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tARTICOLI DEL 12-5-2008 #TOP
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Articoli
Grillo (29)
Morti di mafia tra collusioni e silenzi (
da "Corriere Adriatico" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: associazione Res Publica amici di Beppe Grillo, nella sala di Santa Maria Nuova, dal titolo Cultura della giustizia con relatori Benny Calasanzio Borsellino, Vincenzo Guidotto e Salvatore Borsellino; la sala infatti era piena e alcuni sono stati in piedi o seduti per terra. Molti i giovani, anche venuti dalla provincia (Cagli, Pergola,
Ernesto ferrero "noi, un luogo per il dialogo" -
torino ( da "Repubblica, La"
del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Quindi il culmine con Marco Travaglio e Beppe Grillo, quest'ultimo però in diretta da casa sua, impegnati a prendere di mira il presidente del Senato Schifani. La morale della favola è che le polemiche, in un modo o nell'altro, fanno bene alla Fiera del Libro, soprattutto se a governare c'è il centrodestra.
Dagli sportivi agli scrittori oggi arrivano i piemontesi -
paolo griseri ( da "Repubblica, La"
del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Dagli sportivi agli scrittori oggi arrivano i piemontesi PAOLO GRISERI Annullato l'appuntamento con Beppe Grillo (due volte in meno di un mese sarebbe stata una dose notevole per la città di Torino), oggi Librolandia si dedica soprattutto alla città e alla regione. I personaggi nazionali che hanno animato i primi quattro giorni lasciano il posto alle star e alle iniziative locali.
La giovane partigiana della holden (
da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo che da casa sua difende Marco Travaglio e attacca il presidente del Senato Schifani. L'unico a non fare l'italiano vero è Piero Fassino. Si limita a dire che Librolandia è bellissima. Ma per il resto ecco la consueta Italia discorde, le poco amate sponde, il ballo del rigodon di sempre, la disunità plurisecolare.
Portofino, attenti a quei due grillo e vespa a spasso nel
borgo ( da "Repubblica, La"
del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo e Vespa a spasso nel borgo Animali da spettacolo, Beppe Grillo il comico e Bruno Vespa l'eminenza televisiva. L'attore genovese ha costruito una carriera urlando, il conduttore di "Porta a porta" è l'uomo che sussurrava ai cardinali. Il fotografo Alberto Pugliese li ha ritratti ieri a Portofino (dove Vespa ha moderato un convegno sul futuro della comunicazione organizzato
BREVI ( da "Secolo XIX, Il"
del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: mail Grillo e Travaglio voci scomode per i censori Dagli schermi della Rai Beppe Grillo dice cose (interessanti) su Umberto Veronesi e su altre persone e scoppia il finimondo. Travaglio dice cose su Renato Schifani ed è un altro finimondo. Si urla allo scandalo, alla diffamazione, all'uso criminoso del sevizio pubblico.
Travaglio fa vergognare anche il dg della Rai Cappon (
da "Tempo, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Dieci giorni fa era stato il conduttore di Annozero con una puntata incentrata sulla figura di Beppe Grillo (e sul suo V-Day2 in cui il comico aveva attaccato addirittura il Capo dello Stato) a costringere i vertici Rai ad un intervento immediato. Stavolta ci pensa il giornalista con la sua partecipazione, sabato sera, alla trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa.
ASCOLI - Ascolani al mare, città piena di turisti e
manifestazioni riuscite oltre ogni (
da "Messaggero, Il (Marche)" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Associazione ricerca sul cancro, agli immancabili Amici di Beppe Grillo, alla raccolta per la donazione e il trapianto di organi, fino alla raccolta per il progetto "Sostegno alle famiglie" cui hanno aderito i partecipanti ad "Ascolinbici" con l'assessore Gianni Silvestri a distribuire i premi messi in palio da Ceci e Megnitte.
Si fa presto a dire trasparenza (
da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come teme Beppe Grillo, Savonarola ad alto reddito. È certo invece che abbiano seminato il panico tra i direttori del personale di parecchie aziende e contribuito ad alimentare l'italianissimo sentimento di invidia sociale. Se lo scopo della pubblicazione era tuttavia di andare un po' al di là del gossip e promuovere un severo confronto tra la coscienza dell'
Ma a pagare sono sempre gli stessi (
da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 000 euro di Beppe Grillo. È confermato che alla Mediaset (azienda in utile) si guadagna più che alla Rai (azienda in deficit). Ma a Viale Mazzini sembrano non esistere criteri precisi di merito: la direttrice delle teche (l'archivio dei filmati), Barbara Scaramucci, guadagna un po' meno di Paolo Ruffini, direttore di Raitre.
Il grillo sparlante colpito e affondato (
da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?
Sconfitti dalle loro bugie (
da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?
Onore a Veltroni (
da "Giornale.it, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".
INFORMAZIONE / GRILLO: BOICOTTEREMO IL PAGAMENTO DEL CANONE (
da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con i suoi tg e quotidiani nazionali, resta nel mirino del comico Beppe Grillo, ospite questa mattina all'Università delle Marche per la conferenza "globalizzazione e internet" del premio nobel Joseph Stiglitz. "Dopo il V Day del 25 aprile - ha spiegato il comico genovese - non si torna più indietro in fatto di informazione regime.
POLITICA / GRILLO: CHIAMARE NAPOLITANO "MORFEO"
NON E' ( da "Virgilio Notizie"
del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Tra i meetup marchigiani la presenza di Beppe Grillo alla conferenza "sulla globalizzazione e internet" del nobel Joseph Stiglitz alla facoltà di Economia dell'Università Politecnica di Ancona, era data per certa da alcuni giorni. E infatti questa mattina il comico genovese ha fatto la sua incursione all'Ateneo delle Marche dove non ha risparmiato nessuno.
MERCOLEDI' L'AGCOM ESAMINA IL CASO TRAVAGLIO (
da "Agi" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Prevedibile come primo atto la richiesta alla Rai di documentazione sulla vicenda, cosi' come era avvenuto una settimana fa in relazione alla puntata del primo maggio di 'Annozero' imperniata sul V-Day di Beppe Grillo. (AGI) - Roma, 12 mag. -.
Caso Travaglio, Fazio verso sanzione (
da "Corriere.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria. All'ordine del giorno della riunione del Consiglio è previsto infatti, in sede di delibera, il "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo e le determinazioni conseguenti"
Travaglio, interviene l'Authority "La Rai vuole
allontanarmi" ( da "Repubblica.it"
del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: imperniata sul V-Day di Beppe Grillo. Resta calda dunque la polemica aperta due giorni fa dal giornalista con le dichiarazioni sulle presunte ex frequentazioni mafiose del presidente del Senato. Parole che hanno innescato critiche durissime sia da parte della maggioranza che dell'opposizione, fatta eccezione per l'Idv.
Schifani, la parola ai cittadini (
da "AprileOnline.info" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Allo stesso modo, ritornerebbero gli odiosi "fantasmi di Bulgaria" se si preparasse in sordina un nuovo CdA Rai, fazioso e partitico e, magari, prendesse corpo un altro ostracismo contro Michele Santoro per aver dato risalto ad un comizio di piazza di Beppe Grillo.
SCHIFANI: MERCOLEDI' RIUNIONE AGCOM. VERSO SANZIONE A FAZIO (
da "Asca" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: prossimo per valutare eventuali provvedimenti da assumere nei confronti della trasmissione ''Che tempo che fa'' in seguito al caso Travaglio-Schifani. Si ipotizza una sanzione amministrativa a carico del conduttore Fabio Fazio. Sul tavolo dell'Autorita' anche la puntata di ''Annozero'' in cui fu dato ampio spazio al V-day2 di Beppe Grillo. vam/sam/ss.
Come sconfiggere l'antipolitica (
da "Opinione, L'" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: politiche e a cavalcare il loro malessere vi sono comici e cabarettisti tra i quali Beppe Grillo è il più illustre. Ad allontanare gli italiani dalla politica è il cosiddetto "teatrino" con tutto quel susseguirsi di ammiccamenti, dichiarazioni, affermazioni, smentite, accuse, ricatti, veti incrociati e così via, che a essere maligni spesso sembrano studiati per "stancare" la gente.
Beppe Grillo: ospite "imbucato" all'università di
Ancona ( da "Quotidiano.it, Il"
del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo Questa mattina come previsto, dalla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, il Premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz ha tenuto per gli studenti una lezione magistrale sulla economia politica della globalizzazione.
RAI/ FERRERO: INDECENTE CORO BIPARTISAN CONTRO TRAVAGLIO (
da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: sempre bipartsan nei confronti di Santoro reo di aver mandato in onda alcuni interventi di Beppe Grillo dal V-day di Torino. Era prevedibile che il PDL tentasse di nuovo di imbavagliare l'informazione, come già accaduto nel precedente quinquennio berlusconiano. E' incomprensibile che il Pd gli dia una mano". Lo denuncia l'ex ministro Paolo Ferrero, candidato alla segreteria del Prc.
RAI/ RIFORMISTA: PDL NON CACCI TRAVAGLIO, E' SUA POLIZZA (
da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: VITA E nemmeno Santoro e Grillo. Chi li ascolta vota a destra postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 12 mag. (Apcom) - Il Pdl non cacci Marco Travaglio, e nemmeno Michele Santoro o Beppe Grillo, "sono la vostra assicurazione sulla vita". Lo scrive il 'Riformista' in un editoriale sul numero di domani, dal titolo 'Signori della destra,
RAI/ GRILLO: ANCHE EL PAIS CONTRO SCHIFANI, !QUE VIVA (
da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lo sostiene Beppe Grillo che, sul suo blog, non risparmia gli affondi e il sarcasmo sulla vicenda. "Il presidente del Senato Renato Schifani è indignato. E' in buona compagnia - scrive il comico - I vertici Rai sono indignati. Anna Finocchiaro è indignata.
Grillo duro con Fazio: "E'un impiegato".
