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al 24 Agosto 2008 #TOP
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Articoli
Credieuronord (5)
Zaia e gli allevatori padani
( da "Mattino
di Padova, Il" del 27-07-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: Quella Credieuronord che è balzata alla ribalta delle cronache per essersi guadagnata un insolito record: nascere e morire nel giro di tre anni o poco più lasciando a bocca asciutta e tasche vuote circa 3000 piccoli azionisti tutti rigorosamente padani doc.
Tesoretto
leghista ai risparmiatori ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 04-08-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: Tesoretto leghista ai risparmiatori" Da Re: i soldi dei rimborsi elettorali alle vittime di Credieuronord Il segretario provinciale di Treviso e consigliere regionale della Lega Nord, Gianantonio Da Re propone che i rimborsi elettorali ottenuti dal suo partito vadano ai militanti del Carroccio che hanno perso il denaro investito nella Banca Padana.
Rimborsi
ai soci di credieuronord ( da "Mattino di Padova, Il"
del 04-08-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: Attualità Rimborsi ai soci di Credieuronord Da Re (Lega): "Gettoni elettorali alle vittime del crac" TREVISO. Il segretario provinciale di Treviso e consigliere regionale della Lega Nord, Gianantonio Da Re propone che i rimborsi elettorali ottenuti dal suo partito vadano ai militanti del Carroccio che hanno perso il denaro investito nella Banca Padana Credieuronord.
Per
i leghisti di vecchio stampo ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 04-08-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: Per i leghisti di vecchio stampo il fallimento della banca popolare "CrediEuroNord", la cosiddetta "banca della Lega" nata nel 1998 e fallita qualche anno fa, resta una ferita ancora aperta. Non solo sentimentalmente, ma, ovviamente, anche economicamente, considerato che più di qualche socio "padano" ci rimise i risparmi di una vita.
I
rimborsi leghisti? Belli e impossibili
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Credieuronord
Abstract: I creditori del crac Credieuronord: quel denaro non può esserci versato I soldi dei rimborsi elettorali della Lega ai risparmiatori, ma non ai politici che investirono in Credieuronord. Lo chiede il Comitato dei creditori beffati dal fallimento della banca padana, dopo la proposta di Gianantonio Da Re, di destinare i fondi alle vittime del crac.
( da "Mattino di Padova, Il" del 27-07-2008)
Argomenti: Credieuronord
A PROPOSITO DI QUOTE
LATTE ZAIA E GLI ALLEVATORI PADANI Chissà per quanto tempo ancora dovremo
sentir parlare di quote latte, di allevatori in rivolta e di Roma ladrona? Si
tratta di una vicenda politica amministrativa ben nota alle cronache,
soprattutto perché resa visibile dalle clamorose iniziative di lotta intraprese
dagli allevatori del Nord Italia. Come non ricordare i presidi, i blocchi delle
autostrade, i pestaggi con le forze dell'ordine e soprattutto gli schizzoni di
letame che invadevano le nostre strade? Ora che ministro dell'agricoltura è
diventato un politico padano, un veneto doc, uno di quei "duri e
puri" mandato in quel di Roma soprattutto - così ha dichiarato Bossi
recentemente - per risolvere l'annoso caso delle quote latte, come mai gli
allevatori sono ancora così arrabbiati e minacciano forconi e pedate?
"Luca Zaia deve risolvere i nostri problemi, deve tirarci fuori da questo
pantano della Comunità Europea che ci impedisce di produrre e vendere il nostro
latte, a Roma è stato messo per questo!" E perdinci cosa dovrebbe fare
questo giovanotto dalle belle speranze? Deve leggersi le carte, deve valutare e
poi casomai deve decidere il da farsi. Conoscendo il tipo non credo che
prenderà decisioni avventate, è fermo ad un bivio e a mio parere ha tre
possibilità: a) prende tempo e tergiversa (abbastanza pericoloso con gente che
maneggia i forconi come fossero forchette); b) si dimette e si rifugia per la
vergogna in un alpeggio in Valtellina; c) mette nero su bianco e tira fuori i nomi
di quelli che la Comunità Europea l'hanno truffata alla grande usando per di
più una Banca amica, una Banca tutta padana che oggi più che mai sembra sia
servita proprio per operazioni che chiamare "lecite" è un eufemismo.
