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DOSSIER “CREDIEURONORD”

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Report "Credieuronord"

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Indice delle sezioni

Credieuronord (2)


Indice degli articoli

Sezione principale: Credieuronord

Truffa delle quote altri due a giudizio ( da "Stampa, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: dei pm di Milano su Credieuronord L'udienza slitta ancora In aula funzionari Ue Truffa delle quote altri due a giudizio MASSIMO MATHIS SALUZZO Slitta dal 5 al 7 maggio, quando finalmente entrerà nel vivo il maxi-processo del latte a Saluzzo. In aula due funzionari europei, un'olandese e un francese Bridget Harrison Engwegen ed Emmanuel Petel,

Tocchetto e Bottacin ( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-04-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Quanto ai fallimenti della Credieuronord...se vuole le racconto il fallimento della coop costruttori di Ferrara del 2003, una cooperativa rossa, oltre un miliardo di euro di buco, 2000 operai a spasso e oltre 10.000 creditori rimasti senza una lira. Sorvoliamo che è meglio.


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Truffa delle quote altri due a giudizio (sezione: Credieuronord)

( da "Stampa, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Credieuronord

A Saluzzo Processo Inchiesta "gemella" dei pm di Milano su Credieuronord L'udienza slitta ancora In aula funzionari Ue Truffa delle quote altri due a giudizio MASSIMO MATHIS SALUZZO Slitta dal 5 al 7 maggio, quando finalmente entrerà nel vivo il maxi-processo del latte a Saluzzo. In aula due funzionari europei, un'olandese e un francese Bridget Harrison Engwegen ed Emmanuel Petel, della Direzione generale agricoltura di Bruxelles convocati al dibattimento dal pm Maurizio Ascione. Alle udienze successive, sarà la volta dei testimoni della difesa: il professor Alberto Germanò e il generale della Finanza Natalino Lecca, già nella Commissione di indagine sulle quote. \Sarà un altro processo del latte, il secondo in Italia dopo quello di Saluzzo. Lunedì, si è chiusa con una assoluzione e due rinvii a giudizio l'inchiesta della Procura di Milano collegata a quella del pm saluzzese Maurizio Ascione che, da un anno, contesta a 56 allevatori aderenti ai Cobas la truffa sulle quote. Il gup milanese Enrico Manzi ha assolto dall'accusa di riciclaggio Gian Maria Galimberti, ex presidente onorario ed ex vicepresidente esecutivo della banca Credieuronord. La stessa imputazione per la quale sono stati invece rinviati a giudizio Pier Franco Filippi, ex direttore generale dell'istituto di credito un tempo vicino alla Lega Nord e poi acquisito da Bpi, e Roberto Iaboli, già referente crediti per il settore agricolo. Per loro il processo si aprirà il prossimo 2 ottobre davanti ai giudici della terza sezione penale del tribunale di Milano. Per Galimberti il pm Riccardo Targetti, titolare dell'inchiesta, aveva chiesto 3 anni e 4 mesi di reclusione e 2 mila euro di multa. Il reato di riciclaggio riguarda un milione e 324 mila euro, denaro che sarebbe stato sottratto alle sanzioni dell'Unione Europea relative allo splafonamento delle quote latte e che invece, secondo gli inquirenti, è stato al centro di una serie di operazioni di prelievo e di ordini di bonifico su un determinato conto intestato alla cooperativa "Latte Savoia 6" riferibile all'ex parlamentare leghista il cremonese Giovanni Robusti, da un anno sotto processo a Saluzzo. Le operazioni sarebbero avvenute tra novembre 2003 e marzo 2004 e riguardano 37 atti finanziari. Somme che sarebbero derivate dalla truffa ai danni dell'Unione Europea e dell'Erario. Stesse accuse - con l'aggravante dell'associazione a delinquere, e insieme all'esercizio abusivo del credito e falso in bilancio - che la Procura saluzzese contesta ai Cobas piemontesi, lombardi e veneti che, in futuro, potrebbero dover rispondere anche di bancarotta. Lo si è appreso all'ultima udienza del primo maxi-processo piemontese del latte che, dopo il forfait di due giudici su tre, ha un nuovo collegio di primo grado (ne fanno parte l'ex pretore di Saluzzo Sandro Cavallo, il presidente del tribunale Alberto De Alessandri e Fabio Franconiero). Alla decisione del ministero delle Attività produttive di decretare la "liquidazione coatta amministrativa" per le società Savoia 1, 2, 3 con sede a Saluzzo, e 4 e 6 di Carmagnola (Torino), potrebbe seguire un nuovo capo d'imputazione: la bancarotta fraudolenta. Stessa sorte potrebbe toccare a breve alla società "gemella" Savoia 5, per la quale la Procura di Pordenone ha già ottenuto il sequestro di conti e crediti (i legali degli indagati hanno presentato ricorso al tribunale del riesame). Sulla messa in liquidazione di questa società deciderà la Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia dove la cooperativa, che fa capo ai Cobas, è sotto inchiesta da parte della Finanza e del sostituto procuratore Federico Facchin, che avrebbe accertato una frode da oltre 21 milioni di euro ai danni dell'Unione europea, con un meccanismo che rendeva vano il sistema dei prelievi previsto dalla normativa comunitaria. La medesima accusa sollevata in tribunale a Saluzzo per un ammontare stimato in oltre 220 milioni di euro.