Vita:"Il caso Travaglio e' il caso Rai". Colombo attacca Violante (
da "Rai News 24" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 12 maggio 2008 Grillo duro con Fazio: "E'un impiegato". Vita:"Il caso Travaglio e' il caso Rai". Colombo attacca Violante Marco Travaglio e Renato Schifani "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche giornalisti, sono impiegati". Beppe Grillo risopnde così, con un attacco a Fabio Fazio, a chi gli chiede un commento sulle scuse presentate in tv dal conduttore di '
Travaglio su Schifani: la bufera non si placa. Per Fazio
probabile sanzione ( da "Panorama.it"
del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria) vanno dal richiamo alla sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest'ultimo, secondo indiscrezioni, il provvedimento che verrà adottato. Intanto [5] Marco Travaglio reputa a rischio la sua partecipazione la trasmissione condotta da Michele Santoro.
Caso Travaglio/ Altre polemiche. Sanzioni contro Fazio.
Schifani querela. Le accuse al presidente del Senato sul tavolo dell'Agcom
pag.2 ( da "Affari Italiani
(Online)" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 2008 15:50 --> GRILLO CONTRO FAZIO. Contro Fazio nel frattempo si scaglia Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati": è stata la risposta del comico genovese a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv dal conduttore di Che tempo che fa.
Caro Grillo ( da "Stampa, La"
del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,
( da "Corriere Adriatico" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Interesse
per l'incontro di Res Pubblica col fratello del giudice Borsellino. Replica a scuola
Morti di mafia tra collusioni e silenzi FANO - Grande affluenza di pubblico
venerdì sera all'incontro dall'associazione Res Publica
amici di Beppe Grillo, nella sala di Santa Maria Nuova,
dal titolo Cultura della giustizia con relatori Benny Calasanzio Borsellino,
Vincenzo Guidotto e Salvatore Borsellino; la sala infatti era piena e alcuni
sono stati in piedi o seduti per terra. Molti i giovani, anche venuti dalla
provincia (Cagli, Pergola, Fossombrone), mentre si è notata l'assenza
delle autorità e degli amministratori della città. Benny Calasanzio ha
raccontato la propria vicenda personale, del nonno e dello zio, piccolissimi
imprenditori di Lucca sicula, uccisi dalla mafia locale perché non si piegavano
a pagare il pizzo, e ha messo in evidenza come siano tante le vittime della
mafia che non essendo nomi eccellenti sono stati dimenticati dai media. Il
professor Guidotto, per tanti anni consulente della Commissione parlamentare
Antimafia, ha parlato a lungo della storia del fenomeno mafioso, dall'
( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cultura
Ernesto Ferrero "Noi, un luogo per il dialogo" TORINO Prima le
contestazioni contro Israele e l'allarme generale, rivelatosi del tutto
infondato come ha rimarcato il sindaco Sergio Chiamparino, per il corteo della
sinistra radicale filopalestinese. Poi, a salone avviato e consolidato dalla
presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, ancora e soprattutto
politica. Si è registrata la passerella di alcuni esponenti del governo
Berlusconi, da Bondi a Schifani, e si è proseguito con Fausto Bertinotti, che
ha invitato a ripartire dalla "coscienza di classe". Quindi il culmine con Marco Travaglio e Beppe Grillo,
quest'ultimo però in diretta da casa sua, impegnati a prendere di mira il
presidente del Senato Schifani. La morale della favola è che le polemiche, in
un modo o nell'altro, fanno bene alla Fiera del Libro, soprattutto se a
governare c'è il centrodestra. Con un giorno d'anticipo rispetto alla
chiusura odierna della manifestazione di Torino, Ernesto Ferrero, direttore
della kermesse torinese, traccia un bilancio sostanzialmente positivo:
"Sta andando benissimo, lo dimostra la folla straripante che domenica,
passati finalmente allarmismi esagerati e paure, ha gremito letteralmente la
fiera. Del resto, non è nemmeno vero che il corteo di sabato abbia svuotato il
Lingotto. Chi era già dentro, ci è rimasto. Certo, le tensioni alimentate
artificialmente e altri fattori, come lo sciopero dei trasporti pubblici di
venerdì, hanno magari scoraggiato qualcuno, ma quando si è ritornati alla
normalità non ci sono stati più problemi. E abbiamo avuto di nuovo i grandi
numeri di sempre". Anche sull'invito a Israele, Ferrero non fa marcia
indietro: "Assolutamente no, nessun ripensamento. Abbiamo avuto convegni e
dibattiti con tantissimo pubblico e ospiti straordinari come Yehoshua,
Appelfeld, Etgar Keret, Meir Shalev, l'irakeno Sami Michael, per non parlare
degli altri. Che cosa volete di più? Si è capito che la Fiera del Libro è un
luogo di dialogo e di confronto, non un posto blindato. Basterebbe soltanto
ricordare quante persone hanno seguito l'incontro fra Enzo Bianchi e il rabbino
Adin Steinsaltz, la presentazione del libro di Eugenio Scalfari, il dibattito
con Travaglio, Santoro e De Magistris". Inossidabile Fiera del Libro, dunque.
Ha avuto un inizio difficile, lo ha superato, ha recuperato nel finale con il
suo oceano di convegni, relatori, personaggi famosi a vario titolo. Il prossimo
anno, per par condicio, si cambia casacca: saranno di scena l'Egitto, con
palestinesi e israeliani insieme (ma con il beneficio dell'inventario).
( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina V
- Torino L'incontro con Pessotto, i romanzieri noir di Torino e quelli adottati
dalle scuole Dagli sportivi agli scrittori oggi arrivano i
piemontesi PAOLO GRISERI Annullato l'appuntamento con Beppe Grillo (due
volte in meno di un mese sarebbe stata una dose notevole per la città di
Torino), oggi Librolandia si dedica soprattutto alla città e alla regione. I
personaggi nazionali che hanno animato i primi quattro giorni lasciano il posto
alle star e alle iniziative locali. Alle 10 alla terrazza Piemonte si
insedia il comitato dei saggi dell'Arco latino, l'associazione delle provincie
spagnle, francesi e italiane presieduta fino al prossimo anno da Antonio
Saitta. Tra i saggi che dovranno orientare le scelte dell'Arco intervengono Predrag
Matvejevic e Carlo Ossola. Alle 11,30 invece, allo spazio "Libro e
cioccolato" del padiglione
( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina V
- Torino La giovane partigiana della Holden La Fiera del Libro, fugata la
immaginaria buriana, è ritornata a una italianissima normalità. Folla,
pizzette, calura, beghe politiche de noantri. Ecco Bertinotti che sogna gli
operai, il presidente della Regione Veneto Galan che ce l'ha con Napoli e i
suoi rifiuti, Beppe Grillo che da casa sua difende Marco
Travaglio e attacca il presidente del Senato Schifani. L'unico a non fare
l'italiano vero è Piero Fassino. Si limita a dire che Librolandia è bellissima.
Ma per il resto ecco la consueta Italia discorde, le poco amate sponde, il
ballo del rigodon di sempre, la disunità plurisecolare. Il padano veneto.
Dixit Galan: "I veneti, pur di non votare la sinistra, sono pronti a
votare qualsiasi cosa". Anche lui. La partigiana improbabile. Sul muro
della Holden, c'è chi sostiene che ci salverà "l'esproprio popolare"
o proletario che sia. Si firma "Anna, giovane partigiana". Ma di che
cosa? Ora e sempre Resistenza o desistenza? L'accomodante. "Dovevano
venire Casini e D'Alema al convegno "Dentro la moschea". Non si sono
visti. Al loro posto, comunque, è venuto Mario Borghezio". Dichiarazione
di uno dello staff del salone. Viva l'arte, arcitaliana, d'arrangiarsi.
( da "Repubblica, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina I
- Genova Portofino, attenti a quei due Grillo e Vespa a spasso nel borgo Animali da spettacolo, Beppe Grillo il comico e Bruno Vespa l'eminenza televisiva. L'attore genovese
ha costruito una carriera urlando, il conduttore di "Porta a porta" è
l'uomo che sussurrava ai cardinali. Il fotografo Alberto Pugliese li ha
ritratti ieri a Portofino (dove Vespa ha moderato un convegno sul futuro della
comunicazione organizzato da Ericsson, con Enrico Mentana, Paolo
Gentiloni e Antonio Calabrò) cogliendo le due facce della stessa medaglia.
Hanno trascorso una domenica nel più mondano teatro della piazzetta, Beppe e Bruno. Una parentesi per poi tornare al palcoscenico
abituale: la tribuna del fustigatore e il salotto del confessore.
( da "Secolo XIX, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Segreto
di Stato sui conti pubblici Giulio Tremonti e Tommaso Padoa-Schioppa si sono
incontrati per il passaggio di consegne e in quella occasione è stata esclusa
la presenza di qualsiasi tesoretto. Hanno discusso di soldi nostri, lo hanno
fatto in un colloquio riservato, il popolo non deve sapere come stanno le cose
né che fine fanno i soldi che provengono dalle tasse. Nella vicenda dei redditi
on line quelli che si sono detti favorevoli a iniziative del genere hanno
invocato la trasparenza.Gradiremmo la stessa trasparenza anche in occasione di
incontri che hanno a che fare con le finanze pubbliche. Gradiremmo leggere su
internet la trascrizione di quello che si sono detti il ministro che lascia e
quello che subentra, un compito che spetterebbe all'Agenzia delle entrate
perché a essa è stato delegato il compito di mettere in rete i nostri affari.
