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DOSSIER “INTERCETTAZIONI”

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tARTICOLI DEL 8-7-2008       #TOP



Report "Intercettazioni"

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Indice delle sezioni

Intercettazioni (54)


Indice degli articoli

Sezione principale: Intercettazioni

Il garage dei 4.000 musulmani, tra sospetti e marciapiedi invasi ( da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: reclutatore di Al Quaeda in Italia, in una intercettazione dice di averlo incontrato ma di essere stato addirittura "trattato male". La Cia però, dopo l'11 settembre, a certi cambiamenti crede poco. Un altro imam egiziano a Milano, Abu Omar, tramite l'istituto di viale Jenner trova casa giusto lì accanto, in via Guerzoni.

Intercettazioni Svolta a Pinerolo "Meglio limitarle" ( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: competitivi Intercettazioni Svolta a Pinerolo "Meglio limitarle" Il procuratore: "Non sempre indispensabili" ANTONIO GIAIMO PINEROLO Il procuratore della Repubblica di Pinerolo, Giuseppe Amato, taglia il costo della voce "intercettazioni telefoniche" dal bilancio: riduce il numero delle autorizzazioni e stipula un contratto con un fornitore che offre servizi a prezzi più vantaggiosi.

Veltroni: "noi non facciamo scambi" il 25 ottobre il corteo anti-governo - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è stato eliminato l'emendamento salva-Rete4, il decreto intercettazioni lo hanno rimesso nel cassetto. Se le battaglie si fanno davvero, allora esistono possibilità di raggiungere l'obiettivo. Poi ci sono quelli che pensano solo a gridare...". Come dire che il Pd è già riuscito a uscire dall'impasse.

E bossi rimprovera il premier "al telefono è un po' coglione" ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Umberto Bossi dice la sua sulla questione scottante delle intercettazioni del Cavaliere e non risparmia una battuta tagliente all'alleato. E usa proprio l'aggettivo "coglione". Lo stesso che il presidente del Consiglio, di fronte alla platea della Confcommercio, il 6 aprile del 2006, aveva usato contro gli elettori intenzionati a votare per il centrosinistra: "Ho troppa stima per l'

Le magie dell'intoccabile - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Sa che alcune sue conversazioni viziose sono state intercettate dalla magistratura. Non gli sfugge che alcune sono state già distrutte e altre lo saranno presto. Anche se nessuno potrà ascoltarle, imbraccia quelle memorie foniche come se fossero un'arma contro i suoi "nemici": vedete, mi hanno spiato e mi ricattano, vogliono costringermi alle dimissioni;

L'italia nell'era della pornopolitica - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: era della pornopolitica Lo scandalo delle intercettazioni telefoniche ripropone il tema del rapporto fra i potenti e le donne. Dagli antichi favori "patrimoniali" a quelli attuali di immagine e potere (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Che fine ha fatto la responsabile di suicidi e duelli tra amanti gelosi, accumulatrice di perle rare e di pariglie di 12 cavalli con carrozza,

Le ragazze del garofano - filippo ceccarelli ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ma se proprio bisogna assegnare una data al loro più recente ritorno, varrà la pena di ricorrere a una delle tante intercettazioni telefoniche fiorite attorno alla tangentona Eni-Petromin e divulgate nell'anno di grazia 1982. E insomma, c'è un manager di Stato che parla con un ministro di un altro ministro, pure socialista, e: "L'ho visto con due zoccolone".

Sinistra e autoconvocati contro le "leggi canaglia" - claudia moretta ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: "Non sono le intercettazioni il vero problema del paese - fanno sapere da Rifondazione comunista -. Le emergenze sono i morti sul lavoro e i salari bassi". Da Sinistra democratica aggiungono poi come le leggi ad personam rappresentino un pauroso attacco ai principi fondamentali della Costituzione.

Le "segnalate" dal cavaliere nuove star nel parterre delle sfilate - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Uscite dall'anonimato grazie alle intercettazioni, le raccomandate della tv ormai affollano i parterre delle maison storiche e le feste più esclusive di Roma, fotografate e corteggiate manco fossero davvero le eroine di quelle fiction che non hanno interpretato mai. SEGUE A PAGINA VI.

"guardi che lei deve fare il depresso" ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ride il dottor Taranto e non sa di essere intercettato mentre offre i suoi consigli a un detenuto che deve sottoporsi alla visita psichiatrica per ottenere i domiciliari che risponde: "Sì, ma lo devo fare davanti a lei? Lo so fare benissimo. E se lei legge quella perizia dall'inizio alla fine si rende conto che dice che veramente lo so fare.

Le "segnalate" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: secondo le intercettazioni - bisognevole di spintarella. Una platea che, a dispetto delle polemiche sui politici che snobbano la moda, era piena di signore che contano. E se fino all'anno scorso la più ambita era la consorte di Veltroni, stavolta Flavia Prisco ha dato forfait, sostituita in corsa dalla nuova first lady del Campidoglio:

Summit di capimafia per dare il via libera al delitto lo iacono ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Dalle intercettazioni emerge che "la sentenza di condanna a morte" per Lo Iacono è stata emessa dalle famiglie mafiose di Palermo e provincia. La polizia, intercettando Michele Modica, fermato venerdì scorso, e per il quale il gip ha convalidato l'arresto emettendo ordinanza di custodia cautelare, ha scoperto il piano di morte e il fatto che "

"sono qui per portarvi in champions" - valerio tripi ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sempre in tema di nuovi arrivi, nella squadra che lavora dietro le quinte rosanero ci sarebbe anche Luca Cattani. L'ex giornalista di Antennatre e Telelombardia, rimasto coinvolto nelle intercettazioni che hanno determinato il crollo dell'impero Moggi, dovrebbe entrare a far parte dell'area comunicazione.

Differenziata, fortini boccia viale ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Non funziona perché è inefficace: le migliori raccolte stradali intercettano circa il 35% degli imballaggi domestici mentre il "porta a porta" raggiunge il 55%; dispendioso in termini ambientali: ogni cittadino usa l'auto per recarsi alla "piazzola" causando inquinamento; inutile: perché non eliminerebbe i cassonetti dalle strade.

Girotondi "no cav", c'è anche dalla chiesa ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: imputato è il presidente del Consiglio, siamo contro le fortissime limitazioni ai giudici circa la possibilità di disporre intercettazioni telefoniche". Naturalmente è impossibile sapere in anticipo le dimensioni della manifestazione di oggi: gli organizzatori pensano ad un appuntamento "di testimonianza", la stagione estiva non aiuta.

Terroristi a portofino esercitazione tra i vip ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: all'ancora in rada a Portofino, ha segnalato la presenza di una barca sospetta e mezzi navali della Guardia Costiera e dei Carabinieri, tra cui due gommoni, l'hanno subito intercettata e scortata a terra per accertamenti. A terra è stato bloccato lo sbarco di turisti dalla nave e sono state presidiate le banchine.

Liguria trasformi la spazzatura in un business - luigi gia ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: della possibilità di intercettare un business in netta crescita? Perché non ricavare beni preziosi dai nostri rifiuti (decidendosi ad accelerare, intanto, la raccolta differenziata) ma anche da quelli degli altri? La nostra regione, tra l'altro, può mettere sul tavolo una carta vincente: trasportare la "rumenta" via mare è molto meno costoso che affidarla a treni e camion.

Gli insaccati ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: una per proibire le intercettazioni, una per tagliare i fondi e gli stipendi ai magistrati. Poi si va in tv a dire che i giudici sono "metastasi", comunisti, golpisti, pazzi, fannulloni, inetti, amici dei criminali. Poi si diffondono sondaggi che dimostrano che la fiducia nella magistratura è in calo (ma va?

Lo scambio inventato dal Pdl ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: minacciando perfino decreti legge sulle intercettazioni. E il Pdl ha alzato la posta a costo di bloccare 100000 processi e tentando di accreditare una sorta di trattativa con il Partito democratico, la sospensione della norma salva premier in cambio del via libera sull'obiettivo grosso: il lodo Alfano da fare approvare in tempi rapidi, già prima dell'estate,

Sul web l'intercettazione hot (finta) di Silvio Bossi: è un po' coglione a parlarne al telefono ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazione hot (finta) di Silvio Bossi: è un po' coglione a parlarne al telefono Praticamente tutto quello che s'è immaginato, sussurrato, e nemmeno tanto piano. Insomma, la telefonata piccante - supposta, ancora oggi - tra Berlusconi e Confalonieri che avrebbe per protagonista la grazia di una neoministra ieri è comparsa su un sito internet,

Caso Saccà, Silvio intanto guadagna tempo Il gip accoglie il trasferimento dell'inchiesta a Roma: a Napoli si era arrivati alla richiesta di processo ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: decidano quali intercettazioni mandare al macero perché penalmente irrilevanti e quali invece "girare" al Parlamento per chiedere l'autorizzazione al loro utilizzo processuale. Ma la Procura di Roma, che dovrà valutare anche l'effettiva competenza territoriale, potrà inoltre decidere di "riaprire" l'inchiesta per raccogliere nuovi elementi e compiere nuove attività di istruttoria.

I magistrati intanto ricostruiscono il nuovo gotha di Cosa Nostra: nelle intercettazioni sono pronti a uccidere i rivali ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del I magistrati intanto ricostruiscono il nuovo "gotha" di Cosa Nostra: nelle intercettazioni sono pronti a uccidere i "rivali".

Sono loro quelli del pizzo : all'Ucciardone il coraggio dei commercianti Palermo, nell'aula bunker indicano i loro taglieggiatori. Tano Grasso: anni fa non ce l'avrebbero fatta, o ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il dato emerge dalle intercettazioni condotte dalla polizia che venerdì scorso ha portato al fermo di quattro persone accusate di progettare il delitto del capomafia di Bagheria, Pietro Lo Iacono, un fedelissimo di Bernardo Provenzano. Intercettando Michele Modica, fermato venerdì scorso, gli investigatori hanno scoperto il piano di morte che "

"truffa dei contatori del gas, zuccoli sapeva" - walter galbiati emilio randacio ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: I pm: nelle intercettazioni il manager si adoperava per coprire le illegalità Il responsabile legale dell'Aem: "Su 100mila lire fatturate, 16mila le rubacchiamo" Per l'accusa, 400.000 utenti hanno pagato di più per anni. Aggirate le accise WALTER GALBIATI EMILIO RANDACIO MILANO - Per anni, almeno 400 mila utenti dell'Aem,

"la telefonata hard è su internet" ma è un falso, denunciato uno studente - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: la voce su nuove intercettazioni scottanti dove di parlerebbe di sesso e di ministre. Sembrano le tanto attese-temute registrazioni che per giorni hanno agitato il presidente del Consiglio e la politica italiana. E invece a pranzo, trovato il sito, chi lo legge, alla seconda pagina scopre che è solo un falso.

Intercettazioni berlusconi-saccà il gip sposta l'inchiesta a roma - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni Berlusconi-Saccà il gip sposta l'inchiesta a Roma Accolta la tesi della difesa. Congelata la distruzione dei nastri Il Cavaliere: "Era logico, la competenza è lì". L'intero procedimento sul dirigente Rai potrebbe ora essere trasferito nella capitale DARIO DEL PORTO NAPOLI - Il caso Berlusconi-Saccà lascia Napoli e si trasferisce a Roma.

A perta ( da "Corriere di Bologna" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: e l'apertura domenicale, garantita anche nella stagione estiva, consente di intercettare i frequentatori della vicina chiesa e dei Giardini Margherita. Camilla Giunti Libreria dei Colli, via Castiglione 91/abc, tel. 051/6448663, e-mail: info@libreriadeicolli.191.it. Apertura: lun-sab 9.30-20.00, dom e festivi 10.00-13.

<Contatori del gas pericolosi> Incriminati gli ex vertici di Aem ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Lo dimostrerebbero alcune intercettazioni telefoniche nelle quali Zuccoli si adopera, scrivono i pm, "a coprire il passato, della cui illegalità era ben a conoscenza". Oppure quella telefonata in vivavoce tra gli indagati Patrizia Savi, direttore pianificazione Aem spa, Paolo Rundeddu, direttore finanza, e Alberto Solci, responsabile ufficio legale,

Intercettazioni false sul web <Caso Carfagna>, è bufera ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sezione: Primo Piano - data: 2008-07-08 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni false sul web "Caso Carfagna", è bufera L'inchiesta su Saccà trasferita a Roma. Il premier: era logico Su un sito un finto colloquio tra il premier e Confalonieri: era lo scherzo di uno studente padovano ROMA - Falsa e maldestra.

<Ha telefonato Casamonica, ti aspetta...> ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: REDAZIONALE Le intercettazioni I professionisti coinvolti nell'inchiesta. "Se il magistrato fa la perizia del capello siamo tutti fregati" "Ha telefonato Casamonica, ti aspetta..." Ci sono anche Ferruccio Casamonica e la sua compagna, Gelsomina Di Silvio, tra i "contatti" di Paola Di Masci, l'assistente sociale del Gemelli.

La scelta di Brigitta ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: meglio Brigitta Bulgari delle pseudoattricette intercettate. Brigitta annuncia che col porno ha chiuso da due anni e che ora aspira a una carriera "normale" di attrice, le piacerebbe un film di Natale, dopo le apparizioni in tv, a Ciao Darwin e Cronache marziane. Brigitta ha tre cognomi, i due "d'arte" sono Bulgari (che non usa più per non avere grane con la premiata gioielleria)

Bossi <sgrida> Silvio: al telefono parli d'altro ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni: "Berlusconi l'ha messa dentro la legge di Maroni e quindi passerà. Perché andrò a votare anch'io". Nessuna preoccupazione (o quasi) neanche per la manifestazione di oggi in piazza Navona contro "le leggi canaglia", promossa da MicroMega e subito cavalcata dal-l'Italia dei Valori: "Antonio Di Pietro è piccolo,

Le magie dell'Intoccabile ( da "Repubblica.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Sa che alcune sue conversazioni viziose sono state intercettate dalla magistratura. Non gli sfugge che alcune sono state già distrutte e altre lo saranno presto. Anche se nessuno potrà ascoltarle, imbraccia quelle memorie foniche come se fossero un'arma contro i suoi "nemici": vedete, mi hanno spiato e mi ricattano, vogliono costringermi alle dimissioni;

Pubblicata falsa telefonata tra Berlusconi e Confalonier. L'autore è uno studente ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: presunta intercettazione di una telefonata tra il premier e Confalonieri. "In relazione alla pubblicazione in un sito internet di una comunicazione telefonica, asseritamente intercorsa nell'ambito di un procedimento penale fra il presidente Berlusconi ed il dottor Confalonieri, si tratta con assoluta evidenza di un falso plateale completamente inventato e surrettiziamente costruito"

Veltroni: "E' Berlusconi il vero ostacolo al federalismo" ( da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: penso alla materia delle intercettazioni - proposte limpidamente garantiste. Avessimo vinto, sarebbe rimasto dove doveva stare: avendo perso, ha cominciato col non rispettare il patto sulla formazione di un unico gruppo parlamentare. Poi ha proseguito con gli insulti e il resto, pensando di riempire il vuoto lasciato in Parlamento dalla sinistra radicale.

La tregua è finita: tornano i killer ( da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: e per questo motivo parlavano a ruota libera, sicuri di non essere intercettati. Ma la tecnologia supera ogni ostacolo, e quelle conversazioni, da cui vengono fuori i piani di morte della nuova Cosa nostra, sono stati registrati dagli investigatori della Squadra mobile di Palermo. E così è stato possibile scoprire i nuovi risvolti criminali.

Punito per la love story maledetta ( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: durante il viaggio verso Andora (dove verranno poi intercettati dai carabinieri) trovano anche il tempo di scambiarsi delle effusioni, come due innamorati. Quindi tocca all'imputato parlare. "Non ho costretto Simona a venire con me - esordisce Enrico Merendino -. Volevo solo parlarle, chiarire e capire il perché mi avesse denunciato il mese prima.

PDL APRE: SI PUÒ DISCUTERE SUL BLOCCA-PROCESSI DI PIETRO: BERLUSCONI STILE MAFIOSO (WALTER VS TONINO) IL PD CONTRO TONINO E GRILLO: GUAI ATTACCARE NAPOLITANO LODO SCHIFANI EN ( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: penso alla materia delle intercettazioni - proposte limpidamente garantiste. Avessimo vinto sarebbe rimasto dove doveva stare: avendo perso, ha cominciato col non rispettare il patto sulla formazione di un unico gruppo parlamentare. Poi ha proseguito con gli insulti e il resto, pensando di riempire il vuoto lasciato in Parlamento dalla sinistra radicale.

No Cav Day, il Pd contro Grillo "Lasci stare Napolitano" ( da "Repubblica.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: immunità per le alte cariche e intercettazioni - è stata preceduta da un coro di polemiche, legato sia alla presenza di Grillo che al rischio che l'evento diventi anti-Pd. Flores D'Arcais, direttore di Micromega, smorza i toni: "In questi giorni i rapporti con Grillo li ha tenuti Di Pietro - spiega - ma non credo che ci saranno problemi".

Bossi: anch'io voterò il pacchetto sicurezza ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La stretta del governo sulle intercettazioni passerà perché "andrò a votare anch'io". In un'intervista a Telelombardia Umberto Bossi conferma il pieno appoggio della Lega al "pacchetto sicurezza", compresa la norma sulle trascrizioni delle telefonate sotto controllo. "Berlusconi l'ha messa dentro la legge di Maroni e quindi passerà.

Bufale in piazza contro Berlusconi ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ma quello che ci interessa di più è l'uso e abuso mediatico delle intercettazioni: dall'articolo di D'Avanzo su La Repubblica che fa un bignamino delle presunte conversazioni pruriginose del Cav., a Libero che spara il 5 luglio una fotona della Mara Carfagna in prima pagina e titola: "La ministra che ha rivitalizzato il governo".

Finta intercettazione per colpire Berlusconi ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Finta intercettazione per colpire Berlusconi di Fedele Confalonieri Inventano una conversazione riservata tra il Cavaliere e Confalonieri e la mettono in rete. Ma Dagospia smaschera l'imbroglio Il sito internet www.laprivatarepubblica.com pubblica il testo di una presunta telefonata tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente di Mediaset lasciando intendere chi si tratta di un'

Scarcerati grazie a falsi certificati E in prigione ci finiscono i medici ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ex galeotto si sarebbe poi presentato con un cesto natalizio e la Di Masci, infuriata, gli avrebbe detto che non se la sarebbe certo cavata con così poco. Durante un'intercettazione gli agenti scoprono i trucchi per superare i test medici. Come quello di ubriacarsi o simulare forti stati depressivi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Il Pd prende le distanze da Grillo: "Attacchi a Napolitano inaccettabili" ( da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni e diritto di cronaca. Sul palco di piazza Navona gli striscioni citeranno l'articolo 3 della Costituzione, la frase "La legge è uguale per tutti" e una sentenza della Corte suprema americana: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa, affinché la stampa sia libera di censurare i governi".

Su Internet pubblicata la telefonata Berlusconi-Confalonieri, ma è un falso ( da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: homepage che un sito ha pubblicato quella che viene definita la trascrizione di un'intercettazione dai toni molto personali tra il presidente di Mediaset e il leader Pdl. Non vengono forniti ulteriori dettagli, né l'indirizzo del sito. Solo la stringa della durata della presunta conversazione trascritta. Poco dopo "Dagospia" riporta un post siglato "LPR", in cui il "responsabile di .

La gang del gossip ( da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: perché buona parte dei clienti sono in realtà "spie" munite di microcamera e registratore per intercettare le conversazioni. Il mercato è esploso con i siti di gossip online. TMZ (autore dello scoop su Mel Gibson che lancia offese antisemite a una poliziotta, o di Alec Baldwin che insulta al telefono la figlia) ha aperto anche un canale tv, attivo 24 ore su 24.

Da magistrato resto nel mio ufficio ma la giustizia rischia il disastro ( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: processi o sulle intercettazioni, di cui abbiamo già detto le pesanti conseguenze: salterebbero centomila processi. "E' un momento di grave crisi, si rischia persino il disastro. La legge finanziaria, infatti, impone tagli alle spese di giustizia tali da prevedere riduzioni di organici e di operatività per cancellieri e magistrati,

RETATA A RIO: ARRESTATO DANIEL DANTAS (TELECOM BRASIL) - ATTI HARD SACCA'-BERLUSCONI DA NAPOLI A ROMA: UNA VITTORIA DI PIRRO SHOPPING PER BOUQUET E COSTAMAGNA E VAI CON LA NEW ( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Da oggi il caldissimo dossier con intercettazioni allegate viaggia da Napoli a Roma ed i titolari dell'azione penale e gli investigatori che hanno avuto le carte tra le mani si moltiplicano. Se escono le intercettazioni sarà impossibile trovare il responsabile e da Napoli si potrà dire "fino a che erano da noi sono rimaste quasi secretate.

OPPOSIZIONE, CHI VINCE E CHI PERDE ( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: lo scudo per il premier e le misure anti-intercettazioni appaiono, e sono, solo una piccola pulizia di un paio di angoli della casa che non erano ancora messi a posto. La prova di tutto questo non è tanto nelle parole della sinistra, che è a sua volta spaccata, ferita dallo scontro con i giudici, confusa dalla sua stessa debolezza.

Marta Flavi: <Io raccomandata da Silvio> ( da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ex moglie di costanzo nelle intercettazioni tra l'attuale premier e agostino saccà Marta Flavi: "Io raccomandata da Silvio" L'ex conduttrice di Agenzia matrimoniale a Vanity Fair: "Berlusconi ha provato ad aiutarmi e lo ringrazio" Marta Flavi e Silvio Berlusconi ROMA - Anche Marta Flavi è finita nelle intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà.

DIFENDERE DAGO - I BLOGGER RIVENDICANO IL DIRITTO ALLA CAZZATA VIVA NADAL LA MAGLIE ANTI-ISLAM VIGILI E PISTOLE ASPETTANDO GLI UFO: MA COLUMBRO È USCITO DAL COMA? ( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazione farsa Cav-Confa. Sinceramente anch'io ci sono cascato. Una volta appurata la totale infondatezza di tali fasulle intercettazioni, il sito di D'Agostino si è scusato e ha preso le dovute distanze. Nessun moralismo, dunque. Semmai questo fatto dovrebbe farci riflettere su due questioni molto importanti: 1) in internet gira tanta di quella merda che la metà basta e avanza.

MARTA FLAVI RINGRAZIA SILVIO PER LA RACCOMANDAZIONE (ANDATA A VUOTO) E RIFILA L'ENNESIMO COLPO DI GRAZIA ALL'EX COSTANZO: "FACEVAMO SESSO? SÌ, ANCHE SE NON DEFINIREI MAURIZIO UNA T ( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Marta Flavi è finita nelle intercettazioni delle telefonate Berlusconi-Saccà: colpa della conversazione in cui il presidente del Consiglio la segnalava al direttore di Rai Fiction per Incantesimo. Marta infatti aveva appena sostenuto un provino per la serie: "Ed era anche andata bene.

La Guzzanti insulta la Carfagna "E' uno sfregio che sia ministro" ( da "Repubblica.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: nome era circolato nei giorni scorsi a proposito delle intercettazioni "calde" che coinvolgevano il presidente del Consiglio. Nel mirino, però, ci sono anche Papa Ratzinger, che "fra vent'anni sarà all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni", e Lamberto Dini, perché a suo guidizio "hanno accusato la sinistra radicale e Clemente Mastella ma è stato Dini a far cadere il governo,

Sabina Guzzanti show, da Piazza Navona attacca Carfagna e Papa ( da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: più pesante è ancora diretto al ministro Carfagna e si basa sulle voci e sulle allusioni legate a presunte intercettazioni nelle quali si parlerebbe di una relazione che avrebbe avuto con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "Non sono moralista, non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi, ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché .


Articoli

Il garage dei 4.000 musulmani, tra sospetti e marciapiedi invasi (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'istituto Aperto nell'88. E i prezzi delle case vicine si sono dimezzati Il garage dei 4.000 musulmani, tra sospetti e marciapiedi invasi È un crocevia di Al Qaeda? Beh, la Cia pensava di sì, ma se mai lo è stato non pare esserlo più da un bel po' MILANO Di cosa parliamo quando diciamo viale Jenner? La risposta è quasi più complessa di quella di Carver sull'amore: ed è "dipende". È una moschea? Tecnicamente no, in sostanza è un grosso garage: ma ogni venerdì raduna quattromila musulmani a pregare. Che ovviamente tutti dentro non ci stanno, e quindi stendono i loro tappetini in strada: allora è un problema urbanistico? Senza dubbio, anche: viale Jenner è una circonvallazione, fate voi. E sarà anche un caso ma è la sola via di Milano dove una casa costa meno che a Quarto Oggiaro. È un crocevia di Al Qaeda? Beh, la Cia pensava di sì, ma se mai lo è stato non pare esserlo più da un bel po': l'ultimo processo l'unico finora concluso fatto in Italia sui "terroristi di viale Jenner" è finito l'anno scorso con tre condannati in tutto contro 32 assolti o prescritti. E dal 2001, in ogni caso, chi lo guida è diventato secondo gli stessi magistrati un "moderato ". Allora è un centro studi? Una biblioteca araba? Uno sportello d'appoggio per diciamo un sesto dei 60mila musulmani in circolazione tra Milano e hinterland, in cerca di casa o lavoro? Ecco, dipende da chi vi risponde: è tutto questo, alla fine. Un investigatore della polizia forse trova la sintesi migliore: "Viale Jenner non è Afghanistan, è Milano. È solo un pezzo d'Italia di oggi. Basta imparare com'è fatto". Nome esatto e nascita, dunque. Non moschea ma "Istituto culturale islamico", costituito nel 1988 per separazione dal preesistente Centro Islamico di Milano e Lombardia, che invece una moschea vera e propria ce l'ha tuttora a Segrate, guidata dall'imam Ali Abu Shwaima. Non tutti, in viale Jenner, erano propriamente dei moderati: uno dei fondatori come l'imam di allora Shahid Anwar Sha'ban, per dire, finisce ammazzato nel '95 dai servizi speciali croati mentre cerca di raggiungere i mujahidin bosniaci. L'altro imam di quegli anni, Abu Imad, è lo stesso che poi va alla sbarra nel processo Sfinge finito nel 2007: ma i fatti sono troppo vecchi, il reato di terrorismo internazionale esiste solo dal 2001, e lui evita la condanna. Tra l'altro già dal 2000 sembra diventato un'altra persona: un terrorista vero come Abdelkader Es Sayed, reclutatore di Al Quaeda in Italia, in una intercettazione dice di averlo incontrato ma di essere stato addirittura "trattato male". La Cia però, dopo l'11 settembre, a certi cambiamenti crede poco. Un altro imam egiziano a Milano, Abu Omar, tramite l'istituto di viale Jenner trova casa giusto lì accanto, in via Guerzoni. La procura milanese ha sotto inchiesta anche lui, ma la Cia è più sbrigativa e lo rapisce proprio in quella via: una vicenda per cui il procuratore Armando Spataro e il pm Elio Ramondini, al culmine del relativo processo, si scontrano addirittura col segreto di Stato italiano. Tuttora non rimosso. "E comunque sottolinea Ramondini per primo il totale dei nostri imputati per viale Jenner consiste in trenta persone su quattromila". E oggi? Oggi l'Istituto di viale Jenner, a parte i quattromila tappeti del venerdì, significa appunto una biblioteca, una sala per le cinque preghiere quotidiane ordinarie (300 fedeli ogni volta), un negozio di alimentari aperto fino a tardi, insomma, soprattutto un "centro di aiuto spiega il direttore Abdel Hamid Shaari per le migliaia di arabi che arrivano a Milano senza sapere l'italiano, e cercano un lavoro, una casa, un appoggio". La scuola araba che una volta istruiva in viale Jenner sino a 250 bambini l'anno, invece, è chiusa ormai dal 2000. Per il resto, come si diceva, il problema principale del milanese medio che in viale Jenner abita o fa la spesa non è né il Corano né il terrorismo né altro. È un marciapiede che una volta la settimana sparisce, impraticabile, sotto un mare di schiene. È il fatto che un metro di casa lì attorno, ormai, non arriva a 2.500 euro quando mezzo chilometro più in là supera i 4.000: "E la comprano solo gli arabi", confermano alla Borsa immobiliare. Con tutto ciò, almeno secondo il poliziotto di cui sopra, chiudere viale Jenner sarebbe comunque "un errore senza senso". Se non altro perché, dal suo punto di vista, un posto solo si controlla meglio di cento sparsi. Paolo Foschini stampa |.

