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DOSSIER “CREDIEURONORD”

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Report "Credieuronord"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Credieuronord (5)


Indice degli articoli

Sezione principale: Credieuronord

Zaia e gli allevatori padani ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Quella Credieuronord che è balzata alla ribalta delle cronache per essersi guadagnata un insolito record: nascere e morire nel giro di tre anni o poco più lasciando a bocca asciutta e tasche vuote circa 3000 piccoli azionisti tutti rigorosamente padani doc.

Tesoretto leghista ai risparmiatori ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-08-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Tesoretto leghista ai risparmiatori" Da Re: i soldi dei rimborsi elettorali alle vittime di Credieuronord Il segretario provinciale di Treviso e consigliere regionale della Lega Nord, Gianantonio Da Re propone che i rimborsi elettorali ottenuti dal suo partito vadano ai militanti del Carroccio che hanno perso il denaro investito nella Banca Padana.

Rimborsi ai soci di credieuronord ( da "Mattino di Padova, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Attualità Rimborsi ai soci di Credieuronord Da Re (Lega): "Gettoni elettorali alle vittime del crac" TREVISO. Il segretario provinciale di Treviso e consigliere regionale della Lega Nord, Gianantonio Da Re propone che i rimborsi elettorali ottenuti dal suo partito vadano ai militanti del Carroccio che hanno perso il denaro investito nella Banca Padana Credieuronord.

Per i leghisti di vecchio stampo ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-08-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Per i leghisti di vecchio stampo il fallimento della banca popolare "CrediEuroNord", la cosiddetta "banca della Lega" nata nel 1998 e fallita qualche anno fa, resta una ferita ancora aperta. Non solo sentimentalmente, ma, ovviamente, anche economicamente, considerato che più di qualche socio "padano" ci rimise i risparmi di una vita.

I rimborsi leghisti? Belli e impossibili ( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: I creditori del crac Credieuronord: quel denaro non può esserci versato I soldi dei rimborsi elettorali della Lega ai risparmiatori, ma non ai politici che investirono in Credieuronord. Lo chiede il Comitato dei creditori beffati dal fallimento della banca padana, dopo la proposta di Gianantonio Da Re, di destinare i fondi alle vittime del crac.


Articoli

Zaia e gli allevatori padani (sezione: Credieuronord)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2008)