Sulla dolorosa vicenda degli allevatori e produttori di latte non si discute,
sono stati costretti a subire limiti moralmente non comprensibili nella
produzione del latte. La Comunità Europea ha imposto dei criteri molto
ristretti che hanno comportato una severa penalizzazione dei produttori
nazionali. Il contenzioso giudiziario che ne è scaturito a seguito dello
"splafonamento" ha prodotto multe che si aggirano in centinaia di
milioni di euro. Le multe non sono a carico solo degli allevatori ma saranno
pagate da tutti i cittadini italiani costretti a sobbarcarsi il pagamento delle
sanzioni comunitarie che si sono abbattute - e continuano ad abbattersi -
inevitabilmente sul nostro Paese. Ma che c'entra in tutto questo il neo
ministro dell'Agricoltura Luca Zaia? Che razza di "latte bollente" si
trova tra le mani? Da un'indagine svolta dalla Procura di Saluzzo (Cuneo) - che
ha scaturito una richiesta di rinvio a giudizio per un numero imprecisato di
allevatori della Padania - l'accusa è pesante come una balla di fieno: reato di
truffa aggravata ai danni dello Stato. Secondo l'ipotesi accusatoria formulata
dalla Procura i responsabili di alcune cooperative di latte, si sarebbero resi
responsabili nella mancata riscossione delle cosiddette "quote latte"
imposte dalla Comunità Europea. Le Cooperative, una sorta di scatole cinesi
dallo stesso nome, Savoia Uno, Due, Tre, Quattro, Cinque e Sei, con un
meccanismo di "compensazione" fatto di anticipi e prelievi,
riuscivano ad incassare l'intero ammontare del prezzo del latte prodotto bypassando
totalmente i controlli imposti dall'Europa. Ma chi figura tra i titolari di
queste cooperative? Un volto noto della politica padana, quel Giovanni Robusti
ex parlamentare della Lega Nord, rappresentante dei produttori lattieri ed ora
di nuovo parlamentare europeo grazie alla rinuncia di Bossi che ha optato per
il più italiano Ministero delle Riforme. Ma non finisce qui, oltre a Robusti
anche un altro allevatore padano e attuale parlamentare leghista è tra gli
inquisiti. Da qui forse nasce l'imbarazzo del ministro Zaia nell'affrontare il
problema allevatori padani? Imbarazzo aggravato dal fatto che per far girare
meglio la ruota delle compensazioni gli allevatori si sono serviti di una
banca. Non una banca qualsiasi ma una vera e propria banca padana. Quella Credieuronord che è balzata alla ribalta delle cronache per essersi guadagnata
un insolito record: nascere e morire nel giro di tre anni o poco più lasciando
a bocca asciutta e tasche vuote circa 3000 piccoli azionisti tutti
rigorosamente padani doc. Insomma una patacca nordista con tutte le
regole e i crismi del tanto vituperato "pacco napoletano". Come fare
quindi a risolvere i problemi degli allevatori padani se questi hanno pure sul
groppo rinvii a giudizio con accuse così pesanti? Come fare a far finta di niente
sapendo che una Banca che vedeva nel suo Cda "la meglio nomenclatura
leghista" ha consapevolmente e volutamente omesso di segnalare operazioni
per diverse centinaia di migliaia di euro che aggiravano le leggi comunitarie?
A Zaia, ragazzo per bene dal futuro radioso, mi sento di dare un consiglio:
prenda tempo, vada in un alpeggio in Valtellina per un periodo di riflessione e
al suo ritorno dica chiaramente che certe cose in Padania non s'hanno più da
fare! E perdinci, che vacche le vacche padane! Rosanna Sapori Campo Base ai
piedi del Nanga Parbat. Terzo (e ultimo) comunicato stampa di Karl
Unterkircher, scalatore altoatesino: "Siamo nati e un giorno moriremo. In
mezzo c'è la vita. Io la chiamo il mistero, del quale nessuno di noi ha la
chiave. Siamo nelle mani di Dio e se ci chiama dobbiamo andare. Sono cosciente
che l'opinione pubblica non è del mio parere, poiché se veramente non dovessimo
più ritornare, sarebbero in tanti a dire: "Cosa sono andati a cercare là?
