HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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TARTICOLI DEL 5-4-2008 #TOP
Pizze,
casini, piloti, mozzarelle, pro-life le elezioni volgono in burletta (per ora)
( da "EUROPA
ON-LINE" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: e gli fece rimangiare l'incauto
rifiuto in nome delle leggi dello stato. Lo stato laico, appunto, di cui ieri Gianenrico Rusconi ha chiesto il ripristino ai governi che
verranno. Sa qual è la mia angoscia? Che tutto questo porti a due cose: tra 10
giorni, a un astensionismo maggiore di quello che i sondaggi avevano
registrato;
Noi
cattolici adulti il 13 aprile non avremo dubbi sul Pd
( da "EUROPA
ON-LINE" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: In questo quadro si pone anche la
questione dei cattolici. La responsabile autonomia delle scelte del laico
cristiano deve essere affermata con nettezza. La nostra nazione ha bisogno ?
con gli altri ? di cristiani laici adulti, e per nulla affatto di chi, guardato
talora con una certa benevolenza da una parte dell'alto clero, fa un uso
ideologico del cattolicesimo (senza Cristo)
In
campagna elettorale politica senza religione - rosario giuè
( da "Repubblica,
La" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Una contesa laica. Forse sta
prevalendo la consapevolezza che se Dio davvero sta da qualche parte, egli se
ne starà probabilmente silenzioso e nascosto dietro a chi in Sicilia non ha
diritti ed è "costretto" a cercare favori, dietro a chi si ribella al
"pizzo".
Massoni
divisi tra walter e silvio
"ma per le riforme sì a larghe intese" - alberto
statera
( da "Repubblica,
La" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: la verità è che non bisogna
distinguere tra laici e cattolici, ma tra "bigotti e non", che
bisogna capire chi sta occupando veramente la società italiana, che non è,
"purtroppo", dice lui, la massoneria, ma
"teocom" e "teodem".
Più affaristi vari: per esempio Comunione e Liberazione, la Compagnia delle
Opere, che nella sanità e in tante altre realtà stanno diventando egemoni,
Odifreddi:
meno male che i giovani reagiscono È come per il Vietnam
( da "Corriere
della Sera" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Piergiorgio Odifreddi
è ordinario di logica matematica a Torino, polemista e saggista, che più laico
non si può. Tanto che si è dichiarato "impossibilitato" ad essere
cristiano e soprattutto cattolico, mentre nel suo prossimo libro si
autodefinisce "un matematico impenitente" Lei come giudica gli
assalti di piazza a Giuliano Ferrara? "Ferrara è un
apostata.
Ci
scrivono ( da "Corriere della Sera"
del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: senza aspettare che lo facciano le
istituzioni laiche? Severino Storti Gajan NOMADI / 3
Ospitarli nei conventi Credo che il cardinale Tettamanzi potrebbe cominciare a
dare l'esempio mettendo a disposizione oppure affittando al Comune di Milano in
"comodato " qualche convento chiuso da anni per mancanza di frati e
suore e così il problema dei rom può cominciare ad
essere risolto.
È
ancora scontro nel Pd tra laici e cattolici
( da "Padania,
La" del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Pollastrini: dovrà farlo È ancora scontro nel
Pd tra laici e cattolici Iva Garibaldi Roma - Mentre i
massimi vertici del Pd studiano come accaparrarsi i voti dei cattolici
praticanti, sembra infatti che la maggioranza degli indecisi si trovi in questa
categoria, nel partito volano stracci proprio tra i candidati laici e
cattolici.
Monica
Bellucci si appassiona. Le hanno appena portato un cappuccino con la schiuma a
forma di cuore ( da "Stampa, La"
del 05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: In questo la Francia è diversa, è
un Paese laico, la fede religiosa è considerata un fatto privato e io credo che
debba essere così. Mia figlia, per esempio, non è stata battezzata. Quando avrà
18 anni deciderà lei. Imporle una scelta non mi sembrava
giusto, sarebbe stato come farle il lavaggio del cervello".