Abbiamo tutti il diritto di sapere se le cose stanno male (e quello lo
sappiamo) o se stanno peggio (lo sappiamo ma non si può dire). Il segreto di
Stato di solito riguarda questioni che hanno a che fare con la sicurezza della
nazione. Questa volta lo hanno esteso anche alle finanze pubbliche, se lo
facesse l'amministratore delegato di una qualsiasi società collocata in Borsa
verrebbe defenestrato. immediatamente. Mauro Testae-mail Con i redditi on line
smascherati i furbi Dopo la pubblicazione su internet dei redditi degli italiani
si è scatenato un vero putiferio assolutamente ingiustificato. Io sono fra
quelli favorevoli alla pubblicazione e diffido quindi il Codacons o altri
organismi simili a intraprendere, in mia vece, cause o battaglie contro il
ministero delle Finanze. In un Paese moderno tutti devono sapere, e in che
misura, chi contribuisce con le trattenute e le tasse alle spese del bilancio
statale. Un po' mi vergogno dell'esiguità del mio reddito a paragone della
sfacciata ricchezza di molti (in fondo dopo 40 anni di lavoro come
metalmeccanico non potevo certo aspirare a una pensione più cospicua!) ma mi
vergogno anche dell'esiguità dei redditi denunciati da professionisti, con
studi e uffici ben avviati, commercianti, consulenti, amministratori ecc... Mi
sono sbagliato, sono loro che dovrebbero vergognarsi, non io. Qualcuno ha
ipotizzato che questa pubblicazione dei redditi avrebbe innescato fra i
cittadini invidie, rancori o odio; certamente non si può amare chi, nascondendo
i propri redditi, non paga la mensa scolastica, usufruisce dell'assistenza
gratuita, ti supera nei concorsi, non paga la retta universitaria, viaggia sui
mezzi pubblici con biglietto ridotto, ha diritto all'asilo pubblico per i
figli... e chissà di quante altre agevolazioni usufruisce. Antonio Paretoe-mail Grillo e
Travaglio voci scomode per i censori Dagli schermi della Rai Beppe Grillo dice cose (interessanti) su Umberto Veronesi e su altre persone
e scoppia il finimondo. Travaglio dice cose su Renato Schifani ed è un altro
finimondo. Si urla allo scandalo, alla diffamazione, all'uso criminoso del
sevizio pubblico. Si invoca un ricambio dei vertici (per sistemarvi gli
amici). Professionisti della censura che fanno le verginelle indignate. Il
punto, invece, è che è dovere del servizio pubblico far sapere a tutti se
qualcuno dice cose su personaggi di rilievo pubblico. Se poi quel che Travaglio
sostiene è falso, l'interessato farà causa come è suo diritto e la vincerà e
alla lunga chi va in tv a dire il falso non sarà più credibile e dunque verrà emarginato.
Ma finora, ricordiamolo, Travaglio non ha mai subito condanne definitive nei
processi per diffamazione intentati contro di lui: sarà per caso perché cita
fatti e documenti e quindi le sue argomentazioni sono inattaccabili? Ecco cosa
dà fastidio ai censori, che si scoprano le pulci dei padroni di cui sono servi
sciocchi. Mauro Ottonelloe-mail Meglio remare insieme che fare governi ombra Ma
che cosa rappresenta il governo ombra? Ammettendo che rappresenti qualche cosa
questo fantomatico governo ombra avete visto i nomi in lizza, sono sempre gli
stessi che hanno preso la batosta e ora piuttosto che scendere da cavallo si
attaccano agli specchi e vogliono far credere a coloro che li hanno
incautamente votati di essere pronti a rimettersi in gioco. Seguo piuttosto
attento le cose della politica nei vari appuntamenti televisivi e in tutti i
dibattiti trovo che coloro che hanno perso fanno il solito giochino preferito
da una buona parte degli italiani e cioè lo scaricabarile, la colpa è sempre
degli altri e trovo altresì una massiccia dose di arroganza e credo che questo
sentirsi da sempre superiori agli altri abbia deciso negli elettori la voglia
di farli scendere dal piedistallo nel quale si sentivano intoccabili in quanto
"Casta privilegiata". Sarebbe l'ora che tutti cercassero di remare
dalla stessa parte perché il nostro Paese ha problemi grossi i quali si
risolvono con fatti e non parole e promesse e con gente seria e desiderosa di
lavorare per il bene comune e non per curare il proprio giardinetto come si è
fatto tuttora con il risultato che è sotto gli occhi di tutti. Tomaso
MerelloGenova 12/05/2008.
( da "Tempo, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa
Travaglio fa vergognare anche il dg della Rai Cappon Dopo Michele Santoro,
Marco Travaglio. Dieci giorni fa era stato il conduttore di
Annozero con una puntata incentrata sulla figura di Beppe Grillo (e sul
suo V-Day2 in cui il comico aveva attaccato addirittura il Capo dello Stato) a
costringere i vertici Rai ad un intervento immediato. Stavolta ci pensa il
giornalista con la sua partecipazione, sabato sera, alla trasmissione di Fabio
Fazio Che tempo che fa. Trasmissione durante la quale Travaglio ha
duramente attaccato il presidente del Senato Renato Schifani. Il giornalista ha
citato un brano del suo libro in cui si fa riferimento ai rapporti tra il
neopresidente ed alcune persone condannate per mafia. Immediata la polemica,
con il Pdl sulle barricate e viale Mazzini costretto a correre ai ripari. Già
sabato sera il direttore di Raitre Paolo Ruffini si era dissociato
stigmatizzando il comportamento del giornalista. Ieri è toccato al direttore
generale Claudio Cappon prendere le distanze con una nota ufficiale letta in
diretta da Fabio Fazio poco prima di cominciare la puntata domenicale di Che
tempo che fa. Una nota in cui Cappon si è dissociato a nome dell'azienda e ha
definito il comportamento di Travaglio "inaccettabile in qualsiasi
programma del Servizio Pubblico" anche perché "mette in campo
critiche, insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di
contraddittorio". Il direttore generale avrebbe già preso contatti con le
strutture aziendali per valutare le iniziative da prendere. Anche Fazio che
sabato sera aveva sottolineato di non condividere le parole di Travaglio si è
scusato pubblicamente con Schifani. Dal canto suo il presidente del Senato ha
replicato a Travaglio dai microfoni del Tg1. "Si tratta di fatti
inconsistenti e manipolati - ha spiegato - che non hanno dignità di generare
sospetti. La verità è che qualcuno vuole minare il dialogo e il confronto
costruttivo che ha caratterizzato l'inizio di questa legislatura". In ogni
caso Schifani è certo che "se c'è qualcuno che deve pagare dei prezzi li
pagherà, io sto pagando in queste ore, ma sono sereno, nessuno fermerà la mia
azione". Nel frattempo, però, si infiamma la polemica politica. La
maggioranza chiede sanzioni esemplari e, contro Travaglio, scende in campo
anche il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro: "Trovo
inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di
collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una
rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio". E mentre i
consiglieri di amministrazione Rai Giuliano Urbani e Angelo Maria Petroni
invocano una svolta radicale nella gestione dell'azienda, Antonio Di Pietro
difende il giornalista. "Esprimo solidarietà a Marco Travaglio - dichiara
- perchè ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i
fatti. Episodi che non possono essere cambiati o taciuti perché, da un giorno
all'altro, una persona diventa presidente del Senato".
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Di
ANDREA FERRETTI ASCOLI - Ascolani al mare, città piena di turisti e
manifestazioni riuscite oltre ogni migliore auspicio. E' stato questo il
canovaccio della prima delle quattro domeniche senza auto in una città che,
come confermato dal sindaco, "è stata riconosciuta da Legambiente Nazionale
tra le migliori d'Italia a basso inquinamento atmosferico". Che non fa
però cambiare idea su primo cittadino e assessori al Circolo ascolano di
Legambiente i cui responsabili Diana Di Loreto e Paolo Prezzavento hanno
trovato nell'Associazione "Amici della bicicletta" un valido alleato
nell'attacco frontale lanciato al responsabile dell'Ambiente Claudio Travanti,
al sindaco Piero Celani e al resto della giunta. La notizia che dovrebbe però
far riflettere chi alla vigilia aveva dichiarato di non aderire ad
"Ascolinbici" (un paradosso visto che si tratta degli Amici della
bicicletta) è che ieri c'erano più persone in bici per le vie della città che
non al Giro d'Italia! Il colorato serpentone (intere famiglie anche con bambini
dall'equilibrio instabile sui pedali) si è snodato per vie e piazze toccando
tutti i quartieri e le zone caratteristiche compreso "rrete li
mierghie" scortati da vigili urbani in scooter. E' stata una domenica
"straordinaria" per gli agenti municipali che hanno compiuto
autentici salti mortali anche perché in concomitanza c'era anche la
"Maratonina Cento Torri". Non solo ma, armati pure stavolta di
pazienza fuori dal comune, gli uomini in divisa si sono dovuti barcamenare per
dieci ore (dalle 9 alle 19) agli sbarramenti del Battistero, ponte di Porta
Solestà, Lungotronto, via Dino Angelini e Piazzarola che hanno cinturato il
cuore cittadino sottraendolo alla furia delle auto e dei soliti scooter
impazziti. "Fare questo quattro volte all'anno non ha senso -ci ha detto
uno degli addetti alla sorveglianza- perché trascorriamo dieci ore a discutere
con i residenti ai quali viene concesso di uscire di casa ma di non poterci
tornare". Affermazioni che in parte ricalcano quelle di Legambiente e AdB
che hanno sottolineato come queste iniziative siano soltanto di pura facciata.
In attesa delle prossime domeniche senza auto (8 giugno, 28 settembre, 12
ottobre) e dando un... colpo al cerchio e uno alla botte, sembra che alla fine
abbiano proprio ragione tutti. Resta però inconfutabile che oltre 200 persone
ad "Ascolinbici", 350 podisti alla Maratonina e centinaia di turisti
hanno finito per trasformare il centro storico in una bolgia di iniziative pur
se limitate quasi tutte alla prima parte della giornata. I turisti (da soli o
accompagnati dalle guide) hanno potuto visitare Cattedrale e San Francesco
(uniche chiese aperte) senza tralasciare le classiche foto-ricordo in piazza
Arringo e piazza del Popolo per la gioia di bar e ristoratori. Da Siena e Udine
i gruppi più numerosi ma all'Ufficio turistico si sono rivolti anche diversi
stranieri, soprattutto americani e inglesi. Che evidentemente non avevano come
obiettivo la mostra di Licini e il Museo della ceramica dove sono stati
staccati pochissimi tagliandi. Ha riscosso decisamente maggiore successo la
Pinacoteca. Intanto dopo i "ponti" del 25 aprile e il 1° maggio
continua a restare chiuso l'Anfiteatro romano che quasi tutti i turisti
chiedono (inutilmente) di visitare. Ma è stata anche la domenica dei... gazebo.
Per tutti i gusti: da quello della Cartiera artigiana di Fabriano, alla vendita
delle azalee per la raccolta dell'Associazione ricerca sul
cancro, agli immancabili Amici di Beppe Grillo, alla
raccolta per la donazione e il trapianto di organi, fino alla raccolta per il
progetto "Sostegno alle famiglie" cui hanno aderito i partecipanti ad
"Ascolinbici" con l'assessore Gianni Silvestri a distribuire i premi
messi in palio da Ceci e Megnitte. Al chiostro di San Francesco, infine,
hanno trovato spazio i componenti di "Torre Nera" l'associazione ascolana
che si occupa di warhammer e giochi di gruppo per dare vita ad un torneo con
gli amici provenienti da Offida e L'Aquila, prologo di una manifestazione
nazionale che il 15 giugno sarà ospitata proprio ad Ascoli.
( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
FUORI
PORTA Si fa presto a dire trasparenza BRUNO VESPA La pubblicazione dei redditi su
internet ha alimentato l'italianissimo sentimento di invidia sociale. Ma a
guardare quei numeri troppi conti non tornano. Quando ero ragazzo all'Aquila
negli anni Sessanta, la pubblicazione dei redditi sui giornali locali era un
rito annuale insopprimibile, come la Pasqua e il Natale. Assistevamo con
malcelata curiosità alla lotta costante per il primo posto tra il primario
chirurgo dell'ospedale, Pasquale Ficara, e il commerciante più noto e più
ricco, Severino Del Vecchio. Denunciavano più o meno la stessa cifra (6 milioni
di lire) dando vita a un derby che appassionava la città. I giornali non
facevano le distinzioni in uso oggi tra le categorie dei cosiddetti vip: si
andava in ordine alfabetico e ciascuno vi trovava avvocati e farmacisti, notai
(sempre nella parte alta della classifica) e commercianti (sempre nella parte
bassa). Era una fotografia della nostra società e ciascuno ne traeva le
conseguenze morali e politiche. Allora l'evasione fiscale era proporzionalmente
superiore a quella d'oggi: la denuncia dei redditi era poco più che una
lodevole opera di volontariato, al punto che all'inizio degli anni Settanta mi
sentii chiedere da un amico se intendevo "concordare" con il fisco i
miei primi stipendi di giornalista Rai per l'imposta "complementare".
Lo Stato, insomma, non era ancora in grado di controllare fino in fondo il
reddito fisso. Figuriamoci il resto. In quegli anni i cronisti andavano in
municipio e copiavano diligentemente redditi e imposte. I registri restavano a
disposizione del pubblico per un anno, gli impiegati annotavano il nome del
richiedente e al dodicesimo mese passavano le liste per sempre in archivio. Si
converrà che la pubblicazione perpetua su internet è altra cosa. Non so se
questi dati ingolosiranno le associazioni professionali dei ladri e dei
sequestratori di persona, come teme Beppe Grillo, Savonarola ad alto reddito. È certo invece che abbiano seminato
il panico tra i direttori del personale di parecchie aziende e contribuito ad
alimentare l'italianissimo sentimento di invidia sociale. Se lo scopo della
pubblicazione era tuttavia di andare un po' al di là del gossip e promuovere un
severo confronto tra la coscienza dell'onesto contribuente e quella
dell'evasore incallito, temo che non abbia prodotto molti risultati. Ho ripensato
a una colazione di molti anni fa con alcuni dei maggiori imprenditori friulani.
Il discorso cadde sulle tasse e dinanzi a lamentele che mi sembravano
spropositate chiesi ai miei commensali come mai uno soltanto di loro
denunciasse al fisco più di me. Le risposte non furono esaurienti. Non mi sono
perciò meravigliato di vedere ancora una volta il mio reddito largamente
superiore a quello di notissimi e conclamati miliardari. Ho a mare un gozzo di
( da "Panorama" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Ma a pagare
sono sempre gli stessi RENZO ROSATI Redditi online Dai dati pubblicati
dall'Agenzia delle entrate emergono numerose stranezze. E una certezza: il peso
fiscale grava sui soliti. Alla fine si torna al dilemma morettiano: "Mi si
nota più se...". E dunque: mi si nota più se nel mio modello Unico
esibisco tutta la geometrica potenza di un reddito a sei-sette cifre o se,
grazie a una batteria di bravi commercialisti, mi tengo basso basso, quasi
inesistente? Questione che emerge, per esempio, dalla dichiarazione 2005 dei
fratelli Muccino. Gabriele, regista già affermato (Come te nessuno mai,
L'ultimo bacio, Ricordati di me e una lunga serie di spot di lusso, dalle
Pagine gialle alla Buitoni), benché quell'anno un po' in crisi ispirativa,
denuncia un guadagno da impiegato: 28 mila euro. Silvio, di 15 anni più
piccolo, attore cult delle ragazzine, dieci volte tanto: 269.290. L'anno dopo
Gabriele, quasi a conferma di una strategia fiscale dell'essere ma non
apparire, girerà negli Usa La ricerca della felicità, candidato all'Oscar, e
lancerà la sua società di produzione, la Indiana record. Si direbbe che
l'accoppiata regista-produttore faccia risparmiare un bel po' di tasse: lo
stesso Nanni Moretti (una sfilza di successi da Palombella rossa ad Aprile,
alla Stanza del figlio), nonché inventore dei girotondi anti Berlusconi,
dichiara 71.800 euro: mica tanto. Stranezze? Certo non ne mancano negli elenchi
dei contribuenti che l'ex viceministro Vincenzo Visco e il direttore
dell'Agenzia delle entrate, Massimo Romano, hanno deciso di mettere su internet
finché il garante della privacy Francesco Pizzetti non ne ha vietato la
pubblicazione. A Torino (dove peraltro i calciatori della Juve guadagnerebbero
più dei loro padroni, gli Agnelli) Marella Caracciolo, vedova dell'Avvocato,
dichiara con un certo understatement poco più di 1 milione da utili di
partecipazione, contro 1.824.000 di Luciana Littizzetto, lavoratrice autonoma,
e decisamente first madam sotto la Mole. L'attrice-autrice-opinionista,
insomma, per restare nel suo campo guadagna più di Andrea Camilleri (1,4
milioni), molto più del commentatore politico Sergio Romano (476 mila), del
fondatore della Repubblica Eugenio Scalfari (418), e moltissimo più di Dario Fo
(116 mila) che è pure premio Nobel. Fortuna che a ristabilire qualche certezza
intervengono i redditi di Dolce & Gabbana. Coppia perfetta anche nei
guadagni, così come fino a poco tempo fa nella vita: 29.708.000 Domenico,
29.651.000 Stefano. E rassicura anche che D & G, assieme, valgano appena un
po' più di Giorgio Armani ma da solo (44.960.000). Bizzarro certo che Anna
Falchi dichiari 3.808 euro, meno di una domestica; o che Afef Jnifen denunci un
guadagno di 49.838, quanto un quadro di media impresa: sia pure all'ombra del
consorte Marco Tronchetti Provera, 8.159.000 come "lavoratore
dipendente" della Telecom. Ma curioso anche che Michele Santoro, nel 2005,
abbia guadagnato appena 118.752 euro: sarà ancora stato in esilio dalla Rai,
però era pure sempre parlamentare europeo (si dimette a ottobre di quell'anno
per tornare in tv a Rockpolitik con Adriano Celentano). E a proposito di
sinistra di lotta e teleschermo, la coppia Maurizio Costanzo-Maria De Filippi
si conferma imbattibile: 4.290.000 euro lui, 3.980.000 lei. Chissà se negli
ultimi due anni c'è stato il sorpasso. Sempre in tema di lotta, destinati a
lasciare strascichi nel popolo dei meet-up i 4.257.000 euro
di Beppe Grillo. È confermato che alla Mediaset
(azienda in utile) si guadagna più che alla Rai (azienda in deficit). Ma a
Viale Mazzini sembrano non esistere criteri precisi di merito: la direttrice
delle teche (l'archivio dei filmati), Barbara Scaramucci, guadagna un po' meno
di Paolo Ruffini, direttore di Raitre. E anche lì alcune stranezze, tipo
il reddito zero di Corradino Mineo, direttore di Rai News 24: certo sarà tutto
in regola. Conferme: i redditi top sono dei calciatori (semmai c'è da chiedersi
perché a Roma Zebina prendesse più di Chivu e Mexes), dei divi tv e dei
finanzieri. A cominciare dal Paperone d'Italia, Carlo Micheli, 38 anni, imponibile
101 e passa milioni, figlio di Francesco Micheli e una sfilza di poltrone e
partecipazioni nella Milano che conta. Così come a Roma svetta Giancarlo
Giglio, 13,5 milioni, consigliere d'amministrazione dell'Unità, proprietario di
un'azienda, la Datamat, ceduta alla Finmeccanica. Insomma, restiamo un paese
dove, rispetto a chi la ricchezza la produce, conta chi ci campa (e molto bene)
su. Ma, a parte curiosità, gelosie e voyeurismi vari, che cosa dimostra
l'operazione Visco, presentata all'insegna della trasparenza? Nulla. E ad
ammetterlo, forse inconsapevolmente, sono proprio le statistiche fornite
dall'Agenzia delle entrate. Il 70 per cento della ricchezza tassata viene
dall'Irpef con una media di reddito di 17 mila euro per italiano (20 mila
tenuto conto della no tax area). In media ogni famiglia guadagna circa 32 mila
euro. In particolare, il 48 per cento di ciò che il fisco prende viene dal
lavoro dipendente, il 37,8 da pensioni. L'Ires, l'imposta sulle società, è
pagata solo da 1 milione di contribuenti. Le srl rappresentano l'84 per cento
del totale, le spa si sono ridotte dal 7,2 per cento del 1994 al 4,7 del 2005.
Nel 2005 il 51,1 per cento delle società di capitale, srl comprese, ha
dichiarato imposte negative. Cioè zero tasse. Più delle imprese individuali
dichiarano i professionisti: 33 mila euro a testa contro 14 mila delle prime.
Ma i professionisti rappresentano solo l'1,9 per cento del totale dei
contribuenti, contro il 5,6 delle imprese e l'80 per cento di dipendenti e
pensionati. Conclusione: se volevamo una conferma che in Italia le tasse le
pagano sempre i soliti, eccola servita. Altra conferma: si continua a usare il
pugno di ferro contro i redditi da lavoro, alti o bassi che siano; e a infilare
il guanto di velluto contro la ricchezza "statica": i grandi
patrimoni immobiliari e mobiliari. Un paio di esempi? A Roma il principe
Alessandro Torlonia dichiara poco meno di 300 mila euro e la principessa
Alessandra Borghese, candidata senza successo dall'Udc al Senato, 12.765: tutto
legale ovviamente. Ma allora dov'è la giustizia fiscale? Visco ha inasprito
imposte e contributi sui redditi dichiarati, non ha praticamente toccato
rendite e patrimoni, è andato al solito sul sicuro. E a che serve la
trasparenza, se non a far venire un'altra po' di bile a chi sa leggere le
cifre? A proposito dell'ex ministro: nel 2005 dichiara un reddito di 130 mila
euro, il garante della privacy Francesco Pizzetti di 278.150 euro, il suo vice
Giuseppe Chiaravalloti, già presidente della Regione Calabria, 291.458. Troppi?
