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DOSSIER “FOCUS SULLA LEGA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL 2 e 3 maggio 2008       #TOP



Report "Nord"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Nord (148)


Indice degli articoli

Sezione principale: Nord

PROGRAMMA SALE ORE 11,30 LA PAGODA - Presentazione del libro Ponti oltre, a cura di Edizioni ( da "Stampa, La" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

<Città di Milano>, regina della vela <Ma dal Comune neanche un euro> ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

De Mita: un errore per i cattolici entrare nel Pd ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Tra Quirinale e Pdl un clima di rispetto e tregua istituzionale ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Berlusconi: i ministri? Doloroso dire tanti no ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Bossi fa uno show Dall'ironia su Casini all'invito a D'Alema ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Bindi: apprezzo Fini, da lui parole non scontate ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Il regista: io con il Pdl Detesto Moretti che cosa ha più di me? ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Scalfaro: Fini, caduta di stile continuare a negare i fatti ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

E Gianfranco alla fine pianse: giusta la mia intuizione del '93 ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Da Maroni al Senatur Galà leghista per Carnera ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Calabria, ucciso imprenditore ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Bombe, spari e veleni: partita la nuova offensiva ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Film e programmi ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

I fucili di Bossi e i gemelli polacchi ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Il forum di oggi ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Il ritorno di Fruscio Spunta l'opzione Authority ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Telefonica, missione Italia per Zaplana ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

A2A prende Aspem e punta su Como e Monza ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-01 num: - pag: 37 Sotto la lente... ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

In pole position ( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

CAFFE' CHINESE. Al Caffè Chinese, via Santa Chiara 8/b, venerdì 2 maggio, ore 21, pre ( da "Stampa, La" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Un primo maggio migrante ( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Cinque lezioni ( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Erano portaborse, sono onorevoli ( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Cantieri sociali ( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Cina, un reporter scopre la fabbrica dei baby-schiavi ( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Bossi e Caruso, sfida a chi la spara più grossa ( da "Tempo, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Oltre cinquecento professionisti da 5 continenti per l'area B2B ( da "Stampa, La" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Caserta, ucciso il padre di un boss pentito ( da "Giornale.it, Il" del 02-05-2008)
Argomenti: La Lega

Le Figaro ha scoperto che il Papa è anziano ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

"Io, povero successore di Pietro" ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Magri e Minzolini ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

LA POLITICA I GIOVANI E IL PASSO DELL'ALPINO ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Politico e imprenditore ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

La libia attacca calderoli "guai se farà il ministro" ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Diplomazie in allarme fra tripoli e roma sull'islam primo scoglio per berlusconi - vincenzo nigro ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

La libia contro calderoli "una catastrofe se fa il ministro" - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

ROMA - Archiviata l'elezione dei presidenti delle Camere, restano da sciogliere gli ultimi nodi sull... ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Destra snob e populista - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Saluti romani e fucili lumbard - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Continua l'ostruzionismo in regione bloccato oltre un miliardo di pagamenti - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Cinisi celebra il trentennale di impastato ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

In manette il cognato del boss sarno ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Si divide il clan dei casalesi è in crisi uno dei 4 "padrini" - antonio corbo ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Agguato di camorra il padre del pentito ucciso come un boss - irene de arcangelis ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

"sono dei buffoni, conigli, vigliacchi" ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Martino e jarrett i due "omaggi" ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

In carcere i pizzini del clan strisciuglio - gabriella de matteis ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

La Libia minaccia catastrofi ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Galli Per l'Appunto ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del A A2A45732,362,35-0,68-23,6698702,203,120,07007399,92 Acea2437812,59... ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Segue dalla Prima P erché quale federalismo possiamo stancamente contrapporre a quello &# ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Gheddafi jr: relazioni a rischio tra i due paesi Il leghista: decide soltanto il Cavaliere La telefonata di Maroni: la Lega è con te ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Il Guardian : torna il passato più buio? ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

La Libia: una catastrofe Calderoli ministro Tripoli ricorda gli scontri per la maglietta anti-Islam. Montezemolo a Berlusconi: diffonderò il made in Italy ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

FARE piazza pulita degli infami . Eliminarli tutti, loro e i loro parenti. È que ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Il Concertone italiano è come un rock. E canta i morti sul lavoro Da Elio alle voci dal sud a Pelù che rimpiange Berlinguer alla sorpresa del jazz: ottima l'edizione musicale 2008 ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Il successo ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

(segue dalla copertina) dal nostro corrispondente ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Casal di principe, vendetta dei clan ucciso il padre di un pentito - irene de arcangelis ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Anche Gheddafi ci mette il becco <Non fate ministro Calderoli> ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Pera o Vito per la Giustizia. E spunta Ronchi ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Mantovano: <Ora basta Ripuliamo il Codice e puniamo certi giudici> ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

CAMPOBASSO Il no all'eolico potrebbe essere frutto di ( da "Tempo, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Sesso, droga e politica i giovani leoni "Tory" ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Perfidamente Alemanno ( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Una città chiusa su di sé ( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Anticipazioni ( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Parabole ( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Editto bulgaro di Petruccioli ( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

<No a Calderoli ministro> La Libia minaccia l'Italia ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Calderoli ministro? reazioni catastrofiche ( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Rock a tutta birra per le morti bianche ( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Libia, altolà sul futuro governo <Catastrofi se ci sarà Calderoli> ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

<I boss sono solo buffoni> La dinasty dei collaboratori ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Gomorra ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Dieci anni di carcere, arrestato a Ostia il boss della droga ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Settecento chili di hashish nascosti nei panetti di burro ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Ostia, in manette il boss del Litorale ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

I cori vincono sulle magliette <La musica non ha padroni> ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

La masseria ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Fini e signora ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Congiure e veleni: ecco chi tramò per uccidere i Medici ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

ROMA- Una vendetta trasversale ha colpito una delle famiglie più potenti del clan dei casal ( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

CASERTA - Tredici colpi per il padre di un pentito eccellente. Scatta a Castelvolturno, nel cuore de ( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Dal nostro inviato REGGIO CALABRIA - La città è ferma, rasseg ( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Ma la sinistra, quella della gente, non è morta Ponte sullo Stretto, e la mafia ringrazia... Alemanno sindaco di tutti. Anche degli atei? ( da "Liberazione" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Dopo la sconfitta ancora riflessioni per capire fino in fondo ( da "Liberazione" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Sì, la sua pensione è al sicuro, ma sulle minime il governo manterrà la promessa dei 1000 euro al mese? Non credo, perché ( da "Liberazione" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

ROMA Le rivoluzioni non vanno più di moda, per fortuna. Ma i cambiamenti di ( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

ROMA - La composizione del puzzle del governo, al quale anche ieri Silvio Berlusconi si è dedic ( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Ministri, Pera o Vito per la Giustizia ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

"No a Calderoli ministro" La minaccia della Libia ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Da Franco Freda alla Lega Nord: un fascista in camicia verde ( da "Liberazione" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Croupier a St.Vincent Aumenti solo rinviati ( da "Liberazione" del 03-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: La Lega

E' ora di discussione a sinistra Anche in Emilia Romagna ( da "Liberazione" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Bonino e la Val Bormida "Progetti, tempi lunghi" ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

La vignetta della discordia ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio è a 117 mila euro ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Anche D Alema lo cerca: <Umberto ricordati di noi> ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Borghezio: solo noi protestammo al Parlamento Ue ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Redditi on line, Visco denunciato ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

La Rai accusa Santoro per Grillo ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

RIMETTERE LE FRONTIERE PER TUTELARE I CITTADINI ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

<Stupratore libero, intervenga Napolitano> ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

BOSSI: <LA GENTE E STANCA VUOLE CAMBIARE IL PAESE> ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Ora le Camere approvino subito le norme contro quest immigrazione priva di controlli ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Cota: <Cambiare davvero o il Paese va a rotoli> ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Lettera di un romano: Senatur, siamo al suo fianco ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Delirio libico contro Calderoli ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Targate Lega le basi del vero cambiamento ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Fini alla presidenza dice sì al Federalismo ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Bossi ospite dello Yacht Club Como ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

<Solo la Lega difende la comunità> ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Lega soddisfatta: territorio e cittadini sono in primo piano ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Sono già quasi 650 le proposte di legge presentate ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

<C è tutto per fare bene in questi anni> ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Adesso ritornano i valori della terra ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

<Ora basta, reagiremo> ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Batelada: primo maggio in verde ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Se Fantozzi-Villaggio attacca la Lega ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

<Il Governo metta subito mano all Irap> ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Sbarchi in massa, ultimo regalo di Prodi ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Seganti e Violino assessori in Friuli ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

La sinistra che farnetica ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Alla Lega il peso che tanto merita ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

La Parola ai lettori ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Anche i romani vogliono cambiare ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

La scorretteza e la ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Calcio: Padania / Tibet (-6): come arrivare allo stadio ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

CARNERA TRIONFA ANCHE A VILLA ERBA ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Apre nuova sezione a Fara Novarese ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

<I controlli potenziati siano il punto di partenza per la sicurezza a Modena> ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

E se il prossimo sindaco di Bologna fosse della Lega? ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

San Salvario, il Carroccio cresce e dà fastidio: ennesimo attacco di vandali alla sede torinese ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Civis di Bologna, la Lega ribadisce il no ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Bilancio 2008, la Bresso dimentica il federalismo ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Clandestino violenta 14enne: libero ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Referendum contro la moschea Padova invasa dai banchetti ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

In rete il sito di Bottacin: <Un occasione in più di dialogo con la gente> ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Padova, la moschea s allarga ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Cittadella della Lega, una festa con i botti ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Quanto è difficile insegnare a quei bimbi ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

Corso per volontari contro il crimine ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega

"Si perde troppo tempo nel realizzare i progetti" ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: La Lega


Articoli

PROGRAMMA SALE ORE 11,30 LA PAGODA - Presentazione del libro Ponti oltre, a cura di Edizioni (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

PROGRAMMA SALE ORE 11,30 LA PAGODA - Presentazione del libro Ponti oltre,.a cura di Edizioni Il Capitello e Scuola Toscanini di Torino. Intervengono: Aldo Castellano, Mario Dino, Vincenzo Jacomuzzi, Gogliardo Palazzi, Vanna Piardi, Luisa Vinciguerra ORE 12 SALA ROSSA - Sonderkommando. Incontro con Shlomo Venezia, a cura di Rizzoli - RCS Libri e Fiera del libro. Intervengono: Furio Colombo e Nicola Tranfaglia ORE 12 ARENA PIEMONTE - Concorso Letterario Lingua Madre. Racconti e ricette, a cura di Regione Piemonte e Fiera del libro. Intervengono: Silvia Ceriani, Lilia Zaouali e gli studenti dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Introduce: Daniela Finocchi. Letture: Carmen Seia ORE 12,30 SALA AZZURRA - Incontro con Abraham B. Yehoshua, a cura della Fiera del libro in collaborazione con Giulio Einaudi Editore. Intervengono: Elena Loewenthal e Alessandro Piperno. Accesso con biglietto gratuito Green Point (ingresso pad. 3) ORE 13,30 SALA BLU - Forum degli studi classici: un passato o un futuro? Nuove modalità di insegnare il classico, nuovi paradigmi per la formazione dei docenti, a cura di Ministero della Pubblica Istruzione - Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici - Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e Università degli Studi di Torino. Intervengono: Maurizio Bettini, Pier Luigi Cuzzolin, Luciano Favini, Gian Franco Gianotti, Maria Pace Pieri, Anna Rampioni Giordano, Sergio Roda, Laura Sciolla. Coordina: Ugo Cardinale. Introduce: Francesco De Sanctis ORE 14 CAFFÈ PEDROCCHI - Premio Cesare Pavese, a cura di Premio Grinzane Cavour e La Stampa. Intervengono: Roberto Bellato, Lorenzo Mondo, Alberto Sinigaglia, Giuliano Soria ORE 14 LA PAGODA - 1848 -1948. Un secolo, due primavere. Ebrei italiani dall'emancipazione al ritorno alla vita dopo la Shoah, a cura della Comunità ebraica di Torino in collaborazione con l'Archivio Terracini. Intervengono: Giulio Disegni, Gady Luzzatto, Guido Neppi Modona, Stella Rollandi. Coordina: Fabio Levi ORE 14 ARENA PIEMONTE - Lingua Madre. Reading poeta marocchino Muhammad Lamsuni, a cura di Regione Piemonte e Fiera del libro. Con Younis Tawfik ORE 14,30 SALA AZZURRA - A che punto è l'Italia nella cultura?, a cura del Comitato Italia 150. Intervengono: Stefano Boeri, Cristiano Godano, Tom Kington, Alessandra Mottola Molfino, Domenico Procacci. Coordina: Armando Massarenti ORE 15 SALA ROSSA - Vita quotidiana in Israele e Palestina, a cura della Fiera del libro. Intervengono: Renato Coen, Federica De Sanctis, Gianluca Solera, Ugo Tramballi ORE 15 SALA BLU - Scrittori dal mondo. Incontro con Arno Geiger, a cura di Bompiani - RCS Libri. Intervengono: Luigi Forte e Franz Haas ORE 15 CAFFÈ PEDROCCHi - 1868. Antonio Carpenè del Prosecco spumante e di altre invenzioni. Presentazione del libro di Maurizio Giusto editore, a cura del Caffè Pedrocchi. Con: Simonetta Bartolini e Marzia Morganti ORE 15 ARENA PIEMONTE - Lingua Madre. Dalla Libia, Ibrahim al Faqih, a cura di Regione Piemonte e Fiera del libro. Interviene: Amara Lakhous ORE 15,30 SALA GIALLA Storia dello Stato d'Israele attraverso i filmati d'epoca. Dagli Steven Spielberg Film Archives, a cura di Israele 60. Interviene: Marco Paganoni ORE 15,30 LA PAGODA - Incontro con Sergio Pent, a cura di Rizzoli - RCS Libri. Con Giuseppe Lupo ORE 16 SALA AZZURRA - Bilal. Viaggio nel mercato dei nuovi schiavi. Incontro con Fabrizio Gatti, a cura di Rizzoli - RCS Libri. Interviene: don Andrea Gallo ORE 16 SALA BLU - Energia ed economia oltre i luoghi comuni. Presentazione dei libri. Con tutta l'energia possibile di Leonardo Maugeri ed Economia in pillole di Franco Becchis, a cura di Sperling&Kupfer. Con gli autori interviene Piero Bianucci ORE 16 CAFFÈ PEDROCCHI - La chiave di Cogne. L'arma del delitto. Presentazione del libro di Valeria Magrin e Fabiana Muceli. A cura di Cavallo di Ferro. Con le autrici interviene Marco Neirotti ORE 16 ARENA PIEMONTE - Lingua Madre. Esta e Harona Harel in concerto, a cura di Regione Piemonte e Fiera del libro, in collaborazione con Folk Club ORE 16,30 SALA ROSSA - Audiolibro mon amour. Nuove frontiere dell'editoria, a cura dell'Associazione Editori Audiolibri. Intervengono: Giuseppe Culicchia, Grazia Mandruzzato, Luigi Marangoni, Marina Massironi, Giancarlo Previati, David Riondino, Tiziano Scarpa, Massimo Villa, Andrea Vitali. Coordina: Bruno Gambarotta ORE 16,30 LA PAGODA - Dall'autore al lettore. Come nasce un libro. In occasione della pubblicazione de I mestieri del libro di Oliviero Ponte di Pino, a cura di TEA. Con l'autore intervengono Mario Baudino, Marina Gersony, Stefano Salis ORE 17 SALA AZZURRA - Scrittori di Israele: Aharon Appelfeld, a cura di Guanda e Fiera del libro. Intervengono: Eraldo Affinati e Stas Gawronski ORE 17 SALA BLU - Scrittrici d'Israele. Incontro con Avirama Golan, Zeruya Shalev e Sara Shilo, a cura della Fiera del Libro. Conduce: Chiara Gamberale ORE 17 CAFFÈ PEDROCCHi - Un'ora con. Paolo Colagrande, a cura di Alet. Intervengono: Piergiorgio Bellocchio, Giuseppe Leonelli, Nico Orengo. Coordina: Gian Paolo Serino ORE 17 ARENA PIEMONTE - Lingua Madre. Dalla Bulgaria, Georgi Gospodinov, a cura di Regione Piemonte e Fiera del libro. Interviene: Giuseppe Dell'Agata ORE 17,30 SALA GIALLA - Il bello della cucina. Storie, memorie, emozioni, con Luciana Littizzetto, a cura di Blu Edizioni. Intervengono: Allan Bay, Bruno Gambarotta, Beppe Tosco e altri ospiti. Conduce Stefania Bertola. Accesso con biglietto gratuito Green Point (ingresso pad. 3) ORE 18 SALA ROSSA - La voce della Costituzione. 60 anni tuttidunfiato. Lettura-Spettacolo della Costituzione Italiana, a cura di Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e Circolo dei Lettori ORE 18 CAFFÈ PEDROCCHI - La via di Paolo e Giovanni. Presentazione del volume di David Riondino e Sergio Valzania, a cura di Editrice CadaseiLibri. Intervengono gli autori ORE 18 LA PAGODA - Le metamorfosi di Israele. Presentazione del libro di Vittorio Dan Segre, a cura di UTET. Con l'autore intervengono Khaled Fouad Allam e Elena Loewenthal ORE 18,30 SALA AZZURRA - Debuttanti. Che cosa significa esordire oggi. Esperienze e consigli, a cura della Fiera del libro. Intervengono: Antonella Del Giudice, Fabio Geda, Paolo Giordano, Davide Longo, Massimiliano Virgilio con Marco Vigevani (agente letterario) e Antonio Franchini (editor). Conduce: Lea Iandiorio ORE 18,30 ARENA PIEMONTE - Lingua Madre. Dall'India, Nirpal Dhaliwal, a cura di Regione Piemonte e Fiera del libro. Con: Marina Gersony ORE 19 SALA ROSSA - La buona volontà fa "la pace". Presentazione del libro di Ernesto Olivero "Sogno che fra cent'anni" a cura di Effatà Editrice. Con l'autore intervengono Sandro Calvani, Gianpaolo Crepaldi, Massimo D'Alema, Gian Mario Ricciardi. Accesso con biglietto gratuito Green Point (ingresso pad. 3) ORE 19 SALA BLU - La Bibbia aveva ragione. Viaggio archeologico nella storia d'Israele. Incontro con Dan Bahat, a cura di Israele 60 ORE 19 CAFFÈ PEDROCCHI - Tinto Brass presenta il romanzo di Francesca Ferrando Belle anime porche, a cura di Kowalski. Interviene l'autrice ORE 19 LA PAGODA - Slow Travel. Incontro con Gaia De Pascale, a cura di Ponte alle Grazie. Con: Marco Aime e Antonella Parigi ORE 20 SALA GIALLA - Radio Derwish e Orchestra di Nazaret in concerto, a cura della Fiera del libro, in collaborazione con Festival delle Nazioni Città di Castello. Accesso con biglietto gratuito Green Point (ingresso pad. 3) ORE 20 SALA AZZURRA - Uno spettacolo offerto dal Credito Piemontese. Lo specchio di Borges di e con Massimiliano Finazzer Flory. Musiche da Astor Piazzolla con il Quintetto Neofonia Ensemble ORE 20 SALA BLU - La bellezza della parola nel nostro tempo. La nuova traduzione della Bibbia CEI. Conferenza di mons. Giuseppe Betori, a cura dell'Associazione Sant'Anselmo - Progetto Culturale CEI in collaborazione con la Fiera del libro. Con: card. Severino Poletto e Giuliano Vigini ORE 20 CAFFÈ PEDROCCHI - La bellezza aggredita, a cura di Giudizio Universale. Intervengono: Manuela Dviri, Alda Merini, Annamaria Testa. Coordina: Remo Bassetti ORE 20 LA PAGODA - Gdb. Giulio De Benedetti. Il potere e il fascino del giornalismo. Presentazione del libro di Alberto Papuzzi e Annalisa Magone, a cura di Donzelli Editore. Con gli autori intervengono Lucia Annunziata, Giulio Anselmi, Valerio Castronovo, Massimo Gramellini. Coordina Alberto Sinigaglia. ORE 20 ARENA PIEMONTE - Lingua Madre. Poeti e narratori georgiani, a cura di Regione Piemonte e Fiera del libro. Con: Levan Beridze, Emzar Kvitaishvili, Lia Sturua, Besik Xaranauli. Introduce e coordina: Luigi Magarotto ORE 20,30 SALA ROSSA - Sublime. Viaggio fotografico e musicale attorno al mondo. Incontro - concerto con Michael Nyman, a cura di Volumina, Fiera del libro e Reggia di Venaria. Con: Domenico De Gaetano, Pwyll ap Sion, Alberto Vanelli. Accesso con biglietto gratuito Green Point (ingresso pad. 3) SPAZI INCONTRI ORE 10 SALA ARANCIO - Passioni e libertà. Libri su mafia, prostituzione e spiritualità, a cura di Interlinea. Con: Maria Adele Garavaglia, Paolo Pomati, Massimo Savastano. Coordina: Roberto Cicala ORE 10 BOOK DESIGN SPACE - Da strappo nasce cosa. Pezzi di carte che tramite la casualità diventano un mondo di forme e colori, a cura di Book Design Space. Con: Francesca Chessa. Workshop, necessaria la prenotazione ORE 10 SALA COPENAGHEN. AREA IBF - Pagine da film. Presentazione di libri come proposte per adattamenti cinematografici, a cura di EE.VV. Evento riservato agli operatori professionali ORE 11 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS A - Presentazione dei libri. "Comunicare l'identità" e "Il regno dei Fanes" di Brunamaria Dallago Veneri, a cura della Provincia Autonoma di Trento in collaborazione con la Provincia di Torino. Intervengono: Carmine Abate, Fabio Chiocchetti, Brunamaria Dallago Veneri, Valter Giuliano, Marco Viola, Fabio Visintini. Accompagnamento con musica ladina di Susy Rottonara ORE 11 SALA AVORIO - Sarebbebello. Premiazione del concorso letterario fotografico 2008, a cura di Cartman Edizioni in collaborazione con l'Associazione Discanti e Suggestioni. Intervengono: Cecilia Caprettini, Everaldo Da Silva, Pier Umberto Ferrero, Claudia Pintus, Liborio Termine, Alberto Tridente ORE 11,30 SALA ARANCIO - Evangelina Alciati 1883-1959. Chiara profonda intelligente pittura, a cura della Regione Piemonte. Intervengono: Gianni Oliva e Donatella Taverna ORE 12 SALA AVORIO - Fisco e scuola. Un progetto di educazione alla legalità con gli studenti, a cura dell'Agenzia delle Entrate. Intervengono: gli studenti degli istituti professionali "Galileo Ferraris" di Settimo Torinese e "Immaginazione e Lavoro" di Torino ORE 12,30 BOOK DESIGN SPACE - Concepts and ideas for commercial purposes, a cura di Book Design Space. Intervengono: Beppe Finessi e Martí Guixé ORE 13,30 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS A - Per molteplici sensi. Arte, percezione, significato. Presentazione del libro di Domenico Papa, a cura di Editrice Zona. Interviene l'autore ORE 14 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS B - L'acqua: dal Mar Morto al Lago di Tiberade, percorsi di vita e di guarigione. Incontro con Daniela Abravanel, a cura di Mamash Edizioni Ebraiche (l'editoria ebraica in italiano) ORE 14 SALA ARANCIO - La voce della Costituzione. 60 minuti per 60 anni. Articolo 34. La scuola è aperta a tutti, a cura di Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e Circolo dei Lettori. Intervengono: Gianni Oliva e Domenico Starnone ORE 14 SALA AVORIO - Palestina e Israele. Donne e Organizzazioni Internazionali insieme per il dialogo e la Pace. Le pubblicazioni del Forum Internazionale delle Donne del Mediterraneo a cura di Forum Internazionale delle Donne del Mediterraneo, Centro Unesco di Torino e Ipazia Unesco. Intervengono: Tullia Carettoni, Francesca Cima, Francesca Paci. Introduce: Maria Paola Azzario ORE 14 PIAZZA ITALIA - Palazzo di giustizia e umanità limitrofe, a cura di Paola Caramella editrice. Intervengono: Paolo Berti, Mario Napoli, Giampaolo Zancan ORE 14,30 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS A - Valcamonica - la civiltà delle pietre. Sito Unesco n. 94, a cura del Centro Camuno di Studi Preistorici. Con: Emmanuel Anati ORE 14,30 SPAZIO INCUBATORE - Prove d'impresa. Esperienze di incubazione, a cura del Settore Sviluppo Economico della Città di Torino. Con: Carlo Boccazzi, Egle Bolognesi, Elio Gaveglio, Filippo Provenzano, Gianni Rossetti ORE 15 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS B - Alla scoperta di Israele attraverso i pellegrinaggi dei patriarchi. Incontro con Rav Bekhor, a cura di Mamash Edizioni Ebraiche (l'editoria ebraica in italiano) ORE 15 SALA ARANCIO - La voce della Costituzione. 60 minuti per 60 anni. Articolo 1. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, a cura di Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e Circolo dei Lettori. Intervengono: Andrea Bajani e Federico Platania ORE 15 PIAZZA ITALIA - Infolib per la gestione dei progetti e della preventivazione editoriale, a cura di Alcor Sistemi. Intervengono: Alberto Bertini e Massimo Sisti ORE 15,30 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS A - La nuova linea editoriale delle Edizioni Joker, a cura di Edizione Joker. Segue reding di poesia ORE 15,30 SPAZIO ANTIQUARI - Il Design in Italia attraverso i libri e le riviste, a cura de L'Arengario Studio Bibliografico. Interviene: Bruno Tonini ORE 16 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS B - L'altro in me. Immigrazione e dono del sangue fra culture, pratiche e identità, a cura di AVIS Nazionale e Osservatorio per la cultura del dono del sangue. Con la curatrice Annamaria Fantauzzi intervengono Stefano Molina, Fredo Olivero, Andrea Tieghi. Coordina: Francesco Remotti ORE 16 SALA ARANCIO - La voce della Costituzione. 60 minuti per 60 anni. Articolo 30. Diritti e doveri della famiglia, a cura di Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e Circolo dei Lettori. Con: Marilena Della Valle ORE 16 SALA AVORIO - Il caso imprimatur. Storia di un bestseller internazionale bandito in Italia. Presentazione del libro di Simone Berni, a cura di Biblohaus edizioni. Con l'autore intervengono Rita Monaldi, Simona Riela, Paolo Roversi, Francesco Sorti ORE 16 PIAZZA ITALIA - Il bibliomane. Commedia in cinque atti. Presentazione del libro di Alberto Nota, a cura del Consiglio Regionale del Piemonte. Interviene: Francesco Malaguzzi ORE 16,30 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS A - Edizioni Creativa al femminile, a cura di Edizioni Creativa. Intervengono: Fiorenza Aste, Sabrina Campolongo, Sara Cavarero, Maria Giovanna Luini, Stefania Lusetti ORE 16,30 SPAZIO INCUBATORE - Presentazione della Casa Editrice zero91, la storia, i libri, i traguardi, gli obiettivi, a cura di zero91. Intervengono: Giuseppe Castrovinci, Costantino Margiotta (amministratore unico) e Costantino Margiotta (responsabile contenuti) ORE 16,30 SALA COPENAGHEN. AREA IBF - Il cinema come opportunità di promozione del Piemonte Steve Della Casa incontra i produttori stranieri ospiti all'IBF, a cura della Film Commission Torino Piemonte. Evento riservato agli operatori professionali ORE 17 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS B - Festival Nazionale Luigi Pirandello 2008, a cura di Linguadoc. Intervengono: Alberto Barbera, Franco Curletto, Filippo Fonsatti, Davide Gariglio, Gianni Oliva, Franco Prono, Antonio Saitta, Carlo Simoni. Coordina: Giulio Graglia ORE 17 SALA AVORIO - Una madre paria gravosa: la letteratura ebraica nella Germania di oggi, a cura di Goethe-Institut. Interviene: Ellen Presser. Conduce: Chiara Sandrin ORE 17 BOOK DESIGN SPACE - In-formati. I libri sono oggetti. La forma dei libri va progettata, a cura di Book Design Space. Intervengono: Arnaldo Amlesu, Masayo Ave, Ian Noble. Coordina: Massimo Pitis ORE 17 PIAZZA ITALIA - La lunga notte delle farfalle, a cura di Paola Caramella editrice. Intervengono: Giuliana Cordero e Vittoria Grimaldi ORE 17,30 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS A - Ho soltanto chiuso gli occhi. Prevenzione dell'ictus, aiuto e recupero, a cura di Hasta Edizioni. Intervengono: Dario Giobbe, Margherita Fumero, Fabrizio Rizzolo ORE 17,30 SPAZIO ANTIQUARI - L'incisione originale. Introduzione alle tecniche, a cura di Ai Tre Torchi. Intervengono: Giulia Beccaria e Piera Luisolo ORE 17,30 SPAZIO INCUBATORE - Corpus Homini: il corpo all'uomo, a cura di Grrrzetic Editrice. Intervengono: Cristiano Baricelli, Silvana Ghersetti e Paolo Tedeschi ORE 18 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS B - Dai libri le ali della libertà. Dieci anni del polo universitario-carceri di Torino, a cura dell'Associazione Sant'Anselmo-Progetto Culturale CEI in collaborazione con Polo universitario della casa circondariale Lo Russo e Cutugno di Torino e Associazione Presidi del Libro Piemonte. Intervengono: Claudia Clementi, Luigi Morello, Maria Teresa Pichetto, con testimonianze di studenti-detenuti ORE 18 SALA AVORIO - La "formula magica" dell'economia israeliana: ricerca, competitività e innovazione. Una buona ricetta anche per l'Italia? Incontro con Dario Peirone. A cura di Israele 60 ORE 18,30 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS A - Orwell tra noi. In occasione della pubblicazione di Orwell tra noi di Christopher Hitchens, a cura di Libri Scheiwiller. Intervengono: Piergiorgio Bellocchio, Alfonso Berardinelli, Gianfranco Bosetti, Marco Revelli ORE 18,30 SPAZIO ANTIQUARI - Geographia. Presentazione dell'opera di Francesco Berlinghieri, a cura del Consiglio Regionale del Piemonte. Intervengono: Aurelio Aghemo, Roberto Di Carlo, Angelo Giaccaria ORE 18,30 SPAZIO INCUBATORE - La Signorina. Presentazione del libro di Ivo Andric, a cura di Livello 4. Interviene: Jasmina Tesanovic ORE 19 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS B - L'economia mondiale dall'anno 1 al 2030. Un profilo quantitativo e macroeconomico. Incontro con Angus Maddison, a cura delle Edizioni Pantarei. Con l'autore interviene Vittorio Valli ORE 19 SALA AVORIO - La catena di Santo Gnomo - Manteniamo la salma - Questo pazzo pazzo pazzo mondo animale. Presentazione dei libri umoristici di Pino Imperatore, a cura di Edizioni Cento Autori. Con l'autore intervengono Bruno Gambarotta e Aldo Putignano ORE 19 PIAZZA ITALIA - La via della sete, a cura dell'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro. Con: Stefano Moretto, Edo Passarella, Fabio Pozzo ORE 19,30 SPAZIO INCUBATORE - Il vero Codice da Vinci. Presentazione del libro di Vasile Droj, a cura di Edizioni Universologia. Interviene l'autore ORE 19,30 BOOK DESIGN SPACE - Space Morphing. Migliore+Servetto temporary architecture, a cura di Book Design Space in collaborazione con 5 Continents.. Con: Eric Ghysels, Ico Migliore, Mara Servetto ORE 20 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS A - Il mondo nel ventre del bambino. Progetto dedicato all'Anno del Dialogo interculturale, a cura di Il Mutamento- Zona Castalia e Teatro delle Selve. Intervengono: Giuliano V. Amato, Angela La Rotella, Gianpiero Leo. A seguire la lettura dello spettacolo "Nel ventre del bambino" con Franco Acquaviva e Eliana Amato Cantone ORE 20 SPAZIO AUTORI CALLIGARIS B - Esercito e Diritti Civili: il caso Tzahal, a cura di Israele 60. Intervengono: Francesca Paci, Angelo Pezzana, Daniele Scalise ORE 20 SALA AVORIO - L'oro bianco e il suo mistero. Presentazione del libro di Anna Cremonte Pastorello di Cornour, a cura di Immagine per il Piemonte - Alzani. Con l'autrice intervengono Vittorio G. Cardinali e Roberto Minarini ORE 21 PIAZZA ITALIA - Non è tempo di eroi. Il cinema di Johnnie To, Fabio Zanello e Matteo di Giulio, a cura dell'Associazione culturale Il Foglio. Con: Andrea Fontana, Davide Tarò, Fabio Zanello BOOKSTOCK-ARENA PADIGLIONE V ORE 10,30 SPAZIO ARENA - La sfida di raccontare Nord-est, Italia: un Paese Sud occidentale, a cura di Fiera del Libro. Incontro con Diego De Silva e Mattia Signorini. Coordina: Mao DALLE ORE 10,30 ALLE 21 STUDYINPIEMONTE - Biblioteca Internazionale - Videobooks, a cura di Regione Piemonte e Torino Youth Center in collaborazione con Fiera del libro DALLE 10,30 ALLE 14 STUDYINPIEMONTE - Living Library. Presentazione. Ciclo di presentazioni delle attività della Biblioteca Vivente, progetto riconosciuto dal Consiglio d'Europa quale strumento per la promozione del diritti umani. A cura di Torino Youth Center ORE 10,30 SPAZIO BOOK. DAI 10 ANNi - Il segreto delle tre caravelle, a cura di Arnoldo Mondadori Editore. Incontro con Daniela Morelli ORE 10,30 SPAZIO STOCK. DAGLI 11 ANNi - Sfide ragazzi: differente o indifferente? La squadra: emergenza in Ristanga, a cura di Editoriale scienza e Fiera del libro. Incontro con Vichi de Marchi ORE 11,30 SPAZIO ARENA. DAI 9 ANNI - La Costituzione in sette parole, a cura di Regione Piemonte e Fiera del Libro. Intervengono: Della Passarelli, Roberto Piumini, Teresa Buongiorno. Coordina: Roberto Denti ORE 12 SPAZIO BOOK - L'imbroglio del C.U.B.O. malefico, ovvero cosa si nasconde dentro alle nostre merendine?, a cura di EGA Editore. In collaborazione con Provincia di Torino. Intervengono: Marco Andreoli, Maria Carla Busca, Anna Cola, Luciano Proietti e le Guardie Ecologiche Volontarie della Provincia di Torino ORE 12 SPAZIO STOCK. 8-11 ANNI - Una sensazione forte, a cura di Comunità Ebraica di Torino. Incontro con Nava Semel. Presenta: Sarah Kaminski ORE 12,30 SPAZIO ARENA - Voci per Casa di Oz. Racconti per un anno, a cura di Casa Oz. Intervengono: Laura Curino, Roberto Lala, Carlo Ossola, Roberto Piumini, Younis Tawfik, Dario Voltolini ORE 13 SPAZIO BOOK. DAI 12 ANNI - Sfide ragazzi: domani, dentro o fuori? Alla fiduciosa scoperta del futuro, con la banda di Lunamoonda, a cura di Salani e Fiera del Libro. Incontro con Bruno Tognolini ORE 13 SPAZIO STOCK. DAGLI 8 ANNI - Quando Super Trippa cercò di conquistare la Terra. Attenzione il coperchio della sua astronave a pressione si sta aprendo e il viscido Supertrippa esce con la sua molle andatura, a cura di Gallucci editore. Incontro con Jerry Kramsky ORE 13,30 SPAZIO ARENA - La sfida di immaginare il futuro. Tra megalopoli, bidonville e vacanze spaziali,. a cura della Fiera del libro. Incontro con Fabio Zucchella e Bruce Sterling. Coordina: Paolo Verri ORE 14 SPAZIO BOOK. DA 7 ANNI - Gli animali della mia vita, a cura di Fatatrac. Incontro con Teresa Buongiorno ORE 14 SPAZIO STOCK. DAI 7 ANNI - Maremé, a cura di Fatatrac. Incontro con Bruno Tognolini e Antonella Abbatiello ORE 14,30 SPAZIO ARENA - Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi 10 anni dopo, a cura di Ministero della Pubblica Istruzione e Centro Alberto Manzi. Coordina Aldo Bruno. Intervengono Roberto Farnè, Gianni Minà, Vinicio Ongini, Massimo Pironi DALLE ORE 15 ALLE 18 STUDYINPIEMONTE - Speedbook. Appuntamento con un libro. Un faccia a faccia letterario di sette minuti per conoscersi attraverso un libro che ti ha fatto ridere, sognare, crescere, a cura di Torino Youth Center ORE 15 SPAZIO BOOK - Intorno al film "La Fille de Juge", a cura di Centre Culturel Français. Incontro con Clemence Boulouque ORE 15 SPAZIO STOCK. DAI 9 ANNI - Con Imhotep alla scoperta dell'antico Egitto, a cura di Lapis. Incontro con Nadia Vittori ORE 15,30 ARENA BOOKSTOCK - Identità e minoranze. Dibattito sui giovani nella società italiana di oggi: ebrei, musulmani, protestanti, a cura della Consulta Giovanile per il Pluralismo Religioso e Culturale, Unione giovani ebrei italiani, Giovani Mussulmani di Italia, Donne Arabe d'Italia, Federazione Giovanile Evangelica d'Italia. Presiede: Giovanna Melandri. Intervengono: Anas Breigheche, Massimiliano Coccia, Stefano D'Amore, Dounia Ettaib, Daniele Nahum e i Giovani della Consulta. Coordina: Vera Schiavazzi ORE 16 SPAZIO STOCK - Sms dagli studenti - Un messaggio di pace per i giovani del futuro, a cura di: Esercito Italiano - Regione Militare Nord - Ministero Pubblica Istruzione -Direzione Scolastica Regionale per il Piemonte. Intervengono: Franco Cravarezza, Francesco De Sanctis ORE 16,30 SPAZIO ARENA - Insegnanti e narratori. What else?, a cura di Ministero della Pubblica Istruzione e Ufficio Scolastico Regionale. Intervengono: Paola Mastrocola, Milena Agus, Silvia Mattia, Massimo Perotti ORE 16,30 SPAZIO BOOK - Tavola rotonda "Insegnanti insieme in Europa" presentazione de " La Casa degli Insegnanti e dell'Educazione lungo tutto l'arco della vita", a cura di La Casa degli Insegnanti. Con: Riccardo Barbero, Caterina Bocchino,Donatella Demo, Emilia Emanuele, Georges Gay, Claudia Testa Maddalena Zan. ORE 17 STUDYINPIEMONTE - In che epoca scriviamo e leggiamo oggi? I Incontro:Guardare la radio, ascoltare la tv. Gli studenti dialogano con Vic e Antonio Santangelo, a cura di Altera e Fiera del libro in collaborazione con Torino Youth Center ORE 17 SPAZIO STOCK - Bandiere, Stendardi ,Labari e Gagliardetti dei corpi militari dello Stato (1860-2007), a cura di Stato Maggiore dell'Esercito - Ufficio Storico incontro con Stefano Ales e Franco Dell'Uomo ORE 17,30 SPAZIO ARENA - Il rapporto tra attività antropica e ambiente: tra sensazionalismo e verità, a cura di Fondazione ENI Enrico Mattei. Intervengono: Viviano Domenici, Valter Maggi ORE 17,30 SPAZIO BOOK - Buone notizie dal pianeta giovani! Presentazione dei progetti realizzati dalle scuole del Piemonte, a cura di Forum del Volontariato, Sportello Scuola&Volontariato Regionale e Provinciale ORE 18,30 SPAZIO ARENA - Giovani e linguaggio: come internet e il cellulare stanno cambiando la comunicazione, a cura di: Vodafone Italia e Fiera del Libro. Con: Anna Berra, Ugo Volli, Alessandra C, Caterina Torcia. Coordina: Augusta Giovannoli ORE 19,30 STUDYINPIEMONTE - Torino Jazz Lab Jazz session a cura de Orchestra Laboratorio Permanente del Piemonte, a cura di Torino Youth Center in collaborazione con Musica 90 ORE 19,30 SPAZIO ARENA - La sfida di leggere "bene" Dante. "Carmelo Bene legge Dante", a cura di Caffè Pedrocchi - Laboratorio. Interviene: Rino Maenza ORE 20,30 SPAZIO ARENA - Concerto Scuole in musica 2008, a cura di Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte. Intervengono: Istituto di Istruzione superiore Des Ambrois di Oulx e scuola secondaria di I grado Nigra di Torino. Presentano: Francesco De Sanctis, Luigi Favro SPAZIO RAGAZZI - BOOKSTOK LABORATORI ORE 16,30-22 NURSERY LETTERARIA - Servizio di babysitting per i bambini da 5 a 12 anni che vogliono seguire le attività di laboratorio senza i loro genitori a cura dell'Arca di Noè. Laboratorio Illustrazione ORE 10,30 LABORATORIO NATI PER LEGGERE. 3-6 ANNI - Storie piccine: storie di tutti i colori, a cura di Laboratori di lettura Pinocchio, Le Masche, Villino Caprifoglio e dell'Atelier Elios di ITER. Laboratorio e letture per bambini dai 3 ai 6 anni ORE 10,30 LABORATORIO ILLUSTRAZIONE. 4-6 ANNI - Sfide bambini: buono o cattivo? Superconiglio Supereroe!, a cura di Babalibri e Fiera del Libro. Incontro con Stephanie Blake che racconta e illustra con i bambini le storie del suo Super coniglietto ORE 10,30 LABORATORIO D'ARTE. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Bru-lli&pupe,a cura di Anna Pironti. Dipartimento Educazione Castello di Rivoli - Museo d'arte Contemporanea. Il bru-llo nasce dalla mescola di brutto e bello. E le pupe? Laboratorio di serigrafia ORE 10,30 LABORATORIO MULTIMEDIA. 11-19 ANNI - Playbook. Alla ricerca del libro nascosto, a cura di Ars media. Alla ricerca dei libri nascosti e del tema che li lega fra loro, attraverso un percorso di 250 domande di cultura generale. Una vera caccia al tesoro letteraria in versione digitale ORE 10,30 LABORATORIO CINEMA. 7 - 10 ANNI - Bella voce brutta, a cura di O.D.S. (Operatori Doppiaggio e Spettacolo). Con: Patrizia Da Rold, Manuela Tamietti. Attraverso il gioco, la lettura interpretativa e le caratterizzazioni e grazie all'utilizzo di tecniche vocali attoriali si scopre il piacere di ascoltare e ascoltarsi in sfide interpretative, all'ultima parola! ORE 10,30 LABORATORIO SCRITTURA. 11-19 ANNi - Specchio, specchio delle mie brame.Mascherare la nostra identità attraverso i nuovi media, a cura di Scuola Holden. Intervengono: Gessica Franco Carlevero, Matteo Fresi e Umberto Ledda ORE 10,30 LABORATORIO VERDE. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Conoscere e giocare con l'energia, i trasporti, i rifiuti, l'acqua. "Che cosa posso fare io?" nella vita di tutti i giorni, a cura di Museo A come Ambiente. Laboratorio con exhibit interattivi e multimediali ORE 11,30 LABORATORIO CINEMA. 14-19 ANNI - Teenvision. Scrittori a confronto con le immagini dell'universo giovanile, a cura di Aiace, Sottodiciotto Filmfestival, Liceo Ariosto di Ferrara e Fiera del Libro. Eroi e antieroi. A partire dalla sua opera e da una selezione d'immagini, Paolo Colagrande dialogherà con il pubblico sulle rappresentazioni e l'immaginario dei giovani d'oggi, in riferimento al tema "inclusione/esclusione". Incontro con Paolo Colagrande. Conduce: Umberto Mosca con gli studenti del Liceo Ariosto ORE 12 LABORATORIO NATI PER LEGGERE. 3-6 ANNI - Storie piccine: storie di tutti i colori, a cura di Laboratori di lettura Pinocchio, Le Masche, Villino Caprifoglio e dell'Atelier Elios di ITER. Laboratorio e letture ORE 12 LABORATORIO ILLUSTRAZIONE. 6-9 ANNI - Sfide bambini: mi piace o non mi piace? Tanti cuori, tanti colori, a cura di Fiera del Libro. Incontro con Alessandro Sanna. Ad Alessandro Sanna piace giocare con i colori e con le forme: prende un cuore e lo trasforma in un gufo, in un gelato, in un papà forzuto. Come fa? Potrete scoprirlo disegnando insieme a lui ORE 12 LABORATORIO D'ARTE. 9-14 ANNI - Un libro al giorno... Nuova gente. Laboratorio fra letture, segni e colori,a cura dei Servizi Educativi e Didattici del Settore Musei e dei Musei di Nervi - Comune di Genova e dell'Associazione culturale Après la nuit. I personaggi del grande dipinto divisionista di Nomellini si animano per raccontare di un'età sospesa tra una dura vita quotidiana e il sogno di un mondo più giusto ORE 12 LABORATORIO MULTIMEDIA. 11-19 ANNI - Pavese: poesie, parole, e pesci parlanti, a cura di Alessandra Monda e Carla Palmieri. Testi presi nella Rete: esperienze di traduzioni di e da Cesare Pavese ORE 12 LABORATORIO SCRITTURA. 11-19 ANNI - Il bello del brutto. La caricatura, lo stravolgimento della realtà e l'esagerazione: strategie per la narrazione, a cura di Scuola Holden. Con: Gessica Franco Carlevero, Matteo Fresi e Umberto Ledda ORE 12 LABORATORIO BIBLIOTECHE. 6-19 ANNI - Lezione di buona scrittura: con pennino e calamaio come nella scuola di cento anni fa, a cura della Fondazione di Barolo con il Museo della Scuola e del Libro per l'infanzia ORE 12 LABORATORIO VERDE 9-12 ANNI - Sfide bambini: sapere o non sapere? Mini Darwin. L'evoluzione raccontata dai bambini, a cura di Editoriale scienza e Fiera del libro. Incontro con Simona Cerrato. C'è un arcipelago lontano, che si chiama Galapagos. Lì è andato un tempo uno scienziato, che si chiamava Darwin, lì sono andati, tanti anni dopo, un gruppo di ragazzi. Simona Cerrato racconta la storia del loro viaggio e del loro incontro con la natura delle Galapagos e con Charles Darwin ORE 13,30 LABORATORIO NATI PER LEGGERE. 3-6 ANNI - Storie piccine: storie di tutti i colori, a cura di laboratori di lettura Pinocchio, Le Masche, Villino Caprifoglio e dell'Atelier Elios di ITER. Laboratorio e letture ORE 13,30 LABORATORIO ILLUSTRAZIONE. 4-6 ANNI - Sfide bambini: grande o piccolo? Caccapupù!, a cura di Babalibri e Fiera del Libro. Incontro con Stephanie Blake ORE 13,30 LABORATORIO D'ARTE. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Mostruooooosamente bello!, a cura di Anna Pironti. Dipartimento Educazione Castello di Rivoli - Museo d'arte Contemporanea. Giochi attorno alla fisiognomica ORE 13,30 LABORATORIO MULTIMEDIA. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Navig@ndo tra energia e ambiente, a cura di Fondazione Eni Enrico Mattei. Laboratorio multimediale per esplorare l'ambiente e le risorse energetiche attraverso giochi, interviste e video ORE 13,30 LABORATORIO CINEMA. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - L'analisi del movimento, a cura di Museo Nazionale del Cinema. Laboratorio di cronofotografia rivista in chiave moderna ORE 13,30 LABORATORIO SCRITTURA. 10-12 ANNI - Dal romanzo al fumetto, a cura di Topolino. Come trasformare un romanzo famoso in una storia a fumetti interpretata dai personaggi Disney. Con: Valentina de Poli, Gabriella Valera, Aldo Carrier Ragazzi, Fausto Vitaliano, Gianluca Panniello e Paolo Mottura ORE 13,30 LABORATORIO BIBLIOTECHE. 6-11 ANNI - La pace è bella Fiabe, giochi e un cartone animato sulla pace, a cura di Emergency ORE 13,30 LABORATORIO VERDE. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Conoscere e giocare con l'energia, i trasporti, i rifiuti, l'acqua. "Che cosa posso fare io?" nella vita di tutti i giorni, a cura di Museo A come Ambiente. Laboratorio con exhibit interattivi e multimediali ORE 15 LABORATORIO NATI PER LEGGERE. 0-3 ANNI - Storie piccine: Ti regalo una storia, a cura di laboratori di lettura Pinocchio, Le Masche, Villino Caprifoglio e dell'Atelier Elios di ITER. Laboratorio per bimbi e bimbe fino ai 36 mesi con mamme e papà ORE 15 LABORATORIO ILLUSTRAZIONE. 6-9 ANNI - Sfide bambini: ci riesco o non ci riesco? Pitture in mostra, a cura di Fiera del Libro. Incontro con Alessandro Sanna ORE 15 LABORATORIO D'ARTE. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Siamo e non siamo, a cura di Mario Petriccione, Dipartimento Educativo Fondazione Merz Torino. "I miei disegni sono scritture, le scritture sono trasportabili trasformabili in oggetti che a loro volta si dilatano o si restringono come la scrittura il pensiero o la psiche comandano di fare" (M. Merz). Laboratorio di costruzione ORE 15 LABORATORIO MULTIMEDIA. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Geronimo! Crea il tuo fumetto, a cura di Ars media. Un facile programma per creare velocemente strisce di fumetti. Unico requisito: la fantasia e la voglia di giocare ORE 15 LABORATORIO CINEMA. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - L'immagine in rilievo, a cura di Museo Nazionale del Cinema. Laboratorio di fotografia stereoscopica DALLE ORE 15 ALLE 16,30 LABORATORIO SCRITTURA. 16-18 ANNI - Il quotidiano Vivere e scrivere poesie, a cura di Torino Poesia. Laboratorio di poesia. Incontro con Tiziano Fratus ORE 15 LABORATORIO BIBLIOTECA. 11-19 ANNI - Dedicata a oggi. Esperimenti di poesia dorsale: una competizione di creatività a tema, a cura di Fiera del Libro e Antonella Ottolina, Ivano Belloni e Chiara Corio ORE 15 LABORATORIO VERDE. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Conoscere e giocare con l'energia, i trasporti, i rifiuti, l'acqua. "Che cosa posso fare io?" nella vita di tutti i giorni, a cura di Museo A come Ambiente. Laboratorio con exhibit interattivi e multimediali DALLE ORE 16,30 ALLE 18 LABORATORIO NATI PER LEGGERE. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Storie piccine: Storie da ascoltare a bocca aperta, a cura di laboratori di lettura Pinocchio, Le Masche, Villino Caprifoglio e dell'Atelier Elios di ITER. Letture per tutti i bambini presenti in Fiera ORE 16,30 LABORATORIO D'ARTE. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Siamo e non siamo, a cura di Mario Petriccione, Dipartimento Educativo Fondazione Merz Torino. Laboratorio di costruzione DALLE ORE 16,30 ALLE 19,30 LABORATORIO MULTIMEDIA. 11-19 ANNI - Memory. Esercizi di memoria nella Torino letteraria, a cura di Ars media. La letteratura in uno stimolante videogame, per scoprire gli autori presenti a Torino nel corso dei secoli DALLE ORE 16,30 ALLE 19 LABORATORIO CINEMA. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Ritratti, a cura di Museo Nazionale del Cinema. Esperimenti di anamorfosi e cronofotografia ORE 16,30 LABORATORIO SCRITTURA. 10-12 ANNI - Dal romanzo al fumetto, a cura di Topolino. Intervengono: Valentina de Poli, Gabriella Valera, Aldo Carrier Ragazzi, Fausto Vitaliano, Gianluca Panniello e Paolo Mottura ORE 16,30 LABORATORIO BIBLIOTECA. 11-14 ANNI - Facciamo la pace. Letture, giochi e un filmato sulla guerra in Iraq, a cura di Emergency ORE 16,30 LABORATORIO VERDE. TUTTE LE fASCE DI ETÀ - Conoscere e giocare con l'energia, i trasporti, i rifiuti, l'acqua. "Che cosa posso fare io?" nella vita di tutti i giorni, a cura di Museo A come Ambiente. Laboratorio con exhibit interattivi e multimediali ORE 17,30 LABORATORIO D'ARTE. DAI 6 ANNI - Bellezze al bagno, a cura di Anna Pironti, Dipartimento Educazione Castello di Rivoli - Museo d'arte Contemporanea. In quanti modi puoi immaginare un'icona in costume? DALLE ORE 17,30 ALLE 19,30 LABORATORIO BIBLIOTECA - Libri al traguardo: i finalisti del Premio Città di Torino "Crescere con i libri", a cura delle Biblioteche Civiche Torinesi Letture ORE 18,30 LABORATORIO D'ARTE. TUTTE LE FASCE DI ETÀ - Belli da mangiare, a cura di Anna Pironti, Dipartimento Educazione Castello di Rivoli - Museo d'arte Contemporanea. Cibi morbidi - belli da mangiare - ma solo con gli occhi ORE 18,30 LABORATORIO SCRITTURA. 11-19 ANNI - Sfide. Comicità e autoironia: mezzi per sdrammatizzare e ridimensionare le proprie paure, a cura di Scuola Holden. Intervengono: Gessica Franco Carlevero, Matteo Fresi e Umberto Ledda LIBRO E CIOCCOLATO. L'ANGOLO DEI SENSI ORE 17,30 LIBRO E CIOCCOLATO. L'ANGOLO DEI SENSI a cura di Città di Torino - Assessorato al Turismo e Commercio, Fiera del Libro, UniCredit Banca, Martini & Rossi, Odilla Chocolat, Pfatisch - Torino capitale del cioccolato: le sue eccellenze artigiane fra tradizione e innovazione. Intervengono: Alessandro Altamura, Rolando Picchioni, Elio Raschi, Catterina Seia Marocco, Barbara Herlitzka, Gabriele Maiolani, Marco Ferraris, Federico Castelletti ORE 18,30 - MARTINI E CINEMA a cura di Martini & Rossi e Fiera del Libro. Un viaggio nel mito del drink più bevuto nei film americani. E non solo. Letture di Paolo Giangrasso e Irene Ivaldi. Accompagnamento musicale: Gianni Dinitto duo. Coordina: Luca Scarlini TERRAZZA PIEMONTE ORE 10 TERRAZZA PIEMONTE - Città e religioni per la pace, a cura di Settore Cooperazione Internazionale e Pace della Città di Torino. Con: Aldo Bertinetti, Michele Dell'Utri, Svamini Hamsananda Giri, Sergio Griffa, Abdelaziz Khounati, Giuseppe Platone, Fatollah Sabet, Alberto Somekh, Massimo Daido Strumia, Riccardo Moro, Ignazio Garau, Beppe Valperga. Coordina: Maurizio Baradello ORE 11,30 TERRAZZA PIEMONTE - Ieri, oggi e domani scrivi il tuo Piemonte. Premiazione I° Concorso letterario scuole superiori Torino e Provincia, a cura di Associazione Culturale Amico Libro con il patrocino Fondazione P. Ferraris e Regione Piemonte. Intervengono: Luigi Faina e Teresa Ausilia Ferraris Passalenti. Coordina: Bruno Gambarotta ORE 13 TERRAZZA PIEMONTE - Presentazione dell'antologia poetica. Il bello, il vero. e viceversa, a cura di Associazione Panis e Regione Piemonte. Intervengono: Elisa Ghirardi, Andrea Maia, Anna Rita Zara. Letture: Thea Bozzola e Mirella Rosso ORE 14 TERRAZZA PIEMONTE - Shalom Salam, a cura di Provincia di Torino. Intervengono: Gianni Oliva e Aurora Tesio. Coordina: Associazione Teatro d'Uomo, Compagnia Anna Bolens ORE 16 TERRAZZA PIEMONTE - Missione Possibile! Esperienze di sensibilizzazione alla disabilità nelle scuole dell'obbligo della Città di Torino, a cura di Settore Integrazione Educativa, Divisione Servizi Educativi della Città di Torino. Intervengono: Carla Bonino, Gianni Minasso e rappresentanti delle associazioni: AIAS, AIR DOWN, AISW, AMICA, ANFFAS, ANGSA, ANPVI, APIC, APICE, APRI, CEPIM, CIS, CPD, DIAPSI, IRIFOR, UILDM. Coordina: Nadia Battistoni ORE 17,30 TERRAZZA PIEMONTE - Presentazione del volume Architetti e ingegneri tra '500 e '700. Un repertorio biografico, a cura di Centro Studi e ricerche architettura militare e Regione Piemonte. Intervengono: Guido Amoretti e Fabrizio Zannoni. Coordina: Micaela Viglino Davico ORE 18,30 TERRAZZA PIEMONTE - Presentazione dei volumi. La Mandria di Venaria. L'appartamento di Vittorio Emanuele II e La Reggia di Venaria. Oltre il tempo e lo spazio, a cura di Celid e Regione Piemonte. Intervengono: Emanuela Guarino, Gianni Oliva, Francesco Pernice, Costanza Roggero. Coordina: Alberto Vanelli ORE 20 TERRAZZA PIEMONTE - Dalle politiche per le periferie alle politiche di rigenerazione urbana, a cura di Città di Torino, Settore Rigenerazione Urbana e Sviluppo. Intervengono: Davide Bazzini, Ilda Curti, Egidio Dansero. Coordina: Giovanni Ferrero SPAZIO RAI ORE 12 PALCO RAi - You Tube. Presentazione del libro di Glauco Benigni, a cura di Rai Eri Salani. Intervengono con l'autore: Alessandra Comazzi e Nicol Martinelli. Coordina Renato Parascandolo ORE 14,45 PALCO RADIO - News Generation. Il giornale Radio dei Ragazzi, diretta Radio1. Conduce: Alma Grandin con la collaborazione di Paola Lupi ORE 15 PALCO RADIO - Fahrenheit, diretta Radio3. Conduce: Marino Sinibaldi ORE 17 PALCO RAI - Tutto sia calmo. A trent'anni dall'assassinio, le ultime ore di Aldo Moro. Presentazione del libro di Franco Alfano, a cura di Rai Eri. Intervengono l'autore con: Guido Bodrato e Marcello Maddalena ORE 18,30 PALCO RAI - Chiudi gli occhi. Presentazione del libro di Silvana Giacobini, a cura di RAI ERI/Cairo. Interviene l'autore ORE 19 PALCO RADIO - Hollywood Party, diretta Radio3. Conduce: Stefano Della Casa ORE 19,20 - Taccuino italiano speciale Fiera del Libro, diretta Radio di Raitalia PROGRAMMA FUORI FIERA ORE 9 TEATRO ARALDO. Via Chiomonte, 3. - Spettacolo teatrale, a cura della Fondazione Teatro Ragazzi ORE 9,30 SALA POLIVALENTE. Via Negarville, 30/2. - Pino Pace e Giorgio Sommacal incontrano gli studenti delle scuole elementari Cairoli e Salvemini, in collaborazione con Edt - Giralangolo e Progetto Love Artom ORE 9,30. ISTITUTO NAZIONALE DI RICERCA METROLOGICA, Strada delle Cacce, 73. - Visite ai laboratori di metrologia per gli Istituti secondari di II° grado della circoscrizione, a cura di Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica. Intervengono i ricercatori dell'Istituto ORE 10 BIBLIOTECA CIVICA "CESARE PAVESE". Via Candiolo, 79. - Presentazione del libro di Emanuele Artom. Diari di un partigiano ebreo, in collaborazione con Bollati Boringhieri e Biblioteche Civiche Torinesi. Con Guri Schwarz, David Sorani ORE 12 MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN. Strada Castello di Mirafiori. - Inaugurazione della mostra su Emanuele Artom, a cura delle Biblioteche Civiche Torinesi e della Biblioteca della Comunità ebraica di Torino ORE 15 TEATRO DELLA CADUTA, via Buniva 24. - Incontro con Massimiliano Finazzer Flory ORE 19 CORTILE DEL MAGLIO. Borgo Dora. Via Andreis 18/10. - Inaugurazione della mostra TheArtBox Beauty Bellezza a cura di Marisa Cortese, progetto e coordinamento di Chen Li, organizzazione, a cura di Associazione Cortile del Maglio ORE 21 CAFÉ LIBER. Corso Vercelli 2. - Incontro con Chiara Gamberane. In collaborazione con Bompiani - Rcs libri ORE 21 CORTILE DEL MAGLIO. - Inaugurazione VII Padiglione Fiera Internazionale del Libro di Torino con la partecipazione dell'Assessore alla Cultura della Città di Torino Fiorenzo Alfieri. A seguire Khukh Mongol in concerto, in collaborazione con Folk Club ORE 21 MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN. - Presentazione del numero dedicato a "Torino: città magica?" della Rivista Scienza&Paranormale, a cura di CICAP. Con Marta Annunziata e Stefano Bagnasco.

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<Città di Milano>, regina della vela <Ma dal Comune neanche un euro> (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-01 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Regate I marinai con lo stemma di Palazzo Marino si sono imposti sui fuoriclasse della Coppa America nelle gare di Dubai e della Sardegna "Città di Milano", regina della vela "Ma dal Comune neanche un euro" Braida, presidente dello Yacht Club: il patrocinio non basta più, serve uno sponsor Larry Ellison, boss di Oracle e quarto uomo più ricco del mondo (26 miliardi di dollari di patrimonio in base alla classifica di Forbes), lo scorso weekend nel Golfo degli Angeli, davanti a Cagliari, guardava incuriosito e anche un po' invidioso quella barca con il guidone di uno Yacht Club nato solo un anno e mezzo fa (27 settembre 2006) dall'idea meravigliosa di un velista meneghino, Roberto Braida, e rappresentante di una città rigorosamente senza il mare, Milano. Ma se la Svizzera ha vinto due volte la Coppa America, Team Hiroshi-Città di Milano può indossare con orgoglio sulla livrea lo stemma di Palazzo Marino, portarlo in giro con successo per il circuito di regate della classe RC44 e alla fine raccogliere i complimenti di Russel Coutts (ex skipper di Team New Zealand e Alinghi, oggi manager di Oracle nell'America's Cup), James Spithill (ex timoniere di Luna Rossa) e Jes Gram-Hansen (ex Mascalzone Latino), i fuoriclasse battuti sia nelle acque di Dubai che in quelle di Cagliari. Adesso che è in vetta alla classifica generale di questa classe monotipo (lunghezza 13.35 metri, 9 uomini di equipaggio) che riproduce in piccolo le caratteristiche delle barche di Coppa America, c'è il vento giusto per raccontare la storia e le imprese di Città di Milano, l'ambasciatrice del mare a cui lo Yacht Club di piazza Baiamonti 4 e il Comune hanno affidato la missione (im)possibile di contagiare i milanesi con l'acqua salata. "Perché mai Milano non dovrebbe avere un club nautico di prestigio? - si chiede il presidente Braida, che ha subito coinvolto l'assessore allo sport Giovanni Terzi nel progetto -. Il mare non c'è ma è vicino, molti cittadini hanno la passione della vela e la classe RC44 rispecchia bene la dinamicità di Milano verso l'Expo 2015. Il mio sogno è fare innamorare un po' i milanesi della vela: grazie ai risultati fantastici di Città di Milano, forse, qualcuno si sarà accorto che non ci sono solo il Milan e l'Inter per cui tifare!". La barca con i colori della città è scesa in acqua grazie all'intraprendenza di un armatore marchigiano, l'imprenditore Armando Giulietti, timoniere di un equipaggio internazionale che include il tattico francese Sebastian Col e un gruppo di professionisti di alto livello: "Siamo preparati e affiatati - spiega Giulietti -, e sbagliamo un po' meno degli altri". Inutile stupirsi che a bordo non ci siano milanesi: nessuno si scandalizza se l'Inter scende in campo a San Siro con una squadra tutta straniera. "Ma i milanesi che sanno andare per mare non mancano - sottolinea Braida - e un giorno sarebbe bello averli con noi...". Di meneghino doc, per ora, c'è soprattutto quello stemma del Comune sulla murata, prima della prua, frutto di un patrocinio che, in scenari futuri non lontanissimi, potrebbe trasformarsi in una sponsorizzazione. I costi della classe RC44, una flotta di 14 scafi che regatano in un circuito di sei tappe (la prossima, 28 maggio-1Ë? giugno in Austria, sul lago di Traunsee), si aggirano intorno ai 600-700 mila euro a stagione, e non sempre la città ospite copre le spese logistiche. "Città di Milano è autofinanziato da me - racconta l'armatore -, ma se il Comune vuole darci una mano è il benvenuto. La vela di livello alto ha costi alti. I risultati stanno arrivando, siamo ben contenti di fare pubblicità alla città ma, forse, è arrivato il momento di trasformare il patrocinio in un investimento, e farlo produrre. Sono pronto a riparlarne con assessore e sindaco". Il presidente dello Yacht Club Milano conferma ("Adesso che anche Larry Ellison si è accorto di noi, bisognerà capire come sostenere meglio economicamente Città di Milano. Per ora abbiamo portato a casa un bel po' di visibilità... ") e rilancia: tra i progetti per il futuro della capitale senza il mare un villaggio della vela nella nuova Darsena, una scuola di vela per i ragazzi, un campionato tra città importanti, ciascuna con la sua barca. Un derby tra equipaggi per ora è fantavela, ma se Milano ha cominciato a farsi conoscere anche virando e strambando, beh, allora tutto è possibile. Gaia Piccardi Vento in poppa L'armatore Giulietti con l'equipaggio e Città di Milano in azione (J. Vapillon).

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De Mita: un errore per i cattolici entrare nel Pd (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-05-01 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'ex consigliere Dc e professore in Cattolica: bisogna uscire da questa collocazione periferica De Mita: un errore per i cattolici entrare nel Pd "Embè? Mi sorprendo della sorpresa ". Prego? "I cattolici della Margherita hanno scoperto che il Pd ha tolto loro voce e peso? E che cosa si aspettavano?". Enrico De Mita, professore ordinario di Diritto tributario alla Cattolica e consigliere dc per quattro legislature in Regione, aveva previsto più o meno tutto e, in un articolo comparso su Aggiornamenti sociali prima delle elezioni, aveva spiegato che era un errore entrare nel Pd. "Leggo sul Corriere - spiega, alludendo a un articolo in cui l'onorevole pd Enrico Farinone, ex Margherita, lamenta la messa in disparte dei cattolici - che adesso si lamentano. Avrebbero dovuto pensarci prima". E non aderire al Pd? "Non c'erano le condizioni: non c'erano punti di convergenza nel programma. La connotazione del Pd è radicale: vota a sinistra l'Italia del radicalismo moderno e infatti non hanno sfondato al centro a, al contempo, hanno perso a sinistra". Professore, lei è contrario al bipolarismo? "Sono favorevole. Ma oggi non c'è un reale bipolarismo: abbiamo la contrapposizione fra il partito di Berlusconi, fortemente condizionato da Bossi, e una forza che appare omogenea ma non potrà essere reale alternativa fino a quando non avrà risolto i problemi con la sinistra rimasta fuori". Non è un passo avanti aver preso le distanze da forze che condizionano? "Se Moro avesse ragionato così, non avremo mai avuto l'incontro fra Dc e Pci. Il passo di Veltroni è inutile se non viene mosso anche dalle altre forze di sinistra". Torniamo ai cattolici. Dove devono stare? "Mah, direi che in questa fase svolgono una funzione di cuscinetto ". Pensa al terzo polo? "Io credo ci siano tutte le condizioni perché nasca uno schieramento di cattolici, cercando un accordo sui temi delle riforme, sulle politiche economiche e sui rapporti internazionali. Ma c'è un problema". Quale? "Che le cose si sono complicate perché non ci sono cattolici di statura tale da poter suggerire alle gerarchie dei partiti le strade da seguire ". Da dove si comincia, allora? "Deve ripartire nel mondo cattolico un dibattito che tolga i cattolici da questa collocazione periferica e impedisca che vengano emarginati del tutto". Ma ci sono anche cattolici a destra: anche lì tagliati fuori? "Non contano e Berlusconi li ha inglobati parlando di temi come la famiglia e le questioni etiche sulle quali però non è interessato né risulta credibile". Siamo ancora al terzo polo.. "Casini è riuscito a tenere uno spazio che può costituire una premessa, su un tempo lungo, per dare voce ai cattolici". E il lavoro di Tabacci e Pezzotta, soprattutto in Lombardia? "Non si vede. In questa città gli unici segni di una sensibilità sociale e politica sono i discorsi del cardinale Tettamanzi". Elisabetta Soglio Il docente Enrico De Mita è professore ordinario di Diritto tributario in Cattolica; è stato consigliere della Dc in Regione.

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Tra Quirinale e Pdl un clima di rispetto e tregua istituzionale (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-01 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Tra Quirinale e Pdl un clima di rispetto e tregua istituzionale Q uando Silvio Berlusconi fra pochi giorni andrà al Quirinale per ricevere l'incarico di formare il governo, troverà una situazione meno tesa del previsto. La distribuzione dei ministeri continua a creare problemi di equilibrio fra i partiti del centrodestra. Ma l'elezione dei presidenti di Senato e Camera è avvenuta in un'atmosfera non solo di grande correttezza fra maggioranza e opposizione, ma di rispetto istituzionale. Merito delle parole pronunciate martedì da Renato Schifani e, ieri, da Gianfranco Fini nei loro discorsi di investitura; e dell'apprezzamento del loro ruolo, espresso dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano e riconosciuto da tutti i gruppi parlamentari. Se si pensa alle tensioni dell'ultima fase della campagna elettorale fra Berlusconi ed il Quirinale, lo sfondo è rapidamente cambiato. La vittoria netta del centrodestra ha reso inevitabilmente più fluidi i rapporti. Ed il timore di una polemica strisciante della nuova coalizione nei confronti della presidenza della Repubblica, per il momento appare infondato. Anzi, nel saluto deferente di Fini al "supremo garante della Costituzione" si avverte qualcosa di più di un semplice saluto d'ufficio. D'altronde, nel modo in cui Napolitano ha sottolineato misura e disponibilità al dialogo dei nuovi presidenti si è intravista un'apertura di credito netta verso il Pdl; perfino superiore a quella di alcuni esponenti del centrosinistra. Che poi si tratti di un invito al dialogo in attesa di conferma, diventa secondario. Ogni mossa sembra dettata dalla preoccupazione di pilotare questa fase attenendosi strettamente alla Costituzione; e dandone una lettura insieme ortodossa ed inclusiva. Un elemento di frizione potevano essere alcune frasi "celoduriste " di Umberto Bossi sui "fucili padani" ed il "tricolore" italiano. Ma anche su quella sponda che poteva rivelarsi scivolosa, il capo dello Stato si è limitato a ribadire alcuni punti fermi, senza offrire pretesti a polemiche con la Lega. Si tratta di una tregua istituzionale in qualche misura obbligata; e che potrebbe trasformarsi progressivamente in pace, oppure restare tale: è chiaro che non dipende solo da Napolitano. Ma soprattutto nell'atteggiamento di Fini, il Quirinale ha colto un messaggio incoraggiante per l'inizio della legislatura. Nei riferimenti del presidente della Camera alla Liberazione del 25 Aprile e alla festa del 1Ë? Maggio, Napolitano ha visto toni ed analisi "certamente non di parte". E Fini, ringraziandolo, ha voluto aggiungere l'augurio "che non ci sia mai più una stagione di conflitti tra istituzioni". Sembrava riferirsi ai contrasti del passato fra alcuni capi dello Stato ed il centrodestra. Non a caso, ha ricordato Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi, "saltando" Scalfaro. Ma forse, nella voglia di esorcizzare scontri fra il Quirinale e Palazzo Chigi si può indovinare anche un segnale agli alleati. Fini sembra esortare il Pdl ad evitare la tentazione di scaricare su Napolitano le difficoltà. \\ Apprezzamento di Napolitano per i discorsi pronunciati da Schifani e Fini.

