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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza” |
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Israele:
portare la Siria al tavolo dei negoziati
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
ELIZER
Israele: portare la Siria al tavolo dei negoziati Israele sta cercando di
riportare la Siria al tavolo dei negoziati. Lo ha affermato il ministro
israeliano delle infrastrutture, Benjamin Ben-Eliezer, pochi giorni dopo le
dichiarazioni del primo ministro, Ehud Olmert, che aveva suggerito l'ipotesi di
un piano per colloqui in segreto con Damasco.
"La
nostra vittoria? Un business per l'Italia"
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele e
numerosi Paesi arabi. Lo stesso informatore fornisce poi cifre impressionanti,
forse vittime della "febbre" da rush finale, ma comunque
significative: 15 sarebbero i miliardi di euro di investimenti previsti, 60 i
milioni di visitatori attesi (39 secondo il sito ufficiale), 94 i paesi
espositori.
No
a israele, centinaia in piazza volano pugni tra i partecipanti
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Pagina XII -
Torino La manifestazione/1 No a Israele, centinaia in piazza volano pugni tra i
partecipanti Circa 500 persone si sono riunite ieri in piazza Castello al
presidio organizzato dall'assemblea Free Palestine per chiedere la revoca
dell'invito di Israele come stato ospite della Fiera del libro.
Ho
avuto modo di conoscere personalmente Walter Veltroni e devo dargli atto di un
impegno cost ( da "Unita, L'"
del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
hanno
realizzato che essere davvero amici di Israele significa aiutarci a non
ripetere errori, esercitando, quando è stato il caso, anche una critica
costruttiva". L'opposizione di centrodestra ha liquidato come fallimentare
l'esperienza del governo Prodi. È così visto da Israele? "No, semmai è
vero il contrario.
E
la kefiah conquista in Israele il mondo della moda
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
"Wear a
kafia is cool", indossare una kefiah è trendy, annuncia la collezione del
duo israeliano Liore Epstein e Amir Orbach, stilisti del logo Zusammen. E
pazienza se ormai è made in China, il mito estetico non ha passaporto. Anche in
Israele.
I
giornali palestinesi uccisi dalle pallottole
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
alternativa è
il web Su una cosa almeno la Palestina è all'avanguardia, il tramonto della
stampa: qui i giornali di carta invecchiano prima che in qualsiasi altra parte
del mondo" osserva Rima Jaffal seduta al computer di un piccolo
internet-point in piazza Al Manar, a Ramallah. Dall'altro lato della trafficata
rotonda lampeggia la luce al neon di Stars and Bucks Café,
I
big in campo per Israele ( da "Tempo, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Stampa I big
in campo per Israele Fabio Perugia f.perugia@iltempo.it I festeggiamenti per i
sessanta anni della nascita dello Stato sono riusciti a far mettere da parte le
battute da campagna elettorale. I big dei due schieramenti politici si sono
ritrovati assieme all'Hotel Excelsior di Roma.
Tensione
ebrei-centri sociali per striscione contro Israele
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
centri
sociali per striscione contro Israele Momenti di tensione, ieri, durante il
presidio organizzato di fronte alla Feltrinelli di piazza Piemonte dal centro
sociale Vittoria per protestare contro Israele, ospite d'onore alla fiera del
libro di Torino. Secondo il centro sociale, il presidio "è stato oggetto
di continue provocazioni da parte di componenti della comunità ebraica"
Veltroni
e Letta: <Ti ho cercato>. <Sentiamoci domani>
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
REDAZIONALE
Alle celebrazioni per Israele Fini: lo Stato ebraico ha il diritto di reazione.
Walter a Gianfranco: tu fai la vice-fatica Veltroni e Letta: "Ti ho
cercato". "Sentiamoci domani" ROMA - In attesa dei faccia a
faccia televisivi, se mai si faranno, il primo incontro diretto c'è stato ieri
sera, all'Hotel Excelsior, tra Walter Veltroni e Gianfranco Fini,
Lega
araba, il vertice inutile ( da "Corriere della Sera"
del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Uno scenario
allarmante, per la Palestina ma soprattutto per il Libano, dove le tensioni fra
filo occidentali e filo siriani hanno già superato il livello di guardia. Tutta
la nostra comprensione va al segretario della Lega araba Amr Moussa. I suoi
sforzi per evitare il funerale di un'istituzione moribonda sono ammirevoli.
Dal
Colosseo al Golden Gate, al buio contro l'inquinamento
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
ha detto
James Leape di Wwf International La maratona ha avuto un prologo giovedì sera a
Tel Aviv in Israele. Anticipazione dovuta alla coincidenza con il Sabbath
ebraico. Quindi il via, ieri, dai 300 isolotti delle Fiji, il cui contributo
all'inquinamento globale è pari all'1%. Via via le luci si sono abbassate in
Australia, Nuove Zelanda e Europa.
<Noi
ebrei, usciti dall'isolamento>
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
al rispetto
dell'ortodossia religiosa, ai temi sociali, alla difesa di Israele. Una volta,
su Israele, non era così...". Lo stato della Comunità? "è in ottime
condizioni. Con un prestigio politico riconosciuto. Econonomicamente, con un
bilancio risanato. Una Comunità non più monocentrica e arroccata, ma presente
in tutta la città.
A
Damasco si divide la Lega Araba ( da "Liberazione"
del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
assenza di
risultati e alle chiusure di Israele la Lega Araba "potrebbe cambiare la
sua posizione a proposito del processo di pace in Medio Oriente": lo ha
affermato il segretario generale dell'organizzazione, l'egiziano Amr Moussa,
nel discorso di apertura di uno dei più difficili summit dei Paesi arabi degli
ultimi anni.
WALTER
A GIANFRANCO TU FAI VICE-FATICA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Scambio di
battute tra Walter Veltroni e Gianfranco Fini a una conferenza a Roma sui 60
anni di Israele. Il secondo dice a Veltroni: "Ma non eri a Brescia?".