Pochi? Giudicate voi.
( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
PAOLO
Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante,
ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone
" ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che
anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia
nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede.
Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu.
4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo
di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno
redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è
finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei
deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro
ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si
stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai
fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro
faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti
ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai
pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e
consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose,
antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a
platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite
del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa
poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie
e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo,
alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure
laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non
parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e
sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo,
che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un
attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl
governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di
4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera
gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e
pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche
battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata
(giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a
subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per
pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si
loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente
"superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore
alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra
francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no
?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca
con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi
quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti
francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame,
nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi
sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ?
Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle
strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti
francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli
angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno
mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per
questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa
che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare
lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di
Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo
crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è
un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime
cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare
con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania
romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi
paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi
svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli
extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio
nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che
hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare.
Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi
ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee.
Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano
economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi
dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia
NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe
mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere
efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti
inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre
la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che
in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda
paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di
rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero
semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è
bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una
superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno
abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle
suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle
strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture
(costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia
che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di
fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal
latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio
ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di
Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato
nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA
Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro
nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni
offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof.
Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire?
Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal
successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che
grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla
Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute
similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva,
irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano
contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non
mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto
e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile
per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come
se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e
tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal
servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio).
Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e
Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha
votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche
quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto
e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso
LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato:
"Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto
articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per
mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore
di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso
per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più
esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre
volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere
noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si
dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO
Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da
parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo,
l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu
per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da
parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini
non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della
sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa?
GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra
che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto
di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol
semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che
qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori
e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui
non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare
gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a
lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco
di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del
nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la
criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla
più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme
a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro
trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto
esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Padania, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il
grillo sparlante colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito
in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne
vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel
dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai
"grillini" in buona fede. Reddito di Grillo
per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità
da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei
redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla
luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente,
non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione
nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di
"vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano
restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il
business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano
finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre
combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso
posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti:
vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei
vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e
sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti
adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie
LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta
abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica,
meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che
un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore
Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli!
Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico,
Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare
l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in
via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la
'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte
della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi
superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo
poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata
(giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a
subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per
pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si
loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente
"superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa
onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto
tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi
no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire
bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi
tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti
francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame,
nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi
sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ?
Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle
strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti
francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli
angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno
mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per
questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa
che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare
lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di
Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo
crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è
un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime
cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare
con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania
romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi
paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi
svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli
extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio
nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che
hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare.
Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi
ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non
è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano
economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi
dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia
NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe
mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere
efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti
inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre
la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che
in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda
paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di
rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero
semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è
bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una
superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno
abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle
suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle
strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture
(costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia
che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di
fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal
latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio
ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di
Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato
nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA
Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro
nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni
offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof.
Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire?
Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal
successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che
grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla
Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute
similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva,
irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano
contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non
mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto
e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile
per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere.
Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e
tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal
servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio).
Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e
Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha
votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche
quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di
rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver
perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha
dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella
perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi,
forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto
chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto
"ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un
corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma
anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi
e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a
volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo
VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella
compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza
che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel
momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i
traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio
Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della
chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito
dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del
proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa
colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4
milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo
lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno
, davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il
nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del
reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la
recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso
elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare
quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il
nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche
economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e
pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i
politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati
raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri
Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Giornale.it, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Non mi
piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo
le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici.
Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta
mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito
democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con
grande senso di responsabilità, mostrandosi responsabile e moderato. Il caso
Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato
non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una
personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più
carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata,
finalmente matura di Veltroni e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che
non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera
del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io
dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in
democrazia, Italia Commenti ( 3 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il
nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno
ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di
estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si
conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non
sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi
di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta,
sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale.
E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi
limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di
più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte
della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a
descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose
pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma
anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato
"Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda
solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo:
teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro
ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di
vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava
su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad
alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente
passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per
Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna
diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni
Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti (
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articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi
di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese
avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista
che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica
del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero,
anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito
delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che
Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la
Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema",
dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo
spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia
no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza
radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue
tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso
(da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema
liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente
egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in
Italia, francia Commenti ( 38 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un
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( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
RAI
Dall'università di Ancona la nuova sfida del comico genovese postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Ancona, 12 mag. (Apcom) - Il mondo
dell'informazione, con i suoi tg e quotidiani nazionali,
resta nel mirino del comico Beppe Grillo,
ospite questa mattina all'Università delle Marche per la conferenza
"globalizzazione e internet" del premio nobel Joseph Stiglitz.
"Dopo il V Day del 25 aprile - ha spiegato il comico genovese - non si
torna più indietro in fatto di informazione regime. Non abbiamo più
intenzione di tenerci i vari Riotta, Mimun, Saccà e compagnia bella. Per questo
stiamo lanciando la proposta di boicottare il pagamento del canone della
televisione di Stato".
( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
UN'OFFESA
Il comico alla conferenza del nobel Joseph Stiglitz, ad Ancona postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Ancona, 12 mag. (Apcom) - Tra i
meetup marchigiani la presenza di Beppe Grillo alla
conferenza "sulla globalizzazione e internet" del nobel Joseph
Stiglitz alla facoltà di Economia dell'Università Politecnica di Ancona, era
data per certa da alcuni giorni. E infatti questa mattina il comico genovese ha
fatto la sua incursione all'Ateneo delle Marche dove non ha risparmiato
nessuno. In primis l'ex viceministro dell'Economia Vincenzo Visco, che
aveva chiesto all'Agenzia delle Entrate la pubblicazione dei redditi su
Internet. "E' stato protagonista - ha detto il comico - di un atto
criminoso. Ha pubblicato i redditi individuali per cercare di bloccare quelle
persone perbene che stanno portando avanti progetti importanti per la vita del
Paese". Da Visco poi si è passati alla puntata di "Anno zero" in
cui è stata fatta ascoltare la critica di Grillo nei
confronti del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Mi viene
da ridere - ha commentato il comico - se penso alle accuse che mi hanno rivolto
dopo che mi sono limitato a soprannominare Napolitano "Morfeo". Pensa
che offesa che ha arrecato al presidente".
( da "Agi" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Bufera
sul giornalista dopo le dichiarazioni su schifani MERCOLEDI' L'AGCOM ESAMINA IL
CASO TRAVAGLIO L'Autorita' garante nelle comunicazioni si occupera' della
puntata di sabato scorso di 'Che tempo che fa' in onda su Raitre e delle
dichiarazioni di Marco Travaglio relativamente al presidente del Senato, Renato
Schifani. L'argomento e' stato infatti subito inserito nell'ordine del giorno
dei lavori dell'Authority presieduta da Corrado Calabro'. Prevedibile
come primo atto la richiesta alla Rai di documentazione sulla vicenda, cosi'
come era avvenuto una settimana fa in relazione alla puntata del primo maggio
di 'Annozero' imperniata sul V-Day di Beppe Grillo.
(AGI) - Roma, 12 mag. -.
( da "Corriere.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
La
polemica Caso Travaglio, Fazio verso sanzione Mercoledì il Consiglio
dell'Agcom: sul tavolo anche la vicenda che riguarda Santoro e lo spazio dato a
Grillo Fazio e Travaglio a "Che tempo che
fa" (Omega) ROMA - L'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni si
preparerebbe a prendere provvedimenti nei confronti della trasmissioni di Fabio
Fazio Che tempo che fa, in onda il sabato e la domenica su RaiTre, per le
dichiarazioni fatte da Marco Travaglio sul presidente del Senato Renato
Schifani. I poteri dell'organismo di controllo (la prossima riunione del
Consiglio dell'Agcom è in programma mercoledì prossimo) vanno dal richiamo alla
sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest'ultimo, secondo indiscrezioni,
il provvedimento che verrà adottato. ANCHE ANNOZERO SUL TAVOLO DELL'AGCOM -
Sempre mercoledì prossimo, sul tavolo dell'Agcom tornerà anche il caso
Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele Santoro che
ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e
sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria. All'ordine
del giorno della riunione del Consiglio è previsto infatti, in sede di
delibera, il "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione
degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo e le
determinazioni conseguenti". L'Autorità potrà dunque arrivare
subito a una decisione, anche su Travaglio, in base agli elementi in suo
possesso, oppure chiedere alla Rai ulteriore documentazione e controdeduzioni
(come è stato già fatto per Annozero). Il dibattito, comunque, in seno
all'organismo di garanzia è serrato: a quanto si apprende da ambienti di via
delle Muratte, già nei giorni scorsi, in occasione della discussione
sull'apertura, decisa a maggioranza, dell'istruttoria su Annozero, si è aperto
un confronto sui limiti della competenza dell'Autorità stessa nella valutazione
delle linee editoriali delle trasmissioni televisive. stampa |.
( da "Repubblica.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA -
L'Autorità garante nelle comunicazioni si occuperà mercoledì della puntata di sabato
scorso di Che tempo che fa in onda su Raitre e delle dichiarazioni di Marco
Travaglio relativamente al presidente del Senato, Renato Schifani. L'argomento
è stato infatti subito inserito nell'ordine del giorno dei lavori
dell'Authority presieduta da Corrado Calabrò. Prevedibile come primo atto la
richiesta alla Rai di documentazione sulla vicenda, così come era avvenuto una
settimana fa in relazione alla puntata del primo maggio di 'Annozero' imperniata sul V-Day di Beppe Grillo.
Resta calda dunque la polemica aperta due giorni fa dal giornalista con le
dichiarazioni sulle presunte ex frequentazioni mafiose del presidente del
Senato. Parole che hanno innescato critiche durissime sia da parte della
maggioranza che dell'opposizione, fatta eccezione per l'Idv. Davanti al
coro d'indignazione, Travaglio ha scelto comunque di tenere il punto.
