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tARTICOLI DEL 8-7-2008 #TOP
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Articoli
Intercettazioni (54)
Il garage dei 4.000
musulmani, tra sospetti e marciapiedi invasi ( da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: reclutatore di Al Quaeda in Italia, in una intercettazione dice di averlo incontrato ma di essere stato addirittura "trattato male". La Cia però, dopo l'11 settembre, a certi cambiamenti crede poco. Un altro imam egiziano a Milano, Abu Omar, tramite l'istituto di viale Jenner trova casa giusto lì accanto, in via Guerzoni.
Intercettazioni Svolta a Pinerolo "Meglio
limitarle" (
da "Stampa,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: competitivi Intercettazioni Svolta a Pinerolo "Meglio limitarle" Il procuratore: "Non sempre indispensabili" ANTONIO GIAIMO PINEROLO Il procuratore della Repubblica di Pinerolo, Giuseppe Amato, taglia il costo della voce "intercettazioni telefoniche" dal bilancio: riduce il numero delle autorizzazioni e stipula un contratto con un fornitore che offre servizi a prezzi più vantaggiosi.
Veltroni: "noi non facciamo scambi" il 25
ottobre il corteo anti-governo - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: è stato eliminato l'emendamento salva-Rete4, il decreto intercettazioni lo hanno rimesso nel cassetto. Se le battaglie si fanno davvero, allora esistono possibilità di raggiungere l'obiettivo. Poi ci sono quelli che pensano solo a gridare...". Come dire che il Pd è già riuscito a uscire dall'impasse.
E bossi rimprovera il premier "al telefono è un
po' coglione" (
da "Repubblica,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Umberto Bossi dice la sua sulla questione scottante delle intercettazioni del Cavaliere e non risparmia una battuta tagliente all'alleato. E usa proprio l'aggettivo "coglione". Lo stesso che il presidente del Consiglio, di fronte alla platea della Confcommercio, il 6 aprile del 2006, aveva usato contro gli elettori intenzionati a votare per il centrosinistra: "Ho troppa stima per l'
Le magie dell'intoccabile - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Sa che alcune sue conversazioni viziose sono state intercettate dalla magistratura. Non gli sfugge che alcune sono state già distrutte e altre lo saranno presto. Anche se nessuno potrà ascoltarle, imbraccia quelle memorie foniche come se fossero un'arma contro i suoi "nemici": vedete, mi hanno spiato e mi ricattano, vogliono costringermi alle dimissioni;
L'italia nell'era della pornopolitica - (segue dalla
prima pagina) (
da "Repubblica,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: era della pornopolitica Lo scandalo delle intercettazioni telefoniche ripropone il tema del rapporto fra i potenti e le donne. Dagli antichi favori "patrimoniali" a quelli attuali di immagine e potere (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Che fine ha fatto la responsabile di suicidi e duelli tra amanti gelosi, accumulatrice di perle rare e di pariglie di 12 cavalli con carrozza,
Le ragazze del garofano - filippo ceccarelli ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ma se proprio bisogna assegnare una data al loro più recente ritorno, varrà la pena di ricorrere a una delle tante intercettazioni telefoniche fiorite attorno alla tangentona Eni-Petromin e divulgate nell'anno di grazia 1982. E insomma, c'è un manager di Stato che parla con un ministro di un altro ministro, pure socialista, e: "L'ho visto con due zoccolone".
Sinistra e autoconvocati contro le "leggi
canaglia" - claudia moretta (
da "Repubblica,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: "Non sono le intercettazioni il vero problema del paese - fanno sapere da Rifondazione comunista -. Le emergenze sono i morti sul lavoro e i salari bassi". Da Sinistra democratica aggiungono poi come le leggi ad personam rappresentino un pauroso attacco ai principi fondamentali della Costituzione.
Le "segnalate" dal cavaliere nuove star nel
parterre delle sfilate - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Uscite dall'anonimato grazie alle intercettazioni, le raccomandate della tv ormai affollano i parterre delle maison storiche e le feste più esclusive di Roma, fotografate e corteggiate manco fossero davvero le eroine di quelle fiction che non hanno interpretato mai. SEGUE A PAGINA VI.
"guardi che lei deve fare il depresso" ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ride il dottor Taranto e non sa di essere intercettato mentre offre i suoi consigli a un detenuto che deve sottoporsi alla visita psichiatrica per ottenere i domiciliari che risponde: "Sì, ma lo devo fare davanti a lei? Lo so fare benissimo. E se lei legge quella perizia dall'inizio alla fine si rende conto che dice che veramente lo so fare.
Le "segnalate" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: secondo le intercettazioni - bisognevole di spintarella. Una platea che, a dispetto delle polemiche sui politici che snobbano la moda, era piena di signore che contano. E se fino all'anno scorso la più ambita era la consorte di Veltroni, stavolta Flavia Prisco ha dato forfait, sostituita in corsa dalla nuova first lady del Campidoglio:
Summit di capimafia per dare il via libera al delitto
lo iacono ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Dalle intercettazioni emerge che "la sentenza di condanna a morte" per Lo Iacono è stata emessa dalle famiglie mafiose di Palermo e provincia. La polizia, intercettando Michele Modica, fermato venerdì scorso, e per il quale il gip ha convalidato l'arresto emettendo ordinanza di custodia cautelare, ha scoperto il piano di morte e il fatto che "
"sono qui per portarvi in champions" -
valerio tripi (
da "Repubblica,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sempre in tema di nuovi arrivi, nella squadra che lavora dietro le quinte rosanero ci sarebbe anche Luca Cattani. L'ex giornalista di Antennatre e Telelombardia, rimasto coinvolto nelle intercettazioni che hanno determinato il crollo dell'impero Moggi, dovrebbe entrare a far parte dell'area comunicazione.
Differenziata, fortini boccia viale ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Non funziona perché è inefficace: le migliori raccolte stradali intercettano circa il 35% degli imballaggi domestici mentre il "porta a porta" raggiunge il 55%; dispendioso in termini ambientali: ogni cittadino usa l'auto per recarsi alla "piazzola" causando inquinamento; inutile: perché non eliminerebbe i cassonetti dalle strade.
Girotondi "no cav", c'è anche dalla chiesa ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: imputato è il presidente del Consiglio, siamo contro le fortissime limitazioni ai giudici circa la possibilità di disporre intercettazioni telefoniche". Naturalmente è impossibile sapere in anticipo le dimensioni della manifestazione di oggi: gli organizzatori pensano ad un appuntamento "di testimonianza", la stagione estiva non aiuta.
Terroristi a portofino esercitazione tra i vip ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: all'ancora in rada a Portofino, ha segnalato la presenza di una barca sospetta e mezzi navali della Guardia Costiera e dei Carabinieri, tra cui due gommoni, l'hanno subito intercettata e scortata a terra per accertamenti. A terra è stato bloccato lo sbarco di turisti dalla nave e sono state presidiate le banchine.
Liguria trasformi la spazzatura in un business - luigi
gia ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: della possibilità di intercettare un business in netta crescita? Perché non ricavare beni preziosi dai nostri rifiuti (decidendosi ad accelerare, intanto, la raccolta differenziata) ma anche da quelli degli altri? La nostra regione, tra l'altro, può mettere sul tavolo una carta vincente: trasportare la "rumenta" via mare è molto meno costoso che affidarla a treni e camion.
Gli insaccati ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: una per proibire le intercettazioni, una per tagliare i fondi e gli stipendi ai magistrati. Poi si va in tv a dire che i giudici sono "metastasi", comunisti, golpisti, pazzi, fannulloni, inetti, amici dei criminali. Poi si diffondono sondaggi che dimostrano che la fiducia nella magistratura è in calo (ma va?
Lo scambio inventato dal Pdl ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: minacciando perfino decreti legge sulle intercettazioni. E il Pdl ha alzato la posta a costo di bloccare 100000 processi e tentando di accreditare una sorta di trattativa con il Partito democratico, la sospensione della norma salva premier in cambio del via libera sull'obiettivo grosso: il lodo Alfano da fare approvare in tempi rapidi, già prima dell'estate,
Sul web l'intercettazione hot (finta) di Silvio Bossi:
è un po' coglione a parlarne al telefono ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazione hot (finta) di Silvio Bossi: è un po' coglione a parlarne al telefono Praticamente tutto quello che s'è immaginato, sussurrato, e nemmeno tanto piano. Insomma, la telefonata piccante - supposta, ancora oggi - tra Berlusconi e Confalonieri che avrebbe per protagonista la grazia di una neoministra ieri è comparsa su un sito internet,
Caso Saccà, Silvio intanto guadagna tempo Il gip
accoglie il trasferimento dell'inchiesta a Roma: a Napoli si era arrivati alla
richiesta di processo (
da "Unita,
L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: decidano quali intercettazioni mandare al macero perché penalmente irrilevanti e quali invece "girare" al Parlamento per chiedere l'autorizzazione al loro utilizzo processuale. Ma la Procura di Roma, che dovrà valutare anche l'effettiva competenza territoriale, potrà inoltre decidere di "riaprire" l'inchiesta per raccogliere nuovi elementi e compiere nuove attività di istruttoria.
I magistrati intanto ricostruiscono il nuovo gotha di
Cosa Nostra: nelle intercettazioni sono pronti a uccidere i rivali ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del I magistrati intanto ricostruiscono il nuovo "gotha" di Cosa Nostra: nelle intercettazioni sono pronti a uccidere i "rivali".
Sono loro quelli del pizzo : all'Ucciardone il
coraggio dei commercianti Palermo, nell'aula bunker indicano i loro
taglieggiatori. Tano Grasso: anni fa non ce l'avrebbero fatta, o ( da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il dato emerge dalle intercettazioni condotte dalla polizia che venerdì scorso ha portato al fermo di quattro persone accusate di progettare il delitto del capomafia di Bagheria, Pietro Lo Iacono, un fedelissimo di Bernardo Provenzano. Intercettando Michele Modica, fermato venerdì scorso, gli investigatori hanno scoperto il piano di morte che "
"truffa dei contatori del gas, zuccoli
sapeva" - walter galbiati emilio randacio ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: I pm: nelle intercettazioni il manager si adoperava per coprire le illegalità Il responsabile legale dell'Aem: "Su 100mila lire fatturate, 16mila le rubacchiamo" Per l'accusa, 400.000 utenti hanno pagato di più per anni. Aggirate le accise WALTER GALBIATI EMILIO RANDACIO MILANO - Per anni, almeno 400 mila utenti dell'Aem,
"la telefonata hard è su internet" ma è un
falso, denunciato uno studente - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: la voce su nuove intercettazioni scottanti dove di parlerebbe di sesso e di ministre. Sembrano le tanto attese-temute registrazioni che per giorni hanno agitato il presidente del Consiglio e la politica italiana. E invece a pranzo, trovato il sito, chi lo legge, alla seconda pagina scopre che è solo un falso.
Intercettazioni berlusconi-saccà il gip sposta
l'inchiesta a roma - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intercettazioni Berlusconi-Saccà il gip sposta l'inchiesta a Roma Accolta la tesi della difesa. Congelata la distruzione dei nastri Il Cavaliere: "Era logico, la competenza è lì". L'intero procedimento sul dirigente Rai potrebbe ora essere trasferito nella capitale DARIO DEL PORTO NAPOLI - Il caso Berlusconi-Saccà lascia Napoli e si trasferisce a Roma.
A perta (
da "Corriere
di Bologna" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: e l'apertura domenicale, garantita anche nella stagione estiva, consente di intercettare i frequentatori della vicina chiesa e dei Giardini Margherita. Camilla Giunti Libreria dei Colli, via Castiglione 91/abc, tel. 051/6448663, e-mail: info@libreriadeicolli.191.it. Apertura: lun-sab 9.30-20.00, dom e festivi 10.00-13.
<Contatori del gas pericolosi> Incriminati gli
ex vertici di Aem (
da "Corriere
della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Lo dimostrerebbero alcune intercettazioni telefoniche nelle quali Zuccoli si adopera, scrivono i pm, "a coprire il passato, della cui illegalità era ben a conoscenza". Oppure quella telefonata in vivavoce tra gli indagati Patrizia Savi, direttore pianificazione Aem spa, Paolo Rundeddu, direttore finanza, e Alberto Solci, responsabile ufficio legale,
Intercettazioni false sul web <Caso Carfagna>, è
bufera ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sezione: Primo Piano - data: 2008-07-08 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni false sul web "Caso Carfagna", è bufera L'inchiesta su Saccà trasferita a Roma. Il premier: era logico Su un sito un finto colloquio tra il premier e Confalonieri: era lo scherzo di uno studente padovano ROMA - Falsa e maldestra.
<Ha telefonato Casamonica, ti aspetta...> ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: REDAZIONALE Le intercettazioni I professionisti coinvolti nell'inchiesta. "Se il magistrato fa la perizia del capello siamo tutti fregati" "Ha telefonato Casamonica, ti aspetta..." Ci sono anche Ferruccio Casamonica e la sua compagna, Gelsomina Di Silvio, tra i "contatti" di Paola Di Masci, l'assistente sociale del Gemelli.
La scelta di Brigitta ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: meglio Brigitta Bulgari delle pseudoattricette intercettate. Brigitta annuncia che col porno ha chiuso da due anni e che ora aspira a una carriera "normale" di attrice, le piacerebbe un film di Natale, dopo le apparizioni in tv, a Ciao Darwin e Cronache marziane. Brigitta ha tre cognomi, i due "d'arte" sono Bulgari (che non usa più per non avere grane con la premiata gioielleria)
Bossi <sgrida> Silvio: al telefono parli d'altro ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni: "Berlusconi l'ha messa dentro la legge di Maroni e quindi passerà. Perché andrò a votare anch'io". Nessuna preoccupazione (o quasi) neanche per la manifestazione di oggi in piazza Navona contro "le leggi canaglia", promossa da MicroMega e subito cavalcata dal-l'Italia dei Valori: "Antonio Di Pietro è piccolo,
Le magie dell'Intoccabile ( da "Repubblica.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Sa che alcune sue conversazioni viziose sono state intercettate dalla magistratura. Non gli sfugge che alcune sono state già distrutte e altre lo saranno presto. Anche se nessuno potrà ascoltarle, imbraccia quelle memorie foniche come se fossero un'arma contro i suoi "nemici": vedete, mi hanno spiato e mi ricattano, vogliono costringermi alle dimissioni;
Pubblicata falsa telefonata tra Berlusconi e
Confalonier. L'autore è uno studente ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: presunta intercettazione di una telefonata tra il premier e Confalonieri. "In relazione alla pubblicazione in un sito internet di una comunicazione telefonica, asseritamente intercorsa nell'ambito di un procedimento penale fra il presidente Berlusconi ed il dottor Confalonieri, si tratta con assoluta evidenza di un falso plateale completamente inventato e surrettiziamente costruito"
Veltroni: "E' Berlusconi il vero ostacolo al
federalismo" (
da "Stampaweb,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: penso alla materia delle intercettazioni - proposte limpidamente garantiste. Avessimo vinto, sarebbe rimasto dove doveva stare: avendo perso, ha cominciato col non rispettare il patto sulla formazione di un unico gruppo parlamentare. Poi ha proseguito con gli insulti e il resto, pensando di riempire il vuoto lasciato in Parlamento dalla sinistra radicale.
La tregua è finita: tornano i killer ( da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: e per questo motivo parlavano a ruota libera, sicuri di non essere intercettati. Ma la tecnologia supera ogni ostacolo, e quelle conversazioni, da cui vengono fuori i piani di morte della nuova Cosa nostra, sono stati registrati dagli investigatori della Squadra mobile di Palermo. E così è stato possibile scoprire i nuovi risvolti criminali.
Punito per la love story maledetta ( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: durante il viaggio verso Andora (dove verranno poi intercettati dai carabinieri) trovano anche il tempo di scambiarsi delle effusioni, come due innamorati. Quindi tocca all'imputato parlare. "Non ho costretto Simona a venire con me - esordisce Enrico Merendino -. Volevo solo parlarle, chiarire e capire il perché mi avesse denunciato il mese prima.
PDL APRE: SI PUÒ DISCUTERE SUL BLOCCA-PROCESSI DI
PIETRO: BERLUSCONI STILE MAFIOSO (WALTER VS TONINO) IL PD CONTRO TONINO E
GRILLO: GUAI ATTACCARE NAPOLITANO LODO SCHIFANI EN ( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: penso alla materia delle intercettazioni - proposte limpidamente garantiste. Avessimo vinto sarebbe rimasto dove doveva stare: avendo perso, ha cominciato col non rispettare il patto sulla formazione di un unico gruppo parlamentare. Poi ha proseguito con gli insulti e il resto, pensando di riempire il vuoto lasciato in Parlamento dalla sinistra radicale.
No Cav Day, il Pd contro Grillo "Lasci stare
Napolitano" (
da "Repubblica.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: immunità per le alte cariche e intercettazioni - è stata preceduta da un coro di polemiche, legato sia alla presenza di Grillo che al rischio che l'evento diventi anti-Pd. Flores D'Arcais, direttore di Micromega, smorza i toni: "In questi giorni i rapporti con Grillo li ha tenuti Di Pietro - spiega - ma non credo che ci saranno problemi".
Bossi: anch'io voterò il pacchetto sicurezza ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La stretta del governo sulle intercettazioni passerà perché "andrò a votare anch'io". In un'intervista a Telelombardia Umberto Bossi conferma il pieno appoggio della Lega al "pacchetto sicurezza", compresa la norma sulle trascrizioni delle telefonate sotto controllo. "Berlusconi l'ha messa dentro la legge di Maroni e quindi passerà.
Bufale in piazza contro Berlusconi ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ma quello che ci interessa di più è l'uso e abuso mediatico delle intercettazioni: dall'articolo di D'Avanzo su La Repubblica che fa un bignamino delle presunte conversazioni pruriginose del Cav., a Libero che spara il 5 luglio una fotona della Mara Carfagna in prima pagina e titola: "La ministra che ha rivitalizzato il governo".
Finta intercettazione per colpire Berlusconi ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Finta intercettazione per colpire Berlusconi di Fedele Confalonieri Inventano una conversazione riservata tra il Cavaliere e Confalonieri e la mettono in rete. Ma Dagospia smaschera l'imbroglio Il sito internet www.laprivatarepubblica.com pubblica il testo di una presunta telefonata tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente di Mediaset lasciando intendere chi si tratta di un'
Scarcerati grazie a falsi certificati E in prigione ci
finiscono i medici (
da "Giornale.it,
Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ex galeotto si sarebbe poi presentato con un cesto natalizio e la Di Masci, infuriata, gli avrebbe detto che non se la sarebbe certo cavata con così poco. Durante un'intercettazione gli agenti scoprono i trucchi per superare i test medici. Come quello di ubriacarsi o simulare forti stati depressivi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Il Pd prende le distanze da Grillo: "Attacchi a
Napolitano inaccettabili" (
da "Stampaweb,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni e diritto di cronaca. Sul palco di piazza Navona gli striscioni citeranno l'articolo 3 della Costituzione, la frase "La legge è uguale per tutti" e una sentenza della Corte suprema americana: "Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa, affinché la stampa sia libera di censurare i governi".
Su Internet pubblicata la telefonata
Berlusconi-Confalonieri, ma è un falso ( da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: homepage che un sito ha pubblicato quella che viene definita la trascrizione di un'intercettazione dai toni molto personali tra il presidente di Mediaset e il leader Pdl. Non vengono forniti ulteriori dettagli, né l'indirizzo del sito. Solo la stringa della durata della presunta conversazione trascritta. Poco dopo "Dagospia" riporta un post siglato "LPR", in cui il "responsabile di .
La gang del gossip ( da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: perché buona parte dei clienti sono in realtà "spie" munite di microcamera e registratore per intercettare le conversazioni. Il mercato è esploso con i siti di gossip online. TMZ (autore dello scoop su Mel Gibson che lancia offese antisemite a una poliziotta, o di Alec Baldwin che insulta al telefono la figlia) ha aperto anche un canale tv, attivo 24 ore su 24.
Da magistrato resto nel mio ufficio ma la giustizia
rischia il disastro (
da "Stampa,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: processi o sulle intercettazioni, di cui abbiamo già detto le pesanti conseguenze: salterebbero centomila processi. "E' un momento di grave crisi, si rischia persino il disastro. La legge finanziaria, infatti, impone tagli alle spese di giustizia tali da prevedere riduzioni di organici e di operatività per cancellieri e magistrati,
RETATA A RIO: ARRESTATO DANIEL DANTAS (TELECOM BRASIL)
- ATTI HARD SACCA'-BERLUSCONI DA NAPOLI A ROMA: UNA VITTORIA DI PIRRO SHOPPING
PER BOUQUET E COSTAMAGNA E VAI CON LA NEW ( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Da oggi il caldissimo dossier con intercettazioni allegate viaggia da Napoli a Roma ed i titolari dell'azione penale e gli investigatori che hanno avuto le carte tra le mani si moltiplicano. Se escono le intercettazioni sarà impossibile trovare il responsabile e da Napoli si potrà dire "fino a che erano da noi sono rimaste quasi secretate.
OPPOSIZIONE, CHI VINCE E CHI PERDE ( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: lo scudo per il premier e le misure anti-intercettazioni appaiono, e sono, solo una piccola pulizia di un paio di angoli della casa che non erano ancora messi a posto. La prova di tutto questo non è tanto nelle parole della sinistra, che è a sua volta spaccata, ferita dallo scontro con i giudici, confusa dalla sua stessa debolezza.
Marta Flavi: <Io raccomandata da Silvio> ( da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ex moglie di costanzo nelle intercettazioni tra l'attuale premier e agostino saccà Marta Flavi: "Io raccomandata da Silvio" L'ex conduttrice di Agenzia matrimoniale a Vanity Fair: "Berlusconi ha provato ad aiutarmi e lo ringrazio" Marta Flavi e Silvio Berlusconi ROMA - Anche Marta Flavi è finita nelle intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà.
DIFENDERE DAGO - I BLOGGER RIVENDICANO IL DIRITTO ALLA
CAZZATA VIVA NADAL LA MAGLIE ANTI-ISLAM VIGILI E PISTOLE ASPETTANDO GLI UFO: MA
COLUMBRO È USCITO DAL COMA? (
da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazione farsa Cav-Confa. Sinceramente anch'io ci sono cascato. Una volta appurata la totale infondatezza di tali fasulle intercettazioni, il sito di D'Agostino si è scusato e ha preso le dovute distanze. Nessun moralismo, dunque. Semmai questo fatto dovrebbe farci riflettere su due questioni molto importanti: 1) in internet gira tanta di quella merda che la metà basta e avanza.
MARTA FLAVI RINGRAZIA SILVIO PER LA RACCOMANDAZIONE
(ANDATA A VUOTO) E RIFILA L'ENNESIMO COLPO DI GRAZIA ALL'EX COSTANZO:
"FACEVAMO SESSO? SÌ, ANCHE SE NON DEFINIREI MAURIZIO UNA T ( da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Marta Flavi è finita nelle intercettazioni delle telefonate Berlusconi-Saccà: colpa della conversazione in cui il presidente del Consiglio la segnalava al direttore di Rai Fiction per Incantesimo. Marta infatti aveva appena sostenuto un provino per la serie: "Ed era anche andata bene.
La Guzzanti insulta la Carfagna "E' uno sfregio
che sia ministro" (
da "Repubblica.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: nome era circolato nei giorni scorsi a proposito delle intercettazioni "calde" che coinvolgevano il presidente del Consiglio. Nel mirino, però, ci sono anche Papa Ratzinger, che "fra vent'anni sarà all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni", e Lamberto Dini, perché a suo guidizio "hanno accusato la sinistra radicale e Clemente Mastella ma è stato Dini a far cadere il governo,
Sabina Guzzanti show, da Piazza Navona attacca
Carfagna e Papa (
da "Stampaweb,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: più pesante è ancora diretto al ministro Carfagna e si basa sulle voci e sulle allusioni legate a presunte intercettazioni nelle quali si parlerebbe di una relazione che avrebbe avuto con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "Non sono moralista, non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi, ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché .
(
da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'istituto
Aperto nell'88. E i prezzi delle case vicine si sono dimezzati Il garage dei
4.000 musulmani, tra sospetti e marciapiedi invasi È un crocevia di Al Qaeda?
Beh, la Cia pensava di sì, ma se mai lo è stato non pare esserlo più da un bel
po' MILANO Di cosa parliamo quando diciamo viale Jenner? La risposta è quasi
più complessa di quella di Carver sull'amore: ed è "dipende". È una
moschea? Tecnicamente no, in sostanza è un grosso garage: ma ogni venerdì raduna
quattromila musulmani a pregare. Che ovviamente tutti dentro non ci stanno, e
quindi stendono i loro tappetini in strada: allora è un problema urbanistico?
Senza dubbio, anche: viale Jenner è una circonvallazione, fate voi. E sarà
anche un caso ma è la sola via di Milano dove una casa costa meno che a Quarto
Oggiaro. È un crocevia di Al Qaeda? Beh, la Cia pensava di sì, ma se mai lo è
stato non pare esserlo più da un bel po': l'ultimo processo l'unico finora
concluso fatto in Italia sui "terroristi di viale Jenner" è finito
l'anno scorso con tre condannati in tutto contro 32 assolti o prescritti. E dal
(
da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
caso Tagli e appalti agli operatori più competitivi Intercettazioni Svolta a Pinerolo "Meglio
limitarle" Il procuratore: "Non sempre indispensabili" ANTONIO
GIAIMO PINEROLO Il procuratore della Repubblica di Pinerolo, Giuseppe Amato,
taglia il costo della voce "intercettazioni telefoniche" dal
bilancio: riduce il numero delle autorizzazioni e stipula un contratto con un
fornitore che offre servizi a prezzi più vantaggiosi. "È necessario
che usare le intercettazioni telefoniche soltanto quando è effettivamente
importante per l'inchiesta, senza utilizzarle come se si trattasse di una
procedura di routine. Troppi telefoni sotto controllo significa avere un numero
spropositato di intercettazioni che non servono poi in modo determinante per le
indagini". La Procura di Pinerolo lo scorso anno ha autorizzato 81
intercettazioni, con una spesa di poco superiore ai 100 mila euro. "Per
registrare le telefonate si devono noleggiare delle attrezzature che pagavamo
18 euro giorno per ogni numero posto sotto controllo - continua il procuratore
- oggi per lo stesso servizio pagheremo solo 7 euro, il che significa un
risparmio del 61 per cento: qualora facessimo quest'anno le stesse
intercettazioni dello scorso anno, porterebbero ad un risparmio di 39 mila
euro". Secondo il procuratore, tuttavia, ciò non vuol dire che nelle
prossime indagini si dovrà fare un passo indietro. Limitare le intercettazioni
non significa tornare ai sistemi di investigazioni di un tempo.
"Semplicemente - aggiunge Amato - il magistrato dovrà decidere quando è il
momento di chiudere un'intercettazione telefonica, quando certe utenze collegate
con l'indagato possono ancora essere tenute sotto controllo o quando delle sim
dei cellulari, che sono sovente sostituite, non devono più essere
controllate". In questo modo, sottolinea il procuratore capo, si riducono
i costi e soprattutto si evitano registrazioni inutili nei fascicoli
processuali. Analogo discorso vale per i tabulati telefonici, che indicano
tutti i numeri dei telefoni contattati. In questo modo il procuratore vuole
stimolare le capacità a volte mortificate dalla routine, riconoscendo un ruolo
all'intercettazione di utilità esclusivamente in alcune indagini. Ogni
inchiesta deve imboccare la sua strada investigativa: Amato cita come esempio,
il caso della Ceva Automotive di None, che l'altro ieri ha portato alla
condanna ad un anno di reclusione, con i benefici della condizionale, per
Nicola Esposito, dipendente della ditta, che aveva portato fuori dallo
stabilimento delle centraline per un valore di 40 mila euro e a un anno e otto
mesi per Giacomo Castoro, accusato di ricettazione. "In questo caso non si
è fatto ricorso alle intercettazioni - spiega il procuratore - ma gli agenti
della polizia giudiziaria con metodi tradizionali e quindi pedinamenti,
appostamenti e fotografie, sono arrivati all'arresto".
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il leader
Pd: "Accelerazione pazzesca, ma l'opposizione è viva. Anche se c'è chi
pensa solo a gridare" Veltroni: "Noi non facciamo scambi" Il 25
ottobre il corteo anti-governo Finocchiaro: "Sento solo bugie, serve una
legge costituzionale per le alte cariche" Nel Pd c'è chi teme
l'appiattimento su Di Pietro. Soro: via la blocca-processi poi vedremo GOFFREDO
DE MARCHIS ROMA - "Il Partito democratico non fa scambi. La maggioranza
ritiri le norme che bloccano i processi. Noi non accettiamo stralci, rinvii, inversioni
di calendario, rimodulazioni. E useremo qualsiasi strumento di lotta
parlamentare per arrivare a questo risultato". Al telefono, i toni e le
parole di Walter Veltroni sono quelli di chi non fa sconti. Tanto più che oggi
il Pd si troverà a fronteggiare la piazza dei girotondi e un Di Pietro che per
lanciare la manifestazione anti-Berlusconi già grida allo scambio osceno.
"Ma di quale scambio si parla - contrattacca il leader Democratico -. Noi
puntiamo a un risultato limpido: via le norme che sospendono le inchieste su
alcuni reati. Dopo si può discutere in Parlamento. Mai però su una legge che si
vuole votare in 24 ore". Al lodo Alfano infatti il Pdl ha impresso
un'accelerazione pazzesca, "una cosa mai vista", osserva Veltroni.
Che quindi si prepara a un'opposizione dura. Ma reggerà questa strategia in un
partito in cui molti temono lo schiacciamento su posizioni dipietriste, in cui
i rutelliani nei giorni scorsi hanno avviato un dialogo con l'Udc
sull'immunità, in cui altri (Latorre) si rifiutano di vincolare la revisione
costituzionale dello "scudo" alla validità solo a partire dalla
prossima legislatura? Veltroni è di nuovo alle prese con il problema di essere
nella zona centrale dell'opposizione, stretto tra due linee divergenti (Idv e
Udc). "Alcune vicende hanno dimostrato che la minoranza è viva - dice -. è stato eliminato l'emendamento salva-Rete4, il decreto
intercettazioni lo hanno rimesso nel cassetto. Se le battaglie si fanno
davvero, allora esistono possibilità di raggiungere l'obiettivo. Poi ci sono
quelli che pensano solo a gridare...". Come dire che il Pd è già riuscito
a uscire dall'impasse. E senza per forza seguire gli slogan della
piazza. La piazza però rischia oggi di fare male al Pd. Blocca processi e lodo
Alfano pari sono per gli organizzatori della protesta di Piazza Navona. Norme
ad personam, ferite democratiche. Una prima risposta che arriva dal quartiere
generale veltroniano è la data del corteo di autunno. Volevate un giorno e
un'ora? Eccoli. Con lo slogan "Salva l'Italia non il premier" il 25
ottobre a Roma si conclude il percorso che punta a raccogliere 5 milioni di
firme contro il Cavaliere. 25 ottobre: non è oggi, ma è quando i nodi
dell'economia verranno al pettine secondo il Partito democratico. Però la
battaglia di queste ore è tutta sulla giustizia. Anna Finocchiaro non andrà mai
in piazza Navona ma le sue parole sulle ultime mosse del premier sono
avvelenate. "Sento solo bugie sul fatto che in Europa lo scudo per le
personalità istituzionali esiste dappertutto. Non è vero - tuona -. Io al lodo
sono contraria. E lo sono ancora di più rispetto all'idea di approvarlo a
luglio. Figuriamoci. è di una gravità enorme che il lodo sia presentato dal
governo per il premier in carica". I punti fermi della linea del Pd sulla
norma per le alte cariche restano quelli di sempre. Dev'essere un disegno di
legge costituzionale (che certo non si approva in 24 ore...) "altrimenti
non se ne parla nemmeno" spiega il vicecapogruppo Luigi Zanda, deve
diventare valido solo a partire dalla prossima legislatura. Se questa posizione
regge il dialogo con la maggioranza è davvero impossibile. E lo è sicuramente
fino a stasera quando terminerà l'appuntamento dei girotondini. Già da
mercoledì il Pd si troverà stretto tra le parole d'ordine della piazza e l'apertura
completa dell'altra opposizione, cioè Pier Ferdinando Casini, allo
"scudo" berlusconiano. In aula, alla fine, il Pd starà con Di Pietro
o con l'Udc? Per Marco Minniti "qualsiasi scambio è impraticabile",
la pasionaria Rosy Bindi respinge "il baratto". Più attendista,
pronto a vedere cosa succederà alla Camera è il presidente dei deputati
Antonello Soro: "Via il blocca processi. E poi non è detto che si voti il
lodo Alfano".
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
leader della Lega: è perseguitato, ma anche incauto E Bossi rimprovera il
premier "Al telefono è un po' coglione" ROMA - "Silvio
Berlusconi un po' è perseguitato, un po' è coglione per come parla di certe
cose al telefono...". Umberto Bossi dice la sua sulla
questione scottante delle intercettazioni del Cavaliere e non risparmia una
battuta tagliente all'alleato. E usa proprio l'aggettivo "coglione".
Lo stesso che il presidente del Consiglio, di fronte alla platea della
Confcommercio, il 6 aprile del 2006, aveva usato contro gli elettori
intenzionati a votare per il centrosinistra: "Ho troppa stima per l'intelligenza
degli italiani per credere che ci possano essere in giro tanti coglioni che
possano votare facendo il proprio disinteresse", aveva ammonito il leader
di Forza Italia. Del resto aveva usato lo stesso insulto qualche giorno prima,
il 21 marzo, per zittire un giovane genovese che aveva urlato "Evviva
Vittorio Mangano" al suo passaggio. Ma Bossi adesso lancia in faccia a
Berlusconi quella stessa parola. Che al Cavaliere però piace tanto. "Sia
come aggettivo che come sostantivo. Sia da usare contro amici e nemici, sia da
usare contro se stesso. Il 2 marzo
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Commenti
LE MAGIE DELL'INTOCCABILE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Il Parlamento discuterà
subito il "lodo Alfano" che offre l'immunità alle prime quattro
cariche dello Stato. Votato il "lodo", l'emendamento
"sospendi-processi" diventerà superfluo. Berlusconi sarà intoccabile
per cinque anni, qualsiasi reato abbia commesso in passato, qualsiasi reato gli
capiterà di commettere da qui fino alla fine del suo mandato. La sospensione
dei processi avrebbe congelato soltanto per un anno il dibattimento di Milano
ormai agli sgoccioli (Berlusconi è imputato di corruzione in atti giudiziari).
Il "lodo" va oltre. Lo lascia nel freezer per l'intera legislatura
come tutte le altre inchieste e processi che lo ossessionano (corruzione di un
incaricato di pubblico servizio, a Roma; diritti televisivi Mediaset e
appropriazione indebita, a Milano). Salvo poi una nuova proroga di sette anni,
se dovesse farcela a salire al Quirinale (Dio ci scampi). Le magie dell'uomo di
Arcore non mutano, da una stagione a un'altra. Si ripropongono uguali, si
replicano identiche nei passi, precise nelle mosse violente che lacerano
l'equilibrio istituzionale e violano il principio dell'eguaglianza dei
cittadini di fronte alla legge. Il suo problema non è nuovo: deve fulminare il
processo che lo vede imputato e guadagnare tempo. Nel 2001 (II governo
Berlusconi) il mago lavora a trucchi da fiera con una strategia definita con
sapienza. Gli avvocati vanno in aula e scatenano l'inferno. Cavilli.
Ricusazioni (il giudice è prevenuto; ha già manifestato il suo parere; ha
un'inimicizia grave). Rimessioni (Milano è pericolosa per l'imputato e per chi
lo difende). Accompagna l'ostruzionismo avvocatesco con una tempesta mediatica:
pubblici ministeri "politicizzati" o mezzi matti vogliono farlo fuori
e azzerare le scelte del popolo sovrano. L'assalto rabbioso deve preparare il
clima per le leggi ad personam che un Parlamento obbediente gli approva sul
tamburo: vengono cancellati reati (falso in bilancio); abolite fonti di prova
(le rogatorie internazionali); ristretti i tempi del processo (prescrizione);
mutate le condizioni del legittimo sospetto per un tribunale. Infine, lo rende
immune una legge che la Corte Costituzionale, poi, gli boccia. Sette anni dopo,
quando ritorna a Palazzo Chigi, l'impegno di Berlusconi si replica. Ha promesso
agli italiani più sicurezza. Confeziona un decreto legge che inaugura un
"diritto della diseguaglianza". Indifferente alle contraddizioni,
chiede con la mano destra di aumentare le pene per reati di particolare allarme
sociale, con la mano sinistra infila nel provvedimento il congelamento dei
processi per quegli stessi reati. è il cavallo di Troia utile a fermare il
processo più importante, il suo, e se la sicurezza di tutti deve pagare qualche
prezzo ? con lo stop di 100 mila processi ? che sia pagato. Il Capo dello Stato
gli nega l'urgenza e la necessità di quella clausola. Non se ne cura. Due
famigli in Parlamento presentano un emendamento che ferma i processi. Sostiene
l'iniziativa innescando, come sempre, tensioni micidiali. La sua condizione
processuale e il desiderio di impunità conquistano il primo posto nell'agenda
del governo. Per più d'un mese, non si parla d'altro. Impudente, egli non parla
d'altro ad ogni occasione con gli argomenti di sempre: estremisti infiltrati
nella magistratura vogliono accopparlo per missione politica; sono fascisti che
annunciano il ritorno del fascismo. Sa che deve scatenare il pandemonio per
intascare il dovuto. Non esita a imbrogliare il presidente della Repubblica. Non
si preoccupa di creare attriti con il suo maggior alleato, la Lega.
Consapevolmente, distrugge ogni possibilità di dialogo con le opposizioni. Per
tenere sotto pressione istituzioni e Paese decide cinicamente di mettere in
piazza anche la sua vita privata. Sa che alcune sue
conversazioni viziose sono state intercettate dalla magistratura. Non gli
sfugge che alcune sono state già distrutte e altre lo saranno presto. Anche se
nessuno potrà ascoltarle, imbraccia quelle memorie foniche come se fossero
un'arma contro i suoi "nemici": vedete, mi hanno spiato e mi
ricattano, vogliono costringermi alle dimissioni; bisogna fermare i
processi, fermare i giudici, fermare le intercettazioni; devo essere protetto
da ogni iniziativa della magistratura. Geme e strepita come un bambino viziato.
Minaccia di rompere il giocattolo che gli è stato messo in mano. Il Paese in
declino profondo, impoverito, impaurito, incapace di pensare al futuro, deve
fare i conti con le fobie e le pretese del mago. A cui tutto si sacrifica. La leale
collaborazione del governo con il Quirinale. La coesione della maggioranza. Il
confronto parlamentare con l'opposizione. L'equilibrio dei poteri. Il rispetto
della Costituzione. Le urgenze del Paese. è questa la scena che abbiamo sotto
gli occhi. Più o meno, una guerra del capo del governo contro tutti e tutto, a
protezione del suo privatissimo interesse. Il canovaccio prevede ora che,
scatenato il diluvio, si avanzi Noè con la sua arca. Noè ha il profilo di
Gianni Letta, l'astuto mediatore dei conflitti creati dal suo Capo. è il gioco
delle parti, è chiaro. Sono le condizioni che creano, durante un interrogatorio
maligno, il poliziotto "cattivo" e il poliziotto "buono".
Letta è il "buono" e, dopo il lavoro al proscenio del
"cattivo" (Berlusconi), tocca a lui. Chiama a sé gli attori e propone
"la via d'uscita": cancellazione del "sospendi-processi" e
immediata approvazione del "lodo Alfano". Dunque, l'impunità
quinquennale per il bambino prepotente è stata, fin dal primo momento, l'unico,
ineliminabile, irriducibile esito della pantomima. Agli interlocutori, appare
una mediazione addirittura accettabile considerata l'avventura che promette il
frastuono del capo del governo. Si evita un conflitto tra Palazzo Chigi e
Quirinale. Si scongiura il rischio di un rallentamento nell'azione di un
governo a favore dell'economia del Paese. Si ripristinano le condizioni per un
confronto riformatore con le opposizioni. Si sfugge alla distruzione della
macchina giudiziaria. Gli attori, con le spalle al muro, acconsentono.
Acconsente il Quirinale, la Lega frastornata; ci pensa il Partito democratico,
disorientato e diviso. Acconsente finanche l'associazione magistrati che si
consola: si salva Berlusconi, ma anche la possibilità di amministrare la
giustizia. Dovremmo acconsentire tutti? Non ce lo ordinano i vangeli. In nessun
Paese occidentale il capo del governo è temporaneamente immune per i reati
comuni. Perché dovrebbe esserlo il nostro? Il "lodo Alfano" viola
l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Perché dovremmo dimenticarlo?
è incostituzionale una legge ordinaria che garantisce quell'immunità: che
almeno abbia l'iter delle riforme costituzionali. Si possono chiudere gli occhi
dinanzi alle obiezioni degli addetti allo studio della Costituzione? Sono già
tre buone ragioni per non darla vinta a questa prepotenza.
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cultura
Il Secondo Impero Le "Divine" Il potere femminile carnale era il solo
consentito alle donne intelligenti e libere, altrimenti oscurate dalla società
maschile Le eredi delle grandi star dell'800 sono migliaia di stelline, donne
meno preziose e certamente meno costose L'Italia nell'era
della pornopolitica Lo scandalo delle intercettazioni telefoniche ripropone il
tema del rapporto fra i potenti e le donne. Dagli antichi favori
"patrimoniali" a quelli attuali di immagine e potere (SEGUE DALLA
PRIMA PAGINA) Che fine ha fatto la responsabile di suicidi e duelli tra amanti
gelosi, accumulatrice di perle rare e di pariglie di 12 cavalli con carrozza,
brillante protagonista di un suo salotto letterario e mondano, musa di grandi
scrittori, grandi poeti, grandi pittori e scultori? Secondo gli storici
dell'eros mercenario, l'epoca d'oro degli uomini disposti a sacrificare
patrimoni e vita per un bacio sul pallido polpaccio di una signora promiscua
per professione, e di signore capaci di stordire personaggi potenti facendoli
strisciare ai loro piedi previo dono di un palazzo completo di servitù, finì
nel 1920 con la morte di Catherine Walters, elegantissima cavallerizza inglese
dalla vita di vespa che con il suo frustino aveva domato tra i tanti doviziosi
amanti anche il principe di Galles poi diventato re Edoardo VII d'Inghilterra.
Il culmine di questo carnale potere femminile, allora il solo consentito alle
donne intelligenti e libere, altrimenti oscurate da una proterva società
maschile, coincise con i 18 anni del regno di Napoleone III ed ebbe come sfondo
l'apparente opulenza, la dorata volgarità e la diffusa corruzione della Francia
del Secondo Impero. Scriveva nel 1852 The Illustrated London News: "Quando
si udì parlare per la prima volta di Luigi Napoleone se ne provò poco rispetto
e la certezza che non ce l'avrebbe fatta. Cinque anni fa era un reietto e un
avventuriero che non poteva neppure calcare il suolo di Francia, del cui
destino invece oggi è il padrone. Il suo successo è il grande prodigio dell'attuale
mondo politico, che pure è pieno di eventi singolari? Se la Francia può essere
tenuta tranquilla con gli show, lo show alla fine può essere più utile del
Parlamento. Un Impero teatrale in Francia sarà un divertente spettacolo per il
resto d'Europa, ammesso che i francesi siano soddisfatti della rappresentazione
di un Imperatore che cerca popolarità e potere solo in vittorie
pirotecniche". Se in qualche modo l'aria della Seconda (o Terza)
Repubblica italiana richiama quella del Secondo Impero francese, come mai le
star di allora, una decina di travolgenti cortigiane passate alla storia,
paiono non avere oggi moderne eredi o epigone, sostituite da migliaia di
stelline del ramo, donne meno preziose e certamente meno costose, una folla
indiscriminata e paludosa di ragazze cui nessuno potrebbe collegare gli
aggettivi Divina, Unica, Leggendaria, o addirittura Epica? Virginia Rounding,
nel suo studio Grandes Horizontales (Bloomsbury, pp.337, euro 43.00) descrive
la scala dei valori del mercato femminile francese di allora: da quello infimo
al suo empireo, dalla "fille soumise" e dalla "fille de
maison" passando attraverso la "grisette" e la
"lorette", la "cocotte" e la "cocodette", la
"femme a parties", la "biche", la "lionne" sino
al massimo, la "demi-mondaine", la cortigiana, che aveva anche una
sua aristocrazia, chiamata "la garde". Una tal ricchezza di sfumature
e categorie facilitavano uno sfaccettato e diffuso commercio sessuale, che era
considerato indispensabile e un non del tutto disonorevole pilastro della
società e della famiglia: ma nessuna di quelle definizioni può servire a
collocare la figura della nuova cortigiana contemporanea, che in cambio della
sua giovinezza, avvenenza o disponibilità a ogni maschile ingordigia, ha
imparato a richiedere favori diversi dal denaro (oltre al denaro, si intende) a
uomini non necessariamente ricchi o magari ricchissimi ma oculati al punto di
non superare nei loro omaggi il bilocale periferico o addirittura il gioiellino
etnico. Tra il reciproco dare ed avere la transazione oggi avviene su un piano
diverso, quello del potere, grande o miserabile: un tempo comunque
inaccessibile alle donne e quindi non mercanteggiabile, oggi pieno di
scorciatoie attraverso cui le belle ambiziose magari massimamente sapienti ma
anche no, riescono ad accedere senza perdere tempo in inutili studi o
dispersivi tirocini. Il dizionario Zanichelli dei sinonimi e contrari separa
nettamente la cortigiana dal cortigiano. La prima, brutalmente assimilabile a
prostituta, meretrice, puttana o più gentilmente etera. Il secondo, vera vil
razza dannata, ad adulatore, incensatore, leccapiedi, ruffiano, accolito. In
realtà, le attuali apparenti "pari opportunità" dei generi eliminano
le differenze lessicali e di significato, confondono i comportamenti: i
cortigiani maschi si prostituiscono, le cortigiane femmine diventano accolite.
Le loro richieste, pretese, imposizioni, il loro prezzo, non sono quelli di
Cora Pearl o di La Paiva, sterminatrici fine Ottocento di duchi e principi e
dei loro averi: è anche vero che non sono più duchi e principi a richiedere o
subire i favori delle neocortigiane, ma una moltitudine spesso anonima di
funzionari, portaborse, autorità di provincia, politici improvvisati o di
carriera, burocrati e faccendieri vari, dal grado più infimo alla carica più
prestigiosa. Le stesse ragazze commerciabili a disposizione sono troppe per
poter diventare celebrità del ramo e ottenere quotazioni esagerate come quelle
delle loro antenate. Le meno ambiziose, le "grisette" o "cocodette"
della nuova pornocrazia, si accontentano di cadere in ragnatele secondarie in
cambio di comparsate nelle fiction, le più astute e arriviste, le
"demi-mondaine" o "grandes horizontales" della confusa
attuale Repubblica, brigano per entrare nel cerchio privilegiato dei potenti
immaginari o reali in cerca di relax, e allora le mete si fanno più
sostanziose: condividere con il protettore più o meno casuale una fetta del suo
potere, ottenere in dono un incarico importante e non volatile, politico o
altro, che consenta una carriera sia pure soggetta alla riconoscenza verso il
distributore di favori, ma che anche assicuri un futuro indipendente e
possibilmente dovizioso. E questa è la grande differenza con le celebri
cortigiane del passato, che più denaro ottenevano per le loro prestazioni più
precipitavano in vite massimamente dispendiose: tanto che molte di loro una
volta invecchiate e sperperato la loro fragile ricchezza, finivano per languire
nell'indigenza e nella solitudine. L'altra differenza è che il "demi-monde",
mondo parallelo lussuoso e anche intellettuale dove regnavano le cortigiane,
non poteva avere accesso al "monde", quello in cui peraltro i loro
nobili protettori vivevano la loro vita vera, con la loro famiglia, le loro
magioni e le loro relazioni importanti. Oggi il "demi-monde" ha
cancellato il vecchio "monde", diventando lui stesso il nuovo
"monde" sgangherato, l'immagine popolare del privilegio, del
successo, della fortuna, dell'imperio, esibito platealmente, accessibile a chiunque
non tema volgarità, sottomissione, superficialità, incultura. Dice lo scrittore
Quirino Conti: "La vera cortigiana oggi è l'intrattenitrice televisiva,
adulatrice di personaggi inconsistenti, connivente dei luoghi comuni, obbligata
ad essere formosa, discinta e anonima per piacere all'audience da cui dipende
il suo valore di mercato, la sua mediocre celebrità. Viviamo in un regime
genitale basato sull'esaltazione del sesso. Quando di un uomo importante si
dice che è potente, da noi si sottintende con compiacimento che lo è anche in
senso sessuale. Non per niente da quando si sono diffuse voci sulla possibile
incontinenza erotica di personaggi politici di primo piano, il favore verso
questo governo è aumentato".
