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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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ARCHIVIO GENERALE DEL DOSSIER

 

TUTTI I DOSSIER

 


tARTICOLI DEL 7-4-2008       #TOP


Report "Grillo"

Domani fra poesia a musica Stefano Benni a Merano con Damiani e Trovesi ( da "Trentino" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: interpretato da Beppe Grillo, Francesco Guccini e musicato da Fabrizio De André. I suoi romanzi contengono, tramite la costruzione di mondi e situazioni immaginarie, spunti satirici della società italiana. Il suo stile di scrittura utilizza giochi di parole, neologismi e parodie d'altri stili letterari.

Gli inceneritori emettono diossina ( da "Arena, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo e Ca' del Bue "Gli inceneritori emettono diossina" "Gli inceneritori producono diossine che aumentano il rischio di tumori nella popolazione". Questa è la conclusione di uno studio regionale, iniziato nel 2003 e durato quasi tre anni, condotto da un pool di esperti, tra cui il professor Paolo Ricci,

Attenti: i supermarket dell'usura vi danno un frigo e vi portan via la casa. Chiunque sia eletto resterà poco: è in arrivo l'onda dei subprime ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Chiunque sia eletto resterà poco: è in arrivo l'onda dei subprime" Beppe Grillo ex comico, ora blogger e "quasi" politico "Attenti: i supermarket dell'usura vi danno un frigo e vi portan via la casa. Chiunque sia eletto resterà poco: è in arrivo l'onda dei subprime".

Pd, la strategia per la caccia agli indecisi - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: GIOVANNA CASADIO ROMA - Moretti va a votare, Grillo "no, vado a pescare". Se Nanni il "radicale" invita a non astenersi ("è sbagliato"), Beppe, il guru del "vaffa", non fa distinzione: "Sono salme. Astenendosi si lascia il campo a Berlusconi? Tanto chi andrà su non durerà più di un anno, un anno e mezzo con l'esercito.

Ultime cartucce in rete o per posta ( da "Nuova Ferrara, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: appoggio di molti Meet up locali di Beppe Grillo. "Ieri a Nonantola ci hanno aiutato con webcam e risposte in diretta a chi ci mandava domande in chat" dice Fabio Testi, che vuole usare il computer anche durante il comizio di chiusura, venerdì in città. Intanto manda mail nelle quali attacca la Provincia che ha firmato un accordo con il Comitato "Parchi per Kyoto"

La spedizione umbra partecipante a Vinitaly è tornata silenziosamente alla base, rif ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Oltre la calamità. Sviluppo e innovazione"". Ora le celebrazioni sono finite? ***** Il Comitato per il referendum, cui non sono stati forniti neppure i moduli, sta programmando un comizio anti-Tippolotti di Beppe Grillo davanti alla sede della Regione.

Scipione e Albano, due piani per Formia ( da "Tempo, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: amici di Beppe Grillo. "Il nostro vero obiettivo, esordisce Albano, è quello di aumentre il numero delle adesioni alla nostra associazione, crearci uno spazio nella comunità formiana ed iniziare un'azione sul territorio ben più decisa e qualificata. C'è infatti da considerare che la nostra lista è l'unica vera realtà che si differenzia da tutte le altre,

Aeroporto e Malagrotta, emergenza inquinamento ( da "Tempo, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo" che si è tenuta ieri mattina a Fregene. Un incontro per parlare di come lo scalo e il gassificatore possano essere causa di inquinamento per la città di Fiumicino. "Siamo interessati alla nostra salute. è giusto denunciare questa situazione ambientale critica e spesso sconosciuta, presentando proposte concrete e suggerendo regole corrette di comportamento che possano

Grillo: <La Lega era straordinaria Voleva pulire ma si è sporcata> ( da "Corriere del Veneto" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo oggi sarà a Treviso, alle 15 in piazzale Burchiellati, per tirare la volata all'aspirante sindaco David Borrelli. Ieri sera ha fatto altrettanto a Vicenza, dove i Grilli lanciano Davide Marchiani. "Ragazzi che si candidano a diventare nostri dipendenti, a rendere trasparenti in Rete le informazioni che finora ci sono state tenute nascoste "

Grillo: trevigiani siete infelici, votateci ( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo: trevigiani siete infelici, votateci "Avete lavorato troppo, che pacchia per i vecchi governi". L'ovazione dei 7 mila "Basta uno dei nostri in consiglio e inizierà la rivoluzione" Beppe Grillo è riuscito a fare il tutto esaurito anche in una delle più grandi piazze della città, di domenica, e subito dopo pranzo.

A Vicenza e Treviso per i <suoi> sindaci ( da "Corriere del Veneto" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: sindaci Beppe Grillo questo pomeriggio sarà a Treviso (ore 15, in piazzale Burchiellati) per sostenere la corsa a sindaco di David Borrelli, neofita della politica e candidato della lista dei Grilli Treviso. La stessa cosa Grillo ha fatto ieri sera a Vicenza, l'altro capoluogo veneto dove si voterà per il sindaco: nella città berica,

Tramonta l'era di Super G ( da "Manifesto, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Con Beppe Grillo che sponsorizza la lista dei "Grillitreviso", candida a sindaco David Borelli e ha già rifiutato l'ambientalismo di Veltroni: "Per lui, tutto si risolve con gli inceneritori. E' la stessa identica soluzione di Forza Italia e della Lega.

L'INZIATIVA di venerdì 4 aprile, promossa dal Partito Umanista ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Pistoia in sinergia con gli Amici di Beppe Grillo di Pistoia e il Centro studi e documentazione sull handicap di Pistoia, insieme ad altri cittadini che si sono uniti al tour di Pistoia. Un tour, che ha sortito lo scopo di scovare le numerose barriere architettoniche presenti in città, che ha potuto constatare la reale difficoltà che incontra un disabile muovendosi per le vie,

Tra faide e divisioni Massa alle urne senza pronostico ( da "Nazione, La (Empoli)" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: in lizza per i "Grilli Massesi", lista civica certificata da Beppe Grillo. All'estrema sinistra Rinaldo Valenti, 27 anni, operaio metalmeccanico, con la Lista Comunista per il Blocco Popolare. PER LA PRESIDENZA della Provincia il Pdl ha messo in campo una "punta": Sandro Bondi, 49 anni, coordinatore nazionale di Forza Italia,

Pisa: sulla roccaforte 'rossa' lo spettro del ( da "Nazione, La (Empoli)" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sonia Avolio (medico) è invece in pista per La Destra di Storace, mentre Paolo Arduini è alla guida della lista civica Città dei diritti con Beppe Grillo e al broker Vittorio Meciani si affida la lista civica Primavera Pisana formata da quarantenni senza precedenti in Image: 20080407/foto/202.jpg.

Il partito del <vaffa> ringrazia ( da "Panorama" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Non a caso Beppe Grillo è il più acceso sostenitore dell'incostituzionalità della legge elettorale e invita all'astensione. Fenomeno che per moltissimi elettori non è frutto di disinteresse, ma reazione rabbiosa alla crisi della politica. Secondo una recente ricerca dell'Eurispes, il 43 per cento dei residenti nelle regioni meridionali ritiene l'

Ivan Scalfarotto risponde a Fragmenta ( da "Blogosfere" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lei è percepito un po' come un Beppe Grillo operativo. Grillo si limita a puntare il dito sulle problematiche, lei fa delle proposte concrete per risolvere fondamentalmente le stesse cose. La differenza fondamentale tra me e lui è che io credo profondamente nelle istituzioni repubblicane.

Il nucleare non è poi così cattivo 2 ( da "Blogosfere" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: nelle sue apparizioni di piazza Beppe Grillo sostiene che "490 centrali nucleari danno il 5 per cento dell'energia elettrica del mondo. Se si raddoppiassero le centrali nucleari, in venti anni (ci vogliono una decina di anni per costruirne una), quando la domanda di energia sarà raddoppiata, 1000 centrali nucleari darebbero il 7,5 per cento dell'energia elettrica mondiale"

<Gli inceneritori emettono diossina> ( da "Arena.it, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo e Ca' del Bue "Gli inceneritori emettono diossina"   "Gli inceneritori producono diossine che aumentano il rischio di tumori nella popolazione". Questa è la conclusione di uno studio regionale, iniziato nel 2003 e durato quasi tre anni, condotto da un pool di esperti, tra cui il professor Paolo Ricci,

I "Grilli Parlanti" si schierano con Giometto ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dalle dispute sul marchio con il comico Beppe Grillo, ieri è giunto a Vicenza Renzo Rabellino, leader della falsa lista Grillo e della vera lista "I Grilli Parlanti", che si presenterà alle elezioni politiche. Rabellino è venuto a dare una spinta agli alleati di "No privilegi politici", che fa parte della mini-coalizione nazionale assemblata da Rabellino (la capostipite è la lista "

Tramonta l'era di <Super G> ( da "Manifesto, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Con Beppe Grillo che sponsorizza la lista dei "Grillitreviso", candida a sindaco David Borelli e ha già rifiutato l'ambientalismo di Veltroni: "Per lui, tutto si risolve con gli inceneritori. E' la stessa identica soluzione di Forza Italia e della Lega.

(E.S.) Il Beppe Grillo Show entusiasma mille e cinquecento ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ) Il Beppe Grillo Show entusiasma mille e cinquecento vicentini. Sabato sera, in un Centro Sport Palladio gremito (l'ingresso era gratuito con offerta libera, ndr), il comico genovese ha "rubato" la scena ai suoi protetti della lista civica "Vicenza Comune a Cinque stelle" con uno dei suoi monologhi.

Buttiglione: <Mi appello ai cristiani di Treviso> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: folla si fosse radunata in centro città per ascoltare Beppe Grillo, nel capannone di Canizzano sono transitate tante famiglie, giovani e anziani: "É andato tutto bene, oltre ogni aspettativa". E di fornte alla malevola accusa di dilapidare un patrimonio per questa campagna elettorale, Camolei risponde con un sorriso: "Non crediate, oggi ho speso solo per l'affitto del capannone,

David Borrelli sindaco della città? É un'ipotesi improbabile ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ipotesi improbabile anche per lo stesso Beppe Grillo che però non si dispera e rivela il vero obiettivo dell'operazione grillini, quella che ha visto nascere in tutta Italia liste civiche che si ispirano ai valori promossi dal comico genovese: "Diffondere il virus" e far entrare nei consigli comunali almeno uno di questi rappresentanti del popolo "per cambiare le cose dal basso"

Un Beppe Grillo scatenato ha tenuto in pugno ieri, in ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Un Beppe Grillo scatenato ha tenuto in pugno ieri, in piazzale Burchiellati, settemila persone "abituate a lavorare e non lamentarsi mai, ma con le facce tristi". Un Grillo, in questo comizio pre elettorale, concentrato più su tematiche nazionali che su quelle venete e trevigiane, tanto da non approfittare della "location" neppure per attaccare il vicesindaco Gentilini,

Treviso NOSTRO SERVIZIO Un arrabbiatissimo Beppe ( da "Gazzettino, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: TrevisoNOSTRO SERVIZIOUn arrabbiatissimo Beppe Grillo ha arringato una folla di settemila persone ieri a Treviso. Il comico genovese, in visita elettorale per promuovere le liste dei Grillini alle comunali, non ha risparmiato nessuno: critiche feroci ai mezzi d'informazione "che tengono sotto coma farmacologico le coscienze dei cittadini", contro la classe politica "

Il presentatore ideale? Rimini 'incorona' Fiorello ( da "RomagnaOggi.it" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fabio Fazio e Beppe Grillo. Come testimoniano i dati del Monitor, condotto alla fine dello scorso anno e illustrato da Cosimo Finzi di Astra Ricerche, gli eventi in Italia stanno diventando un mezzo di comunicazione sempre più diffuso e utilizzato. Nel 2007 il ritmo di crescita degli investimenti in eventi è stato del 9,

RIMINI - Il Sib 'incorona' Fiorello come presentatore ideale ( da "RomagnaOggi.it" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fabio Fazio e Beppe Grillo. Come testimoniano i dati del Monitor, condotto alla fine dello scorso anno e illustrato da Cosimo Finzi di Astra Ricerche, gli eventi in Italia stanno diventando un mezzo di comunicazione sempre più diffuso e utilizzato. Nel 2007 il ritmo di crescita degli investimenti in eventi è stato del 9,

Viaggi gratis, Pecoraro si difende: "Contro di noi una bomba atomica" ( da "Corriere.it" del 07-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ne pensa del movimento di Beppe Grillo? "Condivido molte sue battaglie, come quella sul Cip6. Grillo è stato il primo a far vedere una macchina a idrogeno. Credo che svolga un ruolo importante nel far capire agli italiani che un'economia ecologista è possibile. Anche perché noi stiamo vivendo una campagna elettorale nel quale è assente il tema dei cambiamenti climatici mondiali"


Articoli

Domani fra poesia a musica Stefano Benni a Merano con Damiani e Trovesi (sezione: Grillo)

( da "Trentino" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

ROBERTO RINALDI MERANO. Stefano Benni, Paolo Damiani e Gianluigi Trovesi, sono i protagonisti di "Rap, Blues e altri Pianeti Strani", lo spettacolo in scena domani alle 21 al Teatro Puccini di Merano, ad ingresso libero. Un'iniziativa di "Teatrolibro" curata dalla Biblioteca Civica che ha invitato Stefano Benni, conosciuto come giornalista, scrittore e poeta, autore di romanzi e antologie di successo, tra i quali Bar Sport, La compagnia dei celestini, Comici spaventati guerrieri. Originario di Bologna, lo scrittore è famoso per avere collaborato con le riviste satiriche Cuore, Tango, oltre aver pubblicato sul settimanale L'Espresso, i quotidiani, la Repubblica e il manifesto, distinguendosi per il suo originale stile letterario che coniuga uno spiccato senso dell'umorismo, raffinata ironia, fantasia illimitata. Benni non è nuovo alla contaminazione tra poesia e musica. Nel 1989 ha diretto il film "Musica per vecchi animali", tratto dal suo romanzo ed è stato sceneggiatore del film "Topo Galileo", interpretato da Beppe Grillo, Francesco Guccini e musicato da Fabrizio De André. I suoi romanzi contengono, tramite la costruzione di mondi e situazioni immaginarie, spunti satirici della società italiana. Il suo stile di scrittura utilizza giochi di parole, neologismi e parodie d'altri stili letterari. A teatro, Benni leggerà una scelta dei suoi testi, accompagnato da una trama sonora composta ed eseguita da Paolo Damiani al violoncello e da Gianluigi Trovesi al clarinetto. Un incontro d'improvvisazioni su ritmi e poesie diverse: dagli Slow degli Amori Impossibili al rap di Cappuccetto nero, dai due Blues per Billie Holiday al rock di Mamma Mettimi Giù e al tango, fino ai bar più strani del mondo. Un omaggio che comprende John Belushi, Fabrizio De André, Jeff Buckley e altri, secondo l'improvvisazione cui Benni ci ha abituato, ogni sera lo spettacolo è diverso. Paolo Damiani è anche docente di musica jazz al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, mentre Luigi Trovesi è un jazzista affermato e versatile. La sua passione principale è il jazz che mescola con tutte le suggestioni della musica folkloristica e popolare italiana. Stefano Benni insieme al jazzista Umberto Petrin è l'autore di Misterioso. Viaggio nel silenzio di Thelonious Monk.

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Gli inceneritori emettono diossina (sezione: Grillo)

( da "Arena, L'" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

RIFIUTI. Amici di Beppe Grillo e Ca' del Bue "Gli inceneritori emettono diossina" "Gli inceneritori producono diossine che aumentano il rischio di tumori nella popolazione". Questa è la conclusione di uno studio regionale, iniziato nel 2003 e durato quasi tre anni, condotto da un pool di esperti, tra cui il professor Paolo Ricci, responsabile Unità Epidemiologia dell'Asl di Mantova e docente di Sanità Pubblica all'università Ca' Foscari di Venezia che ha presentato i risultati dello studio in un recente incontro pubblico organizzato dagli Amici di Beppe Grillo di Verona. Uno studio in collaborazione con l'assessorato alla Sanità della Regione Veneto: l'allora assessore era l'attuale sindaco di Verona Flavio Tosi. Dai risultati dello studio condotto nella zona di Venezia dove sono attivi inceneritori e presentati nella primavera del 2006, emerge che "il rischio di ammalarsi di sarcoma", spiega il professor Ricci, "è risultato maggiore di 3 volte (300% in più) nei soggetti più esposti alle diossine emesse dagli inceneritori". "Come può il sindaco Tosi autorizzare il ripristino dell'inceneritore di Ca' del Bue pur essendo al corrente degli effetti che comporterebbe?", domanda Alessandro Natali, presidente Amici Beppe Grillo di Verona.A.P.

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Attenti: i supermarket dell'usura vi danno un frigo e vi portan via la casa. Chiunque sia eletto resterà poco: è in arrivo l'onda dei subprime (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Nazionale pag. 2 "Attenti: i supermarket dell'usura vi danno un frigo e vi portan via la casa. Chiunque sia eletto resterà poco: è in arrivo l'onda dei subprime" Beppe Grillo ex comico, ora blogger e "quasi" politico "Attenti: i supermarket dell'usura vi danno un frigo e vi portan via la casa. Chiunque sia eletto resterà poco: è in arrivo l'onda dei subprime".

