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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

Gazebo per sognare ( da "Giornale di Brescia" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Evitano inoltre di andare incontro a tutte quelle "burocrazie" imposte per la costruzione di opere immobili, previste dai dispositivi di legge dei singoli comuni. Infatti, vi sono spesso dei vincoli di tipo ambientale/urbanistico o condominiale che possono prevedere delle limitazioni nella collocazione in certi contesti.

Ministro dice basta registro delle presenze ( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: istituzione di un nuovo registro duplicava solo la burocrazia, chiedendo registrazioni cui le nostre imprese già adempivano. Il voto alla Camera poi la circolare del Ministero fanno giustizia di una situazione assurda". Il Ministero ha stabilito inoltre che la norma si applica solo agli autotrasportatori per il trasporto su strada di merci con veicoli di massa superiore a 3,

In un mese si ottengono i permessi ( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: POCA BUROCRAZIA "In un mese si ottengono i permessi" "Un territorio, il nostro, particolarmente adatto alla ricettività familiare". Così si è espresso nel convegno "Apriamo un bed & breakfast" il sindaco di Omegna Antonio Quaretta. I numeri però per sono impietosi: su 79 attività di "b&b" censite alla fine del 2007 in provincia,

L'italia della realtà e quella della tv - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nelle more di una burocrazia complicata, contraddittoria, farraginosa e frustrante. Molto si può risparmiare, ad esempio, semplificando la vita dei luoghi e delle imprese culturali, liberandoli dai piccoli e grandi ricatti amministrativi. Si dovrà agire affinché il pubblico dei musei, degli spettacoli e i lettori di libri tornino centrali nella politica delle istituzioni culturali,

Lavoro in vigna, volontà e speranze la nuova vita dei macedoni di langa - carlo petrini ( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma i flussi sono chiusi e bisogna rassegnarsi ai tempi della burocrazia, che non coincidono quasi mai con quelli della vigna. C'è bisogno di braccia tra i filari, e di italiani disposti a lavorarci non se ne trovano più. "Non hanno più la testa per la campagna. Siamo tutti signori, bambini non ne nascono, i giovani studiano e vogliono stare dietro la scrivania.

Inchieste e scontri al vertice un settore pronto a esplodere - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbiano prevalso ragioni politiche o inconfessabili legami familiari fra vertici della burocrazia regionale ed enti di formazione. Solo veleni? Forse. Di certo, si è messo anche l'assessore al Lavoro Santi Formica a corroborare i dubbi. Con quella decisione di "congelare" il Catalogo "in attuazione di principi di trasparenza e legalità".

Porto il modello nordest in confindustria ( da "Nuova Venezia, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per le aziende italiane, della eccessiva burocrazia". Fondamentale, dunque, la delega alla modernizzazione del Paese, delegata al padovano Jacopo Silva. "è necessaria - chiarisce la candidata alla presidenza - una spinta propulsiva, perché da noi le cose procedono più lentamente rispetto ad altri paesi.

Le trame dei film di prima visione ( da "Mattino di Padova, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.

Serve gente che lavora ( da "Corriere delle Alpi" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia che si sta affermando anche nel mondo del volontariato: "Una sezione Cai come la nostra ormai è una piccola azienda fatta di tante normative da rispettare, con scadenze tassative e molte carte da compilare. Spesso quei pochissimi volontari che si dedicano a questo poi non hanno entusiasmi residui per programmare ulteriori iniziative.

Il cacciatore di aquiloni ( da "Nuova Venezia, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre

Non date passaggi ( da "Corriere delle Alpi" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non ho annacquato la mia spiritualità nella burocrazia religiosa nella speranza di poter interrompere questo canto di morte e sostituirlo con le note gioiose di una nuova primavera. Marco Scapin Perché il bello e il buono vogliono imitare il brutto? IL BUONO - Veltroni (il velleitario in senso buono): personaggio colto, comunista fin dall'infanzia,

L'appello di Propata<Manca il segretario offriamo un posto> ( da "Secolo XIX, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma così non è, la burocrazia ha altre e tortuose vie, e il risultato è che da circa 5 anni la figura basilare per far andare avanti il lavoro della piccola municipalità dell'Alta Val Trebbia arriva in loco a spizzichi e bocconi. E dalla fine del mese di marzo, sparirà del tutto.

Un concorso di idee per ridisegnare l'artiglieria - luca rojch ( da "Nuova Sardegna, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, ora il sindaco pensa a una riconversione dell'artiglieria all'interno del tessuto urbano. "Attendo che tutti i passaggi formali vengano compiuti - continua Giovannelli -. Ho già un accordo di massima con la soprintendenza. Alcuni edifici dell'ex artiglieria ospitano da tempo i resti delle navi romane che sono emersi durante gli scavi per creare il tunnel nel lungomare.

Il clic d'autore che conquista la cina ( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia. Chi vuole proporsi non trova supporti. Come si spiega che noi allestiamo rassegne dall'America a Barlino e a casa nostra no?". I vostri pezzi vengono anche venduti? Christian: "Sì, ci sono collezionisti che ci richiedono qualcosa in particolare, ma qui in Friuli, come detto, paghiamo ancora lo scotto di non essere molto conosciuti"

La lega lancia il modello alto adige: diamo vita a quattro province autonome ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche la burocrazia che incombe su cittadini ed imprese e, allo stesso tempo, vengono eliminati gli sprechi della macchina pubblica". Si tratta, secondo l'esponente della Lega, di una riforma attuabile attraverso una modifica allo Statuto regionale e di un cambiamento praticabile, "come dimostra l'esempio del Trentino Alto Adige"

Una guida anti-multe e burocrazia - carlo bardini ( da "Tirreno, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pistoia Una guida anti-multe e burocrazia L'iniziativa del Comune dopo le polemiche con le associazioni Presto anche uno sportello. L'anno scorso le Pro Loco sanzionate minacciarono di non organizzare più nulla CARLO BARDINI S.MARCELLO. Non ci saranno più multe salate da parte della Polizia municipale alle associazioni di volontariato.

Palau presenta la lista della spesa per il g8 ( da "Nuova Sardegna, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i quali il Comune chiede una sforbiciata ai tempi bradipo della burocrazia. Per il 2009 Palau potrebbe avere le caserme di polizia e finanza e un porto libero dalle navi passeggeri. L'incontro con Bertolaso ha reso adrenalinico il sindaco Cuccu. Dopo essere stato snobbato per mesi e costretto a raggranellare notizie sul G8 dalla stampa, per la prima volta ha novità di prima mano.

Rubbia: "né petrolio né carbone soltanto il sole può darci energia" - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana. Da qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con particolare riferimento - come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a concentrazione"

Vecchioni: qui c'è la voce dei produttori ( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la lotta alla burocrazia che oggi prende in ostaggio agli imprenditori agricoli 110 giorni lavorativi ogni anno; la riforma del titolo V° della Costituzione, la fine di estenuanti liturgie di concertazione che fanno solamente perdere tempo. "Ci fa piacere che si torni a parlare in termini positivi di ricchezza e profitto,

Burocrazia, ogni anno 110 giorni tolti al lavoro ( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Review srl Burocrazia, ogni anno 110 giorni tolti al lavoro TAORMINA ? Se c'è un nemico giurato di qualsiasi imprenditore, e ancor più di quello agricolo, è il 'moloch' della burocrazia. "Le nostre aziende devono interfacciarsi con più di 1.000 enti pubblici ai diversi livelli, la gestione delle pratiche ci sottrae ogni anno centodieci giorni di lavoro.

<Cà del Ferro alle urne> ( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sotto accusa le lentezze della burocrazia "Cà del Ferro alle urne" I radicali: votano solo una decina di detenuti di Gilberto Bazoli "I detenuti di Cà del Ferro che hanno diritto al voto, non essendo ancora la loro condanna definitiva, sono un centinaio su un totale di duecento.

Lei ha ragione a dispiacersi, ma cosa poteva fare di diverso la Confederazione elvetica? Ha una vaga ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalla lentezza della burocrazia, da una scuola che fa ridere, da una crescita del Paese che fa piangere. Dobbiamo continuare? Meglio di no, caro professore. Dunque, se andava via Lei, toccava anche a noi, magari pure a Bassolino, la Jervolino, Pecoraro Scanio. Con un'unica, ulteriore riserva: che in un battibaleno avremmo finito per trasformare la Svizzera in un'

Per fortuna che c'è l'Europa ad evitare la deriva del Belpaese ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza subire le vessazioni di un fisco draculesco e di una burocrazia ottusa, sgangherata e prepotente. Una burocrazia che ti concede una legittima licenza dopo averti fatto riempire un niagara di moduli. L'Italia ha bisogno di cittadini, non di sudditi, come le dittature e i regimi. Noi, grazie a Dio, non siamo una dittatura (quella littoria ci è bastata), ma siamo un regime,

Di MAURIZIO GUCCIONE P ARTIRA' dalla sua abitazione di Marlia alla volta ( da "Nazione, La (Lucca)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. Che non solo stanzia poche risorse ma che fa attendere alle stesse tempi lunghissimi per essere destinate a un progetto. "Vedo finanziamenti ? afferma Pellegrini ? che dovrebbero essere erogati subito. Chi ha l'urgenza di avere soldi per poter sperimentare uno studio, non può aspettare mesi prima di poter beneficiare di quelle risorse perchè il rischio è quello di vanificare

PER FARGLI la multa il Comune di Portomaggiore ci ha messo più di mezzo secolo. Vittima di ques ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: To ennesimo caso di burocrazia all'italiana è Francesco Carlini, pensionato, ex funzionario dell'Oreal che, nel 1955, aveva fatto costruire una tomba per il padre nel cimitero di Gambulaga. Ora, dopo ben 55 anni, il Comune si è accorto che la lapide 'splafona' di circa un metro quadrato oltre il limite consentito, configurando così un caso di abuso edilizio.