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Intercettazioni Svolta a Pinerolo "Meglio limitarle" (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il caso Tagli e appalti agli operatori più competitivi Intercettazioni Svolta a Pinerolo "Meglio limitarle" Il procuratore: "Non sempre indispensabili" ANTONIO GIAIMO PINEROLO Il procuratore della Repubblica di Pinerolo, Giuseppe Amato, taglia il costo della voce "intercettazioni telefoniche" dal bilancio: riduce il numero delle autorizzazioni e stipula un contratto con un fornitore che offre servizi a prezzi più vantaggiosi. "È necessario che usare le intercettazioni telefoniche soltanto quando è effettivamente importante per l'inchiesta, senza utilizzarle come se si trattasse di una procedura di routine. Troppi telefoni sotto controllo significa avere un numero spropositato di intercettazioni che non servono poi in modo determinante per le indagini". La Procura di Pinerolo lo scorso anno ha autorizzato 81 intercettazioni, con una spesa di poco superiore ai 100 mila euro. "Per registrare le telefonate si devono noleggiare delle attrezzature che pagavamo 18 euro giorno per ogni numero posto sotto controllo - continua il procuratore - oggi per lo stesso servizio pagheremo solo 7 euro, il che significa un risparmio del 61 per cento: qualora facessimo quest'anno le stesse intercettazioni dello scorso anno, porterebbero ad un risparmio di 39 mila euro". Secondo il procuratore, tuttavia, ciò non vuol dire che nelle prossime indagini si dovrà fare un passo indietro. Limitare le intercettazioni non significa tornare ai sistemi di investigazioni di un tempo. "Semplicemente - aggiunge Amato - il magistrato dovrà decidere quando è il momento di chiudere un'intercettazione telefonica, quando certe utenze collegate con l'indagato possono ancora essere tenute sotto controllo o quando delle sim dei cellulari, che sono sovente sostituite, non devono più essere controllate". In questo modo, sottolinea il procuratore capo, si riducono i costi e soprattutto si evitano registrazioni inutili nei fascicoli processuali. Analogo discorso vale per i tabulati telefonici, che indicano tutti i numeri dei telefoni contattati. In questo modo il procuratore vuole stimolare le capacità a volte mortificate dalla routine, riconoscendo un ruolo all'intercettazione di utilità esclusivamente in alcune indagini. Ogni inchiesta deve imboccare la sua strada investigativa: Amato cita come esempio, il caso della Ceva Automotive di None, che l'altro ieri ha portato alla condanna ad un anno di reclusione, con i benefici della condizionale, per Nicola Esposito, dipendente della ditta, che aveva portato fuori dallo stabilimento delle centraline per un valore di 40 mila euro e a un anno e otto mesi per Giacomo Castoro, accusato di ricettazione. "In questo caso non si è fatto ricorso alle intercettazioni - spiega il procuratore - ma gli agenti della polizia giudiziaria con metodi tradizionali e quindi pedinamenti, appostamenti e fotografie, sono arrivati all'arresto".

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Veltroni: "noi non facciamo scambi" il 25 ottobre il corteo anti-governo - goffredo de marchis (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il leader Pd: "Accelerazione pazzesca, ma l'opposizione è viva. Anche se c'è chi pensa solo a gridare" Veltroni: "Noi non facciamo scambi" Il 25 ottobre il corteo anti-governo Finocchiaro: "Sento solo bugie, serve una legge costituzionale per le alte cariche" Nel Pd c'è chi teme l'appiattimento su Di Pietro. Soro: via la blocca-processi poi vedremo GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - "Il Partito democratico non fa scambi. La maggioranza ritiri le norme che bloccano i processi. Noi non accettiamo stralci, rinvii, inversioni di calendario, rimodulazioni. E useremo qualsiasi strumento di lotta parlamentare per arrivare a questo risultato". Al telefono, i toni e le parole di Walter Veltroni sono quelli di chi non fa sconti. Tanto più che oggi il Pd si troverà a fronteggiare la piazza dei girotondi e un Di Pietro che per lanciare la manifestazione anti-Berlusconi già grida allo scambio osceno. "Ma di quale scambio si parla - contrattacca il leader Democratico -. Noi puntiamo a un risultato limpido: via le norme che sospendono le inchieste su alcuni reati. Dopo si può discutere in Parlamento. Mai però su una legge che si vuole votare in 24 ore". Al lodo Alfano infatti il Pdl ha impresso un'accelerazione pazzesca, "una cosa mai vista", osserva Veltroni. Che quindi si prepara a un'opposizione dura. Ma reggerà questa strategia in un partito in cui molti temono lo schiacciamento su posizioni dipietriste, in cui i rutelliani nei giorni scorsi hanno avviato un dialogo con l'Udc sull'immunità, in cui altri (Latorre) si rifiutano di vincolare la revisione costituzionale dello "scudo" alla validità solo a partire dalla prossima legislatura? Veltroni è di nuovo alle prese con il problema di essere nella zona centrale dell'opposizione, stretto tra due linee divergenti (Idv e Udc). "Alcune vicende hanno dimostrato che la minoranza è viva - dice -. è stato eliminato l'emendamento salva-Rete4, il decreto intercettazioni lo hanno rimesso nel cassetto. Se le battaglie si fanno davvero, allora esistono possibilità di raggiungere l'obiettivo. Poi ci sono quelli che pensano solo a gridare...". Come dire che il Pd è già riuscito a uscire dall'impasse. E senza per forza seguire gli slogan della piazza. La piazza però rischia oggi di fare male al Pd. Blocca processi e lodo Alfano pari sono per gli organizzatori della protesta di Piazza Navona. Norme ad personam, ferite democratiche. Una prima risposta che arriva dal quartiere generale veltroniano è la data del corteo di autunno. Volevate un giorno e un'ora? Eccoli. Con lo slogan "Salva l'Italia non il premier" il 25 ottobre a Roma si conclude il percorso che punta a raccogliere 5 milioni di firme contro il Cavaliere. 25 ottobre: non è oggi, ma è quando i nodi dell'economia verranno al pettine secondo il Partito democratico. Però la battaglia di queste ore è tutta sulla giustizia. Anna Finocchiaro non andrà mai in piazza Navona ma le sue parole sulle ultime mosse del premier sono avvelenate. "Sento solo bugie sul fatto che in Europa lo scudo per le personalità istituzionali esiste dappertutto. Non è vero - tuona -. Io al lodo sono contraria. E lo sono ancora di più rispetto all'idea di approvarlo a luglio. Figuriamoci. è di una gravità enorme che il lodo sia presentato dal governo per il premier in carica". I punti fermi della linea del Pd sulla norma per le alte cariche restano quelli di sempre. Dev'essere un disegno di legge costituzionale (che certo non si approva in 24 ore...) "altrimenti non se ne parla nemmeno" spiega il vicecapogruppo Luigi Zanda, deve diventare valido solo a partire dalla prossima legislatura. Se questa posizione regge il dialogo con la maggioranza è davvero impossibile. E lo è sicuramente fino a stasera quando terminerà l'appuntamento dei girotondini. Già da mercoledì il Pd si troverà stretto tra le parole d'ordine della piazza e l'apertura completa dell'altra opposizione, cioè Pier Ferdinando Casini, allo "scudo" berlusconiano. In aula, alla fine, il Pd starà con Di Pietro o con l'Udc? Per Marco Minniti "qualsiasi scambio è impraticabile", la pasionaria Rosy Bindi respinge "il baratto". Più attendista, pronto a vedere cosa succederà alla Camera è il presidente dei deputati Antonello Soro: "Via il blocca processi. E poi non è detto che si voti il lodo Alfano".

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E bossi rimprovera il premier "al telefono è un po' coglione" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il leader della Lega: è perseguitato, ma anche incauto E Bossi rimprovera il premier "Al telefono è un po' coglione" ROMA - "Silvio Berlusconi un po' è perseguitato, un po' è coglione per come parla di certe cose al telefono...". Umberto Bossi dice la sua sulla questione scottante delle intercettazioni del Cavaliere e non risparmia una battuta tagliente all'alleato. E usa proprio l'aggettivo "coglione". Lo stesso che il presidente del Consiglio, di fronte alla platea della Confcommercio, il 6 aprile del 2006, aveva usato contro gli elettori intenzionati a votare per il centrosinistra: "Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per credere che ci possano essere in giro tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse", aveva ammonito il leader di Forza Italia. Del resto aveva usato lo stesso insulto qualche giorno prima, il 21 marzo, per zittire un giovane genovese che aveva urlato "Evviva Vittorio Mangano" al suo passaggio. Ma Bossi adesso lancia in faccia a Berlusconi quella stessa parola. Che al Cavaliere però piace tanto. "Sia come aggettivo che come sostantivo. Sia da usare contro amici e nemici, sia da usare contro se stesso. Il 2 marzo 2008, a Torino bacchettò a microfono aperto e davanti a migliaia di persone un collaboratore che gli ricordava un punto del programma: "è inutile che suggerisci, sono vecchio ma non rincoglionito", disse. E il successivo 10 aprile a Chieti bloccò un sostenitore un po' troppo eccitato apostrofandolo così: "Mi devi dire come fa uno che parla da dieci ore a concentrarsi se tu gli rompi i coglioni". Il Senatur colpisce il Cavaliere dagli schermi di Telelombardia, a cui Bossi ha concesso un'intervista in esclusiva andata in onda ieri sera. Il leader leghista se la ride un po' dell'abitudine di Berlusconi di parlare di certe cose al telefono. Ma lo rassicura sul futuro politico della coalizione e delle leggi che gli stanno tanto a cuore. Per Bossi infatti il pacchetto sicurezza verrà approvato e passerà anche il giro di vite sulle intercettazioni: "Berlusconi l'ha messa dentro nella legge di Maroni e quindi passerà. Passerà perché andrò a votare anch'io".

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Le magie dell'intoccabile - (segue dalla prima pagina) (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Commenti LE MAGIE DELL'INTOCCABILE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Il Parlamento discuterà subito il "lodo Alfano" che offre l'immunità alle prime quattro cariche dello Stato. Votato il "lodo", l'emendamento "sospendi-processi" diventerà superfluo. Berlusconi sarà intoccabile per cinque anni, qualsiasi reato abbia commesso in passato, qualsiasi reato gli capiterà di commettere da qui fino alla fine del suo mandato. La sospensione dei processi avrebbe congelato soltanto per un anno il dibattimento di Milano ormai agli sgoccioli (Berlusconi è imputato di corruzione in atti giudiziari). Il "lodo" va oltre. Lo lascia nel freezer per l'intera legislatura come tutte le altre inchieste e processi che lo ossessionano (corruzione di un incaricato di pubblico servizio, a Roma; diritti televisivi Mediaset e appropriazione indebita, a Milano). Salvo poi una nuova proroga di sette anni, se dovesse farcela a salire al Quirinale (Dio ci scampi). Le magie dell'uomo di Arcore non mutano, da una stagione a un'altra. Si ripropongono uguali, si replicano identiche nei passi, precise nelle mosse violente che lacerano l'equilibrio istituzionale e violano il principio dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il suo problema non è nuovo: deve fulminare il processo che lo vede imputato e guadagnare tempo. Nel 2001 (II governo Berlusconi) il mago lavora a trucchi da fiera con una strategia definita con sapienza. Gli avvocati vanno in aula e scatenano l'inferno. Cavilli. Ricusazioni (il giudice è prevenuto; ha già manifestato il suo parere; ha un'inimicizia grave). Rimessioni (Milano è pericolosa per l'imputato e per chi lo difende). Accompagna l'ostruzionismo avvocatesco con una tempesta mediatica: pubblici ministeri "politicizzati" o mezzi matti vogliono farlo fuori e azzerare le scelte del popolo sovrano. L'assalto rabbioso deve preparare il clima per le leggi ad personam che un Parlamento obbediente gli approva sul tamburo: vengono cancellati reati (falso in bilancio); abolite fonti di prova (le rogatorie internazionali); ristretti i tempi del processo (prescrizione); mutate le condizioni del legittimo sospetto per un tribunale. Infine, lo rende immune una legge che la Corte Costituzionale, poi, gli boccia. Sette anni dopo, quando ritorna a Palazzo Chigi, l'impegno di Berlusconi si replica. Ha promesso agli italiani più sicurezza. Confeziona un decreto legge che inaugura un "diritto della diseguaglianza". Indifferente alle contraddizioni, chiede con la mano destra di aumentare le pene per reati di particolare allarme sociale, con la mano sinistra infila nel provvedimento il congelamento dei processi per quegli stessi reati. è il cavallo di Troia utile a fermare il processo più importante, il suo, e se la sicurezza di tutti deve pagare qualche prezzo ? con lo stop di 100 mila processi ? che sia pagato. Il Capo dello Stato gli nega l'urgenza e la necessità di quella clausola. Non se ne cura. Due famigli in Parlamento presentano un emendamento che ferma i processi. Sostiene l'iniziativa innescando, come sempre, tensioni micidiali. La sua condizione processuale e il desiderio di impunità conquistano il primo posto nell'agenda del governo. Per più d'un mese, non si parla d'altro. Impudente, egli non parla d'altro ad ogni occasione con gli argomenti di sempre: estremisti infiltrati nella magistratura vogliono accopparlo per missione politica; sono fascisti che annunciano il ritorno del fascismo. Sa che deve scatenare il pandemonio per intascare il dovuto. Non esita a imbrogliare il presidente della Repubblica. Non si preoccupa di creare attriti con il suo maggior alleato, la Lega. Consapevolmente, distrugge ogni possibilità di dialogo con le opposizioni. Per tenere sotto pressione istituzioni e Paese decide cinicamente di mettere in piazza anche la sua vita privata. Sa che alcune sue conversazioni viziose sono state intercettate dalla magistratura. Non gli sfugge che alcune sono state già distrutte e altre lo saranno presto. Anche se nessuno potrà ascoltarle, imbraccia quelle memorie foniche come se fossero un'arma contro i suoi "nemici": vedete, mi hanno spiato e mi ricattano, vogliono costringermi alle dimissioni; bisogna fermare i processi, fermare i giudici, fermare le intercettazioni; devo essere protetto da ogni iniziativa della magistratura. Geme e strepita come un bambino viziato. Minaccia di rompere il giocattolo che gli è stato messo in mano. Il Paese in declino profondo, impoverito, impaurito, incapace di pensare al futuro, deve fare i conti con le fobie e le pretese del mago. A cui tutto si sacrifica. La leale collaborazione del governo con il Quirinale. La coesione della maggioranza. Il confronto parlamentare con l'opposizione. L'equilibrio dei poteri. Il rispetto della Costituzione. Le urgenze del Paese. è questa la scena che abbiamo sotto gli occhi. Più o meno, una guerra del capo del governo contro tutti e tutto, a protezione del suo privatissimo interesse. Il canovaccio prevede ora che, scatenato il diluvio, si avanzi Noè con la sua arca. Noè ha il profilo di Gianni Letta, l'astuto mediatore dei conflitti creati dal suo Capo. è il gioco delle parti, è chiaro. Sono le condizioni che creano, durante un interrogatorio maligno, il poliziotto "cattivo" e il poliziotto "buono". Letta è il "buono" e, dopo il lavoro al proscenio del "cattivo" (Berlusconi), tocca a lui. Chiama a sé gli attori e propone "la via d'uscita": cancellazione del "sospendi-processi" e immediata approvazione del "lodo Alfano". Dunque, l'impunità quinquennale per il bambino prepotente è stata, fin dal primo momento, l'unico, ineliminabile, irriducibile esito della pantomima. Agli interlocutori, appare una mediazione addirittura accettabile considerata l'avventura che promette il frastuono del capo del governo. Si evita un conflitto tra Palazzo Chigi e Quirinale. Si scongiura il rischio di un rallentamento nell'azione di un governo a favore dell'economia del Paese. Si ripristinano le condizioni per un confronto riformatore con le opposizioni. Si sfugge alla distruzione della macchina giudiziaria. Gli attori, con le spalle al muro, acconsentono. Acconsente il Quirinale, la Lega frastornata; ci pensa il Partito democratico, disorientato e diviso. Acconsente finanche l'associazione magistrati che si consola: si salva Berlusconi, ma anche la possibilità di amministrare la giustizia. Dovremmo acconsentire tutti? Non ce lo ordinano i vangeli. In nessun Paese occidentale il capo del governo è temporaneamente immune per i reati comuni. Perché dovrebbe esserlo il nostro? Il "lodo Alfano" viola l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Perché dovremmo dimenticarlo? è incostituzionale una legge ordinaria che garantisce quell'immunità: che almeno abbia l'iter delle riforme costituzionali. Si possono chiudere gli occhi dinanzi alle obiezioni degli addetti allo studio della Costituzione? Sono già tre buone ragioni per non darla vinta a questa prepotenza.

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L'italia nell'era della pornopolitica - (segue dalla prima pagina) (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cultura Il Secondo Impero Le "Divine" Il potere femminile carnale era il solo consentito alle donne intelligenti e libere, altrimenti oscurate dalla società maschile Le eredi delle grandi star dell'800 sono migliaia di stelline, donne meno preziose e certamente meno costose L'Italia nell'era della pornopolitica Lo scandalo delle intercettazioni telefoniche ripropone il tema del rapporto fra i potenti e le donne. Dagli antichi favori "patrimoniali" a quelli attuali di immagine e potere (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Che fine ha fatto la responsabile di suicidi e duelli tra amanti gelosi, accumulatrice di perle rare e di pariglie di 12 cavalli con carrozza, brillante protagonista di un suo salotto letterario e mondano, musa di grandi scrittori, grandi poeti, grandi pittori e scultori? Secondo gli storici dell'eros mercenario, l'epoca d'oro degli uomini disposti a sacrificare patrimoni e vita per un bacio sul pallido polpaccio di una signora promiscua per professione, e di signore capaci di stordire personaggi potenti facendoli strisciare ai loro piedi previo dono di un palazzo completo di servitù, finì nel 1920 con la morte di Catherine Walters, elegantissima cavallerizza inglese dalla vita di vespa che con il suo frustino aveva domato tra i tanti doviziosi amanti anche il principe di Galles poi diventato re Edoardo VII d'Inghilterra. Il culmine di questo carnale potere femminile, allora il solo consentito alle donne intelligenti e libere, altrimenti oscurate da una proterva società maschile, coincise con i 18 anni del regno di Napoleone III ed ebbe come sfondo l'apparente opulenza, la dorata volgarità e la diffusa corruzione della Francia del Secondo Impero. Scriveva nel 1852 The Illustrated London News: "Quando si udì parlare per la prima volta di Luigi Napoleone se ne provò poco rispetto e la certezza che non ce l'avrebbe fatta. Cinque anni fa era un reietto e un avventuriero che non poteva neppure calcare il suolo di Francia, del cui destino invece oggi è il padrone. Il suo successo è il grande prodigio dell'attuale mondo politico, che pure è pieno di eventi singolari? Se la Francia può essere tenuta tranquilla con gli show, lo show alla fine può essere più utile del Parlamento. Un Impero teatrale in Francia sarà un divertente spettacolo per il resto d'Europa, ammesso che i francesi siano soddisfatti della rappresentazione di un Imperatore che cerca popolarità e potere solo in vittorie pirotecniche". Se in qualche modo l'aria della Seconda (o Terza) Repubblica italiana richiama quella del Secondo Impero francese, come mai le star di allora, una decina di travolgenti cortigiane passate alla storia, paiono non avere oggi moderne eredi o epigone, sostituite da migliaia di stelline del ramo, donne meno preziose e certamente meno costose, una folla indiscriminata e paludosa di ragazze cui nessuno potrebbe collegare gli aggettivi Divina, Unica, Leggendaria, o addirittura Epica? Virginia Rounding, nel suo studio Grandes Horizontales (Bloomsbury, pp.337, euro 43.00) descrive la scala dei valori del mercato femminile francese di allora: da quello infimo al suo empireo, dalla "fille soumise" e dalla "fille de maison" passando attraverso la "grisette" e la "lorette", la "cocotte" e la "cocodette", la "femme a parties", la "biche", la "lionne" sino al massimo, la "demi-mondaine", la cortigiana, che aveva anche una sua aristocrazia, chiamata "la garde". Una tal ricchezza di sfumature e categorie facilitavano uno sfaccettato e diffuso commercio sessuale, che era considerato indispensabile e un non del tutto disonorevole pilastro della società e della famiglia: ma nessuna di quelle definizioni può servire a collocare la figura della nuova cortigiana contemporanea, che in cambio della sua giovinezza, avvenenza o disponibilità a ogni maschile ingordigia, ha imparato a richiedere favori diversi dal denaro (oltre al denaro, si intende) a uomini non necessariamente ricchi o magari ricchissimi ma oculati al punto di non superare nei loro omaggi il bilocale periferico o addirittura il gioiellino etnico. Tra il reciproco dare ed avere la transazione oggi avviene su un piano diverso, quello del potere, grande o miserabile: un tempo comunque inaccessibile alle donne e quindi non mercanteggiabile, oggi pieno di scorciatoie attraverso cui le belle ambiziose magari massimamente sapienti ma anche no, riescono ad accedere senza perdere tempo in inutili studi o dispersivi tirocini. Il dizionario Zanichelli dei sinonimi e contrari separa nettamente la cortigiana dal cortigiano. La prima, brutalmente assimilabile a prostituta, meretrice, puttana o più gentilmente etera. Il secondo, vera vil razza dannata, ad adulatore, incensatore, leccapiedi, ruffiano, accolito. In realtà, le attuali apparenti "pari opportunità" dei generi eliminano le differenze lessicali e di significato, confondono i comportamenti: i cortigiani maschi si prostituiscono, le cortigiane femmine diventano accolite. Le loro richieste, pretese, imposizioni, il loro prezzo, non sono quelli di Cora Pearl o di La Paiva, sterminatrici fine Ottocento di duchi e principi e dei loro averi: è anche vero che non sono più duchi e principi a richiedere o subire i favori delle neocortigiane, ma una moltitudine spesso anonima di funzionari, portaborse, autorità di provincia, politici improvvisati o di carriera, burocrati e faccendieri vari, dal grado più infimo alla carica più prestigiosa. Le stesse ragazze commerciabili a disposizione sono troppe per poter diventare celebrità del ramo e ottenere quotazioni esagerate come quelle delle loro antenate. Le meno ambiziose, le "grisette" o "cocodette" della nuova pornocrazia, si accontentano di cadere in ragnatele secondarie in cambio di comparsate nelle fiction, le più astute e arriviste, le "demi-mondaine" o "grandes horizontales" della confusa attuale Repubblica, brigano per entrare nel cerchio privilegiato dei potenti immaginari o reali in cerca di relax, e allora le mete si fanno più sostanziose: condividere con il protettore più o meno casuale una fetta del suo potere, ottenere in dono un incarico importante e non volatile, politico o altro, che consenta una carriera sia pure soggetta alla riconoscenza verso il distributore di favori, ma che anche assicuri un futuro indipendente e possibilmente dovizioso. E questa è la grande differenza con le celebri cortigiane del passato, che più denaro ottenevano per le loro prestazioni più precipitavano in vite massimamente dispendiose: tanto che molte di loro una volta invecchiate e sperperato la loro fragile ricchezza, finivano per languire nell'indigenza e nella solitudine. L'altra differenza è che il "demi-monde", mondo parallelo lussuoso e anche intellettuale dove regnavano le cortigiane, non poteva avere accesso al "monde", quello in cui peraltro i loro nobili protettori vivevano la loro vita vera, con la loro famiglia, le loro magioni e le loro relazioni importanti. Oggi il "demi-monde" ha cancellato il vecchio "monde", diventando lui stesso il nuovo "monde" sgangherato, l'immagine popolare del privilegio, del successo, della fortuna, dell'imperio, esibito platealmente, accessibile a chiunque non tema volgarità, sottomissione, superficialità, incultura. Dice lo scrittore Quirino Conti: "La vera cortigiana oggi è l'intrattenitrice televisiva, adulatrice di personaggi inconsistenti, connivente dei luoghi comuni, obbligata ad essere formosa, discinta e anonima per piacere all'audience da cui dipende il suo valore di mercato, la sua mediocre celebrità. Viviamo in un regime genitale basato sull'esaltazione del sesso. Quando di un uomo importante si dice che è potente, da noi si sottintende con compiacimento che lo è anche in senso sessuale. Non per niente da quando si sono diffuse voci sulla possibile incontinenza erotica di personaggi politici di primo piano, il favore verso questo governo è aumentato".

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Le ragazze del garofano - filippo ceccarelli (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cultura Regime misogino Gli uomini dello scudo crociato temevano di finire all'inferno, ma coltivavano anche il culto monogamico di un potere grigio, privo di una vera corte e quindi di donne allegre, fascinose e vivaci Sesso e potere nella Prima Repubblica LE RAGAZZE DEL GAROFANO FILIPPO CECCARELLI Per quarant'anni e passa l'Italia democristiana si è consentita il lusso di fare a meno delle cortigiane. La leggenda della Prima Repubblica tramanda che una di esse, durante una festa, con inusitata faccia tosta riuscì a prendere sottobraccio nientemeno che Giulio Andreotti, e quindi a trascinarlo sulla soglia di una pista da ballo. "Non ho mai danzato con un presidente del Consiglio" sussurrò l'esuberante cortigiana. "Neanche io", fu la sublime risposta del Divo Giulio, prima di allontanarsi a passettini. Alieni dai peccati della carne, i potenti dc temevano di finire all'inferno, ma al tempo stesso coltivavano con profitto il culto monogamico di un potere per sua e loro natura grigio, maschile e frantumato, del tutto privo di una vera corte e quindi di donne allegre, fascinose e vivaci. E anche per questo probabilmente durarono così a lungo. Le cortigiane riapparvero così sull'onda più o meno lunga del craxismo come sintomo di più moderni e spericolati costumi. In realtà, l'ambigua figura della donna di corte è antichissima e a Roma, come documentato da Claudio Rendina nel suo Cardinali e cortigiane (Newton Compton, 2007), lo è ancora di più. Ma se proprio bisogna assegnare una data al loro più recente ritorno, varrà la pena di ricorrere a una delle tante intercettazioni telefoniche fiorite attorno alla tangentona Eni-Petromin e divulgate nell'anno di grazia 1982. E insomma, c'è un manager di Stato che parla con un ministro di un altro ministro, pure socialista, e: "L'ho visto con due zoccolone". Detto con gioiosa e appagata considerazione. Ora "zoccolone" suona poco simpatica come parola, nel suo sommario e indubbio maschilismo. Eppure quelle vistose signorine preannunciavano l'entrata in scena di un nuovo potere, una sorta di auto-craxia. Nella stagione del garofano la corte prese la forma e lo stile provvisorio dell'albergo, anzi degli alberghi, dal Midas primigenio ai fasti del Raphael, passando per la hall e le camere da letto ? dovutamente sorvegliate, ahiloro ? del Plaza. In quest'ultimo hotel si radunavano le favorite che il gaudente ministro discotecaro di volta in volta chiamava a far parte del suo numeroso staff. Qui al Plaza una di queste cortigiane si ritrovò impicciata, secondo un rapporto dei carabinieri, in una doppia e simultanea relazione con il ministro e con un rampollo di una assai poco raccomandabile famiglia catanese. Qui infine, nei cassetti della gioviale ed efficiente portineria, venne poi sequestrata un'agenda con i nomi e i recapiti di ulteriori signorine, una delle quali identificata come "Maga Circe", ma sul serio. Più che una varietà di palazzo, veramente, la memoria di quella stagione di vacanze esotiche, menu afrodisiaci, ironiche falloforie e vasche da bagno in salotto evoca una baraonda di figure femminili che restituirono un rango al ripristinato cortigianesimo. Ce n'erano in effetti per tutti i gusti. Celebrate star dell'hard-core con vocazioni letterarie, editrici porno-soft con conturbanti fotomodelle al seguito, creature di Tinto Brass, attrici in disarmo pronte ad avvolgersi nelle bandiere del garofano, mogli di architetti e di ambasciatori, libertine felici, salottiste ben stanche dell'intellettualismo straccione dei comunisti, della schizzinosa ipocrisia laica o dell'esangue misoginia dorotea. E insomma. Anche alla luce delle odierne vicissitudini, la crepa apocalittica, se si vuole, è che il vitalismo craxiano, la sua famelica festevolezza andarono a battere dove? Sulla tv. E a questo proposito si rammenta che già 15 anni orsono la Rai venne graziosamente definita "un puttanaio e un marchettaio" da un dirigente craxiano, uno dei maestri peraltro dell'allora giovane Saccà: Luigi Locatelli. Questi espose la teoria per così dire evoluzionistica del cortigianesimo, per cui all'inizio il potente apriva alla sua irregolare morosa una lavanderia, poi un bar tabacchi, poi ancora, dopo il boom, la profumeria, quindi la boutique e adesso lo scambio era tutto interno alla tv. Teoria peraltro confermata dal fatto che la Gbr, emittente romana di qualche peso, venne affidata alla regina delle fidanzate del Psi, con gravi perdite e susseguenti indagini. Fino all'ultimo, comunque, fino agli arresti e alle monetine, il craxismo rimase fedele alla sua vocazione. Come fedeli parvero restare, nel bunker del Raphael, anche diverse di quelle donne, tra cui una appariscente e prosperosa ex miss Universo che esponeva ai giornalisti assai plausibili dietrologie, quando tutto ormai stava precipitando. E un glorioso partito di lavoratori e di scommettitori si accingeva a togliere il disturbo lasciando all'intero ceto politico del domani, berlusconiani, post-fascisti, ulivisti e quanti altri, il compito di portare a compimento il consueto e inconfessabile mandato del potere, annessi e connessi, piaceri e dolori, drammi e commedie.