Veltroni, allargando le braccia risponde di aver fatto tappa anche a Latina.
Allora Fini ribatte: "Io ho fatto Ancona, poi Ascoli ed ora sono
qui". E il leader del Pd: "Va beh, ma tu devi fare la
vice-fatica".
DUELLO
IN TV, L'ULTIMO PRESSING DI VELTRONI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
celebrazione
del sessantesimo anniversario dello Stato di Israele. "Lo so, vediamo
domani" gli ha risposto il consigliere principe di Silvio Berlusconi. I
due, in questi giorni si sono parlati più volte e Letta è tra chi consiglia a Berlusconi
di affrontare l'avversario sul piccolo schermo. Ma lui ribadisce il suo no
trincerandosi dietro la legge della par condicio: "Non lo permette"
MANIFESTAZIONE
A TORINO: BOICOTTARE ISRAELE IN FIERA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Manifestazione
a Torino: "Boicottare Israele in Fiera" Manifestazione ieri in piazza
a Torino per chiedere il boicottaggio della prossima Fiera del libro nella
quale il paese ospite sarà Israele. All'iniziativa, promossa dall'Assemblea
Free Palestine, hanno aderito centri sociali e militanti della sinistra
radicale.
I
Paesi arabi da Damasco ammoniscono Israele
( da "Voce
d'Italia, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele
Chiesto il ritiro da tutti i territori occupati da Israele Damasco, 30 mar- Il
vertice dei Paesi arabi tenutosi in Siria si è concluso con un monito rivolto
ad Israele in cui si richiede che rispetti le decisioni prese dall'Onu. La
cosidetta "dichiarazione di Damasco" sancisce che i Paesi arabi
potrebbero riconsiderare la loro iniziativa di pace presa nel 2002 nel caso in
Con
un viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili
Tichofilm ( da "Stampa, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele pochi
mesi prima dell'inizio della seconda Intifada: l'andare oltreconfine diventa un
momento di riflessione e nostalgia, un viaggio attraverso i ricordi. Per vedere
i video, accessibili in streaming, occorre registrarsi. Quindi si possono
acquistare crediti (1 credito = 10 centesimi di euro) per la visione di singoli
film o di pacchetti promozionali.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
MEDIO ORIENTE
IL MINISTRO BEN-ELIZER Israele: portare
la Siria al tavolo dei negoziati Israele sta
cercando di riportare la Siria al tavolo dei negoziati. Lo ha affermato il
ministro israeliano delle infrastrutture, Benjamin Ben-Eliezer, pochi giorni
dopo le dichiarazioni del primo ministro, Ehud Olmert, che aveva suggerito
l'ipotesi di un piano per colloqui in segreto con Damasco. "Sono
stati fatti tutti gli sforzi per riportare la Siria al tavolo dei negoziati e
arrivare alla firma di un trattato di pace", ha affermato Ben-Eliezer alla
radio israeliana. "Sappiamo esattamente quale sarà il prezzo da
pagare", ha continuato, con riferimento alla questione delle Alture del
Golan, occupate dall'esercito di Tsahal nel 1967 e rivendicate da Damasco.
Secondo il ministro, l'ex premier Ehud Barak, ora titolare della Difesa, è
impegnato in prima persona per cercare di riaprire il negoziato con la Siria.
Sul fronte dei rapporti con i palestinesi, il premier israeliano, Ehud Olmert,
ha detto nei giorni scorsi che prevede di raggiungere un accordo-quadro nel
negoziatodi pace entro la fine dell'anno. "Ritengo che un'intesa sui
parametri fondamentali che definiranno accuratamente la cornice di una
soluzione con due stati, può essere raggiunta sotto l'attuale presidenza "
Bush. Alla conferenza di Annapolis, a novembre, Olmert e il presidente
palestinese, Abu Mazen, si erano impegnati a lavorare a un accordo di pace
prima che Bush lasci la Casa Bianca. Da Ramallah, Abu Mazen ha ammesso che le
trattative stanno incontrando "numerosi ostacoli", ma ha assicurato
che le parti sono determinate a trovare un accordo. "I negoziati con Israele proseguono e coprono tutte le questioni relative
allo status finale, senza eccezioni", ha detto Abu Mazen.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Qui fino a non molti
anni fa cresceva una distesa sconfinata di alberi di mandarino: una macchia
arancione che si perdeva a vista d'occhio. La costruzione di una diga ha reso
poi il terreno infertile e da allora quest'area è rimasta così: una macchia verde,
inviolata per volere dell'amministrazione locale". La macchina procede
lenta mentre Rebii Akdurak, presidente della Camera di Commercio Italiana di
Izmir, mostra l'area dove sorgerebbe la nuova Fiera qualora Smirne si
aggiudicasse l'Expo 2015:
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Pagina
XII - Torino La manifestazione/1 No a Israele, centinaia in
piazza volano pugni tra i partecipanti Circa 500 persone si sono riunite ieri
in piazza Castello al presidio organizzato dall'assemblea Free Palestine per
chiedere la revoca dell'invito di Israele come stato
ospite della Fiera del libro. Un muro e un check point simbolici hanno cercato di
rappresentare la situazione della Palestina a 60 anni
dalla fondazione di Israele e della seguente
espulsione degli arabi. Un momento di tensione e qualche pugno prima
dell'inizio della manifestazione, quando sul banchetto di un'associazione pro Palestina sono spuntati adesivi che paragonavano Israele al nazismo. Similitudine che non è piaciuta ad altri
membri del collettivo, che hanno fatto togliere il materiale.