Primo brindisi alla Fonte dei Lupi Morfasso, l'impianto sfornerà 8mila bottiglie d'acqua al giorno ( da "Libertà" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stando vicino agli imprenditori soffocati da questa burocrazia che uccide i piccoli". Alla cerimonia di inaugurazione dell'impianto, che produrrà 8000 bottiglie al giorno, erano presenti, tra gli altri, il gruppo Alpini sezione di Morfasso capitanati da Flavio Casali, il gruppo Bersaglieri sezione di Fiorenzuola con in testa il presidente Giuseppe Ghisoni,

PER VINCERE le sfide dello sviluppo del territorio uscendo da una navigazione di piccolo cabotaggio ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tre aspetti ci sembrano ineludibili per favorire lo sviluppo: riduzione della burocrazia, sicurezza del lavoro e la valorizzazione dei giovani come risorsa in un'ottica di rinnovamento che deve essere perseguita e favorita in tutti i settori sociali". "PER QUANTO riguarda lo snellimento burocratico occorre una rivoluzione copernicana nell'approccio ?

CONFAGRI: LA BUROCRAZIA MANGIA DUE GIORNI DI LAVORO SU SETTE INTRALCI, perdite di tempo, rinvii, for... ( da "Giorno, Il (Milano)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: CONFAGRI: LA BUROCRAZIA MANGIA DUE GIORNI DI LAVORO SU SETTE INTRALCI, perdite di tempo, rinvii, formulari e carte di ogni tipo. Così ? secondo Confagricoltura ? ogni settimana un'azienda agricola di medie dimensioni perde due giorni per adempiere agli obblighi burocratici.

Il sindaco Cherchi: <Giù le mani dalla discarica> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "La discarica non deve servire per finanziare burocrazie improprie: non ci sarà un ente di gestione (né del Comune di Carbonia e neppure di nessuna unione). Se c'è chi pensa di finanziare le unioni attraverso i proventi della discarica si sbaglia perché l'unico punto di riferimento sono i cittadini che pagano la Tarsu".

Ma perché non pensare anche a un software veneto-italiano?\n ( da "Corriere del Veneto" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle tecnologie di punta.

<Io, americano nella New York ( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "I miei concittadini non comprendono l'eccesso di burocrazia, le numerose norme amministrative, ad esempio la confusione sull'Ecopass. Il traffico è comune a tutte le grandi città e per quanto riguarda le abitazioni non ho sentito lamentele". Vi sono dei quartieri, delle zone che ama visitare?

Il Frosinone batte il Treviso (1-0) e pensa al futuro ( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: bloccato dalla burocrazia. Certo è che i tifosi non ne possono più e a ogni partita interna si levano cori non proprio teneri nei confronti del sindaco. Il dg Enrico Graziani sta comunque già lavorando per il nuovo campionato. Prima grana da risolvere quella dell'allenatore: Alberto Cavasin ha ancora un anno di contratto,

La ricetta per salvare la scuola ( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come la burocrazia soffoca la scuola e il programma per la scuola del Pdl. "Stiamo vivendo un grosso momento di emergenza educativa - ha aggiunto Francesco Verzillo, direttore del nucleo Regionale Liguria - Piemonte dell'agenzia scuola -. La ricetta del Pdl è quella di fare emergere l'elemento famiglia e ridimensionare il ruolo dello Stato,

"Anche la cultura deve fare i conti" ( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la direzione Patrimonio della Regione che si occupa della gestione delle gare d'appalto, pone il definitivo sigillo della burocrazia su ogni velleità di primato del bello sul risparmio: "I soggetti che non sono risultati vincitori hanno presentato ricorso alla magistratura amministrativa che ha espresso un giudizio relativo alla coerenza dell'intero procedimento.

Pdl, pressing sugli indecisi Zacchera punzecchia la Lega ( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la mancanza di infrastrutture e la burocrazia". Infine, sicurezza e giustizia: "Non si può vivere con la paura a girare la sera in città". Accanto al coordinatore provinciale di Forza Italia Valerio Cattaneo, in lista per la Camera, che ha espresso soddisfazione per i 600 presenti, i parlamentari Marco Zacchera (ricandidato alla Camera) e Valter Zanetta (

Mozzarelle di bufala tutti al caseificio piovese dopo i timori di diossina - elena livieri ( da "Mattino di Padova, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Con le leggi e la burocrazia che ci sono nel nostro Paese solo un pazzo - confida Scacco - poteva mettersi in testa di lasciare un posto sicuro da ragioniere e un appartamento in centro per trasferirsi in aperta campagna e avviare un allevamento di bufale con caseificio.

Rubbia: "Né petrolio né carbone soltanto il sole può darci energia" ( da "Repubblica.it" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana. Da qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con particolare riferimento - come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a concentrazione"

L'Italia della realtà e quella della tv ( da "Repubblica.it" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nelle more di una burocrazia complicata, contraddittoria, farraginosa e frustrante. Molto si può risparmiare, ad esempio, semplificando la vita dei luoghi e delle imprese culturali, liberandoli dai piccoli e grandi ricatti amministrativi. Si dovrà agire affinché il pubblico dei musei, degli spettacoli e i lettori di libri tornino centrali nella politica delle istituzioni culturali,

Viaggio nella sofferenza - marco barabotti ( da "Tirreno, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le istituzioni non ce la fanno, la medicina diventa talvolta burocrazia. Perfino il volontariato diventa meno attivo, perché lo stare vicino a queste persone è oltremodo difficoltoso. Aiutare una persona in carrozzella è più semplice (seppur con fatica e dedizione) che non aiutare una persona con comportamenti incontrollabili.

Ci scrivono ( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 30 num: - pag: 11 categoria: BREVI Ci scrivono BUROCRAZIA Va peggio che in Svizzera Prendo lo spunto dall'episodio di "ordinaria burocrazia", pubblicato il 20 marzo, per segnalarne uno di significato opposto e oserei dire umoristico. Mia moglie, di cittadinanza anche svizzera, beneficia di una modesta pensione di vecchiaia.

<Sui miei geni la penso come il Papa> ( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Molti enti governativi hanno difficoltà a cambiare direzione delle ricerche e sono frenati dalla burocrazia: noi siamo agili, veloci. E sempre all'avanguardia. Anche per questo Venter è ritenuto una specie di spregiudicato pirata della scienza. Ma pare sinceramente convinto che il fine giustifichi i mezzi. Mister Venter, non crede che la scienza debba avere dei limiti?

Uscire dalla recessione, dare efficienza al Paese, puntare sulle imprese. È il Pd secondo Gian ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa non può avere a che fare con troppa burocrazia e deve avere un facile accesso al credito - dice -. Bisogna abbassare la fiscalità e le aliquote Irpef di un punto l'anno per almeno tre anni, sviluppare i processi di liberalizzazione aprendo i mercati alla concorrenza". Sangalli affronta anche il tema della flessibilità e del mercato del lavoro.

Ci scrivono ( da "Corriere di Bologna" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Simonetta Errani FURTO DI IDENTITA' Vittima della truffa e della burocrazia Sono anch'io vittima di un "furto di identità", simile a quelli compiuti dalla banda di cui si è occupato il Corriere di Bologna. A seguito delle mie denunce, la Polizia di Stato è riuscita ad identificare il responsabile delle truffe.

Don Merola: a Forcella assenti le forze dell'ordine ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Diciamo che per colpa della burocrazia vanno a rilento i lavori di restauro all'interno del cinema Italia, ma è l'unica colpa, se proprio così la vogliamo chiamare, delle istituzioni ". Invece c'è poca vigilanza. "Diciamo che se c'è qualcuno chi si è distratto queste sono le forze dell'ordine.

Non vogliamo un candidato al consiglio provinciale calato dall'alto, espressione di logiche po ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: hanno dimostrato come le burocrazie del potere sono lontane da chi vive nei nostri territori. Se davvero esiste un nuovo modo di fare politica bisogna dimostrarlo con un impegno svincolato da interessi di potere e particolarismi. Pur guardando fiduciosamente alla nascita di una nuova coalizione a cui vorremmo aderire a pieno titolo,

Dopo 8 mesi di risparmi gli assessori comunali si ridanno lo stipendio ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Battuti dalla burocrazia, hanno cancellato la delibera numero 1 dell'era Stefàno, quella che il 25 giugno 2007 stabiliva la rinuncia del sindaco ai suoi 6.073 euro lordi e il dimezzamento dei 3200 euro per gli assessori, e hanno ripristinato le indennità intere.

Spini: <Noi "socialisti uniti", con la gente> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, sicurezza per i cittadini, sul lavoro e nelle relazioni e solidarietà. Dopo aver citato il suo curriculum politico ha esortato i presenti: "Se ce la facciamo a livello nazionale ce la fate anche voi, il Friuli ha grandi tradizioni socialiste e democratiche e per ottenere un buon risultato bisogna rivolgersi al nuovo elettorato e intercettare le nuove correnti della società

PARTITO SOCIALISTA Le tre "esse" di Spini per lo ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia è diventato impossibile per le imprese e che bisogna fare un'intesa Stato-Regioni-enti locali per alleggerirne il carico". "Sicurezza dei cittadini in tema di ordine pubblico, e dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Ma anche - ha aggiunto - per la dotazione di infrastrutture adeguate, sicurezza sulla presenza di condizioni adeguate per svolgere una normale conduzione della

Federalismo, la Lega vuol stanare i partiti ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tutti parlano di sicurezza, meno tasse e meno burocrazia. Ma riusciremo davvero a creare un tavolo da portare avanti nel tempo per portare a casa provvedimenti legislativi a favore della provincia di Belluno? In altre parti d'Italia lo fanno, portando a casa cospicui finanziamenti". Ma gli altri risponderanno all'appello?

Siparietti elettorali al mercato ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Invece tanta altra gente deve per forza continuare a richiederlo per foraggiare la burocrazia".Poi Ascierto ha invitato a non comprare articoli cinesi, perché questi sfruttano anche i bambini e non pagano le tasse. In tema di sicurezza ha proposto un giro di vite per i clandestini, invocando pene severe per i trasgressori delle leggi, specie per strupratori e omicidi.

Lavatoi da rifare. Il sindaco: <Le lavandaie non ci sono più> ( da "Provincia di Como, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "La risposta ottenuta è puerile, sterile e deludente e si commenta da sola - ha replicato il capogruppo leghista -. Prima che i tempi della burocrazia facciano il loro corso prevedo il ritorno delle lavandaie, che alla prossime elezioni sapranno bene per chi votare". D. Lu. 30/03/2008.