Argomenti: Credieuronord

A PROPOSITO DI QUOTE LATTE ZAIA E GLI ALLEVATORI PADANI Chissà per quanto tempo ancora dovremo sentir parlare di quote latte, di allevatori in rivolta e di Roma ladrona? Si tratta di una vicenda politica amministrativa ben nota alle cronache, soprattutto perché resa visibile dalle clamorose iniziative di lotta intraprese dagli allevatori del Nord Italia. Come non ricordare i presidi, i blocchi delle autostrade, i pestaggi con le forze dell'ordine e soprattutto gli schizzoni di letame che invadevano le nostre strade? Ora che ministro dell'agricoltura è diventato un politico padano, un veneto doc, uno di quei "duri e puri" mandato in quel di Roma soprattutto - così ha dichiarato Bossi recentemente - per risolvere l'annoso caso delle quote latte, come mai gli allevatori sono ancora così arrabbiati e minacciano forconi e pedate? "Luca Zaia deve risolvere i nostri problemi, deve tirarci fuori da questo pantano della Comunità Europea che ci impedisce di produrre e vendere il nostro latte, a Roma è stato messo per questo!" E perdinci cosa dovrebbe fare questo giovanotto dalle belle speranze? Deve leggersi le carte, deve valutare e poi casomai deve decidere il da farsi. Conoscendo il tipo non credo che prenderà decisioni avventate, è fermo ad un bivio e a mio parere ha tre possibilità: a) prende tempo e tergiversa (abbastanza pericoloso con gente che maneggia i forconi come fossero forchette); b) si dimette e si rifugia per la vergogna in un alpeggio in Valtellina; c) mette nero su bianco e tira fuori i nomi di quelli che la Comunità Europea l'hanno truffata alla grande usando per di più una Banca amica, una Banca tutta padana che oggi più che mai sembra sia servita proprio per operazioni che chiamare "lecite" è un eufemismo. Sulla dolorosa vicenda degli allevatori e produttori di latte non si discute, sono stati costretti a subire limiti moralmente non comprensibili nella produzione del latte. La Comunità Europea ha imposto dei criteri molto ristretti che hanno comportato una severa penalizzazione dei produttori nazionali. Il contenzioso giudiziario che ne è scaturito a seguito dello "splafonamento" ha prodotto multe che si aggirano in centinaia di milioni di euro. Le multe non sono a carico solo degli allevatori ma saranno pagate da tutti i cittadini italiani costretti a sobbarcarsi il pagamento delle sanzioni comunitarie che si sono abbattute - e continuano ad abbattersi - inevitabilmente sul nostro Paese. Ma che c'entra in tutto questo il neo ministro dell'Agricoltura Luca Zaia? Che razza di "latte bollente" si trova tra le mani? Da un'indagine svolta dalla Procura di Saluzzo (Cuneo) - che ha scaturito una richiesta di rinvio a giudizio per un numero imprecisato di allevatori della Padania - l'accusa è pesante come una balla di fieno: reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. Secondo l'ipotesi accusatoria formulata dalla Procura i responsabili di alcune cooperative di latte, si sarebbero resi responsabili nella mancata riscossione delle cosiddette "quote latte" imposte dalla Comunità Europea. Le Cooperative, una sorta di scatole cinesi dallo stesso nome, Savoia Uno, Due, Tre, Quattro, Cinque e Sei, con un meccanismo di "compensazione" fatto di anticipi e prelievi, riuscivano ad incassare l'intero ammontare del prezzo del latte prodotto bypassando totalmente i controlli imposti dall'Europa. Ma chi figura tra i titolari di queste cooperative? Un volto noto della politica padana, quel Giovanni Robusti ex parlamentare della Lega Nord, rappresentante dei produttori lattieri ed ora di nuovo parlamentare europeo grazie alla rinuncia di Bossi che ha optato per il più italiano Ministero delle Riforme. Ma non finisce qui, oltre a Robusti anche un altro allevatore padano e attuale parlamentare leghista è tra gli inquisiti. Da qui forse nasce l'imbarazzo del ministro Zaia nell'affrontare il problema allevatori padani? Imbarazzo aggravato dal fatto che per far girare meglio la ruota delle compensazioni gli allevatori si sono serviti di una banca. Non una