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cultura
Regime misogino Gli uomini dello scudo crociato temevano di finire all'inferno,
ma coltivavano anche il culto monogamico di un potere grigio, privo di una vera
corte e quindi di donne allegre, fascinose e vivaci Sesso e potere nella Prima
Repubblica LE RAGAZZE DEL GAROFANO FILIPPO CECCARELLI Per quarant'anni e passa
l'Italia democristiana si è consentita il lusso di fare a meno delle
cortigiane. La leggenda della Prima Repubblica tramanda che una di esse,
durante una festa, con inusitata faccia tosta riuscì a prendere sottobraccio
nientemeno che Giulio Andreotti, e quindi a trascinarlo sulla soglia di una
pista da ballo. "Non ho mai danzato con un presidente del Consiglio"
sussurrò l'esuberante cortigiana. "Neanche io", fu la sublime
risposta del Divo Giulio, prima di allontanarsi a passettini. Alieni dai
peccati della carne, i potenti dc temevano di finire all'inferno, ma al tempo
stesso coltivavano con profitto il culto monogamico di un potere per sua e loro
natura grigio, maschile e frantumato, del tutto privo di una vera corte e
quindi di donne allegre, fascinose e vivaci. E anche per questo probabilmente
durarono così a lungo. Le cortigiane riapparvero così sull'onda più o meno
lunga del craxismo come sintomo di più moderni e spericolati costumi. In
realtà, l'ambigua figura della donna di corte è antichissima e a Roma, come
documentato da Claudio Rendina nel suo Cardinali e cortigiane (Newton Compton,
2007), lo è ancora di più. Ma se proprio bisogna assegnare
una data al loro più recente ritorno, varrà la pena di ricorrere a una delle
tante intercettazioni telefoniche fiorite attorno alla tangentona Eni-Petromin
e divulgate nell'anno di grazia 1982. E insomma, c'è un manager di Stato che
parla con un ministro di un altro ministro, pure socialista, e: "L'ho
visto con due zoccolone". Detto con gioiosa e appagata
considerazione. Ora "zoccolone" suona poco simpatica come parola, nel
suo sommario e indubbio maschilismo. Eppure quelle vistose signorine
preannunciavano l'entrata in scena di un nuovo potere, una sorta di
auto-craxia. Nella stagione del garofano la corte prese la forma e lo stile provvisorio
dell'albergo, anzi degli alberghi, dal Midas primigenio ai fasti del Raphael,
passando per la hall e le camere da letto ? dovutamente sorvegliate, ahiloro ?
del Plaza. In quest'ultimo hotel si radunavano le favorite che il gaudente
ministro discotecaro di volta in volta chiamava a far parte del suo numeroso
staff. Qui al Plaza una di queste cortigiane si ritrovò impicciata, secondo un
rapporto dei carabinieri, in una doppia e simultanea relazione con il ministro
e con un rampollo di una assai poco raccomandabile famiglia catanese. Qui
infine, nei cassetti della gioviale ed efficiente portineria, venne poi
sequestrata un'agenda con i nomi e i recapiti di ulteriori signorine, una delle
quali identificata come "Maga Circe", ma sul serio. Più che una varietà
di palazzo, veramente, la memoria di quella stagione di vacanze esotiche, menu
afrodisiaci, ironiche falloforie e vasche da bagno in salotto evoca una
baraonda di figure femminili che restituirono un rango al ripristinato
cortigianesimo. Ce n'erano in effetti per tutti i gusti. Celebrate star
dell'hard-core con vocazioni letterarie, editrici porno-soft con conturbanti
fotomodelle al seguito, creature di Tinto Brass, attrici in disarmo pronte ad
avvolgersi nelle bandiere del garofano, mogli di architetti e di ambasciatori,
libertine felici, salottiste ben stanche dell'intellettualismo straccione dei
comunisti, della schizzinosa ipocrisia laica o dell'esangue misoginia dorotea.
E insomma. Anche alla luce delle odierne vicissitudini, la crepa apocalittica,
se si vuole, è che il vitalismo craxiano, la sua famelica festevolezza andarono
a battere dove? Sulla tv. E a questo proposito si rammenta che già 15 anni
orsono la Rai venne graziosamente definita "un puttanaio e un
marchettaio" da un dirigente craxiano, uno dei maestri peraltro
dell'allora giovane Saccà: Luigi Locatelli. Questi espose la teoria per così
dire evoluzionistica del cortigianesimo, per cui all'inizio il potente apriva
alla sua irregolare morosa una lavanderia, poi un bar tabacchi, poi ancora,
dopo il boom, la profumeria, quindi la boutique e adesso lo scambio era tutto
interno alla tv. Teoria peraltro confermata dal fatto che la Gbr, emittente
romana di qualche peso, venne affidata alla regina delle fidanzate del Psi, con
gravi perdite e susseguenti indagini. Fino all'ultimo, comunque, fino agli
arresti e alle monetine, il craxismo rimase fedele alla sua vocazione. Come
fedeli parvero restare, nel bunker del Raphael, anche diverse di quelle donne,
tra cui una appariscente e prosperosa ex miss Universo che esponeva ai
giornalisti assai plausibili dietrologie, quando tutto ormai stava
precipitando. E un glorioso partito di lavoratori e di scommettitori si
accingeva a togliere il disturbo lasciando all'intero ceto politico del domani,
berlusconiani, post-fascisti, ulivisti e quanti altri, il compito di portare a
compimento il consueto e inconfessabile mandato del potere, annessi e connessi,
piaceri e dolori, drammi e commedie.
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
VI - Torino Protesta in piazza Castello in diretta con Roma Sinistra e
autoconvocati contro le "leggi canaglia" CLAUDIA MORETTA In diretta
con piazza Navona a Roma. Torino manifesta assieme ai girotondi chiamando a
raccolta tutti i cittadini che non ne possono più di Berlusconi. Oggi
pomeriggio in piazza Castello Italia dei valori, Comunisti italiani, Sinistra
democratica e Rifondazione comunista le forze politiche che non mancheranno. Il
Partito democratico il grande assente, come a livello nazionale d'altronde. Ma
la manifestazione andrà oltre gli schieramenti, è "un'autoconvocazione
personale" per usare le parole di Antonio Caputo, rappresentante di
Giustizia e Libertà. "Rispondiamo come persone all'appello fatto da Furio
Colombo, Francesco Pardi e Flores D'Arcais - continua Caputo - perché sentiamo
che questa è una battaglia di principio e non di partito". L'intenzione è
quella di far partire anche da Torino il grido di allarme contro le "leggi
canaglia" su cui il governo in carica sta lavorando. Due i punti cardine
della manifestazione: la legge è uguale per tutti, così come campeggia dentro
tutte le aule di tribunale e la libertà di stampa da difendere. "Non sono le intercettazioni il vero problema del paese -
fanno sapere da Rifondazione comunista -. Le emergenze sono i morti sul lavoro
e i salari bassi". Da Sinistra democratica aggiungono poi come le leggi ad
personam rappresentino un pauroso attacco ai principi fondamentali della
Costituzione. I tre poteri devono essere sempre indipendenti altrimenti
crolla tutto. Aderisce alla manifestazione anche il Partito dei comunisti
italiani che con Vincenzo Chieppa parla di "un segnale forte anche da
parte di Torino". L'Italia dei valori, una delle grandi protagoniste anche
a livello nazionale, esprime tutta la sua soddisfazione nel vedere come nei
momenti di difficoltà la società civile risponde. Aderiranno alla
manifestazione anche il sindacato RdB ed alcune associazioni culturali.
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
I - Roma Il caso Le "segnalate" dal Cavaliere nuove star nel parterre
delle sfilate GIOVANNA VITALE Non avranno conquistato un posto in prima fila in
Rai, come il claim della tv di Stato assicura a tutti gli abbonati, ma alle sfilate
d'alta moda sì, eccome. Uscite dall'anonimato grazie alle
intercettazioni, le raccomandate della tv ormai affollano i parterre delle
maison storiche e le feste più esclusive di Roma, fotografate e corteggiate
manco fossero davvero le eroine di quelle fiction che non hanno interpretato
mai. SEGUE A PAGINA VI.
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
VI - Roma LE "SEGNALATE" GIOVANNA VITALE (segue dalla prima di
cronaca) Bastava dare uno sguardo, ieri sera, alla platea del défilé di
Gattinoni al complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, dove la notte
precedente era stata avvistata un'altra aspirante attrice ben sponsorizzata,
Evelina Manna in bianco plissé e calzari da schiava, alla mondanissima cena
organizzata da Vogue Italia. Meno di 24 ore dopo ecco Simona Borioni, oggetto
della conversazione fra Fedele Confalonieri e Agostino Saccà, troneggiare al
centro nella Sala Baglivi, e così Elena Russo, caldeggiata da Berlusconi,
appena poco distante da Marta Flavi ora - secondo le
intercettazioni - bisognevole di spintarella. Una platea che, a dispetto delle
polemiche sui politici che snobbano la moda, era piena di signore che contano.
E se fino all'anno scorso la più ambita era la consorte di Veltroni, stavolta
Flavia Prisco ha dato forfait, sostituita in corsa dalla nuova first lady del
Campidoglio: Isabella Rauti in Alemanno. Seduta a poche poltroncine di
distanza dall'altra "black lady" del potere romano, Elisabetta
Tulliani, compagna di Gianfranco Fini e madre della sua seconda figlia. Ancora,
sparpagliate qua e là, l'irriducibile Irene Pivetti con marito, la pasionaria
dell'Italia dei Valori Silvana Mura e Olga D'Antona del Pd, oltre a varia
umanità televisiva, Anna La Rosa e Lorena Bianchetti, Ela Weber, Debora
Caprioglio. Alle quali Guillermo Mariotto deve aver pensato creando uno dei
pezzi forti della collezione dedicata alle divinità di ieri e di oggi:
Sublimage si chiama l'abito da sera screziato d'argento, nome dato alla dea
dell'immagine e dell'apparire. SEGUE A PAGINA VI.
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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III - Palermo L'indagine Summit di capimafia per dare il via libera al delitto
Lo Iacono Dalle intercettazioni sui quattro sicari fermati a Bagheria emerge
che l'ordine era partito dall'alto I nuovi capi delle famiglie mafiose di
Palermo hanno scelto di tornare agli omicidi per far sentire il loro peso
criminale a chi potrebbe contrastarli. Il retroscena inquietante emerge
dall'indagine della polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale
antimafia, che venerdì scorso ha portato al fermo di quattro persone accusate
di preparare un piano per uccidere il capomafia di Bagheria, Pietro Lo Iacono,
un fedelissimo di Bernardo Provenzano. Dalle
intercettazioni emerge che "la sentenza di condanna a morte" per Lo
Iacono è stata emessa dalle famiglie mafiose di Palermo e provincia. La
polizia, intercettando Michele Modica, fermato venerdì scorso, e per il quale
il gip ha convalidato l'arresto emettendo ordinanza di custodia cautelare, ha
scoperto il piano di morte e il fatto che "occorreva realizzare,
subito e comunque, il delitto", in quanto, "c'è questa ordinazione
così che ci posso fare... c'è ordine di là, di là, di quello pure",
lasciando così intendere, come annotano i magistrati, "che l'ordine
proveniva da più vertici di più famiglie mafiose". L'omicidio doveva
essere eseguito sabato scorso mentre il boss si recava allo stabilimento
balneare di Santa Flavia, in provincia di Palermo.
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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XIV - Palermo "Sono qui per portarvi in Champions" Parla il nuovo ds:
gli obiettivi, gli acquisti e l'eredità di Foschi Nasce l'era Sabatini "Il
nostro mercato non è chiuso siamo pronti a sfruttare altre occasioni" Il
Palermo debutta nel club dei grandi d'Europa con la riunione di Ginevra VALERIO
TRIPI Giornata importante quella di ieri per il nuovo Palermo. Da una parte, in
via del Fante, è stato presentato il nuovo direttore sportivo Walter Sabatini.
Dall'altra, a Ginevra, il club siciliano ha fatto il suo esordio nell'Eca,
l'associazione europea dei club professionistici che ha appena sostituito il
vecchio G14. L'organizzazione, riconosciuta dall'Uefa, raggruppa cento club in
rappresentanza delle 53 federazioni europee associate e avrà il compito di
pianificare tutta l'attività delle società. Insieme a Milan, Inter, Juventus e
Roma il Palermo rappresenterà l'Italia per il prossimo biennio. "Ieri
abbiamo nominato il consiglio che sarà formato da quindici società ? racconta
il vicepresidente del Palermo Guglielmo Miccichè ? e abbiamo fatto fronte
comune con gli altri club italiani per eleggere l'ad dell'Inter Paolillo. Oltre
a lui come nostri rappresentanti ci sono club blasonati come Real Madrid, Lione
e Liverpool. Devo dire che per la nostra società è una bella soddisfazione
lavorare con realtà importanti come queste". I lavori della prima riunione
dell'Eca finiranno oggi con la relazione del presidente dell'Uefa Platini. Ma a
tenere banco è stata la presentazione di Sabatini: il nuovo diesse ha tracciato
le linee programmatiche del suo lavoro parlando della società rosanero come un
punto d'arrivo della sua carriera da dirigente sportivo. Al suo arrivo in sala
stampa Sabatini è stato travolto dagli innumerevoli flash dei fotografi e da un
esercito di telecamere. Dopo la presentazione il diesse ha visitato tutti gli
uffici del "Barbera" prima di andare a Boccadifalco e prendere
confidenza con i dipendenti del Palermo e le strutture dei rosanero.
"Visto il modo in cui sono stato accolto ? dice Sabatini ? se fossi
vanesio mi sentirei importantissimo. Spero che quella rosanero sia la mia ultima
squadra e non perché fumo settanta sigarette al giorno, ma perché vorrei
chiudere la carriera qui". Lei ha portato la Lazio in Champions: le hanno
chiesto di fare altrettanto con il Palermo? "Non li ho certo portati da
solo nell'Europa che conta. Abbiamo lavorato tutti uniti verso un unico
obiettivo. Ma non è il caso di fare paragoni. Palermo non somiglia alla realtà
della Lazio. Questa è una società già molto importante, grazie al lavoro
altrettanto importante svolto dal presidente Zamparini e da Rino Foschi. Credo
sia molto più semplice iniziare a lavorare qui piuttosto che ripensare alla
situazione iniziale che avevo trovato a Roma". Foschi per il Palermo e per
i tifosi rosanero rappresenta l'uomo che dopo 30 anni ha riportato in alto il
Palermo. Le pesa prenderne il posto? "Per me è uno stimolo a fare bene
raccogliere l'eredità di Rino. So bene che lui ha fatto cose buone in rosanero.
Il mio rispetto nei suoi confronti è grande". Avete avuto la possibilità
di scambiarvi qualche parere sul Palermo? "Non credo che lui in questo
momento abbia tanta voglia di sentirmi. Ho parlato con lui qualche giorno fa.
Ha sofferto molto questa situazione, ma ho sentito il dovere di ringraziarlo
per il lavoro che ha svolto. Ha centrato tutti gli obiettivi che il Palermo si era
prefissato. Oggi arrivo in una squadra che praticamente non ha bisogno di
nulla". Le pesa il fatto di non potere lasciare la sua firma in questo
mercato? "Vivrò qualche mese in santa pace. Nel caso in cui le cose
dovessero andare male nessuno mi potrà rimproverare nulla. A parte gli scherzi
avrò da lavorare. Poi in futuro ci metterò anche del mio. Ora mi occuperò di
sfoltire la rosa". Che obiettivi si pone? "Sono a Palermo per
realizzare un'idea di Zamparini. Lui in due o tre anni vuole fare la
Champions". Per andare in Champions servirà non vendere più i pezzi grossi
come nel caso di Amauri? "Le cessioni sono fisiologiche. Prendete il
Lione: loro vendono i pezzi pregiati, li rimpiazzano con giocatori altrettanto
validi e restano a grandi livelli". Ha in programma qualche colpo di
mercato? "Nell'immediato non ci sono interventi in programma. Ma il calcio
offre tante possibilità e siamo attenti a coglierle al volo". Cosa
risponde a chi dice che lei è un uomo di Moggi? "In passato ho lavorato
molto bene con Moggi. Grazie ai premi di valorizzazione ha contribuito a tenere
in vita società importanti con le quali lavoravo come la Triestina. Dico che
per il momento si fa a gara a parlare male di lui. Non sono certo tra quelli
che gli baciano le mani, ma sono legato a lui da un buon ricordo".
Intanto, sempre in tema di nuovi arrivi, nella squadra che
lavora dietro le quinte rosanero ci sarebbe anche Luca Cattani. L'ex
giornalista di Antennatre e Telelombardia, rimasto coinvolto nelle
intercettazioni che hanno determinato il crollo dell'impero Moggi, dovrebbe
entrare a far parte dell'area comunicazione.
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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V - Napoli L'intervista L'amministratore dell'azienda Asìa: "Insufficiente
la soluzione prospettata delle 11 piazzole di raccolta" Differenziata,
Fortini boccia Viale Dottor Daniele Fortini, lei è l'amministratore di Asìa. Ha
raccolto l'invito-provocazione di Guido Viale, secondo cui un progetto sulla
differenziata di emergenza a Soccavo e Pianura è stato bloccata da voi?
"Ne sono molto sorpreso. Per due motivi. Primo: ciò che egli propone, 11
piazzole ove depositare carta, plastica e alluminio in luogo della modalità
"porta a porta", introdurrebbe un sistema inefficace e dispendioso,
ho i numeri per provarlo. Secondo: le argomentazioni di Viale contro Asìa sono
sbagliate. I progetti di cui parla non ci sono stati presentati da chicchessia
se non nella forma di abbozzi di idee". Non se ne fa nulla perché sulla
differenziata chiunque dice la sua? "In tono pacato, direi: basta con le
ricette miracolistiche. E con l'idea farlocca che sulla panacea-differenziata,
la soluzione sia a portata di mano, ma sono i cattivi dirigenti e lavoratori di
Asìa a impedirne la realizzazione. Mentre gli eroi sono quelli che in 15 anni
non hanno costruito alcuna soluzione al vero problema emergenziale che è, e
resta, quello dello smaltimento". Eppure dalla differenziata bisogna
partire. E bene. "Difatti. E siccome ogni giorno riceviamo una pletora di
consulenti ed esperti che ci vogliono rifilare patacche è possibile che anche
abbozzi di idee vengano trattati con sufficienza. Se così è, me ne scuso con Guido
Viale e lo invito a dialogare seriamente con noi. La nostra collaborazione con
lui e gli altri addensatori di buone prassi è scontata: purché non si voglia
dare in esecuzione ad Asìa progetti non validati da competenza". Dottor
Fortini, quali numeri provano che allestire 11 piazzole in un territorio pronto
a collaborare non funzionerebbe? "Mi spiego. Non
funziona perché è inefficace: le migliori raccolte stradali intercettano circa
il 35% degli imballaggi domestici mentre il "porta a porta" raggiunge
il 55%; dispendioso in termini ambientali: ogni cittadino usa l'auto per
recarsi alla "piazzola" causando inquinamento; inutile: perché non
eliminerebbe i cassonetti dalle strade. Inoltre: gli imballaggi
domestici in carta, cartoncino, plastica, alluminio, tetrapack e vetro
rappresentano il 27% dei rifiuti urbani (il resto: 50% frazione umida, 11%
ingombranti, 12% altri materiali). Dunque, ogni cittadino di Napoli produce
all'anno 158 chili di imballaggi, di cui se ne possono intercettare, con
sistemi evoluti come il porta a porta, circa 90 chili. Con il sistema proposto
da Viale è lecito attendersi una raccolta di molto inferiore: solo 40 chili pro
capite invece di 90". Non sono meglio 40 chili procapite invece dello zero
di oggi? "No. Se estesa a tutta la città, la "differenziata" di
Viale, darebbe il risultato del 7%. Piuttosto misero, considerato che oggi
Napoli è al 13%". Quindi procederete come da programma. "Arriveremo a
dicembre 2008 ad avere 100mila abitanti serviti dal "porta a porta",
ed il 25% di differenziata in quel mese. Senza più fermarsi o tornare indietro.
Se altri intraprenderanno "differenziate emergenziali" potranno
contare sull'impegno di Asìa, ma nella chiarezza degli intenti e degli
obiettivi". (co.sa.).
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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IV - Genova Appuntamento oggi alle 18 davanti alla prefettura per la
manifestazione sulla giustizia Girotondi "No Cav", c'è anche Dalla
Chiesa Il presidio in contemporanea alla kermesse romana: presenti anche
dirigenti Pd FIOCCANO LE ADESIONI ALLA MANIFESTAZIONE - in gergo si chiama
"No Cav.", anche se ufficialmente il titolo è "Per la
Costituzione, per la legalità" - che oggi pomeriggio, a partire dalle 18,
vedrà schierati davanti alla prefettura i militanti genovesi di "Libertà e
giustizia" e del "Comitato per lo Stato di Diritto". Genova è
una delle dieci città dove si terranno altrettanti presìdi contemporanei alla
manifestazione di piazza Navona, a Roma, convocata da Paolo Flores D'Arcais,
Pancho Pardi e Furio Colombo. Ieri pomeriggio è arrivata l'adesione di tre membri
dell'assemblea regionale del Partito Democratico, Paola Bellotti, Carla Olivari
e Michela Tassistro che "da libere e democratiche cittadine sostengono le
iniziative per far sì che la legge sia davvero uguale per tutti": forse
non è superfluo ricordare che, al contrario, il Pd ha deciso di non aderire
alla manifestazione nazionale (e quindi alla locale). Alla due organizzazioni
che hanno lanciato la manifestazione - Libertà e giustizia e Comitato per lo
Stato di Diritto - si sono aggiunti nelle ultime ore il Comitato verità e
giustizia per Genova, l'Associazione Giuristi democratici, il Partito dei
comunisti italiani, Rifondazione Comunista, il sindacato Cobas, la federazione
dei giovani comunisti, il Circolo Bianchini di Rifondazione, il Forum della sinistra
europea, il Comitato Piazza Carlo Giuliani, il "Gruppo per il bene comune
Liguria", la Rete controg8-Centro di documentazione per la pace, la
Comunità di San Benedetto del Porto. E poi, come avviene sempre in occasioni
come queste, tanta adesioni di personaggi pubblici: ci saranno ad esempio Nando
Dalla Chiesa, neo-responsabile comunale dell'immagine della città, e Aleandro
Longhi, già senatore per i Ds e ora dirigente nazionale del Pdci. "Il
presidio davanti alla prefettura, a sostegno dell'iniziativa che si svolge
contemporaneamente in piazza Navona, a Roma, è un presidio "per" -
spiega il professor Giunio Luzzatto, uno dei promotori - Noi crediamo che la
legge debba essere uguale per tutti e vogliamo garantire la piena trasparenza
nell'esercizio delle pubbliche funzioni, impedendo che chi le esercita divenga
una casta. Ma, naturalmente siamo contro le iniziative del governo Berlusconi:
siamo contro la sospensione di migliaia di processi, anche per reati
gravissimi, pur di fermare quello in cui è imputato Berlusconi stesso, siamo
contro il blocco delle azioni giudiziarie se l'imputato è
il presidente del Consiglio, siamo contro le fortissime limitazioni ai giudici
circa la possibilità di disporre intercettazioni telefoniche".