( da "Unita, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando
l'edizione del "Ho avuto modo di conoscere personalmente Walter Veltroni e
devo dargli atto di un impegno costante, generoso, nel fare di Roma un crocevia
di pace per israeliani e palestinesi. Veltroni ha interpretato nel modo più
giusto, fattivo, il suo essere "amico di Israele",
costruendo occasioni di confronto tra le parti, nella consapevolezza che solo
un incontro a metà strada tra le rispettive ragioni e diritti ugualmente
fondati può portare a una pace vera, duratura, in Medio Oriente. Spero che
questa ispirazione possa essere esperita alla guida dell'Italia". A
parlare è uno dei leader storici della sinistra israeliana, tra i protagonisti
di quella diplomazia "sotterranea" che portò agli accordi di
Oslo-Washington fra Yitzhak Rabin e Yasser Arafat, e anni dopo, dell'Iniziativa
di Ginevra, il piano di pace elaborato da politici, intellettuali, militari
israeliani e palestinesi: Yossi Beilin, più volte ministro nei governi a guida
laburista. Walter Veltroni, il candidato premier del PD, si è sempre detto
amico d'Israele... "Le sue non sono state solo
parole, ma fatti, atti concreti. Da sindaco, Veltroni ha fatto di Roma un
crocevia di pace ospitando importanti incontri fra rappresentanti israeliani e
palestinesi. Ma c'è qualcosa di più: Veltroni, e come lui altri dirigenti del
Pd come Piero Fassino e Massimo D'Alema, hanno realizzato
che essere davvero amici di Israele significa aiutarci a non
ripetere errori, esercitando, quando è stato il caso, anche una critica
costruttiva". L'opposizione di centrodestra ha liquidato come fallimentare
l'esperienza del governo Prodi. È così visto da Israele? "No,
semmai è vero il contrario. Il governo guidato da Romano Prodi non solo
ha sostenuto il dialogo israelo-palestinese ma si è assunto importanti
responsabilità sul campo: mi riferisco al ruolo decisivo che l'Italia ha avuto
per porre fine alla guerra in Libano (estate 2006, ndr.), prima lavorando nelle
sedi internazionali per la realizzazione della missione Unifil 2 nel Sud Libano
e poi impegnando in questa missione il più alto numero di soldati. Se oggi la
popolazione israeliana dell'Alta Galilea non è bersagliata dai razzi degli
Hezbollah è anche molto merito dell'Italia e del governo Prodi". Cosa si
sente di chiedere oggi al Pd e al suo leader? "Se, come mi auguro, vincerà
le elezioni, a Veltroni chiedo di rafforzare l'impegno dell'Italia per la
ricerca di un accordo globale fra israeliani e palestinesi, un accordo fondato
sul principio di due popoli, due Stati. Walter è consapevole che i due diritti
- quello alla sicurezza per Israele, e ad uno Stato
indipendente per i palestinesi - vivono o muoiono assieme. E sa altrettanto bene
che in Medio Oriente il tempo non lavora per la pace. E nel difendere le
ragioni della pace, Veltroni difende Israele, perché
solo la pace può preservare i due pilastri della nostra esperienza nazionale:
la democrazia e l'identità ebraica dello Stato d'Israele".
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
L'EMBLEMA DELLA
LOTTA DEL POPOLO DELLA PALESTINA E la kefiah conquista in Israele
il mondo della moda La kefiah, emblema della lotta dei palestinesi, resa
immortale da Yasser Arafat e indossata in tutto il mondo da migliaia di
simpatizzanti di Fatah, sopravvive al crepuscolo degli ideali grazie alla moda.
"Wear a kafia is cool", indossare una kefiah è
trendy, annuncia la collezione del duo israeliano Liore Epstein e Amir Orbach,
stilisti del logo Zusammen. E pazienza se ormai è made in China, il mito
estetico non ha passaporto. Anche in Israele.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
La guerra mette in
crisi l'informazione stampata, l'alternativa è il web Su
una cosa almeno la Palestina è all'avanguardia, il tramonto della stampa: qui i giornali di
carta invecchiano prima che in qualsiasi altra parte del mondo" osserva
Rima Jaffal seduta al computer di un piccolo internet-point in piazza Al Manar,
a Ramallah. Dall'altro lato della trafficata rotonda lampeggia la luce al neon
di Stars and Bucks Café, versione palestinese del celebre marchio di
Seattle Starbucks. La cugina Nidal le scrive ogni giorno dal campo profughi di
Jabalya, nella Striscia di Gaza, email dettagliate come un articolo di
Kapuscinski per tener vivo il loro ultimo incontro, sei anni fa. Alla fine di
febbraio un tribunale controllato da Hamas ha messo al bando a Gaza al Ayyam,
uno dei tre principali quotidiani palestinesi, reo d'aver pubblicato una
vignetta satirica sul premier deposto Ismail Haniyeh. Poco male, commenta Rima:
"Laggiù Al Ayyam vendeva meno di tremila copie al giorno". Nidal,
laureata in lingue straniere come lei, non l'ha mai comprato: in casa si è
letto sempre e solo Al-Hayat Al-Jadida, l'organo ufficiale di Al Fatah. Quando
è sparito dalla circolazione, dopo la guerra civile di giugno, la famiglia è
passata alle news online. "La società palestinese è instabile,
strutturalmente inadatta alla lettura dei quotidiani", spiega Hafizh
Barghouthi, direttore di Al Hayat al-Jadida. Sulla porta del suo ufficio,
austero come la sede dell'Unità anni '60, una gigantografia di Arafat. In
Cisgiordania Al Hayat diffonde 10 mila copie, i concorrenti Al Ayyam e Al Quds
20 e 25 mila. Le altre 30 testate, compresi 15 magazine, non raggiungono quota
mille. Gaza è un mercato a parte: le uniche due pubblicazioni sopravvissute al
golpe, il quotidiano Al Risala e il settimanale Falasteen, appartengono ad
Hamas e contano poche centinaia di lettori. L'edicola di Mohammad, su Al Itha'a
street, la via commerciale di Ramallah, espone la prima pagina di Al Ayyam, il
foglio dell'intellighenzia di proprietà di Munib al-Masri, il Berlusconi palestinese,
popolare nei quartieri bene di Al Tire e Al Massiun. Alle 13 Mohammad ha
venduto sei copie. La stampa nazionale, secondo Hafizh Barghouthi, sconta il
collasso economico seguito alla seconda intifada, la rivolta palestinese del
2000: "La pubblicità copre meno del 50 per cento delle spese e,
diversamente da Al Quds, noi non accettiamo inserzioni israeliane. Il Fondo
d'investimento palestinese, la nostra principale risorsa, è agli
sgoccioli". Alla morte di Arafat, Al Hayat si è indebitata con l'Arab
Bank. Oggi, la testata che ospita il poeta Ahmad Dahbur, mantiene a fatica
cento dipendenti, tra giornalisti e tipografi: "I lettori non sono fedeli
come in Italia, gli abbonamenti non esistono, basta che gli israeliani
impongano il coprifuoco e la distribuzione impazzisce. Un giornale viene letto
da almeno venti persone che se lo passano di mano in mano nel quartiere".
