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La
corsa al voto della curia ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
cupola di San
Pietro" (Arturo Carlo Jemolo "Chiesa e Stato in Italia") Che il
partito unico dei cattolici sia ormai una lontana e impossibile chimera per la
politica italiana è una verità incontrovertibile, forse più ancora del
possibile ritorno a un centro laico e moderato come fulcro del nostro sistema
nazionale.
Atei
devoti e cattolici libertini la corsa al voto della curia - ettore boffano
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
e della sua
autonomia laica rispetto alle interferenze delle gerarchie ecclesiastiche) e la
debolezza, se non addirittura la scomparsa, di un ruolo dirigente dei
"politici cattolici" in entrambi i fronti dello schieramento
parlamentare. La composizione delle liste piemontesi del Pd e la forte
penalizzazione della componente "popolare" ne sono l'
PRESIDENTE,
l'Italia che va al voto è pessimista. E pessimista appare anche lei che, a dif
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Come
conciliare valori laici e cattolici? "Noi lo abbiamo sempre fatto,
lasciando sui temi etici la più assoluta libertà di coscienza ai nostri
parlamentari. Quanto all'aborto, non abbiamo mai avuto intenzione di modificare
la legge 194: ne chiediamo soltanto la piena applicazione, dove sono
rispecchiate anche le richieste formulate a suo tempo dal mondo cattolico"
Casini
contro il Pdl Usa la Chiesa ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
"Forse
non ha ancora capito cosa vuol dire essere laico. Io come cattolico ritengo, in
virtù della mia laicità, di essere un attento ascoltatore di quello che dicono
i vescovi, ma di agire autonomamente in politica secondo la mia responsabilità
di laico". Rilancia Cesa: "Il vero voto inutile è quello dato a
Berlusconi".
IL
DOSSIER ( da "Unita, L'"
del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
che non hanno
gli altri stati europei. Noi abbiamo due tradizioni, cattolica e laica, che
comunicano insieme,anche se a volte si avvicinano o si allontanano hanno
comunque uno scopo in comune. C'è un ricordo che è importante conoscere: nel
Congresso del Partito comunista italiano del 1945 il Pci accettò e dichiarò che
tutti i cattolici potevano essere iscritti al partito.
Università,
chiese, librerie e caffè <Milano difenda la città del pensiero>
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Da Sud a
Nord, passando dalle istituzioni cattoliche cittadine fino a incontrare le
"roccaforti universitarie ". Perché lo spirito milanese è così:
"Spiritualità e concretezza, religione e laicità ". Sintesi del
pensiero ambrosiano: tradizione cristiana illuminata e atteggiamento
illuministico.
IL
FUTURO DEI SOCIALISTI IL DILEMMA DEL VOTO UTILE
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
ragione
quando osserva che il Pd è meno laico di quanto non siano le maggiori
socialdemocrazie europee. Ma ogni Paese ha una storia propria di cui non può
facilmente sbarazzarsi. L'Italia, in particolare, è stata governata per quasi
cinquant'anni da un partito - la Democrazia Cristiana - che fu molto meno
moderato e conservatore di quanto non piacesse alle sinistre rappresentarlo.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina VII - Torino
La corsa al voto della curia "Sul fresco cielo di giugno, appena lavato
dalla pioggia, ti ergi chiara dinanzi ai miei occhi, cupola
di San Pietro" (Arturo Carlo Jemolo "Chiesa e Stato in Italia")
Che il partito unico dei cattolici sia ormai una lontana e impossibile chimera per la politica
italiana è una verità incontrovertibile, forse più ancora del possibile ritorno
a un centro laico e moderato come fulcro del nostro sistema nazionale.
Eppure, la "questione cattolica" continua ad agitare l'intero arco
politico italiano e, in questi giorni di campagna elettorale, dipana le sue
mosse e i suoi interrogativi in maniera bipartisan alla caccia dei consensi di
chi si riconosce in Santa Madre Chiesa (ma è davvero un problema così urgente?
E le parrocchie, spesso vuote di fedeli, sono ancora davvero in grado di
spostare consensi? E quante truppe ha il Papa, e quante il cardinal Ruini o
l'arcivescovo Poletto?). SEGUE A PAGINA XI.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XVII - Torino
ATEI DEVOTI E CATTOLICI LIBERTINI LA CORSA AL VOTO DELLA CURIA ETTORE BOFFANO
(segue dalla prima di cronaca) Il frutto di questo agitarsi assume sovente (e
su entrambi i fronti della contesa elettorale) contorni che sfiorano il
ridicolo e una piaggeria a volte persino comica. Atei devoti, libertini nella
vita privata e penitenti nelle apparizioni pubbliche, agnostici o anche solo
indifferenti, i leader e i singoli candidati del centrosinistra veltroniano
come della destra berlusconiana si modellano di fronte alla Chiesa con un
identico stile elettorale: costruendo un'immagine schizofrenica della presenza
cattolica italiana, pronta a blandire il Vaticano e la Cei riguardo ai valori
universali (la pace, l'ecumenismo, l'uguaglianza dei popoli) e assuefatta
invece a due distinti ma paralleli atteggiamenti (venati entrambi
dall'ipocrisia) riguardo all'etica pratica (la famiglia, la difesa della vita,
la bioetica). Così, nel centrosinistra si accentua un comodo e sostanziale
silenzio (solo squarciato da qualche singola impennata di dignità e di
indipendenza), mentre nella destra prevalgono i toni del plauso, tanto enfatici
quanto falsi nei comportamenti collettivi e privati dei loro autori (che cosa
ha a che vedere, ad esempio, con l'etica cattolica la filosofia delle
televisioni berlusconiane?). Gli effetti di tutto questo sono palesi: la
mancanza nello scenario politico italiano di una rappresentanza precisa e
identitaria della cultura del cattolicesimo sociale (e
della sua autonomia laica rispetto alle interferenze delle gerarchie
ecclesiastiche) e la debolezza, se non addirittura la scomparsa, di un ruolo
dirigente dei "politici cattolici" in entrambi i fronti
dello schieramento parlamentare. La composizione delle liste piemontesi del Pd
e la forte penalizzazione della componente "popolare" ne sono l'evidente
dimostrazione per quanto riguarda il centrosinistra: lo spirito della scelta
dei candidati cattolici ricorda quello sussidiario che
spinse Enrico Berlinguer a chiamare negli Anni Settanta Ruggero Orfei, Raniero
La Valle e Piero Pratesi nelle file della Sinistra Indipendente. Quanto alla
destra, il ruolo cattolico nel Pdl, soprattutto dopo l'ingresso dei
postfascisti di Gianfranco Fini, è ben rappresentato dalla dichiarazioni
rilasciate ieri al nostro giornale dal cattolicissimo
Giampiero Leo, in un articolo nel quale la sua foto (e quella dell'altro
ciellino Roberto Formigoni) era accostata significativamente a un gadget elettorale
del Pdl: un paio di mutande con slogan anti-Prodi. Qual è dunque lo scopo della
nascita di una componente cattolica piemontese nel Pdl? "Formare una
corrente", risponde Leo. E che cosa dovrà fare questa corrente?
