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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

 

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL 31-3-2008      #TOP


Report "Israele/Palestina"

Lontani dalla Cina ( da "Unita, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele magari parleremo appena si ricomincia a correre. Tra mezzanotte e le cinque del mattino scopro cosa c'era sotto il cerone malinconico che allungava le facce dei bavaresi. Non solidarietà umana, né pena per l'innocenza degli ostaggi, tantomeno comprensione per la follia di disperati che non avevano niente da perdere dopo il settembre nero di Amman quando re Hussein aveva rovesciato

Comunità ebraica: ieri il voto, oggi l'esito ( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: "Yachad" (Insieme), la numero 2 "Per Israele" e la numero 3 "Per i giovani, insieme". "Per Israele" è la lista maggioritaria della passata consiliatura che ha governato però con "Per i giovani, insieme". Eletto il Consiglio generale, sarà designato il nuovo presidente che indicherà la giunta composta da 8 consiglieri.

La giornata ( da "Manifesto, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: l'avvertenaza a Israele che se non accetterà il piano di pace arabo del 2002 (pace e normalizzazione dei rapporti in cambio del ritiro da tutti i territori occupati nel '67 e di uno stato palestinese con Gerusalemme capitale), i paesi arabi rivredranno la loro offerta, senza peraltro specificare come.

Guida ai film DRAMMATICO Il cacciatore di aquiloni ( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: egiziana arriva per un concerto in Israele ma, disorganizzata, si trova a passare una notte casual, conoscendo persone e intuendo il bisogno di affetti, capendo quale e quanta urgenza di pace e comprensione ci sia, tra casi speciali e no, tra i due popoli. Grazie anche ad attori bravissimi, è come un piccolo gioiello di Rohmer, che esplora i silenzi e i doppi fondi dei sentimenti,

BAGDAD - Potrebbe essere finita. Questa ultima ondata di violenza potrebbe essere stata risu ( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: A Bagdad, Muhammad, l'uomo che rifà le camere, da cinque giorni è bloccato nel Palestine Hotel: "Mia moglie è inferma non si può muovere nessuno è con lei. Non riesco a parlarle, non riesce a fare niente da sola. Ho paura di tornare e trovarla morta".

Dal 17 al 25 aprile la ventitreesima edizione del festival di cinema gay: ne parla il direttore minerba - clara caroli ( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: vincitore due anni fa di Anteprima al Tff, che ha girato un documentario in Palestina. C'era un film torinese tra quelli in lizza per il concorso. Ma è stato scartato". Perché così pochi? "Per problemi produttivi, credo. Non voglio pensare che siano altri gli ostacoli. Questa è una città progressista, dopotutto".

Comunità ebraica, oggi lo scrutinio per scegliere il successore di paserman - gabriele isman ( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Per Israele" che quattro anni fa, alle precedenti elezioni, aveva ottenuto 15 consiglieri su 28 e portato alla presidenza della comunità Leone Paserman che, stavolta, dopo due mandati, consecutivi, non si è voluto ricandidare. "Porteremo a votare anche persone che mai in erano andate alle urne" diceva qualche giorno fa Angelo Pavoncello,

STORIE ABITUALI DI NORMALE UMANITÁ ( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: coordinatore delle attività del governo israeliano nei Territori "per ragioni umanitarie", ha rilasciato un permesso di residenza in Israele ad un Gay palestinese pesantemente minacciato perché partner di un omosessuale israeliano. La notizia è vera, ma è stata raccontata in un modo errato, innanzitutto non è la prima volta che Israele aiuta omosessuali palestinesi salvando loro la vita,

Vaticano e Israele, nuovo stallo ( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Se il governo israeliano non ha dato un mandato chiaro ed esplicito ai burocrati che fanno parte della delegazione impegnata nei negoziati fra la Santa Sede e lo Stato di Israele, per dare seguito a quanto stabilito in linea di principio dall'Accordo Fondamentale del 1993, ciò è dovuto da una parte a una certa incompetenza dei burocrati e dall'

Per Betancourt trattative in corso ( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: situazione richiama quella del sequestro Moro e di diversi casi in Israele, Afghanistan e nel Medio Oriente. Il punto su cui la stampa internazionale tace è che il governo di Uribe l'anno scorso ha già liberato 200 membri delle Farc, su pressione del governo francese. Senza ottenere nulla. Perché allora il marito della Bétancourt e Sarkozy insistono su una linea che non ha esiti?

Con un viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili Tichofilm ( da "Stampa, La" del 31-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele pochi mesi prima dell'inizio della seconda Intifada: l'andare oltreconfine diventa un momento di riflessione e nostalgia, un viaggio attraverso i ricordi. Per vedere i video, accessibili in streaming, occorre registrarsi. Quindi si possono acquistare crediti (1 credito = 10 centesimi di euro) per la visione di singoli film o di pacchetti promozionali.


