrebbero dovuto fare già per contratto. Vestivano le salme e
ricevevano un omaggio dagli imprenditori che, di solito, non era inferiore ai
100 euro. Complessivamente in un anno e per 916 morti il volume d'affari è
stato di 80 mila euro. Una cifra che non comprende, spiega il giudice, "i
non irrilevanti premi personalizzati per ogni segnalazione effettuata".
Gli addetti all'obitorio comunicavano in tempo reale ai proprietari e ai collaboratori
delle agenzie i decessi. E in cambio ricevevano dalle 250 ai 650 euro. Dalle
indagini sul fenomeno del "caro estinto" emergono nuovi particolari.
Ci sono le intercettazioni, le dichiarazioni di alcuni imprenditori che ai
carabinieri hanno svelato quello che era un vero e proprio sistema, ma anche i
documenti, i registri contabili, sequestrati nelle uffici di alcune agenzie. In
quelli del "L'Umanità" dei fratelli Coratella, ad esempio, i
carabinieri del reparto operativo, coordinati dai sostituti Desirèe Digeronimo
e Francesca Romana Pirrelli, hanno rinvenuto un libro, sul quale venivano
annotate "le piccole uscite di cassa". E tra queste erano comprese
anche le tangenti, versate ai necrofori per ogni vestizione. Accanto al nome
del defunto c'è la data della morte, il nome della impresa che gestisce il
servizio e poi la somma, pagata agli addetti dell'obitorio. "Consegnata
regalia" c'è scritto tra parentesi. In un mese, tra il 9 ottobre e il 28
novembre del
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Musica PIAZZA DEL
GESù Concerto del 25 aprile organizzato dall'Arci in piazza del Gesù dalle 20
con Jovine, Co' Sang, Sos, Capatosta, Andrea Lucisano, Silvio Talamo. Ingresso
libero. Info 081 787 1139. AROUND MIDNIGHT Antonio Onorato Quartet dalle 21.30
all'Around Midnight, via Bonito. Con Onorato (chitarre), Angelo Farias (basso),
Salvatore Tranchini (batteria), Nando Trapani (sax). Ingresso con consumazione.
Prenotarsi ai numeri 081 742 3278 e 333 700 5230. KINKY Reggae con Anthony
Johnson & Kinky Sound dalle 22 al Kinky, vico della Quercia. Info 328 186
2831 e 347 833 0247. ACCADEMIA La musica dal vivo di Luca Sepe, i dj set di
Dario Guida e Dino De Rosa, i balli latino-americani di Antonella Avallone
accompagnano la presentazione del gioco interattivo "Virtual Experience bu
Urban Wave" dalle 22 all'Accademia, via Piave. Info 081 714 2635. SARNO
Linea
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Pagina XIX - Palermo
LA SICILIA PER GLI ITALIANI è LONTANA E INCOMPRENSIBILE SALVATORE BUTERA i sono
i pentiti, quelli che parlano ancora di conflitto sociale e di lotta di classe.
Ma non manca nemmeno chi da Nord tenta di attribuire all'elettorato del Sud e
della Sicilia contorti pensieri. Vale ricordarlo ancora una volta: qui non
pensa nessuno, il voto d'opinione in Sicilia praticamente non esiste. Prevale
piuttosto il voto collegato ad altri sentimenti in sé e per sé rispettabili
quali l'amicizia, l'appartenenza, la riconoscenza. Qualcuno ha evocato la
vittoria del 18 aprile 1948, quando la sinistra si
aspettava soprattutto nel Nord una grande affermazione e subì invece una
pesante sconfitta. Ma le differenze sono molto forti: la Dc di De Gasperi non è
certo la Lega di Bossi. Inutile approfondire le
differenze tanto sono macroscopiche e vistose. E tutto sommato bisognerebbe
capire se Bossi non finisce
per essere l'eterno cane raffigurato nelle vignette di Giannelli, ringhioso
ma sostanzialmente inoffensivo, fino a farci scommettere che il federalismo
fiscale non sarà certo quello approvato dalla Regione Lombardia, quanto un
ennesimo papocchio all'italiana che contenti anche Lombardo e la sua Lega Sud. In fondo però è vero che la qualità delle
autonomie locali dipende dalla forza economica, sostanzialmente dal prodotto
interno lordo per abitante, di modo che l'essere autonomi appartiene
automaticamente a chi è più ricco, non certo a chi (ed è il caso della Sicilia
e del Sud) si fa finanziare i consumi dai trasferimenti interni. E del resto la
cosa è sotto gli occhi di tutti: Moratti, Formigoni, Illy, Chiamparino,
Cacciari, Galan, Marta Vincenzi, Domenici. Esiste in Italia, al di là delle
appartenenze, una vera e propria classe nazionale di amministratori locali che
sanno interloquire autorevolmente nel dibattito politico del Paese e che
contano proprio in relazione alle popolazioni che rappresentano e ai livelli di
vita e di attività economica che stanno loro alle spalle. Quanto alla Sicilia,
il vuoto di classe dirigente si è rivelato particolarmente grave, a sinistra
come a destra, proprio nelle recenti competizioni elettorali (non solo in
quest'ultima). C'è da chiedersi anzi con un atto di umile autocritica se esista
nell'Isola una classe dirigente alternativa a quella che ha guadagnato la
vittoria con oltre il 65 per cento dei consensi. Ma il baratro fra Nord e Sud
si va approfondendo sempre più. Chiunque abbia avuto occasione lavorando di
venire a contatto con ambienti industriali e professionali del Nord può
facilmente testimoniare della differenza abissale che distingue la mentalità,
gli stili, i modi di essere, a esempio, fra Milano e Palermo. Lassù,
soprattutto nei grandi gruppi, sembra veramente in qualche caso di riscontrare
l'etica protestante e lo spirito del capitalismo (come nel celebre titolo di
Max Weber). Qui da noi, non è certo l'impresa la parte forte della Sicilia.
Essa, quando c'è, è debole, stenta a camminare sulle proprie gambe, sovente si
rivela effimera. Quante fortune imprenditoriali in questi anni abbiamo visto
ascendere e tramontare nel breve volgere di un ventennio. Al contrario, la
parte forte è la politica, perché qui da noi, come è noto, tutto è politica e
quindi in qualche misura chi deve venire in Sicilia deve fare i conti con la
politica e per di più con la politica siciliana. Ed è questo evidentemente uno
dei più forti motivi di dissuasione dal venire a lavorare da noi. La Sicilia
resta un grande mito letterario, un grande luogo dello spirito, una magnifica
meta turistica, ma non certo una terra dove venire a produrre e ad investire. E
tuttavia le dimensioni dell'isola, la sua popolazione, non consentono certo di
vivere solo di questi crediti. Chi è obbligato a venire in Sicilia deve in qualche
modo rompercisi la testa, come il capitano Bellodi di sciasciana memoria. Anche
l'eventuale visitatore nordista, nel migliore dei
casi, ha letto Pirandello, Sciascia e Lampedusa, ma ha capito poco. E allora si
imbatterà fatalmente in qualche falso profeta. Qui da noi ad ogni angolo c'è
qualcuno che si offre di spiegarti la Sicilia. L'Italia non conosce la Sicilia,
o la conosce solo parzialmente e con difficoltà prevalentemente attraverso i
suoi miti letterari. Essa resta lontana, incomprensibile, pericolosa. Ma la
Sicilia a sua volta non conosce l'Italia e questo per i siciliani non è un
problema. Noi siamo dèi - scrisse Lampedusa - e non abbiamo bisogno di nessuno
che venga a insegnarci le buone maniere. I siciliani sono appagati dal loro
stesso isolamento e non avvertono alcun bisogno né di conoscere né di inserirsi
a pieno titolo nella comunità nazionale per giocarvi un ruolo che pur sarebbe
certamente possibile solo che fosse credibile. Anzi spesso prevale
nell'opinione pubblica siciliana un giudizio assolutorio sui difetti
dell'isola, secondo lo stereotipo del "tutto il mondo è paese". E
invece no: tutto il mondo non è paese. E qui da noi oltretutto il dibattito
elettorale e politico di questi mesi ha provocato fra l'altro il non
desiderabile risultato di un certo appannamento della lotta alla mafia, che
pure ha conosciuto negli ultimi tempi successi e progressi. Non si può negare
che un certo affievolimento vi sia stato. Meno male che c'è il questore Caruso
che con indomito coraggio continua la sua battaglia attraverso spot e filmati
televisivi ma soprattutto con arresti a ritmo giornaliero.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Cronaca Nuovo
collaboratore Pentito fa scoprire covo di Provenzano PALERMO - C'è un nuovo
pentito di Cosa nostra, è Giacomo Greco, genero del boss
Francesco Pastoia, morto suicida a Modena nel gennaio del 2005. Greco ha
rivelato l'esistenza di una botola di accesso a un vano segreto nella casa del
suocero in cui si sarebbe nascosto anche Bernardo Provenzano. I carabinieri del
reparto operativo di Palermo hanno fatto irruzione nella villa a due piani di
Belmonte Mezzagno e riscontrato le informazioni della nuova fonte.
Scoperta anche una pistola e 50 cartucce. Per la detenzione dell'arma è finito
in cella il figlio trentenne del boss, Giovanni. Altre quattro persone sono
state denunciate a piede libero.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Cronaca Il racconto dei
vicini. Il sindaco: servono misure shock "Vivevano nella paura ci vorrebbe
la pena di morte" "Come facciamo a vivere
tranquilli con tutto quello che succede qui nel Nord Est?" DAL NOSTRO
INVIATO LUGAGNANO DI SONA (VERONA) - Aveva paura la coppia uccisa nella sua
villetta. Quella stessa paura, a volte reale, altre volte irrazionale, che da
anni attraversa il Nord Est delle rapine in villa e dei furti negli
appartamenti e nei negozi, in un'escalation di violenza che, pure
altalenante, tra picchi improvvisi e periodi di quiete, non è mai davvero
cessata. Quella paura che oggi fa dire al giovane sindaco del paese, Gualtiero
Mazzi, che "in casi del genere non escluderei la necessità della pena di
morte". Avevano paura, Luigi e Lucia, ammazzati in casa, al punto che
tutte le sere, alle nove, spegnevano tutte le luci, dentro e fuori, chiudevano
le imposte alle finestre e sprangavano la porta. Lo racconta un'amica di
Luciana, Piera Degli Esposti, una vicina di casa, che abita in una villetta
confinante con quella delle vittime, e che la sera del delitto, quand'è tornata
a casa verso le dieci della sera da un viaggio a Bologna, ha notato subito
"qualcosa di strano": tutte le luci della casa, dentro e fuori, erano
accese. "Mai successo - racconta - perché tutte le sere, quando veniva
buio, ci parlavamo, dal giardino, io e Lucia. Adesso chiudiamo, ci dicevamo
prima di salutarci, così stiamo tranquilli". "Ma tranquilli cosa?
Paura, sì, noi abbiamo paura - racconta la donna - perché viviamo in villette
singole, a piano terra, con recinzioni basse, senza sbarre alle finestre, senza
neanche i cani. è vero che qui in paese non sono mai successi fatti di questa
gravità, al massimo qualche furto, ma con tutto quello che succede in giro,
come facciamo a vivere tranquilli? A non pensare che possa capitare anche a
noi? Difatti è capitato". Paura e stupore anche nei volti degli amici e
conoscenti della coppia che stazionano increduli davanti alla villetta.
"C'è paura e c'è rabbia tra la gente, sono sconcertato - dice il parroco,
Don Antonio Sona - quello che è successo è un fatto di una tale crudeltà, che
genera insicurezza nella gente". Il sindaco Mazzi, della Lega, usa parole dure: "Non si può continuare a vivere
così, è il momento di dare una svolta, e il governo deve dare una risposta
efficace, anche sul problema dell'ingresso dei clandestini". Chiede
risposte "forti" il primo cittadino, "perché qui siamo tutti
sotto choc". Dice che il tema della sicurezza sarà al primo punto della
sua agenda, chiede di rinforzare le pattuglie degli agenti sul territorio, e
promette di aumentare il numero delle telecamere. Alcune le ha già messe. Ma
servono solo per controllare il traffico delle prostitute. (r. b.).
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Cronaca L'ultima
uccisa A Lecco nei boschi del serial killer "Cinque vittime, bianche e
dell'est" Gli investigatori: cadaveri nascosti, non sono delitti di
malavita Nelle telefonate i protettori parlano di donne a cui fare del male
Ipotesi racket per il tenore di alcune intercettazioni ma crescono i dubbi
PIERO COLAPRICO dal nostro inviato NOVEDRATE (Como) - A perlustrarli, si fatica
a trovare un nesso. Eppure, un nesso c'è, ci deve essere, tra questi due
luoghi: tra i silenziosi tornanti di montagna, dai quali sono riemersi - negli
ultimi otto mesi - tre corpi morti di giovani ragazze straniere, e questo
dedalo rumoroso di strade provinciali e di cavalcavia, dove i corpi vivi delle
ragazze erano scelti, tra decine di altri corpi che anche ieri - nonostante
tutto, nonostante le tv, nonostante i "pattuglioni" - sedevano
schiantati su seggiolini, s'inoltravano nei maggesi, ondeggiavano su tacchi
alti. L'indagine sul "serial killer del lago" non ha nulla di facile
e di chiaro. Se gli investigatori sono aggrappati all'ipotesi del racket è
soprattutto per alcune intercettazioni. In una, si sente un pappone fare il
gradasso. Dice che vuol fare del male a una donna recalcitrante e
"tagliuzzarle braccia e gambe come hanno fatto quelli là con le due
ragazze che hanno trovate morte". Ma, parole a parte, non ci sono
riscontri. "Io - spiega anzi un maresciallo - sto in mezzo a 'sta gente da
vent'anni e, se devo essere sincero, non ce lo vedo un protettore farsi un
sacco di strada per nascondere un cadavere. E sa perché? Troppa fatica".
Il discorso è convincente. Per di più, tra i gangster, piccoli o grandi che siano,
"il morto è un messaggio". Quando ci sono i regolamenti di conti, o
quando una ragazza fuggita viene presa e non c'è possibilità di perdono, il
cadavere viene sempre lasciato in bella vista: perché tutti sappiano qual è la
conclusione per chi sgarra. "Dal loro punto di vista - continua il
maresciallo - che senso avrebbe prendere queste ragazze e chiuderle nei sacchi
di plastica? Non mi pare un'azione da malavita". La mappa del potere
malavitoso lungo la strada "a luci rosse" Novedratese - potere
miserabile, ma non solo - sarebbe comunque questa. I boss
della zona sono - come sempre spesso accade nel Nord tra Milano e Torino -
legati alla 'ndrangheta calabrese. Non vendono la cocaina a grammi, ma dal loro
quartiere generale di Figino la vendono a chili agli albanesi, che a loro volta
vendono al dettaglio. Gli albanesi hanno in mano dunque lo smercio della
"roba" e le donne dell'est. "Con le loro donne pare ci
sia un accordo... Negli anni scorsi - ci viene detto - le rapivano e le
costringevano a battere. Quando una di loro incappava nel cliente per bene,
erano guai, sono fioccate anche condanne all'ergastolo. Per questo i boss
preferiscono fare adesso una specie di contratto. "Tu sei libera di
battere, ma la zona è mia, se vuoi starci mi paghi una percentuale". Il
sistema ha permesso di dare spazio alle nigeriane, verso Briosco e
Arosio". Il sottobosco inquieta, ma va analizzato: "Le nigeriane sono
diverse dalle ragazze dell'Est perché hanno un'abitudine rischiosa. Se possono
si fanno portare a casa dall'ultimo cliente, gli fanno uno sconto, o ci vanno
gratis, pur di avere un tetto, o un'auto, dove dormire", spiega T. B., un
frequentare della zona. Il dato è utile per una riflessione. Silvia Demciuc
detta Natasha, moldava. Ionela Dragan. Luminita Dan. Romene. La più
"vecchia" 25 anni, la più giovane 17. Tre ragazze bianche, giovani,
carine. Sono state loro le ultime a finire nei sacchi di cellophane. è come se
qualcuno scegliesse donne simili, evitando le "nere". Per di più, le
tre prede accertate erano anche "nuovi arrivi". Silvia, il cui
cadavere è emerso domenica sera nei boschi di Perledo, si era separata dal
marito italiano, non uno stinco di santo, e girava da sola. Luminita era finita
sulla Novedratese portata dal marito Ramon, e lasciata a un distributore di benzina
di Cermenate. Ionela era approdata allo stesso distributore qualche giorno
prima di "Luminic", dopo essere stata scacciata dalla milanese via
Fulvio Testi. In vita le due povere ragazze non si conoscevano; entrambe, lo
scorso agosto, sono state trovate vicine, chiuse nei sacchi, in stato di
decomposizione, nei tornanti che portano a Morterone. Chi uccide? La paura è
che un altro sacco nero riemerga in queste zone, con una donna dentro, una
delle tante ragazze viste e poi scomparse dalla Novedratese, diventata da nove
anni un mercato del sesso a cielo aperto. Due fascicoli, secondo indiscrezioni,
sono stati finalmente "riesumati". Uno riguarda il cadavere di una
donna, con stivaletti vistosi aperti sulle caviglie, trovata a Valbrona. L'altro,
un altro cadavere trovato su una montagna Svizzera. Sarebbero quindi cinque le
donne giovani e caucasiche ammazzate e collegate a un unico caso. La
disperazione e la miseria umana, che ancora ieri costringe tante ragazze a
restare accanto ai loro ombrellini sfasciati e alle borracce vuote, dev'essere
lontana anni luce dalla testa di chi vede in loro solo corpi da usare, e
gettare alla fine come morta immondizia.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Cronaca
Il caso Boss arrestato: era in clinica ma dava ordini NAPOLI - Antonio De Luca
Bossa, 36 anni, detto "Tonino o' sicco" (Antonio il magro), ritenuto
il capo dell'omonimo clan, potente e e radicato a Cercola, nel Napoletano, è
stato arrestato dai carabinieri a Roma. De Luca Bossa deve scontare un ergastolo per avere
fatto saltare in aria con un'autobomba Luigi Amitrano, il 28 aprile del '98.
All'eliminazione di Amitrano prese parte anche un altro camorrista, Giuseppe
Mignano, poi defunto. De Luca Bossa è stato arrestato su decisione del pm della
Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dell'ufficio di sorveglianza del
Tribunale di Roma al termine una lunga attività di investigazione. Il boss, che
si trovava ricoverato in una clinica psichiatrica romana in quanto affetto da
anoressia, nonostante il divieto a comunicare con personaggi legati alla
camorra continuava invece a intrattenere i suoi rapporti con pregiudicati della
Capitale, ma soprattutto con appartenenti al suo clan. In sostanza, De Luca
Bossa avrebbe continuato ad impartire ordini dalla clinica. Il capocamorra è
stato quindi trasferito dalle corsie del nosocomio al carcere romano di
Rebibbia.
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Cronaca Lo scrittore
in diretta nella puntata di "Annozero" Camorra, nel regno dei
Casalesi tutti all'attacco di Saviano in tv La moglie del capoclan: "Rap
sui killer? Se va bene a lui..." Da Santoro racconta la sua vita blindata
dopo Gomorra CONCHITA SANNINO dal nostro inviato Casal DI PRINCIPE - Gomorra
non regge la sua immagine allo specchio. Roberto Saviano
parla dei casalesi in prima serata e il regno del boss Sandokan risponde con
rabbia e insulti. Con il fastidio pacato del sindaco (" "Ma perché
scatta sempre la gogna indistinta? Così si autorizza alla sopravvivenza la sola
camorra" ). Con lo scherno della piazza ("Saviano, sei 'nu scemo, sei
un fallito"). Alle nove di sera, mentre le telecamere di
"Annozero" si accendono sulla testimonianza del giovane scrittore e
sulla denuncia del procuratore antimafia di Napoli Franco Roberti, le strade
appaiono desolate, luci bassissime, un paese quasi deserto: se non fosse per
quel televisore al plasma portato fin sul marciapiedi del Caffè Villa, sul
corso Umberto. E per quel grappolo di cinquanta persone tra giovani e vecchi,
seduti ai tavolini, che sentono parlare lo scrittore e inveiscono: "Ma
questo è uno che si fa pubblicità addosso a noi". Un'altra voce spicca dal
coro. " Ma la finisci o no? - sempre rivolta al piccolo schermo - Ma non
ti metti scuorno?, non ti vergogni?". Poco oltre, in via Bologna a Casale,
con toni assai più sobri e argomentati, esprime il suo sdegno la signora
Giuseppina Nappa, coniugata Schiavone, la moglie del superboss Francesco detto
Sandokan, considerato fondatore e dominus della cosiddetta "mafia"
casertana (attualmente in carcere). La signora Nappa, insegnante di sostegno,
divenuta per le ultime tre volte madre quando suo marito era latitante, non
cita mai Saviano ma lancia parole affilate: "Apprendo che qualcuno ha
regalato a quello scrittore un rap su un Cappotto di legno (il brano è stato
anticipato ieri da Repubblica, ndr). Ma che posso dire? Se a lui piace così, va
bene. Nel suo libro ha infilato uno dietro l'altro gli atti giudiziari degli
ultimi dieci anni: e una cosa così la chiama anche libro? Mah, io penso che si
è arricchito e basta. Bene, beato lui". La stessa signora Schiavone
reagisce con un'espressione di nausea all'appello, ripreso da Anno Zero, della
neopentita dei casalesi, la signora Anna Carrino, convivente del bosss
Bidognetti: "Io non ho niente di cui pentirmi. La mia vita si conosce,
così come si conosce la condotta, la vita e il mestiere delle altre". Un
riferimento chiaro, ma non esplicito, alle presunte relazioni extraconiugali della
signora Carrino. In televisione continua il racconto di Saviano e
dall'anticamorra di Napoli. Ma il sindaco di Casale, Cipriano Cristiano, oltre
6mila voti presi nel 2007 come candidato di Fi, An, Udc e lista civica, apre la
casa al cronista, ascolta con attenzione e si ribella ai giudizi sommari.
"Perché dobbiamo essere giudicati come parenti, cugini, cognati di
indagati e camorristi? Ma allora non dobbiamo fare né centri commerciali né
servizi né qualunque appalto in questa cittadina? Ma allora chiudiamo le strade
con gli abitanti dentro e gettiamo le chiavi. Non possiamo accettare
passivamente queste condanne sommarie". Sua moglie, Teresa Di Caterino,
anche lei medico, è cugina di primo grado di un altro luogotenente dei
casalesi, Giuseppe Russo, attualmente in carcere. La coniuge del sindaco guarda
la tivvù, ostenta rassegnazione e dice: "Io l'ho scoperto solo negli
ultimi tempi, i parenti non te li scegli, gli amici sì. Comunque voglio essere
chiara: se non foste venuti in casa mia e non avessi dovere di ospitalità, non
l'avrei vista 'sta trasmissione. Mi indispone, mi fa rabbia che ci debbano
schiacciare". Tuttavia va in camera, esce col libro: "Io l'ho
comprato Gomorra. A me è non è spiaciuto, è un buon libro". E quando dalla
tivù Saviano attacca con "le colpe dei media che hanno lasciata sola la
Procura nella caccia al business sui rifiuti", lei insorge: "
"Ma dai, Saviano, la Procura quando vuole andare fino in fondo non ha mai
avuto bisogno dei media".