banca qualsiasi ma una vera e propria banca padana. Quella Credieuronord che è balzata alla ribalta delle cronache per essersi guadagnata un insolito record: nascere e morire nel giro di tre anni o poco più lasciando a bocca asciutta e tasche vuote circa 3000 piccoli azionisti tutti rigorosamente padani doc. Insomma una patacca nordista con tutte le regole e i crismi del tanto vituperato "pacco napoletano". Come fare quindi a risolvere i problemi degli allevatori padani se questi hanno pure sul groppo rinvii a giudizio con accuse così pesanti? Come fare a far finta di niente sapendo che una Banca che vedeva nel suo Cda "la meglio nomenclatura leghista" ha consapevolmente e volutamente omesso di segnalare operazioni per diverse centinaia di migliaia di euro che aggiravano le leggi comunitarie? A Zaia, ragazzo per bene dal futuro radioso, mi sento di dare un consiglio: prenda tempo, vada in un alpeggio in Valtellina per un periodo di riflessione e al suo ritorno dica chiaramente che certe cose in Padania non s'hanno più da fare! E perdinci, che vacche le vacche padane! Rosanna Sapori Campo Base ai piedi del Nanga Parbat. Terzo (e ultimo) comunicato stampa di Karl Unterkircher, scalatore altoatesino: "Siamo nati e un giorno moriremo. In mezzo c'è la vita. Io la chiamo il mistero, del quale nessuno di noi ha la chiave. Siamo nelle mani di Dio e se ci chiama dobbiamo andare. Sono cosciente che l'opinione pubblica non è del mio parere, poiché se veramente non dovessimo più ritornare, sarebbero in tanti a dire: "Cosa sono andati a cercare là? Ma chi glielo ha fatto fare?" E conclude: "Una sola cosa è certa, chi non vive la montagna, non lo saprà mai! La montagna chiama!". Il 16 luglio 2008 una scarica di ghiaccio lo inghiotte nella montagna maledetta poco sopra i 6000 metri. Dileguato lassù dove la passione lo aveva convocato. Come Patrick de Gayardon, l'erede dell'Icaro mitologico, nel 1998 alle Hawaii. O Ayrton Senna nel 1994 sul muretto del circuito di Imola. O Tom Simpson nel 1967 sulle rampe del Mont Ventoux. E' il richiamo dell'estremo, un fremito che batte nel petto, che schiude l'immaginazione, che ingrandisce la fantasia. Ma l'estremo non è mai improvvisazione, come s'afferma troppo spesso nelle osterie ubriache di scemenze. L'estremo è ricerca, studio e proiezioni. Calcoli, probabilità e tentativi. E' un limite da superare, una meta da conquistare, una barriera da infrangere. E' ragionevolezza, studio, calcolo, programmazione, pianificazione. Applicazione massima. E' scoprire qualcosa per il quale valga la pena di spendere l'esistenza, il quotidiano allenamento, l'appassionante sfida della vita. La vita stessa poggia su estremi da pedinare: nel cuore, nella mente, nel fisico, nella natura. Nell'anima. Magari non bastano gli anni a raggiungerlo, ma rimane il brivido esaltato d'averci provato. D'aver tentato, d'essere uscito dal gregge dell'impossibile. Tanto il difficile non abita l'estremità, ma la partenza: quando, nel villaggio natìo, nessuno capirà cosa custodisca di magico quella parete inviolata, quello sperone di roccia, quel limite da sbriciolare. Vincere è partire. Poi qualsiasi montagna emetterà il suo verdetto. Ma è inseguendo l'estremo che l'uomo s'innalza, s'inabissa nel profondo, matura e fa maturare. Scoprendo che ogni limite abbassato è solo il punto di partenza di un altro estremo sul quale agganciare lo sguardo. Per non addormentarsi. Pure il Vangelo, Parola Estrema per eccellenza, addita l'estremo come misura esatta del sano vivere: "trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra" (Mt 13,44-52). Non che la perla faccia guadagnare se la rivendi. No: la perla è il tutto che da sola vale il rischio di un folle investimento. Parola di Zaccheo e di Levi, di Maddalena e di Veronica. Di Pietro, Rut e Giobbe. La Scrittura pullula di esistenze viaggianti sulle estremità. Perché ormai si sa che anche Dio, fine intenditore di scommesse e di bellezze, s'innamora di coloro che giocano grosso. Non di quelli che si limitano a disquisire sulle istruzioni per l'uso.