Daniele Croce <Più fatti e meno parole> è questa la valutazione e conclusione che mi hanno indotto ad accettare la candidatura alla carica di Consigliere comunale nella lista del P ( da "Provincia di Sondrio, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: può e non deve svolgere la sola funzione di città dei servizi e della burocrazia (che si popola il mattino e si svuota alle cinque della sera) perché verrebbe meno alla sua vocazione e tradizione di città alpina - da tutti riconosciuta, ma scarsamente incentivata - per trasformarla in realtà. L'esperienza maturata in altri contesti amministrativi, in quelli sociali e lavorativi,

IMMIGRATI E VOTO ( da "Azione, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza.

I familiari bloccati dalla burocrazia ( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Manca il certificato di morte dell'ucraina I familiari bloccati dalla burocrazia ANCONA - Continua con risvolti da intrigo internazionale il dramma nel dramma seguito alla morte di Irina Nariznha, quello che riguarda le sorti della figlia di otto anni, avuta da un ex compagno nigeriano, rimasta orfana di madre e con il padre in Nigeria.

Prg bocciato, il guaio e' la strada ( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dopo decenni di burocrazia, rischia di essere superato al momento della sua realizzazione. Quindi per favore, se variante dovrà essere, pensatela come se la doveste realizzare tra dieci anni, perché altrimenti oltre al danno dell'attesa, si rischierebbe la beffa di un'opera affetta sin dalla nascita, da senilità infantile.

Sogno la jesi che scriveva lello longhi ( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: iniziando dai parcheggi a basso costo e impianti di risalita, poi eliminare o ridurre la burocrazia liberando le iniziative". Basta questo Nino? "Occorre un ricambio politico in Comune, altrimenti Jesi diventa L'Avana". Ma via, l'arte, la cultura. "Quella dei broccoli, una volta li vendevano vicino all'Arco, adesso in Comune". Lei quale Jesi vorrebbe?

La competitività in agricoltura ( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agricoltura Le critiche degli operatori contro gli ostacoli della burocrazia Macerata Feltria Il convegno dalle tre P: passionale, partecipato e polemico. Passionale perché ci sono stati interventi carichi di passione, partecipato perché l'ampio salone era gremito e polemico perché agricoltori e rappresentati di categoria hanno criticato l'onda sempre più lunga della burocrazia italiana.

Una cerimonia in ricordo di Irina ( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I suoi familiari non possono ancora venire in Italia a causa della burocrazia. "Ieri ho parlato con Marina, la sorella di Irina - racconta Larissa, che sta seguendo il caso insieme alla sua amica Oxsana -. Purtroppo non può venire perchè l'ambasciata non concede il visto per mancanza del certificato di morte.

La burocrazia blocca il marito ( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:


Articoli

Gazebo per sognare (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 30/03/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:Tende da sole - Tendaggi Una soluzione funzionale per godere al meglio il verde Gazebo per sognare Romantico e funzionale. È il gazebo, una delle soluzioni migliori per chi desidera allargare lo spazio della casa e creare un ambiente che diventi parte integrante di essa. L'importante però è che la struttura ripari dal sole battente e che sia resistente. Nei negozi specializzati si possono trovare gazebo in legno ricoperti con tela impermeabile (o in legno) abbelliti perfino con le mantovane che rifiniscono i sostegni esterni. Una tipologia così particolare può essere una valida alternativa alle vere e proprie costruzione murarie. Evitano inoltre di andare incontro a tutte quelle "burocrazie" imposte per la costruzione di opere immobili, previste dai dispositivi di legge dei singoli comuni. Infatti, vi sono spesso dei vincoli di tipo ambientale/urbanistico o condominiale che possono prevedere delle limitazioni nella collocazione in certi contesti. Allo stesso tempo queste strutture hanno il pregio di presentarsi robuste (realizzate prevalentemente in tubolare d'acciaio) e molto affidabili. Alcuni modelli di gazebo sono studiati poi in modo da essere facilmente combinabili (quindi componibili) tra loro per garantire maggiori spazi, soprattutto in occasione di eventi per i quali c'è la presenza di un numero elevato di persone. Questi tipi di gazebo si prestano bene anche all'inserimento di arredi interni, come tavoli, sedie ma anche cucine e palchi. Per manifestazioni di un certo tipo in cui c'è la necessità di accogliere un numero elevato di persone, sono stati progettati i gazebo cosiddetti "a struttura reticolare", sorretti da vere e proprie colonne e travi perimetrali in traliccio. Il gazebo però non è solo uno spazio per ripararsi ma può diventare anche una stanza da arredare. Sempre più diffusa la moda di inserire sotto i gazebo, sedie e tavoli coordinati e pavimetanzioni pregiate. Una scelta dettata soprattutto dall'esigenza di trasformare il gazebo in luogo per trascorrere tempo libero in compagnia o per allestire, perché no, feste ed incontri importanti. Anche le fioriere e i graticci (usati per far crescere le belle rampicanti) sono sempre più presenti sotto i gazebo, che diventano così piccole serre o giardini pensili. Per usi più spartani sempre più spesso il gazebo è usato anche come rimessa per auto o per attrezzi da lavoro. Oggigiorno, anche i tradizionali box auto stanno trovando infatti un valido sostituto nel gazebo, così come anche i vecchi ripostigli esterni. Insomma, un po' in tutti i settori la casetta di legno trova una sua utilità. A tal proposito, per una maggiore facilità d'uso e per agevolare il "trasloco", stanno trovando una larga diffusione i gazebo che si montano "da soli". Sono stati studiati solo per la versione in metallo e si aprono con un unico gesto.

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Ministro dice basta registro delle presenze (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

AUTOTRASPORTO Ministro dice basta registro delle presenze Il Ministero del Lavoro con una circolare ha finalmente recepito l'indicazione che la Camera aveva dato lo scorso 20 febbraio, approvando un ordine del giorno proposto da Confartigianato Imprese Novara Verbano Cusio Ossola e presentato dall'onorevole Marco Zacchera. Stabilisce che per le registrazioni dell'orario di lavoro si può utilizzare il Libro Presenze, già in uso e opportunamente vidimato, oltre che dall'INAIL, anche da Direzione provinciale del lavoro competente, che potrà limitarsi a contrassegnare l'ultima pagina. Finisce così l'assurdo obbligo dell'istituzione di un secondo Registro presenze, vero e proprio doppione di quello già in uso. "La Circolare ministeriale conferma l'importante risultato ottenuto da Confartigianato - dice Francesco Del Boca, presidente nazionale e piemontese di Confartigianato Trasporti - Eravamo intervenuti a livello parlamentare e governativo per eliminare un obbligo inutile e assurdo: infatti le ore giornaliere dei nostri dipendenti erano già registrate sull'apposito Registro presenze e l'istituzione di un nuovo registro duplicava solo la burocrazia, chiedendo registrazioni cui le nostre imprese già adempivano. Il voto alla Camera poi la circolare del Ministero fanno giustizia di una situazione assurda". Il Ministero ha stabilito inoltre che la norma si applica solo agli autotrasportatori per il trasporto su strada di merci con veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate, e di passeggeri, effettuato con veicoli idonei a trasportare più di nove persone compreso il conducente. Il Ministero invita gli Uffici territoriali e gli altri organi di vigilanza a valutare con attenzione scritti difensivi e argomentazioni avanzate dagli eventuali trasgressori - per le sanzioni irrogate antecedentemente ai chiarimenti forniti con la Circolare del 19 marzo - per possibili archiviazioni delle sanzioni.

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In un mese si ottengono i permessi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

POCA BUROCRAZIA "In un mese si ottengono i permessi" "Un territorio, il nostro, particolarmente adatto alla ricettività familiare". Così si è espresso nel convegno "Apriamo un bed & breakfast" il sindaco di Omegna Antonio Quaretta. I numeri però per sono impietosi: su 79 attività di "b&b" censite alla fine del 2007 in provincia, solo 6 si trovano nel Cusio. Le attività sono quasi tutte a due stelle e restano aperte da un minimo di 45 giorni a un massimo di 270. Le tariffe dei bed & breakfast variano dai 40 ai 70 euro al giorno e comprendono la camera con bagno e la prima colazione. Sotto l'aspetto fiscale non ci sono particolare adempimenti se non una ricevuta, non fiscale, numerata.