Eppure la città sede del governo palestinese è un grande cantiere. L'elegante
Cafè de la Paix, in Raja'a street, è l'ultimo dei locali aperti nelle ultime
settimane, lasagne alla bolognese e vino cileno. Un mese fa 160 mila dipendenti
del pubblico impiego hanno scioperato in tutta la Cisgiordania per un salario
migliore, avanguardia di quella società più civile e meno politica che si avvantaggia
delle misure economiche del premier Salam Fayaad. Ramallah si muove, i giornali
no. "Fino al '92 divoravamo la parola scritta" nota il giornalista
Elias Zananiri. Ora non più, lo zeitgeist palestinese, lo spirito del tempo
seppellisce con la carta stampata un mestiere antico: "La realtà cambia
rapidamente, non c'è tempo per riflettere, la tv racconta assai meglio la
Storia in divenire". Il giornalismo resta un mito, quarto potere ideale in
un Paese che non ha ancora sviluppato i primi tre. "Parlate con i giovani
di Ramallah e trovare centinaia di reporter" dice Abdallah al Shaikh,
ricercatore di letteratura all'università di Birzeit e columnist di Alalui
Takafa, l'inserto culturale di Al Ayyam. Il Development Media Institute, il
dipartimento media del maggiore ateneo della Cisgiordania, laurea ogni anno 120
aspiranti Pulitzer. Una moda, secondo Abdallah: "Pochissimi riescono a
vivere scrivendo". Lo stipendio medio è 2500 schekel, circa 500 euro. Ma i
freelance se la passano male: 20 schekel a notizia, 4 euro per un articolo che
può costare la galera. "Lo scopo di un giornalista è cercare la verità, ma
la verità qui è materia scomoda", nota Bassam Eid, reporter investigativo
e fondatore del Palestinian Human Right Monitoring Group che da anni denuncia
le violazioni dei diritti umani nei Territori palestinesi. "All'epoca di
Arafat un'inchiesta poteva costare l'accusa di collaborazionista e la
morte". Molto meglio lasciar lavorare gli altri: "Quando i
palestinesi vogliono sapere davvero cosa accade nel mondo, e quindi a casa
propria, consultano i media israeliani. Diffidano dei propri politici e dei
giornali che li rappresentano". C'è Al Jazeera d'accordo, la luce perpetua
che brilla in ogni salotto arabo, ma nessuno interpreta il futuro locale meglio
del nemico al di là del muro. Rima spedisce l'ultima email e si avvia verso
casa: "A Ramallah internet è più caro che a Ginevra, sei schekel per
un'ora, oltre un euro e non ti servono neppure il caffé". I quotidiani
costano 2 schekel, il prezzo di otto pitas, il pane arabo, e nutrono molto
meno.
( da "Tempo, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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I big in campo per Israele Fabio Perugia
f.perugia@iltempo.it I festeggiamenti per i sessanta anni della nascita dello
Stato sono riusciti a far mettere da parte le battute da campagna elettorale. I
big dei due schieramenti politici si sono ritrovati assieme all'Hotel Excelsior
di Roma. Da un
lato il leader del Pd, dall'altro Gianfranco Fini, che vengono sistemati in due
zone diverse della sala. Ci sono anche per Forza Italia il vicecoordinatore
Fabrizio Cicchitto, il portavoce di An Andrea Ronchi, Fiamma Nirenstein e Magdi
Allam. Nel corso di un breve siparietto Fini ha chiesto a Veltroni: "Ma
non dovevi essere a Brescia?" e il segretario del Partito democratico ha
risposto "sì e sono stato anche a Latina". Di rimando, l'ex ministro
degli Esteri: "Io ero ad Ancona e anche ad Ascoli". L'ultima battuta
se l'è riservata Veltroni: "sì, ma tu devi fare la
"vice-fatica". Caro Gianfranco, ti devo dire una cosa importante, ma
te la posso dire solo dopo le elezioni". In sala anche il braccio destro
di Silvio Berlusconi Gianni Letta, al quale Veltroni ha detto, probabilmente in
riferimento al ventilato confronto televisivo con il Cavaliere: "Ti ho
cercato..." e Letta ha risposto: "Lo so, vediamo domani...". Poi
viene deciso di dare la parola a Fini. Cinque minuti dopo Veltroni se ne va.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-03-30 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Piazza Piemonte Tensione ebrei-centri sociali
per striscione contro Israele Momenti di tensione, ieri, durante il presidio organizzato di
fronte alla Feltrinelli di piazza Piemonte dal centro sociale Vittoria per
protestare contro Israele, ospite d'onore alla fiera del libro di Torino. Secondo il
centro sociale, il presidio "è stato oggetto di continue provocazioni da
parte di componenti della comunità ebraica", finché "un
militante sionista ha platealmente strappato uno striscione di
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-30 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Alle celebrazioni per Israele Fini: lo
Stato ebraico ha il diritto di reazione. Walter a Gianfranco: tu fai la
vice-fatica Veltroni e Letta: "Ti ho cercato". "Sentiamoci
domani" ROMA - In attesa dei faccia a faccia televisivi, se mai si
faranno, il primo incontro diretto c'è stato ieri sera, all'Hotel Excelsior,
tra Walter Veltroni e Gianfranco Fini, alla conferenza organizzata
dall'associazione Keren Hayesod di Roma per il sessantesimo anniversario della
nascita dello Stato di Israele. Entrando nella sala
gremita, in mezzo a rabbini e ambasciatori, Veltroni ha salutato il portavoce
di An, Andrea Ronchi insieme ad Elisabetta Tulliani, la neomamma e compagna di
Fini, senza accorgersi però di avere alle spalle proprio il presidente di An.