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Tesoretto leghista ai risparmiatori (sezione: Credieuronord)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-08-2008)

Argomenti: Credieuronord

Il segretario provinciale vuole usare i fondi del partito per coprire le perdite subite da chi investì nella banca padana "Tesoretto leghista ai risparmiatori" Da Re: i soldi dei rimborsi elettorali alle vittime di Credieuronord Il segretario provinciale di Treviso e consigliere regionale della Lega Nord, Gianantonio Da Re propone che i rimborsi elettorali ottenuti dal suo partito vadano ai militanti del Carroccio che hanno perso il denaro investito nella Banca Padana. "Visto il cospicuo rimborso ottenuto dal nostro movimento per l'ultima tornata elettorale - dice Da Re - credo possa essere una buona idea quella di risarcire chi, per sostenere il Caroccio, ha dato credito ad un progetto che non è poi decollato per errori di valutazione". Almeno un centinaio i risparmiatori nella Marca. "Al tempo - ricorda Gianantonio Da Re - molti militanti hanno investito il loro denaro perchè hanno creduto all'istituzione della banca, che aveva un progetto straordinario per sostenere gli imprenditori del Nord, dinanzi all'assalto degli istituti di credito nazionali ed esteri. Inutile nascondersi: le cose non sono andate come previsto ed è quindi doveroso risarcire chi ha subito un danno economico. Molti di loro erano anziani che avevano accantonato i risparmi dati da anni". Nell'agosto del 2006 era stato lo stesso Da Re a raccogliere l'invito di Calderoli che suggeriva l'autotassazione dei leghisti con cariche istituzionali per risarcire i risparmiatori di Credieuronord. Sono almeno un centinaio i trevigiani vittime del crac della banca della Lega. L'istituto di credito era nato nel 2000 con una campagna a tappeto in tutte le sezioni del Carroccio per trovare soci sottoscrittori. Uno sportello venne aperto anche a Treviso. Le azioni costavano 50 mila lire e molti militanti leghisti decisero di impegnare i propri risparmi, anche per sostenere il progetto che l'istituto di credito portava avanti. Poco dopo arrivarono i bilanci in rosso, fino al salvataggio operato da Gianpiero Fiorani. Poi, nel 2005, il fallimento con perdite anche rilevanti per gli investitori. La Lega precisò fin da subito di non aver responsabilità nel fallimento di Credieuronord, ma i politici leghisti decisero di dare comunque un segnale attraverso l'autotassazione. Ora, la nuova proposta di Da Re: usare il "tesoretto" dei rimborsi elettorali per coprire le perdite subite dai risparimatori.

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Rimborsi ai soci di credieuronord (sezione: Credieuronord)

( da "Mattino di Padova, Il" del 04-08-2008)

Argomenti: Credieuronord

Attualità Rimborsi ai soci di Credieuronord Da Re (Lega): "Gettoni elettorali alle vittime del crac" TREVISO. Il segretario provinciale di Treviso e consigliere regionale della Lega Nord, Gianantonio Da Re propone che i rimborsi elettorali ottenuti dal suo partito vadano ai militanti del Carroccio che hanno perso il denaro investito nella Banca Padana Credieuronord. "Visto il cospicuo rimborso ottenuto dal nostro movimento per l'ultima tornata elettorale - dice Da Re - credo possa essere una buona idea quella di risarcire chi, per sostenere il Caroccio, ha dato credito ad un progetto che non è poi decollato per errori di valutazione". Almeno un centinaio i risparmiatori nella Marca. "Al tempo - ricorda Da Re - molti militanti hanno investito il loro denaro perchè hanno creduto all'istituzione della banca, che aveva un progetto straordinario per sostenere gli imprenditori del Nord, dinanzi all'assalto degli istituti di credito nazionali ed esteri. Inutile nascondersi: le cose non sono andate come previsto ed è quindi doveroso risarcire chi ha subito un danno economico. Molti di loro erano anziani che avevano accantonato i risparmi dati da anni". Nell'agosto del 2006 era stato lo stesso Da Re a raccogliere l'invito di Calderoli che suggeriva l'autotassazione dei leghisti con cariche istituzionali per risarcire i risparmiatori di Credieuronord. Sono almeno un centinaio i trevigiani vittime del crac della banca della Lega. L'istituto era nato nel 2000 con una campagna a tappeto in tutte le sezioni del Carroccio per trovare soci. Uno sportello venne aperto anche a Treviso.

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Per i leghisti di vecchio stampo (sezione: Credieuronord)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-08-2008)

