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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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tARTICOLI DEL  12-5-2008       #TOP



Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (29)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Morti di mafia tra collusioni e silenzi ( da "Corriere Adriatico" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: associazione Res Publica amici di Beppe Grillo, nella sala di Santa Maria Nuova, dal titolo Cultura della giustizia con relatori Benny Calasanzio Borsellino, Vincenzo Guidotto e Salvatore Borsellino; la sala infatti era piena e alcuni sono stati in piedi o seduti per terra. Molti i giovani, anche venuti dalla provincia (Cagli, Pergola,

Ernesto ferrero "noi, un luogo per il dialogo" - torino ( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Quindi il culmine con Marco Travaglio e Beppe Grillo, quest'ultimo però in diretta da casa sua, impegnati a prendere di mira il presidente del Senato Schifani. La morale della favola è che le polemiche, in un modo o nell'altro, fanno bene alla Fiera del Libro, soprattutto se a governare c'è il centrodestra.

Dagli sportivi agli scrittori oggi arrivano i piemontesi - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Dagli sportivi agli scrittori oggi arrivano i piemontesi PAOLO GRISERI Annullato l'appuntamento con Beppe Grillo (due volte in meno di un mese sarebbe stata una dose notevole per la città di Torino), oggi Librolandia si dedica soprattutto alla città e alla regione. I personaggi nazionali che hanno animato i primi quattro giorni lasciano il posto alle star e alle iniziative locali.

La giovane partigiana della holden ( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo che da casa sua difende Marco Travaglio e attacca il presidente del Senato Schifani. L'unico a non fare l'italiano vero è Piero Fassino. Si limita a dire che Librolandia è bellissima. Ma per il resto ecco la consueta Italia discorde, le poco amate sponde, il ballo del rigodon di sempre, la disunità plurisecolare.

Portofino, attenti a quei due grillo e vespa a spasso nel borgo ( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo e Vespa a spasso nel borgo Animali da spettacolo, Beppe Grillo il comico e Bruno Vespa l'eminenza televisiva. L'attore genovese ha costruito una carriera urlando, il conduttore di "Porta a porta" è l'uomo che sussurrava ai cardinali. Il fotografo Alberto Pugliese li ha ritratti ieri a Portofino (dove Vespa ha moderato un convegno sul futuro della comunicazione organizzato

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: mail Grillo e Travaglio voci scomode per i censori Dagli schermi della Rai Beppe Grillo dice cose (interessanti) su Umberto Veronesi e su altre persone e scoppia il finimondo. Travaglio dice cose su Renato Schifani ed è un altro finimondo. Si urla allo scandalo, alla diffamazione, all'uso criminoso del sevizio pubblico.

Travaglio fa vergognare anche il dg della Rai Cappon ( da "Tempo, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Dieci giorni fa era stato il conduttore di Annozero con una puntata incentrata sulla figura di Beppe Grillo (e sul suo V-Day2 in cui il comico aveva attaccato addirittura il Capo dello Stato) a costringere i vertici Rai ad un intervento immediato. Stavolta ci pensa il giornalista con la sua partecipazione, sabato sera, alla trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa.

ASCOLI - Ascolani al mare, città piena di turisti e manifestazioni riuscite oltre ogni ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Associazione ricerca sul cancro, agli immancabili Amici di Beppe Grillo, alla raccolta per la donazione e il trapianto di organi, fino alla raccolta per il progetto "Sostegno alle famiglie" cui hanno aderito i partecipanti ad "Ascolinbici" con l'assessore Gianni Silvestri a distribuire i premi messi in palio da Ceci e Megnitte.

Si fa presto a dire trasparenza ( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come teme Beppe Grillo, Savonarola ad alto reddito. È certo invece che abbiano seminato il panico tra i direttori del personale di parecchie aziende e contribuito ad alimentare l'italianissimo sentimento di invidia sociale. Se lo scopo della pubblicazione era tuttavia di andare un po' al di là del gossip e promuovere un severo confronto tra la coscienza dell'

Ma a pagare sono sempre gli stessi ( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 000 euro di Beppe Grillo. È confermato che alla Mediaset (azienda in utile) si guadagna più che alla Rai (azienda in deficit). Ma a Viale Mazzini sembrano non esistere criteri precisi di merito: la direttrice delle teche (l'archivio dei filmati), Barbara Scaramucci, guadagna un po' meno di Paolo Ruffini, direttore di Raitre.

Il grillo sparlante colpito e affondato ( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?

Sconfitti dalle loro bugie ( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?

Onore a Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".

INFORMAZIONE / GRILLO: BOICOTTEREMO IL PAGAMENTO DEL CANONE ( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: con i suoi tg e quotidiani nazionali, resta nel mirino del comico Beppe Grillo, ospite questa mattina all'Università delle Marche per la conferenza "globalizzazione e internet" del premio nobel Joseph Stiglitz. "Dopo il V Day del 25 aprile - ha spiegato il comico genovese - non si torna più indietro in fatto di informazione regime.

POLITICA / GRILLO: CHIAMARE NAPOLITANO "MORFEO" NON E' ( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Tra i meetup marchigiani la presenza di Beppe Grillo alla conferenza "sulla globalizzazione e internet" del nobel Joseph Stiglitz alla facoltà di Economia dell'Università Politecnica di Ancona, era data per certa da alcuni giorni. E infatti questa mattina il comico genovese ha fatto la sua incursione all'Ateneo delle Marche dove non ha risparmiato nessuno.

MERCOLEDI' L'AGCOM ESAMINA IL CASO TRAVAGLIO ( da "Agi" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Prevedibile come primo atto la richiesta alla Rai di documentazione sulla vicenda, cosi' come era avvenuto una settimana fa in relazione alla puntata del primo maggio di 'Annozero' imperniata sul V-Day di Beppe Grillo. (AGI) - Roma, 12 mag. -.

Caso Travaglio, Fazio verso sanzione ( da "Corriere.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria. All'ordine del giorno della riunione del Consiglio è previsto infatti, in sede di delibera, il "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo e le determinazioni conseguenti"

Travaglio, interviene l'Authority "La Rai vuole allontanarmi" ( da "Repubblica.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: imperniata sul V-Day di Beppe Grillo. Resta calda dunque la polemica aperta due giorni fa dal giornalista con le dichiarazioni sulle presunte ex frequentazioni mafiose del presidente del Senato. Parole che hanno innescato critiche durissime sia da parte della maggioranza che dell'opposizione, fatta eccezione per l'Idv.

Schifani, la parola ai cittadini ( da "AprileOnline.info" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Allo stesso modo, ritornerebbero gli odiosi "fantasmi di Bulgaria" se si preparasse in sordina un nuovo CdA Rai, fazioso e partitico e, magari, prendesse corpo un altro ostracismo contro Michele Santoro per aver dato risalto ad un comizio di piazza di Beppe Grillo.

SCHIFANI: MERCOLEDI' RIUNIONE AGCOM. VERSO SANZIONE A FAZIO ( da "Asca" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: prossimo per valutare eventuali provvedimenti da assumere nei confronti della trasmissione ''Che tempo che fa'' in seguito al caso Travaglio-Schifani. Si ipotizza una sanzione amministrativa a carico del conduttore Fabio Fazio. Sul tavolo dell'Autorita' anche la puntata di ''Annozero'' in cui fu dato ampio spazio al V-day2 di Beppe Grillo. vam/sam/ss.

Come sconfiggere l'antipolitica ( da "Opinione, L'" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: politiche e a cavalcare il loro malessere vi sono comici e cabarettisti tra i quali Beppe Grillo è il più illustre. Ad allontanare gli italiani dalla politica è il cosiddetto "teatrino" con tutto quel susseguirsi di ammiccamenti, dichiarazioni, affermazioni, smentite, accuse, ricatti, veti incrociati e così via, che a essere maligni spesso sembrano studiati per "stancare" la gente.

Beppe Grillo: ospite "imbucato" all'università di Ancona ( da "Quotidiano.it, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo Questa mattina come previsto, dalla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, il Premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz ha tenuto per gli studenti una lezione magistrale sulla economia politica della globalizzazione.

RAI/ FERRERO: INDECENTE CORO BIPARTISAN CONTRO TRAVAGLIO ( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: sempre bipartsan nei confronti di Santoro reo di aver mandato in onda alcuni interventi di Beppe Grillo dal V-day di Torino. Era prevedibile che il PDL tentasse di nuovo di imbavagliare l'informazione, come già accaduto nel precedente quinquennio berlusconiano. E' incomprensibile che il Pd gli dia una mano". Lo denuncia l'ex ministro Paolo Ferrero, candidato alla segreteria del Prc.

RAI/ RIFORMISTA: PDL NON CACCI TRAVAGLIO, E' SUA POLIZZA ( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: VITA E nemmeno Santoro e Grillo. Chi li ascolta vota a destra postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 12 mag. (Apcom) - Il Pdl non cacci Marco Travaglio, e nemmeno Michele Santoro o Beppe Grillo, "sono la vostra assicurazione sulla vita". Lo scrive il 'Riformista' in un editoriale sul numero di domani, dal titolo 'Signori della destra,

RAI/ GRILLO: ANCHE EL PAIS CONTRO SCHIFANI, !QUE VIVA ( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lo sostiene Beppe Grillo che, sul suo blog, non risparmia gli affondi e il sarcasmo sulla vicenda. "Il presidente del Senato Renato Schifani è indignato. E' in buona compagnia - scrive il comico - I vertici Rai sono indignati. Anna Finocchiaro è indignata.

Grillo duro con Fazio: "E'un impiegato". Vita:"Il caso Travaglio e' il caso Rai". Colombo attacca Violante ( da "Rai News 24" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 12 maggio 2008 Grillo duro con Fazio: "E'un impiegato". Vita:"Il caso Travaglio e' il caso Rai". Colombo attacca Violante Marco Travaglio e Renato Schifani "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche giornalisti, sono impiegati". Beppe Grillo risopnde così, con un attacco a Fabio Fazio, a chi gli chiede un commento sulle scuse presentate in tv dal conduttore di '

Travaglio su Schifani: la bufera non si placa. Per Fazio probabile sanzione ( da "Panorama.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria) vanno dal richiamo alla sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest'ultimo, secondo indiscrezioni, il provvedimento che verrà adottato. Intanto [5] Marco Travaglio reputa a rischio la sua partecipazione la trasmissione condotta da Michele Santoro.