"Appoggiare i candidati cattolici", replica
ancora l'ex assessore della giunta Ghigo, fornendo poi un singolare elenco di
papabili che, oltre alla pia Mariangela Cotto, riserva più di una sorpresa e
anche qualche inaspettata rivelazione riguardo a presunti quarti di nobiltà
cristiana. Insomma, un esempio limpido dell'antico armamentario del
collateralismo opportunista che legava tra loro le correnti più spregiudicate e
paradossalmente più agnostiche della vecchia Dc: dall'affarismo degli
andreottiani alla tecnocrazia (quasi atea) dorotea. Un ruolo che Leo sa
interpretare alla perfezione (lo faceva già ai tempi della doppia appartenenza
alla sinistra dc di Guido Bodrato e contemporaneamente all'imprenditorialità di
Comunione e Liberazione e all'avventurismo morale di Vito Bonsignore) e che gli
consente adesso di far luccicare gli specchietti per le allodole (destinati
forse più al cardinal Paletto che al popolo cattolico) di una presunta
rivisitazione religiosa dell'edonismo berlusconiano. Ma che ideali rappresenta,
dunque, il cattolicissimo Leo? Stare con tutti (e
soprattutto con se stessi e con i propri interessi) come rivelano ancora le sue
parole riguardo ai possibili leader di riferimento piemontesi e alle proprie
simpatie nell'arcipelago politico subalpino: vanno bene tanto l'ex dc Crosetto
che il decisionista e "spretato" comunista Chiamparino. "Con
Franza o con Spagna, pur che se magna": magari senza troppo preoccuparsi
del fatto che tanto Franza quanto Spagna con il cattolicesimo hanno ben poco da
spartire. A meno che la politica di oggi non sia soltanto quella delle mutande
dei gadget berlusconiani.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Ferenza di altre
campagne elettorali, non fa promesse, non annuncia rivoluzioni, anzi parla di
sacrifici, di rimboccarsi le maniche, di lavorare sodo. Cosa è successo? Quando
è successo? "Non sono pessimista, non è nel mio carattere. E' vero invece
che sono preoccupato per ciò che troveremo dopo le elezioni, in quanto il
prossimo esecutivo si troverà a gestire l'eredità disastrosa del governo Prodi.
Un governo che con il suo 'tassa e spendi' ha messo in ginocchio l'Italia con
una serie di record negativi: la pressione fiscale al 44 per cento; la crescita
vicino allo zero, la più bassa d'Europa; i prezzi alle stelle e i conti
pubblici tutt'altro che a posto, come dimostra l'inesistenza del tanto vantato
'tesoretto'. Di fatto, gli italiani hanno gli stipendi in lire, ma le tasse e
la spesa per la casa devono pagarle in euro. Il tutto ha creato un
cortocircuito nei bilanci delle famiglie. A questo disastro si è aggiunta la
tragedia dei rifiuti a Napoli e in Campania, che ha distrutto l'immagine
dell'Italia nel mondo, con danni incalcolabili per il turismo e per le
esportazioni del 'made in Italy' a partire dai nostri prodotti di qualità: il
buon cibo, il buon vino, l'abbigliamento e i prodotti di alta tecnologia".
Si riferisce alla mozzarella con la diossina, la cui importazione è stata
bloccata ieri dalla Cina dopo i problemi con Giappone, Corea del Sud, Taiwan e
Francia? "Anche in questo caso siamo di fronte a un danno incalcolabile
per l'economia della Campania, soprattutto per il settore agro-alimentare e
turistico. Un danno che è l'ultimo regalo avvelenato del malgoverno di
Bassolino e Iervolino, e del fanatismo della sinistra ambientalista: come
spiegano gli esperti, la diossina liberata nell'aria dai roghi dei rifiuti
lasciati in strada è ricaduta sui pascoli delle bufale e da lì è finita nel
latte e poi nella mozzarella. Appena saremo tornati al governo, dovremo
occuparci di queste tragedie fin dal primo giorno, finchè il problema non verrà
definitivamente risolto". Dopo la legislatura breve e rissosa del
centrosinistra, lei insiste per un quadro politico di stabilità, con una
maggioranza coesa e un governo che possa e sappia governare. Nonostante le
polemiche a destra e a sinistra, è sempre convinto della necessità del 'voto
utile'? Sulla scheda elettorale gli elettori troveranno sedici candidati
premier, molti dei quali con proposte politiche settoriali o improbabili.
