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DOSSIER “FOCUS SULLA LEGA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL  24-4-2008      #TOP



Report "Nord"

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Indice delle sezioni

Nord (124)


Indice degli articoli

Sezione principale: Nord

<Sì all'armistizio, aspettiamo proposte> ( da "Corriere.it" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: ipotesi avanzata da Roberto Calderoli ROMA Roberto Calderoli chiede all'opposizione "tre anni di armistizio ". Lei è pronta, ministro Livia Turco? "Ma come, non hanno fatto che seminare tempesta e alzare muri e ora parlano di armistizio?". "Per rimettere in moto l'Italia", ha detto al Corriere il coordinatore della segreteria leghista.

<Formigoni resta in Lombardia> Berlusconi: <Andrò presto da Napolitano> ( da "Corriere.it" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Al momento la squadra guidata da Berlusconi annovera come vice premier Letta e il leghista Roberto Calderoli. Agli Esteri è designato Franco Frattini e Giulio Tremonti all'Economia, mentre Ignazio La Russa andrebbe alla Difesa. Elio Vito finirebbe alla Giustizia mentre Altero Matteoli si occuperebbe di Infrastrutture. A Claudio Scajola spetterebbero le Attività produttive.

"Le Province non si toccano" ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Propongo un accordo bipartisan per evitare nuovi ingressi, poi ragioneremo sull'esistente". "La forza del Nord Ovest nasce dalla storia delle sue Province", ha tagliato corto Leonardo Carioni (Como), leghista e amico personale di Bossi. Di questi tempi, una garanzia.

"Troppe omonimie sui palazzi Edilvele" ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale. "Mia sorella ha una piccola proprietà in quella zona, ma gli altri Vazio non sono neanche lontanamente miei parenti. La variante non ha eliminato le responsabilità dei privati, ma le ha cristallizzate e ne ha evidenziato i contorni", è la replica del vicesindaco.

Berlusconi da napolitano, nubi sul governo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Ad agitare le giornate del futuro premier ci pensa anche il partito di Bossi. E il problema non viene nascosto: "Da 21 anni la Lega è un partito democratico e non ci sono fatti concreti attraverso i quali abbia portato pericoli all'Italia. Ma il linguaggio della Lega è fatto di iperboli ed è anche un po' rozzo. E quindi dovrebbe cambiare.

Quella scorta va tolta ( da "Mattino di Padova, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Arriva Maroni e dice: difendetevi da soli Come dire: una buca sulla strada? Tieni il badile, fai da te "Togliamo la scorta al nostro caro sindaco Flavio Zanonato e recuperiamo così due pattuglie per i cittadini". L'onorevole Filippo Ascierto non molla "l'osso" della sicurezza e, un po' provocatoriamente, lancia la sua proposta.

Cinque anni a uno dei boss della banda che riciclava auto e clonava bancomat ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Udine Cinque anni a uno dei boss della banda che riciclava auto e clonava bancomat Sono stati condannati perché ritenuti implicati in una associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio all'estero d'auto di lusso rubate in Italia e per essere riusciti a clonare carte di credito e bancomat in diversi negozi del Nord-Italia.

I lumbàrd e l'orgoglio di parlare rozzo "meglio così che un po' fighetti" - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Prima il dribbling di Bossi all'uscita da Arcore: "A noi quattro ministri". Poi lo stop di Berlusconi: "Non c'è niente di deciso, la squadra la faccio io". Poi Bossi che ribadisce: "Sarò ministro delle riforme", e "a noi due ministri più il vicepremier" (Calderoli).

I pompieri: noi nel sindacato lumbàrd" ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Per questa ragione la maggioranza dei vigili del fuoco ha annunciato che potrebbe aderire al sindacato della Lega Nord. A Lampedusa è quindi arrivata l'onda lunga della Lega Nord che nell'isola ha già un suo rappresentante, Angela Maraventano, che è stata eletta nella Lega Nord ma candidata nell'Emilia Romagna.

Berlusconi: la lega moderi il linguaggio - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Tuttavia da 21 anni quello di Bossi è un partito democratico Molto meglio per noi interessarci di infrastrutture e di trasporti, invece che di omosessualità: riprenderemo il piano delle opere pubbliche GIANLUCA LUZI ROMA - Lo aveva annunciato martedì notte tornando dalla cena a casa di Cossiga e ieri pomeriggio Berlusconi è andato con Gianni Letta - probabile vicepremier -

La hit parade delle invettive ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: (Bossi a Boniver) Contro gli stupratori, forbici non sterilizzate (Calderoli) "Stuprate Pecoraro"(striscione leghista in corteo a Mantova) Sono un cacciatore di leprotti extracomunitari (Gentilini) Pronti i fucili contro la canaglia romana (Bossi).

Festa nella discoteca-bene, bossi jr star degli under 30 - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Bossi jr star degli under 30 RODOLFO SALA MILANO - Alla consolle la soubrette Lubamba e Renzo Bossi, il figlio del Capo. E giù in pista una folla di giovani in tutto simili - salvo le pochette verdi - ai frequentatori abituali dell'Old fashion, nel bene e nel male uno dei templi della movida milanese.

"alleanza che ci difenderà" - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: per quanto ha affermato la Lega Nord, un po' per quelle che sono state le indicazioni del Pdl, la richiesta di un confronto in ambito di riforma costituzionale". Insomma, il giorno in cui il governo dovrà decidere se abolire o meno le amministrazioni provinciali non è così lontano e sedersi al tavolo della trattativa sotto la bandiera della Fondazione delle Province del Nord-

La compagna del boss "pentiti e lascia la camorra" ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Pagina I - Napoli La storia La compagna del boss "Pentiti e lascia la camorra" "Pentiti, la camorra deve essere sconfitta". Con queste parole Anna Carrino, compagna del boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, si è rivolta proprio a lui, lanciando l'appello ai microfoni del Tg1 e del Tgr Campania.

Melito, denunce alla polizia una sfida all'ultimo scandalo - antonio corbo ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Nominerà un assessore alla sicurezza, istituirà un comitato per collegare alla città polizia e carabinieri, non si risparmierà nelle politiche sociali. Corrono in moto ragazzi per via Roma con altoparlante per chiedere voti. Nessuno li ferma. Né i vigili né i boss. Assenti gli uni e gli altri. Per ora.

Martina: ora si fidi più di noi i suoi amici lo hanno tradito - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Prendere atto che l'asse tra Berlusconi, Bossi e Fini ridimensiona pesantemente le sue aspettative". Ne aveva una sola: fare il ministro. "Ed era legittima, anche se poi ha finito per influire sul normale funzionamento dell'istituzione Regione. Questo è stato un errore, ma per capire ciò che è successo davvero, farei un passo indietro".

Argiano declassa, banfi e frescobaldi no ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: La contessa Noemi Marone Cinzano ha deciso di declassare tutta la produzione 2003 della fattoria di Argiano, a Montalcino, con "l'intento - scrive in una lettera - di mettere in grado i nostri fedeli clienti di godere del nostro eccellente vino anche quest'anno".

Ateneo, il prorettore non ci crede "pattuglie di studenti? invenzioni" ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Parlerò con Maroni, non ho dubbi che condividerà il nostro progetto" Ateneo, il prorettore non ci crede "Pattuglie di studenti? Invenzioni" "UNA cosa è certa, gli studenti non faranno né i poliziotti né gli assistenti sociali". Paola Monari, prorettore agli studenti, salta sulla sedia alla sola idea che gli universitari possano essere utilizzati per redarguire i "

Ragazza violentata da marocchino e a san donato invocano la lega - alessandro cori ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: C'è poco da meravigliarsi, qui succede di tutto. La sera le luci del parco si spengono e rimane solo l'illuminazione della mia baracchina. Sono anni che voto Bossi e non sono l'unico. Forse esagera quando dice di prendere i fucili, ma le cose devono cambiare. E in fretta".

Business funebre: 33 arresti ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il fenomeno del caro estinto era esteso a tutti gli ospedali della città. Al Policlinico sono finiti ai domiciliari tutti i necrofori. In carcere, invece, il boss Antonio Di Cosola: al Di Venere ha imposto con le minacce la ditta per la quale era stato assunto. GABRIELLA DE MATTEIS A PAGINA III.

La banda del caro estinto, 33 arresti - gabriella de matteis ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Un boss impose la sua ditta in ospedale GABRIELLA DE MATTEIS Anche per il funerale di una ragazza di 16 anni, l'azienda delle pompe funebri pagò una tangente agli infermieri necrofori del Policlinico. E anche in quel caso, loro, come emerge dalle intercettazioni, poi parlarono del denaro ricevuto.

E l'infermiere s'attaccava al telefono "nella stanza 21 c'è uno che sta male" ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: marito di Rita Porcelli, titolare dell'agenzia di riferimento del boss Di Cosola e un infermiere della clinica Mater Dei Francesco Abbinante. F: "...E poi nel caso ti chiamo io non ti preoccupare ?". T.: "E ma non sta niente ora ?" F.:" Sta qualcuno però non sta problema". T.:"Non è robba di oggi, no? ". F.

Camorra, la compagna al boss "fai come me, devi pentirti" ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Con le sue rivelazioni già 52 arresti Camorra, la compagna al boss "Fai come me, devi pentirti" NAPOLI - "Messaggera" di ordini, ma anche parte attiva del clan. Compagna del boss dei Casalesi, Francesco Bidognetti, oggi pentita. Anna Carrino, ha deciso di voltare le spalle al suo passato e alla camorra.

Ed emma porta a roma il "quarto capitalismo" del nord ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: leader sceglie per la sua squadra le medie imprese Ed Emma porta a Roma il "quarto capitalismo" del Nord "Sono queste le aziende che hanno permesso la rimonta del Paese" ROMA - Emma Marcegaglia porta a Roma il nuovo capitalismo del Nord composto da medie imprese che si sono ristrutturate, che si sono ingrandite, che hanno innovato, pur operando spesso in settori cosiddetti maturi.

"così uccideremo roberto saviano" rap-shock sulla camorra stasera in tv - (segue dalla prima pagina) carlo moretti ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: su una base di musica minimalista scritta dal compositore Ezio Bosso, si ascolterà poi in versione integrale e accompagnata da un quintetto d'archi il 29 aprile a Radio Deejay, all'interno del programma condotto da Alessio Bertallot "B-Side". "Con Ezio Bosso continueremo questa collaborazione" continua Lucariello, "ci piace l'idea di mettere assieme due mondi lontani,

Se lo stato sociale diventa un nemico - nadia urbinati (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il messaggio che viene dalla cascata di voti rastrellati dalla Lega Nord anche in regioni di consolidata tradizione socialdemocratica come l'Emilia-Romagna, sarebbe dunque questo: il mercato deve riportare lo stato alla sua vocazione originaria, quella che aveva prima della formazione dello stato-nazione e della conversione bismarkiana dei governi europei;

Anticipo di leghismo ( da "Unita, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il candidato della destra, infatti, qualche motivo per portare la croce celtica e farsi venire la bava alla bocca parlando di romeni, deve averlo avuto in testa anche prima di conoscere Umberto Bossi. Si vede che nel suo essere fascista c'era già un anticipo di leghismo. FRONTE DEL VIDEO.

Visco: il fallimento Alitalia è tutta colpa dei leghisti ( da "Unita, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Molte colpe ce l'ha il Sult, che proprio Maroni ha legittimato al tavolo con l'azienda nonostante il fatto che non avesse firmato nessun accordo. Ma sull'onda di scioperi selvaggi in piena estate il leghista barricadero gli ha spianato la strada. Alla faccia degli utenti lasciati a piedi.

Stai consultando l'edizione del A A2A43452,242,250,40-27,4786582,203,120,07007030,24 Acea2367912,231... ( da "Unita, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: 95 Negri Bossi w102830,150,152,53-42,43280,120,26-- Nice57002,942,940,99-20,35352,903,700,0730341,50 O Olidata16230,840,84-1,03-16,831090,751,060,044028,51 Omnia Network29781,541,51-0,79-26,203080,952,10-39,89 P Panariagroup I.C.63533,283,30-0,06-25,5722,994,410,1900148,81 Parmalat40842,112,121,53-20,482119522,

Tutti per Rutelli. Senza se e senza ma ( da "Unita, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: agli alleati fedeli e remissivi della Lega Nord che grida contro "Roma ladrona" e la vorrebbe umiliata. La vittoria di Alemanno sarebbe catastrofica per i problemi concreti della nostra città, ma pure per l'immagine nazionale e internazionale di Roma. Per tutto ciò, senza se e senza ma, noi invitiamo a partecipare ai ballottaggi di domenica e lunedì prossimi,

Vogliamo Rutelli sindaco anche per il Teatro del'Opera Cara Unità, desideriamo es ( da "Unita, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Nelle famiglie non lavorano tutti o quasi come al Nord, anzi molti dei nostri figli devono trasferirsi al Nord se vogliono lavorare,per arrivare a fine mese o quasi,compriamo il cibo nei discount o al mercato,ma a tarda ora quando la verdura e la frutta costano meno. Gli elettrodomestici, la benzina, elettricità, gas, telefono li paghiamo quanto tutti.

Camorra umana troppo umana ( da "Unita, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: La mia scelta è stata di partire dal basso: ho raccontato la manovalanza, non i boss. Non volevo fare una puntata di Report, un film non è un'inchiesta giornalistica". C'è da aspettarsi comunque reazioni politiche forti, sia sul tuo film, sia su quello di Sorrentino... "Siamo pronti. Andiamo a Cannes col giubbotto anti-proiettile.

Sulla sicurezza il centrodestra fa volgari strumentalizzazioni: non è in grado di dare risposte efficaci. Basta vedere la Bossi-Fini ( da "Unita, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Stai consultando l'edizione del "Sulla sicurezza il centrodestra fa volgari strumentalizzazioni: non è in grado di dare risposte efficaci. Basta vedere la Bossi-Fini...".

Fermiamo la marea nera sulla Capitale D'Alema scende in campo a fianco di Rutelli. La destra soffia sulle paure della gente ( da "Unita, L'" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: dominato dagli interessi del Nord. Alemanno sarebbe un sindaco contro Roma". D'Alema picchia ancora duro sulla destra che "soffia sulla paura", fa "volgari strumentalizzazioni" sulla sicurezza, visto che "non è in grado di dare risposte efficaci alla gente. Se i clandestini sono aumentati la colpa è della legge Bossi-Fini, una "grida manzoniana" che crea impedimenti anche assurdi all'

Diventa un rebus la sanatoria per 600mila invisibili ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: avverte Roberto Maroni, candidato al Viminale. Ma una soluzione per i 600mila lavoratori con domanda di assunzione regolare al dicembre 2007, il nuovo Governo difficilmente potrà abolirla dall'agenda. E l'intransigenza leghista dovrà fare i conti con il resto della maggioranza, disponibile a recuperare una parte delle 724mila istanze per rispondere alle esigenze del mercato.

Il Colle: "Non fate troppi ministri" Il Cavaliere: "Gli alleati insistono" ( da "Repubblica.it" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: sono stati solo quattro i nomi dei potenziali ministri accennati al capo dello Stato: Giulio Tremonti, Roberto Maroni, Franco Frattini e Ignazio La Russa. E non tutti e quattro sono stati inseriti in una casella ben definita. Se, infatti, Tremonti e Frattini sono sicuri di occuparsi dell'Economia e degli Esteri, per gli altri due c'è ancora un margine di incertezza.

Operai: nel dubbio, sempre a destra ( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: pensionistici del centrosinistra hanno votato per il partito che con Maroni ha firmato lo "scalone". Il vecchio motto "Nel dubbio, sempre un po' a sinistra" è andato fuori mercato. Confusi, frustrati, impotenti, agli operai sembra essere rimasta un'unica bussola: "Nel dubbio, sempre a destra". E' l'idea stessa di sinistra che sembra essere uscita dal novero del possibile.

Ner giorno del Natale de Roma, 21 aprile 2008 ( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Voresti nà città de polizzia Dove nisuno mai vorebbe'entrà? 'Ndove regna er terrore e la paura? Voresti mai da stà sotto er tallone Di chi s'arza cor dì "Roma ladrona? Che questi d'Alemanno so' er padrone Er Bossi 'r Carderoli er Marone! ( Er padrone de cui poi è Berluscone).

Pd mangia mezza sinistra ( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: 9 Lega Nord e poco meno del 18 per cento altri partiti oppure scheda bianca o nulla. Quindi, in termini complessivi, rileva da ultimo il Censis, si sarebbe registrata "una migrazione sparsa del consenso del 2006, con addirittura una quota superiore al 20 per cento che è saltata nella coalizione di centro-destra".

No al Pd del Nord? Walter non capisce ( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: portato via molti voti alla sinistra arcobaleno che non ha capito nulla della modificazione del territorio, della diversa composizione sociale del nord, non solo del nord est, che è rimasta ancorata a letture vecchie che non hanno ormai alcun fondamento. E ha pagato. La sinistra arcobaleno ha dato almeno 2 o 3 punti alla Lega. Il resto lo ha perduto a favore di Pd e astensionismo.

Cantieri sociali ( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Sappiamo che tutto è provvisorio, giustamente: la nostra lettera circolare è un lavoro in corso, aperto a ogni discussione e cambiamento. Perché la dose di energia (rinnovabile) e di fantasia (senza potere) di cui abbiamo bisogno è enorme. Ma almeno, immaginando qualcosa di diverso, non ci deprimeremo guardando Maroni in tv.

Tempi stretti per il Governo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Maroni) e le Riforme (Bossi). L'asse tra il Cavaliere e il Carroccio resta più che solido e anche le voci su una presunta contrarietà del Quirinale all'incarico a Maroni per il ministero dell'Interno sembrano del tutto prive di fondamento. Certo, Berlusconi critica il linguaggio un po' "rozzo" dei padani e li invita a "cambiarlo"

Si comincia nel segno del fair play con il Quirinale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Maroni andrà agli Interni e Bossi alle Riforme, ma dovrà essere evidente che il governo lo guida il premier e non il collettivo leghista. Anche per questo Berlusconi guarda a Napolitano come a un utile "alleato". www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli La maggioranza cerca un profilo istituzionale e Berlusconi un alleato nel Capo dello Stato.

Maroni: Non ci saranno sanatorie ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Fi e An più possibilisti Maroni: "Non ci saranno sanatorie" di Marco Ludovico "N on ci saranno sanatorie" afferma sicuro Roberto Maroni, ministro dell'Interno in pectore. Nel Pdl, tuttavia, le indicazioni non sono tutte così nette. Ma è certo che il peso aumentato della Lega conterà di più, stavolta, rispetto alle posizioni meno intransigenti e più flessibili.

Convergenze e alleanze ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-24 num: - pag: 2 categoria: BREVI Convergenze e alleanze La convergenza sul problema dell'euro forte che ostacola le esportazioni. Maroni: la nuova leader avrà dalla sua anche Walter Veltroni, interessato all'innovazione. è con il sindacato che vedo problemi.

LE ELEZIONI DIROMPENTI ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Inoltre c'è un fatto nuovo: la Lega che sembra diventata definitiva al Nord e che sfonda anche in direzione Sud. Il che complica di parecchio la competizione partitica, che oramai si dispiega lungo due assi: destra- sinistra, ma anche Nord-Sud, e cioè centro- periferia. Comincio da alcune riflessioni sulla Lega.

Zaia, il leghista che assume asini e cita Hobbes ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: a ogni delitto perpetrato nel Nord-Est segue una sua dichiarazione. Le ultime: "Spero che questa bestia omicida marcisca in carcere". "I veneti vogliono che i criminali siano rinchiusi e si butti via la chiave". "E ora nessuno invochi l'infermità mentale perché il Veneto ripudia cittadini come questi".

Quirinale, vertice con il Cavaliere Stop all'aumento dei ministri ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: tensioni proprio con la Lega Nord, dopo le parole di apprezzamento rivolte a Napolitano da Maroni e da Calderoli, è stata presa in considerazione anche l'ipotesi che non ve ne sia neppure uno. In tal caso Letta tornerebbe a fare il sottosegretario alla presidenza e al posto di Paolo Bonaiuti, che lo era stato nel precedente gabinetto Berlusconi e che è destinato adesso a un dicastero (

Lumbard contro Crozza E Fo: il <padano> è bello ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il siparietto è stato creato per mettere in ridicolo un Veltroni alla caccia dei voti del Nord...". Crozza non commenta. Dicono si sia dato questa regola: lui crea, e poi si astrae. Molto concentrato (troppo?) sulla prossima puntata. Più loquace, come sapete, Silvio Berlusconi. "In effetti, il linguaggio della Lega è un po' rozzo.

Piersilvio: Mediaset l'ha scampata bella ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Cosa pensa della Lega? "è un partito vero che interpreta bene alcuni bisogni dei cittadini del Nord e del Centro-Nord". Non teme certi eccessi? "No. Al di là dei toni da campagna elettorale, Maroni e Castelli, per esempio, sono molto competenti, Bossi è un vero animale politico.

Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it Dall'ultimo ( da "Tempo, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: di Lampedusa eletta senatore in quota alla Lega Nord. E lei è leghista convinta da anni. Da quando si batte contro l'immigrazione clandestina che soffoca l'isola pelagia ed è divenuta la paladina dei suoi concittadini. Una leghista tosta eletta in Emilia Romagna. "Sono un po' arrabbiata - esordisce - Ho lasciato il sole della mia isola per venire a Roma e trovo il cielo nuvoloso.

Berlusconi rassicura Napolitano e accelera sull'insediamento ( da "Tempo, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Stampa Il Cavaliere sale al Colle e discute di Bossi, Alitalia e della formazione di governo Berlusconi rassicura Napolitano e accelera sull'insediamento Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it Berlusconi è salito al Colle. Giorgio Napolitano voleva essere aggiornato sulle intenzioni del presidente del consiglio in pectore riguardo ai problemi più stringenti.

La Lega spiegata a una norvegese ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: REDAZIONALE Italians di Beppe Severgnini La Lega spiegata a una norvegese T orno da Oslo. Ai tempi dei Beatles, le ragazze norvegesi chiedevano altre cose ( Norwegian Wood). Oggi vogliono sapere tutto sulla Lega Nord. Una studentessa, Ida Torske (idalovise@gmail.com), sta scrivendo la tesi su "Le donne nella Lega" e mi ha tempestato di domande.

D'Alema: <Da destra sulla sicurezza solo chiacchiere> ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: La Bossi Fini? "Ha reso difficile l'immigrazione legale ed ha così favorito l'immigrazione clandestina". Rutelli annuncia un piano da 5,5 miliardi - "l'equivalente della spesa pre3vista da Alemanno per il secondo Gra" - per "risolvere il problema del traffico": metropolitane tutte prolungate, 25 chilometri di tratte,

Il giorno di Fini Agli ambulanti: fuori il permesso ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Fini (che insieme a Bossi firmò la famosa legge anti-immigrazione clandestina), a quel punto, ha replicato con una battuta: "Mi sa che siete gli unici "Il che siete in regola, qua in Italia... ". Stessa scena prima di risalire in auto. Fini ha incontrato altri due extracomunitari, seduti in un bar.

Alemanno: le priorità sono lo smog il traffico e le periferie ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: parlando di Bossi o dandomi dello scendiletto o del dipendente. Ma se sarò sindaco, risponderò solo di me stesso. Lo stesso Berlusconi, a Corviale, mi ha definito un gran rompiballe. Bene, continuerò ad esserlo anche da sindaco... Veltroni si inventi qualche altra balla per sostenere Rutelli: Roma sa quanto sono indipendente.

ROMA - È durato un'ora l'incontro al Quirinale. Silvio Berlusconi si è presentat ( da "Messaggero, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Anche quando Bossi dice Roma ladrona "esagera", ma si riferisca "alla casta politica". Il messaggio di Berlusconi è stato subito raccolto e rilanciato da Gianfranco Fini: "Silvio ha ragione". E, in vista del ballotaggio di Roma, la Lega ha evitato polemiche.

ROMA - Stò stretto, stò stretto. Tutti mi chiamano per ricordarmi ( da "Messaggero, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: telefoniche che il presidente della Repubblica ha già avuto con Gianfranco Fini e Umberto Bossi. Il Senatur, che oggi riunirà in via Bellerio tutta la squadra di eletti di Camera e Senato, giovedì scorso ha voluto verificare personalmente se ci fossero intoppi alla nomina di Calderoli a vicepremier. Raccontano che dal Colle non sono venute valutazioni, e tanto è bastato a Bossi.

Berlusconi bacchetta Bossi. E avvia il dialogo col Colle ( da "Messaggero, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract:

Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it La droga è ( da "Tempo, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Quando il boss, franco Bilotta, è uscito dal carcere non c'è stato spazio per altri nel quartiere. A Monte delle Capre si prende appuntamento poi lo scambio anche strada facendo: passa un "pischello" in motorino e ti dà la roba al volo. Via Ventimiglia, via Giovanni Porzio, a Monte Cucco al cancellone in fondo al prato.

<Ma i nostri volontari non sono ronde> ( da "Corriere di Bologna" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Interno in pectore Maroni e la prudenza del questore Merolla, a cui si sono aggiunti ieri i dubbi del prefetto Tranfaglia, il sindaco Cofferati scende in campo per difendere le "passeggiate di controllo " dei volontari pro-sicurezza arruolati a Borgo Panigale. "Non sono ronde - assicura - ma persone che aiutano i più deboli".

Dal nostro inviato FILADELFIA E' inutile, i bianchi ( da "Messaggero, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: è chiaro che i "superdelegati", i boss del partito che potrebbero con il loro voto spostare l'ago della bilancia da una parte o dall'altra, staranno adesso in attesa, per vedere cosa succederà nelle prossime primarie, l'Indiana e la Carolina del Nord il 6, e i rimanenti altri sette Stati fra maggio e giugno.

Agende di città ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: zza Lega Lombarda, 5 ang. via Bramante; l.go Augusto, 8; c.so Porta Ticinese, 24. NORD: (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Certosa, Farini, Zara, Fulvio Testi, Melchiorre Gioia): via Cogne, 9; via Varesina, 121; p.zza Bausan, 3; p.

Quando il confronto diventa conforto ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: il rapporto con la Lega di Umberto Bossi, l'emergenza casa. Ci sono stati anche alcuni siparietti che finiranno di sicuro su "Blob": Rutelli ha interrotto Alemanno con questa espressione suadente: "Tesoro, ora parlo io". E l'altro, da duro, gli ha risposto: "Tesoro? No, mai". Passa un po' di tempo e Alemanno sgrida il conduttore Giovanni Floris: "Si tolga,

Trame dei film ( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: trovato sulle sponde del lago in un paesino del Nord Italia. Il commissario si addentra in questa storia con insolita partecipazione, scoprendo inquietanti segreti. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Eden Film Center, Greenwich, Mignon. LA SECONDA VOLTA NON SI SCORDA MAI Giulio, brillante agente immobiliare, durante un appuntamento di lavoro incontra Ilaria,

Ronde anticostituzionali , inutili e persino dannose . In poch ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Insomma la concezione di sicurezza che ha in mente il partito di Bossi non coincide con quella del sindaco Ceriscioli. "Credo che quello della Lega - spiega Ceriscioli - sia un modo per parlare alla "pancia" delle persone che non può portare ad alcun risultato, anzi molto spesso le loro proposte si rivelano dannose e producono l'effetto contrario.

ROMA Un'ora di colloquio al Quirinale tra il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il premier ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Presidente della Repubblica avrebbe chiesto rigore sul numero dei ministri che andranno a formare la squadra del Cavaliere, che è ancora alle prese con il rebus degli incarichi. In particolare, le spine riguardano il ministero della Giustizia e il Viminale. Berlusconi, intanto, ha bacchettato i toni troppo aspri della Lega, definendoli "rozzi" e invitando Bossi a cambiare linguaggio.

Il leccio venne citato da Virgilio Marone (vissuto tra il 70 e il 19 a.C., autore dei libri "Ge ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract:

Berlusconi attacca i sindacati Ligresti: <Sì alla cordata Alitalia> ( da "Liberazione" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: applicazione della Bossi-Fini. Chi viene trovato in Italia senza permesso di soggiorno deve essere espulso". E ancora: "Proprio per l'inettitudine del governo Prodi, di cui l'aspirante sindaco Rutelli era il vice - prosegue il Cavaliere - la delinquenza si è come passata la voce: venite a rubare e rapinare tanto qui si riesce a farla franca.

Rutelli, perché sarà più facile ricominciare ( da "Liberazione" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Ha vinto facendo leva sulla paura - al Nord - e sull'egoismo sociale - ovunque -, che hanno sostituito altri valori, altre culture. E ora, a questa destra, manca il colpo finale: Roma. Manca quello che nella politica dei dibattiti tv si chiama "omogeneizzazione", rendere uguale tutto il paese.

<Tesi anziché documenti contrapposti Per discutere senza lacerarsi> ( da "Liberazione" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: la Lega Nord, il 18% altri partiti (presumibilmente Sinistra Critica e Pdl, ma l'indagine non rileva) o scheda nulla e solo il 19,3% dei votanti di Rifondazione, Comunisti italiani e Verdi del 2006 avrebbe riconfermato il proprio voto nel 2008. Rispetto ad altre prime analisi già note, il Censis offre u quadro più - appunto -

Uffici chiusi Ponte festivo del 25 aprile, sabato ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Marone. La giunta ha approvato il progetto preliminare. "L'intento - dice l'assessore ai lavori pubblici Ermanno Carassai - è migliorare la viabilità per ottenere una maggiore sicurezza". Basket carrozzina PORTO POTENZA - Si chiude la stagione della S.

Serial killer o punizioni? Scomparsa una quarta prostituta nel lecchese ( da "Liberazione" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: I due parlano anche di "punizioni" e di un boss della tratta che gira al volante di una Bmw acontrollare il territorio. Intanto "radio-lucciola" ha dichiarato off-limits la strada almeno di sera. Si lavora solo al pomeriggio. Red. Mi. 24/04/2008.

Noi, feriti ma ancora vivi, abbiamo il compito di ricostruire la sinistra ( da "Liberazione" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Bossi e Fini hanno vinto, Veltroni è stato seccamente sconfitto, la sinistra è per intero forza extraparlamentare. Il dato disastroso che abbiamo riportato va esaminato senza trascurare l'elemento oggettivo della crisi di reddito e della frantumazione sociale né quello soggettivo che riguarda i limiti storici delle forme organizzative e dei linguaggi che usiamo.

Alitalia, Berlusconi: in futuro tagli dolorosi ( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: servono anche altre cose come "applicare la Bossi-Fini, espellere gli stranieri che sbagliano, meno lassismo della magistratura che libera i criminali dopo una settimana dalla cattura. E pene più severe per i criminali, non importa se italiani o stranieri". Infine, "il modello propagandato da Veltroni di Roma è un disastro".

L'era Marcegaglia: "Basta alibi subito le riforme, ora cambiare i contratti" ( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: anche perché il successo elettorale della Lega Nord non è una "reazione protezionista" ma "una questione di territorialità" che va conciliata con la globalizzazione. Viale dell'Astronomia non intende solo chiedere, ma anche dare in termini di maggiore impegno in ricerca e sviluppo, di maggiore impegno nella tutela dell'ambiente.

Pochi 12 ministeri Il Cavaliere al Colle da Napolitano ( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Umberto Bossi e Napolitano hanno avuto una lunga telefonata giovedì scorso), né perché Berlusconi sia contrario (anche se "il linguaggio della Lega dovrebbe cambiare" perché "è fatto di iperboli" ed è "po' rozzo"), quanto perché la nomina di Gianni Letta rischierebbe di essere depotenziata, aprendo magari le porte anche a una richiesta analoga da parte di An.

<Ora cambi il sindacato> ( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il Nord non è il Sud e il salario reale non è lo stesso. Il pane a Cassino costa meno che a Torino. Lo stipendio Fiat invece è lo stesso. Affrontare la questione non è peccato mortale. È buon senso. Questo ha detto la Marcegaglia. La reazione è quella di chi ha ricevuto uno sputo in faccia.

Governo, per la Giustizia spunta Vito ( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: e Umberto Bossi, per spazzare via eventuali veti, avrebbe anche pre-sondato telefonicamente il Quirinale). Se l'esponente leghista ottenesse quella poltrona, Letta chiederebbe che fossero chiarite in maniera inequivocabile le deleghe. Inoltre Alleanza nazionale potrebbe rivendicare a sua volta un'altra poltrona da vice per un proprio uomo,

Alle punture di spillo sono seguite retromarce e anche genuflessioni ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: DOPO IL VOTO IL RICONOSCIMENTO Alle punture di spillo sono seguite retromarce e anche genuflessioni Calderoli sulla Padania: questo è un Capo dello Stato super partes.

"Chiederò al governo un impegno preciso" ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: candidato presidente della Provincia per il "Pdl" e la Lega Nord. "E' la priorità del nostro programma elettorale. Ho letto - spiega - che l'onorevole Violante, presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha dovuto far svolgere un'indagine per capire che l'Italia ha paura, che si sente assediata dalla criminalità e che mancano 20 mila agenti.

Sono in molti a ricordare ancora il 25 aprile del 1994: un milione di persone in piazza, a Milano, s ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: evento" (insurrezione delle città del Nord, regolamento dei conti con i fascisti in fuga, uccisione di Mussolini) la ricerca tende oggi a inserire quella data nel contesto più ampio della crisi italiana apertasi con il crollo dello Stato nazionale, l'8 settembre 1943, e conclusasi con le elezioni politiche del 18 aprile 1948.

L'innovazione per le energie del futuro ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: impianti ce ne sono parecchi nel Nord Europa e oggi anche in Italia sono in via di sviluppo alcuni progetti che porteranno alla costruzione dei primi impianti nel Sud del Paese. Anche il fotovoltaico, grazie al nuovo conto energia che consente detrazioni fiscali, finanziamenti e soprattutto la possibilità di rivendere l'energia autoprodotta e non consumata a un prezzo molto vantaggioso,

Il Cavaliere alla Lega: Siate meno rozzi ( da "Tempo, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Bossi ha dimostrato di avere le palle, aspettiamo gli altri", suggerì con il suo noto savoir faire Roberto Calderoli nell'estate 2007. Anche se la caratteristica più "ficcante" del dentista-leghista e vicepresidente del Senato non è il linguaggio ma l'abile verve provocatoria: memorabile la sua maglietta con vignetta anti-

Una grande occasione ( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il Nord non è il Sud e il salario reale non è lo stesso. Il pane a Cassino costa meno che a Torino. Lo stipendio Fiat invece è lo stesso. Affrontare la questione non è peccato mortale. è buon senso. Questo ha detto la Marcegaglia. La reazione è quella di chi ha ricevuto uno sputo in faccia.

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune.

Il prete volante s'è perso nei cieli ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: pensava di risalire a Nord, in direzione del Mato Grosso do Sul, a più di 1000 km di distanza, ma i forti venti nella zona l'hanno spinto verso l'oceano, facendone perdere le tracce. L'ultima comunicazione via cellulare satellitare con la guardia costiera è stata sei ore dopo il decollo, un sos nel quale avvisava di trovarsi ad almeno 15 miglia dalla costa.

Berlusconi vede Napolitano ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: era già sentito con Bossi e Fini, insomma il Presidente non era del tutto all'oscuro. Come sempre in questi colloqui, sono partiti da lontano. Molto ha battuto, l'uomo del Colle, sulla necessità di dialogo tra maggioranza e opposizione, sull'interesse del Paese che viene prima di tutto, e guai se per prima cosa il nuovo governo picconasse l'

Alla conquista degli indecisi ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: leader nazionale della Lega Nord. Era venuto alla vigilia del primo turno, ritorna ora dopo il "pieno" che il "Carroccio" ha fatto registrare anche nell'Astigiano, sfiorando il 14% alla Camera e al Senato. Cota sarà alle 21 al Centro San Secondo di via Carducci per invitare i leghisti astigiani a fare quadrato intorno al candidato presidente del "

INCONTRO. Venerdì 18 aprile, ore 15, al Cinema Centrale, via Carlo Alberto 27, il Torino glbt F ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: attivo in centro e nord Italia, solo da quest'anno presente in Piemonte e Lombardia. Il gruppo organizza attività legate al mototurismo, per persone omosessuali, sia sul territorio nazionale che all'estero. Ogni referente regionale o socio del gruppo propone e organizza viaggi (di uno o più giorni) nel proprio territorio,

Pochi 12 ministeri Il Cavaliere al Colle ( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Umberto Bossi e Napolitano hanno avuto una lunga telefonata giovedì scorso), né perché Berlusconi sia contrario (anche se "il linguaggio della Lega dovrebbe cambiare" perché "è fatto di iperboli" ed è "po' rozzo"), quanto perché la nomina di Gianni Letta rischierebbe di essere depotenziata, aprendo magari le porte anche a una richiesta analoga da parte di An.

Palermo, sulla cattedrale murales col volto del boss Messina Denaro ( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: boss Messina Denaro di Redazione Il disegno è comparso su un muro che delimita piazza Settangeli dalla chiesa. è a colori e imita lo stile della pop art di Andy Warhol, in particolare il volto di Marilyn Monroe. Il capo del mandamento di Trapani, condannato all'ergastolo, è latitante Palermo - Un grande murales che raffigura il volto del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro

"È colpa di tutti Parlo anche del sindacato" ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Rispetto al 2001 Tremonti e Maroni sembrano mandare segnali di maggiore disponibilità al confronto. E' così? "Io vedo un centrodestra che avendo vinto molto largamente le elezioni, ora che il quadro internazionale non è certamente facile, prova ad assumere un atteggiamento non pregiudizialmente negativo nei confronti delle organizzazioni sindacali anche se con qualche alto-

25 aprile, nel Pd torna la Bandiera Rossa ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: iscritta al circolo Pd di Torino Nord. Aggiunge: "Il rosso è un colore simbolico è un richiamo diretto ai valori della sinistra e del socialismo. Io non sono mai stata iscritta al Pci ma credo sia necessario che il nuovo riparta dalle tradizioni". Il rosso, insomma, per esorcizzare un risultato elettorale che preoccupa la base del partito.

Petizione di Pdl e Lega contro l'Asl a Casale ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: FIRME DA SABATO Petizione di Pdl e Lega contro l'Asl a Casale Partirà sabato mattina la petizione organizzata dal Partito del Popolo delle Libertà (Pdl) e dalla Lega Nord di Ovada per chiedere al Comune di recedere dal suo appoggio al trasferimento della sede unica dell'Asl da Alessandria a Casale Monferrato.

UN PAESE ALLA RINCORSA DEL PEGGIO ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Anche la beatificazione di un boss sanguinario. Di Berlusconi, di Mangano, di Dell'Utri si parla in "Promemoria", ma anche dei fallimenti del centrosinistra, che ha governato 8 anni su 15 senza mai riuscire a proporre un modello alternativo, ma sempre inseguendo gli altri in un'inarrestabile rincorsa al peggio.

Bitonci: per i cittadini bene Maroni al Viminale ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Sia dagli abitanti dei piccoli centri, sia da quelli delle grandi città". Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella e deputato neoeletto della Lega Nord sottolinea come la sicurezza sia una delle priorità da affrontare nella nuova legislatura. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

<Sicurezza, una priorità che si risolve con Roberto Maroni al Viminale> ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: sindaco di Cittadella e deputato neoeletto della Lega Nord, sottolinea come la sicurezza sia una delle priorità da affrontare nella nuova legislatura. "Nei piccoli centri - afferma il borgomastro di Cittadella, divenuto famoso per le sue ordinanze che hanno cercato di mettere un freno al dilagare della criminalità - i problemi più sentiti sono legati ai furti in villa,

Non prima di maggio si troverà la quadra per il nuovo Governo ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: il primo dopo l affermazione di Lega Nord e Popolo della libertà alle elezioni del 13 e 14 aprile. Difficile pensare che non si sia fatto nemmeno un accenno alla formazione del nuovo esecutivo, anche se nulla è trapelato sugli argomenti di dibattito fra i tre, salvo il fatto che si sia discusso di argomenti generali e che il clima sia stato cordiale e disteso .

TOSI: I ROM? RINGRAZIAMO LA SINISTRA ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Sindaco Tosi, si riferisce alla Bossi-Fini? "Certo. Era una buona legge sull immigrazione che il Governo uscente ha stravolto. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Con la gente che si sente sempre meno sicura anche sotto casa". Non pensa che sia anche un problema legato alla carenza di forze dell ordine?

La Germania non ha paura della Lega al Governo ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Berlino - Roberto Maroni prosegua "l importante ruolo" avuto da Giuliano Amato nel consesso europeo. È l auspicio espresso dal ministro tedesco dell Interno Wolfgang Schaeuble, esponente di spicco dell Unione cristianodemocratica (Cdu) cui appartiene anche la cancelliera Angela Merkel.

Cota: <Votati per fare il Federalismo> ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: La Lega - conferma il Segretario nazionale della Lega Nord Piemont - avrà il ruolo che le compete in base ai voti che ha preso e in base alla forza politica e morale che porta in questa coalizione. Noi pretenderemo di attuare il programma. Gli elettori votando la Lega sapevano perfettamente che avremmo fatto di tutto per realizzare il federalismo fiscale,

Calderoli: <Riforme, ora o mai più> ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Lega Nord, in una battaglia solitaria, ma ora diventati condivisi da tutti, non solo nella maggioranza di centrodestra uscita nettamente vincitrice dall ultima tornata elettorale. Il Federalismo ora sembra essere diventato una priorità anche per Confindustria: qualche giorno fa era stato il presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo a chiedere alla politica di spingere sul gas

Il Carroccio pigliatutto ruba voti anche al Pd ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: riguardano il quasi raddoppio di consenso alla Lega Nord, l aumento consistente dei consensi all Idv e la riduzione a meno di un terzo dell elettorato della Sinistra Arcobaleno". Il popolo della Lega è composto per il 43,3% da persone che l avevano già votata nel 2006, mentre il 56,7% è costituito da elettori che avevano votato per altri soggetti.

Milano attraversata dai sentieri della storia dal basso all alto ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: dei passaggi chiave che hanno fatto da pietra miliare nello sviluppo dell economia del Nord e del Paese. Impronte non fossili ma vive, radicate all interno del tessuto urbano e nel contempo segno di una riconversione che ha indicato la strada per dare valore aggiunto alle nuove aree residenziali e a quelle della ricerca tecnologica e universitaria più avanzate.

E Rutelli gioca la carta del terrorismo padano ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: è il Nord, non certo Roma. E allora, caro Rutelli, chi è il lobbista? chi è il fazioso? Chi è l Attila? A.Mon. In tv brandisce la Padania per dire ai romani che Bossi saccheggerà la Capitale: "L abbiamo già visto con la compagnia di bandiera". Ma gli unici senza lavoro, finora, sono 900 cassintegrati di Malpensa [Data pubblicazione:

Rainieri: spero sia la prima di una serie ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: eletto parlamentare della Lega Nord in Emilia, che auspica "che questa sentenza venga ora presa ad esempio e sia la prima di una lunga serie". "Troppi sono infatti quei prodotti alimentari contraffatti e messi sul mercato da imprenditori senza scrupoli che taroccano le nostre produzioni d eccellenza - aggiunge Rainieri - Un mercato che non va solo a danno delle imprese,

Vie d acqua rinascono per attraversare l Expo ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il canale, che si dirama da Nord a Sud, sarà la spina dorsale del progetto. Dalla Darsena partirà in direzione parco delle Cave. Due le porte , punti di sosta informativi con attività legate alle manifestazioni dell Expo, che accoglieranno i visitatori: la Porta di Quinto, e la Porta Est.

Il party della vittoria, la Lega di Milano e i Giovani Padani festeggiano il trionfo ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: la Lega Nord di Milano e il Movimento Giovani Padani della Lombardia si sono ritrovati alla celebre discoteca Old Fashion di Milano per una serata dedicata al divertimento dopo il trionfo delle ultime elezioni politiche. Tra i presenti al party, oltre mille persone, i deputati Matteo Salvini, Paolo Grimoldi,

Cosa insegna la lite Chiambretti-Celentano ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: come vanno le cose nella cosiddetta satira o televisione impegnata del centro sinistra o, più in generale, anti Lega Nord. Tre anni fa, a quel programmone de La7 chiamato "Markette , Pierino pestifero fa arrivare in studio la voce di un imitatore del Molleggiato. Ma, si dimentica di dire che non è quella originale. La falsa intervista telefonica va via senza particolari problemi.

La Regione oscura il suo sito internet Si affiderà ai piccioni viaggiatori? ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Il consigliere regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, ha presentato un interrogazione con la quale chiede conto alla Giunta (guidata da Errani), circa la scelta di oscurare l accesso alle delibere tramite il sito internet. Sono tantissimi i cittadini, i liberi professionisti, le imprese e gli uffici pubblici (Comuni, Province,

<Così il Comune finanzia i delinquenti> ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: commenta il capogruppo della Lega Nord in Consiglio Provinciale di Torino Arturo Calligaro - è che il Comune di Torino provveda a dare luce ed acqua a quel campo nomadi. Bisognerebbe finirla con queste ipocrisie che finiscono per finanziare direttamente soggetti che poi si macchiano di crimini più o meno gravi: lavorazione abusiva e furti di rame,

Parma, la Nestlè si mangia 300 posti di lavoro ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Per il parlamentare neo eletto della Lega Nord, Fabio Rainieri, "la paventata chiusura dello stabilimento alimentare di Parma, acquistato dalla Nestlè, rappresenta un grave colpo all industria alimentare della nostra Città. Parma non si può permettere il lusso di perdere trecento posti di lavoro.

In Lombardia una legge per lo spettacolo ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Lega Nord, relatrice del provvedimento. "Il testo riconosce al settore dello spettacolo un importanza strategica, per la valorizzazione dell espressione artistica e come fattore di aggregazione. Questa legge opera un importante riordino in un ambito che , finalmente, si sta consolidando come materia di legislazione concorrente,

Quanto sarebbe bello un 25 Aprile apartitico ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: partigiano Quanto sarebbe bello un 25 Aprile apartitico Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta rivolta dal consigliere regionale della Lega Nord Daniele Belotti, che tiene a firmarsi figlio di un partigiano diciottenne della Brigata Gabriele Camozzi , al sindaco di Bergamo, al presidente della Provincia, alla sezione dell Anpi di Bergamo e al Comitato antifascista bergamasco.

Regione: fra 10 giorni il regolamento anti-ostruzionismo ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: La proposta del capogruppo della Lega Nord Franco Manzato di cambiare il regolamento contingentando i tempi di discussione in aula della legge finanziaria e del bilancio annuali (proprio per evitare ostruzionismi) è tornata in commissione e dovrà essere discussa e approvata entro dieci giorni.

Ecco perché un Pd del Nord non funzionerà mai ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: La Lega Nord, oggi, può gestire questa fase, perché è cresciuta non solo in termini di consensi, ma ha saputo anche formare buoni e validi amministratori, gente con la testa sulle spalle, che ha dato prova di sé: Zaia, Dal Lago, Tosi, solo per citarne alcuni.

Padova resta senza poliziotti ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: chiarisce il consigliere comunale della Lega Nord Mariella Mazzetto - quando sta emergendo una nuova situazione di allarme sicurezza nel vicino quartiere del Portello, dove bande di spacciatori imperversano, nonostante le richieste di aiuto da parte dei residenti, e anzi minacciano di ritorsioni contro chi ha avuto il coraggio di esprimersi a mezzo di stampa e Tv locali.

Genova, al Marassi i rom giocano in casa ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: di Marassi interviene anche il vicepresidente del Consiglio del Municipio Bruno Ferraccioli, consigliere della Lega Nord: "Da parecchi giorni il piazzale antistante lo stadio è di nuovo meta di numerose carovane di nomadi. Nonostante le numerose segnalazioni effettuate dai cittadini, l amministrazione comunale non ha provveduto allo sgombero coatto limitandosi a inutili ordinanze.

Nel centrocampo biancoverde giocherà Cristiano Pavone ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: modello di quella tanto cara a Umberto Bossi e scelta proprio dal Segretario federale della Lega Nord (in pratica quella degli scozzesi del Celtic Glasgow) per essere indossata dai giocatori padani, Cristiano sta collaborando in modo davvero importante all organizzazione della partita e, grazie al suo impegno, diversi altri importanti giocatori saranno in campo nel match del 7 maggio.

Bolzano, troppi clandestini In aumento costi e criminalità ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: "La Lega Nord Alto Adige Südtirol - continua Pancheri - ha sempre affermato che avere più clandestini significa avere più criminalità e più costi sociali (assistenza, sanità, case, scuola...) che si trasformano in maggiori tasse dei cittadini". Insiste Pancheri: "Il Governo centrale, come afferma l on.

In Provincia la Lega è sempre più Divina ( da "Padania, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: segretario organizzativo Vittorio Bridi oltre a numerosi militanti e simpatizzanti della Lega Nord che non hanno voluto mancare all appuntamento per celebrare l ottimo risultato alle recenti elezioni. La Lega Nord Trentina infatti ha quasi triplicato i propri voti e in vari comuni è diventata il primo partito, mentre in molti altri ha superato di gran lunga il Popolo delle Libertà.

Carte coperte Il futuro premier ha confermato che per ora soltanto 4 poltrone sono decise ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: Padania ha dato voce a un lettore che chiedeva le dimissioni di Napolitano per poi vedersi redarguire da Roberto Calderoli: "Ho provato tre presidenti sulla mia pelle, e posso dire che il ruolo di assoluto rispetto della Costituzione esercitato dal presidente Napolitano gli deve essere totalmente riconosciuto". Un "presidente super partes e un garante del rispetto delle regole".

I motti di Tremaglia, le riflessioni del professor Buttiglione in Europa... Parlando ieri a Teler ( da "Stampa, La" del 24-04-2008)
Argomenti: La Lega

Abstract: il ministro Calderoli, che ha variamente esternato sul tema, un giorno fece una battaglia contro il giudice che aveva consentito a un senegalese di restare a Torino perché, gay dichiarato, avrebbe rischiato grosso nel suo Paese. "Ormai - disse Calderoli - qui a Torino basta dire che sei un culattone e anche se sei clandestino non vieni più espulso"


Articoli

<Sì all'armistizio, aspettiamo proposte> (sezione: Nord)

( da "Corriere.it" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

L'esponente del pd: provino a governare, il primo passo è riconoscere il serio lavoro di Prodi "Sì all'armistizio, aspettiamo proposte" Livia Turco sull'ipotesi avanzata da Roberto Calderoli ROMA Roberto Calderoli chiede all'opposizione "tre anni di armistizio ". Lei è pronta, ministro Livia Turco? "Ma come, non hanno fatto che seminare tempesta e alzare muri e ora parlano di armistizio?". "Per rimettere in moto l'Italia", ha detto al Corriere il coordinatore della segreteria leghista. "Visto che per tutto il governo Prodi hanno lanciato bordate ed evocato spallate, le parole di Calderoli sono una virata a 360 gradi. Se è sincera e ponderata non può che essere apprezzata, perché il nostro Paese ha bisogno di normalità, serenità e dialogo. Quello che fino ad ora ci hanno sempre negato". La Lega è cambiata, dicono. "Se di fronte alle responsabilità di governo e alla durezza dei problemi intendono davvero mantenere le tante promesse fatte, la richiesta di un armistizio non può che vederci disponibili ". Calderoli vorrebbe coinvolgervi a tutto campo, dal lavoro alla pubblica amministrazione, dalle infrastrutture all'ordine pubblico. "Io apprezzo le parole di Calderoli, però devono passare dalle minacce alle proposte. Quali riforme? Quale legge elettorale? Sulla sicurezza la smettono di fare i goliardi? Si decidono a governare? Mica penseranno di farlo con le ronde... Il nostro federalismo fiscale prevede che il diritto alla salute sia uguale per tutti. E il loro?". La Lega farà pressioni perché la Cgil accetti le gabbie salariali, lei come la pensa? "È un dibattito arretrato. Nel programma del Pd c'era la proposta di detassare la contrattazione di secondo livello, noi siamo più avanti". È disposta ad accettare che il Carroccio faccia da "pontiere" tra Pdl e Pd sulle riforme? "Questo non lo so, si mettano d'accordo tra di loro. Capisco che i leghisti vogliano sentirsi vincitori di queste elezioni..." Perché, non lo sono? "Sì, è un dato che va riconosciuto. Sono loro i veri vincitori. Questo voto dimostra che la Lega è un fenomeno complesso, non esito a riconoscere che il partito di Bossi ha un radicamento popolare, una rete di amministratori locali. Dobbiamo dar loro atto che hanno un grande rapporto con la gente, a dimostrazione che in politica conta avere un rapporto vero con le persone e non con i media e le tv". Non è la prima a prendere a modello la Lega, dentro il Pd. "Io non prendo esempio dalla Lega perché vengo da una tradizione solida, in cui la politica si è sempre fatta andando casa per casa. Non prendiamo lezioni da nessuno, noi. Semmai la Lega ha imparato dalle nostre Feste dell'Unità". E voi, avete disimparato? "Noi non abbiamo disimparato niente. Il Pd è un grande partito popolare, fortissimamente radicato. Il più grande che ci sia". Però avete perso le elezioni e ora la Lega in Parlamento è determinante. Davvero non spera che prima o poi metta in difficoltà il governo? "No, mi auguro che il consenso della Lega la faccia essere responsabile. Una democrazia matura è nell'interesse del Paese. Hanno vinto, provino a governare. E il primo passo è riconoscere l'eredità del governo Prodi e il serio lavoro fatto per il risanamento". Veltroni è l'unico interlocutore oppure ogni aspirante leader del Pd coltiverà i suoi rapporti col governo? "Non c'è dubbio che il punto di riferimento per il dialogo sia il segretario del Pd, nessuno lo mette in discussione. Però il nostro è un partito che ha delle personalità. L'importante è mettersi d'accordo sulla linea politica ". Calderoli sospetta che D'Alema e altri, nel Pd, vogliamo mettere Veltroni in difficoltà, è così? "Lo escludo nel modo più categorico, queste dietrologie sono reperti archeologici. Il Pd ha dato prova di grande solidarietà e coesione e così sarà in futuro". Anche se perderete Roma? "Roma non si perderà. Nonostante il centrodestra abbia strumentalizzato la violenza alle donne, che è tema di grande lavoro quotidiano e non di campagna elettorale, il Pd ha messo in campo una grande mobilitazione, forte, compatta, coesa". Farà il ministro ombra della Salute? "Andrò in commissione Affari sociali e continuerò a occuparmi di queste cose, che mi stanno molto a cuore ". Monica Guerzoni stampa |.

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<Formigoni resta in Lombardia> Berlusconi: <Andrò presto da Napolitano> (sezione: Nord)

( da "Corriere.it" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il governatore contro Bossi e Fini. Il leader di An: per la Camera lascio il partito "Formigoni resta in Lombardia" Berlusconi: "Andrò presto da Napolitano" Il premier in pectore forse già oggi al Quirinale con Letta per informare sullo "stato dei lavori" per il governo ROMA Risolto il nodo Lombardia dopo il faccia a faccia ad Arcore tra Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni, il presidente della Regione resterà al Pirellone per ultimare il mandato che scade nel 2010. Anche se Formigoni, uscendo, dice che "tutto è andato bene", la realtà sarebbe diversa. Il colloquio avrebbe avuto momenti di forte tensione dovuti all'insistenza con cui il governatore ha sostenuto le sue ragioni, ritenute "politicamente irragionevoli". L'obiezione che gli hanno mosso è che con la sua discesa a Roma Forza Italia sarebbe stata costretta a cedere il Pirellone alla Lega Nord, squilibrando la coalizione e prestando il fianco alle critiche di chi dice che è un centrodestra a trazione nordista. Per lui, in ogni caso, si prospetta un incarico di prestigio nel Popolo della libertà quando il processo unitario sarà concluso. Formigoni è stato anche protagonista di un botta e risposta polemico con Gianfranco Fini e Umberto Bossi. Il primo, nel salotto televisivo di Bruno Vespa, annuncia che l'esponente azzurro resterà in Lombardia, una previsione fatta anche dal leader leghista. Al Senatùr obietta: "Il mio futuro politico dipende da me e da Berlusconi, non da Bossi". E poi ripete la stessa cosa rivolgendosi a Fini. "Per quanto riguarda me e Berlusconi rimarca abbiamo aggiornato il nostro colloquio a domani sera (stasera, ndr) ". Immediata replica di Fini: "Formigoni ha frainteso ciò che ho detto, e cioè che credo rimarrà alla guida della Lombardia. Rispondevo a una domanda, comunque ora lo chiamerò". Via libera, quindi, alla nomina di Renato Schifani alla presidenza del Senato. Alla terza carica dello Stato, la Camera, andrà Gianfranco Fini che lascerà la guida di An a un "reggente". Fini annuncia sicuro che "la lista dei ministri sarà pronta qualche ora dopo il conferimento dell'incarico ". A otto giorni dal voto comincia a delinearsi la mappa del potere della nuova maggioranza, anche per quanto riguarda l'assetto di governo. Oggi Berlusconi torna a Roma e potrebbe salire subito al Quirinale, assieme a Gianni Letta, per informare il presidente Giorgio Napolitano sull'avanzamento dei lavori relativi alla formazione del suo ministero. "Ho già appuntamento ha spiegato nella notte per cominciare a parlare, lo vedrò domani o dopodomani (oggi o domani, ndr)". Al momento la squadra guidata da Berlusconi annovera come vice premier Letta e il leghista Roberto Calderoli. Agli Esteri è designato Franco Frattini e Giulio Tremonti all'Economia, mentre Ignazio La Russa andrebbe alla Difesa. Elio Vito finirebbe alla Giustizia mentre Altero Matteoli si occuperebbe di Infrastrutture. A Claudio Scajola spetterebbero le Attività produttive. Mariastella Gelmini potrebbe diventare il ministro dell'Istruzione. Una riflessione a parte merita il dicastero della Salute, che potrebbe essere spacchettato e questa potrebbe essere una delle sorprese citate da Berlusconi. Ogni decisione, però, dovrà essere presa con l'accordo degli alleati. Tra i nomi dei possibili ministri, tutti tecnici di livello internazionale, circolano quelli di Ferruccio Fazio del San Raffaele di Milano, responsabile della Medicina nucleare, dell'oncologo ex Regina Elena di Roma Francesco Cognetti e dell'immunologo della Sapienza di Roma Fernando Aiuti. Lorenzo Fuccaro stampa |.

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"Le Province non si toccano" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Documento Debutta la Fondazione Nord Ovest "Le Province non si toccano" ALESSANDRO MONDO Province, il riscatto passa dall'Expo. Doveva essere una riflessione in vista dell'evento del 2015 come occasione di crescita per l'intero Nord Ovest, che può presentarsi al mondo come la nuova "Food Valley italiana". E' diventato una levata di scudi verso i partiti che - a destra, a sinistra e al centro - hanno fatto dell'abolizione delle Province uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale. Presidenti in trincea: ironici come Filippo Penati (Milano), sconsolati come Raffaele Costa (Cuneo), battaglieri come Antonio Saitta (Torino). Arrivati nell'aula del Consiglio per approvare il testo dello Statuto della Fondazione che rappresenta le 24 Province del Nord Ovest, uno dei traguardi di Saitta, e decisi ad approfittare dell'Expo per centrare un doppio obiettivo: fare rete, trasformando la Fiera in occasione di crescita e di promozione del territorio, e dimostrare che l'ente Provincia non merita di finire in soffitta. Prospettiva pessima, ha esordito Piero Bassetti, presidente dell'associazione di studi "Globus et Locus", scomodando Alessandro Magno. Narra la leggenda che il celebre condottiero, non riuscendo a sciogliere il nodo del giogo di Gordio, lo recise con un colpo di spada. Pensare di eliminare i costi della politica azzerando le Province implica la stessa disinvoltura: con il rischio, nel caso, di creare un danno irreparabile. Questo il ragionamento di Bassetti, accolto in aula come un rullo di tamburo. I presidenti, costretti a digerire per mesi accuse bipartisan sull'inutilità e sui costi dei loro enti, non vedono l'ora di rifarsi. Fabio Melilli, presidente UPI, ha preso atto, non senza sollievo, "che le elezioni sono alle spalle" ma è preoccupato "dalle semplificazioni di questo dibattito". "Ormai non basta nemmeno più spiegare cosa facciamo - è intervenuto Costa con tono cupo -: nemmeno se dico che la mia Provincia ha 3 mila 400 chilometri di strade". "Agiamo localmente ma pensiamo globalmente", ha invitato Gian Luigi Boiardi (Piacenza). Per Alessandro Repetto (Genova) è questione di sopravvivenza: "La Fondazione non deve essere un fortino in cui barricarsi". In vista del centocinquantenario dell'Unità d'Italia chiede a Roma risorse straordinarie per mettere a norma le scuole. Guarda caso, una delle competenze delle Province. I meno preoccupati sono Saitta e Penati. "Abolire le Province sarebbe in controtendenza con quanto accade in Europa - ha commentato il padrone di casa - . In Francia il referendum sull'abolizione dei dipartimenti, proposto da Sarkozy quando era ministro dell'Interno, venne bocciato". Ironico Penati: "Ogni volta questo tormentone si conclude con l'istituzione di nuove Province... Propongo un accordo bipartisan per evitare nuovi ingressi, poi ragioneremo sull'esistente". "La forza del Nord Ovest nasce dalla storia delle sue Province", ha tagliato corto Leonardo Carioni (Como), leghista e amico personale di Bossi. Di questi tempi, una garanzia.

