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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL 27 e 28 marzo 2008       #TOP


Report "Israele/Palestina"

Scrittore Sami Michael candidato al Nobel apre l'Oyoyoy Festival ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: autore israeliano. Nel 2008 Sami Michael, il "più arabo degli scrittori israeliani". Che cosa vengono a raccontare al popolo casalese che li accoglie con il tramite di "Oyoyoy Festival"? Testimoniano che non si è fatto tutto quel che si deve fare perché il dialogo prevalga sullo scontro, perché la pace faccia naufragare la guerra.

I musicisti egiziani si perdono in Israele ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: LA BANDA I musicisti egiziani si perdono in Israele Rivelazione all'ultimo Festival di Cannes, "La banda" dell'esordiente Eran Korilin racconta la singolare storia della banda musicale della polizia di Alessandria d'Egitto che accoglie l'invito di suonare all'inaugurazione del centro culturale arabo di una cittadina israeliana.

Tra i ricoverati anche Ariel Sharon ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Tel Hashomer Hospital") è il più grande ospedale israeliano ed è conosciuto in tutto il mondo per i suoi servizi medici e al paziente e suoi centri di ricerca. E' stato fondato nel 1948, un mese dopo la nascita dello Stato di Israele. Dall'inizio del 2006 vi è ricoverato in uno stato di coma vegetativo l'ex primo ministro Ariel Sharon.

"Io e la Stone ambasciatori dell'ospedale della pace" ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Ho avuto molto ed è l'ora di restituire e aiutare chi ha bisogno" "In Israele c'è una parte di me ci sono le mie radici" MAURIZIO MOLINARI "Io e la Stone ambasciatori dell'ospedale della pace" CORRISPONDENTE DA NEW YORK Ho avuto molto ed è ora di restituire, aiutare chi ha bisogno di cure, in Medio Oriente come nel Terzo Mondo".

Garlenda premia i Chillemi Alla Filanda vince De Bandi ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: successo per Giuseppe Chillemi (42) davanti al rapallese Giorgio Israel (39) mentre nella Terza categoria si è imposto il sanremnese Antonio Semiglia (44) che ha preceduto Nello Rodino (41, portacolori della Filanda Albisola. La vittoria nel "lordo" è andata a Guido Cravero (30) mentre tra le Lady si è imposta Mariuccia Missaglia (34).

La pattuglia controcorrente. Saranno a Torino alcuni autori algerini e tunisini ed anche cinque arabi che vivono in Israele. Ma intanto arriva una lettera di minacce a Gianni Vatti ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: accuse per la presenza di Israele come Paese ospite della prossima edizione, hanno accettato l'invito degli organizzatori alcuni autori algerini e tunisini, e, soprattutto, cinque scrittori palestinesi che vivono in Israele. Guiderà la pattuglia una delle figure più autorevoli della cultura araba, Muhammad Ali Taha, presidente dell'Unione degli scrittori arabi d'

Quando parlano le armi, gli scrittori non devono tacere ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il poeta israeliano Aaron Shabtai, che si è unito al boicottaggio, dice che "non c'è motivo per celebrare" i sessant'anni di esistenza di Israele. Eppure Israele ha prodotto una vitalissima cultura letteraria, facendo pure rivivere una lingua morta. Questo non merita una celebrazione?

Lapo Elkan diventa ambasciatore di buona volontà ( da "Quotidiano.net" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Informatica Varie Annunci legali ISRAELE Lapo Elkan diventa ambasciatore di buona volontà L'erede della famiglia Agnelli riceverà nella sede delle Nazioni Unite la carica per l'ospedale Tel ha-Shomer di Tel Aviv. "Mi sento più ebreo che cattolico: Dio mi ha dato la vita per la seconda volta: darò parte di me stesso" Majoli Dietro lo specchio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/

Si rompe il fronte degli intellettuali arabi lingua madre ospiterà scrittori palestinesi ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: assemblea Free Palestine contro l'invito a Israele, dall'altra parte si rompe il muro dell'opposizione araba alla Fiera con l'annuncio ieri della partecipazione a Lingua Madre di un gruppo di scrittori arabi e palestinesi che vivono in Israele, guidati da Muhammad Ali Taha, presidente dell'Unione degli scrittori arabi in Israele.

Gutenberg - stella cervasio ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele Palestina, una vittima in comune: il processo di pace". In collaborazione con Civiltà delle donne dell'assessorato alle Pari Opportunità della Regione, in anteprima è stata ospite a Napoli per un importante e intenso incontro la scrittrice iraniana Bahiyyih Nakhjavan, autrice del romanzo "La donna che leggeva troppo"

"nelle note di mahler tutto il dolore del '900" - fulvio paloscia ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Pagina I - Firenze L'intervista Il maestro israeliano Elihau Inbal domani dirige l'Ort al Verdi "Nelle note di Mahler tutto il dolore del '900" FULVIO PALOSCIA E' un direttore da grandi orchestre, capace di guidare due compagini mescolate insieme. Anche a Firenze, il maestro israeliano Elihau Inbal l'ha fatto più volte.

"grazie a israele ho capito il giappone" - fulvio paloscia ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Grazie a Israele ho capito il Giappone" In una versione inedita: sarà alla guida di una formazione cameristica FULVIO PALOSCIA (segue dalla prima di cronaca) "E' il compositore a decidere la pienezza o la delicatezza del suono spiega Inbal - certi lieder di Mahler, ad esempio, sono più cameristici di tante sinfonie di Beethoven.

Cinquantamila cartoline colorate, distribuite in mezza Italia per dire no a Israele ospite d'on ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: invito ad Israele. Intanto, mentre la Fiera annuncia che avrà come ospiti anche alcuni scrittori palestinesi, Gianni Vattimo, che ha criticato Israele pronciandosi per il boicottaggio, è stato minacciato di morte. L'assemblea "Free Palestine" ha annunciato ieri a Palazzo Nuovo il via alle manifestazioni contro la presenza di Israele alla Fiera del Libro per bocca di Sami Hallac (

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Alla Casa delle Culture di via San Crisogono 45 alle 18 dibattito su "Palestina: il diritto di esistere". Interventi di Mohamed Zaydan, Luigi Ferrajoli, Samir Al Qaryouti, Miriam Marino e Domenico Gallo. pop art Si inaugura alle 18.30 alla Galleria Dora Diamanti in via del Pellegrino 60, la mostra "Message in a bubble" un percorso nell'immaginario pop dell'artista "Roxy in the box".

Battaglia con il piano ( da "Stampa, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Dal 1984 Battaglia ha tenuto quasi mille concerti in tutta Europa con puntate negli Stati Uniti, Tunisia, Israele, e Marocco; più di sessanta, dieci per piano solo, i dischi pubblicati che gli hanno valso riconoscimenti. Dapprima legato alla classica, è diplomato al Conservatorio, è nel circuito jazz dall'88 quando viene premiato miglior talento dalla rivista Musica Jazz.

Brevi, schede e richiami 7 ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Una banda musicale della polizia egiziana sbarca in villaggio israeliano in mezzo al nulla. Il film abbozza una storia d'amore tra due persone che sembrano non avere niente in comune una volitiva bruna e un maturo poliziotto vedovo; e sotto, lascia trasparire la metafora di due popoli che non dovrebbero più restare separati.

Il Libano dimezza il vertice in Siria ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: cambio del ritiro israeliano da tutti i territori arabi e palestinesi occupati nel 1967 -, rilanciata lo scorso anno al vertice di Riyadh, venisse vincolata ad una scadenza precisa, in modo da costringere Israele a dare una risposta. Ma vista l'assenza del re saudita, promotore principale di quel piano, del "mediatore" Mubarak e le scontate pressioni contrarie degli Stati Uniti,

ROMA - La storia è diventata lo studio degli indicatori temporali, la geografia di quelli spazi ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Dice Giorgio Israel, professore di Storia della matematica alla Sapienza: "La scuola non fornisce prodotti, non vende scatole di pelati, e non si può introdurre l'idea che gli studenti siano clienti da accontentare". A Seul i ragazzi quando tornano a casa stanno cinque-sei ore, qui diciamo che sono stressati e li lasciamo ore davanti alla tv e ai videogiochi.

L'agenda ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: TRASTEVERE PALESTINA Organizzato dall'associazione Amici della Mezza luna rossa palestinese, si tiene oggi la conferenza dibattito a tema Palestina, il diritto di esistere. Intervengono: Mohamed Zaydan, Miriam Marino, Domenico Gallo. Ore 19.00, via San Crisogono 45.

Agenda ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Palestina Continuano gli appuntamenti per la settimana della cultura palestinese, oggi c'è lo spettacolo teatrale di Bakri "Il Pessottimista" al teatro Verdi (via Pastrengo 16, ore 10 e ore 21), e alle 18 la proiezione del film "Haifa" di Rashid Masharawi e di "Since you left", intervista con Emil Habibi;

Le trame ( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: con Sasson Gabai e Khalifa Natour [Israele 07] In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arrivò in Israele. Erano venuti per suonare ad una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, sono arrivati all'aeroporto senza trovare nessuno che li aspettasse.

<Il mio Mozart contro il Muro del Medio Oriente> ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: con il Concerto per due pianoforti e Orchestra di Mozart dove a una tastiera ci sarà l'israeliano Barenboim, all'altra il palestinese Saleem Abboud Ashkar. A suonare con loro un'orchestra speciale, inventata per l'occasione dal direttore sul modello della sua ormai celebre "Divan": 33 giovani strumentisti provenienti da Israele e dalla Palestina chiamati a far musica insieme.

Guru di Obama nel mirino <Pregiudizi anti-Israele> ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: influenza politica degli ebrei americani è alla base della mancata risoluzione del conflitto israelo-palestinese. "Non abbiamo alcuna strategia per il Medio Oriente", ha detto, spiegando che la chiave è risolvere il conflitto israelo-palestinese. Il giornalista chiede: "Qual è il problema?" "E' New York. E' Miami - risponde McPeak -.

Minacce a Vattimo: <È per la posizione su Israele> ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: REDAZIONALE Lettera anonima Minacce a Vattimo: "è per la posizione su Israele" TORINO - Il filosofo Gianni Vattimo, docente all'Università di Torino, che nei mesi scorsi si è speso per contestare l'invito di Israele come Paese ospite alla prossima edizione della Fiera del Libro di Torino, ha ricevuto una lettera anonima minatoria.

<Basta diplomifici, sì al merito> ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Lucio Russo e Sergio Givone, Giorgio Israel e Salvatore Veca, Giorgio De Rienzo e Aldo Schiavone, Piero Craveri e Gian Luigi Beccaria, Giorgio Allulli e Remo Bodei) hanno presentato ieri, nell'aula magna del liceo romano "Visconti", una lettera aperta ai partiti politici, alla vigilia delle elezioni.

Al cinema ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: BREVI Al cinema Totò a colori Nel film di Steno del 1952 Totò si crede "un genio della musica" e dirige la banda del paese Grazie, signora Thatcher Nel '96 Herman racconta la banda di un paesino che arriva all'Albert Hall La banda Il film dell'esordiente israeliano Kolirin sulla banda della polizia egiziana è nelle sale.

Carnet ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Parteciperanno il dottor Zaydan, direttore dell'Istituto Difesa Diritti Umani - Israeliano, M. Marino dell' Associazione Ebrei contro l'occupazione, D. Gallo, presidente Associazione Amici Mezzaluna Rossa Palestinese in Italia, S. Arqariuti, Presidente della Coòunità Palestinese, L. Ferraioli, ordinario di filosofia del diritto.

La banda ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: REDAZIONALE COMMEDIA YYY La banda Questo piccolo film ha fatto il giro dei festival ed è diretto dall'israeliano Eran Kolirin. Parla di pace e dialogo tra arabi ed ebrei. La banda della polizia di Alessandria d'Egitto deve suonare in una cittadina israeliana, ma arriva in un posto sbagliato e.. Boicottato in Egitto, è un bel film, diverte e fa pensare.

Guida ai film a cura di Maurizio Porro COMMEDIA La banda ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: egiziana arriva per un concerto in Israele ma, disorganizzata, si trova a passare una notte casual, conoscendo persone e intuendo il bisogno di affetti, capendo quale e quanta urgenza di pace e comprensione ci sia, tra casi speciali e no, tra i due popoli. Grazie anche ad attori bravissimi, è come un piccolo gioiello di Rohmer, che esplora i silenzi e i doppi fondi dei sentimenti,

Commedia drammatica mmm1/2 La banda ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: finiscono per errore in uno sperduto avamposto israeliano nel deserto. Ci resteranno poco, ma abbastanza per scoprire quanto sono vicini a quei "nemici" con cui condividono musica, sentimenti, rimpianti e spesso perfino la lingua... Scritto con ammirevole finezza, arricchito da canzoni sublimi e attori meravigliosi, un gioiello di understatement tutto speranza e pudore,

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-27 num: - pag: 51 cat... ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: di Hamas nelle trattative per una pace duratura con Israele, lei alla obiezione che Hamas non riconosce a Israele il diritto di esistere ha risposto dicendo che essendo appunto ciò materia del contendere non poteva essere preteso prima. Apparentemente logico ma complicato sul piano formale. Perché ciò possa avvenire, Israele dovrebbe rimettere in gioco il suo diritto a esistere,

Palestinainfilm ( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Un percorso su Palestina/Israele attraverso la storia, i popoli, il territorio. Otto film, ogni lunedì a partire dal 7 aprile alle 21. Serata d'apertura, oggi alle 19.30: cortometraggi inediti, mostra fotografica, suggerimenti di lettura e buffet palestinese. Flexi, via Clementina 9.

Dal nostro corrispondente NEW YORK Quando era Consigliere per la sicurezza n ( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: e anche un più attivo impegno diplomatico americano circa il processo di pace israelo palestinese. Tutti questi temi sono correlati". Lei rimane pessimista su questa guerra, nonostante l'Amministrazione Bush sostenga che la controffensiva ha avuto un buon risultato? "Se ha avuto un buon risultato, perché non ce ne andiamo?

Wasim Dahmash* Ogni anno io dirò al mio bambino: ritorneremo, figlio mio, e tu sarai con me, ritorneremo ( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: La Palestina è un luogo della storia più che della geografia. Un luogo della storia in cui riconosce la propria una buona parte dell'umanità. La cancellazione del nome stesso della Palestina, la demolizione dei centri abitati, l'espulsione dell'antica gente, hanno solo imposto, in questa parte del mondo,

Molfetta (Ba) Francesco Carofiglio ci parla del suo romanzo L'estate del cane nero (Marsilio) alle 19 L'Isola delle Storie ( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: sotto processo in Israele per vilipendio alle forze armate di occupazione, la proiezione di Jenin, Jenin alle 21 Casa del Popolo. Sesto F. (Fi) Un'importante occasione per parlare, oltre che del film, della prevenzione all'ictus. Emiliano Cribari presenta in anteprima il suo film Ho soltanto chiuso gli occhi alle 21 "Il Quartuccio" Unione operaia di Colonnata.

Cento anni di cultura palestinese ( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele, gli arabi perderanno definitivamente la Palestina e quest'evento, che segna un vero e proprio spartiacque tra il prima e il dopo, viene indicato in arabo con il termine nakbah che significa "disastro", "calamità", "sciagura". Utilizzare tale terminologia in questa sede significa rispettare un sentimento ancora molto radicato in tutto un popolo della cui cultura si cerca

La realtà e la memoria ( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Cosa direi alla Fiera del Libro di Torino, che onora oggi i sessant'anni della nascita d'Israele ? *Attore, regista, produttore arabo-israeliano sotto processo per vilipendio delle forze armate per il suo film "Jenin Jenin" sull'attacco del 2002 al campo profughi da parte dell'esercito israeliano 27/03/2008.

Palestina: una giornata della memoria. Per la Terra e in difesa della Terra ( da "Liberazione" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Difesa diritti umani in Israele (Nazareth), Luigi Ferrajoli docente di Diritto, Domenico Gallo presidente di Amici della Mezza Luna Rossa palestinese, Miriam Marin di Ebrei contro l'Occupazione e il giornalista Samir Al Qaryouti presidente della Comunità palestinese di Roma e Lazio.

È il sogno di tel aviv: un quartiere residenziale nella zona balneare, edifici costruiti su enormi piattaforme un progetto avveniristico che potrebbe partire fra qualche anno. ma c ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Una sfida immensa, che Israele lancia a sé stesso e che un giorno forse non lontano potrebbe anche riuscire a vincere. A cercare di raggiungere questo sogno, il sogno di espandersi in un'altra dimensione, con tutti i rischi e le difficoltà che la scelta comporta, lo Stato ebraico pensa da tempo.

E se la scuola premiasse il merito? - carlo alberto bucci ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Ernesto Galli della Loggia, Giorgio Israel, Mario Pirani, Lucio Russo, Sergio Givone, Salvatore Veca, Sebastiano Vassalli, Giorgio De Rienzo, Aldo Schiavone, Gian Luigi Beccaria, Giovanni Sartori, Remo Bodei, Piero Craveri e Giorgio Allulli, sono scesi al fianco di un gruppo di professori fiorentini.

Così israele colonizza il mare - marco ansaldo ( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: R2 Il caso Così Israele colonizza il mare MARCO ANSALDO dal nostro inviato Tel aviv Colonizzare il mare, l'ultima grande sfida di Israele. Per raggiungere questo sogno il primo passo potrebbe essere rappresentato da un intrigante progetto edilizio, appena approvato a Tel Aviv.

La crociata di Allam, rovescio della medaglia ( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: di Magdi Allam per il moderno stato di Israele (che condividiamo) non sarebbe stato tollerato dalle gerarchie ecclesiastiche di allora, non diversamente dall'Islam totalitario d'oggi. Si aggiunga che i neofiti sono sempre i più zelanti e servizievoli. I convertiti albanesi arruolati nell'esercito turco erano i più crudeli e l'impero ottomano se ne serviva per i lavori più sporchi.

Il muro arabo e il silenzio ( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il muro di difesa che Israele ha costruito al confine con la Cisgiordania, per impedire che i terroristi suicidi penetrassero in territorio israeliano, ha dei valichi attraverso i quali, previo controllo dei documenti e doganali, si può transitare da e verso Israele.

Intervista a MAREK HALTER / Quando l'ira è un appello al senso di giustizia ( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Quali sono le possibilità per cui Israele possa ritrovare la pace? E' difficile accettare Israele per i paesi che gli stanno attorno perché è una democrazia che si trova in una regione musulmana. Confondendo l'appartenenza a una nazione con l'appartenenza a una religione, l'islam ha difficoltà ad accettare un corpo differente al suo interno,

Radicali e religione, rapporto schizofrenico ( da "Avanti!" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: che certo non possono dirsi ininfluenti né in Israele, né in tante altre importanti comunità della diaspora) la conversione da un'altra religione all'ebraismo è considerata un evento a dir poco straordinario e guardato comunque con sospetto. E a proposito di dialogo, poi, Colombo fa finta di non sapere che in Israele le comunità cristiane se la passano assai male,

La Tre e' in vendita ( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele e naturalmente Hong Kong. Nei mesi scorsi 3 Italia aveva anche stretto accordi con il provider Fastweb al fine di creare un nuovo operatore mobile virtuale ed è un punto di riferimento nella tv digitale mobile Dvb-h. Nonostante una flessione dei ricavi dovuta agli effetti del Decreto Bersani, che aveva azzerato i costi di ricarca delle sim prepagate,

Sarkozy può rilanciare la politica estera dell'Ue ( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: dello scenario israelo-libanese, la dinamica è stata identica: la Francia con il Libano, l'Italia con la rete di possibili rapporti con la Siria; un rapporto da consolidare con l'Egitto. Sullo sfondo la questione israelo-palestinese langue. La scena cambia, almeno apparentemente, con Sarkozy un anno fa, perché, a differenza del suo predecessore e compagno di partito Jacques Chirac,

La banda ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: edizione del La banda Oto musicisti della banda della polizia di Alessandria d'Egitto sono in trasferta in Israele per inaugurare un circolo culturale arabo. A Telaviv prendono un autobus locale e approdano in un borgo sperduto nel deserto. Presto si accorgono di aver sbagliato destinazione, ma ora non resta che suonare e aspettare la prossima corriera.

Tutti i muri che intrappolano la democrazia ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Non solo il muro di Israele che serpeggia attraverso la West Bank, non soltanto quello costruito nel sud della California, sul confine degli Stati Uniti con il Messico - se completato, sarà il più lungo nella storia occidentale, a compensare ironicamente, in orizzontale, la perdita del record verticale americano degli edifici più alti del mondo,

Comunità ebraica, undicimila al voto tre liste in corsa per il nuovo presidente - gabriele isman ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: ognuna con 16 candidati: "Per Israele", maggioritaria con 15 seggi su 28 alle ultime elezioni di 4 anni fa, da cui proveniva anche Paserman, ora guidata dall'attuale vicepresidente Riccardo Pacifici, che punta alla promozione al vertice; "Per i giovani insieme", guidata da Victor Magiar, Roberto Coen e Claudia Fellus;

Comunità ebraica domenica al voto - gabriele isman ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: e abbiamo sostenuto sempre e comunque le ragioni di Israele". I giovani di Magiar, Coen e Fellus sperano di migliorare il risultato del 2004, quando ottennero 13 consiglieri. Tra i capisaldi del programma, "sostegno a Israele, partecipazione, confronto costruttivo delle idee" ma anche "accoglienza, trasparenza nella gestione comunitaria, sobrietà e misura nei rapporti con l'

In Lichtenstein anche il tesoro di una scrittrice ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Tra gli altri nomi quello di Raoul Konstandt (650 mila euro) che avrebbe "proprietà immobiliari in Israele", mentre Julian Astolfoni (250mila) in Germania; ci sono poi Clotilde Baretieri Sforza (650 mila), di una "antica famiglia nobile di Milano", il medico Carlo Mazzi (5 milioni), i De Polo (1 milione 200 mila) del Museo nazionale Alinari della fotografia.

La voglia di pace tra arabi e israeliani ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: REDAZIONALE LA BANDA La voglia di pace tra arabi e israeliani Un giovane israeliano fa subito centro, anche da noi ottimi incassi, con un film sincero e diretto in cui non si ha paura di esprimere la voglia di comunicazione tra ebrei ed arabi, immaginando con arguzia che otto suonatori della banda egiziana cerchino rifugio in un paesino israeliano.

L'eredità di Sansone il primo kamikaze ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: regista israeliano scomodo e paragonato a Michael Moore e a Moretti, fa parte della preghiera che fa Sansone (fu primo kamikaze?) per sconfiggere i Filistei, ma viene usato come slogan dalla fazione di un rabbino razzista ucciso a New York. Rifacendosi sia all'eroe biblico sia alla battaglia di Masada, Ebrei contro Romani nel 66 d.

"la nostra rabbia rock diventa esistenziale" - fulvio paloscia ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Discutendo esclusivamente della Palestina, si perde il contatto con la realtà che ci circonda nel quotidiano, con questa Italia allo sbando politico e sociale". Nell'Horror vacui che dà il titolo all'ultimo album dei Linea 77 - la cui rabbia intelligente gli è valsa nel tempo anche importanti riconoscimenti dell'establishment come gli Mtv Award - c'è anche questo "

Sansone, il cattivo maestro del kamikaze ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: come raccontare un conflitto supermediatizzato quale è quello tra Palestina-Israele? Lo spazio scelto dal Mograbi sono i miti fondatori lo stesso stato di Israele, Masada, il sucidio della comunità che non volle arrendersi ai romani, e Sansone e i filistei. Miti che ancora oggi per il paese sono pedagogici, si insegnano a scuola.

Quando il mondo è un paradiso di bugie ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: l'israeliano Avi Mograbi torna a Masada, un mito reinterpretato dai palestinesi; duetto per soli maschi tra Bruno Todeschini e Elio Germano; dove nascono i sogni più rossi, a Mars o nel paese di Marx? Rapsodia in blu, nelle fessure del sogno americano.

Quella strana alleanza fra salafiti e americani ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Per Bakri non è un eroe della resistenza ma un alleato di Israele perché garantisce la tranquillità della frontiera sud del Libano Michele Giorgio inviato a Tripoli "Volete saperla una cosa? In Libano uno Stato islamico non si farà mai". Ci guarda dritto negli occhi lo sceicco Omar Bakri, ma il suo tono oscilla tra il serio e il faceto.

Gli sciiti? Sono peggio degli Usa ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: agli sciiti ed Hezbollah nel sud del Libano negli attacchi contro Israele. Ma anche voi dite di voler attaccare Israele... E' ben diverso. Siamo certi che la zona tampone che esiste di fatto tra Libano e Israele sia frutto di una intesa con gli israeliani volta a proteggere i sionisti e a creare le basi per un unico stato sciita che partendo dall'Iran, passando per Iraq e Siria,

In breve ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: un gruppo israelo-americano che ieri ha annunciatio la sua seconda fase di sviluppo in Danimarca. Nel 2011, secondo gli accordi, Renault fornirà ai consumatori danesi veicoli 100% elettrici secondo la normativa europea, in grado di assicurare una mobilità a zero emissioni e performance simili ad un propulsore a benzina.

<Bombardano i civili e finanziano i regimi: Il problema è l'Occidente> ( da "Liberazione" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Chiediamoci per esempio cosa accadrebbe se l'America attaccasse l'Iran, o se Israele attaccasse l'Iran con il via libera da parte degli Usa. Quale sarebbe la reazione di Gordon Brown? Invocherebbe una restrizione dell'uso della forza da tutte le parti? Sono sicuro che questa sarebbe la posizione del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Tra Sansone e Massada Un israeliano al ceck-point ( da "Liberazione" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: debutto alla regia di Avi Mograbi Tra Sansone e Massada Un israeliano al ceck-point Boris Sollazzo Sansone e Masada. Il celebre eroe la cui forza leggendaria albergava nei capelli e l'ultimo baluardo di resistenza ebraica contro i Romani ai tempi della distruzione del Tempio. Il primo fu catturato con l'inganno e privato del suo "superpotere".

Andria, tre giorni di visite guidate - francesca savino ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele e Turchia e che stasera arriva a Bari per l'Ant. Per l'impegno della sua presidentessa Titti Divella, la serata sarà dedicata alla beneficenza con la devoluzione degli incassi in favore della cura domiciliare dei malati oncologici. La stagione di spettacoli promossi dalla delegazione barese dell'Ant proseguirà a giugno con i concerti nella città vecchia di Gino Paoli e del

Le vignette sul Profeta incendiano ancora l'indole bellica di Osama ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: cui i rappresentanti palestinesi hanno avviato con Israele un processo di pace basato sull'idea di "due popoli, due Stati". L'idea del riconoscimento di Israele è considerata da Bin Laden "un orrendo crimine". Dice nel messaggio: "Cristiani ed Ebrei hanno preso la Palestina non con il dialogo e il negoziato, ma con le armi e con il fuoco e questo è il solo modo per riprendercela"

Il miracolo della "tigre d'africa" - giampaolo visetti luanda ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele, Canada e Sudafrica. I cinesi, per assicurarsi gli appalti della ricostruzione, hanno offerto un credito-choc da 9 miliardi di dollari, 20 entro il 2013. Tra due anni il Paese ospiterà i campionati africani di calcio. Si stanno asfaltando 8 mila chilometri di strade, altri 3 mila saranno aperti prima del 2012.

Dagli orafi ai costruttori agli stilisti ecco i 390 clienti del liechtenstein - francesco mimmo ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: proprietà immobiliari in Israele", mentre Julian Astolfoni (250mila) in Germania; ci sono poi Clotilde Baretieri Sforza (650 mila), di una "antica famiglia nobile di Milano", il medico Carlo Mazzi (5 milioni), i De Polo (1,2 milioni) del Museo nazionale Alinari della fotografia, gli orafi Vaschieri (6 milioni), Sbragi (650 mila) e l'aretino Alano Maffucci,

Il caso ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: La sua vicinanza a Israele è stata apprezzata dalla stampa israeliana. Sulle pagine di Yediot Aharonot, Menachem Gantz dedica un'intervista al Cavaliere che racconta la sua politica filo-israeliana. Ma Berlusconi ne ha approfittato per raccontare la sua giovinezza segnata dal rapporto con l'ebraismo: "Al di là della della storia,

Comunità ebraica: tre liste per contare ( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Stampa "Per Israele", "Giovani insieme" e "Yachad". Dopo otto anni lascia la presidenza Leone Paserman Comunità ebraica: tre liste per contare Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it Dopo otto anni di presidenza Leone Paserman non sarà più a capo della Comunità ebraica di Roma.

L'america da sola non potrà guidare il mondo - john mccain ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Turchia e Israele, per citarne soltanto alcune. Ci sono anche le voci di nazioni sempre più potenti, come Cina e Russia, che godono di grande influenza nello scenario internazionale. In questo mondo, nel quale il potere da tutti i punti di vista è distribuito più equamente e più ampiamente, gli Stati Uniti non possono "guidare" in virtù della sola potenza.

BRA Il Rigoletto domani al Politeama E' stata l'opera con la qual ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: vincitrice del Concorso Internazionale di Israele nel 2001, proporrà brani di Benjamin Britten, Nino Rota, Elias Parish-Alvars, Paul Hindemith, Claude Debussy ed Henriette Renié. Biglietti.: 12 euro, ridotto a 4 euro. TEATRO DELLA FABBRICA DOMANI ALLE 21 AOSTA I primi 40 anni delle Dames d'Aoste Il coro femminile Dames de la Ville d'Aoste, diretto da Alearda Parisi Pettena,

Con un viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili Tichofilm ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele pochi mesi prima dell'inizio della seconda Intifada: l'andare oltreconfine diventa un momento di riflessione e nostalgia, un viaggio attraverso i ricordi. Per vedere i video, accessibili in streaming, occorre registrarsi. Quindi si possono acquistare crediti (1 credito = 10 centesimi di euro) per la visione di singoli film o di pacchetti promozionali.

A ALPIGNANO Venerdì 28, alle 21, nella sala conferenza dell'ecomuseo Cruto, ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Legato racconta il suo viaggio in Israele. Aperitivo ore 19, cena ore 20,45. SESTRIERE Fino al 10 aprile, al Villaggio olimpico del Colle, prosegue la mostra fotografica sulle Olimpiadi di Torino 2006. Ingresso libero. Info 0122/75.54.44. Da sabato 29 marzo al 4 aprile, torna sulle nevi del Sestriere Fis police ski: la quarta edizione dei campionati mondiali delle forze di polizia.

Israele è sempre più accerchiata ( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: potrebbe costare qualche centinaio di morti civili israeliani e costringere Israele a una nuova guerra asimmetrica. Per la quale, poi, si troverà sempre qualche europeo o italiano che parlerà di "reazione sproporzionata". Israele, inoltre, teme attacchi terroristici con armi non convenzionali, probabilmente chimiche, che potrebbero causare oltre 16 mila vittime.


Articoli

Scrittore Sami Michael candidato al Nobel apre l'Oyoyoy Festival (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

COMUNITA' EBRAICA. CALENDARIO EVENTI Scrittore Sami Michael candidato al Nobel apre l'Oyoyoy Festival [FIRMA]SILVANA MOSSANO CASALE MONFERRATO Nel 2007 David Grossman, autore israeliano. Nel 2008 Sami Michael, il "più arabo degli scrittori israeliani". Che cosa vengono a raccontare al popolo casalese che li accoglie con il tramite di "Oyoyoy Festival"? Testimoniano che non si è fatto tutto quel che si deve fare perché il dialogo prevalga sullo scontro, perché la pace faccia naufragare la guerra. L'uno e l'altro scrittori per vocazione a una convivenza pacifica costantemente infranta. Sami Michael, scrittore e presidente dell'Associazione per i diritti umani in Israele, sarà a Casale, a Palazzo Sannazzaro, domenica 6 aprile alle 17, in un'anteprima del festival Oyoyoy che si svolgerà poi, nella sua interezza, dal 9 al 25 maggio. Monferrato Cult, che organizza l'evento casalese, aggancia Sami Michael in occasione della sua straordinaria presenza alla Fiera del Libro di Torino. Dopo Grossman lo scorso anno, dunque, arriva un altro candidato al Nobel: Sami Michael, nato nel 1926 a Baghdad, nel '49 fuggito in Israele, in quanto perseguitato per attività sovversiva nei confronti del regime iracheno. A Casale sarà intervistato dal presidente nazionale di Amnesty International Paolo Pobbiati, modera la giornalista Vera Schiavazzi. Ad anticipare la data del 6 aprile, però, ci sono altre iniziative che compongono il calendario culturale della Comunità ebraica, a partire da sabato 29 marzo con lo spettacolo delle 21 "Stelle piume e violini", un viaggio poetico cadenzato da musica e immagini per raccontare storie di ebrei, di indiani d'America e di gitani. La rappresentazione è affidata alla compagnia "I Viandanti" in cui spiccano i nomi di Emanuele Scataglini, Barbara Rosenberg, Livio Boccioni. Domenica 30, libero ingresso alla sinagoga e al Museo israelitico nella concomitanza della Settimana della Cultura. Dopo il 6 aprile con Sami Michael, si passa al 13,: alle 16 in Sinagoga conferenza del professor Paolo De Benedetti su "La Pasqua vien mangiando", seguita da assaggi di cibi della tradizione ebraica. La sera del 3 maggio concerto con il Trio Klezmer (Dellarole, Limonetti, Sacco ). Dal 9 al 25 maggio, come già ricordato, c'è il Festival Oyoyoy. Il 1° giugno si inaugura la mostra di Gabriele Lavy sui kibbutzim e si esibisce il Coro Colhakolot accompagnato dal Trio Klezmer. Il palinsesto della prima metà dell'anno si chiude il 21 giugno con lo splendido concerto di canti, musiche e racconti sefarditi "Ondas del Mar" interpretato dalla Alchemicorchestra e da Sergio Dotti.

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I musicisti egiziani si perdono in Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

LA BANDA I musicisti egiziani si perdono in Israele Rivelazione all'ultimo Festival di Cannes, "La banda" dell'esordiente Eran Korilin racconta la singolare storia della banda musicale della polizia di Alessandria d'Egitto che accoglie l'invito di suonare all'inaugurazione del centro culturale arabo di una cittadina israeliana. Arrivati a Tel Aviv, i musicisti non trovano nessuno ad attenderli all'aeroporto e decidono quindi di mettersi in viaggio verso la moderna Petah Tikva, sbagliano strada e si ritrovano con le loro divise azzurre sperduti nell'arida Bet Hatikva, fra lo stupore degli abitanti. I protagonisti sono Sasson Gabai, visto più volte in produzioni americane ("Rambo III", "Mai senza mia figlia") e la diva israeliana Ronit Elkabetz. \.

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Tra i ricoverati anche Ariel Sharon (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Un centro di ricerca all'avanguardia Tra i ricoverati anche Ariel Sharon La nascita Lo Sheba Medical Center (conosciuto anche come "Tel Hashomer Hospital") è il più grande ospedale israeliano ed è conosciuto in tutto il mondo per i suoi servizi medici e al paziente e suoi centri di ricerca. E' stato fondato nel 1948, un mese dopo la nascita dello Stato di Israele. Dall'inizio del 2006 vi è ricoverato in uno stato di coma vegetativo l'ex primo ministro Ariel Sharon. I numeri Il centro comprende 120 tra cliniche e dipartimenti per un totale di circa 1.700 letti. Tra ricercatori e addetti alle corsie lo staff professionale conta quasi 6 mila unità. Un milione le visite effettuate ogni anno. Reparti per i militari Il centro (che ha tra l'altro un'ala dedicata ad ospedale militare) si trova nella zona est della città di Ramat Gan (Tel HaShomer), distretto di Tel Aviv. L'attività di ricerca Un'organizzazione non-profit si occupa di trasferire tecnologie e competenze sviluppate dal centro recuperando risorse da destinare nuovamente alla ricerca interna.

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"Io e la Stone ambasciatori dell'ospedale della pace" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Lapo Elkann LE MOTIVAZIONI LE ORIGINI Intervista "Al Tel Hashomer di Tel Aviv insieme bimbi arabi e israeliani" "Ho avuto molto ed è l'ora di restituire e aiutare chi ha bisogno" "In Israele c'è una parte di me ci sono le mie radici" MAURIZIO MOLINARI "Io e la Stone ambasciatori dell'ospedale della pace" CORRISPONDENTE DA NEW YORK Ho avuto molto ed è ora di restituire, aiutare chi ha bisogno di cure, in Medio Oriente come nel Terzo Mondo". Con quest'idea in mente Lapo Elkann diventa oggi alle Nazioni Unite "Global Special Ambassador" dell'ospedale israeliano di Tel Hashomer in una cerimonia al Palazzo di Vetro nella quale avrà accanto una paladina della lotta all'Aids come Sharon Stone. Perché ha scelto Tel Hashomer per aiutare il prossimo? "Un mio amico di New York, Steven Klein, un creativo che viene dalla scuola di Andy Warhol e conosce bene il mondo ebraico me ne ha parlato dicendo che era lo strumento adatto per impegnarsi a favore del prossimo. Due giorni dopo ero a Tel Aviv, dove l'ho visitato, ho visto le innovazioni tecnologiche ed ho conosciuto i dottori". Che cosa l'ha colpita di più? "E' un luogo dove c'è non solo dolore ma rinascita. Nella camera operatoria per bambini ci sono i pupazzi della Walt Disney. Nelle stanze ci sono ebrei e musulmani fianco a fianco con le mamme di bambini delle due fedi che si guardano e sorridono. Sono fatti ai quali raramente si assiste. Al Tel Hashomer non c'è chi ha ragione e chi torto: sono tutti esseri umani che alternano gioia e sofferenza. Si tratta di una realtà forse unica in Medio Oriente, una regione della quale si parla spesso per motivi che hanno a che vedere con la morte mentre al Tel Hashomer c'è vita e pace. E' un messaggio universale". Che cosa significa diventarne ambasciatore nel mondo? "Veicolare persone, energie, medici per creare un network che consenta a chi ne ha bisogno, ovunque nel mondo, di usufruire di questa struttura all'avanguardia nel campo della medicina. Le innovazioni del Tel Hashomer devono poter essere accessibili non solo a israeliani e palestinesi ma in Africa, nel Terzo Mondo, soprattutto ai bambini. Ho avuto molto, sento che devo restituire, impegnarmi per contribuire a fare del mondo un posto migliore". Che cosa la lega a Tel Hashomer? "In Israele c'è una parte di me, ci sono le mie radici. Non ho mai fatto nulla per queste radici. Mia nonna, Carla Ovazza, fece molto, anche mio nonno paterno fece molto. Ora tocca a me, fare e non solo guardare. Dopo quello che ho passato sono come rinato, questa è l'opportunità per fare ciò che non ho mai fatto". Perché ha scelto New York per lanciare questo network? "E' una città che accoglie tutti, è facile diventare newyorkesi, e ospita l'Onu, simbolo della pace nel mondo". Qual è il legame di questa iniziativa con l'Italia? "Sono orgoglioso di essere italiano e credo che l'Italia debba essere venduta nel mondo. Essere italiani significa veicolare i nostri messaggi altrove, occuparsi degli altri, essere meno autoreferenziali. Il Tel Hashomer inoltre ha forti legami con strutture italiane, è guidato da medici che parlano anche italiano. Un'Italia internazionale è un'Italia vincente ed ha bisogno di ambasciatori testimoni della sua energia e creatività". Che cosa farà come ambasciatore globale di Tel Hashomer? "Prima voglio imparare, poi coinvolgere i giovani su singoli progetti: avere 30 anni non significa infischiarsene del prossimo. Più che dare soldi mi interessa dedicare tempo agli altri". Perché all'Onu ci sarà anche Sharon Stone? "Sono in molti a essermi vicini. Sharon Stone è una persona che dà tanto del suo tempo per scopi a lei cari grazie all'Ampar, che venne inventata da Elizabeth Taylor e si occupa della lotta all'Aids. Sharon Stone promuove queste attività, combatte in prima persona, dedica tanto tempo al prossimo sebbene lavori molto. Per me ha avuto sempre attenzione ed anche in questa occasione è stata estremamente affettuosa. Chapeau. Mi rendo conto che il suo nome fa clamore ma non c'è solo lei a condividere l'impegno per questa causa. E' solo una dei miei amici".