"Pentito? Ma per piacere, non scherziamo. Figuriamoci se sono pentito per
quello che ho detto. Anzi, sono stato anche troppo buono". E aggiunge:
"Nessuno dice che quanto ho affermato sia falso". Quanto alla
decisione del Garante, prevede: "L'Authority sanzionerà 'Che tempo che fa'
di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire
cose vere. Poi la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a 'Anno
Zero'. E così si saranno tolti il problema". Tra i più duri nei confronti
del giornalista, il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli: "Per
quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare la Famiglia Addams è la
stessa cosa, almeno finché non sono costretto a pagare io con il canone. Se uno
l'assume, però, sa a cosa va incontro e deve farsi carico dei debiti e dei
crediti. Bisogna prendersela con chi l'ha assunto". Nel mirino c'è insomma
il direttore generale Claudio Cappon, ma l'opposizione, pur condividendo le
critiche a Travaglio, cerca di frenare le mire della maggioranza. "Il
servizio pubblico - dice Marina Sereni del Pd - è pagato dai cittadini ed è
bene che sia un luogo di rispetto per tutti, ma non vorrei che si approfittasse
di questo episodio, soprattutto dopo le scuse del conduttore, per fare un
repulisti o per cercare una resa dei conti nel servizio pubblico". Antonio
Di Pietro resta l'unico a difendere Travaglio: "Gli attacchi che sta
subendo solo per aver raccontato la cronaca di fatti veri ed accaduti e che
riguardano nientemeno la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato
Schifani, dimostrano che, come al solito, quando si tratta di difendere la
Casta, i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno quadrato e
diventano un tutt'uno". (12 maggio 2008.
( da "AprileOnline.info" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Domenico
Ciardulli, 12 maggio 2008, 11:37 Il caso Travaglio/2 Non è la prima volta che
la vita di un uomo politico viene passata al setaccio, ed è giusto che sia così
anche nel caso del presidente del Senato. L'eco sulla stampa delle parole del
giornalista ospite di Fazio appare un'esagerazione pericolosa perché potrebbe
ricondurre a quelle reazioni spropositate di qualche anno fa culminate con
facili epurazioni di professionisti dalla Rai Seguo quasi sempre il programma
di Fabio Fazio e vorrei dire che non mi è piaciuto il fatto che si sia scusato
per la sua intervista a Marco Travaglio di sabato 10 maggio scorso. L'eco sulla
stampa delle parole di Travaglio riferite al Presidente del Senato mi appare
un'esagerazione, quasi una strana forzatura. Chissà se servono contenuti per iniziare
una nuova "normalizzazione" della Rai? Già in passato abbiamo
assistito a reazioni spropositate culminate con facili epurazioni di
giornalisti. Ricordiamo anche la solitudine di Lucia Annunziata, presidente in
minoranza del CdA Rai, e il suo rapporto difficile con il direttore generale di
allora, Flavio Cattaneo. Un periodo che, a mio avviso, non ha fatto onore
all'azienda di Stato, così come non hanno fatto onore le vicende, venute poi
alla luce, di scambi sessuali tra aspiranti vallette e uomini politici oppure
quelle di intercettazioni ambientali dove era in ballo un presunto mercato di
voti in Senato. Perché le reazioni alla trasmissione di Fazio e alle parole di
Travaglio appaiono esagerate e strumentali? Perché da secoli gli uomini
politici, e a maggior ragione le alte cariche dello Stato, sono state, per
forza naturale delle cose, oggetto di attenzione e di dibattito. Il presidente
della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro è stato oggetto di ripetuti attacchi per
le vicende dei fondi neri del Sisde. Il presidente Francesco Cossiga è stato
bersaglio per anni di roventi critiche e articoli di stampa. Così come sulle
frequentazioni siciliane del senatore Andreotti ne è nato un lunghissimo
processo. Il neo sindaco di Roma, in quanto titolare di una carica pubblica
importantissima, è stato passato minuziosamente al microscopio per le sue
vicende passate. E', a mio avviso, naturale e sano che non ci siano ombre sulla
storia politica e personale di uomini che assumono le redini del paese. Il
presidente Renato Schifani, in quanto eletto alla seconda carica dello stato,
non può essere immune da critiche, da osservazioni, da satira, da rievocazioni
giornalistiche sulla sua attività e sulle sue frequentazioni e contatti
passati. Per quanto egli possa essere a pieno titolo in buona fede ed esente da
qualsiasi responsabilità personale e politica, accetti serenamente questo
passaggio "giornalistico" visto che possiede amplissime facoltà
mediatiche per poter replicare. Saranno i cittadini, e non le censure, i veri valutatori.
Saranno soprattutto i fatti e i comportamenti attuali e futuri, piuttosto che
quelli passati, a far risaltare positivamente o negativamente presso l'opinione
pubblica la personalità e la deontologia dell'uomo di Stato Renato Schifani.
Così sarà per Alemanno, così è stato per Rutelli. Sarebbe invece un brutto
inizio per la seconda carica dello Stato qualora venissero puniti conduttori
televisivi e venissero bandite presenze in Rai per aver dato risalto ai
contenuti del libro di Lirio Abate in cui sono riportate alcune sue vicende
passate. Allo stesso modo, ritornerebbero gli odiosi
"fantasmi di Bulgaria" se si preparasse in sordina un nuovo CdA Rai,
fazioso e partitico e, magari, prendesse corpo un altro ostracismo contro
Michele Santoro per aver dato risalto ad un comizio di piazza di Beppe Grillo.
( da "Asca" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
(ASCA) -
Roma, 12 mag - Il consiglio dell'Autorita' per le garanzie delle comumicazioen
(Agcom) si riunira' mercoledi' prossimo per valutare
eventuali provvedimenti da assumere nei confronti della trasmissione ''Che
tempo che fa'' in seguito al caso Travaglio-Schifani. Si ipotizza una sanzione
amministrativa a carico del conduttore Fabio Fazio. Sul tavolo dell'Autorita'
anche la puntata di ''Annozero'' in cui fu dato ampio spazio al V-day2 di Beppe Grillo. vam/sam/ss.
( da "Opinione, L'" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Oggi è
Lun, 12 Mag 2008 Edizione 92 del 12-05-2008 Tornare a un governo dinamico per
riconquistare elettori disamorati Come sconfiggere l'antipolitica di Marco Mari
Da anni sociologi e politologi si interrogano sulla crescente disaffezione
degli italiani alla politica. Nonostante il nostro Paese sia tra quelli che
hanno le maggiori affluenze alle urne, i suoi cittadini sembrano poco attirati
dalle vicende politiche e a cavalcare il loro malessere vi
sono comici e cabarettisti tra i quali Beppe Grillo è il
più illustre. Ad allontanare gli italiani dalla politica è il cosiddetto
"teatrino" con tutto quel susseguirsi di ammiccamenti, dichiarazioni,
affermazioni, smentite, accuse, ricatti, veti incrociati e così via, che a
essere maligni spesso sembrano studiati per "stancare" la gente.
Un balletto continuo che si protrae da decenni e che tiene bloccato il Paese:
chi si è cimentato alla guida del Belpaese non ha voluto (o potuto) prendere le
decisioni necessarie inchiodato da mille divieti e interessi incrociati di
partiti sindacati e corporazioni. Così mentre il mondo ha continuato a correre
l'Italia è rimasta ferma alla dolce vita col suo sole, il suo mare, la sua
moda, alla sua Ferrari e i suoi prodotti tipici che da soli non bastano a
sostenere le sfide del terzo millennio. Fino ad oggi la società civile ha
osservato una classe politica timida, debole, inerme e quasi disinteressata
alle vicende che continuano a scuotere il Paese: i signori dei palazzi romani
si sono limitati ad arrampicarsi ai loro arzigogolati e stantii discorsi sui
massimi sistemi studiati per non affrontare i veri grattacapi degli italiani.
Anzi spesso gli italiani hanno dovuto pagare (e lo fanno tuttora) per la
incapacità della propria classe dirigente. Risultato: la disaffezione alla
politica romana. E ora la sonante vittoria del Berlusca, ma ancora di più del
Bossi, ha sentenziato con inequivocabile chiarezza la voglia di decisionismo:
basta al lassismo, alla criminalità d'importazione, ai privilegi, agli sprechi,
all'assistenzialismo, al malaffare, alle troppe tasse per averne nulla in
cambio. Insomma basta al "non governo" che conosciamo. Dunque chi si
appresta a guidare l'Italia ha un compito delicatissimo: dimostrare che Pdl e
Lega sono diversi dal resto della politica tricolore. Le aspettative degli
italiani sono moltissime e non trovare soluzioni efficaci ai problemi irrisolti
fin qui sarebbe l'ennesima truffa ai loro danni. Se anche stavolta la politica
dovesse fallire, credo che la (residua) fiducia e la stima della società civile
sarebbe irrimediabilmente perduta. L'antipolitica può essere sconfitta in un
modo solo: non con la politica ciarlata della quale i politicanti romani sono
maestri, ma con la politica "d'azione" fatta per trovare soluzioni ai
problemi della società civile e non per accaparrarsi poltrone e privilegi a
iosa. Fare politica significa governare i fenomeni che si presentano nel corso
della storia: un po' come fa l'equipaggio di una nave sfruttando i venti e le
correnti. Certo non può impedire l'approssimarsi di una tempesta, ma può
prepararsi all'evento per uscirne al meglio. La politica dunque è azione e
attività, non apatia o remissività. La politica dell'immobilismo e del
galleggiamento cara a Prodi e ai suoi predecessori non serve a nulla, anzi è
dannosa.