Articoli

Lontani dalla Cina (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Lontani dalla Cina Maurizio Chierici Segue dalla Prima P er invogliare Pinochet alla democrazia, le nazionali dei paesi democratici hanno continuato a giocare nello stadio degli orrori finché le vittime si sono arrangiate da sole rimpicciolendo l'oppressore dopo 17 anni di partite internazionali. Ho ascoltato per la prima volta la favola dei "valori dello sport" nella notte bianca di martedì 5 settembre 1972, Monaco di Baviera. Olimpiadi sconvolte da un commando palestinese. Otto uomini incappucciati avevano preso in ostaggio atleti e massaggiatori israeliani per svegliare la disattenzione che avvolgeva (e avvolge) la vita amara di milioni di profughi. Non hanno risvegliato niente. Il dramma continua malgrado la buona volontà di pacifisti inascoltati: scrittori, intellettuali arabi ed ebrei, ma anche della vecchia Europa e dell'America che predica bene mentre riempie gli arsenali. I protagonisti della tragedia di Monaco sono stati uccisi 21 ore dopo. Gli infallibili cecchini della polizia tedesca non hanno fatto differenze tra aggressori e ostaggi fulminati dalla terrazza dove prendevano la mira. Avevano fretta. L'incidente andava subito chiuso: l'olimpiade non poteva fermarsi. Due giorni senza gli elastici bianchi e neri che bruciavano vecchi record sembravano insopportabili. Rinchiusi nelle sale stampa sterilizzate, feltri sintetici e ragazze-bambola ben pettinate, ben profumate, sorrisi del tutto va bene, noi che dovevamo raccontare aspettavamo notizie. Centottanta giornalisti ad ogni piano, angosciati perché le ore passavano e i giornali dovevano chiudere e i direttori si arrabbiavano: siamo sicuri che la concorrenza non sa cosa è successo? Raccoglievamo solo le prediche delle autorità. Fermare l'olimpiade diventava un sacrilegio che avrebbe stimolato nuove catastrofi. I valori dello sport riappacificano i popoli ripiegando odio e terrorismo. Guai abbassare i riflettori. Di ora in ora, un discorso dopo l'altro e i poveretti stretti tra i fucili scivolavano nell'oscurità delle comparse che in fondo davano fastidio. Sapete quanto abbiamo speso per stadio nuovo e villaggio olimpico? Miliardi da capogiro. Da riguadagnare coi palazzoni in vendita appena si spegne la fiamma. Se perdiamo i diritti delle tv la voragine del debito farà tremare la nostra economia. Questo non ci interessa, rispondevano dalle redazioni di ogni giornale. Sono morti o sono salvi? Quanti morti, quanti feriti? Insomma, la notizia. Dei palestinesi e di Israele magari parleremo appena si ricomincia a correre. Tra mezzanotte e le cinque del mattino scopro cosa c'era sotto il cerone malinconico che allungava le facce dei bavaresi. Non solidarietà umana, né pena per l'innocenza degli ostaggi, tantomeno comprensione per la follia di disperati che non avevano niente da perdere dopo il settembre nero di Amman quando re Hussein aveva rovesciato il fuoco del suo esercito sulle baracche nelle quali sopravvivevano palestinesi da mezzo secolo cittadini giordani. Il lamento non veniva solo dai politici che vedevano sfumare la grandeur del grande spettacolo, o dagli imprenditori che perdevano il grande affare. Anche bottegai, ristoranti, alberghi, spacciatori di souvenir, fabbricanti di birra e le scarpe, e le magliette, profumi e automobili, pubblicità da riversare negli spot del mondo, battevano i denti immaginando il crac. Chiudere l'olimpiade cinque giorni prima voleva dire compromettere la contabilità sognata dalla folla che giocava con la pelle degli altri come si gioca in borsa. Avevano torto o ragione? A loro modo, ragione. Ma era la ragione del tornaconto che si contrapponeva alla vita di nove persone prigioniere nel blocco 31, palazzina bassa fra le torri di calcestruzzo della nuova Monaco che doveva sfavillare. Il ministro bavarese Merk passa da un piano all'altro per distribuire ai giornalisti la sua rabbia: "Cosa sperano i terroristi? La pagheranno e la pagheranno cara... ". E cosa può sperare un giovanotto che è nato ed abita in un campo profughi, pattumiere di città che non lo vogliono e non sopportano altri ottocentomila accampati come lui? Arriva la conferma: tutti morti. Devono passare sei ore per capire chi ha sparato, ma alle nove del mattino finalmente lacrime di coccodrillo e bella notizia. L'olimpiade continua. Si ricomincia a correre e a saltare perché l'olimpiade è "la festa della gioventù". Cerco fra gli atleti un'ombra di sdegno. Sono agitati da altri pensieri. "Mi alleno da tre anni; una tragedia tanta fatica per niente... ". I Giochi riaprono coi pachistani appena usciti dall'agonia della guerra. Nella finale dell'hockey sul prato dovevano vedersela con l'India, quasi la rivincita delle battaglie perdute. Come potevano rinunciare? E gli americani del black power cosa faranno? Corrono, vincono: il gesto coraggioso dell'alzare il pugno verso la bandiera fa capire che sotto i muscoli batte un cuore generoso. Un po' di noi scriveva così. E appena la fiamma si spegne, la retorica dolciastra unge ogni parola: valori dello sport, coraggio dell'affrontare gli ostacoli senza arrendersi ai ricatti. Con l'inno che suona, la conferma solenne: Olimpiadi simbolo di pace e di fraternità. Quattordici anni prima, olimpiade a Città del Messico, la polizia aveva sparato sugli studenti: 400 morti alla vigilia della prima gara, per fortuna telecamere non disturbate dal sangue e dai corpi trascinati nell'asfalto. Insomma, bella festa dello sport. Otto anni dopo gli Stati Uniti non vanno a correre a Mosca perché la Russia ha invaso l'Afghanistan. E la Russia si vendica nell'olimpiade che viene dopo: nessun atleta dell'arcipelago Est a Los Angeles perché Salvador e Nicaragua sono le colonie insanguinate del grande vicino. Se oggi i morti della Cecenia, Iraq, Afghanistan (un'altra volta) contassero come i morti di qualche anno fa, a Pechino salterebbero in pochi. Ma i Tg che raccontano le guerre e i giornalisti embedded hanno abituato le famiglie a non impressionarsi troppo. Vittime svalutate. E poi la Cina moderna è il paese del prodotto lordo che scavalca Wall Street. Ripiega nel suo portafoglio un terzo del debito di Washington. Quando Pechino ha il raffreddore, i nostri mercati tremano. Chi se la sente di pestare i piedi alla tigre dell'Asia, un miliardo e trecento milioni di clienti? Anche perché, diciamo la verità, il Tibet è un bel paese per fare trekking, e mettersi in posa fra i monaci buddisti, stupendi figuranti nelle foto delle vacanze, ma val la pena mettere in dubbio i valori dello sport per una piccola repressione nel piccolo tetto del mondo? Le proteste devono restare educate con qualche asprezza diplomatica a proposito delle immagini dure che sconsiderati reporter distribuiscono al mondo: "abbiamo l'impressione che state esagerando". Ma Bush brillerà in tribuna d'onore quando si aprirà il velario e quattro miliardi di sportivi saranno incollati alla tv. Un gol e uno spot, colpo di fioretto e altro spot. Ogni telecamera si incanterà davanti al ponte più lungo, all'aeroporto sterminato o allo stadio più lunare del mondo. In fondo spiace per il Dalai Lama, tanto garbato. Continui pure a pregare, prima o poi anche il Papa lo riceverà, ma più di così non si può fare: non sarebbe conveniente. mchierici2@libero.it.