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Pd, la strategia per la caccia agli indecisi - giovanna casadio (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pd, la strategia per la caccia agli indecisi Arriva il porta e porta e una campagna sul leader."Da ora si picchia duro" Il rammarico del Loft: "Peccato non avere il duello tv, poteva spostare milioni di voti" GIOVANNA CASADIO ROMA - Moretti va a votare, Grillo "no, vado a pescare". Se Nanni il "radicale" invita a non astenersi ("è sbagliato"), Beppe, il guru del "vaffa", non fa distinzione: "Sono salme. Astenendosi si lascia il campo a Berlusconi? Tanto chi andrà su non durerà più di un anno, un anno e mezzo con l'esercito. Sembrano Gloria Swanson aggrappata alla tenda in "Viale del tramonto"". Citazione cinematografica di Beppe Grillo in omaggio a Veltroni. A sei giorni dal voto, la partita si gioca sul "voto di chi non vota", di quegli indecisi che sono tre su dieci e che, secondo analisti e sondaggisti, si aggirano nella metà campo del centrosinistra. Non solo, ma soprattutto. Lo sa bene il segretario del Pd, Walter Veltroni che dal pullman ieri, come sempre, ha fatto il punto al telefono con i "suoi" proprio sull'operazione anti-astensione. Mancano 144 ore alle elezioni, ogni minuto è prezioso, la strategia deve essere mirata, capillare, anche aggressiva, però "noi non punteremo a Arcore". Spiega Ermete Realacci: fuor di metafora, significa che "Walter non scende sul terreno degli insulti, della campagna elettorale che si ripete identica a se stessa da quindici anni, Berlusconi è disposto a fare a pezzi il paese come nella storia delle madri e di Salomone, non vuole riconoscere di avere fatto il suo tempo". Quindi, qual è la carta con la quale il Pd spera di convincere quelli che non votano perché "i politici fanno tutti schifo", perché "non dicono cose di sinistra", perché tanto le tasche restano vuote e i ragazzi senza lavoro? Ilvo Diamanti su Repubblica ha parlato delle tre categorie di indecisi con cui deve vedersela il Pd : i "vaffa"; i "tradizionalisti" fedeli alle tradizioni ex comunista e ex democristiana; i "radicali" che odiano il "ma anche" veltroniano. Dario Franceschini, il numero due del partito, è convinto che la strategia è complessiva e che bisogna puntare sulla ricetta-fiducia, "sull'affidabilità del leader". Qualche giorno fa, in un confronto tv con Gianfranco Fini, chiese a bruciapelo: "Ma tu, Fini, ti fidi di Berlusconi? Io è un anno che lavoro con Walter e mi fido di lui sia come politico che come uomo". Ricorda ora: "Fini era in evidente imbarazzo, gli ci è voluto una lunga argomentazione per parlare di fiducia nel Pdl". D'altra parte, solo un paio di mesi fa tra il leader di An e quello di Forza Italia volavano gli stracci. Perciò, le parole d'ordine del rush finale della campagna di Veltroni protesa alla conquista degli indecisi, saranno: "Fìdati" e "Cambiamo l'Italia". Peccato, si rammarica Realacci, che non ci sia il duello tv tra Berlusconi e Veltroni: "Difficile trovare una cosa paragonabile a dodici, tredici milioni di persone che guardano il faccia a faccia e poi ne discutono. Oltretutto, gli italiani avrebbero annusato che il Cavaliere ha paura, teme di perdere". La paura è un argomento su cui tutti i leader e candidati Pd impegnati nei tour elettorali insistono molto. "Walter indosserà i guantoni per picchiare duro ma sulle cose, sulle proposte, sulla novità", è la chiosa immancabile di ogni ragionamento al loft, la sede del Pd. Berlusconi alza i toni e riparla di comunismo, insulta "Walterino sette doppiezze" consigliandogli di andarsene in Africa e Veltroni replica: "Rispetterò anche chi non mi voterà". Strategia mirata, con stoccate circoscritte. Sulla modernità delle proposte e l'età anagrafica: "Avrò l'età del mio avversario nel 2026, lui è stanco". Sulle promesse che saranno mantenute: "Noi siamo una casa vera, il Pdl è la casa finta di un film". Sono gli esempi citati da Realacci: "Berlusconi si incazza ancora di più se non scendiamo sul suo terreno". Pure Rosy Bindi, fan della schiettezza e del confronto a muso duro, è d'accordo: "Penso che gli scontenti dell'Ulivo, il Pd li stia recuperando, li abbia rimotivati. è l'affidabilità della politica la vera posta in gioco. Dobbiamo convincere gli incerti, gli scettici che si possono fidare di noi". Domenica scorsa con Goffredo Bettini, Walter Verini, Realacci e Roberto Roscani, il segretario Pd ha elaborato inoltre la strategia di aggredire il "corpaccione" elettorale, ovvero gli scontenti dei ceti più popolari, lanciando alcune misure sociali come il bonus-spesa, l'assicurazione per le casalinghe. Oggi, i democratici hanno in programma una giornata tematica sull'ambiente. Veltroni lancerà il piano per la tutela dell'ambiente da Taranto e ottanta iniziative sono previste in tutta Italia. I toni saliranno nelle prossime ore, ma il Pd conta di aggiudicarsi la posta del "voto di chi non vota" denunciando "il vecchiume" del Pdl e però non solleticando l'antiberlusconismo viscerale. L'altra calamita anti-astensionismo è rappresentata dal porta a porta, "dalla rete dei militanti", afferma Franceschini. E su questo, Veltroni ha richiamato tutti i candidati a passare al tappeto i loro collegi. Paola Concia, la leader lesbo-gay ad esempio, è andata a un confronto in parrocchia. Cattolici mobilitati. Beppe Fioroni, leader degli ex Ppi, sostiene che "la partita tra il Pd e gli indecisi si gioca, se in questa settimana triplichiamo il voto dei cattolici". Paola Binetti e Rosy Bindi si sono sfidate a Pistoia sulla laicità in un dibattito nella "casa" del vescovo, cioè il seminario vescovile raccogliendo cattolici delle associazioni, parrocchiani, un gruppetto di preti. Emanuela Baio oggi a Milano con Giovanni Bianchi parlerà dei cattolici nel Pd, come ci stanno, perché non saranno messi a tacere. "La gente però ci chiede quali saranno le politiche a favore della famiglia, non solo di parlare di valori", commenta Baio. Ci sono inoltre le strategie mirate, regione per regione. D'Alema nella Napoli dei rifiuti ha una bella sfida davanti.

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Ultime cartucce in rete o per posta (sezione: Grillo)

( da "Nuova Ferrara, La" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Volata finale: il Pd si affida a Finocchiaro-Franceschini e aspetta Carrara, gli altri devono inventarsi qualcosa Ultime "cartucce" in rete o per posta Testi manovra la webcam, Durante imbuca 10mila volantini Proliferano i blog ma non è facile attirare "navigatori" Ultimi sei giorni di campagna elettorale senza botti annunciati, se è vero che l'unico big annunciato in città è Anna Finocchiaro, capolista Pd al Senato, che mercoledì reggerà il clou in piazza assieme a Dario Franceschini. I candidati, parecchio mortificati da una legge che di fatto li azzera, stanno comunque sparando le ultime cartucce, di carta o bit, provando ad inventarsi qualcosa. Hanno aperto un blog i democratici Maria Teresa Bertuzzi e Alessandro Bratti, quest'ultimo è il più strutturato e segnala ad esempio che oggi è la "Giornata del sole", studiata per mettere al centro della campagna elettorale i temi dell'energia rinnovabile. Non è però facile "sfondare" senza una web community, come dimostrano gli scarsissimi commenti ai post di Bratti. Sono già messi meglio i candidati Per il bene comune, la lista di Nando Rossi e Stefano Montanari, che può contare sull'appoggio di molti Meet up locali di Beppe Grillo. "Ieri a Nonantola ci hanno aiutato con webcam e risposte in diretta a chi ci mandava domande in chat" dice Fabio Testi, che vuole usare il computer anche durante il comizio di chiusura, venerdì in città. Intanto manda mail nelle quali attacca la Provincia che ha firmato un accordo con il Comitato "Parchi per Kyoto" per la riforestazione di 30 ettari "dimenticando di aver autorizzato lo sversamento in atmosfera di oltre 3mila tonnellate di Co2" con turbogas e inceneritore. Non li aiuta l'atteggiamento di Beppe Grillo, che anche ieri ha invitato sul suo blog al non voto, mentre appoggia liste locali di grillini: in una di queste, nel Modenese, c'è lo stesso Montanari. Anche chi ha poche, se non nulle, speranze, comincia a muoversi. E' il caso di Enzo Durante, numero due al Senato per il Partito socialista, che due giorni fa ha ritirato 10mila volantini con "santino" e programma elettorale, da inviare con la tradizionale posta a una sua mailing list. E c'è chi dice che il Pd voglia giocarsi una "carta" in extremis: è Diego Carrara, assessore provinciale, partito con la Sinistra democratica ma sempre più vicino ai veltroniani. L'altra sera è stato avvistato alla cena elettorale di Bersani, a Portomaggiore: l'obolo l'ha versato. (s.c.).

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La spedizione umbra partecipante a Vinitaly è tornata silenziosamente alla base, rif (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Lettendo su quanto erano grandi gli stand delle altre regioni. ***** Un'interessante consulenza della Regione: 13.019,46 euro a Barbara Toccaceli per "Predisposizione e funzionalità struttura di appoggio attività del volontariato", ma soprattutto per "attività relative alla manifestazione "Dieci anni dal sisma. Oltre la calamità. Sviluppo e innovazione"". Ora le celebrazioni sono finite? ***** Il Comitato per il referendum, cui non sono stati forniti neppure i moduli, sta programmando un comizio anti-Tippolotti di Beppe Grillo davanti alla sede della Regione.

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Scipione e Albano, due piani per Formia (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Verso il voto I programmi dei candidati dei Comunisti e degli amici di Grillo Scipione e Albano, due piani per Formia FORMIA In quest'ultima settimana prima del voto politico ed amministrativo, Il Tempo ripresenta i sei candidati a sindaco di Formia, con le liste che li sostengono ed una sintesi del loro programma. Iniziamo con Luigi Scipione, giovane avvocato e segretario cittadino della sezione del Pdci, che si presenta supportato dalla lista dei Comunisti Italiani. "La trasparenza degli atti amministrativi ed il confronto con i cittadini, in special modo sulle scelte strategiche, debbono rappresentare, per Scipione, il nuovo modo di governare la città". Al primo posto delle cose da fare, c'è il piano regolatore generale, poiché, razionalizzando urbanisticamente il territorio, è l'unico strumento in grado di distribuire equamente le risorse ed i servizi a tutta la popolazione. C'è bisogno di un piano razionale che integri l'edilizia popolare con l'edilizia privata, con i quartieri, i servizi, con la vita sociale e pubblica della città. Negli ultimi vent'anni la popolazione di Formia è cresciuta oltre il prevedibile, il sistema viario, invece, è rimasto praticamente invariato ed è oggi inadeguato. Il problema occupazionale deve essere centrale, con l'istituzione di consulte comunali e zonali, impegnando i sindacati e il mondo imprenditoriale. Per quanto riguarda, infine, i servizi e le società partecipate, Scipione è contrario ad ogni privatizzazione ed anche la creazione della Global Service, è un grave errore. Adriano Albano, imprenditore del settore autoscuole è invece il candidato sindaco della lista civica "Cittadini di Formia" amici di Beppe Grillo. "Il nostro vero obiettivo, esordisce Albano, è quello di aumentre il numero delle adesioni alla nostra associazione, crearci uno spazio nella comunità formiana ed iniziare un'azione sul territorio ben più decisa e qualificata. C'è infatti da considerare che la nostra lista è l'unica vera realtà che si differenzia da tutte le altre, sia per quanto riguarda le persone, che per quanto concerne il programma che ha delle premesse innovative sul piano politico ed istituzionale: tutto dipende dai cittadini o meglio, dalla reale ed effettiva voglia dei cittadini di cambiare". Noi, aggiunge Albano, non siamo condizionati da lobbies, gruppi finanziari e segreterie di partito, nè mercanteggiamo posti di lavoro e licenze varie.

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Aeroporto e Malagrotta, emergenza inquinamento (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Fiumicino, l'attacco della lista "Uniti per il decentramento" "Aeroporto e Malagrotta, emergenza inquinamento" "L'aeroporto e la discarica. Qualità dell'aria e ciclo dei rifiuti". Questo il titolo della conferenza organizzata dalla lista civica "Uniti per il decentramento... con Beppe Grillo" che si è tenuta ieri mattina a Fregene. Un incontro per parlare di come lo scalo e il gassificatore possano essere causa di inquinamento per la città di Fiumicino. "Siamo interessati alla nostra salute. è giusto denunciare questa situazione ambientale critica e spesso sconosciuta, presentando proposte concrete e suggerendo regole corrette di comportamento che possano contribuire alla riduzione drastica dell'impatto e dei costi ambientali", ha commentato Massimo Piras, coordinatore della lista civica. Presenti anche i cittadini di Malagrotta: "La discarica nuoce alla salute di coloro che vivono nel quadrante, così come a quella degli abitanti di Fiumicino. Esistono nuovi modi per smaltire i rifiuti e vanno utilizzati". è infine intervenuto via telefono Beppe Grillo che ha voluto spostare l'attenzione su come le prossime elezioni debbano essere "un momento di democrazia". Giu. Bia.

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Grillo: <La Lega era straordinaria Voleva pulire ma si è sporcata> (sezione: Grillo)

( da "Corriere del Veneto" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-06 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Grillo: "La Lega era straordinaria Voleva pulire ma si è sporcata" Le liste dei grillini? Ribalteranno la politica tradizionale TREVISO - "Le nostre liste puntano a rovesciare il sistema politico tradizionale, sono il primo passo di un reset generale. Non ci sono più i politicanti scelti dai partiti, ma cittadini informati che vogliono riappropriarsi della loro casa, il Comune, teatro della vera politica infamante di questi tempi: quella della svendita del territorio, del-l'aria, dell'acqua, dei diritti, in gran segreto". Beppe Grillo oggi sarà a Treviso, alle 15 in piazzale Burchiellati, per tirare la volata all'aspirante sindaco David Borrelli. Ieri sera ha fatto altrettanto a Vicenza, dove i Grilli lanciano Davide Marchiani. "Ragazzi che si candidano a diventare nostri dipendenti, a rendere trasparenti in Rete le informazioni che finora ci sono state tenute nascoste ". Futuro: è questa la parola chiave dell'intervista che Grillo ha accettato di rilasciare al Corriere del Veneto: "Il futuro della conoscenza, dei bit e della felicità contro il futuro del Pil, dei watt, dei galloni da pompare che ci viene propugnato da pensatori fossili in bianco e nero". Qualcuno dubita che le liste nate dal V-day possano aspirare a risultati eclatanti. "Il nostro progetto è nato 3 anni fa e ci vorrà almeno altrettanto perché maturi. Siamo alla prova generale ma, al di là delle percentuali, è fondamentale aver cominciato. E alle prossime elezioni ci saremo, di nuovo, più esperti". Questa è terra di Lega Nord, che nacque movimento di lotta ed ora è partito di governo. "La Lega degli albori era straordinaria: la ribellione, il federalismo, l'indipendenza, la fuga dal Berlusconi mafioso. Era un inno alla rabbia, un po' com'è stato il V-day. Ma poi hanno accettato la politica del compromesso, hanno raggiunto risultati catastrofici e hanno finito per sporcarsi con quello che volevano pulire". Oggi sarà nella roccaforte di Gentilini: cosa pensa di Treviso? "Tutto sommato, Treviso è una città bella e bene organizzata " . Il Partito democratico e il Popolo della Libertà sono la novità della tornata elettorale? "E' un incantesimo, una presa in giro: non scegli il candidato perché la lista è bloccata, non scegli un partito perché sono fusi e neppure i programmi perché sono uguali. L'obiettivo è lo stesso: far ripartire la crescita. Con le autostrade, il cemento, le coop rosse. Ma il Pil va su pure con i terremoti, perché dopo c'è la ricostruzione. Anche con i tumori, lavorano medici, ditte farmaceutiche, marmisti: c'è un Pil pazzesco, se domani finissero i tumori sarebbe la recessione (ride amaro, ndr.). E lo chiamano benessere". Che ne pensa del Corridoio 5, del Passante di Mestre, dell'insistente richiesta degli industriali di nuove infrastrutture? "Il futuro degli industriali risale agli anni '60: la crescita fa rima con più merci, più camion, più strade. Le previsioni d'uso fatte per il Corridoio 5 sono cadute miseramente già nel 2000, perché lo scambio delle merci sta precipitando. Il 50 per cento dei treni e dei camion circolanti è vuoto: il valore aggiunto del container non sta in quello che c'è dentro ma nello spostarlo. Cementiamo un metro quadro al secondo, siamo i primi al mondo per densità di automobili, ormai non ci stanno più. E loro vogliono più strade? Più camion? Più automobili? ". Esiste una soluzione sostenibile? "Far circolare le idee, le tecnologie, dematerializzare i beni. Noi parliamo di autostrade informatiche, di telelavoro, di software che organizzano la mobilità, come quello sul car pooling della Westfalia che, costato 15 euro ogni 1000 abitanti, ha ridotto di tre quinti il traffico dell'area". Il Veneto ha sbarrato la strada ai rifiuti campani. "Napoli è il museo della modernità. La priorità è ridurre la spazzatura, puntando, per esempio, sul latte e i detersivi alla spina o i pannolini lavabili. Poi c'è la raccolta differenziata spinta, con l'isola ecologica a monte. L'idea d'incenerire i rifiuti sa di medioevo, senza contare che se un imprenditore dovesse costruire un inceneritore con i suoi soldi, non lo farebbe mai. Lo fa con i soldi della banche, garantiti dalle bollette che poi pagheranno i cittadini". E sul fronte energetico che ne pensa dei rigassificatori? "Non ci si può lanciare all'infinita ricerca di nuova energia: l'obiettivo dev'essere l'efficienza. Che me ne faccio di un rigassificatore se poi il 50 per cento dell'energia che produce viene dispersa? Invece di pensare a come ricavare 500 megawatt, perché non ci chiediamo come risparmiarli? Con utenze domestiche informatizzate, per esempio, o creando dei microgeneratori di condominio. Dobbiamo mettere i watt in cassa integrazione, altro che le persone". Marco Bonet \\ Tutto sommato, Treviso è una città bella e bene organizzata \\ Pd e Pdl sono una presa in giro: non scegli il partito perchè sono fusi, i programmi sono uguali Predicatore Beppe Grillo durante un suo spettacolo in Veneto: in questi giorni è a Treviso e Vicenza per le elezioni amministrative.

