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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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TARTICOLI DEL 5-4-2008       #TOP


Report "Laici e chierici"

Pizze, casini, piloti, mozzarelle, pro-life le elezioni volgono in burletta (per ora) ( da "EUROPA ON-LINE" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: e gli fece rimangiare l'incauto rifiuto in nome delle leggi dello stato. Lo stato laico, appunto, di cui ieri Gianenrico Rusconi ha chiesto il ripristino ai governi che verranno. Sa qual è la mia angoscia? Che tutto questo porti a due cose: tra 10 giorni, a un astensionismo maggiore di quello che i sondaggi avevano registrato;

Noi cattolici adulti il 13 aprile non avremo dubbi sul Pd ( da "EUROPA ON-LINE" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: In questo quadro si pone anche la questione dei cattolici. La responsabile autonomia delle scelte del laico cristiano deve essere affermata con nettezza. La nostra nazione ha bisogno ? con gli altri ? di cristiani laici adulti, e per nulla affatto di chi, guardato talora con una certa benevolenza da una parte dell'alto clero, fa un uso ideologico del cattolicesimo (senza Cristo)

In campagna elettorale politica senza religione - rosario giuè ( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Una contesa laica. Forse sta prevalendo la consapevolezza che se Dio davvero sta da qualche parte, egli se ne starà probabilmente silenzioso e nascosto dietro a chi in Sicilia non ha diritti ed è "costretto" a cercare favori, dietro a chi si ribella al "pizzo".

Massoni divisi tra walter e silvio "ma per le riforme sì a larghe intese" - alberto statera ( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la verità è che non bisogna distinguere tra laici e cattolici, ma tra "bigotti e non", che bisogna capire chi sta occupando veramente la società italiana, che non è, "purtroppo", dice lui, la massoneria, ma "teocom" e "teodem". Più affaristi vari: per esempio Comunione e Liberazione, la Compagnia delle Opere, che nella sanità e in tante altre realtà stanno diventando egemoni,

Odifreddi: meno male che i giovani reagiscono È come per il Vietnam ( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Piergiorgio Odifreddi è ordinario di logica matematica a Torino, polemista e saggista, che più laico non si può. Tanto che si è dichiarato "impossibilitato" ad essere cristiano e soprattutto cattolico, mentre nel suo prossimo libro si autodefinisce "un matematico impenitente" Lei come giudica gli assalti di piazza a Giuliano Ferrara? "Ferrara è un apostata.

Ci scrivono ( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: senza aspettare che lo facciano le istituzioni laiche? Severino Storti Gajan NOMADI / 3 Ospitarli nei conventi Credo che il cardinale Tettamanzi potrebbe cominciare a dare l'esempio mettendo a disposizione oppure affittando al Comune di Milano in "comodato " qualche convento chiuso da anni per mancanza di frati e suore e così il problema dei rom può cominciare ad essere risolto.

È ancora scontro nel Pd tra laici e cattolici ( da "Padania, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Pollastrini: dovrà farlo È ancora scontro nel Pd tra laici e cattolici Iva Garibaldi Roma - Mentre i massimi vertici del Pd studiano come accaparrarsi i voti dei cattolici praticanti, sembra infatti che la maggioranza degli indecisi si trovi in questa categoria, nel partito volano stracci proprio tra i candidati laici e cattolici.

Monica Bellucci si appassiona. Le hanno appena portato un cappuccino con la schiuma a forma di cuore ( da "Stampa, La" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: In questo la Francia è diversa, è un Paese laico, la fede religiosa è considerata un fatto privato e io credo che debba essere così. Mia figlia, per esempio, non è stata battezzata. Quando avrà 18 anni deciderà lei. Imporle una scelta non mi sembrava giusto, sarebbe stato come farle il lavaggio del cervello".


Articoli

Pizze, casini, piloti, mozzarelle, pro-life le elezioni volgono in burletta (per ora) (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 05-04-2008)

Argomenti: Laicita'