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Comunità ebraica: ieri il voto, oggi l'esito (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 13 del 2008-03-31 pagina 2 Comunità ebraica: ieri il voto, oggi l'esito di Redazione Si è svolto nella notte lo spoglio delle elezioni per il rinnovo del Consiglio della Comunità ebraica romana (Cer), la più grande d'Italia con circa 11mila iscritti. Si sono chiusi infatti ieri alle 22 gli otto seggi (aperti dalle 8), distribuiti in tutta la città. In palio i 28 posti nel Consiglio generale della Comunità contesi da tre liste: la numero 1, "Yachad" (Insieme), la numero 2 "Per Israele" e la numero 3 "Per i giovani, insieme". "Per Israele" è la lista maggioritaria della passata consiliatura che ha governato però con "Per i giovani, insieme". Eletto il Consiglio generale, sarà designato il nuovo presidente che indicherà la giunta composta da 8 consiglieri. Non si è ripresentato Leone Paserman, alla guida della Cer negli ultimi otto anni. Nelle passate elezioni la percentuale del voto si è attestata al 27 per cento degli aventi diritto, ma fonti interne alla Comunità sottolineano la possibilità in questa tornata di un quorum maggiore. Sarà rinnovata anche la Consulta, organo consultivo (40 membri): stesse tre liste in lizza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La giornata (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

L'ultima la giornata Torino Tifoso del Parma travolto da pullman di ultrà juventini Ancora una volta la gara tra Juventus e Parma verrà ricordata come una partita "maledetta". La sfida in programma ieri pomeriggio all'Olimpico, infatti, è stata rinviata a data da destinarsi (probabilmente il 16 aprile, ndr) per la tragica scomparsa di un giovane tifoso ducale avvenuta nei pressi dell'area di servizio "Crocetta" vicino Felizzano, sull'autostrada A21 Torino-Piacenza. Il giovane Matteo Bagnaresi, 28enne sostenitore dei "Boys" gruppo ultrà gialloblu, sarebbe stato investito dal pullman di alcuni sostenitori bianconeri. L'autista del mezzo senza essersi reso conto dell'accaduto avrebbe proseguito in direzione Torino per poi essere fermato pochi chilometri dopo dalle forze dell'ordine. I tifosi bianconeri sotengono di essere stati aggrediti con spranghe e bottiglie. L'autista del pullman ha preferito ripartire in fretta e furia per evitare che le cose degenerassero. Ma ha travolto Matteo Bagnaresi, 28 anni, figlio di un dirigente della Barilla, colpito con lo spigolo anteriore della carrozzeria. Già all'andata la sfida tra Juve e Parma fu funestata dalla scomparsa di un altro giovane tifoso, il laziale Gabriele Sandri, ucciso in un autogrill con un colpo di pistola sparato da un poliziotto per cercare di sedare una rissa tra sostenitori della Lazio e della Juventus. Fino a ieri sera nn è stato possibile stabilire la dinamica dell'incidente. Sciacca Disoccupato, si uccide dandosi fuoco in macchina Si sarebbe cosparso di liquido infiammabile, seduto nell'abitacolo della sua auto e dato fuoco. E' la ricostruzione fornita dai carabinieri dalla compagnia di Sciacca sulla morte di Giovanni La Greca, un operaio di 38 anni disoccupato di Sciacca, il cui corpo carbonizzato è stato trovato nelle campagne di Sambuca di Sicilia. I militari ritengono che non ci siano dubbi sulla dinamica della tragedia e sul suicidio. L'uomo, secondo la ricostruzione fornita dagli investigatori, era depresso per problemi economici e prima di uscire di casa aveva espresso le proprie preoccupazioni e nervosismo, per questo motivo, ai suoi familiari. Poco dopo la tragedia. Brescia Ubriaco travolge e uccide ragazzo di 16 anni Un ragazzo di sedici anni ha perso la vita dopo essere stato investito da un'automobile intorno alle 21 di sabato sera a Torbole Casaglia, in provincia di Brescia. G.F., queste le iniziali del giovane residente a Torbole Casaglia, stava attrverando sulle strisce pedonali di via Verdi, l'ex strada statale che attraversa il centro abitato del suo paese, in compagnia di un'amica, M.M., di 18 anni, quando è stato travolto da un autoveicolo guidato da A.M., 40enne residente a Maclodio, in provincia di Brescia, ubriaco. Il sedicenne è deceduto poco dopo essere stato investito all'ospedale civile di Brescia. Lievemente ferita la ragazza che si trovava con lui, ora ricoverata alla Poliambulanza di Brescia. Il conducente dell'autoveicolo, adesso agli arresti, al momento dell'incidente presentava un tasso alcolico nel sangue quattro volte superiore rispetto a quello previsto dalla legge. Liechtenstein Scoperti a Vaduz conti segreti dell'Eta Scoperti in Liechtenstein i conti segreti dell'Eta. Secondo "El Pais", le autorità del piccolo paradiso fiscale hanno congelato alcuni conti correnti legati al movimento separatista basco dopo una segnalazione del giudice spagnolo, Baltasar Garzon. Il denaro - diverse migliaia di euro - versato in Liechtenstein proveniva da "attività estorsive ai danni di imprenditori dei Paesi Baschi e della Navarra". I conti correnti erano intestati a individui collegati ad un bar di Irun, nel nord della Spagna, vicino al confine con la Francia. Il proprietario del bar, Joseba Elosua, fu arrestato nel giugno del 2006 durante una vasta operazione finalizzata a smantellare il sistema di finanziamento dell'organizzazione terroristica basca. Calcio Stop di Fiorentina e Milan, avanzano Udinese e Sampdoria Ecco i risultati delle partite del 31° turno della Serie A. Juventus-Parma (rinviata); Milan-Atalanta 1-2; Udinese-Fiorentina 3-1; Catania-Torino 1-2; Empoli-Sampdoria 0-2; Genoa-Reggina 2-0; Livorno-Siena 0-0; Roma-Cagliari 1-1 (giocata sabato); Lazio-Inter 1-1 (giocata sabato). Alitalia Malpensa, primo giorno senza. Oggi la trattativa con Spinetta Primo giorno di Malpensa, ieri, senza Alitalia. La ex compagnia di bandiera ieri ha lasciato il 72% dei suoi voli da Malpensa: in una domenica normale, ce ne sarebbero stati 380 nello scalo milanese, mentre ieri sono stati solo 102, 51 in partenza e 51 in arrivo. Già ieri però sono partiti i voli legati agli slot che Alitalia ha lasciato liberi. Dall'altro lato, Fiumicino ha salutato i nuovi voli Alitalia spostati dallo scalo milanese. Oggi intanto riprenderanno le trattative tra i sindacati e il presidente di Air France, Jean Ciryl Spinetta: i sindacati hanno rifiutato l'ultima versione del piano presentata, ma sono decisi a trattare perché non vedono alternative. Una boccata di ossigeno l'hanno data i 148 milioni che Alitalia rastrellerà grazie alla cessione delle sue azioni in Air France-Klm, per circa 79 milioni di euro, e al rimborso da parte dello Stato di un credito d'imposta Irpeg di 69 milioni. Questo consente di spostare, anche se di poco, la scadenza ultimativa del 31 marzo, termine fissato da Air France-Klm nell'offerta presentata il 16 marzo. Cina/Tibet/Giochi Il premier Wen Jibao: col Dalai Lama dialogo possibile se... "I canali per il dialogo fra il governo cinese e il Dalai Lama sono sempre aperti, a condizione che abbandoni la richiesta d'indipendenza del Tibet e usi la sua influenza per fermare la violenze a Lahsa", ha detto, secondo l'agenzia Xinhua, il premier cinese Wen Jibao. Un "dialogo costruttivo" con il Dalai Lama è la principale richiesta che dall'estero - Usa e Ue in primis - viene fatta a Pechino per allentare la pressione su un eventuale boicottaggio dei Giochi. Proteste che accompagnano l'avvicinamento della fiaccola olimpica verso la Cina.Ieri la fiaccola ha raggiunto il Partenone di Atene, dove è stata consegnata al presidente del comitato olimpico cinese Liu Qi e anche all'entrata dello stadio Panathinaikon un piccolo gruppo di dimostranti ha cercato di inscenare una manifestazione pro-Tibet Subito stoppata dalle ingenti forze di polizia presidposte dalle autorità greche (12 arresti). Manifestazioni che sono riprese anche a Lhasa, secondo la radio Free Asia (finanziata dagli Usa), dove sabato pomeriggio ci sarebbero stati scontri nel centro della capitale tibetana.L'agenzia Nuova Cina riferisce anche di 26 nuovi arresti e della confisca di armi e altro materiale proibito in un monastero del Sichuan (senza precisare se gli arrestati siano monaci). Zimbabwe Conteggio dei voti lento ma l'opposizione già canta vittoria Aria pesante in Zimbabwe dove domenica si è votato in elezioni generali. Il presidente Robert Mugabe, 84 anni e da 28 al potere, si è detto sicuro di una nuova "vittoria per ko", ossia senza bisogno di ballottaggio previsto nel caso nessuno dei candidati presidenziali raggiunga il 50% dei voti. Ma già nella notte di domenica e all'alba di lunedì, nonostante il conteggio fosse solo agli inizi e richiederà 3-4 giorni, il principale partito d'opposizione, il Movment for Democratic Change di Morgan Tsvangirai, si è proclamato vincitore, "col 67% dei voti". Nelle mattinata di ieri il governo ha ammonito l'Mdc ad aspettare perché una auto-proclamazione di vittoria oltre che prematura equivarrebbe a "un colpo di stato". Europa Addio alle frontiere interne per 24 paesi della Ue Lo spazio Schengen, che prevede l'abollizione dei controlli di frontiera negli aeroporti per i movimenti fra i paesi che fanno parte nell' "Europa senza frontiere", si è allargato ieri ad altri 9 paesi entrati nella Ue nel 2004. A partire dalle ore 00.00 di domenica, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Malta sono entrati a tutti gli effetti nell'area di libera circolazione dei rispettivi cittadini. Questi paesi avevano già soppresso nel dicembre scorso i controlli alle frontiere terrestri e marittime, e da ieri anche quelli aeroportuali. Attualmente dei 27 paesi della Ue tutti fanno parte di Schengen ad eccezione dell'Irlanda e Regno unito - che hanno rifiutato di partecipare - e di Cipro, Bulgaria e Romania - che non hanno ancora completato l'iter previsto per l'entrata. Nello spazio di circolazione "senza frontiere" figurano tuttavia anche due paesi che non integrano la Ue: Norvegia e Islanda. Ad essi si aggiungerà la Svizzera entro quest'anno. Usa Hillary: non mi ritiro dalla corsa alla nomination Hillary Clinton, in competizione con Obama Barack per ottenere la nomination democratica in vista delle elezioni presidenziali di novembre, ha respinto gli appelli provenienti dai sostenitori del suo rivale di ritirarsi dalla corsa. Il senatore Patirck Lehay, un democratico influente e un sostenitore di Obama, le aveva chiesto di farlo perché lo scontro fra i due candidati, sempre più aspro, rischia di favorire le chanches del candidato repubblicano, John McCain, che invece non ha più rivali interni. Hillary è stata superata da Obama quanto a numero di delegati necessari per avere la nomination, ma gli ultimi sondaggi indicano che è in vantaggio di oltre 10 punti sul suo rivale nella Pennsylvania dove sono in programma primarie il 22 aprile. "Io credo che la senatrice Clinton dovrebbe continuare a competere fino alla fine", ha commentato Barack Obama. Colombia Ingrid Betancourt: Sarkozy manda un aereo in Guyana Il presidente francese ha confermato ieri di aver inviato alla Cayenna, nella Guyana francese, un aereo "pronto a intervenire in qualunque momento" nel caso le trattative segrete forse in corso per la liberazione di Ingrid Betancourt, la franco-colombiana sequestrata dalle Farc 6 anni fa e descritta in pessime condizioni di salute, portino alla sua liberazione. Vertice arabo Chiuso il summit di Damasco: senza soluzioni per le varie crisi Si è chiuso ieri il vertice della Lega araba di Damasco, marcato dalle assenze (11 presidenti su 22) e dalle divisioni. Unica novità, ma anch'essa vaga, l'avvertenaza a Israele che se non accetterà il piano di pace arabo del 2002 (pace e normalizzazione dei rapporti in cambio del ritiro da tutti i territori occupati nel '67 e di uno stato palestinese con Gerusalemme capitale), i paesi arabi rivredranno la loro offerta, senza peraltro specificare come. La "Dichiarazione di Damasco" non prende posizione fra l'Anp di Mahmoud Abbas e Hamas, limitandosi ad "appoggiare gli sforzi di mediazione" mediati dallo Yemen. E neppure sullo stallo prolungato del Libano. Anche sull'Iraq sono sorti dei contrasti.