( da "EUROPA ON-LINE" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
FEDERICO ORLANDO
Cara Europa, nel gran casino ("case di piacere" dice il generale
gentleman, che vuole riaprirle per i soldati), di monnezza,
bufale, Alitalia, pizza, liste pro-life, ecc. sembriamo arrivati alla resa dei
conti: Veltroni fa capire in tv che i responsabili della monnezza
dovranno lasciare, l'Air France ci sbatte la porta in faccia, forse la
cassazione ci salverà dalle titubanze di Amato che "non esclude" il
rinvio delle elezioni, infine le femministe e non solo hanno risposto con
ortaggi e uova alle sanguinose accuse (assassine, omicide) di Ferrara. Cosa
concludere? ARMANDO COFELICE, PESCARA Caro Cofelice,
la mia conclusione è che così si concludono degnamente 15 anni di transizione
dalla prima alla ipotetica terza repubblica,
contrassegnati da un sostanziale non governo del paese. Nell'interregno, hanno
ripreso piede poteri estranei alla democrazia politica, in primo luogo il
clericalismo impiccione predivorzio e il sindacalismo
tuttofare anni Settanta. I risultati sono simbolicamente questi che lei cita: i
governi latitano e si fanno sostituire dai sindacati nelle trattative con
potentati economici (e politici) stranieri; i parlamenti non legiferano nemmeno
sui propri poteri in materia elettorale, rimettendosi a quella monumentale
accolita di marziani che è il Tar del Lazio e in genere la giustizia
amministrativa; lo stato rinuncia alla sua non
negoziabile laicità ? scritta nella Costituizione e
pubblicamente calpestata ? e permette alla Chiesa non già di occupare spazi
pubblici per la religione (che è perfettamente lecito in ogni ordinamento
liberale, anzi ne fa parte) ma di aspirare alla guida politica della società
(come, per altri interessi, fece il pansindacalismo).
Così molti cittadini per un verso fuggono dalla politica alla non
partecipazione, consentendo ai governi degli scarabocchi, come li chiamavano
nel Risorgimento, di sentirsi ancor più sciolti dall'obbligo di fare e di
rispondere al paese; per un altro verso riscoprono la cultura della
contestazione, dopo la generazione delle egoistiche indifferenze che ha
prodotto, appunto, il non-stato, il non-governo, la
non-politica, i non-partiti, e ceduto funzioni di governo a chiese, sette,
corporazioni, sindacati e nuovi stregoni. E noi della prima repubblica? La
nostra ipocrisia arriva a questo: mentre ci strappiamo i capelli per i pomodori
antidemocratici di Bologna su Ferrara (quante solidarietà di salotto comunista
borghese sono scattate, signora Mafai), nessuno di noi (salvo sempre la signora
Mafai) s'è degnato di strapparsi almeno un pelo per l'attentato di Pisa, dove
un medico e un farmacista hanno rifiutato i contraccettivi a due cittadine che,
a norma di legge, li chiedevano (è stato ricordato che
Maria Pia Garavaglia, cattolica a 18 carati, per un
caso analogo verificatosi quando era lei ministro della sanità, piombò come un
fulmine di guerra sugli "obbiettori" (obbiettori o cucchiai d'oro?) e gli fece rimangiare l'incauto rifiuto in nome delle leggi dello
stato. Lo stato laico, appunto, di cui ieri Gianenrico
Rusconi ha chiesto il ripristino ai governi che verranno. Sa qual è la mia
angoscia? Che tutto questo porti a due cose: tra 10 giorni, a un astensionismo
maggiore di quello che i sondaggi avevano registrato; e, dopo le
elezioni, al ritorno in piazza dei nuovi settantasettini
incattiviti, invece dei girotondini che ne furono la coda goliardica. Il non
governo, i savanorola, la cultura delle guerre di
civiltà che predicano, spingono gli altri, prima o dopo, a rispondere colpo su
colpo. Una bella spinta alla crisi della democrazia.
( da "EUROPA ON-LINE" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
ASSOCIAZIONE FONDATA
DA GIUSEPPE LAZZATI Noi cattolici adulti il 13 aprile
non avremo dubbi sul Pd Gli italiani vengono chiamati il prossimo 13-14 aprile
a una importante consultazione elettorale senza avere
ricevuto, per resistenze e indisponibilità chiaramente evidenziatesi e
facilmente attribuibili, una legge elettorale che consenta la governabilità e
la scelta dei loro rappresentanti in parlamento dopo l'interruzione della
esperienza del governo Prodi II, il quale ? trascorso un primo biennio di
reintegrazione in Europa, di riordino dei conti pubblici, di serietà ed equità
fiscale ? si accingeva a varare iniziative di crescita, di riduzione fiscale,
di ridistribuzione. La "riconciliazione con il principio di realtà",
dopo gli anni dell'avventura, dei sogni come merce di propaganda e delle
promesse mancate ? che costituiva in definitiva la cifra del governo Prodi II ?
