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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE” |
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Provincia,
completata la storia ( da "Corriere delle Alpi"
del 22-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: tentativo di depotenziare gli
organi elettivi dello Stato. Nella seconda parte degli interventi il professor
Franchi rivolge una domanda ciascuno ai tre autori del libro. Ad Adriana Lotto
chiede sull'abolizione delle province. «La questione» spiega la storica «era
stata esaminata già nel periodo fascista, che depotenziò le province, creò
altri enti come la Società delle autostrade,
PD,
UNO SLANCIO RIFORMISTA ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 22-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: autonomia della magistratura senza
separazione delle carriere e con il mantenimento²dell'obbligatorietà
dell'azione penale; - federalismo, a condizione che i nuovi poteri della
Regione non creino disuguaglianze tra i cittadini (contratti di lavoro,
programmi scolastici...) e se accompagnato da aree metropolitane, abolizione
delle Province, accorpamento dei Comuni di modesta entità;
Altra
Savona sposa la macro regione "Limonte"
( da "Secolo
XIX, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: amministrativo
burocratici
come le Comunità Montane o le Province. Quest'ultimo è uno dei punti del
programma politico di Altra Savona che parteciperà alle prossime elezioni
provinciali con un proprio candidato. «Per altra Savona non c'è una
contraddizione nel proporre l'abolizione delle Province e candidarsi alle
elezioni provinciali - dichiara Cappeli - il sistema
si cambia dal suo interno»
Brooks:
<Le banche locali stanno tenendo>
( da "Corriere
Alto Adige" del 23-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Le banche locali stanno tenendo»
Critiche al governo: «Ma con l'abolizione del massimo scoperto si perdono 50
milioni» di FELICE ESPRO BOLZANO — Obiettivo 150 filiali entro due anni. è
«l'eredità» di Thimoty Michael Brooks, 56 anni, in
pensione dal 31 dicembre scorso, dopo essere stato direttore della Cassa di
risparmio di Bolzano.
Sinistra,
lavorare con pazienza ( da "AprileOnline.info"
del 23-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abrogazione della legge regionale
sull'immigrazione all'abolizione del reddito di cittadinanza e del tutore dei
minori, alla fissazione del tetto di dieci anni di residenza in regione per
concorrere all'assegnazione di una casa popolare. Carlo Leoni ha affermato che
la crisi economica e finanziaria attuale dimostra il fallimento del neo-
piano
per rilanciare il trasporto col treno
( da "Centro,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle fermate e le
coincidenze per Pescara. Nei festivi si punta sui vacanzieri Piano per
rilanciare il trasporto col treno Provincia, progetto da 15 milioni: L'Aquila-Sulmona in meno tempo L'AQUILA. Mentre continua il
piano di ridimensionamento delle corse ferroviarie operata
da Trenitalia su tutto il territorio nazionale,
Lega
dell'Italia centrale per avere più risorse
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
24-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: che non si fermi il processo di
riorganizzazione dei compiti iniziato con il nuovo titolo V della Costituzione,
l'abolizione dei vincoli previsti dal patto di stabilità per investimenti a
favore di scuole, impianti sportivi, case di cura, strade o energia
rinnovabile, e provvedere alla revisione del patto di stabilità con un premio
per gli enti locali virtuosi.
Manteniamo
le Province piuttosto è meglio abolire le Prefetture Prendendo lo spunto...
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 24-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Manteniamo le Province piuttosto è
meglio abolire le Prefetture Prendendo lo spunto dal recente convegno all'Iti Segato, nel corso del quale ci è stato fatto dono di un
interessante volume sulla storia della nostra provincia, le ricorrenti proposte
di abolizione delle Province, bollate come enti inutili, motivate soprattutto
dalla necessità di ridurre la spesa pubblica,
Documento
salva-Province approvato a Villa S. Remigio
( da "Stampa,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: interventi del dirigente scolastico
Nicola Fonzo e dello psicologo Claudio Maulini. Il consiglio provinciale riunito ieri a Villa S.Remigio ha approvato il documento dell'Upi contro l'abolizione delle Province. A favore, con la
sola astensione di Giovanni Francini (An), anche
l'opposizione che alla presentazione del 30 gennaio aveva abbandonato la seduta
facendo mancare il numero legale.
i
rischi della riforma gelmini arrivano in consiglio
comunale seduta domani sera a villatora
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Provincia I rischi della riforma
Gelmini arrivano in consiglio comunale Seduta domani sera a Villatora
SAONARA. La discussione sulla salvaguardia del «tempo prolungato» nelle classi
della scuola primaria e secondaria inferiore aprirà la seduta del consiglio
comunale, che è in programma domani sera alle 21 nell'auditorium delle scuole
di Villatora.
TRENTO
- L'Ici sui fabbricati rurali è da ieri un ricordo
( da "Adige,
L'" del 25-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Significativi miglioramenti sono
stati apportati con il riconoscimento della ruralità dei fabbricati ai fini
dell'Ici. L'esenzione dall'Ici per i fabbricati agricoli consentirà agli
agricoltori di evitare sperequazioni a loro danno in relazione all'abolizione
dell'Ici per la prima casa». Soddisfatta anche Confcooperative nazionale che motiva così la sua
contentezza sul provvedimento.
Novembre
1987, quando gli italiani bocciarono l'atomo
( da "Provincia
Pavese, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: E la fattibilità di riconversione
della centrale di Montalto di Castro. Il primo quesito riguardava l'abolizione
della procedura per la localizzazione delle centrali: 20.984.110 sì (80,6%) e
5.059.819 no (19,4%); il secondo era sull'abolizione dei contributi a regioni e
comuni sedi di impianti elettronucleari: i sì furono 20.
Bollino
SIAE, i senatori dell'IdV propongono l'abolizione per
legge ( da "Rockol.it"
del 25-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: mira a un rafforzamento delle norme
antipirateria ma anche, contestualmente, all'abolizione dell'obbligo di
apposizione del contrassegno e delle sanzioni penali previste a carico di chi
non vi ottempera. "In tal modo", sostiene Belisario,
"la distribuzione in Italia di opere dell'ingegno diverrà più agevole ed
economica sia per i soggetti italiani che per quelli stranieri e potrà,
l'intervista
Massimo Teodori (storico) Trovata una strada alternativa
per giungere all'abolizione ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 26-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della pena di morte a
causa degli alti costi, avevano già preso posizione contro la pena capitale».
Ma la gente cosa pensa? «I sondaggi popolari nei
singoli Stati sono sempre favorevoli al mantenimento della pena di morte.
Comunque ritengo probabile che le dichiarazioni a favore della sua abolizione fatte dal governatore del Maryland piuttosto che da quello
del Kansas
<Mai
nella città metropolitana>: emendamento ad hoc di Marchignoli
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
26-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: ABOLIZIONE delle Province in favore
delle città metropolitane. Ma con un distinguo: non nel caso in cui queste
ultime non coincidano perfettamente con gli attuali territori provinciali. È
questo l'emendamento al disegno di legge sul federalismo fiscale che il
deputato Pd ed ex sindaco Massimo Marchignoli ha
depositato ieri alla Camera.
Provincia
sì Provincia no L'abolizione crea solo nuove burocrazie
( da "Tempo,
Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Agostino
necessaria una
semplificazione della pubblica amministrazione Provincia sì Provincia no «L'abolizione
crea solo nuove burocrazie» La difesa della Provincia da un presidente di
Provincia suona un po' partigiana ma il ruolo che svolgo oggi è solo un pezzo,
sicuramente il più significativo, di un percorso politico che mi ha sempre
visto,
Ma
si accende la polemica sull'Ecopass">Crolla
il Pm10: si torna a respirare Ma si accende la polemica sull'Ecopass ( da "Affari Italiani (Online)"
del 26-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Già da lunedì prossimo i cittadini
potranno venire da noi a firmare per l'abolizione della "tassa" Ecopass." "L'Ecopass non lo vuole nessuno ragiona De Albertis.
Il bilancio d'altra parte è fallimentare: l'inquinamento è al massimo storico,
lo sforamento dei limiti consentiti dall'Unione europea per le polveri sottili
ci costerà 12 milioni di Euro.
La
Lega Nord sulla Tbc ( da "Trentino"
del 27-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Vorrei tanto sapere se i
rappresentanti della TT e della Provincia sono a conoscenza di tale anomalia di
progettazione e di sistemazione della fermata sull'ingresso della rotatoria,
pertanto, con la presente, si chiede che la fermata resti o ritorni dove era
prima, naturalmente con le dovute modifiche.
Macroregione
Sud: l'idea piace ( da "Denaro, Il"
del 27-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Una realtà istituzionale sobria,
agile e soprattutto utile ai cittadini ed al Mezzogiorno d'Italia in
particolare. Il tutto insieme all'abolizione delle Province
ed al rafforzamento del ruolo e delle funzioni dei Comuni". del 27-02-2009 num.
No
all'abolizione delle Province, sì al riordino I presidenti
dei Consigli provinciali della Lombardia a Brescia per una riunione e una
visita al termoutilizzatore
( da "Giornale
di Brescia" del 28-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: È la posizione emersa il mese
scorso in occasione della riunione alla quale hanno partecipato 94 dei 104
Consigli provinciali per discutere sul documento proposto dall'Upi. Un testo che censura la campagna per l'abolizione
delle Province al fine di ridurre gli sprechi della Pubblica amministrazione.
"Le
Province non sono uno sperpero di denaro"
( da "Stampa,
La" del 28-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: intero sistema mondiale e che ha
stimolato nella popolazione riflessioni, non certo rispettose, nei confronti delle tanto privilegiate classe politica e Pubblica
amministrazione. A farne le spese dovrebbero tuttavia essere soltanto le
Province accusate di ingenti sperperi». Nel documento si definisce la possibile
abolizione «un attacco alla democrazia».
Usi
civici, un ginepraio senza uscita
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
28-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: giuridica in quanto non sarebbe
sufficiente a spiegare la persistenza di un uso che nonostante i tentativi di
abolizione continua ad essere presente nel territorio ed aver una grande
incidenza». Nell'affrontare una materia così complessa si deve tener conto
delle altre variabili storiche, economiche e sociali che hanno caratterizzato
l'attuale assetto.