Capiranno che si sta semplificando il sistema politico? "La governabilità
non dipende dalla legge elettorale, ma dalla semplificazione del quadro
politico. E' per questo che è nato il Popolo della Libertà, che è il partito
unitario del centrodestra, espressione in Italia del Ppe e dei valori
liberaldemocratici. Come si è visto, anche con la legge elettorale in vigore si
è prodotta una prima semplificazione, riducendo la competizione elettorale a
una sfida non più tra due schieramenti eterogenei, ma tra due grandi partiti,
sia pure con un contorno ancora eccessivo di partitini. E' stato
un primo passo avanti, anche se i sedici candidati premier che gli elettori
troveranno sulle scheda sono certamente troppi. Per questo, dopo il voto,
proporremo di fare in modo bipartisan sia i correttivi della legge elettorale,
per introdurre anche al Senato il premio di maggioranza su scala nazionale, sia
le riforme istituzionali". Lei si candida per la quinta volta a guidare il
governo del Paese: sulla base della sua esperienza, della sensibilità, del
rapporto con i cittadini, cos'è che spinge un elettore medio a scegliere lei e
non un altro candidato premier? "Il 13-14 aprile, in buona sostanza, gli
italiani dovranno scegliere tra un uomo del fare, che ha già dato prova di
saper trasformare i progetti in realtà e di saper tenere fede alla parola data
in tutti i campi, anche in politica, e un pensionato baby della politica che
pretende di accreditarsi come il nuovo e che in realtà fa il mestiere della
politica da quasi quaranta anni ed ha in squadra tutti i vecchi protagonisti
della nomenclatura comunista che sono ancora oggi i ministri, i vice-ministri,
e i sottosegretari del malgoverno di Prodi". La sorprende che, stando agli
ultimi sondaggi, il centrodestra è preferito dai giovani e anche dagli operai?
"No. Se diciamo che vareremo un 'piano casa' per le giovani coppie, se ci
impegniamo a fare degli sgravi agli imprenditori che assumeranno i giovani o
che li stabilizzeranno, se prospettiamo la detassazione degli straordinari e
dei premi aziendali di produttività per rimpolpare i bilanci familiari, i
giovani e gli operai, come tutte le categorie che amano la concretezza e non la
propaganda ideologica, sanno che noi manterremo gli impegni. Perché per noi le
promesse elettorali sono impegni contrattuali da mantenere come abbiamo
dimostrato nei cinque anni del nostro governo, mentre per la sinistra sono
specchietti per le allodole, da usare in campagna elettorale e poi da gettare
nel cestino della carta straccia". In una campagna elettorale dai toni
finora sostanzialmente soft e con programmi necessariamente obbligati, lei ha
mosso le acque con la proposta Alitalia, puntando sul concetto di proteggere
l'italianità della nostra compagnia di bandiera. Ma ci sono davvero
imprenditori disponibili a scendere in campo oppure non è meglio lasciar fare
al mercato? "Il mio appello agli imprenditori italiani perché anche da
parte loro ci fosse uno scatto d'orgoglio e si impedisse così la svendita
dell'Alitalia ha già ottenuto alcuni risultati. Prodi e Padoa Schioppa avevano
detto che la trattativa con Air France era l'unica possibile e che nelle casse
dell'Alitalia non c'era più un soldo. Non era vero: il governo ha dovuto
prendere atto che sono ancora possibili altre offerte, mentre sui soldi in
cassa il ministro dei Trasporti dice che quello dell'Economia sta raccontando
frottole. Air France aveva detto al governo e ai sindacati 'prendere o
lasciare': dopo il nostro appello ha dovuto cambiare strategia e trattare senza
ultimatum, anche se ancora non basta. All'inizio, come molti, pensavo che
quella di Alitalia con Air France e KLM fosse destinata a diventare un'alleanza
per dare vita ad un grande gruppo internazionale. Invece era solo una svendita
ad ad un prezzo risibile, della nostra compagnia di bandiera che veniva
fagocitata da Air France. A rimetterci non era solo Malpensa, ma tutta
l'economia italiana. Basta pensare al turismo: dove credete che possa portare i
futuri turisti cinesi, indiani, russi la Air France, dopo che avrà azzerato la
concorrenza dell'Alitalia? A Parigi o in Italia? E i nostri imprenditori del
Nord non sarebbero forse costretti a recarsi prima a Parigi se avessero
intenzione di andare in America o in Asia? Per questo ho definito irricevibile
ed anche offensiva l'offerta Air France". Parliamo di fisco. Il suo
competitor Veltroni promette riduzioni di aliquote e abbassamento della
pressione fiscale. Quanto è credibile dopo il biennio Prodi-Visco?
"Giudichino i lettori. In due anni, il governo guidato dai leader del
partito di Veltroni ha introdotto in Italia più di 110 nuovi balzelli tra nuove
tasse, aumento di quelle esistenti, aggravi contributivi, maggiorazioni dei
bolli e inasprimenti vari. Ricordo che soltanto nella legge finanziaria 2007 le
nuove tasse erano state 67. Sono questi 110 nuovi balzelli il vero biglietto da
visita di Veltroni, che è la continuazione di Prodi. Vorrei citare un solo
esempio di questi balzelli, che Veltroni sta cercando di nascondere: dice che
se andrà al governo, la prima legge che farà sarà quella per abolire il
precariato. Peccato che il governo Prodi, che lui difende ed elogia, abbia
introdotto una penale contributiva per quegli imprenditori che intendono
trasformare un contratto precario in un posto fisso. E' quanto è stato introdotto con le norme sul condono contributivo
varate dal governo Prodi". Pensioni. Lei nel 2001 aumentò le minime e ora
fissa l'obiettivo dei mille euro. Non le sembra una indicazione ambiziosa per i
conti pubblici? "La nostra proposta prevede l'introduzione di un
meccanismo di adeguamento al costo della vita per chi dispone di un reddito
massimo di mille euro al mese, non certo, come è stato
scritto in malafede, di portare il minimo delle pensioni a mille euro al mese
il che comporterebbe un costo per lo Stato di oltre venti miliardi di euro.