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Berlusconi: i ministri? Doloroso dire tanti no (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-01 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: i ministri? Doloroso dire tanti no Duello sul terzo dicastero ad An. Incontro di due ore con Montezemolo Nuovo corso in Forza Italia. Formigoni "risarcito" con la vicepresidenza, Verdini coordinatore ROMA - "Bisogna dire tanti no ed è una cosa dolorosissima ". Silvio Berlusconi sintetizza così il gran lavoro di cesello che sta facendo per completare la squadra di governo. Ieri ha avuto molti incontri, tra i quali un faccia a faccia con Gianni De Gennaro, il commissario straordinario per l'emergenza rifiuti il cui mandato sta per scadere e, soprattutto, un pranzo di due ore con il presidente uscente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Su questo colloquio, il secondo nel giro di una decina di giorni presente anche Gianni Letta, si è scatenata una ridda di voci e ipotesi. Alcune indiscrezioni che circolano in Forza Italia riguardano un suo possibile incarico governativo come ministro delle Attività produttive. Ma secondo la versione ufficiosa in realtà Berlusconi avrebbe prospettato a Montezemolo un ruolo da "ambasciatore del Made in Italy nel mondo". E il commento del presidente di Fiat e di Ferrari lo confermerebbe: "Non c'è stata la formalizzazione di nessun incarico, ma la disponibilità a svolgere questo ruolo per spirito di servizio". La giornata, in ogni caso, è segnata da un inasprirsi del confronto tra Berlusconi e Alleanza nazionale sui posti nel governo. A La Russa, indicato come futuro responsabile della Difesa, il Cavaliere dice che An avrà solo due ministeri (oltre alla Difesa le Infrastrutture destinate ad Altero Matteoli). Il terzo, il Welfare, per il quale si era fatto il nome di Gianni Alemanno, è ora appannaggio di Forza Italia (si fa il nome di Maurizio Sacconi) dopo la storica conquista del Campidoglio da parte dello stesso Alemanno. Il ragionamento, riferiscono fonti di An, è che il Comune di Roma vale due ministeri. E quindi per i seguaci di Gianfranco Fini potrebbe, tutt'al più, rendersi disponibile un dicastero senza portafoglio. "Ma in questo modo noi siamo sottorappresentati ", fanno notare in ambienti di An. Altro nodo è il ministero della Giustizia. Potrebbe essere affidato ad Elio Vito oppure finire al leghista Roberto Castelli, il quale sarebbe anche dato all'Interno qualora Bossi fosse disposto a spostare Roberto Maroni al Welfare oppure alle Attività produttive. Bossi non sembra, in realtà, disposto a mettere in discussione l'intesa con Berlusconi raggiunta nell'incontro di via Bellerio. "è meglio - dice - che Castelli si occupi di costruire strade. Del resto che Castelli torni alla Giustizia non va bene perché ha già litigato con i magistrati. E non possiamo iniziare litigando". Per i Rapporti con il Parlamento si fa anche il nome di Claudio Scajola (in predicato anche alle Attività produttive) mentre Paolo Bonaiuti indicato in un primo momento diventerebbe portavoce del governo. In questo scenario Maria Stella Gelmini andrebbe all'Istruzione e Sandro Bondi, che ha passato la mano come coordinatore di Forza Italia a Denis Verdini, occuperebbe la poltrona di ministro dei Beni Culturali. Alla Salute invece di un tecnico sarebbe destinata Stefania Prestigiacomo. In questa girandola di voci, tuttavia, gli unici nomi certi sono Letta sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tremonti all'Economia, Frattini agli Esteri, Calderoli all'Attuazione del Programma e riforme, Bossi al Federalismo, Zaia alle Politiche agricole, La Russa alla Difesa e Matteoli alle Infrastrutture. Lorenzo Fuccaro.

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Bossi fa uno show Dall'ironia su Casini all'invito a D'Alema (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-01 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Bossi fa uno show Dall'ironia su Casini all'invito a D'Alema "Pier Ferdinando, l'hai preso in quel posto" "La Padania ha le sue bandiere". Poi si corregge Invito a cena al ministro degli Esteri e battute sul sesso a Bersani. Poi scherza con Fini ROMA - E' vero che l'occasione, l'elezione del presidente della Camera, è solenne. Ma rivedere a Montecitorio i "vecchi" colleghi, oltre al ritrovato entusiasmo degli elettori per la Lega, infonde a Umberto Bossi un certo buonumore, che ne fa il mattatore della giornata in Transatlantico. A farne le spese è Pier Ferdinando Casini: "Eccolo lì un altro disgraziato, l'hai presa in quel posto, eh?", lo apostrofa il Senatur salutandolo. Massimo D'Alema, nei paraggi, ascolta sbigottito. Il leader dell'Udc tenta una replica all'altezza: "Guarda che l'ho evitato". L'entusiasmo di Bossi colpisce anche Pierluigi Bersani, bersagliato dal leader leghista: "Siam venuti giù in Emilia e ve le abbiam trombate tutte. E da come han votato, si vede che gli è piaciuto...". L'ex ministro del Pd sorride pensando più alla metafora che al risultato elettorale. Con D'Alema Bossi ritrova invece il vecchio feeling da Bicamerale: "Le riforme si fanno bipartisan, quindi ci devi chiamare ", gli chiede l'ex ministro degli Esteri. "Guardate che se volete prendere qualche voto sopra il Po, dovete venire a parlare con noi", replica Bossi che lo invita a cena. Ma il lungo passeggiare in Transatlantico porta il leader leghista anche sui passi prima di Fiamma Nierenstein con la quale sponsorizza il nonno della moglie per una citazione allo Yad Vashem, il memoriale dell'Olocausto ("Ha salvato moltissimi ebrei"), e poi di Gianfranco Fini che lo ringrazia del suo voto: "Dove sono i fucili? Sono stato a Lampedusa, a salutare i leghisti ", scherza il neo presidente mostrando l'abbronzatura. "Se non riusciamo a fare il federalismo qui in Parlamento, democraticamente, il popolo si incazza. Ci sono almeno 30 milioni di matti in giro e se non lo facciamo verranno da me per chiedermi cosa fare". Non è comunque solo miele e battute, il rapporto con il nuovo presidente della Camera. Bossi ci tiene a far sapere che non ha apprezzato l'elogio del tricolore, passaggio del discorso di Fini peraltro non applaudito dal Carroccio: "La Padania ha la sua bandiera, verde e bianca". Nel pomeriggio corregge un po' il tiro: "Il tricolore è un fatto storico ed è logico che Fini da presidente della Camera lo dica ". Prima di partire per Gemonio, il Senatur ribadisce che la Lega vuole rivedere il trattato di Schengen, e sulla ratifica del trattato costituzionale europeo, auspicata da Fini, il suo partito ha molti dubbi. Ma è tempo di brindare al nuovo presidente della Camera che ha appena concluso il suo discorso. Sono in tanti ad andare a stringergli la mano nella saletta accanto all'Aula, e tra questi anche D'Alema e Arturo Parisi. Arriva il suo predecessore Fausto Bertinotti, in tempo per sentire l'elogio di Fini da parte di Berlusconi: "Sei stato molto bravo". Poi il Cavaliere si rivolge proprio all'ex presidente della Camera: "Mi dispiace molto per te", dice serio e gli rinnova l'invito a pranzo. Gianna Fregonara ITALIANS di Beppe Severgnini nelle Opinioni.

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Bindi: apprezzo Fini, da lui parole non scontate (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-01 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il colloquio L'esponente pd: vedo lo sforzo di considerare 25 aprile e 1Ë? maggio date fondanti Bindi: apprezzo Fini, da lui parole non scontate ROMA – Rosy Bindi apprezza Fini "quando si colloca nella scia dei suoi predecessori Bertinotti, Casini e Violante: uomini di parte che hanno saputo esercitare il loro compito istituzionale". Un buon segnale, dice, dato che "non sempre, dalla parte di Fini, questo equilibrio viene raggiunto". Esempi: le parole di Gasparri su Veltroni, Rutelli e Bettini, ovvero i fucili di Bossi. Rosy Bindi, ministro di Prodi e già candidata alla segreteria del Pd, sottolinea positivamente molti punti del discorso del primo presidente di An a Montecitorio: "Poteva tacere su alcune questioni, non ha taciuto". Innanzitutto, l'auspicio che la Legislatura sarà Costituente e l'augurio che si riparta dal testo "ampiamente condiviso" messo a punto dalla Commissione Affari Costituzionali: "Qui - commenta Rosy Bindi - c'è un invito al dialogo fra maggioranza e opposizione. In passato il centrodestra stravolse la Costituzione in modo unilaterale e profondo". Poi, il passaggio sul 25 aprile e sul 1Ë? maggio: "L'ultimo 25 aprile qualcuno ha proposto di sopprimere la festa. Fini, con la sua storia, poteva non citare le due date. Vedo lo sforzo dichiarato di considerarle fondamenti della nostra Repubblica ". E l'omaggio al Tricolore? "Non era scontato. In particolare, per un presidente che si insedia anche con i voti della Lega". E veniamo alla parte sul relativismo culturale e morale. Rosy Bindi dice che "Fini sembra fondere in una nuova categoria pluralismo culturale e relativismo etico. Il primo è un valore da preservare, il secondo è la rinuncia alla ricerca della verità e per me può rappresentare anche un pericolo per la libertà e per la democrazia". Quindi, "è giusto chiedersi se il relativismo etico possa mettere a rischio la libertà. Ed è giusto non far coincidere la libertà solo con i diritti, trascurando i doveri. Non si può però assegnare alla politica il compito di selezionare i valori, che vengono prima e la ispirano, a partire dalla dignità della persona. In questo passaggio c'è la tentazione di scivolare verso lo Stato etico". Infine: "Fini ha citato Cossiga e Ciampi e non Scalfaro. Mi dispiace molto". Andrea Garibaldi.

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Il regista: io con il Pdl Detesto Moretti che cosa ha più di me? (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-01 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Martinelli "Ora giro il Barbarossa" Il regista: io con il Pdl Detesto Moretti che cosa ha più di me? MILANO - Scusi, non teme la possano bollare come "regista di regime?" "è tempo di sfatare l'assioma imperante per cui la cultura sia solo a sinistra. Io non sono di sinistra e mi onoro di appartenere al centrodestra, e allora? Qual è la differenza tra me e Nanni Moretti?". Le piace Moretti? "Lo detesto. Il suo cinema, dico: trovo sia teatro filmato. Io faccio film per un cinema etico e spettacolare e vario gli obiettivi, mentre lui usa il 50, piazza la macchina e gira... Ma perché se lui afferma le sue idee io non potrei farlo?". Renzo Martinelli è tutto allegro, "mi ha telefonato pure Murray Abraham, il più grande attore del mondo e un amico vero, " Renzo, in chiulo alla balenaaa!" ". Appunto, non teme che l'etichetta politica sia riduttiva? "Ma no, non credo che il Paese sia così immaturo da giudicare in modo ideologico una storia bella e commovente". A parte che nel centrodestra non tutti la apprezzano: Fini disse che "Il mercante di pietre" sul terrorismo islamico era "una schifezza di film, propaganda becera ". "Ero in Romania a girare Carnera emi chiamò Gasparri, "Il tuo film è bellissimo, geniale, siamo tutti emozionatissimi!". Organizzò la proiezione a Roma...". E Fini la stroncò. "Cosa vuole, l'ho presa con filosofia. Io faccio il regista e lui fa il suo mestiere, non mi permetterei mai di dirgli cosa deve o non deve fare. Però le assicuro che gran parte dei colonnelli di An mi telefonò per farmi i complimenti". Ora Carnera, perché? "In un cinema italiano fatto di assenza di valori, commediacce e notti prima degli esami, era importante riproporre la storia d'un uomo che amava la famiglia, rappresentava con orgoglio la propria italianità all'estero e ha saputo sacrificare se stesso per il bene dei figli". Si dirà: un simbolo del Ventennio! "Sarebbe meschino. Carnera vive negli anni del consenso al regime, di Nuvolari e dell'Italia di Pozzo. Era inevitabile che un gigante così, in un Paese di piccoletti, fosse strumentalizzato. Ma parlare di connivenza col fascismo è falso". E il film su Barbarossa caro a Bossi? "A fine maggio iniziamo, a Bucarest già si ricostruisce la Milano del XII secolo". Ma si sente più leghista o azzurro? "Guardi, mi onoro d'essere amico sia di Bossi sia di Berlusconi. Del resto girai PorzÛs in tempi non sospetti. E penso di essere un regista coerente". Gian Guido Vecchi Autore Renzo Martinelli ieri a Cernobbio.

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Scalfaro: Fini, caduta di stile continuare a negare i fatti (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-01 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'ex capo dello Stato e la "dimenticanza" del neopresidente Scalfaro: Fini, caduta di stile continuare a negare i fatti "L'antifascismo? Fermai Bruxelles ma ora atti concreti" Gli racconti che Gianfranco Fini, al momento di insediarsi alla guida della Camera, ha elogiato il "nobile e coraggioso impegno per la pacificazione nazionale profuso da Cossiga e Ciampi" e ha deliberatamente trascurato il suo nome, e lui resta per lunghi secondi in silenzio. Gli esce una sola parola, appena mormorata e dunque incomprensibile, il cui labiale potrebbe essere forse tradotto in "scostumatezza ", "bassezza" o anche "tristezza ". Poi si rischiara la voce e si prepara a rispondere. Presidente Scalfaro, l'omissione di Fini dimostra che per il Popolo della libertà lei resta un avversario. Che gliene pare? "Non voglio incrociare alcun dialogo su questo. Ho sentito il discorso di Schifani al Senato, e mi è parso alto, al di sopra delle piccole contese. Quanto a Fini, dico solo che continuar a negare i fatti o alterarli così come sono nella loro verità è una grave caduta di statura e di stile". Lei cita i fatti e un fatto è che nel 1994 inviò un diffidente memorandum al neonato governo di centrodestra per vincolarlo su tre punti: unità nazionale, solidarietà sociale, fedeltà alle alleanze internazionali. Rifarebbe oggi lo stesso passo? "L'approccio di lavoro su quei cardini che intendevo tutelare è ormai largamente condiviso. Anche se, certo, occorre sempre che tutti vigilino affinché i princìpi irrinunciabili di una sana democrazia siano rispettati con il massimo rigore e mai disattesi... Non fu però l'unico mio passo istituzionale verso quell'esecutivo, che vedeva affacciarsi sulla scena soggetti politici nuovi, verso i quali era comprensibile qualche interrogativo e incertezza. In Italia e fuori d'Italia". Allude alla mozione con cui l'Europarlamento ci chiese allora di "assicurare il rispetto dei valori dell'antifascismo "? "Ci fu anche quell'episodio, una mozione pesante per la stessa credibilità democratica del Paese. A Bruxelles risposi che non avevamo bisogno di maestri, legittimando tutti. Ora, tanto tempo dopo, si è fatto un buon tratto di strada verso una totale civilizzazione della nostra vita politica. Si tratta di confermarla con comportamenti concreti". La vittoria di Alemanno a Roma allarma più di qualcuno, che parla di "marea nera". Dopo l'anticomunismo millenarista di Berlusconi nel '94 ("se vincono i rossi sarà terrore, miseria e morte") rischiamo un antifascismo altrettanto millenarista? "La metafora del cammino percorso, che ho utilizzato, non può essere a senso unico. Se vogliamo metterci su un piano di collaborazione nell'interesse generale, servono buona volontà e spirito dialogante. Ciò che ha dimostrato Veltroni nei mesi scorsi, con un linguaggio rispettoso verso tutti anche quando è stato sottoposto ad attacchi duri e ingiusti. Da quei gesti viene un'indicazione di reciproco riconoscimento, da non disperdere. Come il messaggio di Berlusconi sul 25 Aprile, nel quale una volta tanto, accanto alle ragioni dei "ragazzi di Salò", è stato reso onore pure ai martiri per la libertà. E' questo che intendo, quando sostengo che bisogna mettere al bando ogni esasperazione. Abbiamo davanti un orizzonte pieno di difficoltà, dobbiamo pretendere che cadano le asprezze del passato prossimo ". Rifondazione comunista chiede a Napolitano di non nominare ministro Umberto Bossi. "Ci vogliono ragioni molto serie per negare la firma a una nomina del genere. Certo, se il leader della Lega pronunciasse frasi gravi contro la Costituzione, si potrebbe porre un problema... Ma è bene non fare pressioni sul presidente della Repubblica, che finora si è mosso con misura e saggezza. Lasciamolo tranquillo: ha il metro delle cose, sa come svolgere il suo compito riequilibratore". Come spiega l'exploit leghista, che ha rafforzato il centrodestra? "E' stato un voto dominato da diverse paure su diversi fronti (la sicurezza, il lavoro, l'economia, ecc.) e la vicenda Alitalia le ha riassunte tutte. Sulla Lega, che ha intercettato una sfera di interessi malmenati, specie al Nord, credo si possa ormai essere fiduciosi. Ricordo ad esempio che Maroni, quand'era ministro dell'Interni, diede prova di equilibrio e di tutela degli interessi generali. E il centrosinistra, che cosa deve fare adesso? "Un'autocritica severa e serena, non necessariamente fatta in piazza e, spero, non mirata a massacrare Veltroni. Il quale ha fatto ciò che ha potuto, dopo due rissosissimi anni di governo di una coalizione che si è impegnata soprattutto a litigare e che ha poi pensato di cavarsela addossando agli altri le colpe di ogni guaio. Atteggiamenti che, onestamente, non potevano essere capiti dalla gente. Ecco, è a partire da qui che dovrebbe cominciare la riflessione. Parlando a se stessi e agli italiani con calma, un po' come ha fatto il Papa quando ha denunciato lo scandalo dei preti pedofili negli Usa: si è preso le sue responsabilità e ha spiegato l'impegno della Chiesa a chiudere la partita. Insomma, si ricomincia sempre a partire dalla chiarezza". Marzio Breda \\ Nel messaggio di Berlusconi sul 25 Aprile una volta tanto è stato reso onore pure ai martiri per la libertà \\ Rifondazione contro l'incarico a Bossi? E' bene non fare pressioni sul presidente della Repubblica.

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E Gianfranco alla fine pianse: giusta la mia intuizione del '93 (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-01 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE E Gianfranco alla fine pianse: giusta la mia intuizione del '93 "Questo il discorso della nuova destra". La cortesia verso Bertinotti SEGUE DALLA PRIMA Emozione divenuta commozione alle 11 e 31, quando gli applausi interrompono il vicepresidente anziano Castagnetti che legge per la trecentoseiesima volta il suo nome. è allora che Gianfranco Fini, chiuso nello studio di presidente della Camera, lasciato solo dal collaboratore più stretto Andrea Ronchi - che non l'ha mollato per tutta la mattina ma ora per rispetto è uscito -, si commuove. L'altro momento di massima soddisfazione viene mezz'ora dopo, quando alla fine del discorso sfilano gli esponenti dell'opposizione per congratularsi. Parisi, Volonté, Lusetti, Soro. Veltroni telefona. Casini gli ha già stretto la mano, a Fini fanno notare che per due volte è stato lui a far partire l'applauso. Ma chi lo colpisce di più è Fassino, l'ex segretario del Pci torinese, che gli sussurra: "Un gran discorso". Un discorso che, certo, rappresenta l'ultima tappa di un percorso cominciato nel '93 che oggi, con l'elezione alla presidenza della Camera nel giorno dell'insediamento di Alemanno in Campidoglio, si chiude. Ma che nell'ottica di Fini non va letto, neppure nei passaggi sul 25 aprile e sul primo maggio, come un'aggiunta, una novità, un sigillo del cambiamento. Semmai, come la conseguenza logica di cose già dette a Fiuggi e a Gerusalemme. Come spiega nelle conversazioni private, Fini rivendica di aver fatto un discorso "di destra", nel senso moderno in cui intende questa parola. "Un discorso identitario forte. Il discorso della costituzionalizzazione della destra italiana. La destra del federalismo unitario, della nazione, della patria, dell'identità culturale cristiana. La destra del merito e della responsabilità, che parla di diritti ma anche di doveri". Quanto accaduto in questi giorni, ragiona Fini, non è il frutto di una decisione presa nelle segrete stanze, "è la prova che era giusta l'intuizione del '93, che avevamo ragione quando abbiamo cominciato il viaggio che ci ha portati qui. Solo che allora eravamo in pochi ". C'erano ancora il Msi e l'arco costituzionale. La destra era marginale. "Era un'altra Italia". Non si trattava solo di cambiare, ma anche di dimostrare che un uomo di destra poteva candidarsi credibilmente a governare la capitale. Ora, la destra che conquista la terza carica dello Stato "non ha più alcuna ragione di temere la storia e le ricorrenze in cui si riconosce la stragrande maggioranza degli italiani ", esclusa una percentuale talmente piccola da non entrare in Parlamento. E può rivendicare la propria "vittoria culturale", la propria idea di libertà, minacciata non più dai totalitarismi ma dal "relativismo etico" denunciato dal Papa, dall'eclissi dei valori, dall'assenza della legalità. Il tricolore, Fini non si limita a citarlo e indicarlo con gli occhi - suscitando l'unico applauso cui non si unisce Bossi -; lo indossa, sotto forma di gemelli nuovi ai polsini. Cravatta poco istituzionale, però: rosa confetto. Alle 9 e mezza è già alla Camera, per la prima votazione. Incrocia Bossi: "Umberto, dove sono i fucili?". "Dimmi piuttosto tu dove sei stato, così abbronzato ". "A Lampedusa, a salutare i tuoi leghisti". Passa Stefania Prestigiacomo, lo abbraccia e lo bacia. Poi lui si chiude nella saletta accanto all'archivio, a fumare. Si fa portare un caffé. Si affacciano La Russa, Alemanno, Matteoli, Gasparri. Per seguire lo spoglio si sposta nello studio che Bertinotti ha già liberato. Rilegge e lima sino all'ultimo il discorso, come non gli è mai successo; del resto lo considera "il più importante della vita". è Castagnetti a portargli la notizia dell'elezione e ad accompagnarlo in aula, con Ronchi e il segretario generale della Camera Ugo Zampetti. Fini esita un attimo sulla soglia, il gesto di abbottonarsi e sbottonarsi la giacca grigia tradisce l'ansia, però al momento di salire sullo scranno è asciutto, diverso dal Casini che entrò sorridendo e facendo ciao alla famiglia in tribuna; in alto Fini ha la figlia grande, Giuliana, ma la conoscono in pochi. Bossi applaude alla sua maniera, battendo la mano buona, la destra, sul tavolo. Berlusconi agita nervosamente una gamba sotto il banco, quando si arriva al 25 aprile il ritmo accelera. Alla fine, Fini ringrazia con un cenno del capo verso sinistra e altri tre verso gli ormai ex colonnelli, insolitamente composti. Ci si lascia andare solo al brindisi, nella saletta in fondo al Transatlantico. Matteoli piange con le lacrime. Festeggiano con le tartine al salmone il capo della segreteria Donato Lamorte, Italo Bocchino allievo prediletto di Tatarella - "Gianfranco, sei emozionato?", "E vorrei vedere" -, Gramazio, Moccia, Landolfi, Malgieri. Anche Tremaglia è commosso: "è l'emozione più grande dal '72 a oggi, grazie per aver ricordato gli italiani all'estero". Con Tremonti entra Berlusconi, baci e abbracci, "Gianfranco te lo meritavi ". Bertinotti sorride: "Ti passo lo scettro della Camera, mi è spiaciuto non essere in Aula", "Sono io dispiaciuto che tu non sia più qui, grazie Fausto per come hai fatto il presidente". Si sale negli uffici al primo piano, dove arriva la segretaria storica, Rita Marino, si guardano i tg mentre arrivano le prime telefonate: Ciampi si congratula per l'elogio del tricolore, Bile presidente della Corte Costituzionale ringrazia per la citazione, Bonanni della Cisl per l'elogio del primo maggio. Fini è colpito in particolare dal numero di ambasciatori che chiamano per fare gli auguri e fissare appuntamenti. Nella galleria dei ritratti dei presidenti, che comincia con Minghetti e finisce con la Pivetti, è rimasto un solo posto, per Bertinotti. C'è tempo per trovare una soluzione. Fini esce per salire al Quirinale, dove l'attende Napolitano. All'ennesimo "in bocca al lupo" dei deputati si stanca di rispondere "crepi": "Ragazzi, in giro vedo solo lupacchiotti. Lupi come quelli d'una volta non ce ne sono più". Aldo Cazzullo 1987 Almirante con Fini neo segretario del Msi 1995 Fini al primo congresso nazionale di An a Fiuggi 2003 L'omaggio al Museo dell'Olocausto.

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Da Maroni al Senatur Galà leghista per Carnera (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-01 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il caso Il Carroccio riunito per la prima del film dedicato al pugile Da Maroni al Senatur Galà leghista per Carnera DAL NOSTRO INVIATO CERNOBBIO (Como) - Irrompe tra la folla come il pugile tra il suo pubblico. Buio in sala, attraversa il corridoio al centro della platea, il volto illuminato dai flash delle telecamere, il brusio che monta tra le poltroncine esplode in un'ovazione. Umberto Bossi si concede un ingresso alla Carnera, per la presentazione del film dedicato al campione di pugilato degli anni Trenta. Il Senatur arriva quando la proiezione è iniziata da mezz'ora. E arruola un nuovo mito nel pantheon dell'immaginario leghista: "Carnera è un eroe positivo". Spiega il senso del riconoscimento: "è un uomo che ha fatto sacrifici e si è prodigato per portare avanti la famiglia. Lui dava pugni forti e noi dovremo prendere il suo esempio". Il cortocircuito si compie nelle parole di Roberto Maroni: "I valori di Carnera, la lealtà e la forza, sono anche i valori della Lega ". Il film sul gigante italiano che nel 1933 conquistò il titolo dei pesi massimi a New York uscirà nei cinema il 9 maggio, in attesa che Medusa lo proponga anche su Canale 5. L'anteprima italiana a Villa Erba, a Cernobbio, si trasforma però nel primo galà della nuova Lega di governo. Serata di nuvole nere e acquazzone scrosciante. Nelle sale di questa villa in cui è nato Luchino Visconti, e dove il maestro si ritirò per montare "Ludwig", gli uomini sfoggiano fazzoletti verdi e le donne esibiscono generose scollature. Sorridono Mario Borghezio, il presidente della Sea Giuseppe Bonomi, vari notabili locali e della giunta lombarda. Berlusconi nel primo pomeriggio fa sapere che non ci sarà. Meeting quindi monocolore, se non fosse per Daniela Santanchè. Ci sono Nino Benvenuti, Stefano Tacconi e altri campioni dello sport. Ma alle spalle di Umberto Bossi che segue Carnera - La montagna che cammina, seduto in prima fila a fianco del regista Renzo Martinelli, Villa Erba scoppia di orgoglio mondano-padano. Un'onda destinata a gonfiarsi con nuovi pezzi di storia da riproporre. Progetto chiave, la fiction su Federico Barbarossa. Stesso regista, Martinelli. Per un lavoro che Bossi in persona caldeggia da anni. Si inizia a girare a fine maggio, consegna prevista per agosto del 2009. Sarà girato per la Rai. "La Lega valorizza i registi bravi - spiega Maroni - soprattutto quelli che si occupano di personaggi importanti, padani, o anche contro i padani, come il Barbarossa ". Unica discriminante: "Che suscitino valori positivi". Ad esempio: "Se non ci fosse stato il Barbarossa - suggerisce Maroni - non sarebbe esistita la Lega lombarda, e noi ci chiameremmo in un altro modo". Gianni Santucci Re dei pesi massimi Primo Carnera.

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Calabria, ucciso imprenditore (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-01 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Il delitto Gli investigatori: Gino Benincasa forse vittima di un regolamento di conti tra clan Calabria, ucciso imprenditore Agguato a Lamezia: 30 pallottole su un ex assessore Venne arrestato con il figlio nel 2003 per estorsione aggravata. Ma venne assolto dal Tribunale LAMEZIA TERME(Catanzaro) - Era diventato un problema per le cosche lametine Gino Benincasa, 64 anni, imprenditore ittico con guai giudiziari alle spalle ucciso ieri, all'alba, mentre stava uscendo dal cancello della sua abitazione, a bordo di un furgone. Almeno due i killer che gli hanno rovesciato addosso 25 colpi di pistola e 5 di fucile calibro 11, caricato a pallettoni. La vittima aveva ricoperto negli anni '90 la carica di assessore allo sport, in quota socialista, al comune di Lamezia Terme. Suo fratello Mario alle elezioni conclusesi lunedì scorso si era candidato al consiglio provinciale di Catanzaro con una lista civica "Socialisti Uniti", collegata al candidato presidente dell'Udc. Da anni, però, Gino Benincasa aveva abbandonato la politica per dedicarsi alla sua attività d'imprenditore ittico creando la "Benincasa Group", con stabilimento a Vena di Maida. La sua azienda di surgelati era diventata una realtà produttiva interessante, tant'è che era riuscito a piazzare i suoi prodotti in molti centri commerciali. L'omicidio - dicono gli inquirenti - potrebbe rientrare in un regolamento di conti tra cosche per la gestione delle attività sul territorio di Lamezia Terme. Benincasa avrebbe cercato di imporre il suo peso commerciale facendo leva sul passato giudiziario, ma soprattutto sull'amicizia con Giovanni Torcasio, capo dell'omonima famiglia che gli inquirenti considerano vincente nella guerra di mafia contro i Iannazzo, più di cento i morti in 25 anni. Benincasa è stato anche arrestato nel 2003, assieme al figlio Giuseppe, con l'accusa di estorsione aggravata nei confronti degli eredi dell' imprenditore Antonio Perri, proprietari del centro commerciale Due Mari, uno dei più grandi della Calabria. La polizia gli scoprì in tasca 100 milioni delle vecchie lire che gli erano state consegnate dai fratelli Perri, come prima tranche di un'estorsione che gli avrebbe fruttato 300 milioni. Benincasa giustificò quel denaro dicendo di aver fatto solo da intermediario con i boss della zona per far cessare le minacce alla famiglia Perri. Il tribunale si convinse della ricostruzione fatta da Benincasa e l'imprenditore fu assolto, nonostante una richiesta di condanna a otto anni, chiesta dal pm Gerardo Dominianni. Carlo Macrì Vittima Gino Benincasa.

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Bombe, spari e veleni: partita la nuova offensiva (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-01 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Lo scenario Le associazioni antiracket: poche denunce Bombe, spari e veleni: partita la nuova offensiva DAL NOSTRO INVIATO REGGIO CALABRIA - A leggere i fatti degli ultimi giorni si direbbe che la 'ndrangheta sia tornata a fare fuoco e uccidere. In realtà non ha mai smesso. Quella che appare come una recrudescenza della mafia calabrese, la più potente delle organizzazioni criminali nostrane, è una linea continua senza interruzioni, bombe e spari non sono solo cronaca recente. Prima degli omicidi (o riduzioni in fin di vita) di Lamezia Terme e Gioia Tauro, a ridosso di Pasqua gli assassini avevano colpito a Crotone, e prima ancora a Gioia era stato ucciso il pregiudicato Rocco Molè. Una sequela di episodi spesso concatenati tra loro, che fanno temere nuovi, futuri delitti. "La 'ndrangheta distribuisce morte per due motivi", sintetizza il sostituto procuratore antimafia di Reggio Nicola Gratteri: "Perché non si è stati ai patti, o perché si è oltrepassato il limite della sfida alla pressione e al potere locale della cosca". Il che può avvenire anche all'interno di un unico quadro criminale al quale le stesse vittime a volte non sono estranee, come potrebbe essere accaduto con l'autobomba che ha dilaniato l'imprenditore Princi (indagato per mafia e con una richiesta di arresto pendente) e per Benincasa a Lamezia, già arrestato e sorvegliato speciale. Non è del tutto vero nemmeno che dietro questi fatti di sangue sui quali la 'ndrangheta prospera e coltiva denaro ci sia sempre il mistero. Anzi. Le forze dell'ordine, come gli inquirenti, sono spesso in grado di leggerli e inserirli in un contesto piuttosto chiaro, ma poi la risposta repressiva e giudiziaria ha regole precise da rispettare e ha dei tempi che non coincidono con quelli della criminalità. Lo dimostra la vicenda di Princi, ma anche quella di Crotone, dove il boss Megna (assassinato mentre stava con la figlia di 5 anni, ridotta in coma) era stato denunciato da un anno dalla polizia per un precedente delitto, senza che la magistratura avesse ancora preso provvedimenti. E tra Molè e il carcere mancava il verdetto finale della Cassazione sull'ergastolo che gli era stato inflitto per omicidio. La 'ndrangheta arriva prima dello Stato, usa metodi più sbrigativi. Anche per questo sarebbe bene che le Procure antimafia potessero dedicarsi al contrasto alle cosche a tempo pieno, senza doverne perdere troppo con le divisioni interne agli uffici, come invece accade a Reggio Calabria e a Catanzaro. Sullo stretto è appena arrivato un procuratore, Giuseppe Pignatone, accolto da una microspia trovata nella stanza del sostituto Gratteri e annunciato da lettere anonime che gettavano fango su alcuni colleghi e descrivevano l'avamposto giudiziario come "un letamaio". Lettere firmate "Il corvo", con chiaro riferimento ai veleni palermitani sparsi vent'anni fa su Giovanni Falcone e altri esponenti dell'antimafia; una firma che sa di avvertimento, visto che Pignatone è sbarcato proprio da Palermo ed è stato scelto dal Consiglio superiore della magistratura per portare aria nuova nell'ufficio dilaniato, oltre che la vasta esperienza d'indagini sulla criminalità organizzata. A Catanzaro l'ufficio del procuratore è ancora vacante, e il più accreditato per occuparlo sembrava il procuratore aggiunto di Reggio Boemi, sul quale però ora pesa una lettera (stavolta firmata con nome e cognome dall'altro aggiunto Scuderi, inviata al ministro e al Csm) che getta su di lui il sospetto per la fuga di notizie sull'inchiesta per mafia a carico del senatore Sergio De Gregorio. In quegli uffici ci sono delicati procedimenti sui rapporti tra mafia e po-litica, altro settore dove la 'ndrangheta mostra di sapersi muovere più celermente dello Stato. Gli ultimi omicidi eclatanti sono avvenuti a Gioia Tauro e a Lamezia, dove per due volte in ciascuna città i consigli comunali sono stati sciolti per infiltrazioni criminali. A Lamezia la vittima ne era stato addirittura componente, all'inizio degli anni Novanta, e nella stessa città nel 1986 un candidato alle comunali fu ucciso pochi giorni prima delle elezioni; la gente lo votò ugualmente e risultò il primo dei non eletti, da morto ammazzato. Certi intrecci, insomma, non sono di oggi. Così come il cappio di estorsioni e richieste che la mafia calabrese stringe al collo di commercianti e imprenditori. "Ma noi non possiamo solo lamentarci dell'assenza dello Stato - spiega Maria Teresa Morano, coordinatrice delle Associazioni antiracket della Calabria - , una buona parte di responsabilità ce l'hanno pure gli imprenditori di questa terra. Se i poteri criminali sono diventati così forti è anche perché l'imprenditoria non è disposta a denunciare ". La mafia siciliana ha bisogno di accumulare nuove ricchezze, mentre la 'ndrangheta deve reinvestire e riciclare quelle già accumulate, anche e soprattutto attraverso gli operatori economici. "Ognuno di noi conosce perfettamente il contesto in cui si muove - dice ancora la Morano - e sappiamo bene che subire l'imposizione di una fornitura o di certe assunzioni è un condizionamento che alimenta la zona grigia tra imprenditoria pulita e collusa. Non serve invocare l'esercito o altri interventi se non si è disposti a portare allo scoperto certe realtà". Giovanni Bianconi.

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Film e programmi (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-05-01 num: - pag: 58 categoria: BREVI Film e programmi Gene Kelly, star dei film muti Gene Kelly (foto) è una star dei film muti. Lavora con Jean che vorrebbe essere sua compagna anche nella vita. Per questo ostacola la relazione con la ballerina Kitty (Debbie Reynolds) Cantando sotto la pioggia La7, ore 14 Verdone si fa in tre e viaggia verso Roma Carlo Verdone (foto) dà vita a tre personaggi diversi tra loro: un borghese puntiglioso, un emigrato e un giovanotto in viaggio con la nonna. Tutti stanno andando a Roma. Bianco rosso e Verdone Canale 5, ore 14.40 Santoro: se Grillo attacca i giornalisti "O bella ciao" è il titolo della puntata. Da Santoro si parla di Grillo (foto) che ha definito servi i giornalisti. In studio: Sgarbi, Norma Rangeri, Roberto Natale, presidente Fnsi Annozero Raidue, ore 21.05 Jodie con la figlia asserragliate in casa Asserragliate nella stanza blindata della loro ricca casa di Manhattan, Meg (Jodie Foster), e la figlioletta Sarah (foto insieme) lottano contro tre delinquenti che sono entrati per rapina. Panic room Retequattro, ore 21.10 Smith e Lawrence incastrano un boss Tornano gli agenti Marcus (Martin Lawrence) e Mike (Will Smith, foto), della squadra narcotici di Miami: cercano un boss. Indaga anche il detective Sid (Gabrielle Union) Bad boys II Italia 1, ore 21 Brachino, esclusive sul caso Moro Brachino, con Maria Fida Moro primogenita del presidente Dc (foto) e Claudio Martelli, affronta - a 30 anni dall'accaduto- la complessa vicenda dell'assassinio di Aldo Moro. Top Secret Retequattro, ore 23.30.

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I fucili di Bossi e i gemelli polacchi (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-05-01 num: - pag: 44 categoria: REDAZIONALE Italians di Beppe Severgnini I fucili di Bossi e i gemelli polacchi U mberto Bossi, entrando in Parlamento: "Se la sinistra vuole scendere in piazza abbiamo trecentomila uomini, trecentomila martiri pronti a battersi". E verrebbero "con i fucili, che son sempre caldi". Risponde quell'altro genio dell'ex parlamentare no global Francesco Caruso: "Nel cuore del Sud ribelle ci sono trecentomila uomini con i fucili caldi che non aspettano altro che Bossi ci dica dove andarlo a prendere con i suoi sgherri padani". Su Caruso, confesso, non ho speranze. Ma a Bossi, da lombardo a lombardo, voglio dirlo: se la pianta, ci fa un piacere. Anzi, fa un piacere a tutti gli italiani sparsi per il mondo, stanchi di sentirsi chiedere se il Paese è impazzito, se si trova sull'orlo della guerra civile. In particolare, fa un piacere a noi settentrionali: essere rappresentati come una banda di bruti è irritante. Perciò, Bossi, la smetta. In campagna elettorale queste spacconate possono sfuggire (sarebbe meglio se non sfuggissero). Ma ormai il centrodestra ha vinto, il Parlamento è convocato, i ministri sono pronti. Quindi, Bossi: basta. Questa storia non fa più ridere. Giovedì scorso, tornando da Oslo, avevo scritto "come spiegare la Lega Nord ai norvegesi": un movimento populista e popolare, non violento, coi suoi limiti e i suoi meriti. Da domenica sono in Germania (due incontri pubblici, a Tubinga e Stoccarda), e mi sono vergognato: il numero due di una coalizione di governo non deve parlare così. Se vogliamo diventare un Paese serio, cominciamo a parlare seriamente. Die drinnen, die RÖmer, sono pazzi questi romani. E' la frase più gettonata del momento, qui in Svevia: rubata a Obelix (!), ripresa dai giornali, ripetuta dalla gente. Non c'è disprezzo, ma incomprensione. Sono italiano, e credo di sapere perché il Nord abbia scelto Bossi, i romani Alemanno, gli italiani Berlusconi. Ma, all'estero, le sparate leghiste, i postfascisti in Campidoglio e il ritorno del Cavaliere (con codazzo di amici, bellone e tv) hanno provocato sorpresa. L'Italia - a cominciare dai nuovi capi - deve rendersi conto che ha davanti un mastodontico compito di pubbliche relazioni. Chiudersi in una permalosa autosufficienza mediatica è folle. E impossibile: il giochetto non è riuscito alla Polonia dei gemelli Kaczynski, figuriamoci se riesce a noi. Nel XXI secolo, se vogliamo vivere nel mondo, dobbiamo rispondere al mondo. Se giornali e telegiornali italiani dovessero oscurare critiche e ironie internazionali, per non dispiacere a chi comanda, farebbero un pessimo servizio agli interessati, e a tutta la nazione (i primi segnali, purtroppo, non sono buoni). Non ci credete? Chiedete a qualsiasi connazionale abbia messo il naso fuori d'Italia (uomo d'affari o d'azienda, diplomatico, accademico, studente, viaggiatore attento): vi dirà come stanno le cose. In tempo di Internet e satelliti le battute viaggiano, soprattutto le più infelici. Iniziare una stagione politica evocando violenza e fucili, e proponendo di nazionalizzare Alitalia (la Tirrenia dei cieli?), non è un buon esordio. Proprio no. www.corriere.it/italians www.beppesevergnini.com \\ Il mondo ci guarda, chiuderci in una permalosa autosufficienza mediatica è folle.

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Il forum di oggi (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-05-01 num: - pag: 44 categoria: REDAZIONALE Il forum di oggi Così èla vita di Isabella Bossi Fedrigotti Autotassarsi per ridurre le indennità dei politici Giovanna si dice pronta a tassarsi per promuovere una legge che porti le indennità dei parlamentari italiani a livello di quelle degli altri Paesi. E pensa che molti la seguirebbero. Probabilmente ha ragione; peccato però che, prevedibilmente, non c'è forza politica disposta a spendersi in questo senso: un assaggio del fenomeno è il voto unanime di maggioranza e opposizione (l'unico dell'intera legislatura) che periodicamente ritocca (all'insù) i loro stipendi. forum.corriere.it/cosi_e_la_vita/.

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Il ritorno di Fruscio Spunta l'opzione Authority (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-01 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE Energia Il ritorno di Fruscio Spunta l'opzione Authority MILANO - La Lega Nord torna alla carica per i tre posti vacanti al vertice dell'Authority per l'energia. Sulle tre poltrone rimaste ancora libere per altrettanti commissari, previsti dalla legge istitutiva dell'organismo di controllo, è già partita la corsa all'accaparramento. Così ieri un lancio dell'agenzia "Radiocor" ha riportato alla ribalta l'ipotesi di una possibile candidatura di Dario Fruscio, fino allo scorso gennaio consigliere dell'Eni, in rappresentanza appunto della Lega, che da tempo reclama a gran voce uno di quei posti. Ma sul fatto che sia proprio Fruscio a rappresentare il partito di Bossi all'Authority non è detto. Lo stesso interessato ha così commentato: "Non ci ho mai pensato; ci dovrei quantomeno riflettere". Inoltre la procedura, che richiede il sì da due terzi dei componenti delle commissioni di Camera e Senato, dovrà accontentare anche le richieste di An (Gaetano Rasi, uno dei nomi più accreditati) e del Pd. Un'operazione, quindi, né semplice né breve. Gabriele Dossena.

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Telefonica, missione Italia per Zaplana (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-01 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Nomine Il gruppo arruola il numero tre del Partito Popular. Riceverà un milione all'anno Telefonica, missione Italia per Zaplana Alierta chiama l'ex ministro di Aznar per i suoi rapporti con Berlusconi Era stato emarginato nello schieramento conservatore dopo la sconfitta di Rajoy alle ultime elezioni DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MADRID - Il giorno dopo la vittoria di Silvio Berlusconi in Italia, e poco più di un mese dopo la sconfitta del Partito popolare in Spagna, il presidente di Telefonica, César Alierta, ha chiuso il cerchio e alzato il telefono per invitare a pranzo il "suo" uomo: Eduardo Zaplana. L'uomo cui il leader dell'opposizione spagnola, il conservatore Mariano Rajoy, avrebbe fatto pagare la disfatta elettorale. L'uomo che ha una corsia preferenziale aperta per arrivare all'ufficio di Berlusconi. L'ex numero 3 del PP. Il futuro delegato di Telefonica in Europa. Senza neppure il tempo di smaltire il malumore per il (mal) trattamento ricevuto dal leader dei Popolari, Zaplana si è trovato davanti un contratto da un milione di euro all'anno, pronto da firmare, e un interlocutore meno volubile, ma soprattutto - deve augurarsi - meno ingrato. Secondo El Pais, al presidente di Telefonica importa poco o niente che il suo nuovo "agente" a Roma, e nel resto d'Europa, sia un neofita nel mondo delle telecomunicazioni. Conta piuttosto che sappia muoversi nei meandri della politica, che abbia una rubrica telefonica invidiabile e contatti infallibili per arrivare in qualunque momento nelle stanze del primo ministro italiano e di quello francese, FranÇois Fillon. Insomma, nei paesi dove Telefonica sta muovendo pedine, cavalli, torri, alfieri. Alla scacchiera di Alierta mancava da inserire qualcuno con lo stesso profilo professionale che Murdoch aveva trovato in José Maria Aznar. E Zaplana risponde perfettamente ai requisiti: ottime conoscenze con ministri incontrati da pari a pari, nella sede dell' Unione europea, quando era titolare del dicastero del lavoro nel governo di Aznar. La congiuntura politica è propizia: con il deragliamento della sinistra italiana, si è insediato al Viminale una vecchia conoscenza di Zaplana, l'ex ministro del lavoro Roberto Maroni. Ma non basta. Altre strade può percorrere Zaplana per assicurare a Telefonica un filo diretto con Palazzo Chigi: l'ex portavoce del PP, snobbato da Rajoy, è rimasto in eccellenti rapporti con Aznar che, a sua volta, è il suocero di Alejandro Agag, socio di Flavio Briatore. Una scorsa alla rassegna stampa italiana ha convinto Alierta che Agag è inserito al livello giusto nelle più importanti operazioni finanziarie del Paese di Telecom. Al curriculum dell'ex portavoce del PP, in provvidenziale disgrazia, non manca nulla: sindaco di Benidorm nel '91, ad appena 35 anni e a soltanto uno dal suo ingresso nel partito, deputato e poi presidente della comunità autonoma di Valencia, e quindi ministro. Per gli obiettivi di Telefonica le battaglie politiche perdute non hanno peso e che Zaplana sia stato uno dei più tenaci sostenitori della teoria della cospirazione, dietro la strage di Atocha (11 marzo 2004), è irrilevante. "Zaplana è la persona cui Berlusconi risponde al telefono" hanno garantito ad Alierta. Non c'era altro da aggiungere. Elisabetta Rosaspina # L'ex ministro Eduardo Zaplana è stato nominato rappresentante per l'Europa di Telefonica, il colosso spagnolo della telefonia che possiede il 10% del capitale di Telecom Italia.

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A2A prende Aspem e punta su Como e Monza (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-01 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Varese La municipalizzata passa alla "multiutility del Nord". Bonus di 2 milioni già dal primo anno A2A prende Aspem e punta su Como e Monza VARESE - L'avanzata di A2A, la società pubblica in cui si sono fuse le municipalizzate di Milano e Brescia e che ha già nella sua "pancia" anche Bergamo, non è destinata a fermarsi: Giuliano Zuccoli, presidente del colosso energetico, ieri ha incassato anche il sì alle nozze con Varese, ma a margine della seduta della commissione consiliare che ha sancito il sì ha annunciato gli ulteriori passi di A2A. "Speriamo di realizzare aggregazioni anche con Como e Monza - ha detto - mentre guardiamo con interesse anche a realtà del vicino Piemonte". L'azienda si avvia dunque a piantare ulteriori "bandierine" sul territorio lombardo e a consolidare la sua leadership nazionale nel settore. A2A oggi possiede già il 20% delle municipa-lizzate di Como e Monza, il cammino futuro potrebbe portarla ad accrescere notevolmente la sua quota di controllo in quelle città. Il sentiero da seguire è quello tracciato con Varese e che Zuccoli stesso definisce "modello confederale": "La nostra azienda - spiega - si occupa della parte alta della filiera: puntiamo cioè a strappare prezzi migliori nell'acquisto del gas, a produrre energia a costi più bassi, a mettere a disposizione le nostre conoscenze in settori innovativi come lo smaltimento dei rifiuti o il teleriscaldamento. Ma la gestione sul territorio, il rapporto con i cittadini resterà in mano alle aziende locali come Aspem. Le tariffe? Nel caso di Varese di sicuro non cresceranno, abbiamo speranze che possano abbassarsi". La delibera passata ieri a Varese prevede uno scambio azionario tra A2A e Aspem (la municipalizzata varesina) per un controvalore di 45 milioni di euro. Data la disparità di dimensione tra i due soggetti, questo significa che A2A diventa padrone del 90% di Aspem che a sua volta peserà per lo 0,5% nella compagine milanese-bresciana. Ma a Varese arriveranno già dal primo anno 2 milioni di euro come "bonus" di partecipazione agli utili (nel 2007 Aspem aveva prodotto un margine di 150 mila euro). "Operazioni come questa - ha concluso Zuccoli - sono imposte dai nuovi scenari internazionali, scongiurano la paura di passare inverni al freddo e limitano i guai provocati dal rincaro del petrolio". Sul piano politico il passaggio rappresenta un punto segnato dalla Lega Nord: il movimento di Bossi ha stretto i tempi vincendo le resistenze di Forza Italia (contraria all'accordo con A2A, favorevole a una fusione con le aziende di Busto e Gallarate), forte anche del recente successo elettorale; il 7 maggio è atteso il voto finale in consiglio comunale. Il sindaco Fontana la mette tuttavia sul piano strettamente economico: "Questo accordo ci proietta in una dimensione industriale internazionale e di alto profilo. Senza contare che 2 milioni di euro di bonus nessun altro ce li poteva garantire". Claudio Del Frate Fontana e Zuccoli Il presidente "Le tariffe? Di sicuro non cresceranno, anzi speriamo di poterle abbassare".

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-01 num: - pag: 37 Sotto la lente... (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-05-01 num: - pag: 37 Sotto la lente A2A, Aspem e la geometria variabile L a voglia di matrimonio di Aspem, la multiutility di Varese, pare destinata a essere soddisfatta. All'altare - dopo l'incontro avvenuto ieri tra il sindaco leghista Attilio Fontana e Giuliano Zuccoli - troverà A2A. L'accordo prevede che Varese detenga lo 0,5% del colosso lombardo nato sull'asse Milano-Brescia, conservando il 10% di Aspem. Prima di arrivare a Milano, Varese, città natale di quella Lega Nord che esprime i vertici societari di Aspem, ha lungamente guardato in diverse direzioni. Prima alla sua provincia, pensando ad allargarsi a Busto Arsizio e Gallarate; poi a LineaGroup, la multiutility che raccoglie Crema, Cremona, Lodi, Pavia e Rovato. L'ipotesi, in auge fino a un paio di mesi fa, raccoglieva consensi bipartisan: piaceva alla Lega, ma anche al Pd e a un pezzo di Forza Italia, Cdo compresa. A marzo arriva la proposta di Milano, ad aprile i risultati elettorali nazionali e bresciani, con il forzista di area Cdo Adriano Paroli (foto) che subentra a Corsini. E la via, ora, appare tracciata. J. T.

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In pole position (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-01 num: - pag: 11 categoria: BREVI In pole position Claudio Scajola potrebbe approdare al ministero dei Rapporti con il Parlamento, lasciando così libera la casella delle Attività produttive (incarico già ricoperto nel Berlusconi III) Maurizio Sacconi potrebbe ottenere il ministero del Welfare, anche se nei giorni scorsi Alleanza nazionale lo ha chiesto per sé Marcello Pera L'ex presidente del Senato è in ascesa come Guardasigilli. Il ministero della Giustizia nei giorni scorsi veniva "attribuito" a Elio Vito Roberto Castelli Sarebbe dato all'Interno qualora Bossi fosse disposto a spostare Roberto Maroni al Welfare oppure alle Attività produttive.

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CAFFE' CHINESE. Al Caffè Chinese, via Santa Chiara 8/b, venerdì 2 maggio, ore 21, pre (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Sentazione del libro di Raffaele Sciacoviello "Ho le rughe sul cuore", con un performance della compagnia teatrale lilithstasopra&. Martedì 6 maggio, ore 21, "Corpi estranei" - mostra di Dario Gazziero e presentazione del libro "Corpi estranei" di Michele Altomonte. Iniziative a cura del Gruppo Lambda in collaborazione con la Fondazione Sandro Penna. Info 011/521.20.33, gruppo lambda@yahoo.it SHORTBUS. Shortbus Cafè è un cocktail cafè culturale sotto la Mole, in via Gaudenzio Ferrari 5/I. Libri e dvd glbt in vendita e consultazione. Tutti i venerdì è "Aperitivo Gayo" - con cioccolata e cultura glbt, dalle 19,30. Prossimamente, inaugurazione dell'unico dehors serale sotto la Mole. Fino al 9 maggio, espone Maurizio Turinetto con "Cuba Libre". Info 011/276.39.87, www.shortbuscafe.it METROPOLIS. Sabato 3 maggio, il Club Metropolis, via Principessa Clotilde 82, propone una serata gay in allegria e simpatia: l'intrattenimento è affidato alle performance delle spumeggianti trasformiste Devin Demond e Josephine e alla simpatia di Emilio. Il club è dotato di area fumatori. MOSTRA. La Fondazione Artèvision, via Santa Giulia 14/c, in collaborazione con il Festival Internazionale di Cinema glbt zDa Sodoma a Hollywood", ospita la personale di Lorenzo Marcucci "Censored Photos & Oops I did it again". La mostra resterà aperta e fruibile gratuitamente tutti i giorni, ore 15-19, fino al 15 maggio. MANDARINA VIAGGI. L'agenzia di via San Dalmazzo 2 propone per l'estate le destinazioni internazionali gay più fashion: Ibiza, Mykonos, Paros, Creta, Rodi, Sitges, Cipro, Sharm el Sheikh, Hurgada, Tel Aviv, Bodrum, Gran Canaria, Thailandia, Bali, Fort Lauderdale, Miami, San Francisco, New York, Santa Monica (Los Angeles), Mexico City, Rio de Janeiro, Cuba, Santo Domingo, Fortaleza, Recife, Sydney. Info 011/562.58.12, info@mandarinaviaggi.it CAFFE' LERI. Al Caffè Leri, c.so Vittorio Emanuele II 64, programmazione ricca di eventi e sorprese. 011 SAUNA CLUB. La 011 Sauna Club è aperta 7/7: dal lunedì al venerdì, ore 14-2; il sabato, ore 14-6; la domenica, ore 14-1. Tutti coloro che entreranno in sauna dalle ore 14 alle 20, riceveranno un pass giornaliero che permetterà il rientro per tutto il giorno gratuitamente. Il giovedì: Giornata 011 - ingresso tutto il giorno a 10 euro. Per gli under 25 ingresso ridotto, escluso domenica e festivi. XXXCRUISINGBAR. All'XXXCruisingBar, via Messina 5/d, il martedì: naked party, ore 20-2; il sabato: special naked party, dalle ore 22 (dalle ore 24 in poi, i locali 011 cedono lo spazio al naked party del CruisingBar per tutta la notte). Info 011/284.263, www.011saunaclub.it GRUPPO GAM. Il Gruppo Alternativo Motociclistico, attivo in centro e nord Italia, solo da quest'anno presente in Piemonte e Lombardia. Il gruppo organizza attività legate al mototurismo, per persone omosessuali, sia sul territorio nazionale che all'estero. Ogni referente regionale o socio del gruppo propone e organizza viaggi (di uno o più giorni) nel proprio territorio, offrendo la possibilità di percorrere le strade "motociclistiche" migliori. La prossima estate in Piemonte verrà organizzato un giro di tre giorni con alcuni ospiti stranieri, nella zona delle Langhe, per il quale sono aperte le iscrizioni. Il gruppo è aperto a tutti coloro che possiedono una moto. Info www.infogam.info, gam@infogam.info LA FENICE. È un piccolo gruppo di ragazzi omosessuali cristiani che esiste da oltre due anni e che vuole fare un cammino di confronto e di crescita nella preghiera e nella lettura della Parola, affrontando anche temi legati alla condizione omosessuale. Per ora il gruppo è formato solo da ragazzi cattolici, ma sono ben accetti cristiani di altre confessioni, ragazze, transgender e transessuali. Il gruppo si riunisce circa due volte al mese - tendenzialmente la seconda e la quarta domenica del mese. Info www.gruppolafenice.altervista.org LA RONDINE. È attivo a Torino da diversi anni il gruppo autogestito La Rondine composto da persone omosessuali e credenti che si incontrano per confrontarsi in amicizia e senza pregiudizi su temi inerenti la fede e l'omosessualità. Info larondine_to@yahoo.it GAYTINERIS PIEMONTE. Gaytineris Piemonte è un gruppo di amici gay e gay friendly che amano stare insieme facendo attività sportive in montagna di diverso genere: sci di fondo e di discesa, ciaspolate, camminate. C'è ampia disponibilità a coinvolgere nuovi amici nelle uscite che vengono proposte stagionalmente dall'associazione. Mailing list: gaytineris_piemonte-subscribe@yahoogroups.com. Info 392/655.03.54 MAURICE. Al Circolo glbt Maurice, via della Basilica 3, la segreteria è aperta dal lunedì al sabato, ore 15,30-18,30. Biblioteca, videoteca e centro documentazione sono aperti il mercoledì e il venerdì, ore 18-20, ma si può accedere su appuntamento telefonando negli orari di segreteria o scrivendo a centrodoc@mauriceglbt.org. Il lunedì ritrovo del gruppo transessuali/transgender "Luna", ore 21; il martedì le donne dell'"Altramartedì", ore 21,15; il sabato Gruppo Gayo, alle 17. Info 011/521.11.16, segreteria@mauriceglbt.org.

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Un primo maggio migrante (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Reggio Emilia La "festa del lavoro" degli immigrati senza diritti Un primo maggio migrante o.c. Reggio Emilia "Siamo noi le donne e gli uomini che sono riusciti a non soffocare in un container di un qualche tir. Siamo noi le donne e gli uomini che non sono annegati in mare. Siamo noi le donne e gli uomini che hanno scavalcato le frontiere alla ricerca di un futuro migliore". Comincia così l'appello per la manifestazione del primo maggio migrante in programma oggi a Reggio Emilia. L'appuntamento è per le 14 alla stazione. "Siamo donne e uomini che vivono e lavorano nelle metropoli - prosegue l'appello - Siamo quelli che riempiono le tasche dell'economia sommersa perché altra possibilità per vivere non ci è concessa. Siamo quelli costretti a passare parte della propria vita in coda davanti alle questure, alle prefetture e ora agli uffici postali. Siamo quelli che aspettano i lunghi tempi dei rinnovi e dei ricongiungimenti, siamo quelli che aspettano i documenti legalizzati dall'ambasciata, siamo quelli che aspettano un decreto flussi". Una sfida, dicono gli organizzatori, l'associazione città migrante. Che ha avuto un suo prologo il 25 aprile a Verona. E che oggi continua a Reggio Emilia per chiedere ancora una volta "una sanatoria generalizzata subito, l'abrogazione della legge Bossi-Fini, la rottura del legame fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, la chiusura dei centri di detenzione". Gli organizzatori hanno anche inviato una lettera al sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, per chiedergli "di ascoltare le istanze che quel giorno verranno portate dai migranti che vivono nella città da lei amministrata, di sentire anche quello che noi abbiamo da dire in merito alla condizione di clandestinità e di sfruttamento sul lavoro che moltissimi di noi stanno vivendo". Perché a Reggio Emilia sono state presentate 13563 domande con il decreto flussi 2007. La quasi totalità delle richieste è stata inviata da migranti che già vivono e lavorano nella città.

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Cinque lezioni (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Dopo voto Cinque lezioni Mario Pianta Una sconfitta elettorale dopo l'altra, per il centrosinistra, con dinamiche apparentemente imprevedibili. E qualche segnale positivo, come la vittoria a Vicenza del candidato Pd, Achille Variati, contrario alla costruzione della nuova base militare Usa. Proviamo a leggere le cinque lezioni che vengono dal voto. La prima osservazione riguarda le identità dissolte della politica della sinistra. SEGUE A PAGINA 5 E' affondato il "corro da solo" del Pd di Veltroni, mentre la rinnovata Unione ha perso quando si è stretta intorno a Rutelli al Comune di Roma e ha vinto con Zingaretti alla Provincia. Ampie alleanze elettorali restano necessarie per vincere in questo sistema di voto, ma non possono più dare per scontato un consenso fondato su identità radicate. E questo vale anche oltre la sinistra, ad esempio per il voto cattolico, che non ha fatto crescere l'Udc e tantomeno il Pd. I partiti non possono più pensare che operazioni di vertice possano trascinarsi dietro i consensi degli elettori. Se la politica non è più affermazione di identità "alte", la seconda lezione è che non è nemmeno più un orizzonte di promozione sociale, un meccanismo di redistribuzione. Il fallimento del governo Prodi e il disincanto sull'amministrazione Veltroni al Comune di Roma hanno qui le loro radici, nell'incapacità di realizzare cambiamenti coerenti con le aspettative dei cittadini. Il declino dell'economia italiana, l'impoverimento delle classi medie e popolari, le disuguaglianze più forti, sono allo stesso tempo il risultato di una politica che rinuncia a pensare al cambiamento, a praticare valori di giustizia, e fattori che riducono sempre più i margini di costruzione del consenso attraverso politiche redistributive. Di fronte alla percezione del declino, la scelta elettorale diventa "populista", ricerca tutele intorno a nuove identità, e si affida a promesse di cambiamento purchessia, come nel caso della Lega al Nord e di Alemanno a Roma. La terza dinamica, conseguente alle precedenti, è l'ondata di antipolitica. Un rifiuto che prende molte strade: l'astensionismo, il voto alla Lega, la scelta di punire in modo selettivo il "riciclato" Rutelli. E' evidente che una parte importante dell'elettorato di sinistra non è più disponibile ad accettare leader e candidati troppo identificati con il "palazzo" e la "casta" dei politici, troppo distanti dalle realtà locali, troppo vuoti di contenuti, troppo inefficaci nelle loro realizzazioni. Viceversa - e questa è la quarta lezione - un po' di democrazia partecipativa offre buoni risultati anche alle elezioni. E' paradossale che per il supersconfitto Veltroni l'unica fonte di legittimazione che resti siano i tre milioni di voti del cittadini alle primarie del Pd. Variati a Vicenza è stato votato alle primarie, Rutelli a Roma è calato dall'alto del loft del Pd. Gli esempi possono continuare: Prodi come leader dell'Unione e Vendola come candidato nella Regione Puglia hanno vinto dopo un'importante legittimazione delle primarie; la debolezza di Bertinotti a capo della Sinistra Arcobaleno è stata anche legata a una scelta di vertice di quattro partitini. Una parte importante di cittadini vuole partecipare, anche in forme fittizie e limitate come le primarie. Se ciò non avviene, manca un elemento importante di legittimazione dei candidati e si riduce il coinvolgimento nella sfida elettorale. La quinta lezione è che rinnovare un'idea e una pratica di politica come partecipazione rappresenta la strada naturale per la ricostruzione della sinistra. Esiste una vastissima riserva di pratiche partecipative nell'azione della società civile, nelle mobilitazioni dei movimenti, nelle reti di organizzazioni che propongono alternative concrete di cambiamento. Dove la politica, fondata su valori e contenuti, incontra queste esperienze - come è successo a Vicenza - le elezioni si possono vincere. E questa è una buona notizia. mario pianta.

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Erano portaborse, sono onorevoli (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Tutti i ripescati e il "delfinarium" del nuovo Parlamento. Dall'ex portavoce di Casini Roberto Rao all'ex capo della segreteria di Veltroni Vinicio Peluffo, tutti i big hanno sistemato i loro fedelissimi. Premiati dopo anni di precariato Danilo Chirico Raffaele Lupoli Prima del voto c'erano i "derogati", quelli che avevano superato il tetto delle tre legislature e hanno presentato il curriculum per fare un'eccezione. Ora che le Camere si nono riunite è la vota degli "optati", i primi non eletti che entrano in Parlamento grazie alle scelte dei capolista presenti in più circoscrizioni. Al Senato in Piemonte la già senatrice leghista Rossana Livia Boldi ha preso il posto di Roberto Calderoli: il dentista lascia il posto a una specialista in ortodonzia. In Friuli Calderoli passa la mano a Mario Pittoni, giornalista, responsabile del foglio d'informazione Lega Nord Flash. Mentre optando per la Liguria Roberto Castelli consente l'ingresso in Parlamento a Irene Aderenti, candidata in Lombardia. L'insegnante di Castiglione delle Stiviere (Mantova) è da poco impegnata in politica con l'associazione delle donne padane. Castelli ha lasciato il posto in Emilia Romagna ad Angela Maraventano, la leghista lampedusana che tanto ha fatto parlare di sé, festeggiatissima nella piccola isola. Per Italia dei valori invece, Giampiero De Toni prende il posto di Giuseppe Astore che ha optato per il Molise. Già sindaco di Edolo per due legislature e presidente della comunità montana di Valle Camonica, dopo la mancata elezione di due anni fa al Senato, De Toni era entrato nello staff di Antonio di Pietro. In Puglia, ancora lista Idv, l'ortopedico brindisino Giuseppe Caforio prende il posto di Felice Belisario che ha scelto la Basilicata. Nella stessa regione, sempre al Senato, la presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Maria Antezza in Papapietro, è eletta con il Pd grazie a Nicola Latorre che ha preferito la Puglia. Nel Lazio, torna nelle aule parlamentari Vincenzo Vita al quale Franco Marini consegna il posto scegliendo l'Abruzzo. Sempre per il Pd, arrivano a Palazzo Madama Maria Francesca Marinaro (grazie ad Anna Finocchiaro che ha optato per l'Emilia Romagna) e Roberto Di Giovampaolo (per l'ex vicesindaco di Veltroni Maria Pia Garavaglia che ha scelto il Veneto). In Veneto, Giancarlo Galan del Pdl (che rimane presidente della Regione) cede il posto a Piero Longo. Chi entra e chi esce Anche a Montecitorio la roulette delle opzioni serve a rimettere in sesto gli equilibri interni a partiti e coalizioni. A chi resta fuori, come sempre si penserà quando si dovranno dare nomine in enti e municipalizzate o al momento di scegliere candidati elle europee o alle amministrative. Alla Camera in Lombardia 1 rientra l'avvocato Pierluigi Mantini al posto di Veltroni. Mentre in Lombardia 2 viene ripescato Luca Volonté (al posto del segretario Cesa) ed entra il giornalista di Libero nonché agente dei servizi segreti Renato Farina, alias Betulla, al posto di Gianfranco Fini. In Friuli sempre fini consente il ritorno di Manlio Contento. In Puglia viene ripescato Pino Pisicchio, che subentra a Di Pietro, mentre in Basilicata l'opzione di Fini fa entrare Giuseppe Moles, già portavoce di Antonio Martino. In Calabria rientra Mario Tassone al posto di Casini, mentre in Sicilia due l'opzione di Cesa fa ripescare Giuseppe Drago. Infine Luca Barbareschi, candidato in Sardegna per il Pdl, entra alla Camera grazie all'opzione di Berlusconi per il Molise. Poi c'è il caso di Annagrazia Calabria, che in un colpo solo prende il posto che doveva essere di Alemanno e diventa la deputata più giovane strappando il primato a Daniela Cardinale, figlia dell'ex ministro delle Poste Totò. Anche la neoparlamentare del Pdl ha un papà e uno zio di quelli che contano: si tratta rispettivamente di Luigi Calabria, direttore Finanza di gruppo di Finmeccanica e di Carlo Calabria, european head of M&A di Merrill Lynch. La praticante avvocato Annagrazia, già presidente della commissione Politiche giovanili di Forza Italia, va ad ingrossare le fila degli uomini, e donne, di legge presenti in Parlamento. Per un primo non eletto che entra, ce n'è uno che esce: si tratta dell'ex senatore Pd Francesco Ferrante, che lascia il Parlamento perché Rutelli perso il Campidoglio si trasferisce a Palazzo Madama. Una rinuncia di tutt'altro tipo, quella di Roberto Formigoni che resta in Lombardia per ricandidarsi alla guida della Regione, riporta invece al Senato Riccardo Conti, bresciano classe 1947, che è stato braccio destro di Buttiglione all'Udc, poi ha seguito Follini nell'Italia di mezzo fino a un attimo prima della fiducia a Prodi e dell'ingresso nel Partito democratico. Il passaggio al Pdl lo ha riportato a Roma: stavolta ha scelto il cavallo vincente. Da delfini a onorevoli Ma tra i 100 i senatori al primo incarico parlamentare e le oltre 300 matricole di Montecitorio ci sono anche tanti uomini e donne già abituati ad orientarsi nel dedalo di stanze e corridoi delle Aule parlamentari. Sono quelli che il libro "Onorevoli figli di" definisce il delfinarium dei partiti: colonnelli, portavoce, portaborse, segretari e affini. Professionisti o primi della classe nelle scuole di partito, dopo anni di precariato (ma ben pagato) e dedizione al parlamentare di turno ora coronano il sogno di occupare un osto nell'emicilo. È il caso, fra gli altri di Roberto Rao, che ha seguito Pierferdinando Casini come portavoce dal Ccd all'Udc, dalla presidenza della Camera fino all'ultima candidatura a presidente del consiglio. Per lui l'onore è doppio perché e stato braccio destro del portavoce che più di tutti ha fatto carriera: Casini è stato assistente di Arnaldo Forlani, il cui figlio peraltro è stato candidato senza successo proprio dall'Udc. Le candidature degli assistenti hanno fatto andare su tutte le furie il popolo dei blog e buona parte degli attacchi è rivolto al ticket democratico Veltroni-Franceschini. Il leader del Pd s'è portato dietro Vinicio Peluffo, suo capo segreteria, ed ex leader nazionale della Sinistra giovanile, e Walter Verini, suo capo di gabinetto al Campidoglio eletto in Umbria. Ci aveva provato, in un primo momento, il leader del Pd a tenere fuori dal Parlamento il costituzionalista (e suo ghost writer) Stefano Ceccanti. Acuto commentatore delle riforme costituzionali, Ceccanti è allievo di Augusto Barbera e docente alla Sapienza. Anche a lui, e all'altro neo-deputato Salvatore Vassallo, si deve il primo progetto di riforma elettorale del Pd. C'era rimasto molto male per la discriminazione, Ceccanti. Per lui, cattolico e tra i fondatori degli ormai disciolti Cristiano-sociali, le porte di Palazzo Madama si sono schiuse solo dopo l'abbandono di Pietro Larizza. È il moderato numero due del Pd Dario Franceschini che ha però la performance migliore. "Su tre dei suoi portaborse, Franceschini ne ha piazzati tre", lo ha attaccato Peppino Caldarola dalle pagine del Giornale . Il 100 per cento del risultato. E così a dare una mano al numero due del Pd, promossi al grado di parlamentari della Repubblica, ci sono l'attuale direttore della struttura nazionale del Pd Alberto Losacco, caposegreteria di Franceschini quanto era presidente dei deputati dell'Ulivo, l'attuale capo della segreteria Antonello Giacomelli, eletto in un posto blindato come la Toscana e Piero Martino, ex giornalista de Il Popolo eletto in Sicilia e portavoce del numero 2 del Pd. Cooptazione? Il vice di Veltroni ha prontamente rintuzzato gli attacchi. "Sono critiche ingenerose - ha spiegato - perché nella vita politica le via d'accesso partono o dal territorio o da impegni nazionali. Dagli staff provengono Casini o Bonaiuti, o anche Andreotti, che era un collaboratore di De Gasperi, persone che hanno scritto la storia dei loro partiti o dell'Italia". Ubi maior... I nipotini di Prodi Anche il "nonno ritrovato" Romano Prodi prima di uscire dal Palazzo ha voluto lasciare un posto in Parlamento a un manipolo di donne e uomini di strettissima osservanza: portavoce, consulenti, collaboratori. Da Silvio Sircana, portavoce senza voce ufficiale, all'esperto di editoria (già sottosegretario di Prodi) Rick y Levi, fino alla capoufficio stampa di Palazzo Chigi, la bolognese (ex giornalista della Dire ) amica della consorte Flavia, Sandra Zampa. In Parlamento tornano anche Sandro Gozi, che era nel gabinetto di Prodi presidente della Commissione europea, e il saggio Mario Barbi. Un altro prodiano di ferro, il ministro della Difesa uscente Arturo Parisi, ormai promosso, ha avuto anche lui diritto a piazzare il suo braccio destro Pierfausto Recchia, eletto alla Camera nella circoscrizione Lazio 1. 2/fine.