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Nella regione rossa
i segretari delle ex sezioni fanno il punto: ci serve aiuto "Siamo sotto
attacco Lega" psicodramma nei circoli emiliani
"Il partito scelga tra Colaninno e i lavoratori" Il Pdl è un
avversario chiaro, non fa paura, la Lega invece ruba i
voti popolari A Galeata i voti del Carroccio sono triplicati, a Bagno di Romagna
ha preso il 10% MICHELE SMARGIASSI BOLOGNA - "Io chiedo aiuto"
sussurra nel microfono, senza urlare, sono già forti le cose che dice, "il
coltello affonda nella carne debole". Che ha da drammatizzare il
democratico Marco Iachetta di Galeata, paesino della Romagna solatia, vicino a
Predappio, ma da decenni saldamente a sinistra? "Siamo sotto
attacco", insiste. Nella penombra del capannone alla periferia di Bologna
i segretari dei circoli di base del Pd dell'Emilia Romagna hanno già capito dove
vuole arrivare. Anche lui s'è trovato i Celti in piazza. Ma a lui è andata
peggio: ha la piazza invasa anche dalle telecamere. "Matrix è già venuto,
ora tocca ad Anno Zero, poi Ballarò e Porta a Porta". Tutti a vedere
l'"invasione". A Galeata i voti della Lega Nord sono più che triplicati: erano
65 e sono diventati 231, e adesso Bossi fa il 15,5%. Iachetti spiega perché: "quasi un residente su
cinque è extracomunitario". E ora "abbiamo bisogno di aiuto
subito". Iachetti dovrebbe essere felice: il Pd nel suo comune è andato su
del 5 per cento oltre la somma di Ds e Margherita. Dovrebbero essere
felici tutti, perché il Pd nella regione rosso-antico ha ritrovato quote da
vecchio Pci. Ma non sono contenti, ha poco da spronarli il dirigente Marco
Lombardelli, "siamo il partito del secolo". L'"analisi del
voto" in assemblea è un rito dal sapore antico per l'erede del partito
delle "sconfitte vittoriose", che perdeva a Roma ma trionfava in
casa, ed erano platee orgogliose, invece stasera c'è un'aria irreale, la faccia
dei numeri conta poco. La Lega sotto il Po ha
raddoppiato, ma è pur sempre sotto l'8%. La sfida dovrebbe venire dal Pdl, che
prende più del triplo della Lega: ma in due ore di
discussione nessuno, proprio nessuno pronuncia il nome del vincitore del 13
aprile, Berlusconi: neppure sotto lo pseudonimo veltroniano di "principale
esponente" eccetera. Lo shock si chiama Lega, poi
Lega e poi Lega, tanto che il
segretario regionale Salvatore Caronna deve ricordare che "qui abbiamo
vinto noi", e molto, visto che il Pd sta a un soffio dalla maggioranza
assoluta. Ma si capisce perché la Lega fa paura ai
sergenti dell'armata democratica. I berlusconiani sono avversari chiari, ce li
hai davanti. I leghisti ti sbucano alle spalle, di fianco, sotto i piedi.
"Io non sono convinto che il voto alla Lega sia
uno spostamento a destra", ecco, Massimo Montanari di Piangipane, Ravenna,
l'ha detto. "Loro rappresentano chi ha paura. Noi chi? Facile dire tutti,
dall'imprenditore al precario. Non ci stanno tutti. Dobbiamo scegliere fra
Colaninno e quelli che non arrivano al 27 del mese". Perché la paura non è
solo quella degli immigrati, Iachetti ascolta la "vicina" Sara Monti,
che a Bagno di Romagna di stranieri ne ha solo il 4%, ma anche lì la Lega è schizzata su, "hanno preso il 10 senza una sede,
senza un segretario. La sicurezza... ma a Bagno, via, non c'è mai uno scippo.
Da noi fa paura non trovare un lavoro a tuo figlio: ecco l'insicurezza".
Scappano i voti popolari, "i nostri". Scivolano via perché il Pd non
è così chiaramente un partito di popolo, allora "basta tentennamenti, il
nostro valore è il lavoro, almeno si sappia che siamo i laburisti",
pretende Maurizio Ricciardelli del circolo dipendenti della Regione. Vanni
Pancaldi di Calderara, che pure fa il consulente d'impresa, invoca le
"quote blu" e una scelta sociale chiara, "sarà vero che i
lavoratori non votano più la 'sinistra dei no', ma noi siamo la sinistra dei
'sì però'". Ma stasera si fa il gioco della verità, e c'è chi azzarda:
"Facciamolo 'sto federalismo fiscale...". E anche un po' di cultura
del territorio, "mica coi costumi da longobardi", certo, ma quando
Nicola Arcozzi, immigrato da Milano a Dozza Imolese, sente dire a Cacciari
"che il Nord si ferma al Po, mi pare uno schiaffo". Anche Caronna
azzarda una cosa nordista: "La salute del Po vale
più del ponte sullo Stretto". Pd del Nord? Non pare a nessuno una buona
idea, "non possiamo rifondarci ogni sei mesi", ma un regionalismo
"alla catalana" sì: "però servono i soldi, ci vuole il
federalismo fiscale". E dài. Ma i messaggi bisogna ascoltarli, "e
noi", ammette Davide Folloni di Correggio, 26 anni, "spesso facciamo
finta di ascoltare la gente, ma pensiamo di sapere già tutto".
( da "Repubblica, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Fini resterà a Roma,
Alemanno renderà omaggio a Salvo D'Acquisto. Rotondi, Dca: "Io andrò in
piazza" "Per noi della destra gli esami sono finiti ma basta con la
retorica della Liberazione" Buontempo: "Serve una data per celebrare
la pacificazione, non la guerra civile" CARMELO LOPAPA ROMA - "Ancora
con questa storia del 25 aprile? Ogni anno? Ma perché non chiedete mai cosa ne
pensiamo del 2 giugno o del 4 novembre?" Ignazio La Russa transita veloce
per i corridoi ancora per poco semideserti di Montecitorio. Ha troppa fretta e
soprattutto non ha voglia di festeggiare alcunché, nei giorni in cui vede
allontanarsi il ministero della Difesa per sacrificarsi alla reggenza di An,
impostagli da Gianfranco Fini prossimo presidente della Camera. Ecco, il
probabile futuro leader del partito dice "basta" alla retorica della
Liberazione. Lo stato d'animo, va detto, è assai diffuso nello stato maggiore
della nuova maggioranza, con buona pace del Colle. Chissà se e quanto abbia
influito l'uscita di Marcello Dell'Utri poco prima del voto, quella sulla
necessità di riscrivere i libri di storia "condizionati dalla retorica
della Resistenza". La Russa, per dire, andrà oggi in Sicilia: "A
deporre un fiore sulla tomba di mio padre, dopo le fatiche della campagna
elettorale, ne avrò pure diritto". Ma in fondo, colonnelli e seconde linee
del Pdl si sentono autorizzati a fare un po' quello che gli che più gli pare,
dato che nessuno dei leader ha messo in agenda per questa mattina celebrazioni
della Liberazione. Silvio Berlusconi non volerà in Sardegna, ma ha già
convocato per le 9,30 i suoi a Palazzo Grazioli per lavorare al nuovo governo.
Per lui l'unica liberazione da festeggiare è quella delle "dittature che
incombevano sul nostro Paese" fino a poche settimane fa. E di fatti nessun
forzista è segnalato nelle celebrazioni. Lontano dalle piazze pure Gianfranco Fini.
"Anche perché - scandisce il portavoce di An Andrea Ronchi, che oggi sarà
al fianco del candidato sindaco Alemanno a Palidoro vicino Roma per rendere
omaggio a Salvo D'Acquisto - gli esami per lui e per tutti noi sono finiti.
Siamo contro le dittature e le discriminazioni. Ma non accettiamo alcuna
strumentalizzazione del 25 aprile". Umberto Bossi non pensa nemmeno lontanamente di
manifestare a Milano, come fece con un pizzico di provocazione nel '94. E le
contestazioni nel corso dell'ultima sua partecipazione, con tanto di padre
partigiano in carrozzella, sono alla base del forfait di oggi annunciato dal
sindaco del capoluogo meneghino, Letizia Moratti. Riposerà fuori città,
non senza strascichi polemici. "Diciamoci la verità. Uno può anche
festeggiare a casa propria - prova a sdrammatizzare Roberto Calderoli
- Per me, Umberto e gli altri sarà un giorno lavorativo, qui a Milano, il
momento è quello che è. L'importante è che certe cose della storia non si
scordino mai. Riscrivere i libri? No, lasciamo la storia alla storia. è
trascorso troppo poco tempo". Un no secco alla revisione dei libri anche
da Fabio Granata, responsabile Cultura di An: "Di quel che ha detto
Dell'Utri è condivisibile la necessità di fornire ai ragazzi una visione più
ampia della storia, che tenga conto anche delle ragioni dei vinti, per dirla
con Violante. Ma libertà e pluralismo sono sacri". Il dc Gianfranco
Rotondi in piazza invece ci sarà e contesta "la stampa di destra"
critica con le celebrazioni, perché "un conto è pacificare, altro equiparare
l'antifascismo al fascismo, male assoluto". Ma nella destra, quella
estrema di Buontempo e Storace, il 25 aprile preferiscono cancellarlo: "è
giunto il momento che l'Italia stabilisca una data per celebrare la
pacificazione nazionale".
( da "Liberazione" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Comizio con
Berlusconi per Alemanno La destra ci crede Fini: "Tra poche ore Roma sarà
liberata" Frida Nacinovich Silvio pensaci tu. Riesci a far smettere di
piovere, puoi anche fare vincere Gianni Alemanno. La parola liberazione per
Gianfranco Fini vuol dire una cosa ben precisa: Alemanno sindaco di Roma. Il presidentissimo
dell'An che sta per sciogliersi nel Popolo delle libertà ci crede. Perché
Silvio c'è. "Avete visto? Ve lo avevo detto che smetteva di piovere".
Le doti sciamaniche di Berlusconi durano però solo pochi minuti. Poi la pioggia
ricomincia a cadere. "Caro Gianni, propongo di stringere i nostri
interventi perchè se no si ammalano... e invece li vogliamo tutti a votare,
sani, in salute e senza raffreddore". Comizio bagnato comizio fortunato?
Lo spremo solo lunedì, al termine del duello più atteso della tornata
amministrativa. Quello per la conquista del Campidoglio. Il futuro presidente
della Camera introduce Berlusconi. Fini dice che il Cavaliere è riuscito ancora
una volta a "stupire il paese". Lo ringrazia per la "geniale
intuizione" del Pdl. Gli offre il popolo aennino su un piatto di argento.
Nessun presentatore tv avrebbe potuto fare un miglior servizio al capo popolo
delle libertà. Neanche il Pippo Baudo più in forma. Silvio Berlusconi punta
dritto alla pancia del popolo aennino, che non è poi tanto diverso da quello di
Storace. Anzi, fino a poco tempo fa era lo stesso. Così il premier in pectore
nel suo comizio a piazza Navona parla come se fosse un esponente dell'ala
destra della "Destra" storaciana. Come da tradizione si esercita
nella denigrazione dell'avversario. "Veltroni l'abbiamo già rispedito in
Africa e speriamo che si trovi bene. Ora a Rutelli invece dell'auto blu
restituiamogli il motorino, che gli piace tanto". Gli ex camerati
abbracciano il loro nuovo leader, il Cavaliere. Berlusconi non si modera, il
suo popolo apprezza. A piazza Navona sotto l'ombrello per l'ultimo spot
elettorale pro-Alemanno non c'è tanta gente ma c'è tanto entusiasmo.
Conquistare Roma? "Se po' fà, anzi s'ha da fà". Il capo popolo usa
disinvoltamente lo spot elettorale degli avversari. Quanta cattiveria.
"Ancora poche ore e Roma sarà liberata - assicura Fini - Le bugie di
Veltroni e Rutelli hanno le gambe corte". Il continuo ammiccare al 25
aprile, alla Liberazione con tanta leggerezza è impressionante. Dice qualcosa
in più sullo scontro politico e la vera posta in gioco del ballottaggio per il
Campidoglio. Interviene Lorenzo Cesa dell'Udc: "Il ricordo dei sacrifici e
delle sofferenze che portarono alla Liberazione impone una riflessione che vada
oltre le celebrazioni formali: la destra estremista e antisemita rappresenta,
oggi come allora, un elemento di grave pericolo per la vita delle
istituzioni". Risponde Francesco Storace: "L'Udc è venuta allo
scoperto. La dichiarazione dell'onorevole Cesa è eloquente, altro che libertà
di coscienza: vuole far vincere la sinistra". Chiaro, no? Per Berlusconi
la platea romana non è facile da affrontare. Da queste parti pure i sassi, i
sampietrini sanno che la forza del Cavaliere è data anche dall'inossidabile
diagonale con la Lega Nord di Umberto Bossi. Il futuro presidente del Consiglio cerca le
contromisure, come per incanto si "democristianizza". "I fucili
di Bossi? Sono metafore per parlare al popolo. In cinque anni di governo non c'è mai stato un provvedimento
proposto dalla Lega che
andasse a favore solo del Nord - assicura il Cavaliere - Poi, nella nostra
formazione, c'è la Lega al
Nord ed il movimento per le Autonomie al Sud, quindi nulla da temere. La verità
è che la Lega usa in certi
suoi protagonisti un linguaggio che non dovrebbe usare".
Conclusioni: avete male interpretato Bossi. Un
problema di lingua insomma, non di sentimento. Questa volta il gran venditore
cerca di superare se stesso. Andranno al voto cinque province e 44 comuni.
L'attenzione politica è naturalmente puntata sull'esito della sfida a Roma tra
Rutelli e Alemanno, ma domenica e lunedì prossimo più di 5 milioni e 800 mila
cittadini saranno chiamati al ballottaggio per 5 province, (Asti, Catanzaro,
Foggia, Massa Carrara e Roma) e 44 comuni, tra cui 7 capoluoghi di provincia
(Roma, Massa Carrara, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza, Viterbo). Questi sono gli
ultimi fuochi della campagna elettorale 2008. La destra ce la mette tutta, sa
di avere il vento in poppa. "Volete il vice di Prodi come sindaco
riciclato?". Berlusconi invita tutte le persone accorse a piazza Navona a
votare Alemanno per mettere fine "alle baraccopoli, agli immigrati
clandestini, al prelievo fiscale più alto d'Italia, alla metropolitana più
inefficiente d'Europa, alle strade piene di buche, alla droga libera davanti
alle scuole". A Berlusconi Roma non è mai piaciuta troppo, e si vede.
25/04/2008.
( da "Liberazione" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Una ricerca choc del
Centro studi Pio La Torre di Palermo Gli studenti: "La mafia c'è perché la
classe dirigente è corrotta e non c'è lavoro" Gemma Contin Prima scena: i ragazzini
di Scampia e Secondigliano, gli scugnizzi delle periferie di Napoli e
dell'interland di Caserta, in una ricerca choc dichiarano che la camorra
rappresenta per loro la sicurezza, un modo di vivere, il sistema in cui sono
immersi, da cui non solo non possono sottrarsi ma con cui è meglio convivere e
trarne, se possibile, qualche vantaggio: un lavoretto, il piccolo spaccio; dei
soldi, neppure pochi; in fondo uno "status", e poi, un giorno, il
salto nel gran giro. Seconda scena: Sicilia, Palermo, il Centro studi e
iniziative culturali Pio La Torre, un'iniziativa nell'ambito del progetto
"educare alla legalità". Sono 52 gli istituti superiori dell'isola
che hanno aderito, e circa ottomila le studentesse e gli studenti degli ultimi
tre anni di licei, istituti tecnici e professionali, che si sono collegati via
internet e in videoconferenza al lavoro avviato da qualche anno dal centro
intestato al dirigente comunista assassinato dalla mafia il 30 aprile 1982. Una
ricerca, anticipata da cinque incontri tematici, è stata messa a punto da un
gruppo di docenti universitari che hanno intervistato i ragazzi per mezzo di un
questionario con 57 "variabili qualitative" (dannato gergo
statistico) sui "valori" e "disvalori" attribuiti alla
cultura mafiosa e, parallelamente, alla cultura siciliana. Qualche esempio:
l'attaccamento alla famiglia è un valore o un disvalore? e il maschilismo? e il
cosiddetto rispetto della donna? e la religiosità? Gli studenti intervistati
sono per il 58% ragazze e per il 42% maschi; il 22% ha 16 anni, il 33% 17, il
44% 18. Il 17,8% frequenta il terzo anno, il 38,3 il quarto, il 45,9 il quinto.
Provengono per il 65,5% dai licei, il 22% da istituti tecnici, il 12,5% da
scuole professionali. Il 49% circa è di Palermo e provincia, il 51% delle altre
otto province dell'isola. Alcune risposte: "Il boss è
immorale ma competente, così attira la simpatia dei giovani"; "l'uomo
d'onore non è mafioso"; "i mafiosi? gente onesta!". Fermiamoci
qui, per una riflessione molto seria sulla coincidenza di dati e grafici venuti
fuori dalla trasposizione dei valori delle risposte (molto d'accordo,
abbastanza, poco, per niente) agli indicatori "onestà, uguaglianza,
democrazia, libertà, partecipazione civile, laboriosità, senso civico,
meritocrazia, giustizia" da un lato, e, dall'altro, "diffidenza,
tradizionalismo, egoismo, servilismo, maschilismo, omertà, prepotenza,
religiosità". La ricerca li ha proposti ai ragazzi una prima volta con la
richiesta di un "voto" positivo o negativo a ciascuna voce da un
punto di vista della cultura mafiosa, una seconda volta riferita ai valori e ai
disvalori percepiti nella cultura siciliana. I due grafici sono praticamente
coincidenti. Qualche esempio: l'onestà è un valore? "per niente" al
58% nella cultura mafiosa, "poco" al 50,7 tra i siciliani; la
partecipazione civile? per niente al 42,9 tra i mafiosi, poco al 48,5 tra i
siciliani; il senso civico? per niente al 59,5 tra i mafiosi, poco al 44,7 tra
i siciliani; la giustizia? per niente nel 65% della cultura mafiosa, poco nel
49 e per niente nel 9% della percezione dei siciliani. In compenso: il
tradizionalismo è molto forte nel 37,4% dei valori mafiosi e nel 44,1 dei
siciliani; l'omertà nel 55,7 dei primi e nel 40% dei secondi; la prepotenza nel
75,1 per i mafiosi e nel 41,3 per i siciliani; il maschilismo "molto"
nel 48,7 dei mafiosi e "abbastanza" nel 44,6 dei siciliani; il
servilismo molto nel 42% dei mafiosi e abbastanza nel 33,9 dei siciliani. C'è
poi la quasi perfetta sovrapposizione tra "valori" della cultura
mafiosa e "valori" percepiti dai siciliani se si sommano le risposte
"molto" e "abbastanza" riferite alle voci diffidenza (
( da "Liberazione" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
L'analisi del
presidente del Censis: "Lo zampino di Berlusconi e Veltroni. E ora? C'è ancora
speranza..." "Si è votato così presto per eliminare centro e
sinistra" Angela Mauro Rimanere alla porta del Parlamento non è una
necessità storica, nemmeno per la sinistra. Il ruolo di extraparlamentari,
consegnato dal voto di metà aprile a Rifondazione, Sd, Pdci e Verdi, non è un
cataclisma naturale. Si poteva evitare. Come? "Bastava votare tra due o
tre anni. Ma sia Berlusconi che Veltroni hanno puntato al voto subito per
stroncare sul nascere due nuove formazioni politiche: quella della sinistra, appunto,
e il centro". Parola di Giuseppe De Rita, presidente del Censis, sociologo
di lena lunga e apprezzata, di quelle che da sempre rifuggono scorciatoie e
capri espiatori. Non risparmia critiche alla sinistra, De Rita, ma riconosce
che il progetto aveva bisogno di tempo. E ora? "C'è uno spazio a sinistra
del Pd. Ma va occupato con dignità". Partiamo da un giudizio generale sul
dato elettorale. C'è una doppia motivazione. La prima di carattere razionale,
la seconda emozionale. Parto dal livello razionale. Hanno perso coloro che non
si sono resi conto di tre cose. Primo: l'Italia è fatta di tante
territorialità, il territorio è centrale. Io ne parlavo negli anni '70 e mi
dicevano che facevo folclore economico. Ora sembra che lo abbiano scoperto
tutti, il territorio. Si parla di partiti federali, territoriali... uno
strazio. Strazio perchè? Ci potevano pensare prima, invece hanno continuato a
fare una politica dall'alto, dal centro, una politica da Torre Eiffel. Il
secondo fattore che non è stato compreso è la "cetomedizzazione" di
massa. Negli ultimi 30 anni tutti sono stati inquadrati come ceto medio, una
sorta di grande invaso con emissari che entrano e non escono. Tutti:
dall'idraulico con moglie parrucchiera e figlio all'università al professore di
liceo che, per la mia generazione, era l'elite. Non ci si è resi conto che una
cetomedizzazione di massa non dura a lungo: qualcuno "esce verso
l'alto", diventando imprenditore, entrando nell'elite finanziaria; qualcun
altro esce "verso il basso". A questi ultimi, abbiamo dato una
definizione di classe: lo si fa per gli operai e si inquadrano anche i nuovi
fenomeni, penso ai precari, in una definizione di classe. Il punto non è
definire le cose in termini di classe, ma vedere i processi e questi nessuno li
ha studiati. Terzo fattore incompreso? Il policentrismo dei poteri. Il potere
non sta più nella politica dello Stato, ma dappertutto, sta anche nei comuni
che con i fondi strutturali europei hanno ampi margini di manovra. Questo
"incasinamento" dei poteri favorisce chi sui poteri locali sa
lavorare meglio. Penso alla Lega al nord o
Cuffaro in Sicilia. Sono entrambi poteri in parte clientelari e dialettali,
usano una lingua della realtà locale. Quanto al livello emozionale, non si è
compreso il valore dell'emozione nell'elettorato e ce ne sono di quattro tipi.
La prima: la paura, quella di impoverirsi o quella per lo straniero. La
seconda: l'insicurezza. La terza: il rancore, quello dell'imprenditore che deve
sbrigare 70 pratiche per aprire un'azienda o quello di un sindaco che per dare
il patrocinio ad una gara ciclistica deve stampare non so quante delibere.
Quarta emozione: il risentimento che è lutto per quel che non è stato ed è
un'emozione individuale. Penso all'impiegato risentito per non essere riuscito a
fare carriera o all'operaio che avrebbe voluto una vita diversa. Emozioni
diverse tra loro. Si potrebbe dire che le prime due sono state un po' pompate
da media e cattiva politica, mentre la terza ha a che fare con riforme mancate
e la quarta si lega alla crisi economica? La paura di impoverirsi è stata anche
pompata: quel "non arrivi alla fine del mese" ha veicolato la paura
anche in settori che non ne avrebbero motivo. L'insicurezza è stata pompata più
ad arte, è più sottile, è stata giocata dalla destra già nel 2001 e adesso in
maniera più visibile, in particolare dopo l'omicidio Reggiani a Roma. Su quel
caso anche Veltroni ci ha messo del suo... Si, ricordo il consiglio dei
ministri straordinario... Le altre due emozioni invece non sono state fomentate,
vengono dal di dentro delle comunità e della singola persona. E non c'entra
solo la crisi economica, ma anche quella del ceto medio risentito: aveva il
sogno di diventare ricco e non ci è riuscito. Torno al territorio, centrale
nella politica della sinistra negli ultimi anni: la partecipazione alle lotte
dei No Tav, dei No dal Molin di Vicenza, degli anti scorie di Scanzano. Dove ha
sbagliato la sinistra? Esiti territoriali di battaglie ideologiche. La sinistra
non ha capito Vicenza, ad esempio, ha pensato che quella fosse una battaglia
ideologica contro l'imperialismo americano, ma era una battaglia territoriale
con motivazioni territoriali. La sinistra ha appiccicato alle lotte locali
delle motivazioni dall'alto verso il basso e non il contrario, non ha dimostrato
vera empatia con il territorio. Sta dicendo che non c'è proprio più spazio per
le ideologie di sinistra? (nel senso positivo del termine) C'è una crisi dei
pensieri non nutriti. In troppi si occupano di localismo senza averlo mai
studiato. La logica successiva vorrebbe che si parlasse italiano e non la
lingua locale, ma non è così. L'unico che l'ha saputo fare è stato Tremonti,
berlusconiano vicino alla Lega, che parlando in
italiano ha posto il localismo in una logica più ampia, internazionale e con
critiche alla globalizzazione. E' proprio sicuro che a sinistra non ci sia
nessuno con una elaborazione simile? La critica alla globalizzazione nasce con
i movimenti noglobal, a sinistra... Bertinotti l'ha fatto, onore al merito.