( da "Quotidiano.it, Il" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Ancona |
Il comico è intervenuto a sorpresa ad una conferenza sulla globalizzazione da
Joseph Stiglitz: peccato che il suo intervento non c'entrasse nulla con l'argomento
trattato dal Premio Nobel. Beppe Grillo Questa mattina come previsto,
dalla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, il Premio
Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz ha tenuto per gli studenti una lezione
magistrale sulla economia politica della globalizzazione. Al termine
della lezione, tra l'entusiasmo dei presenti per l'ospite d'onore e l'interesse
per l'argomento trattato, sono seguiti, come da programma, alcuni interventi
tra i quali quello del noto comico Beppe Grillo presente tra il pubblico, non invitato dall'Ateneo
contrariamente a quanto da lui affermato. Il suo lungo intervento/monologo ha
riguardato le recenti vicende politiche e personali invece che il tema
scientifico specifico al centro dell'iniziativa, suscitando l'intervento del
professor Antonio Calafati, docente presso la Facoltà di Economia, il quale ha
richiamato la necessità di mantenere al centro della riflessione i temi
economici trattati dalla relazione dell' esimio professor Stiglitz. L'
intervento del comico, mera protesta politica certamente legittima, era
assolutamente fuori contesto nell'ambito di una lectio magistralis
universitaria. 12/05/2008.
( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Siamo
preoccupati: è il bis dopo Santoro a causa di Grillo
postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 12 mag. (Apcom) - "Il coro
bipartisan contro Marco Travaglio è preoccupante, anzi indecente. Segue
all'attacco sempre bipartsan nei confronti di Santoro reo
di aver mandato in onda alcuni interventi di Beppe Grillo dal
V-day di Torino. Era prevedibile che il PDL tentasse di nuovo di imbavagliare
l'informazione, come già accaduto nel precedente quinquennio berlusconiano. E'
incomprensibile che il Pd gli dia una mano". Lo denuncia l'ex ministro
Paolo Ferrero, candidato alla segreteria del Prc. "Anche questo
episodio - sottolinea - dimostra che l'opposizione democratica e sociale al
governo Berlusconi dovrà costruirsi dal basso nel Paese perché oggi in
Parlamento siedono forze che tendono, sui temi di fondo, a convergere. A volte
condivido le posizioni di Travaglio, altre volte assolutamente no, ma in questa
situazione non posso che esprimergli la mia solidarietà visto che Travaglio mi
pare abbia soltanto riferito fatti noti a chi segue le cronache
giudiziarie". "Se le dichiarazioni di Travaglio non corrispondo al
vero, il presidente Schifani ha il diritto-dovere di fare chiarezza - conclude-
nelle sedi opportune".
( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
VITA E nemmeno Santoro e Grillo.
Chi li ascolta vota a destra postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 12
mag. (Apcom) - Il Pdl non cacci Marco Travaglio, e nemmeno Michele Santoro o Beppe Grillo,
"sono la vostra assicurazione sulla vita". Lo scrive il 'Riformista'
in un editoriale sul numero di domani, dal titolo 'Signori della destra, non licenziate
Travaglio'. "Anche se non sono fatti nostri, vorremmo dare un consiglio
disinteressato al centrodestra appena tornato al governo: non li toccate. Non
fate l'errore - scrive il 'Riformista' - di licenziare Travaglio dalla Rai, o
di chiudere Santoro, o di mettere a tacere Grillo.
Pensateci bene. Ogni volta che Santoro ha avuto la sua trasmissione in Rai, le
elezioni le avete vinte voi. Ogni volta che Santoro era fuori dalla Rai, nella
elegante postura dell'epurato, le elezioni le avete perse. Non cadete nella
trappola dei loro disperati tentativi di farsi licenziare, per vendere più
libri, più dvd, e più biglietti degli spettacoli della Guzzanti. Santoro e
Travaglio in Rai vi portano bene, centinaia di migliaia di voti. Non perché,
come voi dite, sono le incarnazioni più insopportabili della arroganza della
sinistra, e dunque per reazione la gente vota a destra. No. La verità è che
loro sono proprio di destra. Tutta la loro visione del mondo è populista,
qualunquista, giustizialista. Di fronte a ogni problema del paese, hanno una
sola risposta: 'In galera...', urlata come faceva quel personaggio di Alto
Gradimento. Che cosa c'è di più intimo alla cultura della destra che attribuire
una colpa là dove c'è un problema, identificare un colpevole invece che il
rimedio?". "Grillo, Santoro e Travaglio sono
la falce che passa a tagliare il fieno che Bossi e Berlusconi raccolgono. Chi
li ascolta - si legge ancora nell'editoriale del quotidiano - non può fare
altro che votare a destra, o nella migliore delle ipotesi astenersi dal voto,
perché tanto fanno tutti schifo. Cercate tra i due milioni e mezzo di elettori
scomparsi della sinistra radicale, e li troverete. La loro presenza, tra
l'altro, consente a voi di presentarvi come una destra moderna, intelligente e
non becera, tanto ci sono loro che fanno il lavoro sporco. Lasciate in pace le
loro trasmissioni e le loro piazze. Guai a sostituirli con qualche paludato
opinion maker di partito. Sono la vostra assicurazione sulla vita. Non
toccateli".
( da "Virgilio Notizie" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
RAI/
GRILLO: ANCHE EL PAIS CONTRO SCHIFANI, ¡QUE VIVA FRANCO! Perchè nessuno ha
chiesto ritiro di libri di cui parla Travaglio? postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Roma, 12 mag. (Apcom) - Anche il più diffuso quotidiano spagnolo, El
Pais, ha attaccato il presidente del Senato, Renato Schifani, e ben prima che
Marco Travaglio lo facesse in diretta televisiva su Raitre. Lo sostiene Beppe Grillo che,
sul suo blog, non risparmia gli affondi e il sarcasmo sulla vicenda. "Il presidente
del Senato Renato Schifani è indignato. E' in buona compagnia - scrive il
comico - I vertici Rai sono indignati. Anna Finocchiaro è indignata.
Gasparri è indignato. Follini è indignato. Il PDL è indignato. Il PD è
indignato. L'indignazione sta tracimando dalle narici del veltrusconismo.
Guareschi creò i trinariciuti. I veltruschini hanno un buco in più. Sono
quadrinariciuti, due narici di sinistra e due di destra, che soffiano
indignazione per la libera informazione. Quattro narici in fila per due".
"Travaglio - argomenta Grillo - ha fatto alcune
dichiarazioni, tratte dal libro scritto con Gomez: 'Se li conosci, li eviti' e
da: 'I complici' di Lirio Abbate e Gomez. Nessuno ha chiesto in questi mesi il ritiro
dei libri. Perché? Travaglio ha avuto il torto di fare le dichiarazioni in
televisione. Milioni di italiani che non leggono i libri lo hanno potuto
ascoltare. Il problema è nel media, non nel messaggio. RAISET è cosa loro.
Schifani ha spiegato che 'C'è chi vuole minare il dialogo', ma di questo non
deve avere paura. Il dialogo può solo avvenire, infatti, tra due soggetti
distinti, ognuno con una propria identità. I veltruschini quadrinariciuti sono
la stessa cosa. Il dialogo tra Finocchiaro e Gasparri è un fatto genetico.
Hanno lo stesso DNA". "Schifani - prosegue il comico-blogger - ha
aggiunto: 'Se c'è qualcuno che deve pagare dei prezzi li pagherà'. Inizierei
dalla Spagna. Frattini ritiri gli ambasciatori e La Russa si predisponga per una
nuova Guernica. E' la giusta risposta a El Pais, il quotidiano spagnolo più
diffuso con mezzo milione di copie, che ha scritto il 29 aprile 2008, due
settimane prima che Travaglio andasse dallo stuoino Fazio: 'Il suo nome
(Schifani ndr) è stato associato dalla stampa italiana con la criminalità
organizzata siciliana, dato che negli anni ottanta fu socio in una compagnia
nella quale figuravano Nino Mandalà, boss del clan mafioso di Villabate, e
Benny d'Agostino, imprenditore legato allo storico dirigente di Cosa Nostra,
Michele Greco'. Bombardiamo Zapatero e la stampa indipendente spagnola. ¡Que
viva Franco!".
( da "Rai News 24" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Roma | 12 maggio 2008 Grillo duro con Fazio: "E'un impiegato". Vita:"Il caso
Travaglio e' il caso Rai". Colombo attacca Violante Marco Travaglio e
Renato Schifani "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche
giornalisti, sono impiegati". Beppe Grillo
risopnde così, con un attacco a Fabio Fazio, a chi gli chiede un commento sulle
scuse presentate in tv dal conduttore di 'Che tempo fa' per le parole di
Marco Travaglio sul presidente del Senato, Renato Schifani. "Io - aggiunge
Grillo - a prescindere da qualsiasi cosa, sono con
Travaglio. Vi sembra che tentenni?. Travaglio non è un giornalista, è una
grande persona; sono grandi persone che pensano e scrivono, non sono più
giornalisti, sono qualcosa di altro; siamo tutti giornalisti, in rete, l'albo
dei giornalisti ... Cosa vuol dire? L'albo dei poeti...". Colombo contro
Violante Il caso trascina con sé una lunga serie di commenti e reazioni.
"Invece di stare dalla parte per la libertà di espressione, che se la usi
male viene il giudice, l'opposizione, e specificamente la senatrice Finocchiaro
del Pd, è corsa in aiuto del presidente del Senato- attacca Furio Colombo sul
sito di Articolo 21 - Ogni volta che si nota una minaccia, e in questo caso si
tratta di ciò, ogni volta che si attacca un solo giornalista, occorre reagire,
come si può e negli spazi ancora liberi". E aggiunge: "Mi
scandalizzano le parole usate da Luciano Violante che chiama 'pettegolezzo' ciò
che ha scritto un giornalista che è scortato per minacce di mafia, ovvero Lirio
Abbate, il cui frammento di libro è stato citato da Travaglio. Chiamare
pettegolezzo una testimonianza di mafia, mi pare inconcepibile e sta allargando
in modo allarmante il 'livello Bondi', che sta diventando il parametro a cui
una parte di dell'opposizione aspira ad omologarsi". Per l'ex direttore de
l'Unità "c'è un caso Rai, evidentemente. La Rai nel suo insieme e nelle
sue articolazioni è diventata allergica alla pura e semplice idea di libertà di
informazione. Ciò che viene presentata come intervista, in realtà è intesa
invece come una banale conversazione. Chi va alla Rai deve sapere che ci si
aspetta di attenersi ad un galateo di pudici silenzi, ovvero di parlar d'altro.
O al massimo di promuovere se stessi: un libro, un film, una canzone...".