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Grillo: trevigiani siete infelici, votateci (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Tutto esaurito per il monologo del mattatore genovese, che presentava il candidato sindaco David Borrelli. "La Lega era rivoluzionaria, ora è disfatta" Grillo: trevigiani siete infelici, votateci "Avete lavorato troppo, che pacchia per i vecchi governi". L'ovazione dei 7 mila "Basta uno dei nostri in consiglio e inizierà la rivoluzione" Beppe Grillo è riuscito a fare il tutto esaurito anche in una delle più grandi piazze della città, di domenica, e subito dopo pranzo. Certo, non si pagava il biglietto, ma si era costretti a fare i conti con la solita acidissima performance del mattatore genovese, che per lanciare la volata ai suoi grillini non ha lesinato una dura lavata di capo ai trevigiani. "Con voi - ha urlato dal palco - i vecchi governi hanno avuto vita facile. Siete stati così impegnati a farvi il culo lavorando che avete perso la felicità". La soluzione? Avere il coraggio di cambiare, "scegliere il meglio, i grillini; basta spedirne uno in consiglio comunale e comincierà la rivoluzione". In piazzale Burchiellati ieri pomeriggio c'erano quasi settemila persone. Tutto esaurito il parterre, dove la gente aveva cominciato a stringersi fin dalle due del pomeriggio, ma esauriti anche i posti sui terrazzini e sui davanzali che affacciavano sul piazzale. Ad inizio spettacolo c'era perfino gente arrampicata sulle mura, cento metri più in là dal palco. Un pubblico misto fatto di ragazzi, famiglie con bambini, anziani, senza bandiere e tutt'orecchi. David Borrelli & Co., ovvero tutto lo staff di grillini che domenica prossima tenterà la scalata a Ca'Sugana, non potevano avere battesimo migliore. Beppe Grillo li ha annunciati come "il cambiamento". "Qui a Treviso potete scegliere persone come loro - ha detto dal palco - gente dinamica, competente, ragazzi che vogliono e possono cambiare le cose. E' tempo di finirla di scegliere il meno peggio. E' giunta l'ora di smettere di affidare il futuro della città a chi ragiona come un settantenne". Ogni riferimento trevigiano, Gentilini in primis, sembra puramente casuale. "Non lo nomino apposta - ammette Grillo - è solo un sanguigno folklorista". E durante l'intervento non va oltre poche parole su tutta l'attualità del capoluogo. Oltre alla bacchettata sull'infelicità dei trevigiani, Grillo lancia un affondo contro la Lega, "interessante, genuina e rivoluzionaria all'inizio, ma ormai in piena disfatta", ad una considerazione volante su Ca'Sugana, "dovrebbe essere più trasparente"; e poi alza il tiro. Ai piedi del palco qualcuno dice sia una scelta indotta dai suoi grillini, ma non c'è conferma. Ed ecco mitragliate contro "lo psioconano testa d'asfalto, che quando fa i comizi usa le sagome per far vedere che c'è gente ad ascoltarlo", Giuliano Ferrara, "mi stupisco di chi ha lanciato i pomodori... come ha fatto a non centrarlo?", e poi lobby finanziarie, legge elettorale, Malpensa, Tav, Milano Expo 2015 ma soprattutto infrastrutture e sostenibilità del lavoro, dell'energia, della vita in genere. I temi cari a Grillo, che lasciando il palco al suo candidato David Borrelli aperto la discussione su inceneritori ("questa è la nuova tecnologia che possono proporre dei settantenni"), raccolta differenziata dei rifiuti, risparmio energetico e perfino parcheggio di Piazza Vittoria. Applauditissimo l'intervento di Giuseppe Lentini, uno dei rappresentanti del comitato dei residenti contrario alla realizzazione dell'opera. "La rivoluzione deve partire dal basso", ha ribadito davanti alla folla di piazzale Burchiellati. Eppure, nonostante il bagno di folla e le ovazioni, Grillo non sembra nutrire molte speranze sul successo della missione a Treviso. "Non credo che riusciremo a ottenere grandi consensi - ha ammesso - c'è troppa paura di cambiare. Se riusciremo a portare a palazzo dei Trecento un solo uomo sarà la vittoria più grande". Scaramanzia? Borrelli arrossisce e Grillo non specifica. Prima di lasciare il piazzale, una piccola rassicurazione all'indirizzo di Mirella Tuzzato, leader di Viva TrevisoViva, altra lista civica che corre per le amministrative di Treviso ed attende il bollino blu che Grillo assegna alle liste senza pregiudicati, ma che non è ancora arrivato: "Se tutti i documenti inviati certificano che non vi sono persone con precedenti penali, avrà il bollino blu". Federico de Wolanski).

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A Vicenza e Treviso per i <suoi> sindaci (sezione: Grillo)

( da "Corriere del Veneto" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-06 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Tour in Veneto A Vicenza e Treviso per i "suoi" sindaci Beppe Grillo questo pomeriggio sarà a Treviso (ore 15, in piazzale Burchiellati) per sostenere la corsa a sindaco di David Borrelli, neofita della politica e candidato della lista dei Grilli Treviso. La stessa cosa Grillo ha fatto ieri sera a Vicenza, l'altro capoluogo veneto dove si voterà per il sindaco: nella città berica, i grillini candidano Davide Marchiani.

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Tramonta l'era di Super G (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

A Treviso il Pd ci prova, ma è condannato al minoritarismo. E la Lega si scopre "leninista" Tramonta l'era di "Super G" Le regole dell'apparentamento con Berlusconi valgono anche per Giancarlo Gentilini, l'icona dei sindaci con la stelletta: non è stato ricandidato dal "padrùn" Umberto Bossi. Ma lui tenta ugualmente la sfida con una lista civica. E il centrosinistra? Parte sconfitto. La rincorsa al moderatismo serve, tuttalpiù, a non arrivare umiliato Ernesto Milanesi Treviso Colpo Gobbo della Lega. Tutti si aspettavano il ritorno di Giancarlo Gentilini, due mandati da sindaco e l'ultima parentesi da "secondo primo cittadino". Invece, anche per lo "sceriffo" di Treviso vale la dura legge di Umberto Bossi. Alle comunali di Treviso si procede con lo stesso schema delle politiche: il simbolo del Carroccio apparentato al Popolo delle libertà, e conferma dell'attuale sindaco Giampaolo Gobbo. Addio al monocolore leghista a Ca' Sugana: la prossima sarà una giunta di coalizione. Normalizzazione dello "zoccolo duro" padano. E Super G destinato alla soffitta: otterrà un altro plebiscito con la sua lista "Gentilini per Treviso", forse, avrà ancora un incarico di rappresentanza; tuttavia, l'originalità di Marca leghista scolora nel nuovo scenario politico. Treviso era la riserva incontaminata del Carroccio in versione paesana. Resterà il paradiso del centro-destra orfano dell'Udc. Impossibile anche per Walter Veltroni scalfirne il monopolio elettorale: nel giorno delle mimose ha evitato il comizio in piazza dei Signori e ha galvanizzato i militanti nel chiuso del teatro Eden. Qui è stato letteralmente impossibile candidare un "democratico" nella sfida alla Lega. Anzi, il Pd ha dovuto ingoiare il rospo del sostegno a Franco Rosi, assicuratore dal passato socialista, alla testa di "Città mia". Tutto (o quasi) già deciso: i numeri non danno scampo, dal 1994. L'unica incertezza riguarda i tempi. Basterà l'Election Day a festeggiare due volte? Ma le (poche) speranze di ballottaggio sono appese al filo dell'implosione del voto leghista. Nel caso, sono spalancate le porte di Progetto Nord Est (Pne), eredità politica di Giorgio Panto (il "Berlusconi veneto" schiantatosi con l'elicottero dopo aver sfiorato un seggio al Senato nel 2006). Pne ha già reclutato Giorgio Bettio, il consigliere che in aula aveva inneggiato al nazismo, e Bertilla Faggian leghista della prima ora. In attesa del verdetto, si scommette. L'icona Gentilini (sacrificata sull'altare dell'opzione Bossi) quanto vale ancora in termini di preferenze? E l'intero centro sinistra nella Marca "peserà" più o meno di un terzo degli elettori? Conferma Alessandro Zago, cronista politico del quotidiano La tribuna di Treviso: "Da buoni progressisti tafazziani qui sembrano più preoccupati dalle logiche di potere nel Pd che non dalla ricerca di un candidato in grado di arrivare al secondo turno. Servirebbe un atto di modestia per dare speranza alla galassia alternativa a Gobbo. Altrimenti, il centro destra trionferà nella versione che chiude i conti con i leghisti duri e puri, com'è già accaduto in provincia. Sulla carta, il ballottaggio non è impossibile: significherebbe almeno perdere bene. Ma occorreva saper coagulare con nettezza sinistra e Pd, civiche e moderati intorno alla candidatura di Rosi". Il puzzle di destra. E di sinistra A Treviso, un bel Vaffa alla Lega (e alla titubanza del centro-sinistra) era in programma ieri pomeriggio in piazzale Burchiellati. Con Beppe Grillo che sponsorizza la lista dei "Grillitreviso", candida a sindaco David Borelli e ha già rifiutato l'ambientalismo di Veltroni: "Per lui, tutto si risolve con gli inceneritori. E' la stessa identica soluzione di Forza Italia e della Lega...". A minare il centro destra ci sono anche l'Udc che segue Casini e il drappello degli ex Dc delusi da Berlusconi. Dietro le quinte c'è l'incognita di Paolo Camolei, ex presidente dell'aeroporto: la sua Associazione per Treviso potenzialmente calamita altri delusi dalla Lega. Insomma, la corazzata Lega più Pdl potrebbe fare acqua. Per questo il centrosinistra rincorre la moderazione, pur di arrivare al secondo turno. Un'esile ambizione per chi parte sconfitto e non vuol arrivare umiliato. Ma il puzzle di Treviso è sintomatico del minoritarismo e della subalternità che hanno contagiato il Pd, partorito in fretta e già faziosamente dilaniato. Sulla scheda elettorale, conterà il duello a distanza fra Gobbo e Gentilini. Poi si regoleranno i conti. Con l'ex Ds Giampaolo Sbarra della civica "Un'altra Treviso". Dentro la Sinistra Arcobaleno che non si esaurisce nel consigliere regionale PdCI Atalmi. O con la rossa (di capelli) Mirella Tuzzato, commerciante del centro storico che propone "Viva Treviso viva". Il Pd è invece lacerato fra Ds e Margherita, perfino fra il listone Veltroni e i fedeli di Rosi Bindi. Al vertice è stato confermato Enrico Quarello, ma con 64 schede bianche su 174 votanti. Si gioca tutto nelle urne l'uomo che viene dalle coop rosse, amico di Bersani, sostenuto dalla "sinistra per Veltroni". La città, arroccata fra le anse del Sile, alterna le ombre di Prosecco in piazza alla passione per il rugby. Al massimo, si può entusiasmare per qualche piccante rivelazione. Come l'agendina persa in tribunale da una misteriosa avvocata, che annotava scrupolosamente le prestazioni degli amanti. Treviso è strapaese. Più ricco di Suv, meno diverso dalla sua provincia. Soldi esibiti, la moda del golf e un embrione di Università non bastano a dimenticare la condanna a essere periferia del Veneto. In municipio, come sotto il campanile, si pretende l'amministrazione del buon senso comune. Gentilini era perfetto, ma andava bene anche Gobbo: tanto contava sul serio "il sindaco della Lega". Ma Treviso girerà pagina. Del resto, il sindaco si sceglie a Milano. La Lega federalista, autonomista, indipendente si dimostra l'ultimo partito "leninista". Bossi decide e gli altri obbediscono. Tanto che il senatore Piergiorgio Stiffoni scandiva: "Se qualcuno vuole contestare la linea di Bossi forse non ha capito. Se qualcuno non se la sente, nessuno lo obbliga a candidarsi. O ricandidarsi...". Fine del dissenso che puntava alla rielezione plebiscitaria di Super G. Rivolta senza speranza per Piergiorgio Fanton, Andrea Zanchetta, Enrico Chinellato, Sandro Zampese e Antonio Gentilini (figlio e detentore del marchio "Forza Marca"). La parabola del sindaco-sceriffo Dopo 14 anni dunque Gentilini non sarà più il padre-padrone né il sindaco-sceriffo. Mieterà consensi inutili, perché in comune bisognerà far accomodare gli uomini di Berlusconi e Fini. Fine dell'anomalia politica. Comincia l'epoca della coabitazione. L'era Gentilini tramonta. L'alpino classe 1929 sempre pronto a brindare (si è inventato l'Ombralonga, maratona da osterie); il pensionato che da capo dell'ufficio legale di CassaMarca archiviava conoscenze, legami, informazioni; la maschera del potere primitivo che rinnova il senso di identità. Questo è stato Gentilini per Treviso, orfana della Dc e spettatrice della Dinasty formato Benetton. Ha incarnato il Veneto localista. Per tre lustri ha presidiato la trincea di un Nordest che si sente minacciato da Roma quanto da Milano, che non si fida dell'Europa senza frontiere, che ha paura di tutto e di tutti e spesso considera l'italiano come lingua straniera. Gentilini si è speso l'anima. Lo testimonia l'antologia dei suoi editti. Niente gonfalone del Comune al 60° anniversario del rastrellamento fascista del Cansiglio. Panchine divelte per far capire agli stranieri qual è il decoro della città. Provvedimenti contro lavavetri, mendicanti, zingari, writers. Fa disegnare il teschio sull'asfalto degli incroci pericolosi. Chiude il teatro comunale perché "improduttivo". Firma l'ordinanza che vieta il transito di cani nelle vie del centro storico. Paternalisticamente decisionista, spudoratamente provocatore. Gli immigrati? "Travestiamoli da leprotti, così i nostri cacciatori potranno esercitarsi...". La droga? "Se vedo uno spacciatore fuori dalla scuola, io lo ammazzo". La sicurezza? "Bastano i miei berretti verdi, che dipendano da me senza interferenze di prefetto o questore". Infine, nell'agosto scorso dà disposizioni al comandante dei vigili "affinché faccia pulizia etnica dei culattoni". Si commenta da sé. Eppure Treviso ha abbozzato. Solo di recente gli scrittori veneti, con Marco Paolini, hanno manifestato: reading con megafono nella gremitissima piazza dei Signori. Poi il 21 febbraio l'appello-manifesto con le firme di 211 personalità di spicco (su tutte il poeta Andrea Zanzotto): "L'immagine di Treviso è profondamente cambiata negli ultimi anni: la città ospitale è gentile del passato sembra, da tempo, solo un ricordo". La rivendicazione di Treviso città aperta ha scosso, le adesioni ora sono 3800. Nelle urne, però, conteranno solo i voti. Poi si gira pagina. Perfino se Gentilini vincesse il suo personalissimo referendum, Treviso non sarà più la stessa. Il test padovano Un test destinato a chiarire gli ultimi dubbi sulla strategia politica: otto comuni diventano il miglior termometro per capire quanto "sfondano" Pd e Pdl nell'elettorato padovano. In particolare, si aspettano i risultati dei tre municipi della cintura urbana: Albignasego, Saonara e Mestrino possono anticipare la tendenza in vista del 2009, quando il pentapartito democratico di Flavio Zanonato (con Rifondazione, senza più i Verdi) chiederà la conferma nell'amministrazione di Padova. Campagna elettorale difficile per gli aspiranti sindaci in concorrenza con il rinnovo del parlamento. E a livello locale è più facile che saltino le intese intorno all'asse Berlusconi-Fini. Forza Italia non è neppure riuscita a celebrare il suo congresso: partito commissariato. Alleanza nazionale perde i pezzi: Luca Claudio, sindaco di Montegrotto e icona della sicurezza di destra, si considera incompatibile con i berluscones. La Lega Nord gioca in difesa nelle sue roccaforti, mentre l'Udc (che ha il 10% su base provinciale) punta esplicitamente sul ruolo di ago della bilancia. Il Partito democratico arranca per altre ragioni. Non si è ancora assestata la struttura organizzativa: la vecchia Quercia fa pesare le radici molto più dell'esile Margherita. E il doppio debutto elettorale è un rischio tutt'altro che calcolato. Così si punta a sfruttare le divisioni del Pdl, come a Mestrino dove è stato paracadutato Simone Dalla Libera, consigliere comunale di Padova chiamato a raccogliere i vecchi Popolari. A chi sogna alternative resta la consolazione delle liste civiche o di qualche candidato doc. Intanto ad Albignasego prove generali per Intesa Veneta, raggruppamento che a Padova conta di catalizzare anche i delusi dall'Ulivo.

