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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

 

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tARTICOLI DEL  10-4-2008        #TOP



Report "Israele/Palestina"

Attacco palestinese ritorsione israeliana ( da "Stampa, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Due civili israeliani sono stati uccisi e altri due feriti in un attacco condotto da quattro miliziani delle Brigate Al Quds vicino al valico di Karni. Subito è partita la ritorsione. Un raid aereo israeliano ha colpito il quartiere di Al Zeitun a Gaza City: tre civili palestinesi sono stati uccisi e altri tre feriti. Tra le vittime, un ragazzo di 15 anni.

Pagina VI - Firenze Folla di candidati, il Pd corre da solo "anche al secondo turno" e in pista scen... ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: C'è anche l'aspirante sindaco veltroniano Andrea Palestini che, oltre a spiegare come si prepara il risotto alla Trabaccolara, deve affrontare una sfida non facile. Con lui sono nove i candidati (tra cui una sola donna, Cristina Boncompagni con "Laboratorio per la democrazia") alla guida del Comune.

Attacco al terminal petrolifero uccisi 2 israeliani sul confine di gaza - alberto stabile ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: essere riusciti a perforare la barriera di sicurezza che separa Gaza da Israele, avevano attaccato un avamposto di Tsahal, prendendo in ostaggio il caporale Gilad Shalit. Da allora Shalit è nelle mani dei miliziani palestinesi. Il negoziato per arrivare ad uno scambio con un certo numero di prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane non ha sortito alcun risultato.

"uribe e farc, trattate per ingrid la sua liberazione salverà tutti" - anais ginori parigi ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: "Israele è costretto a negoziare con i palestinesi, nonostante gli attentati. Uribe deve capire che è il momento in cui la guerra deve cedere il passo a un gesto umanitario. Il mondo lo sta guardando". Ma le Farc hanno appena congelato l'idea dei negoziati.

Sono pronto a succedere al presidente Abu Mazen Marwan Barghouti in un'intervista all'Unità: Israele onori i suoi 60 anni firmando la pace con i palestinesi ( da "Unita, L'" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Parla da un carcere di massima sicurezza israeliano, Marwan Barghouti, 49 anni,l'uomo simbolo della seconda Intifada, e attraverso i suoi avvocati, lancia un messaggio indirizzato a Israele: "La maggioranza del popolo palestinese - afferma Barghouti - è pronto ad una storica riconciliazione fondata sul rispetto della legalità internazionale e sul principio di due popoli,

Giornata di sangue in Medio Oriente Commando uccide 2 civili israeliani. Morti 7 palestinesi, due adolescenti ( da "Unita, L'" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Roma IL SANGUE torna a scorrere nel sud di Israele e a Gaza. Nel primo pomeriggio, un commando palestinese riesce a infiltrarsi in territorio israeliano e ad entrare in azione in un deposito di benzina vicino al kibbutz di Nahal Oz, a ridosso del confine fra Gaza e Israele. "I terroristi sono entrati e hanno aperto il fuoco contro i civili che si trovavano all'interno"

Cosa brucia sotto il Libano ( da "Unita, L'" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: guerra Hezbollah-Israele. Se poi questo spaventoso conflitto avrà veramente luogo dipende dal comportamento del presidente Bush. Se l'America - o Israele - bombarderà l'Iran, è molto probabile una immediata reazione dai bunker sotterranei che Hezbollah sta costruendo nei campi e ai lati delle strade a est e a sud di Jezzine.

Ahmad Jamal e il suo trio <Con il piano nel cuore vi racconto le mie storie> ( da "Giornale.it, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Allora gli furono compagni il giovanissimo contrabbassista Israel Crosby e Vernell Fournier alla batteria: questa rimase la sua formazione preferita. Seppe dare alle fonti sonore una parità inedita e quasi conflittuale che molti ancora non riescono a conseguire e che servì da modello, per esempio, a Bill Evans.

All'interno ( da "Manifesto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: All'interno Al voto A PAGINA 3 Boselli chiama Bertinotti: "Un patto per la laicità" Contratti A PAGINA 7 Montezemolo minaccia: "Intesa o accordi separati" Israele/Palestina A PAGINA 9 A Gaza un giorno di sangue Sette vittime, due i bambini Fiaccola A PAGINA 10 San Francisco in piazza per il Tibet con Tutu e Gere.

Siria, il giallo del cognato di Assad arrestato. <Tentato golpe> ( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: I sospetti si appuntano subito su Israele, ma si guarda in tutte le direzioni. L'inchiesta è affidata prima a Shawkat, e successivamente al generale Hafez Makhlouf, un cugino del presidente e membro di un clan influente. Una decisione che alimenta altre teorie sostenute soprattutto dagli avversari del regime.

Blitz palestinese al confine di Gaza ( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: un soldato israeliano e un miliziano di Hamas erano morti in un altro scontro sul confine, a sud della Striscia. "Consideriamo Hamas responsabile dell'attacco al valico ", commentano dal governo israeliano. "Colpire i depositi - dice il portavoce Mark Regev - dimostra che i terroristi non si preoccupano per le condizioni di vita degli abitanti di Gaza"

Vivere in mezzo al nemico , l'ultima eresia di Tali Fahima ( da "Manifesto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: visita shock alla famiglia di un attentatore era diventata uno dei personaggi più odiati del Paese Michelangelo Cocco Inviato ad Ar'ara (Israele) Il materasso appoggiato sul pavimento, un paio di tavolini e qualche libro, il computer portatile a tenerle compagnia nelle notti insonni: la nuova vita di Tali Fahima inizia da un bilocale ancora da arredare nel villaggio arabo di Ar'ara.

Gaza, assalto alla frontiera ( da "Manifesto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: linea verde" tra Gaza e Israele e il governo Olmert ha puntato l'indice contro Hamas che controlla la Striscia. "Hamas può bloccare ogni attività terroristica lanciata da Gaza - ha detto il ministro degli esteri Tzipi Livni -. Israele non si pone il problema di quale organizzazione abbia condotto l'attacco, Hamas è responsabile".

<Un baluardo contro revisionismi e razzismi> ( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: fautori della pace tra Israele e Palestina e si sostiene nei fatti una guerra all'ultimo sangue". Direttore del centro sarà lo storico torinese Fabio Levi, mentre vicepresidente è Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del libro, e del consiglio di amministrazione fanno parte Fiorenzo Alfieri, Dario Disegni, Valter Giuliano e il presidente della Comunità ebraica di Torino Tullio Levi.

San Lorenzo, stampe e flash è la movida dei fotomaniaci ( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: la sofferenza di una popolazione schiacciata dal conflitto con Israele. A poca distanza, alla galleria della Scuola romana di fotografia di San Lorenzo (via degli Ausoni 76), l'artista tedesca Angelina Chavez presenta al pubblico il suo Family portrait, viaggio tra abitudini e affetti delle mura domestiche (fino al 5/5, ingresso libero lun-ven.

ROMA - Nemico giurato del presidente George Bush ma anche sostenitore del sindacato polacco Solidarn ( da "Messaggero, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele. Nonostante lui sia di origine ebraica. Compirà 78 anni in agosto, è nato a Budapest, è il presidente del Soros Fund Management e dell'Open Society Institute. Aveva 13 anni quando la Germania nazista conquistò l'Ungheria, sopravvisse alla battaglia di Budapest e cominciò a fare le prime operazioni commerciali sulla valuta durante la "

Trame dei film ( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Mastandrea PER UNO SOLO DEI MIEI DUE OCCHI Il documentario analizza la crisi tra Israele e Palestina, attraverso gli occhi dei Palestinesi. Una realtà politica estenuante che vede ogni giorno un intero popolo lottare per riappropriarsi di un'esistenza dignitosa. Politecnico Fandango. THE EYE Sydney, giovane violinista, si sottopone ad un intervento chirurgico per recuperare la vista,

Nostro servizio ROMA Un'altra giornata di sangue a Gaza con morti e fer ( da "Messaggero, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: rifornimenti di combustibile israeliano verso Gaza. Le forze israeliane sono state colte di sorpresa. Il preludio è stato rappresentato da un nutrito lancio di razzi Qassam e colpi di mortaio verso il Neghev, in particolare verso il kibbutz di Nahal-Oz. Durante la ritirata del commando, un veicolo su cui viaggiavano tre degli attaccanti è stato centrato da un razzo nella zona di Zeitun (

Attacco al kibbutz e raid a Gaza In Medio Oriente altri 5 morti ( da "Liberazione" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: rimasti feriti in un raid aereo israeliano contro una casa. Sempre a Gaza, altri tre palestinesi sono rimasti feriti, di cui uno gravemente, da un missile israeliano che ha colpito un auto con a bordo miliziani della Jihad islamica. Mentre poche ore prima, un soldato israeliano era rimasto ucciso e altri due feriti in scontri con i miliziani di Hamas nel sud della Striscia di Gaza.

Giordano oggi Taranto , ore 11, salone di rappresentanza della Provincia, via Anfiteatro 4, conferenza stampa Taranto , ore 13 ( da "Liberazione" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: "Medioriente, Mediterraneo, Palestina" alle 21 alla sala "Tavio Cosio" in piazza Mazzini a Villafalletto (Cn) con Ali Rashid, candidato al Senato. Gazebo dalle 10 alle 12 in piazza Chiesa a Novara . Volantinaggio alle 12 alla porta 20 a Fiat Mirafiori a Torino con Marilde Provera.

Afghanistan, basi, armamenti e Nato Le bugie del Pd, l'impegno della Sinistra ( da "Liberazione" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: equidistanza tra Palestina e Israele e l'interposizione tra questa e il Libano; l'aumento delle risorse per la cooperazione; la moratoria sulla pena di morte) si sono contravvenuti punti qualificanti del programma elettorale dell'Unione con l'aumento della spesa per gli armamenti del 23% in due soli anni, l'indegno raddoppio della base di Vicenza,

Noa: <Le canzoni aiutano la pace io che vivo in Israele lo so bene> ( da "Giornale.it, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Le canzoni aiutano la pace io che vivo in Israele lo so bene" di Antonio Lodetti da Milano "La pace è un'utopia? Non credo, ma bisogna lottare contro gli egoismi, contro l'avidità. Io, israeliana, nel mio piccolo cerco il dialogo coi palestinesi, ad esempio canto spesso con i Radiodervish, guidati da Nabil, cantante palestinese che ora vive a Bari".

Immigrati, 23 morti a marzo ( da "Voce d'Italia, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: lungo il confine con Israele. Intanto, sulle rotte dell'esodo somalo, nelle acque del Golfo di Aden, davanti allo Yemen, a marzo sarebbero morti almeno 128 profughi, in fuga dalla guerra civile. IDal rapporto emerge anche che il Parlamento federale della Svizzera ha adottato l'utilizzo del taser, una pistola capace di scariche elettriche di 50.

Gaza nel caos: 8 i morti Riesplode la violenza ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele replica con i raid Gaza nel caos: 8 i morti Riesplode la violenza I miliziani attaccano, Israele replica con i raid --> GAZA L'operazione Fine dell'Arroganza è iniziata ieri, annunciano con orgoglio le milizie palestinesi di Gaza. Un dirigente di Hamas, Khalil al-Haya, aveva anticipato che i palestinesi della Striscia avrebbero cercato di scrollarsi di dosso con la forza

Voci dal mondo arabo e nuove tecnologie ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: È il titolo della rassegna promossa a Cagliari dal circolo dei lettori Miele Amaro e dall'associazione Amicizia Sardegna-Palestina che si inaugura oggi alle 19 al Manamanà di piazza Savoia. La manifestazione, che proporrà in città alcuni tra i maggiori autori in lingua araba, si apre con l'omaggio a Ghassan Kanafani, a cura di Wasim Damash dell'Università di Cagliari.

ALDOPARLANTE ( da "Avanti!" del 10-04-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: In lizza, tre liste, ognuna con 16 candidati: "Per Israele" (che nelle precedenti elezioni aveva ottenuto 15 seggi su 28), guidata dall'attuale vice presidente Riccardo Pacifici; "Per i giovani assieme", guidata da Victor Magiar, Roberto Coen e Claudio Fellus; e una terza lista guidata da Raffaele Pace.


Articoli

Attacco palestinese ritorsione israeliana (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Bilancio: 5 civili morti Attacco palestinese ritorsione israeliana Nuova giornata di sangue a Gaza. Due civili israeliani sono stati uccisi e altri due feriti in un attacco condotto da quattro miliziani delle Brigate Al Quds vicino al valico di Karni. Subito è partita la ritorsione. Un raid aereo israeliano ha colpito il quartiere di Al Zeitun a Gaza City: tre civili palestinesi sono stati uccisi e altri tre feriti. Tra le vittime, un ragazzo di 15 anni.

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Pagina VI - Firenze Folla di candidati, il Pd corre da solo "anche al secondo turno" e in pista scen... (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina VI - Firenze Folla di candidati, il Pd corre da solo "anche al secondo turno" e in pista scende un decano della Sinistra, Caprili Sono finiti dentro a un libro, che abbina politica e cucina. La campagna elettorale del Pd a Viareggio passa anche attraverso il libro di Cristiana Gemignani "La ricetta per Viareggio" dove tutti i candidati del Pd descrivono il piatto preferito che la mamma cucina per loro, con foto della mamma abbinata. C'è anche l'aspirante sindaco veltroniano Andrea Palestini che, oltre a spiegare come si prepara il risotto alla Trabaccolara, deve affrontare una sfida non facile. Con lui sono nove i candidati (tra cui una sola donna, Cristina Boncompagni con "Laboratorio per la democrazia") alla guida del Comune. C'è Alberto Benincasa con le liste civiche "Vivere Viareggio" e "Per Torre del Lago". Jacopo Bonuccelli, che corre per "Viareggio giovane". Un decano della politica, il vice presidente del Senato Milziade Caprili, 60 anni a ottobre, che guida la Sinistra arcobaleno. Il centrodestra candida l'urologo Luca Lunardini appoggiato da Pdl, Lega, Udc, "Stella e corona", "Pensionati democratici", Mcl. A sinistra di Caprili, Domenico Marsili per il Partito comunista dei lavoratori e Raffaello Michele Petri con la "Lista comunista per il blocco popolare". (s.p.).