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Cantieri sociali (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Cantieri sociali Un gesto di pacificazione Pierluigi Sullo Vorrei dire un'impressione su quel che sta capitando dentro Rifondazione comunista, da esterno al partito e amico di molte persone che vi investono energie e che stimo. Per altro, negli ultimi anni abbiamo - per quel che conta Carta accompagnato, discusso, criticato i tentativi di rinnovamento culturale e politico e i ritorni all'indietro, fino alla manifestazione del 20 ottobre scorso, con la quale abbiamo cercato - insieme al manifesto e a Liberazione - di aiutare le sinistre a uscire dal vicolo cieco in cui si erano cacciate, almeno secondo noi. Tentativo fallito, come il disastro elettorale ha dimostrato. Ora, a me interessa poco della cronaca dello scontro tra gli uni e gli altri: il manifesto ne fa già un resoconto minuzioso e molto dibattito si trova su Liberazione . L'osservazione che vorrei fare è un'altra, e riguarda la coerenza tra i fini e i mezzi, che è il nucleo culturale diciamo così - di quell'atteggiamento non violento che, come si disse a suo tempo Rifondazione, doveva aiutare a scardinare una certa idea della politica di sinistra. Ho parlato con diversi compagni e amici che si sono "schierati" di qua o di là e ne ho ricavato l'impressione che, se si tralasciano le ricostruzioni degli eventi e gli addebiti reciproci su questo o quell'avvenimento degli ultimi tre anni, tutti o quasi stanno dicendo che si è sbagliato nel pensare che si potesse partecipare al governo con la speranza di condizionare la "sinistra moderata" e di ottenere cambiamenti sensibili nelle politiche liberiste obbligate. E che questa constatazione riguarda anche la crisi della rappresentanza, di fronte a una società tanto mutata, e della stessa forma partito. Come dice un mio amico, anch'egli di Rifondazione, "sembra che stiano litigando tra chi vuole fare un partito e chi vuole fare un partito". E certo ciascuna parte desidera un partito diverso da quello dell'altra parte: chi dice preserviamo Rifondazione come utensile utile a ripartire dal "basso" e chi dice andiamo oltre Rifondazione per poter ripartire dal "basso". Il punto è però che non solo queste differenze, nei linguaggi surgelati che si adoperano, sono scarsamente comprensibili, ma soprattutto che - ecco i fini e i mezzi - uno scontro interno che tende a diventare cronico, sprizza veleni in ogni direzione e calpesta le persone, e insomma sembra solo una competizione per il potere (ma quale), non sembra proprio la via più adatta per ottenere l'opposto di questo, ossia, come tutti dicono, la creazione di "luoghi" della politica radicalmente diversi, la cui prima qualità sarebbe la relazione tra le differenze, la pluralità, l'annullamento di ogni gerarchia (e potere). A uno come me, che guarda preoccupato da fuori, viene da pensare che la lezione non è servita e che i miei amici di Rifondazione non siano evasi dalla prigione politica in cui si sono chiusi quando hanno deciso di andare al governo, e perfino che sia proprio lo scontro in sé la coperta di Linus che li consola della catastrofe elettorale: finché litighiamo, sembra che dicano, qualcosa ci lega. Siccome ho una certa età, so bene che questa impressione sarà male accolta, come un'intrusione e come moralismo da quattro soldi. Eppure, chiedo lo stesso un qualche gesto di pacificazione, tra i compagni di Rifondazione e soprattutto verso i loro elettori e militanti, e i movimenti, le reti sociali, le associazioni. In cosa possa consistere, proprio non so. Forse una dichiarazione pubblica comune, forse una porta spalancata verso il mondo, forse un congresso in cui non sia in palio alcun "posto", insomma qualcosa di sorprendente. Là fuori, in fin dei conti, ci sono Alemanno e Bossi.

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Cina, un reporter scopre la fabbrica dei baby-schiavi (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Inviato si finge padroncino nel Guandong, il paradiso dei prodotti taroccati, e gli vengono offerti i bambini: pochi spiccioli per averli, 30 centesimi di euro l'ora per farli lavorare Simone Pieranni Pechino Imaschi erano 107, le femmine 60. Comprati, alcuni rapiti, e costretti a lavorare in fabbriche a ritmi forsennati e paghe disumane. Minacciati di morte, nel caso avessero provato a fuggire. Un commercio di bambini-schiavi in piena regola. Ieri la polizia del Guandong ha liberato 167 minorenni, utilizzati come lavoratori nelle fabbriche di Dongguan. Comprati per pochi spiccioli. Pagati 3 yuan all'ora, circa 30 centesimi di euro. Età media dai 9 ai 16 anni. Nel mezzo dei problemi internazionali sollevati dal Tibet e dal tormentato percorso della fiaccola olimpica, e a ormai cento giorni dai Giochi, la Cina riscopre la parte più terribile del proprio sviluppo economico. E' il lato oscuro del progresso, forsennato e inesauribile, del sudest cinese. E' l'ennesimo scandalo creato dai ritmi da record della regione del Guandong, nota per la produzione di prodotti tessili per l'industria dell'abbigliamento. Il paradiso del fake , dei tarocchi delle marche prestigiose. La scoperta della fitta rete che collegava i compratori dei bambini ai boss delle fabbriche è arrivata grazie all'intraprendenza del giornalista di un quotidiano che, fintosi proprietario di una fabbrica, ha aiutato la polizia a smascherare il traffico. Operazione non ancora terminata: seguiranno arresti e probabilmente altri bambini verranno finalmente liberati. Per ora, però, nessun nome di azienda, fabbrica, marca. Il Guandong è una zona economica che va di corsa e che costituisce uno dei polmoni economici del paese. Una delle tante fabbriche del mondo situate sul territorio cinese. La polizia ha chiarito che la maggior parte dei bambini erano stati prelevati da Liangshan, cittadina della regione del Sichuan, situtata poco più a nord delle loro fabbriche-prigioni. Comprati per 30-40 euro, quando non addirittura rapiti, come alcuni dei ragazzini avrebbero confessato. Le operazioni di polizia sono in corso. "Questi ragazzi non hanno carta di identità, questo rende difficile capire la loro storia" ha detto Zhang Xiang, un portavoce della presidenza del lavoro del Guangdong. "Il lavoro minorile è un caso abbastanza tipico ha spiegato Hu Xingdou, professore di economia e di politica sociale dell'università di Pechino, intervistato dall' International Herald Tribune - perché l'economia cinese è in via di sviluppo e la velocità di tale processo è affascinante, ma spesso avviene a scapito di leggi, diritti umani e protezione ambientale". E di un'infanzia normale, anche. Il governo cinese ha avviato lo scorso anno una campagna nazionale contro la schiavitù e il lavoro infantile, ma c'è ancora troppa differenza tra le grandi città e le regioni più distanti e meno vicine al potere centrale: così se il governo ha invitato a migliorare le condizioni di lavoro, specie dopo gli scandali dello scorso anno con i bambini (anche minorati mentali) impiegati come schiavi nelle fabbriche di mattoni dello Shanxi e dell'Henan, i governi locali, agganciati a incentivi per fare crescere la propria economia territoriale, tendono a chiudere occhi, bocca e orecchie. Alcuni osservatori ritengono che invece le cause di questo fenomeno siano da ricercare nell'aumento dei costi del lavoro, dell'energia e delle materie prime (per questo alcune fabbriche nordcoreane starebbero spostandosi dal sud della Cina al vicino Vietnam, meno avvezzo a scioperi e con costi ancora più bassi), che avrebbero costretto i boss delle fabbriche a trovare nuove fonti di lavoro a basso costo, tra cui l'impiego di minori. Anche nomi famosi, non solo aziende semisconosciute, che forniscono materiale a marche ben più note: tempo fa WalMart Stores è stata accusata di utilizzare minorenni e di violare le leggi del lavoro locale. Un fenomeno diffuso e in aumento, anziché in regressione. La dinamica del reclutamento è stata svelata dagli attivi reporter del Southern Metropolis , quotidiano in lingua cinese di Guangzhou, la capitale del Guandong, un foglio non nuovo a "imprese" del genere: un giornalista si è recato alla prefettura di Liangshan alla ricerca di forza-lavoro fingendosi proprietario di una fabbrica. Da lì avrebbe trovato i bambini, tramite un'agenzia di impiego, con tanto di possibilità di scelta sulla base della struttura fisica. Chen Fulin, un portavoce del governo di Liangshan, ha confermato l'esistenza del caso: "Finora, abbiamo arrestato quattro persone nella contea di Zhaojue, sospettate di avere portato i bambini da Liangshan a Dongguan e averli costretti a lavorare nelle fabbriche". Il Southern Metropolis però ha sottolineato come ancora non si sappiano i nomi delle fabbriche che utilizzano lavoro minorile, criticando le autorità locali: "Abbiamo scoperto i fatti grazie a qualche intervista e in pochi giorni. Come è possibile - si chiedono i giornalisti - che il dipartimento del lavoro della regione non abbia mostrato interesse per il fenomeno, per così tanto tempo?". Foto: Dongguan, due dei 167 bambini-schiavi scoperti da un giornalista e liberati dalla polizia nella provincia del Guandong foto reuters.

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Bossi e Caruso, sfida a chi la spara più grossa (sezione: Nord)

( da "Tempo, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stampa Il Cavaliere a Bossi: "Evita toni aggressivi" Bossi e Caruso, sfida a chi la spara più grossa Il no global ex deputato prc: "Abbiamo anche noi 300 mila fucili caldi" Umberto Bossi entra alla Camera mostrando il pugno e digrignando i denti. E poco dopo scatena il putiferio quando gli chiedono se sarà possibile dialogare con la sinistra. Il "senatur" replica brusco ai cronisti: "Non so cosa vuole. Noi siamo pronti; se vogliono fare gli scontri, io ho 300.000 uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi... Mi auguro che la sinistra scelga la via delle riforme, non come l'altra volta che non vollero assolutamente la riforma federale". Parole forti che cozzano con gli inviti alla moderazione verbale che Silvio Berlusconi gli rivolge insistentemente ormai da giorni. Appena l'altroieri sera il Cavaliere ha definito le armi citate da Bossi "fucili di carta". Ma lui replica laconico: "I fucili sono sempre caldi". è l'immagine di chi torna a Roma da vincitore conscio del peso che la sua creatura politica, la Lega Nord, assumerà per l'intera legislatura. Più tardi Bossi avrebbe ricevuto una telefonata da Silvio Berlusconi che lo invitava a evitare "fughe in avanti", perché in questa fase "non serve essere aggressivi, ma stare tranquilli". E il leader della Lega gli dà ascolto, attenua un po' i toni: "Noi vogliamo democraticamente fare le riforme, non abbiamo paura se la sinistra decide di scendere in piazza. Abbiamo 300.000 martiri pronti a venir giù dalle montagne: è l'ultima volta, altrimenti i nostri fanno un casino. Non credo che la sinistra faccia questa scelta, ma è meglio che non la faccia". Ma la miccia è ormai innescata e per uno tipino come Francesco Caruso quello di Bossi deve esser sembrato un assist di Ronaldinho. Sentite il pasionario dalla barba incolta che ha incitato nei giorni scorsi la sinistra alla cospirazione: "Anche da quest'altra parte, nel cuore del Sud ribelle, ci sono trecentomila uomini con i fucili caldi che non aspettano altro che Bossi ci dica dove andarlo a prendere, lui e i suoi sgherri padani". L'ex deputato indipendente del Prc non si è fermato qui: "Visto che anche noi siamo pronti per gli scontri, Bossi ci comunichi soltanto il luogo, il giorno e l'ora, non mancheremo e non ci faremo certo intimorire dai suoi fucili spuntati e dalle sue minacce inconcludenti". Poi ha rilevato: "Sapremo rispondere colpo su colpo ai padani che hanno sversato per decenni i loro veleni nelle nostre terre, che hanno sderenato e saccheggiato per decenni il Meridione in combutta con una classe politica locale parassitaria, che hanno rapito, saccheggiato e deportato intere generazioni di giovani meridionali per far diventare le loro braccia e i loro cervelli dei semplici ingranaggi al servizio delle loro fabbrichette. Le nostre sono truppe extraparlamentari, lui invece abbaia, ma al massimo può schierare qualche truppa ministeriale".

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Oltre cinquecento professionisti da 5 continenti per l'area B2B (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

INTERNATIONAL BOOK FORUM Oltre cinquecento professionisti da 5 continenti per l'area B2B A poca distanza dai trafficati corridoi della Fiera del Libro, c'è una folla di editori, produttori televisivi e cinematografici, agenti letterari ed esperti di new media, provenienti da tutto il mondo, che si ri-trova al Centro Congressi del Lingotto per una tre giorni di lavoro (dall'8 al 10 maggio) molto intensa. È il popolo dell'International Book Forum, l'area business della Fiera del Libro di Torino. L'International Book Forum è un'iniziativa della Fiera Internazionale del Libro di Torino, ormai consolidata e riconosciuta dagli editori di tutto il mondo, realizzata grazie al supporto organizzativo ed economico dell'Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) e al finanziamento della Regione Piemonte, nell'ambito della Convenzione Regione Piemonte - ICE in accordo di programma con il Ministero del Commercio Internazionale. Ogni anno i protagonisti dell'IBF si danno strategicamente appuntamento a Torino per confrontarsi, costruire relazioni, sviluppare nuovi business, contrattare i diritti editoriali internazionali, definire progetti editoriali e audiovisivi. Se l'ultima edizione ha fatto registrare circa 5.000 incontri con oltre 500 professionisti tra produttori dell'audiovisivo, responsabili di diritti ed editor di case editrici, in rappresentanza di 20 paesi, anche per questa edizione i numeri di partecipanti ed incontri confermano un ricco palinsesto di eventi, dedicati a momenti di incontro organizzati per favorire e rafforzare sempre più il legame tra il mondo del libro e quello dell'audiovisivo. 20th Century Fox, Universal, Franklin & Siegal, Focus Features sono alcune tra le più celebri case di produzione europee e americane che saranno di scena all'International Book Forum. Tra i principali appuntamenti si segnala l'incontro di giovedì 8 maggio (ore 16,30 Sala Copenaghen), intitolato "Il cinema come opportunità di promozione del Piemonte", rivolto in particolare ai produttori stranieri dell'audiovisivo ospiti all'Ibf, a cui interverrà il presidente di Film Commission Torino Piemonte Steve Della Casa. Don Laventhall, responsabile dei diritti cinematografici e televisivi per l'agenzia letteraria Harold Ober Associates, Maria B. Campbell, presidente dell'agenzia letteraria Maria B. Campbell Associates e Kylee Doust, agente letterario e cinematografico, racconteranno la propria esperienza, offrendo una panoramica del mercato librario e cinematografico europeo e americano. Gli ospiti dell'International Book Forum saranno coccolati anche sul piano enogastronomico grazie a "GoAsti", iniziativa promossa dal Consorzio Operatori Turistici Asti e Monferrato e dalla Provincia di Asti, che curerà l'Ibf Lounge proponendo ai professionisti accreditati, i migliori piatti e le eccellenze della Terre d'Asti. Partner dell'iniziativa il Consorzio dell'Asti Spumante che curerà gli aperitivi pomeridiani, e l'Antica Grapperia Bosso, storica realtà piemontese che quest'anno festeggia i 120 anni di tradizione. \.

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Caserta, ucciso il padre di un boss pentito (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 02-05-2008)

Argomenti: La Lega

N. 104 del 2008-05-02 pagina 0 Caserta, ucciso il padre di un boss pentito di Redazione Umberto Bidognetti, 69 anni, era il padre di Domenico, boss dei Casalesi da tempo collaboratore di giustizia. E' stato ucciso mentre andava a lavorare Caserta - Umberto Bidognetti (69 anni, incensurato) è stato ucciso stamattina intorno alle ore 6 dai sicari a Cancello Arnone, nel Casertano. La vittima stava andando a lavorare nella masseria intestata alla nuora quando sono arrivati i sicari che lo hanno ucciso sul colpo. Umberto Bidognetti era il padre di Domenico, boss dei Casalesi pentitosi da tempo. Umberto Bidognetti era anche lo zio di Francesco Bidognetti detto "cicciotto è mezzanotte", uno dei capi camorra più importanti della cosca dei Casalesi. Domenico Bidognetti, con le sue dichiarazioni ha reso possibili negli ultimi tempi diverse operazioni di polizia giudiziaria che hanno portato all'arresto di decine di esponenti del clan dei Casalesi, il più sanguinario e potente della Campania. Sul luogo dove è avvenuto l'omicidio si sono recati polizia e carabinieri. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Le Figaro ha scoperto che il Papa è anziano (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Sono in partenza per un paesino al confine tra la Francia e la Spagna, a consultare carte d'archivio per un mio libro. Dovete scusarmi se non ci saranno aggiornamenti nei prossimi giorni e se non sarò in grado di intervenire. Spero comunque di riuscire a collegarmi una volta al giorno via telefonino. Buon ponte del 1 maggio a tutti! Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (4 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Apr 08 Le Figaro, i papabili e le interviste riciclate Nel post precedente trovate il link per leggere integralmente l'articolo con il quale Le Figaro lo scorso fine settimana ha lanciato l'allarme sulla salute del Papa affermando che già si parla della sua successione. Nell'articolo in questione si citano parole del cardinale Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, salesiano, dinamico arcivescovo di Tegucigalpa (Hondouras), il quale afferma che il prossimo Papa dovrebbe provenire dal terzo mondo. Parole che sono state lette come un'autocandidatura. Ora, apprendo che il cardinale, leggendo Le Figaro, ha reagito ricordando che i virgolettati citati (tratti da un libro appena uscito in Francia) risalivano a un'intervista del 2001, dunque del tutto fuori contesto. Cari amici, mi ha scritto il collega Hervé Yannou, autore dell'articolo su Le Figaro. Credo che valga la pena leggere la sua lettera, che posto tra i commenti. Ci aiuta a capire come spesso noi giornalisti siamo vittime di certi titoli e di certi rilanci d'agenzia. Comunque, un contributo interessante al dibattito. Una precisazione dalla Francia (da Montferrer, sui Pirenei, dove sto consultando l'archivio Tisserant): so che il cardinale Rodriguez Maradiaga ha pubblicato un libro a Parigi e ho visto un lancio d'agenzia sul suo contenuto. Ora, quando l'ho interpellato in merito all'articolo di Le Figaro, mi ha detto che alcune frasi (presenti nel libro) appartengono a vecchie interviste. Io però non ho il libro, mentre il collega Yannou ce l'ha e l'ha letto. Dunque mi fido di ciò che ci comunica. Appena torno in Italia, a metà della prossima settimana, approfondirò una volta per tutte la cosa con il cardinale. E' possibile che l'autore del libro abbia usato anche vecchie interviste, anche se è in effetti un po' strano: se posso intervistare OGGI un cardinale, perché dovrei citare vecchie cose? Scritto in Varie Commenti ( 242 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Apr 08 Le Figaro ha scoperto che il Papa è anziano. Scrivo queste righe con un pizzico di sconforto (domani troverete un articoletto sul Giornale dedicato all'argomento): il quotidiano francese Le Figaro ha rilanciato nelle ultime ore un allarme sulla salute del Papa. In un lungo e articolato resoconto, dedicato a un bilancio dei primi tre anni di pontificato, si comincia a parlare della successione a Papa Ratzinger (facendo i nomi dei "papabili", Bertone e Maradiaga) e si dice che Benedetto XVI è fragile di cuore, ha 81 anni, rivelando pure che le sue arterie hanno la stessa età (ah, la potenza della scienza medica francese!). Si fa notare che il Papa negli Usa è apparso "stanco" (in particolare sabato mattina, nella cattedrale di St. Patrick) e che avrebbe ridotto gli impegni. Io c'ero a St. Patrick sabato mattina, ed ero stanco, stavo per appisolarmi. Un collega accanto a me s'è addormentato (e l'ho pure fotografato: siccome frequenta saltuariamente queste pagine, se vorrà, potrà fare outing) perché la notte non aveva riposato a causa del fuso orario. Devo dire però che sinceramente io non ho trovato che Ratzinger fosse stanco - e badate che avrebbe avuto tutto il diritto di esserlo, avendo quasi il doppio degli anni miei, che seguivo la cerimonia da seduto, non dovevo predicare in una lingua che non è mia e non portavo mozzette, vesti, sopravesti, mitrie e quant'altro. Certo, il Papa ha avuto problemi circolatori all'inizio degli anni Novanta, e deve tenere controllato il cuore. E' un anziano di 81 anni, che tre anni fa, quando aveva come prospettiva quella di ritirarsi a studiare, è stato innalzato alla responsabilità di pastore universale della Chiesa e si è visto sconvolgere la vita. E' stato negli Usa, domani presiede una lunga celebrazione, nelle prossime settimane sarà a Savona e Genova, poi a Brindisi, quindi in Australia (viaggio aereo di 20 ore), e a settembre a Parigi e a Lourdes. Posso garantirvi che i giorni di riposo dopo il viaggio (interrotti dalla celebrazione della fase finale - con omelia - delle esequie del cardinale Lopez Truijllo) erano programmati da tempo e che Benedetto XVI si è ripreso bene dalle fatiche americane. Insomma, oggi non c'è alcun allarme sulla sua salute. Vengo al pizzico di sconforto iniziale: sono passati tre anni, solo tre anni, da quando è finito un decennio giornalisticamente piuttosto impegnativo per i vaticanisti, chiamati a pronunciarsi sulla salute del Papa malato di Parkinson, con un susseguirsi di falsi allarmi e di rose di papabili (molti dei quali passati a miglior vita mentre Wojtyla continuava a regnare). Quello che arriva dalla Francia è un brutto segnale: già si ricomincia? Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average: 3.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Apr 08 Il giorno di Padre Pio (e i veti dello storico professore) Oggi, al termine della messa celebrata sul piazzale antistante il nuovo santuario di San Giovanni Rotondo, inizia l'esposizione del corpo di Padre Pio. Un appuntamento molto atteso (già 750mila persone si sono prenotate per poter sfilare nella cripta del convento di Santa Matia delle Grazie), e da più di qualcuno (ad esempio Claudio Magris sul Corriere della Sera) criticato. Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista al cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, che spiega il significato della venerazione delle reliquie dei santi. Come sapete, con l'amico e collega di Famiglia Cristiana Saverio Gaeta abbiamo scritto un libro ("Padre Pio. L'ultimo sospetto", Piemme) per analizzare e confutare i sospetti lanciati da Sergio Luzzatto con il suo volume sul frate pubblicato lo scorso ottobre. Ebbene, da quando è uscito il nostro volume Luzzatto non ha mai accettato un confronto o un dibattito, che fosse televisivo o meno, tanto che nei giorni scorsi gli abbiamo pubblicamente rinnovato l'invito in questo senso. Luzzatto non solo non vuole confrontarsi con noi, ma mette pure veti: ieri sera, a Matrix, in diretta su Canale Cinque, doveva essere presente Gaeta. All'ultimo momento gli è stato detto che non sarebbe più potuto intervenire. Perché? E' presto detto: perché c'era Luzzatto, il quale pone come condizione previa per partecipare a qualsiasi dibattito su Padre Pio l'assenza di Gaeta e mia. C'è da capirlo: dopo che sono stati smascherati errori grossolani, sviste, letture parziali e pregiudizi contenuti nel suo lavoro, lo "storico del XXI secolo" come si definisce, ha paura di un confronto pubblico. Meglio pontificare a senso unico, senza contraddittorio. Domani è il 25 aprile, giorno di festa per la liberazione. Voglio segnalare che proprio domani, fino al 27 aprile, inizierà a Lonato (Brescia) il 1 raduno nazionale dei Giovani della Comunità Missionaria di Villaregia - di diritto pontificio dal 2002, fondata nel 1981 da padre Luigi Prandin e Maria Luigia Corona - che conta 550 membri consacrati e 15.000 aggregati. Per tre giorni i giovani vivranno un 25 aprile "alternativo" riflettendo su evangelizzazione e missione, grazie alle testimonianze di missionari provenienti dagli angoli più poveri del mondo. Scritto in Varie Commenti ( 225 ) " (16 votes, average: 3.69 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 La nostra sfida più urgente Tornato dal viaggio negli Stati Uniti volevo sottoporre alla vostra attenzione una frase contenuta nell'omelia tenuta da Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sabato mattina. A mio avviso sintetizza il messaggio che il Papa ha voluto lasciare agli americani e che ha testimoniato nel suo contatto con le folle dei fedeli. "Forse abbiamo perso di vista che in una società in cui la Chiesa sembra essere legalista e 'istituzionale', la nostra sfida più urgente è di comunicare la gioia che nasce dalla fede e l'esperienza dell'amore di Dio" Scritto in Varie Commenti ( 52 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 "Io, povero successore di Pietro" Stamattina (in Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali, chiedendo preghiere per la sua missione, aveva definito se stesso un "poverocristo vicario di Cristo". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (17 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Apr 08 Piccole esperienze americane Vi scrivo queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via" ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell'articolo - che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 40 ) " (13 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (25 votes, average: 4.68 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (12 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (174) Ultime discussioni Francesco Ursino: Perché siamo questo, appunto. Uomini. Creature viventi finite, limitate, incomplete,... Carlo: Secondo voi cercare di capire questo mysterium iniquitatis è un tentativo inutile? La nostra ragione fin dove... Marco Scanavacca: Per il dott. Tornielli: "Una precisazione dalla Francia (da Montferrer, sui Pirenei, dove sto... Francesco Ursino: Il dilemma di Epicuro si smonta da solo, perché pretende di elevare l'uomo a un livello di... Marco Scanavacca: Per il signor Carlo - May 2nd, 2008 at 11:03 pm - vede, il suo ragionamento è viziato dal non... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Il giorno di Padre Pio (e i veti dello storico professore) La nostra sfida più urgente "Io, povero successore di Pietro" Piccole esperienze americane Il Papa e i valori Usa, non solo luci Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Il Papa negli Usa Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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"Io, povero successore di Pietro" (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Sono in partenza per un paesino al confine tra la Francia e la Spagna, a consultare carte d'archivio per un mio libro. Dovete scusarmi se non ci saranno aggiornamenti nei prossimi giorni e se non sarò in grado di intervenire. Spero comunque di riuscire a collegarmi una volta al giorno via telefonino. Buon ponte del 1 maggio a tutti! Scritto in Varie Commenti ( 44 ) " (4 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Apr 08 Le Figaro, i papabili e le interviste riciclate Nel post precedente trovate il link per leggere integralmente l'articolo con il quale Le Figaro lo scorso fine settimana ha lanciato l'allarme sulla salute del Papa affermando che già si parla della sua successione. Nell'articolo in questione si citano parole del cardinale Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga, salesiano, dinamico arcivescovo di Tegucigalpa (Hondouras), il quale afferma che il prossimo Papa dovrebbe provenire dal terzo mondo. Parole che sono state lette come un'autocandidatura. Ora, apprendo che il cardinale, leggendo Le Figaro, ha reagito ricordando che i virgolettati citati (tratti da un libro appena uscito in Francia) risalivano a un'intervista del 2001, dunque del tutto fuori contesto. Cari amici, mi ha scritto il collega Hervé Yannou, autore dell'articolo su Le Figaro. Credo che valga la pena leggere la sua lettera, che posto tra i commenti. Ci aiuta a capire come spesso noi giornalisti siamo vittime di certi titoli e di certi rilanci d'agenzia. Comunque, un contributo interessante al dibattito. Una precisazione dalla Francia (da Montferrer, sui Pirenei, dove sto consultando l'archivio Tisserant): so che il cardinale Rodriguez Maradiaga ha pubblicato un libro a Parigi e ho visto un lancio d'agenzia sul suo contenuto. Ora, quando l'ho interpellato in merito all'articolo di Le Figaro, mi ha detto che alcune frasi (presenti nel libro) appartengono a vecchie interviste. Io però non ho il libro, mentre il collega Yannou ce l'ha e l'ha letto. Dunque mi fido di ciò che ci comunica. Appena torno in Italia, a metà della prossima settimana, approfondirò una volta per tutte la cosa con il cardinale. E' possibile che l'autore del libro abbia usato anche vecchie interviste, anche se è in effetti un po' strano: se posso intervistare OGGI un cardinale, perché dovrei citare vecchie cose? Scritto in Varie Commenti ( 242 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Apr 08 Le Figaro ha scoperto che il Papa è anziano. Scrivo queste righe con un pizzico di sconforto (domani troverete un articoletto sul Giornale dedicato all'argomento): il quotidiano francese Le Figaro ha rilanciato nelle ultime ore un allarme sulla salute del Papa. In un lungo e articolato resoconto, dedicato a un bilancio dei primi tre anni di pontificato, si comincia a parlare della successione a Papa Ratzinger (facendo i nomi dei "papabili", Bertone e Maradiaga) e si dice che Benedetto XVI è fragile di cuore, ha 81 anni, rivelando pure che le sue arterie hanno la stessa età (ah, la potenza della scienza medica francese!). Si fa notare che il Papa negli Usa è apparso "stanco" (in particolare sabato mattina, nella cattedrale di St. Patrick) e che avrebbe ridotto gli impegni. Io c'ero a St. Patrick sabato mattina, ed ero stanco, stavo per appisolarmi. Un collega accanto a me s'è addormentato (e l'ho pure fotografato: siccome frequenta saltuariamente queste pagine, se vorrà, potrà fare outing) perché la notte non aveva riposato a causa del fuso orario. Devo dire però che sinceramente io non ho trovato che Ratzinger fosse stanco - e badate che avrebbe avuto tutto il diritto di esserlo, avendo quasi il doppio degli anni miei, che seguivo la cerimonia da seduto, non dovevo predicare in una lingua che non è mia e non portavo mozzette, vesti, sopravesti, mitrie e quant'altro. Certo, il Papa ha avuto problemi circolatori all'inizio degli anni Novanta, e deve tenere controllato il cuore. E' un anziano di 81 anni, che tre anni fa, quando aveva come prospettiva quella di ritirarsi a studiare, è stato innalzato alla responsabilità di pastore universale della Chiesa e si è visto sconvolgere la vita. E' stato negli Usa, domani presiede una lunga celebrazione, nelle prossime settimane sarà a Savona e Genova, poi a Brindisi, quindi in Australia (viaggio aereo di 20 ore), e a settembre a Parigi e a Lourdes. Posso garantirvi che i giorni di riposo dopo il viaggio (interrotti dalla celebrazione della fase finale - con omelia - delle esequie del cardinale Lopez Truijllo) erano programmati da tempo e che Benedetto XVI si è ripreso bene dalle fatiche americane. Insomma, oggi non c'è alcun allarme sulla sua salute. Vengo al pizzico di sconforto iniziale: sono passati tre anni, solo tre anni, da quando è finito un decennio giornalisticamente piuttosto impegnativo per i vaticanisti, chiamati a pronunciarsi sulla salute del Papa malato di Parkinson, con un susseguirsi di falsi allarmi e di rose di papabili (molti dei quali passati a miglior vita mentre Wojtyla continuava a regnare). Quello che arriva dalla Francia è un brutto segnale: già si ricomincia? Scritto in Varie Commenti ( 138 ) " (13 votes, average: 3.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Apr 08 Il giorno di Padre Pio (e i veti dello storico professore) Oggi, al termine della messa celebrata sul piazzale antistante il nuovo santuario di San Giovanni Rotondo, inizia l'esposizione del corpo di Padre Pio. Un appuntamento molto atteso (già 750mila persone si sono prenotate per poter sfilare nella cripta del convento di Santa Matia delle Grazie), e da più di qualcuno (ad esempio Claudio Magris sul Corriere della Sera) criticato. Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista al cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, che spiega il significato della venerazione delle reliquie dei santi. Come sapete, con l'amico e collega di Famiglia Cristiana Saverio Gaeta abbiamo scritto un libro ("Padre Pio. L'ultimo sospetto", Piemme) per analizzare e confutare i sospetti lanciati da Sergio Luzzatto con il suo volume sul frate pubblicato lo scorso ottobre. Ebbene, da quando è uscito il nostro volume Luzzatto non ha mai accettato un confronto o un dibattito, che fosse televisivo o meno, tanto che nei giorni scorsi gli abbiamo pubblicamente rinnovato l'invito in questo senso. Luzzatto non solo non vuole confrontarsi con noi, ma mette pure veti: ieri sera, a Matrix, in diretta su Canale Cinque, doveva essere presente Gaeta. All'ultimo momento gli è stato detto che non sarebbe più potuto intervenire. Perché? E' presto detto: perché c'era Luzzatto, il quale pone come condizione previa per partecipare a qualsiasi dibattito su Padre Pio l'assenza di Gaeta e mia. C'è da capirlo: dopo che sono stati smascherati errori grossolani, sviste, letture parziali e pregiudizi contenuti nel suo lavoro, lo "storico del XXI secolo" come si definisce, ha paura di un confronto pubblico. Meglio pontificare a senso unico, senza contraddittorio. Domani è il 25 aprile, giorno di festa per la liberazione. Voglio segnalare che proprio domani, fino al 27 aprile, inizierà a Lonato (Brescia) il 1 raduno nazionale dei Giovani della Comunità Missionaria di Villaregia - di diritto pontificio dal 2002, fondata nel 1981 da padre Luigi Prandin e Maria Luigia Corona - che conta 550 membri consacrati e 15.000 aggregati. Per tre giorni i giovani vivranno un 25 aprile "alternativo" riflettendo su evangelizzazione e missione, grazie alle testimonianze di missionari provenienti dagli angoli più poveri del mondo. Scritto in Varie Commenti ( 225 ) " (16 votes, average: 3.69 out of 5) Loading ... 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Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 "Io, povero successore di Pietro" Stamattina (in Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali, chiedendo preghiere per la sua missione, aveva definito se stesso un "poverocristo vicario di Cristo". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (17 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Apr 08 Piccole esperienze americane Vi scrivo queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via" ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell'articolo - che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 40 ) " (13 votes, average: 4.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (25 votes, average: 4.68 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (12 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (174) Ultime discussioni Francesco Ursino: Perché siamo questo, appunto. Uomini. Creature viventi finite, limitate, incomplete,... Carlo: Secondo voi cercare di capire questo mysterium iniquitatis è un tentativo inutile? La nostra ragione fin dove... Marco Scanavacca: Per il dott. Tornielli: "Una precisazione dalla Francia (da Montferrer, sui Pirenei, dove sto... Francesco Ursino: Il dilemma di Epicuro si smonta da solo, perché pretende di elevare l'uomo a un livello di... Marco Scanavacca: Per il signor Carlo - May 2nd, 2008 at 11:03 pm - vede, il suo ragionamento è viziato dal non... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Magri e Minzolini (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

TOTO-MINISTRI Stop dalla Libia a Calderoli Magri e Minzolini "Un provocatore assassino" Il figlio di Gheddafi: no nel governo Solidarietà bipartisan al leghista E per la Giustizia ora rispunta Pera.

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LA POLITICA I GIOVANI E IL PASSO DELL'ALPINO (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

La piazza del sabato Laurana Lajolo LA POLITICA I GIOVANI E IL PASSO DELL'ALPINO In Consiglio provinciale entra qualche giovane, figlio della politica, ma nelle liste c'erano altri giovani intenzionati a fare politica. Chissà se questi ragazzi, eletti o no riusciranno a farsi sentire, senza aspettare sponsorizzazioni dei soliti boss e dei soliti notabili e dei loro padri? Oppure si accontenteranno di essere ornamenti del potere? Faccio i miei auguri sia ai giovani che esultano per la vittoria sia a quelli delusi dalla sconfitta, raccomandando di non eccedere nell'entusiasmo o nella depressione. La politica è una strada impervia, ricca di imprevisti che oggi si dimostra sempre più dipendente dagli orientamenti dei poteri forti, ma proprio per questo è anche volubile e gli elettori cambiano il voto a seconda dei problemi economici urgenti. In politica vale il passo dell'alpino più che quello dello sprinter. Queste elezioni chiudono molte cose, ma la politica non è solo vincere o perdere un'elezione, deve essere piuttosto concretizzare su obiettivi credibili in una visione sociale complessiva. La strada continua per i vincitori, che non hanno vinto una volta per tutte, e per i vinti, se non abbandonano il campo.

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Politico e imprenditore (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Volti noti Politico e imprenditore Carlo Alberto Parola Il notaio, ex candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative per il centrodestra si è piazzato al tredicesimo posto nella classifica dei redditi. Fra gli amministratori e politici figura, poi, il senatore ed ex sindaco di Cuneo, Giuseppe Menardi, e diverse posizioni dopo Claudio Dutto consigliere comunale e regionale della Lega Nord. Amilcare Merlo L'industriale cuneese conosciuto in tutto il mondo per gli elevatori e macchine movimento terra risulta al quattordicesimo posto nella classifica dei redditi 2005 di Cuneo città. Nel settore del commercio nelle prime posizioni compare il concessionario di auto "Mercedes" Ilario Gino con salone a Madonna dell'Olmo.

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La libia attacca calderoli "guai se farà il ministro" (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Montezemolo: sarò l'ambasciatore del made in Italy. Poi precisa: nessun incarico La Libia attacca Calderoli "Guai se farà il ministro" ROMA - Uno dei figli del leader libico Gheddafi, Saif El Islam, ha dichiarato che se Calderoli diventasse ministro "ci sarebbero ripercussioni catastrofiche sulle relazioni tra Italia e Libia". Sarebbe lui il responsabile dei morti seguiti agli scontri di Bengasi, nel 2006, innescati dalla T-shirt su Maometto indossata proprio da Calderoli. Intanto, Luca Cordero di Montezemolo ha accettato di rappresentare il made in Italy nel mondo. BERIZZI, CECCARELLI, LONARDI E NIGRO ALLE PAGINE 4 E 5.

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Diplomazie in allarme fra tripoli e roma sull'islam primo scoglio per berlusconi - vincenzo nigro (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Il caso La Lega lancia la Mauro vice del Senato Diplomazie in allarme fra Tripoli e Roma sull'Islam primo scoglio per Berlusconi Petrolio e ondate migratorie le possibili ritorsioni della Libia. Lega osservata speciale VINCENZO NIGRO ROMA - La "Rivoluzione verde" di Mohammad Gheddafi contro le bandiere verdi della Lega. Il governo di Silvio Berlusconi non è ancora nato, ma già dall'estero arrivano i primi problemi: un deja vu dello scontro Italia-Islam che, l'avevamo quasi dimenticato, fu una delle costanti negative della politica estera del secondo governo Berlusconi. Ieri l'ambasciatore libico a Roma, Hafez Gaddur, ha letto e rilanciato il comunicato con cui Saif Gheddafi condanna la possibilità di rivedere Calderoli ministro: anche per lui è stato un tuffo nel passato, quello del periodo peggiore nei rapporti fra mondo arabo e Italia. Ieri sera alla Farnesina un brivido è corso lungo la schiena di molti diplomatici, quelli che in questi anni hanno lavorato a ricucire i rapporti col mondo islamico, guidati da un ministro degli Esteri (D'Alema) che anzi è stato accusato di simpatie eccessive anche per i movimenti islamici più imbarazzanti, Hamas e Hezbollah. A cavallo fra due governi, il ministero degli Esteri per il momento approfitta della pausa week-end, illudendosi che l'attacco di Saif El Islam, sicuramente teleguidato dal padre colonnello, possa essere contenuto nelle prossime 48 ore. "Il vero problema è che noi crediamo che la scelta libica sia una delle tipiche mosse di Gheddafi per mettere in difficoltà un partner con cui negozia su più tavoli", dice un diplomatico italiano: "In questo modo Gheddafi costringe il governo Berlusconi sulla difensiva prima ancora che il governo sia nato". E per mille motivi Berlusconi sarà costretto a reagire con grandissima cautela: una ragione per tutte è il fatto che il 30 per cento del petrolio consumato in Italia arriva direttamente dalla Libia, per non parlare del gas, nei nuovi gasdotti in costruzione e dei nuovi contratti in gestazione. "Ma da quest'episodio può venire una spinta anti-italiana in buona parte del mondo arabo", dice un altro diplomatico, "e questo sarebbe un problema ulteriore". Roberto Calderoli si presentò in televisione il 15 febbraio del 2006, aprì la camicia e fece vedere una maglietta con stampate le vignette "blasfeme", Maometto con turbante a forma di bomba a mano. Erano i mesi delle vignette anti-islamiche pubblicate dai giornali danesi, il mondo arabo era in fiamme contro la piccola Danimarca. Dopo la comparsata di Calderoli, una folla il 17 febbraio attaccò il consolato italiano a Bengasi. Ci furono 11 morti, molti poliziotti rimasero feriti: in verità Bengasi da sempre è stata una città calda per il regime libico, le tribù e le cabile di Bengasi da sempre sono in rotta di collisione con Tripoli e le tribù della regione della capitale. Le vignette furono un pretesto per qualcosa che era innanzitutto contro il colonnello. Gheddafi, costretto a reprimere nel sangue l'assalto al consolato italiano, non poté fare a meno di rilanciare attaccando il governo Berlusconi, chiedendo riservatamente e pubblicamente un segnale forte, le dimissioni di Roberto Calderoli. Che arrivarono, anche perché la Libia oltre a negare petrolio e commerci all'Italia è anche in grado di fare un'altra cosa, aprire il rubinetto dell'immigrazione clandestina che dall'Africa sub-sahariana attraversa il deserto, si imbarca proprio sulle coste libiche e finisce per sbarcare a Lampedusa. A Roma molte ambasciate arabe sono in attesa, pronte a cogliere ogni minimo segnale di antipatia che dalla Lega dilaghi verso le altre componenti della maggioranza e del governo. Tutti gli ambasciatori hanno ripescato dai cassetti le parole di Silvio Berlusconi, il 25 settembre del 2001 a Berlino. Berlusconi durante una conferenza stampa, al termine di un ragionamento condotto con apparente equilibrio, disse che "noi occidentali dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che costituisce un sistema di valori e di principi che ha dato luogo al benessere e che garantisce il rispetto dei diritti umani e religiosi. Cosa che non c'è nei paesi islamici". Poi aggiunse che certo "l'Occidente continuerà a conquistare popoli, l'ha già fatto con il mondo comunista e l'ha fatto con i paesi arabi moderati". E comunque "non dobbiamo mettere le due civiltà sullo stesso piano: la libertà non è patrimonio della civiltà islamica". La Lega sottoscriverebbe ancora oggi, parola per parola. Il mondo arabo è pronto invece a nuove accuse e nuove proteste, e il caso Calderoli potrebbe essere solo un pretesto. SEGUE A PAGINA 2.

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La libia contro calderoli "una catastrofe se fa il ministro" - paolo berizzi (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

La Libia contro Calderoli "Una catastrofe se fa il ministro" Gheddafi jr: è l'assassino di Bengasi. La Lega insorge Dura nota dell'agenzia Jana Gasbarra, Pd: "Diktat inaccettabile". Volontè, Udc: "L'Italia non è sotto tutela di nessuno" PAOLO BERIZZI ROMA - Il missile libico arriva in Italia alle 19.47, rimbalzato dall'agenzia di stampa Jana e cioè il megafono ufficiale del governo di Tripoli. "Se Calderoli ridiventasse ministro del prossimo governo Berlusconi si avrebbero ripercussioni catastrofiche nelle relazioni tra l'Italia e la Libia". Così Saif El Islam Gheddafi, figlio del leader libico Muammar Gheddafi. Nella sua news analysis non proprio diplomatica, l'erede del "colonnello" inizia precisando che l'eventuale decisione di Silvio Berlusconi di rinominare ministro l'esponente leghista è "un affare interno che riguarda l'Italia". Ma subito dopo va all'affondo, rimarcando "la gravità di questa questione". A far da contorno alle esternazioni di Gheddafi jr è una nota della stessa agenzia Jana, che senza mezzi termini definisce Calderoli "il vero assassino dei cittadini libici morti" a Bengasi il 17 febbraio 2006. Nella città libica una manifestazione di protesta divampò contro il consolato italiano in seguito a uno show dell'allora ministro per le Riforme, il quale, durante un'intervista al Tg1, si aprì la camicia e mostrò una maglietta con la riproduzione di una vignetta anti-islamica (una delle caricature di Maometto pubblicate sul quotidiano danese "Jyllands Posten"). La polizia libica reagì all'assalto con violenza e sparò contro i manifestanti uccidendo 11 persone e ferendone altre 25. "La crisi - si legge nel testo di Jana - è stata allora circoscritta, causando anche le dimissioni del ministro italiano. Ma ora giungono voci sulla possibilità di ricandidare nuovamente quel ministro, il vero assassino - appunto - dei cittadini libici". Saif El Islam ha ribadito il concetto. E ha acceso il fuoco delle polemiche. Se il diretto interessato, Calderoli - designato ministro per l'attuazione del programma di governo (con delega alle riforme) - sceglie ora la linea della diplomazia ("la scelta della squadra di governo spetta a Silvio Berlusconi che ha avuto mandato dal popolo che è sovrano, partendo proprio dalle indicazioni che quel popolo gli ha fornito"), da altri rappresentanti leghisti arrivano parole più robuste: "Non accettiamo provocazioni e minacce dalla gang di Tripoli, ovvero i registi delle invasioni delle coste meridionali del nostro paese - ha tuonato l'europarlamentare Mario Borghezio - Per fortuna in questo governo ci sono dei veri crociati come i leghisti in grado di combattere il pericolo del terrorismo jihadaista e i suoi palesi e occulti sostenitori come i libici". "Parole farneticanti e in libertà", le definisce Roberto Cota, capogruppo in pectore della Lega alla Camera, mentre Gian Paolo Gobbo, sindaco di Treviso, si augura che "Gheddafi jr venga censurato dal padre". "Non vorrei - dice ironicamente Giacomo Stucchi, altro deputato lumbard - "che adesso arrivasse anche Raul Castro a porre veti a qualche altro ministro o a Fini presidente della Camera". Commenti irritati anche dall'opposizione. "Diktat inaccettabili", dice Enrico Gasbarra del Pd. E Luca Volonte' dell'Udc: "L'Italia non è sotto tutela di nessuno, tantomeno della Libia".

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ROMA - Archiviata l'elezione dei presidenti delle Camere, restano da sciogliere gli ultimi nodi sull... (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

ROMA - Archiviata l'elezione dei presidenti delle Camere, restano da sciogliere gli ultimi nodi sulle vicepresidenze: in totale otto, quattro per ciascun ramo del Parlamento, di cui due espressione della maggioranza e due dell'opposizione. Per quanto riguarda Palazzo Madama alla maggioranza resterebbero in campo complessivamente tre candidature: in pole-position quella della leghista Rosi Mauro, fortemente sponsorizzata dallo stesso Bossi, che ha annunciato la sua decisione di toglierla dal toto-ministro (fino ad allora in lizza per la guida del Welfare) per assegnarla alla vicepresidenza del Senato in quota Carroccio. Nel Pdl le posizioni restano tuttavia ancora attendiste, sottolineando che in ogni caso, oltre al posto (piuttosto sicuro) di Domenico Nania, in quota An, rimane in pista anche il nome del forzista ex Udc Carlo Giovanardi.

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Destra snob e populista - (segue dalla prima pagina) (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Commenti DESTRA SNOB E POPULISTA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Se un uomo carismatico come il presidente della Fiat e della Ferrari, giunto alla conclusione del suo mandato in Confindustria, accettasse un'investitura, ancorché figurativa, di questo tipo offrirebbe al futuro governo anche il via libera simbolico degli establishment, delle élite che si professavano "terziste". Non è una sorpresa che le categorie economiche abbiano subito espresso un fervido entusiasmo alla notizia. Per il Pd, mortificato dalle sconfitte e ripiegato su se stesso, lo spostarsi sulla sponda governativa delle organizzazioni economiche, in sé fisiologico, rappresenta una ragione di preoccupazione in più, che si somma ai motivi di inquietudine per il futuro del Pd in quanto opposizione e alternativa politica. Sono preoccupazioni che dovrebbero indurre a comportamenti chiari e a un abbozzo di strategia. E innanzitutto a un'analisi spregiudicata della vittoria conseguita dall'alleanza guidata da Berlusconi. Perché quest'ultima non è affatto un blocco monolitico. Prima dell'adesione di Montezemolo "per senso civico", il sigillo più spettacolare sul risultato del 13-14 aprile è stato il Campidoglio espugnato. In quanto voto di destra puro, cioè per la schiettezza "sociale" e per la cultura esplicitamente antiliberale da cui Alemanno proviene, il trionfo capitolino completa la vittoria alle elezioni politiche. Tuttavia la complica anche. Introduce un elemento in più, la socialità di ascendenza missina. E poiché la sensazione prevalente è che la destra abbia vinto le elezioni puntando sugli interessi, mentre Veltroni ha condotto una campagna sui simboli, sarà bene districare la matassa di interessi materiali che Berlusconi ha coalizzato. Nel rastrellamento di voti in ogni settore sociale, un ruolo di rilievo lo ha avuto il tema della sicurezza e dell'immigrazione; ma ciò che va compreso a fondo è l'universo socio-economico mobilitato da Pdl e alleati, per osservarne i punti di forza e di criticità. Altrimenti, se il Pd continuerà a contrapporre l'immaginario al materiale, il cuore al portafogli, il confronto con la destra resterà sempre asimmetrico. Sta di fatto che il blocco berlusconiano è un corpo eclettico, che si vuole in grado sia di differenziarsi sul territorio sia di trovare al centro un principio unificante. Impresa non da poco, a osservare il dna del centrodestra. L'egemonia nel Nord rappresenta il sentimento nordista incarnato dal forzaleghismo, dominato dall'insofferenza verso la burocrazia pubblica, che negli ultimi due anni si è fatta acuta verso la triade composta da Prodi, Padoa-Schioppa e Visco, concepiti come i campioni di un'esosità fiscale punitiva. Il mondo della piccola impresa, del lavoro autonomo, delle professioni ha trovato una consonanza quasi totale con Forza Italia e la Lega. Eppure, a dispetto dell'ottimismo di Berlusconi, la Lega non è ancora un soggetto pacificato: sbandiera un federalismo politico e fiscale talmente spinto da risultare problematico per la stessa tenuta nazionale. Anche se Bossi non parla più di secessione, nella coalizione di destra si colloca a un estremo: all'altra estremità c'è l'altro autonomismo, quello di Lombardo, l'allestitore di un tipico cartello di clientele meridionali. Allora, possono convivere questi "due autonomismi"? I leghisti, a cominciare da Maroni, sostengono che, pur nell'ambito di un federalismo fiscale severo con le regioni del sud, il Mezzogiorno godrà di risorse sufficienti grazie ai fondi europei. Per ora, come ha rilevato Giuseppe De Rita, queste risorse sono state sprecate nel piccolo cabotaggio locale; per un migliore rendimento delle amministrazioni occorre una classe politica nuova, che non si inventa dall'oggi al domani. Dunque viene più spontaneo prevedere per il Sud l'attivazione di una politica di grandi opere nel deserto, con il Ponte sullo Stretto come emblema, che non una crescita capillare della qualità amministrativa e organizzativa. è vero che la vittoria di Roma a prima vista sembra riequilibrare almeno il peso della Lega. Lo stile politico di Alemanno significa sintesi di borgate e corporazioni, presenza populista nelle periferie e sostegno ai tassisti contro le liberalizzazioni. Cioè un'antitesi perfetta al liberalismo naturale degli imprenditori padani. Ma anche la negazione fattuale del liberismo promosso sino a ieri da Forza Italia. Dunque l'arte di Berlusconi è consistita principalmente nel comporre interessi in apparenza incompatibili, ravvivandoli adesso con il glamour montezemoliano. Si tratta allora di capire se il pensiero di Tremonti, la polemica contro il "mercatismo" è una semplice rivendicazione intellettuale di "valori" oppure un principio efficiente di composizione politica delle contraddizioni a destra. Per il momento infatti Berlusconi ha costituito un funzionale congegno di raccolta del consenso, che seleziona un ampio ventaglio di interessi anche confliggenti e li "corpora" intorno a un'idea fondata sul nazionalismo economico, rendendoli funzionali a un programma di egemonia politica e sociale. Programma riuscito, sul piano delle enunciazioni, se è vera la sintesi esposta da Berlusconi stesso: "Ora noi e la sinistra non siamo più due metà del paese; siamo due terzi contro un terzo". Proprio così, la realtà di oggi è descritta dal fatto che il perimetro che per decenni ha racchiuso la governabilità, vale a dire il centrosinistra, rappresenta una minoranza, che intravede il rischio di diventare minoranza permanente. Berlusconi oggi ha l'Italia in pugno, e stringe il consenso con le cinque dita della sua mano politica: il nordismo, l'autonomismo meridionale, lo statalismo di An, il liberalismo dei vecchi forzisti, il tutto ridipinto dal neo-protezionismo di Tremonti. Mettiamoci infine il guanto sofisticato di "Luca", la corsa sul carro dei vincitori delle corporazioni, e l'egemonia è fatta. Di fronte a questo organismo politico-ideologico, cioè alla "modernizzazione reazionaria" che fa malinconicamente dileguare tutte le chiacchiere sulle "agende Giavazzi" e le liberalizzazioni strutturali che venivano indicate come traguardo perentorio del nostro paese il Pd dovrà darsi alla svelta una cultura, in chiave sociale ed economica, capace di incunearsi nelle contraddizioni implicite della destra e portarle alla percezione dell'opinione pubblica. Per i prossimi mesi occorrerà vedere come il blocco nazionalcorporativo guidato da Berlusconi potrà rispondere sul piano del governo al confronto con la realtà e i suoi conflitti. E se la conciliazione degli opposti, una volta esauriti i giochi di prestigio con le migliori figure del mazzo, non avverrà semplicemente sciogliendo sciaguratamente i cordoni della spesa pubblica. Perché un conto è raccogliere consenso, e magari alimentarlo con il carisma più elegante; un altro è affrontare problemi che sono nelle cose, e che non sono correggibili con l'ideologismo in fondo corporativo, in fondo organicista di questa destra italiana, così prensile e versatile, così ad un tempo snob e populista, nuova eppure vecchissima.

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Saluti romani e fucili lumbard - giovanni valentini (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Commenti IL SABATO DEL VILLAGGIO SALUTI ROMANI E FUCILI LUMBARD GIOVANNI VALENTINI è ormai da quindici anni, da quando Silvio Berlusconi "sdoganò" la destra italiana e la immise nel circuito democratico, che abbiamo accettato in Italia il paradigma di un partito post-fascista, non più nostalgico del regime e del fatidico ventennio. Sarà pure per "l'eterogenesi dei fini", come qui abbiamo già riconosciuto in passato, ma l'operazione ha prodotto comunque l'effetto benefico di innescare il bipolarismo e l'alternanza. Fin da allora, questo giornale concesse un'apertura di credito alla cosiddetta "svolta di Fiuggi", attraverso la quale il vecchio Movimento sociale si trasformò in Alleanza nazionale, cioè in una formazione conservatrice e liberale, legittimata a governare. E proprio a chi scrive venne affidata nel '94 un'inchiesta sulla "nuova destra" che, volendo, si può rintracciare nel nostro archivio con il motore di ricerca di cui è dotato ora il sito di Repubblica.it. Se è lecito aggiungere un ricordo più personale, fu grande l'emozione con cui il sottoscritto moderò il primo faccia a faccia in pubblico tra Walter Veltroni e Gianfranco Fini, alla Festa dell'Unità nel settembre del '95 a Reggio Emilia. Alla presenza di tremila persone, il leader della destra debuttò davanti al popolo di sinistra nella terra dei fratelli Cervi. E tutto finì in gloria, senza contestazioni né incidenti, dopo una cena negli stand della Festa tra una battuta e l'altra: "Lo vede che non mangiamo i bambini?"; "Assaggi questo vino anche se è rosso, non nero!". Non è dunque per un vecchio pregiudizio ideologico che oggi soffermiamo lo sguardo e l'attenzione su quella foto, pubblicata in prima pagina sul nostro e su altri giornali all'indomani della trionfale elezione di Gianni Alemanno a sindaco di Roma, in cui si vedono una dozzina di militanti della destra protesi inequivocabilmente nel saluto romano sulla scalinata di un balcone del Campidoglio. D'accordo: era un gruppetto di estremisti, o magari di "bambini" come sono stati sbrigativamente definiti, in mezzo a una folla di elettori e di cittadini. Ma sarebbe stato e sarebbe tuttora opportuno che Alemanno, dopo essere stato vanamente demonizzato nelle ultime fasi della campagna elettorale e dopo aver dichiarato la lodevole intenzione di essere "il sindaco di tutta la città", trovasse il modo di dissociarsi o quantomeno di prendere le distanze da manifestazioni del genere che certamente non giovano alla ricomposizione del clima sociale. Forse è questione di forma, più che di sostanza. Ma, come si sa, in democrazia la forma è sostanza. E quello è sostanzialmente un gesto di rottura, una provocazione, un segnale in aperta contraddizione con l'esordio del sindaco di Roma e soprattutto con il discorso d'insediamento, ancora più impegnativo e apprezzabile, in cui il nuovo presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha proclamato nell'aula di Montecitorio che "è un dovere onorare il 25 Aprile", anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Nel "pamphlet" pubblicato proprio nel '94 e citato all'inizio di questa rubrica, Enzo Golino scrive fra l'altro che "in uno Stato totalitario (?) le metafore del potere si uniformano al verbo del capo carismatico". Ora è vero che il nostro è invece uno Stato democratico e, almeno fino a prova contraria, uno Stato di diritto. Ma certe intemperanze verbali, certe parole d'ordine, certi estremismi di Umberto Bossi rischiano di risultare più pericolosi di quanto possano apparire e magari di eccitare gli animi anche oltre le intenzioni effettive del leader leghista. Quando si parla di fucili pronti o di fucili caldi, e peggio ancora si allude a un esercito di trecentomila "martiri" pronti a scendere in campo per scontrarsi con la sinistra, si gira con il classico cerino acceso nella santabarbara dei peggiori istinti e dei risentimenti popolari. è, appunto, una questione di linguaggio: cioè di codici di comunicazione, prima ancora che di codice penale. Per un ex e prossimo ministro della Repubblica che ha giurato e giurerà di nuovo fedeltà alla Costituzione, un futuro ministro che invoca un'ampia convergenza in Parlamento sulle riforme istituzionali, il meno che si possa dire è che queste trasgressioni non favoriscono certo la concordia nazionale. Bisogna dare atto a Berlusconi di essere intervenuto già due volte per richiamare l'alleato nordista a una maggiore compostezza e moderazione. Ma, come siamo tutti stanchi delle risse verbali nei talk-show televisivi, siamo stufi anche delle smargiassate del "senatùr" e non vorremmo mancargli di rispetto riconducendo tutto alle sue condizioni di salute. Oggi la situazione del Paese è troppo seria e delicata per essere affidata ai saluti romani o ai fucili "lumbard". Il linguaggio, quello dei segni e quello delle parole, è ? come si legge ancora nel libro di Golino ? "la facoltà di stabilire i rapporti sociali lungo l'intera gamma del pubblico e del privato". Quali rapporti sociali si possono mai stabilire in questo modo? E come pensa la nuova maggioranza di favorire, su tale base, un confronto costruttivo con l'opposizione? Se questa dev'essere una legislatura costituente, secondo gli auspici, la nostalgia per il fascismo e la velata minaccia di un ricorso alla violenza non rappresentano certamente il viatico migliore. Prendiamo, come test, il tricolore. è la bandiera nazionale; la bandiera di tutti gli italiani, settentrionali e meridionali, di destra e di sinistra. Che senso ha continuare a proclamare che la bandiera della Lega è quella verde della Padania, tanto più nel momento in cui tanti elettori "bianchi" e "rossi" sono passati ormai nelle sue file? Nulla vieta di affiancare i due vessilli nelle manifestazioni pubbliche, piuttosto che contrapporli nelle dichiarazioni ufficiali: di tutto abbiamo bisogno in questo momento, fuorché di provocare una guerra di secessione. sabatorepubblica.it.

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Continua l'ostruzionismo in regione bloccato oltre un miliardo di pagamenti - marco trabucco (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina VII - Torino Scaduto l'esercizio provvisorio: l'opposizione chiede un aumento del finanziamento per i gruppi Continua l'ostruzionismo in Regione bloccato oltre un miliardo di pagamenti MARCO TRABUCCO Enti locali, associazioni e imprese piemontesi rischiano di dover fare debiti perché l'opposizione di centrodestra a Palazzo Lascaris chiede un aumento del 20 per cento del finanziamento dei gruppi in consiglio regionale. Perché è questo il vero motivo dell'ostruzionismo di Forza Italia, An, Udc e Lega Nord che ieri ha di nuovo bloccato l'assemblea per tutta la giornata. Ostruzionismo che dovrebbe continuare anche nelle sedute straordinarie convocate per oggi e domani. Da mesi i gruppi di opposizione chiedono, sottobanco quell'aumento ("il finanziamento è fermo dal 2002 - sostengono - e va adeguato"), ma Bresso e i suoi finora hanno resistito a quella sirena e risposto di no. Così però il bilancio preventivo della Regione per il 2008 non è stato approvato entro la scadenza del 30 aprile. E le conseguenze rischiano di essere davvero gravi. Le hanno illustrate ieri in una conferenza stampa la presidente Mercedes Bresso e il suo vice (e assessore al Bilancio) Paolo Peveraro: "Stanno verificandosi - hanno spiegato - i primi pesanti effetti della mancata approvazione del bilancio entro il termine di legge del 30 aprile. Non possiamo più pagare nessuno fino a quando il bilancio non passerà. Oggi sono stati bloccati 6.571 mandati di pagamento (ovvero pagamenti veri e propri che partivano dalla banca verso la controparte) per una cifra pari a 366 milioni di euro. Altri 741 milioni riguardano gli atti in liquidazione, per cui la ragioneria stava procedendo ad emettere i rispettivi mandati. E che verranno bloccati a sua volta". Un miliardo e cento milioni di euro destinati a imprese private, enti locali e associazioni e che non entreranno nel circuito dell'economia piemontese nei prossimi giorni. Con le immaginabili conseguenze. Nino Boeti, consigliere del Pd ha per questo presentato un ordine del giorni provocatorio: "Visto che l'ostruzionismo delle opposizioni - spiega - provoca ritardi nei pagamenti della Regione e danneggia imprese e enti c'è la necessità di un'equa distribuzione dei livelli di danno: e quindi chiederò che fino a che il bilancio non sia approvato, si sospendano le indennità di carica di consiglieri e assessori" Non basta però: a seguito della mancata approvazione del bilancio la presidente Mercedes Bresso, come prevede la legge, è stata nominata commissario ad acta per garantire la copertura del debito della sanità piemontese: dei 194 milioni di deficit accumulati nel 2007 ne mancano all'appello un centinaio la cui copertura è prevista nel bilancio previsionale 2008. La Bresso, per evitare che a fine mese venissero portate automaticamente ai massimi Irap ed addizionali Irpef come prevede la legge se il buco non è coperto, ha anticipato i tempi: "Come commissario - ha spiegato - adotterò il bilancio consolidato delle Asl e bloccherò immediatamente quella cifra in bilancio, in modo da dimostrare l'effettiva copertura del debito senza dover ricorrere ad alcun incremento fiscale". "La finanziaria nella proposta finale della Giunta - spiegano però i capigruppo di centrodestra - è diventata un provvedimento omnibus, un "treno" con troppi vagoni, la cui discussione in aula richiede tempo. Abbiamo chiesto alla giunta e alla maggioranza di ritornare alla originaria versione di dicembre, con dieci articoli. Ma non abbiamo ottenuto risposta". Oggi la discussione riprenderà alle 10.30.

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Cinisi celebra il trentennale di impastato (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina X - Palermo La memoria Cinisi celebra il trentennale di Impastato "Vorremmo che il Comune di Cinisi rendesse pubblico l'accesso al casolare dove è stato assassinato Peppino, per trasformarlo in un luogo di memoria". Lo ha detto Giovanni Impastato, fratello del militante di Democrazia proletaria, a margine della conferenza stampa di presentazione del settimo Forum sociale antimafia, in occasione del trentesimo anniversario dell'assassinio. Il luogo dove Impastato è stato ucciso appartiene a privati ed è da alcuni anni recintato e in stato di incuria. Alcuni anni fa, il commissario che ha amministrato la cittadina prima dell'attuale giunta, aveva deciso di porre un vincolo sul casolare, ritenendolo un bene culturale. Ma il Comune non ha ancora proceduto all'esproprio. "Speriamo che presto si possa risolvere questa situazione - ha concluso Giovanni Impastato - perché ci rattrista sapere che dove è morto mio fratello pascolano le mucche". Il Forum in memoria di Impastato prenderà il via giovedì prossimo a Cinisi e si concluderà domenica ed è organizzato insieme con il Centro siciliano di documentazione presieduta da Umbero Santino. "Trent'anni dopo l'assassinio di Peppino - spiega Santino - vogliamo fare il punto sullo stato della lotta alla mafia in Sicilia. In questo momento molti gregari e alcuni boss di Cosa nostra sono in carcere, ma al tempo stesso è ancora intatta la struttura della borghesia mafiosa". Oggi, a Roma, in Campidoglio, Impastato e gli altri giornalisti uccisi da mafia e terrorismo saranno ricordati in una cerimonia promossa dall'Unione cronisti.

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In manette il cognato del boss sarno (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina III - Napoli L'arresto In manette il cognato del boss Sarno Colpo al clan che comanda Ponticelli. I "falchi" della squadra speciale della questura hanno arrestato Antonio Ippolito, 40 anni, cognato del "capozona" Vincenzo Sarno. Sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, Ippolito è stato sorpreso in via Purgatorio con un pregiudicato ritenuto vicino al clan. è stato anche segnalato all'autorità giudiziaria perché in passato era già stato trovato con altri affiliati.

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Si divide il clan dei casalesi è in crisi uno dei 4 "padrini" - antonio corbo (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina V - Napoli Stretta giudiziaria, pentimento delle sue donne, appelli in tv: in bilico Francesco Bidognetti Si divide il clan dei Casalesi è in crisi uno dei 4 "padrini" A Casal di Principe Manganelli porta la festa della polizia (che però ha pochi mezzi) Castelvolturno tra delitti (7 in sei mesi) e affari Alberghi, golf e megaospedale ANTONIO CORBO DAL NOSTRO INVIATO CASTELVOLTURNO - è il settimo omicidio in sei mesi. Ma è considerato il primo. Nella terra dei Casalesi, gli altri non contano. "La vita e la morte dei senzapatria non valgono niente", dice un vecchio poliziotto, almeno lui mostra un filo di pietà. "Gente che dà fastidio, ruba dove non deve rubare, spaccia dove non deve spacciare". Rumeni, nigeriani, nomadi. "I senzapatria della pineta". Un pezzo d'Italia abbandonato a crudeltà e indifferenza: perde anche il conto dei suoi morti. Il delitto di Umberto Bidognetti no, è un lampo di guerra. è l'inizio di una strategia nei complessi rapporti di potere tra le quattro grandi famiglie della camorra. Tutto avviene nel perimetro della più debole. I Bidognetti. Preoccupate le famiglie dei latitanti. Zagaria, con Michele e Raffaele. Iovine, con Antonio. Esasperate, quelle dei detenuti, con i rispettivi boss all'ergastolo: Francesco Schiavone, "Sandokan", e Francesco Bidognetti, "Cicciotto di mezzanotte", messo alle corde da una martellante offensiva giudiziaria. è intorno a lui che gira il mistero dell'ultimo delitto. è stato ucciso lo zio, gli voleva bene. Un allevatore incensurato che alle sei del mattino aveva già lasciato la macchina dietro il casale della masseria, tra i poderi di Mazzafarro, infilato gli stivali per attraversare fango e letame nel recinto delle 52 bufale, indossato pantaloni e maglione tipo militare, i suoi abiti da lavoro. Un uomo segnato da lavoro e disgrazie. Il primo figlio, Salvatore, fu ucciso mentre comprava attrezzi da lavoro, la tuta sporca di calce. Muratore. Una vendetta trasversale. Il fratello, Domenico, era nel 2000 nel gruppo di fuoco del clan. Arrestato, conosceva la verità su una cinquantina di delitti, ha detto abbastanza ai magistrati della Dda, Giovanni Conzo e Francesco Curcio prima, poi a Marco Del Gaudio e Antonio Ardituro, che hanno creato il vuoto intorno a Bidognetti. è una disgrazia anche avere un figlio pentito nella terra dei Casalesi. Francesco Bidognetti è in bilico. I figli della prima moglie in carcere, Raffaele e Aniello. Dentro, anche il genero Giovanni Lubello. A casa sono rimasti altri tre: Katia, la moglie di Lubello, con Teresa e Gianluca. Una vita difficile: controlli, sequestri di beni, timori di agguati. Collaborano con i magistrati l'ex donna segreta del boss, Angela Barra, e la compagna, Anna Carrino che scelse un'alba di novembre per sparire, si è pentita, in tv ha appena invitato i suoi tre figli a seguirla. A cambiare vita. Si sono pentiti Domenico Bidognetti, figlio dell'allevatore ucciso ieri, e Massimo Iovine, braccio violento di Luigi Guida detto "Drink", un napoletano del quartiere Sanità che ha anche retto il clan. La stretta giudiziaria e gli allarmi lanciati anche in tv dai magistrati meritano una presenza più assidua dello Stato. Carabinieri e polizia offrono un impegno illimitato in una lotta impari. La polizia ha una struttura leggera: in 46 unità per cinque Comuni. Castelvolturno, Mondragone, Grazzanise, Santa Maria la Fossa, Cancello Arnone. Dove c'è di tutto: la grande criminalità e la grande finanza, progetti da miliardi, golf, turismo di lusso e in cantiere il primo ospedale privato d'Italia, discariche e rifiuti tossici. Polizia con auto, motori provati da 300 mila km, mezzi investigativi irrisori. I poliziotti sperano che Antonio Manganelli adegui le risorse, si è saputo proprio ieri che il 18 maggio verrà qui, ha fissato a Casal di Principe la Festa della polizia. Né loro, né i carabinieri per fortuna si fermano. Il capo della famiglia più debole è precipitato in una pericolosa solitudine. Si sono pentite persino le sue donne, quanto di più umiliante possa accadere a un uomo d'onore. Ha antenne finissime, avverte che qualcosa a Casal di Principe è cambiato. Ha visto dalla cella la trasmissione "Anno Zero" l'altro giovedì. Sa che sono stati attivati anche i Servizi per catturare i latitanti. E sa ancora meglio che è vicina la sentenza di appello del processo Spartacus, l'inizio del declino dei Casalesi. Ha firmato anche lui un documento per minacciare magistrati, pentiti, poliziotti e giornalisti. "Il primo atto di una ribellione alla stretta giudiziaria ma anche il rischio di un boomerang", dicono qui. Descrivono i boss tormentati dai dubbi. Divisi. Fermarsi o andare avanti, pentirsi o alzare il tiro? Il gesso bianco dei carabinieri indica 12 cerchi davanti alla porta verde del deposito di foraggio. I bossoli di una calibro 21 e di una 38. Sicari professionisti. Colpo di grazia alla tempia destra dopo i primi 11. Nessuno ha visto, i due stallieri tunisini dormivano alle 6, è stremato il cane nero alla catena, un incrocio di labrador e rottweiler, disperato ha abbaiato per ore, ha visto il padrone morire, ha rischiato di strozzarsi per salvarlo, ma la catena ha retto. Ha smesso quando l'ha visto portare via dai necrofori nel furgone nero. Non abbaia, non ringhia, non vede nessuno. Steso sotto l'albero della masseria ancora senza frutti, sembra morto anche lui adesso. Un magistrato sensibile prima di andarsene si è raccomandato: dategli da bere. Marco Del Gaudio guida le indagini con l'altro pm, Raffaele Falcone, volato poi in un carcere distante per parlare con Domenico, il pentito. è l'inizio di una strategia, ma quale? Se ne possono immaginare due. La meno probabile: il boss vuol dimostrare che il suo potere è integro, un segnale per proteggere anche chi dei suoi è fuori. Ma niente può far tacere il pentito: le dichiarazioni di Domenico, dopo la morte del padre, sono come in cassaforte. Sarebbe vano ogni tentativo per ritrattarle. L'altra pista: l'ala interventista ha agito senza avvertire il boss. Per colpirlo due volte: violare gli affetti ma anche i suoi poteri. Se così, come reagirà? Prevale il pessimismo: sarà facile capire questo primo delitto solo se ci sarà il secondo. Si saprà se ieri è stato punito un pentito o se è cominciata la guerra dei Casalesi.

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Agguato di camorra il padre del pentito ucciso come un boss - irene de arcangelis (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina IV - Napoli Agguato di camorra il padre del pentito ucciso come un boss Umberto Bidognetti faceva il contadino ed era incensurato IRENE DE ARCANGELIS NIENTE a che fare con la camorra, nessun rapporto con il figlio collaboratore di giustizia. Lontano dal crimine organizzato, sprezzante verso i pentiti. Nato e vissuto da contadino, fedina penale limpida e un cognome difficile da portare: Bidognetti. Eppure è morto da camorrista, Umberto Bidognetti, 69 anni, padre del pentito Domenico. Bersaglio facile per la sua vita libera in campagna, per la sua azienda bufalina, per la coscienza pulita e la totale assenza di protezione rifiutata con un secco no. Punto debole: il grande affetto verso quel nipote, Francesco Bidognetti, Cicciotto 'e mezzanotte, boss dei Casalesi condannato all'ergastolo. Il contadino che ieri mattina alle sei si stava infilando gli stivali di gomma per andare a lavorare è stato ammazzato come un boss. Prima tredici colpi a raffica sparati da due killer, poi il colpo di grazia, il numero quattordici esploso a bruciapelo, la canna della pistola calibro 9 contro la tempia. Vendetta trasversale per quel figlio pentito che in sette mesi di collaborazione con la giustizia ha raccontato di circa cento omicidi. Ma per quale dei numerosi, complessi motivi? I pm dell'Antimafia Giovanni Conso e Raffaello Falcone hanno più di una strada da seguire, mai come in questo caso tutte supportate da dichiarazioni nero su bianco, documenti, atti giudiziari. E una lettera, quella scritta dal pentito due mesi fa al pm Conso. Condita di profondo disprezzo per la camorra e i Casalesi. La goccia che potrebbe aver fatto traboccare il vaso, anche dopo il recente pentimento - seguito da interviste televisive molto "fastidiose" per la camorra - della ex compagna di Francesco Bidognetti, Anna Carrino. Lettera elemento chiave dell'indagine. Ma non solo. Pista numero uno: è prevista per fine maggio la sentenza in Appello del padre di tutti i processi, lo Spartacus. Venti imputati tra cui Sandokan, Bidognetti e i super latitanti Zagaria e Iovine. L'omicidio potrebbe essere un modo per ricordare che i Casalesi non sono finiti. Pista numero due: il processo Cantiello, sentenza prevista per il 12 maggio, costruito sulle dichiarazioni del pentito Bidognetti. Il capo dei capi Sandokan rischia l'ergastolo, accusato in qualità di doppiogiochista proprio da Domenico Bidognetti. Dunque la vendetta. Ma non è tutto. Pista numero tre: le voci di un possibile pentimento dello stesso Francesco Bidognetti, Cicciotto 'e mezzanotte. Il nipote preferito dalla vittima. La cui solidità criminale starebbe ora traballando dopo il pentimento della sua compagna Anna Carrino. Dunque un messaggio: non pentirti. Consegnato alla persona affettivamente più legata al boss in carcere. Che ieri all'alba stava per cominciare a lavorare nell'azienda bufalina "Sementini", nelle campagne di Cancello Arnone (Caserta). I sicari - due più l'autista - sono piombati su di lui sparando all'impazzata. I colpi hanno svegliato due dipendenti tunisini dell'azienda, che si sono precipitati fuori ma non sono riusciti a vedere neanche l'auto dei sicari in fuga. Bidognetti è morto subito, proprio come l'altro suo figlio Salvatore, ucciso nel '97 ma per un regolamento di conti interno al clan. Ieri sera i magistrati dell'Antimafia sono andati dal figlio pentito per informarlo di quanto accaduto: la morte di un padre con cui da tempo non aveva più contatti.