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Garlenda premia i Chillemi Alla Filanda vince De Bandi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

GOLF LE GARE DEL WEEKEND PASQUALE Garlenda premia i Chillemi Alla Filanda vince De Bandi E' stato un periodo pasquale ricco di eventi per gli amanti del golf, impegnati nell'Albenganese e ad Albisola. Sul green di Garlenda è andato infatti in scena l'ottavo Trofeo delle due Riviere, 18 buche stableford. Nella Prima categoria c'è stata l'affermazione di Isabel Chillemi (40), che ha avuto la meglio su Giovanni Scofferi (39). I due portacolori ponentini si sono lasciati alle spalle quotati esponenti genovesi e del levante ligure. Nella Seconda categoria, successo per Giuseppe Chillemi (42) davanti al rapallese Giorgio Israel (39) mentre nella Terza categoria si è imposto il sanremnese Antonio Semiglia (44) che ha preceduto Nello Rodino (41, portacolori della Filanda Albisola. La vittoria nel "lordo" è andata a Guido Cravero (30) mentre tra le Lady si è imposta Mariuccia Missaglia (34). Nelle classifiche Master e Super Master, primi posti rispettivamente per il levantino Sergio Maria Bolgé (37) e per Romano Ravizza (36) di Sanremo. Alla Filanda Golf Club di Albisola Luceto, è intanto andata in scena la seconda edizione del World Carribean Golf Challenge, 18 buche stableford che ha visto nella Prima categoria il successo di Flavio De Bandi (41), davanti a Giancarlo Riolfo (33). Nella Seconda categoria si è imposto invece Emanuele Gaggero (33), davanti a Leonardo Sergi (34). Nella Terza categoria vittoria di Andrea Badano (43) che ha avuto la meglio su Paolo Bucchianica (30). Nel "lordo" infine, successo di Roberto Ferrante (29).

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La pattuglia controcorrente. Saranno a Torino alcuni autori algerini e tunisini ed anche cinque arabi che vivono in Israele. Ma intanto arriva una lettera di minacce a Gianni Vatti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Mo [FIRMA]GIOVANNA FAVRO TORINO Anziché scegliere il muro contro muro, aderendo agli inviti al boicottaggio, una pattuglia di scrittori arabi e palestinesi opta per il dialogo e annuncia che sarà presente alla Fiera del Libro di Torino. Nonostante le polemiche e i j'accuse per la presenza di Israele come Paese ospite della prossima edizione, hanno accettato l'invito degli organizzatori alcuni autori algerini e tunisini, e, soprattutto, cinque scrittori palestinesi che vivono in Israele. Guiderà la pattuglia una delle figure più autorevoli della cultura araba, Muhammad Ali Taha, presidente dell'Unione degli scrittori arabi d'Israele. Ma, mentre la Fiera lavora al confronto pacifico e mentre i contestatori di Israele preparano a Torino manifestazioni e cortei, un brutto segnale d'intolleranza è stato recapitato al filosofo Gianni Vattimo. Il professore, che s'è pronunciato per il boicottaggio e ha duramente criticato la politica di Israele, ha ricevuto per posta, a casa, una lettera offensiva e minatoria. Al padre del pensiero debole qualcuno ha scritto, in inglese: "Remember W.Z., Rome, 16-10-'72". Sono le iniziali di Wael Zwaiter, poeta palestinese dell'Olp ucciso in quella data dagli israeliani, che lo posero in cima alla lista dei sospettati per l'attentato alle Olimpiadi di Monaco. Uno scherzo di pessimo gusto o una minaccia seria? Per Vattimo "è difficile dire, anche se si fa riferimento a un fatto preciso, che pochi conoscono. Non ero minacciato dal 1978, quando fui nel mirino delle Br". Poi scherza: "Non ho sporto denuncia, ma lo dico a futura memoria: se qualcuno mi ucciderà, si saprà il motivo". Il filosofo ha ribadito il suo appoggio alle manifestazioni contro la presenza israeliana alla Fiera annunciate ieri dall'"Assemblea free Palestine" che riunisce numerose sigle, dal gruppo di Franco Turigliatto agli autonomi, i Cobas, il Torino social forum, sigle arabo-palestinesi e alcuni centri sociali. Sabato ci saranno spettacoli e interventi in piazza Castello, e nuove iniziative s'annunciano durante la Fiera, dove però si ascolterà anche la voce dei palestinesi. Con Muhammad Ali Taha, parteciperanno agli incontri di Lingua Madre (spazio dedicato agli incroci culturali) i poeti Nidà Khouri e Hussein Muhanna, oltre a Walid El-Fahoum e a Mufleh Naara. Ernesto Ferrero, direttore della Fiera, spiega che la loro presenza "è frutto anche degli interventi della comunità palestinese di Torino, del sindaco di Nazareth e dell'ambasciata dell'Autorità palestinese a Roma, che riconoscono la Fiera come momento di dialogo e conoscenza reciproca". Soddisfatto anche il presidente Rolando Picchioni, che ha espresso solidarietà a Gianni Vattimo: "Le autorità palestinesi ci hanno assicurato sostegno per la partecipazione degli autori arabi in questa e nella prossima edizione che ospiterà l'Egitto. Il dialogo fra culture è da sempre la nostra chiave".

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Quando parlano le armi, gli scrittori non devono tacere (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Intervento Perché dico no al boicottaggio L'ERRORE DEL SILENZIO Quando parlano le armi, gli scrittori non devono tacere GERALDINE BROOKS Non si ottiene nulla dall'assenza delle voci che possono sostenere la causa araba Come corrispondente estera incaricata di coprire il conflitto israelo-palestinese, ho dormito per terra nelle affollatissime baracche dei profughi di Gaza e della Cisgiordania. Sono mezza soffocata per i gas urticanti, mentre madri agitatissime, prese in mezzo al fuoco incrociato, cercavano invano di trascinare al sicuro i loro bambini. Ho aspettato sotto il sole cocente nelle lunghe code ai posti di blocco, mentre giovanissimi soldati israeliani vessavano e umiliavano i palestinesi che andavano ai loro malpagati lavori. Come membro del consiglio di una Fondazione che offre borse di studio universitarie a profughi palestinesi dotati ma poveri, ho fatto sterili pressioni per tirar fuori studenti innocenti da quella prigione che è Gaza sotto il blocco israeliano. Eppure io non boicotterò la Fiera del Libro di Torino e sono dispiaciuta che così tanti scrittori arabi abbiano invece deciso di farlo. Dicono di agire per protesta contro il presunto omaggio della Fiera ai sessant'anni dello Stato israeliano. Non si ottiene però nulla dall'assenza proprio di quelle voci che più ardentemente possono sostenere la causa araba. Perché scegliere il silenzio rispetto al dibattito? Il ritiro rispetto all'impegno? In questo atto di negazione e di assenza, io sento l'eco dei tanti errori che nei decenni hanno costellato la tragedia israelo-palestinese. Se il protetto di Hitler Haj Amin Al Husseini e i suoi alleati non avessero combattuto la spartizione nel 1948, se il capo della Lega Araba, Azzam Paha, non avesse chiesto a gran voce una "guerra di sterminio e un colossale massacro", oggi i palestinesi potrebbero celebrare i sessant'anni di un loro Stato pacifico e prospero. Se il vertice arabo di Khartoum non avesse risposto con i tre "no" (al riconoscimento di Israele, alla trattativa, alla pace) all'offerta israeliana di negoziare la restituzione della terra dopo la Guerra dei sei giorni, le colline della Cisgiordania non sarebbero state schizzate di insediamenti israeliani incontrollati, le sue falde acquifere prosciugate e il suo accesso spezzettato dalle strade israeliane. Se Arafat non avesse voltato le spalle agli Accordi di Camp David del 1979, i palestinesi non sarebbero dove sono ora, ingabbiati come animali dal potere militare israeliano, mentre il nichilismo di Hamas minaccia di condannare un'altra generazione all'oppressione e alla sofferenza. Gli scrittori arabi dovrebbero portare le loro voci eloquenti e poetiche a Torino. Se, come sostengono, la scelta di Israele come ospite d'onore è pura propaganda, allora controbattano. Facciano sentire le loro ragioni. Rifiutino le bugie, se vengono raccontate; raccontino le storie dei dimenticati e degli invisibili. Il cambiamento arriva dal rumore, non dal silenzio. Mostrino al mondo una faccia cortese e pensosa, anziché quei visi esaltati di estremisti in festa per l'assassinio di civili che sono diventati l'immagine corrente dei palestinesi. In un conflitto dove le armi e le bombe parlano più forte, facciano sentire invece la letteratura e la poesia. Il poeta israeliano Aaron Shabtai, che si è unito al boicottaggio, dice che "non c'è motivo per celebrare" i sessant'anni di esistenza di Israele. Eppure Israele ha prodotto una vitalissima cultura letteraria, facendo pure rivivere una lingua morta. Questo non merita una celebrazione? La letteratura di Israele è autocritica e dissidente. Questo non merita una celebrazione? E se non lo meritano loro, lo merita quella libertà di coscienza che consente a Shabtai di esprimersi senza timore di una rappresaglia di stato. Quando, negli Anni 80-90, lavoravo come giornalista in Medio Oriente, Israele mi concedeva la piena libertà di aggirarmi per i Territori occupati e intervistare chi volevo. Invece per andare nei campi profughi palestinesi della Giordania dovevo avere un permesso speciale del governo ed essere accompagnata da un uomo dell'apparato di sicurezza, la cui presenza tratteneva i palestinesi dal parlare liberamente. In Egitto, dove vivevo, mi si mentiva in continuazione e mi si ostacolava quando cercavo di avere notizie, soprattutto sulla germogliante popolarità dei movimenti islamici. Se gli scrittori palestinesi, egiziani o giordani non riescono a fare causa comune con gli scrittori israeliani che sono critici verso la politica del loro governo e la brutalità dell'occupazione, chi sanerà la spaccatura? Se gli artisti, le cui opere formano il pensiero delle società, non possono incontrarsi e conversare su un terreno neutro, che opportunità di farlo possono avere i politici? Io celebro la sopravvivenza di Israele ma insieme deploro la sua brutale occupazione. Boicottate in tutti i modi la Fiera del libro di Torino se non desiderate la soluzione dei due Stati, se non avete la speranza che uno Stato israeliano e uno Stato palestinese possano un giorno prosperare in pace, fianco a fianco, sui loro stretti frammenti di terra. Se invece sperate in questo esito, allora il dialogo fra artisti e scrittori è il prerequisito indispensabile. Sono stata invitata a Torino a parlare del mio romanzo, I custodi del libro, che segue le tracce di un manoscritto ebraico attraverso secoli di guerre e terrore. Il romanzo mi è stato ispirato da un libro vero, la Haggadah di Sarajevo. Questo libro di preghiere, prodotto in Spagna intorno al 1350, quando musulmani, cristiani ed ebrei vivevano fianco a fianco in spirito di accettazione reciproca e scambio intellettuale, è il frutto di influenze culturali incrociate. In quei giorni, eruditi musulmani lavoravano a fianco di ebrei e cattolici nei "Padiglioni del libro", traducendo in arabo o in ebreo o in latino i trattati scientifici e filosofici delle Accademie di Baghdad o del Cairo. La Haggadah, almeno due volte venne salvata dalla distruzione grazie a mani musulmane. La storia di questo libriccino mi ha ispirata perché mostra che anche in tempi in cui la maggior parte della gente viene trascinata in una frenesia di demonizzazione della "alterità", ci sono sempre stati individui che seppero vedere attraverso la vuota retorica della propaganda e capire che quanto ci unisce in quanto esseri umani è sempre più di quanto ci divide. Torino potrebbe essere un "Padiglione dei libri" dei giorni nostri, dove israeliani, arabi e chiunque sia preoccupato per l'esito del conflitto si incontrano per argomentare, discutere, ascoltare e imparare gli uni dagli altri. Un boicottaggio non realizzerà nulla di tutto ciò.

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Lapo Elkan diventa ambasciatore di buona volontà (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Sei d'accordo?Qual è il miglior giocatore della Lucchese?Abolire l'ergastolo, sei d'accordo?Giusto eliminare le Province?Qual è il politico più sexy?Che voto dai al decoro urbano?Qual è la meta dei lucchesi per Pasqua? LA FOTO DEL GIORNO Ondata di maltempo in Gran Bretagna Forti piogge e raffiche di vento hanno messo in ginocchio il sud del Paese. In difficoltà una petroliera al largo dell'isola di Wight. Chiuso il porto di Dover. LEGGI LA NOTIZIA GUARDA LE IMMAGINI GUARDA IL VIDEO RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec div>.

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Si rompe il fronte degli intellettuali arabi lingua madre ospiterà scrittori palestinesi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina XIII - Torino Sabato un presidio in piazza Castello per chiedere il ritiro dell'invito al governo di Gerusalemme Si rompe il fronte degli intellettuali arabi Lingua Madre ospiterà scrittori palestinesi Mentre entra nel vivo la protesta dell'assemblea Free Palestine contro l'invito a Israele, dall'altra parte si rompe il muro dell'opposizione araba alla Fiera con l'annuncio ieri della partecipazione a Lingua Madre di un gruppo di scrittori arabi e palestinesi che vivono in Israele, guidati da Muhammad Ali Taha, presidente dell'Unione degli scrittori arabi in Israele. Con lui saranno a Torino la poetessa Nidà Khouri, gli scrittori Hussein Muhanna e Walid El-Fahoum e Mufleh Naara, avvocato di battaglie civili. "Non è vero, come ha sostenuto l'assemblea Free Palestine che il governo israeliano ha finanziato la partecipazione degli scrittori del proprio Paese alla Fiera del libro, né sotto forma di oneri professionali né facendosi carico delle spese di viaggio e permanenza a Torino. Gli oneri di partecipazione, come sempre è avvenuto, sono a carico della Fiera e in taluni casi degli editori", ha affermato il presidente Rolando Picchioni. Intanto per sabato alle 15 l'assemblea Free Palestine - composta da centri sociali, sindacati di base, partiti della sinistra radicale e alcune associazioni - ha organizzato un presidio in piazza Castello per chiedere, ancora una volta, agli organizzatori della Fiera del libro di Torino di fare un passo indietro e di ritirare l'invito a Israele come paese ospite d'onore. Un muro e un check point saranno i simboli di quello che ogni giorno sono costretti a vivere i palestinesi, e ci sarà anche una rappresentazione teatrale e un concerto. Tra gli interventi politici quello di Franco Turigliatto di Sinistra critica, Marco Ferrando del Partito comunista dei lavoratori e Rajeh Zayed dell'Unione democratica arabo-palestinese. "Il nostro non è un boicottaggio degli scrittori israeliani o dei libri, ma di Israele come paese ospite perché quel paese non è uno stato modello - ha detto l'assemblea - Vogliamo che sia chiaro che i 60 anni dello stato di Israele significa anche 60 anni di soprusi sui palestinesi". Il presidio è solo l'inizio di un programma di mobilitazione che si concluderà con una manifestazione nazionale il 10 maggio. Fra le altre iniziative la realizzazione di 50 mila cartoline che saranno distribuite in tutta Italia, oltre a seminari, incontri, mostre e anche magliette coi colori della Palestina da distribuire ai visitatori della Fiera. (f. cr.).

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Gutenberg - stella cervasio (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina X - Napoli Gutenberg La fiera del libro e dell'editoria su animali e difesa della natura Da domani alla Stazione Marittima torna la kermesse destinata agli appassionati di lettura Un volume tra le zampe di un asinello realizzato da Gianluigi Toccafondo L'intenso incontro con la scrittrice iraniana Bahiyyih Nakhjavan STELLA CERVASIO (segue dalla prima di cronaca) Centocinquanta incontri, 450 ospiti; Regione, Provincia, Comune e Scuola patrocinano, e c'è uno sponsor ufficiale, Carpisa. Come sempre, Galassia Gutenberg è una scatola magica divisa tra gemme e imballaggi. Gemma è il tema guida di questa edizione a un passo dal ventennale: la natura. E gemma è sicuramente la tavola connessa, realizzata da Gianluigi Toccafondo, che mette un libro tra le zampe di un asinello, e che, con un richiamo allo stesso Pinocchio del disegnatore di San Marino, solleticherà Goffredo Fofi per farlo parlare di scrittori under 40. è un libro anche quello che ha fatto nascere l'idea di un omaggio a Mario Rigoni Stern su "la memoria della natura", al quale darà il suo contributo Marco Paolini. Già da tempo cuoce in pentola un'altra idea, quella che il sociologo Alberto Abruzzese ha voluto intitolare "Mondo spazzatura", e produrrà quello che lo stesso sociologo definisce "idee differenziate" per parlare di rifiuti in tutti i campi: gli Stati generali della Spazzatura e un incontro "Sul dis-gusto". Un progetto da tenere assolutamente d'occhio in questo media-mondo di luoghi comuni. Riconduce al binario principale la performance teatrale dei Kalokagathoi: "L'asino fuggente", tanti ritratti dell'asino atipici, dal Lucio di Apuleio, passando per Platone, Teofilo Folengo e DÜrrenmatt. E, altro compagno di strada di noi bipedi, il cane: il famoso "Guappo" di Raffaele La Capria, i "Cani e gatti. Storie da un matrimonio" di Sandra Petrignani, oltre alla lettura scenica "I versi delle bestie" proposta da Tiziano Scarpa, che presenterà anche il video di una regista lettone su "Forme di vita" in una discarica, mentre il tavolo in sala imbastirà un discorso su a che punto sono i diritti degli animali. Da sempre Galassia collabora con gli enti che si occupano di Mediterraneo, come AnsaMed, e in questa sezione l'arabista Isabella Camera d'Afflitto presenterà "Cento anni di cultura palestinese" con lo scrittore di Ramallah Mourid Bharguti. Nello stesso spazio di confronto si terrà un dibattito su "Israele Palestina, una vittima in comune: il processo di pace". In collaborazione con Civiltà delle donne dell'assessorato alle Pari Opportunità della Regione, in anteprima è stata ospite a Napoli per un importante e intenso incontro la scrittrice iraniana Bahiyyih Nakhjavan, autrice del romanzo "La donna che leggeva troppo". La fiera del libro di Napoli si apre senza timori al confronto tra culture, una dichiarazione per la cultura che vede Galassia in dissenso con manifestazioni di intolleranza come il boicottaggio contro Israele alle fiere del libro di Parigi e di Torino. "Abbiamo scelto il dialogo - dice l'organizzatrice Maria Liguori - spesso anche doloroso, tra esponenti di culture diverse. Abbiamo ospitato scrittori, intellettuali e personalità di spicco della cultura araba e mediterranea che si sono espressi a favore del confronto pagando anche con la vita, come nel caso di Samir Kassir, intellettuale libanese e testimone di pace a Napoli, assassinato tragicamente in Libano". Protagonisti anche quest'anno - sezione decisamente in crescita - i Taccuini di viaggio illustrati, esposti nella mostra collettiva "NaTour" e un reportage di Loustal, fuoriclasse della bande dessinée in Francia. L'allestimento, che valorizza gli spazi ristrutturati della Stazione Marittima è di Anna Fresa. Il biglietto costa 5 euro, 4 con gli sconti previsti; gli orari di apertura sono da domani a domenica dalle 10 alle 22 e lunedì dalle 10 alle 18.

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"nelle note di mahler tutto il dolore del '900" - fulvio paloscia (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina I - Firenze L'intervista Il maestro israeliano Elihau Inbal domani dirige l'Ort al Verdi "Nelle note di Mahler tutto il dolore del '900" FULVIO PALOSCIA E' un direttore da grandi orchestre, capace di guidare due compagini mescolate insieme. Anche a Firenze, il maestro israeliano Elihau Inbal l'ha fatto più volte. Orchestra della Toscana più Orchestra Giovanile Italiana. Domani, al Verdi, si presenta in una versione inedita: direttore di una formazione cameristica. L'Ort, e basta. "Ma pochi strumentisti non significano piccolo suono". SEGUE A PAGINA XVI.

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"grazie a israele ho capito il giappone" - fulvio paloscia (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina XVII - Firenze Il maestro Inbal dirige l'Ort domani al Verdi "Grazie a Israele ho capito il Giappone" In una versione inedita: sarà alla guida di una formazione cameristica FULVIO PALOSCIA (segue dalla prima di cronaca) "E' il compositore a decidere la pienezza o la delicatezza del suono spiega Inbal - certi lieder di Mahler, ad esempio, sono più cameristici di tante sinfonie di Beethoven. Anche se davanti hai 110 professori d'orchestra". Nato in Israele, di formazione europea, quest'anno lei ha accettato l'incarico di direttore principale della Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra. Il suono delle orchestre orientali è nettamente diverso da quello europeo. "I musicisti articolano i suoni nello stesso modo in cui parlano. Il suono di un'orchestra affonda le proprie radici nella lingua del paese dove quella compagine è nata, e lavora. A prescindere dal luogo in cui ogni singolo strumentista ha studiato. Un professore d'orchestra tedesco di nascita ma di formazione francese prediligerà comunque suoni pesanti e ruvidi, come la sua lingua. Mentre il francese preferirà una maggiore leggerezza, evanescenza. Il suono italiano sta nel mezzo, è equidistante dalla durezza e dalla levigatezza. Se lei ascolta una persona giapponese che parla al telefono, noterà subito un andamento vocale che punta sulla forza. Così suonano le orchestre di laggiù. Compito di noi direttori d'orchestra è prendere quello che un'orchestra dà, e cercare insieme ai professori ciò che non hanno". L'incontro con la cultura giapponese è stato difficile? "No, perché la musica soccorre sempre, aiuta ad entrare in un mondo lontano dal tuo. La musica mediorientale, che ha accompagnato la mia infanzia in Israele, ha molti punti in comune con quella asiatica. Si nutre di intervalli diversi, ha una sensibilità melodica spinta. Questo mi ha aiutato a comprendere il Giappone". Nel concerto con l'Ort, oltre a Beethoven e Schubert, dirigerà anche L'idillio di Sigfrido di Wagner. Compositore ancora inviso al popolo ebreo, nonostante Barenboim ne sia una dei maggiori esecutori. "L'antisemitismo in Europa c'è sempre stato, prima e dopo il nazismo. Ancora oggi esiste. Certo, con Hitler raggiunse forme deteriori e deprecabili. Ma se dovessimo giudicare un compositore per questo, chissà di quanti capolavori dovremmo privarci. Io guardo alla musica. E nelle opere di Wagner non c'è una parola contro il popolo al quale appartengo". Wagner è il compositore che lei ha più eseguito. Insieme a Mahler. "Ambedue sono il culmine del Romanticismo. Con le dovute differenze. Wagner è un rivoluzionario della lirica. Mahler appartiene a quella linea di compositori che io chiamo soggettiva, di cui fanno parte Berlioz, Liszt, Shostakovic. Geni che, attraverso la musica, hanno raccontato la loro vita. Le sofferenze, le speranze, le angosce, i sogni. In Mahler non c'è la scissione tra vita e musica, ma una profonda compenetrazione: attraverso le sue composizioni, ci regala un autentico diario quotidiano. Per questo, ci parla ancora con tanta forza. Nella musica di Mahler, c'è tutto il dolore del Novecento. E di oggi. C'è Auschwitz. Hiroshima. E anche Bin Laden".

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Cinquantamila cartoline colorate, distribuite in mezza Italia per dire no a Israele ospite d'on (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Ore alla Fiera del Libro. E al Lingotto, durante i giorni della manifestazione, ci sarà un'invasione di bandiere della Palestina, con uomini sandwich che esporranno sul corpo le risoluzioni dell'Onu violate da Israele. Volantini e inviti a disertare i padiglioni saranno diffusi tra il pubblico alle biglietterie, mentre a Palazzo Nuovo ci sarà un contro-palinsesto di incontri con gli scrittori palestinesi, a cominciare dal poeta Aharon Shabtai. Sono le iniziative annunciate per i giorni della Fiera del Libro dall'"Assemblea Free Palestina", che riunisce numerose realtà dell'area antagonista e di estrema sinistra, e che ieri ha annunciato una prima manifestazione sabato alle 15 in piazza Castello per domandare in extremis a Librolandia di ritirare l'invito ad Israele. Intanto, mentre la Fiera annuncia che avrà come ospiti anche alcuni scrittori palestinesi, Gianni Vattimo, che ha criticato Israele pronciandosi per il boicottaggio, è stato minacciato di morte. L'assemblea "Free Palestine" ha annunciato ieri a Palazzo Nuovo il via alle manifestazioni contro la presenza di Israele alla Fiera del Libro per bocca di Sami Hallac (Comitato di solidarietà con il popolo palestinese), del Collettivo Universitario autonomi e di Younis Koutaiba, che hanno parlato a nome di un pianeta più ampio: unisce il Torino Social Forum, il comitato "Ricordare la Nakba", l'International Solidariety Mouvement, insieme a Cub, Cobas, i centri sociali Gabrio, Askatasuna e Murazzi, gli studenti autorganizzati e gli autonomi, e forze politiche come la Sinistra critica e il Partito comunista lavoratori. "Chiediamo alla Fiera del Libro di dedicare questa edizione alla pace". Sabato porteranno in piazza Castello due mostre, sul muro e sulla difficile quotiodianità in Palestina, con performances e spettacoli teatrali (uno metterà in scena i posti di blocco) e un concerto degli Egin. I momenti di spettacolo si altereranno ad interventi dal palco, da Franco Turigliatto a Paola Canarutto (European jews for just peace). L'assemblea prepara poi seminari, convegni e iniziative: "saremo al Lingotto durante la Fiera, per disturbare e controinformare sulle violenze al popolo palestinese. La Fiera compie un'operazione politica: del resto, le trasferte degli scrittori israeliani sono spesate dal governo Olmert, cui gli scrittori si impegnano a non muovere critiche troppo pesanti". Un'accusa, quest'ultima, che ha fatto molto arrabbiare gli organizzatori di Librolandia, che proprio ieri hanno potuto annunciare la partecipazione a "Lingua Madre" di cinque scrittori arabo-palestinesi residenti in Israele. Hanno accettato l'invito dopo che Ernesto Ferrero e Rolando Picchioni hanno incontrato a Roma l'Autorità palestinese e grazie alla mediazione anche della comunità palestinese di Torino. "Smentisco con forza - dice Picchioni - che il governo israeliano finanzi la partecipazione degli scrittori alla Fiera del Libro, né sotto forma di oneri professionali né facendosi carico delle spese di viaggio e soggiorno". Picchioni ieri ha anche espresso solidarietà al professor Gianni Vattimo, "con cui mi unisce un'antica stima e amicizia che nessuna contrapposizione di pensiero può inficiare". Della lettera anomima e minatoria, il filosofo rivela: "Me l'hanno spedita a casa, giorni fa. Ho gettato la busta, e lì per lì non ho compreso il testo, scritto in stampatello e in inglese. Solo dopo aver navigato, per curiosità, su Google, ho capito: mi invitano a stare attento, e a tener presente la brutta fine che toccò allo scrittore palestinese ammazzato dagli israeliani nel 1972. Non è un episodio così noto, e l'allusione non è banale. Comunque, non sono molto spaventato: gli attentatori veri prima sparano, e poi mandano lettere e biglietti". Vattimo ha comunque ribadito anche ieri le ragioni del boicottaggio, "strumento non violento di critica alla politica di Israele".

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Settimana della cultura a roma Apertura serale straordinaria dei Musei Capitolini e del Museo dell'Ara Pacis, dalle 20 alle 24. Il Palazzo dei Conservatori sarà illuminato per l'occasione dalla proiezione delle opere esposte nella mostra "Ricordi dell'antico". donne del '900 Dalle 20 al Complesso del San Michele viene presentato il film "Bellissime 1", preceduto da una presentazione a cura di Roberto Cecchi, della regista Giovanna Gagliardo, di Paolo Apolito e Maria Vittoria Marini Clarelli. Coordina Paolo Conti. Via di S. Michele 22 con ingresso ad esaurimento posti. dal golpe al futuro Alla Città dell'Altra Economia (l.go Frisullo al Campo Boario) da oggi a domenica "Argentina: ieri e oggi" organizzata dall'Ass. Progetto Sur. Alle 18 si inaugurano le mostre fotografiche "Spazi (des)aparecidos" e "Rostros, fotos scadas de la ESMA" e alle 19 tavola rotonda sul tema "Operativo Condor". lettere da cuba Alle 18 all'Istituto Italo Latino Americano in piazza Benedetto Cairoli 3, Alessandra Riccio parla de "L'odierna letteratura femminile cubana". Segue un concerto del pianista Daniele Mezzatesta. Ingresso libero. ponti, non muri Alla Casa delle Culture di via San Crisogono 45 alle 18 dibattito su "Palestina: il diritto di esistere". Interventi di Mohamed Zaydan, Luigi Ferrajoli, Samir Al Qaryouti, Miriam Marino e Domenico Gallo. pop art Si inaugura alle 18.30 alla Galleria Dora Diamanti in via del Pellegrino 60, la mostra "Message in a bubble" un percorso nell'immaginario pop dell'artista "Roxy in the box". Fino al 4 maggio.

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Battaglia con il piano (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

MUSICA '90AL CONSERVATORIO OGGI IL CONCERTO JAZZ Battaglia con il piano [FIRMA]MARCO BASSO E' questo un momento d'oro per i pianisti: sulla scia felice e fortunata di Giovanni Allevi, autentico mattatore di vendite e presenze ai concerti, si sono lanciati tutti: per primi i discografici, che, ancor più in tempi di magra come questi, sperano sempre di trovare la gallina dalle uova d'oro. A onor del vero Musica '90 da sempre ripone molta attenzione nei pianisti compilando i propri cartelloni. E anche in questa nuova XVIII edizione di "Dalle Nuove Musiche al Suono Mondiale" non mancano i protagonisti del pianoforte: dopo Enrico Pieranunzi, uno dei massimi jazzisti italiani, per The Piano Series, così si intitola la rassegna nella rassegna, suona Stefano Battaglia. Il giovane musicista e compositore nato a Milano nel 1965, si presenta stasera al Conservatorio Giuseppe Verdi alle ore 21. In programma "Musica Salva", un concerto dove composizione e improvvisazione si fondono in un medesimo processo. Tutti i brani proposti si nutrono della spontaneità e della libertà proprie dell'improvvisazione totale, facendo convivere allo stesso tempo linguaggi colti con linguaggi popolari. E' questa la poetica che Battaglia persegue da anni con notevole passione e determinazione. Dal 1984 Battaglia ha tenuto quasi mille concerti in tutta Europa con puntate negli Stati Uniti, Tunisia, Israele, e Marocco; più di sessanta, dieci per piano solo, i dischi pubblicati che gli hanno valso riconoscimenti. Dapprima legato alla classica, è diplomato al Conservatorio, è nel circuito jazz dall'88 quando viene premiato miglior talento dalla rivista Musica Jazz. Negli anni ha fatto ricerca su performance e dialogo con strumenti a percussione, evidenziata dalle lunghe collaborazioni con i percussionisti Pierre Favre, Tony Oxley e Michele Rabbia. Attualmente i suoi lavori sono pubblicati dalla notissima etichetta tedesca ECM della cui scuderia fanno parte tutti i musicisti europei che hanno indicato una nuova via al jazz. Il biglietto costa 8 euro ed è in prevendita senza maggiorazione all'Info Piemonte, piazza Castello angolo via Garibaldi, tutti i giorni dalle 9 alle 18 e on line su www.musica90.net con maggiorazione di 2 euro.

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Brevi, schede e richiami 7 (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

LA BANDA Capita d'incontrare, anche se di rado, piccoli film poco appariscenti ma che offrono un riparo a chi è stanco di storie piene di furia, o delle solite favole consolatorie. Appartiene alla categoria questa commedia dolceamara, venata da un pizzico di follia. Una banda musicale della polizia egiziana sbarca in villaggio israeliano in mezzo al nulla. Il film abbozza una storia d'amore tra due persone che sembrano non avere niente in comune una volitiva bruna e un maturo poliziotto vedovo; e sotto, lascia trasparire la metafora di due popoli che non dovrebbero più restare separati. (Anteo 400, Eliseo Kubrick).

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Il Libano dimezza il vertice in Siria (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Lega Araba Il Libano dimezza il vertice in Siria Michele Giorgio Beirut Il Libano sarà uno degli temi principali in discussione al vertice della lega Araba di Damasco che si aprirà sabato prossimo nella capitale siriana, nonostante il boicottaggio della riunione annunciato dal governo filo Usa di Fuad Siniora. La crisi interna che spacca il paese da più di tre anni graverà come un macigno sul summit dal quale rimarranno lontano il re saudita Abdallah, il presidente egiziano Hosni Mubarak e, forse, anche re Abdallah di Giordania. Tutti e tre alleati di ferro dell'Amministrazione Bush che nei giorni scorsi aveva "invitato" i leader arabi a pensarci due volte prima di accettare l'invito di Damasco che, assieme a Teheran, controllerebbe lo sviluppo della vita politica libanese fino a impedirla. Siniora, sempre più strumento nelle mani del capo della maggioranza di governo Saad Hariri, non ha avuto il coraggio neppure di annunciare per primo, come avrebbe voluto la logica del confronto in atto tra il governo di Beirut e Damasco, il boicottaggio del summit in terra siriana. Ha atteso invece che il primo passo fosse compiuto dal potente sponsor saudita. Fanno perciò sorridere le parole del ministro dell'informazione Ghazi Aridi secondo il quale l'assenza di Beirut si spiega con la necessità "di affermare la democrazia, la sovranità e l'indipendenza del Libano". Come se il suo paese fosse soggetto solo alle interferenze siriane e iraniane e non anche a quelle pesantissime di Arabia saudita e Usa. Secondo l'agenda a Damasco si affronteranno numerosi temi. La sicurezza e le relazioni interarabe, gli sviluppi della situazione in Iraq (evitando però di mettere in dubbio la legittimità dell'occupazione americana), tra cui il trasferimento in Sudan (quindi sempre più lontano dalla loro terra) dei profughi palestinesi fermi al confine siro-iracheno, ma anche la disputa tra Emirati e Iran sulle isole del Golfo rivendicate da Teheran, un appello alla pace e all'unità in Sudan e il sostegno alla Somalia. I punti più importanti rimangono però il Libano e, naturalmente, la questione palestinese. Damasco vorrebbe che l'iniziativa di pace araba - pace in cambio del ritiro israeliano da tutti i territori arabi e palestinesi occupati nel 1967 -, rilanciata lo scorso anno al vertice di Riyadh, venisse vincolata ad una scadenza precisa, in modo da costringere Israele a dare una risposta. Ma vista l'assenza del re saudita, promotore principale di quel piano, del "mediatore" Mubarak e le scontate pressioni contrarie degli Stati Uniti, è da escludere che la posizione siriana venga accolta, sia pure in minima parte. E' più probabile che la risoluzione si limiti a rinnovare sostegno al presidente palestinese Abu Mazen, a promettere l'ennesimo flusso di aiuti finanziari all'Anp e a esortare blandamente la riconcialiazione tra Fatah e Hamas che lo scorso giugno ha preso il controllo di Gaza. Sullo sfondo dei colloqui di questo vertice menomato in realtà c'è la crescente ansia dei regimi arabi sunniti verso il revival dell'Islam sciita. La risoluzione finale definirà una posizione araba unitaria sulla necessità di eliminare dal Medio Oriente le armi nucleari, in riferimento però non alle bombe atomiche che già possiede Israele ma ai presunti programmi di armamento atomico che avrebbe avviato l'Iran sotto la copertura della produzione di energia a scopo pacifici. Se è vero che George Bush non era riuscito, durante il suo tour mediorientale di inizio anno, a mobilitare i regimi alleati contro Teheran, è altrettanto vero che rimane immutata la diffidenza, se non l'ostilità, delle petromonarchie del Golfo, e di Giordania ed Egitto, verso l'Iran e i suoi alleati nelle regione: la Siria (controllata dall'alawita Assad) prima di tutto ma anche il movimento sciita libanese Hezbollah. I governi occidentali, con l'aiuto di gran parte dei mezzi d'informazione, ripetono che il problema del Libano rimane la pesante influenza siriana e nascondono l'altra parte di verità, ovvero la decisione dell'Arabia saudita e di altri regimi sunniti alleati di Washington di impedire in tutti i modi una ulteriore crescita dello sciismo alimentata dalla potenza iraniana, dal potere sciita in Iraq, dal prestigio di Hezbollah in Libano e nella regione e dalla posizione tenuta dai siriani. E' quella "Mezzaluna sciita" in Medio Oriente che esiste più nella teoria che sul terreno, ma che non fa dormire re e presidenti sunniti.

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ROMA - La storia è diventata lo studio degli indicatori temporali, la geografia di quelli spazi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di ANNA MARIA SERSALE ROMA - La storia è diventata lo studio degli indicatori temporali, la geografia di quelli spaziali. Accade alle elementari. La narrazione dei fatti e la descrizione dei luoghi (mappamondi compresi) sono scomparsi, mentre l'aritmetica, con nomi falsamente pomposi, si è trasformata nella storia dei palloncini e dei fiorellini. Un drammatico fallimento negli Usa che hanno fatto dietrofront, ma che ora noi stiamo coltivando con passione. "E' raccapricciante che non si parli mai di contenuti, di programmi, di materie. Secondo il ministero bastano le indicazioni nazionali. I programmi? Spariti, con l'accusa di essere troppo costrittivi e impositivi. C'è chi sostiene che tutto si "crea" in classe. Così, in questa ottica, anche l'insegnante sembra di troppo: non deve "trasmettere", ma "facilitare" per far "trovare le cose" perché si teorizza l'auto-apprendimento. Disastrosi anche i criteri "standard" di apprendimento, ritagliati verso il basso, mai verso l'alto. Tutto ciò è un delirio, figlio di ideologie pseudopedagogiche, che hanno portato all'attuale deriva. Un esempio? La metà degli studenti italiani non capisce il testo che si trova di fronte. Ci sono carenze di base che prima del decreto Fioroni nessuno faceva recuperare". Nell'aula magna del Visconti si sono dati appuntamento gli intellettuali che hanno inviato un appello ai partiti per restituire alla scuola "qualità e rigore". Hanno messo a nudo i mali della scuola. Ma soprattutto denunciato "l'ipocrisia della cultura egualitarista" che "chiede poco", "perdona tutto" e trattando allo stesso modo "chi merita e chi non merita" produce ingiustizia e ignoranza. Il Sessantotto aveva fatto credere che "meritare" poteva essere una "colpa" e un "sopruso degli uni sugli altri". L'accusa era di "meritocrazia". Nomi prestigiosi della cultura ora puntano il dito "contro il permissivismo" e chiedono che la "scuola si ispiri a criteri di merito e di responsabilità" per raggiungere livelli alti, "tornando al voto e allo studio dei contenuti". Abbandonando le "mode" e affermando con coraggio che "l'era del sei politico deve finire" altrimenti i danni saranno irreparabili. Giulio Ferroni, docente di letteratura italiana alla Sapienza, dice che c'è anche il problema degli insegnanti "avviliti": "Non hanno nemmeno più il potere di decidere l'interrogazione, che va concordata". I destinatari dell'appello, i partiti, non si sono fatti vedere. Qualunque governo vada al potere gli studiosi chiedono il ripristino di elementari principi di "etica pubblica e privata" perché la scuola ritrovi "prestigio e serietà". "Ma se parliamo di merito allora questo discorso deve riguardare anche i docenti, non possiamo continuare a sceglierli in base alla loro precarietà storica", ha detto Mario Rusconi, leader dei presidi romani, che ha chiesto di intervenire. I programmi sono sempre più striminziti e semplificati fino alla banalità, la socializzazione primeggia sulla cultura, sforniamo studenti somari e stupidamente gratificati. Con il sei rosso 9 milioni di impreparati hanno intascato il diploma portandosi dietro insufficienze dalle elementari all'università. Questa è la scuola di massa, dice qualcuno. "Ma bisogna cambiare rotta", esortano gli intellettuali che hanno aderito al Gruppo di Firenze. Sotto accusa anche le idee "sull'aziendalismo". Dice Giorgio Israel, professore di Storia della matematica alla Sapienza: "La scuola non fornisce prodotti, non vende scatole di pelati, e non si può introdurre l'idea che gli studenti siano clienti da accontentare". A Seul i ragazzi quando tornano a casa stanno cinque-sei ore, qui diciamo che sono stressati e li lasciamo ore davanti alla tv e ai videogiochi. Risultato: il sorpasso dei Paesi emergenti è solo questione di tempo.