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Attacco al terminal petrolifero uccisi 2 israeliani sul confine di gaza - alberto stabile (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Attacco al terminal petrolifero uccisi 2 israeliani sul confine di Gaza Il commando palestinese voleva rapire dei soldati Nove i morti nella giornata più violenta degli ultimi mesi ALBERTO STABILE dal nostro corrispondente gerusalemme - Hanno attaccato il terminal di Nahal Oz, il rubinetto del carburante destinato alla Striscia di Gaza, ma l'obbiettivo principale della guerriglia palestinese pare fosse la cattura di ostaggi. L'operazione è fallita, tuttavia il bilancio è pesante: due civili israeliani uccisi e due feriti, il che, inevitabilmente, ha scatenato la dura rappresaglia dell'esercito, con bombardamenti aerei e d'artiglieria che finora hanno provocato la morte di cinque persone, fra cui due miliziani e due civili (uno era un bambino). A fine giornata le stesse fonti palestinesi porteranno a 7 il bilancio delle vittime palestinesi. I vertici di Hamas, padroni incontrastati della Striscia, avevano appena martedì lanciato un ultimatum: se l'embargo non sarà allentato, se i confini non saranno riaperti, Gaza esploderà. La minaccia dei dirigenti islamici induceva a pensare che una nuova operazione contro i confini, come quella che aveva travolto la frontiera con l'Egitto, con la conseguente invasione del territorio egiziano da parte di centinaia di migliaia di cittadini di Gaza privi di tutto, fosse in preparazione. Il Cairo aveva risposto che non sarebbero state permesse altre infiltrazioni. Ma invece che a Sud le milizie hanno deciso di colpire nel settore centrale del Confine e nel primo pomeriggio di ieri, almeno cinque terroristi, fra i quali non figurano uomini di Hamas, ma dei Comitati di Resistenza Popolare, della Jihad e delle Brigate dei Mujahydin, organizzazione quest'ultima affiliata ad al Fatah, hanno preso d'assalto il deposito di carburante. Ne è seguito uno scontro a fuoco ravvicinato con una pattuglia corazzata israeliana, mentre la zona veniva bombardata dai mortai, quelli sì, del braccio armato di Hamas. Sono stati gli stessi uomini dei Comitati a chiarire che lo scopo dell'attacco, nel loro linguaggio definito "Operazione Fine dell'arroganza (israeliana)" era di "rapire soldati israeliani e rompere l'assedio di Gaza". In sostanza, i gruppi armati volevano ripetere lo scenario del 10 giugno del 2006 quando, dopo essere riusciti a perforare la barriera di sicurezza che separa Gaza da Israele, avevano attaccato un avamposto di Tsahal, prendendo in ostaggio il caporale Gilad Shalit. Da allora Shalit è nelle mani dei miliziani palestinesi. Il negoziato per arrivare ad uno scambio con un certo numero di prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane non ha sortito alcun risultato. Ma stavolta, se è vero che erano queste le loro intenzioni, il piano è fallito. In compenso, i gruppi armati hanno preannunciato altre operazioni analoghe. Ancorché colto di sorpresa, l'apparato militare israeliano ha risposto con forza. Gli elicotteri Apache si sono alzati in volo per dare la caccia agli assalitori. Una macchina è stata colpita, i due occupanti sono stati feriti. Il portavoce dell'esercito ha detto che l'auto era in attesa degli uomini che aveva assaltato il terminal commerciale. L'artiglieria ha sparato contro obiettivi a Zaitun e Shugiahyeh, alle porte di Gaza città, uccidendo i palestinesi. Inoltre in mattinata, durante un'operazione "di routine", un militare israeliano era stato ucciso e due era stati leggermente feriti. Appena cinque settimane dopo la fine dell'Operazione "Inverno caldo", in cui morirono 120 palestinesi, tra cui molte vittime inermi, quello che i militari israeliani definiscono ormai il "fronte sud", contrapposto al non meno pericoloso "fronte nord", quello con il Libano e gli Hezbollah, torna, dunque, ad infiammarsi. E se da un lato s'accresce la minaccia per le città e i villaggi israeliani del Neghev settentrionale, sottoposti ad un diuturno fuoco di Qassam e di mortai, dall'altro è destinata ad aggravarsi la situazione della popolazione civile di Gaza, già ridotta allo stremo dall'embargo, dalla mancanza di beni essenziali e dalla chiusura totale dei confini. Ieri, prima di lanciare il loro attacco, i miliziani hanno aspettato che l'ultima autobotte di carburante facente parte della fornitura quotidiana finanziata dall'Unione Europea e destinata alla centrale elettrica di Gaza, lasciasse il terminal. Non si conosce esattamente l'entità dei danni inflitti ai depositi. I responsabili palestinesi della centrale dicono d'avere carburante sufficiente appena per un paio di giorni. Il portavoce del ministero degli Esteri, Arye Mekel, ha fatto sapere che Israele continuerà a fornire il combustibile necessario ad evitare una crisi umanitaria, aggiungendo, tuttavia, che "le difficoltà sono evidenti". Insomma, è molto difficile che il flusso riprenda come se nulla fosse successo.

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"uribe e farc, trattate per ingrid la sua liberazione salverà tutti" - anais ginori parigi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

L'intervista Fabrice Delloye, l'ex marito e padre dei due figli si appella al presidente colombiano "Uribe e Farc, trattate per Ingrid la sua liberazione salverà tutti" La regione del Guaviare è ormai diventata l'epicentro della politica di Bogotà ANAIS GINORI PARIGI dal nostro inviato "Il rifiuto delle Farc è un colpo durissimo per noi. Sappiamo che Ingrid sta molto male e che resta poco tempo se vogliamo salvarla". Fabrice Delloye, ex marito della Bétancourt e padre dei suoi due figli, Mélanie e Lorenzo, guida la mobilitazione internazionale. "Il pressing deve continuare" rilancia da Parigi. La famiglia dell'ostaggio in mano alla guerriglia colombiana da oltre 6 anni invita tutti, anche in Italia, a stendere un lenzuolo bianco alle finestre: "Farc, Uribe: negoziate!". Crede che Ingrid possa sentire le tante manifestazioni di solidarietà internazionale organizzate per lei? "Tutto quello che facciamo può aiutarla, direttamente o indirettamente. Lei ha dimostrato forza e coraggio, ma adesso è davvero stremata". Quali sono le sue condizioni di salute? Secondo il ministro Kouchner forse sta meno male di quanto non si creda... "C'è stato un equivoco. Kouchner si riferiva alle dichiarazioni di un medico che ha parlato con un ex ostaggio, Luis Eladio Perez, che ha visto l'ultima volta Bétancourt il 4 febbraio scorso". E ha detto che non è gravemente malata? "Assolutamente no. Ha soltanto detto che non sembra avere l'epatite, ma forme gravi di amebe e disturbi epatici, accompagnati dalla malaria. Sappiamo anche che rifiuta il cibo e le medicine, e che rispetto all'ultima immagine che abbiamo di lei, in ottobre, è ulteriormente dimagrita". La missione umanitaria è fallita. Quale può essere la soluzione? "Soltanto Alvaro Uribe ha la possibilità di far liberare Ingrid. Deve acconsentire alla demililitarizzazione delle due comunità di Florida e Pradera per 45 giorni, al fine di negoziare lo scambio di Ingrid e di altri prigionieri". Il presidente colombiano si considera in guerra con le Farc e non sembra voler fare concessioni. "Israele è costretto a negoziare con i palestinesi, nonostante gli attentati. Uribe deve capire che è il momento in cui la guerra deve cedere il passo a un gesto umanitario. Il mondo lo sta guardando". Ma le Farc hanno appena congelato l'idea dei negoziati. "Dovrebbero capire che liberare Ingrid e gli altri ostaggi per loro sarebbe l'unica possibilità di ottenere una credibilità internazionale. Se Ingrid muore, saranno politicamente morti anche loro".

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Sono pronto a succedere al presidente Abu Mazen Marwan Barghouti in un'intervista all'Unità: Israele onori i suoi 60 anni firmando la pace con i palestinesi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del "Sono pronto a succedere al presidente Abu Mazen" Marwan Barghouti in un'intervista all'Unità: Israele onori i suoi 60 anni firmando la pace con i palestinesi di Umberto De Giovannangeli PARLA DA LEADER del popolo palestinese, l'unico in grado di ridare speranza e unità ad un popolo oggi privo di speranza e politicamente diviso. Parla da presidente in pectore, forte di tutti i sondaggi che lo indicano come il successore più accreditato di Mahmud Abbas (Abu Mazen). Parla da un carcere di massima sicurezza israeliano, Marwan Barghouti, 49 anni,l'uomo simbolo della seconda Intifada, e attraverso i suoi avvocati, lancia un messaggio indirizzato a Israele: "La maggioranza del popolo palestinese - afferma Barghouti - è pronto ad una storica riconciliazione fondata sul rispetto della legalità internazionale e sul principio di due popoli, due Stati". Ed un primo passo in questa direzione, sottolinea il leader palestinese, è il "raggiungimento di un cessate il fuoco quanto prima possibile". Su un punto, Marwan Barghouti insiste con forza: "La pace per essere davvero tale, per poter durare nel tempo, per conquistare la grande maggioranza del popolo palestinese - afferma - non può essere la ratifica dei rapporti di forza ma deve fondarsi sul ripristino della legalità internazionale e sul riconoscimento del nostro diritto a vivere in pace in uno Stato che sia davvero tale e non un bantustan camuffato". Alla speranza innescata dalla Conferenza di Annapolis si è sostituito il disincanto, la frustrazione, un senso di vuoto. Qual è oggi lo stato d'animo prevalente in campo palestinese? "È vero: c'è rabbia, frustrazione, perché la mia gente si rende conto che al di là delle parole, la realtà è che Israele non dà seguito concreto alla dichiarata volontà di dialogo. La realtà è rappresentata dagli oltre 600 check-point che spezzano la Cisgiordania, che causano sofferenza e umiliazione quotidiane per decine di migliaia di palestinesi; la realtà sono le carceri israeliane ancora piene di prigionieri palestinesi; la realtà è una colonizzazione che prosegue". Ciò significa fine della speranza? "No, non è così che stanno le cose. Il popolo palestinese desidera fortemente vedere realizzato il proprio sogno di libertà, di indipendenza e pace, e sta attendendo la fine dell'occupazione israeliana". Bush continua a ritenere possibile il raggiungimento di un accordo di pace entro il 2008. È una illusione? "Tutto dipende da Israele, dal coraggio del suo governo a compiere l'atto che, esso sì, potrebbe portare ad un accordo di pace globale entro il 2008". E quale sarebbe questo atto? "La fine dell'occupazione, realizzando così una pace fondata sul principio di due popoli, due Stati. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre che la costruzione degli insediamenti e la confisca delle terre palestinesi cessino immediatamente, mentre le istituzioni palestinesi a Gerusalemme devono essere riaperte. Riconoscere il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese, porre fine all'occupazione, liberare gli 11mila palestinesi incarcerati, sarebbe il modo migliore per Israele di celebrare i suoi sessant'anni. Sarebbe un investimento su un futuro di pace, perché Israele non avrà mai pace e sicurezza con l'occupazione". Lei ha parlato della sofferenza quotidiana della popolazione palestinese e della necessità da parte di Israele di dare segnali concreti di apertura. Quali dovrebbero essere questi segnali? "La rimozione dei posti di blocco, la fine degli arresti e delle uccisioni mirate, così come la fine dell'assedio a Gaza e la riapertura dei valichi di confine. Non è con le punizioni collettive inflitte a un milione e mezzo di palestinesi nella Striscia di Gaza che Israele rafforzerà la sua sicurezza. La fine del blocco di Gaza è un passaggio ineludibile per raggiungere un cessate il fuoco quanto prima possibile". In precedenza, lei ha fatto riferimento a Gerusalemme. Qual è per Marwan Barghouti il futuro della Città Santa? "È quello di una città aperta, capitale condivisa di due Stati, patrimonio dell'umanità. Una cosa è certa: nessun leader palestinese, neanche il più disponibile al compromesso, potrà mai sottoscrivere un accordo di pace che non contempli Gerusalemme Est capitale dello Stato indipendente di Palestina". Uno dei nodi cruciali del negoziato riguarda il diritto al ritorno. "È un diritto, appunto. Sancito da una risoluzione delle Nazioni Unite. Si può discuterne le modalità di attuazione ma non la sua fondatezza. Il popolo dei Territori non è altra cosa da quanti sono stati costretti a forza ad abbandonare nel 1948 le proprie case, i propri villaggi. Non ci faremo dividere". Lei parla di pace e di unità, ma intanto in campo palestinese a dominare è la divisione. A Gaza governa Hamas. A quali condizioni è possibile riprendere il dialogo interno? "La condizione è una sola: Hamas deve riconoscere che la prova di forza condotta a Gaza ha fortemente pregiudicato la causa palestinese, determinando una spaccatura senza precedenti nel movimento palestinese. Il dialogo è possibile se Hamas riconosce l'autorità dell'Anp e permetta così di tenere entro il 2008 libere elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale palestinese (il parlamento dei Territori, ndr.). In altri termini, Hamas deve rientrare nella legalità e non agire come un contropotere armato che vuol farsi Stato". Qual è lo Stato palestinese per cui si batte Barghouti? "È uno Stato plurale, dove sia garantita a tutti la libertà di espressione. Uno Stato realmente indipendente con il controllo totale del territorio e dei confini. Uno Stato che cooperi con i suoi vicini per cambiare in meglio il volto del Medio Oriente". Tra i vicini con cui cooperare c'è anche Israele? "La nostra lotta è per la costruzione di uno Stato, quello palestinese, e non per la distruzione di un altro Stato, Israele". La forza di Hamas è anche nella crisi di Al Fatah, il movimento di cui lei, assieme ad Abu Mazen, è il leader più rappresentativo. "Fatah ha bisogno di un rinnovamento profondo, solo così potrà riconquistare il consenso perduto. È necessario eleggere nuovi organismi dirigenti, votare per nuovi candidati, e includere donne, giovani, accademici: abbiamo bisogno di una nuova leadership, con le mani pulite. Sono convinto che la generazione che è cresciuta sotto l'occupazione israeliana, che ha dato vita alla prima e alla seconda intifada, che è in grado di capire la complessità del conflitto israelo-palestinese, deve essere alla guida". Il presidente Abu Mazen appare intenzionato a non riproporre la sua candidatura alla presidenza dell'Anp. Molti vedono in lei il suo successore. "Ho dedicato la mia vita alla causa palestinese, e per questo sono oggi in un carcere israeliano. Non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità e non lo farò in futuro". Anche da presidente? "Anche da presidente" ha collaborato Osama Hamdan.