Caso Travaglio/ Altre polemiche. Sanzioni contro Fazio. Schifani querela. Le accuse al presidente del Senato sul tavolo dell'Agcom pag.2 ( da "Affari Italiani (Online)" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 2008 15:50 --> GRILLO CONTRO FAZIO. Contro Fazio nel frattempo si scaglia Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati": è stata la risposta del comico genovese a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv dal conduttore di Che tempo che fa.

Caro Grillo ( da "Stampa, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,


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Morti di mafia tra collusioni e silenzi (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Interesse per l'incontro di Res Pubblica col fratello del giudice Borsellino. Replica a scuola Morti di mafia tra collusioni e silenzi FANO - Grande affluenza di pubblico venerdì sera all'incontro dall'associazione Res Publica amici di Beppe Grillo, nella sala di Santa Maria Nuova, dal titolo Cultura della giustizia con relatori Benny Calasanzio Borsellino, Vincenzo Guidotto e Salvatore Borsellino; la sala infatti era piena e alcuni sono stati in piedi o seduti per terra. Molti i giovani, anche venuti dalla provincia (Cagli, Pergola, Fossombrone), mentre si è notata l'assenza delle autorità e degli amministratori della città. Benny Calasanzio ha raccontato la propria vicenda personale, del nonno e dello zio, piccolissimi imprenditori di Lucca sicula, uccisi dalla mafia locale perché non si piegavano a pagare il pizzo, e ha messo in evidenza come siano tante le vittime della mafia che non essendo nomi eccellenti sono stati dimenticati dai media. Il professor Guidotto, per tanti anni consulente della Commissione parlamentare Antimafia, ha parlato a lungo della storia del fenomeno mafioso, dall'800 a oggi, delle infiltrazioni mafiose in tutta Italia, dovuta al fenomeno degli obbligati al soggiorno obbligato. L'intervento più atteso, quello del fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore, è stato del tutto all'altezza delle attese; dopo aver raccontato i 57 giorni che separarono l'omicidio del giudice Falcone, 23 maggio, da quello del fratello, 19 luglio '92, Salvatore Borsellino ha approfondito la questione esecutori - mandanti, mettendo in evidenza come sui secondi egli abbia forti sospetti su personaggi molto in vista delle istituzioni. Ieri il convegno è stato replicato davanti alle classi terze, quarte e quinte degli istituti medi di Fano, nell'aula magna dell Scientifico, dove oltre 200 ragazzi hanno ascoltato in religioso silenzio le parole dei tre relatori, fino alle 13, mostrando un forte interesse per la questione mafia.

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Ernesto ferrero "noi, un luogo per il dialogo" - torino (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cultura Ernesto Ferrero "Noi, un luogo per il dialogo" TORINO Prima le contestazioni contro Israele e l'allarme generale, rivelatosi del tutto infondato come ha rimarcato il sindaco Sergio Chiamparino, per il corteo della sinistra radicale filopalestinese. Poi, a salone avviato e consolidato dalla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, ancora e soprattutto politica. Si è registrata la passerella di alcuni esponenti del governo Berlusconi, da Bondi a Schifani, e si è proseguito con Fausto Bertinotti, che ha invitato a ripartire dalla "coscienza di classe". Quindi il culmine con Marco Travaglio e Beppe Grillo, quest'ultimo però in diretta da casa sua, impegnati a prendere di mira il presidente del Senato Schifani. La morale della favola è che le polemiche, in un modo o nell'altro, fanno bene alla Fiera del Libro, soprattutto se a governare c'è il centrodestra. Con un giorno d'anticipo rispetto alla chiusura odierna della manifestazione di Torino, Ernesto Ferrero, direttore della kermesse torinese, traccia un bilancio sostanzialmente positivo: "Sta andando benissimo, lo dimostra la folla straripante che domenica, passati finalmente allarmismi esagerati e paure, ha gremito letteralmente la fiera. Del resto, non è nemmeno vero che il corteo di sabato abbia svuotato il Lingotto. Chi era già dentro, ci è rimasto. Certo, le tensioni alimentate artificialmente e altri fattori, come lo sciopero dei trasporti pubblici di venerdì, hanno magari scoraggiato qualcuno, ma quando si è ritornati alla normalità non ci sono stati più problemi. E abbiamo avuto di nuovo i grandi numeri di sempre". Anche sull'invito a Israele, Ferrero non fa marcia indietro: "Assolutamente no, nessun ripensamento. Abbiamo avuto convegni e dibattiti con tantissimo pubblico e ospiti straordinari come Yehoshua, Appelfeld, Etgar Keret, Meir Shalev, l'irakeno Sami Michael, per non parlare degli altri. Che cosa volete di più? Si è capito che la Fiera del Libro è un luogo di dialogo e di confronto, non un posto blindato. Basterebbe soltanto ricordare quante persone hanno seguito l'incontro fra Enzo Bianchi e il rabbino Adin Steinsaltz, la presentazione del libro di Eugenio Scalfari, il dibattito con Travaglio, Santoro e De Magistris". Inossidabile Fiera del Libro, dunque. Ha avuto un inizio difficile, lo ha superato, ha recuperato nel finale con il suo oceano di convegni, relatori, personaggi famosi a vario titolo. Il prossimo anno, per par condicio, si cambia casacca: saranno di scena l'Egitto, con palestinesi e israeliani insieme (ma con il beneficio dell'inventario).

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Dagli sportivi agli scrittori oggi arrivano i piemontesi - paolo griseri (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina V - Torino L'incontro con Pessotto, i romanzieri noir di Torino e quelli adottati dalle scuole Dagli sportivi agli scrittori oggi arrivano i piemontesi PAOLO GRISERI Annullato l'appuntamento con Beppe Grillo (due volte in meno di un mese sarebbe stata una dose notevole per la città di Torino), oggi Librolandia si dedica soprattutto alla città e alla regione. I personaggi nazionali che hanno animato i primi quattro giorni lasciano il posto alle star e alle iniziative locali. Alle 10 alla terrazza Piemonte si insedia il comitato dei saggi dell'Arco latino, l'associazione delle provincie spagnle, francesi e italiane presieduta fino al prossimo anno da Antonio Saitta. Tra i saggi che dovranno orientare le scelte dell'Arco intervengono Predrag Matvejevic e Carlo Ossola. Alle 11,30 invece, allo spazio "Libro e cioccolato" del padiglione 3, l'assessore Alessandro Altamura e il presidente della Fondazione del Libro, Rolando Picchioni racconteranno le caratteristiche di "Portici di carta 2008", la manifestazione che nell'ultimo fine settimana di settembre anima di bancarelle il centro di Torino. "L'iniziativa ha ottenuto un grande successo lo scorso anno - dicono i vertici della Fiera - e ha fatto registrare in due giorni vendite molto alte, superiori agli 80 mila libri". Una media vicina a quelle registrate in questi giorni nei padiglioni del Lingotto per quella che si annuncia, anche nel 2008, la più lunga libreria del mondo. La storia recente di Torino diventa protagonista alle 12 in Sala Azzurra con la proiezione del documentario di Stefano Caselli e Davide Valentini "Anni spietati, una città e il terrorismo, Torino 1969-1982". L'occasione è l'incontro con Mario Calabresi autore di "Spingendo la notte più in là". Tocca a Ettore Boffano mettere sullo stesso palco due persone che hanno avuto, in modi diversi, la vita segnata dalla stagione del terrorismo. Tema decisamente più leggero alle 14 alla sala blu dove Elena Accati presenta il suo volume sui giardini del Piemonte interrogata da Marina Paglieri. Alle 14,30, nella sala azzurra Maurizio Crosetti modera il dibattito sulle tendenze della società italiana con Victoria Cabello, Paul Ginsborg, Aldo Grasso, Chiara Saraceno e Maria Teresa Siniscalco. Alle 18 al Caffè Pedrocchi Massimo Giletti presenta "La partita più importante", un'ora di colloquio con Gianluca Pessotto. Due appuntamenti torinesi chiudono la giornata alle 20: alla Sala Gialla viene proiettato "Izzu gtru, storie dal Traffic 2007", di Chiara Pacilli, Paolo Ferrari, Cristina Sardo e Giacomo Mosconi. Intervengono Max Casacci e Manuel Agnelli. Al Caffè Predocchi invece otto autori torinesi partecipano a "Il giallo oltre la cronaca. Torino raccontata dagli scrittori noir". L'ultimo appuntamento dei cinque giorni più tormentati della storia della Fiera sarà dedicato al tema che in teoria avrebbe dovuto rappresentarne il fulcro: "Ci salverà la bellezza?". Il dibattito chiuderà alle 20 gli incontri di Terrazza Piemonte.

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La giovane partigiana della holden (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina V - Torino La giovane partigiana della Holden La Fiera del Libro, fugata la immaginaria buriana, è ritornata a una italianissima normalità. Folla, pizzette, calura, beghe politiche de noantri. Ecco Bertinotti che sogna gli operai, il presidente della Regione Veneto Galan che ce l'ha con Napoli e i suoi rifiuti, Beppe Grillo che da casa sua difende Marco Travaglio e attacca il presidente del Senato Schifani. L'unico a non fare l'italiano vero è Piero Fassino. Si limita a dire che Librolandia è bellissima. Ma per il resto ecco la consueta Italia discorde, le poco amate sponde, il ballo del rigodon di sempre, la disunità plurisecolare. Il padano veneto. Dixit Galan: "I veneti, pur di non votare la sinistra, sono pronti a votare qualsiasi cosa". Anche lui. La partigiana improbabile. Sul muro della Holden, c'è chi sostiene che ci salverà "l'esproprio popolare" o proletario che sia. Si firma "Anna, giovane partigiana". Ma di che cosa? Ora e sempre Resistenza o desistenza? L'accomodante. "Dovevano venire Casini e D'Alema al convegno "Dentro la moschea". Non si sono visti. Al loro posto, comunque, è venuto Mario Borghezio". Dichiarazione di uno dello staff del salone. Viva l'arte, arcitaliana, d'arrangiarsi.