Naturalmente è impossibile sapere in anticipo le dimensioni della
manifestazione di oggi: gli organizzatori pensano ad un appuntamento "di
testimonianza", la stagione estiva non aiuta.
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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VI - Genova Terroristi a Portofino esercitazione tra i Vip Esercitazione
antiterrorismo tra i vip, ieri mattina a Portofino, nel porticciolo e in rada.
Mentre diversi turisti, tra i quali Jennifer Lopez, sono in vacanza su yacht di
lusso ancorati davanti alla celebre piazzetta, unità della Guardia Costiera,
della polizia e dei carabinieri hanno simulato un allarme lanciato da una nave
da crociera per la presenza di una imbarcazione sospetta. Coordinata dalla
Capitaneria di Porto di S. Margherita Ligure, l'esercitazione ha coinvolto
anche la società Marina di Portofino che gestisce la sicurezza del porto,
l'ufficio locale marittimo, la Compagnia carabinieri di Santa Margherita, la
stazione Carabinieri di Portofino e la Polizia locale di Portofino. La nave, all'ancora in rada a Portofino, ha segnalato la presenza di una
barca sospetta e mezzi navali della Guardia Costiera e dei Carabinieri, tra cui
due gommoni, l'hanno subito intercettata e scortata a terra per accertamenti. A
terra è stato bloccato lo sbarco di turisti dalla nave e sono state presidiate
le banchine.
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina
VII - Genova LIGURIA TRASFORMI LA SPAZZATURA IN UN BUSINESS LUIGI GIA Pensare
che l'emergenza rifiuti sia destinata a essere circoscritta geograficamente a
Napoli è un'illusione e neanche tanto pia. Prima o poi, se il sistema di
raccolta e di smaltimento non cambierà, toccherà a tutte le Regioni e ai Comuni
che non hanno saputo o voluto programmare alternative alle discariche. Secondo
l'ultimo rapporto Apat (l'Agenzia governativa per la protezione dell'ambiente),
gli abitanti del Centro producono, a testa,
(
da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Gli insaccati Marco Travaglio Ieri, a Roma, hanno
arrestato un bel po' di gente che aveva messo su un sistema per scampare ai
processi: costava 5 mila euro a botta. Minimalisti, poveracci. Non sapevano
che, per scampare ai processi,c'è un sistema più infallibile e conveniente: si
chiama Lodo Alfano. Prima si fa una legge per bloccare 100 mila processi, una per proibire le intercettazioni, una per tagliare i fondi e
gli stipendi ai magistrati. Poi si va in tv a dire che i giudici sono
"metastasi", comunisti, golpisti, pazzi, fannulloni, inetti, amici
dei criminali. Poi si diffondono sondaggi che dimostrano che la fiducia nella
magistratura è in calo (ma va?). Infine si manda avanti qualche sherpa
(Angelino Jolie, Calderoli, Castelli) a offrire la pace. Prezzi modici: voi vi
scordate i processi di Al Tappone, noi vi lasciamo intercettare e processare
tutti gli altri. E, se fate i bravi, magari vi paghiamo pure lo stipendio. A
Palermo questa roba si chiama estorsione, racket, pizzo. A Roma si chiama
"dialogo". E chi non ci sta, o addirittura va in piazza a protestare,
è un estremista giustizialista che vuole "lo scontro". Intanto si
continua a usare la magistratura come alibi per non decidere quel che si
potrebbe decidere subito, alla luce dei fatti, con la scusa che questo
"non è penalmente rilevante" e per quest'altro "aspettiamo le
sentenze". Campa cavallo. Don Agostino Saccà si reinstalla a Raifiction
sulla sedia gestatoria, tra baci, abbracci e standing ovation da destra e da
sinistra (Curzi gli ha addirittura chiesto scusa), come il papa di ritorno
dall'esilio di Avignone. E rilascia interviste auto-celebrative, l'ultima a
Panorama: su 44 domande, nemmeno una sulla frase-chiave delle sue telefonate
con Berlusconi che, sistemando una delle aspiranti attrici, anzi attrici
aspiranti, gli dice: "Ti ringrazio molto, perché io veramente ci tengo...
Io sai che poi ti ricambierò dall'altra parte, quando tu sarai un libero
imprenditore, mi impegno a... darti un grande sostegno". La domanda è
semplice: "Scusi, dottor Saccà, ma quale azienda del mondo consente a un
suo dirigente di trescare col padrone e con i manager dell'azienda concorrente
per entrare in società con loro?". I reati non c'entrano. Questa è
intelligenza col nemico. Esattamente come quando nel
(
da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Lo "scambio" inventato dal Pdl Ninni
Andriolo Avevano spiegato che serviva un decreto per affrontare subito e in
modo risoluto l'emergenza sicurezza. Apprendiamo che l'elenco governativo delle
urgenze è cambiato e che la nuova priorità è costituita dal "lodo
Alfano". L'immunità che la maggioranza vorrebbe garantire al Capo dello
Stato, ai presidenti delle Camere e a Silvio Berlusconi non ha precedenti. In
Europa viene sancita per il re di Spagna e per la regina d'Inghilterra, in
Francia per il Presidente della Repubblica. Da noi si vorrebbe abbondare
salvaguardando il Colle, Palazzo Madama, Montecitorio e, infine, Palazzo Chigi
(dove risiede l'unica Alta carica dello Stato implicata oggi in procedimenti
giudiziari). La maggioranza agita la clava della norma salva-premier del
decreto sicurezza, per mettere in sicurezza il Capo del governo con lo scudo
ben più solido e definitivo del lodo Alfano. Il Cavaliere, in questi giorni, ha
aperto fronti diversi. Ha sparato cannonate in più direzioni, minacciando perfino decreti legge sulle intercettazioni. E il Pdl
ha alzato la posta a costo di bloccare 100000 processi e tentando di
accreditare una sorta di trattativa con il Partito democratico, la sospensione
della norma salva premier in cambio del via libera sull'obiettivo grosso: il
lodo Alfano da fare approvare in tempi rapidi, già prima dell'estate,
con un Pd che non si metta di traverso. Una sorta di scambio - presentato dal
Pdl come mediazione - per coinvolgere i democratici nell'"inciucio",
alla vigilia della manifestazione di Piazza Navona che potrebbe creare un fossato
nell'opposizione. "Chiederemo di anticipare l'esame in aula del Lodo
Alfano rispetto al decreto legge sulla sicurezza", spiegava ieri mattina
il ministro Elio Vito. "Auspichiamo che oltre alla richiesta di inversione
del calendario, arrivi anche la decisione del ritiro della norma",
rilanciava il presidente dei deputati Pd, Antonello Soro. Nessuno scambio,
quindi. Il Pdl, tra l'altro, chiede e ottiene, nella conferenza dei capigruppo,
che il lodo Alfano si metta subito all'odg, ma non ritira le norme salva-premier
dal decreto sicurezza. "La norma sulla sospensione dei processi è un male
in sé - spiega Anna Finocchiaro - Questo significa che non può essere
scambiata, nel caso della sua eliminazione, con il Lodo Alfano". Per un
provvedimento di tutela delle alte cariche dello Stato, aggiunge la Presidente
dei senatori Pd, "ci vuole una legge costituzionale". E per
Finocchiaro, tra l'altro, è "inopportuno che il Capo del Governo proponga
il Lodo per sé e per un provvedimento a proprio carico, chiedendone l'approvazione
prima della sentenza di primo grado". E la senatrice Pd ricorda che
Berlusconi aveva promesso che non si sarebbe giovato della sospensione e che si
sarebbe difeso nel processo. "L'anticipazione del Lodo Alfano - aggiunge -
sarebbe incompatibile con l'ingorgo parlamentare costituito dalla presenza nel
calendario delle Camere di ben 7 decreti di cui uno contiene una manovra
economica da 34 miliardi". Finocchiaro, in sostanza, non comprende
"l'urgenza" e non capisce come mai "di fronte ai gravi problemi
del Paese e delle famiglie la priorità debba essere il Lodo". La
maggioranza, però, punta all'incasso dell'immunità per le alte cariche dello
Stato. Ma le dichiarazioni che giungono dal Pd screditano l'idea dello
"scambio". E frustrano le aspettative di chi, nella maggioranza,
spera che le scelte del Pd si risolvano unicamente nel miraggio di un dialogo
istituzionale con una destra che spesso ha dato prova - come nel caso del
"no" al ritiro delle norme salva-premier di ieri - di non volere
ascoltare. La nota.
(
da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del IL CASO Sul web l'intercettazione
hot (finta) di Silvio Bossi: è un po' coglione a parlarne al telefono
Praticamente tutto quello che s'è immaginato, sussurrato, e nemmeno tanto
piano. Insomma, la telefonata piccante - supposta, ancora oggi - tra Berlusconi
e Confalonieri che avrebbe per protagonista la grazia di una neoministra ieri è
comparsa su un sito internet, segnalata da Dagospia e poi in un uno-due
immediatamente censurata perché "così s'è smascherata una bufala".
Perché è tutto falso, si dica subito. Ma la trascrizione - simulata -
ripercorre fin troppo "romanzatamente" apprezzamenti, delusioni
autoreferenziali per il bel tempo che fu del Cavaliere, e tanto altro ancora.
Falso, però, come evidentemente specificato sullo stesso sito. Anche se la
procura di Roma ne ha immediatamente valutato l'ipotesi di chiusura, visto
anche lo scalpitare della destra. Ma sulla telefonata - reale-supposta? - ha
parlato anche Bossi. Intervistato da Telelombardia il leader leghista non c'ha
girato attorno: "Berlusconi? Tutti sanno che un po' è perseguitato, un po'
è coglione lui. Per parlare di certe cose al telefono... ". Il senatur
avvalora, dunque? Intanto lascia anche un giudizio sulla manifestazione di oggi
a piazza Navona: "Di Pietro è piccolo, non è come la Lega che ha dieci
milioni di uomini... Però evidentemente comincia a far pensare, eh... ".
(
da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Caso Saccà, Silvio intanto guadagna tempo Il gip
accoglie il trasferimento dell'inchiesta a Roma: a Napoli si era arrivati alla
richiesta di processo di Massimo Solani e Giuseppe Caruso / Roma BUONE NUOVE DA
NAPOLI per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il gip partenopeo
Luigi Giordano ha infatti accolto le richieste dei difensori del leader del Pdl
e ha dichiarato l'incompetenza territoriale del tribunale di Napoli
trasmettendo a Ro- ma l'inchiesta sulle presunte pressioni del premier
(indagato per corruzione) a carico dell'ex direttore generale di Rai Fiction
Agostino Saccà per favorire alcune attrici. Una decisione che è destinata a
cambiare la storia di una inchiesta nata fra mille polemiche. Se infatti gli
atti arriveranno alla procura di Roma in una settimana massimo, ci vorrà più
tempo perché i magistrati della Capitale rivalutino tutti i fascicoli e decidano quali intercettazioni mandare al macero perché
penalmente irrilevanti e quali invece "girare" al Parlamento per
chiedere l'autorizzazione al loro utilizzo processuale. Ma la Procura di Roma,
che dovrà valutare anche l'effettiva competenza territoriale, potrà inoltre
decidere di "riaprire" l'inchiesta per raccogliere nuovi elementi e
compiere nuove attività di istruttoria. Si dilatano quindi i tempi per
una inchiesta che era arrivata alla richiesta di rinvio a giudizio: inevitabile
infatti, a questo punto, che il prossimo 18 luglio il gip Lia Paola Laviano
(che avrebbe dovuto esprimersi sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata
dal pm Vincenzo Piscitelli a carico di Berlusconi) decida di conformarsi alla
decisione del collega Giordano dichiarando la propria incompetenza territoriale.
Una situazione simile a quella che si verificherà questa mattina quando la
Laviano avrebbe dovuto decidere se rinviare a giudizio o meno Agostino Saccà:
scontato, infatti, che a questo punto anche i legali di Saccà presenteranno la
questione di competenza territoriale. Comprensibilmente soddisfatto il commento
di Berlusconi alla decisione del gip napoletano: "La competenza è lì, era
logico", ha spiegato il premier. Dal canto suo il pubblico ministero
Piscitelli valuterà ora la possibilità di presentare ricorso in Cassazione
contro la sentenza del gip. Da Napoli e Milano, dove ieri è ripartito i
processo Mills a carico di Berlusconi. Un'impresa ai limiti dell'impossibile è
quella tentata ieri dalla difesa di David Mills per dimostrare che i 600mila
dollari arrivati all'avvocato inglese non provenivano dai forzieri dell'allora
Fininvest (come sostenuto dallo stesso Mills in un interrogatorio del 18 luglio
2004, poi ritrattato). E come confermato sempre dall'avvocato inglese, a voce e
mediante lettera, al suo fiscalista Bob Drennan, che a sua volta lo ha
ricordato nella deposizione ottenuta mediante rogatoria dalla procura milanese.
Il professor Andrea Perini, professore associato di Diritto penale commerciale
a Torino e consulente tecnico per la difesa di Mills, ha presentato la sua
ricostruzione dei movimenti di denaro sui conti dell'avvocato inglese. Secondo
il perito l'imputato non ricevette quei soldi dalla Fininvest per fornire una
testimonianza fatta di reticenze e menzogne nel processo sui fondi neri creati
all'estero dal gruppo. Perini ha spiegato che Mills non ha fatto altro che
"spostare dei soldi da una banca all'altra nell'interesse di Diego
Attanasio". Vale a dire l'armatore napoletano che avrebbe affidato la
gestione di un suo fondo all'avvocato inglese. Perini ha poi parlato di
"un tentativo di confondere le carte da parte di Mills a favore di
Attanasio, giustificato dal momento di difficoltà che viveva l'imprenditore che
fu arrestato su ordine della procura di Salerno".
(
da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del I magistrati intanto ricostruiscono il nuovo
"gotha" di Cosa Nostra: nelle intercettazioni sono pronti a uccidere
i "rivali".
(
da "Unita, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del "Sono loro quelli del pizzo":
all'Ucciardone il coraggio dei commercianti Palermo, nell'aula bunker indicano
i loro taglieggiatori. Tano Grasso: anni fa non ce l'avrebbero fatta, ora
denunce di massa di Marzio Tristano / Palermo È lui! È lui! È lui!... Un dito
puntato contro il racket, la certezza di un riconoscimento senza esitazioni, la
protezione di un vetro schermato che offre l'anonimato nel momento più delicato
della loro vita di commercianti a Palermo. L'aula bunker dell'Ucciardone che
ospitò il maxiprocesso celebra un altro momento di svolta della lotta alla
mafia: per sette volte i commercianti taglieggiati dal racket delle estorsioni
hanno puntato il dito, non visti, contro cinque esattori del "pizzo"
del clan mafioso dei Lo Piccolo che li hanno vessati per mesi, ed in qualche
caso, anche per anni. Per Palermo, ha detto il legale della Camera di
Commercio, Fabio Lanfranca, "è stata una giornata storica". Per i pm,
che mai avevano incassato tanti coraggiosi riconoscimenti in una sola volta, la
possibilità di cristallizzare processualmente davanti al gip Maria Pino una
prova fondamentale per la condanna degli imputati. Basta per gettarsi alle
spalle la secolare stagione dell'omertà? "Siamo solo all'inizio del
cammino - ha osservato Tano Grasso, ex commissario antiracket del governo -
certamente, tutti coloro che oggi hanno riconosciuto gli esattori dei clan,
fino a poco tempo fa, avrebbero negato le richieste di pizzo e sarebbero stati
indagati per favoreggiamento. Una rottura rispetto al passato c'è stata, ma
l'auspicabile risultato delle denunce di massa deve ancora arrivare".
Eppure quella di ieri è stata una giornata importante per Palermo. I
tentennamenti, le indecisioni, i vuoti di memoria, le imprecisioni che saltano
fuori ad ogni riconoscimento sono stati spazzati via da un dito puntato inesorabilmente
a testa alta verso l'estortore di turno. La paura, la tensione e la presenza
inquietante, nelle gabbie, di molti dei 30 boss e gregari della cosca coinvolti
nel procedimento, non hanno fermato le vittime. A nulla è valso il tentativo
disperato di due indagati, Filippo Mangione e Domenico Caviglia, ritenuti
fedelissimi dei capimafia di San Lorenzo, che hanno chiesto che gli fossero
messi accanto, oltre all'agente di polizia in borghese scelto dai magistrati, i
rispettivi fratelli, che gli assomigliano come due gocce d'acqua. I congiunti
che erano in aula hanno acconsentito, ma l'espediente non è servito a nulla: i
commercianti non hanno avuto dubbi e hanno riconosciuto perfettamente i loro
aguzzini. L'appuntamento con i faccia a faccia, prosegue tra il 10 e il 12
luglio, quando con sul banco dei testimoni, saliranno altri 13 commercianti per
un nuovo confronto all'americana che dovrebbe chiudere definitivamente i conti
tra le vittime del racket e i loro aguzzini. E mentre la mafia del pizzo dei Lo
Piccolo subisce duri colpi da polizia e magistrati, i nuovi boss si
riorganizzano per proseguire l'assestamento degli assetti di vertice
dell'organizzazione con lo strumento da sempre preferito: l'omicidio. Il dato emerge dalle intercettazioni condotte dalla polizia che
venerdì scorso ha portato al fermo di quattro persone accusate di progettare il
delitto del capomafia di Bagheria, Pietro Lo Iacono, un fedelissimo di Bernardo
Provenzano. Intercettando Michele Modica, fermato venerdì scorso, gli
investigatori hanno scoperto il piano di morte che "occorreva
realizzare, subito e comunque". Una frase che lascia intendere, come
scrivono i magistrati nel provvedimento cautelare, "che l'ordine proveniva
da più vertici di più famiglie mafiose". E considerato che quasi tutti i
capimafia sono stati arrestati durante gli ultimi due anni, si scopre così, ma
c'erano pochi dubbi in proposito, che Cosa nostra si è già riorganizzata.
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Economia
"Truffa dei contatori del gas, Zuccoli sapeva" I
pm: nelle intercettazioni il manager si adoperava per coprire le illegalità Il
responsabile legale dell'Aem: "Su 100mila lire fatturate, 16mila le
rubacchiamo" Per l'accusa, 400.000 utenti hanno pagato di più per anni.
Aggirate le accise WALTER GALBIATI EMILIO RANDACIO MILANO - Per anni, almeno
400 mila utenti dell'Aem, l'azienda energetica di Milano, hanno pagato
il gas ben di più di quanto gli è stato effettivamente erogato. "Tra un
minimo del
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"La
telefonata hard è su internet" Ma è un falso, denunciato uno studente Sito
oscurato. L'autore: era solo uno scherzo Indignato Confalonieri E Ghedini
minaccia azioni legali LUCIANO NIGRO ROMA - "Le telefonate hard del
premier sono in rete". Arriva nelle redazioni, alle 11 del mattino, la voce su nuove intercettazioni scottanti dove di parlerebbe di
sesso e di ministre. Sembrano le tanto attese-temute registrazioni che per
giorni hanno agitato il presidente del Consiglio e la politica italiana. E
invece a pranzo, trovato il sito, chi lo legge, alla seconda pagina scopre che
è solo un falso. Evidente. Dozzinale, persino. Scritto e ideato da uno
studente sul suo blog personale. Si chiama Leonardo Bianchi, 22 anni, da Padova
e col cronista subito si giustifica: "Il mio è solo uno scherzo, non si
capisce? Lo scriverò più chiaramente per i meno dotati: è tutto inventato e
frutto di fantasia. Non vorranno prendersela con un ragazzo, con tutto quello
che si legge ogni giorno sui giornali?". Ma intanto la sceneggiatura
dell'inesperto provocatore, finto-giudiziaria all'inizio ma in seguito
decisamente scurrile nel linguaggio, di un presunto dialogo tra Silvio
Berlusconi e Fedele Confalonieri, è già diventata un caso. Si indigna per quel
testo "gravemente diffamatorio" l'avvocato di Berlusconi Niccolò Ghedini
che minaccia querele e diffida chiunque dal riprendere "un falso
plateale". Rincara la dose Confalonieri: "Un'evidente montatura
costruita per recare grave danno alla reputazione dei soggetti
interessati". Il sito viene oscurato. Non solo il pezzo intitolato
"Le casino Berlusconi", ma l'intero blog che il suo autore ha
chiamato "la privata repubblica", con il simbolo dell'Italia e il
sottotitolo "coraggio, il meglio è passato". "Se sono
preoccupato? Certo che lo sono, visti i personaggi che minacciano querele"
si schermisce il giovane blogger, assediato dai giornalisti per quel falso ora
inaccessibile perché "in manutenzione". L'ha oscurato lei il sito?
"E perché? Io non ho fatto niente di male". E' andato pesante, non le
pare? I personaggi coinvolti si sentono diffamati. "Ma è un falso palese!
Non lo dicono anche loro? Era chiaramente uno scherzo. Non contro di loro, ma
contro il sistema dell'informazione. Speravo di fosse più ironia". Il
linguaggio sembra preso da un rotocalco hard. "Appunto, è il contrasto tra
la storia e il linguaggio l'aspetto divertente". Lei studia legge, vuole
fare l'avvocato? "Avvocato mai". Il magistrato? "Non so".
Però studia giurisprudenza, non si aspettava querele? "Non volevo
offendere nessuno. Era uno gioco". Che, però, lede l'onorabilità delle
persone. "Davvero? Io vedo ogni giorno ledere l'onore dello Stato, e nella
rete si vedono cose agghiaccianti. Il mio era uno scherzo, satira,
commedia". Fa o ha mai fatto politica? "Mai". Riscriverebbe quel
testo? "Non credo, non così, almeno ? mormora Leonardo Bianchi col tono di
chi teme di averla fatta un po' troppo grossa ? probabilmente ci starei più
attento".
(
da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Intercettazioni
Berlusconi-Saccà il gip sposta l'inchiesta a Roma Accolta la tesi della difesa.
Congelata la distruzione dei nastri Il Cavaliere: "Era logico, la
competenza è lì". L'intero procedimento sul dirigente Rai potrebbe ora
essere trasferito nella capitale DARIO DEL PORTO NAPOLI - Il caso
Berlusconi-Saccà lascia Napoli e si trasferisce a Roma. Secondo il giudice
Luigi Giordano, tocca all'autorità giudiziaria della capitale decidere sulle telefonate
tra il presidente del Consiglio e il dirigente Rai intercettate nell'ambito
dell'inchiesta aperta nella primavera 2007 dalla Procura del capoluogo campano.