non era evidentemente condivisa fino in fondo nemmeno nella maggioranza di
governo, oltre ad aver conosciuto da quasi subito un difficile impatto con
diversi settori dell'opinione pubblica restii a separarsi dalle vecchie
abitudini. Una insopportabile e autodistruttiva
litigiosità della maggioranza ha inoltre alimentato ? e in certi momenti è
stata agevolata da ? un deficit riformista del governo, soprattutto sul piano
delle politiche sociali e del sostegno alle famiglie a basso reddito, che ha
provocato una diminuzione del consenso verso alcuni suoi provvedimenti,
enfatizzata anche da una carenza nella capacità di spiegare chiaramente ai
cittadini il senso e i vantaggi delle politiche scelte. La scelta del Partito
democratico di presentarsi da solo alle prossime elezioni in condizioni di
partenza sfavorevoli ma con un definito profilo riformista è una scelta che ha
tratto lezione da questa esperienza ed è stata un atto di coraggio politico;
essa ha introdotto un fattore di chiarezza che ha rimodellato il quadro
politico e ha liberato nei cittadini nuove energie, come si coglie dalla grande
tensione e attenzione che accompagna la sua campagna elettorale. La scelta che
si pone davanti all'elettorato presenta questo carattere: o tornare, perfino
con meno verve di quanta ce ne fosse nel
( da "Repubblica, La" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XIX - Palermo
IN CAMPAGNA ELETTORALE POLITICA SENZA RELIGIONE ROSARIO GIUè
Finalmente non si prende più Dio come "arma" nella propria battaglia
politica. Fino a ora, infatti, nella contesa elettorale per Palazzo dei
Normanni o per Roma non si è "nominato Dio invano". Sembra così
definitivamente tramontato il tempo in cui i galoppini politici raccomandavano
di votare per la "croce". è finito il tempo
di quando Dio era "arruolato" alla causa di un partito. Di quando Dio
era "impiegato" da chi diceva che in Sicilia la mafia non esisteva.
Allora, proprio in nome di quel Dio "arruolato", si facevano i
favori, si allargava il sistema del clientelismo. Oggi i favori si continua a
prometterli, purtroppo, in cambio del voto. Ma almeno non si scomoda Dio, non
si mercifica Dio. è finito il tempo di quando i
parroci, anche durante la messa, ritenevano un dovere ricordare di votare
"bene", di non votare i nemici della "croce", i nemici di
Dio. Allora, se qualche prete o povero cristiano nello spirito del Concilio
provava a criticare sommessamente quello stile era subito segnato con marchio
di "quello che fa politica". Lui faceva politica, non gli altri,
quanti si agitavano nelle sacrestie e nelle curie in nome di Dio. Dunque si può
dire che oggi siamo davanti a forma di "secolarizzazione" della
politica, a una sua orizzontalità anche in Sicilia. Ed è un fatto positivo. La
politica diventa soltanto una questione di soluzioni ai problemi. E anche il
politico più spregiudicato si guarda bene dall'usare la religione a scopi
elettorali. Anche lui ha intuito che sarebbe complicato farsi accettare
strumentalmente con un linguaggio religioso in una società secolarizzata,
dell'immagine, dei bisogni e dei consumi. Ma c'è un'altra faccia della medaglia
della "secolarizzazione della politica" che si manifesta in Sicilia:
quella che slega la politica dall'etica, quando la politica ritiene di non
dover rendere conto sul piano etico e si rifugia dietro la "legittimazione"
popolare: "i siciliani mi hanno votato",
"gli italiani mi hanno votato". Come se il consenso, il consenso
ricevuto anche di chi è costretto a non badare alla distinzione tra diritti e
favori, potesse da solo garantire la legittimazione etica. In ogni caso, anche
se non si nomina più invano il nome di Dio, tuttavia non si rinuncia a cercare
i voti "cattolici". Ci sono politici che
ancora oggi hanno un debole per i voti "cattolici".
Ma li si cerca per vie meno ufficiali, una volta che è
venuta meno l'unità politica dei cattolici. Li si cerca con più pudore, magari servendosi di contatti
più o meno informali. Così in piena campagna elettorale qualche candidato
siciliano ha trovato il tempo di fare visita a tre vescovi in un solo giorno.
Non si comprende quale possa essere il motivo di urgenza perché un vescovo si
debba sentire in dovere di ricevere in visita un candidato. Ma questa è
un'altra storia che riguarda la comunità ecclesiale, non i politici. Anche in
Sicilia, comunque, la politica è diventata una pratica più civile. Una contesa laica. Forse sta prevalendo la consapevolezza che se
Dio davvero sta da qualche parte, egli se ne starà probabilmente silenzioso e
nascosto dietro a chi in Sicilia non ha diritti ed è "costretto" a
cercare favori, dietro a chi si ribella al "pizzo". Non dietro
un nome, dietro una bandiera di partito o una "croce". Si può dire
che ormai anche la Chiesa siciliana, nel suo complesso, ha imparato ad
attrezzarsi a resistere al ricatto del cattivo uso della fede. Ha imparato a
non farsi catturare nella contesa politica identitaria.