Allora Ronchi, ridendo, gli ha detto: "Ti posso presentare un
ragazzo?". Stretta di mano tra i due leader e ampi sorrisi, malgrado la
tensione della campagna elettorale in corso: "Ma non eri a Brescia?",
ha chiesto Fini a Veltroni. E lui, allargando le braccia: "Se è per questo
sono stato anche a Latina ". E Fini, allora: "Io oggi ho fatto
Ancona, poi Ascoli e ora sono qui". Pronta, infine, la risposta ironica di
"Uolter": "Va beh, ma tu devi fare la vice-fatica ",
alludendo all'innominato rivale, Silvio Berlusconi. Poi, però, avvicinandosi
alla prima fila, Veltroni ha incontrato anche Gianni Letta, che di Berlusconi è
il primo consigliere. Tra i due è seguito un breve conciliabolo. "Ti ho
cercato oggi... ", avrebbe detto Veltroni a Letta facendo ampi gesti con
le braccia. E lui: "Lo so, vediamo domani". Qualcuno in realtà
avrebbe captato la frase veltroniana in un altro modo: "L'ho cercato
oggi...", con riferimento forse proprio al Cavaliere. Ma interpellato
sull'argomento, Gianni Letta ha glissato con la consueta eleganza. Poi è cominciata
la conferenza, con l'intervento di Richard Perle, ex sottosegretario alla
Difesa americano e leader neocon molto amico di Bush, che ha parlato del
pericolo rappresentato dal-l'Iran e i fondamentalisti di Hamas. E proprio su
questo punto, poi, ha parlato lo stesso Fini, riscuotendo parecchi applausi.
"Il diritto di autodifesa di una democrazia dev'essere riconosciuto - ha
detto il leader di An -. Io ho sempre rifiutato di chiamare "muro" la
barriera costruita da Israele per difendersi dagli
attentati. E questo vale anche per il diritto di rappresaglia. Se un Paese
individua i covi o le rampe dalle quali partono i missili, quella democrazia ha
il diritto di intervenire per sradicare il terrorismo". Sul-l'Iran, poi, è
stato ancora più esplicito: "Che l'Italia con la Germania sia il partner
economico più autorevole dell'Iran non può essere oggi l'alibi per assumere
posizioni soft e non assumere le necessarie responsabilità a livello
internazionale. La storia dovrebbe aver insegnato qualcosa: a chi dice che
Ahmadinejad, Hezbollah o Hamas devono essere degli interlocutori perché hanno
vinto le elezioni, bisogna ricordare che in Europa ci fu chi vinse le elezioni
e non fece propriamente una politica di amicizia". Riferimento chiaro al
nazismo e ad Adolf Hitler. Fabrizio Caccia Dialogo Gianni Letta e Walter
Veltroni ieri all'hotel Excelsior di Roma per la festa di Israele.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-30 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE DAMASCO Lega araba, il vertice inutile L a Siria è vittima della
propria ostinazione, quindi complice del proprio destino. Il ventesimo vertice
della Lega araba, che si è aperto a Damasco e che avrebbe dovuto celebrare il
recuperato prestigio del Paese di Bashar el Assad, è fallito prima di
cominciare. Persino l'ipocrisia diplomatica che aveva ammantato i summit
precedenti, dove si giustificavano le assenze e si nascondevano i fallimenti, è
stata tradita. Un vero disastro: politico e d'immagine. Soltanto la volontà di
isolarsi, con accanto l'alleato e "osservatore" Manoucher Mottaki,
ministro degli Esteri iraniano, può spiegare la sicumera siriana attorno a un
tavolo con pochissimi capi di Stato e molte comparse. Più che la divisione fra
amici degli Usa (gli assenti) e avversari degli Usa (molti fra i presenti), a
provocare il sostanziale boicottaggio di oltre metà dei leader arabi, che hanno
inviato rappresentanti di basso profilo, conta il secco rifiuto a partecipare
del Libano, al quale è dedicata gran parte dei lavori del summit. Beirut è
senza presidente dalla fine di novembre, e i motivi della mancata elezione,
dopo 17 tentativi a vuoto, si spiegano soltanto con l'ostinazione di Damasco,
che considera la repubblica dei cedri un protettorato, e quindi non perde
occasione per condizionarne la sovranità e umiliarne la dignità. La maggioranza
dei libanesi è convinta che siano stati i servizi segreti siriani a organizzare
la strage di tre anni fa, che annientò l'ex premier Rafic Hariri. E la
tribolata inchiesta promossa dalle Nazioni Unite, proprio l'altro giorno, è
giunta a una prima conclusione: il massacro, come quelli che l'hanno preceduto
e quelli che l'hanno seguito, è stato ordito e realizzato dalla stessa
"rete criminale" di individui. Formula ambigua, che pare escludere la
responsabilità di un Paese o di un regime, in vista del delicatissimo processo
che si terrà all' Aja. Tuttavia, l'assenza del segretario generale dell'Onu,
Ban Ki-Moon, al vertice di Damasco, al quale era stato formalmente invitato, è
un chiaro segnale dei sospetti e dell'imbarazzo della comunità internazionale.