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Sinistra e autoconvocati contro le "leggi canaglia" - claudia moretta (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VI - Torino Protesta in piazza Castello in diretta con Roma Sinistra e autoconvocati contro le "leggi canaglia" CLAUDIA MORETTA In diretta con piazza Navona a Roma. Torino manifesta assieme ai girotondi chiamando a raccolta tutti i cittadini che non ne possono più di Berlusconi. Oggi pomeriggio in piazza Castello Italia dei valori, Comunisti italiani, Sinistra democratica e Rifondazione comunista le forze politiche che non mancheranno. Il Partito democratico il grande assente, come a livello nazionale d'altronde. Ma la manifestazione andrà oltre gli schieramenti, è "un'autoconvocazione personale" per usare le parole di Antonio Caputo, rappresentante di Giustizia e Libertà. "Rispondiamo come persone all'appello fatto da Furio Colombo, Francesco Pardi e Flores D'Arcais - continua Caputo - perché sentiamo che questa è una battaglia di principio e non di partito". L'intenzione è quella di far partire anche da Torino il grido di allarme contro le "leggi canaglia" su cui il governo in carica sta lavorando. Due i punti cardine della manifestazione: la legge è uguale per tutti, così come campeggia dentro tutte le aule di tribunale e la libertà di stampa da difendere. "Non sono le intercettazioni il vero problema del paese - fanno sapere da Rifondazione comunista -. Le emergenze sono i morti sul lavoro e i salari bassi". Da Sinistra democratica aggiungono poi come le leggi ad personam rappresentino un pauroso attacco ai principi fondamentali della Costituzione. I tre poteri devono essere sempre indipendenti altrimenti crolla tutto. Aderisce alla manifestazione anche il Partito dei comunisti italiani che con Vincenzo Chieppa parla di "un segnale forte anche da parte di Torino". L'Italia dei valori, una delle grandi protagoniste anche a livello nazionale, esprime tutta la sua soddisfazione nel vedere come nei momenti di difficoltà la società civile risponde. Aderiranno alla manifestazione anche il sindacato RdB ed alcune associazioni culturali.

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Le "segnalate" dal cavaliere nuove star nel parterre delle sfilate - giovanna vitale (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina I - Roma Il caso Le "segnalate" dal Cavaliere nuove star nel parterre delle sfilate GIOVANNA VITALE Non avranno conquistato un posto in prima fila in Rai, come il claim della tv di Stato assicura a tutti gli abbonati, ma alle sfilate d'alta moda sì, eccome. Uscite dall'anonimato grazie alle intercettazioni, le raccomandate della tv ormai affollano i parterre delle maison storiche e le feste più esclusive di Roma, fotografate e corteggiate manco fossero davvero le eroine di quelle fiction che non hanno interpretato mai. SEGUE A PAGINA VI.

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Le "segnalate" - giovanna vitale (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VI - Roma LE "SEGNALATE" GIOVANNA VITALE (segue dalla prima di cronaca) Bastava dare uno sguardo, ieri sera, alla platea del défilé di Gattinoni al complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, dove la notte precedente era stata avvistata un'altra aspirante attrice ben sponsorizzata, Evelina Manna in bianco plissé e calzari da schiava, alla mondanissima cena organizzata da Vogue Italia. Meno di 24 ore dopo ecco Simona Borioni, oggetto della conversazione fra Fedele Confalonieri e Agostino Saccà, troneggiare al centro nella Sala Baglivi, e così Elena Russo, caldeggiata da Berlusconi, appena poco distante da Marta Flavi ora - secondo le intercettazioni - bisognevole di spintarella. Una platea che, a dispetto delle polemiche sui politici che snobbano la moda, era piena di signore che contano. E se fino all'anno scorso la più ambita era la consorte di Veltroni, stavolta Flavia Prisco ha dato forfait, sostituita in corsa dalla nuova first lady del Campidoglio: Isabella Rauti in Alemanno. Seduta a poche poltroncine di distanza dall'altra "black lady" del potere romano, Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini e madre della sua seconda figlia. Ancora, sparpagliate qua e là, l'irriducibile Irene Pivetti con marito, la pasionaria dell'Italia dei Valori Silvana Mura e Olga D'Antona del Pd, oltre a varia umanità televisiva, Anna La Rosa e Lorena Bianchetti, Ela Weber, Debora Caprioglio. Alle quali Guillermo Mariotto deve aver pensato creando uno dei pezzi forti della collezione dedicata alle divinità di ieri e di oggi: Sublimage si chiama l'abito da sera screziato d'argento, nome dato alla dea dell'immagine e dell'apparire. SEGUE A PAGINA VI.

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Summit di capimafia per dare il via libera al delitto lo iacono (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina III - Palermo L'indagine Summit di capimafia per dare il via libera al delitto Lo Iacono Dalle intercettazioni sui quattro sicari fermati a Bagheria emerge che l'ordine era partito dall'alto I nuovi capi delle famiglie mafiose di Palermo hanno scelto di tornare agli omicidi per far sentire il loro peso criminale a chi potrebbe contrastarli. Il retroscena inquietante emerge dall'indagine della polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che venerdì scorso ha portato al fermo di quattro persone accusate di preparare un piano per uccidere il capomafia di Bagheria, Pietro Lo Iacono, un fedelissimo di Bernardo Provenzano. Dalle intercettazioni emerge che "la sentenza di condanna a morte" per Lo Iacono è stata emessa dalle famiglie mafiose di Palermo e provincia. La polizia, intercettando Michele Modica, fermato venerdì scorso, e per il quale il gip ha convalidato l'arresto emettendo ordinanza di custodia cautelare, ha scoperto il piano di morte e il fatto che "occorreva realizzare, subito e comunque, il delitto", in quanto, "c'è questa ordinazione così che ci posso fare... c'è ordine di là, di là, di quello pure", lasciando così intendere, come annotano i magistrati, "che l'ordine proveniva da più vertici di più famiglie mafiose". L'omicidio doveva essere eseguito sabato scorso mentre il boss si recava allo stabilimento balneare di Santa Flavia, in provincia di Palermo.

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"sono qui per portarvi in champions" - valerio tripi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XIV - Palermo "Sono qui per portarvi in Champions" Parla il nuovo ds: gli obiettivi, gli acquisti e l'eredità di Foschi Nasce l'era Sabatini "Il nostro mercato non è chiuso siamo pronti a sfruttare altre occasioni" Il Palermo debutta nel club dei grandi d'Europa con la riunione di Ginevra VALERIO TRIPI Giornata importante quella di ieri per il nuovo Palermo. Da una parte, in via del Fante, è stato presentato il nuovo direttore sportivo Walter Sabatini. Dall'altra, a Ginevra, il club siciliano ha fatto il suo esordio nell'Eca, l'associazione europea dei club professionistici che ha appena sostituito il vecchio G14. L'organizzazione, riconosciuta dall'Uefa, raggruppa cento club in rappresentanza delle 53 federazioni europee associate e avrà il compito di pianificare tutta l'attività delle società. Insieme a Milan, Inter, Juventus e Roma il Palermo rappresenterà l'Italia per il prossimo biennio. "Ieri abbiamo nominato il consiglio che sarà formato da quindici società ? racconta il vicepresidente del Palermo Guglielmo Miccichè ? e abbiamo fatto fronte comune con gli altri club italiani per eleggere l'ad dell'Inter Paolillo. Oltre a lui come nostri rappresentanti ci sono club blasonati come Real Madrid, Lione e Liverpool. Devo dire che per la nostra società è una bella soddisfazione lavorare con realtà importanti come queste". I lavori della prima riunione dell'Eca finiranno oggi con la relazione del presidente dell'Uefa Platini. Ma a tenere banco è stata la presentazione di Sabatini: il nuovo diesse ha tracciato le linee programmatiche del suo lavoro parlando della società rosanero come un punto d'arrivo della sua carriera da dirigente sportivo. Al suo arrivo in sala stampa Sabatini è stato travolto dagli innumerevoli flash dei fotografi e da un esercito di telecamere. Dopo la presentazione il diesse ha visitato tutti gli uffici del "Barbera" prima di andare a Boccadifalco e prendere confidenza con i dipendenti del Palermo e le strutture dei rosanero. "Visto il modo in cui sono stato accolto ? dice Sabatini ? se fossi vanesio mi sentirei importantissimo. Spero che quella rosanero sia la mia ultima squadra e non perché fumo settanta sigarette al giorno, ma perché vorrei chiudere la carriera qui". Lei ha portato la Lazio in Champions: le hanno chiesto di fare altrettanto con il Palermo? "Non li ho certo portati da solo nell'Europa che conta. Abbiamo lavorato tutti uniti verso un unico obiettivo. Ma non è il caso di fare paragoni. Palermo non somiglia alla realtà della Lazio. Questa è una società già molto importante, grazie al lavoro altrettanto importante svolto dal presidente Zamparini e da Rino Foschi. Credo sia molto più semplice iniziare a lavorare qui piuttosto che ripensare alla situazione iniziale che avevo trovato a Roma". Foschi per il Palermo e per i tifosi rosanero rappresenta l'uomo che dopo 30 anni ha riportato in alto il Palermo. Le pesa prenderne il posto? "Per me è uno stimolo a fare bene raccogliere l'eredità di Rino. So bene che lui ha fatto cose buone in rosanero. Il mio rispetto nei suoi confronti è grande". Avete avuto la possibilità di scambiarvi qualche parere sul Palermo? "Non credo che lui in questo momento abbia tanta voglia di sentirmi. Ho parlato con lui qualche giorno fa. Ha sofferto molto questa situazione, ma ho sentito il dovere di ringraziarlo per il lavoro che ha svolto. Ha centrato tutti gli obiettivi che il Palermo si era prefissato. Oggi arrivo in una squadra che praticamente non ha bisogno di nulla". Le pesa il fatto di non potere lasciare la sua firma in questo mercato? "Vivrò qualche mese in santa pace. Nel caso in cui le cose dovessero andare male nessuno mi potrà rimproverare nulla. A parte gli scherzi avrò da lavorare. Poi in futuro ci metterò anche del mio. Ora mi occuperò di sfoltire la rosa". Che obiettivi si pone? "Sono a Palermo per realizzare un'idea di Zamparini. Lui in due o tre anni vuole fare la Champions". Per andare in Champions servirà non vendere più i pezzi grossi come nel caso di Amauri? "Le cessioni sono fisiologiche. Prendete il Lione: loro vendono i pezzi pregiati, li rimpiazzano con giocatori altrettanto validi e restano a grandi livelli". Ha in programma qualche colpo di mercato? "Nell'immediato non ci sono interventi in programma. Ma il calcio offre tante possibilità e siamo attenti a coglierle al volo". Cosa risponde a chi dice che lei è un uomo di Moggi? "In passato ho lavorato molto bene con Moggi. Grazie ai premi di valorizzazione ha contribuito a tenere in vita società importanti con le quali lavoravo come la Triestina. Dico che per il momento si fa a gara a parlare male di lui. Non sono certo tra quelli che gli baciano le mani, ma sono legato a lui da un buon ricordo". Intanto, sempre in tema di nuovi arrivi, nella squadra che lavora dietro le quinte rosanero ci sarebbe anche Luca Cattani. L'ex giornalista di Antennatre e Telelombardia, rimasto coinvolto nelle intercettazioni che hanno determinato il crollo dell'impero Moggi, dovrebbe entrare a far parte dell'area comunicazione.

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Differenziata, fortini boccia viale (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina V - Napoli L'intervista L'amministratore dell'azienda Asìa: "Insufficiente la soluzione prospettata delle 11 piazzole di raccolta" Differenziata, Fortini boccia Viale Dottor Daniele Fortini, lei è l'amministratore di Asìa. Ha raccolto l'invito-provocazione di Guido Viale, secondo cui un progetto sulla differenziata di emergenza a Soccavo e Pianura è stato bloccata da voi? "Ne sono molto sorpreso. Per due motivi. Primo: ciò che egli propone, 11 piazzole ove depositare carta, plastica e alluminio in luogo della modalità "porta a porta", introdurrebbe un sistema inefficace e dispendioso, ho i numeri per provarlo. Secondo: le argomentazioni di Viale contro Asìa sono sbagliate. I progetti di cui parla non ci sono stati presentati da chicchessia se non nella forma di abbozzi di idee". Non se ne fa nulla perché sulla differenziata chiunque dice la sua? "In tono pacato, direi: basta con le ricette miracolistiche. E con l'idea farlocca che sulla panacea-differenziata, la soluzione sia a portata di mano, ma sono i cattivi dirigenti e lavoratori di Asìa a impedirne la realizzazione. Mentre gli eroi sono quelli che in 15 anni non hanno costruito alcuna soluzione al vero problema emergenziale che è, e resta, quello dello smaltimento". Eppure dalla differenziata bisogna partire. E bene. "Difatti. E siccome ogni giorno riceviamo una pletora di consulenti ed esperti che ci vogliono rifilare patacche è possibile che anche abbozzi di idee vengano trattati con sufficienza. Se così è, me ne scuso con Guido Viale e lo invito a dialogare seriamente con noi. La nostra collaborazione con lui e gli altri addensatori di buone prassi è scontata: purché non si voglia dare in esecuzione ad Asìa progetti non validati da competenza". Dottor Fortini, quali numeri provano che allestire 11 piazzole in un territorio pronto a collaborare non funzionerebbe? "Mi spiego. Non funziona perché è inefficace: le migliori raccolte stradali intercettano circa il 35% degli imballaggi domestici mentre il "porta a porta" raggiunge il 55%; dispendioso in termini ambientali: ogni cittadino usa l'auto per recarsi alla "piazzola" causando inquinamento; inutile: perché non eliminerebbe i cassonetti dalle strade. Inoltre: gli imballaggi domestici in carta, cartoncino, plastica, alluminio, tetrapack e vetro rappresentano il 27% dei rifiuti urbani (il resto: 50% frazione umida, 11% ingombranti, 12% altri materiali). Dunque, ogni cittadino di Napoli produce all'anno 158 chili di imballaggi, di cui se ne possono intercettare, con sistemi evoluti come il porta a porta, circa 90 chili. Con il sistema proposto da Viale è lecito attendersi una raccolta di molto inferiore: solo 40 chili pro capite invece di 90". Non sono meglio 40 chili procapite invece dello zero di oggi? "No. Se estesa a tutta la città, la "differenziata" di Viale, darebbe il risultato del 7%. Piuttosto misero, considerato che oggi Napoli è al 13%". Quindi procederete come da programma. "Arriveremo a dicembre 2008 ad avere 100mila abitanti serviti dal "porta a porta", ed il 25% di differenziata in quel mese. Senza più fermarsi o tornare indietro. Se altri intraprenderanno "differenziate emergenziali" potranno contare sull'impegno di Asìa, ma nella chiarezza degli intenti e degli obiettivi". (co.sa.).

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Girotondi "no cav", c'è anche dalla chiesa (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina IV - Genova Appuntamento oggi alle 18 davanti alla prefettura per la manifestazione sulla giustizia Girotondi "No Cav", c'è anche Dalla Chiesa Il presidio in contemporanea alla kermesse romana: presenti anche dirigenti Pd FIOCCANO LE ADESIONI ALLA MANIFESTAZIONE - in gergo si chiama "No Cav.", anche se ufficialmente il titolo è "Per la Costituzione, per la legalità" - che oggi pomeriggio, a partire dalle 18, vedrà schierati davanti alla prefettura i militanti genovesi di "Libertà e giustizia" e del "Comitato per lo Stato di Diritto". Genova è una delle dieci città dove si terranno altrettanti presìdi contemporanei alla manifestazione di piazza Navona, a Roma, convocata da Paolo Flores D'Arcais, Pancho Pardi e Furio Colombo. Ieri pomeriggio è arrivata l'adesione di tre membri dell'assemblea regionale del Partito Democratico, Paola Bellotti, Carla Olivari e Michela Tassistro che "da libere e democratiche cittadine sostengono le iniziative per far sì che la legge sia davvero uguale per tutti": forse non è superfluo ricordare che, al contrario, il Pd ha deciso di non aderire alla manifestazione nazionale (e quindi alla locale). Alla due organizzazioni che hanno lanciato la manifestazione - Libertà e giustizia e Comitato per lo Stato di Diritto - si sono aggiunti nelle ultime ore il Comitato verità e giustizia per Genova, l'Associazione Giuristi democratici, il Partito dei comunisti italiani, Rifondazione Comunista, il sindacato Cobas, la federazione dei giovani comunisti, il Circolo Bianchini di Rifondazione, il Forum della sinistra europea, il Comitato Piazza Carlo Giuliani, il "Gruppo per il bene comune Liguria", la Rete controg8-Centro di documentazione per la pace, la Comunità di San Benedetto del Porto. E poi, come avviene sempre in occasioni come queste, tanta adesioni di personaggi pubblici: ci saranno ad esempio Nando Dalla Chiesa, neo-responsabile comunale dell'immagine della città, e Aleandro Longhi, già senatore per i Ds e ora dirigente nazionale del Pdci. "Il presidio davanti alla prefettura, a sostegno dell'iniziativa che si svolge contemporaneamente in piazza Navona, a Roma, è un presidio "per" - spiega il professor Giunio Luzzatto, uno dei promotori - Noi crediamo che la legge debba essere uguale per tutti e vogliamo garantire la piena trasparenza nell'esercizio delle pubbliche funzioni, impedendo che chi le esercita divenga una casta. Ma, naturalmente siamo contro le iniziative del governo Berlusconi: siamo contro la sospensione di migliaia di processi, anche per reati gravissimi, pur di fermare quello in cui è imputato Berlusconi stesso, siamo contro il blocco delle azioni giudiziarie se l'imputato è il presidente del Consiglio, siamo contro le fortissime limitazioni ai giudici circa la possibilità di disporre intercettazioni telefoniche". Naturalmente è impossibile sapere in anticipo le dimensioni della manifestazione di oggi: gli organizzatori pensano ad un appuntamento "di testimonianza", la stagione estiva non aiuta.

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Terroristi a portofino esercitazione tra i vip (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VI - Genova Terroristi a Portofino esercitazione tra i Vip Esercitazione antiterrorismo tra i vip, ieri mattina a Portofino, nel porticciolo e in rada. Mentre diversi turisti, tra i quali Jennifer Lopez, sono in vacanza su yacht di lusso ancorati davanti alla celebre piazzetta, unità della Guardia Costiera, della polizia e dei carabinieri hanno simulato un allarme lanciato da una nave da crociera per la presenza di una imbarcazione sospetta. Coordinata dalla Capitaneria di Porto di S. Margherita Ligure, l'esercitazione ha coinvolto anche la società Marina di Portofino che gestisce la sicurezza del porto, l'ufficio locale marittimo, la Compagnia carabinieri di Santa Margherita, la stazione Carabinieri di Portofino e la Polizia locale di Portofino. La nave, all'ancora in rada a Portofino, ha segnalato la presenza di una barca sospetta e mezzi navali della Guardia Costiera e dei Carabinieri, tra cui due gommoni, l'hanno subito intercettata e scortata a terra per accertamenti. A terra è stato bloccato lo sbarco di turisti dalla nave e sono state presidiate le banchine.

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Liguria trasformi la spazzatura in un business - luigi gia (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Genova LIGURIA TRASFORMI LA SPAZZATURA IN UN BUSINESS LUIGI GIA Pensare che l'emergenza rifiuti sia destinata a essere circoscritta geograficamente a Napoli è un'illusione e neanche tanto pia. Prima o poi, se il sistema di raccolta e di smaltimento non cambierà, toccherà a tutte le Regioni e ai Comuni che non hanno saputo o voluto programmare alternative alle discariche. Secondo l'ultimo rapporto Apat (l'Agenzia governativa per la protezione dell'ambiente), gli abitanti del Centro producono, a testa, 638 chilogrammi l'anno di rifiuti, quelli del Sud 509 e quelli del Nord 544. A questi ritmi l'emergenza rifiuti si diffonderà con la contagiosa velocità di un pericoloso virus. Già oggi Genova, per parlare dei fatti nostri, guarda con preoccupazione ai livelli di guardia, raggiunti e sorpassati, di Scarpino. E' facile prevedere che quando l'emergenza arriverà in molti si chiederanno che fare per affrontarla, mentre sarebbe bene già oggi iniziare un'opera di prevenzione destinata, non solo a risolvere il problema, ma addirittura a farlo diventare una fonte di business. E magari copiare, partendo da un'umile domandina: sono forse i tedeschi più stupidi di noi? In Germania oggi funzionano 67 termovalorizzatori, contro i 52 italiani, e altri 83 sono in costruzione. E oggi Berlino sta già spingendo per il "Trattamento Meccanico Biologico" dei rifiuti, senza combustione. Ma al di là delle tecnologie, conta un dato: i tedeschi si fanno pagare per smaltire i nostri rifiuti (200 euro a tonnellata) dai quali ricavano energia o "materie prime secondarie" come plastica e metallo. Hanno, in sostanza, trasformato l'emergenza in un'opportunità. E allora perché la Liguria non può guardare in avanti, mettendo in opera rapidamente un piano per il trattamento dei rifiuti, approfittando dello sviluppo delle nuove tecnologie meno inquinanti e, perché no, della possibilità di intercettare un business in netta crescita? Perché non ricavare beni preziosi dai nostri rifiuti (decidendosi ad accelerare, intanto, la raccolta differenziata) ma anche da quelli degli altri? La nostra regione, tra l'altro, può mettere sul tavolo una carta vincente: trasportare la "rumenta" via mare è molto meno costoso che affidarla a treni e camion. Potremmo essere, per dirla con una parola brutta, concorrenziali. E a chi guarda con disprezzo a un "commercio" che solo noi italiani definiamo sporco, potrebbe accadere qualcosa di ben peggio che l'avere la puzza sotto il naso.

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Gli insaccati (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Gli insaccati Marco Travaglio Ieri, a Roma, hanno arrestato un bel po' di gente che aveva messo su un sistema per scampare ai processi: costava 5 mila euro a botta. Minimalisti, poveracci. Non sapevano che, per scampare ai processi,c'è un sistema più infallibile e conveniente: si chiama Lodo Alfano. Prima si fa una legge per bloccare 100 mila processi, una per proibire le intercettazioni, una per tagliare i fondi e gli stipendi ai magistrati. Poi si va in tv a dire che i giudici sono "metastasi", comunisti, golpisti, pazzi, fannulloni, inetti, amici dei criminali. Poi si diffondono sondaggi che dimostrano che la fiducia nella magistratura è in calo (ma va?). Infine si manda avanti qualche sherpa (Angelino Jolie, Calderoli, Castelli) a offrire la pace. Prezzi modici: voi vi scordate i processi di Al Tappone, noi vi lasciamo intercettare e processare tutti gli altri. E, se fate i bravi, magari vi paghiamo pure lo stipendio. A Palermo questa roba si chiama estorsione, racket, pizzo. A Roma si chiama "dialogo". E chi non ci sta, o addirittura va in piazza a protestare, è un estremista giustizialista che vuole "lo scontro". Intanto si continua a usare la magistratura come alibi per non decidere quel che si potrebbe decidere subito, alla luce dei fatti, con la scusa che questo "non è penalmente rilevante" e per quest'altro "aspettiamo le sentenze". Campa cavallo. Don Agostino Saccà si reinstalla a Raifiction sulla sedia gestatoria, tra baci, abbracci e standing ovation da destra e da sinistra (Curzi gli ha addirittura chiesto scusa), come il papa di ritorno dall'esilio di Avignone. E rilascia interviste auto-celebrative, l'ultima a Panorama: su 44 domande, nemmeno una sulla frase-chiave delle sue telefonate con Berlusconi che, sistemando una delle aspiranti attrici, anzi attrici aspiranti, gli dice: "Ti ringrazio molto, perché io veramente ci tengo... Io sai che poi ti ricambierò dall'altra parte, quando tu sarai un libero imprenditore, mi impegno a... darti un grande sostegno". La domanda è semplice: "Scusi, dottor Saccà, ma quale azienda del mondo consente a un suo dirigente di trescare col padrone e con i manager dell'azienda concorrente per entrare in società con loro?". I reati non c'entrano. Questa è intelligenza col nemico. Esattamente come quando nel 2002 l'allora dg Rai cancellò dal video Il Fatto di Biagi e Sciuscià di Santoro, leader degli ascolti, a tutto vantaggio della concorrenza. Il caso ha voluto che, nel giorno della Grande Rentrèe agostiniana, la Rai sospendesse per due giorni un dirigente bravo e onesto come Loris Mazzetti, reo di aver addirittura parlato male di Saccà e Minoli sull'Unità, con un provvedimento disciplinare (il sesto!) annunciatogli 24 ore dopo l'uscita dell'articolo. Nessun provvedimento invece per Minoli, anche lui beccato mentre trafficava al telefono con tutto l'arco costituzionale per ascendere, modesto com'è, alla direzione generale. E' lo stesso Minoli che in 15 anni è riuscito a essere di sinistra, di destra, e di centro: partì craxiano (ai tempi di Mixer, posava servilmente col garofano all'occhiello per gli spot elettorali dell'amico Bettino), poi fu dalemiano, prodiano, veltroniano, ma al telefono riusciva pure a essere berlusconiano. Questa non è roba da tribunali. Basterebbe un'Autorità indipendente, se esistesse. Ma in quella delle Comunicazioni siede Giancarlo Innocenzi, già dirigente Fininvest e sottosegretario forzista alle Comunicazioni. Al telefono lo chiamavano "Inox", per la sua inossidabile fedeltà al padrone. Il 2 agosto 2007 chiamava Saccà: "Sono reduce da un incontro col Grande Capo, abbiamo fatto un po' di ragionamento di politica: si è deciso a dare una spallata a questi qua (il governo Prodi, ndr). Ha detto che c'è una persona sulla quale stai lavorando tu (il senatore Pietro Fuda, ndr). Dopodiché, siccome io sto lavorando con Tex (Willer Bordon, ndr), mi è venuta un'idea": scritturare alla Rai la signora Bordon, attrice, per ammorbidire il marito senatore. Purtroppo "quel pirla di Fabrizio (Del Noce, ndr) l'ha stoppata". Ma il Grande Capo ha chiamato il "pirla", che ha subito cambiato postura: "Se è per quella signora lì, chi ti può aiutare è Agostino". Il quale risponde: "Però speriamo che quel coglione di Del Noce non lo dica, perché sennò capiscono che c'è in gioco qualcosa di più grosso...". Inutile dire che Inox, Agostino e il "coglione" sono tutti al loro posto. E il Grande Capo è presidente del Consiglio, momentaneamente distaccato al G8. Ora d'Aria.