Con due sentenze distinte ma dal contenuto analogo, il gip Giordano si è
dichiarato territorialmente incompetente sia sulla distruzione delle
conversazioni ritenute irrilevanti (alcune decine) sia sull'opportunità o meno
di chiedere al Parlamento l'autorizzazione ad utilizzare i sei colloqui posti
dal pm Vincenzo Piscitelli a sostegno dell'accusa di corruzione contestata a
Berlusconi in concorso con Saccà. La notizia ha raggiunto Berlusconi in
Giappone, dove è in corso il vertice G8. "Ah sì? - ha risposto il premier
ai cronisti - non lo sapevo, bene bene. Era logico, la competenza è lì. E se
poi vediamo quello che era...vabbé, non voglio parlarne", ha concluso
mentre l'avvocato Niccolò Ghedini, difensore del Cavaliere insieme all'avvocato
Michele Cerabona, ha affermato: "Avevamo presentato prove documentali e
testimoniali in base alle quali Il giudice ha correttamente trasmesso il
processo a Roma, dove si erano svolte le telefonate". Saccà, è il
ragionamento del gip, si trovava a Roma quando, al telefono, Silvio Berlusconi
gli raccomandava cinque attrici promettendo in cambio sostegno per un progetto
imprenditoriale. Circostanza considerata dalla Procura indice di un accordo di
natura illecita e non riconducibile "al pur diffuso costume della
raccomandazione", sulla quale però il gip non si esprime nel merito,
limitandosi a disporre la trasmissione degli atti ai magistrati romani alla
luce di quanto sostenuto dalla giurisprudenza. La sentenza avrà certamente
effetti sugli altri due passaggi del procedimento: le udienze preliminari nei
confronti del dirigente Rai e Berlusconi fissate, rispettivamente per questa
mattina e per il 18 luglio prossimo, davanti al gup Pasqualina Paola Laviano.
Già oggi il giudice potrebbe uniformarsi alla decisione del gip Giordano e
trasmettere a Roma il fascicolo riguardante la posizione di Saccà, fra dieci
giorni toccherà anche a Berlusconi. Il pm Piscitelli e il procuratore capo di
Napoli Giandomenico Lepore valuteranno adesso se proporre ricorso in Cassazione
contro il provvedimento di incompetenza territoriale. Nella prima fase delle
indagini la Procura di Napoli aveva inviato nella capitale gli atti riguardanti
la presunta compravendita di senatori per far cadere il governo Prodi. La nuova
documentazione dovrebbe pervenire a piazzale Clodio entro la fine della
settimana.
(
da "Corriere di Bologna" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-07-08 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Librerie Un'oasi in mezzo ai libri con tanta scelta per
i bambini A perta da tre anni in zona pedecollinare, la Libreria dei Colli è
gestita da Andrea Nanni, figlio del titolare della libreria storica del centro.
Qui non si tratta né l'usato, né la scolastica, ma esclusivamente le novità.
Con tre vetrine e un locale ampio sotto il cielo di libri volanti dipinto sul
soffitto, il negozio si articola nei tipici settori di varia: narrativa,
storia, filosofia, scienze, politica, ma anche piccole sezioni di gastronomia,
hobby, turismo, arte, architettura, musica, cinema e teatro. Ben rappresentata
la sezione dei libri per bambini, che occupa una buona parte del locale. La clientela
è costituita prevalentemente dagli abitanti del quartiere, fra i quali funziona
anche il passaparola sui libri di maggior successo. L'orario continuato invita
a cercare il refrigerio dell'aria condizionata nelle ore più calde, e l'apertura domenicale, garantita anche nella stagione estiva,
consente di intercettare i frequentatori della vicina chiesa e dei Giardini
Margherita. Camilla Giunti Libreria dei Colli, via Castiglione 91/abc, tel.
051/6448663, e-mail: info@libreriadeicolli.191.it. Apertura: lun-sab
9.30-20.00, dom e festivi 10.00-13.00.
(
da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-07-08 num: - pag: 8
categoria: REDAZIONALE L'inchiesta Secondo l'accusa erano a conoscenza della
"truffa" "Contatori del gas pericolosi" Incriminati gli ex
vertici di Aem La procura: situazione allarmante. L'azienda: non c'entriamo
Chiusa l'inchiesta. Il "raggiro" avrebbe garantito un "ingiusto
profitto" per milioni di metri cubi non erogati Nelle case dei milanesi ci
sono "pericolosissimi" contatori vecchi di 40 o 50 anni che "perdono
gas in maniera incontrollata ". A denunciare questa "situazione
allarmante" è la procura di Milano che ha chiuso l'inchiesta sulla truffa
dei contatori che segnano più gas di quanto consumato dagli utenti e ha
depositato gli atti in vista della richiesta di giudizio per nove persone, tra
cui l'amministratore delegato di Aem spa Giuliano Zuccoli, per truffa ai danni
di migliaia di consumatori, violazioni delle leggi sulle accise e ostacolo
all'attività di controllo dell'Autorità per l'energia. L'Aem (a gennaio
diventata A2A dopo la fusione con l'Asm di Brescia) ha contestato le
conclusioni dei consulenti dei pm Maria Letizia Mannella e Sandro Raimondi
sulla pericolosità potenziale dei misuratori "se installati all'interno
delle abitazioni" e ha definito "irrealistica l'eventualità che
potessero, all'atto pratico, manifestare delle perdite". Le carte
dell'inchiesta, invece, parlano di contatori che sono a "un punto di non
ritorno per l'usura" tanto da diventare "pericolosissimi anche in
condizioni di fornitura normale". Si tratta del primo filone chiuso dalla
procura nell'inchiesta sulle truffe del gas. Restano aperti quelli che
coinvolgono Eni, Snam rete gas e Italgas. Le indagini della Guardia di Finanza
di Milano hanno esaminato le forniture servite da Aem energia spa nel 2005 e nel
2006 accertando che sono 340.030 (su quasi 900 mila) le utenze coinvolte nella
truffa, tra cui 115 intestate a 36 enti pubblici. Il "raggiro" si
sarebbe perfezionato attraverso contatori che segnavano gas in più tra il 3% e
il 15% garantendo un "ingiusto profitto" per gli oltre 141 milioni di
metri cubi non erogati, ma fatturati, e un'evasione dell'accisa di quasi 2
milioni di euro. Secondo l'accusa, inoltre, Aem energia, coinvolta con il suo
presidente del cda Dario Cassinelli, "era in condizione di conoscere in
qualunque momento le quantità di prodotto effettivamente vendute " ai
consumatori. Anche i vertici di Aem spa, che avranno 20 giorni per farsi
interrogare, erano consapevoli della situazione. Lo
dimostrerebbero alcune intercettazioni telefoniche nelle quali Zuccoli si
adopera, scrivono i pm, "a coprire il passato, della cui illegalità era
ben a conoscenza". Oppure quella telefonata in vivavoce tra gli indagati
Patrizia Savi, direttore pianificazione Aem spa, Paolo Rundeddu, direttore finanza,
e Alberto Solci, responsabile ufficio legale, che parlano dei contatori
a turbina, quelli con il margine d'errore più alto: "In definitiva
fatturiamo, non noi, lo shipper fattura una quantità di gas che non è quello
che viene utilizzato ma noi non siamo nella ragione del 4,5% eh, stiamo attorno
al 16% cioè su 100 mila lire di fatturato 16 mila vengono come si...
rubacchiate". La difesa L'Aem: "Irrealistica l'eventualità che i
contatori potessero, all'atto pratico, manifestare delle perdite" Contatori
Nelle case dei milanesi sono troppo vecchi Giuseppe Guastella.
(
da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-07-08 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni false sul web "Caso Carfagna", è bufera L'inchiesta su
Saccà trasferita a Roma. Il premier: era logico Su un sito un finto colloquio
tra il premier e Confalonieri: era lo scherzo di uno studente padovano ROMA -
Falsa e maldestra. Eppure una improbabile porno- telefonata tra Silvio
Berlusconi e Fedele Confalonieri, pubblicata sotto forma di intercettazione sul
sito Internet "La privata Repubblica" e che si è poi rivelata
"solo uno scherzo " di un giovane goliardico, per qualche ora ieri ha
fatto immaginare un clamoroso colpo di scena nella saga del gossip sul premier
e le sue decantate conquiste amorose. Verissimo invece che l'inchiesta
napoletana sul Cavaliere e le presunte pressioni su Saccà per le raccomandate
Rai, è stata trasferita da Napoli a Roma. L'ha deciso il gip Luigi Giordano
accogliendo le richieste dei legali del presidente del Consiglio. "Bene,
bene, era logico, la competenza è lì", ha commentato lui dal Giappone.
Quanto al fantomatico verbale esclusivo "Le casino Berlusconi "
divulgato da Lpr (eloquente sottotitolo: fomentiamo la disinformazione
sistematica), opera di uno studente padovano di 22 anni che poi si è pentito,
era "tarocco" per esplicita ammissione dell'autore: "Per venire
incontro ai meno dotati: questa intercettazione non esiste". Che si
trattava di bufala l'ha scoperto in fretta pure Dagospia con un Roberto
D'Agostino schifato "per la degenerazione mediatica che in mancanza di
fatti reali si butta sul reality". Non bastava, evidentemente, a fermare
il chiacchiericcio sfrenato. Così Confalonieri ha precisato con una nota che
"la presunta telefonata è un falso e un'evidente montatura costruita per
recare grave danno alla reputazione dei soggetti interessati " con diffida
"a pubblicarne anche una sola parte" e minaccia di azioni
giudiziarie. Preannunciava querele l'avvocato del premier, Niccolò Ghedini. Un
effetto domino che il fantasioso studente non aveva previsto: "Credevo ci
fosse più senso dell'umorismo", ha spiegato. "Era una satira diretta
non tanto ai protagonisti ma ai meccanismi della stampa, non mi aspettavo
questa reazione eccessiva, spero di non essere oscurato". L'intenzione
c'era, da parte della Procura di Roma. Ieri sera il sito risultava "in
manutenzione" ma forse era solo andato in tilt per eccesso di contatti.
Ora dunque spetta ai giudici romani riesaminare il caso Berlusconi e valutare
quali intercettazioni siano penalmente rilevanti. Probabile che identica sorte
segua anche il procedimento a carico del direttore di Rai Fiction. Ne è
convinto il legale di Saccà, Federico Tedeschini. Oggi alle 11 udienza dal gup
di Napoli. A Montecitorio Berlusconi e Niccolò Ghedini, deputato pdl e avvocato
difensore del premier Giovanna Cavalli.
(
da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-08 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Facce da Ciak di VALERIO CAPPELLI La scelta di Brigitta
Meglio, mille volte meglio Brigitta Bulgari delle
pseudoattricette intercettate. Brigitta annuncia che col porno ha chiuso da due
anni e che ora aspira a una carriera "normale" di attrice, le
piacerebbe un film di Natale, dopo le apparizioni in tv, a Ciao Darwin e
Cronache marziane. Brigitta ha tre cognomi, i due "d'arte" sono
Bulgari (che non usa più per non avere grane con la premiata gioielleria)
e Bui, all'anagrafe fa Kocsic. Ha 25 anni, è ungherese, ha cominciato come
modella, bionda e più bella delle ex colleghe, più gentile d'aspetto e niente
di volgare, perciò viene accomunata a Moana Pozzi. Il passato? "Non lo
voglio cancellare, non ho ammazzato nessuno. Anche Sylvester Stallone prima di
diventare un attore famoso faceva il porno e nessuno glielo rinfaccia".
Brigitta ora frequenta una scuola di recitazione a Budapest, "dove nessuno
mi conosce e la gente mi lascia in pace, quando torno a casa mi sento in
vacanza. Ma l'Italia è la mia seconda patria". Non riusciamo a seguirla
quando dice d'essere timida "davanti alle telecamere". Brigitta è una
creatura contraddittoria e imperfetta. Ma almeno non conosce il pentimento e i
sensi di colpa come certe tristi attrici italiane del cinema erotico. è una
donna che ha avuto le sue ferite, i genitori si separano che lei ha 1 anno, la
madre svedese torna a Stoccolma, il padre quando si risposa le dice che in casa
non c'è più posto per lei. Aveva 15 anni. "Mi sono indurita. Se non
divento attrice non piango. Sono cresciuta coi piedi per terra". Piano con
i pregiudizi sulle pornostar. Brigitta Kocsic.
(
da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-08 num: - pag: 12
categoria: REDAZIONALE Bossi "sgrida" Silvio: al telefono parli
d'altro Check-up per il Senatur prima di volare in Lapponia Il leader leghista:
Berlusconi è un po' perseguitato e un po' c... per dire certe cose nelle
chiamate MILANO - "Lo sanno tutti che Berlusconi un po' è perseguitato e
un po' è coglione lui, per parlare di certe cose al telefono... ". Dopo
un'intera settimana di affondi piccati su ministri incompetenti e previsioni
nefaste sulla tenuta di un governo litigioso "come un bordello",
Umberto Bossi indica direttamente la punta dell'iceberg e si concede una tirata
d'orecchi persino al Cavaliere. Intervistato venerdì scorso da Telelombardia -
anche se il giudizio poco lusinghiero sul premier è andato in onda in differita
solo ieri sera - il Senatùr ha così parlato della norma anti- intercettazioni: "Berlusconi l'ha messa dentro la legge di
Maroni e quindi passerà. Perché andrò a votare anch'io". Nessuna
preoccupazione (o quasi) neanche per la manifestazione di oggi in piazza Navona
contro "le leggi canaglia", promossa da MicroMega e subito cavalcata
dal-l'Italia dei Valori: "Antonio Di Pietro è piccolo, però
evidentemente comincia a far pensare, eh. Certo non è come la Lega, che ha
dieci milioni di uomini che vengono dietro a me, non a lui". Come sempre,
l'unica consolazione rimane il popolo in camicia verde: i malumori politici del
Carroccio e i ripetuti "avvisi ai naviganti" (Calderoli dixit) di
questi ultimi giorni, dovuti a un'azione di governo lontana dalle aspettative,
possono temporaneamente dissiparsi grazie all'ormai vicina trasferta in
Lapponia. Per seguire le sorti della Padania - la squadra di calcio è impegnata
nella Viva World Cup 2008, mondiale per nazioni non riconosciute - Bossi parte
domani con un volo privato e giovedì sarà al GÄllivare Stadium per godersi la
sfida al Kurdistan. Lo accompagnano la segretaria del sindacato padano Rosi
Mauro, il capogruppo a Palazzo Madama Federico Bricolo e suo figlio Renzo, team
manager della nazionale ma anche intempestivo diplomando che oggi, causa esame
di maturità, ha dovuto rinunciare ad assistere all'esordio in campo contro
l'agguerrita Provenza. Check-up medico di routine domenica e anche ieri mattina
- è il suo primo viaggio impegnativo dopo la malattia - adesso il ministro per
le Riforme è pronto a raggiungere l'estremo nord dell'Europa. Lì respirerà
l'aria di casa grazie a una cinquantina di irriducibili in "missione
": partiti due giorni fa da via Bellerio, i tifosi hanno percorso
(
da "Repubblica.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
mago di Arcore pretende l'impunità e l'otterrà. Inutile girarci intorno, questo
è lo stato dell'arte. E' una confessione la "via d'uscita" escogitata
da Gianni Letta. Il Parlamento discuterà subito il "lodo Alfano" che
offre l'immunità alle prime quattro cariche dello Stato. Votato il
"lodo", l'emendamento "sospendi-processi" diventerà
superfluo. Berlusconi sarà intoccabile per cinque anni, qualsiasi reato abbia
commesso in passato, qualsiasi reato gli capiterà di commettere da qui fino
alla fine del suo mandato. La sospensione dei processi avrebbe congelato
soltanto per un anno il dibattimento di Milano ormai agli sgoccioli (Berlusconi
è imputato di corruzione in atti giudiziari). Il "lodo" va oltre. Lo
lascia nel freezer per l'intera legislatura come tutte le altre inchieste e
processi che lo ossessionano (corruzione di un incaricato di pubblico servizio,
a Roma; diritti televisivi Mediaset e appropriazione indebita, a Milano). Salvo
poi una nuova proroga di sette anni, se dovesse farcela a salire al Quirinale
(Dio ci scampi). Le magie dell'uomo di Arcore non mutano, da una stagione a
un'altra. Si ripropongono uguali, si replicano identiche nei passi, precise
nelle mosse violente che lacerano l'equilibrio istituzionale e violano il
principio dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il suo problema
non è nuovo: deve fulminare il processo che lo vede imputato e guadagnare
tempo. Nel 2001 (II governo Berlusconi) il mago lavora a trucchi da fiera con
una strategia definita con sapienza. Gli avvocati vanno in aula e scatenano
l'inferno. Cavilli. Ricusazioni (il giudice è prevenuto; ha già manifestato il
suo parere; ha un'inimicizia grave). Rimessioni (Milano è pericolosa per
l'imputato e per chi lo difende). Accompagna l'ostruzionismo avvocatesco con
una tempesta mediatica: pubblici ministeri "politicizzati" o mezzi
matti vogliono farlo fuori e azzerare le scelte del popolo sovrano. L'assalto
rabbioso deve preparare il clima per le leggi ad personam che un Parlamento
obbediente gli approva sul tamburo: vengono cancellati reati (falso in
bilancio); abolite fonti di prova (le rogatorie internazionali); ristretti i
tempi del processo (prescrizione); mutate le condizioni del legittimo sospetto
per un tribunale. Infine, lo rende immune una legge che la Corte
Costituzionale, poi, gli boccia. Sette anni dopo, quando ritorna a Palazzo
Chigi, l'impegno di Berlusconi si replica. Ha promesso agli italiani più
sicurezza. Confeziona un decreto legge che inaugura un "diritto della
diseguaglianza". Indifferente alle contraddizioni, chiede con la mano
destra di aumentare le pene per reati di particolare allarme sociale, con la
mano sinistra infila nel provvedimento il congelamento dei processi per quegli
stessi reati. E' il cavallo di Troia utile a fermare il processo più
importante, il suo, e se la sicurezza di tutti deve pagare qualche prezzo - con
lo stop di 100 mila processi - che sia pagato. Il Capo dello Stato gli nega
l'urgenza e la necessità di quella clausola. Non se ne cura. Due famigli in
Parlamento presentano un emendamento che ferma i processi. Sostiene
l'iniziativa innescando, come sempre, tensioni micidiali. La sua condizione
processuale e il desiderio di impunità conquistano il primo posto nell'agenda
del governo. Per più d'un mese, non si parla d'altro. Impudente, egli non parla
d'altro ad ogni occasione con gli argomenti di sempre: estremisti infiltrati
nella magistratura vogliono accopparlo per missione politica; sono fascisti che
annunciano il ritorno del fascismo. Sa che deve scatenare il pandemonio per
intascare il dovuto. Non esita a imbrogliare il presidente della Repubblica.
Non si preoccupa di creare attriti con il suo maggior alleato, la Lega.
Consapevolmente, distrugge ogni possibilità di dialogo con le opposizioni. Per
tenere sotto pressione istituzioni e Paese decide cinicamente di mettere in
piazza anche la sua vita privata. Sa che alcune sue
conversazioni viziose sono state intercettate dalla magistratura. Non gli
sfugge che alcune sono state già distrutte e altre lo saranno presto. Anche se
nessuno potrà ascoltarle, imbraccia quelle memorie foniche come se fossero
un'arma contro i suoi "nemici": vedete, mi hanno spiato e mi ricattano,
vogliono costringermi alle dimissioni; bisogna fermare i processi,
fermare i giudici, fermare le intercettazioni; devo essere protetto da ogni
iniziativa della magistratura. Geme e strepita come un bambino viziato.
Minaccia di rompere il giocattolo che gli è stato messo in mano. Il Paese in
declino profondo, impoverito, impaurito, incapace di pensare al futuro, deve
fare i conti con le fobie e le pretese del mago. A cui tutto si sacrifica. La
leale collaborazione del governo con il Quirinale. La coesione della
maggioranza. Il confronto parlamentare con l'opposizione. L'equilibrio dei
poteri. Il rispetto della Costituzione. Le urgenze del Paese. E' questa la
scena che abbiamo sotto gli occhi. Più o meno, una guerra del capo del governo
contro tutti e tutto, a protezione del suo privatissimo interesse. Il
canovaccio prevede ora che, scatenato il diluvio, si avanzi Noè con la sua
arca. Noè ha il profilo di Gianni Letta, l'astuto mediatore dei conflitti
creati dal suo Capo. E' il gioco delle parti, è chiaro. Sono le condizioni che
creano, durante un interrogatorio maligno, il poliziotto "cattivo" e
il poliziotto "buono". Letta è il "buono" e, dopo il lavoro
al proscenio del "cattivo" (Berlusconi), tocca a lui. Chiama a sé gli
attori e propone "la via d'uscita": cancellazione del
"sospendi-processi" e immediata approvazione del "lodo
Alfano". Dunque, l'impunità quinquennale per il bambino prepotente è
stata, fin dal primo momento, l'unico, ineliminabile, irriducibile esito della
pantomima. Agli interlocutori, appare una mediazione addirittura accettabile
considerata l'avventura che promette il frastuono del capo del governo. Si
evita un conflitto tra Palazzo Chigi e Quirinale. Si scongiura il rischio di un
rallentamento nell'azione di un governo a favore dell'economia del Paese. Si
ripristinano le condizioni per un confronto riformatore con le opposizioni. Si
sfugge alla distruzione della macchina giudiziaria. Gli attori, con le spalle
al muro, acconsentono. Acconsente il Quirinale, la Lega frastornata; ci pensa il
Partito democratico, disorientato e diviso. Acconsente finanche l'associazione
magistrati che si consola: si salva Berlusconi, ma anche la possibilità di
amministrare la giustizia. Dovremmo acconsentire tutti? Non ce lo ordinano i
vangeli. In nessun Paese occidentale il capo del governo è temporaneamente
immune per i reati comuni. Perché dovrebbe esserlo il nostro? Il "lodo
Alfano" viola l'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Perché
dovremmo dimenticarlo? E' incostituzionale una legge ordinaria che garantisce
quell'immunità: che almeno abbia l'iter delle riforme costituzionali. Si
possono chiudere gli occhi dinanzi alle obiezioni degli addetti allo studio
della Costituzione? Sono già tre buone ragioni per non darla vinta a questa
prepotenza. (8 luglio 2008.
(
da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 27
del 2008-07-07 pagina 0 Pubblicata falsa telefonata tra Berlusconi e
Confalonier. L'autore è uno studente di Redazione Il presidente di Mediaset,
Fedele Confalonieri, dichiara che la conversazione telefonica tra lui e il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, pubblicata via web è un falso.
"E' un'evidente montatura costruita per recare grave danno alla
reputazione". L'autore è uno stuidente: era uno scherzo, spero di non venir
oscurato Roma - Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, dichiara che la
conversazione telefonica tra lui e il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, pubblicata via web è "un falso" e che si tratta "di
un'evidente montatura costruita per recare grave danno alla reputazione dei
soggetti interessati". Telefonata falsa La presunta telefonata tra il
presidente di Mediaset e Silvio Berlusconi diffusa via web "è un
falso". In una nota, Confalonieri diffida tutti gli organi di informazione
a diffonderne in tutto o in parte il testo. Altrimenti saranno intraprese
"tutte le azioni giudiziarie" in ogni sede. "Con riferimento
alla pubblicazione via web di una presunta conversazione telefonica tra Fedele
Confalonieri e Silvio Berlusconi, il presidente di Mediaset - si legge nella
nota - dichiara che si tratta di un falso e di un'evidente montatura costruita
per recare grave danno alla reputazione dei soggetti interessati".
"Fedele Confalonieri diffida quindi ogni organo di informazione alla
diffusione in tutto o in parte di questa falsa telefonata la cui pubblicazione
sarebbe gravemente e gratuitamente diffamatoria. Contro chi dovesse
contravvenire - conclude la nota - saranno proposte tutte le azioni giudiziarie
in ogni sede competente". Ghedini: "Testo diffamatorio"
L'avvocato Niccolò Ghedini, legale del presidente del Consiglio, ha annunciato
"tutte le azioni giudiziarie del caso, diffidando chiunque nel contempo a
pubblicare" o a riprendere "anche parzialmente il contenuto" del
testo di una presunta intercettazione di una telefonata tra
il premier e Confalonieri. "In relazione alla pubblicazione in un sito
internet di una comunicazione telefonica, asseritamente intercorsa nell'ambito
di un procedimento penale fra il presidente Berlusconi ed il dottor Confalonieri,
si tratta con assoluta evidenza di un falso plateale completamente inventato e
surrettiziamente costruito", dichiara Ghedini aggiungendo che si
tratta di "un testo con ogni evidenza gravemente diffamatorio" e
l'annuncio delle azioni giudiziarie. L'autore è uno studente "Era solo uno
scherzo, credevo ci fosse più senso dell'umorismo". Lo ha detto il
responsabile del sito su cui è stato pubblicata la falsa intercettazione.