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"Troppe omonimie sui palazzi Edilvele" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il caso La Lega attacca il vicesindaco Franco Vazio ANGELO FRESIA "Troppe omonimie sui palazzi Edilvele" ALBENGA Toni infuocati sull'operazione edilizia compiuta in via Milano dalla società Edilvele. "Cosa c'è dietro la variante al Piano regolatore che ha sanato le irregolarità compiute nella zona tra via Milano e via Torino, dove la maggior parte dei terreni appartengono a persone con lo stesso cognome del vicesindaco Franco Vazio, che ha la delega all'urbanistica?". L'interrogativo arriva da Rosy Guarnieri, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale. "Mia sorella ha una piccola proprietà in quella zona, ma gli altri Vazio non sono neanche lontanamente miei parenti. La variante non ha eliminato le responsabilità dei privati, ma le ha cristallizzate e ne ha evidenziato i contorni", è la replica del vicesindaco. "La zona di via Milano prevede un accordo plano-volumetrico tra tutti i proprietari in caso di nuova operazione edilizia. Un privato cittadino si è accorto però che l'impresa ha usato il suo indice volumetrico senza averlo concordato", racconta il capogruppo leghista. "La Provincia ha chiesto la revoca della licenza, basandosi sugli accertamenti delle volumetrie eccessive. In maggioranza, i socialisti hanno sempre sostenuto che quei palazzi presenterebbero degli abusi. In un primo momento sembrava che ci fossero 600 metri cubi di troppo, mentre adesso si è scoperto che forse si tratta di metri quadrati. Ma la vera domanda è questa: che ruolo ha in tutta la vicenda il fatto che i terreni della zona appartengano prevalentemente ai Vazio?", domanda Guarnieri. "Probabilmente la Guarnieri misura gli altri col suo metro e quindi arriva a queste conclusioni. Quelle persone non appartengono alla mia famiglia", ribatte il vicesindaco. "Personalmente non mi occupo di questa pratica per ragioni di opportunità. Posso solo dire che la Provincia non ha chiesto nessuna revoca della licenza e che mia sorella non è minimamente intessata dalla costruzione di quei palazzi, perché ha già ceduto i suoi diritti edificatori, che gli erano stati concessi dal Piano regolatore approvato dall'amministrazione a cui apparteneva la Guarnieri e col mio voto contrario". In difesa del vicesindaco accorre il primo cittadino Antonello Tabbò. "Su questa pratica abbiamo seguito le procedure con la massima trasparenza. Non riesco a capire quale sia l'accusa da parte della Guarnieri e perché si continuino a sollevare polveroni", ribadisce il sindaco.

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Berlusconi da napolitano, nubi sul governo (sezione: Nord)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Un'ora di colloquio per avviare il dialogo. Il leader del Pdl richiama il Carroccio. "Giorni di afflizione fino a quando non completerò la squadra" Berlusconi da Napolitano, nubi sul governo Il premier in pectore sale al Quirinale, ma è gelo con Formigoni: slitta l'incontro ROMA. Berlusconi si augura che la legislatura "sia improntata al dialogo per il bene del paese" e, accompagnato dal vicepremier in pectore Gianni Letta, sale al Qurinale per un primo scambio di vedute con Napolitano dopo il voto. Il faccia a faccia serve al futuro premier per informare il Capo dello Stato sull'avanzamento dei lavori relativi alla formazione del governo, che vuole chiudere presto, ma anche per fornirgli precise garanzie sul peso che avrà la Lega e per affrontare problemi più urgenti da risolvere (sicurezza, rifiuti, Alitalia). E in mattinata, durante una intervista radiofonica, il Cavaliere non nasconde le difficoltà che sta incontrando nella formazione della squadra di governo: "Questi sono stati giorni di afflizione e continueranno fino a quando non si sarà determinata la formazione di questo governo perché si accontenta una persona e se ne scontentano tante altre". Berlusconi parla di un momento "particolarmente impegnativo" e spiega perché: "La squadra di governo è la base per trasformare in realtà il programma che abbiao presentato agli elettori". Ad agitare le giornate del futuro premier ci pensa anche il partito di Bossi. E il problema non viene nascosto: "Da 21 anni la Lega è un partito democratico e non ci sono fatti concreti attraverso i quali abbia portato pericoli all'Italia. Ma il linguaggio della Lega è fatto di iperboli ed è anche un po' rozzo. E quindi dovrebbe cambiare. Certo, questo è un difetto". Un rimprovero che viene condiviso totalmente da Fini ma che non scuote più di tanto il leghista Mario Borghezio: "Noi siamo rozzi? E voi siete fighetti". La giornata del Cavaliere si apre con la "grana Formigoni" che è ancora in piedi. In programma c'è un nuovo incontro con il governatore della Regione Lombardia, che vuole assumere una dimensione nazionale e che punta a ricoprire un incarico di prestigio nel governo (in alternativa al ministero dell'Interno andrebbe bene anche il ministero delle Attività produttive) o nelle istituzioni (la presidenza del Senato). Formigoni non si dà per vinto ma Berlusconi insiste affinché resti al Pirellone almeno fino al 2010. Alla fine, dopo una lunga telefonata, l'atteso faccia a faccia viene rinviato. Nell'attesa di chiudere definitivamente la partita dei nuovi ministri, il Cavaliere annuncia che lascerà la presidenza del Milan e fa sapere che nel suo governo non ci sarà un ministero dello Sport. "La politica ne deve stare lontana. Allo sport occorre una indipendenza totale ed assoluta. Ci sono enti preposti al governo dello sport, con peresone democraticamente elette dai protagonisti stessi". Il premier in pectore assicura che la sua politica non prevede particiolari ostruzioni verso chi vorrà costruire nuovi stadi di calcio: "Se una società ha mezzi per far nascre stadi moderni, che non vivano soltanto in funzione della partita della domenica, ma che siano attivi per tutta la settimana, ben vengano. E i Comuni dovranno favorirne la costruzione con tempi adeguati". (g.r.).

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Quella scorta va tolta (sezione: Nord)

( da "Mattino di Padova, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

ASCIERTO "Quella scorta va tolta" Ci rendiamo conto? Arriva Maroni e dice: difendetevi da soli Come dire: una buca sulla strada? Tieni il badile, fai da te "Togliamo la scorta al nostro caro sindaco Flavio Zanonato e recuperiamo così due pattuglie per i cittadini". L'onorevole Filippo Ascierto non molla "l'osso" della sicurezza e, un po' provocatoriamente, lancia la sua proposta. i tagli alla polizia, soprattutto al commissariato Stanga che conta meno nove agenti, proprio non gli vanno giù: "Recuperare sedici uomini non è cosa facile, da qualche parte bisogna cominciare". Gli agenti adibiti alla sicurezza personale del primo cittadino per esempio: "La scorta di Zanonato è stata prorogata fino a settembre, eppure il sindaco non ne ha bisogno perché non corre pericoli. Mentre i cittadini non sono sicuri nemmeno sotto casa. In passato riconosco che Zanonato è stato minacciato dalle brigate rosse, ma sono fatti ormai superati". E giù l'affondo del parlamentare di destra: "Non voglio pensare che il sindaco Zanonato abbia la scorta per affermare la sua immagine mediatica di sceriffo. Se proprio ha bisogno di agenti che gli guardino le spalle c'è la polizia municipale". E chiosa: "Chiedo al sindaco un gesto nobile, di rinunciare alla scorta in nome della sicurezza dei suoi cittadini". Del resto: "Le scorte sono diventate una questione di status-simbol, vanno riviste a livello nazionale". (e.sci.

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Cinque anni a uno dei boss della banda che riciclava auto e clonava bancomat (sezione: Nord)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Udine Cinque anni a uno dei boss della banda che riciclava auto e clonava bancomat Sono stati condannati perché ritenuti implicati in una associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio all'estero d'auto di lusso rubate in Italia e per essere riusciti a clonare carte di credito e bancomat in diversi negozi del Nord-Italia. A incastrarli era stata un'inchiesta condotta dalla Polstrada di Palmanova e coordinata dal pm Barbara Loffredo. Ieri due di questi personaggi (alcuni dei quali ancora latitanti) hanno affrontato il processo con il rito abbreviato davanti al Gup del tribunale di Udine Paolo Alessio Vernì. Doru Asensi Merisan, romeno di 29 anni, è stato condannato a cinque anni di reclusione, mentre al connazionale Florin Micu, 30 anni, è stata inflitta la pena di due anni e mezzo di reclusione. Automobili di grossa cilindrata come le Bmw X5 erano le loro preferite. L'accusa ipotizzava che dopo il furto alle vetture di lusso fosse alterato il numero di telaio con la sostituzione dello stesso con numeri veri già circolanti, apponendo targhe false. False erano pure le procure che li autorizzavano alla guida. Sofisticato anche il sistema per la clonazione di carte di credito e bancomat. Dopo essersi introdotti nei negozi rimanendo oltre l'orario di chiusura, i personaggi installavano nei Pos apparecchiature elettroniche che poi ocnsentivano di inviare all'esterno i dati informatici delle carte di credito, per poi quindi clonarle. Sul territorio friulano gli agenti della Polstrada avevano intercettato le automobili e poi ne era seguita un'indagine con gli interrogatori delle prime persone fermate, con intercettazioni telefoniche su alcune utenze, con annotazioni di servizio varie. In due centri commerciali in provincia di Piacenza e l'Aquila era stata clonata la maggior parte di carte di credito.

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I lumbàrd e l'orgoglio di parlare rozzo "meglio così che un po' fighetti" - paolo berizzi (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Borghezio replica a Berlusconi: il nostro linguaggio spia della vicinanza alla gente I lumbàrd e l'orgoglio di parlare rozzo "Meglio così che un po' fighetti" PAOLO BERIZZI MILANO - Dice Mario Borghezio che i forzaitalioti sono dei "fighetti", dei "figli di papà", gente che "non ha mai lavorato nella sua vita". Mai stato un fine dicitore, né un cucchiaio di miele, l'europarlamentare leghista: ma un merito gli va riconosciuto. Tutto si può dire tranne che per alzare il tiro abbia bisogno di essere incalzato, o provocato. Per abitudine esterna con ruvidità, anche in assenza di stimoli esterni. Stavolta però supermariobross, come lo chiamano le camicie verdi, si è sentito toccato dentro, e, unico esponente leghista, non ha resistito a rispondere allo spillo di Silvio Berlusconi ("Il linguaggio della Lega è fatto di iperboli e anche un po' rozzo"). Tesi che a Borghezio fa venire il prurito. Dopo un "chi è senza peccato scagli la prima pietra", l'eurodeputato del Carroccio, il più "crociato" dei leghisti - non solo per le ferree posizioni anti islamiche ma anche per i procedimenti penali a suo carico e le aggressioni fisiche subite in questi anni - ha replicato al Cavaliere: "Sarà molto difficile che la Lega si depuri dalla sua rozzezza e dalla ruvidezza di espressione tipica della gente autentica". Poi la chiosa: "Così come i fighetti forzaitalioti molto difficilmente si libereranno dalle loro caratteristiche di figli di papà e di gente che spesso non ha mai lavorato". Ecco l'affondo di Paolo Grimoldi, neodeputato e coordinatore dei Giovani padani: "Il nostro linguaggio pubblico è molto meno rozzo di quello di Berlusconi in privato". Il privato del futuro premier è fatto anche di show e di serate danzanti. Ci pensa il consigliere regionale lombardo, Daniele Belotti, a ricordarlo. "Rozzi noi? La Lega sta in mezzo al popolo, Forza Italia forse un po' troppo nelle discoteche. Ci hanno sempre definiti rozzi e ignoranti - aggiunge - Poi hanno capito che il nostro linguaggio ha spazzato via il vecchio politichese". Tra rozzi "autentici" e fighetti che "hanno sempre trovato la pappa pronta", lo scambio di battute di ieri è stato, in ordine di tempo, l'ultimo botta e risposta a distanza tra Forza Italia e Lega. Nei giorni in cui sta prendendo faticosamente forma la squadra di governo, nonostante la netta vittoria elettorale - trionfale quella del Carroccio - gli esponenti delle due formazioni non si risparmiano frecciate e avvertimenti vestiti da "carezze" o "massaggi". Prima il dribbling di Bossi all'uscita da Arcore: "A noi quattro ministri". Poi lo stop di Berlusconi: "Non c'è niente di deciso, la squadra la faccio io". Poi Bossi che ribadisce: "Sarò ministro delle riforme", e "a noi due ministri più il vicepremier" (Calderoli). Nel mezzo della "normale dialettica" tra alleati - come l'ha definita Berlusconi - il nodo Formigoni. Con una soluzione (berlusconiana) che gela il governatore lombardo (resterà al suo posto, per ora). Il perché Formigoni deve restare alla guida del Pirellone è ormai abbastanza chiaro, e sta tutto nell'obiezione che gli è stata mossa: il suo trasloco romano significherebbe lasciare alla Lega la Regione Lombardia. E accreditare la tesi di chi vede la coalizione di centrodestra sotto ricatto o comunque sdraiata sul Carroccio. Ieri i "colonnelli" leghisti, Maroni, Calderoli, Castelli, hanno scelto la linea della prudenza ordinata da Bossi. Largo dunque a Borghezio, e alle missive da destinare ai "fighetti".

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I pompieri: noi nel sindacato lumbàrd" (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Agrigento I pompieri: noi nel sindacato lumbàrd" AGRIGENTO - La maggioranza dei vigili del fuoco della provincia di Agrigento ha minacciato di aderire al sindacato della Padania che si chiama Sin. Pa. dopo che ieri pomeriggio è stato eletto il responsabile provinciale della categoria. Sono tutti iscritti alla Cgil Funzione pubblica, cui aderisce un centinaio di vigili del fuoco: la maggioranza, oltre cinquanta, è di stanza all'aeroporto di Lampedusa. L'accusa è che l'elezione del responsabile provinciale è avvenuta in maniera antidemocratica, poiché non sono stati tutti gli iscritti a votare per l'elezione del responsabile ma i delegati dei distaccamenti. Per questa ragione la maggioranza dei vigili del fuoco ha annunciato che potrebbe aderire al sindacato della Lega Nord. A Lampedusa è quindi arrivata l'onda lunga della Lega Nord che nell'isola ha già un suo rappresentante, Angela Maraventano, che è stata eletta nella Lega Nord ma candidata nell'Emilia Romagna.

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Berlusconi: la lega moderi il linguaggio - gianluca luzi (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Linguaggio d'iperboli Meglio le opere Berlusconi: la Lega moderi il linguaggio Il leader Pdl sulla Ue: meglio occuparsi di trasporti che di gay. Colloquio al Quirinale Il linguaggio della Lega è fatto di iperboli ed è anche un po' rozzo. Questo è un difetto. Tuttavia da 21 anni quello di Bossi è un partito democratico Molto meglio per noi interessarci di infrastrutture e di trasporti, invece che di omosessualità: riprenderemo il piano delle opere pubbliche GIANLUCA LUZI ROMA - Lo aveva annunciato martedì notte tornando dalla cena a casa di Cossiga e ieri pomeriggio Berlusconi è andato con Gianni Letta - probabile vicepremier - al Quirinale: un'ora e dieci di colloquio con il presidente Napolitano per parlare dell'architettura del prossimo governo. Colloquio seguito da un deciso richiamo sia di Berlusconi che di Fini alla Lega per il suo linguaggio a volte incendiario, e da una considerazione sull'incarico all'Italia nella commissione europea che non mancherà di provocare polemiche: "Meglio occuparsi di trasporti che di omosessuali". Berlusconi ha tutta l'intenzione di presentarsi con la lista dei ministri pronta appena ricevuto l'incarico. Bush lo aspetta alla Casa Bianca e il Cavaliere vuole essere operativo prima della metà di maggio. Per questo stringe i tempi anche se le difficoltà sono ancora da superare e Berlusconi non lo nasconde: "Questi sono giorni di afflizione e continueranno fino a quando non si sarà determinata la formazione di questo nuovo governo", perché "si accontenta una persona e se ne scontentano tante altre". Accantonato per qualche ora il problema di Formigoni che vedrà oggi o domani (ma ieri sera ha ricevuto l'alleato siciliano Lombardo che reclama "visibilità"), Berlusconi deve preoccuparsi di spiegare e giustificare i toni aggressivi usati dalla Lega, a cominciare dallo slogan che l'ha resa celebre: "Sì, - ammette Berlusconi - in qualche espressione la Lega esagera. L'ho detto anche a Bossi in particolare quando dice "Roma ladrona", ma lui si riferiva alla casta politica". Nella sostanza, però, aggiunge il premier in pectore, "da 21 anni la Lega è un partito democratico. Nei cinque anni in cui è stata al governo non c'è mai stato un solo episodio in cui la Lega abbia causato ritardi o abbia detto no al presidente del Consiglio". Certo, "il linguaggio della Lega è fatto di iperboli ed è anche un po' rozzo. E quindi dovrebbe cambiare. Questo è un difetto. Tuttavia la Lega ha sindaci che amministrano benissimo e - garantisce Berlusconi - non credo ci sia nessuna possibilità che possa fare un danno non dico solo ad un cittadino del centro o del sud ma ad un italiano in generale". In conclusione "non c'è nessuna possibilità che la Lega, che fa parte del governo, ed ha tuttavia un 8% rispetto al nostro 38%, - fa notare il Cavaliere - possa influire negativamente" sull'azione del governo. Berlusconi si augura "che la legislatura sia improntata al dialogo, anche da parte dell'opposizione, solo per il bene del Paese". E anche con i sindacati vorrebbe un rapporto "onesto", "concreto" e "realistico". Ma un paio di considerazioni di Berlusconi potrebbero aprire nuovi fronti polemici non solo in Italia ma anche all'estero, dove la terza volta del Cavaliere non è stata salutata con favore da tutti gli organi di stampa più autorevoli. La decisione di Barroso di attribuire all'Italia la competenza dei trasporti nella commissione europea è giudicata con favore da Berlusconi perché "è molto più conveniente per noi interessarci di infrastrutture e di trasporti invece che di omosessualità. Abbiamo da riprendere il grande piano delle opere pubbliche, con tutte queste european network, con le autostrade del mare. Con il nostro commissario lì, - spiega Berlusconi confermando che non metterà un commissario di centrosinistra - potremo lavorare molto meglio". E se il New York Times elogia Roma e le sue strade sicure alla sera per i turisti, Berlusconi risfodera un suo tradizionale "tormentone": "Questi giornalisti che scrivono sui giornali progressisti degli altri paesi sono coccolati dalla sinistra qui. E questo la sinistra lo sa fare molto bene". Insomma i soliti giornalisti compiacenti con la sinistra. Anche a New York.

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La hit parade delle invettive (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Siamo armati di questo manico qui! (Bossi a Boniver) Contro gli stupratori, forbici non sterilizzate (Calderoli) "Stuprate Pecoraro"(striscione leghista in corteo a Mantova) Sono un cacciatore di leprotti extracomunitari (Gentilini) Pronti i fucili contro la canaglia romana (Bossi).

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Festa nella discoteca-bene, bossi jr star degli under 30 - rodolfo sala (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pienone dopo un giro di sms. Inni alla Padania e la showgirl Lubamba Festa nella discoteca-bene, Bossi jr star degli under 30 RODOLFO SALA MILANO - Alla consolle la soubrette Lubamba e Renzo Bossi, il figlio del Capo. E giù in pista una folla di giovani in tutto simili - salvo le pochette verdi - ai frequentatori abituali dell'Old fashion, nel bene e nel male uno dei templi della movida milanese. è qui che l'altra sera si è tirata l'alba per festeggiare l'exploit elettorale della Lega. Organizzavano i Giovani Padani, gli under trenta del Carroccio, ed è bastato un tam tam via cellulare di soli due giorni per fare il pienone. Nel nome di una normalità spesso evocata nel brindisi di mezzanotte: "Non abbiamo l'anello al naso...". Parola di Matteo Salvini, neodeputato della Repubblica con fama di di ragazzaccio non smentita dalla maglietta che urla "Padania is not Italy". Simbologie a parte, è lui a farsi beffe, al microfono, dello stupore di qualcuno per questa location un po' inusuale: "Mica frequentiamo solo polentoteche e birrerie in Valchiavenna, è ora che si sappia che tra di noi c'è anche chi legge qualche libro". In effetti le duemila iscrizioni arrivate ai Giovani Padani nelle ultime due settimane (ora sono a quota 36mila) dovrebbero costituire la prova della Grande metamorfosi che l'agiografia leghista tende ad accreditare all'indomani della vittoria elettorale. Anche se Renzo Bossi sembra rimasto un po' agli albori con il suo telegrafico "Padania libera" sbiascicato al microfono a metà serata. Molto "normale", invece, Silvie Lubamba che mostra la tessera della Lega e dice "Sono una di voi". Come Valentina, miss Camicia verde che però - sorpresa - non vuole rivelare per chi vota. E "normale" sarebbe pure il piccolo coté di mondanità qui rappresentato da Valerio Merola: un po' poco, ma questi sono gli inizi.

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"alleanza che ci difenderà" - stefano parola (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina IX - Torino "Alleanza che ci difenderà" Le Province piemontesi e il patto Nord Ovest I presidenti certi che uniti potranno battersi meglio contro l'abolizione dell'ente locale STEFANO PAROLA L'Expo di Milano del 2015 è un boccone troppo ghiotto per non approfittarne. I ventidue milioni di visitatori attesi fanno gola non solo al capoluogo lombardo, ma anche a tutte le aree circostanti. Per questo ieri, nella sala del consiglio provinciale di Torino, i ventidue presidenti che fanno parte della Fondazione delle province del Nord-Ovest, oltre ad approvare ufficialmente lo statuto del nuovo soggetto, hanno parlato soprattutto di come approfittare dell'evento mondiale che andrà in scena a Milano tra sette anni. Ma anche del futuro delle amministrazioni provinciali stesse, sulle quali potrebbe cadere la scure del governo che si insedierà a giorni. "Era volontà condivisa di tutti i membri della Fondazione - ha spiegato il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta - stabilire un rapporto con l'Expo. Partiremo innanzitutto incontrando il comitato organizzatore, mettendogli a disposizione i nostri territori e questa specificità del Nord-Ovest di essere una "food valley". Vogliamo che Milano sia per noi una grande vetrina". Insomma, approfittare dell'occasione sia per godere dei flussi turistici ("per noi sarà fondamentale l'area dei laghi e dovremo cogliere l'opportunità per valorizzarla ulteriormente", ha detto il presidente della Provincia di Novara Sergio Vedovato), ma anche per avere ricadute di lungo periodo, soprattutto in campo alimentare: "Per un'area vocazione agricola e vitivinicola come la nostra - ha detto il presidente della Provincia di Alessandria Paolo Filippi - sarà importante mettere in evidenza l'unicità e la tipicità dei nostri prodotti". Sullo sfondo rimane il chiodo fisso delle infrastrutture, il tema propulsore che tre anni fa ha dato il via alla creazione della Fondazione delle Province del Nord-Ovest: "Siamo una provincia che ha fame di opere a livello nazionale - ha spiegato il presidente alessandrino Filippi - . In questo senso, il lavoro della Fondazione è molto utile perché ci permette di sostenere vicendevolmente le nostre politiche". La volontà è di costituire un soggetto forte in grado di pesare sulle decisioni prese a livello nazionale. Anzi, per il presidente vercellese Renzo Masoero bisognerebbe anche "fare un ragionamento complessivo non solo sulle infrastrutture ma su temi come lo smaltimento dei rifiuti e l'approccio all'ambiente". Gli ha fatto eco Sergio Scaramal, presidente della Provincia di Biella, che ha insistito sul dovere di creare una rete "anche a livello di università, in modo da poter far circolare le conoscenze e poter confrontarci insieme sui mercati internazionali". Le province vogliono fare gruppo, anche per impedire, come ha sostenuto il presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola Paolo Ravaioli, "che le soluzioni che vengono date ai problemi rischino di riguardare solo i grossi centri e che i territori più periferici diventino solo dei soggetti passivi". Parole dietro le quali si cela il timore che, con il nuovo governo, le province possano sparire. Un timore concreto, verso il quale, secondo il presidente cuneese Raffaele Costa, è bene essere preparati: "Questa riunione è stata doverosa e tempestiva per riflettere su quali scelte fare in futuro. Dobbiamo capire in che modo muoverci quando un domani arriverà, un po' per quanto ha affermato la Lega Nord, un po' per quelle che sono state le indicazioni del Pdl, la richiesta di un confronto in ambito di riforma costituzionale". Insomma, il giorno in cui il governo dovrà decidere se abolire o meno le amministrazioni provinciali non è così lontano e sedersi al tavolo della trattativa sotto la bandiera della Fondazione delle Province del Nord-Ovest potrebbe essere un'arma in più.

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La compagna del boss "pentiti e lascia la camorra" (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina I - Napoli La storia La compagna del boss "Pentiti e lascia la camorra" "Pentiti, la camorra deve essere sconfitta". Con queste parole Anna Carrino, compagna del boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, si è rivolta proprio a lui, lanciando l'appello ai microfoni del Tg1 e del Tgr Campania. La Carrino oggi è pentita. Nel clan era messaggera di ordini, ma anche parte attiva. Poi ha deciso di voltare le spalle al passato e alla camorra. Grazie alle sue rivelazioni, una settimana fa, sono stati eseguiti 52 ordini di arresto a carico della cosca. In televisione la Carrino è andata oltre. Ha parlato del compagno, dei suoi figli e di una terra, Casal di Principe, "quartier generale dei Casalesi, che bisogna lasciare, subito". Perché solo così "è possibile avere un futuro e darlo ai propri figli". A Casal di Principe, racconta la Carrino, "la maggior parte dei giovani, i miei stessi figli, non capiscono qual è il bene e qual è il male". Si definisce una madre premurosa: "Ho mandati i miei ragazzi a scuola". Il papà, il boss Bidognetti, meglio noto come "Cicciotto 'e mezzanotte", per i figli "era una persona grande, non sapevano. Francesco non ha mai voluto che i figli si intromettessero in certe situazioni - aggiunge - ma i due figli si sono trovati dentro, perché alla fine il padre è rimasto solo". La donna ha rotto i ponti con il passato nel novembre scorso. è scappata a bordo di un'auto di lusso. Ed oggi, come quel giorno, ha paura: di Bidognetti e dei figli che lui ha avuto da un precedente matrimonio. "Ho paura che mi uccidano", ammette. Del resto, ricorda Anna, "un clan non può mai accettare che una donna tradisca il suo uomo che sta in carcere". Poi, un appello: a Gianluca, a Teresa, a Katia, i figli suoi. "Se ho fatto questa scelta non l'ho fatta solo per me stessa ma anche per voi - dice - perché dove state non è un paese che vi può dare quello che volete. I soldi non sono niente nella vita - aggiunge - la vostra felicità è crescere i vostri figli in un ambiente diverso, dove possono avere un futuro".

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Melito, denunce alla polizia una sfida all'ultimo scandalo - antonio corbo (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina IX - Napoli Melito, denunce alla polizia una sfida all'ultimo scandalo Affissi migliaia di manifesti che parlano di un'inchiesta su Amente ANTONIO CORBO DAL NOSTRO INVIATO MELITO- Parlano i muri. In migliaia di manifesti degenera lo scontro per Melito. Via Roma è un tunnel dei veleni. Non finirà domenica tra il medico Antonio Amente del centrodestra, già due volte sindaco, e la florida manager bionda, Marina Mastropasqua già vicesindaco negli anni ruggenti di questo paesone tormentato, caotico, violento con 40mila abitanti e neanche un vigile in strada, dicono ce ne siano 14, chi li ha visti? è un manifesto anonimo ad aprire la sfida. Indica "5 buoni motivi per non votare Antonio Amente" e altri 5 per votare la rivale. Secondo i nemici, Amente "ha problemi personali con la giustizia... Un'accusa di lottizzazione abusiva ai danni di poveri cittadini... Rinvii a giudizio per gravi violazioni" e adombra il rischio di commissariamento. Il candidato del Pdl, primo votato con il 32 per cento, corre al commissariato più vicino. Che è a Giugliano. Come se non dovesse averne almeno uno Melito, città simbolo della camorra in politica, piazza di spaccio, teatro di guerra per il primato dei narcos. "Prima ho denunciato il manifesto clandestino, sono tornato un'ora fa per denunciare la persona che ritengo li abbia fatti stampare e affiggere", dice nello studio di via Roma trafelato Amente. Dal tipografo passa anche lui per un manifesto urgente, rivolto a "chi getta fango sulla mia persona". Il primo rigo è tutto un programma: "Un'ignobile combriccola di Cassandre e Gufi". Poi allude a " banditi e palazzinari" che farebbero da sponsor alla rivale. Ribadisce che non è stato mai rinviato a giudizio nell'inchiesta del pm Maria Cristina Ribera sul Parco Guerra, abusi edilizi che coinvolgono 75 famiglie. è sotto esame una delibera di Amente, sindaco tra il 1999 e 2002. Marina Mastropasqua in via Marrone, 100 metri dalla sede di Amente, dice di essere preoccupata. Potete immaginare quanto. "Temo che l'eventuale elezione del mio avversario porti allo scioglimento del Comune. Incompatibilità: se è stato chiesto il rinvio a giudizio, c'è il rischio che Amente sia imputato e sindaco di un Comune parte lesa". Amente ordina così altri 5mila manifesti per l'ultimo giorno, intanto dice: "Il veleno si spiega. Il Pd si gioca la faccia a Melito. Ha perso a Giugliano, ha perso a Pozzuoli, ha perso a Grumo Nevano con Fiorella Bilancio, è un disastro per il Pd. Sa di perdere anche a Melito e reagisce in questo modo". Un manifesto lo diffonde anche Venanzio Carpentieri, 4 liste civiche di sinistra, 679 voti meno della Mastropasqua. "Abbiamo rifiutato per essere equidistanti, potevamo con il Pd che è il partito nostro stabilire una linea ufficiale, ci è stata solo promessa visibilità in giunta", è in sintesi la posizione di Carpentieri, avvocato, penalizzato dal dissidio interno alla sinistra. "Una persona perbene come tutti i suoi amici, grandi professionisti di Melito, con lui volentieri sarei andato al ballottaggio", dice Amente. La Mastropasqua dà un'altra versione. "Una forma di rispetto per i nostri consiglieri eletti. Con l'apparentamento, Carpentieri avrebbe avuto non 4 ma circa sette eletti". Nella chiesta del Carmine sull'altare bolle l'acqua del caffè e degli spaghetti. Sono accampati in chiesa gli sfollati di Melito. Un tema trascurato. "Occupavano abusivamente case del Comune di Napoli. Tocca al Comune di Napoli cercare una sistemazione diversa", si defila la Mastropasqua. Per Amente invece è urgente annunciare che "sarà eliminata subito l'addizionale comunale Irpef". Punterà sulla legalità, "come dimostrano i libri che ho fatto stampare, è mio il primo su Giancarlo Siani, presentato da Antonio Manganelli allora questore di Napoli". Assumerà altri 30 vigili ("14 sono pochi per 40mila abitanti") e potenzierà la macchina comunale, oltre alla raccolta differenziata, "i miei concittadini vanno a buttare i rifiuti differenziati a Mugnano, è mai possibile?" Si moltiplicano i manifesti "Bernardino Tuccillo vota e fa votare Marina Mastropasqua", sull'onda dei ricordi, è stato sindaco di buone iniziative sociali e culturali, Melito è di nuovo senza un cinema. Tempi difficili. Imperava Federico Bizzarro, "Bacchetella", ucciso nella faida di Scampia. Minacce e pestaggi a chi dalla politica voleva escludere la camorra. Tuccillo non si è piegato. Il voto inquinato del 2003 ha fatto chiudere il Comune nel 2005, con l'ex sindaco Alfredo Cicala poi arrestato. La Mastropasqua ha modificato il programma girando per Melito. "La gente ci chiede cose diverse. Ho scoperto i disagi di tante ragazze-madri, di 400 detenuti ai domiciliari nei Bipiani, la mancanza di collegamenti con le stazioni, le periferie e il centro, metterò quindi subito una navetta". Nominerà un assessore alla sicurezza, istituirà un comitato per collegare alla città polizia e carabinieri, non si risparmierà nelle politiche sociali. Corrono in moto ragazzi per via Roma con altoparlante per chiedere voti. Nessuno li ferma. Né i vigili né i boss. Assenti gli uni e gli altri. Per ora.

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Martina: ora si fidi più di noi i suoi amici lo hanno tradito - rodolfo sala (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina IV - Milano "Disattesi gli accordi, il presidente dia un segnale di autonomia e autorevolezza" Martina: ora si fidi più di noi i suoi amici lo hanno tradito Abbiamo più tempo per scegliere il candidato del 2010 e migliorare i risultati RODOLFO SALA E il Pd apre al governatore: "Da Formigoni mi aspetto uno scatto d'orgoglio, non può far finta di nulla e ingoiare l'ennesimo rospo", dice il segretario regionale Maurizio Martina. Che cosa dovrebbe fare? "Trarre da questa vicenda tutte le conseguenze politiche che comporta. Prendere atto che l'asse tra Berlusconi, Bossi e Fini ridimensiona pesantemente le sue aspettative". Ne aveva una sola: fare il ministro. "Ed era legittima, anche se poi ha finito per influire sul normale funzionamento dell'istituzione Regione. Questo è stato un errore, ma per capire ciò che è successo davvero, farei un passo indietro". Prego. "Ricordo un manifesto di Formigoni per la sua campagna elettorale del 2005. Diceva: "Più Lombardia fa bene all'Italia". Lo stop che gli hanno dato segnala la vera considerazione che il Pdl e la Lega hanno dell'esperienza politica condotta in questi anni in Regione, dove si è raggiunta una importante intesa bipartisan su temi come le infrastrutture, il federalismo, una più marcata autonomia regionale". Meglio per voi dell'opposizione. O no? "Non è bello neppure per noi vedere il presidente della Regione più importante del Paese così in difficoltà. Anche al netto dei suoi errori. Gli è stato impedito di portare nel governo l'esperienza maturata in Lombardia. E per la seconda volta, perché la stessa cosa era successa nel 2006. Mentre nel 2005 era stato costretto da Berlusconi a rinunciare a una lista riformista, alleata ma distinta da Forza Italia". Troppi "rospi", lei dice. "Non credo che il presidente possa replicare per l'ennesima volta il rito dell'obbedienza al vincolo romano imposto da Berlusconi e Bossi. Tocca a lui dare un segnale preciso di autonomia e di autorevolezza. E la sede più adatta mi sembra l'aula del Pirellone". Questo strappo cambia le cose anche per voi. Che cosa farete? "A questo punto saranno i 43 parlamentari lombardi eletti dal Pd a portare a Roma la pratica politica scaturita dalle intese raggiunte qui da maggioranza e opposizione". Se Formigoni conferma questa "pratica" voi siete pronti ad appoggiarlo? "I ruoli restano distinti, noi siamo all'opposizione e andiamo diritti sulla strada già imboccata. Le cose sono cambiate, e in modo profondo, dentro la maggioranza. Altro che più Lombardia in Italia: si sono spartiti le poltrone, Bossi è stato appagato nei suoi appetiti e a farne le spese è stato Formigoni. Roma è entrata di prepotenza in Lombardia". Voi però tirate un respiro di sollievo: le elezioni regionali non si terranno più in autunno, sull'onda del successo conseguito dal centrodestra alle politiche, ma fra due anni. "è chiaro che lo scenario cambia. Avremo più tempo per consolidare i risultati importanti raggiunti dal Pd anche in Lombardia. E anche per individuare il candidato presidente da presentare nel 2010". Vi aspettate il divorzio di Formigoni dal Pdl? "Non sono in grado di valutarlo, e neppure mi permetto di dare consigli al presidente: vedrà lui. In ogni caso su questo film la parola fine non è ancora stata scritta: solo allora si potrà capire che cosa potrà succederà davvero".

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Argiano declassa, banfi e frescobaldi no (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina VII - Firenze Brunello, negato il dissequestro Argiano declassa, Banfi e Frescobaldi no Dalle etichette scompare la parola Brunello, tutte le bottiglie saranno battezzate "Il duemilatre di Argiano". La contessa Noemi Marone Cinzano ha deciso di declassare tutta la produzione 2003 della fattoria di Argiano, a Montalcino, con "l'intento - scrive in una lettera - di mettere in grado i nostri fedeli clienti di godere del nostro eccellente vino anche quest'anno". A fronte dell'immobilizzo della produzione decretato dall'inchiesta della magistratura sul rispetto dei disciplinari, l'azienda spera attraverso il declassamento di poter mettere presto in commercio le bottiglie 2003. Il tribunale del riesame ha però nel frattempo negato il dissequestro anche a Banfi e Frescobaldi, che invece tengono duro e ipotizzano un ricorso in Cassazione: "Pensiamo di essere nel giusto, vogliamo vedere la motivazione del diniego, di declassare per ora non si parla".

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Ateneo, il prorettore non ci crede "pattuglie di studenti? invenzioni" (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina IV - Bologna La Monari frena. Il sindaco: "Parlerò con Maroni, non ho dubbi che condividerà il nostro progetto" Ateneo, il prorettore non ci crede "Pattuglie di studenti? Invenzioni" "UNA cosa è certa, gli studenti non faranno né i poliziotti né gli assistenti sociali". Paola Monari, prorettore agli studenti, salta sulla sedia alla sola idea che gli universitari possano essere utilizzati per redarguire i "punkabestia" o per controllare la zona universitaria. "E' un'invenzione", taglia corto liquidando a distanza la stessa proposta dell'assessore Mancuso. "Ma nemmeno Mancuso la pensa così", dice frenando polemiche tra i Palazzi. "E' improponibile mettere studenti a vigilare su altri studenti o a fare assistenza ad altri giovani, Comune e Università stanno lavorando in accordo per un'azione congiunta che prevede un'altra cosa: il coinvolgimento degli studenti per fare monitoraggio nella zona universitaria, per fotografare un mondo che per loro è più agevole penetrare, e per fare opera di informazione, magari ai commercianti, ma non ai soggetti che producono degrado. Il bando del Comune uscirà in autunno, definiremo meglio il ruolo degli studenti, ma siamo certi che i giovani e le associazioni che parteciperanno al progetto non saranno messi in difficoltà, ne sarà affidato loro un ruolo che compete ad esperti. E come mai potrebbero Comune e Università, soggetti pubblici, fare un bando per le ronde?". Ma mentre il prorettore frena sulle pattuglie di studenti in Piazza Verdi, anche il resto del mondo politico dice la sua sulle "ronde rosse". A partire dal sindaco Sergio Cofferati, che punta tutto sul termine "ronda" per smontare le polemiche. "Utilizzare la parola 'ronde' per descrivere alcune delle scelte che abbiamo fatto nel corso di questi mesi è sbagliato - spiega il sindaco - perché evoca funzioni che non abbiamo mai attribuito a questi gruppi di cittadini", cioè di controllo del territorio, prevenzione e repressione, "che sono esclusivamente della polizia municipale e delle polizie di stato. Quello che stiamo facendo, tra l'altro sulla base di una legge regionale - ricorda Cofferati - è invece utilizzare gruppi di cittadini con funzioni ben precise che si aggiungono nel territorio a quelle che sono di competenza della polizia municipale e delle polizie di stato ma non sostituiscono mai nè l'una nè l'altro". Il sindaco ha annunciato che ne parlerà al leader leghista Roberto Maroni, che nei giorni scorsi ha lodato le "ronde" bolognesi, "e non ho dubbi che condividerà, perché è nel suo interesse di eventuale ministro degli interni". Sulla stessa linea anche il neo-prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia, che parla di una questione "terminologica": "Bisogna capire cosa si intende per 'ronde' e qual è la sostanza. Va bene la sicurezza partecipata se non supera il confine del controllo del territorio, che è competenza e funzione esclusiva delle forze dell'ordine, che hanno la professionalità e la completezza per svolgerlo in maniera adeguata. Questo prevede il nostro ordinamento". E pure il Procuratore capo Enrico De Nicola mette i paletti alle pattuglie civiche della giunta: "E' un'attività che va bene - dice - purché abbia una funzione di partecipazione e formazione dei cittadini e di informazione nei confronti delle forze di polizia. L'importante è che non si sostituisca all'attività della polizia, altrimenti devo aprire un procedimento per usurpazione di funzione". Ai tempi di Dozza c'erano le pattuglie cittadine, e Dozza non era certo un sindaco di destra". Il direttore della Caritas Paolo Mengoli, rispolvera l'esperienza del sindaco-icona del dopoguerra per stemperare la polemica sulle cosiddette "ronde". "Si tratta - dice - di una forma di collaborazione dei cittadini con l'amministrazione e le forze di polizia non cattiva. Ognuno, d'altronde, è un ufficiale di pubblica sicurezza quando vede qualcosa che non va". E comunque, proprio ripensando ai tempi di Dozza, il direttore della Caritas chiosa: "mi pare ci sia un ritorno all'antico". L'importante è "non strumentalizzare e vedere in che modo si può vivere più serenamente in questa città, perchè la paura è dietro l'angolo".

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Ragazza violentata da marocchino e a san donato invocano la lega - alessandro cori (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina V - Bologna "L'ho accolto in casa perché era irregolare, ma lui mi picchiava sempre". In quartiere cresce la rabbia: "Siamo il Bronx" Ragazza violentata da marocchino E a San Donato invocano la Lega "Spesso si ubriacava e mi pestava. Per colpa sua ho perso due lavori" "Siamo stufi, chi non ha il permesso di soggiorno deve tornarsene al suo paese" ALESSANDRO CORI Una violenza sessuale nel quartiere delle polemiche sulla moschea, San Donato, fa scoppiare la rabbia di chi ogni giorno vive in zona e adesso dice: "Qui ci vuole la Lega". Il 14 aprile il Carroccio ha preso il 3,67%, quanto basta per evocarlo di fronte all'ultimo episodio di cronaca in ordine di tempo. I fatti. In casa l'aveva già picchiata tante volte, ma lei quel ragazzo marocchino che aveva amato non riusciva proprio a cacciarlo via. Poi, l'altro giorno, lui l'ha colpita con violenza in mezzo alla strada, minacciandola di morte. Giulia, trent'anni, è stata aggredita sotto gli occhi della gente, davanti ai giardini "Gino Cervi". Un fazzoletto di verde in San Donato, dove è alta la presenza degli stranieri irregolari e dove cresce la protesta di residenti e commercianti. "Dopo le nove di sera - dice il proprietario della gelateria che ha aiutato Giulia - ormai qui è diventato il Bronx. Siamo stufi di questa gente: chi non ha il permesso di soggiorno deve andare a casa, per questo ho votato la Lega". Parole piene di amarezza, ma che non rimangono isolate. Il gestore del chiosco incassa la solidarietà di un cliente di mezza età gli si avvicina e aggiunge: "Ha ragione lui, è tutto vero, qui è uno schifo". E' durante il dicembre scorso che Giulia incontra per la prima volta Mohamed, 26 anni, originario del Marocco. "E' irregolare e viveva in una baracca. Quando ho capito di essermi innamorata di lui gli ho detto di venire a casa con me, nonostante in Marocco abbia una moglie e un figlio. Spesso si ubriacava, mi picchiava ogni giorno, e una volta mi ha fatto un occhio nero. Per colpa sua ho perso due lavori". Ai poliziotti che hanno arrestato il suo ex fidanzato (su indicazione del pubblico ministero Antonello Gustapane), la trentunenne ha raccontato di essere stata anche violentata dall'uomo, ma di non aver mai avuto la forza di denunciarlo. "Sono terrorizzata, anche ieri non avrei chiamato il 113 ma il proprietario della gelateria si è messo in mezzo. Lo so che ora è in carcere, però al massimo tra quattro o cinque mesi sarà fuori. E' un pazzo, ha detto che vuole ammazzarmi. Spero che i genitori vengano a riprenderselo". Giulia, non aveva scelto a caso il luogo in cui incontrare l'ex fidanzato. Verso le nove di sera, in mezzo alla gente che frequenta il chiosco di via Magazzari, si sentiva sicura: pronta a cacciare via una volta per tutte quell'uomo che non voleva andarsene da casa sua. "Ho sentito che litigavano - racconta il proprietario della 'Gelateria al Parco' - . La ragazza è venuta davanti al bancone, urlava, e così ho chiamato il 113. Lui le aveva strappato la borsa e quando lei ha cercato di riprendersela l'ha colpita con un borsettata in faccia. Gli ho urlato di sparire dal mio bar e così è scappato. C'è poco da meravigliarsi, qui succede di tutto. La sera le luci del parco si spengono e rimane solo l'illuminazione della mia baracchina. Sono anni che voto Bossi e non sono l'unico. Forse esagera quando dice di prendere i fucili, ma le cose devono cambiare. E in fretta".

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Business funebre: 33 arresti (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina III - Bari Maxi operazione in tutte le strutture della città. Le imprese pagavano le segnalazioni e gestivano il racket Business funebre: 33 arresti Mazzette agli infermieri. E l'ospedale resta senza addetti alle salme Trentatre tra titolari e dipendenti di agenzie di pompe funebri e infermieri sono stati arrestati dai carabinieri. Gli imprenditori pagavano gli addetti agli obitori e in cambio ricevevano informazioni sui decessi avvenuti nei reparti. Il fenomeno del caro estinto era esteso a tutti gli ospedali della città. Al Policlinico sono finiti ai domiciliari tutti i necrofori. In carcere, invece, il boss Antonio Di Cosola: al Di Venere ha imposto con le minacce la ditta per la quale era stato assunto. GABRIELLA DE MATTEIS A PAGINA III.

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La banda del caro estinto, 33 arresti - gabriella de matteis (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina V - Bari La banda del caro estinto, 33 arresti Mazzette per il trasporto salme. E il Policlinico resta senza necrofori Gli indagati sono 51, coinvolto anche un medico. Un boss impose la sua ditta in ospedale GABRIELLA DE MATTEIS Anche per il funerale di una ragazza di 16 anni, l'azienda delle pompe funebri pagò una tangente agli infermieri necrofori del Policlinico. E anche in quel caso, loro, come emerge dalle intercettazioni, poi parlarono del denaro ricevuto. Perché, quello scoperto dai carabinieri del reparto operativo, era un vero e proprio "sistema". O meglio, scrive il gip Jolanda Carrieri, un "malcostume talmente radicato e "istituzionalizzato", a vari livelli, da far ritenere sia agli impresari di pompe funebri, che ai parenti, prostrati dalla perdita dei loro cari, quasi "un male necessario", il versamento agli infermieri necrofori della "tangente" per evitare problemi ed intoppi nello svolgimento delle tristi, ma necessarie incombenze successive al trapasso". A dimostrare le dimensioni del fenomeno sono i numeri dell'inchiesta, coordinata dai sostituti procuratori Francesca Romana Pirrelli e Desirèe Digeronimo. I carabinieri, ieri mattina, hanno eseguito 33 provvedimenti cautelari, arrestando i dieci infermieri necrofori del Policlinico (la direzione sanitaria, ieri mattina, è stata costretta a chiamare personale da altri reparti), cinque al San Paolo e tre al Di Venere. Ma quello che il gip definisce come "lo squallido quanto fiorente giro di illeciti" era esteso anche a tre cliniche di Bari (la Mater Dei, la San Giovanni e la Villa del Sole) dove sono stati arrestati complessivamente quindici infermieri professionali. Destinatari dei provvedimenti cautelari anche imprenditori e collaboratori di nove imprese di agenzie funebri (la Santa Rita, L'Umanità, Iof e Humanitas del gruppo Pacucci, Porcelli Rosa, La Cattolica, Funeral Center e Funeral Service e Abatantuono-Mitola). Il sistema era noto: gli infermieri necrofori, contattavano le aziende, comunicando loro il decesso dei pazienti o la presenza, nelle strutture sanitarie, di famiglie che non avevano ancora scelto l'impresa per l'organizzazione del funerale. E per ogni segnalazione ricevevano dai 250 ai 650 euro. Ma i dipendenti degli ospedali, finiti ai domiciliari, facevano anche di più: consigliavano ai parenti delle vittime le agenzie, dicendo di fare presto, per accelerare la procedura. Una vera e propria "opera di sciacallaggio" secondo il gip, perché gli imprenditori e gli infermieri non esitavano neanche a fare pronostici sulla morte dei malati terminali per neutralizzare la concorrenza delle altre imprese. Le aziende, coinvolte nell'inchiesta, agivano quasi in regime di monopolio. Per ogni ospedale della città (come conferma la contestazione di associazione a delinquere) c'era una o più aziende di riferimento. Emblematico il caso del Di Venere dove per imporre la ditta di Rosa Porcelli dalla quale era stato assunto si scomodò anche il boss del quartiere Antonio Di Cosola. Accompagnato dai suoi uomini, il 19 ottobre e il 21 novembre del 2006, chiese chiarimenti agli infermieri necrofori sul perché avessero chiamato per l'organizzazione di un funerale un'altra ditta. "Se non chiamate la Porcelli scoppia la guerra" disse il boss. Da ieri mattina Antonio Di Cosola è di nuovo in carcere. Con lui dietro le sbarre sono finiti anche Rita Porcelli e il marito Pellegrino Laberllarte. Agli altri trenta sono stati concessi i domiciliari. Nell'inchiesta che conta 51 indagati è coinvolto anche un chirurgo del Policlinico, Donato Santobuono: si sarebbe appropriato di materiale sanitario (come guanti di lattice e confezioni di cotone), conservati nell'obitorio. Al medico è stato imposto l'obbligo di firma.

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E l'infermiere s'attaccava al telefono "nella stanza 21 c'è uno che sta male" (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina V - Bari I verbali Così si metteva in moto l'organizzazione che addirittura sapeva chi fosse in fin di vita E l'infermiere s'attaccava al telefono "Nella stanza 21 c'è uno che sta male" Gli addetti venivano pagati anche per la vestizione dei corpi "Buttati" dicevano al telefono. Oppure: "Si mangia...neurologia, vai". Cosi si esprimevano gli imprenditori e gli infermieri necrofori, parlando dei morti, dei pazienti deceduti negli ospedali. E intanto i carabinieri del reparto operativo intercettavano. Loro, i titolari delle agenzie, si informavano. Organizzavano anche il futuro. Emblematica una telefonata, registrata il 129 settembre del 2006. A parlare è Pellegrino Labellarte (per tutti Tonio), marito di Rita Porcelli, titolare dell'agenzia di riferimento del boss Di Cosola e un infermiere della clinica Mater Dei Francesco Abbinante. F: "...E poi nel caso ti chiamo io non ti preoccupare ?". T.: "E ma non sta niente ora ?" F.:" Sta qualcuno però non sta problema". T.:"Non è robba di oggi, no? ". F.: "Può anche darsi, ci sentiamo, non ti preoccupare, va bene". T.:"Quanti ne stanno, uno ?". F.:"E ma ora al telefono dobbiamo dire tutte queste chiacchiere, bè statti bene". Pellegrino Labellarte è sempre in contatto con i suoi infermieri di riferimento, anche alla clinica San Giovanni. Vuole sapere se tra i pazienti qualcuno sta per morire. Nell'ottobre del 2006 riceve la telefonata di un infermiere. T.: "Là è successo, qualcosa ?". N.: "No". T.:"Quanti ce ne sono che stanno male ?". N.: "Male, stanno quello ed un altro nella stanza numero 21. Fai una cosa, io appena smonto ti aspetto vicino a...". T.: "Quanti ce ne sono ?". N.:"Una quindicina di pazienti...". Gli infermieri necrofori ricevevano compensi per ogni segnalazione, ma venivano pagati anche per la vestizione delle salme. Nell'ottobre del 2006 due addetti all'obitorio del Policlinico decidono di propria iniziativa di rasare la barba a due defunti, e per questo devono ricevere una dazione di denaro aggiuntivo, come spiega un operaio della Funeral Center al suo impresario. La telefonata parte dalla camera mortuaria del Policlinico. X. :(l'operaio): "Aldo, il morto di F..., di chi è ?". A.: (l'imprenditore): "Funerale Center, perché ?". X.:"No, perché la famiglia ha chiesto di fargli la barba". A.: "Eh, la famiglia ha chiesto, chi l'ha detto?". X.:"Eh, questi giù". A.:"Quelli dell'obitorio lo hanno detto, perché la famiglia non l'ha chiesto...va bene fagliela fare". X.:"Mè, va bene, ciao". A.:"E vedi ce l'ha la barba il morto?". X.:"Sì, sì, sì". A.:"Hai visto tu?". X.: "Ho visto, sì... senti pure a quell'altro...". A.: "Sì...sta senza barba quello...l'altro è donna che dobbiamo fare, pure a quella devono fare la barba?". X.:"Mè, va bene". (g.d.m.).

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Camorra, la compagna al boss "fai come me, devi pentirti" (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Cronaca Napoli, appello di Anna Carrino. Con le sue rivelazioni già 52 arresti Camorra, la compagna al boss "Fai come me, devi pentirti" NAPOLI - "Messaggera" di ordini, ma anche parte attiva del clan. Compagna del boss dei Casalesi, Francesco Bidognetti, oggi pentita. Anna Carrino, ha deciso di voltare le spalle al suo passato e alla camorra. E dopo che, anche grazie alle sue rivelazioni, neanche una settimana fa, sono state eseguite 52 ordinanze a carico del clan dei Casalesi, oggi è andata oltre. Si è rivolta proprio a lui, a Bidognetti: "Pentiti, la camorra deve essere sconfitta". Ai microfoni del Tg1 e del Tgr Campania, la Carrino ha parlato del compagno, dei suoi figli e di una terra, Casal di Principe, in provincia di Caserta, 'quartiere generale dei Casalesi, che bisogna lasciare, subito". Perchè solo così "è possibile avere un futuro e darlo ai propri figli". A Casal di Principe, racconta la Carrino, "la maggior parte dei giovani, i miei stessi figli, non capiscono quale è il bene e quale il male". Carrino ha voltato le spalle al suo passato nel novembre scorso. E' scappata a bordo di un'auto di lusso. E oggi, come quel giorno, ha paura: di Bidognetti e dei figli che lui ha avuto da un precedente matrimonio. "Ho paura che mi uccidano", ammette. Del resto, ricorda Anna, "un clan non può mai accettare che una donna tradisce il suo uomo che sta in carcere". Poi, un appello: a Gianluca, a Teresa, a Katia, i figli suoi. "Se ho fatto questa scelta non l'ho fatta solo per me stessa ma anche per voi - dice - perchè dove state non è un paese che vi può dare quello che volete nella vita". "I soldi non sono niente nella vita - aggiunge - la vostra felicità è crescere i vostri figli in un ambiente diverso, dove possono avere un futuro".

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Ed emma porta a roma il "quarto capitalismo" del nord (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Economia La neo-leader sceglie per la sua squadra le medie imprese Ed Emma porta a Roma il "quarto capitalismo" del Nord "Sono queste le aziende che hanno permesso la rimonta del Paese" ROMA - Emma Marcegaglia porta a Roma il nuovo capitalismo del Nord composto da medie imprese che si sono ristrutturate, che si sono ingrandite, che hanno innovato, pur operando spesso in settori cosiddetti maturi. E che ora competono sugli agguerriti mercati internazionali, nonostante il super-euro, nonostante un sistema-paese ingolfato e declinante, nonostante la crescita più bassa d'Europa. Sono le imprese del "quarto capitalismo", secondo la felice espressione coniata da Giuseppe Turani. "Quelle aziende - per dirla proprio con le parole del prossimo giovane leader della Confindustria - che hanno fatto la rimonta italiana". Quella che spiega il boom dell'export nell'ultimo anno. Sono almeno quattromila imprese, con circa 600 mila dipendenti, e un fatturato nel 2005 di quasi 145 miliardi di euro nel 2005, stando all'ultima indagine di Mediobanca-Unioncamere. E con il "quarto capitalismo" in Viale dell'Astronomia finisce in un cono d'ombra "il capitalismo di relazione", tipicamente italiano, fatto di rapporti personali, di patti di sindacato, di legami pericolosi tra finanza e industria. Ci sono nuovi nomi nella squadra della prima donna al vertice della Confindustria, ma poco blasonati. Una nuova "nomenklatura", secondo l'idea della Marcegaglia, nella quale non si disdegna affatto il ruolo e la tradizione del capitalismo familiare: da Edoardo Garrone, presidente della Erg, alla stessa Marcegaglia, il cui gruppo è sempre stato testardamente tenuto lontano da Piazza Affari. C'è, allora, Cesare Trevisani, amministratore delegato del Gruppo Trevi, quotato in Borsa, leader mondiale nell'ingegneria del sottosuolo, presente in 80 paesi, con un fatturato superiore agli 800 milioni nel 2007. C'è il rodigino Antonio Costato che guida il primo gruppo molitorio italiano e il terzo in Europa. Lo stesso Alberto Bombassei con i freni di altissima qualità marchiati Brembo appartiene a questa nuova cultura imprenditoriale. Quella che ha accettato la sfida della globalizzazione ma resta ancorata alla realtà locale, e agli interessi, da cui proviene. Un conflitto, tra localismo e globalizzazione, ben descritto - sostiene la giovane presidente degli industriali - dall'ultimo libro di Giulio Tremonti. E che, in fondo, può spiegare anche il clamoroso successo elettorale del Carroccio. "Non credo - dice - che il successo della Lega sia una reazione solo protezionistica. Penso che risponda anche alla necessità di larghe fasce sociali di rivendicare una questione di territorialità". Un dilemma che, in fondo, proprio quegli industriali di "nuovo conio" che dovrebbero segnare la nuova stagione confindustriale, hanno provato ad affrontare e superare. Dice ancora Marcegaglia: "Per noi imprenditori è abbastanza immediata la comprensione di questo fenomeno perché molte delle imprese che noi rappresentiamo sono proiettate sui mercati internazionali, ma anche fortemente radicate nei loro territori". Dunque, proprio come la Lega "che fa del territorio uno dei suoi asset fondamentali". Insomma: il territorio per provare a vincere sul mercato mondiale. Per questo diventa decisivo il fattore umano, la valorizzazione dei lavoratori. L'insistenza della Marcegaglia sul versante delle relazioni industriali, averle messe al primo posto tra le priorità, si spiega soprattutto in questa logica. Perché quelle medie imprese del "quarto capitalismo" sono anche quelle che hanno un livello superiore di forza lavoro, nelle quali è accresciuto il peso dei tecnici che via via finiscono per comporre quasi una nuova identità dei vecchi "white collars". Dunque vanno pagati meglio, con i premi individuali oppure con i contratti collettivi purché la si finisca "con i riti estenuanti e inconcludenti" e si colleghino gli incrementi retributivi all'aumento della produttività. Per chiudere la stagione del "fordismo" sindacale, quello dei rappresentanti dei lavoratori ma pure della vecchia Confindustria. "Perché anche noi dobbiamo cambiare", chiude Marcegaglia. (r.ma.).