È
inutile e costa troppo, via il Difensore civico
( da "Gazzettino,
Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della figura istituita
con la legge 28 del giugno 1988. Il capogruppo del Pd Giovanni Gallo in effetti prende tempo («La proposta è stata formalizzata
da poche ore»),ma si dice sostanzialmente contrario e attacca: «Se è un
problema di costi parliamone, nel senso che si affrontino anche quelli
milionari delle consulenze Arpav o di Veneto lavoro o
quelli di enti e commissioni
( da "Corriere delle Alpi" del 22-02-2009)
Argomenti: Province
Provincia,
completata la storia Presentato il volume dal primo dopoguerra ai nostri giorni
Si è tenuta ieri sera nell'aula magna dell'Istituto "Segato", la
presentazione del volume "Storia dell'amministrazione provinciale di
Belluno - dal primo dopoguerra ai nostri giorni". «Il libro è il terzo
volume di un progetto iniziato 6 anni fa» ha detto il
presidente della Provincia Sergio Reolon «che va a
completare 150 anni di vita dell'amministrazione provinciale, attraverso i
quali si colgono i momenti salienti della storia della nostra Provincia,
dall'Unità d'Italia, al periodo fascista, fino ai nostri giorni». Un'opera
ideata nel 2002, su iniziativa dell'Isbrec, costata
complessivamente 32 mila euro finanziati dalla Fondazione Cariverona
e dall'Amministrazione provinciale. Sul tavolo dei relatori, con il professor
Francesco Piero Franchi moderatore dell'incontro, il presidente dell'Isbrec ingegner Tullio Bettiol,
il professor Luca Baldissara dell'Università di Pisa
e i tre storici che hanno realizzato il libro, Adriana Lotto che ha curato la
prima parte dal 1918 al 1945, Agostino Amantia (nella
foto) dal 1945 al 1970 e Maurizio Busatta dal '70 ad
oggi. Al professor Baldissara è stato riservato
l'intervento centrale di presentazione, nel quale ha sottolineato come «storici e studiosi per più di un secolo, e fino agli anni
'80 si sono occupati di approfondire prevalentemente le dinamiche dello Stato
centrale. E soltanto negli ultimi trent'anni l'attenzione degli esperti si è
spostata verso le istituzioni locali». In questa sua disamina il professore
cita Roberto Ruffilli e il "sistema di
reversibilità delle parti" tale per cui chi governa dal centro è contro le
autonomie e chi sta nelle periferie è a favore delle autonomie stesse.
L'Italia, dunque, è stata uno stato accentrato che nel Ventennio fascista lo
diviene ancor più. Un aspetto colto in premessa anche da Reolon,
con un blando accostamento ai nostri giorni, e il tentativo
di depotenziare gli organi elettivi dello Stato. Nella seconda parte degli
interventi il professor Franchi rivolge una domanda ciascuno ai tre autori del
libro. Ad Adriana Lotto chiede sull'abolizione delle province. «La
questione» spiega la storica «era stata esaminata già
nel periodo fascista, che depotenziò le province, creò
altri enti come la Società delle autostrade, ma non venne mai presa la
decisione drastica di abolirle. Anche il Federalismo del dopoguerra aveva varie
posizioni al riguardo, con Trentin che voleva
mantenere le province e Olivetti che le avrebbe
abolite. Insomma, una discussione che dura da molto tempo, che non è né di
destra né di sinistra». Agostino Amanita (nella foto) ha risposto sul "cos'è fare provincia", da lui individuato in
tre momenti elevati: nel primo dopoguerra con le cooperative; nel 1946-48 con
il progetto di fuga di Cortina, Livinallongo, Colle
Santa Lucia, Sappada; e nel 1963 con il Vajont.
Maurizio Busatta ha concluso elogiando gli estensori
dei verbali del consiglio provinciale dal'66 ad oggi «per la precisione letteraria
oltre che politica, che consente al lettore e allo storico di immergersi
perfettamente nell'atmosfera di quegli anni». Roberto De Nart
( da "Tribuna di Treviso, La" del 22-02-2009)
Argomenti: Province
DALLA PRIMA/BRUNETTA
PD, UNO SLANCIO RIFORMISTA SEGUE DALLA PRIMA del PSE,
contribuendo alla evoluzione dello stesso. Vogliamo recuperare un forte dialogo
con i compagni che non hanno voluto entrare nel PD, ma
che è bene ci entrino per rafforzare l'area riformista socialista. A tale scopo
ho cercato di delineare alcuni punti da approfondire politicamente e
culturalmente. I. Difesa della Costituzione Repubblicana nell'ambito del
riformismo istituzionale: - intangibilità e laicità dello Stato; l'etica della
Chiesa non può essere imposta a tutti i cittadini (legge 194; il testamento
biologico è un diritto, ivi compreso il rifiuto dell'alimentazione e
dell'idratazione forzata...); - uguaglianza di tutti davanti alla legge, contro
privilegi, illegalità e ingiustizia; difesa dell'autonomia
della magistratura senza separazione delle carriere e con il mantenimento²dell'obbligatorietà dell'azione penale; -
federalismo, a condizione che i nuovi poteri della Regione non creino
disuguaglianze tra i cittadini (contratti di lavoro, programmi scolastici...) e
se accompagnato da aree metropolitane, abolizione delle Province, accorpamento
dei Comuni di modesta entità; - maggior sicurezza, ma nella lotta al
razzismo e nella difesa dei lavoratori immigrati, senza ricorrere al reclutamento
di ronde perché solo allo Stato compete difendere i cittadini, naturalmente con
fondi adeguati; - soluzione del conflitto d'interessi anche in materia
radiotelevisiva. II. Terza via tra Capitalismo e Comunismo: ruolo dello Stato,
politica keinesiana che preveda una diversa funzione
del bilancio e l'intervento dello Stato in economia, in quanto il libero
mercato abbandonato a se stesso ha creato squilibri e disuguaglianze: 1.
potenziamento della scuola pubblica; 2. distinzione tra scuola dell'obbligo e
scuola superiore per quanto riguarda la valutazione; 3. rigorosa
statalizzazione dell'università per un rigorosa
selezione nel merito; 4. salvaguardia dell'ambiente; 5. contro il consumismo,
uno stile di vita più sobrio; 6. cultura dell'essere, e non dell'avere, in
contrasto con i disvalori dell'individualismo egoistico, consapevoli che il
progresso o è collettivo, o non ha senso. III. Riforma sociale con maggior
solidarietà per il bene comune contro l'interesse privato: 1. nuovo sistema
fiscale conteggiando tutte le retribuzioni in forma scalare;²²²2. difesa delle
fasce più deboli, in presenza di nuove povertà; 3. difesa dei diritti del
lavoro (prevenzione degli incidenti, tutela dei superstiti, limiti alla
flessibilità...); 4. diritto dirittoa un alloggio
dignitoso a prezzi contenuti; 5. campagna demografica su scala globale; 6.
servizio sanitario rigorosamente pubblico; 7. sistema pensionistico pubblico,
data l'impossibilità per i bassi redditi di crearsi una pensione integrativa;
8. ammortizzatori sociali uguali per tutti i cittadini; 9. adozione della class-action in difesa dei cittadini. IV Politica
finanziaria: 1. lotta all'evasione fiscale, dopo il ripristino del reato di
falso in bilancio; 2. fatturazione di vantaggio per i controlli incrociati; 3.
contenimento della spesa pubblica improduttiva e lotta alle rendite
parassitarie e alle speculazioni finanziarie, a favore del lavoro produttivo e
delle imprese innovative; 4. politica fiscale progressiva (in base ai redditi)
con revisione degli scaglioni più bassi; 5. intervento dello Stato nei servizi
essenziali (energia, trasporti, acqua, sanità, scuola) in quanto le
privatizzazioni non hanno né abbassato i prezzi, né migliorato il servizio; 6.
il deficit di bilancio può e deve essere fisiologico, misurato sulle esigenze
dei cittadini, contenuto nei limiti programmati per gli investimenti sociali.
Ernesto Brunetta
( da "Secolo XIX, Il" del 22-02-2009)
Argomenti: Province
Altra Savona sposa
la macro regione "Limonte" il convegno
Affollato incontro nella sala mostre della Provincia
per il sodalizio civico di Sergio Cappelli per parlare del progetto-Monteverde
22/02/2009 savona. Il "Limonte"è
occasione di confronto per AltraSavona che ha
pubblicamente sposato la tesi affrontata da Franco Monteverde
nel libro "Limonte: una provocazione o un
progetto per costruire una macro-regione ligure e piemontese?". Sul tema, AltraSavona ha organizzato un incontro alla sala mostre
della Provincia con Sergio Cappelli, presidente di Altra Savona; Fiorenzo Ferlaino, dirigente Ires
Piemonte; Franco Monteverde, autore del libro "Limonte"; Luciano Pasquale, direttore dell'Unione
Industriali; Angelo Pichierri, docente di sociologia
dell'organizzazione presso l'Università di Torino. Moderatore era Elio Ferraris. Per Monteverde il
progetto di una macroregione non può prescindere dall'abolizione di quegli apparati amministrativo burocratici come le Comunità Montane o le Province. Quest'ultimo è uno dei
punti del programma politico di Altra Savona che parteciperà alle prossime
elezioni provinciali con un proprio candidato. «Per altra Savona non c'è una
contraddizione nel proporre l'abolizione delle Province e candidarsi alle
elezioni provinciali - dichiara Cappeli - il sistema
si cambia dal suo interno». E sulle province
Cappelli fa l'affondo contro il centrodestra. «Dopo la
vittoria alle ultime elezioni il centrodestra non ha più parlato di abolire le province - dichiara - e questo era uno dei punti del
programma elettorale; quanto al federalismo, di cui si parla da almeno 15 anni,
è proprio il caso di dire che la montagna ha partorito un topolino. Se questo è
il quadro generale non dobbiamo abbandonare la speranza di una riforma di
questo Stato. Altra Savona è un movimento piccolo nel contesto nazionale. Ma di
AltraSavona ce ne sono tante sparse nel Paese; sono
liste civiche, movimenti, comitati in risposta ad un bisogno che nasce dal
basso. Tra i compiti di Altra Savona nel candidarci a governare questa
Provincia c'è il tentativo di indicare una strada per arrivare ad un obiettivo
più generale che è una riforma costituzionale che porti a formazioni come il Limonte». L'idea del "Limonte"
piace anche al direttore dell'Unione Industriali Luciano Pasquale che pone
l'accento su una sorta di "federalismo delle Università" nel quale
rientrerebbe, in quanto parte dell'Università di Genova, anche il Campus
Savonese. «Sono abbastanza terzo - dice Pasquale - per
fare i complimenti agli organizzatori per l'impostazione di elevato livello
culturale data a questo incontro mi auguro che ci siano altri incontri
sull'argomento. Sul progetto della collaborazione tra Università stanno
investendo molto le fondazioni bancarie. Il 2 marzo parteciperò ad un incontro
al Politecnico di Genova nel quale sosterrò l'idea di un Politecnico federato
che comprenda anche quelli di Milano e Torino; tre facoltà nell'ottica di un
territorio del Nord Ovest». e. r.