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"sono dei buffoni, conigli, vigliacchi" (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina IV - Napoli La missiva che il collaboratore di giustizia ha scritto due mesi fa al magistrato della Dda "Sono dei buffoni, conigli, vigliacchi" Quattro pagine di testo ricche di accuse ai Casalesi: "Una piovra che succhia il sangue dei cittadini onesti" BUFFONI, conigli, auto d'epoca. Vigliacchi. E la più classica definizione: una piovra che ha tentacoli dappertutto, che succhia il sangue degli onesti cittadini. Cancro. Lettera del pentito Domenico Bidognetti al magistrato della Direzione distrettuale antimafia Giovanni Conso. Scritta il 5 marzo 2008, due mesi fa. Uno dei perni dell'inchiesta sull'omicidio di Umberto Bidognetti, padre del pentito che rinnegò il figlio e la sua scelta, rifiutò con la moglie il programma di protezione. Quella lettera potrebbe infatti essere il movente dell'agguato. O meglio, la spinta che avrebbe accelerato i tempi di un delitto già deciso. Questione di orgoglio criminale, di dignità di un potente clan che accetta tutte le battaglie - anche quelle giudiziarie - ma non l'offesa o lo scherno. Il disprezzo messo nero su bianco, quattro facciate scritte in stampatello su fogli protocollo. Bisogna provare a leggere quelle righe con gli occhi di uno come il boss Sandokan: "I camorristi sono dei buffoni quando nessuno li denuncia, ma basta una denuncia per farli impaurire come conigli che scappano davanti a spietati cacciatori". E ancora: "Sono solo dei vigliacchi. Sono bravi solo in gruppo. Per questo mi rivolgo a voi, il motore della legalità...". Disprezzo del pentito dal cognome pesante. Disgusto per "la piovra che ha tentacoli ovunque". Che "quando entra nelle vostre case è tutta educata e rispettosa, ma poi si prende anche il letto matrimoniale". "Mi chiamavano Schiavone - aveva dichiarato il collaboratore di giustizia al processo la cui sentenza è prevista per il 12 maggio prossimo - perché avevo dato la vita per Sandokan. Ma poi lui fece uccidere mio fratello perché faceva il doppio gioco". Altro insulto all'orgoglio del boss, questa volta in un'aula della corte d'Assise. Quindi la lunga lettera al pm della Dda in cui spiega, con un aneddoto inquietante, la sua scelta di pentirsi: "Sono nato in una famiglia onesta, di lavoratori. Ma a ventidue anni ho iniziato a frequentare i miei ex amici. Poi ho cambiato percorso. La goccia che fece traboccare il vaso - scrive Bidognetti - fu quando mia figlia, la luce dei miei occhi, mi disse che si voleva far incidere sul polsino della camicia le iniziali del mio nome e cognome. Le chiesi perché, e lei mi disse che così, quando andava a pagare alla cassa di un negozio, avrebbero visto le mie iniziali e non avrebbero preso i soldi. In quel momento mi cadde il mondo addosso...". Non solo aneddoti. O insulti ai suoi ex boss. Perché nei sette mesi vissuti da collaboratore di giustizia Bidognetti ha raccontato di oltre cento omicidi commessi da lui e da altri affiliati, e ha consentito l'emissione di numerose ordinanze di custodia cautelare in carcere. Dice di se stesso nella lettera: "Chi parla non è Bidognetti. Bidognetti è morto. è il mio cuore, che ho fatto in tempo a salvare, che ho messo nelle mani della legge". (i.d.a.).

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Martino e jarrett i due "omaggi" (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina XV - Napoli La scheda Ingresso gratuito, inizio alle 21 Martino e Jarrett i due "omaggi" Cammariere sarà in concerto dalle 21 in piazza Diaz a Nocera Inferiore, con Amedeo Ariano alla batteria, Luca Bulgarelli al contrabbasso, Bruno Marcozzi alle percussioni e Olen Cesari al violino (non ci sarà Fabrizio Bosso). Oltre alle hit "Sorella mia", "Dalla pace del mare lontano", "Tutto quello che un uomo" e "Libero nell'aria", la scaletta include gli inediti del nuovo cd: "L'amore non si spiega", "Nord" e "Le note blu". Ancora, omaggi a Bruno Martino con "Estate" e a Keith Jarrett con "My song". Info 081 323 5254 o www.myspace.com/sergiocammariere. (n. m.).

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In carcere i pizzini del clan strisciuglio - gabriella de matteis (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Pagina VII - Bari In carcere i pizzini del clan Strisciuglio Lettere indirizzate a detenuti extracomunitari per eludere i controlli Dall'inchiesta della Dda emerge che i boss in cella continuavano a dettare ordini GABRIELLA DE MATTEIS Gli ordini arrivano dal carcere. I boss o gli esponenti di spicco dei clan dettano la linea, anche se dietro le sbarre. E lo fanno perché in cella ricevono costantemente informazioni, aggiornamenti sulla vita al di fuori delle strutture penitenziarie. Per comunicare, infatti, i gruppi malavitosi della città, gli Strisciuglio prima di tutto, hanno ideato un sistema che permette loro di eludere i controlli, di non attirare i sospetti. Il particolare emerge dalle inchieste che la Direzione distrettuale antimafia sta conducendo in questi mesi. Da una parte, in carcere, ci sono gli esponenti di rilievo dei clan, dall'altra, in strada, nelle piazze dello spaccio, le nuove leve della criminalità. Che comunicano con i detenuti inviando lettere. Si tratta di missive che sono, almeno sulla carta, intestate non agli uomini dei clan, ma a piccoli pregiudicati, spesso immigrati, che in carcere si trovano per reati comuni. Usando il loro nome, immaginano i componenti dei gruppi malavitosi, sarà più semplice non attirare l'attenzione degli investigatori. La corrispondenza viene quindi indirizzata a detenuti insospettabili che dopo averla ricevuta si accorgono del reale contenuto della lettera. E capiscono che il vero destinatario della missiva (al cui interno spesso c'è un altro nome) è magari il compagno di cella, e cioè un grosso pregiudicato della malavita cittadina che in carcere attende indicazioni per poi impartire ordini. Carabinieri e poliziotti, negli ultimi mesi, hanno sequestrato alcune lettere, accertando come l'insolito sistema di comunicazione sia sempre più diffuso tra gli esponenti dei clan che, in questo modo, cercano di sopravvivere alla detenzione in carcere. E anche dall'esame della corrispondenza, intercettata dietro le sbarre, è emerso come quello degli Strisciuglio sia il gruppo malavitoso più potente e organizzato, capace di arruolare nuovi affiliati anche tra i detenuti. Nelle lettere, sequestrate in carcere, gli uomini del clan, egemone al quartiere Libertà ma anche in altre zone della città, come Carbonara e Enziteto, inneggiano alla famiglia degli Strisciuglio, alla figura di Mimmo "la luna", considerato ancora il capo nonostante il lungo periodo di detenzione. E dal carcere i capiclan danno indicazioni, impartiscono ordini. A riceverli sono spesso giovanissimi, anche minorenni, che costituiscono il nuovo punto di forza del clan e che vengono usati come spacciatori o vedette, ricevendo in cambio compensi anche settimanali.

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La Libia minaccia catastrofi (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Calderoli ministro La Libia minaccia "catastrofi" CON CALDEROLI ministro potrebbero esserci "ripercussioni catastrofiche" nelle relazioni fra Libia e Italia. L'avvertimento arriva dal figlio del leader libico Gheddafi memore sia delle sue provocazioni anti-islamiche che delle proteste che a Bengasi provocarono undici morti. Intanto Berlusconi incassa il sì di Montezemolo a fare l'ambasciatore del "made in Italy." Lombardo a pag. 10.

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Galli Per l'Appunto (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Galli Per l'Appunto Marco Travaglio A che servono gli intellettuali, se non a pensare, a diffondere idee possibilmente originali, a studiare i problemi della società e ad anticiparne i mutamenti, con la libertà e l'acume che solo il libero pensiero può garantire? Bene, tutto ciò avviene nei paesi seri, quelli dotati appunto di intellettuali seri. In Italia l'intellettuale medio è un giullare di corte, o uno scopritore dell'acqua calda, o uno sfondato- re di porte aperte, o uno scalatore di discese, o un podista del tapis roulant. L'altro giorno per esem- pio, in quella paccata di pubblici- tà - quindici chili in tutto - chiamata "Style" che il Corriere distribuisce una volta al mese, faceva capolino una sapida rubrica del professor Ernesto Galli della Loggia, dal titolo appassio- nante: "Giudici in carriera? Addio sicurezza". Un capolavoro. Dopo aver descritto l'Italia come un gigantesco Bronx dove i cittadini, "per vedere l'indomani", sono "costretti a barricarsi come assediati dagli indiani a Fort Apache", questo Alberoni della politologia italiota spiegava che "la sicurezza non dovrebbe essere, a rigore, né di destra né di sinistra". E, fin qui, ci arrivava anche Biscardi. Ma ecco il salto di qualità, lo scarto del fuoriclasse: "In Italia della sicurezza dei cittadini. nessuno parla. Basta vedere per l'appunto cos'è successo nella campagna elettorale appena trascorsa". E cos'è successo, per l'appunto, nella campagna elettorale appena trascorsa? Semplice: "Il tema della sicurezza è stato tenuto sostanzialmente fuori dall'agenda elettorale La sinistra non ne ha parlato. e la destra ha fatto lo stesso". Insomma, "il tema sicurezza è rimasto nel silenzio". Parola del professor Galli Per l'Appunto Della Loggia Ernesto. Che però s'è dimenticato di precisare di quale campagna elettorale stesse parlando. Non certo di quella italiana: perché, sempre per l'appunto, non se n'era mai vista una più dominata dal tema della sicurezza, sbandierato e strombazzato da Berlusconi quanto da Veltroni, da Bossi quanto da Di Pietro, in una rincorsa infinita e un po' ridicola a pene più severe, ronde, scariche di fucile (versione Bossi) o di lupara (versione Lombardo), castrazioni chimiche, tolleranze zero e sottozero, insomma più galera per tutti (o quasi). L'apoteosi s'è avuta con le comunali a Roma, dove uno stupro alla stazione La Storta (uno dei 4-5 che avvengono ogni giorno in Italia, per i due terzi tra le mura domestiche nelle nostre italianissime famiglie-modello) è divenuto il manifesto elettorale di Alemanno contro Rutelli. Tre mesi di frastuono: purtroppo vano, almeno per il professor Ernesto Per l'Appunto, che non ha sentito nulla. Chissà dov'è stato, per tutto questo tempo. Forse in un altro paese, a seguire un'altra campagna elettorale. Oppure in Italia, ma barricato nella sua cameretta, coi tappi di cera o l'i-pod a palla. O ancora, Dio non voglia, Style gli ha ripubblicato un articolo di qualche anno fa, per screditarlo agli occhi degli lettori e, soprattut- to, degli accademici. Per chi volesse farsi qualche risata, ecco il finale del memorabile scampolo di prosa. In Italia, scopre l'acuto cattedratico, si registra "una scarsa tenuta legale della società". Ma va? Questa è nuova. E perché mai, nel paese della legge Simeone-Sa- raceni, del "giusto processo" incostituzionale, della depenaliz- zazione dell'abuso d'ufficio non patrimoniale e del falso in bilancio, della legge ammazza- pentiti e del cestina-rogatorie, della Cirami, dell'ex Cirielli, della Pecorella, dell' indulto salva-Pre- viti, dei tagli continui al bilancio della Giustizia, la società dovrebbe essere legale? E dov'era, di grazia, il professor Per l'Appunto, mentre quelle leggi canaglia passavano in Parlamento tra gli applausi dei Galli e dei Della Loggia, allarmati per il "giustizialismo" e le "manet- te facili"? Alla fine si supera: arriva a sostenere che l'Italia è insicura perché "i magi-strati hanno tutto il vantaggio personale ad appli- care le sanzioni in maniera dolce", per non passare da "reazionari" e ottenere "avanza- menti in carriera" dal Csm (non sa che gli avanzamenti sono automatici, per anzianità) e "posti in Parlamento nelle sole liste che tradizionalmente offrono ai magistrati una tale possibilità": quelle dei "partiti di sinistra". Per informazioni, rivolgersi agli on. Mantovano e Bobbio, di An. O agli on. Carrara e Cirami, dell'Udc. O all'on. Nitto Palma, di Forza Italia. Per l'appunto. Ora d'Aria.

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Stai consultando l'edizione del A A2A45732,362,35-0,68-23,6698702,203,120,07007399,92 Acea2437812,59... (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del A A2A45732,362,35-0,68-23,6698702,203,120,07007399,92 Acea2437812,5912,631,12-11,33132811,3914,430,54002681,23 Acegas-Aps105955,475,470,89-17,20345,346,980,3000300,84 Acotel15871681,9782,050,80-1,452853,1183,180,4000341,81 Acq. Potab.55262,852,860,46-16,82612,363,430,1000102,75 Acsm30481,571,570,06-14,13141,221,830,020073,77 Actelios142147,347,38-0,409,44335,997,690,1000496,84 Aedes39872,062,106,39-39,652551,563,410,2500209,54 Aeffe34391,781,77--32,522261,712,63-190,68 Aem To37781,951,95-1,31-23,978951,872,590,06001428,37 Aem To w088910,460,455,29-40,54210,410,80-- Aerop. Firenze3342017,2617,25--4,27016,6518,030,0630155,94 Aicon20181,041,11-19,83-51,0345941,042,13-113,58 Alerion13000,670,671,35-4,624400,550,710,0050268,56 Alitalia11620,600,609,49-24,1218130,230,790,0413832,02 Alleanza164278,488,470,65-3,6320857,848,800,50007182,67 Amplifon41782,162,17-0,55-38,1718371,823,570,0350428,19 Anima37641,941,94-0,46-10,00211,602,160,1400204,12 Ansaldo Sts192569,959,90-0,6714,972987,179,960,2000994,50 Arena1340,070,07-0,14-46,2838270,050,150,041354,20 Ascopiave30811,591,601,20-5,35471,431,820,0850372,95 Astaldi108555,615,593,338,756804,025,610,0850551,77 Atlantia4116521,2621,120,33-17,12461418,6325,650,620012154,59 Auto To-Mi2227511,5011,510,80-23,2227011,2314,990,40001012,35 Autogrill1942110,0310,153,69-12,6525499,2311,570,40002551,63 Azimut H.139247,197,161,81-19,1019786,028,890,15001043,97 B B. Bilbao Viz.2924015,1015,123,35-10,27112,8516,83-- B. Carige49782,572,592,29-21,9216962,253,290,07504151,36 B. Carige risp51002,632,630,73-18,14152,323,250,0950461,66 B. Desio132926,876,861,08-3,45226,027,110,0955803,21 B. Desio r nc129616,696,702,21-4,3735,987,000,115088,37 B. Finnat16470,850,851,05-2,67540,650,870,0130308,74 B. Generali114125,895,881,08-13,062134,626,780,1000656,08 B. Ifis184539,539,600,876,42267,9110,520,3000297,66 B. Intermobiliare105375,445,452,21-23,56794,867,120,2500847,00 B. Italease136727,067,102,38-25,5610264,839,490,78001189,10 B. Popolare2498812,9012,961,44-14,46411910,4315,090,83008265,41 B. Profilo27381,411,410,28-26,24881,321,920,1470180,10 B. Santander2734614,1214,182,66-3,172911,1814,590,1229- B. Sard. r nc2901114,9815,000,07-9,76513,8916,600,520098,89 B.P. Etruria e L.172488,918,98-0,08-5,171657,169,390,3000480,46 B.P. Intra2809714,5114,45-2,7128,771989,5414,750,1000816,84 B.P. Milano154197,967,940,19-13,2248666,979,180,35003304,92 B.P. Spoleto143927,437,48-1,19-19,7896,919,270,3900162,63 BasicNet37181,921,900,74-7,913871,472,290,0930117,11 Bastogi5360,280,282,40-15,435750,240,33-187,10 BB Biotech9582649,4949,882,61-3,79145,9452,800,5439- Bca Ifis w0859403,073,111,2716,3481,623,64-- Bco Popolare w108130,420,420,80-36,354590,320,66-- Beghelli18490,950,961,03-17,052370,871,180,0150190,94 Benetton166178,588,713,30-28,3027518,0011,970,37001567,75 Beni Stabili14040,730,720,47-3,0062410,610,780,02401388,91 Bialetti24181,251,24--24,2601,171,65-93,68 Biesse2698013,9313,830,187,428111,2414,650,3600381,69 Boero5421628,0028,00-9,37021,2029,500,4000121,53 Bolzoni54822,832,83-0,46-26,64862,753,860,100073,15 Bon. Ferraresi7417938,3138,884,777,85728,0238,310,0800215,49 Brembo160778,308,341,89-24,313568,1010,970,2400554,51 Brioschi7660,400,404,45-18,55870,350,490,0038285,49 Bulgari149637,737,864,58-18,8334406,809,520,29002320,67 Buongiorno Spa37311,931,914,60-5,458391,532,19-204,94 Buzzi Unicem3244216,7516,772,07-10,70118514,4018,760,40002770,42 Buzzi Unicem r nc2193411,3311,281,52-9,43809,2312,510,4240461,18 C C. Artigiano54332,812,810,86-4,75222,643,050,2130799,12 C. Bergam.5932730,6430,511,065,36725,3830,721,05001891,31 C. Valtellinese149937,747,832,49-14,513957,509,090,34001243,44 Cad It184249,529,551,68-5,95338,9810,120,290085,44 Cairo Comm.48462,502,470,28-41,52302,304,324,0000196,09 Caltagirone100885,215,240,77-15,0114,656,130,0800625,83 Caltagirone Ed.77534,004,000,40-10,06103,644,450,2000500,50 Cam-Fin.20291,051,063,32-23,113381,001,400,0300385,34 Campari111965,785,76-0,86-12,379365,266,600,10001679,09 Cape Live13650,710,71-0,70-21,6750,620,90-35,81 Carraro119146,156,160,05-10,37414,436,870,1250258,43 Cattolica Ass.6804135,1435,292,201,279426,4835,141,55001810,14 Cdc48252,492,512,32-29,8641,823,890,560030,56 Cell Therapeutics9270,480,47-5,64-64,9656770,321,37-- Cembre109755,675,67-1,27-9,9644,966,520,220096,36 Cementir Hold115505,965,92-0,60-1,082955,186,370,1000949,15 Cent. Latte To52282,702,70--30,0202,293,860,050027,00 Chl7750,400,40-0,60-26,3026870,280,54-53,79 Ciccolella38611,991,971,18-32,291671,723,020,0516359,92 Cir33151,711,700,89-32,6072321,632,540,05001354,16 Class21631,121,122,85-21,06400,931,430,0100114,58 Cobra94594,884,901,83-23,40214,276,38-102,58 Cofide13560,700,701,04-35,505480,671,090,0150503,81 Cr Artigiano ge08-----02,392,80-- Cr Valtel w08-----00,431,60-- Cr Valtel w0925111,301,329,34-23,97141,051,71-- Credem167248,648,762,58-8,897067,889,480,35002438,46 Cremonini57782,982,990,0720,231742,182,980,0800423,19 Crespi14430,750,75-1,34-23,29200,590,970,035044,73 Csp28521,471,472,73-20,25291,291,850,050048,99 D D'Amico42992,222,221,70-19,741721,882,77-332,89 Dada2871514,8314,710,38-9,42711,3016,37-240,40 Damiani42832,212,210,64-40,411401,783,71-182,71 Danieli4573523,6223,711,5012,005216,5224,530,0800965,57 Danieli r nc2963315,3015,280,38-3,4713012,5115,860,1007618,66 Data Service55782,882,86-1,07-35,69102,804,480,520028,86 Datalogic113895,885,911,25-1,64145,496,080,0700375,60 De' Longhi58883,043,031,14-19,3882,643,850,0600454,63 Dea Capital35671,841,820,44-13,402601,542,13-564,78 Diasorin2249411,6211,21-3,79-11,205210,9613,34-638,93 Digital Bros81654,224,262,13-18,0433,835,280,080059,51 Digital M. Techn.4598623,7523,851,62-31,735219,8534,79-268,49 Dmail Gr.192239,939,91-0,496,0918,0311,080,100075,95 Ducati32761,691,69-0,1813,7910071,021,69-565,05 E Ed. Espresso44652,312,322,48-22,9512202,202,990,17001001,83 Edison31151,611,621,64-24,8533981,552,210,05008336,34 Edison r30941,601,632,97-20,54881,582,030,0800176,73 Eems62293,223,234,13-19,512192,234,00-136,73 El.En4894925,2825,230,24-5,25523,0027,320,3000121,96 Elica49452,552,552,00-25,26882,173,420,0400161,73 Emak92244,764,780,57-8,3064,305,260,1750131,74 Enel136297,047,061,00-13,05267356,548,200,490043539,42 Enertad54642,822,820,43-5,14732,302,980,0207267,74 Engineering I.I.4259822,0021,88-0,68-19,50420,9427,330,4800275,00 Eni4836824,9825,111,37-0,164464421,0825,611,2500100053,86 Enia175159,059,00-0,74-22,431508,7011,66-972,44 Erg2729914,1014,00-1,027,817849,7714,490,40002119,36 Ergo Previdenza80364,154,180,484,17433,124,260,1740373,50 Esprinet139687,217,242,74-12,963575,588,290,1400378,04 Eurofly24941,291,290,39-37,353281,032,06-31,54 Eurotech96835,004,960,790,262613,945,00-175,06 Eutelia40292,082,091,81-38,943151,663,41-136,13 Everel Group5220,270,270,90-31,70790,250,400,051626,34 Exprivia30421,571,560,52-16,837391,231,98-53,30 F FastWeb3882220,0519,990,43-19,6116917,8625,673,77001594,14 Fiat2871314,8314,933,72-16,233672212,1517,700,400016196,94 Fiat priv2152011,1111,152,65-23,952899,1814,610,40001147,99 Fiat r nc2089610,7910,832,20-26,484929,3514,680,5550862,42 Fidia162638,408,39-0,044,35436,109,470,140039,48 Fiera Milano136557,057,060,1448,561233,7710,220,3000239,00 Fil. Pollone11040,570,57-2,01-22,4420,540,760,05006,07 Finarte C.Aste9110,470,481,15-12,5670,430,540,036223,57 Finmeccanica4327622,3522,20-0,892,43252618,4822,350,35009503,35 FMR Art'é131986,826,90-0,03-14,8446,198,000,400024,40 Fondiaria-Sai5067226,1726,020,46-6,64166725,1129,691,00003277,09 Fondiaria-Sai r nc3364317,3817,180,85-10,19227216,4519,881,0020752,52 Fondiaria-Sai w08108595,615,64-1,05-12,0515,446,71-- FullSix69653,603,57-0,86-41,4733,556,15-40,22 G Gabetti Prop. S.35031,811,78-0,95-20,2041,672,270,070094,97 Gasplus145747,537,510,868,4996,488,170,0950338,03 Gefran90794,694,66-0,98-9,5504,285,180,250067,52 Gemina17970,930,931,94-22,1321650,811,200,10001363,71 Gemina r nc18410,950,95--14,3200,901,110,12003,58 Generali5578428,8128,780,88-6,101118826,8531,430,750040622,54 Geox182249,419,411,18-30,804968,8213,600,24002439,25 Gewiss79354,104,07-1,55-15,16213,344,830,1000491,76 Grandi Viaggi25371,311,356,32-13,991441,161,520,030058,95 Granitifiandre135917,027,00-0,21-18,72156,778,640,1200258,74 Greenergycapital230,010,0113,21-702540,010,01-8,77 Gruppo Coin82724,274,353,13-22,38633,825,50-564,50 Guala Closures80104,144,142,42-4,352533,444,330,0880279,76 H Hera46822,422,440,41-20,4364372,293,040,08002497,16 I I. Lombarda2990,150,15-0,1321,069760,100,16-634,69 Ifi priv3316417,1317,050,45-25,5041215,5622,990,63001315,46 Ifil105105,435,441,36-14,4153264,516,340,10005637,59 Ifil r nc86074,454,472,97-23,941943,925,840,1207166,17 Ima2687913,8813,852,46-1,572012,2014,120,6500473,38 Imm. Grande Dis.44242,292,293,2510,3911191,752,520,0560706,63 Immsi17550,910,912,19-30,128500,881,300,0300311,08 Impregilo76683,963,971,48-13,8448742,514,600,03001589,84 Impregilo r nc144257,457,453,33-21,0817,189,440,040412,04 Indesit Comp.153997,957,75-0,06-25,4719837,3310,670,3850903,70 Indesit r nc2091210,8010,80--19,04010,8013,340,40305,52 Intek10800,560,55-1,36-20,2712050,550,710,0190194,02 Intek r nc19751,021,02--10,901,040,217215,48 Interpump113375,865,985,15-16,503675,417,010,1800467,93 Intesa Sanp. r nc89864,644,652,22-6,43289473,874,960,39104327,69 Intesa Sanpaolo94044,864,861,10-8,771159374,225,330,380057552,21 Inv e Sviluppo Med18980,980,98--00,961,15-49,70 Invest e Svil w09550,030,033,53-20,0000,020,04-- Invest. e Svil.2790,140,14-0,55-17,715760,130,190,036234,89 Ipi Spa67343,483,49--6,5303,114,830,5000141,85 Irce53632,772,77-0,325,1612,222,820,020077,91 Isagro87024,494,7815,95-9,144162,105,140,300078,87 It Holding13220,680,706,66-36,1229730,501,090,0258167,91 It Way111265,755,800,56-21,4105,727,360,130025,38 Italcementi2715614,0314,010,62-2,9283411,7614,450,36002484,07 Italcementi r nc191329,8810,05-1,63-8,1210818,0210,750,39001041,77 Italmobiliare11981661,8861,570,84-1,312753,3467,331,45001372,66 Italmobiliare r nc8810045,5046,230,54-5,586337,0148,191,5280743,61 J Juventus FC20971,081,090,3711,971620,761,110,0120218,28 K Kaitech6150,320,32-0,75-16,201160,230,38-28,38 Kme Group20641,071,071,81-27,945271,001,480,0080251,02 Kme Group rsp24961,291,311,79-14,83171,171,510,108624,58 KME Group w093100,160,16-2,86-39,201060,130,26-- L La Doria28831,491,53-0,78-10,3661,211,660,044446,16 Landi Renzo60843,143,162,8636,081342,283,25-353,48 Lavorwash35651,841,84-0,337,47191,311,840,020024,55 Lazio5790,300,300,342,75370,250,39-20,25 Lottomatica3907420,1820,211,92-17,8076018,2825,010,82503067,20 Luxottica3617118,6818,944,44-12,58647814,7921,370,42008646,33 M Maffei44262,292,294,00-12,4102,152,630,100068,58 Maire Tecnimont76663,963,983,8910,4910352,983,96-1276,78 Management e C13670,710,711,66-4,59340,660,78-385,12 Marazzi Group103015,325,293,14-18,601644,846,720,2400543,87 Marcolin29701,531,531,25-17,66241,461,860,029095,32 Mariella Burani3297517,0317,090,37-8,967715,6818,710,5200509,33 Marr133126,886,861,12-3,07435,977,320,3600457,36 Mediacontech133516,896,870,60-15,5715,788,170,600064,00 Mediaset114925,935,941,35-12,93129495,296,820,43007010,59 Mediobanca2605313,4613,500,52-4,34276311,7714,070,650011028,13 Mediolanum76773,964,003,38-26,8631863,735,420,20002892,42 Mediterr. Acque72593,753,751,05-11,87143,054,250,0400287,49 Meliorbanca49262,542,563,14-28,36832,493,570,1300321,21 Mid Ind Cap w1013750,710,711,43-27,9900,540,99-- Mid Industry Cap3870619,9919,99--9,14017,9022,00-75,97 Milano Ass81904,234,211,18-20,1812284,035,300,34001913,53 Milano Ass r nc82024,244,240,88-19,29604,175,250,3600130,21 Mirato161438,348,330,37-0,16226,818,400,3000143,40 Mittel77764,024,01-0,40-22,29183,855,170,1500265,06 MolMed39952,062,07--51,952,15-215,52 Mondadori110195,695,762,791,536254,845,690,35001476,42 Mondo TV134016,926,89-0,98-39,8415,5811,510,350030,48 Monrif13260,690,68--24,0200,640,900,0240102,75 Monte Paschi Si42992,222,242,01-25,18311352,142,970,17005448,18 Montefibre10080,520,51-1,01-11,081750,450,630,030067,69 Montefibre r nc9660,500,50--11,87520,440,610,044012,97 MutuiOnline78114,034,04-0,47-6,49643,154,39-159,39 N Nav. Montanari49742,572,604,29-4,532212,052,790,1100315,62 Negri Bossi8990,460,460,43-42,83630,430,810,040020,45 Negri Bossi w103030,160,153,01-38,38920,120,26-- Nice56562,922,92-0,14-20,97532,903,700,0730338,84 O Olidata16720,860,860,06-14,332010,751,060,044029,36 Omnia Network27631,431,450,98-31,53450,952,10-37,01 P Panariagroup I.C.65253,373,392,39-23,5532,994,410,1900152,85 Parmalat43682,262,241,77-14,93251382,112,650,15903761,87 Parmalat w1524671,271,272,00-23,301451,201,66-- Permasteelisa2661213,7413,791,05-1,261010,6414,410,3000379,33 Piaggio28771,491,503,72-36,2235461,442,330,0300588,52 Pininfarina169048,738,64-3,44-36,031196,9214,800,340081,34 Pirelli & C r nc11850,610,611,24-2,345060,550,640,036482,46 Pirelli & C R.E.3870019,9920,143,47-22,0512219,1727,432,0600851,39 Pirelli & C.10460,540,543,50-7,99562120,490,590,02102826,42 Poligr. Ed.12520,650,640,03-41,92200,631,110,263485,32 Poligrafica S.F.2747814,1914,120,71-13,53012,6617,860,361516,95 Poltrona Frau25811,331,341,75-37,974311,032,150,0150186,62 Polynt70833,663,660,414,54593,473,660,0900377,51 Premafin29061,501,510,27-23,031731,451,950,0150615,92 Premuda25711,331,330,91-17,771441,181,620,0600186,93 Prima Ind.5611328,9828,75-1,24-2,131920,7232,480,6500133,31 Prysmian3000815,5015,561,75-5,0162712,4616,320,41702796,83 R R. Ginori 17357750,400,41--00,400,400,0530111,98 Ratti7980,410,41-2,05-20,76160,350,520,051721,43 RCS Mediag. r nc32361,671,693,31-25,20851,562,230,050049,04 RCS Mediagroup44532,302,312,08-22,013312,232,950,03001685,14 RDB55512,872,87-0,24-8,72451,983,14-131,48 Recordati91394,724,720,40-24,232434,346,310,2150981,03 Reno De Medici7520,390,394,19-32,192090,360,580,0165146,53 Reply4407022,7622,83-0,136,45117,8723,940,2800206,66 Retelit4300,220,220,77-14,576290,190,30-93,86 Ricchetti32241,671,67-1,07-1,07651,431,690,023089,16 Risanamento33631,741,74-0,34-52,185581,343,630,1030476,52 Roma A.S.21551,111,111,9374,2616780,561,18-147,50 S Sabaf3857219,9219,80-0,24-11,11015,9922,620,7000229,76 Sadi Serv.Ind.31311,621,612,10-19,35641,422,000,0125149,90 Saes G.3506018,1118,131,97-10,80316,2521,041,0000276,52 Saes G. r nc2960015,2915,271,15-12,641313,6517,511,0000114,05 Safilo Group35201,821,822,30-22,3430061,682,340,0200518,85 Saipem5448728,1427,87-1,283,49706421,8430,230,290012416,83 Saipem r5421628,0028,00--1,72023,0028,490,32004,45 Saras71313,683,690,35-8,6650392,724,040,15003502,53 Sat192649,959,950,51-20,4709,0612,51-98,10 Save1989110,2710,343,46-4,5969,6812,050,4300568,51 Schiapparelli820,040,04-0,47-9,388830,040,050,015525,92 Seat P. G.2410,120,12-1,21-53,821136220,100,270,00701021,20 Seat P. G. r2660,140,14-2,02-48,1716260,120,270,007618,72 Sias159868,268,232,15-19,843087,7510,300,30001878,24 Sirti50692,622,62-0,11-0,3882,162,651,0000581,13 Smurfit Sisa41632,152,15--17,4702,102,620,0100132,44 Snai72203,733,732,81-27,971272,875,180,0387435,64 Snam Rete Gas80434,154,162,09-3,75135843,944,640,19008126,55 Snia11560,600,59-0,09-15,8320720,440,710,048784,51 Snia w10510,030,03-0,39-24,0621920,020,03-- Socotherm102825,315,352,77-17,55564,396,440,0500204,70 Sogefi62353,223,210,38-24,9513143,214,681,4000373,95 Sol89074,604,600,86-7,5054,405,050,0680417,22 Sole 24 Ore80614,164,180,82-26,15173,575,640,1208180,40 Sopaf8670,450,450,33-0,62780,430,510,0620188,97 Sorin20561,061,05-2,59-20,572840,771,36-499,58 Stefanel25421,311,31-0,08-34,35141,122,000,040071,16 Stefanel r86744,484,48--9,4904,484,950,07500,45 STMicroelectr.149967,757,844,03-20,52118306,359,740,2278- T Tas3816219,7119,70-1,35-5,88019,6023,191,169434,93 Telecom I. Media2840,150,15-0,07-37,8222930,120,240,1643482,77 Telecom Ita Med. r nc2650,140,14-2,14-37,73100,120,220,16797,53 Telecom Italia26641,381,382,37-34,571016621,212,140,080018411,97 Telecom Italia r20801,071,081,99-33,21425770,941,610,09106472,05 Tenaris3350317,3017,473,4714,47415712,1617,500,2278- Terna55362,862,860,562,5185292,632,910,14005719,81 Tiscali49362,552,561,3139,54127211,312,55-1081,83 Tod's7642539,4739,642,06-17,9636634,5548,11-1203,08 Trevi2925915,1115,232,2024,501328,9615,320,0500967,10 Trevisan Comet.50052,592,572,35-20,831872,213,330,070072,91 Txt e-solutions2420312,5012,43-1,21-3,7129,6815,960,400032,79 U UBI Banca3332517,2117,301,89-7,97249914,7718,700,800011000,34 Uni Land5030,260,260,35-34,4749350,220,420,0050280,84 Unicredito96374,985,043,30-11,202546414,185,700,240066415,39 Unicredito r101155,225,272,71-10,32384,495,880,2550113,40 Unipol41322,132,141,66-8,76115541,662,340,12003158,08 Unipol priv36871,901,901,22-11,85118801,492,160,12521735,57 V V.d. Ventaglio8440,440,443,88-12,857350,280,500,070055,56 Vianini I.61403,173,330,03-5,0342,963,380,050095,46 Vianini L.176499,129,110,13-18,33157,9711,160,1200399,21 Vittoria2709013,9914,131,3816,37399,2314,020,1600456,92 W w Inv e Svil Med 11660,030,04-5,90-530,030,25-- War Greenergycap 1170,000,008,82-1159000,000,00-- Warr Intek 081720,090,09-7,63-27,63350,020,12-- Z Zignago Vetro92214,764,771,771,8024,024,87-380,96 Zucchi57842,993,01-1,25-9,4842,763,300,250072,81 Zucchi r nc65143,363,45-1,15-3,8953,063,840,030011,53.

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Segue dalla Prima P erché quale federalismo possiamo stancamente contrapporre a quello &# (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Segue dalla Prima P erché quale federalismo possiamo stancamente contrapporre a quello "antinazionale" di Bossi se sotto il nostro governo abbiamo spesso praticato un potere a imbuto, soffocatore di istanze e domande sociali, lasciando vivere e talora incoraggiando pratiche arbitrarie e modalità kafkiane di esercizio del potere? Responsabilità di Romano Prodi? No, perché non gli si poteva certo chiedere anche questo: di trasformarsi nel Corsaro Buono deputato a proteggere i mille malcapitati navigli in rotta verso i triangoli delle Bermuda disseminati nella nostra amministrazione. Responsabilità invece di una cultura diffusa, che prende molte voci e si incarna in molti volti. Ai livelli più alti e più spesso ai livelli sottostanti. Quelli, comunque, delle decisioni. Quelli dove si stabilisce secondo criteri imperscrutabili che cosa vada firmato e cosa no. Bisogna parlare di esperienze concrete, per capirsi. E dunque metto sul piatto il seguente problema: ma se io, io come sottosegretario di Stato, come membro del governo intendo, non sono riuscito a ottenere che dei provvedimenti dovuti venissero firmati in quattordici mesi (quattordici mesi dico!), o ho dovuto sudare, minacciare, premere, sfoggiare ogni attitudine diplomatica, per ottenere che altri venissero firmati in due, cinque, sette mesi, non in altri ministeri, ma nel mio ministero, non su materie affidate ad altri, ma sua materie rientranti nella mia delega di governo, non su materie capricciose ma su materie dovute, qual è il grado di fiducia e di familiarità che può avere il normale cittadino nei confronti della amministrazione centrale, quale la sua disponibilità a riconoscere la funzione di interesse generale dello "Stato romano"? Proprio questo è successo: che cittadini, istituzioni, venissero tenuti gratis in una interminabile precarietà, che diritti o legittime o fondate domande collettive venissero frustrate, facendo apparire l'amministrazione arbitraria e lontana. Con il responsabile di governo incaricato sempre in bilico tra la tentazione di dare le dimissioni e lo sforzo di arginare l'arbitrio. Illuso che la pazienza aiutasse a risolvere il problema nel corso dei cinque anni di governo, che servisse comunque a ottenere almeno il cinquanta per cento degli obiettivi. E restio a intrupparsi, con una denuncia pubblica, fra i tanti che sparavano sul governo dall'interno del governo. Anomalie di un solo ministero? Ma no. Un giorno dello scorso inverno, nel cuore del movimento di occupazione delle accademie di belle arti e dei conservatori, si pose un problema: ottenere una circolare chiarificatrice. Dovuta. Volta a ribadire quanto già era in legge. Che interessava decine di migliaia di studenti. Il ministro competente mi ascoltò, comprese, poi disse ai suoi diretti collaboratori, davanti a me: entro una settimana va fatta questa circolare. Passarono invece le settimane e la circolare non arrivava. Cercavo i dirigenti di quel ministero, io membro del governo, e loro - tranne uno - si negavano. Intanto le occupazioni continuavano. Contro il governo, è chiaro. Ritelefonai al ministro che intervenne nuovamente. Ancora nulla. Nulla neanche sul fronte dei contatti interministeriali. Dovetti minacciare di stabilirmi giorno e notte in quel ministero fino alla firma della circolare (di cui, per accelerare al massimo i tempi, avevo anche mandato una bozza di testo), di portarmi dietro le tivù, di scrivere un pezzo di fuoco con nomi e cognomi su queste pagine. Solo allora la circolare venne firmata. Che dire? Che su questo fronte come su altri, per tanti mesi mi è capitato di passare notti insonni per la rabbia, per le assurdità, starei per dire le follie, di cui ero testimone. Ed ecco la domanda: ma se mi ci rodevo io che non avevo alcun interesse personale, come si sarà sentito, come si sentirà normalmente, il commerciante veneto o l'imprenditore lombardo o la piccola associazione di categoria costretti ad affrontare questa cultura, avendo - essi sì - interessi personali e diretti, di vita quotidiana, da difendere? Da qui a mio avviso, non da celesti speculazioni, occorre partire. Con il dovere di capire perché non si riesca a esprimere una diversa visione del potere centrale. Perché non si riescano a garantire comportamenti e norme coerenti con la fluidità, la semplicità e la velocità con cui giustamente i normali cittadini e più ancora le economie sviluppate chiedono di vivere e funzionare. Capire perché, tanto per fare un piccolo esempio (citato da tutti i tassisti ma non solo da loro), si sia introdotta quella norma che prevede l'obbligo di versamento solo telematico delle somme Iva con aggravi (sui contribuenti) che non saranno tasse vere e proprie ma che, sia pure sotto forma di parcelle ai commercialisti, corrispondono a nuovi pagamenti imposti dallo Stato. Cifre che non entrano nel calcolo della pressione fiscale, insomma, ma che escono lo stesso dalle tasche dei cittadini. Roma ladrona e il nord. La burocrazia che fa impazzire, che fa e disfa a suo piacimento, e la rivolta del nord. E la sinistra di governo. Che a volte trova queste burocrazie già fatte sul posto. E che (ecco il punto!) quando se le trova non si cura troppo del loro operare, talora dà loro copertura politica. Ma, fatto ben più grave, a volte se le porta dietro direttamente lei, sotto forma di tecno-strutture giuridiche e amministrative, a rimorchio delle proprie vittorie elettorali. Scelte da lei, in base alle convinzioni ideologiche professate. Tra loro collegate, potere nel potere, sottratte a ogni responsabilità pubblica ma ferocemente determinate a impiegare (perché così gli viene consentito o richiesto) un potere politico extracostituzionale. "L'operare senza regole è il più faticoso e difficile mestiere di questo mondo". Lo scrisse un lombardo non leghista, Alessandro Manzoni. Appunto. Grazie ai metodi di cui sopra, nasce un sistema pubblico che rende la vita faticosa per chiunque, tranne che per due categorie: 1) i titolari del leggendario "potere di firma"; 2) i beneficiari di rapidi favori e concessioni da parte dei medesimi. Il che non è secondario nella spiegazione del voto. Perché c'è qualcosa nella lettura del successo della Lega e, più in generale, della destra (continuo a semplificare) che viene dimenticato in questi giorni. Non è affatto vero che questo sia stato il più grande successo leghista. La Lega ha avuto in passato successi anche più consistenti. Perché ha un elettorato a fisarmonica. In parte essa è infatti partito-progetto o partito-identità, ma in parte è partito-termometro. Termometro dei malumori sociali. Dunque ingrossa impetuosamente nelle fasi in cui sono massimi il discredito della classe politica e la percezione di una amministrazione distante e arbitraria. Esplose con Tangentopoli e con i moduli folli di dichiarazione dei redditi, è riesplosa con la casta e la sua autoreferenzialità. Esplose di fronte al potere che finiva in manette, è esplosa di fronte al potere che (si) concedeva l'indulto (sarà un caso che i due vincitori di queste elezioni siano stati i due partiti, Lega e Di Pietro, che si opposero a quella legge sciagurata?). Qui e oggi il nostro problema, diciamolo finalmente, non è tanto di rispiegarci per l'ennesima volta come è cambiato il nord. Per carità, un'analisi in più - se è buona - non fa mai male. Ma è dal '93-'94 che ci rispieghiamo, in forma sempre più dotta e fiorita, che cosa è successo e perché. Esistono ormai sul tema intere biblioteche. Sicché la bravura del politico non sta nel ripetere con eleganza sociologica "che cosa non abbiamo capito". La sua bravura sta nello spiegare perché - pur sapendo noi perfettamente quel che è accaduto - continuiamo a fare politica "come se". Come se non fosse successo niente, come se non si fossero manifestati anche in forma brutale cortocircuiti politici, fratture culturali, istanze indifferibili. Non è il nord l'oggetto dell'analisi. Siamo noi. Il nostro Dna culturale, le sue ragioni, le sue implicazioni, le nostre forze di gravità e di inerzia. È un po' più scomodo che risfornare l'ennesima lettura dei cambiamenti sociali. Produce più asperità. Ma va fatto. Altrimenti il rischio è di vivere una lunga stagione da opposizione "incistata" in un sistema che cambia. Che cambia "come se". Come se noi non ci fossimo. P.S. Perché un articolo sul nord quando è fresca la sconfitta di Roma? Perché questo articolo è stato scritto prima dei ballottaggi ma, d'accordo con il Direttore, è stato tenuto in frigorifero fino al voto. Per evitare che potesse nuocere al centrosinistra in giorni decisivi. Ora la disciplina di squadra cede il passo al dovere dell'analisi. www.nandodallachiesa.it.

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Gheddafi jr: relazioni a rischio tra i due paesi Il leghista: decide soltanto il Cavaliere La telefonata di Maroni: la Lega è con te (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Gheddafi jr: relazioni a rischio tra i due paesi Il leghista: decide soltanto il Cavaliere La telefonata di Maroni: la Lega è con te.

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Il Guardian : torna il passato più buio? (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del STAMPA INGLESE Il "Guardian": torna il passato più buio? Berlusconi ha vinto le elezioni, la destra ha conquistato il comune di Roma, "dove la sinistra pensava di avere il diritto divino di governare"; la Lega Nord, nota per il suo "linguaggio incendiario", ha ottenuto "un risultato sorprendente" in tutto il Paese, non solo nel nord del Paese; non sorprende quindi, scrive il Guardian, che molti italiani temano che il Paese possa scivolare "nel suo passato più buio", ma "parlare di ritorno al fascismo appare decisamente iperbolico". Nel suo articolo Tobias Jones ripercorre le tappe del cambiamento della cultura politica del Paese sul fronte dell'eredità fascista. Oggi, "partigiani e fascisti sono riconosciuti entrambi come legittimi combattenti, come patrioti italiani intrappolati in una tragedia nazionale". Ed è stato "questo contesto culturale a consentire a Berlusconi di allearsi con gli eredi della tradizione fascista".

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La Libia: una catastrofe Calderoli ministro Tripoli ricorda gli scontri per la maglietta anti-Islam. Montezemolo a Berlusconi: diffonderò il made in Italy (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del La Libia: una catastrofe Calderoli ministro Tripoli ricorda gli scontri per la maglietta anti-Islam. Montezemolo a Berlusconi: diffonderò il made in Italy di Natalia Lombardo/ Roma LO SPONSOR Luca Cordero di Montezemolo ha detto sì alla proposta di Berlusconi per un incarico del governo come "ambasciatore del made in Italy" nel mondo. Ma Gheddafi jr avverte: "Con Calderoli ministro ripercussioni catastrofiche tra l'Italia e la Libia". Silvio Berlusconi è andato a Arcore a chiudere il puzzle di governo: Marcello Pera in pole per la Giustizia dà per quasi "esaurita" la squadra, resta il nodo Welfare. Ma in serata a Villa San Martino piomba il fulmine da Tripoli: se il leghista Roberto Calderoli diventerà ministro si avrebbero "ripercussioni catastrofiche nelle relazioni tra l'Italia e la Libia". Lo ha affermato il figlio del leader libico, Saif El Islam (l'ingegnere) secondo quanto riportato dall'agenzia ufficiale libica Jana. Una questione "grave" anche se è "un affare interno che riguarda l'Italia". La Jana definisce Calderoli come "il vero assassino dei cittadini libici morti"- undici - a Bengasi il 17 febbraio 2006, in una protesta contro il Consolato italiano scoppiata dopo che l'allora ministro delle Riforme esibì in tv, nel "Dopo Tg1" di Mimun, la maglietta con la vignetta anti-islamica. Nel mondo arabo scoppiarono rivolte e Calderoli fu costretto, anche da Berlusconi, a dimettersi. Ora dovrebbe tornare ministro di secondo piano, l'Attuazione del Programma, ma con la delega alle Riforme insieme a Bossi. Il leghista Borghezio dà sfogo contro "le minacce islamiche", mentre Calderoli, "commosso" dalle telefonate bipartisa di solidarietà, ribatte: "La scelta della squadra di governo spetta a Silvio Berlusconi che ha avuto un mandato dal popolo che è sovrano" e ha dato "indicazioni". "Pieno appoggio dalla Lega" dice Maroni che ha fatto sapere di averlo chiamato. Dal Pd interviene Gasbarra: "Inaccettabili diktat dei paesi stranieri sulla politica italiana". Eppure Silvio III ieri ha incassato il sì del presidente Fiat e Ferrari: "Penso che continuare a testimoniare nel mondo le tante eccellenze e le tante cose positive dell'Italia sia un impegno coerente con le attività che ho sempre svolto e che continuerò a svolgere", ha Montezemolo. L'ex numero uno di Confindustria aveva rifiutato un ministero, ma il suo ruolo pare simile a quello di Emma Bonino come ministro delle Politiche comunitarie con delega al Commercio Estero. Berlusconi freme, ha fissato il traguardo del giuramento per il 10. Ma non ha vinto il braccio di ferro con An che rivendica, per bocca di Alemanno sindaco, "una rappresentanza pari al suo significato parlamentare". Tre ministeri di peso e uno senza portafoglio, dopo la promessa del Welfare. Che forse sarà spacchettato: Lavoro, dove An vorrebbe Ronchi ma Berlusconi vuole Sacconi, e Salute. Sarebbero così 13 ministeri con portafoglio. Pera alla Giustizia vuol dire Elio Vito ai Rapporti col Parlamento. Il presidente dell'Anm Simone Luerti smentisce come "storicamente falsa" la notizia su un veto del sindacato magistrati su Vito, criticata dall'Unione camere penali. L'Anm non entra nel totoministri, spiega Luerti, "chiunque verrà si prepari a lavorare molto". Ma per Via Arenula si gioca a birilli in FI: in campo anche Angelino Alfano, che il 1 maggio è andato a Palazzo Grazioli, come Pera. Le caselle certe sono, per Fi, Tremonti all'Economia, Frattini agli Esteri, Scajola alle Attività Produttive, Bondi alla Cultura, Bonaiuti e Letta sottosegretari alla Presidenza; per la Lega Maroni all'Interno, Bossi alle Riforme con delega sul Federalismo e Calderoli, Zaia all'Agricoltura (e Bossi vuole Rosi Mauro vicepresidente del Senato); per An La Russa alla Difesa e Matteoli alle Infrastrutture. In via di chiusura: la Sanità con Stefania Prestigiacomo, la Gelmini all'Istruzione (Fi); Adriana Poli Bortone (An) alle Politiche comunitarie, la Brambilla tra Ambiente e Solidarietà sociale.

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FARE piazza pulita degli infami . Eliminarli tutti, loro e i loro parenti. È que (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del di Enrico Fierro / Roma FARE piazza pulita degli "infami". Eliminarli tutti, loro e i loro parenti. È questa la parola d'ordine del vertice dei "casalesi". Per questo è stato ucciso Umberto Bidognetti, un vecchio allevatore di bufale. Crivellato da dodici colpi, poi finito con una pallottola. La sua colpa? Essere il padre di un pentito, Domenico Bidognetti, che a Casale, il regno della camorra che si è fatta mafia, chiamano "Bruttaccione". Umberto Bidognetti è stato freddato nel deposito di mangimi della sua azienda, non si è accorto di nulla, dicono. Suo figlio sì, la notizia gli è già arrivata nella "località protetta" dove è sorvegliato giorno e notte. "Bruttaccione" è stato un uomo di peso nel clan di suo cugino Francesco Bidognetti, "Cicciotto 'e mezzanotte", il numero due del clan capeggiato da Francesco Schiavone, "Sandokan". Ha rivelato segreti importanti, ma soprattutto ha rinnegato la camorra offrendosi come testimone di quello che chiama "il male assoluto" ai giovani del suo paese. È accaduto lo scorso marzo, quando ha mandato una lunga lettera agli studenti riuniti per ricordare don Peppino Diana, il prete di Casal di Principe che la camorra uccise il 19 marzo del 1994. "Sono Domenico Bidognetti, un vostro compaesano che si è pentito di tutto ciò che ha fatto in venti anni trascorsi nell'illegalità. Il clan dei Casalesi non è altro che una ragnatela per accaparrarsi la vita degli altri". Un italiano incerto, la fatica di raccontare venti anni vissuti da "malacarne", ad ammazzare, a chiedere il pizzo, ad avvelenare la sua terra con i rifiuti tossici. Quella lettera "Bruttaccione" la affidò a un magistrato, Giovanni Conzo, perché la leggesse. "I mafiosi sono solo dei buffoni quando nessuno li denuncia". "Bruttaccione" decide di pentirsi "quando mia figlia mi disse che si doveva fare incidere sul polsino della camicia le mie iniziali. "Perché così quando vado a pagare alla cassa vedono le iniziali tue e non si prendono i soldi". Volevo morire, perché io ai miei figli gli avevo insegnato sempre la strada della legalità. La mia paura era proprio quella che un domani i miei figli potessero seguire le mie orme". Una collaborazione importante quella di Bidognetti, che ha svelato il mondo degli affari dei "casalesi". Le estorsioni, la droga, ma soprattutto i rifiuti. "Una miniera d'oro", disse ai magistrati della Dda napoletana. Tra gli anni Ottanta e Novanta il clan dei Casalesi aveva imposto "il controllo totale del flusso dei rifiuti. Dottò, tutta la monnezza che veniva dal Nord ed era destinata alla provincia di Caserta era controllata in maniera assoluta da noi. C'era un accordo economico con i gestori delle discariche. Ma poi abbiamo deciso di smaltirli direttamente in maniera abusiva". Un business da milioni di euro: i casalesi incassavano dalle 5 alle 7 lire al chilo "per la gestione delle discariche", ma sui rifiuti smaltiti illegalmente, quelli provenienti dal Nord soprattutto, il prezzo saliva "a 75-80 lire al chilo". Così la camorra ha avvelenato la Campania. Il pentimento di Bidognetti arriva dopo il pentimento di altri boss del clan, come quel Raffaele Ferrara che ha raccontato i legami tra i corleonesi e i casalesi, ai quali fu chiesta l'eliminazione di Tommaso Buscetta, il superpentito di Cosa Nostra, e precede le confessioni di Anna Carrino. Anna la "napoletana" è la compagna di Francesco Bidognetti. È rinchiusa in carcere ma sta raccontando tutto quello che sa sugli affari del clan. "L'assassinio di Bidognetti - dice Franco Roberti, coordinatore della Dda di Napoli - è un segnale di ricompattamento dell'organizzazione per dire: siamo qui, comandiamo ancora noi, ed un messaggio nei confronti di chi volesse ancora pentirsi e collaborare con la giustizia". L'impressione degli investigatori è che la strategia "stragista" dei casalesi non si fermerà qui: c'è il processo d'appello contro il clan che in primo grado si è visto infliggere 27 ergastoli, la tensione è altissima.

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Il Concertone italiano è come un rock. E canta i morti sul lavoro Da Elio alle voci dal sud a Pelù che rimpiange Berlinguer alla sorpresa del jazz: ottima l'edizione musicale 2008 (sezione: Nord)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stai consultando l'edizione del Il Concertone italiano è come un rock. E canta i morti sul lavoro Da Elio alle voci dal sud a Pelù che rimpiange Berlinguer alla sorpresa del jazz: ottima l'edizione musicale 2008 di Silvia Boschero / Roma LA MUSICA Un milione (o giù di lì) per la musica, ma anche per pensare e liberare la rabbia in un applauso scrosciante, quando vengono lette le storie agghiaccianti delle morti bianche che infangano l'Italia. Un Primo Maggio grande, bello, intelligente. Dove ogni musicista ha messo da parte un pezzetto di ego per riflettere assieme alla platea sul tema della giornata. Dove si è visto che la musica italiana (non per forza quella che finisce solitamente in tv o sui giornali generalisti) è viva e vegeta e non c'è bisogno di spendere soldi per invitare il solito super ospite straniero a rappresentare la meteora di stagione. Il nostro rock è potente, diversificato, personale e stava tutto su quel palco: il graffio degli Afterhours, il pop intellettuale dei Baustelle, la poetica maledetta dei Marlene Kuntz, la melodia dei Tiromancino, il metallo duro dei Linea 77, il pop ballabilissimo dei Subsonica, la pizzica-reggae dei travolgenti Sud Sound System, l'hip hop intelligente di Caparezza. Tutta l'Italia rappresentata: dalla Toscana a Torino, dal Salento a Milano passando per la Campania dei Bisca. Tutti a dire la loro. Come Tricarico: "ora che anche andare a lavorare è diventato spericolato, auguro a tutti una vita tranquilla". Come gli Afterhours: "facciamo una cover dei Buffalo Springfield, un pezzo che incita a non abbassare le guardia ma a stare molto calmi e cercare di capire cosa accade attorno a noi". Come Piero Pelù, che sul palco del Primo Maggio lascia sempre il segno e dedica la sua performance ad Enrico Berlinguer e poi grida provocatorio: "Compagne precarie, svoltate la vostra vita, sposate un miliardario!" (ogni riferimento alla boutade del premier in campagna elettorale è puramente casuale). Per poi sbottare in un "Orfani della sinistra, su la testa", e via con la sua cover di Revolution dei Beatles. Poi gli apici artistici della giornata. La straordinaria orchestra jazz diretta da Stefano di Battista (un po' emozionato, che non la smette mai sul palco di presentare la sua creatura dove spiccano la grande Rita Marcotulli al piano e Fabrizio Bosso alla tromba) raccoglie gli applausi della folla come fosse una rock band. Ed Elio e le Storie Tese in una feroce versione jazz-rock di Figaro, dove il barbiere diventa "bancarottiere" e la dedica è per Ciarrapico: "Ed ora una canzone per uno di voi, uno di Roma - ha esordito nella presentazione - un padre della patria, che festeggiavamo proprio qui 17 anni fa, sembra ieri. Ciarrapico!" e via i fischi della piazza. E ancora l'inizio travolgente con Enzo Avitabile insieme allo splendido settantacinquenne Manu di Bango o il ritmo senza sosta dei Bisca, ai quali spetta di interpretare la canzone temuta dagli stolti: "Non poteva mancare la prossima canzone - ha detto Enrico Capuano - si puo' fare? La sapete a memoria? Vediamo un po. se io dico: questa mattina." E un boato intona Bella ciao all'unisono, seguendo la splendida versione ska-tango ideata per l'occasione. Travolgenti le performance, un po' meno il presentatore Santamaria, che mantiene un aplomb quasi narcotico ed è meglio quasi quando canta While my Guitar gently weeps accompagnato da Federico Zampaglione. Coinvolta la risposta della piazza. Una piazza unita ma sempre più sguarnita di bandiere. C'è quella del Tibet, c'è l'immancabile vessillo della Sardegna, per il resto sono sostituite da una manciata di gonfiabili: coccodrilli e, guarda un po', bananoni giganti. Come a dire, ironicamente, che l'unica cosa che ci accomuna, è la nostra appartenenza alla repubblica delle banane.

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Il successo (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

L'iniziativa Le calunnie La paura Il successo La famiglia C'è una cosa che mi pesa più di qualsiasi altra. Dopo le minacce anche la mia famiglia se n'è dovuta andare da casa I boss non mi hanno perdonato il successo, il fatto che il libro sia diventato un bestseller Questa è la cosa che li ha disturbati Per anni hanno sostenuto che io avevo scritto finanziato da lobby ebraiche. Ma non possiamo mollare, bisogna andare avanti La verità è che ad un certo punto non vivi più, sei prigioniero delle minacce, non sei più padrone della tua vita NEW YORK - Il PEN World Voices Festival, giunto alla sua quarta edizione, ha ospitato quest'anno tre scrittori italiani: Umberto Eco, Roberto Saviano e Antonio Monda. L'autore del "Nome della rosa" ieri sera ha partecipato ad un incontro dal titolo "I tre moschettieri riuniti", insieme a Salman Rushdie e Mario Vargas Llosa, che ripeteva il successo di una serata tenuta 13 anni fa alla Royal Festival Hall di Londra. Eco poi, domenica sera, terrà la "Arthur Miller Freedom to Write Lecture", uno degli appuntamenti più significativi del Festival. Saviano e Monda invece giovedì sera hanno discusso insieme di Napoli in un incontro dal titolo: "Gomorrah: infiltrating the mafia". Hanno parlato di politica, corruzione e giustizia, da una parte il racconto di Saviano sulla Napoli della camorra, dall'altra le parole di Monda, che nel suo romanzo "Assoluzione" racconta la città borghese, delle élite del diritto e delle professioni.

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(segue dalla copertina) dal nostro corrispondente (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Salman Rushdie e Roberto Saviano, lo stesso destino di condannati a morte per aver scritto libri scomodi L'incontro a New York prima di un festival di letteratura. Un dialogo sulla vita sotto scorta, sulle paure e sulle speranze Con una certezza: non arrendersi "Certe volte, Salman, mi sono interrogato se ne è valsa la pena. Ma alla fine penso sempre che lo rifarei" "Mi raccomando Roberto, cerca di recuperare una libertà di giudizio Io ce l'ho fatta venendo a vivere qui negli Usa" L'autore anglo-indiano si avvicina Abbraccia il giovane italiano e gli chiede: "Sei protetto anche qui?" (SEGUE DALLA COPERTINA) DAL NOSTRO CORRISPONDENTE mario calabresi è lui a dare il ritmo al dialogo, lo tempesta di domande, vuole capire se quel ragazzo che ha davanti sta ripetendo esattamente il suo calvario. Saviano: "Alcuni hanno paragonato le nostre vite: un libro ci ha condannati a vivere sotto scorta, condannati a morte. Ma io vedo una differenza fondamentale tra noi: tu sei stato minacciato per il solo fatto di aver scritto, nel momento in cui hai pubblicato è arrivata la fatwa. Per me è stato diverso, quello che non mi hanno perdonato non è il libro ma il successo, il fatto che sia diventato un bestseller. Questo li ha disturbati e più la cosa diventa nota e più sono incazzati con me". Rushdie: "No, invece penso che alla fine sia la stessa cosa, comunque ti hanno preso di mira perché hai scritto qualcosa che non volevano, che ha dato fastidio". Poi però Rushdie si blocca, si incuriosisce, vuole sapere di più: "Ma perché, davvero all'inizio non hai avuto problemi?". Saviano: "No. Se il libro fosse rimasto confinato al paese, a Napoli, alla mia realtà locale, allora gli andava anche bene, anzi, i camorristi se lo regalavano tra loro, contenti che si raccontassero le loro gesta. Avevano perfino cominciato a farne delle copie taroccate da vendere per la strada e un boss aveva rimesso le mani in un capitolo riscrivendosi alcune parti che lo riguardavano". Rushdie si mette a ridere e dice: "Magnifica l'idea che un mafioso si metta a fare l'editing di un libro. Mi fa venire in mente una cosa incredibile che è accaduta al giornalista indiano Suketu Mehta. La prima volta che è tornato a Bombay, dopo aver scritto Maximum City, è stato chiamato dai gangster mafiosi di cui parla nel libro: volevano lamentarsi con lui perché gli aveva cambiato i nomi, mentre ai poliziotti aveva lasciato quelli originali. Insomma volevano apparire ed erano dispiaciuti di non poter essere facilmente identificati". Saviano: "Poi però la cosa è cresciuta, si è cominciato a parlare del libro e questo ha cominciato a disturbarli. Perché fino ad allora non finivano mai sulla prima pagina dei giornali, neppure quando facevano massacri, e si sentivano tranquilli e riparati. Poi il libro ha risvegliato l'attenzione in tutta Italia e questo successo non mi è stato perdonato". Rushdie: "E ora come vivi?". Saviano: "Sempre sotto scorta dei carabinieri, cambio casa continuamente, non ho più un'esistenza normale". Rushdie: "Hai problemi solo tu o anche la tua famiglia?". Saviano: "La mia famiglia se n'è dovuta andare da casa e aver creato loro questi problemi mi pesa molto". Rushdie: "Invece io sono stato l'unico ad aver avuto una vita blindata, la mia famiglia non è mai stata minacciata e ha continuato a vivere come prima, mia madre allora stava in Pakistan e nessuno le ha mai fatto nulla. Adesso viaggi sempre sotto scorta?". Saviano: "Sì, in ogni momento, anche quando vado all'estero". Rushdie: "Anch'io sono stato scortato in Italia e ricordo una paura terribile, i poliziotti avevano sempre la pistola in mano, guidavano come dei matti e io temevo che avremmo ammazzato qualcuno. La verità è che ad un certo punto non vivi più, sei prigioniero delle minacce, di chi tu vuole uccidere e di chi ti protegge. Non ti fanno fare più nulla e ti sembra di impazzire, non sei più padrone della tua vita". Saviano: "A me i camorristi hanno detto: ti abbiamo chiuso nella bara senza averti ucciso. Però per me la scorta non è qualcosa che mi tiene prigioniero e isolato, ma è l'unico modo per permettermi di continuare a lavorare e a scrivere". Rushdie: "Devi riprenderti la tua libertà. Ascoltami bene Roberto, non arriverà mai un giorno in cui un poliziotto o un giudice si prenderanno la responsabilità di dirti: è finita, sei un uomo libero, puoi andare tranquillo, uscire da solo. Non succederà mai, sarai tu a doverlo decidere". Rushdie resta fermo in silenzio a fissarlo, vuole essere sicuro che tutto venga tradotto con cura, che il suo messaggio sia chiaro, poi ricomincia, quasi stesse dettando un decalogo di sopravvivenza: "La libertà sta nella tua testa. Io certe volte chiedevo di presentare un libro o di andare ad una conferenza ma non mi autorizzavano, dicevano che era troppo rischioso. Ma se io mi sentivo che si poteva fare allora combattevo come un leone finché non ottenevo di poterci andare. Devi riappropriarti della tua capacità di giudicare cosa puoi fare, del tuo fiuto, della tua sensibilità, non puoi appaltare tutta la tua vita ai poliziotti". Poi si ferma di nuovo, ha paura di aver esagerato: "Mi raccomando, non ti sto dicendo di fare cose imprudenti o avventate, non ti dico di andare a metterti davanti ad una pistola, ma di recuperare una libertà di giudizio. Io l'ho recuperata venendo a vivere qui negli Stati Uniti. Ricordo le prime volte a New York, scendevo da solo in metropolitana, camminavo nel Parco, andavo ad un museo. Poi tornavo a Londra e avevo l'auto blindata e otto uomini di scorta e mi mancava l'aria". Saviano: "Certe volte mi sono interrogato se ne è valsa la pena, se quello che sto pagando non è sproporzionato rispetto ad un libro, soprattutto quando penso ai miei parenti, a quello che anche loro hanno passato e passano. Poi però non riesco a dirmi che non dovevo scriverlo e alla fine penso sempre che lo rifarei". Rushdie: "Anche io ho sempre pensato che avrei riscritto I Versi Satanici. Ma perché il tuo libro ha dato più fastidio di altri, come te lo sei spiegato?". Saviano: "Perché non è un saggio ma un racconto, è letteratura, e così ha raggiunto un pubblico molto più vasto, è stato letto da molta più gente e questo ha combinato il casino". Saviano: "Comunque se non riescono ad eliminarti cercano di sporcarti, di danneggiarti, di raccontare che sei un poco di buono, un'infame, che lo fai perché sei un fallito e un invidioso". Rushdie: "è vero, è così: ti squalificano. Per anni hanno sostenuto che io avevo scritto finanziato da lobby ebraiche, che ero il diavolo, un impostore, il male. Questa predicazione ha fatto proseliti: ci sono intere aree del mondo musulmano dove non posso andare o dove non potrei mai parlare perché ormai il pregiudizio contro di me è talmente radicato che non c'è più nulla da fare. Ma non possiamo mollare, bisogna andare avanti, continuare a scrivere, continuare a vivere". Saviano: "è quello che sto cercando di fare, ma certe volte è dura, vedi le calunnie e le minacce e fai fatica a pensare ad altro". Rushdie: "Potrai perdere oggi, potrai perdere per 30 anni ma alla fine vincerai tu, perché la verità alla fine vince sempre. Ricordati: la letteratura non è una cosa di oggi ma, come diceva Italo Calvino, è una cosa di tempi lunghi e su quelli si misurano le cose nella vita". Saviano abbassa la voce: "Vorrei farti una domanda forse un po' ingenua: ma pensi che la letteratura possa davvero disturbare il potere?". Rushdie: "Assolutamente sì, continuo a crederci. Guarda con quanta attenzione i regimi controllano la letteratura e gli scrittori, pensa a come vigilavano in Unione Sovietica e ne avrai la prova". Rushdie: "Stai scrivendo qualcosa di nuovo?". Saviano: "Sì, un altro libro ma non sulla camorra". Rushdie: "Bravo, continua a scrivere e scrivi anche di altro, anch'io ho fatto così, anche questo è un modo per non restare prigionieri. Devi recuperare una vita che non sia tutta legata a Gomorra. E poi dovresti venire a stare un po' a New York, qui mi sono sempre sentito molto più libero che in Europa. Qui non potrebbe mai accadere che uno scrittore venga minacciato per un libro, forse perchè in America nessuno pensa che la letteratura possa avere questo potere". è ormai tardi, si salutano. Rushdie: "Verrò a trovarti a Napoli il prossimo anno, ci sarà una mostra di Clemente e ci sarò sicuramente". Poi scendono insieme, in ascensore si aggiunge il romanziere inglese Ian McEwan. Quando escono dal portone Rushdie vede gli uomini dell'Fbi e allora, divertito, dice a Saviano: "Lascia a me e a Ian l'onore di scortarti fino alla macchina". Poi, prima di chiudergli la portiera, gli ripete: "Roberto abbi cura di te, sii prudente, ma riprenditi la tua vita e ricordati che la libertà è nella tua testa". L'auto blindata dei federali parte veloce. Rushdie, da solo, si mette a camminare nella notte lungo il Central Park.

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Casal di principe, vendetta dei clan ucciso il padre di un pentito - irene de arcangelis (sezione: Nord)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Cronaca Due killer in azione. La vittima aveva rifiutato la scorta. Tra poche settimane la sentenza per il boss dei Casalesi Casal di Principe, vendetta dei clan ucciso il padre di un pentito IRENE DE ARCANGELIS DAL NOSTRO INVIATO CASERTA - Una vita da contadino, mai niente a che fare con la legge. Un cognome difficile: Bidognetti. Come quello del boss dei Casalesi Francesco, suo nipote prediletto. E come quello di suo figlio Domenico, pentito della famiglia che in sette mesi di collaborazione con la giustizia ha parlato di almeno cento omicidi, ha messo sotto accusa anche il capo dei capi Sandokan, Francesco Schiavone. Storie di camorra e di pentimenti dalle quali Umberto Bidognetti, 69 anni, non ne voleva sapere niente. Bidognetti, dopo il pentimento del figlio, aveva rifiutato la scorta. E ieri all'alba, mentre si infilava gli stivali di gomma per cominciare a lavorare nel suo allevamento di bufale a Cancello Arnone (Caserta), è stato ammazzato come un boss. Prima una raffica di tredici proiettili sparati da due killer, poi il colpo di grazia alla tempia. Non ci sono testimoni. Una esecuzione firmata dai Casalesi. Per comprendere il movente, gli inquirenti, rileggono gli ultimi avvenimenti. A cominciare dall'ultimo: 5 marzo scorso. Il pentito Domenico Bidognetti, figlio della vittima, scrive a uno dei pm del pool Antimafia che segue i Casalesi, Giovanni Conso. Quattro facciate in stampatello su fogli protocollo, un duro atto d'accusa contro la camorra. Il collaboratore definisce gli uomini della camorra di Sandokan "buffoni", "vigliacchi", "conigli". Parole che, riferite al capo dei capi, potrebbero essere state interpretate "insulti" da punire con la morte. Ma gli inquirenti non escludono che la lettera possa essere stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza dei boss dietro le sbarre, insieme al pentimento e alle interviste sui media di Anna Carrino, ex compagna del capoclan Francesco Bidognetti. A monte potrebbe esserci infatti l'intenzione di inviare un messaggio chiaro, da parte dei fedelissimi di Sandokan, allo stesso Francesco Bidognetti: "Attento a non pentirti anche tu". Ipotesi peraltro possibile, per un boss perdente con due figli ammazzati e una convivente pentita. Inoltre ci sono due scadenze giudiziarie importanti previste per fine maggio. La sentenza in secondo grado del processo Spartacus con imputati eccellenti come lo stesso Sandokan, poi la conclusione in primo grado del processo Cantiello. In questo caso il pentito Domenico Bidognetti accusò in aula lo stesso Francesco Schiavone, Sandokan: "Mentre io lavoravo per lui, avevo dato la mia vita a lui - disse - Sandokan faceva il doppio gioco. Fece uccidere mio fratello". Molti motivi per mettere a segno la vendetta trasversale colpendo il padre del pentito, che però da tempo non aveva più rapporti con il figlio.