Solo che per lui il messaggio era più difficile da costruire, è risultato
appesantito da ideologie precedenti. Mentre Tremonti che parla male del mercato
fa notizia, Bertinotti no. Tutta la sinistra non ha avuto una cultura di lingua
nazionale da contrapporre a Tremonti. Anche Veltroni è troppo flebile. Non
fosse stato così chiuso in se stesso, la persona adatta poteva essere Prodi,
con la sua esperienza internazionale. No, non c'è un intellettuale di sinistra.
Ci sono opinionisti che vanno per la maggiore, editorialisti della domenica...
forse l'antiberlusconismo è così virale da aver spento le intelligenze...
Disfatta elettorale della sinistra: necessità storica o tragedia che si poteva
evitare? Si poteva evitare, bastava votare tra due o tre anni. Bisognava poter
preparare i tempi per fare la sinistra e anche per fare il centro. Invece il
governo è caduto a gennaio e in due mesi di campagna elettorale non fai nè la
sinistra, nè il centro. C'è stato un condizionamento: sia Berlusconi che
Veltroni hanno voluto votare subito per evitare che si formassero questi due
poli. Sotto sotto, anche se Veltroni non lo dirà mai, il ragionamento è stato:
non diamo tempo alla sinistra di riorganizzarsi e al centro di crescere e così
due processi di potenziale innovazione sono stati strozzati in poco tempo.
Pensi a Pezzotta: il suo progetto centrista è stroncato. E adesso? Adesso,
affari vostri (ride) . La sinistra dovrebbe lavorare sui tre motivi nazionali
della sconfitta che citavo prima: territorio, disagio del ceto medio,
architettura distribuita dei poteri. Dovrebbe imparare a parlare di emozioni. E
non dovrebbe portarsi dietro zavorre. Tipo? I Verdi. Come? Avrei scommesso che
si riferisse al Pdci, la falce e martello... Di zavorre ce ne sono anche dentro
Rifondazione... Quanto a Diliberto, lui è così come appare, prendere o
lasciare. Volevo dire che secondo me la sinistra paga anche la stanchezza
dell'italiano medio per quello che i Verdi potevano essere e non sono stati.
Tutti noi siamo stati un po' verdi, anch'io li ho votati una volta, sembravano
un modo nuovo per intendere il rapporto dell'Italia con l'ambiente, invece
l'entusiasmo dell'ecologismo si è incastrato in un partito con tutti i vizi dei
partiti. Sembrerebbe che nella sua analisi la delusione per il governo Prodi
non trovi spazio. E' così? Tutti abbiamo provato un certo disagio per il
governo Prodi, ma non penso sia stato decisivo sul voto. Uno dei problemi della
sinistra è non aver governato i tempi della crisi di governo, vi si è adattata
ma avrebbe avuto bisogno di più tempo per organizzarsi. L'unica scivolata che
addebito a Bertinotti è aver parlato male del governo Prodi a dicembre. La
sinistra sta reagendo bene alla batosta? Reazione scomposta come è naturale che
sia dopo una botta in testa così. La mia impressione è che comunque uno spazio
a sinistra del Pd ci sia. Il punto è occuparlo bene. Se si fugge per andare
altrove - nello stesso Pd - o se si pianta una bandierina di Lenin, si occupa
solo una frazione di quello spazio. Ci vuole una cultura, una leadership, un
Tremonti di sinistra, che poi è quello che è stato Bertinotti per 15 anni. Se
prendono piede meccanismi di scissione, si manca l'obiettivo. Ma chiunque ci
resti in quello spazio, fosse anche uno solo, deve farlo con dignità e non per
puro spirito di sopravvivenza. 25/04/2008.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Di SANDRO IANNI
VERONA - Il corpo di lui, mani legate con del nastro, testa fracassata da
almeno otto colpi di martello, seminascosto in cantina sotto alcuni cartoni e
qualche telo. Lei, strangolata, con addosso solo una maglietta, riversa sul
letto nella camera al primo piano. I coniugi Luigi Meche, 61 anni, imbianchino
in pensione, e Luciana Rambaldo, 57 anni, casalinga, sono stati trovati così
senza vita nella loro villa di Lugagnano di Sona pochi minuti dopo la
mezzanotte. L'autopsia ha stabilito che il primo a morire, tra le 16 e le 22 di
mercoledì è stato l'uomo seguito dopo pochi minuti dalla moglie. A scoprire la
tragedia un nipote delle vittime, Simone Veronesi di 35 anni, sposato e padre
di due bambini. L'uomo si era recato nella casa degli zii, che non avevano
figli, dopo che per tutto il pomeriggio aveva tentato inutilmente di
raggiungere i parenti al telefono. È entrato scavalcando la recinzione e
attraverso una porta sul retro trovata aperta. Veronesi è stato sentito a lungo
dai carabinieri, così come in caserma a Sommacampagna (Verona) sono stati
ascoltati parenti, amici e conoscenti. I militari ancora non si sbilanciano su
ipotesi precise ma tenderebbero a escludere il movente della rapina. Nella casa
tutto sarebbe stato in ordine tanto da far ritenere agli investigatori che i
due coniugi, che a detta dei vicini avevano una fisiologica paura dei ladri
tanto da chiudere ermeticamente la casa all'imbrunire, conoscessero il loro
assassino entrato senza scassinare infissi. All'appello dei carabinieri
mancherebbe ancora una persona da ascoltare: un giovane collaboratore di Luigi
Meche, moldavo di 23 anni, visto anche mercoledì pomeriggio dipingere la
staccionata in ferro nero che circonda la villa. Un ragazzo poco più che
ventenne, lo descrivono i testimoni, con i capelli corti, molto magro,
taciturno, che verso sera avrebbe improvvisamente abbandonato barattolo di
colore, guanti e pennello a ridosso dell'inferriata facendo perdere le proprie
tracce. Ieri la villa è stata setacciata da due squadre del Ris di Parma.
L'abitazione è un'elegante costruzione con seminterrato e un piano rialzato.
Una casa di colore rosa antico costruita 25 anni fa, ma che l'artigiano aveva
mantenuto in perfette condizioni. Davanti allo scivolo per il garage una Daewoo
Leganza. Fuori dal cancello, invece, il furgone
dell'artigiano, un Fiat Ducato bianco con all'interno secchi, scale e teli
tipici del lavoro di imbianchino e sui vetri gli adesivi dell'Associazione
nazionale alpini di cui Meche faceva parte come dirigente del gruppo di
Lugagnano. L'uomo e alcuni amici, forse lo stesso nipote Simone considerato da
tutti il prediletto dallo zio che a lui aveva trasferito l'attività di pittore
e decoratore, ieri sarebbero dovuti andare Bassano del Grappa (Vicenza) per il
sopralluogo nei siti dove avrebbero realizzato la tendopoli per la prossima
adunata nazionale di maggio. I primi sospetti che potesse
essere successo qualcosa di anormale l'altra sera, sono affiorati in chi,
nipote in testa, voleva perfezionare proprio i dettagli della trasferta
bassanese. Il neo sindaco di Sona Gulatiero Mazzi, della Lega Nord, dice: "In casi del
genere non escluderei la pena di morte".
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
1973,1189499702
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Intra12,18410,339,54411,91052880 Banca Pop. di
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TTAS19,600-0,7619,60023,190240 Telecom Italia Media0,134-2,840,1250,2365646317
Telecom Italia Media rnc0,1343,880,1220,22021150 Telecom Italia
rnc1,0561,540,9421,609126668439 Telecom Italia(già
Olivetti)1,3250,001,2122,143437068777 Tenaris16,881-2,4312,15617,5023207780
Terna2,8170,932,6332,9097810994 Tiscali2,3760,591,3092,38715581040
Tod's38,7001,1834,55048,11038547 Trevi Finanziaria
Industriale15,1321,058,96515,082366823 Trevisan2,562-1,002,2133,32549852
TXT12,423-0,829,67515,957684 UUBI Banca16,780-0,8214,77318,7011698916 Uni
Land0,255-0,550,2160,4181086269 UniCredit4,7903,214,1805,697143041895 UniCredit
rnc5,0381,314,4905,87528520 Unipol2,000-0,501,6552,3396674289 Unipol
priv1,799-0,501,4862,1607459100 VViaggi del Ventaglio0,4151,840,2820,500156274
Vianini Industria3,1600,002,9643,3750 Vianini Lavori9,116-0,287,96711,1618085
Vittoria Assicurazioni12,8230,879,23512,777111849 WWar Greenergy Cap
110,0020,000,0010,0020 Warr Intek 080,0910,000,0160,1230 Warr Mid Ind
C0,7900,000,5400,9860 ZZignago Vetro4,738-0,864,0204,82032038
Zucchi2,9030,002,7633,3000 Zucchi rnc3,1530,003,0553,8380.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE
Segnali di svolta D'Alema apre il campo al successore Onu e Medio Oriente
Farnesina, nuove mosse Cadute le riserve su altre sanzioni all'Iran ROMA - Non
c'è stata alcuna direttiva impartita da Roma, secondo la ricostruzione della
riunione accreditata dalla Farnesina. Sarebbero state considerazioni maturate a
caldo, mercoledì, a spingere l'ambasciatore italiano seduto nel Consiglio di
sicurezza dell'Onu a ottenere la sospensione della seduta. Quando l'aula è
stata infiammata dal paragone del viceambasciatore libico tra i campi di
sterminio nazisti e le condizioni di Gaza per le azioni dei mi-litari di
Israele, Marcello Spatafora, il rappresentante permanente dell'Italia al
Palazzo di Vetro, ha chiesto di interrompere i lavori per due motivi. Uno di
merito: la gravità dell'accostamento che aveva appena spinto i rappresentanti
di Francia, Stati Uniti e Costa Rica ad andarsene. Uno di metodo:
l'impossibilità di proseguire la riunione nel clima turbolento che c'era. Così
si viene a sapere dal ministero degli Esteri tuttora guidato da Massimo
D'Alema, in carica per gli affari correnti fin quando non si sarà insediato il
governo di Silvio Berlusconi. Ieri sera, la tesi sembrava avere a sostegno
alcuni elementi. A New York lo scontro sulle parole del viceambasciatore libico
Ibrahim Dabbashi, che aveva accostato la situazione di Gaza ai lager di Adolf
Hitler, è scattato mentre a Roma era notte. In più, ieri non ci sono state
proteste verso l'Italia da parte dell'ambasciatore dello Stato di Muhammar el
Gheddafi presso il Quirinale, Abdulhafed Gaddur. "E perché io avrei dovuto
protestare? Ho sentito il mio ambasciatore a New York e mi ha confermato che
francesi e americani, non italiani, sono usciti dall'aula ", ha detto al
Corriere Gaddur. E' evidente che nei rapporti tra Stati entrano in gioco
numerosi elementi di valutazione. Nel 2006, mentre Berlusconi era a Palazzo
Chigi, la Libia si indignò quando il leghista Roberto Calderoli esibì, in tv, una maglietta
con le vignette su Maometto. La repressione di un assalto al consolato italiano
a Bengasi costò morti e morti. Il nostro Paese è il primo partner economico
della Giamahiria, la quale ci fornisce il 18% dell'energia che consumiamo, a
cominciare dal petrolio. Il passaggio tra due governi in Italia è una
fase delicata. Romano Prodi si prefiggeva di portare Gheddafi in visita a Roma.
La Farnesina non può assecondare offese a Israele. Ma ieri né Roma né Tripoli
hanno cercato di complicarsi i rapporti. E' su un altro versante delicato che
il ministero di D'Alema, senza grande clamore, ha compiuto una svolta che non
era scontata: sull'Iran. Nei giorni scorsi, a Bruxelles, il rappresentante
d'Italia presso il Comitato politico di sicurezza dell'Unione Europea,
ambasciatore Andrea Meloni, ha fatto cadere una riserva che era stata posta dal
nostro Paese, in sede europea, sulle sanzioni da applicare a Teheran in virtù
della seconda risoluzione dell'Onu contro i piani nucleari iraniani. Una mossa
che, a prima vista, ci si sarebbe potuta aspettare dal governo di centrodestra.
La questione però è più complicata. Il movente della scelta sarebbe stato in
particolare il desiderio di far rientrare l'Italia nel giro dei Paesi che hanno
un peso notevole nelle decisioni internazionali sull'Iran. Pur sapendo di non
poter trovare un posto all'interno del cosiddetto "5+1", l'ambizione
è di essere consultati in vista delle prossime decisioni da questo comitato
formato da Usa, Cina, Russia, Gran Bretagna e Francia, che sono membri
permanenti del Consiglio di sicurezza, più la Germania. Durante il semestre
italiano di presidenza europea, nel 2003, il governo Berlusconi preferì restar
fuori dal gruppo degli Stati europei incaricati di negoziare con Teheran sul
nucleare. La Repubblica islamica ci avrebbe voluto dentro. Londra, Parigi, Berlino
non se ne ebbero a male e, seppure senza risolvere la questione, accrebbero il
loro peso. Adesso si prepara la quarta risoluzione dell'Onu e l'Italia, per
accrescere il suo ruolo, riduce gli ostacoli a sanzioni europee. Maurizio
Caprara.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-25 num: - pag: 3 categoria:
ALTRI OGGETTI cercato solo di guadagnare tempo. "C'è un serio problema di
proliferazione", ha commentato il parlamentare repubblicano Pete Hoekstra
appena uscito dall'incontro con gli 007. Anche la Casa Bianca in serata ha
criticato il regime di Pyongyang definendo la connivenza con la Siria sul
reattore "un segnale pericoloso". Sfruttando le
polemiche sulla Corea del Nord, i siriani hanno provato a sfilarsi e hanno
respinto le accuse. Ma sono stati tirati dentro comunque. L'audizione è infatti
coincisa con altre rivelazioni, non meno clamorose. Il presidente Bashar Assad
ha sostenuto di aver ricevuto un messaggio dal premier israeliano Ehud Olmert.
Questo il succo: "Israele è pronto a restituire le alture del Golan
(occupate nel 1967, ndr) in cambio di un accordo di pace". Però, ha
aggiunto Bashar, la questione non è per ora sul tavolo e bisogna aspettare la
prossima amministrazione Usa. Olmert, in vacanza sul Golan, tra una grigliata e
una visita a un vigneto, si è schermito con un "né confermo, né
smentisco" limitandosi ad ammettere di aver inviato una lettera. I fini
analisti israeliani hanno legato raid e contatti diplomatici. La distruzione
dell'impianto nucleare - scrivono - è servita a spazzare via qualsiasi
illusione bellica siriana e a ribadire il potere di deterrenza dello Stato
ebraico. Gli Stati Uniti non avrebbero dato alcuna "luce verde" a
Israele per lanciare l'attacco aereo: secondo fonti dell'amministrazione Usa
citate in forma anonima da media americani, Washington era a conoscenza delle
intenzioni israeliane, ma non diede alcuna indicazione a compiere il blitz. Ad
alimentare le congetture ha sicuramente contribuito l'atteggiamento di
Gerusalemme e Damasco. Israele ha mantenuto un profilo basso sul blitz,
lasciando che fossero i giornali Usa a fornire dettagli. La Siria, in
imbarazzo, si è protetta con una cortina di versioni mai chiare. L'impressione
è che tutti volessero nascondere l'episodio, "tanto chi doveva sapere
sapeva". Ma tirato dal filo coreano è tornato sotto i riflettori. Guido
Olimpio L'attacco Partendo da sinistra: l'immagine presa dal satellite del
presunto impianto atomico siriano Al Kibar prima del blitz e il sito nucleare raso
al suolo dai caccia israeliani.
( da "Liberazione" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Per Palcoscenico su Raidue
(ore 23,30) lo spettacolo tratto dal romanzo. Aspettando Cannes... Fenomeno
Gomorra oggi in tv la versione teatrale Katia Ippaso Non ha effetti
spettacolari ma ti trascina dentro una storia nera di ragazzi bruciati. Con le
armi mai ambigue della non violenza, evoca la violenza degli affari di camorra:
la linea immateriale del danaro che occulta il sangue versato, mettendo in
scena pantomime da "società degli uomini". E' Gomorra , il
romanzo-reportage di Roberto Saviano, sintesi alchemica di abilità narrativa e
indagine sulla realtà compiuta senza difesa personale dal pericolo (in caso
contrario non sarebbero nate quelle parole). In attesa dell'omonimo film di
Matteo Garrone, in concorso a Cannes, stasera "Palcoscenico" di
Raidue si apre con la messa in onda dello spettacolo teatrale di Roberto
Saviano e Mario Gelardi, per la regia televisiva di Marisa Vesuviano (ore
23.30). Gelardi dice di essere preoccupato: "Non è l'esito del programma
quello che mi rende pensieroso, per sua natura il teatro in televisione non ha
fortuna e tutto quello che verrà va giudicato con ottimismo. I miei pensieri
girano intorno all'accoglienza che potrà avere il lavoro: si è detto che il mio
è uno spettacolo popolare, che piace più al pubblico che agli addetti ai lavori".
Inconsapevolmente, il regista teatrale ci dà una bella notizia e ci costringe a
misurarci sul significato della parola "popolare". Che Gomorra , lo
spettacolo prodotto dal Mercadante di Napoli, non abbia completamente
soddisfatto gli addetti ai lavori (cosa a noi incomprensibile, dal momento che
si tratta di un'opera rigorosa che evita l'epicizzazione banale del crimine,
tanto amata dalle nostre fiction) va a suo merito; che abbia riempito i teatri
pure. La dolorosa messa a fuoco di uno scollamento del linguaggio politico
dalla reale condizione umana non è, ovviamente, solo oggetto di discussione
specialistica. Investe invece anche la cultura che nel nostro paese è gestita
nella sua gran parte da un'elite miope, una nicchia invidiosa dei Saviano del
mondo, di quelli che non si vergognano di andare in prima linea. Salvo poi
essere costretti ad osannarli quando il fenomeno diventa internazionale o
voyeuristico: lo scrittore ventinovenne, minacciato di morte dalla camorra,
gira oggi sotto scorta. Lo spettacolo somiglia clamorosamente al libro. Eppure
ne è la versione cameristica. Dalla complessa materia messa in campo dallo
scrittore napoletano, sono state isolate cinque storie. Dalla parte dei
"ragazzi di vita" ci sono Mariano (Antonio Iannello), che è fissato
col signor Kalashnikov perché ha inventato il mitra più bello del mondo (per la
cronaca, quest'arma ha fatto più vittime della bomba atomica), Kit Kat baby
corriere della droga dal destino tragico (Adriano Pantaleo), e Picatchu
(Francesco Di Leva), che da grande vuole fare il boss e
quindi vuole possedere supermercati, negozi, fabbriche, vuole comprare donne e
poi vuole morire, ma "come muore uno che comanda veramente:
ammazzato". Giovin signore dell'Apocalisse, Stakeholder (Giuseppe Miale Di
Mauro) è invece uno che ha studiato alla Bocconi e si è
"specializzato" nel riciclo e nello smaltimento dei rifiuti tossici.
C'è poi l'innocente Pasquale di Ernesto Mahieux, il sarto che ha cucito per una
manciata di euro, a sua insaputa, l'abito che Angelina Jolie ha indossato la
notte degli Oscar. Infine c'è lui, Saviano, incarnato da un attore fuori norma,
Ivan Castiglione, in grado di mostrarci, secondo una drammaturgia fisica del
dolore che scarta la paura, la solitudine di chi è in ascolto e solo dopo aver
ascoltato parla. Nello spettacolo, recitato con realismo impressionante da
tutti gli attori, la parola arriva come una scazzottata, una botta di gelo
seguita da un improvviso calore: le scene si risolvono in azioni essenziali, in
qualche caso minacciose, violente, come è la vita di questi ragazzi che
Castigione/Saviano incontra per il suo reportage all'inferno, sentendosi
"uno di loro". La catarsi è vietata, a favore di un rito culturale da
vivere in presa diretta. Tutto questo è popolare? Non piace del tutto agli addetti
lavori? Se fosse veramente così, saremmo salvi. 25/04/2008.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Di FABIO ROSSI
Dialogo tra religioni, contrasto all'immigrazione clandestina "che va
sconfitta", ma aiuto a chi "vuole veramente integrarsi". È stata
una visita dal grande valore, simbolico ma anche sostanziale, quella che Gianni
Alemanno, candidato sindaco del Popolo della libertà al Centro di cultura
islamica di Roma, a fianco della grande Moschea di Monte Antenne. Alemanno ha
incontrato con l'imam Ala Eldin Mohamed Ismail El Ghobashy e il direttore del
Contro islamico Abdallah Redouane. "Noi vogliamo separare l'immigrazione
clandestina, che va sconfitta, da quella positiva che vuole invece
l'integrazione - sottolinea l'ex ministro delle Politiche agricole - Questi due
universi non vanno mai confusi, come invece è avvenuto in passato. Vogliamo
avere un rapporto con tutte le comunità della città, un rapporto di reciprocità
e collaborazione per sconfiggere il male dell'immigrazione clandestina,
dell'illegalità e dell'insicurezza, un modo per valorizzare l'immigrazione positiva,
fondata sul lavoro e sulla crescita economica. Crediamo in una Roma
mediterranea, al centro del Mediterraneo e rispettosa di tutte le culture e le
identità che vi si affacciano". Un momento per riallacciare il dialogo con
la vasta comunità musulmana della Capitale, e per chiarire possibili equivoci.
A partire dalla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche italiane, che
tante polemiche ha creato negli ultimi anni: "Il Centro islamico di Roma,
per primo, non ha mai contestato la presenza dei Crocifissi nelle aule",
spiega Alemanno, che comunque non ha affrontato questo tema durante l'incontro.
Poi, il tema caldo (non solo su questo fronte) dei rapporti con gli alleati
della Lega. "Calderoli e la Lega sanno benissimo com'è questa realtà, il problema non è
quello degli immigrati ma della illegalità e dell'immigrazione clandestina -
argomenta il candidato sindaco di centrodestra - Il Pdl ha le idee chiarissime,
partiamo dal rispetto reciproco delle identità. L'integrazione deve
avvenire intorno alla nostra identità ma c'è spazio per tutte le altre culture:
tutto il resto è folklore". E arriva la proposta: "La nostra idea è
quella di promuovere corsi di lingua italiana all'interno del centro islamico
per favorire l'integrazione", annuncia Alemanno. All'insegna
dell'integrazione, ma soprattutto della sicurezza, è stato anche l'incontro
promosso dalla neodeputata del Pdl Souad Sbai, al centro per la cultura
marocchina "Averroe" con i rappresentanti di trenta enti, ordini e
associazioni. "L'impegno che aspetta me e voi è grande. Governare una
città richiede coinvolgimento e partecipazione - sottolinea Alemanno - Dobbiamo
ritrovare un equilibrio dopo cinque anni in cui tutto è stato confuso. È stata
fatta confusione tra chi viene in Italia per integrarsi e lavorare onestamente
e chi invece delinque e non ha alcuna intenzione di rispettare le regole. In
questo modo il cittadino romano è in preda alla paura. La sicurezza è un valore
per i più deboli, che devono essere tutelati". "Il tema della sicurezza
è correlato a quello della legalità - insiste Alemanno - Non vogliamo opprimere
la città, ma liberarla. Vogliamo dare certezze, garanzie e sicurezza, a
prescindere dall'etnia e dalla religione dei cittadini. La centralità delle
donne si pone come forza necessaria per rovesciare le idee della sinistra e
costruire una città più sicura - aggiunge il candidato sindaco - Senza
sicurezza non può esserci né libertà, né sviluppo economico, né imprenditoria,
né integrazione".