E ciò non per rinuncia, per disinteresse per ciò che avviene nella storia, ma
per una maturazione, per una forma di liberazione da un abbraccio improprio e
mortifero che non le permetteva fino in fondo di essere se stessa.
( da "Repubblica, La" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Rimini, stati
generali del Grande Oriente. In vista del voto anatema contro teocon e teodem Massoni divisi
tra Walter e Silvio "Ma per le riforme sì a larghe intese" Un
messaggio di solidarietà a Napolitano dopo l'attacco di Berlusconi ALBERTO STATERA
DAL NOSTRO INVIATO RIMINI - Caino e Abele, Romolo e Remo, i due fratelli
irlandesi di Ken Loach e persino i due pezzi del Visconte Dimezzato di Italo
Calvino, che poi era solo uno, irrompono, evocati dal filosofo Giulio Giorello, nel grande show annuale e stavolta
sciaguratamente preelettorale della massoneria italiana intitolato "Tu sei
mio fratello". Mio fratello? Tu scherzi, io ti accoltello. Mai fare la
Gran Loggia del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani
alla vigilia delle elezioni, perché tra i fratelli uno è sempre di troppo e
spesso finisce ammazzato dal consanguineo. Altro che fratelli. Il format
diventa sanguinosamente "Fratelli coltelli". Berlusconi? Veltroni? O
magari Veltrusconi, in nome della fratellanza?
Parliamone fraternamente nel tempio con un fraterno coltello puntato alla
schiena, si dicono i fratelli alla Gran Loggia del Grande Oriente d'Italia,
arringati, come se fosse lo stesso, dall'ordinario di Filosofia della Scienza
all'Università di Milano e da Alessandro Meluzzi, psichiatra
uscito dal format tivù "Isola dei famosi", ex parlamentare
berlusconiano e prossimo religioso all'orecchio di quell'ex prete accusato di
abusi sessuali. Sono due o tremila qui al Palacongressi
di Rimini a invocare - chissà quanti con animo massonicamente
puro - la fratellanza in uno sconfinato simil-tempio
massonico tutto dipinto di blu, sormontato da simboli esoterici, colonne,
compassi, fraterne mani che s'intrecciano nel motto "libertà, uguaglianza,
fratellanza". Fuori i banchetti business-oriented
carichi di spadoni, distintivi, gagliardetti, talismani, francobolli, occhi di
dio, calendari aztechi, piatti, ritratti di Garibaldi e quant'altro un'anima
libera desideri liberamente acquistare. Incedono, attratti dalla merce, qualche
barba mazziniana e soprattutto tanti, ma tanti berluscotti
in blu simil-Caraceni. Che oggi le prendono dure dal
Gran Maestro del Grande Oriente Gustavo Raffi, in carica da quasi un decennio,
un capo che gli assalitori sembra vogliano spedire a casa dopo due mandati, in vista
della nuova esaltante stagione berlusconiana. Una stagione che richiede
probabilmente un Gran Maestro più coinvolto nella causa. Avvocato di Ravenna,
repubblicano lamalfiano ("Ugo, Ugo" tiene a
precisare, aggiungendo interrogativo "Giorgio chi?"), allievo
prediletto di Randolfo Pacciardi,
che fu accusato di fascismo, ma che "ai fascisti sparò per primo",
Raffi, nel tripudio della Gran Loggia, se la deve vedere con la
"miserrima" politica politicante, che incede senza rispetto nel
Tempio alla vigilia del 13 aprile. S'insinua tra i filosofi che nel blu della
sala volteggiano tra Platone e San Tommaso, il "caso Bianchi", nel
senso di Massimo Bianchi, Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente, ex
funzionario del Psi, ex vicesindaco socialista di
Livorno, tradizionale capitale massonica, che si è candidato alla Camera con i
socialisti di Boselli, De Michelis e Bobo Craxi. Ha
lui la scena mediatica tra i banchetti dei compassi e degli spadoni. Si poteva
candidare no? Ha inflitto o no un vulnus alla massoneria a-politica e
a-religiosa? Senza scomodare Garibaldi e tutti i gran maestri che hanno fatto i
parlamentari, "chiedetelo magari a Denis Verdini", fa il Gran Maestro
Raffi, cui non si può negare un senso dell'umorismo assai poco massonico-mazziniano. Questo Verdini pare sia quel massone
boss toscano, coinvolto nelle aziende di famiglia di Berlusconi, che da Firenze
a Livorno, da Arezzo a Siena, fa il bello e il cattivo tempo, persino con quei
banchieri alteri del Monte dei Paschi di Siena e che adesso ha deciso, alla
vigilia delle elezioni, di coinvolgere anche il Grande Oriente nella sua
campagna elettorale. Per il Parlamento, ma anche per Villa Medici del Vascello,
la residenza romana che guarda la Cupola di San Pietro e che Raffi pare
vorrebbe tenere occupata per un altro mandato. Tornano forse i tempi della P2
di Licio Gelli - affari sporchi e politica - cui
Berlusconi fu iscritto, con suo grande scorno, come semplice muratore? "Altro che muratore! - disse. Io ho
costruito intere città!". Una cosa è certa - garantisce il Gran
Maestro - che se c'è una negazione dei più sani principii
della massoneria, questo si chiama Berlusconi: "Le sembra forse un uomo
con aspirazioni pedagogiche, quelle che a noi stanno più a cuore?"