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L'italia della realtà e quella della tv - (segue dalla prima pagina) (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti L'ITALIA DELLA REALTà E QUELLA DELLA TV (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Fa bene uscire dal racconto che la televisione ci regala ogni giorno e sul quale ? ne ho raggiunto ormai la piena consapevolezza ? tutto il dibattito pubblico si è riferito in maniera ossessiva e facile negli ultimi anni. Anche la politica. Ho visitato più di ottanta province e alla fine del mio viaggio le avrò viste tutte. In Italia, l'Italia della televisione non c'è. C'è un Paese diverso. Un altro programma, migliore. I modelli, i valori, le parole, il linguaggio, non sono quelli che si ascoltano seduti sul divano di casa. La televisione non racconta e non rappresenta con verità quello che siamo. è un mondo a parte ormai. Fatto di avatar che magari parlano anche italiano, ma che si muovono e interagiscono tra di loro in maniera totalmente innaturale. Reality e realtà non sono la stessa cosa, anzi spesso sono l'opposto. Persino l'innaturale bianco e nero della vecchia tv era più colorato e realistico dei nostri modernissimi e piatti ? in tutti sensi ? schermi al plasma. Ho cercato, da ministro delle attività culturali e da sindaco di Roma, di praticare un'idea semplice, persino ovvia. La cultura è l'unicità italiana. E la sua irripetibilità è una delle nostre più grandi ricchezze. Le attività culturali fanno crescere bene i giovani, offrono loro occasioni belle di incontro, ne esaltano la creatività, li avvicinano alle grandi questioni del loro tempo e del futuro. Non dimentichiamoci che l'arte mette in scena il patrimonio delle nostre esperienze vitali, e rivela i nuovi e ancora segreti bisogni degli uomini. La cultura serve alla politica più di quanto la politica serve alla cultura. Nella spinta verso il cambiamento non si può fare a meno di spalancare spazi alle nuove idee, alle nuove arti, all'espressione della nostra contemporaneità, alle ragazze e ai ragazzi curiosi del mondo, e che vogliono raccontarsi con ogni forma di comunicazione. Non va dimenticato che l'Italia è il regno dell'arte e della bellezza, splende di una cultura antica e nobilissima. Là dove i doni della storia, gli oggetti testamentari dei nostri antenati sono lasciati da parte o poco valorizzati, lo Stato ha il dovere di riportare vita. Gli stranieri che vengono da noi a bearsi delle antiche virtù italiane, devono guardare al nostro presente con lo stesso rispetto e ammirazione. Bisogna lavorare affinché alla cultura, proprio perché testimone vivente della nostra ricchezza artistica, non si faccia la carità, non sia un costo oneroso, ma una risorsa importante, un'opportunità di lavoro e una fonte di orgoglio e benessere per tutti i cittadini, persino una parte di quella strategia di crescita del Pil che è la mia priorità. Attualmente i vari comparti della cultura e dell'arte, dal cinema alla musica, ai concerti, alla danza, agli spettacoli dal vivo, eccetera non possono agire con scioltezza e velocità perché sono incagliati nelle more di una burocrazia complicata, contraddittoria, farraginosa e frustrante. Molto si può risparmiare, ad esempio, semplificando la vita dei luoghi e delle imprese culturali, liberandoli dai piccoli e grandi ricatti amministrativi. Si dovrà agire affinché il pubblico dei musei, degli spettacoli e i lettori di libri tornino centrali nella politica delle istituzioni culturali, com'è avvenuto all'Auditorium di Roma, fiore all'occhiello della città e del paese. Solo in questo modo si potrà puntare a una reale produttività della cultura. Così come bisognerà stabilire al più presto i profili professionali di chi vi lavora, affrancandoli da una insopportabile condizione precaria. E anche nell'ambito dei diritti d'autore i democratici vogliono affrontare la materia, considerando l'artista e il creativo lavoratori a tutti gli effetti, con i loro doveri e i loro diritti. E questo perché senza la loro opera non esisterebbero né arte né cultura. In armonia con le politiche europee, l'Italia deve pensare a difendere e a costruire per il futuro la sua specifica identità. E se è vero che il processo di globalizzazione tende a farci tutti uguali, a valorizzare i grandi numeri e ad abbandonare a se stessi i piccoli (dove spesso c'è il meglio), è anche vero che offre opportunità nuove, che richiedono da parte nostra coraggio, apertura mentale, prontezza creativa e imprenditoriale. Al contrario di ciò che si pensa, il villaggio globale non ha un solo, megagalattico mercato, ma tanti banchi capaci di soddisfare i gusti più lontani e più diversi. Certo, noi tutti, anche individualmente, sentiamo la necessità di custodire la nostra singolarità, la nostra unicità, la nostra personalità. La scuola, in proposito, non dovrebbe rendere i ragazzi tutti uguali, ma agire affinché emergano le differenze. La globalizzazione non è un mostro ringhiante, e anche se lo fosse sarebbe vile e sciocco non domarlo. La cultura è fondamentale proprio perché protegge l'integrità etica e spirituale degli esseri umani. Diceva André Malraux che la cultura è ciò che ha fatto dell'uomo qualcosa di diverso da un accidente del cosmo. Soltanto con una visione ampia, non corporativa della cultura, si è più efficienti e si possono aprire spazi al nuovo, anche sul piano creativo. La coscienza di lavorare tutti per il medesimo scopo, al servizio non solo di noi stessi, ma della comunità e dei nostri figli, è una qualità intrinseca, necessaria a ogni civiltà evoluta. Oggi "l'impresa" culturale ha urgente bisogno di sveltezza e semplificazione burocratica, di leggi non conflittuali e di un'accorta politica di defiscalizzazione. L'obiettivo è tenere la cultura il più lontano possibile dalle ingerenze dei partiti. E la politica deve sapere che la ricchezza di un paese non si misura soltanto dal Pil. Si può essere desolatamente poveri anche con le tasche piene di soldi. C'è stato qualcuno, nel passato, che quando veniva minacciato dalla spada, rispondeva con l'arma dell'arte. Come dire che con la bellezza si possono anche vincere le guerre. Anzi, non farle proprio.

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Lavoro in vigna, volontà e speranze la nuova vita dei macedoni di langa - carlo petrini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XV - Torino Lavoro in vigna, volontà e speranze la nuova vita dei macedoni di Langa Jordan e Vanko, venuti da Delcevo a Monforte, coltivavano grano e ora fanno Barolo Tra Asti e Cuneo sono circa 9mila Han chiese, negozi e una scelta da fare: tornare o... CARLO PETRINI Delcevo è una città macedone sui 10 000 abitanti. Jordan Peicinovski e Vanko Mulaki arrivano da questa provincia ai confini con la Bulgaria, dove prima della guerra c'erano fabbriche tessili, miniere di piombo e zinco, imprese edili. Poi la crisi, il passaggio difficile dall'economia di Stato all'iniziativa privata, la disoccupazione. Non ci sono vigne a Delcevo, ma campi di grano e di patate, pascoli per greggi di pecore e orti. Eppure Jordan e Vanko oggi coltivano pregiati vigneti italiani, quelli del Barolo che tira la volata alle nostre esportazioni. Sono arrivati a Monforte, come altri 150 loro compaesani, uno dopo l'altro, senza una particolare ragione che li legasse al Piemonte, semplicemente perché qualcun altro prima di loro si era fermato lì, lavorava, guadagnava: un fratello, un parente, un amico. Nessuno di loro conosceva la vigna, ma tutti erano disposti a imparare in silenzio, con l'umiltà di chi sa quanto vale un lavoro regolare, una paga sicura. Oggi Jordan vive a Monforte con madre, fratello, moglie e figli che vanno a scuola ed è un dipendente fisso di Domenico Clerico, un artista del vino di Langa; dopo otto anni ha messo da parte abbastanza per comperare una casa laggiù a Delcevo. Vanko invece è stagionale, può restare in Italia nove mesi al massimo, poi deve tornare in Macedonia, e aspettare un nuovo visto d'entrata. Domenico vorrebbe assumerlo fisso, ma i flussi sono chiusi e bisogna rassegnarsi ai tempi della burocrazia, che non coincidono quasi mai con quelli della vigna. C'è bisogno di braccia tra i filari, e di italiani disposti a lavorarci non se ne trovano più. "Non hanno più la testa per la campagna. Siamo tutti signori, bambini non ne nascono, i giovani studiano e vogliono stare dietro la scrivania... meno male che arrivano i macedoni. Loro hanno voglia di lavorare, di imparare il mestiere, di migliorare. Capiscono le necessità, non si tirano indietro. Nel periodi di maggior lavoro, chiamiamo la cooperativa". La Cooperativa Macedonia è una creatura di Spasko Angelovski, arrivato nel '94, quando aveva vent'anni e a Monforte c'erano solo quattro macedoni. Dopo una decina d'anni, tanto lavoro e molta esperienza ha voluto provare a organizzare il lavoro suo e degli altri. Ora con otto soci gestisce novanta ettari di vigna in Langa, dalla potatura alla vendemmia. I "suoi" macedoni si confrontano con gli agronomi, sono un piccolo esercito disciplinato che a fine stagione riempie le cantine della materia prima indispensabile per fare il vino. Spasko ha la stoffa dell'imprenditore, non è facile far funzionare un meccanismo che deve metter d'accordo le richieste di manodopera, sempre concentrate negli stessi periodi dell'anno, con le regole dell'ispettorato del lavoro, con la burocrazia dei permessi che non arrivano mai nei tempi giusti: giornate passate in questura, calcoli complicati per capire in anticipo il monte-ore di lavoro necessario per rispettare gli impegni. Se d'inverno bastano poche persone, in primavera sono una trentina: qualche mese nelle vigne, poi si torna a casa. I figli dei macedoni che abitano qui invece riempiono le classi a scuola, e i genitori non sanno più se torneranno un giorno a vivere in patria. Tra Cuneo e Asti sono quasi 9000 con un permesso di soggiorno regolare. Così nascono anche esigenze di condivisione sociale, luoghi di aggregazione in cui ritrovare le radici: una chiesa ortodossa a Neive, ristoranti, negozi di alimentari. Perché il cibo è uno dei più forti elementi identitari e sempre la storia delle migrazioni è stata segnata dal bisogno di portare con sé i sapori della propria terra. Petrov Blagosko e il suo socio Georgiev Milovan hanno due negozi, a Neive e a Canelli, e un magazzino che fornisce sessanta punti vendita tra Centro e Nord Italia. Hanno cominciato con la birra Skopsko, poi grappa, slivovica, cetrioli sott'aceto, salumi affumicati, cavoli fermentati, feta, olive nere e aivar, richiestissima salsa piccante di peperoni grigliati ridotti in pasta. La nostalgia del cibo è nostalgia di casa. Spasko sa che il tempo lo metterà davanti a una scelta di vita: restare o tornare, prima che i figli crescano, troppo integrati in Italia per poterli sradicare. Era venuto con l'idea di guadagnare e poi ripartire, "coi soldi, perché se torni senza soldi sei spacciato". Ma adesso non sa. Però pensa alla terra, che in Macedonia costa poco, dove potrebbe piantare alberi di prugne per fare della buona acquavite.