L'autore, uno studente, ha chiesto di non rivelare la sua identità. "La
reazione - ha sostenuto - mi è parsa eccessiva, molto eccessiva. Era uno
scherzo, una satira diretta non tanto ai diretti protagonisti della vicenda,
quanto al sistema informativo, ai meccanismi della stampa. L'ho anche
esplicitato in apertura del post, che comunque ho tolto dal sito".
"Non mi pare il caso - ha proseguito - di montare una polemica di questo
tipo, basta. Speravo ci fosse più senso dell'umorismo. Tutto qua. Adesso vorrei
solo lasciare scivolare nell'oblio la notizia". A proposito del sito "il
server non ha retto", ha spiegato. "Spero di non venire
oscurato". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
(
da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA
Arriva al punto senza girarci troppo intorno. E in maniche di camicia nel suo
ufficio al primo piano della sede Pd di largo del Nazareno, conferma: "Sì,
l'ho letto che Bossi dice che ho ragione e che il governo non può andare avanti
con una lite al giorno. Apprezzo che condivida il mio giudizio. Ma non basta. E
affinché nessuno possa poi dire che non era stato avvisato, è giusto che il
leader della Lega sappia che non è pensabile che si dialoghi sul federalismo
mentre si insultano e si attaccano i magistrati". Si ferma, scorre le
ultime agenzie sul video del suo pc, poi diventa ancor più netto: "Non è
pensabile che a settembre ci si possa mettere a discutere di riforme in questo
clima. Per cui, con la franchezza necessaria, a Bossi dico questo: l'ostacolo
sulla via del federalismo e delle riforme si chiama Silvio Berlusconi. Meglio
ancora: l'ostacolo è la linea su cui si è attestato. E una cosa dev'esser
chiara: o si cambia o la vedo davvero dura". Berlusconi e l'interruzione
del dialogo. I magnaccia, piazza Navona e la rottura del patto con Di Pietro.
Le richieste di congresso, il fiorire di fondazioni e associazioni e
l'affievolirsi dell'afflato unitario che aveva segnato i primi passi del Pd.
Insomma, fai l'elenco e Walter Veltroni ti sembra un leader circondato da
macerie politiche e strategiche. Te lo aspetti, insomma, ripiegato e depresso:
e invece lo ritrovi impegnato su cento fronti: la raccolta di firme per la
petizione, la manifestazione del 25 ottobre, il tesseramento, la Direzione Pd
di giovedì... "Le polemiche quotidiane, gli intoppi del giorno per giorno
non mi spaventano - dice -. Cerco di darmi un respiro lungo, di guardare
oltre... In fondo, l'età me lo permette. Pensi al Pd: abbiamo appena
cominciato. Abbiamo messo assieme due partiti che erano ricchi di articolazioni
al loro interno, e non mi preoccupa né mi meraviglia che oggi ve ne siano di
nuove. A una condizione, naturalmente: che si riconosca che il partito è uno,
ed uno soltanto...". Con Berlusconi, pare di capire, la polemica è sulle
cosiddette leggi ad personam e sulla norma blocca-processi, è così? "E'
cominciata su questo, sì: ma più si va avanti, più riguarda anche altro. Sulla
giustizia, però, siamo addirittura al grottesco: la campagna elettorale
Berlusconi l'ha fatta e forse vinta sulla sicurezza, e ora vuole una legge - la
blocca-processi - che serve a lui ma ha l'effetto di un gigantesco indulto.
Anche le forze meno estreme della sua maggioranza si stanno rendendo conto che
quella norma è un vulnus. E per tornare a Bossi, gli chiedo se pensa davvero
che la sua base e i suoi sindaci siano contenti di una legge che blocca
migliaia di processi". Il governo le propone mediazioni e baratti di ogni
genere per trovare una soluzione che salvi capra e cavoli: cioè, l'ormai noto
lodo Alfano e la legge blocca-processi. Qual è il punto più avanzato possibile
di questa trattativa, per il Pd? "Il primo passo deve essere immediato e
inequivoco: il ritiro della norma che blocca i procedimenti in corso per
stupro, rapina, violenza, spaccio... E intendo il ritiro: non il posticipo o il
rinvio. Ritiro vuole dire ritiro, cancellazione, rinuncia. Anche perché, a
questo punto, c'è una cosa che vorrei chiedere a Berlusconi". Chieda, che
magari le risponde... "Che carattere vuol dare a questa legislatura? Pensa
ad anni di rissa continua? Vuole davvero riportare il Paese indietro nel tempo,
il Caimano da una parte e dall'altra l'ammucchiata dei "duri e puri"?
Io non ho cambiato idea: questo modo di far politica, non serve a nessuno, va
dimenticato. E' per questo che abbiamo voluto il Pd: per guardare ai problemi
di un Paese che è a crescita zero, nel quale i consumi si riducono e dove con
uno stipendio di mille euro non si arriva a fine mese. Berlusconi vuol
continuare con la rissa? Lui ne pagherà il conto, certo: ma il Paese continuerà
a precipitare. Fino a far sembrar strane - e lo dico con preoccupazione -
riunioni del G8 con l'Italia dentro e la Spagna, l'India e altri fuori".
Molti dicono che lei doveva saperlo, che non valeva nemmeno la pena di tentare
un dialogo con Berlusconi... "Chi sia Berlusconi non me lo deve spiegare
nessuno, è da prima che entrasse in politica che so com'è. Però chiedo cosa
bisognava rispondere a un premier che nel giorno dell'insediamento viene in
Parlamento e fa il discorso che fece lui, tutto dialogo, collaborazione,
riforme, riconoscimento dell'opposizione... Io mi limitai a dire "un buon
esordio, ma ora aspettiamo i fatti"". Poteva però dire quel che le
rimproverano di non aver detto: e cioè, non ci fidiamo, caro Berlusconi, perché
la conosciamo. "E lui, magari, avrebbe fatto ugualmente quel che sta
facendo, ma con un evidente vantaggio politico: dire, cioè, che a impedire un
confronto civile erano stati i soliti "comunisti"". In questa
situazione il dialogo su federalismo e riforme può essere considerato morto e
sepolto, o no? "Certo è difficile. E Bossi deve sapere che a settembre
rischia di esser tutto ancor più complicato, perché si confronteranno due linee
di politica economica molto diverse. Gli italiani si troveranno di fronte a
nuovi aumenti delle tariffe e scopriranno che la pressione fiscale sarà
cresciuta, e invece che sotto il 40% schizzerà al 42,3, da qui al 2013".
Alla vigilia della manifestazione di piazza Navona, difende anche la scelta di
aver puntato sull'alleanza con Di Pietro? "Sottoscrisse un programma
riformista, e sulla giustizia - penso alla materia delle
intercettazioni - proposte limpidamente garantiste. Avessimo vinto, sarebbe
rimasto dove doveva stare: avendo perso, ha cominciato col non rispettare il
patto sulla formazione di un unico gruppo parlamentare. Poi ha proseguito con
gli insulti e il resto, pensando di riempire il vuoto lasciato in Parlamento
dalla sinistra radicale...". Però lui cresce nei consensi e lei e
il Pd no. E' questo è un fatto, non le pare? "Per ora, ma vedremo. Il
cammino è appena cominciato e si sa, chi urla ha più spazio di chi parla. In
ogni caso, io rispetto quanti manifesteranno a piazza Navona, specie i
girotondi che ho sempre considerato una componente vitale della democrazia. Ma
sicuramente quell'impasto fatto di antipolitica alla Grillo, di Di Pietro che
difende il reato di immigrazione clandestina, di Flores che attacca il
presidente della Repubblica è molto lontano da noi. Un'opposizione che dice
magnaccia, che solletica l'indignazione ma non fa politica, è un regalo a
Berlusconi. Noi siamo diversi: e questa differenza si deve vedere". E' un
punto di non ritorno? "Se l'unità di misura per calcolare l'intensità
dell'opposizione a Berlusconi sono le grida, massimo rispetto per tutti ma
ognuno fa la sua parte e segue la sua strada. Su questo, credo, nel Pd siamo
tutti d'accordo. E del resto è una delle scelte strategiche alla base della
nascita del partito". Partito di cui si invoca il radicamento e il
consolidamento, mentre intanto si consolidano e si radicano una fondazione o
un'associazione al giorno... Non le dà fastidio? "No, guardi. Magari mi fa
sorridere, se ripenso alle discussioni sul partito liquido... Comunque, le
articolazioni interne c'erano prima e ci sono ora, anche se nuove e diverse.
Non me ne spavento. Ma è importante che la discussione sia un mezzo e non un
fine per motivare divisioni che non mi paiono nascere da linee politiche
alternative, considerato che linee alternative non ne vedo". E Red, White
e compagnia bella? "Nessun problema, l'ho già detto. A condizione,
naturalmente, che si riconosca che il partito è uno ed uno solo".
(
da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
PALERMO
Gli incontri per decidere le modalità con le quali uccidere un vecchio boss,
fedele a Bernardo Provenzano, li tenevano all'esterno di un'autocarrozzeria in
una frazione in provincia di Palermo. Un posto all'aperto per tentare di
sfuggire ai microfoni della polizia, e per questo motivo
parlavano a ruota libera, sicuri di non essere intercettati. Ma la tecnologia
supera ogni ostacolo, e quelle conversazioni, da cui vengono fuori i piani di
morte della nuova Cosa nostra, sono stati registrati dagli investigatori della
Squadra mobile di Palermo. E così è stato possibile scoprire i nuovi risvolti
criminali. Grazie a queste intercettazioni si apprende che le famiglie
mafiose di Palermo e provincia hanno un nuovo capo. Ci sono dunque nuovi boss
al comando, che sono diversi dai precendenti che obbedivano al silenzio delle
armi che era stato imposto 15 anni fa da Provenzano. Possiamo quindi
raccontarvi che questi nuovi capimafia preferiscono tornare agli omicidi
piuttosto che stare dietro le quinte. E possiamo descrivervi la pericolosità di
questi nuovi sicari di Cosa nostra che vanno in giro armati di "trentotto",
e nonostante si rendano conto di esser seguiti dai poliziotti, proseguono lo
stesso nel loro piano criminale per raggiungere l'obiettivo che i "nuovi
capi" hanno imposto e che può essere l'omicidio di un boss ormai sgradito
ai nuovi vertici dell'organizzazione. Dalle intercettazioni ambientali (ma
anche da quelle telefoniche) emerge quindi che quattro uomini, capeggiati da
Michele Modica, arrestato venerdì scorso dalla polizia, costituivano il braccio
operativo della famiglia mafiosa di Bagheria nel cui interesse, ma anche nel
tentativo di acquisire maggiore prestigio in Cosa nostra, si incontravano per
stabilire e organizzare omicidi. E così, grazie a queste intercettazioni che
sono finite agli atti dell'indagine che ha portato in carcere i quattro sicari
su ordine dei pm della Dda, Nino Di Matteo e Marzia Sabella, si è appreso della
"condanna a morte" ordinata da Cosa nostra per il vecchio Pietro Lo
Iacono, storico componente dell'organizzazione. Un omicidio che doveva essere
realizzato con una certa urgenza. Le conversazioni registrate ci danno un
quadro da cui viene fuori che prepare il delitto si presentava particolarmente
complesso a causa delle abitudini della vittima, ed evidenziavano che,
comunque, andava subito trovata una soluzione "non potendo fare brutta
figura" con chi quell'attività gli aveva commissionato, e anche perché, in
tal modo, avrebbero ottenuto maggiore importanza in Cosa nostra. Modica
insisteva che occorreva essere celeri ("si deve fare") perché non
voleva "ammonizioni" da colui o coloro che gli avevano commissionato
il delitto. E per questo motivo, nonostante un controllo svolto nei confronti
di alcuni componenti del commando da parte della polizia, che destava i loro
sospetti su una possibile indagine, si interrogavano sull'opportunità di
commettere comunque l'omicidio. Ma, nonostante le loro diverse perplessità,
finivano per stabilire di portare avanti il progetto posto che non potevano
sottrarsi all'ordine ricevuto. Il gruppo decideva quindi di procedere comunque
nonostante l'interessamento manifestato nei loro confronti dagli
"sbirri". Era difficile intrappolare la vittima. E per questo ognuno
proponeva un piano: qualcuno lo voleva sequestrare e poi uccidere ("ma Lo
Iacono è robusto e alto un metro e ottanta e non è facile infilarlo in un
furgone"), altri invece lo volevano affrontare, pistola in pugno, in
spiaggia ("ma ci sarebbero stati troppi testimoni"). E qualcuno del
gruppo, scherzando, diceva che poteva provare ad ucciderlo a mare, sott'acqua,
dato che frequentavano lo stesso lido e hanno le cabine vicine. Ma Modica non
voleva sentire ragioni ("ma lo dobbiamo fare") e quindi invitava uno
dei componenti del commando, che si dichiarava disponibile, a svolgere altri
sopralluoghi e pedinamenti. Modica insisteva che occorreva realizzare, subito e
comunque, il delitto in quanto diceva che "c'è questa ordinazione",
lasciando intendere che l'ordine proveniva da più vertici di più famiglie
mafiose.E dalle conversazioni si evidenzia che ad ordinare l'omicidio ci sono i
nuovi capi delle famiglie di Palermo e quelli della provincia. Nuovi boss che
preferiscono le armi puttosto che "la diplomazia" di Provenzano. Sono
dunque trascorsi due anni dall'arresto del vecchio padrino corleonese, e tante
inchieste giudiziarie si sono susseguite portando in cella dopo di lui altri
boss come Nino Rotolo e Salvatore Lo Piccolo, ma Cosa nostra sembra essersi
rigenerata in fretta.
(
da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
GIUDIZIARIA.
IL PROCESSO SULLA VICENDA DEL DICEMBRE
(
da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
PDL
APRE: SI PUÒ DISCUTERE SUL BLOCCA-PROCESSI ? DI PIETRO: BERLUSCONI STILE
MAFIOSO (WALTER VS TONINO) ? IL PD CONTRO TONINO E GRILLO: GUAI ATTACCARE
NAPOLITANO ? LODO SCHIFANI ENTRO LUGLIO? 1 - Ellekappa per "la
Repubblica" ? "Questo governo è un bordello", "Ci aspettano
cinque anni di democrazia a ore". 2 - BREVIARIO? Antonello Caporale per
"la Repubblica" - "A ogni discorso ho un fuoco interno che mi
brucia e che incide sul mio peso" (Mara Carfagna ministro Pari
Opportunità) 3 - NOSTRI? Jena per "La Stampa" - Se sei di sinistra,
sei sei intellettuale, se sei antiberlusconiano, se sei romano, se sei convinto
che la democrazia sia in pericolo, devi assolutamente essere dei nostri oggi
pomeriggio in piazza Navona. Per fortuna sono in vacanza. 4 - QUAGLIARIELLO:
POSSIBILE RIDISCUTERE BLOCCA-PROCESSI? (Apcom) - "C'è da parte nostra la
disponibilità a ridiscutere l'emendamento (blocca-processi, ndr) nella sostanza
e nella forma". Lo ha affermato il senatore Gaetano Quagliariello (PdL),
oggi durante il dibattito di 'Omnibus Estate' su La7. 5 - DI PIETRO: STILE
MAFIOSO PER FAR VOTARE BLOCCA-PROCESSI? (Apcom) - Il modo con cui si sta
cercando di far passare la norma blocca-processi nel decreto sicurezza è simile
allo "stile mafioso". A dirlo, in diretta a 'Viva voce' su Radio24, è
il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che ha spiegato nel
dettaglio le sue parole e l'uso di questa perifrasi: "Non ho detto mafioso
ma stile mafioso perchè noi non vediamo l'ora di approvare il pacchetto
sicurezza ma la maggioranza ci ha infilato dentro una norma che è la
blocca-processi e con stile mafioso vuole farla votare". 6 - CAPEZZONE: DI
PIETRO HA PERSO LA TESTA? (Apcom) - "Antonio Di Pietro ha perso la testa.
Ancora stamattina, in un suo intervento radiofonico a Radio
(
da "Repubblica.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA
- "Grillo non si smentisce e, in anticipo sulla manifestazione di Piazza
Navona di cui sarà un protagonista, annuncia già che tra i bersagli dei suoi
vaffa ci sarà anche il presidente Napolitano". Lo nota il senatore Giorgio
Tonini, del coordinamento del Pd e responsabile della formazione, prendendo le
distanze dal "No Cav. Day", l'evento dell'opposizione 'girotondina'
contro Berlusconi organizzato per oggi pomeriggio a Piazza Navona. Gli attacchi
di Grillo a Napolitano - che nel suo blog se la prende con la "banda dei
quattro" (Napolitano, Schifani, Fini e Berlusconi), e dice che se il
Quirinale non si dissocia dal Lodo Alfano "vuol dire che è utile per
tutti" - non vanno giù neanche ad Anna Finocchiaro, capogruppo dei
senatori del Pd. "Se manifestare contro i provvedimenti del governo è
legittimo - dice Finocchiaro - attaccare il presidente della Repubblica è
inaccettabile". Anche Walter Veltroni sottolinea la sua distanza dalla
manifestazione promossa da Micromega - che vede fra i principali sponsor anche
Antonio Di Pietro, oltre a Pancho Pardi e Furio Colombo - in segno di protesta
contro le "leggi canaglia" del governo. "Un'opposizione che dice
magnaccia, che solletica l'indignazione ma non fa politica, è un regalo a
Berlusconi. Noi siamo diversi: e questa differenza si deve vedere", dice
in un'intervista a La Stampa. "Rispetto quanti manifesteranno a Piazza
Navona, specie i girotondi che ho sempre considerato una componente vitale
della democrazia. Ma sicuramente quell'impasto fatto di antipolitica alla
Grillo, di Di Pietro che difende il reato di immigrazione clandestina, di
Flores che attacca il presidente della Repubblica è molto lontano da noi",
conclude Veltroni. Dal Giappone, a margine del G8, Silvio Berlusconi dice che
le manifestazioni non sono utili a formare l'immagine di un paese, che per
essere migliorata ha bisogno di fatti concreti. "La priorità - dice il
premier - è risolvere il problema della spazzatura che ha causato un danno
d'immagine all'Italia". L'evento di oggi - la cui parola d'ordine è 'la
giustizia è uguale per tutti' e che ha nel mirino i provvedimenti varati o
annunciati dal governo in materia di sospensione dei processi, immunità per le alte cariche e intercettazioni - è stata
preceduta da un coro di polemiche, legato sia alla presenza di Grillo che al
rischio che l'evento diventi anti-Pd. Flores D'Arcais, direttore di Micromega,
smorza i toni: "In questi giorni i rapporti con Grillo li ha tenuti Di
Pietro - spiega - ma non credo che ci saranno problemi". Di Pietro,
oggi, salirà sul palco. Se l'alleanza con il Pd non viene messa in discussione,
dice il leader dell'Idv parlando sempre a 'Radio 24' e Veltroni è il leader
della coalizione "in cui mi riconosco", "ognuno fa opposizione
come vuole. Questa manifestazione non è di rottura ma è un modo per informare i
cittadini su cosa sta facendo il governo". E a chi l'accusa di spaccare
l'opposizione e mettere in difficoltà il Pd, ribatte: "Criminalizzate me,
ve la prendete con il dito e non vi accorgete della luna che cade". Dal Pd
Giovanni Bachelet ha aderito e ci sarà anche Arturo Parisi, in piazza ma non
sul palco, "tra i cittadini a condividere il loro disagio", ha detto
oggi a 'Radio 24'. La scaletta degli interventi prevede che ad aprire gli
interventi sul palco sia Rita Borsellino, poi la parola passerà a Flores
D'Arcais. Parlerà poi Di Pietro e chiuderà Furio Colombo. Nel mezzo, numerosi
gli interventi di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura: Marco
Travaglio, Sabina Guzzanti, Ascanio Celestini, Andrea Camilleri, Moni Ovadia,
Lidia Ravera, Pancho Pardi. In videocollegamento ci saranno Umberto Eco e,
appunto, Beppe Grillo. (8 luglio 2008.
(
da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N.
161 del 2008-07-08 pagina 3 Bossi: anch'io voterò il pacchetto sicurezza di
Redazione Milano. La stretta del governo sulle
intercettazioni passerà perché "andrò a votare anch'io". In
un'intervista a Telelombardia Umberto Bossi conferma il pieno appoggio della
Lega al "pacchetto sicurezza", compresa la norma sulle trascrizioni
delle telefonate sotto controllo. "Berlusconi l'ha messa dentro la legge
di Maroni e quindi passerà. Passerà perché andrò a votare anch'io"
assicura il leader del Carroccio. E alla domanda se la posizione del Cavaliere
sulla giustizia influisca sugli equilibri della coalizione, replica:
"Bisogna dire che Berlusconi un po' è perseguitato, un po' è coglione lui.
Per parlare di certe cose al telefono...". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
(
da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N.
161 del 2008-07-08 pagina 1 Bufale in piazza contro Berlusconi di Maria
Giovanna Maglie Alla fine le parole per dirlo le ha trovate proprio un sito che
del gossip e della bella cattiveria, mai separata dalle notizie, ha fatto il
suo vanto e costruito un invidiato successo. "Il caso del sito che ha
messo in rete una lettera falsa di una conversazione telefonica tra Berlusconi
e Confalonieri è la spia delle degenerazioni che stanno avvenendo nel mondo
dell'informazione. Prima di tutto, con l'intervento di Dagospia, abbiamo sgonfiato
nel giro di pochi minuti una bufala che impazzava sul web e via passaparola.