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"così uccideremo roberto saviano" rap-shock sulla camorra stasera in tv - (segue dalla prima pagina) carlo moretti (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Spettacoli "Così uccideremo Roberto Saviano" rap-shock sulla camorra stasera in tv Lo scrittore ad "Annozero" con la voce degli Almamegretta Lucariello, voce degli Almamegretta è nato e cresciuto a Scampia Il brano si ascolterà il 29 aprile a Radio Deejay all'interno di "BSide" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CARLO MORETTI Ma tutto accade nel modo più crudo tra i tanti possibili, perché nel testo di Cappotto di legno scritto da Lucariello e supervisionato da Saviano, si descrive l'omicidio dell'autore di "Gomorra" per mano di un camorrista. Sull'isola in cui trascorreva le vacanze, per una volta libero di muoversi senza scorta, l'autore di "Gomorra" ascoltava le canzoni del rapper napoletano. In quei brani ci sono le stesse facce, gli stessi luoghi, le stesse atmosfere del suo libro. Lucariello, nato e cresciuto a Scampia, racconta storie ambientate nei vicoli napoletani, sul litorale Domizio, nel casertano, in quel villaggio Coppola diventato tristemente famoso anche grazie alle pagine del libro di Saviano. Di qui la decisione di contattare il cantante, dicendosi disponibile a collaborare con lui, suggerendo immagini e versi, e aggiungendo anche qualche consiglio musicale. Così è nato il rap intitolato Cappotto di legno in cui tra l'altro si ascolta la voce di Nicola Schiavone, padre del camorrista di Casal di Principe Sandokan, il quale intervistato dai telegiornali parla di Saviano come di "un buffone". Il protagonista della canzone è un giovane camorrista che alla guida di una moto va a cercare la sua vittima: "Su una fotografia a colori gli occhi di un bravo ragazzo, dicono che sia un buffone", dice a un certo punto, rendendo palese la sovrapposizione di Saviano con la vittima designata. Il titolo della canzone è un'idea dell'autore di "Gomorra", così come la frase "cappotto di legno prima delle botte in petto", dove il cappotto di legno è l'immagine usata nel gergo camorristico per indicare la bara, un'immagine che qui viene però usata per descrivere una sensazione di costrizione e insieme di tragica attesa. Per il resto, il testo è stato scritto da Lucariello: "L'idea di descrivere il suo omicidio è stata mia e lui l'ha accettata. Roberto mi ha fornito gli input necessari, in termini di immagini e informazioni, un ruolo direi quasi "giornalistico", e poi è stata fondamentale la sua supervisione e approvazione su quanto era stato fatto: gli è piaciuto l'impatto emozionale della canzone", spiega. Stasera Lucariello sarà ospite della trasmissione "Annozero" dedicata alla camorra, con un'inchiesta a Casal di Principe, per parlare della canzone e per farne ascoltare un estratto, e nello studio il rapper incontrerà per la prima volta Roberto Saviano, anche lui ospite di Santoro. La canzone Cappotto di legno, su una base di musica minimalista scritta dal compositore Ezio Bosso, si ascolterà poi in versione integrale e accompagnata da un quintetto d'archi il 29 aprile a Radio Deejay, all'interno del programma condotto da Alessio Bertallot "B-Side". "Con Ezio Bosso continueremo questa collaborazione" continua Lucariello, "ci piace l'idea di mettere assieme due mondi lontani, quello della strada e quello della musica classica contemporanea, sempre però mantenendo ognuno la sua specificità e senza compromessi. Pensiamo di fare un album, magari anche con la collaborazione di Roberto, che con il suo libro e la sua testimonianza ci ha dato coraggio: noi da ragazzini non potevamo neanche nominare i camorristi, come se anche i muri avessero orecchi. Anche a noi ragazzi napoletani, "Gomorra" ci ha liberato e ridato la voce".

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Se lo stato sociale diventa un nemico - nadia urbinati (segue dalla prima pagina) (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Cultura SE LO STATO SOCIALE DIVENTA UN NEMICO NADIA URBINATI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) uesti dati hanno provocato una giustificata cascata di commenti e interpretazioni. Autorevoli opinion maker e uomini pubblici si sono improvvisati filosofi della storia per dare un tono di fatale verità alle loro dichiarazioni: il mercato ha sconfessato Karl Marx dimostrando che imprenditori e operai hanno gli stessi interessi perché hanno gli stessi avversari; gli avversari sono lo stato che tassa e mette regole ma che nel contempo non riesce a controllare le frontiere. E nemmeno a tener fuori prodotti e manovalanza a basso costo; e infine e soprattutto lo stato sociale che con le sue politiche dei servizi sociali è reso colpevole di debilitare la solidarietà locale e le reti comunitarie di sostegno ai bisognosi. Il messaggio che viene dalla cascata di voti rastrellati dalla Lega Nord anche in regioni di consolidata tradizione socialdemocratica come l'Emilia-Romagna, sarebbe dunque questo: il mercato deve riportare lo stato alla sua vocazione originaria, quella che aveva prima della formazione dello stato-nazione e della conversione bismarkiana dei governi europei; deve tornare ad essere un sistema coercitivo che si occupa esclusivamente di difendere diritti civili di base e che investe le proprie risorse nella sicurezza dei cittadini e nella difesa delle frontiere. Lo stato non deve più occuparsi di giustizia sociale e di ridistribuzione della ricchezza tra i "figli uguali della nazione", come èstato costretto a fare negli anni della ricostruzione del dopo guerra. Non deve più essere ostaggio delle illusioni socialdemocratiche per la ragione assai semplice che non c'è alcun problema di ingiustizia sociale a cui rimediare, ma solo la sfortuna e la disgrazia del bisogno: piaghe fatali che l'umanità ha ereditato dalla caduta di Adamo ed Eva e che la carità del buon samaritano può curare molto più umanamente di uno stato dispensatore di servizi di cittadinanza. Questa è la lezione filosofica che ci viene dalle recenti elezioni. Comunitarismo e liberismo sono naturalmente alleati, soprattutto quando, come in questo scorcio di modernità, le coordinate tradizionali della politica (gli stati nazione) non sono in grado di far fronte ai rischi e alle sfide della mondializzazione. Ma contrariamente ai vaticini dei filosofi d'occasione, Marx aveva visto giusto. Il suo Manifesto è l'earthlink del nostro tempo, una lente che zumma dal pianeta alle sue periferie e viceversa, dandoci immagini nitide di come siamo. Ci fa vedere come l'integrazione globale dei mercati stia insieme a un ricompattamento comunitario locale; come l'espansione a macchia d'olio delle metropoli si affianchi a periferie selettive e chiuse (i sobborghi americani creati ex novo e protetti come cittadelle medievali, con cancelli, guardiani e visti d'ingresso); come la diffusione planetaria di una cultura di massa e di una lingua (quella inglese) si integri alla rinascita di linguaggi e culture locali, spesso permeabili solo a chi li pratica quotidianamente (come molti cartelli stradali nei villaggi e nelle campagne del Nord-Est). In questa schizofrenia le solidarietà trasversali, per intenderci quella cultura etica universalista sulla quale la "classe operaia" aveva definito la propria identità e lo stato sociale le proprie politiche di giustizia, appaiono inattuali, inefficaci, e perfino tirannici. La libertà contro lo stato sociale (non contro lo stato gendarme) è la sola forte libertà che le destre liberiste-comunitarie esaltano e vogliono proteggere. Se le questioni sociali sono questioni di povertà e carità volontaria non più di giustizia sociale, la classe operaia non ha più senso di esistere. Essa non è altro che una fascia di basso reddito misurata dalle statistiche, l'insieme delle famiglie povere o a rischio di povertà, gente (non classe) che arranca a fine mese su bollette e debiti, che si ciba a costo quasi zero della cultura pop-global televisiva, che si sente pericolosamente tallonata dall'immigrato low-cost e si fa razzista. Si fa alleata di quegli imprenditori che vogliono le frontiere chiuse ai beni cinesi e indiani. Una prova di questa trasformazione ci viene ancora una volta dagli Stati Uniti, che per la loro enorme geografia sono stati a buon diritto un laboratorio del globale-locale fin dai primi del Novecento; qui la classe operaia non è mai riuscita a costruire una solidarietà universale-nazionale proprio perché l'immigrazione permanente ha reso impossibile conquistare e difendere regole e diritti sociali a protezione dei lavoratori. Il mercato del lavoro come uno stato di natura dove il vicino è un potenziale nemico, non un alleato di classe. Dunque, una storia globale, non italiana. Una storia globale che mostra però i propri effetti laddove le persone vivono: nelle città e nei paesi, non nel generico globo. La politica dei "muri" che la caduta del muro di Berlino ha generato esemplifica molto bene questa storia. Muri sono in costruzioni in molti luoghi del mondo: per dividere stati e popoli, ma anche quartieri di una stessa città come a Padova, dove gli italiani hanno in questo modo cercato di "proteggere e separare" se stessi dai vicini residenti di origine extra-Europea. Se il muro di Berlino doveva bloccare il diritto di uscita ai sudditi della Germania comunista, questi nuovi muri protezionistici dovrebbero ostruire l'entrata ai migranti o rendere la loro vicinanza invisibile o meno visibile. I muri anti-immigrazione, come quello spettacolare che la California ha costruito sui confini con il Messico, sono un modo molto concreto per dire che coloro che li innalzano pensano che potranno preservare i loro piccoli e grandi privilegi se e fino a quando solo loro ne godranno. Mettono in evidenza una delle più stridenti contraddizioni che affliggono le nostre affluenti società democratiche: quella tra una cultura raffinata che condivide valori universalistici e cosmopolitici e che resta comunque una minoranza (spesso snob), e una diffusa cultura popolare che mentre si appaga del consumismo globale è atterrita dalla globalizzazione, teme fortemente l'incertezza economica e sviluppa un attaccamento parossistico ad un benessere che appare sempre più risicato, fragile e temporaneo. Come si legge nel troppo poco letto Manifesto di Marx, alla crescita inarrestabile di un'uniformità globale si affianca la crescita di un'evidente resistenza del locale: nascono nuovi nazionalismi, il razzismo, la nostalgia per comunità pre-moderne come il borgo e le chiese. E a questi parossismi una parte dell'impresa capitalistica (quella piccola e media) ha un naturale interesse ad allearsi perché il mercato globale è una bestia selvaggia contro la quale trova altro rimedio se non il vecchio stato poliziotto. La classe operaia è un anacronismo, dunque, ma non perché non c'è più diseguaglianza di potere e c'è comunanza di interessi, ma perché questa diseguaglianza è stata tradotta in termini morali e apocalittici: una questione di sfortuna, di migrazioni bibliche, di scenari finanziari in permanente rischio di crollo. In questo panorama, il linguaggio della politica e del riformismo appare inefficace e fuori posto mentre quello populista avvince e unisce. Eppure, gli esseri umani non dispongono che di ragione pubblica e linguaggio politico per governare le loro società in modi civili e senza rinunciare a limitare le ragioni di sofferenza e dare a tutti la possibilità di vivere con umana decenza e dignità.

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Anticipo di leghismo (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Anticipo di leghismo Maria Novella Oppo È QUASI INCREDIBILE che tra i due sfidanti al Comune di Roma, gran parte dello scontro, andato in onda nel corso di Ballarò, si sia svolto su criminalità e immigrazione. Incredibile perché non risulta che Roma sia più violenta di altre metropoli, né tantomeno di Milano, governata come noto dal centrodestra. Ma è ancora più incredibile che la destra faccia campagna elettorale contro l'integrazione proprio a Roma, città che è nata ed è cresciuta dalla mescolanza di popoli. Tanto che, già nel 212 dopo Cristo, Caracalla concedeva la cittadinanza romana a tutti quelli che si trovavano non dentro l'urbe, ma entro i confini di un impero sterminato. Anche a coloro, ed erano tanti, che vi erano entrati in armi. Forse pure a qualche avo di Alemanno, visto il cognome che porta. Il candidato della destra, infatti, qualche motivo per portare la croce celtica e farsi venire la bava alla bocca parlando di romeni, deve averlo avuto in testa anche prima di conoscere Umberto Bossi. Si vede che nel suo essere fascista c'era già un anticipo di leghismo. FRONTE DEL VIDEO.

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Visco: il fallimento Alitalia è tutta colpa dei leghisti (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Visco: il fallimento Alitalia è tutta colpa dei leghisti di Bianca Di Giovanni/ Roma "Cominciamo dall'inizio, altrimenti non si capisce nulla". Il viceministro uscente Vincenzo Visco vuole raccontarla tutta questa "storiaccia" Alitalia. Che altro non è che "l'apologo dell'Italia di oggi, del suo declino - spiega nel suo ufficio di Piazza Mastai che sta per lasciare - In Alitalia si ritrovano condensate tutte le irresponsabilità, le ottusità, il provincialismo, le strumentalizzazioni politiche di un Paese che non sa più distinguere l'interesse a breve da quello a lungo termine". Una storia iniziata il giorno dopo il suo insediamento al Tesoro all'epoca del governo Amato, con l'addio traumatico della Klm ("era il 28 aprile 2000", ricorda Visco) e finita il giorno prima dell'uscita di scena del secondo governo Prodi con l'adieu di Jean-Cyril Spinetta. Insomma, dieci anni di declino aziendale intrecciato a capovolgimenti di fronte, a ribaltoni politici. Così Visco srotola nel giro di un'oretta tutte le pieghe di una crisi annunciata, che a questo punto non lascia intravedere altro che esiti molto più dolorosi di quello prospettato da Air France. "Aver perso l'ultima occasione è un altro colpo autolesionistico di questo Paese", dichiara. I colpevoli? Il "peccato originale" è proprio del mondo politico legato a Berlusconi e alla Lega, che prima ha fatto fallire il progetto Klm, poi quello Air France nel nome di un nordismo che non esiste. "Malpensa? Ci hanno costruito intorno dieci aeroporti pur di non usarla", accusa Visco. E il sindacato? "Anche loro colpevoli e irresponsabili". Molte colpe ce l'ha il Sult, che proprio Maroni ha legittimato al tavolo con l'azienda nonostante il fatto che non avesse firmato nessun accordo. Ma sull'onda di scioperi selvaggi in piena estate il leghista barricadero gli ha spianato la strada. Alla faccia degli utenti lasciati a piedi. "In ogni caso il sindacato esce perdente: non fare gli accordi è sempre un fallimento per il sindacato - spiega il viceministro - Aggiungo un'altra cosa: di ristrutturazioni aziendali se ne sono fatte molte, con numeri anche più pesanti di quelli prospettati da Air France. Non è che quando tocca ai metalmeccanici si può fare tutto, e quando tocca ad altri non si può fare niente? È intollerabile che tutti tirino sempre la corda fino alla fine: questo dimostra l'impazzimento totale e la mancanza di prospettive". Il governo? Responsabile di nulla? "Il governo ha fatto quello che poteva nella situazione data. Alitalia è l'ultima polpetta avvelenata che ci ha lasciato Berlusconi. Quando siamo arrivati l'azienda era già tecnicamente fallita dopo 5 anni di assoluta deriva". In effetti nel 2005 cronache velenose raccontano di un Bonomi appassionato di equitazione che fa sponsorizzare Piazza di Siena da un'Alitalia esangue. Nulla da recriminare sulla gara? "A dire la verità all'inizio io e Enrico Micheli avevamo immaginato una soluzione come quella adottata in passato per l'acciaio, con la Finsider. Cioè, avviare una liquidazione volontaria con una "bad company" in cui scaricare debito e altri problemi, e una newco da rilanciare. A quel punto si sarebbe potuto fare un'alleanza migliore. Ma l'ipotesi non era percorribile con una maggioranza così segmentata. In queste condizioni il governo non poteva fare scelte radicali. A quel punto si è aperta la gara". Molti vi accusano di gara truccata, anche i sindacati. "Chi dice questo non deve far altro che sporgere denuncia. Il premier e il ministro del Tesoro potranno difendersi a dovere". A questo punto quali sono le prospettive? Lufthansa può farsi viva? "Io credo proprio di no, e vi spiego molto chiaramente perché. Lufthansa ha già comprato Swissair e Sabena quando erano fallite, pagando meno. Perché dovrebbero fare diversamente per Alitalia? Il consiglio di sorveglianza ha detto chiaramente che non sono interessati". L'Aeroflot? "Aeroflot? Ma di che parliamo? Quello è stato solo un teatrino. Aeroflot ha meno aerei di Alitalia e non ha alcuna connessione internazionale. Non essendo europea farebbe anche perdere ad Alitalia i diritti di volo comunitari". Anche AirOne ha meno aerei "Infatti anche AirOne non ha il fisico per acquistare Alitalia. Che la cordata italiana sia ancora tutta da costruire lo dimostra proprio il fatto che lo stesso Berlusconi ha insistito per avere più risorse. Vuol dire che non c'è nulla di pronto: evidentemente non hanno una risposta. Ora non vedo altro che soluzioni molto peggiori. E questo è un vero dramma, perché l'Alitalia era un'impresa bellissima". La Lega parla esplicitamente di commissariamento "Sono davvero sbalordito. Prima non volevano Malpensa, adesso addirittura parlano di commissariamento. Non si risolvono i problemi di un'azienda con il populismo". Come non volevano ? "Certo che non la volevano. È così: ecco perché dico che bisogna sapere tutta la storia dall'inizio. Dieci anni fa in Lombardia di Malpensa si diceva: la vuole Prodi, la vuole Prodi. Per dire che non la volevano loro. Quando Klm se ne andò fu un fulmine a ciel sereno. Avevano già deciso la governance, l'intesa era praticamente fatta. Sarebbe nato un colosso, con Malpensa come hub principale e Schiphol e Fiumicino come aeroporti di collegamento. Era un grande progetto industriale, che ci avrebbe consentito di trattare poi con Parigi da una posizione di forza. Gli olandesi, che già si fidano poco di noi (si pensi all'ingresso nell'euro) non hanno tollerato il ritardi accumulati proprio su Malpensa. Si sarebbe dovuto chiudere Linate, ma non si fece. L'operazione fu boicottata dagli stessi milanesi che ora piangono perché Alitalia lascia quella sede. La Lega cavalcò la protesta, con i sindaci del varesino che bloccavano i lavori per le infrastrutture e si lamentavano per l'inquinamento acustico degli aerei". Chiuso con Klm, si aprì la partita con Air France. "A quel punto io scelsi Mengozzi attraverso una selezione di un cacciatore di teste, come era prassi al Tesoro e come è stata prassi anche in questi ultimi 2 anni alle Finanze. Lui si orientò per Air France. Nell'aprile del 2001 ci furono dichiarazioni delle due compagnie che confermavano che l'accordo tra le due parti era giunto a buon punto. Noi uscimmo dal governo il 10 giugno: in quel momento l'intesa era ben avviata e non dico che fosse paritaria, ma molto migliore di quella che si è prospettata adesso. Il nuovo governo bloccò subito questa trattativa, sostituì Mengozzi e avviò una gestione tutta domestica, politicamente orientata. È vero che in quel periodo ci fu una crisi collegata all'11 settembre. Ed è anche vero che l'esplosione delle low cost rappresentava un problema non secondario per Alitalia. Ma i due fenomeni erano mondiali: solo la compagnia italiana non riuscì a reagire. Alla fine lo stesso Silvio Berlusconi fu costretto a chiamare un tecnico e scelse Giancarlo Cimoli. Il quale non è riuscito a fare nulla". Perché non avete mandato subito via Cimoli? "Era davvero irrilevante: l'azienda era già tecnicamente fallita. A questo punto la cosa molto preoccupante mi sembrano i motivi che hanno spinto Air France a ritirarsi. Tra questi anche le prospettive dell'economia mondiale, i venti di crisi in arrivo. In questa situazione per Alitalia è ancora più difficile sopravvivere".

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Stai consultando l'edizione del A A2A43452,242,250,40-27,4786582,203,120,07007030,24 Acea2367912,231... (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del A A2A43452,242,250,40-27,4786582,203,120,07007030,24 Acea2367912,2312,290,62-13,8720911,3914,430,54002604,35 Acegas-Aps105765,465,41-2,36-17,36165,346,980,3000300,29 Acotel14795076,4176,651,42-8,143353,1183,180,4000318,63 Acq. Potab.55162,852,830,21-16,961092,363,430,1000102,57 Acsm29491,521,52-0,13-16,91131,221,830,020071,38 Actelios142307,357,350,579,56765,997,690,1000497,38 Aedes39252,032,02-0,25-40,593831,563,410,2500206,29 Aeffe33631,741,73-1,31-34,001621,712,63-186,49 Aem To36111,871,86-0,11-27,324611,872,590,06001365,40 Aem To w088000,410,41-1,69-46,61120,410,80-- Aerop. Firenze3252716,8016,920,48-6,82016,6518,030,0630151,77 Aicon26431,371,36-1,09-35,8610551,242,13-148,78 Alerion12490,650,64-2,23-8,3012380,550,710,0050258,19 Alitalia11610,600,60-3,31-24,1829580,230,790,0413831,33 Alleanza162058,378,400,39-4,9425317,848,800,50007085,31 Amplifon36001,861,86-1,38-46,734141,823,570,0350368,86 Anima39692,052,06-2,18-5,091131,602,160,1520215,25 Ansaldo Sts188969,769,782,6012,825937,179,760,2000975,90 Arena1260,070,07--49,5328300,050,150,041350,92 Ascopiave29801,541,540,65-8,45771,431,820,0850360,76 Astaldi100035,175,210,270,213124,025,430,0850508,46 Atlantia3990720,6120,72-0,96-19,65205018,6325,650,620011782,98 Auto To-Mi2223811,4811,42-0,64-23,3524711,2314,990,40001010,68 Autogrill180009,309,30-0,31-19,0418749,3011,570,40002364,90 Azimut H.139247,197,311,54-19,1013156,028,890,20001043,97 B B. Bilbao Viz.2741214,1614,11-1,19-15,88012,8516,83-- B. Carige47422,452,470,32-25,638212,253,290,07503954,37 B. Carige risp49322,552,57--20,8502,323,250,0950446,41 B. Desio122936,356,34-3,85-10,702766,027,110,0955742,83 B. Desio r nc126246,526,42-2,02-6,8605,987,000,115086,08 B. Finnat15660,810,810,58-7,49600,650,870,0130293,42 B. Generali106195,485,510,31-19,102094,626,780,1000610,44 B. Ifis1957210,119,97-0,1912,88737,9110,520,3000315,72 B. Intermobiliare99375,135,10-0,64-27,91204,867,120,2500798,75 B. Italease137927,127,141,97-24,9128434,839,490,78001199,54 B. Popolare2356112,1712,26-0,73-19,35401410,4315,090,83007793,38 B. Profilo26971,391,39-0,14-27,33281,321,920,1470177,43 B. Santander2596213,4113,38-0,92-8,07811,1814,590,1229- B. Sard. r nc2851014,7214,70-0,16-11,32113,8916,600,520097,18 B.P. Etruria e L.151767,847,85-1,54-16,56827,169,390,3000422,75 B.P. Intra2147111,0911,040,66-1,6079,5411,370,1000624,21 B.P. Milano156068,068,10-0,06-12,1643486,979,180,35003345,18 B.P. Spoleto147357,617,600,03-17,8716,919,270,4100166,50 BasicNet34371,771,77-1,89-14,871461,472,290,0930108,26 Bastogi5210,270,27-1,72-17,813310,240,33-181,82 BB Biotech9214747,5947,14-0,78-7,48045,9452,800,5439- Bca Ifis w0864853,353,21-7,0727,00211,623,64-- Bco Popolare w107880,410,41-2,43-38,314530,320,66-- Beghelli18200,940,93-1,15-18,321220,871,180,0150188,02 Benetton155668,048,030,20-32,833708,0011,970,37001468,56 Beni Stabili13900,720,72-0,43-3,9625030,610,780,02401375,11 Bialetti23821,231,242,39-25,4101,171,65-92,25 Biesse2552013,1813,20-2,401,606811,2414,650,3600361,04 Boero5324727,5027,50-7,42021,2029,500,4000119,36 Bolzoni54432,812,82-1,19-27,16112,753,860,100072,64 Bon. Ferraresi7121636,7836,80-1,103,55128,0237,110,0800206,89 Brembo166488,608,51-2,03-21,624878,6010,970,2400574,21 Brioschi7420,380,38-1,73-21,051910,350,490,0038276,76 Bulgari139617,217,281,60-24,2734936,809,520,29002165,12 Buongiorno Spa34141,761,77-1,61-13,492191,532,19-187,50 Buzzi Unicem3290516,9917,050,39-9,4398614,4018,760,40002809,94 Buzzi Unicem r nc2152911,1211,180,52-11,101139,2312,510,4240452,68 C C. Artigiano53312,752,810,43-6,55412,643,050,2130784,03 C. Bergam.5868830,3129,94-0,434,23425,3830,721,05001870,94 C. Valtellinese151447,827,891,01-13,653227,719,090,40001255,96 Cad It178199,209,20-1,02-9,0338,9810,120,290082,64 Cairo Comm.49632,562,55-1,51-40,12422,304,324,0000200,79 Caltagirone99745,155,15-1,47-15,9714,656,130,0800618,74 Caltagirone Ed.76043,933,900,67-11,79293,644,450,2000490,88 Cam-Fin.20041,031,02-1,74-24,062451,001,400,0300380,56 Campari115365,965,96-0,55-9,707575,266,600,10001730,20 Cape Live14330,740,74--17,7800,620,90-37,59 Carraro118716,136,09-1,06-10,69664,436,870,1250257,50 Cattolica Ass.6372332,9132,770,18-5,165226,4834,701,55001695,27 Cdc46472,402,38-2,46-32,4561,823,890,560029,43 Cell Therapeutics10090,520,52-1,89-61,899270,321,37-- Cembre109465,655,63-0,51-10,2024,966,520,220096,10 Cementir Hold115605,976,050,85-1,003585,186,370,1000949,95 Cent. Latte To52012,692,692,48-30,3812,293,860,050026,86 Chl7850,410,40-2,01-25,435540,280,54-54,42 Ciccolella37331,931,92-1,54-34,53631,723,020,0516348,01 Cir33031,711,70-0,06-32,8323801,632,540,05001349,41 Class21201,091,10--22,61380,931,430,0100112,33 Cobra90834,694,68-1,62-26,44804,276,38-98,51 Cofide13270,690,68-3,40-36,909630,671,090,0150492,87 Cr Artigiano ge08-----02,392,80-- Cr Valtel w0811080,570,57-3,51-64,182500,571,60-- Cr Valtel w0920491,061,06-0,09-37,98151,051,71-- Credem163588,458,531,66-10,891737,889,480,35002385,10 Cremonini57682,982,980,1020,023062,182,980,0800422,48 Crespi13640,700,70-2,86-27,50680,590,970,035042,28 Csp27151,401,40-0,50-24,0991,291,850,050046,63 D D'Amico39872,062,07-1,10-25,561371,882,77-308,75 Dada2711914,0113,80-2,12-14,452111,3016,37-227,04 Damiani43972,272,27-0,31-38,82781,783,71-187,58 Danieli4488323,1823,30-0,269,918116,5224,530,0800947,59 Danieli r nc2901514,9814,99-0,68-5,4834812,5115,860,1007605,77 Data Service55362,862,83-0,39-36,1862,834,480,520028,64 Datalogic107605,565,50-0,09-7,0725,496,080,0600354,85 De' Longhi53272,752,770,80-27,07732,643,850,0600411,27 Dea Capital32181,661,67--21,861301,542,13-509,59 Diasorin2305911,9111,890,11-8,971910,9613,34-655,00 Digital Bros79704,124,14-0,07-20,0053,835,280,080058,08 Digital M. Techn.3886120,0720,08-0,74-42,312519,8534,79-226,89 Dmail Gr.192149,9210,211,126,04248,0311,080,100075,91 Ducati32631,691,690,0613,3226071,021,69-553,42 E Ed. Espresso43292,242,230,40-25,2912672,242,990,1700971,42 Edison30051,551,550,45-27,51126111,552,210,05008041,02 Edison r30811,591,590,13-20,89211,592,030,0800175,95 Eems55762,882,910,62-27,951052,234,00-122,41 El.En4703224,2924,25-0,66-8,96423,0027,320,3000117,18 Elica46182,382,400,13-30,20522,173,420,0400151,02 Emak90734,694,68-0,36-9,8084,305,260,1750129,58 Enel134146,936,94-0,33-14,42401106,548,200,490042852,83 Enertad51212,652,702,16-11,09462,302,980,0207250,95 Engineering I.I.4217221,7821,83-0,14-20,31120,9427,330,4800272,25 Eni4701324,2824,340,66-2,962788121,0825,611,250097250,11 Enia175259,059,02-0,90-22,38589,0511,66-972,98 Erg2804514,4814,745,4610,7530469,7714,490,40002177,23 Ergo Previdenza78904,084,112,392,28563,124,260,1740366,75 Esprinet130606,756,82-0,58-18,621905,588,290,1400353,47 Eurofly24461,261,26-2,32-38,564931,032,06-30,92 Eurotech93544,834,880,54-3,155713,944,99-169,11 Eutelia39022,021,98-2,75-40,872791,663,41-131,82 Everel Group5300,270,27-0,90-30,73340,250,400,051626,71 Exprivia30441,571,590,70-16,781851,231,98-53,33 F FastWeb3789519,5719,64-0,31-21,5310517,8625,673,77001556,05 Fiat2581613,3313,541,65-24,684869512,1517,700,400014562,94 Fiat priv1965110,1510,310,90-30,553159,1814,610,40001048,31 Fiat r nc1988510,2710,18-0,95-30,0427749,3514,680,5550820,70 Fidia176989,149,104,6413,555046,109,470,140042,96 Fiera Milano136997,087,120,0149,044063,7710,220,3000239,78 Fil. Pollone11200,580,56-0,49-21,31150,540,760,05006,16 Finarte C.Aste8980,460,46-2,93-13,7990,430,540,036223,24 Finmeccanica4174621,5621,670,56-1,19315718,4822,030,35009167,30 FMR Art'é136537,057,01-1,59-11,9126,198,000,400025,24 Fondiaria-Sai5063326,1526,26-0,72-6,7131225,1129,691,00003274,59 Fondiaria-Sai r nc3289516,9916,96-1,57-12,1821916,4519,881,0020735,80 Fondiaria-Sai w08107445,555,61-0,88-12,9705,446,71-- FullSix71163,673,63-1,49-40,2183,616,15-41,10 G Gabetti Prop. S.35451,831,82-0,05-19,2331,672,270,070096,12 Gasplus145847,537,41-1,628,56166,488,170,0950338,26 Gefran90374,674,65--9,9704,285,180,250067,20 Gemina15630,810,80-2,76-32,30101000,811,200,10001185,64 Gemina r nc17430,900,90--18,9200,901,110,12003,39 Generali5572628,7828,78-0,59-6,19642626,8531,430,750040580,24 Geox172528,918,98-0,01-34,4920858,8513,600,24002309,15 Gewiss72963,773,75-1,42-21,9963,344,830,1000452,16 Grandi Viaggi24551,271,27-0,63-16,74261,161,520,030057,06 Granitifiandre133586,906,97-0,37-20,11136,778,640,1200254,32 Greenergycapital130,010,01--261680,010,01-5,04 Gruppo Coin82584,264,25-0,72-22,51303,825,50-563,57 Guala Closures78794,074,101,29-5,928113,444,330,0880275,16 H Hera45582,352,35-2,61-22,5429552,353,040,08002431,06 I I. Lombarda3050,160,161,7223,4944730,100,16-647,41 Ifi priv3284716,9617,221,46-26,2124915,5622,990,63001302,86 Ifil99165,125,171,15-19,2519924,516,340,10005318,74 Ifil r nc86764,484,44-1,53-23,32893,925,840,1207167,51 Ima2502612,9312,96-0,38-8,355312,2014,120,6500440,74 Imm. Grande Dis.42952,222,252,607,157061,752,520,0350685,91 Immsi17050,880,88-3,33-32,1214900,881,300,0300302,15 Impregilo74043,823,850,13-16,8039302,514,600,03001535,24 Impregilo r nc157818,158,15--13,6707,559,440,040413,17 Indesit Comp.144147,447,593,14-30,246407,3810,670,3850845,87 Indesit r nc2110510,9010,90--18,29010,8013,340,40305,57 Intek10830,560,56-0,29-20,082470,550,710,0190194,48 Intek r nc19901,031,03-0,7800,901,040,217215,60 Interpump113045,845,881,19-16,74625,417,010,1800466,57 Intesa Sanp. r nc87074,504,47-0,58-9,33135983,874,960,39104193,41 Intesa Sanpaolo92284,774,80-0,06-10,48402424,225,330,380056473,92 Inv e Sviluppo Med19561,011,01--00,961,15-51,22 Invest e Svil w09540,030,03-3,11-21,1300,020,04-- Invest. e Svil.2730,140,14-1,05-19,546330,130,190,036234,12 Ipi Spa67343,483,49--6,5303,114,830,5000141,85 Irce50612,612,61-2,62-0,7602,222,820,020073,53 Isagro70543,643,63-1,22-26,34382,105,140,300063,93 It Holding12220,630,63-1,75-40,9611200,501,090,0258155,17 It Way111615,765,75-0,83-21,1625,767,360,130025,46 Italcementi2674213,8113,921,72-4,4075111,7614,450,36002446,17 Italcementi r nc1965710,1510,151,95-5,604918,0210,750,39001070,34 Italmobiliare11826761,0861,351,09-2,582653,3467,331,45001354,91 Italmobiliare r nc8670644,7844,95-0,24-7,083837,0148,191,5280731,85 J Juventus FC20741,071,080,4710,73940,761,110,0120215,86 K Kaitech6140,320,31-1,44-16,39690,230,38-28,32 Kme Group20181,041,04-1,23-29,564291,001,480,0080245,37 Kme Group rsp23781,231,23-0,40-18,86131,171,510,108623,42 KME Group w092740,140,150,07-46,3840,130,26-- L La Doria27901,441,43-1,04-13,2571,211,660,044444,67 Landi Renzo62993,253,221,6140,8810352,283,25-365,96 Lavorwash35341,831,830,166,54181,311,830,020024,33 Lazio5810,300,30-1,963,0910,250,39-20,32 Lottomatica3813319,6919,68-1,41-19,7897418,2825,010,82502993,33 Luxottica3082515,9216,300,65-25,50300414,7921,370,42007368,43 M Maffei42712,212,20-0,32-15,4802,152,630,100066,18 Maire Tecnimont69163,573,601,90-0,3114622,983,68-1151,97 Management e C13530,700,70-0,14-5,54180,660,78-381,30 Marazzi Group95714,944,90-0,10-24,379364,846,720,2300505,33 Marcolin28641,481,47-0,67-20,61111,481,860,029091,90 Mariella Burani3133116,1816,250,18-13,508615,6818,710,5200483,94 Marr130436,746,70-0,24-5,03135,977,320,3600448,11 Mediacontech127336,586,56-0,55-19,4805,788,170,600061,04 Mediaset110775,725,75-0,19-16,0771805,296,820,43006757,80 Mediobanca2562113,2313,351,07-5,93239511,7714,070,650010838,31 Mediolanum74243,833,86-0,57-29,2830283,735,420,20002796,85 Mediterr. Acque72713,753,730,30-11,73403,054,250,0400287,95 Meliorbanca48622,512,540,28-29,2932,493,570,1300317,04 Mid Ind Cap w1014520,750,757,14-23,9400,540,99-- Mid Industry Cap3870619,9919,99--9,14017,9022,00-75,97 Milano Ass88264,564,52-0,94-14,21115044,045,310,30002061,91 Milano Ass r nc87774,534,54-0,66-13,97844,245,270,3200139,34 Mirato154287,977,990,11-4,5736,818,400,3000137,05 Mittel77143,984,03-0,47-22,9153,855,170,1500262,94 MolMed40622,102,120,38-111,952,15-219,17 Mondadori103755,365,432,11-4,415774,845,610,35001390,03 Mondo TV135176,986,990,10-39,3215,5811,510,350030,75 Monrif13940,720,721,41-20,1430,640,900,0240108,00 Monte Paschi Si53652,772,79-0,57-24,2392652,643,660,17006800,41 Montefibre10340,530,541,52-8,786740,450,630,030069,45 Montefibre r nc9610,500,50--12,31890,440,610,044012,91 MutuiOnline79024,084,12-4,34-5,40253,154,39-161,25 N Nav. Montanari46882,422,43-0,70-10,031352,052,790,1100297,44 Negri Bossi8770,450,45-0,57-44,23300,430,810,040019,95 Negri Bossi w102830,150,152,53-42,43280,120,26-- Nice57002,942,940,99-20,35352,903,700,0730341,50 O Olidata16230,840,84-1,03-16,831090,751,060,044028,51 Omnia Network29781,541,51-0,79-26,203080,952,10-39,89 P Panariagroup I.C.63533,283,30-0,06-25,5722,994,410,1900148,81 Parmalat40842,112,121,53-20,482119522,112,650,15903516,75 Parmalat w1523471,211,220,58-27,03381,201,66-- Permasteelisa2640713,6413,640,64-2,022710,6414,410,3000376,41 Piaggio28171,461,46-2,47-37,5541841,462,330,0300576,24 Pininfarina140177,247,22-0,50-46,95296,9214,800,340067,45 Pirelli & C r nc11550,600,600,55-4,782230,550,640,036480,40 Pirelli & C R.E.3711119,1719,383,01-25,2626919,1727,432,0600816,42 Pirelli & C.10180,530,532,77-10,45392880,490,590,02102751,06 Poligr. Ed.12320,640,64-0,08-42,84360,631,110,263483,98 Poligrafica S.F.2663113,7513,85-0,10-16,20212,6617,860,361516,42 Poltrona Frau25071,291,300,54-39,741491,032,150,0150181,30 Polynt69963,613,610,983,263843,473,650,0900372,86 Premafin28331,461,47-0,07-24,972951,461,950,0150600,33 Premuda24631,271,26-1,25-21,242521,181,620,0600179,05 Prima Ind.5710129,4929,560,99-0,41520,7232,480,6500135,65 Prysmian2962715,3015,541,34-6,22137112,4616,320,41702761,28 R R. Ginori 17357750,400,41--00,400,400,0530111,98 Ratti7930,410,41-0,05-21,24360,350,520,051721,30 RCS Mediag. r nc31431,621,660,42-27,352901,602,230,050047,63 RCS Mediagroup43902,272,302,96-23,134202,272,950,03001660,96 RDB51722,672,68-0,15-14,96171,983,14-122,49 Recordati88554,574,601,32-26,593724,346,310,2150950,47 Reno De Medici7520,390,39-2,61-32,171180,360,580,0165146,56 Reply4443722,9523,002,047,34717,8723,940,2800208,38 Retelit4300,220,22-2,35-14,6411100,190,30-93,77 Ricchetti30341,571,591,02-6,89531,431,690,023083,91 Risanamento33281,721,731,47-52,676441,343,630,1030471,58 Roma A.S.22931,181,173,1885,3882250,561,18-156,91 S Sabaf3720519,2119,20-0,18-14,26315,9922,620,7000221,62 Sadi Serv.Ind.28711,481,48-1,72-26,03291,422,000,1500137,47 Saes G.3708319,1519,08-0,02-5,6626216,2521,041,4000292,48 Saes G. r nc3047515,7415,64-1,11-10,0527013,6517,511,4160117,42 Safilo Group32511,681,69-1,92-28,2837501,682,340,0200479,18 Saipem5688829,3829,09-4,128,05609021,8430,230,290012963,98 Saipem r5475828,2828,28-0,07-0,74123,0028,490,32004,50 Saras71973,723,732,00-7,8137052,724,040,15003534,87 Sat186719,649,61-1,16-22,9209,0612,51-95,08 Save1972710,1910,24-1,19-5,3869,6812,050,4300563,80 Schiapparelli830,040,04-0,47-8,747030,040,050,015526,10 Seat P. G.2460,130,13-1,55-52,821098620,100,270,00701043,36 Seat P. G. r2700,140,14-0,64-47,572310,120,270,007618,94 Sias150047,757,77-0,03-24,771527,7510,300,30001762,90 Sirti50522,612,620,27-0,72222,162,651,0000579,14 Smurfit Sisa41632,152,15--17,4702,102,620,0100132,44 Snai71063,673,59-3,08-29,112242,875,180,0387428,75 Snam Rete Gas79814,124,141,15-4,49120863,944,640,19008063,94 Snia11910,620,600,79-13,2420850,440,710,048787,11 Snia w10520,030,03-6,32-22,0324520,020,03-- Socotherm96124,964,97-1,76-22,92934,396,440,0500191,36 Sogefi91604,734,85-1,06-14,6027834,196,050,2000548,34 Sol90084,654,73-1,09-6,45454,405,050,0680421,94 Sole 24 Ore80514,164,160,75-26,24153,575,64-180,18 Sopaf8670,450,450,22-0,621230,430,510,0620188,97 Sorin20371,051,05-1,87-21,323920,771,36-494,87 Stefanel25771,331,342,21-33,45751,122,000,040072,14 Stefanel r86744,484,48--9,4904,484,950,07500,45 STMicroelectr.134406,947,083,13-28,7773016,359,740,2278- T Tas3824119,7519,750,41-5,68019,6923,191,169435,00 Telecom I. Media2690,140,14-4,85-41,0448850,120,240,1643457,73 Telecom Ita Med. r nc2500,130,13-7,86-41,3600,120,220,16797,09 Telecom Italia25811,331,32-0,30-36,613037991,212,140,080017836,60 Telecom Italia r20411,051,04-0,76-34,45920980,941,610,09106351,53 Tenaris3335217,2317,30-1,0013,95343612,1617,500,2278- Terna53632,772,790,50-0,6875882,632,910,14005541,75 Tiscali45332,342,360,9028,1681931,312,38-993,55 Tod's7384938,1438,25-0,10-20,725534,5548,11-1162,54 Trevi2890514,9314,971,0323,003478,9614,930,0500955,39 Trevisan Comet.50012,582,59-0,08-20,891372,213,330,070072,86 Txt e-solutions2419412,4912,53-0,52-3,7439,6815,960,400032,78 U UBI Banca3251416,7916,921,76-10,21467414,7718,700,800010732,54 Uni Land4970,260,26-0,74-35,2516160,220,420,0050275,99 Unicredito89574,634,64-2,05-17,472727544,185,700,240061731,48 Unicredito r96314,974,97-2,18-14,61914,495,880,2550107,97 Unipol38962,012,01-0,89-13,9870471,662,340,12002977,53 Unipol priv35221,821,81-1,09-15,79119781,492,160,12521658,09 V V.d. Ventaglio7950,410,41-1,64-17,93960,280,500,070052,32 Vianini I.61193,163,16-1,25-5,3602,963,380,050095,13 Vianini L.176019,099,14-2,29-18,56107,9711,160,1200398,12 Vittoria2460012,7112,711,335,67239,2312,710,1600414,92 W w Inv e Svil Med 11680,040,04-0,57-500,030,25-- War Greenergycap 1140,000,00-4,35-218370,000,00-- Warr Intek 081770,090,091,56-25,671360,020,12-- Z Zignago Vetro92194,764,78-0,191,7784,024,82-380,88 Zucchi56212,902,901,86-12,0302,763,300,250070,77 Zucchi r nc60923,153,15--10,1103,063,840,030010,78.

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Tutti per Rutelli. Senza se e senza ma (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Tutti per Rutelli. Senza se e senza ma In questi giorni che precedono le votazioni di ballottaggio per eleggere il Sindaco di Roma sentiamo il bisogno di rivolgere un forte, pressante appello a quanti si sono astenuti al primo turno e ancora risultano incerti, a quanti si sono espressi per altri candidati, per dire loro di andare a votare per Francesco Rutelli al Campidoglio. Un ciclo importante per Roma e per la sua area si è infatti aperto nel 1993, con la prima giunta Rutelli, un ciclo che ha indubbiamente ridato alla capitale il ruolo autonomo che ebbe con le giunte di sinistra fra il 1976 e il 1984, incoraggiando uno sviluppo culturale e socio-economico che, pur fra non poche difficoltà, prosegue con una spinta più accelerata di quella del Paese. La creazione del nuovo grande Auditorium divenuto Parco della Musica, primo in Europa per numero di spettatori, il lancio o rilancio di tanti Musei comunali, l'uso intelligente e chiaro dei fondi per il Giubileo, il miglioramento del trasporto pubblico anche su ferro, l'avvio della pianificazione urbanistica, il diffuso programma "cento piazze", un'azione più intensa nei quartieri periferici (grandi biblioteche comunali, teatri come a Tor Bella Monaca e al Quarticciolo, ecc.), l'intervento a sostegno di un civile integrazione degli immigrati (giunti ormai al 10 per cento della popolazione provinciale) sono soltanto alcuni dei segni distintivi di questo ciclo virtuoso avviato nel 1993 da Francesco Rutelli, sviluppato da lui e poi da Walter Veltroni. Un ciclo virtuoso e fattivo che, pur con alcune esigenze evidenti di miglioramenti e approfondimenti, di maggiori slanci ed attenzioni soprattutto sui temi ambientali e urbanistici, sarebbe comunque criminoso spezzare per consegnare la capitale d'Italia alla destra che ha difeso l'abusivismo, alla destra alleata a quanti non rinnegano nulla del fascismo, agli alleati fedeli e remissivi della Lega Nord che grida contro "Roma ladrona" e la vorrebbe umiliata. La vittoria di Alemanno sarebbe catastrofica per i problemi concreti della nostra città, ma pure per l'immagine nazionale e internazionale di Roma. Per tutto ciò, senza se e senza ma, noi invitiamo a partecipare ai ballottaggi di domenica e lunedì prossimi, votando e facendo votare per Francesco Rutelli al Comune e per Nicola Zingaretti alla Provincia di Roma. Vittorio Emiliani Alberto Asor Rosa Oliviero Beha Carlo Bernardini Licia Borrelli Vlad Maurizio Calvesi Nicola Caracciolo Giulio Castelli Carlo Catalogna Giuseppe Coen Nino Criscenti Umberto De Martino Marisa Dalai Piera Degli Esposti Ivana Della Portella Tullio De Mauro Rino Falcone Fernando Ferrigno Antonio Ghirelli Marco Tullio Giordana Renato Grimaldi Eugenio La Rocca Luciano Manuzzi Luigi Manconi Augusta Monferini Lisa Montessori Ivan Novelli Violante Pallavicino Massimo Paradiso Giorgio Parisi Antonio Pinelli Mario Pirani Edo Ronchi Orietta Rossi Pinelli Mario Sanfilippo Giuseppe Tamburrano Michele Trimarchi Chiara Valentini Roman Vlad Sergio Zavoli Luca Zevi.

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Vogliamo Rutelli sindaco anche per il Teatro del'Opera Cara Unità, desideriamo es (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Roberto Castelli Vogliamo Rutelli sindaco anche per il Teatro del'Opera Cara Unità, desideriamo esprimere tutto il nostro sostegno a Francesco Rutelli, auspicando che sia il prossimo sindaco di Roma e, quindi, anche presidente della Fondazione Teatro dell'Opera che ha tanto bisogno di aiuto serio. Carla Fracci e Beppe Menegatti Tutti con Rutelli, Roma non deve finire alla destra Gentile Colombo, sono pienamente d'accordo con quanto lei ha sostenuto ieri su l'Unità a proposito del ballotaggio per l'elezione del sindaco di Roma. Mi auguro che nelle prossime ore anche altre personalità si mobilitino come lei a favore della candidatura autorevole di Francesco Rutelli. Non possiamo consentire che la Capitale finisca in mano alla peggiore destra che abbia conosciuto il Paese. Roma è cresciuta tanto in questi anni e non sarà il fantasma della paura a cancellare le cose buone fatte dal centrosinistra. Con stima. Pellegrino Giornale, Benevento Con Berlusconi ingiustizia sociale anche nel calcio Cara Unità, ecco che il Berlusconi ha definitivamente gettato la maschera, ora che può farlo, avendo vinto le elezioni. Come da me sottolineato in una precedente lettera, si andrà sempre più definendo una società per i ricchi e una per i poveri. La prova è l'ultima dichiarazione di oggi del futuro premier: "In Italia ci vuole un campionato di calcio per le grandi squadre che costano tanti soldi e un altro per quelle di provincia che hanno pochi tifosi e poco seguito". Come dicevo nella mia lettera, ci sono le persone di serie A con i soldi e quelle di serie B senza. Questa è la società che lui persegue e che ci beccheremo. Ogni commento è, purtroppo, inutile. Gli italiani hanno ormai scelto, votandolo, la strada dell'ingiustizia sociale. Francesco Carta, Vicenza A Selva la libertà l'ha data il 25 Aprile Cara Unità, Gustavo Selva propone di abolire la festa del 25 aprile, vorrei fargli presente che ha potuto dire questo liberamente proprio perchè c'è stato il 25 Aprile 1945 se avesse provato a proporre, prima di tale data, l'abolizione della festa per la marcia su Roma cosa gli sarebbe successo? Massimo Lovo Il Pd deve essere un partito nazionale Cara Unità, meno male che abbiamo Veltroni,segretario bene orientato. Il PD del nord: chi l'ha detto la prima volta ha certamente sbagliato perchè dopo veniva il PD del centro e ancora il PD del Sud. Bisogna invece pensare ad un grande partito italiano che ascolta tutti i bisogni degli italiani e con questi disegna uno sviluppo che tenga presente i problemi del nord,del centro,del sud e delle isole. Ha fatto bene Veltroni a precisare che il PD non deve essere spezzettato ma si deve organizzare un forte coordinamento fra segretari regionali per approfondire le tematiche territoriali e promuovere iniziative politiche partendo dai bisogni delle popolazioni. Nel costruire il partito è necessario capire i veri motivi che hanno portato al rafforzamento elettorale della Lega e i veri motivi dell'insuccesso della sinistra antagonista. Certamente nel successo della Lega ci sono fatti territoriali positivi(dove amministrano sindaci della Lega i voti della Lega sono aumentati) e nell'insuccesso della sinistra antagonista sono presenti ricorrenti errori tra cui le ripetute scissioni. Questi sono fatti che non devono lasciare indifferenti tutti noi che abbiamo votato PD con la speranza di mettere in piedi un partito democratico capace di essere alternativo al centro destra. Molto importante a questo fine vedo il governo ombra proposto da veltroni. Il destino del PD sta nelle nostre mani. Buon lavoro. Angelo Coniglio, Pisa La Lega e le gabbie salariali, ma il caro vita c'è anche al Sud Cara Unità, la Lega vuole istituire le gabbie salariali, perchè dice che la vita al sud costa meno. Allora invito i signori della Lega a venire a spendere nei nostri negozi (Campania), ignorano forse che Napoli è una delle città più care d'Italia? Nelle famiglie non lavorano tutti o quasi come al Nord, anzi molti dei nostri figli devono trasferirsi al Nord se vogliono lavorare,per arrivare a fine mese o quasi,compriamo il cibo nei discount o al mercato,ma a tarda ora quando la verdura e la frutta costano meno. Gli elettrodomestici, la benzina, elettricità, gas, telefono li paghiamo quanto tutti. Le tasse comunali sono le più alte d'Italia (sempre in Campania). Forse certi politici dovrebbero pensare di più prima di parlare. Ma nessun giornalista o politico o sindacalista arriva ad esprimere queste semplici verità? Poveri noi! Imma Fiorillo Castelli: "Mai stato condannato" Egregio Direttore, su l'Unità del 23 aprile Marco Travaglio risponde alla mia lettera sulla questione della consulenza del dott. Magni al Ministero della Giustizia, insistendo nuovamente sul fatto che io sarei stato condannato. Cito: "Castelli fa notare che la "condanna" non è definitiva". Ribadisco quindi che io non ho mai ricevuto alcuna condanna. Cordiali saluti Non è condannato, ma deve risarcire i danni. Contento lui. m.tr.

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Camorra umana troppo umana (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del MATTEO GARRONE "Camorra umana troppo umana" Matteo Garrone ha tratto da Gomorra, il celeberrimo libro-inchiesta di Roberto Saviano, un film di 135 minuti, ma ne parla come se il lavoro fosse appena cominciato: "La mia prima proposta, quando ne ho parlato con Domenico Procacci della Fandango, è stata di realizzare una serie tv di 10 ore come il Decalogo di Kieslowski. Poi abbiamo tentato la sintesi del singolo film, ma sarebbe molto interessante se gli americani acquistassero i diritti del libro e ne facessero un altro film dal loro punto di vista. Sai, ho fatto il missaggio sonoro in America, con Leslie Shatz, un sound-designer che ha esordito con Apocalypse Now. Lui e altri americani conoscevano il libro ed erano sconvolti dal fatto che la camorra fosse arrivata anche lì: ma allora siamo anche noi in pericolo!, dicevano... È uno degli effetti del lavoro di Saviano: ti trascina in un mondo, ti dà le vertigini per la sua ampiezza. Scrivendo il film abbiamo dovuto sintetizzare, individuare alcune storie portanti. La mia scelta è stata di partire dal basso: ho raccontato la manovalanza, non i boss. Non volevo fare una puntata di Report, un film non è un'inchiesta giornalistica". C'è da aspettarsi comunque reazioni politiche forti, sia sul tuo film, sia su quello di Sorrentino... "Siamo pronti. Andiamo a Cannes col giubbotto anti-proiettile... Ehi, scherzo! Ci saranno, ma non riesco a immaginarle. Gomorra tratta argomenti profondi, non risolvibili con un film, né con una polemica giornalistica. Già la lettura del libro lascia senza fiato, ma andare in quei posti per girare, vedere quelle facce... E anche percepirne l'umanità, perché i camorristi sono umani, forse persino troppo umani. Lo dico senza vergogna: se fossi nato lì, probabilmente non sarei riuscito a sfuggire a certe dinamiche. La camorra è un ecosistema. Per questo è così forte". al.c.

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Sulla sicurezza il centrodestra fa volgari strumentalizzazioni: non è in grado di dare risposte efficaci. Basta vedere la Bossi-Fini (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del "Sulla sicurezza il centrodestra fa volgari strumentalizzazioni: non è in grado di dare risposte efficaci. Basta vedere la Bossi-Fini...".

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Fermiamo la marea nera sulla Capitale D'Alema scende in campo a fianco di Rutelli. La destra soffia sulle paure della gente (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del "Fermiamo la marea nera sulla Capitale" D'Alema scende in campo a fianco di Rutelli. "La destra soffia sulle paure della gente..." di Andrea Carugati / Roma IL BALLOTTAGGIO di Roma come "un'argine", per "evitare che la marea nera travolga anche la Capitale". Massimo D'Alema scende in campo in prima persona, a fianco di Francesco Rutelli, per la sfida decisiva di domenica e lunedì. Tour mattutino nel quartiere Trionfale, poi nel pomeriggio altri appuntamenti a fianco del candidato alla Provincia Nicola Zingaretti: si parte dal circolo Pd, poi il mercato di via Andrea Doria, il centro anziani "Perlasca" di via Sabotino, il pranzo nella splendida corte pedonale di via Pomponazzi. Con Rutelli e D'Alema (che sulla giacca ha attaccato l'adesivo arancione del candidato-sindaco) Patrizia Sentinelli, della Sinistra Arcobaleno, che è stata vice con D'Alema agli Esteri e si candida a esserlo in Campidoglio. Il mercato Trionfale D'Alema lo conosce bene. Ora è stato spostato per ristrutturazione, e durante la visita al cantiere della nuova struttura D'Alema indica a Rutelli l'angolo dove c'era il "suo" banco del pesce, gestito dalla signora Maria, pugliese doc. Strette di mano con gli operai al lavoro, e poi via tra i banchi. La gente si ferma, c'è chi incoraggia il candidato sindaco, chi si rivolge a D'Alema per chiedere aiuto contro il caro-vita. "Dovete stare più vicino al popolo, che noi vi vogliamo bene", dice un anziano nella corte di via Pomponazzi, dove i due vicepremier pranzano insieme a un centinaio di supporter. "A Francé, quello ieri sera l'hai fatto nero", dice un altro signore, riferendosi alla sfida tv a Ballarò. "Siamo sereni e abbiamo ancora molte frecce al nostro arco, ma la battaglia è ancora dura", dice il candidato. Poi i due leader improvvisano un comizio, in piedi su una panchina: D'Alema parla per primo. "Intrattengo gli ospiti, come ha fatto Fini con Berlusconi... era un leader ed è diventato un intrattenitore...". Chiama Rutelli "il sindaco". E Rutelli risponde: "Non si dice...". D'Alema: "Si dice ma si fa il gesto". E incrocia le dita. "C'è da essere preoccupati", dice il ministro degli Esteri a proposito del governo: "Finito il tempo delle promesse comincia il tempo di un governo che sarà un cattivo governo. Berlusconi parla già di misure impopolari, di licenziamenti. Verranno colpiti per primi gli interessi popolari a cui Berlusconi si è rivolto, e molti si sono fatti ingannare dall'idea che con lui tutti possono diventare ricchi". D'Alema lo dice chiaramente: "Bisogna mettere un argine a quelli là, e per far questo tutti dobbiamo darci da fare e andare a votare". D'Alema si rivolge agli elettori della Sinistra, "che il 13 aprile sono rimasti più delusi". E anche "alla parte moderata della città": "Anche chi ha votato per loro può tornare a riflettere: c'è un candidato che garantisce l'autonomia di Roma e i suoi interessi e uno che sarebbe un emissario del governo della destra, un governo dominato dagli interessi del Nord. Alemanno sarebbe un sindaco contro Roma". D'Alema picchia ancora duro sulla destra che "soffia sulla paura", fa "volgari strumentalizzazioni" sulla sicurezza, visto che "non è in grado di dare risposte efficaci alla gente. Se i clandestini sono aumentati la colpa è della legge Bossi-Fini, una "grida manzoniana" che crea impedimenti anche assurdi all'immigrazione legale, e così favorisce quella clandestina". Secondo D'Alema una vittoria della destra a Roma sarebbe "mortificante" per la vita politica: "Per fare in modo che governino meglio, o meno peggio il Paese, è importante che ci sia Rutelli al Campidoglio, così ci sarà più dialettica...". E poi "per loro Roma è una scoperta dell'ultima settimana, prima non mi sembravano molto interessati alla città". A proposito dell'appoggio di Storace ad Alemanno, dice: "Niente di strano, hanno un'affinità politica che li lega fin dai tempi della gioventù, provengono dal mondo fascista delle camicie nere". Rutelli, dal canto suo, spiega che questo suo ritorno al Campidoglio sarà caratterizzato "da una attenzione costante alla vita quotidiana delle persone", attacca la Lega "che si è sempre impegnata contro Roma" e torna sul feeling "in nero" tra Alemanno e Storace: "I post fascisti si uniscono per conquistare il Campidoglio".