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Anche Gheddafi ci mette il becco <Non fate ministro Calderoli> (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

N. 105 del 2008-05-03 pagina 6 Anche Gheddafi ci mette il becco "Non fate ministro Calderoli" di Redazione da Milano Negli anni Ottanta spesso Libia faceva rima con terrorismo. Nel Duemila i rapporti tra l'Italia e il Paese nordafricano si sono evoluti e da Tripoli giunge solo terrorismo psicologico. Rientrano infatti sotto questa definizione le dichiarazioni rese all'agenzia di stampa libica Jana dal figlio del Colonnello Gheddafi, Saif El Islam: "Se Roberto Calderoli fosse riconfermato ministro, questa scelta avrebbe ripercussioni catastrofiche sui rapporti tra Italia e Libia". L'ostilità dei Gheddafi nei confronti di Calderoli risale al febbraio 2006, quando l'esibizione di una maglietta anti-islam da parte dell'allora ministro leghista per le Riforme scatenò un putiferio. Non ancora sedato a distanza di oltre due anni. Intervistato dal Tg1, Calderoli aveva mostrato in diretta una maglietta con uno dei disegni satirici pubblicati sul quotidiano danese Jyllands-Posten: vignette che irridevano Maometto e che causarono una vera e propria fatwa del mondo islamico nei confronti della Danimarca. In seguito al gesto di Calderoli, a Bengasi vi furono moti di protesta contro il consolato italiano in Libia e le forze dell'ordine aprirono il fuoco sui manifestanti, causando 11 morti e 25 feriti. Quella strage ancora brucia, in Libia. E le voci che vogliono Calderoli ("il vero assassino di Bengasi", secondo il figlio di Gheddafi) di nuovo ministro causano inquietudine sulle sponde meridionali del Mediterraneo. "La formazione del governo è un affare interno all'Italia, ma la questione è grave", chiosa Saif. Da Calderoli, che in seguito alla strage fu costretto alle dimissioni, una replica laconica: "La decisione spetta solo a Berlusconi". Più caustico l'europarlamentare Mario Borghezio: "I crociati della Lega combatteranno il terrorismo jihaidista e non si faranno intimidire da chi semina odio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Pera o Vito per la Giustizia. E spunta Ronchi (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

N. 105 del 2008-05-03 pagina 6 Pera o Vito per la Giustizia. E spunta Ronchi di Gian Maria De Francesco Montezemolo pronto al ruolo di ambasciatore del "made in Italy": "Ma da imprenditore, senza alcun incarico ufficiale". Rosi Mauro verso la vicepresidenza di Palazzo Madama da Roma "Penso che continuare a testimoniare nel mondo le tante eccellenze e le tante cose positive dell'Italia sia un impegno coerente con le attività che ho sempre svolto e che continuerò a svolgere". Il presidente di Fiat e Ferrari e, per pochi giorni ancora di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha confermato la disponibilità ad accettare l'incarico di ambasciatore del "made in Italy". Ma non riempirà una nuova casella del governo Berlusconi, ha tenuto a precisare. "Non è in discussione un incarico di alcun tipo, di cui peraltro non si è mai parlato. Con senso civico ho solo confermato il mio impegno a rappresentare nel mondo le tante eccellenze e le cose positive dell'Italia attraverso il mio lavoro di imprenditore e di manager". "Ho sempre detto che chi ha ricevuto molto, e io sono tra questi, è giusto che con senso civico si impegni a dare un contributo al proprio Paese nell'interesse generale", ha aggiunto motivando così il proprio impegno a occuparsi dell'immagine internazionale del sistema-Italia. La conferma è stata salutata con entusiasmo dal vicecoordinatore di Forza Italia e prossimo capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Luca di Montezemolo può dare un contributo positivo", ha detto aggiungendo che si tratta di "un segno della linea aperta e modernizzatrice" di Silvio Berlusconi. Il premier in pectore, anche ieri ad Arcore, ha continuato a lavorare "a 360 gradi" alla squadra di governo. I principali nodi da sciogliere restano sempre due: la Giustizia e il Welfare. Per la casella del Guardasigilli pare esserci un testa a testa tra Marcello Pera ed Elio Vito, forse in leggero vantaggio. L'ex presidente del Senato è molto gradito all'Associazione nazionale magistrati, criticata per ciò che viene ritenuta un'ingerenza sia dall'Unione delle camere penali che dall'Organismo unico dell'avvocatura. Il Cavaliere, oltre a voler evitare qualsiasi polemica, intende affidarsi a uomini di sua completa fiducia e decidere in totale autonomia. Un esempio su tutti è lo scarso peso assegnato al diktat libico sul nome di Roberto Calderoli ("una sua eventuale nomina a ministro avrebbe ripercussioni catastrofiche", dice il figlio di Gheddafi). Da questo intendimento nasce la possibile investitura di Elio Vito, mentre in ambienti parlamentari si è fatto anche il nome di Angelino Alfano, al momento una soluzione che sembra però improbabile. Alfano, dunque, resta ancora il più accreditato per la Funzione pubblica, mentre Raffaele Fitto al momento è confermato agli Affari regionali. Stesso discorso per il Welfare. Il senatore Maurizio Sacconi, già responsabile Lavoro di Forza Italia, è il candidato in pole position avendo ricevuto non solo il gradimento del futuro presidente del Consiglio, ma anche quello dei sindacati e della nuova Confindustria "targata" Emma Marcegaglia. La concorrenza si è ristretta dopo che il segretario della Lega, Umberto Bossi, ha dichiarato che "Rosi Mauro deve andare alla vicepresidenza del Senato". Un posto che per la neo-eletta a Palazzo Madama sembra essere ormai blindato. Resta, però, in piedi la questione con An. Ieri il neosindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha ricordato che prima della vittoria "era dato per scontato che facessi il ministro del Welfare". Ora il partito di Gianfranco Fini vorrebbe ottenere un'adeguata rappresentanza e, oltre ad Ignazio La Russa alla Difesa e Altero Matteoli alle Infrastrutture, avrebbe chiesto il Welfare per Giorgia Meloni o Andrea Ronchi (decisamente in vantaggio sulla collega di partito). Il Cavaliere, tuttavia, ritiene possibile una conciliazione con l'altra costola del Popolo della libertà. Magari facendo ricorso a qualche spacchettamento. Di qui l'ipotesi che Ronchi possa andare alle Comunicazioni (originariamente assegnate alle Attività produttive) o alla Sanità, dove però Berlusconi vede di buon occhio il tecnico Ferruccio Fazio, primario del San Raffaele. In quest'ottica potrebbero essere inseriti anche i nomi di Gianfranco Rotondi della Nuova Dc agli Affari Sociali (non con il rango di ministro) e di Michela Vittoria Brambilla all'Ambiente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Mantovano: <Ora basta Ripuliamo il Codice e puniamo certi giudici> (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

N. 105 del 2008-05-03 pagina 10 Mantovano: "Ora basta Ripuliamo il Codice e puniamo certi giudici" di Roberto Scafuri da Roma Onorevole Alfredo Mantovano, ancora una scarcerazione "facile". Non è la prima volta... "No, non lo è. Neppure è la prima volta, per uno dei magistrati coinvolti in questa vicenda". Un recidivo. "Non voglio certo sostituirmi agli ispettori ministeriali, ma risulta che lo stesso magistrato qualche giorno fa aveva fatto scarcerare dei romeni e moldavi accusati di saccheggio". Due gravi disattenzioni in pochi giorni. Lei ha lavorato per oltre un decennio come Pm: come può accadere? "Ricordo che si usava lasciare un'annotazione in pennarello rosso sulla copertina dei procedimenti più delicati, affinché fossero scongiurati svarioni e ritardi. Evidentemente una semplice norma di buon senso non sempre o non più seguita". Magistrato distratto, ma forse c'è anche un problema strutturale. "Senza dubbio. La prima anomalia è questa: nel codice di Procedura penale esistono troppi formalismi inutili. Vanno eliminati". Si dice che la forma è sostanza. Non si rischia di attenuare le garanzie dell'imputato? "Per questo sto parlando di formalismi e non di formalità, che sono collegate al giusto rispetto delle garanzie. Prenda il caso in questione: l'avviso di conclusione dell'indagine deve essere notificato a tutti, ma è una forma vuota e inutile, visto che gli atti sono a conoscenza di tutte le parti e un adempimento del genere può provocare soltanto ritardi ed errori...". Allora come si fa? "Si deve ripulire il codice di Procedura penale da questi formalismi, e spero che nella legislatura appena partita si possa fare facilmente, con una commissione di esperti o con gli stessi uffici legislativi del Ministero". Poi c'è il problema delle sanzioni disciplinari ai magistrati. "Vero: l'attuale sistema è inadeguato. In questa legislatura dovremo intervenire sia sulla titolarità dell'azione disciplinare, sia sulle stesse sanzioni, che dovrebbero essere più severe. Non si possono più ripetere casi come quello della giudice donna assenteista, perché afflitta da lombosciatalgia, che era però campionessa di vela. Sa come l'ha punita il Csm? Con un anno di perdita di anzianità". Una pacchia. "Il problema è che l'attività sanzionatoria non dovrebbe essere svolta dal Csm, che viene eletto su criteri correntizi e sindacali, ma da un organo terzo. Una Corte di giustizia disciplinare più imparziale, per la verità già prevista dalla bozza della Bicamerale D'Alema. Non credo che ci possano essere resistenze ideologiche su questo punto: controllori e controllati non devono appartenere alla stessa categoria, così da far intervenire una sorta di "attenzione incrociata" tra magistrati".. Chiaro: cane non morde cane. Da ultimo, c'è il problema dello stupratore. Ovviamente un clandestino. "Gli immigrati regolari hanno lo stesso tasso delinquenziale dei cittadini italiani. Il problema invece sono i clandestini, inevitabilmente calamitati dal lavoro nero o dalla criminalità. Per questo va ripreso il meccanismo delle espulsioni previsto dalla Bossi-Fini, che prevede anche l'istituzione di un Cpt in ogni regione. Durante il governo Prodi il numero dei clandestini si è dilatato, molti Cpt sono stati chiusi, altri hanno funzionato a ranghi ridotti. Dobbiamo far tesoro anche di fatti drammatici come questo, per cambiare la situazione senza perder altro tempo prezioso". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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CAMPOBASSO Il no all'eolico potrebbe essere frutto di (sezione: Nord)

( da "Tempo, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stampa CAMPOBASSO Il no all'eolico potrebbe essere frutto di ... CAMPOBASSO Il no all'eolico potrebbe essere frutto di preconcetto e di paura e non quindi di analisi e di riflessione. A dichiararlo è il presidente della Confcommercio Paolo Spina che sull'argomento rifderisce "Invito le numerose siglie sindacali che hanno preso posizione sull'impianto marino di organizzare insieme una visita presso gli impianti simili già funzionati in Olanda e in Danimarca. Una visita ben spesa se utile a capire il funzionamento e l'impatto ambientale di simile strutture. A mio avviso l'impianto eolico con la possibilità di sviluppare turismo marino magari con riserve ittiche al suo interno e con un significato indotto anche sulla terraferma, può essere una giusta risposta sia alle emergenze energetiche della nostra società sia al divario di sviluppo economico che tuttora contraddistingue il Molise e la sua popolazione". Per Spina, perciò, si tratta di saper cogliere un'occasione al volo e quindi sfruttare al massimo le proposte della società interessata all'intervento visto che "viviamo - continua il presidente di Confcommercio - in tempi di federalismo fiscale che avanza non solo al nord come il successo della Lega ha dimostrato ma anche al sud che con la Sicilia ha precisato come con imposte sui metadonodotti e gasdotti che la attraversano può ottenere risorse autosufficienti e sganciarsi, quindi, dal carro del sud in cerca sdi sussidi". Il massimo dirigente di Confcommercio si rivolge, poi, al sindaco di Petacciato Lapalombara per sapere visto che non è d'accordo sul parco eolico a mare, su quale idea e progetto di sviluppo è orientato per sviluppare la costa considerato che di risorse ne arrivano dalla Regione quindi dallo Stato sempre meno. Al.Cia.

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Sesso, droga e politica i giovani leoni "Tory" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

C'è anche un elemento generazionale dietro la clamorosa vittoria dei conservatori nelle elezioni locali inglesi? Probabilmente sì. In Italia, come in Francia, come in Spagna, come a Londra, l'età dei candidati sembra orami contare più dei loro programmi politici. La saggezza e l'esperienza della maturità non sono più considerate un valore: gli anziani - sembra pensare la gente - sono quelli che ci hanno portato a questa situazione disastrosa, i giovani sono quelli che finalmente ci tireranno fuori dai guai. Bastava accendere ieri la televisione e guardare i notiziari della Bbc o di Sky per rendersi conto della differenza esistente tra gli esponenti del governo di Gordon Brown e i leader dei partiti che lo hanno sconfitto: un premier (nato nel 1951) sempre più imbarazzato, triste e rugoso, messo in difficoltà da una nuova generazione di quarantenni, come il capo dei Conservatori David Cameron (1966) o quello dei liberal democratici Nick Clegg (1967), o come Boris Johnson (1964), tutti accomunati da eccellenti studi, ottime famiglie di provenienza, un po' di marijuana e cocaina nascosta tra i libri all'università e altre scappatelle giovanili, mai abbastanza gravi da rovinare una carriera. La forza di questa nuova generazione non sta tanto nelle convinzioni personali e nella visione politica, ma nella capacità di sembrare gente normale, con tutti i pregi e i difetti del cittadino comune. Gli elettori probabilmente ricordavano poco dei programmi liberal democratici di Clegg, ma la sua intervista di qualche settimana fa al magazine "GQ" la ricordano ancora tutti: Nicholas aveva ammesso di avere dormito con almeno trenta donne, scatenando più reazioni, commenti ed editoriali che se avesse annunciato di voler abolire per sempre le tasse. Le donne lo hanno ovviamente accusato di trattarle come oggetti, gli uomini di avere esagerato, ma il sentimento prevalente è risultato alla fine l'invidia. Il leader quarantunenne dei conservatori, David Cameron, rischiò l'espulsione da Eton per avere fumato marijuana poco prima di un esame. Ammise la colpa e fu graziato, ma dovette sottoporsi al "Georgic", una punizione che consiste nel riscrivere un testo latino di 500 righe. Diretto discendente di re Guglielmo IV e di una cortigiana, Cameron è dunque cugino di quinto grado della regina Elisabetta, nel cui nome esercita il ruolo di capo dell'opposizione. A Oxford, dove si è laureato in filosofia, politica ed economia, risultando uno dei migliori studenti del suo corso, faceva parte dell'allegra brigata del Bullingdon Club, un esclusivo circolo-ristorante nel quale si può essere solo invitati e che ha costruito la propria reputazione su memorabili bevute, cibo straordinario e conti salatissimi. I soci del Bullington sono famosi per andare in pub e ristoranti di second'ordine, noleggiare una stanza privata e sfasciare tutto. Esisteva una foto di Cameron al Bullington in compagnia di Boris Johnson (anche lui affiliato e dichiarato consumatore di droga), entrambi in tight, ma è stata ritirata dalla circolazione. Dopo gli eccessi giovanili, Cameron è diventato il prototipo del ragazzo perbene, moderato, sempre a posto e responsabile. Visti i risultati del voto, non si è messo a urlare in tutti i telegiornali che Brown deve andarsene, ma ha detto: "Voglio che i conservatori diano dimostrazione che possono realizzare i cambiamenti che la gente chiede. E' a questo obiettivo che dedicherò nelle prossime settimane le mie forze e quelle del mio partito". L'altra stella dei Tories è George Oliver Osborne, nato nel 1971 e attuale ministro ombra delle Finanze. Discendente da un'ottima famiglia, è il primogenito del baronetto Sir Peter. I genitori gli imposero il nome di Gideon, che cambiò a 13 anni per un più comodo George. Anche lui, a Oxford, è stato membro del Bullingdon Club (che sembra essere, tra una bevuta e l'altra, la vera fucina dei conservatori) e, ovviamente, anche lui è stato coinvolto in una storia di droga - smentita con forza - dopo che il "Sunday Mirror" ha pubblicato una foto nella quale lo si vede seduto di fronte a una striscia di polvere bianca. Di fronte a Cameron e Osborne, sembra un vecchietto William Jefferson Hague, nato nel 1961 ma diventato leader del partito nel 1997 a 36 anni, sconfiggendo gli anziani Kenneth Clarke e Michael Howard. Meno sottile e moderato dei suoi giovani colleghi, è diventato famoso per un discorso - che Umberto Bossi e il sindaco di Roma Alemanno sottoscriverebbero - nel quale ha definito l'Inghilterra "una terra straniera". Di fronte a questo battaglione giovane e motivato, Brown non ha molte forze fresche da schierare in campo. L'unico è il ministro degli Esteri David Miliband, nato nel 1965, molto apprezzato dovunque, figlio di un teorico marxista e primo membro di un governo britannico ad aprire un blog su Internet. Miliband è il principale candidato a sostituire Gordon Brown nella guida del partito laburista e dovrà forse essere lui a creare la squadra che dovrà preparare la rivincita. E nel nuovo team, c'è da scommetterci, non ci saranno più capelli bianchi.\.

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Perfidamente Alemanno (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Stampa estera Perfidamente Alemanno Teca e fascismo Come ci guardano. I giornali stranieri, inglesi in primis, puntano sulla storia politica del neo sindaco di Roma Francesco Paternò La teca dell'Ara Pacis è già caduta a tempo di record. Non è finita però in periferia, ma sulla testa di Gianni Alemanno. Inspiegabilmente, come in molti si sono detti anche a sinistra - oppure spiegabilmente, lo vedremo - il neosindaco di Roma ha fatto un primo passo falso che è piuttosto grave sul piano simbolico. Non tanto o non solo per i romani, tra le cui priorità è quantomeno azzardato metterci le scelte architettoniche di Richard Meier, ma per l'immagine della nuova amministrazione e della città all'estero, già sotto i riflettori per la storia fascista del suo primo cittadino. La notizia ha fatto il giro del mondo con la velocità della luce. L'americano d'Europa Herald Tribune l'ha data addirittura in due modi diversi: da sola e, più curiosamente, in fondo a un articolo dedicato al cinema e al festival di Cannes. Viene il sospetto che l'accoppiamento nasca dall'altro annuncio di Alemanno di voler fare sparire il tappeto rosso della veltroniana Festa di Roma e che dunque il messaggio dell'Herald Tribune sia doppio: cari lettori internazionali, e magari grandi sponsor, dopo la teca la prossima volta toccherà alle luci della ribalta, fate attenzione. Il New York Times, giornale casualmente della città che ospita tra i suoi cittadini l'architetto Meier, ha messo la notizia nella sezione Arts, Briefly. Per adesso: puntualizzando che l'annuncio del sindaco è avvenuto "nella sua prima conferenza stampa". Altri hanno fatto uno più uno, corredando la notizia con la cultura politica di Alemanno. Come lo spagnolo El Pais, che ricorda la "sua carriera politica in movimenti di ispirazione fascista", mentre perfidamente inglese è stato il titolo del Financial Times: "Un trionfo romano", seguito da "Alemanno è il primo sindaco di destra a Roma dai tempi di Benito Mussolini". Il giornale della City prova comunque a dare credito al nuovo sindaco, notando che se vuole davvero fare bene, deve "abbandonare l'irrealistica idea di espellere gli zingari". Anche l'Economist insiste sulla storia politica del sindaco, al confronto sono i giornali italiani a sembrare britannici: l'attacco del pezzo ricorda la croce celtica di Alemanno, "emblema del neofascismo europeo" e i saluti "Duce! Duce!" da lui ricevuti il giorno del trionfo in Campidoglio. E' una linea che ritorna in un editoriale del francese Le Monde, che rilegge i libri di storia e nota che dal 1943 è la prima volta che il sindaco della capitale italiana non appartiene al cosiddetto "arco costituzionale, cioè i partiti che hanno fatto la Resistenza e hanno fondato nel 1946 la Repubblica. Alemanno non appartiene a questa famiglia". Per finire, sempre per adesso, nell'album di un supplemento dell'inglese Guardian, il sindaco di Roma ci finisce insieme a Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Ma non è lui che traina il pesante titolo di copertina, ancora più pesantemente illustrato da immagini di sostenitori del sindaco con il saluto romano e di Mussolini nel medesimo atteggiamento: "L'Italia sta davvero tornando al fascismo?". Certo deve far riflettere che oltreconfine oggi si parli del paese soltanto in questi termini, non considerato per nulla sul piano geopolitico pur partecipando per esempio a missioni militari in Afghanistan e in Libano o facendo parte del G8, cioè degli otto "grandi" del mondo. Certo è che se il Guardian meritava una risposta, l'annuncio di Alemanno sulla teca di Meier, opera discutibile quanto si vuole, suona male. Non andava proprio così nel ventennio, con l'arte di stato?.

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Una città chiusa su di sé (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Roma Una città chiusa su di sé Sandro Medici Come paventato alla vigilia, la sconfitta alle comunali romane ci restituisce con spietata nitidezza tutta la nostra inattendibilità politica. Consola, ma non risolve, recriminare sulle cause incidentali. Che siano l'ostilità per Rutelli o il repentino scivolamento dei potenti, la diserzione dell'elettorato, la slealtà ingannatrice delle sacrestie, l'impeto liberatorio del voto popolare o la caduta della cultura antifascista. Quel che ancora sfugge o che difficilmente si compone in analisi è il perché tutte queste concause abbiano agito in relazione tra loro, esaltandosi a vicenda, moltiplicando il trascinamento a destra, fino all'amaro esito. Nello stordimento che attanaglia il centrosinistra romano sembra nessuno voglia ragionarci. Eppure sarebbe necessario discutere di errori e responsabilità: quanto meno per capire cos'è successo, come mai sia stato possibile che un modello in apparenza solidissimo sia franato tanto rovinosamente. Le ragioni sono tutte interne allo stato dei partiti, impossibilitati a spingere la riflessione: le conseguenze potrebbero essere troppo laceranti e dunque la tendenza è di rinviare all'imminente stagione dei congressi. Non è un indicatore positivo sullo stato di salute delle forze politiche; se non ci si dice la verità in momenti come questi, appare difficile ritrovare in seguito le motivazioni per ricominciare. Se s'intende ricominciare. Per fortuna ci vengono in soccorso i vincitori, che, loro sì, si mostrano sfrontati e spavaldi. Nelle prime cose che vanno dicendo comincia a affiorare quella verità che dalle nostre parti si preferisce non cogliere. Il nuovo sindaco lancia alcune prime indicazioni su come governerà la città. Innanzitutto, interventi militari per allontanare l'indesiderato, compresa la teca di Mayer: zingari e arte fuori dalla città, in periferia: ciò che imbruttisce è giusto che imbruttisca il già brutto. Poi, ridimensionamento delle suggestioni culturali: notte bianca sì, ma d'inverno, festa del cinema sì, ma solo nazionale. Eccola qui, allusiva quanto basta per comprenderla nel fondo, la nuova impronta di governo per la capitale. Si torna indietro, Roma è stata retrocessa, ridiventa piccola piccola. La si racchiude in un asfittico recinto di autosufficienza nel quale stabilire cos'è buono e cos'è cattivo, corrispondendo pienamente alla pretesa di regolazione politica di forme e contenuti, come se il Novecento fosse transitato invano e non avesse reso relativo ogni linguaggio e ogni estetica. Una vendetta contro la città veltroniana, che si voleva proiettata nel firmamento internazionale, prestigiosa e competitiva. Ma non solo e non tanto. C'è di più. C'è il tentativo di corrispondere a quanto gli elettori, forma matura del senso comune, hanno più o meno consapevolmente mandato a dire. Dietro le paranoie sulla sicurezza, dietro le proteste per la trascuratezza delle periferie, dietro la rivolta contro i padroni del centrosinistra, c'è un inquietante desiderio: che Roma torni com'era vent'anni fa. Esattamente come strillava disperata una signora ai funerali di Vanessa Russo, la ragazza uccisa un anno fa da una sua coetanea romena nei corridoi della metropolitana. Il cambiamento fa paura perché il futuro fa paura. Un futuro globalizzato che modifica la stratificazione sociale indigena, rendendola sempre più meticcia, e che rischia di trasformarci tutti in una grande Orchestra di Piazza Vittorio. Una prospettiva ritenuta insopportabile, com'è insopportabile l'odore delle pietanze orientali o africane che si respira negli androni dei palazzi. Noi siamo per i bucatini non per il cus cus. E il centrosinistra, proprio quei bucatini ha messo in discussione. Con le sue aperture alla città cosmopolita, con quell'irritante e sbandierata consapevolezza che ormai il nostro mondo o è contaminato da lingue e colori o non è. Con la sua offerta culturale che richiamava milioni di turisti e rendeva dunque Roma una città accattivante per tutti, per troppi. Con la sua smania di ospitare architetture che dialogassero con i tessuti urbani storici, che invece guai a chi li tocca. Ecco cos'è successo: è stato rifiutato un modello che ambiva a insediare Roma nella contemporaneità, poiché quest'ultima appare inaccettabile. Che poi questo tentativo sia stato gestito con improvvisazione a volte anche goffa o con supponenza e disinvoltura, che tale processo abbia poi scompensato altre politiche più strutturali o impedito cure e manutenzioni, non cambia il senso di un generalizzato rigetto sociale. Semmai lo amplifica. Le periferie erano escluse dai processi innovativi, ne subivano solo gli effetti collaterali, e dunque li hanno percepiti come la principale ragione di quell'immigrazione che cresceva tanto quanto cresceva Roma come luogo di offerta economica. E a tutto ciò hanno risposto difendendosi, individuando nella destra il soggetto che avrebbe potuto eliminare queste odiose presenze e di fatto fermare la trasformazione sociale della città. Ci sono analogie con il voto del nord. Anche lì la Lega ha raccolto consensi predicando la difesa dei valori locali contro imprecisate insidie straniere. Anche lì e da più tempo è diffusa la paura del nuovo, di quel cambiamento che è il senso stesso, piaccia o meno, di come sta ruotando il mondo e che illusoriamente si vorrebbe interrompere. Quella che vota a destra è insomma la società dell'incertezza di Bauman. Impaurita da quel che ci riserva uno sviluppo economico e sociale del tutto fuori controllo, incapace di gestirlo, se non per volgari interessi di sfruttamento, come succede con i muratori romeni, e incline a respingerlo perché in fondo si ritiene sia meglio stare come stare. E quindi l'Alitalia teniamocela in casa, magari ricominciamo a nazionalizzare qualche segmento produttivo, alziamo muri protezionistici, non sanzioniamo il surplus delle quote del latte, lasciamo il numero chiuso per i tassisti romani. Del resto, non sono stati proprio questi ultimi a esultare ai primi dati della vittoria di Alemanno su Rutelli? Si tornerà a una Roma provinciale, chiusa nelle sue modeste sicurezze, peraltro vane. Una città intristita e arcigna, dove si privilegeranno le dentiere o i pannoloni agli anziani piuttosto che la produzione culturale. Una città in cui torneranno a imperversare le varianti urbanistiche e l'abusivismo. Una città militarizzata, e non necessariamente con gente in divisa.

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Anticipazioni (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Libia/Italia PAGINA 5 "Calderoli ministro? Effetti catastrofici" Campidoglio PAGINA 6 Alemanno conciliante "Non apro a Storace" Lavoro PAGINA 9 Contratto a rischio, solo la Fiom resiste.

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Parabole (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Parabole Adriana Zarri Sempre più educato e gentile il nostro gergo quotidiano: "Non gliene frega un cazzo", "lo ha preso per il culo" (Gasparri). Domando scusa ma il dovere di cronaca mi impone di fare le citazioni esatte senza edulcorazioni. Invece Maria Fida Moro - che non è una cronista e non è quindi tenuta all'esattezza delle citazioni - ha pudicamente detto: "Quella parola che usate voi e che inizia per v". Comprensibilissimo anche sotto il velo della pudicizia. E ancora: "Dove sta quel finocchio di Rutelli?" (i camerati di Azione giovani). Con tante scuse per la pianta che cresce nel mio orto e innalza verso il cielo i nascenti pennacchietti verdi. Proverbi Bossi non cessa di ostentare la sua vera (o presunta) forza e di minacciare stragi: "Ho 300 mila uomini a disposizione" con "i fucili sempre caldi". E Schifani ha affermato: "Con la Lega mi sono sempre trovato in piena sintonia". C'è un proverbio che dice: "Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei" e se va insieme e in sintonia con Bossi sappiamo ormai chi è Schifani. E' normale. Dopo tutto ciascuno ha gli amici che si merita. Grillo Certo Grillo non sta in seconda fila quanto a giudizi e eleganze lessicali. Emilio Fede è una "faccia di culo", Gianni Riotta "verme e sottospecie umana" e tutti "paraculi". Nemmeno il presidente della Repubblica esce indenne dalle affermazioni del nostro comico, poco comico e assai maleducato: "Napolitano dorme, fa il pisolino, dovrebbe essere il presidente degli italiani e non dei partiti". Divise Si sa che Alemanno porta al collo un ciondolo con una croce celtica nascosti (non si sa se per riservo o per vergogna) sotto camicia, cravatta e si spera, senza il fazzoletto verde della Lega. Durante il ventennio sovente certi camerati, fascisti in vita e anche in morte, si facevano mettere nella bara con la camicia nera, additati ad esempio per quel gesto di estrema fedeltà. Oggi i tempi sono cambiati, e, quando anche Alemanno sarà giunto (gli auguriamo il più tardi possibile) a quell'ultimo appuntamento, nessuno pretende che vada a ripescare nel suo guardaroba da ragazzo la vecchia camicia nera (chissà se l'ha ancora). Gli basta - a attestare la sua estrema fedeltà - quel ciondolino che non si vede ma che c'è e scenderà con lui sotto la terra e salirà con lui nei cieli (e ringrazi la divina misericordia che - come io credo - ha lasciato l'inferno vuoto). La sacra salma Mi auguro che il papa non vada a venerare padre Pio come qualcuno si augura e attende. Già troppi sono i "fedeli" a fare la fila per vedere una salma con maschera tecnologica al silicone per nascondere il naturale degradarsi di un corpo senz'anima (come un tempo si diceva). Gli abiti con cui la salma è rivestita sono stati appositamente confezionati da alcune suore di clausura, quasi che non bastassero le vesti quotidiane che il frate quotidianamente indossava e mi sarebbe assai piaciuto che qualche suora avesse fatto obiezione di coscienza e si fosse astenuta da quella tessitura. Ma non credo che questo sia successo tanto diffuso è il devozionalismo e quanto scarso - a me - il senso critico delle religiose. Quanto costa Gesù? Ha due prezzi e si può scegliere: un crocifisso in oro per 249 euro e un crocifisso in argento per 198 euro più 7,90 euro per le spese di spedizione. Dopo tutto, per il salvatore del mondo, il costo suddetto, spedizione compresa, è un costo più che ragionevole. Per essere acquistato Gesù dispone di un numero di telefono e, poiché Cristo si è modernizzato, dispone anche di un numero di fax. Niente stupore. Non abbiamo forse detto che il verbo scende in terra per assumere tempo, storia, prezzi e costi spedizione compresa?.

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Editto bulgaro di Petruccioli (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

"Annozero" trasmette stralci del V2-Day. Il presidente della Rai (in scadenza) lo censura: "Uso arbitrario e indecente del servizio pubblico" Matteo Bartocci Roma Di Grillo si può discutere ma senza vederlo. Di più: mostrare il suo V2-Day sulla tv pubblica per il presidente della Rai è addirittura "arbitrario e indecente". Le urne si sono appena chiuse ma Michele Santoro finisce di nuovo nella bufera. Stavolta però l'"editto bulgaro"non viene dal Cavaliere o dal centrodestra rampante ma arriva direttamente dal presidente della Rai in scadenza. In una nota diffusa ieri, Claudio Petruccioli fa pubblica "ammenda" per la puntata di giovedì scorso di Annozero dedicata al "V2-Day" del comico genovese e si impegna a fare in modo che l'episodio non si ripeta. Con ogni probabilità, il caso finirà sul tavolo del prossimo consiglio di amministrazione. Petruccioli evita l'aggettivo "criminoso" che piacque al Cavaliere in quel di Sofia ma non va leggero contro il giornalista, accusato di "aver appaltato la tv pubblica a terzi" facendone un uso "arbitrario e indecente". "Ieri sera - scrive il presidente Rai - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai, ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi (neodeputato Pd, ndr). Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che nel programma stesso avviene; non ci sono 'zone franche'". Un simile zelo forse si spiega - ma non se ne ha conferma diretta - con alcune telefonate roventi arrivate dai palazzi della politica ai piani alti di viale Mazzini. E di certo non è un mistero che questo cda è in scadenza e il prossimo presidente spetterà di nuovo all'opposizione, cioè al Pd, il partito di cui fa parte lo stesso Petruccioli. Santoro non ci sta a finire sul banco degli imputati e risponde alle accuse. "La Rai - scrive in un comunicato - appartiene al pubblico, non ai partiti, e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione". Il giornalista rivendica il diritto di cronaca. Le stesse immagini o battute, per quanto non felici o non condivisibili, sono state raccontate sui tg del 25 aprile e su tutti i giornali dei giorni scorsi: "Sono state riportate - scrive - senza la volontà di farle proprie. Non farlo avrebbe rappresentato una grave omissione e una censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo è di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze della Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro leader politico". Santoro infine ricorda la presenza in studio di quattro commentatori, tutti critici verso Grillo: il presidente del sindacato dei giornalisti (Fnsi) Roberto Natale, la nostra Norma Rangeri e lo stesso Marco Travaglio, che pure ha partecipato a entrambi i V-Day. Giornalisti ai quali si è aggiunto un Vittorio Sgarbi in modalità scaricatore di porto, che ha insultato ripetutamente gli altri ospiti e si è scagliato con violenza contro il comico genovese urlando più volte parolacce. Per Petruccioli comunque l'applauso è bipartisan. Il presidente uscente della di vigilanza Mario Landolfi (An) loda il suo intervento e accusa Santoro di "linciaggio mediatico" e di "vilipendio al capo dello stato". Anche per Giorgio Merlo del Pd il suo richiamo "è utile anche per continuare a individuare nella Rai una palestra democratica e pluralistica e non una propaganda gratuita per chi persegue un disegno politico preciso". Sempre nel Pd Vincenzo Vita chiede "attenzione a non brandire l'arma della censura" ma a difesa del conduttore si scheirano solo Beppe Giulietti, deputato Idv e portavoce di Articolo 21, e lo stesso presidente della Fnsi Natale, che giudica "singolare" l'idea di Petruccioli: "Chi ha seguito la trasmissione ha potuto farsi un'idea più precisa di un fenomeno che ha coinvolto alcune centinaia di migliaia di persone. Con l'effetto, tra l'altro, di smentire le sommarie analisi di Grillo su un sistema della tv chiuso e totalitario. Se poi si vogliono cercare spazi della programmazione Rai che procurano al servizio pubblico 'danno, umiliazione e vergogna incalcolabili' come scrive Petruccioli, forse bisogna volgere lo sguardo altrove". Per Santoro, che all'inizio di giugno chiuderà questo ciclo di trasmissioni, la "rissa" ha ovviamente portato gli ascolti al massimo: 3.700mila spettatori e il 15,8% di share.

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<No a Calderoli ministro> La Libia minaccia l'Italia (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-03 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Politica Montezemolo ambasciatore del made in Italy "No a Calderoli ministro" La Libia minaccia l'Italia ROMA - Il figlio di Gheddafi: no a Calderoli ministro. Luca di Montezemolo sarà ambasciatore del made in Italy. A PAGINA 10.

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Calderoli ministro? reazioni catastrofiche (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Libia/Italia "Calderoli ministro? reazioni catastrofiche" Tommaso Di Francesco La nota dell'agenzia libica Jana di ieri sera parla di una dichiarazione durissima di Saif El Islam figlio di Moammar El Gheddafi. Chiama in causa in modo inequivocabile le sorti ministeriali del leghista Roberto Calderoli (mai nominato direttamente): "In data 9 febbraio 2006, la "Fondazione Internazionale Al Gheddafi per le Associazioni di Beneficenza e Sviluppo" rilasciò un comunicato invitando a protestare contro l'allora Ministro Italiano, per avere egli indossato una maglietta con i disegni offensivi e oltraggiosi all'Islam, si svolsero diverse proteste e manifestazioni tra le quali quella nella città di Bengasi il venerdì 17 febbraio 2006 in direzione del Consolato Italiano. Detta manifestazione venne affrontata da parte delle forze dell'ordine in Libia e caddero numerosi cittadini libici aumentando, così, la rabbia popolare che portò a bruciare il Consolato italiano a Bengasi. La crisi venne circoscritta, causando anche le dimissioni del ministro italiano. In seguito alla vittoria della destra italiana nelle ultime elezioni - continua la nota della Jana - sono giunte voci sulla possibilità di ricandidare nuovamente quel ministro che si considera il vero assassino dei cittadini libici morti in quell'occasione. Il signor Saif El Islam Moammar Al Gheddafi fa presente la gravità della questione anche se la decisione del nuovo Primo ministro è considerata un affare interno che riguarda l'Italia; ma qualora venisse riconfermato ministro, detta circostanza avrà delle ripercussioni catastrofiche sulle relazioni fra l'Italia e la Libia". Lo stesso Calderoli che alcuni giorni prima della rivolta di Bengasi aveva mostrato, ridendo in tv, una maglietta con una vignetta anti-islamica, a freddo dichiara che "la scelta della squadra di governo spetta a Berlusconi". "L'Italia non è sotto tutela libica" grida Luca Volontè dell'Udc. E il Pd con Enrico Gasbarra si accoda: "La scelta dei ministri riguarda l'Italia". Ma come dimenticare le dimissioni di scontro di Calderoli da ministro delle riforme: "Non chiedo scusa,- dichiarò il 18 febbraio 2006 - il partito è con me". Ora arriva il monito: per la Libia l'assassino vero dei giovani libici in rivolta a Bengasi contro la sua provocazione "è proprio lui". Se dovesse tornare nel governo "le ripercussioni sarebbero catastrofiche". Il pensiero va ai rapporti diplomatici ed economici legati alle forniture d'energia. "La nomina di un ministro è un fatto interno - commenta al telefono lo storico del colonialismo italiano Angelo Del Boca - ma loro sono stati a dir poco scossi dalle azioni di Calderoli e dalla rivolta nel luogo più delicato dell'islamismo libico che è Bengasi. Hanno quindi tutto il diritto di protestare". Staremo a vedere. Ma la vittoria della destra in Italia e la memoria delle malefatte del leghista Calderoli - mentre Borghezio invita a "fare muro contro la minaccia islamica" - scatenano subito reazioni internazionali.

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Rock a tutta birra per le morti bianche (sezione: Nord)

( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Il Concertone Rock a tutta birra per le morti bianche Per gli organizzatori un milione di persone in piazza San Giovanni. Nella lunga maratona musicale, tra De André e Berlinguer, Ciarrapico, i Beatles e Jimi Hendrix Flaviano De Luca Roma Una piazza, festante e danzereccia, gremita di ragazzi venuti da tutta l'Italia (quelli con la bandiera dei quattro mori e del Che ci sono sempre). Certamente più di mezzo milione di persone, tra l'amarezza della politica e la gioia della musica, incantate davanti alla voce di Fabrizio De André, presenza virtuale con le parole di Ho visto Nina volare, sostenuta dal jazz di un gruppo di All Stars italiane con Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso, Giovanni Tommaso, Rita Marcotulli (oltre al formidabile batterista afroamericano Eric Harland), una band di notevole classe ma un po' fuori registro nel calderone del nuovo rock tricolore. Una marea di teenager saltellanti sulle note di Caparezza, autore di una favolosa canzone su un operaio di oggi, Luigi delle Bicocche, un Eroe col cappio al collo, strangolato dai debiti e dalla precarietà o su quelle di Elio e Le Storie Tese, in grado di passare dai brani di Studentessi al Figaro di Rossini, dedicato al bancarottiere di qualità, Ciarrapico. Una maratona rock che ha cercato di capovolgere il clima mesto e shockante degli ultimi risultati elettorali, con una genuina voglia di divertirsi attraverso le esibizioni di gruppi come Afterhours, Subsonica, Marlene Kuntz, Tiromancino, accompagnati a gran voce dal pubblico sia nei pezzi del loro repertorio sia negli omaggi (da For what it's worth dei Buffalo Springfield a Foxy lady di Jimi Hendrix), insomma il meglio della giovane generazione di musicisti italiani, quasi fratelli dei quattro attori scelti per dire "basta morti sul lavoro", il tema della kermesse sonora, organizzata per il diciannovesimo anno consecutivo da Cgil, Cisl e Uil. Così Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Claudia Gerini e Claudio Santamaria (pure conduttore duttile e bravo, forse troppo generoso nel canto, della serata) hanno prima letto delle lettere di emigranti italiani negli anni '50-'60, accompagnati da Di Battista e dalla sua band, e poi una serie di nomi di vittime sul lavoro fino a trasformare la lettura in una sorta di inno collettivo che si è poi fuso con Little wing di Jimi Hendrix. Probabilmente il momento più emozionante del concertone, con l'applauso spontaneo della piazza ai nomi dei caduti. Le otto ore di musica, trasmesse in diretta da Raitre e Radiodue, si erano aperte con una triangolazione Napoli-Milano-Camerun, l'esibizione di Manu Dibango con Enzo Avitabile e i Bottari di Portico, impegnati anche nell'esecuzione del Prisenencolin celentaniano seguito dal veterano Piero Pelù che ha reso omaggio ai Beatles di Revolution e ha dedicato il suo set "a Enrico Berlinguer che ci manca sempre di più". Luciano Palma, gli eroi dell'hardcore italiano Linea77, gli Apres la class, Tricarico, che ha confermato il suo originale talento, Raiz, che ha anche duettato con Santamaria in Nun te scurdà, la grande energia live dei Sud Sound System hanno dato vitalità alla prima parte dell'evento che è stato concluso da un omaggio di Claudio Santamaria, accompagnato da Federico Zampaglione alla chitarra per la While my guitar gently weeps di George Harrison. Parole sensate del segretario Epifani: "I ragazzi ogni anno ci dicono qualcosa. Anno dopo anno, vengono qui e ci dicono delle cose con la musica. Non siamo noi che dobbiamo dire loro qualcosa, ma ascoltare". E arriviamo al gran finale con l'ospite straniero, il brasiliano Jorge Ben, un'ondata tropicale che avvolge la platea ancora attenta e vogliosa di ballare, Baustelle con Irene Grandi (è il chitarrista del gruppo, Bianconi, l'autore di Bruci la città) poi Max Gazzè, Ascanio Celestini in versione musicale, L'Aura e the Niro, una delle promettenti band della ultimissima generazione.

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Libia, altolà sul futuro governo <Catastrofi se ci sarà Calderoli> (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Tensioni internazionali Solidarietà bipartisan all'ex ministro leghista. Giustizia, spunta Alfano Libia, altolà sul futuro governo "Catastrofi se ci sarà Calderoli" Montezemolo: ambasciatore del made in Italy? Sì, ma non c'è un incarico La dichiarazione del figlio di Gheddafi. Tensione per la scelta dei ministri: An chiede Ronchi per il Welfare, FI vuole Sacconi ROMA - La Libia minaccia "ripercussioni catastrofiche nelle relazioni con l'Italia", se Roberto Calderoli tornerà a fare il ministro. L'avvertimento arriva direttamente da Tripoli, con il figlio del leader Muammar Gheddafi, Saif El Islam, che tuona contro l'esponente leghista, indicato ieri dall'agenzia ufficiale libica Jana come "il vero assassino" dei cittadini libici morti a Bengasi nel febbraio del 2006. Roberto Calderoli, in predicato di occupare il posto di ministro delle Riforme, fa spallucce ("La scelta della squadra di governo spetta a Berlusconi che ha avuto un mandato dal popolo sovrano ", dice Calderoli), mentre la reazione alle parole che arrivano dalla Libia è bipartisan. L'autonomia dell'Italia e della formazione dei suoi governi viene difesa da Pd (Enrico Gasbarra) come dalla Lega o dall'Udc. Nel 2006, ricorda una nota dell'agenzia libica Jana diffusa dall'ufficio di Roma, Calderoli mostrò una maglietta "con disegni offensivi e oltraggiosi del-l'Islam ", durante un'intervista televisiva. Un gesto che Tripoli considerò come causa scatenante delle proteste contro il consolato italiano di Bengasi, che causarono 11 morti e 35 feriti. La composizione del governo, al momento, appare ancora piena di nodi irrisolti. C'è uno scontro in atto fra Bossi e Fini sulle vicepresidenze delle Camere, con An che ritiene che la Lega stia rompendo accordi già presi. C'è uno scontro sul nome di Marcello Pera, come su quello di Elio Vito, al ministero della Giustizia. Sembra che Pera sia sponsorizzato da Gianni Letta, Vito dalla "pancia" di Forza Italia: in mezzo Berlusconi ascolta prima l'uno, poi gli altri e non ha ancora deciso a chi dar ragione. Anche Angelino Alfano, coordinatore azzurro in Sicilia, viene accreditato di un approdo possibile al dicastero di via Arenula, forse come ipotesi di mediazione. Insomma livelli tesi fra An e Lega, persino fra Letta e il Cavaliere (il primo vorrebbe che il secondo usasse più polso nella chiusura della squadra), e infine fra An e Forza Italia. Qui il nodo è sempre lo stesso: il partito di Fini vuole 3 ministeri, Forza Italia ritiene che la vittoria di Alemanno al Campidoglio debba derubricare la richiesta, entrambi si comportano, al momento di verificare budget e poteri dei dicasteri di destinazione, come se il Popolo delle Libertà non fosse l'embrione di un partito unico, con cui si sono presentati agli elettori. Il nodo cruciale è il Welfare: doveva andarci Alemanno, ora Fini chiede che al suo posto sia Andrea Ronchi a guidare il ministero. Forza Italia però propone Maurizio Sacconi e lo scontro è irrisolto da almeno quattro giorni. Il timing istituzionale prevede che le consultazioni al Quirinale comincino nel pomeriggio di martedì 6 maggio e che siano rapide tanto che il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, potrebbe conferire l'incarico già il giorno successivo. A quel punto Berlusconi potrebbe tornare sul Colle con la lista dei ministri il giorno stesso o nei due successivi: tabella di marcia che consentirebbe al Cavaliere di giurare entro il 10 maggio. Una delle poche cose certe, al momento, è che Luca Cordero di Montezemolo sarà ambasciatore del made in Italy nel mondo. Il presidente di Fiat e Ferrari ha commentato così l'esito dell'incontro avuto con Berlusconi nei giorni scorsi: "Ho sempre detto - ha spiegato in una nota - che chi ha ricevuto molto è giusto che con senso civico si impegni a dare un contributo al proprio Paese nell'interesse generale. Penso che continuare a testimoniare le tante eccellenze del-l'Italia sia un impegno coerente con le attività che ho sempre svolto". Poi, in serata, ha tenuto a precisare che non si tratta di un incarico formale: "Come ho già detto non è in discussione un incarico di alcun tipo, di cui non si è mai parlato. Con senso civico ho solo confermato il mio impegno a rappresentare nel mondo le tante cose positive del-l'Italia attraverso il mio lavoro di imprenditore e di manager". R.R. Accuse A sinistra Roberto Calderoli insieme a Silvio Berlusconi. Sopra il figlio di Gheddafi, Saif El Islam La maglietta Roberto Calderoli mostra in tv la maglietta con le vignette anti-Islam. L'esibizione, il 15 febbraio 2006, provocò manifestazioni e vittime in Libia.

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<I boss sono solo buffoni> La dinasty dei collaboratori (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-03 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE La famiglia Così lo zio e le compagne del capo si sono schierati con lo Stato "I boss sono solo buffoni" La dinasty dei collaboratori DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - Il padre allevatore, Umberto Bidognetti, aveva rifiutato la protezione dello Stato e per stipulare una sorta di "assicurazione sulla vita" si era anche spinto a ripudiare il figlio, il boss pentito Domenico Bidognetti, bollandolo come infame. Ma non è bastato a fermare la ferocia dei casalesi. Sì Domenico, quel figlio in carcere dal '99, che un anno fa aveva accettato di collaborare con la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, non era più carne della sua carne ma un traditore che ha raccontato il "modus operandi" seguito in ben 80 omicidi. Uno che ha dato le coordinate sui beni di famiglia. Un figlio che si era permesso perfino di irridere la camorra in una lettera indirizzata al pm Giovanni Conso poi letta a una cerimonia in memoria di don Peppino Diana, il prete eroe ucciso 14 anni fa mentre si appestava a celebrare messa: "La camorra è il male assoluto e i camorristi sono dei semplici buffoni, basta solo una denuncia per farli impaurire come conigli che scappano ". Ma nella famiglia Bidognetti i pentiti cresciuti in casa hanno una storia lunga. E in parte ruotano intorno al capo clan Francesco Bidognetti, noto come "Cicciotto 'e mezzanotte" che di Domenico è il cugino: lui, un irriducibile in carcere dalla metà degli anni '90, è rimasto vedovo ma poi le donne che si è messo al fianco lo hanno tradito. Prima è toccato ad Angela Barra ar.

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Gomorra (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-05-03 num: - pag: 45 categoria: REDAZIONALE Verso Cannes Rivelati per la prima volta tutti i restroscena del film tratto dal libro di Roberto Saviano Gomorra svelata Garrone: molte scene violente e strazianti per raccontare un'umanità senza speranze MILANO - E' stato per mesi un set blindatissimo. E Matteo Garrone, regista di Gomorra, dal best seller di Saviano di oltre un milione di copie, ha voluto per due anni diventare invisibile. Si materializzerà a Cannes dove è stato invitato per primo in concorso e già si dice che sarà il candidato italiano ai prossimi Oscar. Sui ciak c'era un titolo falso ( Tre storie brevi) per evitare curiosità: e comunque la scena dell' esecuzione di una donna è subito finita su YouTube, ripresa col telefonino. "Era il segreto di Pulcinella, ma non c'è stato nulla di ostile, anzi molta collaborazione dalla gente. Sono passato illeso nel campo di battaglia", dice l'autore; che finalmente svela i segreti del film sulla camorra prodotto da Domenico Procacci, nelle sale dal 16 maggio distribuito da 01 Rai. "Il primo lavoro, anche doloroso, di scelta - spiega Garrone - è stato per sottrazione: selezionare dalle molte storie e dai molti personaggi che con grande libertà espressiva lo scrittore ha messo nel suo libro-affresco. Sembrava un limite, invece si è rivelato un vantaggio. Si potevano girare 10 film, come il Decalogo, per onorare tutti i temi. Magari qualcuno lo farà, so che gli americani sono molto interessati. Io ho visto la storia dalla base, dal microcosmo del territorio, ora loro potrebbero vederla nel respiro di business internazionale". Garrone ha battuto tutti sul tempo, grazie a Procacci che ha comprato i diritti sulle bozze in tempi non sospetti. "Ci lavoro da due anni con gli sceneggiatori - Chiti, Gaudioso, Braucci - e con Saviano stesso, che ora, visto il film, mi pare soddisfatto". Sono 5 episodi con protagonisti e comprimari che si intrecciano e assumono nuovo rilievo drammatico: "Li abbiamo fatti vivere, rispettando anima e atmosfera, in un film corale, come per l'America di Altman, l'Italia del Rossellini di Paisà, rendendoci complementari al libro. E' come se lo raddoppiassimo, ogni luogo ha una sua storia e i personaggi assumono una forza inedita". Girato nel Napoletano, da Secondigliano a Scampìa, a Caserta, il film affronta temi attualissimi ma non nuovi al cinema di impegno: "Penso a Rosi, ovviamente, ma anche a Scorsese. Racconto lo spaccio di droga all'aperto più grande del mondo e le dinamiche dei clan in guerra dopo un armistizio di anni. Ho girato molte scene violente, strazianti, ma quella che mi ha più commosso riguarda due ragazzini, amici da sempre ma costretti a separarsi perché affiliati a due cosche diverse. Massimo comun divisore del film è proprio questo, un'umanità condizionata da un sistema, dall'ingranaggio che ti schiaccia e di fronte a cui non puoi ribellarti". Vite violente, vite vendute, vite difficili. "Ma non pensate a un film di denuncia tradizionale con la classica divisione tra bene e male, tra buoni e cattivi, perché in realtà le cose sono più complicate e i confini più confusi. Mi interessa l'aspetto umano di queste persone, le loro contraddizioni: oggi i boss della camorra sono belli, curati e l'estetica del corpo, la cura della pelle abbronzata sono in netto contrasto con la ferocia con cui diventano killer. Non a caso la scena più atroce è quella della strage al solarium, che oggi ha sostituito il barbiere". Storie che toccano argomenti di tutti i giorni: "Servillo è lo stakeholder che traffica per lo smaltimento dei rifiuti tossici . Ma noi lo vediamo anche in gondola, mentre va a incontrare gli imprenditori del Nord Est". Altri tipi: il ragioniere della camorra che si sente in pericolo, non più protetto, sniffa odore di morte e non sa ora a chi portare i soldi; un ragazzino che subisce il fascino del clan e si arruola nello smercio di droga. "E poi la storia, girata nel Vesuviano, di Pasquale il sarto e del rapporto con la mano d'opera in nero, coi cinesi. Infine due personaggi più donchisciotteschi, che vivono in diretto rapporto con l'immaginario del cinema, parlano come Pacino-Scarface ma si trovano poi a fare i conti con la realtà". E le donne? "Una, che si trova in dissidio con marito e padre da un lato e figlio dall'altra. Accanto a Servillo, a Imparato, a Cantalupo, c'è Maria Nazionale, la cantante che a Napoli è una star, fa fermare il traffico". Il suo sguardo qual è? "Ho cercato di mantenerlo neutro, invisibile, sono uno che non può e non vuole dar giudizi. Un modo di girare sobrio, da reportage, senza alcuna prodezza tecnica né compiacimenti, senza nulla che non appartenga al film da vicino, neppure un commento musicale. Ma dentro ribolle delle emozioni che sono state mie, giorno dopo giorno". Vecchio realismo da western tribale? "Vediamo cose mai viste. Era il modo per far vivere un libro che ovunque, in 33 edizioni, ha colpito per la sua crudezza. Ma attenzione: ero sempre io a creare questa realtà-fiction". Diverso dal cinema delle sfide e delle mani sulla città? "Oggi c'è la dimensione fashion...". Ma Garrone è convinto che la storia di Gomorra non finisca qui: il libro è andato in tutto il mondo "perché la tematica ha questa dimensione e sono sicuro che sorprenderà. Può piacere o meno, ma di sicuro stupisce". Si prende coscienza col film? "Discorso complesso, è la realtà che fa impressione". Quindi va a Cannes contento? "Sereno. Ho lavorato con onestà, è un film che può dividere e credo sia utile. Vado a Cannes con molti dei miei attori, è stata una bella esperienza per tutti". Maurizio Porro Cast Due momenti del film "Gomorra" che sarà in concorso a Cannes. Qui accanto, Toni Servillo in una scena della pellicola; a sinistra, due ragazzi della camorra mentre si allenano con le armi. Nel cast, anche Maria Nazionale, una cantante che a Napoli è una star \\ Penso a Rosi, ma anche a Scorsese. Ci sono lo spaccio di droga ma anche le dinamiche dei clan in guerra dopo un armistizio \\ Servillo traffica con i rifiuti tossici . Ma poi lo vediamo anche in gondola quando incontra gli imprenditori del Nord Est.

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Dieci anni di carcere, arrestato a Ostia il boss della droga (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-05-03 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE La cattura Carmine Fasciani, ex banda della Magliana Dieci anni di carcere, arrestato a Ostia il boss della droga Le manette nel suo stabilimento Carmine Fasciani, il boss che controllava il traffico di droga sul litorale, è stato arrestato nel suo stabilimento balneare: deve scontare 10 anni di carcere Gli investigatori ritengono che fosse pronto a scappare, a lasciare l'Italia, lui che di rocambolesche fughe all'ultimo istante è sempre stato uno specialista. Bagagli pronti, destinazione Sudamerica. O forse la Germania, dove in passato era riuscito a nascondersi per oltre un anno. Ma mercoledì alle 19, quando ha visto gli agenti del commissariato di Ostia entrare nel suo stabilimento balneare, si è rivelato lo stile elegante del boss della vecchia mala. "Ragazzi, un caffè?", ha chiesto "don" Carmine Fasciani lasciandosi ammanettare. Poi è stato portato a Rebibbia, dove sconterà una condanna di 10 anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. In mattinata dalla Cassazione era arrivata la conferma della sentenza della Corte d'Appello per il boss che aveva iniziato la carriera nella Banda della Magliana, per conto della quale controllava il giro dell'usura tra l'Eur e Ostia. I poliziotti diretti da Rosario Vitarelli da qualche giorno lo sorvegliavano, preoccupati da una possibile fuga prima del giudizio. Il fermo è arrivato nel suo lussuosissimo stabilimento tra il pontile e il porto. Sfuggito alla mattanza che negli anni 80 e 90 eliminò tanti esponenti della mala capitolina, don Carmine - ufficialmente panettiere - è stato capace di ritagliarsi un ruolo di leader sul litorale. Un boss feroce, come emerge dai processi a suo carico passati in giudicato, con chi non riusciva a rendergli le somme prestate a tassi di strozzinaggio. Con modi tutti suoi, quelli di un "padrino" d'altri tempi. Ma Fasciani (investimenti immobiliari in tutta Roma e capo di un clan che l'ex magistrato della Dna Luigi De Ficchy ha più volte citato, nelle relazioni al Parlamento, tra quelli maggior spessore nel Lazio) è noto sul litorale anche per altre iniziative. E' stato lui a pagare a lungo le cure mediche della piccola Francesca, la bimba di 6 anni morta per essere nata sieropositiva da genitori tossicodipendenti. E a Natale sono note le sue regalie ai poveri, ai quali dona pane e dolci appena usciti dai suoi forni di Ostia. Per il boss, 62 anni, abruzzese di Capistrello, la vita è stata sempre una guerra continua a guardie e ladri. Come quando, una notte del '99, inseguito da un elicottero dei carabinieri, sfuggì alla cattura correndo per la pineta di Castelfusano. Il colonnello Francesco Ferace riuscì però a rintracciarlo l'anno successivo, latitante in Germania. All'ufficiale disse solo: "Complimenti ". Stile d'altri tempi. Alessandro Fulloni.

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Settecento chili di hashish nascosti nei panetti di burro (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-05-03 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Prenestino La droga ha un valore di un milione di euro Settecento chili di hashish nascosti nei panetti di burro Burro e hashish viaggiavano assieme. Stessa strada, stesso camion, stessi corrieri: ragazzi incensurati e confusi, anche sulla data di consegna della merce. Secondo la bolla di accompagnamento, il burro doveva essere consegnato il 23 aprile scorso. Un'incongruenza che ha spinto la pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri a trasformare un semplice controllo stradale in una verifica approfondita. Settecento chili di fumo spagnolo erano tranquillamente adagiati dietro panetti di burro salernitano (un'azienda di Eboli). Un carico da un milione di euro che Massimiliano Marsala, 38 anni, catanese, e Dimiar Ivanov Echeganov, 40, bulgaro, stavano portando in via Prenestina. I due sono ora in carcere con l'accusa di traffico internazionale di stupefacenti. A tre settimane dall'arresto a Malaga del narco-boss Calogero Carlino, i carabinieri potrebbero aver intercettato i suoi eredi. Il comandante del nucleo Radiomobile Luigi Grasso preferisce tacere, lasciando parlare le (molte) coincidenze. Primo: quel camion proveniente dalla stessa Malaga, nei cui vicoli Carlini aveva trovato rifugio. Secondo: la tipologia di stupefacenti. L'hashish in cui si era specializzato il narco- boss cinquantaduenne. Sostanza che, da tempo, costituisce l' ingrediente speciale della movida romana tra Coppelle, Tor Millina, Campo dei Fiori e Trastevere. Anche il quantitativo "ingente", come lo definiscono i carabinieri stessi, porta ad escludere la pista dell'improvvisazione. Ventitrè borsoni non bastavano a contenerlo tutto: i panetti erano distribuiti anche all'interno di scatoloni sigillati. La pista spagnola di hashish e cocaina, a novembre, aveva portato i militari dell'Arma nel cuore di Monteverde. Trentasette arresti, con sollievo dei residenti. E con un imprevisto effetto collaterale che fece notizia: la comparsa del minaccioso striscione "Donna Olimpia non applaude". Un messaggio dei clan radicati sul territorio che fece tuonare il colonnello Vittorio Tomasone: "Arroganza che merita una risposta concreta ". Ilaria Sacchettoni.

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Ostia, in manette il boss del Litorale (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-05-03 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La sentenza Ex banda della Magliana, dovrà scontare dieci anni Ostia, in manette il boss del Litorale è stato arrestato nel suo lussuoso stabilimento di Ostia Carmine Fasciani, 62 anni, boss legato in passato alla banda della Magliana. Lo hanno bloccato gli agenti del commissariato di Ostia, diretti da Rosario Vitarelli, dopo che la Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d'Appello. Fasciani, scampato agli eccidi degli anni '80, dovrà scontare dieci anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Da qualche giorno era strettamente controllato dalla polizia. Si temeva una sua fuga in Sudamerica. A PAGINA 7 Alessandro Fulloni.

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I cori vincono sulle magliette <La musica non ha padroni> (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-05-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE In mezzo alla folla Tensione solo a Termini nella notte I cori vincono sulle magliette "La musica non ha padroni" Vicino all'obelisco di San Giovanni, ci sono i furgoni dei napoletani che vendono le magliette del primo maggio. Spicca quella con la scritta in tutte le lingue: "Io non ho votato Berlusconi". Già, ma nessuno la compra. Il riposizionamento, dopo lo tsunami elettorale del mese scorso, sembrerebbe in atto anche sul fronte del look da concerto, sebbene la piazza piena di bandiere rosse intoni come sempre "Bella ciao" e altri coretti contro Bossi e il Cavaliere. Perfino Tricarico, la rivelazione di Sanremo, davanti alla domanda del cronista ( Com'è questo primo maggio romano con un sindaco di destra dopo 15 anni?), fedele al suo ultimo successo preferisce non rispondere e tira avanti. Ebbene sì, vuole una vita tranquilla... Invece, Max Gazzè - altro cantautore affermato - prima di salire sul palco dice: "Roma non è di nessuno, Roma ha l'energia e il potere di andare oltre chi la governa". Perfettamente sintonizzato il conduttore televisivo Paolo Bonolis, che arriva in piazza su uno scooterone a tre ruote: "La musica è sempre la stessa, non ha padroni". Un milione di persone quest'anno a San Giovanni, per il concertone dedicato ai morti sul lavoro. Scorrono sui maxischermi i nomi delle vittime e le rispettive età: Mohamed 55 anni, Ignazio 52, Angelino 49, Eugenia 50, Andrea 19...E ai facchini della "Option One", che aspettano la fine della musica per smontare le enormi impalcature d'acciaio, un po' vengono i brividi: "Questo concerto è per il nostro bene", dice un ragazzo col caschetto protettivo colorato, lavoratore a chiamata per 40-50 euro al giorno. Un suo collega, però, non è d'accordo: "Non è vero, questo concerto non servirà a niente e da domani vi scorderete di noi. E gli operai continueranno a morire...". Forse ha davvero ragione lui. E così quando Ascanio Celestini, a un soffio dalla mezzanotte, attacca una delle sue ballate tristi e ripete, ripete ossessivamente Ricordate i morti ma ricordateli vivi, ecco che dagli occhi di tanti ragazzi, venuti coi loro vessilli dalla Sardegna, da Barletta, Lamezia Terme, Palermo, oppure dagli occhi di quelli che sventolano con amore le bandiere del Pd, dell'Arci o i cartelli No Tav, ecco che sgorgano lacrime vere. Grande sforzo per Ares 118 e Croce Rossa, con 20 ambulanze e 40 squadre sul campo: 34 persone portate in ospedale, 396 in tutto i soccorsi. Numeri, numeri: quasi 90 tonnellate di rifiuti raccolti dall'Ama, con 180 operatori e 50 mezzi speciali. L'unico problema di ordine pubblico, a Termini, proprio in extremis, per alcune decine di giovani che vorrebbero ripartire senza biglietto su un treno diretto a Reggio Calabria. Poliziotti con caschi e scudi, però, li convincono a dare retta al capostazione. Così, parte il treno e anche l'ultimo Celestini: Poveri partigiani in processione per le televisioni, poveri partigiani con le medaglie sulle bandiere, vicino alle mogli dei sottosegretari appena uscite dal parrucchiere... Fabrizio Caccia Una ragazza al concerto.

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La masseria (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-03 num: - pag: 21 categoria: BREVI La masseria In senso orario dall'alto: la masseria di Castel Volturno dove è avvenuto l'omicidio. Il granaio interno teatro dell'esecuzione e il boss Francesco Bidognetti (nel tondo), soprannominato Cicciotto 'e mezzanotte, in carcere al 41 bis.

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Fini e signora (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-03 num: - pag: 11 categoria: BREVI Fini e signora Fini a Capri ieri sera con la moglie Elisabetta Tulliani. ( Foto Flash). Sotto, Bossi scherza con la moglie Manuela Marrone dopo la "Batelada" del primo maggio sul lago di Como. Sulla destra, Rosi Mauro, destinata alla vicepresidenza del Senato ( Cavicchi).

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Congiure e veleni: ecco chi tramò per uccidere i Medici (sezione: Nord)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-05-03 num: - pag: 40 categoria: REDAZIONALE Narrativa Susana Fortes riscrive il '400 e accusa Federico da Montefeltro. Sulle orme di Eco e Dan Brown Congiure e veleni: ecco chi tramò per uccidere i Medici di RANIERI POLESE D omenica 26 aprile 1478 i due fratelli Lorenzo e Giuliano dei Medici dovevano morire. Il momento scelto dai congiurati era l'elevazione, durante la messa solenne celebrata nel Duomo di Firenze. Quell'attentato in cui solo il più giovane Giuliano restò ucciso (Lorenzo si salvò barricandosi in sagrestia) è passato alla storia come la Congiura dei Pazzi, dal nome della famiglia di banchieri che, contando su alte protezioni (il papa Sisto IV), cercava di togliere ai Medici il dominio della città. Fra i testimoni di quella domenica di sangue c'è un pittore della bottega del Verrocchio: Pierpaolo Masoni, a cui Lorenzo ha commissionato una Madonna. Masoni è un personaggio d'invenzione, l'ha creato la scrittrice spagnola Susana Fortes ponendolo al centro del suo romanzo Quattrocento (in italiano nell'originale: lo ha tradotto Nord ed esce in libreria l'8 maggio, negli stessi giorni la Fortes sarà in Italia, alla Fiera internazionale del libro di Torino) che lega i fatti del 1478 all'oggi, seguendo le ricerche di una giovane storica dell'arte spagnola, Ana Sotomayor, venuta a Firenze per documentarsi su vita e opere proprio di quel pittore. Scoprendo in quella Madonna voluta dal Magnifico i segni capaci di rivelare una verità coperta da secoli. Giocato su questi due piani temporali, il romanzo riserva alcuni colpi di scena: per l'oggi, raccontandoci come da allora l'ombra delle trame vaticane non si sia mai dissolta (Marcinkus, Ior, P2, la morte di papa Luciani); per il passato, rivelandoci il vero mandante della congiura. Che è il Duca d'Urbino, Federico da Montefeltro, che si era sempre creduto essere un fedele alleato di Lorenzo il Magnifico. Per questa scoperta la Fortes confessa il suo debito con uno storico italiano che lavora in America, Marcello Simonetta: è lui che ha trovato e decifrato una lettera inviata al Papa dal Duca Federico. E sempre lui, ora, pubblica i risultati delle sue ricerche nel volume Rizzoli intitolato L'enigma Montefeltro. Arte e intrighi dalla Congiura dei Pazzi alla Cappella Sistina (pp. 308, e 19). Giornalista (collabora al "Pais"), scrittrice (il suo primo libro era dedicato a Corto Maltese), insegnante, Susana Fortes è alla sua prima prova con il romanzo storico. Un genere in cui è proprio la Spagna di questi anni a dettare legge. Con Dan Brown ancora in attesa di consegnare il nuovo thriller storico- teologico, le classifiche internazionali sono occupate dagli autori venuti dopo Arturo Perez Reverte, come Matilde Asensi ( L'ultimo Catone, Jacobus, La camera d'ambra), Ildefonso Falcones ( La cattedrale del mare), Javier Sierra ( Le porte dei Templari, La cena segreta): tutti tradotti negli Stati Uniti, come anche la Fortes (il suo Quattrocento è uscito il primo aprile dall'editore HarperCollins). Ma perché questo entusiasmo per il romanzo storico? "La richiesta di romanzi storici è forte in tutte le parti del mondo. C'è un interesse reale per il passato che la storiografia ufficiale non è in grado di soddisfare. La storia che si studia a scuola non ti fa conoscere come la gente viveva veramente, non parla di passioni, bisogni, ti fa apparire tutto lontano, irreale. Da qui la necessità di scrivere romanzi basati su fatti storici certi ma che in più presentino personaggi in carne e ossa, che amano odiano vivono come tutti noi viviamo". E come giudica la produzione spagnola? "Bisogna distinguere due filoni molto diversi. C'è il filone esoterico, misteri, segreti, Templari e altre cose occulte, che continua la lunga tradizione delle leggende nere e delle superstizioni. A me non interessa, però capisco il suo successo: viviamo in un'epoca in cui c'è un forte bisogno di credere, non importa in che cosa. Invece c'è l'altra tendenza, più rigorosa per documentazione e racconto dei fatti: è quella che fa capo a Umberto Eco, che con Il nome della rosa ha saputo mescolare perfettamente storia e invenzione. Il romanzo che ho scritto segue la sua lezione". L'occasione per Quattrocento gliela ha offerta un lungo soggiorno a Firenze per scrivere un reportage per il supplemento "Viaggi" del "Pais". Cosa l'ha affascinata di quella città? "I segni del suo passato, di quando Firenze era un mondo e da lì partiva ogni idea di rinnovamento. C'era la più alta concentrazione di geni per metro quadrato che la storia abbia mai registrato. Basti pensare a quelli che si trovavano in Duomo il giorno della Congiura: Poliziano, Botticelli, lo scienziato Toscanelli, il giovane Leonardo ". E dell'Italia di oggi, che pensa? "Mi piacciono tante cose, i caffè, le trattorie, come parla la gente, perfino le bestemmie che senti per strada. L'italiano è un popolo vivo, creativo, anche se politicamente può diventare il peggior nemico di se stesso. Come provano gli ultimi risultati elettorali che noi, in Spagna, non ci siamo riusciti proprio a spiegare". Masolino, "Resurrezione di Tabita", 1424-1427, Firenze (particolare) EDITORE NORD PP. 392, e 18,60 SENECA.

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ROMA- Una vendetta trasversale ha colpito una delle famiglie più potenti del clan dei casal (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Di RITA DI GIOVACCHINO ROMA- Una vendetta trasversale ha colpito una delle famiglie più potenti del clan dei casalesi. Anche se già falcidiata dagli arresti, dai morti ammazzati, dai pentiti. A segnare il destino di Umberto Bidognetti non è stata solo la decisione del figlio Domenico di collaborare con la giustizia, ma il modo clamoroso con cui l'ha fatto, il rilievo mediatico che di recente ha assunto il suo pentimento. Il camorrista, cugino di Francesco Bigognetti (detto "Cicciotto 'e mezzanotte") e fratello di Giuseppe, ucciso nel '97, due boss di spicco nella galassia criminale della zona, non si è limitato a far arrestare decine di persone, già condannate in primo grado. Dal suo rifugio segreto ha osato sfidare i clan casertani con una lettera letta durante la commemorazione di don Peppino Diana, il parroco ucciso 14 anni fa a Casal di Principe. "La camorra è un male assoluto e i camorristi sono solo semplici buffoni - scriveva il pentito - l'unica possibilità di salvare il nostro futuro e quello dei nostri figli è denunciarli". Analogo appello lo ha rivolto anche Anna Carrino, ex convivente di "Cicciotto 'e mezzanotte", durante la trasmissione dedicata da Anno Zero allo scrittore Roberto Saviano. Pochi giorni fa. Anna non era un personaggio di secondo piano nella geografia del clan. Come molte donne di camorra non si limitava a percepire lo stipendio e a riferire le direttive dal carcere, era lei ad aver preso in mano l'organizzazione in assenza del compagno. E lo ha fatto fino al giorno in cui, prelevata da un'auto, ha abbandonato tutto e tutti, figli compresi. Quasi certamente, afferma il procuratore di Napoli Franco Roberti, la vendetta ha un significato di ricompattamento dell'organizzazione. "E cioè - dice Roberti - sta a dire a latitanti e detenuti: noi siamo qui e controlliamo ancora noi il clan dei Casalesi". Di sicuro chi ha sparato quei 12 colpi vuole dissuadere chiunque dal seguire l'esempio di Domenico e Anna. Un esempio pericoloso.