FEDERICO ORLANDO Cara Europa, nel gran casino ("case di piacere" dice il generale gentleman, che vuole riaprirle per i soldati), di monnezza, bufale, Alitalia, pizza, liste pro-life, ecc. sembriamo arrivati alla resa dei conti: Veltroni fa capire in tv che i responsabili della monnezza dovranno lasciare, l'Air France ci sbatte la porta in faccia, forse la cassazione ci salverà dalle titubanze di Amato che "non esclude" il rinvio delle elezioni, infine le femministe e non solo hanno risposto con ortaggi e uova alle sanguinose accuse (assassine, omicide) di Ferrara. Cosa concludere? ARMANDO COFELICE, PESCARA Caro Cofelice, la mia conclusione è che così si concludono degnamente 15 anni di transizione dalla prima alla ipotetica terza repubblica, contrassegnati da un sostanziale non governo del paese. Nell'interregno, hanno ripreso piede poteri estranei alla democrazia politica, in primo luogo il clericalismo impiccione predivorzio e il sindacalismo tuttofare anni Settanta. I risultati sono simbolicamente questi che lei cita: i governi latitano e si fanno sostituire dai sindacati nelle trattative con potentati economici (e politici) stranieri; i parlamenti non legiferano nemmeno sui propri poteri in materia elettorale, rimettendosi a quella monumentale accolita di marziani che è il Tar del Lazio e in genere la giustizia amministrativa; lo stato rinuncia alla sua non negoziabile laicità ? scritta nella Costituizione e pubblicamente calpestata ? e permette alla Chiesa non già di occupare spazi pubblici per la religione (che è perfettamente lecito in ogni ordinamento liberale, anzi ne fa parte) ma di aspirare alla guida politica della società (come, per altri interessi, fece il pansindacalismo). Così molti cittadini per un verso fuggono dalla politica alla non partecipazione, consentendo ai governi degli scarabocchi, come li chiamavano nel Risorgimento, di sentirsi ancor più sciolti dall'obbligo di fare e di rispondere al paese; per un altro verso riscoprono la cultura della contestazione, dopo la generazione delle egoistiche indifferenze che ha prodotto, appunto, il non-stato, il non-governo, la non-politica, i non-partiti, e ceduto funzioni di governo a chiese, sette, corporazioni, sindacati e nuovi stregoni. E noi della prima repubblica? La nostra ipocrisia arriva a questo: mentre ci strappiamo i capelli per i pomodori antidemocratici di Bologna su Ferrara (quante solidarietà di salotto comunista borghese sono scattate, signora Mafai), nessuno di noi (salvo sempre la signora Mafai) s'è degnato di strapparsi almeno un pelo per l'attentato di Pisa, dove un medico e un farmacista hanno rifiutato i contraccettivi a due cittadine che, a norma di legge, li chiedevano (è stato ricordato che Maria Pia Garavaglia, cattolica a 18 carati, per un caso analogo verificatosi quando era lei ministro della sanità, piombò come un fulmine di guerra sugli "obbiettori" (obbiettori o cucchiai d'oro?) e gli fece rimangiare l'incauto rifiuto in nome delle leggi dello stato. Lo stato laico, appunto, di cui ieri Gianenrico Rusconi ha chiesto il ripristino ai governi che verranno. Sa qual è la mia angoscia? Che tutto questo porti a due cose: tra 10 giorni, a un astensionismo maggiore di quello che i sondaggi avevano registrato; e, dopo le elezioni, al ritorno in piazza dei nuovi settantasettini incattiviti, invece dei girotondini che ne furono la coda goliardica. Il non governo, i savanorola, la cultura delle guerre di civiltà che predicano, spingono gli altri, prima o dopo, a rispondere colpo su colpo. Una bella spinta alla crisi della democrazia.

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Noi cattolici adulti il 13 aprile non avremo dubbi sul Pd (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 05-04-2008)

Argomenti: Laicita'