22/02/2009
( da "Corriere Alto Adige" del 23-02-2009)
Argomenti: Province
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-02-22 num:
- pag: 8 categoria: REDAZIONALE L'intervista Parla
l'ex direttore della Cassa di risparmio: il bilancio della sua esperienza e
un'analisi tra locale e internazionale Brooks: «Le banche locali stanno
tenendo» Critiche al governo: «Ma con l'abolizione del massimo scoperto si
perdono 50 milioni» di FELICE ESPRO BOLZANO — Obiettivo 150 filiali entro due
anni. è «l'eredità» di Thimoty
Michael Brooks, 56 anni, in pensione dal 31 dicembre scorso, dopo essere stato
direttore della Cassa di risparmio di Bolzano. Americano d'origine, innamorato del-l'Italia grazie alla lirica, tedesco acquisito per la
famiglia della moglie, europeo per scelta e vocazione: Brooks, festeggiato
pochi giorni fa dalla banca, adesso si gode la pensione, ma non disdegna
riflessioni sull'Alto Adige, su Carispa e sul mondo
bancario, sugli Stati Uniti e sull'economia globale. Direttore, lei è si sente
ancora americano? «In effetti i miei avi erano
inglesi, emigrati negli Stati Uniti due secoli e mezzo fa. Io sono nato e
cresciuto nel nord dello Stato di New York, in un piccolo paese di 10mila
abitanti chiamato Geneseo, che in indiano significa
"grande rovere". Ho seguito il college nello Stato di New York grazie
ad una borsa di studio. Sono un americano che ha scelto di vivere in Europa».
Perdoni la curiosità: se lei ha 56 anni ed ha frequentato il college, come ha
fatto a maturare 40 anni di servizio? «Ho cominciato
la scuola in anticipo e a 16 anni avevo già finito le superiori. A 20 anni ero
laureato ed ho cominciato a lavorare. Avevo studiato due anni in Francia e
avevo deciso di cercare lavoro in Europa. Tra le interviste per il primo
impiego, c'era quella con la banca Chase di New York
che voleva avviare un'espansione internazionale; all'epoca era la seconda banca
più importante al mondo e, nel 1973, assumeva 35 persone al mese, che
cominciavano la formazione nell'analisi creditizia e finanziaria e poi venivano
indirizzati o nelle sedi americane o all'estero. Mi offrirono un posto di
settorista a Parigi o Roma. Conoscevo il francese perché, come detto, avevo
studiato in Francia e l'italiano perché ero appassionato di opera. Optai per
Parigi, e invece mi spedirono a Roma dove sono rimasto 8 anni, per poi
spostarmi per due anni a Milano, poi a Londra per dirigere il settore
formazione, quindi la guida del ramo svizzero a Zurigo. A quel punto si
profilava un ritorno negli Stati Uniti, ma mia moglie
non voleva. Cercai lavoro in Germania, il Paese di mia moglie, e Svizzera. Mi
ritrovai alla Dresdner di Francoforte. Dopo 4 anni,
con mia sorpresa, mi inviarono come delegato alla Bnp
di Parigi. Tre anni dopo la Dresdner mi offrì la sede
italiana a Milano e vi rimasi 6 anni. Infine, sette anni fa, l'arrivo a
Bolzano. Ho vissuto in Italia per oltre 20 anni, pur se in due periodi
differenti: più o meno gli stessi anni che ho trascorso negli Usa». E sua
moglie l'ha sempre seguita? «Siamo sposati da 32 anni.
Ci siamo conosciuti a Roma. Lei, bavarese, lavorava all'ambasciata tedesca. Ha
lasciato il lavoro quando è nato il nostro primo figlio e mi ha sempre seguito
in ogni spostamento». Nel 2001 lei ha fatto una scelta coraggiosa: addio alle
grandi banche e alle grandi città per dirigere la Cassa di risparmio di
Bolzano, banca piccola di una provincia piccola. Perché? «Ci
fu una selezione curata dall'agenzia Egon Zehnder. Cercavano un dirigente con esperienza in Italia e
nel mondo tedesco. Io stesso non mi ritenevo il miglior candidato, visto che
avevo solida esperienza nel credito e nell'analisi finanziaria e capacità
organizzative, ma poca dimestichezza con una banca retail.
Per giunta in una provincia bilingue, nessuna delle quali
era la mia madrelingua. Su tre candidati, venni scelto io tra la sorpresa
generale, compresa la mia. Ancora oggi vivo parte della settimana a Bolzano,
parte in Baviera dove mia moglie si era trasferita per curare meglio il nostro
primo figlio, purtroppo malato. Questo aspetto ha inciso molto nella mia scelta
di accettare l'incarico a Bolzano, più vicina a Monaco rispetto a Milano. La Sparkasse, inoltre, mi proponeva una sfida nuova: far
crescere una banca provinciale. Era davvero allettante».
Lei è considerato l'artefice dell'espansione fuori dai confini provinciali
della Carispa. Perché ha proposto questa strategia? «Non ho portato io il pensiero di uscire fuori dall'Alto
Adige. C'erano delibere del cda del '92 e del '93 che
ipotizzavano l'espansione nel NordEst, ma non erano
state concretizzate per vari motivi. Anche il legame strategico con l'allora
Popolare di Lodi prevedeva l'acquisizione della Banca popolare del Trentino.
Nel 2002, quando mi sono insediato, ho avuto la possibilità di avviare davvero
l'espansione. Prima, però, abbiamo dovuto rafforzare l'organizzazione interna e
migliorare la redditività. I primi tre anni li abbiamo dedicati a questi
obiettivi perché la banca guadagnava troppo poco per sostenere l'apertura o
l'acquisizione di filiali. Poi, per due anni e mezzo, dalla fine del 2004,
abbiamo puntato sulle province limitrofe: Trento,
Belluno e Verona. Per i successivi 2 anni abbiamo puntato al resto del Nordest
fino a Trieste e alla Lombardia fino a Milano. Quando sono arrivato qui avevamo 80 filiali, tutte in Alto Adige. Ne abbiamo
chiuso 5 trasferendo le licenze verso Trentino e Veneto. Oggi abbiamo 115
filiali, quindi
( da "AprileOnline.info"
del 23-02-2009)
Argomenti: Province
Sinistra, lavorare
con pazienza Gaetano Toro, 23 febbraio 2009, 11:38 Regionamenti/
Friuli Si è svolto a Pordenone un incontro di lancio di "Per la
Sinistra" organizzato da Sd in una zona, il Nord
Est, dove la presenza leghista è forte. Si è discusso di Pd, laicità, elezioni.
Dai partecipanti un solo invito: accelerare nel processo costituente, che pure
richiederà tempo e impegno Nella serata di venerdì scorso si è svolto a
Pordenone un incontro pubblico di lancio dell'associazione "Per la
Sinistra" organizzato da Sinistra Democratica, con la partecipazione del
capogruppo di Sd al consiglio comunale di Porcia
(Pordenone), Vanni Tissino, del consigliere regionale
del Friuli Venezia Giulia eletto ne "La Sinistra-L'Arcobaleno", Stefano Pustetto,
e di Carlo Leoni, membro del coordinamento nazionale del movimento. Prima di
parlare dell'incontro, qualche parola va spesa sulla realtà provinciale, anche
perché a giugno, oltre che per le elezioni europee, voteremo per eleggere il
presidente ed il consiglio della Provincia. Da queste parti non è facile essere
di sinistra. Alti tassi d'immigrazione e di industrializzazione e, fino a pochi
mesi fa, anche di occupazione. La crisi è arrivata fin qui, e le ore di cassa
integrazione alla Electrolux (per citare la fabbrica
più importante) testimoniano tutto il dramma che i lavoratori e le loro
famiglie stanno vivendo. Anche quando le cose andavano bene, gli stranieri
rappresentavano un problema. Ora, come in altre parti del Paese, si sta
innescando la cosiddetta guerra tra poveri, in cui l'avversario non è più il
"padrone" ma coloro che "portano-via-il-lavoro-a-noi-italiani".
Tutta acqua per il mulino della Lega Nord. Questo territorio è uno dei
laboratori politici più avanzati (si fa per dire) della Lega, il cui segretario
provinciale e sindaco di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti, è asceso agli onori della cronaca per
l'ordinanza anti burqa (nello stesso provvedimento si obbligano i ristoranti
etnici a servire anche piatti tipici friulani). Il Partito democratico ha il
timore di perdere consensi sul tema della sicurezza: ne risulta una linea
ondivaga e scarsamente efficace nel contrasto al pensiero dominante. Il
panorama dell'informazione è a dir poco desolante. Si replica a livello micro
ciò che succede a livello nazionale: con scarsa o nulla rappresentanza nelle
istituzioni non si esiste per gli organi di stampa. La televisione locale, Tele
Pordenone, ha una linea che definire "per la difesa dell'identità dei nativi"
è un chiaro eufemismo. Nonostante questo quadro, l'altra sera si è provato ad
imbastire qualcosa per la sinistra anche in questo angolo di Nord-est. Il
consigliere regionale Pustetto ha parlato della
demolizione dello stato sociale portato avanti dalla giunta regionale di
centro-destra capeggiata da Renzo Tondo. Un governo, quello di Tondo, privo di
una visione politica da perseguire, e che si applica unicamente alla
demolizione di ciò che aveva fatto la precedente giunta Illy: dall'abrogazione della legge regionale sull'immigrazione
all'abolizione del reddito di cittadinanza e del tutore dei minori, alla
fissazione del tetto di dieci anni di residenza in regione per concorrere
all'assegnazione di una casa popolare. Carlo Leoni ha affermato che la crisi
economica e finanziaria attuale dimostra il fallimento del neo-liberismo
e, con esso, anche di tutti quel tentativo portato avanti da partiti come il Pd
in Italia, i laburisti in Inghilterra o la Spd in
Germania, che evita di arrivare alla radice del problema, ma pensa di mantenere
l'impianto economico esistente con il semplice puntello di alcune misure
redistributive. Per Leoni il problema è, come si diceva un tempo,
"strutturale", nel senso che la redistribuzione della ricchezza deve
partire da quella tra i soggetti che si fronteggiano nel mondo della
produzione, datori di lavoro e lavoratori. Da qui l'appoggio pieno alla linea
del maggior sindacato, la Cgil. Altra questione trattata è stata quella della
laicità dello Stato, al centro di un attacco senza precedenti in queste ultime
settimane da parte del Vaticano, nell'assenza di una difesa delle prerogative
dello Stato in sede parlamentare. E poi l'ambiente, soprattutto
nell'opposizione al ritorno del nucleare. In merito al Pd, Leoni ha spiegato
che il fallimento non è solo di Veltroni, ma del progetto stesso del Partito
democratico, un partito che per tenere insieme Ignazio Marino e Paola Binetti, chi appoggia la Cgil e chi la Cisl e la Uil, non poteva e non può fare altro che non prendere
posizione sui maggiori temi. La speranza è quella che il Pd esca dalla sua
crisi e che possa essere spendibile per la costruzione di un nuovo rapporto con
la sinistra. Tutto questo richiede, per Leoni, che l'Italia torni ad avere una
Sinistra, chiara nei suoi enunciati, lontana da ogni commistione con gli
affari, rinnovata nella sua classe dirigente, spendibile per il governo.