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Diventa un rebus la sanatoria per 600mila invisibili (sezione: Nord)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-04-24 - pag: 1 autore: IMMIGRATI & LAVORATORI Diventa un rebus la sanatoria per 600mila "invisibili" di Marco Ludovico e Francesca Padula N o n ci sarà una sanatoria generalizzata degli immigrati, avverte Roberto Maroni, candidato al Viminale. Ma una soluzione per i 600mila lavoratori con domanda di assunzione regolare al dicembre 2007, il nuovo Governo difficilmente potrà abolirla dall'agenda. E l'intransigenza leghista dovrà fare i conti con il resto della maggioranza, disponibile a recuperare una parte delle 724mila istanze per rispondere alle esigenze del mercato. Intanto, dalla Francia arriva una prima apertura ai clandestini "in sciopero” nella ristorazione. Servizi u pagina 15 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Il Colle: "Non fate troppi ministri" Il Cavaliere: "Gli alleati insistono" (sezione: Nord)

( da "Repubblica.it" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

ROMA - "Attenzione alla proliferazione dei ministeri". Il confronto non poteva che essere interlocutorio. Un faccia a faccia preliminare. I tempi delle Istituzioni impongono di rinviare le scelte definitive ancora di qualche giorno. Eppure Giorgio Napolitano qualche indicazione l'ha voluta fornire a Silvio Berlusconi. Del resto l'incontro è stato organizzato dalle "diplomazie" del Quirinale e di Palazzo Grazioli per cominciare a studiarsi. Per conoscersi e prendere le misure. In discussione non è l'incarico al Cavaliere, ma la struttura del prossimo esecutivo. E in particolare i limiti imposti dalla recente riforma che indica solo 12 ministeri con portafoglio. E il presidente della Repubblica ha chiesto di rispettare nei limiti del possibile la norma approvata il dicembre scorso. "Ma non so se ce la farò a tenermi entro quel limite", ha spiegato il capo del Pdl. Un punto - insieme ai chiarimenti reclamati da Napolitano sugli accordi in corso con la Commissione europea per il nuovo commissario italiano - che ha occupato buona parte della riunione cui ha preso parte anche Gianni Letta. Una questione che preoccupa il Colle. "Attenzione alla proliferazione dei ministeri". Il primo giro d'orizzonte sulle scelte per il prossimo governo si è concentrato proprio su questo aspetto. "Io - è stato il ragionamento fatto dal premier in pectore - devo tenere conto dell'equilibrio che si sta formando nel nuovo partito. E anche dell'equilibrio rispetto agli alleati". Ha fatto capire che le richieste dei partner sono pressanti. Basti pensare che già ieri mattina ad un suo ex ministro "tecnico" considerato sicuro anche nella nuova squadra, Berlusconi ha dovuto dare una brutta notizia: "Stiamo un po' stretti". Napolitano gli ha suggerito di non allontanarsi troppo da quei 12 dicasteri previsti dalla legge. E soprattutto ha sconsigliato di usare un unico maxi-decreto per "spacchettare" le deleghe. Un modo per far capire che sarebbe preferibile intervenire con un disegno di legge. Sul resto, poi, il quadro prospettato dal Cavaliere ha mostrato una situazione magmatica. Ad esempio, sono stati solo quattro i nomi dei potenziali ministri accennati al capo dello Stato: Giulio Tremonti, Roberto Maroni, Franco Frattini e Ignazio La Russa. E non tutti e quattro sono stati inseriti in una casella ben definita. Se, infatti, Tremonti e Frattini sono sicuri di occuparsi dell'Economia e degli Esteri, per gli altri due c'è ancora un margine di incertezza. Tutta colpa del vero e proprio rebus che accompagna il ministero della Giustizia e il resto del team. Sul Guardasigilli, infatti, rischia di incepparsi il mosaico berlusconiano. Con Maroni agli Interni, infatti, spetta ad uno forzista quella competenza. Il leader Pdl ha contattato Elio Vito ma sull'attuale capogruppo alla Camera sono emerse le perplessità di molti dei "colonnelli" di Forza Italia e anche dei membri del Csm che fanno riferimento al centrodestra. "Io comunque - ha chiarito ai suoi interlocutori Berlusconi - a Via Arenula voglio un politico, non un tecnico. Uno che sappia trattare con i magistrati". Tant'è che la sua seconda scelta - e forse la preferita - cade su Roberto Castelli: "Lo ha già fatto per cinque anni e lo ha fatto bene". Solo che una soluzione di questo tipo implicherebbe la riscrittura di quasi tutta la compagine. A cominciare, appunto, da Maroni che dovrebbe scambiare con Claudio Scajola il Viminale per le Attività produttive. Senza contare che Gianfranco Fini, invece, insiste nel caldeggiare una terza opzione: Giulia Bongiorno. Anche dentro An, però, non manca qualche problema. Gianfranco Fini ha prospettato a La Russa l'idea di trasferirsi al partito. Ma il "colonnello" di Via della Scrofa non ci sta. Vuole andare al governo e ha chiesto proprio al Cavaliere di confermare la sua nomina alla Difesa: "Già due volte mi hanno fatto fuori per lo stesso motivo. Ora basta". Il puzzle dell'esecutivo, dunque, è ben lontano dall'essere completato. Sebbene ieri un altro elemento è emerso. Nel duello tra Gianni Letta e Roberto Calderoli sulle vicepresidenze del consiglio, il Cavaliere ha fatto capire di non voler fare un torto al suo braccio destro. Pedina fondamentale per curare i rapporti più "delicati" come quello con il Quirinale. E con il Vaticano. Basti pensare che è già in corso la preparazione - ne sta tenendo le fila proprio Letta - per un incontro con il Papa da organizzare entro l'estate. Non è un caso che ieri mattina Fini abbia chiarito ad esponente del suo partito: "Non è escluso che alla fine Silvio non faccia nessun vicepremier, ma Gianni sarà il sottosegretario unico". (24 aprile 2008.

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Operai: nel dubbio, sempre a destra (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Manuela Cartosio Quarant'anni fa gli operai insoddisfatti di una sinistra troppo tiepida e di un sindacato poco combattivo costrinsero l'una e l'altro a radicalizzarzi. E fu l'autunno caldo. I più audaci, la sinistra se la costruirono in fabbrica a loro immagine e somiglianza. E furono i Cub, i comitati di base unitari. Il primo nacque alla Pirelli Bicocca. Da un pezzo gli operai insoddisfatti di una sinistra che, lamentano, non li difende, non li rappresenta e "pensa solo ai froci e ai negri", si sono buttati a destra. Il 13 e il 14 aprile, dopo una leggera flessione nel 2006, sono tornati a farlo in percentuale tragicamente elevata. E molti sono transitati direttamente da Rifondazione e dintorni alla destra. Alla Pirelli Bicocca, dove all'inizio d'aprile si è votato per il rinnovo delle Rsu, sono transitati direttamente dalla Cgil all'Ugl. E' il sindacato che grazie alla faccetta bipartisan della segretaria Renata Polverini si è scrollato di dosso l'inprinting missino, ma sempre da lì viene. Alla Pirelli Bicocca ha conquistato il 43% e 9 delegati su 21. Un terremoto, in una fabbrica che era un monocolore Cgil. E un parodosso: la fortuna dell''Ugl, infatti, origina da quattro giovani e ruspanti delegati che hanno abbandonanto la Cgil perché erano state censurate e silenziate le loro critiche al Protocollo welfare. Che, come tutti sanno, è stato sottoscritto e con convinzione sostenuto al referendum anche dall'Ugl. Con analoga illogicità un sacco di lavoratori incazzati per gli "scalini" pensionistici del centrosinistra hanno votato per il partito che con Maroni ha firmato lo "scalone". Il vecchio motto "Nel dubbio, sempre un po' a sinistra" è andato fuori mercato. Confusi, frustrati, impotenti, agli operai sembra essere rimasta un'unica bussola: "Nel dubbio, sempre a destra". E' l'idea stessa di sinistra che sembra essere uscita dal novero del possibile. Peccato per noi e soprattutto per loro.

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Ner giorno del Natale de Roma, 21 aprile 2008 (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il giorno dopo il 21 aprile, Natale di Roma, si poteva leggere, canonicamente appesa alla statua di Pasquino, questa poesia (?), ispirata dal breve e violento temporale che si era abbattuto sulla città un'ora prima della mezzanotte: anonimo romano Ner giorno del Natale de Roma, 21 aprile 2008 L'urtim'ora Quirino s'è svejato, Lampi e tuoni dar cielo ci ha scagliato... Più forte delle oche poi ha strillato: "All'armi, all'armi popolo romano, nel nome di Gordiano imperatore questo nodo l'avemo da tajà! L'Alemanno -quer nome già è destino - E' alle porte d'Annibale a gridà Che dovemio d'arendese e scappà! Si nun risorgi poterebbe entrà. Cor sor Rutelli l'ajmo a contrastà! Voresti nà città de polizzia Dove nisuno mai vorebbe'entrà? 'Ndove regna er terrore e la paura? Voresti mai da stà sotto er tallone Di chi s'arza cor dì "Roma ladrona? Che questi d'Alemanno so' er padrone Er Bossi 'r Carderoli er Marone! ( Er padrone de cui poi è Berluscone).

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Pd mangia mezza sinistra (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il voto mobile Pd mangia mezza sinistra Il 37 per cento dei votanti che nelle elezioni politiche del 2006 avevano espresso il proprio consenso a Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi, questa volta ha optato per il Partito Democratico, a fronte di un restante 19,3 che sarebbe rimasto nell'ambito della Sinistra Arcobaleno. Lo sostiene uno studio del Censis sulle caratteristiche elettorali del voto del 13 e 14 aprile. Ma, sottolinea ancora l'istituto di ricerca, "ben il 16,2 per cento si sono spostati verso il Popolo delle Libertà", a fronte di un 5,6 che avrebbe scelto Italia dei Valori, un 3,9 Lega Nord e poco meno del 18 per cento altri partiti oppure scheda bianca o nulla. Quindi, in termini complessivi, rileva da ultimo il Censis, si sarebbe registrata "una migrazione sparsa del consenso del 2006, con addirittura una quota superiore al 20 per cento che è saltata nella coalizione di centro-destra".

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No al Pd del Nord? Walter non capisce (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

"No al Pd del Nord? Walter non capisce" Massimo Cacciari replica al leader: "O si prende atto delle trasformazioni o qui si continua a perdere. Su questo i movimenti sono più avanti". "Non dobbiamo chiuderci nei territori come a Fort Apache. Ma del resto ormai non lo fa più neanche la Lega" Orsola Casagrande Venezia Massimo Cacciari non è soddisfatto dalla piega che ha preso il dibattito all'interno del Pd sul Partito del nord bocciato da Veltroni a favore di un più innocuo 'coordinamento'. Lo dice chiaro: "Non hanno capito nulla", hanno un problema di "miopia". In sintesi: "Walter sbaglia. Il coordinamento degli enti locali è insufficiente, c'era già e non ha mai funzionato". Quello che serve, per il sindaco di Venezia, è piuttosto "un Pd federale in cui siano riconosciute alle strutture regionali reali autonomie: strategiche, programmatiche, finanziarie, di formazione del gruppo dirigente e delle candidature". Ma la proposta è già stata bocciata, a Roma. E anche da Sergio Cofferati, il collega di Bologna a cui però Cacciari non riconosce i titoli per occuparsi di Nord. Sindaco, partiamo da una considerazione più generale sui risultati del Partito democratico e della sinistra arcobaleno. Direi che il risultato del Pd ha dimostrato la validità della sua proposta. I dati parlano del doppio dei voti ottenuti alle precedenti elezioni dalla vecchia coalizione e questo ci dice che la proposta è allettante. Ha conquistato ampi settori di quello che prima era l'Ulivo e anche qualcosa, certo poco, al centro. Dall'altra parte c'è il fallimento totale della sinistra arcobaleno, di una proposta politica ancorata a vecchi modi di pensare. La gente vuole governo e responsabilità non testimonianze e ideologie. Ma anche il Pd ha mostrato dei limiti. E lei propomne un Pd del nord che possa muoversi liberamente, anche sulla scelta dei gruppi dirigenti. Il Partito democratico non poteva sperare in un risultato migliore visto il poco tempo che ha avuto a disposizione, ma adesso si pone il problema di come realizzare i programmi. Il partito dovrà essere veramente federale in particolare nella formazione dei gruppi dirigenti. Soltanto così il Pd potrà davvero sfruttare le sue potenzialità specialmente nelle regioni dove si giocano le partite economiche del paese. Parlo del Veneto, della Lombardia, del Piemonte e della Liguria. E però le prime reazioni alla sua proposta e l'orientamento emerso a Milano, dalla riunione dei segretari regionali, va in un'altra direzione. Cosa vuole che dica? Non hanno capito nulla. Se vorranno prendere atto delle trasformazioni e di quanto sta accadendo, bene, altrimenti vorrà dire che continueremo a perdere specialmente in queste aree, nel Veneto come in Lombardia che sono tra le più sviluppate d'Europa e che devono essere gestite secondo le specificità che hanno. Il centro vitale di queste aree sono le città, anche su questo però le prime indicazioni che escono dal dibattito interno al Pd non sembrano seguire molto la sua lettura. Sono stanco di ripetere sempre lo stesso discorso. Non sono un robot o una macchinetta. A questo punto dico che se vogliono capire quello che abbiamo di fronte bene, altrimenti, ripeto, ci attendono altre sconfitte. Dal nord est, e certo non a caso, riparte anche il dibattito interno ai movimenti. Il dato principale è quello di non piangersi addosso perché non c'è nulla per cui piangere né da rimpiangere. Invece interessa di più affrontare un discorso a tutto tondo sui territori, che cosa significa stare nel territorio, riappropriandosene e ripartendo proprio da qui. Molti di questi movimenti hanno capito che cosa sta avvenendo, le trasformazioni in atto. Molti di questi fanno lo stesso discorso che faccio io, ognuno naturalmente con sfumature e percezioni diverse, ma nei fatti hanno ben colto per esempio che è fondamentale il radicamento nel territorio. Dimostrano di avere capito che rimanendo ancorati alle ideologie non si va da nessuna parte. Capiscono che la società non è più quella di un tempo. Il problema però è un altro, i movimenti danno un loro contributo importante e questo è indubbio, ma la politica si fa con i partiti, non con i movimenti. Il ragionamento sulla nuova centralità del territorio non porta in sé un rischio di chiusura, di auto recintarsi? Dipende da come si vive il territorio, da come ci si relaziona con esso. Se lo si fa alla Gentilini certo il rischio di chiusura c'è. Ma non dimentichiamo che è dal territorio che partono relazioni globali, da qui si sviluppano. Del resto credo che ormai nessuno viva più il territorio come una sorta di Fort Apache, nemmeno la Lega che ha capito e saputo interpretare, a modo suo. Lega che ha fatto il pieno e non era così imprevedibile. La Lega ha portato via molti voti alla sinistra arcobaleno che non ha capito nulla della modificazione del territorio, della diversa composizione sociale del nord, non solo del nord est, che è rimasta ancorata a letture vecchie che non hanno ormai alcun fondamento. E ha pagato. La sinistra arcobaleno ha dato almeno 2 o 3 punti alla Lega. Il resto lo ha perduto a favore di Pd e astensionismo.

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Cantieri sociali (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Cantieri sociali Una lettera collettiva e circolare Pierluigi Sullo Qualche volta gli choc sono salutari. Non pare sia il caso dei partiti di sinistra dopo il disastro elettorale. Contare le tessere è uno sport che non porta lontano. Anche - ma non solo - per questo c'è chi si adopera per mettere insieme esperienze e riflessioni attorno a un tema fino a ieri apparentemente astratto e che si può riassumere in questa domanda: se i partiti non funzionano più e la stessa democrazia rappresentativa è implosa, quali altre forme di auto-organizzazione e auto-governo sono auspicabili e possibili? Oggi questa domanda è fin troppo concreta, e non solo per l'evidente crollo dei partiti di sinistra. Il fatto è che, come va dicendo Montezemolo, si prepara una aggressione a ogni organizzazione o movimento sociale. Esagero? Beh, sul nostro quotidiano on line di ieri (www.Carta.org) abbiamo raccontato come il morente governo Prodi abbia avuto la buona idea di catalogare come possibile oggetto "segreto di stato" ogni progetto di centrale di energia: per scavare una trincea di fronte alle centinaia di movimenti locali che chiedono un'altra politica energetica e, probabilmente, per aprire la strada al nucleare (il nostro titolo post-elettorale, "Partito Nucleare 94%", era sbagliato solo perché la percentuale è del 100%, dopo la scomparsa dal parlamento della sinistra). Dunque, bisogna buttare la testa oltre l'ostacolo. Sono anni che discutiamo, in molti e diversi, su cosa sia un'altra democrazia e come si possa far politica in un modo diverso, e proprio la settimana prima delle elezioni Carta e l'associazione Cantieri sociali da una parte, la Rete Lilliput dall'altra, hanno organizzato due seminari paralleli (e incrociati) su questo problema. La previsione comune di un esaurimento di quella forma della politica che è il partito era troppo prudente, visto quel che è accaduto. Perciò facciamo una proposta, e pubblichiamo il tutto nel numero di Carta che va in edicola il 25 aprile (una data non qualunque). Una lettera collettiva, e circolare, che, come dice Paolo Cacciari, propone "un gioco di simulazione": sfidare noi stessi e tutti coloro che fossero interessati a dire in cosa consisterebbe il famoso "altro mondo" e soprattutto come arrivarci. Con un appuntamento: un incontro nazionale da farsi il 2 giugno, altra data non qualunque (è la festa della Repubblica, o Res Publica, come dice Riccardo Petrella, e della Costituzione). Da qui a lì, dove si vuole o si può, incontri locali tra tutti quelli che, insieme, pensano sia necessario praticare quest'altra politica. Ma chi sono gli interessati? E' la galassia di reti, comitati, associazioni, movimenti, che tutti insieme, ricercando nessi, coordinamenti, linguaggi comuni, possono essere non l'oggetto della politica, ma la politica stessa: in forme non piramidali, con deleghe ridotte al minimo e sotto controllo, con un raggio d'azione locale da moltiplicare con altre azioni locali, e con uno sguardo sul mondo. A questo tentativo partecipano persone come Riccardo Petrella e Marco Revelli, Tonino Perna, Bruno Amoroso e Alberto Castagnola, amici della Val di Susa e dell'economia solidale, della cooperazione internazionale e del movimento per l'acqua, ecc. (l'elenco è lunghissimo). Sappiamo che tutto è provvisorio, giustamente: la nostra lettera circolare è un lavoro in corso, aperto a ogni discussione e cambiamento. Perché la dose di energia (rinnovabile) e di fantasia (senza potere) di cui abbiamo bisogno è enorme. Ma almeno, immaginando qualcosa di diverso, non ci deprimeremo guardando Maroni in tv.

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Tempi stretti per il Governo (sezione: Nord)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-24 - pag: 16 autore: Verso il nuovo Esecutivo. Sui ministri: qualcuno è sempre scontento - "Roma ladrona? La Lega cambi toni" Tempi stretti per il Governo Il Cavaliere sale con Letta al Colle: "Scambio di vedute a tutto campo" Barbara Fiammeri ROMA Un'ora di colloquio informale per preparare l'avvio della nuova legislatura. Silvio Berlusconi, accompagnato dal suo braccio destro e futuro vicepremier Gianni Letta, ieri è salito al Quirinale per il primo faccia a faccia con il Capo dello Stato.Al termine dell'incontro con Giorgio Napolitano, il premier in pectore non ha rilasciato alcuna dichiarazione ma sia dal Quirinale che da Palazzo Grazioli si sottolinea il clima cordiale e costruttivo della visita. Una ricognizione generale in vista della nascita del Berlusconi IV nella quale sono rientrati anche i principali dossier aperti: primi fra tutti il caso Alitalia e l'emergenza rifiuti. Il Cavaliere vuol fare presto. E con Napolitano ha ripercorso le tappe che lo separano dal rientro a Palazzo Chigi. Se, come è probabile, la prassi parlamentare (convocazione delle Camere, elezione dei presidenti e formazione dei gruppi) si concluderà entro sabato 3 maggio, Napolitano potrebbeil lunedì procedere alle consultazioni, affidando l'incarico al leader del Pdl per formare il nuovo Governo. Berlusconi vuole arrivare all'appuntamento con la lista dei ministri già in tasca, in modo da sciogliere immediatamente la riserva, procedere al giuramento e potersi presentare così in Parlamento per la fiducia nella settimana che si aprirà il 12 maggio. Subito dopo il Consiglio dei ministri a Napoli dove, oltre all'Ici e alla detassazione degli straordinari, si prepara un decreto legge su sicurezza e immigrazione. Per completare il puzzle del futuro Governo mancano però ancora alcuni tasselli fondamentali. L'incontro con Formigoni, per decidere il futuro del Governatore lombardo, è stato rinviato a oggi. Nonostante la contrarietà del diretto interessato, Berlusconi vuole che il presidente della Giunta resti a Milano offrendogli in cambio la certezza di un "recupero" in vista della nascita del Pdl e al momento della scadenza del suo mandato da Governatore nel 2010. Del resto, la permanenza di Formigoni al Pirellone ha ricevuto anche il placet della Lega, paga delle assicurazioni ricevute sul Viminale (Maroni) e le Riforme (Bossi). L'asse tra il Cavaliere e il Carroccio resta più che solido e anche le voci su una presunta contrarietà del Quirinale all'incarico a Maroni per il ministero dell'Interno sembrano del tutto prive di fondamento. Certo, Berlusconi critica il linguaggio un po' "rozzo" dei padani e li invita a "cambiarlo", ma fa parte del ruolo di premier di cui si è già investito, della necessità di far morire sul nascere pericolose tensioni o gelosie. "Questi sono stati giorni di afflizione, che continueranno fino a quando non si sarà determinata la formazione di questo nuovo Governo", chiosava ieri il futuro inquilino di Palazzo Chigi, consapevole che molti di coloro che si sentono in corsa per un posto rimarranno delusi. Berlusconi si dispiace per gli esclusi, ma l'obiettivo è costruirsi attorno una squadra che non gli metta i bastoni tra le ruote. Anche l'avvio del processo di unificazione tra Fi e An sotto le bandiere del Pdl potrebbe tornare utile ai fini della coesione. Con Fini al momento tutto procede per il meglio. Il leader di An è pronto a salire alla presidenza della Camera e per i suoi ha ottenuto posti di rilievo (in primis Matteoli alle Infrastrutture e La Russa alla Difesa). Per Fi ieri è spuntato il nome di Elio Vito alla Giustizia, mentre Mariastella Gelmini si sposterebbe all'Istruzione. Resta solo da vedere come si concluderà il ballottaggio tra Rutelli e Alemanno. In questi giorni il Cavaliere si è speso in prima persona per la corsa al Campidoglio dell'esponente di An e oggi, assieme a Fini, chiuderà la campagna elettorale del candidato sindaco del Pdl. Il posto di Alemano, in caso di sconfitta a Roma, è il ministero del Welfare. Quanto alle "sorprese" annunciate per il Governo dal premier in pectore, ieri il Tg de La7 ha rilanciato la candidatura del giuslavorista del Pd Pietro Ichino che però smentisce seccamente. IL PREMIER IN PECTORE "Questi sono stati giorni di afflizione, che continueranno fino alla formazione della squadra". Oggi il secondo round con Formigoni.

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Si comincia nel segno del fair play con il Quirinale (sezione: Nord)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-24 - pag: 16 autore: Si comincia nel segno del fair play con il Quirinale I n un certo senso, si potrebbe dire che la legislatura è davvero cominciata ieri, con il colloquio tra Napolitano e Berlusconi, presente il prossimo vice-premier Gianni Letta. Un episodio solo protocollare, si dirà, quando manca meno di una settimana alla seduta inaugurale delle Camere (il 29 aprile). Ma non è proprio così. Il primo contatto diretto fra il Capo dello Stato e il presidente del Consiglio "in pectore" è servito per creare un clima, una corrente positiva fra due personaggi che dovranno collaborare non poco nei prossimi mesi e anni. Sembrano lontani i giorni in cui il leader del Pdl, impegnato nella campagna elettorale, gridava nei suoi discorsi che "i poteri costituzionali sono tutti contro di me ":cominciando l'elenco proprio con il Quirinale, dove siede un presidente "eletto dalla sinistra ". Da allora è passata parecchia acqua sotto i ponti e soprattutto Berlusconi con i suoi alleati ha vinto le elezioni. Il canovaccio è cambiato. Ora è necessario inaugurare una fase di assoluto "fair play" istituzionale. Si riscopre la funzione di garanzia della presidenza della Repubblica e Berlusconi si affretta a ricordare che è Napolitano a nominare i mi-nistri, su indicazione del premier. Uno scrupolo quasi sorprendente, venendo da chi in passato non ha esitato a battere qualche pugno sul tavolo, quando gli pareva che il Capo dello Stato in carica gli sbarrasse la strada in nome delle prerogative costituzionali. Ora invece il Quirinale è visto da Berlusconi come un punto di riferimento nella fase che si apre. Fase che possiamo definire di "consolidamento istituzionale" della nuova maggioranza. In primo luogo, consolidamento della leadership. L'investitura popolare è essenziale, ma non è tutto. Ora serve che il Berlusconi del 2008, desideroso di apparire diverso da quello del 2001 (sono sue parole), sappia ritagliarsi un profilo all'altezza della situazione e delle responsabilità che lo attendono. Ed è chiaro che un certo populismo vagamente "peronista", tipico dei giorni precedenti il 13 aprile, quando c'era da rastrellare voti, deve essere subito dismesso. La cordialità del colloquio di ieri sera significa soprattutto questo: Berlusconi intende andare d'accordo con Napolitano, almeno per i prossimi tempi, così come i suoi uomini si sforzano di stabilire un clima sociale propizio nel paese. Si vedano in proposito le uscite di Tremonti e dello stesso Calderoli. La maggioranza uscita dal voto è troppo forte per aver bisogno di alimentare tensioni a qualsiasi livello. In seguito, forse, le tensioni si presenteranno lo stesso: ma quel che conta per il centrodestra è non sbagliare il passo d'avvio. Ecco perchè la leadership di Berlusconi adesso ha bisogno di una solida sponda nel Quirinale. Ma c'è anche un'altra ragione, più politica e sottintesa. Nel binomio BerlusconiBossi che domina il centrodestra, è chiaro che il primo deve distinguersi dal secondo. Non è solo la critica al "linguaggio", cioè alle cattive maniere della Lega. è che il presidente del Consiglio sa di dover contenere le spinte e le pressioni leghiste. Questo riguarda sia la presidenza della Lombardia, doveè meglio per il Pdl che resti Formigoni, sia l'impronta del Carroccio sul governo. Non c'è dubbio che Maroni andrà agli Interni e Bossi alle Riforme, ma dovrà essere evidente che il governo lo guida il premier e non il collettivo leghista. Anche per questo Berlusconi guarda a Napolitano come a un utile "alleato". www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli La maggioranza cerca un profilo istituzionale e Berlusconi un alleato nel Capo dello Stato.

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Maroni: Non ci saranno sanatorie (sezione: Nord)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-24 - pag: 15 autore: Il futuro Governo. Lega determinata, Fi e An più possibilisti Maroni: "Non ci saranno sanatorie" di Marco Ludovico "N on ci saranno sanatorie" afferma sicuro Roberto Maroni, ministro dell'Interno in pectore. Nel Pdl, tuttavia, le indicazioni non sono tutte così nette. Ma è certo che il peso aumentato della Lega conterà di più, stavolta, rispetto alle posizioni meno intransigenti e più flessibili. Spiega Maroni: "Primo, non possiamo sanare posizioni con un atto amministrativo. Secondo: ammesso che fosse necessario farlo, spetta solo alla volontà del Parlamento sancirlo legittimamente". Ci sono possibilità in questo senso? è molto improbabile: "Nel nostro programma elettorale non solo abbiamo escluso la possibilità di sanatorie,ma sottoscriviamo anche l'obiettivo di un impegno comune di tutti gli Stati membri dell'Unione Europea a non fare più sanatorie". Aggiunge Maroni: "è noto che la scelta di regolarizzare posizioni che non lo sono attirerà inevitabilmente altri ingressi illegali, convinti di una ulteriore decisione di questo genere. Occorre invece dare un segnale di segno diverso". E cioè: "Io sono contrario alle sanatorie, agli indulti e ai condoni. Si parla tanto della necessità di ristabilire la certezza della pena, un principio com'è ovvio che sottolineo in pieno. Ma serve anche un ritorno alla certezza della legalità e delle regole". Questa posizione fa dire all'ex ministro del Welfare che "i 600mila che hanno presentato domanda e sono rimasti fuori dalle quote, se sono già in Italia, sono irregolari a tutti gli effetti. E non possono che essere allontanati, in base alla legge BossiFini. Voglio ripeterlo: non faremo sanatorie. Meno che mai in via amministrativa". è indubbio che la posizione della Lega non potrà che essere questa, perlomeno nella fase iniziale. E se Maroni sarà il titolare del Viminale avrà un peso probabilmente maggiore di quello che, nel precedente Governo Berlusconi, aveva il suo collega Roberto Castelli, titolare della Giustizia, quasi sempre in lotta con Beppe Pisanu (Fi). Il Viminale è il dicastero di riferimento sulle politiche dell'immigrazione e se la Lega avrà quel ministero non sarà senza conseguenze. Ma è anche vero che a quelle politiche partecipa, in primis, il ministero del Lavoro, che potrebbe invece sollevare richieste di deroghe sul piano delle esigenze delle imprese. Osserva Francesco Giro (Fi): "Facciamo controlli accurati sulle 600mila domande. Non vedo perché, nei casi in cui ci sia una risposta preziosa alle esigenze di lavoro, non si debba far rientrare almeno una parte di queste istanze nelle prossime quote". Anche secondo Alfredo Mantovano (An) "la questione va affrontata. è una palla al piede ereditata dal precedente Governo. Non escludo che dietro diverse migliaia di quelle domande non ci siano affatto lavoratori ma situazioni illegittime, anche criminali. Una soluzione però bisognerà trovarla". marco.ludovico@ilsole24ore.com LAPRESSE Roberto Maroni.

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Convergenze e alleanze (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-24 num: - pag: 2 categoria: BREVI Convergenze e alleanze La convergenza sul problema dell'euro forte che ostacola le esportazioni. Maroni: la nuova leader avrà dalla sua anche Walter Veltroni, interessato all'innovazione. è con il sindacato che vedo problemi.

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LE ELEZIONI DIROMPENTI (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-24 num: - pag: 1 autore: di GIOVANNI SARTORI categoria: REDAZIONALE RIFLESSIONI SUL VOTO LE ELEZIONI DIROMPENTI L e elezioni del 13 e 14 aprile sono da interpretare come una svolta speciale? Sì e no; ma direi più sì che no. Enzo Bettiza sulla Stampa minimizza: "La Seconda Repubblica non è morta per il semplice fatto che non era mai esistita. è morta invece definitivamente la Prima, di cui la Seconda non era che un'ombra storta e contorta". Neanche io, come Bettiza, ho una alta opinione del periodo 1994-2008; ma quel periodo è pur sempre contrassegnato da una sua peculiare identità. Intanto ha avuto un illustre defunto: il potere democristiano. E poi una svolta c'è stata. Non tanto in chiave di distribuzione bipolare del voto (che c'era anche tra Pci e Dc) ma in chiave di alternanza bipolare dei governi. Una svolta danneggiata, purtroppo, dalla frammentazione- frantumazione del sistema partitico. Questa volta abbiamo invece una felice controsvolta: da decine di partiti e partitini (tanti da essere difficili da contare) siamo scesi a 4-6. Inoltre c'è un fatto nuovo: la Lega che sembra diventata definitiva al Nord e che sfonda anche in direzione Sud. Il che complica di parecchio la competizione partitica, che oramai si dispiega lungo due assi: destra- sinistra, ma anche Nord-Sud, e cioè centro- periferia. Comincio da alcune riflessioni sulla Lega. Passo poi alla scomparsa della sinistra alternativa. Per concludere sulle prospettive della sinistra riformista. La Lega. A naso direi che nel suo successo convergono tre fattori: 1) l'elemento centrifugo (via da Roma ladrona); 2) l'elemento della protesta antipolitica (in alternativa all'astensione, voto un partito estraneo al sistema); 3) il federalismo fiscale (a sé stante rispetto al federalismo istituzionale). Direi anche, sempre a naso, che l'elemento che sfonda al Sud è il terzo: alle regioni ricche piace l'idea che ognuno abbia diritto di tenere per sé i soldi che fa (una contabilità difficile da attuare ma appetitosa come slogan). Il che prelude a uno scontro con la lega siciliana in pectore di Raffaele Lombardo, il Mpa. Al momento lo scontro è rinviato: Lombardo non chiede allo Stato le risorse che Bossi vuole tenere al Nord, ma già chiede di trattenere le accise sulla benzina raffinata in Sicilia (uno scippo di un miliardo di euro). La sinistra alternativa. La sua scomparsa in Parlamento fa versare a tutti copiose lacrime di coccodrillo, e cioè lacrime ipocrite. Ipocrite perché chi chiede la governabilità non può volere i partitini che la impediscono. Né la scomparsa dei "nanetti" in generale viola le istanze della rappresentanza. Questo argomento confonde la rappresentatività come somiglianza con la rappresentanza come tecnica costituzionale di trasmissione del potere. Per esempio, dire che io sono rappresentativo dei cretini non vuol dire che io sia rappresentante dei cretini. D'altronde il mondo delle democrazie è pieno di minoranze che non sono rappresentate. CONTINUA A PAGINA 42.

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Zaia, il leghista che assume asini e cita Hobbes (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-24 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il personaggio E' ossessionato dalla sicurezza stradale: io a 183 all'ora? A centinaia volevano farmi da autista Zaia, il leghista che assume asini e cita Hobbes Ex pr nelle discoteche, punta all'Agricoltura: ho mandato il radicchio sullo Shuttle "Sì, i sei asini brucaerba sono ancora in servizio lungo le strade. Costano meno delle falciatrici e sono più efficienti. Embé?". Se è per questo, anche i semi del radicchio rosso di Treviso nello spazio si sono trovati benissimo: "Li abbiamo mandati in orbita sullo Shuttle. Un esperimento scientifico. E anche un modo per far parlare di noi. I giornali e le tv ci cascano sempre". La storia di Luca Zaia, classe 1968, annunciato ministro dell'Agricoltura, è esemplare del successo lungo della Lega. Zaia fa politica con la stessa tecnica e la stessa tenacia con cui faceva il pierre della discoteca Manhattan: dare del tu a tutti, parlare con tutti, parlare di tutto. No all'Ecopass, a Mastella nel centrodestra, alle preghiere islamiche nei locali della parrocchia di Paderno di Ponzano ("chi si crede di essere, il Papa?" replicò il parroco. "Quel prete è un anarchico " fu la risposta). Sì all'esame di italiano "prima di ammettere alunni stranieri nelle classi dei nostri bambini", ai controlli sanitari alle frontiere, al test del Dna per i ricongiungimenti familiari, ai cani antidroga davanti alle scuole con test obbligatori "per studenti, insegnanti e politici", al "test di conoscenza della storia e della cultura del nostro paese" prima di concedere "dopo almeno dieci anni" la cittadinanza. Le colture del suo paese per lui non hanno segreti. "Non c'è solo il radicchio rosso di Treviso, come molti credono, ma anche quello di Castelfranco, di Chioggia, di Verona... così come l'asparago bianco di Cima d'Olmo, che cresce sulle rive del Piave, è diverso da quello di Badoer che cresce sulle rive del Sile, a sua volta diverso da quello di Bassano... ". Stesso discorso per i vini: "Tutti si fermano a prosecco e amarone. Ma il Veneto è il primo produttore italiano. Abbiamo 25 vini doc, 10 igt, 3 docg, sette milioni e mezzo di ettolitri, 77 mila ettari di vigne, 71 mila produttori.... ". L'agricoltura è sempre stata la sua vocazione. Assessore provinciale a 27 anni, eletto per due volte alla presidenza della Provincia di Treviso - sempre da solo, battendo sia la sinistra sia Forza Italia e An -, ha conservato per sé le deleghe all'agricoltura. Al momento cumula l'assessorato regionale con la vicepresidenza del Veneto. A Roma ci sarebbe parecchio da fare: "Diversi settori trainanti sono in ginocchio, a cominciare dalle barbabietole. E poi le quote latte: un cartone di latte su due è straniero. La sicurezza alimentare. I pericoli della globalizzazione. La difesa dell'agricoltura è la difesa della nostra identità". E gli ogm? "E' una questione complessa, che non si può risolvere con un sì o un no. Chi dice: gli ogm nei nostri campi ci sono già, andiamo avanti. Chi risponde: no, serve un giro di vite, estirpiamo gli ogm. In mezzo ci sono una legge italiana, una europea, più le direttive internazionali. Bisogna far rispettare le regole, senza integralismi ". Figlio di un meccanico, appassionato di lavori manuali – nel paese dov'è nato e vive, Bibano di Godega di Sant'Urbano, non è raro vederlo sfaccendare in canottiera e carriola - , diplomato alla scuola enologica di Conegliano e laureato a Udine in "Scienza della produzione animale", appetito pantagruelico – è solito festeggiare le numerose vittorie elettorali con grigliate sul Montello, "due tori da quattro quintali e migliaia di bottiglie di prosecco" -, Zaia è bersagliato dalla stampa progressista (La Tribuna di Treviso lo chiama Er Pomata per via dei capelli tirati indietro con il gel) ma incoraggiato da altri giornali non ostili: "Varcherà pure in punta di piedi la soglia della capitale, ma poi calzerà le sgàlmare sporche di terra, e farà a modo suo". Con il sindaco Gentilini, assicura, è in ottimi rapporti: "Abbiamo cominciato insieme. Sono leghista da sempre". Grande sostenitore delle ronde – "come insegna Hobbes, il cittadino delega lo Stato a difenderlo, ma quando lo Stato non è in grado il cittadino si riprende il diritto e lo esercita" -, a ogni delitto perpetrato nel Nord-Est segue una sua dichiarazione. Le ultime: "Spero che questa bestia omicida marcisca in carcere". "I veneti vogliono che i criminali siano rinchiusi e si butti via la chiave". "E ora nessuno invochi l'infermità mentale perché il Veneto ripudia cittadini come questi". "L'impressione è che per il senso comune non sia sufficiente, per questi crimini efferati, la pena dell'ergastolo". "Invocare la pena capitale non è certo fuori luogo". Ha anche salvato un albanese prigioniero nell'auto in fiamme: "Non chiamatemi eroe, ho fatto solo il mio dovere. Piuttosto, sono disgustato da quelli che hanno tirato dritto ". Gli archivi custodiscono il solito florilegio di dichiarazioni: il benvenuto al vertice di Codevigo ai ministri dell'Agricoltura del-l'Est Europa – "colgo l'occasione per parlare dell'imbarazzante presenza nella Comunità europea di Romania e Bulgaria" -, i fischi all'inno – "parte Mameli e ti vengono in mente Napolitano, Prodi, Marini, Bertinotti e tutta quella roba lì" -, il saluto al presidente della Repubblica con avvertimento incorporato: "Stringendogli la mano gli dicevo "guardi che il Nord ha le palle piene"". Ma tra le gente che incontra è popolarissimo, e ne incontra molta: "Faccio centomila chilometri l'anno". La vorticosa mobilità, unita all'arretratezza della rete viaria pedemontana, gli ha ispirato l'ossessione per la sicurezza stradale. In mezzo alle rotatorie ha fatto mettere i rottami delle auto incidentate, ha sollecitato maggiori controlli "dal palloncino al prelievo dei capelli di chi è al volante", perché "in tempi di emergenza come questi devono cadere tutte le barriere a cominciare dalla privacy". Per i rei, nessuna pietà: "La patente non è un diritto, non la si può dare a una persona inaffidabile. Perché la patente sì e il porto d'armi no? Un'auto può diventare un'arma!". La sua, una Bmw, fu beccata in autostrada a 193 all'ora. "A parte il fatto che facevo i 183 e dovevo andare in Regione per un'emergenza, una tromba d'aria, ho pagato la multa da 407 euro e sono stato senza patente per un mese. E' partita una gara di solidarietà: un industriale mi ha messo a disposizione l'elicottero, centinaia di veneti si sono offerti di farmi da autista. Ma io non ho autisti né autoblù: la macchina era la mia!". Aldo Cazzullo Ieri e oggi Luca Zaia, nel 1969, all'età di un anno. Sotto, a verona, Vinitaly 2007: i "funerali" del Tocai \\ Filosofia delle ronde Per Hobbes il cittadino delega lo Stato a difenderlo ma se non avviene il cittadino si riprende il diritto.

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Quirinale, vertice con il Cavaliere Stop all'aumento dei ministri (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-24 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Quirinale, vertice con il Cavaliere Stop all'aumento dei ministri Berlusconi: la Lega cambi linguaggio. Sulla Ue: meglio seguire i trasporti che i gay Letta non gradirebbe essere vicepremier con Calderoli. E c'è l'idea di non coprire il ruolo. Slitta l'incontro con Formigoni ROMA - "Disteso e cordiale", così fonti del Quirinale definiscono il colloquio di sessanta minuti tra il presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi (accompagnato da Gianni Letta) e il presidente Giorgio Napolitano. Un incontro che si ripeterà nei prossimi giorni, quando la squadra di governo sarà ultimata e prima di salire ufficialmente dal capo dello Stato per ricevere l'incarico. Quello di ieri infatti è stato uno scambio di opinioni di carattere generale sui problemi più urgenti (dall'Alitalia ai rifiuti) che dovrà affrontare il futuro esecutivo. Nessuna nota ufficiale è stata diffusa al termine dell'incontro, segno del suo carattere informale. Qualcosa tuttavia è trapelato. Berlusconi ha indicato alcuni nomi (certi) che comporranno il suo gabinetto, (Tremonti all'Economia, Frattini agli Esteri, Maroni all'Interno o ad altro dicastero, La Russa alla Difesa, Vito alla Giustizia). Sugli altri e sulle quote rosa (durante la campagna elettorale aveva annunciato la presenza di quattro donne ministro) si è riservato una decisione dopo avere consultato gli alleati. In particolare si è discusso dell'eventuale presenza di vice premier. Letta non gradirebbe di avere accanto il leghista Roberto Calderoli. E così, per non creare tensioni proprio con la Lega Nord, dopo le parole di apprezzamento rivolte a Napolitano da Maroni e da Calderoli, è stata presa in considerazione anche l'ipotesi che non ve ne sia neppure uno. In tal caso Letta tornerebbe a fare il sottosegretario alla presidenza e al posto di Paolo Bonaiuti, che lo era stato nel precedente gabinetto Berlusconi e che è destinato adesso a un dicastero (Beni Culturali), arriverebbe l'attuale garante antitrust Antonio Catricalà. Ma non è neppure escluso che alla fine prevalga Letta e che sia solo lui vice premier. Infine si è parlato anche dell'eventualità, prospettata dal Cavaliere, di "spacchettare " alcuni ministeri con portafoglio superando la soglia di dodici. Su questo la risposta di Napolitano è stata netta: non se ne parla, casomai si può agire su quelli senza portafoglio. Il colloquio al Quirinale giunge dopo una serie di esternazioni di Berlusconi. Ha difeso la Lega ("da 21 anni è un partito democratico " ma talvolta che il linguaggio dei suoi esponenti "è fatto di iperboli ed è anche un po' rozzo, e quindi dovrebbe cambiare "). Non solo. Ha detto che il Carroccio "con il suo 8% rispetto al nostro 38 non potrà influire negativamente sull'azione di governo ". E si è poi lasciato andare a una battuta che ha provocato reazioni. Parlando del walzer di poltrone alla Commissione europea tra Italia e Francia ha osservato che è "molto più conveniente per noi interessarci invece che di omosessualità di infrastrutture e trasporti visto che abbiamo da ripresentare un grande piano di opere pubbliche. Avendo un nostro commissario possiamo lavorare meglio". E infine il caso Formigoni. L'incontro con il presidente della Regione Lombardia è slittato ad oggi o forse ad altra data. Incontrando i suoi, Formigoni ha preso in considerazione anche l'idea di un quarto mandato se non otterrà un incarico di prestigio. Lorenzo Fuccaro.

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Lumbard contro Crozza E Fo: il <padano> è bello (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-24 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Dialetto e polemica Borghezio: io non volgare Lumbard contro Crozza E Fo: il "padano" è bello ROMA - Va bene, bisognava prima arrivare a pagina 21 del quotidiano leghista La Padania: poi, però, sotto le previsioni meteorologiche - ovviamente limitate: dall'arco alpino all'Emilia Romagna - ieri c'era, in corpo corsivo, una gustosa polemica. Titolo: "Crozza e la solita satira su Lega e dialetto ". Contenuto del fondino: "Ci risiamo. Ancora una volta il binomio Lega-dialetto viene messo alla berlina... è successo, neppure a farlo apposta, sulla solita e illuminata tv La7. Dove il comico Maurizio Crozza si è cimentato nella tradizionale imitazione di Walter Veltroni. Allo sconfitto segretario del Pd, Crozza ha voluto mettere in bocca espressioni dialettali pseudo-lombarde. Il siparietto è stato creato per mettere in ridicolo un Veltroni alla caccia dei voti del Nord...". Crozza non commenta. Dicono si sia dato questa regola: lui crea, e poi si astrae. Molto concentrato (troppo?) sulla prossima puntata. Più loquace, come sapete, Silvio Berlusconi. "In effetti, il linguaggio della Lega è un po' rozzo...". Rozzo? Qui ci vuole uno bravo. Tipo il professor Luca Serianni, docente di Storia della lingua italiana all'università La Sapienza, accademico della Crusca e dei Lincei. Allora, professore: lei che dice? "Dico che il termine rozzo mi pare appropriato. I leghisti, di solito, non paiono persone ben educate, da salotto". E l'imitazione di Crozza-Veltroni? Quel dialetto così... "In realtà, i politici leghisti parlano un italiano correttissimo. Certo, con inflessioni dialettali... Ad inguaiarli, però, temo sia soprattutto lo stile espositivo...". Stile? Sentite Dario Fo che, nel suo strepitoso Mistero Buffo, inventò un linguaggio teatrale derivato, appunto, dall'idioma padano. "Vede: io potrei parlarle in romanesco, e risultarle rozzo, come dice Berlusconi dei leghisti padani, o elegante. Dipende ". Da cosa, maestro? "Dal valore umano, dalla sensibilità che si dà ai contenuti delle frasi... ". Quindi lei ritiene che il problema dei leghisti sia... "Beh, purtroppo, come dovrebbe apparire evidente, alcuni di loro esprimono concetti beceri e dunque ci rimette, di conseguenza, anche il dialetto padano ". Perché i dialetti, in teoria, son tutti... "Prenda la lingua volgare con cui Dante compose la Divina Commedia: come suona? Dolcissima, tonda, poetica ". Allora anche Francesco d'Assisi... "Ma certo! Anche Francesco, con il suo Cantico delle creature, ci appare come uno straordinario poeta...". Aveva ragione lei, professor Serianni. "Sì: è lo stile espositivo, purtroppo, che penalizza i leghisti". Può fare un esempio? "Ha presente quando Bossi urla? Quando sta lì, con tutto il suo accento lombardo, a gridare: "Romani canaglie!"... ". Telefoniamo all'onorevole Mario Borghezio, il leghista con il miglior accento padano che si conosca. ( Lui risponde, al cellulare, come fa sempre) "Qui, Padania! Chi parla?". "Ah, sì, certo... ma guardi, noi parliam così solo per farci capire dai nostri militanti. Tengo comizi a Biella, Opera, Verona... Come vuole che mi esprima? Ma perché, scusi: le sembrerò mica uno rozzo, eh?". Fabrizio Roncone L'imitazione Maurizio Crozza su La7 durante l'imitazione di Walter Veltroni che parla in milanese.

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Piersilvio: Mediaset l'ha scampata bella (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-24 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Parla Berlusconi junior "La sera del voto ero con mio padre: momento storico, Parlamento finalmente moderno" Piersilvio: Mediaset l'ha scampata bella "La legge Gentiloni era contro di noi. Veltroni? Sentivo il suo fascino, alla fine è svanito" MILANO - L'esordio di Piersilvio Berlusconi regala una sorpresa: "Io Ronaldinho non lo prenderei. Parlo da tifoso, naturalmente: non è quello che serve al Milan di oggi. Più che spendere così tanto per un solo giocatore, forse meglio investire su più ruoli. Ma se arriva un fuoriclasse del genere sarà comunque il benvenuto". Tra un aereo e l'altro, il figlio del capo del governo in pectore parla di Milan, ma soprattutto di politica e televisione. Ieri era a Roma per presentare a Napolitano, nei saloni del Quirinale, con Confalonieri e il produttore Valsecchi, l'anteprima della fiction su Moro. Poi di nuovo a Cologno, alla scrivania. E di fuoriclasse in politica ne vedono in giro? "Ce n'è uno che conosco molto bene... Non finisce mai di stupirmi ". Giudizio di parte. Passiamo all'opposizione: Veltroni la stupisce? "Confesso che all'inizio mi ha affascinato per quel suo modo nuovo e moderato di affrontare le cose. Però alla fine della campagna elettorale - e ho fatto davvero lo sforzo di ragionare al di là del mio cognome - ho iniziato a sentire delle evidenti mancanze. Mi è sembrato poco concreto, proiettato verso un sogno futuro, ma non in grado di dare risposte ai problemi di oggi. Per me il suo fascino alla fine è svanito. Si dice che Veltroni sia un grande comunicatore, ma visti i risultati... ". Che effetto le fa l'antiberlusconismo, quello che ogni tanto degenera in odio? "Mi fa scattare un senso di protezione verso mio padre in termini affettivi, quasi fisici, non politici. Ormai tutti in famiglia abbiamo fatto l'abitudine anche agli attacchi più feroci. Ma è terribile sentire certe falsità anche in alcuni recentissimi programmi tv". Dopo anni alla vicepresidenza di Mediaset pensa che la tv condizioni le scelte degli elettori? "In linea generale, meno di quanto si dica. Sicurezza, pensioni, lavoro, carovita: le soluzioni a questi problemi sono le cose che contano. Molto più di come si presenta un leader politico in tv". è vero che la sera dei risultati era con suo padre ad Arcore? "Sì ero lì, anche con mia sorella Marina. è stata una serata che ricorderò sempre, sia come figlio, sia per la sensazione di partecipare a un momento storico. Da un lato la felicità per mio padre, dall'altro la consapevolezza di aver vissuto da vicino il passaggio a un Parlamento più moderno, centrato su due nuovi grandi partiti. Chi l'avrebbe immaginato soltanto qualche mese fa?" Avete tirato un sospiro di sollievo per aver evitato la legge Gentiloni sulle televisioni? "è chiaro che la sensazione di scampato pericolo c'è. Ma quella legge non so se sarebbe mai passata. Troppo platealmente a senso unico contro Mediaset. Noi chiediamo solo di operare nella normalità, con regole chiare che limitino, ma allo stesso tempo tutelino, tutti gli operatori". Confalonieri in un'intervista auspicava un dialogo con il centrosinistra. è d'accordo? "L'Italia ha bisogno urgente di grandi riforme che possono essere realizzate solo con il consenso di tutti. Spero che governo e opposizione collaborino su questo, senza bisogno di accordi su come governare ". Cosa pensa della Lega? "è un partito vero che interpreta bene alcuni bisogni dei cittadini del Nord e del Centro-Nord". Non teme certi eccessi? "No. Al di là dei toni da campagna elettorale, Maroni e Castelli, per esempio, sono molto competenti, Bossi è un vero animale politico. E la Lega esprime un punto di vista all'interno di una coalizione. Sono ottimista, il Paese è in buone mani ". E Mediaset è in buone mani? Sono anni difficili per la televisione. "Il 2007 è stato molto complicato, ma ne siamo usciti con un bilancio positivo e ottimi utili. Nel 2008, almeno finora, la pubblicità è in crescita e gli ascolti brillanti. Già nello scorso autunno, Canale 5 è stata la prima rete italiana in prima serata e ora, a stagione quasi finita, Canale 5 e Mediaset sono leader assoluti sul pubblico fino a 65 anni. E anche considerando tutta la popolazione siamo davanti. Non è un nostro obiettivo, ma premia il nostro lavoro. Insomma, tutti gli indicatori fanno pensare al 2008 come a un grande anno". Di chi è il merito? "Abbiamo risultati elevati e costanti: da Striscia ad Amici, dalla Corrida al Grande fratello e allo Show dei record, passando per i Cesaroni. La Rai invece vive su singoli eventi: Celentano, Benigni, Sanremo, miniserie seguite soprattutto dal pubblico più anziano". Domenica scorsa il direttore di Raiuno Del Noce era ospite di Bonolis a "Il senso della vita" su Canale 5. Le ha dato fastidio? "Noi avevamo sconsigliato Bonolis. Nulla contro Del Noce, ma non ci sembrava opportuno, soprattutto per loro due. Detto questo non è nostro costume vietare se non ci sono eccessi dal punto di vista editoriale. Contenti loro...". Il futuro di Bonolis è a Mediaset o come si dice tornerà alla Rai visto che a giugno scade il suo contratto? "Noi siamo tranquilli, stiamo lavorando insieme a Paolo su progetti futuri. E poi abbiamo un'opzione: potremmo allungare il contratto ". Se volesse condurre il prossimo Festival di Sanremo concedereste la liberatoria? "Prima pensiamo alle cose da fare in Mediaset, poi, nel caso, vedremo se sarà possibile coordinare gli impegni. Di principio non siamo contrari. L'abbiamo già concessa ad altri importanti artisti Mediaset ". Perché non avete un programma d'informazione in prima serata? "L'approfondimento politico a quell'ora deve avere toni forti per funzionare. Non è facile per nessun editore: figuriamoci per noi. Ce ne direbbero di tutti i colori. Di certo, una cosa fatta col bilancino non funzionerebbe". E il digitale terrestre come va? "Siamo all'inizio, ci vuole prudenza, ma i risultati sono al di sopra delle nostre migliori aspettative. Le tessere attive Mediaset Premium sono arrivate a 2 milioni e 600mila. E le tessere attivate dal primo gennaio a oggi sono il doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso". Tra pochi giorni, il 28 aprile, compirà 39 anni. "è vero, inizio il mio quarantesimo anno di vita. Mi ritengo estremamente fortunato: salute, famiglia, amore, lavoro. Per il futuro c'è da fare veramente tanto: Mediaset ha da poco iniziato il cammino per diventare un gruppo di grande respiro internazionale. Una sfida tosta ". Maria Volpe \\ Antiberlusconismo Mi fa scattare un senso di protezione verso mio padre in termini quasi fisici, non politici \\ Televisione Noi chiediamo regole chiare, che limitino, ma allo stesso tempo tutelino, tutti gli operatori.

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Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it Dall'ultimo (sezione: Nord)

( da "Tempo, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stampa Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it Dall'ultimo ... Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it Dall'ultimo lembo d'Italia, quello più a sud, allo scranno di Palazzo Madama. Angela Maraventano di Lampedusa eletta senatore in quota alla Lega Nord. E lei è leghista convinta da anni. Da quando si batte contro l'immigrazione clandestina che soffoca l'isola pelagia ed è divenuta la paladina dei suoi concittadini. Una leghista tosta eletta in Emilia Romagna. "Sono un po' arrabbiata - esordisce - Ho lasciato il sole della mia isola per venire a Roma e trovo il cielo nuvoloso. Il sole per me è tutto. E oggi infatti mi sento già meglio". Si sente un emigrante? "Non proprio, le debbo confessare che in fondo sono mezza romana. Sia chiaro non Roma ladrona. L'altra mezza. Mio padre aveva un peschereccio ad Anzio e lì ho vissuto molti anni. I miei figli sono nati ad Anzio. Sono molto legata a quella cittadina e quindi anche a Roma. è la mia seconda città". E Lampedusa? "Lampedusa è in buone mani. Momentaneamente". Che vuol dire? "Senza di me c'è sempre pericolo. Sono il difensore dei cittadini, quella che si batte per i loro diritti". Però l'ha lasciata per il Senato... "Lampedusa non l'abbandonerò mai. Tutte le settimane tornerò giù. Sono una che lavora duro. Una leghista doc con un cuore siciliano. Del resto se non fossi così, con questa anima lampedusana, come si potrebbe resistere in un'isola lontana da tutto". In Parlamento quali programmi? "Quelli per i quali mi sono sempre battuta. Immigrazione e sicurezza. Sto già lavorando a una legge per respingere i clandestini e mi auguro che i miei nuovi colleghi la votino perchè sarà una legge dura. Senza sconti". In perfetto stile Bossi... "Bossi è felicissimo. Ci siamo visti a Milano la settimana scorsa. Sono una sua scoperta e sono riuscita a portare un contributo importante. Ho fatto sventolare la bandiera della Lega Nord a Lampedusa". Angela Maraventano guerriera con stile casual. Il primo giorno al Senato? "è vero, sono una da jeans e non ho intenzione di cambiare. Ma il primo giorno in effetti non possono evitare di indossare un tailleur. No nero, un colore che odio. Qualcosa di sobrio ma con l'immancabile foulard verde. Che scherziamo. Quello non mancherà mai".

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Berlusconi rassicura Napolitano e accelera sull'insediamento (sezione: Nord)

( da "Tempo, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stampa Il Cavaliere sale al Colle e discute di Bossi, Alitalia e della formazione di governo Berlusconi rassicura Napolitano e accelera sull'insediamento Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it Berlusconi è salito al Colle. Giorgio Napolitano voleva essere aggiornato sulle intenzioni del presidente del consiglio in pectore riguardo ai problemi più stringenti. Voleva fare il punto sulla squadra di governo e capire quale sarà il timing da qui all'insediamento. Un incontro "cordiale", l'hanno definito i due staff. E forse riparatorio, causa alcuni malintesi che si erano verificati durante la campagna elettorale. Il Capo dello Stato avrebbe discusso con il Cavaliere della questione Alitalia e la preoccupazione di entrambi si è incentrata sui conti della compagnia di bandiera italiana. Ma a quanto sembra l'altra grande preoccupazione del Quirinale riguarda il peso che avrà la Lega nel futuro governo, anche se il Colle ufficialmente nega ci siano problemi con il partito di Bossi. Berlusconi lo ha rassicurato ("i toni dovranno cambiare") e proprio sull'esecutivo ha dato l'impressione di voler stringere il più possibile i tempi, se è vero che ha intenzione di volare in Israele da premier per celebrare i sessant'anni dello Stato ebraico. A proposito di totoministri, è saltato l'appuntamento che Berlusconi aveva in serata con Roberto Formigoni. Il governatore della Lombardia sta cercando un nuovo incarico e non molla: vuole entrare a far parte dell'esecutivo, anche se il Cavaliere preferisce dargli un posto di rilievo nel Popolo della libertà. Intanto ciò che è sicuro è che le caselle del nuovo governo non sono ancora definite. Se torna in corsa Vito come Guardasigilli (per il ministero di via Arenula sono candidati anche Pera e Mariastella Gelmini sembra dirottata verso l'Istruzione), si fa sempre più forte l'ipotesi di Paolo Bonaiuti ai Rapporti con il Parlamento e di Sandro Bondi ai Beni culturali. E il coordinamento del Pdl? Per ora l'ipotesi più accreditata è quella di Denis Verdini. Non ci sarà, invece, il ministero dello Sport in questa legislatura. "C'è un principio fondamentale, che ho sempre seguito: l'indipendenza assoluta, la politica deve stare lontana dallo sport": il Coni chiaramente ringrazia. In questi giorni di necessaria "afflizione - come ha detto lo stesso Cavaliere - che continuerà finché non si completerà la formazione del nuovo governo", Berlusconi ha spiegato ancora che "la squadra sarà di 60 componenti in tutto, tra ministri e sottosegretari, la metà del governo attuale - aggiunge -. Ci sono funzioni che adesso sono in tre ministeri, che vanno accorpate in uno solo e questo complica la scelta delle persone. è un momento particolarmente impegnativo, perché la squadra di governo è la base per trasformare in realtà il nostro programma, che per noi è un impegno morale". In serata il premier in pectore ha trovato anche il tempo di ricevere a Palazzo Grazioli il leader di Mpa Raffaele Lombardo. Secondo i suoi collaboratori, "come la Lega ha chiesto, anche lui è andato a chiedere un ministero per premiare l'impegno del suo partito durante le elezioni".

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La Lega spiegata a una norvegese (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-04-24 num: - pag: 42 categoria: REDAZIONALE Italians di Beppe Severgnini La Lega spiegata a una norvegese T orno da Oslo. Ai tempi dei Beatles, le ragazze norvegesi chiedevano altre cose ( Norwegian Wood). Oggi vogliono sapere tutto sulla Lega Nord. Una studentessa, Ida Torske (idalovise@gmail.com), sta scrivendo la tesi su "Le donne nella Lega" e mi ha tempestato di domande. Le ho proposto: mezza giornata di guida turistica in cambio delle risposte. Mi ha portato sulla terrazza dell' Ekeberg Hotel: ute pils (birra all'aperto), rekesmØrbrØd (panino aperto con gamberetti), vista sul fiordo. Mi sdebito. Ecco "Lega Nord per Norvegesi" (e non solo). Se diffidate del giornalista, date retta al lombardo. 1) Non confondete la Lega con altre manifestazioni del populismo europeo. Il movimento di Haider, in Austria, aveva tratti xenofobi (reali, non verbali). Le Pen sapeva di tardo fascismo. La Lega tuona contro l'immigrazione, ma cerca il voto del "cittadino ordinario" (lo stesso fanno Hillary e McCain negli Usa, rendendosi ridicoli). La sinistra italiana, quindi, stia attenta. Quando l'avversario vince facile, è perché riesce a rubare i voti popolari (la Thatcher come Reagan, Berlusconi come Sarkozy, Bossi più di tutti). 2) Partito delle proposte? Maroni dica ciò che vuole: ma la Lega Nord ha saputo intercettare lo scontento. L'ha fatto durante Tangentopoli (un'indignazione prontamente rimossa). L'ha rifatto oggi, in tempi di criminalità inquietante e Casta arrogante. I leghisti, come ha ricordato G.A. Stella su Corriere Tv, sono stati i primi firmatari per l'aumento di stipendio ai parlamentari. Ma chi le ricorda, queste cose? La Lega continua a essere percepita come "anti-sistema". 3) Bossi non va preso alla lettera. Nessun lombardo s'è mai sognato di "prendere i fucili" (forse i bresciani, per andare a quaglie). Certo: alcune frasi, messe tra virgolette in un lancio d'agenzia, sono agghiaccianti. La pessima immagine internazionale della Lega è dovuta a questo. Bossi, in 15 anni, è passato dagli insulti a Berlusconi (mafioso!) all'alleanza; dal rito dell'ampolla a quello delle poltrone. L'uomo non è un mostro di coerenza, ma dimostra buon fiuto e una conduzione castrista del movimento. Maroni sarà il suo RaÚl. 4) La Lega parla di "federalismo" ma s'accontenta di più autonomia. Fiscale, soprattutto. Se Lombardia e Veneto ottenessero le condizioni del Trentino-Alto Adige, qui sarebbe una pacchia. Ma dove troviamo i soldi per il resto d'Italia? Portare mercato e buona amministrazione nel Mezzogiorno? Auguri. Per la prima volta, siamo sotto la media europea come prodotto pro capite. A metà degli anni 90, tra i grandi Paesi, ci superava solo la Germania. 5) Infine, le donne. Berlusconi le esibisce, la sinistra le adula, la Lega le ascolta. Sono pratiche, tenaci e passionali. Molte si sono rivelate buone amministratrici. Non fatevi ingannare dallo spettacolo ruspante di Miss Padania. Certe ragazze lombarde hanno più testa che petto, ed è tutto dire. www.corriere.it/italians www.beppesevergnini.com \\ Il partito di Bossi è capace di ascoltare le donne: pratiche, tenaci e passionali.