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Portofino, attenti a quei due grillo e vespa a spasso nel borgo (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina I - Genova Portofino, attenti a quei due Grillo e Vespa a spasso nel borgo Animali da spettacolo, Beppe Grillo il comico e Bruno Vespa l'eminenza televisiva. L'attore genovese ha costruito una carriera urlando, il conduttore di "Porta a porta" è l'uomo che sussurrava ai cardinali. Il fotografo Alberto Pugliese li ha ritratti ieri a Portofino (dove Vespa ha moderato un convegno sul futuro della comunicazione organizzato da Ericsson, con Enrico Mentana, Paolo Gentiloni e Antonio Calabrò) cogliendo le due facce della stessa medaglia. Hanno trascorso una domenica nel più mondano teatro della piazzetta, Beppe e Bruno. Una parentesi per poi tornare al palcoscenico abituale: la tribuna del fustigatore e il salotto del confessore.

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BREVI (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Segreto di Stato sui conti pubblici Giulio Tremonti e Tommaso Padoa-Schioppa si sono incontrati per il passaggio di consegne e in quella occasione è stata esclusa la presenza di qualsiasi tesoretto. Hanno discusso di soldi nostri, lo hanno fatto in un colloquio riservato, il popolo non deve sapere come stanno le cose né che fine fanno i soldi che provengono dalle tasse. Nella vicenda dei redditi on line quelli che si sono detti favorevoli a iniziative del genere hanno invocato la trasparenza.Gradiremmo la stessa trasparenza anche in occasione di incontri che hanno a che fare con le finanze pubbliche. Gradiremmo leggere su internet la trascrizione di quello che si sono detti il ministro che lascia e quello che subentra, un compito che spetterebbe all'Agenzia delle entrate perché a essa è stato delegato il compito di mettere in rete i nostri affari. Abbiamo tutti il diritto di sapere se le cose stanno male (e quello lo sappiamo) o se stanno peggio (lo sappiamo ma non si può dire). Il segreto di Stato di solito riguarda questioni che hanno a che fare con la sicurezza della nazione. Questa volta lo hanno esteso anche alle finanze pubbliche, se lo facesse l'amministratore delegato di una qualsiasi società collocata in Borsa verrebbe defenestrato. immediatamente. Mauro Testae-mail Con i redditi on line smascherati i furbi Dopo la pubblicazione su internet dei redditi degli italiani si è scatenato un vero putiferio assolutamente ingiustificato. Io sono fra quelli favorevoli alla pubblicazione e diffido quindi il Codacons o altri organismi simili a intraprendere, in mia vece, cause o battaglie contro il ministero delle Finanze. In un Paese moderno tutti devono sapere, e in che misura, chi contribuisce con le trattenute e le tasse alle spese del bilancio statale. Un po' mi vergogno dell'esiguità del mio reddito a paragone della sfacciata ricchezza di molti (in fondo dopo 40 anni di lavoro come metalmeccanico non potevo certo aspirare a una pensione più cospicua!) ma mi vergogno anche dell'esiguità dei redditi denunciati da professionisti, con studi e uffici ben avviati, commercianti, consulenti, amministratori ecc... Mi sono sbagliato, sono loro che dovrebbero vergognarsi, non io. Qualcuno ha ipotizzato che questa pubblicazione dei redditi avrebbe innescato fra i cittadini invidie, rancori o odio; certamente non si può amare chi, nascondendo i propri redditi, non paga la mensa scolastica, usufruisce dell'assistenza gratuita, ti supera nei concorsi, non paga la retta universitaria, viaggia sui mezzi pubblici con biglietto ridotto, ha diritto all'asilo pubblico per i figli... e chissà di quante altre agevolazioni usufruisce. Antonio Paretoe-mail Grillo e Travaglio voci scomode per i censori Dagli schermi della Rai Beppe Grillo dice cose (interessanti) su Umberto Veronesi e su altre persone e scoppia il finimondo. Travaglio dice cose su Renato Schifani ed è un altro finimondo. Si urla allo scandalo, alla diffamazione, all'uso criminoso del sevizio pubblico. Si invoca un ricambio dei vertici (per sistemarvi gli amici). Professionisti della censura che fanno le verginelle indignate. Il punto, invece, è che è dovere del servizio pubblico far sapere a tutti se qualcuno dice cose su personaggi di rilievo pubblico. Se poi quel che Travaglio sostiene è falso, l'interessato farà causa come è suo diritto e la vincerà e alla lunga chi va in tv a dire il falso non sarà più credibile e dunque verrà emarginato. Ma finora, ricordiamolo, Travaglio non ha mai subito condanne definitive nei processi per diffamazione intentati contro di lui: sarà per caso perché cita fatti e documenti e quindi le sue argomentazioni sono inattaccabili? Ecco cosa dà fastidio ai censori, che si scoprano le pulci dei padroni di cui sono servi sciocchi. Mauro Ottonelloe-mail Meglio remare insieme che fare governi ombra Ma che cosa rappresenta il governo ombra? Ammettendo che rappresenti qualche cosa questo fantomatico governo ombra avete visto i nomi in lizza, sono sempre gli stessi che hanno preso la batosta e ora piuttosto che scendere da cavallo si attaccano agli specchi e vogliono far credere a coloro che li hanno incautamente votati di essere pronti a rimettersi in gioco. Seguo piuttosto attento le cose della politica nei vari appuntamenti televisivi e in tutti i dibattiti trovo che coloro che hanno perso fanno il solito giochino preferito da una buona parte degli italiani e cioè lo scaricabarile, la colpa è sempre degli altri e trovo altresì una massiccia dose di arroganza e credo che questo sentirsi da sempre superiori agli altri abbia deciso negli elettori la voglia di farli scendere dal piedistallo nel quale si sentivano intoccabili in quanto "Casta privilegiata". Sarebbe l'ora che tutti cercassero di remare dalla stessa parte perché il nostro Paese ha problemi grossi i quali si risolvono con fatti e non parole e promesse e con gente seria e desiderosa di lavorare per il bene comune e non per curare il proprio giardinetto come si è fatto tuttora con il risultato che è sotto gli occhi di tutti. Tomaso MerelloGenova 12/05/2008.

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Travaglio fa vergognare anche il dg della Rai Cappon (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Travaglio fa vergognare anche il dg della Rai Cappon Dopo Michele Santoro, Marco Travaglio. Dieci giorni fa era stato il conduttore di Annozero con una puntata incentrata sulla figura di Beppe Grillo (e sul suo V-Day2 in cui il comico aveva attaccato addirittura il Capo dello Stato) a costringere i vertici Rai ad un intervento immediato. Stavolta ci pensa il giornalista con la sua partecipazione, sabato sera, alla trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa. Trasmissione durante la quale Travaglio ha duramente attaccato il presidente del Senato Renato Schifani. Il giornalista ha citato un brano del suo libro in cui si fa riferimento ai rapporti tra il neopresidente ed alcune persone condannate per mafia. Immediata la polemica, con il Pdl sulle barricate e viale Mazzini costretto a correre ai ripari. Già sabato sera il direttore di Raitre Paolo Ruffini si era dissociato stigmatizzando il comportamento del giornalista. Ieri è toccato al direttore generale Claudio Cappon prendere le distanze con una nota ufficiale letta in diretta da Fabio Fazio poco prima di cominciare la puntata domenicale di Che tempo che fa. Una nota in cui Cappon si è dissociato a nome dell'azienda e ha definito il comportamento di Travaglio "inaccettabile in qualsiasi programma del Servizio Pubblico" anche perché "mette in campo critiche, insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di contraddittorio". Il direttore generale avrebbe già preso contatti con le strutture aziendali per valutare le iniziative da prendere. Anche Fazio che sabato sera aveva sottolineato di non condividere le parole di Travaglio si è scusato pubblicamente con Schifani. Dal canto suo il presidente del Senato ha replicato a Travaglio dai microfoni del Tg1. "Si tratta di fatti inconsistenti e manipolati - ha spiegato - che non hanno dignità di generare sospetti. La verità è che qualcuno vuole minare il dialogo e il confronto costruttivo che ha caratterizzato l'inizio di questa legislatura". In ogni caso Schifani è certo che "se c'è qualcuno che deve pagare dei prezzi li pagherà, io sto pagando in queste ore, ma sono sereno, nessuno fermerà la mia azione". Nel frattempo, però, si infiamma la polemica politica. La maggioranza chiede sanzioni esemplari e, contro Travaglio, scende in campo anche il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro: "Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio". E mentre i consiglieri di amministrazione Rai Giuliano Urbani e Angelo Maria Petroni invocano una svolta radicale nella gestione dell'azienda, Antonio Di Pietro difende il giornalista. "Esprimo solidarietà a Marco Travaglio - dichiara - perchè ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti. Episodi che non possono essere cambiati o taciuti perché, da un giorno all'altro, una persona diventa presidente del Senato".