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Guida ai film DRAMMATICO Il cacciatore di aquiloni (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-03-31 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE a cura di Maurizio Porro YY Guida ai film DRAMMATICO Il cacciatore di aquiloni Servitore e servo, modello bambino, nell'Afghanistan del '75: da piccolo tradimento, grande rimorso e ritorno in patria 20 anni dopo la fuga: arrivano i russi, arrivano i talebani. Ed ora arriva il bestseller dalla lacrima facile ma civile, che privatizza un conflitto mondiale facendo leva sui sentimenti extra large di un libro che ha commosso tutti. Il segreto? Il bestsellerismo, fare tutto per piacere. Omologante furbo: il sospetto poetico è risucchiato dall'american way of cinema Eliseo, Gloria, Odeon, Plinius, President, Uci Bicocca, Uci Certosa YY Col ricciolo furioso per il tormento e l'estasi, Scamarcio è uno scultore che per arrivare prende la scorciatoia erotica, rubando la ragazza all'esperto d'arte che fa tendenza. Sarà tragedia e catarsi. La singolar tenzone critici-artisti vive di cliché del film di Rubini, sincero, ambizioso ma sopra le righe, dove i temporali sentimentali si scatenano con tuoni e fulmini, coprendo il resto. Si fellineggia molto e c'è anche la Terrazza di Scola, ma l'emozione langue, sono marionette Apollo, Colosseo, Ducale, Uci Bicocca, Uci Certosa YYYY La banda della polizia egiziana arriva per un concerto in Israele ma, disorganizzata, si trova a passare una notte casual, conoscendo persone e intuendo il bisogno di affetti, capendo quale e quanta urgenza di pace e comprensione ci sia, tra casi speciali e no, tra i due popoli. Grazie anche ad attori bravissimi, è come un piccolo gioiello di Rohmer, che esplora i silenzi e i doppi fondi dei sentimenti, ma baciato dalla voglia di essere utile. E lo è, con grazia, con poesia Anteo, Eliseo YYYY Un ragazzo border line incontra un 40enne svizzero senza molte qualità e pure sterile: avendo entrambi problemi con i padri, decidono di instaurare un rapporto filiale. La moglie deve sopportarne due al prezzo di uno. Un incubo d'autore, bellissimo secondo film di Franchi che fa un giro dell'oca illustrato da Bacon, un noir in cui si rischia di andare nel buio a inciampare nell'inconscio. Cinema antonioniano, gran fascino, con attori magnifici: Germano, Todeschini, la Jacob Arlecchino YYYY Nella New York da bere e da iniettarsi anni 80 un fratello balordo prende la retta via per difendere la famiglia dalla mafia russa della droga. Uno sguardo dal ponte di James Gray, bravissimo regista che coniuga Brooklyn e la tragedia greca, ravvivando dall'interno una storia banale con un sentimento intenso in un film di forti passioni, che fila via come un treno nella notte. Anche per merito di un bel trio virile: mr Duvall e i suoi piccoli Joaquin Phoenix e Mark Whalberg Apollo, Ducale, Uci Bicocca YY Un'ennesima riunione di famiglia in american way of life: ma il giovane neo vedovo con tre sorelline a carico scopre in ritardo che il suo colpo di fulmine, la Binoche, bella forza, era già stato prenotata dal fratello. Rivolgimenti in casa. La storia di un guaio romantico che si ripercuote su tutto il clan, in un copione nutrito dai ricordi affettivi personali dello sceneggiatore. Tutte emozioni previste, telefilmiche Odeon, Orfeo, Uci Bicocca YYYY Quattro Oscar meritati. Tornano grandissimi i fratelli Cohen con un film che, al confine tra il Texas e il Messico e tra western, nero, poliziesco, esprime la tragicommedia della feroce violenza di ieri, oggi e domani. Tre uomini, un serial killer spietato, un avventuriero e uno sceriffo depresso inseguono un tesoro lungo la cultura americana che i due registi ripercorrono col senno di poi e l'ironia necessaria a dare punti di sutura alla disperazione. Dialoghi d.o.c. Da non perdere Colosseo, Gloria, Odeon, Plinius DRAMMATICO Colpo d'occhio COMMEDIA La banda THRILLER Nessuna qualità agli eroi POLIZIESCO I padroni della notte COMMEDIA L'amore secondo Dan AVVENTURA Non è un paese per vecchi.