Il presidente palestinese, ovviamente, non poteva mancare, anche perché Abu
Mazen, in questo momento, ha bisogno dell'aiuto di tutti. Ma il suo intervento
al vertice, duro con la politica degli insediamenti israeliani (per convincere
gli intransigenti), e franco con Hamas, cui ha ricordato le condizioni per
tornare a dialogare, non ha spostato nulla di sostanziale. Mentre, galvanizzato
dalla possibilità di monopolizzare l'attenzione dei mass media, in assenza di
concorrenti, il "figliol prodigo dimezzato " dell'Occidente Muammar
Gheddafi ha lanciato un monito ai leader arabi moderati, avvertendoli che prima
o poi potrebbero fare la fine di Saddam Hussein. "Impiccati". Ma un
summit senza i re di Arabia Saudita, Giordania e Marocco, senza l'egiziano
Mubarak, e senza il presidente dello Yemen, che tanto si era prodigato per
mettere d'accordo Fatah e Hamas, è un appuntamento non soltanto inutile,
persino dannoso. Perché il fallimento avrà pesanti ripercussioni nei rapporti
interarabi, già notevolmente compromessi. Uno scenario
allarmante, per la Palestina ma soprattutto per il Libano, dove le tensioni fra filo
occidentali e filo siriani hanno già superato il livello di guardia. Tutta la
nostra comprensione va al segretario della Lega araba Amr Moussa. I suoi sforzi
per evitare il funerale di un'istituzione moribonda sono ammirevoli.
Tenere assieme 22 Paesi che non vedono l'ora di separarsi non è un' impresa
ardua. è impossibile. di ANTONIO FERRARI.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-30 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE Clima La maratona del Wwf ha coinvolto 380 città in tutto il mondo.
A luci spente monumenti e palazzi Dal Colosseo al Golden Gate, al buio contro l'inquinamento
MILANO - Luci spente (dalle 20 alle 21) per i monumenti di 380 città del mondo.
Perché il pianeta va tutelato dagli effetti dei gas serra. E così l'Ora della
terra, chiesta e ottenuta dal Wwf, ha vibrato dal Colosseo a San Francisco alle
cascate del Niagara, volando dall'Opera House di Sydney al municipio di Londra
fin dentro la rete di Internet. Chi ieri, infatti, ha provato ad aprire il sito
di Google per alcuni secondi si è trovato davanti a una schermata nera con una
scritta: "Abbiamo spento le luci. Adesso è il vostro turno". Il turno
di lanciare un segnale forte a tutti i governi del mondo perché abbassino le
emissioni di gas serra. "L'obiettivo - ha detto ieri Michele Candotti,
Direttore del Wwf Italia - è un taglio del 30% delle emissioni entro il
2020". Un risultato che "permetterebbe di salvare il 20% delle specie
animali e vegetali in via di estinzione". L'iniziativa è alla sua seconda
edizione. Lo scorso anno, in 60 minuti, la città di Sydney ha risparmiato il
10% dell'energia necessaria per illuminare la città. "La gente è pronta a
mettersi insieme per trovare una soluzione ", ha detto
James Leape di Wwf International La maratona ha avuto un prologo giovedì sera a
Tel Aviv in Israele. Anticipazione dovuta alla coincidenza con il Sabbath ebraico.
Quindi il via, ieri, dai 300 isolotti delle Fiji, il cui contributo
all'inquinamento globale è pari all'1%. Via via le luci si sono abbassate in
Australia, Nuove Zelanda e Europa. Con il Colosseo che si è spento
contemporaneamente alla sede del Municipio di Venezia affacciata sul Canal
Grande e alla torre di Mestre. Un segnale forte quello del capoluogo veneto che
incarna il simbolo dei rischi legati ai cambiamenti climatici. Massiccia la
partecipazione delle città degli Stati Uniti. Un piccolo paradosso visto che il
governo di Washington, pur responsabile del 36% dell'inquinamento globale, non
aderisce al protocollo di Kyoto per il clima. La prima città americana è stata
Chicago che ha sento l'imponente stadio di football. Buio anche nella prigione
di Alcatraz e sul Golden Gate. Al buio Tutto spento. Il risultato? Panorami
insoliti, dall'oriente agli Usa. Dall'alto, in senso orario: la baia di Manila,
Bangkok, il Colosseo, il castello di Stoccolma, Dubai e la baia di Sydney.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-30 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Il presidente uscente Leone Paserman: "Aperti
nuovi luoghi di culto, uno presto anche a Ostia" "Noi ebrei, usciti
dall'isolamento" Oggi si elegge il consiglio della Comunità: tre liste in
lizza "Il nostro prestigio politico è cresciuto, il bilancio sano, il
Ghetto non è più nel degrado" Note dolenti? "Gli incidenti di
percorso con la Chiesa e l'Islam" Proprio oggi Leone Paserman compie 69
anni. Otto anni fa, in questa stessa giornata, fu eletto presidente della
Comunità Ebraica romana, mandato che ha assolto per due consiliature. Paserman,
che ha deciso di non ricandidarsi alla carica, parteciperà questa mattina da
semplice elettore alle nuove elezioni della Comunità ebraica romana. Andrà con
sua moglie Giuliana in uno degli 8 seggi dove si scelgono i 28 consiglieri. Si
vota fino alle 22, i risultati nel corso della notte. Sono 10.500 gli aventi
diritto al voto, il 27% la percentuale dell'ultima affluenza alle urne. Tre le
liste: "Per Israele", uscente con 15
consiglieri e che candida oggi Riccardo Pacifici, "Per i giovani insieme
" che ha raccolto in passato 13 seggi, guidata da Roberto Coen, e la new
entry "Yachad", primo candidato Raffaele Pace. Quando conosceremo il
nome del nuovo Presidente? "Entro Pesach, la nostra Pasqua, che è il 19
aprile. La rapidità con cui il consiglio lo eleggerà dipende dai risultati. Se
prevarrà "Per Israele", presidente sarà
Riccardo Pacifici, candidato ufficiale alla carica. Se il risultato sarà di
parità, occorrerà cercare una soluzione condivisa". Oggi le differenze tra
le liste sono minori che in passato? "Le posizioni di fondo non sono
distanti. Si punta a una gestione comunitaria, allo sviluppo delle scuole, al rispetto dell'ortodossia religiosa, ai temi sociali, alla
difesa di Israele. Una volta, su Israele, non era così...". Lo
stato della Comunità? "è in ottime condizioni. Con un prestigio politico
riconosciuto. Econonomicamente, con un bilancio risanato. Una Comunità non più monocentrica
e arroccata, ma presente in tutta la città. Abbiamo aperto luoghi di
culto a Monteverde Vecchio e a viale Libia, stiamo progettandone uno ad Ostia.