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Giornata di sangue in Medio Oriente Commando uccide 2 civili israeliani. Morti 7 palestinesi, due adolescenti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Giornata di sangue in Medio Oriente Commando uccide 2 civili israeliani. Morti 7 palestinesi, due adolescenti / Roma IL SANGUE torna a scorrere nel sud di Israele e a Gaza. Nel primo pomeriggio, un commando palestinese riesce a infiltrarsi in territorio israeliano e ad entrare in azione in un deposito di benzina vicino al kibbutz di Nahal Oz, a ridosso del confine fra Gaza e Israele. "I terroristi sono entrati e hanno aperto il fuoco contro i civili che si trovavano all'interno", spiega un portavoce dell'esercito israeliano. Lo scontro a fuoco è violentissimo. Sul terreno restano i corpi senza vita di due civili israeliani e di due membri del commando colpiti dal fuoco dei soldati israeliani. Altri due civili israeliani sono feriti gravemente. A rivendicare l'attacco sono le Brigate Al Quds, braccio armato della Jihad islamica palestinese, e i Comitati di resistenza popolare (Crp). Abu Mujahid, dei Crp rivendica "Operazione rottura dell'assedio" e afferma alla tv satellitare araba al Jazira che "nell'operazione contro la base militare del nemico i nostri fratelli sono riusciti a uccidere almeno tre soldati sionisti". "Volevamo rapire dei soldati israeliani", prosegue, "da aggiungere a (Gilad) Shalit che deteniamo da tempo. Lo abbiamo fatto per rispondere ai crimini commessi dai sionisti". La reazione israeliana non si fa attendere: tre palestinesi sono stati uccisi e altri cinque feriti in un raid di Tsahal nei pressi di Sajaiyeh, nella Striscia. Colpi di artiglieria centrano una casa: tra le vittime due adolescenti della stessa famiglia, i Gharabli. Un altro miliziano palestinese è colpito a morte dal fuoco israeliano in prossimità del valico di Karni fra Gaza ed Israele. In serata il bilancio di una giornata di sangue è di nove morti, due civili israeliani e sette palestinesi. "Ci sono feriti molto gravi colpiti alla testa tra cui una ragazzina di 17 anni - racconta un medico dell'ospedale centrale di Gaza City -. A causa dell'embargo non abbiamo benzina per far girare le ambulanze e medicine per soccorrere i feriti". A Gerusalemme, il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Mark Regev, mette sotto accusa Hamas, il movimento integralista palestinese che dal giugno dello scorso anno controlla la Striscia di Gaza: "Consideriamo Hamas corresponsabile di questa azione terroristica", dichiara Regev aggiungendo che la leadership del movimento islamica "dovrà rendere conto della sua azione criminale". Nella notte la tensione resta altissima a Gaza e nel sud di Israele. Ai confini con la Striscia, Israele ammassa truppe e mezzi corazzati, diversi dei quali entrano nel nord della Striscia. Da Gaza, i duri dell'intifada rilanciano la loro sfida: "Siamo pronti ad altre operazioni come quella condotta a Nahal Oz", minaccia un capo militare della Jihad islamica. u.d.g.

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Cosa brucia sotto il Libano (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Cosa brucia sotto il Libano Robert Fisk Segue dalla Prima Q uando un libanese viene ucciso nel corso prove di tiro nella Repubblica Islamica dell'Iran, la sua morte suscita tanto interrogativi quanto lacrime. È quasi un segreto di Pulcinella il fatto che a sud del fiume Litani migliaia di giovani hanno abbandonato i loro villaggi per seguire corsi di addestramento militare in Iran. Ogni mese fino a 300 uomini vengono condotti a Beirut per poi andare in Iran e questa operazione va avanti dal mese di novembre del 2006. Finora circa 4.500 membri di Hezbollah hanno preso parte a campi di addestramento della durata di tre mesi imparando a lanciare razzi allo scopo di dare vita ad un gruppo di guerriglieri addestrati dagli iraniani in vista della "prossima" guerra Hezbollah-Israele. Se poi questo spaventoso conflitto avrà veramente luogo dipende dal comportamento del presidente Bush. Se l'America - o Israele - bombarderà l'Iran, è molto probabile una immediata reazione dai bunker sotterranei che Hezbollah sta costruendo nei campi e ai lati delle strade a est e a sud di Jezzine. Da mesi Sayed Hassan Nasrallah, il capo di Hezbollah, avverte Israele che la sua organizzazione ha nel suo arsenale una nuova arma "a sorpresa" e in Libano sono quasi tutti convinti che si tratti di un missile terra-aria di concezione e fabbricazione iraniana che potrebbe mettere in discussione la supremazia aerea di Israele sul Libano. Da oltre 30 anni i cacciabombardieri israeliani hanno il dominio dei cieli e finora hanno perso solo due aerei - uno a causa di un rudimentale missile palestinese Sam-7 e l'altro colpito dalla contraerea siriana - durante e dopo l'invasione del 1982. Dopo la guerra del 1980-88 con l'Iraq, l'Iran sviluppò una nuova generazione di armamenti uno dei quali - una versione aggiornata di un missile cinese mare-mare - quasi affondò una corvetta israeliana nell'ultima guerra Hezbollah-Israele nel 2006. Hezbollah è in grado di abbattere gli aerei israeliani in caso di conflitto? È una cosa di cui molto si parla in seno alla forza di interdizione dell'Onu, forte di 13.000 uomini, dislocata nel sud del Libano - sostanzialmente un contingente Nato con soldati francesi, spagnoli e italiani oltre che cinesi, indiani e di diverse altre nazioni - che si trova stretta tra i due nemici. Nella zona delle operazioni non ci sono combattenti armati di Hezbollah - Nasrallah rispetta la risoluzione dell'Onu che nel 2006 ha dispiegato una forza di pace tra il confine israeliano e il fiume Litani - ma la missione delle Nazioni Unite, con i suoi soldati, correrà gravi rischi in caso di guerra. Se i suoi aerei non potranno più bombardare a piacimento il Libano senza timore di essere abbattuti, Israele sarà disposta a lanciare un'altra costosa offensiva di terra - assai improbabile dopo le perdite subite nel 2006 - o ad impiegare in Libano i missili terra-terra? In caso si ricorresse alla seconda ipotesi, il conflitto con il Libano farebbe un drammatico salto di qualità. I missili a lungo raggio si sono rivelati estremamente imprecisi in Medio Oriente e in occasione della guerra Iran-Iraq. Ma a dispetto della instabilità politica, i libanesi - pur attanagliati da una drammatica crisi - sembrano aver respinto l'ipotesi di un ritorno alla guerra civile. In una guerra siffatta nessuno potrebbe più ripetere le menzogne riguardo alla "chirurgica precisione" delle bombe e dei missili. Può anche darsi che il governo di Fouad Siniora si trovi intrappolato nella sua "Zona Verde" al centro di Beirut - tanto da aver rifiutato di partecipare al vertice della Lega Araba a Damasco - e non si può negare che i lavori del Parlamento sono stati sospesi a tempo indeterminato dopo 17 vani tentativi di eleggere un nuovo presidente. Inoltre diversi importanti parlamentari e giornalisti libanesi sono stati assassinati o hanno rischiato di morire dal 2005, ma le truppe siriane hanno lasciato il Paese e l'esercito libanese riesce ancora a mantenere una parvenza di ordine nelle strade. Tuttavia i servizi segreti siriani sono ancora attivi in Libano - e la Siria è l'unico alleato dell'Iran nel mondo arabo. Ciò non vuol dire, comunque, che la guerra è inevitabile. Quindi il futuro del Libano - come già nel 2006 - è nelle mani degli Stati Uniti e dell'Iran. Così come gli israeliani minacciano continuamente la guerra, Hezbollah giura vendetta per l'autobomba che ha assassinato nel febbraio scorso a Damasco Imad Mougnieh, già comandante dei servizi segreti di Hezbollah. Gli israeliani non fanno che ripetere che reagiranno ad ogni attacco, ma che "sceglieranno il momento, il luogo e il mezzo". E ovviamente - come nello stile di Hezbollah che ama ripetere le stesse parole di Israele - il 24 marzo Nasrallah ha detto che Hezbollah "sceglierà il momento, il luogo e il mezzo" per vendicare la morte di Mougnieh. E mese dopo mese il sistema di bunker di Hezbollah a nord del Litani si rafforza e si consolida. Aerei israeliani senza pilota effettuano continue ricognizioni in vista di un eventuale attacco aereo. Linee telefoniche sotterranee collegano i reparti di Hezbollah schierati sul terreno e quelli nascosti nei bunker. Hezbollah ha imparato molte cose dalla guerra del 2006. Allora i bunker erano dotati di aria condizionata, di letti e di cucine. Ma quando i soldati israeliani ne scoprirono alcuni, trovarono anche le copie delle loro foto scattate dalla ricognizione aerea con le annotazioni in ebraico. Ovviamente gli uomini di Hezbollah avevano corrotto o ricattato le guardie di confine israeliane per ottenere le foto che consentivano loro di capire quali bunker erano stati localizzati dagli israeliani e quali invece erano ancora sconosciuti al nemico. E proprio per questa ragione nel 2006 i guerriglieri riuscirono a resistere a giorni e giorni di bombardamenti aerei consentendo ad Israele di fare irruzione nei bunker "noti" e volontariamente consegnati al nemico. Nessuno sa se Hezbollah ha fatto incetta di nuove fotografie che potrebbero tornargli utili nei mesi a venire. © The Independent Traduzione di Carlo Antonio Biscotto.

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Ahmad Jamal e il suo trio <Con il piano nel cuore vi racconto le mie storie> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 86 del 2008-04-10 pagina 12 Ahmad Jamal e il suo trio "Con il piano nel cuore vi racconto le mie storie" di Franco Fayenz Il jazzista di Pittsburgh al Blue Note fino a sabato. Sul palco anche contrabbasso e batteria È raro il privilegio di poter scegliere fra otto concerti consecutivi del pianista Ahmad Jamal con gli inseparabili James Cammack contrabbasso, Idris Muhammad batteria e Manolo Badrena percussioni. Questa fortuna tocca ai cultori milanesi della "Grande musica nera" fino a sabato: Jamal darà due concerti ogni sera al Blue Note, alle 21 e alle 23, proprio mentre arriva nei negozi il suo ultimo cd It's Magic per Dreyfus, con gli stessi collaboratori. Oltretutto, è risaputo che il repertorio del solista di Pittsburgh è sconfinato e quindi difficilmente ripete lo stesso programma. Quando è di scena Jamal, cade ogni distinzione fra gli appassionati del jazz tradizionale, classico, moderno e contemporaneo. Tutti sanno che i pianisti della musica africana-americana paragonabili con lui sono nomi mitici come Bill Evans, Earl Hines, Oscar Peterson e Art Tatum. Ma di un confronto con Tatum, Jamal non vuole sentir parlare. "La grande ombra di Tatum - confessa - è il motivo per cui non incido dischi di solo pianoforte come spesso mi viene richiesto. Temo la comparazione con lui, sebbene sia scomparso da mezzo secolo. Nessuno ha mai più suonato come lui nel jazz. Perfino nella musica classica lo ascoltavano e lo studiavano interpreti quali Arturo Benedetti Michelangeli e Vladimir Horowitz". Eppure, è facile osservare che la tecnica di Jamal non è inferiore a quella di Tatum. "Ma io - ribatte - ogni volta che faccio un concerto non mi preoccupo della tecnica, bensì di raccontare una mia storia. Ne ho tante, a poco meno di 78 anni. Vivo con la musica dalla nascita. Mi sono seduto al pianoforte a tre anni e non l'ho più lasciato. I miei genitori hanno capito questa disposizione e mi hanno fatto studiare. Per risparmiare, la mia mamma andava a piedi anziché in autobus.". Il trio jazz di pianoforte, contrabbasso e percussioni lo ha inventato Jamal a metà degli anni Cinquanta. Allora gli furono compagni il giovanissimo contrabbassista Israel Crosby e Vernell Fournier alla batteria: questa rimase la sua formazione preferita. Seppe dare alle fonti sonore una parità inedita e quasi conflittuale che molti ancora non riescono a conseguire e che servì da modello, per esempio, a Bill Evans. Ahmad Jamal Fino a sabato Blue Note, via Borsieri Informazioni: 899.700.022 © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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All'interno (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

All'interno Al voto A PAGINA 3 Boselli chiama Bertinotti: "Un patto per la laicità" Contratti A PAGINA 7 Montezemolo minaccia: "Intesa o accordi separati" Israele/Palestina A PAGINA 9 A Gaza un giorno di sangue Sette vittime, due i bambini Fiaccola A PAGINA 10 San Francisco in piazza per il Tibet con Tutu e Gere.

