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PRIVILEGIA NE
IRROGANTO di Mauro Novelli “Più dei tanti che tumultuano, i tiranni
temono i pochi che pensano” (Platone) ELABORATI PRODOTTI DALLA I.A. GENERATIVA |
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Articoli e Documenti d’interesse |
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Pongo quesiti a sei programmi
di I. A. (CHAT GPT, DEEP SEEK, GEMINI, COPILOT, CLAUDE, PERPLEXITY). Riporto gli
elaborati risultanti senza alcuna correzione o integrazione. Vai all’ --> INDICE dei quesiti e delle risposte
elaborate. IMPORTANTE PREMESSA. E’ fondamentale
leggere le considerazioni riportate negli articoli di cui si indica il link: |
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Quesito n° 33 Ho chiesto a Chat GPT: Come
dovrebbe comportarsi Giorgia Meloni con Vannacci per non fare la fine
dell'imprudente Salvini? Risponde CHAT GPT: La questione, a mio
avviso, va posta soprattutto in termini di gestione del potere e degli
equilibri interni al centrodestra, più che di simpatia o antipatia personale
verso Vannacci. Il caso Salvini offre
una lezione abbastanza chiara: Meloni dovrebbe evitare di trasformare
Vannacci in un alleato privilegiato prima ancora che abbia dimostrato di
esserlo. Oggi il problema è
concreto. Futuro Nazionale viene accreditato intorno all'8% in una recente
Supermedia, mentre la Lega è sotto il 6%; ma quei numeri sono fotografie di
momento, non previsioni elettorali. 1. Non
dovrebbe "adottare" Vannacci È probabilmente il
punto più importante. Salvini, negli anni,
ha dato a Vannacci una grande quantità di spazio politico, fino a farne un
candidato alle europee e successivamente un vicesegretario della Lega.
Vannacci ha poi costruito una propria forza politica e oggi compete
direttamente nell'area della Lega. Reuters descrive proprio Futuro Nazionale
come una formazione nata dalla scissione di esponenti della Lega. Meloni dovrebbe
evitare di ripetere lo schema: "ti porto dentro perché mi servi, e poi
gestirò il tuo crescente potere". Perché potrebbe
accadere il contrario: il personaggio utilizzerebbe la legittimazione
ricevuta per diventare progressivamente autonomo. 2.
Dovrebbe parlargli, ma senza concedergli una posizione privilegiata C'è una distinzione
importante tra dialogo e alleanza. Vannacci ha chiesto
esplicitamente un'interlocuzione con Meloni e ha definito Futuro Nazionale
come possibile principale interlocutore del centrodestra. Meloni potrebbe
quindi fare una cosa molto semplice: "Parliamo sui
contenuti. Vediamo cosa condividiamo. Le eventuali alleanze verranno
dopo." È una posizione molto
più forte che ignorarlo completamente. Infatti il semplice
"non rispondetegli", che secondo HuffPost sarebbe stato
l'orientamento impartito da FdI ai propri
parlamentari, rischia di lasciargli tutto lo spazio comunicativo. 3.
Soprattutto: non dovrebbe permettergli di diventare il
"controllore" della destra Qui vedo il vero
pericolo per Meloni. Vannacci potrebbe
tentare una strategia del tipo: Lega
→ insufficiente Se questa narrazione
prende piede, Meloni rischia di trovarsi nella posizione di dover
continuamente dimostrare a Vannacci di essere abbastanza "di
destra". È una posizione
politicamente scomoda. La leader di FdI dovrebbe invece mantenere il rapporto sul piano
inverso: "Io stabilisco
la linea del governo; tu, se vuoi collaborare, dimostri sui fatti che sei
compatibile con quella linea." E c'è già un elemento
interessante: il 16 settembre Meloni ha contestato proprio il comportamento
parlamentare degli esponenti di Futuro Nazionale, sottolineando che erano
stati eletti nel centrodestra ma ora votavano con l'opposizione. Questa è una
condizione politica verificabile, non un giudizio sulla persona. 4. Meloni
dovrebbe pretendere una cosa che Salvini non ha preteso abbastanza: la
reciprocità Se Vannacci vuole
entrare nella coalizione, non dovrebbe essere sufficiente che dica: "Condividiamo
molti valori." Dovrebbe essere
necessario chiarire:
Questo è
particolarmente rilevante perché proprio sulla guerra in Ucraina si è
consumata una delle fratture iniziali tra Vannacci e Salvini. 5. Non
dovrebbe avere paura di perdere una parte dell'elettorato a favore di
Vannacci Questo è forse il
passaggio più delicato. Un sondaggio YouTrend di agosto indicava che il 53% degli elettori di FdI intervistati era favorevole all'ingresso di Futuro
Nazionale nella coalizione, mentre tra elettori di Lega e Forza Italia la
quota era del 26%. Quindi una parte
significativa dell'elettorato meloniano vede positivamente Vannacci. Ma questo non
significa necessariamente che Meloni debba incorporarlo. Potrebbe invece
cercare di contendere a Vannacci gli elettori senza concedergli il controllo
politico della loro rappresentanza. È una differenza
fondamentale. 6. La
lezione Salvini La vicenda potrebbe
essere sintetizzata così: Salvini ha
contribuito a creare un personaggio politico che poi è diventato autonomo da
Salvini. Meloni
dovrebbe quindi evitare di fare di Vannacci:
Dovrebbe invece
trattarlo come un possibile alleato esterno, sottoposto alle stesse
condizioni degli altri alleati. E soprattutto non
dovrebbe mai consentire che si instauri il rapporto personale: Meloni
→ Vannacci → elettori della destra quando deve rimanere: Meloni
→ programma/coalizione → elettori. In definitiva La strategia che
vedrei più prudente per Meloni è una sorta di "cordiale distanza": dialogare
senza adottare; C'è poi
un aspetto ancora più interessante rispetto alla tua osservazione precedente
su Vannacci come uomo sensibile al fascino del potere. Se questa
caratteristica fosse realmente parte della sua strategia politica — cosa che
non possiamo stabilire come fatto psicologico — allora Meloni dovrebbe
evitare proprio ciò che potrebbe alimentarla: attribuirgli troppo presto una
posizione di potere reale o simbolico. In altre parole: non
combatterlo, non incoronarlo. È probabilmente la
differenza principale tra utilizzare un personaggio politico e farsi
utilizzare da lui. |