Il Ghetto non è più nel degrado. è isola pedonale, ha buoni ristoranti, una
libreria, una scuola finalmente accentrata con 950 alunni, un Museo con 70 mila
visitatori all'anno". Il momento più difficile nei suoi otto anni?
"Misurarsi col ritiro del rabbino capo Elio Toaff". Che problemi si
lascia dietro? "Il 20% della Comunità versa in condizioni di difficoltà,
aggravata dalla crisi del piccolo commercio, da problemi familiari, da
disoccupazione e un po' di droga. Poi c'è il disagio abitativo. Abbiamo
concesso case in via della Reginella e a S. Maria del Pianto...". Altri
punti dolenti: la crisi con la Chiesa cattolica e con la comunità islamica.
"La Chiesa sta cercando di serrare le fila, un classico atteggiamento da
minoranza. Tenta di recuperare frange di conservatori. Poteva evitare il
messale in latino e la preghiera del venerdì santo. Consideriamolo un incidente
di percorso. Con l'Islam è più difficile. Ci sono dei moderati. Ma la
maggioranza silenziosa subisce il fondamentalismo. Vedremo...". Ci sono
ebrei candidati alle elezioni in Campidoglio, come Vittorio Pavoncello...
"Abbiamo appena celebrato i cento anni del sindaco Nathan, ebreo. Giusto
che gli ebrei tornino nell'aula Giulio Cesare. è una presenza da rivalutare
anche da parte di elettori non ebrei...". Paolo Brogi Non ricandidato
Leone Paserman, presidente uscente della Comunità.
( da "Liberazione" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Davanti all'assenza di risultati e alle chiusure di Israele la Lega
Araba "potrebbe cambiare la sua posizione a proposito del processo di pace
in Medio Oriente": lo ha affermato il segretario generale
dell'organizzazione, l'egiziano Amr Moussa, nel discorso di apertura di uno dei
più difficili summit dei Paesi arabi degli ultimi anni. Assenti i leader
sauditi, egiziani e giordani -che hanno inviato sottosegretari o ambasciatori-
in una protesta contro la presenza degli inviati dell'Iran (che non è un Paese
arabo) sollecitata dagli Stati Uniti, è andato vuoto all'ultimo anche il posto
riservato al Libano. Oltre che il padrone di casa, Bashar al Assad, anche il
libico Gheddafi ha messo in guardia Israele dal
rischio di "guerra totale". 30/03/2008.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Walter a Gianfranco
"Tu fai vice-fatica" Scambio di battute tra
Walter Veltroni e Gianfranco Fini a una conferenza a Roma sui 60 anni di Israele. Il secondo dice a Veltroni: "Ma non eri a Brescia?".
Veltroni, allargando le braccia risponde di aver fatto tappa anche a Latina.
Allora Fini ribatte: "Io ho fatto Ancona, poi Ascoli ed ora sono
qui". E il leader del Pd: "Va beh, ma tu devi fare la
vice-fatica".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Diplomazie ancora al
lavoro, l'ex sindaco si rivolge a Letta Il Cav insiste: il confronto a due è
vietato dalla par condicio TERESA BARTOLI Roma. "Avrei voluto discutere di
tutto in un duello tv. Io vorrei, ma si fa fatica ad organizzare" ha
ripetuto ieri Walter Veltroni da Brescia. Il leader del Pd ci spera ancora.
"Ti ho cercato" ha detto ieri sera incrociando Gianni Letta alla celebrazione del sessantesimo anniversario dello Stato di Israele. "Lo so, vediamo domani" gli ha risposto il
consigliere principe di Silvio Berlusconi. I due, in questi giorni si sono
parlati più volte e Letta è tra chi consiglia a Berlusconi di affrontare
l'avversario sul piccolo schermo. Ma lui ribadisce il suo no trincerandosi
dietro la legge della par condicio: "Non lo permette". Una
spiegazione contestata dai democratici. Ci sperano ancora. Tanto al loft di
Sant'Anastasia quanto negli studi tv di Enrico Mentana e Bruno Vespa.