ASSOCIAZIONE FONDATA DA GIUSEPPE LAZZATI Noi cattolici adulti il 13 aprile non avremo dubbi sul Pd Gli italiani vengono chiamati il prossimo 13-14 aprile a una importante consultazione elettorale senza avere ricevuto, per resistenze e indisponibilità chiaramente evidenziatesi e facilmente attribuibili, una legge elettorale che consenta la governabilità e la scelta dei loro rappresentanti in parlamento dopo l'interruzione della esperienza del governo Prodi II, il quale ? trascorso un primo biennio di reintegrazione in Europa, di riordino dei conti pubblici, di serietà ed equità fiscale ? si accingeva a varare iniziative di crescita, di riduzione fiscale, di ridistribuzione. La "riconciliazione con il principio di realtà", dopo gli anni dell'avventura, dei sogni come merce di propaganda e delle promesse mancate ? che costituiva in definitiva la cifra del governo Prodi II ? non era evidentemente condivisa fino in fondo nemmeno nella maggioranza di governo, oltre ad aver conosciuto da quasi subito un difficile impatto con diversi settori dell'opinione pubblica restii a separarsi dalle vecchie abitudini. Una insopportabile e autodistruttiva litigiosità della maggioranza ha inoltre alimentato ? e in certi momenti è stata agevolata da ? un deficit riformista del governo, soprattutto sul piano delle politiche sociali e del sostegno alle famiglie a basso reddito, che ha provocato una diminuzione del consenso verso alcuni suoi provvedimenti, enfatizzata anche da una carenza nella capacità di spiegare chiaramente ai cittadini il senso e i vantaggi delle politiche scelte. La scelta del Partito democratico di presentarsi da solo alle prossime elezioni in condizioni di partenza sfavorevoli ma con un definito profilo riformista è una scelta che ha tratto lezione da questa esperienza ed è stata un atto di coraggio politico; essa ha introdotto un fattore di chiarezza che ha rimodellato il quadro politico e ha liberato nei cittadini nuove energie, come si coglie dalla grande tensione e attenzione che accompagna la sua campagna elettorale. La scelta che si pone davanti all'elettorato presenta questo carattere: o tornare, perfino con meno verve di quanta ce ne fosse nel 2001, a prima del 2006, alle ricette proclamate e inattuate, agli anni delle illusioni, della irresponsabile leggerezza (vedi condoni fiscali), della legge ridotta a strumento di un singolo, della paura, del rancore, della chiusura, delle divisioni del tessuto nazionale, dell'isolamento in Europa e di una collocazione internazionale innaturale per l'Italia; oppure navigare nel mare aperto del mondo attuale e scegliere una prospettiva di sviluppo sostenibile, perciò premiare politiche che puntino a valorizzare i giovani, le donne, i produttori di ricchezza, la formazione e la ricerca, le autonomie locali, coniugando tutto questo con il rigore nella legalità (anche in ambito fiscale) e la lotta contro i poteri illegali, le mafie e ogni forma di criminalità organizzata, con la creazione delle indispensabili reti di solidarietà e di inclusione, con una attiva politica di pace secondo quanto viene richiesto dalla Costituzione. In questo quadro si pone anche la questione dei cattolici. La responsabile autonomia delle scelte del laico cristiano deve essere affermata con nettezza. La nostra nazione ha bisogno ? con gli altri ? di cristiani laici adulti, e per nulla affatto di chi, guardato talora con una certa benevolenza da una parte dell'alto clero, fa un uso ideologico del cattolicesimo (senza Cristo) come strumento politico. Abbiamo assistito con sconcerto al fatto che settori ecclesiastici abbiano potuto dare l'impressione di appoggiare o di auspicare l'una o l'altra collocazione di schieramento e di partito, atteggiamenti successivamente e opportunamente corretti dalla Conferenza episcopale italiana con una dichiarazione di non-identificazione della comunità ecclesiale con l'uno o l'altro partito o schieramento, non-identificazione che deve restare tale anche nei fatti (e che non significa, naturalmente, indifferenza). Non ci sembra che la formazione di correnti o gruppi di pressione "cattolici" all'interno dell'uno o l'altro partito o schieramento sia una strada omogenea alla tradizione del cattolicesimo democratico da cui proveniamo, che deve oggi "trafficare" i propri talenti nel campo aperto della comunicazione e nel confronto con altre visioni del mondo e della vita. Pensiamo che l'impegno dei cattolici in politica debba qualificarsi non in virtù della difesa di valori cattolici, ma in virtù della ricerca e della costruzione di una prospettiva comprensiva sulla giustizia e sul bene comune, in cui i valori umani e cristiani fungano da principio animatore più che da manifesto identitario, e nella quale l'ispirazione della fede operi, secondo una bellissima espressione di Aldo Moro, come "principio di non appagamento", come tensione mai esaurita verso una società più "a misura dell'uomo e di tutti gli uomini" (Giuseppe Lazzati). Inoltre il riferirsi a valori da parte degli uomini politici dovrebbe ? anche se sappiamo bene che l'uomo è imperfetto e fallibile e che la politica ha un suo autonomo scopo ? tradursi in uno sforzo di rigore e di fedeltà anche sul piano del comportamento personale: scelte di vita che appaiano troppo distanti dai valori, soprattutto quando questi vengono usati come manifesto politico, fanno nascere più di un dubbio sulla credibilità, anche politica, di coloro che li proclamano. Un richiamo a valori poi che vada insieme con la promozione di fatto o la propaganda di mentalità e forme di vita individualistiche, edonistiche, materialistiche, fa pensare più a confusione e anarchia valoriale che a serietà etica. Pensiamo che per chi si ispira alla cultura del cattolicesimo democratico non possano sussistere dubbi sia sulla necessità di esprimere il proprio voto sia per quale lato propendere dell'alternativa in gioco il 13-14 aprile. CITTÀ DELL'UOMO - SEZIONE DI ROMA.