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D'Alema: <Da destra sulla sicurezza solo chiacchiere> (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-24 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Pd Le loro leggi "hanno aumentato i clandestini" D'Alema: "Da destra sulla sicurezza solo chiacchiere" Con Rutelli al mercato Trionfale "Ecco come risolvere il problema traffico": 5,5 miliardi per prolungare le metro di 22-25 chilometri, fin oltre il Raccordo. "Non c'è un caso di corruzione nella cittÁ di Roma da quando c'è un'amministrazione di centrosinistra. Loro, appena hanno avuto il governo della Regione, sono stati indagati per corruzioni gravissime: hanno speculato sulla salute con delle tangenti". Francesco Rutelli ha accanto Massimo D'Alema, sono in piedi su una panchina a pochi metri dal mercato Trionfale. Strada colma di persone, alcune sono affacciate dai palazzi: un signore, al terzo piano, s'è portato il piatto in finestra, e intanto mangia. La passeggiata nel mercato dei due si è appena conclusa. D'Alema ha fatto strada: "Vieni, ti faccio vedere dove compro la frutta. Lì al penultimo banco prendo il pesce ". Dai banchi, a metà tragitto, è partito il coro "sindaco- sindaco-sindaco". Rutelli non sopporta la destra che si presenta come paladina della legalità: "La battaglia per una città più sicura è una battaglia mia e non di coloro che vorrebbero combatterla solo in campagna elettorale. La destra che si candida a governare Roma sta manifestando tutti i suoi tratti, che una volta erano chiamati fascisti, poi missini. Storace ha dato il suo appoggio ufficiale: ora i giochi sono chiari ". Non a caso, dunque, D'Alema chiede di "fermare questa marea nera, impedirle di travolgere la città". D'Alema riconoscere "il grande lavoro svolto dall'amministrazione Veltroni, ma adesso bisogna dedicare maggiore attenzione ai problemi del quotidiano. Insomma la capitale deve "completare i grandi progetti " senza però dimenticare i problemi concreti dei romani, a cominciare dalla lotta alla criminalità e la sicurezza. "Quello che la destra ha fatto per la sicurezza sono solo chiacchiere, anzi una sorta di grida manzoniane che certo non fermano l'immigrazione ". La Bossi Fini? "Ha reso difficile l'immigrazione legale ed ha così favorito l'immigrazione clandestina". Rutelli annuncia un piano da 5,5 miliardi - "l'equivalente della spesa pre3vista da Alemanno per il secondo Gra" - per "risolvere il problema del traffico": metropolitane tutte prolungate, 25 chilometri di tratte, fin oltre il Gra. "I soldi li prenderemo dal project financial, dai contributi del Cipe e dal Governo". D'Alema è sicuro di una cosa: la fascia sociale che risentirà di più del "cattivo governo Berlusconi sarà quella dei ceti popolari che si sono fatti ingannare dalle sue promesse, che hanno pensato se è ricco lui possiamo diventare ricchi tutti. E poi c'è un altro discorso: Alemanno e Storace hanno un'affinità politica che li lega fin dalla gioventù, provengono dal mondo fascista della camicie nere". Alessandro Capponi Pranzo Massimo D'Alema e l'incontro con gli abitanti di via Pomponazzi.

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Il giorno di Fini Agli ambulanti: fuori il permesso (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-24 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Pdl Visita aTestaccio: una volta non ci sarei potuto venire Il giorno di Fini Agli ambulanti: fuori il permesso Il leader di An al mercato di Boccea Passeggiate romane per il leader di An Gianfranco Fini a sostegno della candidatura di Alemanno D'Alema lo ha preso in giro, dicendo che "Berlusconi lo ha trasformato da leader in intrattenitore ", ma Gianfranco Fini, ieri mattina a Boccea, è comparso ai cittadini romani sotto un'altra veste: il controllore di permessi di soggiorno. Un'altra presa in giro? Niente affatto. Fini, i permessi di soggiorno, li ha controllati davvero. è successo a Boccea, nel giro che il leader di An, ha fatto per sostenere la candidatura di Gianni Alemanno. Fini (occhiali scuri, l'impeccabile look con vestito grigio, camicia bianca e cravatta arancione) ha incrociato due venditori di accendini egiziani ad un semaforo e gli ha chiesto: "Ma voi ce l'avete il permesso di soggiorno?". I due, sorridenti e un po' imbarazzati, hanno accenato un saluto romano e hanno tirato fuori il foglio di carta. Fini (che insieme a Bossi firmò la famosa legge anti-immigrazione clandestina), a quel punto, ha replicato con una battuta: "Mi sa che siete gli unici "Il che siete in regola, qua in Italia... ". Stessa scena prima di risalire in auto. Fini ha incontrato altri due extracomunitari, seduti in un bar. Altra richiesta di documenti e risposte diverse. Uno ha mostrato il permesso di soggiorno, l'altro ha detto di "averlo lasciato a casa". E Fini, di rimando: "Paraculo...". Poi più seriamente: "Volevo vedere se funziona la mia legge ma mi sa che non è così: non è possibile che in tanti hanno il permesso, forse se lo comprano...". Ma il prossimo presidente della Camera non si è limitato a controllare documenti. Ha incontrato le signore di Boccea, ha comprato un mazzo di peperoncini ("portano fortuna"), ha venduto due limoni al cliente di un banco del mercato. Qualcuno ha scherzato su Totti: "Sono romanista sottopelle, ma quando ho saputo che appoggiava Rutelli gli ho detto: devi schioppa'! ". Altri si sono lamentati della ressa creata, e sono stati zittiti dai militanti. Nel pomeriggio, il leader di An è andato a Testaccio: "Fino a qualche hanno fa - ha detto - qui non sarei potuto venire neppure coi blindati... Rutelli è una minestra riscaldata, una salma politica. Fategli una pernacchia: ideale ovviamente... Quando dirà che pulirà le strade o manderà via i nomadi chiedetegli perchè non l'ha fatto prima". E poi: "Il ballottaggio è un'occasione irripetibile. Se dicessi che risolveremo tutti i problemi sarei pazzo e bugiardo, ma metteteci alla prova. Roma non ha bisogno di lustrini e notti bianche, ma di qualcuno che si occupi dei suoi problemi". E. Men. Esame Gianfranco Fini mentre si congratula con un ambulante extracomunitario in regola con il permesso.

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Alemanno: le priorità sono lo smog il traffico e le periferie (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-24 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Il candidato Alemanno: le priorità sono lo smog il traffico e le periferie Dei sondaggi, negli ultimi giorni di campagna elettorale, non si può parlare. Però, ad evocarli (senza fare numeri, naturalmente) ci pensa Gianni Alemanno: "La sinistra è nervosa, probabilmente perchè legge gli ultimi sondaggi o perchè ha capito che il confronto è molto aperto". L'ex ministro dell'Agricoltura, ormai, fiuta l'aria: sente che tra lui e Rutelli il gap (che all'inizio della sfida era di 14-15 punti a vantaggio dell'ex sindaco) è ridotto all'osso e si gioca il tutto per tutto. Parando anche i colpi che gli arrivano da dove meno se li aspetta. Berlusconi, volendogli fare un complimento, ha detto di "votare per lui perchè scopa nuova scopa bene". E il centrosinistra, naturalmente, ne ha approfittato per varie battute sferzanti. Alemanno, però, si è scomposto poco: "La sinistra pensa che Roma sia una sua proprietà e quindi ogni giorno ne inventa una, parlando di Bossi o dandomi dello scendiletto o del dipendente. Ma se sarò sindaco, risponderò solo di me stesso. Lo stesso Berlusconi, a Corviale, mi ha definito un gran rompiballe. Bene, continuerò ad esserlo anche da sindaco... Veltroni si inventi qualche altra balla per sostenere Rutelli: Roma sa quanto sono indipendente. I veri nemici non siamo io, Bossi e Tremonti, ma i sindaci che l'hanno governata negli ultimi 15 anni ". Ieri, il candidato del centrodestra, ha fatto un giro in pullman tra l'Eur, Vigna Murata e Laurentina. Strette di mano e qualche contestazione. In mattinata, aveva parlato delle infrastrutture, senza più citare il secondo raccordo anulare (progetto nel quale la componente di An del Pdl non ha mai creduto): "Ci saranno quattro direttrici: manutenzione delle strade; controllo del traffico da parte della municipale; trasporto pubblico da rimodulare; magazzini di scambio per azzerare l'entrata in città dei mezzi pesanti". Altro? "Lavori di potenziamento sulle linee ferroviarie Roma-Viterbo, Roma-Pantano, Roma-Lido e Roma-Tivoli- Guidonia. Riesame del tracciato della metro D, spostamento del capolinea dell'8 da largo Argentina a via delle Botteghe Oscure e stop al prolungamento fino alla stazione Termini". Inoltre, ad Italia Nostra, Alemanno ha promesso "una commissione di saggi che decida sul parcheggio del Pincio": il progetto potrebbe anche essere bloccato. "Traffico, smog e periferie saranno alcune delle nostre priorità", ha aggiunto il candidato del Pdl che oggi andrà in visita alla Moschea. E.M. "Il rompiballe" Alemanno: "Berlusconi mi ha definito così, e io continuerò a esserlo".

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ROMA - È durato un'ora l'incontro al Quirinale. Silvio Berlusconi si è presentat (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

O in compagnia di Gianni Letta all'appuntamento serale con Giorgio Napolitano. È stata la prima occasione per parlare del futuro governo, della sua struttura, oltre che dei primi provvedimenti che il Cavaliere ha in animo di varare. Tra questi il piano "sicurezza", anticipato da Letizia Moratti ieri dopo una visita a Palazzo Grazioli: maggiore certezza della pena, inasprimento delle pene, processi per direttissima in caso di flagranza di reato. "Basta lassismo - ha detto più tardi Berlusconi - siamo pronti ad usare lo strumento del decreto-legge". Al Quirinale si è parlato anche di Alitalia, dossier che preoccupa il Capo dello Stato. Ma la linea del futuro premier resta quella annunciata: mettere in piedi una nuova cordata entro un paio di mesi. Il Cavaliere ha dedicato una parte della giornata al lavoro di composizione dell'esecutivo. Con Roberto Formigoni si è sentito al telefono, ma l'incontro tra i due è stato rinviato. Formigoni è insoddisfatto e fatica a rassegnarsi ad una permenenza al Pirellone. Ma Berlusconi è deciso: niente elezioni regionali anticipate in Lombardia. A Palazzo Grazioli ha ricevuto invece il sindaco di Milano. Berlusconi assegnerà a Letizia Moratti il ruolo di commissario e di presidente del comitato coordinatore dell'Expo milanese. Ad una radio romano Berlusconi ha sostenuto che questi giorni di faticosa mediazione per la formazione del governo, stretto tra le richieste degli alleati, sono per lui "giorni di afflizione. È difficile mettere tutti d'accordo". Le intervista a radio e tv locali romane ieri sono state molte. Alla campagna per il ballottaggio il Cavaliere ha dedicato molte ore. E, per spingere i romani a votare Alemanno, Berlusconi non ha risparmiato una frecciata alla Lega. Anzi, una vera e propria bacchettata: "Il linguaggio della Lega è fatto di iperboli ed è anche un po' rozzo. Dovrebbe cambiare". Detto questo, il leader del Pdl ha tuttavia circoscritto la critica. "Da 21 anni la Lega è un partito democratico. E nei cinque anni in cui è stata al governo non mi ha mai detto no". Ancora: "Ha sindaci molto bravi e non c'è alcuna possibilità che la Lega faccia danno ad un solo cittadino di Roma o del Sud". Tuttavia, quel linguaggio rozzo va corretto. Anche quando Bossi dice Roma ladrona "esagera", ma si riferisca "alla casta politica". Il messaggio di Berlusconi è stato subito raccolto e rilanciato da Gianfranco Fini: "Silvio ha ragione". E, in vista del ballotaggio di Roma, la Lega ha evitato polemiche. Solo Mario Borghezio, dopo aver lodato i "meriti storici" del leader Pdl che "ci ha liberato da questa sinistra", ha detto che sarà difficile "che la Lega si depuri dalla sua rozzezza così come i fighetti forzitalioti difficilmente si libereranno delle loro caratteristiche di figli di papà e di gente che spesso non ha mai lavorato nella vita". Nel merito, comunque, Berlusconi ha approvato la proposta di Bobo Maroni di riconsiderare il trattato di Schengen nei confronti della Romania. "So che all'inizio - ha detto il Cavaliere - si poteva contrattare una moratoria, cosa che hanno fatto altri Paesi. Prodi invece non ha mosso un dito quando il 1° gennaio 2007 si sono aperte le frontiere con la Romania. Ora vedremo se sarà possibile contrattare ex novo una moratoria". Cioè un periodo di tempo in cui reintrodurre il visto d'ingresso. Il governo rumeno non ha gradito. "Mi pare difficile che si possa reintrodurre il visto - ha dichiarato il sottosegretario Mihai Gheorghiu. - Si tratta di dichiarazioni elettorali". cla.sa.

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ROMA - Stò stretto, stò stretto. Tutti mi chiamano per ricordarmi (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Di MARCO CONTI ROMA - "Stò stretto, stò stretto. Tutti mi chiamano per ricordarmi questo o quello, per raccomandarsi, ma come si fa. Eppure sanno quanti posti ci sono. E poi dovrebbero capire che non c'è mica solo il governo!". A Steve Ballmer, numero uno mondiale della Microsoft, lo sfogo di Silvio Berlusconi non deve averlo sorpreso più di tanto. Se non altro perchè quando ieri pomeriggio è arrivato a palazzo Grazioli, accompagnato dal presidente della Microsoft Italia Umberto Paolucci, si è reso conto del via-vai di parlamentari che da giorni sta mandando in tilt i più stretti collaboratori del quasi-premier. Quelli che ha definito "i giorni dell'afflizione" perchè "si accontenta una persona e se ne scontentano tante altre", Berlusconi li ha descritti qualche ora dopo a Giorgio Napolitano. Dal capo dello Stato, il Cavaliere è andato nel pomeriggio di ieri in compagnia di Gianni Letta. Il più stretto collaboratore del quasi-premier è da sempre in contatto con il Quirinale, mentre Berlusconi ha preferito un incontro di persona alle conversazioni telefoniche che il presidente della Repubblica ha già avuto con Gianfranco Fini e Umberto Bossi. Il Senatur, che oggi riunirà in via Bellerio tutta la squadra di eletti di Camera e Senato, giovedì scorso ha voluto verificare personalmente se ci fossero intoppi alla nomina di Calderoli a vicepremier. Raccontano che dal Colle non sono venute valutazioni, e tanto è bastato a Bossi. In realtà i primi ad essere contrari alla nomina di Calderoli a vicepremier sono in FI (Tremonti e Letta) e ieri pomeriggio Berlusconi ne avrebbe dato conferma nel corso di un colloquio durato un'ora, nel quale ha affrontato con il capo dello Stato molti dei temi sul tappeto legati alla formazione del governo e alle più importanti urgenze. Alitalia compresa. Di certezze sui ministri il leader del Pdl ne avrebbe offerte poche. Oltre ai nomi noti, il leader del centrodestra si è prodotto in un elenco, senza però indicare le competenze, la cui somma non ha fatto certo dodici. La prospettiva di una modifica della legge Bassanini, per aumentare a 13 o 14 il numero dei dicasteri è quindi possibile. Anche se il Cavaliere promette di restare nel tetto dei sessanta membri in tutto, il rischio di dover varare un disegno di legge per lo spacchettamento di alcuni dicasteri è reale, visto che l'ipotesi di un decreto legge non sembra praticabile. L'esplicito invito a non esagerare con i ministri è arrivato puntuale dal capo dello Stato. Così come a cercare con l'opposizione "rapporti costruttivi" sui temi di interesse generale. Forse proprio per dare un segnale di disponibilità in tal senso il Cavaliere ha messo nell'elenco anche Ichino e Montezemolo, ma la necessità di accontentare tutti renderà difficile la scelta di nomi esterni o di tecnici. Giustizia e Interni sono le spine del Cavaliere. In via Arenula vorrebbe rimandare il leghista Castelli, in modo da riportare il Viminale in quota FI e accontentare Maroni alle Attività Produttive, ma Bossi non molla. Lo stesso Castelli non gradirebbe il ritorno, preferendo un posto da vice alle Infrastrutture e sul Colle ricordano ancora con scarsissimo entusiasmo gli attacchi di Castelli a Napolitano in occasione della concessione della grazia a Bompressi. Nella rosa dei papabili per la Giustizia fatti ieri pomeriggio da Berlusconi ci sono anche Elio Vito (FI) e Giulia Bongiorno (An). Anche se il primo rischia di scontare da subito lo scarso entusiasmo dell'Anm, mentre la Bongiorno incontra più di una resistenza tra i colonnelli di An che temono di veder ridimensionato il proprio ruolo nella compagine di governo. Una rosa il neo premier ha promesso di farla anche per la scelta del commissario europeo in sostituzione di Frattini che potrebbe essere fatto dallo stesso Prodi, scegliendo tra Tajani, Mauro, La Malfa e qualche altro esponente del Pdl.

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Berlusconi bacchetta Bossi. E avvia il dialogo col Colle (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

"Lega rozza, cambi linguaggio. Sicurezza, rivedere Schengen: visti d'ingresso per i romeni". No di Bucarest.

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Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it La droga è (sezione: Nord)

( da "Tempo, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stampa Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it La droga è ... Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it La droga è nell'aria. Non è una semplice figura retorica. Lo ha stabilito una ricerca del Cnr che, in uno studio sull'inquinamento atmosferico di Roma, ha scoperto che tra le particelle di smog sono presenti anche molecole di cocaina (in particolare nei mesi invernali). In misura minore, poi, c'è anche cannabinolo, il principale componente attivo della marijuana. Le più alte concentrazioni? In centro e nella zona intorno all'Università La Sapienza. Ma la droga si trova ovunque. Un mercato aperto 24 ore su 24 presente in ogni quartiere della Capitale. Un mercato che non conosce crisi e che si espande sfruttando anche le diavolerie che la tecnologia offre. Le pagine gialle dello spaccio aiutano a scoprire un mondo che ormai non è più sotterraneo ma vive alla luce del giorno e la notte cambia solo tipologia di clienti e merce. Nella Roma megalopoli e globalizzata il melting pot nel mercato della droga raggiunge livelli sorprendenti. Pusher italiani e magrebini, cavalli e padroni senza distinzioni. Lo stesso tra albanesi e colombiani. Tutti insieme per guadagnare sul vizio di tanti. Il viaggio inizia in periferia, sempre più protagonista del mercato. San Basilio: quartiere cresciuto tra palazzoni che sovrastano la zona industriale della Tiburtina e dove si respira la stessa aria dei detenuti del mega carcere di Rebibbia. Via Corinaldo, via Morrovalle, Monte Giorgio. Davanti al supermercato, di fronte al "Bar della coltellata", così chiamato nel quartiere perché qui è stato "punzecchiato" un tipo che aveva fatto uno sgarro. è mattino e lo spaccio è già aperto. Ma le vedette vigilano. I pusher si sono fatti furbi. Non più un posto definito: ora si gira. I telefonini degli spacciatori vibrano e l'appuntamento al cliente cambia. Anche il numero dei telefonini cambia: uno, due volte a settimana. Ma i clienti riescono ad avere sempre quello giusto. Cavalli e cavallini (gli spacciatori minorenni ndr) sono italiani ma non mancano gli albanesi preferiti per la loro cattiveria che non guasta mai quando c'è da fare i conti con qualche insolvente o con i concorrenti. Qui fumo ed eroina sono i pezzi forti. Il fumo è buono, l'odore è forte. "è mischiato con gli escrementi di cammello così l'odore è intenso e pensano che sia di qualità migliore", spiega uno che la sa lunga sul giro di affari dei narcos de' noantri. Un corsa sul Raccordo ed eccoci a Tor Bella Monaca. Anche qui il mercato è in mano agli italiani ma la merce, "neve" in particolare, la gestiscono i sudamericani. Alcuni sono transessuali che così arrotondano la vita da marciapiede. Largo Ferruccio Mengaroni, via della Archeologia, via S. Rita da Cascia: i cavallini aspettano i clienti. Vanno su e giù con i motorini. Parlottano tra di loro. Ma la roba non ce l'hanno. Sta da un'altra parte. Qui per strada si tratta il prezzo e la quantità poi la consegna avviene altrove. A volte lasciano la stecca di fumo in un vaso davanti alla chiesa. Altre volte lo scambio avviene nell'androne di uno dei palazzi. Altre volte il cliente viene portato a spasso per Roma e la "roba" arriva dopo tutta una serie di passaggi. "Tor Bella" è l'ipermercato della droga. Ci vengono da tutta Roma anche attori e professionisti. Di giorno hashish e un po' di eroina. Di notte cocaina e pasticche. Qui ci sono pusher egiziani, albanesi sudamericani. Insomma lo spaccio è veramente internazionale e questa è la garanzia che la merce c'è sempre. A Centocelle tunisini e sudamericani prendono appuntamento e poi magari a Forte Prenestino ti consegnano la merce ordinata. Gli italiani convivono senza particolari problemi. Si torna verso il centro e, all'uscita dalla Tangenziale, piazza Lodi vede personaggi scambiarsi "ventini" e "cinquantini" di cocaina. La piazza è però solo un posto di consegna. La trattativa può avvenire al Pigneto o a San Lorenzo. In queste due località divenute il centro della nuova movida romana gira soprattutto "fumo" e pasticche di ecstasy. Nordafricani e italiani i venditori. Arrivando in Centro un salto sotto i portici di piazza Vittorio per rifornirsi di khat, la pianta allucinogena degli altopiani del corno d'Africa. Qualche decina di euro e si porta a casa una bella piantina da succhiare fino a consumarla tutta. Effetti stimolanti garantiti. Nel cuore del centro storico Campo de' Fiori resta il market privilegiato. Qui gira di tutto. In via dei Cappellari: cocaina e fumo. Pasticche al Biscione dove si può comprare anche il Viagra. Lo stesso in piazza della Quercia di fronte al Consiglio di Stato. E ancora al Pellegrino dietro l'Arco degli Acetari. Nel fine settimana c'è il grande business con studentelli e stranieri in cerca di emozioni che non fanno storie sul prezzo. Qui come a Trastevere (via San Callisto, e vicolo Santa Margherita) lo spaccio può assumere aspetti inconsueti. Molto spesso non sono pusher professionisti piuttosto si tratta di giovani intraprendenti che hanno fatto acquisti in periferia e la sera rivendono agli amici. Zona Nord. La sorpresa arriva in Largo Sperlonga dove la sera e non solo il giovedì, gira il "ghiaccio". Ice infatti è il nome in codice per lo shaboo, la droga sintetica tanto diffusa tra i filippini che proprio qui, tra via San Godenzo e la campagna, spacciano ai connazionali e ai giovani dei Parioli e del Fleming. Al Fleming, lungo via Flaminia e Corso Francia, è il telefonino che fa aprire il "negozio". Se hai il numero giusto un appuntamento al benzinaio e poi verso via Monterosi o Cortina d'Ampezzo per prendere lo "sballo". Salendo verso Trionfale il market più gettonato è dalle parti dell'ex ospedale psichiatrico del S. Maria della Pietà e dall'altra parte della Trionfale in piazza Nostra signora da Guadalupe. A Primavalle si trova ancora di tutto. In via Bembo come in via Borromeo. Il contatto però è in piazza Clemente XI intorno alla fontana. A Montesacro piazza Monte Gennaro e i palazzoni della Serpentara sono un ottimo giro di scambio per eroina, hashish e cocaina. Qui il nuovo centro commerciale della Bufalotta, come del resto accade al Tuscolano, è sfruttato per consegnare la merce ai compratori. Troppa gente perché sbirri e carabinieri possano riuscire a seguirti. Volendo andare verso il mare, a Testaccio il giro si materializza il venerdì sera nei locali dove i pusher arrivano da tutta la città per trovare i clienti. E i clienti arrivano perché sanno che ci sono i pusher. Nel dodicesimo municipio il laghetto dell'Eur resta di giorno come di sera un luogo ideale per gli spacciatori. E qui si ritrova il "ghiaccio" venduto dai filippini. Ma il regno dello spaccio resta Laurentino 38 anche se le consegne vengono delocalizzate al Torrino e a Mostacciano. Al Trullo, tempo addietro, hanno tentato il gioco alcuni rumeni ma sono stati "annientati". Quando il boss, franco Bilotta, è uscito dal carcere non c'è stato spazio per altri nel quartiere. A Monte delle Capre si prende appuntamento poi lo scambio anche strada facendo: passa un "pischello" in motorino e ti dà la roba al volo. Via Ventimiglia, via Giovanni Porzio, a Monte Cucco al cancellone in fondo al prato. Tutti luoghi dove spaccio e a volte anche uso di droga è cosa quotidiana. Nell'indifferenza generale. Tranne delle vedette che, come sospettano l'arrivo di una "madama", (la polizia ndr) lanciano l'allarme e gli spacciatori si dileguano. Stessa scena a Ostia dove, tra lungomare Toscanelli e piazza Gasparri, ragazzotti stanno di guardia per favorire il mercato che fiorisce tra via del Sommergibile e l'Idroscalo. Ma la novità è la vendita porta a porta. Gli spacciatori, quasi un premio fedeltà, portano la droga a casa dei loro clienti. Il mestiere del pusher, oramai, è talmente ricercato che insospettabili investono in droga. Rispettabili impiegati di banca si trasformano in corrieri prima e poi in spacciatori. Tra amici il guadagno è assicurato. Più sicuro che in Borsa. Persino pensionati e commercianti arrotondano con il piccolo giro. Comprano qualche chilo di cocaina o di hashish da tunisini o egiziani e poi lo rivendono. Investono la liquidazione o la tredicesima e tentano la fortuna con "neve" e "fumo". Più redditizio di bond e azioni. Fino a quando non scattano le manette.

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<Ma i nostri volontari non sono ronde> (sezione: Nord)

( da "Corriere di Bologna" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-24 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La polemica Cofferati difende le "passeggiate di controllo". E rilancia: le estenderemo "Ma i nostri volontari non sono ronde" Dopo la benedizione del ministro dell'Interno in pectore Maroni e la prudenza del questore Merolla, a cui si sono aggiunti ieri i dubbi del prefetto Tranfaglia, il sindaco Cofferati scende in campo per difendere le "passeggiate di controllo " dei volontari pro-sicurezza arruolati a Borgo Panigale. "Non sono ronde - assicura - ma persone che aiutano i più deboli". La Procura, intanto, fissa anche lei i suoi paletti: "I cittadini non devono sostituirsi all'attività di polizia". Lunedì, al suo esordio, il neoquestore Luigi Merolla aveva reso palesi tutti i suoi dubbi sul tema. "Le ronde? è una parola che non mi suscita gran simpatia", aveva detto, invitando i cittadini a "non usare le armi e non impegnarsi in prima persona". Ieri l'esordio, di fronte ai sindaci della Provincia, è toccato al prefetto Angelo Tranfaglia. "Il controllo del territorio è responsabilità ed esclusiva delle forze di polizia ", sottolinea Tranfaglia. Dunque ben venga "la sicurezza partecipata ", cioè l'impegno dei cittadini strutturato in "forme legittime". A patto che, chiarisce il prefetto, "queste forme non superino quel confine chiamato controllo del territorio ". Qualche minuto dopo, a Palazzo d'Accursio, il primo cittadino interviene per provare a placare le polemiche sulle "ronde soft" del Pd. In mano ha la foto dei volontari che pattugliano le strade di Borgo Panigale: "Li vedete? Sono simpaticissime persone, non certo il "settimo cavalleria"". In effetti i volenterosi pensionati del Gruppo primavera tutto sembrano, tranne che pericolosi picchiatori. Il problema, però, è la loro funzione. E Cofferati lo sa: "Utilizzare la parola "ronde" è sbagliato. Non hanno funzioni di controllo del territorio - assicura il sindaco - semplicemente, se vedono una situazione di pericolo o si verifica un reato, chiamano le forze dell'ordine". Al loro lavoro tengo moltissimo, aggiunge Cofferati, "e credo che si debba estendere". Se poi arriveranno altri gruppi di cittadini che vorranno impegnarsi, come quelli che la Lega nord vuole arruolare, "se si collocano dentro questo spartiacque - spiega Cofferati riferendosi alla semplice funzione di segnalazione - non avrò nulla da obiettare". E sono sicuro, conclude ammiccante il sindaco, "che se Roberto Maroni diventerà ministro dell'Interno sarà d'accordo con me su questa distinzione di ruoli". Da piazza Trento e Trieste, intanto, Cofferati incassa due semafori verdi (di massima) dal procuratore Enrico Di Nicola. Il primo arriva sulla nuove dotazioni per i vigili urbani chieste dal Pd. Sei anni fa la Procura stoppò lo spray urticante come arma illecita: ora, assicura Di Nicola, "tornino a interpellarmi, mi documenterò, studierò la situazione e saprò rispondere: ma devono essere usate solo per difesa o sarebbe reato". Il secondo semaforo verde, nonostante resti aperta l'indagine sulla liceità delle vecchie pattuglie cittadine, arriva sui volontari pro-sicurezza arruolati dall'amministrazione al Borgo Panigale: "Un'attività che va bene, purché abbia una funzione di partecipazione, formazione dei cittadini e di informazione nei confronti delle forze di polizia". L'importante è che non ci si sostituisca all'attività di polizia, aggiunge Di Nicola, "altrimenti devo aprire un procedimento per usurpazione di funzione". E un via libera alla "ronde soft", a sorpresa, arriva anche da Paolo Mengoli della Caritas: "Ai tempi di Dozza c'erano le pattuglie. Mi sembra solo un ritorno all'antico". F. Ro. Incontro Il prefetto Tranfaglia tra Cofferati e Draghetti.

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Dal nostro inviato FILADELFIA E' inutile, i bianchi (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

ANNA GUAITA dal nostro inviato FILADELFIA - "E' inutile, i bianchi non accetteranno mai un nero come loro presidente!". Con le lacrime agli occhi, il giovane Steve si sfoga all'indomani della sconfitta in Pennsylvania del suo candidato, il senatore di colore Barack Obama. Steve sta dicendo quello che molti americani pensano dopo che nelle primarie di martedì il voto si è diviso nettamente lungo lo spartiacque razziale: a Hillary è andata la maggior parte dei voti dei bianchi, a Obama quella dei neri. Ma lo studente che ancora indossa la maglietta "Obama for a new America" ha qualcosa di cui gioire: i giovani - che siano bianchi, neri, asiatici, ispanici - sono con il suo candidato. "Siamo tanti e ce la faremo", ripete, per farsi coraggio. Ed è in fondo quello che Obama stesso ha detto dopo la sconfitta di martedì sera. Invece di restare a Filadelfia, Barack Obama è corso in Indiana, dove si gioca la prossima puntata di questa storia senza fine, il sei maggio. E lì ha tenuto un discorso in cui ha ribadito i punti di forza della sua campagna, fra i quali appunto la grande presenza di giovani e la partecipazione di nuovi elettori che nel passato non avevano avuto interesse alla vita politica. In sostanza, Obama può vantarsi, pur nella sconfitta, di aver spinto decine di migliaia di "vergini" del voto a iscriversi alle liste elettorali e a partecipare. Hillary Clinton, che gli ha inferto una seria sconfitta distaccandolo di dieci punti, può d'altro canto ricordare che intorno a lei si è stretto fedele lo zoccolo duro del partito, senza il quale non si vincono le elezioni generali. Hillary ha ottenuto il 55 per cento dei voti in Pennsylvania, Obama il 45 per cento. Obama rimane in vantaggio quanto a numero di delegati, voto popolare e numero di Stati vinti. Ma Hillary ha dimostrato che la base non ha superato la diffidenza verso di lui. La signora ha ottenuto il voto delle donne over 45, dei bianchi sindacalizzati, degli anziani. Obama ha ottenuto il voto dei giovani, dei bianchi di classe media più istruiti, dei neri. Il guaio è che il gruppo di Hillary non basta a vincere le elezioni senza il gruppo di Obama e viceversa. E invece ora i sostenitori di ciascuno dei due non sopporta l'altro, tant'è che molti affermano che se non sarà il loro candidato a correre a novembre, potrebbero prendere in considerazione l'idea di restarsene a casa o di votare addirittura per il repubblicano John McCain. A sentire il New York Times, molta della colpa di questa polarizzazione è proprio di Hillary Clinton che ha scelto la strada "più bassa", cioè si è infangata pur di danneggiare Obama. E di danneggiarlo le è riuscito. Per quanto Obama rimanga il favorito, è chiaro che i "superdelegati", i boss del partito che potrebbero con il loro voto spostare l'ago della bilancia da una parte o dall'altra, staranno adesso in attesa, per vedere cosa succederà nelle prossime primarie, l'Indiana e la Carolina del Nord il 6, e i rimanenti altri sette Stati fra maggio e giugno. Se Hillary continuasse a vincere, allora i superdelegati potrebbero spostarsi nel suo campo, e il sogno presidenziale di Obama tramonterebbe. Quanto sarebbe profonda la ferita inferta all'unità del partito è argomento di interminabili discussioni. Ma molti sostengono che il giorno dopo l'investitura ufficiale di uno dei due, non sarà difficile far pace.

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Agende di città (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-24 num: - pag: 9 categoria: BREVI Agende di città NUMERI UTILI Carabinieri...................................................... 112 o centralino 02.62.761 Polizia di Stato .............................................. 113 o centralino 02.62.261 Vigili del Fuoco............................................... 115 o centralino 02.31.901 Guardia di Finanza............................................................................... 117 Polizia Municipale................................................. 02.77.271 o 02.77.031 Polizia Stradale....................................................................... 02.32.67.81 Questura - Centralino................................................................ 02.62.261 Emergenza Anziani............................................................... 800.07.14.71 Ambulanze........................................................................................... 118 Guardia Medica.......................................................................... 02.34.567 Croce Rossa - Centralino............................................................. 02.38.83 FARMACIE CENTRO: (Centro storico: all'interno degli ex Bastioni): via Bassano Porrone, 4; p.zza Lega Lombarda, 5 ang. via Bramante; l.go Augusto, 8; c.so Porta Ticinese, 24. NORD: (Bovisa, Affori, Niguarda, Greco, Quarto Oggiaro, Certosa, Farini, Zara, Fulvio Testi, Melchiorre Gioia): via Cogne, 9; via Varesina, 121; p.zza Bausan, 3; p.le Archinto, 1; via Murat, 85 ang. p.za Nizza. SUD: (Ticinese, Vigentina, Rogoredo, Barona, Gratosoglio, Romana, Ripamonti): via Bellezza, 2, ang. via Ripamonti; via Rogoredo, 113; via Magliocco 3, ang. via Pezzotti; via Mazzolari Primo, 35. EST: (Venezia, Vittoria, Loreto, Città Studi, Lambrate, Ortica, Forlanini, Mecenate, Gorla, Precotto, Turro): via Panfilo Castaldi, 29; v.le Brianza, 23; via Ponte Nuovo, 40; via Plinio ang. via Eustachi (via Stradella, 1); v.le Rimembranze di Lambrate, 18; p.zza Tricolore, 2; c.so XXII Marzo, 37 (p.zza Emilia); v.le Ungheria, 4; via Venosa, 4 (p.za Salgari). OVEST: (Lorenteggio, Baggio, Sempione, S. Siro, Gallaratese, Solari, Giambellino, Forze Armate, Vercelli, Novara, Paolo Sarpi): viale Coni Zugna, 56; via Caterina da Forlì, 7 ang. via Fezzan; p.le Velasquez, 7; via delle Betulle, 10; via Mascheroni, 16; p.le Zavattari, 4; via Ugo Betti, 159 b; p.za Caneva, 3. NOTTURNE: P.zza Duomo, 21 (ang. via S. Pellico); via Boccaccio, 26; p.za Cinque Giornate, 6; v.le Zara, 38; v.le Fulvio Testi, 74; c.so San Gottardo, 1; p.za Principessa Clotilde, 1; p.zza Wagner, ang. via Marghera; via Cassiodoro 12; c.so Magenta, 96 (ang. p.le Baracca); c.so Buenos Aires, 4; p.za Argentina (ang. via Stradivari, 1); v.le Lucania, 10; via Ranzoni, 2; via Canonica, 32; p.za Firenze (ang. via R. di Lauria, 22); p.le Stazione Porta Genova 5/3; via Lorenteggio, 208 (ang. via Inganni); v.le Corsica, 42; via Boifava, 31/B; Ripa di Porta Ticinese, 33. SEMPRE APERTE: Stazione Centrale, Atrio della Biglietteria Est, lato p.zza Luigi di Savoia; Stazione Garibaldi, p.zza S. Freud. PRONTO FARMACIA: Numero Verde 800-801185.

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Quando il confronto diventa conforto (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-04-24 num: - pag: 61 categoria: REDAZIONALE A fil di rete di Aldo Grasso Quando il confronto diventa conforto G iovanni Floris ha potuto mandare in onda quello che avremmo voluto vedere qualche settimana fa: il faccia a faccia tra candidati. Nell'occasione si trattava di Francesco Rutelli e Gianni Alemanno, i due che aspirano diventare sindaco della città di Roma. Quello rimasto inespresso, nostalgia di trasparenza e di contraddittorio, è naturalmente quello fra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. è stato uno scontro a tutto campo, come hanno già riferito le cronache: la difesa dei più deboli, la sicurezza delle periferie, l'Alitalia, il burka elettronico, il rapporto con la Lega di Umberto Bossi, l'emergenza casa. Ci sono stati anche alcuni siparietti che finiranno di sicuro su "Blob": Rutelli ha interrotto Alemanno con questa espressione suadente: "Tesoro, ora parlo io". E l'altro, da duro, gli ha risposto: "Tesoro? No, mai". Passa un po' di tempo e Alemanno sgrida il conduttore Giovanni Floris: "Si tolga, mi copre la telecamera". Chi ha vinto? La tv sposta voti almeno nel confronto diretto? Bisogna aspettare le urne per dare una risposta. Nell'attesa possiamo soltanto muovere alcuni appunti alla trasmissione. Il confronto è stato troppo lungo, Floris non ha voluto o saputo modificare la trasmissione e si è comportato come se fosse una puntata normale di "Ballarò" (Raitre, martedì, ore 21,05). Lunghezza significa che spesso il confronto si è ammosciato, non è stato stringente, che i duellanti, capita la situazione, hanno spesso divagato o si sono concessi alla platea con il teatrino (specie Alemanno: era partito contratto e poi ha conquistato la scena). Ma la cosa più fastidiosa erano i supporter alle spalle dei candidati: chiassosi, romaneschi, fastidiosi. Le regole del faccia a faccia non prevedono i fans, gli ultrà, i tifosi. Che volentieri scambiano il confronto con il conforto.

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Trame dei film (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-24 num: - pag: 23 categoria: BREVI Trame dei film 21 Ben è un promettente studente di matematica che utilizza il gioco d'azzardo per pagare le tasse universitarie. Viene reclutato da un professore per capovolgere le probabilità del blackjack e vincere al casinò. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Atlantic, Barberini, Cineland, Cineplex Gulliver, Cinestar Cassia, Doria, Galaxy, Lux, Odeon Multiscreen, Stardust Village (Eur), Trianon, Tristar Multiplex, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner V. Cinemas, Warner V. Moderno. ALLA RICERCA DELL'ISOLA DI NIM Alexandra scrive storie di avventura per bambini, però è una donna insicura e il suo pc è l'unico contatto con l'esterno. Esce dalla sua tana quando una piccola fan le chiede aiuto per cercare il papà scomparso su un'isola lontana. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Cineland, Cineplex Gulliver, Galaxy, Gregory, Lux, Madison, Roxyparioli, Stardust Village (Eur), Uci Cinema's Marconi, Vis Pathè, Warner Village Cinemas, Warner Village Moderno. J. Foster A. Breslin AMORE, BUGIE & CALCETTO L'ABC DELLA VITA MODERNA Un gruppo di amici e l'irrinunciabile partita di calcetto del giovedì alle 20.00. Le loro vite e le loro storie sentimentali riflesse sugli schemi di gioco e sui singoli ruoli. Da semplice gioco a metafora della vita. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Cineland, Warner Village Cinemas. IL CACCIATORE DI AQUILONI Amir, dopo aver trascorso molti anni in California, ritorna in Afghanistan per aiutare il suo amico Hassan. Il viaggio diventa un viaggio a ritroso nel tempo, nelle vicende storiche che hanno portato alla distruzione del paese afgano. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Alhambra, Antares, Atlantic, Ciak, Cineland, Cineplex Gulliver, Doria, Galaxy, Madison, Roxyparioli, Savoy, Stardust Village (Eur), Trianon, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. IL MATRIMONIO è UN AFFARE DI FAMIGLIA Ben è un ragazzo decisamente imbranato, Jill è una giovane esuberante. I due s'innamorano, ma al varco li aspetta la madre di Ben, Jean che dà vita alle situazioni più esileranti nell'inutile tentativo di separarli. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Admiral, Eden Film Center, Eurcine, Fiamma, Madison, Warner Village Cinemas. IN AMORE NIENTE REGOLE America anni Venti. Un affascinante giocatore di football, Dodge, ingaggia l'eroe di guerra Carter per risollevare la sua squadra. Tutto volge al meglio fin quando i due non s'innamorano della giornalista Littleton. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Andromeda, Barberini, Cineland, Cineplex Gulliver, Cinestar Cassia, Embassy, Lux, Madison, Odeon Multiscreen, Reale, Stardust Village (Eur), Trianon, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. JUNO La giovane Juno decide di fare sesso con il compagno di scuola Bleeker. Scopre di essere incinta e senza indugio decide di far adottare il bambino ai coniugi Loring. Ma con l'avvicinarsi del parto i Loring iniziano a vacillare. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Alhambra, Cineplex Gulliver, Eurcine, Fiamma, Giulio Cesare, Holiday, Intrastevere, Lux, Maestoso, Metropolitan, UGC Ciné Cité Porta di Roma. L'AMORE NON BASTA Martina, assistente di volo, s'imbatte nel distratto Angelo che dimentica il suo diario sull'aereo. Sembra amore a prima vista, ma la storia in realtà va avanti da anni in un'altalena di forti emozioni e incontenibili distanze. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Cinestar Cassia, Lux, Roma. G. Mezzogiorno L'ULTIMA MISSIONE Louis, detective lacerato dalla vita, annega i dolori nell'alcol. L'incontro con Justine, minacciata da un killer che anni prima aveva ucciso i suoi genitori, lo porterà a riscattare la sua vita e il suo dolore. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Eurcine, Jolly, Metropolitan, Nuovo Olimpia, Quattro Fontane, UGC Ciné Cité Porta di Roma. LA RAGAZZA DEL LAGO Un detective indaga sul cadavere di una ragazza, trovato sulle sponde del lago in un paesino del Nord Italia. Il commissario si addentra in questa storia con insolita partecipazione, scoprendo inquietanti segreti. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Eden Film Center, Greenwich, Mignon. LA SECONDA VOLTA NON SI SCORDA MAI Giulio, brillante agente immobiliare, durante un appuntamento di lavoro incontra Ilaria, sorella di un suo ex compagno di scuola. Giulio rimane colpito dalla bellezza della ragazza ed un suo invito a cena lo getta nel panico. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. NEXT Cris ha il dono di vedere il futuro. Dopo anni vissuti tra esami clinici e indagini governative, Cris vive nell'anonimato a Las Vegas come mago di sala. L'agente Callie si mette sulle sue tracce per sventare un attacco terroristico. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Cineland, Cineplex Gulliver, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas, Warner Village Moderno. ONORA IL PADRE E LA MADRE Andy e Hank, fratelli di buona famiglia, attraversano un momento economico difficile. Attuano una rapina nella gioielleria dei genitori. Doveva essere un'azione senza armi ma qualcosa va storto. Il ladruncolo ingaggiato muore e la madre finisce in coma. Delle Provincie d'Essai, Eurcine, Jolly, Madison, Maestoso, Metropolitan, Savoy, Tiziano d'Essai. ORTONE E IL MONDO DEI CHI Un grande elefante, Ortone incontra i minuscoli abitanti del microscopico mondo dei “Chi”. L'elefante stringe una forte amicizia con il capo dei “Chi”, difendendoli dai pericoli della giungla. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Ambassade, Andromeda, Antares, Atlantic, Broadway, Ciak, Cineland, Cineplex Gulliver, Galaxy, Jolly, Lux, Maestoso, Metropolitan, Odeon Multiscreen, Reale, Roxyparioli, Royal, Savoy, Stardust Village (Eur), Trianon, Tristar Multiplex, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas, Warner V. Moderno. OXFORD MURDERS - TEOREMA DI UN DELITTO Misteriosi delitti tormentano l'Università di Oxford. Martin, giovane matematico e il professore Arthur trovano solo una serie di formule matematiche per risolvere l'inquietante enigma e porre fine agli omicidi. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Barberini, Madison, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. ROLLING STONES' SHINE A LIGHT Martin Scorsese riprende lo storico concerto dei Rolling Stones al Beacon Theater di New York nell'autunno del 2006, avvalendosi anche di una troupe di cineasti leggendaria da Robert Richardson a Ellen Kuras. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Farnese, Madison, Quattro Fontane, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Warner Village Cinemas. STEP UP 2: LA STRADA PER IL SUCCESSO Due giovani ballerini. Ambizioni, rabbia, e sentimento per un sogno comune vincere la prestigiosa gara di ballo chiamata 'The Streets', la più importante di tutta Baltimora. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Ambassade, Andromeda, Atlantic, Barberini, Broadway, Cineland, Cineplex Gulliver, Cinestar Cassia, Galaxy, Lux, Maestoso, Roxyparioli, Royal, Stardust Village, Uci Cinema's Marconi, UGC Porta di Roma, Vis Pathè, Warner V. Cinemas. Una scena del film TUTTA LA VITA DAVANTI Il mondo grottesco, invasato e terribilmente attuale di un call-center visto attraverso gli occhi ironici e intelligenti di Marta, giovane neolaureata. Fortunatamente la sua vita non resterà legata al “filo” di un call-center. UGC Parco Leonardo, Adriano, Ambassade, Atlantic, Barberini, Broadway, Cineland, Jolly, King, Madison, Maestoso, Odeon Multiscreen, Sala Troisi, Uci Cinema's Marconi, UGC Porta di Roma, Vis Pathè, Warner V. Cinemas.

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Ronde anticostituzionali , inutili e persino dannose . In poch (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Di LUCA FABBRI Ronde "anticostituzionali", "inutili" e persino "dannose". In poche parole la proposta della Lega di incentivare la nascita di queste "squadre" di cittadini volontari per perlustrare il territorio e segnalare gli eventuali problemi di sicurezza, ripresa dalla federazione pesarese del Carroccio, non è piaciuta tanto. Nè agli addetti ai lavori, le forze dell'ordine, nè agli amministratori come il sindaco di Pesaro, Luca Ceriscioli. Il più critico è probabilmente il comandante della Polizia Municipale, Giulio Oliva, che di sicurezza "fai-da-te" non ne vuole neppure sentire parlare. "Penso che questi signori dovrebbero rileggersi la Costituzione - spiega il comandante Oliva, riferendosi agli esponenti leghisti - che dice in maniera chiara a chi spetta il compito di garantire l'ordine pubblico. Creare formazioni di cittadini per vigilare il territorio mi sembra una cosa inutile che al contrario creerebbe una situazione di non certezza del diritto che sarebbe estremamente dannosa per la città e per la società in genere". Il comandante Oliva richiama ad un maggior senso di appartenenza alla comunità. "Ripristiniamo quel concetto di "controllo sociale" di cui ci stiamo dimenticando - spiega - lavoriamo su un progetto a lungo termine in cui piuttosto che delegare ai cittadini i nostri compiti, deresponsabilizzando le forze dell'ordine, ci impegniamo al massimo nel sostenerle nello svolgimento della propria attività". Assolutamente contrario anche il sindaco Luca Ceriscioli, sia sulle ronde che sulla proposta di aumentare i poteri, in materia di sicurezza, dei primi cittadini. Insomma la concezione di sicurezza che ha in mente il partito di Bossi non coincide con quella del sindaco Ceriscioli. "Credo che quello della Lega - spiega Ceriscioli - sia un modo per parlare alla "pancia" delle persone che non può portare ad alcun risultato, anzi molto spesso le loro proposte si rivelano dannose e producono l'effetto contrario. Mi riferisco, ad esempio, alle ronde che molte volte intralciano più che facilitare il lavoro delle forze dell'ordine". A Pesaro e provincia, dunque, secondo Ceriscioli non servono sindaci-sceriffo, ma semmai, maggiori agenti da impiegare sul territorio. "Nella nostra provincia - conclude Ceriscioli - c'è un Coordinamento per la sicurezza gestito in maniera egregia dal Prefetto. Se la Lega, che ora è al Governo, vuole aiutare il territorio si impegni affinché vengano rinforzati gli organici delle forze dell'ordine oppure aiutati a livello di strutture e equipaggiamento. Questo penso sia più utile di ogni altra ronda".

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ROMA Un'ora di colloquio al Quirinale tra il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il premier (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

In pectore Silvio Berlusconi. Oggetto dell'incontro, tempi e modalità della formazione del nuovo governo. Il Presidente della Repubblica avrebbe chiesto rigore sul numero dei ministri che andranno a formare la squadra del Cavaliere, che è ancora alle prese con il rebus degli incarichi. In particolare, le spine riguardano il ministero della Giustizia e il Viminale. Berlusconi, intanto, ha bacchettato i toni troppo aspri della Lega, definendoli "rozzi" e invitando Bossi a cambiare linguaggio.

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Il leccio venne citato da Virgilio Marone (vissuto tra il 70 e il 19 a.C., autore dei libri "Ge (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Orgiche", "Eneide" e "Bucoliche"). Ma anche da altri scrittori romani. Molti boschi sacri agli antichi romani erano costituiti da lecci, per la loro adattabilità sia sul livello del mare sia nelle zone montuose e lacunari. Probabilmente anche la parola "legno" deriva proprio dal latino "ilignus" che significa "leccio". Il leccio contiene molto tannino ecco perché nei tempi passati la sua corteccia era ricercata per la concia. Il frutto, la ghianda, era comunemente impiegato nell'alimentazione del bestiame. Un tempo, le ghiande erano torrefatte e macinate e usate come surrogato del caffè. Il legno del leccio era usato, nel passato (e probabilmente ancora oggi) come legna da ardere perché produce un ottimo carbone. E' impiegato anche nella carpenteria navale o per ricavarne infissi e pavimenti. Il legno del leccio era anche impiegato per farne manici di zappe e vanghe, ma anche per le bocce, i raggi delle ruote dei carri e per le suole delle scarpe. I fiori, di un bel colore giallo, sono unisessuali.

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Berlusconi attacca i sindacati Ligresti: <Sì alla cordata Alitalia> (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il Cavaliere: "Colpa loro se la trattativa con Air France è fallita". Poi rettifica. Bonanni: "Barzellette" Berlusconi attacca i sindacati Ligresti: "Sì alla cordata Alitalia" Beatrice Macchia Il caso Alitalia continua a tenere banco. Con Silvio Berlusconi protagonista di un brutto attacco ai sindacati, che replicano duramente (poi però il futuro premier si autorettifica). E con l'imprenditore milanese, Salvatore Ligresti, che assicura: "La cordata italiana si farà, e ci saremo anche noi". A "Nuova Spazio radio" il presidente del Consiglio in pectore spiega: "Air France ha detto no in primo luogo per il veto posto dai sindacati". Il leader della Cisl Raffaele Bonanni scuote la testa: "E' una barzelletta". Passano pochi minuti e il capo popolo delle libertà cambia idea, corregge il tiro: "Su Alitalia i sindacati hanno fatto il loro mestiere e magari hanno avuto anche ragione. La verità è che le condizioni poste da Air France-Klm erano impossibili da accogliere". Parla la stessa persona. Ancora Berlusconi: "Ritengo sia bene che sia stato escluso il commissariamento di Alitalia", aggiunge commentando il prestito ponte deciso martedì dal governo Prodi. "Dopo una due diligence che durerà tra le quattro e le cinque settimane - sottolinea il leader del Popolo delle libertà - sarà possibile per altri operatori un'offerta impegnativa e farsi carico della questione. Purtroppo bisognerà affrontare una dolorosa riduzione del personale cui si farà carico con gli strumenti offerti dalla legge". Berlusconi rilancia poi l'esistenza della cosidetta cordata italiana: "Adesso, chiusa la trattativa con la Francia, c'è modo che la compagine italiana, coordinata da Bruno Ermolli, si faccia avanti, faccia la due diligence dei conti di Alitalia e poi, in 3-4 settimane, faccia un'offerta impegnativa per la compagnia". Non è finita. Il Cavaliere si sofferma sulla formazione del nuovo governo. "Questi sono stati giorni di afflizione e continueranno fino a quando non si sarà determinata la formazione di questo nuovo governo", perchè "si accontenta una persona e se ne scontentano tante altre", aggiunge Berlusconi. "La squadra sarà di 60 componenti in tutto, tra ministri e sottosegretari, la metà del governo attuale". Domenica e lunedì ci sono i ballottaggi, il Cavaliere anticipa che il futuro governo "chiuderà le frontiere, tornando all'applicazione della Bossi-Fini. Chi viene trovato in Italia senza permesso di soggiorno deve essere espulso". E ancora: "Proprio per l'inettitudine del governo Prodi, di cui l'aspirante sindaco Rutelli era il vice - prosegue il Cavaliere - la delinquenza si è come passata la voce: venite a rubare e rapinare tanto qui si riesce a farla franca. Apriremo una trattativa con la Romania per filtrare i flussi degli immigrati". Niente di nuovo sotto il cielo delle libertà. La destra ha vinto le elezioni. La Lega le ha vinte più degli altri alleati. "Da 21 anni la Lega è un partito democratico". Il premier in pectore difende a spada tratta l'operato del Carroccio, soprattutto nei cinque anni in cui è stato al governo. "Non c'è mai stato un solo episodio - spiega il Cavaliere successivamente a "Radio Radio"- in cui la Lega abbia causato ritardi o abbia detto no al presidente del Consiglio". Per il partito di Bossi arriva poi un piccolo, fraterno consiglio: "Il linguaggio della Lega è fatto di iperboli e anche un po' rozzo. E quindi dovrebbe cambiare. Certo questo è un difetto". Ma, obietta ancora il capo della destra, la Lega ha sindaci che amministrano benissimo e comunque - ribadisce il premier in pectore - "non credo ci sia nessuna possibilità che la Lega possa fare un danno non dico solo ad un cittadino del sud ma ad un italiano in generale". Insomma viava Bossi. Nel pomeriggio arriva la prima conferma ufficiale alla fantomatica cordata italiana che si proporrebbe di acquistare Alitalia più volte tirata in ballo da Berlusconi. "Una mano bisogna darla": così Salvatore Ligresti, presidente onorario di Premafin, ha infatti risposto ai giornalisti che lo interpellano sull'eventuale cordata italiana per Alitalia. "Penso che ci sarà modo di essere coinvolti - ha affermato, parlando a margine dell'assemblea degli azionisti di Fondiaria-Sai - penso che sia giusto e doveroso per il Paese, per la compagnia, per i lavoratori, per il turismo". Ai cronisti che gli chiedevano tempi e modi della formazione della cordata, Ligresti ha risposto che "le cose si fanno in silenzio", aggiungendo poi "penso che si faranno". 24/04/2008.

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Rutelli, perché sarà più facile ricominciare (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

E lunedì il ballottaggio per Roma Rutelli, perché sarà più facile ricominciare Stefano Bocconetti Un voto che arriva nel momento più difficile. Dopo che la destra ha vinto, stravinto e non solo elettoralmente. Ma anzi, al contrario, ha fatto il pieno di voti dopo aver "scavato" in profondità, dopo aver conquistato alla propria causa, tanti ceti, tanti soggetti sociali, tante persone. Ha vinto facendo leva sulla paura - al Nord - e sull'egoismo sociale - ovunque -, che hanno sostituito altri valori, altre culture. E ora, a questa destra, manca il colpo finale: Roma. Manca quello che nella politica dei dibattiti tv si chiama "omogeneizzazione", rendere uguale tutto il paese. Da Nord a Sud passando, naturalmente, per la capitale. Città che mai, neanche nei periodi più bui del regime democristiano, è stata governata da una destra di questo tipo. Mai è stata governata da personaggi come Alemanno, "rautiano" doc, poi formalmente riconvertitosi ad una destra presentabile, prima di confluire nel rassemblement berlusconiano. Perché non dirselo, insomma?: Roma mai è stata governata da politici legati all'universo dei fascisti. Tolto, naturalmente, il ventennio, quando - forse è il caso di ricominciare a parlarne - non c'erano libere elezioni. Ora vogliono rendere omogeneo il governo della capitale a quello del paese. Per raggiungere quest'obiettivo, ieri, il nuovo premier - non ancora insediatosi ma fa lo stesso - ha operato il primo vero, strappo della XVI° legislatura. Berlusconi, insomma, ha detto chiaro e tondo che lui col sindaco Rutelli non collaborerà mai. Poi, ha spiegato il perchè. Lo considera un "voltagabbana", prima era amico, poi nemico di Craxi, ecc. Ma soprattutto ha spiegato le ragioni vere del suo sgarbo istituzionale: quando il futuro premier ha detto che la capitale dovrà per forza avere un importante sostegno finanziario da parte del governo centrale. Come avviene in tutti i paesi europei. Soldi che la destra vuole utilizzare per disegnarsi la "sua città", le sue opere pubbliche, soldi - tanti - che serviranno a rispondere ai loro bisogni. Questo si gioca col ballottaggio. E forse anche qualcosa di più. Qualcosa di cui si è avuta una perfetta percezione l'altra sera, in tv, nel faccia a faccia fra i due candidati. Dove Alemanno non ha solo cavalcato la stessa paura dei rom che ha fatto vincere la Lega nelle regioni settentrionali. Ha fatto addirittura di più: ha rivelato una vera e propria ossessione. Quell'ossessione che fa immaginare una città militarizzata, presidiata. Una "fortezza" per pochi. E' anche vero che dall'altra parte, le risposte non sono state alternative alle parole di Alemanno. Anche Rutelli ha rivelato, insomma, di aver soprattutto paura di quella paura che piace ad Alemanno. Ma comunque la si veda la sua città garantirà qualche spazio in più, qualche "presidio" in meno. Garantirà la possibilità a questa sinistra di riprovarci. Poi, quello che sarà, non dipenderà più e solo dal ballottaggio di domenica e lunedì. Ma dalla capacità, dalla voglia e - perché no? - dal "coraggio" di chi vorrà mettersi in sintonia con quella parte della città, che ha pagato prezzi durissimi. Anche durante la gestione Veltroni. Oggi si parte da un dato. Niente affatto tranquillizzante. Le stesse persone che appena due anni fa permisero all'Unione di battere le destre, stavolta non si sono fidate. Visto che Rutelli ha ricevuto meno voti di quelli assegnati alle forze che lo sostengono. Un segnale. Rivolto però più alle ultime esperienze di governo - a Roma e nel paese - piuttosto che al futuro. Chi lo conosce dice infatti che Rutelli "almeno è leale". Non lo dice ma fa capire che almeno è più leale di Veltroni coi suo alleati. Ma anche questo conta poco adesso. Così come dovrebbero contare poco tutti gli errori commessi in questa campagna elettorale capitolina. Per ultimo il "braccialetto" che si vorrebbe imporre alle donne. Per la loro sicurezza. Scelte gravi, sbagliate. E se ne potrebbero citare tante altre. Ma oggi conta di più che Roma non finisca in mano alla destra, non finisca in mano a questa destra. La città - qualche volta d'accordo con le sue istituzioni, altre volte nonostante le sue istituzioni, tutte le sue istituzioni - testimonia e racconta di come possa crescere un rapporto fra culture, ambienti, credi diversi. Una città simbolo, una città già melting pot per molti versi. Una città laboratorio, una città dove il laboratorio della sinistra è stato interrotto traumaticamente per far altre scelte. Ma pur sempre la città dove sarebbe più facile ricominciare per la sinistra. No, Roma non può finire nelle mani di Alemanno. 24/04/2008.