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CASERTA - Tredici colpi per il padre di un pentito eccellente. Scatta a Castelvolturno, nel cuore de (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Di ROBERTO GIANFREDA CASERTA - Tredici colpi per il padre di un pentito eccellente. Scatta a Castelvolturno, nel cuore del litorale domizio, ai confini con l'Agro aversano, l'agguato a Umberto Bidognetti, 69 anni. E' incensurato, ma padre di uno dei capi carismatici della camorra del Casertano: Domenico Bidognetti. Legato a doppio filo con uno dei boss storici della nuova camorra imprenditrice: Francesco Schiavone, il temibile "Sandokan". Disposto però a rinnegare il suo passato, Domenico Bidognetti. Ad abiurare ai codici della criminalità organizzata. A collaborare con la giustizia. E a dire: "La camorra è un male assoluto. E i camorristi sono semplici buffoni". Non ha dubbi il coordinatore della Procura distrettuale antimafia di Napoli, Franco Roberti: "E' un segnale di ricompattamento dell'organizzazione destinato sia ai detenuti, sia ai latitanti per dire: siamo qui e controlliamo ancora noi il clan dei Casalesi". E a seguire Domenico sulla strada del pentitismo, si era inserita anche Anna Carrino, compagna di Francesco Bidognetti detto "Cicciotto 'e mezzanotte", capo riconosciuto del clan, in carcere dal '93 con l'ergastolo da scontare. Evidente, la matrice della vendetta trasversale. Umberto Bidognetti paga con la vita per le colpe di figlio e nuora. A meno di una settimana dal processo in Corte d'Assise contro capi e gregari della camorra casertana che vede come principale testimone proprio Domenico Bidognetti. All'alba tre sicari entrano in azione nell'azienda bufalina Sementini che Umberto Bidognetti gestisce nelle campagne di Castelvolturno. Impugnano pistole calibro 9. Sparano contro l'uomo che ha appena indossato i panni da lavoro. L'ultimo colpo alla testa, quindi si dileguano. Umberto Bidognetti non aveva accettato la scelta del figlio Domenico di collaborare con la giustizia ma non per questo è sfuggito alla vendetta. Aveva comunque deciso di rifiutare il programma di protezione previsto per i familiari dei collaboratori di giustizia. La stessa decisione presa anche da Assunta D'Agostino, la ex compagna di Domenico. Ex, perché lo aveva lasciato a novembre dello scorso anno, quando l'uomo aveva deciso di pentirsi. I Bidognetti controllano la cupola affaristico-mafiosa del Casertano, con interessi che spaziano dal calcestruzzo al racket sull'edilizia fino al mercato di armi e droga. Un impero messo in pericolo dal pentimento di uno dei boss ma da difendere anche a costo di spietate vendette familiari. Arrestato infine a Nizza Luciano Izzo, latitante del clan dei casalesi: nel 1988 uccise un farmacista.

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Dal nostro inviato REGGIO CALABRIA - La città è ferma, rasseg (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

ANTONIO DE FLORIO dal nostro inviato REGGIO CALABRIA - "La città è ferma, rassegnata, assuefatta al potere criminale. Non ha alternative, speranze". Il professor Tonino Perna, 60 anni, reggino doc, sociologo ed economista, vive in mezzo allo Stretto. Insegna all'Università di Messina e risiede nella sua città. Ogni giorno traghetta tra le due sponde la sua esperienza di studi che è passata anche per i Balcani. Professore, alla procura di Reggio volano i corvi e un magistrato viene spiato da una "cimice", messa chissà da chi. È l'ultimo stadio? "È un indicatore. E non il solo. In una procura dove c'è sempre stata una lotta interna, come è avvenuto in altre città. Negli ultimi due anni i veleni sono aumentati e si spiegano anche con la pervasività di questa criminalità organizzata, ormai trasformata in borghesia criminale, nuova forma di potere del territorio. Un processo iniziato dalla fine degli anni Settanta, con pezzi di professioni, di imprenditori e persino di magistrati collusi con la criminalità". Martedì a Reggio ci sarà un sit-in di solidarietà con il Pm Nicola Gratteri dopo la scoperta della microspia. E' il primo segno di partecipazione della città mentre a Palermo c'è sempre stata solidarietà verso i magistrati in prima linea... "La Calabria è enormemente più piccola, il controllo territoriale delle cosche è più capillare rispetto alla Sicilia, che ha una città come Palermo con 800.000 abitanti e un ceto medio produttivo che in parte è riuscito a liberarsi dal ricatto della mafia. Da noi questo ceto non esiste, le attività produttive o sono in mano alla 'ndrangheta o ne sono succubi. Il professionista che vuole lavorare si rivolge alla politica o alla 'ndrangheta, o a tutte e due assieme, con qualche lodevole eccezione. I confini a volte si perdono. A Reggio Calabria abbiamo 1.400 avvocati, 2.000 architetti. Che devono fare? Per lavorare hanno soltanto quei due canali. Consideri anche che nella nostra regione su 100 persone che lavorano 37 sono dipendenti pubblici. In Lombardia e Veneto non si supera il 10%". Lei ha lavorato anche nei Balcani, ma qui succede di peggio. Dice il questore che il deposito d'armi sequestrato nel Crotonese è sufficiente a sostenere una guerra. "Nei Balcani si è formata una classe emergente di imprenditori mafiosi o di mafiosi che fanno impresa. Uno studioso romeno ha redatto un rapporto pubblicato in Francia in cui si analizza l'alleanza tra mafia albanese e 'ndrangheta nel traffico internazionale di armi da guerra. A Tirana due settimane fa c'è stata una strage in un deposito di munizioni: il governo albanese aveva affidato a una società privata la rottamazione delle armi belliche, che invece probabilmente finivano in Italia". Il leader della Lega Bossi vuole realizzare il federalismo fiscale: che accadrebbe in Calabria? "Se passasse la proposta, l'80% delle tasse raccolte in Calabria resterebbero nella regione mentre il 20% andrebbe allo Stato. Tradotto in soldoni, la perdita annua per noi sarebbe di 5-6 miliardi di euro, l'intero bilancio regionale. Ma il federalismo potrebbe anche avere un aspetto positivo: far saltare il circuito perverso creato da una classe politica che gestisce male i soldi pubblici".

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Ma la sinistra, quella della gente, non è morta Ponte sullo Stretto, e la mafia ringrazia... Alemanno sindaco di tutti. Anche degli atei? (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Il nostro posto? Nelle piazze e tra la gente Cara "Liberazione", L'Italia è tornata fascista! E adesso sì che ci vorrà di nuovo un partito comunista che presenzi e vigili su tutto il territorio. A questo governo reazionario ci si potrà opporre soltanto ricostruendo un partito di massa che faccia fronte unico contro l'avanzare della nuova destra contro l'arroganza di Bossi che cerca di intimorire con i suoi "fucili sempre caldi" chi avesse intenzione di mettersi contro le sue sciagurate idee che parlano di federalismo ma che nascondono una bieca recessione nei confronti del sud. Possiamo farcela, è morta solo la sinistra parlamentare ma non quella della società civile, quella sinistra, per intenderci, che non molla, che ha voglia di lottare,che non crede nella modernizzazione del paese a scapito delle classi più deboli e dei poveri. Occorre però riprendersi al più presto, riorganizzarsi e ripartire.Occorre ricominciare aggredendo di nuovo le tematiche che nel passato ci avevano condotto al 10%, occorre tornare nelle piazze in mezzo alla gente parlando con essa a quattr'occhi e non da dietro una fredda telecamera. Ovviamente tenendo conto delle nuove esigenze e delle nuove istanze di una società ormai smarrita, ma riprendendo i vecchi simboli del lavoro, della solidarietà dell'uguaglianza che sono propri del comunismo: falce e martello. Pasquale Placanica (Cz) Comunque, non ripartiamo da zero! Caro Sansonetti, rischiamo di sottovalutare il lutto simbolico (l'azzeramento della sinistra parlamentare), rimuovendo la nostra incapacità di narrazione, di proporre scenari futuri efficaci fin dal presente. Invece, rischiamo di sopravvalutare l'esame elettorale fallito, traendone affrettate conclusioni sociologiche (e politiche) che richiederebbero altre categorie analitiche... Comunque, non ripartiamo da zero. Possiamo riprenderci, ricercando ciò che consente la continuazione del dialogo e delle relazioni al 3% che ci ha votato, al 16% degli italiani che gradiva le nostre idee, a quel mondo più vasto che rivendica giustizia e libertà. Giuseppe Dimola Vuittone (Mi) Le bugie hanno le gambe corte Caro direttore, il risultato elettorale del comune di Roma non è altro che la risposta del popolo alle fandonie raccontate da Veltroni in campagna elettorale... Hanno offeso l'intelligenza degli italiani facendo credere loro che potevano vincere le elezioni. Risultato finale :circa 10 punti di differenza, ma intanto il popolo è rimasto ingannato e per ripicca al secondo turno di Roma, capito l'antifona, ha compiuto la propria vendetta, a scapito di Rutelli. Ben vengano anche nel Pd accese discussioni, hanno fatto credere di essere vicini alla meta, imbarcato nelle liste di tutto e di più e come disse un famoso proverbio: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Emilio Testa via e-mail 1° maggio, non ci hanno fatto arrivare a Roma! Caro direttore, il 1° maggio è avvenuto un fatto veramente vergognoso, teso a boicottare l'affluenza al concerto del primo maggio a Roma. Alla stazione di Napoli Piazza Garibaldi, oltre alla mancanza del consueto treno occupato, che da anni garantisce la partecipazione gratuita ad una manifestazione nazionale di altissimo valore sociale e politico come quella del primo maggio, sono stati bloccati i treni regionali ed intercity provenienti da sud e diretti a Roma. L'unico treno ad essere partito in orario utile per garantire di arrivare in orario al concerto, il regionale delle ore 14 e 30, è stato bloccato alla stazione di Aversa per circa sei ore, col pretesto che una trentina di persone sulle oltre 1500 presenti sul treno non avevano il biglietto. In realtà... Io e la maggior parte degli altri passeggeri abbiamo preferito munirci del biglietto per l'intera tratta, cosa che, visti i fatti, non è servita ad altro che a consentirci di denunciare Trenitalia per il disservizio. Ad Aversa ci hanno fatto scendere e salire dal treno per sei ore, promettendoci che saremmo ripartiti ogni volta che protestavamo; e quando dopo l'ennesima volta gli abbiamo risposto che volevamo il nome del responsabile del disservizio e che su quel treno non ci saremmo risaliti inutilmente ancora una volta, hanno mandato la polizia in assetto anti-sommossa. Tengo a sottolineare che non vi è stato alcun atto di violenza da parte nostra, e che oltre al migliaio e passa di ragazzi come me che volevano andare al concerto, c'erano anche persone, tra cui anziani e bambini, che il treno lo dovevano prendere per altri motivi. Per tutto il tempo che siamo rimasti in stazione non è passato neanche un altro treno, nemmeno per tornare a Napoli. Alla fine verso le 20.30 hanno mandato dei pullman che ci hanno riportato a Napoli, di andare a Roma neanche a parlarne, e, come se non bastasse volevano far salire solo chi aveva il biglietto per Roma, cosa che ha scatenato, ovviamente, una protesta (non violenta) unanime, alla quale la polizia ha ben pensato di reagire con una carica, alla fine per fortuna solo sfiorata. E' possibile essere deportati in uno stato democratico? O forse non viviamo più in uno stato democratico? Ai posteri l'ardua sentenza! Elisabetta Bevilacqua via e-mail Ma Di Pietro non dice nulla su Schifani? Cara "Liberazione", sono impressionato dal silenzio tombale e dalla non chalance con cui la (presunta) opposizione "democratica" ha accolto l'elezione di Schifani a seconda carica dello Stato. L'assenza sull'argomento dell'informazione ce l'aspettavamo (mica è falso ciò che dice Grillo...), ma dove sono finiti quelli che volevano un Parlamento pulito? Dov'è Di Pietro e tutta l'IdV? Enzo Lanciano via e-mail Caro Alemanno, noi atei chiediamo parità di ascolto Cara "Liberazione", vorrei che pubblicassi questa lettera aperta che gli atei scrivono ad Alemanno, sindaco di Roma: "Caro sindaco Alemanno, leggiamo con interesse la tua volontà di essere Sindaco di tutti i romani, ed apprezziamo il tuo interesse per i valori espressi dalle comunità cattoliche ed ebree. Vogliamo ricordarti però che a Roma non esistono solo quelle comunità, ma anche moltissimi cristiani di altri e variegati orientamenti, islamici, induisti, buddisti e credenti nelle più disparate religioni. E ci sono anche gli atei che sono il 6 per cento della popolazione, secondo una seria indagine statistica dell'Istituto Piepoli. Noi atei con il presunto laico Veltroni, anche lui sedicente Sindaco di tutti i romani, non siamo riusciti ad ottenere nemmeno un colloquio. Siamo curiosi di vedere se il cattolico Alemanno ritiene di riconoscere parità di diritti nell'ascolto, oltre che a cattolici ed ebrei, anche alle comunità dei credenti in altro e dei non credenti in alcuna entità soprannaturale". Giulio C. Vallocchia direttore di www.nogod.it La Resistenza? Non proprio una "guerra civile"... Caro presidente della Repubblica, ho inteso le sue ottime parole che ha detto il 25 aprile a Genova e le ho apprezzate molto, ma su una cosa sono rimasto perplesso: quando ha detto che è stata una "guerra civile". Qui non ci siamo, signor presidente, perché la nostra guerra che facemmo sulle montagne, nelle città e nelle periferie di tutta Italia, fu contro l'invasore nazista, le Ss e i torturatori fascisti, spie e servi dei tedeschi. Questa è la realtà. Non fu "guerra civile" perché tutta la popolazione aiutò i partigiani, le partigiane, le staffette partigiane, i renitenti alla leva, militari sbandati, gente fuggita dai campi di concentramento nazisti, eccetera eccetera. La popolazione aiutò molti ebrei nascondendoli ai tedeschi e ai fascisti. E al momento giusto insorsero insieme ai combattenti della Resistenza. Questa è la realtà. Nando partigiano combattente dei Gap periferici dell'VIII zona di Roma Un grande sfacelo per il pianeta: i bambini-soldato Caro direttore, il mondo a fuoco e fiamme. In circa cinque Paesi si spara e si uccide. In 41 Paesi è in vigore la pratica di far combattere i bambini. Sono 300 mila i bambini soldato che vengono gettati nell'orribile pantano della guerra. L'80 per cento dei bambini sfruttati nei conflitti non hanno ancora quindici anni. Tra le fila delle fazioni che si sparano ci sono anche molte bambine. Lo sfacelo del pianeta è anche questo. Fabio Sicari Bergamo La mafia oggi gestisce grandi risorse Cara "Liberazione", la mafia ringrazia e si accinge a "capitalizzare" la sua campagna elettorale che in Sicilia ha portato ad una maggioranza "bulgara" per il centrodestra. La mafia oggi non spara, non uccide se non in casi eccezionali; la sua forza dirompemte è nella gestione "legale" di grandi risorse collettive, pubbliche, per i suoi affari. Il Ponte sullo Stretto di Messina è tra le priorità del governo Berlusconi e il sostegno del nuovo governatore della Sicilia è enorme. Lombardo si accinge a tirare le fila delle sue promesse, in primis con il Ponte...anche se tanti studiosi ed esperti lo sconsigliano data la "natura" particolare di quell'area, soggetta tra l'altro a continui movimenti sismici. Lo sconsigliano anche per un impatto ambientale che viene definito "nefasto", tanto che anche i suoi sostenitori adesso ipotizzano altre soluzioni... ma il Cavaliere e Lombardo non vogliono sentire ragioni; essi vogliono il Ponte in tempi stretti e già dicono che sta entrando nella fase degli appalti. Povera Italia: la distruzione del suo tessuto ambientale, delle sue bellezze, già molto compromesse, entra in una ulteriore fase drammatica, con il sogno terrificante del Cavaliere di Arcore. Francesco Lusciano Chioggia (Ve) 03/05/2008.

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Dopo la sconfitta ancora riflessioni per capire fino in fondo (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Patrizia Bortolini Molti ben più autorevoli hanno fatto analisi sulla catastrofe elettorale, ma vorrei ascoltare la richiesta di una compagna che a questo giornale scrive: facciamo parlare i cittadini. Chiediamo perché non hanno votato a sinistra. Bene chiediamolo. Apriamo con questa pagina l'ascolto a tutti coloro che vorranno scriverci e dirci cosa pensano. Nel frattempo alcuni punti di riflessione, evitando di cercare capri espiatori e scorciatoie. La "colpa" in eventi del genere non può essere di uno e nemmeno di alcuni. Vi sono scelte politiche, certo, ma anche condizioni nelle quali ci si muove. L'idea che se farai tutte le cose giuste il mondo girerà nel senso che vuoi, è un'idea quanto meno infantile. Quindi, quali sono in poche parole le condizioni economiche, sociali, politiche nelle quali ci stiamo muovendo. Innanzi tutto crisi economica. Da anni, non una crisetta. Sta per finire il petrolio, i prezzi degli alimentari saliti alle stelle, le crisi finanziarie si susseguono di anno in anno e ogni volta ci dicono che la crisi "è contenuta". Altre potenze si sono affacciate sull'economia mondo e si contendono risorse sempre più limitate. In Europa il percorso unitario è bloccato e l'euro ha creato disastri nelle tasche della maggior parte dei cittadini. Le economie effimere sono sempre più in difficoltà. Fino a qui nulla di nuovo, tutte analisi già fatte dal gruppo di Lisbona un decennio fa. Sul piano sociale, politico e culturale queste condizioni si intrecciano ed alimentano rivendicazioni e timori, il bisogno di sicurezze, dopo la caduta della speranza nelle progressive sorti dell'umanità, portano al recupero del razzismo ed all'autoritarismo dal profondo delle pance. Il rancore domina verso gli altri, i lavoratori privati verso il pubblico impiego, il nord verso il sud e viceversa, la maggior parte verso i migranti, tutti verso i politici, che qualche responsabilità pur l'avranno. La maggior parte della gente non distingue più tra destra e sinistra, da vent'anni si dice loro che sono uguali, la casta non ha distinguo, se poi sei al Governo sei il principale responsabile. Così i fuori casta appaiono quelli che si sono fatti da sé, i berlusca padani. Pazienza che da quasi vent'anni fanno politica di professione. O meglio fanno i loro interessi facendo politica. Ma sembrano meno casta della sinistra. Già su questo dovremmo interrogarci. Se a questo aggiungiamo la caduta del muro e dei regimi dell'est, che a noi fa senso chiamare comunisti perché lontanissimi dalla nostra idea, ma erano sedicenti tali, queste poche note sintetiche e parziali possono già dare l'idea dell'ambito storico nel quale ci muoviamo. Tutte analisi fatte dalla sinistra e che non esentano nessuno da responsabilità, ma dovrebbero far pensare chi, con qualche delirio di onnipotenza, crede che se si fossero fatte determinate cose ora ci sarebbe la Sinistra Arcobaleno al Governo. Il senso del limite è un'altra delle questioni sulle quali interrogarci. In crisi è la politica, abbiamo detto inoltre, si è scollato il rapporto tra società e politica. Eppure la manifestazione di ottobre è stata significativa. Il problema è che eravamo tutti lì. Abbiamo parlato di diritti, di multiculturalità, di fecondazione assistita, ma gli elettori hanno visto altro. Hanno visto e sentito che si parlava di cose che non riguardavano la loro vita. Allora gli elettori e le elettrici, che erano già altrove, hanno fatto altro: i più coscienziosi, ormai ostaggi del senso di responsabilità e della sindrome unitaria, (non si poteva far cadere il Governo e non si poteva non stare con il centrosinistra altrimenti vinceva Berlusconi) hanno votato Pd. Invece gli elettori d'opinione, che ci avevano votati per protesta, hanno proprio fatto vincere Berlusconi votando Lega, pensando che questa farà i loro interessi agendo contro gli immigrati per una presunta sicurezza. Ma questo è un altro discorso. Mail a: prccultura@libero.it 03/05/2008.

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Sì, la sua pensione è al sicuro, ma sulle minime il governo manterrà la promessa dei 1000 euro al mese? Non credo, perché (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Il nuovo governo e la mia pensione Cara "Liberazione", sono in pensione da 5 anni e riscuoto 1047 euro al mese. Sono preoccupato che questa mia modesta pensione venga diminuita con l'avvento di Berlusconi al potere. Colleghi che lo hanno votato mi assicurano che la mia pensione aumenterà perché Berlusconi diminuirà le tasse. La pensione è l'unico sostentamento che ho. I figli hanno le loro famiglie, mia moglie non ha mai lavorato. Sono sempre più sfiduciato, invece di migliorare si peggiora. Scusate lo sfogo. Enzo Melandri Alla domanda di quali misure sulle pensioni ed in che tempi le varerà il nuovo governo non sono in grado di dare una risposta minimamente credibile. Posso fare qualche previsione. Ritengo che chi è in pensione non corre nessun rischio per due ragioni, la prima è che la maggioranza dei pensionati ha assegni al limite della sopravvivenza; la seconda è che eventuali tagli susciterebbero un moto di ribellione. Penso invece che il nuovo governo varerà una qualche misura a favore di qualche fascia di pensionati, ma non manterrà la promessa di portare le pensioni minime a 1.000 euro al mese in quanto l'onere supererebbe i 50 miliardi l'anno. Invece rimetterà mano alla legge sulle pensioni con alcuni precisi obbiettivi: aumentare l'età per il diritto alla pensione incominciando dalle donne che attualmente maturano il diritto cinque anni prima degli uomini. Abbassare i coefficienti di rendimento per il calcolo della pensione con conseguente impoverimento dell'assegno pensionistico, contemporaneamente aumenterà gli incentivi e le agevolazioni per "obbligare" ad aderire ai fondi pensione. Ridimensionare l'entità della contribuzione a favore delle imprese per diminuire il costo del lavoro. Limitare le misure che, anche se in modo insufficiente, tutelano il lavoro usurante, quello precario e le norme per combattere l'evasione contributiva. Cercheranno di giustificare un ulteriore ridimensionamento del sistema pensionistico pubblico in quanto il suo "costo" frenerebbe lo sviluppo economico. Mentono sapendo di mentire, un solo dato: da due anni il bilancio dell'Inps è in attivo rispettivamente di 2,5 e 2,8 miliardi, mentre nei primi tre mesi di quest'anno l'attivo supera già il miliardo. Il motivo vero dell'attacco portato avanti da 15 anni, da tutti i governi, al sistema pensionistico (considerato anche da Veltroni un residuato dell'Ottocento) è la sua natura pubblica, solidale, universale che contrasta con le privatizzazioni ed i mercati finanziari, con la frantumazione del mercato del lavoro, con l'individualismo: ognuno per sé. Le pensioni, di questo sono certo, torneranno in tempi brevi al centro dello scontro politico e sociale. In pensione nel 2009, anzi no... Cara "Liberazione", in base a quanto previsto dalla nuova legge sulle pensioni maturo il diritto alla pensione di anzianità a marzo del 2009. Avrei potuto pensionarmi già nel 2007 se fosse stato eliminato lo scalone. Secondo quanto sostengono alcuni miei amici mi dovrei scordare la pensione in quanto il nuovo Governo applicherà la vecchia legge. Quanto c'è di vero? Cordialmente L.C. Napoli Effettivamente Berlusconi aveva annunciato il ripristino della norma sulle pensioni di anzianità contenuta nella legge varata nel 2004 dal governo di centro-destra. Ma l'ex ministro del Lavoro, l'On. Maroni, firmatario della legge ha smentito l'intenzione di rimettere mano a quanto prevede la nuova legge sulle pensioni di anzianità, legge che Rifondazione Comunista ha giudicato pessima. Comunque non ci sono certezze! 03/05/2008.

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ROMA Le rivoluzioni non vanno più di moda, per fortuna. Ma i cambiamenti di (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Di MARIO AJELLO ROMA Le rivoluzioni non vanno più di moda, per fortuna. Ma i cambiamenti di scenario e di immaginario, sì. E così, la "nuova stagione" del centro-destra dominante si compone di una moltitudine di valori e di simboli del tutto diversi e opposti rispetto alle icone del "politicamente corretto" in vigore finora. AUTOBLU' - Troppo odorose di "casta", meglio le autobianche, cioè i taxi. Sono questi la nuova icona del cambiamento. Non a caso, il suono festoso dei loro clacson ha dato la notizia della conquista del Campidoglio. BARBARI - Macchè: Barbareschi! Inteso come possibile sottosegretario ai Beni Culturali e oggetto di culto di nani e ballerine in via di riciclo. "Luca, il tuo documento sul cinema è interessantissimo!" (Citto Maselli). "Luca, mia nipote s'è presentata ad Ostia col Pdl!" (Michele Placido). CARNERA - Il grande pugile. Nuovo mito, anche cinematografico, omaggiato da Bossi e Berlusconi. DAZI - Tornano in auge, sull'onda del tremontismo. EUROPA - Risorsa, ma anche intralcio. Stella semi-cadente. FIORELLO - Resiste. La sua "spalla", Baldini, lo descrive così: "Fiore è un abile equilibrista bipartisan". JAZZ - In grande ascesa. Non solo perchè uno dei massimi impresari è un uomo di destra (Giampiero Rubei) ma soprattutto perchè nel jazz c'è il linguaggio adrenalinico, la vitalità dell'improvvisazione, la forza dell'elementare. Cioè valori cari alla neo-destra. HOBBES - Va di moda citare questo filosofo, a proposito delle ronde: "Per Hobbes, il cittadino delega lo Stato a difenderlo. Ma se questo non avviene, il cittadino si riprende il diritto a difendersi da solo". LIBERISMO - Ormai è di sinistra, come suggerisce il titolo dell'ultimo libro di Francesco Giavazzi? MANGANELLO - Utensile con cui - sull'esempio di alcune città governate dal centro-sinistra - equipaggiare i vigili in lotta contro la micro-criminalità. "Manganello, manganello, che rischiari ogni cervello...". MASTROIANNI - Ignazio La Russa: "Avrei voluto essere Marcello Mastroianni. Ironico, bello, latino!". MEGAFONO - Quando Alemmano lo ha ritirato fuori, nessuno si ricordava più della sua esistenza. Ma adesso è diventato il pezzo forte del politicamente vintage. NUCLEARE - Sì, grazie. OPERAI - Nuovo mito. Ora che Cipputi vota a destra. OSTIA - Sostituisce Capalbio. PAURA - E' il grande nemico da abbattere. In una lotta non facile, a difesa dei cittadini, perchè "la paura - dice Don Chisciotte - ha mille occhi e vede anche le cose che stanno sotto terra". PERIFERIE - Nuovo laboratorio sociale e politico, non dotato di loft. Vedi la voce qui sotto. PPP - Cioè Pier Paolo Pasolini. La destra lo ha sempre apprezzato, nonostante quella sua foto con il giovane Walter, e ora lo ama ancora di più: perchè per primo capì che la sinistra avrebbe perso proprio nelle borgate. PICCOLO - I piccoli come nuovi grandi eroi. Piccole partite Iva, piccoli artigiani, piccoli commercianti... PICCONE - La piccozza dell'alpinista Alemanno, ma soprattutto il "piccone risanatore" che s'abbatte sull'Ara Pacis di Meier. SLOW FOOD - Resta in auge. E il suo guru, Carlin Petrini, di sinistra doc, anzi dop, non è affatto disgustato dalla neo-destra. SPRAY - Al peperoncino. Ingrediente più fast che slow, con cui dotare i vigili e con cui accecare i delinquenti. TACCO - Torna, finalmente, a scapito delle "ballerine" delle Melandri e delle Madie. 12 centimetri il tacco della Brambilla. 15 il tacco di Elvira Savino, neo-deputata Pdl, svettante nella giornata inaugurale del Parlamento. VELOCITA' - Quella del futurismo. E quella di Luca Zaia, probabile ministro leghista, pizzicato in autostrada a 193 chilometri all'ora. ZORO - Chi? Il cliccatissimo blogger e video-maker che, nella nuova stagione della neo-destra, da sinistra non fa che criticare spiritosamente lo snobismo da Loft della sua parte politica. Che ha perso.

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ROMA - La composizione del puzzle del governo, al quale anche ieri Silvio Berlusconi si è dedic (sezione: Nord)

( da "Messaggero, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Ato da Arcore, rischia ora di complicarsi ulteriormente per le ripercussioni internazionali dovute alla nomina di Roberto Calderoli a ministro. E' infatti di ieri pomeriggio l'affondo del figlio del leader libico Gheddafi, Saif El Islam, all'eventualità che Calderoli "vero assassino dei cittadini libici morti" a Bengasi il 17 febbraio, torni al governo. L'agenzia ufficiale libica Jana si riferisce al febbraio 2006, quando una manifestazione di protesta divampò contro il Consolato italiano nella città libica in seguito alla maglietta con la vignetta anti-islamica mostrata dall'allora ministro delle Riforme durante un'intervista televisiva. Il figlio di Muammar Gheddafi, Saif El Islam, sostiene che se Calderoli "fosse riconfermato ministro" nel prossimo governo Berlusconi, ciò avrebbe "ripercussioni catastrofiche nelle relazioni tra l'Italia e la Libia". Negli incidenti scoppiati dinanzi alla sede diplomatica italiana e a seguito della repressione della polizia restarono uccise 14 persone. Le dimissioni di Calderoli e l'intervento in aula di Gianfranco Fini, allora ministro degli Esteri, chiusero la faccenda che però ora i libici ripropongono. Secca la risposta dell'interessato: "La scelta dei ministri - ricorda Calderoli - spetta a Berlusconi che ha avuto mandato dal popolo che è sovrano, partendo proprio dalle indicazioni che quel popolo gli ha fornito". In difesa di Calderoli non scende però in pista solo il leghista Borghezio ("occorre fare muro contro le minacce islamiche"), ma anche autorevoli esponenti dell'opposizione. Per Enrico Gasbarra (Pd), "non può essere accettata alcun tipo di ingerenza da parte di Paesi stranieri sulla politica italiana, tantomeno sui governi e la loro formazione". Secondo Luca Volontè (Udc) "l'Italia non è sotto tutela della Libia". Il timore che la protesta libica possa contagiare altri paesi musulmani, spinge per ora il centrodestra alla massima cautela. La stessa che qualche settimana fa convinse Berlusconi a non assegnare a Calderoli il ruolo da vicepremier. Notizie più confortanti arrivano invece sul fronte interno con il sì ufficiale di Luca Cordero di Montezemolo al ruolo di ambasciatore del made in Italy nel mondo. Il compito è stato offerto al presidente della Ferrari nei giorni scorsi dal premier in pectore Silvio Berlusconi. Ieri l'interessato ha spiegato di accettarlo con piacere perchè "continuare a testimoniare nel mondo le tante eccellenze e le tante cose positive dell'Italia" è un impegno "coerente con le attività che ho sempre svolto e che continuerò a svolgere". Ha però anche spiegato che "non è in discussione nessun incarico" e di aver solo confermato "con senso civico" "il mio impegno a rappresentare nel mondo le tante eccellenze e le cose positive dell'Italia attraverso il mio lavoro di imprenditore e di manager". R.P.

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Ministri, Pera o Vito per la Giustizia (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

N. 105 del 2008-05-03 pagina 0 Ministri, Pera o Vito per la Giustizia di Gian Maria De Francesco L'ex presidente del Senato è gradito ai magistrati. Per il portavoce di An si profila un incarico di governo. Resta aperto il nodo Welfare. Montezemolo verso il ruolo di ambasciatore del made in Italy Roma - "Penso che continuare a testimoniare nel mondo le tante eccellenze e le tante cose positive dell'Italia sia un impegno coerente con le attività che ho sempre svolto e che continuerò a svolgere". Il presidente di Fiat e Ferrari e, per pochi giorni ancora di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha confermato la disponibilità ad accettare l'incarico di ambasciatore del "made in Italy". Ma non riempirà una nuova casella del governo Berlusconi, ha tenuto a precisare. "Non è in discussione un incarico di alcun tipo, di cui peraltro non si è mai parlato. Con senso civico ho solo confermato il mio impegno a rappresentare nel mondo le tante eccellenze e le cose positive dell'Italia attraverso il mio lavoro di imprenditore e di manager". "Ho sempre detto che chi ha ricevuto molto, e io sono tra questi, è giusto che con senso civico si impegni a dare un contributo al proprio Paese nell'interesse generale", ha aggiunto motivando così il proprio impegno a occuparsi dell'immagine internazionale del sistema-Italia. La conferma è stata salutata con entusiasmo dal vicecoordinatore di Forza Italia e prossimo capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Luca di Montezemolo può dare un contributo positivo", ha detto aggiungendo che si tratta di "un segno della linea aperta e modernizzatrice" di Silvio Berlusconi. Il premier in pectore, anche ieri ad Arcore, ha continuato a lavorare "a 360 gradi" alla squadra di governo. I principali nodi da sciogliere restano sempre due: la Giustizia e il Welfare. Per la casella del Guardasigilli pare esserci un testa a testa tra Marcello Pera ed Elio Vito, forse in leggero vantaggio. L'ex presidente del Senato è molto gradito all'Associazione nazionale magistrati, criticata per ciò che viene ritenuta un'ingerenza sia dall'Unione delle camere penali che dall'Organismo unico dell'avvocatura. Il Cavaliere, oltre a voler evitare qualsiasi polemica, intende affidarsi a uomini di sua completa fiducia e decidere in totale autonomia. Un esempio su tutti è lo scarso peso assegnato al diktat libico sul nome di Roberto Calderoli ("una sua eventuale nomina a ministro avrebbe ripercussioni catastrofiche", dice il figlio di Gheddafi). Da questo intendimento nasce la possibile investitura di Elio Vito, mentre in ambienti parlamentari si è fatto anche il nome di Angelino Alfano, al momento una soluzione che sembra però improbabile. Alfano, dunque, resta ancora il più accreditato per la Funzione pubblica, mentre Raffaele Fitto al momento è confermato agli Affari regionali. Stesso discorso per il Welfare. Il senatore Maurizio Sacconi, già responsabile Lavoro di Forza Italia, è il candidato in pole position avendo ricevuto non solo il gradimento del futuro presidente del Consiglio, ma anche quello dei sindacati e della nuova Confindustria "targata" Emma Marcegaglia. La concorrenza si è ristretta dopo che il segretario della Lega, Umberto Bossi, ha dichiarato che "Rosi Mauro deve andare alla vicepresidenza del Senato". Un posto che per la neo-eletta a Palazzo Madama sembra essere ormai blindato. Resta, però, in piedi la questione con An. Ieri il neosindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha ricordato che prima della vittoria "era dato per scontato che facessi il ministro del Welfare". Ora il partito di Gianfranco Fini vorrebbe ottenere un'adeguata rappresentanza e, oltre ad Ignazio La Russa alla Difesa e Altero Matteoli alle Infrastrutture, avrebbe chiesto il Welfare per Giorgia Meloni o Andrea Ronchi (decisamente in vantaggio sulla collega di partito). Il Cavaliere, tuttavia, ritiene possibile una conciliazione con l'altra costola del Popolo della libertà. Magari facendo ricorso a qualche spacchettamento. Di qui l'ipotesi che Ronchi possa andare alle Comunicazioni (originariamente assegnate alle Attività produttive) o alla Sanità, dove però Berlusconi vede di buon occhio il tecnico Ferruccio Fazio, primario del San Raffaele. In quest'ottica potrebbero essere inseriti anche i nomi di Gianfranco Rotondi della Nuova Dc agli Affari Sociali (non con il rango di ministro) e di Michela Vittoria Brambilla all'Ambiente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"No a Calderoli ministro" La minaccia della Libia (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

[FIRMA]UGO MAGRI ROMA Mentre Berlusconi mette a punto le ultime caselle del suo governo, scoppia un caso internazionale. La Libia, infatti, minaccia "ripercussioni catastrofiche nelle relazioni con l'Italia" se Roberto Calderoli tornerà a fare il ministro. L'avvertimento arriva direttamente da Tripoli, con il figlio del leader Muammar Gheddafi, Saif El Islam, che tuona contro l'esponente leghista che dovrebbe occuparsi di Attuazione del programma e Riforme. Calderoli è stato indicato dall'agenzia ufficiale libica Jana come "il vero assassino" dei cittadini libici morti a Bengasi nel febbraio del 2006. Da ministro delle Riforme nel 2006, il leghista mostrò una maglietta che l'agenzia Jana definisce "offensiva e oltraggiosa dell'Islam". Il gesto provocò proteste, con centinaia di manifestanti che il 17 febbraio assaltarono il consolato italiano nella città libica di Bengasi. La polizia libica a difesa del consolato represse gli scontri. Il bilancio fu di 11 morti e 35 feriti. L'allora premier Silvio Berlusconi chiese e ottenne subito le dimissioni di Calderoli. Che fra qualche giorno potrebbe però tornare ad insediarsi sulla stessa poltrona. E se il diretto interessato fa spallucce ("La scelta della squadra di governo spetta a Berlusconi che ha avuto un mandato dal popolo sovrano", la politica italiana rigetta in maniera bipartisan "i diktat" di Tripoli. Maroni ha subito telefonato al compagno di partito mentre per esprimergli solidarietà, Mario Borghezio parla di "terribili minacce", mentre Giampiero Catone (Pdl) chiede a D'Alema di convocare l'ambasciatore libico. Una levata di scudi arriva anche dal Partito democratico per bocca di Enrico Gasbarra che giudica inaccettabile qualsiasi "diktat da parte di Paesi stranieri sulla politica italiana, tanto più sui governi e la loro formazione". Mentre Luca Volontè, dell'Udc, liquida come "ingerenze intollerabili" le parole del figlio di Gheddafi. Sulla squadra di governo intanto, gli ultimi impicci riguardano ministero del Welfare e Giustizia. Nel primo caso, Berlusconi l'aveva promesso ad An, scrivendo accanto alla casella "Alemanno". Sperava che vincesse contro Rutelli per poter dire: "Il sindaco di Roma vale quanto due dicasteri, quindi a questo punto il Welfare me lo prendo io per Forza Italia" (dove in queste ore si annunciano suicidi di massa tra i pretendenti delusi). Senonché An resiste, Alemanno giudica "scontato" che il suo partito meriti il Welfare, Fini fa sapere che deve andarci Ronchi. L'offerta di compensazioni eventuali per la rinuncia (viceministro dell'Interno) non viene presa, al momento, neppure in esame. Per la Giustizia, sembrava fatta: Elio Vito sulla poltrona che tanto male recò a Mastella. Poi sono subentrate nuove ipotesi. La più autorevole riguarda Marcello Pera, già presidente del Senato, figura molto indipendente nel giudizio, un liberale amico di Papa Ratzinger, dunque ben visto nei Sacri Palazzi. Il Cavaliere l'ha incontrato a lungo mentre gli italiani si godevano il Primo Maggio. "Stiamo lavorando a 360 gradi per mettere in campo la migliore squadra possibile", ha congedato i cronisti. Se Pera farà o meno il Guardasigilli, un po' dipende dal diretto interessato, per la restante parte dalla corte berlusconiana (che però fa tifo unanime per Vito). Chi parla con Berlusconi giura di avergli sentito fare pure il nome di Alfano, sulle prime destinato alla Funzione pubblica. L'aspetto davvero notevole è che nessuno muore dalla voglia di insediarsi a via Arenula. Già si distillano veleni. Qualcuno da Forza Italia sparge la voce che contro Vito ci sarebbe un veto dei magistrati. Le Camere penali insorgono, e il presidente dell'Anm Luerti deve intervenire con una nota ufficiale per tirarsi fuori dai complotti: i magistrati "non hanno posto e non pongono nessun veto". Nel toto-ministri fa ingresso il neo-Dc Rotondi. Si parla per lui di Affari sociali, dicastero senza portafoglio. Passo indietro invece di Fazio alla Salute: per "spacchettare" quel ministero dal Welfare, servirebbe un decreto d'urgenza, escluso che Napolitano lo firmi. Per cui la separazione tra Salute e Welfare richiederà mesi. Nel frattempo, il professor Fazio sarà "solo" vice-ministro.

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Da Franco Freda alla Lega Nord: un fascista in camicia verde (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

La storia del deputato Marco Rondini Da Franco Freda alla Lega Nord: un fascista in camicia verde Saverio Ferrari Marco Rondini, milanese, classe 1968, è stato eletto lo scorso 13-14 aprile dalla Lega nord alla Camera dei deputati nella circoscrizione Lombardia 2. Questa è la sua storia politica. Nei primi anni Novanta è nel Fronte nazionale di Franco Freda, figura centrale nella storia dell'eversione nera, condannato nel 1981 a quindici anni per gli attentati dinamitardi a Milano del 25 aprile 1969 (alla Fiera e all'Ufficio cambi della Stazione centrale), e sui treni nell'agosto successivo (dieci, di cui otto riusciti). Freda sarà anche riconosciuto dalla Corte di cassazione tra i responsabili della strage di piazza Fontana, seppur non più perseguibile per le assoluzioni nei precedenti processi degli anni Settanta e Ottanta. Nel 1995 cinquanta esponenti del Fronte nazionale furono portati a giudizio davanti alla Corte di assise di Verona, sia per ricostituzione del partito fascista che per istigazione razziale. D'altro canto era stato lo stesso Freda a scrivere di voler "costituire in Italia un movimento politico esplicitamente razzista". Dichiarò anche "finita l'epoca delle guerre civili europee" sostenendo l'inizio "delle guerre razziali" in cui "al colore dell'ideologia" si sarebbe sostituito "quello dell'epidermide". Il 21 dicembre del 1991 a Bardolino, sul lago di Garda, 150 aderenti del Fronte nazionale furono anche fotografati mentre celebravano con una cerimonia in perfetto stile nazista il solstizio d'inverno. Rigidamente sull'attenti, in cerchio e con in mano una fiaccola, assistevano, sulle note dei Carmina Burana di Carl Orff, al lento ardere di una pira con alla sommità una mezza svastica, il simbolo del Fronte. Franco Freda fu condannato con sentenza definitiva a tre anni, e Cesare Ferri, il suo vice, a venti mesi. Il Fronte nazionale venne sciolto con decreto dal Consiglio dei ministri, il 27 ottobre 2000, a norma della legge Mancino. Dopo questa prima esperienza giovanile, Marco Rondini, arriverà nel 1995 alla Fiamma tricolore di Pino Rauti, l'iniziale contenitore di tutte le anime del neofascismo italiano dopo la trasformazione dell'Msi in Alleanza nazionale. Una formazione da cui fuoriuscirono in seguito quasi tutti gli altri esponenti dell'attuale galassia della destra radicale, dal Fronte sociale nazionale di Adriano Tilgher e Stefano Delle Chiaie, agli stessi dirigenti di Forza nuova. Passerà alla Lega solo nel 2000, reclutato da Mario Borghezio. Divenuto segretario dell'area provinciale della Martesana, farà parlare di sé nell'aprile del 2004, quando chiederà di chiudere tutte le moschee e i centri islamici della Lombardia, a partire da Segrate. Commenterà in una conferenza stampa: "i progetti di società multirazziale e multiculturale sono falliti". Sarà più recentemente Roberto Sandalo, sorpreso proprio a Segrate nell'aprile scorso a lanciare ordigni incendiari contro la moschea, a cercare di mettere in pratica questo obiettivo con il suo Fronte cristiano. Sempre nel 2004, in novembre, Rondini organizzerà in provincia di Milano una campagna di raccolta firme contro l'ingresso in Europa della Turchia, sostenendo che tale "ipotesi sciagurata" avrebbe consegnato "all'Islam le chiavi del nostro continente". In tempi più recenti si è battuto, facendo pressione su Matteo Salvini, il capogruppo della Lega a Palazzo Marino, per far ottenere una sede a Milano a Cuore nero. In tutte le occasioni possibili, feste, convegni, fiere (tra le altre Militalia a Novegro), lo si è trovato a gestire il banchetto dei libri delle Edizioni di Ar, guarda caso la casa editrice di Franco Freda. Ar, per chi non lo sapesse, sta per ariano e i testi prodotti negano l'Olocausto e propagandano "la superiorità della razza bianca". Ancor oggi, come nei primi anni Novanta, sono in tanti a raccontarlo, celebra ogni 21 dicembre il solstizio d'inverno. Qualcuno giura davanti a una svastica fiammeggiante. Proprio come ai bei tempi del Fronte. Con lui, immancabilmente, Cesare Ferri, il vice di Freda. 03/05/2008.

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Croupier a St.Vincent Aumenti solo rinviati (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 03-05-2008)
Pubblicato anche in: (Liberazione)

Argomenti: La Lega

Roberto Mancini Contrordine compagni croupier, il Cda del Casinò di St. Vincent è autonomo dall'esecutivo regionale, così come lo sono i vertici Gazprom da Putin. La Giunta Caveri ha convocato lunedì scorso a Palazzo il presidente Enrico Cheillon e l'ad Roberto Varvello, e ha smentito il primo atto ufficiale firmato da questi dirigenti che sono entrambi di freschissima nomina, proprio da parte della giunta. Non è vero niente, non è stato firmato alcun accordo con i croupier, quei 1.000 euro di aumento al mese per i 120 dei giochi americani, sono frutto di un sogno e nulla più. E dire che la notizia, resa pubblica sabato scorso da La Stampa , aveva fatto il giro d'Italia provocando il seguente commento da parte del Sap valdostano: "? speriamo che i colleghi poliziotti di Palermo, quelli che hanno arrestato Nicola Mandalà, braccio destro di Bernardo Provenzano, assiduo frequentatore proprio del nostro Casinò, non leggano i giornali valdostani. Al di là dello stupore, potrebbero cadere in gravi forme di depressione in considerazione dei 5 euro mensili di aumento che ci sono stati riconosciuti con l'ultimo contratto di lavoro". Cosa ha provocato la precipitosa retromarcia, ordinata brutalmente da Caveri senza nemmeno fingere di rispettare la presunta autonomia dei cosiddetti manager del Cda? Sicuramente c'è la costante congiuntura negativa dell'azienda, che a metà aprile ha totalizzato un "rosso" di circa 3milioni. Ma si va oltre. Domenica 25 maggio si vota in Valle per le Regionali, e l'Union Valdotain, che teme per gli Statuti speciali l'effetto perequativo del federalismo fiscale di Bossi, desidera dare al Paese un'immagine pubblica di austera Valle montanara, sobria fino alla povertà. E quindi non un Bengodi di croupiers superpagati. Se poi i croupier testimonieranno col voto la fede alla Balena Rossonera, nel post- elezioni avranno la giusta ricompensa, magari 1.200 euro invece di 1.000. È in via di occultamento pro-tempore un secondo accordo, quello che garantisce un aumento di 1.800 euro mensili per i croupier dei giochi francesi. Quanto alle organizzazioni sindacali, l'imbarazzo di Domenico Falcomatà, responsabile Cgil della categoria Slc (lavoratori della comunicazione) è palpabile. L'accordo svanito è una delusione, ma per evitare qualche attrito che potrebbe inceppare le roulette, il segretario ha risposto in puro sindacalese: "Non ci sono stati resi noti i motivi per cui la trattativa, ha avuto bisogno di una pausa". 03/05/2008.

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E' ora di discussione a sinistra Anche in Emilia Romagna (sezione: Nord)

( da "Liberazione" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

L'analisi del voto alla luce dei recenti risultati elettorali E' ora di discussione a sinistra Anche in Emilia Romagna Nando Mainardi Radiografia di una sconfitta, potremmo dire. In Emilia-Romagna "la Sinistra l'Arcobaleno" ha preso il 3% alla Camera e il 3,78% al Senato. In linea, grossomodo, con il dato nazionale. Alle politiche del 2006 Prc, Pdci e Verdi avevano ottenuto il 10% alla Camera e il 12% al Senato. In termini assoluti, la sinistra è stata votata questa volta rispettivamente da 84mila e da 99mila elettori, mentre nel 2006 la sola Rifondazione aveva raccolto 164mila voti alla Camera e 197mila al Senato. Nei diversi territori provinciali non ci sono grandi oscillazioni. Impalpabile il ricorso al voto disgiunto, visto che già alle scorse elezioni - come abbiamo visto - la sinistra di alternativa aveva ottenuto un risultato decisamente più elevato alla "camera alta". E gli altri? Il Pd prende il 45,7% alla Camera e il 45,4 al Senato, e con Di Pietro arriva in entrambi i casi al 49%, a un passo dall'autosufficienza. Con alcune differenze, questa volta, nell'articolazione territoriale del voto. Il partito di Veltroni ottiene la sua performance migliore a Reggio, dove da solo supera il 50%, mentre in tandem con l'Italia dei Valori arriva al 55% in provincia di Bologna, al 51% di Modena, al 52% di Ravenna. I larghi sorrisi dei dirigenti del Pd emiliano-romagnolo si attenuano nel passare in rassegna il resto della regione, dove si scende al 42% di Ferrara, al 41% di Rimini, al 38% di Parma, al 32% di Piacenza. Il distacco dato al centrodestra a livello regionale è netto: Berlusconi e compagnia cantante sono sotto di 13 punti. Ma anche in questo caso non c'è uniformità nelle diverse province. Valga per tutti il caso di Piacenza, dove il rapporto è addirittura ribaltato, e Berlusconi con la Lega Nord arriva al 49% distaccando Pd e Di Pietro esattamente di 13 punti. A Parma la coalizione veltroniana ha un vantaggio di un punto e mezzo, a Ferrara di cinque punti, a Rimini poco meno di quattro. La Lega Nord avanza paurosamente anche in Emilia-Romagna: si passa - alla Camera - dal 3,9 del 2006 al 7,7 del mese scorso. E con un raddoppio in termini assoluti dei voti. Il partito di Bossi arriva al 14% a Piacenza e all'11% a Parma, ma conquista consensi anche nel cuore della regione: è al 7% a Forlì-Cesena, all'8,4% a Reggio-Emilia, all'8,89 a Modena. I territori più impermeabili alla propaganda "padana" sono Rimini,dove arriva al 5,9 %, Ravenna al 6%, e soprattutto Bologna dove si ferma al 4,8%. Insomma: anche questo voto conferma quanto la nostra regione non abbia un'unica "faccia", ma sia attraversata da differenze anche significative in termini di composizione sociale, territoriale e di sviluppo economico. Questi aspetti emergono inevitabilmente nella stessa "geografia" del voto. Il dibattito, in vista delle amministrative del 2008, si è aperto innanzitutto nel "socio di maggioranza" della politica emiliano-romagnola, vale a dire nel Pd. Il Sindaco di Bologna Cofferati ha rilanciato in primo luogo l'idea del Partito Democratico del Nord. Un segnale preciso: l'Emilia-Romagna viene in questo modo associata a regioni quali la Lombardia, il Piemonte e il Veneto, e viene sottratta a quella che una volta i sociologi chiamavano la "Terza Italia" (oltre alla nostra regione, Marche, Toscana e Umbria). E qualche giorno dopo, lo stesso Cofferati ha nuovamente preso la parola e ha attaccato direttamente il presidente della Regione Vasco Errani, in quanto leader di una coalizione che comprende a pieno titolo la sinistra di alternativa. "Alle amministrative e alle regionali del 2010 dobbiamo andare da soli poiché il Pd ha un'ambizione maggioritaria" ha detto l'ex segretario della Cgil. Errani ha risposto immediatamente: "Il Pd è maggioritario ma non autoreferenziale". Noi di Rifondazione abbiamo risposto che le alleanze le facciamo (o non le facciamo) in base ai contenuti e non alla convenienza numerica. E che il 25 aprile Cofferati farebbe bene a pensare alla Resistenza, più che a cercare di dettare l'agenda politica dell'Emilia-Romagna. Il segretario regionale dei democratici, Salvatore Caronna, dopo le prime trionfalistiche dichiarazioni successive al voto, ha ripreso il suo abituale silenzio. Forse si è accorto che, in fondo in fondo, queste elezioni le ha vinte Berlusconi. O forse, altra ipotesi, si è accorto che è meglio essere prudenti sull'autosufficienza del Pd. La Presidente della Provincia di Bologna Draghetti si è dichiarata disponibile a ricandidarsi nel 2009 confermando l'alleanza con la sinistra di alternativa. Il neo-eletto sindaco di Imola, Daniele Manca, ha sottolineato nel suo discorso di insediamento la centralità dell'alleanza con la Sinistra l'Arcobaleno. In alcuni territori della regione - come abbiamo visto - nulla è scontato. E non è scontato anche alla luce dell'esito, oltreché delle politiche, delle elezioni amministrative. Ilvo Diamanti, su Repubblica del 27 aprile, ha messo in evidenza un dato clamoroso. Nei 71 Comuni sopra i 15 mila abitanti in cui si è votato due settimane fa, 47 erano amministrati dal centrosinistra. Di quei 47, 28 sono andati al ballottaggio, 6 sono stati vinti nuovamente dal centrosinistra (tra cui Imola, appunto) e ben 13 sono andati immediatamente al centrodestra. Il secondo turno di domenica scorsa, sul piano più ampiamente politico, non ha certo ribaltato questa situazione vista la vittoria della destra al Comune di Roma. Ora la discussione sul "che fare" si deve aprire anche a sinistra. Anche in Emilia-Romagna. 03/05/2008.

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Bonino e la Val Bormida "Progetti, tempi lunghi" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Dopo la prima trasferta a Roma, il neo deputato della Lega Nord, Guido Bonino, a ruota libera sui grandi temi della Val Bormida, sui progetti e sui tempi lunghi per la loro realizzazione. A PAGINA 64.

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Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 56 ) " (112 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 85 ) " (84 votes, average: 1.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (125 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Apr 08 Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Ieri sera su La7 Maurizio Crozza a "Crozza Italia Live", ha fatto la parodia del leader del Pd, Walter Veltroni, parlando in una sorta di slang "padano": "Amici, democratici, el risult de i elesiun merita un'attenta analisi, diciamo pure una riflesiun". "Io penso, pacatament, serenament, che noi non abbiamo capito il Nord. Vedete, oggi i più attenti analisti politici ci dicono nei loro editoriali che noi, noi democratici, em capì un casu, ma propi nient. Ora, vedete, io lo dico con umilt , ma anche con un pizzico di franchezza, bisogner tenere conto del risultato, lavorare sul territorio, costruire sempre di più e sempre meglio. el parti demucratic. se pò fa. grazie a tucc.". Veltroni "padano"? Rincorsa alla Lega con il Pd del Nord? Chissà. Tra il dire e il fare. Sul da farsi in realtà è già scontro tra Prodi e Cofferati, ad esempio. Cofferati il realista che a Bologna ha scelto da tempo una linea dura sulla legalità ed è andato allo scontro frontale con la sinistra in Comune. Certo che sul tema Veltroni dovrà applicarsi e molto: partendo dal terreno della legalità, dei clandestini, dei campi rom, della sicurezza. Perché come ha sottolineato Letizia Moratti, sindaco di Milano, proprio al "Giornale", quando lei sollevò in tempi non sospetti il tema della sicurezza, Walter al Viminale davanti agli altri sindaci le disse che non si poteva agitare il tema della sicurezza come come una bandiera politica. Salvo poi - nota la Moratti - pochi giorni dopo dire che siamo seduti su una polveriera. Come ha fatto in tv Crozza, il leader del Pd, non può scegliere per convenienza il panettone, assaggiarlo e poi dire che sono meglio i bucatini all'amatriciana. O viceversa. Qual è il Veltroni vero? Gli elettori l'hanno già detto. Su temi come sicurezza e legalità non si scherza. Lo ha scritto anche il "Riformista" toccando il tema del ballottaggio a Roma: se il Pd e Rutelli perdono e diventa sindaco della Capitale Alemanno, Veltroni sarà un leader dimezzato. "Con che faccia - scrive il giornale - andrà a spiegare, a Milano come a Venezia, come si vince?". Lo farà parlando "padano" o "romano"? GUARDA IL VIDEO DI CROZZA-VELTRONI Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (51 votes, average: 1.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Apr 08 Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica E' troppo facile parlare della larghissima vittoria di Silvio Berlusconi, del Pdl e della Lega. Del terzo ritorno del Cavaliere al governo (a proposito se n'è accorta anche la stampa estera.). E' troppo facile usare i (sacrosanti) toni trionfalistici. Come ho più scritto nel blog, questa vittoria era già stata scritta. E aveva una firma autografa: quella di Romano Prodi e della sua scombiccherata (e dannosa per il Paese) compagnia di saltimbanchi della politica. Diciamo la verità, anche Walter Veltroni lo sapeva fin dall'inizio ed è corso con coraggio ai ripari dando vita al Pd, a un partito riformista che (almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere costruito a modello e somiglianza di quella sinistra europea moderna e "affluente" che trova ampia legittimazione in altri Paesi. La traversata nel deserto dell'opposizione gli servirà proprio a questo. Ma la vera rivoluzione è il crollo della sinistra (anzi, delle sinistre) radicali. Rifondazione, Comunisti, Verdi e compagnia cantante e urlante sono stati spazzati via. Proprio così. Niente parlamento, per loro. Per volontò popolare. E' questo il vero segno del cambiamento. Gli italiani hanno individuato bene il bersaglio da colpire, altro che legge elettorale. Hanno capito che i cespugli rossi garantivano una cosa sola: l'ingovernabilità. E lo stesso rischio hanno deciso di non correrlo neanche con Casini e con La Destra, su altri fronti politici. Questo è l'altro elemento che colpisce: votando Pdl-Lega, gli italiani hanno detto chiaro e tondo che vogliono un goveno che governi e che faccia le scelte necessarie al Paese. E hanno scelto Berlusconi. Un altro dato da non sottovalutare, che giustamente sul "Giornale" è stato definito "voto utile di protesta" è il voto a Lega e Italia dei Valori, un consenso permeato anche da una vena di antipolitica, dalla voglia di dire "no" alla casta che appare trasversale e certamente non ideologico. Grillo grida nelle piazze e sul web ma poi? Bossi e Di Pietro, pensano in molti, in parlamento possono incidere eccome. ecco il "voto utile di protesta". Che ha contribuito, assieme alla nascita del Pd, a far ammainare le bandiere della sinistra radicale rosso-verde che da anni non parla più il linguaggio della gente (e Veltroni ha capito bene anche questo) che si è trasformata in "casta di sinistra" esaurendo la sua "spinta propulsiva", quasi fosse un residuo archeologico di altre epoche politiche. Dimenticare Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e quant'altri, dunque. Ecco la vera risposta al famoso "lasciateci lavorare" di Silvio Berlusconi: bipartitismo, poche formazioni in Parlamento realmente legittimate dall'elettorato. Avvio di riforme serie e necessarie all'Italia anche (si spera, a cominciare da Silvio) con il concorso costruttivo dell'opposizione. Quella che aspetta il il Paese è una sfida difficile, che nessun politico dotato di senso di responsabilità e senso dello Stato si nasconde. Che sia davvero questa la Terza repubblica? Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (55 votes, average: 1.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Apr 08 Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua Domenica Corso Buenos Aires a Milano, sembrava la New York durante una parata celebrativa. Duecentomila, ma c'è chi dice di più, hanno festaggiato Milano città dell'Expo 2015 e il sindaco Letizia Moratti: pullman rosso, piano rialzato aperto, Letizia con il presidente della Lombardia Formigoni, il vicesindaco De Corato a salutare la folla milanese. Strisce di carta colorate che volteggiano, palloncini, musica e festa grande. Milano se la merita. Il suo sindaco pure. Portare a casa un risultato del genere non è cosa da poco. Anche alla festa, però, sono riecheggiati i temi del dibattito sulla Milano che verrà, sulla capacità dell'occasione Expo, per dare un volto nuovo, moderno, più internazionale alla capitale morale ed economica dell'Italia. Dibattito non da poco, ne ho parlato anche nel post precedente ed avete scritto in tantissimi e vi ringrazio ancora. Andrò avanti, con voi, su questo terreno così cruciale. E torno sul tema "grattacieli" e cemento. Letizia Moratti ha detto: "Non sarà l'Expo del cemento, migliorerà la qualità di vita dei milanesi". Poi ha aggiunto: "punteremo su verde e solidarietà, Milano sarà più accogliente e multiculturale". Poi il sindaco ha ribadito che intende collaborare con l'opposizione. Risposta indiretta sulla questione grattacieli (Berlusconi torna alla carica, CityLife proprio non gli piace, cos'ì com'è) : niente colate di cemento. Anche perché, a onor del vero, le tre Torri al posto della vecchia Fiera portano la firma di un altro sindaco, Gabriele Albertini. Il dibattito sulla città che verrà dunque si allarga alla qualità della vita, al verde, alla riduzione di traffico e inquinamento, alla riqualificazione delle periferie, alla valorizazzione di cultura ed eccellenze. Ma il fronte del no si allarga, Sgarbi e la Lega si schierano con Berlusconi e criticano Libeskind, proponendo un un referendum civico. Quali sono le vostre priorità? Quale città vorreste per il 2015? Grattacieli sì o no? Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (95 votes, average: 1.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Apr 08 L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano. Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. E si riaccende il dibattito sui grattacieli, sui simboli della modernità internazionale. A Silvio Berlusconi non piacciono, sono "storti e sbilenchi, in totale contrasto con il contesto milanese e la sua tradizione urbanistica". L'architetto Fuksas per una volta è d'accordo col Cavaliere. "Meglio il modello Central Park". L'ex sindaco Albertini difende le sue "creature" e dice: "No, saranno un simbolo". Il dibattito si riaccende con Letia Moratti che vuol fare non della Torre ma del Centro per lo sviluppo sostenibile il simbolo dell'Expo 2015. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concreto con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno ed eccellenze. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". L'orgoglio della milanesità è sempre stato la forza di Milano. E' l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Grattacieli sì o no? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (221 votes, average: 1.32 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 47 ) " (27 votes, average: 2.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (24 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (27 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (31) Ultime discussioni Fortunato: Sarei del parere di lasciare Veltroni al suo posto, sento anche come suo avversario politico, di... Fortunato: Caro Alberto Taliani, mi son letto tutti i commenti fin quì pubblicati, cosa mai posso aggiungere a tutto... Humphrey Blogart: Due parole su Crozza. E uno strano caso il suo: fà parte della corte sinistra di nani, ballerine e... Damy: La prima cosa ke vorrei x Roma e i romani è;non pagar più ad un extracomunit. una bottiglia di acqua da... Humphrey Blogart: Scusate, ma mi scappa da..e, anche se molto in ritardo (sono vergine di questo blog), non... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Napoli, nuovi roghi: 1300 tonnellate di rifiuti per stradaScuola, da settembre libri a prezzi ridottiAnche Londra ai Tories Johnson sindacoCina pronta a incontrare emissari del Dalai LamaRedditi, pm apre inchiesta: privacy violataLega Araba: "Problemi con Calderoli ministro" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Veltroni, Crozza e il "padano" all'amatriciana. Dì la tua Le bandiere rosse ammainate e la Terza Repubblica Milano, l'Expo, i grattacieli e il cemento. Sì o no? Sgarbi non li vuole e chiede un referendum: dì la tua L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Grattacieli sì o no? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La vignetta della discordia (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Al Tg1 nel 2006 La vignetta della discordia Il 16 febbraio 2006, Roberto Calderoli, all'epoca ministro leghista delle Riforme del governo Berlusconi, si presentò in televisione mostrando una delle vignette su Maometto sulla maglietta. Il giorno dopo centinaia di persone assaltarono il consolato italiano di Bengasi, la polizia libica sparò sulla folla provocando 11 morti e moltissimi feriti.

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Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio è a 117 mila euro (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Quattro notai guidano la classifica dei redditi più alti fra i cuneesi. Il record spetta a Ivo Grosso - presidente dell'ordine di categoria - che ha denunciato un reddito imponibile di 696.700 euro e un reddito d'impresa pari a 753.996. Al secondo posto il collega Cesare Parola (651.036 euro mentre per quanto riguarda il reddito d'impresa ha dichiarato 691.393). Massimo Martinelli , nel 2005, ha denunciato al Fisco 599.108 e 705.207. Giovanni Maccagno ha segnalato all'Agenzia delle Entrate un reddito imponibile di 559.601 e quello d'impresa 709.900. Quinto posto per Aurelio Cavallo , titolare dell'assicurazione "Generali" 550.144 euro. L'avvocato Giovanni Maria Dalmasso, ex assessore alle Finanze del Comune di Cuneo, ha dichiarato un reddito pari a 521.862. Brunello Olivero , avvocato e presidente provinciale dell'Aci aveva un reddito imponibile di 486.149. Il dottore commercialista Pierfranco Giovanni Risoli, amministratore nella Fondazione Crc, nel 2005 ha dichiarato 423.194. Ilario Lacca direttore del Banco di Credito cooperativo di Caraglio e della Riviera dei Fiori ha un imponibile di 405.693. Giovanni Angioni: 390.239 (241.839). Il commercialista Tito Musso 382.075. Il notaio Aldo Saroldi: 354.713 (349.307 reddito d'impresa) mentre il collega Carlo Alberto Parola, candidato sindaco per il centro destra nelle ultime elezioni amministrative a Cuneo ha denunciato nel 2005 un reddito imponibile di 343.873 (390.080). L'industriale Amilcare Merlo ha un reddito di 340.596. Al quindicesimo posto l'angiologo Giancarlo Viglione con 338.996 e 343.652 nella categoria impresa. Rosa Valmaggia , commercialista, ha un reddito di 334.219 (325.991), mentre il marito Giuseppe Menardi , senatore ed ex sindaco di Cuneo ha denunciato nel 2005 332.039 e 156.467. La classifica prosegue con Giuseppe Renaudo con 329.270 (368.827). Il commercialista Giandomenico Genta , componente della Fondazione Crt e revisore dei conti ha un reddito di 314.100 euro (161.691). Il concessionario d'auto "Mercedes" Ilario Gino ha dichiarato, sempre nel 2005, 296.037. Il dentista Francesco Pejrone , ex presidente della Bertello brevetti e già sindaco di Limone oltre che presidente provinciale della Croce rossa: 287.572 (115.237). Il giocatore di volley, ex centrale della squadra cuneese di A1, Luigi Mastrangelo ha denunciato al Fisco 287.242 euro: nel 2004 giocava a Macerata. Il neurochirurgo Massimo Medina ha segnalato all'Agenzia delle Entrate un reddito di 257.457. L'avvocato Enrico Collidà ha dichiarato 248.351 (e 106.703). Il dottor Silvano Pascale, direttore amministrativo dell'Umberto I di Torino, ha un reddito di 240.496. Fra i medici Claudio Novali primario di Chirurgia vascolare: 239.205 euro, mentre il collega di Ginecologia Pier Dino Rattazzi 229.970. Giancarlo Ferrero, già avvocato dello Stato ha denunciato 223.878. Mario Pejrone imprenditore 220.040. Il consigliere comunale e regionale del Carroccio, Claudio Dutto ha denunciato 186.312. L'ex direttore amministravo e generale dell'Asl 15, Stefano Silvano ha dichiarato 185.506. Erico Bessone: 175.032 (145.470); il chirurgo ed ex parlamentare Quintino Cartia 174.062 (40.601). Il senatore Francesco Mazzola, difensore civico della Provincia ha comunicato al Fisco un reddito di 173.545 (44.792). Il commercialista Giovanni Cappa e presidente della Banca Alpi Marittime ha dichiarato 171.927 (92.725). L'avvocato Ernesto Algranati , ex assessore all'Urbanistica ha denunciato 167.542 (102.135), mentre il gastroenterologo Aldo Manca 166.095. L'ex segretario generale della Fondazione della Cassa di risparmio di Cuneo, Giovanni Servetto : 165.260. Reddito di 163.657 per Ugo Sturlese , ex primario del Pronto soccorso dell'ospedale "Santa Croce". Il procuratore di calcio ed ex giocatore del Toro e della Lazio Claudio Sclosa : 163.558. L'ex assessore regionale ai Trasporti William Casoni: 148.967, mentre il senatore Natale Carlotto 148.696, Renato Palanca, ex presidente dell'ordine provinciale dei medici 144.977 euro (130.343) mentre il collega Giovanni Bossi 144.844 euro (104.932 il reddito d'impresa). L'ex sindaco di Cuneo e consigliere regionale e provinciale Elio Rostagno 142.432, mentre l'imprenditore del settore autotrasporti e proprietario della squadra di volley in serie A 1 Valter Lannutti ha dichiarato 142.141. Il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo e imprenditore Ezio Falco ha dichiarato al Fisco 117.023 euro.