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L'INZIATIVA di venerdì 4 aprile, promossa dal Partito Umanista (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACA PISTOIA pag. 25 L'INZIATIVA di venerdì 4 aprile, promossa dal Partito Umanista L'INZIATIVA di venerdì 4 aprile, promossa dal Partito Umanista di Pistoia in sinergia con gli Amici di Beppe Grillo di Pistoia e il Centro studi e documentazione sull handicap di Pistoia, insieme ad altri cittadini che si sono uniti al tour di Pistoia. Un tour, che ha sortito lo scopo di scovare le numerose barriere architettoniche presenti in città, che ha potuto constatare la reale difficoltà che incontra un disabile muovendosi per le vie, negozi, uffici, cinema, e quant'altro in città. Ma non solo i disabili incontrano difficoltà, ma come abbiamo potuto constatare , anche mamme con passeggino, signore anziane, ecc? Durante l'itinerario abbiamo potuto constatare l'attenzione dei cittadini a queste problematiche, cosa che non può che farci piacere, ma questo da solo non può bastare, ci sono molte questioni da risolvere, come la viabilità ridotta, e con questo intendo dire: mancanza di punti adeguati per l'attraversamento, marciapiedi senza scivoli e anche dove ci sono con dislivelli troppo alti, strade sconnesse, che per una carrozzina o un passeggino rappresentano zone invalicabili.Uscendo dalla strade per entrare in negozi, abbiamo notato quasi ovunque l'impossibilità, per una carrozzina di entrare autonomamente, e anche all'interno degli stessi vari problemi, molto spesso dovuti alla burocrazia. Pecchioli Luca.

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Tra faide e divisioni Massa alle urne senza pronostico (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACHE pag. 16 Tra faide e divisioni Massa alle urne senza pronostico Niente primarie, e nella sinistra è esplosa la rivolta. Provincia: sul nome di Bondi il centrodestra cerca di ricucire di ANNA PUCCI ? MASSA ? GLI ELETTORI avranno bisogno della... bussola per orientarsi sulle schede per il rinnovo amministrativo del Comune di Massa e della Provincia di Massa-Carrara. Otto i candidati a sindaco, collegati a 13 liste per un totale di oltre 500 aspiranti consiglieri comunali (i seggi sono 40). Anche i candidati alla presidenza della Provincia sono 8, collegati a 11 liste: oltre 250 gli aspiranti consiglieri provinciali (24 i seggi). Centrodestra e centrosinistra sono frammentati, il che rende imponderabile l'esito. SI CANDIDA chiedendo il secondo mandato Fabrizio Neri, 55 anni, ex albergatore, ex Margherita oggi Pd, sindaco uscente di una coalizione di centro sinista (senza Prc) che si era sgretolata nel corso della legislatura, perdendo Pdci, Verdi e una parte dei Ds. Neri è il candidato ufficiale del Pd ed è sostenuto anche da Italia dei Valori, Partito Socialista e dalla lista Fare per Massa. Se la dovrà vedere, tra gli altri, con Roberto Pucci, 60 anni, ingegnere, sindaco 1994 al 2003 di due giunte di centrosinistra senza Prc, che oggi invece lo appoggia. In queste due giunte Neri fu vicesindaco con delega all'urbanistica, fino al 2000, quando venne escluso con un rimpasto. Pucci, ex Ds, è un fondatore del Pd ma presenta un programma alternativo a quello di Neri ed è entrato in collisione col partito, che lo ha minacciato di espulsione, perché la selezione delle candidature alle amministrative non è stata effettuata attraverso elezioni primarie che consentissero la formazione di una coalizione tipo Unione. Pucci è sostenuto dalla Sinistra Arcobaleno e da due liste indipendenti in cui figurano esponenti del Pd e dell'area socialista e laica, Pucci Sindaco e Impegno per Massa. Nel centrodestra il Pdl punta su Corrado Amorese, 54 anni, di An, imprenditore nel settore navale. Ma corre a sindaco per La Destra Stefano Benedetti, 51 anni, agente di commercio, fino a poche settimane fa consigliere comunale di An. La Lega Nord propone Andrea Barabotti, studente di 22 anni. Al centro c'è Marco Andreani, 54 anni, tecnico della prevenzione, assessore Ppi-Margherita per due legislature in Provincia e dal 2003 al 2007 nella giunta comunale Neri: è il candidato di "Massa al Centro", lista frutto di un patto tra Polo Civico di Centro, Udc e Rosa Bianca. Battitore libero è Michele d'Agostino, 30 anni, tecnico biomedico, in lizza per i "Grilli Massesi", lista civica certificata da Beppe Grillo. All'estrema sinistra Rinaldo Valenti, 27 anni, operaio metalmeccanico, con la Lista Comunista per il Blocco Popolare. PER LA PRESIDENZA della Provincia il Pdl ha messo in campo una "punta": Sandro Bondi, 49 anni, coordinatore nazionale di Forza Italia, ex giovane sindaco comunista di Fivizzano in Lunigiana. La Destra punta su Nicola Franzoni, 38 anni, imprenditore, mentre la Lega Nord candida Valter Bay, 64 anni, pensionato. Al centro, l'Udc candida Luigi Della Pina, 56 anni, imprenditore, sindaco Ppi di Massa nel '94. Frammentato il centrosinistra: candidato ufficiale del Pd è il presidente uscente Osvaldo Angeli, 64 anni, ex Ds, appoggiato anche da Ps e IdV. Ma c'è anche Narciso Buffoni, 55 anni, medico, ex Ds, fino al 2007 assessore nella giunta Angeli. Buffoni è stato coordinatore provinciale del Pd ed è entrato in collisione col partito, come Pucci, per il mancato svolgimento delle primarie e la conseguente mancata costruzione di un'ampia alleanza di centro sinistra: anche lui è stato minacciato di espulsione. E' SOSTENUTO da "Buffoni Presidente", lista con esponenti del Pd e del mondo laico e socialista, e dalla Sinistra Arcobaleno. La Lista Comunista candida Marco Lenzoni, 37 anni, infermiere, che l'anno scorso fu candidato sindaco a Carrara. C'è poi l'unica donna: Lucia Tonazzini, 39 anni, avvocato, sostenuta da "Cst Cooperazione Sviluppo Territorio per i Cittadini".

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Pisa: sulla roccaforte 'rossa' lo spettro del (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACHE pag. 17 Pisa: sulla roccaforte 'rossa' lo spettro del POLEMICHE NEL PD PER IL CANDIDATO 'PARACADUTATO' di GUGLIELMO VEZZOSI ? PISA ? SFIDA A OTTO per la poltrona di primo cittadino. Gli aspiranti sindaco sono sostenuti da 14 liste variamente apparentate, che schierano qualcosa come 504 concorrenti per 40 seggi in consiglio comunale. Ma la competizione amministrativa non è mai stata vissuta con così tanta apprensione come questa volta dal centrosinistra, in una città considerata roccaforte inespugnabile. Invece per il Pd il rischio di dover finire al ballottaggio non è trascurabile. Un obiettivo cui punta, per poi riaprire i giochi, il candidato del Pdl, Patrizia Paoletti Tangheroni, parlamentare uscente di Forza Italia (non riconfermata), alle spalle una famiglia molto conosciuta in città e una vita professionale spesa nel settore della cooperazione internazionale. Dalla sua ha l'appoggio di importanti settori del volontariato e di tre liste oltre al Pdl e cioè Lega Nord Toscana, Monarchici Uniti e lista civica Rinascita Pisana. IN EFFETTI sono più d'uno i motivi che inducono il Pd a temere di non arrivare al 51% dei voti al primo colpo. Il centrosinistra mette in pista Marco Filippeschi, un quarantenne con una formazione tutta all'interno dell'ex Pci e poi dei Ds, fino a diventare segretario provinciale e regionale, e parlamentare della Quercia. Ma la sua scelta, voluta dai vertici di partito, ha destato non poche polemiche perché imposta senza primarie di partito. Una mossa che ha tra l'altro liberato un posto da deputato, subito assegnato all'ex sindaco Paolo Fontanelli, piazzato in posizione blindata nella lista per la Camera. Poi la questione alleanze: il Pd è appoggiato da tre liste (Italia dei Valori, Partito Socialista e dalla formazione civica In lista per Pisa), ma dopo tante riunioni non si è trovato l'accordo con la Sinistra Arcobaleno, liquidata dal Pd come "inaffidabile" rispetto ai progetti di sviluppo previsti per la città. Una mossa che potrebbe provocare un'emorragia di voti proprio a sinistra visto che l'Arcobaleno punta per la poltrona di sindaco su Carlo Scaramuzzino, ex esponente di spicco del Pci e poi dei Ds, più volte consigliere comunale e assessore: insomma un personaggio che potrebbe trovare molti consensi proprio negli ambienti della ex Quercia. L'Arcobaleno peraltro ha perso la componente dei Comunisti Italiani che corrono con un proprio candidato sindaco (il segretario comunale Lucia Mango) e una propria lista per il consiglio comunale. UNA SCELTA non condivisa da tutti, tanto che due esponenti del PdCI (ex consiglieri al Comune e alla Circoscrizione) sono comunque in lista con l'Arcobaleno e la stessa Mango corre sotto queste insegne per la Camera. Completano il quadro l'Udc che si è staccato dal Pdl e schiera il proprio consigliere regionale Luca Titoni; Sonia Avolio (medico) è invece in pista per La Destra di Storace, mentre Paolo Arduini è alla guida della lista civica Città dei diritti con Beppe Grillo e al broker Vittorio Meciani si affida la lista civica Primavera Pisana formata da quarantenni senza precedenti in Image: 20080407/foto/202.jpg.

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Il partito del <vaffa> ringrazia (sezione: Grillo)

( da "Panorama" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il partito del "vaffa" ringrazia Il partito del "vaffa" ringrazia MARIO SECHI Farse elettorali Il ricorso della Dc di Giuseppe Pizza probabilmente non farà slittare le elezioni. Ma avrà conseguenze dopo il voto. Con procedimenti senza fine che finiranno per alimentare sempre più l'antipolitica. "Dopo Mortadella arriva Pizza". La battuta culinaria è di Francesco Storace, ma in realtà un paese che a una settimana dal voto riesce a mettere in discussione anche la data delle elezioni è più avanti con il menù: è alla frutta. La riammissione alla consultazione della Democrazia cristiana di Giuseppe Pizza è un pasticciaccio brutto consumato non in via Merulana, ma in piazza del Viminale, sede del ministero dell'Interno. L'imprudente esclusione della Dc è il peccato originale, la slavina che rischia di produrre la valanga, anche dopo le elezioni. Si rafforza infatti l'idea di chi pensava (e pensa ancora) di risolvere per mano giudiziaria la battaglia politica. Chiunque vinca le elezioni rischia di ritrovarsi in mezzo alle carte bollate, perché se tutto lo scibile finisce in mano ai tribunali amministrativi regionali (dal campionato di calcio all'Alitalia, passando per i maghi e il lotto in tv), le scartoffie aumentano, la certezza del diritto diminuisce e la democrazia va in cortocircuito. Oggi è la Dc di Pizza a esultare, domani forse la Sinistra arcobaleno (che ha presentato una serie di ricorsi) e tra qualche tempo chissà che qualcuno dei partiti concorrenti non prenda sul serio l'idea di un gruppo di giuristi che sostiene non l'illegittimità di una lista, ma l'incostituzionalità della stessa legge elettorale. Finita la campagna elettorale, non è detto che il bon ton veltroniano resista alle sempre accese sirene girotondine della sinistra. Giovan Battista Vico direbbe che la storia è fatta di corsi e ricorsi: in questo caso i ricorsi sono quelli giudiziari. Non solo le tesi sull'illegittimità del voto sono più che mai vive, ma si intrecciano con il destino del futuro governo e le scadenze fissate dall'agenda istituzionale. I candidati premier hanno rimosso il semplice fatto che tra un anno dovrebbe svolgersi un referendum sulla legge elettorale e per questo l'attuale sistema viene considerato da molti giuristi non solo sub iudice ma addirittura fuori dall'ordinamento. È questa la tesi sostenuta nei mesi scorsi non solo da Luciano Violante, abile presidente della commissione Affari costituzionali nella passata legislatura, ma da professori del calibro di Alessandro Pace, Valerio Onida e Piero Alberto Capotosti. Se prima del voto l'imperativo era quello di sospendere le elezioni, a urne chiuse e spoglio avvenuto (a maggior ragione dopo la probabile affermazione di Silvio Berlusconi) quel progetto potrebbe diventare "cancellare il voto". Fantasie? Le vie dell'antipolitica hanno dimostrato di essere infinite. "Per una questione da azzeccagarbugli si manda all'aria un momento solenne della democrazia, le elezioni. Si alimenta la sfiducia, si sprecano soldi, si fa la figura da Pulcinella" commenta a Panorama Nicolò Zanon, docente di diritto costituzionale all'Università di Milano. "Facciamo ridere il mondo. Non ricordo rinvii di elezioni, non sono state rinviate neppure in Spagna dopo l'attentato sanguinario di Al Qaeda alla stazione di Atocha e da noi c'è chi pensa di postdatarle per il simbolo di Pizza?" conclude Zanon che con un altro gruppo di costituzionalisti ha promosso un manifesto per sostenere la piena legittimità della legge elettorale e dunque della prossima consultazione. I precedenti in tema di incursioni della giustizia sul voto, in realtà, esistono. E hanno data recente. Nell'aprile 2000 le elezioni regionali in Molise furono invalidate dal tar e ripetute a novembre 2001. Il centrosinistra, che nel 2000 era uscito vittorioso per 1.600 voti, alla ripetizione del voto fu sconfitto dal centrodestra. Stessa situazione alle comunali di Messina, nel 2005: accogliendo un ricorso del Psi di Gianni De Michelis, escluso dalla competizione elettorale, il Consiglio di giustizia amministrativa (una sorta di Consiglio di Stato siciliano) invalidò quasi due anni dopo il voto del novembre 2005, mandando a casa la giunta di centrosinistra guidata da Francantonio Genovese. Messina, dove si rivoterà il 15 giugno, è tuttora commissariata. Comunque vada, il caso Pizza è una tragicomica sconfitta delle istituzioni e fornisce argomenti polemici al partito del "vaffa" di massa. Non a caso Beppe Grillo è il più acceso sostenitore dell'incostituzionalità della legge elettorale e invita all'astensione. Fenomeno che per moltissimi elettori non è frutto di disinteresse, ma reazione rabbiosa alla crisi della politica. Secondo una recente ricerca dell'Eurispes, il 43 per cento dei residenti nelle regioni meridionali ritiene l'astensionismo una forma di protesta contro il 37,2 per cento dei residenti al Nord-Est, il 37,1 per cento nelle Isole e il 36,1 per cento al Centro. Pasticci e garbugli come quello sulle liste estromesse e riammesse alle elezioni a colpi di sentenza sono destinati ad alimentare la sfiducia. La conseguenza sul voto? L'astensione potrebbe superare il livello fisiologico per l'Italia (che ricordiamo è un Paese dove vota più del 70 per cento degli aventi diritto) e colpire in maniera letale uno o entrambi i principali partiti che si contendono il governo del Paese. Mistero poco buffo: per quale motivo il ministro dell'Interno Giuliano Amato non si è "blindato" con un parere preventivo prima di escludere dalle elezioni il simbolo della Dc di Pizza? In attesa della risposta, il partito del "vaffa" ringrazia.