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-25 num: - pag: 22
categoria: BREVI Il murale del boss PALERMO - Un murale con il volto del
latitante Matteo Messina Denaro, è comparso dietro la cattedrale di Palermo. Il
questore: messaggio positivo.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Pdl Chiusura di campagna a piazza Navona Alemanno e
Islam il fattore Calderoli
Visita in moschea: noi più aperti della Lega Alla Moschea, Gianni Alemanno si
presenta con un braccialetto tricolore. Non è uno sfoggio di italianità, ma un
porta fortuna: sono quelli distribuiti al Pantheon, in occasione della festa
per la vittoria alle politiche, da sciogliere dopo il ballottaggio. Ma
con la rappresentanza della comunità islamica, l'imam Ala Eldin Mohamed Ismail
el Ghobashy e il direttore del centro culturale Abdallah Redouane, Alemanno fa
il difensore di tutte le identità nazionali. Lo portano a visitare la
biblioteca e lì dentro, nell'incontro chiuso ai cronisti, davanti ad un
bicchiere di thè verde, il candidato del Pdl tranquillizza i musulmani:
"Guardate - gli dice - che il mio essere di destra si traduce nel valore che
diamo alle identità culturali e ai valori delle comunità. Contiamo su di voi,
anche come opera di prevenzione al terrorismo. Il bello di questa moschea è che
è aperta: faremo di tutto per potenziare i mezzi pubblici per arrivarci".
Redouane gli ha risposto: "Roma è la nostra città, la sicurezza è un
problema anche nostro". Uscendo dalla Moschea, stringendo la mano del
responsabile del centro Alemanno ha aggiunto: "Conti sulla nostra
amicizia". Un'amicizia che, a quanto pare, è reciproca. Anche perchè la
visita di Alemanno alla Moschea non è casuale: è la prima volta che un
candidato sindaco va in visita al centro islamico, e le simpatie della comunità
romana (30 mila persone in tutto, circa 18 mila votanti) sembrano più orientate
per il centrodestra che per il centrosinistra soprattutto per via delle scelte
su etica e famiglia. Inevitabile, nell'incontro coi giornalisti, il riferimento
alla Lega ed è proprio un giornalista del periodico "Famiglia
musulmana" a porre la questione: "La Lega? Conosce benissimo la vostra
realtà. Il problema loro e di Calderoli non è verso la
vostra religione o verso l'immigrazione, ma nei confronti degli immigrati
irregolari. Ogni elemento di folklore è marginale. E poi noi, a Roma, siamo
molto più aperti". Alemanno si allontana e, quasi tra sè e sè, sussurra:
"Calderoli lo porteremo a Roma, chiuso in
una...". Si ferma prima di finire la frase e di compiere la gaffe. Voleva
dire una gabbia? Nel corso dell'incontro, Alemanno ha lanciato alcune proposte:
"Corsi in italiano dentro la moschea, per favorire l'integrazione che deve
avvenire attorno alla nostra identità e alle nostre regole. Vogliamo essere una
città multiculturale, al centro del Mediterraneo ". E la questione del
crocifisso nelle scuole? "Il centro islamico di Roma non ne ha mai
contestato la presenza". Poi, visto che è in ritardo per gli altri
appuntamenti della giornata, sale su una moto guidata da un'agente di scorta,
si allaccia il casco e schizza via, verso un confronto con le associazioni
cattoliche disertato da Rutelli e poi verso la chiusura (bagnata) della
campagna elettorale a piazza Navona. "Questa - ha detto sul palco - è una
partita che si vince all'ultimo voto. Siamo risaliti di un punto al giorno, e
ora possiamo raggiungere un risultato storico. Questa pioggia è venuta a lavare
Roma dalla coltre di vecchio sistema di questi anni. La sinistra ha tirato
fuori Ri-Ciccio Rutelli, ma io mi fido di voi: andate a votare per farci
tornare padroni a casa nostra". Ernesto Menicucci.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Di MARCO CONTI e
DAVIDE DESARIO ROMA - La sfida è sul Campidoglio e l'occasione è troppo
favorevole al centrodestra per sprecarla. Silvio Berlusconi sa che la conquista
di Roma può assestare un colpo decisivo al centrosinistra e al Pd in
particolare. E' per questo che negli ultimi giorni non si è risparmiato
intrecciando comizi ed interviste al lavoro da futuro premier. I toni della
Lega contro "Roma-ladrona" e contro il Sud non rischiano di
alimentare la spinta verso meccanismi fiscali meno solidali? "I romani
sono intelligenti. Hanno capito benissimo che quello slogan - che io comunque
non ho mai condiviso - non andava contro di loro, né contro la città. Si
parlava di "Roma", per riferirsi alle stanze del potere, a quella
"casta" della quale i cittadini non ne possono più. D'altronde, il
federalismo fiscale, per il quale la Lega si batte da tempo insieme al Pdl, non
ha nessuna valenza anti-romana. Aggiungo che proprio nel "Patto con
Roma" si prevede una maggiore tutela dei diritti del contribuente, in
quanto allo Statuto comunale sarà aggiunto un titolo specifico dedicato proprio
a questo, con l'obbligo di ripristinare un rapporto equo tra pressione fiscale
e qualità dei servizi erogati, di tutelare e risarcire i cittadini da
disservizi e "cartelle pazze"". Come prossimo capo del Governo
che cosa si impegna a fare per Roma? Può prendere due impegni concreti?
"Roma è il cuore della cristianità, è il simbolo stesso della cultura e
dei valori dell'occidente. Ma oggi Roma è anche una città poco sicura,
disordinata con linee metropolitane insufficienti, con servizi sociali carenti
e periferie degradate. Le giunte di sinistra in 15 anni hanno fatto poco e
male. E gli episodi più recenti di criminalità ne hanno messo a nudo le lacune.
Il mio governo interverrà subito, in appoggio al Comune, su due fronti: la
sicurezza e il turismo. Nel primo caso, serve un maggiore controllo del
territorio per contrastare la criminalità, i furti, i borseggi, la
prostituzione, lo spaccio di droga. Per questo potenzieremo la polizia di
prossimità, il poliziotto e il carabiniere di quartiere. A Roma ci sono 20 mila
immigrati irregolari che hanno commesso dei reati e vanno
rispediti a casa: nei loro confronti applicheremo in modo severo la legge Bossi-Fini, che non ammette la presenza
di immigrati senza permesso e lavoro regolare. Quanto al turismo, che è
fondamentale per l'economia di Roma, attueremo ciò che prevede il nostro
programma: la riduzione progressiva e graduale dell'Iva sul turismo.
Insieme all'abolizione dell'Ici sulla prima casa e alla detassazione degli
straordinari e dei premi aziendali". Tra i primi provvedimenti del suo
governo ci sarà il federalismo. Verrà riconosciuto il ruolo di Roma? In che
modo? "Alla vigilia delle elezioni per il Campidoglio, io ho firmato il
"Patto con Roma", sottoscritto anche da Gianfranco Fini, da Giovanni
Alemanno e da Alfredo Antoniozzi. Al primo punto del "Patto con Roma"
c'è l'impegno a realizzare una legge nazionale e una riforma costituzionale per
la creazione di un "Distretto" che riassuma le competenze di
Provincia e Comune con poteri legislativi straordinari. Ciò significa che
daremo vita a una nuova istituzione, il "Distretto di Roma Capitale",
che beneficerà della riforma del federalismo fiscale. Roma avrà così lo stesso
"status" delle altre grandi capitali nel mondo". Il problema
sicurezza è stato centrale nella campagna elettorale e lei ha promesso
interventi immediati. Quali, in concreto? "L'ho già detto, la sicurezza è
per noi al primo posto nella scala delle priorità. Ai provvedimenti dei quali
ho parlato poco fa, devo aggiungere la questione sempre più grave degli
immigrati dalla Romania, che dal primo gennaio 2007 possono entrare in Italia
liberamente in quanto cittadini comunitari. Noi sappiamo che molti di questi
cittadini rumeni sono persone perbene, che lavorano con permessi regolari. Ma
con loro sono arrivati a migliaia anche degli sbandati, dei delinquenti che non
accettano le nostre leggi. Dobbiamo opporre un filtro a questi ingressi. Il
governo Prodi poteva farlo, negoziando con la Ue le stesse norme che hanno
consentito ad altri Paesi europei di controllare e limitare gli ingressi dei
rumeni. Ma non lo ha fatto. Ora dovremo farlo noi: ne parleremo in sede Ue per
trovare le soluzioni più efficaci. Che cosa pensa della proposta di Gianni
Alemanno di nominare un commissario speciale per la sicurezza che includa in sé
sia i poteri governativi che quelli degli enti locali? "Penso che i
giornali abbiano travisato il suo pensiero, in quanto una figura con poteri
simili non esiste nel nostro ordinamento. Nel "Patto con Roma" è
indicata con chiarezza la strada che Alemanno seguirà quando sarà sindaco. Per
prima cosa nominerà una Commissione di saggi "super partes",
comprendente anche esponenti dell'opposizione, che avrà il compito di
monitorare le "criticità" del sistema Roma e avanzare proposte concrete
alla Giunta e al Consiglio comunale". E del braccialetto elettronico per
le donne proposto da Francesco Rutelli? "Una boutade infelice. Il
braccialetto elettronico lo si usa per controllare i condannati, non le
vittime. A questo proposito, voglio aggiungere che spero di non dover
collaborare con chi, qualche anno fa, si è augurato di vedere Craxi consumare
il rancio in galera. Cose simili non si augurano neppure al peggiore nemico e
sono indicative di una visione cinica e spietata della politica che non mi
appartiene". Condivide l'idea di affidare a ronde il controllo del
territorio? "No. Il controllo del territorio è un compito dello Stato. Noi
introdurremo in tutti i capoluoghi di provincia l'istituto del
"difensore" di quartiere, cioè dei carabinieri e dei poliziotti di
quartiere che, dove presenti, hanno prodotto una diminuzione del cosiddetti
reati di strada superiore al 30%". E' possibile una nuova legge ad hoc per
"Roma-capitale", con relativi finanziamenti senza che la Lega faccia
le barricate? "Il nostro precedente governo, che comprendeva la Lega, è
quello che ha finanziato all'82 per cento la linea C della metropolitana di
Roma, linea sulla quale Rutelli e Veltroni facevano da anni solo una politica
di annunci. Noi abbiamo mostrato i fatti. E la Lega era al nostro fianco, ha
votato a favore di una grande infrastruttura necessaria come il pane, visto che
a Roma ci sono appena
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-04-25 num: - pag: 12 categoria: BREVI La
nostra posta SICUREZZA Quei tifosi inglesi reclusi Dopo gli ultimi drammatici
episodi di violenza che si sono verificati a Milano e Roma, si invoca
"tolleranza zero", anche da parte di chi si è
opposto ottusamente alla Bossi-Fini e applica il decreto di espulsione, all'italiana: hai 15
giorni di tempo per andartene, nel frattempo ciao e saluti! Ebbene, esiste
almeno un caso di severità giudiziaria "esemplare ": sono ancora in
carcere dal 12 dicembre 2007 quattro tifosi inglesi del Manchester United,
arrestati per "resistenza aggravata" alle forze dell'ordine,
in occasione della partita con la A.S. Roma nella stessa data. Non basta: per
rendere più pesante la detenzione, i quattro (che non parlano italiano) sono
stati dapprima separati e poi divisi in altrettante Case Circondariali
(splendido eufemismo) diverse. Vorrei sapere quanti altri tifosi o teppisti
italiani sono attualmente realmente detenuti e non ai domiciliari. Mario Cossu.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Di FABIO ROSSI ROMA
- Non c'è solo la sicurezza, che resta il tema primario, nel programma di
Gianni Alemanno. Il candidato sindaco del Popolo della libertà, che domenica e
lunedì tenterà di strappare il Campidoglio al centrosinistra dopo 15 anni,
chiude la campagna elettorale con un altro tema forte per Roma:
"Costruiremo 25.000 nuovi alloggi per affrontare l'emergenza casa -
annuncia l'ex ministro delle Politiche agricole - Non solo alloggi popolari, ma
anche affitti a canone agevolato e mutui con diritto di riscatto". E sulle
case popolari già esistenti, Alemanno ha una proposta: "Si potrebbero
trasformare gli affitti pagati all'Ater in mutui per riscattare le case -
propone - Consegnare le case agli abitanti significherebbe liberare il Comune
da inutili costi di manutenzione e dare all'amministrazione pubblica risorse
per una nuova edilizia popolare". Dal palco di piazza Navona, molto
affollata nonostante la pioggia, Alemanno lancia lo sprint finale con Alfredo
Antoniozzi, candidato alla Provincia. Ma soprattutto con il premier in pectore
Silvio Berlusconi e con Gianfranco Fini, che sulla spinta del successo
nazionale credono fortemente nell'effetto domino del Pdl anche a Roma. Alemanno
lo sa, e spinge sull'acceleratore, aggiungendo al motore la giusta dose di
orgoglio romano: "Se Roma viene amministrata bene non ce n'è per nessuno -
sottolinea l'ex ministro - È una città unica al mondo, che batte qualsiasi
concorrenza, quella di Milano, di Parigi, di Madrid". Secondo Alemanno
"Roma in questi anni è stata amministrata male", e i veri nemici
della città "non sono i leghisti come Bossi e Calderoli" ma chi in questi anni "l'ha mal amministrata",
ovvero Rutelli e Veltroni. Roma ladrona? "Sbagliano Bossi e Calderoli - risponde - Ma quando loro usano questa espressione non si
riferiscono né ai romani né alla città ma ai Palazzi, ai ministeri, ai sistemi
di potere che sono cresciuti in questi anni e che devono essere
smantellati". Alemanno punta sul profilo istituzionale, non
rinunciando a togliersi qualche sassolino, piccolo o grande, dalla scarpa. A
partire dalla risposta a chi sottolinea negativamente l'appoggio garantito da
La Destra, seppur non in modo formale, al ballottaggio, "Mi offendo se mi
dicono fascista, perché la ritengo una sciocchezza dal punto di vista storico e
politico", rimarca. Anche perché, decidendo di non apparentamenti al
ballottaggio, "abbiamo fatto una scelta di coerenza - spiega il candidato
del Pdl - Un atteggiamento di coerenza che non ci ha chiuso ma dato la
possibilità di parlare con tutti", ovvero di rivolgere "un appello di
cambiamento rivolto a tutti gli elettori: di destra, sinistra e centro".
Un dialogo che Alemanno tiene aperto anche con la grande comunità musulmana della
Capitale. Ieri ha incontrato l'Imam della grande moschea di Roma, Mohammed
Ismail el Ghobashy, e il direttore del Centro di cultura islamica di Roma,
Abdallah Redouane nel Centro di cultura islamica adiacente alla Moschea di
Monte Antenne. "Noi vogliamo separare l'immigrazione clandestina, che va
sconfitta, da quella positiva che vuole invece l'integrazione: questi due
universi non vanno mai confusi come invece è avvenuto in passato - sottolinea -
Vogliamo avere un rapporto con tutte le comunità presenti in città. In questo
centro di cultura islamica possono essere organizzati corsi di italiano, perché
la lingua è la base fondamentale per una completa integrazione". Sulla
festa del 25 aprile, anniversario della Liberazione, Alemanno è molto netto:
"Ritengo che sia una festa importante per la storia della nostra
Repubblica e per quelli che sono i nostri valori fondamentali - scandisce l'ex
ministro - Io ho preso nettamente posizione e impegno contro ogni forma di
dittatura, contro ogni forma di discriminazione. Su questo non ci sono
ambiguità, nel Popolo della Libertà abbiamo fatto una scelta precisa". E
se non andrà al corteo organizzato dall'Anpi a Porta San Paolo "perché non
invitato", Alemanno celebrerà la ricorrenza "a Palidoro a rendere
omaggio al monumento che ricorda il sacrificio di Salvo d'Acquisto insieme ad
Antoniozzi e al sindaco di Fiumicino, Canapini". La lotta all'illegalità,
comunque, resta in cima all'agenda. La ricetta del candidato di centrodestra è
quella definita in campagna elettorale: allontanamento degli immigrati che
hanno violato la legge, "che a Roma sono 20 mila", patto per la
sicurezza con il Governo e un Commissario straordinario governativo che vigili
24 ore su 24 sulla città. "Ci vuole tolleranza zero verso tutte le forme
di illegalità ma bisogna anche saper comprendere quella che è l'illegalità vera
e le piccole infrazioni - aggiunge - Le multe a Roma vengono utilizzate per
fare cassa. In questi anni è stata fatta pressione sui vigili, ma in particolar
modo sugli ausiliari del traffico, soltanto per incrementare le entrate".
Secondo Alemanno i vigili urbani devono invece "tornare in strada a
regolare i traffico". E poi le opere pubbliche: "A Roma servono le
infrastrutture, ma devono essere fatte in tempi sostenibili - sostiene l'ex
ministro - Rutelli si impegnò nel '
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Alemanno:
costruiremo 25 mila nuove case popolari L'ex ministro di An: Roma ladrona? Bossi e suoi
sbagliano.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-04-25 num: - pag: 14 categoria:
REDAZIONALE Nel Carroccio Capigruppo Arrivano Cota e Bricolo MILANO - ( al.t.)
Quasi un'investitura, l'ufficializzazione che sono loro la nuova classe
dirigente della Lega. Ieri Umberto Bossi, riunendo tutti i neoparlamentari
leghisti in via Bellerio, ha reso noti i nuovi capigruppo del partito alla
Camera e al Senato: Roberto Cota (in alto) e Federico Bricolo (sopra).
Considerando che i predecessori, in corsa per un incarico governativo, sono
Roberto Maroni e Roberto
Castelli, entrambi nel poker degli uomini che contano nella Lega, la nomina
di ieri rappresenta un segnale importante. Cota, classe '68, politico cauto e
avveduto, da segretario piemontese ha ottenuto molti successi, aumentando il
peso elettorale della Lega. Bricolo, classe '66, veronese, già sottosegretario,
è uno degli emergenti più in vista del Veneto.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-04-25 num: - pag: 14 categoria:
REDAZIONALE Governo Forse domani il faccia a faccia. Tra le misure, un bonus
bebè anche per i non sposati Tensione tra Cavaliere e Bossi Il Senatur: no a tentennamenti Il
premier in pectore: nella Lega linguaggio da non usare Non ancora chiuso il
caso Formigoni A Cl fanno riferimento una ventina di parlamentari del Pdl ROMA
- "Il 25 aprile lavoro. Lavoro considerandomi in debito con gli italiani
che hanno deciso di liberarci dalle dittature che incombono sul nostro
Paese". La festa della Liberazione Silvio Berlusconi la trascorrerà
per mettere a punto la squadra dei ministri, squadra che dovrebbe essere pronta
entro lunedì, quando saranno insediate le Camera e comincerà ufficialmente la
sedicesima legislatura. Il Cavaliere ieri ha annunciato l'introduzione di
"un bonus di mille euro per quelle famiglie in cui si registra un nuovo
nato", bonus che può essere erogato anche a chi non è sposato. Intanto,
per sottolineare che la maggioranza che lo sosterrà non è ostaggio di Umberto Bossi e i suoi, Berlusconi ripete che la Lega "in certi
suoi protagonisti usa un linguaggio che non dovrebbe usare. Quando parlano di
fucili sono iperboli e metafore che usano per comunicare con il loro elettorato
che, magari, appartiene alla classe popolare, poi però ciò non ha
conseguenze". Anche sulle ronde Berlusconi marca una netta distinzione
rispetto alle opinioni dei leghisti favorevoli alla loro adozione. "Credo
che sia lo Stato che deve avere la competenza in materia, non condivido questo
tipo di autodifesa da parte dei cittadini. I cittadini devono potere contare
sulle forze di polizia, cioè su un esercito del bene che frapponga all'esercito
del male". Tutto ciò non sfugge a Umberto Bossi
che, incontrando a Milano senatori e deputati del Carroccio, ricorda gli
impegni presi nel vertice di Arcore: "Niente tentennamenti, e soprattutto
si deve stare sulle cose decise e sulla parola data ". Per il Senatur
"si deve chiudere la partita entro domani, prima cioè dell'elezione dei
presidenti di Camera e Senato, sennò sono sempre possibili sorprese".