Argomenti: Credieuronord

Per i leghisti di vecchio stampo il fallimento della banca popolare "CrediEuroNord", la cosiddetta "banca della Lega" nata nel 1998 e fallita qualche anno fa, resta una ferita ancora aperta. Non solo sentimentalmente, ma, ovviamente, anche economicamente, considerato che più di qualche socio "padano" ci rimise i risparmi di una vita. Per questo il consigliere regionale, nonché segretario provinciale del Carroccio trevigiano, Gianantonio Da Re, uomo dalla memoria lunga, non s'è fatto scappare l'occasione. E dopo l'ufficializzazione da parte degli uffici di presidenza delle camere parlamentari dell'esatta ripartizione dei rimborsi elettorali per le politiche 2008, con la Lega Nord - Padania passata dai quasi 4 milioni e mezzo di euro del 2006 agli oltre 8 milioni e 200mila euro attuali, lancia la sua "provocatoria" proposta. "Rimborsiamo quei militanti che hanno perso denaro investendolo nella banca padana": questa l'idea di Da Re ovvero dare un nome e cognome a quei quasi 4 milioni di euro in più ottenuti grazie all'exploit elettorale dello scorso aprile. "Credo possa essere una buona idea quella di risarcire chi, per sostenere il Carroccio, ha dato credito ad un progetto che non è poi decollato per errori di valutazione precisa il segretario provinciale della Liga Veneta Lega Nord Militanti che hanno investito il loro denaro perché hanno creduto all'istituzione di una banca con un progetto straordinario per sostenere gli imprenditori del Nord di fronte all'assalto degli istituti di credito nazionali ed esteri. Inutile nascondersi chiude Toni Da Re - le cose non sono andate come previsto ed è quindi doveroso risarcire chi ha subito un danno economico. Visto anche che molti di loro erano anziani che avevano accantonato i risparmi dati da anni di pensione".Glauco Zuan.

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I rimborsi leghisti? Belli e impossibili (sezione: Credieuronord)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-08-2008)

Argomenti: Credieuronord

Da Re aveva proposto di usare i fondi elettorali per risarcire i risparmiatori della banca padana. Gli investitori: quei soldi non vadano ai politici "I rimborsi leghisti? Belli e impossibili" I creditori del crac Credieuronord: quel denaro non può esserci versato I soldi dei rimborsi elettorali della Lega ai risparmiatori, ma non ai politici che investirono in Credieuronord. Lo chiede il Comitato dei creditori beffati dal fallimento della banca padana, dopo la proposta di Gianantonio Da Re, di destinare i fondi alle vittime del crac. "Per i politici non ci sono soldi", dice Corinna Zanon, promotrice del comitato che a Treviso conta un centinaio di persone. "Vorremo poter contare sui rimborsi elettorali di cui parla la Lega, ma non crediamo sia possibile - spiega Corinna Zanon, riferendosi alla proposta lanciata dal segretario provinciale del Carroccio, Gianantonio Da Re - perché il fondo che abbiamo costituito per raccogliere i soldi necessari al risarcimento contempla solo donazioni individuali. Non capisco quindi come il partito possa farceli avere". L'unica strada percorribile sembra essere l'autotassazione da parte dei colonnelli leghisti, per i quali scatterebbe il decurtamento dello stipendio. "Abbiamo calcolato che basterebbe destinare ogni mese il 15% degli emolumenti di parlamentari, assessori regionali e provinciali, per poter rientrare in pochi anni del debito - conclude Zanon - Le lettere ai risparmiatori che vogliono rivolgersi al fondo messo in piedi dal Comitato di Soccorso sono già partite e contiamo di raccogliere tutte le risposte entro fine anno". Le quote della società, diventate ormai carta straccia, non sono bastate a coprire il buco contenuto nei conti della banca che, secondo le stime, ha dissipato in poco tempo oltre il 98% del capitale sociale. Ma il lauto assegno arrivato a rimpinguare le casse della Lega dopo la vittoria elettorale, servirà per ripagare il debito politico lasciato sul campo dopo la disfatta della Banca Padana, che proprio nel popolo di Bossi aveva trovato i propri clienti, rimasti successivamente a bocca asciutta. "Una via si troverà comunque, anche se dovessero insorgere problemi legati al trasferimento dei fondi elettorali ai creditori - continua Da Re - la volontà politica c'è". Antonio Borghesi, deputato veneto dell'Italia dei Valori: "Vorremmo che venissero accertate le responsabilità, e che pagassero tutti quelli che rivestono tuttora rilevanti cariche". (Enrico Lorenzo Tidona).

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