Veltroni invece ha promesso la luna ai pensionati, senza alcun senso del limite
e senza considerare i vincoli del bilancio dello Stato, che ci viene lasciato
in condizioni pessime. Forse è sfuggito a molti, ma noi sulle pensioni diciamo
ciò che è scritto nel nostro programma. Nel programma del Pd la parola pensioni
non è neppure citata, forse perché Veltroni è anche lui un pensionato, un baby
pensionato della politica. Oppure perché si vergognano della controriforma
delle pensioni che ha fatto il governo Prodi". Puntuale è riesplosa la polemica
sulla par condicio televisiva e sul duello tra lei e il suo principale
avversario, dopo l'annullamento della puntata di 'Porta a Porta'. Pensa che
alla fine ci sarà il duello? "Contrariamente a quanto vanno dicendo quelli
di Veltroni, non ho il minimo dubbio sulla sconfitta di Veltroni, alle parole
vane sarebbe sin troppo facile opporre la forza dei fatti. Di mezzo c'è però la
legge sulla par condicio, che la sinistra si inventò ai tempi del presidente
Scalfaro per impedirmi di apparire in tv. Quella legge è ancora in vigore
perché l'Udc non ci consentì di abolirla, ma si tratta di un insieme di norme
antidemocratiche e liberticide, dove si assegna a un partito di oltre il 40 per
cento come il Popolo della Libertà lo stesso spazio televisivo che viene dato a
un partito nuovo e sconosciuto, che nei sondaggi ha lo zero virgola qualcosa.
Non solo. Se si vogliono i faccia a faccia, la par condicio impone di farli con
tutti gli altri candidati premier, non con uno solo. Visto che i candidati
premier sono 16, i faccia a faccia sarebbero più di cento: una cosa chiaramente
impossibile". Nel 2006 molti si sorpresero del suo recupero elettorale, ma
lei ha sempre sostenuto di essere tranquillo perché aveva sondaggi che poi si
rivelarono precisi. Vale anche questa volta? I sondaggi visibili danno al Pdl
una maggioranza non tranquillizzante al Senato: e si ipotizza sempre un governo
di larghe intese, non solo per le riforme, magari con Gianni Letta premier?
"I sondaggi in nostro possesso ci danno un margine di vantaggio più che
tranquillizzante anche al Senato: da
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
LA POLEMICA SUL VOTO
DEI CATTOLICI Casini contro il Pdl "Usa la Chiesa" ? ROMA ? AVEVA
DECISO di lasciar correre, perché "i giornali ci avevano ricamato su
rispetto alle dichiarazioni originali". Poi ci ha ripensato: il Cavaliere
? è il suo ragionamento ? sa usare i mezzi di comunicazione. E così, il giorno
dopo le frasi sul cardinale Ruini ("Sa bene che votare l'Udc favorisce il
Pd"), Pier Ferdinando Casini entra a gamba tesa: "Berlusconi ha una
grande sensibilità ecclesiale... il fatto che si improvvisi portavoce del
cardinale la dice lunga sul grande rispetto che ha per la Chiesa cattolica.
Credo che tutti i cattolici abbiano oggi la
testimonianza dell'uso strumentale che egli fa del suo rapporto con la
Chiesa". ALLA GUERRA come alla guerra: l'ex premier chiede ? traducendo
dal politichese ? alle gerarchie ecclesiastiche di non appoggiare l'Udc. E lui
ironizza sull'alleato di un tempo, girando il coltello nella piaga:
"Citare Ruini è stato un infortunio di primissima
categoria". In fondo, deve tutelarsi dall'attacco a tenaglia sul suo
elettorato portato avanti dal Cavaliere utilizzando non solo la sponda del voto
utile e/o disgiunto ma pure quella della Chiesa. "Mi sembra che Berlusconi
abbia realizzato l'idea del voto disgiunto, nel senso che ha disgiunto un po'
la propria intelligenza dalla realtà". Come era prevedibile, il commento
del leader del Pdl non si fa attendere: "Non replico a Casini, essendoci
di mezzo un cardinale che stimo molto. Loro hanno detto una cosa di lui che non
era vera (si riferisce alla notizia di una telefonata che gli avrebbe fatto
Ruini a febbraio per convincerlo a non divorziare da Casini, ndr) e io l'ho
difeso. Non sanno più a cosa attaccarsi". SI FA ATTENDERE, invece, il
commento dell'ex presidente della Cei: si trincerano dietro un "no
comment". Ma il fuoco dei centristi non si arresta: sanno bene che c'è
grande attenzione da parte dei cattolici rispetto alle
scelte che vengono dai vertici vaticani. "Se mai dei politici potessero
erigersi ad interpreti dell'episcopato c'è qualcuno che ha le carte più in
regola di Berlusconi per ambire a tale ruolo, e pure non si è mai neppure
lontanamente sognato nè di pretenderlo nè di esercitarlo", dichiara
Buttiglione. Chiosa Pezzotta: "Forse non ha ancora
capito cosa vuol dire essere laico. Io come cattolico ritengo, in virtù della
mia laicità, di essere un attento ascoltatore di quello che dicono i vescovi,
ma di agire autonomamente in politica secondo la mia responsabilità di
laico". Rilancia Cesa: "Il vero voto inutile è quello dato a
Berlusconi". An. Co. - -->.
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
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l'edizione del IL DOSSIER VITTORIO FOA Le cose giuste meglio farle subito Voto
PD per due soluzioni: 1) Per non dire mai bugie. 2)Per trasformare la lotta
ecologica da impedimento allo sviluppo a principale motore dello sviluppo. Ai
giovani e a tutti gli indecisi dico: si vota una sola volta, le cose giuste è
meglio farle subito. Non aspettate altri 5 anni. SANDRA BONSANTI GIORNALISTA Su
Veltroni si può fare affidamento Sono convinta che in una fase di crisi e di
incertezze economico-finanziaria Veltroni è la persona giusta per dare quelle
rassicurazioni che un cittadino deve chiedere alla politica. Non solo per la
sua personale esperienza e competenza di amministratore pubblico, ma anche
perché Veltroni dà affidamento per la scelta dei collaboratori e dei
consiglieri. Cosa che Berlusconi assolutamente non dà. Un'affidabilità
personale e delle persone che lo circondano che non riguarda solo il tema
economico-finanziario che è il nodo principale, da cui ruota tutto il resto:
vedi la lotta alla mafia, vista come un qualche cosa da fare anche per
risollevare il problema dell'economia del Sud che non riesce a decollare.