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Ivan Scalfarotto risponde a Fragmenta (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Apr 08 7 Ivan Scalfarotto risponde a Fragmenta Pubblicato da Fausta Maria Rigo alle 10:47 in Politica Ivan Scalfarotto è candidato alla Camera dei Deputati nel collegio Lombardia1 per il Partito Democratico. Oltre al lavoro e alla politica, ha alcune altre irrefrenabili passioni tra le quali quella per la compagnia degli amici, quella per il grosso gatto Fidel e quella per Federico, suo straordinario sostegno e grande amore. L'ho intervistato per telefono mentre, col treno, stava andando in Emilia. è stata una chiacchierata alla fine della quale mi sentivo carica, il mio animo era come rinfrancato. Ho conosciuto un uomo più idealista di me. Impresa assolutamente non facile. Molte delle persone che la seguono con entusiasmo su rete si chiedono con una vena vagamente superstiziosa: lei è vero? Non è che una volta eletto ci si sgretola come un bel sogno? Le rispondo volentieri a questa domanda. In realtà io credo di essere verissimo, esisto e faccio politica oramai da tre anni. Per altro proprio grazie alla rete. Dopo le Primarie del 2005 ho deciso, credo facendo una scelta senza precedenti nella politica italiana, di tornare al mio lavoro. Il risultato era stato inferiore alle aspettative, la ragione a mio parere è che queste aspettative erano poco realistiche. Però non dimentichiamo che sono riuscito a convincere ventisettemila italiani che potevo essere il capo del Governo, dicendo cose che poi purtroppo si sono puntualmente verificate. Io dicevo nella mia piattaforma elettorale del 2005 che coalizzarsi avendo in comune soltanto il programma di essere contrari ad un'altra parte non era sufficiente. I fatti mi hanno dato amaramente ragione. Anche dopo questo, in ogni caso, ho continuato a fare politica attraverso la rete, non dimentichiamo che vivevo prima a Londra e poi a Mosca. Credo di essere stato una presenza fisica, non solo virtuale, anche vivendo all'estero. Se dovessi essere eletto, ovviamente, onorerò il patto con gli elettori. Sarò messo in aspettativa dal mio lavoro e andrò a Roma a fare il mio nuovo mestiere. Su questo non c'è ombra di dubbio. Lei quindi in questo periodo è nel nostro Paese. Assolutamente sì. Ho preso un mese di aspettativa per fare la campagna elettorale. La mia azienda è stata ancora una volta molto flessibile. Sono fortunato, io lavoro per una società di cultura anglosassone per la quale il servizio nei confronti del proprio Paese è guardata con grande rispetto e non sospetto. Nella visione anglosassone il cittadino che si mette a disposizione della propria comunità è stimato. Quando ho spiegato che mi era stato offerto di candidarmi alle elezioni per il Parlamento ho ricevuto il loro completo sostegno. Infatti mi aspettano in caso non dovessi essere eletto (ride). Comunque anche nel caso non fossi eletto non smetterei assolutamente di fare politica, tornerei al mio lavoro normale seguitando ad impegnarmi dalla rete e dalla televisione che a volte mi capita di fare. Lei è percepito un po' come un Beppe Grillo operativo. Grillo si limita a puntare il dito sulle problematiche, lei fa delle proposte concrete per risolvere fondamentalmente le stesse cose. La differenza fondamentale tra me e lui è che io credo profondamente nelle istituzioni repubblicane. Vivo nel rispetto di queste preziose istituzioni e sento come un onore la possibilità di poter lavorare all'interno di queste. è una possibilità che abbiamo guadagnato col sudore e con il sangue delle generazioni che ci hanno preceduto. La mia è una chiave di lettura su una politica purtroppo profondamente malata che però non si può curare ammazzandola. Una malattia ad un braccio non si cura tagliando il braccio. La mia posizione consiste nel cercare di curare la malattia della politica, con le chiare difficoltà che questo comporta, operando all'interno delle istituzioni non da una posizione remota. Se si pensa che la politica sia gestita da persone che non lo meritano bisogna operare affinché ci sia un ricambio. Nel rispetto delle regole però, altrimenti non serve a niente. Va benissimo la protesta che reputo come l'analisi ultima dei problemi, dopo di che poi bisogna darsi da fare. La politica, ripeto, è un paziente malato, va curato non abbattuto. Per fare questo ci vuole impegno e partecipazione. La rete è un miracolo di democrazia? Una specie di buona notizia che ci è capitata tra capo e collo? La rete è oramai parte integrante delle nostre vite. Al di là dell'indiscutibile funzione che ha nell'informazione, nella formazione e nella cultura, ricopre un ruolo fondamentale anche nelle azioni generiche. Pensiamo alle operazioni bancarie, agli acquisti, alle prenotazioni delle vacanze, ai contatti con gli amici lontani, al lavoro quotidiano di tutti noi. La rete è diventata trasversale alla vita, sarebbe singolare che proprio la politica e la società in generale non ne venisse toccata. Si è chiesto come farà una volta eletto a non farsi sedurre dal meccanismo perverso del potere? La risposta che mi viene istintiva, anche se probabilmente può non risultare convincente, è che io sono soprattutto una persona in buona fede. Mi rendo conto di non rispondere completamente dicendo questo. C'è anche il fatto che io sono molto soddisfatto del mio attuale lavoro. Guadagno molto bene. Attualmente percepisco più soldi di quelli che guadagnerò facendo il parlamentare. Tra l'altro la mia posizione professionale non mi è stata regalata da nessuno. Ad esempio all'inizio ho dovuto fare fronte alle spese, non indifferenti, del lavorare all'estero. Insomma i frutti raccolti col mio lavoro me li sono guadagnati tutti, col lavoro, con la buona volontà e con quel poco di talento che ho. La mia decisione di fare politica deriva dalla volontà di mettere a disposizione della comunità una parte della mia vita. Tra l'altro vorrei chiarire che non intendo fare politica per tutta la vita, se venissi eletto mi piacerebbe lavorare per 5-10 anni, poi vorrei fare dell'altro. Sarò un inguaribile romantico, un ingenuo, un idealista, ma per me chiunque abbia la possibilità di contribuire a migliorare il suo Paese dovrebbe farlo. Se però devo rispondere più oggettivamente dico che in politica ci sono entrato per pura passione. Perché ero stanco di dovermi giustificare all'estero del fatto di essere italiano. La cosa che mi ha appassionato del progetto politico del Partito Democratico è stata prima di tutto la ricerca, da parte di questo, dell'armonia. E subito dopo la grande determinazione nel volere valorizzare quelli che sono i punti di forza del Paese. Siamo abituati a dare importanza alle nostre peggiori magagne senza mai parlare dei nostri lati positivi. L'altro giorno parlavo proprio di questo nostro "sputarci addosso" con Fabio Concato, lo conosce? Certo che lo conosco. Ecco, noi trattiamo malissimo la cultura in generale ed in particolare quella italiana. Giustissimo preoccuparsi delle nostre industrie, ma siamo conosciuti all'estero più per il Rinascimento che per la maestria nella progettazione del microchip. Nessuno parla di valorizzare il settore turistico che invece è sempre stato alla base della nostra economia... è assolutamente vero quello che dice. Noi trattiamo i turisti come nessun altro Pese al mondo. Un esempio è la stazione Termini di Roma, dove non è possibile trovare un taxi, come succede alla Malpensa del resto. C'è sicuramente da riorganizzare il nostro settore turistico. Adesso non vorrei dire cose che potrebbero apparire come una sviolinata a Veltroni, però se c'è una città dove negli ultimi anni la cultura si è fatta bene è proprio Roma. Penso all'Auditorium o alla mostra del Cinema. E poi anche la sua ricerca dell'eccellenza nel nostro Paese mi pare che possa essere un segnale chiaro su questo punto. Veltroni ha visitato le nostre fabbriche eccellenti, in Emilia ad esempio, è vero, la nostra forza non è il microchip, ma da noi esistono anche delle imprese che si occupano di alta tecnologia che sono riconosciute nel mondo per la loro qualità. Quello che deve cambiare è la nostra tendenza a notare soltanto quello che vistosamente ci dà più problemi, senza dare alcuna importanza ai risultati positivi quando ci sono. Dobbiamo ripartire dalle nostre risorse e non dalle mancanze. Vivendo all'estero ho conosciuto un'infinità di italiani eccellenti obbligati ad emigrare perché nel loro Paese non erano apprezzati. Non è possibile continuare non dando mai onore al merito, non si può lavorare con dei parametri che non sono cosa si conosce, ma CHI si conosce. Dobbiamo ripartire dai nostri punti di forza, i paesaggi, dai nostri tesori, è una strada quasi obbligata. Uno dei temi centrali della sua campagna elettorale è la lotta al nepotismo. Come si fanno delle leggi che premino la meritocrazia e penalizzino la raccomandazione? La prima cosa da fare è instaurare una cultura della responsabilizzazione. Che vuol dire non solo essere responsabili delle proprie azioni, ma anche disponibili a pagare le conseguenze delle nostre cattive scelte. è chiaro che a quel punto se la nostra scelta è stata buona automaticamente è più facile raccogliere anche i consensi relativi a questa. Faccio un esempio: Se un professore universitario assume non il più bravo ma quello che gli ha fatto più fotocopie, oppure suo nipote, deve essere responsabile della sua scelta. Ossia ne deve rispondere ufficialmente. Questo vale per tutti i settori. Ristabilendo un'etica della responsabilità, il direttore di una televisione, così come quello di un giornale rispondono personalmente della qualità del prodotto che immettono sul mercato. Bisogna scoraggiare le assunzioni dei raccomandati responsabilizzando i capi settore che a quel punto saranno costretti ad assumere gente capace invece che amici loro. Io lavoro in una banca americana dove nessuno è stato raccomandato da nessuno per il semplice motivo che la banca non si può economicamente permettere di stipendiare gente inadatta o incapace. In Italia nessuno chiede conto dei risultati, tutti si lamentano ma non ci sono sanzioni precise. La decisione di assumere una persona non è cosa da nulla, chi lo fa ne deve rispondere. Faccio un altro esempio. Nel nostro Paese ci sono molti Ordini che favoriscono il passaggio di una professione dal padre al figlio, quello dei giornalisti per dirne una. Poi il riconoscimento legale del titolo di studio è troppo generico. Da noi ogni laurea presa in qualunque università con qualsiasi modalità ha un riconoscimento ufficiale. è come dire che il pezzo di carta vale in quanto tale. Nella realtà il valore di un professionista sta nella sua reale capacità. è quella che va verificata prima ancora del fatto che abbia o meno una certificazione. Si deve creare una concorrenza tra le varie università, come succede all'estero. Si parte dalla qualità reale dei docenti che non debbono più essere raccomandati bensì semplicemente bravi. Una università qualificata varrà più di una piena di raccomandati, si parte da lì. Tornando al fatto di prendersi la responsabilità delle proprie assunzioni: vuol dire che se un impiegato non funziona viene licenziato e basta. All'americana. Vuol dire che se il manager assume dieci persone incapaci viene licenziato lui. Faccio l'avvocato del diavolo, io sono cresciuta negli Stati Uniti, so come può essere difficile fare i conti con un taglio di personale, specialmente a 55 anni. Lì non è che si facciano scrupoli: non servi più, arrivederci Roma... Non è che oggi ci siano certezze nel lavoro nemmeno in Italia. Specialmente se parliamo dei contratti fatti ai giovani. La metà dei nostri lavoratori dipendenti non ha nessuna garanzia, sono assunti con contratti atipici. L'articolo 18 viene applicato su nove milioni e mezzo di lavoratori dipendenti. La maggior parte dei giovani sotto i 35 anni, un contratto a tempo indeterminato non l'hanno mai visto. E poi, comunque, si può benissimo instaurare una cultura della responsabilità anche dando delle garanzie. Però la garanzia deve essere indipendente dal merito che comunque deve essere riscontrabile. Lo Stato deve garantire delle sicurezze, le aziende debbono assicurare la qualità. Così come succede nel nord Europa. Infatti io mi ispiro all'Europa, più che agli Stati Uniti. Io non voglio una società dove i migliori vincono e i deboli soccombono, penso più ad una civiltà che dia la possibilità a chi ha talento di esprimerlo. Che nello stesso tempo protegga i più deboli. Mi può fare tre esempi di problemi italiani che all'estero sono stati egregiamente risolti? Il primo è il corporativismo. Noi siamo una società troppo corporativa. Il cittadino italiano ha importanza soltanto nel momento in cui fa parte di una categoria. Il cittadino singolo non ha possibilità di farsi ascoltare quando il Tribunale ci mette anni ad emettere una sentenza che lo riguarda, quando ci vogliono mesi perché sia sottoposto ad una TAC, quando va in aeroporto e non trova il volo perché c'è sciopero. Invece se faccio parte della corporazione dei camionisti posso bloccare l'Italia. C'è un errore di fondo e cioè che contiamo soltanto se posti all'interno di un gruppo e non come cittadini singoli come accade all'estero. Il secondo è quello della dignità, che in qualche modo si ricollega al primo. è molto italiana la mentalità non laica che traccia un linea netta tra chi può e non può rivendicare un diritto. L'esempio tipico di una cosa che in Inghilterra mai e poi mai si potrebbe verificare, è quello di Ministri che si permettono di definire "culattoni" la comunità gay. Nessun candidato alla Presidenza del Consiglio inglese si permetterebbe di relegare le donne al ruolo di cuoche di torte. Nessun giornalista francese si permetterebbe di definire il nuovo presidente dell'Alitalia un enfant prodige. L'avvocato Aristide Police non è un bimbo di tre anni, è uno stimato professionista di 40 anni. Ma come si permette la stampa di definirlo enfant prodige. Voglio dire non è Mozart che a sette anni era un genio della tastiera, quest'uomo è un padre di famiglia, di quarant'anni! Immagino come può essere stato il suo primo giorno di lavoro in mezzo a gente che lo vedeva con un genio bambino. Le assicuro all'estero ci guardano con gli occhi fuori dalle orbite per il poco rispetto che dimostriamo nei confronti dei nostri professionisti. Da noi se non hai sessant'anni e ricopri un ruolo di responsabilità vieni automaticamente delegittimato, è scandaloso, succede solo qui. La terza cosa è la mobilità sociale, in Italia è praticamente pari a zero. La possibilità che c'era negli anni Sessanta di emanciparsi nascendo in una famiglia modesta, oggi è scomparsa. Se nasci povero rimani tale. Se non fai parte di una di quelle famose caste sei perdente comunque. Questo è uno degli elementi principali su cui lavorare. Negli altri Paesi da decenni non è oramai più così. Il discorso, noterà, è collegato a quello della meritocrazia. Viviamo in un Paese dove si eredita il lavoro non lo si costruisce. La nostra classe politica non ci rappresenta nemmeno fisicamente, giusto? Be', se i politici sono per la maggior parte uomini, cattolici, con più di cinquant'anni direi proprio di no. L'Italia è piena di donne, gay, atei, giovani. E la mafia? è il male peggiore. Sono felice che Veltroni abbia pregato la mafia di NON votare per il Partito Democratico. Molto meglio perdere che vincere col loro consenso. Sembrano parole, ma hanno un valore immenso. Le parole in politica sono come le pietre. Se necessario si combatte anche impiegando l'Esercito? Quale Stato rinuncerebbe a una parte fondamentale del proprio territorio? Il nostro Sud ha delle zone praticamente interdette alle forze di polizia. Come può succedere questo in una nazione democratica? Non credo sia una cosa sostenibile, non come è adesso. E i DICO? La mia posizione in merito è nota e non è neanche perfettamente in linea col Partito Democratico. Per me tutti i cittadini italiani dovrebbero potere avere gli stessi diritti giuridici, indipendentemente che siano eterosessuali o gay. Tutte le leggi che sono state fatte dai governi di sinistra in merito, nel resto dell'Europa, se ci fa caso, sono rimaste immutate anche quando i governi cambiavano. Questo dimostra la loro legittimità. è una questione che riguarda i diritti di tutti, deve essere un tema trasversale. Né di destra né di sinistra, un tema di crescita culturale più che di contrapposizione politica. Dobbiamo imparare anche a ignorare questi sondaggi che ci vorrebbero più arretrati di quanto in realtà siamo. I sondaggi dicono che gli italiani sono contrari, ma io non ne sono convinto. La politica si spaventa sempre per i sondaggi e allora si arrende. Invece di informare, invece di tendere a fare crescere il Paese si blocca. Se veramente vivessimo in base ai sondaggi forse le donne non avrebbero ancora diritto al voto. L'ultima domanda, sui diritti degli animali spesso dimenticati. Il PD è animalista? Mi riferisco alla questione della raccolta di firme da parte della LAV per fare in modo che l'Italia non importi più pelli di cani e gatti, i quali come saprà, vengono squoiati vivi. Io sono un fierissimo padre di un gatto che si chiama Fidel. E quindi si figuri! Per me gli animali domestici sono dei parenti. Una pratica orrenda come quella che viene attuata in Cina deve essere assolutamente fermata in ogni modo. è impossibile pensarla altrimenti. Su queste tematiche penso di poter dire che siamo tutti completamente d'accordo.

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Il nucleare non è poi così cattivo 2 (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Apr 08 7 Il nucleare non è poi così cattivo 2 Pubblicato da Luciano Vecchi alle 08:42 in Ambiente, Energia, Science Post precedente: "Il nucleare non è poi così cattivo" Circa i 4/5 dell'attuale produzione energetica italiana è ottenuta bruciando petrolio, gas naturale e in misura minore carbone. Tutte e tre le fonti emettono in atmosfera massicce quantità di CO2 e altri inquinanti cancerogeni. Anche lo stesso gas metano, un idrocarburo che sta acquisendo sempre più importanza sul mercato italiano come fonte energetica pulita, emette nell'atmosfera, non solo anidride carbonica ma soprattutto, a causa delle perdite durante l'estrazione ed il trasporto, considerevoli quantità di CH4, che ai fini dell'effetto serra presenta un Gwp (global warming potential) pari a 21, ovvero 21 volte più nocivo dell'anidride carbonica rispetto all'effetto serra.[1] E' indubbio quindi che l'energia del sole e del vento sia la via più indicata per ridurre il surriscaldamento globale ed aspirare ad avere un mondo meno inquinato e al riparo da estremi meteorologici quali ondate di calore, siccità, piogge torrenziali... E' altresì vero però, che bisogna dare loro il tempo di crescere, perchè, secondo le analisi del gruppo di scienziati "Galileo 2001", allo stato attuale, "per sostituire con il fotovoltaico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili sarebbe necessario installare 120 GW fotovoltaici (con un impegno economico non inferiore a 700 miliardi di euro), a fronte di una potenza fotovoltaica attualmente installata nel mondo inferiore a 5 GW. Installando in Italia una potenza fotovoltaica pari a quella installata nel mondo intero, si raggiungerebbe a malapena il 4% degli obiettivi prefissati dal Protocollo di Kyoto". Ma anche con l'eolico, sebbene sia in fase di crescita, la situazione non migliorerebbe di molto, avendo il nostro Paese poche zone adatte alle centrali eoliche. "Sostituire con l'eolico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili significherebbe installare 80 GW di turbine eoliche, ovvero 80.000 turbine (una ogni 4 kmq del territorio nazionale), con un investimento non inferiore a 80 miliardi di euro. In Germania, paese di eccellenza per l'eolico, e meno in affanno di noi dal punto di vista energetico (possiede 17 centrali nucleari) i 18 GW eolici (oltre il 15% della potenza elettrica installata), producono meno del 5% del fabbisogno elettrico tedesco (da noi non si arriva neanche ad un punto percentuale).[2] Allo stato attuale il nucleare è l'unica cosa da fare. E' chiaro che è una scelta impopolare ma è l'unica scelta logica di un Paese povero energicamente, che può conciliare la sua politica energetica con i suoi obiettivi economici, ambientali e di sicurezza, ma che può produrre una rilevante quantità del proprio fabbisogno energetico senza l'emissione in atmosfera di CO2 e di altri gas dannosi. Sul nucleare, nelle sue apparizioni di piazza Beppe Grillo sostiene che "490 centrali nucleari danno il 5 per cento dell'energia elettrica del mondo. Se si raddoppiassero le centrali nucleari, in venti anni (ci vogliono una decina di anni per costruirne una), quando la domanda di energia sarà raddoppiata, 1000 centrali nucleari darebbero il 7,5 per cento dell'energia elettrica mondiale". Secondo dati, neanche recentissimi, l'energia nucleare copre invece il 6,8% del fabbisogno mondiale di energia primaria (ed è in crescita) e la sua percentuale sul totale della produzione mondiale di elettricità si situa attorno al 17%.[3] Inoltre, se come dice lui i tempi di costruzione di una centrale nucleare si aggirano sui 10-15 anni, allora sarebbe interessante sapere come hanno fatto Giappone e Corea ad impiegarne solo 3. Oggi gli impianti vengono realizzati in 4 anni (addirittura la Westinghouse assicura un periodo di 36 mesi dal primo getto di calcestruzzo all'avvio commerciale dell'impianto). Inoltre, l'impiego di codici di calcolo sempre più efficienti e l'esperienza operativa hanno dimostrato la possibilità di estendere la vita degli impianti a 60 anni.[4] Attualmente in Europa il nucleare è la prima fonte di energia. La Gran Bretagna ha pubblicamente ammesso di puntare maggiormente sull'energia nucleare, avviando un piano per la costruzione di 22 nuove centrali.[5] Problema Costi Ho letto di recente[6] che il direttore Strategie dell'Eni Leonardo Maugeri, riferendosi ad un documento del Massachusetts Institute of Technology (Mit), spiega, conti alla mano, quanto la costruzione di centrali nucleari sia assolutamente antieconomico. Ebbene, secondo uno scenario valutato dallo stesso Mit, qualora le centrali nucleari di ultima generazione si rendessero più competitive rispetto agli impianti a carbone e gas, la produzione di energia nucleare, nonostante il problema delle scorie presenti ancora una minima preoccupazione (per la scienza è solo questione di tempo), potrebbe triplicare entro il 2050. Lo scenario del Mit prevede che gli Stati Uniti produrranno circa un terzo del milione di MW (Megawatt) di elettricità generata dalle centrali nucleari, nel 2050, e che il resto del mondo sviluppato ne produrrà un altro terzo. Il restante sarà ad appannaggio di Russia, Cina, India, Pakistan, Indonesia, Brasile, Messico, Asia orientale sviluppata e altri paesi in via di sviluppo.[7]... Continua ------------------------------------ Immagine: www.japannuclear.com www.sciam.com/ [1] Università di Pisa [2] Galileo 2001 [3] www.bfe.admin.ch/ [4] www.uic.com.au/ [5] sostenibile.blogosfere.it/ [6] schegge di vetro.blogosfere [7] Le Scienze.it ------------------------------------.