Nonostante nessuno dei due lo ammetta lo scambio di dichiarazioni testimonia
l'esistenza se non di un braccio di ferro certo di frizioni tra il Senatur e il
Cavaliere. I richiami di Bossi sono provocati dalle
voci secondo le quali Roberto Calderoli non andrebbe
bene come vicepremier, che l'Interno, inizialmente attribuito a Roberto Maroni, potrebbe invece finire a Claudio Scajola se Roberto
Castelli finisse alla Giustizia. Castelli finora era indicato come viceministro
alle Infrastrutture o eventuale candidato a succedere a Roberto Formigoni se il
presidente della Regione Lombardia, eletto senatore, ottenesse incarichi
ministeriali. Maroni, secondo questi boatos, potrebbe
trasferirsi alle Attività produttive. Il quadro appare confuso. Ecco perché è
probabile che tra Bossi e Berlusconi ci sia un
ulteriore faccia a faccia, forse già domani. In ogni caso, a oggi il borsino
dei ministri vede Maria Stella Gelmini all'Istruzione, Angelino Alfano agli
Affari regionali, Paolo Bonaiuti ai Rapporti con il Parlamento, Sandro Bondi ai
Beni culturali, Stefania Prestigiacomo alle Pari opportunità, Luca Zaia alle
Politiche agricole. Alla Salute si deve ancora decidere che profilo debba avere
il ministro: politico o tecnico? Nel primo caso si fa il nome di Maurizio Lupi,
ciellino assai vicino a Formigoni il quale in una certa misura potrebbe
considerarsi risarcito per interposta persona. Se al contrario fosse un tecnico
si fanno i nomi di Aiuti, Cognetti, Ferruccio Fazio ed Enrico Garaci. Intanto
non è ancora chiuso il caso Formigoni. è possibile che Berlusconi lo incontri
in queste ore per venire a capo della questione in via definitiva. Formigoni,
si sa, fa parte di Comunione e Liberazione. A questo movimento ecclesiale e al
suo braccio economico (la Compagnia delle opere) fanno capo una ventina di
parlamentari del Pdl, tra deputati e senatori. Una pattuglia che ha un forte
peso. Lorenzo Fuccaro.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-04-25 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE La lezione di Sondrio "Così il Pd può vincere" Il
candidato senza etichette votato da un elettore su due Domenica e lunedì il
voto per il sindaco: il candidato del centrosinistra parte dal 49% del primo
turno DAL NOSTRO INVIATO SONDRIO - L'ultima palla- gol per il Partito
Democratico è sul piede di Alcide Molteni, candidato sindaco a Sondrio che
domenica affronterà il turno di ballottaggio contro il rivale del Pdl Aldo Faggi
dopo aver portato a casa nel primo turno il 49% dei voti. Certo si tratterebbe
pur sempre di un gol della bandiera, ma sarebbe un "uovo fuori dal
cesto" in una regione dove tanto alle politiche quanto alle amministrative
i cittadini hanno riversato in massa i loro consensi sui candidati di Bossi e Berlusconi. Esiste dunque un "caso Sondrio
" che può fare scuola al Pd del resto della Lomabrdia? Come mai Molteni ha
ribaltato il risultato delle politiche dove il suo schieramento si era fermato
al 29%? "C'è una spiegazione fin troppo banale - sottolinea Angelo
Costanzo, segretario del Pd valtellinese - e cioè che nel caso delle comunali i
partiti di centrosinistra hanno fatto il classico passo indietro. Molteni è un
personaggio molto conosciuto e radicato sul territorio e si presenta senza aver
in testa il cappello di alcun partito ". Fosse questa la regola, sarebbe
un destino ben bizzarro, quello dei candidati del
centrosinistra al Nord: per vincere devono nascondere i simboli dell'area
politica di provenienza, mentre i loro rivali trionfano ostentando fazzoletti
verdi o foto a braccetto col Cavaliere. "Ma la formula secondo noi è
proprio quella adottata qui - aggiunge Costanzo - in un periodo in cui la
politica viene percepita come pervasiva, come pura occupazione del
potere. Noi abbiamo risposto con un candidato che va oltre gli schieramenti e
con un programma chiaro". Certo, sul vistoso successo del Pd ha influito
anche il fatto che la precedente amministrazione, di centrodestra, è andata in
frantumi e ha costretto la città alle elezioni anticipate. "Ma sarebbe una
grossa anomalia - sostiene Aldo Faggi, il candidato del Pdl che domenica e
lunedì tenterà la rimonta - se Sondrio finisse in mano a una coalizione di
colore diverso rispetto alla Regione o al governo. Una coalizione, per giunta,
dove avrebbe un grosso peso la sinistra radicale". Alcide Molteni, dal
canto suo, ostenta la serenità del principe di Condè prima della battaglia:
ieri ha trascorso quasi tutta la giornata nel suo ambulatorio a visitar pazienti
e non vuole sentir parlare di "rivincita " del Pd. "Non c'è
alcuna riscossa - afferma - perché alle amministrative il cittadino ha potuto
esprimere la sua preferenza sulla persona. Restituite questa facoltà alla gente
e le cose cambieranno. Non a caso alle comunali la Lega
di Sondrio è precipitata all' 8%". La mossa E' stato scelto un leader
conosciuto e apprezzato anche fuori dalle stanze dei partiti Claudio Del Frate
cdelfrate@corriere.it Gli sfidanti Alcide Molteni e, a destra, Aldo Faggi, i 2
candidati sindaci di Sondrio (Foto De Giorgi).
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-25 num: - pag: 39
categoria: BREVI Interventi e Repliche Il Pd e la "questione
meridionale" è interamente condivisibile l'analisi del ruolo svolto dalla
"questione meridionale" nelle elezioni politiche, contenuta nel fondo
"La Lobby del Sud" di Michele Salvati ( Corriere, 22 aprile). Vi si indicano con chiarezza le contraddizioni della nuova maggioranza
la quale ha promesso al Sud di perpetuare l'assistenzialismo e al Nord di
interrompere il flusso di aiuti finanziari dalle regioni settentrionali al
mezzogiorno. Non sono però d'accordo con le conclusioni, che suggeriscono al Pd
di impegnarsi in Parlamento "a trovare una mediazione alta, che
salvaguardi l'unità nazionale". Cioè dovrebbe essere l'opposizione
a cavar le castagne dal fuoco alla maggioranza, in nome del principio di
solidarietà. Ma solidarietà nei riguardi di chi? Degli evasori fiscali? Della
criminalità organizzata? Facciamo un esempio cruciale. Da uno studio condotto
nel 2006 dall'Agenzia delle Entrate, risulta che l' Irap è evasa per il 13% in
Lombardia, per il 22% in Emilia Romagna e nel Veneto, e invece per il 60% in
Puglia, il 65% in Sicilia e il 93% in Calabria. Questa imposta finanzia il
servizio sanitario. Eppure la spesa sanitaria pro-capite è più alta in Sicilia
che in Lombardia. Ci sarebbe un contributo di solidarietà se, a parità di
evasione fiscale, e a parità di costo pro-capite del sistema sanitario
regionale, le regioni più ricche contribuissero alle spese sanitarie di quelle
più povere, in modo da rendere la spesa sanitaria in ogni regione adeguata alla
popolazione. Lo studio della Agenzia delle Entrate ci dice che non è così. Le
regioni più ricche non contribuiscono a finanziare servizi sanitari adeguati
per le regioni più povere. Contribuiscono invece a finanziare evasione fiscale,
clientelismo e corruzione nella organizzazione dei servizi sanitari, cioè a
finanziare un peggioramento della sanità nel mezzogiorno. Nell'interesse delle
regioni meridionali, l'opposizione ha il dovere di indicare una via di uscita
da questo sistema perverso, che non deve essere un compromesso che permetta
alla Lega di ingannare i suoi elettori, e al PdL di
coltivare le clientele meridionali. Questo è non solo l'interesse del Pd, ma
anche e soprattutto l'interesse del Paese. Alessandro Figà Talamanca Caro Figà
Talamanca, quando affermo che forse è possibile una conciliazione tra la parte
buona delle domande della Lega (reprimere lo spreco e
l'inefficienza che caratterizzano l'intervento pubblico nel Mezzogiorno e che
tu esemplifichi con l'evasione fiscale e la spesa sanitaria: purtroppo gli
esempi sono ben più numerosi) e la parte buona delle domande del Mezzogiorno
(avere servizi pubblici essenziali allo stesso livello del Nord), voglio
semplicemente dire che occorre una politica per il Mezzogiorno efficace, che
elimini sprechi e inefficienze, e che stronchi il clientelismo che è alla loro
radice. Questa è una politica dura, impopolare e che va mantenuta su tempi
lunghi, legislatura dopo legislatura. Se - per te immagino sia una
"ipotesi di scuola" - il governo volesse avviarla, che cosa dovrebbe
fare il Pd? Contrastarla, per non "cavare le castagne dal fuoco" alla
maggioranza? Michele Salvati I piroscafi della spedizione dei Mille Mi dispiace
contraddire il comico Gioele Dix ma quanto egli ha affermato "L'Italia è
nata da una spedizione su navi rubate" ( Corriere, 9 aprile) non è vero. I
due piroscafi, il Lombardo e il Piemonte, furono noleggiati grazie a un accordo
tra il comandante Nino Bixio e Fauché, rappresentante dell'amministrazione dei
"vapori Rubattino". Ovviamente la spedizione dei Mille doveva essere
quanto più segreta possibile; si escogitò, pertanto, la finzione
dell'arrembaggio per prendere possesso delle navi, i cui marinai non erano stati,
giustamente, informati. Le stesse notizie si possono leggere nel libro
autobiografico dell'eroe dei due mondi "Memorie" e nell'opera di
Montanelli e Nozza "Garibaldi". Sebastiano Caronni Orsenigo, Pavia.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
I è di cominciare
col passo giusto l'azione di governo, offrendo agli italiani l'immagine di un
premier e di una alleanza capaci di sfruttare al massimo la luna di miele con i
cittadini. Per questo il Cavaliere vuole tagliare corto sulla lista dei
ministri, sciogliendo da subito il nodo Formigoni e quello degli equilibri
ministeriali con la Lega. Anche Bossi e Fini capiscono che in questo momento chi indossa i panni del
guastafeste si attira solo critiche e disappunto nell'opinione pubblica, e ciò
consente al presidente del Consiglio in pectore un margine di manovra piuttosto
ampio. Nè soverchi problemi possono arrivare dal Pd, dove Walter Veltroni è
alle prese con le voci dissonanti e i propositi di condizionamento che arrivano
da chi non ha condiviso del tutto la sua strategia elettorale: da questo punto
di vista, il modo in cui verrà risolto il nodo dei capigruppo sarà la spia dei
rapporti di forza interni al partito. Piuttosto, una volta diradata la cortina
fumogena di accuse e controaccuse che il ballottaggio per il sindaco di Roma
comporta, tornerà a porsi con forza il tema dei rapporti tra maggioranza e
opposizione che riguarda il grado di convergenza possibile per affrontare le
tante emergenze italiane: dall'Alitalia, alla sicurezza, ai rifiuti di Napoli,
alle riforme. E' un banco di prova decisivo per capire in che direzione si
muoverà la legislatura. Non va dimenticato che il dopo Prodi era cominciato
all'insegna del dialogo tra i due maggiori leader. E' ragionevole ritenere che
quel tipo di rapporto potrà riprendere: a ben vedere, sia Berlusconi che
Veltroni avrebbero da guadagnare nell'eliminare definitivamente le tossine
della delegittimazione reciproca. E a quel punto sarà interessante capire che
ruolo intende giocare l'Udc di Casini, unico partito cerniera in campo.
( da "Messaggero, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Di CLAUDIO SARDO
ROMA - L'invito a pranzo, ieri a Palazzo Grazioli, di Emma Marcegaglia e Luca
di Montezemolo ha rianimato il toto-ministri. Berlusconi e Montezemolo hanno
poi negato che a tavola si sia parlato di posti di governo. "Piuttosto è
stato lui ad offrirmi un lavoro in Fiat" ha scherzato il Cavaliere. Ma i
migliori rapporti tra il leader Pdl e il vertice confindustriale da un lato, e
il desiderio di Berlusconi di aprire la compagine ministeriale a personalità
esterne ai partiti dall'altro, hanno ugualmente sospinto l'ipotesi di
Montezemolo-ministro. Ipotesi che Montezemolo in serata ha smentito. Mentre
invece il Cavaliere non smentisce la sua ricerca oltre i confini di Pdl e Lega.
Di questo ha parlato l'altra sera anche con il Capo dello Stato. L'ingresso di
qualche "tecnico" nell'esecutivo ha per il Cavaliere il valore di un
messaggio securizzante, rivolto al Paese. A Pietro Ichino, giuslavorista eletto
nelle liste del Pd, Berlusconi ad esempio ha offerto ufficialmente il ministero
del Lavoro. Ichino però ha risposto no: "Il mio compito è contribuire a
costruire e radicare la politica del lavoro del Pd". E ora l'idea del
Cavaliere è di affidare la Sanità a Ferruccio Fazio, docente di medicina
nucleare alla Bicocca di Milano. Certo, fosse tutta qui la fatica di comporre
il governo, sarebbe una passeggiata. Invece la difficoltà sta nelle richieste
spesso inconciliabili di persone e partiti. E nel vincolo - 12 ministri con
portafoglio e 60 componenti del governo - imposto dalla legge. Anche di questo
si è parlato l'altra sera al Quirinale. Berlusconi è preoccupato perchè teme di
non farcela a chiudere l'accordo con 12 ministri. E sa che, a parte il danno di
immagine, fallire l'obiettivo potrebbe costargli un ritardo di almeno due mesi
nell'eventuale "spacchettamento" dei ministeri (anziché un
decreto-legge, infatti, potrebbe essere necessario un disegno di legge). Nello
staff sono convinti che, dopo i ballottaggi, il Cavaliere imporrà le sue scelte
agli alleati. Intanto, però, Umberto Bossi ha
avvisato: "Niente tentennamenti. Si sta alle cose decise e alla parola
data". Il Senatur ha detto ai parlamentari leghisti, convocati ieri in via
Bellerio per i saluti e le foto-ricordo, che bisogna "chiudere" la
trattativa per il governo prima di eleggere i presidenti di Camera e Senato. La
Lega ha chiesto un vicepremier (Calderoli), il
ministro dell'Interno (Maroni), il ministro per le
Riforme (Bossi), il ministro
dell'Agricoltura (Zaia), dando per scontato che Formigoni resti governatore
della Lombardia almeno fino al
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-04-25 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Luciano Pizzetti (Pd), responsabile per la questione
del federalismo "Qui il centrosinistra è andato controvento" DAL
NOSTRO INVIATO SONDRIO - Ma insomma, la lezione è: se la sinistra vuole vincere
in Lombardia deve camuffarsi da qualcosa d'altro? "Camuffarsi è il termine
sbagliato. Però il messaggio che arriva da Sondrio è chiaro: il Pd deve aprirsi
a nuove realtà, mettere in campo nuovi progetti e nuova fantasia. Perché è
inutile nasconderselo: al Nord siamo in minoranza ": Luciano Pizzetti,
neodeputato del Pd e responsabile per il partito per la questione del federalismo,
dice che il rotondo 49% portato a casa da Molteni a Sondrio non è un capriccio
del destino. "Quella è l'impostazione giusta - attacca Pizzetti - perché i
partiti del centrosinistra sembravano essersi scordati del vento di
antipolitica che soffia sull'Italia. Occorre mettersi in simbiosi con la
comunità che si rappresenta, ma su questo il Pd al Nord fa
fatica". D'accordo l'antipolitica: ma come accade allora che i candidati
di Pdl e Lega Nord
soprattutto vincono senza fare mistero della loro appartenenza? "Il centrodestra
- replica Pizzetti - ha rappresentato meglio le pulsioni del Nord, spesso le ha
addirittura alimentate. Ha raccolto insomma delle domande ma non ha dato
risposte. Ecco quindi il punto su cui lavorare: riuscire a rappresentare degli
interessi, a tutelarli. Il centrosinistra lo deve fare andando oltre i suoi
schieramenti tradizionali, se vuole affermarsi. Mi piacerebbe ad esempio che si
parlasse di meno di contrapposizione tra Nord e Sud, che si parlasse meno di
primarie. E si insistesse, invece, sul problema dei redditi, che hanno perso
potere più al Nord che al Sud". Nordista Il neo deputato Pd Luciano
Pizzetti C.Del.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-25
num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Accordo a sorpresa La Lega spinge il centrodestra a Seveso Per
tutta la campagna elettorale sono stati nemici irriducibili. Poi hanno trovato
l'accordo alla vigilia della sfida decisiva. La Lega Nord era arrivata al punto di compilare il "libro
nero" della giunta di centrodestra. Ora invece il candidato della Lega Nord, David Galli, 39 anni, direttore di banca -
escluso a sorpresa dal ballottaggio - e quello del Popolo della Libertà,
Massimo Donati, 55 anni, medico, hanno siglato l'accordo di apparentamento. Un
patto per impedire che il candidato del centrosinistra, Paolo Butti, 44 anni,
pubblicitario, possa riuscire a vincere, approfittando delle profonde divisioni
in seno al centrodestra, che al primo turno ha presentato ben cinque candidati
divisi su tutto. Se vinceranno, Donati sarà il primo cittadino e Galli il suo
vice. La Lega avrà tre assessorati mentre gli altri
quattro andranno al Pdl. Marco Mologni.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-25 num: - pag: 10
categoria: REDAZIONALE Testa a testa tra i due candidati Bresso, le liste
civiche decidono la sfida Le liste civiche saranno l'ago della bilancia, nella
sfida tra centrodestra e centrosinistra, per la carica di primo cittadino di
Bresso. Il successore di Giuseppe Manni, infatti, sarà deciso dal 10%
abbondante di elettori che hanno scelto al primo turno "Bresso Vale"
e "Un ponte per Bresso". Ufficialmente non c'è stato nessun
apparentamento delle liste escluse. Ma i loro leader si sono schierati con il
candidato del centrosinistra, Fortunato Zinni, assessore uscente al Bilancio, a
capo della coalizione formata da Pd, lista civica "Manni per Bresso",
Italia dei Valori, Partito Socialista, Sinistra Arcobaleno. Pdl, Lega
Nord, Udc e lista civica "Per Bresso Cassamagnaghi" appoggiano
Roberto Cassamagnaghi, 59 anni, consulente di Mediobanca, ex assessore tecnico
nella giunta leghista Giannuzzi. Zinni è uscito dal primo turno avanti di 2
punti, al 45,21%. Ferdinando Baron.
( da "Corriere della Sera" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-25 num: - pag: 10
categoria: REDAZIONALE Dopo 10 anni di centrosinistra Gorgonzola, corsa in
salita per il Pd Sette punti di distacco. E in mezzo tre candidati esclusi che
insieme han raccolto al primo turno il 27 per cento delle preferenze dei 12
mila cittadini che han votato per scegliere il nuovo sindaco della città. A
contendersi la vittoria Walter Baldi (appoggiato da Pdl, Lega Nord, Moderati-Udc, La Destra.) che parte da un 39.3 per cento
di preferenze, seguito da Mario Balconi (sostenuto da Pd, Sinistra Arcobaleno,
Italia dei Valori) con un gruzzolo di 32 per cento di preferenze. Baldi è da
sempre all'opposizione, in una città guidata fin dal dopoguerra da coalizioni
democristiane, socialiste e negli ultimi dieci anni uliviste, eppure
questa volta il centro-destra parte avanti nella corsa del ballottaggio.
Conteranno i voti degli esclusi: il centrosinistra che si era presentato diviso
non ha dato indicazioni di voto. La lista civica Argentia Società Civile ha
precisato che "non c'è un appoggio espresso, ma il programma di Baldi è
più vicino al nostro di quanto non lo sia quello di Balconi". Leila
Codecasa.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Lin e Jodie Foster.
La nota scrittrice di libti per infanzia Alexandra soccorre una piccola fan che
le scrive un'accorata richiesta d'aiuto: il padre è scomparso. LA BANDA
Commedia. Regia di Eran Kolirin, con Shlomi Avraham e Saleh Bakri. Diretta in
una piccola città israeliana, la banda musicale della polizia di Alessandra
d'Egitto sbaglia strada e finisce in mezzo al deserto. IL CACCIATORE DI
AQUILONI Avventura. Regia di Marc Forster, con Khalid Abdalla e Atossa Leoni.
La quarantennale amicizia tra Amir, figlio di un nobile di Kabul, e Hassan, figlio
del suo servo. Dal best seller di Khaled Hosseini, dirige l'autore di
"Monster's ball" e "Neverland". 10 COSE DI NOI Commedia
drammatica. Regia di Brad Silberling, con Morgan Freeman e Paz Vega. L'autore
di "Casper" e "City of angels" porta sullo schermo il
rapporto di amicizia che s'instaura tra un attore in declino e una cassiera di
supermercato. I DEMONI DI SAN PIETROBURGO Drammatico. Regia di Giuliano
Montaldo. con Miki Manojlovic e Carolina Crescentini. La storia comincia nel
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Vendola:
"Troppi livelli di verità. Al Prc non serve un congresso a tesi. Né una
maggioranza asfittica nata per punire i traditori" Contro furbizie e
veleni, un confronto vero Micaela Bongi - Andrea Fabozzi Al presidente della
regione Puglia Nichi Vendola guardano in molti come al candidato alla
segreteria di Rifondazione in grado di ristabilire l'unità del gruppo dirigente
o almeno di restituire la maggioranza ai bertinottiani dopo che al primo
Comitato politico nazionale post disastro elettorale Paolo Ferrero e Claudio
Grassi hanno messo in minoranza il segretario Franco Giordano, che si è
dimesso. Facciamo anche a te la domanda che abbiamo fatto a Giordano e Ferrero:
era proprio inevitabile mettere tra parentesi l'analisi di una sconfitta così
grande e iniziare subito con uno scontro di potere? Nell'ultimo Cpn sono stati
usati toni e argomenti da redde rationem. Si è scantonato rispetto alla
necessità di guardare in faccia alla sconfitta e lo si è fatto anche con una
traccia di violenza nelle relazioni tra persone. C'è stata una furia
iconoclasta nei confronti di un pezzo del gruppo dirigente, non ho apprezzato
quel patetico chiamarsi fuori di un altro pezzo. Questa dinamica nevrotica,
questo stile della lotta politica non può che portarci alla catastrofe. Il
partito e tutto il popolo della sinistra si aspettano altri segnali. Non la
rimozione della sconfitta. Ma nemmeno che la sconfitta sia usata come una clava
per un regolamento di conti. Oltre allo scontro però c'è stato un voto su un
documento che dice: ripartiamo da Rifondazione. Un cambio di rotta per il
partito e per il progetto di unità a sinistra? Il Cpn ha solo prodotto una
convergenza occasionale che non ha nessun respiro strategico. Tutti siamo
critici nei confronti delle forme e del contenuto della Sinistra arcobaleno,
per come si è presentata alle elezioni. Io l'ho detto subito dopo il voto:
siamo stati solo una cartolina illustrata che metteva insieme quattro rappresentanti
di quattro partiti, senza l'amalgama di un agire politico comune e senza
nemmeno crederci molto. Allora ha ragione Ferrero che dice: al massimo possiamo
fare una federazione tra soggetti diversi? No, abbiamo di fronte a noi un
compito più grande: la ricostruzione del campo della sinistra. Come? Non
possiamo fare una disputa metodologica infinita. Costituente, federazione, sono
parole allusive. Dire che l'esito finale sarà necessariamente un nuovo partito
è far prevalere la noia sulla gioia della creazione. Non è questa l'unica
dinamica possibile. Io non so indicare adesso il plastico del nuovo soggetto
unitario e plurale. So che ho passato trent'anni nel Pci a criticare la forma
partito. E poi noi un partito ce l'abbiamo, Rifondazione. Ma la sua forza è
sempre stata quella di mettersi in gioco sul terreno dell'innovazione politica
e culturale. E allora perché in campagna elettorale Bertinotti ha detto che
bisognava andare oltre, superare e dunque sciogliere il Prc? Come il voto ha
impietosamente rivelato, Rifondazione e le altre forze politiche della sinistra
stavano scivolando verso l'inconsistenza. Credo che Bertinotti volesse alludere
al fatto che c'è bisogno di accelerare i processi di innovazione. Il problema
della sinistra è molto più vasto del problema del Prc e il Prc non può essere
come un cactus che fiorisce nel deserto. Siamo una minoranza ma non abbiamo
nessuna possibilità di rinascere se siamo minoritari. Intanto però l'Arcobaleno
si è dileguato e ogni pezzo va per conto suo. Francamente è più importante
quello che si rimette in campo nella società che le relazioni con gli stati
maggiori degli altri pezzi della sinistra. E' più importante tornare a
conoscere la società. E' vero che non abbiamo più frequentato i territori, ma
non è sufficiente dire torniamo nei territori perché la nozione di territorio è
mutata. La crisi della sinistra è anche una difficoltà a reinventarsi come
comunità. La forza della Lega è nel fatto che si propone come doppia comunità, comunità
politica e comunità territoriale, come una specie di doppia panciera che
aderisce elasticamente al basso ventre del nord che è fatto di pulsioni securitarie, di rivolta fiscale, ma
anche di una voglia di trovare forme di identità dentro a una globalizzazione
che spiazza tutti. In una condizione di atomizzazione lì c'è un agire
politico che ricostruisce un collante. Naturalmente lì dentro c'è di tutto, è
un supermarket ideologico. Ma dentro il territorio mobile delle comunità
all'epoca della globalizzazione la Lega riesce a dare
questa forma di identità. Noi no. Quando si allude a una pratica di territorio
inclusivo, viene fatto l'esempio pugliese. Ma il risultato elettorale dice che
il problema ce l'hai anche tu. Sì, ma la valenza ideologica del voto è stata
assolutamente travolgente. Non c'era aggancio territoriale che potesse creare
argine rispetto a questo maremoto. Io mi sono trovato a vivere esperienze
stupefacenti, ho conosciuto la gratitudine per la risoluzione di problemi
drammatici di vita di pezzi di comunità. E poi ho visto che nelle urne questa
gratitudine non si è tradotta in un voto. Perché stavamo parlando di un'altra
cosa, della crisi dell'Italia, rispetto a cui Berlusconi e le destre propongono
un racconto credibile, cioè offrono un intero repertorio di capri espiatori per
ogni paura generata dalla crisi. In questa società delle mille insicurezze loro
sono in grado di regalarti un nemico, l'immagine di uno che è responsabile
della tua insicurezza. Nel suo complesso il centrosinistra è stato assolutamente
subalterno, contro la fabbrica delle paure non ha proposto una fabbrica delle
convivialità o delle speranze. E noi abbiamo fatto discorsi che sono apparsi
elucubrazioni ideologiche, anche con qualche grado di contraddittorietà.