Veltroni ha avuto il coraggio di scegliere una strada che all'inizio poteva
sembrare abbastanza a rischio, invece via via e soprattutto oggi non ha
mostrato cedimenti. E il fatto di dire in modo chiaro che il Pd si sarebbe
raccolto intorno ad un programma, con delle idee di fondo, andando da solo, è
piaciuto agli italiani. Come è piaciuta la campagna non aggressiva di Veltroni,
anche se adesso si va verso uno scontro più netto. Infatti i toni si sono già
elevati. Berlusconi è tornato ai sui vecchi vizi di sempre: detta legge non
solo sulle sue tv ma vorrebbe farlo anche su quella pubblica. Se ne infischia
delle regole il Cavalier Berlusconi: la par condicio è invece necessaria
proprio perché non è stata fatta una legge sul conflitto di interessi.
All'antico di Berlusconi spicca di più il nuovo rappresentato da Veltroni. Agli
indecisi faccio un appello: è fondamentale strappare qualunque senatore in più
al Senato, per rendere governabile il Paese. SALVATORE ACCARDO MUSICISTA Vorrei
Veronesi ministro alla salute Voto Pd perché il mio bagaglio culturale mi porta
a dare una preferenza verso questo partito. Penso Veltroni sia una delle poche
persone politiche alle quali si possa veramente dare fiducia. Tra l'altro
abitando a Milano, ed essendosi qui presentato il professor Veronesi, penso sia
veramente indispensabile dargli una preferenza. Veltroni e Veronesi penso siano
in grado di gestire la cosa pubblica e se va come speriamo vada il voto, con
una persona come Veronesi alla sanità non potremmo sperare di meglio. Per me è
importante che le persone che capiscano di una materia se ne occupino: è
impossibile che ci si occupi di sanità senza saperne nulla. Ben vengano i
tecnici in tutti settori. RENZO ARBORE CONDUTTORE TV Si può fare Tutto il mio
appoggio al Partito Democratico e a Veltroni. Si può fare. UGO CHITI
DRAMMATURGO, Veltroni fa parte del mio "paesaggio" Voto Pd non con
riserva ma con quella strana sensazione che hanno tutti gli italiani, ovvero
quell'insicurezza endemica nei confronti della politica alla quale non sfuggo
nemmeno io. Veltroni fa comunque parte della mia formazione, in un certo senso
del mio "paesaggio" stesso. Ho delle memorie personali, come quando
veniva a trovare Massimo Ghini mentre con Benvenuti giravamo "Zitti e
Mosca". Ci eravamo persino un po' ispirati a lui per il personaggio di
Ghini. Mi dà fiducia, mi sembra una figura che si è agguerrita e precisata. E
questo è un bene in questo momento storico. GIULIO FERRONI DOCENTE
UNIVERSITARIO Per impedire il ritorno di Berlusconi Il mio voto al Pd? Intanto
perché mi sembra la migliore scelta per impedire il ritorno di Berlusconi. Poi
mi auguro che il voto possa aiutare il partito a tirare fuori tutte quelle
potenzialità ancora da realizzare che ci sono. Si tratta di dare una spinta per
favorire quella novità politica, quella forza innovatrice che il Pd
rappresenta. Il rischio nel caso di un risultato mediocre è che rispuntino le
correnti, i gruppi organizzati, che si riproponga quel culto dell'identità che
nella situazione attuale è una scelta perdente. Al contrario il Pd finora ha
dimostrato di saper aggredire i problemi del paese e del mondo. E poi, me lo
faccia dire, mi è piaciuto l'entusiasmo di Veltroni e la sua voglia di mettersi
in gioco, così lontana dai vecchi modi di fare politica. CARLO FRITTELLI
GALLERISTA Per avere un ambiente vivibile per i nostri figli Per me è molto
semplice: sono sempre stato un uomo di sinistra. Ma
indipendentemente da questo, credo che Veltroni stia esprimendo delle novità
importanti per il nostro paese. Tra queste penso che la sua attenzione per ogni
forma artistica, non più solo legata alla tradizione antica, dia uno scarto
decisivo. L'obiettivo deve essere quello di creare un ambiente vivibile
nell'oggi per offrire un futuro ai nostri figli: così la contemporaneità è una
delle poche manifestazioni che rendono consapevoli della situazione. Questo,
Veltroni, l'ha detto e fatto nella sua esperienza come sindaco di Roma. E,
magari, gli anni della Capitale potranno essere riproposti al resto
dell'Italia. LUCIO DALLA CANTANTE A sinistra quindi col Pd Voto Pd perché mi
trovo sostanzialmente d'accordo con la sua visione. Credo in un cambiamento che
mi auguro possa avvenire tramite un sistema di una visione politica ma anche
operativo. Ho sempre votato a sinistra e continuerò. Non trovo invece giusto
non votare: è più sbagliato che rischiare di sbagliare il voto anche pensando a
quanti si sono battuti per il voto a rischio della propria incolumità.