Sinistra democratica, Verdi, coloro che sono usciti dal Prc e dal Pdci, i
socialisti, ci stanno provando. Per questo obiettivo, ha aggiunto, non bisogna avere
fretta, passeranno degli anni, perchè gli argomenti
della sinistra fanno più fatica ad essere accolti e diffondersi tra le persone,
al contrario di quanto accade per le concezioni della destra, tutte basate
sulla semplificazione della realtà. Bisognerà armarsi di pazienza. Dagli
interventi del pubblico, la richiesta di non perdere ulteriore tempo in questo
processo di costruzione.
( da "Centro, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Province
Ma ci sono punti
critici come l'abolizione delle fermate e le coincidenze
per Pescara. Nei festivi si punta sui vacanzieri Piano per rilanciare il
trasporto col treno Provincia, progetto da 15 milioni: L'Aquila-Sulmona
in meno tempo L'AQUILA. Mentre continua il piano di ridimensionamento delle corse ferroviarie operata da Trenitalia su tutto il
territorio nazionale, l'amministrazione provinciale rilancia un progetto
di mobilità per la tratta L'Aquila-Sulmona che solo a
dicembre ha registrato il taglio drastico delle corse festive. A bordo di uno
dei due vagoni blu a gasolio, la presidente Stefania Pezzopane
e l'assessore alla Viabilità, Pio Alleva hanno presentato il nuovo progetto per
cui sono stati richiesti fondi Fas per oltre
15milioni. L'obiettivo dell'iniziativa, ribattezzata "Treno Day", è «migliorare le accessibilità alle città, ai
territori montani e ai sistemi produttivi e rurali». Ma la prospettiva più
appetitosa per i pendolari è la possibilità di ridurre i tempi di percorrenza
tra le due città. «Parliamo di uno dei pochi percorsi ferroviari», ha spiegato
l'assessore Alleva, «che ha tempi di percorrenza inferiori alla gomma». Oggi si
parla di poco più di un'ora. Un tempo che, secondo l'assessore, è possibile
ridurre ulteriormente tramite la riduzione delle fermate intermedie e, in
prospettiva, grazie agli adeguamenti della linea (punti di incrocio,
segnaletica) e del materiale rotabile. «Cercheremo anche di riorganizzare il
passaggio, eliminando alcune fermate intermedie che durante la settimana
registrano pochi utenti», ha aggiunto Alleva, «queste fermate saranno invece
sfruttate durante il week-end in quanto parte integrante del progetto di
valorizzazione del turismo diffuso attraverso il recupero dei borghi». Facendo
così, si arriverà a risparmiare 10-15 minuti. Le ipotesi possibili cadrebbero
su quei piccoli centri come Fagnano, Tione, Beffi o Acciano il cui
volume di pendolari è minimo. «Cercheremo di studiare una copertura del servizio
bus in corrispondenza di queste fermate». Parte integrante del progetto,
infatti, riguarda il potenziamento dei collegamenti tra le stazioni interessate
con autobus e mezzi di scambio, specie a ridosso delle stazioni principali. Per
L'Aquila sono stati richiesti circa 9 milioni per riqualificare lo scalo. Si
parla anche di riorganizzazione della viabilità attraverso impianti
meccanizzati o su gomma, in attesa di conoscere il destino della metro. «Questo
progetto», ha spiegato il vice sindaco dell'Aquila, Roberto Riga, «servirà a
incentivare la ricettività della stazione, studieremo i mezzi di trasporto più
efficaci». Per quanto riguarda Sulmona, verrà realizzata una nuova fermata
ferroviaria sulla tratta che collega il centro peligno
con Castel di Sangro, in
prossimità del centro urbano, oltre a un impianto meccanizzato per l'accesso
diretto al centro storico. Le proposte Fas sono ora
oggetti di confronto con la nuova giunta regionale. «Speriamo che la nuova
giunta non ci tradisca», ha commentato la presidente Pezzopane.
Non sono previsti interventi strutturali, anche se si cercherà di aumentare la
velocità dei treni. Altro aspetto critico è il problema delle coincidenze con
Pescara che, sino a quando non si metterà mano agli orari, rende il collegamento
tra i due capoluoghi non conveniente. Fabio Iuliano
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
24-02-2009)
Argomenti: Province
CRONACHE MARCHE pag.
15 Lega dell'Italia centrale per avere più risorse Domani gli amministratori
pubblici riuniti a Pesaro PESARO SE LA SUA VOCE
dovesse rimanere inascoltata, Palmiro Ucchielli
minaccia di incatenarsi davanti a Palazzo Chigi. Il presidente della Provincia
di Pesaro e Urbino, che ha indetto per domani alle
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 24-02-2009)
Argomenti: Province
Martedì 24 Febbraio 2009, Manteniamo le Province
piuttosto è meglio abolire le Prefetture Prendendo lo spunto dal recente
convegno all'Iti Segato, nel corso del quale ci è
stato fatto dono di un interessante volume sulla storia della nostra provincia,
le ricorrenti proposte di abolizione delle Province, bollate come enti inutili,
motivate soprattutto dalla necessità di ridurre la spesa pubblica, non
riescono a convincermi. Vuoi perché le province
italiane, con l'eccezione della decina o poco più di recente costituzione, sono
esistite fin da molto prima dell'unità d'Italia, anche quando erano in parte
autonome o addirittura erano veri e propri stati e staterelli,
vuoi infine perché io le sento più vicine. Fin dall'infanzia sono stato
abituato a considerare la mia provincia come un'entità geografica, economica,
politica, culturale, linguistica a se stante, ben distinta dalle altre entità
vicine. Gran parte delle entità amministrative dello stato hanno uffici e sedi
decentrate a livello provinciale: Prefettura, Questura, Comandi dei
carabinieri, Agenzie delle entrate e del territorio, Inps, Asl e l'elenco è
lungo. Anche le aziende private organizzano la loro presenza in modo da servire
o appoggiarsi ai territori provinciali. L'Amministrazione provinciale, come
quella comunale, è più vicina ai cittadini di quella regionale, in particolare
per noi bellunesi e così succede per tutte le altre. Anche se le province in Italia sono una novantina, esso costano meno
della ventina di Regioni che sono dei carrozzoni burocratici lontani anni luce
dai cittadini, e talvolta arroganti e per niente laboriose !
Almeno dall'esperienza avuta personalmente! Sarebbe invece proficuo, non solo
allo scopo di ridurre la spesa pubblica, accorpare tutti i comuni inferiori ai
10.000 abitanti, molti dei quali, del resto, già sono costretti a consorziarsi
per certi servizi, come la Polizia municipale, le segreterie, le biblioteche,
ridurre il numero dei membri dei Consigli, unificare le Comunità montane (una
per provincia) e, perché no?, abolire le Prefetture,
attuando un vecchio progetto che risale alla nascita della Repubblica italiana.
Per la responsabilità sull'ordine pubblico dovrebbero essere sufficienti, a
livello locale, Questura e Carabinieri. Il risparmio sulla spesa pubblica, in
questo modo, sarebbe ben superiore. Arnaldo De Porti Feltre Anche a Belluno
servono regole contro il proliferare di antenne paraboliche Nei giorni scorsi
il telegiornale del Veneto ha riferito che a Conegliano, a partire dall'inizio
dell'anno, è vietata l'installazione di nuove antenne paraboliche (le
cosiddette padelle) sulle terrazze delle abitazioni o comunque in zone facilmente visibili ed antiestetiche; quelle esistenti
dovranno essere trasferite a breve sul tetto delle abitazioni o in altro luogo
esteticamente accettabile e non visibile dalla strada, cercando di mimetizzarle
nel colore o nella forma in considerazione della postazione scelta per la loro
installazione (ad esempio seminascoste dai camini, di color marron
nel caso le tegole siano di tale colore, ecc.). Nei condomini si fa inoltre
obbligo di installare una antenna unica, che serva i
vari utenti. Si è parlato inoltre di altre disposizioni, che tendono a
migliorare l'estetica della città. Io ritengo che una simile regolamentazione
dovrebbe essere introdotta anche a Belluno e nel resto della provincia, dal momento
che esistono situazioni di degrado estetico ed ambientale, che io ho
documentato, dove si vedono 5 "padelle", di cui 4 chiare e una scura,
su 8 appartamenti di un condominio. Gradirei un commento e una presa di
posizione da parte dell'ente preposto a queste problematiche, che ritengo
essere il Comune. Auspico un intervento simile a quello adottato a Conegliano,
affinché Belluno non assomigli ad alcune città della penisola balcanica viste
in televisione, ove quasi ogni terrazza ha la sua brutta ed antiestetica
antenna parabolica. Lettera firmata Belluno
( da "Stampa, La"
del 24-02-2009)
Argomenti: Province
GRAVELLONA POLITICA
Incontro con Comune comitati e genitori sul futuro della scuola Documento
salva-Province approvato a Villa S. Remigio «La
scuola è il nostro futuro...quale scuola per i nostri
figli?» è l'incontro che il Comune di Gravellona
organizza per domani alle
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 29 - Provincia I rischi della riforma Gelmini arrivano in consiglio
comunale Seduta domani sera a Villatora SAONARA. La
discussione sulla salvaguardia del «tempo prolungato» nelle classi della scuola
primaria e secondaria inferiore aprirà la seduta del consiglio comunale, che è
in programma domani sera alle 21 nell'auditorium delle scuole di Villatora. Obiettivo dell'assemblea, è quello di
arrivare ad una mozione comune tra maggioranza e opposizione che richieda
l'equiparazione al tempo pieno del tempo prolungato, non contemplato dalla
riforma Gelmini. «Mi sono attivato sin da settembre per difendere il tempo
prolungato, una peculiarità del Veneto - dichiara il sindaco Andrea Buso - Non si tratta di una lotta politica ma di un
indispensabile aiuto per le famiglie». Con l'abolizione del tempo prolungato,
infatti, quasi 250 ragazzi di Saonara uscirebbero da
scuola non più alle 15,30 ma alle 13,15: orario nel quale sovente entrambi i
genitori si trovano ancora al lavoro. La richiesta di affrontare il tema
durante la seduta del consiglio comunale era stata avanzata nei giorni scorsi
anche dal gruppo di minoranza. Il testo della mozione in discussione è stato
presentato giovedì della scorsa settimana al Consiglio d'Istituto; mentre il
Comitato dei genitori ha avviato una raccolta di firme per sostenere il tempo
pieno o almeno mantenere l'orario che oggi è in vigore. Al consiglio comunale
di domani sera è annunciata la presenza della
dirigente scolastica Paola Passatempi, della presidente di Consiglio di
Istituto Lorenza Albertin e del presidente del
Comitato dei genitori, Luca Parrella. (p.r.)