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<Tesi anziché documenti contrapposti Per discutere senza lacerarsi> (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

"Tesi anziché documenti contrapposti Per discutere senza lacerarsi" Degli exit-poll c'è poco da fidarsi, si sa da almeno tre tornate elettorali. Quindi, chissà se c'è da fidarsi dell'indagine annunciata ieri dal Censis sulla "anatonomia delle sorprese annunciate nel voto degli italiani" basato su campione di 2mila interviste all'uscita dai seggi dello scorso 13-14 aprile. Rispetto al primo abbozzo di "flussi" proposto da quotidiani e sociologi più mass-mediatizzati, in effetti, qualche sorpresa nelle rilevazioni Censis c'è. E riguardano prevalentemente lo spostamento delle preferenze, anche per la sinistra. In sostanza i dati macroscopici parlano di un flusso consistente di voti al centrodestra di provenienza centrosinistra e sinistra e in parte dall'Udc, con una compensazione per il Pd (meno 333mila voti rispetto al 2006) offerta da votanti di sinistra e soprattutto dall'alleanza con Di Pietro (717mila voti in più), mentre per l'Udc la compensazione avviene tutta dall'Unione (il 57% degli elettori dichiarati proveniva dall'Unione). Morale: il Pd non sfonda sul centrodestra (solo il 12% degli elettori in provenienza e perde molto a favore dell'Udc), il Pdl pesca la maggor parte degli indecisi e un po' da tutti - soprattutto grazie alla Lega - e non subisce il contraccolpo Udc, la Sinistra Arcobaleno perde il 71% dei voti del 2006 e con una cifra così li perde in tutte le direzioni, mentre l'Udc pur perdendo 500mila voti (un quinto del suo "patrimonio") sopravvive. Il dato più clamoroso della tornata 2008 è comunque il tracollo a sinistra che secondo il Censis si sarebbe sparpagliato in tutte le direzioni e precisamente: il 37% al Pd, il 16,2% al Popolo delle Libertà, il 5,6% l'iItalia dei Valori, il 3,9% la Lega Nord, il 18% altri partiti (presumibilmente Sinistra Critica e Pdl, ma l'indagine non rileva) o scheda nulla e solo il 19,3% dei votanti di Rifondazione, Comunisti italiani e Verdi del 2006 avrebbe riconfermato il proprio voto nel 2008. Rispetto ad altre prime analisi già note, il Censis offre u quadro più - appunto - sparpagliato, dove la novità assoluta sarebbe un passaggio di voti direttamente a Berlusconi senza precedenti. Non abbiamo purtroppo altri dati, ad esempio sul profilo socio-conomico dell'elettore, perché la Sinistra è uscita dal novero dell'approfondimento Censis dedicata solo alle forze politiche "parlamentari". Le altre due novità più rilevanti, per il Censis, sono poi il raddoppio dei voti della Lega e l'exploit dell'Italia dei Valori. La Lega avrebbe più della metà di elettori "nuovi", in provenienza per un'altra metà dall'interno della Pdl (Fi e An), un quarto dall'ex-Ulivo e un 8,7% dalla Sinistra. Mentre per i dipietristi un terzo dei voti nuovi viene dagli alleati del centrosinistra e il 13% dalla Sinistra, mentre solo il 4% da An e Fi. Morale Lega e Idv cannibalizzano i propri alleati maggiori, ma la Lega riesce a sfondare anche nello schieramente avverso, l'Idv meno (e più a spese della Sinistra. Infine l'analisi del profilo socioeconomico degli elettori, per flash. Pd: più donne, uno su tre pensionato, più lavoratori dipendenti (e pubblici), al centro Italia e in città oltre i 100mila abitanti, forte polarizzazione tra giovani e anziani (pochi i quarantenni), il 40% si definisce di reddito "basso". Pdl: maggioranza di 30-45enni, un quarto di single, un quinto di imprenditori e liberi professionisti, trasversali ad ogni altro contesto (reddito, livello di studio, professionalizzazione), più al Sud. Lega: maschi, uno su tre single, uno su tre pensionato, meno istruiti, abitanti in centri medio-piccoli, in prevalenza dipendenti e di reddito "medio". 24/04/2008.

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Uffici chiusi Ponte festivo del 25 aprile, sabato (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Resteranno chiusi gli uffici comunali sia a Civitanova che San Severino. Saranno in ogni caso garantiti i servizi essenziali. Nuova sede Rotary CIVITANOVA - La sede del Rotary Club nella ex stazione marittima. Il Comune ha concesso in uso gratuito, per cinque anni, un locale della "casetta" di largo Donatori di sangue. La struttura, inutilizzata dopo lo stop al servizio catamarano, è stata data in gestione lo scorso anno all'associazione sportiva Golden Fish e accoglie anche le associazioni Camping club e Chimera blu. Lavori stradali CIVITANOVA - Asfaltatura delle strade, un milione 300 mila euro destinati a sistemare carreggiata e marciapiedi e ad istallare impianti di video sorveglianza in via Indipendenza, corso Garibaldi (tratto intermedio), alcune vie di Fontespina e del quartiere di S. Marone. La giunta ha approvato il progetto preliminare. "L'intento - dice l'assessore ai lavori pubblici Ermanno Carassai - è migliorare la viabilità per ottenere una maggiore sicurezza". Basket carrozzina PORTO POTENZA - Si chiude la stagione della S.Stefano-Banca Marche basket in carrozzina. Una stagione in chiaro-scuro, il cui verdetto finale vede la squadra di Porto Potenza Picena restare nella massima serie di quello che da tutti viene considerato il più bello e competivo campionato in europa di basket in carrozzina. In classifica, Santa Lucia Roma conclude al comando con 20 punti, seguita da Taranto a 18, Lottomatica Roma a 16, Giulianova e Sassari a 14, Padova a 12, Porto Potenza Picena a 10, Porto Torres a 8.

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Serial killer o punizioni? Scomparsa una quarta prostituta nel lecchese (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Tre omicidi da agosto Serial killer o punizioni? Scomparsa una quarta prostituta nel lecchese Manca ancora una donna all'appello e si tema possa essere la quarta vittima del "killer delle prostitute" che una squadra speciale della polizia sta cercando dall'agosto scorso nel triangolo Milano-Lecco-Como. Sono due, infatti, le ragazze dell'Est scomparse all'improvviso dalla statale Novedratese negli ultimi tempi; la prima sarebbe Silvia Demciuc, 25 anni, cittadina moldava, conosciuta nell'ambiente come Natasha proprio trovata da un gruppo di escursionisti avvolta in un sacco verde domenica sera nei boschi tra Perledo e Esino Lario (ma uccisa quasi sicuramente tre settimane prima). Da allora la paura ha fatto novanta. E gli inquirenti hanno raccolto la segnalazione di un'altra ragazza habitué dello stradone che corre tra campi e fabbriche collegando la Milano-Meda alla Milano-Lecco, scomparsa nell'ultima settimana. Silvia Demciuc, una coltellata in mezzo al petto e numerose ferite superficiali in varie parti del corpo, secondo le prime indiscrezione dall'autopsia, dovrebbe essere morta in realtà per asfissia, strozzata o soffocata. Come Luminista e Ionela, che dalla Novedratese sono scomparse ad agosto per essere ritrovate giorni dopo rinchiuse in dei sacchi con segni di bruciature e tagli con le lamette sul corpo. Ionela Dragan, vent'anni, veniva da Bistrita, in Romania. Aveva lavorato in un bar di Cesenatico, aveva rubato in un supermercato, era finita a Milano, ma i papponi locali l'avevano fatta sloggiare ed era finita in provincia. A fianco di Ioana Luminita Dan, detta Luminic, 17 anni appena, una figlia di dieci mesi. La identificarono grazie a due tatuaggi: Alexandra, il nome bimba, sull'avambraccio sinistro, e Ramon, il nome del marito, sul destro. Di Silvia, per ora, sappiamo solo che lavorava sulla Novedratese, ma "gravitava" (così dicono i carabinieri) nella zona in cui è stata trovata, valli e strade impervie della Valsassina che l'assassino ha dimostrato di conoscere bene. Un altro dettaglio attira l'attenzione degli inquirenti: il sacco in cui era rinchiusa Silvia, ricavato da teli di polipropilene verdi usati soprattutto per imballare i rotoli di fieno. Ma si tratta di omicidi seriali o no? Per il procuratore capo di Lecco Annamaria Delitala "l'ipotesi esiste", anche se un'intercettazione nel mondo della malavita aprirebbe una pista più diretta. Sarebbero stati, infatti, intercettati due albanesi parlare al telefono della vittima. Secondo loro, la Demciuc sarebbe stata una confidente della polizia e avrebbe conosciuto i nomi degli assassini di Luminista e Ionela. I due parlano anche di "punizioni" e di un boss della tratta che gira al volante di una Bmw acontrollare il territorio. Intanto "radio-lucciola" ha dichiarato off-limits la strada almeno di sera. Si lavora solo al pomeriggio. Red. Mi. 24/04/2008.

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Noi, feriti ma ancora vivi, abbiamo il compito di ricostruire la sinistra (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Andrea Catarci* Berlusconi, Bossi e Fini hanno vinto, Veltroni è stato seccamente sconfitto, la sinistra è per intero forza extraparlamentare. Il dato disastroso che abbiamo riportato va esaminato senza trascurare l'elemento oggettivo della crisi di reddito e della frantumazione sociale né quello soggettivo che riguarda i limiti storici delle forme organizzative e dei linguaggi che usiamo. C'è poi il peso del fallimento del governo Prodi, la cultura di destra che sembra prevalere, l'imbroglio del voto utile e, non da ultima, la scelta di tanti di stare alla finestra nella campagna elettorale. Lo tsunami che ci ha travolto, poi, potrebbe ancora non essere terminato, se è vero che a Roma si rischia di avere Alemanno Sindaco e Storace Assessore e che parte della Sinistra potrebbe reputare troppo grande l'impresa della ricostruzione. C'è quindi da rimettere rapidamente in ordine le priorità: primo, impegnarsi al massimo per vincere i ballottaggi e fermare la destra; secondo, analizzare la sconfitta e individuare i punti da cui ripartire. Come premessa c'è da vincere la tentazione del tutti a casa e rivitalizzare le esperienze d'aggregazione socio-politica, per riconquistare terreno nel corpo a corpo per l'egemonia nella società. Le scomposte reazioni alla sconfitta di alcuni dirigenti non aiutano di certo: fioccano dissociazioni, pentitismi e prese di distanza, c'è chi privilegia la ricerca del colpevole, chi sceglie di nascondersi e chi non trova di meglio che appellarsi all'effetto salvifico che avrebbe avuto il "suo" simbolo. Ma sulle schede non c'erano ben due formazioni con la falce e martello che non hanno raggiunto l'1%? In Rifondazione lo spettacolo è francamente insopportabile, con l'ex Ministro Ferrero che si unisce all'area principale di minoranza e, senza neanche aspettare i ballottaggi, si appresta a quell'assalto finale che farà trionfare il bene sul male. Che vuol dire, che un Segretario o un Presidente della Camera hanno tutte le colpe ed un Ministro, un Capogruppo al Senato o le minoranze, magari perché defilate in campagna elettorale o perché non l'hanno fatta proprio, portano una responsabilità ridotta? Da noi si dovrebbe continuare a pensare che una battaglia combattuta e persa ha sempre un valore maggiore di una resa senza condizioni, o no? Comunque, per discuterne, ci aspetta un congresso sul futuro di Rifondazione e della Sinistra Arcobaleno, non una sfida da bande del muretto. Ora, quello della sconfitta, è invece il momento della solidarietà e della comunità. Bisognerebbe fare come Izet Sarajlic, il poeta di Sarajevo che mentre la sua città veniva bombardata e ridotta ad essere il più grande carcere d'Europa si aggrappava alla sua gente, rifiutava gli inviti ad andarsene e si metteva in fila per il pane. Altro che faide e capri espiatori! A Roma alle amministrative abbiamo avuto un risultato migliore, sostenendo Rutelli e puntando sul radicamento territoriale e sulla dimensione comunitaria, che hanno retto meglio in particolare nei Municipi in cui abbiamo governato con nostri Presidenti. Nel Municipio XI il Presidente è stato eletto al primo turno con oltre il 53%, la Sinistra Arcobaleno locale ha ottenuto l'8,3%, il candidato alla Provincia Peciola, legato alla galassia dei movimenti, ha superato l'8%. Qui si è riusciti a coniugare il binomio conflitto-consenso, si è accettata la sfida di non rinunciare alla propria radicalità senza diventare minoritari, si è scelto di requisire appartamenti sfitti e di misurarsi con le contraddizioni della cittadinanza, scommettendo su di essa e su quella partecipazione che va innaffiata come la più delicata delle piante, se si vuole che germogli. Questo significa ripartire dal territorio ed è una faccenda tremendamente complessa: vanno ricostruiti i nessi sociali con la miriade di figure che vagano nella metropoli, con problemi di casa, reddito e lavoro, con il popolo dei migranti, con l'universo giovanile, della terza età, dell'associazionismo, con il ceto medio in difficoltà, il piccolo commercio in crisi. Si può risultare credibili se si ascoltano i brusii indistinti della sofferenza diffusa, se si rilanciano il fare società, la partecipazione e il mutualismo, se si fanno dialogare le esperienze e se si valorizza l'azione nel governo locale. Altrimenti le speranze di cambiamento continueranno ad essere affidate solo al capitalismo che, con prestiti e mutui, rende tutto possibile e muta persino l'orizzonte antropologico. Noi, feriti ma ancora vivi, abbiamo l'arduo compito di ricostruire una sinistra dalla dimensione extraparlamentare. Con coraggio, perché fuori non sono solo macerie, c'è un mondo in cui aumentano le contraddizioni ed è lì che ci sarà ancora Sinistra. *Presidente Municipio Roma XI 24/04/2008.

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Alitalia, Berlusconi: in futuro tagli dolorosi (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)

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N. 98 del 2008-04-24 pagina 0 Alitalia, Berlusconi: in futuro tagli dolorosi di Fabrizio Ravoni Il Cavaliere: "AirFrance si è ritirata per colpa dei sindacati. In un mese ci sarà una proposta impegnativa". Spunta la cordata italiana. Ligresti: "Sono pronto, ma le cose si fanno in silenzio" Roma - Dall'Alitalia a Ronaldinho, passando per Rutelli "voltagabbana". Silvio Berlusconi a tutto campo sulle radio e le tv private romane. A conferma di come il presidente del Consiglio in pectore si stia impegnando nella campagna elettorale a favore di Gianni Alemanno. E a Palazzo Grazioli riceve il numero uno mondiale della Microsoft, Steve Ballmer. "Gli abbiamo chiesto - spiega l'ex ministro Lucio Stanca - di investire in Italia". Alitalia Il Cavaliere ha contatti quotidiani con Bruno Ermolli, il super consulente chiamato a mettere in piedi una cordata tricolore per la compagnia aerea. Per queste ragioni conferma che, dopo il ritiro di Air France, "ora esistono le condizioni per cui la compagine di imprenditori italiani interessati ad Alitalia si faccia avanti, chieda di verificare i conti e presenti una proposta. Il tutto - prosegue Berlusconi - assistito da banche italiane, da società importanti, da compagnie aeree italiane e straniere che non pretendono di farla da padrona" in Italia. Per il Cavaliere, l'errore commesso nella trattativa con Air France è stato proprio questo: "non si doveva partire dall'asservimento" con i francesi. E a proposito della cordata italiana ripete che la nuova fase della crisi Alitalia (dopo l'erogazione del prestito ponte da 300 milioni) prevede una "due diligence (una verifica dei conti, ndr) che durerà 4-5 settimane, al termine della quale la compagine che si metterà insieme farà un'offerta impegnativa". Il salvataggio della compagnia aerea "passerà - ricorda il prossimo presidente del Consiglio - attraverso dolorose riduzioni di personale". Il cui impatto sarà attenuato "attraverso i mezzi che lo Stato ha per chi perde il lavoro". E ribadisce che l'Air France ha abbandonato la trattativa "per il fermo no dei sindacati, che hanno fatto il loro mestiere e magari hanno avuto anche ragione. La verità è che le condizioni poste da Air France erano impossibili da accogliere". Con i sindacati, però, Berlusconi si augura di avere "rapporti concreti e realistici. Soprattutto con Cisl e Uil". E a proposito della circostanza che sarà un commissario europeo italiano a seguire l'affaire Alitalia a Bruxelles, il prossimo premier osserva che "è meglio occuparsi di trasporti che di temi come l'omosessualità". Il presidente della Commissione Ue, Barroso, infatti, ha annunciato che al commissario italiano che sostituirà Frattini andranno i Trasporti invece che la Giustizia. Campidoglio "Garantisco l'attenzione che Roma merita come città delle città. Come Caput mundi". Berlusconi scende in campo a favore di Alemanno e lo fa da prossimo presidente del Consiglio. "Bisogna cambiare pagina: scopa nuova scopa bene. Con Rutelli non ci sarebbe nessun cambio, ma le solite amicizie con gli amici degli amici". Per questo, dice, preferirei "collaborare da presidente del Consiglio con un sindaco di Roma che condivide le mie idee. Alemanno lo conosco bene: ho lavorato con lui per cinque anni". Al contrario, Rutelli "è un voltagabbana. Se sarà eletto sarà difficile collaborare con lui. Cambia tutte le volte a seconda degli interlocutori". E aggiunge: "Lui era amico di Craxi e poi lo voleva vedere mangiare il rancio (in galera). è uno che non era cattolico, un mangiapreti, e non andava in Chiesa. Oggi va a Messa anche due volte la domenica per farsi vedere. Ha fatto la politica delle notti bianche, ma i romani hanno bisogno di un sindaco che si occupi dei romani". E rispondendo per quale motivo un romano dovrebbe votare Alemanno e Antoniozzi, il Cavaliere risponde: "per voltare pagina e per avere una città più ordinata, pulita e sicura". La proposta di Rutelli di un braccialetto anti-stupri, Berlusconi la definisce "una boutade. La vera soluzione al bisogno di sicurezza è mettere poliziotti e carabinieri di quartiere: un esercito del bene che si frapponga tra i cittadini e l'esercito del male". E in qualsiasi caso, secondo il Cavaliere, servono anche altre cose come "applicare la Bossi-Fini, espellere gli stranieri che sbagliano, meno lassismo della magistratura che libera i criminali dopo una settimana dalla cattura. E pene più severe per i criminali, non importa se italiani o stranieri". Infine, "il modello propagandato da Veltroni di Roma è un disastro". Ed un apprezzamento alla "correttezza" di Storace che ha scelto di votare Alemanno. Calcio e Milan Nella maratona di Berlusconi con le emittenti private romane, non poteva mancare un capitolo sportivo. Nel nuovo governo - annuncia - "non ci sarà un ministro per lo Sport. La politica deve stare lontana dallo sport". Il Cavaliere poi annuncia che "purtroppo dovrò rinunciare alla presidenza del Milan, credo sia incompatibile. Ma non ci sarà un altro presidente del Milan dopo di me". Per restare in argomento, Berlusconi osserva che "noi vorremmo avere Ronaldinho e lui vorrebbe venire da noi. Il Barcellona, però, ha presentato una richiesta ritenuta davvero eccessiva". E sull'ingresso di capitali stranieri (Soros) nella Roma calcio, spiega che non avrebbe nulla in contrario. Infine, una confessione sugli stadi: "Sono innamorato di San Siro, dove lo spettatore è in campo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'era Marcegaglia: "Basta alibi subito le riforme, ora cambiare i contratti" (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)

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N. 98 del 2008-04-24 pagina 5 L'era Marcegaglia: "Basta alibi subito le riforme, ora cambiare i contratti" di Gian Maria De Francesco Il presidente di Confindustria presenta la squadra e il programma. "Cambiare i contratti per legare i salari alla produttività" da Roma Plebiscitaria fu la designazione il mese scorso, plebiscitario è stato il consenso espresso ieri per la squadra e il programma presentati dal neopresidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Centotré voti favorevoli e solo due contrari per il team di imprenditori "operai" selezionato dal nuovo numero uno di Viale dell'Astronomia. "Ho voluto scegliere - ha detto - persone che rappresentano aziende medie e grandi leader nei mercati, amministratori operativi, rappresentanti di quelle aziende che in questi anni hanno firmato al rimonta dell'Italia". E così, tra alcune conferme rispetto all'esecutivo montezemoliano (in primis Bombassei alle Relazioni industriali), via libera al nuovo rappresentato dalla presidente di Assolombarda, Diana Bracco, alla Ricerca, dalla presidente di Confindustria Campania, Cristiana Coppola, al Mezzogiorno e, soprattutto, dall'ad di Eni Paolo Scaroni delegato ai nuovi scenari mondiali. "L'Eni è una sorta di ministero degli Esteri", ha sostenuto Marcegaglia per motivare la designazione. Ma la vera discontinuità, anche se non troppo traumatica, è rappresentata dal programma fondato su "quattro pilastri per raggiungere l'obiettivo di della crescita e di una vera modernizzazione". Il primo impegno è ridiscutere il sistema delle relazioni sindacali. "Sediamoci subito attorno al tavolo in silenzio - ha sottolineato il neo presidente - e trattiamo la riforma degli assetti contrattuali per spostare tutto sui premi a livello aziendale perché oggi i contratti appiattiscono tutto al ribasso". Insomma, dopo 4 anni persi serve un'accelerazione e se i rappresentanti dei lavoratori continueranno a porre veti sul rafforzamento del legame tra salari e produttività, Confindustria "non starà ferma". Punto fermo è il "no" ai contratti territoriali che rischierebbero di aggiungere un terzo livello alla contrattazione. E Marcegaglia non intende perdere tempo: già nei prossimi giorni incontrerà assieme a Montezemolo (che fino alla prossima assemblea è ancora presidente; ndr) il premier in pectore Silvio Berlusconi per affrontare questi temi in quanto "non ci sono alibi per non fare le riforme". Il secondo pilastro del programma di Marcegaglia è, infatti, tutto dedicato alla politica (si intitola "uno Stato migliore"). Ma anche qui le differenze con il predecessore sono marcate. La parte di riforme istituzionali si limita a richiedere un cambiamento della legge elettorale con modifica del premio di maggioranza al Senato e reintroduzione delle preferenze. Il resto è tutta aria nuova. Anche perché l'attuale legge elettorale ha comunque prodotto un buon risultato: "il quadro politico è estremamente semplificato, la maggioranza ha i numeri per governare, la sinistra radicale è fuori dal Parlamento e con essa l'interdizione eretta a sistema". Se a questo si aggiunge la sintonia con il centrodestra sui temi della defiscalizzazione degli straordinari e dei premi aziendali, si può spostare il baricentro su altri temi. Come il miglioramento della pubblica amministrazione minata "nell'indipendenza e nella credibilità" dalle ingerenze della politica. Come l'eccesso di regole puntualmente inapplicate. è il caso della sicurezza sul lavoro. "Chiederò la modifica delle norme appena introdotte perché la soluzione è nella diffusione di una cultura della sicurezza". Allo stesso modo, Confindustria si impegnerà per una riforma della giustizia che snellisca durata dei processi e tempi delle sentenze. E per il federalismo fiscale "basato sulla responsabilità di ogni livello di governo" anche perché il successo elettorale della Lega Nord non è una "reazione protezionista" ma "una questione di territorialità" che va conciliata con la globalizzazione. Viale dell'Astronomia non intende solo chiedere, ma anche dare in termini di maggiore impegno in ricerca e sviluppo, di maggiore impegno nella tutela dell'ambiente. Marcegaglia ieri ha parlato anche di temi non compresi nell'agenda politica come la riforma del welfare e quella del fisco. Avendo tenuto per sé la delega al Centro studi di Confindustria le proposte, sicuramente, non tarderanno ad arrivare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Pochi 12 ministeri Il Cavaliere al Colle da Napolitano (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)

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N. 98 del 2008-04-24 pagina 0 Pochi 12 ministeri Il Cavaliere al Colle da Napolitano di Adalberto Signore Berlusconi: "Giorni di afflizione, tutti avanzano richieste". Il Colle disponibile allo "spacchettamento". Presto un incontro con Benedetto XVI. Governo, per la Giustizia spunta Vito Roma - Un colloquio di circa un'ora in un clima "disteso" e "cordiale". Per la prima volta dopo il voto, Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano s'incontrano per uno "scambio di vedute generale", seppure in via del tutto informale. L'incarico al Cavaliere, infatti, potrà essere conferito solo dopo la formazione dei gruppi parlamentari e l'elezione dei presidenti di Camera e Senato (il 30 aprile), quando il Colle avrà gli interlocutori istituzionali per avviare le consultazioni. Al Quirinale, però, Berlusconi e Gianni Letta iniziano ad affrontare alcune delle questioni sul tavolo. Tra cui anche la difficoltà di contenere il numero dei ministeri. Più volte, infatti, durante la giornata passata tra incontri e telefonate a Palazzo Grazioli il Cavaliere ha ripetuto ai suoi interlocutori di essere "stretto". Nel senso che, come sempre accade nei giorni che precedono la formazione di un governo, "tutti avanzano richieste". "Questi - spiega - sono giorni di afflizione perché si accontenta una persona e se ne scontentano tante altre". E del problema Berlusconi ha voluto mettere a conoscenza il Quirinale. Napolitano, d'altra parte, solo due anni fa ha vissuto una situazione molto simile con Romano Prodi che a fine mandato è arrivato a toccare quota 102 tra ministri, viceministri e sottosegretari. Un record cui il Cavaliere non ha alcuna intenzione nemmeno di avvicinarsi, visto che sul tetto complessivo di sessanta non sembra intenzionato a fare deroghe. Il punto, però, sarebbero i ministeri con portafoglio che secondo la Bassanini dovrebbero essere dodici. Allo studio, infatti, c'è l'ipotesi di spacchettare qualche dicastero, come per esempio Welfare e Salute. Sul punto, però, pur prendendo atto delle "comprensibili difficoltà", Napolitano sarebbe stato chiaro: no al proliferare dei ministeri. Senza escludere però la possibilità che - fatto il giuramento con soli dodici ministri con portafoglio più altri senza - si possa poi procedere a qualche spacchettamento come già fece Prodi. Di nomi, invece, al Quirinale se ne sarebbero fatti pochi: Giulio Tremonti all'Economia, Franco Frattini agli Esteri, Roberto Maroni all'Interno e Ignazio La Russa alla Difesa. Mentre sulle altre caselle la partita sembra piuttosto aperta. In particolare sulla Giustizia, dove al di là dei nomi circolati (in salita Elio Vito) il Cavaliere pare accarezzi ancora l'idea di un possibile ritorno di Roberto Castelli che a via Arenula è già stato per cinque anni. Il che, ovviamente, spariglierebbe le carte sul fronte leghista riaprendo i giochi per il Viminale. D'altra parte, in molti nel centrodestra - e pure Francesco Cossiga durante la cena di martedì sera - hanno fatto presente a Berlusconi l'opportunità di non lasciare al Carroccio un dicastero tanto strategico. La questione dei vicepremier, invece, non sarebbe stata affrontata. Anche se le quotazioni di Roberto Calderoli sembrano essere in discesa. Non certo perché il Quirinale faccia problemi (Umberto Bossi e Napolitano hanno avuto una lunga telefonata giovedì scorso), né perché Berlusconi sia contrario (anche se "il linguaggio della Lega dovrebbe cambiare" perché "è fatto di iperboli" ed è "po' rozzo"), quanto perché la nomina di Gianni Letta rischierebbe di essere depotenziata, aprendo magari le porte anche a una richiesta analoga da parte di An. Alla fine, insomma, il vicepremier dovrebbe essere solo uno, Letta, in modo che possa farsi carico con ampie deleghe della gestione del governo. Accompagnato proprio da Letta, il Cavaliere ha comunque fatto presente a Napolitano l'intenzione di "stringere" al massimo i tempi. I problemi, insomma, "saranno superati" e "il governo sarà presto operativo". Tanto che Cossiga è già al lavoro per organizzare un incontro ufficiale in Vaticano tra Berlusconi e Benedetto XVI. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Ora cambi il sindacato> (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)

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N. 98 del 2008-04-24 pagina 1 "Ora cambi il sindacato" di Vittorio Macioce È quasi uno squarcio di primavera. La nuova stagione che rompe questo lungo inverno italiano, dove tutto è immobile, ha la voce di una donna. L'aquila della Confindustria alle spalle, le poltrone azzurre e lei, Emma Marcegaglia, con gli occhiali da gatta, la camicetta bianca e i capelli sciolti sulle spalle. Qui, a Roma, viale dell'Astronomia, il capo degli industriali parla con il coraggio di Lady Oscar. Ogni frase è una stoccata, chiara, senza fronzoli, con quel gusto femminile di chiamare i problemi per nome. E ogni affondo, ogni parola, si tramuta, in chi ascolta, in un "finalmente". Qualcosa sta cambiando. C'è un nuovo governo, con una maggioranza forte e un mandato chiaro. C'è una nuova Confindustria, che non ha più paura delle parole. Manca un nuovo sindacato. Emma Marcegaglia guarda in volto Cgil, Cisl e Uil. E dice: siete vecchi. Non si può andare avanti così. La politica dei veti fa male a tutti. Il sindacato è importante ma deve rinnovarsi, non può continuare a difendere il tabernacolo del contratto collettivo di lavoro. Cambiate. Cambiare significa dare più spazio al confronto in azienda. È prendere atto che il costo della vita è diverso. Il Nord non è il Sud e il salario reale non è lo stesso. Il pane a Cassino costa meno che a Torino. Lo stipendio Fiat invece è lo stesso. Affrontare la questione non è peccato mortale. È buon senso. Questo ha detto la Marcegaglia. La reazione è quella di chi ha ricevuto uno sputo in faccia. "Politica reazionaria", dicono. E chiudono il discorso. La contrattazione collettiva, d'altra parte, è la loro ragione di vita. È la loro forza politica. È il loro arrocco e non importa se ormai chi lavora li considera distanti, lontani, furbi politicanti, rappresentanti del nulla. I sindacati non vogliono scendere in azienda, loro stanno in alto. Non parlano con gli operai, ma con governo e Confindustria. È per questo che ormai raccattano solo pensionati. La stoccata della Marcegaglia potrebbe invece diventare un'occasione: tornate in azienda e confrontatevi con chi lavora. I lavoratori di oggi e di domani. Non quelli di ieri. La forza di Emma Marcegaglia è nella chiarezza. Non ci sono maschere. È un'industriale e non finge di essere una filantropa. E questo fa comodo a chi deve affrontarla. Legge la realtà senza finzioni. Segna il confine di ciò che chiede Confindustria: non toccheremo articolo 18 e pensioni. Dice ciò che pensa. Il successo della Lega? "Non è solo protezionismo. È anche desiderio di identità territoriale". È riconoscersi. Il mondo è globalizzato, ma noi siamo qui. Abbiamo radici. Alitalia? "Il prestito concesso può essere sensato, a patto che dietro ci sia una soluzione vera, di mercato". E non facciamo finta che i colpevoli non esistano. Ci sono. Eccoli. "La nostra compagnia di bandiera è stata scarnificata dall'insipienza, dall'assenza di coraggio e di responsabilità del ceto dirigente e dei sindacati". È per questo che questa donna, la prima donna a capo della Confindustria, sa di primavera. La Marcegaglia parla guardando il futuro. Evoca il federalismo fiscale. Ricorda che i Paesi possono scegliere il proprio destino. Nessuno è condannato alla bassa crescita. I problemi si possono risolvere, basta affrontare le cause della malattia. Detto in due parole: basta piangersi addosso, rimbocchiamoci le maniche. Tutti. Il nuovo governo? Non ha più alibi: faccia le riforme. Gli industriali? "Anche noi dobbiamo cambiare". Basta al corporativismo, ai piccoli benefici di corto respiro in cambio di sacrifici che ricadono sugli altri, sulla spesa pubblica. Questa donna sta dicendo agli imprenditori che, per essere degni di questo nome, devono cavarsela da soli. Lo Stato non è più una balia. Servono attributi, serve coraggio. L'era dei Don Abbondio è un costo che l'Italia non può più permettersi. Meglio, molto meglio, Lady Oscar. Vittorio Macioce © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Governo, per la Giustizia spunta Vito (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)

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N. 98 del 2008-04-24 pagina 4 Governo, per la Giustizia spunta Vito di Fabrizio De Feo L'azzurro in pole position per l'incarico di Guardasigilli, la Salute a Lupi o a un medico. An chiede un vicepremier da Roma "La lista sarà pronta qualche ora dopo il conferimento dell'incarico", ripetono dai quartier generali di Forza Italia, An e Lega liquidando la curiosità giornalistica per gli ultimi tasselli che restano da incastrare nel mosaico governativo. Sulla carta, però, per il completamento della squadra del nuovo esecutivo, i tempi sono ancora lunghi. L'incarico potrebbe, infatti, essere affidato da Giorgio Napolitano a Silvio Berlusconi il 5 o il 6 maggio e la lista potrebbe essere presentata all'attenzione del Quirinale il 9 o il 10 maggio. L'intenzione, però, resta quella di chiudere la pratica all'indomani del ballottaggio romano, possibilmente entro l'1 maggio. Al netto delle scadenze, la trama delle trattative continua ad essere intessuta con attenzione e pazienza dal premier in pectore. E su uno dei fronti caldi e ancora aperti, quello del ministero della Giustizia, è arrivata una schiarita. Pare, infatti, che al ministero di Via Arenula si stia profilando l'avvento di Elio Vito, nome sul quale sarebbe arrivato anche il gradimento del Quirinale. In corsa, comunque, restano anche Marcello Pera e Mariastella Gelmini. Un altro nodo ancora da sciogliere è quello dei vicepremier. Silvio Berlusconi vorrebbe un unico vice nella persona di Gianni Letta. La Lega, però, insiste per avere Roberto Calderoli a Palazzo Chigi (e Umberto Bossi, per spazzare via eventuali veti, avrebbe anche pre-sondato telefonicamente il Quirinale). Se l'esponente leghista ottenesse quella poltrona, Letta chiederebbe che fossero chiarite in maniera inequivocabile le deleghe. Inoltre Alleanza nazionale potrebbe rivendicare a sua volta un'altra poltrona da vice per un proprio uomo, da scegliere tra Andrea Ronchi e Altero Matteoli. Di tre vicepremier, però, Berlusconi non vuole nemmeno sentir parlare. Resta aperta anche la questione del ministero della Salute. In pole-position ci sono due nomi: quello di Maurizio Lupi e quello di un tecnico come Ferruccio Fazio, responsabile Medicina Nucleare San Raffaele. Due passi più indietro ci sono, invece, altri medici di prestigio come Fernando Aiuti e Francesco Cognetti. La nomina di Lupi - stimatissimo dal leader azzurro e vicino da sempre alla galassia di Comunione e liberazione - è in parte legata alla definitiva chiusura della questione Formigoni. L'incontro, inizialmente previsto per la giornata di ieri, è stato rinviato ai prossimi giorni. Nel frattempo Berlusconi, parlando ai microfoni di "Radio Radio", ha confermato che non ci sarà un ministro dello Sport nel suo governo. "Sono convinto - spiega - della assoluta indipendenza dello sport, rispetto al quale la politica deve restare lontana. Lo sport sarà governato dai suoi enti democraticamente eletti". E nella ridda di voci che si rincorrono in queste ore concitate ce n'è anche una clamorosa che il direttore del tg de "La7" rivela in diretta. Secondo Antonello Piroso, Silvio Berlusconi avrebbe offerto un ministero del nuovo esecutivo all'opposizione, sul modello francese, e nello specifico avrebbe pensato al professor Pietro Ichino, neoeletto nelle file del Partito democratico. Così come continua a circolare il nome dell'ad di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera. I movimenti, ipotetici o reali, non finiscono qui. Spunta, infatti, il nome di Renato Brunetta per le Politiche comunitarie mentre per Gianfranco Rotondi (al quale è stata proposta anche la vicepresidenza della Camera) si profila un incarico (senza deleghe) da consigliere politico del presidente del Consiglio. E se Adolfo Urso appare destinato alla poltrona di viceministro del Commercio estero, per Domenico Nania ci sarà la vicepresidenza del Senato. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alle punture di spillo sono seguite retromarce e anche genuflessioni (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

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DOPO IL VOTO IL RICONOSCIMENTO Alle punture di spillo sono seguite retromarce e anche genuflessioni Calderoli sulla Padania: questo è un Capo dello Stato super partes.

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"Chiederò al governo un impegno preciso" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

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Maria Teresa Armosino "Chiederò al governo un impegno preciso" Ecco la posizione sulla sicurezza di Maria Teresa Armosino, candidato presidente della Provincia per il "Pdl" e la Lega Nord. "E' la priorità del nostro programma elettorale. Ho letto - spiega - che l'onorevole Violante, presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, ha dovuto far svolgere un'indagine per capire che l'Italia ha paura, che si sente assediata dalla criminalità e che mancano 20 mila agenti. Gli italiani se n'erano accorti da tempo e gli appelli del centrodestra degli ultimi due anni sono caduti nel vuoto". Prosegue il parlamentare: "Adesso urge correre ai ripari, aumentando le forze dell'ordine sul territorio, specie in una provincia come la nostra, con aree molto vaste e scarsamente popolate: chiederò un impegno preciso al governo Berlusconi, che è molto sensibile a questa emergenza. Gli effetti devastanti della gestione del problema criminalità da parte del governo Prodi sono sotto gli occhi di tutti: noi vogliamo garantire l'effettività della pena, applicare con fermezza la Bossi-Fini, espellere i clandestini che delinquono che devono scontare la pena nel loro Paese". Conclude: "Vogliamo dare più sicurezza a tutti: lo chiedono gli italiani e lo chiedono gli stranieri che vengono in Italia per lavorare e desiderano legalità e giustizia".

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Sono in molti a ricordare ancora il 25 aprile del 1994: un milione di persone in piazza, a Milano, s (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Otto la pioggia, la Lega che tenta di sfilare insieme con gli antifascisti, lo smarrimento di ritrovarsi al governo il partito di Fini appena nato da una costola del Msi. Per lunghi anni le celebrazioni del 25 Aprile si ripetevano stancamente e monotonamente, come smarrite in una dimensione retorica e celebrativa. La vittoria della destra alle elezioni politiche del marzo 1994 fu come un sussulto di consapevolezza e di entusiasmo. Oggi, il tempo che è passato ha profondamente inciso sullo spirito del 25 Aprile e sul modo in cui l'antifascismo viene vissuto in questo Paese. Per la prima volta nell'Italia repubblicana, a parte alcuni "episodi" (Ciarrapico, Dell'Utri), l'esperienza totalitaria che ha segnato il Novecento italiano è stata come rimossa dai temi della campagna elettorale e anzi i partiti di sinistra che esplicitamente richiamavano l'antifascismo nella loro tavola dei valori sono stati brutalmente esclusi dal Parlamento. Mentre sembra affievolirsi il suo ruolo nell'arena delle battaglie politiche, il 25 Aprile è invece sempre più presente nella riflessione degli storici. Più che soffermarsi sull'"evento" (insurrezione delle città del Nord, regolamento dei conti con i fascisti in fuga, uccisione di Mussolini) la ricerca tende oggi a inserire quella data nel contesto più ampio della crisi italiana apertasi con il crollo dello Stato nazionale, l'8 settembre 1943, e conclusasi con le elezioni politiche del 18 aprile 1948. Fu un percorso segnato da lutti e rovine, ma che oggi può essere letto come il travaglio di un popolo che nella sofferenza si congeda dalla dittatura e da un regime tirannico per riscoprire la gioia profonda della libertà e della democrazia. L'8 settembre 1943 la sconfitta militare travolse il fascismo, l'esercito, le istituzioni del vecchio Stato nato dal Risorgimento; il 25 aprile 1945 ritornò la libertà e finì la guerra; il 2 giugno 1946, con una esaltante prova di maturità, gli italiani votarono per la Costituente e scelsero la Repubblica; il 18 aprile 1948 le elezioni sancirono la fine della crisi. Con la vittoria della Dc e la sconfitta rovinosa delle sinistre il nostro sistema politico trovò un suo assetto stabile e duraturo, nel segno della restaurazione più che del rinnovamento, della continuità più che della rottura; e tuttavia quell'esito non sarebbe stato possibile senza il 25 Aprile, non avrebbe avuto quei caratteri di libertà di scelta e di pluralismo politico senza la Resistenza e il ruolo assunto dai partiti nei venti mesi di guerra civile e di lotta armata contro i tedeschi. A questo punto, sta al governo di centrodestra scegliere se riferirsi o no a questi significati del 25 Aprile, se riconoscersi quindi in un'identità repubblicana affermatasi per la prima volta in quella lontana primavera, se accettarlo come una tappa fondamentale nella costruzione della nostra democrazia. Non si tratta di una scelta rituale. Tanto per essere chiari: la questione della sicurezza, quali che siano le proposte concrete con cui verrà affrontata, cambia di segno se inserita in un contesto di rabbiosa xenofobia o se ispirata a principi di accettazione e di inclusione. Certo che il governo Berlusconi ha anche altre opzioni; esclusa quella dei fascisti che approfittano del 25 Aprile per commemorare Mussolini o il "Natale di Roma", credo che ci sia una forte tentazione a replicare le scelte "afasciste" della Dc ai tempi della guerra fredda: in occasione del primo decennale della Liberazione, nel 1955, una circolare dell'allora ministro della Pubblica Istruzione, il democristiano Ermini, invitava tutte le scuole superiori d'Italia a celebrare, quel giorno, la nascita di Guglielmo Marconi. Silenzio sul 25 Aprile e sulla Liberazione.

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L'innovazione per le energie del futuro (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

La Regione Piemonte ha varato tre interventi da 140 milioni di euro per incentivare produzione e utilizzo delle energie rinnovabili entro il 2030 Analisi di Fortis: l'Italia ha un limite massimo di 486 milioni di tonnellate di CO2 ma l'aspettativa ne prevede 580 milioni L'ESIGENZA DI ASSICURARE FORNITURE COMPATIBILI CON L'AMBIENTE A UN COSTO CONTENUTO Energia e ambiente L'innovazione per le energie del futuro A seguito della ratifica del protocollo di Kyoto, il mondo ha fatto i primi passi per intraprendere delle azioni concrete volte ad affrontare il cambiamento climatico. I Paesi industrializzati hanno accettato di fissare un tetto massimo alle emissioni mentre quelli via di sviluppo, per i quali è difficile conciliare la determinazione di vincoli ambientali con la crescita economica, partecipano attraverso meccanismi progettuali flessibili, finalizzati comunque all'abbattimento delle emissioni. Gli obiettivi del Protocollo di Kyoto si applicano per il periodo 2008-2012. Il sistema di scambio di diritti EUA (European Unit Allowances) creato nell'Unione Europea per consentire lo scambio di quote è basato su una metodologia Cap-and-Trade ed è denominato EU-ETS (European Union Greenhouse Gas Emission Trading Scheme). Nonostante lo schema europeo (EU-ETS) rappresenti in termini di emissioni solamente il 6,5% del globale (2 miliardi di tonnellate di CO2 annue rispetto a 30 miliardi), può essere ritenuto di fondamentale importanza poiché è considerato come il laboratorio mondiale per combattere il cambiamento climatico. Se l'EU-ETS si dimostrerà all'altezza delle aspettative verrà certamente replicato su scala mondiale. "L'Italia ha un target di riduzione delle emissioni pari al 6,5%, - afferma Denis Errica, Responsabile Treasury Products Fortis Bank in Italia per i prodotti derivati su commodities, energy e CO2 -. In termini assoluti ciò equivale ad un limite massimo pari a 486 milioni di tonnellate di CO2 per anno nel periodo 2008-2012, con aspettative di emissioni fino a 580 milioni di tonnellate di CO2. A fronte di ciò l'industria italiana riceve 201 milioni di diritti all'anno mentre le previsioni di emissioni e si attestano su circa 245 milioni di tonnellate di CO2. Chiaramente c'è ancora molto lavoro da fare ed è logico attendersi che se non si troverà il modo di ridurre drasticamente le emissioni l'Italia sarà costretta ad acquistare diritti da altre nazioni". In questa prima fase si è riscontrata nell'EU-ETS una sovrastima dei crediti; a fronte di emissioni di circa 6,1 miliardi di tonnellate di CO2 nel corso dei 3 anni sono stati emessi crediti pari a 6,3 miliardi; in Italia sono stati assegnati 624 milioni di crediti mentre le emissioni di CO2 sono risultate più elevate di circa 60 milioni di tonnellate. Nonostante l'eccesso di diritti, che ha comportato un crollo dei prezzi degli EUA, ci sono sufficienti elementi per ritenere che la Fase 1 dell'EU-ETS rappresenti un enorme successo (si stima che in assenza di tale sistema le emissioni europee sarebbero state almeno 150 milioni di tonnellate in più nel solo periodo 2005-2007). I Piani Nazionali di Allocazione (NAPS) sono ora basati su dati più reali, grazie al processo di verifica della Fase 1. Il rischio di sovra-allocazione è pertanto più basso. Inoltre, il mercato del CO2 ha una consistenza maggiore rispetto a 3 anni fa. Ora, è disponibile un'ampia gamma di prodotti e soluzioni di cui Fortis è punto di riferimento, essendo uno dei principali market makers; tra questi segnaliamo: Contrattazioni Spot e Forward; Negoziazione di CER sul mercato primario o secondario; EUA vintage swaps; Swaps EUA-CER; swaps opzioni EUA o CER; servizi di custodia e amministrazione; strutture di project financing che accettano compensi in carbon credit. "La dimensione crescente del mercato CO2 - conclude Errica - comporterà una maggiore interazione con i mercati strettamente correlati. Il legame fisico con le commodities è già riscontrabile; bruciare gas e carbone genera emissioni di CO2; creare energia significa bruciare combustibili fossili. Tutte queste attività comportano un intervento sul mercato dei CO2. Per esempio, vendere energia implica che la utility dovrà comprare gas o carbone o petrolio per generare tale energia ed avrà anche bisogno di comprare EUA per poter bruciare tali combustibili. Sul mercato tali interazioni assumono sempre maggiore importanza e la correlazione tra gas, carbone, energia, petrolio e il mercato del CO2 è sempre più forte". Passare alle rinnovabili, risparmiare, salvaguardare l'ambiente; ma come? Una risposta concreta viene dalla Regione Piemonte. Infatti, nel cammino verso l'obiettivo di rendere il proprio territorio autonomo sotto il profilo energetico entro il 2030, il Piemonte ha varato tre interventi da 140 milioni di euro, finalizzati a incentivare produzione e utilizzo delle energie rinnovabili. Le tre misure sono rivolte alle imprese e alle amministrazioni pubbliche, che saranno incentivate rispettivamente a produrre e a utilizzare nuove tecnologie generatrici di energia rinnovabile. I bandi sono stati presentati il 28 marzo scorso dalla Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, e dall'Assessore all'Industria, Andrea Bairati. Con questa iniziativa, che rientra in un più ampio stanziamento di 280 milioni dedicato al settore, Bresso e Bairati intendono portare il Piemonte ad aumentare del 20% la produzione di energia da fonti rinnovabili, e contemporaneamente ridurre del 20% le emissioni di CO2 e i consumi energetici complessivi regionali entro il 2020. Il primo intervento, di 50 milioni, spingerà le imprese a razionalizzare i consumi energetici passando a fonti rinnovabili (per esempio, tramite l'installazione di pannelli solari sui tetti). Il secondo, sempre del valore di 50 milioni, servirà a stimolare le aziende piemontesi avvicinandole al settore della produzione energetica alternativa, anche con prodotti innovativi frutto della ricerca. Lo scopo, in questo caso, è sviluppare nuovo business in loco, per evitare che il maggiore ricorso alle energie rinnovabili avvenga tutto attraverso l'importazione dall'estero delle tecnologie e delle componenti necessarie, con spese più alte, maggiori consumi energetici e maggiore inquinamento. Il terzo intervento, di 40 milioni, riguarda il settore pubblico, che sarà stimolato a rendere "energeticamente autonomi" i propri edifici. Un esempio di questa tipologia di interventi è il nuovo ospedale di Alba-Bra, che sarà dotato di pannelli solari e centrali geotermiche in grado di garantire tutta l'energia occorrente al suo funzionamento. Forse non tutti sanno che oggi ci sono ancora 4 miliardi di persone che non hanno la disponibilità sicura e costante di una fonte di energia primaria. La legittima aspirazione a migliori condizioni di vita spinge con forza la domanda di energia. La IEA (International Energy Agency) stima che nel 2030 il mondo avrà bisogno di 17,7 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio (+ 55%, rispetto agli 11,4 miliardi di oggi): un incremento medio annuo del 2%, che richiede 2 milioni di miliardi di chilocalorie aggiuntive all'anno. Dati dai quali non possiamo prescindere e che mettono i temi energetici al centro del dibattito internazionale, con un'importanza rilevante per l'opinione pubblica, data la loro valenza politica, sociale, economica e ambientale. La crescente domanda di energia a costi sostenibili si scontra, infatti, con la necessità di combattere il cambiamento climatico in un contesto di continua crescita del costo delle materie prime. I combustibili fossili contribuiscono oggi per circa l'80% ai consumi energetici globali ed europei, e si stima che al 2030 tale percentuale resterà sostanzialmente invariata. Inoltre, in Europa il fabbisogno di combustibili è coperto al 62% dalle importazioni (36% petrolio; 18% gas; 8% combustibili solidi), provenienti in massima parte da un numero limitato di Paesi ad alto rischio geopolitico. È necessario dunque - per l'Unione Europea e l'Italia in particolare - differenziare il più possibile sia i Paesi fornitori che le fonti energetiche, al fine di minimizzare il rischio geopolitico dell'approvvigionamento e aumentare l'efficienza energetica dei consumi per contenere il fabbisogno energetico complessivo. Siamo di fronte a un'"equazione energetica" complessa: come assicurare forniture energetiche sufficienti, compatibili con l'ambiente, a un costo contenuto? Per risolverla non esiste un'unica via, ma è necessario un approccio integrato, che va dalla diversificazione delle fonti allo sviluppo di nuove tecnologie per l'utilizzo di fonti fossili tradizionali, da politiche di efficienza energetica a un impegno eccezionale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, a investimenti considerevoli nella ricerca e nell'innovazione come la cattura e sequestro dell'anidride carbonica e l'esplorazione della nuova frontiera dell'idrogeno. In attesa che il forte dibattito sul nucleare ci dica se questa è una strada percorribile anche dal nostro paese. Oggi l'Italia produce circa il 20% della sua energia da fonti rinnovabili, soprattutto grazie all'energia idroelettrica che sfrutta l'acqua dei nostri bacini montani. Un forte contributo allo sviluppo delle fonti alternative potrà venire dal vento, soprattutto, e dal sole. E l'innovazione tecnologica con progetti all'avanguardia potrà sicuramente darci le chiavi per affrontare il futuro. Un impegno indispensabile, se vogliamo raggiungere gli obiettivi indicati dall'Unione Europea: 20% in meno di emissioni di CO2, 20% in più di rinnovabili, 20% di efficienza energetica entro il 2020. Una strada molto promettente è quella dei progetti di cattura e sequestro della CO2, a cui Enel e altri operatori stanno attivamente lavorando: può risolvere il problema delle maggiori emissioni di CO2 legato all'utilizzo dei combustibili fossili, che rimarranno a lungo la fonte principale per soddisfare la domanda mondiale di energia. Dal 2002 sono stati avviati programmi di ricerca per contribuire alla dimostrazione della validità industriale di tutte le tecnologie di cattura e sequestro della CO2 applicabili. È stata quindi fondata la ZEP (Zero Emission Platform), che riunisce tutti le principali società elettriche europee. In questo ambito l'Italia, e l'Enel in particolare, è in prima fila con i progetti di due impianti pilota e di due impianti dimostrativi di cattura e sequestro dell'anidride carbonica, che saranno il banco di prova per le future centrali "senza camino". Gli impianti dimostrativi saranno completati entro il 2015, in una prospettiva quindi non troppo lontana. Sul fronte delle rinnovabili, l'eolico è senza dubbio la tecnologia che ha più potenzialità di crescita anche in Italia, anche se molte Regioni, nella parte più vocata del Paese, isole e Appennino centro-meridionale, hanno messo in atto una sorta di moratoria e le resistenze delle istituzioni locali e delle associazioni ambientaliste sono ancora molto diffuse. Nonostante questo, molte aziende hanno deciso di investire molto in questa direzione: Enel per esempio, che ha da poco rinnovato il suo impegno per l'ambiente, con un piano da 7,4 miliardi di euro dal 2008 al 2012 per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e di progetti innovativi, conta di passare dai 315 MW installati in Italia a fine 2007 a 1.490 MW nel 2012. Una strada interessante, intrapresa da Enel è quella dell'eolico off-shore, cioè in mare. Di questi impianti ce ne sono parecchi nel Nord Europa e oggi anche in Italia sono in via di sviluppo alcuni progetti che porteranno alla costruzione dei primi impianti nel Sud del Paese. Anche il fotovoltaico, grazie al nuovo conto energia che consente detrazioni fiscali, finanziamenti e soprattutto la possibilità di rivendere l'energia autoprodotta e non consumata a un prezzo molto vantaggioso, ha ottime possibilità di sviluppo, soprattutto sul fronte del mercato domestico e delle piccole e media imprese. Sul fronte del solare termodinamico, che usa cioè il calore del sole per produrre vapore adatto a far girare le turbine di generazione di elettricità, partirà a breve il progetto Archimede, che Enea ed Enel realizzeranno in Sicilia, a Priolo Gargallo (Siracusa), con un impianto sperimentale. La sua peculiarità è data dalla possibilità di accumulare il calore raccolto durante il giorno per produrre energia anche di notte o quando il cielo è coperto. Enel ha inoltre avviato nuovi progetti, sostenuti anche a livello europeo, per lo sviluppo delle cosiddette "Smart Grids": le "reti intelligenti", in grado di gestire in modo ottimale l'immissione in rete dell'energia generata in casa, e sulla co-combustione delle biomasse, per utilizzarle negli impianti a combustibili fossili materie prime di origine agricola e forestale e ridurre così significativamente la CO2 emessa.

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Il Cavaliere alla Lega: Siate meno rozzi (sezione: Nord)

( da "Tempo, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Stampa la polemica Il Cavaliere alla Lega: "Siate meno rozzi" Lui, che di canzoni se ne intende, avrebbe potuto esprimere il suo pensiero usando il testo di "Musica Ribelle" di Eugenio Finardi: "La musica non è male, quello che non reggo sono le parole". La Lega, infatti, è un alleato affidabile, non ha posto veti al governo come hanno fatto Casini e Follini, non ha tradito e ha amministrato bene a livello locale. Ma, è la critica di Berlusconi, ha un difetto: "Il suo linguaggio è un po' rozzo, fatto di iperboli. E dovrebbe cambiare". Un'osservazione, quella del Cavaliere, che ha riscosso la solidarietà di Fini ("Ha ragione") e ha provocato la replica stizzita del pasdaran padano Mario Borghezio: "Sarà molto difficile che la Lega si depuri dalla sua rozzezza e dalla ruvidezza di espressione tipica della gente autentica - ha risposto il promotore delle "ronde verdi" - Così come i fighetti forzaitalioti molto difficilmente si libereranno dalle loro caratteristiche di figli di papà e di gente che spesso non ha mai lavorato nella sua vita". Non è la prima polemica tra re Silvio e i suoi feudatari settentrionali. E, anche se le polemiche portano inevitabilmente ad alzare i toni, è difficile dar torto al premier in pectore. Gli esempi non mancano. Il fuori misura verbale per i leghisti è una consuetudine. "La nostra liberazione si avvicina, alla faccia di quelli che ci davano dei razzisti...le facce di m...che non dimentichiamo", osservò amabilmente Borghezio nel 2003. Lo stesso che, commentando una sentenza che non gli aggradava, usò il termine "idiozia giudiziaria". E l'ex sottosegretario alla Giustizia (2004) è in buona compagnia nel Carroccio. "Non è col politically correct che si fa cadere Prodi. Bossi ha dimostrato di avere le palle, aspettiamo gli altri", suggerì con il suo noto savoir faire Roberto Calderoli nell'estate 2007. Anche se la caratteristica più "ficcante" del dentista-leghista e vicepresidente del Senato non è il linguaggio ma l'abile verve provocatoria: memorabile la sua maglietta con vignetta anti-islamica che mostrò candidamente in tv scatenando incidenti a Tripoli, per non parlare del pascolo di maialini sui terreni destinati alle moschee. Per ultimo, last but not least direbbero gli inglesi, non può mancare nell'elenco dei declamatori iperbolici il Senatur. Bossi, è specializzato nella dichiarazione armata: "Non abbiamo mai tirato fuori i fucili ma c'è sempre una prima volta", ha ripetuto il leader padano, che ha parlato spesso di ribellione del "suo" popolo a "Roma ladrona". E, anche se sembra un po' Moretti, fa bene il Cav a ricordare che le parole sono importanti perché, come diceva Nanni in Palombella rossa, "chi parla male pensa male e vive male".