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Lo scambio inventato dal Pdl (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Lo "scambio" inventato dal Pdl Ninni Andriolo Avevano spiegato che serviva un decreto per affrontare subito e in modo risoluto l'emergenza sicurezza. Apprendiamo che l'elenco governativo delle urgenze è cambiato e che la nuova priorità è costituita dal "lodo Alfano". L'immunità che la maggioranza vorrebbe garantire al Capo dello Stato, ai presidenti delle Camere e a Silvio Berlusconi non ha precedenti. In Europa viene sancita per il re di Spagna e per la regina d'Inghilterra, in Francia per il Presidente della Repubblica. Da noi si vorrebbe abbondare salvaguardando il Colle, Palazzo Madama, Montecitorio e, infine, Palazzo Chigi (dove risiede l'unica Alta carica dello Stato implicata oggi in procedimenti giudiziari). La maggioranza agita la clava della norma salva-premier del decreto sicurezza, per mettere in sicurezza il Capo del governo con lo scudo ben più solido e definitivo del lodo Alfano. Il Cavaliere, in questi giorni, ha aperto fronti diversi. Ha sparato cannonate in più direzioni, minacciando perfino decreti legge sulle intercettazioni. E il Pdl ha alzato la posta a costo di bloccare 100000 processi e tentando di accreditare una sorta di trattativa con il Partito democratico, la sospensione della norma salva premier in cambio del via libera sull'obiettivo grosso: il lodo Alfano da fare approvare in tempi rapidi, già prima dell'estate, con un Pd che non si metta di traverso. Una sorta di scambio - presentato dal Pdl come mediazione - per coinvolgere i democratici nell'"inciucio", alla vigilia della manifestazione di Piazza Navona che potrebbe creare un fossato nell'opposizione. "Chiederemo di anticipare l'esame in aula del Lodo Alfano rispetto al decreto legge sulla sicurezza", spiegava ieri mattina il ministro Elio Vito. "Auspichiamo che oltre alla richiesta di inversione del calendario, arrivi anche la decisione del ritiro della norma", rilanciava il presidente dei deputati Pd, Antonello Soro. Nessuno scambio, quindi. Il Pdl, tra l'altro, chiede e ottiene, nella conferenza dei capigruppo, che il lodo Alfano si metta subito all'odg, ma non ritira le norme salva-premier dal decreto sicurezza. "La norma sulla sospensione dei processi è un male in sé - spiega Anna Finocchiaro - Questo significa che non può essere scambiata, nel caso della sua eliminazione, con il Lodo Alfano". Per un provvedimento di tutela delle alte cariche dello Stato, aggiunge la Presidente dei senatori Pd, "ci vuole una legge costituzionale". E per Finocchiaro, tra l'altro, è "inopportuno che il Capo del Governo proponga il Lodo per sé e per un provvedimento a proprio carico, chiedendone l'approvazione prima della sentenza di primo grado". E la senatrice Pd ricorda che Berlusconi aveva promesso che non si sarebbe giovato della sospensione e che si sarebbe difeso nel processo. "L'anticipazione del Lodo Alfano - aggiunge - sarebbe incompatibile con l'ingorgo parlamentare costituito dalla presenza nel calendario delle Camere di ben 7 decreti di cui uno contiene una manovra economica da 34 miliardi". Finocchiaro, in sostanza, non comprende "l'urgenza" e non capisce come mai "di fronte ai gravi problemi del Paese e delle famiglie la priorità debba essere il Lodo". La maggioranza, però, punta all'incasso dell'immunità per le alte cariche dello Stato. Ma le dichiarazioni che giungono dal Pd screditano l'idea dello "scambio". E frustrano le aspettative di chi, nella maggioranza, spera che le scelte del Pd si risolvano unicamente nel miraggio di un dialogo istituzionale con una destra che spesso ha dato prova - come nel caso del "no" al ritiro delle norme salva-premier di ieri - di non volere ascoltare. La nota.

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Sul web l'intercettazione hot (finta) di Silvio Bossi: è un po' coglione a parlarne al telefono (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del IL CASO Sul web l'intercettazione hot (finta) di Silvio Bossi: è un po' coglione a parlarne al telefono Praticamente tutto quello che s'è immaginato, sussurrato, e nemmeno tanto piano. Insomma, la telefonata piccante - supposta, ancora oggi - tra Berlusconi e Confalonieri che avrebbe per protagonista la grazia di una neoministra ieri è comparsa su un sito internet, segnalata da Dagospia e poi in un uno-due immediatamente censurata perché "così s'è smascherata una bufala". Perché è tutto falso, si dica subito. Ma la trascrizione - simulata - ripercorre fin troppo "romanzatamente" apprezzamenti, delusioni autoreferenziali per il bel tempo che fu del Cavaliere, e tanto altro ancora. Falso, però, come evidentemente specificato sullo stesso sito. Anche se la procura di Roma ne ha immediatamente valutato l'ipotesi di chiusura, visto anche lo scalpitare della destra. Ma sulla telefonata - reale-supposta? - ha parlato anche Bossi. Intervistato da Telelombardia il leader leghista non c'ha girato attorno: "Berlusconi? Tutti sanno che un po' è perseguitato, un po' è coglione lui. Per parlare di certe cose al telefono... ". Il senatur avvalora, dunque? Intanto lascia anche un giudizio sulla manifestazione di oggi a piazza Navona: "Di Pietro è piccolo, non è come la Lega che ha dieci milioni di uomini... Però evidentemente comincia a far pensare, eh... ".

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Caso Saccà, Silvio intanto guadagna tempo Il gip accoglie il trasferimento dell'inchiesta a Roma: a Napoli si era arrivati alla richiesta di processo (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Caso Saccà, Silvio intanto guadagna tempo Il gip accoglie il trasferimento dell'inchiesta a Roma: a Napoli si era arrivati alla richiesta di processo di Massimo Solani e Giuseppe Caruso / Roma BUONE NUOVE DA NAPOLI per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il gip partenopeo Luigi Giordano ha infatti accolto le richieste dei difensori del leader del Pdl e ha dichiarato l'incompetenza territoriale del tribunale di Napoli trasmettendo a Ro- ma l'inchiesta sulle presunte pressioni del premier (indagato per corruzione) a carico dell'ex direttore generale di Rai Fiction Agostino Saccà per favorire alcune attrici. Una decisione che è destinata a cambiare la storia di una inchiesta nata fra mille polemiche. Se infatti gli atti arriveranno alla procura di Roma in una settimana massimo, ci vorrà più tempo perché i magistrati della Capitale rivalutino tutti i fascicoli e decidano quali intercettazioni mandare al macero perché penalmente irrilevanti e quali invece "girare" al Parlamento per chiedere l'autorizzazione al loro utilizzo processuale. Ma la Procura di Roma, che dovrà valutare anche l'effettiva competenza territoriale, potrà inoltre decidere di "riaprire" l'inchiesta per raccogliere nuovi elementi e compiere nuove attività di istruttoria. Si dilatano quindi i tempi per una inchiesta che era arrivata alla richiesta di rinvio a giudizio: inevitabile infatti, a questo punto, che il prossimo 18 luglio il gip Lia Paola Laviano (che avrebbe dovuto esprimersi sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm Vincenzo Piscitelli a carico di Berlusconi) decida di conformarsi alla decisione del collega Giordano dichiarando la propria incompetenza territoriale. Una situazione simile a quella che si verificherà questa mattina quando la Laviano avrebbe dovuto decidere se rinviare a giudizio o meno Agostino Saccà: scontato, infatti, che a questo punto anche i legali di Saccà presenteranno la questione di competenza territoriale. Comprensibilmente soddisfatto il commento di Berlusconi alla decisione del gip napoletano: "La competenza è lì, era logico", ha spiegato il premier. Dal canto suo il pubblico ministero Piscitelli valuterà ora la possibilità di presentare ricorso in Cassazione contro la sentenza del gip. Da Napoli e Milano, dove ieri è ripartito i processo Mills a carico di Berlusconi. Un'impresa ai limiti dell'impossibile è quella tentata ieri dalla difesa di David Mills per dimostrare che i 600mila dollari arrivati all'avvocato inglese non provenivano dai forzieri dell'allora Fininvest (come sostenuto dallo stesso Mills in un interrogatorio del 18 luglio 2004, poi ritrattato). E come confermato sempre dall'avvocato inglese, a voce e mediante lettera, al suo fiscalista Bob Drennan, che a sua volta lo ha ricordato nella deposizione ottenuta mediante rogatoria dalla procura milanese. Il professor Andrea Perini, professore associato di Diritto penale commerciale a Torino e consulente tecnico per la difesa di Mills, ha presentato la sua ricostruzione dei movimenti di denaro sui conti dell'avvocato inglese. Secondo il perito l'imputato non ricevette quei soldi dalla Fininvest per fornire una testimonianza fatta di reticenze e menzogne nel processo sui fondi neri creati all'estero dal gruppo. Perini ha spiegato che Mills non ha fatto altro che "spostare dei soldi da una banca all'altra nell'interesse di Diego Attanasio". Vale a dire l'armatore napoletano che avrebbe affidato la gestione di un suo fondo all'avvocato inglese. Perini ha poi parlato di "un tentativo di confondere le carte da parte di Mills a favore di Attanasio, giustificato dal momento di difficoltà che viveva l'imprenditore che fu arrestato su ordine della procura di Salerno".

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I magistrati intanto ricostruiscono il nuovo gotha di Cosa Nostra: nelle intercettazioni sono pronti a uccidere i rivali (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del I magistrati intanto ricostruiscono il nuovo "gotha" di Cosa Nostra: nelle intercettazioni sono pronti a uccidere i "rivali".

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Sono loro quelli del pizzo : all'Ucciardone il coraggio dei commercianti Palermo, nell'aula bunker indicano i loro taglieggiatori. Tano Grasso: anni fa non ce l'avrebbero fatta, o (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del "Sono loro quelli del pizzo": all'Ucciardone il coraggio dei commercianti Palermo, nell'aula bunker indicano i loro taglieggiatori. Tano Grasso: anni fa non ce l'avrebbero fatta, ora denunce di massa di Marzio Tristano / Palermo È lui! È lui! È lui!... Un dito puntato contro il racket, la certezza di un riconoscimento senza esitazioni, la protezione di un vetro schermato che offre l'anonimato nel momento più delicato della loro vita di commercianti a Palermo. L'aula bunker dell'Ucciardone che ospitò il maxiprocesso celebra un altro momento di svolta della lotta alla mafia: per sette volte i commercianti taglieggiati dal racket delle estorsioni hanno puntato il dito, non visti, contro cinque esattori del "pizzo" del clan mafioso dei Lo Piccolo che li hanno vessati per mesi, ed in qualche caso, anche per anni. Per Palermo, ha detto il legale della Camera di Commercio, Fabio Lanfranca, "è stata una giornata storica". Per i pm, che mai avevano incassato tanti coraggiosi riconoscimenti in una sola volta, la possibilità di cristallizzare processualmente davanti al gip Maria Pino una prova fondamentale per la condanna degli imputati. Basta per gettarsi alle spalle la secolare stagione dell'omertà? "Siamo solo all'inizio del cammino - ha osservato Tano Grasso, ex commissario antiracket del governo - certamente, tutti coloro che oggi hanno riconosciuto gli esattori dei clan, fino a poco tempo fa, avrebbero negato le richieste di pizzo e sarebbero stati indagati per favoreggiamento. Una rottura rispetto al passato c'è stata, ma l'auspicabile risultato delle denunce di massa deve ancora arrivare". Eppure quella di ieri è stata una giornata importante per Palermo. I tentennamenti, le indecisioni, i vuoti di memoria, le imprecisioni che saltano fuori ad ogni riconoscimento sono stati spazzati via da un dito puntato inesorabilmente a testa alta verso l'estortore di turno. La paura, la tensione e la presenza inquietante, nelle gabbie, di molti dei 30 boss e gregari della cosca coinvolti nel procedimento, non hanno fermato le vittime. A nulla è valso il tentativo disperato di due indagati, Filippo Mangione e Domenico Caviglia, ritenuti fedelissimi dei capimafia di San Lorenzo, che hanno chiesto che gli fossero messi accanto, oltre all'agente di polizia in borghese scelto dai magistrati, i rispettivi fratelli, che gli assomigliano come due gocce d'acqua. I congiunti che erano in aula hanno acconsentito, ma l'espediente non è servito a nulla: i commercianti non hanno avuto dubbi e hanno riconosciuto perfettamente i loro aguzzini. L'appuntamento con i faccia a faccia, prosegue tra il 10 e il 12 luglio, quando con sul banco dei testimoni, saliranno altri 13 commercianti per un nuovo confronto all'americana che dovrebbe chiudere definitivamente i conti tra le vittime del racket e i loro aguzzini. E mentre la mafia del pizzo dei Lo Piccolo subisce duri colpi da polizia e magistrati, i nuovi boss si riorganizzano per proseguire l'assestamento degli assetti di vertice dell'organizzazione con lo strumento da sempre preferito: l'omicidio. Il dato emerge dalle intercettazioni condotte dalla polizia che venerdì scorso ha portato al fermo di quattro persone accusate di progettare il delitto del capomafia di Bagheria, Pietro Lo Iacono, un fedelissimo di Bernardo Provenzano. Intercettando Michele Modica, fermato venerdì scorso, gli investigatori hanno scoperto il piano di morte che "occorreva realizzare, subito e comunque". Una frase che lascia intendere, come scrivono i magistrati nel provvedimento cautelare, "che l'ordine proveniva da più vertici di più famiglie mafiose". E considerato che quasi tutti i capimafia sono stati arrestati durante gli ultimi due anni, si scopre così, ma c'erano pochi dubbi in proposito, che Cosa nostra si è già riorganizzata.

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"truffa dei contatori del gas, zuccoli sapeva" - walter galbiati emilio randacio (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Economia "Truffa dei contatori del gas, Zuccoli sapeva" I pm: nelle intercettazioni il manager si adoperava per coprire le illegalità Il responsabile legale dell'Aem: "Su 100mila lire fatturate, 16mila le rubacchiamo" Per l'accusa, 400.000 utenti hanno pagato di più per anni. Aggirate le accise WALTER GALBIATI EMILIO RANDACIO MILANO - Per anni, almeno 400 mila utenti dell'Aem, l'azienda energetica di Milano, hanno pagato il gas ben di più di quanto gli è stato effettivamente erogato. "Tra un minimo del 3 a un massimo del 15 per cento". Attraverso macchinari vetusti, l'Aem avrebbe fatturato 24 milioni di metri cubi di gas in realtà mai fornito. Non solo. Con questo sistema sono state evase accise (l'imposta sulla fabbricazione di consumo) per circa 2 milioni di euro. E i vertici sapevano. Ad accusare a vario titolo di truffa, ostacolo agli organismi di vigilanza, false misurazioni e violazione fiscale in materia di accise, dieci tra i più alti manager dell'azienda partecipata dal Comune di Milano, compreso l'ex amministratore delegato Giuliano Zuccoli, (ora presidente del consiglio di gestione dopo la fusione con l'Asm di Brescia) non ci sono solo le perizie effettuate per conto dei pm Maria Letizia Mannella e Sandro Raimondi, ma anche le intercettazioni degli stessi indagati trascritte dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Il 16 aprile scorso, per esempio, una cimice capta la conversazione tra Alberto Solci, responsabile degli affari legali del gruppo, e due manager che all'indomani sarebbero stati sentiti dai pm in procura. Solci prepara i due testi sulla versione da tenere. Il manager li avverte: "Il contatore a turbina quando il gas passa, se il bruciatore si ferma, il contatore gira ancora per 2 minuti, cioè noi in definitiva fatturiamo.... una quantità di gas che non è quello che viene utilizzato... cioè su 100 mila lire di fatturato 16 mila vengono come si dice.... rubacchiate". Queste affermazioni, secondo la tesi accusatoria, fanno "emergere in modo incontestabile che lo staff dirigenziale del gruppo Aem era a conoscenza della frode relativa al malfunzionamento dei vecchi contatori: in misura almeno del 4,5% per quelli a membrana e del 16% per quelli più nuovi a turbina". Dalle telefonate allegate agli atti, si evince anche il ruolo del numero uno del gruppo. In particolare "emerge - sostengono Mannella e Raimondi - che Zuccoli non solo si impegna nel senso di dare direttive per impostare eventuali cause processuali, ma si adopera altresì a coprire il passato: passato della cui illegalità egli era a ben conoscenza". è sempre Zuccoli, secondo i pm, a ordinare a una sua segretaria di non verbalizzare nell'ambito di un consiglio di amministrazione "una tematica non meglio precisata, ma che sicuramente si riferisce alla spinosa questione della vetustà dei contatori". In attesa che si concludano anche le indagini a carico dei vertici dell'Eni, Italgas e Arcalgas, i cui risultati si avvicinano a quelli di Aem, c'è un aspetto ancora più preoccupante che emerge da questa prima tappa investigativa. La presenza in servizio di "contatori volumetrici di gas naturale, calibro G4 di 40/50 anni, che oltre a misurare più di quanto somministrato, a un punto di non ritorno per l'usura, diventano pericolosissimi anche in condizioni di fornitura normali, perché alla pressione di esercizio essi perdono gas in maniera incontrollata".

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"la telefonata hard è su internet" ma è un falso, denunciato uno studente - luciano nigro (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"La telefonata hard è su internet" Ma è un falso, denunciato uno studente Sito oscurato. L'autore: era solo uno scherzo Indignato Confalonieri E Ghedini minaccia azioni legali LUCIANO NIGRO ROMA - "Le telefonate hard del premier sono in rete". Arriva nelle redazioni, alle 11 del mattino, la voce su nuove intercettazioni scottanti dove di parlerebbe di sesso e di ministre. Sembrano le tanto attese-temute registrazioni che per giorni hanno agitato il presidente del Consiglio e la politica italiana. E invece a pranzo, trovato il sito, chi lo legge, alla seconda pagina scopre che è solo un falso. Evidente. Dozzinale, persino. Scritto e ideato da uno studente sul suo blog personale. Si chiama Leonardo Bianchi, 22 anni, da Padova e col cronista subito si giustifica: "Il mio è solo uno scherzo, non si capisce? Lo scriverò più chiaramente per i meno dotati: è tutto inventato e frutto di fantasia. Non vorranno prendersela con un ragazzo, con tutto quello che si legge ogni giorno sui giornali?". Ma intanto la sceneggiatura dell'inesperto provocatore, finto-giudiziaria all'inizio ma in seguito decisamente scurrile nel linguaggio, di un presunto dialogo tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, è già diventata un caso. Si indigna per quel testo "gravemente diffamatorio" l'avvocato di Berlusconi Niccolò Ghedini che minaccia querele e diffida chiunque dal riprendere "un falso plateale". Rincara la dose Confalonieri: "Un'evidente montatura costruita per recare grave danno alla reputazione dei soggetti interessati". Il sito viene oscurato. Non solo il pezzo intitolato "Le casino Berlusconi", ma l'intero blog che il suo autore ha chiamato "la privata repubblica", con il simbolo dell'Italia e il sottotitolo "coraggio, il meglio è passato". "Se sono preoccupato? Certo che lo sono, visti i personaggi che minacciano querele" si schermisce il giovane blogger, assediato dai giornalisti per quel falso ora inaccessibile perché "in manutenzione". L'ha oscurato lei il sito? "E perché? Io non ho fatto niente di male". E' andato pesante, non le pare? I personaggi coinvolti si sentono diffamati. "Ma è un falso palese! Non lo dicono anche loro? Era chiaramente uno scherzo. Non contro di loro, ma contro il sistema dell'informazione. Speravo di fosse più ironia". Il linguaggio sembra preso da un rotocalco hard. "Appunto, è il contrasto tra la storia e il linguaggio l'aspetto divertente". Lei studia legge, vuole fare l'avvocato? "Avvocato mai". Il magistrato? "Non so". Però studia giurisprudenza, non si aspettava querele? "Non volevo offendere nessuno. Era uno gioco". Che, però, lede l'onorabilità delle persone. "Davvero? Io vedo ogni giorno ledere l'onore dello Stato, e nella rete si vedono cose agghiaccianti. Il mio era uno scherzo, satira, commedia". Fa o ha mai fatto politica? "Mai". Riscriverebbe quel testo? "Non credo, non così, almeno ? mormora Leonardo Bianchi col tono di chi teme di averla fatta un po' troppo grossa ? probabilmente ci starei più attento".

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Intercettazioni berlusconi-saccà il gip sposta l'inchiesta a roma - dario del porto (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Intercettazioni Berlusconi-Saccà il gip sposta l'inchiesta a Roma Accolta la tesi della difesa. Congelata la distruzione dei nastri Il Cavaliere: "Era logico, la competenza è lì". L'intero procedimento sul dirigente Rai potrebbe ora essere trasferito nella capitale DARIO DEL PORTO NAPOLI - Il caso Berlusconi-Saccà lascia Napoli e si trasferisce a Roma. Secondo il giudice Luigi Giordano, tocca all'autorità giudiziaria della capitale decidere sulle telefonate tra il presidente del Consiglio e il dirigente Rai intercettate nell'ambito dell'inchiesta aperta nella primavera 2007 dalla Procura del capoluogo campano. Con due sentenze distinte ma dal contenuto analogo, il gip Giordano si è dichiarato territorialmente incompetente sia sulla distruzione delle conversazioni ritenute irrilevanti (alcune decine) sia sull'opportunità o meno di chiedere al Parlamento l'autorizzazione ad utilizzare i sei colloqui posti dal pm Vincenzo Piscitelli a sostegno dell'accusa di corruzione contestata a Berlusconi in concorso con Saccà. La notizia ha raggiunto Berlusconi in Giappone, dove è in corso il vertice G8. "Ah sì? - ha risposto il premier ai cronisti - non lo sapevo, bene bene. Era logico, la competenza è lì. E se poi vediamo quello che era...vabbé, non voglio parlarne", ha concluso mentre l'avvocato Niccolò Ghedini, difensore del Cavaliere insieme all'avvocato Michele Cerabona, ha affermato: "Avevamo presentato prove documentali e testimoniali in base alle quali Il giudice ha correttamente trasmesso il processo a Roma, dove si erano svolte le telefonate". Saccà, è il ragionamento del gip, si trovava a Roma quando, al telefono, Silvio Berlusconi gli raccomandava cinque attrici promettendo in cambio sostegno per un progetto imprenditoriale. Circostanza considerata dalla Procura indice di un accordo di natura illecita e non riconducibile "al pur diffuso costume della raccomandazione", sulla quale però il gip non si esprime nel merito, limitandosi a disporre la trasmissione degli atti ai magistrati romani alla luce di quanto sostenuto dalla giurisprudenza. La sentenza avrà certamente effetti sugli altri due passaggi del procedimento: le udienze preliminari nei confronti del dirigente Rai e Berlusconi fissate, rispettivamente per questa mattina e per il 18 luglio prossimo, davanti al gup Pasqualina Paola Laviano. Già oggi il giudice potrebbe uniformarsi alla decisione del gip Giordano e trasmettere a Roma il fascicolo riguardante la posizione di Saccà, fra dieci giorni toccherà anche a Berlusconi. Il pm Piscitelli e il procuratore capo di Napoli Giandomenico Lepore valuteranno adesso se proporre ricorso in Cassazione contro il provvedimento di incompetenza territoriale. Nella prima fase delle indagini la Procura di Napoli aveva inviato nella capitale gli atti riguardanti la presunta compravendita di senatori per far cadere il governo Prodi. La nuova documentazione dovrebbe pervenire a piazzale Clodio entro la fine della settimana.

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A perta (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere di Bologna" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-07-08 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Librerie Un'oasi in mezzo ai libri con tanta scelta per i bambini A perta da tre anni in zona pedecollinare, la Libreria dei Colli è gestita da Andrea Nanni, figlio del titolare della libreria storica del centro. Qui non si tratta né l'usato, né la scolastica, ma esclusivamente le novità. Con tre vetrine e un locale ampio sotto il cielo di libri volanti dipinto sul soffitto, il negozio si articola nei tipici settori di varia: narrativa, storia, filosofia, scienze, politica, ma anche piccole sezioni di gastronomia, hobby, turismo, arte, architettura, musica, cinema e teatro. Ben rappresentata la sezione dei libri per bambini, che occupa una buona parte del locale. La clientela è costituita prevalentemente dagli abitanti del quartiere, fra i quali funziona anche il passaparola sui libri di maggior successo. L'orario continuato invita a cercare il refrigerio dell'aria condizionata nelle ore più calde, e l'apertura domenicale, garantita anche nella stagione estiva, consente di intercettare i frequentatori della vicina chiesa e dei Giardini Margherita. Camilla Giunti Libreria dei Colli, via Castiglione 91/abc, tel. 051/6448663, e-mail: info@libreriadeicolli.191.it. Apertura: lun-sab 9.30-20.00, dom e festivi 10.00-13.00.

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<Contatori del gas pericolosi> Incriminati gli ex vertici di Aem (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-07-08 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE L'inchiesta Secondo l'accusa erano a conoscenza della "truffa" "Contatori del gas pericolosi" Incriminati gli ex vertici di Aem La procura: situazione allarmante. L'azienda: non c'entriamo Chiusa l'inchiesta. Il "raggiro" avrebbe garantito un "ingiusto profitto" per milioni di metri cubi non erogati Nelle case dei milanesi ci sono "pericolosissimi" contatori vecchi di 40 o 50 anni che "perdono gas in maniera incontrollata ". A denunciare questa "situazione allarmante" è la procura di Milano che ha chiuso l'inchiesta sulla truffa dei contatori che segnano più gas di quanto consumato dagli utenti e ha depositato gli atti in vista della richiesta di giudizio per nove persone, tra cui l'amministratore delegato di Aem spa Giuliano Zuccoli, per truffa ai danni di migliaia di consumatori, violazioni delle leggi sulle accise e ostacolo all'attività di controllo dell'Autorità per l'energia. L'Aem (a gennaio diventata A2A dopo la fusione con l'Asm di Brescia) ha contestato le conclusioni dei consulenti dei pm Maria Letizia Mannella e Sandro Raimondi sulla pericolosità potenziale dei misuratori "se installati all'interno delle abitazioni" e ha definito "irrealistica l'eventualità che potessero, all'atto pratico, manifestare delle perdite". Le carte dell'inchiesta, invece, parlano di contatori che sono a "un punto di non ritorno per l'usura" tanto da diventare "pericolosissimi anche in condizioni di fornitura normale". Si tratta del primo filone chiuso dalla procura nell'inchiesta sulle truffe del gas. Restano aperti quelli che coinvolgono Eni, Snam rete gas e Italgas. Le indagini della Guardia di Finanza di Milano hanno esaminato le forniture servite da Aem energia spa nel 2005 e nel 2006 accertando che sono 340.030 (su quasi 900 mila) le utenze coinvolte nella truffa, tra cui 115 intestate a 36 enti pubblici. Il "raggiro" si sarebbe perfezionato attraverso contatori che segnavano gas in più tra il 3% e il 15% garantendo un "ingiusto profitto" per gli oltre 141 milioni di metri cubi non erogati, ma fatturati, e un'evasione dell'accisa di quasi 2 milioni di euro. Secondo l'accusa, inoltre, Aem energia, coinvolta con il suo presidente del cda Dario Cassinelli, "era in condizione di conoscere in qualunque momento le quantità di prodotto effettivamente vendute " ai consumatori. Anche i vertici di Aem spa, che avranno 20 giorni per farsi interrogare, erano consapevoli della situazione. Lo dimostrerebbero alcune intercettazioni telefoniche nelle quali Zuccoli si adopera, scrivono i pm, "a coprire il passato, della cui illegalità era ben a conoscenza". Oppure quella telefonata in vivavoce tra gli indagati Patrizia Savi, direttore pianificazione Aem spa, Paolo Rundeddu, direttore finanza, e Alberto Solci, responsabile ufficio legale, che parlano dei contatori a turbina, quelli con il margine d'errore più alto: "In definitiva fatturiamo, non noi, lo shipper fattura una quantità di gas che non è quello che viene utilizzato ma noi non siamo nella ragione del 4,5% eh, stiamo attorno al 16% cioè su 100 mila lire di fatturato 16 mila vengono come si... rubacchiate". La difesa L'Aem: "Irrealistica l'eventualità che i contatori potessero, all'atto pratico, manifestare delle perdite" Contatori Nelle case dei milanesi sono troppo vecchi Giuseppe Guastella.