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L'agenda (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

TRASTEVERE PALESTINA Organizzato dall'associazione Amici della Mezza luna rossa palestinese, si tiene oggi la conferenza dibattito a tema Palestina, il diritto di esistere. Intervengono: Mohamed Zaydan, Miriam Marino, Domenico Gallo. Ore 19.00, via San Crisogono 45. ROMA TRE MODENA CITY RAMBLERS In Aula 1 della Facoltà di scienze della formazione, incontro con i Modena City Ramblers che presenteranno nel corso della tavola rotonda I nostri cento passi, il loro ultimo cd Bella ciao. Ore 15.00, p.zza della Repubblica 10 CASA DELLE DONNE FLORES. FEMMINILE POSITIVO Si tiene in Sala Carla Lonzi un incontro, workshop, laboratorio dal titolo Flores. Femminile positivo. I diritti le pratiche le metodologie di lotta delle donne del mondo. Ore 17.00, via della Lungara 19. PALAEXPÒ MARIO BRUNELLO Per la rassegna Ex/Post, oggi Mario Brunello, violoncellista, "incontra" il percorso artistico di Umberto Clerici. Ore 18.30, Sala Auditorium ingresso libero su via Milano 9a. Info: 0639967500. LIBRI/1 IL COSMO DEGLI ANTICHI Si tiene da Bibli la presentazione del libro di Eugenio Lo Sardo Il cosmo degli antichi. Ore 21.00, via dei Fienaroli 28. LIBRI/2 HITLER Christian Raimo e Nicola Lagioia presentano e leggono da Minimux fax estratti da Hitler di Giuseppe Genna. Interviene l'autore. Ore 21.00, via della Lungaretta 90/e. LIBRI/3 HORROR PLENI Si tiene presso il teatro Morgana la presentazione del libro di Gillo Dorfles Horror Pleni. La [in] civiltà del rumore. Intervengono: Enrico Vaime e Marisa Volpi. Ore 18.30, via Mecenate 2. VISITE GUIDATE FINE SETTIMANA Domenica 30 la Lipu organizza una escursione naturalistica guidata alla riserva naturale di Canale Monterano [info e iscrizioni entro il 29 alle 15.00 tel. 066535728]. FOTOGRAFIA LOS AMERICAS AL BAFFO Si inaugura al Baffo della Gioconda la mostra fotografica Mirando Los Americas a cura dell'associazione Popoli in Arte. Ore 18.30, via degli Aurunci 40. CORSI UPTER Per "La formazione del "Facilitatore dei processi di integrazione di persone con disabilità nei corsi di attività ludico motorie e di sport per tutti", sono aperte le iscrizioni [scadenza 2 aprile 2008] ai corsi che si terranno ad Albano [Roma]. Il Corso di Formazione gratuito e consentirà a 20 allievi di diventare, al termine delle 200 ore di lezione: "Facilitatore ". Progetto sostenuto dalla Provincia di Roma - Uff. delegato alle politiche dell'handicap. Per la domanda d'iscrizione, rivolgersi a: ASD Università Popolare dello Sport - UPTERSPORT - via dei Pontefici, 3 - 00186 Roma - tel.0668134943 - fax 0668130394 - WWW.uptersport.it - info@uptersport.it LAST MINUTE OGGI Ecco i biglietti scontati al 50% in vendita presso Dlf Roma in via Bari, 20 [info: 0644180212 0644180246 aperto dal martedì al sabato dalle 14.00 alle 20.00 e la domenica dalle 12.00 alle 16.00]. La disponibilità odierna: Dell'Orologio [Svolta pericolosa, 10 posti platea da 8 euro, Sala Gassman Turbamenti notturni, 10 posti platea da 8 euro], Della Cometa [Va tutto storto, 5 platea da 16], Eliseo [Il re muore, 15 platea da 15, 9 galleria da 13], Vascello [God save the punk, 30 platea da 9], Manzoni [Don Pasquale, 10 platea da 10], Piccolo Jovinelli [La signorina Else, 10 platea da 12], Sala Uno [L'età dell'ansia, 10 platea da 8], Vittoria [Svet, 30 platea da 14, 8 galleria da 12].

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Agenda (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Palestina Continuano gli appuntamenti per la settimana della cultura palestinese, oggi c'è lo spettacolo teatrale di Bakri "Il Pessottimista" al teatro Verdi (via Pastrengo 16, ore 10 e ore 21), e alle 18 la proiezione del film "Haifa" di Rashid Masharawi e di "Since you left", intervista con Emil Habibi; Mohammad Bakri è presente in sala e al termine dei film divide con voi thè e dolci palestinesi (Revel Scalo d'Isola, via Tahon de Revel 3). Presidi Tribunale, corso di Porta Vittoria, ore 9,30: per gli arrestati del 12 febbraio 2007 si va in aula a seguire il processo e dare un segnale di solidarietà. Dalmine, fabbrica Tenaris, piazza Caduti 1, ore 6: la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro organizza una giornata di mobilitazione con volantinaggi e iniziative per parlare delle condizioni di lavoro nelle fabbriche siderurgiche. Parole e pagine Altromercato, via Correnti 20, ore 18,30: la cooperativa Chico Mendez organizza Critical drink-aperitivi solidali e proposte di consumo responsabile"; si inzia con l'appuntamento "Care, fresche e dolci acque", con reading di Marta Marangoni, stuzzichini equo solidali e la presentazione della "Piccola guida al consumo critico dell'acqua" di Luca Martinelli(ingresso libero, consumazione 5 euro con la guida in omaggio). Biblioteca Archivio Ravelli, via Dogana 3, ore 17,30: Stuart Woolf e David Moss propongono il loro libro "L'Italia repubblicana vista da fuori (1945-2000)", in compagnia di Gianfranco Pasquino. Istituto Cervantes, via Dante 12, ore 18: il docente di letteratura spagnola Pier Luigi Corvetto presenta il suo libro "Cultura spagnola" e ne discute con Giuseppe Bellini e Raul Crisafio. La Scighera, via Candiani 131, ore 21,30: incontro con Selva Varengo, autrice del libro "La rivoluzione ecologica. Il pensiero libertario di Murray Bookchin", e con un po' di gente del villaggio ecologico di Granara. Libreria dei Ragazzi, via Tadino 53, ore 18,30: Amin Greder propone il suo libro L'Isola", e chiacchera con Gad Lerner e Roberto Denti. Libreria Feltrinelli, corso Buenos Aires 33, ore 18: Paolo Mereghetti vi invita all'incontro con Adriana Settuario, autrice del libro "L'espressione triste che fa ridere", lettura inedita della collaborazione cinematografica tra Monicelli e Totò. Libreria Feltrinelli, piazza Piemonte 2, ore 18,30: la casa editrice peQuod rispolvera Dante Virgili e ne pubblica "Metodo della sopravvivenza"; con il romanzo, è presentato il film-documentario "Appunti per la distruzione", e intervengono Ferruccio Parazzoli, Marco Monina, Simone Scafidi, mentre Andrea Riva de Onestis legge alcuni brani. Libreria Utopia, via Moscova 52, ore 18,30: Bruno Moroncini, autore con Rosanna Petrillo di "L'etica del desiderio. Un commentario del seminario sull'etica di Jacques Lacan", discute del suo libro con Andrea Bellavita, Federico Leoni e Massimo Recalcati. Naba, via Darwin 20, ore 18: per la rassegna di incontri del mercoledì, stasera c'è Moni Ovadia. Naviglio Piccolo, viale Monza 140, ore 21: Francesco Morace racconta il suo libro "Il senso dell'Italia. Istruzioni per un miracolo italiano"(quota di partecipazione 2 euro). Bergamo, biblioteca Tiraboschi, via S.Bernardino 74, ore 18: il premio di Narrativa Bergamo vi invita al quarto incontro di presentazione degli autori finalisti, tocca a Laura Pugno con il suo "Sirene". Brescia, Un mondo di carta, vicolo Beccaria 10, ore 20,30: Luigi Cojazzi presenta il suo libro "Alluminio". Bussero, auditorium biblioteca, via Gotifredo 1, ore 21: per la seconda serata "Dopo cena con un libro", si parla di "Chiedi alla polvere" di John Fante con Maria Matera, segue rinfresco. Como, centro comunale, via Volta 83, ore 15,30: Maria Paola Vivivani Schlein approfondisce il tema "Dallo statuto albertino alla costituzione repubblicana". Sesto San Giovanni, villa Puricelli Guerra, via Puricelli Guerra 24, ore 21: Romeo Bassoli e Federico Ungaro presentano il libro "La luna d'ottobre-quando lo sputnik cambiò il mondo". Verdellino(Bg), biblioteca comunale, via Amedeo 53, ore 21: presentazione del saggio "Martin Lutero. Vita e opere" di Wanda Panzino. Incontri a Milano Archivio di Stato, via Senato 10, ore 16: in collaborazione con la Soprintendenza archivistica per la Lombardia, si tiene l'incontro "Feste e cerimonie nella Milano di Ludovico il Moro tra Leonardo Da Vinci, la corte e la città", con Paola Venturelli e Francesca Vaglienti. Casa della cultura, via Borgogna 3, ore 20,30: il cine-viaggio intorno al mondo del lavoro e delle imprese vi propone il film "Il diavolo veste Prada", di David Frankel. Chiamamilano, largo Corsia dei Servi, ore 18: la Banca del tempo vi invita all'incontro "Cina illustrata", e introduce il corso di lingua cinese che inizierà il 17 aprile (info 0276398628). Istituto Brasile-Italia, via Borgogna 3, ore 19: ben due incontri sul tema "Aspetti della cultura materiale brasiliana": il primo è alle 19, Djalma Barros parla di "Uno sguardo sul quotidiano di tre artisti delle arti del fuoco e alcune delle sue influenze", mentre alle 20,30 Regina Lara propone "L'Arte vetraria a San Paolo: Casa Conrado". Museo di Storia Naturale, corso Venezia 55, ore 18,30: continuano gli aperitivi evoluzionistici con Chiara Ceci che parla di "Sesso? No. La partenogensi" (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria allo 0288463337). Museo Diocesano, corso di Porta Ticinese 95, ore 21: continuano gli incontri del ciclo di poesia del Novecento con "Vola alta, parola". Nuovo spazio Guicciardini, via Melloni 3, ore 9,30: mattinata all'insegna dell'ambiente organizzata dalla Provincia; si parla di "Impronta ecologica", relatori sono Maurizio Bono e Paolo Mani dell'Istituto Ambiente Italia. Nello spazio Paolo Nespoli, astronauta dello Space Shuttle Discovery, interviene all'incontro "Il volo umano nello spazio: la mia esperienza nella missione STS-120", con Giulio Ballio, Giancarlo Ferrigno, Enrico Caiani e Massimiliano Lanz. Politecnico, piazza Leonardo da Vinci 32, ore 17 Incontri altrove Gallarate, sala Impero, via Foscolo, ore 21: durante l'incontro "Business..per chi?", il giurista ambientale Girardi incontra le candidate della sinistra-L'arcobaleno alle provinciali e il candidato presidente della provincia Giampaolo Livetti per parlare della dissipazione delle risorse ambientali della zona. Saronno, auditorium Moro, via Santuario 13, ore 21: secondo incontro del ciclo "Fotografia e società-L'Italia del secondo Novecento vista dai fotoreporter", oggi si parla del periodo 1965-1985 e della "Rivolta giovanile ed operaia, le conquiste sociali e civili, gli anni di piombo". Musica classica Auditorium, largo Mahler, ore 20,30: l'orchestra Verdi accompagna i violoncellisti Enrico Bronzi, Andrea Scacchi e Mario Shirai Grigolato diretti da Krzysztof Penderecki; eseguono musiche di Penderecki e Beethoven (biglietti da13 a 31 euro). Auditorium Lattuada, corso di porta Vigentina 15/a, ore 20,30: per i concerti di primavera Eleonora Barlassina, Francesco Spiga e Nicola Brovelli suonano brani anni' 70. Suoni a Milano Arci Bitte, via Watt 37, ore 22,30: direttamente da Buenos Aires arriva l'elettrotango degli "Otros Aires" (ingresso a sottoscrizione con tessera arci). Biko, via De Castillia 20, ore 22,30: la serata elettro-funk-psichedelica vi fa ballare con "Voodoo Machine" feat. Dj sapo e Nick Sarno. Blue Note, via Borsieri 37, ore 21: ancora un'occasione per sentire Larry Carlton, che fa anche il bis alle 23,30 (ultima sera!). Circolo Magnolia, idroscalo, via circonvallazione, ore 22: direttamente dal palco "Liberi gruppi", la trasmissione di Radio Popolare che scova artisti emergenti (ingresso gratuito con tessera arci). Dynamo, piazza Greco, ore 22,30: per i giovedì del "D-Day musica per gentili ascoltatori", suona Lele Battista (ingresso libero). Funhouse, ripa di Porta Ticinese 129, ore 22,30: serata di cinema d'ascolto, da Strauss a Jon Brion (ingresso libero con tessera arci). La Salumeria della Musica, via Pasinetti 22,30: Barbara Casini canta con due musicisti argentini, Natalio Mangalavite al piano e Carlos Buschini al contrabbasso (ingresso 10 euro). Spazio del mercato, via Arezzo, ore 19: recital futuristico e rumoristico di Alex Schiavi. Don Chisciotte La compagnia Filarmonica Clown festeggia il suo venticinquesimo anno di attività portando in scena il "Don Chisciotte" di Bolek Polivka, con Carlo Rossi, Piero Lenardon e Valerio Bongiorno; in replica solo fino al 30 marzo. Crt, viale Alemagna 6, ore 20,45 Suoni altrove Bergamo, circolino Malpensata, via Luzzatti 6, ore 21,30: suonano gli "Archè Virale", specialisti della rivisitazione in chiave acustica dei classici del rock. Codevilla(Pv), Thunder Road, strada Voghera- Genestrello, ore 22: triplo concerto al femminile con le "Cherry Lips", le "Dissolutio" e le "Dynamis". Cortemaggiore(Pv), Fillmore, via Matteotti 2, ore 21: fusion di ritmi latini e jazz per il "9 bars trio", alias Giovanni Guerretti, Enzo Frassi e Paolo Mozzoni (ingresso gratuito). Lissone, Museo d'arte contemporanea, viale Padania 6, ore 21,30: in occasione della X settimana della Cultura, concerto dell' "Open jazz festival spring", con il "Laura Fedele Trio"(ingresso libero). Sesto San Giovanni, Palko, via Clerici 342, ore 22: dj Iosuono via allienta all'inaugurazione del nuovo locale di Sesto. Palchi sparsi Piccolo teatro Studio, via Rivoli 6, ore 20,30: per i bambini, va in scena "La barca dei comici", fantasia teatrale di Stefano De Luca tratta da un episodio dei "Memoires" di Carlo Goldoni. Teatro Blu, via Cagliero 26, ore 21: la compagnia degli Angioli propone "Suzanne Valadon!", con Valeria Ferrario e Alice Bettinelli. Teatro della Contraddizione, via della Braida 6, ore 20,45: tre donne si confrontano: la regista Lucia Calamaro e le attrici Benedetta Cesqui e Monica Mariotti provano a raccontare la sofferenza e l'accompagnamento alla morte in "Tumore: uno spettacolo desolato". Teatro della Memoria, via Cucchiari 4, ore 21: la compagnia "Amici della Prosa" mette in scena "Nina", di Andrè Roussin, per la regia di Sergio Scorzillo. Teatro Olmetto, via Olmetto 8/a, ore 21: il regista Riccardo Pradella propone uno dei suoi cavalli di battaglia, la piece comica "Nina", di Andrè Roussin (biglietto 11- 16 euro). Sesto San Giovanni, Spazio Mil, via Granelli, ore 21: il Teatro stabile d'Innovazione vi invita ad assistere allo spettacolo "La misteriosa scomparsa di W", di Stefano Benni e per la regia di Sofia Pelczer (biglietti 10-15 euro, in scena solo fino al 30 marzo). Centri Cox18, via Conchetta 18, ore 21,30: in Calusca, Aldo Giannuli presenta il suo libro "Bombe a inchistro". Leoncavallo, via Watteau 7, ore 19,30: serata cinema all'Hemp Bar con "L'inquilino del terzo piano" e "Scanner Darky", e la serata continua alle 23 con la musica di Cima e Dublake; al baretto invece c'è una jam session con i Nicosia Trio a partire dalle 22.

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Le trame (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

10.000 a.c. di Roland Emmerich, con Steven Strait e Camilla Belle [Usa 08] Nuovo parto del "re" dei blockbusters. Dopo L'alba del giorno dopo, ecco una preistoria cupa e violenta. Trionfo di effetti speciali, mammut da combattimento. C'è spazio anche per l'amore. 27 volte in bianco di Anne Fletcher, con Malin Akerman e Katherine Heigl [Usa 08] Jane idealista e romantica sembra essere confinata per sempre nel ruolo di "damigella d'onore". Ma quando la sorella minore Tess conquista il capo ufficio - di cui Jane è segretamente innamorato - tutto cambia improvvisamente prospettiva. Cenerentola e gli 007 nani disegni di Paul J. Bolger e Yvette Kaplan [Usa 07] Le favole "deontologicamente riscritte e scorrette" raccontate in Shrek hanno fatto scuola. Qui non sempre il bene trionfa sul male. Girato in 3D offre molti spunti tratti dalle favole dei Grimm, da Cenerentola alla Bella addormentata nel bosco. Ben shakerate. Colpo d'occhio di e con Sergio Rubini, con Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini [Italia 08] Talentuoso scultore desideroso di affermare il suo talento nel mondo dell'arte, si imbatte in una giovane studiosa d'arte, Giulia. Ma c'è anche Lulli, intellettuale di fama che si invaghisce delle capacità dell'artista. E... Cover boy - l'ultima rivoluzione di Carmine Amoroso, con Luca Lionello e Eduard Gabia [Italia 07] Uno rumeno e l'altro italiano, sono diventati amici. Il primo è fuggito dal suo paese per cercare un futuro migliore, l'altro vive da precario la condizione di crisi del mondo occidentale. Grande grosso e verdone di e con Carlo Verdone, e con Claudia Gerini e Geppi Cucciari [Italia 08] A grande richiesta Verdone riprende tre dei suoi personaggi "cult" ovviamente rivisti, corretti e aggiornati. Su tutti, la coppia di cafoni Moreno Vecchiaruti con Enza Sessa con Verdone e la Gerini in gran spolvero. I padroni della notte di James Gray, con Joaquin Phoenix e Eva Mendes [Usa 07] New York anni '80, corruzione, droga e sesso a gogo. Qui il regista ambienta la storia di una famiglia. Due fratelli, uno poliziotto come il padre, l'altro gestore di un night. Il petroliere di P. T. Anderson, con Daniel Day-Lewis e Ciaràn Hinds [Usa 07] Sulla frontiera della California scoppia la "febbre dell'oro" e un povero minatore riesce a realizzare il sogno di trasformarsi in petroliere. Oscar a Daniel Day Lewis come migliore attore protagonista. La banda di Eran Kolirin, con Sasson Gabai e Khalifa Natour [Israele 07] In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arrivò in Israele. Erano venuti per suonare ad una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, sono arrivati all'aeroporto senza trovare nessuno che li aspettasse. E allora cercano di cavarsela da soli. La volpe e la bambina disegni animati di Luc Jacquet [Francia 07] Affascinante docu fiction nel mondo animale, racconta la storia d'amicizia fra una bimba e una volpe. La voce italiana è di Ambra Angioini. Lezioni di felicità di Eric-Emmanuel Schmitt, con Catherine Frot e Albert Dupontel [Francia 06] Odette dovrebbe essere infelice per quanto le accade nella vita e invece ha un atteggiamento positivo. Il suo sogno è incontrare Balthazar Balsan, il suo autore preferito. Nelle tue mani di Peter Del Monte, con Kasia Smutniak e Marco Foschi [Italia 07] Storia d'amore travolgente e drammatica tra Mavi, ragazza originaria di Spalato, dal passato oscuro e fragile, e Teo, astrofisica. L'incontro complice un incidente, il matrimonio e la nascita di un figlio travolgono i loro destini. Non è un paese per vecchi di J. e E. Coen, con J. Bardem e J. Brolin [Usa 07] Tatto dal romanzo di Cormac McCarthy. Bardem è uno spietato killer sulle tracce di un cacciatore che ha scoperto troppo: cadaveri, un carico di eroina e due milioni di dollari... Onora il padre e la madre di Sidney Lumet, con Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke [Usa 07] Due fratelli squattrinati: Alex è tossicodipendente mentre Hank è un perdente cronico. I due decidono di rapinare la gioielleria dei genitori, colpo perfetto ma che degenerà in tragedia. Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud [Francia 07] Marjane bimba iraniana felice per la caduta dello Scià, vedrà presto svanire le sue speranze dall'ascesa del fondamentalismo. Andrà a studiare all'estero ma sopraffatta dalla nostalgia tornerà in Iran, dove la situazione è sempre più drammatica. REC di Paco Plaza e Jaume Balaguerò, con Manuela Velasco e Martha Carbonell [Spagna 08] Notti di incubo per questo horror spagnolo pieno di tensione. Una equipe televisiva accompagna una squadra di pompieri in una notte di semplice routine, che si trasforma invece in un vero e proprio inferno. Questa notte è ancora nostra di Luca Miniero e Paolo Genovese, con Nicolas Vaporidis e Massimiliano Bruno [Italia 08] Di lavoro fa il becchino, il venticinquenne Massimo che ha molti amici. Il suo sogno è quello di incidere un disco on la sua band, ma il discografico vuole una voce femminile "a prova di bomba". Spiderwick di Mark Waters, con Joan Poltwright e Marie Louise Parker [Usa 08] Cose molto strane cominciano ad accadere nel momento in cui la famiglia Grace lascia New York e si trasferisce in una vecchia casa isolata di proprietà del loro lontanissimo zio, Arthur Spiderwick. Incapaci di spiegarsi le stranezze e le sparizioni che sembrano verificarsi quotidianamente, la famiglia cerca di scoprire cosa stia realmente accadendo e porta alla luce la straordinaria verità sulla proprietà Spiderwick e sulle creature che vi abitano. Tutti i numeri del sesso di Daniel Walters, con Simon Baker e Winona Ryder [Usa 07] Roderick Blank, uomo di successo, vede la sua vita cambiare completamente quando riceve una mail dove sono elencate le donne "conquistate" in passato e quelle con cui farà sesso in futuro. 101 nomi, ma una donnanon compresa nella lita - è pronta ad uccidere pur di entrarci.

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<Il mio Mozart contro il Muro del Medio Oriente> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-03-27 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE L'evento Il musicista dirigerà un'orchestra mista di giovani israeliani e palestinesi a Gerusalemme: "Impossibile vincere una guerra permanente" "Il mio Mozart contro il Muro del Medio Oriente" Daniel Barenboim: "Avviare un processo di depoliticizzazione del conflitto" A Gerusalemme arriverà domani. In tasca due passaporti, uno israeliano e uno palestinese. Perché Daniel Barenboim, pianista e direttore d'orchestra tra i più celebri al mondo, di casa alla Staatsoper di Berlino e alla Scala di Milano, ha nelle vene sangue ebreo e nel cuore l'amore per la Palestina. "Due popoli legati in modo inestricabile da un unico destino", sostiene il musicista, impegnato in questa sfida dai tempi del saggio scritto con l'intellettuale Edward Said, Paralleli e paradossi (Il Saggiatore). E così domani al Jerusalem International YMCA Barenboim sarà protagonista di un evento fortemente voluto, un "Concerto per due popoli" che si aprirà nel più emblematico dei modi, con il Concerto per due pianoforti e Orchestra di Mozart dove a una tastiera ci sarà l'israeliano Barenboim, all'altra il palestinese Saleem Abboud Ashkar. A suonare con loro un'orchestra speciale, inventata per l'occasione dal direttore sul modello della sua ormai celebre "Divan": 33 giovani strumentisti provenienti da Israele e dalla Palestina chiamati a far musica insieme. Un'orchestra per la pace? "No, un'orchestra contro la paura e l'ignoranza - risponde Barenboim -. Il segno che un'altra via è possibile. Dopo 60 anni di guerra permanente mi pare evidente che la soluzione militare si è rivelata fallimentare. Altri percorsi "Dopo sessant'anni, mi pare evidente che la soluzione militare si è rivelata fallimentare. Anzi, ogni vittoria non ha fatto che indebolire lo Stato ebraico. Anche i negoziati politici non sono approdati a nulla. Bisogna quindi cercare altri percorsi" Anzi, ogni vittoria non ha fatto altro che indebolire Israele. D'altra parte anche i negoziati politici non sono approdati a nulla. Bisogna quindi cercare altri percorsi che non passino né dall'esercito né dai politici. Se si vuole uscire da questo tragico impasse, è arrivato il momento di avviare quello che io chiamo un processo di depoliticizzazione". Cosa intende con questo termine? "Che bisogna spezzare la relazione malsana innescata tra vita e politica e dar spazio ai veri bisogni e ai veri interessi dei cittadini dei due popoli. Coinvolgendoli in progetti comuni, artistici o scientifici che siano. Se i politici hanno eretto muri, noi dobbiamo creare un substrato culturale dove incontrarci e comunicare liberamente". Un'idea magnifica, ma dopo tanti anni di sangue e odio sembra solo un sogno. "Il peggio che può capitare è di cedere al cinismo e al fatalismo. Quando non c'è più posto per la speranza si spalancano le porte a ogni orrore. Bisogna trovare la forza di credere a nuove occasioni d'incontro. Anziché distruggersi a vicenda, cerchiamo di fare qualcosa di bello insieme". Tra pochi giorni lo stato d'Israele festeggerà i suoi 60 anni. Chi salva tra i suoi premier? "Uno solo, Moshe Sharett, il successore di Ben Gurion. L'unico che teneva presente la dignità dei palestinesi. Ma poiché non era un "falco" fu considerato debole e allontanato". Cosa pensa delle polemiche anti Israele al recente Salone del libro di Parigi? "Che Israele dovrà abituarsi. Almeno fino a quando insisterà nella sua mancanza di critica all'interno". Ma insomma, la tanto decantata intelligenza ebraica dov'è finita? "E' un capitale che ormai temo sia stato speso tutto. Se vogliamo tentare di rimetterlo insieme bisogna rimboccarsi le maniche ". Giuseppina Manin Orchestra di pace Daniel Barenboim sul podio di direttore d'orchestra: il Maestro ha messo insieme 33 giovani strumentisti provenienti da Israele e dalla Palestina.

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Guru di Obama nel mirino <Pregiudizi anti-Israele> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-03-27 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Primarie Una lobby di Washington: "McPeak deve dimettersi" Guru di Obama nel mirino "Pregiudizi anti-Israele" Definì gli ebrei americani un ostacolo alla pace Un'intervista di cinque anni fa è stata diffusa su web. Obama: "Non sono d'accordo con quei commenti" C'è un nuovo personaggio "scomodo" tra i consiglieri del candidato alla nomination democratica per la Casa Bianca Barack Obama. L'ex generale Merrill "Tony" McPeak, 72 anni, suo consulente militare e copresidente della campagna elettorale è stato accusato da media conservatori americani di "pregiudizi contro Israele e i suoi sostenitori" per commenti fatti 5 anni fa in un'intervista, ripescata dalla rivista American Spectator e rilanciata da blog e siti web. La Coalizione ebraica repubblicana, una lobby di Washington, ha chiesto le dimissioni di McPeak, aggiungendo che la scelta del generale come consulente "solleva ancora una volta seri dubbi sulla posizioni e i giudizi del senatore Obama sul Medio Oriente". In un'intervista del 2003 al quotidiano Oregonian, McPeak ha affermato che l'influenza politica degli ebrei americani è alla base della mancata risoluzione del conflitto israelo-palestinese. "Non abbiamo alcuna strategia per il Medio Oriente", ha detto, spiegando che la chiave è risolvere il conflitto israelo-palestinese. Il giornalista chiede: "Qual è il problema?" "E' New York. E' Miami - risponde McPeak -. Abbiamo tanti voti a favore di Israele qui e nessun politico vuole andare contro questi elettori ". Aggiunge che, per risolvere il conflitto, gli israeliani devono "smettere di creare colonie in Cisgiordania e a Gaza e forse anche ritirarsi da alcune di quelle che hanno stabilito ". Quando gli viene chiesto se crede che Hamas e l'Hezbollah siano parte del problema, dice "assolutamente", poi li paragona agli "estremisti religiosi " in Oregon, il che ne sminuirebbe il peso, secondo i blogger conservatori. Lo Spectator ha anche ricordato che il generale sostenne che la guerra in Iraq è stata voluta dai "cristiani rinati" per aiutare Israele. McPeak, 72 anni, ex capo di stato maggiore dell'aeronautica, nominato da Bush padre e in pensione dal '94, è un ex repubblicano, che appoggiò Bush figlio nelle presidenziali del 2000, ma poi criticò l'invasione dell'Iraq. Nel marzo 2003, mese dell'inizio della guerra, concesse l'intervista all'Oregonian. Nel 2004 votò per i democratici. Giorni fa il generale aveva scatenato un'altra bufera per aver paragonato Bill Clinton a Joseph McCarthy, il senatore repubblicano famoso per la "caccia" ai comunisti negli anni '50, dopo che Clinton aveva implicitamente messo in dubbio il patriottismo di Obama. La campagna di Hillary l'ha accusato di "fraintendere deliberatamente le parole del presidente " e in un'email ha usato il caso per "incassare", chiedendo fondi ai sostenitori. Colpire i consulenti altrui si è rivelato un modo efficace per attaccarsi tra candidati. Ieri Hillary ha criticato Obama per non essersi dissociato pienamente dal suo pastore, il reverendo Jeremiah Wright, ma solo dalla sue dichiarazioni incendiarie a sfondo razziale: "Non sarebbe mai diventato il mio pastore", ha detto. E ora i commenti di McPeak rischiano di aumentare i dubbi degli ebrei americani (repubblicani e democratici) nei confronti di Obama. "Il senatore non è d'accordo con i commenti del generale McPeak - ha detto ieri un portavoce -. Il duraturo impegno di Obama a favore di Israele è chiaro". Ma non ha parlato di dimissioni. Viviana Mazza Squadra Merrill "Tony" McPeak, 72 anni, con Barack Obama, 47 anni, candidato alla nomination democratica.

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Minacce a Vattimo: <È per la posizione su Israele> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-27 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Lettera anonima Minacce a Vattimo: "è per la posizione su Israele" TORINO - Il filosofo Gianni Vattimo, docente all'Università di Torino, che nei mesi scorsi si è speso per contestare l'invito di Israele come Paese ospite alla prossima edizione della Fiera del Libro di Torino, ha ricevuto una lettera anonima minatoria. Poche righe in inglese nelle quali l'intellettuale viene insultato e invitato a ricordare il 16 ottobre 1972, quando a Roma venne ucciso a colpi di pistola lo scrittore palestinese Wael Zuaiter. Ad ucciderlo, secondo i palestinesi, furono gli agenti del Mossad in quanto lo scrittore era vicino al gruppo terroristico di Settembre Nero. "Ho pensato di rendere nota la lettera- ha spiegato il filosofo - perché se mi uccidono, sapete di chi è la colpa. Credo comunque che la Fiera abbia sbagliato a invitare Israele come ospite d'onore nel suo sessantesimo anno dalla fondazione, come se questa fosse una festa per tutti". Gianni Vattimo.

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<Basta diplomifici, sì al merito> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-27 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE Lettera aperta Il "Gruppo di Firenze" e gli intellettuali "Basta diplomifici, sì al merito" ROMA - Basta con "la corsa degli asini" e il bullismo impunito. Basta con il "diplomificio " della scuola-azienda e il falso egualitarismo. Quattro coraggiosi professori fiorentini (il "Gruppo di Firenze"), appoggiati da scrittori e intellettuali (Giovanni Sartori e Sebastiano Vassalli, Ernesto Galli della Loggia e Mario Pirani, Giovanni Belardelli e Giulio Ferroni, Lucio Russo e Sergio Givone, Giorgio Israel e Salvatore Veca, Giorgio De Rienzo e Aldo Schiavone, Piero Craveri e Gian Luigi Beccaria, Giorgio Allulli e Remo Bodei) hanno presentato ieri, nell'aula magna del liceo romano "Visconti", una lettera aperta ai partiti politici, alla vigilia delle elezioni. Comincia così: "Tutti, a parole, considerano centrale la scuola per il futuro del Paese. I partiti hanno però il dovere di esporre con chiarezza ai cittadini- elettori i loro programmi in materia di istruzione. Programmi che dovrebbero tutti aprirsi con questo preambolo: Sia le riforme, sia il governo e la vita della scuola a tutti i livelli dovranno ispirarsi ai criteri di merito e di responsabilità... ". Parole-chiave attorno a cui sta nascendo a poco a poco un movimento trasversale, un "partito del merito e della responsabilità " che conta già parecchie adesioni (da Vicenza, Catania, Roma, lo stesso preside del "Visconti ", Rosario Salamone, ieri virtualmente vi si è iscritto). Professori e intellettuali chiedono una scuola più rigorosa "dopo decenni di lassismo". Più esigente "sul piano dei risultati e del comportamento". In grado di restituire anche ai docenti, oggi "spesso demotivati e resi scettici da troppe frustrazioni ", il prestigio e l'autorevolezza del loro ruolo. La lettera-appello (inviata pure al Capo dello Stato) si conclude così: "Ci attendiamo che giungano presto risposte convincenti e annunci di impegni precisi". Peccato, però, che ieri al "Visconti ", malgrado gli inviti mandati per tempo, non si sia visto nessuno. Di nessun partito. Fa.C. Le firme Tra gli aderenti, anche Sartori, Galli della Loggia, Veca e Bodei.

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Al cinema (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-03-27 num: - pag: 57 categoria: BREVI Al cinema Totò a colori Nel film di Steno del 1952 Totò si crede "un genio della musica" e dirige la banda del paese Grazie, signora Thatcher Nel '96 Herman racconta la banda di un paesino che arriva all'Albert Hall La banda Il film dell'esordiente israeliano Kolirin sulla banda della polizia egiziana è nelle sale.

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Carnet (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-03-27 num: - pag: 16 categoria: BREVI Carnet Ex / post Prosegue il progetto dedicato alle figure di spicco della cultura italiana contemporanea, che si raccontano attraverso il riferimento a uno o più maestri e a un "allievo". Protagonista di oggi il musicista Mario Brunello. Ex: Antonio Ianigro - Post: Umberto Clerici. Palazzo delle Esposizioni, Sala Auditorium, via Milano 9A, alle 18.30. Infoline: 06.39967500. La Shoah, l'Europa, il Cinema Ultimo appuntamento con il cineforum "La Shoah, l'Europa, il cinema". Oggi proiezione del film "Vincitori e vinti", (1961) di Stanley Kramer. Introduce Aldo Pavia. Casa della Memoria e della Storia, via San Francesco di Sales 5, alle 17. Infoline: 06.6876543. Laboratorio in Libreria Fino al 10 aprile, Naftali (sezione didattica della Cooperativa Codess Cultura di Roma) e la Libreria Il Brucalibro propongono il terzo ciclo di dieci incontri dedicati alla scrittura creativa per bambini dagli 8 ai 10 anni. Libreria per bambini e ragazzi Il BrucaLibro, via Nemorense 39/B, alle 17.30-19. Infoline: 06.8543931 06.99705646. Letteratura femminile cubana Conferenza sul tema "L'odierna letteratura femminile cubana", a cura di Alessandra Riccio, docente di Letteratura ispanoamericana all'Università "L' Orientale" di Napoli e vicedirettrice della rivista Latinoamerica. A seguire, concerto del pianista Daniele Mezzatesta in omaggio ai maestri Ignacio Cervantes ed Ernesto Lecuona. Istituto Italo-Latino Americano, piazza Benedetto Cairoli 3, alle 18. Orchidee e piante carnivore Un appuntamento per appassionati e collezionisti. Si potranno ammirare le innumerevoli varietà di queste sofisticate e colorate piante e apprendere tutte le tecniche per curarle nel modo giusto. Vivinatura, via dei Laghi 16 km 4.300 Marino, alle 8.30-13/15-19.30. Infoline: 06.9384577. Palestina, il diritto di esistere Conferenza su "Palestina, il diritto di esistere". Parteciperanno il dottor Zaydan, direttore dell'Istituto Difesa Diritti Umani - Israeliano, M. Marino dell' Associazione Ebrei contro l'occupazione, D. Gallo, presidente Associazione Amici Mezzaluna Rossa Palestinese in Italia, S. Arqariuti, Presidente della Coòunità Palestinese, L. Ferraioli, ordinario di filosofia del diritto. Casa delle Culture, via San Crisogono 45, alle 18.30. Infoline: 06.68899574. Quando la musica è donna Prosegue "Quando la musica è donna", la rassegna musicale tutta al femminile che vedrà protagoniste per tutto il mese di marzo musiciste d'eccellenza. Protagonista di oggi Alessandra Celletti. In programma Way Out, ultimo album della pianista che chiuderà la rassegna. MelbookStore, via Nazionale 252/255, alle 18.30. Infoline: 06.47497328. Sovranità, confini, vulnerabilità L'Università ospita la giornata di studi con le conferenwe di Judith Butler "Sovranità porosa, democrazia murata" e Wendy Brown "Vulnerabilità e sopravvivenza: la politica 'affettiva' della guerra".. Università Roma Tre. Aula Magna Lettere e Filosofia, via Ostiense 234, alle 9-18. Infoline: 06.57334042. Tra musica e poesia Nell'ambito della rassegna "Tra musica e poesia", Neri Marcorè legge i versi dei poeti tedeschi. Nel corso della serata I Solisti dell'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia e la pianista Velia De Vita suoneranno le note con cui Webern, Manzoni e Strauss hanno rivestito le liriche dei loro poeti preferiti. Auditorium Parco della Musica, Teatro Studio, viale de Coubertin 30, alle 21. Infoline: 06.80241281. Yemen Stasera reportage di Nicola Troilo, appassionato viaggiatore e fotografo, dal titolo "Yemen - nel paese della regina di Saba". L'Angolo dell'Avventura e dei grandi viaggiatori, lungotevere Testaccio 10, alle 20.30. Infoline: 06.5754378. Comunicazione e relazione Presentazione del libro "Comunicazione e relazione. Come gestire dialoghi e legami nel quotidiano" (Ed. Erikson) di Maria Menditto. Intervengono F. Ferrari, F. Menditto, M. Travaglio. Sarà presente l'autrice. Palazzo Mattei Di Giove, Auditorium, via Michelangelo Caetani 35/a, alle 17. Infoline: 06.0606. Emigranti express Presentazione del libro di Mario Perrotta "Emigranti Express" (Ed. Fandango), un racconto sui viaggi Lecce-Bergamo intrapresi dall'autore quando era bambino per raggiungere il padre. La Feltrinelli Libri e Musica, Galleria Alberto Sordi 31/35, alle 18. Infoline: 06.69755001.