Qualsiasi cosa che ci riguarda non può essere affrontata con un rifiuto
sociale, un uscire dai tempi, diventa un ragionare solo con se stessi. È vero
che il linguaggio politico è talmente frammentato, anche nei gesti, da sembrare
fuori dal flusso della contemporaneità, è vero che i giovani sono saccheggiati
da sistemi rivoluzionari negativi come la pubblicità parossistica e il
marketing, però tutto questo non lo gestisci se ti chiami fuori. DAVIDE ENIA ATTORE
Voto Pd per Lumia e la Finocchiaro Devo valutare bene le liste prima di
decidere cosa voterò alla Camera. Al Senato invece voterò Lumia del Pd per un
ragionamento di Realpolitik: creare una situazione di stallo per riuscire ad
arrivare a una nuova legge elettorale. In ogni caso, sono le regionali che mi
interessano veramente, in Sicilia dopo sette anni di Cuffaro c'è bisogno di
aria nuova e Anna Finocchiaro è una candidata del Pd di altissimo profilo. E va
bene perché il voto delle Regionali è nominale. UGO GREGORETTI REGISTA Pd
perché da sempre sto a sinistra Perché voto Pd? Nel 1970 sono entrato nel Pci e
mi consideravano un parvenu perché non mi ero inscritto a 13 anni (come
Maselli), ma a 40. Ora che sono passati altri 40 anni sono un veterano. Per me
è come se il Pci sia rimasto sempre in vita nonostante abbia cambiato nome
cinque volte, anche adesso che è diventato Pd. Non ho mai dubitato per un
momento la mia appartenenza a quell'area. E poi ho un vecchio rapporto di
grande affetto con Veltroni. La somma delle due cose, anche se sono meno
compatibili di un tempo, mi inducono ad optare senza indugi per il Pd. ENNIO
MORRICONE COMPOSITORE Ho grande fiducia in Veltroni Voto Pd perché ho grande
fiducia in Veltroni, in gran parte della squadra che ha messo insieme e sul
progetto politico. Non andare a votare? È un atto di tradimento verso il paese.
DARIO VERGASSOLA COMICO Per non dimenticare il G8 di Genova Il mio sogno:
vorrei che vincesse Veltroni di un voto, così porta a casa la vittoria, e la
Sinistra arcobaleno avesse il 15%, così Veltroni avrebbe un appoggio a sinistra
e non potrebbe non guardare a sinistra. Sarebbe un buon punto di partenza e
questa sarebbe la mia fantastica visione del mondo. Ma mio figlio e mia figlia
dicono che non voteranno. A mio figlio, che suona in un gruppo reggae e ha
occupato uno stabile, ho detto che se un giorno vi danno botte a vanvera come
al G8 a Genova e vi spaccano la testa non venite poi a lamentarvi. E a mia
figlia, che non vuol votare per protesta, ho detto: sappi che quando il
centrodestra smonterà la legge sull'aborto non venire a dire che non lo sapevi.
Non è vero che una cosa vale l'altra, che tutti sono uguali. PAOLA GAIOTTI DE
BIASE INTELLETTUALE CATTOLICA Col Pd pensando a Aldo Moro Voto Pd, e cosa
sennò? Cosa può portare il nostro paese fuori da una transizione lunga
trent'anni, con tutte le attese di riforma regolarmente tradite dalla difesa di
interessi consolidati, da pregiudiziali superate dalla storia, da giochi a
dividere il paese, alternando l'instabilità governativa allo strapotere
quinquennale di governi spregiudicati e irresponsabili? Il partito democratico
è pur sempre l'unico segno di un rinnovamento del sistema politico in atto:
insieme del superamento, finalmente, dello "steccato guelfo-ghibellino",
auspicato nell'ultima lettera di De Gasperi morente e di un progetto
riformatore, purtroppo colpito nel suo nascere da una crisi inopinata, ma che è
la sola proposta in campo per salvare il paese. Ed è anche l'unico luogo in cui
può esprimersi, di fronte ai nuovi problemi del mondo, quella cultura politica
dei cattolici democratici che ha segnato la Repubblica
nei suoi momenti più alti, e ne ha democraticamente garantito l'unità, dalla
Costituente a Moro, Andreatta, Prodi, pur se spesso contraddetta e ostacolata
nella stessa Chiesa. Il partito democratico è l'unico che oggi può coniugare
realisticamente valori e strumenti della politica ( senza i quali i valori sono
parole vuote) in un nesso forte fra la coscienza delle responsabilità
internazionali e europee dell'Italia, e le competenze, le rappresentatività,
per rilanciare economia, diritti, legalità in questo paese. CARLO LIZZANI
REGISTA Sto con la sinistra non settaria Appartengo a quella sinistra storica
che è sempre stata orientata a raccogliersi in forme non settarie. Trovo nel
Partito democratico la capacità di parlare ed avere consenso largo che è
possibile ottenere solo sul piano del riformismo. CARLO BERNARDINI FISICO
Veltroni può liberarci da un incubo Quello che vorrei che gli italiani capissero
è che il livello delle opinioni e delle aspirazioni stesse della gente dopo il
martellamento del pensiero di destra dei 5 anni del governo Berlusconi è sceso
molto in basso: se il governo Prodi è stato
considerato da molti come carico di difficoltà sociali è solo, a mio parere,
perché ha dovuto incidere su illusioni e privilegi in cui eravamo cascati.
Walter Veltroni può liberarci da un incubo: cioè, da una ripresa di vaniloqui
in cui si rilanciano libertà mai perdute, si promettono ricchezze inesistenti e
si avviliscono obiettivi culturali (scuola e ricerca) degni di un paese di
grandi tradizioni. Votando PD, molti di noi hanno una grande speranza e sono
disposti a fare il possibile perché si avveri. NERI MARCORE' ATTORE Perché
Veltroni è una brava persona Voto Pd perché Veltroni è una brava persona,
capace e onesta. E a differenza di tutti gli altri che hanno già provato a
governare l'italia senza grossi risultati, mi pare, anche se per ragioni e
responsabilità diverse, lui è l'unico a non averlo ancora fatto direttamente. E
ora, direttamente, ha già impresso alla politica un'accelerazione che fino a
pochi mesi fa era impensabile. GIOVANNI BOLLEA NEUROPSICHIATRA È dal 1950 che
aspettavo il Pd L'idea di Veltroni io l'ho avuta nel 1950. Nell'altro secolo c'è
sempre stato il desiderio di mettere d'accordo i due
processi politici che andavano avanti: il Vaticano e il Partito comunista e
socialista. Personalmente credo nel Partito democratico. Credo che risolverà un
problema strettamente italiano, che non hanno gli altri
stati europei. Noi abbiamo due tradizioni, cattolica e laica, che comunicano
insieme,anche se a volte si avvicinano o si allontanano hanno comunque uno
scopo in comune. C'è un ricordo che è importante conoscere: nel Congresso del
Partito comunista italiano del 1945 il Pci accettò e dichiarò che tutti i cattolici potevano essere iscritti al partito. È stato
un provvedimento enorme, che ha risolto un problema italiano. Da allora i 2
indirizzi sono andati insieme alla ricostruzione di un paese come il nostro che
usciva da una guerra mondiale. Il Pd risolve: è un punto di rinascita. È un
inizio che ci unisce, stranamente, all'Italia prima del '19. Ecco perché vedo
il partito democratico come una grande speranza. Dobbiamo essere orgogliosi che
sia il Pd a dimostare all'Europa la grandezza politica, religiosa e di
giustizia sociale dell'Italia. FRANCESCO GUCCINI CANTAUTORE Per tenere la
destra lontana dal governo Voterò PD sia alla Camera che al Senato. Perché?
