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DOSSIER “INTERCETTAZIONI”

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tARTICOLI DEL #TOP


Report "Intercettazioni"

La gioia del Papa per il nuovo clima politico ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?

Il prontuario degli orrori ( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Dalle intercettazioni che hanno portato all'arresto dei 13 medici della Santa Rita di Milano viene fuori una sorta di prontuario degli interventi fasulli. L'ex primario Pier Paolo Brega Massone si difende: "Ho sempre pensato al bene dei pazienti". Venti le morti sospette.

Bilancia ( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettano l'energia negativa e la trasformano in costruttiva vitalità. Giorno fortunato il 12. Sfavorevole l'8. Giorno fortunato l'8. Sfavorevole il 12. Amici importanti vi sostengono donandovi una marcia in più per raggiungere obiettivi ambiziosi: irraggiate un fascino vincente ma sapete anche reggere una serie di impegni molto gravosi.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?

Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?

Più sicurezza? Punire magistrati e giornalisti ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: attraverso il bavaglio sulle intercettazioni. Quindi, noi osservatori televisivi dovremmo stare tranquilli: la nostra materia è sotto gli occhi di tutti. Invece no: anche su di noi piovono querele, perché c'è chi (non facciamo nomi) ogni giorno va in tv a dire cretinate, ma non tollera che lo si dica.

Le intercettazioni, il ruolo di Pipitone Tanto che anche il suo consulente ammette: Pratiche da far rizzare i capelli ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del Le intercettazioni, il ruolo di Pipitone Tanto che anche il suo consulente ammette: "Pratiche da far rizzare i capelli... ".

Intercettazioni, imbroglio di governo Dicono che mezza Italia è spiata: falso, gli intercettati sono una piccola parte di indagati Dicono che i costi sono insostenibili: falso, le ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del Intercettazioni, imbroglio di governo Dicono che mezza Italia è spiata: falso, gli intercettati sono una piccola parte di indagati Dicono che i costi sono insostenibili: falso, le spese calano e incidono in misura minima Il centrodestra vuole la legge a ogni costo.

E al Santa Rita scatta la difesa a oltranza Non siamo la clinica di Mengele ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: e le intercettazioni telefoniche si rivelano "una vergognosa violazione della privacy". I toni si fanno più dolorosi ai piani bassi della gerarchia ospedaliera. Anna si occupa delle pulizie, sostiene l'eccellenza della clinica per esperienza diretta: "Mia figlia ha avuto un grave incidente d'auto, ma i medici sono riusciti a rimetterla in piedi ed oggi cammina alla perfezione.

Il tendine è sbagliato? Opera lo stesso L'inferno della clinica: scambi di tessuti e cartelle ritoccate. E che i pazienti devono vivere 120 anni? ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: in tutte le intercettazioni telefoniche. Quelle intercettazione che gli inquirenti hanno definito "fondamentali" per il successo dell'inchiesta che ha scosso come un terremoto la sanità milanese. Perchè quando un medico, come Renato Scarponi, domanda sarcastico "ma secondo te tutti devono vivere fino a 120 anni?

Intercettazioni/1 Si depenalizzeranno reati come quelli del Santa Rita Cara Unit&# ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Basta alle intercettazioni. Elisa Merlo Intercettazioni/3 Assassini, ladri, corrotti e corruttori faranno festa Cara Unità, Berlusconi ha annunciato in modo stentoreo un secco stop alle intercettazioni telefoniche. Se avverrà quanto ho sentito con le mie orecchie, sarà festa grande per gli assassini comuni, i ladri,

Limitare le intercettazioni a Cosa nostra e terrorismo? Una follia: chi all'inizio può dirci se un omicidio è mafioso o passionale? ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del "Limitare le intercettazioni a Cosa nostra e terrorismo? Una follia: chi all'inizio può dirci se un omicidio è mafioso o passionale?".

Leggende metropolitane e bugie I veri numeri sulle intercettazioni ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: edizione del Leggende metropolitane e bugie I veri numeri sulle intercettazioni La prima delle leggende è che il costo delle intercettazioni è il 33 per cento del bilancio della Giustizia. Non è vero: il bilancio della giustizia per il 2007 è 7 miliardi e 700 milioni di euro, le spese per le intercettazioni sono 224 milioni, meno di un decimo.

Alfano vuole creare un allarme sociale per fermare le inchieste ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Sa quante persone sono intercettate in media dalla procura di Torino? 300 persone all'anno. Il che non vuol dire che ci sono solo 300 intercettazioni. Non è mica come consultare l'elenco telefonico... Ogni indagato generalmente usa più utenze, fra cellulari e fisse.

Dal governo cifre falsate Ma venerdì arriva la legge ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni telefoniche. Una strategia in tre, semplici, mosse di sicura presa sull'opinione pubblica: "le intercettazioni telefoniche? - ha affermato candido il ministro di via Arenula - costano sempre di più, sono diventate un Grande Fratello che spia la gran parte degli italiani e con la loro pubblicazione sui giornali sono la via maestra per la sistematica violazione della

L'appello di Napolitano: Problema reale e annoso, si raggiungano larghe intese Il Capo dello Stato fa riferimento al ddl del governo Prodi. Ridiscutere insieme per un provvedimento ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: "Ridiscutere insieme" per un provvedimento sulle intercettazioni. L'Idv: fondamentali per le indagini di Vincenzo Vasile / Roma DISCUTERE, anzi "ridiscutere insieme". Un'indicazione di metodo che suona come un aspro stop al governo, che non può, non deve andare dritto come un carro armato in materia di intercettazioni.

Giuseppe d'avanzo ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: era cacciato Berlusconi promettendo la demolizione per legge delle intercettazioni telefoniche. Il presidente del Consiglio si presenta come l'uomo di ferro che restituisce sicurezza agli italiani e, nelle prime settimane del suo mandato, elimina un congegno investigativo assai utile a proteggere il Paese dalla corruzione, dalla concussione e dalle estorsioni, usura,

"intercettazioni, serve l'accordo" ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni, serve l'accordo" Appello di Napolitano. La Lega: nella legge anche i reati di corruzione ROMA - "Le intercettazioni sono un problema reale ma spero che si possano trovare soluzioni con larghe intese". Con queste parole il presidente della Repubblica Napolitano ha chiesto ieri al governo di cercare l'intesa con l'

La grande truffa nel tg autoimbavagliati ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: architettando sulle intercettazioni. E inutile sperare: non un notiziario cerca di andare oltre, di capire e magari spiegare cosa significherebbe - in pratica - una limitazione di questo poderoso strumento di indagine. Per assurdo, sembra che l'intera categoria dei giornalisti televisivi, chinata la testa, sia felicissima di farsi imbavagliare e di vedere i magistrati ridotti all'

L'onorevole Angelino ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 3) "Le 100 mila persone intercettate fanno o ricevono mediamente 30 telefonate al giorno. Così si arriva a 3 milioni di intercettazioni". 4) "La spesa sulle intercettazioni è in continua crescita: è aumentata del 50% dal 2003 al 2006" e occupa "il 33% delle spese per la Giustizia".

Sei arresti nel clan Fabbrocino ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: attentati dinamitardi commessi ai danni di diverse imprese edili dei comuni di Palma Campania, Nola, San Gennaro Vesuviano, Ottaviano e di altri comuni limitrofi. Grazie alle intercettazioni, si è scoperto che numerosi imprenditori, soprattutto edili e del movimento terra, sono stati costretti con le minacce a pagare somme di denaro, a volte anche elevate, a persone legate al clan.

"larghe intese per le intercettazioni" - giorgio battistini ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: "Larghe intese per le intercettazioni" Napolitano: "Il problema c'è, servono misura e garanzia della privacy" GIORGIO BATTISTINI DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Sulle intercettazioni telefoniche Giorgio Napolitano consiglia prudenza a Silvio Berlusconi. Ma il problema c'è, ammette, e va risolto.

La via maestra per una riforma - giuseppe d'avanzo ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: nei reati che rendono opportune le intercettazioni, anche corruzione e concussione liquidando la minacciosa semplificazione proposta dal capo del governo (intercettazioni legittime sole per le indagini di mafia e terrorismo). è forse l'altro insegnamento della giornata. La Lega, più che al buon rapporto con il capo del governo, tiene alle ragioni del suo elettorato,

"la mammella non rende moltissimo ma se ha il cancro vale 5mila euro" - (segue dalla prima pagina) emilio randacio ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La mammella non rende moltissimo ma se ha il cancro vale 5mila euro" Le intercettazioni Hanno cercato di farmi fuori perché avevo molti pazienti Pescavo polmoni dall'Oltrepo, da Pavia, da Milano Per pagare l'equipe servono almeno quindici polmoni Mica puoi ridurti a operare le fratture costali è un casino: ci serviva un tendine rotuleo e mi avete mandato un tibiale.

Scontro con la lega, berlusconi cede "controlli su corruzione e concussione" - liana milella ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: alzato il tetto di pena dei delitti per cui si faranno le intercettazioni Scontro con la Lega, Berlusconi cede "Controlli su corruzione e concussione" Tutti i testi conservati in un archivio riservato resterà traccia di chiunque vi acceda Telefonata di Letta al Colle: al capo dello Stato arrivano le rassicurazioni invocate LIANA MILELLA ROMA - Ha insistito fino all'ultimo,

Bassa macelleria - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: abuso delle intercettazioni telefoniche: il loro divieto). Manca, per il momento, il ministero della Salute. In compenso, nel campo della sanità, in particolare in Lombardia, la privatizzazione ha fatto passi da gigante. Pare che ci fossero già state condanne di fior di primari per interventi chirurgici non giustificati: cardiochirurgia,

Quelle donne - laura lilli ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: e una serie di intercettazioni le dà ragione (ecco a cosa servono!). Il frate violenta anche le collaboratrici volontarie e si fa spesso riprendere con belle giovani poco vestite, che afferma di aver "convertito". A lungo riempie le cronache dei giornali. Infine, il 23 gennaio 2006, finisce in galera.

Blitz nelle officine delle auto rubate - carla incorvaia salvo palazzolo ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: "Le intercettazioni si sono rivelate fondamentali", spiega il questore. "Senza le intercettazioni sarebbero stati impossibili questi arresti", ribadisce il capo della squadra mobile, Maurizio Calvino. Il boss dell'organizzazione era Pietro Di Mariano.

Il "lavoro" dei meccanici d'oro ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: nonché di una rivendita di veicoli usati in corso dei Mille 308/f: è stato intercettato mentre ordinava a Di Mariano pezzi di ricambio, a cento euro cadauno. Rapporti di compravendita sono stati intercettati dalla polizia con Giovanni Marino, 29 anni, gestore di un'officina metallurgica di Ficarazzi; con Maurizio Miceli, 28 anni, gestore di una rivendita di autoveicoli;

La spoon river incompiuta nel pd della lanterna - ettore boffano ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: delle intercettazioni, attraversato da una "Tangentopoli da recessione economica" che ha fatto traballare Tursi e certe ipocrisie del perbenismo postcomunista genovese, non è la questione nazionale che pretende le risposte più immediate. Si tratta invece del Pd locale, di quella sua fragile cifra e di quella sua asfittica presenza uscite dalle urne che hanno sancito la "

La patente della libertà - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Fate e Provincia hanno intercettato un bisogno Si presenta con la sua assistente e dice: se lei imparasse, poi mi potrebbe portare in auto a fare le analisi Ho un figlio di 15 anni, mio marito è invalido: se non mi sposto in macchina non riesco a trovare un impiego LAURA MONTANARI Il posto dove si presentano, con i loro cento lavori,

"la sanità legata al profitto è molto pericolosa" ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: cosa che nelle intercettazioni dell'inchiesta viene fuori chiaramente. Si cercano di fare più interventi per fatturare di più. Sono profondamente convinto che alcune attività umane, come la sanità, debbano restare quanto più possibile in mano pubblica. Non demonizzo il privato, ma deve essere integrato".

Spaccio di droga: gang cinese in cella ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Un paio di frasi intercettate misero gli investigatori sulle tracce di questa organizzazione che si era specializzata nell'organizzare feste nei locali del Nord Italia, da rifornire poi con sostanze stupefacenti. Un mercato piuttosto redditizio, che aveva reso sempre più aggressivi i componenti della banda che l'anno scorso organizzarono una spedizione punitiva a Padova,

"i venditori di morte della porta accanto" - mara chiarelli ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Se si spostano di 50-100 metri non usano più i telefoni, ed è difficile intercettarli". Come incide la conformazione del quartiere? "C'è una rete di sorveglianza capillare, di vedette: se lo spaccio inizia la mattina noi dobbiamo appostarci all'alba, è molto difficile non essere osservati". Quanti anni hanno le vedette?

<Io, senza un polmone Se vedessi quel medico gli urlerei: assassino> ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: E mi chiedo: è giusto proibire le intercettazioni, come leggo sui giornali in questi giorni? Se non ci fossero state le intercettazioni, questi signori sarebbero ancora tutti al loro posto, a farsi i comodi loro". Tossisce. Prende fiato. Tossisce di nuovo. "Ecco, da quando mi hanno operato alla Santa Rita è sempre così.

<Il Csm troppo tenero coi Pm che sbagliano Serve più autocritica> ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il governo promette il giro di vite sulle intercettazioni... "Condivido quanto dice il ministro Guardasigilli, che si sta meritando l'apprezzamento generale. Spesso le intercettazioni sono invasive. Dobbiamo quindi stare attenti al bilanciamento tra il valore della privacy e l'interesse del cittadino a essere tutelato dalle malefatte, al suo bisogno di sicurezza:

Processo pubblico ma indagini segrete ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: hanno speso 6 milioni di euro per intercettazioni legate a indagini dall'esito ridicolo; in tutto il Texas, nello stesso anno, hanno autorizzato solo cinque intercettazioni. Le intercettazioni vengono spesso indicate come una scorciatoia rispetto alle indagini tradizionali: ma è una verità parziale e ingenerosa.

"ho sempre pensato al bene dei pazienti" - walter galbiati emilio randacio ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Quanto alle intercettazioni che gli sono state contestate, "sono intervenute dopo che lui sapeva già di essere indagato e anche quelle vanno contestualizzate. Peraltro nell'ordinanza è possibile una lettura diversa di quelle intercettazioni". Si è avvalso, invece, della facoltà di non rispondere Pietro Fabio Presicci,

Lapsus - stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Allora più che l'antipatia del centrodestra, le proposte di riforma fiscale, le intercettazioni del "Facci sognare", l'aggressiva pubblicistica dei concorrenti del Nord, contro le cooperative rosse e bianche sarà stata efficace Mara Carfagna.

Napolitano: serve dialogo per il Ddl intercettazioni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Napolitano: serve dialogo per il Ddl intercettazioni "Il problema intercettazioni è reale e urgente e richiede soluzioni condivise ". Così ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che chiede di coniugare "tutela della riservatezza" e "ricorso moderato " al controllo delle telefonate.

Alleanza Cina-Albania per l'ecstasy: dieci arresti ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Per la banda finita in manette l'accusa è associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e alla detenzione di stupefacenti, oltre che acquisto e detenzione di arma da guerra e relative munizioni. Tutto è partito da alcune intercettazioni in un'indagine sullo stupro di gruppo di una 17enne cinese. Al.Be.

<Tendine sbagliato? Va bene lo stesso> ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il caso della clinica Santa Rita nelle intercettazioni dei medici arrestati. "Abbiamo impiantato al paziente un tendine tibiale invece di un tendine rotuleo". "Cambiagli il tipo di intervento". "Chi se ne frega". O ancora, nel caso di un ottantenne entrato in "una specie di coma" dopo la somministrazione di un farmaco: "Quanti anni ha?

Intercettazioni, il Colle in campo <Ora serve una larga intesa> ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: REDAZIONALE Intercettazioni, il Colle in campo "Ora serve una larga intesa" La prudenza di Napolitano: ripartire dal testo dell'ex ministro Mastella "Garantire l'esigenza alla tutela della privacy e l'esigenza del ricorso misurato ai controlli telefonici" DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Giorgio Napolitano imprime un brusco colpo di freno alle smanie di chi,

Spataro: Violante sbaglia sui pm Non siamo noi a diffondere i colloqui ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Durata delle intercettazioni e lista dei reati per i quali sono autorizzate. Che ne pensa? "E assurdo anche pensare a limitare la durata delle intercettazioni. Ma ancora più grave sarebbe limitare la categoria dei reati ed il tempo per cui le intercettazioni sono utilizzabili, così come le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni:

Napolitano e le intercettazioni <Trovare una larga intesa> ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: REDAZIONALE Il presidente chiede al governo di ripartire dal provvedimento di Mastella Napolitano e le intercettazioni "Trovare una larga intesa" VENEZIA - Giorgio Napolitano frena chi vorrebbe arginare il ricorso alle intercettazioni e invita a trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento. ALLE PAGINE 2 E 3.

L' intervento ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Occorreva la spinta del capo dello Stato per cercare di attenuare lo scontro sulle intercettazioni; ed incoraggiare un esito che non faccia pensare ad una magistratura imbrigliata, né lasci la privacy in balìa delle rivelazioni più o meno pilotate. "Non dispero che si possano trovare soluzioni che raggiungano larghe intese ", azzarda il presidente della Repubblica da Venezia.

Il partito salmone ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il Cavaliere dice ad alta voce: ora basta con le intercettazioni selvagge, salvo... Subito dopo, il responsabile dell'Associazione dei magistrati ribadisce con tono molto educato: attenti, le intercettazioni sono necessarie in molti casi, però la privacy va tutelata in modo molto più serio.

Moggi e le telefonate: vita cambiata. In meglio ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: essere intercettati. Ma marcia indietro fra i miei amici non l'ha fatta nessuno. Con loro non mai interrotto i contatti, e ho continuato a parlare al cellulare. E quelli là hanno continuato a intercettare le mie telefonate, la seconda ondata. E io dico che è una vergogna che lo Stato italiano abbia speso tanti soldi per continuare a sentire me che parlavo al telefono con i miei amici.

Il ddl Mastella ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il ddl Mastella Nella scorsa legislatura il Guardasigilli Mastella (foto) presentò un ddl sulle intercettazioni che fu approvato alla Camera ma si arenò al Senato. Ecco cosa prevedeva.

Le intercettazioni Le scelte ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: BREVI Le intercettazioni Le scelte \\ Questione urgente La questione è reale e attuale con il suo grado di urgenza, prima la si risolve, meglio è. Bisogna tener conto delle proposte avanzate negli anni passati, in modo da trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-11 num: - pag: 1 autore: di ... ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: OPPOSIZIONE CHE BALBETTA S i può benissimo non apprezzare il modo in cui Silvio Berlusconi ha posto il problema delle intercettazioni telefoniche, non condividere l'indicazione di limitarle alle inchieste di mafia e di terrorismo, e contestare l'idea di appioppare fino a cinque anni di galera a chi non se ne dà per inteso. CONTINUA A PAGINA 32.

1 Divieto di pubblicazione fino al processo ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 11 num: - pag: 2 categoria: BREVI 1 Divieto di pubblicazione fino al processo Il ddl Mastella vietava la pubblicazione sui media delle intercettazioni, anche parziale o riassunta, almeno fino alla fine delle indagini preliminari. Vietate anche le trascrizioni delle conversazioni su fatti o persone estranee alle indagini.

Il ddl Alfano ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3 categoria: BREVI Il ddl Alfano Il ministro della Giustizia Angelino Alfano si appresta a definire un nuovo ddl sulle intercettazioni: il premier Silvio Berlusconi annuncia la "linea dura".

1 Mafia e terrorismo ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: BREVI 1 Mafia e terrorismo Il premier Silvio Berlusconi ha annunciato il "divieto assoluto" di intercettazioni, salvo per i reati di mafia e di terrorismo. Dalla Lega Nord, a cominciare dal leghista Roberto Castelli, si preme perché tra i reati "intercettabili" ci siano anche quelli "della politica" contro la pubblica amministrazione: corruzione e concussione.

Berlusconi apprezza e chiede limiti severi I dubbi della Lega ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sulle intercettazioni. Ed è appunto perché la questione è diventata una emergenza che si deve porre un argine al fenomeno e trovare una soluzione. E l'urgenza di agire rapidamente, sottolineata dal Presidente, rappresenta per Berlusconi la conferma che l'allarme lanciato sabato scorso era più che fondato.

Larghe intese per la privacy ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ma sulla polemica delle intercettazioni che sta rovinando la luna di miele tra maggioranza e opposizione, il presidente della Repubblica si sente, tuttavia, di intervenire. Sia per contenere, da un lato, gli eccessi del Governo che vorrebbe limitare fortemente il ricorso a un prezioso strumento della magistratura inquirente come è stato dimostrato nell'

Sulle intercettazioni Napolitano ha indicato il punto di equilibrio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-11 - pag: 14 autore: Sulle intercettazioni Napolitano ha indicato il punto di equilibrio U na volta di più Giorgio Napolitano è intervenuto in modo tempestivo nel dibattito politico e lo ha fatto su un punto cruciale: le nuove regole per le intercettazioni che il governo è pronto a varare.

Dal mini ospedale al mostro a dieci piani Gli affari del <notaio> ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: come dicono due medici intercettati, "Pipitone è un uomo potente". Di certo un padrone, dicono i pm. Che si circonda di "fedelissimi": "Prenderà i più delinquenti del mondo che gli faranno guadagnare miliardi" (conversazione intercettata). O licenzia senza preavviso: "Il direttore dopo 22 anni l'ha segato dalla sera alla mattina".

3 Sanzioni più pesanti tra multe e reclusione ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 3 categoria: BREVI 3 Sanzioni più pesanti tra multe e reclusione Complesso il capitolo delle sanzioni. Per chi pubblica le intercettazioni, ammenda da 10 a 100 mila euro e arresto fino a 10 giorni (da 1 a 4 anni se illecite). Per chi rivela notizie riservate, reclusione da 6 mesi a 3 anni, da 1 a 5 anni se pubblico ufficiale.

<Il tendine è sbagliato? Trapiantalo lo stesso, il malato è sotto i ferri> ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: il malato è sotto i ferri" Le intercettazioni. Teste cita "un politico di An" MILANO - "Che si tratti di Casa di cura poco rileva. La finalità di cura è incidentale: tutto è improntato a mera finalità commerciale", allo "sciacallaggio chirurgico". è la spietata descrizione della clinica milanese dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano.

2 Cinque anni di carcere ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: BREVI 2 Cinque anni di carcere Sempre il premier ha annunciato pene severissime, senza distinzioni, per chiunque violi la riservatezza telefonica al di là di mafia e terrorismo: "Cinque anni di carcere a chi ordinerà queste intercettazioni, a chi le eseguirà e a chi le diffonderà. E una penalizzazione finanziaria importante per gli editori che le pubblicheranno".

Dalla Lega ok alla stretta, braccio di ferro sulla corruzione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: la maggioranza cerca di trovare un accordo su un testo più soft delle intercettazioni, che incontri anche il consenso dell'opposizione. La Lega fa muro sui reati contro la pubblica amministrazione e, nonostante la resistenza di Silvio Berlusconi, la spunta sulla possibilità di mantenerli tra quelli intercettabili.

E adesso la sinistra si scopre balbettante ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: REDAZIONALE I TENTENNAMENTI SULLE INTERCETTAZIONI E adesso la sinistra si scopre balbettante SEGUE DALLA PRIMA Nessuno scandalo, dunque, se l'opposizione non apprezza, non condivide e contesta: anche in tempi di dialogo, questo è, né più né meno, il suo mestiere, e non sarebbe male se lo esercitasse anche su qualche altro terreno.

MAGISTRATI E POLITICI ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: annuncio di un provvedimento per la regolamentazione delle intercettazioni. Pochi giorni fa c'erano state analoghe reazioni per l'annuncio di un disegno di legge sulla sicurezza, che prevedeva l'istituzione del reato di immigrazione clandestina e la costituzione di una superprocura. Atti definiti incostituzionali dai magistrati.

Il nodo infrastrutture ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettare il traffico da Torino e Genova a ovest e da Bologna a sud. Nel frattempo i territori limitrofi si muovono; penso alla Mortara- Broni che accorcia la distanza tra il traforo del Monte Bianco, la A4 e la A21". L'idea di Acerbi (che Parenti ritiene "la più razionale ") rischia però di scontrarsi con quella della Giunta provinciale guidata da Gianluigi Boiardi che vuole

Edilizia senza slancio, costruttori in allarme ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: nonostante tutto, lo scorso anno ha intercettato il 9,3% degli impieghi del Pil piemontese, ha raggiunto i 5,6 miliardi di euro di valore aggiunto e ha dato lavoro a 141mila addetti, ovvero il 7,6% degli occupati nell'intero Piemonte? "è necessario che i decisori pubblici compiano delle scelte –

In Finanziaria ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: aggregazione consente di intercettare una clientela più vasta che si avvicina allo studio, evitando la dispersione del cliente, nel caso il primo legale interpellato non fosse esperto nella materia richiesta. Associandosi si diventa competitivi più rapidamente e si completa la propria preparazione, gestendo la pratica, se necessario con un collega "

Sequestrate false griffe ambulante denunciata ( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: I 500 pezzi sono stati intercettati in due fasi: prima è stato bloccato l'africano che, con regolare permesso di soggiorno, sabato mattina stava raggiungendo il mercato di Sanremo con alcuni borsoni carichi di merce, poi si è proceduto alla perquisizione domiciliare che ha svelato agli investigatori il resto del "deposito".

"Io, senza un polmone. Se vedessi quel medico gli urlerei: assassino" ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: E mi chiedo: è giusto proibire le intercettazioni, come leggo sui giornali in questi giorni? Se non ci fossero state le intercettazioni, questi signori sarebbero ancora tutti al loro posto, a farsi i comodi loro". Tossisce. Prende fiato. Tossisce di nuovo. "Ecco, da quando mi hanno operato alla Santa Rita è sempre così.

Napolitano: intercettazioni, è emergenza ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 138 del 2008-06-11 pagina 1 Napolitano: intercettazioni, è emergenza di Redazione "Serve una soluzione condivisa". Venerdì il testo in Consiglio dei ministri Presto e bene. Questa è la ricetta di Napolitano per sfuggire al "Grande Orecchio". Il problema è "urgente", quindi "prima lo si risolve meglio è".

Napolitano: "Intercettazioni, problema urgente" ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni, problema urgente" di Redazione Il monito del presidente della Repubblica: "E una questione reale si raggiungano larghe intese". Poi sul decreto: "Importante la tutela della privacy e il ricorso alle intercettazioni". Ghedini: "Venerdì il nuovo testo in consiglio dei ministri" Venezia - "E una questione reale,

Venerdì il testo base Il Colle: intesa ampia ( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: INTERCETTAZIONI Venerdì il testo base Il Colle: intesa ampia ROMA Niccolo Ghedini è sicuro: venerdì prossimo il "nuovo testo" sulle intercettazioni sarà sul tavolo del consiglio dei ministri. L'avvocato di Berlusconi, deputato forzista del Pdl, lo afferma a ragion veduta, dopo un vertice a Montecitorio tra il ministro della Giustizia,

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: INTERCETTAZIONI Venerdì il governo decide Il presidente Napolitano: servono larghe intese | PAGINA 5 MALASANITÀ Cliniche private e affari, ecco il modello lombardo | PAGINA 7 ORARIO DI LAVORO Nuova direttiva Ue: le 48 ore settimanali arrivano fino a 65 | PAGINA 8 IN GUERRA L'agenda Usa dei conflitti Da Lubljana la chiamano "

Alcune indagini sbagliate ci sono. Ma no alla legge ( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: della repubblica dice che in effetti sulle intercettazioni bisogna intervenire con una legge... L'Anm ha indicato un problema di assetto normativo, sul sistema delle intercettazioni telefoniche. E indubbiamente necessario che il segreto non venga meno prima che sia stata fatta una analisi delle conversazioni ascoltate e che siano state scelte quelle rilevanti ai fini del processo.

La radio ( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: incontri ravvicinati e fantasie fra Oriente e Occidente radio3rai scienza Le intercettazioni telefoniche e il massiccio uso dei telefonini: questi i temi al centro della nuova puntata di Radio3 Scienza, il programma in onda alle 11.30. Fabio Pagan ne parla con Umberto Rapetto, docente di sicurezza delle reti alla Link Campus University di Malta.

Schifano. Realtà senza memoria ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: di intercettare le disattenzioni della società per rendere poi più efficace la comunicazione. Negli anni novanta Schifano alterna alla mano e al pennello l'occhio della camera da presa. L'allestimento della mostra, curato da Federico Lardera, propone tutti i cicli tematici dell'artista fino al linguaggio multimediale,

Di Donato dal giudice "L'appalto era regolare" ( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ordinanza del gip Roberto Fucigna sull'inchiesta Mensopoli il "caso Savona" occupa, intercettazioni a parte, le pagine 14-17. In una conversazione del febbraio 2008 tra l'imprenditore Alessio e il consulente Fedrazzoni (ex consigliere comunale ds), quest'ultimo, parlando di Di Donato, gli attribuisce frasi a dir poco imbarazzanti.

Palermo, vendeva figlia ai pedofili: condannata ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Risarcimento Attraverso le intercettazioni telefoniche è stato ricostruito il clima di violenza e di degrado in cui si è sviluppata la vicenda. Il gup ha anche condannato gli imputati a versare 10mila euro come risarcimento del danno, che sarà poi liquidato successivamente, in favore della minorenne, costituita parte civile attraverso un curatore speciale.

Ruba al centro commerciale Nei guai giovane di Candelo ( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ma il suo atteggiamento sospetto era stato notato dal personale di sorveglianza, che aveva dato l'allarme ai carabinieri della stazione di Candelo. Giunti immediatamente sul posto, i militari hanno intercettato e bloccato il giovane ladro, Alessandro P., 19 anni, residente a Candelo, che aveva ancora addosso la refurtiva, recuperata e restituita al legittimo proprietario.

Ho firmato il decreto ma non ho scelto io capitolato e commissione ( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: LA DIFESA LE INTERCETTAZIONI "Ho firmato il decreto ma non ho scelto io capitolato e commissione" Il consulente Fedrazzoni "Indirà una nuova gara cambiando i parametri".

Il governo sta pensando di limitare le intercettazioni telefoniche, giudicate troppo numerose e lesi ( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Non potremmo continuare a intercettare e smettere di pubblicare? E siamo sicuri che, posto di fronte al dilemma, il cittadino normale preferisca disarmare la magistratura piuttosto che essere privato del gusto di conoscere dal vivo le miserie degli intercettati? O dobbiamo pensare che la pubblicazione delle intercettazioni sia indispensabile per "

Corruzione e pedopornografia nessuno deve ascoltare Intercettazioni solo per i reati da 10 anni in su : escluse quindi quelle su reati finanziari, truffe, furti in villa ( da "Unita, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via France ( da "Unita, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Bergamini: io e le intercettazioni Non sono più la stessa persona ( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Intercettazioni, oggi via al ddl carcere per chi pubblica i verbali - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Intercettazioni, nell'elenco c'è la corruzione ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Intercettazioni, via libera sulla corruzione ( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

APRROVATO DDL INTERCETTAZIONI ("DAL NOSTRO INVIATO IN GALERA") IL "TENERO" DI PIETRO: GOVERNO STUPRATORE BIMBI CATASTROFE UE: IRLANDA BOCCIA TRATTATO? LA FILA DA FINI: COMMED ( da "Dagospia.com" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Pizzi 1 - INTERCETTAZIONI? "Jena" per "La Stampa" - Dal nostro inviato in galera. 2 - CONSIGLIO MINISTRI, APPROVATO DDL INTERCETTAZIONI? (Agi) - Il ddl intercettazioni e stato approvato all'unanimita. Lo rende noto il ministro della Giustizia Alfano.

Intercettazioni a raggio ridotto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: indicazione degli estremi del decreto che ha disposto l'intercettazione, la descrizione delle modalità di registrazione,l'annotazione del giorno e dell'ora di inizio e di cessazione dell'intercettazione, nel medesimo verbale sono altresì annotati cronologicamente, per ogni comunicazione intercettata, i riferimenti temporali della comunicazione e quelli relativi all'ascolto,

Intercettazioni, via al ddl Stretta su pm e giornali: sulle indagini notizie vietate ( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Pd nel solco della tradizione ( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: divenire il punto di riferimento dei vasti ceti sociali e la forma per intercettare un elettorato mai rappresentato dal centrodestra. La condizione perchè ciò accada è che davvero il processo politico che abbiamo davanti nei prossimi mesi non riguardi i gruppi dirigenti, non sia chiuso nelle stanze del ceto politico ma coinvolga attivamente energie e disponibilità presenti in città".

Coca al Sestriere Presa la banda degli spacciatori ( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: GIAIMO Arrivava dalla Toscana Il giro scoperto grazie alle intercettazioni Tanti clienti a Pinerolo ma soprattutto nelle Valli Olimpiche Noto commerciante rimasto coinvolto per la dipendenza PINEROLO Si sa che la cultura del sospetto è il primo requisito di un bravo investigatore, così i carabinieri del nucleo operativo di Pinerolo - che indagavano su un vasto traffico di droga -

Soldati in città, è scontro ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è scontro Sulle intercettazioni l'ira dei giudici. Il Pdl: ora meno benefici ai detenuti ROMA - Magistrati in rivolta a causa del disegno di legge sulle intercettazioni. L'attacco più duro viene dalla procura di Milano che, per bocca di Bruti Liberati, accusa: "Quella legge è peggio della Cirielli".

"così si aiutano i furbetti". berlusconi: non è vero ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ma con il provvedimento sulle intercettazioni i "furbetti del quartierino" non sarebbero mai stati scoperti". "No, non è vero". Silvio Berlusconi risponde così all'obiezione di un cittadino che lo ha avvicinato al termine del secondo matrimonio a cui il premier ha partecipato ieri (dopo quello tra Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci),

Soldati nelle città, è polemica la russa: sarà solo per un anno - liana milella ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Soldati nelle città, è polemica La Russa: sarà solo per un anno Intercettazioni, dubbi di Mancino. Cacciari, delibera anti-abusivi Veltroni critica l'uso dei militari "Scelta sbagliata che mortifica le forze dell'ordine" LIANA MILELLA ROMA - Esercito e intercettazioni, opposizione e toghe contro il governo.

"quei nastri servono alle inchieste la nuova legge è controproducente" - emilio randacio ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: delle intercettazioni effettuate in Italia. Sono entrati in circolo in modo ufficioso dei dati che definire assolutamente imprecisi è eufemistico. Ritiene che l'attuale sistema delle intercettazioni non debba essere modificato? "Sono convinto che la linea sia quella della Anm: disciplina rigorosa per la non circolazione di dati sulla vita privata delle persone senza rilevanza penale.

La parrucca del re sole - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Anzitutto un elenco dei reati perseguibili con intercettazioni. Solo quelli, non altri. E già stato scritto che lo scandalo di Calciopoli non sarebbe mai venuto a galla senza le intercettazioni. Così pure le scalate bancarie dei "furbetti". Ma moltissimi altri. Per chiudere sul peggiore di tutti: la clinica milanese di Santa Rita, giustamente ribattezzata la clinica degli orrori.

Le microspie incastrano l'assassino del borgo ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: assassino del Borgo Le intercettazioni hanno infranto il muro di omertà che al Borgo Vecchio proteggeva l'assassino di Giovanni De Luca, il ventenne ucciso il 2 ottobre 2005. In carcere è tornato il ventiseienne Giuseppe Pecoraro, già arrestato due anni fa dalla sezione Omicidi della squadra mobile: all'epoca, però, il Tribunale del riesame ebbe qualche dubbio sulla ricostruzione dell'

Chi vuole bloccare la lotta alla mafia - nino alongi ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazione. Chiederci, poi, sul danno che direttamente o indirettamente un provvedimento del genere, che limita di fatto le intercettazione ad alcuni reati, può produrre in generale nei riguardi della lotta alla mafia. è appena il caso di ricordare che spesso solo alla fine di lungo e complesso lavoro si scoprono le connessioni esistenti dei reati oggetto di indagini con la

Otto ore di paura per un 15enne - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: In una di esse, ad Altamura, hanno intercettato il biglietto di autobus che Leo aveva fatto per Milano. Si partiva da Gravina. Dopo mezzora è stato ritrovato sul pullman di linea tra Altamura e Gravina. Si era pettinato tutti i capelli ricci, nella speranza che non lo riconoscessero.

Meno male che c'è Blob ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è Blob Maria Novella Oppo GRAZIE, Blob, che ci hai permesso di riascoltare la famosa intercettazione del colloquio tra Berlusconi e Saccà, durante il quale padrone e sottoposto scambiavano veline con senatori della Repubblica. Quella registrazione sarà cancellata, forse è già stata cancellata, anzi chiaramente non è mai esistita.

Siamo un Paese in libertà vigilata Indagini impedite e notizie vietate con la minaccia del carcere. Badanti irregolari nei Cpt L'esercito nelle città con compiti di polizia come in ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: attraverso la legge sulle intercettazioni. Infine l'annuncio dell'impiego dell'esercito con compiti di polizia nelle città, anche se ieri il ministro La Russa ha tentato di minimizzare spiegando che la misura durerà un anno. Senza contare la campagna che il ministro Sacconi sta preparando contro il diritto di sciopero.

È una parodia, a quando la marina e l'aviazione? ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: esercito ma con investigazioni e intercettazioni". Le ultime in buona parte ce le siamo giocate... "Marcare i negozi anziché intercettare i rapinatori è un'idea che dimostra insipienza e mancanza di strategia". Come valuta il giro di vite sull'immigrazione clandestina? "Il Nord, come tutte le società in declino, ha timore di mischiarsi.

Il disegno di legge sulle intercettazioni prevede che la magistratura non possa disporne per reati c ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del Il disegno di legge sulle intercettazioni prevede che la magistratura non possa disporne per reati che non contemplino almeno 10 anni di carcere. I giornalisti che le pubblichino prima dell'udienza del gip rischiano 3 anni di carcere. Nessuno deve sapere.

Esercito in città, no di Veltroni e sindacati Il Pd: Basta annunci, così immagine catastrofica del Paese . Bossi: fermeremo gli immigrati dal mare ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: per il disegno di legge sulle intercettazioni che, mentre mette la museruola alla stampa, depotenzia le investigazioni su tutti i reati che non siano condannati almeno con dieci anni di carcere. Una misura che, annotava giorni fa Ermete Realacci, non permetterebbe più agli inquirenti (tra le altre cose) di mettere sotto controllo i telefoni di chi si macchia di reati ambientali.

Sul filo tra censura e controllo delle notizie ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: il testo sulle intercettazioni presentato in Parlamento "viaggia tra quella linea sottile di demarcazione tra censura e controllo dell'informazione ed esclude dalle intercettazioni diversi reati gravi di criminalità comune, dunque, è inaccettabile". Quali sono i reati per i quali non sarà più possibile utilizzare le intercettazioni?

Al macero i nastri con le telefonate sul caso Rai-Set ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Sono le intercettazioni con i politici dell'inchiesta sul fallimento della sociotà del sondaggista Crespi, che portò alla luce la vicenda "Rai-Set": in quei nastri i colloqui di Berlusconi e di altri parlamentari con i dirigenti Rai, tra cui le telefonate con Deborah Bergamini, all'epoca responsabile proprogrammazione Rai,

Il lodo salva-preti ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: a essere trattata coi guanti nell'oramai famigerato disegno di legge sulle intercettazioni sia la loro. Semplicemente, a estensione delle norme concordatarie, ecco una manciata di articoli secondo cui, quando scatta un avviso di garanzia nei confronti di un ministro di culto della Chiesa italiana, va immediatamente informato il suo vescovo.

Si moltiplicano le iniziative sul ddl che prevede tre anni di carcere per chi pubblica intercettazioni: Articolo21 pensa ad un ricorso alla Corte europea ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del Si moltiplicano le iniziative sul ddl che prevede tre anni di carcere per chi pubblica intercettazioni: Articolo21 pensa ad un ricorso alla Corte europea.

Contro la legge bavaglio giornalisti pronti allo sciopero ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: legge che prevede il carcere fino a tre anni per i cronisti che pubblicano le intercettazioni si sta allargando. E non è una difesa di categoria: in discussione c'è la libertà d'informazione, colpita al cuore non a caso proprio mentre la luna di miele tra il governo di Re Silvio e l'opinione pubblica è al suo apice. Lo scenario lo sintetizza bene il Procuratore generale di Torino,

Di Pietro: Non escludiamo il referendum ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: opposizione dura contro il ddl sulle intercettazioni e non escludiamo il referendum con la mobilitazione degli italiani". Lo ha detto Antonio Di Pietro, presidente di Italia dei Valori. "L'Idv - ha aggiunto Di Pietro - vuol far sapere agli italiani che questo disegno di legge sulle intercettazioni è un'altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo.

Basta con i sospetti anti-veltroniani, piuttosto facciamo davvero il Pd ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: al di là di quanto detto da Berlusocni nel suo discorso di insediamento, ha già compiuto scelte gravi, dall'immigrazione alle intercettazioni, dalla sicurezza sul lavoro alla sanità pubblica minacciata da nuovi tagli. Se la nostra gente non percepisce una chiara alternativa, delle risposte più forti di quelle venute finora, rischia di precipitare nella rassegnazione".

E allora arrestateci tutti ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo.

E al Billionaire Wedding per una volta Silvio fa la comparsa ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: presentazione del disegno di legge sulle intercettazioni, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia. Berlusconi ha partecipato anche al successivo "spuntino" all'hotel Columbus, a due passi dal Vaticano, mentre la mondanità serale, catering curato dal genero di Gianni Letta, l'ha dovuta saltare perchè è volato a San Pietro in Cerro, nella campagna piacentina per assistere ad un altro sì,

Damiano: in campo contro la deregulation del lavoro ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: contro gli immigrati clandestini o la pubblicazione delle intercettazioni mentre quando si tratta di morti sul lavoro preferisce la linea morbida". Quindi? "Quindi penso sia giunto il momento, per l'opposizione, di passare al contrattacco. Nei prossimi giorni vengono a scadenza problemi importanti. Il decreto sull'emergenza rifiuti, in sè positivo, contiene due midure pericolose:

Intercettazioni, allarme Csm <Ora servono più magistrati> ( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Cercheremo di modificare il ddl in molte parti: la limitazione dei reati "intercettabili", il divieto di usare le intercettazioni per altri reati, il limite dei tre mesi per intercettare". Ma se l'opposizione non darà frutti? "Si può anche utilizzare il referendum, per alcune parti della legge. Vediamo che testo uscirà dalle Camere.

<Sono comode, più facili di ore di pedinamenti> ( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ho fatto tante volte "Sono comode, più facili di ore di pedinamenti" MILANO - Troppe intercettazioni in Italia? Sì, perché c'è troppa criminalità e perché, a causa delle scarse risorse a disposizione delle forze dell'ordine, talvolta conviene più intercettare i telefoni o mettere una cimice che pedinare un sospetto per ore ed ore.

Aumentare i <filtri> per tutelare la privacy ( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni sono previste da una esplicita direttiva del consiglio dell'Ue (tali i reati di insider trading e di manipolazione del mercato). La realtà è che, se esiste davvero un fenomeno di eccesso quantitativo nel ricorso alle intercettazioni telefoniche, esso va affrontato non già riducendo l'area dei reati per i quali è consentito questo fondamentale strumento investigativo,

IMPUNITI DELLA PRIVACY ( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sembravano quasi sempre persone che tentavano più che altro di sfuggire a "intercettazioni" personali: in casa, sul luogo di lavoro, o - perché no - in canonica e in convento (fra gli assidui non mancavano i religiosi). Perché molti più di quanto si pensi hanno una privacy da difendere e non piace a nessuno finire sul giornale, o anche solo apostrofati dai vicini di esistenza,


Articoli

La gioia del Papa per il nuovo clima politico (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Alcuni di voi mi hanno chiesto di aprire un nuovo thread dedicato alla discussione sugli statuti del Cammino neocatecumenale, che sono stati approvati da Benedetto XVI e saranno consegnati nella tarda mattina di venerdì prossimo ai responsabili del Cammino. Il motivo della richiesta è l'alto numero di commenti che rende difficile l'accesso alle pagine con le discussioni precedenti. Una richiesta simile mi era stata rivolta nei giorni scorsi da Klaus, il quale ha poi lasciato il blog a causa della mia scelta di aprire il nuovo spazio di discussione in calce al post dedicato al romanzo thriller di Thornborn. La mia scelta era stata dettata dall'impegno che avevo preso di non intervenire più sulla vicenda fino al 13 giugno. Pur non essendo d'accordo con il tono e con i contenuti di molti commenti (in queste due settimane mi sono beccato rimproveri da destra e da manca, sono stato fatto passare come un portavoce del Cammino solo perché non non lo ritengo "eretico", è stato ipotizzato che la mia posizione sia dovuta alla paura di reazione dei neocatecumenali stessi, sono stato pure offeso pesantemente), mi rendo conto ora che Klaus aveva ragione a chiedere uno spazio apposito, perché se è vero che gli argomenti sul mio blog li decido io, è altrettanto vero che la discussione si alimenta grazie al contributo di tutti e dunque - visto l'interessa suscitato dall'argomento - è giusto che possa continuare. Scritto in Varie Commenti ( 64 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei E' stata annunciata a mezzogiorno di oggi la nomina del cardinale Ennio Antonelli alla guida del Pontificio consiglio per la famiglia. L'arcivescovo lascia Firenze per succedere allo scomparso cardinale Alfonso Lopez Truijllo. La diocesi del capoluogo toscano vive un momento di empasse, dopo le tristi ben note vicende dello scandalo di abusi che ha coinvolto don Cantini e ha finito per lambire pure l'attuale vescovo ausiliare Claudio Maniago (criticato per aver minimizzato l'accaduto) che alla comunità di Cantini era legato. Non è stato reso noto il nome di chi prenderà il posto di Antonelli. Il pole position c'è il Segretario della Cei Giuseppe Betori. Come numero due della Conferenza episcopale, dopo la partenza di Betori, continua a consolidarsi la candidatura del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla. Più defilate altre due candidature, quella del vescovo di Albano Marcello Semeraro, e quella del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 188 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jun 08 La decisione di Gianni e i nostri giudizi Cari amici, dopo aver letto il commento postato da Gianni B. in uno dei precedenti thread, non ho potuto fare a meno di segnalarvelo, perché mi ha commosso e mi ha fatto pensare. "Questi giorni sono stati per me terrificanti a dir poco, purtroppo. In questo preciso momento, 6 giugno ore 13.00, avrei dovuto essere in Repubblica Ceca presso una clinica privata per iniziare l'iter dell'inseminazione eterologa. Avevo già preso l'appuntamento, prenotato l'albergo, fatto il pieno e stampato l'itinerario, tanto per dire. Io e la mia dolce metà abbiamo ovviamente trascorso queste ultime notti completamente insonni, chiedendoci se la nostra decisione sarebbe stata giusta o no, mentre si avvicinava il momento della partenza. Mi sono domandato mille volte: come è possibile mettere al mondo un bambino sapendo che il patrimonio genetico non è della persona che ami ma di un'altra donna che neppure conosci? Dentro di me ero assolutamente orripilato da questa ipotesi, però mia moglie desiderava questo figlio sopra ogni altra cosa, poverina, e non me la sono sentita di dire un no irrevocabile. Per fortuna, sono riuscito a farla ragionare, passo dopo passo, con grande pazienza e amore, e alla fine mi ha dato ragione per cui ieri non siamo partiti e abbiamo annullato tutto. Oggi lei è molto più sollevata, anzi quasi rinata devo dire, e pure io. Mentre parlavo con lei ogni tanto mi venivano in mente le nostre discussioni qui dentro al blog, che mi hanno fatto riflettere. Che pensate - mi rivolgo a tutti voi, se avete voglia di rispondermi - di questa nostra decisione? Io sono strafelicissimo in questo momento, sto già pensando all'affido, ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia". Condivido anch'io la felicità di Gianni e di sua moglie. Mi colpisce il fatto che i commenti dei lettori del blog abbiano potuto, nel loro piccolo, contribuire a far prendere una decisione così importante. Mi sono permesso di presentare questo messaggio (all'insaputa di Gianni), perché credo possa insegnare qualcosa a tutti. A me ha insegnato che dietro le questioni di principio, i temi che ci fanno accapigliare, che ci fanno discutere aspramente, ci sono sempre le storie concrete delle persone. C'è la vita. Se lo tenessimo sempre presente - quando parliamo di bioetica ma anche delle vicende interne alla Chiesa - forse i nostri giudizi, senza venir meno nella chiarezza, sarebbero accompagnati da più carità e misericordia. Scritto in Varie Commenti ( 86 ) " (20 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Jun 08 Thornborn, un Dan Brown cattolico? Ho appena finito di leggere il romanzo "L'ultima rivelazione" di Joseph Thornborn (edizioni Piemme): un thriller ambientato in Vaticano, che ha come tema di fondo la storicità dei Vangeli. L'ho trovato molto ben documentato. Avevo già letto dello stesso autore un precedente romanzo, "Il quarto segreto", dedicato alla profezia di Fatima. Mi permetto di segnalarveli perché mi sembrano un esempio di come si possano scrivere gialli di fantapolitica vaticana, conditi con misteri e profezie, conservando la prospettiva cattolica. PS. In realtà ho scritto questo post soprattutto per venire incontro alle richieste di chi mi chiedeva un nuovo spazio per continuare l'accesissima discussione dedicata ai neocatecumenali. Avevo scritto che non sarei più intervenuto fino alla notizia dell'approvazione e vorrei mantenere l'impegno, limitandomi a ribadire che gli statuti sono stati approvati definitivamente da Benedetto XVI, dopo un lungo e attento esame, e che la consegna ufficiale ai responsabili del Cammino avverrà venerdì 13 giugno. A quanti - nuovi arrivati - mi hanno accusato di essere troppo accondiscendente con coloro che rivolgono critiche feroci contro i neocatecumenali, non posso che dire di rileggersi con attenzione ciò che ho scritto nei post precedenti e in qualche risposta ai tantissimi commenti. Spero di non offendere nessuno se mi limito ad osservare: Roma locuta, causa finita. Resta valido l'impegno a domandare scusa in ginocchio se sarò smentito e cioè se Roma si esprimerà. ad experimentum! Scritto in Varie Commenti ( 787 ) " (16 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 E Pacelli intervenne contro la legge antisemita Sul Giornale di oggi pubblico una pagina dedicata ad alcuni documenti che ho scoperto durante il mio recente soggiorno in Francia, consultando le carte dell'Archivio del cardinale Tisserant, custodite in un paesino dei Pirenei dall'Associazione Amici del cardinale Tisserant. Si tratta dell'intervento che l'allora cardinale Eugenio Pacelli, nella primavera del 1938, fece (su input di Tisserant) per impedire che in Polonia venisse approvata una legge che proibiva la macellazione per giugulamento tipica del rituale ebraico. Il cardinale Segretario di Stato, che definì quella norma "una vera persecuzione", scrisse immediatamente al nunzio apostolico a Varsavia per essere informato. Il nunzio inviò a Roma un dettagliato rapporto, spiegando che non erano necessari interventi di alcun genere perché la legge si era arenata in Senato e sarebbe stata lasciata cadere. Ancora una volta dai documenti emerge inequivocabilmente l'infondatezza della "leggenda nera" che vorrebbe dipingere Pio XII come antisemita. A proposito di questo Papa, sono lieto di segnalarvi che nel sito online del Giornale si è inaugurata una nuova sessione, curata dalla grafologa Evi Crotti (con la quale ho collaborato per realizzare un volumetto sulla grafia dei Papi), che oltre a interloquire con i lettori-navigatori, interpretando i disegni dei bambini, offre alcune analisi grafologiche su personaggi famosi: si inizia con Padre Pio e con Pio XII, due giganti della Chiesa del secolo scorso. Scritto in Varie Commenti ( 344 ) " (17 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jun 08 Il Papa non incontrerà Ahmadinejad Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, a Roma dal 3 giugno per partecipare al summit della Fao, non vedrà a tu per tu Benedetto XVI, come aveva chiesto nei giorni scorsi, come scrivo sul Giornale di oggi. E non ci sarà neppure l'udienza collettiva ai capi di Stato presenti al vertice, come ipotizzato fin dall'inizio dalla Santa Sede di fronte alle molte richieste di udienza (a quanto pare otto) presentate dai vari leader. Vista l'impossibilità "tecnica" per il Pontefice di ricevere singolarmente tutte queste persone nel giro di 24-48 ore, e vista l'impossibilità di realizzare anche l'udienza collettiva, in quanto i capi di Stato e di governo giungeranno a Roma in tempi diversi, il Vaticano nelle ultime ore ha informato ciascuno dei richiedenti che non sarà possibile soddisfare le loro richieste. La presenza di Ahmadinejad Oltretevere, a tu per tu con Ratzinger, secondo alcuni avrebbe potuto creare qualche imbarazzo viste le sue reiterate dichiarazioni nelle quali ha chiesto la cancellazione di Israele dalla carta geografica. Al tempo stesso, però, l'udienza sarebbe stata concessa se Ahmadinejad si fosse trovato di passaggio a Roma non in coincidenza con la presenza di così tanti "colleghi" che desideravano un'udienza. La Santa Sede, infatti, dialoga con tutti e incontra tutti. Nel dicembre di due anni fa, infatti, Benedetto XVI ricevette il ministro degli Esteri di Teheran che gli portava un messaggio dello stesso Ahmadinejad. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 La gioia del Papa per il nuovo clima politico Ieri mattina ero nell'aula del Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese, richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma, non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 258 ) " (15 votes, average: 3.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 L'annuncio di Gesù ai giovani Sul Giornale di oggi presento una sintesi della prolusione che ieri pomeriggio il cardinale Bagnasco ha tenuto aprendo i lavori della 58 assemblea generale della Cei. Qui vi segnalo un passaggio, dedicato all'annuncio cristiano e alla sua ricezione da parte dei giovani: "L'annuncio kerigmatico oggi cattura più solitamente dall'inizio, perché è realmente il fascino esercitato dalla persona di Gesù a colpire, per contrasto, magari come ragione di un evento che turba o come senso profondo di una testimonianza di vita che colpisce e sgomenta. Ma anche come reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di de-costruzione che passano per l'assunzione delle droghe o dell'alcol, per i riti dell'assordimento e dello stordimento. Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un'esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall'evento dell'incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt'uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé "il grande sì della fede", lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione". Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 231 ) " (24 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Il giornale online Petrus ha divulgato una nuova versione dell'articolo (ripreso anche all'estero), affermando che ci sono parti degli statuti - riguardanti la catechesi e la liturgia - che saranno approvate non in via definitiva ma ad experimentum (sembra) per sette anni. Non posso fare altro che riconfermare che tutti gli statuti sono stati approvati in via definitiva (con alcune lievi modifiche, una delle quali ho già citato) e che non ci sono parti relative a liturgia e catechesi approvate solo ad experimentum. Aggiungo che la cerimonia per la consegna degli statuti interamente approvati avverrà il 12 o il 13 giugno prossimi. L'idea che si approvino definitivamente soltanto in parte, rimandandone una parte ad experimentum è di per sé un po' ardita, anche canonicamente: o si approva tutto definitivamente, o si approva ad experimentum, o non si approva. Non aggiungerò più nulla, e i navigatori del blog mi scuseranno se non risponderò sull'argomento: c'è tempo fino al 12-13 giugno per scatenare ipotesi, complotti, voci, approvazioni parziali, experimenta, accuse di eresia (e ora anche accuse al sottoscritto di essere un prezzolato venditore che lucra sulla fede). Se sarò smentito chiederò scusa in ginocchio (visto che siamo in tema). In caso contrario, riporterò qui la notizia ufficiale, senza alcun commento. Scritto in Varie Commenti ( 735 ) " (31 votes, average: 3.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 491 ) " (33 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (199) Ultime discussioni Marco: Dalla Costituzione "Sacrosantum Concilium" 42. Poiché nella sua Chiesa il vescovo non può... Maria Stella: Cara Luisa, premetto che io, nel mio piccolo, le assicuro che non abbiamo mai disobbedito al Papa. Come... Rovere: @ reginaldus Guardi, ho già tanto da discutere su questioni di base della dottrina cattolica con sedicenti... Rovere: Consiglio a tutti i Neocatecumenali di trasferirsi nella Chiesa del pastore Benny Hynn, hai voglia poi a... Reginaldus: ROVERE, lei nel suo intervento del 5.06 invita un suo interlocutore a rileggersi il Breve Esame e la Quo... 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Il prontuario degli orrori (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Milano, l'ex primario si difende: ho pensato solo al bene dei pazienti. Venti i decessi sospetti Il prontuario degli orrori "Tendine sbagliato? Opera lo stesso". "Oggi ho pescato un polmone" "Hai sbagliato tendine? Opera lo stesso". "Oggi vado a pesca di polmoni". Dalle intercettazioni che hanno portato all'arresto dei 13 medici della Santa Rita di Milano viene fuori una sorta di prontuario degli interventi fasulli. L'ex primario Pier Paolo Brega Massone si difende: "Ho sempre pensato al bene dei pazienti". Venti le morti sospette. ALLE PAGINE 2 E 3.

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Bilancia (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La settimana della L'OROSCOPO DI TEA Bilancia Con eleganza e determinazione sarete in grado di cogliere successi fondamentali per il futuro: affinerete anche una speciale capacità diplomatica. Siete in fase di conquista, nessuno è in grado di fermarvi: le realizzazioni arrivano numerose su tutti i fronti e senza fatica, cercate comunque di incanalare al meglio l'energia vitale.Anziché irritarvi l'aggressivo Marte vi rende ancora più dinamici e frizzanti: Venere e Mercurio, complice la Luna, intercettano l'energia negativa e la trasformano in costruttiva vitalità. Giorno fortunato il 12. Sfavorevole l'8. Giorno fortunato l'8. Sfavorevole il 12. Amici importanti vi sostengono donandovi una marcia in più per raggiungere obiettivi ambiziosi: irraggiate un fascino vincente ma sapete anche reggere una serie di impegni molto gravosi. Giorno fortunato il 12. Sfavorevole il 6. Siete particolarmente insofferenti alle lentezze di chi vi circonda: avete ben chiaro in mente ciò che volete e non tollerate intoppi, cercate di essere pazienti e ascoltate il saggio Saturno!Giorno fortunato il 6. Sfavorevole il 12. I successi vi spingono a fare progetti ambiziosi per il futuro: Nettuno nel settore secondo mette in guardia da eccessi ottimistici, la prudenza vi appartiene, ma siate comunque riflessivi! Giorno fortunato il 10. Sfavorevole il 6. Cambiamenti importanti vi gratificano stimolando una eccezionale creatività: le idee scorrono veloci e vincenti, anche nel settore economico dovrebbero svilupparsi buone opportunità.Giorno fortunato il 12. Sfavorevole il 10. Incontri e relazioni sociali sono al centro dei vostri interessi: viaggiate verso vasti orizzonti brillando per ottimismo e volontà di riuscita, cercate però di non esagerare con la sicurezza.Giorno fortunato il 8. Sfavorevole nessuno. Un evento imprevisto può rivelarsi destabilizzante obbligandovi a cambiare programma: Urano disarmonico alla Luna vi tocca da vicino eccitando la vostra sensibilità, governate l'impulso! Giorno fortunato il 6. Sfavorevole il 10. In una frenetica girandola di impegni si inseriscono polemiche, forse anche d'amore: non trascurate chi vi vuole bene e siate pazienti, meglio coltivare le vere amicizie e gli affetti! Giorno fortunato l'8. Sfavorevole il 10. Marte congiunto alla Luna favorisce uno scontro in campo aperto: siete in grado di fronteggiare l'agguerrito pianeta ma cercate di usare armi non troppo acuminate, non ne vale la pena! Giorno fortunato il 6. Sfavorevole l'8. Dovete sempre fronteggiare un Marte ostile, ma Giove e Saturno, come sapete, sono amici fedeli che vi spronano a continuare per la vostra strada: saggezza ed entusiasmo sono ben equilibrati. Giorno fortunato il 10. Sfavorevole l'8. L'effervescenza di Venere e Mercurio, l'ottimismo di Giove, complice la Luna, rendono dinamica l'atmosfera: alcune iniziative interessanti promettono bene, cogliete l'attimo fuggente! Giorno fortunato il 10. Sfavorevole nessuno.

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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me l'aspettavo" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me l'aspettavo" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Più sicurezza? Punire magistrati e giornalisti (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Più sicurezza? Punire magistrati e giornalisti Maria Novella Oppo IL GOVERNO sta affrontando uno ad uno i vari temi legati alla emergenza criminalità, messi a fuoco (e a frutto) nella campagna elettorale. Perciò, non ha cominciato dalle mafie, ma dai rom, proseguendo con gli immigrati, per arrivare alle prostitute, da sempre carne da macello sociale. Senza dimenticare gli statali, che, essendo la categoria che meno vota per Berlusconi, giustamente viene perseguita dal "socialista" Brunetta. Ora però tocca punire i peggiori di tutti: i magistrati, già definiti antropologicamente alieni. In subordine, ci passano anche i giornalisti, attraverso il bavaglio sulle intercettazioni. Quindi, noi osservatori televisivi dovremmo stare tranquilli: la nostra materia è sotto gli occhi di tutti. Invece no: anche su di noi piovono querele, perché c'è chi (non facciamo nomi) ogni giorno va in tv a dire cretinate, ma non tollera che lo si dica. Il massimo però fu raggiunto da Berlusconi, quando bloccò un Blob fatto solo di sue dichiarazioni. Guarda caso, messe tutte di fila, suonavano false pure a lui. FRONTE DEL VIDEO.

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Le intercettazioni, il ruolo di Pipitone Tanto che anche il suo consulente ammette: Pratiche da far rizzare i capelli (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Le intercettazioni, il ruolo di Pipitone Tanto che anche il suo consulente ammette: "Pratiche da far rizzare i capelli... ".

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Intercettazioni, imbroglio di governo Dicono che mezza Italia è spiata: falso, gli intercettati sono una piccola parte di indagati Dicono che i costi sono insostenibili: falso, le (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Intercettazioni, imbroglio di governo Dicono che mezza Italia è spiata: falso, gli intercettati sono una piccola parte di indagati Dicono che i costi sono insostenibili: falso, le spese calano e incidono in misura minima Il centrodestra vuole la legge a ogni costo. Napolitano chiede sul tema larghe intese Non è vero, come dicono Berlusconi e i suoi ministri, che per le intercettazioni si spende il 33% del bilancio della Giustizia, ma meno di un decimo. Non è vero che milioni di italiani sono intercettati. Ma solo lo 0,2%. Non è vero che le spese sono aumentate, ma sono scese di oltre 40 milioni. E allora perché le vogliono vietare? "Per fermare le inchieste" dice il magistrato Tinti. Napolitano chiede larghe intesa.Solani e Vasile a pagina 2.

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E al Santa Rita scatta la difesa a oltranza Non siamo la clinica di Mengele (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del NELL'OSPEDALE E al Santa Rita scatta la difesa a oltranza "Non siamo la clinica di Mengele" di Luigina Venturelli/ Milano "Non siamo la clinica di Mengele. Se qualcuno ha sbagliato pagherà, ma non si può gettare fango su tutte le persone che lavorano qui". Il giorno dopo la bufera giudiziaria, all'ospedale Santa Rita scatta la difesa ad oltranza. Medici, infermieri, ausiliari e pazienti si sono ritrovati nella clinica degli orrori. Dall'oggi al domani si sono risvegliati colleghi inconsapevoli dell'"Arsenio Lupin della chirurgia" o malati fortunati perchè scampati al reparto e alla diagnosi sbagliata. Comunque reagiscono allo stesso modo. Cercano di salvare quel che resta dell'istituto. È facile immaginare quale sia la posta in gioco per i dipendenti: ci sono da salvare circa settecento posti di lavoro, senza considerare le centinaia di liberi professionisti e addetti delle imprese che gravitano intorno alla struttura. Si comprende l'amarezza di Laura Luppi, responsabile dell'Ufficio Convenzioni della clinica, quando rifiuta il richiamo al famigerato medico nazista, quando spiega che non si può fare di tutta l'erba un fascio: "Lavoro qui da venticinque anni, ho visto l'ospedale crescere e diventare un punto di riferimento della sanità lombarda, ora rischiamo di veder crollare tutto per una mela marcia". Ma le sue parole suonano come una difesa d'ufficio, una troppo facile autoassoluzione, che non lascia spiragli di dubbio. Così il capo dell'unità di chirurgia toracica Brega Massone diventa "l'unico responsabile" dello scandalo, gli altri medici arrestati sono "stimatissimi colleghi", il proprietario della clinica, Francesco Pipitone, resta "un bravissimo imprenditore e una bravissima persona", e le intercettazioni telefoniche si rivelano "una vergognosa violazione della privacy". I toni si fanno più dolorosi ai piani bassi della gerarchia ospedaliera. Anna si occupa delle pulizie, sostiene l'eccellenza della clinica per esperienza diretta: "Mia figlia ha avuto un grave incidente d'auto, ma i medici sono riusciti a rimetterla in piedi ed oggi cammina alla perfezione. Stiamo parlando di brutti episodi singolari, non di una situazione generale". L'incubo che aleggia nelle corsie è quello della sospensione della convenzione con il servizio sanitario nazionale: "In tal caso la clinica chiuderebbe in un batter d'occhio e noi diventeremmo tutti disoccupati" dice Eugenio, tecnico di laboratorio. Tanto che Angelica, trentenne impiegata all'accettazione, replica alle preoccupazioni dei colleghi con fare quasi aggressivo: "Io sono stata operata da Braga Massone, mi ha salvato la vita, mi fido ciecamente di lui. Vedrete che l'inchiesta dimostrerà l'innocenza delle persone coinvolte". Il chirurgo Farah Neciri, invece, appare sinceramente sconvolto: "Stamattina, prima di entrare in sala operatoria, ci siamo guardati con gli occhi sbarrati. Qualche voce girava, ma nessuno immaginava una cosa di queste proporzioni". Con un po' di sorpresa racconta che i pazienti previsti si sono tutti presentati per i cinque interventi in programma: "Hanno scherzato con noi medici, ma ci hanno assicurato la loro fiducia, alcuni sono venuti apposta in ospedale per esprimerci la loro solidarietà". Non si tratta di pochi casi eccezionali. Gli ambulatori sono pieni come al solito, nelle sale d'attesa non si trova una sedia libera. I pazienti ripetono tutti la stessa cosa, come un mantra in grado di placare l'ansia suscitata dallo scandalo: "Mi trovo benissimo, mi fido del mio dottore". Elisa, 54 anni, è alla clinica per un controllo ginecologico: "È la prima volta che vengo. Del resto negli altri ospedali dovevo aspettare sei mesi". Adele Riboni, 88 anni, sta uscendo dalla struttura dopo una lastra al torace: "Sono degli angeli". La accompagna una giovane dipendente della casa di cura Il Focolare dove risiede: "Abbiamo ottanta ospiti, li portiamo in questa clinica per i controlli di routine e non abbiamo mai avuto un problema". Più sospettoso Fulvio Viviani, 42 anni, in urologia per calcoli ai reni: "Certo, se dovessero propormi un'operazione, ci penserei due volte. Magari chiederei un parere a un altro medico".

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Il tendine è sbagliato? Opera lo stesso L'inferno della clinica: scambi di tessuti e cartelle ritoccate. E che i pazienti devono vivere 120 anni? (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del "Il tendine è sbagliato? Opera lo stesso" L'inferno della clinica: scambi di tessuti e cartelle ritoccate. "E che i pazienti devono vivere 120 anni?" di Giuseppe Caruso/ Milano RESPONSABILITÀ Soldi. L'unica ossessione dei medici e del proprietario della clinica Santa Rita emerge, in modo diretto o indiretto, in tutte le intercettazioni telefoniche. Quelle intercettazione che gli inquirenti hanno definito "fondamentali" per il successo dell'inchiesta che ha scosso come un terremoto la sanità milanese. Perchè quando un medico, come Renato Scarponi, domanda sarcastico "ma secondo te tutti devono vivere fino a 120 anni?", il problema è veramente grave. Pipitone e gli "interventi terribili" L'organizzazione aveva al suo vertice un capo indiscusso: il proprietario, Francesco Paolo Pipitone. Nelle carte dell'inchiesta emerge chiaramente come l'intero sistema criminale fosse stato creato e messo a punto dall'ex notaio settantacinquenne, socio unico della clinica S. Rita, che proprio per l'età ha evitato il carcere, ma non i domiciliari. Quando l'Asl , dopo un accurato controllo, sospende gli accreditamenti alla S. Rita, Pipitone è costretto a nominare un proprio consulente, il professor Legnani. Ma anche il professore rimane sconvolto dalle pratiche messe in atto nella clinica. Due medici del S. Rita, Gianluigi Prati e Luca Piergigli, ne parlano in un'intercettazione e Prati dice che "parlando con Legnani di alcune indicazioni chirurgiche di Brega, gli sono venute... l'ultimo capello in testa gli si è rizzato... perché la Vas come metodica, mi diceva, è l'unica metodica che tu fai quando veramente non capisci un cazzo di niente... hai capito?". Piergigli gli risponde che "deve essere l'ultima scelta" ed a quel punto Prati commenta: "Bravissimo, ma questo (Brega ndr) lo faceva per delle semplici fratture costali... io vorrei tirarmi fuori, credimi". Ancora più inquietante è la conversazione tra Legnani e lo stesso Pipitone. Il consulente è talmente agitato, dopo aver visionato le cartelle cliniche, da dire a Pipitone: "È incredibile, forse è meglio che ci vediamo da lei a viva voce, perché a parte due o tre casi che sono stati condotti in maniera corretta, nella chirurgia toracica c'è sempre un'anticipazione dell'intervento rispetto all'attesa risposta". E ancora: "Non c'è alcuna anamnesi, quella critica che avevano mosso (l'Asl ndr) della mancanza dell'anamnesi delle cartelle è veramente disastrosa ecco, cioè proprio zero... per esempio uno è stato operato, ma aveva solo degli esiti di forma tubercolare... mi sono basato solo sulla cartella clinica con i referti allegati, però alcuni casi sono proprio sconcertanti... interventi fatti non giustificati, come cosa è proprio terribile". "Il tibiale al posto del rotuleo? Abbiamo già aperto... " Un tendine al posto di un altro. Succedeva anche questo nella clinica S. Rita, come emerge da un'intercettazione tra la dottoressa Arabella Galasso, medico della clinica, e una sua collega. La Galasso spiega che sono in una situazione piuttosto difficile per via di un tendine da impiantare, perché le hanno mandato "questo emitendine rotuleo con tutto il certificato di idoneità e il codice del donatore, la data di nascita, di morte, gruppo sanguigno, peccato che la busta che m'avete mandato è un tendine tibiale anteriore. Noi abbiamo dovuto usare il tibiale purtroppo perché ormai il paziente era aperto... quindi l'abbiamo usato". L'amica, sorpresa, le chiede se "e andato comunque tutto bene?". E la dottoressa Galasso a riguardo non ha nemmeno un attimo di esitazione: "Sì, anche se non era fantastico rispetto al rotuleo che ci aspettavamo, anche perché qui abbiamo tutta la descrizione del tendine". E la collega: "Ma porco giuda... eh... hanno fatto casino, eh..." La "grande pesca" dei pazienti Pier Paolo Brega Massone, il capo dell'equipe operativa toracica, detenuto a San Vittore, si vanta in una telefonata con un collega della sua capacità di "tirare fuori le mammelle da operare". Spiega che "bisogna avere i pazienti, se non li hai che fai? Vivi con gli 80 pazienti in un anno che ti passa il pronto soccorso, di cui magari 10 adesso non li puoi più operare perché sono tutti Tbc?" Quindi bisogna darsi da fare. Per questo Brega Massone spiega di "pescare dappertutto, anche da Lodi, dove tiravo fuori le mammelle, poi ho cominciato a pescare anche i polmoni dall'Oltrepò Pavese, da Pavia, da Milano, perché comunque tutti i miei ex pazienti dell'istituto mi seguono e ancora adesso". Un rapporto fiduciario, quello con i suoi pazienti, tanto che Brega Massone se ne fa vanto: "Oggi ne sono venuti tre a Pavia, di pazienti, che venivano lì a far le visite. Continuano a telefonarmi e mi dicono "anche a pagamento noi veniamo da lei". Quindi voglio dire, io avevo ormai un giro che mi ero creato col mio modo di fare...".

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Intercettazioni/1 Si depenalizzeranno reati come quelli del Santa Rita Cara Unit&# (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Intercettazioni/1 Si depenalizzeranno reati come quelli del "Santa Rita" Cara Unità, dopo quanto è accaduto alla Clinica Santa Rita di Milano c'è ancora qualcuno disposto a pensare che le intercettazioni non debbano essere utilizzate per i reati contro la pubblica amministrazione? Abolire le intercettazioni per certi reati (corruzione, concussione, falso in bilancio, ecc.) equivale a depenalizzarli, lo dicono tutti gli addetti ai lavori. Vogliamo veramente questo? Dare la massima libertà di delinquere ai vari Previti e Squillante? Assicurare la massima comodità nel derubarci dei nostri risparmi ai bancarottieri fraudolenti, ai professionisti dell'aggiottaggio e dell'insider trading? Lasciare parte dei soldi delle nostre tasse nelle tasche dei concussori? Far vincere gli appalti e i concorsi pubblici ai corruttori? Assistere ad un campionato di calcio truccato dalla prima all'ultima partita? È questa l'Italia che vogliamo? Se il problema è, come si dice, la tutela della privacy, basterebbe definire pene molto severe per chi divulga intercettazioni non pubbliche o prive di risvolti penali. Filippo Cusumano, Venezia Intercettazioni/2 Sonni tranquilli per i delinquenti Cara Unità, finalmente più sicurezza e tranquillità. Viva il nuovo governo! Così avranno pensato tutti i delinquenti che non hanno a che fare con mafia, camorra, 'ndrangheta, criminalità organizzata e terrorismo. Il rapinatore solitario, il sequestratore, lo stupratore, il molestatore, il violento in famiglia, l'estorsore, e via di seguito, tutti potranno dormire sonni tranquilli. Basta alle intercettazioni. Elisa Merlo Intercettazioni/3 Assassini, ladri, corrotti e corruttori faranno festa Cara Unità, Berlusconi ha annunciato in modo stentoreo un secco stop alle intercettazioni telefoniche. Se avverrà quanto ho sentito con le mie orecchie, sarà festa grande per gli assassini comuni, i ladri, i rapinatori, i truffatori, i corruttori e i corrotti, gli stupratori, i pedofili, tutta bella gente che non rientra nelle uniche due categorie suscettibili di intercettazione, cioè la criminalità organizzata e il terrorismo. È sconcertante la faciloneria con cui nei giorni pari ci si erge a paladini della sicurezza dei cittadini e in quelli dispari si relega tale "priorità" all'ultimo posto. Chi sa ben governare tutela la privacy utilizzando il prezioso strumento investigativo delle intercettazioni in modo riservato e oculato, sulla base di una normativa articolata e intelligente e non rendendo più facile la vita ai delinquenti. Nevio Pelino, Roma Intercettazioni/4 Così si perde la battaglia contro la corruzione Cara Unità, la vicenda delle intercettazioni ricorda una volta di più un'amara verità, che molti di noi vorrebbero dimenticare: la democrazia italiana ha perduto, forse definitivamente, la battaglia contro la corruzione. Si sente dire che gli italiani se ne fregano del conflitto d'interessi, mentre l'imputato più prescritto d'Italia é di nuovo Presidente del Consiglio, con indici di gradimento altissimi. Poi, veniamo informati che senza le intercettazioni, non ci sarebbero state le indagini che stanno scoperchiando il business della spazzatura del Nord emigrata a Napoli, né quelle che hanno portato all'arresto di medici e manager della Clinica Santa Rita di Milano; in un caso e nell'altro si trattava della pelle di ignari cittadini. Qualcuno ci sarà che proverà a spargere qualche lacrima di coccodrillo sull'immoralità dilagante: ipocriti. Ormai, dobbiamo rassegnarci a toccare il fondo. Valendino Giuseppe, Canonica di Triuggio (Mi) Gesù di certo non era un diplomatico Gentile direttore, evitando rispettosamente di dare giudizi sul nostro Pontefice, vorrei azzardare qualche breve confronto fra l'uomo Ratzinger di Marktl am Inn e l'uomo Gesù Cristo di Nazaret. Il Papa riceve tutti, giusti e peccatori. Gesù frequentava giusti e peccatori, ma non i peccatori ricchi potenti... e mai pentiti. Il Papa invita i ricchi e i potenti ad eliminare la povertà dal mondo. Gesù annunciava loro disgrazie: "Ma guai a voi che siete ricchi, perché avete già la vostra consolazione" (Lc 6,24). Il nostro Pontefice ai peccatori potenti e ipocriti dice pacatamente che cosa per lui è bene e che cosa è male. Gesù, senza peli sulla lingua, così li apostrofava: "Serpenti, razza di vipere, come sfuggirete al castigo della Geenna?" (Mt 23,33). Gesù ebbe doni dai Magi, sapienti, esperti di astronomia. Il Pontefice riceve doni da "sapienti", esperti di politica ed economia... Un giudizio su Gesù, però, possiamo darlo: sicuramente non era un diplomatico. Renato Pierri Se ci sono schiavisti e schiave è colpa anche dei clienti Cara Maria Novella Oppo, sono una lettrice quotidiana de l'Unità. La prima cosa che leggo sono le tue righe. Oggi ho appena finito di leggere su "traffico in corso" le tue argomentazioni che riguardano tra l'altro anche la realtà della prostituzione. Non so se mi è sfuggito qualcosa, ma mi pare di aver capito che c'è un elemento mancante nel tuo riferimento alle schiave e agli schiavisti che si arricchiscono. Perchè se esistono schiavisti che sfruttano le più "disgraziate tra le donne", il denaro per arricchirsi chi glie lo regala? Perchè omettere l'elemento principale su cui si basa il fenomeno della prostituzione, cioè il cliente? Un caro saluto. Paola Bargnesi, Fano Scuola, i concorsi di fatto non si fanno più da anni Cara Unità, ho letto con interesse l'articolo di Marina Boscaino sulla proposta di legge che vuole privatizzare di fatto le scuole pubbliche, e vorrei precisare che purtroppo la scomparsa dei concorsi nazionali per l'insegnamento non si può imputare all'eventuale approvazione di quella legge. I concorsi di fatto non esistono più da anni: il reclutamento degli insegnanti di ruolo (e nella maggior parte dei casi anche dei supplenti) passa quasi solo attraverso la frequenza di scuole di specializzazione a numero chiuso e a pagamento, le SIS, che impongono anche a laureati o dottori di ricerca con abilitazione all'insegnamento e a insegnanti precari con anni di docenza alle spalle, due anni ulteriori di corsi, tirocini ed esami in cambio del bollino di idoneità, che si traduce in un numero di punti in graduatoria tale da poter ottenere un posto a tempo indeterminato in pochi anni, o eventualmente nella possibilità di partecipare a un concorso a cattedra riservato ai diplomati Sis. Gli istituti privati, specie quelli parificati, tendono anch'essi ad assumere candidati che abbiano frequentato la Sis. I corsi della Sis sono per la maggior parte una ripetizione di corsi universitari già frequentati, e in qualche caso sono tenuti da neolaureati. Si tratta di un'aberrazione presente da non dimenticare nel prospettare quelle future. Sono fermamente contraria alla privatizzazione dell'istruzione pubblica, ma non vedo come il reclutamento via Sis sia preferibile a un anno di tirocinio dopo il conseguimento di una laurea abilitante e una valutazione per titoli, capacità ed esperienza: non sempre i migliori possono permettersi due anni senza stipendio per acquistare un posto in cattedra. Silvia Toniato.

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Limitare le intercettazioni a Cosa nostra e terrorismo? Una follia: chi all'inizio può dirci se un omicidio è mafioso o passionale? (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del "Limitare le intercettazioni a Cosa nostra e terrorismo? Una follia: chi all'inizio può dirci se un omicidio è mafioso o passionale?".

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Leggende metropolitane e bugie I veri numeri sulle intercettazioni (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Leggende metropolitane e bugie I veri numeri sulle intercettazioni La prima delle leggende è che il costo delle intercettazioni è il 33 per cento del bilancio della Giustizia. Non è vero: il bilancio della giustizia per il 2007 è 7 miliardi e 700 milioni di euro, le spese per le intercettazioni sono 224 milioni, meno di un decimo. È vero invece che lo Stato non riesce a recuperare le spese giudiziarie se non per il 3-4%. Questa sì sarebbe un'emergenza. Falsi anche i numeri sulle intercettazioni: 124 mila decreti dello scorso anno non corrispondono alle persone intercettate, 80 mila l'anno, lo 0,2 degli italiani, ma sono formati dal numero di tutte le utenze delle persone sotto controllo più il rinnovo del decreto (obbligatorio ogni 15 giorni). Altra fola, quella che paragona le intercettazioni italiane con quelle degli altri paesi. Perché l'80% degli ascolti riguarda la criminalità organizzata, che negli altri paesi non c'è affatto. Ultima balla, quella che dice che la spesa per intercettazioni è in aumento, Nel 2005 era di 286 milioni, nel 2006 è scesa a 246, nel 2007 a 224. Dunque è in calo, 40 milioni di euro in meno ogni anno. La scheda.

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Alfano vuole creare un allarme sociale per fermare le inchieste (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del BRUNO TINTIProcuratore aggiunto a Torino: 9 volte su 10 la prima utenza ascoltata viene abbandonata dopo massimo 3 giorni... "Alfano vuole creare un allarme sociale per fermare le inchieste" di Massimo Solani/ Roma Un paese intero sotto intercettazione? Morde il freno Bruno Tinti, procuratore aggiunto della Procura di Torino e autore del libro Toghe Rotte. Vorrebbe rispondere d'impeto, ma poi fa una lunga pausa e pesa le parole. "Quella esposta dal ministro della Giustizia Alfano - spiega - è una teoria totalmente infondata, e per di più smentita dai fatti. Però risponde ad una strategia ben precisa: creare un allarme sociale per giustificare un intervento normativo restrittivo". Procuratore, in che senso una teoria smentita dai fatti? "La procura di Torino ha ogni anno 200mila notizie di reato. Sa quante persone sono intercettate in media dalla procura di Torino? 300 persone all'anno. Il che non vuol dire che ci sono solo 300 intercettazioni. Non è mica come consultare l'elenco telefonico... Ogni indagato generalmente usa più utenze, fra cellulari e fisse. E spesso intercettando un primo telefono, che non dà frutti all'inchiesta, si scoprono nuove utenze che possono essere interessanti. Per cui la prima viene "dismessa" e si continua a lavorare sulle altre. Nove volte su dieci, la prima utenza "ascoltata" viene abbandonata dopo due o tre giorni al massimo, il tempo necessario a scoprire che non è in alcun modo utile alle indagini. È un lavoro in continua mutazione alla ricerca della linea buona. Quella sì sarà poi ascoltata anche per mesi". Il governo vorrebbe limitare l'uso delle intercettazioni ai soli reati di mafia e terrorismo. Che ne pensa? "È una follia, una vera follia. È un progetto che risponde soltanto al terrore che la classe politica nutre nei confronti dello strumento investigativo più efficace per far luce sui reati commessi dalle classi dirigenti. Non ha alcun senso il limite di cui si è parlato in questi giorni. Facciamo un esempio: in caso di omicidio il primo passo da fare è lavorare sulle utenze telefoniche. E chi può dirci se si tratta di un omicidio di mafia o di un crimine passionale? E pensiamo ai reati economici: senza intercettazioni non ci sarebbe più nessuna inchiesta". Proviamo a fare un po' di chiarezza. Con la legge attualmente in vigore, per quali reati sono ammesse le intercettazioni? "Ci sono quelli specifici, come terrorismo, mafia e criminalità organizzata, e poi tutti quelli puniti con pena massima prevista superiore a cinque anni di reclusione". Qual è l'iter necessario per arrivare ad eseguire una intercettazione? "È il pubblico ministero a chiedere al giudice per le indagini preliminari l'autorizzazione per effettuarla. La richiesta va fatta segnalando i gravi indizi che evidenziano la probabilità dell'esistenza di un reato e la necessità delle intercettazioni per l'accertamento del reato stesso. Necessità che il pm è obbligato a motivare. Comunque ogni richiesta è relativa ad una singola utenza, e non a tutte quelle riconducibili ad un indagato". L'autorizzazione del gip per quanto tempo è valida? "Il gip può autorizzare l'intercettazione per un periodo di quindici venti giorni eventualmente prorogabile su richiesta del pm. Ma anche in questo caso il pm deve motivare la propria domanda, non può limitarsi a dire "non abbiamo trovato alcun riscontro, dobbiamo proseguire". Deve spiegare i motivi per cui è necessario prolungare l'attività di ascolto, oppure può chiedere una proroga spiegando che occorre proseguire per accertare altri reati. Nel mio libro ho usato la metafora del laghetto di pesca sportiva. Il pm può dire al gip: "le trote ci sono, noi ne abbiamo prese soltanto alcune. Meglio continuare perché ne cattureremo altre"". Fin quando è prorogabile l'autorizzazione? "Fino al termine delle indagini". Chi esegue le intercettazioni? "La polizia giudiziaria su impianti che devono essere materialmente allocati all'interno degli uffici delle procure. Non si possono utilizzare impianti "esterni", nemmeno negli uffici della polizia giudiziaria, a meno che quelli che si trovano nelle procure non siano già impegnati o indisponibili. Anche in questo caso è il gip a concedere il nulla osta per il lavoro "esterno"". In che modo le registrazioni vengono poi trascritte? "È la polizia giudiziaria, man mano che ascolta le telefonate in diretta, a redigere i brogliacci. Nel caso venga captata una notizia che richiede un intervento immediato (come ad esempio un appuntamento per lo scambio di una partita di droga) ne avverte immediatamente il procuratore della Repubblica che prende i provvedimenti che ritiene giusti. Tutte le telefonate intercettate, comunque, sono registrate". Il materiale viene poi trasmesso al sostituto che coordina l'indagine. Brogliacci e registrazioni. "Certamente, sta al magistrato a quel punto selezionare le telefonate utili all'indagine. Tutte le altre, in tutela delle garanzie dell'indagato, vanno depositate perché gli avvocati possano analizzarle tutte. Anche quelle eventualmente utili alla difesa".

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Dal governo cifre falsate Ma venerdì arriva la legge (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Dal governo cifre falsate Ma venerdì arriva la legge / Roma ma. so. Un bluff, una mossa mediatica per creare consenso attorno ad una manovra che gli italiani sembrano non capire. È per questo motivo che due giorni fa il ministro della Giustizia Angelino Alfano si è presentato alla commissione giustizia della Camera con una cartella zeppa di numeri e dati. Una strategia furbetta per dare scacco matto alle argomentazioni di quanti nell'ultima settimana hanno osteggiato il disegno del governo di limitare ai soli reati di mafia e terrorismo l'uso delle intercettazioni telefoniche. Una strategia in tre, semplici, mosse di sicura presa sull'opinione pubblica: "le intercettazioni telefoniche? - ha affermato candido il ministro di via Arenula - costano sempre di più, sono diventate un Grande Fratello che spia la gran parte degli italiani e con la loro pubblicazione sui giornali sono la via maestra per la sistematica violazione della privacy dei cittadini. Un caleidoscopio a tre facce attraverso il quale la realtà dei fatti è uscita in una versione parziale e distorta. Cominciamo dal capitolo spese: "un terzo di quelle sostenute dal ministero della Giustizia", secondo la vulgata di maggioranza. Allarmante, se fosse vero. Peccato che così non sia. Perché per le intercettazioni telefoniche le procure italiane spendono una cifra che si aggira attorno ai 225 milioni di euro. Molto, certamente, ma certo non il 33% degli oltre 7 miliardi che l'ultima Finanziaria ha destinato alla Giustizia. E c'è un dato tutt'altro che superfluo che il ministro Alfano ha (volutamente?) omesso: E cioè che questo capitolo di spesa, dopo i ripetuti allarmi degli anni passati, è già in calo: -85 milioni rispetto al 2005, -5 sui dati del 2006. Vista così, la cosa è piuttosto diversa da quanto riferito da Alfano, secondo cui dal 2003 al 2006 la spesa sarebbe aumentata del 50%. Subdola anche l'argomentazione sul numero delle intercettazioni effettuate: 130 mila, stando ai dati forniti alla Commissione Giustizia. Peccato che quel numero non si riferisca ai cittadini intercettati ma ai numeri di decreti di autorizzazione dei gip per ogni singola utenza. E basta fare una scrematura logica per capire l'imbroglio: ogni indagato, infatti, ha generalmente più di un numero telefonico (solo per Luciano Moggi, in Calciopoli, vennero intercettate oltre 10 utenze, soltanto fra i cellulari) per i quali il gip, dopo la richiesta iniziale del pm, deve emettere un decreto di proroga delle intercettazioni ogni 15-20 giorni. E se per una normalissima inchiesta ci vogliono due o tre mesi il calcolo è presto fatto. E l'inganno scoperto. Tutte considerazioni che non impediscono al governo di andare avanti per la propria strada, con l'unica difficoltà di trovare la quadra interna alla maggioranza. Intanto la Lega ha incassato un primo successo costringendo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad una concessione sulla linea della fermezza assoluta. Perché se manca ancora il testo definitivo del ddl che venerdì approderà sui banchi del Consiglio dei Ministri, una cosa sembra ormai certa: fra i reati per cui i magistrati potranno richiedere ed utilizzare le intercettazioni telefoniche ci saranno anche la corruzione e la concussione. Un accordo raggiunto nel corso del lungo vertice di ieri pomeriggio alla Camera alla presenza dei ministri Alfano e Maroni, del presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, dell'onorevole Niccolò Ghedini, avvocato di Berlusconi, e del capogruppo del Carroccio a Montecitorio Roberto Cota.

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L'appello di Napolitano: Problema reale e annoso, si raggiungano larghe intese Il Capo dello Stato fa riferimento al ddl del governo Prodi. Ridiscutere insieme per un provvedimento (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del L'appello di Napolitano: "Problema reale e annoso, si raggiungano larghe intese" Il Capo dello Stato fa riferimento al ddl del governo Prodi. "Ridiscutere insieme" per un provvedimento sulle intercettazioni. L'Idv: fondamentali per le indagini di Vincenzo Vasile / Roma DISCUTERE, anzi "ridiscutere insieme". Un'indicazione di metodo che suona come un aspro stop al governo, che non può, non deve andare dritto come un carro armato in materia di intercettazioni. Naturalmente non è questa la prosa di Giorgio Napolitano, che - a Venezia per una manifestazione militare - risponde ai giornalisti che lo pressano sul tema più caldo dello scontro politico. E il presidente preferisce usare l'eufemismo della "speranza" per dire del suo auspicio perché si smorzi il tono e -si può anche intendere- si correggano i contenuti del progettato giro di vite: "Non dispero -dice- che, tenendo conto del lavoro degli anni precedenti, si raggiungano larghe intese", e questo auspicio stride con i toni e le intenzioni perentorie di Berlusconi e dei suoi ministri che si disporrebbero quanto meno a iniziare l'esame dei provvedimenti già nel prossimo consiglio dei ministri. Il Capo dello Stato si è soffermato sull'argomento prima di lasciare la prefettura di Venezia, dopo aver consegnato un riconoscimento ai familiari di un operaio vittima di un incidente sul lavoro per salvare la vita ad un altro compagno. Quello delle intercettazioni, ha spiegato il presidente, "non è un problema né nuovo né recente". Non a caso, "è stato affrontato in diverse legislature, anche con un disegno di legge del precedente governo". Il riferimento è al faticoso confronto che si realizzò durante il governo Prodi, e che produsse anche la redazione di un testo unitario fermo però nelle commissioni parlamentari per via delle minacce che vi erano tuttavia contenute riguardo alla libertà di cronaca e di informazione. Ora nella nuova situazione politica, secondo Napolitano "si può sempre ridiscutere insieme delle norme che devono garantire alcune esigenze fondamentali, sia della privatezza sia di un ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni". Insomma, una questione delicata, anzi "una questione annosa che prima si risolve e meglio è". Il punto è come risolverla, cioè come "debba essere congegnato il provvedimento. Se questo possa preoccupare per alcuni aspetti lo si saprà quando ci sarà un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, e poi quando inizierà la discussione in Parlamento". Insomma: "Che la questione sia reale credo non ci sia dubbio. Come anche che sia diventata attuale anche con un suo grado di urgenza". Da qui l'auspicio, che equivale a un incitamento: "Io non dispero che si possa trovare una valida intesa sulla formulazione del provvedimento, come avvenuto per altri provvedimenti degli ultimi anni". Non è la prima volta che il capo dello Stato esprime le sue opinioni. All'inizio del settennato due anni fa Napolitano aveva aperto a "soluzioni equilibrate di fronte a situazioni sconcertanti", "per tutelare la sicurezza delle istituzioni e dei cittadini". L'esternazione di ieri ha provocato diverse reazioni: "Napolitano ha ragione sulla necessità di un'intesa sulle intercettazioni. È Berlusconi ad avere un'idea diversa, perché vuole togliere ai magistrati un fondamentale strumento d'indagine", afferma il capogruppo dell'Idv alla Camera Donadi. Di Pietro poco prima aveva invece puntato a presentarsi come l'unica opposizione al provvedimento: "Le intercettazioni sono strumento vitale per condurre la lotta a criminalità organizzata, terrorismo, contrabbando, droga, corruzione del sistema economico e per smascherare i manovratori che spesso si nascondono a livello politico. Ma il Pd tentenna e anche in questa battaglia spetta all'Idv il ruolo di schierarsi come unica vera opposizione". Prende posizione anche l'ex Guardasigilli del governo Prodi, Mastella: "Ritengo che i magistrati che si affidano soltanto alle intercettazioni abbiano una capacità investigativa un po' pigra e rivelano una fallacia operativa".

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Giuseppe d'avanzo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

GIUSEPPE D'AVANZO Era insormontabile il paradosso, in cui s'era cacciato Berlusconi promettendo la demolizione per legge delle intercettazioni telefoniche. Il presidente del Consiglio si presenta come l'uomo di ferro che restituisce sicurezza agli italiani e, nelle prime settimane del suo mandato, elimina un congegno investigativo assai utile a proteggere il Paese dalla corruzione, dalla concussione e dalle estorsioni, usura, omicidi, pedofilia, insider trading, rapine. E via seguitando. SEGUE A PAGINA 28.

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"intercettazioni, serve l'accordo" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il capo dello Stato: "Il problema esiste e va risolto". Scuola, il ministro Gelmini chiede più soldi per gli insegnanti "Intercettazioni, serve l'accordo" Appello di Napolitano. La Lega: nella legge anche i reati di corruzione ROMA - "Le intercettazioni sono un problema reale ma spero che si possano trovare soluzioni con larghe intese". Con queste parole il presidente della Repubblica Napolitano ha chiesto ieri al governo di cercare l'intesa con l'opposizione. La Lega: vanno inclusi anche i reati di corruzione. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, intanto, annuncia aumenti di stipendio per gli insegnanti. BATTISTINI, CAVALLIERI, MILELLA E REGGIO ALLE PAGINE 9 E 11.

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La grande truffa nel tg autoimbavagliati (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del La grande truffa nel tg autoimbavagliati L'informazione televisiva (in testa il logoro Tg1 "istituzionale") si ripara dietro le parole di Napolitano e cammina verso una pericolosa sottovalutazione di quanto il governo sta architettando sulle intercettazioni. E' inutile sperare: non un notiziario cerca di andare oltre, di capire e magari spiegare cosa significherebbe - in pratica - una limitazione di questo poderoso strumento di indagine. Per assurdo, sembra che l'intera categoria dei giornalisti televisivi, chinata la testa, sia felicissima di farsi imbavagliare e di vedere i magistrati ridotti all'impotenza. Chi esagera è Emilio Fede, ma lo sappiamo, se Berlusconi ordinasse la strage dei Panda giganti, direbbe: "Ecco, questo è il governo del fare" e sparerebbe in diretta a un simpatico orsetto. Bisogna aspettare il Tg3 per ascoltare Minniti e un brandello di buon senso: intercettazioni sì, diffusione di conversazioni penalmente irrilevanti e private, no. Ma non è una novità: i giornalisti che violano la sfera privata delle persone senza una ragione, sono già perseguibili; i magistrati che diffondono notizie riservate, sono pure sanzionabili. E allora, cosa c'è sotto?Paolo Ojetti.

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L'onorevole Angelino (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del L'onorevole Angelino Marco Travaglio Segue dalla Prima Invece Angelino è Angelino, il Cainano è il Cainano e l'Italia è l'Italia. Dunque il Guardasigilli ad personam resterà al suo posto e verrà premiato: le sue bugie sono servite a mettere in circolo una carrettata di balle e a trasformare un efficacissimo strumento d'indagine in un'emergenza nazionale che ora allarma anche mezza opposizione e persino il capo dello Stato. Tg e giornali della ditta fanno il resto, rilanciando le panzane come se fossero vere (memorabile la prima pagina del Giornale: "Tutti gli italiani sono intercettati"). La truffa funziona perché sembra basarsi su dati statistici, ma per capire che sono manipolati basterebbe ascoltare l'esordio del ministro (non di un passante) nell'audizione dell'altroieri alla commissione Giustizia della Camera (non al bar o a Porta a Porta): "Secondo un mio calcolo empirico e non scientifico, è probabilmente intercettata una grandissima parte del nostro Paese". Capito? Lui fa i calcoli empirici. E conclude: 1) "Oltre 100 mila persone l'anno sono intercettate in Italia", 2) "mentre negli Usa sono 1.700, in Svizzera 1.300, in Gran Bretagna, 5.500, in Francia 20 mila"; 3) "Le 100 mila persone intercettate fanno o ricevono mediamente 30 telefonate al giorno. Così si arriva a 3 milioni di intercettazioni". 4) "La spesa sulle intercettazioni è in continua crescita: è aumentata del 50% dal 2003 al 2006" e occupa "il 33% delle spese per la Giustizia". Difficile concentrare una tale densità di balle, per quanto "empiriche", in così poche parole. Vediamo. 1) I decreti di autorizzazione dei gip alle intercettazioni sono stati nel 2007 appena 45.122 (più 34.844 di convalida, cioè di proroga quindicinale sulle stesse utenze); ma anche prendendo per buono il dato del ministro, 124.845 provvedimenti complessivi, la cifra non indica il numero dei soggetti intercettati: ogni decreto corrisponde a un'utenza, cioè a un numero telefonico (e spesso viene reiterato anche 3-4 volte, visto che ogni 15-20 giorni bisogna rinnovare il provvedimento). E quando s'intercetta un indagato si controllano i suoi cellulari, numeri di abitazione, mare, montagna, ufficio, auto, senza contare che il tizio cambia spesso scheda per sfuggire ai controlli. Il che significa che, a dir tanto, gli intercettati arrivano a 80 mila l'anno (su 3 milioni di processi). Pari non a "tutti gli italiani" o alla "grandissima parte", ma allo 0,2% della popolazione. 2) Contando anche i diversi interlocutori dall'altro capo del filo, si arriva all'incirca all'1%. 3) Paragonare il dato italiano con quello degli altri paesi è come raffrontare le mele con le patate, visto che negli altri paesi il grosso delle intercettazioni le fanno, senza controlli né statistiche, i servizi segreti, le polizie, i pompieri, gli enti locali, le autorità di borsa ecc. Il nostro, come ha appurato nel 2006 la commissione Giustizia del Senato, è il sistema più garantista d'Europa. E l'80% degli ascolti riguarda la criminalità organizzata, cioè le mafie, sconosciute negli altri paesi europei. 4) La spesa per intercettazioni non è in aumento, ma in calo: nel 2005 era di 286 milioni, nel 2006 è scesa a 246, nel 2007 a 224 (40 in meno ogni anno). E 224 milioni non sono "il 33% delle spese per la Giustizia" (7,7 miliardi nel bilancio 2007), ma il 2,9%. Ecco, la spesa reale è un decimo di quella sparata dall' empirico ministro. Ma potrebbe avvicinarsi allo zero se lo Stato facesse lo Stato: obbligando le compagnie telefoniche, concessionarie pubbliche, ad applicare tariffe scontate o gratuite per le intercettazioni (che ora costano allo Stato 1,6 euro al giorno per i telefoni fissi, 2 per i cellulari, 12 per i satellitari); acquistando le attrezzature usate dagli agenti per intercettare, anziché affittarle a prezzi da favola da ditte private; recuperando le spese di giustizia dai condannati, che devono pagare i costi sostenuti dallo Stato per processarli (oggi si recupera il 3-7%). Resta da capire come possano il Pd e l'Anm "dialogare" con un ministro così, solo perché è "pacato". Spara cazzate, ma pacate. Ora d'Aria.

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Sei arresti nel clan Fabbrocino (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del CAMORRA Sei arresti nel clan Fabbrocino Pizzo a imprenditori edili del Nolano. Sei gli arrestati ieri. alcuni appartenenti a clan camorristico Fabbrocino, accusati di estorsione aggravata dall'utilizzo del metodo mafioso. Le indagini della Dda di Napoli sono iniziate dopo alcuni attentati dinamitardi commessi ai danni di diverse imprese edili dei comuni di Palma Campania, Nola, San Gennaro Vesuviano, Ottaviano e di altri comuni limitrofi. Grazie alle intercettazioni, si è scoperto che numerosi imprenditori, soprattutto edili e del movimento terra, sono stati costretti con le minacce a pagare somme di denaro, a volte anche elevate, a persone legate al clan.

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"larghe intese per le intercettazioni" - giorgio battistini (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"Larghe intese per le intercettazioni" Napolitano: "Il problema c'è, servono misura e garanzia della privacy" GIORGIO BATTISTINI DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Sulle intercettazioni telefoniche Giorgio Napolitano consiglia prudenza a Silvio Berlusconi. Ma il problema c'è, ammette, e va risolto. Il problema è "reale, nessuno ormai ne dubita" e ha un "suo grado di urgenza", dice il presidente della Repubblica. Va garantito un ricorso "misurato", da trovare in ogni caso con "larghe intese". Vale a dire che il governo deve intervenire trovando o tentando un accordo con l'opposizione. Nell'atrio della prefettura di Venezia, dove il capo dello Stato è appena arrivato di ritorno dalla Festa della Marina a distribuire medaglie e onorificenze, Napolitano risponde alle domande dei giornalisti. Le sue parole, esplicite e prudenti, sembrano tentare una difficile mediazione tra le pressioni del governo e le resistenze della magistratura che si oppone alla riduzione di uno strumento importante di indagine. Il capo dello Stato, per ruolo costituzionale, è presidente del Csm, l'organo di autogoverno delle toghe. Il Quirinale non prende parte diretta alla disputa sulle intercettazioni telefoniche, sul loro eventuale eccesso, sul loro costo. Il filtro di costituzionalità verrà più avanti, quando il governo presenterà le sue decisioni in Parlamento. A chi, in via del tutto informale, richiede un'opinione preventiva sulla materia del contrasto politico, il presidente consegna raccomandazioni alla cautela. "è un problema non nuovo" dice "e nemmeno tanto recente, è già stato affrontato in precedenti legislature, e pende in Parlamento un disegno di legge del precedente governo. Naturalmente si può sempre ridiscutere l'insieme delle norme che debbono garantire alcune esigenze". Il presidente ne cita due, e sembra di capire che si tratta di due delle condizioni preventive per superare il filtro di legalità costituzionale rappresentato appunto dal giudizio del Quirinale. "C'è una esigenza sia di tutela della privatezza, sia di ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni". Tutela della privacy per evitare che l'indagine su qualcuno possa riempire pagine di giornali con pettegolezzi privati. è già successo. E poi per evitare gli eccessi di decine di migliaia di italiani "ascoltati" nell'ambito di lunghe indagini giudiziarie. Quindi uso "misurato" di questo strumento. Anche se si tratta di una "questione effettivamente annosa". Una questione che, dice il presidente, "prima si risolve meglio è". Poi però Napolitano, dopo aver fissato i paletti del provvedimento allo studio, si fa prudente. "Come dovrà essere congegnato il provvedimento, se possa o no preoccupare tra gli altri aspetti, lo si saprà quando ci sarà un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, e poi quando comincerà la discussione in Parlamento. Che la questione sia reale credo non ci siano dubbi. Reale e anche attuale, con un suo grado di urgenza". E tuttavia, conclude il capo dello Stato, "io non dispero che, tenendo conto anche di proposte degli anni precedenti, si possa trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento".

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La via maestra per una riforma - giuseppe d'avanzo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Commenti LA VIA MAESTRA PER UNA RIFORMA GIUSEPPE D'AVANZO (segue dalla prima pagina) Il paradosso era nel fatto che, da un lato ?ideologicamente ? Berlusconi propone uno slittamento della sovranità verso le zone buie del diritto di polizia (come per le questioni dell'immigrazione); dall'altro, limita questa prossimità di diritto e violenza agli "scarti" sociali, all'"estraneo" interpretato come nemico o criminale, escludendo ogni ragione di "sicurezza" e di "ordine pubblico" al contenimento delle illegalità e dei pericoli "interni". Era un paradosso senza via d'uscita aggravato dal deficit di legittimità, se così si può dire, che Berlusconi ha accumulato nei cinque anni dei suoi precedenti governi. In quella legislatura, che pure ha sostenuto con un imponente vantaggio numerico, il Cavaliere ha affrontato la "questione giustizia" dal solo lato privatissimo dei suoi grattacapi. Scrivendo e facendosi approvare leggi che lo favorivano senza risolvere uno solo dei problemi della nostra ammaccata giustizia. Bisognava attendersi che i suoi partner di governo non accettassero, ancora una volta, un gioco che salvava il sovrano e dannava i suoi alleati. La Lega non c'è stata e gli ha imposto di conservare, nei reati che rendono opportune le intercettazioni, anche corruzione e concussione liquidando la minacciosa semplificazione proposta dal capo del governo (intercettazioni legittime sole per le indagini di mafia e terrorismo). è forse l'altro insegnamento della giornata. La Lega, più che al buon rapporto con il capo del governo, tiene alle ragioni del suo elettorato, agli impegni che ha assunto prima del voto, e non piegherà le ginocchia alla volontà "proprietaria" di Berlusconi. Ritornato su un binario meno ideologico e "privato", l'affare delle intercettazioni si potrà ora affrontare nel solco tracciato ieri dal presidente della Repubblica. Il capo dello Stato non pone soltanto una questione di metodo. Nell'indicare, come esclusiva, la via parlamentare, Napolitano avverte il governo che non prenderà in considerazione un decreto legge che ridimensiona l'uso delle intercettazioni. Non vede "la necessità e l'urgenza" per un provvedimento provvisorio con forza di legge. è una prima porta chiusa, un primo limite che il Quirinale oppone all'irruenza dell'annuncio di Berlusconi. Ce n'è un secondo, non meno rilevante del primo. Il presidente della Repubblica auspica "soluzioni con larghe intese". "Il problema ? ricorda Napolitano ? è stato affrontato in altre legislature. Si può sempre ridiscutere l'insieme delle norme che devono garantire alcune esigenze fondamentali: la tutela della privatezza; il ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni. è una questione annosa. Prima si risolve, meglio è". è il modo più corretto di definire la questione senza passi storti e fughe in avanti. è un modo di ricordare che delle leggi che regolano la materia già ci sono; che in alcuni casi ? numericamente limitati, anche se mediaticamente rumorosi ? non sono state applicate correttamente o con il necessario rigore e, in altri casi (altrettanto limitati) quello strumento investigativo è stato adoperato in modo bulimico. Questa leggerezza o irresponsabilità ha prodotto dei danni alle persone violando diritti garantiti dalla Costituzione. Se si può interpretare il punto di vista del Quirinale, Napolitano rimette con i piedi per terra quel che Berlusconi voleva far volare nei cieli ideologici dell'emergenza (come se il suo potere non avesse altra legittimazione che l'emergenza, fino a convincerlo che bisogna lavorare per produrla in mondo artefatto). Non c'è nessuna "emergenza intercettazioni". Le norme in vigore sono equilibrate. Il codice di procedura penale impone di utilizzare le intercettazioni di comunicazioni telefoniche, informatiche, telematiche e ambientali con molta cautela. Possono essere disposte solo per reati di particolare gravità e ? salvo casi di urgenza ? solo con l'autorizzazione di un giudice, in presenza di "gravi indizi" e quando sia "assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini". Il legislatore ha, quindi, ritenuto quello strumento di indagine quale extrema ratio e previsto il suo utilizzo in modo limitato, anche per evitare contrasti con l'art. 15 della Costituzione: "La libertà e segretezza di ogni forma di comunicazione sono inviolabili". Se una normativa così bilanciata nella protezione dei beni da custodire (la privacy del cittadino e l'accertamento di gravi reati) ha prodotto disfunzioni, appare bizzarro voler eliminare gli eccessi gettando il bambino con l'acqua sporca. La strada delle correzioni necessarie, e non distruttive, indicata oggi dal capo dello Stato rafforza il percorso già segnalato dall'opposizione, dagli uomini della Lega e di quella che fu An e anche dalla magistratura, per nulla contraria a variazioni e modifiche ponderate. L'Associazione magistrati, con il suo segretario Giuseppe Cascini, non si è nascosta che le intercettazioni siano "uno strumento investigativo così invasivo che, per la sua natura non selettiva, può introdurre nel processo anche notizie e informazioni non rilevanti per le indagini ma rilevantissime per gli strumenti di informazione". La soluzione è lì sotto gli occhi di tutti, già vagliata dagli addetti e dal Parlamento nella precedente legislatura. Occorre separare le conversazioni utili a formare la prova da quelle ? non utili ? relative alla vita privata degli indagati e delle persone estranee alle indagini, le cui conversazioni siano state raccolte per caso. Bisogna separare le prime dalle seconde dinanzi a un giudice alla presenza delle difese e, per impedire la divulgazione e la pubblicazione delle conversazioni non utili alle indagini, è necessario estendere a questa procedura il vincolo della segretezza prevedendo sanzioni per i trasgressori. Il pragmatismo di quest'ampia convergenza politica, istituzionale, tecnica è la strada da imboccare ora che il paradosso di Berlusconi è stato messo in un canto dalla Lega.

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"la mammella non rende moltissimo ma se ha il cancro vale 5mila euro" - (segue dalla prima pagina) emilio randacio (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca A pesca di polmoni I costi dell'equipe I tendini scambiati La logica del guadagno "La mammella non rende moltissimo ma se ha il cancro vale 5mila euro" Le intercettazioni Hanno cercato di farmi fuori perché avevo molti pazienti Pescavo polmoni dall'Oltrepo, da Pavia, da Milano Per pagare l'equipe servono almeno quindici polmoni Mica puoi ridurti a operare le fratture costali è un casino: ci serviva un tendine rotuleo e mi avete mandato un tibiale. L'abbiamo impiantato lo stesso perché il paziente era aperto I primari di quella clinica seguivano prima di tutto la logica del guadagno, gli interessi dei pazienti venivano solo dopo (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) EMILIO RANDACIO Brega Massone da 48 ore è rinchiuso nel carcere di San Vittore con una sfilza di reati e ieri ha rivendicato la sua correttezza. All'indomani delle perquisizioni in clinica, nell'autunno scorso, il medico viene fatto fuori dalla clinica. Licenziato in tronco per quelle irregolarità che erano costate la convenzione del suo reparto con la sanità pubblica. ["cosi' mi sono creato il giro"] Per telefono, il medico dà una spiegazione di questa sua estromissione. "Io ero una anomalia completa, cioè nel senso ero l'unico, e per questo motivo hanno cercato di farmi fuori, perché avevo pazienti". Il suo interlocutore, un altro medico, lo conforta: "Cioè tu pescavi dall'Oltrepò Pavese?". "Ma io pescavo ovunque - risponde con un certo orgoglio il chirurgo - da Lodi dove tiravo fuori le mammelle, poi ho cominciato a pescare polmoni... dall'Oltrepò, da Pavia, da Milano, ormai i miei ex pazienti mi seguono e ancora adesso... oggi sono venuti in tre a Pavia... continuano a telefonarmi e mi dicono anche a pagamento noi veniamo da lei...". Uno stakanovista della visita, Brega Massone. "Voglio dire - insiste nel tessere le proprie doti professionali - che avevo ormai un giro che mi ero creato col mio modo di fare, con la mia disponibilità a qualsiasi ora. Ancora adesso pensa, che questi ultimi quindici giorni avrò fatto 35-40 visite gratis". ["ogni polmone 800 euro"] Brega, prima dell'arresto, sempre per telefono, faceva i conti in tasca anche ai suoi colleghi. Nel descrivere l'operato di un professore, spiega ancora nel dettaglio: "Quanti cazzi di interventi faceva? Quattro interventi al mese... si ciucciava tutto lui, si faceva venire quei quattro sfigati, con la storia che erano dell'università, gratis, che lo portavano in macchina avanti e indietro e si beccava lui, alla fine il Drg (i rimborsi da presentare alla Regione, ndr). Gli ho visto fare sette pazienti, neanche tutti polmoni, sette, non so se tu prendi 800 euro per polmone, 7 per 8 fa 5600 euro lordi". ["le fratture non le faccio"] Nel giustificare i suoi interventi, per la procura quasi sempre inutili, il medico nel mirino dell'inchiesta, chiarisce che la sua attività ha dei "costi". "I numeri sono questi, eh. Cioè, tu fai quindici polmoni o altrimenti non puoi pagare un'équipe". Anche perché, più che di vite umane, almeno al telefono Brega Massone sembra fare la lista della spesa. "Poi, se sei fortunato che in un mese ti arrivano quattro politraumi e non so' dieci fratture costali, ma cosa fai, ti metti ad operare dieci fratture costali perché non hai pazienti?... E poi fra un po' arriva l'Asl, che mi è già saltata addosso a me per delle cazzate, immagina se tu gli operi le fratture costali che sono un Drg medico..". ["Faccio invidia, sono giovane"] Dopo la sospensione della convenzione decisa dall'Asl nell'autunno scorso, Brega intravede nemici ovunque. "Io non posso più ricoverare e operare", dice sempre al suo collega, che è estraneo all'inchiesta. "Ho il blocco chirurgico alla Santa Rita - insiste nella sua spiegazione - Un attacco personale visto il fatto che ho 42 anni, sono il più giovane chirurgo diciamo primario della chirurgia toracica. E c'è qualcuno a cui do fastidio". Brega intravede il suo "nemico". "Cioè il San Raffaele, che è pur sempre l'ospedale di Berlusconi". ["Investire nei tumori"] In questo interminabile sfogo, Brega sembra dare anche un suggerimento al suo interlocutore. "Dovresti investire su qualcuno che ha principalmente patologia oncologica... qualcosa sulla mammella, o avere qualcuno che vi mandi i tumori... io ero arrivato a fargli un fatturato l'anno scorso di tre milioni e mezzo di euro... Sono sempre in giro per riempire le sale operatorie" ["quanto rende un seno"] L'ipotesi accusatoria sostiene che le operazioni effettuate siano servite in realtà solo per aumentare i rimborsi dalla Regione. Nella stessa conversazione, Brega Massone conferma in pieno questa tesi. "La mammella è una di quelle cose che non rende moltissimo a livello di Drg, però non tutti, insomma, dipende. Se ha i linfonodi positivi, voglio dire, 5 mila euro di Drg.... ". Un comportamento che i pm Pradella e Siciliano stigmatizzano: "Come un simile modo di interpretare la professione medica possa essere stato tollerato nello stesso ambiente della Santa Rita non è dato capire. Si sottolinea, con inevitabile amarezza, peraltro come le modalità di comportamento del Brega fossero conosciute e discusse dai colleghi, nessuno dei quali peraltro ha inteso fare alcunché, quasi che la logica di guadagno sui Drg, seguita da molti primari, facesse ritenere come di secondo piano (o più realisticamente ultimo) l'interesse dei pazienti". ["Il tendine sbagliato"] Alla Santa Rita, scorrendo le carte in mano all'accusa, è anche successo che in sala operatoria ci si accorgesse che anziché un tendine rotuleo venisse installato un "tibiale anteriore". L'episodio emerge da un'altra intercettazione telefonica depositata agli atti. La conversazione è del 6 febbraio scorso, avviene tra la dottoressa Arabella Galasso, ortopedico indagato, e una collega. "Gioia senti abbiamo un casino... so che ieri ti hanno restituito un tendine...... ma non era roba nostra..." Replica la collega: "Ah...... e di chi era...?". "Non era della mia équipe - replica Galasso -, non so dirti chi l'ha ordinato e l'ha rimandato indietro. Senti abbiamo un problema sul tendine di oggi... perché voi mi avete mandato questo emitendine rotuleo con tutto il certificato di idoneità e il codice del donatore, la data di nascita, di morte, gruppo sanguigno peccato che la busta che m'avete mandato è un tendine tibiale anteriore... nato in una data diversa da questo qua, cioè non corrisponde... noi abbiamo dovuto usare il tibiale purtroppo perché ormai il paziente era aperto...". La Galasso non demorde: "Quindi l'abbiamo usato, non era fantastico rispetto al rotuleo che ci aspettavamo anche perché qui abbiamo tutta la descrizione del tendine".

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Scontro con la lega, berlusconi cede "controlli su corruzione e concussione" - liana milella (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La stretta nel ddl resta: alzato il tetto di pena dei delitti per cui si faranno le intercettazioni Scontro con la Lega, Berlusconi cede "Controlli su corruzione e concussione" Tutti i testi conservati in un archivio riservato resterà traccia di chiunque vi acceda Telefonata di Letta al Colle: al capo dello Stato arrivano le rassicurazioni invocate LIANA MILELLA ROMA - Ha insistito fino all'ultimo, continuando a ripetere "voglio le intercettazioni solo per i reati gravissimi". E ancora: "Non voglio che si possano ascoltare conversazioni per reati che sono punibili al di sotto dei dieci anni". E quindi dentro la concussione, ma fuori la corruzione. Ma alla fine Berlusconi è stato costretto, anche se molto recalcitrante, a piegare la testa. Irremovibile la posizione della Lega, con un Roberto Maroni pronto a garantire pure all'opposizione che gli ascolti "continueranno a essere consentiti anche per i reati contro la pubblica amministrazione". Pronto anche, il ministro dell'Interno, a mostrare al premier i sondaggi che dimostrano come la gente si rivolterebbe contro il governo se le indagini sui colletti bianchi dovessero essere bloccate. E ancora pronto a non firmare il provvedimento qualora i punti fermi del Carroccio non dovessero essere rispettati. Forti pure le insistenze del suo consigliere giuridico Niccolò Ghedini che, con una bozza già pronta ma aperta a varie soluzioni, cerca di convincerlo della totale impercorribilità politica di una legge che escluda corruzione e concussione dalla gamma dei delitti ascoltabili. Netto anche l'atteggiamento dell'aennina Giulia Bongiorno che per la prima volta, sulla giustizia, tratta col Cavaliere per conto di Fini. Alla fine, alle dieci di sera, Berlusconi cede, ma incassa comunque un risultato importante: dopodomani, al consiglio dei ministri, ci sarà il ddl per limitare le registrazioni. L'aveva promesso in campagna elettorale, l'aveva annunciato una settimana fa davanti agli industriali, ora al testo mancano solo dei dettagli, anche se su alcuni punti strategici. Per sistemarli sono previste riunioni oggi e domani. Ma per chiudere sono state importanti le parole di Napolitano, col quale il premier fa sapere di essere "in piena sintonia". Perché il capo dello Stato ha riconosciuto quello che Berlusconi sostiene da anni: il problema delle intercettazioni "è reale" e dunque "una stretta è assolutamente necessaria". Da palazzo Chigi il sottosegretario Gianni Letta ha rassicurato il Colle sul futuro testo, garantendo che sarà misurato e punterà a conquistarsi le larghe intese cui si riferisce il presidente. Ma si tratterà di un intervento legislativo per chiudere comunque "lo scandalo degli ascolti a catena". Così ripete il Cavaliere più d'una volta quando, verso le 20 e trenta a palazzo Grazioli, arrivano Ghedini, Maroni, la Bongiorno, il Guardasigilli Angelino Alfano. I quattro sono stati insieme per tutto il pomeriggio alla Camera, a leggere e limare le bozze che Ghedini ha messo sul tavolo. La stretta c'è tutta, basta scorrere i punti del ddl. Innanzitutto il limite sui reati intercettabili. Dagli attuali cinque si passerebbe a dieci anni, ma alla fine si finirà per scendere ad otto, in modo da comprendere anche la corruzione. è molto probabile l'ulteriore sottolineatura: "I reati contro la pubblica amministrazione rientrano tra quelli che possono essere messi sotto controllo. Maroni insiste più volte durante la riunione, il nuovo ddl dev'essere "una sintesi ragionata" dei precedenti progetti Castelli e Mastella. Ai pm s'imporrà di essere più tassativi e stringenti nelle richieste. Gli ascolti non potranno durare più di quattro mesi. Non sarà più il gip, ma un organo collegiale a dare il via libera. Tutti i testi saranno conservati in un archivio riservato e resterà traccia di chiunque vi acceda (gli ultimi due punti caldeggiati dalla Bongiorno). Sulle pene per i pubblici funzionari infedeli che passano le carte e per i giornalisti che le pubblicano la partita è ancora aperta. Una norma transitoria stabilirà che i processi in corso sono salvi. L'opposizione. Maroni è convinto che ne vada cercato "il consenso". Ma la partita non sarà facile soprattutto dopo quanto sta accadendo sul decreto sicurezza. Il testo oggi sarà approvato in commissione e andrà subito in aula, ma il Pd è profondamente deluso. Anna Finocchiaro ha confidato fino all'ultimo in un'apertura, ma si è vista sbattere la porta in faccia, nonostante le rassicurazioni di Alfano. Sembrava che sull'aggravante per aumentare le pene ai clandestini potesse passare la formulazione garantista dei Democratici, ma alla fine ha prevalso il no. Perché, come dice il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, "a tutto c'è un limite". Nel dl non ci saranno le norme sulla prostituzione che Napolitano ha esplicitamente invitato a mettere nel ddl. Neppure i sindaci avranno poteri del tutto sganciati dai prefetti come pure voleva la Lega. Ma lì s'è imposto Maroni: "Non c'è solo Verona, ci sono anche tanti comuni del Sud sotto minaccia mafiosa. Non possiamo abbassare la guardia".

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Bassa macelleria - (segue dalla prima pagina) (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Commenti BASSA MACELLERIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Si dice che in una clinica (una sola?) di Milano (di Milano!) non un singolo medico pazzo o farabutto, ma un intero manipolo di medici di ogni ordine e grado, per denaro, contro ogni giustificazione terapeutica, resecava mammelle, squartava toraci, asportava polmoni, reimpiegava chiodi infetti, moltiplicava interventi senza speranza, faceva scempio di persone umane ridotte a corpi, e di corpi ridotti a organi ? per denaro. "E per fare 15 polmoni... auguri... e no, dico, poi se sei fortunato che in un mese ti arrivano quattro politraumi e non so dieci fratture costali, ma cosa fai ti metti ad operare dieci fratture costali perché non hai pazienti?". Se sei fortunato. Persone sofferenti si mettevano nelle loro mani, e le loro mani, in solido, le storpiavano fino alla morte per amore del denaro. E quando ne parlavano, ne parlavano come se fosse un compito seccante cui non potevano sottrarsi. "Cioè, o tu fai 15 polmoni, o altrimenti non puoi pagare un'équipe...". Farò di voi pescatori di uomini ? vi ricordate questa promessa. Ecco la versione dei professionisti della Santa Rita: Merlano: "Cioè tu pescavi dall'Oltre Po pavese?". Brega Massone: "Ma io pescavo dappertutto, da Lodi, dove tiravo fuori le mammelle, poi ho cominciato a pescare anche i polmoni...". Non bastasse il sacrificio di tutte quelle operazioni indebite, per aggiungere un paio di zeri al salario mensile, a volte la sfortuna si accaniva su di loro. Come quando per un disguido nella spedizione si trovano in mano "un tibiale destro al posto di un rotuleo sinistro", e a quel punto, chi se ne frega, infilano il rotuleo sinistro nella gamba destra, e per colmo di sfortuna il paziente è un collega, un medico anche lui: Galasso: ".. sì una roba no noi abbiamo messo ad un collega un tibiale destro al posto di un rotuleo sinistro, mi vengono già le coliche ma non importa". Sembra M.A.S.H., nel centro di Milano. Sembra la Gita a Tindari. Diceva il boss mafioso all'antica: "Noi sapevamo quale era la linea che separava l'uomo dalla vestia". La linea non fa che retrocedere. Viene da dire che almeno a Tindari, o nella Cina delle esecuzioni capitali, o nel mondo dei bambini rapiti, la ferocia ha un suo fine imprenditoriale: trafficare organi. Nel centro di Milano gli organi andavano a fondo perduto, solo per compilare moduli del Drg, il rimborso a tariffe. Il seno di una ragazza, il polmone di un poveretto. La malasanità, a guardarla da qui sembra umana. L'aggravante della crudeltà, che le titolari della pubblica accusa milanese hanno elevato, è una mera adesione al tariffario: "Investire su qualcuno che ha principalmente una patologia oncologica". Investire. Su qualcuno che ha il cancro ? o attribuirglielo. Mettiamo che siate quel qualcuno. Quella qualcuna. O un suo caro, una sua cara. Che siate magari uno del paio di centinaia ancora ricoverati nella clinica, e non siate ancora scappati in sottoveste e a piedi nudi, se ve ne restavano le forze. C'è un problema sicurezza, in Italia: fare da sé? Una ronda, in corsia? E ci scandalizziamo delle morti bianche: carni rosse, morti rosse. Sono dei dilettanti, i boss della Thyssen, rispetto a questi luminari. Nella caserma di Bolzaneto, Genova 2001, un medico capo penitenziario e suoi colleghi e sottoposti si divertirono a torturare e umiliare degli inermi: ma almeno erano gonfi di fanatismo, di spirito di corpo, di sadismo. Questi della Santa Rita, come li restituiscono le carte dell'accusa e le registrazioni delle telefonate, non sono né buoni né cattivi, né esaltati né depressi: sono solo fedeli al tariffario. (A proposito. C'è una sola cosa peggiore dell'abuso delle intercettazioni telefoniche: il loro divieto). Manca, per il momento, il ministero della Salute. In compenso, nel campo della sanità, in particolare in Lombardia, la privatizzazione ha fatto passi da gigante. Pare che ci fossero già state condanne di fior di primari per interventi chirurgici non giustificati: cardiochirurgia, affari di cuore. Bisognerà ammettere che privatizzazione e amore (privato) per il denaro (pubblico) vanno ancora assieme, a meraviglia. In un paese ordinato la sanità dev'essere pubblica, e si deve tenere una sobrietà, quanto al denaro. Naturalmente, l'amore per il denaro, la passione del denaro, non è destinata inevitabilmente a travolgere il rispetto per i polmoni e i reni e i seni altrui. Infatti, quando succede, diciamo: Non ci posso credere. C'è però una complicazione. Se avete un amico medico, o un vostro medico di fiducia ? di fiducia, sul serio ? provate a dirgli come siete esterrefatti e costernati per la notizia milanese. Scuoterà la testa. Di tutte le categorie, la meno incredula rispetto alla macelleria burocratica della Santa Rita, quella che ci può credere, senza neanche tanta fatica, è la categoria dei medici. Qualcuno, esagerando per l'amarezza, arriverà a dirvi: "è tutto così". Non è vero. Ma che cosa sarà di un popolo costretto a dubitare che i propri medici siano così?.

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Quelle donne - laura lilli (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cultura QUELLE DONNE Un libro-denuncia che racconta un anno di "ordinaria" violenza trecento storie tutte vere assassinate Il 91,6 per cento degli stupri non viene denunciato e nonostante ci siano ormai ottime leggi ottenute dal femminismo la paura impedisce alle vittime di parlare Tra le autrici Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Lia Levi e Chiara Valentini Permane nel nostro paese un inconscio collettivo arcaico maschilista LAURA LILLI Eran trecento, ma non erano giovani e forti, come quelli della Spigolatrice di Sapri. Ma, come loro, sono morte. Morte, non morti. Erano donne, infatti, non uomini. E sono state uccise da violente mani maschili. Molte erano giovani come gli eroi di Sapri, alcune quasi bambine. Altre erano di mezza età e altre ancora anziane: una di 78 anni. Molte non erano attraenti. Le loro vite non avevano nulla di eroico, a parte gli eroismi quotidiani, invisibili per gli uomini, di cui è fatta l'esistenza femminile. Non avevano utopie, o straordinari progetti di vita. Nemmeno erano femministe. Semplicemente, qualcuno le aveva messe al mondo - spesso, ma non sempre, in circostanze disagiate - e vivevano: vite, a volte, anche banali o infelici. Molte sono morte nel senso fisico del termine: hanno smesso di respirare dopo essere state perseguitate, brutalizzate, stuprate, strangolate, accoltellate, uccise da pistole, martelli, bastoni, perfino da un lanciafiamme fabbricato in casa. Con accanimento, ferocia e furia difficilmente immaginabili tra esseri umani. Molte altre, invece (e chissà se non sia peggio) sono morte "dentro": divenute mentalmente inerti, come vegetali. Incapaci di sorridere, di progettare, di amare. Il loro devastato paesaggio interiore è lunare, privo di vita. Le loro storie sono "fatti di cronaca", ripresi, mese per mese, in un prezioso libro che non ha precedenti e che non c'è dubbio presto diventerà un importante strumento di lavoro: Amorosi assassini/ Storie di violenze sulla donne, che sta per uscire da Laterza (pagg. 261, euro 16). Ne sono autrici tredici donne del gruppo femminista Controparola. Le notizie, ordinate cronologicamente mese per mese nel 2006, sono state riscritte - per ogni capitolo, una a turno in modo più esteso - e si leggono come brevi pezzi di narrativa noir. Controparola, è composto, com' è noto, da sole donne "di penna": narratrici e saggiste come Dacia Maraini, Elena Gianini Belotti, Lia Levi; giornaliste e saggiste come Chiara Valentini, Elena Doni, Maria Serena Palieri, Claudia Galimberti, Paola Gaglianone, Simona Tagliaventi, Cristiana di San Marzano, Francesca Sancin. E universitarie, ricercatrici, saggiste e collaboratrici di prestigiosi quotidiani come Mirella Serri o Marina Addis Saba. Il gruppo esiste da molti anni, e ha già pubblicato, nel 2001 un altro importante volume: Il Novecento delle Italiane/una storia ancora da raccontare (Editori Riuniti). Trecento storie sono tante. Messe in fila - e non sgocciolate giorno per giorno in qualche pagina di cronaca, spesso locale - formano una massa imponente, che non può passare inosservata, suscitando semplici commenti di disapprovazione. Secondo Marx, ad un certo punto la quantità diventa qualità. E' vero. Queste trecento storie di donne - si badi, un semplice campione, la punta di un iceberg, avverte l'introduzione - ci mettono di colpo davanti agli occhi un impressionante fenomeno sociale del nostro tempo, per il quale l'aggettivo "inquietante" non basta più. Ci vuole anche un giudizio di valore, come "mostruoso", "spregevole". Esso deve farci riflettere - e provocare risposte efficaci - non meno di grandi e drammatici temi sociali come la fame nel mondo, la pena di morte, i diritti civili, la tortura. L'introduzione fornisce terrificanti cifre Istat. Nel 2006 sono 112 le donne uccise da un marito, un fidanzato o un "ex", che quasi mai accetta di esserlo, anche se vive con un'altra donna (uno addirittura, teneva segregata la moglie mentre viveva con una nuova compagna). Nello stesso anno, il Ministero dell'Interno ha registrato 4500 denunce di donne a polizia e carabinieri per violenze, abusi, aggressioni. E da un'altra ricerca Istat elaborata in cinque anni su 25.000 donne tra il 16 e i 70 anni, risulta che il 91,6% degli stupri non viene denunciato. E si va al 96% quando le aggressioni sono non sessuali: molestie nei luoghi di lavoro, stalking (persecuzione ossessiva, che oggi può essere aiutata da computer e cellulari), violenza psicologica, specie nel matrimonio (ingiurie, umiliazioni, minacce). Perché le donne non parlano? In primo luogo per paura. Poi, per difficoltà familiari e anche - incredibile ma vero - per non danneggiare il persecutore. Del resto, spesso (non sempre) anche quando denunciano, non fa differenza, grazie a un'omertà maschile così forte e profonda da sembrare "naturale". Anni fa fece rumore il film Processo per stupro, in cui la donna che accusava finiva per essere l'accusata: lei "provocava", "ci stava", "se l'è voluta" etc. Oggi questo avviene in misura minore. E ci sono ottime leggi ottenute dal femminismo. Ma l'inconscio è lontano dalle leggi. Così le denunce si accumulano una sull'altra negli uffici di polizia? Il 22 novembre 2005, all'alba, prima di entrare in fabbrica, la giovane Deborah, un'operaia del biellese viene uccisa con sette pugnalate e lasciata sull'asfalto. Si scoprirà che l'assassino, Emiliano Santangelo - che finirà per soffocarsi in carcere con un sacchetto di plastica - la perseguitava con molestie e violenze sessuali già da dieci anni, quando ancora era ragazzina. Lei ogni volta era andata al commissariato: ma le denunce erano restate lì. Tanto che l'allora ministro della giustizia Castelli, il 27 febbraio chiese ufficialmente scusa alla famiglia, e inviò ispettori del Ministero al tribunale di Biella per appurare se tutto il possibile fosse stato fatto per salvarla. Ora la famiglia vuol chiede un congruo risarcimento allo Stato. La casistica è infinita, ed è anche uno specchio dell'Italia di oggi, sospesa fra tecnologia in continuo rinnovamento, leggi recenti e un inconscio collettivo arcaico. Ci sono figli che ammazzano la madre, educati come sono alla scuola della violenza paterna. C'è un impiegato di banca sposato con prole che, conosciuta e corteggiata chattando (!) un'adolescente di un'altra città, prende un giorno di ferie e, come dice il titolo di un famoso film, Va, (la stupra) l'ammazza e ritorna. C'è un prete stupratore "seriale": padre Fedele, al secolo Francesco Bisceglie, 69 anni, fondatore di una "Oasi di accoglienza francescana" in provincia di Cosenza, impegnato anche in missioni in Africa. Una suora lo accusa di averla violentata da sola e in gruppo, e una serie di intercettazioni le dà ragione (ecco a cosa servono!). Il frate violenta anche le collaboratrici volontarie e si fa spesso riprendere con belle giovani poco vestite, che afferma di aver "convertito". A lungo riempie le cronache dei giornali. Infine, il 23 gennaio 2006, finisce in galera. Tante storie di donne-vittime ma anche di uomini-carnefici - molti dei quali esaltati, malati o disperati, poi finiscono per suicidarsi - ci parlano di una inquietante psiche maschile collettivamente malata. Forse dal femminismo molti uomini italiani, ricchi o poveri, colti e meno colti, hanno avuto uno choc paralizzante. Così, invece di ascoltarne le ragioni e provare ad adeguarvisi, si sono limitati a sentirsi vittime assetate di vendetta. Spossessati di un potere assoluto - quello sulla donna - che sentivano appartenergli per diritto di nascita, non hanno avuto la forza o la capacità di accettare la nuova realtà dei rapporti umani. Non caso, dice l'Istat, mentre gli omicidi in generale diminuiscono, quelli di donne aumentano. Perché questo sinistro primato dell'Italia in Europa? Un tentativo di risposta potrebbe trovarsi nella constatazione che l'Italia è il Paese in cui più diretta e intensa è l'eredità classica, con tutta la sua misoginia. Eredità viva ed ininterrotta fino ad oggi grazie alla Chiesa - anzi intensificata dopo la Controriforma. In ogni caso, c'è un enorme lavoro di rieducazione da fare, cominciando dai bambini piccoli, già alla scuola materna (nessuno è di nessuno, le persone non sono cose, la violenza è brutta, etc). Un poco, il senso comune sta già cambiando: spesso sono i vicini di casa, sentendo grida eccezionali, ad avvertire polizia e carabinieri, riuscendo a evitare il peggio. Ci sono progetti al Ministero delle Pari Opportunità. Nel cosiddetto "Pacchetto sicurezza" è stata approvata la norma che concede il permesso di soggiorno alle immigrate che denuncino violenze subite in famiglia. E nella solita "bravissima" Spagna, già dal 2005 - in una situazione assai meno grave della nostra - esistono nuove leggi e strumenti, tra cui un "tribunale di genere".

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Blitz nelle officine delle auto rubate - carla incorvaia salvo palazzolo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XI - Palermo Blitz nelle officine delle auto rubate Business dei ricambi: la centrale a Brancaccio, ventisei arresti In sole 72 ore ogni vettura era sezionata e i pezzi venivano ceduti ai carrozzieri CARLA INCORVAIA SALVO PALAZZOLO Era l'unico Ciaramitaro rimasto a Brancaccio, era il fratello di un pentito di rango ma veniva ossequiato. Davvero inusuale. Pietro Ciaramitaro era un vero rebus nelle indagini della squadra mobile: le telecamere nascoste fra le viuzze del quartiere hanno fatto emergere che non era ancora assurto agli onori mafiosi del fratello Giovanni, killer del gruppo di fuoco di Leoluca Bagarella, ma aveva ormai avviato con successo un'azienda criminale specializzata nei furti di Smart, Mini Cooper, Toyota Yaris, Lancia Y, Fiat Punto e Panda. Ogni quattro giorni un'auto finiva in un deposito di via Piano del fico, zona via Messina Marine: 72 ore dopo, ne usciva sezionata. I pezzi di ricambio hanno alimentato per mesi il mercato clandestino ma anche quello legale. Perché quei pezzi venivano venduti, a metà del prezzo di listino, a officine e negozi di ricambi, che poi li smerciavano a ignari clienti come fossero nuovi. Le indagini della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile, coordinate dal sostituto procuratore Marzia Sabella, hanno portato a 26 arresti. "Nel 2006 i furti di Smart e Mini Cooper avevano subito un'impennata del 25 per cento ? spiega il questore Giuseppe Caruso durante la conferenza stampa ? un vero e proprio record". In quattro mesi, le indagini riuscirono a decifrare cosa c'era dietro. In quel periodo il giro d'affari della banda era stato di un milione di euro, 10 mila euro al giorno. "Le intercettazioni si sono rivelate fondamentali", spiega il questore. "Senza le intercettazioni sarebbero stati impossibili questi arresti", ribadisce il capo della squadra mobile, Maurizio Calvino. Il boss dell'organizzazione era Pietro Di Mariano. Ciaramitaro e Antonino Filippone erano i suoi più stretti collaboratori, oltreché quasi parenti, per aver sposato la sorella e la cugina. Anche le mogli si davano un gran da fare: in manette sono così finite la signora Ciaramitaro, Giuseppa Di Mariano, e la signora Di Mariano, Francesca Di Fresco. Tutti andavano spesso nel deposito di via Piano del fico, nelle campagne fra Brancaccio e Villabate. Per telefono parlavano in codice. "Il giardino" era il deposito. "Bisogna andare a lavorare" era l'appuntamento. "La putia" era il luogo di un furto. "Verdura e broccoli", i pezzi di ricambio. L'organizzazione attendeva due giorni prima di smontare le auto: "Dove ci facciamo il sonno", dicevano Di Mariano e Ciaramitaro per indicare il sito di decantanzione, in via Trimarchi. "Era un sistema per evitare, nel caso in cui i ladri fossero stati sorpresi in flagranza, di portare le forze dell'ordine al capannone principale ? spiega Silvia Como, che dirige la sezione reati contro il patrimonio della Mobile ? ma quell'attesa serviva soprattutto ad aspettare eventuali reclami". Le chiamate arrivavano puntuali: da parenti di mafiosi, ma anche da professionisti, che cercavano (e trovavano sempre) un buon intermediario per recuperare l'auto, magari dietro pagamento. L'organizzazione poteva poi contare su un terzo deposito, accanto al "giardino": lì andavano i ricambi non venduti a officine e negozi, a disposizione di acquirenti al minuto, che non mancavano mai. Gli ultimi intercettati sono stati un medico e il titolare di una fabbrica di materassi, adesso indagati.

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Il "lavoro" dei meccanici d'oro (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XI - Palermo Gli autodemolitori coinvolti. Nel mirino soprattutto le Smart, le Mini e le Yaris Il "lavoro" dei meccanici d'oro Molti furti erano su commissione Il record di Benny in soli due mesi otto "acquisti" Una rete di insospettabili complici ruotava attorno alla banda dei ladri di Brancaccio. Titolari e gestori di autofficine e di rivendite d'auto. Nel blitz della squadra mobile è finito un lungo elenco di fiancheggiatori. E altri 45 sono indagati a piede libero: fra loro ci sono anche professionisti, proprietari di Smart e Mini Cooper, che si rifornivano di pezzi di ricambio dai complici dell'organizzazione. In manette è finito Giuseppe Randazzo, 45 anni, titolare dell'autocarrozzeria "Randazzo" di via Mandalà 16, nei pressi del Grande Migliore di viale Regione. Le indagini hanno accertato che acquistava ricambi rubati da Vincenzo Cavaliere, 42 anni, uno dei principali intermediari della banda di Brancaccio. Randazzo era un cliente assiduo, ma un pessimo pagatore. Di lui si lamenta Pietro Di Mariano con Cavaliere, non sospettando di essere intercettato: "Vai ? dice - o ti ritorna le cose o ti fai dare i soldi, diglielo". Il cliente più assiduo della gang era Benedetto Scordi, detto Benny, 30 anni, che operava all'interno dell'autodemolizione "Rapace" di viale Regione Siciliana, sulla strada laterale che costeggia la A19, poco prima di Villabate. In meno di due mesi le intercettazioni hanno registrato non solo gli acquisti di Scordi ma anche i suoi favori alla banda: in qualche occasione, aveva prestato dei pezzi per la messa in moto delle auto da rubare. Benny era l'unico cliente a conoscere l'ubicazione del deposito di via Trimarchi. E quando i carabinieri avevano fatto un controllo in via del Fico, nel febbraio 2006, era stato ancora Benny ad aiutare Di Mariano a trasferire i ricambi in un altro deposito. In manette anche Settimo Turturella, 37 anni, gestore di un'officina meccanica in via Mario Benso 6, nonché di una rivendita di veicoli usati in corso dei Mille 308/f: è stato intercettato mentre ordinava a Di Mariano pezzi di ricambio, a cento euro cadauno. Rapporti di compravendita sono stati intercettati dalla polizia con Giovanni Marino, 29 anni, gestore di un'officina metallurgica di Ficarazzi; con Maurizio Miceli, 28 anni, gestore di una rivendita di autoveicoli; con Francesco Orlando, 38 anni, titolare di un'officina in via Gangitano 2; con Francesco Morici, 39 anni, gestore di un'autofficina a Portella di Mare. Carcere pure per Carmelo Barranco, 34 anni, elettrauto di via Vincenzo Vitale, che aveva più volte richiesto alla banda dei climatizzatori per Fiat Seicento. Poi, per Rosario e Gaspare Rotolo, 30 e 34 anni, gestori di un'autorivendita a Misilmeri. Manette per Pietro Alfano, 46 anni, meccanico in via Baglio Verdone 9; Giovanni Navarra, 49 anni, l'autotrasportatore che guidava il camion utilizzato dalla banda. Il genero, Mario Francesco Romano, 29 anni, si occupava invece di procacciare affari a Termini Imerese. Lorenzo Filizzola, 34 anni, titolare dell'autodemolizione "Autoecofil" di viale Regione, è finito invece in cella perché prestava invece i suoi servizi a Di Mariano, fornendo i documenti di auto già demolite.

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La spoon river incompiuta nel pd della lanterna - ettore boffano (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XI - Genova La Spoon river incompiuta nel Pd della Lanterna ETTORE BOFFANO (segue dalla prima di cronaca) uestione grave e irrisolta in una città e in una regione governate dal centrosinistra e che, per paradosso, condividono con ancora più partecipazione il travaglio e lo stato confusionale nei quali versa il partito guidato da Walter Veltroni. è questa una stagione fatta di rapporti dolciastri con Berlusconi, di scontri sotterranei (da D'Alema a Rutelli), di scelte impossibili tra il socialismo e il cattolicesimo democratico europei, di una guerra tra le due ex anime del nuovo partito (i Ds e la Margherita) che, almeno sul fronte cattolico, trova in "Famiglia Cristiana" il caposaldo da cui sparare sull'indifeso Loft veltroniano. Una carsica voglia di scisma che la rottura di Marco Bertolotto a Savona sembra adesso interpretare con efficacia. Ma qui a Genova, nel "villaggio di Asterix" di Marta Vincenzi e Claudio Burlando, squassato dagli scandali, dai sospetti giudiziari e dai "venticelli" delle intercettazioni, attraversato da una "Tangentopoli da recessione economica" che ha fatto traballare Tursi e certe ipocrisie del perbenismo postcomunista genovese, non è la questione nazionale che pretende le risposte più immediate. Si tratta invece del Pd locale, di quella sua fragile cifra e di quella sua asfittica presenza uscite dalle urne che hanno sancito la "sconfitta nazionale", ma anche la "tenuta locale". Insomma, chi comanda davvero oggi nel Pd genovese? O meglio: esiste un partito capace di comandare nella parte politica che gli spetta? E quali sono le strategie e le idee, prima ancora che per costruire e organizzare il partito, per rilanciare soprattutto l'immagine della giunta regionale e del suo presidente in vista del voto del 2010 e per riempire quel considerevole consenso che ancora c'è attorno al sindaco Vincenzi (come ha dimostrato il recente sondaggio di Ipr Marketing per la Repubblica) costringendo l'amministrazione comunale a passare dalla "politica degli annunci" alla "politica del fare" su questioni strategiche per la città come l'inceneritore, la gronda, il terzo valico, le immaginazioni di Renzo Piano e il waterfront? La risposta sarebbe facile, se il partito avesse qui una sua classe dirigente ben definita, un suo gruppo parlamentare limitato a Roma dal difficile ruolo di un'opposizione schiacciata e debolissima, ma capace invece nella realtà che l'ha espresso di fornire coraggio politico, contributi di idee e anche autorevolezza per decidere e imporre. Ma così non è: perché la collina della "Spoon River" ligure è qui, ma i suoi personaggi sono quasi tutti altrove. Ad un tempo reali e irreali per chi li ha votati: sono lontani e lo sono definitivamente. Chi si ricorda infatti dell'ultimo direttore del "Popolo", Garofani, e chi rammenta ancora il cognome di Lusi, l'ex cassiere nazionale della Margherita? Ma soprattutto, chi ha visto Giovanna Melandri, la ministra che, nelle interviste elettorali e poi in quelle della sconfitta, aveva spergiurato che avrebbe continuato ad essere per davvero una parlamentare della Liguria? E chi l'ha vista e l'ha sentita (un fax, una dichiarazione all'Ansa, una telefonata, un intervento in un blog almeno, anche solo un biglietto postale) nei giorni tristi delle lacrime di Marta Vincenzi e delle manette per il piccolo rampante di Tursi, Stefano Francesca? Senza offesa per gli altri, i "nazionali" Roberta Pinotti e Andrea Orlando, o per chi è rimasto sul territorio come Sabina Rossa, Massimo Zunino e Claudio Gustavino. E soprattutto per quel Mario Tullo che, nei giorni della formazione delle liste elettorali, era costretto a mediare (e a far finta di crederci) tra la sua candidatura, le imposizioni romane e la necessità di non farsi travolgere dal vento imperiese di Scajola. La fine di questa storia è nota a tutti: la sconfitta in Liguria e la tenuta a Genova. Senza infamia e senza lode. Oggi, però, gli avvenimenti hanno già mutato, e profondamente, lo scenario dove il Pd resta nell'ombra, non è mai protagonista. In una città che, aldilà dei suoi leader scelti con sistemi elettorali che, come direbbe Massimo D'Alema, trasformano i sindaci e i governatori regionali in "cacicchi", avrebbe bisogno di un partito, di una organizzazione e di una rappresentanza reale e forte del consenso, di dirigenti capaci di stimolare e di pretendere l'innovazione e il cambiamento. E dove ogni tanto, un po' tra il riso e un po' tra l'amarezza, qualcuno mormora ancora: "Cercasi Giovanna, cercasi Giovanna Melandri disperatamente...".

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La patente della libertà - laura montanari (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina IV - Firenze L'iniziativa L'anziano La madre La patente della libertà Scuola guida gratis alle badanti: 25 posti, 250 richieste Svolta per le immigrate Le lezioni sono troppo care e in pochissime hanno già la licenza: Fate e Provincia hanno intercettato un bisogno Si presenta con la sua assistente e dice: se lei imparasse, poi mi potrebbe portare in auto a fare le analisi Ho un figlio di 15 anni, mio marito è invalido: se non mi sposto in macchina non riesco a trovare un impiego LAURA MONTANARI Il posto dove si presentano, con i loro cento lavori, lacrime e affanni, magliette sbracciate e sandali, storie che non sospetti, viaggi, figli, pensieri grossi come rughe, è questa stanza-corridoio con grandi foto di donne e di bambini in bianco e nero alle pareti. Un tavolo e una volontaria di F.a.t.e. (associazione per la promozione sociale) che è come un pescatore che a sera tira su le reti e conta, fogli, documenti, storie: in nove giorni si sono presentate più di 250 donne straniere ed extracomunitarie. Chiedono tutte la stessa cosa, una patente gratis per guidare la macchina. Può sembrare una piccola cosa, una goccia nel mare dei bisogni quotidiani, ma è un gradino per salire le scale, inseguire un lavoro. Quel gradino è stato costruito dalle donne per altre donne, da Maria Zipoli e dall'associazione F.a.t.e e da Alessia Ballini, assessore alla Cooperazione internazionale della Provincia di Firenze che ha trovato i fondi e la strada per avviare questo progetto che mette a nudo un bisogno. Venticinque i posti alla scuola guida delle patenti gratis, ma la coda è lunga e la selezione una spina per i volontari. Basta sedersi e ascoltare quanta immigrazione entra qua in via San Gallo 133r, si siede, consegna fotocopie di documenti di identità, residenza, compila moduli che chiede: "è davvero gratis?". Peruviane, nigeriane, ucraine, brasiliane, tunisine, una di diciotto anni e un mese, una di sessant'anni e cento contratti presi, persi, cercati. Un pensionato malmesso sulle gambe è arrivato l'altra mattina con la sua badante, "vede se lei potesse avere la patente, mi accompagnerebbe a fare gli esami del sangue o gli altri controlli...". Severina, 43 anni, brasiliana, si è seduta: "grazie che bella opportunità", ha detto con un sorriso largo così al colloquio, prima di raccontare che in Brasile organizzava eventi culturali e qui lavora in due famiglie per le pulizie e da un pensionato nel fine settimana ("faccio la notte, dalle 22 in poi") "ah, ogni tanto anche all'Arci di Prato" che la chiama per fare il clown alle feste per bambini. Raccatta 500 euro nette al mese, "e certo non mi posso permettere la macchina, ma la patente sarebbe utile a trovare altri lavori". Mettersi al volante è come prendersi un pezzo di libertà, un giro di chiave e ciao Firenze: "Potrei abitare in un posto meno caro, magari in periferia o fuori" dice Marisja, 35 anni ucraina. E' un lusso per chi non ne ha altri: "Potrei comprare un bus e portare a scuola e poi a casa i bambini delle altre donne extracomunitarie che lavorano tutto il giorno" progetta una giovane colombiana. Maria invece si siede e porta qui le sue lacrime: "Sono sola, mio marito ha perso le gambe in un attentato a Colombo (Sri Lanka), sono qui con mio figlio che ha 14 anni, ho bisogno di lavorare per mantenere tutti, ma tanti lavori non li trovo perché ci vuole la patente". Bambini da allevare, spesa, soldi, cucinare, mille lavori da badante, domestica, se va bene cuoca, più spesso nelle cooperative delle pulizie con orari in genere notturni negli ospedali o cartellini da timbrare per tirare a lucido fabbriche e uffici prima dell'apertura. Sposate o sole, in fuga da mariti violenti, da uomini che le vogliono rispedire a casa, in Tunisia con i figli, o abbandonate con cento pannolini da cambiare, senza soldi, in un paese di cui sanno poco e faticano anche a parlare la lingua. Eccole qua pronte a non firmare nessuna resa: tre donne senegalesi lasciate sole e con bambini da allevare vorrebbero prendere la patente per girare i mercati con una bancarella. "Guidare per queste donne straniere - spiegano all'associazione F.a.t.e. - è una conquista, spesso hanno stipendi bassi e non si possono permettere di spendere mille euro fra documenti e lezioni per una patente". Guadalupe lavora in una casa di riposo, turno di notte naturalmente dalle 22 alle 7 del mattino, non tutti i giorni, 650 euro (circa) al mese, ma questo è solo il lieto fine: "Sono in Italia da dieci anni, ho curato diverse fiorentine, donne anziane, tutte malate di Alzheimer, al centro per l'impiego mi hanno detto che c'era un buon lavoro a Montespertoli, ma senza macchina non si può". Allo sportello è presentato anche qualche marito per accompagnare la moglie oppure per protestare: "Anche noi lavoriamo, è una discriminazione dare la patente gratis solo alle donne". E' quasi una discriminazione darla soltanto a 25 donne.

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"la sanità legata al profitto è molto pericolosa" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Firenze L'assessore "La sanità legata al profitto è molto pericolosa" Rossi dice di non voler "demonizzare il privato" "La sanità del più si opera più si guadagna, della continua ricerca del profitto è molto pericolosa. Il sistema toscano è diverso, basa la sua offerta sulla programmazione dei bisogni sanitari". L'assessore alla salute della Toscana Enrico Rossi interviene sulla vicenda della clinica milanese. "Si tratta di un fatto criminale e come tale non può essere automaticamente generalizzato. Però spinge a due riflessioni. La prima è che la sanità legata al profitto spinge a produrre il più possibile, cosa che nelle intercettazioni dell'inchiesta viene fuori chiaramente. Si cercano di fare più interventi per fatturare di più. Sono profondamente convinto che alcune attività umane, come la sanità, debbano restare quanto più possibile in mano pubblica. Non demonizzo il privato, ma deve essere integrato". Per la seconda riflessione Rossi fa riferimento al sistema dei drg, che sono i codici con cui si identificano le varie prestazioni, dagli esami agli interventi chirurgici, quando devono essere rimborsate, al pubblico e al privato convenzionato. "Umberto Veronesi su Repubblica li ha definiti un ottimo strumento, tuttavia possono spingere a fare prestazioni sanitarie sulla base della convenienza economica piuttosto che sull'esigenza del paziente. Inoltre sposta verso l'alta specialità, cioè gli interventi più complessi e meglio remunerati, l'attività sanitaria. E invece c'è bisogno anche della bassa specialità. Anche per questo noi usiamo sempre meno i drg per stabilire i budget delle aziende ospedaliere. E il lavoro richiesto ai privati convenzionati viene programmato, come tutto il resto delle prestazioni, partendo dai bisogni dei cittadini, calcolati anche a partire dagli anni precedenti". (mi.bo.).

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Spaccio di droga: gang cinese in cella (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 138 del 2008-06-11 pagina 4 Spaccio di droga: gang cinese in cella di Redazione Si è conclusa con nove cinesi e un albanese in manette, più altri nove asiatici ricercati, l'operazione "Aquila nera" che ha consentito di sgominare una banda specializzata nello smercio di ecstasy e ketamina. L'inchiesta è una costola delle indagini avviate un paio d'anni fa per individuare i nove cinesi, sei dei quali poi arrestati, che violentarono una connazionale di 17 anni. Un paio di frasi intercettate misero gli investigatori sulle tracce di questa organizzazione che si era specializzata nell'organizzare feste nei locali del Nord Italia, da rifornire poi con sostanze stupefacenti. Un mercato piuttosto redditizio, che aveva reso sempre più aggressivi i componenti della banda che l'anno scorso organizzarono una spedizione punitiva a Padova, conclusa con l'accoltellamento di tre connazionali. Ma le armi bianche non bastavano più, gli intraprendenti asiatici avevano deciso di dotarsi di un mitragliatore e qui era entrato in gioco l'albanese che procurò un Kalashnikov. Ma il 3 novembre, al momento della consegna, un "casuale" controllo di polizia aveva permesso il sequestro del fucile. Come altri fortuiti controlli avevano consentito il sequestro di diverse partite di droga. E ieri al termine di un anno di indagini, gli investigatori della sezione criminalità straniera della mobile hanno fatto scattare le manette. Il gip aveva firmato 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere, ma gli agenti sono riusciti ad arrestare 10 persone, di età compresa tra i 28 e i 38 anni, tra cui anche una ragazza 24enne. I fuggiaschi, tutti cinesi, dovrebbero trovarsi in patria e c'è la speranza di ammanettarli al loro rientro in Italia. Complessivamente la polizia ha sequestrato 1.540 pastiglie di ecstasy e oltre di 800 grammi ketamina, un potente allucinogeno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"i venditori di morte della porta accanto" - mara chiarelli (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina III - Bari L'intervista Liguori: "Una volta gli spacciatori non venivano accettati dal quartiere" "I venditori di morte della porta accanto" Allarme del capo della Mobile "Con la Dda stiamo articolando un piano di intervento" MARA CHIARELLI "Fino ad alcuni anni fa, avere uno spacciatore alla porta accanto non era tollerato dall'opinione pubblica, si accettava il ladro, il ricettatore ma lo spacciatore no perché vendeva morte. Ora sì, perché è lavoro, è merce. Si è perso il senso di illegalità del fenomeno, che si vede come soluzione alla mancanza di lavoro o a quello che non si accetta". è faticoso per la polizia stroncare l'attività di spaccio, in città ma in particolare al quartiere ghetto San Pio, dove la questione morale si intreccia alle difficoltà pratiche di accesso a zone sorvegliate dalla malavita. Lo spiega il dirigente della Squadra Mobile, Luigi Liguori. Dall'inizio dell'anno ne avete arrestati 15. Non è poco. "Sì, ottenere 15 arresti in quel contesto criminale di alta sorveglianza e presenza di soggetti che delinquono è un risultato importante. Ma non ripaga". Che intende? "è la conformazione che ti crea problemi nell'entrare, ancora peggio che nel fortino di Japigia. Parlo del ristrettissimo spiazzo dei portici, dove c'è una concentrazione elevata di spacciatori. E c'è un altro problema di fondo". Quale? "Lo spaccio sta diventando quello che in realtà è, una forma di contrabbando, vendere merce vietata. Si sta perdendo la sensazione di illegalità del fenomeno. Quella parte di persone dedita al crimine vive in una sorta di abitualità". Come incide sulla vostra attività? "è difficile trovare le basi per operare, la possibilità di agire. Anche collocare l'operatore che osserva richiede una particolare sofisticazione investigativa. Ormai comunicano tra di loro con ricetrasmittenti, su frequenze loro, le abbiamo anche sequestrate. Se si spostano di 50-100 metri non usano più i telefoni, ed è difficile intercettarli". Come incide la conformazione del quartiere? "C'è una rete di sorveglianza capillare, di vedette: se lo spaccio inizia la mattina noi dobbiamo appostarci all'alba, è molto difficile non essere osservati". Quanti anni hanno le vedette? "Spesso minorenni, dai 12 anni in su". C'è quindi nel quartiere un clima da "Gomorra"? "C'è una fase di preparazione, di distribuzione e conteggio delle buste come nel film Gomorra. Applicano allo spaccio una sorta di criterio di "piccola imprenditoria". Quello all'ingrosso li distribuisce ai piccoli in buste da un grammo, un giorno la settimana. E loro ne smerciano un centinaio al giorno. Se le buste non vengono finite, insomma se producono poco, sono richiamati all'ordine". Che droga si vende a San Pio? "Abbiamo sequestrato tutti i tipi di droga, manca solo la ketamina che è altro target. Il guaio è che anche quando li arresti, lo spaccio non si ferma". Le famiglie chiedono più controllo sul territorio. "Per quanto riguarda la prevenzione il problema è sempre quello: le attività criminali alla vista della polizia si fermano, snidarli è per noi possibile solo di notte. La volante fa da deterrente e quando poi circola, riprendono. Continuerete con la repressione? "Certo, come no. Con la Dda stiamo articolando un piano di intervento più strutturale che incida sul fenomeno sotto un profilo più duraturo, e cioè colpendo l'organizzazione".

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<Io, senza un polmone Se vedessi quel medico gli urlerei: assassino> (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 138 del 2008-06-11 pagina 5 "Io, senza un polmone Se vedessi quel medico gli urlerei: assassino" di Luca Fazzo Il racconto di una delle vittime: "Il dottor Brega mi ha operato senza motivo. Avevo una salute di ferro, ora mi ammalo di continuo" da Milano No, pare proprio che non sia vero che alla clinica Santa Rita - quando si accorsero di quel che accadeva nel reparto di chirurgia toracica - abbiano fatto terra bruciata intorno al primario Pierpaolo Brega Massone e alla sua cricca. La versione che viene fatta circolare in queste ore dai vertici della clinica - tesa a ridimensionare l'operato di Brega, a ridurlo al rango di scheggia impazzita - viene smentita platealmente da un piccolo, decisivo dettaglio. A riferirlo al Giornale è una delle decine di vittime di Brega. Si chiama Alfredo Scordo e racconta che quando vi furono le prime avvisaglie del caso, la direzione della casa di cura contattò uno per uno i pazienti di Brega. Per chiedere loro scusa, per offrire risarcimenti? Niente affatto. Chiedeva che firmassero una petizione in difesa del reparto. Che prendessero posizione pubblica in difesa del medico che li aveva devastati senza motivo. "Io sono vecchio - dice Scordo - però cerco ancora di ragionare con la mia testa. E mi chiedo: è giusto proibire le intercettazioni, come leggo sui giornali in questi giorni? Se non ci fossero state le intercettazioni, questi signori sarebbero ancora tutti al loro posto, a farsi i comodi loro". Tossisce. Prende fiato. Tossisce di nuovo. "Ecco, da quando mi hanno operato alla Santa Rita è sempre così. Prima non mi ammalavo mai. Adesso mi ammalo sempre. È come se mi avessero rotto qualcosa dentro". Qualcosa dentro gliel'hanno rotto per davvero. Un polmone, il sinistro. Gliene hanno portato via un pezzo, senza motivo alcuno. Scordo aveva una polmonite che stava guarendo, e alla Santa Rita lo sapevano bene perché le lastre avevano raccontato tutto. Ma lo hanno operato ugualmente e gli hanno affettato un polmone. Il suo è uno dei casi che hanno indignato maggiormente i periti: "C'è da rimanere allibiti di fronte ad un comportamento del genere, manca totalmente il rispetto per il malato e per la vita altrui", scrivono. Lui, Scordo, 76 anni, calabrese di Gioia Tauro, non riesce a prenderla con filosofia. Seduto al suo tavolo, nella carrozzeria agli inizi di viale Padova, racconta, e si vede la rabbia che gli monta dentro. "Avevo una polmonite, mi hanno ricoverato in Santa Rita, poi mi hanno dimesso dicendomi: le faremo sapere. Dopo un po' di giorni Brega mi ha chiamato e mi ha detto che mi doveva operare. Non mi ha spiegato niente, stava sul vago, mi ha detto che nel mio polmone c'era una macchiolina. Mi ha fatto firmare una carta e mi ha portato in sala operatoria. All'uscita mi ha detto: tutto bene, abbiamo tolto la macchia". Invece la "macchia" non c'era. "Da quel giorno ho iniziato a stare male, ad ammalarmi a ripetizione, mentre prima dell'operazione avevo una salute di ferro. E sa qual è la cosa più incredibile? Che in gennaio mi telefonano dalla Santa Rita, io credevo che mi cercassero per un controllo, invece mi fanno: dovrebbe venire qui in via Jommelli a firmare una petizione contro la chiusura del reparto di chirurgia toracica". C'è andato? "Neanche per sogno. Ormai sentivo puzza di bruciato. E infatti due mesi dopo mi chiama la Guardia di finanza e mi racconta quello che hanno scoperto. Quel giorno, per la prima volta, ho saputo esattamente cosa mi avevano fatto durante l'operazione. Ma come è possibile, mi dico. Io mi ero fidato di loro, avevo messo la mia vita nelle loro mani". Adesso Brega è a San Vittore. Se lo incontrasse per strada cosa gli direbbe? "Gli direi che è un assassino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Il Csm troppo tenero coi Pm che sbagliano Serve più autocritica> (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 138 del 2008-06-11 pagina 6 "Il Csm troppo tenero coi Pm che sbagliano Serve più autocritica" di Roberto Scafuri Il presidente del Tribunale di Roma: alcune toghe troppo in tv. È finita la stagione delle ostilità con la politica da Roma Per vederci chiaro sulla questione delle intercettazioni, è corso a comprare l'ultimissimo aggiornamento del codice. Pagandolo di tasca propria, perché non ne ha trovati in ufficio e "non mi va di sottrarre risorse a cose più importanti". Da pochi mesi alla guida del Tribunale più grande d'Europa, quello di Roma, Paolo De Fiore è persona affabile e sobria, di vedute larghe e prive di paraocchi. Misurato nei toni e (persino) nei pensieri. Uomo non "per tutte le stagioni", si sarebbe detto un tempo. Questa che si è aperta, fondandosi sul buonsenso e la ragione, gli si confà. Lo ammette senza esitazioni, essendo reduce dal congresso dell'Anm. "Il clima è cambiato, tra magistratura e politica mi pare che finalmente non si avverta più ostilità, c'è il reciproco riconoscimento della buona fede d'intenti. Il desiderio di innovare nell'interesse del cittadino". Ha lanciato un grido d'allarme sulla situazione del Tribunale, specie sulla sicurezza, gli organici, la lentezza dei processi. "Questo è un mostro con otto sedi. In alcuni casi, una terra di nessuno dove chiunque può entrare, persino con borse e borsoni senza alcun controllo. Grazie alla collaborazione con il nuovo ministro delle Infrastrutture, presto riusciremo a mettere metal detector e telecamere". Se la macchina non funziona, la politica avrà le sue colpe, ma anche i magistrati... "Certo, un po' d'autocritica non avrebbe guastato, la magistratura ha avuto le sue colpe. E molti di noi avvertono la grande responsabilità d'essere in un'oggettiva condizione di difficoltà. Dando spesso una risposta inefficiente alla giusta domanda di giustizia dei cittadini". Alcuni magistrati sbagliano, studiano male le carte, lavorano poco. E magari non vengono puniti. "Il Csm è stato talora troppo indulgente nel non reprimere comportamenti disciplinarmente rilevanti. Ma ora mi sembra che stia correndo ai ripari". Alcuni giudici sono più in tivù che in Tribunale. "Capita nell'attività inquirente, e la sovraesposizione mediatica deve essere scongiurata. Anche per questo, qui a Roma, ho istituito un ufficio stampa che canalizzi le informazioni all'esterno: si aiutano i giornalisti, ma nel contempo possiamo avere traccia delle fonti informative. Se i suoi colleghi ne approfittassero, rispetteremmo di più i diritti di garanzia ed eviteremmo il proliferare di certe talpe...". Il governo promette il giro di vite sulle intercettazioni... "Condivido quanto dice il ministro Guardasigilli, che si sta meritando l'apprezzamento generale. Spesso le intercettazioni sono invasive. Dobbiamo quindi stare attenti al bilanciamento tra il valore della privacy e l'interesse del cittadino a essere tutelato dalle malefatte, al suo bisogno di sicurezza: come si fa a indagare su un traffico di stupefacenti, senza intercettazioni? E credo che basterebbe innalzare un po' il limite già previsto dal codice, per evitarne l'uso nei reati meno gravi". Il problema maggiore è che poi finiscono sulla prima pagina dei giornali. "È intollerabile, se riguardano soggetti non coinvolti o fatti non attinenti al reato perseguito. Penso che potremmo ridurne di molto la divulgazione, se la segretezza delle notizie fosse estesa al deposito degli atti previsto dopo l'esecuzione di un ordine di custodia cautelare. La norma dell'articolo 379 bis è di dubbia interpretazione e lascia aperti troppi spiragli. Infine, può essere giusto introdurre la distruzione delle intercettazioni alla fine del procedimento". Tra i provvedimenti contestati dall'Anm c'è il reato di clandestinità. Obbrobrio giuridico? "È previsto anche in altri Paesi, sia pure come illecito amministrativo. Quindi non credo alla sua incostituzionalità. Piuttosto temo che la sua applicazione sia difficile, e abbia poco senso quando non ci sono accordi bilaterali con i Paesi da cui provengono i clandestini. Siamo poi sicuri che costituisca un deterrente? Chi arriva in modo così avventuroso è un disperato, pronto a tutto. Si farebbe spaventare dall'esistenza del reato?". Un altro assurdo è la reimmissione in libertà di chi ha commesso reati efferati, clandestini e no. "Purtroppo accade. La mia idea molto personale è che si potrebbe limitare molto la discrezionalità del giudice, specificando il tipo di reati per i quali non è possibile concedere la libertà. Hai stuprato? Non esci, punto e basta". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Processo pubblico ma indagini segrete (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 138 del 2008-06-11 pagina 6 Processo pubblico ma indagini segrete di Filippo Facci In Italia le intercettazioni telefoniche sono straordinariamente superiori a qualsiasi altro Paese del mondo, e soprattutto succhiano un terzo del budget per la Giustizia. Nei mitici Stati Uniti sono diventate 1.700 all'anno solo a partire dall'11 settembre 2001: prima erano meno di mille. A Potenza, nel 2006, hanno speso 6 milioni di euro per intercettazioni legate a indagini dall'esito ridicolo; in tutto il Texas, nello stesso anno, hanno autorizzato solo cinque intercettazioni. Le intercettazioni vengono spesso indicate come una scorciatoia rispetto alle indagini tradizionali: ma è una verità parziale e ingenerosa. La maggior parte delle intercettazioni vengono richieste dalle forze di polizia: e il paradosso è che le forze di polizia abbondano in intercettazioni per risparmiare sugli uomini, altrimenti impiegati in attività di controllo. Qualche direttiva del ministero dell'Interno potrebbe già fare molto: ma il problema per cui si litiga da anni, di fatto, attiene a intercettazioni che riguardano quasi sempre persone note (i cosiddetti colletti bianchi) e che è quasi sempre la magistratura a gestire. Sono soprattutto le persone note a finire sui giornali: è naturale che il problema della privacy, che pure riguarda tutti i cittadini, si ponga a partire da loro. La soluzione al dilemma delle intercettazioni telefoniche, in teoria, era già contenuta nel Codice di procedura penale del 1989, in particolare agli articoli 114 e 329: si sanciva che le indagini sono segrete mentre il processo è pubblico. Andare a ricostruire come il significato originario di queste norme sia stato svuotato e stravolto, ora, è inutile: prassi, consuetudini e giurisprudenza hanno favorito l'attuale colabrodo. La violazione del segreto istruttorio non esiste più, e se esiste non ha ufficialmente colpevoli: non i giornalisti (la cui deontologia obbliga a pubblicare le notizie, non a ometterle) e non i magistrati (non usi a indagar su se stessi) e non gli avvocati (che fanno gli affari loro o del loro cliente) e non ancora i cancellieri, poliziotti, vigili urbani e altre categorie che spesso passano le carte. Di fronte a tutto questo, miscelate o alternative tra loro, le strade possibili appaiono tre: o si restringono i reati che prevedano le intercettazioni (strada indicata come prediletta da Silvio Berlusconi) o si restringe l'uso delle intercettazioni indipendentemente dai reati (strada indicata come prediletta dal ministro Alfano) o si restringe la possibilità di pubblicare le intercettazioni indipendentemente da tutto. La strada migliore, a opinione di chi scrive, potrebbe rifarsi a quanto elaborato nelle due scorse legislature e ben condensato nell'abortito decreto Mastella, peraltro votato alla Camera da maggioranza e opposizione: sancire nuovamente, ossia, che le indagini sono segrete e che il processo è pubblico, principio basilare di quel rito accusatorio che nel 1989 si cercò vanamente d'introdurre. E in caso di violazione, multe salate. Se un principio del genere dovesse passare, e una legge funzionare, ci accoderemmo a Paesi ritenuti più civili del nostro: a contare sarebbe essenzialmente il processo, le sue risultanze, le prove, le sentenze. Tanti colleghi ora strepitano, ma le notizie potrebbero uscire lo stesso, anche se non sotto forma di trascrizione di verbale o di intercettazione. Il contenuto delle carte, qualora costituisca notizia, potrebbe comunque essere riassunto: ma niente pruriginosi colloqui telefonici privi di rilevanza penale, per capirci. A margine del decreto Mastella si equivocava a proposito di una parte secondo la quale "Non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm se non dopo la pronuncia della sentenza d'appello": ma questo non significherebbe che non potrebbero essere pubblicati indizi che accusino chicchessia, ma solo che non sarebbero pubblicabili le carte dell'accusa che non assurgono a valore di prova, carte che dunque non verrebbero neppure esibite in aula: i processi del resto vengono trasmessi in televisione, è quindi evidente che i suoi contenuti potranno essere trascritti come sempre. Ciò che non si potrebbe fare, se una legge del genere dovesse passare, è l'estrarre dal cappello carte o intercettazioni prive di rilevanza penale, ma che frattanto possano mediaticamente danneggiare gente che magari non verrà neppure rinviata a giudizio o peggio ancora che verrà assolta. Costituirebbe notizia solo ciò che gli organi giudicanti avessero ammesso a valore probatorio, ciò che insomma reggesse al vaglio del processo: l'arrosto e non il fumus. In definitiva: si potrebbe raccontare ciò che conta senza poter piegare un verbale o un'intercettazione a tesi arbitrarie: più delle indagini conterebbe quel dibattimento che in Italia, spesso, dimentichiamo prima ancora che sia cominciato. Più degli indagati conterebbero i condannati. Potrebbe finire l'era della copisteria giudiziaria per lasciar spazio non alle tesi, alle accuse, al fango: alle notizie. Pare poco? Sarebbe una rivoluzione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"ho sempre pensato al bene dei pazienti" - walter galbiati emilio randacio (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca "Ho sempre pensato al bene dei pazienti" Il primario interrogato in carcere: operazioni soltanto in casi gravi L'inchiesta Il giudice a San Vittore: non risponde l'assistente Presicci WALTER GALBIATI EMILIO RANDACIO MILANO - "Quello che ho fatto, l'ho sempre fatto per il bene dei pazienti. E ho agito sempre da medico". A San Vittore, chiuso in una cella con l'accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà, Pier Paolo Brega Massone, il primario del reparto di chirurgia toracica della clinica Santa Rita non si riconosce nel ritratto emerso dall'ordinanza del giudice Micaela Curami, che lo dipinge più che come un dottore come un procacciatore d'affari. Un business man col camice bianco alla caccia di soldi per il proprio reparto, pronto ad usare il bisturi anche quando non ce n'era bisogno, pur di incrementare i rimborsi da chiedere al sistema sanitario nazionale. "Su una cosa sono certo, ho agito come medico per il bene del paziente. Ho voluto migliorare la qualità della vita, in casi di malati gravi", ha dichiarato al giudice durante l'interrogatorio di garanzia. E Brega Massone ha confermato anche le sue scelte chirurgiche. La ragazza cui sarebbe stato asportato un seno senza nessun motivo clinico? "Un fatto mai avvenuto, si sarebbe trattato invece di un intervento non invasivo che l'ha salvaguardata anche da un punto di vista estetico". I cinque morti? "Quattro decessi non si sono verificati in sala operatoria e nemmeno il giorno successivo all'intervento". Le operazioni inutili? "Sono intervenuto in casi gravi solo per togliere dolore e sofferenza ai pazienti". E l'ex primario ha attaccato anche le consulenze dei tecnici della Procura. "Sono tutte opinabili". Già una volta l'Asl lo aveva attaccato. I casi, che Brega Massone ha puntellato con contro-consulenze, sono ora davanti al Tribunale amministrativo della Lombardia. "Il mio cliente - ha poi aggiunto il difensore, l'avvocato Giuseppe Cannella - si è difeso e ha dichiarato di avere agito nei confronti dei propri pazienti secondo scienza e coscienza. Di aver sempre pensato al bene degli ammalati. Ha dato le sue spiegazioni". Quanto alle intercettazioni che gli sono state contestate, "sono intervenute dopo che lui sapeva già di essere indagato e anche quelle vanno contestualizzate. Peraltro nell'ordinanza è possibile una lettura diversa di quelle intercettazioni". Si è avvalso, invece, della facoltà di non rispondere Pietro Fabio Presicci, il medico assistente di Brega Massone nel reparto di chirurgia toracica, anche lui a San Vittore con la stessa accusa, tra le altre, di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Presicci ha preferito non rispondere nell'interrogatorio del gip. Si difende su tutta la linea Francesco Pipitone, il notaio proprietario della clinica Santa Rita. "L'accusa ha messo insieme un "bel racconto" che però va verificato. Le accuse formulate sono tutte da provare", ha affermato ieri l'avvocato Enzo Brienza, difensore del notaio. A suo giudizio il suo assistito "non ha nulla a che fare con attività illecite commesse semmai da altri. è vero che Pipitone è amministratore unico del Santa Rita - dice il legale - ma lui fa solo l'imprenditore sanitario, non redige cartelle cliniche, non opera, non compila codici. L'accusa ha costruito nel corso di un anno la teoria in base alla quale Pipitone arruolava medici-delinquenti, ma è eccessivo".

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Lapsus - stefano bartezzaghi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cultura LAPSUS COOPERATIVA STEFANO BARTEZZAGHI Dunque, sesso in cooperativa? Parliamone. Qualsiasi discorso sulla prostituzione e sui modi di arginare e controllare un fenomeno evidentemente ineliminabile ha un obbligatorio passaggio linguistico: bisogna trovare il modo per dirlo. Non per nulla lo studio tuttora insuperato di Nora Galli de' Paratesi su turpiloquio ed eufemismi si basava sulle struggenti confidenze nelle lettere delle prostitute alla senatrice Lisa Merlin. Parole e perifrasi usate come pietosi veli per riferirsi politamente all'indicibile. Già i nomi delle strutture preposte alla funzione nascevano innocenti per diventare ben presto osceni: bordello, casa chiusa, casino... Se davvero la recente proposta di cooperative legalizzate per l'esercizio della prostituzione dovesse venire realizzata, forse lo stesso malinconico destino gergale arriderà anche a cooperativa (Non fate cooperativa! Ho una cooperativa di carte sulla scrivania). Allora più che l'antipatia del centrodestra, le proposte di riforma fiscale, le intercettazioni del "Facci sognare", l'aggressiva pubblicistica dei concorrenti del Nord, contro le cooperative rosse e bianche sarà stata efficace Mara Carfagna.

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Napolitano: serve dialogo per il Ddl intercettazioni (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-06-11 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Napolitano: serve dialogo per il Ddl intercettazioni "Il problema intercettazioni è reale e urgente e richiede soluzioni condivise ". Così ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che chiede di coniugare "tutela della riservatezza" e "ricorso moderato " al controllo delle telefonate. Berlusconi plaude: sentire comune. Ieri intesa nella maggioranza sul testo che sarà presentato venerdì al consiglio dei ministri. Dalla Lega arriva il via libera alla stretta ma è braccio di ferro sul reato di corruzione. u pagina 14 con Il Punto di Folli Milano, l'Atm licenzia nove dipendenti assenteisti L'azienda milanese che gestisce i trasporti pubblici ha avviato la procedura di licenziamento nei confronti di nove lavoratori assenti ingiustificati. Per il vice sindaco De Corato "è la dimostrazione che il Comune persegue l'obiettivo dell'efficienza". u pagina 17 Expo 2015, investimenti fuori dal patto di stabilità Palazzo Chigi ha definito la bozza di decreto per l'Expo Milano 2015 da sottoporre al Consiglio dei ministri. Il decreto prevede lo scomputo degli investimenti degli enti locali dal patto di stabilità. La newco di gestione, invece, sarà guidata da un amministratore unico. u pagina 22 Telecom: sciopero il 4 luglio per gli esuberi Manifestazione nazionale e sciopero di otto ore il 4 luglio. è la prima risposta dei sindacati di categoria al piano da 5mila esuberi di Telecom Italia. Intanto il gruppo è pronto a costituire un board di garanzia per la rete d'accesso. u pagina 17 Aereo in fiamme in Sudan, decine di morti è di almeno 28 morti e 123 sopravvissuti il bilancio ancora provvisorio di un incidente che in serata ha coinvolto un aereo delle linee aeree sudanesi in fase di atterraggio a Khartoum. Ma le cifre sono destinate ad aggravarsi: non si hanno ancora notizie di altri 66 passeggeri. Gheddafi boccia l'Unione per il Mediterraneo Il leader libico Muammar Gheddafi ha respinto seccamente il progetto di Unione per il Mediterraneo con l'Europa, sponsorizzato dal presidente francese Nicolas Sarkozy. "è un insulto, non siamo cani ai quali gettare un osso", ha detto Gheddafi. u pagina 10 Antinquinanti: alleanza Italcementi-Heidelberg Italcementi (gruppo Pesenti) ha ceduto ad Heidelberg la licenza d'uso di una decina di brevetti nel segmento dei materiali antinquinanti. I prodotti saranno venduti anche dal gruppo tedesco con il marchio italiano, Tx Active. u pagina 20.

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Alleanza Cina-Albania per l'ecstasy: dieci arresti (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-11 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Patto criminale Alleanza Cina-Albania per l'ecstasy: dieci arresti Un patto di ferro tra cinesi e albanesi. Con i primi pronti a comprare droga e armi (un kalashnikov) dai secondi per avere il monopolio dello spaccio di ecstasy e ketamina sull'asse Milano-Padova. è il quadro emerso da un'indagine della squadra mobile che ha portato all'emissione di 19 ordinanze di custodia cautelare e 10 persone in galera. A finire in manette anche il capo della banda e una donna di 23 anni, tutti regolari: si rifornivano di droga a Milano (che si conferma la capitale del traffico) e la spacciavano in locali padovani affittati per feste di soli cinesi. "Un dito", nelle telefonate, corrispondeva a mille pasticche di ecstasy, "una mano" a 5mila. Parecchi i sequestri messi a segno dalla polizia negli ultimi mesi. Per la banda finita in manette l'accusa è associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e alla detenzione di stupefacenti, oltre che acquisto e detenzione di arma da guerra e relative munizioni. Tutto è partito da alcune intercettazioni in un'indagine sullo stupro di gruppo di una 17enne cinese. Al.Be.

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<Tendine sbagliato? Va bene lo stesso> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-11 num: - pag: 1 autore: di GIUSEPPE GUASTELLA categoria: REDAZIONALE La clinica Santa Rita Le conversazioni degli arrestati "Tendine sbagliato? Va bene lo stesso" MILANO - Il caso della clinica Santa Rita nelle intercettazioni dei medici arrestati. "Abbiamo impiantato al paziente un tendine tibiale invece di un tendine rotuleo". "Cambiagli il tipo di intervento". "Chi se ne frega". O ancora, nel caso di un ottantenne entrato in "una specie di coma" dopo la somministrazione di un farmaco: "Quanti anni ha?". "Sugli ottanta e passa". "Ma secondo te, tutti devono vivere 120 anni?". ALLE PAGINE 5 E 6 Gaggi, Galli, Santucci, Schiavi.

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Intercettazioni, il Colle in campo <Ora serve una larga intesa> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni, il Colle in campo "Ora serve una larga intesa" La prudenza di Napolitano: ripartire dal testo dell'ex ministro Mastella "Garantire l'esigenza alla tutela della privacy e l'esigenza del ricorso misurato ai controlli telefonici" DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Giorgio Napolitano imprime un brusco colpo di freno alle smanie di chi, nel governo, vorrebbe arginare subito con una legge il ricorso alle intercettazioni (e ridimensionarlo pesantemente, a costo di confermare il sospetto dei magistrati di un intervento punitivo contro il loro lavoro). "La questione è reale e attuale, attuale anche con il suo grado di urgenza... e prima la si risolve, meglio è", ammette il presidente della Repubblica. Per aggiungere però subito dopo che, proprio perché si tratta di un "problema non nuovo e non recente, affrontato anche in precedenti legislature", è meglio intervenire "tenendo conto delle proposte avanzate negli anni passati, in modo da trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento". Insomma: piuttosto che procedere a tappe forzate e a colpi di maggioranza, con il rischio di creare strappi politici e incrinature nel rapporto tra poteri, è preferibile costruire un accordo che tenga tutto in equilibrio. Che sia cioè in grado di salvaguardare il valore di quello strumento d'indagine e, nel contempo, il diritto degli italiani a non vedere diffusi sui mass-media i propri fatti privati, a volte ininfluenti per le stesse inchieste, alla faccia del segreto istruttorio. Per il capo dello Stato sarebbe bene ripartire dal "disegno di legge del precedente esecutivo ", elaborato dall'ex ministro Mastella e lasciato cadere. Il che, "naturalmente", non esclude che si possa "sempre ridiscutere l'insieme delle norme che debbono garantire alcune esigenze fondamentali". Vale a dire, appunto, "l'esigenza alla tutela della privacy dei cittadini " e "l'esigenza del ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni ". Sillaba l'aggettivo "misurato ", Napolitano, e dimostra così di condividere il giudizio del vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, sull'eccessiva "disinvoltura " dimostrata a volte da certe Procure nel mettere sotto controllo i telefoni della gente (e magari non solo quelli), con la logica di "gettare a mare una rete per prendere tutto". Ecco dunque spiegato il suo invito a muoversi con prudenza, data la delicatezza del tema, anche se certo non si prende il lusso di entrare nel merito delle soluzioni. Dice il presidente: "Come debba essere congegnato il provvedimento, se possa o no preoccupare per altri aspetti", più o meno laterali, "lo si saprà quando ci sarà un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri e poi quando inizierà la discussione in Parlamento ". Lui, lascia intendere durante una pausa della visita a Venezia, non ha pregiudiziali. Non ne ha oggi come non ne aveva ieri. Lo dimostrano i tre interventi che si è concesso in coincidenza con altrettanti momenti topici. Nel luglio 2006, ad esempio, bollò come "sconcertante " il gorgo di rivelazioni sul caso Unipol-Banca di Lodi e sostenne la necessità di "soluzioni equilibrate che ormai si impongono". Un anno dopo, quando divampavano le polemiche sulle iniziative del giudice Clementina Forleo, auspicò "la massima serenità e riservatezza " da parte dell'autorità giudiziaria e pronunciò un secco "no a inserire negli atti giudiziari valutazioni personali". E, l'autunno scorso, volle "ribadire il principio della segretezza degli atti d'indagine" e chiese che fosse "approfondito l'iter che conduce alla pubblicazione delle intercettazioni ". Rincalzi lasciati inevasi, dal vecchio, impotente Parlamento. Ma che stavolta potrebbero essere utilmente raccolti. Marzio Breda.

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Spataro: Violante sbaglia sui pm Non siamo noi a diffondere i colloqui (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il procuratore aggiunto: sì a un "archivio riservato" delle conversazioni Spataro: Violante sbaglia sui pm Non siamo noi a diffondere i colloqui ROMA - "No, l'onorevole Violante non può scaricare la responsabilità solo sui magistrati: le sue accuse sono generiche e infondate e noi non ne possiamo più di essere additati come responsabili di fughe di verbali che consentono la pubblicazione sui giornali di conversazioni intercettate...". Dunque, il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, respinge al mittente le osservazioni che l'ex presidente della Camera ha fatto sui rapporti, talvolta disinvolti, tra magistrati e giornalisti. Eppoi, aggiunge Spataro riferendosi al piano del governo, "non c'è alcun nesso tra tutela della privacy e limitazione delle intercettazioni ". Procuratore, ci sarà pure un pm che ha passato un verbale alla stampa, o no? "Lo sostiene oggi anche l'onorevole Violante, ma è incredibile che nessuno ricordi come l'attuale disciplina prevede la segretezza delle intercettazioni solo fino al momento in cui il soggetto indagato o i suoi difensori non ne abbiano avuto conoscenza. A partire da quel momento il segreto viene meno e con esso decade anche il divieto di pubblicazione del "contenuto" dei colloqui intercettati: permane il solo divieto di pubblicazione delle intercettazioni nella loro integralità, la cui violazione è però punita come mera contravvenzione estinguibile attraverso una modesta oblazione, quindi del tutto priva di efficacia deterrente ". Converrà che la pena è inesistente. "Appunto, si aumentino queste pene. Inoltre, se si vuole impedire la pubblicazione delle intercettazioni anche dopo la conoscenza da parte di avvocati ed indagati, non resta che fare una cosa: spostare il venir meno del segreto al momento in cui, in un'apposita ed obbligatoria udienza in contraddittorio dinanzi al giudice, i verbali non siano depurati delle registrazioni irrilevanti ai fini delle indagini. Fino a quel momento, come già prevedevano i ddl Flick e Mastella, le intercettazioni dovrebbero essere custodite in un "archivio riservato". Non si capisce, invece, perché Violante ed altri puntino il dito contro i magistrati quando la quasi totalità dei casi noti vede la pubblicazione delle conversazioni dopo che esse sono state acquisite in copia anche dagli avvocati e, dunque, non sono più segrete". La ricetta del governo: meno intercettazioni, più privacy. "La si finisca una buona volta di dire che, per risolvere il problema del voyeurismo giudiziario, bisogna limitare l'uso delle intercettazioni ai soli campi del terrorismo e della mafia. Non c'è nesso tra il problema della riservatezza da garantire e la limitazione dell' uso di uno strumento investigativo che, tra l'altro, è sempre più importante nei processi da quando, prima il centrosinistra e poi il centrodestra, hanno reso incerto lo strumento della prova orale rispetto alla fase delle indagini". Durata delle intercettazioni e lista dei reati per i quali sono autorizzate. Che ne pensa? "E' assurdo anche pensare a limitare la durata delle intercettazioni. Ma ancora più grave sarebbe limitare la categoria dei reati ed il tempo per cui le intercettazioni sono utilizzabili, così come le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni: si tratterebbe di un grande regalo ad ogni tipo di criminalità, compresa quella dei "colletti bianchi"". Milano Il procuratore aggiunto Armando Spataro difende i magistrati dall'accusa di favorire le fughe di verbali ( Cito/Ap) Dino Martirano.

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Napolitano e le intercettazioni <Trovare una larga intesa> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-11 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il presidente chiede al governo di ripartire dal provvedimento di Mastella Napolitano e le intercettazioni "Trovare una larga intesa" VENEZIA - Giorgio Napolitano frena chi vorrebbe arginare il ricorso alle intercettazioni e invita a trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento. ALLE PAGINE 2 E 3.

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L' intervento (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Un invito all'accordo Ma restano forti posizioni pregiudiziali L' intervento di Giorgio Napolitano era atteso. Occorreva la spinta del capo dello Stato per cercare di attenuare lo scontro sulle intercettazioni; ed incoraggiare un esito che non faccia pensare ad una magistratura imbrigliata, né lasci la privacy in balìa delle rivelazioni più o meno pilotate. "Non dispero che si possano trovare soluzioni che raggiungano larghe intese ", azzarda il presidente della Repubblica da Venezia. Ma anche il Quirinale sa che la mediazione non sarà facile. Si tratta di trovare un punto di incontro fra le richieste perentorie di Silvio Berlusconi e le obiezioni forti di Walter Veltroni: ma gli ostacoli non sono soltanto politici. è probabile che entrambi i leader vorrebbero un compromesso. Esistono tuttavia resistenze sia nel centrodestra che dentro l'opposizione; e per il Pd il terreno è più scivoloso. Formalmente, il partito di Antonio Di Pietro, alleato di Veltroni, applaude Napolitano. Ma sa che l'invito alle "larghe intese" è una critica implicita a posizioni pregiudiziali come le sue. Nei fatti, l'Idv si prepara a mettersi di traverso. Ormai, sta diventando chiaro che Di Pietro punta a crescere facendo il pieno dei voti antiberlusconiani; e sfrutta qualunque presunto cedimento veltroniano per centrare l'obiettivo. Per un Pd nervoso e scosso dalle critiche del mondo cattolico, l'offensiva dipietrista è un altro fronte aperto. Per l'ex pm di Mani pulite non si tratta di trovare un provvedimento che metta d'accordo Palazzo Chigi e centrosinistra: l'intesa sulle intercettazioni, a suo dire, non si dovrebbe neppure cercare. E se il Pd asseconderà una qualunque soluzione a questo "problema annoso", nelle parole di Napolitano, è pronto a tuonare contro la sua subalternità. "Del disegno di legge sappiamo tutto anche senza leggerlo", teorizza Di Pietro. "Conosciamo chi lo propone: un intercettato, Berlusconi". La conclusione è che non ci sarà "apertura di credito nei confronti di chi ha dimostrato di fare leggi a proprio uso e consumo". In filigrana l'attacco è all'alleato, non al premier; ed è un "no" preventivo all'appello del capo dello Stato. Difficile prevedere se questo "fuoco amico" potrà essere ignorato dal centrosinistra. Per il governo, in apparenza le perplessità della Lega e di parte di An sono rientrate: venerdì il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il provvedimento sulle intercettazioni con una maggioranza pacificata, dopo alcune correzioni. Ma una battuta di arresto nel dialogo ripreso dopo le elezioni di aprile sarebbe un problema per lo stesso Berlusconi: tanto più su un tema come i rapporti fra politica e magistratura. Esporrebbe il presidente del Consiglio ad attacchi che magari non lo danneggiano elettoralmente, ma certo perpetuano l'immagine di un'Italia lacerata dallo scontro fra poteri, ed in guerra con se stessa. \\ Di Pietro mira a far saltare qualunque ipotesi di intesa tra Pd e Pdl.

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Il partito salmone (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-06-11 - pag: 12 autore: Il partito salmone Com'è cambiata l'aria in un mese e mezzo! Il Cavaliere dice ad alta voce: ora basta con le intercettazioni selvagge, salvo... Subito dopo, il responsabile dell'Associazione dei magistrati ribadisce con tono molto educato: attenti, le intercettazioni sono necessarie in molti casi, però la privacy va tutelata in modo molto più serio. Altro caso, la monnezza. Ora Bertolaso ha un incarico di governo per risolvere il problema nel minor tempo possibile, pare tre anni. Nessuno ha alcunché da obiettare. Scajola annuncia che l'Italia si appresta a progettare una nuova filiera di centrali elettronucleari, nessuno fiata. Epifani(Cgil) prova a mettere il freno a trattative sulla contrattazione degli accordi sindacati-confederazioni e gli viene fatto capire che è meglio che aggiusti il tiro, se non vuole mettersi all'angolo da solo. Insomma, i 5 milioni di voti che il Cavaliere e la sua truppa hanno raccolto in più rispetto al Pd, nell'ultima consultazione, pare abbiano annichilito, ammosciato la sinistra. Sono come tramortiti; ci vorrà tanto tempo prima che si riprendano. Lei che ne pensa? Gino Speciale Roma V eltroni fa quel che può, ma la corrente dell'opinione pubblica è avversa. Ci vorrebbe – ma quale pesante o leggero, solido liquido o gassoso – un partito-salmone: però non nel senso di grande salma. Piuttosto, uno di quei pesci meravigliosi che s'inerpicano per i fiumi verso la sorgente, più forti dei mulinelli e delle rapide, irrise a furia di salti. Una metamorfosi che richiederà lunghi anni di tempo. Intanto, cerca di stare in piedi e abbraccia l'avversario. Come capita, del resto, ai pugili quando si rialzano dopo un colpo che li ha messi al tappeto. - La forza degli Usa Per me è estremamente positivo che il candidato dei democratici sia Obama, perché dopo 20 anni con presidenti delle famiglie Bush o Clinton, si sarebbe cominciato a instaurare un regime che è esattamente l'opposto di quanto prevede lo spirito della Costituzione Usa. Certo che, al di là delle importanti novità – per la prima volta una donna e un coloured alle primarie – adesso per i democratici la strada è in salita. Partiti con grande vantaggio, grazie all'immagine sempre meno simpatica di Bush, si ritrovano con un candidato con grandi doti personali ma che incarna solo il 20% degli americani. Sull'altro fronte il vecchio McCain, che incarna invece la tradizione che piace sempre degli uomini di frontiera. Sarà una bella battaglia, con i democratici che partono dopo aver speso troppi soldi nelle primarie, mentre il vecchio McCain (di origini scozzesi...) ha avuto la fortuna di spendere poco. Sono maligno, ma conosco abbastanza gli americani per capire che il più grosso problema di Obama sarà il rapporto futuro con Hillary, che con grazia infida sta cercando di rifilargli i suoi debiti in cambio di un appoggio elettorale. Vinca il migliore! Però almeno negli Usa c'è una vera competizione e soprattutto vengono a galla persone nuove. Giorgio Ortu email Basta fannulloni Condivido con il ministro Brunetta l'intenzione di licenziare i fannulloni della Pubblica Amministrazione. L'idea è comunque superficiale, poiché è il modo di pensare degli italiani che va educato, per essere un popolo responsabile e attivo, non servile e sciocco come vogliono tutti i "Grandi Fratelli" Lettera Firmata.

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Moggi e le telefonate: vita cambiata. In meglio (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il personaggio L'ex direttore generale della Juventus: ora faccio il giornalista e mi diverto Moggi e le telefonate: vita cambiata. In meglio "Pensai al suicidio, poi ho riscoperto la fede. Mio figlio ha sofferto moltissimo" "Cambiata la mia vita con Calciopoli? Beh, lei parla con un giornalista, ora, stia attenta. Ho cambiato completamente mestiere, scrivo su Libero del mio amico Vittorio Feltri, che mi ha teso una mano in piena bufera e si è fatto venire quest'idea di fare di me un opinionista. Sono passato dalla parte di chi critica, adesso, e mi diverto parecchio. E' anche più facile, per uno che a scuola era bravo in italiano". Se oggi Luciano Moggi può ostentare moderata soddisfazione per la sua nuova attività ("da vittima a carnefice"), per il suo appuntamento mattutino con la ginnastica che gli permette di mangiare quantità della sua pasta preferita, gli spaghetti all'inglese, e delle partite a burraco la sera, c'è stato un momento, proprio nell'estate del 2006, subito dopo essere stato travolto dallo scandalo e dalla pubblicazione delle sue intercettazioni, in cui aveva pensato addirittura al suicidio. "E' vero, ma è stato solo per un attimo. Io sono sempre stato credente, e in quei giorni ho riscoperto la fede. Nel primo mese, però, non riuscivo a capire cosa mi era caduto addosso, non mi ci raccapezzavo, così mi sono ritirato al mare da mia sorella a Follonica, circondato dai familiari. Me ne stavo tranquillo, andavo sulla spiaggia; certo che uscivo, col magone dentro, ma andavo fuori, sono sempre andato fra la gente. Perché dovevo stare chiuso in casa? Non avevo rubato niente. E poi leggevo Trilussa, così, per tirarmi su e per prendere da lui qualche spunto brillante". Ma anche l'arguto poeta romanesco poteva poco contro la tempesta che si stava abbattendo ormai su tutta la famiglia: proprio in quei giorni spuntò l'intercettazione in cui il figlio di Luciano, Alessandro, ad della Gea, raccontava, parlando con un amico, di un fastoso quanto infelice week end a Parigi con Ilaria D'Amico: "Con la D'Amico sono andato in buca. Pensavo, speravo, ci contavo e invece...". "Non me ne parli per favore... Non sa quanto ho sofferto per la cosa di mio figlio" dice ora Luciano. "E' un argomento troppo doloroso per tutti noi. Ma basta, non voglio altri guai". Chi l'ha salvata, allora, dalla disperazione? "Un sacerdote, Antonio Gambale, che molto si è speso per la beatificazione di Padre Pio e che mi veniva a trovare a Follonica, ma anche a casa mia, a Napoli. Io sono un fedele di Padre Pio, lo vado a trovare due o tre volte all'anno a Pietrelcina, porto la sua immagine sempre con me, nel portafoglio... Ma non ho mai chiesto niente per me, neppure a Nostro Signore, lo trovo antiestetico. Vede come son diverso da come mi hanno dipinto. Anche l'estate dopo, quando sono andato a Lourdes, hanno ricamato sul fatto che avevo volato sull'aereo con il cardinale Ruini, che gli ho baciato l'anello, e invece avevo viaggiato con i pellegrini, e l'anello l'ho baciato quando l'ho incontrato, come gli altri fedeli". Torniamo a quei giorni: il telefono squillava meno? "Un po' meno, ma è normale, avranno avuto paura di essere intercettati. Ma marcia indietro fra i miei amici non l'ha fatta nessuno. Con loro non mai interrotto i contatti, e ho continuato a parlare al cellulare. E quelli là hanno continuato a intercettare le mie telefonate, la seconda ondata. E io dico che è una vergogna che lo Stato italiano abbia speso tanti soldi per continuare a sentire me che parlavo al telefono con i miei amici. E allora ha ragione Berlusconi che vuole che si usino le intercettazioni solo per la malavita e non per chi lavora". Dall'avventura di Calciopoli Moggi ci ha guadagnato anche un amico in più "il professor Trivella, commercialista romano piuttosto vecchio, gobbo - ma meno di Andreotti - e simpaticissimo: l'ho conosciuto a un dibattito, e non ci siamo lasciati più, spesso lui veniva da Roma per tenermi compagnia, facevamo lunghe passeggiate sulla spiaggia di Follonica". E in quelle giornate sul mare cosa vi dicevate? "Beh, lui è un grande barzellettiere e me ne raccontava da mattina a sera. Avanti e indietro. Poi rientravamo a casa e giocavamo a burraco. Lui è un campione europeo e quell'estate è stato via qualche giorno per le finali ad Amsterdam". E allora niente più barzellette senza Federico Trivella? "Che fa provoca? Non sa che io sono simpatico, ho successo dappertutto e proprio questo fatto scatena l'invidia degli uomini... ". Salvato dalla simpatia? "Forse un po'. La sa quella dei due carabinieri che fanno le parole crociate? Uno fa il braccio e l'altro la mente. Dice la mente: Organo sessuale femminile, quattro lettere, comincia per F e finisce per A. Domanda il braccio: orizzontale o verticale? Verticale, risponde la mente. Allora, porca miseria, non è quello che pensavo io, si dispera il braccio". Un po' fortina, non le pare? "E non le racconto le altre, siamo al telefono e non vorrei nuovi guai". Maria Luisa Agnese.

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Il ddl Mastella (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il ddl Mastella Nella scorsa legislatura il Guardasigilli Mastella (foto) presentò un ddl sulle intercettazioni che fu approvato alla Camera ma si arenò al Senato. Ecco cosa prevedeva.

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Le intercettazioni Le scelte (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: BREVI Le intercettazioni Le scelte \\ Questione urgente La questione è reale e attuale con il suo grado di urgenza, prima la si risolve, meglio è. Bisogna tener conto delle proposte avanzate negli anni passati, in modo da trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-11 num: - pag: 1 autore: di ... (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-11 num: - pag: 1 autore: di PAOLO FRANCHI Giustizia L'OPPOSIZIONE CHE BALBETTA S i può benissimo non apprezzare il modo in cui Silvio Berlusconi ha posto il problema delle intercettazioni telefoniche, non condividere l'indicazione di limitarle alle inchieste di mafia e di terrorismo, e contestare l'idea di appioppare fino a cinque anni di galera a chi non se ne dà per inteso. CONTINUA A PAGINA 32.

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1 Divieto di pubblicazione fino al processo (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: BREVI 1 Divieto di pubblicazione fino al processo Il ddl Mastella vietava la pubblicazione sui media delle intercettazioni, anche parziale o riassunta, almeno fino alla fine delle indagini preliminari. Vietate anche le trascrizioni delle conversazioni su fatti o persone estranee alle indagini.

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Il ddl Alfano (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3 categoria: BREVI Il ddl Alfano Il ministro della Giustizia Angelino Alfano si appresta a definire un nuovo ddl sulle intercettazioni: il premier Silvio Berlusconi annuncia la "linea dura".

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1 Mafia e terrorismo (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3 categoria: BREVI 1 Mafia e terrorismo Il premier Silvio Berlusconi ha annunciato il "divieto assoluto" di intercettazioni, salvo per i reati di mafia e di terrorismo. Dalla Lega Nord, a cominciare dal leghista Roberto Castelli, si preme perché tra i reati "intercettabili" ci siano anche quelli "della politica" contro la pubblica amministrazione: corruzione e concussione.

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Berlusconi apprezza e chiede limiti severi I dubbi della Lega (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il ddl Vertice con Alfano e Maroni. Ghedini: venerdì il testo Berlusconi apprezza e chiede limiti severi I dubbi della Lega L'ipotesi: ok per reati con almeno 10 anni di pena La "linea dura" del Cavaliere: "Gli italiani sono con noi e non ci fermeremo: una stretta ci vuole" ROMA - Silvio Berlusconi apprezza quanto sostiene il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sulle intercettazioni. Ed è appunto perché la questione è diventata una emergenza che si deve porre un argine al fenomeno e trovare una soluzione. E l'urgenza di agire rapidamente, sottolineata dal Presidente, rappresenta per Berlusconi la conferma che l'allarme lanciato sabato scorso era più che fondato. Berlusconi, quindi, va avanti. "Gli italiani sono con noi e noi non ci fermiamo: una stretta ci vuole", dice ai suoi collaboratori. Ecco perché ieri pomeriggio si è tenuto un incontro alla Camera tra il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Interno Roberto Maroni, Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia e Nicolò Ghedini, deputato Pdl e avvocato del presidente del Consiglio. Dopo due ore non si è trovata un'intesa complessiva, ma soltanto un accordo di massima sulle sanzioni pecuniarie previste per gli editori. Il clima tuttavia induce all'ottimismo. Ecco perché Ghedini ha dichiarato che "il governo ha trovato un accordo e venerdì presenterà un testo in Consiglio dei ministri ". La sospensione si è resa necessaria per consentire ai tecnici del ministero di via Arenula di stendere una traccia. E per definire nei dettagli il provvedimento è stato deciso di proseguire in nottata, nel corso di un secondo vertice con lo stesso Berlusconi a Palazzo Grazioli durato anch'esso un paio d'ore. "L'accordo è nelle cose", commenta al termine Alfano La bozza su cui si sta lavorando, secondo alcune indiscrezioni, riprende i passaggi chiave del testo predisposto nel 2005 dall'allora Guardasigilli Roberto Castelli e del successivo disegno di legge di Clemente Mastella del 2007. Il nodo riguarda la cosiddetta "pena edittale" ovvero la pena minima a partire dalla quale le intercettazioni sono possibili. Berlusconi ha insistito che non sia inferiore ai dieci anni, e in questo caso rientrerebbero una serie di reati molto gravi, non solo il terrorismo e le attività mafiose. Per lui indicare questo limite è un modo per venire incontro alle esigenze sia dei magistrati sia degli alleati. Ma questa linea non ha convinto la Lega nord. Maroni ha argomentato che questo tetto è eccessivo e, se accolto, lascerebbe fuori concussione e corruzione. Cosa che, ha obiettato il responsabile del Viminale, gli elettori del centrodestra non comprenderebbero. Lorenzo Fuccaro ASCOLTA le dichiarazioni di Capezzone e Di Pietro su www.corriere.it.

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Larghe intese per la privacy (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-11 - pag: 14 autore: Telefoni sotto controllo. L'appello del Quirinale: tutela della riservatezza e ricorso moderato allo strumento "Larghe intese per la privacy" Il Capo dello Stato: problema reale - Berlusconi: sentire comune Gerardo Pelosi VENEZIA. Dal nostro inviato "Un problema reale", che ha assunto "un suo grado di urgenza " e che richiede equilibrio ma soprattutto una "larga intesa" che tenga conto delle proposte degli anni passati, ossia i progetti Castelli e Mastella. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, panama bianco in mano, è ai piedi della scalinata di Cà Corner della regina, sede della Prefettura di Venezia, e sta per ripartire alla volta di Roma dopo avere partecipato con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, alla festa della Marina e avere consegnato la medaglia d'oro al valor civile alla memoria al fratello di Denis Zanon, l'operaio che, il 18 gennaio scorso, a Marghera, perse la vita per salvare la vita di un compagno intrappolato nella stiva della nave World Trade. Ma sulla polemica delle intercettazioni che sta rovinando la luna di miele tra maggioranza e opposizione, il presidente della Repubblica si sente, tuttavia, di intervenire. Sia per contenere, da un lato, gli eccessi del Governo che vorrebbe limitare fortemente il ricorso a un prezioso strumento della magistratura inquirente come è stato dimostrato nell'ultima inchiesta milanese sulla "clinica degli orrori". Dall'altro, per invitare anche l'opposizione e soprattutto l'Italia dei valori che con Di Pietro, fa sbarramento, a prendere atto che il problema esiste, non è solo un'invenzione della Cdl e ha assunto ormai una dimensione tale da minacciare la privacy dei cittadini. Quindi "prima lo si risolve meglio è". Da Silvio Berlusconi arriva apprezzamento per le parole di Napolitano con il quale si vede in completa "sintonia". "Il problema non è nuovo, non è recente", esordisce Napolitano ricordando che "è stato affrontato anche in precedenti legislature" e in Parlamento "c'era un disegno di legge del precedente Governo". "Naturalmente – precisa il Capo dello Stato – si può sempre discutere l'insieme delle normeche debbono garantire alcune esigenze fondamentali " perché "c'è un'esigenza sia di tutela della privatezza sia di ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni". Insomma, "una questione effettivamente annosa", aggiunge Napolitano, che richiede un intervento rapido. "Poi, – aggiunge il Presidente della Repubblica – come debba essere congegnato il provvedimento, se possa o no preoccupare per altri aspetti, lo si saprà prima quando ci sarà un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri e, poi, quando inizierà la discussione in Parlamento". Ma che "la questione sia reale – sottolinea il presidente –credo che non ci siano dubbi". Perché non solo "è diventata attuale " ma ha assunto anche "un suo grado di urgenza". In altre parole, non si può aspettare ancora, è arrivato il momento di decidere. Con equilibrio, ma decidere. E qui Napolitano invita la maggioranza a fare approvare il provvedimento che sarà esaminato venerdì in Consiglio dei ministri dopo l'intesa raggiunta ieri, a non disperdere il lavoro che, sulla stessa materia, è stato fatto nelle precedenti legislature con le bozze Castelli e Mastella. "Io non dispero – afferma il presidente della Repubblica – che tenendo conto anche di proposte degli anni precedentisi possa trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento ". Ma l'ex-Guardasigilli Mastella osserva che "i magistrati che si affidano solo alle intercettazioni hanno una capacità investigativa un pò pigra". L'EMERGENZA "Il problema è annoso ed è già stato affrontato tanto che in Parlamento c'è un Ddl del precedente Governo: prima lo si risolve e meglio è".

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Sulle intercettazioni Napolitano ha indicato il punto di equilibrio (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-11 - pag: 14 autore: Sulle intercettazioni Napolitano ha indicato il punto di equilibrio U na volta di più Giorgio Napolitano è intervenuto in modo tempestivo nel dibattito politico e lo ha fatto su un punto cruciale: le nuove regole per le intercettazioni che il governo è pronto a varare. è un tema spinoso che negli ultimi giorni ha rischiato di frantumare parecchi equilibri. Soprattutto di riaprire quel fronte mai veramente chiuso che riguarda il rapporto fra politica e magistratura. D'altra parte, che il tema esista non lo dice solo Berlusconi. Ieri su "Liberazione",giornale dell'estrema sinistra di Rifondazione, non più presente in Parlamento, il giurista Giuliano Pisapia avvertiva: "Le intercettazioni? Solo quando sono veramente necessarie". Ecco allora che le parole del Capo dello Stato sono utili per creare una sorta di largo sentiero, percorribile non solo dalla maggioranza, ma da una parte almeno dell'opposizione (se vorrà farlo). Senza dimenticare che Napolitano è anche presidente del Consiglio superiore della magistratura. E il suo intervento vuole essere, tra le righe, una garanzia offerta ai magistrati. Come dire che il Quirinale non farà certo passare un provvedimento che fosse nocivo per le indagini o che indebolisse i principi di legalità. è chiaro che il Parlamento è sovrano nella sua funzione legislativa. E che non è possibile una sorta di trattativa fra governo e magistratura sulla sostanza del provvedimento. Ma quello che non si deve fare in via ufficiale, si può affidare a qualche canale riservato. Il problema è evitare un altro conflitto para-istituzionale che ci riporterebbe a tempi non remoti, e certo non rimpianti. Sotto questo aspetto, le parole del presidente permettono di superare alcune incomprensioni e di sgombrare il campo dall'argomento più insidioso, che una parte della magistratura ha avuto la tentazione di sfruttare: quello secondo cui il presidente del Consiglio ha interesse alle nuove misure per "coprire" i reati di corruzione di amici e sodali. Napolitano dice invece con chiarezza che il problema è "urgente" e ricorda che già il precedente governo di centro-sinistra aveva cominciato ad affrontarlo. Si tratta allora di risolvere la questione con senso di responsabilità nazionale.L'appello alle"larghe intese" non è un artificio retorico, ma costituisce un modo per rammentare al Partito democratico dove sia la sua convenienza politica. Che in nessun caso può coincidere con le posizioni di Antonio Di Pietro, il singolare alleato-competitore che il Pd veltroniano si è scelto. è evidente infatti che le parole del Capo dello Stato hanno l'effetto indiretto di isolare l'Italia dei Valori sulla sua posizione " giustizialista". In cui forse si rispecchia una parte della magistratura, ma solo una parte. Quello che Napolitano fa intendere (anche qui fra le righe) è che il Pd non può seguire l'irruenza di Di Pietro. Il quale coltiva il suo spazio elettorale, legittimamente, ma non può dettare la linea all'opposizione su temi così delicati. E difatti tra i Democratici, al di là di alcuni dubbi del segretario, la tesi favorevole a una buona legge sulle intercettazioni comprende gran parte dei vertici. Nessuno nega, peraltro, che il Ddl presenta profili da approfondire. Soprattutto per quanto riguarda la stampa. E infatti, in queste ultime ore, l'Ordine dei giornalisti ha più volte chiesto chiarimenti. Ma anche in questo caso l'intervento del presidente della Repubblica serve come fattore di garanzia. Lo è nei confronti della magistratura, può esserlo altrettanto nei confronti dei giornalisti. www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Un accordo che riguarda il Parlamento ma deve garantire anche la magistratura.

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Dal mini ospedale al mostro a dieci piani Gli affari del <notaio> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Chi è Francesco Paolo Pipitone Dal mini ospedale al mostro a dieci piani Gli affari del "notaio" MILANO - I primi a tirarlo in ballo, a marzo di quattro anni fa, sono stati i carabinieri. Proprio lui, "il notaio", signore e padrone indiscusso della casa di cura Santa Rita, s'è ritrovato in un paio di informative dei militari per aver assunto tre infermieri (tra cui uno straniero) che non avevano i titoli per lavorare. Infermieri abusivi. Sembra una cosa da nulla, ma è una spia. Di come Francesco Paolo Pipitone, 75 anni, di Alcamo (Trapani), nel suo regno milanese potesse fare e disfare. Aveva la fiducia incondizionata dalla Regione Lombardia, la stessa che ora gli volta bruscamente le spalle: nel 2006 ha potuto contare su 50 milioni e 618 mila euro di rimborsi per i pazienti curati. Circa 7 milioni in più dell'anno prima. Un bel premio. Più o meno lo stesso aumento concesso al San Raffaele, quasi il doppio rispetto allo Ieo di Umberto Veronesi. Segno che forse era stato confuso tra le "eccellenze" della sanità lombarda. I milanesi che vivono là vicino hanno ribattezzato la Santa Rita: l'"elefante". La creatura del "notaio" (un tempo lo era davvero) l'hanno vista trasformarsi da piccola clinica nel 1988, quando lui l'acquistò, a mostro da dieci piani (tre sotto terra). Impresa florida. Ben vista dall'Asl: "Riusciva a ottenere acconti sulle prestazioni sanitarie ogni volta che li chiedeva - racconta un ex dipendente interrogato dai magistrati - cosa che non accadeva per altre strutture". Forse è perché, come dicono due medici intercettati, "Pipitone è un uomo potente". Di certo un padrone, dicono i pm. Che si circonda di "fedelissimi": "Prenderà i più delinquenti del mondo che gli faranno guadagnare miliardi" (conversazione intercettata). O licenzia senza preavviso: "Il direttore dopo 22 anni l'ha segato dalla sera alla mattina". Sulle truffe, i medici hanno riferito: "Ci chiedeva di chiudere un occhio". Chi ha la memoria più lunga, ricorda che il nome del "notaio" Pipitone compariva in un comitato di imprenditori-costruttori nella Valtellina degli anni Settanta. Il progetto prevedeva l'edificazione di 200 mila metri cubi di cemento. La stampa dell'epoca parlava di "valorizzazione turistica predatoria". Edilizia e sanità Nei '70 partecipò a una cordata per un maxi insediamento in Valtellina Gianni Santucci.

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3 Sanzioni più pesanti tra multe e reclusione (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3 categoria: BREVI 3 Sanzioni più pesanti tra multe e reclusione Complesso il capitolo delle sanzioni. Per chi pubblica le intercettazioni, ammenda da 10 a 100 mila euro e arresto fino a 10 giorni (da 1 a 4 anni se illecite). Per chi rivela notizie riservate, reclusione da 6 mesi a 3 anni, da 1 a 5 anni se pubblico ufficiale.

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<Il tendine è sbagliato? Trapiantalo lo stesso, il malato è sotto i ferri> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE "Il tendine è sbagliato? Trapiantalo lo stesso, il malato è sotto i ferri" Le intercettazioni. Teste cita "un politico di An" MILANO - "Che si tratti di Casa di cura poco rileva. La finalità di cura è incidentale: tutto è improntato a mera finalità commerciale", allo "sciacallaggio chirurgico". è la spietata descrizione della clinica milanese dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano. Le bustarelle A parlare di mazzette è Domenico Lopriore, contabile fino all'ottobre 2006: "Ho visto alcune buste preparate dalla segretaria del notaio, signora Giuseppina Lucano, contenenti delle some di denaro da dare a terzi. Inoltre ricordo che la signora Lucano aveva la disponibilità di un quaderno, che alcune volte ho visto personalmente e che custodiva, su cui annotava tutte le operazioni in nero/illecite del notaio Pipitone. Riguardo tali buste ricordo che Pipitone un giorno ha chiesto alla sua segretaria se avesse preparato una busta per un onorevole di Alleanza Nazionale di cui non sono in grado di riferire le generalità ". Aggiunge che ci sono testimoni che possono confermare e di aver saputo che la "busta avrebbe dovuto contenere circa 100 milioni di lire necessari per finanziare Alleanza Nazionale, probabilmente nelle elezioni politiche del 2003". La procura non ha aperto un fascicolo su questo. Nel 2003 c'era già l'euro e ci furono le amministrative. In un'intercettazione è Brega Massone a fare riferimento ad An e a un non meglio identificato "La Russa" come "l'unico che possa intervenire" dopo che la Regione aveva sospeso per due mesi la convenzione con La Santa Rita a seguito dei primi controlli. L'ottantenne in coma Scarponi parla con Maurizio Casa di un ottantenne cui stato dato un farmaco ed è entrato "in una specie di coma". Casa: "Il figlio è incazzato come una bestia ah! Ha visto l'evoluzione della cosa". (...) S.: "Va bene e quanti anni ha?". C.: "Anziano, sugli ottanta, ottanta e passa. Ha fatto la campagna di Russia quest'uomo". S.: "Ho capito, ma secondo te, tutti devono vivere 120 anni?". Il mago dei Drg è stato fatto fuori dalla Santa Rita dopo che la Regione ha sospeso per due mesi la convenzione dopo i primi controlli: Brega Massone spiega la sua condizione: "Il problema (...) è che qui non è che vieni a fare il primario, qui tu devi fare i Drg, devi avere i pazienti, se non li hai che c.... fai? Vivi con gli 80 pazienti in un anno che ti passa il pronto soccorso? (...) Io pescavo dappertutto, da Lodi, dove tiravo fuori le mammelle, poi ho cominciato a pescare anche i polmoni... dall'Oltrepò pavese, da Pavia, da Milano (...) avevo un giro che mi ero creato col mio modo di fare, con il mio essere disponibile a qualsiasi ora... ancora adesso pensa che questi ultimi giorni avrò fatto 35/40 visite gratis ". Il tendine A un paziente, che è medico, è stato impiantato un tendine diverso da quello di cui era in attesa. Ne parlano al telefono Arabella Galasso, medio-ortopedico indagata, e la collega Maristella Farè. Galasso: "Abbiamo un problema sul tendine di oggi... mi avete mandato questo emitendine rotuleo con tutto il certificato di idoneità e il codice del donatore, la data di nascita, di morte, gruppo sanguigno. Peccato che è un tendine tibiale anteriore... nato in una data diversa da questo qua, cioè non corrisponde... noi abbiam dovuto usare il tibiale perché ormai il paziente era aperto". Farè: "è andato bene il tibiale?". G.: "Sì, non era fantastico rispetto al rotuleo che ci aspettavamo" (...) "abbiamo messo ad un collega un tibiale destro al posto di un rotuleo sinistro, mi vengono già le coliche". F.: "No beh quello non è un problema". G.: "Come sistemiamo 'sta faccenda?" (...) F.: "Cambiagli il tipo di intervento (...) ma il tendine destro e sinistro non ha importanza". G.: "Chi se ne frega certo". F.: "No quello non ce ne frega, mi dispiace". G.: "Che sfiga che abbiamo noi dottori (...) io non gli dico niente al mio collega". F.: "No non dirgli niente". G.: "Zitta e muta". F.: "Dai che andrà benissimo" Tre milioni di euro per le mammelle Brega parla con tale Aldo, responsabile di una clinica. Si propone come collaboratore "Dovreste investire su qualcuno che ha principalmente patologia oncologica, non so, qualcosa sulla mammella, tipo senologia che vi mandi i tumori (...) ne possiamo parlare con calma, io ho una mente in questo senso abbastanza portata (...) ero arrivato a fargli fare a questa clinica un fatturato di tre milioni di euro con la chirurgia toracica, ma in mezzo c'erano un sacco di mammelle (...) per riempire le sale operatorie". Clinica L'ingresso della clinica Santa Rita di Milano al centro di un'inchiesta dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano Giuseppe Guastella.

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2 Cinque anni di carcere (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3 categoria: BREVI 2 Cinque anni di carcere Sempre il premier ha annunciato pene severissime, senza distinzioni, per chiunque violi la riservatezza telefonica al di là di mafia e terrorismo: "Cinque anni di carcere a chi ordinerà queste intercettazioni, a chi le eseguirà e a chi le diffonderà. E una penalizzazione finanziaria importante per gli editori che le pubblicheranno".

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Dalla Lega ok alla stretta, braccio di ferro sulla corruzione (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-11 - pag: 14 autore: Il testo. La riforma venerdì in Consiglio Dalla Lega ok alla stretta, braccio di ferro sulla corruzione Donatella Stasio ROMA Le parole di Napolitano rimbalzano nella capitale dove, dopo una serie di fitti colloqui, la maggioranza cerca di trovare un accordo su un testo più soft delle intercettazioni, che incontri anche il consenso dell'opposizione. La Lega fa muro sui reati contro la pubblica amministrazione e, nonostante la resistenza di Silvio Berlusconi, la spunta sulla possibilità di mantenerli tra quelli intercettabili. Una categoria che sarà comunque più ristretta di quella attuale: oggi il tetto di pena oltre il quale il Pm può chiedere al Gip l'autorizzazione agli ascolti è di 5 anni; ieri Silvio Berlusconi ha insistito perché sia portato a 10, il che significherebbe, però, lasciar fuori la corruzione (e non la concussione),ma con l'esplicita inclusioni di alcuni reati al di sotto di questo limite. La durata degli ascolti non potrà superare i 4 mesi, prorogabili solo iin casi eccezionali. Confermate le sanzioni severissime per i pubblici funzionari infedeli che rivelano il contenuto delle telefonate nonché per i giornalisti che le pubblicano. La privacy sarà tutelata anche attraverso la creazione di un "Archivio riservato" delle intercettazioni irrilevanti (in quanto estranee alle indagini) e illegali, al quale potranno accedere solo alcuni soggetti, con un sistema di rintracciabilità degli stessi (così da risalire ai responsabili di eventuali fughe di notizie). Ad autorizzare le intercettazioni (con motivazioni più stringenti di quelle attuali) non sarà più il Gip monocratico ma un organo collegiale e la durata sarà più limitata di quella attuale. I processi in corso non saranno toccati dalla nuova disciplina, anche se non è detto che vi sia una norma esplicita in tal senso. Il nucleo del provvedimento è stato messo a punto in una riunione svoltasi ieri pomeriggio a Montecitorio tra i ministri dell'Interno e della Giustizia, Roberto Maroni e Angelino Alfano, la presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, e Nicolò Ghedini, consigliere giuridico nonché avvocato di Silvio Berlusconi. è stato proprio Ghedini, terminato l'incontro, ad annunciare che il Ddl sarà portato venerdì al Consiglio dei ministri. In serata una nuova riunione, stavolta anche con Berlusconi, per mettere ulteriormente a punto l'accordo raggiunto. Ma nuovi incontri sono previsti oggi e domani. Il testo, come riferisce Maroni, sarà "una sintesi ragionata " dei Ddl Castelli e Mastella, presentati nelle ultime due legislature senza successo ( il primo non fu neanche esaminato dal Parlamento, il secondo fu votato all'unanimità dalla Camera e si arenò al Senato). Per il ministro, infatti, "il consenso dell'opposizione è opportuno ", tanto più dopo il richiamo del presidente Napolitano. Di qui la decisione di utilizzare gran parte del Ddl Mastella, ma soprattutto di mantenere nell'area della intercettabilità i reati contro la pubblica amministrazione, anche se la corruzione rischia di restar fuori se si dovesse optare per il tetto a 10 anni invece che a 8. Un'ipotesi che non piace alla Lega, che, con Castelli prima e Maroni poi, insiste affinché (tutti) i reati dei colletti bianchi non vengano esclusi.

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E adesso la sinistra si scopre balbettante (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-11 num: - pag: 32 autore: di PAOLO FRANCHI categoria: REDAZIONALE I TENTENNAMENTI SULLE INTERCETTAZIONI E adesso la sinistra si scopre balbettante SEGUE DALLA PRIMA Nessuno scandalo, dunque, se l'opposizione non apprezza, non condivide e contesta: anche in tempi di dialogo, questo è, né più né meno, il suo mestiere, e non sarebbe male se lo esercitasse anche su qualche altro terreno. Ma mestiere dell'opposizione è, o dovrebbe essere, anche quello di stabilire prima di tutto se a parer suo il problema esiste o è sollevato ad arte; e, nel caso ne riconosca l'esistenza, avanzare le sue proposte e confrontarle con quelle del governo. E allora viene da chiedere all'opposizione: secondo voi, esiste o no in Italia questo problema? Il capo dello Stato ha voluto ricordare proprio ieri che la questione non solo c'è, ma è pure annosa, tanto che lo stesso governo Prodi aveva varato un suo disegno di legge in materia, e che sarebbe opportuno procedere d'intesa per ridiscutere le norme che presiedono ad alcune esigenze fondamentali, tra le quali spiccano da una parte quelle della tutela della privacy, dall'altra quelle di un ricorso "misurato" allo strumento delle intercettazioni. Si tratta, ancora una volta, di parole assai equilibrate, su cui governo e opposizione farebbero bene a riflettere seriamente. E parole animate da un convincimento di fondo: a giudizio di Giorgio Napolitano, le normative in vigore vanno ridiscusse anche perché la privatezza dei cittadini oggi non è salvaguardata a sufficienza, e il ricorso alle intercettazioni non è "misurato" quanto dovrebbe. Non si tratta, ovviamente, di un appoggio preventivo ai provvedimenti annunciati da Berlusconi. Per capire che non sono soddisfacenti, non è necessario coltivare il sospetto antico che il Cavaliere parli sempre e soltanto pro domo sua: basta riflettere all'importanza cruciale delle intercettazioni nel fare emergere l'orribile vicenda della Santa Rita di Milano, e si comprende subito che non ha senso l'idea di utilizzarle solo per i casi di mafia e terrorismo. Ma questo vuol dire che bisogna entrare nel merito, delimitandone con maggiore sagacia l'ambito di applicazione, o che bisogna lasciare le cose come stanno? Non diciamo la sinistra, che è cosa diversa e più complicata, ma l'opposizione parlamentare è d'accordo o no con le valutazioni da cui Napolitano fa discendere il suo appello bipartisan? La risposta non è facilissima. Dunque. Antonio Di Pietro e l'Italia dei Valori no, non sono d'accordo. Per loro, porre degli argini alle intercettazioni e alla loro diffusione a mezzo stampa significa sempre e comunque mettere al guinzaglio la magistratura e tenere all'oscuro della verità l'opinione pubblica, e chi non si oppone senza se e senza ma a una simile infamia se ne fa complice. Nessuna sorpresa, anzi: conoscendo Di Pietro, ci sarebbe stato da sorprendersi se avesse assunto un atteggiamento diverso. Ma il fatto è che il suo bersaglio, ancor più di Berlusconi, sembra essere il Partito democratico, che non può schiacciarsi su una simile posizione, se non vuole passare dal dialogo alla rottura nel rapporto con maggioranza e governo, e però non può neanche prenderne nettamente le distanze, come pure molto probabilmente amerebbe fare. E di conseguenza balbetta, perché dire che le intercettazioni "sono uno strumento fondamentale per contrastare ogni attività illegale" (nessuna, proprio nessuna esclusa?), ma non per questo debbono finire sui giornali è, appunto, un balbettio. O poco più. Certo, nell'attribuire a Di Pietro e al suo gruppo un così forte potere di interdizione e di condizionamento ha pesato non poco la scelta del Pd di derogare per loro, e soltanto per loro, alla decisione di correre da soli nelle ultime elezioni: Walter Veltroni in questi mesi non ha mai detto di essersene pentito, ma noi giureremmo di sì, visto che ogni giorno che passa sembra suggerire un motivo in più per smentirne le buone ragioni. E però nemmeno un cinque e qualcosa per cento e un gruppo parlamentare combattivo e relativamente nutrito basterebbero a rendere Di Pietro e il dipietrismo così influenti se molte delle loro tesi non trovassero tuttora nell'elettorato e nell'area di opinione che sostiene il Pd orecchie quanto mai sensibili. Storie vecchie, robe da anni Novanta, quando si pensava, e talvolta si dichiarava pure, che l'azione giudiziaria fosse una sorta di prosecuzione della lotta politica con altri mezzi. Sarà così, anzi, è sicuramente così. Ma se una simile cultura, al momento di stringere, torna sempre a galla, vuol dire almeno che non si è fatto abbastanza per lasciarsela alle spalle, accettando di pagare, all'occorrenza, anche i prezzi del caso. Non è mai troppo tardi, per carità. Però bisogna pur cominciare. \\ L'opposizione parlamentare è d'accordo o no sull'appello bipartisan del presidente Napolitano per ridiscutere le norme che presiedono ad alcune esigenze fondamentali come la tutela della privacy e un ricorso "misurato" allo strumento delle intercettazioni?.

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MAGISTRATI E POLITICI (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-11 num: - pag: 33 categoria: BREVI MAGISTRATI E POLITICI Le interferenze Caro Romano, la magistratura è in rivolta in seguito all'annuncio di un provvedimento per la regolamentazione delle intercettazioni. Pochi giorni fa c'erano state analoghe reazioni per l'annuncio di un disegno di legge sulla sicurezza, che prevedeva l'istituzione del reato di immigrazione clandestina e la costituzione di una superprocura. Atti definiti incostituzionali dai magistrati. A parte il fatto che non si riesce a capire come si possano giudicare i provvedimenti prima che vengano pubblicati, mi pare che il giudizio di incostituzionalità di una legge spetti innanzi tutto al Capo dello Stato all'atto dell'approvazione della legge. Ma, in termini più generali, mi pare che sia saltato quel principio sacrosanto che dovrebbe essere alla base di qualsiasi democrazia, che riguarda la divisione dei poteri così lucidamente delineata tre secoli fa dal Montesquieu nel suo "Esprit des lois". Volendo semplificare, non è giusto che i politici interferiscano con i magistrati nell'adempimento della loro attività giudiziaria, ma è altrettanto giusto che i magistrati non interferiscano con il Parlamento addirittura prima che questo abbia legiferato. Delio Lomaglio, Napoli Gli inconvenienti che lei lamenta cominciarono quando fu tollerato che i magistrati avessero organizzazioni di categoria, per di più divise tra diverse famiglie ideologiche, e che tali associazioni avessero una funzione determinante nell'elezione del Consiglio superiore della magistratura.

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Il nodo infrastrutture (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-06-2008)

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Centro-Nord sezione: ECO-IMP. Emilia-R. data: 2008-06-11 - pag: 8 autore: Il nodo infrastrutture. Il sindaco Reggi si schiera per il modello "autostradale" avversato invece dalla Provincia Tre ipotesi per la Pedemontana Elena Salini PIACENZA "La Pedemontana intesa come asse autostradale in grado di togliere il traffico pesante dalla tangenziale cittadina, è la più significativa soluzione in grado di contrastare l'inquinamento e di raggiungere gli obiettivi di qualità dell'aria che ci siamo posti". Lo afferma il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, prendendo posizione in una dibattito destinato a tenere banco nei prossimi mesi. Il Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), che sarà adottato dalla Provincia tra la fine del 2008 e i primi mesi del 2009, disegnerà il futuro sviluppo del territorio. Un appuntamento importante cui il mondo politico ed economico arrivano discutendo soprattutto di infrastrutture e in particolare di Pedemontana. A sostenere la necessità di un grande asse a sud della città che congiunga Castelsangiovanni a Fiorenzuola (passando per Podenzano, Carpaneto e San Protaso) è da sempre il presidente della Camera di commercio Giuseppe Parenti. Un tracciato che ha la stessa filosofia di quello ipotizzato da Autostrade Centropadane secondo cui l'opera sarà in project financing e "sostenuta" con i pedaggi. "Si tratta – spiega il direttore della società Francesco Acerbi – di un percorso autostradale tra Fiorenzuola e Rottofreno per intercettare il traffico da Torino e Genova a ovest e da Bologna a sud. Nel frattempo i territori limitrofi si muovono; penso alla Mortara- Broni che accorcia la distanza tra il traforo del Monte Bianco, la A4 e la A21". L'idea di Acerbi (che Parenti ritiene "la più razionale ") rischia però di scontrarsi con quella della Giunta provinciale guidata da Gianluigi Boiardi che vuole inserire nel Ptcp un asse pedemontano che recuperi tracciati esistenti, come auspicato anche dal mondo agricolo e ambientalista e da alcuni Comuni di fondovalle. "è una soluzione rivolta al traffico intervallivo – afferma Reggi – che lascerebbe inalterata la questione del nodo di Piacenza. Non possiamo permet-tercelo, serve una strada a scorrimento veloce, che sia quella di Parenti o quella di Acerbi".

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Edilizia senza slancio, costruttori in allarme (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2008-06-11 - pag: 5 autore: Congiuntura. L'Ance: investimenti fermi nel 2008 Edilizia senza slancio, costruttori in allarme Filippo Bonsignore TORINO Il Piemonte? Dal cantiere più grande d'Europa è diventato un cantiere completamente fermo. Usa questa immagine Maurilio Verna, presidente di Ance Piemonte, per descrivere la crisi che grava sull'industria delle costruzioni e che mette a rischio la sopravvivenza delle stesse imprese. L'edilizia ha rappresentato, durante il periodo buio dell'industria,il motore della crescita dell'economia piemontese. Ma, dopo la realizzazione delle opere olimpiche e delle infrastrutture collegate, rileva Verna, "tutto si è fermato e la fase di stagnazione del settore, da noi più volte denunciata, si è lentamente aggravata ". La fotografia scattata nel Rapporto congiunturale del settore, presentato lunedì, è a tinte fosche. Il comparto delle costruzioni ha chiuso il 2007 con investimenti per 11,6 miliardi di euro, +0,8% rispetto al 2006, ma per l'anno in corso si prospetta una crescita di appena un decimale: "L'economia della regione è ferma – ha evidenziato Antonio Gennari, vice-direttore dell'Ance nazionale –. Tra il 1998 e il 2007, il Pil piemontese è cresciuto del 6,8%, la metà rispetto al Pil dell'Italia, che ha fatto segnare un +13,5 per cento. Trend con il quale sono il linea anche Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, ovvero regioni con le quali il Piemonte abitualmente si confronta ". Un divario che ha stupito gli stessi curatori della ricerca: "Significa che il settore ha sostenuto lo sviluppo in un contesto di stagnazione". A questo si aggiungono le preoccupazioni per il calo degli investimenti nelle opere pubbliche (2,2 miliardi nel 2007, -2,4% sul 2006) – testimoniato anche dalla diminuzione del 51,3% dei bandi di gara tra il 2003 e il 2007 – non compensato dalla tenuta del settore dell'edilizia abitativa, che comunque mostra ancora segnali positivi nonostante il mercato sia ormai in fase di maturazione. Gli investimenti in questo ambito sono stati pari a 6,5 miliardi (+2,1%), frutto di un modesto incremento nel comparto delle nuove costruzioni (+1,5%) e di una crescita più consistente degli interventi di recupero dello stock abitativo esistente (+2,5 per cento). E per il 2008, come accennato, si stimano livelli produttivi stabili (+0,1%): "L'anno in corso – si legge nel rapporto – si caratterizzerà per una stazionarietà della nuova edilizia abitativa (+0,4%, ndr) e dell'edilizia destinata alle attività produttive (+0,1%), per un ulteriore sviluppo della riqualificazione degli edifici esistenti (+1%) e per il perdurare del calo delle opere pubbliche (-2 per cento)". Come far ripartire quindi la corsa di un settore che, nonostante tutto, lo scorso anno ha intercettato il 9,3% degli impieghi del Pil piemontese, ha raggiunto i 5,6 miliardi di euro di valore aggiunto e ha dato lavoro a 141mila addetti, ovvero il 7,6% degli occupati nell'intero Piemonte? "è necessario che i decisori pubblici compiano delle scelte – sottolinea Verna –. Stiamo pagando da troppo tempo i costi del "non fare", cioè l'incapacità di avviare, o proseguire, la costruzione delle infrastrutture da tempo bloccate e per le quali, in alcuni casi, sono già state stanziate le risorse". Le priorità indicate dall'Ance sono sette. Tre quelle in primo piano: la Torino-Lione, il Terzo Valico Milano-Genova e il sistema del retroporto del capoluogo ligure. A queste si aggiungono il completamento dell'Asti-Cuneo, la Pedemontana di Biella, la galleria di sicurezza del Frejus e le nuove tratte della metropolitana di Torino."Ma vi sono altri interventi altrettanto importanti – aggiunge il numero uno dei costruttori piemontesi –. Penso alle infrastrutture di collegamento adeguate dalle zone più periferiche e decentrate, al cosiddetto "housing sociale", per far fronte alle nuove esigenze della società e ai cambiamenti demografici, alla modernizzazione dell'assetto urbano nel suo complesso e al risanamento idrogeologico del territorio ". Sullo sfondo resta comunque il nodo delle risorse a disposizione per attuare questi progetti: "Accanto ai finanziamenti statali per le infrastrutture (che per il 2008, si legge nel rapporto, tra Finanziaria e d.l. 159/2007, a livello nazionale sono previsti in 23,7 miliardi) – sottolinea Giorgio Gallesio, vice-presidente dell'Ance per il Centro Studi – non si potrà prescindere dall'apporto dei privati e da strumenti come il project financing del quale in Piemonte c'è ancora una scarsa cultura". I NUMERI In Piemonte il settore rappresenta il 9,3% del Pil e conta 141mila addetti Nel 2007 nei cantieri sono confluiti 11,6 miliardi.

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In Finanziaria (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-06-11 - pag: 10 autore: In Finanziaria. La Legge 2008 introduce il credito d'imposta per i costi sostenuti da chi fa sistema L'aggregazione è incentivata A spingere gli studi professionali verso l'aggregazione non è solo il mercato, ma anche l'incentivo contenuto nella Finanziaria 2008 ( commi 70-76, articolo 1, legge 244/07), che ha introdotto il credito d'imposta (nella misura del 15%) da utilizzare in compensazione per i costi sostenuti nei 12 mesi successivi alla costituzione dell'aggregazione professionale per l'acquisto di beni mobili strumentali o beni immateriali. Alcuni Ordini professionali di Nord-Est hanno informato i propri iscritti dell'opportunità: dal Collegio dei geometri di Padova,all'Ordine degli architetti di Venezia. Sono comunque soprattutto i giovani professionisti a ritenersi soddisfatti della misura, proprio perché affacciandosi alla professione possono decidere di strutturare da subito la loro attività insieme a un gruppo di colleghi, dotati di specializzazioni differenti, magari complementari. "In particolare i giovani avvocati possono costituire aggregazioni professionali in cui siano presenti esperti in vari rami del diritto", spiega Vito Spagnolo, presidente sezione Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) Venezia. "L'aggregazione consente di intercettare una clientela più vasta che si avvicina allo studio, evitando la dispersione del cliente, nel caso il primo legale interpellato non fosse esperto nella materia richiesta. Associandosi si diventa competitivi più rapidamente e si completa la propria preparazione, gestendo la pratica, se necessario con un collega ", afferma. Per questo motivo Aiga Venezia, appena approvata la Finanziaria e quindi appena entrato in vigore il bonus aggregazioni, ha predisposto una sorta di vademecum su come approfittare degli incentivi e ha spedito il tutto per via telematica ai colleghi. "Il nostro lavoro è poi stato acquisito da Aiga regionale e inviato a tutti i giovani avvocati veneti ", aggiunge Spagnolo. Che però sottolinea come le aggregazioni debbano partire dai piccoli numeri: "Perché lo studio abbia un futuro, bisogna trovare un punto di equilibrio tra soci e occorre misurarsi con la realtà locale prevalente a Nord Est –sottolinea – Lo studio uniprofessionale risulta ancora il modello più diffuso, la realtà è molto parcellizzata; gli studi che sembrano associati in realtà aggregano spesso professionisti dipendenti. Il numero di legali coinvolti nell'associazione professionale esercita un impatto sulla clientela, che davanti a una targa con troppi nomi pensa ancora troppo spesso solo all'ipotesi di una parcella pesante ".

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Sequestrate false griffe ambulante denunciata (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il caso Finanza in azione per il sequestro di 1500 magliette GIULIO GAVINO Sequestrate false griffe ambulante denunciata SANREMO Offensiva della Guardia di Finanza sulla vendita di merce con marchi contraffatti al mercato di Sanremo. Un'indagine condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Imperia ha portato infatti a due distinte operazioni che hanno permesso il sequestro di circa 1500 magliette e accessori con false griffe. L'attività investigativa ha confermato per l'ennesima volta che a trattare la "merce vietata" non sono soltanto i clandestini o i senegalesi ma anche gli ambulanti che con regolare licenza frequentano i mercati del Ponente. Una notizia di reato, che si riferisce al sequestro di mille capi d'abbigliamento, riguarda infatti proprio una commerciante sanremese, Barbara Finazza, di 34 anni, volto noto tra le bancarelle della Riviera. Gli atti trasmessi dalle Fiamme Gialle alla procura ipotizzano le contestazioni di introduzione nello Stato e detenzione per la vendita di prodotti con segni falsi e ricettazione. Sarebbe stata una delicata attività di intelligence, svolta in occasione dei mercati dalle pattuglie della compagnia di Sanremo, a far concentrare i sospetti sulla commerciante sanremese. Di qui l'attività che ha portato all'individuazione di un deposito e, dopo un appostamento avvenuto all'alba di venerdì scorso, al sequestro avvenuto all'atto del trasbordo della merce sul furgone utilizzato per raggiungere i luoghi di vendita. Altra attività ha consentito, sempre alla Guardia di Finanza, di "rastrellare" magliette-patacca e accessori-moda delle più famose griffe moda ad un venditore senegalese. I 500 pezzi sono stati intercettati in due fasi: prima è stato bloccato l'africano che, con regolare permesso di soggiorno, sabato mattina stava raggiungendo il mercato di Sanremo con alcuni borsoni carichi di merce, poi si è proceduto alla perquisizione domiciliare che ha svelato agli investigatori il resto del "deposito". Anche nei suoi confronti è scattata la denuncia alla procura. Sono inoltre in atto accertamenti sul contratto d'affitto dell'appartamento e su eventuali violazioni della normativa fiscale e penale in materia da parte del proprietario. Le verifiche sulla merce contraffatta hanno portato la Finanza a ipotizzare un confezionamento di origine cinese. Sono in atto ulteriori attività di indagine per risalire ai canali di approvvigionamento della merce.

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"Io, senza un polmone. Se vedessi quel medico gli urlerei: assassino" (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 138 del 2008-06-11 pagina 5 "Io, senza un polmone. Se vedessi quel medico gli urlerei: assassino" di Luca Fazzo Il racconto di una delle vittime: "Il dottor Brega mi ha operato senza motivo. Avevo una salute di ferro, ora mi ammalo di continuo" Milano - No, pare proprio che non sia vero che alla clinica Santa Rita - quando si accorsero di quel che accadeva nel reparto di chirurgia toracica - abbiano fatto terra bruciata intorno al primario Pierpaolo Brega Massone e alla sua cricca. La versione che viene fatta circolare in queste ore dai vertici della clinica - tesa a ridimensionare l'operato di Brega, a ridurlo al rango di scheggia impazzita - viene smentita platealmente da un piccolo, decisivo dettaglio. A riferirlo al Giornale è una delle decine di vittime di Brega. Si chiama Alfredo Scordo e racconta che quando vi furono le prime avvisaglie del caso, la direzione della casa di cura contattò uno per uno i pazienti di Brega. Per chiedere loro scusa, per offrire risarcimenti? Niente affatto. Chiedeva che firmassero una petizione in difesa del reparto. Che prendessero posizione pubblica in difesa del medico che li aveva devastati senza motivo. "Io sono vecchio - dice Scordo - però cerco ancora di ragionare con la mia testa. E mi chiedo: è giusto proibire le intercettazioni, come leggo sui giornali in questi giorni? Se non ci fossero state le intercettazioni, questi signori sarebbero ancora tutti al loro posto, a farsi i comodi loro". Tossisce. Prende fiato. Tossisce di nuovo. "Ecco, da quando mi hanno operato alla Santa Rita è sempre così. Prima non mi ammalavo mai. Adesso mi ammalo sempre. è come se mi avessero rotto qualcosa dentro". Qualcosa dentro gliel'hanno rotto per davvero. Un polmone, il sinistro. Gliene hanno portato via un pezzo, senza motivo alcuno. Scordo aveva una polmonite che stava guarendo, e alla Santa Rita lo sapevano bene perché le lastre avevano raccontato tutto. Ma lo hanno operato ugualmente e gli hanno affettato un polmone. Il suo è uno dei casi che hanno indignato maggiormente i periti: "C'è da rimanere allibiti di fronte ad un comportamento del genere, manca totalmente il rispetto per il malato e per la vita altrui", scrivono. Lui, Scordo, 76 anni, calabrese di Gioia Tauro, non riesce a prenderla con filosofia. Seduto al suo tavolo, nella carrozzeria agli inizi di viale Padova, racconta, e si vede la rabbia che gli monta dentro. "Avevo una polmonite, mi hanno ricoverato in Santa Rita, poi mi hanno dimesso dicendomi: le faremo sapere. Dopo un po' di giorni Brega mi ha chiamato e mi ha detto che mi doveva operare. Non mi ha spiegato niente, stava sul vago, mi ha detto che nel mio polmone c'era una macchiolina. Mi ha fatto firmare una carta e mi ha portato in sala operatoria. All'uscita mi ha detto: tutto bene, abbiamo tolto la macchia". Invece la "macchia" non c'era. "Da quel giorno ho iniziato a stare male, ad ammalarmi a ripetizione, mentre prima dell'operazione avevo una salute di ferro. E sa qual è la cosa più incredibile? Che in gennaio mi telefonano dalla Santa Rita, io credevo che mi cercassero per un controllo, invece mi fanno: dovrebbe venire qui in via Jommelli a firmare una petizione contro la chiusura del reparto di chirurgia toracica". C'è andato? "Neanche per sogno. Ormai sentivo puzza di bruciato. E infatti due mesi dopo mi chiama la Guardia di finanza e mi racconta quello che hanno scoperto. Quel giorno, per la prima volta, ho saputo esattamente cosa mi avevano fatto durante l'operazione. Ma come è possibile, mi dico. Io mi ero fidato di loro, avevo messo la mia vita nelle loro mani". Adesso Brega è a San Vittore. Se lo incontrasse per strada cosa gli direbbe? "Gli direi che è un assassino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Napolitano: intercettazioni, è emergenza (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 138 del 2008-06-11 pagina 1 Napolitano: intercettazioni, è emergenza di Redazione "Serve una soluzione condivisa". Venerdì il testo in Consiglio dei ministri Presto e bene. Questa è la ricetta di Napolitano per sfuggire al "Grande Orecchio". Il problema è "urgente", quindi "prima lo si risolve meglio è". Maggioranza e opposizione devono trovare un accordo. Venerdì il testo al Consiglio dei ministri. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Napolitano: "Intercettazioni, problema urgente" (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 138 del 2008-06-11 pagina 0 Napolitano: "Intercettazioni, problema urgente" di Redazione Il monito del presidente della Repubblica: "E' una questione reale si raggiungano larghe intese". Poi sul decreto: "Importante la tutela della privacy e il ricorso alle intercettazioni". Ghedini: "Venerdì il nuovo testo in consiglio dei ministri" Venezia - "E' una questione reale, non c'è dubbio", ma "non dispero che, tenendo conto del lavoro degli anni precedenti, si raggiungano larghe intese", per regolamentare la questione delle intercettazioni. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si appella a maggioranza e opposizione affinché i due gruppi trovino un punto di accordo sulla riforma delle intercettazioni. L'intervento "Io non dispero che, tenendo conto delle proposte precedenti, si possa trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento" questo l'auspicio del presidente della Repubblica riferendosi al provvedimento sulle intercettazioni che potrebbe essere esaminato venerdì dal consiglio dei ministri. A conclusione della sua visita a Venezia, uscendo dalla prefettura, il capo dello Stato rivolto ai cronisti che gli chiedevano sul dibattito in corso sul nuovo provvedimento in tema di intercettazioni, ha sottolineato che "il problema, come sapete, non è nuovo, non è recente. è stato approntato in precedenti legislature. Era pendente un ddl del precedente governo". Per Napolitano quindi "si può sempre ridiscutere l'insieme delle norme che devono garantire alcune esigenze fondamentali: ce n'è una sia di tutela della privacy e sia di ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni". Per il capo dello Stato quindi "questa è una questione annosa: prima si risolve e meglio è. Come debba essere congegnato il provvedimento, se possa preoccupare per altri aspetti, si saprà quando ci sarà un ddl approvato dal consiglio dei ministri e poi quando si inizierà la discussione in parlamento". Ma, non c'è dubbio, ha ribadito il presidente della Repubblica "che la questione sia reale non credo ci sia dubbio, che sia diventata attuale anche con un suo grado di urgenza, altrettanto". Ghedini Venerdì il nuovo testo sulle intercettazioni sarà in consiglio dei ministri. Lo ha confermato Niccolò Ghedini al termine di un incontro avuto alla Camera con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, quello dell'Interno, Roberto Maroni, la presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, Giulia Bongiorno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Venerdì il testo base Il Colle: intesa ampia (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

INTERCETTAZIONI Venerdì il testo base Il Colle: intesa ampia ROMA Niccolo Ghedini è sicuro: venerdì prossimo il "nuovo testo" sulle intercettazioni sarà sul tavolo del consiglio dei ministri. L'avvocato di Berlusconi, deputato forzista del Pdl, lo afferma a ragion veduta, dopo un vertice a Montecitorio tra il ministro della Giustizia, Angelino Alfano (Fi), quello dell'Interno, Roberto Maroni (Lega) e il presidente della commissione giustizia della camera Giulia Bongiorno (An) che ha fatto un primo sondaggio sulle intenzioni della maggioranza. Il testo base ancora non c'è, anche se per il guardasigilli "un accordo è nelle cose". In serata riunione fiume a palazzo Grazioli con Berlusconi. Sul tavolo due ipotesi: i "falchi" insistono su una precisa lista dei reati intercettabili (più ampia di mafia e terrorismo) con un limite temporale di tre mesi per l'ascolto degli investigatori. Le "colombe" premono invece per un innalzamento del limite massimo della pena, da 5 anni com'è oggi a 10 anni, in modo da consentire, per esempio, le intercettazioni anche per i reati contro la pubblica amministrazione ma senza definirli all'origine in un paniere. A fornire un assist al premier è il capo dello stato, che concorda pubblicamente sulla necessità di un intervento normativo. Giorgio Napolitano, che è anche presidente del Csm, riconosce che il problema delle intercettazioni indiscriminate "è reale e annoso, prima si risolve e meglio è". Insiste però su un confronto parlamentare aperto: "Spero - dice - che si possano trovare soluzioni con larghe intese anche tenendo conto del lavoro degli anni passati". Il Quirinale indica insooma le bozze di legge elaborate dal governo Berlusconi prima e da Mastella poi. Le parole chiave, secondo il presidente della Repubblica, sono "tutela della privacy" di chi non è indagato e "misura" nell'uso delle intercettazioni. Mentre il premier insiste su un giro di vite quasi assoluto, nella maggioranza ragionano su una mediazione "presentabile" che limiti comunque le indagini e la pubblicazione delle intercettazioni. An non è intenzionata a salire sulle barricate. Giulia Bongiorno infatti insiste soprattutto su due aspetti: la collegialità della commissione che autorizza l'ascolto ai fini di indagine e il requisito di "assoluta indispensabilità" per lo strumento dell'intercettazione. Anche la Lega, a cui interessa soltanto salvare la faccia sui reati contro la pubblica amministrazione, è ormai pronta al sì. Forza Italia comunque spinge a tavoletta. Fabrizio Cicchitto (capogruppo Pdl a Montecitorio) non salva le apparenze: "L'obiettivo della maggioranza è evitare che la vita politica sia attraversata da intercettazioni che riguardano i fatti privati delle persone. Noi andiamo avanti".

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ANTICIPAZIONI (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

INTERCETTAZIONI Venerdì il governo decide Il presidente Napolitano: servono larghe intese | PAGINA 5 MALASANITÀ Cliniche private e affari, ecco il modello lombardo | PAGINA 7 ORARIO DI LAVORO Nuova direttiva Ue: le 48 ore settimanali arrivano fino a 65 | PAGINA 8 IN GUERRA L'agenda Usa dei conflitti Da Lubljana la chiamano "agenda della libertà": su Afghanistan e Iran vuol dire "armi pronte" Intervista al politologo americano M. Raskin: "Attenti all'ultima fase della presidenza Bush" l PAGINA 2 IN PRIGIONE Se gli architetti aprono le celle "Youprison", una mostra alla Fondazione Re Rebaudengo di Torino riflette sulla limitazione della libertà individuale nei penitenziari. E non disdegna l'aiuto dei detenuti per "evadere" l PAGINA 3.

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Alcune indagini sbagliate ci sono. Ma no alla legge (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"Alcune indagini sbagliate ci sono. Ma no alla legge" Il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini: "Il codice va bene com'è piuttosto creiamo un archivio segreto fino all'udienza preliminare" Sara Menafra ROMA "Il caso intercettazioni è nato per un paio di inchieste che hanno fatto molto rumore sui giornali. Un caos inutile, visto che alcune si sono concluse senza neppure un rinvio a giudizio, ma limitare gli ascolti ad alcuni reati, significherebbe rischiare l'impunità per gli altri". Non è morbido coi colleghi, il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, pm a Roma come il presidente Palamara. Di certo però, del tema del momento si intende. Più della sua militanza in Md, a renderlo famoso in questi anni sono state le sue inchieste, soprattutto l'ultima : la scalata ad Rcs di Ricucci. Anche il presidente della repubblica dice che in effetti sulle intercettazioni bisogna intervenire con una legge... L'Anm ha indicato un problema di assetto normativo, sul sistema delle intercettazioni telefoniche. E' indubbiamente necessario che il segreto non venga meno prima che sia stata fatta una analisi delle conversazioni ascoltate e che siano state scelte quelle rilevanti ai fini del processo. Quello che succede nel regime attuale è che fatti relativi alla vita dell'indagato possono essere diffusi e conosciuti. E' un sistema sbagliato, perché rischia di pregiudicare il diritto alla riservatezza personale anche in casi in cui non c'è alcuna necessità di forzarlo. Ma basterebbe istituire un archivio che, prima, tuteli tutte le conversazioni fino a che giudice e parti non abbiano valutato quali siano rilevanti e, poi, custodisca per un certo tempo quelle considerate segrete e il problema sarebbe probabilmente risolto. Però in Italia qualche abuso c'è stato. Uno ha coinvolto anche un suo indagato, Stefano Ricucci. Nelle intercettazioni che lo riguardavano, ordinate da Milano, saltò fuori un sms personale. Si disse che era un disguido... Non cito fatti specifici. Allora parliamo dell'udienza di scrematura. Per i parlamentari si è fatta. Si ricorda D'Alema, Fassino e Latorre su Unipol? In quel caso i giornalisti riuscirono ad avere tutto ugualmente... Perché in quel caso erano tutte depositate a disposizione delle parti e non erano considerate segrete. Servirebbe invece un provvedimento che tuteli il segreto e magari sì, punisca i giornali che contravvengono colpendoli con sanzioni economiche che in alcuni casi spaventa gli editori più del carcere per i giornalisti. Berlusconi vuole limitare i reati per cui sono consentite le intercettazioni. L'attuale criterio, che permette di ascoltare le conversazioni di indagati solo se il crimine di cui sono accusati è punito almeno fino a cinque anni di reclusione, funziona bene, tantoppiù che si dice che lo strumento va usato solo in presenza di gravi indizi e quando sia indispensabile. Se poi decidiamo che non vogliamo più rintracciare i rapinatori, i pedofili, gli estortori allora è un altro paio di maniche. Non so se è consigliabile. E gli abusi? Non mi pare che ci siano tutte queste violazioni. Le intercettazioni che non hanno i presupposti non vanno autorizzate, tutto qui. Si ricorda qualche sua inchiesta in cui le intercettazioni siano state davvero indispensabili? In molti casi, soprattutto, non si sarebbe compresa la traccia da seguire. Perché gli indagati a telefono parlano e magari dicono dove hanno messo le carte decisive per una tal inchiesta. Poi la prova sono le carte, non la conversazione. Ma prima come si faceva? Prima, tutti noi parlavamo molto meno a telefono e gli indagati usavano altri strumenti di comunicazione. Vogliamo tornare all'età della pietra solo nelle indagini? Dunque lei pensa che le cose vadano bene così? Penso che ci siano state alcune inchieste, che hanno avuto molto clamore mediatico e pochi risultati processuali, rispetto alle quali il paese ha pensato che la magistratura abusasse degli ascolti. E' necessario un intervento a tutela del segreto, non un freno alle indagini E il peccatore non ce lo dice? Chi è che esagera con gli ascolti? Non faccio esempi, credo che i casi siano ben presenti a tutti. Una cosa la voglio dire, su quel sms tra Anna Falchi e Ricucci... qualche giornalista mi spiegherà prima o poi cosa c'entri il messaggio tra due persone prossime alle nozze col diritto dovere di informare? In molti hanno già chiarito che i dati sui costi diffusi da Alfano erano sbagliati... Sono più o meno 200 milioni all'anno per tutto il paese. Costano molto perché le spese di appalto sono alte e perché i gestori impongono tariffe che non hanno paragoni in Europa. Eppure, la procura di Roma ha dimezzato il budget a parità di intercettazioni, passando da 1 milione 109 mila a 498 mila euro. E ogni anno l'85% degli ascolti riguarda il traffico di droga.

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La radio (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La radio RTL 102.5 W l'Italia Nella puntata di oggi Francesco de Gregori verrà intervistato da Angelo Baiguini e Valeria Benatti. Il 23 maggio è uscito "Per brevità chiamato artista", il nuovo album del cantautore romano che contiene i brani "Finestre rotte" e "Per brevità chiamato artista" proposti tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008 all'interno dello spettacolo del suo tour teatrale. Come sempre, gli ascoltatori potranno porre le loro domande tramite sms al 349 3491025. La trasmissione va in onda alle 12. radio3rai musica Lugano accoglie la manifestazione che ha legato il nome di Martha Argerich alla città. Nata nell'ambito di Lugano-Festival, si conferma come un punto di riferimento stabile della vita musicale e fra gli appuntamenti festivalieri di portata internazionale. Artisti di fama e giovani promesse del concertismo si alternerano accanto alla protagonista della rassegna nell'esecuzione di pagine note e meno note del repertorio. Questa sera alle 20.30 in diretta dall"Auditorio Stelio Molo RSI di Lugano-Besso Martha Argerich con Lily Maisky, Lilya Zilberstein, Cyril Barbesol, Lucia Hall, Dora Schwarzberg, Ivry Gitlis viola, Nora Romanoff-Schwarzberg e altri. In programma suite populaire espagnole, Sergej Rachmaninov: Suite n. 1 in sol minore op.5 per due pianoforti Westwind-Eastwind, incontri ravvicinati e fantasie fra Oriente e Occidente radio3rai scienza Le intercettazioni telefoniche e il massiccio uso dei telefonini: questi i temi al centro della nuova puntata di Radio3 Scienza, il programma in onda alle 11.30. Fabio Pagan ne parla con Umberto Rapetto, docente di sicurezza delle reti alla Link Campus University di Malta. E ancora, il Millenium Prize finlandese, che offre 800.000 euro a chi fa una scoperta tecnologica in grado di cambiare la vita delle persone. Lo racconterà in diretta da Helsinki Susanna Jacona Salafia.

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Schifano. Realtà senza memoria (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

A Roma di Donata Marrazzo E' l'ultimo artista romantico e maledetto del ventesimo secolo. Un bulimico dell'arte, "pittore nato" che in quarant'anni, con una produzione inarrestabile, ha rivoluzionato le avanguardie, attingendo disordinatamente a futurismo, dadaismo, pop art, astrattismo con uno sguardo sul mondo talmente rapido da sovrapporre le immagini, che si distoglie prima ancora che intervenga il pensiero, "senza memoria, senza introspezione, senza giudizio", capace di registrare la realtà invece che indagarla. La Galleria nazionale d'arte moderna di Roma rende omaggio a Mario Schifano, uno degli artisti più complessi del secondo dopoguerra italiano: centotrenta opere tra dipinti e disegni ne ripercorrono, a dieci anni dalla morte, la vita e il suo furore creativo, la sensibilità poetica e l'ironia. "Una mostra su Schifano, contro Schifano attraverso Schifano da visitare di striscio, un colpo d'occhio per poi tornare a guardare", come suggerisce Achille Bonito Oliva che ha curato e presentato la straordinaria esposizione. I monocromi dei primi anni sessanta, i soggetti, i temi e le icone propri della pop art nei secondi anni sessanta, la sconfinamento nella fotografia degli anni settanta, il felice ritorno alla pittura nei cicli degli anni ottanta e novanta, hanno fatto di Schifano un artista di riferimento nel panorama italiano ma difficilmente collocabile, sensuale, provocatorio, spudorato. Adorato dalle donne, acclamato dai critici, Schifano già leggenda alla fine degli anni '70, vive momenti terribili: tenta il suicidio, fa uso di eroina, finisce a Regina Coeli poi in manicomio. Ma riacquista presto il piacere della pittura. Rinascono tele sfolgoranti: I ballerini, fiori maschili e fiori femminili, Il suono del flauto e boschetto, La chimera, enorme tela realizzata in piazza nel 1985 a Firenze davanti a 5000 spettatori. Nello stesso anno nasce il figlio Marco. La sua pittura è ricca, densa, sempre più lavorata. Colorate e festosa l'apertura della mostra con O sole mio , opera datata 1963, smalto giallo e bianco su carta intelata; in chiusura un quadro del '97: un televisore spento dipinto in nero e in viola, protesi tecnologica che consente all'artista di possedere la realtà, di divulgarla:"Io mi sento come un media. Le cose che esprimo le ho dentro di me." scrive Schifano a dimostrare quanto sia capace, proprio come Andy Warhol, di intercettare le disattenzioni della società per rendere poi più efficace la comunicazione. Negli anni novanta Schifano alterna alla mano e al pennello l'occhio della camera da presa. L'allestimento della mostra, curato da Federico Lardera, propone tutti i cicli tematici dell'artista fino al linguaggio multimediale, con innesti di pittura, musica, cinema, video, fotografia e una preziosa sezione di circa 50 disegni (scheletri ed essenze della sua opera) tra i quali la cartella grafica, carica di sensualità, realizzata con il poeta Frank O'Hara e poi le polaroid: Schifano è l'artista dell'istante che come Picasso punta la sua arte sul mondo. Promossa in collaborazione con l'Archivio Schifano, la rassegnasi sposterà successivamente a Milano e in Francia, al Museo d'arte moderna di St. Etienne. Schifano.1934-1998 Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, Roma Viale delle Belle Arti 131 Da martedì a domenica, 8,30-19,30 fino al 27 settembre http://www.gnam.beniculturali.it/ 11 giugno 2008.

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Di Donato dal giudice "L'appalto era regolare" (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il caso Il dirigente Asl2 interrogato per quattro ore MARCO RAFFA Di Donato dal giudice "L'appalto era regolare" SAVONA E' durato oltre quattro ore il faccia a faccia tra Alfonso Di Donato, direttore amministrativo dell'Asl2 in scadenza di contratto, indagato per turbativa d'asta, e il sostituto procuratore Francesco Pinto che sta indagando sugli appalti "sospetti" delle mense scolastiche e ospedaliere. Al termine dell'incontro, cominciato intorno alle 15, Di Donato è risalito in auto con la moglie. "Ho chiarito tutto, così almeno credo. Comunque non sono autorizzato a parlare, chiedete al mio avvocato" ha spiegato, mostrando un visibile sollievo. Anche l'avvocato Romano Raimondo ha un atteggiamento ottimista: "Il dottor Di Donato ha risposto punto su punto alle contestazioni del pm, fornendo le più ampie spiegazioni". Secondo il manager la gara d'appalto per la mensa dell'Asl2, vinta dalla Alessio di Vercelli (ma rimasta in gestione, dopo il ricorso della Pedus-Dussman, a quest'ultima azienda) si è svolta regolarmente. Nella sua qualità di direttore amministrativo Di Donato ha precisato di essersi limitato a firmare il decreto di aggiudicazione e di non aver partecipato nè alla redazione del capitolato d'appalto nè alla scelta della commissione aggiudicatrice, che era formata da un funzionario dell' Asl2 e da due consulenti esterni. Aggiunge l'avvocato Raimondo: "A Di Donato viene anche contestato di aver partecipato a due cene, al ristorante genovese "Leo passami l'olio", in compagnia di Alessio, Fedrazzoni e Profiti, che però si sono svolte quando quella gara d'appalto si era ormai conclusa e certamente non era più influenzabile". Nell'ordinanza del gip Roberto Fucigna sull'inchiesta Mensopoli il "caso Savona" occupa, intercettazioni a parte, le pagine 14-17. In una conversazione del febbraio 2008 tra l'imprenditore Alessio e il consulente Fedrazzoni (ex consigliere comunale ds), quest'ultimo, parlando di Di Donato, gli attribuisce frasi a dir poco imbarazzanti. Fedrazzoni dice tra l'altro "l'ultima volta ci siamo lasciati e gli ho detto "se ha bisogno" dice no era un po' scoraggiato ora che viene fuori che non ha i requisiti". E poi: "lì con me è stato di una chiarezza ... mi ha detto: "comunque vada. noi la rifacciamo" perché molto probabilmente ormai ha preso corpo l'idea dello scorporo col Santa Corona...". E ancora: "Mi dice: "per cui a me non mi interessa ne chi è arrivato primo ne chi è arrivato secondo, io prendo e rifaccio la gara quindi se si vince e il Consiglio di Stato dice che.. va bene.. non è che me la posso far convalidare (incomprensibile)... però se invece le cose rimango sempre così io comunque la riindico..." E infine (è sempre Fedrazzoni che attribuisce frasi a Di Donato): "perchè lui mi ha detto: "se il Consiglio di Stato in modo definitivo mi dice ha vinto Alessio me la (incomprensibile)... comunque io prendo, levo le aggiudicazioni e riindico la gara fine, e ovviamente cambio i parametri". Millanterie di Fedrazzoni per vantarsi con Alessio o le tracce di un coinvolgimento di Di Donato nell'affaire mense? Si vedrà nei prossimi giorni se le spiegazioni date dal manager hanno convinto o meno la Procura.

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Palermo, vendeva figlia ai pedofili: condannata (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 138 del 2008-06-11 pagina 0 Palermo, vendeva figlia ai pedofili: condannata di Redazione A Palermo nel quartiere Zen ragazzina di 13 anni costretta a prostituirsi. Nove anni di reclusione alla madre e 10 a un cliente. Imputati condannati a 10mila euro di risarcimento Palermo - Per anni ha messo in vendita la figlia minorenne. Oggi con l'accusa di prostituzione minorile è stata condannata a 9 anni di reclusione dal gup di Palermo Sergio Ziino. Protagonista della vicenda, che si è svolta nel quartiere Zen, C.D.M, madre della ragazza ora tredicenne. Insieme alla donna è stato processato e condannato, a 10 anni di reclusione per violenza sessuale anche Francesco Muscatello, uno dei clienti adescati dall'imputata. Il processo, istruito dal pm Marcello Viola, nasce dalle dichiarazioni di un altro cliente della ragazzina, che ha patteggiato la pena. L'uomo, intimorito dalle minacce del padre della ragazza, che aveva scoperto che la figlia era costretta a prostituirsi, ha deciso di raccontare tutto agli investigatori. Risarcimento Attraverso le intercettazioni telefoniche è stato ricostruito il clima di violenza e di degrado in cui si è sviluppata la vicenda. Il gup ha anche condannato gli imputati a versare 10mila euro come risarcimento del danno, che sarà poi liquidato successivamente, in favore della minorenne, costituita parte civile attraverso un curatore speciale. Rigettata, invece, la richiesta di risarcimento presentata dal padre della ragazzina che, dopo avere appreso la vicenda si è separato dalla moglie. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ruba al centro commerciale Nei guai giovane di Candelo (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

GAGLIANICO Ruba al centro commerciale Nei guai giovane di Candelo Si era impadronito di alcuni capi di abbigliamento del valore di circa 150 euro, esposti sugli scaffali del centro commerciale Biella Sport di Gaglianico, ma il suo atteggiamento sospetto era stato notato dal personale di sorveglianza, che aveva dato l'allarme ai carabinieri della stazione di Candelo. Giunti immediatamente sul posto, i militari hanno intercettato e bloccato il giovane ladro, Alessandro P., 19 anni, residente a Candelo, che aveva ancora addosso la refurtiva, recuperata e restituita al legittimo proprietario.

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Ho firmato il decreto ma non ho scelto io capitolato e commissione (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

LA DIFESA LE INTERCETTAZIONI "Ho firmato il decreto ma non ho scelto io capitolato e commissione" Il consulente Fedrazzoni "Indirà una nuova gara cambiando i parametri".

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Il governo sta pensando di limitare le intercettazioni telefoniche, giudicate troppo numerose e lesi (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Ve del diritto dei cittadini alla privacy. Molti magistrati e politici (non solo di centro-sinistra) criticano il governo perché in questo modo toglierebbe alla magistratura e alle forze dell'ordine un'arma decisiva nella lotta contro la criminalità, che pure pare essere tra le priorità fondamentali del governo stesso. L'iniziativa del governo, infine, spiazza quanti - soprattutto nel Pd - vedono nel dialogo governo-opposizione una delle condizioni necessarie per fare uscire la nave Italia dalle secche in cui si è incagliata negli ultimi anni. Il dilemma fra tutela della privacy e contrasto alla criminalità è, in qualche misura, uno di quei problemi che non hanno soluzione, e che proprio per questo vengono affrontati in modo ideologico, o se preferite in base a principi generali e astratti: i giustizialisti doc se ne infischiano della privacy se la sua violazione è necessaria per punire i colpevoli, i liberali doc se ne infischiano della lotta al crimine se in suo nome qualche innocente rischia di essere preso in mezzo. V'è da chiedersi, tuttavia, se il problema appaia irrisolvibile anche perché lo impostiamo male. Forse, in materia di sicurezza e privacy, i corni del dilemma non sono due ma tre: c'è la sicurezza, c'è la privacy, ma c'è anche l'informazione, ossia il diritto dei giornalisti di pubblicare le conversazioni intercettate e il diritto del pubblico di conoscerne il contenuto. Questi tre beni fondamentali sono in competizione reciproca perché non è possibile proteggerli tutti e tre integralmente, come del resto è la regola per i "beni supremi". In qualche modo siamo costretti a scegliere, e talora - come ci hanno insegnato i classici, da Max Weber a Isaiah Berlin - la scelta può essere dolorosa, drammatica, o addirittura tragica. Per fortuna nel nostro caso la scelta è importante, ma non tragica. Possiamo rinunciare a un po' di privacy per avere più sicurezza, oppure rinunciare a un po' di sicurezza per avere più privacy. Inoltre il quadro cambia, e diventa ancor meno drammatico, se facciamo entrare in campo il terzo corno del dilemma, ossia i diritti dell'informazione. Siamo sicuri che per tutelare la privacy il bene da sacrificare sia la sicurezza e non un pezzettino della cosiddetta libertà di informazione? Non potremmo continuare a intercettare e smettere di pubblicare? E siamo sicuri che, posto di fronte al dilemma, il cittadino normale preferisca disarmare la magistratura piuttosto che essere privato del gusto di conoscere dal vivo le miserie degli intercettati? O dobbiamo pensare che la pubblicazione delle intercettazioni sia indispensabile per "aiutare" i magistrati a fare fino in fondo il loro dovere? Non lo so, ma mi piacerebbe che governo e opposizione riflettessero anche su questo aspetto. Forse la via maestra non è limitare le intercettazioni in quanto invadono la privacy, ma impedirne la diffusione su giornali e tv perché i processi non si fanno in piazza. L'idea governativa di ridurre drasticamente le intercettazioni e di limitarle ai reati più gravi (terrorismo e criminalità organizzata) è pericolosa non solo perché indebolirebbe l'azione di contrasto alla criminalità, ma perché - se attuata nei termini di cui si parla in questi giorni - ne distorcerebbe l'indirizzo, lasciando gravemente scoperto il fonte dei reati dei "colletti bianchi": corruzione, concussione, insider trading, aggiotaggio, frodi e truffe varie. Se si imbarcasse su questa strada il centro-destra trasmetterebbe l'impressione di usare due pesi e due misure: pugno di ferro sulla criminalità di strada e un occhio di riguardo per i reati di politici, finanzieri e "furbetti" di ogni risma. Un errore che il centro-sinistra commise nella scorsa legislatura su un altro terreno, quello delle liberalizzazioni, quando con le "lenzuolate" di Bersani prese di petto alcune categorie professionali (base sociale del centro-destra) ma non trovò mai il coraggio di varare il disegno di legge Lanzillotta sui servizi pubblici locali, per non disturbare la propria base sociale. Chi pensa che il dialogo Pd-Pdl sia indispensabile non dovrebbe scordarlo: la base del dialogo non è la semplice buona volontà, ma la disponibilità a riformare l'Italia senza guardare in faccia nessuno. Sulle intercettazioni, come privato cittadino, mi sento di dire questo. La sicurezza mi sta a cuore, come mi stanno a cuore la privacy e la libertà d'informazione. E tuttavia, se penso a quest'ultima, il fatto di poter apprendere "dal vivo" che Fassino si entusiasma per le manovre della finanza rossa, che Vittorio Emanuele di Savoia va a donne, che Berlusconi raccomanda due fanciulle in Rai, o che il governatore della Banca d'Italia trama nell'ombra non mi arricchisce per niente e mi fa solo venire una grande malinconia. Conoscere i dettagli sulle vicende di alcuni personaggi non modifica di una virgola l'idea che, sulla base di ben altri e più corposi elementi, mi sono fatto della classe dirigente di questo Paese. Semmai, a proposito di libertà di informare e di essere informati, sono altre le cose che mi mancano: una televisione meno in ginocchio di fronte alla politica, una stampa meno faziosa, più giornalismo di inchiesta, una vera e piena libertà di satira. In breve, per me il bene primario è la sicurezza, perciò mi dispiacerebbe vedere che la politica mette i bastoni fra le ruote ai magistrati (anche se qualche ritocco alla disciplina attuale delle intercettazioni non guasterebbe). Quanto alla privacy e alla libertà di essere informati, mi sembra che proibendo la diffusione delle intercettazioni si può ottenere molta più privacy in cambio di ben poca informazione in meno. Tanto più che alla (lievemente) diminuita libertà dell'informazione si può rimediare a costo zero. Nessuna intercettazione in pasto ai media, ma in compenso: meno acquiescenza verso i politici, più inchieste à la "Report", ritorno della satira sugli schermi, a partire dai fratelli Guzzanti (possibilmente in prima serata). Insomma, se proprio volete toglieteci le conversazioni dei potenti, ma ridateci Sabina.

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Corruzione e pedopornografia nessuno deve ascoltare Intercettazioni solo per i reati da 10 anni in su : escluse quindi quelle su reati finanziari, truffe, furti in villa (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 12-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Corruzione e pedopornografia nessuno deve ascoltare Intercettazioni solo per i reati "da 10 anni in su": escluse quindi quelle su reati finanziari, truffe, furti in villa... di Massimo Solani/ Roma FRA ANNUNCI E SMENTITE , mal di pancia interni alla maggioranza e retromarce precipitose, inizia a delinearsi il testo del disegno di legge sulle intercettazioni che sarà presentato domani al consiglio dei ministri. Un'affannosa quanto inspiegabile corsa contro il tempo che gli uffici competenti del ministero degli Interni e della Giustizia stanno conducendo da una settimana, da quando cioè Berlusconi ha lanciato il suo sasso nello stagno mandando in fibrillazione Camere, Quirinale e magistratura. Di ieri l'ultima versione comunicata ai cronisti: "Verrà prevista - ha spiegato Berlusconi - la possibilità di effettuare le intercettazioni soltanto per le indagini che riguardino reati con pene dai 10 anni in su". "Avrei semplificato dicendo mafia, camorra, terrorismo internazionale e basta", ha proseguito il premier, "ma in questo modo rientrano tutta una serie di reati che mi sembrano giusti: pedofilia, omicidio". Rientrano, già. Più complicato e spinoso, invece, il capitolo dei reati che resteranno fuori se il testo (che non è ancora stato ultimato) effettivamente prevederà davvero il limite dei "10 anni in su". Una lunga lista di delitti, molto spesso perseguiti proprio attraverso le intercettazioni telefoniche, che d'ora in poi le procure saranno quasi impossibilitate a perseguire. Il tema più dibattuto è quello sulla corruzione: le intercettazioni, infatti, non potranno più essere utilizzate per scoprirne nessuna fattispecie. Nemmeno quella più grave di corruzione in atti giudiziari che è costata una condanna a cinque anni a Cesare Previti per la sentenza comprata a Roma sul Lodo Mondadori. Unica eccezione la corruzione per ottenere una ingiusta condanna. Molto dibattuto anche il capitolo dei reati finanziari, dall'insider trading all'aggiotaggio passando per le false comunicazioni al mercato. D'ora in poi, se la legge sarà approvata in questi termini, i vari Ricucci, Consorte, Gnutti e Fiorani potranno parlare al telefono delle loro scalate bancarie senza il timore di essere ascoltati e di vedersi le proprie parole usate in tribunale a sostegno delle accuse. Ma la lista dei delinquenti che d'ora in poi potranno usare i cellulari senza timore è lunga. Nessun problema allora per le bande che organizzano i furti nelle ville: tanto le intercettazioni non saranno più utilizzabili nelle inchieste per furto, nemmeno aggravato. E se servirà leggere attentamente il testo della legge per capire cosa succederà con le intercettazioni telematiche (mail, chat e simili), per ora una cosa la si può già dire con certezza: il telefono non costituirà più alcun rischio per quanti in Italia si scambiano materiale pedopornografico, lo commerciano e lo detengono. Unico limite la produzione. Nessun timore di Grande Fratello giudiziario anche per gli indagati di truffa, che al cellulare potranno anche parlare di raggiri e organizzazioni per frodare l'Ue accaparrandosi finanziamenti miliardari. Del resto le intercettazioni telefoniche, a legge approvata, non si potranno utilizzare nemmeno in indagini sulle associazioni per delinquere semplici e non mafiose. Un po' quello che accadrà ai ricettatori non legati ai clan malavitosi e agli indagati di favoreggiamento semplice. Troppo tardi per l'ex presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro: se questa legge fosse stata approvata prima non avrebbe avuto alcun problema. Nemmeno per la rivelazione di segreto d'ufficio, che d'ora in poi sarà un reato non intercettabile. Come anche l'incendio: le conversazioni "rubate" dalla polizia giudiziaria servirono per incastrare alcuni dei responsabili del rogo del teatro La Fenice di Venezia, ma d'ora in poi non sarà più così. Ben più complicata, invece, sarà la situazione se il testo che uscirà dalla Camera limiterà le intercettazioni soltanto per i reati puniti con una "pena superiore ai dieci anni", secondo la vulgata di cui si è parlato molto in queste ore. In quel caso, allora, i magistrati non potranno richiedere intercettazioni nemmeno per i casi di violenza sessuale, atti sessuali su minori, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, usura, estorsione e omissione dolosa di misure cautelari sul lavoro. Il reato per il quale si è proceduto (e intercettato) per i presunti responsabili delle morti della Thyssen di Torino e per il Petrolchimico di Marghera. Tutto da chiarire, inoltre, anche il capitolo relativo al traffico di droga e armi che il codice di procedura penale disciplina in maniera a sè stante. Anche per questo, bisognerà aspettare il testo definitivo senza ascoltare le indiscrezioni.

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Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via France (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 12-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Intercettazioni/1 Ministro Alfano perché così tanta fretta? Cara Unità, tramite tuo, gradirei sapere dal Guardasigilli On. Angelino Alfano i motivi dell'estrema rapidità verso l'incontro di venerdì per quel che riguarda le famose intercettazioni - sulle quali sono cadute smentite da ogni dove - e la rapida frenata per la famosa class action che poi in semplice ma efficace italiano vuol dire solo rivalsa dei frodati sui frodatori. È chiedere troppo? Caramente e con simpatia Silviano Forte Intercettazioni /2 Il grande bluff di Berlusconi Cara Unità, a riprova della certezza che ci troviamo di fronte ad una orribile mistificazione del problema delle intercettazioni sta nelle arrancate risposte dell'intelligente Gasparri, e nelle immotivate risposte di Sacconi. Il tutto per difendere una legge che copra la casta politica e dirigenziale di questo paese, ma soprattutto gli intrugli del bravo Berlusconi. Un centrosinistra annichilito e arroccato in un fair play che serve a regalare a questo governo il potere di vita e di morte di un'Italia martoriata e barzelletta del mondo intero. Ebbene, ieri, solo un forte Di Pietro ha cercato di smascherare gli obiettivi di questi bravi personaggi. Senza voler entrare nel merito, la mia domanda è questa. Come è possibile che gli italiani non si accorgano del grande bluff di Berlusconi e compagni, che invece di occuparsi di mafia, di moralità della politica, delle grandi sperequazioni salariali, si occupino di problemi come i rom e le prostitute che servono solo come specchietto per le allodole, e fanno nascondere i problemi reali? Antonio Cortese, Bologna Intercettazioni /3 Che tristezza gli applausi dei giovani industriali "Basta con le intercettazioni diffuse"... "Carcere per giudici e giornalisti"... Lo sappiamo che il nostro Presidente del Consiglio ha questo pallino. Ma che temerarietà fare l'annuncio davanti ai giovani confindustriali, di solito avanguardia nelle politiche economiche, nella moralità dei comportamenti e pungolo della Confindustria degli adulti. Invece i "giovani" (si fa per dire) presenti a Santa Margherita Ligure hanno applaudito quasi all'unanimità! Che tristezza, e non perché non vi sia un problema di migliore disciplina della materia. Certo che se i giovani confindustriali reagiscono così, da piccoli, chissà che campioni di virtù tra 10 o 20 anni! Forse ambiscono solo ad essere cittadini al di sopra di ogni sospetto... e di ogni indagine. Adriano Papa, Desenzano Intercettazioni /4 Caro Pd l'opposizione la sta facendo Di Pietro Cara Unità, devo riconoscere che l'opposizione in Parlamento è fatta soprattutto da Di Pietro. Mi piace come si batte per esprimere il dissenso suo e del suo gruppo e non si fa intimidire: così intendo anch'io l'opposizione. Dico questo con dispiacere perchè ho sempre votato prima Ds e poi Pd ma ho bisogno di vedere una netta contrapposizione e questa me la fa vedere solo l'Italia dei Valori. Ora starò a vedere cosa farà il Pd in ordine alle "intercettazioni": quello sarà un banco di prova. Non accetterò bavagli all'informazione. Ma l'Italia, che era a un passo dal baratro quando governava Prodi, aveva bisogno della legge sulle intercettazioni per "rialzarsi"? La gente mangia meglio con le intercettazioni bloccate? Ma di queste cose nessuno chiede conto al Capo? Dov'è la gente che frugava tra i carciofi marci al mercato che si vedeva nei TG Mediaset? Ora è tutto a posto: state tranquilli, bloccheremo le intercettazioni che infastidiscono le massaie al mercato. Cari amici del PD, vi vogliamo battaglieri e vogliamo sentir dire le cose che vanno dette, senza peli sulla lingua. Erminia Clenzi Bush in Vaticano E i morti dell'Iraq? George W. Bush sarà ricevuto dal Papa in Vaticano con onore, calore e cortesia: insieme passeggeranno, ascolteranno musica nei giardini vaticani. I morti, i mutilati, gli sfollati, i rifugiati, i senza casa, gli orfani, le vedove, tutti i crocifissi della guerra in Iraq li guardano. Gigi Fioravanti Roma, un brutto clima anche per chi legge l'Unità Caro direttore, ad anno scolastico concluso sento il bisogno di rivolgerle una domanda: io alla fine dell'anno scorso, cominciando a leggere tutte le mattine il suo giornale, ho preso l'abitudine di comprarlo tutti i giorni prima di entrare in classe, portandolo sempre in vista (perchè mai avrei dovuto nasconderlo?). Questo ha provocato una serie di reazioni spiacevoli e di prese in giro assai sgradite da parte dei miei compagni, tuttavia il clima che mi si presentava intorno (anche fuori dalla scuola) appariva sufficientemente tollerante da non farmi temere nessun rischio oltre a qualche stupido sberleffo. Il clima di intransigenza e di intolleranza che si va spargendo nella mia città dopo l'elezione a sindaco di Alemanno sta però cominciando a dare i suoi frutti. La mia domanda a questo punto è: potrò continuare ad andare a scuola senza nascondere il mio giornale e senza aver paura di espormi al rischio di diventare il bersaglio di qualche fascistello che, sentendo legittimate le sue posizioni, potrebbe un giorno decidere che rom e lettori dell'Unità (pericolosi comunisti) sono in fondo entrambi stranieri e vanno per questo puniti? Lorenzo Paoloni, Roma Tagli incomprensibili per un'incomprensibile nazionale Caro Direttore, nel mio articolo di ieri intitolato "Disfatta Azzurra, processo a Donadoni", evidentemente per dei "pesci" di stampa ho fatto la fine della Nazionale: il lettore rischiava di capirci poco, ancor meno se non segue il calcio da inveterato Commissario Tecnico. Per esempio nell'analisi su un primo gol dubbio dell'Olanda, e poi sul secondo, fase nella quale ad opporsi vicino a Buffon c'era, e in ritardo, la punta Di Natale: il senso della debacle tattico-agonistica era tutto lì. Poi sul delicato tema dei "raccomandati" sulla panchina della Nazionale, il passo con uno straccio di significato era: "...Sì, certo, intendo proprio che si sono molto raccomandati tutti che i due più uno (Albertini) facessero bene..., e i due finora nonostante alcune riserve di partenza sulla loro caratura ed esperienza hanno fatto tutt'altro che male. Ma...". Poi dopo essere sparite alcune considerazioni sul modo in cui Donadoni ha disposto la squadra e non l'ha cambiata per tempo, compaiono invece dei "succitati commentatori" che però ahimé erano scomparsi in tipografia. Ecc. Ecc. Succede. Speriamo nella prossima partita. Oliviero Beha Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Francesco Benaglia 25, 00153 Roma o alla casella e-mail lettere@unita.it.

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Bergamini: io e le intercettazioni Non sono più la stessa persona (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-12 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La lettera Bergamini: io e le intercettazioni Non sono più la stessa persona aro Direttore mi sorprende che con tutto questo C discutere di intercettazioni (quante, regolamentate come, per quali reati, con che costi), in questi giorni si sia parlato così poco di un elemento invece sostanziale del dibattito: e cioè di quanto negli ultimi anni il massiccio ricorso alle intercettazioni e la loro pubblicazione sui giornali, spesso illegale, stia cambiando per sempre il nostro modo di essere e di rapportarci agli altri (ne ha scritto bene sul Corriere della Sera Piero Ostellino). E quanto questo cambiamento non sia circoscritto alla cosiddetta casta ma riguardi tutti, nessuno escluso. è inappropriato parlare del fenomeno delle intercettazioni come se si riferisse solo al ristretto numero di persone che hanno ruoli di responsabilità nel Paese. In realtà chiunque, in questo sistema, può finire vittima di un meccanismo d'indagine che, se giusto a priori, diventa perverso e pericoloso quando non utilizzato con le necessarie garanzie. Prendiamo il mio caso. Il 21 novembre scorso, ancora nel mio ruolo di direttore Marketing della Rai, vengo svegliata al mattino presto dalla telefonata di un collega che mi annuncia la pubblicazione, su Repubblica, di brogliacci relativi a mie conversazioni telefoniche di oltre due anni e mezzo prima. Scopro così di essere stata ascoltata per un lungo periodo di tempo. La ragione di queste intercettazioni, nonostante i teoremi di giornalisti e avvoltoi vari, a tutt'oggi non mi è chiara. Infatti non ero indagata per alcunché e le intercettazioni riguardavano le indagini sulla presunta bancarotta di un mio amico, Luigi Crespi, con il quale non avevo mai intrattenuto rapporti d'affari. Apprendo inoltre che le bobine con le registrazioni delle mie conversazioni, irrilevanti ai fini processuali e irrilevanti penalmente, anziché essere state distrutte come prescrive la legge, erano state riassunte in brogliacci. Questi ultimi conservati e poi addirittura allegati ai fascicoli processuali, mentre avrebbero dovuto essere stralciati. Infine, a indagini ultimate, messi a disposizione dei legali delle parti interessate al processo; e da lì, grazie ai buoni rapporti che spesso i giornalisti intrattengono con magistrati e avvocati, diffusi sotto forma di dischetti, nelle redazioni di quasi tutti i giornali d'Italia. In quei dischetti erano contenute le mie conversazioni di lavoro e quelle private, comprese quelle con i familiari, con il mio fidanzato di allora, gli sms, insomma tutto. Due cronisti di Repubblica, dopo aver letto il materiale, ne avevano estrapolato una parte e l'avevano pubblicata ipotizzando che quei brogliacci dimostrassero, attraverso alcune conversazioni tra me e un paio di colleghi di Mediaset durante i giorni dell'agonia di papa Giovanni Paolo II e delle concomitanti elezioni amministrative, un rapporto collusivo nella definizione dei palinsesti delle due emittenti. La panna era ormai montata a tal punto che mi sono ritrovata a incarnare il vertice di un'ipotetica "struttura Delta" che per anni avrebbe condizionato, corrotto e manipolato il sistema radiotelevisivo italiano. Poco importa che la collusione non ci sia mai stata, che quelle conversazioni, o meglio i brogliacci di quelle conversazioni (e anche qui bisognerebbe avere ben chiara la differenza), riguardassero solo quei giorni di emergenza della programmazione televisiva. Poco importa che la Rai, dopo due mesi di indagini interne, abbia riconosciuto la correttezza del mio operato; e ancor meno interessa che gli stessi giornalisti che hanno prodotto lo scoop siano indagati per diffamazione. Certo, nei giorni successivi allo scoppio del caso si aprì anche un timido dibattito sulla incostituzionalità di intercettazioni fatte ai danni di una persona non implicata in alcun processo e che, dalle intercettazioni stesse, non risultava aver commesso alcun illecito. Ma la macchina era ormai partita e non poteva essere fermata. Alcuni mesi fa apprendo, sempre da Repubblica, di essere quindi indagata per interruzione di pubblico servizio, presumibilmente non dal magistrato che mi ha fatto intercettare. Alla base delle indagini ci sarebbe un esposto a carico di ignoti, firmato da tre deputati di centrosinistra, presentato alla Procura di Roma nei giorni del polverone mediatico. Da quel 21 novembre io non sono più la stessa persona. La mia vita personale, conservata nel cassetto di una redazione giornalistica o nelle mani di miei ex colleghi di lavoro, è qualcosa di più di un problema giuridico. è la violazione del più elementare rispetto della dignità di una persona. è un vulnus insanabile prodotto da un'assenza di elementari garanzie. Chiunque potrebbe esserne travolto. Il problema non è discutere sull'utilità delle intercettazioni come strumenti d'indagine, ma sull'abuso e la distorsione di un metodo che può determinare conseguenze irreparabili per la vita delle persone. Abbiamo investito nello sviluppo tecnologico con il miraggio di garantirci una sempre maggiore sicurezza, ma non ci accorgiamo che in cambio dobbiamo rinunciare a porzioni importanti della nostra libertà. Dalle telefonate, agli scambi di mail elettroniche, alle telecamere piazzate ovunque, tutto può essere oggetto di manipolazione. E quel tutto è la vita quotidiana di ciascuno di noi, le nostre relazioni, i nostri rapporti personali, lavorativi e affettivi che ne escono profondamente modificati. Dal dibattito di questi giorni apprendo che l'Italia è il Paese in cui il ricorso alle intercettazioni è più massiccio. Ritengo che esso sia un valido strumento di indagine. Ma come spesso accade nel nostro Paese, il margine fra necessità di indagare e informare l'opinione pubblica e obbligo di tutelare la sfera privata dei cittadini è troppo labile. Mi chiedo se sia giusto, per esempio, ascoltare le conversazioni di chi non è indagato. O consentire che vengano pubblicate. Qual è il criterio in base al quale una persona non indagata viene intercettata? Non c'è. Tutto dipende dalla discrezionalità del magistrato. Continuo a pensare che se io non avessi lavorato come assistente di Silvio Berlusconi per alcuni anni, le mie conversazioni non sarebbero state oggetto di tanto interesse. E mi chiedo anche chi veramente ascolta le telefonate di tante ignare persone. è il leggendario "maresciallo" che spesso con ironia in molti salutiamo alla fine delle nostre chiacchierate, o sono "collaboratori" di società private che ricevono l'appalto per svolgere le intercettazioni? E in questa eventualità, il materiale raccolto come viene trattato? Dove va a finire? Chi lo conserva e come vengono protette le persone da un suo possibile uso distorto? Mi auguro che su un tema così fondamentale, il dibattito tra politica, magistratura e mondo dell'informazione superi ogni contrapposizione strumentale e rimetta al suo centro l'individuo e i suoi diritti. Deborah Bergamini deputato del Pdl \\ Non ero indagata per alcunché e le intercettazioni riguardavano le indagini sul mio amico Luigi Crespi.

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Intercettazioni, oggi via al ddl carcere per chi pubblica i verbali - francesco bei (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Intercettazioni, oggi via al ddl carcere per chi pubblica i verbali Accordo con la Lega, resta il divieto sui reati sotto i 10 anni La Fnsi: pronti allo sciopero. Possibile ascoltare i reati di corruzione,tratta di persone, pedofilia FRANCESCO BEI ROMA - Dopo le polemiche dei giorni scorsi, la maggioranza trova l'accordo e il giro di vite sulle intercettazioni sarà oggi approvato dal Consiglio dei ministri, con la novità del carcere fino a tre anni per i giornalisti - e multe salatissime per gli editori - che pubblicano il testo di intercettazioni prima dell'inizio del processo. Una svolta che determina l'alzata di scudi dell'Ordine dei giornalisti, della Fieg e della Federazione della Stampa, che minaccia uno sciopero della categoria. L'intesa con la Lega, contraria al progetto di Berlusconi di escludere la corruzione dal novero dei reati per i quali sarà possibile intercettare le telefonate, matura all'ora di colazione in un vertice di maggioranza convocato dal premier a Palazzo Grazioli. Alla riunione il Carroccio si presenta al completo - Bossi insieme a tutta la delegazione leghista al governo - e, al termine, il ministro Maroni può annunciare che "l'accordo c'è". La corruzione rientra così tra i reati previsti per le intercettazioni. La stretta, anche se meno draconiana di quanto aveva annunciato il Cavaliere a Santa Margherita, è comunque significativa. Ancora fino a ieri sera, al ministero della Giustizia, Angelino Alfano lavorava sul testo, studiando la lista dei reati intercettabili: tutti quelli con una pena inferiore a dieci anni sono esclusi, ma dentro restano "i delitti contro la pubblica amministrazione per cui è prevista la reclusione non inferiore a 5 anni". Come saranno intercettabili l'associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, alla pedopornografia, alla tratta di persone. Registrabili i colloqui anche per una lunga lista di reati gravi, come il terrorismo e la mafia. Le vittime di reati di violenza e di stalking potranno chiedere di essere intercettate. Con un'esplicita norma transitoria vengono poi "salvate" dal macero le intercettazioni in atto fino all'entrata in vigore della legge. Per chiedere un ascolto ci vorrà una motivazione più stringente e l'autorizzazione alla richiesta del pm non verrà più dal solo Gip ma da un collegio composto da tre giudici. La durata non potrà comunque superare i tre mesi. I testi delle conversazioni non potranno più essere trascritti nelle ordinanze di custodia cautelare ma andranno in un fascicolo autonomo, che sarà rigidamente segreto fino all'apertura del dibattimento. I testi saranno conservati in un archivio riservato e chiunque vi farà accesso lascerà una traccia. Le intercettazioni acquisite agli atti di un processo non potranno più essere trasferite ad altro procedimento. Severe le pene per chi rivela i testi: fino a 5 anni, come aveva previsto lo stesso ddl Mastella, per i pubblici ufficiali, e tre anni comunque per tutti coloro che prendono visione degli atti riservati. Pugno di ferro contro i giornalisti: l'arresto passa da 30 giorni a tre anni e l'ammenda tocca i mille euro. Il presidente del sindacato dei giornalisti, Roberto Natale, non esclude uno sciopero, "come avvenne contro il ddl Mastella". Critico anche il presidente degli editori, Boris Biancheri, mentre l'associazione Articolo 21 invita il governo a fare marcia indietro sulla "legge bavaglio" e promette battaglia. Nella folta squadra dei giornalisti approdata in Parlamento sotto le insegne del Pdl la stretta viene giudicata "un male necessario". A cominciare dal capogruppo al Senato Maurizio Gasparri: "Capisco le proteste della categoria, ma la situazione così non può andare avanti". La più giovane della squadra è la trentenne Gabriella Giammanco, alla Camera dal Tg4: "Il carcere può servire da deterrente, la privacy violata non è più tollerabile".

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Intercettazioni, nell'elenco c'è la corruzione (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-13 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni, nell'elenco c'è la corruzione L'ipotesi: fino a tre anni di carcere per chi pubblica le conversazioni. Oggi la decisione Intesa tra il premier e la Lega. Il tetto per i reati fissato a 10 anni: sono compresi usura e pedofilia ROMA - "L'accordo è stato abbastanza perfezionato", ha commentato Umberto Bossi dopo il pranzo che Silvio Berlusconi ha offerto ai ministri della Lega. Così, oggi, al consiglio dei ministri arriva il ddl di 17 articoli sulle intercettazioni. Tuttavia a Palazzo Chigi ci sarà un lungo dibattito perché rimane un nodo da sciogliere: l'introduzione del carcere (da 1 a 3 anni, in alternativa l'ammenda fino a 100 mila euro) per i giornalisti che pubblicano arbitrariamente i verbali coperti da segreto. Nel Pdl, invece, sembra pacifico per tutti il tetto delle pene edittali superiori a 10 anni, sotto il quale non si potranno disporre le intercettazioni, perché su pressione della Lega e di An è prevista una lunga lista di eccezioni: prima fra tutte la corruzione, sulla quale l'estensione del divieto "non sarebbe stata capita dal Paese", avrebbe commentato Berlusconi. Ma tra le esclusioni dal divieto ci sono anche associazione per delinquere aggravata, usura, pedofilia, peculato, malversazione e altri reati come le molestie reiterate (si potrà intercettare solo se lo chiede la vittima). Il giro di vite ha fin qui suscitato la reazione: "Ma è davvero questa la vera emergenza del Paese? ". ha chiesto Walter Veltroni mentre il ministro ombra dell'Ambiente, Ermete Realacci, ha parlato di regalo fatto alle ecomafie. L'ex pm Antonio Di Pietro (Idv), poi, si è fatto due conti: "Il governo prende per i fondelli gli italiani perché sotto i 10 anni ci sono reati come la corruzione per un atto d'ufficio, la frode nelle pubbliche forniture, il sequestro di persona, la truffa". Il testo del ddl Berlusconi-Alfano entra in consiglio dei ministri con 17 articoli ma è probabile che nel corso della discussione si renda necessaria qualche variazione. Il gip, per esempio, non potrà più inserire nelle ordinanze di custodia cautelare le intercettazioni che, invece, dovranno confluire in un apposito fascicolo consultabile (a domanda) dall'avvocato dell'indagato. Inoltre, le intercettazioni usate in un processo non potranno confluire in un altro dibattimento a meno che il reato non sia di quelli di competenza delle Dda (mafia e terrorismo). Confermate la norma transitoria che salva i processi in corso e l'ipotesi di un archivio riservato per i nastri e i brogliacci. Ultima novità il collegio (3 giudici) che dovrà autorizzare le intercettazioni estendibili fino a 3 mesi (eccetto i reati gravissimi). Tuttavia il nodo più spinoso rimane quello dei 3 anni di carcere per i giornalisti (oggi la reclusione è di 30 giorni aggirabile con un'ammenda da 51 a 258 euro) che viaggia con i 5 anni di carcere per i pubblici ufficiali che divulghino le intercettazioni. "Nessuno vuole mettere in carcere i giornalisti ma neanche la libera stampa può commettere reati... ", ha osservato Niccolò Ghedini, deputato e avvocato del premier. E così la Federazione nazionale della stampa non esclude lo sciopero contro il ddl del governo. Le cui linee guida vengono decisamente criticate anche dalla Federazione italiana degli editori che sarebbero penalizzati con forti multe basate sul sistema delle quote già ipotizzato dal ddl Mastella. Dino Martirano.

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Intercettazioni, via libera sulla corruzione (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 140 del 2008-06-13 pagina 0 Intercettazioni, via libera sulla corruzione di Gian Maria De Francesco Registrazioni autorizzate anche per i reati contro la pubblica amministrazione, la pedofilia e le molestie. Chi pubblica i verbali rischia tre anni di carcere. Il Garante della privacy: "Il problema sono le procure" Roma - Lega e Pdl hanno raggiunto l'accordo e il ddl sulle intercettazioni preparato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si appresta a un tranquillo varo nel corso dell'odierno Consiglio dei ministri. Il vertice di ieri a Palazzo Grazioli, infatti, è riuscito a limare le piccole divergenze relative all'utilizzo di questo metodo di indagine anche per particolari tipi di reati che prevedono pene inferiori a dieci anni. In particolare, quelli contro la pubblica amministrazione come corruzione e concussione. In questi casi si potrà continuare ad indagare intercettando le utenze sospette così come richiesto dagli esponenti del Carroccio, Bossi in testa. In più si potrà proseguire l'utilizzo di questo mezzo di investigazione per i reati più gravi, come la pedofilia e lo stalking. Il provvedimento dovrebbe inoltre contenere una norma transitoria per assicurare la continuazione dei processi in corso. Una delle parti più rilevanti del disegno di legge è rappresentata dall'inasprimento delle sanzioni per coloro che divulgano i contenuti delle intercettazioni. La norma punta, infatti, a riformare due articoli del codice penale: il 617 e il 684. Con il primo si vuole colpire chi "prende diretta cognizione degli atti del procedimento penale coperti da segreto" e la punizione sarebbe quella che venne prevista nel ddl Mastella: da 1 a 3 anni di carcere. Con il secondo invece si intende punire coloro che pubblicano gli atti: la sanzione passerebbe da 30 giorni di carcere a 3 anni. E aumenterebbe anche l'ammenda: da un massimo di 258 a 1.000 euro. Su entrambe le misure sono ancora in corso discussioni e l'uso del condizionale è d'obbligo. "Ci sarà un inasprimento delle pene ma non è stato stabilito nulla e deciderà il Consiglio dei ministri", ha spiegato Niccolò Ghedini (Pdl), aggiungendo che comunque ci sarà una differenza nella sanzione "tra i pubblici ufficiali che diffondono le intercettazioni e chi le pubblica, nessuno vuole mettere in carcere i giornalisti". La detenzione, ha precisato, "si può irrogare nei casi più gravi ed eclatanti, in alternativa all'ammenda. E nei confronti di magistrati e pubblici ufficiali le sanzioni sono ancora più pesanti". Il vero scopo del governo è quello di garantire una "tracciabilità" dell'accesso alle intercettazioni per garantire la privacy e scoraggiare le violazioni del segreto istruttorio. Ma tale sollecitudine non ha soddisfatto le opposizioni: né Antonio Di Pietro ("il limite di 10 anni è una presa per i fondelli") né il ministro ombra degli Interni Marco Minniti ("rischiamo una legge schizofrenica"). Confermata infine l'introduzione del "giudice collegiale", ossia di un organismo composto da più magistrati (si pensa a una terna, ndr) che dovrà valutare se sia opportuno e necessario il ricorso alle intercettazioni. I pubblici ministeri non dovrebbero più poter chiedere l'autorizzazione a un solo gip, ma a un organismo collegiale. A ulteriore tutela della riservatezza delle persone intercettate ma non indagate si pensa all'istituzione di un archivio riservato nel quale custodire il testo delle intercettazioni. Si tratta di una proposta del presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, ripresa a sua volta dal ddl Mastella. Resta sempre in piedi l'ipotesi di fissare la durata massima dell'ascolto degli indagati a 3 mesi. Allo stesso modo, si era studiata la possibilità di trascrivere solo le parti penalmente rilevanti delle intercettazioni, selezionate in un'udienza dalle parti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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APRROVATO DDL INTERCETTAZIONI ("DAL NOSTRO INVIATO IN GALERA") IL "TENERO" DI PIETRO: GOVERNO STUPRATORE BIMBI CATASTROFE UE: IRLANDA BOCCIA TRATTATO? LA FILA DA FINI: COMMED (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 13-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

APRROVATO DDL INTERCETTAZIONI ("DAL NOSTRO INVIATO IN GALERA") ? IL "TENERO" DI PIETRO: GOVERNO STUPRATORE BIMBI ? CATASTROFE UE: IRLANDA BOCCIA TRATTATO? ? LA FILA DA FINI: COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI? © Foto U.Pizzi"> Alfano e Berlusconi © Foto U.Pizzi 1 - INTERCETTAZIONI? "Jena" per "La Stampa" - Dal nostro inviato in galera. 2 - CONSIGLIO MINISTRI, APPROVATO DDL INTERCETTAZIONI? (Agi) - Il ddl intercettazioni e' stato approvato all'unanimita'. Lo rende noto il ministro della Giustizia Alfano. 3 - INTERCETTAZIONI, DI PIETRO: GOVERNO COME STUPRATORE BIMBI? (Agi) - "Non ci si puo' fidare di una persona e di un governo che ci prova. Questa storia delle intercettazioni cosi' come presentato in Consiglio dei ministri mi ricorda il comportamento di un violentatore di bambini che ci prova e una volta tanto non gli riesce. Ma le mani addosso gliele ha messe e non e' riuscito a violentarlo per cause indipendenti dalla sua volonta' in questo caso perche' e' scesa in campo l'opinione pubblica sollecitata da Italia dei Valori". Usa una metafora forte l'ex ministro per le Infrastrutture e leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro oggi ad Agrigento per la chiusura della campagna elettorale del candidato alla presidenza della Provincia di Agrigento Renato Bruno. "Il governo - ha aggiunto Di Pietro - ha tentato di fare passare un provvedimento addirittura con un decreto legge per salvare alcuni provvedimenti in corso che evidentemente interessano a qualuno se non addirittura allo stesso presidente del Consiglio il quale ha gia' messo in cantiere un'altra legge per salvaguardare se stesso e cioe' la sospensione dei processi che riguardano, guarda caso, il presidente del Consiglio. Tra le tante urgenze del Paese l'urgenza e' quella di fare una legge per fermare i processi". 4 - INTERCETTAZIONI, MARONI: HA VINTO IL BUON SENSO? (Adnkronos) - "Ha vinto il buon senso. Con l'impostazione di partenza rischiavamo che al danno s'aggiungesse la beffa. Il danno era quello che la gente non avrebbe capito: ecco, la solita casta che si fa le regole per se'". Lo sottolinea il ministro dell'Interno Roberto Maroni che, in un'intervista a "Libero", si dichiara soddisfatto dell'intesa raggiunta sul contenuto del ddl che modifica le norme sulle intercettazioni all'esame del Cdm di questa mattina. L'obiettivo, fa capire Maroni, era evitare che i magistrati potessero trovare un escamotage per continuare a fare un uso eccessivo delle intercettazioni. La beffa, secondo il titolare del Viminale, sarebbe scattata nel caso i magistrati avessero "escogitato il modo per per intercettarci ugualmente. Che so, pur volendo indagare sul reato di peculato, avrebbero richiesto di mettere sotto controllo le utenze di Maroni per un reato superiore e poi, in sede di giudizio sarebbero tornati sul reato di partenza. Ecco perche' -conclude il ministro dell'Interno- includere i reati contro la pubblica amministrazione era non solo doveroso ma anche corretto". © Foto U.Pizzi"> Francesco Pizzetti © Foto U.Pizzi 5 - PIZZETTI (GARANTE PRIVACY): IL PROBLEMA SONO LE PROCURE, EVITIAMO FUGHE NOTIZIE? (Adnkronos) - "Non conosco il testo, solo le anticipazioni e mi auguro che, dopo l'approvazione del Consiglio dei ministri, saremo consultati sulle norme. Negli ultimi tre anni siamo intervenuti piu' volte, anche nella relazione annuale, per sottolineare l'importanza di tutelare i dati delle intercettazioni giudiziarie e nella scorsa legislatura i nostri suggerimenti sono stati in parte raccolti nel disegno di legge esaminato dalla Camera, che oggi sembra costituire una delle basi di quello del governo Berlusconi". Il garante della Privacy, Francesco Pizzetti, interviene cosi', in un'intervista a "Il Giornale", sul ddl per le intercettazioni. "La nostra azione, finora, ha avuto -continua Pizzetti- risposte soddisfacenti e incisive dai gestori telefonici ma, purtroppo, non altrettanto dagli uffici giudiziari, malgrado i nostri appelli ai magisrati competenti, ai procuratori generali, al Csm". "Sicuramente -aggiunge- influiscono le note carenze organizzative della giustizia, ma tocca comunque agli uffici giudiziari vigilare adeguatamente per evitare fughe di notizie e garantire che eventuali violazioni delle norme siano individuate e punite". "Abbiamo da tempo raccomandato -spiega Pizzetti- la creazione di sale di ascolto presso le procure e non esterne; la necessita' di restringere la cerchia di chi opera sulle intercettazioni: di conservare i testi in archivio riservato nelle procure; di individuare chiunque vi acceda; di selezionare le conversazioni necessarie per il dibattimento e quelle che non lo sono". "Questo soprattutto -aggiunge- per dare la massima tutela ai cosidetti 'terzi incolpevoli' chi partecipa inconsapevolmente alle conversazioni". "Le leggi sono utili ma -avverte- deve cambiare tutto l'approccio culturale al tema della privacy". 6 - TRATTATO UE: IRLANDA VERSO IL "NO"? (Agi/Reuters) - Stando allo spoglio delle prime schede del referendum svoltosi ieri in Irlanda, prevale il "no" al trattato di Lisbona. Lo ha riferito l'emittente pubblica, Rte. Stando a quanto riferito da scrutatori all'agenzia Reuters, in cique circoscrizioni della capitale Dublino i "no" sono in testa; in altri tre si registra un sostanziale pareggio con i "si'" e in un altro sono in vantaggio i favorevoli al Trattato. Dublino conta un quarto dell'elettorato irlandese. Corrispondenti dell'emittente pubblica RTE in altre regioni del Paese riferiscono di un vantaggio dei "no" nelle prime schede scrutinate. La pagina web dell'Irish Time conferma che in tutte le circoscrizioni della capitale i "no" prevalgono con una media di 60 contro 40 dei "si'", con picchi di 70 contro 30 nella circoscrizione sudorientale. 7 - FINI: SE IRLANDA BOCCIA TRATTATO SARA' CRISI ISTITUZIONI? (Agi) - "Se gli irlandesi bocciassero il Trattato di Lisbona ci troveremmo in una situazione di crisi senza precedenti delle istituzioni europee". Lo ha affermato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, circa il referendum in Irlanda relativo alla ratifica del Trattato di Lisbona. Roberto Calderoli 8 - CALDEROLI: POPOLI HANNO BOCCIATO MODELLO EUROPEO? (Adnkronos) - "Un grazie al popolo irlandese per il suo voto. Tutte le volte in cui i popoli sono stati chiamati a votare hanno bocciato clamorosamente un modello di Europa che viene vista lontana dai popoli stessi. I popoli, ancora una volta, hanno dimostrato di avere maggiore saggezza rispetto a governi e parlamenti". Lo afferma Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa e coordinatore delle segreterie della Lega Nord, nell'attesa del risultato del referendum indetto dall'Irlanda sull'approvazione del trattato di Lisbona per la riforma dell'Ue. La consultazione, aggiunge Calderoli, "conferma la posizione tenuta da sempre dalla Lega Nord, ovvero che la sovranita' appartiene ai popoli e che solo i popoli possono decidere di rinunciare ad essa e conferma che, come sostenuto anche dal presidente emerito Cossiga e dal professor Guarino, l'approvazione di questo Trattato da parte del solo Parlamento avrebbe rappresentato un atto incostituzionale per gli articoli 1 e 11 della Costituzione, perche' avrebbe affidato i nostri destini -conclude il ministro e parlamentare leghista- nelle mani dei burocrati e non degli eletti dal popolo". 9 - MARONI: RESTA IL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA? (Agi) - Il reato di immigrazione clandestina "resta", ma non riguardera' le badanti. Lo afferma il ministro dell'Interno Roberto Maroni in una intervista a 'Libero'. Maroni e' convinto che in Parlamento "non ci saranno scherzetti". Sulle critiche della Chiesa, il titolare del Viminale dichiara: "La Chiesa ha tutto il diritto di criticare e di fare proposte. Io ho il dovere di rispettare cio' che i cittadini italiani ci chiedono". 10 - LA FILA DA FINI? m. ci. per "l'Unità" - Sequenza da vaudeville istituzionale con scena incerta. Dunque, ieri mattina, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che dovrebbe ricoprire un ruolo al di sopra delle parti, ha incontrato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti e quello alla Semplificazione, Roberto Caderoli. In via della Scrofa neanche Fini fosse ancora il presidente di An. Davvero strano. Contrordine subito dopo. L'incontro, argomento i conti in rosso della Capitale, ha avuto come location lo studio del presidente di Montecitorio. Fini al suo posto ma fuori posto. Contrordine di nuovo, e il susseguirsi dei lanci di agenzia ne fa testo, del "bilancio non si è parlato" spiega il sindaco, piuttosto "si è parlato di politica in generale". Si rientra nei ranghi. I due ministri sembra non ci fossero. Solo che, vedi sempre agenzie, Tremonti e Calderoli dopo qualche minuto sono usciti proprio dall'ufficio presidenziale. L'ultima spiegazione conosciuta, fornita dal portavoce di Fini, è che gli incontri sono stati due in rapida successione, un saluto ad Alemanno che si è dimesso da deputato e poi i due ministri. Entra tu, esco io. Gli eventuali eredi di Georges Feydeau sono avvertiti. L'intreccio da commedia degli equivoci alla Camera va già in scena. © Foto U.Pizzi"> Pierino Fassino © Foto U.Pizzi 11 - PD, FASSINO: SOGGETTO RIFORMISTA NON PUO' PRESCIDERE DAL PSE? (Adnkronos) - "Sarebbe illusorio proporsi di realizzare in Europa un campo riformista piu' ampio prescindendo dalla famiglia socialista". L'ex segretario dei Ds Piero Fassino spiega in un'intervista all'"Unita'" quale e' la sua posizione sulla collocazione del Pd al Parlamento Europeo. L'area dei riformisti europei, puo' essere circoscritta solo al Pse e al Pd? "No, naturalmente -replica il deputato democratico- anche a me interessa far incontrare i socialisti con i liberaldemocratici. Ma questa nprospettiva va costruita e avra' maggiori possibilita' di essere realizzata se il Pd, forte del suo profilo originale, perseguira' l'obiettivo insieme al Pse". "Ritengo che l'ipotesi intorno alla quale si sta ragionando, un patto di tipo federativo e un rapporto permanente tra tra Pse e Pd che consenta di fare parte di un unico gruppo a Strasburgo, pur con forme che riconoscano un'autonomia reciproca- vada nella direzione giusta e possa essere condivisa da tutti, perche' -conclude Fassino- non chiede a nessuno di rinunciare alla propria identita'". 12 - RIFIUTI, "IL MATTINO": SUPERPROCURA INDAGA SU DISCARICA DI MACCHIA SOPRANA? (Adnkronos) - "La Superprocura indaga sulla discarica di Macchia Soprana. L'ipotesi di reato: sversamento abusivo". Lo riferisce "Il Mattino" che prosegue: "Continue le perdite di percolato. Ora la discarica, una delle dieci previste dal piano Berlusconi, e' a rischio-sequestro". Macchia Soprana e' "uno dei piu' grandi invasi regionali, capace -ricorda il quotidiano- di offrire una ricezione potenziale per oltre 95mila tonnellate". "Un fascicolo -riferisce ancora 'Il Mattino'- e' stato trasmesso in via d'urgenza dal distretto di Salerno agli uffici giudiziari del Centro direzionale di Napoli. Il processo e' stato trasmesso al procuratore Giovandomenico Lepore, come accade per tutti i fascicoli che riguardano la gestione commissariale dell'emergenza rifiuti, che ha poi provveduto ad assegnarlo in codelega a due pm della cosidetta Superprocura: su Macchia Soprana ora indagano i due sostituti Milena Cortigiano e Antonio D'Alessio, entrambi in forza al pool coordinato dall'aggiunto Aldo De Chiara". "Un'inchiesta che ipotizza, al momento, -prosegue ancora il giornale- il reato di sversamento abusivo, alla luce delle condizioni in cui sono state trovate alcune vasche della discarica. Nell'informativa indirizzata dagli uffici giudiziari del distretto salernitano (che comprende le Procure di Salerno e di Vallo della Lucania) a Napoli si parla di 'condizioni allarmanti' a causa di continue perdite di percolato". "Decisiva a far scattare l'inchiesta, una consulenza -aggiunge ancora- dei tecnici Arpac, che nelle ultime settimane hanno attestato le perdite di percolato e di materiale di risulta dalla vasche di Serre". Dagospia 13 Giugno 2008.

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Intercettazioni a raggio ridotto (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-06-14 - pag: 35 autore: Giustizia. La prima parte del disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri Intercettazioni a raggio ridotto Iniziamo la pubblicazione del testo del disegno di legge recante "Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematichee ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice, degli atti di indagine, e integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche". ARTICOLO1 Modifiche agli articoli 36 e 53 del Codice di procedura penale 1. All'articolo 36,comma 1,del Codice di procedura penale, dopo la lettera h) è aggiunta la seguente: "h-bis) se ha pubblicamente rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli". 2. All'articolo 53,comma 2,del Codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo le parole:"lettere a),b),d), e)" sono inserite le seguenti: "ed h-bis),nonché se il magistrato risulta iscritto nel registro degli indagati per il reato previsto dall'articolo 379-bis del Codice penale, in relazione ad atti del procedimento assegnatogli, sentito in tale caso il capo dell'ufficio competente ai sensi dell'articolo 11 in merito alla rilevanza, serietà e gravità dei fatti"; b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il procuratore generale procede allo stesso modo, sentito il capo dell' ufficio competente ai sensi dell'articolo 11 e del comma 1, se il capo dell'ufficio e il magistrato assegnatario risultano indagati per il reato previsto dall'articolo 379-bis del Codice penale, ovvero hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito a un procedimento pendente presso il loro ufficio ". ARTICOLO2 Modifiche agli articoli 114 e 115 del Codice di procedura penale 1. L'articolo 114,comma 2,del Codice di procedura penale, è sostituito dal seguente: "2. è vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel contenuto, di atti di indagine preliminare, nonché di quanto acquisito al fascicolo del pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più il segreto, fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare.". 2. L'articolo 114, comma 7, del Codice di procedura penale, è sostituito dal seguente: "7. è in ogni caso vietata la pubblicazione anche parziale o per riassunto della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche di cui sia stata ordinata la distruzione ai sensi degli articoli 269 e 271 ". 3. L'articolo 115,comma 2,del Codice di procedura penale, è sostituito dal seguente: "2. Di ogni iscrizione nel registro degli indagati per fatti costituenti reato di violazione del divieto di pubblicazione commessi dalle persone indicate al comma 1, il procuratore della Repubblica procedente informa immediatamente l'organo titolare del potere disciplinare, che, nei successivi trenta giorni, ove sia stata verificata la gravità del fatto e la sussistenza di elementi di responsabilità e sentito il presunto autore del fatto, può disporre la sospensione cautelare dal servizio o dall'esercizio della professione fino a tre mesi. ". ARTICOLO3 Modifiche all'articolo 266 del Codice di procedura penale 1. L'articolo 266 del Codice di procedura penale, è sostituito dal seguente: "266 (Limiti di ammissibilità): 1. L'intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche, di altre forme di telecomunicazione, di immagini mediante riprese visive, e la acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni o comunicazioni stesse sono consentite nei procedimenti relativi ai seguenti reati: a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a dieci anni determinata a norma dell'articolo 4; b) delitti di cui agli articoli 51 commi 3- bis, 3-quater e 3-quinquies, e 407, comma 2, lettera a); e) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell'articolo 4; d) reati di ingiuria, minaccia, usura, molestia o disturbo delle persone con il mezzo del telefono. 2. Negli stessi casi è consentita l'intercettazione di comunicazioni tra presenti solo se vi è fondato motivo di ritenere che nei luoghi ove è disposta si stia svolgendo l'attività criminosa. 3. L'intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche, di altre forme di telecomunicazione, di immagini mediante riprese visive e la acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni o comunicazioni sono consentite, su richiesta della persona offesa e limitatamente alle utenze ovvero ai luoghi nella disponibilità della stessa, nei procedimenti relativi ai delitti non colposi per i quali è prevista la pena della reclusione superiore nel massimo a cinque anni ". ARTICOLO4 Modifiche all'articolo 267 del Codice di procedura penale 1. All'articolo 267 del Codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Il pubblico ministero richiede al tribunale nella composizione di cui all'articolo 322-bis, comma 1-bis, l'autorizzazione a disporre le operazioni previste dall'articolo 266. L'autorizzazione è data con decreto motivato, contestuale e non successivamente modificabile o sostituibile, quando vi sono gravi indizi di reato e l'intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini e sussistano specifiche e inderogabili esigenze relative ai fatti per i quali si procede, fondate su elementi espressamente e analiticamente indicati nel provvedimento, non limitati ai soli contenuti di conversazioni telefoniche intercettate nel medesimo procedimento "; b) al comma 2 la parola "giudice" è sostituita dalla parola "tribunale " e dopo le parole: "con decreto motivato", ovunque ricorrano, sono inserite le seguenti: ", contestuale e non successivamente modificabile o sostituibile "; c) il comma 3 è sostituito dal seguente: "3.Il decreto del pubblico ministeroche dispone l'intercettazione indica le modalità e la durata delle operazioni per un periodo massimo di quindici giorni, prorogabile dal tribunale in pari misura e per una durata complessiva massima non superiore a tre mesi"; d) dopo il comma 3 è inserito il seguente: "3-bis. Quando l'intercettazione è necessaria per lo svolgimento delle indagini in relazione a un delitto di criminalità organizzata, di terrorismo o di minaccia col mezzo del telefono,l'autorizzazione a disporre le operazioni previste dall'articolo 266 è data se vi sono sufficienti indizi. Nella valutazione dei sufficienti indizi si applica l'articolo 203 del Codice di procedura penale. La durata delle operazioni non può superare i quaranta giorni, ma può essere prorogata dal tribunale con decreto motivato per periodi successivi di venti giorni, qualora permangano i presupposti indicati nel comma 1. Nei casi di urgenza, alla proroga provvede direttamente il pubblico ministero secondo le previsioni del comma 2"; e) al comma 4,è aggiunto,in fine,il seguente periodo: "Nei casi di cui al comma 3-bis,il pubblico ministero e l'ufficiale di polizia giudiziaria possono farsi coadiuvare da agenti di polizia giudiziaria"; f) il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. In apposito registro riservato tenuto in ogni procura della Repubblica sono annotati, secondo un ordine cronologico, la data e l'ora di emissione e la data e l'ora di deposito in cancelleria o in segreteria dei decreti che dispongono, autorizzano, convalidano o prorogano le intercettazioni e, per ciascuna intercettazione, l'inizio e il termine delle operazioni". ARTICOLO5 Modifiche all'articolo 268 del Codice di procedura penale 1. Nell'articolo 268 del Codice di procedura penale, i commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: "l. Le comunicazioni intercettate sono registrate e delle operazioni è redatto verbale. I verbali e i supporti delle registrazioni sono custoditi nell'archivio riservato di cui all'articolo 269. 2. Il verbale di cui al comma 1 contiene l'indicazione degli estremi del decreto che ha disposto l'intercettazione, la descrizione delle modalità di registrazione,l'annotazione del giorno e dell'ora di inizio e di cessazione dell'intercettazione, nel medesimo verbale sono altresì annotati cronologicamente, per ogni comunicazione intercettata, i riferimenti temporali della comunicazione e quelli relativi all'ascolto,la trascrizione sommaria del contenuto, nonché i nominativi delle persone che hanno provveduto alla loro annotazione. 3. Le operazioni di registrazione sono compiute per mezzo degli impianti installati nei centri di intercettazione telefonica istituiti presso ogni distretto di corte di appello. Le operazioni di ascolto sono compiute mediante gli impianti in-stallati presso la competente procura della Repubblica ovvero, previa autorizzazione del pubblico ministero, presso i servizi di polizia giudiziaria delegati per le indagini. Quando si procede a intercettazioni di comunicazioni informatiche o telematiche, il pubblico ministero può disporre che le operazioni siano compiute anche mediante impianti appartenenti a privati". 2. Dopo il comma 3-bis è inserito il seguente: "3-ter.Ai procuratori generali presso la corte di appello e ai procuratori della Repubblica territorialmente competenti sono attribuiti i poteri di gestione, vigilanza, controlloe ispezione,rispettivamente,dei centri di intercettazione e dei punti di ascolto di cui al comma 3". 3. I commi 5, 6, 7 e 8 sono sostituiti dai seguenti: "5. I verbali e le registrazioni sono immediatamente trasmessi al pubblico ministero. Entro cinque giorni dalla conclusione delle operazioni, essi sono depositati in segreteria insieme ai decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato l'intercettazione, rimanendovi per il tempo fissato dal pubblico ministero salvo che il tribunale, su istanza delle parti, tenuto conto del loro numero, nonché del numero e della complessità delle intercettazioni, non riconosca necessaria una proroga. 6. Se dal deposito può derivare un grave pregiudizio per le indagini, il tribunale autorizza il pubblico ministero a ritardarlo non oltre la data di emissione di avviso della conclusione delle indagini preliminari. 7. Ai difensori delle parti è immediatamente dato avviso che, entro il termine di cui ai commi 4 e 5, hanno facoltà di prendere visione dei verbali e dei decreti che hanno disposto, autorizzato,convalidato o proroga-to l'intercettazione, e di ascoltare le registrazioni ovvero di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche. è vietato il rilascio di copia dei verbali, dei supporti e dei decreti. 8. è vietato disporre lo stralcio delle registrazioni e dei verbali prima del deposito previsto dal comma 4. 9. Scaduto il termine, il pubblico ministero trasmette immediatamente i decreti, i verbali e le registrazioni al tribunale, il quale fissa la data dell'udienza in camera di consiglio per l'acquisizione delle conversazioni o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche indicati dalle parti, che non appaiono manifestamente irrilevanti, procedendo anche d'ufficioallo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui è vietata l'utilizzazione, il tribunale decide in camera di consiglio a norma dell'articolo 127. 10. Il tribunale, qualora lo ritenga necessario ai fini della decisione da assumere, dispone la trascrizione integrale delle registrazioni acquisite ovvero la stampa in forma intelligibile delle informazioni contenute nei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche acquisite, osservando le forme, i modi e le garanzie previsti per l'espletamento delle perizie.Le trascrizioni o le stampe sono inserite nel fascicolo per il dibattimento. 11. I difensori possono estrarre copia delle trascrizioni e fare eseguire latrasposizione delle registrazioni su supporto informatico. In caso di intercettazione di flussi di comunicazioni informatiche o telematiche i difensori possono richiedere copia su idoneo supporto dei flussi intercettati, ovvero copia della stampa prevista dal comma 9". ARTICOLO6 Modifiche all'articolo 269 del Codice di procedura penale 1. All'articolo 269 del Codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. I verbali e i supporti contenenti le registrazioni sono conservati integralmente in apposito archivio riservato tenuto presso l'ufficio del pubblico ministero che ha disposto l'intercettazione, con divieto di allegazione, anche solo parziale, al fascicolo"; b) al comma 2, primo periodo, dopo le parole: "non più soggetta a impugnazione"sono inserite le seguenti: "e delle stesse è disposta la distruzione nelle forme di cui al comma 3"; e) al comma 2 e al comma 3, la parola "giudice" è sostituita dalla parola "tribunale". ARTICOLO7 Modifiche all'articolo 270 del Codice di procedura penale 1. All'articolo 270 del Codice di procedura penale, il comma 1 e sostituito dal seguente: "1. I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte, salvo che risultino indispensabili per l'accertamento dei delitti di cui agli articoli 51, commi 3-bis e 3-quater, e 407, comma 2, lettera a), e non siano state dichiarate inutilizzabili nel procedimento in cui sono state disposte ". ARTICOLO8 Modifiche all'articolo 271 del Codice di procedura penale 1. All'articolo271,comma 1,del Codice di procedura penale, le parole: "commi 1 e 3" sono sostituite dalle seguenti: "commi 1, 3, 6, 7 e 8". 2. All'articolo 271 del Codice di procedurapenale dopo il comma 1 è inserito il seguente: "1-bis. I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati qualora, nell'udienza preliminare o nel dibattimento,il fatto risulti diversamente qualificato e in relazione a esso non sussistono i limiti di ammissibilità previsti dall'articolo 266 ". ARTICOLO9 Modifiche all'articolo 292 del Codice di procedura penale 1. All'articolo 292,comma 1,del Codice di procedura penale, dopo il comma 2-ter è inserito la seguente: "2 quater. Nell'ordinanza le intercettazioni di conversazioni, comunicazioni telefoniche o telematiche possono essere richiamate soltanto nel contenuto e sono inserite in un apposito fascicolo allegato agli atti di causa". ARTICOLO 10 Modifiche all'articolo 329 del Codice di procedura penale 1. All'articolo 329,comma 1,del Codice di procedura penale le parole "gli atti di indagine" sono sostituite dalle seguenti: "gli atti e le attività di indagine ". 2. All'articolo 329 del Codice di procedura penale il comma 2 è sostituito dal seguente: "quando è necessario per la prosecuzione delle indagini, il pubblico ministero richiede al giudice l'autorizzazione a pubblicare singoli atti o parti di essi". ARTICOLO 11 Modifiche all'articolo 380 del Codice di procedura penale 1. All'articolo 380,comma 2,lettera m) del Codice di procedura penale, dopo le parole: "o dalle lettere a), b), e), d)" sono aggiunte le seguenti: "e), e- bis),". ARTICOLO 12 Modifiche alle disposizioni di attuazione di coordinamento e transitorie del Codice di procedura penale 1. All'articolo 89 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è abrogato; b) al comma 2, le parole: "I nastri contenenti le registrazioni" sono sostituite dalle seguenti:"I supporti contenenti le registrazioni e i flussi di comunicazioni informatiche o telematiche " e dopo le paro-le: "previsto dall'articolo 267,comma 5" sono inserite le seguenti ", nonché dal registro delle notizie di reato di cui all'articolo 335"; e) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: "2-bis. Il procuratore della Repubblica designa un funzionario responsabile del servizio di intercettazione, della tenuta del registro riservato delle intercettazioni e dell'archivio riservato nel quale sono custoditi i verbali e i supporti". 2. All'articolo 129 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo le parole: "dell'imputazione" sono inserite le seguenti: ", con espressa menzione degli articoli di legge che si assumono violati,nonché della data e del luogo del fatto "; b) il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. Quando l'azione penale è esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un religioso del culto cattolico, l'informazione è inviata all'autorità ecclesiastica di cui ai commi 2-ter e 2-quater."; e) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: "2-bis. Il pubblico ministero invia l'informazione anche quando taluno dei soggetti indicati nei commi 1 e 2 è stato arrestato o fermato, ovvero quando è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare; nei casi in cui risulta indagato un ecclesiastico o un religioso del culto cattolico invia, altresì, l'informazione quando è stata applicata nei suoi confronti ogni altra misura cautelare personale, nonché quando procede all'invio della comunicazione di cui all'articolo 369 del Codice. 2-ter. Quando risulta indagato o imputato un Vescovo diocesano, prelato territoriale, coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un Ordinario di luogo equiparato a un Vescovo diocesano, abate di una abbazia territoriale o sacerdote che, durante la vacanza della sede, svolge l'ufficio di amministratore della diocesi, il pubblico ministero invia l'informazione al Cardinale Segretario di Stato. 2-quater. Quando risulta indagato o imputato un sacerdote secolare o appartenente ad un Istituto di vita consacrata o ad una società di vita apostolica, il pubblico ministero invia l'informazione all'Ordinario diocesano nella cui circoscrizioneterritoriale ha sede la procura della Repubblica competente "; d) il comma 3-bis è abrogato. 1 - Continua.

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Intercettazioni, via al ddl Stretta su pm e giornali: sulle indagini notizie vietate (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-14 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni, via al ddl Stretta su pm e giornali: sulle indagini notizie vietate Berlusconi: così torniamo a essere un Paese democratico Lo stop riguarda anche il contenuto delle inchieste: arresto da uno a tre anni per i cronisti che lo violano ROMA - La cronaca giudiziaria dovrà fare i conti con nuovi e drastici limiti perché è in arrivo il carcere (fino a 3 anni) per il giornalista che pubblica atti di indagine prima dell'udienza preliminare e una pena ancor più dura (fino a 5 anni) per il magistrato che divulga quelle carte. Con il nuovo ddl Berlusconi- Alfano sulle intercettazioni, approvato dal Consiglio dei ministri dopo un rapido dibattito e che ora passa all'esame delle Camere, viene introdotto un divieto assoluto di pubblicazione ("anche se non sussiste più il segreto") degli atti di indagine fino al termine delle indagini preliminari, ovvero fino al momento in cui il gip archivia o decide di rinviare a giudizio. Il blackout sarebbe totale e va ben oltre il ddl Mastella passato a larghissima maggioranza alla Camera nella XIV legislatura: stavolta, il divieto non riguarda solo "la pubblicazione parziale o per riassunto" degli atti ma anche il loro "contenuto". E così dietro l'angolo ci sono la pena dell'arresto da 1 a 3 anni e della ammenda da 500 a 1.032 euro (per i giornalisti) e a salatissime sanzioni pecuniarie (per gli editori). Ma dal testo, illustrato dal ministro Angelino Alfano, emerge ora che il giro di vite nei confronti dei magistrati, dei cancellieri e della polizia giudiziaria è più duro del previsto. Dovrà astenersi, infatti, il magistrato "che ha pubblicamente rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli ". Inoltre, potrà essere sostituito dal capo dell'ufficio il pm che risulti indagato per il reato di rivelazione di segreti in relazione ad atti del procedimento assegnatogli. Se, per esempio, un pm di Milano viene denunciato e quindi indagato dalla procura competente (Brescia) per violazione del segreto, il suo capo dovrà chiedere alla stessa "procura competente " notizie sulla "rilevanza, serietà e gravità dei fatti". Il nuovo articolo 379 bis prevederà la reclusione da 1 a 5 anni (oggi la pena è fino a 1 anno) per la rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale. Il governo, sostiene il Guardasigilli Alfano, "ha rispettato l'impegno con gli elettori e ora consegna il testo al Parlamento sperando in un apporto costruttivo ". E lo stesso Silvio Berlusconi ha detto che "questo provvedimento è necessario per tornare a essere un Paese democratico perché le intercettazioni intervengono violentemente a violare la privacy". Fulminante la risposta di Pierluigi Bersani (Pd): "Solo i reati degli zingari vengono colpiti senza usare le intercettazioni...". Nel testo di 18 articoli sono state confermate le norme anticipate nei giorni scorsi: le intercettazioni si potranno fare solo per i delitti non colposi per i quali è prevista "la pena dell'ergastolo o la reclusione superiore nel massimo a 10 anni" (oggi il tetto è 5 anni). Confermate le eccezioni: si potrà intercettare per i reati di mafia e terrorismo, per la corruzione, le ingiurie, le minacce, l'usura, la molestia e il disturbo delle persone con mezzo del telefono. Ma davanti a questa lista di reati è già insorta l'Associazione nazionale magistrati: "Non si potrà più intercettare per reati di allarme sociale come furto in appartamento, rapina semplice, sfruttamento della prostituzione, sequestro non a scopo estortivo". Confermato poi che le intercettazioni chieste dal pm dovranno essere autorizzate da un collegio di tre giudici (oggi è uno solo a firmare) e che il gip potrà riportare nelle ordinanze di custodia cautelare solo una sintesi delle intercettazioni convogliando l'"integrale" in un fascicolo separato per la difesa. Si potrà intercettare al massimo per 3 mesi (ad eccezione di mafia e terrorismo) e sarà vietata l'utilizzazione delle intercettazioni in procedimenti diversi da quello per il quale sono state disposte. Dino Martirano IL DUBBIO di Piero Ostellino nelle Opinioni \\ Il Guardasigilli Il governo ha rispettato l'impegno con gli elettori, ora tocca al Parlamento.

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Pd nel solco della tradizione (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

IN SALA ROSSA DIBATTITO DAI TONI PACATI CON CONTINUI RIFERIMENTI AL CASO BERTOLOTTO Pd nel solco della tradizione SAVONA E finita 38-18 la "conta" fra Paolo Apicella e Marco Russo per la segreteria dll'Unione comunale del Pd. Un verdetto scontato, considerato l'esito dei dibattiti dei circoli che già aveva evidenziato una preferenza per l'ex segretario cittadino che si era portato in assemblea la maggior parte dei delegati. Il voto non ha tradito le attese e così sui 69 aventi diritto, i 56 che si sono presentati in Sala Rossa, si sono espressi a larga maggioranza per Paolo Apicella. Tanto per cambiare ha vinto un esponente dell'"ortodossia" Ds ma questa volta il confronto non è stato affatto sanguinolento e i contendenti hanno dato prova di invidiabile fair play. Inevitabili i riferimenti alla vicenda Bertolotto che sta squassando il partito facendo convergere su Savona anche i riflettori nazionali. Maria Luisa Madini ha sottolineato come il confronto nell'assise comunale sia avvenuto in termini molto più distesi rispetto alle polemiche dell'assemblea provinciale, mentre Giovanni Lunardon ha fatto riferimento all'importanza del metodo e delle regole nella scelta dei candidati. Lo sconfitto Marco Russo prima del voto ha detto: "Non siamo qui per fare la conta o per dividerci ma per discutere e confrontare le idee. Il fatto che in un partito ci sia più di un candidato è una ricchezza. Semmai bisognerebbe preoccuparsi delle elezioni in cui si vota per un solo candidato che è già stato deciso da qualcun altro". Sulla stessa lunghezza d'onda il neo segretario comunale Paolo Apicella: "L'obiettivo della costruzione del Pd costituisce un'occasione preziosa per Savona perchè può divenire il punto di riferimento dei vasti ceti sociali e la forma per intercettare un elettorato mai rappresentato dal centrodestra. La condizione perchè ciò accada è che davvero il processo politico che abbiamo davanti nei prossimi mesi non riguardi i gruppi dirigenti, non sia chiuso nelle stanze del ceto politico ma coinvolga attivamente energie e disponibilità presenti in città". Il dibattito si è protratto fino alle 12,30, presieduto dal vicepresidente della Provincia Lorena Rambaudi mentre nel frattempo i delegati votavano nella direzione che era già emersa dal dibattito nei circoli. Il confronto ha premiato Apicella per 38-18 ma Marco Russo, che ha rimarcato la presenza di un'area politica di matrice cattolica, farà comunque il vicesegretario. Franco Lirosi è stato eletto presidente dell'assemblea dei delegati cittadini.

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Coca al Sestriere Presa la banda degli spacciatori (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il caso I pusher rifornivano vip e turisti LA VIA DELLA DROGA UN MERCATO FLORIDO IL CONCESSIONARIO Coca al Sestriere Presa la banda degli spacciatori In carcere tre albanesi e un'italiana Il giro d'affari era di 15 mila euro al mese ANTONIO GIAIMO Arrivava dalla Toscana Il giro scoperto grazie alle intercettazioni Tanti clienti a Pinerolo ma soprattutto nelle Valli Olimpiche Noto commerciante rimasto coinvolto per la dipendenza PINEROLO Si sa che la cultura del sospetto è il primo requisito di un bravo investigatore, così i carabinieri del nucleo operativo di Pinerolo - che indagavano su un vasto traffico di droga - hanno iniziato a chiedersi: "Perché dopo l'arresto di Vincenzo Carnovale, ritenuto l'organizzatore di un ampio giro di spaccio, è scomparso da Pinerolo il suo amico Yuri Murrani, conosciuto nel giro dei tossicomani come "L'albanese"?". Per trovare una risposta, hanno bussato alla porta del sostituto procuratore Ciro Santoriello con la richiesta per ottenere l'autorizzazione di mettere sotto controllo alcuni cellulari. Ore di ascolto e di trascrizioni e infine agli inquirenti sono apparsi ben chiari nomi e tecniche del nuovo mercato della droga, che partiva da Pinerolo per arrivare a Sestriere e ridiscendere sino ad imboccare la Val Pellice. Inequivocabile il linguaggio: "Portami una piastrella" significava un etto di cocaina, oppure "Vengo ma porto il bimbo" quando si doveva consegnare un chilo di droga. Le indagini hanno portato a scoprire che Yuri Murrani, un clandestino, si era trasferito a Bollate, aveva un documento falso che gli era stato procurato da uno dei componenti della banda dei romeni, arrestati nei mesi scorsi per frodi informatiche a Pinerolo. Da lì controllava lo spaccio di droga nel Pinerolese, avvalendosi di altri tre complici. Due connazionali clandestini - Elois Vrenozi, 29 anni, e Defrim Kurti, 28 anni - e una donna di Luserna San Giovanni, Tiziana Leonini, 38 anni. Nell'indagine è finita anche una seconda donna, ma poiché ha un bambino piccolo le è stato imposto solo l'obbligo di firma. Sessanta euro per un grammo di cocaina da vendere ai giovani di buona famiglia che passano i fine settimana sulle piste di sci, ma anche a manager, liberi professionisti, impiegati di banca, titolari di esercizi pubblici, commercianti. E così nello spesso dossier consegnato al magistrato è finito anche il nome di un concessionario d'auto di Cavour, M.I., 41 anni, incensurato. Ad inchiodarlo sono state le intercettazioni telefoniche. Poi è stata portato in caserma, dove è stato interrogato dal magistrato e dal capitano Massimiliano Puca, ai quali ha dovuto spiegare perché aveva 8 grammi di cocaina già divisi in 4 involucri. Avrebbe fatto parecchie ammissioni, evitando l'arresto ma non la denuncia di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ma la necessità di droga è stata più forte della paura, così l'indomani mattina - sospettando di avere il telefonino sotto controllo, ha chiamato il pusher da una cabina telefonica. Un'ingenuità: ancora una volta la comunicazione è stata intercettata. I carabinieri hanno ipotizzato che il giro dello spaccio, che contava centinaia di clienti, permettesse un guadagno di 15 mila euro al mese.

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Soldati in città, è scontro (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La Russa: "I militari nelle strade solo per un anno". Protestano Pd e sindacati di Polizia. Bruti Liberati: "Quel ddl è peggio della legge Cirielli" Soldati in città, è scontro Sulle intercettazioni l'ira dei giudici. Il Pdl: ora meno benefici ai detenuti ROMA - Magistrati in rivolta a causa del disegno di legge sulle intercettazioni. L'attacco più duro viene dalla procura di Milano che, per bocca di Bruti Liberati, accusa: "Quella legge è peggio della Cirielli". Il Csm lancia l'allarme: "Si rischia la paralisi". La maggioranza pronta a cambiare la Gozzini, e intanto è scontro sui soldati in strada. La Russa: "Solo per un anno". Protesta il Pd. MILELLA, RANDACIO, ROSSO E VECCHIO ALLE PAGINE 2 E 3.

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"così si aiutano i furbetti". berlusconi: non è vero (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Botta e risposta con un cittadino "Così si aiutano i furbetti". Berlusconi: non è vero PIACENZA - "Presidente, ma con il provvedimento sulle intercettazioni i "furbetti del quartierino" non sarebbero mai stati scoperti". "No, non è vero". Silvio Berlusconi risponde così all'obiezione di un cittadino che lo ha avvicinato al termine del secondo matrimonio a cui il premier ha partecipato ieri (dopo quello tra Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci), in provincia di Piacenza, quello di Licia Ronzulli, fisioterapista-manager all'ospedale Galeazzi di Milano e candidata Pdl nelle Marche alle ultime elezioni. "Ci sono due livelli da tutelare in materia di intercettazioni ? ha spiegato ? la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che una persona alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". E ad un altro cittadino che chiedeva il bonus bebè per la sua bambina nata a maggio, il Cavaliere ha detto: "Non so se il provvedimento sarà retroattivo e vorrei che partisse al più presto. Ma se non te lo darà lo Stato te lo darò io". E ha invitato il papà a fornire i suoi dati alla scorta.

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Soldati nelle città, è polemica la russa: sarà solo per un anno - liana milella (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Soldati nelle città, è polemica La Russa: sarà solo per un anno Intercettazioni, dubbi di Mancino. Cacciari, delibera anti-abusivi Veltroni critica l'uso dei militari "Scelta sbagliata che mortifica le forze dell'ordine" LIANA MILELLA ROMA - Esercito e intercettazioni, opposizione e toghe contro il governo. Il vicepresidente del Csm Mancino, per via dei tre giudici che dovranno autorizzare gli ascolti, già segnala che "ci sarà un problema di organici". I magistrati protestano per la contraddizione: da un lato l'esercito, dall'altro niente ascolti per i reati di strada. Ma sui 2.500 militari per pattugliare le città il ministro della Difesa Ignazio La Russa va avanti: "è un atto d'amore e di generosità delle forze armate nei confronti dei cittadini". E ancora: "L'82% della gente è a favore". Comunque solo "sei mesi rinnovabili solo una sola volta". Le critiche feroci dell'opposizione, dentro e fuori il Parlamento, con Veltroni, Giordano, l'Udc, piovono pesanti sul governo, i sindacati di agenti e funzionari parlano di "operazione di facciata", ma il ministro non vede "un rischio di sovrapposizione con le polizie". Nel centrosinistra la critica è aspra. Il leader del Pd Veltroni parla di "scelta sbagliata", di "annunci ad effetto che danno un'immagine catastrofica del Paese e mortificano l'ottimo lavoro delle forze di polizia". I ministri ombra dell'Interno Minniti e della Difesa Pinotti bocciano "una pericolosa confusione di ruoli e di funzioni", in una logica "puramente emergenziale". Tuttavia, proprio il sindaco di Venezia Cacciari utilizza il decreto sicurezza varato da Berlusconi per cacciare i vu cumprà col divieto assoluto non solo di esporre la merce, ma anche di circolare per le calli con borsoni e buste giganti. Per il leader dell'Idv Antonio Di Pietro "le forze armate si usano solo in Colombia contro terrorismo e insurrezione armata". Anche l'Udc rema contro. Il vice di Casini alla Camera Vietti definisce l'uso dell'esercito "uno spot a buon mercato e un inutile modo di fare la faccia feroce". Nella sinistra extraparlamentare si rincorrono commenti tranchant. L'ex segretario del Prc Giordano vede "una forzatura estrema dei limiti costituzionali", Russo Spena "un atteggiamento paranoide e fascistoide" che prefigura "un regime autoritario e uno stato dispotico". La Palermi (Pdci) "una balordaggine propagandistica". Il Verde Bonelli ci legge "l'ennesima ipocrisia della destra e il rischio fortissimo di militarizzare le città". Dalle polizie il sindacato meno duro, il Sap, chiarisce che i militari "non dovranno mai stare da soli ma sempre in ausilio a polizia e carabinieri". Dagli altri solo critiche. Il Silp-Cgil contesta una "costosissima e inefficace operazione di facciata". Idem il Siulp. L'associazione dei funzionari consiglia "di tagliare scorte e ridurre gli autisti". Tra gli ex capi di Stato maggiore dell'Esercito Arpino commenta: "Fa un certo effetto vedere i militari fare le stesse cose che in Kosovo". E Fraticelli consiglia "regole d'ingaggio e ordini chiari". A destra il Carroccio frena. Del resto lo stesso ministro dell'Interno Maroni, nel consiglio di Napoli, s'era opposto ai pattuglioni misti. Adesso Calderoli è freddino: "Non sono entusiasta, ma il fine giustifica i mezzi quando, per l'irresponsabile azione di governo di chi ti ha preceduto, le città sono trasformate in Bronx e le polizie sono senza mezzi. Ma l'iniziativa non può che essere transitoria". Forza Italia e An si schierano con La Russa. Gasparri: "Chi è contro la pensa come Riina e i Casalesi. Meglio i nostri soldati che quelli del clan Nuvoletta". Cicchitto: "Di fronte alle richieste crescenti dei cittadini bisogna ricorrere a tutti i mezzi possibili di contrasto, compreso l'esercito, anche se con le dovute garanzie". Verdini: "Sì, altrimenti finisce come con l'immondizia a Napoli". Da Milano De Corato già chiede 300 militari. E la Pelino propone: "Li voglio pure nelle scuole".

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"quei nastri servono alle inchieste la nuova legge è controproducente" - emilio randacio (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Barba finta Il collegio a tre L'esercito Il procuratore aggiunto di Milano: "Le norme per garantire la privacy esistono già" "Quei nastri servono alle inchieste la nuova legge è controproducente" Bruti Liberati: "Testo fumoso, è peggio della Cirielli" Per reati come l'aggiotaggio andremo con una barba finta sotto la Borsa per capire che succede? Il collegio a tre non è possibile in molte sedi E il giudice unico può comminare 20 anni ma non autorizzare ascolti Si schiera l'esercito per evitare i borseggi, ma diventerà più difficile perseguire i truffatori organizzati EMILIO RANDACIO MILANO - Impreciso, un testo fumoso, controproducente su più punti. "Ho letto in questi giorni la dichiarazione di un parlamentare della maggioranza che invitava la magistratura a tornare ai vecchi metodi investigativi, tipo i pedinamenti. Io mi chiedo, con un reato come l'aggiotaggio (ndr, è il caso della scalata ad Antonveneta), dovremmo mettere un agente con una barba finta sotto la Borsa per scoprire cosa sta succedendo?". Edmondo Bruti Liberati, procuratore aggiunto di Milano, ex presidente dell'Anm, usa un paradosso per commentare l'annunciata rivoluzione sulle intercettazioni. "Anche perché - spiega - fino a oggi sul sito del ministero non risulta essere pubblicato alcun testo del Guardasigilli". Non se la sente di commentare le proposte di Alfano? "Il ministro Alfano preannuncia un provvedimento, ma quando si arriva al dunque, il testo non si può consultare. Basta cambiare un comma su temi così delicati che cambia tutto. Diciamo che brancoliamo nel buio. Sembra di tornare ai tempi della legge Cirielli (ndr, che ha ridotto dei tempi di prescrizione dei processi durante il secondo governo Berlusconi). Poi è diventata la Ex Cirielli ed cambiato tutto, infine il suo proponente ha ritirato la sua firma e ci sono state altre modifiche. Oggi la situazione è peggiorata. Tutto questo segue di alcuni giorni la curiosa vicenda sui numeri e le spese delle intercettazioni effettuate in Italia. Sono entrati in circolo in modo ufficioso dei dati che definire assolutamente imprecisi è eufemistico. Ritiene che l'attuale sistema delle intercettazioni non debba essere modificato? "Sono convinto che la linea sia quella della Anm: disciplina rigorosa per la non circolazione di dati sulla vita privata delle persone senza rilevanza penale. Su questo punto l'attuale legge vigente può già essere applicata da magistrati scrupolosi in modo efficace. A Milano è successo per il fallimento della società di sondaggi Hdc che comprendeva anche telefonate con aspetti piccanti. Ebbene, queste sono già state distrutte dal gip su richiesta dei pm." Procuratore, vorrà però riconoscere che in passato non è sempre stato così. "Va valutata la professionalità e la deontologia dei singoli pm e gip, ma le norme esistono già. E non si può immaginare di imporre un bavaglio alla stampa per impedirle di dare informazione puntuale su processi in cui possono esserci anche vicende di primo piano per la vita del paese". Non è quindi contrario al fatto che si sia voluto mettere mano alla riforma sulle intercettazioni? "Questo strumento è indispensabile nel nostro sistema processuale, anche se invasivo della privacy. Detto questo, tutte le parti in gioco devono saper esercitare il più rigoroso controllo. Le sanzioni vanno previste per tutti". La riforma annunciata prevede che le intercettazioni subiscano il vaglio di un collegio composto da tre giudici. Pensa che per come sono organizzati oggi i tribunali, il sistema possa assorbire questa novità? "Devo supporre che il giorno dopo l'entrata in vigore di questa riforma, il ministro Alfano annuncerà la soppressione di tribunali con meno di 20 giudici nei quali il collegio a tre non è possibile per mancanza di rotazione. Non ho obiezioni sul principio, la collegialità è garanzia di un giudizio migliore. Di certo è inattuabile in parecchie decine di tribunali. Ma non mi sembra logico che il giudice unico possa comminare pene di 20 anni di reclusione e poi, per autorizzare delle intercettazioni si chieda un giudizio collegiale. è una incongruenza". Pensa che se passasse questo testo annunciato, il vostro lavoro cambierebbe? "Da quel che ho letto, dalle intercettazioni sono escluse l'associazione a delinquere semplice, non mafiosa. Bene, dico che se la gente sarà più tranquilla di evitare uno borseggio perché nelle piazze sarà schierato l'esercito, dall'altro se passasse questa riforma sarà più difficile perseguire un gruppo di persone dedite, per esempio, alle truffe in maniera organizzata".

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La parrucca del re sole - (segue dalla prima pagina) (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Commenti LA PARRUCCA DEL RE SOLE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Bisogna denunciare e fermare la militarizzazione della vita pubblica italiana della quale l'esempio più clamoroso si è avuto con i provvedimenti decisi dal Consiglio dei ministri di venerdì sulla sicurezza e sulle intercettazioni: due supposte emergenze gonfiate artificiosamente per distrarre l'attenzione dalle urgenze vere che angustiano gran parte delle famiglie italiane. E' la prima volta che l'Esercito viene impegnato con funzioni di pubblica sicurezza. Quando fu assassinato Falcone e poi, a breve distanza di tempo, Borsellino, contingenti militari furono inviati in Sicilia per presidiare edifici pubblici alleviando da quelle mansioni la Polizia e i Carabinieri affinché potessero dedicarsi interamente alla lotta contro una mafia scatenata. Ma ora il ruolo che si vuole attribuire alle Forze Armate è del tutto diverso: pattugliamento delle città con compiti di pubblica sicurezza e quindi con poteri di repressione, arresto, contrasti a fuoco con la delinquenza. Che senso ha un provvedimento di questo genere? Quale utilità ne può derivare alle azioni di contrasto contro la malavita? La Polizia conta ben oltre centomila effettivi, altrettanti ne conta l'Arma dei carabinieri e altrettanti ancora la Guardia di finanza. Affiancare a queste forze imponenti un contingente di 2.500 soldati è privo di qualunque utilità. Se il governo si è indotto ad una mossa tanto inutile quanto clamorosa ciò è avvenuto appunto per il clamore che avrebbe suscitato. Tanto grave è l'insicurezza delle nostre città da render necessario il coinvolgimento dell'Esercito: questo è il messaggio lanciato dal governo. E insieme ad esso l'eccezionalità fatta regola: si adotta con una legge ordinaria una misura che presupporrebbe la dichiarazione di una sorta di stato d'assedio, di pericolo nazionale. Un provvedimento analogo fu preso dal governo Badoglio nei tre giorni successivi al 25 luglio del '43 e un'altra volta nel '47 subito dopo l'attentato a Togliatti. Da allora non era più avvenuto nulla di simile: la Pubblica sicurezza nelle strade, le Forze Armate nelle caserme, questa è la normalità democratica che si vuole modificare con intenti assai più vasti d'un semplice quanto inutile supporto alla Pubblica sicurezza. * * * Il disegno di legge sulle intercettazioni parte dalla ragionevole intenzione di tutelare con maggiore efficacia la privatezza delle persone senza però diminuire la capacità investigativa della magistratura inquirente. Analoghe intenzioni avevano ispirato il ministro della Giustizia Flick e dopo di lui il ministro Clemente Mastella, senza però che quei provvedimenti riuscissero a diventare leggi per la fine anticipata delle rispettive legislature. Adesso presumibilmente ci si riuscirà ma anche in questo caso, come per la sicurezza, il senso politico è un altro rispetto alla "ragionevole intenzione" cui abbiamo prima accennato. Il senso politico, anche qui, è un'altra militarizzazione, delle Procure e dei giornalisti. Le Procure. Anzitutto un elenco dei reati perseguibili con intercettazioni. Solo quelli, non altri. E' già stato scritto che lo scandalo di Calciopoli non sarebbe mai venuto a galla senza le intercettazioni. Così pure le scalate bancarie dei "furbetti". Ma moltissimi altri. Per chiudere sul peggiore di tutti: la clinica milanese di Santa Rita, giustamente ribattezzata la clinica degli orrori. Le intercettazioni poi non possono durare più di tre mesi. Non c'è scritto se rinnovabili e dunque se ne deduce che rinnovabili non saranno. Cosa Nostra, tanto per fare un esempio, è stata intercettata per anni e forse lo è ancora. Tre mesi passano in un "fiat", lo sappiamo tutti. I giornalisti e i giornali. C'è divieto assoluto alla pubblicazione di notizie fin all'inizio del dibattimento. Il deposito degli atti in cancelleria non attenua il divieto. Perché? Se le parti in causa o alcune di esse vogliono pubblicizzare gli atti in loro possesso ne sono impedite. Perché? Non si invochi la presunzione di innocenza poiché se questa fosse la motivazione del divieto bisognerebbe aspettare la sentenza definitiva della Cassazione. Dunque il motivo della secretazione è un altro, ma quale? In realtà il divieto non è soltanto contro giornali e giornalisti ma contro il formarsi della pubblica opinione, cioè contro un elemento basilare della democrazia. Il caso del Santa Rita ha acceso un dibattito sull'organizzazione della Sanità, sul ruolo delle cliniche convenzionate rispetto al Servizio sanitario nazionale. Dibattito di grande rilievo che potrebbe aver luogo soltanto all'inizio del dibattimento e cioè con il rinvio a giudizio degli imputati. L'eventuale archiviazione dell'istruttoria resterebbe ignota e così mancherebbe ogni controllo di opinione sul motivo dell'archiviazione e su una possibile critica della medesima. Così pure su possibili differenze di opinione tra i magistrati inquirenti e l'ufficio del Procuratore capo, sulle avocazioni della Procura generale, su mutamenti dei sostituti assegnatari dell'inchiesta. Su tutti questi passaggi fondamentali la pubblica opinione non potrebbe dire nulla perché sarebbe tenuta all'oscuro di tutto. Sarà bene ricordare che il maxi-processo contro "Cosa Nostra" fu confermato in Cassazione perché fu cambiato il criterio di assegnazione dei processi su iniziativa del ministro della Giustizia dell'epoca, Claudio Martelli, allertato dalla pressione dei giornali in allarme per le pronunce reiterate dell'allora presidente di sezione, Carnevale. Tutte queste vicende avvennero sotto il costante controllo della stampa e della pubblica opinione allertata fin dalla fase inquirente. Falcone e Borsellino non erano giudici giudicanti ma magistrati inquirenti. Mi domando se avrebbero potuto operare con l'efficacia con cui operarono senza il sostegno di una pubblica opinione esaurientemente informata. Le gravi penalità previste da questa legge nei confronti degli editori costituiscono un gravame del quale si dovrebbero attentamente valutare gli effetti sulla libertà di stampa. Esso infatti conferisce all'editore un potere enorme sul direttore del giornale: in vista di sanzioni così gravose l'editore chiederà a giusto titolo di essere preventivamente informato delle decisioni che il direttore prenderà in ordine ai processi. Di fatto si tratta di una vera e propria confisca dei poteri del direttore perché la responsabilità si sposta in testa al proprietario del giornale. Si militarizza dunque il giudice, il giornalista ed anche la pubblica opinione. * * * Ha ragione il collega D'Avanzo nel dire che questi provvedimenti stravolgono la Costituzione. Identificano di fatto lo Stato con il governo e il governo con il "premier". Se poi si aggiunge ad essi il famigerato lodo Schifani, cioè il congelamento di tutti i processi nei confronti delle alte cariche dello Stato, l'identificazione diventa totale. Qui il nostro discorso arriva ad un punto particolarmente delicato e cioè al tema dell'opposizione parlamentare. Parlo di tutte le opposizioni politiche. Ma in particolare parlo del Partito democratico. Negli ultimi giorni il Pd e Veltroni quale leader di quel partito hanno assunto su alcune questioni di merito atteggiamenti di energica critica nei confronti del governo. La luna di miele di Berlusconi è ancora in pieno corso con l'opinione pubblica e con la maggior parte dei giornali ma è già svanita in larga misura con il Partito democratico. Salvo un punto fondamentale, più volte ribadito da Veltroni: il dialogo deve invece continuare sulle riforme istituzionali e costituzionali. E' evidente che questa "riserva di dialogo" condiziona inevitabilmente il tono complessivo dell'opposizione. Le riforme istituzionali e costituzionali sono di tale importanza da trasformare in "minimalia" i contrasti di merito su singoli provvedimenti. Tanto più che Tremonti chiede all'opposizione di procedere "sottobraccio" per quanto attiene alla strategia economica; ecco dunque un'ulteriore "riserva di dialogo". Sembrerebbe, questa, una novità a tutto vantaggio dell'opposizione ma non è così. La politica economica italiana dovrà svolgersi nei prossimi anni sotto l'occhio vigile delle Autorità europee. Che ci piaccia o no, noi siamo di fatto commissariati da Bruxelles. Tremonti dovrà assumere responsabilità impopolari. Necessarie, ma impopolari e vuole condividere con l'opposizione quell'impopolarità. Intanto, nel merito delle riforme, Berlusconi procede come si è detto e visto, alla militarizzazione del sistema. "L'Etat c'est moi" diceva il Re Sole e continuarono a dire i suoi successori fin quando scoppiò la rivoluzione dell'Ottantanove. Voglio qui ricordare che uno dei modi, anzi il più rilevante, con il quale l'identificazione dello Stato con la persona fisica del Re si realizzò fu l'asservimento dei Parlamenti al volere della Corona. Gli editti del Re per entrare in vigore avevano bisogno della registrazione dei Parlamenti e soprattutto di quello di Parigi. Questa era all'epoca la sola separazione di poteri concepita e concepibile. Ma il re aveva uno strumento a sua disposizione: poteva ordinare ai Parlamenti la registrazione dell'editto. Di fronte all'ordine scritto del Sovrano il Parlamento registrava "con riserva" e l'editto entrava in funzione. Di solito quest'ordine veniva dato molto di rado ma col Re Sole e con i suoi successori diventò abituale. Quando i Parlamenti si ribellarono ostinandosi a non obbedire il Re li sciolse. Il corpo del Re prevalse sulla labile democrazia del Gran Secolo. Il Re Sole. Ma qui il sole non c'è. C'è fanghiglia, cupidigia, avventatezza, viltà morale. Corteggiamento dell'opposizione. Montaggio di paure e di pulsioni. Picconamento quotidiano della Costituzione. Quale dialogo si può fare nel momento in cui viene militarizzato il Paese nei settori più sensibili della democrazia? Il Partito democratico ha un solo strumento per impedire questa deriva: decidere che non c'è più possibilità di dialogo sulle riforme per mancanza dell'oggetto. Se lo Stato viene smantellato giorno per giorno e identificato con il corpo del Re, su che cosa deve dialogare il Pd? E' qui ed ora che il dialogo va fatto, la militarizzazione va bloccata. Le urgenze e le emergenze vanno trasferite sui problemi della società e dell'economia. "In questo nuovo buon clima si può fare molto e molto bene" declama la Confindustria di Emma Marcegaglia. Qual è il buon clima, gentile Emma? Quello dei pattuglioni dei granatieri che arrestano gli scippatori e possono sparare sullo zingaro di turno? Quello dell'editore promosso a direttore responsabile? Quello del magistrato isolato da ogni realtà sociale e privato di "libero giudizio"? Quello dei contratti di lavoro individuali? E' questo il buon clima? Ricordo che quando furono pubblicati "on line" gli elenchi dei contribuenti ne nacque un putiferio. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, autore di tanto misfatto, fu incriminato e si dimise. Ma ora il ministro Brunetta pubblica i contratti di tutti i dirigenti pubblici e le retribuzioni di tutti i consulenti e viene intensamente applaudito e incoraggiato. Anch'io lo applaudo e lo incoraggio come ho applaudito allora Visco e Romano. Ma perché invece due pesi e due misure? La risposta è semplice: per i pubblici impiegati si può. E' questo il buon clima? Attenti al risveglio, può essere durissimo. Può essere il risveglio d'un paese senza democrazia. Dominato dall'antipolitica. Dall'anti-Europa. Dall'anarchia degli indifferenti e dalla dittatura dei furboni. Io trovo che sia un pessimo clima.

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Le microspie incastrano l'assassino del borgo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VI - Palermo La polizia arresta per la seconda volta Giuseppe Pecoraro: è lui che tre anni fa avrebbe sparato al ventenne Giovanni De Luca Le microspie incastrano l'assassino del Borgo Le intercettazioni hanno infranto il muro di omertà che al Borgo Vecchio proteggeva l'assassino di Giovanni De Luca, il ventenne ucciso il 2 ottobre 2005. In carcere è tornato il ventiseienne Giuseppe Pecoraro, già arrestato due anni fa dalla sezione Omicidi della squadra mobile: all'epoca, però, il Tribunale del riesame ebbe qualche dubbio sulla ricostruzione dell'accusa, e dispose la scarcerazione dell'indagato appena un mese dopo l'arresto. Gli investigatori, coordinati da Leoluca Rocchè, non hanno mai smesso di indagare: qualche mese fa hanno saputo di un testimone del delitto, che si era confidato con alcuni amici. Convocato alla squadra mobile, ha però negato tutto. Gli amici hanno fatto lo stesso. Ma le microspie piazzate dalla polizia hanno svelato che il testimone non aveva parlato per paura. La notte del delitto Giuseppe Pecoraro era davvero nella piazza del Borgo. Così la Procura ha ottenuto dal gip Maria Pino un nuovo ordine di custodia per il presunto assassino. Il movente resta quello individuato due anni fa. Convinceva anche il Tribunale del riesame. C'era una faida familiare dietro l'omicidio, era nata dopo un fidanzamento finito male. Dalle parole si era passati alle mani. La vittima stava sempre accanto a un giovane che era diventato il più strenuo difensore della cugina, la fidanzata lasciata, con offesa, da Giuseppe Pecoraro. L'oltraggio era stato davvero grande, non solo per i modi ma anche perché la ragazza è nipote del boss del quartiere, Francesco Russo detto "Diabolik". Le indagini dicono che dopo la rottura del fidanzamento le famiglie avevano tentato una mediazione. Ma senza successo. I parenti della ragazza avrebbero organizzato diverse spedizioni punitive contro i Pecoraro, che gestiscono un bar al Borgo. L'ultima provocazione sarebbe arrivata poco prima del delitto. Ma quella sera Giuseppe Pecoraro aveva una pistola. E avrebbe sparato. Tutti al Borgo sapevano, ma nessuno ha mai parlato. Due anni fa, però, altre microspie hanno raccolto in carcere le voci dei boss del quartiere: "Nel loro bar non ci deve entrare più nessuno. Fu iddu". s. p.

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Chi vuole bloccare la lotta alla mafia - nino alongi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina X - Palermo CHI VUOLE BLOCCARE LA LOTTA ALLA MAFIA NINO ALONGI a quando sembrava che queste disposizioni, accolte favorevolmente dall'opinione pubblica, fossero in dirittura d'arrivo ecco d'incanto arrivarne altre, ma di segno opposto, cioè del tutto garantiste, tese a limitare drasticamente le intercettazioni telefoniche che normalmente vengono utilizzate in molte indagini dalla magistratura. è appena il caso di ricordare che si deve proprio a queste procedure la scoperta degli scandali, quelli più clamorosi, che hanno interessato in questi ultimi anni il nostro Paese. Secondo la nuova proposta di legge possono essere effettuate intercettazioni solo quando il magistrato prevede per il crimine ipotizzato una pena pari o superiore a 10 anni. Va detto con chiarezza che una entità così alta della pena in Italia raramente viene raggiunta. Tra i reati che adesso si possono intercettare ci sono, comunque, quelli riguardanti il terrorismo, l'associazione mafiosa, il sequestro, la pedopornografia, l'usura e tutti i delitti contro la pubblica amministrazione, ma le modalità per procedure sono più complesse e, comunque, limitate nel tempo (tre mesi salvo proroghe in casi eccezionali). Da aggiungere che sono previste per la prima volta pene severissime (cinque anni) per i pubblici ufficiali che violano il segreto istruttorio e tre anni per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni. Su questo provvedimento il dibattito è aperto. In questa sede vorremmo limitarci a fare solo tre osservazioni. Interrogarci, innanzi tutto, sull'opportunità o meno di sollevare e in questo momento un problema che non interessa o che interessa solo marginalmente l'opinione pubblica afflitta da ben altre urgenze (bassi redditi, precariato, miseria, sicurezza nei posti di lavoro) rispetto a quelli dell'intercettazione. Chiederci, poi, sul danno che direttamente o indirettamente un provvedimento del genere, che limita di fatto le intercettazione ad alcuni reati, può produrre in generale nei riguardi della lotta alla mafia. è appena il caso di ricordare che spesso solo alla fine di lungo e complesso lavoro si scoprono le connessioni esistenti dei reati oggetto di indagini con la rete di Cosa nostra. Lo spiega molto bene il procuratore Guido Lo Forte in un saggio intotolato "Criminalità organizzata ed economia illegale" nel bel libro "I costi dell'illegalità" curato dal Antonio La Spina. Colpisce, infine, il silenzio che ha contraddistinto su questa vicenda la delegazione siciliana che affolla le stanze dei Palazzi romani e che è sempre diligentemente presente in tutte le cerimonie dell'antimafia. è abbastanza sintomatico che sulla problematica scaturita da questo nuovo progetto le uniche riserve siano venute dal Nord, che siano state fatte dalla Lega che è riuscita alla fine a introdurre anche i reati a danno della pubblica amministrazione che erano stati colpevolmente ignorati dal governo nella prima stesura del disegno di legge presentato in Consiglio dei ministri. C'è da chiedersi che cosa sottende questa ambivalenza della politica su una materia così delicata. La posta in gioco, in fondo, è sempre la stessa: La difesa della casta. Non bastano i privilegi che il potere offre, bisogna aggiungere l'impunità, quella perduta dalla classe dirigente con le inchieste di Mani pulite. Un obiettivo raggiungibile nell'unico modo possibile, attraverso il ridimensionamento dei poteri della magistratura e il silenzio della stampa. La mafia può attendere.

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Otto ore di paura per un 15enne - giuliano foschini (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Bari Otto ore di paura per un 15enne In fuga da Altamura su un pullman per Milano. Si temeva un rapimento Figlio di un produttore di divani. "Avevo litigato con la mia fidanzata" GIULIANO FOSCHINI Aveva litigato con la fidanzata. E, di nascosto ai genitori, voleva scappare a Milano. Una ragazzata che per otto ore ha tenuto mezza Italia con il fiato sospeso: prima si è temuto il rapimento, poi la tragedia, siamo ad Altamura, la Gravina di Ciccio e Tore è a meno di 10 chilometri. Infine l'hanno trovato su un autobus, pronto per partire. "Scusate" ha detto Leo, 15 anni, in lacrime nella caserma dei carabinieri, per fortuna era già finito tutto. La storia era cominciata intorno a mezzogiorno quando i suoi genitori hanno suonato alla caserma dei carabinieri per denunciarne la scomparsa. Il ragazzo era uscito di casa per vedere i quadri a scuola, era stato promosso, nessun problema quindi, ma non era tornato a casa. Non riuscivano a rintracciarlo e non sapevano come fare. Leo è figlio di una famiglia molto conosciuta ad Altamura: il nonno ha fondato più di settant'anni fa un'azienda di divani, dando così vita di fatto al distretto del salotto. Suo padre ha continuato quell'avventura. Una famiglia nota e facoltosa, quindi. Da qui la preoccupazione iniziale dei carabinieri di un rapimento. E' stata immediatamente allertata la procura: il sostituto procuratore, Francesca Pirrelli, ha organizzato le ricerche escludendo però quasi subito la prima pista, quella tremenda del rapimento. Il ragazzo aveva manifestato nei giorni scorsi segni di insofferenza con gli amici e con i genitori. Alcuni amici l'avevano visto camminare in centro ad Altamura intorno alle 15,30. L'allontanamento volontario sembrava la pista più probabile agli occhi degli investigatori. E' lì che ha chiesto di battere il sostituto procuratore. Ed è lì che hanno cercato i carabinieri. Già alle 15 il comandante provinciale Gianfranco Cavallo ha fatto alzare gli elicotteri. Nel frattempo la polizia postale ha cominciato a mappare il telefonino del ragazzo, per cercare di seguirne gli spostamenti. è stato anche allertato il prefetto Carlo Schilardi che ha messo in moto la macchina degli uffici di governo. Ad Altamura stavano per arrivare gli uomini della Protezione civile, mentre alcuni carabinieri provavano a cercare nelle campagne e altri invece hanno battuto a tappeto le agenzie di viaggio. In una di esse, ad Altamura, hanno intercettato il biglietto di autobus che Leo aveva fatto per Milano. Si partiva da Gravina. Dopo mezzora è stato ritrovato sul pullman di linea tra Altamura e Gravina. Si era pettinato tutti i capelli ricci, nella speranza che non lo riconoscessero.

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Meno male che c'è Blob (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Meno male che c'è Blob Maria Novella Oppo GRAZIE, Blob, che ci hai permesso di riascoltare la famosa intercettazione del colloquio tra Berlusconi e Saccà, durante il quale padrone e sottoposto scambiavano veline con senatori della Repubblica. Quella registrazione sarà cancellata, forse è già stata cancellata, anzi chiaramente non è mai esistita. Blob è solo un buco spazio-temporale, nel quale la società italiana può guardarsi e provare molto schifo di se stessa. E mentre si legano le mani ai magistrati e ai giornalisti per proteggere tutti gli uomini del presidente, immigrati senza permesso di soggiorno cadono dai ponteggi, scegliendo liberamente una delle due opportunità concesse loro dalla Lega: morire o essere cacciati a calci nel sedere. E di punire gli sfruttatori, non se ne parla nemmeno. Ben altro da fare hanno i ministri, a cominciare da Ignazio La Russa, che fin da piccolo (al tempo dei colonnelli greci) sognava di entrare nelle città al comando delle truppe, con spada e denti sguainati. FRONTE DEL VIDEO.

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Siamo un Paese in libertà vigilata Indagini impedite e notizie vietate con la minaccia del carcere. Badanti irregolari nei Cpt L'esercito nelle città con compiti di polizia come in (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Siamo un Paese in libertà vigilata Indagini impedite e notizie vietate con la minaccia del carcere. Badanti "irregolari" nei Cpt L'esercito nelle città con compiti di polizia come in Colombia. Attacco al diritto di sciopero La destra al governo cancella i diritti. Veltroni: danno un'immagine catastrofica dell'Italia "Stanno dando dell'Italia un'immagine catastrofica": così Walter Veltroni commenta l'escalation di provvedimenti e annunci da parte del governo di centrodestra. Nel giro di pochi giorni è arrivat la minaccia del carcere prima per i lavoratori immigrati irregolari, attraverso il reato di clandestinià, poi per magistrati e giornalisti, attraverso la legge sulle intercettazioni. Infine l'annuncio dell'impiego dell'esercito con compiti di polizia nelle città, anche se ieri il ministro La Russa ha tentato di minimizzare spiegando che la misura durerà un anno. Senza contare la campagna che il ministro Sacconi sta preparando contro il diritto di sciopero. L'Italia diventa così un Paese a liberà vigilata. alle pagine 2 e 3.

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È una parodia, a quando la marina e l'aviazione? (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del MICHELE EMILIANOIl sindaco di Bari: i soldati nelle strade? Sono addestrati alla guerra, non a pattugliare le periferie... "È una parodia, a quando la marina e l'aviazione?" di Federica Fantozzi / Roma "Una parodia da commedia all'italiana". Michele Emiliano, ex magistrato e sindaco di Bari, boccia l'idea dei soldati nelle città. E avverte: "Attenti all'ossessione securitaria o finiremo preda del gioco al rilancio". La Russa manda i soldati a pattugliare le strada. Il suo collega Chiamparino evoca la Colombia. È necessità o propaganda? "In Colombia la situazione è seria, qui siamo alla parodia. Io ho vissuto anni tra caserma e macchina blindata, ho visto l'esercito schierato quando facevano saltare in aria i giudici, ma questa è una piccola commedia all'italiana. Perché non scatenare anche marina e aviazione?". Non è serio perché 2500 uomini sono troppo pochi? "Intanto è un numero risibile. E poi cosa faranno? I reati non si prevengono con una marcatura a uomo, serve uno schema più complesso. I soldati sono addestrati alla guerra, non a pattugliare centri urbani e trattare con ragazzi di periferia. Passata la sbornia gli italiani recupereranno la lucidità". Ma è una trovata semplicemente inutile o comporta pericoli? "È stato ucciso un tenente dei carabinieri durante una rapina. Se fosse successo con Prodi lo avrebbero massacrato: per fortuna il Pd mantiene il Paese nella realtà. Scherzare sulla sicurezza porta a un rilancio continuo: ogni crimine scatenerà una risposta più forte". Servirebbe più polizia? "Il numero di poliziotti è adeguato. Abbiamo battuto terrorismo, mafia e politica corrotta non con l'esercito ma con investigazioni e intercettazioni". Le ultime in buona parte ce le siamo giocate... "Marcare i negozi anziché intercettare i rapinatori è un'idea che dimostra insipienza e mancanza di strategia". Come valuta il giro di vite sull'immigrazione clandestina? "Il Nord, come tutte le società in declino, ha timore di mischiarsi. Ma senza extracomunitari non funzionerebbero tram né fabbriche. E chissà quanto sangue terrone ha Bossi senza saperlo. Ma molte famiglie temono che gli portino via la "roba". Mi sembrano norme per quietare l'infelicità interiore". La gente però chiede sicurezza. "Serve un'idea di comunità, di equilibrio, di prospettiva per i figli di nessuno, a partire dalla scuola pubblica. Ricordiamoci poi che Roma è la capitale più sicura d'Europa". Per la norma anti-lucciole vale lo stesso discorso? "Già l'esistenza di un simile mercato sconcerta. Al Sud non ha le stesse dimensioni. Il sesso a pagamento come l'ossessione securitaria dimostra qualcosa che non va nel cervello. E mi preoccupa più dei sederi delle prostitute in strada". In certi quartieri si convive con un degrado quotidiano. Come agire? "È una situazione che dà molto fastidio. Ma centinaia di prostitute in fila a Milano o Torino significano migliaia di clienti. Chi sono? Cosa cercano davvero? Al posto della Moratti me lo chiederei perché un sindaco deve capire la sua città, i suoi concittadini". Ci penseranno i soldati? "Possono far sparire le lucciole per qualche settimana, non eliminare il fenomeno. È una questione sociale, non di ordine pubblico. La causa sta nella solitudine e nella fatica di dare un senso alla vita". La Lega vuole più poteri ai sindaci. Lei è d'accordo? "Avevamo preparato un pacchetto sicurezza con Prodi, che trovò il veto della sinistra radicale. Si consentivano ai sindaci provvedimenti "in bianco", oltre che su igiene e incolumità pubblica come già previsto, sulla "sicurezza urbana". Ora Berlusconi lo ripropone e credo che il Pd lo voterà". Cambierà qualcosa sull'ordine pubblico? "Si potranno vietare le bottiglie di vetro in piazza o chiudere le strade. Ma l'ordine pubblico resta potestà del questore. Non credo che i sindaci vogliano questa responsabilità senza mezzi per attuarla. Poi, al leghista Tosi che girava con un leoncino perché "leun mangia terun", non affiderei poteri straordinari...". Le ronde servono? "Se sono una provocazione culturale agli italiani omertosi dalle Alpi alla Sicilia, bene. In Germania se uno parcheggia in divieto di sosta insorgono i cittadini. Ma se l'esercito non è in grado di curare il territorio, figurarsi una banda di cittadini volonterosi. È pericoloso giocare alla guerra. Magari armati di pistole senza saperle usare".

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Il disegno di legge sulle intercettazioni prevede che la magistratura non possa disporne per reati c (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Il disegno di legge sulle intercettazioni prevede che la magistratura non possa disporne per reati che non contemplino almeno 10 anni di carcere. I giornalisti che le pubblichino prima dell'udienza del gip rischiano 3 anni di carcere. Nessuno deve sapere.

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Esercito in città, no di Veltroni e sindacati Il Pd: Basta annunci, così immagine catastrofica del Paese . Bossi: fermeremo gli immigrati dal mare (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Esercito in città, no di Veltroni e sindacati Il Pd: "Basta annunci, così immagine catastrofica del Paese". Bossi: fermeremo gli immigrati dal mare di Eduardo Di Blasi / Roma MILITARI Nel 1992, negli ultimi mesi del sequestro del piccolo Faruk Kassam, quattromila militari arrivarono in Sardegna, al seguito dell'operazione "Paris" per setacciare l'isola alla ricerca di nascondigli e rapitori. Nello stesso anno, in un momento tragico per la Repubblica (sull'onda dello sgomento per gli assassini di mafia dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) con l'operazione "Vespri siciliani", si assistè alla più grande operazione di polizia attuata con la presenza dell'esercito nel nostro Paese. Settemila uomini furono mandati a presidiare i punti caldi dell'isola (tra turnazioni, ricambi e soldati di leva ne arrivarono 39mila). Infine a Napoli, nel luglio del 1997, dopo che la guerra di camorra aveva lasciato per strada i corpi di 88 persone nel corso dell'anno, lo Stato mostrò la propria presenza mandando 500 soldati. Non fa lo stesso effetto immaginare questi stessi uomini in giro per le periferie di Genova, Bari, Torino, Napoli o Roma, a rispondere a un bisogno di "sicurezza", rilanciato dalla campagna elettorale passata. Per dirla con Di Pietro: Le forze armate per controllare il territorio delle città si usano ultimamente solo in Colombia". Di più. Afferma il segretario del Pd Walter Veltroni che la scelta del governo "è sbagliata". Motiva: "Il tema della sicurezza è questione troppo delicata per essere affrontata solamente con annunci ad effetto che tra l'altro danno una immagine catastrofica del Paese contribuendo a mortificare l'ottimo lavoro svolto dalle forze dell'ordine". Ribatte: "Bisogna garantire la certezza della pena assicurando, nel contempo, alle stesse forze dell'ordine gli strumenti e le risorse necessarie per svolgere al meglio la loro preziosa opera in difesa dei cittadini". È l'esatto contrario di quanto questo governo è riuscito a fare. Giovanni Aliquò, vice questore della Polizia di Stato entra nel merito della questione: "Visto che ci sono dei tagli agli straordinari, visto che ci sono tagli ai mezzi, visto che abbiamo sempre meno risorse, prendere risorse destinate ad uno scopo diverso ci ha lasciati un po' sorpresi...". La proposta di Claudio Giardullo, del Silp-Cgil, è più che ragionevole: "Occorre rafforzare strutturalmente la presenza delle forze dell'ordine nelle città, specie in quelle a maggior rischio, e non impiegare ingenti risorse per operazioni di carattere straordinario che non lasceranno sul territorio alcun presidio permanente di sicurezza". L'immagine di Felice Romano del Siulp è adeguata: "Il rischio che si corre è quello di far muovere un elefante in un negozio di cristalleria". Ma allora perché il governo ha deciso di tirare dritto per questa strada? I disegni di legge che dalla prossima settimana saranno all'attenzione delle aule parlamentari, hanno per obiettivo dichiarato proprio quello di trasmettere "sicurezza". Eppure risultano incoerenti sia presi singolarmente che nel loro insieme. Martedì, ad esempio, nell'aula di Palazzo Madama, arriva il pacchetto sicurezza. Tra le norme che andranno al voto c'è anche quella riguardante il "reato di clandestinità" - ancora ieri sera Bossi insisteva con il "per impedire gli ingressi ci rimetteremo là sul mare" - esempio cristallino della piega presa da questo inizio di legislatura. Chiarisce il ministro Maroni che la clandestinità non sarà considerata un reato per le "badanti" che lavorano a nero presso le famiglie italiane, configurando con questo una ben strana tipologia di reato basata sul lavoro che fa il clandestino (che non commetterebbe "reato" di clandestinità se badante, e sarebbe invece in difetto di legge se lavoratore edile o raccoglitore di pomodori). Lo stesso discorso dicasi per il disegno di legge sulle intercettazioni che, mentre mette la museruola alla stampa, depotenzia le investigazioni su tutti i reati che non siano condannati almeno con dieci anni di carcere. Una misura che, annotava giorni fa Ermete Realacci, non permetterebbe più agli inquirenti (tra le altre cose) di mettere sotto controllo i telefoni di chi si macchia di reati ambientali. Un ben strano viatico per chi si appresta a rimettere di nuovo mano nelle discariche della Campania che per anni hanno sopportato il traffico illecito di rifiuti speciali. Nessun problema per l'esecutivo. In uno dei due decreti sui rifiuti in Campania si deroga anche sulla presenza di rifiuti speciali nelle discariche destinate all'immondizia di Napoli. L'esercito, intanto, anche qui, presidia.

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Sul filo tra censura e controllo delle notizie (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del CARLO FEDERICO GROSSOPenalista e ordinario all'Università di Torino sulle intercettazioni: privacy? Macché "Sul filo tra censura e controllo delle notizie" di Sandra Amurri / Roma "La maggioranza dispone dei numeri per farlo ma io preferirei che in questi termini la legge non passasse. Mi auguro che le opposizioni facciano fino in fondo il loro dovere con compattezza e cresca consapevolezza nell'opinione pubblica dei pericoli che comporta". Non ha dubbi, Carlo Federico Grosso, penalista, professore ordinario di diritto penale nell'Università di Torino: il testo sulle intercettazioni presentato in Parlamento "viaggia tra quella linea sottile di demarcazione tra censura e controllo dell'informazione ed esclude dalle intercettazioni diversi reati gravi di criminalità comune, dunque, è inaccettabile". Quali sono i reati per i quali non sarà più possibile utilizzare le intercettazioni? "Quelli per cui è prevista una pena massima inferiore ai dieci anni di reclusione: associazione a delinquere, scippo, incendio, ricettazione, calunnia, reati ambientali, rapina semplice,falsi, quasi tutti i reati economici. Si possono utilizzare per la corruzione ma non per gli aggiotaggi". Una selezione che potrebbe nascondere, motivazioni "personali"? "Con l'aver previsto che la riforma non si applicherà a procedimenti in corso, quantomeno si è voluto evitare il sospetto di scelte mirate". O magari ci sono altre cose che bollono in pentola per le quali necessita un'opera di prevenzione. "Pensare male non sta bene! Prendiamo atto di quello che hanno fatto. La Lega ha voluto che venisse esclusa la corruzione e non so grazie a chi hanno introdotto il principio di non retroattività". Anche se voci insistenti dicono che starebbero per far rivivere il Lodo Schifani che sospende i processi penali per le cinque più alte cariche dello Stato. "La Corte Costituzionale l'ha già dichiarata una legge illegittima. Tutti gli uomini devono essere trattati allo stesso modo. Esiste l'immunità parlamentare che comunque non è assoluta". Il limite delle intercettazi fissato in tre mesi. Condivide? "No. Magari stanno emergendo profili d'indagine importanti ma la prova non si è ancora del tutto perfezionata. Perché troncare le intercettazioni?". Come conciliare diritto di cronaca e segretezza delle indagini? "La segretezza delle indagini risponde ad esigenze investigative, vi sono momenti in cui propagare notizie danneggia le inchieste stesse. Quando c'è il segreto pendente ovviamente nessuno può divulgare se lo fa è punito secondo l'art 326 del cp. Ma quando il segreto viene meno non appena l'atto è stato notificato all'imputato o al suo difensore pertanto il segreto è caduto, il giornalista deve poter scrivere. Anche l'interrogatorio dell'imputato non è segreto, a meno che il pm non ne stabilisca la secretazione, allora perché non si dovrebbe parlare delle indagini relativamente agli atti non più segreti? Il processo penale ha un suo interesse in sé pubblico direi che risponde ad un diritto-dovere di informare la popolazione che ha il diritto di controllare. La diffusione del suo contenuto non può essere impedita affinché generi un dibattito nel Paese". Ma la privacy? "È una scusa per impedire che si parli dei processi. Sono d'accordo che la privacy dei cittadini non deve essere violata. Se da un'intercettazione emergono notizie private che riguardano terze persone o che non c'entrano con il fatto penale dell'indagato deve essere impedita la diffusione". Sì, ma il Pm è obbligato a depositare le intercettazioni senza selezione a tutela delle parti. "È vero e infatti bisognerebbe intervenire proprio su questo aspetto. Le conversazioni registrate che non interessano le indagini dovrebbero essere inserite in appositi fascicoli secretati. Con il diritto del solo difensore di poter visionare il fascicolo per, eventualmente, chiedere che vengano inserite negli atti ufficiali del processo parti che egli giudica, invece, rilevanti. Dovrebbe essere a questo punto il giudice a decidere". La privacy di chi ricopre incarichi pubblici va tutelata allo stesso modo? "I fatti privati dei cittadini devono essere tutelati. Ma quando i fatti privati riguardano persone che hanno una forte rilevanza pubblica il principio cambia, la soglia è molto sottile. I fatti privati di parlamentari, di presidenti di Regione che ricevono il consenso della gente in pubbliche elezioni devono essere conosciuti. Sapere chi frequenta, come vive chi ho votato è un mio diritto, dunque, il giornalista lo deve scrivere, poi magari verrà rivotato lo stesso ma gli elettori devono poter controllare e se non conoscono non possono farlo". Giornalisti che rischiano il carcere. Un'ottima intimidazione. "I giornalisti magari se ne infischieranno, chi ha un documento lo pubblicherà. Ma è evidente che la minaccia del carcere abbia efficacia intimidatoria anche perché il giornalista non sa se il giudice sceglierà la sanzione pecuniaria o la pena detentiva. E mi pare che oggi di inchieste se ne facciano già poche".

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Al macero i nastri con le telefonate sul caso Rai-Set (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del LEGGE BOATO Al macero i nastri con le telefonate sul caso "Rai-Set" Distrutte. Sono le intercettazioni con i politici dell'inchiesta sul fallimento della sociotà del sondaggista Crespi, che portò alla luce la vicenda "Rai-Set": in quei nastri i colloqui di Berlusconi e di altri parlamentari con i dirigenti Rai, tra cui le telefonate con Deborah Bergamini, all'epoca responsabile proprogrammazione Rai, precedentemente sua segretaria, e oggi parlamentare Pdl. È stata il gip Marina Zelante a decidere di mandare al macero le telefonate "non rilevanti", in rispetto della legge Boato. Lo scrive Repubblica, che aggiunge: "Eppure alcune di quelle telefonate avrebbero potuto svelare qualcosa in merito a come veniva gestita la comunicazione Rai ai tempi del terzo governo Berlusconi...".

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Il lodo salva-preti (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Il lodo "salva-preti" Priorità di governo ai tempi del Silvio IV: i cronisti possono anche essere gettati in gattabuia, ai magistrati si impedisce di indagare, i soldati si mandano a zonzo per le città... e ai preti bacetti e amorevoli carezze. Sommo rispetto per i sacerdoti italiani, sia chiaro: ma è quantomeno emblematico che l'unica categoria (a parte la cosiddetta Casta in tutte le sue declinazioni) a essere trattata coi guanti nell'oramai famigerato disegno di legge sulle intercettazioni sia la loro. Semplicemente, a estensione delle norme concordatarie, ecco una manciata di articoli secondo cui, quando scatta un avviso di garanzia nei confronti di un ministro di culto della Chiesa italiana, va immediatamente informato il suo vescovo. Se, metti caso, è proprio il vescovo ad essere indagato, bisogna rivolgersi immediatamente al cardinale Segretario di Stato. I giornali l'hanno già chiamata la "norma salva-preti", e non stiamo qui a disquisirne l'opportunità. Certo, è impressionante mettere in fila i primi atti del governo di Re Silvio: a camere a malapena aperte, subito un emendamentino piccino picciò per garantire la sopravvivenza a Rete4 (poi bloccato dalle opposizioni), dopodiché i militari che marciano allegri per i nostri centri urbani, magari fischiettando canzoni patriottiche, poi una bella legge che limita la libertà di stampa, proprio come in Cina, Turkmenistan e in Birmania. Infine, un piccolo squarcio di affettuoso ed esclusivo garantismo per i ministri di culto. Quel che ne esce è un ritratto dell'Italia di oggi: autoritaria e clericale, potrebbe dire qualcuno (prima che qualcun altro non lo taccia d'essere un orrido guastafeste).r.bru. Particolari.

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Si moltiplicano le iniziative sul ddl che prevede tre anni di carcere per chi pubblica intercettazioni: Articolo21 pensa ad un ricorso alla Corte europea (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Si moltiplicano le iniziative sul ddl che prevede tre anni di carcere per chi pubblica intercettazioni: Articolo21 pensa ad un ricorso alla Corte europea.

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Contro la legge bavaglio giornalisti pronti allo sciopero (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Contro la "legge bavaglio" giornalisti pronti allo sciopero di Roberto Brunelli/ Roma Potete scrivere delle Veline, ma non delle indagini della magistratura. Potete scrivere del candido abito della Gregoraci al matrimonio dell'anno, ma è vietato rivelare il contenuto di una conversazione tra criminali. C'è un dettaglio, però: i giornalisti non ci stanno. La mobilitazione al disegno di legge che prevede il carcere fino a tre anni per i cronisti che pubblicano le intercettazioni si sta allargando. E non è una difesa di categoria: in discussione c'è la libertà d'informazione, colpita al cuore non a caso proprio mentre la luna di miele tra il governo di Re Silvio e l'opinione pubblica è al suo apice. Lo scenario lo sintetizza bene il Procuratore generale di Torino, Giancarlo Caselli: "È in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere più niente". Tra le varie associazioni di giornalisti, i sindacati e sinanche la federazione degli editori, il coro dei no si infoltisce di ora in ora. Ieri l'altro le dure prese di posizione, tra gli altri, di Reporters sans frontieres, dell'Unione cronisti, del senatore Cossiga. Ma in queste ore, mentre le televisioni a malapena registrano la gravità dell'attacco, le iniziative per opporsi si stanno moltiplicano: c'è chi pensa ad appellarsi alla Corte di Strasburgo, chi vuole lanciare una campagna di sensibilizzazione nazionale, e pure la possibilità di uno sciopero di tutti i giornalisti italiani si avvicina sempre di più. Mentre l'associazione "Information Safety and Freedom" annuncia un "alert internazionale" da rivolgere alle associazioni per la libertà di stampa e ai vertici della Ue, il segretario della Fnsi, Franco Siddi, ha portato il "caso italiano" a Berlino, dove ha partecipato all'Assemblea annuale della Federazione europea dei giornalisti. "Lo sciopero è uno degli strumenti, non è l'unico", dice Siddi, che e per martedì ha convocato una riunione straordinaria della giunta e che ricorda che la categoria si fermò anche quando in discussione c'era il ddl Mastella, ben più morbido rispetto a quello di oggi. Eppure ai tempi, la proposta Mastella fu attaccata dai grandi giornali come "liberticida", come "prepotente e velleitaria". Oggi, complice la luna di miele, sulle prime pagine prevale l'oblìo. Ma nelle redazioni c'è fibrillazione. È cruciale far capire agli italiani qual è la posta in gioco. "Qui non è questione di antiberlusconismo - insiste Siddi - l'intervento sulla stampa è un intervento censorio, comunque la si voglia vedere, ed è impensabile in un paese liberale. Nessun vuole il grande fratello, e tutti siamo contro un uso illegale delle intercettazioni. Un'altra cosa però è il diritto di cronaca. Per questo vogliamo lanciare un appello ai direttori dei giornali: propongano una pagina in cui sono lasciati in bianco gli spazi dedicati allo scandalo della clinica Santa Rita, di cui non si sarebbe mai saputo niente se non fosse stato per le intercettazioni", dice Siddi. Che non si nasconde la gravità della situazione: "È malata una democrazia che ha paura dell'informazione...". La posta in gioco, s'è detto. Aggiunge il portavoce dell'associazione Articolo 21, Beppe Giulietti, che "non si tratta soltanto di un tentativo di mettere il bavaglio ma è anche e soprattutto il tentativo di mettere una benda sugli occhi e sulle orecchie degli italiani". Però colpisce che di fronte ad un tale attacco non si registrino grandi reazioni nei giornali: "C'è l'illusione, anche nel centrosinistra, che l'abbiano semplicemente sparata un po' grossa ma che poi le cose si aggiusteranno un po'. Però se c'è una certezza è che Berlusconi è molto coerente con le cose a lui care: così, mentre da una parte batte la grancassa sulla sicurezza e manda i soldati cercando di prolungare la luna di miele, contemporaneamente blinda le informazioni e colpisce giornalisti e autorità giudiziarie". Anche per questo Articolo21 metterà in piedi un comitato di giuristi italiani ed europei per denunciare le norme-bavaglio in sede nazionale e internazionale, e preparerà sin d'ora un ricorso alla Corte europea di Strasburgo, che già si è pronunciata su questi temi. Oltretutto, ricorda Giulietti, la norma è in contrasto con la legge nazionale: "...noi crediamo che vi siano molti margini per l'obiezione di coscienza". E a questo che si riferisce anche Vittorio Roidi, già segretario dell'Fnsi e anche dell'Ordine: "Se si vuole imbavagliare un giornalista occorre prima abrogare l'articolo 2 della legge professionale: quella che obbliga il giornalista a scrivere la verità". HANNO DETTO.

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Di Pietro: Non escludiamo il referendum (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del IDV Di Pietro: "Non escludiamo il referendum" "Faremo un'opposizione dura contro il ddl sulle intercettazioni e non escludiamo il referendum con la mobilitazione degli italiani". Lo ha detto Antonio Di Pietro, presidente di Italia dei Valori. "L'Idv - ha aggiunto Di Pietro - vuol far sapere agli italiani che questo disegno di legge sulle intercettazioni è un'altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo. Italia dei valori, quindi, vuol far sapere agli italiani che c'è un doppio modello del governo Berlusconi: da una parte il dire e dall'altra il fare. Dice che vuole sicurezza e poi toglie le armi delle investigazioni alla magistratura, impedendo anche all'informazione di far saper cosa succede".

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Basta con i sospetti anti-veltroniani, piuttosto facciamo davvero il Pd (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del L'ex ministro della Salute: la leadership non è in discussione, scateniamoci contro Tremonti "Basta con i sospetti anti-veltroniani, piuttosto facciamo davvero il Pd" di Andrea Carugati / Roma LIVIA TURCO "È immorale pensare che l'associazione di parlamentari legata a Italianieuropei, a cui intendo iscrivermi, abbia l'obiettivo di sostituire Walter Veltroni alla guida del Pd. Si tratta di sospetti privi di fondamento, e persino di indizi. L'argomento di un cambio di leadership non esiste: non solo nessuno ne parla, ma io sono convinta che nessuno di noi, in cuor suo, lo possa neanche pensare. Dunque togliamo di mezzo questo tema, e il gruppo dirigente, invece di coltivare sospetti o retropensieri, si preoccupi di più di dare voce ai tanti che vogliono dare un contributo alla costruzione del Pd, e che non trovano il modo e gli spazi per farlo". Livia Turco, ex ministro della Salute, parla del Pd, dopo una settimana difficile e a pochi giorni dall'assemblea costituente. Qual è lo stato di salute del Pd? "C'è un popolo che ha voglia di reagire, di combattere, di partecipare. C'è una domanda di discussione che non trova risposte, una domanda silenziosa, che magari non finisce sui giornali, ma è questo il vero tema su cui concentrarsi, molto più, e lo dico con rispetto, degli editoriali di Famiglia cristiana sulle presunte scissioni. Serve una risposta rapida, altrimenti la depressione dei nostri elettori rischia di tradursi in una sorta di conformismo sociale e culturale. È vero che il governo è in piena luna di miele, ed è giusto non avere un atteggiamento di antiberlusconismo a priori. Ma questo governo, al di là di quanto detto da Berlusocni nel suo discorso di insediamento, ha già compiuto scelte gravi, dall'immigrazione alle intercettazioni, dalla sicurezza sul lavoro alla sanità pubblica minacciata da nuovi tagli. Se la nostra gente non percepisce una chiara alternativa, delle risposte più forti di quelle venute finora, rischia di precipitare nella rassegnazione". Invece si parla soprattutto del proliferare di fondazioni... "C'è una voglia di sentirsi utili, io mi spiego così il proliferare di associazioni, tra l'altro previste dal nostro statuto. Gente che non sa dove andare, che non si sente abbastanza coinvolta. Credo che all'assemblea di venerdì e sabato il tema debba essere questo: rilanciare con forza la costruzione del Pd. A partire dai circoli, dal popolo delle primarie e da una serie di campagne sulle nostre idee-guida. Penso a una proposta di legge popolare per il voto amministrativo agli immigrati da lanciare utilizzando le feste dell'autunno, alla violenza sulle donne, alla precarietà e alla sanità pubblica. Vorrei vedere un Pd scatenato su questo, di fronte a Tremonti che minaccia 3 miliardi di tagli e a Secconi che vuole cambiare la nostra legge sulla libera professione dei medici. E invece ci si scatena tra correnti? "Parole sul nulla. D'Alema ha avuto il merito di aprire una discussione politica chiara, a partire dalle alleanze a sinistra. È un tema serissimo, che va affrontato. Ma Bertinotti non può sorvolare su un punto fondamentale: cosa significa per la sinistra governare? Gli elettori non ne possono più di chi dice solo dei no". C'è una questione cattolica nel Pd? "Non mi pare proprio. C'è il problema di costruire la cultura politica del Pd, un percorso appena iniziato che deve proseguire. Abbiamo davanti un lungo lavoro, e tra noi serve un forte spirito di solidarietà e di verità. L'idea forte è la mescolanza". Serve un congresso? "No. Dobbiamo ascoltare l'Italia, trpovare le parole per rassicurare le persone, che hanno bisogno di rispetto e anche di calore umano. Questo deve essere il nostro assillo, non il congresso".

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E allora arrestateci tutti (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del INTERCETTAZIONICon la nuova legge l'informazione uscirà a pezzi, fino a scomparire. Si rischia la galera o nel migliore dei casi, il licenziamento. Una proposta alla categoria E allora arrestateci tutti... Marco Travaglio / Segue dalla Prima "Si impacchetta la Corte costituzionale, si paralizza la magistratura. si può lasciare tutto intatto, tutto il meccanismo di pesi e contrappesi. E di fatto impossessarsene, occuparne ogni spazio. Alla fine rimane un potere 'transitivo' che traversa tutto il sistema politico e comanda da solo". Non poteva ancora sapere quel che sarebbe accaduto l'indomani: il governo non solo paralizza la magistratura, ma imbavaglia anche l'informazione abolendo quella giudiziaria. E, per chi non avesse ancora capito che si sta instaurando un regime, sguinzaglia pure l'esercito per le strade. Nei giorni scorsi abbiamo illustrato i danni che il ddl Berlusconi-Ghedini-Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo. Che, anzi, non di rado plaudono alle nuove norme liberticide. Non si potrà più raccontare nulla, ma proprio nulla, fino all'inizio dei processi. Cioè per anni e anni. Nemmeno le notizie "non più coperte da segreto", perché anche su quelle cala un tombale "divieto di pubblicazione" che riguarda non soltanto gli atti e le intercettazioni, ma anche il loro "contenuto". Non si potrà più riportarli né testualmente né "per riassunto". Nemmeno se non sono più segreti perché notificati agli indagati e ai loro avvocati. Niente di niente. L'inchiesta sulla premiata macelleria Santa Rita, con la nuova legge, non si sarebbe mai potuta fare. Ma, anche se per assurdo si fosse fatta lo stesso, i giornali avrebbero dovuto limitarsi a comunicare che erano stati arrestati dei manager e dei medici: senza poter spiegare il perché, con quali accuse, con quali prove. Anche l'Italia, come i regimi totalitari sudamericani, conoscerà il fenomeno dei desaparecidos: la gente finirà in galera, ma non si saprà il perché. Così, se le accuse sono vere, le vittime non ne sapranno nulla (i famigliari dei pazienti uccisi nella clinica milanese, che stanno preparando una class action contro i medici assassini, sarebbero ignari di tutto e lo resterebbero fino all'apertura del processo, campa cavallo). Se le accuse invece sono false (come nel caso di Rignano Flaminio, smontato dalla libera stampa), l'opinione pubblica non potrà più sapere che qualcuno è stato ingiustamente arrestato, né come si difende: insomma verrà meno il controllo democratico dei cittadini sulla Giustizia amministrata in nome del popolo italiano. Chi scrive qualcosa è punito con l'arresto da 1 a 3 anni e con l'ammenda fino a 1.032 euro per ogni articolo pubblicato. Le due pene - detentiva e pecuniaria - non sono alternative, ma congiunte. Il che significa che il carcere è sempre previsto e, anche in un paese dov'è difficilissimo finire dentro(condizionale fino a 2 anni, pene alternative fino a 3), il giornalista ha ottime probabilità di finirci: alla seconda o alla terza condanna per violazione del divieto di pubblicazione (non meno di 9 mesi per volta), si superano i 2 anni e si perde la condizionale; alla quarta o alla quinta si perde anche l'accesso ai servizi sociali e non resta che la cella. Checchè ne dica l'ignorantissimo ministro ad personam Angelino Alfano. E non basta, perché i giornalisti rischiano grosso anche sul fronte disciplinare: appena uno viene indagato per aver informato troppo i suoi lettori, la Procura deve avvertire l'Ordine dei giornalisti affinchè lo sospenda per 3 mesi dalla professione. Su due piedi, durante l'indagine, prim'ancora che venga eventualmente condannato. A ogni articolo che scrivi, smetti di lavorare per tre mesi. Se scrivi quattro articoli, non lavori per un anno, e così via.Così ti passa la voglia d'informare. Anche perché, oltre a pagare la multa, finire dentro e smettere di lavorare, rischi pure di essere licenziato. D'ora in poi le aziende editoriali dovranno premunirsi contro eventuali pubblicazioni di materiale vietato, con appositi modelli organizzativi, perché il "nuovo" reato vien fatto rientrare nella legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Significa che l'editore, per non vedere condannata anche la sua impresa, deve dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni contro le violazioni della nuova legge. Come? Licenziando i cronisti che pubblicano troppo e i direttori che glielo consentono. Così usciranno solo le notizie che interessano agli editori:quelle che danneggiano i loro concorrenti o i loro nemici (nel qual caso l'editore si sobbarca volentieri la multa salatissima prevista dalla nuova legge, da 50 mila a 400 mila euro per ogni articolo, e accetta di buon grado il rischio di veder finire in tribunale la sua società). La libertà d'informazione dipenderà dalle guerre per bande politico-affaristiche tra grandi gruppi. E tutte le notizie non segrete non pubblicate? Andranno ad alimentare un sottobosco di ricatti incrociati e di estorsioni legalizzate: o paghi bene, o ti sputtano. Ultima chicca: il sacrosanto diritto alla rettifica di chi si sente danneggiato o diffamato, già previsto dalla legge attuale, viene modificato nel senso che la rettifica dovrà uscire senza la replica del giornalista. Se Tizio, dalla cella di San Vittore, scrive al giornale che non è vero che è stato arrestato, il giornalista non può nemmeno rispondere che invece è vero, infatti scrive da San Vittore. A notizia vera si potrà opporre notizia falsa, senza che il lettore possa più distinguere l'una dall'altra. Tutto ciò, s'intende, se i giornalisti si lasceranno imbavagliare senza batter ciglio. Personalmente, annuncio fin d'ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d'indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato. Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all'articolo 21 della Costituzione e all'articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo e le libertà fondamentali ("Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche", con possibili restrizioni solo in caso di notizie "riservate" o dannose per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l'Unione Cronisti, l'associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.

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E al Billionaire Wedding per una volta Silvio fa la comparsa (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del BRIATORE-GREGORACINozze mondane a Roma, ieri il fatidico "sì" tra una folla di celebrità e curiosi. Poi la festa al castello di Torcrescenza E al "Billionaire Wedding" per una volta Silvio fa la comparsa di Marcella Ciarnelli / Roma Più che un matrimonio una maratona. Quando nella notte gli ultimi invitati hanno lasciato il castello di Torcrescenza, ultimo dei tre pit-stop previsti dall'organizzazione del "Billionaire Wedding", i segni della fatica mondana erano più che evidenti sui volti di molti. Ma cosa non si è disposti a fare pur di esserci a quello che l'enfasi della cronaca rosa non ha esitato a definire "il matrimonio dell'anno". Tant'è che persino il presidente del Consiglio, che pure qualche cosa da fare ce la dovrebbe avere, non ha voluto mancare alla cerimonia, che, coincidenza si tiene il giorno dopo la presentazione del disegno di legge sulle intercettazioni, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia. Berlusconi ha partecipato anche al successivo "spuntino" all'hotel Columbus, a due passi dal Vaticano, mentre la mondanità serale, catering curato dal genero di Gianni Letta, l'ha dovuta saltare perchè è volato a San Pietro in Cerro, nella campagna piacentina per assistere ad un altro sì, quello pronunciato da Licia Ronzulli, la fisoterapista che che è stata candidata alle scorse elezioni ed a cui lui deve totale gratitudine per gli accurati massaggi facciali post lifting. Da un confetto all'altro. Capita. Ma alla fine anche Berlusconi ha dovuto riconoscere di avere esagerato: "Per un anno non andrò più da nessuna parte". Gli interessati sono invitati a tarare le prossime personali scadenze se ci tengono alla presenza del Cavaliere. Elisabetta Gregoraci e Flavio Briatore, sposi. La favola della ragazza del Sud, coinvolta nella vicenda di "vallettopoli" e poi risorta grazie all'amore (ma anche a Berlusconi "non hai fatto niente di male, a Mediaset c'è posto per te"), e dell'attempato top manager internazionale che la vita la guida come un bolide di Formula Uno anche quando un grave malanno sembra volerla fermare, ha avuto il lieto fine su cui molti non avrebbero scommesso quando la storia era cominciata. Il più tradizionale. Con la sposa in sontuoso abito bianco di Cavalli, segretato come le immagini della cerimonia e delle feste, dalla esclusiva concessa ad un giornale inglese e ad una tv per 500.000 sterline, pare destinate alla beneficenza come il corrispettivo dei regali di nozze, garantita da quattro enormi ombrelli bianchi di seta, studiati per evitare flash indiscreti, come non bastasse la barriera quasi impenetrabile di bambù. Lo sposo in tight, con le consuete babucce con iniziali, presumibilmente le più costose della serie, circa 1.500 euro, molto emozionato davanti ad un passo che neanche Naomi Campbell era riuscita a fargli fare. Il gran segreto non è piaciuto ai curiosi e agli appassionati. "A ridicoli", "buffoni" gridano gli spazientiti spettatori che avrebbero voluto avere posti come a "Buona domenica". L'attesa della sposa si è prolungata per quaranta minuti oltre l'ora prevista. Sole alternato a nuvole. Molta gente dietro le transenne di una zona blindata e presidiata da uomini in divisa e bodyguard. Le ragazze di "Lucignolo", quelle che fecero irruzione durante un allenamento della Nazionale a Coverciano, per l'occasione sfoggiavano abiti da sposa ed uno striscione "Flavio sposa noi". Non ci sono stati ripensamenti. L'antica Rolls Royce ha imboccato la strada parallela a via della Conciliazione alle 12,40. "E' come al matrimonio della figlia di Vitino, anche lei arrivò con tanto ritardo" commentano due ragazze di Bari che non fanno differenza: nel mondo dei vip e in quello dei comuni mortali la sposa arriva in ritardo. E' la regola. Sposa raggiante, con tiara non certo di famiglia e lungo strascico, padre commosso. Intanto Berlusconi che non ce la fa a non essere protagonista anche quando non lo è, ha provveduto a intrattenere gli invitati raccontando che l'attesa è tutta sua responsabilità: "Non prendetevela con la sposa, la colpa del ritardo è mia" ha detto agli oltre trecento ospiti che già affollavano la chiesa, impadronendosi del microfono dal quale, poco dopo il Cardinale Paul Poupard, ha dato il via alla cerimonia che i presenti raccontano essere stata "tradizionale e commovente" con le lacrime al momento giusto, baci, sorrisi e il riso lanciato all'uscita e che agli ospiti era stato distribuito in sacchetti di raso. Dietro e davanti le transenne sono sfilate le facce diverse di un paese contraddittorio. Quello che si confronta con le difficoltà quotidiane ma che non rinuncia a sognare anche attraverso le vite degli altri. E quelli che sono riusciti a cavalcare l'onda e sperano di non dover mai fare i conti con la risacca. Volti noti e meno noti "chi è quello? qualche parente ce l'avranno anche loro...". Ecco i testimoni Luciano Benetton ed Emilio Fede che arriva con Berlusconi. E questo già gli basta. Tant'è che rinuncia a dare la notizia della presenza sua e del Cavaliere durante il tg4, che pure ha resocontato l'evento. C'è Josè Maria Aznar con consorte con audace cappellino. Sfila molto calcio. Marcello Lippi e Fabio Capello, Adriano Galiani e il presidente del Real Madrid, Calderon. Chissà se hanno parlato delle disavventure di Donadoni. Nella sezione spettacoli Simona Ventura, in giallo sole e Mara Venier in bluette si prendono la scena. Ma anche Carmen Russo e il marito Enzo Paolo Turchi, l'inventore del tuca tuca conquistano la loro parte di applausi. "Maestro Mazza, maestro Mazza...". E il maestro si volta e sorride. Iva Zanicchi arriva tra i primi. Lilli Gruber infila di gran carriera la piccola salita. Poi Minoli e Carlo Rossella. Il ferrarista Jean Todt omaggia il manager della Reanault. Lele Mora, anche lui reduce di Vallettopoli, non si sottrae a baci e abbracci. Daniela Santanchè fa capolino sotto un cappello dalle dimensione di un ombrello. Al fianco ha il figlio, Lorenzo, con inadeguati occhiali da sole da piccolo boss. Valeria Marini arranca praticamente in sottoveste. E ci sono anche i Duran Duran, un po' appassiti, che faranno da colonna sonora alla festa. "E pensare che c'è gente che non ha da mangiare" commenta una signora. Non cede il suo posto in prima fila. Se questi sono i sogni e allora ne vuole vivere un pezzo anche lei.

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Damiano: in campo contro la deregulation del lavoro (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Damiano: in campo contro la deregulation del lavoro di Angelo Faccinetto / Milano Sicurezza, diritto di sciopero, orario, straordinari, pensioni... Dietro i sorrisi e gli inviti al dialogo il ministro del Welfare, Sacconi, dichiarazione dopo dichiarazione, sta organizzando un attacco a tappeto contro le politiche del lavoro. Obiettivo, deregolamentare. Senza che, finora, l'opposizione si sia fatta molto sentire. Che cosa sta succedendo, Cesare Damiano? Quali iniziative intende assumere nella sua veste di vice ministro ombra del Lavoro e di capogruppo Pd in Commissione lavoro della Camera? "Siamo di fronte a un governo stile dottor Jekill e mister Hyde. Jekill, il buono, ha cominciato col dire che devono prevalere le logiche del dialogo e, perfino, quelle della continuità con quanto di buono ha fatto Prodi. Adesso, passo dopo passo, sta prevalendo la logica di mister Hyde, opposta. Con un obiettivo, destrutturare le politiche sociali. Si sta profilando un attacco frontale al protocollo del 23 luglio 2007 e al Testo unico sulla sicurezza, due capisaldi della politica sociale del passato governo". Il Pd non sembra accorgersene, però... "Al di là delle parole di miele, l'opposizione deve aprire gli occhi sulle reali intenzioni del governo. Un conto è semplificare una normativa rendendola meno burocratica, cosa su cui concordo, un altro conto è procedere a una feroce deregolazione del mercato del lavoro. Quando sento dire da Sacconi che bisogna cambiare le "odiose sanzioni" del Testo unico sulla sicurezza mi domando se questo governo il pugno duro lo usa solo contro gli immigrati clandestini o la pubblicazione delle intercettazioni mentre quando si tratta di morti sul lavoro preferisce la linea morbida". Quindi? "Quindi penso sia giunto il momento, per l'opposizione, di passare al contrattacco. Nei prossimi giorni vengono a scadenza problemi importanti. Il decreto sull'emergenza rifiuti, in sè positivo, contiene due midure pericolose: la promozione senza concorso dei dirigenti della pubblica ammnistrazione (che ne pensa Brunetta?) e la sospensione della normativa sulla sicurezza sul lavoro. Un brutto precedente. Poi verrà esaminato il decreto su Ici e straordinari. Noi abbiamo presentato emendamenti tendenti a trasferire le risorse previste per l'Ici a vantaggio delle famiglie in affitto e di passare quelle per gli straordinari a favore dei premi di produttività, favorendo così la stessa riforma del modello contrattuale". Il centrodestra sembra ignorare le cose fatte nella passata legislatura. È così? "Sì. Si deve smettere di fingere di cominciare sempre da capo. Perché, ad esempio, non riconoscere quanto fatto dal centrosinistra e rendere operativi i decreti che ho firmato con Padoa-Schioppa e che consentono di detassare il salario di produttività del 23% a vantaggio dei lavoratori e di decontribuire, a vantaggio delle imprese, il premio di risultato? E perché non potenziare il fondo per la decontribuzione? Si darebbe una spinta ulteriore alla produttività delle imprese, che noi condivideremmo". Anche sui lavori usuranti, dietro la decisione di prorogare i termini per l'esercizio della delega, sembra ci sia la volontà di andare a una revisione al ribasso di quanto stabilito dal centrosinistra. "Quella sui lavori usuranti è una battaglia che va continuata. Nella passata legislatura è mancato solo il voto in Commissione Lavoro del Senato. La misura è coperta e certificata dalla Ragioneria. Si tratta di quasi tre miliardi da erogare, nel prossimo decennio, a favore di quanti svolgono attività particolarmente faticose. Il centrodestra ha invece manifestato l'intenzione di restringere la platea dei beneficiari adducendo argomenti pretestuosi. Se si colpisse il lavoro notturno, alzandone il tetto da 64 a 80 notti all'anno, i lavoratori tessili, chimici e meccanici - lo si deve sapere - sarebbero quasi totalmente esclusi dal beneficio". E si va anche all'attacco del Testo unico sulla sicurezza mentre di lavoro si continua a morire. "In tema di sicurezza, dopo aver ingiustamente accusato il governo Prodi di aver agito sulla spinta dell'emergenza, si vorrebbe utilizzare ora la parola d'ordine dell'emergenza per non meglio definite iniziative straordinarie che saltano il punto fondamentale, cioè la necessità di applicare integralmente il Testo che già c'è e che già prevede tutto ciò che il governo vorrebbe fare. Perchè non dirle queste cose? Si tratta di mettere più risorse come dice il sottosegretario Viespoli? Ci dicano dov'è la proposta che corro a metterci la firma. Migliorare si può sempre, cancellare quello che c'è è sbagliato e ideologico. La polemica sulle sanzioni, ritenute troppo severe, va abbandonata. Si vuole una corsia veloce per i processi legati agli infortuni? Lo condivido, ma non si possono insieme compiere azioni che vanno in senso opposto". Come intendete muovervi ora? "Insieme a Beppe Giulietti (Idv) e ad Articolo 21 abbiamo lanciato un appello per una giornata di mobilitazione nazionale su queste questioni. Abbiamo depositato una proposta di legge sui lavori usuranti, affinché il parlamento sia costretto ad una discussione immediata". Poi c'è la sempiterna questione pensioni. Sacconi non perde mai occasione per evocarla. Teme qualche attacco a breve? "Al di là delle parole rassicuranti, sullo sfondo vedo l'intenzione di un intervento sul sistema previdenziale: età, coefficienti, previdenza complementare. Dobbiamo fare molta attenzione". Il governo ombra che fa? "Ritengo che tutti i temi di cui ho parlato rappresentino contenuti forti per una forte piattaforma sociale dell'opposizione. Una piattaforma che va fatta vivere nei luoghi di lavoro, sul territorio, in parlamento e sulla quale misurare le reali intenzioni del governo. Per questo chiederà a Walter Veltroni di convocare una riunione del governo ombra. Si tratta di argomenti che vanno fatti vivere con un apposito documento alla prossima assemblea costituente del Pd".

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Intercettazioni, allarme Csm <Ora servono più magistrati> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-15 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il ddl Mancino: modifiche agli organici. Berlusconi: tuteliamo privacy e cittadini Intercettazioni, allarme Csm "Ora servono più magistrati" E a sinistra fa breccia il referendum abrogativo Il premier: senza questo strumento i furbetti del quartierino non sarebbero stati scoperti? Non è vero, non è così ROMA - Antonio Di Pietro minaccia il referendum, la "mobilitazione degli italiani" contro la legge sulle intercettazioni messa a punto dal governo Berlusconi. Nel Partito democratico è opinione comune che sia "prematuro" evocare il referendum, ma poi alcuni lo ritengono un'arma possibile, altri, invece, strumento rischioso e superato. La discussione, fra maggioranza e opposizione, resta aspra. Ieri a Piacenza Berlusconi ha detto che "ci sono due livelli da tutelare, in materia di intercettazioni, la privacy e la difesa dei cittadini: non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Allora - gli ha chiesto appunto un cittadino - i "furbetti del quartierino" non sarebbero mai stati scoperti? "Secondo me non è vero", ha replicato Berlusconi. Nicola Mancino, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ha affrontato invece la parte del disegno di legge che prevede che sia un organo collegiale ad autorizzare le intercettazioni: "Non sono contrario, tre persone valutano meglio di una. Ma serve una modifica degli organici. Per trasformare il gip in organo collegiale, rispettando i tempi dettati dall'urgenza degli interventi, non si possono aspettare i ritmi lunghi dei concorsi". Sul fronte dell'opposizione, la faccia più feroce è quella di Di Pietro e dell'Italia dei valori, con la pronuncia della parola "referendum". Ma anche il Pd promette battaglia dura, per ora in Parlamento, spiega Marina Sereni. Lanfranco Tenaglia, ex Margherita, è il ministro- ombra della Giustizia: "Cercheremo di modificare il ddl in molte parti: la limitazione dei reati "intercettabili", il divieto di usare le intercettazioni per altri reati, il limite dei tre mesi per intercettare". Ma se l'opposizione non darà frutti? "Si può anche utilizzare il referendum, per alcune parti della legge. Vediamo che testo uscirà dalle Camere...". Felice Casson, ex magistrato, ex Ds, senatore Pd: "Così com'è questa legge non risolve i problemi della privacy, crea problemi alle indagini, punisce solo magistrati e giornalisti. Se non troveremo strade per correggerla, resta il referendum ". Anche Vincenzo Vita, ex Ds che rappresenta la "sinistra" del Pd, è favorevole al referendum: "Solo che agitarlo ora può dare l'idea che tutto sia già perduto. Sarà l'ultima spiaggia. Prepariamoci adesso a una battaglia seria, impietosa, rilevante". Ci sono linee diverse dentro il partito? "Diciamo: sostanziale unità, tonalità diverse". Tonalità più morbide da parte di uomini vicini a D'Alema e popolari, è stato notato nei giorni scorsi. Dice il dalemiano Nicola Latorre: "Discutere su cosa fare dopo che la legge sarà stata varata dal Parlamento è cosa priva di senso. Decideremo quando avremo sul tavolo il risultato della nostra battaglia". "Il referendum? - sostiene Enzo Carra, già Dc - è uno strumento spuntato. Molti italiani si sentono in overdose da referendum. Non si può ridurre tutta la questione a una lotta tra chi non vuole giustizia e chi non vuole corruzione. Troppo semplice!". E il cattolico Luigi Bobba: "L'uso smodato del referendum ha portato alla sua insignificanza. Credo che gli italiani ci suggeriscano: fate le leggi in Parlamento, vi abbiamo eletto per questo!". Ermete Realacci, verde, rutelliano, ora vicino a Veltroni: "Abbiamo detto che la questione intercettazioni non è una priorità per il Paese. I referendum vanno fatti su problemi molto sentiti dall'opinione pubblica. Quindi, questo non mi sembra il caso...". Andrea Garibaldi \\ Tenaglia Se non riusciremo a modificare il testo si potrà utilizzare il referendum per alcune parti \\ Latorre Discutere ora su che cosa fare dopo che la legge sarà stata varata è cosa priva di senso.

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<Sono comode, più facili di ore di pedinamenti> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-15 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Parla D'Ambrosio L'ex pm ora senatore pd: i modi per dire no esistono, da magistrato l'ho fatto tante volte "Sono comode, più facili di ore di pedinamenti" MILANO - Troppe intercettazioni in Italia? Sì, perché c'è troppa criminalità e perché, a causa delle scarse risorse a disposizione delle forze dell'ordine, talvolta conviene più intercettare i telefoni o mettere una cimice che pedinare un sospetto per ore ed ore. Senatore Gerardo D'Ambrosio, quando era capo della Procura di Milano le capitava di dire di no a un'intercettazione? "Eccome. Lo abbiamo fatto tante volte. Non è vero che il pm esagera in questo campo. Lui è il primo filtro alle richieste delle forze di polizia. Solo quando si rende conto che ci sono reati e vale la pena chiede l'intercettazione al gip il quale decide se autorizzarla. E non sempre dice di sì". è più comodo intercettare che fare le indagini tradizionali? "Se tu non vuoi fare stancare gli uomini in pedinamenti e in indagini complesse, può essere più comodo fare intercettazioni. Basta un solo poliziotto per diverse centraline d'ascolto, ce ne vogliono una decina in turni massacranti oltre le normali 6 ore di lavoro per pedinare una persona 24 ore su 24. Se poi non paghi gli straordinari, è chiaro che le forze dell'ordine chiedono l'intercettazione. è lì che il pm deve fare da filtro e valutare se c'è bisogno di mettere un telefono sotto controllo. Ma ci sono indagini che non puoi fare senza intercettazioni". Perché? "Perché la criminalità organizzata, ma anche quella dei colletti bianchi, usa i telefoni come strumento, diciamo così, di lavoro. Noi abbiamo indici di criminalità che altri paesi ignorano. Non dimentichiamo cosa è stata la corruzione in Italia quando, prima di mani pulite, bisognava pagare per ogni cosa. Una pessima abitudine che non si può pensare sia scomparsa, visto che qui gli appalti pubblici costano molto più che nel resto d'Europa. Il disegno di legge del governo comprende questi reati, ma ne esclude molti altri che potrebbero essere ad essi connessi, del tipo di quelli (truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso, ndr.) contestati nello scandalo della clinica santa Rita di Milano, o come le molestie telefoniche, dove è ovvio che l'intercettazione è indispensabile". Resta che sono tante e costano. "è vero e non lo è. In molti paesi le forze dell'ordine e i servizi segreti possono fare intercettazioni autonomamente, e non si sa quante ne fanno. Non bisogna dimenticare, inoltre, che all'estero si ricorre molto di più che in Italia alle operazioni sotto copertura, alle infiltrazioni. Per la spesa, c'è modo di ridurla". Come? "Quello che una procura liquida per pagare tre intercettazioni alle società private che le fanno materialmente, basta per comprare un apparecchio e farne centinaia. Si fa un gran parlare anche di quantità, am molti confondono le persone con i numeri dei decreti di intercettazione. C'è una bella differenza. I criminali comprano tante diverse schede telefoniche con documenti falsi. Per stare dietro a ciascuna scheda e a ciascun telefonino di una sola persona ci vogliono tanti decreti diversi, in alcuni casi decine. Nella passata legislatura, indagammo a fondo su questo argomento e si decise di introdurre una norma che imponesse agli operatori telefonici, che si fanno pagare tantissimo, di concedere gratuitamente le linee per le intercettazioni. Il disegno Mastella prevedeva un accentramento delle intercettazioni per abbattere i costi. I mezzi per risparmiare ci sono, come dimostrano i risultati raggiunti in un ottimo esperimento di razionalizzazione dei costi della procura di Bolzano". Giuseppe Guastella \\ Ci sono indagini in cui l'ascolto è indispensabile. Perché la criminalità organizzata, ma anche quella dei colletti bianchi, usa i telefoni come strumento.

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Aumentare i <filtri> per tutelare la privacy (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-15 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il commento Aumentare i "filtri" per tutelare la privacy di VITTORIO GREVI P reannunciato dal presidente Berlusconi sulla base di un intento rigidamente limitativo dell'area di ammissibilità delle intercettazioni telefoniche (nel senso di circoscriverle ai soli reati di criminalità mafiosa e terroristica), il disegno di legge varato venerdì si è per fortuna discostato da una prospettiva tanto paradossale, estendendo tale area ad una più ampia gamma di delitti comuni, ivi compresa la maggior parte di quelli contro la pubblica amministrazione (tra cui la corruzione). Ciò non toglie che l'elenco risulti ancora troppo ristretto, perché a quanto pare ne sono rimasti esclusi anche reati di notevole gravità (dalla rapina all'estorsione, dalla bancarotta fraudolenta all'associazione per delinquere, allo sfruttamento della prostituzione eccetera), per alcuni dei quali, anzi, le intercettazioni sono previste da una esplicita direttiva del consiglio dell'Ue (tali i reati di insider trading e di manipolazione del mercato). La realtà è che, se esiste davvero un fenomeno di eccesso quantitativo nel ricorso alle intercettazioni telefoniche, esso va affrontato non già riducendo l'area dei reati per i quali è consentito questo fondamentale strumento investigativo, bensì semmai disciplinando con maggior rigore i meccanismi di controllo circa il suo impiego in concreto, che la legge ammette solo quando risulti indispensabile per proseguire le indagini, purché si sia già in presenza di "gravi indizi di reato". Dunque, in sintesi, non per scoprire se dei reati siano stati commessi (questo è il presupposto delle intercettazioni), ma per accertare chi li abbia commessi o per raccogliere più robusti elementi a carico degli indiziati. In questa ottica, per esempio, potrebbe avere un impatto positivo la proposta che la competenza ad autorizzare le intercettazioni (ma perché mai anche l'acquisizione dei tabulati?), a seguito di richiesta del pm, venga attribuita, anziché ad un singolo giudice, al tribunale collegiale, pur non potendosi ignorare le complicazioni organizzative derivanti da una simile scelta (e fermo restando il potere del pm di provvedere di sua iniziativa nei casi di urgenza). Il nodo più delicato dell'intera questione è, comunque, quello concernente la tutela della privacy delle persone coinvolte nelle intercettazioni, soprattutto di quelle estranee all'oggetto delle indagini. E, sul punto, davvero bisogna intervenire, di fronte alla innegabile anomalia costituita dalla pubblicazione pressoché indiscriminata di conversazioni intercettate, anche se obiettivamente irrilevanti nel procedimento in corso. Una anomalia gravida di conseguenze dannose per molte persone "terze" rispetto alla vicenda giudiziaria, che viene oggi favorita dalla assenza nel sistema processuale di adeguati congegni selettivi, prima del deposito a disposizione delle parti dell'intero complesso delle intercettazioni eseguite. Per ovviare a queste patologie il progetto governativo non ha trovato di meglio che estendere a dismisura l'area del divieto di pubblicazione degli atti di indagine (non solo delle intercettazioni, dunque), anche se non più segreti, fino alla conclusione della fase preliminare, prevedendo al riguardo pesanti sanzioni detentive: non solo, come è giusto, per i magistrati che rivelino atti ancora segreti, ma altresì per i giornalisti che violino il suddetto divieto, pubblicando anche soltanto il contenuto delle intercettazioni prima di quel termine. Il che comporterebbe, però, una grave - perché troppo generalizzata - limitazione del diritto di cronaca, come pure del diritto dei cittadini ad essere informati sulle vicende delle inchieste penali. Per tutelare la riservatezza delle persone coinvolte nelle intercettazioni rispetto a fatti o circostanze estranei alle indagini, sarebbe allora molto preferibile se (sulla scia del progetto Mastella, già approvato dalla Camera nell'aprile 2007) si istituisse all'interno del processo un sistema di appositi filtri, allo scopo di impedire che le suddette intercettazioni irrilevanti venissero depositate, ed imponendo anzi al pm di conservarle sotto il vincolo del segreto in un apposito "archivio riservato", salva la facoltà dei difensori di accedervi per esigenze difensive. Dopodiché, una volta così nettamente definito il confine tra le intercettazioni da mantenersi "segrete " e quelle ormai non più segrete (in quanto ritenute rilevanti ai fini processuali), sarebbe davvero giusto punire con adeguato rigore la pubblicazione delle prime, ma non anche delle seconde, a tutela della privacy individuale. Maggior rigore Non serve ridurre l'area dei reati interessati, meglio disciplinare con più rigore i meccanismi di controllo.

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IMPUNITI DELLA PRIVACY (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Posso sbagliarmi IMPUNITI DELLA PRIVACY PIERO BOTTINO Da qualche giorno nel portico in piazza sotto la redazione è sparita la mezza dozzina di cabine telefoniche, ultimo retaggio di quel Punto Sip che per decenni ha visto transitare generazioni senza un telefono disponibile. Adesso che un straccio di cellulare ce l'hanno anche i neonati, la sfilza di cubicoli era diventata anacronistica. Da ultimo anche la "fauna" dei frequentatori era cambiata, sembravano quasi sempre persone che tentavano più che altro di sfuggire a "intercettazioni" personali: in casa, sul luogo di lavoro, o - perché no - in canonica e in convento (fra gli assidui non mancavano i religiosi). Perché molti più di quanto si pensi hanno una privacy da difendere e non piace a nessuno finire sul giornale, o anche solo apostrofati dai vicini di esistenza, per parole dette incautamente e comprese ancor peggio. Tutta gente che vedrà dunque con favore l'annunciata legge sulle intercettazioni? Ne dubito. Sanno che - malgrado le solenni affermazioni - non sono i loro casalinghi segreti i veri obiettivi del legislatore. E che la comunità ha spesso più interesse a sapere che a ignorare. Questioni di giustizia per le quali rinuncerei volentieri alla mia privacy. In fin dei conti non ho nulla di davvero grave da nascondere. Altri, non so.

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