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BAGDAD - Potrebbe essere finita. Questa ultima ondata di violenza potrebbe essere stata risu (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di BARBARA SCHIAVULLI BAGDAD - Potrebbe essere finita. Questa ultima ondata di violenza potrebbe essere stata risucchiata via da un'apparizione. Quella di Moqtada al Sadr, il leader radicale sciita che non si fa vedere spesso in pubblico. Lo ha fatto, per chiedere ai suoi uomini di fare un passo indietro, lasciare le strade e smettere di combattere. All'indomani di accuse reciproche tra l'imam e il primo ministro, il primo che diceva "continueremo" e il secondo che "i sadristi sono peggio di al Qaeda", tutto cambia. Forse grazie all'incontro di due giorni fa tra al Sadr e il Grand Ayatollah al Sistani, la massima autorità religiosa sciita, l'unico capace di rimproverare il giovane ribelle o forse a un accordo raggiunto con il governo. Le richieste di al Sadr erano chiare fin dall'inizio, anche se negate da al Maliki: il rilascio dei detenuti del suo movimento non formalmente accusati e le scuse alle loro famiglie. Forse una strategia per permettere che venga tolto per qualche ora il coprifuoco che da cinque giorni paralizza intere città del Sud e da tre la capitale o per far si che i militanti di al Sadr tirino il fiato. Ma una cosa è certa: non avranno vinto la guerra, ma questo round se lo portano a casa i sadristi. Moqtada ha dimostrato di poter spingere nel baratro un intero Paese, fare scacco al governo e all'esercito iracheno, paralizzare la diplomazia americana nella green zone per poi all'improvviso decidere di non avere più voglia di giocare e chiedere ai suoi uomini di abbandonare le strade. Anche se non ha più il sostegno della gente, che qualche anno lo riteneva una sorta di Robin Hood e che ora lo vede come uno dei protagonisti del bagno di sangue settario che contribuito a distruggere il Paese, al Sadr riesce a muovere una massa di giovani da fare paura al governo e di conseguenza agli americani improvvisamente desiderosi di ridurre la loro presenza. Se scemano i combattimenti, non si mitigano le conseguenze di questi ultimi giorni di violenti scontri. La gente è ancora chiusa in casa terrorizzata, molti sono senza acqua, cibo, con negozi, uffici, scuole chiuse. Ospedali stracolmi senza medicine, familiari di pazienti si portano dietro piccoli generatori per assicurarsi elettricità se serve. E nessuno, a causa del coprifuoco, è in grado a provvedere ai rifornimenti. A Bassora Nur piange il suo piccolo Ali. Ha cominciato a stare male lunedì quando sono iniziati gli scontri, aveva la febbre alta e non smetteva di piangere. Il marito di Nur nonostante il coprifuoco ha deciso di uscire per chiedere aiuto, ma sulla porta di casa un militante incappucciato gli ha sparato alla gamba. La moglie con un coltello rovente gli ha estratto il proiettile sperando che gli scontri finissero in tempo per portare il neonato di quattro mesi all'ospedale. Il piccolo Ali è morto diventando la vittima più giovane di questa settimana. "Erano otto anni che tentavo di avere un figlio - si dispera Nur - ora questa stupida guerra me l'ha portato via". A Kut, Ahmad non sa niente di suo fratello, è dal giorno degli scontri che non torna casa, sta solo aspettando che venga tolto il coprifuoco per correre alla camera mortuaria dell'ospedale. A Bagdad, Muhammad, l'uomo che rifà le camere, da cinque giorni è bloccato nel Palestine Hotel: "Mia moglie è inferma non si può muovere nessuno è con lei. Non riesco a parlarle, non riesce a fare niente da sola. Ho paura di tornare e trovarla morta".