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In campagna elettorale politica senza religione - rosario giuè (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIX - Palermo IN CAMPAGNA ELETTORALE POLITICA SENZA RELIGIONE ROSARIO GIUè Finalmente non si prende più Dio come "arma" nella propria battaglia politica. Fino a ora, infatti, nella contesa elettorale per Palazzo dei Normanni o per Roma non si è "nominato Dio invano". Sembra così definitivamente tramontato il tempo in cui i galoppini politici raccomandavano di votare per la "croce". è finito il tempo di quando Dio era "arruolato" alla causa di un partito. Di quando Dio era "impiegato" da chi diceva che in Sicilia la mafia non esisteva. Allora, proprio in nome di quel Dio "arruolato", si facevano i favori, si allargava il sistema del clientelismo. Oggi i favori si continua a prometterli, purtroppo, in cambio del voto. Ma almeno non si scomoda Dio, non si mercifica Dio. è finito il tempo di quando i parroci, anche durante la messa, ritenevano un dovere ricordare di votare "bene", di non votare i nemici della "croce", i nemici di Dio. Allora, se qualche prete o povero cristiano nello spirito del Concilio provava a criticare sommessamente quello stile era subito segnato con marchio di "quello che fa politica". Lui faceva politica, non gli altri, quanti si agitavano nelle sacrestie e nelle curie in nome di Dio. Dunque si può dire che oggi siamo davanti a forma di "secolarizzazione" della politica, a una sua orizzontalità anche in Sicilia. Ed è un fatto positivo. La politica diventa soltanto una questione di soluzioni ai problemi. E anche il politico più spregiudicato si guarda bene dall'usare la religione a scopi elettorali. Anche lui ha intuito che sarebbe complicato farsi accettare strumentalmente con un linguaggio religioso in una società secolarizzata, dell'immagine, dei bisogni e dei consumi. Ma c'è un'altra faccia della medaglia della "secolarizzazione della politica" che si manifesta in Sicilia: quella che slega la politica dall'etica, quando la politica ritiene di non dover rendere conto sul piano etico e si rifugia dietro la "legittimazione" popolare: "i siciliani mi hanno votato", "gli italiani mi hanno votato". Come se il consenso, il consenso ricevuto anche di chi è costretto a non badare alla distinzione tra diritti e favori, potesse da solo garantire la legittimazione etica. In ogni caso, anche se non si nomina più invano il nome di Dio, tuttavia non si rinuncia a cercare i voti "cattolici". Ci sono politici che ancora oggi hanno un debole per i voti "cattolici". Ma li si cerca per vie meno ufficiali, una volta che è venuta meno l'unità politica dei cattolici. Li si cerca con più pudore, magari servendosi di contatti più o meno informali. Così in piena campagna elettorale qualche candidato siciliano ha trovato il tempo di fare visita a tre vescovi in un solo giorno. Non si comprende quale possa essere il motivo di urgenza perché un vescovo si debba sentire in dovere di ricevere in visita un candidato. Ma questa è un'altra storia che riguarda la comunità ecclesiale, non i politici. Anche in Sicilia, comunque, la politica è diventata una pratica più civile. Una contesa laica. Forse sta prevalendo la consapevolezza che se Dio davvero sta da qualche parte, egli se ne starà probabilmente silenzioso e nascosto dietro a chi in Sicilia non ha diritti ed è "costretto" a cercare favori, dietro a chi si ribella al "pizzo". Non dietro un nome, dietro una bandiera di partito o una "croce". Si può dire che ormai anche la Chiesa siciliana, nel suo complesso, ha imparato ad attrezzarsi a resistere al ricatto del cattivo uso della fede. Ha imparato a non farsi catturare nella contesa politica identitaria. E ciò non per rinuncia, per disinteresse per ciò che avviene nella storia, ma per una maturazione, per una forma di liberazione da un abbraccio improprio e mortifero che non le permetteva fino in fondo di essere se stessa.