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Siria, il giallo del cognato di Assad arrestato. <Tentato golpe> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-10 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Intrigo politico Assef Shawkat, capo dell'intelligence, accusato di aver organizzato un colpo di Stato con l'aiuto degli Stati Uniti Siria, il giallo del cognato di Assad arrestato. "Tentato golpe" Il presidente sarebbe stato informato da Mughniyeh, il leader dell'Hezbollah poi ucciso a Damasco WASHINGTON - A Damasco è l'ora degli intrighi. Assef Shawkat, capo dell'intelligence militare e cognato del presidente Bashar Assad, sarebbe stato posto agli arresti domiciliari. Una mossa clamorosa - rivelata da fonti del dissenso - legata a un presunto tentativo di golpe. La misteriosa vicenda, circondata da voci incontrollabili, inizia alla fine di febbraio. In quei giorni Imad Mughniyeh, capo dell'apparato clandestino dell'Hezbollah libanese, ha un incontro riservato con Bashar e gli rivela che suo cognato Shawkat vuole organizzare un colpo di Stato con l'appoggio americano. Una strana alleanza, visto che l'alto dirigente è finito nella lista nera degli Usa per il suo ruolo nelle trame mediorientali. Assad convoca la sorella Bushra e chiede spiegazioni, vuole vederci chiaro. L'atmosfera è tesa. Il 12 febbraio nuovo mistero: Mughniyeh viene ucciso dall'esplosione della sua vettura a Damasco. La sua presenza nella capitale era nota a poche persone e dunque l'Hezbollah pensa al tradimento. I sospetti si appuntano subito su Israele, ma si guarda in tutte le direzioni. L'inchiesta è affidata prima a Shawkat, e successivamente al generale Hafez Makhlouf, un cugino del presidente e membro di un clan influente. Una decisione che alimenta altre teorie sostenute soprattutto dagli avversari del regime. La prima è che Shawkat abbia avuto davvero un ruolo nell'eliminazione di Mughniyeh proteggendo i killer o armandoli lui stesso. Persino la moglie del dirigente Hezbollah non esclude un coinvolgimento siriano accusando Damasco di aver fatto muro nelle indagini. I militanti libanesi si agitano, conducono una loro inchiesta con l'appoggio di Teheran e usano metodi brutali per far parlare dei "testimoni ". L'ipotesi del tradimento trova qualche riscontro e soprattutto rende tutti diffidenti. Ieri nella spy story si apre un nuovo capitolo con un'altra pista per l'uccisione di Mughniyeh. I siriani - si racconta - hanno le prove che l'attentato è stato preparato a Damasco da un team dell'intelligence saudita. Una donna, da tempo residente nella capitale, avrebbe fornito le vetture al commando composto da siriani, palestinesi e giordani. Riad si sarebbe così vendicata di un attentato compiuto dall'Hezbollah nel 1996 e avrebbe fatto un favore a Washington. In un inseguirsi di colpi di scena la polizia siriana avrebbe arrestato un "funzionario saudita" coinvolto nell'operazione. è interessante rilevare che buona parte dei dettagli siano stati diffusi dall'agenzia iraniana Fars, vicina alle posizioni dei radicali a Teheran e ostile nei confronti di Riad. In questo scenario il cognato di Assad, se non è stato complice, potrebbe aver chiuso gli occhi su quello che stava avvenendo. Essendo a capo dei servizi militari non poteva "non sapere". Tanto è vero che all'indomani dell'eliminazione di Mughniyeh, lo stesso presidente ha chiesto a Shawkat di preparare un rapporto dettagliato in quanto era evidente che si erano aperte pericolose falle nella sicurezza. In particolare - secondo nostre fonti - Damasco aveva accertato la violazione di tre "segreti": 1) la presenza di centrali d'ascolto in Siria gestite da Hezbollah e iraniani; 2) una rete di appartamenti offerti da uomini d'affari legati al regime siriani a militanti mediorientali; 3) campi d'addestramento in territorio siriano utilizzati da estremisti libanesi e palestinesi. L'ex vice presidente Khaddam, oggi rifugiato a Parigi e ispiratore di molte ricostruzioni, ha suggerito uno scenario alternativo. Shawkat viene sacrificato da Assad e offerto alla comunità internazionale: lo 007 sarebbe presentato come la vera mente dell'omicidio Hariri, l'ex premier libanese assassinato a Beirut. Un delitto eccellente su cui sta indagando l'Onu e che ha creato non pochi imbarazzi a Damasco, in quanti molti suoi alti dirigenti, a cominciare da Shawkat, sono finiti nelle carte dell'inchiesta. Non sarebbe la prima volta. Il famoso generale Gazi Kanaan, il custode di mille segreti siriani, si è "suicidato" prima che potesse parlare. Guido Olimpio.

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Blitz palestinese al confine di Gaza (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-04-10 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE L'azione Hamas lancia l'operazione "Fine dell'arroganza". Sette morti nella risposta dello Stato ebraico Blitz palestinese al confine di Gaza Commando attacca depositi di carburante in Israele e uccide 2 civili L'obiettivo (fallito) era riuscire a sequestrare soldati di Tsahal, come nella missione in cui fu rapito il caporale Shalit DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Il raid ha scelto come bersaglio i depositi di carburante al confine con Gaza. Da qui partono i rifornimenti verso i distributori di benzina, dove i palestinesi passano le giornate in fila. Coperti da colpi di mortaio e razzi Qassam, 4 o 5 miliziani hanno tagliato la rete di separazione e si sono infiltrati. Hanno ucciso due israeliani, civili che lavoravano al valico, e hanno cercato di tornare indietro, di fuggire verso la Striscia, inseguiti dai soldati di Tsahal. Due degli assalitori sono morti negli scontri. Hamas aveva promesso di provare a "rompere l'assedio", con un'operazione chiamata "Fine dell'arroganza". Il movimento fondamentalista non ha rivendicato l'attacco, un portavoce ha elogiato la missione "eroica e coraggiosa". Che è stata organizzata dalla Jihad islamica, dai Comitati di resistenza popolare e da un gruppo vicino alle Brigate Al Aqsa, legate al Fatah. "Un blitz unico e molto complicato", si sono esaltati i leader delle fazioni. L'obiettivo era riuscire a sequestrare soldati israeliani, una replica del raid in cui è stato rapito il caporale Gilad Shalit, tenuto prigioniero da quasi 2 anni. "Sarebbe potuta andare molto peggio", ha commentato una fonte dell'esercito. I miliziani sono riusciti a incendiare alcuni depositi. "Sotto i colpi dei mortai, i soldati ci hanno intimato di chiuderci in casa", racconta Moran Freibach, che vive nel kibbutz Nahal Oz, vicino al punto di passaggio. Anche dall'altra parte si è scatenata la guerra, quando i tank israeliani sono entrati nella Striscia per individuare il commando. Un proiettile di artiglieria ha ucciso tre civili, secondo fonti palestinesi, e un attivista della Jihad è stato eliminato da un missile sparato da un elicottero. Poche ore prima, un soldato israeliano e un miliziano di Hamas erano morti in un altro scontro sul confine, a sud della Striscia. "Consideriamo Hamas responsabile dell'attacco al valico ", commentano dal governo israeliano. "Colpire i depositi - dice il portavoce Mark Regev - dimostra che i terroristi non si preoccupano per le condizioni di vita degli abitanti di Gaza". Israele ha tagliato l'approvvigionamento di carburante, in risposta ai lanci di Qassam. L'assalto è stato compiuto poche ore dopo un rifornimento di combustibile, pagato dall'Unione Europea, verso la centrale elettrica della Striscia. "Stiamo valutando i danni. Non saremo in grado di riprendere le forniture - spiega un diplomatico alla Reuters - prima di domenica". I dirigenti palestinesi avvertono che se il valico dovesse chiudere per qualche giorno, "la situazione diventerebbe insostenibile. Ci è rimasto solo il gas per cucinare ". La gente aspetta fino a una settimana in coda ai distributori per riuscire a portare via 20 litri di diesel. "Tutto questo non sarebbe successo, se il governo avesse tagliato qualunque collegamento con Gaza, carburante ed elettricità ", incalza Avigdor Lieberman, leader di Israele la nostra casa, partito ultranazionalista. "Il coinvolgimento di Fatah (la fazione di Abu Mazen, ndr) forza Israele a considerarla un'organizzazione terroristica". Il premier Ehud Olmert e il presidente palestinese si erano incontrati lunedì a Gerusalemme, dopo un mese di sospensione nei colloqui. Gli Stati Uniti stanno organizzando un vertice a Sharm El-Sheikh, in Egitto, dove George W. Bush tenterà di accelerare le trattative. Il leader Usa vuole far rispettare l'obiettivo che si è posto e raggiungere un accordo entro la fine dell'anno. Davide Frattini GUARDA Le immagini della tensione al confine www.corriere.it LUTTO Donne druse israeliane piangono il corpo di un soldato della loro comunità rimasto ucciso.

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Vivere in mezzo al nemico , l'ultima eresia di Tali Fahima (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Vivere in mezzo "al nemico", l'ultima eresia di Tali Fahima La pacifista israeliana lascia Tel Aviv e si trasferisce nel villaggio palestinese di Ar'ara. Dopo la sua visita shock alla famiglia di un attentatore era diventata uno dei personaggi più odiati del Paese Michelangelo Cocco Inviato ad Ar'ara (Israele) Il materasso appoggiato sul pavimento, un paio di tavolini e qualche libro, il computer portatile a tenerle compagnia nelle notti insonni: la nuova vita di Tali Fahima inizia da un bilocale ancora da arredare nel villaggio arabo di Ar'ara. "A Tel Aviv non potevo più camminare per strada, subivo continue minacce. Ho fatto in tempo a portare con me il minimo indispensabile", racconta la pacifista israeliana accendendo la prima di una lunga serie di sigarette. Dopo aver pagato con 26 mesi di carcere (di cui oltre un anno in "detenzione amministrativa", senza accuse formali) la sua amicizia con l'ex capo delle Brigate dei martiri di Al Aqsa, Zakarias Zubeideh, Fahima ha varcato un'altra linea rossa andando a vivere in mezzo ai palestinesi nel "Triangolo" a nordest di Tel Aviv, la zona che Israele ha più volte mostrato di voler cedere al futuro Stato palestinese in cambio dei principali blocchi di colonie nei Territori occupati. Ad accelerare il trasloco di Fahima, l'evento che le è valso l'odio da parte della società nella quale la 32enne sefardita (madre di origini algerine, padre marocchine) fino a pochi anni fa aveva vissuto tranquillamente, lavorando in uno studio legale e sposando l'ideologia della destra sionista del Likud che vuole l'espulsione degli arabi dallo Stato ebraico: l'11 marzo scorso la ragazza ha reso le condoglianze alla famiglia di Ala Abu Dhaim, l'attentatore palestinese che pochi giorni prima a Gerusalemme aveva ucciso otto giovani seminaristi nel collegio rabbinico Mercaz Harav. Da quel momento i gruppi della sinistra che avevano sostenuto la campagna per la sua liberazione quando, nel dicembre 2005, era stata condannata a tre anni di carcere per "aver mantenuto contatti con agenti stranieri" le hanno voltato le spalle e persino i suoi genitori l'hanno abbandonata. Nella sua trasmissione radiofonica, i cui bersagli preferiti sono i membri arabi della Knesset e i pacifisti di Peace now, l'ex parlamentare Plato Sharon l'ha accusata di "essere come Hamas". Sul sito internet Facebook in molti si augurano che venga cacciata dal Paese. "Ho fatto quello che era giusto secondo i miei princìpi ebraici - si difende Fahima -. Anzitutto ho voluto spiegare che il gesto dell'attentatore è secondo me una conseguenza dell'occupazione. Inoltre ho provato a lanciare l'allarme su possibili rappresaglie contro la sua famiglia". Cinque giorni dopo la visita di Fahima, centinaia di estremisti della destra israeliana hanno sfilato per Abu Tur - il quartiere di Gerusalemme est dove risiedeva l'attentatore - gridando "Vendetta, morte agli arabi" e lanciando pietre contro le case palestinesi prima che l'intervento della polizia li disperdesse. "In passato odiavo gli arabi, pensavo che dovessero essere cacciati da Israele" ricorda la donna il cui volto, incorniciato da una spessa montatura nera e dai capelli raccolti dietro la nuca, è diventato un'immagine inquietante per molti israeliani. Prima di Fahima pochi altri dissidenti sono andati a vivere "in mezzo al nemico", a quel 20% di cittadini palestinesi che lo Stato chiama arabo-israeliani e che - denunciano le organizzazioni per i diritti umani - tratta come cittadini di serie B. Uri Davis, da anni iscritto ad Al-Fatah, da Saknin ha lanciato una battaglia legale per far ammettere nei kibbutzim e nei moshavim anche i cittadini arabi d'Israele. Susan Nathan dalla sua esperienza nella cittadina di Tamra ha tratto il libro "Shalom fratello arabo". Credono tutti che l'unica soluzione del conflitto possa essere uno stato unico che accolga ebrei e arabi con gli stessi diritti. L'ultima arrivata, in ordine di tempo, non ha dubbi: "Lo Stato ha paura dei suoi dissidenti che andando a vivere tra i palestinesi spezzano la spirale paura-occupazione creata dal sionismo". La svolta nella vita di Fahima arriva con la cosiddetta "seconda intifada", quando gli attentatori suicidi palestinesi facevano stragi tra i negozi alla moda e nei viali alberati della sua Tel Aviv. "L'occupazione stava sconvolgendo la mia vita, volevo capire perché". Fahima riesce a ottenere il numero di cellulare di Zubeideh da un giornalista, inizia una corrispondenza telefonica quotidiana col guerrigliero e, alla fine, si reca a visitare il campo di Jenin, dove il super ricercato si nasconde. Come a tutti gli israeliani, i Territori occupati le sono proibiti, ma lei riesce a entrarci: "I posti di blocco dell'esercito, la povertà dei palestinesi, i militari che ammazzano i civili: se non la vedi, questa realtà può risultarti indifferente, lontana, invece è a 20 minuti da qui". È il 2003 e le ferite della distruzione del campo di Jenin ordinata dall'ex premier Sharon sono ancora aperte. "La molla mi è scattata quando ho visto il campo profughi - continua a raccontare -: come possiamo fare cose simili? ho pensato". Con la seconda visita, inizia un progetto di doposcuola per i bambini del campo. "Due settimane dopo lo Shabak (il servizio segreto interno, ndr) mi ha posto di fronte a un'alternativa: collaborare per arrestare Zakarias o finire in prigione". Lei opta per fargli da "scudo umano", difendendolo dai raid dell'esercito che vuole catturarlo. Le fanno scontare la prima settimana di carcere, poi un altro arresto, di tre mesi, un anno d'isolamento e così via. Tali Fahima è ormai una "traditrice" oppure "l'amante di Zakarias" o, semplicemente, "una stupida", "come mi gridava la gente per strada". Arrivata ad Ar'ara alla fine del mese scorso, con Ali, Naim, Eimad e gli altri membri della hamula (famiglia allargata) dei Buerat che le hanno affittato il piano terra di una delle loro case sembra conoscersi da sempre. "È normale, mettono a suo agio chiunque, perché sono palestinesi" dice dopo aver salutato in ebraico il piccolo Amir. Un ordine dei servizi di sicurezza costringe Fahima, pena l'arresto, a stare lontana da quella Jenin che le ha insegnato ad amare i palestinesi. Il suo amico Zakarias, ex super ricercato, è stato integrato nella nuova polizia palestinese.