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Dal 17 al 25 aprile la ventitreesima edizione del festival di cinema gay: ne parla il direttore minerba - clara caroli (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina IX - Torino Dal 17 al 25 aprile la ventitreesima edizione del festival di cinema gay: ne parla il direttore Minerba CLARA CAROLI Strizza l'occhio Divine dal manifesto del festival gay e lesbo "Da Sodoma a Hollywood". Ma le note con cui il direttore Giovanni Minerba accompagna la ventitreesima edizione della rassegna - in programma dal 17 al 25 aprile tra l'Ideal e l'Ambrosio, première il 16 con una serata omaggio al nume Derek Jarman - non sono all'insegna del buonumore. "Serve il cinema - si chiede Minerba - ad architettare una società più giusta, più libera, più moderna? Serve a contrastare la discriminazione, a produrre leggi che combattano la violenza omofobica e tutelino forme di unione diverse dal matrimonio? Serve ad accendere scintille e aprire varchi oltre la solitudine, a legittimare sentimenti, baci che non si possono dare, parole che non si possono dire?". Se lo chiede - e si risponde tristemente "no" - con l'amarezza di chi, a quarant'anni dal '68 e a venti e passa dalla fondazione, ha la conferma che l'arte non cambia il mondo e che il festival a tematiche omosessuali frutto della rivoluzione del Fuori e dell'Arcigay "ha perso il suo impulso sovversivo". I tempi cambiano, si sa, le spinte si affievoliscono. Perché allora, direttore, tanta amarezza? "Amarezza e rabbia. Per quel sta succedendo, per quel che non succede. Gli anatemi papali, l'ipocrisia dei politici. Basta guardare il deprimente spettacolo di questa campagna elettorale". Perciò serve ancora un festival politico e militante? "Certo. Ce n'è sempre bisogno. Per combattere i nemici visibili e quelli invisibili". Quelli invisibili sono? "Il perbenismo, l'ipocrisia. I nemici più subdoli e temibili". Torino com'è nei confronti del festival? Come la sente? "Il responso della città è sempre positivo. Sia dal basso che dall'alto, dalla base come dall'establishment culturale. Eppure ancora si assiste a forme di censura sorprendenti". Ci sono nella "Cinecittà" piemontese giovani filmaker prodotto della cultura gay? "Qualcuno c'è. Penso a Davide Sordella autore con Pablo Benedetti di Corazon de mujeres presentato a Berlino nella sezione Panorama, storia di un giovane gay di origine araba che vive a Torino, o a Daniele Salaris, vincitore due anni fa di Anteprima al Tff, che ha girato un documentario in Palestina. C'era un film torinese tra quelli in lizza per il concorso. Ma è stato scartato". Perché così pochi? "Per problemi produttivi, credo. Non voglio pensare che siano altri gli ostacoli. Questa è una città progressista, dopotutto".

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Comunità ebraica, oggi lo scrutinio per scegliere il successore di paserman - gabriele isman (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina V - Roma Affluenza maggiore negli otto seggi rispetto al passato. Urne chiuse ieri alle 22.30 Comunità ebraica, oggi lo scrutinio per scegliere il successore di Paserman GABRIELE ISMAN Ieri le elezioni per il consiglio e la consulta della comunità ebraica romana, e oggi si saprà chi saranno i 28 componenti del primo organo - il più importante - e i 40 del secondo, puramente consultivo, eletti tra i candidati delle tre liste in gara. Intanto un primo risultato c'è già: "Ci pare vi sia un'affluenza maggiore nei nostri otto seggi, ed è una prima vittoria per tutti" diceva ieri Claudia Fellus, candidata al Consiglio nella lista "Per i giovani assieme" assieme, tra gli altri, a Victor Magiar e Roberto Coen. "Sì, aumenta l'affluenza e vince la Comunità" confermava Riccardo Pacifici, vicepresidente uscente e leader della lista "Per Israele" che quattro anni fa, alle precedenti elezioni, aveva ottenuto 15 consiglieri su 28 e portato alla presidenza della comunità Leone Paserman che, stavolta, dopo due mandati, consecutivi, non si è voluto ricandidare. "Porteremo a votare anche persone che mai in erano andate alle urne" diceva qualche giorno fa Angelo Pavoncello, candidato nella terza lista, "Yachad" (che in ebraico significa "assieme"). A guidare questa terza componente, il presidente di Kadima Italia Raffaele Pace. Dopo la chiusura dei seggi ieri sera alle 22.30, oggi le schede saranno scrutinate: in passato l'astensione aveva superato il 70 per cento. Nei giorni scorsi i candidati hanno lanciato le proprie proposte in incontri e via Internet. Il sistema elettorale del panachage - ogni elettore può indicare fino a 16 nomi scegliendoli anche da liste diverse - non prevede l'indicazione diretta del nuovo presidente. Se "Per Israele" avrà ottenuto la maggioranza assoluta, toccherà a Pacifici, ma se così non sarà stato, potrebbe toccare a uno dei Giovani: Ariel Arbib, Claudia Fellus o Emanuele Pace.