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Inchieste e scontri al vertice un settore pronto a esplodere - emanuele lauria (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Palermo Braccio di ferro tra l'assessore e dirigente. Congelata la novità del "catalogo" Inchieste e scontri al vertice un settore pronto a esplodere Timori di indagini interessi elettorali dietro il "Prof" L'Enaip di Messina resta in corsa Una società palermitana fa incetta di progetti per 11 milioni EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) All'interno di un settore segnato da inchieste, polemiche e rotture fra i responsabili. Un caos che finisce per travolgere il vecchio e il nuovo di un comparto che regala occupazione e voti. Dove per vecchio si intende il "Prof" annuale che muove 240 enti e settemila addetti. Quello che venerdì è stato nuovamente foraggiato. E il nuovo è invece il catalogo formativo, vera rivoluzione che dovrebbe avvicinare la domanda e l'offerta, evitando gli sprechi. Secondo un criterio ben preciso: vengono finanziati solo i corsi che hanno un appeal, ovvero un numero di allievi significativo. Un'innovazione che in Sicilia sbarca in ritardo, rispetto ad altre regioni d'Italia, e che rischia di tradursi in un pastrocchio. La gestione del catalogo è affidata a una agenzia internazionale di chiara fama, la Ernst & Young, che ha vinto un bando da un milione e mezzo di euro e che si appoggia su una società siracusana, la Tqm engineering. Dopo una prima selezione, i cui termini per partecipare si sono conclusi il 20 gennaio, sono stati selezionati 500 progetti formativi, sui 2000 presentati. E l'esito ha provocato vibranti proteste: a fare la parte del leone è stata una società, la Mediazioni srl, che ha avuto approvati tutti i cinque corsi proposti, per un importo totale di ben 11 milioni e mezzo di euro. Le altre società sono molto distaccate in graduatoria. Sigle che operano da tempo ben più lungo nel settore, centri studi, associazioni e sindacati, sono rimaste all'asciutto e gridano alla beffa. C'è chi, come i responsabili della palermitana "Aeffe" si chiede come sia possibile che un progetto per l'insegnamento del linguaggio dei segni, rivolto a solo donne, sia stato escluso perché non coerente con la misura del Por che promuove l'occupazione femminile. E c'è chi sospetta che alla fine, anche nell'ultima rivoluzione siciliana, abbiano prevalso ragioni politiche o inconfessabili legami familiari fra vertici della burocrazia regionale ed enti di formazione. Solo veleni? Forse. Di certo, si è messo anche l'assessore al Lavoro Santi Formica a corroborare i dubbi. Con quella decisione di "congelare" il Catalogo "in attuazione di principi di trasparenza e legalità". Il dirigente generale della Formazione professionale Alessandra Russo, accusata di non aver trasmesso i documenti dei bandi (altri due sono in corso e scadranno subito dopo le elezioni), ha risposto a muso duro in una lettera in cui difende la legittimità del proprio operato e invita a non rallentare l'iter dei corsi per non perdere i fondi di Agenda 2000, programma che si conclude a fine anno. Ma ora sull'intera operazione vigila una cabina di regia che dovrà anche rivedere i criteri di selezione dei progetti: "Non è una sconfessione della Russo", giura Formica. E la dirigente sottolinea di essere stata lei per prima a chiedere la cabina di regia: "In ogni caso la procedura del catalogo formativo non è mai stata sospesa. Si va avanti". Avanti, d'accordo. Ma in un clima di timore, per le indagini della magistratura ordinaria e contabile che stanno scandagliando il comparto. La Corte dei Conti ha additato corsi fantasma, fatture false, controlli inesistenti e frodi per 36 milioni di euro perpetrate dal 1994 in avanti ai danni dell'Unione europea. è in questo clima che è nato anche il Prof, il piano della "vecchia" formazione di quest'anno. Fra paure ed esigenze elettorali. Non è un mistero, ad esempio, che Formica abbia premuto per non escludere dall'elenco degli enti da sostenere l'Enaip di Messina, una delle più grandi strutture presenti nel territorio alle prese con un rilevante debito con la Regione. Per l'Enaip è stata avviata la procedura di revoca dell'accreditamento, ma l'amministrazione attende ufficialmente di esaminare le controdeduzioni dell'ente. Altre otto strutture non a posto con i conti sono state ammesse con riserva. E sì che con due decreti, nel 2003 e nel 2006, l'assessorato ha previsto che le scuole di formazione debitrici nei confronti della Regione non possano accedere all'accreditamento. E sì che il dirigente del servizio recupero crediti, Pietro Mavilia, ha più volte scritto lettere riservate alla Russo segnalando come, in presenza di debiti e contenziosi, venga meno il rapporto di fiducia con gli enti. Ma prima di mettere alla porta i morosi, eventualmente, meglio attendere il voto.

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Porto il modello nordest in confindustria (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia "Porto il modello Nordest in Confindustria" Federica Guidi: la cultura del fare per dare un nuovo impulso all'economia "Bisogna mettere al centro i problemi delle imprese e modernizzare il sistema" VENEZIA. Giovani di Confindustria, il comparto veneto è essenziale. Lo afferma Federica Guidi, candidata alla presidenza dei Giovani Imprenditori dell'associazione di viale dell'Astronomia. Manca meno di un mese alle elezioni: il 24 aprile si deciderà quale tra la squadra di Cleto Sagripanti e quella della Guidi verrà a sostituire il vertice attuale che ha assistito il dimissionario Matteo Colaninno. Ma l'équipe della trentottenne imprenditrice emiliana manifesta ottimismo: in un sistema di voto che segue la geografia, solamente i comitati regionali di Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Puglia paiono schierati con Sagripanti. E della squadra della Guidi, figlia d'arte e presidente della Ducati Energia Spa, fanno parte il padovano Jacopo Silva, candidato alla vicepresidenza e delegato alla modernizzazione, e il vicentino Domenico Zonin, delegato alle politiche per lo sviluppo d'impresa. E sono cariche che pesano. "Il nostro - spiega la Guidi - è un gruppo che abbraccia tutta l'Italia, ma il Veneto è importante, sia perché rappresenta un modello per le piccole e medie imprese, sia perché è una zona emblematica per valori e opportunità imprenditoriali. E offre, a tutti i livelli, delle persone molto attive. Quindi, mi è parso naturale chiedere aiuto agli amici veneti, anche per una loro propensione a risolvere pragmaticamente i problemi". Quattro i pilastri del programma Guidi: certezza del diritto e dei tempi della giustizia; cittadini e imprese al centro del sistema; più attenzione ai tempi di realizzazione dei progetti e più attenzione al merito delle persone. "Basta proclami - afferma - è tempo di imporre la cultura d'impresa. Significa molte cose: basti pensare al costo, per le aziende italiane, della eccessiva burocrazia". Fondamentale, dunque, la delega alla modernizzazione del Paese, delegata al padovano Jacopo Silva. "è necessaria - chiarisce la candidata alla presidenza - una spinta propulsiva, perché da noi le cose procedono più lentamente rispetto ad altri paesi. E questo dipende da molti fattori. Si pensi ai lavori pubblici: all'estero ci si mette tutti attorno ad un tavolo, e si decide una volta per tutte. Da noi non è così, e perciò un piano strategico è indispensabile". A Zonin, invece, la delega alle politiche per lo sviluppo d'impresa. "è sorto - spiega la Guidi - un comitato tecnico, perché in Italia le imprese si sviluppano poco. Ma non vogliamo solo intercettare i sentimenti degli imprenditori; si tratta di portare dei progetti, di provare, insomma, a rimboccarci le maniche". Ma cosa possono fare, concretamente, i Giovani di Confindustria per il Paese? "Offriremo - termina l'imprenditrice emiliana - il nostro contributo al dibattito nazionale. Conosciamo bene i vincoli del sistema, e siamo abituati a risolvere i problemi nell'immediatezza. Il nostro compito, alla fine, è quello di trasmettere la cultura dell'efficienza, del fare".

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Le trame dei film di prima visione (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte LE TRAME DEI FILM DI PRIMA VISIONE IL CACCIATORE DI AQUILONI (Afghanistan 2007) durata: 131', genere: drammatico, di Marc Forster con Atossa Leoni Dopo aver trascorso alcuni anni in California, Amir ritorna nel suo paese d'origine l'Afghanistan. Cerca il figlio del suo vecchio amico Hassan. Questo viaggio è l'occasione per Amir per riandare ai tempi della sua infanzia e della profonda amicizia con Hassan sullo sfondo delle vicende storiche del suo paese in guerra. L'AMORE SECONDO DAN (Usa 2007) durata: 98', genere: commedia, di Peter Hedges con Dane Cook, Juliette Binoche, Steve Carell, Brittany Robertson Dan Burns è un giornalista esperto in questioni familiari; rimasto vedovo, si è rifugiato in una rassicurante routine, in cui cerca di scansare come la peste qualsiasi novità o imprevisto, con l'arduo compito di tenere a bada tre figlie giovani e ribelli. Tutto cambia nel corso di un weekend, in cui la grande e turbolenta famiglia Burns si riunisce nella grande casa sulla spiaggia dei nonni, a Rhode Island. Lì Dan incontra Marie. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia 2008) durata: 117', genere: commedia, di Paolo Virzì con Micaela Ramazzotti, Isabella Ragonese, Valentina Carnelutti, Elio Germano, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Massimo Ghini. Marta è una ragazza neolaureata, colta e taciturna. Dopo tanti colloqui trova lavoro in un call-center di un'azienda che vende un elettrodomestico e si avventura in un mondo fatto di giovani telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e pentitenze concordate. UN BACIO ROMANTICO (Usa 2007) durata: 111', genere: drammatico, sentimentale; di Wong Kar-wai con Rachel Weisz, Natalie Portman, Jude Law, Norah Jones, David Strathairn. Elizabeth dopo la dolorosa rottura di una relazione attraversa gli Stati Uniti alla ricerca del vero significato della parola "amore". Si lascia alle spalle un bagaglio di ricordi, un sogno e un nuovo amico ma sulla sua strada incontra strani personaggi: un poliziotto tormentato, sua moglie che lo ha lasciato, una sfortunata giocatrice d'azzardo. LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel In un tempo non molto lontano, una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa 2008) durata: 107', commedia, sentimentale, di Anne Fletcher con Malin Akerman, James Marsden, Katherine Heigl, Edward Burns Jane è una ragazza idealista, romantica e altruista confinata perennemente al ruolo di damigella d'onore ma che per il momento non sembra destinata ad avere un suo "happy ending". Ma quando la sorella minore Tess conquista il cuore del suo capo - di cui Jane è segretamente innamorata - Jane comincia a mettere in discussione il suo stile di vita. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007) durata: 110', thriller, di e con Sergio Rubini e con Sergio Rubini, Paola Barale, Vittoria Puccini, Riccardo Scamarcio. Adrian è un giovane scultore di provincia desideroso di affermare il suo talento nel mondo dell'arte. Fin dalla sua prima esposizione nella Capitale, la sua personalità balza agli occhi di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Ma un altro critico s'innamora del lavoro di Adrian: Lulli, un intellettuale di fama internazionale. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007) durata: 91', genere: avventura, di Luc Jacquet con Bertille NoËl-Bruneau In una mattina d'autunno, alla curva di un sentiero, una bambina scorge una volpe. Affascinata al punto da dimenticare la paura, osa avvicinarsi. Per un attimo le barriere che dividono la bambina e l'animale svaniscono. Comincia così la più sbalorditiva delle amicizie. ONORA IL PADRE E LA MADRE (Usa, 2007), drammatico, di Sidney Lumet con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei. Charles e Nanette Hanson hanno cresciuto i loro figli come si deve. Andy, il maggiore è innamorato della bella moglie Gina ed è un ricco dirigente di azienda. Hank, il più giovane, adora la figlia e sta cercando la maniera per poterla iscrivere a un'esclusiva scuola. PERSEPOLIS (Francia, 2007), animazione di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi Marjane ha 9 anni e vive a Teheran. Ha un carattere ribelle e anticonformista che le fa rifiutare le rigide regole della società iraniana. Quando compie 14 anni, i genitori la mandano a studiare in Austria.