( da "Adige, L'" del 25-02-2009)
Argomenti: Province
TRENTO - L'Ici sui
fabbricati rurali è da ieri un ricordo TRENTO - L'Ici sui fabbricati rurali è
da ieri un ricordo. La decisione della Camera di imitare il Senato nella
fiducia al decreto milleproroghe rende quest'ultimo
operativo e allontana la possibilità, sia per il presente sia per il passato,
che i Comuni trentini (e italiani con loro) possano chiedere l'Ici sugli
immobili che sono considerati strumentali all'attività agricola dei contadini e
anche delle imprese agricole, cooperative comprese. Su quest'ultimo punto non
sono del tutto convinti all'interno del Consorzio dei Comuni trentini tanto che
il presidente Marino Simoni spiega «che stiamo ancora
facendo delle verifiche a livello tecnico e giuridico per riuscire a
comprendere se l'esenzione si applichi anche ai cosiddetti opifici» cioè agli
immobili che sono di proprietà di quelle fabbriche agricole che il Consorzio ha
sempre individuato nelle grosse cooperative agricole sia di primo grado (come
le cantine sociali) sia di secondo grado (i consorzi). «Per
il resto accettiamo sin d'ora la decisione governativa - conclude Simoni - siccome si tratta di una legge la applicheremo.
Per quest'anno, con la firma del protocollo per la finanza locale, abbiamo già
risolto la questione del mancato gettito grazie al trasferimento che ci
arriverà dalla Provincia. Per il protocollo dal
( da "Provincia Pavese, La"
del 25-02-2009)
Argomenti: Province
Novembre 1987,
quando gli italiani bocciarono l'atomo ROMA. L'8 e il 9 novembre 1987 gli
italiani dissero no al nucleare con un referendum abrogativo. Circa tre quarti
dei votanti votarono sì all'abrogazione. Chiusero così le quattro centrali:
Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza),
Latina, Garigliano (Caserta). E la fattibilità di
riconversione della centrale di Montalto di Castro. Il primo quesito riguardava
l'abolizione della procedura per la localizzazione delle centrali: 20.984.110
sì (80,6%) e 5.059.819 no (19,4%); il secondo era sull'abolizione dei
contributi a regioni e comuni sedi di impianti elettronucleari: i sì furono 20.618.624
(79,7%), i no 5.247.887 (20,3%); il terzo era sull'abolizione della partecipazione
dell'Enel ad impianti elettronucleari all'estero: in 18.795.852 risposero sì
(71,9%), 7.361.666 (28,1%) no.
( da "Rockol.it"
del 25-02-2009)
Argomenti: Province
Bollino SIAE, i
senatori dell'IdV propongono l'abolizione per legge
Finisce in Parlamento la diatriba sul bollino SIAE, difeso dalla società degli
autori e osteggiato dalla maggiore associazione dei discografici italiani
(FIMI). Ad occuparsi della materia è una proposta di legge promossa dai
senatori del gruppo Italia dei Valori (primo firmatario, il senatore Felice Belisario) che mira a un rafforzamento
delle norme antipirateria ma anche, contestualmente, all'abolizione
dell'obbligo di apposizione del contrassegno e delle sanzioni penali previste a
carico di chi non vi ottempera. "In tal modo", sostiene Belisario, "la distribuzione in Italia di opere
dell'ingegno diverrà più agevole ed economica sia per i soggetti italiani che
per quelli stranieri e potrà, anzi, svilupparsi senza il freno di
inutili ed anacronistici bollini che peraltro non garantiscono né l'autenticità
delle opere né i diritti dell'industria del settore". "La Corte di
Giustizia dell'Unione Europea ha dichiarato l'illegittimità delle disposizioni
italiane in materia e la Corte di Cassazione ha più volte ribadito che il
bollino non è dovuto", ha aggiunto il senatore
dell'Idv nel corso di un'intervista rilasciata al
sito Punto Informatico, informando di avere presentato un'interrogazione
parlamentare per chiedere conto ai Ministri competenti della condotta della
SIAE. "Il bollino", conclude Belisario,
"è un balzello iniquo che non serve certamente a impedire le frodi Non ho
nulla contro la SIAE , ma ognuno deve vivere per
quello che produce, non grazie a meccanismi parassitari".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-02-2009)
Argomenti: Province
l'intervista Massimo Teodori (storico) Trovata una strada alternativa per
giungere all'abolizione --> Giovedì 26 Febbraio 2009 SOCIETA, pagina 10
e-mail print Negli Stati Uniti c'è qualcuno che
benedirà sicuramente la crisi economica: i condannati a morte. Gli alti costi
che comporta la gestione di un condannato alla pena capitale, infatti,
consigliano di pensionare il boia. E qualche cosa sta già muovendosi in diversi
Stati. Che gli Stati Uniti siano alla vigilia di una svolta epocale? «Innanzitutto bisogna fare una precisazione - afferma
Massimo Teodori, docente "Storia e istituzioni
degli Stati Uniti" all'Università di Perugia - le dichiarazioni sono di
governatori di singoli Stati. Non ci troviamo di fronte a una direttiva del
governo federale che non è competente in materia di pena di morte. La questione
è materia dei singoli Stati, basta infatti pensare che
su 50, la pena di morte è presente in 38. Inoltre, maniera di applicarla e di
non applicarla differisce ancora da Stato a Stato». Quale lettura dare allora a
questo «pronunciamento»? «Senza dubbio i governatori
degli Stati che si sono pronunciati sono persone estremamente concrete. Emerge
ancora una volta il realismo americano. Nel momento in cui il Paese sta
attraversando una grossa crisi fanno anche questo tipo di conti e confronti: il
costo di un detenuto condannato a sola pena detentiva e quello con una sentenza
capitale. Ma non è tutto: quanti si sono pronunciati per l'abolizione
della pena di morte a causa degli alti costi, avevano già preso posizione
contro la pena capitale». Ma la gente cosa pensa? «I
sondaggi popolari nei singoli Stati sono sempre favorevoli al mantenimento
della pena di morte. Comunque ritengo probabile che le dichiarazioni a favore
della sua abolizione fatte dal governatore del Maryland piuttosto che da quello
del Kansas o del New Mexico siano in realtà strade alternative per superare
l'opposizione popolare. Questa è la vera spiegazione».
In sostanza si sposta l'attenzione sull'aspetto economico oggi nervo
scoperto... «Infatti. E visto che non possono dire
"aboliamo la pena capitale", si fa decidere ai singoli Stati
sottolineando i costi, costi che, si sottolinea, ricadono sulle tasche dei
contribuenti. Alla fine si arriva al risultato desiderato, ma per una via
indiretta. Sono giunto questa conclusione quando ho letto che a fare queste
dichiarazioni sono stati contemporaneamente tutti i governatori contrari alla
massima pena. Se avessero proposta l'abolizione per via legislativa
probabilmente i Congressi dei singoli Stati l'avrebbero respinta, in questo
modo aggirano l'ostacolo». Gli Stati Uniti stanno maturando la decisione di abolire
la pena di morte? «Ancora una volta non bisogna
parlare di Stati Uniti, ma di singoli Stati. Comunque, tutti i dati che
periodicamente vengono pubblicati sull'argomento dimostrano che c'è una lenta
maturazione dell'opinione pubblica contro la pena capitale. I nuclei più
resistenti sono gli Stati del profondo Sud in particolare il Texas. Negli altri
la cosa è diversa ci sono quelli che l'hanno di fatto sospesa, altri l'hanno
dichiarata incostituzionale, altri ancora attuano una sorta di moratoria. Si può
comunque dire che la tendenza è verso la eliminazione,
ma è lenta e diversificata tra Stato e Stato» Se questa abolizione per ragioni
economiche dovesse dare buoni risultati potrebbe avere l'effetto domino? «È
certamente possibile» Tra le righe di questa notizia emerge anche la situazione
disastrata delle carceri americane sovraffollate al punto che vengono
scarcerati responsabili di reati minori prima della fine della pena. Non solo l'Italia ricorre agli indulti... «I detenuti nelle carceri
americane sono una cifra enorme: due milioni su una popolazione di 300 milioni
di abitanti: quasi l'1 per cento. Se la medesima percentuale ci fosse in
Italia la popolazione carceraria sarebbe di 600 mila invece di 60 mila». Come
mai? «Le pene si scontano, i processi sono rapidi e immediata
è l'esecuzione delle sentenze». Mino Carrara 26/02/2009 nascosto-->
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
26-02-2009)
Argomenti: Province
VETRINA IMOLA pag. 1
«Mai nella città metropolitana»: emendamento ad hoc di Marchignoli
SÌ ALL'ABOLIZIONE delle Province in favore delle città
metropolitane. Ma con un distinguo: non nel caso in cui queste ultime non
coincidano perfettamente con gli attuali territori provinciali. È questo
l'emendamento al disegno di legge sul federalismo fiscale che il deputato Pd ed
ex sindaco Massimo Marchignoli ha depositato ieri
alla Camera. «La commissione finanze di cui
faccio parte dice Marchignoli sta discutendo il
disegno di legge sul federalismo fiscale approvato recentemente dal Senato. E
io ho depositato un emendamento che mira a non sopprimere la Provincia nel caso
in cui non ci sia perfetta coincidenza territoriale fra città metropolitana e
attuale territorio provinciale». Il motivo è presto detto ed è proprio il
parlamentare a spiegarlo: «Sono sempre stato contrario all'ipotesi che preveda
Imola parte della città metropolitana». Contrario anche quando il senatore del
suo partito ed ex sindaco di Bologna Walter Vitali, qualche tempo fa cercò di
tirarlo per la giacca' per convincerlo a cambiare idea. Niente di fatto allora, niente di fatto adesso. Anzi, Marchignoli con l'emendamento rimarca le sue posizioni e
addirittura le estende: «E' utile non soltanto al
territorio imolese, ma a molti Comuni della provincia. In particolare a diversi
dell'area bolognese che hanno espresso più volte forti perplessità ad aderire a
ciò che diverrebbe, in sostanza, un unico grande Comune». E che Vitali e il
candidato sindaco del Pd a Bologna, Flavio Delbono,
se ne facciano una ragione.