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<Gli inceneritori emettono diossina> (sezione: Grillo)

( da "Arena.it, L'" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

RIFIUTI. Amici di Beppe Grillo e Ca' del Bue "Gli inceneritori emettono diossina"   "Gli inceneritori producono diossine che aumentano il rischio di tumori nella popolazione". Questa è la conclusione di uno studio regionale, iniziato nel 2003 e durato quasi tre anni, condotto da un pool di esperti, tra cui il professor Paolo Ricci, responsabile Unità Epidemiologia dell'Asl di Mantova e docente di Sanità Pubblica all'università Ca' Foscari di Venezia che ha presentato i risultati dello studio in un recente incontro pubblico organizzato dagli Amici di Beppe Grillo di Verona. Uno studio in collaborazione con l'assessorato alla Sanità della Regione Veneto: l'allora assessore era l'attuale sindaco di Verona Flavio Tosi. Dai risultati dello studio condotto nella zona di Venezia dove sono attivi inceneritori e presentati nella primavera del 2006, emerge che "il rischio di ammalarsi di sarcoma", spiega il professor Ricci, "è risultato maggiore di 3 volte (300% in più) nei soggetti più esposti alle diossine emesse dagli inceneritori". "Come può il sindaco Tosi autorizzare il ripristino dell'inceneritore di Ca' del Bue pur essendo al corrente degli effetti che comporterebbe?", domanda Alessandro Natali, presidente Amici Beppe Grillo di Verona.A.P.  .

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I "Grilli Parlanti" si schierano con Giometto (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

L'ALLEANZA. Renzo Rabellino ieri a Vicenza I "Grilli Parlanti" si schierano con Giometto "Chiediamo un voto contro il comitato d'affari Pdl-Pd che non vuole toccare i grandi interessi"     Gian Maria Maselli Direttamente dalla litigata che si è fatto in diretta-tv con Bruno Vespa, e dalle dispute sul marchio con il comico Beppe Grillo, ieri è giunto a Vicenza Renzo Rabellino, leader della falsa lista Grillo e della vera lista "I Grilli Parlanti", che si presenterà alle elezioni politiche. Rabellino è venuto a dare una spinta agli alleati di "No privilegi politici", che fa parte della mini-coalizione nazionale assemblata da Rabellino (la capostipite è la lista "No euro") e che presenta Silvano Giometto a sindaco di Vicenza. Una lista popolare, che si batte "contro la cattiva politica, contro le caste, i privilegi, gli sprechi". Rabellino su Vicenza punta molto, tanto che per la Camera i capolista della circoscrizione Veneto 1 sono due vicentini: il vigile del fuoco Leonardo Bano e l'autista delle Ftv Andrea Valente. E un altro vicentino, l'operaio Teddy Tognato, ex Union del popolo veneto, è stato addirittura candidato in Lombardia. "Non ci limiteremo a rappresentare la gente - hanno affermato i tre grilli parlanti vicentini - ma ci candidiamo perché sia la gente a indicarci che decisioni prendere". Giometto spiega: "Gli italiani ormai sono grandicelli, non vogliono più politici-bambinaie". Poi la parola è passata al boss, Renzo Rabellino: "Ci battiamo contro il signoraggio delle grandi banche italiane ed europee, che posseggono privatamente la Banca centrale europea. I costi che gli Stati pagano a questi signori per l'emissione di valuta determinano un terzo del debito pubblico. Togliendo quelli, e anche cifre come i 700 milioni di euro dati dallo Stato per finanziare i grandi quotidiani e gli organi di partito, si possono reperire risorse per alleviare il costo della vita degli italiani". "Chiediamo - ha concluso - un voto contro il comitato d'affari Pdl-Pd che non vuole toccare i grandi interessi".

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Tramonta l'era di <Super G> (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Tramonta l'era di "Super G" A Treviso il Pd ci prova, ma è condannato al minoritarismo. E la Lega si scopre "leninista" Le regole dell'apparentamento con Berlusconi valgono anche per Giancarlo Gentilini, l'icona dei sindaci con la stelletta: non è stato ricandidato dal "padrùn" Umberto Bossi. Ma lui tenta ugualmente la sfida con una lista civica. E il centrosinistra? Parte sconfitto. La rincorsa al moderatismo serve, tuttalpiù, a non arrivare umiliato Ernesto Milanesi Treviso Colpo Gobbo della Lega. Tutti si aspettavano il ritorno di Giancarlo Gentilini, due mandati da sindaco e l'ultima parentesi da "secondo primo cittadino". Invece, anche per lo "sceriffo" di Treviso vale la dura legge di Umberto Bossi. Alle comunali di Treviso si procede con lo stesso schema delle politiche: il simbolo del Carroccio apparentato al Popolo delle libertà, e conferma dell'attuale sindaco Giampaolo Gobbo. Addio al monocolore leghista a Ca' Sugana: la prossima sarà una giunta di coalizione. Normalizzazione dello "zoccolo duro" padano. E Super G destinato alla soffitta: otterrà un altro plebiscito con la sua lista "Gentilini per Treviso", forse, avrà ancora un incarico di rappresentanza; tuttavia, l'originalità di Marca leghista scolora nel nuovo scenario politico. Treviso era la riserva incontaminata del Carroccio in versione paesana. Resterà il paradiso del centro-destra orfano dell'Udc. Impossibile anche per Walter Veltroni scalfirne il monopolio elettorale: nel giorno delle mimose ha evitato il comizio in piazza dei Signori e ha galvanizzato i militanti nel chiuso del teatro Eden. Qui è stato letteralmente impossibile candidare un "democratico" nella sfida alla Lega. Anzi, il Pd ha dovuto ingoiare il rospo del sostegno a Franco Rosi, assicuratore dal passato socialista, alla testa di "Città mia". Tutto (o quasi) già deciso: i numeri non danno scampo, dal 1994. L'unica incertezza riguarda i tempi. Basterà l'Election Day a festeggiare due volte? Ma le (poche) speranze di ballottaggio sono appese al filo dell'implosione del voto leghista. Nel caso, sono spalancate le porte di Progetto Nord Est (Pne), eredità politica di Giorgio Panto (il "Berlusconi veneto" schiantatosi con l'elicottero dopo aver sfiorato un seggio al Senato nel 2006). Pne ha già reclutato Giorgio Bettio, il consigliere che in aula aveva inneggiato al nazismo, e Bertilla Faggian leghista della prima ora. In attesa del verdetto, si scommette. L'icona Gentilini (sacrificata sull'altare dell'opzione Bossi) quanto vale ancora in termini di preferenze? E l'intero centro sinistra nella Marca "peserà" più o meno di un terzo degli elettori? Conferma Alessandro Zago, cronista politico del quotidiano La tribuna di Treviso: "Da buoni progressisti tafazziani qui sembrano più preoccupati dalle logiche di potere nel Pd che non dalla ricerca di un candidato in grado di arrivare al secondo turno. Servirebbe un atto di modestia per dare speranza alla galassia alternativa a Gobbo. Altrimenti, il centro destra trionferà nella versione che chiude i conti con i leghisti duri e puri, com'è già accaduto in provincia. Sulla carta, il ballottaggio non è impossibile: significherebbe almeno perdere bene. Ma occorreva saper coagulare con nettezza sinistra e Pd, civiche e moderati intorno alla candidatura di Rosi". Il puzzle di destra. E di sinistra A Treviso, un bel Vaffa alla Lega (e alla titubanza del centro-sinistra) era in programma ieri pomeriggio in piazzale Burchiellati. Con Beppe Grillo che sponsorizza la lista dei "Grillitreviso", candida a sindaco David Borelli e ha già rifiutato l'ambientalismo di Veltroni: "Per lui, tutto si risolve con gli inceneritori. E' la stessa identica soluzione di Forza Italia e della Lega...". A minare il centro destra ci sono anche l'Udc che segue Casini e il drappello degli ex Dc delusi da Berlusconi. Dietro le quinte c'è l'incognita di Paolo Camolei, ex presidente dell'aeroporto: la sua Associazione per Treviso potenzialmente calamita altri delusi dalla Lega. Insomma, la corazzata Lega più Pdl potrebbe fare acqua. Per questo il centrosinistra rincorre la moderazione, pur di arrivare al secondo turno. Un'esile ambizione per chi parte sconfitto e non vuol arrivare umiliato. Ma il puzzle di Treviso è sintomatico del minoritarismo e della subalternità che hanno contagiato il Pd, partorito in fretta e già faziosamente dilaniato. Sulla scheda elettorale, conterà il duello a distanza fra Gobbo e Gentilini. Poi si regoleranno i conti. Con l'ex Ds Giampaolo Sbarra della civica "Un'altra Treviso". Dentro la Sinistra Arcobaleno che non si esaurisce nel consigliere regionale PdCI Atalmi. O con la rossa (di capelli) Mirella Tuzzato, commerciante del centro storico che propone "Viva Treviso viva". Il Pd è invece lacerato fra Ds e Margherita, perfino fra il listone Veltroni e i fedeli di Rosi Bindi. Al vertice è stato confermato Enrico Quarello, ma con 64 schede bianche su 174 votanti. Si gioca tutto nelle urne l'uomo che viene dalle coop rosse, amico di Bersani, sostenuto dalla "sinistra per Veltroni". La città, arroccata fra le anse del Sile, alterna le ombre di Prosecco in piazza alla passione per il rugby. Al massimo, si può entusiasmare per qualche piccante rivelazione. Come l'agendina persa in tribunale da una misteriosa avvocata, che annotava scrupolosamente le prestazioni degli amanti. Treviso è strapaese. Più ricco di Suv, meno diverso dalla sua provincia. Soldi esibiti, la moda del golf e un embrione di Università non bastano a dimenticare la condanna a essere periferia del Veneto. In municipio, come sotto il campanile, si pretende l'amministrazione del buon senso comune. Gentilini era perfetto, ma andava bene anche Gobbo: tanto contava sul serio "il sindaco della Lega". Ma Treviso girerà pagina. Del resto, il sindaco si sceglie a Milano. La Lega federalista, autonomista, indipendente si dimostra l'ultimo partito "leninista". Bossi decide e gli altri obbediscono. Tanto che il senatore Piergiorgio Stiffoni scandiva: "Se qualcuno vuole contestare la linea di Bossi forse non ha capito. Se qualcuno non se la sente, nessuno lo obbliga a candidarsi. O ricandidarsi...". Fine del dissenso che puntava alla rielezione plebiscitaria di Super G. Rivolta senza speranza per Piergiorgio Fanton, Andrea Zanchetta, Enrico Chinellato, Sandro Zampese e Antonio Gentilini (figlio e detentore del marchio "Forza Marca"). La parabola del sindaco-sceriffo Dopo 14 anni dunque Gentilini non sarà più il padre-padrone né il sindaco-sceriffo. Mieterà consensi inutili, perché in comune bisognerà far accomodare gli uomini di Berlusconi e Fini. Fine dell'anomalia politica. Comincia l'epoca della coabitazione. L'era Gentilini tramonta. L'alpino classe 1929 sempre pronto a brindare (si è inventato l'Ombralonga, maratona da osterie); il pensionato che da capo dell'ufficio legale di CassaMarca archiviava conoscenze, legami, informazioni; la maschera del potere primitivo che rinnova il senso di identità. Questo è stato Gentilini per Treviso, orfana della Dc e spettatrice della Dinasty formato Benetton. Ha incarnato il Veneto localista. Per tre lustri ha presidiato la trincea di un Nordest che si sente minacciato da Roma quanto da Milano, che non si fida dell'Europa senza frontiere, che ha paura di tutto e di tutti e spesso considera l'italiano come lingua straniera. Gentilini si è speso l'anima. Lo testimonia l'antologia dei suoi editti. Niente gonfalone del Comune al 60° anniversario del rastrellamento fascista del Cansiglio. Panchine divelte per far capire agli stranieri qual è il decoro della città. Provvedimenti contro lavavetri, mendicanti, zingari, writers. Fa disegnare il teschio sull'asfalto degli incroci pericolosi. Chiude il teatro comunale perché "improduttivo". Firma l'ordinanza che vieta il transito di cani nelle vie del centro storico. Paternalisticamente decisionista, spudoratamente provocatore. Gli immigrati? "Travestiamoli da leprotti, così i nostri cacciatori potranno esercitarsi...". La droga? "Se vedo uno spacciatore fuori dalla scuola, io lo ammazzo". La sicurezza? "Bastano i miei berretti verdi, che dipendano da me senza interferenze di prefetto o questore". Infine, nell'agosto scorso dà disposizioni al comandante dei vigili "affinché faccia pulizia etnica dei culattoni". Si commenta da sé. Eppure Treviso ha abbozzato. Solo di recente gli scrittori veneti, con Marco Paolini, hanno manifestato: reading con megafono nella gremitissima piazza dei Signori. Poi il 21 febbraio l'appello-manifesto con le firme di 211 personalità di spicco (su tutte il poeta Andrea Zanzotto): "L'immagine di Treviso è profondamente cambiata negli ultimi anni: la città ospitale è gentile del passato sembra, da tempo, solo un ricordo". La rivendicazione di Treviso città aperta ha scosso, le adesioni ora sono 3800. Nelle urne, però, conteranno solo i voti. Poi si gira pagina. Perfino se Gentilini vincesse il suo personalissimo referendum, Treviso non sarà più la stessa. Il test padovano Un test destinato a chiarire gli ultimi dubbi sulla strategia politica: otto comuni diventano il miglior termometro per capire quanto "sfondano" Pd e Pdl nell'elettorato padovano. In particolare, si aspettano i risultati dei tre municipi della cintura urbana: Albignasego, Saonara e Mestrino possono anticipare la tendenza in vista del 2009, quando il pentapartito democratico di Flavio Zanonato (con Rifondazione, senza più i Verdi) chiederà la conferma nell'amministrazione di Padova. Campagna elettorale difficile per gli aspiranti sindaci in concorrenza con il rinnovo del parlamento. E a livello locale è più facile che saltino le intese intorno all'asse Berlusconi-Fini. Forza Italia non è neppure riuscita a celebrare il suo congresso: partito commissariato. Alleanza nazionale perde i pezzi: Luca Claudio, sindaco di Montegrotto e icona della sicurezza di destra, si considera incompatibile con i berluscones. La Lega Nord gioca in difesa nelle sue roccaforti, mentre l'Udc (che ha il 10% su base provinciale) punta esplicitamente sul ruolo di ago della bilancia. Il Partito democratico arranca per altre ragioni. Non si è ancora assestata la struttura organizzativa: la vecchia Quercia fa pesare le radici molto più dell'esile Margherita. E il doppio debutto elettorale è un rischio tutt'altro che calcolato. Così si punta a sfruttare le divisioni del Pdl, come a Mestrino dove è stato paracadutato Simone Dalla Libera, consigliere comunale di Padova chiamato a raccogliere i vecchi Popolari. A chi sogna alternative resta la consolazione delle liste civiche o di qualche candidato doc. Intanto ad Albignasego prove generali per Intesa Veneta, raggruppamento che a Padova conta di catalizzare anche i delusi dall'Ulivo.