Francamente non ci sembra. Ma il Gran Maestro mazziniano, se la deve vedere in
casa con un Verdini qualunque? Non batteva risolutamente a sinistra l'autentico
cuore massonico? "Guardi, non sono io, ma è la nostra
storia stessa a dire che il nostro cuore batte a sinistra. Anche Bakunin
era massone. Ma dal tempio la politica resta fuori, ciascuno vota chi
crede", garantisce Raffi, che, al massimo, fornisce una ricetta personale,
non della libera muratoria che rappresenta: "In
questa campagna elettorale tutti vendono la stessa saponetta, per cui ci toccherà
votare turandoci il naso, come diceva Montanelli. Poi ci sono
quelli che demonizzano le istituzioni, come Beppe Grillo, che non si sa dove ci
possono portare negando i partiti, che sono il sale della democrazia, e gli
amorali come Giuliano Ferrara, escrescenza di un paese che si divide tra laici,
credenti, intolleranti e opportunisti, cinici del cattolicesimo ateo".
O "atei devoti", come li chiamò Benedetto Croce. O, peggio, orfani
dell'Enciclica "Mirari Vos"
di Gregorio XVI, come ce ne sono nel Partito Democratico di Walter Veltroni.
Quelli che considerano la libertà di coscienza come "errore
velenosissimo". Per Raffi, la verità è che non bisogna
distinguere tra laici e cattolici, ma tra "bigotti e non", che bisogna capire chi sta
occupando veramente la società italiana, che non è, "purtroppo", dice
lui, la massoneria, ma "teocom"
e "teodem". Più affaristi vari: per esempio
Comunione e Liberazione, la Compagnia delle Opere, che nella sanità e in tante
altre realtà stanno diventando egemoni, con la complicità di Berlusconi,
che era partito con un'impostazione liberista, ma che oscilla ora ad ogni
vento. Per chi votano dunque il 13 e 14 aprile questi qui riuniti a Rimini nel
tempio blu del Gran Maestro mazziniano dalla lingua arguta? Mandano i
complimenti al presidente Giorgio Napolitano, baluardo democratico che
Berlusconi ha appena attaccato, ne ricevono da Palazzo Chigi, trasmessi dal
sottosegretario Elidio De Paoli, anche se quest'anno
tra i relatori non figura lo storico Palo Prodi, fratello del presidente del
Consiglio uscente. Diciannovemila grembiulini, maestri, maestrini,
gran maestri, muratori. Realisticamente diciamo che forse voteranno metà e
metà. Con un'avvertenza: trovare "soluzioni condivise", ma
"senza pateracchi". Fratellanza, ci vuole
comunque fratellanza. Ma nessuno degli esimi filosofi ingaggiati dal Gran
Maestro ha spiegato come si fa a vincere l'eterna sindrome dell'umanità Caino-Abele.
( da "Corriere della Sera" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-04-05 num:
- pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il matematico: sì ai
"lanci" Odifreddi: meno male che i giovani
reagiscono è come per il Vietnam ROMA - Piergiorgio Odifreddi è ordinario di logica matematica a Torino,
polemista e saggista, che più laico non si può. Tanto che si è dichiarato
"impossibilitato" ad essere cristiano e soprattutto cattolico, mentre
nel suo prossimo libro si autodefinisce "un matematico impenitente"
Lei come giudica gli assalti di piazza a Giuliano Ferrara? "Ferrara
è un apostata. Prima era comunista adesso è papista, ma è
soprattutto un provocatore. La sua lista è un tentativo di abusare degli spazi
elettorali per portare avanti una battaglia che nulla ha a che fare con le
elezioni politiche. Davanti a questo, non si può pretendere
che la gente non reagisca ". Allora le vanno bene i lanci di uova,
bottiglie e pomodori? "Bisognerebbe rispondere alle
provocazioni con il silenzio. Ma se le provocazioni sono amplificate dai
più grandi organi di stampa, dico: meno male che ci sono ragazzi e ragazze che
reagiscono. Sono manifestazioni di dissenso vero, come quelle che si tenevano
anni fa contro la guerra del Vietnam, di chi, almeno su questo, vuole dire la
sua. Su Ferrara e sul Papa chiedo il silenzio stampa. E vedrà che anche le
piazze si calmerebbero. Lo so, che può sembrare brutto, visto che che lo si faceva per i
brigatisti". Insomma, Ferrara non deve parlare? "Il
Papa ha l'Osservatore Romano ela Radio Vaticana.