Riconosco a Paolo Ferrero un sicuro genio tattico, però credo francamente che
avremmo potuto discutere differentemente sul decreto sicurezza, e lo dico io
che ho subito coperto la scelta di Paolo di votare a favore del decreto in
Consiglio dei ministri. Ma il problema non è Ferrero o Vendola. Voglio capire
se siamo in grado di interloquire con una grande platea di soggetti variegati,
frammentati e spaventati. Sarà possibile riallacciare col Pd? Noi e il Pd siamo
a una divaricazione strategica che è sotto gli occhi di tutti. Però la politica
non è andare dal notaio a registrare atti formali, è confrontarsi con i corpi
vivi bombardati dalle cose che accadono nella società. Entriamo in una fase di
grandissima turbolenza planetaria, credo quindi che nostro compito non sia
quello di lanciare offensive del bon ton o del dialogo, ma quello di lavorare
per aprire contraddizioni anche dentro al Pd. E' un vantaggio se si aprono
negli altri fronti varchi che consentano a noi di non lavorare in condizione di
totale solitudine. Naturalmente è molto importante il nostro ruolo. Non
dobbiamo presentarci con il profilo livido e rancoroso di chi, poiché è stato
battuto, crede che il problema fondamentale sia semplificare al massimo e
aumentare i decibel della sloganistica. Il problema non è urlare di più ma
capire di più. Troppe cose non le conosciamo, le evochiamo facendo riferimento
a una generica sociologia catastrofista, ma non conosciamo gli interstizi del
precariato, conosciamo pochissimo del nuovo universo dei lavori. Dobbiamo fare
un grande bagno di umiltà. Tornare alla base dovrebbe voler dire tornare alla
realtà. Possiamo fare anche un partito democraticissimo tutto chiuso nel
proprio bozzolo, ma la democrazia che dobbiamo promuovere è quella che ci
trasforma in ricettori di ciò che è fuori. A cosa porterà la spaccatura nel
gruppo dirigente del Prc? Ed è accettabile la proposta del congresso a tesi e
non per mozioni contrapposte avanzata da Ferrero e Grassi? E' necessario
superare qualunque pratica di corto respiro del processo congressuale, atteggiamenti
asfittici, maggioranze frutto della furbizia che nascono contro e non per
determinare una strategia. Il congresso a tesi mi pare assolutamente interno a
questa lunga catena di furbizie. Vorrei dire a tanti autorevoli pensatori del
comunismo: come si fa a immaginare che da una parte c'è la cultura politica e
dall'altra la linea politica? Posso decidere che sulla cultura politica sto con
Ferrero e sulla linea con Grassi, ma lo potrei fare dentro a una dinamica
politicistica. Non è di questo che il partito ha bisogno. Non abbiamo bisogno
di guerre guerreggiate, di troppi livelli di verità per cui oggi diamo in pasto
alla platea del Prc il boccone di un immaginario nemico fatto di pezzi di
gruppo dirigente che stavano per sciogliere il partito. Quella che si è formata
al Cpn è un union sacrée di tutti - anche di quelli che hanno duramente
osteggiato il tema della nonviolenza - contro un nemico immaginario. Un
congresso così non produce il rilancio di Rifondazione, produce un partito di
acchiappafantasmi. Meglio dunque un confronto in profondità, anche col rischio
di lacerazioni? Innanzitutto dobbiamo prenderci cura della comunità che è il
Prc, senza consentire che in questo dolore collettivo qualcuno sia oggetto di
lapidazione e qualcun altro si senta come un mujaheddin del popolo. Per questo
è necessario andare al congresso quanto prima, a luglio. Perché quanto prima
l'insieme dei gruppi dirigenti entra in un confronto aperto con la base del
partito, quanto prima si bruciano nel fuoco della democrazia scorie, veleni,
pigrizie, tanto più possiamo andare a fare questa doppia operazione: curare
questa comunità ferita e aprire il cantiere o i cantieri della sinistra. Non
sono due operazioni contraddittorie, sono complementari. Se siamo d'accordo su
queste operazioni, piuttosto che litigare sui nomi delle operazioni possiamo
trovare un accordo sulla cosa. Che è ripartire da noi, con grande cura di sé,
ripartire facendo il contrario di un ripiegamento minoritario, intimistico. Ti
candidi alla segreteria del Prc? Adesso questa discussione può essere
tristemente divertente o ironicamente triste. Noi dobbiamo innanzitutto
metterci d'accordo per salvare Rifondazione comunista, produrre processi
politici che operano mutilazioni significa uccidere Rifondazione. E io credo
che i gruppi dirigenti, a cominciare da me, debbano avere una responsabilità in
più anche nell'uso delle parole e nell'indicazione dei percorsi. La ricerca dei
colpevoli, anzi, dei traditori, è uno dei pezzi più lividi del repertorio
staliniano che talvolta ci siamo portati dentro. Se dovessi pensare che sia
possibile ripartire da lì direi che non c'è viaggio possibile, siamo già morti,
semplicemente dobbiamo aspettare che qualcuno ce lo dica. Ti senti chiamato in
causa quando vengono criticati il plebiscitarismo, il meccanismo delle
primarie, l'indicazione preventiva del segretario? Vorrei ricordare che io ho
espresso forti critiche al leaderismo. Ma non si può essere leaderisti quando
il leader va bene e criticare il leaderismo all'indomani di una sconfitta.
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Incontro con il vertice
vecchio e nuovo di Confindustria. Per parlare di ministri e governo Berlusconi,
pensiero a Montezemolo Roma Nella palazzo Chigi privata che è la residenza di
Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli a Roma, ieri per il pranzo sono saliti il
presidente uscente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e la presidente
entrante Emma Marcegaglia. Colazione "di lavoro" in un clima "di
grande cordialità" e del resto erano presenti anche Fedele Confalonieri,
non l'ultimo dei soci di Confindustria, e il gran ciambellano del cavaliere
Gianni Letta. Berlusconi ha offerto un posto di ministro a Montezemolo? Il
premier in pectore ha negato: "Invece è stato lui a chiamarmi nella
Fiat". Ma in Fiat Montezemolo ha un ruolo che è quasi di rappresentanza e dopo
l'addio alla guida degli industriali potrebbe essere in cerca di lavoro.
Berlusconi ha promesso "sorprese" nella composizione del governo,
anche per far dimenticare il tira e molla di questi giorni sulle poltrone. Ma
proprio perché i posti sono troppo pochi (12 ministeri pesanti più cinque senza
portafoglio) è difficile che il Berlusconi III potrà permettersi di rinunciare
alla lottizzazione tra le anime della maggioranza di una poltrona importante
come il ministero della attività produttive. E del resto l'incarico di ministro
poco si attaglia a Montezemolo che potrebbe piuttosto preferire un incarico di
maggior prestigio e minor rischio. Tra Confindustria e nuova maggioranza in
ogni caso la "condivisione" delle prime misure economiche annunciate
- riforma dei contratti e detassazione degli straordinari - è totale. A questo
punto, con le quattro pedine sempre più stabili di interni, esteri, economia e
difesa - per Maroni (Lega), Frattini (Forza Italia), Tremonti (Forza Italia) e La
Russa (An)- restano da assegnare le poltrone di welfare, infrastrutture,
salute, giustizia e attività produttive. Tutte le altre meno impegnative
seguiranno. Per il welfare è in pole position Alemanno (An), nel caso uscisse
sconfitto dal ballottaggio con Rutelli per il comune di Roma. Per le
infrastrutture si è prenotato Matteoli (An), per la salute è annunciato un
medico che potrebbe essere il professore del San Raffaele Ferruccio Fazio,
altrimenti c'è il forzista ciellino Maurizio Lupi. Per la giustizia Berlusconi
vuole un fedelissimo, dunque salgono le quotazioni di Elio Vito (Forza Italia).
Per le attività produttive più che Montezemolo si scalda Claudio Scajola (Forza
Italia anche lui).
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Calibro
9 PALERMO, MURALES CON BOSS MAFIOSO Polemiche ma anche curiosità per il murales
dipinto circa un mese fa da un writer, sul muro dietro la cattedrale di
Palermo: raffigura il boss trapanese latitante Matteo Messina Denaro, in forma
warholiana, ripetendo il volto con colori diversi. Il boss è accusato delle stragi
del
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Nucleare
"Siria-nord Corea, abbiamo le prove" La
Casa Bianca ha annunciato la diffusione di filmati e immagini che proverebbero
l'intervento nordcoreano in Siria per collaborare
alla costruzione di una centrale nucleare, bombardata nel settembre scorso
dagli israeliani.
Finora l'Amministrazione Bush si era rifiutata di trasmettere filmati
dell'attacco e altre prove visive del coinvolgimento nordcoreano.
La svolta, secondo il New York times, sarebbe legata alla volontà di sbloccare
in qualche modo il negoziato tra Washington e Pyongyang appunto sul nucleare.
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Antonio Sciotto Roma
E' stato probabilmente l'ultimo confronto (nei ruoli attuali) tra il ministro
del Lavoro uscente, Cesare Damiano, e il candidato più probabile a succedergli
- Maurizio Sacconi, già sottosegretario ai tempi di Maroni; da oggi il ponte del 25 aprile, il
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
La
Lega Nord "Noi
siamo quasi pronti" "L'idea dell'Ascom - dice Tino Rossi, consigliere
comunale e capogruppo del Carroccio in Regione - è esattamente quanto farà la Lega: stiamo
predisponendo tutto quanto necessario per costituire prima possibile
un'associazione che raggrupperà volontari pronti a impegnarsi per il controllo
del territorio". Si vuole creare un "albo" di alessandrini disponibili a
mettersi a disposizione nel compito di sorveglianza e segnalazione alla polizia
municipale e alle altre forze dell'ordine. "Tutto dovrà essere realizzato
nel rispetto della legge ed i volontari dovranno dimostrare di avere i
requisiti di serietà, presentando anche il certificato penale".
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
BALLOTTAGGIO
Intervista Maria Teresa Armosino Chi è Deputato dal 1996 "Porterò in
Provincia tante energie nuove" "Siamo una squadra preparata che bada
alle cose pratiche" Sdoppiarsi. "Sono stata sottosegretario per 5
anni, posso fare il deputato semplice e il presidente" SI TORNA ALLE URNE
FRANCO CAVAGNINO ASTI Dal 1996 è sempre in campagna elettorale. E domenica e
lunedì è di nuovo ora. Ballottaggio per la presidenza della Provincia. In tasca Maria Teresa Armosino ("Pdl"-Lega Nord) ha già il biglietto per la
Camera dei deputati dove ritorna per la quarta volta. Onorevole, perchè
votarla? "Per confermare anche in Provincia, così com'è avvenuto a livello
nazionale, una squadra preparata, scegliendo una coalizione pragmatica, attenta
alle questioni pratiche. Perché grazie al mio ruolo di parlamentare,
oltre a non far spendere risorse alla Provincia, riuscirò ad agire anche sul
piano legislativo per dare ad Asti maggiori opportunità". Perché non votare
Peretti ? "Perché hanno un progetto alternativo al nostro, perché con il
Governo Prodi non hanno saputo difendere la sicurezza dei cittadini, perché
mettono assieme, pur senza ufficializzare l'apparentamento, forze politiche che
hanno dichiarato il loro fallimento a livello nazionale". Pregi e difetti
del suo avversario "Non conoscendolo bene ho difficoltà a elencarli.
All'apparenza dà l'impressione di un giovane serio, preciso, che si applica
diligentemente. Manifesta difficoltà a trasferire nel concreto le sue idee
sulla gestione della Provincia, perché è l'interprete di un programma che non
entra nel merito delle scelte: vuole compiacere gli elettori di centro e non
perdere i voti della sinistra estrema, la quale ha annunciato che lo appoggerà
pur senza apparentamento". Che Provincia pensa di trovare in caso di
vittoria al ballottaggio? "Sostanzialmente sana, anche se un po'
demotivata. Le realizzazioni e i progetti che ci lascia in cantiere
l'amministrazione uscente sono largamente positivi: inseriremo energie nuove,
con tanto entusiasmo". Il primo impegno sarà il bilancio. "Ho visto
il bilancio approvato dalla Giunta uscente e non mi risulta che il commissario
vi abbia lavorato. Alla luce delle elezioni e di alcuni fatti nuovi che si sono
registrati, cito ad esempio il ripianamento di una perdita della società che
gestisce il progetto dell'Enofila, il bilancio è sicuramente da rivedere. E' il
documento fondamentale di un'amministrazione e vi dedicheremo l'attenzione
necessaria pur nella ristrettezza dei tempi". Come pensa, se eletta, di
riuscire a portare risorse nella nostra realtà? "Agirò su due fronti.
Contando su un Governo centrale amico chiederò più trasferimenti da Roma, o
quantomeno una politica che privilegi le amministrazioni che adottano comportamenti
virtuosi e operando un accurato controllo di gestione, riqualificando la
spesa". La sua posizione sull'inceneritore e sul piano dei siti
"Appena eletti, revocheremo la delibera di individuazione del Piano dei
Siti delle discariche. Riteniamo che quella di Cerro debba essere l'ultima
discarica dell'Astigiano, almeno di quelle tradizionali. Riteniamo invece che
si debba potenziare il ciclo integrato dei rifiuti e per la parte residuale è
indispensabile, oltre al tradizionale conferimento in discarica, valorizzare
gli scarti, ove possibile, per produrre biogas o conferirli in un impianto di
termovalorizzazione per usi energetici. L'argomento dovrà essere affrontato con
le altre Province per sviluppare insieme soluzioni tecnologicamente avanzate, economiche
e sostenibili. Nel breve periodo si dovrà invece puntare a un ampliamento
dell'impianto di Cerro". La gente chiede sicurezza. "E' la nostra
priorità. Se l'immagine, la qualità della vita ed i prodotti della nostra terra
sono gli unici ingredienti che possono garantire il rilancio dell'economia, la
sicurezza rappresenta il passaporto per il turismo, per nuovi investimenti
produttivi e residenziali". Infrastrutture: quali le priorità? "Il
tratto stradale Sud-Ovest dovrà realizzarsi al più presto riducendo al minimo
l'impatto ambientale. Ci sono poi la Asti Casale da completare e la
Nizza-Canelli sulla quale lavorare". Il rapporto con Mariangela Cotto.
Conferma la richiesta delle sue dimissioni? "Dal punto di vista politico
ho già espresso le mie valutazioni, sotto il profilo umano mi sento molto
amareggiata. Il partito prenderà, coerentemente con lo statuto, le decisioni
conseguenti". E quello con Marmo? Potrebbe diventare un suo assessore?
"Per lui provo sentimenti di stima e amicizia. Ha fatto molto, ha un cuore
generoso. Non sarà assessore nella mia giunta, prima di tutto perché non lo
vuole lui. La sua esperienza verrà comunque messa a disposizione del nostro
progetto: il rapporto è solido e darà ancora buoni frutti". Ha già idea di
un'eventuale giunta? "Ho una squadra fantastica: nessuno ha rivendicato
poltrone. Costruirò una giunta con solide competenze, attenta alle sensibilità
politiche e impegnata nell'attuazione del programma, concentrata, con valide
esperienze e qualche giovane innesto". Se eletta riuscirà a conciliare gli
impegni? "Ho fatto per 5 anni il sottosegretario all'Economia, assumendomi
responsabilità e impegni di altissimo livello: credo di avere le carte in
regola per poter fare bene il deputato "semplice" e il presidente
della Provincia".
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Cordano fatti indicando
sempre con quella data l'avvenimento. Ma la data del 25 aprile è una
convenzione, perché in tale giorno venne diramato l'ordine di insurrezione e di
lì partì la fase finale della Liberazione che in realtà nel Piemonte e a Torino
la avvenne alcuni giorni dopo. La città, ma anche molti paesi, sono pieni di
lapidi che ricordano fucilazioni di partigiani, o di altri martiri della
libertà, avvenute ben oltre quella data, con buona pace dei destristi attuali
che "dimenticano" volentieri le esecuzioni compiute ben sapendo che
per loro era finita. Perché i mezzi di comunicazione non raccontano anche ciò
che hanno fatto i fascisti dopo il 25 aprile? Perché non si racconta come sono
stati vissuti i giorni fino all'inizio di maggio quando tutta l'Italia venne
liberata? Anche questa è storia. RICCARDO FORNENGO, TORINO Per un esame di
maturità serio Sono, da diversi anni, vicepreside del Liceo statale di
Domodossola e rivolgo un rispettoso, ma ardente, appello al prossimo ministro
dell'Istruzione: restituisca alle scuole superiori un esame di Stato serio!
Riporti in vigore la formula precedente all'attuale, con tutta la commissione
interna! L'esame attuale, voluto dal governo Prodi (che, confesso, anch'io
avevo votato!), checché ne dica il ministro Fioroni, serio non è. Infatti: 1.
Dal punto di vista degli studenti. In certi tipi di scuola, lo studente è
saggiato su tutte le materie, in altre solo in alcune (circa i due terzi). In
aggiunta a questa "detrazione", nei licei linguistici, ad esempio, lo
studente può decidere di non essere esaminato su una (su tre studiate) lingua
straniera a sua scelta. È serio tutto ciò? 2. Dal punto di vista dei
commissari. Sappiamo tutti che i docenti devono obbligatoriamente presentare
domanda di nomina a commissario esterno (anche chi non vorrebbe essere
nominato). C'è da stupirsi se poi una buona percentuale non si presenta?
Risultato: molti commissari sono giovani alla prima esperienza di lavoro in una
scuola, o poco più. Inoltre, anche quando il sistema delle nomine funziona, i commissari
esterni sono scelti nella provincia della scuola. Ciò andrà anche bene per
grandi città, ma, nella maggior parte delle province italiane, le scuole
superiori sono poche, e i licei ancora meno. Risultato: i docenti di una stessa
materia in genere si conoscono, con reciproche simpatie e antipatie. È serio
che io vada, ad esempio, a esaminare gli studenti di mio cugino e lui venga a
esaminare quelli della sua ex fidanzata? Serio era l'esame con la commissione
interna, perché uno studente sapeva che ben difficilmente poteva barare ed era
perciò "costretto" a prepararsi al meglio! PROF. MARCELLO LANDI
DOMODOSSOLA Padre Pio, le piaghe e il Sommo Bene Mercoledì 23, Enrico Mentana
ha dedicato Matrix a Padre Pio e alle sue stimmate. Partecipavano tre credenti:
Alberto Bobbio (Famiglia Cristiana), sicuro ovviamente della santità del frate
di Pietrelcina; Luciano Rispoli, sposato da Padre Pio, e certo della sua
santità; Francesco Giorgino, innamorato addirittura del santo. A fronte di
questi, in collegamento da Bologna, c'era un non credente: Sergio Luzzatto. Ma
la mancanza di obiettività di tutte (proprio tutte) le trasmissioni televisive
su argomenti religiosi, non sta tanto nella differenza di numero tra credenti e
non credenti, quanto nel fatto, cui nessuno sembra fare caso, neppure il bravo
Mentana, che manca sempre assolutamente la voce di un credente che possa
contestare in base a serie ragioni teologiche la posizione della Chiesa. Così,
a Matrix è mancato un credente che potesse dimostrare come visioni celesti e
diaboliche, guarigioni prodigiose, estasi, misteriosi aromi, cilici,
flagellazioni, lotte materiali col demonio, estenuanti digiuni, torture,
inutili mortificazioni non facciano la santità di una persona. Che non fa la
santità neppure costruire cento ospedali. È mancato un teologo (ne esistono)
che potesse fare questa semplice dichiarazione: ritenere che Dio, sommo Bene,
possa imprimere piaghe sanguinolente nelle carni delle sue creature, non solo è
ridicolo, ma anche blasfemo. ATTILIO DONI, GENOVA Gli atomi del santo Forse
sarebbe bene ricordare alle migliaia di pellegrini che si accingono a
incrementare la già florida economia di San Giovanni Rotondo alcuni fatti che
non potranno essere smentiti neppure da Sua Santità Benedetto XVI. Il corpo di
Padre Pio è composto da proteine, perlomeno quello che ancora non è stato
degradato dai normali processi di decomposizione la cui variabilità dipende
solo da fattori ambientali. Queste complesse molecole, espressione genica del
suo Dna, sono costituite da atomi prodotti all'interno di qualche remota stella
(in questo senso possiamo dirci tutti "figli delle stelle" o più
prosaicamente "polvere di stelle"). Gli atomi che costituivano il
corpo del santo erano per il 65% di ossigeno, 18% di carbonio, 10% di idrogeno,
3% di azoto, oltre a una manciata di altri elementi in percentuali minime. Ora,
dal momento che neppure il Papa riuscirà a dimostrare che gli atomi presenti in
quel cadavere sono diversi da tutti gli altri presenti in natura, mi chiedo
cosa richiami tutti quei pellegrini. MARCO BERTINATTI Aerei italiani e auto
tedesche Si dice che l'Italia non può non avere una compagnia di bandiera; ma
intanto il futuro presidente del Consiglio viaggia su auto tedesche. QUINTO
BULGARELLI Rutelli, né sigarette né spinelli In merito
all'articolo "Io operaio sto con Bossi e me ne vanto" (La Stampa, 17 aprile) si precisa che
Francesco Rutelli non ha mai fumato uno spinello (e neanche una sigaretta, per
la verità), né assunto droghe in tutta la sua vita. È una notizia falsa, come
quella che sarebbe stato arrestato in gioventù per uno spinello. UFFICIO
STAMPA FRANCESCO RUTELLI.
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Alessandro Portelli
Il 26 giugno 1946, la partigiana Maria Teresa Regard scriveva a suo marito
Franco Calamandrei: "Dunque Roma è asfissiante malgrado che noi abbiamo
avuto 89 mila voti. Si ha la netta impressione che siano i monarchici a
dominare dato il coraggio che hanno nel professare la loro idea e di girare
ancora con il nastro sabaudo e la corona. Molti manifesti ancora delle elezioni
che sbiadiscono sotto questo meraviglioso sole. Ci sono di nuovo i filobus e in
generale c'è molto movimento. Dappertutto reclames di Tabarin e di sale da
giuoco". Potrebbe essere benissimo un ritratto anticipato della città che
rischiamo di ritrovarci a Roma dopo il 28 aprile del 2008 - coi fascisti che
sbandierano svastiche e croci celtiche, col meraviglioso sole e i manifesti
sbiaditi, e con l'equivalente televisivo dei tabarin e delle sale da gioco. E
pensare che allora almeno il referendum l'aveva vinto la repubblica, mentre
adesso il quadro nazionale è ancora più plumbeo di quello romano. Per adesso,
dunque, Roma sta in apnea, aspettando di vedere che aria respireremo, se
respireremo, da qui a qualche giorno. I brutti segnali ci sono tutti -
l'aggressione al Circolo Mario Mieli, le minacce ai centri sociali e agli spazi
di socialità alternativa, le mani già tese a prendersi anche le istituzioni
della cultura. Negli anni dei passati governi di destra, Roma di
centrosinistra, non senza limiti e contraddizioni venuti al pettine negli
ultimi tempi, era comunque una specie di cuneo infilato dentro una catena di
comando che andava dal governo alla regione alla provincia. Era uno spazio non
ideale dove un poco di respiro c'è stato. Lasciarla assimilare al disastroso
quadro nazionale significa davvero compattare tutto nelle mani di Berlusconi, Bossi, Fini e dei loro alleati
(apparentamento o no, se vince Alemanno trionferà anche Storace, e pretenderà
le scuse della comunità ebraica) - in un paese dove in parlamento non ci sono
più comunisti e socialisti (e femministe e pacifisti) ma dove - come pochi
hanno scritto- da Ciarrapico a Mussolini i fascisti ci sono ancora,
unica "ideologia del novecento" viva e vegeta nel terzo millennio.
