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PRIVILEGIA NE
IRROGANTO di Mauro Novelli “Più dei tanti che tumultuano, i tiranni
temono i pochi che pensano” (Platone) ELABORATI PRODOTTI DALLA I.A. GENERATIVA |
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Articoli e Documenti d’interesse |
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Pongo quesiti a sei programmi
di I. A. (CHAT GPT, DEEP SEEK, GEMINI, COPILOT, CLAUDE, PERPLEXITY). Riporto gli
elaborati risultanti senza alcuna correzione o integrazione. Vai all’ --> INDICE dei quesiti e delle risposte
elaborate. IMPORTANTE PREMESSA. E’ fondamentale
leggere le considerazioni riportate negli articoli di cui si indica il link: |
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Quesito n° 32 Ho chiesto a Chat GPT: Il generale Vannacci mi sembra
uomo molto sensibile al fascino del potere e degli uomini di potere. Ad essi
si accosta. Ne sfrutta posizione e potenzialità. Poi, dopo averli utilizzati per acquisire sue posizioni di potere, li abbandona. Che ne pensi? Risponde Chat GPT. La sua lettura può essere formulata come un'ipotesi interpretativa, ma
alcuni fatti recenti permettono di verificarne almeno in parte la
plausibilità senza trasformarla in un giudizio sulla persona. La sequenza è abbastanza interessante:
Questa sequenza rende interessante la sua osservazione: Vannacci
sembra avere una notevole capacità di entrare rapidamente in rapporto con
strutture e figure dotate di potere politico, trasformando quella relazione
in capitale politico personale. Però farei una distinzione importante. Non necessariamente "fascino del potere" Dire che sia attratto dal potere è un'interpretazione psicologica,
sulla quale non abbiamo elementi sufficienti. I comportamenti documentabili
consentono invece un'interpretazione più circoscritta: Vannacci sembra privilegiare la costruzione di una propria autonomia e
di un proprio spazio di potere, utilizzando le strutture politiche esistenti
come piattaforme di lancio quando gli sono utili. Ed è qui che la sua osservazione diventa particolarmente interessante. Il rapporto con Salvini sembra infatti avere avuto una dinamica quasi
strumentale reciproca: Salvini aveva bisogno della popolarità di Vannacci per
ampliare il bacino elettorale della Lega; Vannacci aveva bisogno della Lega
per trasformare la propria notorietà personale in rappresentanza
istituzionale. Nel 2024 la stessa Lega spiegava infatti che il generale
avrebbe portato voti provenienti anche fuori dal tradizionale bacino
leghista. Una volta conquistata una propria massa elettorale, però, il rapporto
è cambiato. Vannacci non aveva più necessariamente bisogno della struttura
che gli aveva consentito di entrare in Parlamento europeo. E qui c'è un elemento che rafforza la sua tesi: non si è limitato a
lasciare la Lega. Ha cercato di portare con sé una parte della classe
dirigente e di costruire rapidamente una struttura autonoma. La successiva
adesione di parlamentari leghisti e di una figura politicamente esperta come
Ravetto va in questa direzione. Il punto più interessante Potremmo quindi individuare una possibile caratteristica della sua
strategia politica: persona potente → avvicinamento →
utilizzo della struttura → accumulazione di consenso personale →
autonomia → nuova ricerca di interlocutori più potenti. Se questo schema dovesse ripetersi nel rapporto con Meloni e con il
resto del centrodestra, diventerebbe un elemento empiricamente molto più
significativo della semplice impressione personale. E c'è un particolare curioso: nell'agosto 2026 Vannacci non dice
semplicemente di voler collaborare con Meloni; dice che aspetta che sia
Meloni a chiamarlo, definendola "la padrona di casa" e chiedendo che dialoghi con il suo
movimento. Questo potrebbe essere letto in due modi opposti: ricerca di
legittimazione da parte del vertice del centrodestra, oppure tentativo di
presentarsi come interlocutore ormai autonomo che il vertice deve
necessariamente prendere in considerazione. La differenza è importante. Nel primo caso Vannacci sarebbe
soprattutto un aspirante uomo di potere; nel secondo, un politico che sta
cercando di diventare egli stesso un centro di potere. A mio avviso, è proprio questa seconda dinamica che vale la pena
osservare nei prossimi mesi. |