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Massoni divisi tra walter e silvio "ma per le riforme sì a larghe intese" - alberto statera (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Rimini, stati generali del Grande Oriente. In vista del voto anatema contro teocon e teodem Massoni divisi tra Walter e Silvio "Ma per le riforme sì a larghe intese" Un messaggio di solidarietà a Napolitano dopo l'attacco di Berlusconi ALBERTO STATERA DAL NOSTRO INVIATO RIMINI - Caino e Abele, Romolo e Remo, i due fratelli irlandesi di Ken Loach e persino i due pezzi del Visconte Dimezzato di Italo Calvino, che poi era solo uno, irrompono, evocati dal filosofo Giulio Giorello, nel grande show annuale e stavolta sciaguratamente preelettorale della massoneria italiana intitolato "Tu sei mio fratello". Mio fratello? Tu scherzi, io ti accoltello. Mai fare la Gran Loggia del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani alla vigilia delle elezioni, perché tra i fratelli uno è sempre di troppo e spesso finisce ammazzato dal consanguineo. Altro che fratelli. Il format diventa sanguinosamente "Fratelli coltelli". Berlusconi? Veltroni? O magari Veltrusconi, in nome della fratellanza? Parliamone fraternamente nel tempio con un fraterno coltello puntato alla schiena, si dicono i fratelli alla Gran Loggia del Grande Oriente d'Italia, arringati, come se fosse lo stesso, dall'ordinario di Filosofia della Scienza all'Università di Milano e da Alessandro Meluzzi, psichiatra uscito dal format tivù "Isola dei famosi", ex parlamentare berlusconiano e prossimo religioso all'orecchio di quell'ex prete accusato di abusi sessuali. Sono due o tremila qui al Palacongressi di Rimini a invocare - chissà quanti con animo massonicamente puro - la fratellanza in uno sconfinato simil-tempio massonico tutto dipinto di blu, sormontato da simboli esoterici, colonne, compassi, fraterne mani che s'intrecciano nel motto "libertà, uguaglianza, fratellanza". Fuori i banchetti business-oriented carichi di spadoni, distintivi, gagliardetti, talismani, francobolli, occhi di dio, calendari aztechi, piatti, ritratti di Garibaldi e quant'altro un'anima libera desideri liberamente acquistare. Incedono, attratti dalla merce, qualche barba mazziniana e soprattutto tanti, ma tanti berluscotti in blu simil-Caraceni. Che oggi le prendono dure dal Gran Maestro del Grande Oriente Gustavo Raffi, in carica da quasi un decennio, un capo che gli assalitori sembra vogliano spedire a casa dopo due mandati, in vista della nuova esaltante stagione berlusconiana. Una stagione che richiede probabilmente un Gran Maestro più coinvolto nella causa. Avvocato di Ravenna, repubblicano lamalfiano ("Ugo, Ugo" tiene a precisare, aggiungendo interrogativo "Giorgio chi?"), allievo prediletto di Randolfo Pacciardi, che fu accusato di fascismo, ma che "ai fascisti sparò per primo", Raffi, nel tripudio della Gran Loggia, se la deve vedere con la "miserrima" politica politicante, che incede senza rispetto nel Tempio alla vigilia del 13 aprile. S'insinua tra i filosofi che nel blu della sala volteggiano tra Platone e San Tommaso, il "caso Bianchi", nel senso di Massimo Bianchi, Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente, ex funzionario del Psi, ex vicesindaco socialista di Livorno, tradizionale capitale massonica, che si è candidato alla Camera con i socialisti di Boselli, De Michelis e Bobo Craxi. Ha lui la scena mediatica tra i banchetti dei compassi e degli spadoni. Si poteva candidare no? Ha inflitto o no un vulnus alla massoneria a-politica e a-religiosa? Senza scomodare Garibaldi e tutti i gran maestri che hanno fatto i parlamentari, "chiedetelo magari a Denis Verdini", fa il Gran Maestro Raffi, cui non si può negare un senso dell'umorismo assai poco massonico-mazziniano. Questo Verdini pare sia quel massone boss toscano, coinvolto nelle aziende di famiglia di Berlusconi, che da Firenze a Livorno, da Arezzo a Siena, fa il bello e il cattivo tempo, persino con quei banchieri alteri del Monte dei Paschi di Siena e che adesso ha deciso, alla vigilia delle elezioni, di coinvolgere anche il Grande Oriente nella sua campagna elettorale. Per il Parlamento, ma anche per Villa Medici del Vascello, la residenza romana che guarda la Cupola di San Pietro e che Raffi pare vorrebbe tenere occupata per un altro mandato. Tornano forse i tempi della P2 di Licio Gelli - affari sporchi e politica - cui Berlusconi fu iscritto, con suo grande scorno, come semplice muratore? "Altro che muratore! - disse. Io ho costruito intere città!". Una cosa è certa - garantisce il Gran Maestro - che se c'è una negazione dei più sani principii della massoneria, questo si chiama Berlusconi: "Le sembra forse un uomo con aspirazioni pedagogiche, quelle che a noi stanno più a cuore?" Francamente non ci sembra. Ma il Gran Maestro mazziniano, se la deve vedere in casa con un Verdini qualunque? Non batteva risolutamente a sinistra l'autentico cuore massonico? "Guardi, non sono io, ma è la nostra storia stessa a dire che il nostro cuore batte a sinistra. Anche Bakunin era massone. Ma dal tempio la politica resta fuori, ciascuno vota chi crede", garantisce Raffi, che, al massimo, fornisce una ricetta personale, non della libera muratoria che rappresenta: "In questa campagna elettorale tutti vendono la stessa saponetta, per cui ci toccherà votare turandoci il naso, come diceva Montanelli. Poi ci sono quelli che demonizzano le istituzioni, come Beppe Grillo, che non si sa dove ci possono portare negando i partiti, che sono il sale della democrazia, e gli amorali come Giuliano Ferrara, escrescenza di un paese che si divide tra laici, credenti, intolleranti e opportunisti, cinici del cattolicesimo ateo". O "atei devoti", come li chiamò Benedetto Croce. O, peggio, orfani dell'Enciclica "Mirari Vos" di Gregorio XVI, come ce ne sono nel Partito Democratico di Walter Veltroni. Quelli che considerano la libertà di coscienza come "errore velenosissimo". Per Raffi, la verità è che non bisogna distinguere tra laici e cattolici, ma tra "bigotti e non", che bisogna capire chi sta occupando veramente la società italiana, che non è, "purtroppo", dice lui, la massoneria, ma "teocom" e "teodem". Più affaristi vari: per esempio Comunione e Liberazione, la Compagnia delle Opere, che nella sanità e in tante altre realtà stanno diventando egemoni, con la complicità di Berlusconi, che era partito con un'impostazione liberista, ma che oscilla ora ad ogni vento. Per chi votano dunque il 13 e 14 aprile questi qui riuniti a Rimini nel tempio blu del Gran Maestro mazziniano dalla lingua arguta? Mandano i complimenti al presidente Giorgio Napolitano, baluardo democratico che Berlusconi ha appena attaccato, ne ricevono da Palazzo Chigi, trasmessi dal sottosegretario Elidio De Paoli, anche se quest'anno tra i relatori non figura lo storico Palo Prodi, fratello del presidente del Consiglio uscente. Diciannovemila grembiulini, maestri, maestrini, gran maestri, muratori. Realisticamente diciamo che forse voteranno metà e metà. Con un'avvertenza: trovare "soluzioni condivise", ma "senza pateracchi". Fratellanza, ci vuole comunque fratellanza. Ma nessuno degli esimi filosofi ingaggiati dal Gran Maestro ha spiegato come si fa a vincere l'eterna sindrome dell'umanità Caino-Abele.