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La banda (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-03-27 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE COMMEDIA YYY La banda Questo piccolo film ha fatto il giro dei festival ed è diretto dall'israeliano Eran Kolirin. Parla di pace e dialogo tra arabi ed ebrei. La banda della polizia di Alessandria d'Egitto deve suonare in una cittadina israeliana, ma arriva in un posto sbagliato e.. Boicottato in Egitto, è un bel film, diverte e fa pensare. Greenwich, Metropolitan, Quattro Fontane, UGC Ciné Cité Parco Leonardo.

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Guida ai film a cura di Maurizio Porro COMMEDIA La banda (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-03-27 num: - pag: 21 categoria: BREVI Guida ai film a cura di Maurizio Porro COMMEDIA La banda YYYY La banda della polizia egiziana arriva per un concerto in Israele ma, disorganizzata, si trova a passare una notte casual, conoscendo persone e intuendo il bisogno di affetti, capendo quale e quanta urgenza di pace e comprensione ci sia, tra casi speciali e no, tra i due popoli. Grazie anche ad attori bravissimi, è come un piccolo gioiello di Rohmer, che esplora i silenzi e i doppi fondi dei sentimenti, ma baciato dalla voglia di essere utile. E lo è, con grazia, con poesia Anteo, Eliseo.

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Commedia drammatica mmm1/2 La banda (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di Eran Kolirin, con Sasson Gabai, Ronit Elkabetz, Saleh Bakri, Khalifa Natour SONO egiziani, indossano berretto e uniforme, si portano dietro strumenti musicali e valigie a rotelle. E si sono persi. Venuti per suonare in un centro culturale arabo, finiscono per errore in uno sperduto avamposto israeliano nel deserto. Ci resteranno poco, ma abbastanza per scoprire quanto sono vicini a quei "nemici" con cui condividono musica, sentimenti, rimpianti e spesso perfino la lingua... Scritto con ammirevole finezza, arricchito da canzoni sublimi e attori meravigliosi, un gioiello di understatement tutto speranza e pudore, humour e malinconia, effusioni improvvise e struggimenti repressi. Un altro mondo è possibile, perfino in Medio Oriente. Ma intanto sarebbe già bello poter apprezzare film così in versione originale. Greenwich, Metropolitan, Quattro Fontane, UGC Ciné Cité.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-27 num: - pag: 51 cat... (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-03-27 num: - pag: 51 categoria: ALTRI OGGETTI Parlando del problema palestinese e della necessità di un coinvolgimento di Hamas nelle trattative per una pace duratura con Israele, lei alla obiezione che Hamas non riconosce a Israele il diritto di esistere ha risposto dicendo che essendo appunto ciò materia del contendere non poteva essere preteso prima. Apparentemente logico ma complicato sul piano formale. Perché ciò possa avvenire, Israele dovrebbe rimettere in gioco il suo diritto a esistere, diritto riconosciuto dall'Onu e da tutti gli Stati democratici del mondo. Israele non può farlo e quindi la palla ripassa ad Hamas in un circolo vizioso dal quale temo lo stesso Hamas non voglia uscire. Luigi Nale luigi.nale@tiscali.it Caro Nale, L a sua lettera mi ha ricordato uno scambio di battute con John McCain al Forum Ambrosetti di Cernobbio l'anno scorso, quando il senatore repubblicano non era ancora candidato del suo partito alle elezioni presidenziali americane. McCain aveva attaccato duramente la politica nucleare iraniana e sostenuto che occorreva rispondere alle minacce di Ahmadinejad con sanzioni più severe. Se gli iraniani vogliono dare una prova di buona volontà, aggiunse, devono anzitutto rinunciare all'arricchimento dell'uranio. Intervenni allora nella discussione per osservare che l'arricchimento dell'uranio non era stato proibito dal Trattato di non proliferazione e che era la principale materia del contenzioso fra Stati Uniti e Iran. Mi sembrava difficile, quindi, immaginare che gli iraniani sarebbero stati disposti a cedere, ancora prima di cominciare il negoziato, sul suo punto più importante. Con quali armi e argomenti avrebbero potuto ottenere dagli Stati Uniti la revoca dell'embargo, la cancellazione del loro Paese dalla lista degli "Stati canaglia ", le forniture di cui avevano maggiormente bisogno (attrezzature per l'industria petrolifera, aeroplani civili, parti di ricambio per gli impianti comprati in America all'epoca dello Scià) e gli impegni per la sicurezza collettiva della regione a cui probabilmente aspirano? McCain mi rispose che le mie osservazioni erano "senza senso" (nonsense) e io decisi che era giusto lasciare all'ospite straniero l'ultima parola. Ma la sua risposta mi confermò che le grandi potenze amano i negoziati squilibrati, quelli in cui l'altro viene "disarmato" ed è messo in condizioni d'inferiorità ancora prima dell'inizio delle trattative. Anche la Gran Bretagna, tanto per fare un esempio recente, avrebbe voluto che l'Ira (l'esercito repubblicano irlandese) smantellasse pubblicamente i suoi arsenali prima della tappa conclusiva degli accordi del Venerdì Santo. Ma quale può essere il peso negoziale di una organizzazione armata se rinuncia subito alle sue armi? Credo che le stesse considerazioni valgano per Hamas. L'organizzazione ha proposto una tregua e ha dato più volte la sensazione di accettare pragmaticamente l'esistenza dello Stato d'Israele nei suoi confini del 1967. Ma non intende rinunciare alle sue posizioni più radicali e smobilitare psicologicamente in una situazione nella quale nulla le garantisce che Israele sia veramente disposto a fare concessioni sui punti ancora irrisolti: confini dello Stato palestinese, statuto di Gerusalemme Est, problema dei palestinesi cacciati dalle loro terre. Vi sono punti, come quello dei profughi, su cui Israele ha il diritto di difendere fermamente le proprie posizioni. Ma ve ne sono altri su cui ha interesse a negoziare. Senza chiedere ai suoi interlocutori di arrivare nudi al tavolo delle trattative.

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Palestinainfilm (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-03-27 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE RASSEGNA Palestinainfilm "Sopralluoghi in Palestina (fotogrammi di un conflitto)". Un percorso su Palestina/Israele attraverso la storia, i popoli, il territorio. Otto film, ogni lunedì a partire dal 7 aprile alle 21. Serata d'apertura, oggi alle 19.30: cortometraggi inediti, mostra fotografica, suggerimenti di lettura e buffet palestinese. Flexi, via Clementina 9.

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Dal nostro corrispondente NEW YORK Quando era Consigliere per la sicurezza n (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

ANNA GUAITA dal nostro corrispondente NEW YORK Quando era Consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Jimmy Carter, Zbigniew Brzezinski(nella foto) era considerato un "falco", ma con il tempo, la sua fama è diventata quella di un geostratega "realista", la risposta democratica al realismo del repubblicano Henry Kissinger. Contrario alla guerra in Iraq fin dal principio, l'uomo che dovette combattere con crisi come l'invasione sovietica dell'Afghanistan e la cattura degli ostaggi nell'ambasciata americana di Teheran, è oggi consigliere del senatore Barack Obama. Professore di politica estera alla Johns Hopkins University, commentatore rispettato in tutto il mondo, Brzezinski ha parlato al Messaggero del futuro dell'Iraq. Immaginiamo che il nuovo presidente sia entrato alla casa Bianca, cosa gli consiglierebbe di fare rispetto all'Iraq? "Gli consiglierei di cominciare il disimpegno delle truppe. Ma allo stesso tempo gli consiglierei di non agire solo sul piano militare. Bisogna creare le condizioni politiche che ci permettano di uscire senza conseguenze destabilizzanti. Consiglierei una serie di iniziative diplomatiche, e la costruzione di un piano regionale che contribuisca a mantenere la stabilità e la sicurezza della regione". Quali sarebbero queste iniziative? "L'avvio di discussioni con tutti i Paesi confinanti dell'Iraq. Il che vuol dire uno sforzo più serio per negoziare con l'Iran, e anche un più attivo impegno diplomatico americano circa il processo di pace israelo palestinese. Tutti questi temi sono correlati". Lei rimane pessimista su questa guerra, nonostante l'Amministrazione Bush sostenga che la controffensiva ha avuto un buon risultato? "Se ha avuto un buon risultato, perché non ce ne andiamo? Siamo in un circolo vizioso: se le cose vanno meglio, Bush dice che bisogna restare. Se le cose vanno peggio dice lo stesso che bisogna restare. No, non posso definirmi ottimista. Dobbiamo riconoscere che siamo impantanati. Questa guerra è stata e rimane un disastro sotto tutti gli aspetti: geopolitici, morali, legali, finanziari, e umani". Adesso che assistiamo agli scontri fra gli sciiti governativi e gli sciiti delle milizie, il governo di Al Maliki ha chiesto aiuto all'Iran, perché spinga i miliziani a gettare le armi. Dobbiamo dunque immaginare che le critiche di Bush siano vere e che l'Iran abbia accumulato reale influenza in Iraq? "In effetti abbiamo appena visto il presidente Ahmadinejad far visita a Bagdad. E' stato ricevuto cordialmente e con tutti gli onori. Non c'è dubbio che l'Iran abbia dell'ascendente presso gli sciiti in Iraq. Ma anche questa è una realtà da guardare obiettivamente: negli otto anni in cui l'Iran e l'Iraq furono in guerra, gli sciiti iracheni hanno combattuto per il loro Paese e contro l'Iran, con coraggio e lealtà. Che ci siano simpatie fra sciiti di un Paese e dell'altro, non significa che gli sciiti iracheni abbiano smesso di essere come prima cosa iracheni". L'Iran è davvero diventato la superpotenza della regione? "Superpotenza è una parolona grossa, considerato che l'Iran ha molti problemi interni. Ma sì, è vero che la sua influenza nella regione è aumentata da quando è cominciata la guerra contro l'Iraq". Pensa che ci sia un vero rischio di guerra con l'Iran? "Credo che sarà possibile evitarla. E tuttavia devo ammettere che non vedo ancora aperture diplomatiche significative".

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Wasim Dahmash* Ogni anno io dirò al mio bambino: ritorneremo, figlio mio, e tu sarai con me, ritorneremo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Wasim Dahmash* Ogni anno io dirò al mio bambino: ritorneremo, figlio mio, e tu sarai con me, ritorneremo. Ritorneremo alla nostra terra, la calpesteremo a piedi nudi. La nostra anima si mescolerà all'aria e alla terra. Toccheremo la sabbia e l'acqua. Baceremo semi e frutta. Dormiremo all'ombra del primo albero. Andremo ovunque per ritrovare la nostra esistenza. Dove sarà? Qui, dove sorgeva il villaggio, davanti al muro desolato, sulle tracce dello steccato abbattuto, nella casa dalle fondamenta distrutte. Là è la nostra vita. Ogni granello di sabbia dice di noi e ci dice qualcosa della nostra terra . (N. Nashashibi, 1962). La nostalgia, la speranza e la volontà di far ritorno alla terra, come ritorno alle origini e insieme al divenire, un ritrovarsi cioè, accomunano i profughi e coloro che lì alla terra sono aggrappati, che la difendono e pagano per difenderla con la vita. La speranza, nonostante tutto, trasforma in festa la celebrazione. La terra è così "festeggiata" il 30 marzo di ogni anno per ricordare coloro che sono caduti per difenderla. La Terra Santa è un luogo particolare che la sua gente porta nella testa, tutto intero, valli, monti, fiumi, laghi, mari e deserti. La Palestina è un luogo della storia più che della geografia. Un luogo della storia in cui riconosce la propria una buona parte dell'umanità. La cancellazione del nome stesso della Palestina, la demolizione dei centri abitati, l'espulsione dell'antica gente, hanno solo imposto, in questa parte del mondo, una particolare lettura della storia conforme alle dinamiche politiche e socio-economiche di questa parte del mondo, cioè del mondo degli invasori, ma il paesaggio culturale palestinese, tutto, città e monumenti, lingue e religioni, spiritualità e letteratura, canti e danze, luce fiori e cieli, è annotato, scritto, inciso nell'animo di milioni di palestinesi. Un paese intero portato sulle spalle di ciascun palestinese, ovunque siano i palestinesi: nei campi profughi, in esilio ai quattro angoli del pianeta o rinchiusi entro i recinti del sistema coloniale dell'apartheid. Ed è un paese di sangue e lacrime, un paese di narrazioni, di ricordi, un "paese che è di parole" per usare le parole di Mahmud Darwish: Noi come tutti viaggiamo, ma a nulla torniamo, correndo una strada di nubi, sepolcri/ Ombrosi di nubi, e di fronde per chi ci fu caro./ E abbiamo detto alle mogli: da noi partorite cent'anni e cent'anni così da arrivare alla fine dell'esodo/ Da quel paese ad un'ora, e dall'impossibile a un metro./ Viaggiamo nelle carrozze dei canti, posiamo alla tenda che è dei profeti, usciamo da zingaresca parola./ Misuriamo lo spazio col becco dell'upupa, oppure cantiamo a ingannar la distanza e laviamo la luce alla luna./ Lunga, codesta tua strada, così che tu debba sognar sette donne a portarla/ Sulle tue spalle. E scuoti per loro la palma, a conoscerne il nome, a saper da qual madre il bambino della Galilea./ Abbiamo un paese che è di parole. E tu parla, ch'io possa fondar la mia strada su pietra di pietra./ Abbiamo un paese che è di parole, e tu parla, così da conoscere dove abbia termine il viaggio . *Docente di Dialettologia Araba all'Università "la Sapienza" di Roma 27/03/2008.

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Molfetta (Ba) Francesco Carofiglio ci parla del suo romanzo L'estate del cane nero (Marsilio) alle 19 L'Isola delle Storie (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Molfetta (Ba) Francesco Carofiglio ci parla del suo romanzo L'estate del cane nero (Marsilio) alle 19 L'Isola delle Storie. Napoli In scena l'amore perduto di Olga D'Antona, attraverso il racconto dei 30 anni di vita e di lotta con il marito giuslavorista, ucciso dalle Br: Ogni Giorno Ogni Momento di Marco Filatori alle 21 Teatro Elicantropo. Attori, giornalisti, scrittori e studenti in teatro per ricordare Annalisa Durante , la 14enne uccisa a Forcella il 27 marzo del 2004: alle 10.30 al Teatro Totò. Pescara Dal viaggio in Argentina della Caravana Madres. Suenos compartidos : alle 17.30 al Museo Vittoria Colonna con letture, la mostra fotografica 30 Años de Vida Venciendo la Muerte sulle Madres de Plaza de Mayo e il film di Calandra "La marcia degli abbracci". Con Enrico Calamai ex console italiano a Buenos Aires, Franco Fuselli, Francesco Calandra e Renato di Nicola presidente di Kebawil. Gaeta (Lt) Infopoint Emergency al Teatro Ariston piazza Libertà 19 per il "Cabaret Yiddish" di Moni Ovadia. Roma A distanza di quasi 7 anni, è ancora vivo il ricordo di uno degli episodi più sconcertanti del G8 di Genova 2001: la "macelleria messicana" alla scuola Diaz. Lorenzo Guadagnucci presenta la nuova edizione del suo libro Noi della Diaz. La "notte dei manganelli" al G8 di Genova (Terre di Mezzo) alle 18.30 Rinascita via P. Alpino 48; con Paolo Fornaciari autore dell'appendice, Pierluigi Sullo direttore di Carta e Monica Di Sisto di Altreconomia. Riflessioni sull'universo per la presentazione del libro di Eugenio Lo Sardo Il cosmo degli antichi (Donzelli) alle 21 Bibli via dei Fienaroli 28. Christian Raimo e Nicola Lagioia leggono da Hitler di Giuseppe Genna alle 21 Minimum Fax in via della Lungaretta 90; con l'autore. Riunione informativa e iscrizioni al Corso di spagnolo a cura di Italia Cuba alle 18.30 vicolo Scavolino 61. Info: 3470731673. Golden Bass is One Love Hi Pawa al Brancaleone. Mostre, video, assaggini vegan e dj set elettronico: Aperitivo Infoshokkante alle 19 Villaggio globale. Memoria, lotta e resistenza: Argentina: ieri e oggi da oggi a domenica alla Città dell'Altra Economia al Campo Boario: alle 18 mostre fotografiche Spazi (des)aparecidos di Progetto Sur - Hijos e Fotografi senza Frontiere e Rostros, fotos sacadas de la Esma di Victor Basterra, il video Plan Condor e la tavola rotonda Operativo Condor con Claudio Tognonato dell'Università Roma 3, Esteban Elmer Catarina ambasciatore della Bolivia, Marina Mantecòn segretario diritto umani Ambasciata argentina in Italia, Rosa Mendes di Donne Brasiliane in Italia, Angelica Ramirez Salaberry di Familiares de victimas de la dictatura de Paraguay, Giancarlo Maniga avvocato parte civile nei processo in Italia contro i militari sudamericani e Leandro Lopez di Progetto Sur. Si apre al Caffè Flexi in via Clementina 9 il cineforum Sopralluoghi in Palestina fotogrammi di un conflitto: alle 19.30 corti inediti, immagini, lettura e buffet palestinese. Il Cinema in Biblioteca: La Rivoluzione francese. Danton di Waida alle 17 Fondazione Basso via della Dogana Vecchia 5. Le più celebri canzoni romane per Semo o nun semo... di Nicola Piovani al Teatro Olimpico. Jazz con Enrico Zanisi & Jacopo Ferrazza live Il Pentagrappolo. L'eleganza della seduzione con Micca Burlesque Festival al Micca con Amber Topaz, ma anche Luzy L e Marvin. Il repertorio del trombettista Bix Beiderbecke con Basentini Gang Orchestra Beba do Samba. Settetto vocale a cappella: Anonima Armonisti al Big Mama. Fabiana Rosciglione 15 anni fa... Cotton Club. Shout Out Louds + Atari al Circolo degli Artisti. Poggibonsi (Si) Un raffinato noir di un maestro del cinema francese: L'innocenza del peccato di Claude Chabrol alle 21 al cinema Garibaldi. Le marginalità urbane che animano il teatro canzone del cantastorie trasteverino: Andrea Rivera in Prossime aperture alle 21 Teatro Politeama. Firenze Jam aperta a tutt* con Pannonica Jazz Session al Covo del Cpa Fi Sud. Mercatale (Fi) Il solidarietà al regista, sotto processo in Israele per vilipendio alle forze armate di occupazione, la proiezione di Jenin, Jenin alle 21 Casa del Popolo. Sesto F. (Fi) Un'importante occasione per parlare, oltre che del film, della prevenzione all'ictus. Emiliano Cribari presenta in anteprima il suo film Ho soltanto chiuso gli occhi alle 21 "Il Quartuccio" Unione operaia di Colonnata. Carrara Punto Rosso presenta Atlante Ambiente di Le Monde Diplomatique: Quel che minaccia il pianeta. E cosa lo può salvare alle 17.30 nella Sala del Comune. Con Guglielmo Ragozzino e Manlio Dinucci. Cesena E' un genio, una belva, un felino... con questa stuzzicante presentazione di Remo Remotti, il dj Stiv esordisce con il provocatorio Come te anche tutte le altre alle 21 Officina 49 Centro Musicale. Bologna In collaborazione con Mutuo Soccorso per il Diritto per il Diritto di Espressione, Sportello legale dalle 18 alle 20 circolo "Iqbal Masih" via della Barca 24. Offre consulenza a chi è sottoposto alle diverse forme di repressione sociale. E' un video teatrale realizzato all'interno della sezione femminile della Casa circondariale della città: Il Decalogo delle Donne di Gruppo Elettrogeno alle 18 cinema Lumiere. Al via Il cinema di guerra fascista : guerra, morte e nemico nel cinema del ventennio all'Istituto storico Parri via Sant'Isaia 20. Alle 16.30 Quelli della montagna di A. Vergano. Venezia "Tutto il mio folle amore": canzoni e poesie di Pier Paolo Pasolini alle 19 Palazzo Soranzo - Cappello. Valdagno (Vi) Infopoint Emergency al Teatro Super per "La Tosa e lo Storione" di Natalino Balasso. Trieste La cinerassegna "I disastri della guerra" propone Treni strettamente sorvegliati di Jiri Menzel alle 20.30 Casa del Popolo Canciani. Trento Dopo la sua indipendenza del 17 febbraio scorso, Cosa succede in Kosovo? Parliamone alle 21 in via Dogana 1 con Michele Nardelli dell'Osservatorio sui Balcani. Il film di Takeshi L'estate di Kikujiro alle 20.30 al Barycentro. Brescia Un romanzo sulla paura e sulla speranza del ritorno: Luigi Cojazzi ci parla del suo Alluminio alle 20.30 Un Mondo di Carta v.lo Beccaria 10. Milano Ultima proposta per la cinerassegna sul lavoro ad Arci Metromondo via E. Ponti 40: alle 21 Paul, Mick e gli altri di Ken Loach. Una stagione tormentata, dal '68 al sequestro Moro, nel libro di Aldo Giannuli Bombe a inchiostro (Rizzoli) che l'autore presenta alle 21.30 Calusca City Lights via Conchetta 18. Clima + Dublake live al Leoncavallo + cinema con L'inquilino del terzo piano + Scanner Darky. La strada come teatro di passioni, che ci parla di lotte sociali e di memoria: la mostra Barricada - Tracce e memorie dalle strade alle 18 Re-Hab via Angelo della Pergola 5. Portate i martelli e percuotiamo i carrelli, svegliamo le coscienze: Recital futuristico e rumoristico del maestro Alex Schiavi alle 19 Dico di via Arezzo. Conoscere la Cina attraverso le immagini: Cina illustrata alle 18 Chiamamilano largo Corsia dei Servi. Primo appuntamento per Critical Drink in via Correnti 20: "Meglio l'acqua di rubinetto o la bottiglia?" con Luca Martinelli di Altreconomia, reading di Marta Marangoni del Teatro della Cooperativa con testi di Shiva, Gesualdi, de Luca. 100% tango argentino con Otros Aires live in Milonga Arci via Watt 37. Torino La questione tibetana e le proposte di risoluzione del conflitto, Gandhi e il Dalai Lama: Tibet: uno spazio di riflessione sui fatti di Lhasa . Alle 20.30 Centro Studi Sereno Regis in via Garibaldi 13 con la tibetologa Carla Gianotti studiosa di buddhismo indo-tibetano, Nanni Salio presidente del Sereno Regis e Elsa Bianco di Insieme per la Pace. 27/03/2008.

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Cento anni di cultura palestinese (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Isabella Camera d'Afflitto Nei filmati o nei resoconti sugli eventi quasi sempre luttuosi che coinvolgono i palestinesi si parla sovente di Ramallah, si vede la piazza centrale di quella città con la sua curiosa fontana circondata da leoni di pietra, uno dei quali ancor più curiosamente ha un orologio sopra la zampa. Forse indica che il tempo scorre anche per i palestinesi, che la società cambia, evolvendosi o involvendosi? Difficile a dirsi. Di certo in quei filmati e in quei reportage non appare quasi mai la bella casa di pietra che ospita il centro culturale Sakikini, le sue mostre, le sue proiezioni, la sua sala per le letture pubbliche. Con questo libro, per una volta spostiamo l'obiettivo sulle espressioni artistiche, culturali, letterarie, teatrali, cinematografiche della Palestina. La cultura palestinese appare oggi strettamente legata alle vicende storico-politiche della Palestina e, soprattutto, alla fase più recente della spartizione, dell'esodo, dei campi profughi, della resistenza, con tutte le implicazioni che ne sono derivate. Si potrebbe così pensare che di una cultura palestinese si possa parlare soltanto a partire dal 1948, se non dal 1967 o addirittura dalla fine degli anni Ottanta: cioè dalle fasi salienti della più recente storia mediorientale. In realtà, si può parlare di una cultura prettamente palestinese già al principio del XX secolo, quando in Palestina si comincia a cristallizzare una coscienza nazionale e il concetto di patria inizia a trovare una sua rilevante espressione letteraria.[?] Con il 1948, anno della fondazione dello Stato d'Israele, gli arabi perderanno definitivamente la Palestina e quest'evento, che segna un vero e proprio spartiacque tra il prima e il dopo, viene indicato in arabo con il termine nakbah che significa "disastro", "calamità", "sciagura". Utilizzare tale terminologia in questa sede significa rispettare un sentimento ancora molto radicato in tutto un popolo della cui cultura si cerca di delineare una seppur breve storia. E se per gli arabi gli eventi del 1948 s'identificano con la parola "catastrofe", perché noi in Occidente non dovremmo utilizzare questo termine, se e quando parliamo della loro Storia? Che poi questa stessa data segni per gli israeliani un giorno festoso per la nascita del loro tanto sospirato Stato, questa è un'altra Storia, l'altra faccia della medaglia che sarà studiata con il dovuto rispetto da altri specialisti. Questa storia bifronte, che da una parte segna un trionfo e dall'altra una sconfitta, si manifesta anche nella scissione di una storiografia che ci fornisce l'immagine di uno stesso paese su cui ciascuno vuole proiettare i propri ideali di nazione. La più recente storiografia israeliana sa rendere conto di questa duplicità. Dopo i disastri della Seconda guerra mondiale, mentre l'Europa cominciava a riprendersi e si gettavano le basi per una fruttuosa ricostruzione che avrebbe condotto ai ragguardevoli livelli oggi raggiunti, per il Medio Oriente iniziava, invece, un nuovo periodo fatto di guerre e tragedie che non si è ancora concluso. [?] Nel 1948 per buona parte della popolazione palestinese inizia dunque una nuova vita fatta di stenti e di sofferenze nelle sterminate tendopoli ospitate o, meglio, tollerate dai paesi arabi "fratelli" che temono la presenza di tanta umanità disperata. Il 1967 poi rappresenta un nuovo spartiacque, paragonabile a quello del 1948, che gli arabi chiamano con un altro termine coniato per l'occasione, al-naksah ("la ricaduta", una malattia che è ritornata inesorabilmente), per indicare la breve Guerra dei sei giorni con la quale Israele occupa la Cisgiordania e la striscia di Gaza, che da allora saranno chiamate "Territori Occupati". Il resto è storia nota che si potrebbe raccontare con le biografie di molti scrittori palestinesi e con la loro produzione letteraria che riflette fin troppo fedelmente l'avvicendarsi delle varie fasi storiche. [?] Tra i numerosi esempi che si potrebbero cogliere, quello della scrittrice, Liana Badr, può essere presa ad esempio per proseguire l'iter della storia palestinese fino ai nostri giorni. Dopo essere nata a Gerusalemme, e vissuta a Gerico fino al 1967, si trasferisce con la famiglia in Giordania, che lascerà a sua volta nel 1970, in seguito al Settembre Nero. Trova rifugio a Beirut, dove assisterà ad altre nuove tragedie per i palestinesi: la strage di Tell al-Za'tar nel 1978 e quelle di Sabra e Shatilah nel 1982. La cruenta guerra civile libanese la spinge, infine, a fuggire in Siria e poi in Tunisia che, in seguito all'espulsione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina dal Libano nel 1982, accoglie molti esuli. Dopo gli accordi di Oslo del 1993, che avevano gettato le basi per un simulacro di Stato palestinese, lascia infine anche la Tunisia alla volta di Ramallah. Ecco di cosa parlano nelle loro opere tanti scrittori, poeti e artisti palestinesi: delle varie fasi che hanno contraddistinto la storia della Palestina, amata, adorata e, forse, oltremodo idealizzata da chi ha perso per sempre il proprio paradiso. [?] Qualcuno potrebbe anche obiettare che si tratta di una produzione artistica monotematica, che non riesce a superare gli angusti ambiti regionali e nazionalisti, ma come potrebbe essere diversamente, visto il coinvolgimento personale e umano di tanti autori, le cui biografie si incrociano con quelle dei loro protagonisti in altrettante storie scaturite dalla memoria collettiva di tutto un popolo e dalla realtà che li circonda? [?] Questo libro si propone, quindi, di rappresentare la storia che gli intellettuali palestinesi hanno dato del loro paese, attraverso le loro esperienze personali e, soprattutto, attraverso le loro opere. Non si tratta tanto di "letteratura della resistenza", quanto piuttosto di "letteratura come resistenza": alla violenza del nemico, ma anche ai poteri interni e ai dogmatismi legati alla "causa", alla cancellazione della memoria, alle censure e alle forme di oppressione esercitate in seno alla società palestinese da leader politici, da strutture patriarcali e dalle strumentalizzazioni ideologiche e religiose. *Dall'introduzione del libro "Cento anni di Cultura palestinese" (Carocci, 2007) 27/03/2008.

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La realtà e la memoria (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Mohammad Bakri* Sono entrato all'aeroporto di Roma, portando con me la mia scopa di saggina. Ero in partenza per Cagliari, per rappresentare la commedia "il Pessottimista" dello scrittore Emil Habib. La mia scopa di saggina ha vissuto con me ed io ho vissuto con lei, per circa quindici anni. Abbiamo viaggiato insieme in tante città europee. Era la mia compagna, il mio amore, mia moglie, il mio asino, il mio fucile, il mio stendibiancheria, la mia auto, la mia porta. Era davvero il personaggio della commedia, ed io ero solo il suo aiutante. Al controllo, nell'aeroporto di Roma, c'era una poliziotta piuttosto corpulenta che mi ha sequestrato la scopa di saggina, per motivi di sicurezza: "deve passare in quello che si chiama check in" . Io risposi alla poliziotta che non ero al corrente di tali severe procedure. Ma lei ha insistito aggiungendo che queste erano le norme di sicurezza. Dopo una discussione di circa quindici minuti, ho visto avvicinarsi una signora italiana, piuttosto elegante, che la sera precedente aveva visto la mia commedia al teatro Verdi di Roma. La signora aveva assistito alla discussione e si era avvicinata per mediare a mio favore contro la poliziotta, barricata dietro assurde direttive. La signora disse alla poliziotta che il giorno prima aveva visto la commedia e la scopa era una parte di essa. Niente da fare: la poliziotta non voleva capire e ha deciso di sequestrare la mia scopa di saggina. Dopo aver compreso che non c'era verso per un appello, mi sono diretto verso l'aeroplano. Dopo un po' ho sentito, dietro di me, il rumore del legno della scopa cadere sulla gelida terra dell'aeroporto. Mi si è strappato il cuore e ho detto addio alla mia scopa. Ero turbato per questa separazione: se era così duro staccarsi da una scopa mi sono chiesto come un uomo possa sentire l'esproprio dalla propria terra a distanza di sessant'anni. Cosa direi alla Fiera del Libro di Torino, che onora oggi i sessant'anni della nascita d'Israele ? *Attore, regista, produttore arabo-israeliano sotto processo per vilipendio delle forze armate per il suo film "Jenin Jenin" sull'attacco del 2002 al campo profughi da parte dell'esercito israeliano 27/03/2008.

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Palestina: una giornata della memoria. Per la Terra e in difesa della Terra (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Il 30 marzo 1976 gli arabi-palestinesi rimasti in Palestina dopo l'occupazione israeliana del 1948 - e l'espulsione della maggior parte del popolo - scesero in piazza per difendere il diritto alla loro terra. 28 anni di occupazione erano stati, infatti, segnati da leggi repressive, coprifuoco, divieto di spostamento, terrorismo, immiserimento, confisca delle terre, distruzione dei villaggi, divieto di espressione e di organizzazione. Tentativi tutti di cancellare ogni identità fisica, storica, culturale dalla terra palestinese. La storia ricorda che gli arabi-palestinesi affrontarono, quel giorno, a mani nude, i carri armati. Risultato: 7 caduti, decine e decine di feriti, centinaia di arresti. Ed è appunto da quel marzo 1976 che la lotta palestinese è lotta per il mantenimento della terra. Ricordiamo la Giornata della Terra alla Casa delle Culture di ROMA via S. Crisogono 45 con Mohamed Zaydan direttore dell'Ist. Difesa diritti umani in Israele (Nazareth), Luigi Ferrajoli docente di Diritto, Domenico Gallo presidente di Amici della Mezza Luna Rossa palestinese, Miriam Marin di Ebrei contro l'Occupazione e il giornalista Samir Al Qaryouti presidente della Comunità palestinese di Roma e Lazio. 27/03/2008.

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È il sogno di tel aviv: un quartiere residenziale nella zona balneare, edifici costruiti su enormi piattaforme un progetto avveniristico che potrebbe partire fra qualche anno. ma c (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Il futuro è il sogno di Tel Aviv: un quartiere residenziale nella zona balneare, edifici costruiti su enormi piattaforme Un progetto avveniristico che potrebbe partire fra qualche anno. Ma che richiede impegno. E molti soldi Ma per vedere le ruspe dissodare il terreno bisognerà aspettare almeno fino al 2013 Il primo passo è stato compiuto con lo sviluppo di un'area a nord della città MARCO ANSALDO TEL AVIV dal nostro inviato Colonizzare il mare. Il progetto è ambizioso. Richiede impegno e fantasia. Soprattutto denaro. Una sfida immensa, che Israele lancia a sé stesso e che un giorno forse non lontano potrebbe anche riuscire a vincere. A cercare di raggiungere questo sogno, il sogno di espandersi in un'altra dimensione, con tutti i rischi e le difficoltà che la scelta comporta, lo Stato ebraico pensa da tempo. E il primo passo potrebbe essere rappresentato da un intrigante progetto edilizio, appena approvato a Tel Aviv dal Comitato di pianificazione del ministero degli Interni. Il piano maestro riguarda infatti lo sviluppo di una vasta area compresa fra la parte nord della città e la marina del vicino centro di Herzliya. Ci sono voluti ben sette anni per arrivare a definire i contorni di questo studio, e Tel Aviv potrebbe adesso guadagnare una consistente fetta di territorio edificando non solo sul terreno esistente, ma anche sulla spiaggia e forse un domani sul mare. Non è escluso, in futuro, l'uso di piattaforme per avanzare, e "rubare" così spazio all'acqua. Di per sé, la definizione del piano è già considerata dalle autorità municipali di Tel Aviv come una pietra miliare. Ora ci vorranno dai cinque ai dieci anni prima di vedere arrivare i trattori sulla spiaggia a dissodare il terreno. E, in seguito, si deciderà come procedere. "Una Tel Aviv che non avete mai conosciuto", dice il titolo di un giornale presentando il plastico dell'area edificabile, ed evocando così una sfida di cui ancora nessuno sembra conoscere nei dettagli la portata e le possibilità. Per adesso il progetto pilota riguarda la costruzione, nell'area deputata, di 181 mila metri quadrati riservati a spazio industriale e di 75 mila per centri commerciali ed edifici pubblici. Gli appartamenti previsti sono, al momento, 11.300. A meno che non si decida di proseguire ulteriormente. Le vendite toccheranno, per coloro che intenderanno sviluppare l'area, i 4,5 miliardi di dollari. "Il progetto - afferma la squadra multi-disciplinare di funzionari e architetti che ha studiato il piano - è destinato a complesse questioni riguardanti lo sviluppo urbano, su un fronte di spiaggia di carattere unico, da definirsi con i detentori di multiproprietà terriere". Infatti il problema più difficile da affrontare sarà probabilmente quello di conciliare, almeno all'inizio, lo sviluppo dell'area con le proprietà già acquisite in zona, fra cui quelle di centinaia di privati, di alcune aziende, e persino della municipalità di Tel Aviv, assegnataria nella zona davanti al mare di decine di acri di terreno. A muovere le autorità è stato naturalmente il bisogno di reperire abitazioni nei dintorni di aree pubbliche, soprattutto vicine al verde. Lo studio contempla infatti la possibilità di sviluppare centinaia di acri sulla costa e lungo le rocce, con la costruzione di un parco sulla spiaggia che, assicurano gli esperti, "preserverà gli elementi naturali del paesaggio". L'area verde dovrebbe formare la continuazione dell'attuale passeggiata di Tel Aviv, finendo per congiungersi con la marina di Herzliya. Gli edifici raggiungerebbero un'altezza di 15 piani, con la torre più alta piazzata in una zona esterna alla spiaggia, per non bloccare la vista alle altre abitazioni. La stessa spiaggia verrebbe di molto ampliata. "Alla fine potrebbe misurare - aggiungono gli autori del progetto - 250 metri di larghezza. Tutt'altra cosa rispetto alla stretta striscia di sabbia compresa attualmente fra le strade Hayarkon e Kaufman". La mappa del progetto include infatti due strade per percorrere la zona, da nord verso sud in senso verticale. La prima sarebbe la continuazione di una delle arterie principali, la Ibn Gvirol Street, qui prevista con maggiore sviluppo di negozi ed edifici su entrambi i lati pedonali. L'altra via, più stretta, correrebbe invece tutto attorno al nuovo parco costruito sulla spiaggia. E il mare? L'acqua sembra comunque la nuova frontiera. Ma ci vorrà tempo. Questo piano è stato approvato dopo molti anni. Adesso, dopo il progetto iniziale, potranno verificarsi delle dispute riguardanti le proprietà, questione che finora sembra aver impedito il pieno sviluppo dell'area. Le inevitabili obiezioni già in conto nell'iniziativa potrebbero, si calcola, rallentare i tempi previsti. A quel punto gli esperti non escludono che occorreranno addirittura 10 anni prima di arrivare al primo colpo di piccone, e all'avviamento dei lavori. Aspettando dunque ancora che la "Tel Aviv che non avete mai conosciuto" prenda forma. Se non in mare, almeno in terra ferma.

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E se la scuola premiasse il merito? - carlo alberto bucci (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cultura Una lettera aperta ai partiti discussa ieri al Visconti di Roma E SE LA SCUOLA PREMIASSE IL MERITO? CARLO ALBERTO BUCCI Hanno scelto un blasonato liceo romano, a due passi dalla città della politica, per lanciare nel mondo della scuola il provocatorio "Partito del merito e della responsabilità". E per dire ai politici che il ritorno per gli studenti a criteri che premino chi suda e chi brilla, non potrà rimanere circoscritto tra le pareti scrostate delle scuole italiane. Ma trovare riflessi soprattutto nelle aule di Montecitorio e di palazzo Madama. I sedici intellettuali che hanno firmato la "Lettera aperta ai partiti e ai candidati" non hanno battuto ciglio davanti all'assenza bipartisan dei destinatari della loro missiva, ieri pomeriggio nell'aula magna del liceo Visconti. Giovanni Belardelli, Giulio Ferroni, Ernesto Galli della Loggia, Giorgio Israel, Mario Pirani, Lucio Russo, Sergio Givone, Salvatore Veca, Sebastiano Vassalli, Giorgio De Rienzo, Aldo Schiavone, Gian Luigi Beccaria, Giovanni Sartori, Remo Bodei, Piero Craveri e Giorgio Allulli, sono scesi al fianco di un gruppo di professori fiorentini. E, di fronte al numero di 8 milioni e 800mila studenti che negli ultimi dieci anni hanno superato lo scoglio della maturità senza aver pagato i debiti formativi, hanno dettato le regole per il rilancio. "I partiti hanno il dovere di esporre con chiarezza ai cittadini-elettori i loro programmi in materia di istruzione". Programmi, per ora, latenti in materia. E ovviamente diversi. "Ma che dovrebbero aprirsi tutti - sottolineano i firmatari - con questo preambolo: sia le riforme, sia il governo e la vita della scuola a tutti i livelli dovranno ispirarsi ai criteri di merito e responsabilità". Valerio Vagnoli è preside di un istituto tecnico fiorentino e si dispera perché i professionali - il grande oceano dell'istruzione secondaria, rispetto al quale i licei sono l'isola abitata da una élite - "perdono per strada tra il 25 e il 30 per cento degli iscritti ai primi due anni". E il suo collega Mario Rusconi, che dirige uno scientifico a Roma, si lamenta "perché il reclutamento dei docenti avviene solo sulla base della precarietà storica". Sui banchi italiani siedono 7 milioni e 700mila alunni. In cattedra, circa 700mila professori: spesso precari, sempre mal pagati. Il 44 per cento dei ragazzi che nell'anno nuovo si portano sulle spalle un debito, devono recuperare in matematica. Mario Pirani ha ricordato i dati dell'indagine Pisa-Ocse secondo cui la percentuale di giovani che non capiscono il senso del testo che leggono, "negli ultimi anni è passata dal 44 al 50,9 per cento". E ha ripetuto lo strafalcione "l'addove" in un elaborato del concorso sostenuto da 5000 candidati per entrare in magistratura, "dove 53 posti sui 380 previsti non sono stati assegnati per l'ignoranza degli aspiranti". Lo spettro che si aggira tra i banchi scolastici, secondo i firmatari, è un mostro a tre facce: ha il sorriso del sei garantito "ereditato dal Sessantotto", l'espressione bonaria "del pedagogismo più efferato" e il ghigno che ha trasformato, "da destra, ma anche da sinistra, il servizio pubblico della scuola in un'azienda". E se Giorgio Israel, matematico della Sapienza, s'appella "perché nessuno si sogni di togliere i compiti a casa", il "Partito del merito" chiede a chi vincerà le elezioni di non demolire l'opera del ministro Fioroni: la reintroduzione dei membri esterni nella commissione della maturità e la riproposizione della prova di recupero del debito ai primi di settembre. Nel segno del ritorno all'ordine.