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ASCOLI - Ascolani al mare, città piena di turisti e manifestazioni riuscite oltre ogni (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di ANDREA FERRETTI ASCOLI - Ascolani al mare, città piena di turisti e manifestazioni riuscite oltre ogni migliore auspicio. E' stato questo il canovaccio della prima delle quattro domeniche senza auto in una città che, come confermato dal sindaco, "è stata riconosciuta da Legambiente Nazionale tra le migliori d'Italia a basso inquinamento atmosferico". Che non fa però cambiare idea su primo cittadino e assessori al Circolo ascolano di Legambiente i cui responsabili Diana Di Loreto e Paolo Prezzavento hanno trovato nell'Associazione "Amici della bicicletta" un valido alleato nell'attacco frontale lanciato al responsabile dell'Ambiente Claudio Travanti, al sindaco Piero Celani e al resto della giunta. La notizia che dovrebbe però far riflettere chi alla vigilia aveva dichiarato di non aderire ad "Ascolinbici" (un paradosso visto che si tratta degli Amici della bicicletta) è che ieri c'erano più persone in bici per le vie della città che non al Giro d'Italia! Il colorato serpentone (intere famiglie anche con bambini dall'equilibrio instabile sui pedali) si è snodato per vie e piazze toccando tutti i quartieri e le zone caratteristiche compreso "rrete li mierghie" scortati da vigili urbani in scooter. E' stata una domenica "straordinaria" per gli agenti municipali che hanno compiuto autentici salti mortali anche perché in concomitanza c'era anche la "Maratonina Cento Torri". Non solo ma, armati pure stavolta di pazienza fuori dal comune, gli uomini in divisa si sono dovuti barcamenare per dieci ore (dalle 9 alle 19) agli sbarramenti del Battistero, ponte di Porta Solestà, Lungotronto, via Dino Angelini e Piazzarola che hanno cinturato il cuore cittadino sottraendolo alla furia delle auto e dei soliti scooter impazziti. "Fare questo quattro volte all'anno non ha senso -ci ha detto uno degli addetti alla sorveglianza- perché trascorriamo dieci ore a discutere con i residenti ai quali viene concesso di uscire di casa ma di non poterci tornare". Affermazioni che in parte ricalcano quelle di Legambiente e AdB che hanno sottolineato come queste iniziative siano soltanto di pura facciata. In attesa delle prossime domeniche senza auto (8 giugno, 28 settembre, 12 ottobre) e dando un... colpo al cerchio e uno alla botte, sembra che alla fine abbiano proprio ragione tutti. Resta però inconfutabile che oltre 200 persone ad "Ascolinbici", 350 podisti alla Maratonina e centinaia di turisti hanno finito per trasformare il centro storico in una bolgia di iniziative pur se limitate quasi tutte alla prima parte della giornata. I turisti (da soli o accompagnati dalle guide) hanno potuto visitare Cattedrale e San Francesco (uniche chiese aperte) senza tralasciare le classiche foto-ricordo in piazza Arringo e piazza del Popolo per la gioia di bar e ristoratori. Da Siena e Udine i gruppi più numerosi ma all'Ufficio turistico si sono rivolti anche diversi stranieri, soprattutto americani e inglesi. Che evidentemente non avevano come obiettivo la mostra di Licini e il Museo della ceramica dove sono stati staccati pochissimi tagliandi. Ha riscosso decisamente maggiore successo la Pinacoteca. Intanto dopo i "ponti" del 25 aprile e il 1° maggio continua a restare chiuso l'Anfiteatro romano che quasi tutti i turisti chiedono (inutilmente) di visitare. Ma è stata anche la domenica dei... gazebo. Per tutti i gusti: da quello della Cartiera artigiana di Fabriano, alla vendita delle azalee per la raccolta dell'Associazione ricerca sul cancro, agli immancabili Amici di Beppe Grillo, alla raccolta per la donazione e il trapianto di organi, fino alla raccolta per il progetto "Sostegno alle famiglie" cui hanno aderito i partecipanti ad "Ascolinbici" con l'assessore Gianni Silvestri a distribuire i premi messi in palio da Ceci e Megnitte. Al chiostro di San Francesco, infine, hanno trovato spazio i componenti di "Torre Nera" l'associazione ascolana che si occupa di warhammer e giochi di gruppo per dare vita ad un torneo con gli amici provenienti da Offida e L'Aquila, prologo di una manifestazione nazionale che il 15 giugno sarà ospitata proprio ad Ascoli.

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Si fa presto a dire trasparenza (sezione: Grillo)

( da "Panorama" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

FUORI PORTA Si fa presto a dire trasparenza BRUNO VESPA La pubblicazione dei redditi su internet ha alimentato l'italianissimo sentimento di invidia sociale. Ma a guardare quei numeri troppi conti non tornano. Quando ero ragazzo all'Aquila negli anni Sessanta, la pubblicazione dei redditi sui giornali locali era un rito annuale insopprimibile, come la Pasqua e il Natale. Assistevamo con malcelata curiosità alla lotta costante per il primo posto tra il primario chirurgo dell'ospedale, Pasquale Ficara, e il commerciante più noto e più ricco, Severino Del Vecchio. Denunciavano più o meno la stessa cifra (6 milioni di lire) dando vita a un derby che appassionava la città. I giornali non facevano le distinzioni in uso oggi tra le categorie dei cosiddetti vip: si andava in ordine alfabetico e ciascuno vi trovava avvocati e farmacisti, notai (sempre nella parte alta della classifica) e commercianti (sempre nella parte bassa). Era una fotografia della nostra società e ciascuno ne traeva le conseguenze morali e politiche. Allora l'evasione fiscale era proporzionalmente superiore a quella d'oggi: la denuncia dei redditi era poco più che una lodevole opera di volontariato, al punto che all'inizio degli anni Settanta mi sentii chiedere da un amico se intendevo "concordare" con il fisco i miei primi stipendi di giornalista Rai per l'imposta "complementare". Lo Stato, insomma, non era ancora in grado di controllare fino in fondo il reddito fisso. Figuriamoci il resto. In quegli anni i cronisti andavano in municipio e copiavano diligentemente redditi e imposte. I registri restavano a disposizione del pubblico per un anno, gli impiegati annotavano il nome del richiedente e al dodicesimo mese passavano le liste per sempre in archivio. Si converrà che la pubblicazione perpetua su internet è altra cosa. Non so se questi dati ingolosiranno le associazioni professionali dei ladri e dei sequestratori di persona, come teme Beppe Grillo, Savonarola ad alto reddito. È certo invece che abbiano seminato il panico tra i direttori del personale di parecchie aziende e contribuito ad alimentare l'italianissimo sentimento di invidia sociale. Se lo scopo della pubblicazione era tuttavia di andare un po' al di là del gossip e promuovere un severo confronto tra la coscienza dell'onesto contribuente e quella dell'evasore incallito, temo che non abbia prodotto molti risultati. Ho ripensato a una colazione di molti anni fa con alcuni dei maggiori imprenditori friulani. Il discorso cadde sulle tasse e dinanzi a lamentele che mi sembravano spropositate chiesi ai miei commensali come mai uno soltanto di loro denunciasse al fisco più di me. Le risposte non furono esaurienti. Non mi sono perciò meravigliato di vedere ancora una volta il mio reddito largamente superiore a quello di notissimi e conclamati miliardari. Ho a mare un gozzo di 10 metri e so quanto mi costa: rispetto a certi transatlantici di miei "poveri" conoscenti non avrebbe nemmeno la dignità del tender. Si dice: attenzione, molti redditi sono nelle società. Già, ma queste società non distribuiscono mai gli utili? Il problema dell'evasione o dell'elusione fiscale non tocca tuttavia soltanto i vip. Nel 2005 il ministero dell'Economia ha censito 19.656.370 lavoratori dipendenti con un reddito medio annuo lordo di 20.470 euro. Ci sono poi 3.924.099 imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi a vario titolo che hanno dichiarato un reddito d'impresa o professionale medio di 19.360 euro, meno di 1.200 euro al mese al netto delle imposte. Meno dei lavoratori dipendenti. Su 39 milioni di contribuenti (ci sono anche 15 milioni di pensionati), soltanto 59 mila persone denunciano più di 200 mila euro all'anno, circa 10 mila netti al mese dividendo per 12 mensilità. Bene, in Italia esistono 74 mila auto di grossa cilindrata e 84 mila barche di ogni genere. Come la mettiamo? Ecco dunque che le liste di redditi da pubblicare dovrebbero essere più lunghe. Ne vedremmo delle belle.

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Ma a pagare sono sempre gli stessi (sezione: Grillo)