( da "Tempo, Il" del 26-02-2009)
Argomenti: Province
stampa I dibattiti de IL TEMPO Per Ernino
D'Agostino necessaria una semplificazione della pubblica
amministrazione Provincia sì Provincia no «L'abolizione crea solo nuove
burocrazie» La difesa della Provincia da un presidente di Provincia suona un
po' partigiana ma il ruolo che svolgo oggi è solo un pezzo, sicuramente il più
significativo, di un percorso politico che mi ha sempre visto, corentemente, difendere l'architettura istituzionale
italiana così come è stata disegnata dalla nostra Costituzione. Periodicamente,
di fronte ai problemi della spesa pubblica e alle inefficienze del sistema
amministrativo, c'è chi invoca la soppressione delle Province. La cattiva
coscienza ha portato su un piano esclusivamente demagogico il dibattito sui
costi della politica indebolendo il principio della rappresentanza, che
costituisce il cardine di ogni democrazia. Il nostro ordinamento nazionale è
fondato, da una parte, sull' unità e l'indivisibilità
della Repubblica; dall'altra parte sul più ampio decentramento amministrativo.
Scopo principale del decentramento è quello di realizzare un sistema di governo
e di regolamentazione il più possibile vicino alle esigenze, ai problemi e agli
interessi delle comunità locali. Le finalità di un ordinamento unitario ma
decentrato, quale è il nostro, sono, dunque, molto elevate. Tuttavia non si può
fare a meno di registrare che anche le istituzioni locali si possono trasformare
in mero strumento di potere e privilegio economico, con conseguente costo per
la collettività Si fa presto a promettere o a reclamare un ritorno al rigore
nel vasto arcipelago delle amministrazioni pubbliche. Ma descrivere il problema
è ben più agevole che non indicarne la soluzione, perché si è di fronte a un
sistema che in alcuni casi sembra costruito apposta per moltiplicare le sue
esigenze di cassa. Come prova il fatto che la spesa pubblica, negli ultimi
anni, ha continuato a crescere a dispetto di tagli, tetti, plafonamenti
e quant'altro espediente escogitato invano. Tutto questo si può risolvere
abolendo le Province? E se abolissimo le Province, a chi dovremmo demandare la
programmazione e la gestione di questioni che non nascono e non si risolvono
all'interno dei territori dei singoli Comuni come i rifiuti, l'istruzione, la
piccola e grande viabilità, le politiche di sviluppo a sostegno dell' economia e a fianco delle mondo dell'impresa e del
lavoro; la formazione professionale, la tutela ambientale e l'elenco potrebbe
diventare molto lungo. Ci sono numerosi enti che svolgono funzioni
riconducibili alle Province; ci sono molte Regioni, e l'Abruzzo e fra queste,
che non hanno mai decentrato le funzioni di gestione così come sancito dalla
riforma Costituzionale e che hanno scelto la strada di creare altri cosiddetti
"enti strumentali". Una selva, nella quale, inevitabilmente, si
annidano politiche di sottogoverno lontano dal giudizio degli elettori, in un
cono d'ombra. Di tutto questo, senza dubbio, è colpevole la politica ma, in
tutta onestà, non credo siano colpevoli le Province. In tutte le democrazie
moderne esiste un ambito provinciale, in Spagna, Francia e Germania il sistema
istituzionale è del tutto simile al nostro. La verità è che sono passati ormai
7 anni dall'entrata in vigore del nuovo titolo V, parte seconda, della
Costituzione e, fino ad ora, il Governo e il Parlamento non sono ancora
riusciti a dare una coerente attuazione delle nuove disposizioni costituzionali
soprattutto in materia di federalismo fiscale. Non si comprende quale risparmio
reale derivi dalla soppressione delle Province, considerato che le loro
funzioni ed i servizi da esse resi dovranno comunque essere garantiti da altri
enti ai quali si dovranno trasferire le relative risorse, con il risultato di
creare nuove burocrazie regionali lontane dai territori e strutture che
comunque moltiplicherebbero i costi e la confusione dei ruoli. Basti pensare a
quello che già accade nella gestione dei servizi pubblici con evidenti sovrapposizioni
funzionali, per esempio, nel ciclo dei rifiuti e in quello delle acque oggi in
capo agli Ato. L'unica strada da percorrere è quella
di un chiaro riordino istituzionale che consenta di semplificare la pubblica
amministrazione, individuando le funzioni fondamentali di Comuni e Province,
colpendo le reali inefficienze e superando enti e strutture ridondanti a
livello nazionale e a livello regionale, che non hanno una diretta
legittimazione democratica e che non sono quindi responsabili nei confronti della
cittadinanza. Non possiamo far finta di non vedere che alla cattiva politica fa
da contraltare una cattiva amministrazione pubblica; una spesa molto alta per
un management ben pagato senza alcun meccanismo di controllo efficace
sull'operato e sui risultati e un sistema burocratico molto
poco moderno e assolutamente autoreferenziale. Possiamo continuare a
chiedere l'abolizione delle Province, sapendo che nessuno le abolirà, oppure,
possiamo metterci un po' di coraggio e tanta determinazione e affrontare la
madre di tutte le questioni italiane, il buon funzionamento della cosa
pubblica, adottando criteri, valori e regole che
richiamino etica e responsabilità. * Presidente Provincia di Teramo
( da "Affari Italiani (Online)" del 26-02-2009)
Argomenti: Province
MilanoItalia Milano/ Si torna a respirare. Ma
non si placa la polemica politica Giovedí 26.02.2009
13:26 Crollano le concentrazioni di polveri sottili in città. L'Arpa ha
rilevato valori in forte calo rispetto alla giornata precedente quando le
centraline avevano segnalato valori oltre i 200 mg/
( da "Trentino" del 27-02-2009)
Argomenti: Province
La Lega Nord sulla
Tbc La Lega Nord sulla Tbc ha superato se stessa E' più contagioso
il razzismo della tisi. Le dichiarazioni della Lega Nord sul caso di tbc
riscontrato presso una scuola superiore cittadina non sono altro che l'ennesima
strumentalizzazzione per finalità propagandistiche di
una politica malata di xenofobia e paura. La stessa politica che, attraverso la
norma del pacchetto sicurezza prevede, fra le altre cose, l'abolizione del
divieto di segnalazione da parte dei medici e il conseguente allontanamento dei
migranti dalle strutture sanitarie, che porterà a casi di malattia e di
contagio tra i nuovi italiani. Come "Studenti-Trento",
rispondiamo schifati alle dichiarazioni della Lega, stando vicini ai nostri
compagni di classe stranieri, per l'integrazione e contro i malsani ideali
razzisti che sono più dannosi ed epidemici di
qualsiasi malattia. Collettivo Studenti Trento TRENTO
Grazie a Chiariello un «pazzo malinconico» Ringrazio
l'Avvocato Paolo Chiariello per aver partecipato alle
primarie del centrosinistra. Lo scarso risultato è coerente con la storia di
Italia, un paese nel quale ci si entusiasma per il fascismo, il comunismo, e il
giustizialismo, ma mai per la democrazia e per la libertà. Dal dopoguerra in
poi i cattolici, predominanti in politica e i comunisti, egemoni nella cultura,
hanno tentato di cancellare qualsiasi presenza, e successivamente la memoria, del mondo politico e culturale che fu antifascista
senza essere comunista e anticomunista senza essere fascista e clericale. I
gruppi e le forze liberaldemocratiche e socialiste riformiste sono state
essenziali per rendere moderna e più libera l'Italia. Questi "pazzi
malinconici", per citare Salvemini, sono stati coloro a cui la storia ha
dato ragione avendo sconfitto i totalitarismi di destra e di sinistra; nazismo,
fascismo, comunismo e integralismo religioso. Il giustizialismo dei primi anni
novanta ha distrutto i partiti laici e socialisti, sui quali le componenti
illiberali del partito comunista si accanirono con particolare violenza. Per
tutte queste ragioni e per aver permesso quindi a 166 laici e liberali del
capoluogo di poter uscire dalla clandestinità, grazie Paolo. Francesco Frizzera TRENTO Gardolo, il bus
si prende solo a proprio rischio Fermata autobus - Gardolo
via 4 Novembre In questi giorni, transitando in Via 4 novembre a Gardolo all'altezza della rotatoria, ho notato una nuova
segnaletica di "fermata autobus" posta
proprio in semicurva e sull'ingresso della rotatoria stessa. Si presume
pertanto che venga spostata la fermata precedente, ma in questo modo si va di
male in peggio. Certamente bisogna garantire sicurezza ai pedoni nella zona
dove arrivano e partono gli autobus, ma la fermata posta in quel luogo, non è
senz'altro indicata, meglio dov'era prima (a meno che come a detta di qualcuno
non sia uno scherzo). Non è possibile rischiare ogni giorno la propria
incolumità personale per prendere un autobus per il capoluogo, se la fermata è
all'imbocco della rotatoria è pericoloso, già abbiamo le strisce pedonali a
ridosso dell'incrocio, se poi ci mettiamo anche la fermata dell'autobus con
tutto il traffico che sfreccia in quel punto, proprio non ci siamo. Se si vuole
intervenire sulla sicurezza è a questo punto necessario sistemare la fermata
attuale magari espropriando qualche metro di marciapiede privato e predisporre
una segnaletica per l'attraversamento in modo da non rischiare la pelle nell' attraversare la carreggiata. Dello stesso avviso sono
anche i residenti di Gardolo, in particolar modo gli
abitanti della zona interessata che quotidianamente partono da quel punto alla
volta di Trento o Frazioni di Trento Nord per via dell'attività lavorativa o
scolastica. I pendolari, proprio perchè costretti
ogni giorno a prendere l'autobus, sono i primi a chiedere maggiore tutela, ma
non come quella programmata. Se la fermata attuale, prima della rotatoria, è
inadeguata e di conseguenza potenzialmente pericolosa, è perché alcuni autisti
si spostano di qualche metro ed essendo a ridosso del muretto rendono lo spazio
per la discesa e la salita insufficienti, ma basta
fermarsi cinque metri prima e c'è tutto lo spazio che si vuole. Accordandosi
poi con il privato ci starebbe benissimo pure la pensilina. Vorrei tanto sapere se i rappresentanti della TT e della
Provincia sono a conoscenza di tale anomalia di progettazione e di sistemazione
della fermata sull'ingresso della rotatoria, pertanto, con la presente, si
chiede che la fermata resti o ritorni dove era prima, naturalmente con le
dovute modifiche. Flaviano Bolognani
GARDOLO Violenza sessuale anche la Tv ne ha colpa In questi giorni la stampa
dedica molto spazio alla violenza sessuale. Non v'è dubbio che sia
condannabile, in qualsiasi modo si presenti. Però ci chiediamo quali siano le
molteplici cause? E pluribus unum: la tv. Cosa
propone? Con silicone o modifiche chirurgoplastiche,
etc. è tutto ben in vista, ma anche nelle ore «protette». Capisco che a quasi
70 anni è facile fare il moralista, ma esprimo egualmente il mio pensiero.