Il treno Rai "Il caso Travaglio in queste ore ha smesso di essere il caso
Travaglio ed è diventato il caso Rai". Lo sostiene il senatore del Pd
Vincenzo Vita, a lungo responsabile Comunicazioni nel Pds. "Fin troppo
plateale è l'utilizzo di un'intervista su cui certo si può obiettare e opinare,
per aprire un'offensiva tesa a mettere le mani sul servizio pubblico da parte
della destra. Non e' la prima volta - continua Vita - ma questa è davvero
grave, che un episodio discutibile assume le sembianze del 'cavallo di Troia'
per un assalto reazionario. Tutto questo dopo le scuse, le prese di posizione e
l'ampia opportunità offerta (giustamente) al Presidente del Senato di replicare
all'intervista. Fatte le critiche, dunque, ci si renda conto che il gioco è ben
altro e la partita si svolge ormai sul terreno della libertà e dell'autonomia
della Rai. Insomma, al di la' di Travaglio, rendiamoci conto che è si è avviato
un treno assai pericoloso". "Ora è toccato a Schifani e
domani?..." Questo il titolo del post inviato da Clemente Mastella sul suo
blog a proposito della partecipazione di Marco Travaglio alla trasmissione 'Che
tempo fa?' di Fabio Fazio, sabato sera. Secondo Mastella, quelle del giornalista
sono state "accuse, inopportune, fuori luogo, e del tutto gratuite nei
confronti della seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Renato
Schifani al quale ribadisco la mia stima e la mia totale solidarietà".
"Tutto scorre come sosteneva Eraclito - dice ancora il leader dell'Udeur -
L'unica cosa che resta invariata, purtroppo, è la tentazione, sempre piu'
forte, di telepredicatori-giustizialisti di andare in tv senza contraddittorio,
con il placet dei soliti Robespierre della politica, consentendo cosi' la
distruzione della dignità dei non allineati. Tutto ciò, naturalmente,
attraverso la benedizione del servizio pubblico, quello che i cittadini pagano
con il canone. Chissà che non sia giunta forse - conclude Mastella - l'ora di
rendere un po' più seria e meno partigiana la nostra tv?". I familiari
delle vittime di mafia: con Travaglio L'Associazione nazionale dei familiari
delle vittime della mafia esprime "la più sincera solidarieta' a Marco
Travaglio incoraggiandolo ad andare avanti nella propria attivita'
d'informazione". "Travaglio - si legge nel comunicato - incarna
l'espressione piu' nobile del giornalismo libero da ogni servilismo nei
confronti del potere politico. Inoltre, essendo membri della nostra
associazione alcuni familiari di giornalisti uccisi dalla mafia e morti in nome
della liberta' di stampa, non possiamo tacere di fronte alle annunciate
sanzioni, che corrispondono ad una vera e propria censura, da parte della
televisione di Stato nei confronti di chi ha svolto in maniera impeccabile e
corretta il proprio dovere di giornalista". L'agenda del Garante Oltre
alla puntata di sabato di 'Che tempo che fa', che ha ospitato Marco Travaglio,
mercoledi' sul tavolo dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni tornerà
anche il caso Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di
Michele Santoro che ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe
Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già
aperto un'istruttoria.
( da "Panorama.it" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Travaglio su Schifani: la bufera non si placa.
Per Fazio probabile sanzione Posted By redazione On 12/5/2008 @ 18:16 In
Apertura#2, NotiziaHome | 6 Comments È bufera dopo le affermazioni del
giornalista Marco Travaglio a [1] Che tempo che fa, secondo le quali il [2]
presidente del Senato, Renato Schifani, "ha avuto amicizie mafiose".
Il direttore della trasmissione, Fabio Fazio prende le distanze così come il
direttore generale dell'emittente pubblica Claudio Cappon, mentre dal mondo
politico piovono bipartisan gli attacchi al cronista che, comunque, resta fermo
sulla sua posizione. Il primo inquilino di Palazzo Madama interviene in serata
al Tg1 e censura le parole di Travaglio: "C'è qualcuno" dice
"che vuole minare il clima di dialogo costruttivo che ha caratterizzato
l'inizio di questa legislatura". Schifani si dice "sereno" e
determinato a proseguire la sua azione per far lavorare insieme maggioranza e
opposizione perché "ce lo chiede il Paese e anche il capo dello
Stato". Un intervento, il suo, che arriva dopo una giornata di pesanti
attacchi del Pdl contro Travaglio con i democratici a fare quadrato, mentre
l'Idv si smarca e parla dell'esposizione di "fatti incancellabili". I
primi ad intervenire, il giorno dopo la puntata della trasmissione sono, per il
Popolo della Libertà i "colonnelli" di An, secondo i quali si tratta
di un colpo premeditato e volto a rompere il clima di dialogo che si respira
nel Paese, insomma, si grida al "complotto anti-dialogo".
"Travaglio getta benzina sul fuoco delle polemiche" attacca il
capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri "in un momento di sereno
avvio di una nuova fase politica. Verrebbe voglia di sapere se per spinta di
qualcuno". Gli fa eco il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli,
che parla di "vergognosa imboscata" mentre Italo Bocchino chiede un intervento
del garante. Gli azzurri Giulio Urbani e Maria Elisabetta Alberti Casellati
attaccano la gestione della Rai, mentre la Lega tace. Il Pd fa quadrato con
Anna Finocchiaro, presidente dei senatori e conterranea di Schifani.
"Trovo inaccettabili" attacca la senatrice "che possano essere
lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti
del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di
contraddittorio". Stessa linea dal responsabile informazione dei democratici,
Marco Follini: "Travaglio" avverte "non ci trascinerà nella
giungla". Diversa la linea del leader dell'Italia dei Valori con il leader
Antonio Di Pietro secondo il quale Travaglio ha "esposto fatti
incancellabili". Affermazioni, quelle dell'ex ministro delle
Infrastrutture, che vengono immediatamente rimandate al mittente dal Pdl con
Fabrizio Cicchitto. "Di Pietro" osserva il capogruppo del Popolo
della Libertà alla Camera "difende Travaglio e dice a sua volta parole in
libertà perché non gradisce che fra le forze politiche di maggioranza e di
opposizione si è stabilito un clima normale, nel quale ci si confronta e anche
si dissente senza insulti e demonizzazioni". Ma le polemiche non si
chiudono qui. La trasmissione di Fabio Fazio è ora finita nel mirino
dell'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni, pronta, a quanto si
apprende, a prendere provvedimenti nei confronti del programma di RaiTre. I
poteri dell'organismo di controllo (la prossima riunione del Consiglio dell'[3]
Agcom è in programma mercoledì prossimo e prenderà in esame anche il caso [4]
Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele Santoro che
ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e
sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria) vanno dal
richiamo alla sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest'ultimo, secondo
indiscrezioni, il provvedimento che verrà adottato. Intanto [5] Marco Travaglio
reputa a rischio la sua partecipazione la trasmissione condotta da Michele
Santoro. E, dalla fiera del libro di Torino, torna all'attacco: "Su
quanto detto in tv nel corso di Che tempo che fa", a proposito del
Presidente del Senato Renato Schifani, "aspetto solo che qualcuno mi
smentisca", ha detto. "Se mi dimostrano che ho raccontato palle"
ha proseguito Travaglio, accolto come una star dal pubblico della Fiera che lo
ha osannato e circondato per chiedergli autografi e manifestargli solidarietà
"allora chiederò scusa. Ma mi chiedo se prima di me abbiano detto palle
Peter Gomez e Lirio Abbate che già un anno fa avevano detto che Schifani aveva
vicinanza quantomeno sospetta con la mafia". A chi gli ha chiesto se è
preoccupato, Travaglio, che in Fiera ha presentato il suo ultimo libro [6] Se
li conosci li eviti (Ed. Chiarelettere), ha risposto: ''No, sono a posto con la
mia coscienza. Mi spiace che in questo paese nessun giornale, appena nominato
Schifani, abbia parlato dei suoi rapporti con la mafia e che l'opposizione lo
abbia applaudito e pure baciato come ha fatto la Finocchiaro''. Poi, con una battuta,
ha tratteggiato la sua idea di cosa accadrà nel prossimo futuro: "Tanto
ora lo so che denunceranno la Rai per la mia partecipazione a Che tempo che fa
e che così non potrò più andare ad Annozero. Ma io sono un giornalista e quello
che mi tocca fare è raccontare la verità". Il VIDEO della trasmissione del
10 maggio.
( da "Affari Italiani (Online)" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
Caso
Travaglio/ Altre polemiche. Sanzioni contro Fazio. Schifani querela. Le accuse
al presidente del Senato sul tavolo dell'Agcom Lunedí 12.05.2008 15:50 -->
GRILLO CONTRO FAZIO. Contro Fazio nel frattempo si scaglia Beppe
Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non
sono neanche giornalisti... sono impiegati": è stata la risposta del
comico genovese a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv dal
conduttore di Che tempo che fa. "Io - ha aggiunto Grillo
- a prescindere da qualsiasi cosa, sono con Travaglio. Vi sembra che
tentenni?". Sempre mercoledì prossimo, sul tavolo dell'Agcom tornerà anche
il caso Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele
Santoro che ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto
un'istruttoria. All'ordine del giorno della riunione del Consiglio è previsto
infatti, in sede di delibera, il "procedimento per l'accertamento
dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale
radiotelevisivo e le determinazioni conseguenti". L'Autorità potrà dunque
arrivare subito a una decisione, anche su Travaglio, in base agli elementi in suo
possesso, oppure chiedere alla Rai ulteriore documentazione e controdeduzioni
(come è stato già fatto per Annozero). Il dibattito, comunque, in seno
all'organismo di garanzia è serrato: a quanto si apprende da ambienti di via
delle Muratte, già nei giorni scorsi, in occasione della discussione
sull'apertura, decisa a maggioranza, dell'istruttoria su Annozero, si è aperto
un confronto sui limiti della competenza dell'Autorità stessa nella valutazione
delle linee editoriali delle trasmissioni televisive.
( da "Stampa, La" del 12-05-2008)
Argomenti: Grillo
LA 21ª
FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di
usare la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della
lettura" Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci
fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo
riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito
come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un
ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa
anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario
Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro
Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta
partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri
soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la
politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché
l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da
condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi
sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il
coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi
carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa
Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si
scusò di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato
troppo poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto
facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse
soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un
libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso
alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando
richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna
o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per
quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita
individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il
padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il
padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di
parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo
costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà
inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di
seconda categoria. Di esclusi.