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Così israele colonizza il mare - marco ansaldo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

R2 Il caso Così Israele colonizza il mare MARCO ANSALDO dal nostro inviato Tel aviv Colonizzare il mare, l'ultima grande sfida di Israele. Per raggiungere questo sogno il primo passo potrebbe essere rappresentato da un intrigante progetto edilizio, appena approvato a Tel Aviv. Il piano riguarda infatti lo sviluppo di una vasta area compresa fra la parte nord della città e la marina del vicino centro di Herzliya. Non è escluso, in futuro, l'uso di piattaforme per avanzare, e "rubare" così spazio all'acqua. SEGUE A PAGINA 43.

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La crociata di Allam, rovescio della medaglia (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Gio, 27 Mar 2008 Edizione 60 del 27-03-2008 Scelta personale rispettabile ma eccessiva spettacolarizzazione La crociata di Allam, rovescio della medaglia di Romano Bracalini Tra le grandi religioni monoteiste l'Islam è quello rimasto fermo a una visione totalizzante, arcaica e immutabile nei secoli. Tutto è scritto nel libro. Nulla è lasciato al dubbio." Colui che non crede in Dio, dopo aver creduto, sarà punito. L'apostasia volontaria devesi punire severamente, perdonabile quella imposta"(Sura XVI 108). Alla luce di questa dura e arcigna verità divina, la conversione del giornalista egiziano musulmano Magdi Allam al cristianesimo, conversione celebrata con rito solenne e vasto clamore, ha suscitato scandalo, perplessità e rumore (e non c'è dubbio che si voleva esattamente questo), perché se da un lato la scelta merita rispetto, specie per i pericoli e i rischi che comporta per un musulmano, dall'altra accresce i nostri dubbi quanto a spontaneità del gesto, specie per la pompa che lo ha accompagnato: San Pietro, il Papa, il cero acceso esibito. Difficile non scorgervi, in un crescendo di ostilità reciproca tra il giornalista e l'Islam abiurato (e forse disprezzato più del necessario), un significato politico, una carica di risentimento, che sempre la religione abbandonata suscita negli "spretati", e un bisogno di testimonianza e di esibizione che male si accorda con l'intimità e la natura di una scelta individuale e privata. Qualcuno, senza sbagliare troppo, ha parlato di "fanatismo" all'incontrario. Noi non vogliamo esprimere giudizi; e questo costume di rispettare ogni convinzione appartiene alla nostra natura di laici "volterriani": ciò non ci impedisce di notare con qualche sbigottimento e timore una ripresa di antichi motivi di appartenenza e di orgoglio che in altri tempi hanno fatto scorrere fiumi di sangue in Europa ed eretto muri di divisione e di odio. Altro che fratellanza universale! Magdi Allam, pur accingendosi al gran rifiuto e compiendo un gesto di umano coraggio, ha fatalmente (e forse inconsapevolmente) attinto al suo originario bagaglio di umori e di cultura se ha creduto che nell'Europa cristiana ma laica una conversione per quanto "scandalosa" fosse ancora una testimonianza di emancipazione e di libertà. L'Europa moderna rifugge da queste manifestazioni relegandole alla sfera privata e in ciò sta la consapevolezza critica dei nostri successi e dei nostri fallimenti nei secoli. Sappiamo che Magdi Allam è sottoposto a un duro regime di protezione,che gira sotto scorta:ciò è dovuto a una sua precisa scelta di vita. Ma come musulmano, o ex musulmano, ci sembra tuttora prigioniero di un pregiudizio religioso quando il carattere prevalente dell'Occidente liberale è piuttosto la libertà individuale e la tolleranza della ragione. Non vorremmo che alla base della sua scelta ci fosse la medesima volontà di "sottomissione" che ispira l'Islam più integralista e fanatico. In questo caso alla spinta di un fanatismo ne avrebbe corrisposto un altro, che non potremmo ugualmente condividere. Ci si consenta di aggiungere che guardiamo sempre con sospetto alle conversioni estreme, specie quelle che maturano nel rovello della solitudine e della paura e che per questo ci sembrano più nutrite di astio che di amore. La religione nei secoli passati, e sotto ogni tirannia antica e moderna, è sempre stata un simbolo forte di appartenenza che si accompagnava allo spirito patriottico. Servì ai primi cristiani per sopravvivere ai romani; se ne servirono i baltici e i polacchi per non soccombere al neopaganesimo sovietico. E' probabile che serva ad Allam per difendersi dalle vendette dell'Islam; ma a noi laici europei, nati cattolici, praticanti e non credenti, questo discorso ci riporta indietro di secoli quando le guerre si facevano nel segno della croce e poi abbiamo smesso di farle senza cessare di trovare altri buoni motivi per scannarci a vicenda. Allam vede la completa emancipazione e promozione "occidentale" nella devozione alla Chiesa di Roma che non è stata sempre così tollerante e accondiscendente. Nel 1851 a Bologna, seconda città dello stato Pontificio, fece scalpore il rapimento e la conversione forzata di un piccolo ebreo, Edgardo Levi Mortara, portato a Roma ed educato alla religione cattolica contro le proteste della famiglia. Nel crepuscolo del potere temporale dei papi gli ebrei rinchiusi nel ghetto e impediti di uscirne non avevano vita facile a Roma. L'entusiasmo di Magdi Allam per il moderno stato di Israele (che condividiamo) non sarebbe stato tollerato dalle gerarchie ecclesiastiche di allora, non diversamente dall'Islam totalitario d'oggi. Si aggiunga che i neofiti sono sempre i più zelanti e servizievoli. I convertiti albanesi arruolati nell'esercito turco erano i più crudeli e l'impero ottomano se ne serviva per i lavori più sporchi. In fondo Allam diventato cristiano è lo stesso di prima. Non può cancellare la propria origine, se è questo che lo angustia. Le critiche della stampa islamica, le minacce, i commenti della associazioni musulmane in Italia rispecchiano la "libertà culturale" e il grado di tolleranza che li hanno ispirati. Ma, allo stesso tempo, non riusciamo a liberarci dal sospetto che la conversione di Allam non sia che il rovescio della medesima medaglia di dogmi, pregiudizi e ritardi culturali. Insomma, credevamo che le crociate fossero finite.

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Il muro arabo e il silenzio (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Gio, 27 Mar 2008 Edizione 60 del 27-03-2008 Gli egiziani stanno costruendo una barriera militare al confine con Gaza Il muro arabo e il silenzio di Michael Sfaradi Nell'edizione delle 20,30 del 19/03/2008, il telegiornale della seconda rete israeliana ha mandato in onda un servizio dal confine fra la striscia di Gaza e l'Egitto che riguardava la costruzione del muro che divederà i due territori. Quando la striscia di Gaza era sotto controllo israeliano, la linea di confine era demarcata da un semplice divisorio metallico che stava lì dalla fine della guerra dei sei giorni. Proprio questo è stato fatto saltare con gli esplosivi dai "militanti" di Hamas il 23 Gennaio scorso, "ufficialmente" per permettere ai civili di rifornirsi di beni di prima necessità e a loro, ma questo è passato sotto silenzio, per introdurre quante più armi possibile compresi i missili Grad che sono stati lanciati contro Asquelon. Le riprese non lasciano dubbi, stavolta gli egiziani fanno sul serio. I lavori sono portati avanti dal genio dell'esercito e non c'erano civili impiegati nella mano d'opera. Un ufficiale, intervistato dall'inviato della televisione e che è voluto rimanere anonimo, ha spiegato in poche parole il progetto di divisione netta e totale che il governo egiziano vuole mettere in atto al confine fra il Sinai e i territori sotto il controllo di Hamas. Il muro andrà a coprire tutta la linea di confine che coincide, pressapoco, con quella che gli israeliani chiamano "Philadelphia Line". Sarà alto tre metri in superficie e proseguirà, sotto terra per altri tre metri, questo per rendere più difficile la costruzione di tunnels per il trasporto d'armi di contrabbando. Il muro non prevede valichi di frontiera e sarà dotato di apparecchiature elettroniche per la rilevazione di persone in avvicinamento, sia al livello terrestre che sotterraneo. Ci saranno torrette e militari di guardia pronti a far fuoco contro chiunque cerchi di avvicinarsi. Questi lavori, fatti con una celerità inusuale nel mondo arabo, lasciano spazio ad alcune riflessioni ed ad alcuni interrogativi ai quali vale la pena dare una risposta valutandola con l'ottica e con i parametri mediorientali. Il Governo Egiziano è stato per troppo tempo nella scomodissima situazione di non saper come comportarsi, trovandosi fra l'incudine delle critiche israeliane ed americane sulla facilità con la quale i palestinesi riuscivano a contrabbandare armi verso la striscia di Gaza ed il martello dell'opposizione interna, guidata dai "Fratelli Musulmani", che al contrario chiedevano di chiudere occhi, bocca, naso ed orecchie sulle attività di Hamas al confine Sinai - Gaza. La costruzione di questo muro, secondo alcuni esperti internazionali, vuole innanzi tutto essere un messaggio chiaro sia ad Hamas che non saranno più tollerati contrabbandi di nessun genere e forzature come quelle del gennaio scorso, sia verso i loro fornitori (Siria ed Iran) ai quali in questo modo viene chiesto, in maniera sottintesa, la cessazione della vendita di armi destinate alla striscia di Gaza. Vuole poi essere un messaggio all'opposizione interna per far capire che e' finito il tempo del ricatto e che il governo prende le sue decisioni autonomamente senza più sentirsi sotto continua minaccia. Nello stesso tempo vuole confermare la volontà egiziana di mantenere gli impegni presi con Israele e gli Stati Uniti su tutti i protocolli degli accordi di pace di Camp David. Ma perché il progetto del muro non prevede valichi di passaggio, pedestre ed automobilistico, apribili nel momento in cui la situazione tornasse tale da poter permettere un normale transito di persone e mezzi com'era prima del colpo di stato di Hamas? Come mai il cordone che l'Egitto sta costruendo intorno a Gaza deve essere impenetrabile? Cosa deve preservare? Considerando che la notizia non è riservata, segreta o censurata, perché i media l'hanno completamente ignorata? Il muro di difesa che Israele ha costruito al confine con la Cisgiordania, per impedire che i terroristi suicidi penetrassero in territorio israeliano, ha dei valichi attraverso i quali, previo controllo dei documenti e doganali, si può transitare da e verso Israele. Se non ci fossero stati centinaia di attentati i tempi di transito e controllo sarebbero infinitamente più brevi. Questo muro e le sue recinzioni, che servono solo a salvaguardare la popolazione civile israeliana ha fatto drasticamente diminuire gli attentati terroristici negli ultimi anni, e nonostante questo è stato contestato ed ha scatenato decine di manifestazioni di protesta in tutto il mondo. A causa sua sono state firmate diverse risoluzioni dell'ONU che hanno condannato Israele tante di quelle volte che ormai abbiamo perso il conto. Perché il muro che sta costruendo l'Egitto, che alla fine sarà una barriera impermeabile, passa sotto silenzio? Perché gli organi di stampa internazionale sono muti, sordi e ciechi e non ne danno notizia? Chi è che decide cosa si deve sapere e cosa no di ciò che succede in Medio Oriente? Dove sono i difensori della pace? Non un arcobaleno né una manifestazione, e l'ONU è in ferie.

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Intervista a MAREK HALTER / Quando l'ira è un appello al senso di giustizia (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Gio, 27 Mar 2008 Edizione 60 del 27-03-2008 Intervista a MAREK HALTER / Quando l'ira è un appello al senso di giustizia di Caterina Giannelli Ha ottenuto numerosi consensi il fondatore del movimento "SOS Racisme" e del Comitato internazionale per la pace negoziata in Medio Oriente, Marek Halter, ospite al forum internazionale "La politica dell'impresa", organizzato dall'Associazione culturale Progetto Emilia Romagna venerdì 14 marzo nella sede della Confindustria di Modena. E' stata una importante occasione per discutere con il noto scrittore ebreo della sua recente pubblicazione "La mia ira" (Spirali ed.). L'ira è un sentimento politicamente scorretto, perché ha intitolato questo libro "La mia ira"? E' risentimento o si tratta di qualcos'altro? L'ira non è risentimento, ma è un'espressione del nostro senso di giustizia. Quando vediamo un'ingiustizia, ad esempio un uomo disteso a terra morente e privo di soccorsi, difficilmente restiamo indifferenti. Penso che l'ira sia espressione di ottimismo perché suscita nella gente un senso di indignazione che riporta l'attenzione a ciò che è essenziale, scuotendo la coscienza degli uomini. Quali sono i motivi per cui ha dedicato la sua vita alla battaglia per la pace e i diritti dei popoli, anziché limitarsi a fare il pittore o lo scrittore di libri che hanno venduto milioni di copie? Avrei potuto, infatti, continuare a scrivere libri di successo, ma sono anche un uomo che è indignato per le ingiustizie che esistono. Tutti i giorni espelliamo dalla Francia giovani e donne che vengono per trovare un po' di lavoro e felicità, mentre in Asia o in Africa muoiono di fame. Per queste ragioni in quanto scrittore non posso restare insensibile. Ho organizzato delle manifestazioni con i Comitati Ingrid Betancourt (la giornalista francese, tenuta prigioniera dai terroristi latino americani della FARC), di cui sono presidente, per sostenere la sua liberazione. Sono convinto che, finché continueremo a manifestare per lei, Ingrid Betancourt resterà in vita. Se smettiamo di manifestare, quelle bande di guerriglieri marxisti la uccideranno nell'indifferenza generale, perché gli assassinii non avvengono mai in piena luce. Durante l'epoca fascista le persone venivano arrestate all'alba, quando tutti dormivano. Nel momento in cui accendiamo l'attenzione sull'ingiustizia, noi salviamo delle persone. E' quello che ho fatto. Dopo la cessione della "Striscia di Gaza" la situazione in Medio Oriente sembra giunta a uno stallo. Quali sono le possibilità per cui Israele possa ritrovare la pace? E' difficile accettare Israele per i paesi che gli stanno attorno perché è una democrazia che si trova in una regione musulmana. Confondendo l'appartenenza a una nazione con l'appartenenza a una religione, l'islam ha difficoltà ad accettare un corpo differente al suo interno, ancora di più perché questi paesi non sanno cos'è la democrazia. Se Israele aprisse un dialogo con il mondo arabo, diverrebbe sovversivo e metterebbe in questione la maggior parte dei paesi totalitari o di potere religioso che lo circondano. Questo è il vero problema. Se avessimo lasciato che israeliani e palestinesi si confrontassero uno di fronte all'altro rispetto alle loro rivendicazioni nazionali, saremmo arrivati a qualcosa. Ho scritto nel mio libro che bisognerebbe lasciare Dio da parte, in tre è difficile fare la pace. Molti intellettuali italiani hanno chiesto che venga boicottato il Festival del Libro di Torino, dedicato quest'anno a Israele e la stessa cosa è avvenuta per il Festival del Libro di Parigi. Lei ha considerato questo "un'imbecillità", e queste parole hanno comportato duri attacchi da Dario Fo. A che punto si trova la questione? Non si boicotta il libro, altrimenti non avrebbe senso continuare a scrivere. Uno scrittore utilizza la parola, parla, vive e scrive, perciò bisogna rispettare le idee che non sono le nostre. Ciascuno scrittore apporta un'idea, una visione del mondo, per questo ci sono la letteratura, i libri, le biblioteche. Per uno scrittore invitare a bruciare un libro è un suicidio, è un suicidio personale e collettivo, è l'autodafé, dunque un'imbecillità completa. Ricorrere a un gesto del genere per solidarizzare con i palestinesi è anche indice di ignoranza. Infatti, la maggior parte degli scrittori israeliani che sono alla Fiera del libro di Parigi e poi andranno a quella di Torino sono israeliani che si battono per i diritti dei palestinesi. C'è qualcosa che si omette di dire perché c'è la volontà di distruggere Israele. Occorre considerare poi un altro aspetto veramente criminale. Da Caligola all'inquisizione spagnola, dal re Luigi di Francia alla notte dei cristalli in Germania, tutti quelli che volevano distruggere Israele hanno capito che gli ebrei attraversano i secoli perché hanno una cultura radicata nel libro, perciò per liquidarli bisogna prima di tutto bruciare i libri. Dunque, la mia ira è giustificata. Ho attaccato qualche personalità italiana che aveva lanciato l'appello per il boicottaggio del libro alla Fiera di Torino. Dario Fo ha risposto che inizialmente ha esitato nel proporre il boicottaggio del libro. Un uomo intelligente è colui che può cambiare la propria opinione. Sono soddisfatto perché questa polemica ha fatto cambiare opinione a un certo numero di grandi scrittori italiani.

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Radicali e religione, rapporto schizofrenico (sezione: Israele/Palestina)

( da "Avanti!" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

LE INCOMPRENSIBILI POLEMICHE DI PANNELLA&C. SULLA CONVERSIONE DI MAGDI ALLAM Radicali e religione, rapporto schizofrenico 27/03/2008 Valli a capire questi radicali. Prima gridano all'ingerenza della Chiesa cattolica nelle faccende interne della Repubblica italiana e poi sostengono le sacrosante ragioni della libertà del Tibet incontrando e sostenendo non solo le autorità laiche di Lhasa, ma anche mettendosi in fila a Dharamsala per incontrare il Dalai Lama, capo del buddismo e incarnazione (niente meno) del Buddha. Ancora. Prima si stracciano le vesti e sono giustamente pronti a digiunare a oltranza per farsi paladini della libertà religiosa dei cristiani "montagnard" del Vietnam, ma se un musulmano come era Magdi Allam liberamente decide di convertirsi al cattolicesimo e di testimoniarlo ai nuovi fratelli di fede (la testimonianza del proprio amore per Dio è parte integrante della professione di fede cattolica, come ha ben spiegato Renato Farina su "Libero" di ieri), ecco che questo viene considerato un attacco ai musulmani, che avrebbero, sempre a detta dei radicali, tutte le ragioni di lagnarsene, perché Allam aveva sì il diritto di convertirsi ma avrebbe dovuto farlo "intimamente", con la massima discrezione possibile. E poco importa se migliaia di persone cattoliche si sono, viceversa, convertite alla fede di Maometto alla luce del sole e nel pieno rispetto della loro scelta, senza - per intenderci - che dalla Cei partissero missive dal tono minaccioso all'imam o senza che il convertito fosse condannato a morte dagli ex parrocchiani. Di più. Questa fantasiosa tesi dell'attacco al mondo islamico ordito dal Papa in combutta con Allam viene corroborata dalla sempre puntuale Radio radicale con un'intervista ad hoc all'ebreo e comunista Furio Colombo. L'ex direttore de "l'Unità" ha sostenuto, con la brillante retorica che gli è propria, che, con il battesimo in San Pietro del vice direttore della "Corriere della sera", Benedetto XVI avrebbe inferto un duro colpo al dialogo interreligioso in quanto avrebbe voluto dimostrare che "tra le tre grandi religioni monoteistiche l'unica che porta la verità e la pace è quella cristiana". Ma pensa un po': e cosa dovrebbe dire il Papa di Santa Romana Chiesa? Cristo, Buddha, Maometto o Zeus alla fine è la stessa roba, scegliete voi? Sorvola Colombo, invece, sul fatto che proprio la religione ebraica è la religione del "popolo eletto" e che ancora oggi negli ambienti ultraortodossi (che certo non possono dirsi ininfluenti né in Israele, né in tante altre importanti comunità della diaspora) la conversione da un'altra religione all'ebraismo è considerata un evento a dir poco straordinario e guardato comunque con sospetto. E a proposito di dialogo, poi, Colombo fa finta di non sapere che in Israele le comunità cristiane se la passano assai male, perché lo Stato ha deciso di aumentare le tasse degli istituti religiosi e così mantenere viva la fede insegnata da Gesù proprio nei luoghi in cui Lui ha predicato sta diventando, per cattolici e ortodossi, sempre più difficile. È vero. Magdi Allam avrebbe potuto compiere il suo passaggio alla religione cattolica anche in una piccola chiesetta di periferia. Questo non avrebbe tolto nulla alla festa e alla gioia di Magdi e della Chiesa. Ma Allam ha voluto, con la sua esposizione mediatica, dare forza a tutti quei musulmani che, venuti a contatto con il messaggio di Cristo, hanno in animo, anche loro, di convertirsi, ma non trovano il coraggio di compiere il passo per paura di essere perseguitati e uccisi. L'apostasia, infatti, ancora oggi - quattordici secoli dopo Maometto - non è accettata dall'Islam e viene punita con la morte. Allam, da buon cristiano, ha mostrato al mondo che è pronto a offrire la sua vita per testimoniare che si può decidere - liberamente - di corrispondere all'amore di Dio. Anche senza il permesso dei "benpensanti"?.

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La Tre e' in vendita (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Economia mercato delle TLC La Tre e' in vendita Hutchison Whampoa ha avviato le trattative per vendere la controllata Tre Italia Milano, 27 mar.- Hutchison Whampoa, la H3G presente sul mercato delle telecomunicazioni con il marchio 3, ha avviato trattative per la vendita della divisione italiana. Lo ha annunciato Li Ka-Shing, presidente del colosso di Hong Kong, nel corso di una conferenza stampa dove ha presentato i dati globali della società. H3G avrebbe già in corso trattative preliminari con diversi soggetti non specificati per la vendita della divisione italiana, primo operatore ad offrire servizi cellulari di terza generazione nel nostro paese e un'azienda da 8,2 milioni di Euro. Il gruppo Tre è presente con diverse controllate sia in Europa: Austria Danimarca, Svezia, Regno Unito e Irlanda, che nel resto del mondo, con filiali in Australia, Israele e naturalmente Hong Kong. Nei mesi scorsi 3 Italia aveva anche stretto accordi con il provider Fastweb al fine di creare un nuovo operatore mobile virtuale ed è un punto di riferimento nella tv digitale mobile Dvb-h. Nonostante una flessione dei ricavi dovuta agli effetti del Decreto Bersani, che aveva azzerato i costi di ricarca delle sim prepagate, la politica di fidelizzazione del cliente di 3 Italia aveva permesso di compensare le perdite ottenendo un incremento delle vendite del 27% nel 2007. Li Ka-shing ha concluso il suo intervento dicendosi convinto che le attività basate sul w-cdma (umts) abbiano potenzialità enormi, sopratutto in abbinamento con la tecnologia tv mobile. Luca Ceccarelli.

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Sarkozy può rilanciare la politica estera dell'Ue (sezione: Israele/Palestina)

( da "Secolo XIX, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

David bidussa L'uscita pubblica di Nicolas Sarkozy a proposito della sua possibile assenza all'apertura dei giochi olimpici a Pechino l'8 agosto, posizione ribadita anche ieri a Londra nella conferenza stampa con il premier inglese Gordon Brown, è stata accolta come un modo per recuperare un consenso perduto o un'immagine appannata. Quel gesto, tuttavia, non è né gratuito, né banale. Forse è anche meno strumentale di ciò che sembri. L'uscita di Sarkozy, a un primo livello testimonia che, ancora una volta, all'appuntamento con i problemi che suscitano la mobilitazione sui diritti, gli europei o non arrivano o balbettano. In ogni caso stentano a trovare individuare una posizione intorno a cui attestarsi. Ciò non indica solo un deficit di cultura politica. Ripropone una questione consolidata e mai risolta della fisionomia dell'Unione europea almeno nell'ultimo quindicennio. In senso lato il campo è quello della politica estera. In senso ristretto e concreto, e dunque più direttamente richiamato, c'è la questione delle aree e degli scenari da cui ci si sente chiamati in causa. Finora la politica estera dell'Ue ha di fatto ragionato sugli scenari di confine, ovvero si è espressa in merito a politiche "regionali". Ha scelto così nel tempo di impegnarsi - in forme non sempre limpide e univoche - prima nel conflitto nella ex-Jugoslavia, poi nella questione mediorientale, intervenendo in forma diretta in Libano dopo la guerra dell'estate 2006. In tutti e due i casi si è trattato di una politica estera priva di un preciso disegno strategico. Più precisamente, nel caso dell'Europa balcanica, l'Ue ha evitato di proporsi come partner credibile e come attore politico, lasciando che i singoli Paesi membri coltivassero rapporti propri con i diversi Stati che venivano formandosi. Nel caso dello scenario israelo-libanese, la dinamica è stata identica: la Francia con il Libano, l'Italia con la rete di possibili rapporti con la Siria; un rapporto da consolidare con l'Egitto. Sullo sfondo la questione israelo-palestinese langue. La scena cambia, almeno apparentemente, con Sarkozy un anno fa, perché, a differenza del suo predecessore e compagno di partito Jacques Chirac, la scelta di innalzare il rapporto con Israele implica un cambiamento e obbliga anche l'Ue a riconsiderare complessivamente le proprie scelte e il senso del proprio impegno. Negli ultimi otto anni l'asse tra Stati Uniti e Gran Bretagna, quello che ha retto il sistema delle relazioni e dello scontro militare, consentiva all'Ue margini per una politica terzista o neutralista, comunque "freddamente schierata". Questa politica, al di là dell'esito delle presidenziali americane di novembre, sarà possibile solo con un partner europeo continentale. Sarkozy da tempo si è candidato a essere il dopo Blair nel rapporto con gli Stati Uniti. A differenza della Gran Bretagna, tuttavia, la Francia è parte strutturale dell'Ue e questo ha un peso: ce l'avrà in Medio Oriente - e questo dipenderà anche dall'Italia, se si darà un ruolo in quell'area o se deciderà di abbandonare (stando alle uscite di Antonio Martino, già ministro della Difesa con Silvio Berlusconi e in odore di riconferma in caso di vittoria, sembra di capire che lo scenario libanese per l'Italia sia destinato a chiudersi) - e lo avrà anche verso l'Afghanistan. In ogni caso, la dimensione "terzista" dell'Ue è destinata a entrare in crisi, non senza frizioni anche al proprio confine orientale verso la Russia. In questo scenario, la Francia, presidente di turno del Consiglio europeo nel secondo semestre, ha un ruolo cui ambire. In quel semestre ci sarà l'Olimpiade. david bidussa è storico. Si occupa di storia sociale delle idee. 28/03/2008.

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La banda (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del La banda Oto musicisti della banda della polizia di Alessandria d'Egitto sono in trasferta in Israele per inaugurare un circolo culturale arabo. A Telaviv prendono un autobus locale e approdano in un borgo sperduto nel deserto. Presto si accorgono di aver sbagliato destinazione, ma ora non resta che suonare e aspettare la prossima corriera..La musica ha il potere di andare al di là delle differenze culturali e linguistiche. Esordio registico per l'israeliano Colirin. di Eran Colirincommedia.

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Tutti i muri che intrappolano la democrazia (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Tutti i muri che intrappolano la democrazia di Adele Cambria O rmai devono essere passati più di vent'anni dal primo sbarco di immigrati che minacciava di farsi "di massa" sulle coste italiane. Erano gli albanesi che arrivavano, e c'era chi - un uomo politico che si dice cattolico,e si propone oggi come uno dei leader in corsa elettorale - invocava una sorta di contraerea marittima. In seguito saremmo riusciti purtroppo, anche se involontariamente, ad affondargliene una, di carrette del mare, impattandola con la corvetta "Sibilla": era il 28 marzo 1997. Andai a Brindisi sette mesi dopo per fare la cronaca dello sbarco delle salme degli albanesi ripescati, e c'erano i parenti arrivati dall'Albania, con i mazzi di fiori annodati nei lucidi nastri viola, ad aspettare i loro morti. Fu in quell'occasione che, per la prima volta (da qualche italiano) sentii parlare di muri: da erigere su tutte le coste del nostro Paese, circa ottomila chilometri di muri. M'è tornata in mente questa vecchia storia ascoltando ieri mattina, nel silenzio assoluto dell'affollatissima Aula Magna del Dipartimento di Filosofia di Roma Tre, la relazione della filosofa statunitense Wendy Brown. Per la prima volta in Italia, ha partecipato, insieme a Judith Butler, anch'essa docente a Berkeley, alla giornata di studio Sovranità, confini, vulnerabilità. Per quasi tre ore, Chiara Ingrao è riuscita a trasmetterci, nella sua densa ed originale complessità, il pensiero di questa filosofa femminista che insegna Scienza politica all'Università californiana di Berkeley. "I nuovi muri - esordisce con amara ironia - hanno cominciato a striare il globo, poco dopo il crollo delle bastiglie della guerra fredda in Europa, un crollo materializzato dalla caduta del muro di Berlino, e mentre si celebrava la fine dell'apartheid in Sudafrica". Ed elenca: "Non solo il muro di Israele che serpeggia attraverso la West Bank, non soltanto quello costruito nel sud della California, sul confine degli Stati Uniti con il Messico - se completato, sarà il più lungo nella storia occidentale, a compensare ironicamente, in orizzontale, la perdita del record verticale americano degli edifici più alti del mondo, cioè le due torri abbattute l'11 settembre.". Ma ce ne sono molti altri. "Il Sudafrica, sta mettendo a punto un complicato sistema interno di muri e checkpoints, mentre già funziona una controversa barriera elettrificata lungo i confini con lo Zimbabwe. L'Arabia Saudita ha eretto un muro di mattoni alto tre metri lungo i confini con lo Yemen e sta pensando di rinchiudere il suo intero Paese dentro un muro". La scoperta di tutti i muri che minacciano di intrappolarci, isolarci, dividerci - persino Indira Gandhi ne progettava uno per separare fisicamente Pakistan e Bangladesh dall'India - si snoda in una vera suspence, affidata alla voce gentile di Wendy. Ma è l'interpretazione che la studiosa ne dà ciò che più conta. Viviamo in mondo che si dice globalizzato - questa la sostanza del discorso - in un'epoca di comunicazione costante e di connessione virtuale, ma la democrazia contemporanea è costretta a re-inventare il muro. Perché? La risposta che la studiosa dà sta nella "Sovranità porosa". Sarebbe ottima cosa se la sovranità nazionale degli Stati si attenuasse per consentire ai diritti umani di imporsi come prima esigenza dei popoli. Ma, viceversa, il fenomeno s'è sviluppato sotto la bandiera della globalizzazione economica, del neoliberismo e del mercato. Sintentizzando il discorso di Brown: "Residua una sovranità dai cui "pori" riescono a passare comunque persone e cose, ed essa rimane a presidiare simbolicamente l'immagine d'autorità dello Stato, producendo xenofobia e razzismo". Nel ricordo di Brindisi, aggiungerei anche producendo morti. Non che Wendy Brown non ne abbia parlato: dei morti elencati, per esempio, sulle colorate teche apposte lungo la triplice barriera d'acciaio che sbarra l'ingresso in California dei messicani e delle messicane pronti a morire per un lavoro clandestino di manovale o di badante negli Stati Uniti. "E gli States - sottolinea Brown - hanno bisogno di quella manodopera a basso prezzo". "A ben vedere - conclude - i nuovi muri non sono affatto antitetici al trend della globalizzazione governata dal mercato. Perché consentono di regolare i flussi dei disperati a seconda delle proprie necessità. E nel momento in cui non servono, non ci si fa scrupolo di intimidirli". E qui Wendy ci fa vedere, in un altra diapositiva, un cartello, sempre posto sul confine tra California e Messico: "I terroristi adorano i confini incustoditi - Ricorda l'11 settembre". "Ma che cosa c'entra - si chiede - l'11 settembre con l'immigrazione dei messicani poveri?" La raccomandazione che la studiosa fa al popolo di sinistra (e femminista) che riempie l'Aula Magna, è quella di non prendere troppo sul serio la strategia dei muri. "In molti modi - avverte - le nuove muraglie hanno mere funzioni teatrali. Sono rappresentazioni sceniche di un potere ormai illusorio, costretto per difendersi a violare le regole". D'accordo, ma quando "viola le regole", uccide. LA FILOSOFA WENDY BROWN per la prima volta in Italia spiega la contraddizione, apparente, tra la globalizzazione e il continuo innalzamento di barriere nel mondo che dividono i ricchi dai poveri.

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Comunità ebraica, undicimila al voto tre liste in corsa per il nuovo presidente - gabriele isman (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina III - Roma Comunità ebraica, undicimila al voto tre liste in corsa per il nuovo presidente GABRIELE ISMAN Undicimila al voto domenica dalle 8 alle 22.30 per il rinnovo del consiglio della Comunità ebraica romana che cerca un nuovo presidente: Leone Paserman, dopo due mandati, infatti, ha scelto di non ricandidarsi. In tutta la città sono otto i seggi in cui possono votare gli iscritti alla comunità che abbiano compiuto i 18 anni: potranno scegliere fino a 16 nomi anche da liste diverse. Ventotto i consiglieri da eleggere: tra questi, vi sarà anche il futuro presidente che poi sceglierà i suoi otto assessori. Tre le liste, ognuna con 16 candidati: "Per Israele", maggioritaria con 15 seggi su 28 alle ultime elezioni di 4 anni fa, da cui proveniva anche Paserman, ora guidata dall'attuale vicepresidente Riccardo Pacifici, che punta alla promozione al vertice; "Per i giovani insieme", guidata da Victor Magiar, Roberto Coen e Claudia Fellus; e la novità della terza lista, "Yachad", che in ebraico significa "insieme". SEGUE A PAG.VIII SEGUE A PAGINA VIII.

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Comunità ebraica domenica al voto - gabriele isman (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina X - Roma Comunità ebraica domenica al voto GABRIELE ISMAN "Vincano i migliori" dice il rabbino capo Riccardo Di Segni rivolto a tutti, mentre sul web e fuori i candidati sfruttano le ultime ore di campagna elettorale prima del riposo del sabato. Oltre al nuovo presidente, col voto di domenica verranno eletti anche i 40 membri della Consulta, l'organo consultivo della Comunità. Ma in cosa si differenziano le tre liste? Pacifici, a nome dei suoi candidati, rivendica i risultati di questi anni: "Abbiamo mantenuto le promesse elettorali. Il museo ebraico è stato rinnovato, l'ospedale israelitico rilanciato, la Casa di riposo costruita, nel 2007 abbiamo ospitato le Maccabiadi, sono aumentate le iscrizioni alla scuola ebraica, e abbiamo sostenuto sempre e comunque le ragioni di Israele". I giovani di Magiar, Coen e Fellus sperano di migliorare il risultato del 2004, quando ottennero 13 consiglieri. Tra i capisaldi del programma, "sostegno a Israele, partecipazione, confronto costruttivo delle idee" ma anche "accoglienza, trasparenza nella gestione comunitaria, sobrietà e misura nei rapporti con l'esterno senza prevaricare le competenze dell'Unione delle Comunità". La terza lista, Yachad, presenta tra gli altri Angelo Pavoncello, David Sermoneta, Daniela Debash ed è guidata da Raffaele Pace, presidente di Kadima Italia. "E' la prima volta che ci presentiamo alle elezioni. Non ci piace come fino a oggi è stata gestita la comunità, e crediamo serva più pluralità nel rappresentare l'ebraismo romano" spiega Pace, "noi non ci identifichiamo né con la lista di destra né con quella di sinistra: noi vogliamo dare voce a tutti gli ebrei di Roma". Collocazioni politiche che, va sottolineato, le altre due liste non riconoscono. I loro siti sono: www. perisraele. it, www. per-i-giovani-insieme. net e www.yachadroma. it.

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In Lichtenstein anche il tesoro di una scrittrice (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cronaca Italiana Pagina 113 I conti degli italiani sono 157 In Lichtenstein anche il tesoro di una scrittrice I conti degli italiani sono 157 --> ROMA C'è anche una studiosa di Santa Caterina da Siena, catalogata come "professoressa e scrittrice", nella "lista italiana" dei conti in Liechtenstein: Adriana Cartotti Oddasso. A fianco del suo nome la cifra di 34 milioni di euro. Alla donna vengono attribuite proprietà immobiliari a Monaco possedute con strutture offshore. È una delle titolari dei 157 conti - molti dei quali però riconducibili a più persone, spesso della stessa famiglia o gruppo industriale - su cui si sta concentrando l'attenzione della GdF. L'ammontare complessivo del tesoro italiano in Liechtenstein è di 1 miliardo 337 milioni 250mila euro. La magistratura di Roma ha distribuito a 37 procure in tutta Italia, per competenza territoriale, gli atti relativi ai titolari di depositi nel Liechtenstein. Complessivamente sono 390 gli indagati per omessa e infedele denuncia dei redditi, ma il rischio prescrizione, trattandosi di fatti risalenti ad un'epoca che finisce nel 2002, è concreto poichè i reati configurati decadono in sette anni e mezzo. Tra i conti più ricchi contenuti nell'elenco quelli che fanno riferimento al gruppo farmaceutico Menarini che assommerebbero a 476 milioni, mentre depositi riconducibili al gruppo Mian (che opera nello stesso settore) sono pari a 200 milioni. Hanno conti al di sopra dei 10 milioni la famiglia Bax (20 milioni di euro); la famiglia di industriali Ryan (15 milioni di euro); gli industriali Pichler (35 milioni), gli imprenditori Amenduini (15.500.000); il gruppo familiare (moglie, figlio, madre ed una persona indicata come il suo "migliore amico") che fa capo all'ex direttore sportivo della Ferrari Marco Piccinini (60 milioni); le famiglie Groppo (13 milioni) e Garbagnati (15 milioni), Alessandra ed Enrico Marcora (20 milioni), il gruppo Ferrazzini (30 milioni) e quello Italcementi (33 milioni). Nell'elenco anche gli industriali Manini (l'azienda di cancelli Faac spa) che sarebbero titolari di conti per 18 milioni e la famiglia di origini albanese Ferra (31 milioni); i titolari del Gruppo Pessina (costruzioni) sono indicati con conti per 32 milioni e Gianpaolo Corabi con 15 milioni. Tra gli altri nomi quello di Raoul Konstandt (650 mila euro) che avrebbe "proprietà immobiliari in Israele", mentre Julian Astolfoni (250mila) in Germania; ci sono poi Clotilde Baretieri Sforza (650 mila), di una "antica famiglia nobile di Milano", il medico Carlo Mazzi (5 milioni), i De Polo (1 milione 200 mila) del Museo nazionale Alinari della fotografia.