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Una grande occasione (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 98 del 2008-04-24 pagina 0 Una grande occasione di Vittorio Macioce E' quasi uno squarcio di primavera. La nuova stagione che rompe questo lungo inverno italiano, dove tutto è immobile, ha la voce di una donna. L'aquila della Confindustria alle spalle, le poltrone azzurre e lei, Emma Marcegaglia, con gli occhiali da gatta, la camicetta bianca e i capelli sciolti sulle spalle. Qui, a Roma, viale dell'Astronomia, il capo degli industriali parla con il coraggio di Lady Oscar. Ogni frase è una stoccata, chiara, senza fronzoli, con quel gusto femminile di chiamare i problemi per nome. E ogni affondo, ogni parola, si tramuta, in chi ascolta, in un "finalmente". Qualcosa sta cambiando. C'è un nuovo governo, con una maggioranza forte e un mandato chiaro. C'è una nuova Confindustria, che non ha più paura delle parole. Manca un nuovo sindacato. Emma Marcegaglia guarda in volto Cgil, Cisl e Uil. E dice: siete vecchi. Non si può andare avanti così. La politica dei veti fa male a tutti. Il sindacato è importante ma deve rinnovarsi, non può continuare a difendere il tabernacolo del contratto collettivo di lavoro. Cambiate. Cambiare significa dare più spazio al confronto in azienda. è prendere atto che il costo della vita è diverso. Il Nord non è il Sud e il salario reale non è lo stesso. Il pane a Cassino costa meno che a Torino. Lo stipendio Fiat invece è lo stesso. Affrontare la questione non è peccato mortale. è buon senso. Questo ha detto la Marcegaglia. La reazione è quella di chi ha ricevuto uno sputo in faccia. "Politica reazionaria", dicono. E chiudono il discorso. La contrattazione collettiva, d'altra parte, è la loro ragione di vita. è la loro forza politica. è il loro arrocco e non importa se ormai chi lavora li considera distanti, lontani, furbi politicanti, rappresentanti del nulla. I sindacati non vogliono scendere in azienda, loro stanno in alto. Non parlano con gli operai, ma con governo e Confindustria. è per questo che ormai raccattano solo pensionati. La stoccata della Marcegaglia potrebbe invece diventare un'occasione: tornate in azienda e confrontatevi con chi lavora. I lavoratori di oggi e di domani. Non quelli di ieri. La forza di Emma Marcegaglia è nella chiarezza. Non ci sono maschere. è un'industriale e non finge di essere una filantropa. E questo fa comodo a chi deve affrontarla. Legge la realtà senza finzioni. Segna il confine di ciò che chiede Confindustria: non toccheremo articolo 18 e pensioni. Dice ciò che pensa. Il successo della Lega? "Non è solo protezionismo. è anche desiderio di identità territoriale". è riconoscersi. Il mondo è globalizzato, ma noi siamo qui. Abbiamo radici. Alitalia? "Il prestito concesso può essere sensato, a patto che dietro ci sia una soluzione vera, di mercato". E non facciamo finta che i colpevoli non esistano. Ci sono. Eccoli. "La nostra compagnia di bandiera è stata scarnificata dall'insipienza, dall'assenza di coraggio e di responsabilità del ceto dirigente e dei sindacati". è per questo che questa donna, la prima donna a capo della Confindustria, sa di primavera. La Marcegaglia parla guardando il futuro. Evoca il federalismo fiscale. Ricorda che i Paesi possono scegliere il proprio destino. Nessuno è condannato alla bassa crescita. I problemi si possono risolvere, basta affrontare le cause della malattia. Detto in due parole: basta piangersi addosso, rimbocchiamoci le maniche. Tutti. Il nuovo governo? Non ha più alibi: faccia le riforme. Gli industriali? "Anche noi dobbiamo cambiare". Basta al corporativismo, ai piccoli benefici di corto respiro in cambio di sacrifici che ricadono sugli altri, sulla spesa pubblica. Questa donna sta dicendo agli imprenditori che, per essere degni di questo nome, devono cavarsela da soli. Lo Stato non è più una balia. Servono attributi, serve coraggio. L'era dei Don Abbondio è un costo che l'Italia non può più permettersi. Meglio, molto meglio, Lady Oscar. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Non commentato " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (112 votes, average: 1.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (41 votes, average: 1.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 28 ) " (44 votes, average: 1.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (87 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (215 votes, average: 1.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (22 votes, average: 2.23 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (20 votes, average: 2.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (24 votes, average: 2.96 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (23 votes, average: 2.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (30) Ultime discussioni Alberto Taliani: per Pietro.b Libertà di parola o libertà di insulto? Quello che scrive e come lo scrive rende... ESTER: Come non dimenticare Italia-Germania 4-3. Come non dimenticare Spagna 1982. Premetto dopo aver visto la prima... FRANCO: SONO DACCORDO CON SGARBI SECONDO IL MIO MODESTO AVVISO UN GRANDE EVENTO NON LO FA' LO STRAVOLGIMENTO... Paolo: Fanno a chi le spara più grosse e, come si vede, sembrerebbero aver ragione. Pietro.b: Intanto trovo SCANDALOSO che non sia stata pubblicata la mia replica al SIG.ALBERTO TALIANI,forse,non era... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Confindustria: "L'inflazione frena la competitività"Pochi 12 ministeri Il Cavaliere al ColleConiugi assassinati in villa nel Veronese"Veneriamo Padre Pio, ma senza fanatismo"Alitalia, vertice tra cda e parti socialiVi raccontiamo la vera storia di Beppe Grillo Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (6) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Roma, quali sono le priorità da affrontare? 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Il prete volante s'è perso nei cieli (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il "prete volante" alla fine si è perso nel cielo con i suoi mille palloni colorati. La storia, che ha dell'incredibile, riguarda il sacerdote brasiliano Antonio De Carlis, parroco di Ampere, nello Stato di Paranà, in Brasile, che domenica scorsa si è alzato in volo afferrato a un migliaio di globi pieni di gas eolico per cercare di battere il record di diciannove ore di permanenza in aria posseduto da un appassionato statunitense. Partito dalla città di Paranagua, sulla costa atlantica, pensava di risalire a Nord, in direzione del Mato Grosso do Sul, a più di 1000 km di distanza, ma i forti venti nella zona l'hanno spinto verso l'oceano, facendone perdere le tracce. L'ultima comunicazione via cellulare satellitare con la guardia costiera è stata sei ore dopo il decollo, un sos nel quale avvisava di trovarsi ad almeno 15 miglia dalla costa. I soccorsi sono scattati immediatamente. Elicotteri e motovedette hanno setacciato per due giorni una vasta aerea tra litorale e mare aperto, ritrovando resti di alcuni dei palloni al largo dell'isola di Santa Catarina e nei pressi della località di San Francisco do Sul, a 50 chilometri di distanza dal luogo della partenza. L'impresa era pensata per sensibilizzare l'opinione pubblica sul lavoro della "Pastorale Autostradale" che padre Antonio aveva fondato per assistere i camionisti che arrivano ogni giorno per scaricare merci nei container del porto di Paranagua. Da mesi stava raccogliendo fondi per costruire un centro d'assistenza capace di ospitare 200 persone al giorno, con una mensa e delle stanze per chi voleva passare la notte prima di riprendere il viaggio. In gennaio padre Antonio aveva fatto una prima traversata di 4 ore e mezzo a 5300 metri d'altitudine partendo da Ampere, che si trova nei pressi della frontiera con l'Argentina, atterrando oltre confine. Il tutto filmato dalle telecamere del programma domenicale delle Rete Globo "Fantastico". "Un prete nel cielo per aiutare i camionisti", era il titolo del reportage, che mostrava la preparazione durante la notte dei palloni di un metro di diametro, legati a un camion e poi allo speciale sedile da parapendio con comandi. Lo stesso rituale organizzato domenica scorsa. Sotto il sedile un kit composto da bottigliette d'acqua, delle barrette di cereali, delle borse d'ossigeno e altre pronte a riempirsi d'aria in caso di un ammaraggio d'emergenza. Poco dopo mezzogiorno, circondato da un gruppo di fedeli e di curiosi, il "padre voador" è partito, decollando verso il cielo. Nelle immagini del video amatoriale filmato dai suoi sostenitori lo si vede felice e sicuro di sé, con una tuta termica bianca da aviatore con i colori brasiliani su una manica, il casco nero con occhiali spessi. "Se un prete come me vola in alto per aiutare chi va sulle strade - spiegava - perché non potete farlo anche voi?". Quarantunenne e con un fisico da atleta, viene definito come un amante degli sport d'avventura. All'attività religiosa alternava escursioni nei fine settimana per praticare free climbing, paracadutismo e immersioni subacquee. I suoi collaboratori raccontano che l'idea del volo con i palloni gli era venuta pensando alla pubblicità che sarebbe ricaduta sul suo progetto se avesse battuto il record contenuto nel libro dei Guinness. L'obiettivo era arrivare alle 20 ore consecutive. Nonostante i soccorritori ammettano che sarà molto difficile ritrovarlo in vita, la speranza resta alta tra i suoi fedeli. "Padre Antonio - ha confessato la segretaria Denise - non è uno sprovveduto, si era preparato a fondo, prevedendo anche le difficoltà. Siamo sicuri che è riuscito ad atterrare sano e salvo". Nella pagina web della Pastorale Autostradale da due giorni c'è un box dove si può mandare un messaggio di auguri a padre Antonio e degli stralci dell'ultima intervista dove spiegava perché aveva scelto di volare proprio domenica scorsa. "Il 20 di marzo ci sarà la luna piena; durante il volo, di notte, potrò vedere bene tutta la costa e le città sotto di me".

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Berlusconi vede Napolitano (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Spuntano i tecnici Catricalà forse sottosegretario alla presidenza Alla salute in pole il milanese Ferruccio Fazio [FIRMA]UGO MAGRI ROMA Prima o poi Berlusconi doveva presentarsi dal Capo dello Stato, anche solo per dargli un'idea di ciò che vuol combinare su governo, Alitalia e rapporti con l'opposizione. L'incontro è avvenuto ieri dalle 18 alle 19, fonti del Quirinale lo definiscono disteso e cordiale. Nel frattempo Napolitano s'era già sentito con Bossi e Fini, insomma il Presidente non era del tutto all'oscuro. Come sempre in questi colloqui, sono partiti da lontano. Molto ha battuto, l'uomo del Colle, sulla necessità di dialogo tra maggioranza e opposizione, sull'interesse del Paese che viene prima di tutto, e guai se per prima cosa il nuovo governo picconasse l'operato di Prodi. Berlusconi sottoscrive, ieri ha perfino bacchettato la Lega per il suo "linguaggio un po' rozzo che dovrebbe cambiare". Arrivati finalmente alla squadra di governo, il Cavaliere ha dato l'impressione di essere ancora indietro. Chissà, forse non voleva scoprire le carte: per quanto riservato possa essere lo studio presidenziale, anche i muri hanno orecchie. Sta di fatto che ieri da Napolitano quattro caselle soltanto contenevano un'indicazione secca: Economia (Tremonti), Esteri (Frattini), Interno (Maroni) e Difesa (La Russa). Per tutti gli altri ministeri soltanto ipotesi, una giostra di congetture su cui Berlusconi vuole meditare (ha tempo fino al 5-6 maggio). Tra i nomi riecheggiati sul Colle, manca Formigoni. Il Governatore lombardo era invitato a cena dal Cavaliere, ma l'umore non era quello giusto. Per cui telefonata a Villa Grazioli, l'incontro è saltato, forse si vedranno stasera o domani, tanto ormai non c'è fretta. Filtra invece che, nel colloquio del Quirinale, si sia parlato di Montezemolo possibile ministro. Non è chiaro chi dei due abbia preso l'iniziativa, se sia stato cioè Napolitano a introdurre l'argomento, oppure ne abbia parlato sua sponte il Cavaliere. Comunque sia, Berlusconi avrebbe manifestato l'intenzione di "provarci" col presidente uscente di Confindustria, come peraltro aveva fatto senza successo nel 2001. Sempre in tema di esterni, La7 dà notizia che Berlusconi vorrebbe in squadra il giuslavorista Ichino, neo-eletto nel Pd, sull'esempio di Sarkozy in Francia. Ma la risposta sarà negativa. Napolitano e Berlusconi hanno molto parlato di donne, nel senso che risulta confermato: al governo ne entreranno quattro. Anche qui, tante candidature rosa (Gelmini, Carfagna, Prestigiacomo, Brambilla, Poli Bortone...). Sulla Giustizia netto è il vantaggio di Elio Vito, ma sul Colle Berlusconi ha mescolato le carte. Pare sia rispuntato addirittura il nome che (alla luce di non sopite polemiche) il Quirinale meno gradisce, quello di Castelli. Perfino sulla scelta del Commissario Ue, conseguente alle dimissioni che darà Frattini per guidare gli Esteri, Berlusconi s'è guardato dal dire semplicemente "sarà Tajani". Risulta che abbia formulato, forse per rispetto nei confronti dell'alta carica presidenziale, una rosa più ricca entro cui scegliere. Curiosamente, un ex Presidente come Cossiga, da cui Berlusconi era stato a cena l'altra sera, s'è fatto un'impressione diversa: che in realtà "il governo sia pronto in tutte le sue caselle". Addirittura è cominciata la lotta per le poltrone di viceministro e sottosegretario, che stavolta saranno importanti in quanto scarse di numero. La Bassanini impone al governo un tetto di 60 membri. Il Cavaliere dubita di stare rigorosamente nella cifra, con Napolitano è parso problematico. Se da un lato rinuncerà al ministro dello Sport, con grande gioia del Coni, la Sanità quasi certamente verrà "spacchettata" dal Welfare per affidarla a un luminare del San Raffaele, Ferruccio Fazio. E quale sottosegretario a Palazzo Chigi, nel ruolo tradizionale della famiglia Letta, potrebbe esordire Antonio Catricalà, attuale Garante della concorrenza.

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Alla conquista degli indecisi (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

VERSO IL BALLOTTAGGIO.CHIAMATI ALLE URNE OLTRE 179 MILA ASTIGIANI Alla conquista degli indecisi Oggi Cota per Lega e Armosino. Domani Rosy Bindi per Peretti Gli indecisi, se dovessero restare tali, potrebbero anche diventare "assenteisti" delle urne e rimpolpare le schiere di quanti accarezzano il proposito di "saltare" il ballottaggio. Per vari motivi. L'affluenza è la grande incognita di ogni ballottaggio. Fisiologicamente in calo rispetto al primo turno, preoccupa candidati e coalizioni. E l'opera di convincimento finale non può non tener conto di questa "mina vagante". Oggi è atteso ad Asti Roberto Cota, leader nazionale della Lega Nord. Era venuto alla vigilia del primo turno, ritorna ora dopo il "pieno" che il "Carroccio" ha fatto registrare anche nell'Astigiano, sfiorando il 14% alla Camera e al Senato. Cota sarà alle 21 al Centro San Secondo di via Carducci per invitare i leghisti astigiani a fare quadrato intorno al candidato presidente del "Pdl" Maria Teresa Armosino. Domani invece toccherà al "Pd" e all'Italia dei Valori, le due forze che sostengono Roberto Peretti nella corsa alla Provincia, chiudere la campagna elettorale per il voto di domenica e lunedì. Ospite Rosy Bindi, esponente di punta del Partito democratico. La sede sarà ancora il Centro culturale San Secondo. Appuntamento dalle 19. Il centrosinistra è impegnato nella rimonta dopo il risultato del primo turno che ha visto Peretti al 26,4% di preferenze e Armosino al 44,1%. Poi dalle mezzanotte di domani s'inizierà il silenzio elettorale.\ Altri servizi ALLE PAGINE 56 E 57.

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INCONTRO. Venerdì 18 aprile, ore 15, al Cinema Centrale, via Carlo Alberto 27, il Torino glbt F (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ilm Festival e il Museo Nazionale del Cinema, in collaborazione con il servizio glbt del Settore Pari Opportunità del Comune di Torino, con il Servizio Pari Opportunità della Provincia di Torino e il Coordinamento Torino Pride, invitano insegnanti e educatori a un incontro di scambio e approfondimento su esperienze e bisogno riguardo le tematiche dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere nelle scuole torinesi. Verrà proiettato il documentario "It's Still Elementary" di Debra Chasnoff (USA, 2007) che mostra l'esito del lavoro svolto da educatori impegnati a affrontare nelle scuole americane la lotta contro i pregiudizi omofobici. Sarà presente la regista, con diversi operatori. Ingresso libero. MOSTRA. Venerdì 18 aprile, ore 18,30, la Fondazione Artèvision, via Santa Giulia 14/c, in collaborazione con il Festival Internazionale di Cinema glbt "Da Sodoma a Hollywood", presenta l'evento inaugurale della personale di Lorenzo Marcucci "Censored Photos & Oops I did it again". L'autore sarà presente all'aperitivo aperto alla stampa e al pubblico. La mostra resterà aperta e fruibile gratuitamente tutti i giorni, ore 15-19, fino al 15 maggio. MOSTRA + LIBRO. Venerdì 18 aprile, ore 18,30, al Caffè Chinese, via Santa Chiara 8/b: "Il giorno dopo" - mostra di Mario Saroldi e presentazione del libro "Il giorno dopo" di Andrea Varca. L'iniziativa a cura del Gruppo Lambda in collaborazione con la Fondazione Sandro Penna inserita fra gli appuntamento del Festival Internazionale di Cinema glbt "Da Sodoma a Hollywood". Info 011/521.20.33. LIBRO. Lunedì 21 aprile, ore 18, alla Libreria Feltrinelli di piazza CLN 251, presentazione del romanzo di Gianluca Polastri "In viaggio con Martha", edito da Ananke. Con l'autore, intervengono Andrea De Marchi e Fabio Perra. Iniziativa inserita tra gli appuntamenti del Festival Internazionale di Cinema glbt "Da Sodoma a Hollywood". MANDARINA VIAGGI. L'agenzia di via San Dalmazzo 2 propone per l'estate le destinazioni internazionali gay più fashion: Ibiza, Mykonos, Paros, Creta, Rodi, Sitges, Cipro, Sharm el Sheikh, Hurgada, Tel Aviv, Bodrum, Gran Canaria, Thailandia, Bali, Fort Lauderdale, Miami, San Francisco, New York, Santa Monica (Los Angeles), Mexico City, Rio de Janeiro, Cuba, Santo Domingo, Fortaleza, Recife, Sydney. Info 011/562.58.12, info@mandarinaviaggi.it SHORTBUS. Shortbus Cafè è un cocktail cafè culturale sotto la Mole, in via Gaudenzio Ferrari 5/I. Libri e dvd glbt in vendita e consultazione. Tutti i venerdì è "C&C Glbt" - aperitivo con cioccolata e cultura glbt, dalle 19,30. Sabato 19 aprile: Claradh Live Unplugged, concerto gratuito in acustica dalle ore 22. Fino al 9 maggio, espone Maurizio Turinetto con "Cuba Libre". Info 011/276.39.87. METROPOLIS. Sabato 19 aprile, il Club Metropolis, via Principessa Clotilde 82, propone una serata gay in allegria e simpatia, l'intrattenimento è affidato alle performance di Cipria, Rosy e alle barzellette di Emilio. Il club è dotato di area fumatori. CAFFE' LERI. Al Caffè Leri, c.so Vittorio Emanuele II 64, in occasione del Torino glbt Film Festival, tutte le sere numerosissime sorprese. E, per chi è in possesso del ticket-cinema del Festival, uno short drink in omaggio. Info www.myspace.com/lounge_girls TRASH IT! Sempre al Caffè Leri, tutti i giovedì, dalle ore 20,30: Trash it!, l'Aperitivo più Trash di Torino; selezioni musicali by dj July e dj Duck, sexy animazione by Giulia e Carol, voice Valery. Giovedì 24 aprile: special guest: dj Clean Pee. Ingresso libero, consumazione facoltativa. Info www.myspace.com/lounge_girls LA FENICE. È un piccolo gruppo di ragazzi omosessuali cristiani che esiste da oltre due anni e che vuole fare un cammino di confronto e di crescita nella preghiera e nella lettura della Parola, affrontando anche temi legati alla condizione omosessuale. Per ora il gruppo è formato solo da ragazzi cattolici, ma sono ben accetti cristiani di altre confessioni, ragazze, transgender e transessuali. Il gruppo si riunisce circa due volte al mese - tendenzialmente la seconda e la quarta domenica del mese. Info www.gruppolafenice.altervista.org GRUPPO GAM. Il Gruppo Alternativo Motociclistico, attivo in centro e nord Italia, solo da quest'anno presente in Piemonte e Lombardia. Il gruppo organizza attività legate al mototurismo, per persone omosessuali, sia sul territorio nazionale che all'estero. Ogni referente regionale o socio del gruppo propone e organizza viaggi (di uno o più giorni) nel proprio territorio, offrendo la possibilità di percorrere le strade "motociclistiche" migliori. La prossima estate in Piemonte verrà organizzato un giro di tre giorni con alcuni ospiti stranieri, nella zona delle Langhe, per il quale sono aperte le iscrizioni. Il gruppo è aperto a tutti coloro che possiedono una moto, non sono necessarie abilità "corsaiole". Info www.infogam.info, gam@infogam.info 011 SAUNA CLUB. La 011 Sauna Club è aperta 7/7: dal lunedì al venerdì, ore 14-2; il sabato, ore 14-6; la domenica, ore 14-1. Tutti coloro che entreranno in sauna dalle ore 14 alle 20, riceveranno un pass giornaliero che permetterà il rientro per tutto il giorno. Il giovedì: Giornata 011 - ingresso tutto il giorno a 10 euro. Per gli under 25 ingresso ridotto, escluso domenica e festivi. CIRCOLO MAURICE. Al Maurice, circolo di cultura gay lesbica bisessuale e transgender, via della Basilica 3, la segreteria è aperta dal lunedì al sabato, ore 15,30-18,30. Biblioteca, videoteca e centro documentazione sono aperti il mercoledì e il venerdì, ore 18-20, ma si può accedere su appuntamento telefonando negli orari di segreteria o scrivendo a centrodoc@mauriceglbt.org. Il lunedì ritrovo del gruppo transessuali/transgender "Luna", ore 21; il martedì le donne dell'"Altramartedì", ore 21,15; il sabato Gruppo Gayo, alle 17. Info 011/521.11.16, segreteria@mauriceglbt.org.

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Pochi 12 ministeri Il Cavaliere al Colle (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 98 del 2008-04-24 pagina 0 Pochi 12 ministeri Il Cavaliere al Colle di Adalberto Signore Berlusconi: "Giorni di afflizione, tutti avanzano richieste". Napolitano disponibile allo "spacchettamento". Governo, per la Giustizia spunta Vito Roma - Un colloquio di circa un'ora in un clima "disteso" e "cordiale". Per la prima volta dopo il voto, Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano s'incontrano per uno "scambio di vedute generale", seppure in via del tutto informale. L'incarico al Cavaliere, infatti, potrà essere conferito solo dopo la formazione dei gruppi parlamentari e l'elezione dei presidenti di Camera e Senato (il 30 aprile), quando il Colle avrà gli interlocutori istituzionali per avviare le consultazioni. Al Quirinale, però, Berlusconi e Gianni Letta iniziano ad affrontare alcune delle questioni sul tavolo. Tra cui anche la difficoltà di contenere il numero dei ministeri. Più volte, infatti, durante la giornata passata tra incontri e telefonate a Palazzo Grazioli il Cavaliere ha ripetuto ai suoi interlocutori di essere "stretto". Nel senso che, come sempre accade nei giorni che precedono la formazione di un governo, "tutti avanzano richieste". "Questi - spiega - sono giorni di afflizione perché si accontenta una persona e se ne scontentano tante altre". E del problema Berlusconi ha voluto mettere a conoscenza il Quirinale. Napolitano, d'altra parte, solo due anni fa ha vissuto una situazione molto simile con Romano Prodi che a fine mandato è arrivato a toccare quota 102 tra ministri, viceministri e sottosegretari. Un record cui il Cavaliere non ha alcuna intenzione nemmeno di avvicinarsi, visto che sul tetto complessivo di sessanta non sembra intenzionato a fare deroghe. Il punto, però, sarebbero i ministeri con portafoglio che secondo la Bassanini dovrebbero essere dodici. Allo studio, infatti, c'è l'ipotesi di spacchettare qualche dicastero, come per esempio Welfare e Salute. Sul punto, però, pur prendendo atto delle "comprensibili difficoltà", Napolitano sarebbe stato chiaro: no al proliferare dei ministeri. Senza escludere però la possibilità che - fatto il giuramento con soli dodici ministri con portafoglio più altri senza - si possa poi procedere a qualche spacchettamento come già fece Prodi. Di nomi, invece, al Quirinale se ne sarebbero fatti pochi: Giulio Tremonti all'Economia, Franco Frattini agli Esteri, Roberto Maroni all'Interno e Ignazio La Russa alla Difesa. Mentre sulle altre caselle la partita sembra piuttosto aperta. In particolare sulla Giustizia, dove al di là dei nomi circolati (in salita Elio Vito) il Cavaliere pare accarezzi ancora l'idea di un possibile ritorno di Roberto Castelli che a via Arenula è già stato per cinque anni. Il che, ovviamente, spariglierebbe le carte sul fronte leghista riaprendo i giochi per il Viminale. D'altra parte, in molti nel centrodestra - e pure Francesco Cossiga durante la cena di martedì sera - hanno fatto presente a Berlusconi l'opportunità di non lasciare al Carroccio un dicastero tanto strategico. La questione dei vicepremier, invece, non sarebbe stata affrontata. Anche se le quotazioni di Roberto Calderoli sembrano essere in discesa. Non certo perché il Quirinale faccia problemi (Umberto Bossi e Napolitano hanno avuto una lunga telefonata giovedì scorso), né perché Berlusconi sia contrario (anche se "il linguaggio della Lega dovrebbe cambiare" perché "è fatto di iperboli" ed è "po' rozzo"), quanto perché la nomina di Gianni Letta rischierebbe di essere depotenziata, aprendo magari le porte anche a una richiesta analoga da parte di An. Alla fine, insomma, il vicepremier dovrebbe essere solo uno, Letta, in modo che possa farsi carico con ampie deleghe della gestione del governo. Accompagnato proprio da Letta, il Cavaliere ha comunque fatto presente a Napolitano l'intenzione di "stringere" al massimo i tempi. I problemi, insomma, "saranno superati" e "il governo sarà presto operativo". Tanto che Cossiga è già al lavoro per organizzare un incontro ufficiale in Vaticano tra Berlusconi e Benedetto XVI. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Palermo, sulla cattedrale murales col volto del boss Messina Denaro (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

N. 98 del 2008-04-24 pagina 0 Palermo, sulla cattedrale murales col volto del boss Messina Denaro di Redazione Il disegno è comparso su un muro che delimita piazza Settangeli dalla chiesa. è a colori e imita lo stile della pop art di Andy Warhol, in particolare il volto di Marilyn Monroe. Il capo del mandamento di Trapani, condannato all'ergastolo, è latitante Palermo - Un grande murales che raffigura il volto del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro è stato disegnato alle spalle della Cattedrale di Palermo, su un muro che delimita piazza Settangeli dalla chiesa. è un'immagine a colori che sembra imitare lo stile della pop art di Andy Warhol, in particolare il volto di Marilyn Monroe. Il murales è composto da quattro ritratti, tutti dai colori diversi, che ricalcano una vecchia foto del latitante trapanese, che adesso è al vertice di Cosa nostra in Sicilia. Sembra una riproduzione in serigrafia del volto del capomafia. Alla base del disegno sono riportati otto simboli ($) del dollaro statunitense. Accanto, con vernice rossa, è stato scritto: "Messina Denaro $ L'ultimo!". Sulla destra, in alto, è stata lasciata una sigla "F.A." che potrebbero essere le iniziali dell'autore del disegno. Matteo Messina Denaro, 44 anni, è il capo del mandamento mafioso di Trapani. Ricercato dal 1993, aspira alla poltrona lasciata libera da Provenzano. Il boss nelle sue lettere cita Jorge Amado e Toni Negri e discetta di politica e giustizia. Nella corrispondenza coi suoi affiliati si fa chiamare Alessio o Svetonio. Ritenuto l'organizzatore e il promotore delle stragi di Roma, Firenze e Milano è stato condannato all'ergastolo. A Matteo piace il lusso, ama le belle donne, la buona tavola, la auto costose e le corse in moto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"È colpa di tutti Parlo anche del sindacato" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

"Lo scaricabarile sulla pelle di Alitalia è irresponsabile" dice Guglielmo Epifani. Che ora avverte: "Attenti, perché il prestito ponte non risolve nulla: siamo all'ultima spiaggia, abbiamo pochi mesi per trovare una soluzione vera". Per l'ennesima volta i sindacati ieri si sono trovati sul banco degli imputati, accusati sia da Prodi che da Berlusconi di aver fatto saltare il salvataggio di Alitalia. Il leader della Cgil, però, non condivide queste analisi e contrattacca. "C'è una responsabilità del governo uscente - spiega - perché è stato un errore aver fatto precipitare la soluzione del problema in campagna elettorale. Poi c'è una responsabilità di Berlusconi, che è entrato a gamba tesa nella vicenda difendendo l'italianità e dicendo no alla soluzione Air France. C'è una responsabilità di chi ha avuto il compito di dirigere l'azienda in questi anni, dagli amministratori delegati ai manager, di cui non si parla mai. E che non sono stati all'altezza del compito. E ci sono difficoltà e responsabilità del sindacato aziendale che nascono dal fatto che quello di Alitalia assomiglia di più ad un sindacato inglese degli anni '70 che non a uno italiano, diviso per mansioni, da una parte i piloti, dall'altra gli assistenti di volo, poi il personale di terra". Tutti contro tutti ed ognuno che cura solo i propri interessi. "E' chiaro che un sindacato che rappresenta solo dei mestieri rende molto più difficile realizzare processi di riorganizzazione. Probabilmente con un sindacato confederale più forte una parte di questi problemi si sarebbero potuti evitare, come è avvenuto alle Poste, nelle banche o in Telecom". Ci sono situazioni, legate agli accordi sindacali di Alitalia, difficili da spiegare: ad esempio i 135 piloti assegnati ai 5 aerei del settore cargo. "Certamente, ma sono tutte cose figlie di questa logica. Però bisogna dire che sui lavoratori di Alitalia sono state dette anche delle falsità: ad esempio che costano troppo, mentre in media guadagnano un terzo in meno dei dipendenti delle altre compagnie mondiali". Però volano anche meno... "Si, ma non è il costo del lavoro che ha inficiato i piani di rilancio". Messe in chiaro le responsabilità adesso come si procede? "Se si va avanti senza assunzione di responsabilità significa che non si hanno idee per salvare l'azienda, mentre io credo che si debbano utilizzare questi mesi, che sono pochi, per dare una prospettiva seria al gruppo". Venti di recessione e caro-petrolio rischiano di far salire il conto degli esuberi. "Per questo sono preoccupato, perché siamo all'ultima spiaggia. Quanto ai possibili esuberi nemmeno con Air France abbiamo contestato la possibilità di riorganizzare e ristrutturare, ma bisogna farlo in una prospettiva di rilancio del ruolo e della funzione di Alitalia, anche rispetto agli interessi del paese, di cittadini, imprese e lavoratori". Ma coi francesi, che poi hanno lasciato il tavolo, non avete alzato troppo il prezzo? "In realtà abbiamo solo cercato di trovare il modo di difendere meglio l'interesse italiano. Si è parlato del coinvolgimento di Fintecna, ma lo strumento poteva essere anche un altro e del resto anche oggi si parla di soluzioni di questo tipo". Adesso la palla è a Berlusconi. "Che come prima cosa dovrà aprire presto un confronto e noi dovremo spingere il nuovo governo a fare bene". Sarà il primo vero banco di prova tra voi ed il nuovo esecutivo. "Dobbiamo evitare il fallimento della compagnia e la svendita di pezzi a prezzi di saldo, senza rispetto del futuro di Alitalia e dell'occupazione. Poi decidere quale delle strade imboccare: se scegliere subito un partner internazionale, come Air France o Lufthansa, e trattare al meglio con lui, facendo pesare di più gli interessi del Paese. Oppure spostare ad un secondo tempo questa scelta e riorganizzare rapidamente un azionariato e una ricomposizione dell'offerta del trasporto aereo nazionale che nel giro di due anni e forse anche prima potrebbe dare una situazione di pareggio e avanzo di bilancio". Rispetto al 2001 Tremonti e Maroni sembrano mandare segnali di maggiore disponibilità al confronto. E' così? "Io vedo un centrodestra che avendo vinto molto largamente le elezioni, ora che il quadro internazionale non è certamente facile, prova ad assumere un atteggiamento non pregiudizialmente negativo nei confronti delle organizzazioni sindacali anche se con qualche alto-basso. E' certamente un fatto positivo, sarà poi il tempo, e ancora di più i fatti concreti, a dire se è solo un atteggiamento di convenienza tattica". Altra novità con cui vi dovrete misurare presto è la "nuova Confindustria" di Emma Marcegaglia. "Marcegaglia la conosciamo bene e presenta credenziali di tutto rispetto: è una persona di grande concretezza, che proviene da una famiglia di industriali che ha certamente una cultura del rapporto con le organizzazioni sindacali. La sua stessa squadra presenta delle novità interessanti. Credo che all'inizio si muoverà in una logica di continuità, poi vedremo i cambiamenti che interverranno. Tra noi e loro il quadro dei problemi è comune, ma i punti di partenza sono diversi: sarà il confronto a dimostrare se si può costruire un rapporto positivo come è certamente nelle nostre intenzioni".

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25 aprile, nel Pd torna la Bandiera Rossa (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

La storia La scelta del partito a Torino FATTE IN CASA PONTE VERSO L'ARCOBALENO COMMEMORAZIONE E MOSTRE IN TUTTA ITALIA PER LA FESTA DELLA LIBERAZIONE 25 aprile, nel Pd torna la Bandiera Rossa MAURIZIO TROPEANO Un gruppo di militanti ha deciso di autotassarsi e di far stampare 200 vessilli I registi di questa operazione puntano a creare una corrente di sinistra Il Presidente sfila a Genova Marini a Bologna Bertinotti a casa A Dronero cerimonia per la medaglia d'oro TORINO Altro che verde. Nelle bandiere del Pd ritorna il rosso. Sì, le bandiere rosse, quelle storiche della tradizione del socialismo italiano ed europeo con dentro il simbolo di conio veltroniano. Il nuovo debutto è in programma questa sera a Torino nel corso della fiaccolata per ricordare la festa del 25 aprile. Un gruppo di militanti della sinistra dei Democratici ha deciso di autotassarsi e di far stampare 200 vessilli - mille euro il costo - che saranno a disposizione di chi vorrà "adottarli". Si replica al corteo del primo maggio. "Ma non vuole essere un'operazione nostalgia", spiega Valentina Cremonini, 35 anni, iscritta al circolo Pd di Torino Nord. Aggiunge: "Il rosso è un colore simbolico è un richiamo diretto ai valori della sinistra e del socialismo. Io non sono mai stata iscritta al Pci ma credo sia necessario che il nuovo riparta dalle tradizioni". Il rosso, insomma, per esorcizzare un risultato elettorale che preoccupa la base del partito. Racconta Fabrizio Dulla, trent'anni, vice-coordinatore provinciale del Canavese: "Quando sono arrivate le bandiere verdi non hanno entusiasmato i militanti di base e i compagni storici. Il rosso è il simbolo della passione, quella che serve a far smuovere i compagni. Il nuovo deve avere radici profonde". Il ritorno del rosso non è solo un fatto simbolico ma fa parte di un disegno politico più ampio che cerca da una parte a far tornare a casa chi ha lasciato i Ds per la Sinistra Arcobaleno e, dall'altra, cerca il dialogo con i militanti del partito socialista. Giorgio Billa, 36 anni del direttivo del circolo di Borgaro, spiega: "Dopo il risultato elettorale dobbiamo farci carico dei tanti compagni che hanno scelto di andare alla nostra sinistra senza mai rinnegare i valori della socialdemocrazia europea". Aggiunge Raffaele Bianco, consigliere comunale Pd di Grugliasco: "Vogliamo lanciare un ponte verso chi per tanti anni ha condiviso questa tradizione e questa storia". Il rosso colore, per dirla con il cantautore Pierangelo Bertoli, non è solo il segno "dell'amore per le radici" ma serve anche per recuperare i tanti compagni che il 13 aprile hanno scelto di astenersi. Vittorio Lanzoni, classe 1934, ha iniziato a far politica attaccando i manifesti del Fronte popolare nel 1948 e adesso spiega: "Come può capire non mi spaventa l'opposizione ma non per questo voglio rinunciare a dar battaglia. E per farlo è necessario recuperare i tanti che non sono andato a votare. Il rosso è un modo per dire che non rinneghiamo le nostre radici e partiamo da lì". Il compagno Vittorio - "la ragione mi ha detto di scegliere il Pd ma nell'intimo sono rimasto comunista" - spera che adesso arrivino anche i manifesti "perché praticamente in questa campagna non li abbiamo più attaccati". Il filo, naturalmente rosso, che lega Giorgio, Vittorio, Fabrizio e Raffaele è l'adesione alla corrente Sinistra per Veltroni che sotto la Mole raccoglie dalemiani, ex miglioristi del pci, ex segretari come Giorgio Ardito e un craxiano doc come Giusi La Ganga. Spiega Roberto Placido, vicepresidente del Consiglio regionale: "Il Pd è nato e vive anche perché chi arriva dalla tradizione di sinistra ha deciso di mettere la propria storia e la propria esperienza a disposizione di un nuovo progetto politico. Per questo non si può disperdere il bagaglio di valori, di storia, di politica che tra i propri simboli il colore rosso". I leader torinesi di "Sinistra per Veltroni" sono i registi di questa operazione politica che punta all'aggregazione dentro il Pd di una corrente di sinistra che si rifaccia ai valori del Pse. E sempre loro sono i "pontieri" che verso il Ps e l'area della Sinistra Arcobaleno con "vocazione di governo" che resterà fuori dai progetti di Diliberto - stasera alla fiaccolata resistente si celebra il ritorno in piazza dei Comunisti Italiani con la falce e martello - e dalla resa dei conti dentro Rifondazione Comunista. Rientra in questa operazione di recupero delle radici anche l'idea del neo-deputato Stefano Esposito di coinvolgere costituzionalisti, storici e poeti nell'appello a partecipare al concertone del 25 aprile alternativo al Vaffa-Day di Beppe Grillo. MILANO Si celebra il 25 aprile e la cerimonia più importante quest'anno tocca a Genova: domani saranno insieme il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'arcivescovo, nonchè presidente della Cei, Angelo Bagnasco a Villa Migone, nel quartiere di San Fruttuoso. Un luogo più che simbolico per ricordare cosa è stata la Resistenza: lì infatti, la sera del 25 aprile 1945, il generale della Wehrmacht Gunther Meinhold, forte di diciottomila uomini, firmò, alla presenza del cardinale della città, il formale atto di resa al comandante del Cln Remo Scappini, operaio comunista. Prima Napolitano sarà al sacrario dei caduti partigiani e a una cerimonia a Palazzo Ducale. E prima ancora, in mattinata, sarà a Roma dove, all'Altare della Patria, consegnerà alcune medaglie al valore civile: una andrà a Dronero (Cuneo), esempio "di eccezionale abnegazione, incrollabile fermezza e spirito patriottico". Nel paese della Val Maira l'orazione ufficiale sarà tenuta domenica da Luciano Violante mentre a Cuneo città la Resistenza viene ricordata con una mostra fotografica nella sala San Giovanni. Non dimentica Boves: lo fa con il convegno "Come affrontare il passato? un dialogo italo-tedesco" e con questo spirito di dialogo ospita domenica l'ambasciatore della Germania. E non dimentica Domodossola: un corteo e un momento di riflessione dedicato ai giovani con musica e letture, in un luogo anch'esso significativo, la sala storica del consiglio comunale che fu la sede della Giunta nei 40 giorni della Repubblica dell'Ossola. Una celebrazione senza polemiche da parte del sindaco leghista, come senza polemica sarà quest'anno quella alla Risiera di San Sabba: parleranno il sindaco di Trieste, uno studente italiano e uno sloveno (entrambi nella loro lingua) e seguiranno celebrazioni religiose con quattro riti (cattolico, ebraico, serbo-ortordosso e greco-orientale). Se Napolitano sarà a Genova, il presidente del Senato, Franco Marini, parteciperà alle celebrazioni di Bologna dove è previsto anche un omaggio alla lapide che ricorda gli omosessuali sterminati nei lager. Non sarà invece presente ad alcuna manifestazione il presidente della Camera Fausto Bertinotti: lo aveva deciso prima della disfatta elettorale della Sinistra arcobaleno e la sua assenza non ha suscitato polemiche. Al contrario di quella, anch'essa annunciata, del sindaco di Milano Letizia Moratti: non sarà sul palco di piazza Duomo dove si conclude il tradizionale corteo del 25 aprile. "Ma la giunta sarà rappresentata", sottolinea; e a por fine alle polemiche ci prova anche il presidente della Provincia, Filippo Penati: "Il 25 aprile è una giornata importante per tutta l'Italia e non vorrei che si riducesse alla notizia se c'è o no la Moratti". E quest'anno "il 25 aprile assume un significato particolare perchè coincide con i 60 anni della Costituzione". I giovani di Forza Italia, invece, depositeranno una corona al cimitero americano di Nettuno "per onorare la memoria di quei giovani che si sono sacrificati per assicurare all'Italia libertà e democrazia". \"Noi ricominciamo dai lavoratori. Ma non abbiamo mai smesso di farlo, anche se credo che un grande pezzo della sinistra abbia perso i contatti con i lavoratori". Secondo il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, la falce e martello "non è un simbolo ideologico ma è uno dei simboli del lavoro e l'elettorato ha duramente punito la scelta di eliminarlo. Quindi serve ricominciare da dove eravamo". Insomma il dibattito è più che mai aperto a sinistra, dopo la bruciante sconfitta alle ultime elezioni.

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Petizione di Pdl e Lega contro l'Asl a Casale (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

OVADA. FIRME DA SABATO Petizione di Pdl e Lega contro l'Asl a Casale Partirà sabato mattina la petizione organizzata dal Partito del Popolo delle Libertà (Pdl) e dalla Lega Nord di Ovada per chiedere al Comune di recedere dal suo appoggio al trasferimento della sede unica dell'Asl da Alessandria a Casale Monferrato. Durante il mercato settimanale, in via Cairoli 137, sarà quindi possibile firmare il documento, distribuito anche nei negozi della città. La sottoscrizione potrà avvenire anche nella sede cittadina del Pdl, in via Cairoli 66 o sul sito internet www.ilpopolodellalibertaovada.blogspot.com. "La decisione della Regione riferita alla sede Asl avrà conseguenze negative sull'ospedale di Ovada" ha detto il coordinatore cittadino del Pdl Saverio Caffarello durante la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa: "Già la nostra struttura è stata negli anni sacrificata rispetto ad altre realtà come Novi o Acqui, ora se la sede Asl si allontanerà ancora rischiamo il peggio. Alessandria era la sede ideale, soprattutto con un sindaco come Piercarlo Fabbio, molto attento al nostro territorio. Il sindaco di Ovada e i primi cittadini dell'Ovadese di centrosinistra stanno infatti distruggendo la sanità locale appoggiando la linea della Regione". Il riferimento è all'incontro del 25 febbraio scorso, quando, durante l'assemblea provinciale dei sindaci sulla questione Asl, gli amministratori dell'Ovadese hanno appoggiato il trasferimento della sede a Casale. "Già nel bilancio 2008 della Regione - affermano dal Pdl ovadese - è evidente che i fondi per la sanità e l'assistenza saranno tagliati, colpendo le realtà più deboli". Le firme raccolte andranno ai consiglieri regionali, che proporranno un ordine del giorno al consiglio regionale di opposizione a quanto sta per essere deciso e ai consiglieri comunali che faranno altrettanto con la giunta ovadese.

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UN PAESE ALLA RINCORSA DEL PEGGIO (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

L'autore-interprete UN PAESE ALLA RINCORSA DEL PEGGIO DI MARCO TRAVAGLIO Quando gli amici di Promomusic mi hanno proposto di fare uno spettacolo, ho risposto: "Ma siete matti? Che c'entro io con lo spettacolo?". Mi hanno assicurato che c'entravo. Ma non ci ho creduto e non mi son fatto più trovare. Allora mi hanno spedito il dvd di Piergiorgio Odifreddi, che portava in giro uno spettacolo sulla matematica, e mi han parlato di quello di Margherita Hack, sull'astrofisica. Ho detto: ma quelle sono lezioni universitarie, non spettacoli. E poi io non sono né Odifreddi né la Hack. Loro raccontano cose che aprono la mente e il cuore, io cose che mettono la voglia di spararsi. Mi hanno risposto: tu racconta la storia di questi quindici anni, da Tangentopoli a oggi, vedrai che funziona. Ho provato. La prima è stata in una "corte" nella campagna reggiana, una sera dell'estate scorsa, all'aperto. Pensavo di recitare per un pubblico di sole zanzare. Le zanzare sono arrivate, ma insieme a loro anche un migliaio di persone, la metà delle quali non sono riuscite a entrare. Io raccontavo le storie terribili della politica, i musicisti tentavano di risollevare il morale alla truppa con le loro note contemporanee. Alla fine la gente ha applaudito sia me sia loro, sopportando persino le zanzare. Abbiamo replicato "Promemoria" in una dozzina di teatri. Sempre tutto esaurito, sempre gente fuori. Molti, moltissimi ragazzi. Però, mi son detto: la nostra storia interessa a qualcuno. Anzi, a più di qualcuno. Buon segno. O forse no: in quale paese la gente andrebbe a sentire la propria storia recentissima? In nessuno, perché uno la propria storia recentissima la conosce da sé a memoria. Ecco, noi non la conosciamo. L'abbiamo vissuta giorno per giorno, ora per ora, ma ce la siamo scordata. O addirittura ce la ricordiamo diversa da com'è andata. Perché la televisione ce l'ha raccontata così. Ci ha azzerato la memoria anche dei fatti accaduti ieri e l'altro ieri. Basta raccontarla tutta insieme, collegando i fatti, per sorprendere, scandalizzare, suscitare risate, rabbia, pensieri e indignazioni. "Promemoria" è semplicissimo, quasi banale. Parte da Tangentopoli, cioè da dove è cominciato tutto: la fine della Prima Repubblica, l'arrivo di Berlusconi. Un Berlusconi molto diverso, anzi opposto da quello di oggi. Un Berlusconi che i giovani di oggi non hanno mai visto e non riescono proprio a immaginare: basti pensare che parlava di questione morale, non candidava non dico condannati, ma nemmeno indagati, inneggiava a Mani Pulite e faceva carte false per avere Di Pietro nel suo primo governo. Ora dice e fa il contrario. E' cambiato lui? No, lui è sempre lo stesso. Siamo cambiati noi. Ci ha cambiati lui, a sua immagine e somiglianza. Ci ha preparati ad accettare il vero Berlusconi, che si è appalesato nel corso degli anni per quello che era, gettando progressivamente la maschera e facendoci digerire tutto, anche i sassi. Prima di poter dire che il mafioso Vittorio Mangano, suo ex "stalliere", era un eroe, ha impiegato 15 anni. Ora siamo pronti a perdonargli tutto. Anche la beatificazione di un boss sanguinario. Di Berlusconi, di Mangano, di Dell'Utri si parla in "Promemoria", ma anche dei fallimenti del centrosinistra, che ha governato 8 anni su 15 senza mai riuscire a proporre un modello alternativo, ma sempre inseguendo gli altri in un'inarrestabile rincorsa al peggio. Oggi non crediamo più in niente, dunque crediamo a tutto. "Promemoria" racconta come ci siamo ridotti così senza nemmeno accorgercene. Buon divertimento, si fa per dire.

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Bitonci: per i cittadini bene Maroni al Viminale (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

"Il problema della sicurezza è sentito molto dai cittadini. Sia dagli abitanti dei piccoli centri, sia da quelli delle grandi città". Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella e deputato neoeletto della Lega Nord sottolinea come la sicurezza sia una delle priorità da affrontare nella nuova legislatura. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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<Sicurezza, una priorità che si risolve con Roberto Maroni al Viminale> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Bitonci, sindaco di Cittadella "Sicurezza, una priorità che si risolve con Roberto Maroni al Viminale" "Il problema della sicurezza è sentito molto dai cittadini. Sia dagli abitanti dei piccoli centri, sia da quelli delle grandi città". Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella e deputato neoeletto della Lega Nord, sottolinea come la sicurezza sia una delle priorità da affrontare nella nuova legislatura. "Nei piccoli centri - afferma il borgomastro di Cittadella, divenuto famoso per le sue ordinanze che hanno cercato di mettere un freno al dilagare della criminalità - i problemi più sentiti sono legati ai furti in villa, alle rapine nei negozi. Nelle città le problematiche vengono amplificate dalla concentrazione di immigrati, spesso clandestini, che moltiplicano i problemi dell ordine pubblico". Clandestinità uguale criminalità, secondo Bitonci, è un equazione che non può più essere nascosta. "Dalle nostre parti fino a pochi anni fa non eravamo abituati a fronteggiare una criminalità dilagante come quella che c è oggi. E dieci-vent anni fa non c erano così tanti immigrati. Il fenomeno della mala del Brenta era conosciuto e circoscritto, tanto da essere poi debellato. Niente a che vedere con il numero di furti, stupri, rapine che colpiscono tutte le fasce della cittadinanza, ma soprattutto i più anziani". Ecco quindi la necessità di dare agli amministratori locali maggiori poteri, anche di polizia. "Un sindaco oggi può fare qualcosa, ma meno di quanto sia necessario. C è la videosorveglianza, l incentivazione del controllo del territorio (più vigili in pattuglia), il che significa però maggiori costi; inoltre ci sono alcune norme o ordinanze che possono essere usate a difesa del cittadino". C è poi la necessità che lo stato centrale sia in sintonia con la politica di tolleranza zero che viene richiesta a gran voce dalla periferia. "È per questo motivo - prosegue Bitonci - che è necessario che la Lega abbia il ministero degli Interni: una posizione che garantirebbe completamente i cittadini che ci hanno votato sull effettiva realizzazione del programma nostro e degli alleati. E mi sembra che Maroni si la persona giusta per quel ruolo". Ma. Ma. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Non prima di maggio si troverà la quadra per il nuovo Governo (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

L insediamento del nuovo Parlamento. Ieri primo faccia a faccia informale fra Berlusconi e Napolitano al Quirinale Paolo Bassi "Sono giorni di afflizione", avrebbe confessato ieri ai suoi Silvio Berlusconi. Il motivo di tanto patema, non è la trattativa per aggiudicarsi Ronaldinho, né per la corsa in salita per centrare l obiettivo dell ultimo posto utile per la Champions del prossimo anno, ma la formazione del nuovo governo che alla fine, si rammarica il Cav., "finisce sempre per scontentare qualcuno". Quel qualcuno, fino ad oggi, ha il volto sconsolato di Roberto Formigoni, che lunedì pomeriggio lascia villa San Martino millantando che va tutto bene . Una frase di circostanza che non ha nascosto nemmeno per un attimo l irritazione del Governatore per il niet incassato alla richiesta di un ministero di peso o della presidenza del Senato. I due si sarebbero dovuti vedere nuovamente ieri sera per affrontare ancora la questione e vedere di trovare una soluzione per sciogliere il nodo , dal momento che l offerta berlusconiana di un posto di primo piano nel nascente Pdl non soddisfa affatto le ambizioni del leader ciellino. La cena però è saltata. Il Cavaliere e il Celeste si sono sentiti per telefono. Un colloquio sintetico, che è servito solo per decidere di aggiornarsi a oggi o addirittura a domani. Ben più lungo, circa un ora, è stata invece la chiacchierata che Berlusconi e Gianni Letta hanno fatto con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Un ora di incontro nelle ovattate stanze del Quirinale, il primo dopo l affermazione di Lega Nord e Popolo della libertà alle elezioni del 13 e 14 aprile. Difficile pensare che non si sia fatto nemmeno un accenno alla formazione del nuovo esecutivo, anche se nulla è trapelato sugli argomenti di dibattito fra i tre, salvo il fatto che si sia discusso di argomenti generali e che il clima sia stato cordiale e disteso . I tempi del resto, stringono, anche se non in maniera così pressante. Martedì prossimo si insedieranno le nuove Camere e da lì prenderanno ufficialmente il via tutte le procedure per l apertura della nuova legislatura, la sedicesima della storia repubblicana. Presumibilmente a partire dalla settimana successiva, una volta eletti i presidenti dei due rami del Parlamento e formati i gruppi politici nelle due Camere, il Colle aprirà le consultazioni per la formazione del nuovo Governo. Il premier in pectore, può dunque fare affidamento su almeno quindici giorni per riempire le ultime caselle. Prima di poter arrivare ad una quadra definitiva, manca ancora il risultato delle amministrative di Roma. La vittoria di Francesco Rutelli, pur dato in vantaggio di un paio di punti dai sondaggi, è tutt altro che scontata. Se però Gianni Alemanno non riuscisse a conquistare il Campidoglio, per lui sarebbe pronto un posto di rilievo a palazzo Chigi. Si sono è parlato del Welfare o dell ambiente, che però sembra già assegnato al collega di partito Altero Matteoli insieme alle Infrastrutture. Voci di Palazzo, sostengono altresì che l ex leader della Destra sociale coltiverebbe l ambizione di sedersi nell ufficio più prestigioso di via Arenula, dove sono dati per papabili altri due esponenti di An, Giulia Bongiorno o Alfredo Mantovano. Alla fine è però probabile che il Guardasigilli sarà un forzista, sembra infatti che Berlusconi voglia così chiudere la terna: Interni alla Lega Nord, Difesa ad An (con Ignazio La Russa) e Giustizia, appunto, ad un esponente azzurro. Si fanno di nomi di Marcello Pera o Mariastella Gelmini. Sempre voci di corridoio, affermano che anche Formigoni non disdegnerebbe il ruolo. Ma Berlusconi, almeno fino a ieri, rimaneva della sua idea: Roberto deve rimanere a fare il suo lavoro in Lombardia fino alla fine del suo mandato, ossia nel 2010. Dopo, forse, se ne può riparlare. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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TOSI: I ROM? RINGRAZIAMO LA SINISTRA (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

TOSI: "Vergogna, la sinistra per legge ha agevolato il rientro dei nomadi espulsi dalle nostre frontiere Tra gli obiettivi per garantire i cittadini le ronde alle dipendenze dei sindaci e della polizia locale" TOSI: I ROM? RINGRAZIAMO LA SINISTRA SIMONE GIRARDIN Spiega Flavio Tosi, sindaco di Verona: "C è un problema serio di normative. Da noi le buone leggi vengono smantellate per dare campo libero ai delinquenti stranieri". Sindaco Tosi, si riferisce alla Bossi-Fini? "Certo. Era una buona legge sull immigrazione che il Governo uscente ha stravolto. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Con la gente che si sente sempre meno sicura anche sotto casa". Non pensa che sia anche un problema legato alla carenza di forze dell ordine? "Non solo. Il Paese ha un gap normativo che non permette di arginare il fenomeno della delinquenza. Così ti ritrovi con i delinquenti liberi di fare quello che vogliono. Tanto nessuno li mette dentro o se li prendono dopo due giorni sono già fuori". Allora che fare? "Bisogna dare più poteri di contrasto ai sindaci, aumentare il numero di forze dell ordine e se proprio non siamo capaci di mettere nero su bianco una buona legge, almeno proviamo a copiare dalla Spagna. Per fortuna del Paese che al Viminale arriverà presto Maroni". Intanto come sindaco si sente impotente di fronte a questa emergenza? "Purtroppo sì. Non è possibile che non si possa intervenire nemmeno su balordi che, come capita a Verona, in pieno centro bivaccano ubriacandosi e molestano i passanti". E le ordinanze? "Non bastano. La realtà è che oggi il potere di intervento è limitato. Avremmo bisogno di poteri come gli sceriffi in America. Da quelle parti non si scherza. Da noi puoi permetterti di fare quello che ti pare con la certezza che non andrai nemmeno un giorno in carcere". Colpa della giustizia? "Che sia lenta e lacunosa non è una novità. Fa acqua da tutte le parti. E spesso non riesce a dare seguito al lavoro delle forze dell ordine". C è anche l emergenza nomadi. A Verona come va? "Guardi, in città abbiamo 260 mila abitanti di cui 30 mila stranieri. Di questi sette mila sono rumeni. Brave persone, ottimi lavoratori. Che non hanno nulla a che fare con i nomadi. Questi sì pericolosi. Perfino gli stessi rumeni di Verona non vogliono essere confusi con loro. Sono l immagine negativa del loro Paese. Sa una cosa?". Prego? "La comunità rumena con in testa il console mi hanno detto bravo quando ho fatto chiudere e allontanare il campo nomadi della città". Insomma il problema sicurezza sta diventando più comunitario? "Il fenomeno dei rom va affrontato seriamente. Non è possibile che appena la Romania è entrata in Europa da loro sono diminuiti i reati e da noi sono quasi raddoppiati. Qui i rom entrano e escono quando vogliono. ma quando se ne vanno, si portano dietro una sfilza di reati infinita. E non puoi farci nulla. Ecco che cosa ti fa rabbia". Si torna al punto di prima: le normative? "Sull espulsione adesso non sono nemmeno validi i motivi di reddito. Lo ha stabilito il decreto legge del 28 febbraio scorso varato dal Governo Prodi. Roba da matti. Oramai sfiduciati, hanno stabilito per legge che non puoi negare il reingresso dei rom per motivi di reddito: una volta allontanati possono tranquillamente rientrare un minuto dopo. Altro che 500 euro in tasca e il biglietto di ritorno in mano come in Spagna. Qui è stato fatto di tutto per agevolare la presenza dei delinquenti. Solo la Lega al Viminale può dare delle risposte". E nel frattempo che cosa si può fare? "Le dico che cosa ho fatto io appena sono stato eletto sindaco. Ho assunto quaranta nuovi agenti di polizia municipale, ossia sto investendo in sicurezza. Abbiamo installato diverse telecamere, mando la polizia municipale a formarsi al centro di alta formazione di Peschiera Borromeo, ho firmato un patto di sicurezza con la Prefettura a cui abbiamo dato 400 mila euro da investire in sicurezza nel Comune. Ho già inoltrato richiesta formale per un aumento di 72 unità tra poliziotti e carabinieri. E mi sono tenuto la delega alla sicurezza, così in macchina con la polizia locale salgo anche io. Qualcosa si può fare. Qui sta cambiando l aria. Adesso chi vuole delinquere magari si fa due conti prima e va Padova anzichè qui a Verona". Niente ronde? "Le porto in Giunta settimana prossima. Il problema di questo ritardo è dovuto ad un certo tipo di magistrati che magari si alzano alla mattina e ti processano per direttissima. L idea è sul modello delle antiche pattuglie cittadine di Bologna del 1800. Un qualcosa che sia organizzato dal Comune e alle dipendenze della polizia locale. Saranno sul territorio con il compito di segnalare episodi di violenza o presenze sospette. Niente manganelli o roba del genere. Saranno semplicemente un aiuto in più alle nostre forze dell ordine". [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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La Germania non ha paura della Lega al Governo (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Berlino - Roberto Maroni prosegua "l importante ruolo" avuto da Giuliano Amato nel consesso europeo. È l auspicio espresso dal ministro tedesco dell Interno Wolfgang Schaeuble, esponente di spicco dell Unione cristianodemocratica (Cdu) cui appartiene anche la cancelliera Angela Merkel. "Non conosco personalmente Maroni - ha detto il ministro all Adnkronos - ma comunque siamo sempre contenti di conoscere nuovi colleghi dopo le elezioni, i cui risultati vanno sempre rispettati". Del resto, ha aggiunto, "con i passati governi Berlusconi abbiamo avuto una buona cooperazione". Quanto alle aspettative, ha proseguito Schaeuble, "mi auguro che il nuovo ministro prosegua il grande ruolo giocato dal mio amico Amato, con il quale ho molta confidenza, nell Unione Europea". Il tedesco ha concluso affermando che "viste le passate esperienza con i governi italiani, non ho dubbi che vi sarà un ottimo partenariato anche con il nuovo esecutivo". Dalla Germania, dunque, nessun semaforo rosso alla Lega al Viminale. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Cota: <Votati per fare il Federalismo> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