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(E.S.) Il Beppe Grillo Show entusiasma mille e cinquecento (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

(E.S.) Il Beppe Grillo Show entusiasma mille e cinquecento vicentini. Sabato sera, in un Centro Sport Palladio gremito (l'ingresso era gratuito con offerta libera, ndr), il comico genovese ha "rubato" la scena ai suoi protetti della lista civica "Vicenza Comune a Cinque stelle" con uno dei suoi monologhi. Un'ora di affondi a destra e a manca chiusa con un riferimento alla politica locale: "C'è ancora quello delle rotatorie? Come si chiama? Ah sì, Cicero. C'è ancora?! Quello ha una rotatoria anche tra la cucina e il bagno di casa sua". Altro tema vicentino toccato da Grillo è stato il Dal Molin: "Un amministratore deve informare i suoi cittadini: non può tenere nascosta una base. Me lo deve dire prima". Per il resto molti discorsi sulle imminenti elezioni politiche: "Ai miei comizi vengono in piazza più di diecimila persone. A quelli di Fini o Berlusconi ce ne sono duecento. Negli ultimi tempi sono sorte una decina di liste con il 'Grillo' in mezzo: ebbene, mi sono stancato, ho preso due avvocati e così il voto a queste liste sarà invalidato. Non che gli altri voti invece servano a qualcosa. Infatti posso dirvi già adesso come sarà composto il prossimo Parlamento. Queste elezioni sono un incantesimo: non esistono. Berlusconi è un ologramma. Ma poi come possono dei settantenni occuparsi del futuro?! Il voto una volta era un dovere: adesso ce lo contrabbandano come diritto. Ma il diritto dovrebbe essere un beneficio. Invece il voto dell'elettore va a beneficio di politici che tra l'altro il cittadino non può neppure scegliere. Pensate a Fassino e moglie: sono rispettivamente alla quarta e alla quinta legislatura e si portano a casa venticinquemila euro al mese. Tre le regole che ho posto per i candidati delle mie liste c'è quella di non poter svolgere più di due mandati. In dieci anni se ne possono fare di cose buone. E se uno non si accontenta, vorrà dire che ricorderemo i suoi meriti sulla lapide. Il giorno del voto meglio andare al mare che in quelle cabine, che solo l'Italia ha. Una volta capitava che qualcuno, una volta eletto, commettesse dei reati. Adesso sembra quasi che se uno non è pregiudicato non entra neanche. Persino quelli di Scampia dicono di temere tutti i pregiudicati presenti a Montecitorio. Ma è il mondo alla rovescia: la polizia sbaglia obiettivo se manganella i giovani contestatori invece di Ferrara. Mi hanno chiesto di esprimere solidarietà verso quest'ultimo. Ma la mia solidarietà va piuttosto all'uovo che gli si è spiaccicato addosso. L'Alitalia hanno fatto di tutto per farla morire e adesso gridano al morto. La Lega era nata come movimento filosofico di Miglio e ha finito per darsi alle tangenti. A Milano esultano per l'Expo 2015, ma vi siete chiesti perché a volerlo eravamo solo noi e i turchi? Perché non gliene frega niente a nessuno". Infine una ripassata ai temi "storici" di Grillo, quelli più ecologici affrontati ancora nei primi anni Novanta. Infine una spiegazione tecnica sui "suoi" candidati: "I miei assessori dovranno rendicontare quotidianamente la loro attività davanti ai cittadini".

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Buttiglione: <Mi appello ai cristiani di Treviso> (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

A Canizzano festa popolare per sostenere la candidatura a sindaco di Camolei. Masucci: "Noi puntiamo al 7 per cento Buttiglione: "Mi appello ai cristiani di Treviso" Una festa all'insegna della musica, dell'enogastronomia e delle famiglie è quella che ha accolto ieri il senatore dell'Udc Rocco Buttiglione, in visita a Canizzano per sostenere la candidatura a sindaco di Paolo Camolei. E, con sguardo serafico, Buttiglione si è rivolto ai cittadini trevigiani con un appello: "Mi riferisco al popolo cristiano di Treviso, perché prenda coscienza di sé e operi la giusta decisione di voto". Parole di apprezzamento da parte del senatore per il candidato Camolei, tant'è che ne ha anche indossato la maglietta con logo e nome: "É una persona che può davvero rappresentare questo territorio".Molto entusiasmo, insomma, intorno a questa candidatura, tanto che Giacomo Masucci, anch'egli candidato nella lista dell'Udc che sostiene Camolei, azzarda previsioni davvero rosee: "Vogliamo essere ottimisti, crediamo di raggiungere in città il 7\%. Paolo è una persona che si impegna molto e nella sua lista ce ne sono altrettante ricche di idee e voglia di fare per il bene di Treviso".Scaramantico, Camolei abbozza: "Ho sentito numeri fra i più disparati, ma credo che alla fine non servano a molto. L'importante è lavorare e avere entusiasmo". E nonostante ieri la maggior parte della folla si fosse radunata in centro città per ascoltare Beppe Grillo, nel capannone di Canizzano sono transitate tante famiglie, giovani e anziani: "É andato tutto bene, oltre ogni aspettativa". E di fornte alla malevola accusa di dilapidare un patrimonio per questa campagna elettorale, Camolei risponde con un sorriso: "Non crediate, oggi ho speso solo per l'affitto del capannone, il resto è tutto volontariato. Musica gratis grazie al gruppo che si è offerto di venire, poi c'è stato qualcuno che ha portato quattro forme di formaggio, un amico ha messo le soppresse, io ho portato lo spek che avevo a casa". Insomma, una sorta di sagra nazional popolare che a quanto pare è piaciuta e potrebbe anche risultare vincente.b.m.

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David Borrelli sindaco della città? É un'ipotesi improbabile (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

David Borrelli sindaco della città? É un'ipotesi improbabile anche per lo stesso Beppe Grillo che però non si dispera e rivela il vero obiettivo dell'operazione grillini, quella che ha visto nascere in tutta Italia liste civiche che si ispirano ai valori promossi dal comico genovese: "Diffondere il virus" e far entrare nei consigli comunali almeno uno di questi rappresentanti del popolo "per cambiare le cose dal basso".Lo stesso comico, ieri in piazzale Burchiellati per il comizio pre elettorale al fianco el candidato sindaco David Borrelli, sembra avere i piedi ben piantati per terra per quanto riguarda i probabili risultati alle prossime amministrative: "Io dico sempre a loro che non ce la faranno ad entrare in consiglio comunale, me se anche uno solo ci riuscisse sarebbe un successo. Questi ragazzi hanno un entusiasmo straordinario - ha precisato - ma con un budget di 2mila euro per la comunicazione i mezzi di stampa non gli danno spazio". Secondo Grillo questo è solo l'inizio e, nonostante Treviso appaia una città "fidelizzata" alla Lega o più in generale al Centrodestra, qualcosa, a suo parere, può cambiare: "Basterebbe che anche uno solo di questi ragazzi riuscisse ad entrare in consiglio comunale con una web cam e il suo computer: gli altri sarebbero rovinati a vita". É dunque proprio questo il progetto, diffondere il "virus" targato Beppe Grillo, che dovrebbe riportare la politica nelle mani dei cittadini: "I consigli andrebbero fatti in piazza, i cittadini dovrebbero valutare le proposte più importanti e non essere chiamati solo per decidere chi esce dalla casa del Grande Fratello". Partecipazione, è stata questa la parola d'ordine accolta dalle settemila persone in piazza con scrosci di applausi e risate. Ora però il testimone passa ai Grillini che dovranno essere capaci di coinvolgere gli elettori con lo stesso entusiasmo e carisma del loro modello.b.m.

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Un Beppe Grillo scatenato ha tenuto in pugno ieri, in (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Un Beppe Grillo scatenato ha tenuto in pugno ieri, in piazzale Burchiellati, settemila persone "abituate a lavorare e non lamentarsi mai, ma con le facce tristi". Un Grillo, in questo comizio pre elettorale, concentrato più su tematiche nazionali che su quelle venete e trevigiane, tanto da non approfittare della "location" neppure per attaccare il vicesindaco Gentilini, in passato da lui aspramente criticato durante gli spettacoli. "La mia vendetta è non parlarne più", ha detto sogghignando con quell'aria fra il diabolico e il dispettoso che tanto ammalia le folle. Il suo obiettivo, ieri, era un altro: presentare la lista dei Grillini, far parlare loro della città, dargli fiducia anche se, per sua stessa ammissione, "sarà difficile riuscire ad entrare in consiglio comunale". Il problema sta, secondo il comico genovese, nei media che informano poco e male i cittadini, ma anche "nella poca trasparenza del Comune e, talvolta, negli stessi elettori che non vogliono essere informati".I Grillini erano tutti in piazza, maglietta d'ordinanza con logo della lista, telecamere alla mano e sorriso stampato in faccia di fronte alla visione del loro guru. É stato un turbinio di interventi dal palco, di grida di ammonimenti al candidato sindaco David Borrelli da dietro le quinte: "Parla più forte e non dire stupidaggini che il microfono che è ancora aperto". Grillo non ha tradito le aspettative della folla e i messaggi importanti sono filtrati fra le mille battute: quelle contro i politici condannati, i partiti, contro Giuliano Ferrara colpito da un uovo, "uovo del quale ho preso le difese", contro i mezzi d'informazione che "tengono sotto coma farmacologico la popolazione", gli editori, i palazzinari, contro le leggi che governano l'economia e perfino contro il credito al consumo: "vi faccio solo una raccomandazione - ha detto agli spettatori - non comprate niente a debito, qualsiasi cosa sia. Perché i supermercati dell'usura hanno disintegrato il risparmio: vi danno un frigorifero e poi vi portano via la casa". Una raffica di parole per dire alla gente di riappropiarsi della cosa pubblica, per far rinascere la voglia di partecipazione : "Tanto il futuro del governo che verrà eletto durerà al massimo un anno e mezzo, visto che avremo molti debiti e deve ancora arrivare l'onda dei mutui sub prime americani che sta già travolgendo molte fra le più importanti banche internazionali".A margine del suo intervento, Grillo ha anche commentato la mancata assegnazione del bollino "di garanzia" alla lista di Mirella Tuzzato che, proprio ieri, se ne era molto lamentata. Il bollino altro non è che una certificazione "di qualità" concessa da Grillo a quelle liste con candidati non iscritti ai partiti e senza precedenti penali. "Non ne ero al corrente - ha spiegato il comico -. Non me ne occupo direttamente, ma se questa lista corrisponde ai canoni che esigiamo sono certo che lo avrà".Prossimo appuntamento, ha ricordato infine Grillo, sarà il 25 aprile, nel secondo V-day. Si parlerà di informazione e verranno raccolte le firme per togliere i finanziamenti ai giornali, cancellare l'Ordine dei giornalisti e abolire la legge Gasparri, "mandando Emilio Fede a quel paese nel cyberspazio", ha concluso Grillo sparendo poi fra la folla di persone che lo aspettava.Beatrice Mani.

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Treviso NOSTRO SERVIZIO Un arrabbiatissimo Beppe (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

TrevisoNOSTRO SERVIZIOUn arrabbiatissimo Beppe Grillo ha arringato una folla di settemila persone ieri a Treviso. Il comico genovese, in visita elettorale per promuovere le liste dei Grillini alle comunali, non ha risparmiato nessuno: critiche feroci ai mezzi d'informazione "che tengono sotto coma farmacologico le coscienze dei cittadini", contro la classe politica "allo sbando", il sistema che governa l'economia, il credito al consumo che prosciuga le tasche degli acquirenti". Nel contempo, Grillo ha spronato la folla a riappropiarsi della cosa pubblica, a diffondere questo concetto partecipando alla gestione di Comuni e Regioni, diffondendo "come un virus" questo modo di pensare.Famiglie con bambini, tanti giovani, qualche pacifista arrotolato nella bandiera color arcobaleno: la folla che ha invaso ieri la piazza trevigiana e le mura cittadine era eterogenera. "Siete tantissimi, ma lo so, è perché non pagate una lira. Voi siete persone in gamba, che lavorano e non si lamentano, ma le vostre facce sono tristi", ha subito esordito. Applausi immediati, dopodiché un appello davvero sui generis alle forze dell'ordine: "Dico a voi, anche a quelli della Digos, che lo so che ci siete là in mezzo: sono stato in piazze come queste, piene di gente, mentre in quelle accanto c'erano magari Fini o Bertinotti con un centinaio di persone. E voi lì a proteggerli. Ma non sono loro quelli da proteggere, il vostro nemico è dall'altra parte". Naturalmente il comico non ha potuto trattenersi dall'accennare a Mastella, suo cavallo di battaglia, ma ormai uscito dalla scena politica nazionale, facendogli però subentrare un nuovo bersaglio sul quale, c'è da giurarci, si scatenerà nei prossimi discorsi pubblici: "Mi dispiace che Mastella sia andato via, avrei potuto fare il comico fino a 92 anni. Ma ora c'è Ferrara. L'altro giorno mi hanno chiesto di commentare l'episodio dell'uovo lanciatogli, di prenderne le difese insomma: naturalmente ho preso le difese dell'uovo". Dopo aver scaldato il pubblico, si è concentrato sulle tematiche alla base del suo pensiero: "Il voto non è un diritto perché presupporrebbe di ottenere un qualche beneficio che però va a un altro che va in Parlamento a 25mila euro al mese. E allora il 13 e il 14 faccio una scelta a mio beneficio: vado a pescare". E ancora Grillo si è scatenato parlando della presenza nei governi (passati, presenti e futuri) di politici condannati in primo grado di giudizio, ha ribadito la sua idea di bloccarne la carriera dopo due legislature, ha commentato le ultime vicende di cronaca, come l'affair Malpensa e l'assegnazione dell'Expò del 2015 a Milano: "Hanno chiuso l'aeroporto e il giorno stesso inaugurato una strada da 250milioni di euro che va proprio da Torino a Malpensa. L'Expò? Abbiamo vinto l'asta contro la Turchia, un paese che è indietro di vent'anni". Una raffica di parole, battute, attacchi, parolacce, urla, risate: questo è stato ieri Beppe Grillo che ha dato a tutti appuntamento al 25 aprile, per il secondo V-day nazionale, quello dedicato all'informazione.Beatrice Mani.

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Il presentatore ideale? Rimini 'incorona' Fiorello (sezione: Grillo)

( da "RomagnaOggi.it" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Sei in news/Prima pagina, data 07.04.2008, orario 16:14. Il presentatore ideale? Rimini 'incorona' Fiorello RIMINI - Fiorello si conferma uno degli artisti più apprezzati del momento, non solo dal pubblico ma anche dalle aziende italiane. Il popolare show man siciliano figura infatti al primo posto della speciale classifica dei migliori conduttori di eventi stilata all'interno del SIB, la Mostra Internazionale delle Tecnologie per lo Spettacolo, Installazione e Broadcast, in fiera a Rimini fino a martedì. A ruota del conduttore siciliano seguono Gerry Scotti ed Enrico Bertolino. La terza edizione del Monitor è stata realizzata da Astra Ricerche per ADC - Agenzia della Comunicazione: una ricerca quali/quantitativa sul settore degli eventi in Italia che quest'anno ha per la prima volta preso in considerazione anche il panorama europeo. Un panel rappresentativo di oltre 300 aziende che investono in comunicazione si è espresso sul proprio rapporto con gli eventi in generale e con le agenzie che li progettano. Alla domanda sui migliori conduttori di eventi il campione intervistato non ha avuto dubbi: Fiorello conquista la vetta con il 18% dei consensi staccando al 13% Gerry Scotti, altro volto noto della televisione italiana. In terza posizione, sfiorando il 9%, Enrico Bertolino che supera in quanto a consensi sia Claudio Bisio (5,7%) che Bruno Vespa (5,3%) il quale ha ricevuto le stesse indicazioni di Simona Ventura, unica donna della top ten, che a sua volta sopravanza di qualche frazione Enrico Mentana (5%). Seguono tra i primi dieci Paolo Bonolis (4%) e con il 2,7% Alessandro Cecchi Paone, Fabio Fazio e Beppe Grillo. Come testimoniano i dati del Monitor, condotto alla fine dello scorso anno e illustrato da Cosimo Finzi di Astra Ricerche, gli eventi in Italia stanno diventando un mezzo di comunicazione sempre più diffuso e utilizzato. Nel 2007 il ritmo di crescita degli investimenti in eventi è stato del 9,1%: il 55% degli utenti ha riservato a questo medium comunicazionale un budget costante rispetto all'anno precedente mentre il 33% lo ha aumentato. E gli investimenti sono destinati a crescere sensibilmente durante il 2008 e anche nel prossimo anno: il 45% prevede un aumento del budget per eventi nel prossimo biennio, il 51% si manterrà stabile mentre solo il 5% investirà di meno. Fatti i conti il mercato degli eventi ha avuto negli ultimi anni tassi di crescita che nessun altro mezzo di comunicazione, tranne Internet, può vantare. Le stime di Astra Ricerche sulla base dei monitor effettuati in questi anni per conto di ADC indicano che nel 2005 sono stati investiti in eventi 960 milioni di euro, che nel 2006 sono diventati 1100 milioni (+14,5 %), 1.200 lo scorso anno (+9,1%) ed entro il 2009 raggiungeranno i 1.400 milioni (+16,6% nel biennio). La crescita degli eventi in Italia è avvenuta a discapito di altre forme di comunicazione: pubblicità (il 72% degli intervistati), sponsorizzazioni e pubbliche relazioni (10%), fiere (8%), promozioni e anche internet (6%). Rispetto ai mezzi classici i più penalizzati dalla scelta degli eventi sono stati i periodici (56% del campione), i quotidiani (47%) e le tv (27%) mentre gli eventi hanno avuto un minore impatto su pubblicità esterna, affissioni e radio. Tra gli eventi più organizzati nel 2007 svettano gli eventi interni all'azienda, i congressi e i convegni (70%), al di sopra del 60% le convention aziendali e il lancio di nuovi prodotti, attorno al 50% i roadshow e gli eventi b2b, gli eventi on line invece si sono assestati al 25%. Per il prossimo biennio gli eventi interni all'azienda rimarranno al 74%, seguiti da lanci di nuovi prodotti (69%), convegni e congressi (68%) e convention (64%), poi eventi b2b, roadshow, eventi no profit. Le città ideali in cui organizzare eventi sono risultate Milano (43%) e Roma (27%) seguite da Venezia (5%), Firenze e Torino (4,7%). Tra le città straniere vince il fascino di Parigi (24%), poi Londra (18%) e Barcellona (12%) Le location preferite rimangono per il momento quelle classiche (hotel, sede aziendale o congressuale) seguite a ruota da ville, castelli, musei e anche i luoghi all'aperto (parchi, piazze, vie, spiagge). In crescita spazi polifunzionali e locali di tendenza. Crescono gli investimenti in eventi e contestualmente anche le aspettative della domanda. Molto importanti per il cliente di un'agenzia di eventi sono il rispetto delle promises (tempi, obiettivi ecc) e della capacità professionale (risorse competenti, capacità organizzativa, affidabilità ecc), il fatto che l'agenzia sia propositiva, innovativa e creativa. Le criticità evidenziate dal campione in base alle esperienze passate riguardano la professionalità e la preparazione del personale, così come la difficoltà nel comprendere le esigenze del cliente e relazionarsi con esso e la creatività espressa. Critiche anche ai prezzi troppo alti e superiori al preventivo iniziale. L'espansione del mercato degli eventi in Italia risulta perfettamente in linea con l'evoluzione del settore in Europa. Per la prima volta infatti il Monitor fotografa anche le dinamiche in atto nel resto del vecchio continente. L'indagine Astra ha coinvolto anche 20 compagnie di Portogallo, Spagna, Francia, Regno Unito, Germania e Russia: il 60% degli intervistati prevede che gli eventi cresceranno più di altre forme di comunicazione e il 55% aumenterà gli investimenti nel settore a scapito principalmente della pubblicità in tv. La presentazione del Monitor è anche l'occasione per ADC Agenzia della Comunicazione di mostrare gli eventi più rappresentativi iscritti alla scorsa edizione dell'European Best Event Award, e introdurre le novità in cantiere per l'edizione 2008 che si terrà il 20 e 21 novembre a Torino. "Sarà un'edizione all'insegna del cambiamento - afferma Salvatore Sagone, Presidente di ADC Agenzia della Comunicazione - Il Premio si dividerà in due: da un lato BEA Italia, dedicato esclusivamente alle agenzie/aziende italiane; dall'altro EuBEA a cui potranno partecipare tutte le società con sede in Europa (Italia compresa). L'altra grande novità è rappresentata dal BEA Expo Festival, una ricca kermesse con un programma articolato che da un lato proporrà incontri professionali, seminari, convegni e workshop, dall'altro presenterà un vero e proprio spazio espositivo in cui società, agenzie e fornitori di servizi potranno dar saggio delle loro abilità e professionalità parlando il linguaggio a loro più consono, quello degli eventi. Il Bea Expo Festival sarà il vero punto di riferimento per tutto il mercato europeo del settore". All'incontro intervengono anche Francesca Soncini della Direzione Comunicazione, Turismo e Promozione Città di Torino e Alessandra Montresor, Responsabile Comunicazione e Marketing di It's Cool che presenta la neonata Consulta degli Eventi, organizzazione che fa parte di AssoComunicazione, illustrandone le finalità e i progetti sui quali si impegnerà nei mesi futuri per creare una maggior cultura su questo straordinario mezzo di comunicazione.