( da "Panorama" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Ma a pagare sono sempre gli stessi RENZO ROSATI Redditi online Dai dati pubblicati dall'Agenzia delle entrate emergono numerose stranezze. E una certezza: il peso fiscale grava sui soliti. Alla fine si torna al dilemma morettiano: "Mi si nota più se...". E dunque: mi si nota più se nel mio modello Unico esibisco tutta la geometrica potenza di un reddito a sei-sette cifre o se, grazie a una batteria di bravi commercialisti, mi tengo basso basso, quasi inesistente? Questione che emerge, per esempio, dalla dichiarazione 2005 dei fratelli Muccino. Gabriele, regista già affermato (Come te nessuno mai, L'ultimo bacio, Ricordati di me e una lunga serie di spot di lusso, dalle Pagine gialle alla Buitoni), benché quell'anno un po' in crisi ispirativa, denuncia un guadagno da impiegato: 28 mila euro. Silvio, di 15 anni più piccolo, attore cult delle ragazzine, dieci volte tanto: 269.290. L'anno dopo Gabriele, quasi a conferma di una strategia fiscale dell'essere ma non apparire, girerà negli Usa La ricerca della felicità, candidato all'Oscar, e lancerà la sua società di produzione, la Indiana record. Si direbbe che l'accoppiata regista-produttore faccia risparmiare un bel po' di tasse: lo stesso Nanni Moretti (una sfilza di successi da Palombella rossa ad Aprile, alla Stanza del figlio), nonché inventore dei girotondi anti Berlusconi, dichiara 71.800 euro: mica tanto. Stranezze? Certo non ne mancano negli elenchi dei contribuenti che l'ex viceministro Vincenzo Visco e il direttore dell'Agenzia delle entrate, Massimo Romano, hanno deciso di mettere su internet finché il garante della privacy Francesco Pizzetti non ne ha vietato la pubblicazione. A Torino (dove peraltro i calciatori della Juve guadagnerebbero più dei loro padroni, gli Agnelli) Marella Caracciolo, vedova dell'Avvocato, dichiara con un certo understatement poco più di 1 milione da utili di partecipazione, contro 1.824.000 di Luciana Littizzetto, lavoratrice autonoma, e decisamente first madam sotto la Mole. L'attrice-autrice-opinionista, insomma, per restare nel suo campo guadagna più di Andrea Camilleri (1,4 milioni), molto più del commentatore politico Sergio Romano (476 mila), del fondatore della Repubblica Eugenio Scalfari (418), e moltissimo più di Dario Fo (116 mila) che è pure premio Nobel. Fortuna che a ristabilire qualche certezza intervengono i redditi di Dolce & Gabbana. Coppia perfetta anche nei guadagni, così come fino a poco tempo fa nella vita: 29.708.000 Domenico, 29.651.000 Stefano. E rassicura anche che D & G, assieme, valgano appena un po' più di Giorgio Armani ma da solo (44.960.000). Bizzarro certo che Anna Falchi dichiari 3.808 euro, meno di una domestica; o che Afef Jnifen denunci un guadagno di 49.838, quanto un quadro di media impresa: sia pure all'ombra del consorte Marco Tronchetti Provera, 8.159.000 come "lavoratore dipendente" della Telecom. Ma curioso anche che Michele Santoro, nel 2005, abbia guadagnato appena 118.752 euro: sarà ancora stato in esilio dalla Rai, però era pure sempre parlamentare europeo (si dimette a ottobre di quell'anno per tornare in tv a Rockpolitik con Adriano Celentano). E a proposito di sinistra di lotta e teleschermo, la coppia Maurizio Costanzo-Maria De Filippi si conferma imbattibile: 4.290.000 euro lui, 3.980.000 lei. Chissà se negli ultimi due anni c'è stato il sorpasso. Sempre in tema di lotta, destinati a lasciare strascichi nel popolo dei meet-up i 4.257.000 euro di Beppe Grillo. È confermato che alla Mediaset (azienda in utile) si guadagna più che alla Rai (azienda in deficit). Ma a Viale Mazzini sembrano non esistere criteri precisi di merito: la direttrice delle teche (l'archivio dei filmati), Barbara Scaramucci, guadagna un po' meno di Paolo Ruffini, direttore di Raitre. E anche lì alcune stranezze, tipo il reddito zero di Corradino Mineo, direttore di Rai News 24: certo sarà tutto in regola. Conferme: i redditi top sono dei calciatori (semmai c'è da chiedersi perché a Roma Zebina prendesse più di Chivu e Mexes), dei divi tv e dei finanzieri. A cominciare dal Paperone d'Italia, Carlo Micheli, 38 anni, imponibile 101 e passa milioni, figlio di Francesco Micheli e una sfilza di poltrone e partecipazioni nella Milano che conta. Così come a Roma svetta Giancarlo Giglio, 13,5 milioni, consigliere d'amministrazione dell'Unità, proprietario di un'azienda, la Datamat, ceduta alla Finmeccanica. Insomma, restiamo un paese dove, rispetto a chi la ricchezza la produce, conta chi ci campa (e molto bene) su. Ma, a parte curiosità, gelosie e voyeurismi vari, che cosa dimostra l'operazione Visco, presentata all'insegna della trasparenza? Nulla. E ad ammetterlo, forse inconsapevolmente, sono proprio le statistiche fornite dall'Agenzia delle entrate. Il 70 per cento della ricchezza tassata viene dall'Irpef con una media di reddito di 17 mila euro per italiano (20 mila tenuto conto della no tax area). In media ogni famiglia guadagna circa 32 mila euro. In particolare, il 48 per cento di ciò che il fisco prende viene dal lavoro dipendente, il 37,8 da pensioni. L'Ires, l'imposta sulle società, è pagata solo da 1 milione di contribuenti. Le srl rappresentano l'84 per cento del totale, le spa si sono ridotte dal 7,2 per cento del 1994 al 4,7 del 2005. Nel 2005 il 51,1 per cento delle società di capitale, srl comprese, ha dichiarato imposte negative. Cioè zero tasse. Più delle imprese individuali dichiarano i professionisti: 33 mila euro a testa contro 14 mila delle prime. Ma i professionisti rappresentano solo l'1,9 per cento del totale dei contribuenti, contro il 5,6 delle imprese e l'80 per cento di dipendenti e pensionati. Conclusione: se volevamo una conferma che in Italia le tasse le pagano sempre i soliti, eccola servita. Altra conferma: si continua a usare il pugno di ferro contro i redditi da lavoro, alti o bassi che siano; e a infilare il guanto di velluto contro la ricchezza "statica": i grandi patrimoni immobiliari e mobiliari. Un paio di esempi? A Roma il principe Alessandro Torlonia dichiara poco meno di 300 mila euro e la principessa Alessandra Borghese, candidata senza successo dall'Udc al Senato, 12.765: tutto legale ovviamente. Ma allora dov'è la giustizia fiscale? Visco ha inasprito imposte e contributi sui redditi dichiarati, non ha praticamente toccato rendite e patrimoni, è andato al solito sul sicuro. E a che serve la trasparenza, se non a far venire un'altra po' di bile a chi sa leggere le cifre? A proposito dell'ex ministro: nel 2005 dichiara un reddito di 130 mila euro, il garante della privacy Francesco Pizzetti di 278.150 euro, il suo vice Giuseppe Chiaravalloti, già presidente della Regione Calabria, 291.458. Troppi? Pochi? Giudicate voi.

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Il grillo sparlante colpito e affondato (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Sconfitti dalle loro bugie (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il grillo sparlante colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Onore a Veltroni (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi responsabile e moderato. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura di Veltroni e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 3 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 51 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 38 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 48 ) " (4 voti, il voto medio è: 3.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 105 ) " (16 voti, il voto medio è: 4.31 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 42 ) " (15 voti, il voto medio è: 4.53 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (10 voti, il voto medio è: 4.3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (12 voti, il voto medio è: 4.42 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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INFORMAZIONE / GRILLO: BOICOTTEREMO IL PAGAMENTO DEL CANONE (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

RAI Dall'università di Ancona la nuova sfida del comico genovese postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Ancona, 12 mag. (Apcom) - Il mondo dell'informazione, con i suoi tg e quotidiani nazionali, resta nel mirino del comico Beppe Grillo, ospite questa mattina all'Università delle Marche per la conferenza "globalizzazione e internet" del premio nobel Joseph Stiglitz. "Dopo il V Day del 25 aprile - ha spiegato il comico genovese - non si torna più indietro in fatto di informazione regime. Non abbiamo più intenzione di tenerci i vari Riotta, Mimun, Saccà e compagnia bella. Per questo stiamo lanciando la proposta di boicottare il pagamento del canone della televisione di Stato".

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POLITICA / GRILLO: CHIAMARE NAPOLITANO "MORFEO" NON E' (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

UN'OFFESA Il comico alla conferenza del nobel Joseph Stiglitz, ad Ancona postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Ancona, 12 mag. (Apcom) - Tra i meetup marchigiani la presenza di Beppe Grillo alla conferenza "sulla globalizzazione e internet" del nobel Joseph Stiglitz alla facoltà di Economia dell'Università Politecnica di Ancona, era data per certa da alcuni giorni. E infatti questa mattina il comico genovese ha fatto la sua incursione all'Ateneo delle Marche dove non ha risparmiato nessuno. In primis l'ex viceministro dell'Economia Vincenzo Visco, che aveva chiesto all'Agenzia delle Entrate la pubblicazione dei redditi su Internet. "E' stato protagonista - ha detto il comico - di un atto criminoso. Ha pubblicato i redditi individuali per cercare di bloccare quelle persone perbene che stanno portando avanti progetti importanti per la vita del Paese". Da Visco poi si è passati alla puntata di "Anno zero" in cui è stata fatta ascoltare la critica di Grillo nei confronti del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Mi viene da ridere - ha commentato il comico - se penso alle accuse che mi hanno rivolto dopo che mi sono limitato a soprannominare Napolitano "Morfeo". Pensa che offesa che ha arrecato al presidente".

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MERCOLEDI' L'AGCOM ESAMINA IL CASO TRAVAGLIO (sezione: Grillo)

( da "Agi" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Bufera sul giornalista dopo le dichiarazioni su schifani MERCOLEDI' L'AGCOM ESAMINA IL CASO TRAVAGLIO L'Autorita' garante nelle comunicazioni si occupera' della puntata di sabato scorso di 'Che tempo che fa' in onda su Raitre e delle dichiarazioni di Marco Travaglio relativamente al presidente del Senato, Renato Schifani. L'argomento e' stato infatti subito inserito nell'ordine del giorno dei lavori dell'Authority presieduta da Corrado Calabro'. Prevedibile come primo atto la richiesta alla Rai di documentazione sulla vicenda, cosi' come era avvenuto una settimana fa in relazione alla puntata del primo maggio di 'Annozero' imperniata sul V-Day di Beppe Grillo. (AGI) - Roma, 12 mag. -.

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Caso Travaglio, Fazio verso sanzione (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

La polemica Caso Travaglio, Fazio verso sanzione Mercoledì il Consiglio dell'Agcom: sul tavolo anche la vicenda che riguarda Santoro e lo spazio dato a Grillo Fazio e Travaglio a "Che tempo che fa" (Omega) ROMA - L'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni si preparerebbe a prendere provvedimenti nei confronti della trasmissioni di Fabio Fazio Che tempo che fa, in onda il sabato e la domenica su RaiTre, per le dichiarazioni fatte da Marco Travaglio sul presidente del Senato Renato Schifani. I poteri dell'organismo di controllo (la prossima riunione del Consiglio dell'Agcom è in programma mercoledì prossimo) vanno dal richiamo alla sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest'ultimo, secondo indiscrezioni, il provvedimento che verrà adottato. ANCHE ANNOZERO SUL TAVOLO DELL'AGCOM - Sempre mercoledì prossimo, sul tavolo dell'Agcom tornerà anche il caso Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele Santoro che ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria. All'ordine del giorno della riunione del Consiglio è previsto infatti, in sede di delibera, il "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo e le determinazioni conseguenti". L'Autorità potrà dunque arrivare subito a una decisione, anche su Travaglio, in base agli elementi in suo possesso, oppure chiedere alla Rai ulteriore documentazione e controdeduzioni (come è stato già fatto per Annozero). Il dibattito, comunque, in seno all'organismo di garanzia è serrato: a quanto si apprende da ambienti di via delle Muratte, già nei giorni scorsi, in occasione della discussione sull'apertura, decisa a maggioranza, dell'istruttoria su Annozero, si è aperto un confronto sui limiti della competenza dell'Autorità stessa nella valutazione delle linee editoriali delle trasmissioni televisive. stampa |.