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Intercettazioni false sul web <Caso Carfagna>, è bufera (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-08 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni false sul web "Caso Carfagna", è bufera L'inchiesta su Saccà trasferita a Roma. Il premier: era logico Su un sito un finto colloquio tra il premier e Confalonieri: era lo scherzo di uno studente padovano ROMA - Falsa e maldestra. Eppure una improbabile porno- telefonata tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, pubblicata sotto forma di intercettazione sul sito Internet "La privata Repubblica" e che si è poi rivelata "solo uno scherzo " di un giovane goliardico, per qualche ora ieri ha fatto immaginare un clamoroso colpo di scena nella saga del gossip sul premier e le sue decantate conquiste amorose. Verissimo invece che l'inchiesta napoletana sul Cavaliere e le presunte pressioni su Saccà per le raccomandate Rai, è stata trasferita da Napoli a Roma. L'ha deciso il gip Luigi Giordano accogliendo le richieste dei legali del presidente del Consiglio. "Bene, bene, era logico, la competenza è lì", ha commentato lui dal Giappone. Quanto al fantomatico verbale esclusivo "Le casino Berlusconi " divulgato da Lpr (eloquente sottotitolo: fomentiamo la disinformazione sistematica), opera di uno studente padovano di 22 anni che poi si è pentito, era "tarocco" per esplicita ammissione dell'autore: "Per venire incontro ai meno dotati: questa intercettazione non esiste". Che si trattava di bufala l'ha scoperto in fretta pure Dagospia con un Roberto D'Agostino schifato "per la degenerazione mediatica che in mancanza di fatti reali si butta sul reality". Non bastava, evidentemente, a fermare il chiacchiericcio sfrenato. Così Confalonieri ha precisato con una nota che "la presunta telefonata è un falso e un'evidente montatura costruita per recare grave danno alla reputazione dei soggetti interessati " con diffida "a pubblicarne anche una sola parte" e minaccia di azioni giudiziarie. Preannunciava querele l'avvocato del premier, Niccolò Ghedini. Un effetto domino che il fantasioso studente non aveva previsto: "Credevo ci fosse più senso dell'umorismo", ha spiegato. "Era una satira diretta non tanto ai protagonisti ma ai meccanismi della stampa, non mi aspettavo questa reazione eccessiva, spero di non essere oscurato". L'intenzione c'era, da parte della Procura di Roma. Ieri sera il sito risultava "in manutenzione" ma forse era solo andato in tilt per eccesso di contatti. Ora dunque spetta ai giudici romani riesaminare il caso Berlusconi e valutare quali intercettazioni siano penalmente rilevanti. Probabile che identica sorte segua anche il procedimento a carico del direttore di Rai Fiction. Ne è convinto il legale di Saccà, Federico Tedeschini. Oggi alle 11 udienza dal gup di Napoli. A Montecitorio Berlusconi e Niccolò Ghedini, deputato pdl e avvocato difensore del premier Giovanna Cavalli.

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La scelta di Brigitta (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-08 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Facce da Ciak di VALERIO CAPPELLI La scelta di Brigitta Meglio, mille volte meglio Brigitta Bulgari delle pseudoattricette intercettate. Brigitta annuncia che col porno ha chiuso da due anni e che ora aspira a una carriera "normale" di attrice, le piacerebbe un film di Natale, dopo le apparizioni in tv, a Ciao Darwin e Cronache marziane. Brigitta ha tre cognomi, i due "d'arte" sono Bulgari (che non usa più per non avere grane con la premiata gioielleria) e Bui, all'anagrafe fa Kocsic. Ha 25 anni, è ungherese, ha cominciato come modella, bionda e più bella delle ex colleghe, più gentile d'aspetto e niente di volgare, perciò viene accomunata a Moana Pozzi. Il passato? "Non lo voglio cancellare, non ho ammazzato nessuno. Anche Sylvester Stallone prima di diventare un attore famoso faceva il porno e nessuno glielo rinfaccia". Brigitta ora frequenta una scuola di recitazione a Budapest, "dove nessuno mi conosce e la gente mi lascia in pace, quando torno a casa mi sento in vacanza. Ma l'Italia è la mia seconda patria". Non riusciamo a seguirla quando dice d'essere timida "davanti alle telecamere". Brigitta è una creatura contraddittoria e imperfetta. Ma almeno non conosce il pentimento e i sensi di colpa come certe tristi attrici italiane del cinema erotico. è una donna che ha avuto le sue ferite, i genitori si separano che lei ha 1 anno, la madre svedese torna a Stoccolma, il padre quando si risposa le dice che in casa non c'è più posto per lei. Aveva 15 anni. "Mi sono indurita. Se non divento attrice non piango. Sono cresciuta coi piedi per terra". Piano con i pregiudizi sulle pornostar. Brigitta Kocsic.

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Bossi <sgrida> Silvio: al telefono parli d'altro (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-08 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Bossi "sgrida" Silvio: al telefono parli d'altro Check-up per il Senatur prima di volare in Lapponia Il leader leghista: Berlusconi è un po' perseguitato e un po' c... per dire certe cose nelle chiamate MILANO - "Lo sanno tutti che Berlusconi un po' è perseguitato e un po' è coglione lui, per parlare di certe cose al telefono... ". Dopo un'intera settimana di affondi piccati su ministri incompetenti e previsioni nefaste sulla tenuta di un governo litigioso "come un bordello", Umberto Bossi indica direttamente la punta dell'iceberg e si concede una tirata d'orecchi persino al Cavaliere. Intervistato venerdì scorso da Telelombardia - anche se il giudizio poco lusinghiero sul premier è andato in onda in differita solo ieri sera - il Senatùr ha così parlato della norma anti- intercettazioni: "Berlusconi l'ha messa dentro la legge di Maroni e quindi passerà. Perché andrò a votare anch'io". Nessuna preoccupazione (o quasi) neanche per la manifestazione di oggi in piazza Navona contro "le leggi canaglia", promossa da MicroMega e subito cavalcata dal-l'Italia dei Valori: "Antonio Di Pietro è piccolo, però evidentemente comincia a far pensare, eh. Certo non è come la Lega, che ha dieci milioni di uomini che vengono dietro a me, non a lui". Come sempre, l'unica consolazione rimane il popolo in camicia verde: i malumori politici del Carroccio e i ripetuti "avvisi ai naviganti" (Calderoli dixit) di questi ultimi giorni, dovuti a un'azione di governo lontana dalle aspettative, possono temporaneamente dissiparsi grazie all'ormai vicina trasferta in Lapponia. Per seguire le sorti della Padania - la squadra di calcio è impegnata nella Viva World Cup 2008, mondiale per nazioni non riconosciute - Bossi parte domani con un volo privato e giovedì sarà al GÄllivare Stadium per godersi la sfida al Kurdistan. Lo accompagnano la segretaria del sindacato padano Rosi Mauro, il capogruppo a Palazzo Madama Federico Bricolo e suo figlio Renzo, team manager della nazionale ma anche intempestivo diplomando che oggi, causa esame di maturità, ha dovuto rinunciare ad assistere all'esordio in campo contro l'agguerrita Provenza. Check-up medico di routine domenica e anche ieri mattina - è il suo primo viaggio impegnativo dopo la malattia - adesso il ministro per le Riforme è pronto a raggiungere l'estremo nord dell'Europa. Lì respirerà l'aria di casa grazie a una cinquantina di irriducibili in "missione ": partiti due giorni fa da via Bellerio, i tifosi hanno percorso 3.450 chilometri su 10 camper opportunamente ribattezzati Sole delle Alpi, Monviso, Pontida, Pian Del Re, Alberto da Giussano e via padanizzando, decisi a non perdersi il fischio d'inizio. Nome in codice dell'estenuante manovra di avvicinamento: "Overland Padania". Sul campo a GÄllivare In alto, il primo allenamento della formazione padana a GÄllivare in Lapponia ( foto Lega Nord), sotto il team manager Renzo Bossi e, a fianco, il ministro Umberto Bossi Elsa Muschella.

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Le magie dell'Intoccabile (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il mago di Arcore pretende l'impunità e l'otterrà. Inutile girarci intorno, questo è lo stato dell'arte. E' una confessione la "via d'uscita" escogitata da Gianni Letta. Il Parlamento discuterà subito il "lodo Alfano" che offre l'immunità alle prime quattro cariche dello Stato. Votato il "lodo", l'emendamento "sospendi-processi" diventerà superfluo. Berlusconi sarà intoccabile per cinque anni, qualsiasi reato abbia commesso in passato, qualsiasi reato gli capiterà di commettere da qui fino alla fine del suo mandato. La sospensione dei processi avrebbe congelato soltanto per un anno il dibattimento di Milano ormai agli sgoccioli (Berlusconi è imputato di corruzione in atti giudiziari). Il "lodo" va oltre. Lo lascia nel freezer per l'intera legislatura come tutte le altre inchieste e processi che lo ossessionano (corruzione di un incaricato di pubblico servizio, a Roma; diritti televisivi Mediaset e appropriazione indebita, a Milano). Salvo poi una nuova proroga di sette anni, se dovesse farcela a salire al Quirinale (Dio ci scampi). Le magie dell'uomo di Arcore non mutano, da una stagione a un'altra. Si ripropongono uguali, si replicano identiche nei passi, precise nelle mosse violente che lacerano l'equilibrio istituzionale e violano il principio dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il suo problema non è nuovo: deve fulminare il processo che lo vede imputato e guadagnare tempo. Nel 2001 (II governo Berlusconi) il mago lavora a trucchi da fiera con una strategia definita con sapienza. Gli avvocati vanno in aula e scatenano l'inferno. Cavilli. Ricusazioni (il giudice è prevenuto; ha già manifestato il suo parere; ha un'inimicizia grave). Rimessioni (Milano è pericolosa per l'imputato e per chi lo difende). Accompagna l'ostruzionismo avvocatesco con una tempesta mediatica: pubblici ministeri "politicizzati" o mezzi matti vogliono farlo fuori e azzerare le scelte del popolo sovrano. L'assalto rabbioso deve preparare il clima per le leggi ad personam che un Parlamento obbediente gli approva sul tamburo: vengono cancellati reati (falso in bilancio); abolite fonti di prova (le rogatorie internazionali); ristretti i tempi del processo (prescrizione); mutate le condizioni del legittimo sospetto per un tribunale. Infine, lo rende immune una legge che la Corte Costituzionale, poi, gli boccia. Sette anni dopo, quando ritorna a Palazzo Chigi, l'impegno di Berlusconi si replica. Ha promesso agli italiani più sicurezza. Confeziona un decreto legge che inaugura un "diritto della diseguaglianza". Indifferente alle contraddizioni, chiede con la mano destra di aumentare le pene per reati di particolare allarme sociale, con la mano sinistra infila nel provvedimento il congelamento dei processi per quegli stessi reati. E' il cavallo di Troia utile a fermare il processo più importante, il suo, e se la sicurezza di tutti deve pagare qualche prezzo - con lo stop di 100 mila processi - che sia pagato. Il Capo dello Stato gli nega l'urgenza e la necessità di quella clausola. Non se ne cura. Due famigli in Parlamento presentano un emendamento che ferma i processi. Sostiene l'iniziativa innescando, come sempre, tensioni micidiali. La sua condizione processuale e il desiderio di impunità conquistano il primo posto nell'agenda del governo. Per più d'un mese, non si parla d'altro. Impudente, egli non parla d'altro ad ogni occasione con gli argomenti di sempre: estremisti infiltrati nella magistratura vogliono accopparlo per missione politica; sono fascisti che annunciano il ritorno del fascismo. Sa che deve scatenare il pandemonio per intascare il dovuto. Non esita a imbrogliare il presidente della Repubblica. Non si preoccupa di creare attriti con il suo maggior alleato, la Lega. Consapevolmente, distrugge ogni possibilità di dialogo con le opposizioni. Per tenere sotto pressione istituzioni e Paese decide cinicamente di mettere in piazza anche la sua vita privata. Sa che alcune sue conversazioni viziose sono state intercettate dalla magistratura. Non gli sfugge che alcune sono state già distrutte e altre lo saranno presto. Anche se nessuno potrà ascoltarle, imbraccia quelle memorie foniche come se fossero un'arma contro i suoi "nemici": vedete, mi hanno spiato e mi ricattano, vogliono costringermi alle dimissioni; bisogna fermare i processi, fermare i giudici, fermare le intercettazioni; devo essere protetto da ogni iniziativa della magistratura. Geme e strepita come un bambino viziato. Minaccia di rompere il giocattolo che gli è stato messo in mano. Il Paese in declino profondo, impoverito, impaurito, incapace di pensare al futuro, deve fare i conti con le fobie e le pretese del mago. A cui tutto si sacrifica. La leale collaborazione del governo con il Quirinale. La coesione della maggioranza. Il confronto parlamentare con l'opposizione. L'equilibrio dei poteri. Il rispetto della Costituzione. Le urgenze del Paese. E' questa la scena che abbiamo sotto gli occhi. Più o meno, una guerra del capo del governo contro tutti e tutto, a protezione del suo privatissimo interesse. Il canovaccio prevede ora che, scatenato il diluvio, si avanzi Noè con la sua arca. Noè ha il profilo di Gianni Letta, l'astuto mediatore dei conflitti creati dal suo Capo. E' il gioco delle parti, è chiaro. Sono le condizioni che creano, durante un interrogatorio maligno, il poliziotto "cattivo" e il poliziotto "buono". Letta è il "buono" e, dopo il lavoro al proscenio del "cattivo" (Berlusconi), tocca a lui. Chiama a sé gli attori e propone "la via d'uscita": cancellazione del "sospendi-processi" e immediata approvazione del "lodo Alfano". Dunque, l'impunità quinquennale per il bambino prepotente è stata, fin dal primo momento, l'unico, ineliminabile, irriducibile esito della pantomima. Agli interlocutori, appare una mediazione addirittura accettabile considerata l'avventura che promette il frastuono del capo del governo. Si evita un conflitto tra Palazzo Chigi e Quirinale. Si scongiura il rischio di un rallentamento nell'azione di un governo a favore dell'economia del Paese. Si ripristinano le condizioni per un confronto riformatore con le opposizioni. Si sfugge alla distruzione della macchina giudiziaria. Gli attori, con le spalle al muro, acconsentono. Acconsente il Quirinale, la Lega frastornata; ci pensa il Partito democratico, disorientato e diviso. Acconsente finanche l'associazione magistrati che si consola: si salva Berlusconi, ma anche la possibilità di amministrare la giustizia. Dovremmo acconsentire tutti? Non ce lo ordinano i vangeli. In nessun Paese occidentale il capo del governo è temporaneamente immune per i reati comuni. Perché dovrebbe esserlo il nostro? Il "lodo Alfano" viola l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Perché dovremmo dimenticarlo? E' incostituzionale una legge ordinaria che garantisce quell'immunità: che almeno abbia l'iter delle riforme costituzionali. Si possono chiudere gli occhi dinanzi alle obiezioni degli addetti allo studio della Costituzione? Sono già tre buone ragioni per non darla vinta a questa prepotenza. (8 luglio 2008.

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Pubblicata falsa telefonata tra Berlusconi e Confalonier. L'autore è uno studente (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 27 del 2008-07-07 pagina 0 Pubblicata falsa telefonata tra Berlusconi e Confalonier. L'autore è uno studente di Redazione Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, dichiara che la conversazione telefonica tra lui e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, pubblicata via web è un falso. "E' un'evidente montatura costruita per recare grave danno alla reputazione". L'autore è uno stuidente: era uno scherzo, spero di non venir oscurato Roma - Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, dichiara che la conversazione telefonica tra lui e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, pubblicata via web è "un falso" e che si tratta "di un'evidente montatura costruita per recare grave danno alla reputazione dei soggetti interessati". Telefonata falsa La presunta telefonata tra il presidente di Mediaset e Silvio Berlusconi diffusa via web "è un falso". In una nota, Confalonieri diffida tutti gli organi di informazione a diffonderne in tutto o in parte il testo. Altrimenti saranno intraprese "tutte le azioni giudiziarie" in ogni sede. "Con riferimento alla pubblicazione via web di una presunta conversazione telefonica tra Fedele Confalonieri e Silvio Berlusconi, il presidente di Mediaset - si legge nella nota - dichiara che si tratta di un falso e di un'evidente montatura costruita per recare grave danno alla reputazione dei soggetti interessati". "Fedele Confalonieri diffida quindi ogni organo di informazione alla diffusione in tutto o in parte di questa falsa telefonata la cui pubblicazione sarebbe gravemente e gratuitamente diffamatoria. Contro chi dovesse contravvenire - conclude la nota - saranno proposte tutte le azioni giudiziarie in ogni sede competente". Ghedini: "Testo diffamatorio" L'avvocato Niccolò Ghedini, legale del presidente del Consiglio, ha annunciato "tutte le azioni giudiziarie del caso, diffidando chiunque nel contempo a pubblicare" o a riprendere "anche parzialmente il contenuto" del testo di una presunta intercettazione di una telefonata tra il premier e Confalonieri. "In relazione alla pubblicazione in un sito internet di una comunicazione telefonica, asseritamente intercorsa nell'ambito di un procedimento penale fra il presidente Berlusconi ed il dottor Confalonieri, si tratta con assoluta evidenza di un falso plateale completamente inventato e surrettiziamente costruito", dichiara Ghedini aggiungendo che si tratta di "un testo con ogni evidenza gravemente diffamatorio" e l'annuncio delle azioni giudiziarie. L'autore è uno studente "Era solo uno scherzo, credevo ci fosse più senso dell'umorismo". Lo ha detto il responsabile del sito su cui è stato pubblicata la falsa intercettazione. L'autore, uno studente, ha chiesto di non rivelare la sua identità. "La reazione - ha sostenuto - mi è parsa eccessiva, molto eccessiva. Era uno scherzo, una satira diretta non tanto ai diretti protagonisti della vicenda, quanto al sistema informativo, ai meccanismi della stampa. L'ho anche esplicitato in apertura del post, che comunque ho tolto dal sito". "Non mi pare il caso - ha proseguito - di montare una polemica di questo tipo, basta. Speravo ci fosse più senso dell'umorismo. Tutto qua. Adesso vorrei solo lasciare scivolare nell'oblio la notizia". A proposito del sito "il server non ha retto", ha spiegato. "Spero di non venire oscurato". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Veltroni: "E' Berlusconi il vero ostacolo al federalismo" (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA Arriva al punto senza girarci troppo intorno. E in maniche di camicia nel suo ufficio al primo piano della sede Pd di largo del Nazareno, conferma: "Sì, l'ho letto che Bossi dice che ho ragione e che il governo non può andare avanti con una lite al giorno. Apprezzo che condivida il mio giudizio. Ma non basta. E affinché nessuno possa poi dire che non era stato avvisato, è giusto che il leader della Lega sappia che non è pensabile che si dialoghi sul federalismo mentre si insultano e si attaccano i magistrati". Si ferma, scorre le ultime agenzie sul video del suo pc, poi diventa ancor più netto: "Non è pensabile che a settembre ci si possa mettere a discutere di riforme in questo clima. Per cui, con la franchezza necessaria, a Bossi dico questo: l'ostacolo sulla via del federalismo e delle riforme si chiama Silvio Berlusconi. Meglio ancora: l'ostacolo è la linea su cui si è attestato. E una cosa dev'esser chiara: o si cambia o la vedo davvero dura". Berlusconi e l'interruzione del dialogo. I magnaccia, piazza Navona e la rottura del patto con Di Pietro. Le richieste di congresso, il fiorire di fondazioni e associazioni e l'affievolirsi dell'afflato unitario che aveva segnato i primi passi del Pd. Insomma, fai l'elenco e Walter Veltroni ti sembra un leader circondato da macerie politiche e strategiche. Te lo aspetti, insomma, ripiegato e depresso: e invece lo ritrovi impegnato su cento fronti: la raccolta di firme per la petizione, la manifestazione del 25 ottobre, il tesseramento, la Direzione Pd di giovedì... "Le polemiche quotidiane, gli intoppi del giorno per giorno non mi spaventano - dice -. Cerco di darmi un respiro lungo, di guardare oltre... In fondo, l'età me lo permette. Pensi al Pd: abbiamo appena cominciato. Abbiamo messo assieme due partiti che erano ricchi di articolazioni al loro interno, e non mi preoccupa né mi meraviglia che oggi ve ne siano di nuove. A una condizione, naturalmente: che si riconosca che il partito è uno, ed uno soltanto...". Con Berlusconi, pare di capire, la polemica è sulle cosiddette leggi ad personam e sulla norma blocca-processi, è così? "E' cominciata su questo, sì: ma più si va avanti, più riguarda anche altro. Sulla giustizia, però, siamo addirittura al grottesco: la campagna elettorale Berlusconi l'ha fatta e forse vinta sulla sicurezza, e ora vuole una legge - la blocca-processi - che serve a lui ma ha l'effetto di un gigantesco indulto. Anche le forze meno estreme della sua maggioranza si stanno rendendo conto che quella norma è un vulnus. E per tornare a Bossi, gli chiedo se pensa davvero che la sua base e i suoi sindaci siano contenti di una legge che blocca migliaia di processi". Il governo le propone mediazioni e baratti di ogni genere per trovare una soluzione che salvi capra e cavoli: cioè, l'ormai noto lodo Alfano e la legge blocca-processi. Qual è il punto più avanzato possibile di questa trattativa, per il Pd? "Il primo passo deve essere immediato e inequivoco: il ritiro della norma che blocca i procedimenti in corso per stupro, rapina, violenza, spaccio... E intendo il ritiro: non il posticipo o il rinvio. Ritiro vuole dire ritiro, cancellazione, rinuncia. Anche perché, a questo punto, c'è una cosa che vorrei chiedere a Berlusconi". Chieda, che magari le risponde... "Che carattere vuol dare a questa legislatura? Pensa ad anni di rissa continua? Vuole davvero riportare il Paese indietro nel tempo, il Caimano da una parte e dall'altra l'ammucchiata dei "duri e puri"? Io non ho cambiato idea: questo modo di far politica, non serve a nessuno, va dimenticato. E' per questo che abbiamo voluto il Pd: per guardare ai problemi di un Paese che è a crescita zero, nel quale i consumi si riducono e dove con uno stipendio di mille euro non si arriva a fine mese. Berlusconi vuol continuare con la rissa? Lui ne pagherà il conto, certo: ma il Paese continuerà a precipitare. Fino a far sembrar strane - e lo dico con preoccupazione - riunioni del G8 con l'Italia dentro e la Spagna, l'India e altri fuori". Molti dicono che lei doveva saperlo, che non valeva nemmeno la pena di tentare un dialogo con Berlusconi... "Chi sia Berlusconi non me lo deve spiegare nessuno, è da prima che entrasse in politica che so com'è. Però chiedo cosa bisognava rispondere a un premier che nel giorno dell'insediamento viene in Parlamento e fa il discorso che fece lui, tutto dialogo, collaborazione, riforme, riconoscimento dell'opposizione... Io mi limitai a dire "un buon esordio, ma ora aspettiamo i fatti"". Poteva però dire quel che le rimproverano di non aver detto: e cioè, non ci fidiamo, caro Berlusconi, perché la conosciamo. "E lui, magari, avrebbe fatto ugualmente quel che sta facendo, ma con un evidente vantaggio politico: dire, cioè, che a impedire un confronto civile erano stati i soliti "comunisti"". In questa situazione il dialogo su federalismo e riforme può essere considerato morto e sepolto, o no? "Certo è difficile. E Bossi deve sapere che a settembre rischia di esser tutto ancor più complicato, perché si confronteranno due linee di politica economica molto diverse. Gli italiani si troveranno di fronte a nuovi aumenti delle tariffe e scopriranno che la pressione fiscale sarà cresciuta, e invece che sotto il 40% schizzerà al 42,3, da qui al 2013". Alla vigilia della manifestazione di piazza Navona, difende anche la scelta di aver puntato sull'alleanza con Di Pietro? "Sottoscrisse un programma riformista, e sulla giustizia - penso alla materia delle intercettazioni - proposte limpidamente garantiste. Avessimo vinto, sarebbe rimasto dove doveva stare: avendo perso, ha cominciato col non rispettare il patto sulla formazione di un unico gruppo parlamentare. Poi ha proseguito con gli insulti e il resto, pensando di riempire il vuoto lasciato in Parlamento dalla sinistra radicale...". Però lui cresce nei consensi e lei e il Pd no. E' questo è un fatto, non le pare? "Per ora, ma vedremo. Il cammino è appena cominciato e si sa, chi urla ha più spazio di chi parla. In ogni caso, io rispetto quanti manifesteranno a piazza Navona, specie i girotondi che ho sempre considerato una componente vitale della democrazia. Ma sicuramente quell'impasto fatto di antipolitica alla Grillo, di Di Pietro che difende il reato di immigrazione clandestina, di Flores che attacca il presidente della Repubblica è molto lontano da noi. Un'opposizione che dice magnaccia, che solletica l'indignazione ma non fa politica, è un regalo a Berlusconi. Noi siamo diversi: e questa differenza si deve vedere". E' un punto di non ritorno? "Se l'unità di misura per calcolare l'intensità dell'opposizione a Berlusconi sono le grida, massimo rispetto per tutti ma ognuno fa la sua parte e segue la sua strada. Su questo, credo, nel Pd siamo tutti d'accordo. E del resto è una delle scelte strategiche alla base della nascita del partito". Partito di cui si invoca il radicamento e il consolidamento, mentre intanto si consolidano e si radicano una fondazione o un'associazione al giorno... Non le dà fastidio? "No, guardi. Magari mi fa sorridere, se ripenso alle discussioni sul partito liquido... Comunque, le articolazioni interne c'erano prima e ci sono ora, anche se nuove e diverse. Non me ne spavento. Ma è importante che la discussione sia un mezzo e non un fine per motivare divisioni che non mi paiono nascere da linee politiche alternative, considerato che linee alternative non ne vedo". E Red, White e compagnia bella? "Nessun problema, l'ho già detto. A condizione, naturalmente, che si riconosca che il partito è uno ed uno solo".