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Odifreddi: meno male che i giovani reagiscono È come per il Vietnam (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-04-05 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il matematico: sì ai "lanci" Odifreddi: meno male che i giovani reagiscono è come per il Vietnam ROMA - Piergiorgio Odifreddi è ordinario di logica matematica a Torino, polemista e saggista, che più laico non si può. Tanto che si è dichiarato "impossibilitato" ad essere cristiano e soprattutto cattolico, mentre nel suo prossimo libro si autodefinisce "un matematico impenitente" Lei come giudica gli assalti di piazza a Giuliano Ferrara? "Ferrara è un apostata. Prima era comunista adesso è papista, ma è soprattutto un provocatore. La sua lista è un tentativo di abusare degli spazi elettorali per portare avanti una battaglia che nulla ha a che fare con le elezioni politiche. Davanti a questo, non si può pretendere che la gente non reagisca ". Allora le vanno bene i lanci di uova, bottiglie e pomodori? "Bisognerebbe rispondere alle provocazioni con il silenzio. Ma se le provocazioni sono amplificate dai più grandi organi di stampa, dico: meno male che ci sono ragazzi e ragazze che reagiscono. Sono manifestazioni di dissenso vero, come quelle che si tenevano anni fa contro la guerra del Vietnam, di chi, almeno su questo, vuole dire la sua. Su Ferrara e sul Papa chiedo il silenzio stampa. E vedrà che anche le piazze si calmerebbero. Lo so, che può sembrare brutto, visto che che lo si faceva per i brigatisti". Insomma, Ferrara non deve parlare? "Il Papa ha l'Osservatore Romano ela Radio Vaticana. Ferrara dirige un giornale: le scriva sul Foglio le sue idee. Punto e basta". M.A.C.

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Ci scrivono (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 05-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-05 num: - pag: 9 categoria: BREVI Ci scrivono NOMADI / 1 Usiamo le caserme Attendiamo proposte serie per i rom: mettiamoli nei seminari vuoti, ospitiamoli nelle caserme vuote. Si faccia poi un piano educativo serio e si intervenga per evitare gli accattonaggi a volte violenti e quant'altro. Mi aspetterei dal mio amatissimo arcivescovo e da Formigoni un vero piano Caritas, lasciando questa situazione si creano solo emarginazioni foriere di rabbia. Bruno Nunziati NOMADI / 2 Intervenga la Curia Anche oggi appare sul Corriere un articolo sullo sgombero dei rom e la reazione della Curia milanese. "...i più (cattolici) stanno dalla parte di Tettamanzi". La mia impressione è che la Curia sia incappata, senza volerlo, nel famoso detto popolare "predicare bene, razzolare male". Quando Gesù mandò i suoi in giro ad annunciare il Vangelo raccomandò loro: non vogliate avere né oro né argento né denaro nelle vostre borse. Né bisacce per il viaggio né due vesti né scarpe né bastone. (Matteo 10,9-10). La Curia non ha abbastanza denaro per mandare acqua e latte ai rom senza aspettare che lo facciano le istituzioni laiche? Severino Storti Gajan NOMADI / 3 Ospitarli nei conventi Credo che il cardinale Tettamanzi potrebbe cominciare a dare l'esempio mettendo a disposizione oppure affittando al Comune di Milano in "comodato " qualche convento chiuso da anni per mancanza di frati e suore e così il problema dei rom può cominciare ad essere risolto. Il cardinale Tettamanzi non concorda con la linea adottata dalla amministrazione comunale nei confronti dei rom? Cominci a dare l'esempio. Mario lauro METRò 5 Lavori bloccati La linea 5 del metrò come la Tav: gli ambulanti non vogliono spostarsi in spazi vicini, e gli scavi del metrò 5 sono sospesi. Mentre la città esulta e scalda i motori per l'Expo 2015, arrivano questi messaggi incredibili. Guido Gai TRAFFICO Le moto e il codice Giusto che i motociclisti abbiano il diritto di partecipare al tavolo della sicurezza stradale ma prima serve un esame di coscienza: la quasi totalità non si ferma ai passaggi pedonali, spesso sorpassano sulla destra ed eseguono gimcane rischiose fra le auto. Franco Mazzetti OSPEDALI Il rispetto dei precetti In merito alla denuncia di Giuseppe Laras molti sono gli ospedali che si sono distinti per la loro cura nei confronti dei ricoverati di altre religioni. L'elenco completo è visionabile sul sito www.ondaosservatorio. it. Francesca Merzagora TORRE BRANCA Nata per la Triennale La Torre Branca è stata fatta nel 1933, non nel 1906, da Gio Ponti. è stata costruita per la Triennale. Giovanni Pelli VIA SAN MARCO Pista incompiuta Si parla tanto di nuove piste ciclabili a Milano,vorrei sapere chi ha progettato il tratto di via San Marco dal Corriere al ponte delle Gabelle. Sembra di percorrere le classiche dei Paesi del Nord, tutto pavé, che quando arrivi alla fine... Vicino c'è la pista per i pedoni tutta bella liscia. Nando Barbarani CENACOLO Non è un circo Ma come? Da anni l'accesso alla sala del celebre dipinto di Leonardo è supercontrollato, con non più di dieci/ quindici minuti per ogni gruppo di visitatori ed ora l'assessore vorrebbe impiantarci uno spettacolo di ben due ore di suoni e luci! Ma siamo matti? Meno male che il ministero si è opposto. P. Celada FIGINO Lavatoio disastrato Le condizioni del modesto manufatto sono sotto gli occhi di tutti. Ci auguriamo che il dissenso di un anonimo cittadino a demolire il lavatoio e ampliare l'attiguo parcheggio non diventi un alibi per l'amministrazione a non effettuare parte degli interventi assicurati al quartiere nell'aprile del 2007 nel corso di un incontro a Palazzo Marino. Per il rispetto della verità dei fatti e non per spirito polemico, rammentiamo che nel dicembre 2006 il Comitato di quartiere chiese ai cittadini di esprimere la loro opinione sulla proposta di abbattere o meno il lavatoio per poter disporre di un parcheggio più ampio. Su 270 risposte pervenute, il 70% si dichiarò favorevole alla demolizione del manufatto. Successivamente anche il CdZ si pronunciò a favore dell'ampliamento del parcheggio. Siro Palestra Ciro di Menna.