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Travaglio, interviene l'Authority "La Rai vuole allontanarmi" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica.it" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - L'Autorità garante nelle comunicazioni si occuperà mercoledì della puntata di sabato scorso di Che tempo che fa in onda su Raitre e delle dichiarazioni di Marco Travaglio relativamente al presidente del Senato, Renato Schifani. L'argomento è stato infatti subito inserito nell'ordine del giorno dei lavori dell'Authority presieduta da Corrado Calabrò. Prevedibile come primo atto la richiesta alla Rai di documentazione sulla vicenda, così come era avvenuto una settimana fa in relazione alla puntata del primo maggio di 'Annozero' imperniata sul V-Day di Beppe Grillo. Resta calda dunque la polemica aperta due giorni fa dal giornalista con le dichiarazioni sulle presunte ex frequentazioni mafiose del presidente del Senato. Parole che hanno innescato critiche durissime sia da parte della maggioranza che dell'opposizione, fatta eccezione per l'Idv. Davanti al coro d'indignazione, Travaglio ha scelto comunque di tenere il punto. "Pentito? Ma per piacere, non scherziamo. Figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto. Anzi, sono stato anche troppo buono". E aggiunge: "Nessuno dice che quanto ho affermato sia falso". Quanto alla decisione del Garante, prevede: "L'Authority sanzionerà 'Che tempo che fa' di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere. Poi la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a 'Anno Zero'. E così si saranno tolti il problema". Tra i più duri nei confronti del giornalista, il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli: "Per quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare la Famiglia Addams è la stessa cosa, almeno finché non sono costretto a pagare io con il canone. Se uno l'assume, però, sa a cosa va incontro e deve farsi carico dei debiti e dei crediti. Bisogna prendersela con chi l'ha assunto". Nel mirino c'è insomma il direttore generale Claudio Cappon, ma l'opposizione, pur condividendo le critiche a Travaglio, cerca di frenare le mire della maggioranza. "Il servizio pubblico - dice Marina Sereni del Pd - è pagato dai cittadini ed è bene che sia un luogo di rispetto per tutti, ma non vorrei che si approfittasse di questo episodio, soprattutto dopo le scuse del conduttore, per fare un repulisti o per cercare una resa dei conti nel servizio pubblico". Antonio Di Pietro resta l'unico a difendere Travaglio: "Gli attacchi che sta subendo solo per aver raccontato la cronaca di fatti veri ed accaduti e che riguardano nientemeno la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Schifani, dimostrano che, come al solito, quando si tratta di difendere la Casta, i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno quadrato e diventano un tutt'uno". (12 maggio 2008.

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Schifani, la parola ai cittadini (sezione: Grillo)

( da "AprileOnline.info" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Domenico Ciardulli, 12 maggio 2008, 11:37 Il caso Travaglio/2 Non è la prima volta che la vita di un uomo politico viene passata al setaccio, ed è giusto che sia così anche nel caso del presidente del Senato. L'eco sulla stampa delle parole del giornalista ospite di Fazio appare un'esagerazione pericolosa perché potrebbe ricondurre a quelle reazioni spropositate di qualche anno fa culminate con facili epurazioni di professionisti dalla Rai Seguo quasi sempre il programma di Fabio Fazio e vorrei dire che non mi è piaciuto il fatto che si sia scusato per la sua intervista a Marco Travaglio di sabato 10 maggio scorso. L'eco sulla stampa delle parole di Travaglio riferite al Presidente del Senato mi appare un'esagerazione, quasi una strana forzatura. Chissà se servono contenuti per iniziare una nuova "normalizzazione" della Rai? Già in passato abbiamo assistito a reazioni spropositate culminate con facili epurazioni di giornalisti. Ricordiamo anche la solitudine di Lucia Annunziata, presidente in minoranza del CdA Rai, e il suo rapporto difficile con il direttore generale di allora, Flavio Cattaneo. Un periodo che, a mio avviso, non ha fatto onore all'azienda di Stato, così come non hanno fatto onore le vicende, venute poi alla luce, di scambi sessuali tra aspiranti vallette e uomini politici oppure quelle di intercettazioni ambientali dove era in ballo un presunto mercato di voti in Senato. Perché le reazioni alla trasmissione di Fazio e alle parole di Travaglio appaiono esagerate e strumentali? Perché da secoli gli uomini politici, e a maggior ragione le alte cariche dello Stato, sono state, per forza naturale delle cose, oggetto di attenzione e di dibattito. Il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro è stato oggetto di ripetuti attacchi per le vicende dei fondi neri del Sisde. Il presidente Francesco Cossiga è stato bersaglio per anni di roventi critiche e articoli di stampa. Così come sulle frequentazioni siciliane del senatore Andreotti ne è nato un lunghissimo processo. Il neo sindaco di Roma, in quanto titolare di una carica pubblica importantissima, è stato passato minuziosamente al microscopio per le sue vicende passate. E', a mio avviso, naturale e sano che non ci siano ombre sulla storia politica e personale di uomini che assumono le redini del paese. Il presidente Renato Schifani, in quanto eletto alla seconda carica dello stato, non può essere immune da critiche, da osservazioni, da satira, da rievocazioni giornalistiche sulla sua attività e sulle sue frequentazioni e contatti passati. Per quanto egli possa essere a pieno titolo in buona fede ed esente da qualsiasi responsabilità personale e politica, accetti serenamente questo passaggio "giornalistico" visto che possiede amplissime facoltà mediatiche per poter replicare. Saranno i cittadini, e non le censure, i veri valutatori. Saranno soprattutto i fatti e i comportamenti attuali e futuri, piuttosto che quelli passati, a far risaltare positivamente o negativamente presso l'opinione pubblica la personalità e la deontologia dell'uomo di Stato Renato Schifani. Così sarà per Alemanno, così è stato per Rutelli. Sarebbe invece un brutto inizio per la seconda carica dello Stato qualora venissero puniti conduttori televisivi e venissero bandite presenze in Rai per aver dato risalto ai contenuti del libro di Lirio Abate in cui sono riportate alcune sue vicende passate. Allo stesso modo, ritornerebbero gli odiosi "fantasmi di Bulgaria" se si preparasse in sordina un nuovo CdA Rai, fazioso e partitico e, magari, prendesse corpo un altro ostracismo contro Michele Santoro per aver dato risalto ad un comizio di piazza di Beppe Grillo.

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SCHIFANI: MERCOLEDI' RIUNIONE AGCOM. VERSO SANZIONE A FAZIO (sezione: Grillo)

( da "Asca" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

(ASCA) - Roma, 12 mag - Il consiglio dell'Autorita' per le garanzie delle comumicazioen (Agcom) si riunira' mercoledi' prossimo per valutare eventuali provvedimenti da assumere nei confronti della trasmissione ''Che tempo che fa'' in seguito al caso Travaglio-Schifani. Si ipotizza una sanzione amministrativa a carico del conduttore Fabio Fazio. Sul tavolo dell'Autorita' anche la puntata di ''Annozero'' in cui fu dato ampio spazio al V-day2 di Beppe Grillo. vam/sam/ss.

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Come sconfiggere l'antipolitica (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi è Lun, 12 Mag 2008 Edizione 92 del 12-05-2008 Tornare a un governo dinamico per riconquistare elettori disamorati Come sconfiggere l'antipolitica di Marco Mari Da anni sociologi e politologi si interrogano sulla crescente disaffezione degli italiani alla politica. Nonostante il nostro Paese sia tra quelli che hanno le maggiori affluenze alle urne, i suoi cittadini sembrano poco attirati dalle vicende politiche e a cavalcare il loro malessere vi sono comici e cabarettisti tra i quali Beppe Grillo è il più illustre. Ad allontanare gli italiani dalla politica è il cosiddetto "teatrino" con tutto quel susseguirsi di ammiccamenti, dichiarazioni, affermazioni, smentite, accuse, ricatti, veti incrociati e così via, che a essere maligni spesso sembrano studiati per "stancare" la gente. Un balletto continuo che si protrae da decenni e che tiene bloccato il Paese: chi si è cimentato alla guida del Belpaese non ha voluto (o potuto) prendere le decisioni necessarie inchiodato da mille divieti e interessi incrociati di partiti sindacati e corporazioni. Così mentre il mondo ha continuato a correre l'Italia è rimasta ferma alla dolce vita col suo sole, il suo mare, la sua moda, alla sua Ferrari e i suoi prodotti tipici che da soli non bastano a sostenere le sfide del terzo millennio. Fino ad oggi la società civile ha osservato una classe politica timida, debole, inerme e quasi disinteressata alle vicende che continuano a scuotere il Paese: i signori dei palazzi romani si sono limitati ad arrampicarsi ai loro arzigogolati e stantii discorsi sui massimi sistemi studiati per non affrontare i veri grattacapi degli italiani. Anzi spesso gli italiani hanno dovuto pagare (e lo fanno tuttora) per la incapacità della propria classe dirigente. Risultato: la disaffezione alla politica romana. E ora la sonante vittoria del Berlusca, ma ancora di più del Bossi, ha sentenziato con inequivocabile chiarezza la voglia di decisionismo: basta al lassismo, alla criminalità d'importazione, ai privilegi, agli sprechi, all'assistenzialismo, al malaffare, alle troppe tasse per averne nulla in cambio. Insomma basta al "non governo" che conosciamo. Dunque chi si appresta a guidare l'Italia ha un compito delicatissimo: dimostrare che Pdl e Lega sono diversi dal resto della politica tricolore. Le aspettative degli italiani sono moltissime e non trovare soluzioni efficaci ai problemi irrisolti fin qui sarebbe l'ennesima truffa ai loro danni. Se anche stavolta la politica dovesse fallire, credo che la (residua) fiducia e la stima della società civile sarebbe irrimediabilmente perduta. L'antipolitica può essere sconfitta in un modo solo: non con la politica ciarlata della quale i politicanti romani sono maestri, ma con la politica "d'azione" fatta per trovare soluzioni ai problemi della società civile e non per accaparrarsi poltrone e privilegi a iosa. Fare politica significa governare i fenomeni che si presentano nel corso della storia: un po' come fa l'equipaggio di una nave sfruttando i venti e le correnti. Certo non può impedire l'approssimarsi di una tempesta, ma può prepararsi all'evento per uscirne al meglio. La politica dunque è azione e attività, non apatia o remissività. La politica dell'immobilismo e del galleggiamento cara a Prodi e ai suoi predecessori non serve a nulla, anzi è dannosa.