Ferrara dirige un giornale: le scriva sul Foglio le sue idee. Punto e basta". M.A.C.
( da "Corriere della Sera" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-04-05 num:
- pag: 9 categoria: BREVI Ci scrivono NOMADI / 1
Usiamo le caserme Attendiamo proposte serie per i rom: mettiamoli nei seminari
vuoti, ospitiamoli nelle caserme vuote. Si faccia poi un piano educativo serio
e si intervenga per evitare gli accattonaggi a volte violenti
e quant'altro. Mi aspetterei dal mio amatissimo arcivescovo e da
Formigoni un vero piano Caritas, lasciando questa situazione si creano solo
emarginazioni foriere di rabbia. Bruno Nunziati
NOMADI / 2 Intervenga la Curia Anche oggi appare sul Corriere un articolo sullo
sgombero dei rom e la reazione della Curia milanese.
"...i più (cattolici)
stanno dalla parte di Tettamanzi". La mia impressione è che la Curia sia incappata,
senza volerlo, nel famoso detto popolare "predicare bene, razzolare
male". Quando Gesù mandò i suoi in giro ad annunciare il Vangelo
raccomandò loro: non vogliate avere né oro né argento né denaro nelle vostre
borse. Né bisacce per il viaggio né due vesti né scarpe né bastone. (Matteo 10,9-10). La Curia non ha abbastanza denaro per mandare acqua e latte ai rom senza
aspettare che lo facciano le istituzioni laiche? Severino Storti Gajan NOMADI / 3 Ospitarli nei conventi Credo che il
cardinale Tettamanzi potrebbe cominciare a dare l'esempio mettendo a
disposizione oppure affittando al Comune di Milano in "comodato "
qualche convento chiuso da anni per mancanza di frati e suore e così il
problema dei rom può cominciare ad essere risolto.
Il cardinale Tettamanzi non concorda con la linea adottata dalla
amministrazione comunale nei confronti dei rom? Cominci a dare
l'esempio. Mario lauro METRò 5 Lavori bloccati La
linea 5 del metrò come la Tav: gli ambulanti non
vogliono spostarsi in spazi vicini, e gli scavi del metrò 5 sono sospesi.
Mentre la città esulta e scalda i motori per l'Expo 2015, arrivano questi
messaggi incredibili. Guido Gai TRAFFICO Le moto e il codice Giusto che i
motociclisti abbiano il diritto di partecipare al tavolo della sicurezza stradale
ma prima serve un esame di coscienza: la quasi totalità non si ferma ai
passaggi pedonali, spesso sorpassano sulla destra ed eseguono gimcane rischiose
fra le auto. Franco Mazzetti OSPEDALI Il rispetto dei precetti In merito alla
denuncia di Giuseppe Laras molti sono gli ospedali
che si sono distinti per la loro cura nei confronti dei ricoverati di altre
religioni. L'elenco completo è visionabile sul sito www.ondaosservatorio. it. Francesca Merzagora TORRE
BRANCA Nata per la Triennale La Torre Branca è stata fatta nel 1933, non nel
1906, da Gio Ponti. è stata
costruita per la Triennale. Giovanni Pelli VIA SAN MARCO Pista incompiuta Si
parla tanto di nuove piste ciclabili a Milano,vorrei
sapere chi ha progettato il tratto di via San Marco dal Corriere al ponte delle
Gabelle. Sembra di percorrere le classiche dei Paesi del Nord, tutto pavé, che
quando arrivi alla fine... Vicino c'è la pista per i pedoni tutta bella liscia.
Nando Barbarani CENACOLO Non è un circo Ma come? Da
anni l'accesso alla sala del celebre dipinto di Leonardo è supercontrollato,
con non più di dieci/ quindici minuti per ogni gruppo di visitatori ed ora
l'assessore vorrebbe impiantarci uno spettacolo di ben due ore di suoni e luci!
