Quesito n° 13 alla I.A. di GEMINI:

Puoi chiarire problemi e implicazioni della definizione di “Acque territoriali” e “Acque Internazionali?”.

 

 

Le "acque territoriali" e i confini marittimi in generale sono un tema centrale del Diritto Internazionale del Mare e sono spesso causa di controversie tra gli Stati.

Ti spiego i concetti fondamentali e i principali problemi che ne derivano.


1. Il Quadro Normativo: La Convenzione UNCLOS

La principale fonte che regola l'uso degli oceani e la delimitazione degli spazi marittimi è la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS), firmata a Montego Bay nel 1982 e spesso definita la "Costituzione degli Oceani".

L'UNCLOS stabilisce diverse zone marittime, ciascuna con diritti e giurisdizioni specifiche per lo Stato costiero:

 

ZONA MARITTIMA

 

ESTENSIONE (DALLA LINEA DI BASE)

 

POTERI DELLO STATO COSTIERO

Acque Interne

Spazio di mare all'interno della Linea di Base (es. fiumi, porti, baie interne).

Sovranità Completa (come il territorio terrestre).

Mare Territoriale

Fino a 12 miglia nautiche.

Sovranità Completa (incluso spazio aereo, fondale e sottosuolo), ma deve garantire il diritto di passaggio innocente alle navi straniere.

Zona Contigua

Fino a 24 miglia nautiche.

Poteri limitati per prevenire o reprimere violazioni delle sue leggi (dogane, fisco, sanità, immigrazione).

Zona Economica Esclusiva (ZEE)

Fino a 200 miglia nautiche.

Diritti Sovrani di esplorazione e sfruttamento delle risorse naturali (pesca, petrolio, gas, energia eolica, ecc.) del fondale e della colonna d'acqua. Deve garantire la libertà di navigazione agli altri Stati.

Piattaforma Continentale

Il prolungamento sottomarino del territorio terrestre, fino a 200 miglia (e, in certi casi, fino a 350 miglia).

Diritti Sovrani esclusivi sulle risorse minerarie e non viventi del fondo marino e del sottosuolo.

Alto Mare

Oltre la ZEE.

Libertà dei Mari per tutti gli Stati (navigazione, pesca, sorvolo).

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2. I Problemi Principali e le Controversie

I problemi (o "controversie") nascono principalmente in due situazioni:

A. La Delimitazione dei Confini Marittimi

Quando le coste di due o più Stati sono vicine (opposte o adiacenti), le loro zone marittime (Mare Territoriale, ZEE, Piattaforma Continentale) si sovrappongono.

·         La Regola di Base: L'UNCLOS stabilisce che la delimitazione deve avvenire mediante accordo tra gli Stati interessati, al fine di raggiungere una soluzione equa. In mancanza di accordo, si ricorre a meccanismi di risoluzione delle controversie (arbitrato o Corte Internazionale di Giustizia).

·         Il Problema della "Linea Mediana": Spesso si parte dalla linea di equidistanza (linea mediana), ma questa può essere modificata da "circostanze speciali" per raggiungere l'equità.

·         Il Ruolo delle Isole: Questo è un punto cruciale di disputa. Secondo l'UNCLOS, le isole (che rimangono sopra il livello del mare con l'alta marea) generano le stesse zone marittime di qualsiasi altro territorio. Problema: se un piccolo scoglio disabitato si trova vicino alla costa di un altro Paese, attribuirgli una ZEE completa può distorcere l'equità della delimitazione. L'UNCLOS stabilisce che gli "scogli che non si prestano all'insediamento umano né hanno una vita economica autonoma" non possono avere né ZEE né Piattaforma Continentale. L'interpretazione di cosa sia uno "scoglio" è una delle fonti di conflitto più accese (es. Mar Cinese Meridionale).

B. Il Contenuto della Giurisdizione

Anche quando i confini sono definiti, gli Stati possono litigare sui diritti e i doveri all'interno delle diverse zone.

·         Passaggio Innocente nel Mare Territoriale: Lo Stato costiero deve consentire il passaggio innocente (rapido e continuo, non dannoso per la pace, il buon ordine o la sicurezza) a tutte le navi. Spesso, gli Stati costieri tentano di limitare questo diritto, soprattutto per le navi da guerra.

·         Libertà di Navigazione nella ZEE: Nelle ZEE, lo Stato costiero ha diritti economici, ma gli altri Stati mantengono la libertà di navigazione. Le tensioni sorgono quando uno Stato costiero (come la Cina nel Mar Cinese Meridionale) interpreta i suoi "diritti sovrani" in modo restrittivo, cercando di limitare l'attività militare o di intelligence di navi straniere.


3. Esempi di Controversie Geopolitiche

Le controversie sui confini marittimi sono una delle principali fonti di tensione globale, soprattutto in aree ricche di risorse o di importanza strategica:

·         Mar Cinese Meridionale: La Cina rivendica vaste aree (attraverso la cosiddetta "linea dei nove tratti") che si sovrappongono alle ZEE di Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei. Il conflitto è aggravato dalla costruzione di isole artificiali su scogli e banchi di sabbia per rafforzare le sue pretese.

·         Mediterraneo Orientale: La scoperta di giacimenti di gas (tra cui Zohr) ha intensificato le dispute. Turchia e Grecia/Cipro hanno forti divergenze sulla delimitazione delle ZEE e della piattaforma continentale, in particolare sul ruolo delle isole greche (come Kastellorizo) nel tracciare i confini.

·         Golfo della Sirte (Libia): La Libia ha rivendicato l'intero Golfo come "baia storica" e quindi come acque interne (sotto completa sovranità), una pretesa contestata da molti Stati che considerano l'area come acque internazionali.

Artico: Con lo scioglimento dei ghiacci, l'apertura di nuove rotte navali (Passaggio a Nord-Ovest e Rotta del Mare del Nord) e l'accesso a immense riserve di idrocarburi hanno riacceso le dispute territoriali tra Stati costieri come Russia, Canada, USA e Danimarca.