L'era della verosimiglianza è finita: perché è il modo più facile e vigliacco
di gettare fango sulle persone. Che poi si giustificano: ma era tutto uno
scherzo... Infatti mai abbiamo nemmeno pensato di pubblicare l'indirizzo del
sito né tantomeno un testo che giudicare postribolare è poco. Ma quello che ci interessa di più è l'uso e abuso mediatico delle
intercettazioni: dall'articolo di D'Avanzo su La Repubblica che fa un bignamino
delle presunte conversazioni pruriginose del Cav., a Libero che spara il 5
luglio una fotona della Mara Carfagna in prima pagina e titola: "La
ministra che ha rivitalizzato il governo". (Ora nell'articolino
Berlusconi parla semplicemente di "ministri giovani" e del loro
"contributo di vitalità", di qui alla
"rivitalizzazione"...). Ormai la degenerazione-mediatica che sta
prendendo il sopravvento, preferisce, in mancanza dei fatti reali, buttarsi sul
reality. Al vero che non c'è, avanti col verosimile, ingannando tutti e
infilando altra merda nel ventilatore". Ha ragione Dagospia. Provate a
leggere gli articoli degli ultimi giorni che invitano Veronica Lario in
Berlusconi a divorziare dal marito e portargli via il patrimonio, sempre per
via delle intercettazioni che nessuno pubblica ma tutti
"bignameggiano", così poi gli italiani finalmente capiranno e
seguiranno il suo esempio; oppure descrivono la signora, ferita e chiusa in se
stessa, vicini solo i suoi figli, in perenne rilettura di una lettera che
qualche tempo fa scrisse a un giornale coraggioso, e che il giornale
coraggiosamente pubblicò a tutta prima pagina in luogo delle notizie. Ecco, a
leggere i due ripugnanti articoloni di Lidia Ravera e Dario Cresto-Dina,
l'Unità e La Repubblica, la disperazione e la malafede di quei giornali e di
quegli autori quasi consola, non fosse per la degenerazione del famoso
dibattito politico e sociale. In realtà la signora Berlusconi nell'ultimo
periodo non ha rilasciato una sola dichiarazione, non un'intervista, nemmeno
due frasette pepate affidate a qualcuno di fiducia che le rendesse pubbliche
discretamente ma credibilmente. Era all'estero, beata lei, in viaggi di grande
cultura tra l'Asia e il Sud America. No, è tutto inventato, costruito,
manipolato, in un percorso di follia al quale è difficile ma necessario
avvicinarsi per capire. L'idea è la seguente: se il governo che ha vinto
abbondantemente le elezioni non riesce a cadere con le spallate e i girotondi
di Antonio Di Pietro e di certi magistrati, se non riesce ad essere isolato nel
Paese grazie ad accuse inverosimili di razzismo, se non viene sconfitto in
Parlamento col lavoro di un'opposizione incalzante, fatta di idee e programmi
forti che coinvolgono e convincono anche una parte della maggioranza, se così
non è, allora seminiamo immondizia, facciamola girare, poi ricorriamo a
Veronica, e speriamo in bene. Sentite la Ravera, la famosa femminista storica
che descrive come un guardone cose e donne solo per sentito dire: "Se
questo luogo, che dovrebbe essere sacro, è inquinato da personaggi di dubbia
moralità che si scambiano femmine e favori, se due ministri (femmina) si
consultano sulla lotta all'impotenza coeundi di un loro caro ed influentissimo
amico, invece di pensare all'istruzione degli adulti di domani o alle politiche
da mettere in atto per combattere ogni atteggiamento discriminatorio nei
confronti della forza lavoro femminile (compreso il celebre: dammela, se no la
carriera te la scordi), questo è un fatto grave. Gravissimo. Su cui, forse,
prendendo esempio da Veronica, bisogna tacere, ma certamente, come forse
deciderà di fare anche lei, prendere provvedimenti". E Cresto-Dina, che
sa, ah se sa, e non certo da chiacchiere di cameriere, come stanno veramente le
cose tra Arcore e Macherio: "Almeno per ora, la signora Berlusconi non
parla. Spiega di non volere entrare in questo "ciarpame", ma ha le
idee chiare. Una sopra tutte, come ha confidato a chi le sta vicino:
l'inchiesta di Napoli nei confronti del premier e di Agostino Saccà, le intercettazioni
telefoniche ordinate dai pm partenopei, sollevano un problema di morale
pubblica". La saga della bella donna non più nel fiore degli anni, ricca
eppure sola e offesa, la descrive meglio di una soap. Ricordate quando il
leader del Pd propose alla signora Berlusconi una collaborazione? Era un gesto
ridicolo, eppure disperato. Tendenza Veronica o no, credo di aver già visto,
all'inizio degli anni '90, metodi sporchi utilizzati in luogo delle regole
della politica. Finì male perché buttarono il bambino con l'acqua sporca, non
dovrebbe riuscire oggi perché gli italiani hanno compreso molte cose. Tuttavia,
la sola presenza di Antonio Di Pietro, così disinvoltamente passato da un ruolo
all'altro, mi inquieta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
(
da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N.
161 del 2008-07-08 pagina 3 Finta intercettazione per
colpire Berlusconi di Fedele Confalonieri Inventano una conversazione riservata
tra il Cavaliere e Confalonieri e la mettono in rete. Ma Dagospia smaschera
l'imbroglio Il sito internet www.laprivatarepubblica.com pubblica il testo di
una presunta telefonata tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente di
Mediaset lasciando intendere chi si tratta di un'intercettazione
giudiziaria. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
(
da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA
Oggi è il giorno della riscossa dei "girotondi": convocata dalla
rivista Micromega e da Italia dei valori in piazza Navona a Roma a partire
dalle 18, manifesterà l'opposizione senza compromessi, quella che diffida del
premier e non vuole sentir parlare di "dialogo". Parola d'ordine
della mobilitazione: la giustizia è uguale per tutti. Nel mirino i
provvedimenti varati o annunciati dal governo Berlusconi in materia di
sospensione dei processi, immunità per le alte cariche dello Stato, intercettazioni e diritto di cronaca. Sul palco di piazza Navona
gli striscioni citeranno l'articolo 3 della Costituzione, la frase "La
legge è uguale per tutti" e una sentenza della Corte suprema americana:
"Nessun governo potrà censurare la libertà di stampa, affinché la stampa
sia libera di censurare i governi". Dal canto suo il segretario del
Pd Walter Veltroni marca la distanza con Di Pietro, che oggi a "Radio
24" ha affermato che il modo con cui il governo sta cercando di far
passare la norma blocca-processi nel decreto sicurezza è simile allo
"stile mafioso". Tonini: "Grillo non si smentisce"
"Grillo non si smentisce e, in anticipo sulla manifestazione di piazza
Navona di cui sarà un protagonista, annuncia già che tra i bersagli dei suoi
vaffa ci sarà anche il presidente Napolitano". Lo sottolinea in una nota
Giorgio Tonini, del coordinamento del Pd e responsabile della formazione.
"Noi - aggiunge - non ci meravigliamo più di tanto: una volta scelta la
strada di invitare Grillo non ci si poteva aspettare nulla di diverso. Ma come
hanno fatto a non capirlo quanti hanno promosso la manifestazione e continuano
ad assicurare che non sarà contro Napolitano?". Finocchiaro: "Bisogna
prendere le distanze dalle posizioni del comico" "Ho letto alcune
affermazioni di Grillo davvero imbarazzanti. Attaccare il Presidente della
Repubblica non mi sembra una scelta particolarmente efficace e mi auguro che
gli organizzatori della manifestazione di oggi a piazza Navona prendano le
distanze da queste posizioni". Lo afferma Anna Finocchiaro, Capogruppo PD
a Palazzo Madama "Manifestare contro i provvedimenti del governo è
legittimo - prosegue Anna Finocchiaro - attaccare il Presidente della
Repubblica è inaccettabile". "Non è con i vaffa e gli attacchi al
Quirinale - conclude la Capogruppo - che si costruisce una alternativa a
Berlusconi". LINK + Beppe Grillo: "Oggi parlerò di colpetti di
Stato" F. SCHIANCHI + Sinistra divisa nel giorno dei "no Cav"
A. RAMPINO.
(
da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il
responsabile del sito: "Era solo uno scherzo" Su Internet pubblicata
la telefonata Berlusconi-Confalonieri, ma è un falso Ghedini: "Un falso
plateale, completamente inventato". Confalonieri: "Evidente
montatura" ROMA - Un falso. Clamorosamente e volutamente un falso. Ma,
seppur per un breve lasso di tempo, nelle redazioni è serpeggiato il dubbio. Un
sito Internet ha pubblicato nel pomeriggio di lunedì la trascrizione di una
presunta conversazione telefonica tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri.
Il contenuto? Una stesura inventata, in versione boccacesca, di quello che il
gossip ha raccontato in questi ultimi giorni. Con la precisazione, alla fine,
che il contenuto era inventato e che si trattava di uno scherzo. Le reazioni
non si sono fatte attendere. AZIONI LEGALI CONTRO L'AUTORE - "In relazione
alla pubblicazione in un sito Internet di una comunicazione telefonica,
asseritamente intercorsa nell'ambito di un procedimento penale fra il
presidente Berlusconi ed il dottor Confalonieri, si tratta con assoluta
evidenza di un falso plateale completamente inventato e surrettiziamente costruito".
Lo sottolinea Niccolò Ghedini, legale del presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi. "Trattasi - aggiunge - di un testo con ogni evidenza
gravemente diffamatorio e per il quale saranno esperite tutte le azioni
giudiziarie del caso, diffidando chiunque nel contempo a pubblicarlo o a
riprenderne anche parzialmente il contenuto". CONFALONIERI - Anche il
presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, "dichiara che si tratta di un
falso e di un'evidente montatura costruita per recare grave danno alla reputazione
dei soggetti interessati". Confalonieri, si legge in una nota Mediaset,
"diffida quindi ogni organo di informazione alla diffusione in tutto o in
parte di questa falsa telefonata la cui pubblicazione sarebbe gravemente e
gratuitamente diffamatoria. Contro chi dovesse contravvenire saranno proposte
tutte le azioni giudiziarie in ogni sede competente". L'OSCURAMENTO - La
ricostruzione dei fatti: a metà pomeriggio il sito "Dagospia"
"strilla" nella homepage che un sito ha
pubblicato quella che viene definita la trascrizione di un'intercettazione dai
toni molto personali tra il presidente di Mediaset e il leader Pdl. Non vengono
forniti ulteriori dettagli, né l'indirizzo del sito. Solo la stringa della
durata della presunta conversazione trascritta. Poco dopo "Dagospia"
riporta un post siglato "LPR", in cui il "responsabile di ...com"
(neanche in questa occasione viene citato l'indirizzo del sito in questione)
dice a sua volta: "l'intercettazione è chiaramente falsa, vorrei una
piccola puntualizzazione prima di trovarmi folle inferocite sotto casa". A
questo punto è lo stesso "Dago" a replicare: "Chiaramente? Mah,
mica tanto. Comunque, tale manciata di cattivo gusto la riservi per i suoi
amici più intimi". Dopo che è scoppiato il caso, l'agenzia Adnkronos manda
in rete un lancio in cui afferma che la magistratura romana si preparebbe ad
intervenire per oscurare il sito che ha pubblicato la falsa telefonata. Anche
in questo caso, poco dopo, sul sito appare la scritta: "Sito web in
manutenzione". "ERA SOLO UNO SCHERZO" - "Era solo uno
scherzo, credevo ci fosse più senso dell'umorismo" ha detto il
responsabile del sito su cui è stato pubblicata la falsa intercettazione tra
Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri. L'autore, uno studente, ha chiesto di
non rivelare la sua identità. "La reazione - ha sostenuto - mi è parsa
eccessiva, molto eccessiva. Era uno scherzo, una satira diretta non tanto ai
diretti protagonisti della vicenda, quanto al sistema informativo, ai
meccanismi della stampa. L'ho anche esplicitato in apertura del post, che
comunque ho tolto dal sito". "Non mi pare il caso - ha proseguito -
di montare una polemica di questo tipo, basta. Speravo ci fosse più senso
dell'umorismo. Tutto qua. Adesso vorrei solo lasciare scivolare nell'oblio la
notizia". A proposito del sito "il server non ha retto", ha
spiegato. "Spero di non venire oscurato". stampa |.
(
da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'inchiesta
nel numero di a in edicola La gang del gossip Los Angeles è il regno dei
paparazzi che corrompono, spiano, minacciano: tutto pur di ottenere uno scatto
"X17", "Ramey Photo Agency", "Boris Nizon's Fame
Pictures", "LDP Images", "Scoopt". Sono le agenzie
fotografiche di Los Angeles, il più grande serbatoio al mondo di immagini sulle
celebrities. Controllano un esercito di fotografi professionisti ma anche di
paparazzi per caso, il prodotto di una metropoli dove tutti in qualche modo
sono "voyeur", dove a ogni ora ci sono party, anteprime, eventi, dove
a ogni angolo puoi incontrare una star, arraffare lo scoop che ti fa ricco,
basta uno scatto con il telefonino e l'immagine finisce sul mercato. CELEBRITY
SHOW - Il celebrity reality show è continuo, alimenta cause e risarcimenti, c'è
chi vende informazioni e chi le sfrutta. Si scatenano, in estate, i 450
paparazzi in azione in città, in cambio di somme dai 3mila ai 5mila dollari più
alte percentuali sugli scatti e il pagamento delle spese. Che sono spesso
altissime. Possono comprendere anche l'affitto di cani di razza e cavalli e
l'iscrizione a club carissimi per pedinare ovunque gli attori famosi. Li trovi
dappertutto, sui tappeti rossi o arrampicati sugli alberi, travestiti da
turisti, alla guida di macchine truccate, appostati all'ingresso dei negozi più
frequentati o dei night sul Sunset e Hollywood Boulevard o a West Hollywood. Un
mondo variopinto, ma sempre più equivoco, fatto anche di ricatti, informatori,
pagamenti sottobanco, relazioni pericolose con poliziotti e avvocati. Un mondo
dove ognuno ha le sue segretissime e pagatissime fonti: autisti e infermieri,
bodyguard e baby sitter. Per non parlare dei taxisti, sempre più utilizzati
dagli attori che vogliono evitare arresti per ubriachezza all'uscita dei party.
FBI - Si è mossa persino l'Fbi, mettendo sotto inchiesta agenzie fotografiche e
giornali di gossip colpevoli del cosiddetto "pay for play", contanti
in cambio di informazioni riservate. Sempre più spesso le star fanno firmare a
chi lavora per loro accordi "secret services" che prevedono penalità
durissime in caso di indiscrezioni. Ma c'è poco da fare. Si vende di tutto:
persino le foto della loro biancheria intima. Un incubo anche per gli anonimi
abitanti dei quartieri sotto assedio, che moltiplicano le denunce. Possono
contare su una nuova legge sottoscritta dal governatore Arnold Schwarzenegger,
che nel 1998 fu inseguito e tamponato con la moglie Maria Shriver da due
fotografi. Ormai è guerra. Non si contano più i paparazzi sotto inchiesta,
gente come Galo Ramirez, accusato di aver inseguito e urtato l'auto di Lindsay
Lohan. Li hanno soprannominati "stalkerazzi", un vocabolo coniato da
Tom Hanks, che vive braccato a Pacific Palisades. Il sindaco di Malibu, Pamela
Conley Ulrich, non sa più come arginarli: "Abbiamo messo sotto contratto
alcuni celebri avvocati per difendere i cittadini esasperati". Colpa di un
locale soprannominato Polaroid Beach House e di una media di 26 party al mese,
con relativi inseguimenti sulla Pacific Highway. LISTA NERA - Ogni giorno,
nuovi locali finscono sulla lista nera. Sconsigliabile, per esempio, andare a
mangiare da Ivy, sull'elegante Robertson Boulevard, perché
buona parte dei clienti sono in realtà "spie" munite di microcamera e
registratore per intercettare le conversazioni. Il mercato è esploso con i siti
di gossip online. TMZ (autore dello scoop su Mel Gibson che lancia offese
antisemite a una poliziotta, o di Alec Baldwin che insulta al telefono la
figlia) ha aperto anche un canale tv, attivo 24 ore su 24. E il
bersaglio sono sempre più spesso i politici. Spiega il fondatore, Harvey Levin:
"Setacciamo gli annunci porno sul Los Angeles Weekly per verificare chi
frequenta i locali di striptease, cerchiamo falsi nomi nelle prenotazioni degli
alberghi, presidiamo le seconde case. Ma siamo molto attenti anche ai fenomeni
pop come Miley Cyrus, la star-teenager di Hannah Montana: i giovani alzano
l'audience". Gossip, agguati, ricatti. Un sottobosco che ha ispirato
persino una serie tv, Dirt, interpretata da Courteney Cox (che non a caso vive
a Malibu): gli eccessi di una giornalista senza scrupoli che dirige una rivista
scandalistica. Ma il gioco è diventato pericoloso. INCHIESTA - Un'inchiesta
ordinata dal sindaco di L.A., Antonio Villaraigosa, paparazzato mentre usciva
dalla casa dell'amante, ha dimostrato che alcune agenzie hanno reclutato membri
delle gang per procurarsi scatti a qualunque costo. L'agenzia JFX prende
addirittura il nome di una gang del passato: uno dei suoi fotografi, Gerard Dan
Jose, ex membro di una banda, da giovane è stato cinque anni in prigione:
"Sono cresciuto nelle strade di South L.A., senza padre e con una madre
cameriera. L'interesse per la fotografia mi ha salvato", racconta. Oggi
Jose lavora in proprio e ha fatto i soldi: è sua la prima foto di Angelina
Jolie con il figlio Maddox appena adottato. "In una città dove una foto
può valere anche 500mila dollari, gli informatori sono ovunque", ammette
Frank Griffin della Bauer-Griffin: "Ci sono agenzie che arrivano a fare
3mila scatti al giorno e ovviamente non tutti vengono venduti ai giornali: gli
agenti degli attori pagano perché siano distrutti". Ma nessuno è
innocente: "È un circolo vizioso. Perché da un lato ci accusano di non
avere rispetto per niente, dall'altro, quando fa comodo, sono gli agenti ad avvertirci".
Ci sono poi agenzie, come la WireImage, che hanno deciso di fare solo servizi
autorizzati o concordati con le celebrities: reportage quotati da 10 mila a un
milione di dollari. Ma restano una minoranza. Michael Douglas se la prende con gli
eccessi delle nuove leve, personaggi come Paris Hilton, Lindsay Lohan o Britney
Spears: "Certe giovani attrici spingono i paparazzi a diventare
detective". E accusa: "Se qualcuno dice che le foto rubate valgono il
doppio di quelle, pagate milioni di dollari, scattate dopo un accordo, è sicuro
che centinaia di paparazzi saranno pronti a rompere le regole. Accordarsi per
un'esclusiva, come ho fatto io per il mio matrimonio, è una garanzia, ma poi
scopri che devi difenderti dai pirati". Risultato: vivere a Los Angeles è
diventato pericoloso. Ti inseguono, ti braccano, ti buttano fuori strada mentre
guidi. LE STAR SCAPPANO DA LOS ANGELES - E le star cominciano a fare le
valigie: "Chi può va a vivere nel Montana, a San Francisco, a Santa
Barbara, dove è comunque più difficile essere fotografati". Basta un passo
falso per finire nei guai. Così si diffonde la figura del "media
consultant", un esperto che valuta le possibilità di ricatti e l'andamento
del mercato. Uno dei più noti è Michael Sands, che spiega: "Il denaro
guadagnato dalle agenzie con scandali come quello di Whitney Huston e Bobby
Brown ha ingigantito il business". Commenta Cher: "La situazione è
molto cambiata da quando, anni fa, portavo i miei fidanzati in albergo perché
qualcuno spiava sempre chi usciva da casa mia al mattino. Oggi si spiano i
figli, si indaga sulla loro eventuale diversità. Io ho sempre difeso mia figlia
e la sua compagna da ogni intrusione nella loro privacy. Ma mi ha lasciato di
ghiaccio la notizia che il sito web di una delle più importanti agenzie di Los
Angeles lancia appelli ai cittadini perché scattino foto ai loro vicini di casa
o di tavolo". Emblematica la storia di François Regis Navarre, detto
Frank, ex corrispondente di Le Monde. Con la moglie Brandy ha creato un'agenzia
fotografica, la X17, che lo ha reso ricchissimo: "Gli agenti delle star mi
dicevano sempre di no, oggi mi pregano per avere un sì", racconta. I
paparazzi che danno la caccia agli attori? Spesso accade l'opposto,
puntualizza: "Ci sono locali molto frequentati che ti fanno causa se mandi
i fotografi sui loro marciapiedi, poi, se non li citi, ti fanno un'altra causa
perché si sentono esclusi dallo spotlight. E ci sono star che ti dicono
"lasciami in pace", e poi ti fanno telefonare dall'agente: "Perché
non avete coperto la presenza del mio cliente a quell'evento?"". Oggi
Frank ha una casa a Pacific Palisades, tra le ville delle star alle quali dà la
caccia. "All'inizio ho fatto tutto da solo. Adesso ho uno stuolo di
operatori dislocati in diverse zone della città". Lo "show business
dream" sta creando un esercito di baby-paparazzi. Ragazzini armati di
macchina fotografica che s'infilano nei party o si piazzano davanti alle
discoteche. "Siamo i più giovani paparazzi di Hollywood", hanno detto
alla rete Abc Blaine Hewison, 15 anni e Austin Visschedyk, 14. "Stando ore
nei luoghi giusti abbiamo venduto foto a un sacco di giornali. E abbiamo messo
da parte i soldi per pagarci il college". Giovanna Grassi stampa |.
(
da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Giancarlo
Caselli "Da magistrato resto nel mio ufficio ma la giustizia rischia il
disastro" "Io resto nel mio ufficio", dice il Procuratore
generale di Torino, Giancarlo Caselli. Ben distante da piazza Castello. E se
qualche magistrato decidesse di partecipare alla manifestazione dei girotondi
darebbe ragione a Berlusconi quando parla di "giudici militanti"?
"Ognuno è libero di comportarsi come crede - risponde Caselli -. Quanto
alla Giustizia dico che i problemi sono tanti e di gravità crescente, ogni
giorno di più, e non mi riferisco solo ai provvedimenti blocca-processi o sulle intercettazioni, di cui abbiamo già detto le
pesanti conseguenze: salterebbero centomila processi. "E' un momento di
grave crisi, si rischia persino il disastro. La legge finanziaria, infatti,
impone tagli alle spese di giustizia tali da prevedere riduzioni di organici e
di operatività per cancellieri e magistrati, attività che già ora sono
in grande sofferenza. A pagare il conto di questa situazione saranno i
cittadini che chiedono sicurezza e che vedranno venir meno la tutela dei loro
diritti".
(
da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
RETATA
A RIO: ARRESTATO DANIEL DANTAS (TELECOM BRASIL) - ATTI HARD SACCA'-BERLUSCONI
DA NAPOLI A ROMA: UNA VITTORIA DI PIRRO ? SHOPPING PER BOUQUET E COSTAMAGNA ? E
VAI CON LA NEW ENTRY SABINA DEGAN? 1 - Stamattina alle 6 ora di Rio de Janeiro
(11 orario di Roma) é stato arrestato Daniel Dantas e con lui altri 9 persone
tra soci e collaboratori compresa la sorella. Nella stessa retata sono stati
tratti in arresto il miliardario Naji Nahas (libanese naturalizzato brasiliano,
amico di Clinton e vari potenti)) che dovrebbe aver avuto il compito di
intermediare con il PT (partito di Lula) il passaggio di svariati milioni di
dollari nella questione Opportunity/Fondi di Investimento nella novella
Telecom/Brasil Telecom. Altro soggetto famoso prelevato nel sonno é Celso Pitta
ex Sindaco di San Paolo. Per maggiori dettagli puoi consultare il maggior sito
brasiliano e il piú diffuso quotidiano.: www.uol.com.br www.folhaonline.com.br
2 ? Potrebbe trasformarsi in un boomerang il trasferimento degli atti
dell'inchiesta a luci rosse Saccà-Berlusconi da Napoli a Roma, voluta
dall'avvocato e senatore di Forza Italia Niccolò Ghedini. Fino ad oggi i
titolari del fascicolo erano infatti i pubblici ministeri di Napoli. Da oggi il caldissimo dossier con intercettazioni allegate viaggia
da Napoli a Roma ed i titolari dell'azione penale e gli investigatori che hanno
avuto le carte tra le mani si moltiplicano. Se escono le intercettazioni sarà
impossibile trovare il responsabile e da Napoli si potrà dire "fino a che
erano da noi sono rimaste quasi secretate....". 3 ? I piccioni di
Pantelleria, Carol Bouquet e Claudio Costamagna scutrettolavano questa mattina
per via della Spiga con smanie di shopping. 4 ? Fiato alle trombette, anche
"Sorrisi e CanzoniTV" (http://www.sorrisi.com/sorrisi/diretta/art023001043064.jsp)
? chissà come, chissà quando ? si è accorto del fascino di Sabina Degan,
bellissima attrice croato-tedesca, ex fiamma del produttore cinematografico
Gianni Di Clemente, ora molto stimata da Berlusconi. Così al Roma Fiction Festival
sarà presente con una produzione Mediaset: "La ragazza del lago". In
tv la vedremo in "Crociera Vianello". E poi, s getterà sulla
politica? 5 - Dal "Corriere della Sera" - Raffaella Carrà tornerà su
Raiuno con "Carramba che fortuna", al via il 17 settembre. Dopo le
voci che parlavano di una probabile sospensione del programma, ieri,
nell'incontro tra Fabrizio Del Noce e la conduttrice è stato confermato che
"Carramba che fortuna" si farà e sarà abbinato alla Lotteria Italia.
6 - Carlo Rossella per "Il Foglio" - Festa on the beach di Lilli e
Fabiano all'Ultima Spiaggia. Aristos, gauche caviar, eleganza e sapore di mare.