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Gaza, assalto alla frontiera (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Un commando palestinese s'infiltra in Israele dalla Striscia assediata e uccide due civili. Tel Aviv bombarda: quattro morti, di cui due bambini. Hamas: abbatteremo il confine. Ma si teme un'invasione di terra delle Tsahal Michele Giorgio Gerusalemme Un raid in pieno giorno, in una località presidiata da ingenti forze militari, con due israeliani uccisi, un deposito di carburante dato alle fiamme ed il commando rientrato alla base dopo aver subìto solo due perdite. Hanno esultato i rappresentanti dei gruppi armati - Brigate al Quds (Jihad) e Brigate Salahedin (Comitati di resistenza popolare) - responsabili dell'incursione di ieri al valico di Karni, vicino il kibbutz di Nahal Oz, tra Gaza e Israele. Soddisfazione che è durata ben poco. Le forze armate israeliane hanno immediatamente lanciato una rappresaglia con mezzi corazzati ed aviazione uccidendo almeno tre palestinesi, tra cui due bambini che si trovavano in un edificio di Sujaya (Gaza city) centrato da un aereo o, secondo un'altra versione, colpito da una cannonata. Per il portavoce militare israeliano invece un aereo ha colpito con un missile un veicolo che trasportava uomini armati. Un quarto palestinese, militante delle Brigate Abu Ali Mustafa (Fronte popolare), è stato ucciso un'ora dopo sempre a Karni. La tensione era altissima ieri lungo tutta la "linea verde" tra Gaza e Israele e il governo Olmert ha puntato l'indice contro Hamas che controlla la Striscia. "Hamas può bloccare ogni attività terroristica lanciata da Gaza - ha detto il ministro degli esteri Tzipi Livni -. Israele non si pone il problema di quale organizzazione abbia condotto l'attacco, Hamas è responsabile". Parole che sembrano indicare la volontà di dare inizio a quell'offensiva massiccia contro Gaza minacciata più volte nelle settimane passate. Secondo la ricostruzione dell'accaduto, il commando palestinese si è infiltrato nella zona del terminal dove è situato il deposito del carburante di Karni, ed era composto da sette uomini che hanno fatto una breccia nella barriera di confine. Una volta passati sul versante israeliano del valico, i palestinesi hanno cominciato a sparare uccidendo due israeliani e, dopo un intenso scontro a fuoco, sono rientrati a Gaza lasciando sul terreno due loro compagni. Prima dell'attacco, la zona era stata bersagliata da colpi di mortaio. Case e automobili del vicino kibbutz di Nahal Oz sono rimaste danneggiate ma non si sono registrati morti né feriti. "Era un inferno di esplosioni, non avevo mai sentito nulla di simile, l'esercito ci ha chiesto di non uscire delle nostre abitazioni e ha chiuso tutti gli ingressi del kibbutz che dista appena 700 metri dalla linea verde", ha raccontato Ofra Hartov. Un inferno è stato poco dopo anche a Sujaya. "Abbiamo ricevuto tre corpi, tra cui quelli di due bambini, e sei feriti colpiti da schegge, in qualche caso con ustioni gravi", ha riferito il dottor Raed Aridi, un portavoce dell'ospedale Shifa di Gaza city. Due giorni fa Hamas ha minacciato di irrompere in territorio egiziano o israeliano per mettere fine al blocco totale di Gaza da parte dello Stato ebraico che prosegue nonostante nell'ultimo mese si sia registrata una calma relativa nella zona e sia drasticamente calato il numero dei razzi palestinesi Qassam lanciati verso Sderot e altre località del Neghev. Abu Mujahid, a nome dei Comitati di resistenza palestinese, che hanno rivendicato l'operazione chiamata "Rottura dell'assedio", ha detto che "nell'operazione contro la base militare del nemico i nostri fratelli sono riusciti a uccidere soldati sionisti". "Volevamo rapire dei soldati israeliani", ha proseguito, "da aggiungere a Ghilad Shalit che deteniamo da tempo. Lo abbiamo fatto per rispondere ai crimini commessi dai sionisti...Questa operazione è il primo segnale dell'esplosione che potrà provocare l'embargo di Gaza, come abbiamo più volte avvertito". La giornata era iniziata male per l'esercito occupante, con un soldato ucciso nel corso di scontri a fuoco nel sud della Striscia. In attesa della rappresaglia israeliana, che si annuncia violenta, non è da escludere che i gruppi armati di Gaza decidano di forzare anche la frontiera con l'Egitto, come avvenuto lo scorso gennaio quando centinaia di migliaia di palestinesi si sono riversati in territorio egiziano per procurarsi generi alimentari e merci scomparse a causa dell'isolamento israeliano. In questi giorni Gaza sta soffrendo una nuova crisi energetica per le limitate forniture di carburante da parte di Israele e sono scomparsi decine di prodotti. L'Egitto però ha già avvertito che non permetterà la violazione della frontiera. "Il nostro paese non prenderà alla leggera la protezione delle sue frontiere contro qualsivoglia tentativo di violarle - ha messo in guardia una fonte governativa egiziana -. I confini sono una linea rossa che non deve essere oltrepassata... siamo in grado di rispondere ai tentativi di violazione". L'Egitto da alcune settimana sta costruendo un muro lungo il confine, per impedire nuove penetrazioni palestinesi.

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<Un baluardo contro revisionismi e razzismi> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-04-10 num: - pag: 47 categoria: REDAZIONALE Memoria è nato ieri il Centro Primo Levi. Amos Luzzatto nominato presidente "Un baluardo contro revisionismi e razzismi" TORINO - Ci sono voluti ventuno anni (l'anniversario della morte ricorre domani) ma alla fine Torino è riuscita a onorare degnamente il suo scrittore forse più famoso, certamente più letto e tradotto nel mondo: Primo Levi. Il Centro internazionale di studi che porta il suo nome è nato ufficialmente ieri, per volontà di un primo gruppo di fondatori che raccoglie Comune, Provincia, Comunità ebraica, Fondazione per il libro, e i figli Lisa e Renzo Levi. Amos Luzzatto, medico e saggista, a lungo alla guida dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, è stato scelto come presidente, incarico che in veste onoraria è stato conferito anche a Bianca Guidetti Serra. E proprio Luzzatto, ieri pomeriggio, ha sottolineato l'importanza simbolica, culturale e politica di un atto che arriva "proprio mentre i segnali di revisionismo, negazionismo e razzismo si moltiplicano. Vogliamo che in questo centro arrivino non solo gli studiosi e i conoscitori appassionati di Primo Levi, ma i giovani delle università e dei licei che possono far vivere i suoi insegnamenti. Levi non ha fatto soltanto memorialistica sui lager, al contrario ci ha lasciato molte e diverse eredità, dalla cultura scientifica alla tradizione ebraica". Luzzatto ha anche annunciato che sarà presente alla Fiera del libro con un saggio-intervista sui temi della laicità da poco realizzato con Francesca Nadari: "Ci tengo a esserci - spiega - proprio per l'assurdità delle tesi espresse in favore del boicottaggio. Chi le sostiene forse non sa che in questo modo si danneggiano i fautori della pace tra Israele e Palestina e si sostiene nei fatti una guerra all'ultimo sangue". Direttore del centro sarà lo storico torinese Fabio Levi, mentre vicepresidente è Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del libro, e del consiglio di amministrazione fanno parte Fiorenzo Alfieri, Dario Disegni, Valter Giuliano e il presidente della Comunità ebraica di Torino Tullio Levi. Il Centro vuole raccogliere nel tempo tutta la documentazione esistente sullo scrittore, realizzando un censimento completo e la raccolta di studi, tesi di laurea e testimonianze sull'autore di Se questo è un uomo, in un quadro di collaborazione internazionale. La sede sarà quella del grande complesso juvarriano dei Quartieri militari, che già ospita l'Istituto storico della resistenza e il Museo della deportazione e che nel prossimo futuro accoglierà anche l'Istituto per la memoria e la cultura del lavoro, dell'impresa e dei diritti. La Compagnia di San Paolo ha sostenuto l'iniziativa con 250 mila euro. Vera Schiavazzi.

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San Lorenzo, stampe e flash è la movida dei fotomaniaci (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-10 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Tendenze Tra vernice e mostre, tutti pazzi per la fotografia San Lorenzo, stampe e flash è la movida dei fotomaniaci Notte di flash sotto il cielo di San Lorenzo. Il Festival Fotografia porta nel quartiere universitario nuovi appuntamenti con gli scatti d'autore. Mostre che dal Pastificio Cerere, vero centro culturale, arrivano poi nelle gallerie, nei club, nelle librerie sparsi un po' ovunque lungo il perimetro che va dalle Mura Aureliane al cimitero monumentale del Verano. E danno origine ad una vivace movida culturale. Tra stampe esposte, video proiettati e flash che squarciano il buio, per i foto maniaci è un'impresa visitare "tutto in una notte". Anche perché ai vernissage organizzati dal Festival Fotografia si aggiungono le mostre indipendenti. Esposizioni che possono durare anche solo 24-48 ore, allestite negli spazi più inconsueti: locali notturni (il Lian club ha una vera e propria galleria), ristoranti e trattorie, librerie ( in primo piano Giufà e Fuori le Mura) e teatri off come la Locanda Atlantide (via dei Lucani 22) che ospita la bella mostra di una coppia di artisti di Tehran Sara Alavi e Ehsan Mehrbakhsh. Il tour serale a caccia di foto tra le stradine di San Lorenzo può partire dal Pastificio Cerere (via degli Ausoni 7) dove stasera alle 19 sarà inaugurata la mostra A proposito di normalità di Eligio Paoni (fino al 30 maggio, lun-ven. 15-19). Il giovane fotografo di Terracina racconta la vita in Palestina, la sofferenza di una popolazione schiacciata dal conflitto con Israele. A poca distanza, alla galleria della Scuola romana di fotografia di San Lorenzo (via degli Ausoni 76), l'artista tedesca Angelina Chavez presenta al pubblico il suo Family portrait, viaggio tra abitudini e affetti delle mura domestiche (fino al 5/5, ingresso libero lun-ven. 17-21). Dedicata alla Complessità dell'India, lamostra allestita alla Galleria San Lo (via Tiburtina Antica 5) che confronta due punti di vista: dell'indiano Sriktanth Kolari e dell'italiano Alessandro Marongiu (fino al 9/5, lun-ven. 16-21, sab. 12- 17). Il tour fotografico si chiude poco più in là, alla Libreria Fuori le mura (via dei Reti). Qui domani alle 18.30 si inaugura Esplorazioni, mostra (fino al 3/5, ingr. libero, merc -sab. 10.30-20, mart. 16-20) di Agostino Cernilli, artista a metà tra la fotografia e le opere dell'astrattismo. Carlotta De Leo.

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ROMA - Nemico giurato del presidente George Bush ma anche sostenitore del sindacato polacco Solidarn (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Osc e finanziatore di movimenti di opposizione in Ucraina, Georgia e Bielorussia. George Soros, l'uomo che insieme a Tacopina vuole la Roma, è un finanziere che non ha mai disdegnato di far conoscere le proprie idee, a volte perfino estreme, tanto da aver collezionato anche critiche feroci dai conservatori statunitensi e dai sostenitori dello Stato d'Israele. Nonostante lui sia di origine ebraica. Compirà 78 anni in agosto, è nato a Budapest, è il presidente del Soros Fund Management e dell'Open Society Institute. Aveva 13 anni quando la Germania nazista conquistò l'Ungheria, sopravvisse alla battaglia di Budapest e cominciò a fare le prime operazioni commerciali sulla valuta durante la "super inflazione" ungherese degli anni 1945-46. Proprio nel '46 riuscì a fuggire dal suo paese, rimasto sotto l'occupazione sovietica, grazie alla partecipazione ad un congresso giovanile sull'esperanto (il padre era uno scrittore) in Occidente. A Londra si laureò in economia e nel 1956 si trasferì negli States. Ha sempre affermato che il suo intento era quello di guadagnare abbastanza denaro a Wall Street per potersi mantenere come autore e filosofo. Il suo patrimonio è stato stimato in 11 miliardi di dollari. Nel mercoledì nero del 16 settembre 1992, Soros divenne improvvisamente famoso quando vendette allo scoperto più di dieci miliardi di dollari in sterline, approfittando della riluttanza da parte della Banca d'Inghilterra sia ad aumentare i propri tassi d'interesse a livelli di altri paesi del Sistema Monetario europeo, sia a lasciare il tasso di cambio della moneta fluttuante. Si arrivò alla svalutazione della sterlina e Soros guadagnò una cifra stimata in 1,1 miliardi di dollari. Da quel momento fu conosciuto come "l'uomo che distrusse la Banca d'Inghilterra".