Cominciamo a fornire un aspetto diverso della donna, non solo 90-60-90. Non moralismi, ma
educazione e rispetto. Renzo Magagnin Lo sballo dei
nostri giovani, e noi genitori In questi ultimi tempi sembra di vivere in
sospensione, rinchiusi in una bolla di insoddisfazione, minacciati
continuamente, impegnati in una continua lotta giornaliera per non essere
sopraffatti. Siamo stati così occupati a pensare solo a noi stessi, a cercare
una posizione nella società, una ricerca della una
nostra indipendenza e purtroppo abbiamo tralasciato il nostro ruolo di
genitori/educatori, con il risultato che i nostri figli stanno pagando un
prezzo molto alto. Troppo alto. La ricerca continua di "emozioni
forti", "alli", "libertà
disinibite", grazie all'uso di sostanze stupefacenti ed alcol, li ha
portati a commettere reati che hanno segnato e segneranno la loro esistenza,
espiando in alcuni casi anche con il carcere. Dobbiamo fare marcia indietro. E'
necessario che rientriamo nel ruolo di coloro che insegnano, che valorizzano la
vita e trasmettano i giusti valori al fine di vivere forti emozioni, senza uso
di droga. Pinuccia Cambieri
( da "Denaro, Il" del 27-02-2009)
Argomenti: Province
Enti
Locali & Cittadini riforme Macroregione Sud: l'idea piace Incassa consensi
la proposta taglia-costi del coordinamento dei Piccoli Comuni Accorpare le
Regioni per risparmiare sui costi: l'idea del coordinamento dei Piccoli Comuni
trova riscontro nella rete. In pochi giorni, infatti, una incredibile
ondata di consensi ha investito la proposta di accorpamento delle Regioni
italiane e di quelle meridionali in ua sorta di
macro-Regione dell'Appennino meridionale - lanciata dal portale www.piccolicentrieuropei.com.
basilio puoti Accorpare le
Regioni: apprezzamenti da ogni parte d'Italia giungono al coordinamento dei
Piccoli Comuni e al suo portavoce da alcune associazioni e da semplici
cittadini. A questi si aggiunge tutta una serie di messaggi sui disservizi e
sulle pecche delle Regioni. In particolare, sono state messe in risalto le
difficoltà e molto spesso i disastri inerenti all'utilizzo dei fondi europei. "L'Italia - spiega su facebook
Virgilio Caivano, portavoce del coordinamento dei
piccoli comuni italiani ha estremo bisogno di una grande e seria riforma delle
istituzioni e le Regioni rappresentano il primo punto da riformare in un quadro
chiaro, efficace ed efficiente. Le risorse necessarie per pagare
centinaia e centinaia di consiglieri regionali, con stipendi da favola
(trecento consiglieri regionali ci costano 36 milioni di euro all'anno),
potrebbero essere utilizzate per costruire opportunità ai giovani e offrire
servizi ai cittadini. Proprio a quei giovani che, secondo un
sondaggio, non conoscono affatto il ruolo e l'esistenza stessa delle
Regioni". Intanto proprio alla rete Caivano
ha chiesto di aprire una riflessione sul tema delle riforme facendo riferimento
a Roberto Ruffilli il costituzionalista ucciso dalle
Brigate Rosse e colpevolmente dimenticato e rimosso dalla memoria del Paese.
Nei giorni passati, il portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano, a Termoli, ha parlato della proposta di accorpare
le Regioni del Sud in una grande macroregione meridionale. "E'
tempo di aprire una serena discussione sul ruolo delle Regione e soprattutto
sui risultati raggiunti da questi Enti aggiunge Caivano
-. In questi tre decenni le Regioni non hanno dato le risposte attese e
soprattutto si sono trasformate nel peggiore centralismo su scala territoriale.
Energia, sanità, scuola gli esempi del disastro, con regole a macchia di
leopardo e molto spesso in netto contrasto, a seconda del colore politico, al
tal punto da rendere macchinosa ogni possibile iniziativa. Un esempio su tutti:
le fonti rinnovabili dove ogni Regione ha regole diverse a scapito di una
materia strategica per l'intero Paese. Le voragini della sanità poi sono il
peso più grande per i cittadini, costretti a subire disservizi e soprattutto
differenze di trattamento da una Regione all'altra. La nostra proposta è
semplice una macro Regione denominato Appennino, da Campobasso a Reggio
Calabria, passando per Napoli, Bari e Potenza, con un numero massimo di trenta
consiglieri regionali e sei assessori, più il presidente. Una
realtà istituzionale sobria, agile e soprattutto utile ai cittadini ed al
Mezzogiorno d'Italia in particolare. Il tutto insieme
all'abolizione delle Province ed al rafforzamento del ruolo e delle funzioni
dei Comuni". del 27-02-2009 num.
( da "Giornale di Brescia" del 28-02-2009)
Argomenti: Province
Edizione: 28/02/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:la città «No
all'abolizione delle Province, sì al riordino» I presidenti dei Consigli
provinciali della Lombardia a Brescia per una riunione e una visita al termoutilizzatore Foto di gruppo per i presidenti dei
Consigli lombardi Riorganizzare le Province senza abolire un ente intermedio
che esiste in tutta Europa. È la posizione emersa il mese
scorso in occasione della riunione alla quale hanno partecipato 94 dei 104
Consigli provinciali per discutere sul documento proposto dall'Upi. Un testo che censura la campagna per l'abolizione
delle Province al fine di ridurre gli sprechi della Pubblica amministrazione.
Quasi tutte le assemblee si sono pronunciate per il mantenimento di tali enti
intermedi, votando all'unanimità l'appello di Fabio Melillo, presidente dell'Upi. Unanime anche il giudizio sulla necessità di rivedere
funzioni e compiti delle Province per razionalizzare il loro funzionamento,
senza però eliminare dalla Costituzione istituzioni che trovano enti omologhi
in tutta Europa. La stessa posizione è stata espressa ieri a Brescia, nella
sala consiliare di Palazzo Broletto, dove si è svolta la riunione della
Consulta dei Presidenti dei Consigli provinciali della Lombardia. I presidenti
di Brescia, Bergamo, Como, Cremona, Mantova, Varese e Sondrio hanno proceduto a
un breve bilancio dei rispettivi Consigli. A fare gli onori di casa, oltre al
presidente del Consiglio provinciale Bruno Faustini,
anche il vice presidente della Provincia Aristide Peli che ha portato i saluti
della Giunta. «Garantire la voce delle Province è
doveroso - ha precisato Faustini - e sarebbe
altrettanto necessario baipassare gli aspetti emotivi
che connotano l'attuale dibattito per trovare un punto di equilibrio rispetto
alla funzionalità di questi enti in proporzione ai loro costi. Troppe
competenze sono distribuite su più livelli con una ricaduta negativa sulla
produttività dell'insieme delle Amministrazioni Locali». Consapevoli di anomalie
e criticità esistenti in alcune parti del territorio, tutti i presidenti
intervenuti hanno sottolineato, comunque, l'inefficacia di un attacco
indiscriminato ai singoli enti senza un disegno di riordino complessivo, a
partire dalle Istituzioni centrali. L'incontro è proseguito con un dibattito
sulla Carta delle autonomie, progetto che sarà discusso anche in un convegno
previsto a Venezia il mese prossimo, e con la visita al termoutilizzatore
di A2A dove Renzo Capra, presidente del Consiglio di Sorveglianza del Gruppo,
ha accolto e accompagnato gli ospiti.
( da "Stampa, La"
del 28-02-2009)
Argomenti: Province
POLITICA. "Le
Province non sono uno sperpero di denaro" Approvato documento della
Commissione Affari istituzionali presieduta da Peretti Un documento in difesa delle Province. Ad
approvarlo è stata la commissione Affari istituzionali
presieduta da Roberto Peretti, capogruppo
della minoranza Pd. «La proposta - si legge nel documento - contiene il mal
celato intento di attrarre l'attenzione dei cittadini verso "falsi
problemi"». La commissione parla di campagna denigratoria che «cavalca
l'onda della grave congiuntura economica che ha colpito l'intero
sistema mondiale e che ha stimolato nella popolazione riflessioni, non certo
rispettose, nei confronti delle tanto privilegiate classe
politica e Pubblica amministrazione. A farne le spese dovrebbero
tuttavia essere soltanto le Province accusate di ingenti sperperi». Nel
documento si definisce la possibile abolizione «un attacco alla democrazia».