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STORIE ABITUALI DI NORMALE UMANITÁ (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Lun, 31 Mar 2008 Edizione 62 del 29-03-2008 STORIE ABITUALI DI NORMALE UMANITÁ L'omosessualità, sia a Gaza che in Cisgiordania, è violentemente perseguitata e non sono stati pochi quelli che hanno pagato caro il prezzo delle loro scelte sessuali di Michael Sfaradi Il 25 03 2008, sui siti Online del "Corriere della Sera" e de "La Repubblica", è stata riportata la notizia che il Generale Yosef Mishlav, coordinatore delle attività del governo israeliano nei Territori "per ragioni umanitarie", ha rilasciato un permesso di residenza in Israele ad un Gay palestinese pesantemente minacciato perché partner di un omosessuale israeliano. La notizia è vera, ma è stata raccontata in un modo errato, innanzitutto non è la prima volta che Israele aiuta omosessuali palestinesi salvando loro la vita, e poi non era la relazione sentimentale con un israeliano la causa che lo metteva in pericolo, ma la sua omosessualità. Così come la notizia è stata riportata si potrebbe credere che due omosessuali palestinesi possano vivere insieme tranquillamente, invece l'omosessualità sia a Gaza che in Cisgiordania è violentemente perseguitata e non sono stati pochi quelli che hanno pagato caro il prezzo delle loro scelte sessuali. Non è noto al grande pubblico che nei territori Palestinesi c'è un comportamento nei confronti dei Gay e delle Lesbiche sul modello Iraniano. Tutti ricorderanno Ahmedinejad che alla Columbia University disse, fra le risa del pubblico, che di omosessuali in Iran non ce n'erano, mentre alcune persone venivano impiccate a Teheran perchè proprio di ciò riconosciute colpevoli. Un altro punto, appena accennato dell'articolo, è che esiste un ufficio che coordina le attività umanitarie del Governo Israeliano nei territori palestinesi, a comando del quale c'è un Generale dell'esercito. Si, avete capito bene, un Generale di quell'esercito, che a detta dei verdi arcobaleni politicamente corretti, continua da 60 anni a perpetrare genocidi, e che i suoi soldati sono disegnati dal Sig. Vauro come S.S. Ebbene quell'esercito ha un ufficio che si occupa delle attività umanitarie. Non vi sembra strano? Le S.S. naziste facevano attività umanitarie? Ok andiamo avanti, dato che Israele è una nazione democratica, al contrario di quello che in molti pensano, il suo esercito rispetta la salvaguardia, dove sia possibile, delle popolazioni civili, nello spirito delle convenzioni di Ginevra. Questo è il motivo dell'esistenza di un ufficio che si occupa di attività umanitarie. A questo punto è giusto spiegare quali sono queste attività fino ad ora abilmente nascoste. Il rifornimento di medicinali verso l'ospedale di Gaza, di apparecchiature mediche, dalle macchine per le dialisi alle incubatrici recentemente consegnate al valico di Carmi e, non meno importante, voglio raccontare quello avviene ogni giorno ai valichi fra Gaza ed Israele ma che nessuno ha mai riportato. Dopo che le ambulanze palestinesi sono state usate dai terroristi di Hamas, e questo è stato denunciato più volte dalle autorità israeliane, contro tutte le convenzioni di Ginevra per il trasporto di armi coprendo i loro spostamenti sotto il simbolo della Croce Rossa. Il Governo Israeliano ne ha vietato l'ingresso in Israele; delle ambulanze, non dei malati. Infatti sono decine i degenti che ogni giorno vengono trasferiti dalla striscia di Gaza agli ospedali Israeliani. I loro spostamenti avvengono proprio grazie al lavoro e alla supervisione dell'ufficio "Attività Umanitarie", che organizza il passaggio delle barelle ai valichi di confine, dalle ambulanze Palestinesi a quelle Israeliane. Chi non ci crede è invitato a farsi una passeggiata nelle corsie dell'Ospedale Soroka a Beer Sheva, dell'Ospedale Sharei Zedek di Ashdod o dell'ospedale Barzilai di Askelon e vedere quanti sono i malati provenienti da Gaza che sono curati in Israele. Quello che ritengo ingiusto è il riportare notizie in modo da far capire una cosa per un'altra, questa è mancanza di rispetto nei confronti dei lettori. Non voglio dire che non si debba criticare in maniera chiara e decisa il Governo Israeliano qualora non si condividano le scelte o le politiche adottate, cosa che ho visto fare raramente e in agrodolce quando si è trattato di criticare governi di nazioni arabe, ma credo che altrettanto chiaramente si debba mettere in luce quanto di giusto ci sia in Israele e raccontare, senza doverlo nascondere fra le righe, che se esiste un angolo di occidente in medio oriente quell'angolo si chiama Israele. La verità è che, nonostante alcune discutibili scelte politiche del passato, Israele continua ad essere l'unica oasi di libertà che si incontra in questa regione; e questo non viene mai riportato in maniera chiara e netta. Libertà di essere etero, lesbo o omosessuali, di essere atei, religiosi, credenti o no, a prescindere dalla fede che si vuole o non si vuole professare; libertà di uscire con il capo coperto o con la minigonna, di farsi il bagno al mare vestiti o con il perizoma e le tette al vento. In Israele, che sia chiaro, godiamo di libertà che non si trovano in nessuna altra nazione mediorientale, e se non ci credete venite qui a vedere con i vostri occhi.

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Vaticano e Israele, nuovo stallo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Lun, 31 Mar 2008 Edizione 62 del 29-03-2008 "I burocrati non vogliono creare dei precedenti". E salta l'accordo fiscale Vaticano e Israele, nuovo stallo di Dimitri Buffa Riconoscimento reciproco dal punto di vista diplomatico sì, otto per mille, o analoghi bonus economico-fiscali, invece, almeno per ora, non se ne parla. All'osso gli ultimi ostacoli al ristabilimento di armoniche relazioni fra il Vaticano e lo Stato di Israele può sintetizzarsi così. Parola del rabbino David Rosen, direttore del Comitato Internazionale Ebraico per gli Incontri Interreligiosi (coalizione di varie organizzazioni ebraiche che rappresenta il giudaismo mondiale nei rapporti con le altre religioni) e membro della delegazione israeliana nei negoziati sull'Accordo Fondamentale, che il 30 dicembre 1993 diede il via alle relazioni diplomatiche fra Santa Sede e Israele. Rosen, per esternare le proprie preoccupazioni per i mancati passi in avanti tra i due paesi, ha scelto, guarda caso, di concedere una lunga intervista al periodico on-line "Terrasanta" della Custodia francescana di Gerusalemme. Il rabbino la prende molto alla lontana, come si addice ai diplomatici piuttosto che agli uomini di fede: "Se il governo israeliano non ha dato un mandato chiaro ed esplicito ai burocrati che fanno parte della delegazione impegnata nei negoziati fra la Santa Sede e lo Stato di Israele, per dare seguito a quanto stabilito in linea di principio dall'Accordo Fondamentale del 1993, ciò è dovuto da una parte a una certa incompetenza dei burocrati e dall'altra al timore del governo di Gerusalemme di dare uno statuto particolare alle istituzioni cattoliche in materia fiscale". Naturalmente sul piatto c'è anche la questione del riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico oltre che come città ponte fra i tre monoteismi. Se si pensa che nel 1968 il Vaticano avallò la risoluzione Onu che condannava il semplice fatto che si tenesse una parata militare israeliana proprio nella città appena conquistata, si avrà la dimensione esatta del problema sul tappeto. Nell'ottica cerchiobottista di chi concede un'intervista alla suocera in Terrasanta perché la nuora Oltretevere la intenda, ci sta tutta anche la seguente affermazione di Rosen che potrebbe provocare un vespaio in Israele: "i burocrati non vogliono creare dei precedenti (specialmente se si tratta di conferire alla Chiesa dei benefici di cui né gli ebrei né i musulmani godono nello Stato ebraico) e i politici non danno loro istruzioni per farlo". "E se non lo fanno - aggiunge - è anche perché non conoscono o non capiscono le premesse sulle quali gli impegni erano stati assunti, per varie ragioni...". Tuttavia, aggiunge ancora il rabbino, "il Vaticano si sta concentrando sul mancato raggiungimento dell'accordo fiscale...". Ma, spiega Rosen, "da parte del governo sono convinto piuttosto che ci sia il timore che l'introduzione nelle leggi israeliane di parametri legali esclusivi per la Chiesa cattolica non venga accolta". Presto gli israeliani dovranno accorgersene sulla propria pelle ben presto che su certi argomenti la Chiesa di Roma sembra molto più sensibile al profano che al sacro. E spesso preferiscono quello che è di Cesare.