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È ancora scontro nel Pd tra laici e cattolici (sezione: Laici e chierici)

( da "Padania, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Laicita'

La teodem Binetti: non voterò le Unioni civili. Pollastrini: dovrà farlo È ancora scontro nel Pd tra laici e cattolici Iva Garibaldi Roma - Mentre i massimi vertici del Pd studiano come accaparrarsi i voti dei cattolici praticanti, sembra infatti che la maggioranza degli indecisi si trovi in questa categoria, nel partito volano stracci proprio tra i candidati laici e cattolici. Il fuoco alle polveri l ha dato qualche giorno fa l aspirante deputato nonché generale Mauro Del Vecchio con l esternazione che gay ed esercito non sono compatibili. Nonostante la marcia indietro veloce fatta dall ex militare e la smentita dello stesso Veltroni, la polemica è ugualmente scoppiata. Né può essere diversamente visto che, nonostante le operazioni di maquillage con i finti disoccupati e i giovani raccomandati, il Piddì altro non è che un operazione posticcia dove Ds e Dl sono uniti per fini elettorali. Pronti, gli uni e gli altri, ad azzannarsi a vicenda alla prima parola fuori posto. Finora i candidati cattolici hanno avuto la consegna del silenzio anche se non si sa se questa decisione sia partita direttamente dal segretario del Loft. Sta di fatto comunque che personaggi di primo piano conosciutissimi nel mondo cattolico come il condutture televisivo di A sua immagine Andrea Sarubbi, candidato al nono posto alla Camera nel collegio Campania I, e il professor Mauro Ceruti, numero due al Senato in Lombardia, subito dopo Umberto Veronesi sono rimasti sostanzialmente in silenzio per tutta la durata della campagna elettorale. Chi ha esternato decisamente di più, ma chi la conosce dice comunque che si è molto controllata rispetto alle sue inclinazioni, è Paola Binetti, teodem di ferro nonché numeraria dell Opus Dei. Tra la Binetti, la collega di partito Emma Bonino e in generale tutti i laici non corre evidentemente buon sangue. Difficile credere che le due anime possano convivere nella stessa casa. Intanto ieri è scoppiata l ennesima grana per il Pd: "Non voterò nessuna normativa giuridica a tutela delle coppie gay" ha detto la senatrice ai microfoni di Ecotv ribadendo la sua posizione sulle Unioni civili e sottolineando l importanza della difesa della eterosessualità. "Nel momento in cui dovessero arrivare i famosi Dico io non li voterei", ha spiegato la senatrice teodem. "Il mio punto di vista è semplice. Prima di tutto, a mio giudizio - ha aggiunto - esiste una dimensione che io considero più legata alla sviluppo ordinario di una persona, che è quella dell amore e della sessualità che è più squisitamente eterosessuale perché la complementarità biologica, la complementarità con cui ognuno di noi raggiunge la pienezza della sua maturità ha questa come strada maestra. Questa è la naturalezza, se si vuole considerarla anche statisticamente parlando". Risponde a tono Paola Concia, rappresentante dei gay e candidata nello stesso partito: "Chi si è candidato per il Partito democratico ha condiviso il programma che su questo punto è chiaro: ci dovrà essere una legge sulle unioni civili". A sostegno di questa tesi parla anche Barbara Pollastrini: "Il programma del Pd - dice - non ha reticenze nel dire alcuni sì a scelte che per me hanno grande significato: alla legge per i diritti-doveri dei conviventi, omosessuali e non; al testamento biologico; alla difesa della legge 194". Nonostante i tentativi di Veltroni di gettare acqua sul fuoco, ormai la polemica è diventata una tempesta: agli attacchi interni contro i cattolici si aggiungono pure quelli degli ex alleati di sinistra: Grillini, Sgobio, De Simone e altri puntano il dito contro il partito democratico. "Evidentemente quella del generale Del Vecchio non è stata una svista dice Gennaro Migliore - le dichiarazioni della senatrice Binetti mostrano che il Pd è, purtroppo, pervaso da una cultura omofoba". In serata la Binetti chiarisce che l intervista è stata strumentalizzata ma senza smentirne i contenuti. Ci si chiede comunque, di fronte all ennesimo litigio che nemmeno la vicinanza del voto riesce a placare, dove sia il nuovo propagandato da Veltroni rispetto ai vecchi insanabili contrasti che hanno già squassato la maggioranza e il Governo Prodi. [Data pubblicazione: 04/04/2008].