Qualcuno mi suggerisca una via alternativa e più dotata per tenere questa
destra lontana dall'area di governo. È un pensiero semplice che risponde a una
esigenza semplice: non dare a Berlusconi, e ai suoi attendenti, la possibilità
di demolire l'Italia, così come ha iniziato a fare in modo palese nel corso
della sua presidenza del consiglio. Ipotesi preoccupante, aggravata da un
presente molto duro, economicamente e socialmente, in cui sarebbe anche più
facile scivolare verso un restringimento delle libertà individuali e
collettive. La pur breve esperienza recente del centrosinistra, nonostante i
suoi difetti, ha dimostrato che un altro modo di governare è possibile e che è
altrettanto possibile guidare il paese badando agli interessi generali
piuttosto che a quelli del presidente del consiglio. Se vi par poco. E c'è
un'altra considerazione facile facile: sia da destra che da sinistra risuona da
tempo un'eco insistente, "tanto, sono tutti uguali". Ma non è vero
che sono tutti uguali, basta guardarsi attorno e valutare alcuni dati reali, anche
nel corso di questa campagna elettorale. Ma quell'eco è pericolosa, spinge
molta gente a staccare la spina. Voto per creare un argine di responsabilità a
questa brutta deriva che cancella le differenze e sottrae ai cittadini il
potere di decidere, di scegliere. Ecco perché non avrò dubbi su cosa fare.
PAOLO HENDEL COMICO Non tutta la politica è un "magna magna" Prima di
tutto vorrei dire che si deve andare a votare. Capisco la delusione e capisco
anche la rabbia per come vanno le cose in Italia, però non votando non si
cambiano certo le cose. Non è vero che è tutto un "magna-magna", o
perlomeno c'è chi "magna" di più di tutti gli altri, e almeno lui
cerchiamo di fermarlo! Si dice che la politica è una cosa sporca e anche questo
non è vero per tutti; la politica è una cosa sporca, per esempio, quando uno
"scende in campo" per risolvere i suoi guai giudiziari e per
difendere i suoi interessi privati, senza far nomi ovviamente! Ma c'è anche chi
fa politica perché crede nella democrazia e nella possibilità di migliorare la
situazione . Voto Pd con la speranza che le cose vadano meglio per l'Italia.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-30 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Il filosofo "Dalle abbazie alle biblioteche, il
declino può essere evitato recuperando le tradizioni culturali"
Università, chiese, librerie e caffè "Milano difenda la città del
pensiero" Giorello: "Scienza, lavoro e solidarietà: lo spirito
ambrosiano rinasca intorno alle sue eccellenze" Le proposte: "I musei
scientifici devono riuscire a coordinarsi. E serve un biglietto unico come
nelle chiese di Venezia" "Iniziamo dalle abbazie, bellissimi centri
di spiritualità che fanno da sentinelle alla cerchia urbana". Chiaravalle,
Morimondo, Mirasole. Da qui parte il filosofo Giulio Giorello per tracciare un
itinerario storico (e geografico) del pensiero milanese. Da
Sud a Nord, passando dalle istituzioni cattoliche cittadine fino a incontrare
le "roccaforti universitarie ". Perché lo spirito milanese è così:
"Spiritualità e concretezza, religione e laicità ". Sintesi del
pensiero ambrosiano: tradizione cristiana illuminata e atteggiamento
illuministico. Su questo binomio insiste il docente di filosofia (che si
definisce "di nessuna chiesa, sinagoga o moschea") mentre sorvola
idealmente Milano passando da Sant'Eustorgio ("il museo Diocesano era sede
dell'Inquisizione") alla Braidense, da San Celso ("squisita")
all'Ambrosiana alle torri di Sant'Ambrogio ("questa è la città che mi
piace "). Fino ad arrivare alla Statale - "che negli Anni '20 costruisce
la città degli studi e che ha la sua sede nell'ospedale degli Sforza, uno dei
più grandi centri laici di assistenza " - e al Politecnico, alla
Cattolica, alla Bocconi e ai "nuovi arrivi", lo Iulm e il San
Raffaele, "centro di eccellenza di biologia molecolare e di psichiatria \\
scientifica". Luoghi e nomi. Carlo Emilio Gadda, "che non a caso era
un umanista ingegnere", Carlo Cattaneo e la sua cultura politecnica,
Alessandro Manzoni "al top nella Storia della colonna infame".