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La voglia di pace tra arabi e israeliani (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-03-28 num: - pag: 52 categoria: REDAZIONALE LA BANDA La voglia di pace tra arabi e israeliani Un giovane israeliano fa subito centro, anche da noi ottimi incassi, con un film sincero e diretto in cui non si ha paura di esprimere la voglia di comunicazione tra ebrei ed arabi, immaginando con arguzia che otto suonatori della banda egiziana cerchino rifugio in un paesino israeliano. Convive il massimalismo della proposta ideologica col minimalismo della realizzazione, una notte di piccole conoscenze, di solitudini, abissi inespressi, voglia di affetto. Ma non s'alza mai la voce, i fattori umani sono il contesto di una storia a piccolo punto psicologico con alcuni ritratti della banda che colgono nel segno (il fan di Chet Baker) nel puzzle sentimentale. Una no man's land dove Eran Kolirin racconta, tenendoci per mano, come e quanto sia diffusa la voglia di comprensione, amore e conoscenza, palleggiando poche parole e molti silenzi di attori molto espressivi. (m. po.) ---------- voto8.

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L'eredità di Sansone il primo kamikaze (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-03-28 num: - pag: 52 categoria: REDAZIONALE PER UNO SOLO DEI MIEI OCCHI L'eredità di Sansone il primo kamikaze Il titolo di questo forte documento di Avi Mograbi, regista israeliano scomodo e paragonato a Michael Moore e a Moretti, fa parte della preghiera che fa Sansone (fu primo kamikaze?) per sconfiggere i Filistei, ma viene usato come slogan dalla fazione di un rabbino razzista ucciso a New York. Rifacendosi sia all'eroe biblico sia alla battaglia di Masada, Ebrei contro Romani nel 66 d. C. il film ripercorre due momenti furiosi della storia, li mescola con la cattività del popolo palestinese oggi, mostrando le peggiori conseguenze della lotta. E mentre a Masada si fa quasi un gioco di società - contro i romani pregheresti, ti suicideresti o lotteresti? - l'autore, per 100 giorni con telecamera, telefona all'amico palestinese e parla dell'essere-non essere. (m. po.) ---------- voto 7,5.

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"la nostra rabbia rock diventa esistenziale" - fulvio paloscia (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina XVII - Firenze Linea 77 alla Flog "La nostra rabbia rock diventa esistenziale" Il gruppo simbolo di okkupazioni e centri sociali presenta il nuovo "Horror vacui" FULVIO PALOSCIA Dicono di non essere cambiati da quando suonavano nei centri sociali autogestiti, da quando erano gli eroi delle okkupazioni. è la realtà dell'antagonismo che è mutata dal 1993, anno di nascita del furente hardcore dei torinesi Linea 77, stasera dal vivo alla Flog (alle 22, supporter i Dufresne che aprono alle 22,15 la serata che chiuderà poi con la Turborockdance di Misterferri dj): "Il G8 di Genova - racconta Emo, voce del gruppo - è stato un punto di non ritorno. Da lì in poi, il movimento si è diviso, distrutto dalla sua incapacità di resistere alle forze del mondo, divorato dall'autoreferenzialità, in mano alla totale approssimazione. All'estero non è così. In paesi come l'Austria e la Germania i centri sociali sono motori di produzione culturale che si relazionano con il vissuto di chi li frequenta. Discutendo esclusivamente della Palestina, si perde il contatto con la realtà che ci circonda nel quotidiano, con questa Italia allo sbando politico e sociale". Nell'Horror vacui che dà il titolo all'ultimo album dei Linea 77 - la cui rabbia intelligente gli è valsa nel tempo anche importanti riconoscimenti dell'establishment come gli Mtv Award - c'è anche questo "impoverimento dell'antagonismo e delle occupazioni negli anni Novanta, i centri sociali erano un luogo di identificazione collettiva. Oggi c'è solo individualismo". Registrato a Los Angeles, prodotto da Toby Wright (esperto di suoni tesi e duri, già al banco di regia di album di Korn, Metallica, Alice in chains), Horror vacui è "un album di rabbia, di solitudine; di gesti, parole e sentimenti non più condivisi". Con immutato orgoglio, i Linea 77 alzano la voce e la testa "perché la musica è sempre un appiglio. La nostra denuncia, però, non è sociale e politica. è prima di tutto esistenziale". Sogni risplendono è scritta da Tiziano Ferro, che presta anche la sua voce: una provocazione nei confronti del pubblico duro e puro? "Non solo - risponde Emo - avevamo voglia di entrare in contatto con un personaggio che appartiene ad un immaginario così distante dal nostro da risultarci sconosciuto. In un'intervista, Tiziano aveva dichiarato che uno dei suoi sogni era lavorare con noi. Lo abbiamo cercato subito. Non sapevamo a cosa saremmo andati incontro: abbiamo deciso di lavorare su quel pezzo facendoci influenzare non dal contesto, ma dalle potenzialità. Tiziano si è rivelato hardcore più di tante persone che si spacciano per tali, ha una mentalità aperta, libera da sovrastrutture ideologiche e politiche. Lo zoccolo duro del nostro pubblico ha storto il naso. I fan di Tiziano, invece, si sono avvicinati con grande leggerezza e disponibilità a questa collaborazione. Convinti che la diversità vada esaltata".

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Sansone, il cattivo maestro del kamikaze (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Avi Mograbi Sansone, il cattivo maestro del kamikaze Cristina Piccino Avi Mograbi con Moretti e Michael Moore - anche se humour e geografie hanno una cifra diversa - dichiara in comune un linguaggio aperto, diretto, semplice, dunque modulato su più livelli nel racconto della realtà. Che è messinscena, gioca tra diversi piani, intreccia voci e riflessioni per liberare un disegno compatto ma sempre mutevole. Il "set" di Mograbi è Israele, dove è nato nel '56, generazione di Gitai ma "tecniche" diverse: Mograbi è "attore-autore", sceglie cioè di esporsi nei film, oltreché dirigerli (ne è anche fonico, sceneggiatore e montatore), e molto del respiro narrativo rimanda alla sua fisicità. In questa relazione la macchina da presa diviene un mezzo investigativo che segue e precorre l'oggetto del suo cinema: il conflitto tra Israele e Palestina smontato nelle sue versioni ufficiali e ricomposto per feroci contraddizioni. Ma allo stesso modo che nel cinema di Gitai non è una questione locale, in gioco ci sono strategie e meccanismi che vanno oltre un singolo paese, comunque punta estrema di una Storia sempre attuale e molto più complessa. Per uno solo dei miei occhi è un documentario nella cifra più ricca del "genere", un reale vero perché costruito nei dettagli, indagato in profondità. Fandango, che distribuisce, conferma una sensibilità poco comune nei confronti del suo lavoro. Molto ci dice Mograbi su cosa significa "occupazione", la violenza che l'esercito israeliano mette in atto nei territori è spesso gratuita, l'alibi è difendersi da pericolosi terroristi, la realtà è una costante violazione dei diritti umani praticata da un paese che nella regione rappresenta il "diritto" e che, oggi più che mai, sembra essere divenuto la concretizzazioni di tutte le ragioni dell'occidente (le immagini dei territori rimandano a Iraq e Afghanistan). Al tempo stesso: come raccontare un conflitto supermediatizzato quale è quello tra Palestina-Israele? Lo spazio scelto dal Mograbi sono i miti fondatori lo stesso stato di Israele, Masada, il sucidio della comunità che non volle arrendersi ai romani, e Sansone e i filistei. Miti che ancora oggi per il paese sono pedagogici, si insegnano a scuola. I ragazzi inglesi venuti in Israele mettono in scena Masada impersonando i zeloti assediati. I ragazzini raffigurano con la plastilina la storia di Sansone "venduto" al nemico dalla moglie Dalila. Nel mezzo Mograbi fa lunghe telefonate a un amico nei territori assediati che non vedremo mai. La sua voce ci dice che è stanco di vivere, che così non ha senso, e che pure continuerò a lottare per la libertà. Il professore intanto spiega ai ragazzi che Masada è un esempio da cui imparare a a combattere, è meglio morire pur di subire umiliazioni. Mograbi rovescia i due miti, ne mostra la forza di manipolazione e prova a applicarli al presente. Secondo altre fonte storiche i zeloti erano banditi e nazionalisti, non proprio "modelli" di vita. Mentre Sansone nel suo percorso diviene l'archetipo del kamikaze palestinese, come lui disperato si fa esplodere: "Muoia Sansone con tutti i filistei!". Le cose non sono meccaniche e neppure evidenti, prendono piuttosto forma in una progressione di libere associazioni che ci porta nella violenza - quella sì evidente - insostenibile dei territori dove i soldati israeliani non rispettano più alcuna regola, lasciano ore i bimbi sotto al sole davanti ai check point chiusi, impediscono alle ambulanze di circolare, ai malati di uscire. Umiliano, violentano l'anima ogni momento. "Che Allah vi faccia patire quanto patiamo oggi noi" grida una donna. L'arbitrio dei militari è contrastato dal cineasta, lui può dirgli: voi siete il mio esercito dovete dirmi perché agite così. Ma questo cambia poco. E quella violenza sempre più brutale sembra negare ogni speranza. In questo caso l'importante è davvero non arrendersi.

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Quando il mondo è un paradiso di bugie (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Al cinema Quando il mondo è un paradiso di bugie Le mie notti atroci, ma al mirtillo; l'israeliano Avi Mograbi torna a Masada, un mito reinterpretato dai palestinesi; duetto per soli maschi tra Bruno Todeschini e Elio Germano; dove nascono i sogni più rossi, a Mars o nel paese di Marx? Rapsodia in blu, nelle fessure del sogno americano. Primo road movie interiore, sul dolore immenso dell'abbandono, girato in Usa da Wong Kar- wai. Esce in Italia il film che aprì Cannes 2007 Roberto Silvestri Rendere attraverso gesti semplici idee complesse. Sembra libero il linguaggio illusionista del cinema, e invece è così facile disciplinare e asservire le emozioni... Di quale emozione si tratta questa volta? È doloroso essere lasciati. E, nella vasta, infinita America lunga quasi 10 mila chilometri semidesertici, chissà perché essere abbandonati da chi ami pazzamente (sia esso un padre che non vedi più perché ti si è incorporato addosso, o l'uomo che vuole intrappolarti eternamente come sua Regina) è davvero più insostenibile ancora. La banalità del dolore ti acceca. Ci sono meno reti di sicurezza. Sprofondi nel vuoto facilmente. E allora vodka, whisky, il brivido del gioco estremo, la velocità pazza di una fuoriserie che ti sbatterà contro un albero...Davanti a tutto questo inferno arrivano gli anticorpi: il buio, il dark, preferibilmente; la mobilità interiore di un ex maratoneta diventato sedentario barman; la freddezza apparente di una gambler, professionista della telesina; la dolcezza immensa di chi ha trovato il trauma giusto per crescere, allontanandola dal luogo del misfatto e dalle sue chiavi; la scrittura di una lettera che, a differenza della parola, ti abitua al controllo, alla Legge, alla disciplina, soprattutto se provieni dalla cultura dell'ideogramma.... Un metodo per capire se qualcuno mente o dice la verità. Il regista cinese Wong Kar-wai sa fare la pubblicità, dunque dice magnificamente le bugie, e, proprio come chi mente bene, sa anche prescinderne. E ama riprendere, e in primissimo piano, abbracciante e avvolgente, chi reagisce alla brutta botta, piange, dorme d'alcool, mangia avidamente, e ne protegge, dal minaccioso spazio esterno, e dalle luci abbaglianti, lo sguardo puro e l'impuro incedere. Ma non siamo allo spaccio di narcisismo, allo spot dell'"individualismo celibe". Esercizio anzi di cudeltà e sadismo cinese, insostenibile, per gli attori, spesso deformati. Anche quando si dispone di un cast che ipnotizza per bravura, a cominciare da Natalie Portman, Jude Lowe, David Stathairn e Rachel Weisz. E di due esordienti, ma idoli del sound contemporaneo, che non canteranno mai nel film, come Norah Jones e Chan Marshall-Cat Power (lo fa Otis Redding per loro, Dock of he Bay mai aveva trovato sfondi, trasparenze e neon così convincenti). Per dire due o tre cose non banali sull'America, il cinese di Hong Kong Wong Kar-wai ha allineato alcuni oggetti e stereotipi della mitologia hollywoodiana. Li ha messi al muro, non li fa muovere. Non c'è mai il Wenders dell'esotismo prensile, nel film. A partire dalla torta di mirtilli di nonna Papera, quel dolce oggetto del benessere tipicamente Usa (proprio come la violenza) e che dà il titolo vero all'opera, My Blueberry Nights (da noi "Un bacio romantico"). E permette all'operatore Darius Khondji alcuni virtuosismi sensuali underground fin dai titoli di coda. E alla protagonista Elizabeth (Norah Jones), lasciata dopo 5 anni dal fidanzato con il cuore a pezzi, di iniziare, con qualche piacevole sensazione, ma ingrassante, il restauro della sua emotività. Una prima pausa dall'incubo è un barman per amico (Jude Law), poi attraversa al buio tutto il paese, dal sud al west, dal Tennessee al Nevada, ammazzandosi di lavoro, triste relitto (come Marilyn in Bus Stop, in fuga da sè), senza accorgersi (abbasso internet) che ha proprio a portata di penna e di labbra l'angelo della sua trasformazione. Poi il poliziotto distrutto dall'alcool e da un altro amore andato in acido (che tirerà fuori la pistola, quando il copione avrà bisogno di un brivido); l'automobile sulla Route 66, che è il simbolo stesso del roadmovie; il poker perdente, fino quasi alla fine della notte, come in un George Stevens (L'unico gico in città); il locale di Manhattan, il Caffè di Jeremy, l'ex maratoneta che si fermò per amore, e fu dimenticato dal lei sul posto, a sottolineare che la spazialità del film è l'interno, si indaga nelle interiorità delle passioni devastanti qui. Più ancora che ai negozietti e ai siparietti di Wayne Wang, lo scrittore Lawrence Block, cui è interamente lasciata la tastiera sentimentale, implicitamente allude a quel certo localino di H. C. Potter anni '40, l'unico posto italo-Usa dove Cagney ritrovava l'intimità. Una rapsodia in blu romantica, nelle fessure del sogno americano, dove si intrufolano alcuni diavoletti. L'America è altro da noi. È ai confini della realtà. Mente troppo.

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Quella strana alleanza fra salafiti e americani (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Reportage da Abu Samra, il quartiere di Tripoli roccaforte dello sceicco Omar Bakri: seguace di al Qaeda, alleato del premier Hariri e quindi degli Usa. In nome del radicalismo sunnita contro il nemico numero uno, gli Hezbollah sciiti Nasrallah? Per Bakri non è un eroe della resistenza ma un alleato di Israele perché garantisce la tranquillità della frontiera sud del Libano Michele Giorgio inviato a Tripoli "Volete saperla una cosa? In Libano uno Stato islamico non si farà mai". Ci guarda dritto negli occhi lo sceicco Omar Bakri, ma il suo tono oscilla tra il serio e il faceto. "Qui sono tutti collaborazionisti, lavorano per il mukhabarat (servizi di sicurezza), amano il cibo buono, i ristoranti in riva al mare. I veri qaedisti qui non metteranno mai piede perché dopo un paio d'ore verrebbero arrestati". Dal suo ampio e ben arredato ufficio di Abu Samra, la roccaforte salafita della sunnita Tripoli, Omar Bakri non prende sul serio chi scrive, come di recente ha fatto il giornalista Fidaa Itani, della nascita in Libano di ventina di gruppi e cellule che si rifanno ad al-Qaeda. E sminuisce anche il significato dei combattimenti tra esercito e i qaedisti di Fatah al Islam a Nahr al Bared nonché il peso effettivo dei mustashdidin (estremisti) di Usbat al-Ansar e Jund al-Sham asserragliati nel campo profughi di Ein al-Hilwe (Sidone). "I servizi segreti, non solo quelli libanesi, manovrano tutto e tutti in questa terra e se uno elogia Osama bin Laden finisce subito in prigione, tanti giovani sono stati arrestati", aggiunge con una smorfia del viso. Ma se i servizi non esitano ad arrestare i sospetti qaedisti, come si spiega l'ampia libertà di parola e di movimento che viene lasciata proprio a Bakri, che pure è un aperto sostenitore di bin Laden, predica con passione contro gli Stati uniti e figura sulla lista nera dei servizi segreti della Gran Bretagna (dove ha vissuto per oltre 20 anni)? La risposta sta in quella "zona salafita autonoma" che si consolida giorno dopo giorno ad Abu Samra, all'ombra dei poster giganteschi del leader della maggioranza filo Usa e antisiriana Saad Hariri, figlio dell'ex premier assassinato Rafiq Hariri, nonché capo del partito Mustaqbal (Futuro). Un territorio che ospita gli islamisti più radicali del Libano ma che hanno abbandonato la retorica anti-americana per abbracciare, sotto la guida di Saad Hariri, la causa della lotta all'Islam sciita, a Hezbollah e all'Iran. Di Tripoli roccaforte dell'estremismo sunnita si è detto e scritto molto, specialmente lo scorso anno quando oltre 150 soldati libanesi sono morti nel lungo assedio alle basi di Fatah al Islam nel campo profughi palestinese di Nahr al Bared, distrutto in gran parte dai bombardamenti e con i suoi 40 mila abitanti sfollati e costretti a vivere in condizioni penose a Beddawi e in località vicine. Addossata la responsabilità di quel bagno di sangue (in cui persero la vita anche oltre 200 militanti islamici e decine di abitanti del campo) ai profughi palestinesi, che pure erano una minoranza esigua in Fatah al-Islam, a Tripoli regna ora una calma insolita, frutto evidente di una intesa tra potere politico e i salafiti che da un lato afferma l'inviolabilità delle forze armate (sempre più equipaggiate e armate dagli Usa) e dall'altro sancisce che i sunniti libanesi, laici o religiosi, devono puntare i loro sforzi contro gli sciiti e il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. "Ci sentivamo presi di mira, venivamo puniti severamente per le nostre idee ma ora i sunniti sono uniti contro il loro nemico naturale, la setta degli sciiti", ci dice Maher, 22 anni, che si proclama un "sunnita preoccupato dal potere di Nasrallah". Da parte sua lo sceicco Bakri non ama Saad Hariri ma allo stesso tempo denuncia "la gravità della condizione dei sunniti in Libano nei confronti degli sciiti sempre più potenti" e non esita ad accusare Nasrallah di essere, in realtà, "non un eroe della resistenza ma un alleato di Israele, perché con la sua milizia e i soldati dell'Unifil garantisce la tranquillità della frontiera", con lo Stato ebraico. Le bandiere nere con i versetti del Corano che sventolano ovunque e gli enormi ritratti di Hariri sulla facciata di tanti palazzi di Abu Samra, affermano oltre ogni dubbio l'alleanza stretta tra il leader di Mustaqbal, sponsorizzato a piene mani da Washington e Riyadh, e il radicalismo sunnita libanese. Tutto in nome di un jihad anti-sciita davvero insolito che mette insieme laicismo e salafismo e che è diventato anche un punto di arrivo dell'impegno finanziario saudita in Libano, mascherato da investimenti e da aperture di nuove imprese. Hariri nega che la promozione del potere politico sunnita rappresenti un aiuto ai gruppi armati. "Sponsorizziamo cultura ed istruzione, non il terrorismo. Gli Hariri non hanno mai avuto e mai avranno le mani sporche di sangue", ha spiegato il leader di Mustaqbal. I fatti però dicono altro. Il partito di Hariri è impegnato a registrare oscure società di sicurezza privata che assomigliano sempre più una milizia sunnita armata con oltre 2 mila affiliati che presto, secondo Fidaa Itani, solo nel nord del Libano arriverà a toccare quota 14 mila. Una di queste società è la al-Afwaj. "I suoi membri sono venuti anche da noi - conferma lo sceicco Omar Bakri - sono molto attivi e cercano di attirare quante più persone qui a Tripoli e in altre città". Senza dimenticare che i fedelissimi di Hariri hanno anche fornito mezzi di trasporto ai manifestanti sunniti che hanno protestato con violenza contro le vignette su Maometto pubblicate in Danimarca e pagato le spese legali per alcuni salafiti accusati di aver preso parte, qualche anno fa, alla costituzione del mini-emirato islamico di Dinniyeh, non lontano da Tripoli. Spese mediche private e risarcimenti sono stati offerti dal governo di Fuad Siniora e dal Mustaqbal ad Abdel Rahman Hilo e alla famiglia di Bilal Hayek protagonisti di scontri con rivali alawiti e sciiti avvenuti oltre un anno fa. Nel frattempo gli islamisti sunniti non apertamente schierati contro "il nemico sciita" vengono messi fuori gioco. Fathi Yakan, leader storico di una corrente locale della Fratellanza islamica e sostenitore del fronte "8 marzo" guidato da Hezbollah, è stato espulso dal Gruppo Islamico, l'ombrello di varie organizzazioni musulmane. Dall'alto degli edifici Saad Hariri sorride. A Tripoli ha costruito la roccaforte per combattere contro Hezbollah, con l'aiuto dei salafiti e la benedizione di Washington.

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Gli sciiti? Sono peggio degli Usa (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Intervista allo sceicco Daii al Islam al Shahhal principale leader salafita libanese Gli sciiti? "Sono peggio degli Usa" I salafiti ora, via i siriani, hanno mano libera. Il laico (e filo americano) Saad Hariri il loro eroe Mi. Gio. Tripoli Il salafismo, che è solo sunnita, si basa sul principio che i Salaf - i primi leader dell'Islam - rappresentino la voce originale che i fedeli devono tornare ad ascoltare. Il suo concetto fondamentale è la distinzione tra i valori originari da accettare e l'innovazione (qualificata come "shirk", politeismo) rispetto ai tempi di Maometto che è da respingere, così come le culture estranee, anche in modo violento. Sono due le forme di salafismo: quello riformista tra la fine dell''800 e inizi '900 guidato da teologi come Mohammed Abdo e Jamal al Din al Afghani, volto a ricostruire il pensiero islamico e che ha dato origine tra gli altri alla Società dei Fratelli musulmani, e quello wahabita che oggi domina in Arabia saudita. Dal salafimo riformista, negli anni '60, sotto la spinta anche dell'egiziano Sayyed Qutub, è nata la corrente estremista del "Takfir" (quando si dichiara una persona o una intera società "non credente"). La fusione della visione radicale-violenta dell'egiziano Ayman Zawahry e di quella del wahabita saudita Osama bin Laden ha partorito l'alleanza ideologico-militare rappresentata da al Qaeda. In Libano, tenuti sotto stretto controllo per 30 anni dai servizi segreti siriani, i salafiti, dopo il ritiro delle truppe di Damasco nel 2005, hanno ritrovato una ampia libertà di movimento. A causa anche del sistema settario e confessionale ora concentrano la loro azione in particolare contro lo sciismo (non riconosciuto come propriamente islamico) di cui è principale rappresentante il segretario di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Convinto che la cosiddetta "Mezzaluna sciita" sia più pericolosa dell'imperialismo americano, è il principale leader salafita libanese, lo sceicco Daii al-Islam al Shahhal di Tripoli (la sua scuola el-Hedaya al-Islamiya vanta centinaia di seguaci). Al-Shahhal, nel nome della lotta ad Hezbollah, ha raggiunto una intesa non scritta con il potente sunnita Saad Hariri, il leader della maggioranza di governo, sebbene quest'ultimo sia un musulmano laico e fedele alleato degli Usa. Lo abbiamo intervistato ad Abu Samra, il "cuore" salafita di Tripoli. Sceicco al-Shahhal, come valuta la situazione dei musulmani sunniti oggi in Libano, soprattutto cos'è cambiato per i salafiti da quando i siriani hanno lasciato il paese? Sono cambiate tante cose per noi e per tutti i sunniti da quando i siriani non sono più in Libano e si è spezzata la stretta relazione tra i servizi segreti dei due paesi. Ci sentiamo più liberi. Prima non potevano esprimerci, eravamo controllati. La stampa era imbavagliata da una autorità che, peraltro, dava un forte sostegno agli sciiti. Per fortuna ora possiamo muoverci. In Libano ora godete di una libertà di manovra che in altri paesi della regione vi viene negata. Si deve solo alla partenza dei siriani? No, dipende in buona parte dal potere di Saad Hariri, un "eroe" che sta portando avanti l'azione di suo padre Rafik per ridare forza al sunnismo. Saad Hariri avrà un grande futuro anche se ci sono famiglie sunnite di Tripoli, come i Karame, o a Sidone come il clan di Osama Saed, che lo ostacolano. Lui è il vero capo dei sunniti. Ma Hariri è un laico e un alleato degli Usa che voi accusate di imporre ai musulmani una cultura contraria all'Islam... La questione sciita è un problema che riteniamo ben più grave delle interferenze e progetti Usa. Con ciò non voglio dire che i sunniti libanesi debbano accettare l'influenza degli Stati uniti ma rendersi conto che è meno pericolosa di quella degli sciiti e riconoscere di aver trovato in Saad Hariri il loro protettore. Il pericolo Usa è più generale mentre l'attacco degli sciiti è diretto. E in cosa consistono questi attacchi? Prima di tutto vengono dalle loro basi teologiche che possono danneggiare la nazione islamica. Subito dopo dall'appoggio che siriani e iraniani offrono agli sciiti ed Hezbollah nel sud del Libano negli attacchi contro Israele. Ma anche voi dite di voler attaccare Israele... E' ben diverso. Siamo certi che la zona tampone che esiste di fatto tra Libano e Israele sia frutto di una intesa con gli israeliani volta a proteggere i sionisti e a creare le basi per un unico stato sciita che partendo dall'Iran, passando per Iraq e Siria, arriva fino al Libano meridionale a maggioranza sciita. Tutto questo non dovrà avvenire mai. E come pensate di impedirlo? Non credo alla creazione di milizie contrapposte ma considero legittimo il diritto dei sunniti all'autodifesa. Ma lei riconosce gli sciiti come musulmani? Gli sciiti per me sono una setta islamica che percorre una strada che va nella direzione opposta alla nostra e che accetta falsi dogmi.

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In breve (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

In breve Usa Il Pil "deludente" deprime Wall Street La borsa di Wall Street è rimasta col segno negativo a metà seduta pagando la prestazione deludente del pil nel quarto trimestre (+0,6%) e la trimestrale al di sotto delle attese riportata da Oracle (-7,02%). Il Dow Jones perdeva (alle 19 ora italiana) lo 0,22% a 12.395 punti mentre il Nasdaq cedeva lo 0,83% a 2.305 punti. Male anche lo S&P 500 (-0,18% a 1.338 punti). Fra i titoli è finito in difficoltà anche Google che perdeva il 2,74% sulla scorta di risultati deludenti sull'andamento del traffico sui suoi siti sponsorizzati in febbraio. I dati economici del giorno non sono stati buoni. Negli Stati uniti le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 9mila unità a quota 366mila nella settimana al 22 marzo, stando al dato reso noto dal ministero del Lavoro, in linea con le previsioni degli analisti. La media delle ultime quattro settimane è cresciuta di 1.750 unità a quota 358.000, il livello più alto da ottobre 2005. Telecomunicazioni Hutchison Whampoa prepara la vendita di "3 Italia" In occasione della presentazione del bilancio di Hutchison Whampoa, il magnate di Hong Kong, Li Ka-Shing, ha affermato che il colosso asiatico delle telecomunicazioni sarebbe in trattativa con diversi potenziali acquirenti di 3 Italia. Secondo quanto annunciato dal gruppo, nel 2007 i clienti della controllata italiana sono cresciuti del 16%, a 8,1 milioni in totale. Raggiunto inoltre il pareggio del margine operativo. Scuola Sciopero generale Cobas e manifestazione il 9 maggio "La scuola-azienda di Berlinguer, Moratti, Fioroni e la sedicente autonomia sono fallite: hanno demolito la serietà e l'impianto unitario della scuola pubblica, banalizzato la didattica e il lavoro di docenti e Ata - immiseriti con stipendi da fame - e prodotto ignoranza ed analfabetismo di ritorno". Non sono teneri, i Cobas, con i vari ministri che si sono succeduti. Oggetto della protesta è soprattutto l'Ordinanza Ministeriale 92 di Fioroni sui "recuperi scolastici" e i "tagli agli organici per il prossimo anno" (almeno 11 mila posti di lavoro in meno)L'OM 92, per sanare i "debiti" (l'impreparazione degli studenti in una o più materie) "introduce recuperi-farsa che ridicolizzano la scuola e spingono i docenti, in cambio di mancette salariali, a divenire complici di una scuola cialtrona". Auto Renault-Nissan in Danimarca per produrre l'auto elettrica L'auto elettrica assorbe semopre più gli investimenti dei costruttori, in vista di un debutto su grandi numero entro tre anni. Il gruppo Renault-Nissan ci crede molto, dopo essersi accordata con Project Better Place, un gruppo israelo-americano che ieri ha annunciatio la sua seconda fase di sviluppo in Danimarca. Nel 2011, secondo gli accordi, Renault fornirà ai consumatori danesi veicoli 100% elettrici secondo la normativa europea, in grado di assicurare una mobilità a zero emissioni e performance simili ad un propulsore a benzina. Mentre Nissan, attraverso una filiale in comune con NEC, ha concepito una batteria agli ioni-litio evoluta che risponde ai bisogni dei veicoli elettrici e assicurerà la sua produzione su larga scala. In Danimarca, le condizioni necessarie al successo della commercializzazione su larga scala dei veicoli elettrici si stanno realizzando, secondo il gruppo automobilistico. Il governo danese sosterrà i clienti attraverso incentivi fiscali, Renault fornirà i veicoli elettrici e Better Place Denmark realizzerà una rete elettrica di ricarica delle batterie sull'intero territorio nazionale. Questa intesa fa seguito alla firma, avvenuta il 21 gennaio 2008 a Gerusalemme, tra Renault e Project Better Place per la prima commercializzazione, su larga scala di veicoli elettrici. Questa seconda fase illustra il ruolo di rilievo dell'alleanza Renault-Nissan nella commercializzazione su larga scala di veicoli ad emissioni zero.

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<Bombardano i civili e finanziano i regimi: Il problema è l'Occidente> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

"Bombardano i civili e finanziano i regimi: Il problema è l'Occidente" Francesca Marretta Londra In uno dei suoi ultimi articoli apparso su "The Independent" lei parla dell'assenza di senso di rimorso per la tragedia irachena da parte delle leadership britannica e americana. Ritiene utile in questo senso una nuova inchiesta? "Lo scopo di ogni nuova inchiesta, se ci dovesse essere, sarebbe semplicemente quello di assolvere il governo Brown da tutti i peccati del governo Blair, di lavargli le mani prima di nuove elezioni. Non ci dimentichiamo che Brown ha votato per la guerra. Nella sostanza una nuova inchiesta serve a ben poco o a niente, perchè all'amministrazione britannica, come a quella americana non interessa la vita degli iracheni, il loro benessere. Gli interessa l'economia irachena. E gli interessa la loro reputazione. Per questo i governi di Londra e Washington hanno mentito alla propria opinione pubblica sulle armi di distruzione di massa, quelle "capaci di colpire in quarantacinque minuti", sulla minaccia comune di Saddam e al-Qaeda. Quello che interessa ai governanti è che l'opinione pubblica non perda la fiducia nel governo, che continui a rinnovargliela, non che non gli creda. Del resto l'Iraq non è una questione che ha un impatto diretto sull'elettore come la tassazione pubblica o le emissioni di Co2. E' una questione di sangue. Per molti in Gran Bretagna questo riguarda principalmente il sangue britannico. Cioè quello di 176 morti, o dei 4mila cadaveri americani. Per gli iracheni la storia è diversa. Lì c'erano 600mila cadaveri da seppellire. Come giornalista io ricevo e-mail e lettere, vere, dai lettori dell' Independent che leggono on-line in tutto il mondo. E ti dico che c'è tanta gente scandalizzata dal fatto che i nostri governi hanno permesso la morte di così tante persone. Scandalizzate dal fatto che Tony Blair ci ha portati con l'inganno in una guerra pagata da mezzo milione di iracheni per poi diventare inviato di pace in Medio Oriente. Questo è davvero straordinario. Ci rendiamo conto che tutto questo non è ironico, né sarcastico, ma semplicemente oltraggioso? Dato che questo è un giornale italiano mi viene in mente di quando Churchill tesseva le lodi di Mussolini. Poi Mussolini si allea con Hitler e cambia tutto lo scenario. Blair viene eletto come popolare Primo ministro. Poi diventa il bugiardo che porta alla guerra. Nonostante questo se continua così gli danno pure il Nobel per la pace. E poi, chissà, magari vorrà fare il Papa. E' incredibile quello che si può fare oggi se ci si contorna di buoni consiglieri esperti di relazioni pubbliche". Dunque è da escludere uno scenario futuro che veda Bush e Blair chiamati a rispondere delle proprie responsabilità per la guerra. "Una cosa che nessuna inchiesta farà mai è fare giustizia. Non ci sarà nessuno che metterà Blair sotto processo per essere stato fautore di una guerra illegale, che in un mondo ideale sarebbe la cosa da fare. Quello che un'inchiesta seria potrebbe ottenere è impedirci di commettere ancora errori madornali, e tollerare atteggiamenti come quello di un Primo ministro che arriva al potere e impazzisce, pensando di essere Churchill negli anni '40, quando siamo nel 2003 (anno di inizio dell'invasione dell'Iraq, ndr.). Che poi continua a mentire spudoratamente al paese davanti alla tragedia della guerra, quando è chiaro per tutti che il presupposto per andarci era tutta una bugia. Anche se il governo Brown può dire adesso che il passato è passato e bisogna andare avanti, quello che resta incontrovertibile e insanabile è l'agonia, la tragedia degli iracheni. Una versamento di sangue di portata monumentale, epica. Per questo oggi le azioni dei nostri governi in Iraq sono oggi più importanti che in passato". Il Ministro degli Esteri britannico Miliband ha dichiarato alla Camera dei Comuni che i tentativi di portare la pace in Iraq sono finora falliti. Questa non è un'ammissione del fallimento della guerra? "Ogni volta che si dice che le condizioni sono difficili e che si soffre ancora, c'è un'ammissione del fallimento e del fatto che non si doveva fare questa guerra. Ma finché il governo non dice che questa guerra era sbagliata, finché non sentiamo queste persone dire scusate questo è stato un errore terribile e abbiamo mentito alla gente, ci sarà sempre il pericolo che tutto questo possa succedere ancora. Chiediamoci per esempio cosa accadrebbe se l'America attaccasse l'Iran, o se Israele attaccasse l'Iran con il via libera da parte degli Usa. Quale sarebbe la reazione di Gordon Brown? Invocherebbe una restrizione dell'uso della forza da tutte le parti? Sono sicuro che questa sarebbe la posizione del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Ma qual è la nostra posizione, ci facciamo da parte, o diciamo: guardate questa è una follia. Dobbiamo fermare tutto questo. Dobbiamo smettere di bombardare e attaccare i musulmani. Che li amiamo, o li odiamo, bisogna smetterla con l'aggressione. In uno dei miei articoli della domenica, circa diciotto mesi fa, ho scritto che oggi nel mondo islamico, noi occidentali abbiamo 22 volte il numero di soldati che avevano i crociati nel XII secolo. Che stiamo a fare lì? Mica si dibatte di questo in Parlamento. Al massimo si discute del numero dei soldati che devono restare in Iraq. E la discussione su quello che stiamo facendo? Non abbiamo una politica estera capace di ragionare in prospettiva. Non abbiamo alcuna idea di dove tutto questo ci stia portando. Non abbiamo alcuna forma di relazione matura con il Medio Oriente, ma solo una forma di relazione militare: gli vendiamo le armi, li bombardiamo o li paghiamo per tenerli dalla nostra parte. E' davvero questa la relazione che dovrebbe esistere tra mondo occidentale e mondo islamico? Per far luce su questo si fanno inchieste". Cosa cambierà con le elezioni americane? "Non credo che un cambio di governo negli Stati Uniti possa portare un cambiamento, allo stesso modo in cui non cambia nulla un nuovo governo in Israele, tanto quanto non ha portato nulla il passaggio da Blair a Brown. Specialmente se vivi a Ramallah o nella provincia di Helman, non cambia proprio nulla". Qual è la responsabilità in questo scenario dei governi arabi alleati dell'occidente? "Attualmente ogni governo arabo che si definisce amico dell'occidente e amico dell'America corre seri pericoli a livello interno. Poi bisogna capire che i regimi arabi considerati moderati e amici, non sono necessariamente moderati verso la loro gente. Algeria, Libia, Giordania, sono fondamentalmente potenze coloniali che lavorano per nostro conto. Con le varie remissioni di debiti o l'elargizione di crediti, noi li paghiamo. Sosteniamo in questo modo Mubarak, Re Abdullah di Giordania, Re Abdullah dell'Arabia Saudita e ora anche il Colonnello Gheddafi. Posso aggiungere Algeria, Bahrein, Qatar, Kuwait. In questi paesi quando la gente si sente oppressa dai governi si sente oppressa dagli Usa. A questo proposito mi viene in mente un dibattito televisivo a cui ho partecipato un paio di giorni fa. A un certo punto è venuta fuori quella straordinaria narrativa, la solita scritta a Washington, secondo cui Bin Laden è in grado di sfruttare le ingiustizie reali o percepite dalla popolazione. Io ho obiettato per prima cosa in Medio Oriente non si parla di ingiustizie percepite, ma di ingiustizie reali. E che ciò che Bin Laden può sfruttare è che leader arabi come Mubarajk o Re Abdullah, non mettono in discussione tali ingiustizie, perché devono dar conto a noi. Ancora non affrontiamo le questioni serie". C'è ancora speranza per un futuro di pace in Iraq e di stabilità nella regione mediorientale? "Non ho per niente grandi speranze per il Medio Oriente. Quello che so è che c'è un sacco di gente in occidente, anche negli Usa, ad avere idea delle conseguenze delle nostre guerre nel mondo islamico, pur non avendo voce in capitolo. Il problema è che siamo governati da democrazie fraudolente. Nel senso che abbiamo regimi democraticamente eletti rispetto ad esempio al regime che c'è in Libia, ma che una volta al potere si possono comportare in maniera opposta al mandato conferitogli dall'elettorato". 28/03/2008.

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Tra Sansone e Massada Un israeliano al ceck-point (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

"Per uno solo dei miei due occhi", debutto alla regia di Avi Mograbi Tra Sansone e Massada Un israeliano al ceck-point Boris Sollazzo Sansone e Masada. Il celebre eroe la cui forza leggendaria albergava nei capelli e l'ultimo baluardo di resistenza ebraica contro i Romani ai tempi della distruzione del Tempio. Il primo fu catturato con l'inganno e privato del suo "superpotere". Invocando dio, chiedendolo "per uno solo dei miei due occhi", riuscì a ritrovarlo una sola altra volta, e lo usò per morire con migliaia di filistei. Lo scarso migliaio di resistenti sul Mar Morto, invece, su un accampamento che è un miracolo di strategia militare oltre che di progettazione, erano Zeloti che per non farsi catturare bruciarono tutto e diedero luogo a un clamoroso suicidio di massa (sopravvissero solo una donna e pochissimi bambini). Eroi per la vulgata dei nazionalisti e dei sionisti, assassini fanatici per la Storia, che massacrarono e saccheggiarono, per sopravvivere, anche altri ebrei. Avi Mograbi, in prima persona come un Michael Moore più triste e un po' meno egocentrico, nel documentario Per uno solo dei miei due occhi , girato prevalentemente con DVCAM, parte da questi due miti fondanti di Israele, per rovesciarli e confrontarli con quelli palestinesi attuali. Cos'è Sansone, se non il primo kamikaze della storia? E gli Zeloti non sembrano ferventi combattenti della jihad pronti a tutti per difendere le loro convinzioni e la loro terra, più importanti persino delle proprie famiglie? Mograbi con grande coraggio se lo chiede, vincendo innanzitutto le sue contraddizioni, stringendo amicizia con un palestinese (le loro telefonate vere, ma recitate da un altro per tutelarlo, sono lo scheletro del film) e andando, macchina da presa in mano, nei territori occupati e ai check-point per testimoniare la quotidiana sofferenza di un popolo a cui è proibito lavorare, studiare, che non è libero di vivere autonomamente neanche lo spazio e il tempo, entrambi ostaggi dei soldati israeliani. Avi, spinto dall'emozione e dall'indignazione, fa durare il documentario una ventina di minuti in più, forse necessari soprattutto a lui per capire come la più grande democrazia del Medio Oriente - "ma solo per gli ebrei" - possa fare tutto questo. Il dramma di due popoli, pedine di due imperialismi, di un conflitto di civiltà che sta distruggendo loro e il mondo. 28/03/2008.