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Tocchetto e Bottacin (sezione: Credieuronord)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 23-04-2008)

Argomenti: Credieuronord

Tocchetto e Bottacin critiche ingiuste al Pd Sono un fondatore del PD, così mi è stato detto partecipando alle primarie, ed è per questo che mi sento in diritto di intervenire sulle polemiche post voto che riguardano il partito che ho votato. Mi riferisco a due interventi apparsi sui quotidiani in questi giorni ed in modo particolare a quello del nuovo consigliere comunale per il PD Antonella Tocchetto e a quello del consigliere regionale per la ex margherita Bottacin. Alla prima dico che per quanto riguarda le sue critiche alla lista di volti nuovi presentata dal PD per la corsa alle amministrative, lei che era una delle poche a non esserlo volto nuovo, era presente al momento della decisione prese nel merito e sa anche che la scelta è stata il frutto di una votazione democratica. Cara Antonella, la valutazione sui risultati elettorali deve essere frutto di un attento esame ed è opportunistico e senza controprova rigettare le colpe sui volti nuovi presenti in lista ed anzi, ad un attento esame dei risultati, molti di loro hanno ottenuto diverse preferenze conquistate fra la gente e non arrivate, come per alcuni, grazie ad "appoggi politici". A Bottacin dico che solo un politico stolto o che ha secondi fini può contribuire alla caduta di una delle poche giunte di sinistra della provincia ad una settimana dal voto e questo, a prescindere delle ragioni, non può che avere danneggiato l'immagine del nuovo partito agli occhi dell'opinione pubblica. A Bottacin dico anche che quando cerca colpevoli per il risultato, secondo lui negativo, delle elezioni, si faccia un esame di coscienza e pensi a cosa ha costruito lui in questi anni in cui ha rappresentato il centrosinistra in regione. Ad entrambi dico che chiedere le dimissioni del coordinatore provinciale Quarello, è l'atto più bulgaro e arrogante che possa esistere, in quanto Quarello è stato eletto democraticamente dai consiglieri del PD a loro volta eletti dalla gente che ha partecipato alle primarie. Questa è democrazia e forse per la prima volta quelli come me hanno la sensazione di contare e quindi il giudizio politico su Quarello spetta a chi lo ha eletto democraticamente e cioè i consiglieri che sono l'espressione diretta del popolo delle primarie. Il partito democratico ha bisogno di gente che crede in questo nuovo progetto, giovani alla prima esperienza ed esperti non più in consiglio comunale ma il cui bagaglio di esperienza deve essere messo a disposizione per la formazione delle nuove leve. Chi non ci crede deve farsi da parte. Aristide Leonarduzzi E-mail Chi non vuole capire il successo della Lega Il signor Zanon, nella lettera pubblicata ieri sul vostro quotidiano e rivolta al sottoscritto, fa una serie di considerazioni sul movimento della Lega Nord. E' comprensibile, da parte sua, una certa delusione (o invidia) per i risultati elettorali che hanno decretato la scomparsa dell'ex pci e la debacle del PD. Dopotutto l'operaio che fa il turno di notte a 1.100 euro al mese non poteva essere rappresentato ne da Luxuria e Caruso (stendiamo un velo pietoso) tantomeno dagli industriali milionari Calearo e Colaninno. Il signor Zanon mette in dubbio le capacità degli amministratori leghisti, locali e nazionali, ma credo che chi vota ha sempre ragione. Siccome non siamo nella "democratica" Cuba dove c'è un unico candidato credo che questa volta il popolo ha decretato che deve essere anche la Lega Nord a gestire questo paese. Forse il signor Zanon la pensa come Santoro, ovvero che gli italiani che hanno votato il centrodestra sono tutti stupidi. Mi auguro proprio di no. Quanto ai fallimenti della Credieuronord...se vuole le racconto il fallimento della coop costruttori di Ferrara del 2003, una cooperativa rossa, oltre un miliardo di euro di buco, 2000 operai a spasso e oltre 10.000 creditori rimasti senza una lira. Sorvoliamo che è meglio. Il succo del discorso, che nessuno riesce a comprendere, è che il comunismo fa parte della storia, non proprio una gran storia talvolta. Il muro di Berlino è crollato ormai 19 anni fa. In Germania Oskar Lafontaine - leader dei "Linke" conta come il due di picche ed è stato risucchiato dalla grosse koalition, in Francia nelle presidenziali del 2007 il pcf ha fatto meno del 2%, in Spagna - dove hanno votato alle politiche un mese fa - L'Izquierda unida ha fatto due deputati su oltre 500 (somma tra