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La tregua è finita: tornano i killer (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

PALERMO Gli incontri per decidere le modalità con le quali uccidere un vecchio boss, fedele a Bernardo Provenzano, li tenevano all'esterno di un'autocarrozzeria in una frazione in provincia di Palermo. Un posto all'aperto per tentare di sfuggire ai microfoni della polizia, e per questo motivo parlavano a ruota libera, sicuri di non essere intercettati. Ma la tecnologia supera ogni ostacolo, e quelle conversazioni, da cui vengono fuori i piani di morte della nuova Cosa nostra, sono stati registrati dagli investigatori della Squadra mobile di Palermo. E così è stato possibile scoprire i nuovi risvolti criminali. Grazie a queste intercettazioni si apprende che le famiglie mafiose di Palermo e provincia hanno un nuovo capo. Ci sono dunque nuovi boss al comando, che sono diversi dai precendenti che obbedivano al silenzio delle armi che era stato imposto 15 anni fa da Provenzano. Possiamo quindi raccontarvi che questi nuovi capimafia preferiscono tornare agli omicidi piuttosto che stare dietro le quinte. E possiamo descrivervi la pericolosità di questi nuovi sicari di Cosa nostra che vanno in giro armati di "trentotto", e nonostante si rendano conto di esser seguiti dai poliziotti, proseguono lo stesso nel loro piano criminale per raggiungere l'obiettivo che i "nuovi capi" hanno imposto e che può essere l'omicidio di un boss ormai sgradito ai nuovi vertici dell'organizzazione. Dalle intercettazioni ambientali (ma anche da quelle telefoniche) emerge quindi che quattro uomini, capeggiati da Michele Modica, arrestato venerdì scorso dalla polizia, costituivano il braccio operativo della famiglia mafiosa di Bagheria nel cui interesse, ma anche nel tentativo di acquisire maggiore prestigio in Cosa nostra, si incontravano per stabilire e organizzare omicidi. E così, grazie a queste intercettazioni che sono finite agli atti dell'indagine che ha portato in carcere i quattro sicari su ordine dei pm della Dda, Nino Di Matteo e Marzia Sabella, si è appreso della "condanna a morte" ordinata da Cosa nostra per il vecchio Pietro Lo Iacono, storico componente dell'organizzazione. Un omicidio che doveva essere realizzato con una certa urgenza. Le conversazioni registrate ci danno un quadro da cui viene fuori che prepare il delitto si presentava particolarmente complesso a causa delle abitudini della vittima, ed evidenziavano che, comunque, andava subito trovata una soluzione "non potendo fare brutta figura" con chi quell'attività gli aveva commissionato, e anche perché, in tal modo, avrebbero ottenuto maggiore importanza in Cosa nostra. Modica insisteva che occorreva essere celeri ("si deve fare") perché non voleva "ammonizioni" da colui o coloro che gli avevano commissionato il delitto. E per questo motivo, nonostante un controllo svolto nei confronti di alcuni componenti del commando da parte della polizia, che destava i loro sospetti su una possibile indagine, si interrogavano sull'opportunità di commettere comunque l'omicidio. Ma, nonostante le loro diverse perplessità, finivano per stabilire di portare avanti il progetto posto che non potevano sottrarsi all'ordine ricevuto. Il gruppo decideva quindi di procedere comunque nonostante l'interessamento manifestato nei loro confronti dagli "sbirri". Era difficile intrappolare la vittima. E per questo ognuno proponeva un piano: qualcuno lo voleva sequestrare e poi uccidere ("ma Lo Iacono è robusto e alto un metro e ottanta e non è facile infilarlo in un furgone"), altri invece lo volevano affrontare, pistola in pugno, in spiaggia ("ma ci sarebbero stati troppi testimoni"). E qualcuno del gruppo, scherzando, diceva che poteva provare ad ucciderlo a mare, sott'acqua, dato che frequentavano lo stesso lido e hanno le cabine vicine. Ma Modica non voleva sentire ragioni ("ma lo dobbiamo fare") e quindi invitava uno dei componenti del commando, che si dichiarava disponibile, a svolgere altri sopralluoghi e pedinamenti. Modica insisteva che occorreva realizzare, subito e comunque, il delitto in quanto diceva che "c'è questa ordinazione", lasciando intendere che l'ordine proveniva da più vertici di più famiglie mafiose.E dalle conversazioni si evidenzia che ad ordinare l'omicidio ci sono i nuovi capi delle famiglie di Palermo e quelli della provincia. Nuovi boss che preferiscono le armi puttosto che "la diplomazia" di Provenzano. Sono dunque trascorsi due anni dall'arresto del vecchio padrino corleonese, e tante inchieste giudiziarie si sono susseguite portando in cella dopo di lui altri boss come Nino Rotolo e Salvatore Lo Piccolo, ma Cosa nostra sembra essersi rigenerata in fretta.

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Punito per la love story maledetta (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

GIUDIZIARIA. IL PROCESSO SULLA VICENDA DEL DICEMBRE 2007 In aula Punito per la love story maledetta L'imputato ha tentato di trasformare la donna nella sua complice della fuga in Liguria Il sostegno dei familiari [FIRMA]ELENA GIACCHERO BIELLA "Mi hai fatto il regalo più bello della mia vita, sei venuto a prendermi qui, in fabbrica". Enrico Merendino ieri in aula ha raccontato la sua verità sui fatti accaduti nel dicembre scorso e, nel dipanare davanti al giudice la storia del sequestro e della fuga in Liguria, ha quasi voluto trasformare l'allora fidanzata in una complice: vedendolo arrivare di prima mattina nel reparto nel del lanificio Cerruti, Simona Capacci gli avrebbe sorriso accogliendolo a braccia aperte. Una ricostruzione che non ha convinto il dottor Fornace. Risultato: Enrico Merendino è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione. Il processo si è aperto con l'acquisizione delle dichiarazioni rilasciate in sede di indagine dagli operai dell'azienda che avevano assistito all'irruzione dell'uomo. Poi è stata la volta di Simona Capacci, che ha ripercorso quanto avvenuto quel 17 dicembre, dal momento in cui Enrico Merendino si presenta in fabbrica trancia i fili del telaio su cui lei sta lavorando, le si mette di fronte sino a quando estrae il coltello. Puntandolo si fa strada tra i colleghi di lavoro della donna per guadagnare l'uscita. Lei racconta di averlo assecondato e di non essersi mai sentita veramente minacciata. Anzi: durante il viaggio verso Andora (dove verranno poi intercettati dai carabinieri) trovano anche il tempo di scambiarsi delle effusioni, come due innamorati. Quindi tocca all'imputato parlare. "Non ho costretto Simona a venire con me - esordisce Enrico Merendino -. Volevo solo parlarle, chiarire e capire il perché mi avesse denunciato il mese prima. Non potevo credere a quell'accusa di violenza carnale. E' vero che l'avevo picchiata, ma è lei che non ha voluto essere accompagnata in ospedale. Quando quel giorno mi ha visto in fabbrica, mi ha sorriso e mi ha detto che era il più bel regalo che potessi farle. Il coltello lo avevo preso solo per tenere lontano i suoi colleghi, che temevo mi impedissero di parlare con lei. Poi siamo scappati mano nella mano. Quando la guardia al cancello mi ha puntato contro la pistola per impedirmi di uscire, lei si è addirittura gettata addosso a me per proteggermi". Una testimonianza drammatica, a tratti confusa, che, messa insieme con quella della parte lesa, non ha chiarito del tutto la vicenda. Il giudice ha comunque accolto quasi completamente la richiesta del pm, diminuendola di soli due mesi e concedendo le attenuanti del caso. Adesso i difensori di Enrico Merendino aspettano le motivazioni della sentenza per decidere se ricorrere in Appello. Se c'è qualcuno su cui Enrico Merendino ha sempre potuto contare, in questi mesi di detenzione, sono i suoi familiari. Ieri ex moglie, figlio maggiore e altri parenti erano lì: chi è entrato in aula per seguire le fasi processuali, chi ha preferito restare fuori, ha comunque cercato di garantirgli il sostegno. Un modo per far capire a tutti che la famiglia era certa della trasparenza dei suoi intenti. Mai un gesto di troppo, solo le lacrime di chi non si rassegna a vedere il proprio padre dietro alle sbarre.

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PDL APRE: SI PUÒ DISCUTERE SUL BLOCCA-PROCESSI DI PIETRO: BERLUSCONI STILE MAFIOSO (WALTER VS TONINO) IL PD CONTRO TONINO E GRILLO: GUAI ATTACCARE NAPOLITANO LODO SCHIFANI EN (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

PDL APRE: SI PUÒ DISCUTERE SUL BLOCCA-PROCESSI ? DI PIETRO: BERLUSCONI STILE MAFIOSO (WALTER VS TONINO) ? IL PD CONTRO TONINO E GRILLO: GUAI ATTACCARE NAPOLITANO ? LODO SCHIFANI ENTRO LUGLIO? 1 - Ellekappa per "la Repubblica" ? "Questo governo è un bordello", "Ci aspettano cinque anni di democrazia a ore". 2 - BREVIARIO? Antonello Caporale per "la Repubblica" - "A ogni discorso ho un fuoco interno che mi brucia e che incide sul mio peso" (Mara Carfagna ministro Pari Opportunità) 3 - NOSTRI? Jena per "La Stampa" - Se sei di sinistra, sei sei intellettuale, se sei antiberlusconiano, se sei romano, se sei convinto che la democrazia sia in pericolo, devi assolutamente essere dei nostri oggi pomeriggio in piazza Navona. Per fortuna sono in vacanza. 4 - QUAGLIARIELLO: POSSIBILE RIDISCUTERE BLOCCA-PROCESSI? (Apcom) - "C'è da parte nostra la disponibilità a ridiscutere l'emendamento (blocca-processi, ndr) nella sostanza e nella forma". Lo ha affermato il senatore Gaetano Quagliariello (PdL), oggi durante il dibattito di 'Omnibus Estate' su La7. 5 - DI PIETRO: STILE MAFIOSO PER FAR VOTARE BLOCCA-PROCESSI? (Apcom) - Il modo con cui si sta cercando di far passare la norma blocca-processi nel decreto sicurezza è simile allo "stile mafioso". A dirlo, in diretta a 'Viva voce' su Radio24, è il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che ha spiegato nel dettaglio le sue parole e l'uso di questa perifrasi: "Non ho detto mafioso ma stile mafioso perchè noi non vediamo l'ora di approvare il pacchetto sicurezza ma la maggioranza ci ha infilato dentro una norma che è la blocca-processi e con stile mafioso vuole farla votare". 6 - CAPEZZONE: DI PIETRO HA PERSO LA TESTA? (Apcom) - "Antonio Di Pietro ha perso la testa. Ancora stamattina, in un suo intervento radiofonico a Radio 24, ha scelto la strada dell'insulto, anche approfittando della mancanza di contraddittorio". Lo afferma in una nota Daniele Capezzone, Pdl, portavoce di Forza Italia. "E' l'ora - sottolinea - di ricordare a questo moralista senza titoli, e ai cittadini che continua ad ingannare, alcune delle sue imprese: i 100 milioni di prestito senza interessi dall'imprenditore inquisito Gorrini; gli altri 100 milioni senza interessi dall'imprenditore inquisito D'Adamo; la Mercedes ottenuta sempre da Gorrini; la garconniere milanese avuta in uso da D'Adamo; la suite romana a Via Veneto sempre pagata da D'Adamo; e i mille altri casi per lo meno discutibili e opachi che lo hanno riguardato e lo riguardano, fino alle vicende più recenti relative ai 'valori immobiliari' dell'Italia dei Valori e alla società/associazione parallela con cui gestisce il partito". "Che un uomo con una simile serie di scheletri politici nell'armadio si permetta di dare lezioni di moralità ad altri - conclude Capezzone - non è solo assurdo. E' ridicolo". 7 - FINOCCHIARO: INACCETTABILI ATTACCHI GRILLO A NAPOLITANO? (Apcom) - "Ho letto alcune affermazioni di Grillo davvero imbarazzanti. Attaccare il presidente della Repubblica non mi sembra una scelta particolarmente efficace e mi auguro che gli organizzatori della manifestazione di oggi a piazza Navona prendano le distanze da queste posizioni". Lo afferma Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd in Senato. "Manifestare contro i provvedimenti del governo è legittimo - prosegue - attaccare il presidente della Repubblica è inaccettabile. Non è con i vaffa e gli attacchi al Quirinale - conclude la presidente dei senatori del Pd - che si costruisce una alternativa a Berlusconi". 8 - BETTINI: SPERO PIAZZA NON DIVENTI OCCASIONE VOLGARITA'? (Apcom) - "Vedo sulla 'Stampa' di oggi che Beppe Grillo annuncia nuovi attacchi e polemiche sul Presidente della Repubblica. Abbiamo già detto che la manifestazione di Piazza Navona è lontana dal carattere della nostra opposizione. Come si dimostra dalle dichiarazioni di Grillo, appare confusa e alla fine estranea per tanta parte dell'opinione pubblica democratica". E' quanto afferma in una nota Goffredo Bettini, coordinatore politico del Pd. "Ma se si dovesse trasformare in un'occasione di volgarità contro Napolitano, vero garante della correttezza e dell'equilibrio, il segno sarebbe superato. Spero - conclude - che, anche grazie a tanti amici promotori dell'iniziativa più responsabili, ciò non avvenga". 9 - TONINI: CON GRILLO PIAZZA DIVENTA CONTRO NAPOLITANO? (Agi) - "Grillo non si smentisce e, in anticipo sulla manifestazione di piazza Navona di cui sara' un protagonista, annuncia gia' che tra i bersagli dei suoi vaffa ci sara' anche il presidente Napolitano. Noi non ci meravigliamo piu' di tanto: una volta scelta la strada di invitare Grillo non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Ma come hanno fatto a non capirlo quanti hanno promosso la manifestazione e continuano ad assicurare che non sara' contro Napolitano?". Lo dice il senatore Giorgio Tonini, del coordinamento del Pd e responsabile della formazione. 10 - PARISI: IO IN PIAZZA, MEGLIO SE DI PIETRO NO SU PALCO? (Apcom) - "Io sarò tra i cittadini per ascoltarli e condividere il loro disagio e la loro preoccupazione, certo se Di Pietro non fosse stato sul palco mi sarei sentito più a mio agio...". Così il parlamentare ulivista, Arturo Parisi, ha confermato, nel corso di una trasmissione su 'Radio 24', la sua partecipazione alla manifestazione di oggi contro le 'leggi vergogna'. Una manifestazione che "all'inizio era alleggerita rispetto alla presenza dei partiti - ha continuato Parisi - ma strada facendo si è andata appesantendo". 11 - VELTRONI: DI PIETRO IN PIAZZA? REGALO A PREMIER? (Apcom) - Il segretario del Pd Walter Veltroni marca la distanza con Antonio Di Pietro che oggi scenderà in piazza contro le leggi sulla giustizia del governo e, in un'intervista a 'La Stampa' osserva: "Un'opposizione che dice magnaccia, che solletica l'indignazione ma non fa politica, è un regalo a Berlusconi. Noi siamo diversi: e questa differenza si deve vedere". Di Pietro, sottolinea Veltroni, "sottoscrisse un programma riformista e, sulla giustizia - penso alla materia delle intercettazioni - proposte limpidamente garantiste. Avessimo vinto sarebbe rimasto dove doveva stare: avendo perso, ha cominciato col non rispettare il patto sulla formazione di un unico gruppo parlamentare. Poi ha proseguito con gli insulti e il resto, pensando di riempire il vuoto lasciato in Parlamento dalla sinistra radicale. Eppure l'Idv cresce nei consensi mentre il Pd no. "Per ora, ma - risponde Veltroni - vedremo. Il cammino è appena cominciato e si sa, chi urla ha più spazio di chi parla. In ogni caso, io rispetto quanti manifesteranno a piazza Navona, specie i girotondi che ho sempre considerato una componente vitale della democrazia. Ma sicuramente quell'impasto fatto di antipolitica alla Grillo, di Di Pietro che difende il reato di immigrazione clandestina, di Flores che attacca il presidente della Repubblica è molto lontano da noi". 12 - SENATO, LODO ALFANO SARA' CALENDARIZZATO ENTRO LUGLIO? (Apcom) - Sarà calendarizzato entro luglio il Lodo Alfano al Senato. Il provvedimento, ora in discussione alla Camera dove potrebbe ottenere il via libera già questa settimana, è stato preannunciato oggi in sede di conferenza dei capigruppo. Preannunciato anche il decreto sicurezza, che dovrà tornare in seconda lettura a Palazzo Madama dopo l'ormai più che probabile modifica dovuta allo stralcio, a Montecitorio, della norma 'blocca-processi'. Il decreto decade il 24 luglio. 13 - SORO CONTRO FINI: RIVOLUZIONA PROCEDURE CAMERA? (Apcom) - "E' in atto una rivoluzione delle procedure parlamentari che non ha precedenti nella storia repubblicana". Così il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, è intervenuto nell'aula di Montecitorio all'inizio della seduta per contestare la decisione di anticipare l'esame del Lodo Alfano presa ieri dalla conferenza dei capigruppo. Soro ha chiesto provocatoriamente alla presidenza della Camera di spiegare il "senso" di inserire il ddl sull'immunità per le alte cariche dello Stato nel calendario dei lavori "con un andamento di tempi pari a quello che si sceglierebbe per una guerra o per l'attacco alle Twin Towers". Il presidente dei deputati democratici ha chiesto ancora quale fosse "l'urgenza per cui il presidente della Camera ha deciso il contingentamento dei tempi dell'esame del ddl assumendosi una responsabilità gravissima". Quindi Soro ha chiesto "una nuova riflessione nella conferenza dei capigruppo" affinchè "siano garantite sia la maggioranza che l'opposizione". 14 - D'ALEMA: CI SONO DUE PROBLEMI, GIUSTIZIA E BERLUSCONI? (Apcom) - "Esistono due problemi: Berlusconi e la giustizia. E questi due problemi si alimentano a vicenda". E' questa l'opinione di Massimo D'Alema che, in un'intervista a 'Libero', spiega: "sarebbe sbagliato se, per attaccare Berlusconi, si difendesse la giustizia come se le cose andassero bene. In Italia il sistema giudiziario non funziona: siamo il paese con più magistrati per abitante però abbiamo i processi più lunghi". D'Alema definisce tuttavia una "sciocchezza" l'idea che esista un partito dei giudici. "Credo - aggiunge però - che il problema del funzionamento della giustizia sia serio, compreso il problema della responsabilità dei magistrati. Ci sono magistrati bravissimi e magistrati malati di protagonismo. Però non è mai stato possibile affrontare con serietà questi problemi perché dall'altra parte c'è il problema Berlusconi. E lui, quando deve risolvere i problemi della giustizia, non lo fa dal punto di vista del cittadino comune ma dal punto di vista del cittadino Silvio Berlusconi. Il cittadino comune si lamenta perchè la giustizia non funziona, Berlusconi si lamenta perché funziona. Il che è diverso". 15 - E BOSSI RIMPROVERA IL PREMIER "AL TELEFONO È UN PO' COGLIONE"? Da "la Repubblica" - "Silvio Berlusconi un po' è perseguitato, un po' è coglione per come parla di certe cose al telefono...". Umberto Bossi dice la sua sulla questione scottante delle intercettazioni del Cavaliere e non risparmia una battuta tagliente all'alleato. E usa proprio l'aggettivo "coglione". Lo stesso che il presidente del Consiglio, di fronte alla platea della Confcommercio, il 6 aprile del 2006, aveva usato contro gli elettori intenzionati a votare per il centrosinistra: "Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per credere che ci possano essere in giro tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse", aveva ammonito il leader di Forza Italia. 16 - COSSIGA: GOSSIP SU BERLUSCONI MI FAN SCHIFO? (Ansa) - 'Leggo con schifo i gossip su Berlusconi. Mi fanno schifo!'. Lo afferma il senatore a vita Francesco Cossiga. 'La mia opinione - rileva - e' che solo una persona ha il pieno diritto di esercitare critiche sferzanti su i comportamenti sessuali privati dei politici: Eugenio Scalfari, da sempre fermo nella difesa della fedelta' matrimoniale e della indissolubilita' del matrimonio, di cui non dimentichiamo la appassionata campagna contro l'adulterio, la sua proposta di configurarlo come delitto, la sua ferma condanna di relazioni sentimentali e sessuali 'extraconiugali' e 'parallele', ed ancora peggio delle famiglie parallele, cosa che gli e' sempre ripugnata! Un campione di moralita'! Un esempio quasi quanto Santa Maria Goretti'. 17 - STAINO: "INTERVISTA SUPERFICIALE NON SO COS'È IL FASCISMO CANDIDO"? Da "la Repubblica" - Sergio Staino, il "papà" di Bobo, smentisce le affermazioni contenute in un'intervista al Secolo d'Italia. "Chi conosce il mio lavoro può intuire - afferma Staino a Repubblica - che certe affermazioni non possono essere farina del mio sacco: né per lo sprezzante giudizio sui girotondini, né tantomeno per la definizione di "fascismo candido" (giuro di non sapere cosa possa significare) o per la dichiarazione di stima nei confronti del ministro Meloni". Staino si scusa quindi con i lettori (anche con la vignetta qui a fianco) "per la superficialità con cui ho concesso un'intervista a qualcuno che non aveva intenzione di fare informazione, ma cercava solo di costruire un piccolo, inutile scoop" Dagospia 08 Luglio 2008.

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No Cav Day, il Pd contro Grillo "Lasci stare Napolitano" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - "Grillo non si smentisce e, in anticipo sulla manifestazione di Piazza Navona di cui sarà un protagonista, annuncia già che tra i bersagli dei suoi vaffa ci sarà anche il presidente Napolitano". Lo nota il senatore Giorgio Tonini, del coordinamento del Pd e responsabile della formazione, prendendo le distanze dal "No Cav. Day", l'evento dell'opposizione 'girotondina' contro Berlusconi organizzato per oggi pomeriggio a Piazza Navona. Gli attacchi di Grillo a Napolitano - che nel suo blog se la prende con la "banda dei quattro" (Napolitano, Schifani, Fini e Berlusconi), e dice che se il Quirinale non si dissocia dal Lodo Alfano "vuol dire che è utile per tutti" - non vanno giù neanche ad Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori del Pd. "Se manifestare contro i provvedimenti del governo è legittimo - dice Finocchiaro - attaccare il presidente della Repubblica è inaccettabile". Anche Walter Veltroni sottolinea la sua distanza dalla manifestazione promossa da Micromega - che vede fra i principali sponsor anche Antonio Di Pietro, oltre a Pancho Pardi e Furio Colombo - in segno di protesta contro le "leggi canaglia" del governo. "Un'opposizione che dice magnaccia, che solletica l'indignazione ma non fa politica, è un regalo a Berlusconi. Noi siamo diversi: e questa differenza si deve vedere", dice in un'intervista a La Stampa. "Rispetto quanti manifesteranno a Piazza Navona, specie i girotondi che ho sempre considerato una componente vitale della democrazia. Ma sicuramente quell'impasto fatto di antipolitica alla Grillo, di Di Pietro che difende il reato di immigrazione clandestina, di Flores che attacca il presidente della Repubblica è molto lontano da noi", conclude Veltroni. Dal Giappone, a margine del G8, Silvio Berlusconi dice che le manifestazioni non sono utili a formare l'immagine di un paese, che per essere migliorata ha bisogno di fatti concreti. "La priorità - dice il premier - è risolvere il problema della spazzatura che ha causato un danno d'immagine all'Italia". L'evento di oggi - la cui parola d'ordine è 'la giustizia è uguale per tutti' e che ha nel mirino i provvedimenti varati o annunciati dal governo in materia di sospensione dei processi, immunità per le alte cariche e intercettazioni - è stata preceduta da un coro di polemiche, legato sia alla presenza di Grillo che al rischio che l'evento diventi anti-Pd. Flores D'Arcais, direttore di Micromega, smorza i toni: "In questi giorni i rapporti con Grillo li ha tenuti Di Pietro - spiega - ma non credo che ci saranno problemi". Di Pietro, oggi, salirà sul palco. Se l'alleanza con il Pd non viene messa in discussione, dice il leader dell'Idv parlando sempre a 'Radio 24' e Veltroni è il leader della coalizione "in cui mi riconosco", "ognuno fa opposizione come vuole. Questa manifestazione non è di rottura ma è un modo per informare i cittadini su cosa sta facendo il governo". E a chi l'accusa di spaccare l'opposizione e mettere in difficoltà il Pd, ribatte: "Criminalizzate me, ve la prendete con il dito e non vi accorgete della luna che cade". Dal Pd Giovanni Bachelet ha aderito e ci sarà anche Arturo Parisi, in piazza ma non sul palco, "tra i cittadini a condividere il loro disagio", ha detto oggi a 'Radio 24'. La scaletta degli interventi prevede che ad aprire gli interventi sul palco sia Rita Borsellino, poi la parola passerà a Flores D'Arcais. Parlerà poi Di Pietro e chiuderà Furio Colombo. Nel mezzo, numerosi gli interventi di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura: Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Moni Ovadia, Lidia Ravera, Pancho Pardi. In videocollegamento ci saranno Umberto Eco e, appunto, Beppe Grillo. (8 luglio 2008.

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Bossi: anch'io voterò il pacchetto sicurezza (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 161 del 2008-07-08 pagina 3 Bossi: anch'io voterò il pacchetto sicurezza di Redazione Milano. La stretta del governo sulle intercettazioni passerà perché "andrò a votare anch'io". In un'intervista a Telelombardia Umberto Bossi conferma il pieno appoggio della Lega al "pacchetto sicurezza", compresa la norma sulle trascrizioni delle telefonate sotto controllo. "Berlusconi l'ha messa dentro la legge di Maroni e quindi passerà. Passerà perché andrò a votare anch'io" assicura il leader del Carroccio. E alla domanda se la posizione del Cavaliere sulla giustizia influisca sugli equilibri della coalizione, replica: "Bisogna dire che Berlusconi un po' è perseguitato, un po' è coglione lui. Per parlare di certe cose al telefono...". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bufale in piazza contro Berlusconi (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 161 del 2008-07-08 pagina 1 Bufale in piazza contro Berlusconi di Maria Giovanna Maglie Alla fine le parole per dirlo le ha trovate proprio un sito che del gossip e della bella cattiveria, mai separata dalle notizie, ha fatto il suo vanto e costruito un invidiato successo. "Il caso del sito che ha messo in rete una lettera falsa di una conversazione telefonica tra Berlusconi e Confalonieri è la spia delle degenerazioni che stanno avvenendo nel mondo dell'informazione. Prima di tutto, con l'intervento di Dagospia, abbiamo sgonfiato nel giro di pochi minuti una bufala che impazzava sul web e via passaparola. L'era della verosimiglianza è finita: perché è il modo più facile e vigliacco di gettare fango sulle persone. Che poi si giustificano: ma era tutto uno scherzo... Infatti mai abbiamo nemmeno pensato di pubblicare l'indirizzo del sito né tantomeno un testo che giudicare postribolare è poco. Ma quello che ci interessa di più è l'uso e abuso mediatico delle intercettazioni: dall'articolo di D'Avanzo su La Repubblica che fa un bignamino delle presunte conversazioni pruriginose del Cav., a Libero che spara il 5 luglio una fotona della Mara Carfagna in prima pagina e titola: "La ministra che ha rivitalizzato il governo". (Ora nell'articolino Berlusconi parla semplicemente di "ministri giovani" e del loro "contributo di vitalità", di qui alla "rivitalizzazione"...). Ormai la degenerazione-mediatica che sta prendendo il sopravvento, preferisce, in mancanza dei fatti reali, buttarsi sul reality. Al vero che non c'è, avanti col verosimile, ingannando tutti e infilando altra merda nel ventilatore". Ha ragione Dagospia. Provate a leggere gli articoli degli ultimi giorni che invitano Veronica Lario in Berlusconi a divorziare dal marito e portargli via il patrimonio, sempre per via delle intercettazioni che nessuno pubblica ma tutti "bignameggiano", così poi gli italiani finalmente capiranno e seguiranno il suo esempio; oppure descrivono la signora, ferita e chiusa in se stessa, vicini solo i suoi figli, in perenne rilettura di una lettera che qualche tempo fa scrisse a un giornale coraggioso, e che il giornale coraggiosamente pubblicò a tutta prima pagina in luogo delle notizie. Ecco, a leggere i due ripugnanti articoloni di Lidia Ravera e Dario Cresto-Dina, l'Unità e La Repubblica, la disperazione e la malafede di quei giornali e di quegli autori quasi consola, non fosse per la degenerazione del famoso dibattito politico e sociale. In realtà la signora Berlusconi nell'ultimo periodo non ha rilasciato una sola dichiarazione, non un'intervista, nemmeno due frasette pepate affidate a qualcuno di fiducia che le rendesse pubbliche discretamente ma credibilmente. Era all'estero, beata lei, in viaggi di grande cultura tra l'Asia e il Sud America. No, è tutto inventato, costruito, manipolato, in un percorso di follia al quale è difficile ma necessario avvicinarsi per capire. L'idea è la seguente: se il governo che ha vinto abbondantemente le elezioni non riesce a cadere con le spallate e i girotondi di Antonio Di Pietro e di certi magistrati, se non riesce ad essere isolato nel Paese grazie ad accuse inverosimili di razzismo, se non viene sconfitto in Parlamento col lavoro di un'opposizione incalzante, fatta di idee e programmi forti che coinvolgono e convincono anche una parte della maggioranza, se così non è, allora seminiamo immondizia, facciamola girare, poi ricorriamo a Veronica, e speriamo in bene. Sentite la Ravera, la famosa femminista storica che descrive come un guardone cose e donne solo per sentito dire: "Se questo luogo, che dovrebbe essere sacro, è inquinato da personaggi di dubbia moralità che si scambiano femmine e favori, se due ministri (femmina) si consultano sulla lotta all'impotenza coeundi di un loro caro ed influentissimo amico, invece di pensare all'istruzione degli adulti di domani o alle politiche da mettere in atto per combattere ogni atteggiamento discriminatorio nei confronti della forza lavoro femminile (compreso il celebre: dammela, se no la carriera te la scordi), questo è un fatto grave. Gravissimo. Su cui, forse, prendendo esempio da Veronica, bisogna tacere, ma certamente, come forse deciderà di fare anche lei, prendere provvedimenti". E Cresto-Dina, che sa, ah se sa, e non certo da chiacchiere di cameriere, come stanno veramente le cose tra Arcore e Macherio: "Almeno per ora, la signora Berlusconi non parla. Spiega di non volere entrare in questo "ciarpame", ma ha le idee chiare. Una sopra tutte, come ha confidato a chi le sta vicino: l'inchiesta di Napoli nei confronti del premier e di Agostino Saccà, le intercettazioni telefoniche ordinate dai pm partenopei, sollevano un problema di morale pubblica". La saga della bella donna non più nel fiore degli anni, ricca eppure sola e offesa, la descrive meglio di una soap. Ricordate quando il leader del Pd propose alla signora Berlusconi una collaborazione? Era un gesto ridicolo, eppure disperato. Tendenza Veronica o no, credo di aver già visto, all'inizio degli anni '90, metodi sporchi utilizzati in luogo delle regole della politica. Finì male perché buttarono il bambino con l'acqua sporca, non dovrebbe riuscire oggi perché gli italiani hanno compreso molte cose. Tuttavia, la sola presenza di Antonio Di Pietro, così disinvoltamente passato da un ruolo all'altro, mi inquieta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Finta intercettazione per colpire Berlusconi (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 161 del 2008-07-08 pagina 3 Finta intercettazione per colpire Berlusconi di Fedele Confalonieri Inventano una conversazione riservata tra il Cavaliere e Confalonieri e la mettono in rete. Ma Dagospia smaschera l'imbroglio Il sito internet www.laprivatarepubblica.com pubblica il testo di una presunta telefonata tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente di Mediaset lasciando intendere chi si tratta di un'intercettazione giudiziaria. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il Pd prende le distanze da Grillo: "Attacchi a Napolitano inaccettabili" (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA Oggi è il giorno della riscossa dei "girotondi": convocata dalla rivista Micromega e da Italia dei valori in piazza Navona a Roma a partire dalle 18, manifesterà l'opposizione senza compromessi, quella che diffida del premier e non vuole sentir parlare di "dialogo". Parola d'ordine della mobilitazione: la giustizia è uguale per tutti. Nel mirino i provvedimenti varati o annunciati dal governo Berlusconi in materia di sospensione dei processi, immunità per le alte cariche dello Stato, intercettazioni e diritto di cronaca. Sul palco di piazza Navona gli striscioni citeranno l'articolo 3 della Costituzione, la frase "La legge è uguale per tutti" e una sentenza della Corte suprema americana: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa, affinché la stampa sia libera di censurare i governi". Dal canto suo il segretario del Pd Walter Veltroni marca la distanza con Di Pietro, che oggi a "Radio 24" ha affermato che il modo con cui il governo sta cercando di far passare la norma blocca-processi nel decreto sicurezza è simile allo "stile mafioso". Tonini: "Grillo non si smentisce" "Grillo non si smentisce e, in anticipo sulla manifestazione di piazza Navona di cui sarà un protagonista, annuncia già che tra i bersagli dei suoi vaffa ci sarà anche il presidente Napolitano". Lo sottolinea in una nota Giorgio Tonini, del coordinamento del Pd e responsabile della formazione. "Noi - aggiunge - non ci meravigliamo più di tanto: una volta scelta la strada di invitare Grillo non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Ma come hanno fatto a non capirlo quanti hanno promosso la manifestazione e continuano ad assicurare che non sarà contro Napolitano?". Finocchiaro: "Bisogna prendere le distanze dalle posizioni del comico" "Ho letto alcune affermazioni di Grillo davvero imbarazzanti. Attaccare il Presidente della Repubblica non mi sembra una scelta particolarmente efficace e mi auguro che gli organizzatori della manifestazione di oggi a piazza Navona prendano le distanze da queste posizioni". Lo afferma Anna Finocchiaro, Capogruppo PD a Palazzo Madama "Manifestare contro i provvedimenti del governo è legittimo - prosegue Anna Finocchiaro - attaccare il Presidente della Repubblica è inaccettabile". "Non è con i vaffa e gli attacchi al Quirinale - conclude la Capogruppo - che si costruisce una alternativa a Berlusconi". LINK + Beppe Grillo: "Oggi parlerò di colpetti di Stato" F. SCHIANCHI + Sinistra divisa nel giorno dei "no Cav"  A. RAMPINO.