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Andria, tre giorni di visite guidate - francesca savino (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina XII - Bari Per la Settimana della cultura Andria, tre giorni di visite guidate L'evento I versi sul principe Manfredi nella notte pro Ant in basilica Le pagine scelte per stasera sono quelle dedicate al figlio di Federico II FRANCESCA SAVINO Con un sorriso lo spirito di Manfredi, figlio di Federico II di Svevia e Bianca Lancia, accoglie il passaggio di Dante e Virgilio nell'Antipurgatorio, fra le anime degli scomunicati. La sua storia, come è raccontata dal poeta della Divina Commedia nel III canto del Purgatorio, risuonerà stasera alle 20,30 nella basilica San Nicola a Bari attraverso la voce e l'interpretazione del dantista Vittorio Sermonti, per un appuntamento esclusivo promosso dalla delegazione barese dell'Ant, l'Associazione nazionale tumori (info 349.468.99.79). Lo studioso romano, da oltre vent'anni maestro italiano nell'interpretazione, il commento e la lettura della Divina Commedia, ha scelto per la sua tappa barese la storia del giovane che tenne il Regno di Puglia e di Sicilia dal 1250, con un breve intervallo, fino al 1266 quando Carlo D'Angiò, chiamato dal Papa, lo sconfisse a Benevento. Fu in quella battaglia che il ghibellino Manfredi trovò la morte. "Biondo era e bello e di gentile aspetto", lo descrive Dante, "ma l'un dei cigli un colpo avea diviso". La cicatrice sul viso non è l'unica: dopo pochi versi Manfredi offre allo sguardo del poeta la sua piaga sul petto, ricordo del campo di battaglia. Ma è sorridendo che racconta la sua storia, "Io son Manfredi, nipote di Costanza imperatrice", e svela la sua sola preoccupazione: che la figlia Costanza, madre dei sovrani di Sicilia e d'Aragona, conosca la verità sul suo conto. Se pure ha lasciato il mondo da scomunicato, ed è sepolto sotto un mucchio di pietre in terra sconsacrata, Manfredi può salvarsi perché pentito in punto di morte: "Io mi resi piangendo a quei che volentier perdona". Così, pochi istanti prima di lasciare la vita terrena, il giovane scoprirà che "mentre che la speranza ha fior del verde", cioè fino all'ultimo respiro, si può recuperare ciò che si è perso. Nel corso di un'ora e mezzo Sermonti presenterà al pubblico barese la figura regale e la lezione di serenità del giovane discendente di Federico II, in un reading teatrale che lascerà spazio alla riflessione e al commento. Un omaggio al poeta che Sermonti ha portato nel mondo attraverso tre volumi, editi da Rizzoli, e conferenze e letture in Europa, Stati Uniti, Sud America, Israele e Turchia e che stasera arriva a Bari per l'Ant. Per l'impegno della sua presidentessa Titti Divella, la serata sarà dedicata alla beneficenza con la devoluzione degli incassi in favore della cura domiciliare dei malati oncologici. La stagione di spettacoli promossi dalla delegazione barese dell'Ant proseguirà a giugno con i concerti nella città vecchia di Gino Paoli e del quartetto jazz con Dado Moroni, mentre il 3 aprile la delegazione di Casamassima promuove al multicinema Galleria a Bari l'anteprima nazionale del film Non pensarci (biglietti da Ambrosini in via Sparano 55, info 080.523.20.05).

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Le vignette sul Profeta incendiano ancora l'indole bellica di Osama (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Commenti Pagina 320 Le vignette sul Profeta incendiano ancora l'indole bellica di Osama --> Osama Bin Laden ha colto l'occasione dell'anniversario della nascita di Maometto (Aid Maouloud) per minacciare l'Europa di gravi conseguenze, per le vignette che "insultano" il Profeta, ristampate anche recentemente dai giornali danesi. I primi disegni satirici contro il Profeta dell'Islam sono apparsi sul giornale danese Jyllands-Posten nel settembre 2005, ma le manifestazioni di massa in Medio Oriente sono scoppiate solo nel 2006, quando altri giornali danesi hanno ristampato le vignette. Nel suo messaggio, Bin Laden accusa l'Europa di avere "attaccato donne e bambini", ma questo crimine appare essere niente se paragonato con "quello che avete fatto nel pubblicare questi progetti insultanti" (le vignette su Maometto). Bin Laden afferma che le vignette sono il frutto di un complotto premeditato, di una vera "crociata" contro l'Islam che vedrebbe in prima linea lo stesso Papa Benedetto XVI. Il messaggio è stato autenticato dalla CIA e ha suscitato immediatamente preoccupazioni sul fatto che al Qaeda intenda lanciare un grosso attacco terroristico in Europa. Secondo l'ex generale pachistano Talat Masood, adesso analista politico, Bin Laden, che probabilmente vive nascosto nella zona di confine fra Pakistan e Afghanistan, sarebbe incapace di organizzare lui stesso questo attacco e lo scopo del messaggio sarebbe quello di far leva sulle vignette per istigare la violenza dei musulmani in Europa e spingerli ad atti terroristici. In Vaticano il messaggio è stato accolto con stupore. Il portavoce della Santa Sede, reverendo Federico Lombardi, ha definito le accuse del capo di al Qaeda "totalmente infondate" e ha ricordato come, al contrario, il Papa abbia, in più occasioni, criticato la pubblicazione delle vignette contro Maometto. Altro obiettivo del messaggio è stato il re Abdullah dell'Arabia Saudita, che Bin Laden definisce un "re senza corona". L'Arabia Saudita negli ultimi anni si è decisamente schierata con gli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo internazionale e ha giocato un ruolo essenziale nel convincere tribù sunnite irachene ad abbandonare la loro alleanza con al Qaeda. Questo fatto ha segnato una svolta nella guerra irachena, conosciuta come "il Risveglio". Lo stesso numero due di al Qaeda, Ayman Al-Zawahiri, aveva dovuto ammettere le difficoltà in Iraq. A chi si meravigliava del fatto che il messaggio non contenesse allusioni all'Iraq, è bastato aspettare un giorno che un secondo messaggio è giunto al canale satellitare qatariota, Al-Jazeera. In questo secondo messaggio, si parla di Palestina e di Iraq. Bin Laden afferma che l'assedio di Gaza è la diretta conseguenza delle trattative di Annapolis, in cui i rappresentanti palestinesi hanno avviato con Israele un processo di pace basato sull'idea di "due popoli, due Stati". L'idea del riconoscimento di Israele è considerata da Bin Laden "un orrendo crimine". Dice nel messaggio: "Cristiani ed Ebrei hanno preso la Palestina non con il dialogo e il negoziato, ma con le armi e con il fuoco e questo è il solo modo per riprendercela". Ha aggiunto che "l'Iraq costituisce la base ideale per organizzare il jihad, che porta alla liberazione della Palestina" e ha fatto appello ai musulmani dei paesi della regione "affinché diano tutto l'appoggio possibile ai fratelli mujahiddin in Iraq". Secondo Yigal Carmon, direttore del Middle East Media Reseach Institute (MEMRI), al Qaeda si trova in grosse difficoltà in Medio Oriente e starebbe cercando di riguadagnarsi quelle "simpatie" di cui godeva in Iraq fino a un anno fa. "Al Qaeda, inoltre, cercherebbe di trovare nuovi spazi politici e "legittimazione" - spiega Carmon all'Unione Sarda - usando la causa palestinese". In Palestina però è l'Iran, assieme alla Siria, e non certo al Qaeda, ad avere assunto il ruolo di oppositore a oltranza di Israele e degli interessi americani. "La realtà è che l'unico terreno sul quale al Qaeda è ancora all'offensiva è il Pakistan assieme all'Afghanistan", afferma Carmon. Bin Laden, attraverso i suoi messaggi, invece, vuole dimostrare di essere ancora capace di condurre il jihad globale che dovrebbe portare al cosiddetto Califfato mondiale, cioè un mondo riunito sotto la guida politica e religiosa dell'Islam radicale. ROBERTO BARDUCCI.

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Il miracolo della "tigre d'africa" - giampaolo visetti luanda (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

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È la nuova terra promessa del continente. Due milioni di deportati cinesi sfruttati e umiliati nelle baraccopoli Il paese dei record, soffocato dalla corruzione, è il paradiso del liberismo selvaggio e della crescita economica Il miracolo della "tigre d'Africa" Luanda, città più cara al mondo assieme a Tokyo, punta a diventare la Dubai africana Seconda economia subsahariana Il sorpasso del Sudafrica non è più un'utopia GIAMPAOLO VISETTI LUANDA dal nostro inviato Le tendopoli dei cinesi nuotano nel fango rosso. Lottano invano contro la polvere e lo smog, emergendo a tratti da nuvole nere e roventi. Sorgono ovunque, tra montagne di cemento, mattoni e asfalto, circondate da sciami di scurissime prostitute-bambine, seguendo cantieri immensi. Strade, ferrovie, ponti, stadi, alberghi, ospedali, grattacieli, si fanno largo tra discariche fetide, baracche di lamiera, fiumi di auto e campi minati. Ospitano due milioni di deportati da Beijing, pronti a raddoppiare entro il 2010. Tra i galeotti comuni, migliaia di detenuti politici: professori, avvocati, medici, economisti, venduti come schiavi alla "tigre dell'Africa". Sveglia prima dell'alba, zuppa alle 23. Nessun giorno di riposo. Dopo 27 anni di guerra civile, è sullo scandalo dei forzati dell'Oriente che si fonda il boom della nuova terra promessa del continente. Nella fradicia Luanda i gelidi uffici dei signori del petrolio e dei diamanti restano affacciati sulle sconvolte vie coloniali intitolate a Che Guevara, Lenin, Marx, Castro. La fine della Guerra Fredda ha però ripudiato comunismo, ideali rivoluzionari, opposizione a capitalismo e imperialismo dell'Occidente. Gli eroi dell'indipendenza oggi vivono solo per gli affari e per i dollari. L'Angola dei record è il paradiso del liberismo senza vincoli e senza pietà. Osservata dall'Europa, appare come l'isolato esempio dell'Africa di successo. Dal 2002 è in pace. La crescita economica sfiora il 25% all'anno. Nel 2003 l'inflazione era al 98%, oggi sotto il dieci. Il kwanza continua a rafforzarsi su dollaro ed euro. Il presidente Josè Eduardo Dos Santos, al potere da trent'anni, con un assegno da 2,4 miliardi di dollari ha rimborsato il Club di Parigi. E' ormai la seconda potenza petrolifera dell'Africa, esordiente nell'Opec. Da 800 mila barili al giorno si è schizzati a 2 milioni. Fra tre anni toccherà i 2,5 milioni. Nella casse della Sonangol, la compagnia energetica di stato, l'anno scorso sono piovuti 35 miliardi di dollari da Usa, Cina e Francia. L'Endiama è il quarto produttore mondiale di diamanti: dieci milioni di carati, avvolti nel mistero, che decollano verso Russia, Israele, Canada e Sudafrica. I cinesi, per assicurarsi gli appalti della ricostruzione, hanno offerto un credito-choc da 9 miliardi di dollari, 20 entro il 2013. Tra due anni il Paese ospiterà i campionati africani di calcio. Si stanno asfaltando 8 mila chilometri di strade, altri 3 mila saranno aperti prima del 2012. Per rilanciare l'agricoltura il governo ha ordinato 9 mila trattori. I piani prevedono la creazione di otto città da mezzo milione di abitanti, 32 nuovi aeroporti, 3 grandi direttrici ferroviarie, sei porti sull'Atlantico. Luanda, città più cara al mondo, ambisce a diventare la Dubai africana. Ditte olandesi stanno colmando la baia di sabbia. Oltre il vecchio lungomare portoghese sorgeranno 21 hotel di lusso, centri commerciali, palazzi di vetro e il grattacielo più alto dell'Africa. In pochi anni la città è esplosa da 800 mila a 6 milioni di residenti ufficiali. Gli affitti, per cento metri quadri, arrivano a 10 mila euro al mese. Per una casetta con giardino si pagano 30 mila euro mensili, lo stipendio di un manager. Gli alberghi accettano prenotazioni solo con due mesi di anticipo. Le compagnie petrolifere riservano piani interi per tutto l'anno. La circolazione, tra le 6 e le 23, si blocca. Migliaia di fuoristrada e pick-up giapponesi sostano in colonna con il clacson premuto. Le vie si trasformano in spaventosi mercati ambulanti. Gli automobilisti fanno la spesa dal finestrino, mangiano al volante, lavorano al computer, organizzano riunioni di lavoro sui sedili, firmano contratti sul cofano. Per coprire una distanza da cinque minuti, si impiegano cinque ore. Arrostire in auto è il prezzo del successo: constatare di pagarlo in massa, la sua garanzia. Sessantamila furgoni privati ammassano milioni di persone in abitacoli asfissianti. Il porto, semi - abbandonato fino al 2002, è assediato da centinaia di navi in attesa di scaricare. Per sdoganare un container occorrono sei mesi. L'aeroporto, decrepito, ogni mese inaugura collegamenti diretti e l'arrivo di nuove compagnie. Da aprile si volerà quotidianamente su Beijing, un volo di sola business porterà a Chicago. Nel nuovo scalo aprirà i suoi uffici la Lufthansa. Scrutata attraverso i rapporti internazionali, l'Angola si rivela come la seconda economia subsahariana, primatista mondiale di crescita e potenza energetica strategica, capace di determinare i prossimi equilibri planetari. Il sorpasso del Sudafrica non è più un'utopia. L'atmosfera è sovraeccitata e pionieristica. Una frenetica e violenta corsa all'oro. Grazie ad un incontro si possono accumulare, o perdere, fortune in pochi mesi: a sgomitare, un taciturno esercito di predatori, di predati e di opportunisti. Questa, un'Africa all'americana al guinzaglio della Cina, è però solo una faccia del Paese: il profilo meno impresentabile, creato dal mondo che si contende il dominio delle materie prime più lontane dai fronti delle guerre. Tutto il resto, la realtà più profonda, è invece l'Angola all'africana, nelle mani di una dittatura corrotta e venduta al miglior offerente. Perché se da una parte ci sono il petrolio dell'enclave di Cabinda e i diamanti del Lunda e del Moxico, d'altra ci sono i bambini di strada della capitale e i morti di fame delle province. Sul primo pianeta spreca l'1% della popolazione: i miliardari. Sul secondo sopravvive il 99%: i nullatenenti. Basta lasciare gli eliporti aziendali di Luanda, o spingersi nelle regioni dell'interno, per capire come la "pax energetica" abbia sconfitto il popolo angolano, escluso dallo sviluppo. In baraccopoli e villaggi mancano luce, acqua, strade, fogne. Non ci sono ospedali, scuole, lavoro. La gente, eccetto la radio governativa, non accede ad alcuna informazione. Le donne lavano nei fiumi, arano e zappano a mano, cucinano su falò a legna. Non circola denaro. Si scambiano prodotti, frutto di primitive coltivazioni di sussistenza. L'Angola era il primo produttore di caffè, varietà robusta, del continente: non ne cresce più una pianta. Ci si sposta a piedi. Su 16 milioni di abitanti, 14 sono in miseria. La disoccupazione è del 55%. Gli analfabeti superano il 70%. I medici sono 1400, uno ogni 15 mila persone. Sei donne su 10 non sopravvivono al parto. Su mille bambini, 275 muoiono prima dei 5 anni. Ufficialmente solo il 3% della popolazione è sieropositiva: le indagini delle Ong straniere alzano la percentuale al 10. Solo lo Stato, in cambio della fedeltà al potere, offre lavoro: 100 dollari al mese, spesso non pagati. La disperazione si trasforma in alcol e droga, in una violenza disperata. Nelle case si nascondono ancora oltre 10 milioni di mitra e fucili. Quattordici milioni di mine e ordigni inesplosi, migliaia di vittime all'anno, dissuadono chi vorrebbe tornare in campagna. La corruzione è la sola organizzazione funzionante. La "gazosa", si paga per tutto. Per ottenere il chinino, o un diploma, o aggiudicarsi un appalto. Una miliardaria truffa di regime. E' così che la massa dei poveri viene strangolata e che l'oligarchia al potere si consolida. La spartizione delle incalcolabili ricchezze nazionali, tra non più di 120 famiglie, è stata siglata nel 2002. Jonas Savimbi, capo dell'Unita, è stato assassinato grazie ad un accordo con l'Mpla di Dos Santos. Il leader dell'opposizione nazionalista, prima sostenuto e poi tradito degli Usa, fu venduto agli ex rivoluzionari pagati dall'Urss, adottati infine, liberisti, dagli Stati Uniti. Oggi l'Mpla è maggioranza e governa assieme alla minoranza dell'Unita. In realtà un potere familiare occulto, mascherato e garantito da Dos Santos, muove ogni filo tramite un partito-Stato. I politici continuano a vendere le materie prime, i militari i diamanti: come sempre dopo l'indipendenza del 1975, o dopo la riesplosione del conflitto civile, nel 1992. La differenza è che non si spara più e che gli investimenti stranieri sono rassicurati dalla stabilità del potere. La ricostruzione del Paese non esprime un progetto politico, un'idea di società: agganciata al prezzo del petrolio, è ritmata dagli affari privati della nomenclatura pubblica. La famiglia presidenziale controlla edilizia, commercio, telecomunicazioni e credito. I clan degli ex generali e dell'esercito, attraverso il florido mercato delle armi, impiegano i proventi dei diamanti in agricoltura, pesca, trasporti e industria. Nelle province capita raramente di imbattersi in qualcosa che stia in piedi. Quando accade, un birrificio, una coltivazione di banane, una piccola flotta fluviale, o un allevamento di vacche da latte, la gente abbassa occhi e voce: "E' del generale". Gli sconfitti dalla pace sono troppo poveri, troppo stanchi, per accettare la responsabilità di rivendicare dei diritti. Ai primi di settembre, per la prima volta nella sua storia, l'Angola andrà alle urne senza che fuori dai seggi si combatta. Il Paese, oppresso dall'ingiustizia, è carico di odio. Qualche osservatore prevede un'esplosione sociale che dai ghetti di Luanda dilaghi nelle campagne. Potere e uomini d'affari ostentano invece sicurezza: nulla, a breve, cambierà. Le Ong attive nell'affermazione dei diritti umani sono state chiuse. Televisione, giornali e università sono nelle mani del governo. La propaganda presidenziale è martellante. L'opposizione, o una leadership alternativa, non esistono. Le potenze straniere che si dividono i tesori angolani non possono permettersi instabilità sui mercati africani delle materie prime. Il potere può ignorare la sofferenza della gente. Per questo, a parte l'eroica chiesa missionaria e qualche eccezionale realtà del crescente volontariato laico, nessuno chiederà giustizia. Nessuno vuol guardare lo scandalo dei prigionieri politici cinesi, usati come schiavi nei cantieri. Nessuno lavora per fare in modo che quattro milioni di essi, deportati in cambio di petrolio in un Paese di 16 milioni di angolani, non travolgano una cultura inespressa e le sopite identità tribali. Davanti al nuovo grattacielo della Sonangol, eldorado dei businessmen impegnati a svuotare la cassa africana il più rapidamente possibile, i poveri del barrio di Roque Santeiro, o le migliaia di miserabili stesi tra i rifiuti di Lixeira, non esistono. Come i rifugiati di guerra. Sono migliaia. Ammassati nei campi profughi, alla periferia di Luanda o lungo i confini, erano sopravvissuti grazie agli alimenti del Wfp. Presi in carico dal governo, sono stati abbandonati. E' un'emergenza umanitaria denunciata invano dalla solidarietà internazionale. Il prologo di una tragedia ancora più devastante: la guerra per la terra. Sei anni fa l'Occidente si è ricordato che l'Angola è anche un paradiso della natura. La terra è fertile e spesso vergine, il clima ottimo, l'acqua abbandonante. Con i cinesi impegnati nella costruzione di strade, ferrovie e porti, il latifondismo torna ad attrarre gli investimenti occidentali. C'è un solo problema: le popolazioni indigene da cacciare. Un affare da generali. Dichiarano i villaggi "campi profughi" e li chiudono. Inviano l'esercito a sgomberare baracche e terreni. Requisite le campagne, si intestano migliaia di ettari. Poi assegnano a se stessi macchinari, canali irrigui, sementi pagati dallo Stato. Vendono infine tutto ai compiacenti stranieri. Un noto ambasciatore in Europa, ex governatore di un'importante città, è stato uno spietato specialista della materia. In pochi anni ha deportato migliaia di contadini. Miliardario, in un'antica capitale, studia il meccanismo dell'immunità parlamentare per conto del presidente. Una storia condivisa dell'Angola non è stata scritta, nessun crimine di guerra è stato perseguito, la violenza viene premiata con il potere: meglio proteggersi, se mai qualcuno ricordasse le promesse e le speranze di un tempo. Zia Nanda, malata di cancro e madre di sei figli, anima e àncora di salvezza per i diseredati di Luanda, non sa dire cos'è diventato il suo Paese. Non lo dice nemmeno Carlos Fernandes, usuraio durante la guerra civile, oggi finanziere di successo a Lubango. Si sfiorano su galassie ermetiche, però concordano. I ricchi stanno diventando ricchissimi. I poveri, poverissimi. Pochi clan neri, insaziabili, svendono la patria: ma ai tavoli eleganti di "Pintòs" siedono solo i bianchi. Gli educati dollari hanno sostituito i volgari proiettili. La colonizzazione si chiama ricostruzione. La corruzione, sviluppo. Nell'Angola del boom l'annientamento di un popolo non dà più scandalo.

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Dagli orafi ai costruttori agli stilisti ecco i 390 clienti del liechtenstein - francesco mimmo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Economia Dagli orafi ai costruttori agli stilisti ecco i 390 clienti del Liechtenstein C'è un allevatore di cavalli e un'esperta di Santa Caterina Indagati per omessa o infedele denuncia ma molti potrebbero essersi messi in regola Tra i depositi più corposi, quello degli Aleotti (gruppo Menarini) con 476 milioni FRANCESCO MIMMO ROMA - Oltre 1,3 miliardi di euro, divisi in 157 conti riconducibili a un totale di 390 persone: sono i numeri del "tesoro" italiano in Liechtenstein. Soldi di cui il Fisco aveva perso le tracce e sui quali stanno indagando adesso 37 procure. La lista dei titolari di quei depositi nella banca Lgt di Vaduz comprende industriali, artisti, piccoli e grandi imprenditori, manager e professionisti, orafi, stilisti, fino a una scrittrice esperta di Santa Caterina da Siena, un pensionato, un allevatore di cavalli. Dopo le prime indiscrezioni, ora la lista è nota fino all'ultimo nome (l'ha pubblicata nel suo sito l'Ansa, e ora si può trovare su www.repubblica.it). Tutti indagati per omessa e infedele denuncia dei redditi. La Guardia di Finanza sta passando al setaccio la lista e quel miliardo 337 milioni e 250 mila euro, a caccia anche di eventuali ipotesi di riciclaggio di denaro sporco attraverso l'utilizzo di prestanome. Ma il rischio prescrizione è alto visto che i fatti risalgono al 2002. L'elenco dei nomi è stato venduto da un ex dipendente della banca ai servizi segreti tedeschi. Nelle scorse settimane la lista è arrivata nelle procure italiane. I pm di Milano stanno indagando su 97 soggetti (non necessariamente singoli nomi), quelli di Roma su altri 37. Gli altri sono divisi in tutta Italia. Tra le persone in elenco, qualcuno potrebbe aver sanato la sua posizione. Per altri, magari residenti all'estero, potrebbe non ravvisarsi alcun reato. Ma c'è un dato certo: con la "sanatoria" dello scudo fiscale dal Liechtenstein (da tutte le banche del Paese) sono rientrati solo 676 milioni di euro. Sugli altri deve fare luce la magistratura. Tra i conti più ricchi contenuti nell'elenco quelli che fanno riferimento alla famiglia Aleotti del gruppo farmaceutico Menarini (476 milioni di euro), mentre depositi riconducibili al gruppo Mian (che opera nello stesso settore) sono pari a 200 milioni. Hanno conti al di sopra dei 10 milioni la famiglia Bax (20 milioni); la famiglia di industriali Ryan (15 milioni); gli industriali Pichler (35), gli imprenditori vicentini Amenduni (15,5); il gruppo familiare (moglie, figlio, madre ed una persona indicata come il suo "migliore amico") che fa capo all'ex direttore sportivo della Ferrari Marco Piccinini (60 milioni); le famiglie Groppo (13 milioni) e Garbagnati (15 milioni), Alessandra ed Enrico Marcora (20 milioni), il gruppo Ferrazzini (30 milioni) e quello Italcementi (33 milioni). Nell'elenco anche gli industriali Manini (l'azienda di cancelli automatici Faac spa) che sarebbero titolari di conti per 18 milioni e la famiglia di origini albanese Ferra (31 milioni); i titolari del gruppo Pessina (costruzioni) sono indicati con conti per 32 milioni e Gianpaolo Corabi con 15 milioni. Tra gli altri nomi quello di Raoul Konstandt (650 mila euro) che avrebbe "proprietà immobiliari in Israele", mentre Julian Astolfoni (250mila) in Germania; ci sono poi Clotilde Baretieri Sforza (650 mila), di una "antica famiglia nobile di Milano", il medico Carlo Mazzi (5 milioni), i De Polo (1,2 milioni) del Museo nazionale Alinari della fotografia, gli orafi Vaschieri (6 milioni), Sbragi (650 mila) e l'aretino Alano Maffucci, i gioiellieri Vittorio Boni (3 milioni) e Chimento (6 milioni e 300mila), il cittadino di origini iraniane Massoud Mowlazadeh (650 mila) indicato come presidente della Vercellese Calcio, che figura nell'elenco insieme alla moglie e a due figli; gli imprenditori veronesi Facchini (7,5 milioni, hanno acquistato nel 2002 il marchio Byblos da Prada), gli allevatori di cavalli Bonora (650mila euro); Paul Prast, attivo nel settore macelleria (5 milioni e mezzo), l'imprenditrice Cecilia Conti (3 milioni), i pellicciai Barbieri (9 milioni e 300 mila), l'ex presidente dell'Ordine degli agenti di cambio Gian Paolo Gamba (2 milioni). Insieme a Piero Mascherpa, "ingegnere", risultano titolari dello stesso conto da 3 milioni di euro anche due "pensionate Inps", così come pensionato è Stefano D'Archino (700mila euro). Sotto l'indicazione di Gruppo Dell'Acqua (650 mila euro) sono indicati il docente universitario Paolo Nanni e Lorenzo Nanni che "percepisce reddito dall'Istituto per il sostentamento del clero". Non è stato invece meglio identificato Denis O'Conner (3,8 milioni) con proprietà immobiliari a Campione d'Italia. Tra i nomi già trapelati quello Maria Ilvia Biolcati, in arte Milva - insieme alla figlia e alla sorella risulta titolare di un conto di 7,5 milioni di euro - e quello di Mario D'Urso, con 250 mila euro, ex senatore indicato come "politico con residenza in Gran Bretagna". E ancora: Tommaso Addario e la moglie (650 mila), la stilista romana Simonetta Colonna (2 milioni) con il figlio fotografo e la figlia; Pasquale De Vita (1 milione) presidente dell'Unione petrolifera, gli imprenditori Zanussi (con somme di diversa entità), il conte Pietro Arvedi D'Emili, Enrico Giuliano (5,5 milioni) del Partito Italiani nel mondo, esponenti delle famiglie Sama e Ferruzzi (5 milioni 250mila); l'eurodeputato Vito Bonsignore, con altri due nomi (5 milioni 600mila) e il senatore Luigi Grillo (650 mila) di Forza Italia.

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Il caso (sezione: Israele/Palestina)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stampa Il caso Il caso Il lavoro di Silvio Berlusconi con la Comunità ebraica italiana ha portato risultati. La sua vicinanza a Israele è stata apprezzata dalla stampa israeliana. Sulle pagine di Yediot Aharonot, Menachem Gantz dedica un'intervista al Cavaliere che racconta la sua politica filo-israeliana. Ma Berlusconi ne ha approfittato per raccontare la sua giovinezza segnata dal rapporto con l'ebraismo: "Al di là della della storia, vi è l'aspetto personale. In gioventù ho vissuto vicino la scuola ebraica di Milano. Ho avuto occasione di parlare con insegnanti e alunni e mi è capitato di stare spesso in compagnia di israeliani. Mia moglie aveva amici intimi che abitavano a Tel Aviv. Sentivamo da vicino la paura degli attacchi terroristici. Avevamo sofferto in prima persona".

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Comunità ebraica: tre liste per contare (sezione: Israele/Palestina)

( da "Tempo, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stampa "Per Israele", "Giovani insieme" e "Yachad". Dopo otto anni lascia la presidenza Leone Paserman Comunità ebraica: tre liste per contare Maurizio Piccirilli m.piccirilli@iltempo.it Dopo otto anni di presidenza Leone Paserman non sarà più a capo della Comunità ebraica di Roma. Ormai lo dividono solo 2 giorni dal rinnovo del suo Consiglio. Domenica quindicimila iscritti alla più antica Comunità ebraica d'Europa saranno chiamati alla urne per scegliere i 28 consiglieri che guideranno l'amministrazione di Lungotevere Cenci per i prossimi 4 anni. Sono tre le liste che si contendono i seggi: Per i giovani insieme, Per Israele e Yachad. La campagna elettorale non ha risparmiato la lotta a colpi di comunicazione come in qualsiasi confronto politico. E a farla da padrona, sulla scia delle primarie americane, è la comunicazione via internet. Le caselle elettroniche sono state "bombardate" di e-mail e di video elettorali. Proprio quest'ultimi hanno attratto l'attenzione, grazie alle prestazione amatoriali, a volte pittoresche, di candidati e sostenitori delle liste. Si va dalla parodia de Le Iene e del Tg5 per raccontare cosa si è fatto in passato e cosa si farà in futuro, a un excursus tra le tradizioni giudaico-romanesche e libiche "condite" con musiche e paesaggi israeliani. Ma saranno le iniziative che prenderanno le 3 liste, se saranno al governo, a spostare voti. I programmi, dunque. La lista Per Israele, quella che ha ottenuto la maggioranza assoluta alle ultime elezioni, è capitanata da Riccardo Pacifici. L'attuale vicepresidente Cer punta molto sulla sua squadra di giovani candidati alla Consulta e sul tema della solidarietà sociale. Pacifici cercherà di applicare un welfare per aiutare i più bisognosi e le famiglie, a partire dall'educazione scolastica. Un grande sostegno verrà dato alla Deputazione ebraica e alla creazione di un mercato della carne kasher a costi accessibili a tutti. Ma anche più attenzione agli anziani e alla Casa di riposo messa a loro disposizione, un ospedale israelitico (oggi a vertici delle classifiche) ancora più efficace ed efficiente, la costruzione di altri due grandi centri di aggregazione sportiva e una scuola che possa preparare i giovani al mondo del lavoro. Inoltre, è pronto il progetto di un nuovo centro comunitario tra Ostia, Acilia e Axa in grado di aggregare anche quegli iscritti "lontani" dall'antico ghetto. Naturalmente, un appoggio allo Stato Israele che abbia il giusto peso nella società civile. A contendere, più di altri, la vittoria alle elezioni è la lista Per i giovani insieme. Sono Roberto Coen, attuale vicepresidente, e Victor Magiar, intellettuale di sinistra, a proporre il loro modello di Comunità e contestare, in primis, il metodo col quale Riccardo Pacifici comunica l'ebraismo ai media. La loro lista punta all'accoglienza facendo leva su quegli iscritti che, si legge nel programma, "si sentono estromessi estromessi per le proprie scelte di vita ma che continuano a sentirsi profondamente ebrei". Anche questa lista vuole dare rispaste "un'emergenza sociale" rafforzando l'organo Deputazione, organizzando corsi di formazione professionale, sviluppare il progetto di affidamento familiare e aprendo uno sportello che offra servizi, dall'assistenza medica a quella legale. Naturalmente, grande sostegno verrà dato ai giovani e i movimenti giovanile supportandoli economicamente nelle loro iniziative, mentre per i meno giovani il progetto prevede un rafforzamento delle strutture già esistenti. è la terza lista la novità della campagna elettorale della Comunità ebraica. Capitanata dal presidente di Kadima Italia, Raffaele Pace, cercherà di raccogliere consensi tra gli ebrei romani "scontenti" della gestione comunitaria di questi anni. Pace offrirà al suo elettorato, soprattutto, la possibilità di aiutare le persone che oggi vivono gravi disagi sociali abbassando i costi che ogni iscritto deve sostenere.

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L'america da sola non potrà guidare il mondo - john mccain (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cultura L'AMERICA DA SOLA NON POTRà GUIDARE IL MONDO JOHN MCCAIN In Vietnam, dove ho stretto le amicizie più intime e forti, alcuni dei miei commilitoni hanno perso la vita e non hanno fatto ritorno nel Paese che amavano così tanto. Io detesto la guerra. Non sarà forse la cosa peggiore che può capitare al genere umano, ma è esecrabile oltre ogni dire. Quando le nazioni cercano di risolvere le loro divergenze con la forza delle armi, ne derivano tragedie incalcolabili. Le vite dei migliori patrioti nazionali sono sacrificate. Soffre e muore moltissima gente innocente. I commerci vanno incontro a gravi difficoltà, le economie ne risentono pesantemente, gli interessi strategici intessuti in anni di paziente arte di governo sono messi a repentaglio, perché le esigenze belliche e della diplomazia sono in conflitto tra loro. Una guerra non è riscattata o glorificata dal valore col quale è combattuta, né dalla nobiltà della causa che essa serve. Quali che siano le conquiste che essa apporta, sono sempre le perdite quelle che il veterano è maggiormente propenso a ricordare. Soltanto un pazzo o un ciarlatano fa della spietata e feroce realtà di una guerra puro sentimentalismo. Per quanto inebriante possa essere la chiamata alle armi, per quanto giusta la sua causa, dovremo sempre versare lacrime per tutto ciò che va perduto quando la guerra ci impone il suo pesante scotto. Io sono un idealista e credo davvero che sia possibile nella nostra epoca rendere il mondo nel quale viviamo un luogo diverso, migliore, più pacifico, nel quale i nostri interessi e quelli dei nostri alleati siano più sicuri, nel quale gli ideali americani che stanno trasformando il mondo, i principi della libertà dei popoli e dei mercati, progrediscano ancor più di quanto già hanno fatto. Tuttavia ? per esperienza di vita vissuta e per il giudizio che da essa ne ho derivato ? io sono un idealista realista. So che dovremo lavorare sodo e con grande creatività per dare nuove fondamenta a una pace stabile e duratura. Abbiamo nemici per i quali nessun attacco è troppo spietato, nessuna vita innocente può dirsi al sicuro. Nemici che vorrebbero ? se potessero ? colpirci con le armi più letali esistenti sul pianeta. Ci sono Stati che li assecondano e che potrebbero aiutarli a entrare in possesso di tali armi, perché condividono con i terroristi uno stesso odio animoso contro l'Occidente, e non si placheranno certo di fronte ai rinnovati appelli ai buoni slanci della loro natura. Questa è la minaccia cruciale dei nostri tempi, e se vogliamo riuscire a sventarla compiutamente dobbiamo comprendere fino a fondo le implicazioni delle nostre decisioni inerenti a tutte le sfide regionali e globali. Un giorno il presidente Harry Truman disse dell'America: "Dio ha creato la nostra nazione e l'ha portata all'attuale livello di forza e potenza per qualche grande scopo". Ai suoi tempi quello scopo era contenere il Comunismo, costruire quella pace e quella prosperità che potessero consentire di superare in tutta sicurezza la Guerra Fredda. Adesso è arrivato il nostro turno: ci troviamo davanti varie opportunità e anche nuovi pericoli. I progressi della scienza e della tecnologia ci hanno assicurato insperata prosperità, hanno sradicato le malattie, hanno alleviato le sofferenze di milioni di persone. Nella nostra vita abbiamo l'effettiva occasione di elevare il mondo a un nuovo standard di esistenza umana. Nondimeno, quelle medesime tecnologie hanno creato nuovi e seri pericoli, hanno armato pochi fanatici mettendo nelle loro mani la capacità di sterminare milioni di innocenti, hanno prodotto un'industrializzazione globale che col passare del tempo minaccia la sopravvivenza del nostro pianeta. Raccogliere queste sfide e dar loro risposta impone di comprendere il mondo nel quale viviamo, impone agli Stati Uniti un ruolo centrale nel plasmare il futuro. Gli Stati Uniti devono essere leader del XXI secolo, proprio come ai tempi di Truman. Leadership oggi però significa qualcosa di radicalmente diverso rispetto agli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, quando l'Europa e le altre democrazie si stavano ancora riprendendo dalla devastazione del conflitto e gli Stati Uniti erano l'unica superpotenza democratica. Oggi noi non siamo soli: c'è la potente voce collettiva dell'Unione Europea, ci sono le voci di altre grandi nazioni democratiche, quali India e Giappone, Australia e Brasile, Corea del Sud e Sudafrica, Turchia e Israele, per citarne soltanto alcune. Ci sono anche le voci di nazioni sempre più potenti, come Cina e Russia, che godono di grande influenza nello scenario internazionale. In questo mondo, nel quale il potere da tutti i punti di vista è distribuito più equamente e più ampiamente, gli Stati Uniti non possono "guidare" in virtù della sola potenza. Dobbiamo essere forti politicamente, economicamente e militarmente. Ma dobbiamo altresì essere leader conquistando altri alla nostra causa, dimostrando nuovamente le virtù della libertà e della democrazia, difendendo le leggi della società civile internazionale e creando nuove istituzioni internazionali adatte a diffondere la pace e la libertà che tanto abbiamo care. Forse, più di ogni altra cosa, leadership oggi significa accettare e adempiere alle proprie responsabilità di grande nazione. Una di queste responsabilità consiste nell'essere un alleato fidato e onesto per le altre democrazie: non potremo costruire una pace duratura basata sulla libertà da soli, e neppure vogliamo che sia così. Dobbiamo rafforzare pertanto le nostre alleanze globali, renderle il nucleo di una nuova coesione globale ? una "Lega di Democrazie" ? che possa incanalare la grande influenza di oltre un centinaio di nazioni democratiche della Terra per portare avanti i nostri valori e difendere i nostri interessi condivisi. Al cuore di questa nuova coesione devono esserci rispetto e fiducia reciproci. Ricordiamoci delle parole dei nostri padri fondatori, quelle della Dichiarazione di Indipendenza che affermano che dobbiamo "tributare un decoroso rispetto alle opinioni del genere umano". La nostra grande forza non significa che possiamo fare tutto ciò che vogliamo ogni volta che vogliamo, né che possiamo pretendere di essere i detentori di tutta la saggezza e tutte le conoscenze necessarie a conseguire il successo. Dobbiamo ascoltare le opinioni altrui, rispettare il volere collettivo dei nostri alleati democratici. Quando crediamo che sia necessario un intervento a livello internazionale ? sia esso militare, economico o diplomatico ? dovremo persuadere i nostri amici che abbiamo ragione. E, a nostra volta, dobbiamo essere disposti a lasciarci persuadere da loro. Mi candido alla presidenza perché voglio che il Paese che amo e per il quale ho servito tutta la vita sia sicuro, perché intendo far fronte alle sfide della nostra epoca, come le generazioni che ci hanno preceduto fecero ai loro tempi. Mi candido alla presidenza perché so che spetta all'America, più che a qualsiasi altra nazione su questa Terra, essere leader nella costruzione delle fondamenta di una pace stabile e duratura, che abbia le sue premesse nella forza del nostro impegno nei suoi confronti, negli ideali in grado di trasformare tutto e sui quali il nostro stesso Paese è stato fondato, nella nostra capacità di guardare oltre l'orizzonte da un punto di vista storico, nel nostro coraggio e nella saggezza di compiere scelte difficili. Mi candido alla presidenza perché credo, più forte di quanto ci abbia mai creduto in tutta la mia vita, che abbiamo effettivamente nel corso della nostra esistenza il potere di rendere il mondo un luogo migliore di quello che abbiamo ereditato. Traduzione di Anna Bissanti.