Profonde discussioni politiche. Si è parlato molto bene di Lady Veronica. 7 -
(Ansa) - L'intero incasso, circa 60 mila euro, del concerto della band tedesca
dei Tokio Hotel, che domenica sera si e' esibita all'ippodromo delle Capannelle
a Roma, e' stato rubato nella notte tra domenica e lunedi'. Il furto, si e'
appreso, e' avvenuto nel cuore della notte in un ufficio dove si trovava la cassaforte
con il ricavato dello show al quale avevano assistito circa 15 mila giovani. I
ladri, dopo aver disinserito l'allarme, hanno aperto la cassaforte con una
chiave artigianale. I soldi erano gia' pronti per essere versati lunedi'
mattina in banca ed erano stati preparati in piccole buste di cellophane. I
carabinieri hanno avviato accertamenti. 8 ? Luciano Verre per la Gazzetta dello
Sport - Simona Ventura ha acquistato un appartamento a Manhattan, New York:
"Lo userò per lavoro". Valeria Marini è attesa a Porto Cervo
direttamente da San Giovanni Rotondo dove ha vissuto un seminario di preghiera
nel convento di Padre Paolo di Pietrelcina. Guai giudiziari per la soubrette
nera Sylvie Lubamba, il tribunale di Tempio Pausania,
(
da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Lucia
Annunziata OPPOSIZIONE, CHI VINCE E CHI PERDE Pochi o molti che siano,
simpatici o meno gli intervenuti, stasera alle
(
da "Corriere.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'ex moglie di costanzo nelle intercettazioni tra l'attuale premier
e agostino saccà Marta Flavi: "Io raccomandata da Silvio" L'ex
conduttrice di Agenzia matrimoniale a Vanity Fair: "Berlusconi ha provato
ad aiutarmi e lo ringrazio" Marta Flavi e Silvio Berlusconi ROMA - Anche
Marta Flavi è finita nelle intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e
Agostino Saccà. L'attuale premier proponeva la conduttrice al direttore
di Rai Fiction per la serie "Incantesimo" per la quale la Flavi aveva
sostenuto un provino. "Ed era anche andata bene. Ma poi telefonano al mio
agente e gli dicono che non mi possono prendere perché per quel ruolo c'è una
raccomandata. Penso: raccomandata lei, raccomandata io, uno a uno palla al
centro. Alla fine, comunque, non mi hanno presa". Lo racconta la diretta
interessata Marta Flavi al settimanale Vanity Fair, in edicola mercoledì.
"MI HANNO PROPOSTO UN MILIONE DI EURO PER UN REALITY" -
"Berlusconi mi ha raccomandata e io lo ringrazio" dice la Flavi.
"Voglio ringraziare pubblicamente Berlusconi - aggiunge - per essersi
interessato a me e scusarmi con lui se gli ho procurato dei fastidi, ma non
bisogna vergognarsi mai di chiedere lavoro. La sua è stata solo la telefonata
affettuosa di un imprenditore che mi conosceva e mi apprezzava". La Flavi
racconta delle intercettazioni pubblicate sui giornali che l'hanno riportata
alla ribalta della cronaca in questi giorni. "Purtroppo in Italia se non
sei segnalato non hai nessuna speranza", spiega l'ex conduttrice di
Agenzia matrimoniale, che racconta di aver ricevuto un'offerta di un milione di
euro per partecipare a un reality. "C'è da vergognarsi, è uno schiaffo
alla miseria", commenta nell'intervista. "SENZA MAURIZIO COSTANZO..
" - Nell'intervista a Vanity Fair, la Flavi ricorda Agenzia matrimoniale,
un successo - ammette - anche merito di Maurizio Costanzo, all'epoca suo
marito. "Senza di lui non avrei mai avuto l'occasione di fare un programma
come quello. Poi, certo, per durare in televisione devi essere brava, fare
ascolti". "Maurizio lavorava sempre e non gli importava di
nient'altro. Oggi ho imparato che una persona non riesce in quel tipo di
carriera se non è fatto così, ma allora non lo sapevo e pretendevo da lui una
vita da coppia normale: vedersi la sera, un fine settimana insieme. Non è un
caso che mi abbia lasciata per un'altra persona, Maria De Filippi, che è
identica a lui. Hanno il lavoro come obiettivo. Insieme sono perfetti". LA
BATTUTA D'ARRESTO - Una carriera televisiva, quella della Flavi, che ha avuto
un arresto forte. "A fine anni Novanta mi sono presa un anno di pausa
dalla televisione e, quando ho cercato di rientrare, ho trovato tutte le porte
chiuse. L'anno scorso mi hanno offerto di partecipare a un reality show. Non ho
mai pensato di accettare". stampa |.
(
da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
DIFENDERE
DAGO - I BLOGGER RIVENDICANO IL DIRITTO ALLA CAZZATA ? VIVA NADAL ? LA MAGLIE
ANTI-ISLAM ? VIGILI E PISTOLE ? ASPETTANDO GLI UFO: MA COLUMBRO È USCITO DAL
COMA?? Riceviamo e pubblichiamo: © Foto U.Pizzi"> Silvio Berlusconi ©
Foto U.Pizzi Lettera 1 Non sono d'accordo con chi ha criticato Dagospia circa
le prese di distanza sull'intercettazione farsa Cav-Confa.
Sinceramente anch'io ci sono cascato. Una volta appurata la totale infondatezza
di tali fasulle intercettazioni, il sito di D'Agostino si è scusato e ha preso
le dovute distanze. Nessun moralismo, dunque. Semmai questo fatto dovrebbe
farci riflettere su due questioni molto importanti: 1) in internet gira tanta
di quella merda che la metà basta e avanza. Forse una regolamentazione
sui blog o su determinati siti sarebbe opportuna per non dire doverosa. 2) la
sinistra ha inquinato la vita politica del Paese. Lo ha sempre fatto nella sua
triste e fosca storia: dal terrorismo a fatti molto più futili come le
intercettazioni telefoniche di ogni tipo (fasulle comprese) sparacchiate ai
quattro venti da giornali, blog o siti amici. Lo scopo è sempre il medesimo:
destabilizzare lo Stato sovvertendo la volontà popolare. Chi non ha mai avuto
idee, chi non è mai stato propositivo, ha sempre cercato di infangare, e in
taluni casi di eliminare, l'avversario politico di turno. Paolo Lettera 2 Preg.
Direttore, sono sicuro di non essere il solo ad esprimerle solidarietà circa le
accuse che alcuni "probi" cittadini le hanno mosso circa la
pubblicazione e la successiva stigmatizzazione delle false intercettazioni
relative al presidente del consiglio da parte di uno "studente" che
invece di studiare, si prende la briga di pubblicare, (e non solo per pochi
intimi!) in un momento molto delicato politicamente e socialmente, falsi
verbali di intercettazioni telefoniche, aventi per obiettivo la calunnia e la
diffamazione di uomini di Stato, "casualmente" solo di una certa
parte politica... La buona fede di questo studente è tutta da provare ma in
realtà non potremmo meravigliarci più di tanto in un Paese dove le parti
politiche avverse, a fronte di un risultato elettorale così eclatante per una
delle due fazioni, pensino più a screditare l'avversario con qualsiasi mezzo, e
non pensino dico, a raggiungere insieme il fine unico per il quale i cittadini,
di destra e di sinistra, li hanno col voto, collocati in quella posizione.
Raggiungiamo gli obiettivi che possano far rianimare questa stanca e viziata
Nazione: potremmo essere la Svizzera del Mediterraneo, invece ne siamo la pattumiera...
Gli esponenti dei vari Poteri dello Stato facciano quanto compete loro, senza
cercare di sovvertire nessun risultato indicato a maggioranza dai cittadini.
Quando poi, raggiunti alcuni obiettivi, e mi sembra pleonastico indicarli, il
Paese avrà maggiore stabilità e tranquillità sociale, allora sì, riprendete a
"scannarvi" reciprocamente e lasciate in pace i cittadini che di
queste diatribe ne hanno piene le tasche! Alberto Sala Lettera 3 Caro
D'Agostino, complimentoni per come si è smarcato dalla faccenda della finta
intercettazione Berlusconi-Confalonieri, complimentoni per la sua presa di
posizione moralistica e vile (da che pulpito poi...). Ora, vorrebbe spiegare
una cosa? Perché non ha controllato la sua fonte prima di pubblicare la notizia
(che era CHIARAMENTE un pezzo di satira)? Nella cosiddetta blogosfera da ieri
si dice un gran bene di lei e del suo sito. Ah, pare che il ragazzo che ha
pubblicato la satira sulle intercettazioni sia stato convocato in
commissariato, a Roma. Anche lei vero? Francesco Lettera 4 Caro Dag, tu, che
sei il mio idolo, che mi fai capire 'sto enigma chiamato Italia, che non hai
paura di nessuno, porco di un diavolo, come fai a cadere sotto il peso del
nulla? Cmq, dai, ti voglio bene lo stesso L'entranger ... fan imperterrito
Lettera 5 Caro Dago, ti ringrazio per aver messo la mia lettera come titolo
della posta anti-dago, anche se volevo precisarti che non era una mail contro
nessuno, soprattutto contro il tuo sito: era chiaramente (Chiaramente? Mah,
mica tanto, forse...) riferita a chi cerca subito di bloccare e oscurare pagine
web, perchè non sa cosa sia un blog e non sa inquadrarlo nelle sue dimensioni,
ridotte, di pericolosità sociale. I blogger in italia sono per la maggior parte
(ancora) ragazzini e studenti, e cio' che scrivono è più una transustanziazione
di chiacchiere da muretto che una pensata e curata rubrica di giornalismo.
Allora decidiamo: o il mio blog è il mio salottino, dove posso dire e fare
tutto quel che mi pare, o è più simile a un muro di un palazzo, dove non posso
scrivere e fare murales, a meno che non abbia un permesso specifico. Non sono
anti-dago, è al ragazzo del "Sito web in manutenzione" che voleva
andare la mia solidarietà con la breve frasetta che ti ho spedito. Noi del
popolo dei blog rivendichiamo il diritto alla cazzata, e chi non la capisce ne
prenda atto (come va di moda adesso) e continui a fare quello che stava
facendo, senza cercare di spaventare per vie legali chi gli ha fatto lo
scherzetto telefonico, che quasi sempre sono degli innocui ragazzini, con
l'avatar. MP Lettera 6 Ciao Dago, dai, su, ammetti l'errore, un po' di
autocritica non fa male a nessuno. Per colpa tua, che ti sei fatto ingenuamente
infinocchiare (o che hai fatto finta di farti ingenuamente infinocchiare), 'sto
ragazzo (quello della telefonata bufala) starà passando un brutto momento.
Almeno scrivi che siccome ha imbrogliato un intelligentone come te è
sicuramente un genio! Ma come si fa a credere a quello che c'è scritto in un
sito che si dichiara di "disinformazione"? Come si fa a non sapere
che la società Aruba.it ha sede ad Arezzo, anche se prende il nome da una delle
Antille. il pavone Lettera 7 Domanda: ma perchè pubblicate gli articoletti
costantemente razzisti e islamofobi di Maria Giovanna Maglie? Questa signora,
con la scusa del gossip, giorno dopo giorno istilla veleno contro una comunita'
che di problemi mi sembra ne abbia fin troppi. Mi sembra come prendersela con
gli ebrei nell'Europa di fine anni '30. La storia non insegna nulla ? X Lettera
8 Caro Dago, Marco Columbro racconta che nel 2001 è stato in coma per tre
settimane; è estremamente probabile che non ne sia mai uscito. Franco Due
Lettera 9 Il vero scandalo della politica italiana è la presenza di Di Pietro.
La testimonianza che siamo in democrazia è che c'è un Di Pietro e lo lasciamo
parlare. La dimostrazione dell'inefficienza della Magistratura che nessuno
stima più è la assoluta acquiescenza alle tesi di Di Pietro. Nessun magistrato
ha ravvisato nel collega Di Pietro e nelle sue parole gli estremi per rinviarlo
al giudice. I giornali parlano di Di Pietro, le agenzie pure. I giornalisti
inventano favole e trovano chi le pubblica. Questi sono gli attentati alla
democrazia. E.L. Lettera 10 Caro Dago, se l'Italia è statisticamente il paese
con il più alto numero di truffati, al netto dell'abilità perversa dei
truffatori dobbiamo ammettere che in circolazione vi è anche una certa quantità
di boccaloni. Colorita definizione di chi, per ottusità, scempiaggine o
accecato dall'intravedere un tornaconto è disponibile a bersi storielle. Per
questi boccaloni nella maggior parte dei casi l'ingrediente per avvincerli è la
PLAUSIBILITA' , come tutti i furbastri sanno. Ed è forse fidando sui boccaloni
e sulla presunta convinzione d'impunità che la solita generazione di agitatori
di coscienze si è tuffata sull'ultimo tram a sua disposizione. Il Capolinea
dello sputtanamento, a piazza Navona. La raccolta Di Pietresca di oggi sarà
greve definirla una truffa, ma prendendo a prestito dal Colombo fine dicitore
Furio "rende bene l'idea..". Max Lettera 11 Quello che ha scritto di
Nadal Giancarlo Dotto su La Stampa è quanto di più ingeneroso si possa
immaginare e, soprattutto, senza rispetto per un atleta correttissimo sul campo
e bravo ragazzo che di più non si può. Esaltare Federer come quintessenza del
tennis è estremamente limitativo: il suo gioco è il frutto di un talento
naturale che gli ha permesso di essere il numero uno del mondo senza grande
sforzo e, bisogna dire, senza avversari degni come i grandi del passato hanno
sempre avuto. Adesso che c'è Nadal si vuole fare il paragone tra il bello e la
bestia! Ma si ricorda Dotto dei grandi duellanti del passato? Jimmy Connors e
John McEnroe, per isolarne due, che combattevano come gladiatori e non solo
contro gli avversari, ma pure contro arbitri e pubblico? Il loro tennis era
puro spettacolo, godibilissimo, seguito quasi religiosamente da schiere di
aficionados divisi quasi come quelli dei Beatles e dei Rolling Stones. Federer
è grande, forse unico, ma non mi emoziona minimamente, semplicemente perchè di
emozioni non ne fa trasparire alcuna. E' freddo, glaciale, lui si una macchina,
perfetta fin che si vuole, ma inumana. E finchè vince facile gli si illumina un
debole sorriso, ma le rare volte che perde si rabbuia e lascia trasparire il
regicidio che ha subito. Nadal si è costruito poco a poco. Grande talento pure
lui, ma con mille difetti sui quali ha dovuto lavorare come un matto, anno dopo
anno. Encomiabile a 22 anni e, soprattutto, coraggioso, indomito, leale. Dotto
preferisce il fighetto Federer? Ne ha il diritto. Ma non definisca volgare un
ragazzo che non lo merita affatto. E in quanto alla pretesa forza bruta, Dotto
sappia che Federer picchia molto più forte sia i servizi che molti altri colpi.
Il fatto è che Nadal possiede delle soluzioni, delle rifiniture assolutamente
non forzate che spesso anche Federer non riesce a controllare. Ma ne capisce di
tennis? Questo duello continuerà. Personalmente sarò sempre un fan di Nadal
perchè da lui sicuramente riceverò più eccitamento tennestico che da Federer, o
chiunque di quella scuola, per fortuna costituita da pochi. M & C Lettera
12 Caro Dago ecco finalmente sgamato il perchè i vigili urbani di Roma e di
altre località hanno tanto a cuore armarsi di una pistola . Nemmeno gli è stato
detto di si (fra l'altro qualcuno dica al signor Gennarino Calderoli che le
pistole di cui sopra erano già state comperate anni fa da Wuolter anzi pare
addirittura dal Cicoria) che già rivendicano di avere il porto di pistola 24
ore su 24 cioè anche fuori servizio e un'indennità di 200 Euro Susy. Dagospia
08 Luglio 2008.
(
da "Dagospia.com" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
IGRE
DEL MATERASSO"? © Foto U.Pizzi"> Marta Flavi © Foto U.Pizzi "L'anno
scorso incontro Berlusconi a un matrimonio. Lui, che non era ancora premier,
quando mi vede dice: "Marta, che fine hai fatto? Non ti vedo più". E'
Marta Flavi che racconta a Vanity Fair, in edicola dal 9 luglio, il suo
incontro con Silvio Berlusconi ed entra nel merito delle conseguenze ben note
in questi giorni. "La sua corte lo trascina avanti, poi però ripassa.
"Marta, non è che ti abbiamo fatto qualcosa?". E io: "No,
assolutamente, ma ho avuto un blocco di carriera forte". Lui fa un altro
giro e torna. "Ma insomma, posso fare qualcosa?". E io: "Sì,
certo che puoi fare qualcosa". Che cosa esattamente potesse fare è venuto
fuori in questi giorni. Marta Flavi è finita nelle
intercettazioni delle telefonate Berlusconi-Saccà: colpa della conversazione in
cui il presidente del Consiglio la segnalava al direttore di Rai Fiction per
Incantesimo. Marta infatti aveva appena sostenuto un provino per la serie:
"Ed era anche andata bene. Ma poi telefonano al mio agente e gli
dicono che non mi possono prendere perché per quel ruolo c'è una raccomandata.
Penso: raccomandata lei, raccomandata io, uno a uno palla al centro. Alla fine,
comunque, non mi hanno presa". Non pensava che Berlusconi si sarebbe
davvero dato da fare per lei? "È stato gentile. Voglio ringraziarlo
pubblicamente per essersi interessato a me e scusarmi con lui se gli ho
procurato dei fastidi. Non è degno di un Paese civile utilizzare, per colpirlo,
una telefonata come quella che mi riguarda". Si sente un po' in colpa?
"No, non bisogna vergognarsi mai di chiedere lavoro. La sua è stata solo
la telefonata affettuosa di un imprenditore che mi conosceva e mi apprezzava
visto che, grazie agli ascolti di Agenzia matrimoniale, aveva lanciato la
fascia pubblicitaria del pomeriggio". Fatto sta che, nel complesso, dalle
intercettazioni non esce un'immagine edificante di questo Paese. "Sono
d'accordo, ma purtroppo l'Italia è così da sempre. Per lavorare nello
spettacolo, poi, non ci sono scuole né concorsi e i provini sono farse. Se non
sei segnalato non hai nessuna speranza". Quanto ha contato aver sposato
Maurizio Costanzo nell'essere una conduttrice di successo? "Senza di lui
non avrei mai avuto l'occasione di fare un programma come Agenzia matrimoniale.
Poi, certo, per durare in televisione devi essere brava, fare ascolti".
Come era la vostra vita insieme? "Maurizio lavorava sempre e non gli
importava di nient'altro. Oggi ho imparato che una persona non riesce in quel
tipo di carriera se non è fatto così, ma allora non lo sapevo e pretendevo da lui
una vita da coppia normale: vedersi la sera, un weekend insieme. Non è un caso
che mi abbia lasciata per un'altra persona, Maria De Filippi, che è identica a
lui. Hanno il lavoro come obiettivo. Insieme sono perfetti". © Foto
U.Pizzi"> Maurizio Costanzo © Foto U.Pizzi Era un rapporto passionale,
il vostro? "Vuole sapere se facevamo sesso? Sì, anche se non definirei
Maurizio una tigre del materasso. Io sono più passionale". Si dice che lei
per il divorzio abbia sofferto molto. "Moltissimo. Per me Maurizio
significava soprattutto famiglia e ho vissuto molto male l'abbandono, anche
perché lui non ha voluto più vedermi né parlarmi. Ho capito di essere guarita
quando mi sono addormentata davanti al Maurizio Costanzo Show". Il lavoro,
invece, come va? "A fine anni Novanta mi sono presa un anno di pausa dalla
televisione e, quando ho cercato di rientrare, ho trovato tutte le porte
chiuse. L'anno scorso mi hanno offerto di partecipare a un reality show. Non ho
mai pensato di accettare ? sai già che vai lì per farti distruggere ? ma mi
sono divertita ad alzare la posta: mi avrebbero dato un milione di euro. C'è da
vergognarsi, perché è uno schiaffo alla gente che fatica ad arrivare alla fine
del mese". Mai pensato di chiedere una mano al suo ex marito per tornare a
lavorare? "Piuttosto la morte. Mi sarebbe più facile chiedere aiuto a
Barack Obama". Dagospia 08 Luglio 2008.
(
da "Repubblica.it" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA
- "A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non
puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t'ha succhiato
l'uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi
mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio". Quella di Sabina
Guzzanti contro Mara Carfagna è probabilmente l'invettiva più insultante e
violenta della sua lunga e controversa carriera. L'attrice partecipa alla
manifestazione "No Cav" di piazza Navona, sale sul palco e si scatena
in un attacco furibondo contro la ministro delle Pari opportunità, il cui nome era circolato nei giorni scorsi a proposito delle
intercettazioni "calde" che coinvolgevano il presidente del
Consiglio. Nel mirino, però, ci sono anche Papa Ratzinger, che "fra
vent'anni sarà all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni", e Lamberto
Dini, perché a suo guidizio "hanno accusato la sinistra radicale e
Clemente Mastella ma è stato Dini a far cadere il governo, probabilmente
come ex direttore della Banca d'Italia tiene qualcuno per le palle". Ce
n'è anche per Walter Veltroni, "che prima dice 'non delegittimiamo le
persone', poi però a Berlusconi non lo chiama mai per nome, come Emilio Fede
quando fa finta di non ricordare chi siano le persone di cui parla, non è una
tecnica che mostra rispetto". FOTO DELLA MANIFESTAZIONE 1 -
(
da "Stampaweb, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA
Il momento più bollente della manifestazione dei girotondi a piazza Navona
arriva quando sale sul palco Sabina Guzzanti. Bersagli della sua satira, a
tratti durissima e volutamente offensiva, sono fra gli altri il ministro delle
Pari opportunità, Mara Carfagna, e Sua Santità il Papa. Già l'inizio del pezzo
comico della Guzzanti che allude alla ministra è di quelli pesanti:
"Osteria delle ministre - canticchia l'attrice - e se a letto sono un
portento figuriamoci in Parlamento, dammela a me...". Di fronte a migliaia
di persone Guzzanti ironizza sulle "altre martiri che ci sono in Italia:
c'è quella poveretta che è andata in overdose con l'onorevole Mele.. E quella
che ha fatto venire il coccolone a Bossi... è una questione di merito!".
Il passaggio più pesante è ancora diretto al ministro
Carfagna e si basa sulle voci e sulle allusioni legate a presunte
intercettazioni nelle quali si parlerebbe di una relazione che avrebbe avuto
con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "Non sono moralista,
non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi, ma tu non puoi
mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché ..." e si
diffonde in particolari, ma la nostra cronaca si ferma qui. Altro bersaglio di
Sabina Guzzanti, Benedetto XVI e la polemica sul suo mancato intervento
all'università La Sapienza, polemica "inventata", sostiene l'attrice,
da chi "ha il controllo dei media". E alla fine, l'invettiva della
satira colpisce anche il Papa: "Fra 20 anni - è l'anatema di Guzzanti dal
palco della manifestazione girotondina - Ratzinger sarà morto e starà dove deve
stare: all'Inferno tormentato da due diavoli ...". Il fratello di Sabina,
Corrado Guzzanti, ha dichiarato di appoggiare le iniziative di Beppe Grillo
sulla Giustizia e manifestazioni come quella di oggi: "Sono con lui - ha
detto l'attore, arrivato al RomaFictionfest per la presentazione in concorso di
Boris 2 - anche se ho un pò di scetticismo sul fatto che manifestazioni come
quella di oggi servano. Temo che ormai il sistema dei media sia talmente
avverso, da impedire che certe manifestazioni raggiungano il loro obiettivo
nonostante il successo di partecipazione". Però, ha aggiunto Guzzanti,
"meno male che c'è Grillo". A proposito delle critiche che sono
arrivate al comico genovese dal centrosinistra dice: "Non mi piacciono.
Spero che si apra una fase di riflessione ora che l'idillio elettorale e post
elettorale si è spezzato. Bisogna fare i conti con un popolo che si oppone a
questo centrodestra, che è stato costretto a votare e che non si può sempre
liquidare come antipolitica", ha spiegato. Per l'attore "la loro è
una protesta legittima. Hanno il diritto di non essere masticati velocemente e
semplicemte liquidati come 'i soliti girotondini'".