Perciò è autolesionista pensare che le critiche e le delusioni giustificate
verso la sinistra, Rutelli, Veltroni possano renderci indifferenti e farci
astenere da un voto che invece è cruciale. Neanche Obama è l'ideale, ma non è
McCain; e Rutelli, come che sia, non è Alemanno. Che lui si meriti o meno il
nostro voto, la cosa importante è che noi non ci meritiamo Alemanno in
Campidoglio e i suoi uomini (di cui ho ben misurato la volgarità, la demagogia,
l'insipienza nel mio breve periodo in consiglio comunale) con le mani sul
governo della città, delle periferie, della cultura, del controllo del
territorio. Qui non si tratta di astrazioni, di idealità, di futuri possibili.
Qui si tratta di cose concrete della vita quotidiana: di un restringersi degli
spazi di pratica alternativa (e di un allargarsi degli spazi non "conformi
alla Casa Pound"); di un rischio crescente di incolumità per chi non è
fascista in una città che di aggressioni fasciste ne ha già viste fin troppe;
di un'idea di sicurezza basata su repressione e deportazioni, di un governo
fondato sulla paura; di un modello di città centrato su un progetto di secondo
raccordo anulare che raddoppierebbe la cintura di cemento e di benzina che già
ci soffoca e ci avvelena. Alemanno a celebrare l'anniversario della strage
delle Fosse Arredatine, e il 25 aprile cancellato dal calendario. E quindi
torniamo all'aria, letterale e metaforica. Non si tratta di cantare o meno
Bella ciao, quello possiamo farlo pure di nascosto. Si tratta di continuare a
dire che l'Italia uscita dalla guerra e dalla resistenza, anche se
faticosamente e con le contraddizioni descritte da Maria Teresa Regard,
comunque si avviava a costruirsi come una democrazia di cittadinanza attiva e
consapevole. Questo era il modello della nostra Costituzione, che è ancora in
vigore ufficialmente ma è già tramontata persino nelle teste di tanti nostri
amici affascinati dalla governabilità. Perciò andare oggi a Porta San Paolo a
Roma (come ci andò volontaria Maria Teresa Regard l'8 settembre 1943) e nei
luoghi della Resistenza in tutta Italia significa riconoscersi nella storia di
una generazione che, trattata come sudditi capaci solo di obbedire e di
credere, ridiventa cittadini capaci di interrogarsi e di decidere per proprio
conto se, come, per chi e per che cosa combattere. Allora, cantiamo Bella ciao
a Alghero dove l'hanno proibita, cantiamo magari la Brigata Garibaldi o Fischia
il vento per ricordarci di quando pensavamo di avere un futuro, e chissà che a
Roma non ci scappi pure di cantare "Su comunisti della capitale":
"Vent'anni e più di tirannia fascista, col carcere il confino e il
bastone, non hanno menomato al comunista/la convinzione". Possibile mai
che a menomarci la convinzione - democratica, antifascista, anticapitalista - e
a renderci passivi e indifferenti riescano, dove non sono riusciti 20 anni di
fascismo, 15 di Berlusconi, 20 di revisionismo storico, 30 di tv commerciale, e
troppi di cedimenti e compromessi ideali? Un anziano compagno di Tivoli diceva:
il 25 aprile è la festa mia. Bene, è la festa nostra: uno per uno, e tutti
insieme. È la festa nostra oggi, perché in un paese libero dovrebbe essere 25
aprile tutto l'anno.
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Nella città guidata dal
leghista Tosi giornata piena di ostacoli per le diverse manifestazioni
antifascite A Verona la Lega blinda le strade Oggi
pomeriggio il corteo nazionale di migranti e centri sociali. Vietata piazza
Bra. E il comune finanzia gli integralisti cattolici Paola Bonatelli Verona
Sarà anche vero che il 25 aprile, come si sente ripetere da quando la festa
della Liberazione è diventata bipartisan, non ha più il valore che aveva o
dovrebbe avere. Ma basta vivere nel nord-est, in una città governata da un
sindaco leghista colluso con la destra radicale e con il più becero
integralismo cattolico, per rendersi conto che la data mantiene un fortissimo
valore simbolico. Talmente pressante da costringere i vari soggetti che hanno
organizzato la giornata a una inenarrrabile corsa a ostacoli tra Comune,
questura e prefettura, destreggiandosi in mezzo a trattative, permessi e
dinieghi. Oltre naturalmente al migliaio di poliziotti che oggi saranno a
Verona a blindare le inziative. Evento clou la "Festa
dell'indignazione", la manifestazione nazionale di migranti, con partenza
alle 15 dalla stazione di Porta nuova, a cui hanno aderito gruppi, associazioni
e centri sociali di tutto il Nord. Il corteo, per il quale il sindaco Flavio
Tosi aveva chiesto agli organizzatori di stipulare una polizza per eventuali
danni ai monumenti, è stato autorizzato dalla questura ma con il divieto di
entrare in Piazza Bra: "Saremo comunque a ridosso della piazza ? dice
Khaled del Coordinamento migranti veronese ? e faremo un percorso lungo tutto
il centro". Entreranno invece in piazza ma solo per un ora ? dalle 18 alle
19 ? e dopo estenuanti tira e molla, i partecipanti alla commemorazione delle
vittime dimenticate dei lager nazisti: "Prendiamo la piazza per tutti ?
dice Gianni Zardini, presidente del circolo Pink, che da dodici anni organizza
l'iniziativa ? perché a Verona il problema non è resistere ma esistere. Come
gay, lesbiche, trans ma anche come migranti o semplicemente non uniformi".
Se il questore Vincenzo Stingone, fresco di nomina, sostiene di essere
"fiducioso nel senso civico di tutti" e lancia un appello
"perché questa giornata non perda di significato", la città si
sveglia blindata sin dal mattino. La cerimonia ufficiale al palazzo della Gran
Guardia, a cui il sindaco Flavio Tosi ? che qualche mese fa marciò con i
neofascisti della Fiamma tricolore, tra cui il capogruppo della sua lista in
consiglio comunale Andrea Miglioranzi, ex Veneto Fronte Skinhead ? parteciperà
in prima persona, sarà probabilmente resa impermeabile a qualsiasi tipo di
contestazione. I "fischi di liberazione per cancellare la vergogna di chi
ha sfilato con loro", previsti dal programma della due giorni
"orgogliosamente antifascista" del Csoa La Chimica, Circolo Pink e
Metropolis Cafè, forse non si sentiranno. Come non si sentirà il consueto
concerto organizzato in piazzetta Pescheria dal locale Istituto per la storia
della Resistenza. Il Comune, che ha contribuito all'iniziativa con
"ben" 500 euro, non ha mai risposto riguardo alla richiesta della
piazza e l'Istituto ha scelto di far festa nella sua sede alla caserma Santa
Marta (dalle 16.30). Stessa sorte stava toccando alla Sinistra Arcobaleno, che
aveva chiesto piazza Dante per una festa serale. C'è voluto l'intervento della
prefetta ? che di nome fa Italia - per far arrivare il permesso dal municipio
ed evitare all'Arcobaleno locale un atto di disobbedienza civile, l'occupazione
della piazza. Si sentono bene invece in questi giorni i colpi di cannone
sparati dai partecipanti alla rievocazione delle Pasque Veronesi (la rivolta
antinapoleonica del 1797), ossia gli integralisti cattolici in veste di militi
della Serenissima. Patrocinati da Regione, Provincia e Comune, con in tasca un
gruzzolo di almeno 30 mila euro di contributi pubblici, i nostalgici
dell'ancien régime stamani saranno nella chiesa di Santa Anastasia, per la
messa in rito antico in onore di San Marco, mentre il loro corteo
"storico", che doveva tenersi nel pomeriggio e che negli anni scorsi
aveva un bel codazzo di neonazisti, è stato spostato a domani.
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Sacconi: "Il
Testo sulla sicurezza dovrà essere modificato" Il candidato al Lavoro:
"Ascoltare le imprese, secondo loro troppe sanzioni". Damiano:
"Non siamo d'accordo, Marcegaglia ci ha preoccupato". Le richieste
Anmil Antonio Sciotto Roma E' stato probabilmente l'ultimo confronto (nei ruoli
attuali) tra il ministro del Lavoro uscente, Cesare Damiano, e il candidato più
probabile a succedergli - Maurizio Sacconi, già sottosegretario ai tempi di Maroni; da oggi il ponte del 25 aprile,
il
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Alemanno e gli amici
della Forestale Cgil: "Mai chiarezza sulle assunzioni" Nel 2004 ruppe
con Tremonti pur di far indire un concorso per 500 agenti. E le guardie verdi lo
accompagnavano ad ogni dibattito Sara Menafra Roma Brutte interrogazioni
parlamentari a cui nessuno ha mai risposto e strane presenze di guardie
"verdi" alle iniziative pubbliche dell'ex ministro dell'Agricoltura
Gianni Alemanno. Tra le tante storie che saltano fuori dal curriculum del
candidato sindaco di Roma, la meno chiara è quella del rapporto con il Corpo
forestale, baluardo dell'estrema destra almeno dai tempi del fallito golpe
Borghese (che, infatti, è detto"golpe dei forestali") e, secondo
alcuni, rifugio di militanti dal passato poco limpido. Di certo, si sa che
Alemanno ha sempre badato molto al destino dei poliziotti in giubba verde.
Durante il secondo governo Berlusconi, quando era ministro dell'Agricoltura,
affrontò al loro fianco un duro scontro prima con la Lega
nord e quindi col ministro dell'economia Giulio
Tremonti per garantire che fossero riconosciuti come la quinta polizia italiana
e per approvare rapidamente un concorso per l'assunzione di 500 agenti e 119
commissari forestali. Il giornalista del Foglio Alessandro Giuli, racconta
l'episodio nel libro Il passo delle oche e spiega che potrebbe essere stata
addirittura questa la motivazione "personale" che avrebbe
convinto Alemanno a mettersi "alla testa dei rivoltosi di An" contro
Tremonti. Fu uno strano concorso. L'ex parlamentare Pdci, Rosalba Cesini, se ne
occupò a lungo presentando interrogazioni parlamentari senza mai ottenere
risposte: "Alcuni partecipanti al concorso dell'aprile 2005 mi
contattarono, spiegando di aver notato alcune persone consegnare il compito
completamente in bianco per poi essere inaspettatamente promosse". La
faccenda finì sui giornali un anno dopo quando, a elezioni finite e maggioranza
cambiata, il quotidiano Il Tempo pubblicò delle intercettazioni in cui due
membri della segreteria particolare di un ministro di An si preoccupavano di
procurarsi l'elenco "di quelli che abbiamo raccomandato nelle
forestali" entro il 14 giugno e cioè proprio entro il giorno in cui la
Gazzetta ufficiale avrebbe pubblicato i nomi dei promossi. "Alle
interrogazioni non c'è mai stata risposta - dice Cesini - e non mi pare che gli
articoli del Tempo abbiano avuto seguito. L'intero concorso era affidata ad una
ditta esterna al ministero, probabilmente i problemi sono venuti di là".
Anche nella Cgil Funzione pubblica nessuno ha mai ben capito la dinamica di
quel concorso. "L'unica cosa che so di certo ? racconta Stefano Citarelli,
coordinatore dei forestali della Fp Cgil ? è che dei cinquecento allievi
assunti quell'anno, duecento si sono immediatamente iscritti all'Ugl, un fatto
mai avvenuto nella storia del sindacato, tanto meno nei sindacati di
polizia". Durante la gestione Alemanno, l'Ugl avrebbe assunto sempre
maggior peso, "soprattutto nell'organizzazione dei trasferimenti e non credo
sia un caso se negli ultimi quattro anni è passata da 60 a 1800 iscritti",
conclude Citarelli. Mentre si guadagnava il favore delle associazioni anti Ogm
di destra e soprattutto di sinistra e intesseva legami con Slow food e il suo
presidente Carlo Petrini, Gianni Alemanno s'era messo accanto, come
consigliere, un membro della guardia forestale: Andrea Laganà oggi 39enne
responsabile del soccorso alpino forestale. Era lui a fare da anello di
collegamento tra il corpo forestale e il dicastero dell'agricoltura, sulla base
di un intenso rapporto di fiducia che gli permetteva di tenere sotto scacco
persino il comandante del corpo Cesare Patrone. E' stato sempre Laganà ad
accompagnare il ministro nella scalata del K2, all'indomani della sconfitta
elettorale di Roma contro Walter Veltroni e negli anni del ministero, capitava
che lo affiancasse, insieme ad altri membri della forestale, negli eventi
pubblici come il dibattito sugli Ogm ospitato dalla terza università di Roma il
13 dicembre del 2004. Una brutta giornata quella, a sentire i contestatori dei
collettivi universitari che provarono a interrompere l'iniziativa, ottenendo
persino il sostegno del preside della facoltà. Anche perché a metà mattinata ci
fu una strana aggressione: un gruppetto di manifestanti che si stava
avvicinando al sit in fu assalito da quattro o cinque uomini e uno studente si
trovò a terra con un braccio rotto. "Gli aggressori erano armati di mazze
e tirapugni - racconta un militante dello spazio occupato Acrobax - e
sembravano tutti sulla quarantina". Chi erano quegli attivisti così
diversi dai militanti di Azione giovani? Non si è mai saputo. Le vittime
dell'imboscata scelsero di non sporgere denuncia e tutta quella brutta storia
rimase nascosta dietro un grosso punto interrogativo.
( da "Manifesto, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Lettere@ilmanifesto.it
Né carino, né consenziente Cari direttori, leggo sul Corriere di ieri un
articolo dove, estrapolando alcune battute da 2 ore e 40 di discussione nella
sala Tatarella a Montecitorio in un incontro chiesto da Luca Barbareschi sui
problemi dello spettacolo, si deduce - e addirittura si titola - un mio
apprezzamento per le proposte di legge rese pubbliche in questi giorni dalla
Carlucci. Le cose sono andate in modo opposto dato che fra la ventina di
rappresentanti dello spettacolo che erano presenti mi sono trovato a essere
l'unico che ha affrontato la bozza di progetto presentata dall'attuale
maggioranza sottolineando che a parte due righe e mezzo condivisibili sulla
creatività e i nuovi talenti leggibili alla pagina 2 del loro documento, tutto
il resto delle corpose e articolate 11 pagine inviate alle associazioni le
contraddiceva radicalmente riproponendo tutte le logiche mercantili e
economicistiche contro cui l'Anac - che io lì rappresentavo - si batte da
decenni. Ho anche chiarito come, dalla presidenza Mitterrand a Jacques Delors,
tutta l'Europa abbia scelto la strada opposta del cinema creativo, di qualità e
d'autore e che queste erano state le basi su cui non solo l'Anac ma gran parte
del cinema italiano aveva finora lavorato. Che con tutta la mia ormai
lunghissima storia politica e culturale possa essere oggi presentato,
pubblicato e impaginato come carino e consenziente verso l'attuale maggioranza
di governo mi pare un'operazione indecente. Grazie. Citto Maselli, Roma Le aule
di Cesana e Gianicolo In riferimento all'articolo di Veronica Cursi, sulla
Cronaca di Roma de Il Messaggero di martedì scorso, dal titolo: "Vandali
in una media, inagibili atrio e primo piano", come dirigenti scolastici
dei due ordini di scuola, elementare "Cesana" e media
"Gianicolo", conviventi nello stesso edificio, manifestiamo il nostro
più profondo disappunto sul discredito gettato sulla scuola dall'articolo
citato. Dalla denuncia dell'episodio dell'incendio, di cui non possiamo che
condividerne l'estrema gravità, si passa, in un crescendo di colore, a fatti
del tutto fantastici. La scuola, in un clima da far west o Bowling for
Colombine o, come in una ironica storia di Rodari, capovolge paradossalmente i
ruoli: i professori si trasformano in alunni sospesi e gli allievi in maestri
autoritari con la bacchetta. Precisiamo inoltre che anche l'episodio
dell'incendio non ha causato nessuna interruzione dell'attività didattica né
inagibilità degli ambienti e delle aule. Anche noi crediamo nelle istituzioni e
crediamo nel lavoro che faticosamente ma con grande ottimismo facciamo ogni
giorno nelle nostre scuole perché il rispetto dell'altro e della legalità
diventino nei nostri studenti valori propri e non imposti. Giulia Gallo e
Tiziana Sallusti I permessi di Gianfranco Fini Mercoledì l'on. Fini, in tour
propagandistico per il suo candidato a sindaco Alemanno, in un quartiere della
capitale si avvicina a due cittadini egiziani e chiede i documenti. "Mi sa
- commenta divertito Fini - che voi due siete gli unici in regola in questa
città". Non credo ai miei occhi nel leggere questa notizia. Gli unici due
in regola? Ma di cosa sta parlando? Lo sa l'on. Fini che la pensione che oggi
viene pagata è possibile solo ai contributi versati dai lavoratori stranieri?
Se ne faccia una ragione l'on Fini ma in Italia siamo milioni e in regola.
"Non è possibile che in tanti hanno il permesso, mi sa che se lo comprano,
commenta ancora". Per Fini lo straniero è un problema di ordine pubblico e
qualora fosse in regola con le leggi sicuramente c'è puzza di bruciato.
"Politica del sospetto" si chiama a casa mia, che finisce per
travolgere tutto e tutti. Se i documenti ce li compriamo qualcuno li dovrà pur
vendere. Inoltre, grazie alla sua legge - la Bossi-Fini - chi è regolare vive anni
nel limbo senza una documento valido perché dopo averci rubato 70 euro per il
rinnovo, i documenti ci vengono consegnati quando sono già scaduti. Una legge
condannata in Europa per disumanità, ma perfetta per respingere chi potrebbe
entrare in Italia con un lavoro certo e consentire così ai trafficanti di
uomini di lucrare indisturbati. Ma l'on. Fini pensa che paghi la
politica del dagli addosso all'immigrato? Stuzzicare la bestia del razzismo è
un gioco pericoloso foriero di conflitti sociali e umani. Irma Tobias, pres.
dell'ass. lavoratori filippini in Italia Operai a destra Se come dice il
manifesto (ieri, in prima pagina a firma di Manuela Cartosio) gli operai si
"buttano" a destra, l'analisi non può essere ridotta al qualunquismo.
E il gesto dei nove delegati della Bicocca che dalla Cgil passano all'Ugl non
può essere archiviato come la protesta di "quattro giovani ruspanti
delegati", indignati per non aver potuto esprimere, nel sindacato di
provenienza, una posizione critica sul Protocollo per il welfare. Magari occorrerebbe
interrogarsi sulla capacità della "sinistra" di evocare scenari di
eguaglianza e di giustizia sociale e di rispondere, anche con la prassi di
governo, nella quale si è sperimentata senza fortuna, alle aspettative dei ceti
più deboli. Noi non ci presentiamo ai lavoratori con la "faccetta
bipartisan" della sottoscritta, ma con quella di migliaia di
rappresentanti sindacali che ancora vivono nelle fabbriche, nei cantieri, negli
uffici e da lì - e non da una presunta e aprioristica certificazione politica -
traggono la propria rappresentatività. Del resto, come giustamente il manifesto
ricorda, anche l'Ugl ha sottoscritto il Protocollo sul welfare e, dunque, non
può essere questa la "vera" o l'unica motivazione che ha spinto quei
rappresentanti, eletti, a unirsi a noi. Oggi, probabilmente, l'Ugl è il
sindacato che meglio tutela questa "vita" dalla morte per insicurezza
e nel valore rappresentato dal lavoro; se la sinistra vuole tornare a avere un
futuro, forse è bene che rifletta meglio sulla capacità degli
"operai" di scegliere con il cuore e non soltanto con la pancia.
Renata Polverini, segr. gen. Ugl Logiche Scrivo per dare a Manuela Cartosio
un'informazione che le manca (il manifesto di ieri). Il provvedimento Prodi
sulle pensioni prevede, a regime, un aumento dell'età pensionabile a 62 anni
(per chi ha 35 anni di contributi). Mentre il provvedimento Maroni
prevedeva, a regime, un'età pensionabile a 60 anni (sempre per chi ha 35 anni
di contributi). Dunque, si può forse dire che siano "illogici" gli operai
che votano Lega? Piuttosto, bisognerebbe chiedersi quale sia stata la
"logica" della pseudo-sinistra che ha votato a favore di un
peggioramento del provvedimento berlusconiano-leghista. Marco Piccioni,
redazione di Giano Università di Napoli.
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
N. 99 del 2008-04-25
pagina 0 Berlusconi alle prese con la squadra di governo di Redazione Bossi vuole che la lista venga chiusa prima
dell'insediamento per evitare "sorprese". Ma sono ancora da definire
le presidenze di Camera e Senato e dei gruppi parlamentari. Resta aperto anche
il braccio di ferro con Formigoni Roma - Il presidente del Consiglio in
pectore, Silvio Berlusconi, è alle prese con la squadra dei ministri. Il leader
del Pdl vuole chiudere la lista in fretta per essere pronto quando il capo
dello Stato gli affiderà l'incarico di formare il governo. Una partita che
comprende anche le presidenze di Camera e Senato e dei gruppi parlamentari. Tensioni con la Lega Nord La lista va chiusa prima dell'insediamento delle Camere per
evitare "sorprese", come avverte Umberto Bossi. Il Carroccio non si smuove dall'accordo stretto con il
Cavaliere e spinge su Berlusconi per avere la conferma della parola data.
Il premier in pectore resta così a Roma per il 25 aprile. La festa della
Liberazione è un giorno di lavoro, rinchiuso nel suo quartiere generale di
palazzo Grazioli. Con lui si riuniscono i vertici di Forza Italia: a via del
Plebiscito sono presenti Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, Renato Schifani ed
Elio Vito, Paolo Bonaiuti, Claudio Scajola e Denis Verdini. Berlusconi nel
pomeriggio tornerà a Milano dove domani dovrebbe vedere Bossi.
Il nodo Formigoni Resta aperto anche il nodo del governatore lombardo, Roberto
Formigoni. Il presidente della Lombardia con molta probabilità resterà al
Pirellone, ma l'annunciato incontro con il Cavaliere, poi saltato, potrebbe
esserci proprio nel fine settimana. I futuri assetti del Pdl Al tavolo di
palazzo Grazioli all'ordine del giorno anche i futuri assetti del Popolo della
Libertà. E anche in questo caso la partita riguarda Formigoni. Il leader della
pattuglia di Comunione e Liberazione all'interno di Forza Italia è in corsa per
l'incarico di coordinatore degli azzurri. Un ruolo fondamentale in vista degli
appuntamenti che porteranno gli azzurri a confluire nel Popolo della Libertà.