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Serve gente che lavora (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ASSEMBLEA DEL CAI BELLUNO "Serve gente che lavora" Alberti punta il dito contro "prime donne e opinionisti" BELLUNO. Durante l'assemblea annuale del Cai cittadino, che per l'edizione 2008 prevedeva anche il rinnovo delle cariche sezionali, il presidente in scadenza Gianni Alberti ha voluto uscire di scena con una sonora "strigliata" ai 1500 soci del sodalizio bellunese. "La Sezione sembra un po' malata di protagonismo", ha dichiarato Alberti nella sua relazione: "Ci sono troppi artisti e prime donne, mentre servirebbero soci meno opinionisti e meno amanti della ribalta. Gente più propensa, invece, al vero volontariato che significa impegno e lavoro". Gianni Alberti era diventato presidente del Club Alpino bellunese tre anni fa, un periodo durante il quale ha portato avanti lavori di adeguamento e ristrutturazione dei rifugi e delle opere alpine di proprietà della sezione "Francesco Terribile". Alberti continuerà a far parte del consiglio direttivo della sezione in qualità di "past president" e ha confermato in assemblea la disponibilità a partecipare alle iniziative avviate nel corso del suo mandato. Nello stesso tempo, il presidente uscente non rinuncia a puntare il dito contro l'eccessiva burocrazia che si sta affermando anche nel mondo del volontariato: "Una sezione Cai come la nostra ormai è una piccola azienda fatta di tante normative da rispettare, con scadenze tassative e molte carte da compilare. Spesso quei pochissimi volontari che si dedicano a questo poi non hanno entusiasmi residui per programmare ulteriori iniziative. E ciò forse spiega in parte il preoccupante vuoto culturale che in generale pervade la sezione". Dall'assemblea di venerdì è uscito anche il nuovo consiglio direttivo per i prossimi tre anni. Gioacchino Casagrande e Luciana Garna, già consiglieri uscenti ed addetti alla segreteria, sono stati i più votati, rispettivamente con 84 e 80 preferenze. Seguono in ordine decrescente Gabriele Arrigoni, Mario D'Incà, Alessandro Farinazzo, Francesco Squillace, Pier Giorgio Dell'Eva, Alessandro Mongillo e Carlo Avoscan. Il nuovo presidente del Cai bellunese verrà scelto all'interno di questo gruppo durante la prima seduta del consiglio appena insediato. Numerosi sono gli impegni che attendono nei prossimi tempi il nuovo gruppo dirigente. Flavio Faoro, dopo aver confermato in assemblea un rinnovato rapporto di fiducia tra il Comune di Belluno e il Cai per l'organizzazione di Oltre le Vette, ha anche invitato i vertici del Club Alpino ad assumere una posizione chiara nei confronti del progetto di nuove sciovie ed impianti di risalita nel comprensorio montano dell'Alpago. Ancora su suggerimento di Gianni Alberti, l'assemblea ha infine approvato un ordine del giorno che autorizza il consiglio a procedere anche in sede giurisdizionale per ottenere il recupero di un importante cimelio storico di sua proprietà: si tratta del famoso "Libro del rifugio Settimo Alpini" contenente mezzo secolo di cronache alpinistiche, un manoscritto originale prestato tempo addietro a un editore locale, ma non ancora restituito. L'assemblea si è conclusa con la tradizionale consegna di distintivi speciali ai soci iscritti ininterrottamente al Cai da 50 e 25 anni: Carlo Santomaso, Gabriele Arrigoni, Ortensia Baggio, Federico Bressan, Tiziana Caldart, Faustina Dal Molin, Mario De Col, Andrea De Mori, Ortensio De Toffol, Miriam Del Favero, Daniele Longo, Stefano Lussato, Mauro Paolo Pastori, Carlo Piantoni, Nilo Reolon, Luigi Saronide, Alberto Simile e Fabrizio Sogne. Marco Conte.

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Il cacciatore di aquiloni (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorno/Notte IL CACCIATORE DI AQUILONI IL CACCIATORE DI AQUILONI (Usa 2007), drammatico di Marc Forster con Khalid Abdalla, Homayoun Ershadi, Shaun Toub, Atossa Leoni, Zekiria Ebrahibi Amir è nato in Afghanistan ma vive da sempre a San Francisco, dove ha realizzato il sogno di pubblicare il suo primo romanzo e di sposare la donna che ama. Un giorno, riceve una telefonata dalla sua terra di origine, così decide di tornare a Kabul. UN BACIO ROMANTICO (Francia e Hong Kong 2007) drammatico di Kar Wai Wong, con Norah Jones, Jude Law, Rachel Weisz, Natalie Portman, David Strathairn, Hector A. Leguillow, LaVita Brooks, Nate Bynum, Chad R. Davis Dopo la dolorosa rottura di una relazione, Elizabeth parte per un viaggio attraverso l'America. Comincia a lavorare come cameriera in un bar, dove conosce una serie di personaggi. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia 2008), commedia di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese, Elio Germano, Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudio Fracasso, Elena Arvigo Marta, dopo la laurea, trova lavoro nel call-center di un'azienda che commercializza un elettrodomestico futuribile. Si avventura così in mondo fantasmagorico fatto di giovani telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate. L'AMORE SECONDO DAN - DAN IN REAL LIFE (Usa 2007), commedia di Peter Hedges, con Steve Carell, Juliette Binoche, Dane Cook, Brittany Robertson, John Mahoney, Dianne Wiest, Alison Pill, Marlene Lawston, Emily Blunt, Jessica Hecht, Amy Ryan Dan, vedovo da 4 anni con tre figlie adolescenti, rifugge da qualsiasi possibilità di intraprendere delle nuove storie d'amore. Un giorno però incontra la bella Marie e scocca la scintilla. Dan scopre però che la donna è la fidanzata del fratello. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007), commedia di Luc Jacquet, con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso mondo della natura. Conosce una volpe, e nasce un'amicizia. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007), drammatico di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio, Paola Barale, Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo Ratti Un giovane scultore di provincia, Adrian, freme per affermare il suo talento nel mondo dell'arte e alla sua prima esposizione a Roma, all'interno di una collettiva di esordienti riesce a catturare l'attenzione di Gloria, una giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Tra i due nasce subito un'intesa. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa 2008), commedia di Anne Fletcher con Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora Hardin, Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27 matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il ruolo di damigella, Jane si ritrova con un armadio pieno di vestiti e per l'ennesima volta dovrà ripetere il ruolo che ormai le appartiene. LA BANDA (Israele e Francia 2007), commedia di Eran Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety Una piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre storie parallele. Nella prima, Leo e la sua famiglia si svegliano di buon'ora per partecipare a un raduno di boyscout; Callisto Cagnato, temuto professore universitario, preoccupato dal fatto che il figlio non riesce con le ragazze, decide di fargli conoscere una studentessa. L'ultimo episodio vede una coppia benestante ma un po' rozza in vacanza a Taormina.