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Trame dei film (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-04-10 num: - pag: 23 categoria: BREVI Trame dei film AMORE, BUGIE & CALCETTO L'ABC DELLA VITA MODERNA Un gruppo di amici e l'irrinunciabile partita di calcetto del giovedì alle 20.00. Le loro vite e le loro storie sentimentali riflesse sugli schemi di gioco e sui singoli ruoli. Da semplice gioco a metafora della vita. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Ambassade, Andromeda, Atlantic, Barberini, Broadway, Cineland, Cineplex Gulliver, Cinestar Cassia, Doria, Galaxy, Gregory, Lux, Reale, Roxyparioli, Savoy, Stardust Village (Eur), Trianon, Tristar Multiplex, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. Una scena del film COLPO D'OCCHIO Gloria, giovane storica d'arte, viene colpita dalle opere di Adrian. Subito nasce un'intesa tra i due. Anche un critico di fama, Lulli, ex amante di Gloria, è colpito dal talento di Adrian. Ma la carriera del giovane è minacciata da un segreto. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Barberini, Cineland, Empire, Giulio Cesare, Intrastevere, Jolly, Madison, Odeon Multiscreen, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Warner Village Cinemas. R. Scamarcio, S. Rubini COVER BOY - L'ULTIMA RIVOLUZIONE Il film racconta la vita in comune di Ioan, rumeno, e Michele, precario italiano, e mostra come sia possibile opporre, alla ferocia dello scontro quotidiano per la sopravvivenza, il vincolo di una vera amicizia. Fiamma, Madison. GONE BABY GONE Nelle strade del pericoloso quartiere di Boston, Dorchester, scompare una bambina di quattro anni. La polizia non riesce a trovare nessuna pista così gli zii disperati affidano le ricerche agli investigatori privati Patrick ed Angela. Cineland, Warner Village Cinemas. IL CACCIATORE DI AQUILONI Amir, dopo aver trascorso molti anni in California, ritorna in Afghanistan per aiutare il suo amico Hassan. Il viaggio diventa un viaggio a ritroso nel tempo, nelle vicende storiche che hanno portato alla distruzione del paese afgano. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Alhambra, Ambassade, Antares, Atlantic, Ciak, Cineland, Cineplex Gulliver, Doria, Galaxy, Jolly, Lux, Madison, Metropolitan, Quattro Fontane, Roxyparioli, Sala Troisi, Savoy, Stardust Village (Eur), Trianon, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. Una scena del film JUNO La giovane Juno decide di fare sesso con il compagno di scuola Bleeker. Scopre di essere incinta e senza indugio decide di far adottare il bambino ai coniugi Loring. Ma con l'avvicinarsi del parto i Loring iniziano a vacillare. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Alhambra, Cineland, Cineplex Gulliver, Eurcine, Fiamma, Giulio Cesare, Holiday, Intrastevere, Lux, Maestoso, Metropolitan, Tibur, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. E. Page L'AMORE SECONDO DAN Dan, vedovo e con tre figlie adolescenti, si è rifugiato in una routine confortevole. Durante un weekend nella casa dei nonni con la famiglia al completo, incontra l'affascinante Marie che però è la fidanzata del fratello. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Warner Village Cinemas. MARS: DOVE NASCONO I SOGNI Boris, pugile in fuga, si ritrova per caso nelle vie di Mars, improbabile cittadina ex sovietica visionaria e nostalgica. Nel giro di solo ventiquattr'ore il suo destino e quello di tutti coloro che incontra cambieranno per sempre. Farnese. Una scena del film NESSUNA QUALITà AGLI EROI Bruno non può avere figli e ha contratto un debito con un usuraio. La moglie lo vede cadere nella depressione. L'usuraio scompare nel nulla. Tutto dovrebbe volgere per il meglio, ma il figlio dell'usuraio, inizia a seguirlo. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Intrastevere, Mignon. NEXT Cris ha il dono di vedere il futuro. Dopo anni vissuti tra esami clinici e indagini governative, Cris vive nell'anonimato a Las Vegas come mago di sala. L'agente Callie si mette sulle sue tracce per sventare un attacco terroristico. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Andromeda, Atlantic, Barberini, Broadway, Cineland, Cineplex Gulliver, Cinestar Cassia, Embassy, Galaxy, Jolly, Lux, Odeon Multiscreen, Royal, Stardust Village (Eur), Tristar Multiplex, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. E. Germano NON PENSARCI Per Stefano è arrivato il tempo di riflettere. Trentasei anni, alle spalle una carriere da star del punk rock e tante situazioni in sospeso. Si ritorna a casa dai genitori ma tutto è cambiato. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Alhambra, Cineland, Cineplex Gulliver, Giulio Cesare, Greenwich, King, Quattro Fontane, Stardust Village (Eur), Tibur, Trianon, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. V. Mastandrea PER UNO SOLO DEI MIEI DUE OCCHI Il documentario analizza la crisi tra Israele e Palestina, attraverso gli occhi dei Palestinesi. Una realtà politica estenuante che vede ogni giorno un intero popolo lottare per riappropriarsi di un'esistenza dignitosa. Politecnico Fandango. THE EYE Sydney, giovane violinista, si sottopone ad un intervento chirurgico per recuperare la vista, persa nell'infanzia. Dopo i primi momenti di felicità, terribili immagini iniziano a perseguitarla. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Atlantic, Cineplex Gulliver, Cinestar Cassia, Europa, Galaxy, Lux, Roxyparioli, Stardust Village (Eur), Trianon, Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. TUTTA LA VITA DAVANTI Il mondo grottesco, invasato e terribilmente attuale di un callcenter visto attraverso gli occhi ironici e intelligenti di Marta, giovane neolaureata. Fortunatamente la sua vita non resterà legata al “filo” di un call-center. UGC Ciné Cité Parco Leonardo, Adriano Multisala, Ambassade, Andromeda, Atlantic, Barberini, Broadway, Ciak, Cineland, Cineplex Gulliver, Jolly, King, Madison, Maestoso, Odeon Multiscreen, Reale, Royal, Stardust Village (Eur), Uci Cinema's Marconi, UGC Ciné Cité Porta di Roma, Vis Pathè, Warner Village Cinemas. M. Ghini.

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Nostro servizio ROMA Un'altra giornata di sangue a Gaza con morti e fer (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Nostro servizio ROMA Un'altra giornata di sangue a Gaza con morti e feriti da entrambe le parti. Tutto è iniziato ieri mattina, nella zona Khan Yunes, a Sud della Striscia, quando un miliziano di Hamas e un militare appartenente a una unità d'élite israeliana sono morti in uno scontro a fuoco ravvicinato. Ma l'azione più clamorosa si è svolta nel primo pomeriggio: un commando palestinese di almeno cinque uomini ha fatto un'incursione contro un deposito di benzina vicino al kibbuz di Nahal Oz, a ridosso della Striscia di Gaza, vicino al valico di Karni. Nella sparatoria sono morti due civili israeliani, mentre altri due sono rimasti feriti. Due degli attaccanti sono poi stati uccisi, secondo i militari israeliani. Le forze palestinesi hanno sferrato l'attacco proprio da dove passano i rifornimenti di combustibile israeliano verso Gaza. Le forze israeliane sono state colte di sorpresa. Il preludio è stato rappresentato da un nutrito lancio di razzi Qassam e colpi di mortaio verso il Neghev, in particolare verso il kibbutz di Nahal-Oz. Durante la ritirata del commando, un veicolo su cui viaggiavano tre degli attaccanti è stato centrato da un razzo nella zona di Zeitun (Gaza): alcuni miliziabi sono rimasti feriti, mentre Israele afferma che almeno due di loro sono morti. Poco dopo, la ritorsione israeliana. A Gaza, nel rione di Sajaya, tre palestinesi, due dei quali adolescenti della stessa famiglia, sono morti sotto le macerie di un edificio preso di mira dai cannoni di Tel Aviv. "È davvero paradossale - ha commentato Koby Sela, un responsabile del Kibbutz Nahal-Oz - noi da qua inoltriamo combustibile a Gaza e i palestinesi in cambio ci inoltrano razzi e mortai". Nel Neghev settentrionale è stato proclamato lo stato di allerta, nel timore che miliziani palestinesi cerchino di entrare in uno dei villaggi ebraici di frontiera. A Gaza un portavoce delle milizie, Abu Mujahed, ha affermato che uno degli scenari esaminati prevedeva la cattura di un ostaggio israeliano. "Ma a questa operazione ne seguiranno presto altre", ha aggiunto. L'attacco al valico dei combustibili è stato rivendicato da tre gruppi armati (i Comitati di resistenza popolare, la Jihad islamica, e le Brigate dei Mujahedin), mentre i colpi di mortaio sono stati sparati da miliziani di Hamas. "L' "Operazione Fine dell'Arroganza" è iniziata", hanno annunciato con orgoglio le milizie palestinesi di Gaza. Martedì scorso un dirigente di Hamas, Khalil al-Haya, aveva anticipato che i palestinesi della Striscia avrebbero cercato di scrollarsi di dosso con la forza la morsa che li attanaglia dal giugno scorso, quando gli islamici espugnarono il potere con le armi. Parole che hanno costretto l'Egitto a rafforzare severamente le misure di sicurezza al confine: 1.500 agenti egiziani sono stati dislocati a ridosso del muro di cemento alto tre metri eretto per impedire che masse palestinesi tornino a sciamare da Gaza nel Sinai, come avvenne in gennaio. "Hamas pagherà un prezzo alto per le sue azioni", ha affermato un funzionario israeliano dopo l'attacco sferrato al valico di Nahal Oz. "Hamas è responsabile per l'attacco, vi ha preso parte autorizzandolo, pianificandolo e forse ancora di più", ha aggiunto il funzionario. R.Es.

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Attacco al kibbutz e raid a Gaza In Medio Oriente altri 5 morti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Giorno di sangue in Medio Oriente, dove un attacco di alcuni miliziani palestinesi contro un kibbutz e i successivi raid israeliani contro Gaza hanno falciato altre cinque vite umane. Il primo episodio in mattinata, quando due civili israeliani sono morti e altri due sono rimasti feriti in un blitz di un commando palestinese vicino al kibbutz di Nahal Oz, nel sud dello Stato ebraico. Secondo Tsahal, quattro miliziani palestinesi, provenienti dalla Striscia di Gaza, sono riusciti ad infiltrarsi in territorio israeliano e hanno attaccato un deposito di carburante, vicino al valico di Karni. I militari accorsi sul posto hanno sparato ai miliziani e secondo i soccorsi israeliani due degli attaccanti sono morti nella sparatoria. Nonostante la Jihad islamica abbia rivendicato l'attacco, in un comunicato firmato congiuntamente alle Brigate dei martiri di al Aqsa, il governo israeliano ha puntato il dito contro Hamas. Un portavoce del gruppo palestinese dei comitati di Resistenza Popolare ha detto che l'attacco aveva come scopo il rapimento di soldati israeliani. "L'obiettivo dell'attacco era rapire soldati israeliani e rompere l'assedio alla Striscia", ha detto il portavoce Abu Mujahed, intervistato da al Jazeera. Da Gaza un portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, l'ha definito "un atto eroico e coraggioso". Ma quella di ieri è stata una giornata di sangue anche a Gaza, dove secondo fonti mediche palestinesi, tre civili, compreso un ragazzo di 15 anni, sono morti e altri tre rimasti feriti in un raid aereo israeliano contro una casa. Sempre a Gaza, altri tre palestinesi sono rimasti feriti, di cui uno gravemente, da un missile israeliano che ha colpito un auto con a bordo miliziani della Jihad islamica. Mentre poche ore prima, un soldato israeliano era rimasto ucciso e altri due feriti in scontri con i miliziani di Hamas nel sud della Striscia di Gaza. 10/04/2008.