"Sono pronto ad andare anche a Mediaset" aveva detto nei giorni
scorsi Veltroni. E la trattativa si è incardinata giovedì scorso quanto Mentana
ha chiamato il segretario del Pd chiedendo conferma della sua disponibilità ed
assicurando che "Berlusconi ci sta pensando, non esclude affatto la
possibilità del faccia a faccia". Il conduttore di Matrix aveva anche
spiegato che, se fosse fallita l'eventualità del confronto diretto, avrebbe
registrato due interviste gemelle da mandare in onda venerdì prossimo. Tanto
che il "promo" della trasmissione mandato in onda venerdì scorso era
tanto ambiguo da far pensare che il faccia a faccia fosse stato davvero
concordato. Veltroni ieri ha insistito: "Io ho dato la disponibilità da
sempre, non dipende da me. Il confronto non è un problema di campagna
elettorale ma di concezione della democrazia, perché è un dovere mettere i
cittadini nelle condizioni di fare le proprie valutazioni". E Piero
Fassino all'ora di pranzo aveva assicurato che "in queste ore stanno
maturando decisioni per definire la data e l'ora" del duello tv. A metà
pomeriggio la gelata del Cavaliere. "Il confronto Tv - ha detto da
Catanzaro il leader del Pdl - è impossibile perché è vietato dalla legge, una
legge liberticida ed insulsa" che prevede pari condizioni per tutti e
dunque "ci dovrebbero essere più di cento confronti televisivi, una cosa
impossibile". Poi aveva puntualizzato: "Non ho paura di incrociare le
lame con nessuno. Veltroni sarebbe estremamente agevole metterlo sotto perché è
un uomo di parole e nella vita ha fatto solo questo mentre io sono un uomo con
concretezza". Al loft del Pd allargavano le braccia. "Si trincera
dietro la legge" dicevano i collaboratori di Veltroni ieri sera
sottolineando come anche Mentana avesse in qualche modo coperto la decisione di
Berlusconi dicendo che si stava attrezzando per interviste parallele salvo
l'esser pronto al faccia a faccia. Insomma un ribaltamento delle priorità. Poi
sono stati Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni ed Ermete Realacci a
provare a stanare "il principale esponente del fronte a noi avverso"
come Veltroni continua a chiamare Berlusconi. "Non c'è alcun divieto per
il confronto tv, il problema è la paura" ha detto il primo mentre il
secondo definiva l'avversario un "miles pavidus" che ha deciso di
"privare gli italiani di quello che è un loro diritto". La risposta
dal Pdl è arrivata per bocca di Paolo Romani, titolare del settore informazione
di Forza Italia e Paolo Bonaiuti, portavoce del cavaliere. "C'è da aver
paura - sostiene Romani - dell'atteggiamento di Gentiloni perché un ministro che
non rispetta la legge quando gli fa comodo che ministro è?". "Da un
lato ci imbavagliano e dall'altro gridano libertà libertà" dice invece
Bonaiuti sostenendo che "in nessun paese d'Europa, tantomeno negli Stati
Uniti, esiste una legge illiberale e faziosa come la par condicio voluta dalla
sinistra per imbavagliare in tv Berlusconi". La speranza è l'ultima a
morire ma i toni del Pdl ieri sera suonavano decisamente ultimativi.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Manifestazione
a Torino: "Boicottare Israele in Fiera"
Manifestazione ieri in piazza a Torino per chiedere il boicottaggio della
prossima Fiera del libro nella quale il paese ospite sarà Israele.
All'iniziativa, promossa dall'Assemblea Free Palestine, hanno aderito centri
sociali e militanti della sinistra radicale. Allestiti pannelli fotografici con
le immagini di bambini palestinesi uccisi o feriti dai bombardamenti israeliani
nei Territori Occupati. Continua dunque la protesta contro la scelta del paese
ospite, che già nelle scorse settimane aveva generato molte polemiche tra gli
intellettuali. Rolando Picchioni, presidente della Fiera di Torino, ha smentito
recisamente che il governo israeliano abbia finanziato la partecipazione dei
suoi scrittori alla manifestazione. "La nostra scelta è stata
assolutamente libera - ha ribadito - e senza alcun condizionamento
esterno".
( da "Voce d'Italia, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri La Lega Araba
minaccia di sospendere le propria iniziativa di pace I Paesi arabi da Damasco
ammoniscono Israele Chiesto il ritiro da tutti i territori occupati da Israele Damasco, 30 mar- Il vertice dei Paesi arabi tenutosi in Siria si
è concluso con un monito rivolto ad Israele in cui si
richiede che rispetti le decisioni prese dall'Onu. La cosidetta
"dichiarazione di Damasco" sancisce che i Paesi arabi potrebbero
riconsiderare la loro iniziativa di pace presa nel 2002 nel caso in cui Israele non rispetti le suddette decisioni prese dalle
Nazioni Unite, che prevedono il ritiro da tutti i territori occupati dal 1967.
Al vertice della Lega Araba hanno partecipato quasi tutti i più importanti
leader regionali. Maria Caspani.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
AVVENIMENTO Con un
viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili
Tichofilm Si producono ogni anno centinaia, migliaia di film. A nord, a sud, a
est del mondo. Che raccontano di storie d'amore diverse da quelle della tv, che
parlano della vita quotidiana di chi vive in paesi in guerra o semplicemente
lontani da qui, che si ricordano della fatica del lavoro quando è disoccupato,
insicuro, ambulante. Eppure la maggior parte di queste storie è invisibile,
esclusa com'è dalla programmazione "istituzionale" di sale e
televisione. Per chi non si rassegna a guardare da un solo punto di vista, il
gruppo di cinefili di Tichofilm ha creato un catalogo di film online inediti in
Italia, soprattutto documentari, cinema queer e cinema indipendente d'area
mediterranea e mediorientale. Sono piccole produzioni che vengono presentate ai
festival in giro per il mondo ma che poi scompaiono dalla distribuzione. L'idea
è venuta a Davide Oberto e Ricke Merighi che da anni lavorano nel cinema, l'uno
al Torino Film Festival, l'altra a Da Sodoma a Hollywood - Torino GLBT Film
Festival. Venerdì 28 marzo, alle 21, nei locali di Artintown, in via Berthollet
25, Tichofilm presenta il suo catalogo online con la proiezione di "The
Inner Tour" di Ra'anan Alexandrovich. Uomini, donne e bambini palestinesi
dei Territori Occupati attraversano, in autobus, Israele pochi mesi
prima dell'inizio della seconda Intifada: l'andare oltreconfine diventa un
momento di riflessione e nostalgia, un viaggio attraverso i ricordi. Per vedere
i video, accessibili in streaming, occorre registrarsi. Quindi si possono
acquistare crediti (1 credito = 10 centesimi di euro) per la visione di singoli
film o di pacchetti promozionali. Dopodiché ci sono 48 ore a
disposizione per vedere il film. L'ingresso alla serata è libero. Info
011/6696331. \.