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RIMINI - Il Sib 'incorona' Fiorello come presentatore ideale (sezione: Grillo)

( da "RomagnaOggi.it" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Sei in news/Rimini, data 07.04.2008, orario 16:21. RIMINI - Il Sib 'incorona' Fiorello come presentatore ideale RIMINI - Fiorello si conferma uno degli artisti più apprezzati del momento, non solo dal pubblico ma anche dalle aziende italiane. Il popolare show man siciliano figura infatti al primo posto della speciale classifica dei migliori conduttori di eventi stilata all'interno del SIB, la Mostra Internazionale delle Tecnologie per lo Spettacolo, Installazione e Broadcast, in fiera a Rimini fino a martedì. A ruota del conduttore siciliano seguono Gerry Scotti ed Enrico Bertolino. La terza edizione del Monitor è stata realizzata da Astra Ricerche per ADC - Agenzia della Comunicazione: una ricerca quali/quantitativa sul settore degli eventi in Italia che quest'anno ha per la prima volta preso in considerazione anche il panorama europeo. Un panel rappresentativo di oltre 300 aziende che investono in comunicazione si è espresso sul proprio rapporto con gli eventi in generale e con le agenzie che li progettano. Alla domanda sui migliori conduttori di eventi il campione intervistato non ha avuto dubbi: Fiorello conquista la vetta con il 18% dei consensi staccando al 13% Gerry Scotti, altro volto noto della televisione italiana. In terza posizione, sfiorando il 9%, Enrico Bertolino che supera in quanto a consensi sia Claudio Bisio (5,7%) che Bruno Vespa (5,3%) il quale ha ricevuto le stesse indicazioni di Simona Ventura, unica donna della top ten, che a sua volta sopravanza di qualche frazione Enrico Mentana (5%). Seguono tra i primi dieci Paolo Bonolis (4%) e con il 2,7% Alessandro Cecchi Paone, Fabio Fazio e Beppe Grillo. Come testimoniano i dati del Monitor, condotto alla fine dello scorso anno e illustrato da Cosimo Finzi di Astra Ricerche, gli eventi in Italia stanno diventando un mezzo di comunicazione sempre più diffuso e utilizzato. Nel 2007 il ritmo di crescita degli investimenti in eventi è stato del 9,1%: il 55% degli utenti ha riservato a questo medium comunicazionale un budget costante rispetto all'anno precedente mentre il 33% lo ha aumentato. E gli investimenti sono destinati a crescere sensibilmente durante il 2008 e anche nel prossimo anno: il 45% prevede un aumento del budget per eventi nel prossimo biennio, il 51% si manterrà stabile mentre solo il 5% investirà di meno. Fatti i conti il mercato degli eventi ha avuto negli ultimi anni tassi di crescita che nessun altro mezzo di comunicazione, tranne Internet, può vantare. Le stime di Astra Ricerche sulla base dei monitor effettuati in questi anni per conto di ADC indicano che nel 2005 sono stati investiti in eventi 960 milioni di euro, che nel 2006 sono diventati 1100 milioni (+14,5 %), 1.200 lo scorso anno (+9,1%) ed entro il 2009 raggiungeranno i 1.400 milioni (+16,6% nel biennio). La crescita degli eventi in Italia è avvenuta a discapito di altre forme di comunicazione: pubblicità (il 72% degli intervistati), sponsorizzazioni e pubbliche relazioni (10%), fiere (8%), promozioni e anche internet (6%). Rispetto ai mezzi classici i più penalizzati dalla scelta degli eventi sono stati i periodici (56% del campione), i quotidiani (47%) e le tv (27%) mentre gli eventi hanno avuto un minore impatto su pubblicità esterna, affissioni e radio. Tra gli eventi più organizzati nel 2007 svettano gli eventi interni all'azienda, i congressi e i convegni (70%), al di sopra del 60% le convention aziendali e il lancio di nuovi prodotti, attorno al 50% i roadshow e gli eventi b2b, gli eventi on line invece si sono assestati al 25%. Per il prossimo biennio gli eventi interni all'azienda rimarranno al 74%, seguiti da lanci di nuovi prodotti (69%), convegni e congressi (68%) e convention (64%), poi eventi b2b, roadshow, eventi no profit. Le città ideali in cui organizzare eventi sono risultate Milano (43%) e Roma (27%) seguite da Venezia (5%), Firenze e Torino (4,7%). Tra le città straniere vince il fascino di Parigi (24%), poi Londra (18%) e Barcellona (12%) Le location preferite rimangono per il momento quelle classiche (hotel, sede aziendale o congressuale) seguite a ruota da ville, castelli, musei e anche i luoghi all'aperto (parchi, piazze, vie, spiagge). In crescita spazi polifunzionali e locali di tendenza. Crescono gli investimenti in eventi e contestualmente anche le aspettative della domanda. Molto importanti per il cliente di un'agenzia di eventi sono il rispetto delle promises (tempi, obiettivi ecc) e della capacità professionale (risorse competenti, capacità organizzativa, affidabilità ecc), il fatto che l'agenzia sia propositiva, innovativa e creativa. Le criticità evidenziate dal campione in base alle esperienze passate riguardano la professionalità e la preparazione del personale, così come la difficoltà nel comprendere le esigenze del cliente e relazionarsi con esso e la creatività espressa. Critiche anche ai prezzi troppo alti e superiori al preventivo iniziale. L'espansione del mercato degli eventi in Italia risulta perfettamente in linea con l'evoluzione del settore in Europa. Per la prima volta infatti il Monitor fotografa anche le dinamiche in atto nel resto del vecchio continente. L'indagine Astra ha coinvolto anche 20 compagnie di Portogallo, Spagna, Francia, Regno Unito, Germania e Russia: il 60% degli intervistati prevede che gli eventi cresceranno più di altre forme di comunicazione e il 55% aumenterà gli investimenti nel settore a scapito principalmente della pubblicità in tv. La presentazione del Monitor è anche l'occasione per ADC Agenzia della Comunicazione di mostrare gli eventi più rappresentativi iscritti alla scorsa edizione dell'European Best Event Award, e introdurre le novità in cantiere per l'edizione 2008 che si terrà il 20 e 21 novembre a Torino. "Sarà un'edizione all'insegna del cambiamento - afferma Salvatore Sagone, Presidente di ADC Agenzia della Comunicazione - Il Premio si dividerà in due: da un lato BEA Italia, dedicato esclusivamente alle agenzie/aziende italiane; dall'altro EuBEA a cui potranno partecipare tutte le società con sede in Europa (Italia compresa). L'altra grande novità è rappresentata dal BEA Expo Festival, una ricca kermesse con un programma articolato che da un lato proporrà incontri professionali, seminari, convegni e workshop, dall'altro presenterà un vero e proprio spazio espositivo in cui società, agenzie e fornitori di servizi potranno dar saggio delle loro abilità e professionalità parlando il linguaggio a loro più consono, quello degli eventi. Il Bea Expo Festival sarà il vero punto di riferimento per tutto il mercato europeo del settore". All'incontro intervengono anche Francesca Soncini della Direzione Comunicazione, Turismo e Promozione Città di Torino e Alessandra Montresor, Responsabile Comunicazione e Marketing di It's Cool che presenta la neonata Consulta degli Eventi, organizzazione che fa parte di AssoComunicazione, illustrandone le finalità e i progetti sui quali si impegnerà nei mesi futuri per creare una maggior cultura su questo straordinario mezzo di comunicazione.

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Viaggi gratis, Pecoraro si difende: "Contro di noi una bomba atomica" (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 07-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il ministro: "Prodi È caduto anche per colpa del pd" "Inchiesta di Woodcock? Mai fatto favori" Pecoraro Scanio: "Contro di me Golia ha usato la bomba atomica. Ma sono tranquillo" Pecoraro-Scanio MILANO - "Almeno a Berlusconi gli avvisi di garanzia glieli mandavano". Alfonso Pecoraro Scanio, durante la videochat con i lettori di Corriere.it, conferma di non aver ancora ricevuto notizie ufficiali dal pm di Potenza Woodcock a proposito dell'inchiesta su presunti casi di truffa e corruzione nella quale sarebbe coinvolto. Il ministro dell'Ambiente, esponente della "Sinistra-l'Arcobaleno", conferma comunque di sentirsi tranquillo, certo che la magistratura chiarirà le cose: "Non ho mai favorito nessuna società, né dando appalti né in altro modo" assicura Pecoraro Scanio. Tanto più, spiega, che la società coinvolta nell'inchiesta "è un'agenzia di viaggi che aveva avuto un appalto con il ministero durante il governo Berlusconi e con noi lo ha perso". "Certo - prosegue il ministro - è surreale sentirsi coinvolto in un'indagine di cui non ho notizia". CONTRO DI ME UNA BOMBA ATOMICA - Un lettore ipotizza che gli attacchi di questi mesi siano legati alla sua azione contro le opere inutili e i Cip6, e il ministro non esclude questa ricostruzione: "Noi avevamo la fionda - spiega Pecoraro - come Davide contro Golia, ma stavolta Golia ha usato la bomba atomica contro di noi". Però, avverte, "stiamo resistendo perché siamo dalla parte del giusto". Come mai ha ricevuto così poca solidarietà dai politici del suo stesso schieramento? "Non è vero - smentisce Pecoraro -. Basti pensare alle dichiarazioni di Fausto Bertinotti". RIFIUTI IN CAMPANIA - Molti lettori sollecitano il ministro dell'Ambiente sulla questione dei rifiuti a Napoli. "Ho fatto tutto ciò che potevo - risponde Pecoraro - Appena diventato ministro, ho subito fatto costituire una commissione ad hoc per incentivare la fuoriuscita dal commissariamento e avviare la raccolta differenziata. Era quello che si poteva fare. Ma se ci avessero dato retta quando è stato fatto il mega-appalto per i rifiuti in Campania, sicuramente non sarebbe capitato quello che è successo. Pentito sui termovalorizzatori? Sono allibito sulle mistificazioni fatte su questa vicenda. Tanto per fare un esempio: l'inceneritore di Acerra è stato bloccato dalla magistratura. L'immondizia in Campania deriva dal fallimento di un appalto vinto da una grande società, non dalla posizione dei Verdi". Favorevole alle dimissioni della giunta Bassolino? "Io credo che bisogna andare a nuove elezioni in Campania - afferma il ministro dell''Ambiente -. Fino a che ci sarà il commissario De Gennaro, però, è giusto sostenerlo. Dopodiché si torni al voto". Ma è ancora contrario al nucleare? "Più si andrà avanti nel tempo, più si vedrà che il tema delle scorie rappresenterà un dramma". VOTO UTILE - Molte le domande sulla campagna elettorale. Sul tema del voto utile, Pecoraro Scanio afferma che "se si vuole che in Parlamento vada chi si oppone ai Cip6 e ai grandi poteri, chi lotta per eliminare il precariato, per avere le energie alternative al posto del nucleare e del carbone, per estendere i diritti alle coppie di fatto, chi vuole pensioni più alte, deve votare noi. Il voto alla "Sinistra-l'Arcobaleno", inoltre, servirà a impedire il famoso inciucio del Veltrusconi, che è un organismo geneticamente modificato". Votereste la fiducia a Veltroni, in caso di vittoria del Pd? "Assolutamente no. In Parlamento voteremo la fiducia solo a Bertinotti, se riuscisse a vincere. Noi vogliamo un programma di sinistra, pacifista, ecologista e laico. Una grande coalizione? Siamo contrari, e cercheremo di fare in modo che nemmeno il Pd possa fare una sciocchezza del genere. Noi vogliamo che rinasca la possibilità di una grande alleanza di sinistra, così come avviene a Roma". GOVERNO PRODI - Pecoraro nega con nettezza le responsabilità dei partiti di sinistra nella caduta del governo Prodi. "Romano ha avuto molte difficoltà, e noi siamo stati molto critici con il suo governo. Ma proprio quando c'erano le risorse da dare ai lavoratori, c'è stata una pressione durissima delle forze centriste per evitare che fossero adottate scelte di sinistra. Colpa di Dini e Mastella, certo, ma anche del proclama di Orvieto di Veltroni". Tra l'altro, aggiunge Pecoraro, dopo la caduta di Prodi "il Pd aveva il pullman pronto e avevano prenotato gli spazi". Insomma, sintetizza Pecoraro, il Partito democratico "era avvisato della caduta del governo, e noi no". Ma lei è ancora ossessionato da Berlusconi? "Non siamo ossessionati. Però la "Sinistra-Arcobaleno" è l'unica che vuole ancora battersi per risolvere il conflitto di interessi. Il Pd invece ha dimenticato questo tema". OBIETTIVO 8% - Qual è il vostro obiettivo alle prossime elezioni? "Vogliamo ottenere l'8% in tutte le Regioni. In alcune ce la faremo sicuramente, in altre - come la Sicilia o il Veneto - abbiamo qualche difficoltà. Ma con i nostri candidati (la Borsellino, la Donati) puntiamo a superare questa soglia". È vero che voleva Vendola candidato premier? "Io sono un sostenitore di Vendola - conferma Pecoraro - perché in Puglia sta dimostrando cosa può fare una sinistra di governo. Detto questo, abbiamo scelto tutti insieme che Bertinotti fosse il nostro leader alle elezioni, e secondo me lo sta facendo molto bene". GLI ALTRI TEMI - Secondo lei, l'adozione potrà essere estesa alle coppie omosessuali? "La questione nasce più a monte - spiega il ministro. - Io credo che ai single debba essere riconosciuto il diritto di adottare. Per un bambino, è meglio avere un genitore piuttosto che stare in orfanotrofio". Chiedete il ritiro da tutte le missioni all'estero? "Non tutte - afferma Pecoraro. - Ci sono differenze evidenti. In Afghanistan la missione si è dimostrata assolutamente inefficace, i soldati non stanno lì per la pace. Diverso il discorso per la missione in Libano: lì si tratta davvero un tentativo di pacificazione, e infatti abbiamo votato a favore". È giusto candidare chi è condannato in via definitiva? "No, tanto è vero che noi non ne abbiamo candidato nessuno". Quale sarà la vostra politica sulle droghe? "In tutta Europa si segue un doppio binario: attacco alla criminalità che gestisce il traffico e non punibilità dei consumatori di quelle che noi chiamiamo "non droghe". Non bisogna criminalizzare i giovani che si fanno uno spinello". Suo fratello è diventato senatore per meriti personali? "Lo candidammo nel 2006 perché era stato assessore allo sport in diversi Comuni, nelle Marche e in Campania. Siccome poi è nata una campagna denigratoria nei suoi confronti e nei miei, ha deciso di non ricandidarsi". Cosa ne pensa del movimento di Beppe Grillo? "Condivido molte sue battaglie, come quella sul Cip6. Grillo è stato il primo a far vedere una macchina a idrogeno. Credo che svolga un ruolo importante nel far capire agli italiani che un'economia ecologista è possibile. Anche perché noi stiamo vivendo una campagna elettorale nel quale è assente il tema dei cambiamenti climatici mondiali". Germano Antonucci stampa |.

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