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Giordano oggi Taranto , ore 11, salone di rappresentanza della Provincia, via Anfiteatro 4, conferenza stampa Taranto , ore 13 (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Giordano oggi Taranto , ore 11, salone di rappresentanza della Provincia, via Anfiteatro 4, conferenza stampa Taranto , ore 13.30, stabilimenti Ilva, volantinaggio Bari , ore 18.30, piazza San Ferdinando, comizio Foggia , ore 21, piazza Umberto Giordano, comizio Rai 3 , ore 23.30, "Primo Piano" Avvisi A chi inviare le notizie ATTENZIONE: le iniziative di partito devono essere inviate - esclusivamente - alla compagna Lina Bianconi, con almeno due giorni di anticipo, all'indirizzo oratori.prc@rifondazione.it, complete di tutti i dati. Saranno pubblicate solo nell'edizione del giorno in cui esse si svolgono. Un blog per l'inchiesta E' on line in questi giorni sulle pagine del Dipartimento Inchiesta del Prc (area organizzazione-inchiesta www.rifondazione.it) un blog finalizzato ad aprire e arricchire la discussione sul lavoro svolto nel corso della seconda fase dell'inchiesta nazionale sul Partito. In queste settimane di difficile campagna elettorale vogliamo ancora una volta mettere a disposizione lo strumento dell'inchiesta, utile per conoscerci, fare rete, organizzarci meglio. Per questo vogliamo partire dalla realtà concreta dei territori, dalle buone pratiche così come dalle mancanze messe in luce in un anno di lavoro di inchiesta, e dare luce e visibilità alla campagna elettorale della Sinistra Arcobaleno così come si organizza nelle realtà territoriali. Realtà lontane dai riflettori dei talk show televisivi, lontanissime dalle strategie di marketing dei manifesti e dalla facce, ma realtà che proprio per questo segnano la differenza della Sinistra. L'invito dunque è: raccontateci la vostra campagna elettorale! Le esperienze, le iniziative, le persone incontrate, i rapporti tra le forze della Sinistra, le aspettative, ma anche le fatiche quotidiane e i rilievi critici di una campagna difficile quanto cruciale per il Partito. La campagna elettorale PIEMONTE Festa di chiusura della campagna elettorale con gruppi rock dalle 18 ai Giardini Zumaglini a Biella con Titti Di Salvo e Din Tibaldi. "Lavoro flessibile, lavoro precario, lavoro che uccide" alle 21 alla sala comunale in corso Statuto a Mondovì (Cn) con don Andrea Gallo, Marilde Provera, Gianni Alasia. "Medioriente, Mediterraneo, Palestina" alle 21 alla sala "Tavio Cosio" in piazza Mazzini a Villafalletto (Cn) con Ali Rashid, candidato al Senato. Gazebo dalle 10 alle 12 in piazza Chiesa a Novara . Volantinaggio alle 12 alla porta 20 a Fiat Mirafiori a Torino con Marilde Provera. Chiusura della campagna elettorale alle 16 in piazza Facta a Pinerolo (To) con Marilde Provera, Daniela Alfonzi, Gianni De Masi, Monica Cerutti. Iniziativa alle 16 a Palazzo Nuovo in via Sant'Ottavio 20 a Torino con Roberto Moretto, Associazione Mario Contu per il riconoscimento dei diritti e la solidarietà sociale; Davide Petrini, candidato alla Camera; Gianni Torrente, Associazione Antigone; Lorendo Camoletto, Gruppo Abele; Ennio Donato, Collettivo Universitario Autonomo. Incontro con i lavoratori delle cooperative sociali alle 17.30 in via Lulli 8 a Torino con Ali Rashid. Chiusura della campagna elettorale alle 20.30 in piazza Antichi Bastioni a Carmagnola (To) con Daniela Alfonzi e Grazia Francescato. LIGURIA Banchetto dalle 9 alle 19 in largo S. Francesco a Genova . Volantinaggio dalle 10 alle 13 in piazza Montano a Genova . Iniziativa alle 18 al centro sociale Incontro a S. Bartolomeo al Mare (Im) con Orazio Licandro e Gabriella Badano, candidati alla Camera. Gazebo dalle 9 in piazza Stallani a Cairo Montenotte (Sv) . Point elettorale con merenda dalle 16.30 in corso Marconi a San Giuseppe di Cairo (Sv) . LOMBARDIA "Pace e disarmo" alle 20.45 alla sala del Mutuo Soccorso in vai Zambonate 33 a Bergamo con Vittorio Agnoletto, europarlamentare; Rosangela Pesenti ed Ezio Locatelli, candidati alla Camera. Seguirà la proiezione di "Angeli distratti" documentario su Falluja. Iniziativa alle 20.30 in piazza San Fedele a Como con Tino Magni, candidato al Senato; Elisabetta Patelli e Bruno Tommasi, Rete laica di Bergamo. Banchetto dalle 8.30 alle 12 al mercato in via Monteverdia Offanengo (Cr) . "L'efficacia del femminismo nella politica" alle 19.30 a Villa Pallavicini in via Meucci 3 a Milano con Giovanna Capelli ed Erminia Emprin, candidate al Senato; Dijana Pavlovic, candidata alla Camera. Giornata dedicata ai problemi del lavoro alla Pagoda in piazza Lima a Milano dalle 10 alle 19 con Augusto Rocchi, candidato alla Camera. Volantinaggio dalle 6.45 alle 8.30 e dalle 17 alle 18.30 volantinaggio con aperitivo alla metro Bussero a Milano . Chiusura della campagna elettorale con musica dalle 18 in piazza della Resistenza a Milano . Comizio alle 20.30 in piazza Oldrini a Sesto San Giovanni (Mi) con Stefano Zuccherini, candiato al Senato. "Fai una scelta di... party" dalle 21 in piazza Italia a S. Giuliano Milanese (Mi) . Banchetto dalle 9 alle 12 al mercato a Carnate (Mi) . "La Sinistra l'Arcobaleno: lavoro, diritti, ambiente" alle 21 al Municipio a Carate Brianza (Mb) con Anita Giuriato, candidata alla Camera; Sergio Bietti, candidata alla Camera; Gianni Confalonieri, candidato al Senato. VENETO Comizio alle 13 ai cancelli delle acciaierie ex Zanussi a Mel (Bl) con Gino Sperandio, candidato alla Camera. Iniziativa alle 20.30 al Bar da Rin a Valle Agordina (Bl) . Iniziativa alle 21 in piazza Bra a Verona con Paolo Ferrero, candidato alla Camera; Nicola Tranfaglia, candidato al Senato; Anna Donati, candidata al Senato; Gianni Rinaldini, Fiom Cgil. Incontro con i lavoratori ai cancelli delle fabbriche Valbruna e Campagnolo dalle 12 a Vicenza con Paolo Ferrero. Incontro con i lavoratori e i familiari degli ospiti delle strutture per anziani Ipab alle 15 all'Antica Casa della Malvasia in Contrà delle Morette 5 a Vicenza con Paolo Ferrero. Chiusura della campagna elettorale alle 18.15 in piazzetta delle Poste a Vicenza con Paolo Ferrero. FRIULI VENEZIA GIULIA Presentazione del libro "Per Gramsci. Crisi e potenza del moderno" e incontro con l'autore Alberto Burgio, candidato al Senato, alle 17.30 alla Libreria Minerva in via San Nicolò 20 a Trieste . EMILIA ROMAGNA Iniziativa alle 17 al Bar La Linea in piazza Re Enzo a Bologna con Claudio Grassi, Katia Zanotti, Daniela Guerra, Roberto Soffritti, candidati alla Camera. "Ambiente e diritti" alle 21 alla sala Sassi in via Fratelli Cervi 3 a Castel San Pietro (Bo) con Daniela Guerra, Verdi; Stefano Grondona, Pdci; Gian Guido Naldi, Sinistra democratica; Martino Albonetti, candidato al Senato. Iniziativa alle 20.30 a Villa Selva in via Costiera 45 a Forlì con Aldo De Bellis, segreteria provinciale. Comizio alle 20 in piazza Palareti a Galeata (Fc) con Cinzia Calaprico e Gianluca Camerani, rsu Fiom Elettrolux. "Laicità: le proposte della Sinistra Arcobaleno per i diritti civili" alle 20.30 alla sala "Giacomo Ulivi" in via Menotti 137 a Modena con Fulvia Bandoli; Aurelio Mancuso, presidente Arcigay; Roberto Soffritti; Donatella Clerici, candidata alla Camera. Festa di chiusura della campagna elettorale alle 18.30 in piazza dei Martiri a Carpi (Mo) . "E noi... gliele suoniamo!" festa di chiusura della campagna elettorale oggi e domani dalle 19.30 alla Coop Sant'Antonio a Piacenza : incontri e dibattiti tra uno spiedino e un bicchiere di vino. Banchetto e comizio dalle 10 a Villanova d'Arda (Pc) con Nando Mainardi, candidato alla Camera. "Società, diritti e lavoro" alle 21 al salone del ristorante Il Mulino a Colorno (Pr) con Giuliano Giuliani; Francesco Samuele, candidato alla Camera; Mirko Reggiani, assessore comunale. Chiusura della campagna elettorale alle 21 alla sala del Buonarrivo in corso d'Augusto a Rimini con Cesare Mangianti. "Cinque sì per l'ambiente" alle 20.30 al Centro della Pesa in viale Lazio a Riccione (Rn) con Walter Mancini, dipartimento nazionale Ambiente; Luigi Marino, Pdci. TOSCANA Iniziativa alle 21.30 in piazza Salimberni a Siena con Marisa Nicchi, Laura Vigni, Maria Lisa Ghidoli, candidate alla Camera. "Il vero voto utile" alle 21.15 al circolo Arci in località Ponte a Tressa a Monteroni d'Arbia (Si) con Bruno Marzi, Giuliano Galardi, Adele Boriosi, Luciano Tarì. "La vera alternativa alla destra" alle 21 al circolo Arci in località Monticchiello a Pienza (Si) con Roberto Renai, Simona Gorelli. Volantinaggio dalle 9 al mercato in località Costalpino (Si) . MARCHE Iniziativa alla bocciofila e concerto in piazza dei Gang alle 20.30 a Castel di Lama (Ap) . Iniziativa alle 21 alla sala consiliare a Venarotta (Ap) . LAZIO Comizio alle 13 al cambio turno ai cancelli dela Fiat in via G. Agnelli a Piedimonte San Germano (Fr) con Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera. "Un party... di parte" dalle 22 a quando canta il gallo al Laghetto Sportivo in via dell'Anatra a Ladispoli (Rm) : musica, videoproiezioni, antipasti per chi c'ha fame e liquidi per chi c'ha sete! ABRUZZO Iniziativa alle 18 presso la Società Operaia a Spoltore (Pe) con Giorgio Mele, Sinistra democratica. CAMPANIA Comizio alle 17 a Frigento (Av) con Vito Nocera, capogruppo alla Regione. Comizio alle 19 in piazza del Cardinale a Mugnano del Cardinale (Av) con Vito Nocera. "Un altro Fortore è possibile" alle 20.30 all'Auditorium comunale in piazza San Rocco a Molinara (Bn) con Giuseppe Addabbo, segretario provinciale; Francesco Caruso e Peppe De Cristofaro, candidati alla Camera. "Scelgo io!" manifestazione in difesa della legge 194 alle 19 in piazza della Rotonda a San Nicola La Strada (Ce) . "Un voto utile per la Sinistra" alle 17.30 all'Hotel Tiberius in via Galileo Ferraris a Napoli con Gennaro Migliore, candidato alla Camera. Chiusura della campagna elettorale alle 20.30 all'Havana Club in via Campana a Pozzuoli (Na) con Gennaro Migliore. Banchetti dalle 10 alle 13 al mercato in via Fani e in piazza S. Ciro e dalle 18 alle 20 in via Leonardo da Vinci a Portici (Na) . CALABRIA Chiusura della campagna elettorale alle 21.30 in piazza Annunziata ad Acri (Cs) con Francesco Ferrara, candidato alla Camera. Comizio alle 17 alle 17 in piazza Mese a Caulonia Superiore (Rc) con Francesco Forgione, candidato al Senato. Incontro con gli elettori alle 19.15 al salone Pio X a Palmi (Rc) con Francesco Forgione. SICILIA Comizio alle 18 nella piazza centrale a Gela (Cl) con Vladimir Luxuria, candidata alla Camera. Comizio alle 20 nella piazza centrale a Mazzarino (Cl) con Vladimir Luxuria. Comizio alle 18 nella piazza centrale a Troina (En) con Daniela Dioguardi, candidata al Senato. Comizio alle 19 in piazza Europa a Piazza Armerina (En) . Comizio alle 20 in piazza Regina Margherita a Barrafranca (En) con Pino Sgobio, candidato alla Camera. Iniziativa alle 19 a circolo Vittorio Cavallaro a Giardini Naxos (Me) . Festa di chiusura della campagna elettorale alle 22 al Left Party in vai degli Schioppettieri a Palermo con Vladimir Luxuria. Festa di chiusura della campagna elettorale alle 23 al Club Privilege in via Zappalà a Palermo con Vladimir Luxuria. SARDEGNA Iniziativa alle 20.30 all'aula consiliare a Villagrande Strisaili (Nu) con Marinora Di Biase, candidata al Senato; Tiziana Murru, candidata alla Camera; Gianni Perotti, Sinistra democratica; Antonio Puddu, Pdci; Marcello Piroddi, segretario provinciale. Iniziativa alle 18.30 all'aula consiliare a Triei (Nu) con Marinora Di Biase; Tiziana Murru; Gianni Perotti; Antonio Puddu, Marcello Piroddi. Comizio alle 19 in piazza S. Antonio a Tonara (Nu) con Elias Vacca e Alessandro Corona, candidati alla Camera. Comizio alle 21 alla sala consiliare a Ovodda (Nu) con Elias Vacca e Alessandro Corona. Iniziativa alle 17.30 in piazza Sardegna a Capoterra (Ca) con Elettra Deiana, candidata alla Camera; Roberto Copparoni, candidato al Senato; Manuela Scroccu, candidata alla Camera. Volantinaggio dalle 10.30 al mercato a Samassi (Ca) . Il Prc in radio e tv Trasmissione elettorale alle 21 a Teleducato (Parma) con Claudio Grassi, candidato alla Camera. 10/04/2008.