Ma chi glielo ha fatto fare?" E conclude: "Una sola cosa è certa, chi
non vive la montagna, non lo saprà mai! La montagna chiama!". Il 16 luglio
2008 una scarica di ghiaccio lo inghiotte nella montagna maledetta poco sopra i
( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-08-2008)
Argomenti: Credieuronord
Il segretario
provinciale vuole usare i fondi del partito per coprire le perdite subite da
chi investì nella banca padana "Tesoretto leghista ai
risparmiatori" Da Re: i soldi dei rimborsi elettorali alle vittime di Credieuronord Il segretario provinciale di Treviso e consigliere regionale
della Lega Nord, Gianantonio Da Re propone che i rimborsi elettorali ottenuti
dal suo partito vadano ai militanti del Carroccio che hanno perso il denaro
investito nella Banca Padana. "Visto il cospicuo rimborso ottenuto
dal nostro movimento per l'ultima tornata elettorale - dice Da Re - credo possa
essere una buona idea quella di risarcire chi, per sostenere il Caroccio, ha
dato credito ad un progetto che non è poi decollato per errori di
valutazione". Almeno un centinaio i risparmiatori nella Marca. "Al
tempo - ricorda Gianantonio Da Re - molti militanti hanno investito il loro
denaro perchè hanno creduto all'istituzione della banca, che aveva un progetto
straordinario per sostenere gli imprenditori del Nord, dinanzi all'assalto
degli istituti di credito nazionali ed esteri. Inutile nascondersi: le cose non
sono andate come previsto ed è quindi doveroso risarcire chi ha subito un danno
economico. Molti di loro erano anziani che avevano accantonato i risparmi dati
da anni". Nell'agosto del 2006 era stato lo stesso Da Re a raccogliere
l'invito di Calderoli che suggeriva l'autotassazione dei leghisti con cariche
istituzionali per risarcire i risparmiatori di Credieuronord.
Sono almeno un centinaio i trevigiani vittime del crac della banca della Lega.
L'istituto di credito era nato nel 2000 con una campagna a tappeto in tutte le sezioni
del Carroccio per trovare soci sottoscrittori. Uno sportello venne aperto anche
a Treviso. Le azioni costavano 50 mila lire e molti militanti leghisti decisero
di impegnare i propri risparmi, anche per sostenere il progetto che l'istituto
di credito portava avanti. Poco dopo arrivarono i bilanci in rosso, fino al
salvataggio operato da Gianpiero Fiorani. Poi, nel 2005, il fallimento con
perdite anche rilevanti per gli investitori. La Lega precisò fin da subito di
non aver responsabilità nel fallimento di Credieuronord,
ma i politici leghisti decisero di dare comunque un segnale attraverso
l'autotassazione. Ora, la nuova proposta di Da Re: usare il
"tesoretto" dei rimborsi elettorali per coprire le perdite subite dai
risparimatori.
( da "Mattino di Padova, Il" del 04-08-2008)
Argomenti: Credieuronord
Attualità
Rimborsi ai soci di Credieuronord Da Re (Lega):
"Gettoni elettorali alle vittime del crac" TREVISO. Il segretario
provinciale di Treviso e consigliere regionale della Lega Nord, Gianantonio Da
Re propone che i rimborsi elettorali ottenuti dal suo partito vadano ai
militanti del Carroccio che hanno perso il denaro investito nella Banca Padana Credieuronord. "Visto il cospicuo rimborso
ottenuto dal nostro movimento per l'ultima tornata elettorale - dice Da Re -
credo possa essere una buona idea quella di risarcire chi, per sostenere il
Caroccio, ha dato credito ad un progetto che non è poi decollato per errori di
valutazione". Almeno un centinaio i risparmiatori nella Marca. "Al
tempo - ricorda Da Re - molti militanti hanno investito il loro denaro perchè
hanno creduto all'istituzione della banca, che aveva un progetto straordinario
per sostenere gli imprenditori del Nord, dinanzi all'assalto degli istituti di
credito nazionali ed esteri. Inutile nascondersi: le cose non sono andate come
previsto ed è quindi doveroso risarcire chi ha subito un danno economico. Molti
di loro erano anziani che avevano accantonato i risparmi dati da anni".
Nell'agosto del 2006 era stato lo stesso Da Re a raccogliere l'invito di
Calderoli che suggeriva l'autotassazione dei leghisti con cariche istituzionali
per risarcire i risparmiatori di Credieuronord. Sono
almeno un centinaio i trevigiani vittime del crac della banca della Lega.