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L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista (sezione: Nord)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 5 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 47 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 105 ) " (15 voti, il voto medio è: 4.53 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 40 ) " (14 voti, il voto medio è: 4.79 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (12 voti, il voto medio è: 4.42 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Riflettando ancora sul risultato delle elezioni, trovo che sia stata confermata la regola secondo cui in Italia i politici che entrano nel Palazzo perdono il contatto con la realtà. Era accaduto in parte anche con il governo Berlusconi nel 2001-2006 quando il governo tardò a prendere piena coscienza di alcuni problemi che invece erano molto sentiti dalla gente (ed esempio il caro euro), ma con il governo Prodi questo fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti. La sconfitta della Sinistra arcobaleno infatti nasce dall'incapacità di capire il Paese. Bertinotti si è evidentemente lasciato inebriare dalla presidenza della Camera e in campagna elettorale ha descritto un'Italia che non c'era. Non ha capito l'esperazione degli abitanti delle zone popolari per l'immigrazione incontrollata e l'aumento della criminalità e anziché proporre correttivi in tv diceva che bisognava allargare ulteriormente le maglie e mostrarsi ancor più accoglienti, senza distinguere tra italiani poveri e immigrati appena arrivati nella concessione delle case popolari (ne abbiamo parlato su questo blog). Nel commentare la sconfitta ha detto di aver commesso un grave errore: quello di non essere andato di fronte ai cancelli delle grandi fabbriche, dimostrando una volta di più il senso della propria estraneità dal tessuto produttivo: le grandi fabbriche erano una realtà degli anni Sessanta-Settanta non quella di oggi. E ancora: Pecoraro Scanio è riuscito in un'impresa senza precedenti. Mentre in tutto il mondo i verdi resistono e spesso guadagnano consensi in Italia sono spariti in appena due anni. E la ragione è la stessa: anziché preoccuparsi del problemi reali della gente (inquinamento e rifiuti di Napolil, ad esempio), Pecoraro ha fatto una campagna demagogica in cui scegliendo l'alleanza con i comunisti è passato il peggior messaggio possibile: verdi uguale rossi. Piccola divagazione: in questo contesto devo dire che anche la stampa si è mostrata troppo "palazzo dipendente" e infatti si è fatta sorprendere dai risultati. Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,4%. Direi che un'autocritica è doverosa se vogliamo raccontare davvero l'Italia dobbiamo staccarci un po' dalle logiche del Palazzo e della politica romana: noi giornalisti abbiamo imparato la lezione? Tornando al dopo elezioni, ora gli occhi sono puntati sul nuovo governo e mi chiedo: vista l'ampia maggioranza, Berlusconi Fini e Bossi riusciranno a gestire il Paese senza perdere il contatto con il Paese, come peraltro avviene in molti altri Paesi? Zapatero è appena stato rieletto, la Merkel è più che mai favorita, Blair ottenne tre mandati consecutivi, Chirac e Schroeder due. Perché all'estero è possibile e in Italia no? Il mal di Palazzo è guaribile? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 30 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Vince il centrodestra, ma l'Italia è ancora unita? Ha vinto il centrodestra, ma in prospettiva il risultato più significativo mi sembra il travolgente successo della Lega in tutto il Nord, con punte in Veneto (dove ottiene gli stessi voti del PdL), in Lombardia (al 20%) e con risultati oltre le aspettative in tutte le regioni, inclusa l'Emilia Romagna (7%, quasi il doppio rispetto a due anni fa). Qual è il significato di questa affermazione che né giornali né radio né tv avevano pronosticato? E' solo un voto di protesta contro Prodi? Secondo me no: ho l'impressione che sia il primo segnale di una frattura dell'identità nazionale e che questo fine settimana sia cominciato un processo che, se non affrontato con saggezza e lungimiranza, potrebbe portare nel medio periodo alla divisione dell'Italia in due o tre blocchi autonomi o addirittura indipendenti. Due i fattori scatenanti. Primo, la crisi dei rifiuti di Napoli ha provocato in molti abitanti del nord il sentimento di una divisione civica ormai incolmabile. Quello spettacolo indecente li ha traumatizzati e indignati e per la prima volta non è scattata la solidarietà nazionale: nessuna delle grandi regioni del nord ha accettato di smaltire la spazzatura campana. per la prima volta un'istituzione ha sancito con un gesto formale la possibilità di una divisione. E la storia insegna che quando viene a mancare la solidarietà tra le regioni, l'unità nazionale è a rischio. Secondo, la rivolta dei comuni veneti partita da Cittadella. Anche in questo caso si è consumata una rottura istituzionale molto forte: per la prima volta un'autorità locale si è ribellata all'autorità centrale proponendo una soluzione autonoma a un problema quello dell'immigrazione e della sicurezza che è diventato centrale nel Nord. Oggi siamo in una situazione paradossale in cui l'Unione europea sottrae crescenti fette di sovranità agli Stati senza però creare un contesto istituzionale che permetta a uno Stato federale europeo di sostituirsi a quelli nazionali. Ne risulta un sistema ibrido che genera aspettative destinate a essere frustrate: la gente pretende che lo Stato risolva problemi concreti come quelli economici, sulla sicurezza e sull'immigrazione, ma i governi centrali non hanno più gli strumenti per gestirli. E siccome questa ambiguità è destinata a protrarsi nel tempo, i cittadini (in Italia, ma anche in altri Paesi come la Spagna) reagiranno rifugiandosi nelle uniche autorità che riconoscono con certezza, quelle locali. Gli effetti della globalizzazione e della crisi economica accentueranno questi meccanismi di autodifesa. Attenzione, sul lungo periodo lo sfaldamento dell'Italia non è più un'ipotesi inverosimile. Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 78 ) " (11 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Apr 08 Quello stile di "Repubblica". La Repubblica ama dividere i giornalisti tra buoni e cattivi. I buoni naturalmente sono coloro che lavorano per il quotidiano fondato da Scalfari più certe firme della casta degli ex sessantottini. Tutti gli altri sono cattivi e dunque meritano disprezzo o al più indifferenza. Repubblica, quando si tratta di giornalismo, non è mai oggettiva, sale in cattedra, dà lezioni con piglio da maestrina. Io sono di scuola montanelliana e Repubblica è lontanissima dal mio mondo di riferimento, ma negli ultimi tempi ho avuto occasione di saggiare la sua arte. La prima volta in occasione dell'uscita del mio saggio Gli stregoni della notizia, che suscitò un certo interesse sulla stampa. Fu recensito trasversalmente: dal Corriere della Sera alla Padania, da Panorama al Manifesto. Anche Repubblica ne parlò, ma a modo suo. Pubblicò un inserto di quattro pagine sullo spin con diverse citazioni tratte chiaramente dal mio libro, senza però che venissi menzionato, fatta salva una minuscola segnalazione generica tra le opere librarie che trattano il tema. Eleganti, vero? L'altro ieri si sono ripetuti. Ho trascorso gli ultimi tre giorni al Festival internazionale di giornalismo di Perugia, splendida manifestazione a cui partecipano 150 grandi firme, davanti a un pubblico enorme, composto per lo più da giovani. Ho provato immenso piacere nel moderare una sessione in memoria di Montanelli, a cui hanno partecipato Mario Cervi, Ugo Tramballi e Marco Travaglio. Giovedì ho avuto il privilegio di dibattere di media e giornalismo con i due ospiti più importanti del festival, Alastair Campbell, lo spin doctor di Blair, e Carl Bernstein, il mitico cronista della Washington Post che firmò, con Bob Woodward, l'inchiesta del Watergate. Gli organizzatori avevano letto il mio saggio e hanno pensato che fossi l'interlocutore giusto per discutere con questi due colossi. Insomma, sono stati molto cortesi con me. Repubblica ieri ha dedicato all'evento un articolo di cronaca, a firma di Dario Pappalardo. Tutto bene, con una particolarità: né io nè il moderatore Angelo Mellone, editorialista del Messagero, siamo stati citati. E nello sforzo di eclissare la nostra presenza, il collega del quotidiano romano ha dovuto compiere qualche acrobazia, ad esempio scrivendo che Campbell e Bernstein si sono "scrutati con rispettoso sospetto" e che hanno deciso di "non interpretare ruoli antagonisti". Rispettoso sospetto? Non interpretare ruoli antagonisti? La sorpresa di questo incontro è che Campbell il comunicatore più brillante e spregiudicato d'Europa ovvero "il diavolo" - e Woodward il simbolo del giornalismo d'inchiesta - anziché duellare, come pareva logico, si sono trovati in piena sintonia, scambiandosi elogi e che pertanto la mia è risultata la voce fuori dal coro. Ne è risultata una discussione franca, accesa, appassionante, ben animata da Mellone che ha alimentato il confronto anziché adeguarsi al cinguettio di Campbell e Bernstein; il tutto di fronte a oltre 500 persone. Ma di questo i lettori di Repubblica sono stati tenuti all'oscuro. Pappalardo è riuscito persino a citare una mia frase virgolettandola, ma ancora una volta, senza menzionarmi. Scrive: "Guai a chi indica Bernstein come il "giornalista che ha fatto dimettere Richard Nixon"". Sono così diventato un'entità astratta, il signor Chi. E tutto questo, verosimilmente, per evitare di parlare di due giornali concorrenti, il Giornale e il Messaggero. Ma non me ne stupisco: è lo stile della casa, snob e prevaricatore. Scritto in giornalismo Commenti ( 28 ) " (12 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (19) francia (15) germania (2) giornalismo (32) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (85) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Rodolfo de Trent: Credo sia in atto un processo di desertificazione del socialismo. Non credo però che i... 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Anche D Alema lo cerca: <Umberto ricordati di noi> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Anche D Alema lo cerca: "Umberto ricordati di noi" Roma - Certo. Ieri alla presidenza della Camera è stato eletto Gianfranco Fini. Altrimenti la notizia del giorno sarebbe stata un'altra: un incontro abbastanza casuale tra Umberto Bossi e Massimo D'Alema in uno dei corridoi di Montecitorio. Il ministro degli Esteri era impegnato in una riunione semiclandestina con Pierferdinando Casini, quando è stato beccato dal leader leghista. Abbraccio tra i due e parole che non nascondano una vera stima reciproca. Convenevoli brevi, poi D'Alema non ha perso tempo: "Umberto, ricordati di noi", ha detto al capo del Carroccio, strappando poi l'okay di Baffino ad un invito a cena nei prossimi giorni. Bossi più tardi ha spiegato: "la sinistra ha paura del presidenzialismo, è possibile che Fini e Berlusconi spingano invece in questa direzione. E io sono in mezzo...". Un leggero sorriso per sottolineare come il suo ruolo di ministro delle Riforme (o del federalismo) sarà comunque strategico in una legislatura che si annuncia costituente. E' chiara la volontà di Umberto Bossi di realizzare le riforme in senso federalista. Ma è altrettanto chiara la volontà di farle con il più ampio consenso possibile. Il che significa che bisogna coinvolgere la sinistra. Non per fare inciuci, ma per cambiare radicalmente il paese. Possibilmente senza scontri sociali e senza avere l'incubo di un referendum confermativo che vanificherebbe il lavoro fatto. Insomma, come ha detto Bossi dopo aver sentito il discorso di Gianfranco Fini "speriamo che l'idea di fare le riforme bipartisan non sia un'illusione". Matteo Mauri [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Borghezio: solo noi protestammo al Parlamento Ue (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Il diritto internazionale va applicato ma con buon senso, senza mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Per questo motivo la Lega Nord alzò la voce, unica in Italia e tra le poche nel vecchio continente, contro chi dipingeva l allargamento dell Europa verso Est esclusivamente a tinte rosa. Una delle posizioni più chiare fu quella espressa da Mario Borghezio, capo delegazione del Carroccio al Parlamento Europeo. Nel mirino finì anche il trattato di Schengen sulla libera circolazione. Onorevole Borghezio, cosa non va in questo accordo? "Quello di Schengen è un trattato a doppia lama, Noi ne abbiamo subito solo gli aspetti negativi". Quali? "La libera circolazione non è un male in sè ma l eliminazione dei controlli alle frontiere ha permesso di aprire alcune finestre da cui è entrata gente che non ha nessuna intenzione di lavorare e vuole solo delinquere". Non si poteva frenare questo fenomeno? "Era quello che volevamo noi ma l incapacità e il lassismo di questa sinistra, a causa delle sue lacune ideologiche e culturali, non ha permesso di attivare quelle clausole di salvaguardia per limitare i danni". Quando si possono applicare queste limitazioni? "Stiamo parlando di limitazioni agli ingressi in caso di gravi minacce all ordine pubblico. Il diritto internazionale va applicato facendo però attenzione e tenendo conto dell interesse nazionale e del fondamentale diritto alla sicurezza dei cittadini". Oggi il problema diventa urgente perchè la Romania è entrata in Europa "Infatti. Voglio solo ricordare a chi oggi piange lacrime di coccodrillo sul problema dei romeni che noi, in sede europea e nazionale, fummo gli unici a criticare chi disegnava l allargamento della Ue solo a tinte rosa". Con Maroni al ministero degli Interni il problema verrà risolto? "Ho la certezza che la Lega al Viminale porrebbe con forza il problema e sono altrettanto sicuro che la nostra componente guidata da Bossi sarebbe in grado di risolverlo". E se al Viminale ci andasse un altro? "Ci sarebbe di che essere pessimisti". I. I. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Redditi on line, Visco denunciato (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Libera circolazione non vuol dire libertà di delinquere. E quanto sostiene la Lega Nord quando chiede di rinegoziare Schengen grazie al quale i cittadini possono recarsi con la carta d identità in uno qualsiasi dei 28 paesi che hanno sottoscritto l accordo. roberto fiorentini Altro che editto bulgaro di berlusconiana memoria: l'attacco di ieri di Claudio Petruccioli a Michele Santoro e alla sua puntata di Anno Zero, ha tanto il... ... sapore di un defenestramento in piena regola. Del resto Michelone e la sua band l'hanno combinata veramente grossa. In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini. Ma nella puntata di giovedì alla gogna è finito anche il buon oncologo Umberto Veronesi, tutti i direttori dei telegiornali del servizio televisivo pubblico e privato, nonché la stessa Rai. E per finire, per rincarare la dose, Michelone se l'è presa pure con i tassisti di Roma: resi di non lavorare perché festeggiano ancora, con tanto di bandiere, la vittoria di Gianni Alemanno al Campidoglio. Inutile parlare poi di quanto ha detto il collega Marco Travaglio che, oramai, è incommentabile. A fronte di tutto questo, a metà di ieri pomeriggio, sono arrivate le bordate-editti. Petruccioli ha dettato un agenzia durissima: Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto - di fatto - della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono zone franche. Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico . In giornata anche lo stesso Vittorio Sgarbi, presente in studio, aveva attaccato frontalmente sia Grillo che Michelone. "L'autorità garante - aveva detto Sgarbi -dovrebbe prendere provvedimenti e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di insultare tramite tv di Stato il presidente Giorgio Napolitano, un senatore del Pd (Veronesi), Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro, direttori di rete come Mauro Mazza e Clemente Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile". E anche i malati di tumore e i medici oncologi hanno demolito Grillo e il suo compare Santoro. "Attacchi ingiustificati e privi di fondamento a fini politici e populisti". Si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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La Rai accusa Santoro per Grillo (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Sicurezza, riforme e tasse. Angelo Alessandri, presidente della Lega Nord, ha le idee chiare sulle priorità che il Governo dovrà affrontare nei cosiddetti primi cento giorni di lavoro. "La cosa più urgente è la sicurezza". [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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RIMETTERE LE FRONTIERE PER TUTELARE I CITTADINI (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Richiesta a gran voce la modifica dell accordo di Schengen IGOR IEZZI Libera circolazione non vuol dire libertà di delinquere. Questo in sintesi quanto si propone la Lega Nord quando chiede di rinegoziare il trattato di Schengen, rimettendo i confini. Attraverso questo accordo i cittadini comunitari possono recarsi liberamente, con la sola carta d identità, in uno qualsiasi dei 28 paesi che hanno sottoscritto l accordo. Per quanto riguarda gli extracomunitari, possono circolare per il vecchio continente se soddisfanno alcuni requisiti. Il problema è che una volta entrati possono andare dove vogliono, anche allo scadere del tempo prefissato, vista la mancanza di controlli alle frontiere. Ancora più delicato il caso dei Paesi entrati a gennaio nella Ue come la Romania. A breve, anch essi saranno membri a pieno titolo dello spazio Schengen. In questo primo periodo la circolazione poteva essere ridotta chiedendo l applicazione della moratoria con gli stati neo comunitari. Cosa che Prodi non ha fatto, agevolando così l invasione del nostro Paese e l esplosione dei reati dovuti alla manovalanza criminale romena. Per questo Silvio Berlusconi, quando avrà formato il nuovo governo, inizierà una trattativa con la Ue per una modifica del trattato di Schengen nel senso di ottenere una moratoria alla libera circolazione dei cittadini provenienti dall est, in particolare dalla Romania, come ha chiesto Umberto Bossi. "Il governo Prodi non ha battuto ciglio e non ha introdotto nessuna moratoria" aveva detto nei giorni scorsi il presidente del consiglio in pectore. Anche Roberto Maroni, indicato come prossimo ministro dell Interno, ha detto di ritenere che sia giusto allargare le frontiere e garantire la libera circolazione ma lo Stato "non può abdicare" al suo dovere di garantire la sicurezza dei propri cittadini. Roberto Calderoli aveva addirittura proposto di sospendere il trattato di Schengen, almeno sui confini orientali, e concedere il permesso di soggiorno soltanto a chi ha già un contratto di lavoro. "Per quanto riguarda i neoeuropei, come i rumeni, è stato un errore - aveva spiegato - permettere la loro libera circolazione. Il trattato di Schengen era nato per Paesi europei che avevano un omogeneità socioeconomica che i nuovi membri dell Unione non hanno. Inevitabilmente, la parte più disagiata di quelle popolazioni si è riversata in Occidente, aumentando la delinquenza". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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<Stupratore libero, intervenga Napolitano> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Appello di Calderoli sul caso di padova "Stupratore libero, intervenga Napolitano" "Di fronte a episodi simili, non ci resta che appellarci al presidente della Repubblica e presidente del Csm, avendo apprezzato il suo forte richiamo all esercizio del potere dell azione disciplinare". Roberto Calderoli si rivolge a Napolitano per chiedere un suo intervento dopo la liberazione, per un cavillo, di un marocchino clandestino in cella a Padova per lo stupro di una 14enne. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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BOSSI: <LA GENTE E STANCA VUOLE CAMBIARE IL PAESE> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

"È il momento delle Riforme". Dalla Batelada del Sin.Pa. il leader del Carroccio lancia la sua sfida BOSSI: "LA GENTE E STANCA VUOLE CAMBIARE IL PAESE" Simone Boiocchi Accompagnati e riscaldati da un sole quasi estivo che ha reso ancora più straordinaria la cornice del Lago di Como, iscritti, rappresentanti aziendali e semplici simpatizzanti hanno partecipato alla Batelada 2008, la tradizionale festa dei lavoratori organizzata dal Sindacato Padano Avanti tutta verso la libertà lo slogan scelto da Rosi Mauro che ha suonato la carica: "Da 19 anni lottiamo senza tregua per ridare dignità ai lavoratori ed un giusto stipendio con la contrattazione regionale". A bordo della motonave Orione, la più grande in servizio sul lago, anche il Segretario Federale della... ... Lega Nord, Umberto Bossi, i senatori Federico Bricolo e Armando Valli, l onorevole Giancarlo Giorgetti, il presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni e il capogruppo della Lega Nord nel Consiglio regionale lombardo, Stefano Galli. Una giornata di festa e divertimento, aveva promesso il Segretario Generale del Sin.Pa., Rosi Mauro, e così è stata. Filo conduttore della Batelada, il nuovo vento di riforma che ha iniziato a soffiare forte in tutto il Paese. "Dopo il risultato elettorale - ha spiegato Mauro - dobbiamo andare a Roma e continuare il lavoro iniziato in Lombardia con il progetto federalista legato all applicazione dell articolo 119 della Costituzione. Una riforma fondamentale non solo per il Nord, ma per tutto il Paese". Poi, quasi rispondendo a distanza a tutti quegli organi di stampa che l avevano indicata come prossimo ministro del lavoro, del Welfare... Rosi Mauro ha sottolineato: "Sono e resto il Segretario Generale del Sindacato Padano. Non ho nessuna intenzione di dimettermi o di assumere incarichi incompatibili con la carica che ricopro al Sin.Pa. Prima di tutto sono una sindacalista". Parole che hanno scatenato un lungo applauso a testimoniate la vicinanza e l affetto che legano i portabandiera del Sin.Pa. al proprio leader. "Oggi a parole tutti sono federalisti - ha aggiunto -. Bene, allora lo dimostrino. Noi non vogliamo la contrattazione nazionale. Vogliamo legare i salari al reale costo della vita di ogni territorio. Le nostre famiglie - ha aggiunto - non solo non arrivano alla fine della terza settimana del mese, ma nemmeno all inizio. Con stipendi da mille euro e pensioni da 500 si è poveri. Piaccia o non piaccia a Cgil, Cisl e Uil, la riforma del mercato del lavoro è improcrastinabile". "Tutti ormai dicono che bisogna tornare alle gabbie salariali. Poi però - ha aggiunto -, quando si tratta di passare dalle parole ai fatti, nessuno si fa avanti". Fatti che sono invece alla base del Sin.Pa. Sin da quando nel lontano 1990 è nato il Sindacato Autonomista Lombardo (Sal) che ha poi dato vita al Sindacato Padano, ha ricordato il numero uno della sigla di via del Mare, abbiamo portato avanti progetti concreti. Quei progetti che i nostri rappresentanti con coraggio e determinazione hanno da sempre perseguito andando incontro alle reali richieste dei lavoratori. "Questa volta - ha aggiunto - sono certa che arriveremo al vero cambiamento. La gente ha votato per l unica forza davvero in grado di cambiare le cose. Per questo il Segretario Federale del Carroccio tornerà a Roma, per fare le riforme. Serve il federalismo fiscale, serve un radicale cambiamento". Parole alle quali ha immediatamente risposto proprio il Segretario Federale della Lega Nord. "Stefano Galli ha inviato la proposta di federalismo fiscale approvata dal consiglio regionale della Lombardia ai presidenti di Camera e Senato - ha detto -. Adesso vediamo chi vuole cambiare e chi no...". Poi, incitato dai presenti, il leader del Carroccio ha toccato quei punti che il Governo dovrà affrontare in tempi brevi. "La gente - ha detto Bossi - vuole le riforme. Vuole vivere in un Paese diverso". Contrasto all immigrazione clandestina e applicazione della Bossi-Fini alcuni dei primi temi sul tappeto. "Fidatevi - lo ha interrotto Mauro -, Bossi le riforme le fa davvero". "Sappiamo - ha aggiunto - Bossi - che la globalizzazione è finita. Noi lo dicevamo già anni fa e tutti ci venivano contro. Ora, invece, il risultato lo abbiamo davanti agli occhi". Quanto all immigrazione, il segretario della Lega ha chiarito: "La soluzione non è quella di rimandare i clandestini a casa loro, ma di riportarli nei Paesi dai quali li hanno fatti salpare. Un esempio su tutti è la Libia che apre le porte a tutta l Africa e poi lascia salpare navi e gommoni dalle sue coste. É il momento di dire basta". "Abbiamo vinto le elezioni - ha continuato - perché abbiamo raccolto il voto dei lavoratori. Ecco perché al mio fianco in tutta la campagna elettorale ho voluto Rosi Mauro". E proprio a Rosi Mauro, poco dopo, intervistato da Telepadania, ha rivolto un pensiero: "Sarà il prossimo vicepresidente del Senato". Quanto ai lavoratori e alla gente del Nord, ha concluso: "Sono contento e orgoglioso. Milano, Torino e Venezia sono le nostre Capitali e la gente lo ha capito. Ha capito cosa vuol dire difendere il proprio territorio e a questo essere legata. Di questo devo dire grazie a tutti, ma - ha concluso - abbiamo ancora bisogno di voi. Quando a Roma discuteremo di Federalismo e riforme dovrete venire a darci una mano. Dovrete venire a farvi sentire e a sostenere le nostra battaglia. Insieme dobbiamo fare capire ai palazzi romani che non ce la facciamo più". Prima di scendere dalla barca, poi, un ultima promessa: "Fino a quando la Lega sarà al Governo, nessuno allungherà le mani sui lavoratori e sui pensionati". E proprio ai lavoratori e ai pensionati hanno rivolto il loro saluto anche Emiliano Tremolada, vicesegretario generale del Sin.Pa. e Alessandro Gemme, segretario regionale del Sin.Pa. Piemonte. "Stateci vicini - hanno detto ai presenti -. Solo così riusciremo a vincere una battaglia che stiamo conducendo da molto tempo e che oggi è arrivata al momento cruciale". [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Ora le Camere approvino subito le norme contro quest immigrazione priva di controlli (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Giacomo Stucchi La citazione che il neo presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini ha fatto, nel suo discorso di insediamento, circa la necessità di far ripartire da subito le riforme istituzionali, è una buona base di partenza. Fini ha peraltro ricordato che nella passata legislatura la commissione Affari costituzionali ha messo a punto una proposta largamente condivisa, che affrontava il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione dei parlamentari e l impianto federalista, atta a definire una nuova architettura istituzionale che faccia della nostra democrazia una democrazia più rappresentativa e governante . Prendiamo atto, quindi, dell impegno solenne, assunto davanti ad un ramo del Parlamento, di non lesinare sforzi e risorse su questo fronte. Nei prossimi giorni, perciò, una volta ultimate tutte le procedure di insediamento di Camera e Senato (rimangono da eleggere, infatti, i rispettivi Uffici di presidenza), e non appena il nuovo Governo avrà giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, comincerà davvero l attività legislativa. Le aspettative dei cittadini sono enormi, così come del resto lo è stata la loro manifestazione di volontà in occasione del voto dello scorso 13 aprile. Il risultato è stato eclatante e non lascia spazio ad equivoci: la nuova maggioranza politica deve cambiare lo stato delle cose e lo deve fare nel più breve tempo possibile. Oltre alle riforme e al federalismo fiscale, sul quale la Lega Nord, con la presentazione alla Camera della prima proposta di legge della XVI legislatura, a firma del nostro segretario federale Umberto Bossi, ha già indicato la strada, c è però un altra priorità. La gente vuole che il nuovo Governo approvi subito provvedimenti restrittivi nei confronti degli immigrati clandestini che, in questi ultimi mesi, hanno goduto di una impunità totale. Chi non è in regola non può continuare a risiedere nelle nostre città, infischiarsene delle nostre leggi e, magari, godere anche di alcune forme di assistenza. Si tratta di una situazione che, in alcuni casi, è diventata addirittura paradossale. Perché mentre i cittadini vedono allargarsi sempre più la forbice tra la qualità dei servizi che lo Stato dà loro, e il livello di pressione fiscale che devono sopportare per usufruirne, migliaia di immigrati godono di molti diritti senza però attenersi a nessun dovere. Basti pensare, per esempio, all assegnazione degli alloggi popolari, o a quello di un posto per il bimbo all asilo nido comunale, per capire quanto sia diventata insopportabile questa discriminazione. Qui è andata a finire che le persone che lavorano, pagano le tasse, rispettano le leggi dello Stato, devono combattere per aver riconosciuto un diritto, mentre agli stranieri, che non hanno un lavoro regolare, e che in moltissimi casi delinquono, è consentito di fare ogni cosa. Di tutto questo la gente, giustamente, non ne può più. Il nuovo Governo Berlusconi abbia quindi ben presente il fatto che se i cittadini hanno votato con un così largo consenso la Federazione della Libertà, è perché si aspettano provvedimenti, immediati e risolutori, sulle suddette questioni. Ecco perché, a mio avviso, la Federazione della Libertà non dovrebbe perdere un istante e, già nei prossimi giorni, annunciare nuove e decisive iniziative in materia di allontanamento degli immigrati che si rendano protagonisti di atti delinquenziali. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Cota: <Cambiare davvero o il Paese va a rotoli> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Critiche sui tempi del Palazzo: basta con riti inutili, gli elettori vogliono risposte subito, entro l estate Cota: "Cambiare davvero o il Paese va a rotoli" Nostro inviato Fabrizio Carcano Roma - "O si fanno le riforme, o crolla tutto. Sul Federalismo e sulla sicurezza dobbiamo dare risposte ai cittadini subito, entro l estate, prima delle vacanze". Roberto Cota, che dovrebbe diventare lunedì nuovo presidente del gruppo dei deputati della Lega Nord, guarda subito al calendario, oltre che ai contenuti. La legislatura che si è appena aperta, la legislatura del cambiamento, dovrà partire nel modo giusto: con un accelerazione sulle riforme chieste dai cittadini. "Le priorità sono chiare - ribadisce il capogruppo in pectore - e con il loro voto i cittadini lo hanno ribadito: Federalismo e sicurezza sono i primi temi su cui dobbiamo dare risposte. Per questo, strategicamente, è fondamentale la presenza di Umberto Bossi nel Governo ed è necessario che la Lega Nord abbia le deleghe sulle riforme e sul Viminale". Presidente Cota, la Lega è già passata dalle parole ai fatti, depositando come primo progetto di legge in assoluto di questa legislatura la proposta di Bossi sul Federalismo fiscale. Un inizio significativo, no? "Certamente. Ripeto: non possiamo perdere tempo. Sul Federalismo la nostra proposta è chiara: abbiamo presentato, sostanzialmente, la proposta approvata dalla Regione Lombardia su spinta della Lega, una proposta che prevede che l 80% del gettito Iva e il 15% di quello Irpef, oltre alle accise sui carburanti, i giochi e i tabacchi, restino nelle regioni dove sono state prodotte con il lavoro dei cittadini". Lo stesso Fini nel suo discorso di insediamento ha spiegato che questa dovrà essere una legislatura costituente. È ottimista? "Direi di sì, i segnali sono positivi. Tutti ormai hanno capito che il cambiamento e il Federalismo non sono più differibili, perché o si fanno le riforme o il Paese va a rotoli. A chiedere le riforme ora sono anche gli imprenditori, gli enti locali, persino i sindacati". E l opposizione di centrosinistra sembra più conciliante& "Sicuramente è un opposizione più debole e ridimensionata dalle ultime schiaccianti sconfitte elettorali. Un opposizione divisa al suo interno. Indubbiamente anche in Parlamento si respira un altro clima, più favorevole per le riforme e il cambiamento, che deve partire dal Federalismo, la priorità assoluta, ma riguardare poi l intera macchina statale, da alleggerire e rendere più efficiente e meno costosa. E questo discorso vale anche per le Camere". In che senso? "Questi primi due giorni di votazioni per l elezione dei presidenti hanno dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, quanto siano assurdi certi riti del Palazzo. Abbiamo perso due giorni per queste votazioni. E occorre più di un mese, dal momento del voto, prima che il nuovo Governo possa insediarsi e diventare operativo. È evidente che il Paese, con le emergenze che deve fronteggiare, le famiglie che non arrivano a fine mese, le imprese in difficoltà, il dilagare incontrollato della criminalità, non può aspettare un mese. Non è possibile. Questi passaggi devono essere semplificati e velocizzati". Molti parlamentari leghisti infatti si sono lamentati di queste lungaggini. "Concordo pienamente. Siamo venuti qui per lavorare, per fare, per realizzare quel cambiamento per cui siamo stati votati dal Nord, non per perdere tempo. E il popolo del Nord che ci ha dato così tanti voti giustamente esige delle risposte subito. E questa è una responsabilità che tutti noi leghisti sentiamo particolarmente: non possiamo e non vogliamo deludere la fiducia che i cittadini padani ci hanno dato con il loro voto". Un ultima domanda: cosa ne pensa del discorso inaugurale di Gianfranco Fini? "Moderato ed equilibrato. D altronde il suo dovrà essere un ruolo sopra le parti. Diciamo che se fosse stato il discorso del neo presidente del Consiglio sarei stato deluso, ma ripeto, il ruolo del presidente della Camera è diverso. Comunque ha citato il programma e soprattutto il Federalismo e ha ribadito che questa legislatura dovrà essere costituente. Del resto è così: o si si fanno le riforme o sarà davvero un disastro per tutti". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Lettera di un romano: Senatur, siamo al suo fianco (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Segretario, Le scrivo questa lettera rendendomi perfettamente conto della particolarità del momento, e della difficoltà di molti militanti a digerirne il contenuto. Ma i movimenti che cambiano il corso del destino di un popolo, non si spaventano nell affrontare grandi sfide. La Lega è fatta così. Io sono romano, vivo al Nord da anni per ragioni di lavoro. Vengo da esperienze politiche diverse da quelle della Lega Nord. Arrivato qui avevo verso questo Movimento, forti pregiudizi, amplificati notevolmente dalla mia provenienza da un partito come Alleanza Nazionale; del quale fui anche un dirigente locale e Provinciale per i giovani. Ma vivere in una città come Brescia mi ha brutalmente messo davanti al volto più diffuso, ed aggressivo dell immigrazione. Mi sono dovuto rendere velocemente conto della particolare situazione storica nella quale l Italia, ed in particolare le regioni del Nord Est si sono venute a trovare. C era soltanto un partito che lottava, con il sacrificio ed il sostegno della militanza, per salvare Brescia e le tradizioni di questa splendida città. Si trattava della Lega. C era solo un Segretario cittadino, Fabio Rolfi (oggi vicesindaco leghista, e più votato di tutti candidati in consiglio). Di quel partito che da tre anni voto ed al quale sono un iscritto. La scelta era tra il dargli una mano a salvare Brescia dalle orde straniere, o lasciare che i pregiudizi iniziali contro la Lega mi lasciassero indifferente ad un eclatante distruzione della cultura di un popolo. Sono un romano che, come tanti altri, vede negli ideali e nell opera della Lega Nord il più naturale approdo. Storicamente Roma non fa parte del meridione d Italia. Non siamo mai stati sotto i Borboni. Abbiamo condiviso l amministrazione Pontificia, con regioni come l Emilia - Romagna, le Marche, l Umbria. Prima dei Savoia, siamo stati staccati per ancora più tempo della Padania da città come Napoli o Cosenza. Terre dove la Lega opera da anni. Si lo so, caro On. Bossi, Roma è la sede del parlamento centralista, di quel sistema politico che salassa i sudori della parte settentrionale del paese. Ma Roma è una tappa cruciale nell opera di salvaguardia dei popoli europei che la Lega , sola in questo Paese, porta avanti. Roma è la sede della cristianità, la sede di una storia antitetica a quella dei Savoia e di Garibaldi. Fummo eletti capitale del Regno d Italia, per dare la nobile parvenza di un ritorno ad un glorioso passato, a quella che fu soltanto una volgare guerra di conquista. E i romani non hanno mai giovato della ricchezza dei palazzi. Se avessero lasciato la capitale a Firenze o Torino sarebbe stata la stessa cosa. E questo sistema che salassa il Nord, per trascinare la zavorra meridionale. Senza i soldi del Nord il sistema di questa Repubblica crollerebbe subito. A Roma, e nell Abruzzo ci sono molte persone che ammirano lei, il Segretario del rinnovamento; che non hanno preclusioni verso il federalismo; che sono esasperate all immigrazione e dalle false promesse di una classe politica bugiarda. Gente che non si accontenta dell Mpa, o di Alleanza Federalista. Gente che, in occasione delle Elezioni Europee, chiede di avere buoni motivi per apporre una croce sull Alberto da Giussano. Noi non vogliamo fotocopie, io ho già un partito: si chiama Lega Nord. Ed ho già un Segretario, si chiama Umberto Bossi. Uno di quei personaggi che se fosse nato 2000 anni fa, sarebbe stato uno dei nostri più grandi imperatori. Roma è fatta così: una città di condottieri che ama riconoscere ed affidarsi ad una grande guida. Lei è la mia. Lo sia anche per molti altri romani. Alessandro (Roma) [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Delirio libico contro Calderoli (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Roberto Calderoli è "il vero assassino dei cittadini libici morti" a Bengasi il 17 febbraio 2006, quando si tenne una manifestazione di protesta contro il Consolato italiano nella città libica dopo che l allora ministro delle Riforme aveva mostrato la famosa maglietta con la vignetta anti-islamica. È quanto sostiene l'agenzia ufficiale libica Jana in una nota diffusa ieri, nella quale si riportano le parole del figlio di Muammar Gheddafi, Saif El Islam, secondo il quale se Calderoli "fosse riconfermato ministro, ciò avrebbe ripercussioni catastrofiche nelle relazioni tra l'Italia e la Libia". Laconica la replica al delirio libico dell interessato: "La scelta della squadra di Governo - ha spiegato tranquillo Calderoli - spetta a Silvio Berlusconi che ha avuto un mandato dal popolo che è sovrano, partendo proprio dalle indicazioni che quel popolo gli ha fornito". [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Targate Lega le basi del vero cambiamento (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Il Carroccio detta i tempi di Parlamento e Governo Paolo Bassi Subito al lavoro. A pochi giorni dall apertura ufficiale della XVI legislatura, i parlamentari leghisti mordono il freno per entrare il più velocemente possibile nel vivo delle attività. In molti, non hanno fatto mistero di essere rimasti un po delusi dalla prima settimana trascorsa a Roma, bollandola come poco produttiva . La colpa? I tempi troppo rilassati con i quali si lavora nel Palazzo . Roberto Cota, concorda: "Fra le cose da fare, c è sicuramente anche quella di dare una sferzata ai lavori del Parlamento. Ci sono troppe perdite di tempo e molte lungaggini che devono essere superate. La gente si aspetta risposte e le vuole in tempi rapidi". Di qui una prima proposta, che il segretario nazionale del carroccio Subalpino si sente di avanzare: "Si potrebbe iniziare a riformare il calendario dei lavori, introducendo la settimana di cinque giorni (attualmente il Parlamento, di norma, lavora solo tre giorni, dal martedì al giovedì) e magari lasciando gli ultimi cinque giorni del mese liberi così da consentire anche l attività sul territorio. In questo modo - osserva - si darebbe maggiore continuità all attività parlamentare e si ridurrebbero i costi, pur senza nulla togliere al tempo che l eletto, giustamente, deve poter dedicare ai sui elettori". La Lega, sente dunque la responsabilità del momento, perché è conscia del fatto che i cittadini, non si accontentano di un cambio della guardia a Montecitorio e a Palazzo Madama, ma vogliono vedere fatti concreti. Di qui l auspicio ad una fase veloce di formazione del nuovo governo. "Per noi - aveva ribadito solo l altro giorno Roberto Maroni - la situazione è chiara. La quadra è quella trovata da Umberto Bossi e Silvio Berlusconi durante l ultimo vertice di Milano. Avevamo chiesto le deleghe alla sicurezza e al federalismo, le abbiamo ottenute e ce le teniamo strette". PRIMA DI TUTTO LA SICUREZZA Federalismo e sicurezza, saranno sicuramente i primi due banchi di prova del nuovo Esecutivo. Il segretario federale del Carroccio, parlando con i giornalisti a margine della seduta inaugurale della Camera lo ha ribadito a più riprese sostenendo senza indugio che "bisogna dare al paese il segnale che aspetta. Abbiamo messo in campo Maroni, un uomo che ha la forza per fare il cambiamento". E lui, il ministro dell Interno designato dalla Lega, proprio dalle colonne del nostro giornale ha anticipato che sta già studiando "un provvedimento su immigrazione e sicurezza da portare all attenzione del primo Consiglio dei ministri". La base , sarà con ogni probabilità la legge Bossi-Fini, una buona norma, che nonostante i reiterati tentativi di affossamento da parte del centrosinistra, rimane uno dei provvedimenti più copiati in Europa. Accanto alla sua corretta e completa applicazione e ad altri dispositivi che possano contribuire a rendere più fattive, certe e veloci le espulsioni dei clandestini, si affronterà poi la spinosa questione degli immigrati neo-comunitari, visto che Romano Prodi (contrariamente a quanto fatto dai colleghi di molti Paesi del vecchio continente), non ha voluto chiedere una moratoria sull ingresso dei cittadini provenienti dagli Stati di recente adesione alla Ue. Bossi ha già sottolineato l esigenza di "rinegoziare con l Europa i criteri per l ingresso degli stranieri" e molti esponenti leghisti hanno assicurato impegno su questo fronte. Non ultimo Roberto Calderoli, che ha aperto all ipotesi di rivedere il trattato di Schengen, eventualmente anche congelandolo per quanto riguarda i neo-comunitari. Del resto, ha correttamente osservato il coordinatore delle segreterie nazionali "l accordo di libera circolazione dei cittadini, era nato per i Paesi europei che avevano una omogeneità socio-economica che i nuovi membri non hanno. Inevitabilmente la parte più disagiata di quelle popolazioni si è riversata in Occidente, aumentando la delinquenza". FEDERALISMO FISCALE E POLITICO Rimanendo in tema di riforme, la più importante, non può che essere quella del federalismo. Sotto il profilo fiscale, la strada maestra è già segnata. Ed è quella della legge varata dalla Regione Lombardia, che dando piena attuazione a quanto previsto dall articolo 119 della Costituzione, consentirà alle nostre Regioni di trattenere sul loro territorio l 80 per cento dell Iva e il 15 per cento dell Irpef. Una rivoluzione condivisa da tutto lo schieramento di centrodestra, che infatti ha voluto inserire questo provvedimento nel proprio programma comune. Accanto a ciò, si riaprirà poi il capitolo delle riforme istituzionali. Qui, la base di confronto, potrebbe essere quella della cosiddetta bozza Violante , che contiene la proposta di istituzione del Senato federale e sulla quale si stava raccogliendo un certo consenso trasversale già nel corso della passata legislatura. "Il lavoro su questo provvedimento - ha ricordato Cota - si era arenato in commissione a causa di alcune cose poco chiare, come ad esempio, le competenze che sarebbero spettate a questo nuovo organo o il fatto che per come era stata presentata la riforma, alla Camera nazionale , sarebbe comunque spettata sempre l ultima parola anche sulle questioni di spettanza regionale. Ad ogni modo - aggiunge - si tratta di un testo interessante, un buon punto dal quale ripartire". MENO TASSE PIÙ RISORSE Un altro impegno simbolo del centrodestra, accanto a sicurezza e riforme, è sicuramente la riduzione della pressione fiscale. Uno dei primi provvedimenti, a quanto sembra, sarà con ogni probabilità l abolizione dell Ici. Una misura importante, che la Lega vuole venga presa a costo zero per i cittadini . Ossia, senza ripercussioni su altre partite. Per capire cosa si intende, bisogna fare un salto indietro. L Ici, per il 40 per cento, è già stata abolita dal Governo Prodi, che però non ha previsto alcun tipo di compensazione per i comuni, i quali si sono trovati con meno soldi in cassa e con l esigenza di reperirli in altro modo, magari ritoccando in aumento le tariffe. "Al contrario - ha spiegato Massimo Garavaglia, già capogruppo leghista in commissione Bilancio alla Camera e ora uno degli esperti economici del Carroccio a Palazzo Madama - vogliamo che l abolizione dell Ici sia sì totale, ma senza alcun tipo di spesa in più per la gente. Cioè, vanno trovate le adeguate compensazioni per gli Enti locali, a partire da un aumento della compartecipazione all Irpef, Iva o altro. Che poi è quanto previsto dal nostro testo base sul federalismo fiscale". [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Fini alla presidenza dice sì al Federalismo (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Nostro inviato Fabrizio Carcano Roma - Fumata bianca. Come da copione Gianfranco Fini è stato eletto, alla quarta votazione, la prima senza il quorum della maggioranza qualificata, presidente della Camera dei Deputati, con 335 voti favorevoli, 259 schede bianche (quelle dei deputati del Partito Democratico) e una manciata di voti dispersi tra nulle e candidati minori. Tutto come da pronostico. L elezione del leader di Alleanza Nazionale era scontata, come del resto quella del giorno precedente di Renato Schifani allo scranno più alto del Senato. E ora, con la nomina dei due presidenti dei rami parlamentari, entrambi di espressione Popolo della Libertà, la sedicesima legislatura è ufficialmente aperta. E sul tavolo parlamentare il menù principale resta sempre quello indicato prepotentemente dalla Lega Nord: le riforme, a cominciare da quella federalista, per la realizzazione delle misure previste negli articoli 116 e 119, quelli sul Federalismo amministrativo e fiscale. Non a caso, nel suo discorso di insediamento, pronunciato davanti ad un emiciclo stracolmo, lo stesso Fini ha chiarito che "Questa legislatura dovrà essere costituente". Parole chiarissime quelle della nuova terza carica dello Stato che nel suo discorso ha poi ribadito: "Efficienza delle istituzioni significa riforme. Negli ultimi dieci anni il dibattito sul tema è stato ampio e fruttuoso. Sarebbe sbagliato, perché non corrispondente al vero, affermare che nulla è stato fatto. Più volte la Costituzione è stata cambiata, e anche nella I parte. Non siamo all anno zero. Eppure spero di interpretare il sentimento di tutta l Assemblea affermando che la XVI legislatura dovrà essere per davvero una legislatura costituente". Prima di aggiungere: "La modernizzazione del sistema Italia deve necessariamente riguardare anche il nostro assetto politico-istituzionale. Nella passata legislatura la commissione affari costituzionali ha messo a punto una proposta, ampiamente condivisa, per superare il cosiddetto bicameralismo perfetto, per rafforzare con equilibrio il ruolo dell esecutivo ed il potere di indirizzo e di controllo del Parlamento, per realizzare un Federalismo unitario e solidale". Un accenno importante quello al Federalismo, come quello fatto successivamente sul riconoscimento dell esistenza di una questione settentrionale, problema sollevato dalla Lega Nord da oltre vent anni, e parallelamente di quella meridionale, da affrontare e risolvere entrambe. Complessivamente un discorso equilibrato, quello di Fini, che ha fatto registrare apprezzamenti nella maggioranza. "Ha fatto un discorso equilibrato e moderato, ma con importanti riferimenti al programma della coalizione", commenta Angelo Alessandri. Mentre Giacomo Stucchi osserva: "Forse poteva essere più incisivo, ma lascia aperti molti spiragli". Adesso, superato il fondamentale passaggio dell elezione dei presidenti delle due Camere, si aprirà la fase che porterà alla formazione del nuovo Governo. Nei prossimi giorni, probabilmente intorno a lunedì o martedì, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avvierà le consultazioni con gli ex Capi dello Stato, i gruppi presenti in Parlamento e infine i due presidenti di Camera e Senato. Consultazioni che dovrebbero svolgersi nell arco di due giorni. L affidamento dell incarico di formare un nuovo Governo dovrebbe arrivare il giorno successivo, quindi intorno a giovedì 8, e il possibile giuramento al Quirinale potrebbe tenersi intorno al 10. A quel punto, il Governo sarà nel pieno delle sue funzioni ed è probabile che possa presentarsi alla Camera e al Senato per chiedere la fiducia del Parlamento tra lunedì 12 e venerdì 15 maggio. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Bossi ospite dello Yacht Club Como (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Cena organizzata dalla Provincia nella cittadella dello sport Bossi ospite dello Yacht Club Como É stato con una cena organizzata dall amministrazione provinciale nella prestigiosa cornice dello Yacht Club Como che si è concluso il primo maggio di Umberto Bossi. Accompagnato, tra gli altri, da Federico Bricolo, Roberto Cota, Rosi Mauro, Leonardo Carioni, Giancarlo Giorgetti, Nicola Molteni, Armando Valli, Stefano Galli, dal sindaco di Cantù Tiziana Sala e dal segretario provinciale di Como Edgardo Arosio, il leader del Carroccio è stato accolto da Alberto Pusterla, responsabile eventi del Club, che per l occasione ha organizzato una cena Padana . Ad allietare la serata due giovani musicisti. Così, dopo un aperitivo all aperto e la cena nel salone centrale del Club, è stato proprio Umberto Bossi a tagliare la torta per concludere un intensa, ma particolarmente ricca giornata di emozioni. Sin dal mattino, infatti tantissimi iscritti al Sin.Pa. hanno abbracciato il Segretario Federale del Carroccio e Rosi Mauro affidando nelle loro mani le speranze per un vero cambiamento. "Buona serata a tutti - ha concluso Bossi prima di tornare a casa - le riforme ci aspettano". Sim.Bo. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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<Solo la Lega difende la comunità> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

"Solo la Lega difende la comunità" L ANALISI DEL SEGRETARIO DEL CENSIS PAOLO BASSI La Lega Nord è un movimento adulto , interclassista, alfiere di un nuovo modo di fare politica. Una realtà che ha saputo primeggiare alle elezioni perché più di altri è stato in grado di interpretare e rappresentare la propria comunità di riferimento e ora dovrebbe fare un ulteriore salto di qualità e reinvestire lo straordinario successo uscito dalle urne del 13 e 14 aprile. L analisi è di Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, reduce dalla presentazione dell ultima ricerca su gli italiani e il voto realizzata dal suo istituto. Professore, partiamo dalle ultime politiche. La Lega ha incassato un risultato storico, che ha spiazzato alleati e avversari. Come lo spiega? "La chiave di volta del successo è stato capire che la gente vota per gli interessi della comunità locale. Chi li difende, ottiene consenso e vince le elezioni. La Lega è stata brava. Il caso di Malpensa è paradigmatico. Schierandosi a tutela dell hub lombardo, il Carroccio si è fatto interprete delle esigenze di tutti, dal direttore dell aeroporto all impiegato, dall operaio al dirigente. Tiene dentro tutti, dal laureato all inserviente dei gabinetti. La difesa della comunità locale crea blocco sociale". E stato sdoganato il localismo, che fino a non molto tempo fa suonava quasi come un insulto? "Il localismo è una cosa importante, non per niente ha vinto. Piuttosto, possiamo dire che è stato sdoganata una certa idea folcloristica del localismo e del leghismo. Quella dei costumi tipici, dei raduni di Pontida, dell acqua del Po. La Lega infatti, accanto a queste cose, ha soprattutto avuto l intelligenza di fare consenso attraverso il localismo e la difesa della comunità locale". Dalla sua descrizione emerge una sorta di Lega matura e capace di ampliare il proprio bacino di consensi. "Una Lega matura, che attraverso quello che potremmo definire interclassismo localista , è capace di attrarre allo stesso modo il tornitore e il notaio. Fatto ciò, però, a mio modo di vedere, il movimento di Bossi farebbe bene ad andare anche oltre, evitando così alcuni rischi di involuzione". A quali pericoli allude? "Al rischio di cadere in una logica di corporativismo localista. E magari, un domani, nel clientelismo. O ancora, nella tentazione di quello che, mi passi il termine, potremmo definire cuffarismo . Io invece, penso che la Lega debba muoversi in altra direzione per sfruttare al massimo il consenso ottenuto alle urne". In che modo possono essere capitalizzati questi voti? "Una possibilità può essere quella di fare cultura comunitaria . Sono le comunità che vincono, è nella comunità che si costruisce il bene comune, è la comunitas a rappresentare il vero perno intorno al quale ruota una cultura di sviluppo moderna. Non una riedizione dell utopia Olivettiana cinquant anni dopo, ma una concreta possibilità di evoluzione in un contesto che presenta un aderenza alla realtà e uno spazio che il movimento comunità non ebbe. Un altra strada, potrebbe poi essere quella di diventare classe dirigente nazionale e internazionale. Ossia, sintetizzando in una metafora, non rinunciare al dialetto, ma saper parlare anche l italiano e l inglese. Il parlare la lingua della comunità è utile al radicamento e al consenso, ma se si vuole avere un respiro più ampio, bisogna saper padroneggiare culture, prospettive e linguaggi diversi". Un esempio concreto di questa apertura quale potrebbe essere? "Un ragionamento sul pensiero di Giulio Tremonti, ad esempio. L ex ministro è al tempo stesso, il berlusconiano più vicino alla Lega e l uomo, che soprattutto negli ultimi tempi, ha dato prova di saper ragionare sui grandi problemi internazionali, dalla globalizzazione, ai dazi europei, alla rivalutazione del ruolo dello Stato, che una certa cultura mercatista aveva voluto mettere da parte". Ovviamente, esiste anche una terza via: rimanere sulle posizioni attuali, che comunque hanno dato prova di essere premianti. "Certo, la Lega può coltivare il consenso attuale ed espandersi a macchia d olio nelle aree dove ancora non lo ha fatto in maniera considerevole. Questa strategia però, non riduce i pericoli di cui abbiamo parlato prima. Io sono convinto che la Lega, trovandosi a cavalcare un onda lunga positiva, farebbe meglio a fare altre scelte. Ribadisco: diventare la forza che fa esplodere la cultura comunitaria in Italia, oppure adattare il consenso localistico ad una visione più generale della situazione". Perché questa potenzialità la vede solo nella Lega? L onda lunga di cui parla, potrebbero cercare di sfruttarla anche gli altri partiti... "Perchè la Lega ha almeno vent anni di storia alle spalle, durante i quali è stata attenta ad un fenomeno che gli altri, a destra come a sinistra, scoprono solo oggi. Un leader nazionale, che solo oggi, dice: facciamo il partito federale e torniamo al territorio, non dico che non sia credibile, ma arriva comunque con due decenni di ritardo. E in una situazione complessa e sofisticata come quello che abbiamo di fronte, si tratta di un gap difficile da colmare". Insomma, non ci si inventa localisti? "Questa è la rendita di posizione della Lega: è arrivata prima. E questo vantaggio , ora può sfruttarlo per riaprire i giochi e andare oltre". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Lega soddisfatta: territorio e cittadini sono in primo piano (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

I commenti dei parlamentari Lega soddisfatta: territorio e cittadini sono in primo piano Iva Garibaldi Roma - "È stato un buon discorso. Per la prima volta in Parlamento ho sentito affrontare temi che la Lega Nord ha sollevato dieci anni fa. Come la questione del relativismo culturale, vera minaccia per la nostra libertà". Senza incertezze, Davide Caparini commenta così le parole che il neopresidente della Camera, Gianfranco Fini, ha appena pronunciato nell Aula. I deputati della Lega Nord dopo averlo ascoltato si sono dati appuntamento al secondo piano, negli uffici del gruppo, decisamente troppo piccoli ormai per accoglierli tutti. È un via vai nella sala riunioni che proprio non riesce a contenere i sessanta rappresentanti del Carroccio. C è anche Umberto Bossi: il tempo di un brindisi e poi al lavoro a fare il punto della situazione. "Ho apprezzato il riferimento alle riforme costituzionali da fare in tempi brevi dice Manuela Dal Lago che porta al collo l immancabile foulard verde e sul concetto che la libertà non può e non deve essere intesa come libertà di fare tutto ciò che si vuole senza il rispetto delle regole e delle leggi". Per Carolina Lussana, deputato alla terza legislatura, il discorso di Fini è stato "molto misurato" e certamente con "due note positive. È da apprezzare - sottolinea Lussana - la centralità che ha dato alle riforme, magari con un accenno più esplicito al Federalismo e senza dubbio è positivo l appello per la riduzione delle spese superflue per la gestione della Camera". A Massimo Bitonci, invece, è piaciuto "il passaggio sulla sicurezza sul lavoro. Apprezzo l impegno per combattere le morti bianche". Per Matteo Brigandì "Fini ha usato argomenti che dimostrano che lavorerà con serietà". Da parte sua Gianluca Pini avrebbe preferito dalla terza carica dello Stato "un accenno più esplicito alla questione settentrionale come ha fatto l altro giorno Renato Schifani. Mi sarebbe anche piaciuto un riferimento più forte alla necessità di realizzare il Federalismo. Ho apprezzato però l urgenza espressa per le riforme e mi auguro che i tempi siano davvero brevi come ci hanno chiesto i nostri elettori". C è anche chi non vede l ora di iniziare concretamente la legislatura come Claudio D Amico: "Sono scalpitante - dice - e non vedo l ora di iniziare a fare quello che dobbiamo: Federalismo, sicurezza, rimpatrio dei clandestini. Finora abbiamo perso due giorni per eleggere il presidente. Noi seguiamo le regole della democrazia, ci mancherebbe, ma non vogliamo perder tempo. Mi chiedo perché mai non dovremmo cambiare anche i regolamenti per snellire il sistema risparmiando tempo e denaro". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Sono già quasi 650 le proposte di legge presentate (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

La prima in assoluto è firmata dal Segretario federale Sono già quasi 650 le proposte di legge presentate Sono state già oltre 600 le proposte di legge presentate nel corso della prima, e finora unica, seduta della Camera. Seduta che (essendo dedicata alle quattro votazioni per l elezione del nuovo presidente dell assemblea) si è in realtà formalmente prolungata per due giorni. Così dalle 10 di martedì 29 aprile alle 13 di mercoledì 30, gli Uffici legislativi di Montecitorio hanno registrato e classificato esattamente 648 pdl, i cui testi verranno stampati nei prossimi giorni e assegnati quindi alle commissioni competenti. La prima in assoluta è stata la proposta di legge che Umberto Bossi ha depositato a tempo di record tre giorni fa. La sua iniziativa legislativa sulla delega al Governo per l attuazione dell articolo 119 della Costituzione chiarisce infatti senza ombra di dubbio le priorità della Lega in tema di federalismo. Da notare che subito dietro alla più che tempestiva pdl del senatur ce ne sono ben 42 a firma dei due deputati della Svp, Karl Zeller e Siegfried Brugger. In buona parte dedicate ai problemi di quel Trentino - Sud Tirolo di cui sono rappresentanti. Fra esse spicca quella che vuol ratificare il distacco per referendum di Cortina D Ampezzo dal Veneto per farla confluire nel Trentino, quella che vuole cambiare le regole per modificare gli statuti delle regioni a statuto speciale, quella che chiede una Corte d Appello e una Procura della Repubblica anche a Bolzano; o ancora quella che vuole modificare la legge sul porto d armi e sul loro uso durante le rievocazioni storiche e folcloristiche, che sembrerebbe a prima vista tarata sulla figura degli Schutzen. In ogni caso, il campionario di idee e questioni da trasformare in leggi dello Stato è già più che ampio e variegato. Ci sono ad esempio già due proposte di nuove province (un classico di ogni legislatura): Lanciano-Vasto-Ortona e Val Camonica. Nonché una per fare della Romagna una regione a sé stante. C è poi il leghista Giacomo Stucchi che vuole far diventare Bergamo provincia autonoma al pari di Bolzano, ma anche istituire una zona franca a Lampedusa e Linosa. Un altro argomento ricorrente sin da questo avvio di legislatura è quello dei nuovi casinò: c è già chi li propone ad Anzio, Ariccia e Stresa. Fra le proposte più singolari (ma forse anche più popolari) c è quella di concedere agevolazioni per l acquisto di mobili e accessori di arredamento alle nuove coppie, quella di esentare automaticamente dal pedaggio chi si ritrova in una coda per ore in autostrada e quella per la regolarizzazione della prostituzione. Dai Radicali prime proposte destinate a far discutere. Rita Bernardini da un lato presenta una pdl per la riduzione dei tempi di custodia cautelare e dall altro un altra per vietare ogni incarico extragiudiziale ai magistrati. Mentre il suo compagno di partito Maurizio Turco torna invece indietro nel tempo e chiede una commissione parlamentare d inchiesta sulla morte di Giorgiana Masi. Ancora più nel nostro passato storico si tuffa però Fabio Garagnani che l indagine parlamentare la vuole sulla violenza politica negli anni 1944-1948 . Idea affine a ben guardare a quella di Luca Volontè che propone il reato penale di propaganda e affermazione violenta di principi e metodi ispirati ai regimi comunisti. C è poi ancora chi ci tiene a regolarizzare quanto prima la raccolta e la commercializzazione di funghi epigei e chi vuole abolire al più presto la consultata araldica . Singolare forse che la teodem Paola Binetti, accanto a prevedibili pdl su temi eticamente sensibili come quello della famiglia, ne presenti anche una per la cura e la prevenzione della dipendenza dal gioco d azzardo. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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<C è tutto per fare bene in questi anni> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

"C è tutto per fare bene in questi anni" SIMONE GIRARDIN Sicurezza, riforme e tasse. Angelo Alessandri, parlamentare e presidente della Lega Nord, ha le idee chiare sulle priorità che il Governo dovrà affrontare nei cosiddetti primi cento giorni di lavoro. Alessandri, ma se dovesse fare una scaletta delle priorità, che cosa metterebbe al primo posto? "Non avrei dubbi: la cosa più urgente è la sicurezza. E la più veloce e costerebbe ben poco". In sostanza che cosa chiedete? "Bisogna mettere mano agli organici delle forze dell ordine, ossia investire sulla sicurezza. Un segnale forte, l opposto di quello fatto dal precedente Governo che ha tagliato tutto quanto si poteva oltre ad aver votato l indulto". Crede che sia sufficiente aumentare il numero delle forze dell ordine? "Non basta ma sarebbe già un segnale importante. E sicuramente urgente chiudere la partita dei decreti attuativi legati alla legge Bossi-Fini sull immigrazione. In questo modo avremo espulsioni più facili. La Bossi-Fini resta un ottima normativa. Il problema è stato di essere male applicata". C è però un problema anche legato ai comunitari: i rom sono spesso visti come una minaccia. "Qui bisogna lavorare sul trattato di Schengen. Ma presumibilmente i tempi saranno più lunghi. Per questo credo sia necessario avanzare l ipotesi di una moratoria e attivare canali istituzionali con Paesi quali l Albania e la Romania per stabilire delle regole certe". Punto due? "Il tavolo delle riforme. Se è vero, come tutti dicono, che i tempi sono maturi, e visto che siamo in presenza di un Governo che ha i numeri per correre, non dovrebbero esserci problemi". Come la mettiamo con il Federalismo fiscale? "Per la Lega è un altra priorità come la sicurezza. Si può partire subito con la bozza già depositata in Parlamento dalla Regione Lombardia". C è poi il problema del caro-vita e delle tasse? "Ci lavorerà soprattutto Tremonti. Certo è che il Federalismo fiscale darà una grossa mano a risolvere queste urgenze. quindi prima si fa meglio è per tutti. L obiettivo resta di aumentare i trasferimenti agli Enti locali anche perchè se si decidesse di togliere l ici bisogna compensare i mancati introiti dei Comuni. sulle tasse l obiettivo è di ridurre la pressione fiscale gradualmente nei prossimi cinque anni di Governo". Magari c è da ristabilire anche un rapporto civile tra contribuente e Stato guardando all ultimo blitz di Visco? "Io sono per smantellare tutto quanto fatto da Visco e Prodi in tema di tasse. Per loro il modello irlandese basato su una tassazione bassa era il male. Invece ha dimostrato di funzionare. la gente non ne può più di pagare così tante imposte. E nemmeno di vedersi pubblicata la dichiarazione dei redditi. e per fortuna che il Governo è caduto perchè erano pronti a dare il via libera anche all anagrafe dei conti correnti". Ossia? "Migliaia di funzionari sotto l occhio vigile di Visco avrebbero potuto controllare tutti i nostri conti correnti bancari e non. Una follia". Insomma c è molto da fare: non ha paura che sulle priorità della Lega alla fine qualcuno si voglia mettere di traverso? "Mi auguro proprio di no. Non sono solo priorità della Lega. Sono le richieste che arrivano dalla gente. Inoltre in questa legislatura non ci sarà la sinistra estrema che spesso ha osteggiato tutto quanto portava avanti il Carroccio. Mi sembra che ci siano tutti i presupposti per fare bene". [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Adesso ritornano i valori della terra (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Famiglia, lavoro, identità: la ricetta di Bossi che piace al Paese Adesso ritornano i valori della terra Marcello Ricci Le vittorie inebriano , ma l ebbrezza non deve far cadere nell oblio gli obiettivi. Un pilastro della vittoria è stata la necessità della sicurezza e la sicurezza è legata all immigrazione. La vittoria è giusto goderla, ma ci si deve ricordare che c è un Paese sull orlo del tracollo, morale, politico, economico. Da dove iniziare? E la prima difficile decisione. Le famiglie hanno problemi di sopravvivenza, non solo economica, ma anche morale e la prima è anche legata alla seconda. Il bandolo della matassa è proprio della ricostruzione di un identità morale dei giovani e delle famiglie ed il primo gradino da salire è quello del piacere di lavorare, unico modo di esprimere capacità e creatività in ogni tipo di attività. Le civiltà sono testimoniate dalle opere tramandate. Il piacere di creare deve essere per ognuno un obbiettivo agognato e i giovani debbono imparare che lo sballo non è un momento felice. Illuminismo, relativismo, edonismo, sono cattivi insegnamenti, esaltati dai paladini del tutto libero, tutto lecito; hanno condizionato molti giovani, spingendoli nel baratro dell autodistruzione . Il successo di un movimento territoriale come la Lega certifica che dopo l ubriachezza ideologica sessantottina, di cui alcuni ancora oggi vorrebbero salvare qualcosa, esiste la volontà di tornare alla terra, alla famiglia, al lavoro alla fede in Dio ed alla consapevolezza di essere. Non è stonato proporre l autarchia del lavoro e valorizzarlo in tutte le forme in tutte le espressioni. Per il gusto di selezionare le attività e classificarle come gradevoli o sgradevoli si sono aperte le porte ad ogni sorta di gente e dietro persone che lavorano si sono infilate altri che vivono dai margini della società e hanno scelto l illegalità come mestiere . L autarchia del lavoro è la ricetta basilare per il risanamento etico, morale , economico e culturale . In Italia la densità abitativa è alta e non si ravvisa la necessità di dover aprire le frontiere per ingressi di stranieri. E vero che il tasso di natalità è basso, che la popolazione invecchia, ma questo è un fenomeno frequente nei cicli storici dei popoli. Ma nessun problema economico, industriale sociale, etico e culturale potrà essere impostato e risolto se non si agisce sull Uomo e se il lavoro non è percepito come espressione di nobiltà. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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<Ora basta, reagiremo> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

"Ora basta, reagiremo" "Ora basta, per quanto mi riguarda, appoggiata dal movimento e da tutti i colleghi del Senato, lavorerò da subito per fare in modo di applicare un rigido respingimento di questi traffici". Così la neosenatrice della Lega Nord e vicesindaco di Lampedusa, Angela Maraventano, sugli ultimi sbarchi di clandestini nell' isola nel giro di 48 ore. "Sono state a visitare il Cpt - spiega - Qui, anche se sotto controllo, c'è una massa di 800 persone e la situazione sta esplodendo. È arrivato il momento di applicare severamente e rigidamente la Bossi-Fini e, per quanto mi riguarda, lotterò seriamente e lavorarerò per il respingimento di tutto questo traffico". Maraventano annuncia per martedì una richiesta per riunire tutti i colleghi del Senato e discutere con loro "il da farsi: questo massacro deve finire, Lampedura non può sostenere una situazione del genere, dobbiamo prendere dei provvimenti perché sia la mia isola, che l'Italia intera non ne possono più. Inoltre chi mi ha votato ha molta fiducia in me e non chiedo altro che rispettare quanto promesso". [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Batelada: primo maggio in verde (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

OGGI LO STORICO APPUNTAMENTO ORGANIZZATO DAL SINDACATO PADANO Batelada: primo maggio in verde Rosi Mauro: "Da 19 anni lottiamo per i lavoratori senza mai tirarci indietro" Simone Boiocchi "Avanti tutta verso la libertà". E questo lo slogan che caratterizzerà l edizione 2008 della batelada l ormai tradizionale festa dei Lavoratori che il Sindacato Padano trascorrerà sulle acque amiche del lago di Como. "Dal 1990 spiega Rosi Mauro, Segretario generale del Sindacato Padano -, il Sin.Pa. conduce le sue battaglie al fianco dei lavoratori senza mai avere svenduto l interesse di chi ci ha dato fiducia. Da 19 anni lottiamo senza tirarci indietro, sempre avanti con determinazione per ridare dignità ai lavoratori ed un giusto stipendio con la contrattazione regionale". Un impegno che i lavoratori hanno premiato confermando la loro fiducia nei portabandiera del Sindacato Padano che giorno dopo giorno con impegno e determinazione cercano di dare risposte concrete alle richieste dei lavoratori. "Come ormai tradizione continua Mauro -, abbiamo organizzato la batelada per festeggiare insieme ai nostri iscritti e simpatizzanti la festa dei lavoratori; e quest anno a dire il vero, abbiamo una ragione in più per fare festa. Il risultato elettorale ci ha premiato. Ha premiato il nostro impegno e la determinazione che da sempre ci caratterizza. La forte presenza della Lega Nord all interno dell arco Parlamentare apre uno spiraglio importante e dà a tutti gli iscritti del Sin.Pa. la fiducia necessaria per andare avanti". "Al Governo continua Mauro c è un alleato dei lavoratori e dei pensionati che vuole salvaguardare davvero il potere di acquistio di stipendi e pensioni, che vuole riformare il sistema, insomma, che mette davvero i cittadini al primo posto. Grazie alla Lega aggiunge il numero uno della Sigla di via del Mare -, sono stata eletta al Senato dove si sposterà il mio impegno a difesa dei lavoratori e dei pensionati. A Palazzo Madama porterò avanti il lavoro iniziato in regione Lombardia partendo dalla richiesta che il Consiglio regionale Lombardo ha presentato all ex Governo Prodi. Quella legata all attuazione dell articolo 119 della Costituzione. Il primo importante passo in avanti verso il Federalismo Fiscale". Una richiesta, quella avanzata dal gruppo regionale della Lombardia, che prevede anche la realizzazione di un fondo pensionistico regionale. "Servono vere riforme nel mondo del lavoro spiega Mauro -. Gli altri sindacati non possono fare finta di nulla. Con mille euro di stipendio mensili e con 500 euro di pensione al Nord non solo non si vive, ma non si sopravvive nemmeno. E necessario un rinnovo dei contratti che non può passare che attraverso una riforma federale. E necessario legare gli stipendi al reale costo della vita di ogni territorio, che è bene ricordarlo, è diverso da regione a regione". "Quella di domani (oggi per chi legge, ndr) continua Mauro sarà una giornata di allegria e di svago. Su una nave molto più grande di quella degli anni passati, navigheremo sulle acque del Lago di Como. Faremo finta di dimenticarci dei problemi che gravano sul mondo del lavoro e cercheremo di svagarci". Musica, relax e tanta voglia di stare insieme, gli ingredienti fondamentali di una giornata che prenderà il via alle 10,30 con l imbarco dal Pontile 4 per concludersi a sera intorno alle ore 19,00. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Se Fantozzi-Villaggio attacca la Lega (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

"GLI OPERAI DIVENTATI BORGHESI" Se Fantozzi-Villaggio attacca la Lega... roberto fiorentini Brutti. Sporchi. Cattivi. Sfruttatori. E anche un po razzisti, anzi un po tanto xenofobi. Fantozzi alla riscossa questa volta non contro i colletti bianchi, ma contro tutti quegli operai che, alle ultime elezioni hanno votato Lega Nord. Bè non male questi apprezzamenti alla vigilia del Primo Maggio festa dei lavoratori. Non ci credete? Andate a vedere l intervista che Repubblica Tv, la televisione digitale del quotidiano "democratico", ha realizzato a Paolo Villaggio. L attore, conosciuto per il suo ruolo di eterno sfigato prima nei panni di Fantozzi poi in quelli di Fracchia, ha attaccato a testa bassa chi, tutti i giorni, manda avanti l economia di questo paese, ma soprattutto del Nord. Un analisi quella di Villaggio-Fantozzi che ha dell inverosimile. Secondo, il fannullone per antonomasia del cinema "itagliano", gli operai votano Lega perché ora raggiungono un età media dai quaranta ai sesant anni e non più dai venti a i trenta. Bene. Visto che vivono di più, "poveri disgraziati", alla sera vogliono stare tranquilli. Si vogliono sedere sulla poltrona con il telecomando in mano, vero simbolo del potere, e maltrattano, meglio, trattano le mogli come schiave. Dunque, per il Fantozzi, la Lega sarebbe garanzia di questo stato di cose. Ma l analisi sociologica di Villaggio non si ferma qui. C e tutta la parte dedicata agli operai razzisti che, per star tranquilli in poltrona davanti alla televisione, vogliono che vengano cacciati anche gli extracomunitari che fanno casino. Gli stessi operai pensano che gli immigrati siano una maledizione. Fracchia ne ha anche per i contadini del sud che sfruttano gli extracomunitari nei campi, ma non dicono che sono bravissimi a raccogliere i pomodori. E la conclusione è chiara: gli operai sono diventati borghesi. Forse a Villaggio che da anni sprofonda nella solita poltrona, piena di euro, sfugge che gli operai non arrivano più a fine mese. Che al Nord lo stipendio di un operaio non è più sufficiente e che forse le proposte della Lega di creare le gabbie salariali, di detassare gli straordinari, di far crescere la busta paga e di far aumentare l economia, magari non dispiacciono proprio agli operai. E magari non gli dispiace neppure l idea di far restituire la cara vecchia "liquidazione" ai dipendenti o di creare fondi pensioni regionali che non finiscano nel calderone romano dell Inps. Forse Fracchia-Fantozzi-Villaggio non sa che alle operaie piace andare al lavoro, senza il rischio di essere magari stuprate alle fermate degli autobus, o nelle stazioni della metropolitane, da immigrati clandestini. O magari essere rapinate in mezzo alla strada, per pochi euro con il rischio di prendersi qualche coltellata nella schiena. "Fantozzi lei è proprio una m....". Amen. rfiorentini@libero.it [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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<Il Governo metta subito mano all Irap> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Lo chiede Boni: "La pressione tributaria è insostenibile" "Il Governo metta subito mano all Irap" "Tra le sfide che il prossimo Governo è chiamato ad affrontare le questioni legate al federalismo fiscale e all esigenza di ridurre la pressione tributaria che opprime le regioni del Nord, rivestono senza dubbio un ruolo di primaria importanza". Lo spiega l Assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni secondo cui vi sono alcune tasse di competenza statale, come l Irap, "che incombono sulle nostre aziende e sui cittadini e che andrebbero abolite nel più breve tempo possibile". "D altro canto proprio la Regione Lombardia continua Boni qualche mese fa aveva approvato una proposta di legge da inviare al Parlamento con la quale si chiedeva di trattenere l 80% dell Iva e il 15% dell Irpef, così come l intero gettito delle accise sulla benzina, dell imposta sui tabacchi e quella sui giochi. Inoltre, grazie al lavoro svolto dalla nostra giunta, ben quattro milioni di lombardi da gennaio non pagheranno più l addizionale Irpef, senza contare l eliminazione del ticket sanitario di 10 euro: un taglio alle tasse stimato in circa 400 milioni di euro". "Seguendo l esempio lombardo, a livello nazionale si dovrebbe procedere con l applicazione del vero federalismo fiscale, snellendo la macchina statale e rendendo il sistema di tassazione più equo". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Sbarchi in massa, ultimo regalo di Prodi (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