Ma siamo matti? Meno male che il ministero si è opposto. P. Celada
FIGINO Lavatoio disastrato Le condizioni del modesto manufatto sono sotto gli
occhi di tutti. Ci auguriamo che il dissenso di un anonimo cittadino a demolire
il lavatoio e ampliare l'attiguo parcheggio non diventi un alibi per
l'amministrazione a non effettuare parte degli interventi assicurati al
quartiere nell'aprile del 2007 nel corso di un incontro a Palazzo Marino. Per
il rispetto della verità dei fatti e non per spirito polemico, rammentiamo che
nel dicembre 2006 il Comitato di quartiere chiese ai cittadini di esprimere la
loro opinione sulla proposta di abbattere o meno il
lavatoio per poter disporre di un parcheggio più ampio. Su 270 risposte
pervenute, il 70% si dichiarò favorevole alla demolizione del manufatto.
Successivamente anche il CdZ si pronunciò a favore
dell'ampliamento del parcheggio. Siro Palestra Ciro di Menna.
( da "Padania, La" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
La teodem Binetti: non voterò le
Unioni civili. Pollastrini: dovrà farlo È ancora scontro nel Pd tra laici e cattolici Iva Garibaldi Roma - Mentre i
massimi vertici del Pd studiano come accaparrarsi i voti dei cattolici praticanti, sembra infatti che la maggioranza degli indecisi si
trovi in questa categoria, nel partito volano stracci proprio tra i candidati
laici e cattolici. Il fuoco alle polveri l ha dato
qualche giorno fa l aspirante deputato nonché generale Mauro Del Vecchio con l
esternazione che gay ed esercito non sono compatibili. Nonostante la marcia
indietro veloce fatta dall ex militare e la smentita
dello stesso Veltroni, la polemica è ugualmente scoppiata. Né può essere
diversamente visto che, nonostante le operazioni di maquillage con i finti
disoccupati e i giovani raccomandati, il Piddì altro
non è che un operazione posticcia dove Ds e Dl sono
uniti per fini elettorali. Pronti, gli uni e gli altri, ad azzannarsi a vicenda
alla prima parola fuori posto. Finora i candidati cattolici
hanno avuto la consegna del silenzio anche se non si
sa se questa decisione sia partita direttamente dal segretario del Loft. Sta di fatto comunque che personaggi di primo piano
conosciutissimi nel mondo cattolico come il condutture televisivo di A sua
immagine Andrea Sarubbi, candidato al nono posto alla
Camera nel collegio Campania I, e il professor Mauro Ceruti,
numero due al Senato in Lombardia, subito dopo Umberto Veronesi sono rimasti
sostanzialmente in silenzio per tutta la durata della campagna elettorale. Chi
ha esternato decisamente di più, ma chi la conosce dice comunque che si è molto
controllata rispetto alle sue inclinazioni, è Paola Binetti,
teodem di ferro nonché numeraria dell
Opus Dei. Tra la Binetti, la collega di partito Emma
Bonino e in generale tutti i laici non corre evidentemente buon sangue.
Difficile credere che le due anime possano convivere nella stessa casa. Intanto
ieri è scoppiata l ennesima grana per il Pd: "Non
voterò nessuna normativa giuridica a tutela delle coppie gay" ha detto la
senatrice ai microfoni di Ecotv ribadendo la sua
posizione sulle Unioni civili e sottolineando l importanza della difesa della
eterosessualità. "Nel momento in cui dovessero arrivare i famosi Dico io
non li voterei", ha spiegato la senatrice teodem.
"Il mio punto di vista è semplice. Prima di
tutto, a mio giudizio - ha aggiunto - esiste una dimensione che io considero
più legata alla sviluppo ordinario di una persona, che
è quella dell amore e della sessualità che è più squisitamente
eterosessuale perché la complementarità biologica, la complementarità con cui
ognuno di noi raggiunge la pienezza della sua maturità ha questa come strada
maestra. Questa è la naturalezza, se si vuole considerarla
anche statisticamente parlando". Risponde a tono
Paola Concia, rappresentante dei gay e candidata nello stesso partito:
"Chi si è candidato per il Partito democratico ha condiviso il programma
che su questo punto è chiaro: ci dovrà essere una legge sulle unioni
civili". A sostegno di questa tesi parla anche Barbara Pollastrini: "Il programma del Pd - dice - non ha
reticenze nel dire alcuni sì a scelte che per me hanno grande significato: alla
legge per i diritti-doveri dei conviventi, omosessuali e non; al testamento
biologico; alla difesa della legge 194". Nonostante i
tentativi di Veltroni di gettare acqua sul fuoco, ormai la polemica è diventata
una tempesta: agli attacchi interni contro i cattolici
si aggiungono pure quelli degli ex alleati di sinistra: Grillini, Sgobio, De Simone e altri puntano il dito contro il partito
democratico. "Evidentemente quella del generale Del Vecchio non è
stata una svista dice Gennaro Migliore - le dichiarazioni della senatrice Binetti mostrano che il Pd è, purtroppo, pervaso da una
cultura omofoba". In serata la Binetti chiarisce che l intervista è stata strumentalizzata
ma senza smentirne i contenuti. Ci si chiede comunque, di fronte all ennesimo litigio che nemmeno la vicinanza del voto
riesce a placare, dove sia il nuovo propagandato da Veltroni rispetto ai vecchi
insanabili contrasti che hanno già squassato la maggioranza e il Governo Prodi.