"L'unica nostra pretesa sarà attuare il programma" Cota: "Votati per fare il Federalismo" "L'unica nostra pretesa sarà quella di attuare rigorosamente il programma". Roberto Cota ribadisce ancora una volta quello che sarà il ruolo del Carroccio in questa legislatura che si sta aprendo: un ruolo di garante del cambiamento, della realizzazione del cambiamento e conseguentmente dell attuazione completa del programma elettorale. "La Lega - conferma il Segretario nazionale della Lega Nord Piemont - avrà il ruolo che le compete in base ai voti che ha preso e in base alla forza politica e morale che porta in questa coalizione. Noi pretenderemo di attuare il programma. Gli elettori votando la Lega sapevano perfettamente che avremmo fatto di tutto per realizzare il federalismo fiscale, sapevano benissimo che votavano per una politica rigida sull'immigrazione, sapevano benissimo che votavano per la certezza della pena, sapevano benissimo che votavano per realizzare quelle infrastrutture assolutamente necessarie per il Nord. E poi la ricetta del federalismo fiscale è l'unica ricetta possibile anche per il Sud. Non sarà certo la Lega la palla al piede del nuovo governo Berlusconi, anzi se il Cavaliere le avesse dato retta anche tre anni fa, invece di ascoltare Follini, il Centrosinistra non avrebbe vinto nel 2006 e il governo Prodi non ci sarebbe stato". Il vicecapogruppo leghista a Montecitorio sottolinea poi come: "Il voto degli elettori è stato chiaro e ha premiato il federalismo proposto dalla Lega Nord. I cittadini vogliono una riforma vera e rapida, e non le chiacchiere che finora sono state fatte soprattutto da esponenti della sinistra". In un intervista a Sherpa Tv, riguardo all'analisi dei voti raccolti dalla Lega, Cota ha poi osservato che: "è venuta fuori la questione del voto operaio ma la Lega ha preso anche i voti, qualcuno dice, sull'altro fronte: davanti ad una fusione tra Forza Italia ed Alleanza Nazionale dove le due realtà hanno perso la loro identità la Lega, che invece ha un'identità molto forte, ha avuto un grande appeal. Ha preso voti anche tra i giovani e lo dimostrano i dati di differenza tra la Camera e il Senato. La Lega è un grande movimento trasversale e popolare, che non ha una collocazione ideologica ascrivibile alla Destra o alla Sinistra: è un movimento che porta avanti la questione settentrionale". Fabrizio Carcano [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Calderoli: <Riforme, ora o mai più> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Calderoli: "Riforme, ora o mai più" FEDERALISMO AL CENTRO DEL DIBATTITO POLITICO Fabrizio Carcano Si apre la stagione delle riforme, si apre la stagione del Federalismo fiscale. "Quella che si apre sarà veramente una legislatura costituente, con un popolo molto attento a quello che farà la politica: per cui ora o mai più! E questo vale tanto per la maggioranza quanto per l opposizione". A garantirlo è Roberto Calderoli che commenta così i tanti e crescenti segnali positivi che, in queste ultime ore, si percepiscono intorno al tema delle riforme: con il Federalismo in prima fila, quello fiscale, che consentirà ai territori di trattenere una parte cospicua delle proprie risorse, e quello amministrativo, ovvero la possibilità di far gestire ai territori stessi materie di enorme importanza nella vita quotidiana dei cittadini, quali l assistenza sanitaria, l istruzione scolastica, la gestione del patrimonio ambientale o culturale, fino ovviamente alla sicurezza. Temi portati avanti per oltre due decenni dalla Lega Nord, in una battaglia solitaria, ma ora diventati condivisi da tutti, non solo nella maggioranza di centrodestra uscita nettamente vincitrice dall ultima tornata elettorale. Il Federalismo ora sembra essere diventato una priorità anche per Confindustria: qualche giorno fa era stato il presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo a chiedere alla politica di spingere sul gas delle riforme istituzionali, mentre ieri è toccato al suo successore, il neo presidente Emma Marcegaglia, rilanciare la richiesta degli imprenditori per un Federalismo che sia realtà nel più breve tempo possibile. "Oggi serve a questo Paese un vero disegno di federalismo fiscale, un vero piano che avvicini i soldi a chi decide e ai cittadini. Su questo tema lavoreremo nei prossimi mesi", ha spiegato alla platea degli industriali il neo presidente, ricordando poi che "non ci sono più alibi per non fare le riforme. C è un governo chiaro, che ha vinto con ampia maggioranza. C è una semplificazione politica straordinaria e la sinistra radicale è fuori dal Parlamento. Noi siamo molto determinati su questo e nei prossimi giorni incontreremo Berlusconi". Un sprone chiaro, quello del mondo imprenditoriale, ad accelerare nel percorso federalista. E della possibilità di rivedere la Costituzione nella sua seconda parte, quella riguardante l ordinamento della Repubblica, ha accennato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ("l'esigenza della revisione dovrebbe essere chiaramente riferita, e nei fatti in tutti i successivi tentativi di riforma è stata riferita, alla seconda parte della Costituzione, cioè all'ordinamento della Repubblica, mentre la prima parte rimane cosí valida, viva e capace di adeguarsi a nuove realtà"), in un passaggio del discorso che ha indirizzato ai vertici della Federazione della stampa per il centenario della Fnsi. E aperture incoraggianti al Federalismo, e all opportunità di dialogare sulle riforme, arrivano dal centrosinistra, ovvero dal Partito Democratico che prima con il ministro Livia Turco, poi con il responsabile economico Giorgio Tonini ("Il Federalismo non è un tabù", "pronti a collaborare") e con il neo deputato vicentino Massimo Calearo ("Impegnamoci a dare risposta sulla sicurezza, sulla riduzione della burocrazia, sulla necessità-obbligo di fare il vero federalismo fiscale"). Segnali da mettere insieme, ma che fanno ben sperare sulla possibilità che si stia aprendo davevro una stagione di riforme. Una stagione riformista che avrà nella Lega il suo perno e il suo garante. Come osserva lo stesso Calderoli: "Questo successo elettorale della Lega rappresenta la garanzia dell attuazione di quelle riforme oggi richiamate anche dal neo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e dallo stesso Presidente della Repubblica. Quella che si apre sarà veramente una legislatura costituente, con un popolo molto attento a quello che farà la politica: per cui ora o mai più! E questo vale tanto per la maggioranza quanto per l opposizione". Opposizione che, come detto, sembra aprirsi al dialogo, come confermano le parole di Tonini, Calearo e della Turco. "Mi sembra che si stia partendo con il piede giusto e se si vuole veramente lavorare la Lega non avrà difficoltà a mettersi a lavorare fin da subito e a parlare di federalismo fiscale basato sulla sussidiarietà e sulla solidarietà", riflette Calderoli, che aggiunge: "Pur contestando la parola armistizio mi sembra che, comunque, debba essere interpretata come un sì la risposta del responsabile economico del Pd, Giorgio Tonini, al mio appello a un dialogo tra maggioranza e opposizione su tematiche di tale portata e importanza. E sicuramente condivisibile la necessità di affrontare la riforma del sistema elettorale, per le elezioni Europee e per quelle Politiche, valutando la necessità, avvertita dai cittadini, che i vari sistemi siano il più possibile simili tra di loro. Così come è da valutare positivamente il suo richiamo all articolo 119 e indirettamente all articolo 116 della Costituzione e ai contratti di lavoro su base aziendale e territoriale". [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Il Carroccio pigliatutto ruba voti anche al Pd (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

INDAGINE DEL CENSIS Il Carroccio pigliatutto ruba voti anche al Pd Il 13 e 14 aprile il vento del Nord della Lega e del Pdl ha investito la Sinistra Arcobaleno e, in parte, anche al Pd. Se di voto utile si deve parlare, questo ha preso in maniera prevalente la direzione del centrodestra, che ha intercettato il flusso dei consensi in libera uscita di parte dei soggetti che, nella scorsa tornata elettorale, avevano costituito l Unione. Scende il consenso per Forza Italia e Alleanza nazionale, riequilibrato dal successo di Umberto Bossi e Raffaele Lombardo. L Idv fa da salvagente al Pd, che perde consensi ma è sorretto dalla crescita del partito di Antonio Di Pietro. Sono alcuni dei dati che caratterizzano l indagine sulle motivazioni di voto elaborata dalla Fondazione Censis, realizzata su un campione rappresentativo di 2.000 elettori intervistati all uscita del seggio durante l ultimo week-end elettorale. Le più significative variazioni rispetto al 2006, ossia rispetto alle ultime politiche, riguardano la coalizione guidata dal Cavaliere, dove circa 1.001.000 voti in meno del Pdl sono ampiamente compensati dall incremento della Lega Nord e dal Movimento per l autonomia che totalizzano circa 1.687.000 voti in più. Il saldo positivo è quindi di circa 686.000 voti (+4,2%). La coalizione denominata dal Censis Walter Veltroni (Partito democratico insieme all Italia dei valori), guadagna complessivamente circa 383.000 voti, pari al 2,9%, ma è ottenuta dal saldo fra i 333.000 voti in meno del Pd e dal tesoretto di 717.000 preferenze in più ottenute dall Italia dei valori. Perdono consensi, in misura assai pronunciata, la Sinistra Arcobaleno (-2.774.000 voti, meno 71,2%) e l Unione di Centro (-530.000 voti, pari a -20,5%). L analisi dei flussi nelle due elezioni politiche del 2006 e del 2008 mette in luce che, fatto 100 l elettorato del 2008 di ciascuna coalizione, nel centro sinistra oltre il 93% aveva già espresso il proprio consenso nel 2006, il 3% aveva votato per la Cdl e lo 0,8% per l Udc, mentre il 2,9% aveva votato scheda bianca o nulla o si era astenuto. La coalizione di centro-destra ha confermato l 83,9% di elettori, mentre ha intercettato il 12,6% dell elettorato che nel 2006 aveva votato per la coalizione opposta, il 2,2% per l Udc e l 1,1% si era astenuto o aveva votato scheda bianca o nulla. Il partito guidato da Casini e Cesa ha raccolto solo il 18,3% degli elettori che gli avevano dato il proprio consenso due anni fa, ma ha pescato nel Pdl (24,7%) e, molto più massicciamente, nei partiti dell ex Unione (57%). "In pratica - è la considerazione dei ricercatori del Censis - i flussi indicano una consistente fuoriuscita di elettori dal centrosinistra, intercettata dalla coalizione del centro destra e anche dall Udc". "I fatti più rilevanti -puntualizza il Censis - riguardano il quasi raddoppio di consenso alla Lega Nord, l aumento consistente dei consensi all Idv e la riduzione a meno di un terzo dell elettorato della Sinistra Arcobaleno". Il popolo della Lega è composto per il 43,3% da persone che l avevano già votata nel 2006, mentre il 56,7% è costituito da elettori che avevano votato per altri soggetti. In particolare, il 27,5% aveva dato la propria preferenza a Fi e An, il 20,4% aveva dato il suo consenso a Ulivo, Rosa nel Pugno e socialisti, mentre l 8,7% si era addirittura schierato con gli attuali componenti della Sinistra arcobaleno (Prc, Pdci e Verdi). [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Milano attraversata dai sentieri della storia dal basso all alto (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

VIE DI TERRA Milano attraversata dai sentieri della storia dal basso all alto... Acqua e terra. Le due dimensioni che legano Milano in un solo progetto: l Expo 2015. Accanto alla rinascita e alla valorizzazione dei percorsi acquatici, arterie di un polmone verde che abbraccerà l area ovest della città, l Esposizione offre l opportunità di creare nuove vene creative di percorrenza della metropoli. Saranno 22 i chilometri realizzati per consentire ai visitatori, agli amanti di Milano, anche ai più distratti residenti del capoluogo, di conoscere i siti storici, i luoghi meno conosciuti attraverso percorsi a piedi, in bicicletta, e con mezzi a basso impatto ambientale. Sarà un modo molto ambrosiano per prendere per mano il visitatore, condurlo nelle piccole oasi gastronomiche della città, così come in quelle dello shopping, della cultura, dell arte. Come i quattro punti cardinali, quattro sono le vie di terra proposte da Expo 2015. La Milano creativa: sette chilometri di arte al taglio , ovvero la migliore sartoria del mondo, nel quadrato a sudovest della città. Il meglio della creatività del made in Italy esposta nei luoghi simbolo della genialità dei maestri di moda. La Milano del 19° secolo: sei chilometri da percorrere in modo circolare all interno delle piccole circonvallazioni di Milano, costruita come la tela laboriosa e scrupolosa di un ragno. Un viaggio nella Milano del Liberty, degli edifici che hanno fatto da ponte con l architettura contemporanea. La Milano dell industria: dieci chilometri tra passato e futuro, dalla Bicocca all ex Pirelli, alla ricerca dei segni dell archeologia industriale, dei passaggi chiave che hanno fatto da pietra miliare nello sviluppo dell economia del Nord e del Paese. Impronte non fossili ma vive, radicate all interno del tessuto urbano e nel contempo segno di una riconversione che ha indicato la strada per dare valore aggiunto alle nuove aree residenziali e a quelle della ricerca tecnologica e universitaria più avanzate. La Milano del futuro: è il presente, è l Expo 2015. Sarà un percorso di dieci chilometri che condurrà il visitatore dal cuore della città, dalla zona Garibaldi verso nordovest, verso l area dell Esposizione. Lungo tutte e quattro le proposte di terra, saranno dislocate stazioni per le biciclette in cui noleggiare non solo le classiche due ruote ma anche tandem, roller e skatebord. Per entrare nei percorsi si passerà attraverso una porta d entrata caratterizzate da realizzazioni artistiche. Milano, città della moda, della scienza e della cultura, vuole lasciare l impronta nella mente di chi la percorre senza correre, gustandone i dettagli, il carattere, la personalità storica. Punti d informazione sul come navigare nei sentieri metropolitani consentiranno strada facendo di attingere utili notizie sulla storia degli edifici, e di ricevere suggerimenti sui punti di ristorazione più vicini. Le zone di sosta saranno accoglienti e confortevoli punti di ristoro, caratterizzati dagli eventi dell Expo. Con temi e sottotemi legati all Esposizione, le oasi offriranno cibo da strada e il cibo delle diverse culture presenti nel corso dell evento alla nuova fiera. Milano dall alto? Perché no. Grattacielo Pirelli, Torre Branca, Monte Stella e tanti altri inusuali punti panoramici saranno a disposizione dei visitatori: luoghi pubblici e privati aperti ai cittadini offriranno una prospettiva nuova della città. Per i più pigri o più semplicemente per chi ama le visioni panoramiche pulmini a zero emissione (con l idrogeno come mezzo di propulsione) porteranno a spasso i visitatori. In più, per loro, postazioni multimediali a bordo consentiranno di entrare nel vivo di quanto gli occhi apprenderanno . Ma. Re - Ste. Pi. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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E Rutelli gioca la carta del terrorismo padano (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pd in piena sindrome da Waterloo E Rutelli gioca la carta del terrorismo padano Roma - Francesco Rutelli in questi giorni è probabilmente il più assiduo lettore de La Padania. Ce ne rallegriamo. Dispiace, tuttavia, che il nostro umile giornale gli serva per costruire il programma politico per la sua amatissima Roma. Sì, perché il candidato del Pd un po lo consulta per mettere a fuoco i temi che davvero stanno a cuore ai cittadini e un po lo usa come ba-bau per spaventare i romani con l incubo dell Attila padano in procinto di calare in massa nei palazzi del potere. Rutelli è a tal punto ossessionato dal Carroccio da brandire a favore di telecamera, e per ben due volte, l infame fogliaccio verde nel faccia a faccia televisivo con Gianni Alemanno. La prima volta, Rutelli sguaina la Padania per mostrare, con affettata indignazione, il logo che campeggia sulla pagina delle lettere. "Guardate - dice -, c è il Colosseo in fiamme trafitto da una spada!". Cari romani, sottintende Rutelli, ecco quel chi vi attende: "E ce ne stiamo già rendendo conto con Alitalia. Il loro solo obiettivo è togliere qualcosa a Roma: ministeri, posti di lavoro...". Il ritiro di Air France, infatti, non si deve, per l exsindaco-exVerde-exRadicale, al rifiuto dei sindacati e della Confindustria all impresentabile piano industriale preparato da Spinetta, ma al timore dei francesi di operare in un Paese governato da Bossi il barbaro. Ed ecco che dal taschino esce un altro numero de la Padania. "Tu dici che la Lega sparacchia ma non fa danni - afferma rivolto ad Alemanno -, e allora guarda cosa scrive il giornale di Bossi: La Lega vince, Air France vola via". Rutelli omette di precisare che quel titolo non si riferiva all addio definitivo dei francesi, ma che invece risaliva al 3 aprile, ossia al giorno in cui Spinetta, dopo aver visionato la controproposta sindacale, decise di alzarsi dal tavolo delle trattative per tornare a Parigi a chieder lumi al Cda. Insomma, in piena crisi d ispirazione politica, il candidato del Pd ha deciso di ripiegare su una campagna elettorale di stampo terroristico, con Bossi, figuratevi un po , nei panni del Bin Laden. Ma dal momento che è ancora ministro e vicepremier del Governo di tutti gli italiani, Rutelli ci deve una risposta: perché mai, mentre si strappa i capelli per i disoccupati virtuali di Fiumicino, non ha una sola parola di solidarietà per i 900 realissimi dipendenti di Sea finiti in cassaintegrazione? Perché la verità, alla fine della fiera, è questa: c è già chi sta pagando i danni della vicenda Alitalia e questo qualcuno, finora, è il Nord, non certo Roma. E allora, caro Rutelli, chi è il lobbista? chi è il fazioso? Chi è l Attila? A.Mon. In tv brandisce la Padania per dire ai romani che Bossi saccheggerà la Capitale: "L abbiamo già visto con la compagnia di bandiera". Ma gli unici senza lavoro, finora, sono 900 cassintegrati di Malpensa [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Rainieri: spero sia la prima di una serie (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

LA LEGA Rainieri: spero sia la prima di una serie "Apprendiamo con fiducia ed estremo piacere la sentenza con la quale la sezione commerciale del Tribunale di Berlino ha condannato la società Allgauland-Kasereien ad astenersi dalla produzione, promozione, offerta e messa in commercio di formaggio con le denominazioni parmigiano , bioparmesan e parmesan quando questo non sia prodotto all interno della zona d origine e secondo il disciplinare del Parmigiano-Reggiano". È il commento di Fabio Rainieri, leader dei Cobas del latte e neo-eletto parlamentare della Lega Nord in Emilia, che auspica "che questa sentenza venga ora presa ad esempio e sia la prima di una lunga serie". "Troppi sono infatti quei prodotti alimentari contraffatti e messi sul mercato da imprenditori senza scrupoli che taroccano le nostre produzioni d eccellenza - aggiunge Rainieri - Un mercato che non va solo a danno delle imprese, ma anche dei consumatori che acquistano formaggi, olio, vino... di qualità di gran lunga inferiore a quella garantita, invece, dai marchi di origine e di tutela". "Purtroppo continua il parlamentare leghista in questi ultimi tempi la Germania si è dimostrata un territorio molto fertile alle falsificazioni alimentari. Ecco perché ci auguriamo che questa sentenza faccia scuola e sia un esempio per tutti gli altri Paesi Ue all interno dei quali si commercializzano falsi . Auspichiamo infine che all'interno del nuovo Governo, tutti i ministri competenti continuino sulla strada della difesa delle nostre produzioni tutelando quelle eccellenze che hanno fatto della nostra tavola un fiore all occhiello del Paese". CIBI TAROCCATI [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Vie d acqua rinascono per attraversare l Expo (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Congiungeranno i parchi metropolitani attraverso nuove Porte MARCO REGUZZONI STEFANIA PIAZZO Tutto nasce dall acqua. L attività umana ha costruito la propria storia grazie alle attività mercantili sull acqua. L acqua ha generato scienza, lavoro, è stata via di comunicazione. E di acqua la Lombardia è particolarmente ricca. Non a caso quindi l itinerario lungo le vie d acqua dell Expo 2015 è un omaggio a questa materia prima ma anche al suo stretto legame con l uomo che attorno a lei ha fondato città, ha costruito le fortune delle campagne, ha ricavato energia per le industrie. Le vie d acqua dell Expo hanno l ambizione di racchiudere questa memoria storica, per farne un grande parco pubblico in collegamento, questa è la novità, con i grandi parchi attorno a Milano: il parco delle Cave, il parco di Trenno, Bosco in città, il parco dei Fontanili. La nuova rete dà l opportunità di ribilanciare l area sotto l aspetto ecologico, portando benefici sull area metropolitana. Il recupero delle vie d acqua aumenterà il processo di controllo della qualità dell acqua e una cura maggiore nella gestione delle misure di protezione ambientale della città dell Expo. Di certo la combinazione pubblico-privato (per quanto riguarda l intersecarsi delle aree agricole col parco), consentirà una rigenerazione anche sotto l aspetto paesistico del sistema agroambientale. Positivo anche l impatto per la qualità dell aria, vista la vicinanza delle aree edificate con un sistema di trasporto e mobilità non inquinante verso le zone urbane. Attualmente i parchi della zona ovest della città sono tra loro separati. Bosco in città copre 97 ettari, il parco delle Cave 124, quello di Trenno 58, il parco dei Fontanili 62. Queste aree verdi a metà tra città e campagna saranno unite nel progetto delle vie d acqua, collegate in un unico polmone verde attraversato da canali, sorgenti, fiumi per irrigare le campagne. Uno degli aspetti più innovativi che Expo propone per le vie d acqua è la creazione di una spina dorsale. Di che si tratta? È il canale che serve per regolare il corso del fiume Olona. Il canale, che si dirama da Nord a Sud, sarà la spina dorsale del progetto. Dalla Darsena partirà in direzione parco delle Cave. Due le porte , punti di sosta informativi con attività legate alle manifestazioni dell Expo, che accoglieranno i visitatori: la Porta di Quinto, e la Porta Est. Il percorso si snoderà cavalcando le colture storiche dell agricoltura milanese, il Parco di Trenno, Bosco in città, incontrando a sinistra Figino e a destra Trenno col suo parco. Tra loro è prevista un area dedicata alle acque e alla nutrizione. Prima di raggiungere l esposizione dell Expo, si incontrerà un area umida e, per restare nel tema, la Porta delle acque. Sotto l aspetto tecnico per garantire il flusso delle acque e la pulizia del letto del canale, si è reso necessario progettare le sponde in cemento. Le rive, saranno per questo coperte con specie fiorite, intersecandole con una fitta rete di altre piccole vie d acqua interne. La spina dorsale non procederà in linea retta, come nella tradizione del corso dei fiumi maggiori, si insinuerà tra sentieri, case agricole, campi di riso e laghi. Un sentiero educativo accompagnerà le vie d acqua e porterà il visitatore passo passo verso l Expo con luoghi che accoglieranno anticipazioni dell evento sino ad un anno prima dell Expo. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Il party della vittoria, la Lega di Milano e i Giovani Padani festeggiano il trionfo (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ed arrivò il momento di festeggiare. Martedì sera, la Lega Nord di Milano e il Movimento Giovani Padani della Lombardia si sono ritrovati alla celebre discoteca Old Fashion di Milano per una serata dedicata al divertimento dopo il trionfo delle ultime elezioni politiche. Tra i presenti al party, oltre mille persone, i deputati Matteo Salvini, Paolo Grimoldi, Laura Molteni e Claudio D Amico, il consigliere regionale Fabrizio Cecchetti, l assessore Massimiliano Orsatti, Renzo Bossi, Valerio Merola, Sylvie Lubamba e Milo Infante e Miss Camicia Verde Veronica D Arconte. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Cosa insegna la lite Chiambretti-Celentano (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Quella del processo a Pierino Chiambretti, intentato da Adriano Celentano, è una vicenda istruttiva per capire come vanno le cose nella cosiddetta satira o televisione impegnata del centro sinistra o, più in generale, anti Lega Nord. Tre anni fa, a quel programmone de La7 chiamato "Markette , Pierino pestifero fa arrivare in studio la voce di un imitatore del Molleggiato. Ma, si dimentica di dire che non è quella originale. La falsa intervista telefonica va via senza particolari problemi. Al di là delle solite ovvietà e banalità del vero Celentano, c'è ben poco di offensivo. Anzi, il giudice penale ha detto in questi giorni che non c'è proprio nulla di diffamatorio. Ma il ragazzo della via Gluck non ci sta. La satira va bene, benissimo, ma solo contro gli sporchi razzisti, xenofobi, palazzinari di destra. Un mostro del riformismo come lui, mica può essere così bistrattato da un Pierino qualsiasi, anche se di sinistra. Proprio non gli va giù. E allora dal suo sito comincia a insultare il buon Chiambretti che si prende in saccoccia nell'ordine dello "stupido", "scorretto", "autore di stronzate" e del "falso". Al povero Pierino, non resta altro che invocare la comune fede nella satira e nella libertà di parola. Ma al Molleggiato non basta. Sangue e arena. Prende armi e bagagli e si presenta al magistrato e querela il pestifero Chiambretti. Vuole farlo mettere in manette. Ceppi ai polsi. Indicato al pubblico ludibrio della gogna giudiziaria. Il Piero, però, dietro la faccia da ragazzino impertinente, non molla. Educato ai vecchi stilemi di una certa parte politica, rimane fermo e si fa processare. Grazie a una giustizia al super rallentatore la causa è arrivata in porto qualche giorno fa e nelle ultime ore la sentenza è arrivata sui giornali. Pierino assolto. Adriano mandato in via Gluck a spalare il mare. Il magistrato ha archiviato tutto. Fin qui la cronaca. Quello che emerge è fin troppo chiaro. Tutti possono dileggiati, insultati, sbertucciati dal sinedrio televisivo, ma non i guru che vivono nel brodo culturale del pacifismo, ecologismo, massimalismo; quelli: no. Non se lo devono permettere neppure i loro amici fiancheggiatori politico-culturali; pena il ricorso alla via giudiziaria. Che modello di democrazia. Che modello di libertà Che modello di libera espressione di parola e di pensiero. Che modello di satira. Meglio che in futuro si stenda un velo pietoso su questi personaggi. Se lo ricordi anche chi continua a propinarli con i soldi dei contribuenti. Già questa sarebbe una grande rivoluzione. rfiorentini@libero.it [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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La Regione oscura il suo sito internet Si affiderà ai piccioni viaggiatori? (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il consigliere regionale della Lega Nord, Roberto Corradi, ha presentato un interrogazione con la quale chiede conto alla Giunta (guidata da Errani), circa la scelta di oscurare l accesso alle delibere tramite il sito internet. Sono tantissimi i cittadini, i liberi professionisti, le imprese e gli uffici pubblici (Comuni, Province, AUSL, ecc&) che quotidianamente accedono al sito internet della Regione, per prendere visione delle delibere della Giunta (basti pensare ai bandi regionali) - spiega Corradi - Eppure recentemente, gli utenti che digitano sul sito internet della Regione gli estremi della delibera di loro interesse, vedono comparire la scritta: Informazione non accessibile - Per richiedere copia rivolgersi alla Segreteria di Giunta Tel. 051-6395445 / 051-6395444 / 051-6395512". "E scandaloso che nell era digitale la Giunta di Errani censuri l accessibilità ai suoi atti più importanti, le delibere - commenta Corradi - introducendo un farraginoso e costoso meccanismo a richiesta telefonica, a cui dovrebbe seguire l invio a mezzo posta di quanto richiesto dai singoli, affidato alla discrezionalità della stessa Giunta. Si tratta di uno schiaffo alla trasparenza ed al diritto di ogni cittadino di conoscere e giudicare l operato della Pubblica Amministrazione Regionale. Trovo curiosa la coincidenza tra la censura della Giunta e le polemiche sulle delibere con le quali Errani ha assunto per un solo giorno di lavoro tre Direttori Generali, operazione costata alle casse regionali circa 300.000 euro". [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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<Così il Comune finanzia i delinquenti> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

"Così il Comune finanzia i delinquenti" Torino, continuano le razzie dei residenti al campo nomadi di Basse di Stura FABIO GROSSO Campi nomadi sì o campi nomadi no? Mentre il dibattito a livello nazionale sugli zingari impazza, a Torino continuano gli episodi di ordinaria delinquenza da parte dei numerosi abitanti dei campi nomadi sparsi qua e là ai margini della città. Nella mattina di ieri due rumeni minorenni, rispettivamente di 17 e 16 anni, con precedenti per furto e rapina, hanno infatti tentato ieri di rapinare una farmacista di via Napione: minacciandola verbalmente, i due giovinastri hanno cercato di farsi consegnare i soldi della cassa. Ma la pronta reazione della farmacista ha fatto andare a monte i piani dei due nomadi: la donna, quando i due ragazzi hanno fatto irruzione nel negozio, con un astuto stratagemma e' riuscita a chiuderli fuori e a chiamare la polizia, che è intervenuta dopo pochi minuti. A questo punto sono state preziosissime le descrizioni precise date dalla farmacista, che hanno consentito di trovare i due rumeni che si trovavano ancora in zona. Il fatto che lascia pensare è che i due piccoli delinquenti fossero residenti nel campo nomadi di Basse di Stura, un campo che insiste da anni a pochi metri dall omonimo torrente, con il beneplacito del Comune di Torino. "La cosa paradossale di questa vicenda - commenta il capogruppo della Lega Nord in Consiglio Provinciale di Torino Arturo Calligaro - è che il Comune di Torino provveda a dare luce ed acqua a quel campo nomadi. Bisognerebbe finirla con queste ipocrisie che finiscono per finanziare direttamente soggetti che poi si macchiano di crimini più o meno gravi: lavorazione abusiva e furti di rame, accattonaggio, furti nelle case e nei negozi, scippi ecc. Siamo di fronte ad un circuito davvero inaccettabile". "Con la Lega al Governo - aggiunge Calligaro - spero che sul fronte nomadi ci sia un decisivo cambio di rotta, che riesca a bypassare la colpevole complicità delle amministrazioni di sinistra sulla questione. Purtroppo a Torino città, quanto nella prima e seconda cintura, i sindaci di sinistra sono sempre pronti a difendere le comunità rom, qualunque cosa accada. L unico ad aver alzato la testa per difendere i propri cittadini è stato il sindaco di Borgaro, che però si è attirato ingiuste critiche da parte dei suoi colleghi di partito per aver sgomberato un campo". "Esempio decisamente negativo invece - precisa Calligaro - il caso dei nomadi a Collegno, che hanno lasciato i rubinetti del campo aperti facendo arrivare la bolletta Smat alla cifra record di 257 mila euro. In questo caso, senza un chiaro pronunciamento da parte del sindaco, saranno i cittadini collegnesi a ripianare l esorbitante cifra". "E giunta l ora - conclude il capogruppo del Carroccio - di fare un censimento di tutti i campi nomadi della nostra provincia e poi procedere con le opportune espulsioni di chi non è in regola". [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Parma, la Nestlè si mangia 300 posti di lavoro (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Operai e impiegati sacrificati sull altare dell internazionalizzazione tanto cara a Veltroni Parma, la Nestlè si mangia 300 posti di lavoro Nestlè ci riprova. Dopo due anni e mezzo dall accordo che doveva rilanciare lo stabilimento di Parma nel segno del gelato di qualità, Nestlè ha presentato un nuovo piano di ristrutturazione che prevede la fuoriuscita di 25 unità lavorative e il trasferimento di altre 10 a Milano. Lo storico stabilimento di via Bernini, svenduto da Romano Prodi a Nestlè nel 1993, doveva diventare il polo di eccellenza delle produzioni dei gelati di qualità. Alle promesse non sono seguiti i fatti ed anche per scelte non certo azzeccate sul piano commerciale: la sede di Parma, dove lavorano più di 300 persone tra cui 200 impiegati, rischia di trovarsi alle soglie della chiusura con tutti quei disagi personali e familiari per quanto concerne i lavoratori e con un indubbio impoverimento per l economia cittadina. Anche il centro operativo che si occupa di ricerca annesso allo stabilimento, nei programmi dell azienda, risulterà pesantemente ridimensionato. I sindacati, dal canto loro, hanno interrotto le trattative proprio ieri mandando all aria il tavolo aperto presso la sede dell Unione parmense degli industriali, giudicando irricevibile la proposta dell azienda . La multinazionale svizzera giudica, dunque, non soddisfacente, anche se positivo, il risultato della divisione gelati. Quindi, un altro pezzo dell industria nazionale viene sacrificato agli appetiti di una multinazionale. "Si profila - spiega il consigliere regionale leghista, Roberto Corradi - l ennesimo grave colpo all economia di Parma, che dopo la perdita di tante realtà produttive, rischia ora di veder sfumare altri trecento posti di lavoro a causa delle decisioni assunte dalla multinazionale svizzera. Ho già depositato la richiesta formale alla Giunta Regionale, affinché prenda parte attiva nella trattativa in corso tra azienda e sindacati, al fine di assumere ogni iniziativa utile per evitare la chiusura della Nestlè di Parma". Per il parlamentare neo eletto della Lega Nord, Fabio Rainieri, "la paventata chiusura dello stabilimento alimentare di Parma, acquistato dalla Nestlè, rappresenta un grave colpo all industria alimentare della nostra Città. Parma non si può permettere il lusso di perdere trecento posti di lavoro. Sarò al fianco dei lavoratori parmigiani per difendere i loro posti di lavoro, messi in pericolo dalla globalizzazione e dall internazionalizzazione tanto cara a Veltroni ed ai pidini parmigiani". [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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In Lombardia una legge per lo spettacolo (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ruffinelli: avanti nella valorizzazione del nostro patrimonio In Lombardia una legge per lo spettacolo La Lombardia avrà un testo unico sullo spettacolo. Con il voto unanime di oggi in Commissione Cultura, è stato infatti approvato un progetto di legge che riorganizza e unifica tutte le norme in materia di spettacolo (teatro, cinema, musica, danza) finora contenute in otto leggi distinte . "E una legge importante per valorizzare un aspetto del patrimonio culturale della Lombardia, che è una Regione leader nel settore dello spettacolo, con 425.818 giornate l anno, oltre il 16% del totale nazionale" - spiega Luciana Ruffinelli, Lega Nord, relatrice del provvedimento. "Il testo riconosce al settore dello spettacolo un importanza strategica, per la valorizzazione dell espressione artistica e come fattore di aggregazione. Questa legge opera un importante riordino in un ambito che , finalmente, si sta consolidando come materia di legislazione concorrente, ossia come ambito di cui lo Stato detta solo i principi fondamentali, mentre le Regioni provvedono alla disciplina di dettaglio. Ora ci si augura - conclude Ruffinelli - che i fondi destinati dallo Stato allo spettacolo confluiscano velocemente nel Fondo unico per lo spettacolo, che abbiamo costituito". Con il nuovo testo di legge viene infatti creato il FURS, il fondo unico regionale per lo spettacolo (il cui ammontare è stabilito annualmente con il Bilancio) in cui confluiranno tutte le risorse destinate al settore. Ad esso si affiancherà un fondo di rotazione per finanziare progetti di produzione cinematografica e per la ristrutturazione e l adeguamento tecnologico delle sale cinematografiche e infine un fondo di garanzia, destinato a facilitare l accesso al credito delle imprese. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Quanto sarebbe bello un 25 Aprile apartitico (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Lettera aperta di Daniele Belotti, consigliere regionale leghista e figlio di un partigiano Quanto sarebbe bello un 25 Aprile apartitico Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta rivolta dal consigliere regionale della Lega Nord Daniele Belotti, che tiene a firmarsi figlio di un partigiano diciottenne della Brigata Gabriele Camozzi , al sindaco di Bergamo, al presidente della Provincia, alla sezione dell Anpi di Bergamo e al Comitato antifascista bergamasco. DANIELE BELOTTI Bèrghem - Egregi signori, in vista delle celebrazioni del 25 aprile, mi permetto di esprimervi la speranza che possa essere ricordata come una giornata senza strumentalizzazioni. A distanza di 63 anni dalla Liberazione, il 25 aprile, nonostante sia definito una festa di tutti gli italiani, in effetti lo è, purtroppo, solo di una parte. Sono figlio di un partigiano, che a soli 18 anni salì sui monti dell Alta Valle Seriana per arruolarsi nella brigata Gabriele Camozzi di Giustizia e Libertà, ma nonostante questo le volte che ho osato partecipare, insieme ad altri amici leghisti, alle celebrazioni del 25 Aprile (sia a Milano che a Bergamo) sono stato insultato e aggredito da democratici personaggi che ritengono essere gli unici depositari della festa della Liberazione. Scusate, ma con che diritto? Possibile che a 63 anni dalla fine della guerra qualcuno è ancora tenacemente refrattario ad ogni ipotesi di considerare la Festa della Liberazione come un occasione, finalmente, di riappacificazione e di concordia? A Bergamo, ad esempio, si parla tanto di Ufficio Pace, si sostengono progetti di riconciliazione tra serbi e kossovari, due popoli appena usciti da una guerra sanguinosa, il sindaco in persona, quando si è recato a Pec ha esortato alla pacifica convivenza tra serbi e albanesi, e poi, in casa nostra, qualcuno non vuole neanche sentir parlare di un segno di riappacificazione tra gente della stessa terra che si è combattuta oltre 60 anni fa? È giusto e doveroso tenere alti i valori della Liberazione, ma questo non vuol dire che il 25 Aprile non debba essere la festa di tutti. Come sarebbe bello se, ad esempio, al corteo di Bergamo fossero eliminate le bandiere dei partiti. Perché in una ricorrenza di tutti, in una festa che non è di partito, possono essere esposte senza il minimo problema bandiere di forze politiche che, nella nostra realtà, rappresentano il 2% della popolazione, mentre se qualcuno osa partecipare alla manifestazione con il vessillo di un movimento politico che non si richiama in alcun modo al fascismo e che raccoglie il consenso di oltre il 30% dei bergamaschi viene insultato, se non addirittura aggredito (o quanto meno accusato di essere un provocatore)? Speriamo, inoltre, di non sentir parlare, in piazza Vittorio Veneto, di rischi per la tenuta del sistema democratico come invece si è letto, nei giorni scorsi, in un volantino dell Anpi di Milano (quasi a voler rimarcare come il voto degli italiani non sia una libera espressione democratica) e nemmeno di intoccabilità della Costituzione . A meno che qualcuno pensi veramente che ammodernare la nostra Carta Costituzionale del 1948 in senso federalista possa essere un attentato mortale ai cittadini. Speriamo quindi di vedere un 25 aprile più bello e meno partitico. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Regione: fra 10 giorni il regolamento anti-ostruzionismo (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

In discussione la proposta di contingentare i tempi per finanziaria e bilancio Regione: fra 10 giorni il regolamento anti-ostruzionismo NICOLA LEONI Il presunto attrito all interno della maggioranza nel Consiglio regionale veneto, amplificato dalla stampa e dalla minoranza di centrosinistra, si è subito ricomposto. La proposta del capogruppo della Lega Nord Franco Manzato di cambiare il regolamento contingentando i tempi di discussione in aula della legge finanziaria e del bilancio annuali (proprio per evitare ostruzionismi) è tornata in commissione e dovrà essere discussa e approvata entro dieci giorni. "Abbiamo posticipato il provvedimento di dieci giorni - spiega lo stesso capogruppo del Carroccio - L accordo, al di là di quello che hanno scritto i giornali riguardo ai timori di Forza Italia, è sostanzialmente quello di andare ai materassi , di prendere una posizione ferma per risolvere il problema dell ostruzionismo. Perché è inconcepibile che la maggioranza eletta dal popolo non riesca ad affrontare i temi per i quali si è proposta. Questo soprattutto in finanziaria e in bilancio, che sono i provvedimenti più importanti di indirizzo politico. Abbiamo deciso di posticipare per dare sfogo a un collegato alla finanziaria 2007 in materia di urbanistica che interessa le imprese, dopo di che comincerà il confronto forte, sul quale anche il Pdl è compatto, sul regolamento, con un cambiamento che è rivoluzionario per il Veneto". "Per quanto riguarda i timori manifestati da Forza Italia - dice ancora Manzato - sono stati causati dalla mentalità un po vecchio stampo che pensa alla politica come ordinaria amministrazione e rifugge le riforme drastiche, ma una volta che abbiamo fatto capire la serietà della nostra proposta la maggioranza si è ricompattata". [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Ecco perché un Pd del Nord non funzionerà mai (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Ciambetti: "Cacciari resta una voce isolata e inascoltata dai vertici della sinistra" Ecco perché un Pd del Nord non funzionerà mai Roberto Ciambetti La proposta di un Pd del Nord lascia molto perplessi, perché, pur con qualche eccezione, questo nuovo partito non sembra avere un vero progetto politico innovativo, né pare animato dai sentimenti autonomisti o federalisti. Piuttosto, sembra spinto dalla paura di quel vento del Nord che questa volta può veramente spazzar via i vecchi scenari del teatrino della politichetta italiana. Come ho detto, ci sono delle eccezioni, prima fra tutti l inascoltata voce di Massimo Cacciari il quale, da più di una decina d anni, tenta inutilmente di spiegare le ragioni e i bisogni di una terra che del lavoro ha fatto una propria bandiera e che - paradossalmente, ma non troppo - è incompresa proprio da quelle forze politiche che del lavoro dovrebbero essere i difensori. Non è casuale che Cacciari faccia parte di quella vasta schiera di amministratori pubblici i quali, quotidianamente, si trovano a fare i conti con i bisogni della gente: Cacciari è animato da sana concretezza e, come lui, tanti sindaci o pubblici amministratori. A ogni sconfitta elettorale, il centrosinistra promette, senza mai mantenere, nuove politiche per il Settentrione. A ogni sconfitta elettorale, la grande stampa nazionale e le televisioni di Stato inviano nel Veneto i loro migliori reporter, i quali puntualmente riscoprono il popolo delle partite Iva, le fabbrichette , la Pedemontana, l etica quasi calvinista del lavoro: si meravigliano di quanti immigrati siano riusciti a inserirsi in un tessuto sociale puntualmente dipinto come xenofobo e razzista. Traspare in queste cronache un malcelato senso (se non di spregio) di superiorità morale e culturale di chi ritiene superato e disdicevole il vetero-capitalismo delle imprese familiari venete. Forse in virtù di questa supponenza la Sinistra italiana non riesce a capire le ragioni di questa terra e della gente (immigrati compresi) che qui vive e lavora, che qui cerca di affrontare la sfida della globalizzazione, partendo da quel federalismo vero che, non a caso, una sinistra ben diversa da quella italiana ha sostenuto in Gran Bretagna, con Blair, o in Spagna con Zapatero. Che ci creda o no la Sinistra italiana, l unica via democratica di rifondazione del Paese passa per il federalismo. La Lega Nord, oggi, può gestire questa fase, perché è cresciuta non solo in termini di consensi, ma ha saputo anche formare buoni e validi amministratori, gente con la testa sulle spalle, che ha dato prova di sé: Zaia, Dal Lago, Tosi, solo per citarne alcuni. L elenco è lungo e questa gente, gli interessi del Veneto e del Nord, li sa fare. Forse per questo, questa volta, la vittoria leghista fa paura. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Padova resta senza poliziotti (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

La denuncia del Sap e della Lega: "Ridotti gli organici in piena emergenza sicurezza" LEANDRO COMACCHIO Lo denuncia in un comunicato Mirco Pesavento, segretario provinciale di Padova del Sap, il Sindacato autonomo di Polizia: nelle prossime settimane vi saranno nuovi trasferimenti e assegnazioni del personale della Polizia di Stato a rafforzare le Questure e gli altri uffici di Polizia in tutte le regioni e province d Italia. A fronte di più poliziotti in altre realtà (non è dato sapere dove si concentreranno i nuovi organici), per quanto riguarda la città di Padova, "si rileva la totale insensibilità del ministero dell Interno - riferisce Pesavento - che ha predisposto il trasferimento a Padova di poche unità a fronte di un contingente di circa 20 operatori che sono stati trasferiti da Padova in altre sedi". La situazione risulterà particolarmente grave per l organico della Questura di Padova, che vede in ingresso l assegnazione di quattro operatori, mentre ne sono previste in uscita addirittura 15. "Il Commissariato sezionale Stanga , a presidio, nei pressi di via Anelli, di una delle aree più degradate della città, pagherà lo scotto più salato - denuncia ancora Pesavento - con nove poliziotti trasferiti e assegnati in altre città d Italia". "E questo accade proprio ora - chiarisce il consigliere comunale della Lega Nord Mariella Mazzetto - quando sta emergendo una nuova situazione di allarme sicurezza nel vicino quartiere del Portello, dove bande di spacciatori imperversano, nonostante le richieste di aiuto da parte dei residenti, e anzi minacciano di ritorsioni contro chi ha avuto il coraggio di esprimersi a mezzo di stampa e Tv locali. La zona Portello, dove i residenti ricordano con nostalgia le serate all aperto a bere l ombra e a giocare a carte, alle prime luci della sera diviene un unico grande mercato a cielo aperto di droga, a emblema dell inefficienza delle istituzioni locali e nazionali". "È l ultimo regalo di un governo morente punito sonoramente dal voto dei cittadini", commenta il segretario provinciale della Lega Nord Maurizio Conte. "Il nostro neo-deputato Massimo Bitonci saprà presto raccogliere le istanze di Padova e di tutto il territorio provinciale e indirizzarle all attenzione del prossimo ministro degli Interni, non solo per una nuova stagione legislativa a favore di rapide espulsioni e a garantire la certezza della pena, ma per assicurare alla nostra realtà una maggiore presenza degli operatori delle forze dell ordine". [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Genova, al Marassi i rom giocano in casa (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

PIERANTONIO GHIGLIONE Non basta la palazzina dei rom ad alimentare le preoccupazioni dei cittadini genovesi. A quella si è aggiunto il campo nomadi improvvisato nell area del piazzale adiacente lo stadio di Marassi dove vi sono roulotte e tendoni che, puntualmente, scompaiono solo il giorno delle partite di campionato e poi tornano al loro insediamento. "Ne abbiamo discusso in Consiglio comunale - spiega il capogruppo leghista Alessio Piana - ma la risposta del sindaco ci ha lasciato molto perplessi. Ancora una volta il problema viene affrontato con quel lassismo amministrativo che sta portando la città al collasso. Come si può rispondere a chi rappresenta i cittadini che l emergenza di Marassi è marginale e che per circa una ventina di nomadi non si può parlare di disagio? Vorremmo vedere se il sindaco avesse i tendoni e le roulotte sotto casa sua come si comporterebbe". In merito alla sosta di numerose carovane di nomadi sul piazzale antistante lo stadio di Marassi interviene anche il vicepresidente del Consiglio del Municipio Bruno Ferraccioli, consigliere della Lega Nord: "Da parecchi giorni il piazzale antistante lo stadio è di nuovo meta di numerose carovane di nomadi. Nonostante le numerose segnalazioni effettuate dai cittadini, l amministrazione comunale non ha provveduto allo sgombero coatto limitandosi a inutili ordinanze. Bell esempio di come il Comune intende far rispettare le leggi e tuteli la sicurezza dei genovesi senza azioni ma solo inutili fogli di carta. Se immediatamente non si provvederà all allontanamento forzato di questi nomadi e non si porrà rimedio una volta per tutte a questo scempio siamo pronti ad organizzare una manifestazioni con i cittadini di Marassi esasperati dalla difficile convivenza con persone dedite al furto e all accattonaggio". Nel frattempo continuano le proteste popolari, minacce di manifestazioni e cortei in seguito alle indiscrezioni sul trasferimento in via dei Laminatoi degli zingari bosniaci che oggi vivono nel campo attrezzato di via Adamoli, a Molassana. Il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha smentito solo in parte le indiscrezioni, ammettendo che "il problema dei rom senza casa è drammatico ma deve essere affrontato su scala nazionale e che i rom romeni sono cittadini europei e i sindaci possono solo accoglierli, a patto che non commettano reati". Sempre sulla questione relativa ai rom e alla possibilità che il Comune realizzi un intera palazzina nell area ex Miralanza interviene Maurizio Amorfini, consigliere del Carroccio nel Municipio Medio Ponente: "Siamo rimasti di stucco quando è trapelata questa notizia perché, nonostante la batosta elettorale, la sinistra pensa ancora a tutelare zingari e rom e non a migliorare la sicurezza dei cittadini. Organizzeremo manifestazioni, sit in e cortei per dare fiato all esasperazione degli abitanti di Cornigliano". Carovane di nomadi sul piazzale antistante lo stadio: scompaiono solo il giorno delle partite di campionato. Per tornare subito dopo. "I cittadini sono esasperati da furti e accattonaggio" [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Nel centrocampo biancoverde giocherà Cristiano Pavone (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

CALCIO: PADANIA-TIBET (-14) Nel centrocampo biancoverde giocherà Cristiano Pavone claudio gallo Sarà Cristiano Pavone, trentacinquenne giocatore milanese con un importante e recente passato in squadre del calibro di Perugia, Lecco, Atlanta, Bologna, Lecce, Cosenza, Crotone, Como, Messina e Ancona (dopo gli inizi nelle giovanili dell Inter e nella Pro Lissone), fisico iperasciutto e in gran forma, a prendere per mano, insieme a capitan Piovani, il centrocampo della squadra padana nel match del 7 maggio all Arena Civica di Milano contro la rappresentativa del Tibet. Pavone è ambidestro e quindi, come pochi altri giocatori, ha nelle proprie capacità di calciare indifferentemente di destro e sinistro una risorsa notevolissima che, ancora oggi, gli consente di essere richiesto da club professionistici importanti. Dirigente di Equipe Lombardia che, grazie al prezioso contributo degli amici Oriano Campi (assessore allo sport di Cogliate) e Fabrizio Ferrario, sta dando un importante aiuto alla riuscita della manifestazione, Cristiano Pavone è stato autore di un simpaticissimo sketch qui nella nostra sede due giorni fa quando ha mostrato con orgoglio l enorme e artistico tatuaggio della statua di Alberto da Giussano che porta sul braccio sinistro e che ha sempre mostrato - per anni - negli spogliatoi di tutti i club che ha girato, Lecce, Cosenza, Crotone e Messina comprese. Orgoglioso di indossare (finalmente!) la maglia della nostra rappresentativa, che sarà sul modello di quella tanto cara a Umberto Bossi e scelta proprio dal Segretario federale della Lega Nord (in pratica quella degli scozzesi del Celtic Glasgow) per essere indossata dai giocatori padani, Cristiano sta collaborando in modo davvero importante all organizzazione della partita e, grazie al suo impegno, diversi altri importanti giocatori saranno in campo nel match del 7 maggio. Pavone ricorda sempre con piacere tutti gli allenatori che l hanno seguito nella sua carriera, come Mondonico, Sonetti e Mutti. Purtroppo per lui, ora, dovrà scontrarsi con le ire del mister padano, Leo Siegel! Ovviamente stiamo scherzando. Grazie Cristiano per essere con noi. [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Bolzano, troppi clandestini In aumento costi e criminalità (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Pancheri: "Paghiamo il buonismo della sinistra" Bolzano, troppi clandestini In aumento costi e criminalità Ieri i quotidiani locali hanno pubblicato i dati forniti dalla Questura di Bolzano, relativi alla presenza di stranieri in Provincia: tra regolari e clandestini ci sono 35 mila presenze, uno straniero ogni dieci abitanti circa. Kurt Pancheri, segretario provinciale del Carroccio, ha sottolineato come il dato di 2.300 irregolari sui 35 mila stranieri sia una ""stima sicuramente in difetto, essi rappresentano il 6,57% del totale degli stranieri. Nel 2008 i clandestini espulsi sono stati solo 259 e quindi 9,52% del totale". "La Lega Nord Alto Adige Südtirol - continua Pancheri - ha sempre affermato che avere più clandestini significa avere più criminalità e più costi sociali (assistenza, sanità, case, scuola...) che si trasformano in maggiori tasse dei cittadini". Insiste Pancheri: "Il Governo centrale, come afferma l on. Maroni, dovrà lavorare insieme alle amministrazioni locali, affinchè vengano riportati ai valori massimi i parametri di sicurezza delle nostre città. Questa è la volontà espressa anche dai risultati delle recenti elezioni. La SVP dovrebbe riflettere perché ha perso tanti voti: secondo la Lega Nord è stata la politica troppo accondiscendente al buonismo e permissivismo della sinistra che gli ha impedito di prendere misure sulla sicurezza e l immigrazione clandestina". [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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In Provincia la Lega è sempre più Divina (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Dopo il grande successo delle politiche, il centrodestra punta sul senatore del Carroccio In Provincia la Lega è sempre più Divina Roberto Paccher Per ringraziare gli elettori del grande consenso attribuitole alle recenti elezioni politiche nazionali, la Lega Nord ha dato vita a numerosi gazebo in tutte le valli del Trentino, dove vengono offerti vini locali e prodotti tipici e dove prosegue la raccolta di firme contro le moschee. Il primo gazebo è stato allestito nei giorni scorsi a Trento nella centralissima Via Manci, luogo in cui nei mesi scorsi la Lega Nord del capoluogo si è presentata per numerose iniziative popolari del Carroccio. All appuntamento erano presenti il segretario provinciale on. Maurizio Fugatti, il sen. Sergio Divina, il presidente provinciale Alessandro Savoi, il segretario organizzativo Vittorio Bridi oltre a numerosi militanti e simpatizzanti della Lega Nord che non hanno voluto mancare all appuntamento per celebrare l ottimo risultato alle recenti elezioni. La Lega Nord Trentina infatti ha quasi triplicato i propri voti e in vari comuni è diventata il primo partito, mentre in molti altri ha superato di gran lunga il Popolo delle Libertà. A Trento, roccaforte storica del centrosinistra, Sergio Divina è riuscito nell impresa di strappare a Mauro Betta, deputato uscente, già coordinatore provinciale della Margherita e braccio destro di Lorenzo Dellai, il collegio del capoluogo. E proprio sul senatore del Carroccio sono in molti nel centrodestra a voler puntare come candidato presidente alle elezioni provinciali del prossimo autunno. La Lega Nord trentina è compatta e determinata ad andare fino in fondo, sicura di poter presentare un candidato che rappresenta un valore aggiunto per la coalizione. Fugatti nei giorni scorsi lo ha lanciato senza mezzi termini affermando che "se il centrodestra vuole vincere le elezioni provinciali lo deve candidare in quanto è l esponente politico che ha maggiori possibilità di battere il presidente uscente". Dello stesso parere il segretario della sezione di Trento Vittorio Bridi che ribadisce come "Divina sia l unico candidato possibile, ha dimostrato che è l uomo di punta a cui spetta la possibilità di sfidare Dellai. E la gente che ha scelto questo premiandolo sia in città che nelle valli. Nel 2005 quando si è candidato a sindaco di Trento ha triplicato i voti della Lega Nord ed ora ha addirittura raddoppiato i consensi presi in quell occasione". Per il presidente provinciale del partito Alessandro Savoi, che ha portato il Carroccio al 42% nel proprio comune di residenza, record della provincia, "Divina è l uomo del momento su cui la coalizione di centrodestra deve puntare. Già prima delle elezioni volevamo candidarlo, alla luce di questo risultato crediamo che non ci siano alternative". Il diretto interessato di fronte a questa ipotesi non si tira indietro e ribadisce che "se la coalizione dovesse chiedermi di candidarmi, non mi potrei tirare indietro. Si può battere Dellai, ora è prioritario rimanere uniti e decidere tutti insieme il candidato che ha maggiori possibilità di vittoria". Divina poi conclude con un analisi del voto che "ha premiato chi in questi anni ha fatto politica col cuore sconfiggendo chi invece l ha fatta con il portafoglio". [Data pubblicazione: 24/04/2008].

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Carte coperte Il futuro premier ha confermato che per ora soltanto 4 poltrone sono decise (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Il nuovo corso della presidenza di Giorgio Napolitano inizierà ufficialmente alle 17 di domani nella sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale di Genova. Data la prudenza dell'uomo, non sarà facile cogliere già nel discorso per celebrare Liberazione e Resistenza gli effetti delle lunghe discussioni che il Presidente ha avuto in questi giorni coi suoi collaboratori. Ci vorrà un po' di tempo, anche perché il nuovo corso sarà più precisamente una nuova fase nella quale, più che una svolta, si potrà notare una messa a punto del messaggio, con l'accentuazione di alcuni aspetti. In ogni caso, ascoltando il discorso di Genova, chi vorrà potrà individuarvi, in calibrati riferimenti al rapporto tra Costituzione e popolo, al ruolo di chi deve difenderla e a quello delle Forze Armate, le linee di una presidenza che, nata con forte caratterizzazione politica, apparirà sempre più marcatamente istituzionale. Napolitano non è per nulla insoddisfatto dei primi due anni di presidenza (scadranno il 15 maggio). Gli indici di gradimento sono soddisfacenti e il prestigio personale è aumentato. La sua correttezza istituzionale è riconosciuta, almeno formalmente. Le punture di spillo, o le frecciate, che non sono mancate anche in campagna elettorale, sono state seguite da marce indietro e genuflessioni. Come qualche giorno fa, quando il direttore della Padania ha dato voce a un lettore che chiedeva le dimissioni di Napolitano per poi vedersi redarguire da Roberto Calderoli: "Ho provato tre presidenti sulla mia pelle, e posso dire che il ruolo di assoluto rispetto della Costituzione esercitato dal presidente Napolitano gli deve essere totalmente riconosciuto". Un "presidente super partes e un garante del rispetto delle regole". Tuttavia il Presidente non si illude e, dal recente gioco di attacchi e smentite di Silvio Berlusconi, ha tratto la convinzione che una certa fascia politica è pronta a colpirlo. Tanto che i suoi collaboratori ammettono che questa della formazione del governo è "una fase delicata", in cui il Presidente si muoverà "sotto traccia", sempre coperto dagli articoli della Costituzione. Molte cose sono cambiate dalla legislatura precedente, non solo la maggioranza politica. La più breve legislatura della storia repubblicana era nata male e a rischio fin dall'inizio. E il presidente, non per aiutare Romano Prodi ma per dare al sistema il tempo di riformarsi, se ne era fin dall'inizio assunto un ruolo di tutela, quasi di discreta regia dei processi politici di fondo. La legislatura che sta per iniziare è molto più solida, anche se resta il problema di una seria riforma istituzionale e di una nuova legge elettorale. Napolitano continuerà a chiedere cooperazione agli schieramenti e capacità di individuare "un filo di coerenza in un sistema avviato a un'alternanza matura". Ma per il resto sarà cauto. Sull'esame delle leggi sottoposte alla sua firma sarà puntiglioso, non intendendo abdicare al ruolo, ma attento, sapendo che un'eventuale reiezione scatenerà la rappresaglia. Nonostante la scarsa passione per i mezzi veloci (diffidenza per gli elicotteri e un malcelato fastidio per la Maserati ciampiana, finita ad arrugginire in garage), Napolitano, nei primi due anni, si è mosso abbastanza, più di Carlo Azeglio Ciampi sia nei primi che negli ultimi due. Ora ha in programma cinque viaggi all'estero di qui a fine anno (Russia, Grecia, Egitto, Israele e Finlandia), a parte la prossima puntata a Graz. Ma poi rallenterà, sia per l'imminente cambiamento del consigliere diplomatico sia perché Berlusconi, specie all'inizio, reclamerà la sua parte sulla scena internazionale. Soprattutto dall'anno prossimo si comincerà a notare un'intensificazione delle visite interne, dove il Presidente ha scoperto di "divertirsi", e dove si propone di far sempre più risaltare "l'Italia che eccelle" e di rafforzare il rapporto diretto con la gente. Napolitano si concentrerà sui suoi temi: la ricostruzione di un'unità nazionale storica, la necessità per l'Italia di diventare un paese più civile, a cominciare da un'azione decisa per ridurre le morti sul lavoro. Non farà né un passo indietro né uno a lato, ma cercherà di salire di un gradino, installandosi nel ruolo di arbitro in nome della Costituzione e per conto del suo popolo.

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I motti di Tremaglia, le riflessioni del professor Buttiglione in Europa... Parlando ieri a Teler (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 24-04-2008)

Argomenti: La Lega

Oma56, Silvio Berlusconi ha criticato Prodi, che si era lamentato della decisione del presidente della Commissione europea Barroso di cambiare il portafoglio italiano nella Commissione, non più la giustizia ma i trasporti. "È molto più conveniente per noi interessarci di infrastrutture e di trasporti invece che di omosessualità", ha argomentato. Poi ha aggiunto: "Visto che abbiamo da riprendere un grande piano di opere pubbliche, avendo un nostro commissario possiamo lavorare meglio". E il terreno sarà anche stato scivoloso, omosessualità e affini (gli interlocutori in studio ammiccavano), ma lui non se n'è preoccupato. Quando si dice sintonizzarsi con gli "umori profondi del Paese". Franco Grillini s'è indignato: "Pensare a un Tajani che si occupa di omosessualità in effetti fa venire i brividi, per cui è stato meglio, molto meglio che Barroso gli abbia cambiato incarico". Barbara Pollastrini e Paola Concia si sono risentite. Certo vedendo le parole "Berlusconi", "omosessualità", "Europa" insieme nelle agenzie, in molti devono aver ripensato a celebri disavventure del Cavaliere - come il "kapò" dato al presidente del gruppo socialista, il tedesco Martin Schulz; o a quando, autunno 2004, Rocco Buttiglione si presentava all'europarlamento come commissario alla giustizia in pectore e svolse un ragionamento in cinque lingue che - avrebbe spiegato dopo - era kantiano: "Come cattolico considero l'omosessualità un peccato, ma non un crimine. La mia è una posizione morale che non incide sui diritti che devono essere riconosciuti a tutti". Scoppiò un caso. L'Europa bocciò l'aspirante professore commissario, l'evento fu commentato con allocuzioni diverse. Tremaglia: "Purtroppo Buttiglione ha perso. Povera Europa, i culattoni sono in maggioranza". Castelli, allora Guardasigilli: "Ironia della sorte la Commissione si chiama "Gai" (Giustizia, affari interni)". Tante volte l'omosessualità ha dato spunto ai leghisti, il ministro Calderoli, che ha variamente esternato sul tema, un giorno fece una battaglia contro il giudice che aveva consentito a un senegalese di restare a Torino perché, gay dichiarato, avrebbe rischiato grosso nel suo Paese. "Ormai - disse Calderoli - qui a Torino basta dire che sei un culattone e anche se sei clandestino non vieni più espulso". Ciò non toglie che l'ex An abbia fatto un percorso per eliminare ogni traccia di omofobia; che Francesco Storace ormai da tempo smentisca di aver mai risposto "ah frocio!" alla richiesta "di' qualcosa di destra"; e che donna Assunta Almirante abbia dettato la linea: "I gay hanno tanto più buon gusto di tanti cafoni eterosessuali". A Monza, un paio di mesi fa, il Cavaliere disse davanti a tanti fan "le donne hanno quell'intuito tipicamente femminile che non hanno gli uomini e nemmeno i gay". Poi precisò: "Ma i gay sono tutti dall'altra parte...". Non è del tutto vero, come certamente saprà; ma non avendo quella delega, il centrodestra almeno in Europa non dovrà occuparsene.

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