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Per Betancourt trattative in corso (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Lun, 31 Mar 2008 Edizione 62 del 29-03-2008 Alvaro Uribe propone uno scambio con le farc Per Betancourt trattative in corso di Paolo Della Sala Ingrid Bétancourt potrebbe essere morta. Le sue condizioni ? già gravi per le torture fisiche e morali dovute alla lunga prigionia - erano peggiorate in seguito a un'epatite. Secondo il rappresentante del governo colombiano Volmàr Pérez, le Farc hanno dovuto farla curare negli ambulatori della regione di Guaviare. "Le informazioni di cui disponiamo fino a febbraio dicono che il suo stato di salute è molto compromesso", ha dichiarato Pérez a radio Caracol. Forse è per queste complicazioni che il presidente Uribe ha offerto alle Farc uno scambio tra la Bétancourt e 420 terroristi-guerriglieri attualmente in carcere. Tuttavia i 420, che fanno parte di un gruppo di dissociati, si sono rifiutati di partecipare allo scambio di prigionieri. Evidentemente temono di essere uccisi dai compagni. La situazione richiama quella del sequestro Moro e di diversi casi in Israele, Afghanistan e nel Medio Oriente. Il punto su cui la stampa internazionale tace è che il governo di Uribe l'anno scorso ha già liberato 200 membri delle Farc, su pressione del governo francese. Senza ottenere nulla. Perché allora il marito della Bétancourt e Sarkozy insistono su una linea che non ha esiti? Jean Paul Sartre sosteneva che "Ribellarsi è giusto!", e molti benpensanti, ben lontani dai combattimenti in giungle soffocanti, continuano a pensarla così. Però le Farc sono l'opposto dei monaci tibetani del Dalai Lama. Il fatto è che si presentano come "organizzazione rivoluzionaria", il che conferisce loro una sorta di passaporto diplomatico. Questa tragica ingenuità colpì la stessa Bétancourt al momento del sequestro. In Italia conosciamo i limiti delle trattative col terrorismo, li abbiamo sperimentati in Afghanistan, nel caso Mastrogiacomo, in Iraq. La Bétancourt è in condizioni terribili, ma nel 2002 poteva essere salvata. L'ex ministro Fernando Londoño dichiara che nell'inverno del 2002 le forze di sicurezza colombiane avevano individuato l'accampamento dov'erano sequestrate Ingrid Bétancourt e Clara Rojas. I militari prepararono un piano di intervento, anche perché l'accampamento non era ben difeso e c'erano ottime possibilità di successo. La famiglia di Clara Rojas autorizzò l'intervento delle truppe speciali, ma quella della Bétancourt e il governo francese lo rifiutarono. Dimenticandosi di questi fatti si finisce per accusare il "capitalista" Uribe e i nordamericani suoi alleati, dimenticando le atrocità commesse dai narcotrafficanti-guerriglieri delle Farc. Chi sa in Europa che ben 14.000 bambini combattono con le Farc, arruolati a forza? Più di metà sono femmine costrette a pulire e cucinare, che finiscono come schiave sessuali. Secondo Sergio Tapìa, presidente della Ong Internazionale Umanitaria Ruanda 1994, l'età media del reclutamento è scesa fino ai sei anni. In questo contesto si innesta la vicenda di 30 chili di uranio impoverito, individuati dai servizi segreti di Bogotà. Secondo il Ministero della Difesa, il ritrovamento conferma i dati che sono stati trovati nei computer di Raùl Reyes, ucciso in un'operazione che ha portato la Colombia vicina a un conflitto col Venezuela e i suoi alleati. Il Dipartimento di Stato di Washington dichiara la sua "grande preoccupazione" per il rinvenimento dell'uranio impoverito. Secondo il portavoce Heide Bronke ? pur non trattandosi di materiale particolarmente pericoloso - il fatto denota capacità operative e alleanze tali da innescare crisi anche fuori della Colombia. Daryl Kimball, direttore della associazione per il Controllo delle armi, sostiene che la radioattività delle barre sarebbe bassa, tanto da non poter renderle utili per realizzare una "bomba sporca". Probabilmente l'uranio proviene da proiettili militari o da altre fonti industriali e mediche. Chissà se Chavez, alle prese con l'incriminazione di due suoi fratelli da parte del parlamento venezuelano (si sarebbero comprati 17 immense fazende tramite dei prestanome), sa qualcosa di ciò che fanno le Farc colombiane. Comunque sia, non è più l'intermediario accreditato.

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Con un viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili Tichofilm (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 31-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

AVVENIMENTO Con un viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili Tichofilm Si producono ogni anno centinaia, migliaia di film. A nord, a sud, a est del mondo. Che raccontano di storie d'amore diverse da quelle della tv, che parlano della vita quotidiana di chi vive in paesi in guerra o semplicemente lontani da qui, che si ricordano della fatica del lavoro quando è disoccupato, insicuro, ambulante. Eppure la maggior parte di queste storie è invisibile, esclusa com'è dalla programmazione "istituzionale" di sale e televisione. Per chi non si rassegna a guardare da un solo punto di vista, il gruppo di cinefili di Tichofilm ha creato un catalogo di film online inediti in Italia, soprattutto documentari, cinema queer e cinema indipendente d'area mediterranea e mediorientale. Sono piccole produzioni che vengono presentate ai festival in giro per il mondo ma che poi scompaiono dalla distribuzione. L'idea è venuta a Davide Oberto e Ricke Merighi che da anni lavorano nel cinema, l'uno al Torino Film Festival, l'altra a Da Sodoma a Hollywood - Torino GLBT Film Festival. Venerdì 28 marzo, alle 21, nei locali di Artintown, in via Berthollet 25, Tichofilm presenta il suo catalogo online con la proiezione di "The Inner Tour" di Ra'anan Alexandrovich. Uomini, donne e bambini palestinesi dei Territori Occupati attraversano, in autobus, Israele pochi mesi prima dell'inizio della seconda Intifada: l'andare oltreconfine diventa un momento di riflessione e nostalgia, un viaggio attraverso i ricordi. Per vedere i video, accessibili in streaming, occorre registrarsi. Quindi si possono acquistare crediti (1 credito = 10 centesimi di euro) per la visione di singoli film o di pacchetti promozionali. Dopodiché ci sono 48 ore a disposizione per vedere il film. L'ingresso alla serata è libero. Info 011/6696331. \.

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