[Data pubblicazione: 04/04/2008].
( da "Stampa, La" del
05-04-2008)
Argomenti: Laicita'
Ha tempo per
guardarsi solo un attimo allo specchio prima dell'assalto dei fotografi per il
lancio di Shoot'em up
(dall'11 al cinema) ma, invece di pensare alle cose che assillano le dive in
momenti come questi (come sto, il film sarà piaciuto, odio le domande dei
giornalisti), espone una lucida analisi della situazione italiana. Dal punto di
vista socio-economico. Monica delle meraviglie, altro che bella e basta. Divisa
tra i set del mondo, moglie di un attore scontroso e fascinoso come Vincent Cassel, madre felice di Deva che oggi ha tre anni e mezzo e
potrebbe anche vedersi regalare un fratellino, Bellucci ha imparato da tempo che
tra i mille segreti del glamour c'è pure quello di saper pensare. Mai come in
questo periodo si parla tanto di Italia e di Francia. Dal caso Alitalia al
matrimonio di Carla Bruni è un confronto continuo che, spesso, diventa
litigiosa contrapposizione. Che cosa ne pensa? "Siamo due cugini che si
stuzzicano di continuo. Sa come si definiscono i francesi? "Italiani
arrabbiati". Insomma, stiamo sempre a beccarci perché
tra tutti i Paesi d'Europa siamo quelli che più si somigliano". Naturalmente le hanno chiesto cento volte della Bruni, di Sarkozy e così via... "Sì e in questi giorni che sono
in Italia ancora di più del solito. Ma non so niente
di più di voi, vorrei chiarire che, anche quando sono a Parigi, non è che mi
sveglio la mattina e vado a prendere il caffè all'Eliseo... E poi non mi
sognerei mai di entrare nella vita privata di nessuno". Mancano
pochi giorni alle elezioni. Qual è, in Italia, il primo problema da risolvere?
"È un momento molto complicato, il problema numero uno è che gli italiani
non arrivano a fine mese. Le cose importanti, i
bisogni primari, mangiare, bere, allevare i figli, sono difficili da
soddisfare. Bisogna intervenire su questo. Tutto il resto
viene dopo". Di chi è la colpa della crisi? "Il
nodo è stato il cattivo utilizzo dell'euro.
Evidentemente, quando c'è stato il cambio di moneta, i
responsabili del Tesoro non hanno saputo o voluto controllare e prevedere
quello che sarebbe successo, così di botto l'Italia è precipitata nella
povertà. Prima con due milioni di lire si riusciva ad andare avanti, adesso con
mille euro non si compra nulla, la gente è più povera e più arrabbiata. Questo è accaduto anche in Francia, ma la gestione dell'euro è
stata diversa". Venendo da fuori, che atmosfera sente oggi in
Italia? "Pericolosa... Sta diventando un Paese di dogmi
e i dogmi riguardano la religione. Ho ricevuto
un'educazione cattolica, contro la religione non ho nulla, quello che invece mi
preoccupa molto è la strumentalizzazione politica della religione".
Quindi la allarmano anche certe battaglie politiche, il
dibattito sulla legge per l'aborto... "Il fatto è che a rimetterci per
prime sono sempre le donne, per questo bisogna stare molto attente, basta un
attimo e ci ritroviamo nel Medioevo. In questo la
Francia è diversa, è un Paese laico, la fede religiosa è considerata un fatto
privato e io credo che debba essere così. Mia figlia, per esempio, non è stata
battezzata. Quando avrà 18 anni deciderà lei. Imporle una
scelta non mi sembrava giusto, sarebbe stato come
farle il lavaggio del cervello". In "Shoot'em up" è una
prostituta, un ruolo che non le è nuovo. "La prostituita
si può interpretare in mille modi. Non ho nulla contro
la prostituzione, anzi è un mondo che crea sempre curiosità". Nel
film c'è una scena di sesso bollente con Clive Owen
(già su YouTube), durante una sparatoria. Facile o
difficile? "La sequenza di sesso è da fumetto, sopra le
righe come il resto del film. Posso dire che, mentre
la giravamo, proprio per via delle acrobazie e degli spari, pensavamo a tutto
tranne che all'eros".