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Su Internet pubblicata la telefonata Berlusconi-Confalonieri, ma è un falso (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il responsabile del sito: "Era solo uno scherzo" Su Internet pubblicata la telefonata Berlusconi-Confalonieri, ma è un falso Ghedini: "Un falso plateale, completamente inventato". Confalonieri: "Evidente montatura" ROMA - Un falso. Clamorosamente e volutamente un falso. Ma, seppur per un breve lasso di tempo, nelle redazioni è serpeggiato il dubbio. Un sito Internet ha pubblicato nel pomeriggio di lunedì la trascrizione di una presunta conversazione telefonica tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri. Il contenuto? Una stesura inventata, in versione boccacesca, di quello che il gossip ha raccontato in questi ultimi giorni. Con la precisazione, alla fine, che il contenuto era inventato e che si trattava di uno scherzo. Le reazioni non si sono fatte attendere. AZIONI LEGALI CONTRO L'AUTORE - "In relazione alla pubblicazione in un sito Internet di una comunicazione telefonica, asseritamente intercorsa nell'ambito di un procedimento penale fra il presidente Berlusconi ed il dottor Confalonieri, si tratta con assoluta evidenza di un falso plateale completamente inventato e surrettiziamente costruito". Lo sottolinea Niccolò Ghedini, legale del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Trattasi - aggiunge - di un testo con ogni evidenza gravemente diffamatorio e per il quale saranno esperite tutte le azioni giudiziarie del caso, diffidando chiunque nel contempo a pubblicarlo o a riprenderne anche parzialmente il contenuto". CONFALONIERI - Anche il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, "dichiara che si tratta di un falso e di un'evidente montatura costruita per recare grave danno alla reputazione dei soggetti interessati". Confalonieri, si legge in una nota Mediaset, "diffida quindi ogni organo di informazione alla diffusione in tutto o in parte di questa falsa telefonata la cui pubblicazione sarebbe gravemente e gratuitamente diffamatoria. Contro chi dovesse contravvenire saranno proposte tutte le azioni giudiziarie in ogni sede competente". L'OSCURAMENTO - La ricostruzione dei fatti: a metà pomeriggio il sito "Dagospia" "strilla" nella homepage che un sito ha pubblicato quella che viene definita la trascrizione di un'intercettazione dai toni molto personali tra il presidente di Mediaset e il leader Pdl. Non vengono forniti ulteriori dettagli, né l'indirizzo del sito. Solo la stringa della durata della presunta conversazione trascritta. Poco dopo "Dagospia" riporta un post siglato "LPR", in cui il "responsabile di ...com" (neanche in questa occasione viene citato l'indirizzo del sito in questione) dice a sua volta: "l'intercettazione è chiaramente falsa, vorrei una piccola puntualizzazione prima di trovarmi folle inferocite sotto casa". A questo punto è lo stesso "Dago" a replicare: "Chiaramente? Mah, mica tanto. Comunque, tale manciata di cattivo gusto la riservi per i suoi amici più intimi". Dopo che è scoppiato il caso, l'agenzia Adnkronos manda in rete un lancio in cui afferma che la magistratura romana si preparebbe ad intervenire per oscurare il sito che ha pubblicato la falsa telefonata. Anche in questo caso, poco dopo, sul sito appare la scritta: "Sito web in manutenzione". "ERA SOLO UNO SCHERZO" - "Era solo uno scherzo, credevo ci fosse più senso dell'umorismo" ha detto il responsabile del sito su cui è stato pubblicata la falsa intercettazione tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri. L'autore, uno studente, ha chiesto di non rivelare la sua identità. "La reazione - ha sostenuto - mi è parsa eccessiva, molto eccessiva. Era uno scherzo, una satira diretta non tanto ai diretti protagonisti della vicenda, quanto al sistema informativo, ai meccanismi della stampa. L'ho anche esplicitato in apertura del post, che comunque ho tolto dal sito". "Non mi pare il caso - ha proseguito - di montare una polemica di questo tipo, basta. Speravo ci fosse più senso dell'umorismo. Tutto qua. Adesso vorrei solo lasciare scivolare nell'oblio la notizia". A proposito del sito "il server non ha retto", ha spiegato. "Spero di non venire oscurato". stampa |.

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La gang del gossip (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'inchiesta nel numero di a in edicola La gang del gossip Los Angeles è il regno dei paparazzi che corrompono, spiano, minacciano: tutto pur di ottenere uno scatto "X17", "Ramey Photo Agency", "Boris Nizon's Fame Pictures", "LDP Images", "Scoopt". Sono le agenzie fotografiche di Los Angeles, il più grande serbatoio al mondo di immagini sulle celebrities. Controllano un esercito di fotografi professionisti ma anche di paparazzi per caso, il prodotto di una metropoli dove tutti in qualche modo sono "voyeur", dove a ogni ora ci sono party, anteprime, eventi, dove a ogni angolo puoi incontrare una star, arraffare lo scoop che ti fa ricco, basta uno scatto con il telefonino e l'immagine finisce sul mercato. CELEBRITY SHOW - Il celebrity reality show è continuo, alimenta cause e risarcimenti, c'è chi vende informazioni e chi le sfrutta. Si scatenano, in estate, i 450 paparazzi in azione in città, in cambio di somme dai 3mila ai 5mila dollari più alte percentuali sugli scatti e il pagamento delle spese. Che sono spesso altissime. Possono comprendere anche l'affitto di cani di razza e cavalli e l'iscrizione a club carissimi per pedinare ovunque gli attori famosi. Li trovi dappertutto, sui tappeti rossi o arrampicati sugli alberi, travestiti da turisti, alla guida di macchine truccate, appostati all'ingresso dei negozi più frequentati o dei night sul Sunset e Hollywood Boulevard o a West Hollywood. Un mondo variopinto, ma sempre più equivoco, fatto anche di ricatti, informatori, pagamenti sottobanco, relazioni pericolose con poliziotti e avvocati. Un mondo dove ognuno ha le sue segretissime e pagatissime fonti: autisti e infermieri, bodyguard e baby sitter. Per non parlare dei taxisti, sempre più utilizzati dagli attori che vogliono evitare arresti per ubriachezza all'uscita dei party. FBI - Si è mossa persino l'Fbi, mettendo sotto inchiesta agenzie fotografiche e giornali di gossip colpevoli del cosiddetto "pay for play", contanti in cambio di informazioni riservate. Sempre più spesso le star fanno firmare a chi lavora per loro accordi "secret services" che prevedono penalità durissime in caso di indiscrezioni. Ma c'è poco da fare. Si vende di tutto: persino le foto della loro biancheria intima. Un incubo anche per gli anonimi abitanti dei quartieri sotto assedio, che moltiplicano le denunce. Possono contare su una nuova legge sottoscritta dal governatore Arnold Schwarzenegger, che nel 1998 fu inseguito e tamponato con la moglie Maria Shriver da due fotografi. Ormai è guerra. Non si contano più i paparazzi sotto inchiesta, gente come Galo Ramirez, accusato di aver inseguito e urtato l'auto di Lindsay Lohan. Li hanno soprannominati "stalkerazzi", un vocabolo coniato da Tom Hanks, che vive braccato a Pacific Palisades. Il sindaco di Malibu, Pamela Conley Ulrich, non sa più come arginarli: "Abbiamo messo sotto contratto alcuni celebri avvocati per difendere i cittadini esasperati". Colpa di un locale soprannominato Polaroid Beach House e di una media di 26 party al mese, con relativi inseguimenti sulla Pacific Highway. LISTA NERA - Ogni giorno, nuovi locali finscono sulla lista nera. Sconsigliabile, per esempio, andare a mangiare da Ivy, sull'elegante Robertson Boulevard, perché buona parte dei clienti sono in realtà "spie" munite di microcamera e registratore per intercettare le conversazioni. Il mercato è esploso con i siti di gossip online. TMZ (autore dello scoop su Mel Gibson che lancia offese antisemite a una poliziotta, o di Alec Baldwin che insulta al telefono la figlia) ha aperto anche un canale tv, attivo 24 ore su 24. E il bersaglio sono sempre più spesso i politici. Spiega il fondatore, Harvey Levin: "Setacciamo gli annunci porno sul Los Angeles Weekly per verificare chi frequenta i locali di striptease, cerchiamo falsi nomi nelle prenotazioni degli alberghi, presidiamo le seconde case. Ma siamo molto attenti anche ai fenomeni pop come Miley Cyrus, la star-teenager di Hannah Montana: i giovani alzano l'audience". Gossip, agguati, ricatti. Un sottobosco che ha ispirato persino una serie tv, Dirt, interpretata da Courteney Cox (che non a caso vive a Malibu): gli eccessi di una giornalista senza scrupoli che dirige una rivista scandalistica. Ma il gioco è diventato pericoloso. INCHIESTA - Un'inchiesta ordinata dal sindaco di L.A., Antonio Villaraigosa, paparazzato mentre usciva dalla casa dell'amante, ha dimostrato che alcune agenzie hanno reclutato membri delle gang per procurarsi scatti a qualunque costo. L'agenzia JFX prende addirittura il nome di una gang del passato: uno dei suoi fotografi, Gerard Dan Jose, ex membro di una banda, da giovane è stato cinque anni in prigione: "Sono cresciuto nelle strade di South L.A., senza padre e con una madre cameriera. L'interesse per la fotografia mi ha salvato", racconta. Oggi Jose lavora in proprio e ha fatto i soldi: è sua la prima foto di Angelina Jolie con il figlio Maddox appena adottato. "In una città dove una foto può valere anche 500mila dollari, gli informatori sono ovunque", ammette Frank Griffin della Bauer-Griffin: "Ci sono agenzie che arrivano a fare 3mila scatti al giorno e ovviamente non tutti vengono venduti ai giornali: gli agenti degli attori pagano perché siano distrutti". Ma nessuno è innocente: "È un circolo vizioso. Perché da un lato ci accusano di non avere rispetto per niente, dall'altro, quando fa comodo, sono gli agenti ad avvertirci". Ci sono poi agenzie, come la WireImage, che hanno deciso di fare solo servizi autorizzati o concordati con le celebrities: reportage quotati da 10 mila a un milione di dollari. Ma restano una minoranza. Michael Douglas se la prende con gli eccessi delle nuove leve, personaggi come Paris Hilton, Lindsay Lohan o Britney Spears: "Certe giovani attrici spingono i paparazzi a diventare detective". E accusa: "Se qualcuno dice che le foto rubate valgono il doppio di quelle, pagate milioni di dollari, scattate dopo un accordo, è sicuro che centinaia di paparazzi saranno pronti a rompere le regole. Accordarsi per un'esclusiva, come ho fatto io per il mio matrimonio, è una garanzia, ma poi scopri che devi difenderti dai pirati". Risultato: vivere a Los Angeles è diventato pericoloso. Ti inseguono, ti braccano, ti buttano fuori strada mentre guidi. LE STAR SCAPPANO DA LOS ANGELES - E le star cominciano a fare le valigie: "Chi può va a vivere nel Montana, a San Francisco, a Santa Barbara, dove è comunque più difficile essere fotografati". Basta un passo falso per finire nei guai. Così si diffonde la figura del "media consultant", un esperto che valuta le possibilità di ricatti e l'andamento del mercato. Uno dei più noti è Michael Sands, che spiega: "Il denaro guadagnato dalle agenzie con scandali come quello di Whitney Huston e Bobby Brown ha ingigantito il business". Commenta Cher: "La situazione è molto cambiata da quando, anni fa, portavo i miei fidanzati in albergo perché qualcuno spiava sempre chi usciva da casa mia al mattino. Oggi si spiano i figli, si indaga sulla loro eventuale diversità. Io ho sempre difeso mia figlia e la sua compagna da ogni intrusione nella loro privacy. Ma mi ha lasciato di ghiaccio la notizia che il sito web di una delle più importanti agenzie di Los Angeles lancia appelli ai cittadini perché scattino foto ai loro vicini di casa o di tavolo". Emblematica la storia di François Regis Navarre, detto Frank, ex corrispondente di Le Monde. Con la moglie Brandy ha creato un'agenzia fotografica, la X17, che lo ha reso ricchissimo: "Gli agenti delle star mi dicevano sempre di no, oggi mi pregano per avere un sì", racconta. I paparazzi che danno la caccia agli attori? Spesso accade l'opposto, puntualizza: "Ci sono locali molto frequentati che ti fanno causa se mandi i fotografi sui loro marciapiedi, poi, se non li citi, ti fanno un'altra causa perché si sentono esclusi dallo spotlight. E ci sono star che ti dicono "lasciami in pace", e poi ti fanno telefonare dall'agente: "Perché non avete coperto la presenza del mio cliente a quell'evento?"". Oggi Frank ha una casa a Pacific Palisades, tra le ville delle star alle quali dà la caccia. "All'inizio ho fatto tutto da solo. Adesso ho uno stuolo di operatori dislocati in diverse zone della città". Lo "show business dream" sta creando un esercito di baby-paparazzi. Ragazzini armati di macchina fotografica che s'infilano nei party o si piazzano davanti alle discoteche. "Siamo i più giovani paparazzi di Hollywood", hanno detto alla rete Abc Blaine Hewison, 15 anni e Austin Visschedyk, 14. "Stando ore nei luoghi giusti abbiamo venduto foto a un sacco di giornali. E abbiamo messo da parte i soldi per pagarci il college". Giovanna Grassi stampa |.

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Da magistrato resto nel mio ufficio ma la giustizia rischia il disastro (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Giancarlo Caselli "Da magistrato resto nel mio ufficio ma la giustizia rischia il disastro" "Io resto nel mio ufficio", dice il Procuratore generale di Torino, Giancarlo Caselli. Ben distante da piazza Castello. E se qualche magistrato decidesse di partecipare alla manifestazione dei girotondi darebbe ragione a Berlusconi quando parla di "giudici militanti"? "Ognuno è libero di comportarsi come crede - risponde Caselli -. Quanto alla Giustizia dico che i problemi sono tanti e di gravità crescente, ogni giorno di più, e non mi riferisco solo ai provvedimenti blocca-processi o sulle intercettazioni, di cui abbiamo già detto le pesanti conseguenze: salterebbero centomila processi. "E' un momento di grave crisi, si rischia persino il disastro. La legge finanziaria, infatti, impone tagli alle spese di giustizia tali da prevedere riduzioni di organici e di operatività per cancellieri e magistrati, attività che già ora sono in grande sofferenza. A pagare il conto di questa situazione saranno i cittadini che chiedono sicurezza e che vedranno venir meno la tutela dei loro diritti".

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RETATA A RIO: ARRESTATO DANIEL DANTAS (TELECOM BRASIL) - ATTI HARD SACCA'-BERLUSCONI DA NAPOLI A ROMA: UNA VITTORIA DI PIRRO SHOPPING PER BOUQUET E COSTAMAGNA E VAI CON LA NEW (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

RETATA A RIO: ARRESTATO DANIEL DANTAS (TELECOM BRASIL) - ATTI HARD SACCA'-BERLUSCONI DA NAPOLI A ROMA: UNA VITTORIA DI PIRRO ? SHOPPING PER BOUQUET E COSTAMAGNA ? E VAI CON LA NEW ENTRY SABINA DEGAN? 1 - Stamattina alle 6 ora di Rio de Janeiro (11 orario di Roma) é stato arrestato Daniel Dantas e con lui altri 9 persone tra soci e collaboratori compresa la sorella. Nella stessa retata sono stati tratti in arresto il miliardario Naji Nahas (libanese naturalizzato brasiliano, amico di Clinton e vari potenti)) che dovrebbe aver avuto il compito di intermediare con il PT (partito di Lula) il passaggio di svariati milioni di dollari nella questione Opportunity/Fondi di Investimento nella novella Telecom/Brasil Telecom. Altro soggetto famoso prelevato nel sonno é Celso Pitta ex Sindaco di San Paolo. Per maggiori dettagli puoi consultare il maggior sito brasiliano e il piú diffuso quotidiano.: www.uol.com.br www.folhaonline.com.br 2 ? Potrebbe trasformarsi in un boomerang il trasferimento degli atti dell'inchiesta a luci rosse Saccà-Berlusconi da Napoli a Roma, voluta dall'avvocato e senatore di Forza Italia Niccolò Ghedini. Fino ad oggi i titolari del fascicolo erano infatti i pubblici ministeri di Napoli. Da oggi il caldissimo dossier con intercettazioni allegate viaggia da Napoli a Roma ed i titolari dell'azione penale e gli investigatori che hanno avuto le carte tra le mani si moltiplicano. Se escono le intercettazioni sarà impossibile trovare il responsabile e da Napoli si potrà dire "fino a che erano da noi sono rimaste quasi secretate....". 3 ? I piccioni di Pantelleria, Carol Bouquet e Claudio Costamagna scutrettolavano questa mattina per via della Spiga con smanie di shopping. 4 ? Fiato alle trombette, anche "Sorrisi e CanzoniTV" (http://www.sorrisi.com/sorrisi/diretta/art023001043064.jsp) ? chissà come, chissà quando ? si è accorto del fascino di Sabina Degan, bellissima attrice croato-tedesca, ex fiamma del produttore cinematografico Gianni Di Clemente, ora molto stimata da Berlusconi. Così al Roma Fiction Festival sarà presente con una produzione Mediaset: "La ragazza del lago". In tv la vedremo in "Crociera Vianello". E poi, s getterà sulla politica? 5 - Dal "Corriere della Sera" - Raffaella Carrà tornerà su Raiuno con "Carramba che fortuna", al via il 17 settembre. Dopo le voci che parlavano di una probabile sospensione del programma, ieri, nell'incontro tra Fabrizio Del Noce e la conduttrice è stato confermato che "Carramba che fortuna" si farà e sarà abbinato alla Lotteria Italia. 6 - Carlo Rossella per "Il Foglio" - Festa on the beach di Lilli e Fabiano all'Ultima Spiaggia. Aristos, gauche caviar, eleganza e sapore di mare. Profonde discussioni politiche. Si è parlato molto bene di Lady Veronica. 7 - (Ansa) - L'intero incasso, circa 60 mila euro, del concerto della band tedesca dei Tokio Hotel, che domenica sera si e' esibita all'ippodromo delle Capannelle a Roma, e' stato rubato nella notte tra domenica e lunedi'. Il furto, si e' appreso, e' avvenuto nel cuore della notte in un ufficio dove si trovava la cassaforte con il ricavato dello show al quale avevano assistito circa 15 mila giovani. I ladri, dopo aver disinserito l'allarme, hanno aperto la cassaforte con una chiave artigianale. I soldi erano gia' pronti per essere versati lunedi' mattina in banca ed erano stati preparati in piccole buste di cellophane. I carabinieri hanno avviato accertamenti. 8 ? Luciano Verre per la Gazzetta dello Sport - Simona Ventura ha acquistato un appartamento a Manhattan, New York: "Lo userò per lavoro". Valeria Marini è attesa a Porto Cervo direttamente da San Giovanni Rotondo dove ha vissuto un seminario di preghiera nel convento di Padre Paolo di Pietrelcina. Guai giudiziari per la soubrette nera Sylvie Lubamba, il tribunale di Tempio Pausania, 30 km da Porto Cervo, la processerà per furto di carte di credito e truffa. Atteso a Porto Rotondo con il suo nuovo 65 metri con Jacuzzi sul ponte, Giorgio Armani che l'11 luglio festeggia 74 anni. 9 ? Weekend a Gallipoli, dove si è svolta una cena riservata nel Palazzo nel centro storico del produttore cinematografico Ugo Tucci, attualmente ingaggiato per le riprese della Fiction "Suocere" per Mediaset. A partecipare alla cena vari ospiti rigorosamente vestiti in bianco: la producer Renata Ranieri,Franco Tatò, il produttore americano Peter Hoffman, il regista Tony Scott (fratello di Ridley), l'imprenditore Piergiorgio Bassi accompagnato dalla bella attrice Susanna Petrone e il grande Samuel L.Jackson, arrivato in elicottero con tanto di gorilla dalla Turchia. Samuel Jackson, dopo aver divorato 32 gamberi, ha proposto alla Petrone un piccolo ruolo nel suo prossimo film d'azione che si girerà tra la Sicilia e la Turchia, dove pare nel film "Mafioso" ci sia la controfigura di Prodi, nei panni dell'ex capo di Governo italiano, durante una trattativa con i servizi americani. 10 - Grande cena di Vittorio di Brusaporto al Teatro Versace di Milano per la presentazione del progetto vincitore del concorso per il rinnovo delle Terme di San Pellegrino. Attovagliati da Susanna Messaggio, tra gli altri, Santo Versace, Luciano Benetton, Elio Fiorucci, Alessandro Cecchi Paone, Edoardo Raspelli, Francesca Lovatelli Caetani, Roberto Formigoni, Ettore A.Albertoni, Pier Giorgio Prosperini, Claudio Noziglia(presidente di E Polis), la playmate Reina Moncada, conduttrice a Canale Italia. Dagospia 08 Luglio 2008.

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OPPOSIZIONE, CHI VINCE E CHI PERDE (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Lucia Annunziata OPPOSIZIONE, CHI VINCE E CHI PERDE Pochi o molti che siano, simpatici o meno gli intervenuti, stasera alle 18 a Piazza Navona a Roma la manifestazione organizzata da Di Pietro, e benedetta da Grillo, fa partire una nuova competizione dentro il centro sinistra. Non certo sulla scelta dei leader ma sulla natura e sull'identità dell'opposizione. Ancora una volta, come sempre è successo negli ultimi quindici anni, è la giustizia il passaggio obbligato. E il ripresentarsi della stessa questione ha portato già molti a commentare, fuori ma anche dentro il centro sinistra, che questo è il punto debole, il pozzo nero da cui l'opposizione non sa venir fuori. Schema di lettura che per altro è esso stesso non nuovo e della cui staticità conviene discutere. Al momento è però forse più rilevante chiedersi se questa interpretazione sia giusta: se davvero la manifestazione di oggi a Piazza Navona sia sempre la solita cosa, il solito antiberlusconismo, il solito conflitto fra estremisti e leader del partito (oggi Veltroni, ma poteva essere chiunque altro). O se invece non sia in atto una dinamica diversa. La diversità è intanto nelle mosse del premier. Anche lui, infatti, come i suoi avversari, ripete le parole e i gesti di sempre; eppure gli stessi atti hanno oggi un significato indubbiamente nuovo. Il Berlusconi che arrivò la prima volta al governo, più di un decennio fa, era molto diverso dall'attuale: il giovane e irruente affabulatore di allora era un uomo vigorosamente diverso dentro il panorama politico. I suoi interessi di fondo erano, allora come oggi, e per sua ammissione, "la difesa dei suoi interessi e di se stesso", ma nel Paese con lui arrivava comunque una ventata nuova. Così come nuove apparivano le sue parole contro i giudici: era fresca allora la memoria di Mani Pulite, il processo Andreotti in corso, per cui il discorso sulla giustizia risuonava di umori ampi perché coglieva i dubbi di molti. Negli anni, invece, di pari passo alle misure ad personam con cui i nuovi governi Berlusconi intervenivano, lo scontro con i giudici diventò sempre meno corale, fino al solipsismo di una sfida individuale: un uomo contro un sistema. Il Berlusconi di oggi, che appena ritorna sullo scranno di premier riapre il suo contenzioso con i giudici (e le loro ombre, ai suoi occhi, cioè i giornalisti), introduce un ennesimo sviluppo di questa saga: lo scontro tra il premier e i giudici non è nemmeno più quello di un uomo contro un sistema, bensì un limitatissimo e focalizzato intervento su un paio di temi e un paio di processi. I nuovi interventi che Berlusconi chiede non hanno più nulla di epico, nulla che riecheggi una condizione storica: non sono conditi più né dalla retorica dei diritti individuali, né dall'interesse generale, e nemmeno da un forbito discorso sulla giustizia nelle democrazie. Non si evoca neppure la riforma della giustizia: lo scudo per il premier e le misure anti-intercettazioni appaiono, e sono, solo una piccola pulizia di un paio di angoli della casa che non erano ancora messi a posto. La prova di tutto questo non è tanto nelle parole della sinistra, che è a sua volta spaccata, ferita dallo scontro con i giudici, confusa dalla sua stessa debolezza. L'estremo isolamento con cui Berlusconi porta avanti queste sue ultime accuse è rispecchiato dal silenzio di molti o dai mugugni di altri dentro il suo stesso schieramento. Parliamo dei malumori della Lega, dello sfilarsi di importanti ministri e importanti cariche dello Stato da ogni solidarietà con Silvio e, infine, dell'alacre progredire dei lavori con cui una buona parte del governo segnala il suo distacco dalla centralità delle questioni poste dal premier. Non che non si capisca questo atteggiamento: ministri come Bossi o Tremonti, per esempio, hanno priorità molto diverse da quelle della giustizia, e l'impegno con cui il premier si butta invece su questo tema non può essere visto da loro che come una distrazione o una complicazione dei percorsi stabiliti. Bossi si rende infatti non a caso disponibile a discutere anche con il centro sinistra del Federalismo fiscale; così come ci sono pochi dubbi che la rottura del dialogo con l'opposizione penalizzi un progetto di riforme economiche. Quel che scrivo non va d'accordo con recenti sondaggi che danno il premier di nuovo in salita e i giudici in discesa nei favori popolari. Ma la valutazione reale del giudizio degli italiani andrebbe incrociata con un sondaggio sulle loro attuali priorità: quanto popolare o fondamentale appare loro lo scontro sulla giustizia? Tornando alle scelte del centro sinistra: se le ragioni di Berlusconi contro i magistrati appaiono più pallide che in passato rispetto alla forza degli interessi generali, anche nella sua stessa parte politica, non conviene all'opposizione dividersi su questi temi. Il dialogo sulle riforme o sull'economia si può perseguire, senza necessariamente fare della giustizia le forche caudine di ogni accordo. La natura del tutto personale del terreno scelto dal premier è troppo evidente per farsene anche solo tentare. Si dica un netto no: sulla giustizia non si tratta. Non succederà nulla, vedrete, al resto del dialogo nazionale. Le cattive proposte si esauriscono da sole.