Illustri esempi di uno spirito laborioso che unisce scienza e tecnica,
pragmatismo e ricerca. "Anche se forse, da questo punto di vista, Milano è
meno "filosofica" di Firenze, dove convivono cristianesimo e
platonismo". E ora? "Ora c'è una ricca concentrazione di atenei -
ognuno con il proprio genius loci (il San Raffaele ha un angelo nuovo di zecca)
- che possono continuare a vivere solo se riescono a dialogare con la città, a
interagire con i musei e con le altre istituzioni. E, nello stesso tempo, a
mantenere la propria autonomia. Non è impossibile ". Giorello, che insegna
alla Statale, cita come esempio le "cattedre dei non credenti"
organizzate nel Duemila con l'arcivescovo Carlo Maria Martini: "un esempio
importantissimo del cattolicesimo creativo e tollerante che aleggia in questa
città". E una prova della curiositas ambrosiana: "A tutte queste
iniziative il milanese partecipa interessato. Non si fida subito, ma è aperto
al dibattito. Ed è capace di portare idee originali". Poetica di un laico
che stima Tettamanzi e che ha un ricordo personale di don Luigi Giussani:
"Era il mio insegnante di religione: riuscii a litigare con lui il terzo
giorno di lezione. Ma gli devo molto: è il migliore maestro di ateismo che
abbia avuto. Grazie a lui mi venne voglia di leggere Spinoza, John Stuart Mill,
Betrand Russel". Tono ironico che poi si fa serio: "Ci sono tante
presenze interessanti nel mondo cattolico". Come in quello
"universitario e della ricerca". Insomma professore, va tutto bene
nella Milano del pensiero? "Ma no. Questo patrimonio è sparpagliato e non
valorizzato dalle istituzioni ". Incoraggiamento filosofico: "Si può
fare di più, come direbbe Gianni Morandi. Per esempio, perché i musei
scientifici non riescono a coordinarsi? Perché non fare un biglietto unico come
nelle chiese di Venezia?". Proposte che Giorello lancia ai politici per
dare a Milano "un po' di orgoglio". "Ce l'ha Genova con i suoi
carruggi, Venezia non ne parliamo (uno starnuto di Cacciari diventa un tifone
in Brasile), ce l'ha Firenze e pure Roma con la sua apparente indifferenza. E
su", continua sbuffando. Che poi, a ben vedere, "di difetti questa
città ne ha diversi ". Primo: la perdita del senso di accoglienza "e
quel razzismo strisciante nei confronti degli extracomunitari". Con alcuni
stereotipi: "zingari cattivi, islamici terroristi". E, ancora,
quell'aria cattiva, inquinata, "molto peggio che a Parigi e Londra".
Infine, un pensiero ai suoi studenti e ai 200 mila universitari della città.
"Purtroppo mancano i grandi campus. E i caffè. Gli orari sono infelici:
biblioteche che chiudono presto, musei inaccessibili, aule serrate alle sette
di sera. E poi i ristoranti... Possibile che in questa città non si riesca a
mangiare in pace a mezzanotte? ". Confessione di un bon vivant. Annachiara
Sacchi Purtroppo mancano i grandi campus. E i caffè. Gli orari sono infelici:
biblioteche che chiudono troppo presto, musei inaccessibili, aule serrate alle
sette di sera.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-30 num: - pag: 29
categoria: BREVI IL FUTURO DEI SOCIALISTI IL DILEMMA DEL VOTO UTILE Caro
Ciucchi, L ei ha ragione quando osserva che il Pd è meno
laico di quanto non siano le maggiori socialdemocrazie europee. Ma ogni Paese
ha una storia propria di cui non può facilmente sbarazzarsi. L'Italia, in
particolare, è stata governata per quasi cinquant'anni da un partito - la
Democrazia Cristiana - che fu molto meno moderato e conservatore di quanto non
piacesse alle sinistre rappresentarlo. Vi era nel suo seno una sinistra
cattolica che s'ispirava alla politica sociale della Chiesa ed era stata
attratta negli anni Trenta dall'economia corporativa del regime fascista.
Questa corrente della Dc fu spesso molto più anticapitalista, dirigista e
interventista di quanto non fossero i socialdemocratici di Giuseppe Saragat e i
socialisti di Bettino Craxi. è bene ricordare che l'Italia, fra le maggiori
democrazie europee, fu la sola in cui esistessero due Confindustrie: quella
degli imprenditori privati a viale dell'Astronomia e quella delle aziende
pubbliche al ministero delle Partecipazioni statali. Quando la Dc entrò in
crisi, all'inizio degli anni Novanta, la sinistra cattolica si dimostrò più
resistente e tenace di altre correnti del partito. Divenne sempre più evidente,
negli anni successivi, che un partito di sinistra riformista, in Italia, non
avrebbe mai potuto aspirare alla maggioranza e diventare forza di governo se
non fosse riuscito a rappresentare contemporaneamente la sinistra laica e
quella d'ispirazione cristiana. Senza un accordo fra queste due forze, la
sinistra sarebbe stata divisa tra partiti più o meno piccoli, tutti ricchi di
gloriose tradizioni, ma destinati a svolgere un ruolo complessivamente modesto
nella vita del Paese. Se questa è la nostra storia politica, i socialisti, a
mio avviso, farebbero bene a prenderne atto. è meglio conservare una illusoria
e irrilevante indipendenza o far valere le proprie ragioni in un partito che ha
qualche ragionevole possibilità, prima o dopo, di governare il Paese? Sulla
questione del "voto utile" temo quindi che le nostre posizioni, caro
Ciucchi, siano molto diverse. Non credo che i cittadini di una grande
democrazia debbano andare alle urne per esprimere posizioni di principio o
rivendicare la nobiltà di antiche tradizioni politiche o formulare progetti che
non verranno realizzati. Devono scegliere pragmaticamente fra il "peggio
", rappresentato dal partito che non riscuote la loro fiducia, e il
"meno peggio", rappresentato dal partito che offre qualche garanzia
di proteggere al meglio i loro interessi. I programmi possono dare un'idea
generale delle intenzioni dei partiti, ma non sono e non possono essere
vincolanti. Non appena costituiti i governi europei, di sinistra o di destra,
si muovono tra scogli e paletti (dalle direttive di Bruxelles ai contraccolpi
delle crisi economiche e finanziarie) che nessuno di essi è in condizione di
rimuovere. Come abbiamo constatato nel caso del governo Prodi, quanto più i
programmi sono dettagliati tanto maggiori saranno le delusioni degli elettori.