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BRA Il Rigoletto domani al Politeama E' stata l'opera con la qual (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

BRA "Il Rigoletto" domani al Politeama E' stata l'opera con la quale si è inaugurato - il 1° settembre 1900 - il teatro Boglione. E domani sera, alle 21, - dopo un secolo - nello stesso luogo e sulle stesse note, le tormentate passioni del Duca di Mantova coinvolgeranno ancora la giovane Gilda e il buffone di corte Rigoletto. Protagonisti il baritono Maurizio Scarfeo, il tenore Angel Pazos e la soprano Fernanda Costa. Con l'Orchestra filarmonica e il Coro lirico del Piemonte. Biglietti: 20 euro (16 euro i ridotti). BRA, POLITEAMA DOMANI ALLE 21 VILLADOSSOLA L'arpista Belmondo suona Rota e Debussy Letizia Belmondo e la sua arpa sul palco della Fabbrica domani sera. Il concerto s'inizia alle 21. la serata è organizzata in collaborazione con l'associazione culturale "Artexe", sotto la direzione artistica di Salvatore Seminara. Letizia Belmondo, vincitrice del Concorso Internazionale di Israele nel 2001, proporrà brani di Benjamin Britten, Nino Rota, Elias Parish-Alvars, Paul Hindemith, Claude Debussy ed Henriette Renié. Biglietti.: 12 euro, ridotto a 4 euro. TEATRO DELLA FABBRICA DOMANI ALLE 21 AOSTA I primi 40 anni delle Dames d'Aoste Il coro femminile Dames de la Ville d'Aoste, diretto da Alearda Parisi Pettena, festeggia i 40 anni di attività. Domani a Pollein, alle 21 all'auditorium della Grand Place, è in programma un concerto, al quale parteciperanno anche il CoroTreCime di Abbiategrasso e il laboratorio corale Cantar Storie di Domodossola. POLLEIN, AUDITORIUM DOMANI ALLE 21 BIELLA Performance allo Spazio Pria Domani alle 21,30 allo Spazio Pria, durante "Il mio nome non ha importanza", a cura di Hacienda sonora, per la prima volta, sarà proposta un'azione artistica condotta fuori dal web e presentata dal vivo in collaborazione con uno staff che comprende "musicisti, performer, tecnici del suono, barman rockettari, e divoratori onnivori di musica di libero download". Info: 333/950.95.11 BIELLA, SPAZIO PRIA DOMANI ALLE 21,30 CASALE MONFERRATO Hendel racconta del "bipede errante" S'intitola "Il bipede errante" lo spettacolo di Paolo Hendel, che ne è anche l'autore con Piero Metelli (in collaborazione con Sergio Staino), di scena stasera al teatro casalese. Info biglietti: 0142- 444.313. CASALE, TEATRO MUNICIPALE OGGI ALLE 21.

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Con un viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili Tichofilm (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

AVVENIMENTO Con un viaggio filmato nei Territori Occupati si presenta l'iniziativa per cinefili Tichofilm Si producono ogni anno centinaia, migliaia di film. A nord, a sud, a est del mondo. Che raccontano di storie d'amore diverse da quelle della tv, che parlano della vita quotidiana di chi vive in paesi in guerra o semplicemente lontani da qui, che si ricordano della fatica del lavoro quando è disoccupato, insicuro, ambulante. Eppure la maggior parte di queste storie è invisibile, esclusa com'è dalla programmazione "istituzionale" di sale e televisione. Per chi non si rassegna a guardare da un solo punto di vista, il gruppo di cinefili di Tichofilm ha creato un catalogo di film online inediti in Italia, soprattutto documentari, cinema queer e cinema indipendente d'area mediterranea e mediorientale. Sono piccole produzioni che vengono presentate ai festival in giro per il mondo ma che poi scompaiono dalla distribuzione. L'idea è venuta a Davide Oberto e Ricke Merighi che da anni lavorano nel cinema, l'uno al Torino Film Festival, l'altra a Da Sodoma a Hollywood - Torino GLBT Film Festival. Venerdì 28 marzo, alle 21, nei locali di Artintown, in via Berthollet 25, Tichofilm presenta il suo catalogo online con la proiezione di "The Inner Tour" di Ra'anan Alexandrovich. Uomini, donne e bambini palestinesi dei Territori Occupati attraversano, in autobus, Israele pochi mesi prima dell'inizio della seconda Intifada: l'andare oltreconfine diventa un momento di riflessione e nostalgia, un viaggio attraverso i ricordi. Per vedere i video, accessibili in streaming, occorre registrarsi. Quindi si possono acquistare crediti (1 credito = 10 centesimi di euro) per la visione di singoli film o di pacchetti promozionali. Dopodiché ci sono 48 ore a disposizione per vedere il film. L'ingresso alla serata è libero. Info 011/6696331. \.

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A ALPIGNANO Venerdì 28, alle 21, nella sala conferenza dell'ecomuseo Cruto, (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Via Matteotti 2, Franco Nervo parla di "Il blues: la musica del diavolo. Il canto popolare nostalgico melanconico del folklore afro americano". Info 011/966.48.87. ANDRATE Domenica 30, apertura della stagione della Scuola di Nordic Walking di Andrate, con corsi di tecnica, a partire dalle 10 sui sentieri dell'Andrate Nordic Walking Park, e corso base in regione Salamia alle 14,30 (ritrovo al salone pluriuso). Istruttori Anwi certificati in tecnica finlandese. Info 334/660.44.98, scuolanordicwalking@viviandrate.it. B BALANGERO Sabato 29, si celebra il 64° anniversario dell'eccidio dei X Martiri: alle 9,30 ritrovo in Comune; alle 10, omaggio floreale ai Caduti, alle 10,15, cerimonia commemorativa. Martedì 1, alle 18, messa nella chiesa La Consolata. BALME Domenica 30, in frazione Cornetti, escursione con racchette da neve e pelli di foca: alle 9,30 partenza della gita che seguirà l'itinerario ad anello della Val Servin; il pranzo è al sacco e all'arrivo è prevista una merenda . Info 0123/92.76.186. BARDONECCHIA Fino a domenica 30, all'hotel Jafferau, mostra fotografica "Emozioni in Natura" di Patrizia Julitta. Dalle 17,30 alle 20 l'autrice è a disposizione degli ospiti. Info 0122/99.032. BRUZOLO DI SUSA Venerdì 28, ore 21, al Presidio No Tav, incontro "Monnezza e Tav. Gli interessi delle popolazioni, da Nord a Sud, sono gli stessi e hanno di fronte gli stessi nemici: le grandi lobbies e il partito trasversale degli affari". C CAFASSE Domenica 30, sfilata di auto storiche diretta ad Usseglio: dalle 8,30 alle 9, ritrovo in piazza Cubito a Cafasse; a seguire partenza della sfilata che si snoderà lungo le vie della Val di Viù fino a Pian Benot dove alle 13 ci sarà il pranzo e alle 14 la premiazione all'Hotel Grand'Usseglio di via Roma 21. Info 0123/28.080. CANTALUPA Venerdì 28, alle 21,al centro culturale di via Chiesa 73, si parla di: "Energie rinnovabili" Ingresso libero. Info 0121/35.45.52. CANTOIRA Domenica 30, raduno folkloristico per l'esibizione del gruppo folk di Cantoira Li Soculè Chitì, dalle ore 14,30 in Località Trambiè con la partecipazione dei Gruppi Folk delle Valli Di Lanzo. CARAVINO Domenica 30, dalle 14,30 alle 19 al castello di Masino, viene proposto "Ciak si gira. Ricordando Rivombrosa", un percorso speciale guidato alla scoperta dei luoghi in cui sono state riprese alcune tra le scene più significative della celebre fiction televisiva. Consigliata la prenotazione allo 0125/77. 81.00. Biglietti: adulti 8 euro, bambini e ridotti 3,50 euro. CARMAGNOLA Venerdì 28, ore 21, alla Trattoria della Vigna di via San Francesco di Sales 188, Roberto Caselli, esperto di black music, fondatore di Radio Popolare e direttore della rivista Jam, parlerà di "All Blacks: dal blues al soul, dal funk al rap, un secolo di musica afroamericana". Degustazione facoltativa a 6 euro. Ingresso libero. Info 011/97.24.238. CASTELLAMONTE Fino al 27 aprile, a Palazzo Botton, si può ammirare la mostra "Cammino-Vita Insieme" di Anna Torriero ed Elio Torrieri. Apertura ogni giovedì, sabato e Domenica dalle 16 alle 19. Ingresso libero. Info 0124/51.87.216. CASTIGLIONE TORINESE Domenica 30, ore 9, il coordinamento dei Sentieri propone la camminata lungo il Po da Castiglione a Gassino. Ritrovo, ore 9, nel piazzale della chiesa parrocchiale di Castiglione. Info: 011/960.99.24, 011/960.69.11. CESANA Fino al 30 marzo, la pista olimpica di Cesana-Pariol propone emozionanti discese per turisti in taxi-bob. Info e prenotazioni, Top 334/11.25.943. CHIAVERANO Inizia domenica 30 la sesta edizione di "Erbolando-Andar per erbe e fiori", ciclo di passeggiate guidate. Il tema di quest'anno è "Le piante spontanee in cucina", e le successive passeggiate saranno il 6 e 13 aprile. Il costo delle tre passeggiate è di 40 euro Info 0125/79.80.13. CHIERI Venerdì 28, ore 18,30, all'Imbiancheria del Vajro in via Imbiancheria, inaugurazione della collezione civica di "Fiber Art", quando il tessuto diventa arte. Tanti gli artisti presenti. Sabato 29, ore 10, all'Archivio storico comunale in via Vittorio Emanuele 1, i documenti sul tessile e l'Università del Fustagno. Sabato 29, ore 11 e 16, in via De Maria al cantiere dell'ospedale visita alla basilica di Teodolinda e alla necropoli longobarda. A cura della Soprintendenza. Per la settimana della cultura: sabato 29, ore 16-18, visita al Duomo; il 28,30 marzo, ore 16-18, visita alla chiesa di San Domenico; il 28 marzo, ore15- 17, visita alla chiesa di San Guglielmo;il 30, 31 marzo, ore 15- 18, visita all'ex ghetto ebraico; il 30 marzo, ore 15-18, visita al Museo del tessile. CHIOMONTE Domenica 30, ritorna in mostra il grande striscione artistico "Sensibilità unificate per un futuro vivibile No Tav, no ponte", con 250 artisti. CHIVASSO Venerdì 28, alle 18, a Palazzo Luigi Einaudi, in via Lungo piazza d'Armi 6, inaugurazione della mostra di pittura di Alfonso Birolo "La magia della luce" che rimarrà allestita fino al 4 maggio. Martedì 1, alle 21,15, nel duomo Collegiata di Santa Maria Assunta, in piazza della Repubblica, concerto del coro filarmonico Ruggero Maghini di Torino. Giovedì 3, alle 21, nella sede del Cai di Chivasso, in piazza del Castello, il Club Alpino presenterà il 33° corso di alpinismo della scuola del Cai. CIRIE' Fino a sabato 19 aprile, il lunedì, il mercoledì e il venerdì, al Punto incontro anziani comunale di via Rosmini 3/a, iscrizioni ai soggiorni marini per anziani a Gatteo mare (dal 7 al 21 giugno e dal 18 luglio all'1 agosto). Info 011/920.74.47. Fino a domenica 27 aprile, il venerdì dalle 15 alle 18 e nel weekend dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, a Palazzo D'Oria, in corso Martiri della Libertà 33, è possibile visitare la mostra "Italian cinema Divas", grandi attrici italiane nelle fotografie della fondazione Prolo, appartenenti al patrimonio del Museo nazionale del cinema. Info 011/92.18.155. Fino a domenica 1 giugno, dal venerdì alla domenica, dalle 15 alle 20, nelle sale di Villa Remmert in via Rosmini 1, è visitabile la mostra "Artisti, parole, immagini dal 1974 al 1989", inserita nell'ambito della rassegna di avvicinamento all'arte contemporanea "Appunti. Arte contemporanea dal dopoguerra alla fine del XX secolo" a cura della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; ingresso: intero 4 euro e ridotto 2. Info 011/37.97.600, 011/92.22.396. CLAVIERE Il rifugio Col Saurel immerso tra le piste da sci della Val Gimont organizza, tutte le sere su prenotazione, e nel weekend, cene in quota con spettacolo di cabaret. Info 0122/88.01.56. COAZZE Venerdì 28, alle 21, tornano le "Nothe vià" serate di incontro e conversazione in francoprovenzale, nella sala conferenza dell'ecomuseo dell'Alta Val Sangone. Info 011/934.96.81. COLLEGNO Venerdì 28 alle 21 al centro civico Centeleghe, via Godetti 2, "Sotto il segno dell'acqua", serata informativa per conoscere meglio l'acqua che sgorga dal nostro rubinetto. Domenica 30, alle 11, nel parco della Dora si tiene una passeggiata naturalistica alla scoperta del parco. A cura di Cai di Collegno e Comune. Sabato 29, alle ore 11, al centro di interpretazione dell'Ecomuseo Villaggio Leumann, alla presenza delle Autorità cittadine, si terrà l'inaugurazione della mostra: "Il Villaggio operaio Leumann, una realtà europea". In occasione della X Settimana della Cultura, visite guidate all'Ecomuseo Villaggio Leumann, e alla mostra di manufatti provenienti da Tbilisi "La misteriosa teka antica tradizione caucasica", in corso Francia 349. Info 333/392.34.44. COLLERETTO GIACOSA Giovedì 3, alle 18, al Bioindustry Park del Canavese, il Progetto Kite dell'associazione Novedee propone un concerto-aperitivo di primavera, con brani swing e tratti da celebri musical americani: con Sherrie Anne Grieve alla voce e H. C. Philipp Lüders al pianoforte. Info 0125/56.13.11. CUORGNE' Venerdì 28, alle 21 nella sede dell'associazione Sentieri di Stelle in via Arduino 8, inizia un ciclo di quattro incontri dedicati al tema "Antroposofia e cristianesimo", a cura di Fabio Delizia. Primo appuntamento: "La via di Pietro e la via di Giovanni: cristianesimo tradizionale e cristianesimo esoterico". Info 0124/68.866. Fino al 31 marzo, nel salone della residenza per anziani Umberto I, sono esposte alcune opere dell'artista alpettese Lina Goglio. Visite dal lunedì al venerdì tra le 9,30 e le 12 e tra le 15 e le 17,30, il sabato dalle 9,30 alle 12. G GRUGLIASCO Fino a sabato 29 la Shopville Le Gru promuove l'iniziativa "facciamo la differenza": un modello di impianto di termovalorizzazione sarà il centro di diverse attività didattiche relative a rifiuti, acqua e energia. I ISSIGLIO Va prenotata entro giovedì 3 la partecipazione alla cena di solidarietà in programma per sabato 5, alle 20, al salone pluriuso comunale. La organizzano i volontari del Progetto "Catavento", che si occupa di bambini di strada in Brasile. Alla serata partecipano i musicisti Claudio Bovo e Maurizio Verna, Info 0125/79.51.06, 0125/64.10.97, 349/51.59.219. IVREA Mercoledì 2, alle 15,30 all'auditorium del Liceo Gramsci, conferenza del ciclo promosso dall'associazione subalpina Mathesis di Ivrea: Livia Giacardi, dell'Università di Torino, parla di "Aritmogeometria, numeri poligonali e teoria dei numeri". Ingresso libero. Il sabato e la domenica è aperto al pubblico il laboratorio-museo Tecnologic@mente, sito in piazza San Francesco. Visite dalle 15 alle 19. Il biglietto 5 euro, riduzioni per studenti e over 65. Info www.museotecnologicamente.it. L LA LOGGIA Domenica 30, ore 9-19, in piazza Cavour e via Vittorio Veneto, festa di Primavera, con imprenditori agricoli, artigiani e hobbisti. Musica e tango argentino. Iscrizioni aperte per il pellegrinaggio diocesano a Roma, organizzato dal 30 maggio al 2 giugno dalla parrocchia San Giacomo di via Roma 25. Info 011/96.28.124 oppure parr.laloggia@diocesi.torino.it. LUSERNA SAN GIOVANNI Il Comune organizza un autobus per andare a vedere a Torino venerdì 28 alle 20,45 nel Teatro Alfieri "La parola ai giurati", con Alessandro Gassman. Platea euro 22,50, galleria euro 19,50. Prenotazione presso l'ufficio cultura del comune. Info 0121/95.44.31. Il Museo del gioco e del giocattolo Il Paese dei Balocchi, via Diaz 21, è visitabile su prenotazione. Info 0121/907.87. M MAZZE' E' visitabile il Parco Museo Militare, vero accampamento militare inglese degli Anni Sessanta composto da tende, mezzi di trasporto e corazzati originali situato nella parte bassa della tenuta del castello, nei pressi della Dora Baltea. Apertura nei giorni festivi dalle 10 alle 18. I biglietti costano dai 5 ai 10 euro. Il castello è invece aperto tutti festivi dalle 14,30 alle 17,30 (ultimo ingresso): si possono visitare il Castello Grande e il Museo sotterraneo delle Torture. Info www.castellodimazze.it, 011/983.52.50. MONCALIERI Venerdì 28, alle ore 21, alla Divina Provvidenza di via Real Collegio 39, s'inaugura la mostra "San Francesco secondo Giotto: gli affreschi della Basilica superiore di Assisi", organizzata dal centro culturale San Francesco del Carlo Alberto. L'esposizione è visitabile fino al 6 aprile dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30. Ingresso gratuito. Info 011/66.37. 163. Venerdì 28, ore 17, conferenza su Nikolaj Rimskij Korsakov, con illustrazione di Shéhérazade (1888) da "Le mille e una notte", organizzata dalla biblioteca civica Arduino di via Cavour 31. Ingresso gratuito. Info 011/64.01. 611. Sabato 29, alle 16,30, al centro Tespi, scuola media Canonica, via Palestro 3, festa di primavera. Info 011/318.23.06. Martedì 1, ore 17, incontro sul tema "Astrologia: elementi tecnici di base. Rapporto tra segni e costellazioni. Lo zodiaco e la processione degli equinozi. Le coordinate astrologiche", a cura di Lida Portella, nella sede della biblioteca civica di via Cavour 31. Relatore: Rocco Pinneri, filosofo. Info 011/640.16.11. Martedì 1, ore 21, nella sala Primo Levi di via Real Collegio 20, l'Unitré e il critico d'arte Willy Beck presentano: "Les Demoiselles d'Avignon" di Picasso, una lettura approfondita di una delle opere fondamentali del Novecento. Info 011/64.47.71. MONASTERO DI LANZO Domenica 30, in frazione Fornelli, Festa dell'Annunziata: alle 11 messa e distribuzione del pane della carità; a seguire incanto a favore della Cappella; alle 12,30 polenta consa. MONTALTO DORA Sabato 29 e domenica 30, dalle 10 alle 17, il castello di Montalto sarà aperto al pubblico. L'accesso al castello è gratuito. Il percorso di visita sarà guidato. Info: 0125/65.27.71. N NICHELINO Venerdì 28, alle ore 17, alla biblioteca civica di via Turati 4/8, sarà illustrato il laboratorio di scrittura creativa curato da Maria Marullo. Durante gli incontri i partecipanti saranno guidati, attraverso esercizi di improvvisazione scritta, ad ampliare le proprie capacità descrittive. L'incontro è propedeutico all'iscrizione al laboratorio gratuito. Info 011/627.00.47. O ORBASSANO Mercoledì 2, alle 10, al teatro Sandro Pertini incontro "I giovani per il contratto di fiume: immaginare, decidere, riqualificare, agire!", giornata di conclusione di questo progetto di sensibilizzazione rivolto ai giovani su temi ambientali alla presenza dell'assessore provinciale Dorino Piras. Si discute di acqua e risorse idriche. OULX Sabato 29, alle ore 18, nella sala consiliare di Oulx è in programma la terza conferenza dell'Istituto scolastico Des Ambrois sul tema "Luigi Des Ambrois e i trasporti: una sfida di ieri e di oggi". Tra i relatori, Giovanni Palmeri, direttore compartimentale delle Ferrovie, Bernardo Magrì, direttore generale Sitaf e Roberto Borgis, dell'Istituto Des Ambrois. P PAVONE CANAVESE Domenica 30 la Consulta Popolare del Comune di Pavone organizza la prima Fiera dello Scambio gratuito, del Riuso e dell'Autoproduzione, che ha l'obiettivo di ridurre i rifiuti tramite lo scambio di oggetti ancora utilizzabili, in alternativa alla loro rottamazione. Può partecipare chiunque abbia oggetti non più utilizzati che voglia donare, piuttosto che buttarli; chiunque cerchi oggetti da riutilizzare integralmente o come parti di ricambio, senza doverne acquistarne di nuovi. La donazione è a titolo gratuito (niente acquisti, né baratti); possono essere proposti solo oggetti ammessi dalla legge e adatti a tutte le età. Per partecipare alla fiera come donatore contattare l'organizzazione alla e-mail riduzionerifiuti@yahoo.ito ai numeri 339/ 85.05.374 (Andrea Ceccarello) o 339/28.06.538 (Andrea Ghirardato), fornendo un elenco del materiale. Uno spazio sarà destinato all'autoproduzione. PECETTO Sabato 29, ore 21, nel salone dell'oratorio, si svolgerà la prima rappresentazione del nuovo spettacolo scritto e interpretato da Umberto Ghiron, con la partecipazione di Carmelo Furina e Luca Previdi: "Rco radio coffee one, la radio che ti sveglia, la radio piena di caffeina". Il ricavato dalle libere offerte del pubblico sarà devoluto interamente all'associazione Vivere, che si occupa di assistenza ai ragazzi diversamente abili ed alle loro famiglie. PESSINETTO Tutte le domeniche fino al 22 giugno, dalle 14 alle 18, visite guidate al Santuario di Sant'Ignazio. Info 0123/28.080. PIANEZZA Martedì 1 alle 21 nella casa delle associazioni, piazzetta Donatori di sangue 20, video proiezioni "Colori d'Islanda" di Adele Vazon e "Oregon" di Franca Accettulli. PINASCA Venerdì 28 alle 21,15 al Polivalente comunale di Pinasca (via De Amicis 3), l'associazione Cassandra propone una serata di danze occitane, franco-provenzali, basche e internazionali in genere. Info 0121/514.111 o 333/105.6137. PINEROLO Sabato 29, alle 16,30, nel salone dei cavalieri in viale Giolitti 7, in occasione della giornata mondiale della poesia, si svolge un pomeriggio dedicato ai poeti con la partecipazione di Beppe Mariano, Tiziano Fratus, Francesca Tini Brunozzi. L'incontro, aperto a tutti, è organizzato dalla biblioteca civica Alliaudi. PIOSSASCO Domenica 30, gli Amici del monte S. Giorgio, organizzano una passeggiata panoramica in Alta Val Pellice con salita al colletto di Souiran, ritorno sulla cresta spartiacque tra i valloni di Pramollo e Angrogna. Partenza alle 9 da piazza Pertini con auto propria. Info 011/906.4115 o 011/906.5524. PIVERONE Domenica 30, dalle 10 alle 18, al Lido di Anzasco (in riva al lago), appuntamento mensile con il mercatino dell'antiquariato e del collezionismo. Q QUINCINETTO L'associazione culturale Artistica propone un laboratorio di musicoterapia per bambini dai 7 ai 14 anni. Conduce Daniela Mondino. Informazioni e adesioni allo 0125/75.73.93. R REVIGLIASCO Domenica 30, ore 9, la proloco propone una passeggiata tra i ciliegi. Meta il santuario Nostra Signora di Celle con merenda. Ritrovo ore 9 alla chiesa di San Sebastiano a Precetto. Quota 2 euro. Info 011/669.84.79. RIVALTA Sabato 29, mercatino dei ricordi e vetrina del gusto in piazza Bionda, sotto l'Ala. Domenica 30, mostra mercato artigianale. Lunedì 31, alle 21, al centro incontri ex Mulino di via Balegno 8 serata in compagnia del giornalista Rai Oliviero Beha dal titolo "Italiopoli". RIVAROLO Fino a domenica 30, nelle sale espositive di piazza Litisetto, si può ammirare la mostra del pittore Renzo Turino "Ritratti. Gente in tempesta e altri". Apertura dal martedì al sabato, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19; domenica 30 marzo dalle 16 alle 19. Sabato 29 e domenica 30, dalle 16 alle 19 nelle sale d'arte di Villa Vallero, si può ancora visitare la mostra d'arte contemporanea "Doppio effetto", di Mario Vitale e Roberto Pasquale. Giovedì 3, alle 21, nella Sala Consiliare del Municipio, viene presentato il saggio di Raffaella Cavaletto "Georges Bataille, il cerchio del sapere e la frattura dell'istante". Introduzione di Marco Papotti. RIVOLI Venerdì 28, alle 20,45 nella biblioteca di corso Susa, Piero Leonardi spiega e legge il canto decimo dell'Inferno di Dante, dedicato agli Eretici. Ingresso gratuito. Sabato 29, incontro che il Dipartimento Rock dell'Istituto Musicale organizza per sabato 29, alle ore 15, all'Auditorium dell'Istituto in via Capello 3. Mario Martini, batterista dei No Conventional Sound, porterà la sua esperienza di musicista giovane, ma già sotto contratto con una grande etichetta come la Warner. L'incontro è organizzato in collaborazione con Associazione Notabene e Hts Musica ed è ad ingresso gratuito. Info 011/956.44.08; info@istitutomusicalerivoli.it, ist.mus.rivoli@libero.it. Sabato 29, nel salone polivalente San Martino, alle 21, spettacolo musicale di arpa celtica con letture dal libro "I canti del Piccolo Popolo". Ingresso libero. Info 328/731.52.88. Il Comune cerca volontari che possano dedicarsi al caricamento su supporto informatico (Excel e Access) delle nascite, dei matrimoni e dei decessi non successivi al 31 dicembre 1899. La finalità è la costituzione di una banca dati storico-genealogica delle famiglie di Rivoli. Info silvanoferro@libero.it, 011/951.18.60. ROBASSOMERO Sabato 29, alle 21, al teatro De André di piazza XXV Aprile, per il ciclo omaggio a Carlo Goldoni a cura di 7 comuni della Provincia di Torino (Cambiano, Candiolo, La Loggia, Robassomero, S. Mauro, Torino e Venaria), la compagnia teatrale La Bizzarria interpreta "Arlecchino, servitore di due padroni". ROSTA Il Comune ha un nuovo sito internet: all'indirizzo www.comune.rosta.to.it si possono trovare notizie dai vari assessorati, la storia del paese ma anche la modulistica per molte pratiche. S SALBERTRAND Per tutta la stagione invernale, il rifugio Arlaud di località Montagne Seu propone cene in quota e pernottamenti nel cuore del Parco del Gran Bosco. Info e prenotazioni 335/40.16.24. SAN BENIGNO CANAVESE Riprendono sabato 30 le visite all'abbazia di Fruttuaria e al percorso di visita museale "Mille anni attraverso le strutture dell'Abbazia di Guglielmo da Volpiano", realizzato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte. In aprile le aperture domenicali (dalle 15 alle 17,30) saranno concentrate nelle domeniche 13 e 27. Per appuntamenti e per altre date, Amici di Fruttuaria allo 011/98.80.487. SAN GIORGIO CANAVESE La Croce Rossa sangiorgese sta organizzando un corso per aspiranti Pionieri (ragazze e ragazzi tra i 14 e i 25 anni). Per info 0124/32.52.50 o recarsi alla sede di vicolo Miglio 8 il lunedì a partire dalle 20. SAN MAURO Lunedì 31, dalle 15,30 alle 17.30, nella Rsa di via Mezzaluna, nell'ambito dell'assistenza familiare si terrà un incontro dal titolo "L'anziano sta male". SAN SEBASTIANO PO Raduno degli Alpini, domenica 30, alla Villa di San Sebastiano Po. Alle 10,30, alzabandiera, a seguire la messa nella chiesa di San Giuseppe nella borgata Milane e posa di fiori al monumento ai Caduti. SAUZE D'OULX Per tutto il periodo invernale, il rifugio in quota Hotel Monte Triplex propone cene in quota con rientro a Sauze sugli sci con le fiaccole. Info e prenotazioni 0122/85.80.15. SCIOLZE Sabato 29, nei locali del circolo Arci Il Bricco, in località Bricco Ornesio, per il ciclo "A cena col viaggiatore" Paolo Legato racconta il suo viaggio in Israele. Aperitivo ore 19, cena ore 20,45. SESTRIERE Fino al 10 aprile, al Villaggio olimpico del Colle, prosegue la mostra fotografica sulle Olimpiadi di Torino 2006. Ingresso libero. Info 0122/75.54.44. Da sabato 29 marzo al 4 aprile, torna sulle nevi del Sestriere Fis police ski: la quarta edizione dei campionati mondiali delle forze di polizia. Info 0122/75.54.44. SETTIMO TORINESE Venerdì 28, alle 17, alla Casa dei Popoli di vicolo del Portone, "A sip of english - un sorso di inglese", occasione per conoscere la lingua inglese sorseggiando succhi di frutta. Iscrizioni: 011/80.28. 349. Sabato 29, alle 10,30, nella biblioteca civica multimediale Cesare Gasti (piazza Alpini), "L'ora del racconto", per bambini dai 3 ai 10 anni. Info 011/80.28.582. Sabato 29, dalle 9,30, nella sala conferenze in piazza della Libertà, convegno organizzato dalle associazioni ambientaliste e dal comitato Notangest "La trasformazione del nostro territorio: Tangenziale est e inceneritore. Quale futuro". Lunedì 31, alle 17, all'Informacittà di via Italia 36, "Tutti al mare?! Caccia al lavoro stagionale", informaperitivo rivolto a tutti coloro che intendono svolgere un lavoro stagionale. Mercoledì 2, alle 17, alla Casa dei Popoli di vicolo del Portone, "Un petit peu de thé pour toi", incontro per migliorare la conoscenza della lingua francese degustando del thé. Iscrizioni: 011/80.28.349. T TORRE PELLICE Sabato 29, presentazione, alle 16,30 nella biblioteca civica Carlo Levi del libro: "Gli occhiali di Franz", a cura dell'autore Massimo Perotti, con Pier Riccardo Dosio e Lorenzo Tibaldo. Martedì 1, nell'ambito del corso di formazione sulla lingua francese dal titolo: "Parole e musica" in via D'Azeglio 10 Ferruccio Corsani parlerà di: "Les Psaumes". Info 0121/93.21.79. U USSEGLIO Sabato 29 e domenica 30, in occasione della X Settimana della cultura, al Museo civico alpino Arnaldo Tazzetti di piazza Cibrario "Appuntamenti Amarcord. Al cinema al museo", proiezione di filmati realizzati dal Museo stesso nel corso delle proprie attività di ricerca e documentazione: primo spettacolo alle 15 e secondo alle 16,30. Info 338/61.84.408 oppure 0123/83.818. V VALPERGA Venerdì 28 alle 21, al Teatro Comunale, nell'ambito della "Settimana della cultura in Canavese", si inaugura la mostra "La chiesa di San Giorgio e il castello di Valperga-Antiche vedute" (visitabile anche sabato 29 e domenica 30, così come la chiesa di San Giorgio, accompagnati da guide, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18). La serata prosegue con la conferenza "La modernità del Borgo Medievale di Torino; infine il soprano Stefania Bergera e la pianista Marina Scalafiotti propongono brani classici. VENARIA REALE Per visitare la Reggia di Venaria Reale: biglietteria in via Mensa 34, martedì, mercoledì, giovedì: ingressi dalle ore 9 alle 16,30 (la Reggia chiude alle ore 17,30); venerdì: ingressi dalle ore 9 alle 20 (la Reggia chiude alle ore 21); sabato ingressi dalle ore 9 alle 22 (la Reggia chiude alle ore 23); domenica ingressi dalle 9 alle 19 (la Reggia chiude alle ore 20) lunedì: chiuso (tranne i festivi). I biglietti per la visita "Reggia + Giardini" sono acquistabili tutti i giorni di apertura fino alle ore 17,30. Biglietteria Giardini (ingresso per la visita ai soli Giardini) viale Carlo Emanuele II, da martedì a domenica: ingressi dalle ore 9 alle 18 (i Giardini chiudono alle ore 19); lunedì: chiuso (tranne i festivi). Info 011/499.23.33; www.lavenariareale.it; Punti vendita della rete Ticket One, piazza Castello 165, Torino, tel. 011/432.56.81. Durante la settimana, al parco La Mandria: venerdì 28, alle 15, "Mandria insolita", visita guidata in carrozza alla scoperta dei luoghi dove si allevano le regie mandrie con partenza dal Ponte verde; costo: 10 euro (8 il ridotto); prenotazione obbligatoria. Sabato 29, alle 21, dal Ponte verde, partenza dell'escursione guidata del parco a bordo del trenino Tip alla scoperta della fauna selvatica con abitudini notturne (costo: 11 euro). Domenica 30, alle 10 e alle 14, "Signori in carrozza", suggestivo itinerario in carrozza che si snoda dalla Cascina Vittoria attraverso i percorsi del parco visitabili solo in compagnia di una guida fino alla Villa Laghi; costo: 6 euro. Martedì 1, alle 21, visita guidata del parco a bordo di pulmino o trenino alla scoperta della fauna selvatica con abitudini notturne (costo 11 euro; partenza da Ponte verde). Giovedì 3, alle 21, da piazzale Oropa a Druento, partenza dell'escursione notturna a piedi, in compagnia di una guida esperta, alla scoperta delle abitudini notturne del mondo animale (costo: 6 euro, durata: 2 ore). Inoltre fino a lunedì 31, in occasione della Settimana della cultura, l'ingresso agli Appartamenti reali è gratuito. Info 011/49.93.381. VEROLENGO Venerdì 28, ore 21, nella sede de Il Confronto, in via Casa Parrocchiale 6, la dottoressa Barbara Scavarda parlerà di agopuntura, una terapia che permette di curare dolori di varia natura. VILLAR PEROSA Venerdì 28, alle 21, nella sala Mario Ribetto, a Una Finestra sulle Valli, in viale Galileo Ferraris 2, una serata sul tema: "Il lupo e la fauna alpina della Val Chisone", a cura di Stefano Polliotto, il naturalista di Porte di Pinerolo che si occupa di studiare il ritorno del lupo sulle Alpi. La serata è organizzata dal Wwf sezione di Pinerolo. Ingresso gratuito. VINOVO Venerdì 28, alle 21 all'Auditorium, il gruppo Qualcosa in Più presenta "Vai Francesco", musical liberamente tratto da "Forza venite gente". Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria alla cartoleria Proxima. VISCHE Venerdì 28, alle 21 nel salone pluriuso di via Mazzè, si conclude il ciclo dei "Venerdì culturali" dell'associazione Natura e Paese: l'associazione "Immagini per il Piemonte" presenta il libro della scrittrice (e socia) Anna Cremonte Pastorello di Cornour dal titolo "L'oro bianco e il suo mistero-Divagazioni sull'arte della ceramica in Torino, Vische e Vinovo". VOLPIANO Sabato 29, alle 21, nella sala polivalente di via Trieste 1, serata danzante a cura dell'associazione Volpiano in Festa. VOLVERA Venerdì 28, alle 20,45, nell'ambito degli incontri dal titolo: "Cari genitori, cari insegnanti, non siete più i miei eroi", in via Roma 3, Arcangelo Giordano, docente della scuola di omeopatia e risonanza di Piacenza, parlerà sul tema "Non c'è niente da ridere. O no?".

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Israele è sempre più accerchiata (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Ven, 28 Mar 2008 Edizione 61 del 28-03-2008 Nuovi razzi a lunga gittata per hezbollah. e l'egitto vuole il nucleare Israele è sempre più accerchiata di Dimitri Buffa I nuovi razzi iraniani in dotazione agli Hezbollah, riarmatasi con comodo all'ombra della missione Unifil 2, possono ormai raggiungere anche la città di Dimona. Dove, tra l'altro, ha sede il più segreto degli impianti per la costruzione di armi nucleari del Medio Oriente. Quello del governo israeliano. Un segreto che purtroppo non è più tale da quando il famigerato scienziato Mordechai Vanunu lo ha raccontato a tutto il mondo vendendo, anche per pochi soldi, le foto dei laboratori in cui lavorava, beccandosi per questo una condanna a diciotto anni di carcere in Israele, scontata dopo essere stato rocambolescamente rapito dal Mossad a Roma nel 1986. Durante i colloqui tra Ehud Olmert e il numero due dell'attuale amministrazione americana Dick Cheney sarebbero stati discussi molti temi riguardanti la sicurezza di Israele nei prossimi mesi. E pare che il problema non sia più solo l'Iran, bensì il riformarsi, come all'epoca che precedette la guerra dei Sei Giorni, di una "santa alleanza" arabo-islamica, trasversale a sunniti e sciiti, volta a distruggere lo Stato ebraico. Ormai circondato da Hamas, Hezbollah, la Siria e lo stesso Iran. Che potrebbero, anche prima della prossima estate, sferrare un attacco congiunto, tutto missilistico, che, secondo i rapporti segreti fatti vedere a Cheney da Olmert, potrebbe costare qualche centinaio di morti civili israeliani e costringere Israele a una nuova guerra asimmetrica. Per la quale, poi, si troverà sempre qualche europeo o italiano che parlerà di "reazione sproporzionata". Israele, inoltre, teme attacchi terroristici con armi non convenzionali, probabilmente chimiche, che potrebbero causare oltre 16 mila vittime. Infine il pericolo più grosso nel lungo termine è quello rappresentato dai nuovi rapporti di cooperazione nucleare tra la Russia e l'Egitto, che potrebbe diventare la seconda potenza arabo islamica, dopo il Pakistan, dotata di bomba atomica. Magari ancora prima dell'Iran. E si sa benissimo quanto l'Egitto cerchi la rivincita contro Israele nonostante l'attuale "pace fredda" tra i due paesi. Per quel che riguarda le nuove capacità missilistiche degli Hezbollah (che dovranno un giorno ringraziare anche D'Alema per avere, di fatto, protetto il loro riarmo con la missione Unifil 2), il movimento sciita sarebbe riuscito a potenziare notevolmente le proprie capacità di attacco e di rifornimento del suo arsenale al punto che oggi sarebbe in grado di colpire la maggior parte del territorio israeliano. Secondo le fonti dell'esercito israeliano, citate tanto dal Jerusalem Post quanto dalla Cnn in lingua araba, Hezbollah avrebbe ottenuto nuovi razzi di fabbricazione iraniana con un raggio d'azione di circa 300 chilometri, che quindi potrebbero colpire il territorio dello Stato ebraico esattamente fino a Dimona, nel Sud Est di Israele, vicino al Negev. Ben oltre, dunque, le città di Tel Aviv e Gerusalemme. Staremo a vedere come le Nazioni Unite reagiranno a questi ulteriori allarmi che vengono dal Medio Oriente. Il problema però è che all'Onu Israele esiste solo per le condanne da infliggergli in nome del politically correct filo palestinese e terzomondista. In sessanta anni ne ha collezionate a centinaia, se non migliaia.

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