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Marta Flavi: <Io raccomandata da Silvio> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'ex moglie di costanzo nelle intercettazioni tra l'attuale premier e agostino saccà Marta Flavi: "Io raccomandata da Silvio" L'ex conduttrice di Agenzia matrimoniale a Vanity Fair: "Berlusconi ha provato ad aiutarmi e lo ringrazio" Marta Flavi e Silvio Berlusconi ROMA - Anche Marta Flavi è finita nelle intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. L'attuale premier proponeva la conduttrice al direttore di Rai Fiction per la serie "Incantesimo" per la quale la Flavi aveva sostenuto un provino. "Ed era anche andata bene. Ma poi telefonano al mio agente e gli dicono che non mi possono prendere perché per quel ruolo c'è una raccomandata. Penso: raccomandata lei, raccomandata io, uno a uno palla al centro. Alla fine, comunque, non mi hanno presa". Lo racconta la diretta interessata Marta Flavi al settimanale Vanity Fair, in edicola mercoledì. "MI HANNO PROPOSTO UN MILIONE DI EURO PER UN REALITY" - "Berlusconi mi ha raccomandata e io lo ringrazio" dice la Flavi. "Voglio ringraziare pubblicamente Berlusconi - aggiunge - per essersi interessato a me e scusarmi con lui se gli ho procurato dei fastidi, ma non bisogna vergognarsi mai di chiedere lavoro. La sua è stata solo la telefonata affettuosa di un imprenditore che mi conosceva e mi apprezzava". La Flavi racconta delle intercettazioni pubblicate sui giornali che l'hanno riportata alla ribalta della cronaca in questi giorni. "Purtroppo in Italia se non sei segnalato non hai nessuna speranza", spiega l'ex conduttrice di Agenzia matrimoniale, che racconta di aver ricevuto un'offerta di un milione di euro per partecipare a un reality. "C'è da vergognarsi, è uno schiaffo alla miseria", commenta nell'intervista. "SENZA MAURIZIO COSTANZO.. " - Nell'intervista a Vanity Fair, la Flavi ricorda Agenzia matrimoniale, un successo - ammette - anche merito di Maurizio Costanzo, all'epoca suo marito. "Senza di lui non avrei mai avuto l'occasione di fare un programma come quello. Poi, certo, per durare in televisione devi essere brava, fare ascolti". "Maurizio lavorava sempre e non gli importava di nient'altro. Oggi ho imparato che una persona non riesce in quel tipo di carriera se non è fatto così, ma allora non lo sapevo e pretendevo da lui una vita da coppia normale: vedersi la sera, un fine settimana insieme. Non è un caso che mi abbia lasciata per un'altra persona, Maria De Filippi, che è identica a lui. Hanno il lavoro come obiettivo. Insieme sono perfetti". LA BATTUTA D'ARRESTO - Una carriera televisiva, quella della Flavi, che ha avuto un arresto forte. "A fine anni Novanta mi sono presa un anno di pausa dalla televisione e, quando ho cercato di rientrare, ho trovato tutte le porte chiuse. L'anno scorso mi hanno offerto di partecipare a un reality show. Non ho mai pensato di accettare". stampa |.

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DIFENDERE DAGO - I BLOGGER RIVENDICANO IL DIRITTO ALLA CAZZATA VIVA NADAL LA MAGLIE ANTI-ISLAM VIGILI E PISTOLE ASPETTANDO GLI UFO: MA COLUMBRO È USCITO DAL COMA? (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

DIFENDERE DAGO - I BLOGGER RIVENDICANO IL DIRITTO ALLA CAZZATA ? VIVA NADAL ? LA MAGLIE ANTI-ISLAM ? VIGILI E PISTOLE ? ASPETTANDO GLI UFO: MA COLUMBRO È USCITO DAL COMA?? Riceviamo e pubblichiamo: © Foto U.Pizzi"> Silvio Berlusconi © Foto U.Pizzi Lettera 1 Non sono d'accordo con chi ha criticato Dagospia circa le prese di distanza sull'intercettazione farsa Cav-Confa. Sinceramente anch'io ci sono cascato. Una volta appurata la totale infondatezza di tali fasulle intercettazioni, il sito di D'Agostino si è scusato e ha preso le dovute distanze. Nessun moralismo, dunque. Semmai questo fatto dovrebbe farci riflettere su due questioni molto importanti: 1) in internet gira tanta di quella merda che la metà basta e avanza. Forse una regolamentazione sui blog o su determinati siti sarebbe opportuna per non dire doverosa. 2) la sinistra ha inquinato la vita politica del Paese. Lo ha sempre fatto nella sua triste e fosca storia: dal terrorismo a fatti molto più futili come le intercettazioni telefoniche di ogni tipo (fasulle comprese) sparacchiate ai quattro venti da giornali, blog o siti amici. Lo scopo è sempre il medesimo: destabilizzare lo Stato sovvertendo la volontà popolare. Chi non ha mai avuto idee, chi non è mai stato propositivo, ha sempre cercato di infangare, e in taluni casi di eliminare, l'avversario politico di turno. Paolo Lettera 2 Preg. Direttore, sono sicuro di non essere il solo ad esprimerle solidarietà circa le accuse che alcuni "probi" cittadini le hanno mosso circa la pubblicazione e la successiva stigmatizzazione delle false intercettazioni relative al presidente del consiglio da parte di uno "studente" che invece di studiare, si prende la briga di pubblicare, (e non solo per pochi intimi!) in un momento molto delicato politicamente e socialmente, falsi verbali di intercettazioni telefoniche, aventi per obiettivo la calunnia e la diffamazione di uomini di Stato, "casualmente" solo di una certa parte politica... La buona fede di questo studente è tutta da provare ma in realtà non potremmo meravigliarci più di tanto in un Paese dove le parti politiche avverse, a fronte di un risultato elettorale così eclatante per una delle due fazioni, pensino più a screditare l'avversario con qualsiasi mezzo, e non pensino dico, a raggiungere insieme il fine unico per il quale i cittadini, di destra e di sinistra, li hanno col voto, collocati in quella posizione. Raggiungiamo gli obiettivi che possano far rianimare questa stanca e viziata Nazione: potremmo essere la Svizzera del Mediterraneo, invece ne siamo la pattumiera... Gli esponenti dei vari Poteri dello Stato facciano quanto compete loro, senza cercare di sovvertire nessun risultato indicato a maggioranza dai cittadini. Quando poi, raggiunti alcuni obiettivi, e mi sembra pleonastico indicarli, il Paese avrà maggiore stabilità e tranquillità sociale, allora sì, riprendete a "scannarvi" reciprocamente e lasciate in pace i cittadini che di queste diatribe ne hanno piene le tasche! Alberto Sala Lettera 3 Caro D'Agostino, complimentoni per come si è smarcato dalla faccenda della finta intercettazione Berlusconi-Confalonieri, complimentoni per la sua presa di posizione moralistica e vile (da che pulpito poi...). Ora, vorrebbe spiegare una cosa? Perché non ha controllato la sua fonte prima di pubblicare la notizia (che era CHIARAMENTE un pezzo di satira)? Nella cosiddetta blogosfera da ieri si dice un gran bene di lei e del suo sito. Ah, pare che il ragazzo che ha pubblicato la satira sulle intercettazioni sia stato convocato in commissariato, a Roma. Anche lei vero? Francesco Lettera 4 Caro Dag, tu, che sei il mio idolo, che mi fai capire 'sto enigma chiamato Italia, che non hai paura di nessuno, porco di un diavolo, come fai a cadere sotto il peso del nulla? Cmq, dai, ti voglio bene lo stesso L'entranger ... fan imperterrito Lettera 5 Caro Dago, ti ringrazio per aver messo la mia lettera come titolo della posta anti-dago, anche se volevo precisarti che non era una mail contro nessuno, soprattutto contro il tuo sito: era chiaramente (Chiaramente? Mah, mica tanto, forse...) riferita a chi cerca subito di bloccare e oscurare pagine web, perchè non sa cosa sia un blog e non sa inquadrarlo nelle sue dimensioni, ridotte, di pericolosità sociale. I blogger in italia sono per la maggior parte (ancora) ragazzini e studenti, e cio' che scrivono è più una transustanziazione di chiacchiere da muretto che una pensata e curata rubrica di giornalismo. Allora decidiamo: o il mio blog è il mio salottino, dove posso dire e fare tutto quel che mi pare, o è più simile a un muro di un palazzo, dove non posso scrivere e fare murales, a meno che non abbia un permesso specifico. Non sono anti-dago, è al ragazzo del "Sito web in manutenzione" che voleva andare la mia solidarietà con la breve frasetta che ti ho spedito. Noi del popolo dei blog rivendichiamo il diritto alla cazzata, e chi non la capisce ne prenda atto (come va di moda adesso) e continui a fare quello che stava facendo, senza cercare di spaventare per vie legali chi gli ha fatto lo scherzetto telefonico, che quasi sempre sono degli innocui ragazzini, con l'avatar. MP Lettera 6 Ciao Dago, dai, su, ammetti l'errore, un po' di autocritica non fa male a nessuno. Per colpa tua, che ti sei fatto ingenuamente infinocchiare (o che hai fatto finta di farti ingenuamente infinocchiare), 'sto ragazzo (quello della telefonata bufala) starà passando un brutto momento. Almeno scrivi che siccome ha imbrogliato un intelligentone come te è sicuramente un genio! Ma come si fa a credere a quello che c'è scritto in un sito che si dichiara di "disinformazione"? Come si fa a non sapere che la società Aruba.it ha sede ad Arezzo, anche se prende il nome da una delle Antille. il pavone Lettera 7 Domanda: ma perchè pubblicate gli articoletti costantemente razzisti e islamofobi di Maria Giovanna Maglie? Questa signora, con la scusa del gossip, giorno dopo giorno istilla veleno contro una comunita' che di problemi mi sembra ne abbia fin troppi. Mi sembra come prendersela con gli ebrei nell'Europa di fine anni '30. La storia non insegna nulla ? X Lettera 8 Caro Dago, Marco Columbro racconta che nel 2001 è stato in coma per tre settimane; è estremamente probabile che non ne sia mai uscito. Franco Due Lettera 9 Il vero scandalo della politica italiana è la presenza di Di Pietro. La testimonianza che siamo in democrazia è che c'è un Di Pietro e lo lasciamo parlare. La dimostrazione dell'inefficienza della Magistratura che nessuno stima più è la assoluta acquiescenza alle tesi di Di Pietro. Nessun magistrato ha ravvisato nel collega Di Pietro e nelle sue parole gli estremi per rinviarlo al giudice. I giornali parlano di Di Pietro, le agenzie pure. I giornalisti inventano favole e trovano chi le pubblica. Questi sono gli attentati alla democrazia. E.L. Lettera 10 Caro Dago, se l'Italia è statisticamente il paese con il più alto numero di truffati, al netto dell'abilità perversa dei truffatori dobbiamo ammettere che in circolazione vi è anche una certa quantità di boccaloni. Colorita definizione di chi, per ottusità, scempiaggine o accecato dall'intravedere un tornaconto è disponibile a bersi storielle. Per questi boccaloni nella maggior parte dei casi l'ingrediente per avvincerli è la PLAUSIBILITA' , come tutti i furbastri sanno. Ed è forse fidando sui boccaloni e sulla presunta convinzione d'impunità che la solita generazione di agitatori di coscienze si è tuffata sull'ultimo tram a sua disposizione. Il Capolinea dello sputtanamento, a piazza Navona. La raccolta Di Pietresca di oggi sarà greve definirla una truffa, ma prendendo a prestito dal Colombo fine dicitore Furio "rende bene l'idea..". Max Lettera 11 Quello che ha scritto di Nadal Giancarlo Dotto su La Stampa è quanto di più ingeneroso si possa immaginare e, soprattutto, senza rispetto per un atleta correttissimo sul campo e bravo ragazzo che di più non si può. Esaltare Federer come quintessenza del tennis è estremamente limitativo: il suo gioco è il frutto di un talento naturale che gli ha permesso di essere il numero uno del mondo senza grande sforzo e, bisogna dire, senza avversari degni come i grandi del passato hanno sempre avuto. Adesso che c'è Nadal si vuole fare il paragone tra il bello e la bestia! Ma si ricorda Dotto dei grandi duellanti del passato? Jimmy Connors e John McEnroe, per isolarne due, che combattevano come gladiatori e non solo contro gli avversari, ma pure contro arbitri e pubblico? Il loro tennis era puro spettacolo, godibilissimo, seguito quasi religiosamente da schiere di aficionados divisi quasi come quelli dei Beatles e dei Rolling Stones. Federer è grande, forse unico, ma non mi emoziona minimamente, semplicemente perchè di emozioni non ne fa trasparire alcuna. E' freddo, glaciale, lui si una macchina, perfetta fin che si vuole, ma inumana. E finchè vince facile gli si illumina un debole sorriso, ma le rare volte che perde si rabbuia e lascia trasparire il regicidio che ha subito. Nadal si è costruito poco a poco. Grande talento pure lui, ma con mille difetti sui quali ha dovuto lavorare come un matto, anno dopo anno. Encomiabile a 22 anni e, soprattutto, coraggioso, indomito, leale. Dotto preferisce il fighetto Federer? Ne ha il diritto. Ma non definisca volgare un ragazzo che non lo merita affatto. E in quanto alla pretesa forza bruta, Dotto sappia che Federer picchia molto più forte sia i servizi che molti altri colpi. Il fatto è che Nadal possiede delle soluzioni, delle rifiniture assolutamente non forzate che spesso anche Federer non riesce a controllare. Ma ne capisce di tennis? Questo duello continuerà. Personalmente sarò sempre un fan di Nadal perchè da lui sicuramente riceverò più eccitamento tennestico che da Federer, o chiunque di quella scuola, per fortuna costituita da pochi. M & C Lettera 12 Caro Dago ecco finalmente sgamato il perchè i vigili urbani di Roma e di altre località hanno tanto a cuore armarsi di una pistola . Nemmeno gli è stato detto di si (fra l'altro qualcuno dica al signor Gennarino Calderoli che le pistole di cui sopra erano già state comperate anni fa da Wuolter anzi pare addirittura dal Cicoria) che già rivendicano di avere il porto di pistola 24 ore su 24 cioè anche fuori servizio e un'indennità di 200 Euro Susy. Dagospia 08 Luglio 2008.

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MARTA FLAVI RINGRAZIA SILVIO PER LA RACCOMANDAZIONE (ANDATA A VUOTO) E RIFILA L'ENNESIMO COLPO DI GRAZIA ALL'EX COSTANZO: "FACEVAMO SESSO? SÌ, ANCHE SE NON DEFINIREI MAURIZIO UNA T (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

IGRE DEL MATERASSO"? © Foto U.Pizzi"> Marta Flavi © Foto U.Pizzi "L'anno scorso incontro Berlusconi a un matrimonio. Lui, che non era ancora premier, quando mi vede dice: "Marta, che fine hai fatto? Non ti vedo più". E' Marta Flavi che racconta a Vanity Fair, in edicola dal 9 luglio, il suo incontro con Silvio Berlusconi ed entra nel merito delle conseguenze ben note in questi giorni. "La sua corte lo trascina avanti, poi però ripassa. "Marta, non è che ti abbiamo fatto qualcosa?". E io: "No, assolutamente, ma ho avuto un blocco di carriera forte". Lui fa un altro giro e torna. "Ma insomma, posso fare qualcosa?". E io: "Sì, certo che puoi fare qualcosa". Che cosa esattamente potesse fare è venuto fuori in questi giorni. Marta Flavi è finita nelle intercettazioni delle telefonate Berlusconi-Saccà: colpa della conversazione in cui il presidente del Consiglio la segnalava al direttore di Rai Fiction per Incantesimo. Marta infatti aveva appena sostenuto un provino per la serie: "Ed era anche andata bene. Ma poi telefonano al mio agente e gli dicono che non mi possono prendere perché per quel ruolo c'è una raccomandata. Penso: raccomandata lei, raccomandata io, uno a uno palla al centro. Alla fine, comunque, non mi hanno presa". Non pensava che Berlusconi si sarebbe davvero dato da fare per lei? "È stato gentile. Voglio ringraziarlo pubblicamente per essersi interessato a me e scusarmi con lui se gli ho procurato dei fastidi. Non è degno di un Paese civile utilizzare, per colpirlo, una telefonata come quella che mi riguarda". Si sente un po' in colpa? "No, non bisogna vergognarsi mai di chiedere lavoro. La sua è stata solo la telefonata affettuosa di un imprenditore che mi conosceva e mi apprezzava visto che, grazie agli ascolti di Agenzia matrimoniale, aveva lanciato la fascia pubblicitaria del pomeriggio". Fatto sta che, nel complesso, dalle intercettazioni non esce un'immagine edificante di questo Paese. "Sono d'accordo, ma purtroppo l'Italia è così da sempre. Per lavorare nello spettacolo, poi, non ci sono scuole né concorsi e i provini sono farse. Se non sei segnalato non hai nessuna speranza". Quanto ha contato aver sposato Maurizio Costanzo nell'essere una conduttrice di successo? "Senza di lui non avrei mai avuto l'occasione di fare un programma come Agenzia matrimoniale. Poi, certo, per durare in televisione devi essere brava, fare ascolti". Come era la vostra vita insieme? "Maurizio lavorava sempre e non gli importava di nient'altro. Oggi ho imparato che una persona non riesce in quel tipo di carriera se non è fatto così, ma allora non lo sapevo e pretendevo da lui una vita da coppia normale: vedersi la sera, un weekend insieme. Non è un caso che mi abbia lasciata per un'altra persona, Maria De Filippi, che è identica a lui. Hanno il lavoro come obiettivo. Insieme sono perfetti". © Foto U.Pizzi"> Maurizio Costanzo © Foto U.Pizzi Era un rapporto passionale, il vostro? "Vuole sapere se facevamo sesso? Sì, anche se non definirei Maurizio una tigre del materasso. Io sono più passionale". Si dice che lei per il divorzio abbia sofferto molto. "Moltissimo. Per me Maurizio significava soprattutto famiglia e ho vissuto molto male l'abbandono, anche perché lui non ha voluto più vedermi né parlarmi. Ho capito di essere guarita quando mi sono addormentata davanti al Maurizio Costanzo Show". Il lavoro, invece, come va? "A fine anni Novanta mi sono presa un anno di pausa dalla televisione e, quando ho cercato di rientrare, ho trovato tutte le porte chiuse. L'anno scorso mi hanno offerto di partecipare a un reality show. Non ho mai pensato di accettare ? sai già che vai lì per farti distruggere ? ma mi sono divertita ad alzare la posta: mi avrebbero dato un milione di euro. C'è da vergognarsi, perché è uno schiaffo alla gente che fatica ad arrivare alla fine del mese". Mai pensato di chiedere una mano al suo ex marito per tornare a lavorare? "Piuttosto la morte. Mi sarebbe più facile chiedere aiuto a Barack Obama". Dagospia 08 Luglio 2008.

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La Guzzanti insulta la Carfagna "E' uno sfregio che sia ministro" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - "A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t'ha succhiato l'uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio". Quella di Sabina Guzzanti contro Mara Carfagna è probabilmente l'invettiva più insultante e violenta della sua lunga e controversa carriera. L'attrice partecipa alla manifestazione "No Cav" di piazza Navona, sale sul palco e si scatena in un attacco furibondo contro la ministro delle Pari opportunità, il cui nome era circolato nei giorni scorsi a proposito delle intercettazioni "calde" che coinvolgevano il presidente del Consiglio. Nel mirino, però, ci sono anche Papa Ratzinger, che "fra vent'anni sarà all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni", e Lamberto Dini, perché a suo guidizio "hanno accusato la sinistra radicale e Clemente Mastella ma è stato Dini a far cadere il governo, probabilmente come ex direttore della Banca d'Italia tiene qualcuno per le palle". Ce n'è anche per Walter Veltroni, "che prima dice 'non delegittimiamo le persone', poi però a Berlusconi non lo chiama mai per nome, come Emilio Fede quando fa finta di non ricordare chi siano le persone di cui parla, non è una tecnica che mostra rispetto". FOTO DELLA MANIFESTAZIONE 1 - 2 L'AFFONDO DELLA GUZZANTI: VIDEO "L'osteria delle ministre". L'intervento di Sabina Guzzanti comincia in rima. Stornella a braccio parafrasando una vecchia canzone romana: "Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se al letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna / pari oppportunità". E' un attacco preciso, quello contro la ex soubrette diventata ministro. Guzzanti recupera la polemica dei giorni scorsi sull'opportunità o meno della pubblicazione delle intercettazioni "private" del presidente del Consiglio, e ricorda come la giornalista Ritanna Armeni abbia definito "una caduta di stile e un'offesa" il paragone fra la Carfagna e Monica Lewinski (paragone sollevato dal deputato dell'Idv Massimo Donadi, secondo il quale "i cittadini americani avevano avuto l'opportunità di conoscere la moralità del presidente Clinton"), giudizio al quale era seguìta una condanna bipartisan delle critiche piovute sul ministro. "Quello fra la Carfagna e la Lewinski - chiosa Guzzanti - è un paragone del cazzo". "E il Cavaliere è contento". Del polverone sollevato, insiste l'attrice, "il Cavaliere è contento, perché dice che gli italiani non si scandalizzano e che, anzi, il gallismo piace". "La prossima volta allora - continua - Berlusconi potrà fare un passo ancora più importante: il giorno del giuramento dei ministri del governo potrà dire 'pari opportunità, succhiamelo', col plauso di tutti gli italiani". E "per quei quattro gatti che non subiscono il fascino del gallismo - dice Guzzanti - sono rimaste poche speranze: una è il Viagra, e l'altra è la mobilitazione sindacale delle prostitute , solo che le prostitute non si fidano, perché dicono che i sindacati sono corrotti". "Sui blog si discute di fellatio". Gli applausi dalla piazza si moltiplicano, parte qualche "Brava Sabina". Lei legge alcuni messaggi di blogger, contro il governo, contro Berlusconi, contro il lodo Alfano, ancora contro la Carfagna. "Il dibattito su internet e sui blog è acceso - spiega - si discute se è più opportuno chiamarli fellatio o pompini". Il Papa e la "menzogna" della Sapienza. A metà intervento, il mirino di Sabina Guzzanti si sposta verso il Vaticano, ed è anche una delle parti più esagitate del monologo. "Il governo - dice - è caduto in buona parte anche grazie a Ratzinger, con quella porcheria della negata partecipazione a La Sapienza. La menzogna della censura a Ratzinger è stata sostenuta da tutti i media e i politici, salvo le solite, rilevanti eccezioni. Questo significa avere il controllo dei media, inventare una polemica che non sta né in cielo né in terra, perché non c'è motivo al mondo - urla l'attrice - percui Ratzinger debbe inaugurare l'anno accademico delle nostre università". "Il Papa all'inferno, dove deve stare". L'attacco a Benedetto XVI continua: "Grazie alla legge Moratti - dice Guzzanti - fra vent'anni gli insegnanti saranno scelti dal Vaticano, ma fra vent'anni Ratzinger sarà dove deve stare, cioè all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi, e non passivissimi. Non come i gay che hanno accettato di spostare il Gay Pride a Bologna perché a Roma, a San Giovanni, c'era un coro di preti. E 'sti cazzi, si direbbe in una repubblica democratica". "La Carfagna, uno sfregio". La Guzzanti torna ad attaccare Mara Carfagna verso la fine del suo intervento dal palco di piazza Navona. "Io non sono una moralista - dice - come ci accusano gli opinionisti che non hanno nemmeno un vocabolario, perché la parola 'moralista' ha un significato e per usarla sui giornali lo devi conoscere. Moralista è Casini, divorziato tre volte, moralista è Mele (il deputato dell'Udc coinvolto in uno scandalo di squillo e cocaina, ndr). A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi - grida l'attrice, fra le ovazioni del pubblico - ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta là perché t'ha succhiato l'uccello. Non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare alle Pari opportunità, perché è uno sfregio. Vattene!". (8 luglio 2008.

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Sabina Guzzanti show, da Piazza Navona attacca Carfagna e Papa (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA Il momento più bollente della manifestazione dei girotondi a piazza Navona arriva quando sale sul palco Sabina Guzzanti. Bersagli della sua satira, a tratti durissima e volutamente offensiva, sono fra gli altri il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, e Sua Santità il Papa. Già l'inizio del pezzo comico della Guzzanti che allude alla ministra è di quelli pesanti: "Osteria delle ministre - canticchia l'attrice - e se a letto sono un portento figuriamoci in Parlamento, dammela a me...". Di fronte a migliaia di persone Guzzanti ironizza sulle "altre martiri che ci sono in Italia: c'è quella poveretta che è andata in overdose con l'onorevole Mele.. E quella che ha fatto venire il coccolone a Bossi... è una questione di merito!". Il passaggio più pesante è ancora diretto al ministro Carfagna e si basa sulle voci e sulle allusioni legate a presunte intercettazioni nelle quali si parlerebbe di una relazione che avrebbe avuto con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "Non sono moralista, non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi, ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché ..." e si diffonde in particolari, ma la nostra cronaca si ferma qui. Altro bersaglio di Sabina Guzzanti, Benedetto XVI e la polemica sul suo mancato intervento all'università La Sapienza, polemica "inventata", sostiene l'attrice, da chi "ha il controllo dei media". E alla fine, l'invettiva della satira colpisce anche il Papa: "Fra 20 anni - è l'anatema di Guzzanti dal palco della manifestazione girotondina - Ratzinger sarà morto e starà dove deve stare: all'Inferno tormentato da due diavoli ...". Il fratello di Sabina, Corrado Guzzanti, ha dichiarato di appoggiare le iniziative di Beppe Grillo sulla Giustizia e manifestazioni come quella di oggi: "Sono con lui - ha detto l'attore, arrivato al RomaFictionfest per la presentazione in concorso di Boris 2 - anche se ho un pò di scetticismo sul fatto che manifestazioni come quella di oggi servano. Temo che ormai il sistema dei media sia talmente avverso, da impedire che certe manifestazioni raggiungano il loro obiettivo nonostante il successo di partecipazione". Però, ha aggiunto Guzzanti, "meno male che c'è Grillo". A proposito delle critiche che sono arrivate al comico genovese dal centrosinistra dice: "Non mi piacciono. Spero che si apra una fase di riflessione ora che l'idillio elettorale e post elettorale si è spezzato. Bisogna fare i conti con un popolo che si oppone a questo centrodestra, che è stato costretto a votare e che non si può sempre liquidare come antipolitica", ha spiegato. Per l'attore "la loro è una protesta legittima. Hanno il diritto di non essere masticati velocemente e semplicemte liquidati come 'i soliti girotondini'".

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