L'istituto era nato nel 2000 con una campagna a tappeto in tutte le sezioni del
Carroccio per trovare soci. Uno sportello venne aperto anche a Treviso.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-08-2008)
Argomenti: Credieuronord
Per
i leghisti di vecchio stampo il fallimento della banca popolare
"CrediEuroNord", la cosiddetta "banca della Lega" nata nel
1998 e fallita qualche anno fa, resta una ferita ancora aperta. Non solo
sentimentalmente, ma, ovviamente, anche economicamente, considerato che più di
qualche socio "padano" ci rimise i risparmi di una vita. Per questo il consigliere
regionale, nonché segretario provinciale del Carroccio trevigiano, Gianantonio
Da Re, uomo dalla memoria lunga, non s'è fatto scappare l'occasione. E dopo
l'ufficializzazione da parte degli uffici di presidenza delle camere
parlamentari dell'esatta ripartizione dei rimborsi elettorali per le politiche
2008, con la Lega Nord - Padania passata dai quasi 4 milioni e mezzo di euro
del 2006 agli oltre 8 milioni e 200mila euro attuali, lancia la sua
"provocatoria" proposta. "Rimborsiamo quei militanti che hanno
perso denaro investendolo nella banca padana": questa l'idea di Da Re
ovvero dare un nome e cognome a quei quasi 4 milioni di euro in più ottenuti
grazie all'exploit elettorale dello scorso aprile. "Credo possa essere una
buona idea quella di risarcire chi, per sostenere il Carroccio, ha dato credito
ad un progetto che non è poi decollato per errori di valutazione precisa il
segretario provinciale della Liga Veneta Lega Nord Militanti che hanno
investito il loro denaro perché hanno creduto all'istituzione di una banca con
un progetto straordinario per sostenere gli imprenditori del Nord di fronte
all'assalto degli istituti di credito nazionali ed esteri. Inutile nascondersi
chiude Toni Da Re - le cose non sono andate come previsto ed è quindi doveroso
risarcire chi ha subito un danno economico. Visto anche che molti di loro erano
anziani che avevano accantonato i risparmi dati da anni di pensione".Glauco
Zuan.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-08-2008)
Argomenti: Credieuronord
Da Re aveva proposto
di usare i fondi elettorali per risarcire i risparmiatori della banca padana.
Gli investitori: quei soldi non vadano ai politici "I rimborsi leghisti?
Belli e impossibili" I creditori del crac Credieuronord: quel denaro non può esserci versato I soldi dei rimborsi
elettorali della Lega ai risparmiatori, ma non ai politici che investirono in Credieuronord. Lo chiede il Comitato dei creditori beffati dal fallimento
della banca padana, dopo la proposta di Gianantonio Da Re, di destinare i fondi
alle vittime del crac. "Per i politici non ci sono soldi",
dice Corinna Zanon, promotrice del comitato che a Treviso conta un centinaio di
persone. "Vorremo poter contare sui rimborsi elettorali di cui parla la
Lega, ma non crediamo sia possibile - spiega Corinna Zanon, riferendosi alla
proposta lanciata dal segretario provinciale del Carroccio, Gianantonio Da Re -
perché il fondo che abbiamo costituito per raccogliere i soldi necessari al
risarcimento contempla solo donazioni individuali. Non capisco quindi come il
partito possa farceli avere". L'unica strada percorribile sembra essere
l'autotassazione da parte dei colonnelli leghisti, per i quali scatterebbe il
decurtamento dello stipendio. "Abbiamo calcolato che basterebbe destinare
ogni mese il 15% degli emolumenti di parlamentari, assessori regionali e
provinciali, per poter rientrare in pochi anni del debito - conclude Zanon - Le
lettere ai risparmiatori che vogliono rivolgersi al fondo messo in piedi dal
Comitato di Soccorso sono già partite e contiamo di raccogliere tutte le
risposte entro fine anno". Le quote della società, diventate ormai carta
straccia, non sono bastate a coprire il buco contenuto nei conti della banca
che, secondo le stime, ha dissipato in poco tempo oltre il 98% del capitale
sociale. Ma il lauto assegno arrivato a rimpinguare le casse della Lega dopo la
vittoria elettorale, servirà per ripagare il debito politico lasciato sul campo
dopo la disfatta della Banca Padana, che proprio nel popolo di Bossi aveva
trovato i propri clienti, rimasti successivamente a bocca asciutta. "Una
via si troverà comunque, anche se dovessero insorgere problemi legati al
trasferimento dei fondi elettorali ai creditori - continua Da Re - la volontà
politica c'è". Antonio Borghesi, deputato veneto dell'Italia dei Valori: "Vorremmo
che venissero accertate le responsabilità, e che pagassero tutti quelli che
rivestono tuttora rilevanti cariche". (Enrico Lorenzo Tidona).