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Non date passaggi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Non date passaggi agli sconosciuti SCRIVO per lanciare un monito: non date passaggi e chiudete la sicura dell'auto, se dovete chiedere informazioni. Il motivo? Vi racconto uno spiacevole episodio capitatomi a San Valentino. Io e mio marito, a bordo di una Panda gialla, ci trovavamo al porto di Viareggio. Data la bella giornata, volevamo proseguire sul lungomare. Fermammo l'auto per chiedere informazioni a un uomo dall'apparente età di 35 anni e con un accento non perfettamente italiano. Questi non mi permise di realizzare i miei sospetti e dicendo che anche lui andava da quelle parti, salì in macchina senza chiedere il passaggio. Dopo pochi metri, sia pur con il semaforo verde, disse che era arrivato e chiese di scendere, cosa che fece a precipizio e in modo schizzato. Subito guardai nella mia borsa, posta tra i due sedili anteriori, tra me, alla guida, e mio marito, con la convinzione del disastro: infatti il portafoglio con circa 500 euro e tutti i documenti era sparito. Ne conseguì uno stato d'animo indescrivibile: un senso di profonda rabbia, mortificazione, disagio, paura, pensando che poteva succedere di peggio se l'uomo non fosse riuscito a rubare il portafoglio: mi pareva di svenire. Pia Puccetti BELLUNO Siamo cittadini non sudditi cari amministratori NEI giorni scorsi è stato pubblicato dal Corriere l'allarme dei pescasportivi sul fatto che ogni rigagnolo viene sfruttato e l'immancabile replica dei sindaci che affermano l'utilità di questi interventi per far quadrare i bilanci Comunali. A questo proposito vorrei intervenire brevemente, auspicando un dibattito serio tra le amministrazioni comunali e i cittadini. Sempre più spesso si ha l'impressione che l'amministrazione si dimentichi che è stata votata per fare l'interesse della Comunità e non il mero economo che deve far cassa per tenere in piedi strutture (Comuni) che costano sempre di più e che erogano sempre meno servizi ai cittadini. I bilanci non quadrano? Come mai allora non si sente un sindaco che sia uno, che spiega ai cittadini quanto costa il "funzionamento della macchina comunale", e che auspica e lavora per l'unificazione dei piccoli Comuni? I bilanci non quadrano? Cari sindaci chiudete e portate le chiavi del municipio al Prefetto: perché siete così spudoratamente attaccati alla vostra bella poltrona? E' bene ricordare che siamo cittadini e non sudditi e ne abbiamo piene le tasche di assistere impotenti alla devastazione del territorio per decisioni prese da amministratori che non si sognano neanche lontanamente di consultarci su temi così importanti, e non mi riferisco soltanto alle centraline, ma anche, per esempio, al ventilato prosieguo dell'autostrada e alle zone industriali: ogni Comune vuole la propria, sono sorti e stanno sorgendo capannoni ovunque, poi se andiamo a vedere di sfitti ce ne sono a centinaia, ma questo poco importa, l'importante è avere la zona industriale, perché questo significa entrate per le casse comunali. Per far quadrare il bilancio, come dice qualcuno, ma la cementificazione e la devastazione del territorio sembra non interessare a nessuno. Tralasciando volutamente il flagello delle seconde case, dico che i nostri illuminati amministratori chiuderanno come sempre la stalla quando i buoi saranno ormai lontani. Inutile indignarci per quello che succede a Roma. Nella nostra piccola provincia, magari in scala ridotta, è la stessa musica: la priorità non è più l'interesse collettivo, ma coltivare il proprio orticello. Parole come sinergia, efficienza, produttività, rispetto dei diritti dei cittadini, condivisione dei progetti, sono parole che purtroppo non trovano mai riscontro. Concludo ribadendo agli amministratori che sono stati votati, ma nessuno vi ha firmato una delega in bianco. Raffaello Meneghet Un cittadino indignato Dov'è finita la sacrosanta capacità di indignarsi? E' INNEGABILE che il livello di civiltà di un Paese si misura da come si relaziona con i più deboli ossia animali, bambini, disabili e anziani. Non ci stupisca dunque se anche in un Paese come l'Italia si vedono atti più o meno violenti o ingiusti nei confronti della stessa umanità. Finché vedremo animali morire di stenti, messi in palio come oggetti, torturati, abbandonati, considerati come numeri o antagonisti dell'uomo, ammazzati gravidi, ritenuti scopo sortivo nella loro morte, gettati come giocattoli già superati, indegni di tutela e protezione, rinchiusi in lager e trasformati in carne morta per puro compiacimento gastronomico (non alimentare!), cosa mai ci potremmo aspettare? La violenza genera altra violenza e in questi atti si allena. In uno Stato dove l'unico riferimento è il falso dato del Pil (Prodotto interno lordo) si predicano disvalori tanto da fondarlo su un mezzo, il lavoro, e non su alcuni valori quali la libertà, l'equità, il mutuo aiuto, quali prospettive si apriranno mai se non si cambia il punto d'osservazione nulla potrà cambiare per quanto si avvicendino differenti tinte di bandierine politiche. Un tragico esempio di scottante attualità? La Cina, che è risaputo essere uno dei Paesi più violenti e insensibili nei confronti degli animali, cosa mi sta facendo nei confronti dei pacifici monaci tibetani? E come si sta comportando a questo proposito l'Occidente tanto opulento e interessato, impermeabile a qualsiasi grido di dolore? Nemmeno il coraggio di boicottare i giochi olimpici, al massimo non sfilare durante la loro apertura! L'uomo ha lasciato nudo l'uomo! Domandiamoci qual è stato il percorso che ci ha portato qui. Dov'è andata la sacrosanta capacità di indignarsi? Non ho mai smesso di essere animale naturale, ecco perché non sono annegato nelle sabbie mobili dell'antropocentrismo, non ho annacquato la mia spiritualità nella burocrazia religiosa nella speranza di poter interrompere questo canto di morte e sostituirlo con le note gioiose di una nuova primavera. Marco Scapin Perché il bello e il buono vogliono imitare il brutto? IL BUONO - Veltroni (il velleitario in senso buono): personaggio colto, comunista fin dall'infanzia, con il suo volto buonista, sta girando l'Italia alla ricerca di una gomma che riesca a cancellare il suo passato. Il bello - Fini (il filone in gergo dialettale): definito un comunicatore intelligente, si rivela spesso sarcastico e pungente, sta ancora cercando la sua collocazione politica. Il brutto - Calderoli (il cattivo in senso buono): i suoi interventi vengono definiti dalla maggior parte della stampa e tv (senza mezzi termini) il somaro che raglia. In campagna elettorale le promesse fantasiose e tutte le belle parole che dobbiamo subire sono come dei proiettili nel Far West che vagano in tutte le direzioni. Sarebbe buon norma mettersi al riparo, facendo molta attenzione alla provenienza degli spari...!! Ed ecco che anche i nostri tre eroi hanno incominciato a sparare...!! Il brutto naturalmente è armato fino ai denti, gli altri due, invece, si sono accorti di non avere un paio di cartucce: castrazione chimica e federalismo fiscale. Il bello però, per la verità, le conservava in tasca, il buono invece se le è fatte inviare a Roma dalla Padania... Ripristinata così la par condicio (e cioè armi pari) bisogna però ora valutare l'effetto delle due pallottole sparate dai nostri tre pistoleri. E' evidente che i proiettili sparati dal brutto sono devastanti. Quelli sparati dal bello sono proiettili di gomma vaganti, quelli del buono invece sono sparati in aria. Credo che queste mie valutazioni siano condivise da molti altri, ma non è così importante... importante sarebbe che stampa e televisione ci spiegassero come mai i due colti pistoleri come Fini e Veltroni cerchino di imitare un "sonoro" come Calderoli! Forse, dando fondo alla loro acclamata intelligenza, si sono accorti che qualcuno raglia meglio...? Mario Zancanaro Portate i fumi dei rifiuti nelle vostre abitazioni NON sorprende che il consigliere di FI Marrone accolga con gioia l'idea di un termosottoutilizzatore a Trichiana, ciò gli eviterebbe la fatica di imporre con forza le volontà di partito, metodologia tipica di una destra che, di fronte ai problemi, invece di interrogarsi sui perché, punta sempre su sbrigative ed effimere soluzioni "facili". Produciamo sempre più rifiuti? Bruciamoli in quantità sempre maggiore! Per le leggi di Lavoisier non spariranno, ma nel frattempo si materializzeranno grossi e lauti guadagni per i soliti pochi (ecco cosa "valorizza" l'incenerimento: il portafoglio di taluni), a fronte di grossi e lauti debiti da distribuire alla collettività, sottoforma di danni ambientali, multe e sanzioni UE. Per quanto riguarda i bassi rischi per la salute, se il gruppo di pressione pro-incenerimento è così sicuro che non ci siano problemi, faccia costruire dei tubi che, dalla ciminiera del cancrovalorizzatore, portino i fumi alle proprie abitazioni. Se non hanno alcun rispetto per le proprie vite, ne portino per quelle degli altri, dei giovani, di chi deve nascere, e degli esseri viventi tutti. Fabrizio Soppelsa Verdi di Belluno.

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L'appello di Propata<Manca il segretario offriamo un posto> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'appello di Propata"Manca il segretario offriamo un posto" comuni dell'entroterra Il sindaco Della Rovere: ne abbiamo uno part timema ci lascia, così le pratiche resteranno bloccate A.A.A. segretario comunale cercasi. Dotato di laurea in legge o economia e commercio. Luogo di lavoro incantevole, ancorché non vicinissimo alla città, orari flessibili e tutt'altro che stressanti, salario - purtroppo - un po' bassino. Se si potesse fare così, il sindaco di Propata Sandra Della Rovere è quasi certa che, nonostante le difficoltà, riuscirebbe a trovare un segretario comunale, magari anche "a scavalco", come si dice in gergo, vale a dire in comproprietà con altri piccoli comuni. Ma così non è, la burocrazia ha altre e tortuose vie, e il risultato è che da circa 5 anni la figura basilare per far andare avanti il lavoro della piccola municipalità dell'Alta Val Trebbia arriva in loco a spizzichi e bocconi. E dalla fine del mese di marzo, sparirà del tutto. "Finora ci siamo arrangiati, grazie alla disponibilità di Vincenzo Camberlingo, che viene a Propata due ore ogni 15 giorni, ma che arriva da Chiavari ed è segretario comunale titolare di Leivi e di Ne. Ma a fine mese dovrà abbandonarci, definitivamente, e saremo davvero ko, senza neppure una sua presenza part time. Anche in un piccolo centro come il nostro, la sua è una funzione essenziale: firma le delibere, è responsabile di tutta la parte tecnica. Senza di lui, formalmente, il comune si blocca". Richieste ne sono partite tante, da Propata, e non solo da oggi, ma le risposte positive latitano da parte dell'Agenzia dei Segretari, ente che coordina l'attività e le destinazioni dei segretari comunali. "Il fatto è che non possiamo avere un segretario titolare, qui a Propata - spiega il sindaco - perché, tanto per cambiare, non abbiamo i mezzi per pagarlo, per cui dobbiamo accontentarci di qualcuno ' a scavalco'. Ma adesso ci verrà a mancare anche quello. Capisco che la gente scelga i posti migliori e più comodi, magari paesi sul mare, ma Propata non è poi così fuori dal mondo. E comunque, anche noi abbiamo dei diritti". In attesa dell'addio definitivo di Camberlingo, Sandra della Rovere tempesta di richieste l'Agenzia, chiedendo la presenza di un segretario una volta alla settimana. Ma per ora non ha ricevuto risposte che facciano sperare. "Provo molta rabbia - conclude il sindaco - perchè non chiedo la luna, ma semplicemente che venga rispettato un nostro diritto". Che, a quanto pare, tale non è. Non per tutti, almeno. Mara Queirolo 30/03/2008.