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Afghanistan, basi, armamenti e Nato Le bugie del Pd, l'impegno della Sinistra (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Silvana Pisa La politica estera di sicurezza e Difesa del nostro Paese è la grande assente di questa campagna elettorale. Si capisce perché: su questo terreno le differenze tra Pdl e Pd non ci sono, o sono marginali e comunque limitate ad estemporanee e imbarazzanti prese di posizione: l'ex ministro della Difesa Martino che invoca il ritorno delle nostre truppe in Iraq e il generale Del Vecchio che insegue un modello di Forze Armate off limits per gay e con bordelli di categoria (entrambi smentiti dalle relative case madri). Eppure sullo scenario internazionale sta succedendo di tutto e di più. La rincorsa alle risorse energetiche ed idriche, l'aumento del prezzo del greggio, le esternalizzazioni delle produzioni e la ricerca di nuovi mercati, il protezionismo economico dei paesi occidentali che impedisce gli sbocchi per i prodotti del sud del mondo aumentano le disuguaglianze - i poveri sempre più poveri per salvaguardare lo stile di vita dei ricchi - e determinano un terreno favorevole all'instaurarsi di nuovi conflitti. Negli ultimi mesi il mondo è stato sconvolto da calamità (dal moltiplicarsi delle inondazioni all'aumento del disgelo dei ghiacciai polari) che solo sconsideratamente si potrebbero definire naturali. Si sta consumando una crisi finanziaria negli Usa, fortemente indebitati con la Cina, che va dritta alla recessione mondiale. Si assiste a una corsa al riarmo i cui protagonisti sono principalmente Usa, Russia e Cina. Si aggrava la catastrofe umanitaria in Palestina, si moltiplicano le lotte per la libertà del popolo birmano, tibetano e curdo (con diverso eco in occidente a seconda degli "interessi" materiali in gioco). E poi Iraq, Afghanistan... Il nesso tra situazioni così diverse è da ricercarsi negli effetti perversi della globalizzazione neoliberista - che si combina con un terrorismo che trova in questa il brodo di coltura per crescere e autogiustificarsi - a cui siamo convinti si debbano opporre strategie alternative alla guerra a partire da ogni singolo paese. I due anni di Governo Prodi da questo punto di vista sono stati deludenti per le forze politiche della Sinistra Arcobaleno. Accanto a fatti positivi (il ritiro del contingente militare dall'Iraq; l'equidistanza tra Palestina e Israele e l'interposizione tra questa e il Libano; l'aumento delle risorse per la cooperazione; la moratoria sulla pena di morte) si sono contravvenuti punti qualificanti del programma elettorale dell'Unione con l'aumento della spesa per gli armamenti del 23% in due soli anni, l'indegno raddoppio della base di Vicenza, la non riconversione dalle produzioni militari al civile. Oltre a queste istanze disattese sono calati dall'alto: l'accordo strisciante sullo scudo antimissile, il riconoscimento del Kosovo, l'adesione di fatto all'escalation militare in Afghanistan. Nonostante una critica serrata e un continuo lavorio ai fianchi da parte delle diverse forze della Sinistra per modificare la sostanza di queste politiche, la maggioranza dell'Unione, il Pd, ha preferito tutelare gli interessi della lobby delle armi e in particolare di Finmeccanica - scelta condivisa con la Destra - piuttosto che mantenere gli impegni presi con il popolo della pace. Consapevoli di questa nostra sconfitta traiamo una ragione in più per una nuova autonomia. Vogliamo impegnarci per cambiamenti reali. E la madre di tutte le domande resta: perché ci siamo ritirati dall'Iraq e non ci ritiriamo dall'Afghanistan? La nostra missione militare, da sempre lasca dal punto di vista del diritto internazionale, non aveva e non ha ragione di essere tanto più oggi che le nostre truppe - a comando Nato - sono coinvolte in vere e proprie operazioni di guerra contro l'articolo 11 della nostra Costituzione. In Afghanistan si insiste di fatto sullo scenario dell "guerra globale al terrorismo" post 11 settembre, senza novità. Nascondendosi dietro una coerenza con le organizzazioni internazionali che vi partecipano nel quadro di un multilateralismo valido a corrente alternata (conta per l'Afghanistan ma non per il Kosovo la cui indipendenza unilaterale è in contrasto con la risoluzione 1244 dell'Onu). Dopo avere trasformato anche l'Afghanistan in un mattatoio non crediamo si debba abbandonare il paese a sé stesso ma è urgente concludere l'occupazione militare che, lontana dall'essere soluzione del problema, ne costituisce una delle cause. Invece per l'Afghanistan il Pdl chiede più uomini, più armi, meno caveat; il Pd più armi e più uomini li ha già mandati e le regole d'ingaggio iniziali le ha già violate, anche se continua a sostenere che il problema afgano vada risolto "politicamente": come si vede le differenze, al di là delle parole, sfumano. La Sinistra Arcobaleno sostiene invece una exit strategy che riconfiguri la presenza internazionale (solo Onu) con una credibile politica di human rights for food . A Bucarest i paesi della Nato hanno scelto tutt'altra direzione e anche la prossima conferenza internazionale di Parigi - a luglio - non pare interessata a coinvolgere tutte le parti afgane in causa e i paesi confinanti. La seconda più urgente spina, quella della smilitarizzazione del nostro territorio nazionale, necessita di una vera e propria rinegoziazione le basi Nato e Usa (a cominciare da Vicenza ma insistendo anche su Camp Derby, Sigonella e Napoli) e sostenere in Parlamento la legge di iniziativa popolare che mira a togliere le 90 testate nucleari presenti nelle basi di Aviano e Ghedi. È giusto pretendere che l'Iran non si doti di nucleare ad uso militare ma questo vale per tutti gli stati del Medio Oriente, Israele compresa - che armi nucleari le possiede già. Creare in tutta quella grande regione un'area denuclearizzata di sicurezza comune, va nel senso dell'applicazione dei Trattati di non proliferazione nucleare. Questo deve valere a cominciare dal nostro paese: nel programma del Pd a parole ci si oppone alle armi di distruzione di massa ma è un discorso solo teorico e scarsamente coerente perché non si prende nessun impegno circa la rimozione degli ordigni nucleari presenti in Italia. Sull'acquisizione degli armamenti poi, negli stessi giorni in cui usciva il Programma elettorale del Pd (in cui si afferma la necessità "di un'iniziativa che fermi la corsa al riarmo convenzionale e nucleare") a camere già sciolte, venivano convocate le Commissioni Difesa per un parere sull'acquisto di due sommergibili di nuova generazione U-212° e quattro aeromobili Predator, sostenuti a oltranza dal sottosegretario Lorenzo Forcieri (vicino a Finmeccanica), assieme a Bersani e Minniti, strenuo propagandista degli F35. La scorsa finanziaria oltre a ridurre le spese d'esercizio della Difesa a favore degli armamenti, ha privilegiato tra questi gli investimenti per sistemi aereo-navali costosissimi di ampia "proiezione di forze", nemmeno funzionali alle nostre attuali missioni di peace-keeping . Urge il sospetto che questo prefiguri l'intensificarsi di strategie belliche. Il Pd come intende "fermare la corsa agli armamenti" se continua ad armarci fino ai denti? È questa la strategia per "difendere la pace e la stabilità internazionale?". Dopo 7 anni di "guerra al terrorismo", non l'hanno ancora capito che questo va prevenuto nelle cause e non affrontato coi caccia bombardieri? 10/04/2008.

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Noa: <Le canzoni aiutano la pace io che vivo in Israele lo so bene> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

N. 86 del 2008-04-10 pagina 33 Noa: "Le canzoni aiutano la pace io che vivo in Israele lo so bene" di Antonio Lodetti da Milano "La pace è un'utopia? Non credo, ma bisogna lottare contro gli egoismi, contro l'avidità. Io, israeliana, nel mio piccolo cerco il dialogo coi palestinesi, ad esempio canto spesso con i Radiodervish, guidati da Nabil, cantante palestinese che ora vive a Bari". Per Noa l'amore per il canto viaggia di pari passo con l'amore e l'impegno sociale; ambasciatrice Fao, cavaliere della Repubblica Italiana, prima artista ebrea a cantare l'Ave Maria in piazza San Pietro di fronte al Papa, continua ad esplorare le sfumature dell'anima e ad abbattere le barriere che dividono il mondo. Il suo nuovo cd Jeans & Genes, ricco di ballate ma non privo di romanticismo, verrà presentato con tre concerti a Modena, Vicenza e Torino il 22, 23 e 24 aprile. "Essere impegnati non vuol dire per forza essere noiosi - dice Noa sorridendo -. È importante unire contenuti, bella musica e un pizzico di divertissement". Ovvero la fotografia del suo nuovo album? "È un disco globale, che unisce tutte le mie influenze, anche quelle inconsce. Sono orgogliosa di questo album. Un cantante moderno non deve documentare il passato ma creare un suo stile, e i nuovi brani sono il segno del mio stile che si evolve". In che direzione? "La canzone non deve essere una cosa che soddisfa il tuo ego ma il suo messaggio deve arrivare a tutti. È la lezione che ho appreso da Leonard Cohen, Joni Mitchell, Simon & Grafunkel". Ha detto che la sua vita è una roulette russa ma continua a credere nella gente: dove trova la forza? "Nell'amore, ma non sono una santa. Accanto a gente cattiva ci sono milioni di persone fantastiche, persone comuni e artisti con cui ho lavorato come Carlos Santana, un artista e un uomo che vive al servizio degli altri. O Bono che potrebbe fare la rockstar e si scontra sempre con le prepotenze dei potenti. O Sting che trasmette un incredibile calore umano". Ma le canzoni aiutano la pace o sono solo utopia? "La musica è un veicolo per unire le persone, spiegare loro quello che a volte i media non dicono. È tutto ciò che possiamo fare, non è poco". Noa è religiosa? "No, per niente. Però credo nello spirito dell'amore che ci aiuta ad elevarci e ad aiutare il prossimo. In questo senso ho ammirato papa Wojtyla, un uomo spirituale più che religioso, un santo del nostro tempo". Ha progetti per il futuro? "Organizzare concerti benefici con personaggi come Stevie Wonder, Santana, Bono ma anche con artisti sconosciuti di ogni parte del mondo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Immigrati, 23 morti a marzo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri La Svizzera approva l'utilizzo di scariche elettriche da 50.000 volt contro gli immigrati Immigrati, 23 morti a marzo Lo rivela il rapporto mensile di Fortress Europe Roma, 10 apr. - Sono 23 gli immigrati morti nel mese di marzo nel Mediterraneo tentando di raggiungere clandestinamente l'Unione europea. Lo rivela il rapporto mensile dell'Ong Fortress Europe. Secondo l'organizzazione, il numero dei dispersi potrebbe essere molto maggiore, dell'ordine di diverse decine. Il rapporto segnala sei "naufragi fantasma" in Spagna, Sahara occidentale, Algeria e Turchia. In un comunicato Fortress Europe afferma che "molti corpi non sono stati recuperati". Altre tre persone sarebbero state uccise della polizia di frontiera egiziana, lungo il confine con Israele. Intanto, sulle rotte dell'esodo somalo, nelle acque del Golfo di Aden, davanti allo Yemen, a marzo sarebbero morti almeno 128 profughi, in fuga dalla guerra civile. IDal rapporto emerge anche che il Parlamento federale della Svizzera ha adottato l'utilizzo del taser, una pistola capace di scariche elettriche di 50.000 volt, per espellere gli immigrati. L'Ong ricorda che a settembre il governo spagnolo aveva detto sì alle camicie di forza per le operazioni di rimpatrio, e che nel paese iberico è stata aperta un'inchiesta contro tre agenti della Guardia Civil di Ceuta, accusati di aver causato la morte di un cittadino senegalese di 29 anni, annegato dopo essere stato ributtato in mare nelle acque di Ceuta. Ellis Mais Maggiori informazioni su http://fortresseurope.blogspot.com.

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Gaza nel caos: 8 i morti Riesplode la violenza (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Pagina 111 I miliziani attaccano, Israele replica con i raid Gaza nel caos: 8 i morti Riesplode la violenza I miliziani attaccano, Israele replica con i raid --> GAZA L'operazione Fine dell'Arroganza è iniziata ieri, annunciano con orgoglio le milizie palestinesi di Gaza. Un dirigente di Hamas, Khalil al-Haya, aveva anticipato che i palestinesi della Striscia avrebbero cercato di scrollarsi di dosso con la forza la morsa che li attanaglia dal giugno scorso, quando gli islamici espugnarono il potere con le armi. Le forze palestinesi hanno sferrato un attacco nel settore nord-occidentale della Striscia, contro il valico di Karni (Mintar) da dove passano i rifornimenti di combustibile israeliano verso Gaza. Le forze israeliane sono state colte di sorpresa. Il preludio è stato rappresentato da un nutrito lancio di razzi Qassam e colpi di mortaio verso il Neghev, in particolare verso il kibbutz di Nahal-Oz. In quel lasso di tempo un commando di almeno cinque miliziani palestinesi è penetrato nel valico, ha ucciso due civili israeliani ed è rientrato a Gaza. Nel Neghev settentrionale è stato proclamato lo stato di allerta, nel timore che miliziani palestinesi cercassero di entrare in un uno dei villaggi ebraici di frontiera. Anche il timore di un rapimento di militari è stato preso in considerazione. A Gaza un portavoce delle milizie, Abu Mujahed, ha confermato che uno degli scenari esaminati prevedeva appunto la cattura di un ostaggio israeliano. "Ma a questa operazione ne seguiranno presto altre", ha aggiunto. L'attacco al valico dei combustibili è stato rivendicato da tre gruppi armati (i Comitati di resistenza popolare, la Jihad islamica, e le Brigate dei Mujahedin), mentre i mortai sono stati sparati da miliziani di Hamas. Secondo il generale Yoav Galant nella immediata reazione dei militari israeliani, al valico sono stati uccisi "due terroristi". Un veicolo è stato centrato da un razzo nella zona di Zeitun (Gaza): i passeggeri, della Jihad islamica, sono rimasti feriti; Israele afferma che almeno due di loro sono morti. In seguito nel vicino rione di Sajaya tre palestinesi sono stati uccisi da una cannonata israeliana: due erano adolescenti, dicono fonti locali. In mattinata a Khan Yunes, nel Sud della Striscia, erano inoltre rimasti uccisi in uno scontro a fuoco ravvicinato un miliziano di Hamas e un membro di una unità di élite israeliana. La Striscia di Gaza torna quindi in stato di ebollizione, probabilmente per volontà di Hamas, e in Israele la tensione resta palpabile.

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Voci dal mondo arabo e nuove tecnologie (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cultura Pagina 357 Appuntamenti Voci dal mondo arabo e nuove tecnologie Appuntamenti --> "Al Sadaqa-Scritture, suoni e immagini dal mondo arabo". È il titolo della rassegna promossa a Cagliari dal circolo dei lettori Miele Amaro e dall'associazione Amicizia Sardegna-Palestina che si inaugura oggi alle 19 al Manamanà di piazza Savoia. La manifestazione, che proporrà in città alcuni tra i maggiori autori in lingua araba, si apre con l'omaggio a Ghassan Kanafani, a cura di Wasim Damash dell'Università di Cagliari. Verrà presentata in prima nazionale la fiaba inedita in italiano "La piccola Lanterna" (traduzione di Giuseppe Pusceddu) e saranno proiettate le illustrazioni originali dell'autore. Letture di Rana Jammoul. T HOTEL Da stamattina alle 9 al T Hotel di via dei Giudicati a Cagliari, si terrà un convegno sull'impatto che le nuove tecnologie hanno sulla produzione e sulla fruizione dei contenuti digitali. L'incontro è organizzato da Sardegna Ricerche nel Programma integrato d'innovazione Tecnologie e Sviluppo per i contenuti digitali in Sardegna. EXMÀ Domani alle 16,30 all'Exmà di Cagliari per il ciclo "La storia si racconta-Spunti sulle identità di Cagliari" interverrà l'assessore alla cultura Giorgio Pellegrini. Lo storico dell'arte proporrà l'intervento "Il vestito buono della modernità-architettura cagliaritana della prima età della macchina". AFRICA E ASIA Incontri sull'Africa e sull'Asia, "Le mille e una strada: viaggiare pellegrini nel mondo musulmano". È il tema dell'incontro che si terrà domani alle 16,30 a Cagliari, Aula magna facoltà di Scienze politiche, viale Sant'Ignazio 78. Organizza il Dipartimento storico politico internazionale-Sezione studi africani e orientali.

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ALDOPARLANTE (sezione: Israele/Palestina)

( da "Avanti!" del 10-04-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

La Comunità ebraica di Roma si è recata alle urne per eleggere i dirigenti che dovranno guidare la Comunità ebraica per il corrente anno e il nuovo presidente che deve sostituire Leone Paserman che, dopo due mandati, ha deciso di non ripresentarsi. In lizza, tre liste, ognuna con 16 candidati: "Per Israele" (che nelle precedenti elezioni aveva ottenuto 15 seggi su 28), guidata dall'attuale vice presidente Riccardo Pacifici; "Per i giovani assieme", guidata da Victor Magiar, Roberto Coen e Claudio Fellus; e una terza lista guidata da Raffaele Pace. Undicimila gli aventi diritto al voto; le elezioni sono state stravinte dalla lista "Per Israele" con 16 eletti (la maggioranza assoluta); i restanti consiglieri sono stati attribuiti alla lista "Per i giovani assieme". Successo personale di Pacifici che ha riportato ben 1600 preferenze personali, successo pure per Guido Coen, medico ortopedico, che nella sua lista "Per i giovani assieme" ne ha raccolto più di mille.

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