La soluzione Formigoni, però, non è scontata. Il posto "fa gola" a
molti e tra i papabili alla poltrona di coordinatore c'è anche Verdini. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Oranza dentro
Rifondazione Comunista ha una prima ricaduta torinese: ieri sera i militanti
del Prc che hanno partecipato al corteo in ricordo della Liberazione
dell'Italia dal nazifascismo hanno sfilato con le proprie bandiere dietro lo
striscione del partito. È stato il comitato federale riunito l'altra sera a
sconfessare la scelta del segretario provinciale, Gianni Favaro, di partecipare
al corteo della Liberazione e a quello del Primo maggio sotto le insegne della
Sinistra Arcobaleno. L'ordine del giorno è stato proposto dall'ex assessore
comunale Stefano Alberione e ha raccolto 29 voti contro 16. Tre gli astenuti.
La segreteria provinciale guidata da Favaro si è presentata dimissionaria alla
riunione del Comitato federale che lunedì provvederà alla nomina di un comitato
di garanzia che dovrà guidare il partito fino al congresso previsto a luglio.
La scelta di Prc mette la parola fine all'esperienza della Sinistra Arcobaleno
sotto la Mole. Nei giorni scorsi era stato il Pdci a decidere per rompere quel
fronte e di presentarsi al corteo con il simbolo e le bandiere dei Comunisti
Italiani, dunque con la falce e martello. Sotto la Mole la linea Ferrero-Grassi
è condivisa dall'assessore all'Istruzione del Comune, Luigi Saragnese, dal
segretario regionale Alberto Deambrogio, dal capogruppo in Regione Gianpiero
Clement, il capogruppo in Provincia, Tommaso D'Elia. Il
capogruppo in Comune, Luca Cassano, fa parte dell'attuale minoranza che si
riconosce in Nichi Vendola. In posizione critica nei confronti dei due
schieramenti ci sono Sergio Vallero, presidente del Consiglio provinciale, il
consigliere regionale Juri Bossuto e l'ex parlamentare Marilde Provera. \.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
BERTOLAZZI:
VALLETTA DEI VELENI Lega Nord contro la discarica
"Zinola ha già pagato troppo" Dalla Lega Nord piovono
critiche sul progetto del Comune di Savona di realizzare una nuova discarica
sulle alture di Zinola, nella zona che è già stata ribattezzata "La
valletta dei veleni". Secondo il vice segretario provinciale della Lega Giancarlo Bortolazzi "Se verrà realizzata nelle
dimensioni previste, la mega-discarica comporterà la produzione di 3 milioni di
metri cubi di rifiuti in 25 anni, lo smaltimento di tutta la spazzatura della
provincia e la drastica riduzione delle aree verdi nella zona interessata dal
progetto". "Zinola ha già pagato a sufficienza in termini ambientali
per la costruzione dell'inceneritore e del depuratore", continua
Bertolazzi che punta il dito sulle prossime opere in cantiere: "Ora
vorrebbero privarci di altri chilometri quadrati di verde per costruirci un
carcere e una discarica. Questa volta, però, non faremo finta di nulla e ci
organizzeremo in una "Class Action" per difendere fino in fondo il
nostro territorio e gli interessi della comunità. Abbiamo già incaricato alcuni
avvocati di studiare la situazione e se questi amministratori non faranno un
passo indietro, allora sarà rivolta". Per ribadire la sua tesi, Bertolazzi
ha anche realizzato un filmato che ha inserito su "Youtube" e anche
sul suo blog.
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
N. 99 del 2008-04-25
pagina 0 Ministri, il Cavaliere: "Squadra quasi definita" di
Redazione Le ultime indiscrezioni: Fitto agli Affari regionali, Alfano alla
Funzione pubblica, Scajola allo Sviluppo economico. Dicasteri per Prestigiacomo
e Poli Bortone. Bossi vuole che la lista venga chiusa
prima dell'insediamento per evitare "sorprese" Roma - Avanti tutta,
manca poco. Il lavoro per la definizione della nuova squadra di governo della
maggioranza di centrodestra uscita dalle urne del 13-14 aprile procede bene, ma
non si è ancora concluso. Lo ha detto oggi Silvio Berlusconi uscendo da Palazzo
Grazioli, sua residenza romana, al termine di una lunga riunione con i vertici
di Forza Italia. "Abbiamo lavorato su diverse cose, anche sulla
composizione del governo. Procede molto bene ma (la squadra) non è ancora
definita" ha detto il Cavaliere. "Stiamo cercando di mettere a ogni
posto uomini in grado di svolgere il ruolo a loro affidato". Indiscrezioni
Secondo quanto riferito in precedenza da fonti vicine al candidato premier, una
poltrona di ministro dovrebbe essere riservata anche all'ex presidente della
Regione Puglia Raffaele Fitto, che dovrebbe andare agli Affari Regionali. Ad
Angelino Alfano potrebbe invece andare la Funzione Pubblica e una poltrona da
ministro, come già annunciato, ci sarebbe anche per Stefania Prestigiacomo e
per Adriana Poli Bortone. Claudio Scajola otterrebbe il ministero dello
Sviluppo. Berlusconi, uscendo dalla sua residenza romana tra decine di
supporter che lo applaudivano e lo salutavano, si è poi recato, come è suo
costume nelle giornate che trascorre a Roma, a fare compere in una bottega del
centro. Vertice E' stata un'altra giornata di incontri, terminata intorno alle
15.30. Hanno lasciato Palazzo Grazioli Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto, Dennis
Verdini, Claudio Scajola, Franco Frattini, Niccolò Ghedini riuniti con il
premier in pectore da questa mattina alle 9.30. Nella residenza-ufficio del
Cavaliere restano soltanto i capigruppo uscenti di Camera e Senato di Fi, Elio
Vito e Renato Schifani. Il leader del Popolo della libertà ha rinviato la sua
partenza da Roma per Milano a domani mattina. Micciché "La squadra di
governo è fatta" assicura Gianfranco Micciché lasciando Palazzo Grazioli.
Micciché infatti precisa di non avere partecipato all'incontro, ma di essere
arrivato solo al termine per "discutere delle deleghe con
Berlusconi". Per quanto riguarda la formazione del governo mostra
soddisfazione, perché "è stato raggiunto un buon equilibrio tra nord e sud, che invece fino a qualche giorno fa vedeva una
prevalenza del nord". Per quanto lo riguarda,
infine, Micciché dice che il suo ruolo sarà "quello di sottosegretario
alla presidenza del Consiglio con la delega per il sud e per il Cipe". Tensioni con la Lega Nord La lista va chiusa prima dell'insediamento delle Camere per
evitare "sorprese", come avverte Umberto Bossi. Il Carroccio non si smuove dall'accordo stretto con il
Cavaliere e spinge su Berlusconi per avere la conferma della parola data.
Il premier in pectore resta così a Roma per il 25 aprile. La festa della
Liberazione è un giorno di lavoro, rinchiuso nel suo quartiere generale di
palazzo Grazioli. Con lui si riuniscono i vertici di Forza Italia: a via del
Plebiscito sono presenti Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, Renato Schifani ed
Elio Vito, Paolo Bonaiuti, Claudio Scajola e Denis Verdini. Berlusconi nel
pomeriggio tornerà a Milano dove domani dovrebbe vedere Bossi.
I futuri assetti del Pdl Al tavolo di palazzo Grazioli all'ordine del giorno
anche i futuri assetti del Popolo della Libertà. E anche in questo caso la
partita riguarda Formigoni. Il leader della pattuglia di Comunione e
Liberazione all'interno di Forza Italia è in corsa per l'incarico di
coordinatore degli azzurri. Un ruolo fondamentale in vista degli appuntamenti
che porteranno gli azzurri a confluire nel Popolo della Libertà. La soluzione
Formigoni, però, non è scontata. Il posto "fa gola" a molti e tra i
papabili alla poltrona di coordinatore c'è anche Verdini. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
LA
lA LEGA NORD GUIDA LA PROTESTA "Limiti di velocità eccessivi"
Viabilità: Lega Nord scatenata. Il segretario
della circoscrizione Valbormida della Lega, Oscar
Dogliotti, si fa portavoce delle lamentele di centinaia di cittadini. Limiti di
velocità.
"Recentemente abbiamo consegnato al prefetto Nicoletta Frediani una
petizione con più di 1800 firme per aumentare a 70 km/h il limite di velocità
dei 50 che è stato introdotto sulla Sp 29, tra Rocchetta e Dego, per un tratto
prevalentemente rettilineo di circa 2,5 km. Abbiamo, inoltre, evidenziato vari
problemi di quella tratta, dall'attraversamento di Piana Crixia, al bivio per
Cairo in corrispondenza del passaggio a livello nei pressi di Rocchetta.
Ringraziamo sin da ora il prefetto per la disponibilità e l'interessamento
dimostrati". Ferrania. "Pochi giorni fa, è stato firmato l'accordo di
programma per la Ferrania che prevede, tra l'altro, la realizzazione del raccordo
ferroviario tra la stazione e lo stabilimento. Il tratto di strada interessato,
ovvero viale della Libertà, versa in condizioni disastrose: è pieno di buche, i
binari sono "scoperti" ed in caso di pioggia la sede stradale, tra
l'altro di larghezza insufficiente, viene completamente allagata. Nonostante le
nostre ripetute segnalazioni, non è stato preso alcun provvedimento, anzi, da
oltre tre mesi attendiamo la risposta promessa dall'assessore provinciale alla
viabilità Pier Luigi Pesce che, dopo vari incidenti, senza feriti gravi, forse
attende qualcosa davvero di grave prima di degnarci della sua attenzione".
E conclude: "Prima di assumere clamorose iniziative, come ci chiedono i
residenti, lanciamo un pressante appello al prefetto affinché intervenga presso
la proprietà Ferrania e la Provincia".
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
C'è un filo che
unisce Shakespeare ad Arthur Miller, arriva fino a Gioele Dix e per quanto
sorprendente possa sembrare si srotola nell'Italia del dopo voto. Perché per
riflettere sul Paese uscito dalle urne Veronica Berlusconi chiede aiuto al
teatro, sua grande passione. Walter Veltroni diventa Amleto, il dramma
"Morte di un commesso viaggiatore" di Miller lo specchio della crisi
economica e lo spettacolo "Tutta colpa di Garibaldi" di Dix
l'escamotage per analizzare il successo di Bossi, la
vera novità elettorale. "Un risultato straordinario", spiega la
moglie del futuro premier, "che impone di affrontare subito le questioni
poste dalla Lega e di smetterla di considerare con
snobismo o con la puzza sotto il naso i suoi esponenti". Ripete più volte
di parlare da cittadina - "Privilegiata, lo so, però sento molto forte la
novità che preme sul Paese" - e non ha timore di mettere in guardia su
quale ritiene essere la vera posta in gioco: "Dobbiamo ammettere che
l'Italia non si riconosce più in un valore come l'unità del Paese. Da un punto
di vista ideale ci vorrebbe un governo tecnico, con un leader al di sopra degli
schieramenti. Ma la realtà è diversa. Dobbiamo ascoltare ciò che chiede la Lega e a mio marito spetta un compito da vero statista: da
una parte traghettare le istanze leghiste in progetti concreti e dall'altra
dialogare con il Pd per avviare le riforme. Credo che così si ridurrebbe il
rischio di una spaccatura dell'Italia". Veronica Berlusconi leghista.
Possiamo dirlo? "Diciamo (e ride, ndr) che sono la componente leghista della
famiglia. Ma, come è ovvio, non ho votato Lega". Che spiegazione dà
dell'affermazione del partito di Bossi? "Questo è un Paese stanco e sfiduciato, anche dopo la
vittoria di Berlusconi. Le difficoltà economiche sono pesanti, il Nord - un
Nord i cui confini si sono allargati verso il Centro - patisce di più a causa
di un costo della vita superiore anche del 30% rispetto al Sud. Sceglie
la Lega, ma non chiamiamolo voto di protesta. La Lega esprime esigenze concrete, della parte d'Italia più
produttiva, che è stanca di fare da traino al Paese e che non trova
rappresentanza nella sinistra estrema, nonostante una persona come Bertinotti
di cui certo non si può dir male". La crisi economica è tanto grave?
"La nostra realtà assomiglia sempre più alla "Morte di un commesso viaggiatore"
di Arthur Miller, a quell'America dove la ricerca del denaro e del benessere
sembrava un traguardo facile, ma poi si rivelava un'illusione al punto da
spingere il protagonista al suicidio dopo la perdita del lavoro. L'Italia di
oggi è così, il rischio del degrado aumenta. Speriamo di non dover contare
troppi suicidi eroici". Un paragone molto duro, non crede? "Sì, mi
rendo conto, ma la crisi è davvero seria. D'altronde anche mio marito ha fatto
una campagna elettorale che si poteva intitolare "Attenzione a
sognare". Non ha voluto creare illusioni". Come si può uscire da
questa situazione? "Gli italiani chiedono il federalismo. Cominciamo da
quello fiscale, da interventi diversi a seconda delle Regioni. Il governo
rinunci alle idee imprenditoriali, lasciamo riposare in un cassetto il progetto
del Ponte sullo Stretto di Messina. Per i grandi progetti potrà giocare sulla
politica estera, che anche in passato è stata una carta vincente per tenere
unita la maggioranza". Ma non aumenterà il divario tra Nord e Sud?
"Già oggi il Paese si muove a velocità diverse, prendiamone atto, c'è
un'unità artificiale. Consiglio di assistere a "Tutta colpa di
Garibaldi", uno spettacolo in cui Gioele Dix, con intelligenza, dimostra
come l'unificazione dell'Italia sia stata una forzatura. Il Paese non è mai
stato pronto né adatto per essere uno stato unitario e non è mai maturato a
sufficienza per diventarlo". Signora Berlusconi, evoca la secessione?
"No, dico però che c'è un Nord che vuole rompere gli argini e bisogna gestire
le richieste delle Lega senza guardare con folclore ai
suoi rappresentanti. Certo che Tremonti è un fiore all'occhiello del Paese, ma
se la gente vota Calderoli, significa che impone una
sua credibilità. Sarà compito della Lega fare ora un
salto di qualità, dimostrare che sa realizzare le sue idee". Quando il Pd
muoveva i primi passi, Walter Veltroni disse che gli sarebbe piaciuto un
contributo da parte sua. C'è stato un seguito a quelle parole? "No. Ho
pensato che quella frase fosse sì una forma di stima, ma anche un messaggio che
passava sopra la mia testa". Come valuta l'esperienza del Partito
democratico? "Veltroni mi ricorda Amleto, quando dice "Ah Dio, potrei
essere rinchiuso in un guscio di noce e sentirmi re di uno spazio infinito, se
non fosse che faccio brutti sogni". Poteva rimanere nel suo guscio, ma ha
fatto il sogno di cambiare il suo schieramento. Non è il killer della sinistra,
ha capito che la situazione era già compromessa, senza Pd sarebbe andata ancora
peggio. E' stato bravo, ma ora temo che possa restare vittima di un complotto
per sostituirlo. Però chi potrebbe andare al suo posto? Avrebbero bisogno di un
Berlusconi. Credo che il Pd dovrebbe evitare guerre interne, non aiutano a
capire che cosa pensa l'Italia. Come forse non l'hanno capito i giornali".
Lo dice da lettrice o da editrice del "Foglio"? "Tanti articoli
che ho letto prima del voto sul recupero di Veltroni indicano che probabilmente
i giornali non intercettano i sentimenti prevalenti nel Paese. E mi lascia
perplessa anche un altro aspetto: con il centrodestra che è ampia maggioranza,
perché "Il Giornale" non vende molte più copie? Gli italiani hanno un
pensiero più libero e meno facilmente influenzabile di quanto si creda e i
giornali dovrebbero imparare ad ascoltarli di più". Lei rimarrà una first
lady nell'ombra? "Impegni di Stato a parte, non ho mai fatto la first lady
e continuerò a non farla. Non è un ruolo che si addice al Paese. L'Italia non è
come gli Stati Uniti in cui si assiste a scene agghiaccianti come quella del
governatore di New York che si presenta in tv a confessare l'adulterio con la
moglie a fianco, come fosse una garante del pentimento. E poi, in Europa, con
Sarkozy che sposa Carla Bruni, con la storia di Putin e della ginnasta, la
politica ha rotto gli schemi della famiglia tradizionale. Lasciamo la first
lady in cantina". Lei ha citato Sarkozy. Che ne pensa dell'ex moglie
Cecilia che gli è rimasta al fianco per le elezioni anche se i segni della
crisi erano già evidenti? "E' stata una gran bella operazione di
marketing, per me le vere rappresentanti del Paese sono le donne che lavorano
nei partiti. Mio marito può portare sotto i riflettori della politica la
Brambilla, mentre la moglie resta tranquillamente nell'ombra". Un'altra
donna in prima linea: Hillary Clinton. Come la giudica? "Facciamo un
discorso emotivo. Se Obama identifica il cambiamento, l'idea di un'America
giovane, dove resiste il sogno dell'uomo che riesce a farsi strada da solo,
McCain è l'immagine di una nazione vecchiotta e più chiusa in se stessa.
Hillary rappresenta una mediazione tra le due istanze. Io la voterei".
Quali donne vedrebbe bene al governo in Italia? "Donne con una storia
politica e un peso specifico importanti. Recentemente, con questo clima da
Bagaglino, con le battute e le barzellette si è un po' imbastardito il discorso
sulla presenza femminile in politica. Un clima che penalizza anche donne capaci
come Anna Finocchiaro: è stata sconfitta drasticamente in Sicilia anche perché
il Paese guarda le donne con diffidenza. Per dirla con una battuta di Daniela
Santanché, le vede orizzontali". Suona il cellulare, e Veronica Berlusconi
lascia i discorsi politici per tuffarsi in quella che chiama "la mia
normalità". Organizzare una giornata con il nipotino Alessandro
("Adoro fare la nonna") o l'appuntamento per vedere un film con
Luigi. E' proprio l'ultimogenito a chiamare: "Luigi è entusiasta di suo
padre e della vittoria elettorale. Lui in politica? No, ama troppo la finanza.
A meno che - dice sorridendo la moglie del Cavaliere - non diventi un
finanziere alla Soros, che fa pure politica. Ma anche per i figli della
borghesia italiana oggi non è facile seguire i propri sogni".
( da "Stampa, La" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
Il lavoro di bassa
macelleria che qualcuno si è incaricato di svolgere mercoledì pomeriggio nella
villetta dei coniugi Meche a Lugagnano, paesone alle porte di Verona stretto
tra i centri commerciali e la Valpolicella, rischia di diventare un giallo dai
contorni torbidi. Non c'è stata rapina, a un primo inventario dalla casa non
manca nulla, anzi tutto appariva in ordine. E nemmeno effrazione, visto che né
porte né finestre sono state forzate, come se le vittime avessero aperto ai
loro assassini. E non c'è neppure un movente, dato che non erano ricchi, non
avevano figli, avevano già fatto testamento anni fa a favore dell'unico nipote
e vengono descritti come persone tranquille. Però Luigi Meche, 61 anni,
imbianchino in pensione, e Luciana Rambaldo, 59 anni, casalinga, sono stati
uccisi con un rituale preciso e grande ferocia. Con odio. Forse da qualcuno che
li conosceva. Lui è stato trovato inginocchiato nella cantinetta, con le mani
legate dietro la schiena dal nastro adesivo e la testa fracassata da 8 colpi di
un oggetto che si pensa possa essere un martello. Altri colpi (in tutto una
quindicina) hanno fracassato un braccio. Intorno uno scenario da pulp-fiction.
Lei è stata trovata nella camera da letto del primo piano, vestita solo con una
maglietta sollevata sopra il seno, colpita da un paio di martellate in faccia e
poi strangolata. Ma non violentata. Poche le tracce di sangue, probabilmente è
stata tramortita in cucina. A scoprire i due corpi è stato l'altra notte il
nipote Simone Veronesi, 32 anni, imbianchino, sposato con due figli e residente
in una casa popolare a Sant'Ambrogio Valpolicella, 15 chilometri di distanza.
Ha raccontato che dopo aver telefonato per tutto il pomeriggio e la sera agli
zii, con un amico e la sorella è andato a Lugagnano. Hanno deciso di scavalcare
il cancello, entrando nell'abitazione da una porta trovata aperta sul retro.
"Li cercavamo da ore - ha raccontato - e non li trovavamo. Alla fine
abbiamo deciso di entrare. E quello che ci siamo trovati davanti non si può
spiegare. Prima ho visto la zia in camera da letto. Poi lo zio da basso, nella
tavernetta. Non so come possa essere successo, mi sembra di essere dentro a un
brutto film...". Tra i particolari che non tornano, il furgone Ducato
bianco che il pensionato usava per i lavori di verniciatura, stranamente
parcheggiato davanti al cancello della villetta, come a voler ostruire
l'ingresso. Le indagini vengono definite a 360 gradi, in realtà si sono
ristrette su quella che alcuni in paese definiscono "la doppia vita di
Luigi". Una vita, dicono le chiacchiere, più disinibita sessualmente di
quanto la routine di una coppia di adulti di provincia lasciasse trapelare
ufficialmente. I carabinieri cercano un ventenne moldavo, segaligno e
silenzioso, che avrebbe aiutato nell'ultima settimana il pensionato a
riverniciare muretto e cancellata della villetta. Cercano lui e alcuni suoi
amici. Il giovane sembra scomparso, la circostanza più strana è che appena
fuori dalla casa sono stati ritrovati un barattolo di vernice, un pennello e
dei guanti. Come se il lavoro attorno fosse stato abbandonato d'improvviso, al
ritorno della coppia dal centro commerciale La Grande Mela, un chilometro di
distanza. E' lì che i coniugi sono stati visti l'ultima volta, alle 15. Ed è lì
che i carabinieri si sono recati per visionare ore di filmati del circuito
interno, nella speranza di trovare un altro uomo con cui forse si era
incontrato Luigi prima di ritornare a casa. Di certo i coniugi, una volta
rientrati, non hanno fatto in tempo a riporre la spesa nel frigorifero, tranne
il sacchetto della carne. Il resto è stato trovato ancora
nella loro auto, una Daewoo blu, assieme a dei soldi. E tutto fa pensare che
l'aggressione sia scattata in quel momento, verso le 16. Il neo sindaco
Gulatiero Mazzi, della Lega
Nord, ieri si è augurato "il massimo della pena, e per casi come questi
non escluderei nemmeno quella di morte".
( da "Giornale.it, Il" del 25-04-2008)
Argomenti: La Lega
L'Ordine dei
giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di
partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è
lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia
volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe
situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la
democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che
rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a
infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i
suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato
ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il
qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da
Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che
l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali.
L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al
Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la
Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è
posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora:
critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme")
perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge
parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema
vigente. E poi davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma
siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di
molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti
indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare,
ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per
verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la
manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava
passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete.
E, come sempre, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine,
eliminiamo i finanziamenti, ma facciamola finita con lo sguaiato e alla lunga
distruttivo moralismo di Grillo. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno
di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso
pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della
nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti (
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08
Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri
a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della
sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne
ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha
dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che
la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di
correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per
questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la
richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro
degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione
dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma
in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo
Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è
superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo
Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per
chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in
modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo
ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se
non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza.
C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera
circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera
circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico
dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui
alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una
correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione
europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era
prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se
oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la
Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una
norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini
considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare?
Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 30 ) " (2 voti, il voto medio
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La
sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia
intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di
Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro
molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee
(Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale.
Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande
onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme,
sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la
sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il
marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del
Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie
tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori."
Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal
Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli
"la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza
industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo
la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che
venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La
sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ?
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il
"porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il
sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di
instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese,
Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato
al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha
agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei
legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza
delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il
corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei
politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non
appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei
piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono
ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino
del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello
per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (7 voti,
il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr