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tARTICOLI DEL #TOP
La gioia del Papa per il nuovo clima politico (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?
Il prontuario degli orrori (
da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Dalle intercettazioni che hanno portato all'arresto dei 13 medici della Santa Rita di Milano viene fuori una sorta di prontuario degli interventi fasulli. L'ex primario Pier Paolo Brega Massone si difende: "Ho sempre pensato al bene dei pazienti". Venti le morti sospette.
Bilancia ( da "Stampa, La"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettano l'energia negativa e la trasformano in costruttiva vitalità. Giorno fortunato il 12. Sfavorevole l'8. Giorno fortunato l'8. Sfavorevole il 12. Amici importanti vi sostengono donandovi una marcia in più per raggiungere obiettivi ambiziosi: irraggiate un fascino vincente ma sapete anche reggere una serie di impegni molto gravosi.
Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?
La Sapienza e il rito dell'intolleranza (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?
Racconta anche tu la partita della tua vita (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le
liti sul governo ( da "Giornale.it, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?
Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?
D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi?
Più sicurezza? Punire magistrati e giornalisti (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: attraverso il bavaglio sulle intercettazioni. Quindi, noi osservatori televisivi dovremmo stare tranquilli: la nostra materia è sotto gli occhi di tutti. Invece no: anche su di noi piovono querele, perché c'è chi (non facciamo nomi) ogni giorno va in tv a dire cretinate, ma non tollera che lo si dica.
Le intercettazioni, il ruolo di Pipitone Tanto che anche il
suo consulente ammette: Pratiche da far rizzare i capelli (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del Le intercettazioni, il ruolo di Pipitone Tanto che anche il suo consulente ammette: "Pratiche da far rizzare i capelli... ".
Intercettazioni, imbroglio di governo Dicono che mezza
Italia è spiata: falso, gli intercettati sono una piccola parte di indagati
Dicono che i costi sono insostenibili: falso, le (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del Intercettazioni, imbroglio di governo Dicono che mezza Italia è spiata: falso, gli intercettati sono una piccola parte di indagati Dicono che i costi sono insostenibili: falso, le spese calano e incidono in misura minima Il centrodestra vuole la legge a ogni costo.
E al Santa Rita scatta la difesa a
oltranza Non siamo la clinica di Mengele (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: e le intercettazioni telefoniche si rivelano "una vergognosa violazione della privacy". I toni si fanno più dolorosi ai piani bassi della gerarchia ospedaliera. Anna si occupa delle pulizie, sostiene l'eccellenza della clinica per esperienza diretta: "Mia figlia ha avuto un grave incidente d'auto, ma i medici sono riusciti a rimetterla in piedi ed oggi cammina alla perfezione.
Il tendine è sbagliato? Opera lo stesso L'inferno della
clinica: scambi di tessuti e cartelle ritoccate. E che i pazienti devono vivere
120 anni? ( da "Unita, L'"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: in tutte le intercettazioni telefoniche. Quelle intercettazione che gli inquirenti hanno definito "fondamentali" per il successo dell'inchiesta che ha scosso come un terremoto la sanità milanese. Perchè quando un medico, come Renato Scarponi, domanda sarcastico "ma secondo te tutti devono vivere fino a 120 anni?
Intercettazioni/1 Si depenalizzeranno reati come quelli del Santa Rita Cara Unit&# (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Basta alle intercettazioni. Elisa Merlo Intercettazioni/3 Assassini, ladri, corrotti e corruttori faranno festa Cara Unità, Berlusconi ha annunciato in modo stentoreo un secco stop alle intercettazioni telefoniche. Se avverrà quanto ho sentito con le mie orecchie, sarà festa grande per gli assassini comuni, i ladri,
Limitare le intercettazioni a Cosa nostra e terrorismo? Una
follia: chi all'inizio può dirci se un omicidio è mafioso o passionale? (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del "Limitare le intercettazioni a Cosa nostra e terrorismo? Una follia: chi all'inizio può dirci se un omicidio è mafioso o passionale?".
Leggende metropolitane e bugie I veri numeri sulle
intercettazioni ( da "Unita, L'"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: edizione del Leggende metropolitane e bugie I veri numeri sulle intercettazioni La prima delle leggende è che il costo delle intercettazioni è il 33 per cento del bilancio della Giustizia. Non è vero: il bilancio della giustizia per il 2007 è 7 miliardi e 700 milioni di euro, le spese per le intercettazioni sono 224 milioni, meno di un decimo.
Alfano vuole creare un allarme sociale per fermare le
inchieste ( da "Unita, L'"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Sa quante persone sono intercettate in media dalla procura di Torino? 300 persone all'anno. Il che non vuol dire che ci sono solo 300 intercettazioni. Non è mica come consultare l'elenco telefonico... Ogni indagato generalmente usa più utenze, fra cellulari e fisse.
Dal governo cifre falsate Ma venerdì arriva la legge (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni telefoniche. Una strategia in tre, semplici, mosse di sicura presa sull'opinione pubblica: "le intercettazioni telefoniche? - ha affermato candido il ministro di via Arenula - costano sempre di più, sono diventate un Grande Fratello che spia la gran parte degli italiani e con la loro pubblicazione sui giornali sono la via maestra per la sistematica violazione della
L'appello di Napolitano: Problema reale e annoso, si
raggiungano larghe intese Il Capo dello Stato fa riferimento al ddl del governo
Prodi. Ridiscutere insieme per un provvedimento (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: "Ridiscutere insieme" per un provvedimento sulle intercettazioni. L'Idv: fondamentali per le indagini di Vincenzo Vasile / Roma DISCUTERE, anzi "ridiscutere insieme". Un'indicazione di metodo che suona come un aspro stop al governo, che non può, non deve andare dritto come un carro armato in materia di intercettazioni.
Giuseppe d'avanzo (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: era cacciato Berlusconi promettendo la demolizione per legge delle intercettazioni telefoniche. Il presidente del Consiglio si presenta come l'uomo di ferro che restituisce sicurezza agli italiani e, nelle prime settimane del suo mandato, elimina un congegno investigativo assai utile a proteggere il Paese dalla corruzione, dalla concussione e dalle estorsioni, usura,
"intercettazioni, serve l'accordo" (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intercettazioni, serve l'accordo" Appello di Napolitano. La Lega: nella legge anche i reati di corruzione ROMA - "Le intercettazioni sono un problema reale ma spero che si possano trovare soluzioni con larghe intese". Con queste parole il presidente della Repubblica Napolitano ha chiesto ieri al governo di cercare l'intesa con l'
La grande truffa nel tg autoimbavagliati (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: architettando sulle intercettazioni. E inutile sperare: non un notiziario cerca di andare oltre, di capire e magari spiegare cosa significherebbe - in pratica - una limitazione di questo poderoso strumento di indagine. Per assurdo, sembra che l'intera categoria dei giornalisti televisivi, chinata la testa, sia felicissima di farsi imbavagliare e di vedere i magistrati ridotti all'
L'onorevole Angelino (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 3) "Le 100 mila persone intercettate fanno o ricevono mediamente 30 telefonate al giorno. Così si arriva a 3 milioni di intercettazioni". 4) "La spesa sulle intercettazioni è in continua crescita: è aumentata del 50% dal 2003 al 2006" e occupa "il 33% delle spese per la Giustizia".
Sei arresti nel clan Fabbrocino (
da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: attentati dinamitardi commessi ai danni di diverse imprese edili dei comuni di Palma Campania, Nola, San Gennaro Vesuviano, Ottaviano e di altri comuni limitrofi. Grazie alle intercettazioni, si è scoperto che numerosi imprenditori, soprattutto edili e del movimento terra, sono stati costretti con le minacce a pagare somme di denaro, a volte anche elevate, a persone legate al clan.
"larghe intese per le intercettazioni" - giorgio
battistini ( da "Repubblica, La"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: "Larghe intese per le intercettazioni" Napolitano: "Il problema c'è, servono misura e garanzia della privacy" GIORGIO BATTISTINI DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Sulle intercettazioni telefoniche Giorgio Napolitano consiglia prudenza a Silvio Berlusconi. Ma il problema c'è, ammette, e va risolto.
La via maestra per una riforma - giuseppe d'avanzo (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: nei reati che rendono opportune le intercettazioni, anche corruzione e concussione liquidando la minacciosa semplificazione proposta dal capo del governo (intercettazioni legittime sole per le indagini di mafia e terrorismo). è forse l'altro insegnamento della giornata. La Lega, più che al buon rapporto con il capo del governo, tiene alle ragioni del suo elettorato,
"la mammella non rende moltissimo ma se ha il cancro
vale 5mila euro" - (segue dalla prima pagina) emilio randacio (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La mammella non rende moltissimo ma se ha il cancro vale 5mila euro" Le intercettazioni Hanno cercato di farmi fuori perché avevo molti pazienti Pescavo polmoni dall'Oltrepo, da Pavia, da Milano Per pagare l'equipe servono almeno quindici polmoni Mica puoi ridurti a operare le fratture costali è un casino: ci serviva un tendine rotuleo e mi avete mandato un tibiale.
Scontro con la lega, berlusconi cede "controlli su
corruzione e concussione" - liana milella (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: alzato il tetto di pena dei delitti per cui si faranno le intercettazioni Scontro con la Lega, Berlusconi cede "Controlli su corruzione e concussione" Tutti i testi conservati in un archivio riservato resterà traccia di chiunque vi acceda Telefonata di Letta al Colle: al capo dello Stato arrivano le rassicurazioni invocate LIANA MILELLA ROMA - Ha insistito fino all'ultimo,
Bassa macelleria - (segue dalla prima pagina) (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: abuso delle intercettazioni telefoniche: il loro divieto). Manca, per il momento, il ministero della Salute. In compenso, nel campo della sanità, in particolare in Lombardia, la privatizzazione ha fatto passi da gigante. Pare che ci fossero già state condanne di fior di primari per interventi chirurgici non giustificati: cardiochirurgia,
Quelle donne - laura lilli (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: e una serie di intercettazioni le dà ragione (ecco a cosa servono!). Il frate violenta anche le collaboratrici volontarie e si fa spesso riprendere con belle giovani poco vestite, che afferma di aver "convertito". A lungo riempie le cronache dei giornali. Infine, il 23 gennaio 2006, finisce in galera.
Blitz nelle officine delle auto rubate - carla incorvaia
salvo palazzolo ( da "Repubblica, La"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: "Le intercettazioni si sono rivelate fondamentali", spiega il questore. "Senza le intercettazioni sarebbero stati impossibili questi arresti", ribadisce il capo della squadra mobile, Maurizio Calvino. Il boss dell'organizzazione era Pietro Di Mariano.
Il "lavoro" dei meccanici d'oro (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: nonché di una rivendita di veicoli usati in corso dei Mille 308/f: è stato intercettato mentre ordinava a Di Mariano pezzi di ricambio, a cento euro cadauno. Rapporti di compravendita sono stati intercettati dalla polizia con Giovanni Marino, 29 anni, gestore di un'officina metallurgica di Ficarazzi; con Maurizio Miceli, 28 anni, gestore di una rivendita di autoveicoli;
La spoon river incompiuta nel pd della lanterna - ettore
boffano ( da "Repubblica, La"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: delle intercettazioni, attraversato da una "Tangentopoli da recessione economica" che ha fatto traballare Tursi e certe ipocrisie del perbenismo postcomunista genovese, non è la questione nazionale che pretende le risposte più immediate. Si tratta invece del Pd locale, di quella sua fragile cifra e di quella sua asfittica presenza uscite dalle urne che hanno sancito la "
La patente della libertà - laura
montanari ( da "Repubblica, La"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Fate e Provincia hanno intercettato un bisogno Si presenta con la sua assistente e dice: se lei imparasse, poi mi potrebbe portare in auto a fare le analisi Ho un figlio di 15 anni, mio marito è invalido: se non mi sposto in macchina non riesco a trovare un impiego LAURA MONTANARI Il posto dove si presentano, con i loro cento lavori,
"la sanità legata al profitto è molto pericolosa" (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: cosa che nelle intercettazioni dell'inchiesta viene fuori chiaramente. Si cercano di fare più interventi per fatturare di più. Sono profondamente convinto che alcune attività umane, come la sanità, debbano restare quanto più possibile in mano pubblica. Non demonizzo il privato, ma deve essere integrato".
Spaccio di droga: gang cinese in cella (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Un paio di frasi intercettate misero gli investigatori sulle tracce di questa organizzazione che si era specializzata nell'organizzare feste nei locali del Nord Italia, da rifornire poi con sostanze stupefacenti. Un mercato piuttosto redditizio, che aveva reso sempre più aggressivi i componenti della banda che l'anno scorso organizzarono una spedizione punitiva a Padova,
"i venditori di morte della porta
accanto" - mara chiarelli (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Se si spostano di 50-
<Io, senza un polmone Se vedessi quel medico gli
urlerei: assassino> ( da "Giornale.it, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: E mi chiedo: è giusto proibire le intercettazioni, come leggo sui giornali in questi giorni? Se non ci fossero state le intercettazioni, questi signori sarebbero ancora tutti al loro posto, a farsi i comodi loro". Tossisce. Prende fiato. Tossisce di nuovo. "Ecco, da quando mi hanno operato alla Santa Rita è sempre così.
<Il Csm troppo tenero coi Pm che sbagliano Serve più
autocritica> ( da "Giornale.it, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il governo promette il giro di vite sulle intercettazioni... "Condivido quanto dice il ministro Guardasigilli, che si sta meritando l'apprezzamento generale. Spesso le intercettazioni sono invasive. Dobbiamo quindi stare attenti al bilanciamento tra il valore della privacy e l'interesse del cittadino a essere tutelato dalle malefatte, al suo bisogno di sicurezza:
Processo pubblico ma indagini segrete (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: hanno speso 6 milioni di euro per intercettazioni legate a indagini dall'esito ridicolo; in tutto il Texas, nello stesso anno, hanno autorizzato solo cinque intercettazioni. Le intercettazioni vengono spesso indicate come una scorciatoia rispetto alle indagini tradizionali: ma è una verità parziale e ingenerosa.
"ho sempre pensato al bene dei pazienti" - walter
galbiati emilio randacio ( da "Repubblica, La"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Quanto alle intercettazioni che gli sono state contestate, "sono intervenute dopo che lui sapeva già di essere indagato e anche quelle vanno contestualizzate. Peraltro nell'ordinanza è possibile una lettura diversa di quelle intercettazioni". Si è avvalso, invece, della facoltà di non rispondere Pietro Fabio Presicci,
Lapsus - stefano bartezzaghi (
da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Allora più che l'antipatia del centrodestra, le proposte di riforma fiscale, le intercettazioni del "Facci sognare", l'aggressiva pubblicistica dei concorrenti del Nord, contro le cooperative rosse e bianche sarà stata efficace Mara Carfagna.
Napolitano: serve dialogo per il Ddl intercettazioni (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Napolitano: serve dialogo per il Ddl intercettazioni "Il problema intercettazioni è reale e urgente e richiede soluzioni condivise ". Così ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che chiede di coniugare "tutela della riservatezza" e "ricorso moderato " al controllo delle telefonate.
Alleanza Cina-Albania per l'ecstasy: dieci arresti (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Per la banda finita in manette l'accusa è associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e alla detenzione di stupefacenti, oltre che acquisto e detenzione di arma da guerra e relative munizioni. Tutto è partito da alcune intercettazioni in un'indagine sullo stupro di gruppo di una 17enne cinese. Al.Be.
<Tendine sbagliato? Va bene lo stesso> (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il caso della clinica Santa Rita nelle intercettazioni dei medici arrestati. "Abbiamo impiantato al paziente un tendine tibiale invece di un tendine rotuleo". "Cambiagli il tipo di intervento". "Chi se ne frega". O ancora, nel caso di un ottantenne entrato in "una specie di coma" dopo la somministrazione di un farmaco: "Quanti anni ha?
Intercettazioni, il Colle in campo <Ora serve una larga
intesa> ( da "Corriere della Sera"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: REDAZIONALE Intercettazioni, il Colle in campo "Ora serve una larga intesa" La prudenza di Napolitano: ripartire dal testo dell'ex ministro Mastella "Garantire l'esigenza alla tutela della privacy e l'esigenza del ricorso misurato ai controlli telefonici" DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Giorgio Napolitano imprime un brusco colpo di freno alle smanie di chi,
Spataro: Violante sbaglia sui pm Non siamo noi a diffondere
i colloqui ( da "Corriere della Sera"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Durata delle intercettazioni e lista dei reati per i quali sono autorizzate. Che ne pensa? "E assurdo anche pensare a limitare la durata delle intercettazioni. Ma ancora più grave sarebbe limitare la categoria dei reati ed il tempo per cui le intercettazioni sono utilizzabili, così come le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni:
Napolitano e le intercettazioni <Trovare una larga
intesa> ( da "Corriere della Sera"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: REDAZIONALE Il presidente chiede al governo di ripartire dal provvedimento di Mastella Napolitano e le intercettazioni "Trovare una larga intesa" VENEZIA - Giorgio Napolitano frena chi vorrebbe arginare il ricorso alle intercettazioni e invita a trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento. ALLE PAGINE 2 E 3.
L' intervento (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Occorreva la spinta del capo dello Stato per cercare di attenuare lo scontro sulle intercettazioni; ed incoraggiare un esito che non faccia pensare ad una magistratura imbrigliata, né lasci la privacy in balìa delle rivelazioni più o meno pilotate. "Non dispero che si possano trovare soluzioni che raggiungano larghe intese ", azzarda il presidente della Repubblica da Venezia.
Il partito salmone (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il Cavaliere dice ad alta voce: ora basta con le intercettazioni selvagge, salvo... Subito dopo, il responsabile dell'Associazione dei magistrati ribadisce con tono molto educato: attenti, le intercettazioni sono necessarie in molti casi, però la privacy va tutelata in modo molto più serio.
Moggi e le telefonate: vita cambiata. In meglio (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: essere intercettati. Ma marcia indietro fra i miei amici non l'ha fatta nessuno. Con loro non mai interrotto i contatti, e ho continuato a parlare al cellulare. E quelli là hanno continuato a intercettare le mie telefonate, la seconda ondata. E io dico che è una vergogna che lo Stato italiano abbia speso tanti soldi per continuare a sentire me che parlavo al telefono con i miei amici.
Il ddl Mastella (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: BREVI Il ddl Mastella Nella scorsa legislatura il Guardasigilli Mastella (foto) presentò un ddl sulle intercettazioni che fu approvato alla Camera ma si arenò al Senato. Ecco cosa prevedeva.
Le intercettazioni Le scelte (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: BREVI Le intercettazioni Le scelte \\ Questione urgente La questione è reale e attuale con il suo grado di urgenza, prima la si risolve, meglio è. Bisogna tener conto delle proposte avanzate negli anni passati, in modo da trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento.
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina -
data: 2008-06-11 num: - pag: 1 autore: di ... (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: OPPOSIZIONE CHE BALBETTA S i può benissimo non apprezzare il modo in cui Silvio Berlusconi ha posto il problema delle intercettazioni telefoniche, non condividere l'indicazione di limitarle alle inchieste di mafia e di terrorismo, e contestare l'idea di appioppare fino a cinque anni di galera a chi non se ne dà per inteso. CONTINUA A PAGINA 32.
1 Divieto di pubblicazione fino al processo (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 11 num: - pag: 2 categoria: BREVI 1 Divieto di pubblicazione fino al processo Il ddl Mastella vietava la pubblicazione sui media delle intercettazioni, anche parziale o riassunta, almeno fino alla fine delle indagini preliminari. Vietate anche le trascrizioni delle conversazioni su fatti o persone estranee alle indagini.
Il ddl Alfano (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3 categoria: BREVI Il ddl Alfano Il ministro della Giustizia Angelino Alfano si appresta a definire un nuovo ddl sulle intercettazioni: il premier Silvio Berlusconi annuncia la "linea dura".
1 Mafia e terrorismo (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: BREVI 1 Mafia e terrorismo Il premier Silvio Berlusconi ha annunciato il "divieto assoluto" di intercettazioni, salvo per i reati di mafia e di terrorismo. Dalla Lega Nord, a cominciare dal leghista Roberto Castelli, si preme perché tra i reati "intercettabili" ci siano anche quelli "della politica" contro la pubblica amministrazione: corruzione e concussione.
Berlusconi apprezza e chiede limiti severi I dubbi della
Lega ( da "Corriere della Sera"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sulle intercettazioni. Ed è appunto perché la questione è diventata una emergenza che si deve porre un argine al fenomeno e trovare una soluzione. E l'urgenza di agire rapidamente, sottolineata dal Presidente, rappresenta per Berlusconi la conferma che l'allarme lanciato sabato scorso era più che fondato.
Larghe intese per la privacy (
da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ma sulla polemica delle intercettazioni che sta rovinando la luna di miele tra maggioranza e opposizione, il presidente della Repubblica si sente, tuttavia, di intervenire. Sia per contenere, da un lato, gli eccessi del Governo che vorrebbe limitare fortemente il ricorso a un prezioso strumento della magistratura inquirente come è stato dimostrato nell'
Sulle intercettazioni Napolitano ha indicato il punto di
equilibrio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-11 - pag: 14 autore: Sulle intercettazioni Napolitano ha indicato il punto di equilibrio U na volta di più Giorgio Napolitano è intervenuto in modo tempestivo nel dibattito politico e lo ha fatto su un punto cruciale: le nuove regole per le intercettazioni che il governo è pronto a varare.
Dal
mini ospedale al mostro a dieci piani Gli affari del <notaio> (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: come dicono due medici intercettati, "Pipitone è un uomo potente". Di certo un padrone, dicono i pm. Che si circonda di "fedelissimi": "Prenderà i più delinquenti del mondo che gli faranno guadagnare miliardi" (conversazione intercettata). O licenzia senza preavviso: "Il direttore dopo 22 anni l'ha segato dalla sera alla mattina".
3 Sanzioni più pesanti tra multe e reclusione (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 3 categoria: BREVI 3 Sanzioni più pesanti tra multe e
reclusione Complesso il capitolo delle sanzioni. Per chi pubblica le intercettazioni,
ammenda da
<Il tendine è sbagliato? Trapiantalo lo stesso, il
malato è sotto i ferri> ( da "Corriere della Sera"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: il malato è sotto i ferri" Le intercettazioni. Teste cita "un politico di An" MILANO - "Che si tratti di Casa di cura poco rileva. La finalità di cura è incidentale: tutto è improntato a mera finalità commerciale", allo "sciacallaggio chirurgico". è la spietata descrizione della clinica milanese dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano.
2 Cinque anni di carcere (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: BREVI 2 Cinque anni di carcere Sempre il premier ha annunciato pene severissime, senza distinzioni, per chiunque violi la riservatezza telefonica al di là di mafia e terrorismo: "Cinque anni di carcere a chi ordinerà queste intercettazioni, a chi le eseguirà e a chi le diffonderà. E una penalizzazione finanziaria importante per gli editori che le pubblicheranno".
Dalla Lega ok alla stretta, braccio di ferro sulla
corruzione ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: la maggioranza cerca di trovare un accordo su un testo più soft delle intercettazioni, che incontri anche il consenso dell'opposizione. La Lega fa muro sui reati contro la pubblica amministrazione e, nonostante la resistenza di Silvio Berlusconi, la spunta sulla possibilità di mantenerli tra quelli intercettabili.
E adesso la sinistra si scopre balbettante (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: REDAZIONALE I TENTENNAMENTI SULLE INTERCETTAZIONI E adesso la sinistra si scopre balbettante SEGUE DALLA PRIMA Nessuno scandalo, dunque, se l'opposizione non apprezza, non condivide e contesta: anche in tempi di dialogo, questo è, né più né meno, il suo mestiere, e non sarebbe male se lo esercitasse anche su qualche altro terreno.
MAGISTRATI E POLITICI (
da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: annuncio di un provvedimento per la regolamentazione delle intercettazioni. Pochi giorni fa c'erano state analoghe reazioni per l'annuncio di un disegno di legge sulla sicurezza, che prevedeva l'istituzione del reato di immigrazione clandestina e la costituzione di una superprocura. Atti definiti incostituzionali dai magistrati.
Il nodo infrastrutture (
da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettare il traffico da Torino e Genova a ovest e da Bologna a sud. Nel frattempo i territori limitrofi si muovono; penso alla Mortara- Broni che accorcia la distanza tra il traforo del Monte Bianco, la A4 e la A21". L'idea di Acerbi (che Parenti ritiene "la più razionale ") rischia però di scontrarsi con quella della Giunta provinciale guidata da Gianluigi Boiardi che vuole
Edilizia senza slancio, costruttori in allarme (
da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: nonostante tutto, lo scorso anno ha intercettato il 9,3% degli impieghi del Pil piemontese, ha raggiunto i 5,6 miliardi di euro di valore aggiunto e ha dato lavoro a 141mila addetti, ovvero il 7,6% degli occupati nell'intero Piemonte? "è necessario che i decisori pubblici compiano delle scelte –
In Finanziaria (
da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: aggregazione consente di intercettare una clientela più vasta che si avvicina allo studio, evitando la dispersione del cliente, nel caso il primo legale interpellato non fosse esperto nella materia richiesta. Associandosi si diventa competitivi più rapidamente e si completa la propria preparazione, gestendo la pratica, se necessario con un collega "
Sequestrate false griffe ambulante denunciata (
da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: I 500 pezzi sono stati intercettati in due fasi: prima è stato bloccato l'africano che, con regolare permesso di soggiorno, sabato mattina stava raggiungendo il mercato di Sanremo con alcuni borsoni carichi di merce, poi si è proceduto alla perquisizione domiciliare che ha svelato agli investigatori il resto del "deposito".
"Io, senza un polmone. Se vedessi quel medico gli urlerei: assassino" (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: E mi chiedo: è giusto proibire le intercettazioni, come leggo sui giornali in questi giorni? Se non ci fossero state le intercettazioni, questi signori sarebbero ancora tutti al loro posto, a farsi i comodi loro". Tossisce. Prende fiato. Tossisce di nuovo. "Ecco, da quando mi hanno operato alla Santa Rita è sempre così.
Napolitano: intercettazioni, è emergenza (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 138 del 2008-06-11 pagina 1 Napolitano: intercettazioni, è emergenza di Redazione "Serve una soluzione condivisa". Venerdì il testo in Consiglio dei ministri Presto e bene. Questa è la ricetta di Napolitano per sfuggire al "Grande Orecchio". Il problema è "urgente", quindi "prima lo si risolve meglio è".
Napolitano: "Intercettazioni, problema urgente" (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intercettazioni, problema urgente" di Redazione Il monito del presidente della Repubblica: "E una questione reale si raggiungano larghe intese". Poi sul decreto: "Importante la tutela della privacy e il ricorso alle intercettazioni". Ghedini: "Venerdì il nuovo testo in consiglio dei ministri" Venezia - "E una questione reale,
Venerdì il testo base Il Colle: intesa ampia (
da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: INTERCETTAZIONI Venerdì il testo base Il Colle: intesa ampia ROMA Niccolo Ghedini è sicuro: venerdì prossimo il "nuovo testo" sulle intercettazioni sarà sul tavolo del consiglio dei ministri. L'avvocato di Berlusconi, deputato forzista del Pdl, lo afferma a ragion veduta, dopo un vertice a Montecitorio tra il ministro della Giustizia,
ANTICIPAZIONI (
da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: INTERCETTAZIONI Venerdì il governo decide Il presidente
Napolitano: servono larghe intese | PAGINA 5 MALASANITÀ Cliniche private e
affari, ecco il modello lombardo | PAGINA 7 ORARIO DI LAVORO Nuova direttiva
Ue: le 48 ore settimanali arrivano fino a 65 | PAGINA
Alcune indagini sbagliate ci sono. Ma no alla legge (
da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: della repubblica dice che in effetti sulle intercettazioni bisogna intervenire con una legge... L'Anm ha indicato un problema di assetto normativo, sul sistema delle intercettazioni telefoniche. E indubbiamente necessario che il segreto non venga meno prima che sia stata fatta una analisi delle conversazioni ascoltate e che siano state scelte quelle rilevanti ai fini del processo.
La radio ( da "Manifesto, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: incontri ravvicinati e fantasie fra Oriente e Occidente radio3rai scienza Le intercettazioni telefoniche e il massiccio uso dei telefonini: questi i temi al centro della nuova puntata di Radio3 Scienza, il programma in onda alle 11.30. Fabio Pagan ne parla con Umberto Rapetto, docente di sicurezza delle reti alla Link Campus University di Malta.
Schifano. Realtà senza memoria (
da "Sole 24 Ore Online, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: di intercettare le disattenzioni della società per rendere poi più efficace la comunicazione. Negli anni novanta Schifano alterna alla mano e al pennello l'occhio della camera da presa. L'allestimento della mostra, curato da Federico Lardera, propone tutti i cicli tematici dell'artista fino al linguaggio multimediale,
Di Donato dal giudice "L'appalto era regolare" (
da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ordinanza del gip Roberto Fucigna sull'inchiesta Mensopoli
il "caso Savona" occupa, intercettazioni a parte, le pagine 14-
Palermo, vendeva figlia ai pedofili: condannata (
da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Risarcimento Attraverso le intercettazioni telefoniche è stato ricostruito il clima di violenza e di degrado in cui si è sviluppata la vicenda. Il gup ha anche condannato gli imputati a versare 10mila euro come risarcimento del danno, che sarà poi liquidato successivamente, in favore della minorenne, costituita parte civile attraverso un curatore speciale.
Ruba al centro commerciale Nei guai giovane di Candelo (
da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ma il suo atteggiamento sospetto era stato notato dal personale di sorveglianza, che aveva dato l'allarme ai carabinieri della stazione di Candelo. Giunti immediatamente sul posto, i militari hanno intercettato e bloccato il giovane ladro, Alessandro P., 19 anni, residente a Candelo, che aveva ancora addosso la refurtiva, recuperata e restituita al legittimo proprietario.
Ho firmato il decreto ma non ho scelto io capitolato e
commissione ( da "Stampa, La"
del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: LA DIFESA LE INTERCETTAZIONI "Ho firmato il decreto ma non ho scelto io capitolato e commissione" Il consulente Fedrazzoni "Indirà una nuova gara cambiando i parametri".
Il governo sta pensando di limitare le intercettazioni telefoniche,
giudicate troppo numerose e lesi (
da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Non potremmo continuare a intercettare e smettere di pubblicare? E siamo sicuri che, posto di fronte al dilemma, il cittadino normale preferisca disarmare la magistratura piuttosto che essere privato del gusto di conoscere dal vivo le miserie degli intercettati? O dobbiamo pensare che la pubblicazione delle intercettazioni sia indispensabile per "
Corruzione e pedopornografia nessuno deve ascoltare
Intercettazioni solo per i reati da 10 anni in su :
escluse quindi quelle su reati finanziari, truffe, furti in villa (
da "Unita, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno
indirizzate a Cara Unità, via France (
da "Unita, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Bergamini: io e le intercettazioni Non sono più la stessa
persona ( da "Corriere della Sera"
del 12-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Intercettazioni, oggi via al ddl carcere per chi pubblica i
verbali - francesco bei ( da "Repubblica, La"
del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Intercettazioni, nell'elenco c'è la corruzione (
da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Intercettazioni, via libera sulla corruzione (
da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
APRROVATO DDL INTERCETTAZIONI ("DAL
NOSTRO INVIATO IN GALERA") IL "TENERO" DI PIETRO: GOVERNO
STUPRATORE BIMBI CATASTROFE UE: IRLANDA BOCCIA TRATTATO? LA FILA DA FINI: COMMED (
da "Dagospia.com" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Pizzi 1 - INTERCETTAZIONI? "Jena" per "La Stampa" - Dal nostro inviato in galera. 2 - CONSIGLIO MINISTRI, APPROVATO DDL INTERCETTAZIONI? (Agi) - Il ddl intercettazioni e stato approvato all'unanimita. Lo rende noto il ministro della Giustizia Alfano.
Intercettazioni a raggio ridotto (
da "Sole 24 Ore, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: indicazione degli estremi del decreto che ha disposto l'intercettazione, la descrizione delle modalità di registrazione,l'annotazione del giorno e dell'ora di inizio e di cessazione dell'intercettazione, nel medesimo verbale sono altresì annotati cronologicamente, per ogni comunicazione intercettata, i riferimenti temporali della comunicazione e quelli relativi all'ascolto,
Intercettazioni, via al ddl Stretta su pm e giornali: sulle
indagini notizie vietate ( da "Corriere della Sera"
del 14-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Pd nel solco della tradizione (
da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: divenire il punto di riferimento dei vasti ceti sociali e la forma per intercettare un elettorato mai rappresentato dal centrodestra. La condizione perchè ciò accada è che davvero il processo politico che abbiamo davanti nei prossimi mesi non riguardi i gruppi dirigenti, non sia chiuso nelle stanze del ceto politico ma coinvolga attivamente energie e disponibilità presenti in città".
Coca al Sestriere Presa la banda
degli spacciatori ( da "Stampa, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: GIAIMO Arrivava dalla Toscana Il giro scoperto grazie alle intercettazioni Tanti clienti a Pinerolo ma soprattutto nelle Valli Olimpiche Noto commerciante rimasto coinvolto per la dipendenza PINEROLO Si sa che la cultura del sospetto è il primo requisito di un bravo investigatore, così i carabinieri del nucleo operativo di Pinerolo - che indagavano su un vasto traffico di droga -
Soldati in città, è scontro (
da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: è scontro Sulle intercettazioni l'ira dei giudici. Il Pdl: ora meno benefici ai detenuti ROMA - Magistrati in rivolta a causa del disegno di legge sulle intercettazioni. L'attacco più duro viene dalla procura di Milano che, per bocca di Bruti Liberati, accusa: "Quella legge è peggio della Cirielli".
"così si aiutano i furbetti". berlusconi: non è
vero ( da "Repubblica, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ma con il provvedimento sulle intercettazioni i "furbetti del quartierino" non sarebbero mai stati scoperti". "No, non è vero". Silvio Berlusconi risponde così all'obiezione di un cittadino che lo ha avvicinato al termine del secondo matrimonio a cui il premier ha partecipato ieri (dopo quello tra Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci),
Soldati nelle città, è polemica la russa: sarà solo per un
anno - liana milella ( da "Repubblica, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Soldati nelle città, è polemica La Russa: sarà solo per un anno Intercettazioni, dubbi di Mancino. Cacciari, delibera anti-abusivi Veltroni critica l'uso dei militari "Scelta sbagliata che mortifica le forze dell'ordine" LIANA MILELLA ROMA - Esercito e intercettazioni, opposizione e toghe contro il governo.
"quei nastri servono alle inchieste la nuova legge è
controproducente" - emilio randacio (
da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: delle intercettazioni effettuate in Italia. Sono entrati in circolo in modo ufficioso dei dati che definire assolutamente imprecisi è eufemistico. Ritiene che l'attuale sistema delle intercettazioni non debba essere modificato? "Sono convinto che la linea sia quella della Anm: disciplina rigorosa per la non circolazione di dati sulla vita privata delle persone senza rilevanza penale.
La parrucca del re sole - (segue dalla prima pagina) (
da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Anzitutto un elenco dei reati perseguibili con intercettazioni. Solo quelli, non altri. E già stato scritto che lo scandalo di Calciopoli non sarebbe mai venuto a galla senza le intercettazioni. Così pure le scalate bancarie dei "furbetti". Ma moltissimi altri. Per chiudere sul peggiore di tutti: la clinica milanese di Santa Rita, giustamente ribattezzata la clinica degli orrori.
Le microspie incastrano l'assassino del borgo (
da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: assassino del Borgo Le intercettazioni hanno infranto il
muro di omertà che al Borgo Vecchio proteggeva l'assassino di Giovanni De Luca,
il ventenne ucciso il 2 ottobre
Chi vuole bloccare la lotta alla mafia - nino alongi (
da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazione. Chiederci, poi, sul danno che direttamente o indirettamente un provvedimento del genere, che limita di fatto le intercettazione ad alcuni reati, può produrre in generale nei riguardi della lotta alla mafia. è appena il caso di ricordare che spesso solo alla fine di lungo e complesso lavoro si scoprono le connessioni esistenti dei reati oggetto di indagini con la
Otto ore di paura per un 15enne - giuliano foschini (
da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: In una di esse, ad Altamura, hanno intercettato il biglietto di autobus che Leo aveva fatto per Milano. Si partiva da Gravina. Dopo mezzora è stato ritrovato sul pullman di linea tra Altamura e Gravina. Si era pettinato tutti i capelli ricci, nella speranza che non lo riconoscessero.
Meno male che c'è Blob (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: è Blob Maria Novella Oppo GRAZIE, Blob, che ci hai permesso di riascoltare la famosa intercettazione del colloquio tra Berlusconi e Saccà, durante il quale padrone e sottoposto scambiavano veline con senatori della Repubblica. Quella registrazione sarà cancellata, forse è già stata cancellata, anzi chiaramente non è mai esistita.
Siamo un Paese in libertà vigilata
Indagini impedite e notizie vietate con la minaccia del carcere. Badanti
irregolari nei Cpt L'esercito nelle città con compiti di polizia come in (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: attraverso la legge sulle intercettazioni. Infine l'annuncio dell'impiego dell'esercito con compiti di polizia nelle città, anche se ieri il ministro La Russa ha tentato di minimizzare spiegando che la misura durerà un anno. Senza contare la campagna che il ministro Sacconi sta preparando contro il diritto di sciopero.
È una parodia, a quando la marina e l'aviazione? (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: esercito ma con investigazioni e intercettazioni". Le ultime in buona parte ce le siamo giocate... "Marcare i negozi anziché intercettare i rapinatori è un'idea che dimostra insipienza e mancanza di strategia". Come valuta il giro di vite sull'immigrazione clandestina? "Il Nord, come tutte le società in declino, ha timore di mischiarsi.
Il disegno di legge sulle intercettazioni prevede che la
magistratura non possa disporne per reati c (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del Il disegno di legge sulle intercettazioni prevede che la magistratura non possa disporne per reati che non contemplino almeno 10 anni di carcere. I giornalisti che le pubblichino prima dell'udienza del gip rischiano 3 anni di carcere. Nessuno deve sapere.
Esercito in città, no di Veltroni e sindacati Il Pd: Basta
annunci, così immagine catastrofica del Paese . Bossi:
fermeremo gli immigrati dal mare ( da "Unita, L'"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: per il disegno di legge sulle intercettazioni che, mentre mette la museruola alla stampa, depotenzia le investigazioni su tutti i reati che non siano condannati almeno con dieci anni di carcere. Una misura che, annotava giorni fa Ermete Realacci, non permetterebbe più agli inquirenti (tra le altre cose) di mettere sotto controllo i telefoni di chi si macchia di reati ambientali.
Sul filo tra censura e controllo delle notizie (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: il testo sulle intercettazioni presentato in Parlamento "viaggia tra quella linea sottile di demarcazione tra censura e controllo dell'informazione ed esclude dalle intercettazioni diversi reati gravi di criminalità comune, dunque, è inaccettabile". Quali sono i reati per i quali non sarà più possibile utilizzare le intercettazioni?
Al macero i nastri con le telefonate sul caso Rai-Set (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Sono le intercettazioni con i politici dell'inchiesta sul fallimento della sociotà del sondaggista Crespi, che portò alla luce la vicenda "Rai-Set": in quei nastri i colloqui di Berlusconi e di altri parlamentari con i dirigenti Rai, tra cui le telefonate con Deborah Bergamini, all'epoca responsabile proprogrammazione Rai,
Il lodo salva-preti (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: a essere trattata coi guanti nell'oramai famigerato disegno di legge sulle intercettazioni sia la loro. Semplicemente, a estensione delle norme concordatarie, ecco una manciata di articoli secondo cui, quando scatta un avviso di garanzia nei confronti di un ministro di culto della Chiesa italiana, va immediatamente informato il suo vescovo.
Si moltiplicano le iniziative sul ddl che prevede tre anni
di carcere per chi pubblica intercettazioni: Articolo21 pensa ad un ricorso
alla Corte europea ( da "Unita, L'"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del Si moltiplicano le iniziative sul ddl che prevede tre anni di carcere per chi pubblica intercettazioni: Articolo21 pensa ad un ricorso alla Corte europea.
Contro la legge bavaglio giornalisti pronti allo sciopero (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: legge che prevede il carcere fino a tre anni per i cronisti che pubblicano le intercettazioni si sta allargando. E non è una difesa di categoria: in discussione c'è la libertà d'informazione, colpita al cuore non a caso proprio mentre la luna di miele tra il governo di Re Silvio e l'opinione pubblica è al suo apice. Lo scenario lo sintetizza bene il Procuratore generale di Torino,
Di Pietro: Non escludiamo il referendum (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: opposizione dura contro il ddl sulle intercettazioni e non escludiamo il referendum con la mobilitazione degli italiani". Lo ha detto Antonio Di Pietro, presidente di Italia dei Valori. "L'Idv - ha aggiunto Di Pietro - vuol far sapere agli italiani che questo disegno di legge sulle intercettazioni è un'altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo.
Basta con i sospetti anti-veltroniani, piuttosto facciamo
davvero il Pd ( da "Unita, L'"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: al di là di quanto detto da Berlusocni nel suo discorso di insediamento, ha già compiuto scelte gravi, dall'immigrazione alle intercettazioni, dalla sicurezza sul lavoro alla sanità pubblica minacciata da nuovi tagli. Se la nostra gente non percepisce una chiara alternativa, delle risposte più forti di quelle venute finora, rischia di precipitare nella rassegnazione".
E allora arrestateci tutti (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo.
E al Billionaire Wedding per una volta Silvio fa la
comparsa ( da "Unita, L'"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: presentazione del disegno di legge sulle intercettazioni, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia. Berlusconi ha partecipato anche al successivo "spuntino" all'hotel Columbus, a due passi dal Vaticano, mentre la mondanità serale, catering curato dal genero di Gianni Letta, l'ha dovuta saltare perchè è volato a San Pietro in Cerro, nella campagna piacentina per assistere ad un altro sì,
Damiano: in campo contro la deregulation del lavoro (
da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: contro gli immigrati clandestini o la pubblicazione delle intercettazioni mentre quando si tratta di morti sul lavoro preferisce la linea morbida". Quindi? "Quindi penso sia giunto il momento, per l'opposizione, di passare al contrattacco. Nei prossimi giorni vengono a scadenza problemi importanti. Il decreto sull'emergenza rifiuti, in sè positivo, contiene due midure pericolose:
Intercettazioni, allarme Csm <Ora servono più
magistrati> ( da "Corriere della Sera"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Cercheremo di modificare il ddl in molte parti: la limitazione dei reati "intercettabili", il divieto di usare le intercettazioni per altri reati, il limite dei tre mesi per intercettare". Ma se l'opposizione non darà frutti? "Si può anche utilizzare il referendum, per alcune parti della legge. Vediamo che testo uscirà dalle Camere.
<Sono comode, più facili di ore di pedinamenti> (
da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ho fatto tante volte "Sono comode, più facili di ore di pedinamenti" MILANO - Troppe intercettazioni in Italia? Sì, perché c'è troppa criminalità e perché, a causa delle scarse risorse a disposizione delle forze dell'ordine, talvolta conviene più intercettare i telefoni o mettere una cimice che pedinare un sospetto per ore ed ore.
Aumentare i <filtri> per tutelare la privacy (
da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni sono previste da una esplicita direttiva del consiglio dell'Ue (tali i reati di insider trading e di manipolazione del mercato). La realtà è che, se esiste davvero un fenomeno di eccesso quantitativo nel ricorso alle intercettazioni telefoniche, esso va affrontato non già riducendo l'area dei reati per i quali è consentito questo fondamentale strumento investigativo,
IMPUNITI DELLA PRIVACY (
da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sembravano quasi sempre persone che tentavano più che altro di sfuggire a "intercettazioni" personali: in casa, sul luogo di lavoro, o - perché no - in canonica e in convento (fra gli assidui non mancavano i religiosi). Perché molti più di quanto si pensi hanno una privacy da difendere e non piace a nessuno finire sul giornale, o anche solo apostrofati dai vicini di esistenza,
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Alcuni
di voi mi hanno chiesto di aprire un nuovo thread dedicato alla discussione
sugli statuti del Cammino neocatecumenale, che sono stati approvati da
Benedetto XVI e saranno consegnati nella tarda mattina di venerdì prossimo ai
responsabili del Cammino. Il motivo della richiesta è l'alto numero di commenti
che rende difficile l'accesso alle pagine con le discussioni precedenti. Una
richiesta simile mi era stata rivolta nei giorni scorsi da Klaus, il quale ha
poi lasciato il blog a causa della mia scelta di aprire il nuovo spazio di
discussione in calce al post dedicato al romanzo thriller di Thornborn. La mia
scelta era stata dettata dall'impegno che avevo preso di non intervenire più
sulla vicenda fino al 13 giugno. Pur non essendo d'accordo con il tono e con i
contenuti di molti commenti (in queste due settimane mi sono beccato rimproveri
da destra e da manca, sono stato fatto passare come un portavoce del Cammino
solo perché non non lo ritengo "eretico", è stato ipotizzato che la
mia posizione sia dovuta alla paura di reazione dei neocatecumenali stessi,
sono stato pure offeso pesantemente), mi rendo conto ora che Klaus aveva
ragione a chiedere uno spazio apposito, perché se è vero che gli argomenti sul
mio blog li decido io, è altrettanto vero che la discussione si alimenta grazie
al contributo di tutti e dunque - visto l'interessa suscitato dall'argomento -
è giusto che possa continuare. Scritto in Varie Commenti ( 64 ) " (6
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08
Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei E' stata
annunciata a mezzogiorno di oggi la nomina del cardinale Ennio Antonelli alla
guida del Pontificio consiglio per la famiglia. L'arcivescovo lascia Firenze
per succedere allo scomparso cardinale Alfonso Lopez Truijllo. La diocesi del
capoluogo toscano vive un momento di empasse, dopo le tristi ben note vicende
dello scandalo di abusi che ha coinvolto don Cantini e ha finito per lambire
pure l'attuale vescovo ausiliare Claudio Maniago (criticato per aver
minimizzato l'accaduto) che alla comunità di Cantini era legato. Non è stato
reso noto il nome di chi prenderà il posto di Antonelli. Il pole position c'è
il Segretario della Cei Giuseppe Betori. Come numero due della Conferenza
episcopale, dopo la partenza di Betori, continua a consolidarsi la candidatura
del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla. Più
defilate altre due candidature, quella del vescovo di Albano Marcello Semeraro,
e quella del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, già direttore dell'ufficio
comunicazioni sociali della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 188 ) " (15
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jun 08
La decisione di Gianni e i nostri giudizi Cari amici, dopo aver letto il
commento postato da Gianni B. in uno dei precedenti thread, non ho potuto fare
a meno di segnalarvelo, perché mi ha commosso e mi ha fatto pensare.
"Questi giorni sono stati per me terrificanti a dir poco, purtroppo. In
questo preciso momento, 6 giugno ore 13.00, avrei dovuto essere in Repubblica
Ceca presso una clinica privata per iniziare l'iter dell'inseminazione
eterologa. Avevo già preso l'appuntamento, prenotato l'albergo, fatto il pieno
e stampato l'itinerario, tanto per dire. Io e la mia dolce metà abbiamo
ovviamente trascorso queste ultime notti completamente insonni, chiedendoci se
la nostra decisione sarebbe stata giusta o no, mentre si avvicinava il momento
della partenza. Mi sono domandato mille volte: come è possibile mettere al
mondo un bambino sapendo che il patrimonio genetico non è della persona che ami
ma di un'altra donna che neppure conosci? Dentro di me ero assolutamente
orripilato da questa ipotesi, però mia moglie desiderava questo figlio sopra
ogni altra cosa, poverina, e non me la sono sentita di dire un no irrevocabile.
Per fortuna, sono riuscito a farla ragionare, passo dopo passo, con grande
pazienza e amore, e alla fine mi ha dato ragione per cui ieri non siamo partiti
e abbiamo annullato tutto. Oggi lei è molto più sollevata, anzi quasi rinata
devo dire, e pure io. Mentre parlavo con lei ogni tanto mi venivano in mente le
nostre discussioni qui dentro al blog, che mi hanno fatto riflettere. Che
pensate - mi rivolgo a tutti voi, se avete voglia di rispondermi - di questa
nostra decisione? Io sono strafelicissimo in questo momento, sto già pensando
all'affido, ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia".
Condivido anch'io la felicità di Gianni e di sua moglie. Mi colpisce il fatto
che i commenti dei lettori del blog abbiano potuto, nel loro piccolo,
contribuire a far prendere una decisione così importante. Mi sono permesso di
presentare questo messaggio (all'insaputa di Gianni), perché credo possa
insegnare qualcosa a tutti. A me ha insegnato che dietro le questioni di
principio, i temi che ci fanno accapigliare, che ci fanno discutere aspramente,
ci sono sempre le storie concrete delle persone. C'è la vita. Se lo tenessimo
sempre presente - quando parliamo di bioetica ma anche delle vicende interne
alla Chiesa - forse i nostri giudizi, senza venir meno nella chiarezza,
sarebbero accompagnati da più carità e misericordia. Scritto in Varie Commenti
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Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 05Jun 08 Thornborn, un Dan Brown cattolico? Ho appena finito di leggere
il romanzo "L'ultima rivelazione" di Joseph Thornborn (edizioni
Piemme): un thriller ambientato in Vaticano, che ha come tema di fondo la
storicità dei Vangeli. L'ho trovato molto ben documentato. Avevo già letto
dello stesso autore un precedente romanzo, "Il quarto segreto",
dedicato alla profezia di Fatima. Mi permetto di segnalarveli perché mi
sembrano un esempio di come si possano scrivere gialli di fantapolitica
vaticana, conditi con misteri e profezie, conservando la prospettiva cattolica.
PS. In realtà ho scritto questo post soprattutto per venire incontro alle
richieste di chi mi chiedeva un nuovo spazio per continuare l'accesissima
discussione dedicata ai neocatecumenali. Avevo scritto che non sarei più
intervenuto fino alla notizia dell'approvazione e vorrei mantenere l'impegno,
limitandomi a ribadire che gli statuti sono stati approvati definitivamente da
Benedetto XVI, dopo un lungo e attento esame, e che la consegna ufficiale ai
responsabili del Cammino avverrà venerdì 13 giugno. A quanti - nuovi arrivati -
mi hanno accusato di essere troppo accondiscendente con coloro che rivolgono
critiche feroci contro i neocatecumenali, non posso che dire di rileggersi con
attenzione ciò che ho scritto nei post precedenti e in qualche risposta ai
tantissimi commenti. Spero di non offendere nessuno se mi limito ad osservare:
Roma locuta, causa finita. Resta valido l'impegno a domandare scusa in
ginocchio se sarò smentito e cioè se Roma si esprimerà. ad experimentum!
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Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 E Pacelli intervenne contro
la legge antisemita Sul Giornale di oggi pubblico una pagina dedicata ad alcuni
documenti che ho scoperto durante il mio recente soggiorno in Francia,
consultando le carte dell'Archivio del cardinale Tisserant, custodite in un
paesino dei Pirenei dall'Associazione Amici del cardinale Tisserant. Si tratta
dell'intervento che l'allora cardinale Eugenio Pacelli, nella primavera del
1938, fece (su input di Tisserant) per impedire che in Polonia venisse
approvata una legge che proibiva la macellazione per giugulamento tipica del
rituale ebraico. Il cardinale Segretario di Stato, che definì quella norma
"una vera persecuzione", scrisse immediatamente al nunzio apostolico
a Varsavia per essere informato. Il nunzio inviò a Roma un dettagliato
rapporto, spiegando che non erano necessari interventi di alcun genere perché
la legge si era arenata in Senato e sarebbe stata lasciata cadere. Ancora una
volta dai documenti emerge inequivocabilmente l'infondatezza della
"leggenda nera" che vorrebbe dipingere Pio XII come antisemita. A
proposito di questo Papa, sono lieto di segnalarvi che nel sito online del
Giornale si è inaugurata una nuova sessione, curata dalla grafologa Evi Crotti
(con la quale ho collaborato per realizzare un volumetto sulla grafia dei
Papi), che oltre a interloquire con i lettori-navigatori, interpretando i
disegni dei bambini, offre alcune analisi grafologiche su personaggi famosi: si
inizia con Padre Pio e con Pio XII, due giganti della Chiesa del secolo scorso.
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Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jun 08 Il Papa non incontrerà
Ahmadinejad Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, a Roma dal 3 giugno per
partecipare al summit della Fao, non vedrà a tu per tu Benedetto XVI, come
aveva chiesto nei giorni scorsi, come scrivo sul Giornale di oggi. E non ci
sarà neppure l'udienza collettiva ai capi di Stato presenti al vertice, come
ipotizzato fin dall'inizio dalla Santa Sede di fronte alle molte richieste di
udienza (a quanto pare otto) presentate dai vari leader. Vista l'impossibilità
"tecnica" per il Pontefice di ricevere singolarmente tutte queste
persone nel giro di 24-48 ore, e vista l'impossibilità di realizzare anche
l'udienza collettiva, in quanto i capi di Stato e di governo giungeranno a Roma
in tempi diversi, il Vaticano nelle ultime ore ha informato ciascuno dei
richiedenti che non sarà possibile soddisfare le loro richieste. La presenza di
Ahmadinejad Oltretevere, a tu per tu con Ratzinger, secondo alcuni avrebbe
potuto creare qualche imbarazzo viste le sue reiterate dichiarazioni nelle
quali ha chiesto la cancellazione di Israele dalla carta geografica. Al tempo
stesso, però, l'udienza sarebbe stata concessa se Ahmadinejad si fosse trovato
di passaggio a Roma non in coincidenza con la presenza di così tanti
"colleghi" che desideravano un'udienza. La Santa Sede, infatti,
dialoga con tutti e incontra tutti. Nel dicembre di due anni fa, infatti,
Benedetto XVI ricevette il ministro degli Esteri di Teheran che gli portava un
messaggio dello stesso Ahmadinejad. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) "
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08 La gioia del Papa per il nuovo clima politico Ieri mattina ero nell'aula del
Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di
fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese,
richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la
scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima
politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo
sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è
un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova
come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di
credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati
concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma,
non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 258 ) " (15
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May
( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Milano,
l'ex primario si difende: ho pensato solo al bene dei pazienti. Venti i decessi
sospetti Il prontuario degli orrori "Tendine sbagliato? Opera lo stesso".
"Oggi ho pescato un polmone" "Hai sbagliato tendine? Opera lo
stesso". "Oggi vado a pesca di polmoni". Dalle
intercettazioni che hanno portato all'arresto dei 13 medici della Santa Rita di
Milano viene fuori una sorta di prontuario degli interventi fasulli. L'ex
primario Pier Paolo Brega Massone si difende: "Ho sempre pensato al bene
dei pazienti". Venti le morti sospette. ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La
settimana della L'OROSCOPO DI TEA Bilancia Con eleganza e determinazione sarete
in grado di cogliere successi fondamentali per il futuro: affinerete anche una
speciale capacità diplomatica. Siete in fase di conquista, nessuno è in grado
di fermarvi: le realizzazioni arrivano numerose su tutti i fronti e senza
fatica, cercate comunque di incanalare al meglio l'energia vitale.Anziché
irritarvi l'aggressivo Marte vi rende ancora più dinamici e frizzanti: Venere e
Mercurio, complice la Luna, intercettano l'energia negativa
e la trasformano in costruttiva vitalità. Giorno fortunato il 12. Sfavorevole
l'8. Giorno fortunato l'8. Sfavorevole il 12. Amici importanti vi sostengono
donandovi una marcia in più per raggiungere obiettivi ambiziosi: irraggiate un
fascino vincente ma sapete anche reggere una serie di impegni molto gravosi.
Giorno fortunato il 12. Sfavorevole il 6. Siete particolarmente insofferenti
alle lentezze di chi vi circonda: avete ben chiaro in mente ciò che volete e
non tollerate intoppi, cercate di essere pazienti e ascoltate il saggio
Saturno!Giorno fortunato il 6. Sfavorevole il 12. I successi vi spingono a fare
progetti ambiziosi per il futuro: Nettuno nel settore secondo mette in guardia
da eccessi ottimistici, la prudenza vi appartiene, ma siate comunque
riflessivi! Giorno fortunato il 10. Sfavorevole il 6. Cambiamenti importanti vi
gratificano stimolando una eccezionale creatività: le idee scorrono veloci e
vincenti, anche nel settore economico dovrebbero svilupparsi buone
opportunità.Giorno fortunato il 12. Sfavorevole il 10. Incontri e relazioni
sociali sono al centro dei vostri interessi: viaggiate verso vasti orizzonti
brillando per ottimismo e volontà di riuscita, cercate però di non esagerare
con la sicurezza.Giorno fortunato il 8. Sfavorevole nessuno. Un evento
imprevisto può rivelarsi destabilizzante obbligandovi a cambiare programma:
Urano disarmonico alla Luna vi tocca da vicino eccitando la vostra sensibilità,
governate l'impulso! Giorno fortunato il 6. Sfavorevole il
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia",
così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è
l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo
ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove
stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo
ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo
Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di
vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato
"Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo
al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella
vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis
apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata
mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue
lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni
su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto
in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il
discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier),
l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla
telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che
qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche
il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo
istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera
Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza
Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il
"sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si
rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non
sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani
qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto
Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il
partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla
carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i
bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che
la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una
prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non
abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non
intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica".
Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha
una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter,
e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi
quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale
"non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre
sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il
33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord?
"Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel
territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto
colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono
antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto
significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge
"l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a
D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in
cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni
regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso
anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno
di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per
ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono
certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro
la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e
terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire
un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado,
meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi?
Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto
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questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare?
Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre
più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello
del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti.
Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e
Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci
sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno
detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e
come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime
discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia
avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni,
persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli
italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica
per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni
con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra
italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal
presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve
un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il
pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di
KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy
violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al
bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me
l'aspettavo" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian
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Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto
Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Pd sfoglia
la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani
si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche.
Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli
fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non
minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità
da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo
in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in
mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il
"premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci,
Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti
migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione
rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a
Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e
l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier
ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative
e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi),
tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed
entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato
lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie
finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono
buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente
Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo
è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con
D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire:
non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al
D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere"
alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è
più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla
direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce
il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare
la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero
il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta
per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non
c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi.
Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino
ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra?
Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi
diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in
crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza
era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco
(finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia).
E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un
suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto
che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran
Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo
punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun
altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no".
Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante
nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle
persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo
non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo
D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di
forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in
mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo
sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti
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05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la
prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra.
"La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una
riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi
e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd
"deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono
alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale
"non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre
sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il
33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord?
"Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel
territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto
colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono
antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto
significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge
"l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a
D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in
cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni
regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso
anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno
di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per
ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono
certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro
la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e
terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno
che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma
ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la
strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e
senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del
Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato
via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli
stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e
atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei
partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si
sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano
infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la
guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente,
potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente
parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne
azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di
centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di
farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo
voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti (
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24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo
scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del
candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco
Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom,
traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi
caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi
per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi,
che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la
mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non
avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo
serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia
importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria
antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie
orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con
sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra
italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal
presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve
un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il
pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di
KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy
violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al
bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me
l'aspettavo" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian
Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti
Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi
Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto
Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.",
la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni
è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre
di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
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un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto
periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo
caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di
sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi
chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma
stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema
dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario
Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato
di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il
tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare.
L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di
parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a
dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi
sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e
della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si
costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un
varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e
queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo".
Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente)
che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma
quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire
quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene,
per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito
comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo
sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come
diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario
che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente
designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio
quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare
agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per
interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a
nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare
l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una
volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe,
gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in
Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è
mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la
sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in
prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo
di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni
(Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in
esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo).
Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita
a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e
l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier
ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative
e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi),
tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed
entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato
lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie
finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono
buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente
Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo
è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con
D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire:
non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al
D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere"
alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è
più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla
direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce
il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare".
Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero
molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania.
E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi,
carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema
paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e
problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le
carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del
premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento
giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo
e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che
non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per
recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo
riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco,
che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che
stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 )
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
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sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione
col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa
fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11
firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A
proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero
Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il
resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto
è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime
elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della
sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo
dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve
un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il
pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di
KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy
violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al
bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me
l'aspettavo" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian
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( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro
Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.",
la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni
è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre
di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia
fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener
fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande
è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e
"ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della
margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza
per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare
(a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le
mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti (
4 ) " (4 votes, average: 2.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di
sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla
Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo
quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei
manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra,
della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire
(rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire
colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza
travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare.
E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di
tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo
schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera
ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha
fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare
messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto
culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il
messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su
una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le
contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone
vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni
invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le
istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale?
quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di
tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per
evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito
comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo
sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come
diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario
che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente
designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio
quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare
agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per
interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a
nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare
l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una
volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe,
gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in
Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è
mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la
sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in
prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo
di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla
"tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal
dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla
Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con
l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono
i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel
Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il
presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma
parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le
parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse
Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla
Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno.
Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla
fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti
(D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto"
(Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito
democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per
ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che
sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata
presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima
compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12
(9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto
Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio.
Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare
al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da
escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In
fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato
in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità"
fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni
Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di
Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE
PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma
che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di
Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto
solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E
ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna
elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed
è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato
frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione
irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati
a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve
voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco
dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08
Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi
legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E
voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per
un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento.
In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria
quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A
proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983.
Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il
collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo
aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a
mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai
il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito,
sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 )
" (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38)
Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in
Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero
Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il
resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto
è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime
elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della
sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo
dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
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un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il
pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di
KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy
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( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Pd sfoglia
la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75
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dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani
si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche.
Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli
fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non
minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità
da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo
in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in
mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes, average: 2.9
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il
"premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci,
Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti
migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione
rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a
Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e
l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier
ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative
e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi),
tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed
entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato
lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie
finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono
buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente
Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo
è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con
D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire:
non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al
D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere"
alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è
più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla
direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce
il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare
la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero
il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta
per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non
c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi.
Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino
ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra?
Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi
diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in
crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza
era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco
(finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia).
E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un
suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto
che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran
Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo
punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun
altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no".
Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante
nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle
persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo
non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo
D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di
forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in
mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo
sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti
( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la
prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra.
"La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una
riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi
e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd
"deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono
alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale
"non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre
sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il
33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord?
"Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel
territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto
colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono
antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto
significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge
"l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a
D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in
cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni
regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso
anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno
di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per
ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono
certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro
la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e
terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno
che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma
ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la
strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e
senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del
Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato
via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli
stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e
atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei
partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si
sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano
infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la
guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente,
potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente
parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne
azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di
centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di
farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo
voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti (
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24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo
scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del
candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco
Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom,
traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi
caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi
per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi,
che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la
mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni Franco R: Non
avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in Italia avremmo avuto un governo
serio e compatto e... silvio: Il povero Veltroni, persona di indubbia
importanza sia per la sua sinistra che per il resto degli italiani... maria
antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto è musica per le mie
orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime elezioni con
sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della sinistra
italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo dal
presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve
un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il
pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di
KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy
violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al
bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me
l'aspettavo" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian
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Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro
che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di
Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (110 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera
(leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con
l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono
i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel
Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il
presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma
parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le
parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse
Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (51 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza
partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un
fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa
"premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine
dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema
e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani)
ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha
varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le
analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla
carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al
presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine
occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a
dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in
due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo.
Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante
che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il
centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare
avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi
quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al
sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi,
Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi
di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto
soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più
veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato
l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che
hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto
più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo
ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi
diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in
crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza
era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco
(finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente
radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader".
Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non
sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché,
tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così
emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (120 votes, average: 1.38 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes, average: 1.48 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna
elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed
è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato
frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
( 92 ) " (91 votes, average: 1.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del
"Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it,
un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38)
Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in
Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero
Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il
resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto
è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime
elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della
sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo
dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve
un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il
pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di
KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy
violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al
bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me
l'aspettavo" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian
Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti
Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione
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Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 4 ) " (4 votes, average: 2.75
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Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti
dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle
accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita
da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema
dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario
Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato
di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il
tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare.
L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di
parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a
dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi
sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e
della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si
costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un
varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e
queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal
tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice
(giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della
violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso
voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe
stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader
del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La
Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema
dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando:
"E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di
autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le
sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli
italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova
strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova
tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più
forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (110 votes, average: 1.11 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino",
quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso
Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote
proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra"
(leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29 votes, average:
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del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato
il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione.
A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro
Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it,
un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38)
Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in
Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero
Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il
resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto
è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime
elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della
sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo
dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve
un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il
pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di
KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica
Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei
malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me l'aspettavo"
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( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.",
la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni
è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre
di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
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un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto
periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo
caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di
sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi
chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma
stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema
dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario
Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato
di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il
tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare.
L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di
parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a
dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi
sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e
della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si
costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un
varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e
queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal
tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice
(giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della
violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso
voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe
stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader
del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La
Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema
dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando:
"E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di
autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le
sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani
vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare
questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare
nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace
di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si
diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non
pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto.
Scritto in Varie Commenti ( 74 ) " (38 votes, average: 3.42 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano
la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E'
facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi
l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio
condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una
sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o
alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato
appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura
di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile).
Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa
parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno
i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o
meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa
editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la
realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable".
Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si
propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia
nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il
Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti
( 100 ) " (51 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi
Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà
il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la
sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il
"partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (29
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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per
i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è
niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano,
con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave
delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che
affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40
anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il
filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è
cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà
contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla
Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono
Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni
per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente
Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 67 ) " (48 votes, average: 2.06 out of 5) Loading ... Il Blog
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"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è
apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in
Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima
sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di
partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché
la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (129 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 19 ) " (130 votes, average: 1.17 out of 5) Loading ... Il
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un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38)
Ultime discussioni Franco R: Non avevo dubbi: chi ha creduto che finalmente in
Italia avremmo avuto un governo serio e compatto e... silvio: Il povero
Veltroni, persona di indubbia importanza sia per la sua sinistra che per il
resto degli italiani... maria antonietta guidazzi funaro: ciò che avete scritto
è musica per le mie orecchie.mi basta che continuino... matteo: Dopo le ultime
elezioni con sconforto, ma anche con ammirevole realismo, i vertici della
sinistra italiana... Alberto Taliani: Caro Ocram, grazie per il fesso: partendo
dal presupposto che i moderati non sparano, non tirano... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails Ultime News Napolitano: "Serve
un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il
pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di
KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy
violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al
bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me
l'aspettavo" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian
Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti
Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi
Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto
Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Più sicurezza? Punire magistrati e giornalisti Maria
Novella Oppo IL GOVERNO sta affrontando uno ad uno i vari temi legati alla
emergenza criminalità, messi a fuoco (e a frutto) nella campagna elettorale.
Perciò, non ha cominciato dalle mafie, ma dai rom, proseguendo con gli
immigrati, per arrivare alle prostitute, da sempre carne da macello sociale.
Senza dimenticare gli statali, che, essendo la categoria che meno vota per
Berlusconi, giustamente viene perseguita dal "socialista" Brunetta.
Ora però tocca punire i peggiori di tutti: i magistrati, già definiti
antropologicamente alieni. In subordine, ci passano anche i giornalisti, attraverso il bavaglio sulle intercettazioni. Quindi, noi
osservatori televisivi dovremmo stare tranquilli: la nostra materia è sotto gli
occhi di tutti. Invece no: anche su di noi piovono querele, perché c'è chi (non
facciamo nomi) ogni giorno va in tv a dire cretinate, ma non tollera che lo si
dica. Il massimo però fu raggiunto da Berlusconi, quando bloccò un Blob
fatto solo di sue dichiarazioni. Guarda caso, messe tutte di fila, suonavano
false pure a lui. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione del Le intercettazioni, il ruolo di
Pipitone Tanto che anche il suo consulente ammette: "Pratiche da far
rizzare i capelli... ".
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione del Intercettazioni,
imbroglio di governo Dicono che mezza Italia è spiata: falso, gli intercettati
sono una piccola parte di indagati Dicono che i costi sono insostenibili:
falso, le spese calano e incidono in misura minima Il centrodestra vuole la
legge a ogni costo. Napolitano chiede sul tema larghe intese Non è vero, come dicono
Berlusconi e i suoi ministri, che per le intercettazioni si spende il 33% del
bilancio della Giustizia, ma meno di un decimo. Non è vero che milioni di
italiani sono intercettati. Ma solo lo 0,2%. Non è vero che le spese sono
aumentate, ma sono scese di oltre 40 milioni. E allora perché le vogliono
vietare? "Per fermare le inchieste" dice il magistrato Tinti.
Napolitano chiede larghe intesa.Solani e Vasile a pagina 2.
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del NELL'OSPEDALE E al Santa Rita scatta la difesa a
oltranza "Non siamo la clinica di Mengele" di Luigina Venturelli/
Milano "Non siamo la clinica di Mengele. Se qualcuno ha sbagliato pagherà,
ma non si può gettare fango su tutte le persone che lavorano qui". Il
giorno dopo la bufera giudiziaria, all'ospedale Santa Rita scatta la difesa ad
oltranza. Medici, infermieri, ausiliari e pazienti si sono ritrovati nella
clinica degli orrori. Dall'oggi al domani si sono risvegliati colleghi
inconsapevoli dell'"Arsenio Lupin della chirurgia" o malati fortunati
perchè scampati al reparto e alla diagnosi sbagliata. Comunque reagiscono allo
stesso modo. Cercano di salvare quel che resta dell'istituto. È facile
immaginare quale sia la posta in gioco per i dipendenti: ci sono da salvare
circa settecento posti di lavoro, senza considerare le centinaia di liberi
professionisti e addetti delle imprese che gravitano intorno alla struttura. Si
comprende l'amarezza di Laura Luppi, responsabile dell'Ufficio Convenzioni
della clinica, quando rifiuta il richiamo al famigerato medico nazista, quando
spiega che non si può fare di tutta l'erba un fascio: "Lavoro qui da
venticinque anni, ho visto l'ospedale crescere e diventare un punto di
riferimento della sanità lombarda, ora rischiamo di veder crollare tutto per
una mela marcia". Ma le sue parole suonano come una difesa d'ufficio, una
troppo facile autoassoluzione, che non lascia spiragli di dubbio. Così il capo
dell'unità di chirurgia toracica Brega Massone diventa "l'unico
responsabile" dello scandalo, gli altri medici arrestati sono
"stimatissimi colleghi", il proprietario della clinica, Francesco
Pipitone, resta "un bravissimo imprenditore e una bravissima
persona", e le intercettazioni telefoniche si rivelano
"una vergognosa violazione della privacy". I toni si fanno più
dolorosi ai piani bassi della gerarchia ospedaliera. Anna si occupa delle
pulizie, sostiene l'eccellenza della clinica per esperienza diretta: "Mia
figlia ha avuto un grave incidente d'auto, ma i medici sono riusciti a
rimetterla in piedi ed oggi cammina alla perfezione. Stiamo parlando di
brutti episodi singolari, non di una situazione generale". L'incubo che
aleggia nelle corsie è quello della sospensione della convenzione con il
servizio sanitario nazionale: "In tal caso la clinica chiuderebbe in un
batter d'occhio e noi diventeremmo tutti disoccupati" dice Eugenio,
tecnico di laboratorio. Tanto che Angelica, trentenne impiegata
all'accettazione, replica alle preoccupazioni dei colleghi con fare quasi
aggressivo: "Io sono stata operata da Braga Massone, mi ha salvato la
vita, mi fido ciecamente di lui. Vedrete che l'inchiesta dimostrerà l'innocenza
delle persone coinvolte". Il chirurgo Farah Neciri, invece, appare
sinceramente sconvolto: "Stamattina, prima di entrare in sala operatoria,
ci siamo guardati con gli occhi sbarrati. Qualche voce girava, ma nessuno
immaginava una cosa di queste proporzioni". Con un po' di sorpresa
racconta che i pazienti previsti si sono tutti presentati per i cinque
interventi in programma: "Hanno scherzato con noi medici, ma ci hanno
assicurato la loro fiducia, alcuni sono venuti apposta in ospedale per
esprimerci la loro solidarietà". Non si tratta di pochi casi eccezionali.
Gli ambulatori sono pieni come al solito, nelle sale d'attesa non si trova una
sedia libera. I pazienti ripetono tutti la stessa cosa, come un mantra in grado
di placare l'ansia suscitata dallo scandalo: "Mi trovo benissimo, mi fido
del mio dottore". Elisa, 54 anni, è alla clinica per un controllo
ginecologico: "È la prima volta che vengo. Del resto negli altri ospedali
dovevo aspettare sei mesi". Adele Riboni, 88 anni, sta uscendo dalla
struttura dopo una lastra al torace: "Sono degli angeli". La
accompagna una giovane dipendente della casa di cura Il Focolare dove risiede:
"Abbiamo ottanta ospiti, li portiamo in questa clinica per i controlli di
routine e non abbiamo mai avuto un problema". Più sospettoso Fulvio
Viviani, 42 anni, in urologia per calcoli ai reni: "Certo, se dovessero
propormi un'operazione, ci penserei due volte. Magari chiederei un parere a un
altro medico".
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del "Il tendine è sbagliato? Opera lo stesso" L'inferno
della clinica: scambi di tessuti e cartelle ritoccate. "E che i pazienti
devono vivere 120 anni?" di Giuseppe Caruso/ Milano RESPONSABILITÀ Soldi.
L'unica ossessione dei medici e del proprietario della clinica Santa Rita
emerge, in modo diretto o indiretto, in tutte le
intercettazioni telefoniche. Quelle intercettazione che gli inquirenti hanno
definito "fondamentali" per il successo dell'inchiesta che ha scosso
come un terremoto la sanità milanese. Perchè quando un medico, come Renato
Scarponi, domanda sarcastico "ma secondo te tutti devono vivere fino a 120
anni?", il problema è veramente grave. Pipitone e gli
"interventi terribili" L'organizzazione aveva al suo vertice un capo
indiscusso: il proprietario, Francesco Paolo Pipitone. Nelle carte dell'inchiesta
emerge chiaramente come l'intero sistema criminale fosse stato creato e messo a
punto dall'ex notaio settantacinquenne, socio unico della clinica S. Rita, che
proprio per l'età ha evitato il carcere, ma non i domiciliari. Quando l'Asl ,
dopo un accurato controllo, sospende gli accreditamenti alla S. Rita, Pipitone
è costretto a nominare un proprio consulente, il professor Legnani. Ma anche il
professore rimane sconvolto dalle pratiche messe in atto nella clinica. Due
medici del S. Rita, Gianluigi Prati e Luca Piergigli, ne parlano in
un'intercettazione e Prati dice che "parlando con Legnani di alcune
indicazioni chirurgiche di Brega, gli sono venute... l'ultimo capello in testa
gli si è rizzato... perché la Vas come metodica, mi diceva, è l'unica metodica
che tu fai quando veramente non capisci un cazzo di niente... hai
capito?". Piergigli gli risponde che "deve essere l'ultima
scelta" ed a quel punto Prati commenta: "Bravissimo, ma questo (Brega
ndr) lo faceva per delle semplici fratture costali... io vorrei tirarmi fuori,
credimi". Ancora più inquietante è la conversazione tra Legnani e lo
stesso Pipitone. Il consulente è talmente agitato, dopo aver visionato le
cartelle cliniche, da dire a Pipitone: "È incredibile, forse è meglio che
ci vediamo da lei a viva voce, perché a parte due o tre casi che sono stati
condotti in maniera corretta, nella chirurgia toracica c'è sempre
un'anticipazione dell'intervento rispetto all'attesa risposta". E ancora:
"Non c'è alcuna anamnesi, quella critica che avevano mosso (l'Asl ndr)
della mancanza dell'anamnesi delle cartelle è veramente disastrosa ecco, cioè
proprio zero... per esempio uno è stato operato, ma aveva solo degli esiti di
forma tubercolare... mi sono basato solo sulla cartella clinica con i referti allegati,
però alcuni casi sono proprio sconcertanti... interventi fatti non
giustificati, come cosa è proprio terribile". "Il tibiale al posto
del rotuleo? Abbiamo già aperto... " Un tendine al posto di un altro.
Succedeva anche questo nella clinica S. Rita, come emerge da un'intercettazione
tra la dottoressa Arabella Galasso, medico della clinica, e una sua collega. La
Galasso spiega che sono in una situazione piuttosto difficile per via di un
tendine da impiantare, perché le hanno mandato "questo emitendine rotuleo
con tutto il certificato di idoneità e il codice del donatore, la data di
nascita, di morte, gruppo sanguigno, peccato che la busta che m'avete mandato è
un tendine tibiale anteriore. Noi abbiamo dovuto usare il tibiale purtroppo
perché ormai il paziente era aperto... quindi l'abbiamo usato". L'amica,
sorpresa, le chiede se "e andato comunque tutto bene?". E la
dottoressa Galasso a riguardo non ha nemmeno un attimo di esitazione: "Sì,
anche se non era fantastico rispetto al rotuleo che ci aspettavamo, anche
perché qui abbiamo tutta la descrizione del tendine". E la collega:
"Ma porco giuda... eh... hanno fatto casino, eh..." La "grande
pesca" dei pazienti Pier Paolo Brega Massone, il capo dell'equipe
operativa toracica, detenuto a San Vittore, si vanta in una telefonata con un
collega della sua capacità di "tirare fuori le mammelle da operare".
Spiega che "bisogna avere i pazienti, se non li hai che fai? Vivi con gli
80 pazienti in un anno che ti passa il pronto soccorso, di cui magari 10 adesso
non li puoi più operare perché sono tutti Tbc?" Quindi bisogna darsi da
fare. Per questo Brega Massone spiega di "pescare dappertutto, anche da
Lodi, dove tiravo fuori le mammelle, poi ho cominciato a pescare anche i
polmoni dall'Oltrepò Pavese, da Pavia, da Milano, perché comunque tutti i miei
ex pazienti dell'istituto mi seguono e ancora adesso". Un rapporto
fiduciario, quello con i suoi pazienti, tanto che Brega Massone se ne fa vanto:
"Oggi ne sono venuti tre a Pavia, di pazienti, che venivano lì a far le
visite. Continuano a telefonarmi e mi dicono "anche a pagamento noi
veniamo da lei". Quindi voglio dire, io avevo ormai un giro che mi ero
creato col mio modo di fare...".
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Intercettazioni/1 Si
depenalizzeranno reati come quelli del "Santa Rita" Cara Unità, dopo
quanto è accaduto alla Clinica Santa Rita di Milano c'è ancora qualcuno
disposto a pensare che le intercettazioni non debbano essere utilizzate per i
reati contro la pubblica amministrazione? Abolire le intercettazioni per certi
reati (corruzione, concussione, falso in bilancio, ecc.) equivale a
depenalizzarli, lo dicono tutti gli addetti ai lavori. Vogliamo veramente
questo? Dare la massima libertà di delinquere ai vari Previti e Squillante?
Assicurare la massima comodità nel derubarci dei nostri risparmi ai
bancarottieri fraudolenti, ai professionisti dell'aggiottaggio e dell'insider
trading? Lasciare parte dei soldi delle nostre tasse nelle tasche dei
concussori? Far vincere gli appalti e i concorsi pubblici ai corruttori? Assistere
ad un campionato di calcio truccato dalla prima all'ultima partita? È questa
l'Italia che vogliamo? Se il problema è, come si dice, la tutela della privacy,
basterebbe definire pene molto severe per chi divulga intercettazioni non
pubbliche o prive di risvolti penali. Filippo Cusumano, Venezia Intercettazioni/2 Sonni tranquilli per i delinquenti Cara
Unità, finalmente più sicurezza e tranquillità. Viva il nuovo governo! Così
avranno pensato tutti i delinquenti che non hanno a che fare con mafia, camorra,
'ndrangheta, criminalità organizzata e terrorismo. Il rapinatore solitario, il
sequestratore, lo stupratore, il molestatore, il violento in famiglia,
l'estorsore, e via di seguito, tutti potranno dormire sonni tranquilli. Basta alle intercettazioni. Elisa Merlo Intercettazioni/3 Assassini, ladri, corrotti e corruttori faranno festa Cara
Unità, Berlusconi ha annunciato in modo stentoreo un secco stop alle
intercettazioni telefoniche. Se avverrà quanto ho sentito con le mie orecchie,
sarà festa grande per gli assassini comuni, i ladri, i rapinatori, i
truffatori, i corruttori e i corrotti, gli stupratori, i pedofili, tutta bella
gente che non rientra nelle uniche due categorie suscettibili di
intercettazione, cioè la criminalità organizzata e il terrorismo. È
sconcertante la faciloneria con cui nei giorni pari ci si erge a paladini della
sicurezza dei cittadini e in quelli dispari si relega tale "priorità"
all'ultimo posto. Chi sa ben governare tutela la privacy utilizzando il
prezioso strumento investigativo delle intercettazioni in modo riservato e
oculato, sulla base di una normativa articolata e intelligente e non rendendo
più facile la vita ai delinquenti. Nevio Pelino, Roma Intercettazioni/4
Così si perde la battaglia contro la corruzione Cara Unità, la vicenda delle
intercettazioni ricorda una volta di più un'amara verità, che molti di noi
vorrebbero dimenticare: la democrazia italiana ha perduto, forse
definitivamente, la battaglia contro la corruzione. Si sente dire che gli
italiani se ne fregano del conflitto d'interessi, mentre l'imputato più
prescritto d'Italia é di nuovo Presidente del Consiglio, con indici di
gradimento altissimi. Poi, veniamo informati che senza le intercettazioni, non
ci sarebbero state le indagini che stanno scoperchiando il business della
spazzatura del Nord emigrata a Napoli, né quelle che hanno portato all'arresto
di medici e manager della Clinica Santa Rita di Milano; in un caso e nell'altro
si trattava della pelle di ignari cittadini. Qualcuno ci sarà che proverà a
spargere qualche lacrima di coccodrillo sull'immoralità dilagante: ipocriti.
Ormai, dobbiamo rassegnarci a toccare il fondo. Valendino Giuseppe, Canonica di
Triuggio (Mi) Gesù di certo non era un diplomatico Gentile direttore, evitando
rispettosamente di dare giudizi sul nostro Pontefice, vorrei azzardare qualche
breve confronto fra l'uomo Ratzinger di Marktl am Inn e l'uomo Gesù Cristo di
Nazaret. Il Papa riceve tutti, giusti e peccatori. Gesù frequentava giusti e
peccatori, ma non i peccatori ricchi potenti... e mai pentiti. Il Papa invita i
ricchi e i potenti ad eliminare la povertà dal mondo. Gesù annunciava loro
disgrazie: "Ma guai a voi che siete ricchi, perché avete già la vostra
consolazione" (Lc 6,24). Il nostro Pontefice ai peccatori potenti e
ipocriti dice pacatamente che cosa per lui è bene e che cosa è male. Gesù,
senza peli sulla lingua, così li apostrofava: "Serpenti, razza di vipere,
come sfuggirete al castigo della Geenna?" (Mt 23,33). Gesù ebbe doni dai
Magi, sapienti, esperti di astronomia. Il Pontefice riceve doni da
"sapienti", esperti di politica ed economia... Un giudizio su Gesù,
però, possiamo darlo: sicuramente non era un diplomatico. Renato Pierri Se ci
sono schiavisti e schiave è colpa anche dei clienti Cara Maria Novella Oppo,
sono una lettrice quotidiana de l'Unità. La prima cosa che leggo sono le tue
righe. Oggi ho appena finito di leggere su "traffico in corso" le tue
argomentazioni che riguardano tra l'altro anche la realtà della prostituzione.
Non so se mi è sfuggito qualcosa, ma mi pare di aver capito che c'è un elemento
mancante nel tuo riferimento alle schiave e agli schiavisti che si
arricchiscono. Perchè se esistono schiavisti che sfruttano le più
"disgraziate tra le donne", il denaro per arricchirsi chi glie lo
regala? Perchè omettere l'elemento principale su cui si basa il fenomeno della
prostituzione, cioè il cliente? Un caro saluto. Paola Bargnesi, Fano Scuola, i
concorsi di fatto non si fanno più da anni Cara Unità, ho letto con interesse
l'articolo di Marina Boscaino sulla proposta di legge che vuole privatizzare di
fatto le scuole pubbliche, e vorrei precisare che purtroppo la scomparsa dei
concorsi nazionali per l'insegnamento non si può imputare all'eventuale
approvazione di quella legge. I concorsi di fatto non esistono più da anni: il
reclutamento degli insegnanti di ruolo (e nella maggior parte dei casi anche
dei supplenti) passa quasi solo attraverso la frequenza di scuole di
specializzazione a numero chiuso e a pagamento, le SIS, che impongono anche a
laureati o dottori di ricerca con abilitazione all'insegnamento e a insegnanti
precari con anni di docenza alle spalle, due anni ulteriori di corsi, tirocini
ed esami in cambio del bollino di idoneità, che si traduce in un numero di
punti in graduatoria tale da poter ottenere un posto a tempo indeterminato in
pochi anni, o eventualmente nella possibilità di partecipare a un concorso a
cattedra riservato ai diplomati Sis. Gli istituti privati, specie quelli
parificati, tendono anch'essi ad assumere candidati che abbiano frequentato la
Sis. I corsi della Sis sono per la maggior parte una ripetizione di corsi
universitari già frequentati, e in qualche caso sono tenuti da neolaureati. Si
tratta di un'aberrazione presente da non dimenticare nel prospettare quelle
future. Sono fermamente contraria alla privatizzazione dell'istruzione
pubblica, ma non vedo come il reclutamento via Sis sia preferibile a un anno di
tirocinio dopo il conseguimento di una laurea abilitante e una valutazione per
titoli, capacità ed esperienza: non sempre i migliori possono permettersi due
anni senza stipendio per acquistare un posto in cattedra. Silvia Toniato.
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione del "Limitare le intercettazioni
a Cosa nostra e terrorismo? Una follia: chi all'inizio può dirci se un omicidio
è mafioso o passionale?".
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Leggende metropolitane e bugie I
veri numeri sulle intercettazioni La prima delle leggende è che il costo delle
intercettazioni è il 33 per cento del bilancio della Giustizia. Non è vero: il
bilancio della giustizia per il 2007 è 7 miliardi e 700 milioni di euro, le
spese per le intercettazioni sono 224 milioni, meno di un decimo. È vero
invece che lo Stato non riesce a recuperare le spese giudiziarie se non per il
3-4%. Questa sì sarebbe un'emergenza. Falsi anche i numeri sulle
intercettazioni: 124 mila decreti dello scorso anno non corrispondono alle
persone intercettate, 80 mila l'anno, lo 0,2 degli italiani, ma sono formati
dal numero di tutte le utenze delle persone sotto controllo più il rinnovo del
decreto (obbligatorio ogni 15 giorni). Altra fola, quella che paragona le
intercettazioni italiane con quelle degli altri paesi. Perché l'80% degli
ascolti riguarda la criminalità organizzata, che negli altri paesi non c'è
affatto. Ultima balla, quella che dice che la spesa per intercettazioni è in
aumento, Nel 2005 era di 286 milioni, nel 2006 è scesa a 246, nel
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del BRUNO TINTIProcuratore aggiunto a Torino: 9 volte su
10 la prima utenza ascoltata viene abbandonata dopo massimo 3 giorni...
"Alfano vuole creare un allarme sociale per fermare le inchieste" di
Massimo Solani/ Roma Un paese intero sotto intercettazione? Morde il freno Bruno
Tinti, procuratore aggiunto della Procura di Torino e autore del libro Toghe
Rotte. Vorrebbe rispondere d'impeto, ma poi fa una lunga pausa e pesa le
parole. "Quella esposta dal ministro della Giustizia Alfano - spiega - è
una teoria totalmente infondata, e per di più smentita dai fatti. Però risponde
ad una strategia ben precisa: creare un allarme sociale per giustificare un
intervento normativo restrittivo". Procuratore, in che senso una teoria
smentita dai fatti? "La procura di Torino ha ogni anno 200mila notizie di
reato. Sa quante persone sono intercettate in media dalla
procura di Torino? 300 persone all'anno. Il che non vuol dire che ci sono solo
300 intercettazioni. Non è mica come consultare l'elenco telefonico... Ogni
indagato generalmente usa più utenze, fra cellulari e fisse. E spesso
intercettando un primo telefono, che non dà frutti all'inchiesta, si scoprono
nuove utenze che possono essere interessanti. Per cui la prima viene
"dismessa" e si continua a lavorare sulle altre. Nove volte su dieci,
la prima utenza "ascoltata" viene abbandonata dopo due o tre giorni
al massimo, il tempo necessario a scoprire che non è in alcun modo utile alle
indagini. È un lavoro in continua mutazione alla ricerca della linea buona.
Quella sì sarà poi ascoltata anche per mesi". Il governo vorrebbe limitare
l'uso delle intercettazioni ai soli reati di mafia e terrorismo. Che ne pensa?
"È una follia, una vera follia. È un progetto che risponde soltanto al
terrore che la classe politica nutre nei confronti dello strumento
investigativo più efficace per far luce sui reati commessi dalle classi
dirigenti. Non ha alcun senso il limite di cui si è parlato in questi giorni.
Facciamo un esempio: in caso di omicidio il primo passo da fare è lavorare
sulle utenze telefoniche. E chi può dirci se si tratta di un omicidio di mafia
o di un crimine passionale? E pensiamo ai reati economici: senza
intercettazioni non ci sarebbe più nessuna inchiesta". Proviamo a fare un
po' di chiarezza. Con la legge attualmente in vigore, per quali reati sono
ammesse le intercettazioni? "Ci sono quelli specifici, come terrorismo,
mafia e criminalità organizzata, e poi tutti quelli puniti con pena massima
prevista superiore a cinque anni di reclusione". Qual è l'iter necessario
per arrivare ad eseguire una intercettazione? "È il pubblico ministero a
chiedere al giudice per le indagini preliminari l'autorizzazione per
effettuarla. La richiesta va fatta segnalando i gravi indizi che evidenziano la
probabilità dell'esistenza di un reato e la necessità delle intercettazioni per
l'accertamento del reato stesso. Necessità che il pm è obbligato a motivare.
Comunque ogni richiesta è relativa ad una singola utenza, e non a tutte quelle
riconducibili ad un indagato". L'autorizzazione del gip per quanto tempo è
valida? "Il gip può autorizzare l'intercettazione per un periodo di
quindici venti giorni eventualmente prorogabile su richiesta del pm. Ma anche
in questo caso il pm deve motivare la propria domanda, non può limitarsi a dire
"non abbiamo trovato alcun riscontro, dobbiamo proseguire". Deve
spiegare i motivi per cui è necessario prolungare l'attività di ascolto, oppure
può chiedere una proroga spiegando che occorre proseguire per accertare altri
reati. Nel mio libro ho usato la metafora del laghetto di pesca sportiva. Il pm
può dire al gip: "le trote ci sono, noi ne abbiamo prese soltanto alcune.
Meglio continuare perché ne cattureremo altre"". Fin quando è
prorogabile l'autorizzazione? "Fino al termine delle indagini". Chi
esegue le intercettazioni? "La polizia giudiziaria su impianti che devono
essere materialmente allocati all'interno degli uffici delle procure. Non si
possono utilizzare impianti "esterni", nemmeno negli uffici della
polizia giudiziaria, a meno che quelli che si trovano nelle procure non siano
già impegnati o indisponibili. Anche in questo caso è il gip a concedere il
nulla osta per il lavoro "esterno"". In che modo le
registrazioni vengono poi trascritte? "È la polizia giudiziaria, man mano
che ascolta le telefonate in diretta, a redigere i brogliacci. Nel caso venga
captata una notizia che richiede un intervento immediato (come ad esempio un
appuntamento per lo scambio di una partita di droga) ne avverte immediatamente
il procuratore della Repubblica che prende i provvedimenti che ritiene giusti.
Tutte le telefonate intercettate, comunque, sono registrate". Il materiale
viene poi trasmesso al sostituto che coordina l'indagine. Brogliacci e
registrazioni. "Certamente, sta al magistrato a quel punto selezionare le
telefonate utili all'indagine. Tutte le altre, in tutela delle garanzie
dell'indagato, vanno depositate perché gli avvocati possano analizzarle tutte.
Anche quelle eventualmente utili alla difesa".
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Dal governo cifre falsate Ma venerdì arriva la legge
/ Roma ma. so. Un bluff, una mossa mediatica per creare consenso attorno ad una
manovra che gli italiani sembrano non capire. È per questo motivo che due
giorni fa il ministro della Giustizia Angelino Alfano si è presentato alla
commissione giustizia della Camera con una cartella zeppa di numeri e dati. Una
strategia furbetta per dare scacco matto alle argomentazioni di quanti
nell'ultima settimana hanno osteggiato il disegno del governo di limitare ai
soli reati di mafia e terrorismo l'uso delle intercettazioni
telefoniche. Una strategia in tre, semplici, mosse di sicura presa
sull'opinione pubblica: "le intercettazioni telefoniche? - ha affermato
candido il ministro di via Arenula - costano sempre di più, sono diventate un
Grande Fratello che spia la gran parte degli italiani e con la loro
pubblicazione sui giornali sono la via maestra per la sistematica violazione
della privacy dei cittadini. Un caleidoscopio a tre facce attraverso il
quale la realtà dei fatti è uscita in una versione parziale e distorta. Cominciamo
dal capitolo spese: "un terzo di quelle sostenute dal ministero della
Giustizia", secondo la vulgata di maggioranza. Allarmante, se fosse vero.
Peccato che così non sia. Perché per le intercettazioni telefoniche le procure
italiane spendono una cifra che si aggira attorno ai 225 milioni di euro.
Molto, certamente, ma certo non il 33% degli oltre 7 miliardi che l'ultima
Finanziaria ha destinato alla Giustizia. E c'è un dato tutt'altro che superfluo
che il ministro Alfano ha (volutamente?) omesso: E cioè che questo capitolo di
spesa, dopo i ripetuti allarmi degli anni passati, è già in calo: -85 milioni
rispetto al 2005, -5 sui dati del 2006. Vista così, la cosa è piuttosto diversa
da quanto riferito da Alfano, secondo cui dal 2003 al 2006 la spesa sarebbe
aumentata del 50%. Subdola anche l'argomentazione sul numero delle
intercettazioni effettuate: 130 mila, stando ai dati forniti alla Commissione
Giustizia. Peccato che quel numero non si riferisca ai cittadini intercettati
ma ai numeri di decreti di autorizzazione dei gip per ogni singola utenza. E
basta fare una scrematura logica per capire l'imbroglio: ogni indagato,
infatti, ha generalmente più di un numero telefonico (solo per Luciano Moggi,
in Calciopoli, vennero intercettate oltre 10 utenze, soltanto fra i cellulari)
per i quali il gip, dopo la richiesta iniziale del pm, deve emettere un decreto
di proroga delle intercettazioni ogni 15-20 giorni. E se per una normalissima
inchiesta ci vogliono due o tre mesi il calcolo è presto fatto. E l'inganno
scoperto. Tutte considerazioni che non impediscono al governo di andare avanti
per la propria strada, con l'unica difficoltà di trovare la quadra interna alla
maggioranza. Intanto la Lega ha incassato un primo successo costringendo il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad una concessione sulla linea della
fermezza assoluta. Perché se manca ancora il testo definitivo del ddl che
venerdì approderà sui banchi del Consiglio dei Ministri, una cosa sembra ormai
certa: fra i reati per cui i magistrati potranno richiedere ed utilizzare le
intercettazioni telefoniche ci saranno anche la corruzione e la concussione. Un
accordo raggiunto nel corso del lungo vertice di ieri pomeriggio alla Camera
alla presenza dei ministri Alfano e Maroni, del presidente della commissione
Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, dell'onorevole Niccolò Ghedini,
avvocato di Berlusconi, e del capogruppo del Carroccio a Montecitorio Roberto
Cota.
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del L'appello di Napolitano: "Problema reale e
annoso, si raggiungano larghe intese" Il Capo dello Stato fa riferimento
al ddl del governo Prodi. "Ridiscutere insieme"
per un provvedimento sulle intercettazioni. L'Idv: fondamentali per le indagini
di Vincenzo Vasile / Roma DISCUTERE, anzi "ridiscutere insieme".
Un'indicazione di metodo che suona come un aspro stop al governo, che non può,
non deve andare dritto come un carro armato in materia di intercettazioni.
Naturalmente non è questa la prosa di Giorgio Napolitano, che - a Venezia per
una manifestazione militare - risponde ai giornalisti che lo pressano sul tema
più caldo dello scontro politico. E il presidente preferisce usare l'eufemismo
della "speranza" per dire del suo auspicio perché si smorzi il tono e
-si può anche intendere- si correggano i contenuti del progettato giro di vite:
"Non dispero -dice- che, tenendo conto del lavoro degli anni precedenti,
si raggiungano larghe intese", e questo auspicio stride con i toni e le
intenzioni perentorie di Berlusconi e dei suoi ministri che si disporrebbero
quanto meno a iniziare l'esame dei provvedimenti già nel prossimo consiglio dei
ministri. Il Capo dello Stato si è soffermato sull'argomento prima di lasciare
la prefettura di Venezia, dopo aver consegnato un riconoscimento ai familiari
di un operaio vittima di un incidente sul lavoro per salvare la vita ad un
altro compagno. Quello delle intercettazioni, ha spiegato il presidente,
"non è un problema né nuovo né recente". Non a caso, "è stato
affrontato in diverse legislature, anche con un disegno di legge del precedente
governo". Il riferimento è al faticoso confronto che si realizzò durante
il governo Prodi, e che produsse anche la redazione di un testo unitario fermo
però nelle commissioni parlamentari per via delle minacce che vi erano tuttavia
contenute riguardo alla libertà di cronaca e di informazione. Ora nella nuova
situazione politica, secondo Napolitano "si può sempre ridiscutere insieme
delle norme che devono garantire alcune esigenze fondamentali, sia della
privatezza sia di un ricorso misurato allo strumento delle
intercettazioni". Insomma, una questione delicata, anzi "una
questione annosa che prima si risolve e meglio è". Il punto è come
risolverla, cioè come "debba essere congegnato il provvedimento. Se questo
possa preoccupare per alcuni aspetti lo si saprà quando ci sarà un disegno di
legge approvato dal Consiglio dei ministri, e poi quando inizierà la
discussione in Parlamento". Insomma: "Che la questione sia reale
credo non ci sia dubbio. Come anche che sia diventata attuale anche con un suo
grado di urgenza". Da qui l'auspicio, che equivale a un incitamento:
"Io non dispero che si possa trovare una valida intesa sulla formulazione
del provvedimento, come avvenuto per altri provvedimenti degli ultimi
anni". Non è la prima volta che il capo dello Stato esprime le sue
opinioni. All'inizio del settennato due anni fa Napolitano aveva aperto a
"soluzioni equilibrate di fronte a situazioni sconcertanti",
"per tutelare la sicurezza delle istituzioni e dei cittadini".
L'esternazione di ieri ha provocato diverse reazioni: "Napolitano ha
ragione sulla necessità di un'intesa sulle intercettazioni. È Berlusconi ad
avere un'idea diversa, perché vuole togliere ai magistrati un fondamentale
strumento d'indagine", afferma il capogruppo dell'Idv alla Camera Donadi.
Di Pietro poco prima aveva invece puntato a presentarsi come l'unica
opposizione al provvedimento: "Le intercettazioni sono strumento vitale
per condurre la lotta a criminalità organizzata, terrorismo, contrabbando,
droga, corruzione del sistema economico e per smascherare i manovratori che
spesso si nascondono a livello politico. Ma il Pd tentenna e anche in questa
battaglia spetta all'Idv il ruolo di schierarsi come unica vera
opposizione". Prende posizione anche l'ex Guardasigilli del governo Prodi,
Mastella: "Ritengo che i magistrati che si affidano soltanto alle
intercettazioni abbiano una capacità investigativa un po' pigra e rivelano una
fallacia operativa".
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
GIUSEPPE
D'AVANZO Era insormontabile il paradosso, in cui s'era
cacciato Berlusconi promettendo la demolizione per legge delle intercettazioni
telefoniche. Il presidente del Consiglio si presenta come l'uomo di ferro che
restituisce sicurezza agli italiani e, nelle prime settimane del suo mandato,
elimina un congegno investigativo assai utile a proteggere il Paese dalla
corruzione, dalla concussione e dalle estorsioni, usura, omicidi,
pedofilia, insider trading, rapine. E via seguitando. SEGUE A PAGINA 28.
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il capo
dello Stato: "Il problema esiste e va risolto". Scuola, il ministro
Gelmini chiede più soldi per gli insegnanti "Intercettazioni, serve l'accordo" Appello di Napolitano. La Lega: nella
legge anche i reati di corruzione ROMA - "Le intercettazioni sono un
problema reale ma spero che si possano trovare soluzioni con larghe
intese". Con queste parole il presidente della Repubblica Napolitano ha
chiesto ieri al governo di cercare l'intesa con l'opposizione. La Lega:
vanno inclusi anche i reati di corruzione. Il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini, intanto, annuncia aumenti di stipendio per gli insegnanti.
BATTISTINI, CAVALLIERI, MILELLA E REGGIO ALLE PAGINE 9 E 11.
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del La grande truffa nel tg autoimbavagliati
L'informazione televisiva (in testa il logoro Tg1 "istituzionale") si
ripara dietro le parole di Napolitano e cammina verso una pericolosa
sottovalutazione di quanto il governo sta architettando sulle intercettazioni.
E' inutile sperare: non un notiziario cerca di andare oltre, di capire e magari
spiegare cosa significherebbe - in pratica - una limitazione di questo poderoso
strumento di indagine. Per assurdo, sembra che l'intera categoria dei giornalisti
televisivi, chinata la testa, sia felicissima di farsi imbavagliare e di vedere
i magistrati ridotti all'impotenza. Chi esagera è Emilio Fede, ma lo sappiamo,
se Berlusconi ordinasse la strage dei Panda giganti, direbbe: "Ecco,
questo è il governo del fare" e sparerebbe in diretta a un simpatico
orsetto. Bisogna aspettare il Tg3 per ascoltare Minniti e un brandello di buon
senso: intercettazioni sì, diffusione di conversazioni penalmente irrilevanti e
private, no. Ma non è una novità: i giornalisti che violano la sfera privata
delle persone senza una ragione, sono già perseguibili; i magistrati che
diffondono notizie riservate, sono pure sanzionabili. E allora, cosa c'è
sotto?Paolo Ojetti.
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del L'onorevole Angelino Marco Travaglio Segue dalla
Prima Invece Angelino è Angelino, il Cainano è il Cainano e l'Italia è
l'Italia. Dunque il Guardasigilli ad personam resterà al suo posto e verrà
premiato: le sue bugie sono servite a mettere in circolo una carrettata di
balle e a trasformare un efficacissimo strumento d'indagine in un'emergenza
nazionale che ora allarma anche mezza opposizione e persino il capo dello
Stato. Tg e giornali della ditta fanno il resto, rilanciando le panzane come se
fossero vere (memorabile la prima pagina del Giornale: "Tutti gli italiani
sono intercettati"). La truffa funziona perché sembra basarsi su dati
statistici, ma per capire che sono manipolati basterebbe ascoltare l'esordio
del ministro (non di un passante) nell'audizione dell'altroieri alla
commissione Giustizia della Camera (non al bar o a Porta a Porta):
"Secondo un mio calcolo empirico e non scientifico, è probabilmente
intercettata una grandissima parte del nostro Paese". Capito? Lui fa i
calcoli empirici. E conclude: 1) "Oltre 100 mila persone l'anno sono
intercettate in Italia", 2) "mentre negli Usa sono
( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del CAMORRA Sei arresti nel clan Fabbrocino Pizzo a
imprenditori edili del Nolano. Sei gli arrestati ieri. alcuni appartenenti a
clan camorristico Fabbrocino, accusati di estorsione aggravata dall'utilizzo
del metodo mafioso. Le indagini della Dda di Napoli sono iniziate dopo alcuni attentati dinamitardi commessi ai danni di diverse imprese edili
dei comuni di Palma Campania, Nola, San Gennaro Vesuviano, Ottaviano e di altri
comuni limitrofi. Grazie alle intercettazioni, si è scoperto che numerosi
imprenditori, soprattutto edili e del movimento terra, sono stati costretti con
le minacce a pagare somme di denaro, a volte anche elevate, a persone legate al
clan.
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"Larghe intese per le intercettazioni" Napolitano:
"Il problema c'è, servono misura e garanzia della privacy" GIORGIO
BATTISTINI DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Sulle intercettazioni telefoniche
Giorgio Napolitano consiglia prudenza a Silvio Berlusconi. Ma il problema c'è,
ammette, e va risolto. Il problema è "reale, nessuno ormai ne dubita"
e ha un "suo grado di urgenza", dice il presidente della Repubblica.
Va garantito un ricorso "misurato", da trovare in ogni caso con
"larghe intese". Vale a dire che il governo deve intervenire trovando
o tentando un accordo con l'opposizione. Nell'atrio della prefettura di
Venezia, dove il capo dello Stato è appena arrivato di ritorno dalla Festa
della Marina a distribuire medaglie e onorificenze, Napolitano risponde alle
domande dei giornalisti. Le sue parole, esplicite e prudenti, sembrano tentare
una difficile mediazione tra le pressioni del governo e le resistenze della
magistratura che si oppone alla riduzione di uno strumento importante di
indagine. Il capo dello Stato, per ruolo costituzionale, è presidente del Csm,
l'organo di autogoverno delle toghe. Il Quirinale non prende parte diretta alla
disputa sulle intercettazioni telefoniche, sul loro eventuale eccesso, sul loro
costo. Il filtro di costituzionalità verrà più avanti, quando il governo
presenterà le sue decisioni in Parlamento. A chi, in via del tutto informale,
richiede un'opinione preventiva sulla materia del contrasto politico, il
presidente consegna raccomandazioni alla cautela. "è un problema non
nuovo" dice "e nemmeno tanto recente, è già stato affrontato in
precedenti legislature, e pende in Parlamento un disegno di legge del
precedente governo. Naturalmente si può sempre ridiscutere l'insieme delle
norme che debbono garantire alcune esigenze". Il presidente ne cita due, e
sembra di capire che si tratta di due delle condizioni preventive per superare
il filtro di legalità costituzionale rappresentato appunto dal giudizio del
Quirinale. "C'è una esigenza sia di tutela della privatezza, sia di
ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni". Tutela della
privacy per evitare che l'indagine su qualcuno possa riempire pagine di
giornali con pettegolezzi privati. è già successo. E poi per evitare gli eccessi
di decine di migliaia di italiani "ascoltati" nell'ambito di lunghe
indagini giudiziarie. Quindi uso "misurato" di questo strumento.
Anche se si tratta di una "questione effettivamente annosa". Una
questione che, dice il presidente, "prima si risolve meglio è". Poi
però Napolitano, dopo aver fissato i paletti del provvedimento allo studio, si
fa prudente. "Come dovrà essere congegnato il provvedimento, se possa o no
preoccupare tra gli altri aspetti, lo si saprà quando ci sarà un disegno di legge
approvato dal Consiglio dei ministri, e poi quando comincerà la discussione in
Parlamento. Che la questione sia reale credo non ci siano dubbi. Reale e anche
attuale, con un suo grado di urgenza". E tuttavia, conclude il capo dello
Stato, "io non dispero che, tenendo conto anche di proposte degli anni
precedenti, si possa trovare una larga intesa sulla formulazione del
provvedimento".
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Commenti
LA VIA MAESTRA PER UNA RIFORMA GIUSEPPE D'AVANZO (segue dalla prima pagina) Il
paradosso era nel fatto che, da un lato ?ideologicamente ? Berlusconi propone uno
slittamento della sovranità verso le zone buie del diritto di polizia (come per
le questioni dell'immigrazione); dall'altro, limita questa prossimità di
diritto e violenza agli "scarti" sociali, all'"estraneo"
interpretato come nemico o criminale, escludendo ogni ragione di
"sicurezza" e di "ordine pubblico" al contenimento delle
illegalità e dei pericoli "interni". Era un paradosso senza via
d'uscita aggravato dal deficit di legittimità, se così si può dire, che
Berlusconi ha accumulato nei cinque anni dei suoi precedenti governi. In quella
legislatura, che pure ha sostenuto con un imponente vantaggio numerico, il
Cavaliere ha affrontato la "questione giustizia" dal solo lato
privatissimo dei suoi grattacapi. Scrivendo e facendosi approvare leggi che lo
favorivano senza risolvere uno solo dei problemi della nostra ammaccata
giustizia. Bisognava attendersi che i suoi partner di governo non accettassero,
ancora una volta, un gioco che salvava il sovrano e dannava i suoi alleati. La
Lega non c'è stata e gli ha imposto di conservare, nei
reati che rendono opportune le intercettazioni, anche corruzione e concussione
liquidando la minacciosa semplificazione proposta dal capo del governo
(intercettazioni legittime sole per le indagini di mafia e terrorismo). è forse
l'altro insegnamento della giornata. La Lega, più che al buon rapporto con il
capo del governo, tiene alle ragioni del suo elettorato, agli impegni
che ha assunto prima del voto, e non piegherà le ginocchia alla volontà
"proprietaria" di Berlusconi. Ritornato su un binario meno ideologico
e "privato", l'affare delle intercettazioni si potrà ora affrontare
nel solco tracciato ieri dal presidente della Repubblica. Il capo dello Stato
non pone soltanto una questione di metodo. Nell'indicare, come esclusiva, la
via parlamentare, Napolitano avverte il governo che non prenderà in
considerazione un decreto legge che ridimensiona l'uso delle intercettazioni.
Non vede "la necessità e l'urgenza" per un provvedimento provvisorio
con forza di legge. è una prima porta chiusa, un primo limite che il Quirinale
oppone all'irruenza dell'annuncio di Berlusconi. Ce n'è un secondo, non meno
rilevante del primo. Il presidente della Repubblica auspica "soluzioni con
larghe intese". "Il problema ? ricorda Napolitano ? è stato affrontato
in altre legislature. Si può sempre ridiscutere l'insieme delle norme che
devono garantire alcune esigenze fondamentali: la tutela della privatezza; il
ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni. è una questione annosa.
Prima si risolve, meglio è". è il modo più corretto di definire la
questione senza passi storti e fughe in avanti. è un modo di ricordare che
delle leggi che regolano la materia già ci sono; che in alcuni casi ?
numericamente limitati, anche se mediaticamente rumorosi ? non sono state
applicate correttamente o con il necessario rigore e, in altri casi
(altrettanto limitati) quello strumento investigativo è stato adoperato in modo
bulimico. Questa leggerezza o irresponsabilità ha prodotto dei danni alle
persone violando diritti garantiti dalla Costituzione. Se si può interpretare
il punto di vista del Quirinale, Napolitano rimette con i piedi per terra quel
che Berlusconi voleva far volare nei cieli ideologici dell'emergenza (come se
il suo potere non avesse altra legittimazione che l'emergenza, fino a
convincerlo che bisogna lavorare per produrla in mondo artefatto). Non c'è
nessuna "emergenza intercettazioni". Le norme in vigore sono
equilibrate. Il codice di procedura penale impone di utilizzare le intercettazioni
di comunicazioni telefoniche, informatiche, telematiche e ambientali con molta
cautela. Possono essere disposte solo per reati di particolare gravità e ?
salvo casi di urgenza ? solo con l'autorizzazione di un giudice, in presenza di
"gravi indizi" e quando sia "assolutamente indispensabile ai
fini della prosecuzione delle indagini". Il legislatore ha, quindi,
ritenuto quello strumento di indagine quale extrema ratio e previsto il suo
utilizzo in modo limitato, anche per evitare contrasti con l'art. 15 della Costituzione:
"La libertà e segretezza di ogni forma di comunicazione sono
inviolabili". Se una normativa così bilanciata nella protezione dei beni
da custodire (la privacy del cittadino e l'accertamento di gravi reati) ha
prodotto disfunzioni, appare bizzarro voler eliminare gli eccessi gettando il
bambino con l'acqua sporca. La strada delle correzioni necessarie, e non
distruttive, indicata oggi dal capo dello Stato rafforza il percorso già
segnalato dall'opposizione, dagli uomini della Lega e di quella che fu An e
anche dalla magistratura, per nulla contraria a variazioni e modifiche
ponderate. L'Associazione magistrati, con il suo segretario Giuseppe Cascini,
non si è nascosta che le intercettazioni siano "uno strumento
investigativo così invasivo che, per la sua natura non selettiva, può
introdurre nel processo anche notizie e informazioni non rilevanti per le
indagini ma rilevantissime per gli strumenti di informazione". La
soluzione è lì sotto gli occhi di tutti, già vagliata dagli addetti e dal Parlamento
nella precedente legislatura. Occorre separare le conversazioni utili a formare
la prova da quelle ? non utili ? relative alla vita privata degli indagati e
delle persone estranee alle indagini, le cui conversazioni siano state raccolte
per caso. Bisogna separare le prime dalle seconde dinanzi a un giudice alla
presenza delle difese e, per impedire la divulgazione e la pubblicazione delle
conversazioni non utili alle indagini, è necessario estendere a questa
procedura il vincolo della segretezza prevedendo sanzioni per i trasgressori.
Il pragmatismo di quest'ampia convergenza politica, istituzionale, tecnica è la
strada da imboccare ora che il paradosso di Berlusconi è stato messo in un
canto dalla Lega.
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca
A pesca di polmoni I costi dell'equipe I tendini scambiati La logica del
guadagno "La mammella non rende moltissimo ma se ha il
cancro vale 5mila euro" Le intercettazioni Hanno cercato di farmi fuori
perché avevo molti pazienti Pescavo polmoni dall'Oltrepo, da Pavia, da Milano
Per pagare l'equipe servono almeno quindici polmoni Mica puoi ridurti a operare
le fratture costali è un casino: ci serviva un tendine rotuleo e mi avete
mandato un tibiale. L'abbiamo impiantato lo stesso perché il paziente
era aperto I primari di quella clinica seguivano prima di tutto la logica del
guadagno, gli interessi dei pazienti venivano solo dopo (SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA) EMILIO RANDACIO Brega Massone da 48 ore è rinchiuso nel carcere di San
Vittore con una sfilza di reati e ieri ha rivendicato la sua correttezza.
All'indomani delle perquisizioni in clinica, nell'autunno scorso, il medico
viene fatto fuori dalla clinica. Licenziato in tronco per quelle irregolarità
che erano costate la convenzione del suo reparto con la sanità pubblica. ["cosi'
mi sono creato il giro"] Per telefono, il medico dà una spiegazione di
questa sua estromissione. "Io ero una anomalia completa, cioè nel senso
ero l'unico, e per questo motivo hanno cercato di farmi fuori, perché avevo
pazienti". Il suo interlocutore, un altro medico, lo conforta: "Cioè
tu pescavi dall'Oltrepò Pavese?". "Ma io pescavo ovunque - risponde
con un certo orgoglio il chirurgo - da Lodi dove tiravo fuori le mammelle, poi
ho cominciato a pescare polmoni... dall'Oltrepò, da Pavia, da Milano, ormai i
miei ex pazienti mi seguono e ancora adesso... oggi sono venuti in tre a
Pavia... continuano a telefonarmi e mi dicono anche a pagamento noi veniamo da
lei...". Uno stakanovista della visita, Brega Massone. "Voglio dire -
insiste nel tessere le proprie doti professionali - che avevo ormai un giro che
mi ero creato col mio modo di fare, con la mia disponibilità a qualsiasi ora.
Ancora adesso pensa, che questi ultimi quindici giorni avrò fatto 35-40 visite
gratis". ["ogni polmone 800 euro"] Brega, prima dell'arresto,
sempre per telefono, faceva i conti in tasca anche ai suoi colleghi. Nel
descrivere l'operato di un professore, spiega ancora nel dettaglio:
"Quanti cazzi di interventi faceva? Quattro interventi al mese... si
ciucciava tutto lui, si faceva venire quei quattro sfigati, con la storia che
erano dell'università, gratis, che lo portavano in macchina avanti e indietro e
si beccava lui, alla fine il Drg (i rimborsi da presentare alla Regione, ndr).
Gli ho visto fare sette pazienti, neanche tutti polmoni, sette, non so se tu
prendi 800 euro per polmone, 7 per 8 fa 5600 euro lordi". ["le
fratture non le faccio"] Nel giustificare i suoi interventi, per la
procura quasi sempre inutili, il medico nel mirino dell'inchiesta, chiarisce
che la sua attività ha dei "costi". "I numeri sono questi, eh.
Cioè, tu fai quindici polmoni o altrimenti non puoi pagare un'équipe".
Anche perché, più che di vite umane, almeno al telefono Brega Massone sembra
fare la lista della spesa. "Poi, se sei fortunato che in un mese ti
arrivano quattro politraumi e non so' dieci fratture costali, ma cosa fai, ti
metti ad operare dieci fratture costali perché non hai pazienti?... E poi fra
un po' arriva l'Asl, che mi è già saltata addosso a me per delle cazzate,
immagina se tu gli operi le fratture costali che sono un Drg medico..".
["Faccio invidia, sono giovane"] Dopo la sospensione della
convenzione decisa dall'Asl nell'autunno scorso, Brega intravede nemici
ovunque. "Io non posso più ricoverare e operare", dice sempre al suo
collega, che è estraneo all'inchiesta. "Ho il blocco chirurgico alla Santa
Rita - insiste nella sua spiegazione - Un attacco personale visto il fatto che
ho 42 anni, sono il più giovane chirurgo diciamo primario della chirurgia
toracica. E c'è qualcuno a cui do fastidio". Brega intravede il suo
"nemico". "Cioè il San Raffaele, che è pur sempre l'ospedale di
Berlusconi". ["Investire nei tumori"] In questo interminabile
sfogo, Brega sembra dare anche un suggerimento al suo interlocutore.
"Dovresti investire su qualcuno che ha principalmente patologia
oncologica... qualcosa sulla mammella, o avere qualcuno che vi mandi i
tumori... io ero arrivato a fargli un fatturato l'anno scorso di tre milioni e
mezzo di euro... Sono sempre in giro per riempire le sale operatorie" ["quanto
rende un seno"] L'ipotesi accusatoria sostiene che le operazioni
effettuate siano servite in realtà solo per aumentare i rimborsi dalla Regione.
Nella stessa conversazione, Brega Massone conferma in pieno questa tesi.
"La mammella è una di quelle cose che non rende moltissimo a livello di
Drg, però non tutti, insomma, dipende. Se ha i linfonodi positivi, voglio dire,
5 mila euro di Drg.... ". Un comportamento che i pm Pradella e Siciliano
stigmatizzano: "Come un simile modo di interpretare la professione medica
possa essere stato tollerato nello stesso ambiente della Santa Rita non è dato
capire. Si sottolinea, con inevitabile amarezza, peraltro come le modalità di
comportamento del Brega fossero conosciute e discusse dai colleghi, nessuno dei
quali peraltro ha inteso fare alcunché, quasi che la logica di guadagno sui
Drg, seguita da molti primari, facesse ritenere come di secondo piano (o più
realisticamente ultimo) l'interesse dei pazienti". ["Il tendine
sbagliato"] Alla Santa Rita, scorrendo le carte in mano all'accusa, è
anche successo che in sala operatoria ci si accorgesse che anziché un tendine
rotuleo venisse installato un "tibiale anteriore". L'episodio emerge
da un'altra intercettazione telefonica depositata agli atti. La conversazione è
del 6 febbraio scorso, avviene tra la dottoressa Arabella Galasso, ortopedico
indagato, e una collega. "Gioia senti abbiamo un casino... so che ieri ti
hanno restituito un tendine...... ma non era roba nostra..." Replica la
collega: "Ah...... e di chi era...?". "Non era della mia équipe
- replica Galasso -, non so dirti chi l'ha ordinato e l'ha rimandato indietro.
Senti abbiamo un problema sul tendine di oggi... perché voi mi avete mandato
questo emitendine rotuleo con tutto il certificato di idoneità e il codice del
donatore, la data di nascita, di morte, gruppo sanguigno peccato che la busta
che m'avete mandato è un tendine tibiale anteriore... nato in una data diversa
da questo qua, cioè non corrisponde... noi abbiamo dovuto usare il tibiale
purtroppo perché ormai il paziente era aperto...". La Galasso non demorde:
"Quindi l'abbiamo usato, non era fantastico rispetto al rotuleo che ci
aspettavamo anche perché qui abbiamo tutta la descrizione del tendine".
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La
stretta nel ddl resta: alzato il tetto di pena dei delitti
per cui si faranno le intercettazioni Scontro con la Lega, Berlusconi cede
"Controlli su corruzione e concussione" Tutti i testi conservati in
un archivio riservato resterà traccia di chiunque vi acceda Telefonata di Letta
al Colle: al capo dello Stato arrivano le rassicurazioni invocate LIANA MILELLA
ROMA - Ha insistito fino all'ultimo, continuando a ripetere "voglio
le intercettazioni solo per i reati gravissimi". E ancora: "Non
voglio che si possano ascoltare conversazioni per reati che sono punibili al di
sotto dei dieci anni". E quindi dentro la concussione, ma fuori la
corruzione. Ma alla fine Berlusconi è stato costretto, anche se molto
recalcitrante, a piegare la testa. Irremovibile la posizione della Lega, con un
Roberto Maroni pronto a garantire pure all'opposizione che gli ascolti
"continueranno a essere consentiti anche per i reati contro la pubblica
amministrazione". Pronto anche, il ministro dell'Interno, a mostrare al
premier i sondaggi che dimostrano come la gente si rivolterebbe contro il
governo se le indagini sui colletti bianchi dovessero essere bloccate. E ancora
pronto a non firmare il provvedimento qualora i punti fermi del Carroccio non
dovessero essere rispettati. Forti pure le insistenze del suo consigliere
giuridico Niccolò Ghedini che, con una bozza già pronta ma aperta a varie
soluzioni, cerca di convincerlo della totale impercorribilità politica di una
legge che escluda corruzione e concussione dalla gamma dei delitti ascoltabili.
Netto anche l'atteggiamento dell'aennina Giulia Bongiorno che per la prima
volta, sulla giustizia, tratta col Cavaliere per conto di Fini. Alla fine, alle
dieci di sera, Berlusconi cede, ma incassa comunque un risultato importante:
dopodomani, al consiglio dei ministri, ci sarà il ddl per limitare le
registrazioni. L'aveva promesso in campagna elettorale, l'aveva annunciato una
settimana fa davanti agli industriali, ora al testo mancano solo dei dettagli,
anche se su alcuni punti strategici. Per sistemarli sono previste riunioni oggi
e domani. Ma per chiudere sono state importanti le parole di Napolitano, col
quale il premier fa sapere di essere "in piena sintonia". Perché il
capo dello Stato ha riconosciuto quello che Berlusconi sostiene da anni: il
problema delle intercettazioni "è reale" e dunque "una stretta è
assolutamente necessaria". Da palazzo Chigi il sottosegretario Gianni
Letta ha rassicurato il Colle sul futuro testo, garantendo che sarà misurato e
punterà a conquistarsi le larghe intese cui si riferisce il presidente. Ma si tratterà
di un intervento legislativo per chiudere comunque "lo scandalo degli
ascolti a catena". Così ripete il Cavaliere più d'una volta quando, verso
le 20 e trenta a palazzo Grazioli, arrivano Ghedini, Maroni, la Bongiorno, il
Guardasigilli Angelino Alfano. I quattro sono stati insieme per tutto il
pomeriggio alla Camera, a leggere e limare le bozze che Ghedini ha messo sul
tavolo. La stretta c'è tutta, basta scorrere i punti del ddl. Innanzitutto il
limite sui reati intercettabili. Dagli attuali cinque si passerebbe a dieci
anni, ma alla fine si finirà per scendere ad otto, in modo da comprendere anche
la corruzione. è molto probabile l'ulteriore sottolineatura: "I reati
contro la pubblica amministrazione rientrano tra quelli che possono essere
messi sotto controllo. Maroni insiste più volte durante la riunione, il nuovo
ddl dev'essere "una sintesi ragionata" dei precedenti progetti
Castelli e Mastella. Ai pm s'imporrà di essere più tassativi e stringenti nelle
richieste. Gli ascolti non potranno durare più di quattro mesi. Non sarà più il
gip, ma un organo collegiale a dare il via libera. Tutti i testi saranno
conservati in un archivio riservato e resterà traccia di chiunque vi acceda
(gli ultimi due punti caldeggiati dalla Bongiorno). Sulle pene per i pubblici
funzionari infedeli che passano le carte e per i giornalisti che le pubblicano
la partita è ancora aperta. Una norma transitoria stabilirà che i processi in
corso sono salvi. L'opposizione. Maroni è convinto che ne vada cercato "il
consenso". Ma la partita non sarà facile soprattutto dopo quanto sta
accadendo sul decreto sicurezza. Il testo oggi sarà approvato in commissione e
andrà subito in aula, ma il Pd è profondamente deluso. Anna Finocchiaro ha
confidato fino all'ultimo in un'apertura, ma si è vista sbattere la porta in
faccia, nonostante le rassicurazioni di Alfano. Sembrava che sull'aggravante
per aumentare le pene ai clandestini potesse passare la formulazione garantista
dei Democratici, ma alla fine ha prevalso il no. Perché, come dice il
sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, "a tutto c'è un
limite". Nel dl non ci saranno le norme sulla prostituzione che Napolitano
ha esplicitamente invitato a mettere nel ddl. Neppure i sindaci avranno poteri
del tutto sganciati dai prefetti come pure voleva la Lega. Ma lì s'è imposto
Maroni: "Non c'è solo Verona, ci sono anche tanti comuni del Sud sotto
minaccia mafiosa. Non possiamo abbassare la guardia".
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Commenti
BASSA MACELLERIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Si dice che in una clinica (una
sola?) di Milano (di Milano!) non un singolo medico pazzo o farabutto, ma un
intero manipolo di medici di ogni ordine e grado, per denaro, contro ogni
giustificazione terapeutica, resecava mammelle, squartava toraci, asportava
polmoni, reimpiegava chiodi infetti, moltiplicava interventi senza speranza,
faceva scempio di persone umane ridotte a corpi, e di corpi ridotti a organi ?
per denaro. "E per fare 15 polmoni... auguri... e no, dico, poi se sei
fortunato che in un mese ti arrivano quattro politraumi e non so dieci fratture
costali, ma cosa fai ti metti ad operare dieci fratture costali perché non hai
pazienti?". Se sei fortunato. Persone sofferenti si mettevano nelle loro
mani, e le loro mani, in solido, le storpiavano fino alla morte per amore del
denaro. E quando ne parlavano, ne parlavano come se fosse un compito seccante
cui non potevano sottrarsi. "Cioè, o tu fai 15 polmoni, o altrimenti non
puoi pagare un'équipe...". Farò di voi pescatori di uomini ? vi ricordate
questa promessa. Ecco la versione dei professionisti della Santa Rita: Merlano:
"Cioè tu pescavi dall'Oltre Po pavese?". Brega Massone: "Ma io
pescavo dappertutto, da Lodi, dove tiravo fuori le mammelle, poi ho cominciato
a pescare anche i polmoni...". Non bastasse il sacrificio di tutte quelle
operazioni indebite, per aggiungere un paio di zeri al salario mensile, a volte
la sfortuna si accaniva su di loro. Come quando per un disguido nella
spedizione si trovano in mano "un tibiale destro al posto di un rotuleo
sinistro", e a quel punto, chi se ne frega, infilano il rotuleo sinistro
nella gamba destra, e per colmo di sfortuna il paziente è un collega, un medico
anche lui: Galasso: ".. sì una roba no noi abbiamo messo ad un collega un
tibiale destro al posto di un rotuleo sinistro, mi vengono già le coliche ma
non importa". Sembra M.A.S.H., nel centro di Milano. Sembra la Gita a
Tindari. Diceva il boss mafioso all'antica: "Noi sapevamo quale era la
linea che separava l'uomo dalla vestia". La linea non fa che retrocedere.
Viene da dire che almeno a Tindari, o nella Cina delle esecuzioni capitali, o
nel mondo dei bambini rapiti, la ferocia ha un suo fine imprenditoriale:
trafficare organi. Nel centro di Milano gli organi andavano a fondo perduto,
solo per compilare moduli del Drg, il rimborso a tariffe. Il seno di una
ragazza, il polmone di un poveretto. La malasanità, a guardarla da qui sembra
umana. L'aggravante della crudeltà, che le titolari della pubblica accusa
milanese hanno elevato, è una mera adesione al tariffario: "Investire su
qualcuno che ha principalmente una patologia oncologica". Investire. Su
qualcuno che ha il cancro ? o attribuirglielo. Mettiamo che siate quel
qualcuno. Quella qualcuna. O un suo caro, una sua cara. Che siate magari uno
del paio di centinaia ancora ricoverati nella clinica, e non siate ancora
scappati in sottoveste e a piedi nudi, se ve ne restavano le forze. C'è un
problema sicurezza, in Italia: fare da sé? Una ronda, in corsia? E ci
scandalizziamo delle morti bianche: carni rosse, morti rosse. Sono dei
dilettanti, i boss della Thyssen, rispetto a questi luminari. Nella caserma di
Bolzaneto, Genova 2001, un medico capo penitenziario e suoi colleghi e
sottoposti si divertirono a torturare e umiliare degli inermi: ma almeno erano
gonfi di fanatismo, di spirito di corpo, di sadismo. Questi della Santa Rita,
come li restituiscono le carte dell'accusa e le registrazioni delle telefonate,
non sono né buoni né cattivi, né esaltati né depressi: sono solo fedeli al
tariffario. (A proposito. C'è una sola cosa peggiore dell'abuso
delle intercettazioni telefoniche: il loro divieto). Manca, per il momento, il
ministero della Salute. In compenso, nel campo della sanità, in particolare in
Lombardia, la privatizzazione ha fatto passi da gigante. Pare che ci fossero
già state condanne di fior di primari per interventi chirurgici non
giustificati: cardiochirurgia, affari di cuore. Bisognerà ammettere che
privatizzazione e amore (privato) per il denaro (pubblico) vanno ancora
assieme, a meraviglia. In un paese ordinato la sanità dev'essere pubblica, e si
deve tenere una sobrietà, quanto al denaro. Naturalmente, l'amore per il
denaro, la passione del denaro, non è destinata inevitabilmente a travolgere il
rispetto per i polmoni e i reni e i seni altrui. Infatti, quando succede,
diciamo: Non ci posso credere. C'è però una complicazione. Se avete un amico
medico, o un vostro medico di fiducia ? di fiducia, sul serio ? provate a
dirgli come siete esterrefatti e costernati per la notizia milanese. Scuoterà
la testa. Di tutte le categorie, la meno incredula rispetto alla macelleria
burocratica della Santa Rita, quella che ci può credere, senza neanche tanta
fatica, è la categoria dei medici. Qualcuno, esagerando per l'amarezza,
arriverà a dirvi: "è tutto così". Non è vero. Ma che cosa sarà di un
popolo costretto a dubitare che i propri medici siano così?.
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cultura
QUELLE DONNE Un libro-denuncia che racconta un anno di "ordinaria"
violenza trecento storie tutte vere assassinate Il 91,6 per cento degli stupri
non viene denunciato e nonostante ci siano ormai ottime leggi ottenute dal
femminismo la paura impedisce alle vittime di parlare Tra le autrici Dacia
Maraini, Elena Gianini Belotti, Lia Levi e Chiara Valentini Permane nel nostro
paese un inconscio collettivo arcaico maschilista LAURA LILLI Eran trecento, ma
non erano giovani e forti, come quelli della Spigolatrice di Sapri. Ma, come
loro, sono morte. Morte, non morti. Erano donne, infatti, non uomini. E sono
state uccise da violente mani maschili. Molte erano giovani come gli eroi di
Sapri, alcune quasi bambine. Altre erano di mezza età e altre ancora anziane:
una di 78 anni. Molte non erano attraenti. Le loro vite non avevano nulla di
eroico, a parte gli eroismi quotidiani, invisibili per gli uomini, di cui è
fatta l'esistenza femminile. Non avevano utopie, o straordinari progetti di
vita. Nemmeno erano femministe. Semplicemente, qualcuno le aveva messe al mondo
- spesso, ma non sempre, in circostanze disagiate - e vivevano: vite, a volte,
anche banali o infelici. Molte sono morte nel senso fisico del termine: hanno
smesso di respirare dopo essere state perseguitate, brutalizzate, stuprate,
strangolate, accoltellate, uccise da pistole, martelli, bastoni, perfino da un
lanciafiamme fabbricato in casa. Con accanimento, ferocia e furia difficilmente
immaginabili tra esseri umani. Molte altre, invece (e chissà se non sia peggio)
sono morte "dentro": divenute mentalmente inerti, come vegetali.
Incapaci di sorridere, di progettare, di amare. Il loro devastato paesaggio
interiore è lunare, privo di vita. Le loro storie sono "fatti di
cronaca", ripresi, mese per mese, in un prezioso libro che non ha
precedenti e che non c'è dubbio presto diventerà un importante strumento di
lavoro: Amorosi assassini/ Storie di violenze sulla donne, che sta per uscire
da Laterza (pagg. 261, euro 16). Ne sono autrici tredici donne del gruppo femminista
Controparola. Le notizie, ordinate cronologicamente mese per mese nel 2006,
sono state riscritte - per ogni capitolo, una a turno in modo più esteso - e si
leggono come brevi pezzi di narrativa noir. Controparola, è composto, com' è
noto, da sole donne "di penna": narratrici e saggiste come Dacia
Maraini, Elena Gianini Belotti, Lia Levi; giornaliste e saggiste come Chiara
Valentini, Elena Doni, Maria Serena Palieri, Claudia Galimberti, Paola
Gaglianone, Simona Tagliaventi, Cristiana di San Marzano, Francesca Sancin. E
universitarie, ricercatrici, saggiste e collaboratrici di prestigiosi
quotidiani come Mirella Serri o Marina Addis Saba. Il gruppo esiste da molti
anni, e ha già pubblicato, nel 2001 un altro importante volume: Il Novecento
delle Italiane/una storia ancora da raccontare (Editori Riuniti). Trecento
storie sono tante. Messe in fila - e non sgocciolate giorno per giorno in
qualche pagina di cronaca, spesso locale - formano una massa imponente, che non
può passare inosservata, suscitando semplici commenti di disapprovazione.
Secondo Marx, ad un certo punto la quantità diventa qualità. E' vero. Queste
trecento storie di donne - si badi, un semplice campione, la punta di un
iceberg, avverte l'introduzione - ci mettono di colpo davanti agli occhi un
impressionante fenomeno sociale del nostro tempo, per il quale l'aggettivo
"inquietante" non basta più. Ci vuole anche un giudizio di valore,
come "mostruoso", "spregevole". Esso deve farci riflettere
- e provocare risposte efficaci - non meno di grandi e drammatici temi sociali
come la fame nel mondo, la pena di morte, i diritti civili, la tortura.
L'introduzione fornisce terrificanti cifre Istat. Nel 2006 sono 112 le donne
uccise da un marito, un fidanzato o un "ex", che quasi mai accetta di
esserlo, anche se vive con un'altra donna (uno addirittura, teneva segregata la
moglie mentre viveva con una nuova compagna). Nello stesso anno, il Ministero
dell'Interno ha registrato 4500 denunce di donne a polizia e carabinieri per
violenze, abusi, aggressioni. E da un'altra ricerca Istat elaborata in cinque
anni su 25.000 donne tra il 16 e i 70 anni, risulta che il 91,6% degli stupri
non viene denunciato. E si va al 96% quando le aggressioni sono non sessuali:
molestie nei luoghi di lavoro, stalking (persecuzione ossessiva, che oggi può
essere aiutata da computer e cellulari), violenza psicologica, specie nel
matrimonio (ingiurie, umiliazioni, minacce). Perché le donne non parlano? In
primo luogo per paura. Poi, per difficoltà familiari e anche - incredibile ma vero
- per non danneggiare il persecutore. Del resto, spesso (non sempre) anche
quando denunciano, non fa differenza, grazie a un'omertà maschile così forte e
profonda da sembrare "naturale". Anni fa fece rumore il film Processo
per stupro, in cui la donna che accusava finiva per essere l'accusata: lei
"provocava", "ci stava", "se l'è voluta" etc.
Oggi questo avviene in misura minore. E ci sono ottime leggi ottenute dal
femminismo. Ma l'inconscio è lontano dalle leggi. Così le denunce si accumulano
una sull'altra negli uffici di polizia? Il 22 novembre 2005, all'alba, prima di
entrare in fabbrica, la giovane Deborah, un'operaia del biellese viene uccisa
con sette pugnalate e lasciata sull'asfalto. Si scoprirà che l'assassino,
Emiliano Santangelo - che finirà per soffocarsi in carcere con un sacchetto di
plastica - la perseguitava con molestie e violenze sessuali già da dieci anni,
quando ancora era ragazzina. Lei ogni volta era andata al commissariato: ma le
denunce erano restate lì. Tanto che l'allora ministro della giustizia Castelli,
il 27 febbraio chiese ufficialmente scusa alla famiglia, e inviò ispettori del
Ministero al tribunale di Biella per appurare se tutto il possibile fosse stato
fatto per salvarla. Ora la famiglia vuol chiede un congruo risarcimento allo
Stato. La casistica è infinita, ed è anche uno specchio dell'Italia di oggi,
sospesa fra tecnologia in continuo rinnovamento, leggi recenti e un inconscio
collettivo arcaico. Ci sono figli che ammazzano la madre, educati come sono
alla scuola della violenza paterna. C'è un impiegato di banca sposato con prole
che, conosciuta e corteggiata chattando (!) un'adolescente di un'altra città,
prende un giorno di ferie e, come dice il titolo di un famoso film, Va, (la
stupra) l'ammazza e ritorna. C'è un prete stupratore "seriale": padre
Fedele, al secolo Francesco Bisceglie, 69 anni, fondatore di una "Oasi di
accoglienza francescana" in provincia di Cosenza, impegnato anche in
missioni in Africa. Una suora lo accusa di averla violentata da sola e in
gruppo, e una serie di intercettazioni le dà ragione (ecco
a cosa servono!). Il frate violenta anche le collaboratrici volontarie e si fa
spesso riprendere con belle giovani poco vestite, che afferma di aver
"convertito". A lungo riempie le cronache dei giornali. Infine, il 23
gennaio 2006, finisce in galera. Tante storie di donne-vittime ma anche
di uomini-carnefici - molti dei quali esaltati, malati o disperati, poi
finiscono per suicidarsi - ci parlano di una inquietante psiche maschile
collettivamente malata. Forse dal femminismo molti uomini italiani, ricchi o
poveri, colti e meno colti, hanno avuto uno choc paralizzante. Così, invece di
ascoltarne le ragioni e provare ad adeguarvisi, si sono limitati a sentirsi
vittime assetate di vendetta. Spossessati di un potere assoluto - quello sulla
donna - che sentivano appartenergli per diritto di nascita, non hanno avuto la
forza o la capacità di accettare la nuova realtà dei rapporti umani. Non caso,
dice l'Istat, mentre gli omicidi in generale diminuiscono, quelli di donne
aumentano. Perché questo sinistro primato dell'Italia in Europa? Un tentativo
di risposta potrebbe trovarsi nella constatazione che l'Italia è il Paese in
cui più diretta e intensa è l'eredità classica, con tutta la sua misoginia.
Eredità viva ed ininterrotta fino ad oggi grazie alla Chiesa - anzi
intensificata dopo la Controriforma. In ogni caso, c'è un enorme lavoro di
rieducazione da fare, cominciando dai bambini piccoli, già alla scuola materna
(nessuno è di nessuno, le persone non sono cose, la violenza è brutta, etc). Un
poco, il senso comune sta già cambiando: spesso sono i vicini di casa, sentendo
grida eccezionali, ad avvertire polizia e carabinieri, riuscendo a evitare il
peggio. Ci sono progetti al Ministero delle Pari Opportunità. Nel cosiddetto
"Pacchetto sicurezza" è stata approvata la norma che concede il
permesso di soggiorno alle immigrate che denuncino violenze subite in famiglia.
E nella solita "bravissima" Spagna, già dal 2005 - in una situazione
assai meno grave della nostra - esistono nuove leggi e strumenti, tra cui un
"tribunale di genere".
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
XI - Palermo Blitz nelle officine delle auto rubate Business dei ricambi: la
centrale a Brancaccio, ventisei arresti In sole 72 ore ogni vettura era
sezionata e i pezzi venivano ceduti ai carrozzieri CARLA INCORVAIA SALVO
PALAZZOLO Era l'unico Ciaramitaro rimasto a Brancaccio, era il fratello di un
pentito di rango ma veniva ossequiato. Davvero inusuale. Pietro Ciaramitaro era
un vero rebus nelle indagini della squadra mobile: le telecamere nascoste fra le
viuzze del quartiere hanno fatto emergere che non era ancora assurto agli onori
mafiosi del fratello Giovanni, killer del gruppo di fuoco di Leoluca Bagarella,
ma aveva ormai avviato con successo un'azienda criminale specializzata nei
furti di Smart, Mini Cooper, Toyota Yaris, Lancia Y, Fiat Punto e Panda. Ogni
quattro giorni un'auto finiva in un deposito di via Piano del fico, zona via
Messina Marine: 72 ore dopo, ne usciva sezionata. I pezzi di ricambio hanno
alimentato per mesi il mercato clandestino ma anche quello legale. Perché quei
pezzi venivano venduti, a metà del prezzo di listino, a officine e negozi di
ricambi, che poi li smerciavano a ignari clienti come fossero nuovi. Le
indagini della sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile, coordinate
dal sostituto procuratore Marzia Sabella, hanno portato a 26 arresti. "Nel
2006 i furti di Smart e Mini Cooper avevano subito un'impennata del 25 per
cento ? spiega il questore Giuseppe Caruso durante la conferenza stampa ? un
vero e proprio record". In quattro mesi, le indagini riuscirono a
decifrare cosa c'era dietro. In quel periodo il giro d'affari della banda era
stato di un milione di euro, 10 mila euro al giorno. "Le
intercettazioni si sono rivelate fondamentali", spiega il questore.
"Senza le intercettazioni sarebbero stati impossibili questi
arresti", ribadisce il capo della squadra mobile, Maurizio Calvino. Il
boss dell'organizzazione era Pietro Di Mariano. Ciaramitaro e Antonino
Filippone erano i suoi più stretti collaboratori, oltreché quasi parenti, per
aver sposato la sorella e la cugina. Anche le mogli si davano un gran da fare:
in manette sono così finite la signora Ciaramitaro, Giuseppa Di Mariano, e la
signora Di Mariano, Francesca Di Fresco. Tutti andavano spesso nel deposito di via
Piano del fico, nelle campagne fra Brancaccio e Villabate. Per telefono
parlavano in codice. "Il giardino" era il deposito. "Bisogna
andare a lavorare" era l'appuntamento. "La putia" era il luogo
di un furto. "Verdura e broccoli", i pezzi di ricambio. L'organizzazione
attendeva due giorni prima di smontare le auto: "Dove ci facciamo il
sonno", dicevano Di Mariano e Ciaramitaro per indicare il sito di
decantanzione, in via Trimarchi. "Era un sistema per evitare, nel caso in
cui i ladri fossero stati sorpresi in flagranza, di portare le forze
dell'ordine al capannone principale ? spiega Silvia Como, che dirige la sezione
reati contro il patrimonio della Mobile ? ma quell'attesa serviva soprattutto
ad aspettare eventuali reclami". Le chiamate arrivavano puntuali: da
parenti di mafiosi, ma anche da professionisti, che cercavano (e trovavano
sempre) un buon intermediario per recuperare l'auto, magari dietro pagamento.
L'organizzazione poteva poi contare su un terzo deposito, accanto al
"giardino": lì andavano i ricambi non venduti a officine e negozi, a
disposizione di acquirenti al minuto, che non mancavano mai. Gli ultimi
intercettati sono stati un medico e il titolare di una fabbrica di materassi,
adesso indagati.
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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XI - Palermo Gli autodemolitori coinvolti. Nel mirino soprattutto le Smart, le
Mini e le Yaris Il "lavoro" dei meccanici d'oro Molti furti erano su
commissione Il record di Benny in soli due mesi otto "acquisti" Una
rete di insospettabili complici ruotava attorno alla banda dei ladri di
Brancaccio. Titolari e gestori di autofficine e di rivendite d'auto. Nel blitz
della squadra mobile è finito un lungo elenco di fiancheggiatori. E altri 45
sono indagati a piede libero: fra loro ci sono anche professionisti,
proprietari di Smart e Mini Cooper, che si rifornivano di pezzi di ricambio dai
complici dell'organizzazione. In manette è finito Giuseppe Randazzo, 45 anni,
titolare dell'autocarrozzeria "Randazzo" di via Mandalà 16, nei
pressi del Grande Migliore di viale Regione. Le indagini hanno accertato che
acquistava ricambi rubati da Vincenzo Cavaliere, 42 anni, uno dei principali
intermediari della banda di Brancaccio. Randazzo era un cliente assiduo, ma un
pessimo pagatore. Di lui si lamenta Pietro Di Mariano con Cavaliere, non
sospettando di essere intercettato: "Vai ? dice - o ti ritorna le cose o
ti fai dare i soldi, diglielo". Il cliente più assiduo della gang era
Benedetto Scordi, detto Benny, 30 anni, che operava all'interno
dell'autodemolizione "Rapace" di viale Regione Siciliana, sulla
strada laterale che costeggia la A19, poco prima di Villabate. In meno di due
mesi le intercettazioni hanno registrato non solo gli acquisti di Scordi ma
anche i suoi favori alla banda: in qualche occasione, aveva prestato dei pezzi
per la messa in moto delle auto da rubare. Benny era l'unico cliente a
conoscere l'ubicazione del deposito di via Trimarchi. E quando i carabinieri
avevano fatto un controllo in via del Fico, nel febbraio 2006, era stato ancora
Benny ad aiutare Di Mariano a trasferire i ricambi in un altro deposito. In
manette anche Settimo Turturella, 37 anni, gestore di un'officina meccanica in
via Mario Benso 6, nonché di una rivendita di veicoli usati
in corso dei Mille 308/f: è stato intercettato mentre ordinava a Di Mariano
pezzi di ricambio, a cento euro cadauno. Rapporti di compravendita sono stati
intercettati dalla polizia con Giovanni Marino, 29 anni, gestore di un'officina
metallurgica di Ficarazzi; con Maurizio Miceli, 28 anni, gestore di una
rivendita di autoveicoli; con Francesco Orlando, 38 anni, titolare di
un'officina in via Gangitano 2; con Francesco Morici, 39 anni, gestore di
un'autofficina a Portella di Mare. Carcere pure per Carmelo Barranco, 34 anni,
elettrauto di via Vincenzo Vitale, che aveva più volte richiesto alla banda dei
climatizzatori per Fiat Seicento. Poi, per Rosario e Gaspare Rotolo, 30 e 34
anni, gestori di un'autorivendita a Misilmeri. Manette per Pietro Alfano, 46
anni, meccanico in via Baglio Verdone 9; Giovanni Navarra, 49 anni,
l'autotrasportatore che guidava il camion utilizzato dalla banda. Il genero,
Mario Francesco Romano, 29 anni, si occupava invece di procacciare affari a
Termini Imerese. Lorenzo Filizzola, 34 anni, titolare dell'autodemolizione
"Autoecofil" di viale Regione, è finito invece in cella perché
prestava invece i suoi servizi a Di Mariano, fornendo i documenti di auto già
demolite.
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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XI - Genova La Spoon river incompiuta nel Pd della Lanterna ETTORE BOFFANO
(segue dalla prima di cronaca) uestione grave e irrisolta in una città e in una
regione governate dal centrosinistra e che, per paradosso, condividono con
ancora più partecipazione il travaglio e lo stato confusionale nei quali versa
il partito guidato da Walter Veltroni. è questa una stagione fatta di rapporti
dolciastri con Berlusconi, di scontri sotterranei (da D'Alema a Rutelli), di
scelte impossibili tra il socialismo e il cattolicesimo democratico europei, di
una guerra tra le due ex anime del nuovo partito (i Ds e la Margherita) che,
almeno sul fronte cattolico, trova in "Famiglia Cristiana" il
caposaldo da cui sparare sull'indifeso Loft veltroniano. Una carsica voglia di
scisma che la rottura di Marco Bertolotto a Savona sembra adesso interpretare
con efficacia. Ma qui a Genova, nel "villaggio di Asterix" di Marta
Vincenzi e Claudio Burlando, squassato dagli scandali, dai sospetti giudiziari
e dai "venticelli" delle intercettazioni,
attraversato da una "Tangentopoli da recessione economica" che ha
fatto traballare Tursi e certe ipocrisie del perbenismo postcomunista genovese,
non è la questione nazionale che pretende le risposte più immediate. Si tratta
invece del Pd locale, di quella sua fragile cifra e di quella sua asfittica
presenza uscite dalle urne che hanno sancito la "sconfitta
nazionale", ma anche la "tenuta locale". Insomma, chi comanda
davvero oggi nel Pd genovese? O meglio: esiste un partito capace di comandare
nella parte politica che gli spetta? E quali sono le strategie e le idee, prima
ancora che per costruire e organizzare il partito, per rilanciare soprattutto
l'immagine della giunta regionale e del suo presidente in vista del voto del
2010 e per riempire quel considerevole consenso che ancora c'è attorno al
sindaco Vincenzi (come ha dimostrato il recente sondaggio di Ipr Marketing per
la Repubblica) costringendo l'amministrazione comunale a passare dalla
"politica degli annunci" alla "politica del fare" su
questioni strategiche per la città come l'inceneritore, la gronda, il terzo
valico, le immaginazioni di Renzo Piano e il waterfront? La risposta sarebbe
facile, se il partito avesse qui una sua classe dirigente ben definita, un suo
gruppo parlamentare limitato a Roma dal difficile ruolo di un'opposizione
schiacciata e debolissima, ma capace invece nella realtà che l'ha espresso di
fornire coraggio politico, contributi di idee e anche autorevolezza per
decidere e imporre. Ma così non è: perché la collina della "Spoon
River" ligure è qui, ma i suoi personaggi sono quasi tutti altrove. Ad un
tempo reali e irreali per chi li ha votati: sono lontani e lo sono
definitivamente. Chi si ricorda infatti dell'ultimo direttore del
"Popolo", Garofani, e chi rammenta ancora il cognome di Lusi, l'ex
cassiere nazionale della Margherita? Ma soprattutto, chi ha visto Giovanna
Melandri, la ministra che, nelle interviste elettorali e poi in quelle della
sconfitta, aveva spergiurato che avrebbe continuato ad essere per davvero una
parlamentare della Liguria? E chi l'ha vista e l'ha sentita (un fax, una
dichiarazione all'Ansa, una telefonata, un intervento in un blog almeno, anche
solo un biglietto postale) nei giorni tristi delle lacrime di Marta Vincenzi e
delle manette per il piccolo rampante di Tursi, Stefano Francesca? Senza offesa
per gli altri, i "nazionali" Roberta Pinotti e Andrea Orlando, o per
chi è rimasto sul territorio come Sabina Rossa, Massimo Zunino e Claudio
Gustavino. E soprattutto per quel Mario Tullo che, nei giorni della formazione
delle liste elettorali, era costretto a mediare (e a far finta di crederci) tra
la sua candidatura, le imposizioni romane e la necessità di non farsi
travolgere dal vento imperiese di Scajola. La fine di questa storia è nota a tutti:
la sconfitta in Liguria e la tenuta a Genova. Senza infamia e senza lode. Oggi,
però, gli avvenimenti hanno già mutato, e profondamente, lo scenario dove il Pd
resta nell'ombra, non è mai protagonista. In una città che, aldilà dei suoi
leader scelti con sistemi elettorali che, come direbbe Massimo D'Alema,
trasformano i sindaci e i governatori regionali in "cacicchi",
avrebbe bisogno di un partito, di una organizzazione e di una rappresentanza
reale e forte del consenso, di dirigenti capaci di stimolare e di pretendere
l'innovazione e il cambiamento. E dove ogni tanto, un po' tra il riso e un po'
tra l'amarezza, qualcuno mormora ancora: "Cercasi Giovanna, cercasi
Giovanna Melandri disperatamente...".
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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IV - Firenze L'iniziativa L'anziano La madre La patente della libertà Scuola
guida gratis alle badanti: 25 posti, 250 richieste Svolta per le immigrate Le
lezioni sono troppo care e in pochissime hanno già la licenza: Fate e Provincia hanno intercettato un bisogno Si presenta con la
sua assistente e dice: se lei imparasse, poi mi potrebbe portare in auto a fare
le analisi Ho un figlio di 15 anni, mio marito è invalido: se non mi sposto in
macchina non riesco a trovare un impiego LAURA MONTANARI Il posto dove si
presentano, con i loro cento lavori, lacrime e affanni, magliette
sbracciate e sandali, storie che non sospetti, viaggi, figli, pensieri grossi
come rughe, è questa stanza-corridoio con grandi foto di donne e di bambini in
bianco e nero alle pareti. Un tavolo e una volontaria di F.a.t.e. (associazione
per la promozione sociale) che è come un pescatore che a sera tira su le reti e
conta, fogli, documenti, storie: in nove giorni si sono presentate più di 250
donne straniere ed extracomunitarie. Chiedono tutte la stessa cosa, una patente
gratis per guidare la macchina. Può sembrare una piccola cosa, una goccia nel
mare dei bisogni quotidiani, ma è un gradino per salire le scale, inseguire un
lavoro. Quel gradino è stato costruito dalle donne per altre donne, da Maria
Zipoli e dall'associazione F.a.t.e e da Alessia Ballini, assessore alla
Cooperazione internazionale della Provincia di Firenze che ha trovato i fondi e
la strada per avviare questo progetto che mette a nudo un bisogno. Venticinque
i posti alla scuola guida delle patenti gratis, ma la coda è lunga e la
selezione una spina per i volontari. Basta sedersi e ascoltare quanta
immigrazione entra qua in via San Gallo 133r, si siede, consegna fotocopie di
documenti di identità, residenza, compila moduli che chiede: "è davvero
gratis?". Peruviane, nigeriane, ucraine, brasiliane, tunisine, una di
diciotto anni e un mese, una di sessant'anni e cento contratti presi, persi,
cercati. Un pensionato malmesso sulle gambe è arrivato l'altra mattina con la
sua badante, "vede se lei potesse avere la patente, mi accompagnerebbe a
fare gli esami del sangue o gli altri controlli...". Severina, 43 anni,
brasiliana, si è seduta: "grazie che bella opportunità", ha detto con
un sorriso largo così al colloquio, prima di raccontare che in Brasile organizzava
eventi culturali e qui lavora in due famiglie per le pulizie e da un pensionato
nel fine settimana ("faccio la notte, dalle
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
VII - Firenze L'assessore "La sanità legata al profitto è molto
pericolosa" Rossi dice di non voler "demonizzare il privato"
"La sanità del più si opera più si guadagna, della continua ricerca del
profitto è molto pericolosa. Il sistema toscano è diverso, basa la sua offerta
sulla programmazione dei bisogni sanitari". L'assessore alla salute della
Toscana Enrico Rossi interviene sulla vicenda della clinica milanese. "Si
tratta di un fatto criminale e come tale non può essere automaticamente
generalizzato. Però spinge a due riflessioni. La prima è che la sanità legata
al profitto spinge a produrre il più possibile, cosa che
nelle intercettazioni dell'inchiesta viene fuori chiaramente. Si cercano di
fare più interventi per fatturare di più. Sono profondamente convinto che
alcune attività umane, come la sanità, debbano restare quanto più possibile in
mano pubblica. Non demonizzo il privato, ma deve essere integrato".
Per la seconda riflessione Rossi fa riferimento al sistema dei drg, che sono i
codici con cui si identificano le varie prestazioni, dagli esami agli
interventi chirurgici, quando devono essere rimborsate, al pubblico e al
privato convenzionato. "Umberto Veronesi su Repubblica li ha definiti un
ottimo strumento, tuttavia possono spingere a fare prestazioni sanitarie sulla
base della convenienza economica piuttosto che sull'esigenza del paziente.
Inoltre sposta verso l'alta specialità, cioè gli interventi più complessi e
meglio remunerati, l'attività sanitaria. E invece c'è bisogno anche della bassa
specialità. Anche per questo noi usiamo sempre meno i drg per stabilire i
budget delle aziende ospedaliere. E il lavoro richiesto ai privati
convenzionati viene programmato, come tutto il resto delle prestazioni,
partendo dai bisogni dei cittadini, calcolati anche a partire dagli anni
precedenti". (mi.bo.).
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 138
del 2008-06-11 pagina 4 Spaccio di droga: gang cinese in cella di Redazione Si
è conclusa con nove cinesi e un albanese in manette, più altri nove asiatici
ricercati, l'operazione "Aquila nera" che ha consentito di sgominare
una banda specializzata nello smercio di ecstasy e ketamina. L'inchiesta è una
costola delle indagini avviate un paio d'anni fa per individuare i nove cinesi,
sei dei quali poi arrestati, che violentarono una connazionale di 17 anni. Un paio di frasi intercettate misero gli investigatori sulle
tracce di questa organizzazione che si era specializzata nell'organizzare feste
nei locali del Nord Italia, da rifornire poi con sostanze stupefacenti. Un
mercato piuttosto redditizio, che aveva reso sempre più aggressivi i componenti
della banda che l'anno scorso organizzarono una spedizione punitiva a Padova,
conclusa con l'accoltellamento di tre connazionali. Ma le armi bianche non
bastavano più, gli intraprendenti asiatici avevano deciso di dotarsi di un
mitragliatore e qui era entrato in gioco l'albanese che procurò un Kalashnikov.
Ma il 3 novembre, al momento della consegna, un "casuale" controllo
di polizia aveva permesso il sequestro del fucile. Come altri fortuiti
controlli avevano consentito il sequestro di diverse partite di droga. E ieri
al termine di un anno di indagini, gli investigatori della sezione criminalità
straniera della mobile hanno fatto scattare le manette. Il gip aveva firmato 19
ordinanze di custodia cautelare in carcere, ma gli agenti sono riusciti ad
arrestare 10 persone, di età compresa tra i 28 e i 38 anni, tra cui anche una
ragazza 24enne. I fuggiaschi, tutti cinesi, dovrebbero trovarsi in patria e c'è
la speranza di ammanettarli al loro rientro in Italia. Complessivamente la
polizia ha sequestrato 1.540 pastiglie di ecstasy e oltre di
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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III - Bari L'intervista Liguori: "Una volta gli spacciatori non venivano
accettati dal quartiere" "I venditori di morte della porta
accanto" Allarme del capo della Mobile "Con la Dda stiamo articolando
un piano di intervento" MARA CHIARELLI "Fino ad alcuni anni fa, avere
uno spacciatore alla porta accanto non era tollerato dall'opinione pubblica, si
accettava il ladro, il ricettatore ma lo spacciatore no perché vendeva morte.
Ora sì, perché è lavoro, è merce. Si è perso il senso di illegalità del
fenomeno, che si vede come soluzione alla mancanza di lavoro o a quello che non
si accetta". è faticoso per la polizia stroncare l'attività di spaccio, in
città ma in particolare al quartiere ghetto San Pio, dove la questione morale
si intreccia alle difficoltà pratiche di accesso a zone sorvegliate dalla
malavita. Lo spiega il dirigente della Squadra Mobile, Luigi Liguori.
Dall'inizio dell'anno ne avete arrestati 15. Non è poco. "Sì, ottenere 15
arresti in quel contesto criminale di alta sorveglianza e presenza di soggetti
che delinquono è un risultato importante. Ma non ripaga". Che intende?
"è la conformazione che ti crea problemi nell'entrare, ancora peggio che
nel fortino di Japigia. Parlo del ristrettissimo spiazzo dei portici, dove c'è
una concentrazione elevata di spacciatori. E c'è un altro problema di
fondo". Quale? "Lo spaccio sta diventando quello che in realtà è, una
forma di contrabbando, vendere merce vietata. Si sta perdendo la sensazione di
illegalità del fenomeno. Quella parte di persone dedita al crimine vive in una
sorta di abitualità". Come incide sulla vostra attività? "è difficile
trovare le basi per operare, la possibilità di agire. Anche collocare l'operatore
che osserva richiede una particolare sofisticazione investigativa. Ormai
comunicano tra di loro con ricetrasmittenti, su frequenze loro, le abbiamo
anche sequestrate. Se si spostano di 50-
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 138
del 2008-06-11 pagina 5 "Io, senza un polmone Se vedessi quel medico gli
urlerei: assassino" di Luca Fazzo Il racconto di una delle vittime:
"Il dottor Brega mi ha operato senza motivo. Avevo una salute di ferro,
ora mi ammalo di continuo" da Milano No, pare proprio che non sia vero che
alla clinica Santa Rita - quando si accorsero di quel che accadeva nel reparto
di chirurgia toracica - abbiano fatto terra bruciata intorno al primario
Pierpaolo Brega Massone e alla sua cricca. La versione che viene fatta
circolare in queste ore dai vertici della clinica - tesa a ridimensionare
l'operato di Brega, a ridurlo al rango di scheggia impazzita - viene smentita
platealmente da un piccolo, decisivo dettaglio. A riferirlo al Giornale è una
delle decine di vittime di Brega. Si chiama Alfredo Scordo e racconta che
quando vi furono le prime avvisaglie del caso, la direzione della casa di cura
contattò uno per uno i pazienti di Brega. Per chiedere loro scusa, per offrire
risarcimenti? Niente affatto. Chiedeva che firmassero una petizione in difesa
del reparto. Che prendessero posizione pubblica in difesa del medico che li
aveva devastati senza motivo. "Io sono vecchio - dice Scordo - però cerco
ancora di ragionare con la mia testa. E mi chiedo: è giusto
proibire le intercettazioni, come leggo sui giornali in questi giorni? Se non
ci fossero state le intercettazioni, questi signori sarebbero ancora tutti al
loro posto, a farsi i comodi loro". Tossisce. Prende fiato. Tossisce di
nuovo. "Ecco, da quando mi hanno operato alla Santa Rita è sempre così.
Prima non mi ammalavo mai. Adesso mi ammalo sempre. È come se mi avessero rotto
qualcosa dentro". Qualcosa dentro gliel'hanno rotto per davvero. Un
polmone, il sinistro. Gliene hanno portato via un pezzo, senza motivo alcuno.
Scordo aveva una polmonite che stava guarendo, e alla Santa Rita lo sapevano
bene perché le lastre avevano raccontato tutto. Ma lo hanno operato ugualmente
e gli hanno affettato un polmone. Il suo è uno dei casi che hanno indignato
maggiormente i periti: "C'è da rimanere allibiti di fronte ad un
comportamento del genere, manca totalmente il rispetto per il malato e per la
vita altrui", scrivono. Lui, Scordo, 76 anni, calabrese di Gioia Tauro,
non riesce a prenderla con filosofia. Seduto al suo tavolo, nella carrozzeria
agli inizi di viale Padova, racconta, e si vede la rabbia che gli monta dentro.
"Avevo una polmonite, mi hanno ricoverato in Santa Rita, poi mi hanno dimesso
dicendomi: le faremo sapere. Dopo un po' di giorni Brega mi ha chiamato e mi ha
detto che mi doveva operare. Non mi ha spiegato niente, stava sul vago, mi ha
detto che nel mio polmone c'era una macchiolina. Mi ha fatto firmare una carta
e mi ha portato in sala operatoria. All'uscita mi ha detto: tutto bene, abbiamo
tolto la macchia". Invece la "macchia" non c'era. "Da quel
giorno ho iniziato a stare male, ad ammalarmi a ripetizione, mentre prima
dell'operazione avevo una salute di ferro. E sa qual è la cosa più incredibile?
Che in gennaio mi telefonano dalla Santa Rita, io credevo che mi cercassero per
un controllo, invece mi fanno: dovrebbe venire qui in via Jommelli a firmare
una petizione contro la chiusura del reparto di chirurgia toracica". C'è andato?
"Neanche per sogno. Ormai sentivo puzza di bruciato. E infatti due mesi
dopo mi chiama la Guardia di finanza e mi racconta quello che hanno scoperto.
Quel giorno, per la prima volta, ho saputo esattamente cosa mi avevano fatto
durante l'operazione. Ma come è possibile, mi dico. Io mi ero fidato di loro,
avevo messo la mia vita nelle loro mani". Adesso Brega è a San Vittore. Se
lo incontrasse per strada cosa gli direbbe? "Gli direi che è un
assassino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 138
del 2008-06-11 pagina 6 "Il Csm troppo tenero coi Pm che sbagliano Serve
più autocritica" di Roberto Scafuri Il presidente del Tribunale di Roma:
alcune toghe troppo in tv. È finita la stagione delle ostilità con la politica
da Roma Per vederci chiaro sulla questione delle intercettazioni, è corso a
comprare l'ultimissimo aggiornamento del codice. Pagandolo di tasca propria,
perché non ne ha trovati in ufficio e "non mi va di sottrarre risorse a
cose più importanti". Da pochi mesi alla guida del Tribunale più grande
d'Europa, quello di Roma, Paolo De Fiore è persona affabile e sobria, di vedute
larghe e prive di paraocchi. Misurato nei toni e (persino) nei pensieri. Uomo
non "per tutte le stagioni", si sarebbe detto un tempo. Questa che si
è aperta, fondandosi sul buonsenso e la ragione, gli si confà. Lo ammette senza
esitazioni, essendo reduce dal congresso dell'Anm. "Il clima è cambiato,
tra magistratura e politica mi pare che finalmente non si avverta più ostilità,
c'è il reciproco riconoscimento della buona fede d'intenti. Il desiderio di
innovare nell'interesse del cittadino". Ha lanciato un grido d'allarme
sulla situazione del Tribunale, specie sulla sicurezza, gli organici, la
lentezza dei processi. "Questo è un mostro con otto sedi. In alcuni casi,
una terra di nessuno dove chiunque può entrare, persino con borse e borsoni
senza alcun controllo. Grazie alla collaborazione con il nuovo ministro delle
Infrastrutture, presto riusciremo a mettere metal detector e telecamere".
Se la macchina non funziona, la politica avrà le sue colpe, ma anche i
magistrati... "Certo, un po' d'autocritica non avrebbe guastato, la
magistratura ha avuto le sue colpe. E molti di noi avvertono la grande
responsabilità d'essere in un'oggettiva condizione di difficoltà. Dando spesso
una risposta inefficiente alla giusta domanda di giustizia dei cittadini".
Alcuni magistrati sbagliano, studiano male le carte, lavorano poco. E magari
non vengono puniti. "Il Csm è stato talora troppo indulgente nel non
reprimere comportamenti disciplinarmente rilevanti. Ma ora mi sembra che stia
correndo ai ripari". Alcuni giudici sono più in tivù che in Tribunale.
"Capita nell'attività inquirente, e la sovraesposizione mediatica deve
essere scongiurata. Anche per questo, qui a Roma, ho istituito un ufficio
stampa che canalizzi le informazioni all'esterno: si aiutano i giornalisti, ma
nel contempo possiamo avere traccia delle fonti informative. Se i suoi colleghi
ne approfittassero, rispetteremmo di più i diritti di garanzia ed eviteremmo il
proliferare di certe talpe...". Il governo promette il
giro di vite sulle intercettazioni... "Condivido quanto dice il ministro
Guardasigilli, che si sta meritando l'apprezzamento generale. Spesso le
intercettazioni sono invasive. Dobbiamo quindi stare attenti al bilanciamento
tra il valore della privacy e l'interesse del cittadino a essere tutelato dalle
malefatte, al suo bisogno di sicurezza: come si fa a indagare su un
traffico di stupefacenti, senza intercettazioni? E credo che basterebbe
innalzare un po' il limite già previsto dal codice, per evitarne l'uso nei
reati meno gravi". Il problema maggiore è che poi finiscono sulla prima
pagina dei giornali. "È intollerabile, se riguardano soggetti non
coinvolti o fatti non attinenti al reato perseguito. Penso che potremmo ridurne
di molto la divulgazione, se la segretezza delle notizie fosse estesa al
deposito degli atti previsto dopo l'esecuzione di un ordine di custodia
cautelare. La norma dell'articolo 379 bis è di dubbia interpretazione e lascia
aperti troppi spiragli. Infine, può essere giusto introdurre la distruzione
delle intercettazioni alla fine del procedimento". Tra i provvedimenti
contestati dall'Anm c'è il reato di clandestinità. Obbrobrio giuridico? "È
previsto anche in altri Paesi, sia pure come illecito amministrativo. Quindi
non credo alla sua incostituzionalità. Piuttosto temo che la sua applicazione
sia difficile, e abbia poco senso quando non ci sono accordi bilaterali con i
Paesi da cui provengono i clandestini. Siamo poi sicuri che costituisca un
deterrente? Chi arriva in modo così avventuroso è un disperato, pronto a tutto.
Si farebbe spaventare dall'esistenza del reato?". Un altro assurdo è la
reimmissione in libertà di chi ha commesso reati efferati, clandestini e no.
"Purtroppo accade. La mia idea molto personale è che si potrebbe limitare
molto la discrezionalità del giudice, specificando il tipo di reati per i quali
non è possibile concedere la libertà. Hai stuprato? Non esci, punto e
basta". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 138
del 2008-06-11 pagina 6 Processo pubblico ma indagini segrete di Filippo Facci
In Italia le intercettazioni telefoniche sono straordinariamente superiori a
qualsiasi altro Paese del mondo, e soprattutto succhiano un terzo del budget
per la Giustizia. Nei mitici Stati Uniti sono diventate 1.700 all'anno solo a
partire dall'11 settembre 2001: prima erano meno di mille. A Potenza, nel 2006,
hanno speso 6 milioni di euro per intercettazioni legate a
indagini dall'esito ridicolo; in tutto il Texas, nello stesso anno, hanno
autorizzato solo cinque intercettazioni. Le intercettazioni vengono spesso
indicate come una scorciatoia rispetto alle indagini tradizionali: ma è una
verità parziale e ingenerosa. La maggior parte delle intercettazioni
vengono richieste dalle forze di polizia: e il paradosso è che le forze di
polizia abbondano in intercettazioni per risparmiare sugli uomini, altrimenti
impiegati in attività di controllo. Qualche direttiva del ministero
dell'Interno potrebbe già fare molto: ma il problema per cui si litiga da anni,
di fatto, attiene a intercettazioni che riguardano quasi sempre persone note (i
cosiddetti colletti bianchi) e che è quasi sempre la magistratura a gestire.
Sono soprattutto le persone note a finire sui giornali: è naturale che il
problema della privacy, che pure riguarda tutti i cittadini, si ponga a partire
da loro. La soluzione al dilemma delle intercettazioni telefoniche, in teoria,
era già contenuta nel Codice di procedura penale del
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca
"Ho sempre pensato al bene dei pazienti" Il primario interrogato in
carcere: operazioni soltanto in casi gravi L'inchiesta Il giudice a San
Vittore: non risponde l'assistente Presicci WALTER GALBIATI EMILIO RANDACIO
MILANO - "Quello che ho fatto, l'ho sempre fatto per il bene dei pazienti.
E ho agito sempre da medico". A San Vittore, chiuso in una cella con
l'accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà, Pier Paolo Brega Massone, il
primario del reparto di chirurgia toracica della clinica Santa Rita non si
riconosce nel ritratto emerso dall'ordinanza del giudice Micaela Curami, che lo
dipinge più che come un dottore come un procacciatore d'affari. Un business man
col camice bianco alla caccia di soldi per il proprio reparto, pronto ad usare il
bisturi anche quando non ce n'era bisogno, pur di incrementare i rimborsi da
chiedere al sistema sanitario nazionale. "Su una cosa sono certo, ho agito
come medico per il bene del paziente. Ho voluto migliorare la qualità della
vita, in casi di malati gravi", ha dichiarato al giudice durante
l'interrogatorio di garanzia. E Brega Massone ha confermato anche le sue scelte
chirurgiche. La ragazza cui sarebbe stato asportato un seno senza nessun motivo
clinico? "Un fatto mai avvenuto, si sarebbe trattato invece di un
intervento non invasivo che l'ha salvaguardata anche da un punto di vista
estetico". I cinque morti? "Quattro decessi non si sono verificati in
sala operatoria e nemmeno il giorno successivo all'intervento". Le
operazioni inutili? "Sono intervenuto in casi gravi solo per togliere
dolore e sofferenza ai pazienti". E l'ex primario ha attaccato anche le
consulenze dei tecnici della Procura. "Sono tutte opinabili". Già una
volta l'Asl lo aveva attaccato. I casi, che Brega Massone ha puntellato con
contro-consulenze, sono ora davanti al Tribunale amministrativo della
Lombardia. "Il mio cliente - ha poi aggiunto il difensore, l'avvocato
Giuseppe Cannella - si è difeso e ha dichiarato di avere agito nei confronti
dei propri pazienti secondo scienza e coscienza. Di aver sempre pensato al bene
degli ammalati. Ha dato le sue spiegazioni". Quanto
alle intercettazioni che gli sono state contestate, "sono intervenute dopo
che lui sapeva già di essere indagato e anche quelle vanno contestualizzate.
Peraltro nell'ordinanza è possibile una lettura diversa di quelle
intercettazioni". Si è avvalso, invece, della facoltà di non rispondere
Pietro Fabio Presicci, il medico assistente di Brega Massone nel reparto
di chirurgia toracica, anche lui a San Vittore con la stessa accusa, tra le
altre, di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Presicci ha preferito
non rispondere nell'interrogatorio del gip. Si difende su tutta la linea
Francesco Pipitone, il notaio proprietario della clinica Santa Rita.
"L'accusa ha messo insieme un "bel racconto" che però va
verificato. Le accuse formulate sono tutte da provare", ha affermato ieri
l'avvocato Enzo Brienza, difensore del notaio. A suo giudizio il suo assistito
"non ha nulla a che fare con attività illecite commesse semmai da altri. è
vero che Pipitone è amministratore unico del Santa Rita - dice il legale - ma
lui fa solo l'imprenditore sanitario, non redige cartelle cliniche, non opera,
non compila codici. L'accusa ha costruito nel corso di un anno la teoria in
base alla quale Pipitone arruolava medici-delinquenti, ma è eccessivo".
( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cultura
LAPSUS COOPERATIVA STEFANO BARTEZZAGHI Dunque, sesso in cooperativa?
Parliamone. Qualsiasi discorso sulla prostituzione e sui modi di arginare e
controllare un fenomeno evidentemente ineliminabile ha un obbligatorio
passaggio linguistico: bisogna trovare il modo per dirlo. Non per nulla lo
studio tuttora insuperato di Nora Galli de' Paratesi su turpiloquio ed
eufemismi si basava sulle struggenti confidenze nelle lettere delle prostitute
alla senatrice Lisa Merlin. Parole e perifrasi usate come pietosi veli per
riferirsi politamente all'indicibile. Già i nomi delle strutture preposte alla
funzione nascevano innocenti per diventare ben presto osceni: bordello, casa
chiusa, casino... Se davvero la recente proposta di cooperative legalizzate per
l'esercizio della prostituzione dovesse venire realizzata, forse lo stesso
malinconico destino gergale arriderà anche a cooperativa (Non fate cooperativa!
Ho una cooperativa di carte sulla scrivania). Allora più
che l'antipatia del centrodestra, le proposte di riforma fiscale, le
intercettazioni del "Facci sognare", l'aggressiva pubblicistica dei
concorrenti del Nord, contro le cooperative rosse e bianche sarà stata efficace
Mara Carfagna.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-06-11 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Napolitano: serve dialogo per il Ddl intercettazioni "Il
problema intercettazioni è reale e urgente e richiede soluzioni condivise
". Così ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che chiede
di coniugare "tutela della riservatezza" e "ricorso moderato
" al controllo delle telefonate. Berlusconi plaude: sentire comune.
Ieri intesa nella maggioranza sul testo che sarà presentato venerdì al
consiglio dei ministri. Dalla Lega arriva il via libera alla stretta ma è
braccio di ferro sul reato di corruzione. u pagina 14 con Il Punto di Folli
Milano, l'Atm licenzia nove dipendenti assenteisti L'azienda milanese che
gestisce i trasporti pubblici ha avviato la procedura di licenziamento nei
confronti di nove lavoratori assenti ingiustificati. Per il vice sindaco De
Corato "è la dimostrazione che il Comune persegue l'obiettivo
dell'efficienza". u pagina 17 Expo 2015, investimenti fuori dal patto di
stabilità Palazzo Chigi ha definito la bozza di decreto per l'Expo Milano 2015
da sottoporre al Consiglio dei ministri. Il decreto prevede lo scomputo degli
investimenti degli enti locali dal patto di stabilità. La newco di gestione,
invece, sarà guidata da un amministratore unico. u pagina 22 Telecom: sciopero
il 4 luglio per gli esuberi Manifestazione nazionale e sciopero di otto ore il
4 luglio. è la prima risposta dei sindacati di categoria al piano da 5mila
esuberi di Telecom Italia. Intanto il gruppo è pronto a costituire un board di
garanzia per la rete d'accesso. u pagina 17 Aereo in fiamme in Sudan, decine di
morti è di almeno 28 morti e 123 sopravvissuti il bilancio ancora provvisorio
di un incidente che in serata ha coinvolto un aereo delle linee aeree sudanesi
in fase di atterraggio a Khartoum. Ma le cifre sono destinate ad aggravarsi:
non si hanno ancora notizie di altri 66 passeggeri. Gheddafi boccia l'Unione
per il Mediterraneo Il leader libico Muammar Gheddafi ha respinto seccamente il
progetto di Unione per il Mediterraneo con l'Europa, sponsorizzato dal
presidente francese Nicolas Sarkozy. "è un insulto, non siamo cani ai
quali gettare un osso", ha detto Gheddafi. u pagina 10 Antinquinanti:
alleanza Italcementi-Heidelberg Italcementi (gruppo Pesenti) ha ceduto ad
Heidelberg la licenza d'uso di una decina di brevetti nel segmento dei
materiali antinquinanti. I prodotti saranno venduti anche dal gruppo tedesco
con il marchio italiano, Tx Active. u pagina 20.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-11 num: - pag:
5 categoria: REDAZIONALE Patto criminale Alleanza Cina-Albania per l'ecstasy:
dieci arresti Un patto di ferro tra cinesi e albanesi. Con i primi pronti a
comprare droga e armi (un kalashnikov) dai secondi per avere il monopolio dello
spaccio di ecstasy e ketamina sull'asse Milano-Padova. è il quadro emerso da
un'indagine della squadra mobile che ha portato all'emissione di 19 ordinanze
di custodia cautelare e 10 persone in galera. A finire in manette anche il capo
della banda e una donna di 23 anni, tutti regolari: si rifornivano di droga a
Milano (che si conferma la capitale del traffico) e la spacciavano in locali
padovani affittati per feste di soli cinesi. "Un dito", nelle
telefonate, corrispondeva a mille pasticche di ecstasy, "una mano" a
5mila. Parecchi i sequestri messi a segno dalla polizia negli ultimi mesi. Per la banda finita in manette l'accusa è associazione a
delinquere finalizzata allo spaccio e alla detenzione di stupefacenti, oltre
che acquisto e detenzione di arma da guerra e relative munizioni. Tutto è
partito da alcune intercettazioni in un'indagine sullo stupro di gruppo di una
17enne cinese. Al.Be.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-11 num: - pag: 1
autore: di GIUSEPPE GUASTELLA categoria: REDAZIONALE La clinica Santa Rita Le
conversazioni degli arrestati "Tendine sbagliato? Va bene lo stesso"
MILANO - Il caso della clinica Santa Rita nelle
intercettazioni dei medici arrestati. "Abbiamo impiantato al paziente un
tendine tibiale invece di un tendine rotuleo". "Cambiagli il tipo di
intervento". "Chi se ne frega". O ancora, nel caso di un
ottantenne entrato in "una specie di coma" dopo la somministrazione
di un farmaco: "Quanti anni ha?". "Sugli ottanta e
passa". "Ma secondo te, tutti devono vivere 120 anni?". ALLE
PAGINE 5 E 6 Gaggi, Galli, Santucci, Schiavi.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Intercettazioni, il Colle in campo "Ora serve una larga intesa" La
prudenza di Napolitano: ripartire dal testo dell'ex ministro Mastella
"Garantire l'esigenza alla tutela della privacy e l'esigenza del ricorso
misurato ai controlli telefonici" DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Giorgio
Napolitano imprime un brusco colpo di freno alle smanie di chi, nel
governo, vorrebbe arginare subito con una legge il ricorso alle intercettazioni
(e ridimensionarlo pesantemente, a costo di confermare il sospetto dei magistrati
di un intervento punitivo contro il loro lavoro). "La questione è reale e
attuale, attuale anche con il suo grado di urgenza... e prima la si risolve,
meglio è", ammette il presidente della Repubblica. Per aggiungere però
subito dopo che, proprio perché si tratta di un "problema non nuovo e non
recente, affrontato anche in precedenti legislature", è meglio intervenire
"tenendo conto delle proposte avanzate negli anni passati, in modo da
trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento". Insomma:
piuttosto che procedere a tappe forzate e a colpi di maggioranza, con il
rischio di creare strappi politici e incrinature nel rapporto tra poteri, è
preferibile costruire un accordo che tenga tutto in equilibrio. Che sia cioè in
grado di salvaguardare il valore di quello strumento d'indagine e, nel
contempo, il diritto degli italiani a non vedere diffusi sui mass-media i
propri fatti privati, a volte ininfluenti per le stesse inchieste, alla faccia
del segreto istruttorio. Per il capo dello Stato sarebbe bene ripartire dal
"disegno di legge del precedente esecutivo ", elaborato dall'ex
ministro Mastella e lasciato cadere. Il che, "naturalmente", non
esclude che si possa "sempre ridiscutere l'insieme delle norme che debbono
garantire alcune esigenze fondamentali". Vale a dire, appunto,
"l'esigenza alla tutela della privacy dei cittadini " e
"l'esigenza del ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni
". Sillaba l'aggettivo "misurato ", Napolitano, e dimostra così
di condividere il giudizio del vicepresidente del Csm, Nicola Mancino,
sull'eccessiva "disinvoltura " dimostrata a volte da certe Procure
nel mettere sotto controllo i telefoni della gente (e magari non solo quelli),
con la logica di "gettare a mare una rete per prendere tutto". Ecco
dunque spiegato il suo invito a muoversi con prudenza, data la delicatezza del
tema, anche se certo non si prende il lusso di entrare nel merito delle
soluzioni. Dice il presidente: "Come debba essere congegnato il
provvedimento, se possa o no preoccupare per altri aspetti", più o meno
laterali, "lo si saprà quando ci sarà un disegno di legge approvato dal
Consiglio dei ministri e poi quando inizierà la discussione in Parlamento
". Lui, lascia intendere durante una pausa della visita a Venezia, non ha
pregiudiziali. Non ne ha oggi come non ne aveva ieri. Lo dimostrano i tre
interventi che si è concesso in coincidenza con altrettanti momenti topici. Nel
luglio 2006, ad esempio, bollò come "sconcertante " il gorgo di
rivelazioni sul caso Unipol-Banca di Lodi e sostenne la necessità di
"soluzioni equilibrate che ormai si impongono". Un anno dopo, quando
divampavano le polemiche sulle iniziative del giudice Clementina Forleo,
auspicò "la massima serenità e riservatezza " da parte dell'autorità
giudiziaria e pronunciò un secco "no a inserire negli atti giudiziari
valutazioni personali". E, l'autunno scorso, volle "ribadire il
principio della segretezza degli atti d'indagine" e chiese che fosse
"approfondito l'iter che conduce alla pubblicazione delle intercettazioni
". Rincalzi lasciati inevasi, dal vecchio, impotente Parlamento. Ma che
stavolta potrebbero essere utilmente raccolti. Marzio Breda.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE L'intervista Il procuratore aggiunto: sì a un
"archivio riservato" delle conversazioni Spataro: Violante sbaglia
sui pm Non siamo noi a diffondere i colloqui ROMA - "No, l'onorevole
Violante non può scaricare la responsabilità solo sui magistrati: le sue accuse
sono generiche e infondate e noi non ne possiamo più di essere additati come
responsabili di fughe di verbali che consentono la pubblicazione sui giornali
di conversazioni intercettate...". Dunque, il procuratore aggiunto di
Milano, Armando Spataro, respinge al mittente le osservazioni che l'ex
presidente della Camera ha fatto sui rapporti, talvolta disinvolti, tra
magistrati e giornalisti. Eppoi, aggiunge Spataro riferendosi al piano del
governo, "non c'è alcun nesso tra tutela della privacy e limitazione delle
intercettazioni ". Procuratore, ci sarà pure un pm che ha passato un
verbale alla stampa, o no? "Lo sostiene oggi anche l'onorevole Violante,
ma è incredibile che nessuno ricordi come l'attuale disciplina prevede la
segretezza delle intercettazioni solo fino al momento in cui il soggetto
indagato o i suoi difensori non ne abbiano avuto conoscenza. A partire da quel
momento il segreto viene meno e con esso decade anche il divieto di
pubblicazione del "contenuto" dei colloqui intercettati: permane il
solo divieto di pubblicazione delle intercettazioni nella loro integralità, la
cui violazione è però punita come mera contravvenzione estinguibile attraverso
una modesta oblazione, quindi del tutto priva di efficacia deterrente ".
Converrà che la pena è inesistente. "Appunto, si aumentino queste pene.
Inoltre, se si vuole impedire la pubblicazione delle intercettazioni anche dopo
la conoscenza da parte di avvocati ed indagati, non resta che fare una cosa:
spostare il venir meno del segreto al momento in cui, in un'apposita ed obbligatoria
udienza in contraddittorio dinanzi al giudice, i verbali non siano depurati
delle registrazioni irrilevanti ai fini delle indagini. Fino a quel momento,
come già prevedevano i ddl Flick e Mastella, le intercettazioni dovrebbero
essere custodite in un "archivio riservato". Non si capisce, invece,
perché Violante ed altri puntino il dito contro i magistrati quando la quasi
totalità dei casi noti vede la pubblicazione delle conversazioni dopo che esse
sono state acquisite in copia anche dagli avvocati e, dunque, non sono più
segrete". La ricetta del governo: meno intercettazioni, più privacy.
"La si finisca una buona volta di dire che, per risolvere il problema del
voyeurismo giudiziario, bisogna limitare l'uso delle intercettazioni ai soli
campi del terrorismo e della mafia. Non c'è nesso tra il problema della
riservatezza da garantire e la limitazione dell' uso di uno strumento
investigativo che, tra l'altro, è sempre più importante nei processi da quando,
prima il centrosinistra e poi il centrodestra, hanno reso incerto lo strumento
della prova orale rispetto alla fase delle indagini". Durata delle
intercettazioni e lista dei reati per i quali sono autorizzate. Che ne pensa?
"E' assurdo anche pensare a limitare la durata delle intercettazioni. Ma ancora
più grave sarebbe limitare la categoria dei reati ed il tempo per cui le
intercettazioni sono utilizzabili, così come le condizioni per il rilascio
delle autorizzazioni: si tratterebbe di un grande regalo ad ogni tipo di
criminalità, compresa quella dei "colletti bianchi"". Milano Il
procuratore aggiunto Armando Spataro difende i magistrati dall'accusa di
favorire le fughe di verbali ( Cito/Ap) Dino Martirano.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-11 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Il presidente chiede al governo di
ripartire dal provvedimento di Mastella Napolitano e le intercettazioni
"Trovare una larga intesa" VENEZIA - Giorgio Napolitano frena chi
vorrebbe arginare il ricorso alle intercettazioni e invita a trovare una larga
intesa sulla formulazione del provvedimento. ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Un invito all'accordo Ma
restano forti posizioni pregiudiziali L' intervento di Giorgio Napolitano era
atteso. Occorreva la spinta del capo dello Stato per
cercare di attenuare lo scontro sulle intercettazioni; ed incoraggiare un esito
che non faccia pensare ad una magistratura imbrigliata, né lasci la privacy in
balìa delle rivelazioni più o meno pilotate. "Non dispero che si possano
trovare soluzioni che raggiungano larghe intese ", azzarda il presidente
della Repubblica da Venezia. Ma anche il Quirinale sa che la mediazione
non sarà facile. Si tratta di trovare un punto di incontro fra le richieste
perentorie di Silvio Berlusconi e le obiezioni forti di Walter Veltroni: ma gli
ostacoli non sono soltanto politici. è probabile che entrambi i leader
vorrebbero un compromesso. Esistono tuttavia resistenze sia nel centrodestra
che dentro l'opposizione; e per il Pd il terreno è più scivoloso. Formalmente,
il partito di Antonio Di Pietro, alleato di Veltroni, applaude Napolitano. Ma
sa che l'invito alle "larghe intese" è una critica implicita a
posizioni pregiudiziali come le sue. Nei fatti, l'Idv si prepara a mettersi di
traverso. Ormai, sta diventando chiaro che Di Pietro punta a crescere facendo
il pieno dei voti antiberlusconiani; e sfrutta qualunque presunto cedimento
veltroniano per centrare l'obiettivo. Per un Pd nervoso e scosso dalle critiche
del mondo cattolico, l'offensiva dipietrista è un altro fronte aperto. Per l'ex
pm di Mani pulite non si tratta di trovare un provvedimento che metta d'accordo
Palazzo Chigi e centrosinistra: l'intesa sulle intercettazioni, a suo dire, non
si dovrebbe neppure cercare. E se il Pd asseconderà una qualunque soluzione a
questo "problema annoso", nelle parole di Napolitano, è pronto a
tuonare contro la sua subalternità. "Del disegno di legge sappiamo tutto
anche senza leggerlo", teorizza Di Pietro. "Conosciamo chi lo
propone: un intercettato, Berlusconi". La conclusione è che non ci sarà
"apertura di credito nei confronti di chi ha dimostrato di fare leggi a
proprio uso e consumo". In filigrana l'attacco è all'alleato, non al
premier; ed è un "no" preventivo all'appello del capo dello Stato.
Difficile prevedere se questo "fuoco amico" potrà essere ignorato dal
centrosinistra. Per il governo, in apparenza le perplessità della Lega e di
parte di An sono rientrate: venerdì il Consiglio dei ministri dovrebbe
approvare il provvedimento sulle intercettazioni con una maggioranza
pacificata, dopo alcune correzioni. Ma una battuta di arresto nel dialogo
ripreso dopo le elezioni di aprile sarebbe un problema per lo stesso
Berlusconi: tanto più su un tema come i rapporti fra politica e magistratura.
Esporrebbe il presidente del Consiglio ad attacchi che magari non lo
danneggiano elettoralmente, ma certo perpetuano l'immagine di un'Italia
lacerata dallo scontro fra poteri, ed in guerra con se stessa. \\ Di Pietro
mira a far saltare qualunque ipotesi di intesa tra Pd e Pdl.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-06-11 - pag: 12 autore: Il
partito salmone Com'è cambiata l'aria in un mese e mezzo! Il
Cavaliere dice ad alta voce: ora basta con le intercettazioni selvagge,
salvo... Subito dopo, il responsabile dell'Associazione dei magistrati
ribadisce con tono molto educato: attenti, le intercettazioni sono necessarie
in molti casi, però la privacy va tutelata in modo molto più serio.
Altro caso, la monnezza. Ora Bertolaso ha un incarico di governo per risolvere
il problema nel minor tempo possibile, pare tre anni. Nessuno ha alcunché da
obiettare. Scajola annuncia che l'Italia si appresta a progettare una nuova
filiera di centrali elettronucleari, nessuno fiata. Epifani(Cgil) prova a
mettere il freno a trattative sulla contrattazione degli accordi
sindacati-confederazioni e gli viene fatto capire che è meglio che aggiusti il
tiro, se non vuole mettersi all'angolo da solo. Insomma, i 5 milioni di voti
che il Cavaliere e la sua truppa hanno raccolto in più rispetto al Pd,
nell'ultima consultazione, pare abbiano annichilito, ammosciato la sinistra.
Sono come tramortiti; ci vorrà tanto tempo prima che si riprendano. Lei che ne
pensa? Gino Speciale Roma V eltroni fa quel che può, ma la corrente
dell'opinione pubblica è avversa. Ci vorrebbe – ma quale pesante o leggero, solido
liquido o gassoso – un partito-salmone: però non nel senso di grande salma.
Piuttosto, uno di quei pesci meravigliosi che s'inerpicano per i fiumi verso la
sorgente, più forti dei mulinelli e delle rapide, irrise a furia di salti. Una
metamorfosi che richiederà lunghi anni di tempo. Intanto, cerca di stare in
piedi e abbraccia l'avversario. Come capita, del resto, ai pugili quando si
rialzano dopo un colpo che li ha messi al tappeto. - La forza degli Usa Per me
è estremamente positivo che il candidato dei democratici sia Obama, perché dopo
20 anni con presidenti delle famiglie Bush o Clinton, si sarebbe cominciato a
instaurare un regime che è esattamente l'opposto di quanto prevede lo spirito
della Costituzione Usa. Certo che, al di là delle importanti novità – per la
prima volta una donna e un coloured alle primarie – adesso per i democratici la
strada è in salita. Partiti con grande vantaggio, grazie all'immagine sempre
meno simpatica di Bush, si ritrovano con un candidato con grandi doti personali
ma che incarna solo il 20% degli americani. Sull'altro fronte il vecchio
McCain, che incarna invece la tradizione che piace sempre degli uomini di
frontiera. Sarà una bella battaglia, con i democratici che partono dopo aver
speso troppi soldi nelle primarie, mentre il vecchio McCain (di origini
scozzesi...) ha avuto la fortuna di spendere poco. Sono maligno, ma conosco
abbastanza gli americani per capire che il più grosso problema di Obama sarà il
rapporto futuro con Hillary, che con grazia infida sta cercando di rifilargli i
suoi debiti in cambio di un appoggio elettorale. Vinca il migliore! Però almeno
negli Usa c'è una vera competizione e soprattutto vengono a galla persone
nuove. Giorgio Ortu email Basta fannulloni Condivido con il ministro Brunetta
l'intenzione di licenziare i fannulloni della Pubblica Amministrazione. L'idea
è comunque superficiale, poiché è il modo di pensare degli italiani che va
educato, per essere un popolo responsabile e attivo, non servile e sciocco come
vogliono tutti i "Grandi Fratelli" Lettera Firmata.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Il personaggio L'ex direttore generale della Juventus:
ora faccio il giornalista e mi diverto Moggi e le telefonate: vita cambiata. In
meglio "Pensai al suicidio, poi ho riscoperto la fede. Mio figlio ha
sofferto moltissimo" "Cambiata la mia vita con Calciopoli? Beh, lei
parla con un giornalista, ora, stia attenta. Ho cambiato completamente
mestiere, scrivo su Libero del mio amico Vittorio Feltri, che mi ha teso una
mano in piena bufera e si è fatto venire quest'idea di fare di me un
opinionista. Sono passato dalla parte di chi critica, adesso, e mi diverto
parecchio. E' anche più facile, per uno che a scuola era bravo in
italiano". Se oggi Luciano Moggi può ostentare moderata soddisfazione per
la sua nuova attività ("da vittima a carnefice"), per il suo
appuntamento mattutino con la ginnastica che gli permette di mangiare quantità
della sua pasta preferita, gli spaghetti all'inglese, e delle partite a burraco
la sera, c'è stato un momento, proprio nell'estate del 2006, subito dopo essere
stato travolto dallo scandalo e dalla pubblicazione delle sue intercettazioni,
in cui aveva pensato addirittura al suicidio. "E' vero, ma è stato solo
per un attimo. Io sono sempre stato credente, e in quei giorni ho riscoperto la
fede. Nel primo mese, però, non riuscivo a capire cosa mi era caduto addosso,
non mi ci raccapezzavo, così mi sono ritirato al mare da mia sorella a
Follonica, circondato dai familiari. Me ne stavo tranquillo, andavo sulla
spiaggia; certo che uscivo, col magone dentro, ma andavo fuori, sono sempre
andato fra la gente. Perché dovevo stare chiuso in casa? Non avevo rubato
niente. E poi leggevo Trilussa, così, per tirarmi su e per prendere da lui
qualche spunto brillante". Ma anche l'arguto poeta romanesco poteva poco
contro la tempesta che si stava abbattendo ormai su tutta la famiglia: proprio
in quei giorni spuntò l'intercettazione in cui il figlio di Luciano,
Alessandro, ad della Gea, raccontava, parlando con un amico, di un fastoso
quanto infelice week end a Parigi con Ilaria D'Amico: "Con la D'Amico sono
andato in buca. Pensavo, speravo, ci contavo e invece...". "Non me ne
parli per favore... Non sa quanto ho sofferto per la cosa di mio figlio"
dice ora Luciano. "E' un argomento troppo doloroso per tutti noi. Ma
basta, non voglio altri guai". Chi l'ha salvata, allora, dalla
disperazione? "Un sacerdote, Antonio Gambale, che molto si è speso per la
beatificazione di Padre Pio e che mi veniva a trovare a Follonica, ma anche a
casa mia, a Napoli. Io sono un fedele di Padre Pio, lo vado a trovare due o tre
volte all'anno a Pietrelcina, porto la sua immagine sempre con me, nel
portafoglio... Ma non ho mai chiesto niente per me, neppure a Nostro Signore,
lo trovo antiestetico. Vede come son diverso da come mi hanno dipinto. Anche
l'estate dopo, quando sono andato a Lourdes, hanno ricamato sul fatto che avevo
volato sull'aereo con il cardinale Ruini, che gli ho baciato l'anello, e invece
avevo viaggiato con i pellegrini, e l'anello l'ho baciato quando l'ho
incontrato, come gli altri fedeli". Torniamo a quei giorni: il telefono
squillava meno? "Un po' meno, ma è normale, avranno avuto paura di essere intercettati. Ma marcia indietro fra i miei amici non l'ha
fatta nessuno. Con loro non mai interrotto i contatti, e ho continuato a
parlare al cellulare. E quelli là hanno continuato a intercettare le mie
telefonate, la seconda ondata. E io dico che è una vergogna che lo Stato
italiano abbia speso tanti soldi per continuare a sentire me che parlavo al
telefono con i miei amici. E allora ha ragione Berlusconi che vuole che
si usino le intercettazioni solo per la malavita e non per chi lavora".
Dall'avventura di Calciopoli Moggi ci ha guadagnato anche un amico in più
"il professor Trivella, commercialista romano piuttosto vecchio, gobbo -
ma meno di Andreotti - e simpaticissimo: l'ho conosciuto a un dibattito, e non
ci siamo lasciati più, spesso lui veniva da Roma per tenermi compagnia,
facevamo lunghe passeggiate sulla spiaggia di Follonica". E in quelle
giornate sul mare cosa vi dicevate? "Beh, lui è un grande barzellettiere e
me ne raccontava da mattina a sera. Avanti e indietro. Poi rientravamo a casa e
giocavamo a burraco. Lui è un campione europeo e quell'estate è stato via
qualche giorno per le finali ad Amsterdam". E allora niente più
barzellette senza Federico Trivella? "Che fa provoca? Non sa che io sono
simpatico, ho successo dappertutto e proprio questo fatto scatena l'invidia
degli uomini... ". Salvato dalla simpatia? "Forse un po'. La sa
quella dei due carabinieri che fanno le parole crociate? Uno fa il braccio e
l'altro la mente. Dice la mente: Organo sessuale femminile, quattro lettere,
comincia per F e finisce per A. Domanda il braccio: orizzontale o verticale?
Verticale, risponde la mente. Allora, porca miseria, non è quello che pensavo
io, si dispera il braccio". Un po' fortina, non le pare? "E non le
racconto le altre, siamo al telefono e non vorrei nuovi guai". Maria Luisa
Agnese.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11
num: - pag: 2 categoria: BREVI Il ddl Mastella Nella scorsa legislatura il
Guardasigilli Mastella (foto) presentò un ddl sulle intercettazioni che fu
approvato alla Camera ma si arenò al Senato. Ecco cosa prevedeva.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11
num: - pag: 2 categoria: BREVI Le intercettazioni Le scelte \\ Questione
urgente La questione è reale e attuale con il suo grado di urgenza, prima la si
risolve, meglio è. Bisogna tener conto delle proposte avanzate negli anni
passati, in modo da trovare una larga intesa sulla formulazione del
provvedimento.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-11 num: - pag: 1
autore: di PAOLO FRANCHI Giustizia L'OPPOSIZIONE CHE
BALBETTA S i può benissimo non apprezzare il modo in cui Silvio Berlusconi ha
posto il problema delle intercettazioni telefoniche, non condividere
l'indicazione di limitarle alle inchieste di mafia e di terrorismo, e
contestare l'idea di appioppare fino a cinque anni di galera a chi non se ne dà
per inteso. CONTINUA A PAGINA 32.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 2 categoria: BREVI 1 Divieto di pubblicazione fino
al processo Il ddl Mastella vietava la pubblicazione sui media delle
intercettazioni, anche parziale o riassunta, almeno fino alla fine delle
indagini preliminari. Vietate anche le trascrizioni delle conversazioni su
fatti o persone estranee alle indagini.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-06-11 num: - pag: 3 categoria: BREVI Il ddl Alfano Il ministro della
Giustizia Angelino Alfano si appresta a definire un nuovo ddl sulle
intercettazioni: il premier Silvio Berlusconi annuncia la "linea
dura".
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3
categoria: BREVI 1 Mafia e terrorismo Il premier Silvio
Berlusconi ha annunciato il "divieto assoluto" di intercettazioni,
salvo per i reati di mafia e di terrorismo. Dalla Lega Nord, a cominciare dal
leghista Roberto Castelli, si preme perché tra i reati
"intercettabili" ci siano anche quelli "della politica"
contro la pubblica amministrazione: corruzione e concussione.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Il ddl Vertice con Alfano e Maroni. Ghedini: venerdì il
testo Berlusconi apprezza e chiede limiti severi I dubbi della Lega L'ipotesi:
ok per reati con almeno 10 anni di pena La "linea dura" del
Cavaliere: "Gli italiani sono con noi e non ci fermeremo: una stretta ci
vuole" ROMA - Silvio Berlusconi apprezza quanto sostiene il capo dello
Stato, Giorgio Napolitano, sulle intercettazioni. Ed è
appunto perché la questione è diventata una emergenza che si deve porre un
argine al fenomeno e trovare una soluzione. E l'urgenza di agire rapidamente,
sottolineata dal Presidente, rappresenta per Berlusconi la conferma che
l'allarme lanciato sabato scorso era più che fondato. Berlusconi,
quindi, va avanti. "Gli italiani sono con noi e noi non ci fermiamo: una
stretta ci vuole", dice ai suoi collaboratori. Ecco perché ieri pomeriggio
si è tenuto un incontro alla Camera tra il Guardasigilli Angelino Alfano, il
ministro dell'Interno Roberto Maroni, Giulia Bongiorno, presidente della
commissione Giustizia e Nicolò Ghedini, deputato Pdl e avvocato del presidente
del Consiglio. Dopo due ore non si è trovata un'intesa complessiva, ma soltanto
un accordo di massima sulle sanzioni pecuniarie previste per gli editori. Il
clima tuttavia induce all'ottimismo. Ecco perché Ghedini ha dichiarato che
"il governo ha trovato un accordo e venerdì presenterà un testo in
Consiglio dei ministri ". La sospensione si è resa necessaria per consentire
ai tecnici del ministero di via Arenula di stendere una traccia. E per definire
nei dettagli il provvedimento è stato deciso di proseguire in nottata, nel
corso di un secondo vertice con lo stesso Berlusconi a Palazzo Grazioli durato
anch'esso un paio d'ore. "L'accordo è nelle cose", commenta al
termine Alfano La bozza su cui si sta lavorando, secondo alcune indiscrezioni,
riprende i passaggi chiave del testo predisposto nel 2005 dall'allora
Guardasigilli Roberto Castelli e del successivo disegno di legge di Clemente
Mastella del 2007. Il nodo riguarda la cosiddetta "pena edittale"
ovvero la pena minima a partire dalla quale le intercettazioni sono possibili.
Berlusconi ha insistito che non sia inferiore ai dieci anni, e in questo caso
rientrerebbero una serie di reati molto gravi, non solo il terrorismo e le
attività mafiose. Per lui indicare questo limite è un modo per venire incontro
alle esigenze sia dei magistrati sia degli alleati. Ma questa linea non ha
convinto la Lega nord. Maroni ha argomentato che questo tetto è eccessivo e, se
accolto, lascerebbe fuori concussione e corruzione. Cosa che, ha obiettato il
responsabile del Viminale, gli elettori del centrodestra non comprenderebbero.
Lorenzo Fuccaro ASCOLTA le dichiarazioni di Capezzone e Di Pietro su
www.corriere.it.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-11 - pag: 14 autore:
Telefoni sotto controllo. L'appello del Quirinale: tutela della riservatezza e
ricorso moderato allo strumento "Larghe intese per la privacy" Il
Capo dello Stato: problema reale - Berlusconi: sentire comune Gerardo Pelosi
VENEZIA. Dal nostro inviato "Un problema reale", che ha assunto
"un suo grado di urgenza " e che richiede equilibrio ma soprattutto
una "larga intesa" che tenga conto delle proposte degli anni passati,
ossia i progetti Castelli e Mastella. Il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, panama bianco in mano, è ai piedi della scalinata di Cà Corner
della regina, sede della Prefettura di Venezia, e sta per ripartire alla volta
di Roma dopo avere partecipato con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa,
alla festa della Marina e avere consegnato la medaglia d'oro al valor civile
alla memoria al fratello di Denis Zanon, l'operaio che, il 18 gennaio scorso, a
Marghera, perse la vita per salvare la vita di un compagno intrappolato nella
stiva della nave World Trade. Ma sulla polemica delle
intercettazioni che sta rovinando la luna di miele tra maggioranza e
opposizione, il presidente della Repubblica si sente, tuttavia, di intervenire.
Sia per contenere, da un lato, gli eccessi del Governo che vorrebbe limitare
fortemente il ricorso a un prezioso strumento della magistratura inquirente
come è stato dimostrato nell'ultima inchiesta milanese sulla
"clinica degli orrori". Dall'altro, per invitare anche l'opposizione
e soprattutto l'Italia dei valori che con Di Pietro, fa sbarramento, a prendere
atto che il problema esiste, non è solo un'invenzione della Cdl e ha assunto
ormai una dimensione tale da minacciare la privacy dei cittadini. Quindi
"prima lo si risolve meglio è". Da Silvio Berlusconi arriva
apprezzamento per le parole di Napolitano con il quale si vede in completa
"sintonia". "Il problema non è nuovo, non è recente",
esordisce Napolitano ricordando che "è stato affrontato anche in
precedenti legislature" e in Parlamento "c'era un disegno di legge
del precedente Governo". "Naturalmente – precisa il Capo dello Stato
– si può sempre discutere l'insieme delle normeche debbono garantire alcune
esigenze fondamentali " perché "c'è un'esigenza sia di tutela della
privatezza sia di ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni".
Insomma, "una questione effettivamente annosa", aggiunge Napolitano,
che richiede un intervento rapido. "Poi, – aggiunge il Presidente della
Repubblica – come debba essere congegnato il provvedimento, se possa o no
preoccupare per altri aspetti, lo si saprà prima quando ci sarà un disegno di
legge approvato dal Consiglio dei ministri e, poi, quando inizierà la
discussione in Parlamento". Ma che "la questione sia reale –
sottolinea il presidente –credo che non ci siano dubbi". Perché non solo
"è diventata attuale " ma ha assunto anche "un suo grado di
urgenza". In altre parole, non si può aspettare ancora, è arrivato il
momento di decidere. Con equilibrio, ma decidere. E qui Napolitano invita la
maggioranza a fare approvare il provvedimento che sarà esaminato venerdì in
Consiglio dei ministri dopo l'intesa raggiunta ieri, a non disperdere il lavoro
che, sulla stessa materia, è stato fatto nelle precedenti legislature con le
bozze Castelli e Mastella. "Io non dispero – afferma il presidente della
Repubblica – che tenendo conto anche di proposte degli anni precedentisi possa
trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento ". Ma
l'ex-Guardasigilli Mastella osserva che "i magistrati che si affidano solo
alle intercettazioni hanno una capacità investigativa un pò pigra".
L'EMERGENZA "Il problema è annoso ed è già stato affrontato tanto che in
Parlamento c'è un Ddl del precedente Governo: prima lo si risolve e meglio
è".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-11 -
pag: 14 autore: Sulle intercettazioni Napolitano ha indicato il punto di
equilibrio U na volta di più Giorgio Napolitano è intervenuto in modo
tempestivo nel dibattito politico e lo ha fatto su un punto cruciale: le nuove
regole per le intercettazioni che il governo è pronto a varare. è un
tema spinoso che negli ultimi giorni ha rischiato di frantumare parecchi
equilibri. Soprattutto di riaprire quel fronte mai veramente chiuso che
riguarda il rapporto fra politica e magistratura. D'altra parte, che il tema
esista non lo dice solo Berlusconi. Ieri su "Liberazione",giornale
dell'estrema sinistra di Rifondazione, non più presente in Parlamento, il
giurista Giuliano Pisapia avvertiva: "Le intercettazioni? Solo quando sono
veramente necessarie". Ecco allora che le parole del Capo dello Stato sono
utili per creare una sorta di largo sentiero, percorribile non solo dalla
maggioranza, ma da una parte almeno dell'opposizione (se vorrà farlo). Senza
dimenticare che Napolitano è anche presidente del Consiglio superiore della
magistratura. E il suo intervento vuole essere, tra le righe, una garanzia
offerta ai magistrati. Come dire che il Quirinale non farà certo passare un
provvedimento che fosse nocivo per le indagini o che indebolisse i principi di
legalità. è chiaro che il Parlamento è sovrano nella sua funzione legislativa.
E che non è possibile una sorta di trattativa fra governo e magistratura sulla
sostanza del provvedimento. Ma quello che non si deve fare in via ufficiale, si
può affidare a qualche canale riservato. Il problema è evitare un altro
conflitto para-istituzionale che ci riporterebbe a tempi non remoti, e certo
non rimpianti. Sotto questo aspetto, le parole del presidente permettono di
superare alcune incomprensioni e di sgombrare il campo dall'argomento più
insidioso, che una parte della magistratura ha avuto la tentazione di
sfruttare: quello secondo cui il presidente del Consiglio ha interesse alle
nuove misure per "coprire" i reati di corruzione di amici e sodali.
Napolitano dice invece con chiarezza che il problema è "urgente" e
ricorda che già il precedente governo di centro-sinistra aveva cominciato ad
affrontarlo. Si tratta allora di risolvere la questione con senso di
responsabilità nazionale.L'appello alle"larghe intese" non è un
artificio retorico, ma costituisce un modo per rammentare al Partito
democratico dove sia la sua convenienza politica. Che in nessun caso può
coincidere con le posizioni di Antonio Di Pietro, il singolare
alleato-competitore che il Pd veltroniano si è scelto. è evidente infatti che
le parole del Capo dello Stato hanno l'effetto indiretto di isolare l'Italia
dei Valori sulla sua posizione " giustizialista". In cui forse si
rispecchia una parte della magistratura, ma solo una parte. Quello che
Napolitano fa intendere (anche qui fra le righe) è che il Pd non può seguire
l'irruenza di Di Pietro. Il quale coltiva il suo spazio elettorale,
legittimamente, ma non può dettare la linea all'opposizione su temi così
delicati. E difatti tra i Democratici, al di là di alcuni dubbi del segretario,
la tesi favorevole a una buona legge sulle intercettazioni comprende gran parte
dei vertici. Nessuno nega, peraltro, che il Ddl presenta profili da
approfondire. Soprattutto per quanto riguarda la stampa. E infatti, in queste
ultime ore, l'Ordine dei giornalisti ha più volte chiesto chiarimenti. Ma anche
in questo caso l'intervento del presidente della Repubblica serve come fattore
di garanzia. Lo è nei confronti della magistratura, può esserlo altrettanto nei
confronti dei giornalisti. www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di
Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Un accordo che riguarda il Parlamento
ma deve garantire anche la magistratura.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Chi è Francesco Paolo Pipitone Dal mini ospedale al
mostro a dieci piani Gli affari del "notaio" MILANO - I primi a
tirarlo in ballo, a marzo di quattro anni fa, sono stati i carabinieri. Proprio
lui, "il notaio", signore e padrone indiscusso della casa di cura
Santa Rita, s'è ritrovato in un paio di informative dei militari per aver
assunto tre infermieri (tra cui uno straniero) che non avevano i titoli per
lavorare. Infermieri abusivi. Sembra una cosa da nulla, ma è una spia. Di come
Francesco Paolo Pipitone, 75 anni, di Alcamo (Trapani), nel suo regno milanese
potesse fare e disfare. Aveva la fiducia incondizionata dalla Regione
Lombardia, la stessa che ora gli volta bruscamente le spalle: nel
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3 categoria: BREVI 3 Sanzioni più pesanti tra multe e reclusione
Complesso il capitolo delle sanzioni. Per chi pubblica le intercettazioni,
ammenda da
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE "Il tendine è sbagliato? Trapiantalo lo stesso, il malato è sotto i ferri" Le intercettazioni. Teste cita
"un politico di An" MILANO - "Che si tratti di Casa di cura poco
rileva. La finalità di cura è incidentale: tutto è improntato a mera finalità
commerciale", allo "sciacallaggio chirurgico". è la spietata
descrizione della clinica milanese dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano.
Le bustarelle A parlare di mazzette è Domenico Lopriore, contabile fino all'ottobre
2006: "Ho visto alcune buste preparate dalla segretaria del notaio,
signora Giuseppina Lucano, contenenti delle some di denaro da dare a terzi.
Inoltre ricordo che la signora Lucano aveva la disponibilità di un quaderno,
che alcune volte ho visto personalmente e che custodiva, su cui annotava tutte
le operazioni in nero/illecite del notaio Pipitone. Riguardo tali buste ricordo
che Pipitone un giorno ha chiesto alla sua segretaria se avesse preparato una
busta per un onorevole di Alleanza Nazionale di cui non sono in grado di
riferire le generalità ". Aggiunge che ci sono testimoni che possono
confermare e di aver saputo che la "busta avrebbe dovuto contenere circa
100 milioni di lire necessari per finanziare Alleanza Nazionale, probabilmente
nelle elezioni politiche del 2003". La procura non ha aperto un fascicolo
su questo. Nel 2003 c'era già l'euro e ci furono le amministrative. In
un'intercettazione è Brega Massone a fare riferimento ad An e a un non meglio
identificato "La Russa" come "l'unico che possa
intervenire" dopo che la Regione aveva sospeso per due mesi la convenzione
con La Santa Rita a seguito dei primi controlli. L'ottantenne in coma Scarponi
parla con Maurizio Casa di un ottantenne cui stato dato un farmaco ed è entrato
"in una specie di coma". Casa: "Il figlio è incazzato come una
bestia ah! Ha visto l'evoluzione della cosa". (...) S.: "Va bene e
quanti anni ha?". C.: "Anziano, sugli ottanta, ottanta e passa. Ha
fatto la campagna di Russia quest'uomo". S.: "Ho capito, ma secondo
te, tutti devono vivere 120 anni?". Il mago dei Drg è stato fatto fuori
dalla Santa Rita dopo che la Regione ha sospeso per due mesi la convenzione
dopo i primi controlli: Brega Massone spiega la sua condizione: "Il
problema (...) è che qui non è che vieni a fare il primario, qui tu devi fare i
Drg, devi avere i pazienti, se non li hai che c.... fai? Vivi con gli 80
pazienti in un anno che ti passa il pronto soccorso? (...) Io pescavo
dappertutto, da Lodi, dove tiravo fuori le mammelle, poi ho cominciato a pescare
anche i polmoni... dall'Oltrepò pavese, da Pavia, da Milano (...) avevo un giro
che mi ero creato col mio modo di fare, con il mio essere disponibile a
qualsiasi ora... ancora adesso pensa che questi ultimi giorni avrò fatto 35/40
visite gratis ". Il tendine A un paziente, che è medico, è stato
impiantato un tendine diverso da quello di cui era in attesa. Ne parlano al
telefono Arabella Galasso, medio-ortopedico indagata, e la collega Maristella
Farè. Galasso: "Abbiamo un problema sul tendine di oggi... mi avete
mandato questo emitendine rotuleo con tutto il certificato di idoneità e il
codice del donatore, la data di nascita, di morte, gruppo sanguigno. Peccato
che è un tendine tibiale anteriore... nato in una data diversa da questo qua,
cioè non corrisponde... noi abbiam dovuto usare il tibiale perché ormai il
paziente era aperto". Farè: "è andato bene il tibiale?". G.:
"Sì, non era fantastico rispetto al rotuleo che ci aspettavamo" (...)
"abbiamo messo ad un collega un tibiale destro al posto di un rotuleo
sinistro, mi vengono già le coliche". F.: "No beh quello non è un
problema". G.: "Come sistemiamo 'sta faccenda?" (...) F.:
"Cambiagli il tipo di intervento (...) ma il tendine destro e sinistro non
ha importanza". G.: "Chi se ne frega certo". F.: "No quello
non ce ne frega, mi dispiace". G.: "Che sfiga che abbiamo noi dottori
(...) io non gli dico niente al mio collega". F.: "No non dirgli
niente". G.: "Zitta e muta". F.: "Dai che andrà
benissimo" Tre milioni di euro per le mammelle Brega parla con tale Aldo,
responsabile di una clinica. Si propone come collaboratore "Dovreste
investire su qualcuno che ha principalmente patologia oncologica, non so,
qualcosa sulla mammella, tipo senologia che vi mandi i tumori (...) ne possiamo
parlare con calma, io ho una mente in questo senso abbastanza portata (...) ero
arrivato a fargli fare a questa clinica un fatturato di tre milioni di euro con
la chirurgia toracica, ma in mezzo c'erano un sacco di mammelle (...) per
riempire le sale operatorie". Clinica L'ingresso della clinica Santa Rita
di Milano al centro di un'inchiesta dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano
Giuseppe Guastella.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-11 num: - pag: 3
categoria: BREVI 2 Cinque anni di carcere Sempre il premier
ha annunciato pene severissime, senza distinzioni, per chiunque violi la
riservatezza telefonica al di là di mafia e terrorismo: "Cinque anni di
carcere a chi ordinerà queste intercettazioni, a chi le eseguirà e a chi le
diffonderà. E una penalizzazione finanziaria importante per gli editori che le
pubblicheranno".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-11 - pag: 14 autore: Il
testo. La riforma venerdì in Consiglio Dalla Lega ok alla stretta, braccio di
ferro sulla corruzione Donatella Stasio ROMA Le parole di Napolitano rimbalzano
nella capitale dove, dopo una serie di fitti colloqui, la
maggioranza cerca di trovare un accordo su un testo più soft delle
intercettazioni, che incontri anche il consenso dell'opposizione. La Lega fa
muro sui reati contro la pubblica amministrazione e, nonostante la resistenza
di Silvio Berlusconi, la spunta sulla possibilità di mantenerli tra quelli
intercettabili. Una categoria che sarà comunque più ristretta di quella
attuale: oggi il tetto di pena oltre il quale il Pm può chiedere al Gip
l'autorizzazione agli ascolti è di 5 anni; ieri Silvio Berlusconi ha insistito
perché sia portato a 10, il che significherebbe, però, lasciar fuori la
corruzione (e non la concussione),ma con l'esplicita inclusioni di alcuni reati
al di sotto di questo limite. La durata degli ascolti non potrà superare i 4
mesi, prorogabili solo iin casi eccezionali. Confermate le sanzioni severissime
per i pubblici funzionari infedeli che rivelano il contenuto delle telefonate
nonché per i giornalisti che le pubblicano. La privacy sarà tutelata anche
attraverso la creazione di un "Archivio riservato" delle
intercettazioni irrilevanti (in quanto estranee alle indagini) e illegali, al
quale potranno accedere solo alcuni soggetti, con un sistema di rintracciabilità
degli stessi (così da risalire ai responsabili di eventuali fughe di notizie).
Ad autorizzare le intercettazioni (con motivazioni più stringenti di quelle
attuali) non sarà più il Gip monocratico ma un organo collegiale e la durata
sarà più limitata di quella attuale. I processi in corso non saranno toccati
dalla nuova disciplina, anche se non è detto che vi sia una norma esplicita in
tal senso. Il nucleo del provvedimento è stato messo a punto in una riunione
svoltasi ieri pomeriggio a Montecitorio tra i ministri dell'Interno e della
Giustizia, Roberto Maroni e Angelino Alfano, la presidente della commissione
Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, e Nicolò Ghedini, consigliere
giuridico nonché avvocato di Silvio Berlusconi. è stato proprio Ghedini, terminato
l'incontro, ad annunciare che il Ddl sarà portato venerdì al Consiglio dei
ministri. In serata una nuova riunione, stavolta anche con Berlusconi, per
mettere ulteriormente a punto l'accordo raggiunto. Ma nuovi incontri sono
previsti oggi e domani. Il testo, come riferisce Maroni, sarà "una sintesi
ragionata " dei Ddl Castelli e Mastella, presentati nelle ultime due
legislature senza successo ( il primo non fu neanche esaminato dal Parlamento,
il secondo fu votato all'unanimità dalla Camera e si arenò al Senato). Per il
ministro, infatti, "il consenso dell'opposizione è opportuno ", tanto
più dopo il richiamo del presidente Napolitano. Di qui la decisione di
utilizzare gran parte del Ddl Mastella, ma soprattutto di mantenere nell'area
della intercettabilità i reati contro la pubblica amministrazione, anche se la
corruzione rischia di restar fuori se si dovesse optare per il tetto a 10 anni
invece che a 8. Un'ipotesi che non piace alla Lega, che, con Castelli prima e
Maroni poi, insiste affinché (tutti) i reati dei colletti bianchi non vengano
esclusi.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-11 num: - pag: 32
autore: di PAOLO FRANCHI categoria: REDAZIONALE I
TENTENNAMENTI SULLE INTERCETTAZIONI E adesso la sinistra si scopre balbettante
SEGUE DALLA PRIMA Nessuno scandalo, dunque, se l'opposizione non apprezza, non
condivide e contesta: anche in tempi di dialogo, questo è, né più né meno, il
suo mestiere, e non sarebbe male se lo esercitasse anche su qualche altro
terreno. Ma mestiere dell'opposizione è, o dovrebbe essere, anche quello
di stabilire prima di tutto se a parer suo il problema esiste o è sollevato ad
arte; e, nel caso ne riconosca l'esistenza, avanzare le sue proposte e
confrontarle con quelle del governo. E allora viene da chiedere
all'opposizione: secondo voi, esiste o no in Italia questo problema? Il capo
dello Stato ha voluto ricordare proprio ieri che la questione non solo c'è, ma
è pure annosa, tanto che lo stesso governo Prodi aveva varato un suo disegno di
legge in materia, e che sarebbe opportuno procedere d'intesa per ridiscutere le
norme che presiedono ad alcune esigenze fondamentali, tra le quali spiccano da
una parte quelle della tutela della privacy, dall'altra quelle di un ricorso
"misurato" allo strumento delle intercettazioni. Si tratta, ancora una
volta, di parole assai equilibrate, su cui governo e opposizione farebbero bene
a riflettere seriamente. E parole animate da un convincimento di fondo: a
giudizio di Giorgio Napolitano, le normative in vigore vanno ridiscusse anche
perché la privatezza dei cittadini oggi non è salvaguardata a sufficienza, e il
ricorso alle intercettazioni non è "misurato" quanto dovrebbe. Non si
tratta, ovviamente, di un appoggio preventivo ai provvedimenti annunciati da
Berlusconi. Per capire che non sono soddisfacenti, non è necessario coltivare
il sospetto antico che il Cavaliere parli sempre e soltanto pro domo sua: basta
riflettere all'importanza cruciale delle intercettazioni nel fare emergere
l'orribile vicenda della Santa Rita di Milano, e si comprende subito che non ha
senso l'idea di utilizzarle solo per i casi di mafia e terrorismo. Ma questo
vuol dire che bisogna entrare nel merito, delimitandone con maggiore sagacia
l'ambito di applicazione, o che bisogna lasciare le cose come stanno? Non
diciamo la sinistra, che è cosa diversa e più complicata, ma l'opposizione
parlamentare è d'accordo o no con le valutazioni da cui Napolitano fa
discendere il suo appello bipartisan? La risposta non è facilissima. Dunque.
Antonio Di Pietro e l'Italia dei Valori no, non sono d'accordo. Per loro, porre
degli argini alle intercettazioni e alla loro diffusione a mezzo stampa
significa sempre e comunque mettere al guinzaglio la magistratura e tenere
all'oscuro della verità l'opinione pubblica, e chi non si oppone senza se e
senza ma a una simile infamia se ne fa complice. Nessuna sorpresa, anzi:
conoscendo Di Pietro, ci sarebbe stato da sorprendersi se avesse assunto un
atteggiamento diverso. Ma il fatto è che il suo bersaglio, ancor più di
Berlusconi, sembra essere il Partito democratico, che non può schiacciarsi su
una simile posizione, se non vuole passare dal dialogo alla rottura nel
rapporto con maggioranza e governo, e però non può neanche prenderne nettamente
le distanze, come pure molto probabilmente amerebbe fare. E di conseguenza
balbetta, perché dire che le intercettazioni "sono uno strumento
fondamentale per contrastare ogni attività illegale" (nessuna, proprio
nessuna esclusa?), ma non per questo debbono finire sui giornali è, appunto, un
balbettio. O poco più. Certo, nell'attribuire a Di Pietro e al suo gruppo un
così forte potere di interdizione e di condizionamento ha pesato non poco la
scelta del Pd di derogare per loro, e soltanto per loro, alla decisione di
correre da soli nelle ultime elezioni: Walter Veltroni in questi mesi non ha
mai detto di essersene pentito, ma noi giureremmo di sì, visto che ogni giorno
che passa sembra suggerire un motivo in più per smentirne le buone ragioni. E
però nemmeno un cinque e qualcosa per cento e un gruppo parlamentare combattivo
e relativamente nutrito basterebbero a rendere Di Pietro e il dipietrismo così
influenti se molte delle loro tesi non trovassero tuttora nell'elettorato e
nell'area di opinione che sostiene il Pd orecchie quanto mai sensibili. Storie
vecchie, robe da anni Novanta, quando si pensava, e talvolta si dichiarava
pure, che l'azione giudiziaria fosse una sorta di prosecuzione della lotta
politica con altri mezzi. Sarà così, anzi, è sicuramente così. Ma se una simile
cultura, al momento di stringere, torna sempre a galla, vuol dire almeno che
non si è fatto abbastanza per lasciarsela alle spalle, accettando di pagare,
all'occorrenza, anche i prezzi del caso. Non è mai troppo tardi, per carità.
Però bisogna pur cominciare. \\ L'opposizione parlamentare è d'accordo o no
sull'appello bipartisan del presidente Napolitano per ridiscutere le norme che
presiedono ad alcune esigenze fondamentali come la tutela della privacy e un
ricorso "misurato" allo strumento delle intercettazioni?.
( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-11 num: -
pag: 33 categoria: BREVI MAGISTRATI E POLITICI Le interferenze Caro Romano, la
magistratura è in rivolta in seguito all'annuncio di un
provvedimento per la regolamentazione delle intercettazioni. Pochi giorni fa
c'erano state analoghe reazioni per l'annuncio di un disegno di legge sulla
sicurezza, che prevedeva l'istituzione del reato di immigrazione clandestina e
la costituzione di una superprocura. Atti definiti incostituzionali dai
magistrati. A parte il fatto che non si riesce a capire come si possano
giudicare i provvedimenti prima che vengano pubblicati, mi pare che il giudizio
di incostituzionalità di una legge spetti innanzi tutto al Capo dello Stato
all'atto dell'approvazione della legge. Ma, in termini più generali, mi pare
che sia saltato quel principio sacrosanto che dovrebbe essere alla base di
qualsiasi democrazia, che riguarda la divisione dei poteri così lucidamente
delineata tre secoli fa dal Montesquieu nel suo "Esprit des lois".
Volendo semplificare, non è giusto che i politici interferiscano con i
magistrati nell'adempimento della loro attività giudiziaria, ma è altrettanto
giusto che i magistrati non interferiscano con il Parlamento addirittura prima
che questo abbia legiferato. Delio Lomaglio, Napoli Gli inconvenienti che lei
lamenta cominciarono quando fu tollerato che i magistrati avessero
organizzazioni di categoria, per di più divise tra diverse famiglie
ideologiche, e che tali associazioni avessero una funzione determinante
nell'elezione del Consiglio superiore della magistratura.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Centro-Nord
sezione: ECO-IMP. Emilia-R. data: 2008-06-11 - pag: 8 autore: Il nodo
infrastrutture. Il sindaco Reggi si schiera per il modello
"autostradale" avversato invece dalla Provincia Tre ipotesi per la
Pedemontana Elena Salini PIACENZA "La Pedemontana intesa come asse
autostradale in grado di togliere il traffico pesante dalla tangenziale
cittadina, è la più significativa soluzione in grado di contrastare
l'inquinamento e di raggiungere gli obiettivi di qualità dell'aria che ci siamo
posti". Lo afferma il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, prendendo
posizione in una dibattito destinato a tenere banco nei prossimi mesi. Il Piano
territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), che sarà adottato dalla
Provincia tra la fine del 2008 e i primi mesi del 2009, disegnerà il futuro
sviluppo del territorio. Un appuntamento importante cui il mondo politico ed
economico arrivano discutendo soprattutto di infrastrutture e in particolare di
Pedemontana. A sostenere la necessità di un grande asse a sud della città che
congiunga Castelsangiovanni a Fiorenzuola (passando per Podenzano, Carpaneto e
San Protaso) è da sempre il presidente della Camera di commercio Giuseppe
Parenti. Un tracciato che ha la stessa filosofia di quello ipotizzato da
Autostrade Centropadane secondo cui l'opera sarà in project financing e
"sostenuta" con i pedaggi. "Si tratta – spiega il direttore
della società Francesco Acerbi – di un percorso autostradale tra Fiorenzuola e
Rottofreno per intercettare il traffico da Torino e Genova
a ovest e da Bologna a sud. Nel frattempo i territori limitrofi si muovono;
penso alla Mortara- Broni che accorcia la distanza tra il traforo del Monte
Bianco, la A4 e la A21". L'idea di Acerbi (che Parenti ritiene "la
più razionale ") rischia però di scontrarsi con quella della Giunta
provinciale guidata da Gianluigi Boiardi che vuole inserire nel Ptcp un
asse pedemontano che recuperi tracciati esistenti, come auspicato anche dal
mondo agricolo e ambientalista e da alcuni Comuni di fondovalle. "è una
soluzione rivolta al traffico intervallivo – afferma Reggi – che lascerebbe
inalterata la questione del nodo di Piacenza. Non possiamo permet-tercelo,
serve una strada a scorrimento veloce, che sia quella di Parenti o quella di
Acerbi".
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Nord-Ovest
sezione: ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2008-06-11 - pag: 5 autore:
Congiuntura. L'Ance: investimenti fermi nel 2008 Edilizia senza slancio,
costruttori in allarme Filippo Bonsignore TORINO Il Piemonte? Dal cantiere più
grande d'Europa è diventato un cantiere completamente fermo. Usa questa
immagine Maurilio Verna, presidente di Ance Piemonte, per descrivere la crisi
che grava sull'industria delle costruzioni e che mette a rischio la
sopravvivenza delle stesse imprese. L'edilizia ha rappresentato, durante il
periodo buio dell'industria,il motore della crescita dell'economia piemontese.
Ma, dopo la realizzazione delle opere olimpiche e delle infrastrutture
collegate, rileva Verna, "tutto si è fermato e la fase di stagnazione del
settore, da noi più volte denunciata, si è lentamente aggravata ". La
fotografia scattata nel Rapporto congiunturale del settore, presentato lunedì,
è a tinte fosche. Il comparto delle costruzioni ha chiuso il 2007 con
investimenti per 11,6 miliardi di euro, +0,8% rispetto al 2006, ma per l'anno
in corso si prospetta una crescita di appena un decimale: "L'economia
della regione è ferma – ha evidenziato Antonio Gennari, vice-direttore
dell'Ance nazionale –. Tra il 1998 e il 2007, il Pil piemontese è cresciuto del
6,8%, la metà rispetto al Pil dell'Italia, che ha fatto segnare un +13,5 per
cento. Trend con il quale sono il linea anche Lombardia, Veneto ed Emilia
Romagna, ovvero regioni con le quali il Piemonte abitualmente si confronta
". Un divario che ha stupito gli stessi curatori della ricerca:
"Significa che il settore ha sostenuto lo sviluppo in un contesto di
stagnazione". A questo si aggiungono le preoccupazioni per il calo degli
investimenti nelle opere pubbliche (2,2 miliardi nel 2007, -2,4% sul 2006) –
testimoniato anche dalla diminuzione del 51,3% dei bandi di gara tra il 2003 e
il 2007 – non compensato dalla tenuta del settore dell'edilizia abitativa, che
comunque mostra ancora segnali positivi nonostante il mercato sia ormai in fase
di maturazione. Gli investimenti in questo ambito sono stati pari a 6,5
miliardi (+2,1%), frutto di un modesto incremento nel comparto delle nuove
costruzioni (+1,5%) e di una crescita più consistente degli interventi di
recupero dello stock abitativo esistente (+2,5 per cento). E per il 2008, come
accennato, si stimano livelli produttivi stabili (+0,1%): "L'anno in corso
– si legge nel rapporto – si caratterizzerà per una stazionarietà della nuova
edilizia abitativa (+0,4%, ndr) e dell'edilizia destinata alle attività
produttive (+0,1%), per un ulteriore sviluppo della riqualificazione degli
edifici esistenti (+1%) e per il perdurare del calo delle opere pubbliche (-2
per cento)". Come far ripartire quindi la corsa di un settore che, nonostante tutto, lo scorso anno ha intercettato il 9,3% degli
impieghi del Pil piemontese, ha raggiunto i 5,6 miliardi di euro di valore
aggiunto e ha dato lavoro a 141mila addetti, ovvero il 7,6% degli occupati
nell'intero Piemonte? "è necessario che i decisori pubblici compiano delle
scelte – sottolinea Verna –. Stiamo pagando da troppo tempo i costi del
"non fare", cioè l'incapacità di avviare, o proseguire, la
costruzione delle infrastrutture da tempo bloccate e per le quali, in alcuni
casi, sono già state stanziate le risorse". Le priorità indicate dall'Ance
sono sette. Tre quelle in primo piano: la Torino-Lione, il Terzo Valico Milano-Genova
e il sistema del retroporto del capoluogo ligure. A queste si aggiungono il
completamento dell'Asti-Cuneo, la Pedemontana di Biella, la galleria di
sicurezza del Frejus e le nuove tratte della metropolitana di Torino."Ma
vi sono altri interventi altrettanto importanti – aggiunge il numero uno dei
costruttori piemontesi –. Penso alle infrastrutture di collegamento adeguate
dalle zone più periferiche e decentrate, al cosiddetto "housing
sociale", per far fronte alle nuove esigenze della società e ai
cambiamenti demografici, alla modernizzazione dell'assetto urbano nel suo
complesso e al risanamento idrogeologico del territorio ". Sullo sfondo
resta comunque il nodo delle risorse a disposizione per attuare questi
progetti: "Accanto ai finanziamenti statali per le infrastrutture (che per
il 2008, si legge nel rapporto, tra Finanziaria e d.l. 159/2007, a livello
nazionale sono previsti in 23,7 miliardi) – sottolinea Giorgio Gallesio,
vice-presidente dell'Ance per il Centro Studi – non si potrà prescindere
dall'apporto dei privati e da strumenti come il project financing del quale in
Piemonte c'è ancora una scarsa cultura". I NUMERI In Piemonte il settore
rappresenta il 9,3% del Pil e conta 141mila addetti Nel 2007 nei cantieri sono
confluiti 11,6 miliardi.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Nord-Est
sezione: NORD EST data: 2008-06-11 - pag: 10 autore: In Finanziaria. La Legge
2008 introduce il credito d'imposta per i costi sostenuti da chi fa sistema
L'aggregazione è incentivata A spingere gli studi professionali verso
l'aggregazione non è solo il mercato, ma anche l'incentivo contenuto nella
Finanziaria 2008 ( commi 70-76, articolo 1, legge 244/07), che ha introdotto il
credito d'imposta (nella misura del 15%) da utilizzare in compensazione per i
costi sostenuti nei 12 mesi successivi alla costituzione dell'aggregazione
professionale per l'acquisto di beni mobili strumentali o beni immateriali.
Alcuni Ordini professionali di Nord-Est hanno informato i propri iscritti
dell'opportunità: dal Collegio dei geometri di Padova,all'Ordine degli
architetti di Venezia. Sono comunque soprattutto i giovani professionisti a
ritenersi soddisfatti della misura, proprio perché affacciandosi alla
professione possono decidere di strutturare da subito la loro attività insieme
a un gruppo di colleghi, dotati di specializzazioni differenti, magari
complementari. "In particolare i giovani avvocati possono costituire
aggregazioni professionali in cui siano presenti esperti in vari rami del
diritto", spiega Vito Spagnolo, presidente sezione Aiga (Associazione
italiana giovani avvocati) Venezia. "L'aggregazione
consente di intercettare una clientela più vasta che si avvicina allo studio,
evitando la dispersione del cliente, nel caso il primo legale interpellato non
fosse esperto nella materia richiesta. Associandosi si diventa competitivi più
rapidamente e si completa la propria preparazione, gestendo la pratica, se
necessario con un collega ", afferma. Per questo motivo Aiga
Venezia, appena approvata la Finanziaria e quindi appena entrato in vigore il
bonus aggregazioni, ha predisposto una sorta di vademecum su come approfittare
degli incentivi e ha spedito il tutto per via telematica ai colleghi. "Il
nostro lavoro è poi stato acquisito da Aiga regionale e inviato a tutti i
giovani avvocati veneti ", aggiunge Spagnolo. Che però sottolinea come le
aggregazioni debbano partire dai piccoli numeri: "Perché lo studio abbia
un futuro, bisogna trovare un punto di equilibrio tra soci e occorre misurarsi
con la realtà locale prevalente a Nord Est –sottolinea – Lo studio
uniprofessionale risulta ancora il modello più diffuso, la realtà è molto
parcellizzata; gli studi che sembrano associati in realtà aggregano spesso
professionisti dipendenti. Il numero di legali coinvolti nell'associazione
professionale esercita un impatto sulla clientela, che davanti a una targa con
troppi nomi pensa ancora troppo spesso solo all'ipotesi di una parcella pesante
".
( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il caso
Finanza in azione per il sequestro di 1500 magliette GIULIO GAVINO Sequestrate
false griffe ambulante denunciata SANREMO Offensiva della Guardia di Finanza
sulla vendita di merce con marchi contraffatti al mercato di Sanremo.
Un'indagine condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Imperia ha portato
infatti a due distinte operazioni che hanno permesso il sequestro di circa 1500
magliette e accessori con false griffe. L'attività investigativa ha confermato
per l'ennesima volta che a trattare la "merce vietata" non sono
soltanto i clandestini o i senegalesi ma anche gli ambulanti che con regolare
licenza frequentano i mercati del Ponente. Una notizia di reato, che si
riferisce al sequestro di mille capi d'abbigliamento, riguarda infatti proprio
una commerciante sanremese, Barbara Finazza, di 34 anni, volto noto tra le
bancarelle della Riviera. Gli atti trasmessi dalle Fiamme Gialle alla procura
ipotizzano le contestazioni di introduzione nello Stato e detenzione per la
vendita di prodotti con segni falsi e ricettazione. Sarebbe stata una delicata
attività di intelligence, svolta in occasione dei mercati dalle pattuglie della
compagnia di Sanremo, a far concentrare i sospetti sulla commerciante
sanremese. Di qui l'attività che ha portato all'individuazione di un deposito
e, dopo un appostamento avvenuto all'alba di venerdì scorso, al sequestro
avvenuto all'atto del trasbordo della merce sul furgone utilizzato per
raggiungere i luoghi di vendita. Altra attività ha consentito, sempre alla
Guardia di Finanza, di "rastrellare" magliette-patacca e
accessori-moda delle più famose griffe moda ad un venditore senegalese. I 500 pezzi sono stati intercettati in due fasi: prima è stato
bloccato l'africano che, con regolare permesso di soggiorno, sabato mattina
stava raggiungendo il mercato di Sanremo con alcuni borsoni carichi di merce,
poi si è proceduto alla perquisizione domiciliare che ha svelato agli
investigatori il resto del "deposito". Anche nei suoi
confronti è scattata la denuncia alla procura. Sono inoltre in atto
accertamenti sul contratto d'affitto dell'appartamento e su eventuali
violazioni della normativa fiscale e penale in materia da parte del
proprietario. Le verifiche sulla merce contraffatta hanno portato la Finanza a
ipotizzare un confezionamento di origine cinese. Sono in atto ulteriori
attività di indagine per risalire ai canali di approvvigionamento della merce.
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 138
del 2008-06-11 pagina 5 "Io, senza un polmone. Se vedessi quel medico gli
urlerei: assassino" di Luca Fazzo Il racconto di una delle vittime:
"Il dottor Brega mi ha operato senza motivo. Avevo una salute di ferro,
ora mi ammalo di continuo" Milano - No, pare proprio che non sia vero che
alla clinica Santa Rita - quando si accorsero di quel che accadeva nel reparto
di chirurgia toracica - abbiano fatto terra bruciata intorno al primario
Pierpaolo Brega Massone e alla sua cricca. La versione che viene fatta
circolare in queste ore dai vertici della clinica - tesa a ridimensionare
l'operato di Brega, a ridurlo al rango di scheggia impazzita - viene smentita
platealmente da un piccolo, decisivo dettaglio. A riferirlo al Giornale è una
delle decine di vittime di Brega. Si chiama Alfredo Scordo e racconta che
quando vi furono le prime avvisaglie del caso, la direzione della casa di cura
contattò uno per uno i pazienti di Brega. Per chiedere loro scusa, per offrire
risarcimenti? Niente affatto. Chiedeva che firmassero una petizione in difesa
del reparto. Che prendessero posizione pubblica in difesa del medico che li
aveva devastati senza motivo. "Io sono vecchio - dice Scordo - però cerco
ancora di ragionare con la mia testa. E mi chiedo: è giusto
proibire le intercettazioni, come leggo sui giornali in questi giorni? Se non
ci fossero state le intercettazioni, questi signori sarebbero ancora tutti al
loro posto, a farsi i comodi loro". Tossisce. Prende fiato. Tossisce di
nuovo. "Ecco, da quando mi hanno operato alla Santa Rita è sempre così.
Prima non mi ammalavo mai. Adesso mi ammalo sempre. è come se mi avessero rotto
qualcosa dentro". Qualcosa dentro gliel'hanno rotto per davvero. Un
polmone, il sinistro. Gliene hanno portato via un pezzo, senza motivo alcuno.
Scordo aveva una polmonite che stava guarendo, e alla Santa Rita lo sapevano
bene perché le lastre avevano raccontato tutto. Ma lo hanno operato ugualmente
e gli hanno affettato un polmone. Il suo è uno dei casi che hanno indignato
maggiormente i periti: "C'è da rimanere allibiti di fronte ad un
comportamento del genere, manca totalmente il rispetto per il malato e per la
vita altrui", scrivono. Lui, Scordo, 76 anni, calabrese di Gioia Tauro,
non riesce a prenderla con filosofia. Seduto al suo tavolo, nella carrozzeria
agli inizi di viale Padova, racconta, e si vede la rabbia che gli monta dentro.
"Avevo una polmonite, mi hanno ricoverato in Santa Rita, poi mi hanno
dimesso dicendomi: le faremo sapere. Dopo un po' di giorni Brega mi ha chiamato
e mi ha detto che mi doveva operare. Non mi ha spiegato niente, stava sul vago,
mi ha detto che nel mio polmone c'era una macchiolina. Mi ha fatto firmare una
carta e mi ha portato in sala operatoria. All'uscita mi ha detto: tutto bene,
abbiamo tolto la macchia". Invece la "macchia" non c'era.
"Da quel giorno ho iniziato a stare male, ad ammalarmi a ripetizione,
mentre prima dell'operazione avevo una salute di ferro. E sa qual è la cosa più
incredibile? Che in gennaio mi telefonano dalla Santa Rita, io credevo che mi
cercassero per un controllo, invece mi fanno: dovrebbe venire qui in via
Jommelli a firmare una petizione contro la chiusura del reparto di chirurgia
toracica". C'è andato? "Neanche per sogno. Ormai sentivo puzza di
bruciato. E infatti due mesi dopo mi chiama la Guardia di finanza e mi racconta
quello che hanno scoperto. Quel giorno, per la prima volta, ho saputo
esattamente cosa mi avevano fatto durante l'operazione. Ma come è possibile, mi
dico. Io mi ero fidato di loro, avevo messo la mia vita nelle loro mani".
Adesso Brega è a San Vittore. Se lo incontrasse per strada cosa gli direbbe? "Gli
direi che è un assassino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 138 del 2008-06-11 pagina 1 Napolitano: intercettazioni, è
emergenza di Redazione "Serve una soluzione condivisa". Venerdì il
testo in Consiglio dei ministri Presto e bene. Questa è la ricetta di
Napolitano per sfuggire al "Grande Orecchio". Il problema è
"urgente", quindi "prima lo si risolve meglio è".
Maggioranza e opposizione devono trovare un accordo. Venerdì il testo al
Consiglio dei ministri. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 138
del 2008-06-11 pagina 0 Napolitano: "Intercettazioni,
problema urgente" di Redazione Il monito del presidente della Repubblica:
"E' una questione reale si raggiungano larghe intese". Poi sul
decreto: "Importante la tutela della privacy e il ricorso alle
intercettazioni". Ghedini: "Venerdì il nuovo testo in consiglio dei
ministri" Venezia - "E' una questione reale, non c'è dubbio", ma
"non dispero che, tenendo conto del lavoro degli anni precedenti, si
raggiungano larghe intese", per regolamentare la questione delle
intercettazioni. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si appella
a maggioranza e opposizione affinché i due gruppi trovino un punto di accordo
sulla riforma delle intercettazioni. L'intervento "Io non dispero che,
tenendo conto delle proposte precedenti, si possa trovare una larga intesa
sulla formulazione del provvedimento" questo l'auspicio del presidente
della Repubblica riferendosi al provvedimento sulle intercettazioni che
potrebbe essere esaminato venerdì dal consiglio dei ministri. A conclusione della
sua visita a Venezia, uscendo dalla prefettura, il capo dello Stato rivolto ai
cronisti che gli chiedevano sul dibattito in corso sul nuovo provvedimento in
tema di intercettazioni, ha sottolineato che "il problema, come sapete,
non è nuovo, non è recente. è stato approntato in precedenti legislature. Era
pendente un ddl del precedente governo". Per Napolitano quindi "si
può sempre ridiscutere l'insieme delle norme che devono garantire alcune
esigenze fondamentali: ce n'è una sia di tutela della privacy e sia di ricorso
misurato allo strumento delle intercettazioni". Per il capo dello Stato
quindi "questa è una questione annosa: prima si risolve e meglio è. Come
debba essere congegnato il provvedimento, se possa preoccupare per altri
aspetti, si saprà quando ci sarà un ddl approvato dal consiglio dei ministri e
poi quando si inizierà la discussione in parlamento". Ma, non c'è dubbio,
ha ribadito il presidente della Repubblica "che la questione sia reale non
credo ci sia dubbio, che sia diventata attuale anche con un suo grado di
urgenza, altrettanto". Ghedini Venerdì il nuovo testo sulle
intercettazioni sarà in consiglio dei ministri. Lo ha confermato Niccolò
Ghedini al termine di un incontro avuto alla Camera con il ministro della
Giustizia, Angelino Alfano, quello dell'Interno, Roberto Maroni, la presidente
della commissione Giustizia di Montecitorio, Giulia Bongiorno. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
INTERCETTAZIONI Venerdì il testo base Il Colle: intesa ampia ROMA
Niccolo Ghedini è sicuro: venerdì prossimo il "nuovo testo" sulle
intercettazioni sarà sul tavolo del consiglio dei ministri. L'avvocato di
Berlusconi, deputato forzista del Pdl, lo afferma a ragion veduta, dopo un
vertice a Montecitorio tra il ministro della Giustizia, Angelino Alfano (Fi),
quello dell'Interno, Roberto Maroni (Lega) e il presidente della commissione
giustizia della camera Giulia Bongiorno (An) che ha fatto un primo sondaggio
sulle intenzioni della maggioranza. Il testo base ancora non c'è, anche se per
il guardasigilli "un accordo è nelle cose". In serata riunione fiume
a palazzo Grazioli con Berlusconi. Sul tavolo due ipotesi: i "falchi"
insistono su una precisa lista dei reati intercettabili (più ampia di mafia e
terrorismo) con un limite temporale di tre mesi per l'ascolto degli investigatori.
Le "colombe" premono invece per un innalzamento del limite massimo
della pena, da 5 anni com'è oggi a 10 anni, in modo da consentire, per esempio,
le intercettazioni anche per i reati contro la pubblica amministrazione ma
senza definirli all'origine in un paniere. A fornire un assist al premier è il
capo dello stato, che concorda pubblicamente sulla necessità di un intervento
normativo. Giorgio Napolitano, che è anche presidente del Csm, riconosce che il
problema delle intercettazioni indiscriminate "è reale e annoso, prima si
risolve e meglio è". Insiste però su un confronto parlamentare aperto:
"Spero - dice - che si possano trovare soluzioni con larghe intese anche
tenendo conto del lavoro degli anni passati". Il Quirinale indica insooma
le bozze di legge elaborate dal governo Berlusconi prima e da Mastella poi. Le
parole chiave, secondo il presidente della Repubblica, sono "tutela della
privacy" di chi non è indagato e "misura" nell'uso delle
intercettazioni. Mentre il premier insiste su un giro di vite quasi assoluto,
nella maggioranza ragionano su una mediazione "presentabile" che
limiti comunque le indagini e la pubblicazione delle intercettazioni. An non è
intenzionata a salire sulle barricate. Giulia Bongiorno infatti insiste
soprattutto su due aspetti: la collegialità della commissione che autorizza
l'ascolto ai fini di indagine e il requisito di "assoluta
indispensabilità" per lo strumento dell'intercettazione. Anche la Lega, a
cui interessa soltanto salvare la faccia sui reati contro la pubblica amministrazione,
è ormai pronta al sì. Forza Italia comunque spinge a tavoletta. Fabrizio
Cicchitto (capogruppo Pdl a Montecitorio) non salva le apparenze:
"L'obiettivo della maggioranza è evitare che la vita politica sia
attraversata da intercettazioni che riguardano i fatti privati delle persone.
Noi andiamo avanti".
( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
INTERCETTAZIONI Venerdì il governo decide Il presidente
Napolitano: servono larghe intese | PAGINA 5 MALASANITÀ Cliniche private e
affari, ecco il modello lombardo | PAGINA 7 ORARIO DI LAVORO Nuova direttiva
Ue: le 48 ore settimanali arrivano fino a 65 | PAGINA
( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"Alcune
indagini sbagliate ci sono. Ma no alla legge" Il segretario dell'Anm,
Giuseppe Cascini: "Il codice va bene com'è piuttosto creiamo un archivio
segreto fino all'udienza preliminare" Sara Menafra ROMA "Il caso
intercettazioni è nato per un paio di inchieste che hanno fatto molto rumore
sui giornali. Un caos inutile, visto che alcune si sono concluse senza neppure
un rinvio a giudizio, ma limitare gli ascolti ad alcuni reati, significherebbe
rischiare l'impunità per gli altri". Non è morbido coi colleghi, il
segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, pm a Roma come il presidente Palamara. Di
certo però, del tema del momento si intende. Più della sua militanza in Md, a
renderlo famoso in questi anni sono state le sue inchieste, soprattutto
l'ultima : la scalata ad Rcs di Ricucci. Anche il presidente della repubblica
dice che in effetti sulle intercettazioni bisogna intervenire con una legge...
L'Anm ha indicato un problema di assetto normativo, sul sistema delle
intercettazioni telefoniche. E' indubbiamente necessario che il segreto non
venga meno prima che sia stata fatta una analisi delle conversazioni ascoltate
e che siano state scelte quelle rilevanti ai fini del processo. Quello che
succede nel regime attuale è che fatti relativi alla vita dell'indagato possono
essere diffusi e conosciuti. E' un sistema sbagliato, perché rischia di pregiudicare
il diritto alla riservatezza personale anche in casi in cui non c'è alcuna
necessità di forzarlo. Ma basterebbe istituire un archivio che, prima, tuteli
tutte le conversazioni fino a che giudice e parti non abbiano valutato quali
siano rilevanti e, poi, custodisca per un certo tempo quelle considerate
segrete e il problema sarebbe probabilmente risolto. Però in Italia qualche
abuso c'è stato. Uno ha coinvolto anche un suo indagato, Stefano Ricucci. Nelle
intercettazioni che lo riguardavano, ordinate da Milano, saltò fuori un sms
personale. Si disse che era un disguido... Non cito fatti specifici. Allora
parliamo dell'udienza di scrematura. Per i parlamentari si è fatta. Si ricorda
D'Alema, Fassino e Latorre su Unipol? In quel caso i giornalisti riuscirono ad
avere tutto ugualmente... Perché in quel caso erano tutte depositate a
disposizione delle parti e non erano considerate segrete. Servirebbe invece un
provvedimento che tuteli il segreto e magari sì, punisca i giornali che
contravvengono colpendoli con sanzioni economiche che in alcuni casi spaventa
gli editori più del carcere per i giornalisti. Berlusconi vuole limitare i
reati per cui sono consentite le intercettazioni. L'attuale criterio, che
permette di ascoltare le conversazioni di indagati solo se il crimine di cui
sono accusati è punito almeno fino a cinque anni di reclusione, funziona bene,
tantoppiù che si dice che lo strumento va usato solo in presenza di gravi
indizi e quando sia indispensabile. Se poi decidiamo che non vogliamo più rintracciare
i rapinatori, i pedofili, gli estortori allora è un altro paio di maniche. Non
so se è consigliabile. E gli abusi? Non mi pare che ci siano tutte queste
violazioni. Le intercettazioni che non hanno i presupposti non vanno
autorizzate, tutto qui. Si ricorda qualche sua inchiesta in cui le
intercettazioni siano state davvero indispensabili? In molti casi, soprattutto,
non si sarebbe compresa la traccia da seguire. Perché gli indagati a telefono
parlano e magari dicono dove hanno messo le carte decisive per una tal
inchiesta. Poi la prova sono le carte, non la conversazione. Ma prima come si
faceva? Prima, tutti noi parlavamo molto meno a telefono e gli indagati usavano
altri strumenti di comunicazione. Vogliamo tornare all'età della pietra solo
nelle indagini? Dunque lei pensa che le cose vadano bene così? Penso che ci
siano state alcune inchieste, che hanno avuto molto clamore mediatico e pochi
risultati processuali, rispetto alle quali il paese ha pensato che la
magistratura abusasse degli ascolti. E' necessario un intervento a tutela del
segreto, non un freno alle indagini E il peccatore non ce lo dice? Chi è che
esagera con gli ascolti? Non faccio esempi, credo che i casi siano ben presenti
a tutti. Una cosa la voglio dire, su quel sms tra Anna Falchi e Ricucci...
qualche giornalista mi spiegherà prima o poi cosa c'entri il messaggio tra due
persone prossime alle nozze col diritto dovere di informare? In molti hanno già
chiarito che i dati sui costi diffusi da Alfano erano sbagliati... Sono più o
meno 200 milioni all'anno per tutto il paese. Costano molto perché le spese di
appalto sono alte e perché i gestori impongono tariffe che non hanno paragoni
in Europa. Eppure, la procura di Roma ha dimezzato il budget a parità di
intercettazioni, passando da 1 milione 109 mila a 498 mila euro. E ogni anno
l'85% degli ascolti riguarda il traffico di droga.
( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La radio
RTL 102.5 W l'Italia Nella puntata di oggi Francesco de Gregori verrà
intervistato da Angelo Baiguini e Valeria Benatti. Il 23 maggio è uscito
"Per brevità chiamato artista", il nuovo album del cantautore romano
che contiene i brani "Finestre rotte" e "Per brevità chiamato
artista" proposti tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008 all'interno
dello spettacolo del suo tour teatrale. Come sempre, gli ascoltatori potranno
porre le loro domande tramite sms al 349 3491025. La trasmissione va in onda
alle 12. radio3rai musica Lugano accoglie la manifestazione che ha legato il
nome di Martha Argerich alla città. Nata nell'ambito di Lugano-Festival, si
conferma come un punto di riferimento stabile della vita musicale e fra gli
appuntamenti festivalieri di portata internazionale. Artisti di fama e giovani
promesse del concertismo si alternerano accanto alla protagonista della
rassegna nell'esecuzione di pagine note e meno note del repertorio. Questa sera
alle
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
A Roma
di Donata Marrazzo E' l'ultimo artista romantico e maledetto del ventesimo
secolo. Un bulimico dell'arte, "pittore nato" che in quarant'anni,
con una produzione inarrestabile, ha rivoluzionato le avanguardie, attingendo
disordinatamente a futurismo, dadaismo, pop art, astrattismo con uno sguardo
sul mondo talmente rapido da sovrapporre le immagini, che si distoglie prima
ancora che intervenga il pensiero, "senza memoria, senza introspezione,
senza giudizio", capace di registrare la realtà invece che indagarla. La
Galleria nazionale d'arte moderna di Roma rende omaggio a Mario Schifano, uno
degli artisti più complessi del secondo dopoguerra italiano: centotrenta opere
tra dipinti e disegni ne ripercorrono, a dieci anni dalla morte, la vita e il
suo furore creativo, la sensibilità poetica e l'ironia. "Una mostra su
Schifano, contro Schifano attraverso Schifano da visitare di striscio, un colpo
d'occhio per poi tornare a guardare", come suggerisce Achille Bonito Oliva
che ha curato e presentato la straordinaria esposizione. I monocromi dei primi
anni sessanta, i soggetti, i temi e le icone propri della pop art nei secondi
anni sessanta, la sconfinamento nella fotografia degli anni settanta, il felice
ritorno alla pittura nei cicli degli anni ottanta e novanta, hanno fatto di
Schifano un artista di riferimento nel panorama italiano ma difficilmente
collocabile, sensuale, provocatorio, spudorato. Adorato dalle donne, acclamato
dai critici, Schifano già leggenda alla fine degli anni '70, vive momenti
terribili: tenta il suicidio, fa uso di eroina, finisce a Regina Coeli poi in
manicomio. Ma riacquista presto il piacere della pittura. Rinascono tele
sfolgoranti: I ballerini, fiori maschili e fiori femminili, Il suono del flauto
e boschetto, La chimera, enorme tela realizzata in piazza nel
( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il caso
Il dirigente Asl2 interrogato per quattro ore MARCO RAFFA Di Donato dal giudice
"L'appalto era regolare" SAVONA E' durato oltre quattro ore il faccia
a faccia tra Alfonso Di Donato, direttore amministrativo dell'Asl2 in scadenza
di contratto, indagato per turbativa d'asta, e il sostituto procuratore
Francesco Pinto che sta indagando sugli appalti "sospetti" delle
mense scolastiche e ospedaliere. Al termine dell'incontro, cominciato intorno
alle 15, Di Donato è risalito in auto con la moglie. "Ho chiarito tutto,
così almeno credo. Comunque non sono autorizzato a parlare, chiedete al mio
avvocato" ha spiegato, mostrando un visibile sollievo. Anche l'avvocato
Romano Raimondo ha un atteggiamento ottimista: "Il dottor Di Donato ha
risposto punto su punto alle contestazioni del pm, fornendo le più ampie
spiegazioni". Secondo il manager la gara d'appalto per la mensa dell'Asl2,
vinta dalla Alessio di Vercelli (ma rimasta in gestione, dopo il ricorso della
Pedus-Dussman, a quest'ultima azienda) si è svolta regolarmente. Nella sua
qualità di direttore amministrativo Di Donato ha precisato di essersi limitato
a firmare il decreto di aggiudicazione e di non aver partecipato nè alla
redazione del capitolato d'appalto nè alla scelta della commissione
aggiudicatrice, che era formata da un funzionario dell' Asl2 e da due
consulenti esterni. Aggiunge l'avvocato Raimondo: "A Di Donato viene anche
contestato di aver partecipato a due cene, al ristorante genovese "Leo
passami l'olio", in compagnia di Alessio, Fedrazzoni e Profiti, che però
si sono svolte quando quella gara d'appalto si era ormai conclusa e certamente
non era più influenzabile". Nell'ordinanza del gip
Roberto Fucigna sull'inchiesta Mensopoli il "caso Savona" occupa,
intercettazioni a parte, le pagine 14-
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 138 del
2008-06-11 pagina 0 Palermo, vendeva figlia ai pedofili: condannata di
Redazione A Palermo nel quartiere Zen ragazzina di 13 anni costretta a
prostituirsi. Nove anni di reclusione alla madre e
( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
GAGLIANICO
Ruba al centro commerciale Nei guai giovane di Candelo Si era impadronito di
alcuni capi di abbigliamento del valore di circa 150 euro, esposti sugli
scaffali del centro commerciale Biella Sport di Gaglianico, ma il suo atteggiamento sospetto era stato notato dal personale
di sorveglianza, che aveva dato l'allarme ai carabinieri della stazione di
Candelo. Giunti immediatamente sul posto, i militari hanno intercettato e
bloccato il giovane ladro, Alessandro P., 19 anni, residente a Candelo, che
aveva ancora addosso la refurtiva, recuperata e restituita al legittimo
proprietario.
( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
LA DIFESA LE INTERCETTAZIONI "Ho firmato il decreto ma non ho
scelto io capitolato e commissione" Il consulente Fedrazzoni "Indirà
una nuova gara cambiando i parametri".
( da "Stampa, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Ve del
diritto dei cittadini alla privacy. Molti magistrati e politici (non solo di
centro-sinistra) criticano il governo perché in questo modo toglierebbe alla
magistratura e alle forze dell'ordine un'arma decisiva nella lotta contro la
criminalità, che pure pare essere tra le priorità fondamentali del governo
stesso. L'iniziativa del governo, infine, spiazza quanti - soprattutto nel Pd -
vedono nel dialogo governo-opposizione una delle condizioni necessarie per fare
uscire la nave Italia dalle secche in cui si è incagliata negli ultimi anni. Il
dilemma fra tutela della privacy e contrasto alla criminalità è, in qualche
misura, uno di quei problemi che non hanno soluzione, e che proprio per questo
vengono affrontati in modo ideologico, o se preferite in base a principi
generali e astratti: i giustizialisti doc se ne infischiano della privacy se la
sua violazione è necessaria per punire i colpevoli, i liberali doc se ne
infischiano della lotta al crimine se in suo nome qualche innocente rischia di
essere preso in mezzo. V'è da chiedersi, tuttavia, se il problema appaia
irrisolvibile anche perché lo impostiamo male. Forse, in materia di sicurezza e
privacy, i corni del dilemma non sono due ma tre: c'è la sicurezza, c'è la
privacy, ma c'è anche l'informazione, ossia il diritto dei giornalisti di
pubblicare le conversazioni intercettate e il diritto del pubblico di
conoscerne il contenuto. Questi tre beni fondamentali sono in competizione
reciproca perché non è possibile proteggerli tutti e tre integralmente, come
del resto è la regola per i "beni supremi". In qualche modo siamo
costretti a scegliere, e talora - come ci hanno insegnato i classici, da Max
Weber a Isaiah Berlin - la scelta può essere dolorosa, drammatica, o
addirittura tragica. Per fortuna nel nostro caso la scelta è importante, ma non
tragica. Possiamo rinunciare a un po' di privacy per avere più sicurezza,
oppure rinunciare a un po' di sicurezza per avere più privacy. Inoltre il
quadro cambia, e diventa ancor meno drammatico, se facciamo entrare in campo il
terzo corno del dilemma, ossia i diritti dell'informazione. Siamo sicuri che
per tutelare la privacy il bene da sacrificare sia la sicurezza e non un
pezzettino della cosiddetta libertà di informazione? Non
potremmo continuare a intercettare e smettere di pubblicare? E siamo sicuri
che, posto di fronte al dilemma, il cittadino normale preferisca disarmare la
magistratura piuttosto che essere privato del gusto di conoscere dal vivo le
miserie degli intercettati? O dobbiamo pensare che la pubblicazione delle
intercettazioni sia indispensabile per "aiutare" i magistrati
a fare fino in fondo il loro dovere? Non lo so, ma mi piacerebbe che governo e
opposizione riflettessero anche su questo aspetto. Forse la via maestra non è
limitare le intercettazioni in quanto invadono la privacy, ma impedirne la
diffusione su giornali e tv perché i processi non si fanno in piazza. L'idea
governativa di ridurre drasticamente le intercettazioni e di limitarle ai reati
più gravi (terrorismo e criminalità organizzata) è pericolosa non solo perché
indebolirebbe l'azione di contrasto alla criminalità, ma perché - se attuata
nei termini di cui si parla in questi giorni - ne distorcerebbe l'indirizzo,
lasciando gravemente scoperto il fonte dei reati dei "colletti bianchi":
corruzione, concussione, insider trading, aggiotaggio, frodi e truffe varie. Se
si imbarcasse su questa strada il centro-destra trasmetterebbe l'impressione di
usare due pesi e due misure: pugno di ferro sulla criminalità di strada e un
occhio di riguardo per i reati di politici, finanzieri e "furbetti"
di ogni risma. Un errore che il centro-sinistra commise nella scorsa
legislatura su un altro terreno, quello delle liberalizzazioni, quando con le
"lenzuolate" di Bersani prese di petto alcune categorie professionali
(base sociale del centro-destra) ma non trovò mai il coraggio di varare il
disegno di legge Lanzillotta sui servizi pubblici locali, per non disturbare la
propria base sociale. Chi pensa che il dialogo Pd-Pdl sia indispensabile non
dovrebbe scordarlo: la base del dialogo non è la semplice buona volontà, ma la
disponibilità a riformare l'Italia senza guardare in faccia nessuno. Sulle
intercettazioni, come privato cittadino, mi sento di dire questo. La sicurezza
mi sta a cuore, come mi stanno a cuore la privacy e la libertà d'informazione.
E tuttavia, se penso a quest'ultima, il fatto di poter apprendere "dal
vivo" che Fassino si entusiasma per le manovre della finanza rossa, che
Vittorio Emanuele di Savoia va a donne, che Berlusconi raccomanda due fanciulle
in Rai, o che il governatore della Banca d'Italia trama nell'ombra non mi
arricchisce per niente e mi fa solo venire una grande malinconia. Conoscere i
dettagli sulle vicende di alcuni personaggi non modifica di una virgola l'idea
che, sulla base di ben altri e più corposi elementi, mi sono fatto della classe
dirigente di questo Paese. Semmai, a proposito di libertà di informare e di
essere informati, sono altre le cose che mi mancano: una televisione meno in
ginocchio di fronte alla politica, una stampa meno faziosa, più giornalismo di
inchiesta, una vera e piena libertà di satira. In breve, per me il bene
primario è la sicurezza, perciò mi dispiacerebbe vedere che la politica mette i
bastoni fra le ruote ai magistrati (anche se qualche ritocco alla disciplina
attuale delle intercettazioni non guasterebbe). Quanto alla privacy e alla
libertà di essere informati, mi sembra che proibendo la diffusione delle
intercettazioni si può ottenere molta più privacy in cambio di ben poca
informazione in meno. Tanto più che alla (lievemente) diminuita libertà
dell'informazione si può rimediare a costo zero. Nessuna intercettazione in
pasto ai media, ma in compenso: meno acquiescenza verso i politici, più
inchieste à la "Report", ritorno della satira sugli schermi, a
partire dai fratelli Guzzanti (possibilmente in prima serata). Insomma, se
proprio volete toglieteci le conversazioni dei potenti, ma ridateci Sabina.
( da "Unita, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Corruzione e pedopornografia nessuno deve ascoltare
Intercettazioni solo per i reati "da 10 anni in su": escluse quindi
quelle su reati finanziari, truffe, furti in villa... di Massimo Solani/ Roma
FRA ANNUNCI E SMENTITE , mal di pancia interni alla maggioranza e retromarce
precipitose, inizia a delinearsi il testo del disegno di legge sulle
intercettazioni che sarà presentato domani al consiglio dei ministri.
Un'affannosa quanto inspiegabile corsa contro il tempo che gli uffici competenti
del ministero degli Interni e della Giustizia stanno conducendo da una
settimana, da quando cioè Berlusconi ha lanciato il suo sasso nello stagno
mandando in fibrillazione Camere, Quirinale e magistratura. Di ieri l'ultima
versione comunicata ai cronisti: "Verrà prevista - ha spiegato Berlusconi
- la possibilità di effettuare le intercettazioni soltanto per le indagini che
riguardino reati con pene dai 10 anni in su". "Avrei semplificato
dicendo mafia, camorra, terrorismo internazionale e basta", ha proseguito
il premier, "ma in questo modo rientrano tutta una serie di reati che mi
sembrano giusti: pedofilia, omicidio". Rientrano, già. Più complicato e
spinoso, invece, il capitolo dei reati che resteranno fuori se il testo (che
non è ancora stato ultimato) effettivamente prevederà davvero il limite dei
"10 anni in su". Una lunga lista di delitti, molto spesso perseguiti
proprio attraverso le intercettazioni telefoniche, che d'ora in poi le procure
saranno quasi impossibilitate a perseguire. Il tema più dibattuto è quello
sulla corruzione: le intercettazioni, infatti, non potranno più essere
utilizzate per scoprirne nessuna fattispecie. Nemmeno quella più grave di
corruzione in atti giudiziari che è costata una condanna a cinque anni a Cesare
Previti per la sentenza comprata a Roma sul Lodo Mondadori. Unica eccezione la
corruzione per ottenere una ingiusta condanna. Molto dibattuto anche il
capitolo dei reati finanziari, dall'insider trading all'aggiotaggio passando
per le false comunicazioni al mercato. D'ora in poi, se la legge sarà approvata
in questi termini, i vari Ricucci, Consorte, Gnutti e Fiorani potranno parlare
al telefono delle loro scalate bancarie senza il timore di essere ascoltati e
di vedersi le proprie parole usate in tribunale a sostegno delle accuse. Ma la
lista dei delinquenti che d'ora in poi potranno usare i cellulari senza timore
è lunga. Nessun problema allora per le bande che organizzano i furti nelle
ville: tanto le intercettazioni non saranno più utilizzabili nelle inchieste per
furto, nemmeno aggravato. E se servirà leggere attentamente il testo della
legge per capire cosa succederà con le intercettazioni telematiche (mail, chat
e simili), per ora una cosa la si può già dire con certezza: il telefono non
costituirà più alcun rischio per quanti in Italia si scambiano materiale
pedopornografico, lo commerciano e lo detengono. Unico limite la produzione.
Nessun timore di Grande Fratello giudiziario anche per gli indagati di truffa,
che al cellulare potranno anche parlare di raggiri e organizzazioni per frodare
l'Ue accaparrandosi finanziamenti miliardari. Del resto le intercettazioni
telefoniche, a legge approvata, non si potranno utilizzare nemmeno in indagini
sulle associazioni per delinquere semplici e non mafiose. Un po' quello che
accadrà ai ricettatori non legati ai clan malavitosi e agli indagati di
favoreggiamento semplice. Troppo tardi per l'ex presidente della Regione
Sicilia Salvatore Cuffaro: se questa legge fosse stata approvata prima non
avrebbe avuto alcun problema. Nemmeno per la rivelazione di segreto d'ufficio,
che d'ora in poi sarà un reato non intercettabile. Come anche l'incendio: le
conversazioni "rubate" dalla polizia giudiziaria servirono per
incastrare alcuni dei responsabili del rogo del teatro La Fenice di Venezia, ma
d'ora in poi non sarà più così. Ben più complicata, invece, sarà la situazione
se il testo che uscirà dalla Camera limiterà le intercettazioni soltanto per i
reati puniti con una "pena superiore ai dieci anni", secondo la
vulgata di cui si è parlato molto in queste ore. In quel caso, allora, i
magistrati non potranno richiedere intercettazioni nemmeno per i casi di
violenza sessuale, atti sessuali su minori, adulterazione e contraffazione di
sostanze alimentari, usura, estorsione e omissione dolosa di misure cautelari
sul lavoro. Il reato per il quale si è proceduto (e intercettato) per i
presunti responsabili delle morti della Thyssen di Torino e per il
Petrolchimico di Marghera. Tutto da chiarire, inoltre, anche il capitolo
relativo al traffico di droga e armi che il codice di procedura penale
disciplina in maniera a sè stante. Anche per questo, bisognerà aspettare il
testo definitivo senza ascoltare le indiscrezioni.
( da "Unita, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Intercettazioni/1 Ministro Alfano perché così tanta
fretta? Cara Unità, tramite tuo, gradirei sapere dal Guardasigilli On. Angelino
Alfano i motivi dell'estrema rapidità verso l'incontro di venerdì per quel che
riguarda le famose intercettazioni - sulle quali sono cadute smentite da ogni
dove - e la rapida frenata per la famosa class action che poi in semplice ma
efficace italiano vuol dire solo rivalsa dei frodati sui frodatori. È chiedere
troppo? Caramente e con simpatia Silviano Forte Intercettazioni /2 Il grande
bluff di Berlusconi Cara Unità, a riprova della certezza che ci troviamo di
fronte ad una orribile mistificazione del problema delle intercettazioni sta
nelle arrancate risposte dell'intelligente Gasparri, e nelle immotivate
risposte di Sacconi. Il tutto per difendere una legge che copra la casta politica
e dirigenziale di questo paese, ma soprattutto gli intrugli del bravo
Berlusconi. Un centrosinistra annichilito e arroccato in un fair play che serve
a regalare a questo governo il potere di vita e di morte di un'Italia
martoriata e barzelletta del mondo intero. Ebbene, ieri, solo un forte Di
Pietro ha cercato di smascherare gli obiettivi di questi bravi personaggi.
Senza voler entrare nel merito, la mia domanda è questa. Come è possibile che
gli italiani non si accorgano del grande bluff di Berlusconi e compagni, che
invece di occuparsi di mafia, di moralità della politica, delle grandi
sperequazioni salariali, si occupino di problemi come i rom e le prostitute che
servono solo come specchietto per le allodole, e fanno nascondere i problemi
reali? Antonio Cortese, Bologna Intercettazioni /3 Che tristezza gli applausi
dei giovani industriali "Basta con le intercettazioni diffuse"...
"Carcere per giudici e giornalisti"... Lo sappiamo che il nostro
Presidente del Consiglio ha questo pallino. Ma che temerarietà fare l'annuncio
davanti ai giovani confindustriali, di solito avanguardia nelle politiche
economiche, nella moralità dei comportamenti e pungolo della Confindustria
degli adulti. Invece i "giovani" (si fa per dire) presenti a Santa
Margherita Ligure hanno applaudito quasi all'unanimità! Che tristezza, e non
perché non vi sia un problema di migliore disciplina della materia. Certo che
se i giovani confindustriali reagiscono così, da piccoli, chissà che campioni
di virtù tra 10 o 20 anni! Forse ambiscono solo ad essere cittadini al di sopra
di ogni sospetto... e di ogni indagine. Adriano Papa, Desenzano Intercettazioni
/4 Caro Pd l'opposizione la sta facendo Di Pietro Cara Unità, devo riconoscere
che l'opposizione in Parlamento è fatta soprattutto da Di Pietro. Mi piace come
si batte per esprimere il dissenso suo e del suo gruppo e non si fa intimidire:
così intendo anch'io l'opposizione. Dico questo con dispiacere perchè ho sempre
votato prima Ds e poi Pd ma ho bisogno di vedere una netta contrapposizione e
questa me la fa vedere solo l'Italia dei Valori. Ora starò a vedere cosa farà
il Pd in ordine alle "intercettazioni": quello sarà un banco di
prova. Non accetterò bavagli all'informazione. Ma l'Italia, che era a un passo
dal baratro quando governava Prodi, aveva bisogno della legge sulle
intercettazioni per "rialzarsi"? La gente mangia meglio con le
intercettazioni bloccate? Ma di queste cose nessuno chiede conto al Capo? Dov'è
la gente che frugava tra i carciofi marci al mercato che si vedeva nei TG Mediaset?
Ora è tutto a posto: state tranquilli, bloccheremo le intercettazioni che
infastidiscono le massaie al mercato. Cari amici del PD, vi vogliamo
battaglieri e vogliamo sentir dire le cose che vanno dette, senza peli sulla
lingua. Erminia Clenzi Bush in Vaticano E i morti dell'Iraq? George W. Bush
sarà ricevuto dal Papa in Vaticano con onore, calore e cortesia: insieme
passeggeranno, ascolteranno musica nei giardini vaticani. I morti, i mutilati,
gli sfollati, i rifugiati, i senza casa, gli orfani, le vedove, tutti i
crocifissi della guerra in Iraq li guardano. Gigi Fioravanti Roma, un brutto
clima anche per chi legge l'Unità Caro direttore, ad anno scolastico concluso
sento il bisogno di rivolgerle una domanda: io alla fine dell'anno scorso,
cominciando a leggere tutte le mattine il suo giornale, ho preso l'abitudine di
comprarlo tutti i giorni prima di entrare in classe, portandolo sempre in vista
(perchè mai avrei dovuto nasconderlo?). Questo ha provocato una serie di
reazioni spiacevoli e di prese in giro assai sgradite da parte dei miei
compagni, tuttavia il clima che mi si presentava intorno (anche fuori dalla
scuola) appariva sufficientemente tollerante da non farmi temere nessun rischio
oltre a qualche stupido sberleffo. Il clima di intransigenza e di intolleranza
che si va spargendo nella mia città dopo l'elezione a sindaco di Alemanno sta
però cominciando a dare i suoi frutti. La mia domanda a questo punto è: potrò
continuare ad andare a scuola senza nascondere il mio giornale e senza aver paura
di espormi al rischio di diventare il bersaglio di qualche fascistello che,
sentendo legittimate le sue posizioni, potrebbe un giorno decidere che rom e
lettori dell'Unità (pericolosi comunisti) sono in fondo entrambi stranieri e
vanno per questo puniti? Lorenzo Paoloni, Roma Tagli incomprensibili per
un'incomprensibile nazionale Caro Direttore, nel mio articolo di ieri
intitolato "Disfatta Azzurra, processo a Donadoni", evidentemente per
dei "pesci" di stampa ho fatto la fine della Nazionale: il lettore rischiava
di capirci poco, ancor meno se non segue il calcio da inveterato Commissario
Tecnico. Per esempio nell'analisi su un primo gol dubbio dell'Olanda, e poi sul
secondo, fase nella quale ad opporsi vicino a Buffon c'era, e in ritardo, la
punta Di Natale: il senso della debacle tattico-agonistica era tutto lì. Poi
sul delicato tema dei "raccomandati" sulla panchina della Nazionale,
il passo con uno straccio di significato era: "...Sì, certo, intendo
proprio che si sono molto raccomandati tutti che i due più uno (Albertini)
facessero bene..., e i due finora nonostante alcune riserve di partenza sulla
loro caratura ed esperienza hanno fatto tutt'altro che male. Ma...". Poi
dopo essere sparite alcune considerazioni sul modo in cui Donadoni ha disposto
la squadra e non l'ha cambiata per tempo, compaiono invece dei "succitati
commentatori" che però ahimé erano scomparsi in tipografia. Ecc. Ecc.
Succede. Speriamo nella prossima partita. Oliviero Beha Le lettere (massimo 20
righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Francesco Benaglia
25, 00153 Roma o alla casella e-mail lettere@unita.it.
( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-12 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE La lettera Bergamini: io e le intercettazioni Non sono
più la stessa persona aro Direttore mi sorprende che con tutto questo C
discutere di intercettazioni (quante, regolamentate come, per quali reati, con
che costi), in questi giorni si sia parlato così poco di un elemento invece
sostanziale del dibattito: e cioè di quanto negli ultimi anni il massiccio
ricorso alle intercettazioni e la loro pubblicazione sui giornali, spesso
illegale, stia cambiando per sempre il nostro modo di essere e di rapportarci
agli altri (ne ha scritto bene sul Corriere della Sera Piero Ostellino). E
quanto questo cambiamento non sia circoscritto alla cosiddetta casta ma
riguardi tutti, nessuno escluso. è inappropriato parlare del fenomeno delle
intercettazioni come se si riferisse solo al ristretto numero di persone che
hanno ruoli di responsabilità nel Paese. In realtà chiunque, in questo sistema,
può finire vittima di un meccanismo d'indagine che, se giusto a priori, diventa
perverso e pericoloso quando non utilizzato con le necessarie garanzie.
Prendiamo il mio caso. Il 21 novembre scorso, ancora nel mio ruolo di direttore
Marketing della Rai, vengo svegliata al mattino presto dalla telefonata di un
collega che mi annuncia la pubblicazione, su Repubblica, di brogliacci relativi
a mie conversazioni telefoniche di oltre due anni e mezzo prima. Scopro così di
essere stata ascoltata per un lungo periodo di tempo. La ragione di queste
intercettazioni, nonostante i teoremi di giornalisti e avvoltoi vari, a
tutt'oggi non mi è chiara. Infatti non ero indagata per alcunché e le
intercettazioni riguardavano le indagini sulla presunta bancarotta di un mio
amico, Luigi Crespi, con il quale non avevo mai intrattenuto rapporti d'affari.
Apprendo inoltre che le bobine con le registrazioni delle mie conversazioni,
irrilevanti ai fini processuali e irrilevanti penalmente, anziché essere state
distrutte come prescrive la legge, erano state riassunte in brogliacci. Questi
ultimi conservati e poi addirittura allegati ai fascicoli processuali, mentre
avrebbero dovuto essere stralciati. Infine, a indagini ultimate, messi a disposizione
dei legali delle parti interessate al processo; e da lì, grazie ai buoni
rapporti che spesso i giornalisti intrattengono con magistrati e avvocati,
diffusi sotto forma di dischetti, nelle redazioni di quasi tutti i giornali
d'Italia. In quei dischetti erano contenute le mie conversazioni di lavoro e
quelle private, comprese quelle con i familiari, con il mio fidanzato di
allora, gli sms, insomma tutto. Due cronisti di Repubblica, dopo aver letto il
materiale, ne avevano estrapolato una parte e l'avevano pubblicata ipotizzando
che quei brogliacci dimostrassero, attraverso alcune conversazioni tra me e un
paio di colleghi di Mediaset durante i giorni dell'agonia di papa Giovanni
Paolo II e delle concomitanti elezioni amministrative, un rapporto collusivo
nella definizione dei palinsesti delle due emittenti. La panna era ormai
montata a tal punto che mi sono ritrovata a incarnare il vertice di
un'ipotetica "struttura Delta" che per anni avrebbe condizionato,
corrotto e manipolato il sistema radiotelevisivo italiano. Poco importa che la
collusione non ci sia mai stata, che quelle conversazioni, o meglio i
brogliacci di quelle conversazioni (e anche qui bisognerebbe avere ben chiara
la differenza), riguardassero solo quei giorni di emergenza della programmazione
televisiva. Poco importa che la Rai, dopo due mesi di indagini interne, abbia
riconosciuto la correttezza del mio operato; e ancor meno interessa che gli
stessi giornalisti che hanno prodotto lo scoop siano indagati per diffamazione.
Certo, nei giorni successivi allo scoppio del caso si aprì anche un timido
dibattito sulla incostituzionalità di intercettazioni fatte ai danni di una
persona non implicata in alcun processo e che, dalle intercettazioni stesse,
non risultava aver commesso alcun illecito. Ma la macchina era ormai partita e
non poteva essere fermata. Alcuni mesi fa apprendo, sempre da Repubblica, di
essere quindi indagata per interruzione di pubblico servizio, presumibilmente
non dal magistrato che mi ha fatto intercettare. Alla base delle indagini ci
sarebbe un esposto a carico di ignoti, firmato da tre deputati di
centrosinistra, presentato alla Procura di Roma nei giorni del polverone
mediatico. Da quel 21 novembre io non sono più la stessa persona. La mia vita
personale, conservata nel cassetto di una redazione giornalistica o nelle mani
di miei ex colleghi di lavoro, è qualcosa di più di un problema giuridico. è la
violazione del più elementare rispetto della dignità di una persona. è un
vulnus insanabile prodotto da un'assenza di elementari garanzie. Chiunque
potrebbe esserne travolto. Il problema non è discutere sull'utilità delle
intercettazioni come strumenti d'indagine, ma sull'abuso e la distorsione di un
metodo che può determinare conseguenze irreparabili per la vita delle persone.
Abbiamo investito nello sviluppo tecnologico con il miraggio di garantirci una
sempre maggiore sicurezza, ma non ci accorgiamo che in cambio dobbiamo
rinunciare a porzioni importanti della nostra libertà. Dalle telefonate, agli
scambi di mail elettroniche, alle telecamere piazzate ovunque, tutto può essere
oggetto di manipolazione. E quel tutto è la vita quotidiana di ciascuno di noi,
le nostre relazioni, i nostri rapporti personali, lavorativi e affettivi che ne
escono profondamente modificati. Dal dibattito di questi giorni apprendo che
l'Italia è il Paese in cui il ricorso alle intercettazioni è più massiccio.
Ritengo che esso sia un valido strumento di indagine. Ma come spesso accade nel
nostro Paese, il margine fra necessità di indagare e informare l'opinione
pubblica e obbligo di tutelare la sfera privata dei cittadini è troppo labile.
Mi chiedo se sia giusto, per esempio, ascoltare le conversazioni di chi non è
indagato. O consentire che vengano pubblicate. Qual è il criterio in base al
quale una persona non indagata viene intercettata? Non c'è. Tutto dipende dalla
discrezionalità del magistrato. Continuo a pensare che se io non avessi
lavorato come assistente di Silvio Berlusconi per alcuni anni, le mie
conversazioni non sarebbero state oggetto di tanto interesse. E mi chiedo anche
chi veramente ascolta le telefonate di tante ignare persone. è il leggendario
"maresciallo" che spesso con ironia in molti salutiamo alla fine
delle nostre chiacchierate, o sono "collaboratori" di società private
che ricevono l'appalto per svolgere le intercettazioni? E in questa
eventualità, il materiale raccolto come viene trattato? Dove va a finire? Chi
lo conserva e come vengono protette le persone da un suo possibile uso
distorto? Mi auguro che su un tema così fondamentale, il dibattito tra
politica, magistratura e mondo dell'informazione superi ogni contrapposizione
strumentale e rimetta al suo centro l'individuo e i suoi diritti. Deborah
Bergamini deputato del Pdl \\ Non ero indagata per alcunché e le intercettazioni
riguardavano le indagini sul mio amico Luigi Crespi.
( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Intercettazioni,
oggi via al ddl carcere per chi pubblica i verbali Accordo con la Lega, resta
il divieto sui reati sotto i 10 anni La Fnsi: pronti allo sciopero. Possibile
ascoltare i reati di corruzione,tratta di persone, pedofilia FRANCESCO BEI ROMA
- Dopo le polemiche dei giorni scorsi, la maggioranza trova l'accordo e il giro
di vite sulle intercettazioni sarà oggi approvato dal Consiglio dei ministri,
con la novità del carcere fino a tre anni per i giornalisti - e multe
salatissime per gli editori - che pubblicano il testo di intercettazioni prima
dell'inizio del processo. Una svolta che determina l'alzata di scudi
dell'Ordine dei giornalisti, della Fieg e della Federazione della Stampa, che
minaccia uno sciopero della categoria. L'intesa con la Lega, contraria al
progetto di Berlusconi di escludere la corruzione dal novero dei reati per i
quali sarà possibile intercettare le telefonate, matura all'ora di colazione in
un vertice di maggioranza convocato dal premier a Palazzo Grazioli. Alla
riunione il Carroccio si presenta al completo - Bossi insieme a tutta la
delegazione leghista al governo - e, al termine, il ministro Maroni può
annunciare che "l'accordo c'è". La corruzione rientra così tra i
reati previsti per le intercettazioni. La stretta, anche se meno draconiana di
quanto aveva annunciato il Cavaliere a Santa Margherita, è comunque
significativa. Ancora fino a ieri sera, al ministero della Giustizia, Angelino
Alfano lavorava sul testo, studiando la lista dei reati intercettabili: tutti
quelli con una pena inferiore a dieci anni sono esclusi, ma dentro restano
"i delitti contro la pubblica amministrazione per cui è prevista la
reclusione non inferiore a 5 anni". Come saranno intercettabili l'associazione
a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, alla pedopornografia,
alla tratta di persone. Registrabili i colloqui anche per una lunga lista di
reati gravi, come il terrorismo e la mafia. Le vittime di reati di violenza e
di stalking potranno chiedere di essere intercettate. Con un'esplicita norma
transitoria vengono poi "salvate" dal macero le intercettazioni in
atto fino all'entrata in vigore della legge. Per chiedere un ascolto ci vorrà
una motivazione più stringente e l'autorizzazione alla richiesta del pm non
verrà più dal solo Gip ma da un collegio composto da tre giudici. La durata non
potrà comunque superare i tre mesi. I testi delle conversazioni non potranno
più essere trascritti nelle ordinanze di custodia cautelare ma andranno in un fascicolo
autonomo, che sarà rigidamente segreto fino all'apertura del dibattimento. I
testi saranno conservati in un archivio riservato e chiunque vi farà accesso
lascerà una traccia. Le intercettazioni acquisite agli atti di un processo non
potranno più essere trasferite ad altro procedimento. Severe le pene per chi
rivela i testi: fino a 5 anni, come aveva previsto lo stesso ddl Mastella, per
i pubblici ufficiali, e tre anni comunque per tutti coloro che prendono visione
degli atti riservati. Pugno di ferro contro i giornalisti: l'arresto passa da
30 giorni a tre anni e l'ammenda tocca i mille euro. Il presidente del
sindacato dei giornalisti, Roberto Natale, non esclude uno sciopero, "come
avvenne contro il ddl Mastella". Critico anche il presidente degli
editori, Boris Biancheri, mentre l'associazione Articolo 21 invita il governo a
fare marcia indietro sulla "legge bavaglio" e promette battaglia.
Nella folta squadra dei giornalisti approdata in Parlamento sotto le insegne
del Pdl la stretta viene giudicata "un male necessario". A cominciare
dal capogruppo al Senato Maurizio Gasparri: "Capisco le proteste della
categoria, ma la situazione così non può andare avanti". La più giovane
della squadra è la trentenne Gabriella Giammanco, alla Camera dal Tg4: "Il
carcere può servire da deterrente, la privacy violata non è più
tollerabile".
( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-13 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Intercettazioni, nell'elenco c'è la corruzione L'ipotesi:
fino a tre anni di carcere per chi pubblica le conversazioni. Oggi la decisione
Intesa tra il premier e la Lega. Il tetto per i reati fissato a 10 anni: sono
compresi usura e pedofilia ROMA - "L'accordo è stato abbastanza
perfezionato", ha commentato Umberto Bossi dopo il pranzo che Silvio
Berlusconi ha offerto ai ministri della Lega. Così, oggi, al consiglio dei
ministri arriva il ddl di 17 articoli sulle intercettazioni. Tuttavia a Palazzo
Chigi ci sarà un lungo dibattito perché rimane un nodo da sciogliere:
l'introduzione del carcere (da
( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 140
del 2008-06-13 pagina 0 Intercettazioni, via libera sulla corruzione di Gian
Maria De Francesco Registrazioni autorizzate anche per i reati contro la
pubblica amministrazione, la pedofilia e le molestie. Chi pubblica i verbali
rischia tre anni di carcere. Il Garante della privacy: "Il problema sono
le procure" Roma - Lega e Pdl hanno raggiunto l'accordo e il ddl sulle
intercettazioni preparato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si
appresta a un tranquillo varo nel corso dell'odierno Consiglio dei ministri. Il
vertice di ieri a Palazzo Grazioli, infatti, è riuscito a limare le piccole
divergenze relative all'utilizzo di questo metodo di indagine anche per
particolari tipi di reati che prevedono pene inferiori a dieci anni. In
particolare, quelli contro la pubblica amministrazione come corruzione e
concussione. In questi casi si potrà continuare ad indagare intercettando le
utenze sospette così come richiesto dagli esponenti del Carroccio, Bossi in
testa. In più si potrà proseguire l'utilizzo di questo mezzo di investigazione
per i reati più gravi, come la pedofilia e lo stalking. Il provvedimento
dovrebbe inoltre contenere una norma transitoria per assicurare la
continuazione dei processi in corso. Una delle parti più rilevanti del disegno
di legge è rappresentata dall'inasprimento delle sanzioni per coloro che
divulgano i contenuti delle intercettazioni. La norma punta, infatti, a
riformare due articoli del codice penale: il 617 e il 684. Con il primo si
vuole colpire chi "prende diretta cognizione degli atti del procedimento
penale coperti da segreto" e la punizione sarebbe quella che venne
prevista nel ddl Mastella: da
( da "Dagospia.com" del 13-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
APRROVATO
DDL INTERCETTAZIONI ("DAL NOSTRO INVIATO IN GALERA") ? IL
"TENERO" DI PIETRO: GOVERNO STUPRATORE BIMBI ? CATASTROFE UE: IRLANDA
BOCCIA TRATTATO? ? LA FILA DA FINI: COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI? © Foto
U.Pizzi"> Alfano e Berlusconi © Foto U.Pizzi 1 - INTERCETTAZIONI?
"Jena" per "La Stampa" - Dal nostro inviato in galera. 2 -
CONSIGLIO MINISTRI, APPROVATO DDL INTERCETTAZIONI? (Agi) - Il ddl
intercettazioni e' stato approvato all'unanimita'. Lo rende noto il ministro
della Giustizia Alfano. 3 - INTERCETTAZIONI, DI PIETRO: GOVERNO COME STUPRATORE
BIMBI? (Agi) - "Non ci si puo' fidare di una persona e di un governo che
ci prova. Questa storia delle intercettazioni cosi' come presentato in
Consiglio dei ministri mi ricorda il comportamento di un violentatore di
bambini che ci prova e una volta tanto non gli riesce. Ma le mani addosso
gliele ha messe e non e' riuscito a violentarlo per cause indipendenti dalla
sua volonta' in questo caso perche' e' scesa in campo l'opinione pubblica
sollecitata da Italia dei Valori". Usa una metafora forte l'ex ministro
per le Infrastrutture e leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro oggi ad
Agrigento per la chiusura della campagna elettorale del candidato alla
presidenza della Provincia di Agrigento Renato Bruno. "Il governo - ha
aggiunto Di Pietro - ha tentato di fare passare un provvedimento addirittura
con un decreto legge per salvare alcuni provvedimenti in corso che
evidentemente interessano a qualuno se non addirittura allo stesso presidente
del Consiglio il quale ha gia' messo in cantiere un'altra legge per
salvaguardare se stesso e cioe' la sospensione dei processi che riguardano,
guarda caso, il presidente del Consiglio. Tra le tante urgenze del Paese
l'urgenza e' quella di fare una legge per fermare i processi". 4 -
INTERCETTAZIONI, MARONI: HA VINTO IL BUON SENSO? (Adnkronos) - "Ha vinto
il buon senso. Con l'impostazione di partenza rischiavamo che al danno
s'aggiungesse la beffa. Il danno era quello che la gente non avrebbe capito:
ecco, la solita casta che si fa le regole per se'". Lo sottolinea il
ministro dell'Interno Roberto Maroni che, in un'intervista a
"Libero", si dichiara soddisfatto dell'intesa raggiunta sul contenuto
del ddl che modifica le norme sulle intercettazioni all'esame del Cdm di questa
mattina. L'obiettivo, fa capire Maroni, era evitare che i magistrati potessero
trovare un escamotage per continuare a fare un uso eccessivo delle
intercettazioni. La beffa, secondo il titolare del Viminale, sarebbe scattata
nel caso i magistrati avessero "escogitato il modo per per intercettarci
ugualmente. Che so, pur volendo indagare sul reato di peculato, avrebbero
richiesto di mettere sotto controllo le utenze di Maroni per un reato superiore
e poi, in sede di giudizio sarebbero tornati sul reato di partenza. Ecco
perche' -conclude il ministro dell'Interno- includere i reati contro la
pubblica amministrazione era non solo doveroso ma anche corretto". © Foto
U.Pizzi"> Francesco Pizzetti © Foto U.Pizzi 5 - PIZZETTI (GARANTE
PRIVACY): IL PROBLEMA SONO LE PROCURE, EVITIAMO FUGHE NOTIZIE? (Adnkronos) -
"Non conosco il testo, solo le anticipazioni e mi auguro che, dopo
l'approvazione del Consiglio dei ministri, saremo consultati sulle norme. Negli
ultimi tre anni siamo intervenuti piu' volte, anche nella relazione annuale,
per sottolineare l'importanza di tutelare i dati delle intercettazioni
giudiziarie e nella scorsa legislatura i nostri suggerimenti sono stati in
parte raccolti nel disegno di legge esaminato dalla Camera, che oggi sembra
costituire una delle basi di quello del governo Berlusconi". Il garante
della Privacy, Francesco Pizzetti, interviene cosi', in un'intervista a
"Il Giornale", sul ddl per le intercettazioni. "La nostra
azione, finora, ha avuto -continua Pizzetti- risposte soddisfacenti e incisive
dai gestori telefonici ma, purtroppo, non altrettanto dagli uffici giudiziari,
malgrado i nostri appelli ai magisrati competenti, ai procuratori generali, al
Csm". "Sicuramente -aggiunge- influiscono le note carenze
organizzative della giustizia, ma tocca comunque agli uffici giudiziari
vigilare adeguatamente per evitare fughe di notizie e garantire che eventuali
violazioni delle norme siano individuate e punite". "Abbiamo da tempo
raccomandato -spiega Pizzetti- la creazione di sale di ascolto presso le
procure e non esterne; la necessita' di restringere la cerchia di chi opera
sulle intercettazioni: di conservare i testi in archivio riservato nelle
procure; di individuare chiunque vi acceda; di selezionare le conversazioni
necessarie per il dibattimento e quelle che non lo sono". "Questo
soprattutto -aggiunge- per dare la massima tutela ai cosidetti 'terzi
incolpevoli' chi partecipa inconsapevolmente alle conversazioni". "Le
leggi sono utili ma -avverte- deve cambiare tutto l'approccio culturale al tema
della privacy". 6 - TRATTATO UE: IRLANDA VERSO IL "NO"?
(Agi/Reuters) - Stando allo spoglio delle prime schede del referendum svoltosi
ieri in Irlanda, prevale il "no" al trattato di Lisbona. Lo ha
riferito l'emittente pubblica, Rte. Stando a quanto riferito da scrutatori
all'agenzia Reuters, in cique circoscrizioni della capitale Dublino i
"no" sono in testa; in altri tre si registra un sostanziale pareggio
con i "si'" e in un altro sono in vantaggio i favorevoli al Trattato.
Dublino conta un quarto dell'elettorato irlandese. Corrispondenti
dell'emittente pubblica RTE in altre regioni del Paese riferiscono di un
vantaggio dei "no" nelle prime schede scrutinate. La pagina web
dell'Irish Time conferma che in tutte le circoscrizioni della capitale i
"no" prevalgono con una media di 60 contro 40 dei "si'",
con picchi di 70 contro 30 nella circoscrizione sudorientale. 7 - FINI: SE IRLANDA
BOCCIA TRATTATO SARA' CRISI ISTITUZIONI? (Agi) - "Se gli irlandesi
bocciassero il Trattato di Lisbona ci troveremmo in una situazione di crisi
senza precedenti delle istituzioni europee". Lo ha affermato il presidente
della Camera, Gianfranco Fini, circa il referendum in Irlanda relativo alla
ratifica del Trattato di Lisbona. Roberto Calderoli 8 - CALDEROLI: POPOLI HANNO
BOCCIATO MODELLO EUROPEO? (Adnkronos) - "Un grazie al popolo irlandese per
il suo voto. Tutte le volte in cui i popoli sono stati chiamati a votare hanno
bocciato clamorosamente un modello di Europa che viene vista lontana dai popoli
stessi. I popoli, ancora una volta, hanno dimostrato di avere maggiore saggezza
rispetto a governi e parlamenti". Lo afferma Roberto Calderoli, ministro
per la Semplificazione Normativa e coordinatore delle segreterie della Lega
Nord, nell'attesa del risultato del referendum indetto dall'Irlanda
sull'approvazione del trattato di Lisbona per la riforma dell'Ue. La
consultazione, aggiunge Calderoli, "conferma la posizione tenuta da sempre
dalla Lega Nord, ovvero che la sovranita' appartiene ai popoli e che solo i
popoli possono decidere di rinunciare ad essa e conferma che, come sostenuto
anche dal presidente emerito Cossiga e dal professor Guarino, l'approvazione di
questo Trattato da parte del solo Parlamento avrebbe rappresentato un atto
incostituzionale per gli articoli 1 e 11 della Costituzione, perche' avrebbe
affidato i nostri destini -conclude il ministro e parlamentare leghista- nelle
mani dei burocrati e non degli eletti dal popolo". 9 - MARONI: RESTA IL
REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA? (Agi) - Il reato di immigrazione clandestina
"resta", ma non riguardera' le badanti. Lo afferma il ministro
dell'Interno Roberto Maroni in una intervista a 'Libero'. Maroni e' convinto che
in Parlamento "non ci saranno scherzetti". Sulle critiche della
Chiesa, il titolare del Viminale dichiara: "La Chiesa ha tutto il diritto
di criticare e di fare proposte. Io ho il dovere di rispettare cio' che i
cittadini italiani ci chiedono". 10 - LA FILA DA FINI? m. ci. per
"l'Unità" - Sequenza da vaudeville istituzionale con scena incerta.
Dunque, ieri mattina, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che dovrebbe
ricoprire un ruolo al di sopra delle parti, ha incontrato il sindaco di Roma,
Gianni Alemanno, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti e quello alla
Semplificazione, Roberto Caderoli. In via della Scrofa neanche Fini fosse
ancora il presidente di An. Davvero strano. Contrordine subito dopo.
L'incontro, argomento i conti in rosso della Capitale, ha avuto come location
lo studio del presidente di Montecitorio. Fini al suo posto ma fuori posto.
Contrordine di nuovo, e il susseguirsi dei lanci di agenzia ne fa testo, del
"bilancio non si è parlato" spiega il sindaco, piuttosto "si è
parlato di politica in generale". Si rientra nei ranghi. I due ministri
sembra non ci fossero. Solo che, vedi sempre agenzie, Tremonti e Calderoli dopo
qualche minuto sono usciti proprio dall'ufficio presidenziale. L'ultima
spiegazione conosciuta, fornita dal portavoce di Fini, è che gli incontri sono
stati due in rapida successione, un saluto ad Alemanno che si è dimesso da
deputato e poi i due ministri. Entra tu, esco io. Gli eventuali eredi di
Georges Feydeau sono avvertiti. L'intreccio da commedia degli equivoci alla
Camera va già in scena. © Foto U.Pizzi"> Pierino Fassino © Foto U.Pizzi
11 - PD, FASSINO: SOGGETTO RIFORMISTA NON PUO' PRESCIDERE DAL PSE? (Adnkronos)
- "Sarebbe illusorio proporsi di realizzare in Europa un campo riformista
piu' ampio prescindendo dalla famiglia socialista". L'ex segretario dei Ds
Piero Fassino spiega in un'intervista all'"Unita'" quale e' la sua
posizione sulla collocazione del Pd al Parlamento Europeo. L'area dei
riformisti europei, puo' essere circoscritta solo al Pse e al Pd? "No,
naturalmente -replica il deputato democratico- anche a me interessa far
incontrare i socialisti con i liberaldemocratici. Ma questa nprospettiva va
costruita e avra' maggiori possibilita' di essere realizzata se il Pd, forte
del suo profilo originale, perseguira' l'obiettivo insieme al Pse".
"Ritengo che l'ipotesi intorno alla quale si sta ragionando, un patto di
tipo federativo e un rapporto permanente tra tra Pse e Pd che consenta di fare
parte di un unico gruppo a Strasburgo, pur con forme che riconoscano
un'autonomia reciproca- vada nella direzione giusta e possa essere condivisa da
tutti, perche' -conclude Fassino- non chiede a nessuno di rinunciare alla
propria identita'". 12 - RIFIUTI, "IL MATTINO": SUPERPROCURA
INDAGA SU DISCARICA DI MACCHIA SOPRANA? (Adnkronos) - "La Superprocura
indaga sulla discarica di Macchia Soprana. L'ipotesi di reato: sversamento
abusivo". Lo riferisce "Il Mattino" che prosegue: "Continue
le perdite di percolato. Ora la discarica, una delle dieci previste dal piano
Berlusconi, e' a rischio-sequestro". Macchia Soprana e' "uno dei piu'
grandi invasi regionali, capace -ricorda il quotidiano- di offrire una
ricezione potenziale per oltre 95mila tonnellate". "Un fascicolo
-riferisce ancora 'Il Mattino'- e' stato trasmesso in via d'urgenza dal
distretto di Salerno agli uffici giudiziari del Centro direzionale di Napoli.
Il processo e' stato trasmesso al procuratore Giovandomenico Lepore, come
accade per tutti i fascicoli che riguardano la gestione commissariale
dell'emergenza rifiuti, che ha poi provveduto ad assegnarlo in codelega a due
pm della cosidetta Superprocura: su Macchia Soprana ora indagano i due
sostituti Milena Cortigiano e Antonio D'Alessio, entrambi in forza al pool
coordinato dall'aggiunto Aldo De Chiara". "Un'inchiesta che ipotizza,
al momento, -prosegue ancora il giornale- il reato di sversamento abusivo, alla
luce delle condizioni in cui sono state trovate alcune vasche della discarica.
Nell'informativa indirizzata dagli uffici giudiziari del distretto salernitano
(che comprende le Procure di Salerno e di Vallo della Lucania) a Napoli si
parla di 'condizioni allarmanti' a causa di continue perdite di
percolato". "Decisiva a far scattare l'inchiesta, una consulenza
-aggiunge ancora- dei tecnici Arpac, che nelle ultime settimane hanno attestato
le perdite di percolato e di materiale di risulta dalla vasche di Serre".
Dagospia 13 Giugno 2008.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-06-14 - pag: 35 autore:
Giustizia. La prima parte del disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei
ministri Intercettazioni a raggio ridotto Iniziamo la
pubblicazione del testo del disegno di legge recante "Norme in materia di
intercettazioni telefoniche, telematichee ambientali. Modifica della disciplina
in materia di astensione del giudice, degli atti di indagine, e integrazione della
disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche".
ARTICOLO1 Modifiche agli articoli 36 e 53 del Codice di procedura penale 1.
All'articolo 36,comma 1,del Codice di procedura penale, dopo la lettera h) è
aggiunta la seguente: "h-bis) se ha pubblicamente rilasciato dichiarazioni
concernenti il procedimento affidatogli". 2. All'articolo 53,comma 2,del
Codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo
le parole:"lettere a),b),d), e)" sono inserite le seguenti: "ed
h-bis),nonché se il magistrato risulta iscritto nel registro degli indagati per
il reato previsto dall'articolo 379-bis del Codice penale, in relazione ad atti
del procedimento assegnatogli, sentito in tale caso il capo dell'ufficio competente
ai sensi dell'articolo
( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-14 num: - pag: 8
categoria: REDAZIONALE Intercettazioni, via al ddl Stretta su pm e giornali:
sulle indagini notizie vietate Berlusconi: così torniamo a essere un Paese
democratico Lo stop riguarda anche il contenuto delle inchieste: arresto da uno
a tre anni per i cronisti che lo violano ROMA - La cronaca giudiziaria dovrà
fare i conti con nuovi e drastici limiti perché è in arrivo il carcere (fino a
3 anni) per il giornalista che pubblica atti di indagine prima dell'udienza
preliminare e una pena ancor più dura (fino a 5 anni) per il magistrato che
divulga quelle carte. Con il nuovo ddl Berlusconi- Alfano sulle
intercettazioni, approvato dal Consiglio dei ministri dopo un rapido dibattito
e che ora passa all'esame delle Camere, viene introdotto un divieto assoluto di
pubblicazione ("anche se non sussiste più il segreto") degli atti di
indagine fino al termine delle indagini preliminari, ovvero fino al momento in
cui il gip archivia o decide di rinviare a giudizio. Il blackout sarebbe totale
e va ben oltre il ddl Mastella passato a larghissima maggioranza alla Camera
nella XIV legislatura: stavolta, il divieto non riguarda solo "la
pubblicazione parziale o per riassunto" degli atti ma anche il loro
"contenuto". E così dietro l'angolo ci sono la pena dell'arresto da
( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
IN SALA
ROSSA DIBATTITO DAI TONI PACATI CON CONTINUI RIFERIMENTI AL CASO BERTOLOTTO Pd
nel solco della tradizione SAVONA E finita 38-18 la "conta" fra Paolo
Apicella e Marco Russo per la segreteria dll'Unione comunale del Pd. Un
verdetto scontato, considerato l'esito dei dibattiti dei circoli che già aveva
evidenziato una preferenza per l'ex segretario cittadino che si era portato in
assemblea la maggior parte dei delegati. Il voto non ha tradito le attese e
così sui 69 aventi diritto, i 56 che si sono presentati in Sala Rossa, si sono
espressi a larga maggioranza per Paolo Apicella. Tanto per cambiare ha vinto un
esponente dell'"ortodossia" Ds ma questa volta il confronto non è
stato affatto sanguinolento e i contendenti hanno dato prova di invidiabile
fair play. Inevitabili i riferimenti alla vicenda Bertolotto che sta squassando
il partito facendo convergere su Savona anche i riflettori nazionali. Maria Luisa
Madini ha sottolineato come il confronto nell'assise comunale sia avvenuto in
termini molto più distesi rispetto alle polemiche dell'assemblea provinciale,
mentre Giovanni Lunardon ha fatto riferimento all'importanza del metodo e delle
regole nella scelta dei candidati. Lo sconfitto Marco Russo prima del voto ha
detto: "Non siamo qui per fare la conta o per dividerci ma per discutere e
confrontare le idee. Il fatto che in un partito ci sia più di un candidato è
una ricchezza. Semmai bisognerebbe preoccuparsi delle elezioni in cui si vota
per un solo candidato che è già stato deciso da qualcun altro". Sulla
stessa lunghezza d'onda il neo segretario comunale Paolo Apicella:
"L'obiettivo della costruzione del Pd costituisce un'occasione preziosa per
Savona perchè può divenire il punto di riferimento dei
vasti ceti sociali e la forma per intercettare un elettorato mai rappresentato
dal centrodestra. La condizione perchè ciò accada è che davvero il processo
politico che abbiamo davanti nei prossimi mesi non riguardi i gruppi dirigenti,
non sia chiuso nelle stanze del ceto politico ma coinvolga attivamente energie
e disponibilità presenti in città". Il dibattito si è protratto
fino alle 12,30, presieduto dal vicepresidente della Provincia Lorena Rambaudi
mentre nel frattempo i delegati votavano nella direzione che era già emersa dal
dibattito nei circoli. Il confronto ha premiato Apicella per 38-18 ma Marco
Russo, che ha rimarcato la presenza di un'area politica di matrice cattolica,
farà comunque il vicesegretario. Franco Lirosi è stato eletto presidente
dell'assemblea dei delegati cittadini.
( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il caso
I pusher rifornivano vip e turisti LA VIA DELLA DROGA UN MERCATO FLORIDO IL
CONCESSIONARIO Coca al Sestriere Presa la banda degli spacciatori In carcere
tre albanesi e un'italiana Il giro d'affari era di 15 mila euro al mese ANTONIO
GIAIMO Arrivava dalla Toscana Il giro scoperto grazie alle
intercettazioni Tanti clienti a Pinerolo ma soprattutto nelle Valli Olimpiche
Noto commerciante rimasto coinvolto per la dipendenza PINEROLO Si sa che la
cultura del sospetto è il primo requisito di un bravo investigatore, così i
carabinieri del nucleo operativo di Pinerolo - che indagavano su un vasto
traffico di droga - hanno iniziato a chiedersi: "Perché dopo
l'arresto di Vincenzo Carnovale, ritenuto l'organizzatore di un ampio giro di
spaccio, è scomparso da Pinerolo il suo amico Yuri Murrani, conosciuto nel giro
dei tossicomani come "L'albanese"?". Per trovare una risposta,
hanno bussato alla porta del sostituto procuratore Ciro Santoriello con la
richiesta per ottenere l'autorizzazione di mettere sotto controllo alcuni
cellulari. Ore di ascolto e di trascrizioni e infine agli inquirenti sono
apparsi ben chiari nomi e tecniche del nuovo mercato della droga, che partiva
da Pinerolo per arrivare a Sestriere e ridiscendere sino ad imboccare la Val
Pellice. Inequivocabile il linguaggio: "Portami una piastrella"
significava un etto di cocaina, oppure "Vengo ma porto il bimbo"
quando si doveva consegnare un chilo di droga. Le indagini hanno portato a
scoprire che Yuri Murrani, un clandestino, si era trasferito a Bollate, aveva
un documento falso che gli era stato procurato da uno dei componenti della
banda dei romeni, arrestati nei mesi scorsi per frodi informatiche a Pinerolo.
Da lì controllava lo spaccio di droga nel Pinerolese, avvalendosi di altri tre
complici. Due connazionali clandestini - Elois Vrenozi, 29 anni, e Defrim
Kurti, 28 anni - e una donna di Luserna San Giovanni, Tiziana Leonini, 38 anni.
Nell'indagine è finita anche una seconda donna, ma poiché ha un bambino piccolo
le è stato imposto solo l'obbligo di firma. Sessanta euro per un grammo di
cocaina da vendere ai giovani di buona famiglia che passano i fine settimana
sulle piste di sci, ma anche a manager, liberi professionisti, impiegati di
banca, titolari di esercizi pubblici, commercianti. E così nello spesso dossier
consegnato al magistrato è finito anche il nome di un concessionario d'auto di
Cavour, M.I., 41 anni, incensurato. Ad inchiodarlo sono state le
intercettazioni telefoniche. Poi è stata portato in caserma, dove è stato
interrogato dal magistrato e dal capitano Massimiliano Puca, ai quali ha dovuto
spiegare perché aveva
( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La
Russa: "I militari nelle strade solo per un anno". Protestano Pd e
sindacati di Polizia. Bruti Liberati: "Quel ddl è peggio della legge
Cirielli" Soldati in città, è scontro Sulle
intercettazioni l'ira dei giudici. Il Pdl: ora meno benefici ai detenuti ROMA -
Magistrati in rivolta a causa del disegno di legge sulle intercettazioni.
L'attacco più duro viene dalla procura di Milano che, per bocca di Bruti
Liberati, accusa: "Quella legge è peggio della Cirielli". Il
Csm lancia l'allarme: "Si rischia la paralisi". La maggioranza pronta
a cambiare la Gozzini, e intanto è scontro sui soldati in strada. La Russa:
"Solo per un anno". Protesta il Pd. MILELLA, RANDACIO, ROSSO E
VECCHIO ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Botta e
risposta con un cittadino "Così si aiutano i furbetti". Berlusconi:
non è vero PIACENZA - "Presidente, ma con il
provvedimento sulle intercettazioni i "furbetti del quartierino" non
sarebbero mai stati scoperti". "No, non è vero". Silvio
Berlusconi risponde così all'obiezione di un cittadino che lo ha avvicinato al
termine del secondo matrimonio a cui il premier ha partecipato ieri (dopo
quello tra Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci), in provincia di
Piacenza, quello di Licia Ronzulli, fisioterapista-manager all'ospedale
Galeazzi di Milano e candidata Pdl nelle Marche alle ultime elezioni. "Ci
sono due livelli da tutelare in materia di intercettazioni ? ha spiegato ? la
privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che una persona alzi il
telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". E ad un altro
cittadino che chiedeva il bonus bebè per la sua bambina nata a maggio, il
Cavaliere ha detto: "Non so se il provvedimento sarà retroattivo e vorrei
che partisse al più presto. Ma se non te lo darà lo Stato te lo darò io".
E ha invitato il papà a fornire i suoi dati alla scorta.
( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Soldati nelle città, è polemica La Russa: sarà solo per un anno Intercettazioni,
dubbi di Mancino. Cacciari, delibera anti-abusivi Veltroni critica l'uso dei
militari "Scelta sbagliata che mortifica le forze dell'ordine" LIANA
MILELLA ROMA - Esercito e intercettazioni, opposizione e toghe contro il
governo. Il vicepresidente del Csm Mancino, per via dei tre giudici che
dovranno autorizzare gli ascolti, già segnala che "ci sarà un problema di
organici". I magistrati protestano per la contraddizione: da un lato
l'esercito, dall'altro niente ascolti per i reati di strada. Ma sui 2.500
militari per pattugliare le città il ministro della Difesa Ignazio La Russa va
avanti: "è un atto d'amore e di generosità delle forze armate nei
confronti dei cittadini". E ancora: "L'82% della gente è a
favore". Comunque solo "sei mesi rinnovabili solo una sola volta".
Le critiche feroci dell'opposizione, dentro e fuori il Parlamento, con
Veltroni, Giordano, l'Udc, piovono pesanti sul governo, i sindacati di agenti e
funzionari parlano di "operazione di facciata", ma il ministro non
vede "un rischio di sovrapposizione con le polizie". Nel
centrosinistra la critica è aspra. Il leader del Pd Veltroni parla di
"scelta sbagliata", di "annunci ad effetto che danno un'immagine
catastrofica del Paese e mortificano l'ottimo lavoro delle forze di polizia".
I ministri ombra dell'Interno Minniti e della Difesa Pinotti bocciano "una
pericolosa confusione di ruoli e di funzioni", in una logica
"puramente emergenziale". Tuttavia, proprio il sindaco di Venezia
Cacciari utilizza il decreto sicurezza varato da Berlusconi per cacciare i vu
cumprà col divieto assoluto non solo di esporre la merce, ma anche di circolare
per le calli con borsoni e buste giganti. Per il leader dell'Idv Antonio Di
Pietro "le forze armate si usano solo in Colombia contro terrorismo e
insurrezione armata". Anche l'Udc rema contro. Il vice di Casini alla
Camera Vietti definisce l'uso dell'esercito "uno spot a buon mercato e un
inutile modo di fare la faccia feroce". Nella sinistra extraparlamentare
si rincorrono commenti tranchant. L'ex segretario del Prc Giordano vede
"una forzatura estrema dei limiti costituzionali", Russo Spena
"un atteggiamento paranoide e fascistoide" che prefigura "un
regime autoritario e uno stato dispotico". La Palermi (Pdci) "una
balordaggine propagandistica". Il Verde Bonelli ci legge "l'ennesima
ipocrisia della destra e il rischio fortissimo di militarizzare le città".
Dalle polizie il sindacato meno duro, il Sap, chiarisce che i militari
"non dovranno mai stare da soli ma sempre in ausilio a polizia e
carabinieri". Dagli altri solo critiche. Il Silp-Cgil contesta una
"costosissima e inefficace operazione di facciata". Idem il Siulp.
L'associazione dei funzionari consiglia "di tagliare scorte e ridurre gli
autisti". Tra gli ex capi di Stato maggiore dell'Esercito Arpino commenta:
"Fa un certo effetto vedere i militari fare le stesse cose che in
Kosovo". E Fraticelli consiglia "regole d'ingaggio e ordini
chiari". A destra il Carroccio frena. Del resto lo stesso ministro
dell'Interno Maroni, nel consiglio di Napoli, s'era opposto ai pattuglioni
misti. Adesso Calderoli è freddino: "Non sono entusiasta, ma il fine
giustifica i mezzi quando, per l'irresponsabile azione di governo di chi ti ha
preceduto, le città sono trasformate in Bronx e le polizie sono senza mezzi. Ma
l'iniziativa non può che essere transitoria". Forza Italia e An si
schierano con La Russa. Gasparri: "Chi è contro la pensa come Riina e i
Casalesi. Meglio i nostri soldati che quelli del clan Nuvoletta".
Cicchitto: "Di fronte alle richieste crescenti dei cittadini bisogna ricorrere
a tutti i mezzi possibili di contrasto, compreso l'esercito, anche se con le
dovute garanzie". Verdini: "Sì, altrimenti finisce come con
l'immondizia a Napoli". Da Milano De Corato già chiede 300 militari. E la
Pelino propone: "Li voglio pure nelle scuole".
( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Barba
finta Il collegio a tre L'esercito Il procuratore aggiunto di Milano: "Le
norme per garantire la privacy esistono già" "Quei nastri servono
alle inchieste la nuova legge è controproducente" Bruti Liberati:
"Testo fumoso, è peggio della Cirielli" Per reati come l'aggiotaggio
andremo con una barba finta sotto la Borsa per capire che succede? Il collegio
a tre non è possibile in molte sedi E il giudice unico può comminare 20 anni ma
non autorizzare ascolti Si schiera l'esercito per evitare i borseggi, ma
diventerà più difficile perseguire i truffatori organizzati EMILIO RANDACIO
MILANO - Impreciso, un testo fumoso, controproducente su più punti. "Ho
letto in questi giorni la dichiarazione di un parlamentare della maggioranza
che invitava la magistratura a tornare ai vecchi metodi investigativi, tipo i
pedinamenti. Io mi chiedo, con un reato come l'aggiotaggio (ndr, è il caso
della scalata ad Antonveneta), dovremmo mettere un agente con una barba finta
sotto la Borsa per scoprire cosa sta succedendo?". Edmondo Bruti Liberati,
procuratore aggiunto di Milano, ex presidente dell'Anm, usa un paradosso per
commentare l'annunciata rivoluzione sulle intercettazioni. "Anche perché -
spiega - fino a oggi sul sito del ministero non risulta essere pubblicato alcun
testo del Guardasigilli". Non se la sente di commentare le proposte di
Alfano? "Il ministro Alfano preannuncia un provvedimento, ma quando si
arriva al dunque, il testo non si può consultare. Basta cambiare un comma su
temi così delicati che cambia tutto. Diciamo che brancoliamo nel buio. Sembra
di tornare ai tempi della legge Cirielli (ndr, che ha ridotto dei tempi di
prescrizione dei processi durante il secondo governo Berlusconi). Poi è
diventata la Ex Cirielli ed cambiato tutto, infine il suo proponente ha
ritirato la sua firma e ci sono state altre modifiche. Oggi la situazione è
peggiorata. Tutto questo segue di alcuni giorni la curiosa vicenda sui numeri e
le spese delle intercettazioni effettuate in Italia. Sono
entrati in circolo in modo ufficioso dei dati che definire assolutamente
imprecisi è eufemistico. Ritiene che l'attuale sistema delle intercettazioni
non debba essere modificato? "Sono convinto che la linea sia quella della
Anm: disciplina rigorosa per la non circolazione di dati sulla vita privata
delle persone senza rilevanza penale. Su questo punto l'attuale legge
vigente può già essere applicata da magistrati scrupolosi in modo efficace. A
Milano è successo per il fallimento della società di sondaggi Hdc che
comprendeva anche telefonate con aspetti piccanti. Ebbene, queste sono già
state distrutte dal gip su richiesta dei pm." Procuratore, vorrà però
riconoscere che in passato non è sempre stato così. "Va valutata la
professionalità e la deontologia dei singoli pm e gip, ma le norme esistono
già. E non si può immaginare di imporre un bavaglio alla stampa per impedirle
di dare informazione puntuale su processi in cui possono esserci anche vicende
di primo piano per la vita del paese". Non è quindi contrario al fatto che
si sia voluto mettere mano alla riforma sulle intercettazioni? "Questo
strumento è indispensabile nel nostro sistema processuale, anche se invasivo
della privacy. Detto questo, tutte le parti in gioco devono saper esercitare il
più rigoroso controllo. Le sanzioni vanno previste per tutti". La riforma
annunciata prevede che le intercettazioni subiscano il vaglio di un collegio
composto da tre giudici. Pensa che per come sono organizzati oggi i tribunali,
il sistema possa assorbire questa novità? "Devo supporre che il giorno
dopo l'entrata in vigore di questa riforma, il ministro Alfano annuncerà la
soppressione di tribunali con meno di 20 giudici nei quali il collegio a tre
non è possibile per mancanza di rotazione. Non ho obiezioni sul principio, la
collegialità è garanzia di un giudizio migliore. Di certo è inattuabile in
parecchie decine di tribunali. Ma non mi sembra logico che il giudice unico
possa comminare pene di 20 anni di reclusione e poi, per autorizzare delle
intercettazioni si chieda un giudizio collegiale. è una incongruenza".
Pensa che se passasse questo testo annunciato, il vostro lavoro cambierebbe?
"Da quel che ho letto, dalle intercettazioni sono escluse l'associazione a
delinquere semplice, non mafiosa. Bene, dico che se la gente sarà più
tranquilla di evitare uno borseggio perché nelle piazze sarà schierato
l'esercito, dall'altro se passasse questa riforma sarà più difficile perseguire
un gruppo di persone dedite, per esempio, alle truffe in maniera
organizzata".
( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Commenti
LA PARRUCCA DEL RE SOLE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Bisogna denunciare e fermare
la militarizzazione della vita pubblica italiana della quale l'esempio più
clamoroso si è avuto con i provvedimenti decisi dal Consiglio dei ministri di
venerdì sulla sicurezza e sulle intercettazioni: due supposte emergenze
gonfiate artificiosamente per distrarre l'attenzione dalle urgenze vere che
angustiano gran parte delle famiglie italiane. E' la prima volta che l'Esercito
viene impegnato con funzioni di pubblica sicurezza. Quando fu assassinato
Falcone e poi, a breve distanza di tempo, Borsellino, contingenti militari
furono inviati in Sicilia per presidiare edifici pubblici alleviando da quelle
mansioni la Polizia e i Carabinieri affinché potessero dedicarsi interamente
alla lotta contro una mafia scatenata. Ma ora il ruolo che si vuole attribuire
alle Forze Armate è del tutto diverso: pattugliamento delle città con compiti
di pubblica sicurezza e quindi con poteri di repressione, arresto, contrasti a
fuoco con la delinquenza. Che senso ha un provvedimento di questo genere? Quale
utilità ne può derivare alle azioni di contrasto contro la malavita? La Polizia
conta ben oltre centomila effettivi, altrettanti ne conta l'Arma dei
carabinieri e altrettanti ancora la Guardia di finanza. Affiancare a queste
forze imponenti un contingente di 2.500 soldati è privo di qualunque utilità.
Se il governo si è indotto ad una mossa tanto inutile quanto clamorosa ciò è
avvenuto appunto per il clamore che avrebbe suscitato. Tanto grave è
l'insicurezza delle nostre città da render necessario il coinvolgimento
dell'Esercito: questo è il messaggio lanciato dal governo. E insieme ad esso
l'eccezionalità fatta regola: si adotta con una legge ordinaria una misura che
presupporrebbe la dichiarazione di una sorta di stato d'assedio, di pericolo
nazionale. Un provvedimento analogo fu preso dal governo Badoglio nei tre
giorni successivi al 25 luglio del '43 e un'altra volta nel '47 subito dopo
l'attentato a Togliatti. Da allora non era più avvenuto nulla di simile: la
Pubblica sicurezza nelle strade, le Forze Armate nelle caserme, questa è la
normalità democratica che si vuole modificare con intenti assai più vasti d'un
semplice quanto inutile supporto alla Pubblica sicurezza. * * * Il disegno di
legge sulle intercettazioni parte dalla ragionevole intenzione di tutelare con
maggiore efficacia la privatezza delle persone senza però diminuire la capacità
investigativa della magistratura inquirente. Analoghe intenzioni avevano
ispirato il ministro della Giustizia Flick e dopo di lui il ministro Clemente
Mastella, senza però che quei provvedimenti riuscissero a diventare leggi per
la fine anticipata delle rispettive legislature. Adesso presumibilmente ci si
riuscirà ma anche in questo caso, come per la sicurezza, il senso politico è un
altro rispetto alla "ragionevole intenzione" cui abbiamo prima
accennato. Il senso politico, anche qui, è un'altra militarizzazione, delle
Procure e dei giornalisti. Le Procure. Anzitutto un elenco dei reati
perseguibili con intercettazioni. Solo quelli, non altri. E' già stato scritto
che lo scandalo di Calciopoli non sarebbe mai venuto a galla senza le
intercettazioni. Così pure le scalate bancarie dei "furbetti". Ma
moltissimi altri. Per chiudere sul peggiore di tutti: la clinica milanese di
Santa Rita, giustamente ribattezzata la clinica degli orrori. Le intercettazioni
poi non possono durare più di tre mesi. Non c'è scritto se rinnovabili e dunque
se ne deduce che rinnovabili non saranno. Cosa Nostra, tanto per fare un
esempio, è stata intercettata per anni e forse lo è ancora. Tre mesi passano in
un "fiat", lo sappiamo tutti. I giornalisti e i giornali. C'è divieto
assoluto alla pubblicazione di notizie fin all'inizio del dibattimento. Il
deposito degli atti in cancelleria non attenua il divieto. Perché? Se le parti
in causa o alcune di esse vogliono pubblicizzare gli atti in loro possesso ne
sono impedite. Perché? Non si invochi la presunzione di innocenza poiché se
questa fosse la motivazione del divieto bisognerebbe aspettare la sentenza
definitiva della Cassazione. Dunque il motivo della secretazione è un altro, ma
quale? In realtà il divieto non è soltanto contro giornali e giornalisti ma
contro il formarsi della pubblica opinione, cioè contro un elemento basilare
della democrazia. Il caso del Santa Rita ha acceso un dibattito
sull'organizzazione della Sanità, sul ruolo delle cliniche convenzionate
rispetto al Servizio sanitario nazionale. Dibattito di grande rilievo che
potrebbe aver luogo soltanto all'inizio del dibattimento e cioè con il rinvio a
giudizio degli imputati. L'eventuale archiviazione dell'istruttoria resterebbe
ignota e così mancherebbe ogni controllo di opinione sul motivo
dell'archiviazione e su una possibile critica della medesima. Così pure su
possibili differenze di opinione tra i magistrati inquirenti e l'ufficio del
Procuratore capo, sulle avocazioni della Procura generale, su mutamenti dei
sostituti assegnatari dell'inchiesta. Su tutti questi passaggi fondamentali la
pubblica opinione non potrebbe dire nulla perché sarebbe tenuta all'oscuro di
tutto. Sarà bene ricordare che il maxi-processo contro "Cosa Nostra"
fu confermato in Cassazione perché fu cambiato il criterio di assegnazione dei
processi su iniziativa del ministro della Giustizia dell'epoca, Claudio
Martelli, allertato dalla pressione dei giornali in allarme per le pronunce
reiterate dell'allora presidente di sezione, Carnevale. Tutte queste vicende
avvennero sotto il costante controllo della stampa e della pubblica opinione
allertata fin dalla fase inquirente. Falcone e Borsellino non erano giudici
giudicanti ma magistrati inquirenti. Mi domando se avrebbero potuto operare con
l'efficacia con cui operarono senza il sostegno di una pubblica opinione
esaurientemente informata. Le gravi penalità previste da questa legge nei
confronti degli editori costituiscono un gravame del quale si dovrebbero
attentamente valutare gli effetti sulla libertà di stampa. Esso infatti
conferisce all'editore un potere enorme sul direttore del giornale: in vista di
sanzioni così gravose l'editore chiederà a giusto titolo di essere
preventivamente informato delle decisioni che il direttore prenderà in ordine
ai processi. Di fatto si tratta di una vera e propria confisca dei poteri del
direttore perché la responsabilità si sposta in testa al proprietario del
giornale. Si militarizza dunque il giudice, il giornalista ed anche la pubblica
opinione. * * * Ha ragione il collega D'Avanzo nel dire che questi
provvedimenti stravolgono la Costituzione. Identificano di fatto lo Stato con
il governo e il governo con il "premier". Se poi si aggiunge ad essi
il famigerato lodo Schifani, cioè il congelamento di tutti i processi nei
confronti delle alte cariche dello Stato, l'identificazione diventa totale. Qui
il nostro discorso arriva ad un punto particolarmente delicato e cioè al tema
dell'opposizione parlamentare. Parlo di tutte le opposizioni politiche. Ma in
particolare parlo del Partito democratico. Negli ultimi giorni il Pd e Veltroni
quale leader di quel partito hanno assunto su alcune questioni di merito
atteggiamenti di energica critica nei confronti del governo. La luna di miele
di Berlusconi è ancora in pieno corso con l'opinione pubblica e con la maggior
parte dei giornali ma è già svanita in larga misura con il Partito democratico.
Salvo un punto fondamentale, più volte ribadito da Veltroni: il dialogo deve
invece continuare sulle riforme istituzionali e costituzionali. E' evidente che
questa "riserva di dialogo" condiziona inevitabilmente il tono
complessivo dell'opposizione. Le riforme istituzionali e costituzionali sono di
tale importanza da trasformare in "minimalia" i contrasti di merito
su singoli provvedimenti. Tanto più che Tremonti chiede all'opposizione di
procedere "sottobraccio" per quanto attiene alla strategia economica;
ecco dunque un'ulteriore "riserva di dialogo". Sembrerebbe, questa,
una novità a tutto vantaggio dell'opposizione ma non è così. La politica
economica italiana dovrà svolgersi nei prossimi anni sotto l'occhio vigile
delle Autorità europee. Che ci piaccia o no, noi siamo di fatto commissariati
da Bruxelles. Tremonti dovrà assumere responsabilità impopolari. Necessarie, ma
impopolari e vuole condividere con l'opposizione quell'impopolarità. Intanto,
nel merito delle riforme, Berlusconi procede come si è detto e visto, alla
militarizzazione del sistema. "L'Etat c'est moi" diceva il Re Sole e
continuarono a dire i suoi successori fin quando scoppiò la rivoluzione
dell'Ottantanove. Voglio qui ricordare che uno dei modi, anzi il più rilevante,
con il quale l'identificazione dello Stato con la persona fisica del Re si
realizzò fu l'asservimento dei Parlamenti al volere della Corona. Gli editti
del Re per entrare in vigore avevano bisogno della registrazione dei Parlamenti
e soprattutto di quello di Parigi. Questa era all'epoca la sola separazione di
poteri concepita e concepibile. Ma il re aveva uno strumento a sua
disposizione: poteva ordinare ai Parlamenti la registrazione dell'editto. Di
fronte all'ordine scritto del Sovrano il Parlamento registrava "con
riserva" e l'editto entrava in funzione. Di solito quest'ordine veniva
dato molto di rado ma col Re Sole e con i suoi successori diventò abituale.
Quando i Parlamenti si ribellarono ostinandosi a non obbedire il Re li sciolse.
Il corpo del Re prevalse sulla labile democrazia del Gran Secolo. Il Re Sole.
Ma qui il sole non c'è. C'è fanghiglia, cupidigia, avventatezza, viltà morale.
Corteggiamento dell'opposizione. Montaggio di paure e di pulsioni. Picconamento
quotidiano della Costituzione. Quale dialogo si può fare nel momento in cui
viene militarizzato il Paese nei settori più sensibili della democrazia? Il
Partito democratico ha un solo strumento per impedire questa deriva: decidere
che non c'è più possibilità di dialogo sulle riforme per mancanza dell'oggetto.
Se lo Stato viene smantellato giorno per giorno e identificato con il corpo del
Re, su che cosa deve dialogare il Pd? E' qui ed ora che il dialogo va fatto, la
militarizzazione va bloccata. Le urgenze e le emergenze vanno trasferite sui
problemi della società e dell'economia. "In questo nuovo buon clima si può
fare molto e molto bene" declama la Confindustria di Emma Marcegaglia.
Qual è il buon clima, gentile Emma? Quello dei pattuglioni dei granatieri che
arrestano gli scippatori e possono sparare sullo zingaro di turno? Quello
dell'editore promosso a direttore responsabile? Quello del magistrato isolato
da ogni realtà sociale e privato di "libero giudizio"? Quello dei
contratti di lavoro individuali? E' questo il buon clima? Ricordo che quando
furono pubblicati "on line" gli elenchi dei contribuenti ne nacque un
putiferio. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, autore di tanto misfatto,
fu incriminato e si dimise. Ma ora il ministro Brunetta pubblica i contratti di
tutti i dirigenti pubblici e le retribuzioni di tutti i consulenti e viene
intensamente applaudito e incoraggiato. Anch'io lo applaudo e lo incoraggio
come ho applaudito allora Visco e Romano. Ma perché invece due pesi e due
misure? La risposta è semplice: per i pubblici impiegati si può. E' questo il
buon clima? Attenti al risveglio, può essere durissimo. Può essere il risveglio
d'un paese senza democrazia. Dominato dall'antipolitica. Dall'anti-Europa.
Dall'anarchia degli indifferenti e dalla dittatura dei furboni. Io trovo che
sia un pessimo clima.
( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
VI - Palermo La polizia arresta per la seconda volta Giuseppe Pecoraro: è lui
che tre anni fa avrebbe sparato al ventenne Giovanni De Luca Le microspie
incastrano l'assassino del Borgo Le intercettazioni hanno
infranto il muro di omertà che al Borgo Vecchio proteggeva l'assassino di
Giovanni De Luca, il ventenne ucciso il 2 ottobre
( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina X
- Palermo CHI VUOLE BLOCCARE LA LOTTA ALLA MAFIA NINO ALONGI a quando sembrava
che queste disposizioni, accolte favorevolmente dall'opinione pubblica, fossero
in dirittura d'arrivo ecco d'incanto arrivarne altre, ma di segno opposto, cioè
del tutto garantiste, tese a limitare drasticamente le intercettazioni
telefoniche che normalmente vengono utilizzate in molte indagini dalla
magistratura. è appena il caso di ricordare che si deve proprio a queste
procedure la scoperta degli scandali, quelli più clamorosi, che hanno
interessato in questi ultimi anni il nostro Paese. Secondo la nuova proposta di
legge possono essere effettuate intercettazioni solo quando il magistrato
prevede per il crimine ipotizzato una pena pari o superiore a 10 anni. Va detto
con chiarezza che una entità così alta della pena in Italia raramente viene
raggiunta. Tra i reati che adesso si possono intercettare ci sono, comunque,
quelli riguardanti il terrorismo, l'associazione mafiosa, il sequestro, la
pedopornografia, l'usura e tutti i delitti contro la pubblica amministrazione,
ma le modalità per procedure sono più complesse e, comunque, limitate nel tempo
(tre mesi salvo proroghe in casi eccezionali). Da aggiungere che sono previste
per la prima volta pene severissime (cinque anni) per i pubblici ufficiali che
violano il segreto istruttorio e tre anni per i giornalisti che pubblicano le
intercettazioni. Su questo provvedimento il dibattito è aperto. In questa sede
vorremmo limitarci a fare solo tre osservazioni. Interrogarci, innanzi tutto,
sull'opportunità o meno di sollevare e in questo momento un problema che non
interessa o che interessa solo marginalmente l'opinione pubblica afflitta da
ben altre urgenze (bassi redditi, precariato, miseria, sicurezza nei posti di
lavoro) rispetto a quelli dell'intercettazione. Chiederci,
poi, sul danno che direttamente o indirettamente un provvedimento del genere,
che limita di fatto le intercettazione ad alcuni reati, può produrre in
generale nei riguardi della lotta alla mafia. è appena il caso di ricordare che
spesso solo alla fine di lungo e complesso lavoro si scoprono le connessioni
esistenti dei reati oggetto di indagini con la rete di Cosa nostra. Lo
spiega molto bene il procuratore Guido Lo Forte in un saggio intotolato
"Criminalità organizzata ed economia illegale" nel bel libro "I
costi dell'illegalità" curato dal Antonio La Spina. Colpisce, infine, il
silenzio che ha contraddistinto su questa vicenda la delegazione siciliana che
affolla le stanze dei Palazzi romani e che è sempre diligentemente presente in
tutte le cerimonie dell'antimafia. è abbastanza sintomatico che sulla
problematica scaturita da questo nuovo progetto le uniche riserve siano venute
dal Nord, che siano state fatte dalla Lega che è riuscita alla fine a
introdurre anche i reati a danno della pubblica amministrazione che erano stati
colpevolmente ignorati dal governo nella prima stesura del disegno di legge
presentato in Consiglio dei ministri. C'è da chiedersi che cosa sottende questa
ambivalenza della politica su una materia così delicata. La posta in gioco, in
fondo, è sempre la stessa: La difesa della casta. Non bastano i privilegi che
il potere offre, bisogna aggiungere l'impunità, quella perduta dalla classe
dirigente con le inchieste di Mani pulite. Un obiettivo raggiungibile
nell'unico modo possibile, attraverso il ridimensionamento dei poteri della
magistratura e il silenzio della stampa. La mafia può attendere.
( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
VII - Bari Otto ore di paura per un 15enne In fuga da Altamura su un pullman
per Milano. Si temeva un rapimento Figlio di un produttore di divani.
"Avevo litigato con la mia fidanzata" GIULIANO FOSCHINI Aveva litigato
con la fidanzata. E, di nascosto ai genitori, voleva scappare a Milano. Una
ragazzata che per otto ore ha tenuto mezza Italia con il fiato sospeso: prima
si è temuto il rapimento, poi la tragedia, siamo ad Altamura, la Gravina di
Ciccio e Tore è a meno di
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Meno male che c'è Blob Maria
Novella Oppo GRAZIE, Blob, che ci hai permesso di riascoltare la famosa
intercettazione del colloquio tra Berlusconi e Saccà, durante il quale padrone
e sottoposto scambiavano veline con senatori della Repubblica. Quella
registrazione sarà cancellata, forse è già stata cancellata, anzi chiaramente
non è mai esistita. Blob è solo un buco spazio-temporale, nel quale la
società italiana può guardarsi e provare molto schifo di se stessa. E mentre si
legano le mani ai magistrati e ai giornalisti per proteggere tutti gli uomini
del presidente, immigrati senza permesso di soggiorno cadono dai ponteggi,
scegliendo liberamente una delle due opportunità concesse loro dalla Lega:
morire o essere cacciati a calci nel sedere. E di punire gli sfruttatori, non
se ne parla nemmeno. Ben altro da fare hanno i ministri, a cominciare da
Ignazio La Russa, che fin da piccolo (al tempo dei colonnelli greci) sognava di
entrare nelle città al comando delle truppe, con spada e denti sguainati.
FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Siamo un Paese in libertà vigilata Indagini impedite
e notizie vietate con la minaccia del carcere. Badanti "irregolari"
nei Cpt L'esercito nelle città con compiti di polizia come in Colombia. Attacco
al diritto di sciopero La destra al governo cancella i diritti. Veltroni: danno
un'immagine catastrofica dell'Italia "Stanno dando dell'Italia un'immagine
catastrofica": così Walter Veltroni commenta l'escalation di provvedimenti
e annunci da parte del governo di centrodestra. Nel giro di pochi giorni è arrivat
la minaccia del carcere prima per i lavoratori immigrati irregolari, attraverso
il reato di clandestinià, poi per magistrati e giornalisti, attraverso la legge sulle intercettazioni. Infine l'annuncio
dell'impiego dell'esercito con compiti di polizia nelle città, anche se ieri il
ministro La Russa ha tentato di minimizzare spiegando che la misura durerà un
anno. Senza contare la campagna che il ministro Sacconi sta preparando contro
il diritto di sciopero. L'Italia diventa così un Paese a liberà vigilata.
alle pagine 2 e 3.
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del MICHELE EMILIANOIl sindaco di Bari: i soldati nelle strade? Sono
addestrati alla guerra, non a pattugliare le periferie... "È una parodia,
a quando la marina e l'aviazione?" di Federica Fantozzi / Roma "Una
parodia da commedia all'italiana". Michele Emiliano, ex magistrato e
sindaco di Bari, boccia l'idea dei soldati nelle città. E avverte:
"Attenti all'ossessione securitaria o finiremo preda del gioco al
rilancio". La Russa manda i soldati a pattugliare le strada. Il suo
collega Chiamparino evoca la Colombia. È necessità o propaganda? "In
Colombia la situazione è seria, qui siamo alla parodia. Io ho vissuto anni tra
caserma e macchina blindata, ho visto l'esercito schierato quando facevano
saltare in aria i giudici, ma questa è una piccola commedia all'italiana.
Perché non scatenare anche marina e aviazione?". Non è serio perché 2500
uomini sono troppo pochi? "Intanto è un numero risibile. E poi cosa
faranno? I reati non si prevengono con una marcatura a uomo, serve uno schema
più complesso. I soldati sono addestrati alla guerra, non a pattugliare centri
urbani e trattare con ragazzi di periferia. Passata la sbornia gli italiani
recupereranno la lucidità". Ma è una trovata semplicemente inutile o
comporta pericoli? "È stato ucciso un tenente dei carabinieri durante una
rapina. Se fosse successo con Prodi lo avrebbero massacrato: per fortuna il Pd
mantiene il Paese nella realtà. Scherzare sulla sicurezza porta a un rilancio
continuo: ogni crimine scatenerà una risposta più forte". Servirebbe più
polizia? "Il numero di poliziotti è adeguato. Abbiamo battuto terrorismo,
mafia e politica corrotta non con l'esercito ma con
investigazioni e intercettazioni". Le ultime in buona parte ce le siamo
giocate... "Marcare i negozi anziché intercettare i rapinatori è un'idea
che dimostra insipienza e mancanza di strategia". Come valuta il giro di
vite sull'immigrazione clandestina? "Il Nord, come tutte le società in
declino, ha timore di mischiarsi. Ma senza extracomunitari non
funzionerebbero tram né fabbriche. E chissà quanto sangue terrone ha Bossi
senza saperlo. Ma molte famiglie temono che gli portino via la
"roba". Mi sembrano norme per quietare l'infelicità interiore".
La gente però chiede sicurezza. "Serve un'idea di comunità, di equilibrio,
di prospettiva per i figli di nessuno, a partire dalla scuola pubblica.
Ricordiamoci poi che Roma è la capitale più sicura d'Europa". Per la norma
anti-lucciole vale lo stesso discorso? "Già l'esistenza di un simile
mercato sconcerta. Al Sud non ha le stesse dimensioni. Il sesso a pagamento
come l'ossessione securitaria dimostra qualcosa che non va nel cervello. E mi
preoccupa più dei sederi delle prostitute in strada". In certi quartieri
si convive con un degrado quotidiano. Come agire? "È una situazione che dà
molto fastidio. Ma centinaia di prostitute in fila a Milano o Torino
significano migliaia di clienti. Chi sono? Cosa cercano davvero? Al posto della
Moratti me lo chiederei perché un sindaco deve capire la sua città, i suoi
concittadini". Ci penseranno i soldati? "Possono far sparire le
lucciole per qualche settimana, non eliminare il fenomeno. È una questione
sociale, non di ordine pubblico. La causa sta nella solitudine e nella fatica
di dare un senso alla vita". La Lega vuole più poteri ai sindaci. Lei è
d'accordo? "Avevamo preparato un pacchetto sicurezza con Prodi, che trovò
il veto della sinistra radicale. Si consentivano ai sindaci provvedimenti
"in bianco", oltre che su igiene e incolumità pubblica come già
previsto, sulla "sicurezza urbana". Ora Berlusconi lo ripropone e
credo che il Pd lo voterà". Cambierà qualcosa sull'ordine pubblico?
"Si potranno vietare le bottiglie di vetro in piazza o chiudere le strade.
Ma l'ordine pubblico resta potestà del questore. Non credo che i sindaci vogliano
questa responsabilità senza mezzi per attuarla. Poi, al leghista Tosi che
girava con un leoncino perché "leun mangia terun", non affiderei
poteri straordinari...". Le ronde servono? "Se sono una provocazione
culturale agli italiani omertosi dalle Alpi alla Sicilia, bene. In Germania se
uno parcheggia in divieto di sosta insorgono i cittadini. Ma se l'esercito non
è in grado di curare il territorio, figurarsi una banda di cittadini
volonterosi. È pericoloso giocare alla guerra. Magari armati di pistole senza saperle
usare".
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione del Il disegno di legge sulle
intercettazioni prevede che la magistratura non possa disporne per reati che
non contemplino almeno 10 anni di carcere. I giornalisti che le pubblichino
prima dell'udienza del gip rischiano 3 anni di carcere. Nessuno deve sapere.
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Esercito in città, no di Veltroni e sindacati Il Pd:
"Basta annunci, così immagine catastrofica del Paese". Bossi:
fermeremo gli immigrati dal mare di Eduardo Di Blasi / Roma MILITARI Nel 1992,
negli ultimi mesi del sequestro del piccolo Faruk Kassam, quattromila militari
arrivarono in Sardegna, al seguito dell'operazione "Paris" per
setacciare l'isola alla ricerca di nascondigli e rapitori. Nello stesso anno,
in un momento tragico per la Repubblica (sull'onda dello sgomento per gli
assassini di mafia dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) con
l'operazione "Vespri siciliani", si assistè alla più grande operazione
di polizia attuata con la presenza dell'esercito nel nostro Paese. Settemila
uomini furono mandati a presidiare i punti caldi dell'isola (tra turnazioni,
ricambi e soldati di leva ne arrivarono 39mila). Infine a Napoli, nel luglio
del 1997, dopo che la guerra di camorra aveva lasciato per strada i corpi di 88
persone nel corso dell'anno, lo Stato mostrò la propria presenza mandando 500
soldati. Non fa lo stesso effetto immaginare questi stessi uomini in giro per
le periferie di Genova, Bari, Torino, Napoli o Roma, a rispondere a un bisogno
di "sicurezza", rilanciato dalla campagna elettorale passata. Per
dirla con Di Pietro: Le forze armate per controllare il territorio delle città
si usano ultimamente solo in Colombia". Di più. Afferma il segretario del
Pd Walter Veltroni che la scelta del governo "è sbagliata". Motiva:
"Il tema della sicurezza è questione troppo delicata per essere affrontata
solamente con annunci ad effetto che tra l'altro danno una immagine
catastrofica del Paese contribuendo a mortificare l'ottimo lavoro svolto dalle
forze dell'ordine". Ribatte: "Bisogna garantire la certezza della
pena assicurando, nel contempo, alle stesse forze dell'ordine gli strumenti e
le risorse necessarie per svolgere al meglio la loro preziosa opera in difesa
dei cittadini". È l'esatto contrario di quanto questo governo è riuscito a
fare. Giovanni Aliquò, vice questore della Polizia di Stato entra nel merito
della questione: "Visto che ci sono dei tagli agli straordinari, visto che
ci sono tagli ai mezzi, visto che abbiamo sempre meno risorse, prendere risorse
destinate ad uno scopo diverso ci ha lasciati un po' sorpresi...". La
proposta di Claudio Giardullo, del Silp-Cgil, è più che ragionevole:
"Occorre rafforzare strutturalmente la presenza delle forze dell'ordine
nelle città, specie in quelle a maggior rischio, e non impiegare ingenti
risorse per operazioni di carattere straordinario che non lasceranno sul
territorio alcun presidio permanente di sicurezza". L'immagine di Felice
Romano del Siulp è adeguata: "Il rischio che si corre è quello di far
muovere un elefante in un negozio di cristalleria". Ma allora perché il
governo ha deciso di tirare dritto per questa strada? I disegni di legge che
dalla prossima settimana saranno all'attenzione delle aule parlamentari, hanno
per obiettivo dichiarato proprio quello di trasmettere "sicurezza".
Eppure risultano incoerenti sia presi singolarmente che nel loro insieme.
Martedì, ad esempio, nell'aula di Palazzo Madama, arriva il pacchetto
sicurezza. Tra le norme che andranno al voto c'è anche quella riguardante il
"reato di clandestinità" - ancora ieri sera Bossi insisteva con il
"per impedire gli ingressi ci rimetteremo là sul mare" - esempio
cristallino della piega presa da questo inizio di legislatura. Chiarisce il ministro
Maroni che la clandestinità non sarà considerata un reato per le
"badanti" che lavorano a nero presso le famiglie italiane,
configurando con questo una ben strana tipologia di reato basata sul lavoro che
fa il clandestino (che non commetterebbe "reato" di clandestinità se
badante, e sarebbe invece in difetto di legge se lavoratore edile o
raccoglitore di pomodori). Lo stesso discorso dicasi per il
disegno di legge sulle intercettazioni che, mentre mette la museruola alla
stampa, depotenzia le investigazioni su tutti i reati che non siano condannati
almeno con dieci anni di carcere. Una misura che, annotava giorni fa Ermete
Realacci, non permetterebbe più agli inquirenti (tra le altre cose) di mettere
sotto controllo i telefoni di chi si macchia di reati ambientali. Un ben
strano viatico per chi si appresta a rimettere di nuovo mano nelle discariche
della Campania che per anni hanno sopportato il traffico illecito di rifiuti
speciali. Nessun problema per l'esecutivo. In uno dei due decreti sui rifiuti in
Campania si deroga anche sulla presenza di rifiuti speciali nelle discariche
destinate all'immondizia di Napoli. L'esercito, intanto, anche qui, presidia.
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del CARLO FEDERICO GROSSOPenalista e ordinario
all'Università di Torino sulle intercettazioni: privacy? Macché "Sul filo
tra censura e controllo delle notizie" di Sandra Amurri / Roma "La
maggioranza dispone dei numeri per farlo ma io preferirei che in questi termini
la legge non passasse. Mi auguro che le opposizioni facciano fino in fondo il
loro dovere con compattezza e cresca consapevolezza nell'opinione pubblica dei
pericoli che comporta". Non ha dubbi, Carlo Federico Grosso, penalista,
professore ordinario di diritto penale nell'Università di Torino: il testo sulle intercettazioni presentato in Parlamento
"viaggia tra quella linea sottile di demarcazione tra censura e controllo
dell'informazione ed esclude dalle intercettazioni diversi reati gravi di
criminalità comune, dunque, è inaccettabile". Quali sono i reati per i
quali non sarà più possibile utilizzare le intercettazioni? "Quelli
per cui è prevista una pena massima inferiore ai dieci anni di reclusione:
associazione a delinquere, scippo, incendio, ricettazione, calunnia, reati
ambientali, rapina semplice,falsi, quasi tutti i reati economici. Si possono
utilizzare per la corruzione ma non per gli aggiotaggi". Una selezione che
potrebbe nascondere, motivazioni "personali"? "Con l'aver
previsto che la riforma non si applicherà a procedimenti in corso, quantomeno
si è voluto evitare il sospetto di scelte mirate". O magari ci sono altre
cose che bollono in pentola per le quali necessita un'opera di prevenzione.
"Pensare male non sta bene! Prendiamo atto di quello che hanno fatto. La
Lega ha voluto che venisse esclusa la corruzione e non so grazie a chi hanno
introdotto il principio di non retroattività". Anche se voci insistenti
dicono che starebbero per far rivivere il Lodo Schifani che sospende i processi
penali per le cinque più alte cariche dello Stato. "La Corte
Costituzionale l'ha già dichiarata una legge illegittima. Tutti gli uomini
devono essere trattati allo stesso modo. Esiste l'immunità parlamentare che
comunque non è assoluta". Il limite delle intercettazi fissato in tre
mesi. Condivide? "No. Magari stanno emergendo profili d'indagine importanti
ma la prova non si è ancora del tutto perfezionata. Perché troncare le
intercettazioni?". Come conciliare diritto di cronaca e segretezza delle
indagini? "La segretezza delle indagini risponde ad esigenze
investigative, vi sono momenti in cui propagare notizie danneggia le inchieste
stesse. Quando c'è il segreto pendente ovviamente nessuno può divulgare se lo
fa è punito secondo l'art 326 del cp. Ma quando il segreto viene meno non
appena l'atto è stato notificato all'imputato o al suo difensore pertanto il
segreto è caduto, il giornalista deve poter scrivere. Anche l'interrogatorio
dell'imputato non è segreto, a meno che il pm non ne stabilisca la
secretazione, allora perché non si dovrebbe parlare delle indagini
relativamente agli atti non più segreti? Il processo penale ha un suo interesse
in sé pubblico direi che risponde ad un diritto-dovere di informare la
popolazione che ha il diritto di controllare. La diffusione del suo contenuto
non può essere impedita affinché generi un dibattito nel Paese". Ma la
privacy? "È una scusa per impedire che si parli dei processi. Sono
d'accordo che la privacy dei cittadini non deve essere violata. Se da
un'intercettazione emergono notizie private che riguardano terze persone o che
non c'entrano con il fatto penale dell'indagato deve essere impedita la
diffusione". Sì, ma il Pm è obbligato a depositare le intercettazioni
senza selezione a tutela delle parti. "È vero e infatti bisognerebbe
intervenire proprio su questo aspetto. Le conversazioni registrate che non interessano
le indagini dovrebbero essere inserite in appositi fascicoli secretati. Con il
diritto del solo difensore di poter visionare il fascicolo per, eventualmente,
chiedere che vengano inserite negli atti ufficiali del processo parti che egli
giudica, invece, rilevanti. Dovrebbe essere a questo punto il giudice a
decidere". La privacy di chi ricopre incarichi pubblici va tutelata allo
stesso modo? "I fatti privati dei cittadini devono essere tutelati. Ma
quando i fatti privati riguardano persone che hanno una forte rilevanza
pubblica il principio cambia, la soglia è molto sottile. I fatti privati di
parlamentari, di presidenti di Regione che ricevono il consenso della gente in
pubbliche elezioni devono essere conosciuti. Sapere chi frequenta, come vive
chi ho votato è un mio diritto, dunque, il giornalista lo deve scrivere, poi
magari verrà rivotato lo stesso ma gli elettori devono poter controllare e se
non conoscono non possono farlo". Giornalisti che rischiano il carcere.
Un'ottima intimidazione. "I giornalisti magari se ne infischieranno, chi
ha un documento lo pubblicherà. Ma è evidente che la minaccia del carcere abbia
efficacia intimidatoria anche perché il giornalista non sa se il giudice
sceglierà la sanzione pecuniaria o la pena detentiva. E mi pare che oggi di
inchieste se ne facciano già poche".
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del LEGGE BOATO Al macero i nastri con le telefonate sul
caso "Rai-Set" Distrutte. Sono le intercettazioni
con i politici dell'inchiesta sul fallimento della sociotà del sondaggista
Crespi, che portò alla luce la vicenda "Rai-Set": in quei nastri i
colloqui di Berlusconi e di altri parlamentari con i dirigenti Rai, tra cui le
telefonate con Deborah Bergamini, all'epoca responsabile proprogrammazione Rai,
precedentemente sua segretaria, e oggi parlamentare Pdl. È stata il gip Marina
Zelante a decidere di mandare al macero le telefonate "non
rilevanti", in rispetto della legge Boato. Lo scrive Repubblica, che
aggiunge: "Eppure alcune di quelle telefonate avrebbero potuto svelare
qualcosa in merito a come veniva gestita la comunicazione Rai ai tempi del
terzo governo Berlusconi...".
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Il lodo "salva-preti" Priorità di governo
ai tempi del Silvio IV: i cronisti possono anche essere gettati in gattabuia,
ai magistrati si impedisce di indagare, i soldati si mandano a zonzo per le
città... e ai preti bacetti e amorevoli carezze. Sommo rispetto per i sacerdoti
italiani, sia chiaro: ma è quantomeno emblematico che l'unica categoria (a
parte la cosiddetta Casta in tutte le sue declinazioni) a
essere trattata coi guanti nell'oramai famigerato disegno di legge sulle
intercettazioni sia la loro. Semplicemente, a estensione delle norme
concordatarie, ecco una manciata di articoli secondo cui, quando scatta un
avviso di garanzia nei confronti di un ministro di culto della Chiesa italiana,
va immediatamente informato il suo vescovo. Se, metti caso, è proprio il
vescovo ad essere indagato, bisogna rivolgersi immediatamente al cardinale
Segretario di Stato. I giornali l'hanno già chiamata la "norma
salva-preti", e non stiamo qui a disquisirne l'opportunità. Certo, è
impressionante mettere in fila i primi atti del governo di Re Silvio: a camere
a malapena aperte, subito un emendamentino piccino picciò per garantire la
sopravvivenza a Rete4 (poi bloccato dalle opposizioni), dopodiché i militari
che marciano allegri per i nostri centri urbani, magari fischiettando canzoni
patriottiche, poi una bella legge che limita la libertà di stampa, proprio come
in Cina, Turkmenistan e in Birmania. Infine, un piccolo squarcio di affettuoso
ed esclusivo garantismo per i ministri di culto. Quel che ne esce è un ritratto
dell'Italia di oggi: autoritaria e clericale, potrebbe dire qualcuno (prima che
qualcun altro non lo taccia d'essere un orrido guastafeste).r.bru. Particolari.
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione del Si moltiplicano le iniziative sul
ddl che prevede tre anni di carcere per chi pubblica intercettazioni:
Articolo21 pensa ad un ricorso alla Corte europea.
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Contro la "legge bavaglio" giornalisti
pronti allo sciopero di Roberto Brunelli/ Roma Potete scrivere delle Veline, ma
non delle indagini della magistratura. Potete scrivere del candido abito della
Gregoraci al matrimonio dell'anno, ma è vietato rivelare il contenuto di una
conversazione tra criminali. C'è un dettaglio, però: i giornalisti non ci
stanno. La mobilitazione al disegno di legge che prevede il
carcere fino a tre anni per i cronisti che pubblicano le intercettazioni si sta
allargando. E non è una difesa di categoria: in discussione c'è la libertà
d'informazione, colpita al cuore non a caso proprio mentre la luna di miele tra
il governo di Re Silvio e l'opinione pubblica è al suo apice. Lo scenario lo
sintetizza bene il Procuratore generale di Torino, Giancarlo Caselli:
"È in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il
rischio di non sapere più niente". Tra le varie associazioni di
giornalisti, i sindacati e sinanche la federazione degli editori, il coro dei
no si infoltisce di ora in ora. Ieri l'altro le dure prese di posizione, tra
gli altri, di Reporters sans frontieres, dell'Unione cronisti, del senatore
Cossiga. Ma in queste ore, mentre le televisioni a malapena registrano la
gravità dell'attacco, le iniziative per opporsi si stanno moltiplicano: c'è chi
pensa ad appellarsi alla Corte di Strasburgo, chi vuole lanciare una campagna
di sensibilizzazione nazionale, e pure la possibilità di uno sciopero di tutti
i giornalisti italiani si avvicina sempre di più. Mentre l'associazione
"Information Safety and Freedom" annuncia un "alert internazionale"
da rivolgere alle associazioni per la libertà di stampa e ai vertici della Ue,
il segretario della Fnsi, Franco Siddi, ha portato il "caso italiano"
a Berlino, dove ha partecipato all'Assemblea annuale della Federazione europea
dei giornalisti. "Lo sciopero è uno degli strumenti, non è l'unico",
dice Siddi, che e per martedì ha convocato una riunione straordinaria della
giunta e che ricorda che la categoria si fermò anche quando in discussione
c'era il ddl Mastella, ben più morbido rispetto a quello di oggi. Eppure ai
tempi, la proposta Mastella fu attaccata dai grandi giornali come
"liberticida", come "prepotente e velleitaria". Oggi,
complice la luna di miele, sulle prime pagine prevale l'oblìo. Ma nelle
redazioni c'è fibrillazione. È cruciale far capire agli italiani qual è la
posta in gioco. "Qui non è questione di antiberlusconismo - insiste Siddi
- l'intervento sulla stampa è un intervento censorio, comunque la si voglia
vedere, ed è impensabile in un paese liberale. Nessun vuole il grande fratello,
e tutti siamo contro un uso illegale delle intercettazioni. Un'altra cosa però
è il diritto di cronaca. Per questo vogliamo lanciare un appello ai direttori
dei giornali: propongano una pagina in cui sono lasciati in bianco gli spazi
dedicati allo scandalo della clinica Santa Rita, di cui non si sarebbe mai
saputo niente se non fosse stato per le intercettazioni", dice Siddi. Che
non si nasconde la gravità della situazione: "È malata una democrazia che
ha paura dell'informazione...". La posta in gioco, s'è detto. Aggiunge il
portavoce dell'associazione Articolo 21, Beppe Giulietti, che "non si
tratta soltanto di un tentativo di mettere il bavaglio ma è anche e soprattutto
il tentativo di mettere una benda sugli occhi e sulle orecchie degli
italiani". Però colpisce che di fronte ad un tale attacco non si
registrino grandi reazioni nei giornali: "C'è l'illusione, anche nel
centrosinistra, che l'abbiano semplicemente sparata un po' grossa ma che poi le
cose si aggiusteranno un po'. Però se c'è una certezza è che Berlusconi è molto
coerente con le cose a lui care: così, mentre da una parte batte la grancassa
sulla sicurezza e manda i soldati cercando di prolungare la luna di miele,
contemporaneamente blinda le informazioni e colpisce giornalisti e autorità
giudiziarie". Anche per questo Articolo21 metterà in piedi un comitato di
giuristi italiani ed europei per denunciare le norme-bavaglio in sede nazionale
e internazionale, e preparerà sin d'ora un ricorso alla Corte europea di
Strasburgo, che già si è pronunciata su questi temi. Oltretutto, ricorda
Giulietti, la norma è in contrasto con la legge nazionale: "...noi
crediamo che vi siano molti margini per l'obiezione di coscienza". E a
questo che si riferisce anche Vittorio Roidi, già segretario dell'Fnsi e anche
dell'Ordine: "Se si vuole imbavagliare un giornalista occorre prima
abrogare l'articolo 2 della legge professionale: quella che obbliga il
giornalista a scrivere la verità". HANNO DETTO.
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del IDV Di Pietro: "Non escludiamo il
referendum" "Faremo un'opposizione dura contro il
ddl sulle intercettazioni e non escludiamo il referendum con la mobilitazione
degli italiani". Lo ha detto Antonio Di Pietro, presidente di Italia dei
Valori. "L'Idv - ha aggiunto Di Pietro - vuol far sapere agli italiani che
questo disegno di legge sulle intercettazioni è un'altra legge a favore della
casta che Berlusconi sta facendo. Italia dei valori, quindi, vuol far
sapere agli italiani che c'è un doppio modello del governo Berlusconi: da una
parte il dire e dall'altra il fare. Dice che vuole sicurezza e poi toglie le
armi delle investigazioni alla magistratura, impedendo anche all'informazione
di far saper cosa succede".
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del L'ex ministro della Salute: la leadership non è in
discussione, scateniamoci contro Tremonti "Basta con i sospetti
anti-veltroniani, piuttosto facciamo davvero il Pd" di Andrea Carugati /
Roma LIVIA TURCO "È immorale pensare che l'associazione di parlamentari
legata a Italianieuropei, a cui intendo iscrivermi, abbia l'obiettivo di sostituire
Walter Veltroni alla guida del Pd. Si tratta di sospetti privi di fondamento, e
persino di indizi. L'argomento di un cambio di leadership non esiste: non solo
nessuno ne parla, ma io sono convinta che nessuno di noi, in cuor suo, lo possa
neanche pensare. Dunque togliamo di mezzo questo tema, e il gruppo dirigente,
invece di coltivare sospetti o retropensieri, si preoccupi di più di dare voce
ai tanti che vogliono dare un contributo alla costruzione del Pd, e che non
trovano il modo e gli spazi per farlo". Livia Turco, ex ministro della
Salute, parla del Pd, dopo una settimana difficile e a pochi giorni
dall'assemblea costituente. Qual è lo stato di salute del Pd? "C'è un
popolo che ha voglia di reagire, di combattere, di partecipare. C'è una domanda
di discussione che non trova risposte, una domanda silenziosa, che magari non
finisce sui giornali, ma è questo il vero tema su cui concentrarsi, molto più,
e lo dico con rispetto, degli editoriali di Famiglia cristiana sulle presunte
scissioni. Serve una risposta rapida, altrimenti la depressione dei nostri
elettori rischia di tradursi in una sorta di conformismo sociale e culturale. È
vero che il governo è in piena luna di miele, ed è giusto non avere un
atteggiamento di antiberlusconismo a priori. Ma questo governo, al di là di quanto detto da Berlusocni nel suo discorso di
insediamento, ha già compiuto scelte gravi, dall'immigrazione alle
intercettazioni, dalla sicurezza sul lavoro alla sanità pubblica minacciata da
nuovi tagli. Se la nostra gente non percepisce una chiara alternativa, delle
risposte più forti di quelle venute finora, rischia di precipitare nella
rassegnazione". Invece si parla soprattutto del proliferare di
fondazioni... "C'è una voglia di sentirsi utili, io mi spiego così il
proliferare di associazioni, tra l'altro previste dal nostro statuto. Gente che
non sa dove andare, che non si sente abbastanza coinvolta. Credo che
all'assemblea di venerdì e sabato il tema debba essere questo: rilanciare con
forza la costruzione del Pd. A partire dai circoli, dal popolo delle primarie e
da una serie di campagne sulle nostre idee-guida. Penso a una proposta di legge
popolare per il voto amministrativo agli immigrati da lanciare utilizzando le
feste dell'autunno, alla violenza sulle donne, alla precarietà e alla sanità
pubblica. Vorrei vedere un Pd scatenato su questo, di fronte a Tremonti che
minaccia 3 miliardi di tagli e a Secconi che vuole cambiare la nostra legge
sulla libera professione dei medici. E invece ci si scatena tra correnti?
"Parole sul nulla. D'Alema ha avuto il merito di aprire una discussione
politica chiara, a partire dalle alleanze a sinistra. È un tema serissimo, che
va affrontato. Ma Bertinotti non può sorvolare su un punto fondamentale: cosa
significa per la sinistra governare? Gli elettori non ne possono più di chi
dice solo dei no". C'è una questione cattolica nel Pd? "Non mi pare
proprio. C'è il problema di costruire la cultura politica del Pd, un percorso
appena iniziato che deve proseguire. Abbiamo davanti un lungo lavoro, e tra noi
serve un forte spirito di solidarietà e di verità. L'idea forte è la
mescolanza". Serve un congresso? "No. Dobbiamo ascoltare l'Italia,
trpovare le parole per rassicurare le persone, che hanno bisogno di rispetto e
anche di calore umano. Questo deve essere il nostro assillo, non il
congresso".
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del INTERCETTAZIONICon la nuova legge l'informazione
uscirà a pezzi, fino a scomparire. Si rischia la galera o nel migliore dei
casi, il licenziamento. Una proposta alla categoria E allora arrestateci
tutti... Marco Travaglio / Segue dalla Prima "Si impacchetta la Corte
costituzionale, si paralizza la magistratura. si può lasciare tutto intatto,
tutto il meccanismo di pesi e contrappesi. E di fatto impossessarsene,
occuparne ogni spazio. Alla fine rimane un potere 'transitivo' che traversa
tutto il sistema politico e comanda da solo". Non poteva ancora sapere
quel che sarebbe accaduto l'indomani: il governo non solo paralizza la
magistratura, ma imbavaglia anche l'informazione abolendo quella giudiziaria.
E, per chi non avesse ancora capito che si sta instaurando un regime,
sguinzaglia pure l'esercito per le strade. Nei giorni scorsi abbiamo illustrato
i danni che il ddl Berlusconi-Ghedini-Alfano sulle
intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di
occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne
esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della
magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali
del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo. Che, anzi, non di
rado plaudono alle nuove norme liberticide. Non si potrà più raccontare nulla,
ma proprio nulla, fino all'inizio dei processi. Cioè per anni e anni. Nemmeno
le notizie "non più coperte da segreto", perché anche su quelle cala
un tombale "divieto di pubblicazione" che riguarda non soltanto gli
atti e le intercettazioni, ma anche il loro "contenuto". Non si potrà
più riportarli né testualmente né "per riassunto". Nemmeno se non
sono più segreti perché notificati agli indagati e ai loro avvocati. Niente di niente.
L'inchiesta sulla premiata macelleria Santa Rita, con la nuova legge, non si
sarebbe mai potuta fare. Ma, anche se per assurdo si fosse fatta lo stesso, i
giornali avrebbero dovuto limitarsi a comunicare che erano stati arrestati dei
manager e dei medici: senza poter spiegare il perché, con quali accuse, con
quali prove. Anche l'Italia, come i regimi totalitari sudamericani, conoscerà
il fenomeno dei desaparecidos: la gente finirà in galera, ma non si saprà il
perché. Così, se le accuse sono vere, le vittime non ne sapranno nulla (i
famigliari dei pazienti uccisi nella clinica milanese, che stanno preparando
una class action contro i medici assassini, sarebbero ignari di tutto e lo
resterebbero fino all'apertura del processo, campa cavallo). Se le accuse
invece sono false (come nel caso di Rignano Flaminio, smontato dalla libera
stampa), l'opinione pubblica non potrà più sapere che qualcuno è stato
ingiustamente arrestato, né come si difende: insomma verrà meno il controllo
democratico dei cittadini sulla Giustizia amministrata in nome del popolo
italiano. Chi scrive qualcosa è punito con l'arresto da
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del BRIATORE-GREGORACINozze mondane a Roma, ieri il
fatidico "sì" tra una folla di celebrità e curiosi. Poi la festa al
castello di Torcrescenza E al "Billionaire Wedding" per una volta
Silvio fa la comparsa di Marcella Ciarnelli / Roma Più che un matrimonio una
maratona. Quando nella notte gli ultimi invitati hanno lasciato il castello di
Torcrescenza, ultimo dei tre pit-stop previsti dall'organizzazione del
"Billionaire Wedding", i segni della fatica mondana erano più che
evidenti sui volti di molti. Ma cosa non si è disposti a fare pur di esserci a
quello che l'enfasi della cronaca rosa non ha esitato a definire "il
matrimonio dell'anno". Tant'è che persino il presidente del Consiglio, che
pure qualche cosa da fare ce la dovrebbe avere, non ha voluto mancare alla
cerimonia, che, coincidenza si tiene il giorno dopo la presentazione
del disegno di legge sulle intercettazioni, nella chiesa di Santo Spirito in
Sassia. Berlusconi ha partecipato anche al successivo "spuntino"
all'hotel Columbus, a due passi dal Vaticano, mentre la mondanità serale,
catering curato dal genero di Gianni Letta, l'ha dovuta saltare perchè è volato
a San Pietro in Cerro, nella campagna piacentina per assistere ad un altro sì,
quello pronunciato da Licia Ronzulli, la fisoterapista che che è stata
candidata alle scorse elezioni ed a cui lui deve totale gratitudine per gli
accurati massaggi facciali post lifting. Da un confetto all'altro. Capita. Ma
alla fine anche Berlusconi ha dovuto riconoscere di avere esagerato: "Per
un anno non andrò più da nessuna parte". Gli interessati sono invitati a
tarare le prossime personali scadenze se ci tengono alla presenza del
Cavaliere. Elisabetta Gregoraci e Flavio Briatore, sposi. La favola della
ragazza del Sud, coinvolta nella vicenda di "vallettopoli" e poi
risorta grazie all'amore (ma anche a Berlusconi "non hai fatto niente di
male, a Mediaset c'è posto per te"), e dell'attempato top manager internazionale
che la vita la guida come un bolide di Formula Uno anche quando un grave
malanno sembra volerla fermare, ha avuto il lieto fine su cui molti non
avrebbero scommesso quando la storia era cominciata. Il più tradizionale. Con
la sposa in sontuoso abito bianco di Cavalli, segretato come le immagini della
cerimonia e delle feste, dalla esclusiva concessa ad un giornale inglese e ad
una tv per 500.000 sterline, pare destinate alla beneficenza come il
corrispettivo dei regali di nozze, garantita da quattro enormi ombrelli bianchi
di seta, studiati per evitare flash indiscreti, come non bastasse la barriera
quasi impenetrabile di bambù. Lo sposo in tight, con le consuete babucce con
iniziali, presumibilmente le più costose della serie, circa 1.500 euro, molto
emozionato davanti ad un passo che neanche Naomi Campbell era riuscita a fargli
fare. Il gran segreto non è piaciuto ai curiosi e agli appassionati. "A
ridicoli", "buffoni" gridano gli spazientiti spettatori che
avrebbero voluto avere posti come a "Buona domenica". L'attesa della
sposa si è prolungata per quaranta minuti oltre l'ora prevista. Sole alternato
a nuvole. Molta gente dietro le transenne di una zona blindata e presidiata da
uomini in divisa e bodyguard. Le ragazze di "Lucignolo", quelle che
fecero irruzione durante un allenamento della Nazionale a Coverciano, per
l'occasione sfoggiavano abiti da sposa ed uno striscione "Flavio sposa
noi". Non ci sono stati ripensamenti. L'antica Rolls Royce ha imboccato la
strada parallela a via della Conciliazione alle 12,40. "E' come al
matrimonio della figlia di Vitino, anche lei arrivò con tanto ritardo"
commentano due ragazze di Bari che non fanno differenza: nel mondo dei vip e in
quello dei comuni mortali la sposa arriva in ritardo. E' la regola. Sposa
raggiante, con tiara non certo di famiglia e lungo strascico, padre commosso.
Intanto Berlusconi che non ce la fa a non essere protagonista anche quando non
lo è, ha provveduto a intrattenere gli invitati raccontando che l'attesa è
tutta sua responsabilità: "Non prendetevela con la sposa, la colpa del
ritardo è mia" ha detto agli oltre trecento ospiti che già affollavano la
chiesa, impadronendosi del microfono dal quale, poco dopo il Cardinale Paul
Poupard, ha dato il via alla cerimonia che i presenti raccontano essere stata
"tradizionale e commovente" con le lacrime al momento giusto, baci,
sorrisi e il riso lanciato all'uscita e che agli ospiti era stato distribuito
in sacchetti di raso. Dietro e davanti le transenne sono sfilate le facce
diverse di un paese contraddittorio. Quello che si confronta con le difficoltà
quotidiane ma che non rinuncia a sognare anche attraverso le vite degli altri.
E quelli che sono riusciti a cavalcare l'onda e sperano di non dover mai fare i
conti con la risacca. Volti noti e meno noti "chi è quello? qualche
parente ce l'avranno anche loro...". Ecco i testimoni Luciano Benetton ed
Emilio Fede che arriva con Berlusconi. E questo già gli basta. Tant'è che
rinuncia a dare la notizia della presenza sua e del Cavaliere durante il tg4,
che pure ha resocontato l'evento. C'è Josè Maria Aznar con consorte con audace
cappellino. Sfila molto calcio. Marcello Lippi e Fabio Capello, Adriano Galiani
e il presidente del Real Madrid, Calderon. Chissà se hanno parlato delle
disavventure di Donadoni. Nella sezione spettacoli Simona Ventura, in giallo
sole e Mara Venier in bluette si prendono la scena. Ma anche Carmen Russo e il
marito Enzo Paolo Turchi, l'inventore del tuca tuca conquistano la loro parte
di applausi. "Maestro Mazza, maestro Mazza...". E il maestro si volta
e sorride. Iva Zanicchi arriva tra i primi. Lilli Gruber infila di gran
carriera la piccola salita. Poi Minoli e Carlo Rossella. Il ferrarista Jean
Todt omaggia il manager della Reanault. Lele Mora, anche lui reduce di
Vallettopoli, non si sottrae a baci e abbracci. Daniela Santanchè fa capolino
sotto un cappello dalle dimensione di un ombrello. Al fianco ha il figlio,
Lorenzo, con inadeguati occhiali da sole da piccolo boss. Valeria Marini
arranca praticamente in sottoveste. E ci sono anche i Duran Duran, un po'
appassiti, che faranno da colonna sonora alla festa. "E pensare che c'è
gente che non ha da mangiare" commenta una signora. Non cede il suo posto
in prima fila. Se questi sono i sogni e allora ne vuole vivere un pezzo anche
lei.
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Damiano: in campo contro la deregulation del lavoro di Angelo
Faccinetto / Milano Sicurezza, diritto di sciopero, orario, straordinari,
pensioni... Dietro i sorrisi e gli inviti al dialogo il ministro del Welfare,
Sacconi, dichiarazione dopo dichiarazione, sta organizzando un attacco a
tappeto contro le politiche del lavoro. Obiettivo, deregolamentare. Senza che,
finora, l'opposizione si sia fatta molto sentire. Che cosa sta succedendo,
Cesare Damiano? Quali iniziative intende assumere nella sua veste di vice
ministro ombra del Lavoro e di capogruppo Pd in Commissione lavoro della
Camera? "Siamo di fronte a un governo stile dottor Jekill e mister Hyde.
Jekill, il buono, ha cominciato col dire che devono prevalere le logiche del
dialogo e, perfino, quelle della continuità con quanto di buono ha fatto Prodi.
Adesso, passo dopo passo, sta prevalendo la logica di mister Hyde, opposta. Con
un obiettivo, destrutturare le politiche sociali. Si sta profilando un attacco
frontale al protocollo del 23 luglio 2007 e al Testo unico sulla sicurezza, due
capisaldi della politica sociale del passato governo". Il Pd non sembra
accorgersene, però... "Al di là delle parole di miele, l'opposizione deve
aprire gli occhi sulle reali intenzioni del governo. Un conto è semplificare
una normativa rendendola meno burocratica, cosa su cui concordo, un altro conto
è procedere a una feroce deregolazione del mercato del lavoro. Quando sento
dire da Sacconi che bisogna cambiare le "odiose sanzioni" del Testo
unico sulla sicurezza mi domando se questo governo il pugno duro lo usa solo contro gli immigrati clandestini o la pubblicazione delle
intercettazioni mentre quando si tratta di morti sul lavoro preferisce la linea
morbida". Quindi? "Quindi penso sia giunto il momento, per
l'opposizione, di passare al contrattacco. Nei prossimi giorni vengono a
scadenza problemi importanti. Il decreto sull'emergenza rifiuti, in sè
positivo, contiene due midure pericolose: la promozione senza concorso
dei dirigenti della pubblica ammnistrazione (che ne pensa Brunetta?) e la
sospensione della normativa sulla sicurezza sul lavoro. Un brutto precedente.
Poi verrà esaminato il decreto su Ici e straordinari. Noi abbiamo presentato
emendamenti tendenti a trasferire le risorse previste per l'Ici a vantaggio
delle famiglie in affitto e di passare quelle per gli straordinari a favore dei
premi di produttività, favorendo così la stessa riforma del modello
contrattuale". Il centrodestra sembra ignorare le cose fatte nella passata
legislatura. È così? "Sì. Si deve smettere di fingere di cominciare sempre
da capo. Perché, ad esempio, non riconoscere quanto fatto dal centrosinistra e
rendere operativi i decreti che ho firmato con Padoa-Schioppa e che consentono
di detassare il salario di produttività del 23% a vantaggio dei lavoratori e di
decontribuire, a vantaggio delle imprese, il premio di risultato? E perché non
potenziare il fondo per la decontribuzione? Si darebbe una spinta ulteriore
alla produttività delle imprese, che noi condivideremmo". Anche sui lavori
usuranti, dietro la decisione di prorogare i termini per l'esercizio della
delega, sembra ci sia la volontà di andare a una revisione al ribasso di quanto
stabilito dal centrosinistra. "Quella sui lavori usuranti è una battaglia
che va continuata. Nella passata legislatura è mancato solo il voto in
Commissione Lavoro del Senato. La misura è coperta e certificata dalla
Ragioneria. Si tratta di quasi tre miliardi da erogare, nel prossimo decennio,
a favore di quanti svolgono attività particolarmente faticose. Il centrodestra
ha invece manifestato l'intenzione di restringere la platea dei beneficiari
adducendo argomenti pretestuosi. Se si colpisse il lavoro notturno, alzandone
il tetto da
( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-15 num: - pag: 10
categoria: REDAZIONALE Il ddl Mancino: modifiche agli organici. Berlusconi:
tuteliamo privacy e cittadini Intercettazioni, allarme
Csm "Ora servono più magistrati" E a sinistra fa breccia il
referendum abrogativo Il premier: senza questo strumento i furbetti del
quartierino non sarebbero stati scoperti? Non è vero, non è così ROMA - Antonio
Di Pietro minaccia il referendum, la "mobilitazione degli italiani"
contro la legge sulle intercettazioni messa a punto dal governo Berlusconi. Nel
Partito democratico è opinione comune che sia "prematuro" evocare il
referendum, ma poi alcuni lo ritengono un'arma possibile, altri, invece,
strumento rischioso e superato. La discussione, fra maggioranza e opposizione,
resta aspra. Ieri a Piacenza Berlusconi ha detto che "ci sono due livelli
da tutelare, in materia di intercettazioni, la privacy e la difesa dei
cittadini: non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro
di poter parlare liberamente". Allora - gli ha chiesto appunto un
cittadino - i "furbetti del quartierino" non sarebbero mai stati
scoperti? "Secondo me non è vero", ha replicato Berlusconi. Nicola
Mancino, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ha
affrontato invece la parte del disegno di legge che prevede che sia un organo
collegiale ad autorizzare le intercettazioni: "Non sono contrario, tre
persone valutano meglio di una. Ma serve una modifica degli organici. Per
trasformare il gip in organo collegiale, rispettando i tempi dettati
dall'urgenza degli interventi, non si possono aspettare i ritmi lunghi dei
concorsi". Sul fronte dell'opposizione, la faccia più feroce è quella di Di
Pietro e dell'Italia dei valori, con la pronuncia della parola
"referendum". Ma anche il Pd promette battaglia dura, per ora in
Parlamento, spiega Marina Sereni. Lanfranco Tenaglia, ex Margherita, è il
ministro- ombra della Giustizia: "Cercheremo di
modificare il ddl in molte parti: la limitazione dei reati
"intercettabili", il divieto di usare le intercettazioni per altri
reati, il limite dei tre mesi per intercettare". Ma se l'opposizione non
darà frutti? "Si può anche utilizzare il referendum, per alcune parti
della legge. Vediamo che testo uscirà dalle Camere...". Felice
Casson, ex magistrato, ex Ds, senatore Pd: "Così com'è questa legge non
risolve i problemi della privacy, crea problemi alle indagini, punisce solo
magistrati e giornalisti. Se non troveremo strade per correggerla, resta il
referendum ". Anche Vincenzo Vita, ex Ds che rappresenta la
"sinistra" del Pd, è favorevole al referendum: "Solo che
agitarlo ora può dare l'idea che tutto sia già perduto. Sarà l'ultima spiaggia.
Prepariamoci adesso a una battaglia seria, impietosa, rilevante". Ci sono
linee diverse dentro il partito? "Diciamo: sostanziale unità, tonalità
diverse". Tonalità più morbide da parte di uomini vicini a D'Alema e
popolari, è stato notato nei giorni scorsi. Dice il dalemiano Nicola Latorre:
"Discutere su cosa fare dopo che la legge sarà stata varata dal Parlamento
è cosa priva di senso. Decideremo quando avremo sul tavolo il risultato della
nostra battaglia". "Il referendum? - sostiene Enzo Carra, già Dc - è
uno strumento spuntato. Molti italiani si sentono in overdose da referendum.
Non si può ridurre tutta la questione a una lotta tra chi non vuole giustizia e
chi non vuole corruzione. Troppo semplice!". E il cattolico Luigi Bobba:
"L'uso smodato del referendum ha portato alla sua insignificanza. Credo
che gli italiani ci suggeriscano: fate le leggi in Parlamento, vi abbiamo
eletto per questo!". Ermete Realacci, verde, rutelliano, ora vicino a
Veltroni: "Abbiamo detto che la questione intercettazioni non è una
priorità per il Paese. I referendum vanno fatti su problemi molto sentiti
dall'opinione pubblica. Quindi, questo non mi sembra il caso...". Andrea
Garibaldi \\ Tenaglia Se non riusciremo a modificare il testo si potrà
utilizzare il referendum per alcune parti \\ Latorre Discutere ora su che cosa
fare dopo che la legge sarà stata varata è cosa priva di senso.
( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-15 num: - pag: 10
categoria: REDAZIONALE Parla D'Ambrosio L'ex pm ora senatore pd: i modi per
dire no esistono, da magistrato l'ho fatto tante volte
"Sono comode, più facili di ore di pedinamenti" MILANO - Troppe
intercettazioni in Italia? Sì, perché c'è troppa criminalità e perché, a causa
delle scarse risorse a disposizione delle forze dell'ordine, talvolta conviene
più intercettare i telefoni o mettere una cimice che pedinare un sospetto per
ore ed ore. Senatore Gerardo D'Ambrosio, quando era capo della Procura
di Milano le capitava di dire di no a un'intercettazione? "Eccome. Lo
abbiamo fatto tante volte. Non è vero che il pm esagera in questo campo. Lui è
il primo filtro alle richieste delle forze di polizia. Solo quando si rende
conto che ci sono reati e vale la pena chiede l'intercettazione al gip il quale
decide se autorizzarla. E non sempre dice di sì". è più comodo
intercettare che fare le indagini tradizionali? "Se tu non vuoi fare
stancare gli uomini in pedinamenti e in indagini complesse, può essere più
comodo fare intercettazioni. Basta un solo poliziotto per diverse centraline
d'ascolto, ce ne vogliono una decina in turni massacranti oltre le normali 6
ore di lavoro per pedinare una persona 24 ore su 24. Se poi non paghi gli
straordinari, è chiaro che le forze dell'ordine chiedono l'intercettazione. è
lì che il pm deve fare da filtro e valutare se c'è bisogno di mettere un
telefono sotto controllo. Ma ci sono indagini che non puoi fare senza
intercettazioni". Perché? "Perché la criminalità organizzata, ma
anche quella dei colletti bianchi, usa i telefoni come strumento, diciamo così,
di lavoro. Noi abbiamo indici di criminalità che altri paesi ignorano. Non
dimentichiamo cosa è stata la corruzione in Italia quando, prima di mani
pulite, bisognava pagare per ogni cosa. Una pessima abitudine che non si può
pensare sia scomparsa, visto che qui gli appalti pubblici costano molto più che
nel resto d'Europa. Il disegno di legge del governo comprende questi reati, ma
ne esclude molti altri che potrebbero essere ad essi connessi, del tipo di
quelli (truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso, ndr.)
contestati nello scandalo della clinica santa Rita di Milano, o come le
molestie telefoniche, dove è ovvio che l'intercettazione è
indispensabile". Resta che sono tante e costano. "è vero e non lo è.
In molti paesi le forze dell'ordine e i servizi segreti possono fare intercettazioni
autonomamente, e non si sa quante ne fanno. Non bisogna dimenticare, inoltre,
che all'estero si ricorre molto di più che in Italia alle operazioni sotto
copertura, alle infiltrazioni. Per la spesa, c'è modo di ridurla". Come?
"Quello che una procura liquida per pagare tre intercettazioni alle
società private che le fanno materialmente, basta per comprare un apparecchio e
farne centinaia. Si fa un gran parlare anche di quantità, am molti confondono
le persone con i numeri dei decreti di intercettazione. C'è una bella
differenza. I criminali comprano tante diverse schede telefoniche con documenti
falsi. Per stare dietro a ciascuna scheda e a ciascun telefonino di una sola
persona ci vogliono tanti decreti diversi, in alcuni casi decine. Nella passata
legislatura, indagammo a fondo su questo argomento e si decise di introdurre
una norma che imponesse agli operatori telefonici, che si fanno pagare
tantissimo, di concedere gratuitamente le linee per le intercettazioni. Il
disegno Mastella prevedeva un accentramento delle intercettazioni per abbattere
i costi. I mezzi per risparmiare ci sono, come dimostrano i risultati raggiunti
in un ottimo esperimento di razionalizzazione dei costi della procura di
Bolzano". Giuseppe Guastella \\ Ci sono indagini in cui l'ascolto è
indispensabile. Perché la criminalità organizzata, ma anche quella dei colletti
bianchi, usa i telefoni come strumento.
( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-15 num: - pag: 10
categoria: REDAZIONALE Il commento Aumentare i "filtri" per tutelare
la privacy di VITTORIO GREVI P reannunciato dal presidente Berlusconi sulla
base di un intento rigidamente limitativo dell'area di ammissibilità delle
intercettazioni telefoniche (nel senso di circoscriverle ai soli reati di
criminalità mafiosa e terroristica), il disegno di legge varato venerdì si è
per fortuna discostato da una prospettiva tanto paradossale, estendendo tale
area ad una più ampia gamma di delitti comuni, ivi compresa la maggior parte di
quelli contro la pubblica amministrazione (tra cui la corruzione). Ciò non
toglie che l'elenco risulti ancora troppo ristretto, perché a quanto pare ne
sono rimasti esclusi anche reati di notevole gravità (dalla rapina
all'estorsione, dalla bancarotta fraudolenta all'associazione per delinquere,
allo sfruttamento della prostituzione eccetera), per alcuni dei quali, anzi, le
intercettazioni sono previste da una esplicita direttiva
del consiglio dell'Ue (tali i reati di insider trading e di manipolazione del
mercato). La realtà è che, se esiste davvero un fenomeno di eccesso quantitativo
nel ricorso alle intercettazioni telefoniche, esso va affrontato non già
riducendo l'area dei reati per i quali è consentito questo fondamentale
strumento investigativo, bensì semmai disciplinando con maggior rigore i
meccanismi di controllo circa il suo impiego in concreto, che la legge ammette
solo quando risulti indispensabile per proseguire le indagini, purché si sia
già in presenza di "gravi indizi di reato". Dunque, in sintesi, non
per scoprire se dei reati siano stati commessi (questo è il presupposto delle
intercettazioni), ma per accertare chi li abbia commessi o per raccogliere più
robusti elementi a carico degli indiziati. In questa ottica, per esempio,
potrebbe avere un impatto positivo la proposta che la competenza ad autorizzare
le intercettazioni (ma perché mai anche l'acquisizione dei tabulati?), a
seguito di richiesta del pm, venga attribuita, anziché ad un singolo giudice,
al tribunale collegiale, pur non potendosi ignorare le complicazioni
organizzative derivanti da una simile scelta (e fermo restando il potere del pm
di provvedere di sua iniziativa nei casi di urgenza). Il nodo più delicato
dell'intera questione è, comunque, quello concernente la tutela della privacy
delle persone coinvolte nelle intercettazioni, soprattutto di quelle estranee
all'oggetto delle indagini. E, sul punto, davvero bisogna intervenire, di
fronte alla innegabile anomalia costituita dalla pubblicazione pressoché
indiscriminata di conversazioni intercettate, anche se obiettivamente
irrilevanti nel procedimento in corso. Una anomalia gravida di conseguenze
dannose per molte persone "terze" rispetto alla vicenda giudiziaria,
che viene oggi favorita dalla assenza nel sistema processuale di adeguati
congegni selettivi, prima del deposito a disposizione delle parti dell'intero
complesso delle intercettazioni eseguite. Per ovviare a queste patologie il
progetto governativo non ha trovato di meglio che estendere a dismisura l'area
del divieto di pubblicazione degli atti di indagine (non solo delle
intercettazioni, dunque), anche se non più segreti, fino alla conclusione della
fase preliminare, prevedendo al riguardo pesanti sanzioni detentive: non solo,
come è giusto, per i magistrati che rivelino atti ancora segreti, ma altresì
per i giornalisti che violino il suddetto divieto, pubblicando anche soltanto
il contenuto delle intercettazioni prima di quel termine. Il che comporterebbe,
però, una grave - perché troppo generalizzata - limitazione del diritto di
cronaca, come pure del diritto dei cittadini ad essere informati sulle vicende
delle inchieste penali. Per tutelare la riservatezza delle persone coinvolte
nelle intercettazioni rispetto a fatti o circostanze estranei alle indagini,
sarebbe allora molto preferibile se (sulla scia del progetto Mastella, già
approvato dalla Camera nell'aprile 2007) si istituisse all'interno del processo
un sistema di appositi filtri, allo scopo di impedire che le suddette
intercettazioni irrilevanti venissero depositate, ed imponendo anzi al pm di
conservarle sotto il vincolo del segreto in un apposito "archivio
riservato", salva la facoltà dei difensori di accedervi per esigenze
difensive. Dopodiché, una volta così nettamente definito il confine tra le
intercettazioni da mantenersi "segrete " e quelle ormai non più segrete
(in quanto ritenute rilevanti ai fini processuali), sarebbe davvero giusto
punire con adeguato rigore la pubblicazione delle prime, ma non anche delle
seconde, a tutela della privacy individuale. Maggior rigore Non serve ridurre
l'area dei reati interessati, meglio disciplinare con più rigore i meccanismi
di controllo.
( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Posso
sbagliarmi IMPUNITI DELLA PRIVACY PIERO BOTTINO Da qualche giorno nel portico
in piazza sotto la redazione è sparita la mezza dozzina di cabine telefoniche,
ultimo retaggio di quel Punto Sip che per decenni ha visto transitare
generazioni senza un telefono disponibile. Adesso che un straccio di cellulare
ce l'hanno anche i neonati, la sfilza di cubicoli era diventata anacronistica.
Da ultimo anche la "fauna" dei frequentatori era cambiata, sembravano quasi sempre persone che tentavano più che altro di
sfuggire a "intercettazioni" personali: in casa, sul luogo di lavoro,
o - perché no - in canonica e in convento (fra gli assidui non mancavano i
religiosi). Perché molti più di quanto si pensi hanno una privacy da difendere
e non piace a nessuno finire sul giornale, o anche solo apostrofati dai vicini
di esistenza, per parole dette incautamente e comprese ancor peggio.
Tutta gente che vedrà dunque con favore l'annunciata legge sulle
intercettazioni? Ne dubito. Sanno che - malgrado le solenni affermazioni - non
sono i loro casalinghi segreti i veri obiettivi del legislatore. E che la
comunità ha spesso più interesse a sapere che a ignorare. Questioni di
giustizia per le quali rinuncerei volentieri alla mia privacy. In fin dei conti
non ho nulla di davvero grave da nascondere. Altri, non so.