LAMPEDUSA ASSEDIATA Sbarchi in massa, ultimo regalo di Prodi IVA GARIBALDI Sono ripresi quasi sosta gli sbarchi di clandestini sulle coste di Lampedusa: in poco più di un giorno e mezzo gli stranieri entrati illegalmente sono oltre cinquecento. Il centro di accoglienza e soccorso dell isola dell agrigentino può contenere circa 600 persone ma, ieri pomeriggio, sbarco dopo sbarco sono arrivati ad essere un migliaio. Da qui la necessità di organizzare fin da subito una serie di trasferimenti verso altri centri del Paese. Anche la Sardegna, dall inizio dell anno scorso, è diventata una delle mete di sbarchi illegali provenienti soprattutto dall Algeria anche se ormai non si escludono nuove rotte dal Marocco e dalla Tunisia. Una situazione ormai insostenibile alla quale la Lega Nord promette di porre rimedio. Per Mario Borghezio, "l invasione degli immigrati africani che il racket dell immigrazione clandestina ha ripreso con ripetuti sbarchi a Lampedusa sembra essere l ultimo, vergognoso atto dell era Prodi. Tutto il Paese assiste incredulo a questo spettacolo indecoroso e sconvolgente. Anche di fronte al massiccio voto popolare che chiede chiusura delle frontiere e respingimento dei clandestini, a Roma gli occupanti abusivi delle poltrone ministeriali continuano, anche di fronte a una simile emergenza, nel loro abituale dolce far niente". L europarlamenare leghista avverte: "Un simile comportamento ci fa capire che non i clandestini, ma questi politici sono il peggior nemico del nostro popolo: sarà bene ricordarcene". L obiettivo di Borghezio è rivolto ai naviganti politici perché, sottolinea, "ora, però, a Lampedusa vigila una coraggiosa parlamentare leghista. Dunque girate al largo, molto al largo". Il riferimento è al vicesindaco Angela Maraventano, neosenatrice leghista. E sull emergenza immigrazione, Borghezio propone che "progressivamente, e rispettando i diritti umani di tutti, specialmente dei minori, si deve fare un bel repulisti generale. Fare pulizia senza se e senza ma". L esponente leghista affronta anche la questione dell immigrazione neocomunitaria per la quale "occorre - spiega - mettere mano al Trattato di Schengen e utilizzare tutti gli strumenti che sono consentiti per chiudere le porta all entrata degli indesiderati. Bisogna dare un segnale positivo. Per il nostro Paese l immigrazione è una cosa seria e va affrontata con leggi giuste ma anche severe. C è una grossissima emergenza rumeni che va affrontata. Perciò ci vuole un ministro che studi a fondo la situazione, che abbia le idee chiare e che utilizzi tutte le possibilità. Avendo le carte in regola, perché l Italia è sempre stata più che umanitaria, dobbiamo mettere dei paletti". Quanto ai clandestini extracomunitari, Borghezio auspica appunto un repulisti senza se e senza ma : "Siamo arrivati a un punto, a causa del buonismo irresponsabile soprattutto dell ultimo Governo, che c è un emergenza diffusa sul territorio con sacche molto consistenti di delinquenza pura, mascherata da immigrazione. Espulsioni certo, ma prima bisogna trovarli con un azione di intelligence. E un lavoro non semplice e non di breve durata, ma occorre iniziare subito per portarlo a termine. Va restituita un immigrazione seria e degna di un Paese civile. L esperienza della democrazia svizzera è un faro su tutto, anche sull immigrazione". [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Seganti e Violino assessori in Friuli (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Varata la nuova giunta regionale del Friuli Venezia Giulia. Il nuovo governatore Renzo Tondo, di centrodestra, che ha sconfitto l uscente Riccardo Illy, ha infatti nominato, undici giorni dopo la proclamazione ufficiale della sua elezione, i dieci assessori che scenderanno in campo da lunedì prossimo, giorno di convocazione della nuova Giunta regionale, con conseguente assunzione di pieni poteri da parte del presidente e della sua squadra di Governo. La Lega Nord, che aspira anche alla presidenza del Consiglio regionale, aprime intanto due assessori, la triestina Federica Seganti - che già in passato ha ricoperto questa carica - e l udinese Claudio Violino, già consigliere regionale nella passata legislatura. Gli altri membri della giunta sono Luca Ciriani (vicepresidente), Elio De Anna, Vladimiro Kosic, Vanni Lenna, Roberto Molinaro, Riccardo Riccardi, Alessia Rosolen e Sandra Savino. I relativi incarichi saranno assegnati nel corso della prima riunione della Giunta. "È una Giunta equilibrata", ha commentato Tondo, spiegando di avere costruito un gruppo di lavoro in stretta collaborazione con i partiti che compongono la coalizione regionale di centrodestra e annunciando che "sarà garantita la centralità del Consiglio regionale, in un ottica di valorizzazione dei ruoli di ogni singolo consigliere". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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La sinistra che farnetica (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Alcuni esponenti del centrosinistra, nonostante la scoppola elettorale, continuano a dire fesserie soprattutto sulla Lega. Sicuramente la loro noia una certa affermazione della Lega anche in terra di Toscana. Ha cominciato l altro giorno un consigliere regionale dei Verdi, che si è dichiarato preoccupato che possa essere la Lega a dare risposte sulla sicurezza in Toscana. Qualche giorno fa a Firenze ci ha pensato l intellettuale di sinistra Sandra Bonsanti a dare la stoccata finale, collegando assurdamente l orrore delle deportazioni con la riforma costituzionale elaborata a suo tempo da Roberto Calderoli, voluta da tutto il centrodestra e che tra l altro aveva il pregio di ridurre il numero dei parlamentari. Questi personaggi, invece di preoccuparsi dei problemi dei lavoratori, continuano a farneticare sempre più lontani dalla realtà Marco Cordone Segretario provinciale Lega Nord Firenze [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Alla Lega il peso che tanto merita (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Anche i romani vogliono cambiare CINZIA Caro direttore, come vi ho scritto uno o due giorni prima dei ballottaggi ero certa che i romani avrebbero fatto la scelta giusta, e ieri è giunta la conferma. I miei complimenti ad Alemanno, ma soprattutto ai cittadini di Roma che hanno capito che bisognava cambiare. Però penso che non sarà facile, perché il neo-sindaco si troverà di fronte una realtà poco piacevole, per non dire amara, dovrà fare i conti con l epurazione che la sinistra ha operato nel corso del suo governo collocandosi dappertutto, e adesso dare lustro a tutto sarà certamente faticoso. Sa, direttore, dopo 15 anni di cocciutaggine, oscurità e torpore sarà difficile far capire a tutti che cosa si è sopportato e soprattutto che si doveva ribaltare il governo cittadino per gustare il sapore della democrazia. Purtroppo la sinistra è ancora troppo vincolata dall eredità comunista e non ha ancora capito che cosa significhi governare una nazione rispettando tutti i cittadini. Sono decenni che dicono di essere alternativi, ma ogni volta che si sono insediati al potere come prima cosa si sono dedicati all occupazione delle poltrone, come dei pirati hanno considerato l ente un qualcosa da accalappiare, attaccandosi a tutti i posti di comando. Ma ciò non è un messaggio alternativo per il Paese e nemmeno positivo, bensì un vecchio modo di fare. Auspico invece che le poche menti lucide, ancora presenti all interno della loro coalizione, riescano a farsi capire e che sappiano spiegare che per il bene comune (comune: origine etimologica della parola comunismo) la cosa rossa , o tutto ciò che si riconduce al comunismo, non è una garanzia di benessere per la nazione, ma soltanto un modo per limitare qualsiasi crescita sia individuale sia collettiva. Alla Lega il peso che tanto merita LEONE Venezia Mi pare che la non accettazione di Calderoli a fare il viceministro e lo sdoppiamento di un ministero ( senza portafoglio) tra Bossi e Calderoli sia una sconfitta per la Lega che, attualmente è sottodimensionata. Il PdL ha infatti il primo ministro, i presidenti di Camera e Senato. La Lega ha il Viminale (ma subito Fini ha preteso un viceministro in Mantovano che vorrà deleghe: gli diamo quella dell'immigrazione?) e l'agricoltura. Mi sembra pochissimo rispetto a quello che si potrebbe strappare a Berlusconi. Stupisce che Fini ottenga sempre ciò che vuole (sia che elezioni vadano male sia che vadano bene!). Berlusconi faccia comunque i suoi interessi e la Lega, che ora è determinante e potenzialmente in grado di chiedere tutto ciò che vuole, dia sempre l'impressione di perdere l'attimo fuggente, oltretutto avvalorando nella gente l'ipotesi di non essere all'altezza degli altri, sempre più furbi di lei. Attenzione, (anche) la fortuna politica passa una volta sola. Partire ad handicap, ora che per le dinamiche del governo (e del consenso), i nostri alleati diventano di fatto nostri concorrenti, può essere esiziale. Immaginiamo solamente se i risultati elettorali avessero consegnato una Lega con un terzo in meno di voti e, contestualmente con Casini in grado di "sostituirne" i voti, come sarebbe stato il nostro destino: lo stesso, tragico, dei cinque anni della penultima legislatura, quando fummo massacrati dagli alleati prima che dagli avversari, con Berlusconi che ci offriva la cena del lunedì. Il Partito del pomeriggio CARLO CASTIGLIONI Busto A. I risultati elettorali mi han riportato alla memoria il caso Psiup, Partito Scomparso In Un Pomeriggio. Era sinistra estrema. Il popolo bue non è sempre anche asino. 1) L indulto ha liberato molti delinquenti. 2) Il pacchetto-sicurezza proposto da Veltroni è stato bloccato dai comunisti. 3) Il governo Prodi ha chiuso i centri d'accoglienza lasciando in libera circolazione i clandestini. Il governo Prodi, mentre succhiava il sangue agli italiani, stanziava milioni di euro per gli extracomunitari complicando la procedura di espulsione. Il governo Prodi progettava il voto agli extracomunitari. Non tutti gli italiani accettano il principio di uguaglianza a priori. Per generazione han pagato tasse e versato sangue per questo paese. Arrivano degli estranei e li scavalcano persino nell'assegnazione delle case popolari. L uguaglianza è la madre di tutte le ingiustizie. Un figlio non è uguale a un estraneo. E un vecchio detto recita "Tutti gli uomini sono fratelli ma devi fare molta attenzione se hai a che fare con un Caino o con un Abele"... Il Sole delle Alpi sorge ovunque SCALVI GIOVANNI Roncadelle (Bs) Desidererei esprimere il mio entusiasmo per la felice vittoria della Lega alle ultime elezioni. Sono sicuro che tutti coloro che ne hanno nutrito fiducia non saranno delusi. Io l'ho coltivata per tanti anni, anche nei momenti difficili, ma non ho mai perso quella speranza sorretta dalla convinzione che, inevitabilmente, le nobili cause vincono sempre. Il sole che, dalla notte dei tempi, scandisce le nostre giornate è sempre nato a est e tramontato a ovest. Il Sole delle Alpi, invece, finalmente è nato contemporaneamente da tutti i punti cardinali e non conoscerà mai tramonto. Viva la Lega ed il sincero sentimento di tutti i leghisti che lottano per una società più giusta. Un vivo e particolare riconoscimento a Umberto Bossi che è sempre stato, e lo sarà sempre, il vero faro per tutti coloro che gli hanno creduto ed il nostro sentito grazie esteso a tutti i suoi collaboratori. Dove sono ballerine e nani? BEPPE LUCCHI Monghidoro (Bo) Berlusconi torna al governo. Dopo due anni d'imbarazzante silenzio cui Prodi li aveva costretti, numerosi comici, cantanti, conduttori, predicatori e presentatori tv, attori, registi, opinionisti, giornalisti e calciatori, tutti privilegiati di sinistra, convinti sostenitori di Veltroni e Rutelli, avranno finalmente qualcosa da dire. C è qualcuno che può ancora sostenere che Berlusconi non crei nuovi posti di lavoro? [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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La Parola ai lettori (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Grillini patacca gridano pù se G. LOCATELLI Trezzo S/Adda A proposito di Grillo e grillini votanti... mi sembra il risvolto della stessa solita medaglia delle liste civetta o patacche o qualsivoglia dire ovvero voti a perdere o in dispersione. Nascondono il solito comun denominatore e cioè: "L importante è che i soldi delle tasse vadano sempre e comunque tutti giù . Fateci caso. Se non è zuppa... A riprova : dove sono andati a finire i loro voti in proposito ? Per chi? Mi dite da che parte stavano ( i grillini )? Forse dalla parte del cambiamento? Chissà perché mi rammenta quel detto contadino che dice "chi grida pù se la vaca l'è sua". Quanti "italioni" ci cascano sempre, non vi pare? Ci troveremo musulmani LEONIDE Legnano Caro direttore, in un quotidiano locale leggo queste tremende cose che altri giornali fingono di ignorare. Gli italiani se non si svegliano, tra qualche anno una buona parte di essi diventerà musulmana. È in atto un invasione musulmana programmata e pensata, sostenuta da Wahahita Saudita setta musulmana fondamentalista a Raid. Tra la capitale e la Mecca si trovano i foraggiatori della campagna antioccidentale e anticristiana per destabilizzare l Europa e il nostro Paese. Proprio da noi l Ucoi (unione della comunità islamica in Italia), espressione dei fratelli musulmani, organizzazione estremista e fuorilegge in Egitto, finanziata dall Arabia Saudita, si sta consolidando e sgomita per avere più poteri sfruttando le nostre leggi. A conferma di quanto sopra accennato, se ricordate, l imam di Segrate ebbe a dire testualmente: "Fra dieci anni l Italia diventerà musulmana". Tutto ciò mi spaventa, perché molti italiani, presi da buonismo ed eguaglianza, preferiscono credere che tutti i mani del mondo vengono dall America. Pertanto le nostre strade vengono invase da ambulanti provenienti dal Senegal e sostengono di provenire da Dakar e vengono allevati da un certo Marabutto e spediti in Italia, Francia e Spagna per farne manovra per il futuro. Ora io dico: italiani svegliatevi! Leggo su la Padania che Al Qaeda sta insegnando l Italiano ai suoi connazionali. Mi viene da pensare: forse sanno che avendo vinto la Lega - unico movimento politico che ha lottato contro le moschee - vogliono darci a credere che le stesse sono luogo di culto e non di ritrovo dei fondamentalisti? Oppure sono convinti che i loro ambulanti, che ci hanno mandato, non ci hanno istruito abbastanza sulla loro religione e Maometto? Così verranno loro a spiegarci quanto è grande Allah? Io sono cristiana convinta e credo che molti padani lo siano. Ma so che molti non sanno chi è Maometto e come ha formato la sua religione, e a questo proposito, essendo in possesso del libro L inizio delle grandi religioni vi spiega chi era Maometto, ma anche chi è il nostro Dio. Vi spedisco una fotocopia; leggetela e tiratene le conclusioni. Con affetto da una leghista convinta. Tra le riforme anche la sanità LETTERA FIRMATA Il centro-destra dispone di un esteso mandato popolare, che ha determinato un ampia e solida maggioranza parlamentare. C è da augurarsi che proceda sollecitamente a riforme di struttura. Segnalo due settori tuttora dominati dalla legislazione cattocomunista del compromesso storico: la sanità, regolata dal servizio sanitario nazionale, e gli affitti, nei quali ancora in larga misura vige il cosiddetto equo canone. Sono due ambiti nei quali sarebbe ora di svecchiare, di deliberalizzare, di portare aria nuova, al posto dello stantio, chiuso, rancido accordo del 1978 fra democristiani e comunisti (i quali costituiscono il Pd attuale, sconfitto dalle urne). Crescita, salari non più nazionali ALESSIO Caro direttore, prendo spunto dalle parole di Almunia su la Padania del 29/04/08 in cui afferma che pur essendo dimezzata la previsione di creazione di nuovi posti di lavoro, i salati sono in crescita, deduco che l aumento dei salari deve avvenire in concomitanza a una buona produttività e crescita dell azienda, quindi a una contrattazione salariale non nazionale ma regionale e locale. Il ciclo economico dovrebbe essere questo: azienda; azienda con giusta tassazione che produce fatturato; aumento e premi di produzione per i lavoratori; più soldi nelle tasche dei dipendenti e nelle proprie famiglie; più possibilità di spese e quindi economica e Pil che funziona. Questa è una catena che se venisse attuata produrrebbe dei risultati. Ovvio che se l azienda andasse male non si potrebbe aumentare lo stipendio ai lavoratori, quindi la catena non andrebbe avanti. Le parole Giusta Tassazione alle aziende e Produttività buona è fondamentale per l avanzamento dell economia italiana. Meglio i sindaci targati Lega PAOLO S. Padova Vicenza alle sinistre per un pelo. Una sconfitta che il Pdl ha pagato perché non ha compreso i vicentini i quali volevano essere amministrati da un leghista. La Sartori è una brava donna ma è una buonista e permessivista che non avrebbe risolto i problemi della città. Oggigiorno i veneti si fidano solo della Lega Nord (Tosi e Bitonci fanno scuola) tutto ciò lo deve capire anche il bravo Galan. Vicenza sia pertanto d insegnamento per le amministrative del prossimo anno con Padova in testa per una candidato sindaco leghista (la Mazzetto o Conte oppure altri ma sempre leghisti). E così alle regionali perché i veneti vogliono autonomia, federalismo e sicurezza. Non ne possono più di promesse e parole e di essere sfruttati. L arroganza del Pd punito nell urna LUIGI DI RAUSO Roma Ferve in questi giorni il dibattito sulle cause della sconfitta del Pd. Tra le tante, a mio giudizio, una è incontrovertibile ed è l arroganza. Questa mia affermazione discende dalle parole dei diretti interessati, cioè Veltroni e Rutelli, i quali in un servizio di Ballarò del 29 aprile 2008, hanno affermato rispettivamente Eppure sia io sia Rutelli abbiamo governato bene a Roma (Veltroni) e Ci sono state molte strumentalizzazioni ma io mi considero una persona per bene (Rutelli). Ora, fare queste affermazioni equivale ad autoassolversi ovvero ad autoelogiarsi il che dà ragione ad un famoso proverbio napoletano che, tradotto in italiano, dice quando non ci sta chi mi vanta mi vanto da solo . Per non parlare poi del fatto che, dopo la sconfitta, questi signori, invece di andarsene a casa, come avviene in tutti i paesi civili, vanno a sedersi in comode poltrone profumatamente pagati e, nel caso di Rutelli, avere anche la sfrontatezza di candidarsi per la vicepresidenza del Senato. Questo è veramente troppo, ma io credo che queste cose gli elettori, che non sono stupidi, non le tollereranno. Questa concezione proprietaria del potere è tra le cose peggiori della nostra politica che ci colloca ad anni luce dalle altre democrazie occidentali. Se questa è la situazione e non mi pare che possa non esserlo, un bagno di Umiltà e di Penitenza è proprio quello che ci vuole. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Anche i romani vogliono cambiare (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

CINZIA Caro direttore, come vi ho scritto uno o due giorni prima dei ballottaggi ero certa che i romani avrebbero fatto la scelta giusta, e ieri è giunta la conferma. I miei complimenti ad Alemanno, ma soprattutto ai cittadini di Roma che hanno capito che bisognava cambiare. Però penso che non sarà facile, perché il neo-sindaco si troverà di fronte una realtà poco piacevole, per non dire amara, dovrà fare i conti con l epurazione che la sinistra ha operato nel corso del suo governo collocandosi dappertutto, e adesso dare lustro a tutto sarà certamente faticoso. Sa, direttore, dopo 15 anni di cocciutaggine, oscurità e torpore sarà difficile far capire a tutti che cosa si è sopportato e soprattutto che si doveva ribaltare il governo cittadino per gustare il sapore della democrazia. Purtroppo la sinistra è ancora troppo vincolata dall eredità comunista e non ha ancora capito che cosa significhi governare una nazione rispettando tutti i cittadini. Sono decenni che dicono di essere alternativi, ma ogni volta che si sono insediati al potere come prima cosa si sono dedicati all occupazione delle poltrone, come dei pirati hanno considerato l ente un qualcosa da accalappiare, attaccandosi a tutti i posti di comando. Ma ciò non è un messaggio alternativo per il Paese e nemmeno positivo, bensì un vecchio modo di fare. Auspico invece che le poche menti lucide, ancora presenti all interno della loro coalizione, riescano a farsi capire e che sappiano spiegare che per il bene comune (comune: origine etimologica della parola comunismo) la cosa rossa , o tutto ciò che si riconduce al comunismo, non è una garanzia di benessere per la nazione, ma soltanto un modo per limitare qualsiasi crescita sia individuale sia collettiva. Alla Lega il peso che tanto merita LEONE Venezia Mi pare che la non accettazione di Calderoli a fare il viceministro e lo sdoppiamento di un ministero ( senza portafoglio) tra Bossi e Calderoli sia una sconfitta per la Lega che, attualmente è sottodimensionata. Il PdL ha infatti il primo ministro, i presidenti di Camera e Senato. La Lega ha il Viminale (ma subito Fini ha preteso un viceministro in Mantovano che vorrà deleghe: gli diamo quella dell'immigrazione?) e l'agricoltura. Mi sembra pochissimo rispetto a quello che si potrebbe strappare a Berlusconi. Stupisce che Fini ottenga sempre ciò che vuole (sia che elezioni vadano male sia che vadano bene!). Berlusconi faccia comunque i suoi interessi e la Lega, che ora è determinante e potenzialmente in grado di chiedere tutto ciò che vuole, dia sempre l'impressione di perdere l'attimo fuggente, oltretutto avvalorando nella gente l'ipotesi di non essere all'altezza degli altri, sempre più furbi di lei. Attenzione, (anche) la fortuna politica passa una volta sola. Partire ad handicap, ora che per le dinamiche del governo (e del consenso), i nostri alleati diventano di fatto nostri concorrenti, può essere esiziale. Immaginiamo solamente se i risultati elettorali avessero consegnato una Lega con un terzo in meno di voti e, contestualmente con Casini in grado di "sostituirne" i voti, come sarebbe stato il nostro destino: lo stesso, tragico, dei cinque anni della penultima legislatura, quando fummo massacrati dagli alleati prima che dagli avversari, con Berlusconi che ci offriva la cena del lunedì. Il Partito del pomeriggio CARLO CASTIGLIONI Busto A. I risultati elettorali mi han riportato alla memoria il caso Psiup, Partito Scomparso In Un Pomeriggio. Era sinistra estrema. Il popolo bue non è sempre anche asino. 1) L indulto ha liberato molti delinquenti. 2) Il pacchetto-sicurezza proposto da Veltroni è stato bloccato dai comunisti. 3) Il governo Prodi ha chiuso i centri d'accoglienza lasciando in libera circolazione i clandestini. Il governo Prodi, mentre succhiava il sangue agli italiani, stanziava milioni di euro per gli extracomunitari complicando la procedura di espulsione. Il governo Prodi progettava il voto agli extracomunitari. Non tutti gli italiani accettano il principio di uguaglianza a priori. Per generazione han pagato tasse e versato sangue per questo paese. Arrivano degli estranei e li scavalcano persino nell'assegnazione delle case popolari. L uguaglianza è la madre di tutte le ingiustizie. Un figlio non è uguale a un estraneo. E un vecchio detto recita "Tutti gli uomini sono fratelli ma devi fare molta attenzione se hai a che fare con un Caino o con un Abele"... Il Sole delle Alpi sorge ovunque SCALVI GIOVANNI Roncadelle (Bs) Desidererei esprimere il mio entusiasmo per la felice vittoria della Lega alle ultime elezioni. Sono sicuro che tutti coloro che ne hanno nutrito fiducia non saranno delusi. Io l'ho coltivata per tanti anni, anche nei momenti difficili, ma non ho mai perso quella speranza sorretta dalla convinzione che, inevitabilmente, le nobili cause vincono sempre. Il sole che, dalla notte dei tempi, scandisce le nostre giornate è sempre nato a est e tramontato a ovest. Il Sole delle Alpi, invece, finalmente è nato contemporaneamente da tutti i punti cardinali e non conoscerà mai tramonto. Viva la Lega ed il sincero sentimento di tutti i leghisti che lottano per una società più giusta. Un vivo e particolare riconoscimento a Umberto Bossi che è sempre stato, e lo sarà sempre, il vero faro per tutti coloro che gli hanno creduto ed il nostro sentito grazie esteso a tutti i suoi collaboratori. Dove sono ballerine e nani? BEPPE LUCCHI Monghidoro (Bo) Berlusconi torna al governo. Dopo due anni d'imbarazzante silenzio cui Prodi li aveva costretti, numerosi comici, cantanti, conduttori, predicatori e presentatori tv, attori, registi, opinionisti, giornalisti e calciatori, tutti privilegiati di sinistra, convinti sostenitori di Veltroni e Rutelli, avranno finalmente qualcosa da dire. C è qualcuno che può ancora sostenere che Berlusconi non crei nuovi posti di lavoro? [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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La scorretteza e la (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Rimediate ai guasti di Prodi CARLO BARBIERI Genova La scorretteza e la prevaricazione non hanno più limiti! Un Governo, in via di liquidazione, non soddisfatto dei disastri compiuti in ogni campo, ha nominato, in tutta fretta, in queste ultime ore, numerosi alti funzionari di gradimento, ha attentato alla legge 40, rafforzata dal referendum, forzandone l interpretazione con nuove linee/guida ad hoc, e non pago della persecuzione fiscale instaurata, ha violato, ancora una volta, la libertà e la riservatezza dei cittadini sbattendo su internet le loro dichiarazioni reddituali. La drastrica limitazione della circolazione del contante non era sufficiente. Mi auguro che la nuova compagine governativa si metta al più presto all opera per rimediare ai numerosi guasti, abrogando ogni norma persecutoria e liberticida e ristabilendo l ordine democratico. Clandestini, Prodi e C. sono complici! MARIO VISCOVO Torino Si susseguono in questi ultimi giorni sbarchi di clandestini in Sicilia ed in Sardegna. Notiamo che continua ad esserci una reale complicità del nostro Governo (in vita ancora per pochi giorni) con i trafficanti di esseri umani. Nessun contrasto alle imbarcazioni, uscita della nostra marina nella acque internazionali (oltre 80 miglia) per raccogliere i clandestini, successivamente liberi di circolare nel nostro Paese. Con preoccupazione apprendiamo che si parte anche dalla Tunisia, oltreche dalla incontrollabile Libia. I ministri Parisi, Amato avevano comunicato, oltre sei mesi fa, che a breve sarebbero stati organizzati pattugliamenti congiunti davanti alle coste africane per frenare il fenomeno; naturalmente non è stato fatto nulla in ossequio all ipocrita terzomondismo della sinistra. Spero che con Berlusconi le cose cambino. Certo il non rimpianto Pisanu nel 2001/2006 era stato di una esemplare inefficienza. Cambiano sigle, ma sono sempre rossi LUIGI RONZONI Seveso Cambiano sigla ma rimangono tali, si ritengono depositori della cultura, tronfi, ideologicamente convinti, il dubbio non li sfiora, la storia li condanna! Cambiano sigla ma rimangono tali, mentono sapendo di mentire perché la loro è sempre stata cultura del terrore (e la storia non è matrigna). Ipocriti, fingono di ripudiare il passato ma cambiano sigla e rimangono tali, si mimetizzano con nuovi simboli consci dei loro fallimenti (che mai confesseranno) piuttosto. Cambiano sigla e rimangono tali, tanti auguri per il nuovo governo. Il comunismo è vivo o morto? ENZO BERNASCONI Varese Le elezioni sono ormai acqua passata, ma assistendo alle varie celebrazioni (25 aprile - 1° maggio) e alle numerose interpretazioni delle varie Tv ne esce un quadro un po torbido: il comunismo è morto o è solo in rianimazione? Non si capisce un tubo, il tutto dipende dalla sobrietà di certi conduttori, prima di andare in onda dovrebbero soffiare nel palloncino, se trovati alterati gli andrebbe tolta la patente "verbale", un bel tacer... A Torino i compagni hanno zittito perfino l ex Presidente trombato Fausto Bertinotti; i suoi contestatori vogliono completare l opera Hitleriana, l olocausto va portato avanti, Israele è il vero nemico e il comunismo sinistroide il suo attuale carnefice, alla faccia dell Anpi e dei resistenti. Oggi bisognerebbe parlare un linguaggio che sia vicino alla gente (ma la sinistra per carenza mentale non ci arriverà mai), federalismo, sicurezza, tasse, libertà, scuola, salute, invece loro, con ideologie lontane anni luce dalla democrazia, pensano ancora e solo allo sterminio ebraico. Purtroppo sul lavoro si continua a morire, molto strumentalmente qualcuno ci marcia su, ma se i difensori delle vittime sono dei poltronari (gente che non ha mai faticato in vita sua, Epifani, Angeletti, Bonanni per primi), e i rappresentanti dei lavoratori se ne fregano, allora saremo punto e a capo. Frasi fatte dai pezzi grossi come "mai più tragedie di questo tipo" le sento da quando sono venuto al mondo, lavorare stanca, scioperare un po meno, e non si rischia nulla. Altro capitolo, quello delle tasse, per Padoa Schioppa... lasciamo perdere, per Visco, carognescamente vanno sbandierate ai quattro venti, paradossalmente in Italia "grazie alla privacy" non posso conoscere neppure il cognome di un ricoverato in ospedale, ma quanto è il suo reddito si. (Ròbb de màtt). L Ici, va pagata eccome, è l affitto dovuto per abitare in casa propria, altrimenti, a chi non gli garba, ceda la sua sudata dimora a qualche clandestino che tiene famiglia, se ne farà carico vita natural durante, non della tassa ovviamente. Veltroni facciamolo "Santo subito". Ha imbalsamato Prodi, ha azzeccato i comunisti privandoli della falce e martello, ha segato senza ritegno margherite ulivi e querce, ha reso felilci tanti "Verdi" "padani e con lui anche i "compagni piangono". Pure Rutelli il riciclato suo successore ha fatto flop e Totti solo per averlo inneggiato si sta ancora toccando i maroni, i calcoli li ha proprio sbagliati tutti, compresi i... suoi. E adesso vogliono fare il Pd del Nord, sicuramente un parto doloroso, e se fosse un altro aborto? Ai posteri l ardua sentenza! Che sconcio: uccidono e sono in libertà Leonardo CECCA Rivalta di Gazzola PC Caro Direttore, continua implacabile la sequenza di carcerati, macchiatisi di gravi delitti, rimessi in libertà per scadenza di termini, per mancata trascrizione delle motivazioni della sentenza e per altri cavili. Sono profano in materia di giustizia e delle norme che la regolano, ma da persona sensata, ed il mio pensiero è condiviso dai più, sono convinto che ben poca differenza esista tra chi per negligenza mette in libertà pericolosi criminali e chi li aiuta nelle loro nefandezze o arma loro la mano. Possibile che nulla si riesca a fare contro questo vergognoso sconcio? Perché persone pagate dallo Stato non devono essere perseguite per il lavoro che non svolgono e/o svolgono male e non subirne una giusta condanna per il pericolo che arrecano alla collettività. Gli italiani si augurano vivamente che il nuovo governo riesca ad eliminare questo sconcio che non ci fa affatto onore e getta del fango su quei magistrati che nonostante le innumerevoli difficoltà, create anche da colleghi poco seri, continuano imperterriti nel loro operato. Altarini scoperti per i boss progressisti BRUNO PISTONE Arese (MI) Caro direttore, non ho avuto mai la minima simpatia per il signor Visco, ma dopo che ha deciso di far divulgare i redditi degli Italiani ho almeno un motivo per ringraziarlo. Perché paragonando i redditi dei padroni dell' informazione (i giornalisti e i cosiddetti intellettuali) faccio una scoperta sensazionale. I boss dell' informazione progressista, quelli che gestiscono la RAI-TV come fosse una loro proprietà personale, con compensi stratosferici e in più sfruttando in centomila modi la personale pubblicità che ne ricavano (librerie, scaffali dei supermercati, pubblicità, ecc. ecc.) denunciano redditi modestissimi per la categoria a cui appartengono: fino a un quarantesimo dei loro colleghi che appaiono rarissimamente in TV! Visco ci ha finalmente dimostrato che proprio gli accaniti moralisti della TV3, quelli che conoscevamo come i più arroganti, sono anche sfacciati evasori fiscali. Se volessimo usare i loro stessi parametri, autentici delinquenti. Visco, dimogli bott de legnameé ROBERTO MANZONI Milano Geniale l ultima pensata del Visco! L agenzia delle entrate rende pubblici le dichiarazione dei redditi di tutti gli italiani. Era ora. Finalmente si potranno pianificare rapimenti , estorsioni o ricatti senza fatica. La pensata dell ormai ex (fortunatamente) ministro è il tipico esempio di delirio ideologico di una mente malata. Diamo a Visco quel che è di Visco ovvero bott de legnameè. Il garante della Privacy esiste ancora o è stato abolito? Aboliamolo sto 1° maggio RICCARDO ASCII Voglio esprimere tutta la mia contrarietà alla demagogia del primo maggio. In questa festa definita dei lavoratori e che in realtà da tempo è diventato un gigantesco spot di quelle organizzazioni composte da individui che per tutta la vita il lavoro lo hanno abilmente evitato, ho lavorato come ogni altro giorno, forse anche più. Invece di andare a far numero in piazza, ascoltando parole nella quali pur con tutta la buona volontà proprio non riesco a riconoscermi ho preferito lavorare come ogni altro giorno. Ho una certa allergia nei confronti delle feste e delle celebrazioni imposte dall'alto, mi ricordano il ventennio fascista quando non ci si poteva sottrarre alla manifestazione del partito nel centro della piazza. Bologna, i magistrati come tacciono... MASSIMO RONCATO A proposito della recente proposta di delibera del Comune di Bologna circa la dotazione di manganelli alla polizia municipale, non sarà forse inopportuno richiamare alla memoria quanto accadde una quindicina d'anni fa in quel di Taranto, allorché il sindaco dell'epoca tale Vito ( mi sfugge il nome di battesimo), non facendo mistero delle proprie simpatie mussoliniane, adottò un provvedimento tale e quale alle proposte avanzate ultimamente, con l'unica differenza che chiamò gli strumenti suddetti " paletti di segnalazione". Molti, se non tutti, non avranno certo dimenticato che in quell'occasione la magistratura fu assai solerte nell'intervenire e dichiarare illegittimo il provvedimento. Come mai, c'è da domandarsi, la voce dei giudici questa volta non si fa sentire? Forse perché, al posto di Vito, c'è Cofferati? Si ha comunque più che l'impressione che la tanto sbandierata certezza del diritto e terzietà della magistratura siano soltanto baggianate buone per grulli. Quei 140mila euro all Annunziata! Beppe Roncini Rossi Soverato (Cz) Nel corso dell'ultima assemblea degli azionisti Eni, uno di questi, presa la parola, ha fatto notare che alla realizzazione di Oil , il magazine trimestrale del gruppo, partecipava anche Lucia Annunziata. L'azionista particolarmente attento non ha perso occasione per chiedere all'amministratore delegato Scaroni quale fosse il compenso per le prestazioni della nota editorialista della Stampa, ex presidente Rai e scrittrice. È venuto fuori una busta paga di 140 mila euro, quasi 12 mila al mese, come riferito anche sul quotidiano Italia Oggi. Che in questo periodo di petrolio a caro prezzo le società che hanno a che fare con l'estrazione e la distribuzione del greggio si ritrovino con tanti di quei soldi in tasca da poterli sprecare a proprio piacimento era prevedibile, gradiremmo un po' di rispetto nei confronti di chi il pieno non può più permetterselo. Quello che ci incuriosisce è una quantificazione in termini di tempo dell'impegno della Annunziata per la preziosa collaborazione. In altre parole, quale potrebbe essere il costo orario di una professionista di quel calibro? Non si può sapere per questione di privacy. Non è vero. Senza necessariamente essere azionisti Eni, La Stampa o avere qualche amico in Rai, grazie ad uno degli ultimi decreti di Visco le dichiarazioni dei redditi degli italiani sono tutte in rete, chiunque le può spulciare a proprio piacimento e chi credeva che la tutela della privacy fosse una cosa importante dovrà ricredersi. Sicurezza, Lega cambia tutto LETTERA FIRMATA Saronno Ciao Lega, ormai ci siamo! Tra pochi giorni potrai iniziare a dire la tua e sono sicura che ci sarà un sensibile cambiamento sul tema sicurezza. Son stufa di andare per strada guardandomi sempre alle spalle,mi sento io straniera nella mia patria! Un saluto speciale al Senatür che ho visto in gran forma e a Maroni e Castelli. Forza! [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Calcio: Padania / Tibet (-6): come arrivare allo stadio (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Claudio Gallo Per mercoledì 7 maggio, giorno fatidico della tanto attesa partita di calcio Padania Tibet (inizio cerimonia di apertura ore 20.30, calcio d inizio ore 20.45), vero evento mediatico organizzato da SportPadania in questo inizio di primavera, sono tante le raccomandazioni da dare a tutti coloro che si recheranno all Arena Civica di Milano per assistere all incontro, prima fra tutte quella relativa all uso del mezzo pubblico. Infatti, per chi non ha dimestichezza con l impianto in cui si disputerà il match e che si trova proprio nel centro di Milano (Piazza Lega Lombarda ang. Viale Byron Parco Sempione), bisogna far sapere che non vi sono parcheggi disponibili per gli automezzi privati e che, pertanto, è vivamente consigliato utilizzare i seguenti mezzi: lMetropolitana linea MM2 fermate Moscova o Lanza (le più vicine a circa 300 metri) o Cadorna lMetropolitana linea MM1 fermata Cairoli o Cadorna lFerrovie Nord Milano Stazione Milano Cadorna (capolinea) lFerrovie dello Stato Stazione Milano Porta Garibaldi (Superficie o Passante ferroviario) e poi Metropolitana Linea 2 (fermate consigliate Moscova / Lanza) lLinee automobilistiche 70-57 e altre linee tranviarie lParcheggi Pullman ai Bastioni di Porta Volta o nei pressi del Cimitero Monumentale Coloro che volessero comunque recarsi con la propria autovettura alla partita, tengano presente che, fino alle ore 19, è in vigore la ZTL con Ecopass, da pagarsi secondo le modalità che sono visualizzabili sul sito internet del Comune di Milano. L accesso al pubblico, a partire dalle ore 19, sarà possibile dai portoni laterali posti sul Viale Byron, mentre l ingresso sotto la Tribuna Pulvinare sarà riservata agli ingressi con accrediti ed inviti. Ricordiamo che l ingresso sarà libero, con la possibilità di donare proprio all ingresso anche una piccola somma a favore di Sos Tibetan Children Village , acquistando la bandiera del Tibet. Naturalmente occorre portare tutte le bandiere della Padania che avete a disposizione (e sottolineo quelle della Padania) perché questo è prima di tutto un incontro di calcio, nato sotto l egida della federazione calcistica internazionale NF-Board, la prima organizzazione sportiva che ha riconosciuto, grazie al lavoro diplomatico di SportPadania, la Padania stessa come membro autonomo e, quindi, come nazione inserendola insieme a Principato di Monaco, Sassonia, Occitania, Tibet, Lapponia e tutte le altre federazioni associate. Federazioni che parteciperanno poi, dal 7 al 13 luglio p.v., a Gaellivare (Lapponia, territorio svedese) alla 2. edizione della Viva World Cup 2008, il campionato del mondo di calcio della NF-Board, a cui la nostra formazione è già iscritta. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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CARNERA TRIONFA ANCHE A VILLA ERBA (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Prima italiana assoluta nella villa di Luchino Visconti: presenti Bossi e Maroni Parterre d eccezione a Cernobbio, presso l auditorium di quella Villa Erba già residenza di Luchino Visconti, per la prima nazionale del film di Renzo Martinelli Carnera La montagna che cammina. Oltre cinquecento persone rimaste a bocca aperta, che hanno salutato la fine della proiezione con una lunga standing ovation. La pellicola, che racconta la storia del grande campione di pugilato degli anni 30, era stata già presentata in anteprima mondiale al Madison Square Garden di New York e sarà nelle sale cinematografiche dal 9 maggio. Il taglio dato al racconto mette in evidenza soprattutto il lato umano dello sportivo friulano come spiegato dallo stesso regista: "L orgoglio delle proprie radici, l attaccamento alla propria terra, alla famiglia e la volontà di tenerla unita a tutti i costi; il sacrificare se stessi, affinché i propri figli possano avere un avvenire migliore. Lui diceva: io ho preso molti pugni nella vita ma lo rifarei, perché ogni pugno è servito a far studiare i miei figli ". La serata è stata impreziosita dalla presenza di alcuni big della politica, primo fra tutti il più intervistato e fotografato, il segretario federale della Lega Nord on. Umberto Bossi. Oltre a lui sono intervenuti Roberto Maroni, Mario Borghezio e numerosi altri parlamentari, consiglieri regionali e provinciali e amministratori locali provenienti da tutta la Padania. Tra il pubblico da segnalare la presenza di Giovanna Carnera, figlia di Primo, e di tanti nomi vecchi e nuovi del mondo dello sport e del giornalismo: dal Nino Benvenuti (che ha collaborato col regista e che come Giovanna ha una piccola parte nel film) a Stefano Tacconi, da Maurizio Mosca a Rino Tommasi. La notevole esperienza acquisita sul campo dal regista milanese ha consentito una precisa ricostruzione in digitale delle maestose arene del passato, dando la possibilità agli spettatori di immergersi fino in fondo nel clima dell epoca. Grande merito dell'ottima riuscita dell'opera va anche alla splendida prova del cast internazionale, nel quale spiccano il premio Oscar Murray Abraham nel ruolo del procuratore Leon See, Anna Valle che interpreta Pina Kovacic (moglie di Primo Carnera), Kasia Smutniak nella parte di Emilia Tersini (prima fidanzata del campione) e Antonio Cupo nelle vesti di Max Baer (avversario che gli tolse il titolo mondiale). Un film del quale sicuramente sentiremo parlare a lungo e per il quale è facile prevedere un successo di pubblico e critica, grazie anche all intepretazione del protagonista, Andrea Iaia, alto più di due metri e molto somigliante all originale, tanto da far commuovere la figlia di Carnera quando le è stato presentato perché probabilmente ha rivisto in lui qualcosa del padre. Molti i commenti entusiasti tra il pubblico, che ha potuto poi porgere i complimenti al regista e salutare gli ospiti nel corso della cena tenutasi in villa, tra le antiche mura tanto care ad ogni appassionato di cinema. Appuntamento quindi nelle sale a partire dal 9 maggio, mentre la prima friulana del film sarà proiettata al Teatro Verdi di Pordenone, a cura dell'assessorato alla Cultura della provincia, l'8 maggio. A. C. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Apre nuova sezione a Fara Novarese (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Oggi alle alle 11.30, in via Tosalli 22 a Fara Novarese, si terrà la cerimonia di inaugurazione della nuova sezione della Lega Nord Piemont. Per l importante appuntamento, che rientra nel programma di ampliamento della struttura territoriale del Carroccio, saranno presenti insieme ai militanti e ai sostenitori di Fara, il segretario provinciale della Lega Nord, Mauro Franzinelli, i deputati Maria Piera Pastore e Gianluca Buonanno, sindaco di Varallo Sesia, Massimo Giordano, Sindaco di Novara, l'on. Roberto Cota , segretario nazionale della Lega Nord e capogruppo alla Camera dei Deputati. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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<I controlli potenziati siano il punto di partenza per la sicurezza a Modena> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

"I controlli potenziati siano il punto di partenza per la sicurezza a Modena" "Se è vero che esiste un inversione di tendenza per i primi 3 mesi del 2008, circa la criminalità a Modena, è anche vero che ormai molte persone non denunciano più i reati subiti". Secondo Mauro Manfredini, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale a Modena, i suoi concittadini "non si sentono più sicuri, anzi sono letteralmente terrorizzati e per questa ragione vivono sempre meno la propria città, barricandosi in case blindate, soprattutto nelle ore serali e notturne". Dopo che la questura ha istituito il nuovo servizio dei poliziotti in moto, "ora -dice Manfredini - ne attendiamo il potenziamento, le 9 pattuglie aggiuntive promesse che dovrebbero vigilare 24 ore su 24". Questo potenziamento dei controlli è un inizio, ma non un punto d arrivo: "L amministrazione conclude Manfredini deve dare prova di responsabilità, utilizzando da subito la tolleranza zero e adottando la delibera applicata dal sindaco di Cittadella, in base alla quale vengono richiesti precisi requisiti, prima di concedere la residenza nel territorio comunale". [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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E se il prossimo sindaco di Bologna fosse della Lega? (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Altro che parole e proclami, sotto le Due Torri servirebbe un altro Tosi E se il prossimo sindaco di Bologna fosse della Lega? FEDERICA BOCCALETTI I problemi nella rossa Bologna sono tanti. Sono sotto gli occhi di tutti. Degrado, insicurezza, prostituzione, viabilità, etc. tutto ciò che serve per rendere una città invivibile e impraticabile. Non manca nulla. Nemmeno i quotidiani scippi e le gravissime aggressioni sessuali ai danni delle donne. Sotto le Due Torri si vive male e si ha paura. Ci si barrica all interno di case sempre più simili a carceri, con inferriate a prova di ladro. Dopo il botto elettorale della Lega Nord, che ha raddoppiato i voti e che ha spiazzato, anzi shoccato tutto il centro-sinistra (e non solo), viene naturale chiedersi cosa cambierebbe se a Palazzo d Accursio, come primo cittadino al posto del tanto criticato Cinese, ci fosse un sindaco in camicia verde. E così andiamo a toccare con mano la nostra speranza: prendiamo il treno con destinazione Verona, lasciandoci alle spalle la rossa Bologna. Insomma andiamo a vedere com è una città amministrata da un sindaco leghista. Verona è un centro di dimensioni minori rispetto a Bologna, è vero, ma la prima sorprendente sensazione è di essere in una realtà completamente diversa. Colpisce la pulizia, l ordine e l accoglienza della città! Appena due ore di treno e sembra di essere lontani anni luce dalla triste Bologna. Il sindaco Flavio Tosi ci accoglie con estrema gentilezza, già proiettato ai prossimi impegni, davvero tanti, assicura, per un borgomastro che ha a cuore la sua città, che la ama perché vi appartiene. Va anche lui di persona, ci dice, all alba a fare gli sgomberi con gli agenti della Polizia Municipale. Ecco la prima stridente differenza con Sergio Cofferati: la sensazione è che lui Bologna non la ami, perché non appartiene a questa realtà, non è di Bologna. Quando passeggia per la città lo fa sempre in compagnia della scorta: un diaframma che impedisce di fatto un contatto diretto con i suoi cittadini, con la realtà che si trova ad amministrare! Lui siede a Palazzo d Accursio riempiendo carte di proclami che lo hanno fatto diventare il sindaco sceriffo. Ma si tratta di parole. A Verona invece il sindaco agisce. Lo ha fatto impegnandosi in primis sul fronte sicurezza, con gli strumenti che i sindaci hanno a disposizione: lotta alla prostituzione (applicando il codice della strada e sanzionando i clienti che si accostano ai bordi delle strade), controlli a tappeto di lavavetri e venditori abusivi, un ordinanza sul decoro. Risultato? Le strade di Verona, come testimonia anche un tassista, prima affollate di illegali che infastidivano e disturbavano i passanti e i turisti ora ne sono prive! Così come non si vedono persone che bivaccano o che gettano rifiuti a terra. Un risultato raggiunto con i continui e costanti controlli della Polizia municipale, anche durante le ore notturne. "Se solo avessimo più poteri di ordine pubblico, si riuscirebbe anche a fare di più" commenta Tosi. Ma per chi è abituato a Bologna, Tosi ha già fatto i miracoli! Presto nella città scaligera partiranno anche gruppi di volontari (assistenti civici) con i cellulari per segnalare alle forze dell ordine eventuali problemi. E questa la differenza sostanziale tra un sindaco del Pd e uno leghista: uno parla e l altro fa. Abbiamo capito: l unica soluzione per Cofferati è venire a fare una bella gita a Verona, andando a lezione da Tosi. Ma poi c è il rischio che una volta tornato sotto le Due Torri, annunci mari e monti continuando a stare con le braccia conserte. Allora l unica via d uscita per Bologna è portare a Palazzo D Accursio un sindaco della Lega. Perché la strada per sistemare le nostre città esiste: è la volontà e la capacità di amministrarle seriamente. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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San Salvario, il Carroccio cresce e dà fastidio: ennesimo attacco di vandali alla sede torinese (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Michela colombato Come spesso è accaduto durante la campagna elettorale, anche la notte precedente al primo maggio la serranda e i muri dell'Ufficio Rapporti Sociali della Lega Nord di Torino sono stati presi di mira da alcuni delinquenti che hanno tracciato delle scritte ingiuriose contro il Carroccio. Anche questa volta a trovarle è stato Luigi Sinatora, settantenne militante del Carroccio, che ogni giorno presta servizio volontario nell'ufficio situato nel quartiere San Salvario. Se gli si chiede un commento in merito, con poche parole definisce quanto accaduto "una vendetta di persone poco cresciute, infastidite dal gran lavoro che la Lega Nord sta facendo nel quartiere"."Il clima che si respira in questa parte della città, dove la maggioranza della popolazione è immigrata - continua Sinatora - è molto cambiato rispetto ad alcuni anni fa. Su cento pratiche che lavoriamo, settanta, infatti, appartengono a cittadini extracomunitari; loro sono i primi che ci chiedono che Bossi e Maroni abbiano il pugno duro". "Proprio per questi motivi tali personaggi si divertono ad imbrattare la nostra sede" termina Sinatora. La pensano nello stesso modo l'On. Roberto Cota, segretario nazionale del Piemonte, l'On.Stefano Allasia, segretario provinciale di Torino e Mario Carossa, segretario cittadino e capogruppo a Palazzo Civico, che non hanno fatto attendere la loro condanna verso quanto accaduto. "Ancora un atto dimostrativo contro di noi, ma che non turba la nostra serenità" così ha definito Cota le scritte. "Sotto la Mole, il Carroccio è ormai diventato una forza popolare di riferimento, grazie al largo successo conseguito il 13-14 aprile. Siamo un movimento in crescita che raccoglie molti consensi nella classe operaia. Sarà proprio per questo che le scritte in questione sono state fatte alla vigilia del primo maggio" chiosa Cota. Atti vandalici che per Allasia devono essere condannati da tutte le forze politiche della città: "Dimostrano solamente - dichiara - che certi personaggi pensano di potersi imporre con subdole minacce, soffocando la libertà d espressione degli altri; siamo stufi di questi ripetuti tentativi di intimidazione, se questa città è realmente democratica abbiamo il diritto di esprimere le nostre idee senza essere aggrediti come spesso, invece, è accaduto negli ultimi mesi". Anche Carossa, come il segretario nazionale del Carroccio e come Sinatora, pensa che questi ripetuti attacchi siano da imputare al fatto che la Lega è cresciuta anche nella città di Torino: "Questo ennesimo episodio dimostra che diamo fastidio a qualcuno; non ci perdiamo in chiacchiere, ma aiutiamo le persone della zona più bisognose e per questo non siamo ben visti". Tutti concordi gli esponenti del movimento a continuare questo prezioso lavoro che non si fonda solo sull aiutare a smaltire pratiche burocratiche, ma che è un grande aiuto per sostenere le persone più deboli con difficoltà ad addentarsi nelle dense maglie dell amministrazione torinese. "Non ci facciamo certamente fermare da un atto vergognoso di persone antidemocratiche e limitate" conclude Carossa, esprimendo solidarietà a Sinatora, sempre in prima linea nonostante questi fatti. Questo episodio, il quarto nel giro di due mesi dopo l aggressione ai militanti della Lega Nord in partenza per Malpensa, dopo le frasi ingiuriose contro l eurodeputato Mario Borghezio e dopo l irruzione nello stesso ufficio da parte di persone incappucciate, è stato denunciato alle Forze dell Ordine. Gli esponenti della Lega Nord torinese si augurano che questi episodi, diventati tristemente di moda nell ultimo periodo, possano interrompersi presto, affinché il Movimento possa continuare senza più intralci a dare il suo fondamentale contributo nella città di Torino. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Civis di Bologna, la Lega ribadisce il no (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Sulla tramvia Parma presenta una nuova interrogazione Civis di Bologna, la Lega ribadisce il no Civis di Bologna: Maurizio Parma, Lega Nord non demorde e interroga nuovamente la Regione. Il filoveicolo di concezione e costruzione francese noto col nome di Civis è stato omologato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti? Può dunque transitare sul territorio italiano? La Soprintendenza, sia quella Architettonica che quella Archeologica, hanno già rilasciato le necessarie autorizzazioni? Quale sarà il percorso definitivo seguito dal mezzo pubblico su ruote e dove saranno posizionate le banchine? Queste sono solamente alcune delle domande che Maurizio Parma ha rivolto al Presidente dell Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. Non è la prima volta che il Capogruppo della Lega Nord in Regione si occupa della spinosa questione: già a febbraio aveva presentato un interrogazione in Regione per approfondire il tema del Civis , ma le risposte dell'Assessore Alfredo Peri non si sono dimostrate esaurienti. La Lega Nord, che disapprova la scelta dell adozione del Civis, è intenzionata a comprendere se il lungo iter amministrativo che ha definito il progetto del TPGV (Trasporto Pubblico a Guida Vincolata) sia stato lineare e corretto e con la presente interrogazione il Consigliere leghista chiede, nel dettaglio, se "la Soprintendenza per i Beni architettonici e per il Paesaggio dell'Emilia-Romagna e la Soprintendenza Archeologica hanno già espresso parere alla variante di progetto approvata il 15 maggio 2007 e ratificata dal Consiglio Comunale di Bologna con o.d.g. n°142/2007 e/o se le medesime, oltre alla citata, hanno già esaminato altre varianti . Per appurare se il Civis sia un mezzo a guida vincolata oppure più semplicemente una costosissima ma modesta tramvia richiede inoltre copia delle relative omologazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, per sapere quale sarà il percorso, copia del progetto esecutivo del Tgpv versione 2007 e versione 2008". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Bilancio 2008, la Bresso dimentica il federalismo (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Il Carroccio: deludente la relazione della Giunta, mentre continuano le spese inutili Bilancio 2008, la Bresso dimentica il federalismo "Dalla relazione della presidente Bresso ci aspettavamo molto di più". È lapidario il commento di Oreste Rossi, capogruppo della Lega Nord in Regione Piemonte a proposito dell intervento sullo stato di attuazione del programma elettorale della giunta regionale e del bilancio 2008. "Sono tanti - spiega -gli esempi che possiamo portare per dimostrare come tante annunciate proposte di riduzione e razionalizzazione delle spese non sono altro che tagli di servizi. C è la nuova ristrutturazione del servizio del 118 fatta senza coinvolgere i sindacati dei medici, che ha stravolto un servizio che funzionava creando otto nuovi primariati inutili quindi nuove spese sul territorio. Ma la cosa più grave è che, laddove coesistono Asl e Aso, i medici convenzionati passeranno d ufficio alle dipendenze dell Aso, senza che sia stato aperto alcun tavolo di concertazione. Peccato che ciò non sia contemplato dal contratto collettivo nazionale e neppure dall accordo sottoscritto dalla regione Piemonte sulla medicina generale per il 118". "Siamo delusi gli fa eco Claudio Dutto, consigliere della Lega Nord che a parte i suoi continui annunci sul federalismo, oggi, nel suo intervento sullo stato di attuazione del programma elettorale della giunta regionale non ha minimamente accennato a questo tema. Abbiamo più volte chiesto di iniziare seriamente la discussione della nostra proposta di deliberazione per l attribuzione al Piemonte di forme e condizioni particolari di autonomia, così come è previsto dall articolo 116 della Costituzione e così come hanno già fatto altre regioni. Purtroppo questo tema resta fermo in commissione, anche a causa della mancata volontà politica di portarlo avanti manifestata dai consiglieri di estrema sinistra, che in questa regione restano al governo e sono determinanti per la maggioranza". "Ci saremmo aspettati - conclude Dutto - l assicurazione dell avvio dell iter o perlomeno l annuncio dell accoglimento dell ordine del giorno sul federalismo fiscale collegato alla finanziaria che il gruppo della Lega Nord ha presentato nei giorni scorsi, dove si impegna la giunta regionale del Piemonte ad avviare una negoziazione con il governo in modo da poter trattenere sul proprio territorio l 80 per cento dell Iva, il 15 per cento dell Irpef, tutte le accise sulla benzina e le tasse sui tabacchi e sui giochi. Il silenzio della presidente è la risposta alle nostre richieste; come sempre la Bresso si dedica alla politica dei grandi annunci, delle interviste ma in concreto non compie nessun atto concreto a favore dei cittadini piemontesi". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Clandestino violenta 14enne: libero (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Padova, marocchino scarcerato. Calderoli: "Intervenga Napolitano" LEANDRO COMACCHIO Torna libero uno stupratore marocchino clandestino. Motivo: decorrenza dei termini di carcerazione preventiva. La segreteria del sostituto procuratore Roberto Lombardi ha omesso di notificare ad uno dei due avvocati difensori la chiusura delle indagini. Samid Abdelghani attendeva il giudizio per aver violentato un anno fa, in concorso con un altro straniero, una ragazzina minorenne del Rodigino. Era stato fortunosamente arrestato perché la 14enne, un mese dopo, lo aveva riconosciuto mentre bighellonava in un centro commerciale della Bassa Padovana. Sulla Procura di Padova monta la bufera: il caso di malagiustizia fa il paio con la scarcerazione, avvenuta la settimana scorsa, di una banda rumena e moldava con base a Padova, specializzata in furti e spaccate in negozi e abitazioni del Nord-Est. Il medesimo ufficio del pm Lombardi ha chiesto il rinvio a giudizio, pur nella certezza che i tempi erano troppo stretti per evitare la scarcerazione per scadenza dei termini di custodia cautelare. Su quest ultimo caso, il procuratore generale del Veneto Ennio Fortuna ha già inoltrato un dettagliato rapporto al ministero della Giustizia e al procuratore generale della Cassazione, rapporto steso sulla relazione del procuratore capo di Padova Pietro Calogero. Quello che sembra già assodato è il fatto che si poteva evitare che i 13 rumeni professionisti del crimine potessero tornare a piede libero chiedendo una proroga delle indagini preliminari e della misura cautelare, invece di sollecitare il rinvio a giudizio. Un altra relazione sarà ora inviata a Roma sul caso della scarcerazione del violentatore marocchino, sulla quale il ministro Luigi Scotti ha incaricato ieri l Ispettorato generale di procedere ad accertamenti urgenti. Per il sen. Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, "di fronte a simili sconcertanti episodi non ci resta che appellarci al presidente della Repubblica nella sua qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura, avendo apprezzato il forte richiamo da parte sua che già fece allo stesso Csm all esercizio del potere dell azione disciplinare". "Qualunque sarà la decisione o sanzione decisa dal ministero e dalla Cassazione nei confronti della giudici padovani - commenta amareggiato il neo deputato e sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci - dobbiamo registrare sul territorio padovano un mini-indulto causato dal pressapochismo della Procura di Padova. Quella stessa Procura che nei miei confronti era stata invece così precisa, puntuale e sollecita a sprecare tempo, uomini e risorse per farmi recapitare un avviso di garanzia per l emissione della mia ordinanza che chiedeva semplicemente garanzie di buon senso agli stranieri richiedenti l iscrizione anagrafica in Comune". A Montegrotto Terme il sindaco Luca Claudio ha fatto scrivere sui cartelli a messaggio variabile che danno il benvenuto in città questa frase: Cari cittadini, i clandestini in Italia possono stuprare i vostri figli! La giustizia non c è più!!! . Secondo il sindaco, vuole essere uno spunto di riflessione per i cittadini e per l opinione pubblica sull intero sistema giustizia . [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Referendum contro la moschea Padova invasa dai banchetti (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

IN STRADA ANCHE CAMIONCINO DELLA LEGA Referendum contro la moschea Padova invasa dai banchetti Prosegue a tamburo battente la raccolta di firme a favore del referendum popolare contro la moschea voluta dalla Giunta comunale di Padova. Ieri mattina la sezione cittadina della Lega Nord ha dato vita ad una iniziativa che coniuga colore e impegno politico: il mitico camioncino della segreteria provinciale, addobbato con i manifesti del comitato per il referendum, è stato trasformato in una postazione mobile per raccogliere le firme in via Turazza, la strada che confluisce in via Longhin, dove il sindaco Flavio Zanonato intende insediare la nuova moschea. "Pur con i nostri mezzi finanziari limitati - spiega il segretario provinciale del Carroccio, Maurizio Conte - cerchiamo di andare incontro a quei cittadini che vogliono firmare ma che sono impossibilitati a raggiungere i banchetti. Il segretario cittadino Fabrizio Boron e il consigliere comunale Mariella Mazzetto contribuiranno così a rinsaldare il concetto che la Lega Nord sa fare politica per la gente e in mezzo alla gente". L iniziativa promossa dalla Lega ha travalicato i confini nazionali: il corrispondente italiano del Times di Londra, Richard Owen, ha raggiunto la postazione mobile della raccolta firme per chiedere direttamente agli esponenti politici locali informazioni sulla situazione padovana. Oggi la trasmissione Rai TG2-Punto di vista sarà al banchetto di Piazza della Frutta per un approfondito servizio con interviste ai padovani e ai promotori del referendum. Il Comitato per il referendum informa che oggi la raccolta di firme dei cittadini si svolgerà nei seguenti siti: piazza Duomo (vicino all edicola); piazza Insurrezione (di fronte alla libreria Mondadori); piazza della Frutta (di fronte al bar Margherita); via Roma-Canton del Gallo; Prato della Valle (di fronte alla gelateria Pancera, a fianco di Palazzo Angeli); largo Europa-piazzetta Sartori (vicino all edicola); via Altinate (angolo via Zabarella); via T. Aspetti (vicino all ufficio postale); piazzale chiesa santo Stefano d Ungheria (vicino alla chiesa); via Saetta (presso supermercato Alìper); Sacra Famiglia (vicino al supermercato Despar); via Romana Aponense (vicino al centro commerciale Il Borgo ). L. Com. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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In rete il sito di Bottacin: <Un occasione in più di dialogo con la gente> (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

In rete il sito di Bottacin: "Un occasione in più di dialogo con la gente" È attivo da qualche giorno www.gianpaolobottacin.net, il sito internet di Gianpaolo Bottacin, vicepresidente gruppo Liga Veneta - Lega Nord Padania al Consiglio Regionale del Veneto. "Il sito vuole essere un occasione in più per poter instaurare un filo diretto con le persone afferma il consigliere regionale . Quello che mi attendo è che possa essere uno strumento importante di dialogo, in grado di avvicinare la gente alla politica e alle istituzioni". "A questo proposito - ci tiene a precisare Bottacin - ritengo sia particolarmente interessante la sezione dedicata alle opportunità finanziarie offerte dalla Regione Veneto". Le altre sezioni del sito, che non ha ancora assunto la sua forma definitiva, sono dedicate a un breve profilo biografico, agli appuntamenti, all attività politica, ai link, ai contatti e alle news. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Padova, la moschea s allarga (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Depositato il progetto: previsto un consistente aumento di cubatura Leandro Comacchio È stato depositato presso il settore Edilizia Monumentale del Comune di Padova il progetto della nuova moschea, curato dall architetto Ivan Petrus Iobstraibizer. I piani presentati prevedono un aumento di cubatura che va da 1.545 metri cubi a 2.291 metri cubi con la costruzione di un nuovo edificio affianco di quello già esistente in via Longhin. "Questo dimostra purtroppo - commentano i responsabili della Lega Nord di Padova - la volontà di realizzare un grande centro islamico, al quale farà riferimento tutto il mondo islamico del Triveneto. Intanto prosegue l ondata di firme raccolte dal Carroccio a sostegno della richiesta di referendum sulla moschea. Il fronte del sì alla moschea su via Longhin ha dato il via alle dichiarazioni propagandistiche con l assessore Ivo Rossi che propone un nuovo quesito referendario da affiancare a quello del Comitato. Il quesito referendario di Rossi, sorprendentemente, dovrebbe chiedere ai cittadini "se preferiscono la moschea a fianco dell inceneritore o sotto casa loro". Sull argomento insiste pure Andrea Micalizzi (presidente diessino del quartiere 3 dove è previsto l insediamento del luogo di culto ed annessa madrassa, la scuola islamica). Micalizzi invita chi vuole il referendum a indicare un luogo alternativo e dunque ad indicare in quale quartiere ubicare la struttura. Si aggiunge al coro il sindaco Flavio Zanonato che, in una lettera aperta sulla stampa locale, comunica di aver "...scelto di governare un processo così delicato evitando che la moschea sorgesse in un luogo casuale, in altri quartieri meno idonei...". "Queste dichiarazioni - attacca il consigliere comunale leghista Mariella Mazzetto - sono un autogol della sinistra padovana perché confermano, pur velatamente, che la moschea con annessi e connessi darà problemi ...insomma pare proprio una presa d atto delle difficoltà che ha l attuale Amministrazione ad imporre la moschea quando, per sua stessa ammissione , percepisce che è la maggioranza dei cittadini a non volerla". Sulla proposta di Rossi interviene il segretario di Circoscrizione del Carroccio Giovanni Baldan: "Se Rossi vuole la vera opinione dei cittadini proponga pure un nuovo quesito, esteso ai cittadini di tutti i quartieri di Padova, soprattutto a quelli del quartiere 3, chiedendo volete voi la moschea nel vostro quartiere? e vedremo come andrà a finire". [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Cittadella della Lega, una festa con i botti (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Celebrato l exploit elettorale Cittadella della Lega, una festa con i botti Sabato scorso tutta la Lega Nord della provincia di Padova si è data appuntamento sotto le mura duecentesche di Cittadella per festeggiare il grande risultato elettorale che ha visto i padovani assegnare ben 143.188 voti al Carroccio. La ben oliata macchina organizzativa della Lega Nord come sempre ha dato il meglio di se stessa: sono stati allestiti lungo il fossato medievale un gran numero di gazebo con tavoli e sedie mentre alcuni quarti di bue arrostivano lentamente alla brace. Campeggiavano, tra le bandiere della Lega Nord, i manifesti di ringraziamento agli elettori padovani, predisposti dalla Segreteria Provinciale e che saranno affissi su tutto il territorio provinciale. Raggianti il Segretario Provinciale Maurizio Conte e i neo eletti parlamentari Massimo Bitonci e Luciano Cagnin. Erano naturalmente presenti tutti gli esponenti locali del Carroccio cittadellese tra cui il vicesindaco Giuseppe Pan, gli Assessori Comunali ed il neo capogruppo Lega Nord in consiglio comunale Lino Streliotto. Mentre si diffondevano le note del Va Pensiero, il popolo leghista ha avuto modo di ammirare lo spettacolo pirotecnico, lanciato dalla cornice della cinta muraria, un mix emozionante che ha reso ancor più entusiasmante questo raduno leghista. L. Com. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Quanto è difficile insegnare a quei bimbi (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

SU 25 SCOLARI BEN 15 SONO IMMIGRATI Quanto è difficile insegnare a quei bimbi... Prebuna - La presenza così forte di una comunità turca in paese si fa sentire anche nella scuola elementare dove su 25 bambini ben 15 sono extracomunitari. Il problema maggiore che si trovano ad affrontare le insegnanti è proprio quello della lingua e dell integrazione. Sull argomento interviene il professor Franco Bianchi, dirigente scolastico dell istituto comprensivo di Riva Ligure e San Lorenzo al Mare che accorpa anche la scuola di Pietrabruna. "Capisco il problema e stiamo facendo di tutto per riuscire ad integrare i bambini turchi tra mille difficoltà". Una risposta cordiale ma dettata dalla diplomazia visto che le insegnanti non sono state autorizzate a rilasciare dichiarazioni sulle reali problematiche che investono quotidianamente la scuola. Sempre sul tema relativo all istruzione, il segretario provinciale della Lega Nord Mariano Porro fa un analisi ben precisa: "Siamo in Italia e, ovviamente, prima di tutto vengono i diritti degli italiani. E chi risiede nel nostro paese dovrebbe adeguarsi ai nostri usi e non al contrario. Nel caso particolare, trattandosi di scuola e di ragazzi, sarebbe opportuno che le autorità s interrogassero a fondo su come gestirlo tutelando comunità e studenti". Qualche contestazione è sorta anche in merito alla questione della sanità pubblica visto che la legge regionale permette agli extracomunitari di sfruttare molti servizi gratuitamente a dispetto dei contribuenti. "Posso dire che in tanti anni i turchi e gli extracomunitari che ho in cura non hanno mai dato fastidio o abusato della mia figura spiega il dottor Dolmetta medico condotto di Pietrabruna ma si comportano con rispetto anche se resta comunque forte la difficoltà di comunicazione per spiegar loro le patologie. Il vero problema, invece, va ricercato proprio nella legge italiana che in un certo senso mette i bastoni tra le ruote anche a noi medici. Io sono uno di quelli a massimale , oggi conto 1500 assistiti più una deroga di 85 che sono extracomunitari. A conti fatti nessun assistito italiano potrà più accedere al mio servizio ma dovrà sempre rivolgersi altrove. E questa non è una cosa giusta anche se più volte l ho segnalata al nostro sindacato". Infine dal punto di vista religioso don Gabriel Tiria, parroco romeno incardinato nella diocesi di Albenga-Imperia, sostiene che "i turchi sono gente tranquilla e che non ha mai dato fastidio alcuno, anzi mostrando rispetto per la sua figura di sacerdote cattolico ricambiando il saluto con gentilezza e con buone intenzioni". P.Gh. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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Corso per volontari contro il crimine (sezione: Nord)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Iniziativa del carroccio a savona Corso per volontari contro il crimine Nasce a Savona un corso di volontari contro la microcriminalità. Ad organizzare gli incontri sul tema della sicurezza ci ha pensato la segreteria provinciale del Carroccio savonese coadiuvata dal contributo di Alda Rebagliati, segretaria cittadina Lega Nord Savona. Presso la sede provinciale in via XX Settembre a Savona, sono aperte le iscrizioni e già si pensa di poter contare su una trentina di volontari pronti ad affrontare questa nuova avventura. Le lezioni del corso, serali, saranno tenute da un avvocato penalista, un esperto di criminologia e un rappresentante delle forze dell Ordine. I relatori, coordinati dal segretario provinciale Andrea Bronda, illustreranno ai presenti alcuni aspetti importanti in materia di normativa del codice penale, sull aspetto psicologico della criminologia presente sul territorio e sul corretto comportamento in caso di avvistamento e segnalazioni di reati durante le ronde. "L idea di questo corso spiega Bronda scaturisce per organizzare in maniera più ordinata l opera di controllo del territorio provinciale tramite un associazione di volontari che nascerà a breve al termine di questi incontri. Questa del corso contro la microcriminalità, tenuto da professionisti nel loro campo, è un idea innovativa in Liguria. Chiariamo subito che non si tratterà di creare una sorta di apparato paramilitare, bensì solo di formare persone volontarie che somiglieranno a quello che in tanti Paesi europei si definisce Polizia civile. Niente armi ma solo tanta buona volontà e passione per la difesa del proprio territorio". Da tempo la provincia di Savona, soprattutto nella zona della Val Bormida a ridosso con le campagne piemontesi, è divenuta teatro di scorribande e terra fertile per i clandestini, con un forte incremento di criminalità. "Con questo corso continua Bronda intendiamo creare una prima squadra di volontari che presto formalizzerà un associazione provinciale tutelata da uno statuto e da regole ben precise. L ausilio di esperti in materia di sicurezza servirà a garantire precisi controlli sul territorio e a convincere gli scettici che fare le ronde non significa solo dare la caccia agli extracomunitari, ma tutelare con una presenza assidua anche chi ha bisogno di aiuto e spesso non trova supporto". Per iscriversi al corso (gratuito) si può contattare la segreteria del Carroccio savonese al numero telefonico 019-9376020 o rivolgersi in sede negli orari di apertura, il lunedì e mercoledì in mattinata, il martedì, giovedì e venerdì nel pomeriggio. P. Gh. [Data pubblicazione: 01/05/2008].

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"Si perde troppo tempo nel realizzare i progetti" (sezione: Nord)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: La Lega

Intervista Guido Bonino deputato della Lega Nord LUCIA BARLOCCO "Si perde troppo tempo nel realizzare i progetti" CENGIO Rientrato dalla sua prima trasferta romana, il neo deputato cengese della Lega Nord, Guido Bonino, parla dei problemi e delle prospettive della Val Bormida. Come ha vissuto il suo debutto nell'aula di Montecitorio? "Ad essere sincero, senza nessuna particolare emozione. Dopo oltre 40 anni in politica ritengo che si tratti di un percorso per così dire ''naturale''. La più grande emozione l'ho provata quando venni eletto sindaco di Cengio nel 1975". Quali sono, secondo lei, i problemi che deve affrontare e risolvere la Val Bormida? "La Val Bormida sta pagando ancora oggi gli errori di programmazione territoriale fatti in passato. Per quanto riguarda il settore industriale risulta difficile gestire la programmazione delle attività produttive quando queste fanno, o facevano capo, a delle multinazionali, quali ad esempio l'ex Comilog di Cairo, l'ex Rolam di Altare e la Ferrania". Esistono delle soluzioni, e se si',quali? "Bisogna assolutamente creare nuove opportunità affinchè alcune attività vengano incentivate garantendo servizi e infrastrutture. E per la Val Bormida, se si vuole davvero rilanciarla, è necessario non solo utilizzare le aree industriali dismesse, ma realizzare la Carcare-Predosa e solo in una fase successiva integrarla eventualmente con la Albenga-Millesimo-Predosa. Ma innanzitutto si deve partire con il primo progetto se non vogliamo, ancora una volta, avere a che fare con ritardi e perdere altre occasioni". Si riferisce a qualcosa in particolare? "Sì. Basti pensare al caso dell'Acna di Cengio. Ritengo, infatti, che si sia perso tempo prezioso riguardo alle operazioni di bonifica delle aree. Ci sono voluti otto anni, e io ho sempre sostenuto che i lavori si sarebbero potuti concludere molto prima. Dobbiamo solamente ringraziare l'attuale commissario Giuseppe Romano che ha dato finalmente una spinta al progetto. Il dramma è che le forze politiche non si sono impegnate abbastanza per fare in modo che l'Enichem potesse avere interesse a rimanere in questa zona". Altre situazioni su cui bisogna intervenire? "Per quanto riguarda le aree ex Agrimont di San Giuseppe di Cairo, qualcosa è stato fatto, ma per ora le iniziative si sono limitate alla razionalizzazione delle aziende locali, ma da solo questo non è sufficiente perchè bisogna che vi sia uno sviluppo ulteriore con l'apporto di altre forze". E a proposito della Ferrania? "Credo che le forze politiche e amministrative non abbiano ancora le idee chiare su quella che sarà la collocazione di questa attività produttiva. Ed è per questo, e non mi riferisco solo alla Ferrania, che rivolgo un appello ai politici, agli amministratori e ai sindacati affinchè prendano coscienza della realtà e cerchino di collaborare per trovare soluzioni concrete e non di facciata". Orizzonti non proprio rosei, quelli che emergono dalla sua analisi... "Sono convinto che la Val Bormida debba riappropriarsi della propria identità, forte di peculiarità e potenzialità che sono enormi, dall'industria alla zootecnia, dall'agricoltura sino al turismo. Ma per questi tre ultimi settori è soprattutto la Regione che ha gli strumenti necessari per incentivarli". Un suo impegno nei confronti dei valbormidesi? "Cercare di far crescere la zona in cui vivo, per fare in modo che possa tornare ad essere protagonista, come lo è stata negli Anni Cinquanta e Settanta".

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