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Beppe Grillo: ospite "imbucato" all'università di Ancona (sezione: Grillo)

( da "Quotidiano.it, Il" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Ancona | Il comico è intervenuto a sorpresa ad una conferenza sulla globalizzazione da Joseph Stiglitz: peccato che il suo intervento non c'entrasse nulla con l'argomento trattato dal Premio Nobel. Beppe Grillo Questa mattina come previsto, dalla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, il Premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz ha tenuto per gli studenti una lezione magistrale sulla economia politica della globalizzazione. Al termine della lezione, tra l'entusiasmo dei presenti per l'ospite d'onore e l'interesse per l'argomento trattato, sono seguiti, come da programma, alcuni interventi tra i quali quello del noto comico Beppe Grillo presente tra il pubblico, non invitato dall'Ateneo contrariamente a quanto da lui affermato. Il suo lungo intervento/monologo ha riguardato le recenti vicende politiche e personali invece che il tema scientifico specifico al centro dell'iniziativa, suscitando l'intervento del professor Antonio Calafati, docente presso la Facoltà di Economia, il quale ha richiamato la necessità di mantenere al centro della riflessione i temi economici trattati dalla relazione dell' esimio professor Stiglitz. L' intervento del comico, mera protesta politica certamente legittima, era assolutamente fuori contesto nell'ambito di una lectio magistralis universitaria. 12/05/2008.

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RAI/ FERRERO: INDECENTE CORO BIPARTISAN CONTRO TRAVAGLIO (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Siamo preoccupati: è il bis dopo Santoro a causa di Grillo postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 12 mag. (Apcom) - "Il coro bipartisan contro Marco Travaglio è preoccupante, anzi indecente. Segue all'attacco sempre bipartsan nei confronti di Santoro reo di aver mandato in onda alcuni interventi di Beppe Grillo dal V-day di Torino. Era prevedibile che il PDL tentasse di nuovo di imbavagliare l'informazione, come già accaduto nel precedente quinquennio berlusconiano. E' incomprensibile che il Pd gli dia una mano". Lo denuncia l'ex ministro Paolo Ferrero, candidato alla segreteria del Prc. "Anche questo episodio - sottolinea - dimostra che l'opposizione democratica e sociale al governo Berlusconi dovrà costruirsi dal basso nel Paese perché oggi in Parlamento siedono forze che tendono, sui temi di fondo, a convergere. A volte condivido le posizioni di Travaglio, altre volte assolutamente no, ma in questa situazione non posso che esprimergli la mia solidarietà visto che Travaglio mi pare abbia soltanto riferito fatti noti a chi segue le cronache giudiziarie". "Se le dichiarazioni di Travaglio non corrispondo al vero, il presidente Schifani ha il diritto-dovere di fare chiarezza - conclude- nelle sedi opportune".

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RAI/ RIFORMISTA: PDL NON CACCI TRAVAGLIO, E' SUA POLIZZA (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

VITA E nemmeno Santoro e Grillo. Chi li ascolta vota a destra postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 12 mag. (Apcom) - Il Pdl non cacci Marco Travaglio, e nemmeno Michele Santoro o Beppe Grillo, "sono la vostra assicurazione sulla vita". Lo scrive il 'Riformista' in un editoriale sul numero di domani, dal titolo 'Signori della destra, non licenziate Travaglio'. "Anche se non sono fatti nostri, vorremmo dare un consiglio disinteressato al centrodestra appena tornato al governo: non li toccate. Non fate l'errore - scrive il 'Riformista' - di licenziare Travaglio dalla Rai, o di chiudere Santoro, o di mettere a tacere Grillo. Pensateci bene. Ogni volta che Santoro ha avuto la sua trasmissione in Rai, le elezioni le avete vinte voi. Ogni volta che Santoro era fuori dalla Rai, nella elegante postura dell'epurato, le elezioni le avete perse. Non cadete nella trappola dei loro disperati tentativi di farsi licenziare, per vendere più libri, più dvd, e più biglietti degli spettacoli della Guzzanti. Santoro e Travaglio in Rai vi portano bene, centinaia di migliaia di voti. Non perché, come voi dite, sono le incarnazioni più insopportabili della arroganza della sinistra, e dunque per reazione la gente vota a destra. No. La verità è che loro sono proprio di destra. Tutta la loro visione del mondo è populista, qualunquista, giustizialista. Di fronte a ogni problema del paese, hanno una sola risposta: 'In galera...', urlata come faceva quel personaggio di Alto Gradimento. Che cosa c'è di più intimo alla cultura della destra che attribuire una colpa là dove c'è un problema, identificare un colpevole invece che il rimedio?". "Grillo, Santoro e Travaglio sono la falce che passa a tagliare il fieno che Bossi e Berlusconi raccolgono. Chi li ascolta - si legge ancora nell'editoriale del quotidiano - non può fare altro che votare a destra, o nella migliore delle ipotesi astenersi dal voto, perché tanto fanno tutti schifo. Cercate tra i due milioni e mezzo di elettori scomparsi della sinistra radicale, e li troverete. La loro presenza, tra l'altro, consente a voi di presentarvi come una destra moderna, intelligente e non becera, tanto ci sono loro che fanno il lavoro sporco. Lasciate in pace le loro trasmissioni e le loro piazze. Guai a sostituirli con qualche paludato opinion maker di partito. Sono la vostra assicurazione sulla vita. Non toccateli".

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RAI/ GRILLO: ANCHE EL PAIS CONTRO SCHIFANI, !QUE VIVA (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

RAI/ GRILLO: ANCHE EL PAIS CONTRO SCHIFANI, ¡QUE VIVA FRANCO! Perchè nessuno ha chiesto ritiro di libri di cui parla Travaglio? postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 12 mag. (Apcom) - Anche il più diffuso quotidiano spagnolo, El Pais, ha attaccato il presidente del Senato, Renato Schifani, e ben prima che Marco Travaglio lo facesse in diretta televisiva su Raitre. Lo sostiene Beppe Grillo che, sul suo blog, non risparmia gli affondi e il sarcasmo sulla vicenda. "Il presidente del Senato Renato Schifani è indignato. E' in buona compagnia - scrive il comico - I vertici Rai sono indignati. Anna Finocchiaro è indignata. Gasparri è indignato. Follini è indignato. Il PDL è indignato. Il PD è indignato. L'indignazione sta tracimando dalle narici del veltrusconismo. Guareschi creò i trinariciuti. I veltruschini hanno un buco in più. Sono quadrinariciuti, due narici di sinistra e due di destra, che soffiano indignazione per la libera informazione. Quattro narici in fila per due". "Travaglio - argomenta Grillo - ha fatto alcune dichiarazioni, tratte dal libro scritto con Gomez: 'Se li conosci, li eviti' e da: 'I complici' di Lirio Abbate e Gomez. Nessuno ha chiesto in questi mesi il ritiro dei libri. Perché? Travaglio ha avuto il torto di fare le dichiarazioni in televisione. Milioni di italiani che non leggono i libri lo hanno potuto ascoltare. Il problema è nel media, non nel messaggio. RAISET è cosa loro. Schifani ha spiegato che 'C'è chi vuole minare il dialogo', ma di questo non deve avere paura. Il dialogo può solo avvenire, infatti, tra due soggetti distinti, ognuno con una propria identità. I veltruschini quadrinariciuti sono la stessa cosa. Il dialogo tra Finocchiaro e Gasparri è un fatto genetico. Hanno lo stesso DNA". "Schifani - prosegue il comico-blogger - ha aggiunto: 'Se c'è qualcuno che deve pagare dei prezzi li pagherà'. Inizierei dalla Spagna. Frattini ritiri gli ambasciatori e La Russa si predisponga per una nuova Guernica. E' la giusta risposta a El Pais, il quotidiano spagnolo più diffuso con mezzo milione di copie, che ha scritto il 29 aprile 2008, due settimane prima che Travaglio andasse dallo stuoino Fazio: 'Il suo nome (Schifani ndr) è stato associato dalla stampa italiana con la criminalità organizzata siciliana, dato che negli anni ottanta fu socio in una compagnia nella quale figuravano Nino Mandalà, boss del clan mafioso di Villabate, e Benny d'Agostino, imprenditore legato allo storico dirigente di Cosa Nostra, Michele Greco'. Bombardiamo Zapatero e la stampa indipendente spagnola. ¡Que viva Franco!".

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Grillo duro con Fazio: "E'un impiegato". Vita:"Il caso Travaglio e' il caso Rai". Colombo attacca Violante (sezione: Grillo)