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Monica Bellucci si appassiona. Le hanno appena portato un cappuccino con la schiuma a forma di cuore (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 05-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Ha tempo per guardarsi solo un attimo allo specchio prima dell'assalto dei fotografi per il lancio di Shoot'em up (dall'11 al cinema) ma, invece di pensare alle cose che assillano le dive in momenti come questi (come sto, il film sarà piaciuto, odio le domande dei giornalisti), espone una lucida analisi della situazione italiana. Dal punto di vista socio-economico. Monica delle meraviglie, altro che bella e basta. Divisa tra i set del mondo, moglie di un attore scontroso e fascinoso come Vincent Cassel, madre felice di Deva che oggi ha tre anni e mezzo e potrebbe anche vedersi regalare un fratellino, Bellucci ha imparato da tempo che tra i mille segreti del glamour c'è pure quello di saper pensare. Mai come in questo periodo si parla tanto di Italia e di Francia. Dal caso Alitalia al matrimonio di Carla Bruni è un confronto continuo che, spesso, diventa litigiosa contrapposizione. Che cosa ne pensa? "Siamo due cugini che si stuzzicano di continuo. Sa come si definiscono i francesi? "Italiani arrabbiati". Insomma, stiamo sempre a beccarci perché tra tutti i Paesi d'Europa siamo quelli che più si somigliano". Naturalmente le hanno chiesto cento volte della Bruni, di Sarkozy e così via... "Sì e in questi giorni che sono in Italia ancora di più del solito. Ma non so niente di più di voi, vorrei chiarire che, anche quando sono a Parigi, non è che mi sveglio la mattina e vado a prendere il caffè all'Eliseo... E poi non mi sognerei mai di entrare nella vita privata di nessuno". Mancano pochi giorni alle elezioni. Qual è, in Italia, il primo problema da risolvere? "È un momento molto complicato, il problema numero uno è che gli italiani non arrivano a fine mese. Le cose importanti, i bisogni primari, mangiare, bere, allevare i figli, sono difficili da soddisfare. Bisogna intervenire su questo. Tutto il resto viene dopo". Di chi è la colpa della crisi? "Il nodo è stato il cattivo utilizzo dell'euro. Evidentemente, quando c'è stato il cambio di moneta, i responsabili del Tesoro non hanno saputo o voluto controllare e prevedere quello che sarebbe successo, così di botto l'Italia è precipitata nella povertà. Prima con due milioni di lire si riusciva ad andare avanti, adesso con mille euro non si compra nulla, la gente è più povera e più arrabbiata. Questo è accaduto anche in Francia, ma la gestione dell'euro è stata diversa". Venendo da fuori, che atmosfera sente oggi in Italia? "Pericolosa... Sta diventando un Paese di dogmi e i dogmi riguardano la religione. Ho ricevuto un'educazione cattolica, contro la religione non ho nulla, quello che invece mi preoccupa molto è la strumentalizzazione politica della religione". Quindi la allarmano anche certe battaglie politiche, il dibattito sulla legge per l'aborto... "Il fatto è che a rimetterci per prime sono sempre le donne, per questo bisogna stare molto attente, basta un attimo e ci ritroviamo nel Medioevo. In questo la Francia è diversa, è un Paese laico, la fede religiosa è considerata un fatto privato e io credo che debba essere così. Mia figlia, per esempio, non è stata battezzata. Quando avrà 18 anni deciderà lei. Imporle una scelta non mi sembrava giusto, sarebbe stato come farle il lavaggio del cervello". In "Shoot'em up" è una prostituta, un ruolo che non le è nuovo. "La prostituita si può interpretare in mille modi. Non ho nulla contro la prostituzione, anzi è un mondo che crea sempre curiosità". Nel film c'è una scena di sesso bollente con Clive Owen (già su YouTube), durante una sparatoria. Facile o difficile? "La sequenza di sesso è da fumetto, sopra le righe come il resto del film. Posso dire che, mentre la giravamo, proprio per via delle acrobazie e degli spari, pensavamo a tutto tranne che all'eros".

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