«Non è ben chiaro quale possa mai essere il risparmio
derivante dalla proposta di soppressione. E nel ricordare i servizi offerti,
vengono enunciati i costi: 443 miliardi di euro lo Stato, 160 le Regioni, 66 i
Comuni con le Province a quota 14. «Il lamentato sperpero - la chiosa - andrà
ricondotto alla classe politica, sostenitrice dell'anacronistico accentramento
dei poteri a scapito dell'autonomia locale». \
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
28-02-2009)
Argomenti: Province
Prov Ogliastra
Pagina 6023 Villagrande. I risultati del percorso
portato avanti dal Laboratorio territoriale: nel futuro turismo, eolico,
biomasse e fotovoltaico Usi civici, un ginepraio senza uscita Villagrande.. I risultati del
percorso portato avanti dal Laboratorio territoriale: nel futuro turismo,
eolico, biomasse e fotovoltaico --> La lunga strada verso la definizione
della problematica degli usi civici in Ogliastra è
giunta ad una fase cruciale. I risultati del progetto sperimentale sul riordino
delle terre pubbliche, presentati ieri mattina nel convegno che si è tenuto a Villagrande, rappresentano una prima base di partenza e nel
contempo un punto di non ritorno. Un percorso a tappe forzate che in pochi mesi
ha portato a diversi risultati. Si è partiti dalla cartografia delle terre
pubbliche la cui acquisizione ha evidenziato le difficoltà nel reperire dati
certi sull'ammontare esatto delle superfici. Quindi quattro comuni: Villagrande, Baunei, Arzana e Talana, scelti in virtù del volume di usi civici e per la varietà
della casistica hanno rappresentato l'interessante prototipo per la
realizzazione di un database che tenga conto di tutti i provvedimenti che nel
corso del tempo hanno riguardato queste terre. Altro risultato raggiunto,
l'avvio del percorso di formazione e informazione dei tecnici e degli
amministratori comunali. «Il problema usi civici
diventa complesso perchè manca l'informazione -
spiega Michelina Masia,
docente di Sociologia del Diritto all'Università di Cagliari, tra gli esperti
che seguono il progetto - informazione che non può essere solo tecnico-giuridica in quanto non sarebbe sufficiente a spiegare la
persistenza di un uso che nonostante i tentativi di abolizione continua ad
essere presente nel territorio ed aver una grande incidenza». Nell'affrontare
una materia così complessa si deve tener conto delle altre variabili storiche,
economiche e sociali che hanno caratterizzato l'attuale assetto. Il
progetto, finanziato con la misura 6.5 del Por, misura
destinata a sostenere il binomio sicurezza e legalità, ha quindi inaugurato una
metodologia nuova riportando l'attenzione sulla necessità di risolvere le
conflittualità ma anche di far acquisire consapevolezza della materia. Dal
confronto con gli attori coinvolti dal laboratorio territoriale della provincia
diretto da Stefania AruIn Ogliastra
sono emerse le innumerevoli criticità nella gestione delle terre di collettivo
godimento, dal carico eccessivo del pascolo nel Gennargentu, al taglio
indiscriminato del bosco, alle chiudende abusive che trasformano l'uso concesso
a tutti in abuso di pochi e rappresentano una costante fonte di preoccupazione
per gli amministratori locali chiamati a gestire gli abusi. Tuttavia questo
complesso e antichissimo sistema di proprietà collettiva, può ragionevolmente
trasformarsi in un volano di sviluppo economico per la più piccola provincia
italiana. La pensano così i sindaci e gli amministratori dei 17 comuni che
aderiscono al progetto e che in questi mesi hanno lavorato alla definizione
delle strategie future nel Forum delle terre civiche. Alla stessa maniera la
pensa il presidente della Provincia Piero Carta che intende affidare ad una
proposta alternativa di gestione la possibilità di trasformare questo
patrimonio in un volano di sviluppo. «Si deve dilatare il concetto di uso
civico - ha detto - senza snaturarne lo spirito di patrimonio dell'intera
comunità». Indirizzi strategici che hanno permesso di inquadrare un problema
rimasto sottotraccia ma che può essere risolto. Franco Ventroni
del Centro di programmazione regionale ha dichiarato che ci sono ulteriori
risorse per il triennio 2009-2013 per il proseguimento del progetto. Si tratta
di una dichiarazione di intenti che pone le basi per la vera proposta
gestionale delle terre civiche e che partendo dal basso è destinata ad aprire
il campo ad un modello basato soprattutto sullo sfruttamento a fini turistici
del territorio. Nel futuro eolico, biomasse, fotovoltaico.
GIUSY FERRELI
( da "Gazzettino, Il" del 28-02-2009)
Argomenti: Province
«È inutile e costa
troppo, via il Difensore civico» La Regione spende 815 mila euro per la
struttura, ora la maggioranza presenta una proposta di legge volta a
cancellarla Sabato 28 Febbraio 2009, Venezia Ha solo
vent'anni di (onorato) servizio o, è meglio dire, ha ben vent'anni di
(discusso) servizio. Èla figura del Difensore civico
regionale che - così come è avvenuto in Friuli Venezia Giulia appena dopo
l'elezione di Renzo Tondo - cesserà la propria attività alla fine della
legislatura, ovvero tra un anno. La sparizione è un altro effetto della crisi
economica che gli enti locali stanno affrontando, dunque è una ragione di
costi. Il Difensore civico è quella istituzione «chiamata a svolgere - recita
lo statuto - la propria attività al servizio dei cittadini nei casi di
disfunzioni o abusi della Pubblica Amministrazione». Secondo gli ultimi dati
del bilancio regionale quell'ufficio costa ben 815 mila euro l'anno di cui poco
meno della metà, 380 mila, solo per i dieci componenti dell'organico fra cui,
segnala il titolare dell'ufficio, solo 4 avvocati. La sede è in un bel palazzo
in terraferma, in via Brenta Vecchia a Mestre (affittato dalla Regione con un
contratto molto oneroso) e rivolgersi all'ufficio anche telefonicamente non
costa nulla visto che è dotato di un numero verde sempre attivo, ma senza
segreteria telefonica (quindi raggiungile solo in orari d'ufficio, 5 giorni la
settimana). La proposta di legge che ne prevede la soppressione è stata
presentata ieri da numerosi consiglieri di maggioranza (leghisti esclusi) con
primo firmatario Moreno Teso (An). «Le ragioni di
questa scelta - spiega Teso - sono due: l'istituzione da parte di Comuni e
Province di propri difensori civici, in grado di corrispondere in autonomia
alle richieste dei cittadini, che non sono quindi costretti a rivolgersi alla
Difesa civica regionale, e, in secondo luogo, gli elevati costi che gravano sul
bilancio regionale per una cifra superiore agli 800 mila euro. Meglio puntare alla ulteriore valorizzazione dei difensori civici degli
enti locali, senza creare doppioni. Quello regionale, del resto, ha perso molta
parte della sua originaria funzione e che sempre meno si giustifica in una
prospettiva di riduzione dei costi cui abbiamo il dovere di tendere». Il
Difensore civico in carica, l'avvocato veronese Vittorio Bottoli,
continuerà a svolgere le funzioni ancora per un anno anche se
l'opposizione in Consiglio potrebbe opporsi all'abolizione
della figura istituita con la legge 28 del giugno 1988. Il capogruppo del Pd
Giovanni Gallo in effetti prende tempo («La proposta è
stata formalizzata da poche ore»),ma si dice sostanzialmente contrario e
attacca: «Se è un problema di costi parliamone, nel senso che si affrontino
anche quelli milionari delle consulenze Arpav o di
Veneto lavoro o quelli di enti e commissioni inutili voluti e mantenuti
dalla giunta Galan. Ma qui temo che ci siano ben
altre ragioni: qualche iniziativa di Vittorio Bottoli
avrà dato fastidio a qualcuno e l'abolizione ne è la conseguenza. Comunque la
sua è una funzione fondamentale per garantire i cittadini». «Basta
con queste aberrazioni della democrazia - conclude Teso (An) - il Difensore è
scelto e dunque "espressione" della maggioranza e se noi avessimo
qualcosa contro di lui lo avremmo semplicemente sostituito. Anche il Pd prenda
invece atto che la gente, soprattutto su temi come i costi della politica,
vuole i fatti, non le parole». Proprio su tale polemica si era espressa la
scorsa settimana la Lega Nord in Consiglio regionale attaccando il Pdl su alcune nomine a Veneto Agricoltura. La scelta
dell'esponente di An di non proporre il suo documento ai consiglieri del
Carroccio, sarebbe una risposta a quella polemica. In effetti
la proposta depositata ieri vede le firme, oltre che di Teso (peraltro
"delegato" da Galan all'ufficio del
Difensore civico e quindi una sorta di sottosegretario di quella materia), di
Piergiorgio Cortelazzo, capogruppo di An, di Remo Sernagiotto (capogruppo azzurro), Carlo Alberto Tesserin, Dario Bond e Leonardo Padrin
(tutti di Fi), di Nereo Laroni
del Nuovo Psi, del capogruppo dell'Udc Onorio De Boni
e di Mariangelo Foggiato, di Progetto Nordest.
Tornando all'attività del Difensore civico da segnalare che l'ultimo rapporto
presentato è del 2004: comunque le istanze ricevute nel 2007 sarebbero oltre
diecimila con tempi di risposta che nella metà dei casi non superavano i due
mesi. A rivolgersi all'ufficio sono soprattutto veronesi (60% dei casi),
seguiti da padovani (solo lo 0,9% le istanze da fuori regione). Secondo la
pianta organica ufficiale nell'ufficio sono in servizio oltre all'avvocato Bottoli, un dirigente, 4 funzionari tra i quali viene
ripartita la competenza, 2 collaboratori per l'attività
istruttoria e 3 che seguono l'attività di segreteria e di supporto
all'ufficio in generale. A proposito del Friuli Venezia Giulia da segnalare la
battuta sferzante con cui ha liquidato il "suo" difensore civico, nel
dicembre scorso, il governatore Renzo Tondo (Pdl): «Èuna mancanza di cui non si accorgerà nessuno». Gigi Bignotti