( da "Rai News 24" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Roma | 12 maggio 2008 Grillo duro con Fazio: "E'un impiegato". Vita:"Il caso Travaglio e' il caso Rai". Colombo attacca Violante Marco Travaglio e Renato Schifani "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche giornalisti, sono impiegati". Beppe Grillo risopnde così, con un attacco a Fabio Fazio, a chi gli chiede un commento sulle scuse presentate in tv dal conduttore di 'Che tempo fa' per le parole di Marco Travaglio sul presidente del Senato, Renato Schifani. "Io - aggiunge Grillo - a prescindere da qualsiasi cosa, sono con Travaglio. Vi sembra che tentenni?. Travaglio non è un giornalista, è una grande persona; sono grandi persone che pensano e scrivono, non sono più giornalisti, sono qualcosa di altro; siamo tutti giornalisti, in rete, l'albo dei giornalisti ... Cosa vuol dire? L'albo dei poeti...". Colombo contro Violante Il caso trascina con sé una lunga serie di commenti e reazioni. "Invece di stare dalla parte per la libertà di espressione, che se la usi male viene il giudice, l'opposizione, e specificamente la senatrice Finocchiaro del Pd, è corsa in aiuto del presidente del Senato- attacca Furio Colombo sul sito di Articolo 21 - Ogni volta che si nota una minaccia, e in questo caso si tratta di ciò, ogni volta che si attacca un solo giornalista, occorre reagire, come si può e negli spazi ancora liberi". E aggiunge: "Mi scandalizzano le parole usate da Luciano Violante che chiama 'pettegolezzo' ciò che ha scritto un giornalista che è scortato per minacce di mafia, ovvero Lirio Abbate, il cui frammento di libro è stato citato da Travaglio. Chiamare pettegolezzo una testimonianza di mafia, mi pare inconcepibile e sta allargando in modo allarmante il 'livello Bondi', che sta diventando il parametro a cui una parte di dell'opposizione aspira ad omologarsi". Per l'ex direttore de l'Unità "c'è un caso Rai, evidentemente. La Rai nel suo insieme e nelle sue articolazioni è diventata allergica alla pura e semplice idea di libertà di informazione. Ciò che viene presentata come intervista, in realtà è intesa invece come una banale conversazione. Chi va alla Rai deve sapere che ci si aspetta di attenersi ad un galateo di pudici silenzi, ovvero di parlar d'altro. O al massimo di promuovere se stessi: un libro, un film, una canzone...". Il treno Rai "Il caso Travaglio in queste ore ha smesso di essere il caso Travaglio ed è diventato il caso Rai". Lo sostiene il senatore del Pd Vincenzo Vita, a lungo responsabile Comunicazioni nel Pds. "Fin troppo plateale è l'utilizzo di un'intervista su cui certo si può obiettare e opinare, per aprire un'offensiva tesa a mettere le mani sul servizio pubblico da parte della destra. Non e' la prima volta - continua Vita - ma questa è davvero grave, che un episodio discutibile assume le sembianze del 'cavallo di Troia' per un assalto reazionario. Tutto questo dopo le scuse, le prese di posizione e l'ampia opportunità offerta (giustamente) al Presidente del Senato di replicare all'intervista. Fatte le critiche, dunque, ci si renda conto che il gioco è ben altro e la partita si svolge ormai sul terreno della libertà e dell'autonomia della Rai. Insomma, al di la' di Travaglio, rendiamoci conto che è si è avviato un treno assai pericoloso". "Ora è toccato a Schifani e domani?..." Questo il titolo del post inviato da Clemente Mastella sul suo blog a proposito della partecipazione di Marco Travaglio alla trasmissione 'Che tempo fa?' di Fabio Fazio, sabato sera. Secondo Mastella, quelle del giornalista sono state "accuse, inopportune, fuori luogo, e del tutto gratuite nei confronti della seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Renato Schifani al quale ribadisco la mia stima e la mia totale solidarietà". "Tutto scorre come sosteneva Eraclito - dice ancora il leader dell'Udeur - L'unica cosa che resta invariata, purtroppo, è la tentazione, sempre piu' forte, di telepredicatori-giustizialisti di andare in tv senza contraddittorio, con il placet dei soliti Robespierre della politica, consentendo cosi' la distruzione della dignità dei non allineati. Tutto ciò, naturalmente, attraverso la benedizione del servizio pubblico, quello che i cittadini pagano con il canone. Chissà che non sia giunta forse - conclude Mastella - l'ora di rendere un po' più seria e meno partigiana la nostra tv?". I familiari delle vittime di mafia: con Travaglio L'Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia esprime "la più sincera solidarieta' a Marco Travaglio incoraggiandolo ad andare avanti nella propria attivita' d'informazione". "Travaglio - si legge nel comunicato - incarna l'espressione piu' nobile del giornalismo libero da ogni servilismo nei confronti del potere politico. Inoltre, essendo membri della nostra associazione alcuni familiari di giornalisti uccisi dalla mafia e morti in nome della liberta' di stampa, non possiamo tacere di fronte alle annunciate sanzioni, che corrispondono ad una vera e propria censura, da parte della televisione di Stato nei confronti di chi ha svolto in maniera impeccabile e corretta il proprio dovere di giornalista". L'agenda del Garante Oltre alla puntata di sabato di 'Che tempo che fa', che ha ospitato Marco Travaglio, mercoledi' sul tavolo dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni tornerà anche il caso Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele Santoro che ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria.

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Travaglio su Schifani: la bufera non si placa. Per Fazio probabile sanzione (sezione: Grillo)

( da "Panorama.it" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Travaglio su Schifani: la bufera non si placa. Per Fazio probabile sanzione Posted By redazione On 12/5/2008 @ 18:16 In Apertura#2, NotiziaHome | 6 Comments È bufera dopo le affermazioni del giornalista Marco Travaglio a [1] Che tempo che fa, secondo le quali il [2] presidente del Senato, Renato Schifani, "ha avuto amicizie mafiose". Il direttore della trasmissione, Fabio Fazio prende le distanze così come il direttore generale dell'emittente pubblica Claudio Cappon, mentre dal mondo politico piovono bipartisan gli attacchi al cronista che, comunque, resta fermo sulla sua posizione. Il primo inquilino di Palazzo Madama interviene in serata al Tg1 e censura le parole di Travaglio: "C'è qualcuno" dice "che vuole minare il clima di dialogo costruttivo che ha caratterizzato l'inizio di questa legislatura". Schifani si dice "sereno" e determinato a proseguire la sua azione per far lavorare insieme maggioranza e opposizione perché "ce lo chiede il Paese e anche il capo dello Stato". Un intervento, il suo, che arriva dopo una giornata di pesanti attacchi del Pdl contro Travaglio con i democratici a fare quadrato, mentre l'Idv si smarca e parla dell'esposizione di "fatti incancellabili". I primi ad intervenire, il giorno dopo la puntata della trasmissione sono, per il Popolo della Libertà i "colonnelli" di An, secondo i quali si tratta di un colpo premeditato e volto a rompere il clima di dialogo che si respira nel Paese, insomma, si grida al "complotto anti-dialogo". "Travaglio getta benzina sul fuoco delle polemiche" attacca il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri "in un momento di sereno avvio di una nuova fase politica. Verrebbe voglia di sapere se per spinta di qualcuno". Gli fa eco il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che parla di "vergognosa imboscata" mentre Italo Bocchino chiede un intervento del garante. Gli azzurri Giulio Urbani e Maria Elisabetta Alberti Casellati attaccano la gestione della Rai, mentre la Lega tace. Il Pd fa quadrato con Anna Finocchiaro, presidente dei senatori e conterranea di Schifani. "Trovo inaccettabili" attacca la senatrice "che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio". Stessa linea dal responsabile informazione dei democratici, Marco Follini: "Travaglio" avverte "non ci trascinerà nella giungla". Diversa la linea del leader dell'Italia dei Valori con il leader Antonio Di Pietro secondo il quale Travaglio ha "esposto fatti incancellabili". Affermazioni, quelle dell'ex ministro delle Infrastrutture, che vengono immediatamente rimandate al mittente dal Pdl con Fabrizio Cicchitto. "Di Pietro" osserva il capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera "difende Travaglio e dice a sua volta parole in libertà perché non gradisce che fra le forze politiche di maggioranza e di opposizione si è stabilito un clima normale, nel quale ci si confronta e anche si dissente senza insulti e demonizzazioni". Ma le polemiche non si chiudono qui. La trasmissione di Fabio Fazio è ora finita nel mirino dell'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni, pronta, a quanto si apprende, a prendere provvedimenti nei confronti del programma di RaiTre. I poteri dell'organismo di controllo (la prossima riunione del Consiglio dell'[3] Agcom è in programma mercoledì prossimo e prenderà in esame anche il caso [4] Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele Santoro che ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria) vanno dal richiamo alla sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest'ultimo, secondo indiscrezioni, il provvedimento che verrà adottato. Intanto [5] Marco Travaglio reputa a rischio la sua partecipazione la trasmissione condotta da Michele Santoro. E, dalla fiera del libro di Torino, torna all'attacco: "Su quanto detto in tv nel corso di Che tempo che fa", a proposito del Presidente del Senato Renato Schifani, "aspetto solo che qualcuno mi smentisca", ha detto. "Se mi dimostrano che ho raccontato palle" ha proseguito Travaglio, accolto come una star dal pubblico della Fiera che lo ha osannato e circondato per chiedergli autografi e manifestargli solidarietà "allora chiederò scusa. Ma mi chiedo se prima di me abbiano detto palle Peter Gomez e Lirio Abbate che già un anno fa avevano detto che Schifani aveva vicinanza quantomeno sospetta con la mafia". A chi gli ha chiesto se è preoccupato, Travaglio, che in Fiera ha presentato il suo ultimo libro [6] Se li conosci li eviti (Ed. Chiarelettere), ha risposto: ''No, sono a posto con la mia coscienza. Mi spiace che in questo paese nessun giornale, appena nominato Schifani, abbia parlato dei suoi rapporti con la mafia e che l'opposizione lo abbia applaudito e pure baciato come ha fatto la Finocchiaro''. Poi, con una battuta, ha tratteggiato la sua idea di cosa accadrà nel prossimo futuro: "Tanto ora lo so che denunceranno la Rai per la mia partecipazione a Che tempo che fa e che così non potrò più andare ad Annozero. Ma io sono un giornalista e quello che mi tocca fare è raccontare la verità". Il VIDEO della trasmissione del 10 maggio.

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Caso Travaglio/ Altre polemiche. Sanzioni contro Fazio. Schifani querela. Le accuse al presidente del Senato sul tavolo dell'Agcom pag.2 (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

Caso Travaglio/ Altre polemiche. Sanzioni contro Fazio. Schifani querela. Le accuse al presidente del Senato sul tavolo dell'Agcom Lunedí 12.05.2008 15:50 --> GRILLO CONTRO FAZIO. Contro Fazio nel frattempo si scaglia Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati": è stata la risposta del comico genovese a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv dal conduttore di Che tempo che fa. "Io - ha aggiunto Grillo - a prescindere da qualsiasi cosa, sono con Travaglio. Vi sembra che tentenni?". Sempre mercoledì prossimo, sul tavolo dell'Agcom tornerà anche il caso Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele Santoro che ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria. All'ordine del giorno della riunione del Consiglio è previsto infatti, in sede di delibera, il "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo e le determinazioni conseguenti". L'Autorità potrà dunque arrivare subito a una decisione, anche su Travaglio, in base agli elementi in suo possesso, oppure chiedere alla Rai ulteriore documentazione e controdeduzioni (come è stato già fatto per Annozero). Il dibattito, comunque, in seno all'organismo di garanzia è serrato: a quanto si apprende da ambienti di via delle Muratte, già nei giorni scorsi, in occasione della discussione sull'apertura, decisa a maggioranza, dell'istruttoria su Annozero, si è aperto un confronto sui limiti della competenza dell'Autorità stessa nella valutazione delle linee editoriali delle trasmissioni televisive.

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Caro Grillo (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 12-05-2008)

Argomenti: Grillo

LA 21ª FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di usare la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della lettura" Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si scusò di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato troppo poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di seconda categoria. Di esclusi.

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