camera e senato), negli Usa e Inghilterra non sanno cosa sia, le repubbliche baltiche hanno messo nella costituzione la cancellazione della falce e martello (probabilmente avevano fatto un pò di indigestione sotto Stalin). Chiedetevi, per una volta, il perchè di tutto ciò. Che dire, gentile signor Zanon, si faccia coraggio ma se ne faccia soprattutto una ragione. Giovanni Bernardelli Conegliano Gentilini ha vinto ancora alla faccia dei "sinistri" Erano in tanti quelli che speravano, quelli che avevano formato delle liste con il preciso intento di abbatterlo, di negargli l'ennesima vittoria. Non è stato così, Gentilini ha trionfato ancora una volta. Hanno tentato in tutti i modi di ridicolizzarlo, di denunciarlo come un nemico della democrazia, un orribile razzista, la corte dei denigratori si è gonfiata il petto e il cervello quando gli inviati dei grandi giornali hanno dipinto Gentilini come una specie di ras, uno sceriffo che vorrebbe sparare ai negri ma si sono soltanto illusi. I cittadini di Treviso non si sono lasciati impressionare dal coro dei sinistri e degli interpreti presuntuosi, lo hanno sempre stimato perché hanno capito che era un amministratore onesto che ama profondamente la sua città pur con il vizio di fare certe sparate che sono come le bolle di sapone che i bambini lanciano in aria. Per più di dieci anni Atalmi e i suoi amici hanno strillato per via di una panchina tolta dal sindaco su un lato del viale vialeche porta alla stazione, una litania insopportabile, un rigurgito emesso per troppo tempo, un insulto al buon senso. Gentilini non si è lasciato impressionare, ha fatto ripulire la città, l'ha lustrata come un mobile di casa e questa è stata la sua risposta a tutte le vergognose accuse che gli sono state rivolte. Dopo gli innumerevoli processi un nuovo verdetto, non quello dei sinistri e degli arrabbiati, degli intellettuali puzzosi, ma quello della maggioranza dei cittadini: Gentilini con il voto di questi giorni ha stravinto. Emilio Corona E-Mail Il problema sicurezza e la politica sanguisuga Ci sono problemi che riguardano città importanti come la nostra capitale dove la delinquenza prevale su tutto, ma prima di questi vi si intrufula la politica sanguisuga (in cerca di voti), facendo demagogia massmediatica a tempo determinato e poi passa il tempo, e come con la Reggiani e via dicendo ci dimentichiamo di tutto e ci ritroviamo a vivere come dei carcerati in casa nostra. Ma nei vari piccoli paesi della nostra provincia qualcuno incomincia a tirarsi su le maniche (vedi Nervesa) ma si passa sempre da razzisti, e quello che è più bello è il classico esempio televisivo di far vedere il cittadino extracomunitario che lavora come se questo bastasse per sistemare tutto. Ma il morale degli italiani e dei veneti per il momento ancora regge, ma per quanto ancora reggerà? Se qualcuno entra in casa tua. Se qualcuno ruba dove tu lavori. Se qualcuno si permette di toccare qualcosa a te più caro (non deve per forza essere straniero) la voglia di vendetta può esitare? Ancora adesso me lo chiedo, e tanti se lo chiedono, ma prevale il buon senso, ma per quanto ancora? Una guerra la si combatte fino alla morte? O si alza bandiera bianca. Giancarlo Gallina Segretario della sezione di Montebelluna della Fiamma Tricolore La pericolosa illusione del federalismo fiscale Sembra che al primo punto del programma del nuovo governo ci sia il federalismo fiscale. Moltissimi elettori di Berlusconi-Bossi sono convinti che il federalismo fiscale porterà subito più soldi nelle loro tasche perché il fisco "padano" sarà meno pesante. Purtroppo le loro illusioni incontreranno alcuni ostacoli che non permettono di tagliare le tasse per i prossimi dieci o venti anni, e soltanto se i governi attuali e futuri non saranno spreconi come oggi. Il primo ostacolo è il gigantesco debito pubblico che ogni anno aumenta di 70 miliardi di euro (due finanziarie...) necessari per pagare gli interessi sui titoli di Stato emessi. Un altro aggravio di spesa sarà l'aumento della burocrazia dello Stato-Regione per mettere in piedi la nuova amministrazione fiscale. Tutto peserà enormemente sul contribuente soprattutto del Nord ricco. E' ovvio che le regioni povere non possono permettersi di pagare l'enorme debito pubblico. Infine, se è vero che la Regione è più vicina dello Stato, sarà più vicina anche per stanare più facilmente gli evasori. Quindi il federalismo fiscale non porterà tempi gioiosi come molti credono. Franco Vicentini Treviso.

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