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Un concorso di idee per ridisegnare l'artiglieria - luca rojch (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

La proposta. L'area rientra nel pacchetto dei beni ceduti dalla Regione al Comune Un concorso di idee per ridisegnare l'artiglieria Giovannelli vuole ascoltare la città per decidere cosa fare della polveriera abbandonata LUCA ROJCH OLBIA. Polveriera coperta da due dita di polvere, rottame da guerra fredda, presidio di un esercito evaporato, di battaglie mai combattute contro un nemico invisibile. L'ex artiglieria cancella il suo curriculum da residuato bellico. La sua cattività sta per finire, ora diventerà un giardino. Ma a scrivere il futuro dell'area di sicurezza meno sicura di Olbia sarà un concorso di idee. Una spremuta collettiva di fosforo che partirà appena la Regione restituirà i pezzi di città finiti per anni dentro il freezer della guerra fredda. La giunta regionale ha da poco deliberato il passaggio, ma non ha ancora consegnato alla città le chiavi dell'ex artiglieria, delle caserme di via Mameli e l'area dell'ex vivaio. Se per la fabbrica delle piante dietro il parco Fausto Noce il destino è già deciso da tempo, verrà utilizzata per allargare il polmone verde, per le altre strutture il futuro deve ancore essere scritto. Con l'insospettabile ferocia di un palazzinaro il governatore Renato Soru aveva ipotizzato di destinare l'area dell'ex artiglieria per l'edilizia popolare. Proposta affondata da subito dal sindaco Gianni Giovannelli, che pensa a un concorso di idee per trovare una destinazione da perla urbanistica alla zona. "Ho delle idee - spiega il primo cittadino -, ma non le voglio imporre. Alcuni punti fermi la maggioranza li ha già espressi. Non verranno creati palazzi per edilizia popolare. Abbiamo già previsto che sorgano edifici in diverse aree della città. Ma di sicuro non utilizzeremo una zona tanto pregiata per metterci su appartamenti". Il sindaco dal pollice verde mostra anche un'anima sportiva. "Vorrei creare una zona per il free climbing e una pista per skaters - afferma -. C'è anche la possibilità data dalla generosità di un privato, Eugenio Maffei, che vuole donare alla città oltre 150 moto d'epoca. Si potrebbe destinare uno degli edifici a sede di museo. Ma è solo un'ipotesi. Credo che la soluzione migliore sia dare vita a un concorso di idee per avere dei suggerimenti su cosa fare all'interno dell'ex artiglieria. Ma sarà il consiglio comunale ad avere l'ultima parola. Il concorso potrebbe suggerire quali interventi potrebbero impreziosire l'area. Credo che si dovrebbe fare un parco, ma meno raffinato del Fausto Noce. Non possiamo permetterci di avere grosse spese per la manutenzione, ma non ci vogliamo privare di una zona ad alto pregio". Abbattuto il muro della burocrazia, ora il sindaco pensa a una riconversione dell'artiglieria all'interno del tessuto urbano. "Attendo che tutti i passaggi formali vengano compiuti - continua Giovannelli -. Ho già un accordo di massima con la soprintendenza. Alcuni edifici dell'ex artiglieria ospitano da tempo i resti delle navi romane che sono emersi durante gli scavi per creare il tunnel nel lungomare. Devono essere recuperati. Anche con il passaggio delle aree resteranno là. è nostro interesse preservare il patrimonio storico di Olbia. Ma non dico nulla di nuovo. Tutti i lavori per il recupero del centro storico hanno visto gli archeologi affiancare le squadre di operai". Diverso il destino degli inquilini abusivi delle strutture pregiate nel cuore della città. L'esercito invisibile dei rumeni ha colonizzato l'ex struttura militare. Da oltre un anno gli edifici sono diventati le residenze delle braccia da cantiere della Gallura. Sfrattati dal resto della città i rumeni hanno trovato casa nella zona franca. I presidi militari sono rimasti senza difesa. L'assalto degli ex sudditi di Ceausescu è avvenuto sotto gli occhi dell'amministrazione che per paradosso non poteva oltrepassare il limite invalicabile. Ora che a colpi di delibere sta per scomparire il filo spinato il sindaco promette battaglia agli inquilini abusivi. "è chiaro che il primo intervento servirà per liberare tutta l'area dall'invasione dei rumeni - conclude Giovannelli -. è indispensabile risanare tutta la zona, ora caduta nelle mani degli immigrati. Cercheremo di ristabilire l'ordine, per questo chiederò aiuto anche alle associazioni, che potrebbero servire anche da sentinelle. Una ricetta già collaudata in passato". In attesa che la Regione restituisca fette pregiate alla città che cambia volto. Il sindaco annuncia anche il via tra brevissimo tempo dei lavori per l'urban center. "Il Comune sta per far partire l'iter - dice il primo cittadino -. La prima trance è già accreditata, ora si avvia la trafila per aprire i cantieri".

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Il clic d'autore che conquista la cina (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Christian e Michela Taddio, in arte Micky Modo & Spire, lui grafico e lei fotografa, espongono anche a Londra e Los Angeles Il clic d'autore che conquista la Cina Le foto di due cugini udinesi finiscono su una prestigiosa rivista asiatica L'INTERVISTA DELLA DOMENICA "All'estero grande sostegno agli artisti emergenti, in Italia nessuna chance" di PAOLA LENARDUZZI Lei ama gli scatti più insoliti alle sfilate di moda o ai concerti rock, lui è grafico, appassionato di disegno e pittura, ma passando per stoffe e tessuti preziosi, modelli patinati e studio di ritratti del passato. Ingredienti che, mixati per bene, hanno formato un coctail di creatività che stupisce. E ha stupito perfino in Cina se è vero che a Micky Modo & Spire, nomi d'arte dei due cugini udinesi Michela Taddio e Christian Taddio, la rivista cinese Vision Magazin, che corrisponde al ben conosciuto Vogue, ha dedicato un ampio servizio fotografico. La "simbiosi" artistica dei due friulani è conosciuta a Milano, a Londra, dove Michela si è trasferita e dove ha già tenuto delle esposizioni, e a Los Angeles, con gli appassionati d'arte americani letteralmente trascinati dalla loro "trasposizione" di Tina Modotti e Frida Kahlo. Ma com'è nato tutto questo che ha portato Micky Modo & Spire a essere conosciuti a livello mondiale? Christian: "È con la passione per musica rock e dark che abbiamo scoperto di aver qualcosa di forte in comune. Poi è venuto lo studio per le grandi figure femminili del passato e il desiderio da parte di entrambi di andare al di là della semplice foto, seppure rivisitata, o della semplice elaborazione grafica". Qual è la vostra formazione? Michela: "dopo il diploma in ragioneria, io sono andata a studiare lingue a Londra e poichè avevo la passione per la fotografia ho scelto di diplomarmi in questo settore alla scuola di Santa Monica, a Los Angeles. Là ho lavorato alla realizzazione di copertine di cd, anche di artisti piuttosto noti, oltre che ai backstage di concerti. Dal 2003 ho uno studio a Milano". Cristian: "Io ho frequentato l'istituto d'arte Sello in un periodo, anni 80, in cui si avvertivano interessanti fermenti e soprattutto voglia di muoversi e fare nuove esperienze, magari partendo proprio dai gusti musicali del tempo. Con Micky ho condiviso un periodo a Los Angeles, poi a Londra e quindi a Berlino. Stando fianco a fianco, abbiamo capito quanto le nostre passioni e gl'interessi avrebbero potuto, assieme, dar vita a qualcosa di particolare". Da qui le contaminazioni che vi hanno regalato un certo successo, come le Women fashion stories. Ne vogliamo parlare? Michela: "L'idea è stata quella di costruire un percorso di grandi donne del passato con un forte profilo psicologico, il tutto in trasposizione moderna. La scelta è caduta sull'artista messicana Frida Kahlo, la marchesa Casati, amante del D'Annunzio, Tamara de Lempicka, Elisabetta I d'Inghilterra e la "nostra" Tina Modotti". Come si è lavorato su questi personaggi? Michela: "Si parte da un preciso progetto e si allestisce il set, facendo indossare ai modelli scelti gli abiti creati da giovani stilisti emergenti che lavorano sulla piazza di Milano e che ovviamente scelgono il materiale in base all'epoca del personaggio". Quindi si passa agli scatti. Christian: "È evidente che la fotografia e la grafica si fondono, si contaminano con pittura e ricerca di materiali e supporti inediti. Tutto sommato, è una ricerca a 360 gradi tra estetica, moda, arte, simboli, edonismo e storia vissuta". Il ritratto di Tina Modotti (realizzato affidando a una modella la posa della grande friulana) è valso, tra l'altro, a Micky Modo l'ambito premio "Wipy 100 woman in photography international", riservato alle fotografe. Gran bella soddisfazione! Michela: "Soprattutto per lo spessore di donna e fotografa del personaggio scelto. Senza contare che si tratta di una friulana. La gioia è stata doppia. Un passo in avanti è stato poi quello di trasferire questo ritratto su legno. E lo facciamo su legno "vissuto" che andiamo a recuperare tra i materiali riciclati". Women fashion stories è la mostra che avete anche presentato anche a Udine, in Fiera, per la rassegna Fiera rosa, e prima ancora alla galleria d'arte La loggia di piazza Libertà. Come siete stati accolti? Michela e Christian: "Bene, non era un tema facile, tuttavia abbiamo riscontrato un interesse che ci fa piacere e ringraziamo in modo particolare la curatrice della galleria La Loggia, Maristella Cescutti, che ha creduto nelle nostre proposte, dandoci poi l'opportunità di un'installazione al Fiera". Quello che invece ha avuto un'eco fino in Cina è stata la serie di bambole fotografiche, Dolls. Michela: "È una serie in stile allegorico, che contepla la bambola clown, la bambola-hippy, la bambola-farfalla e la bambola-principessa. Tutte all'interno di installazioni ricche di oggetti e studiate nei minimi particolari. Che la mostra, esposta a Londra, abbia suscitato interesse fino in Cina, al punto da dedicarci un articolo sulla loro principale rivista di moda, ci rende comprensibilmente molto orgogliosi". Un altro mercato da sondare? Christian: "Perchè no?". A proposito, è vero che all'estero per un artista emergente è molto più facile affermarsi? Christian: "È verissimo. C'è una mentalità differente e una grandissima apertura in particolare nei confronti degli italiani, cui viene riconosciuto il back-ground, di venire cioè la culla dell'arte e della cultura". Qui da noi, invece.... Michela: "Siamo chiusi, complicati, c'è troppa burocrazia. Chi vuole proporsi non trova supporti. Come si spiega che noi allestiamo rassegne dall'America a Barlino e a casa nostra no?". I vostri pezzi vengono anche venduti? Christian: "Sì, ci sono collezionisti che ci richiedono qualcosa in particolare, ma qui in Friuli, come detto, paghiamo ancora lo scotto di non essere molto conosciuti". Cosa c'è nel vostro futuro prossimo? Michela e Christian: "Un evento con una società londinese di moda, arte e musica da tenersi a Riccione, e un nuova installazione stavolta con soggetti maschili, magari uomini che abbiamo avuto qualche rapporto con donne forti. E il tutto, possibilimente, con materiali nuovi, del tutto inattesi".

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La lega lancia il modello alto adige: diamo vita a quattro province autonome (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Federica Seganti, capolista triestina del Carroccio, propone di eliminare il Consiglio regionale La Lega lancia il modello Alto Adige: diamo vita a quattro province autonome TRIESTE Eliminare il Consiglio regionale sul modello del Trentino Alto Adige. È la proposta lanciata dalla leghista Federica Seganti, capolista del Carroccio nella circoscrizione di Trieste. L'ex assessore regionale punta alla creazione in Friuli Venezia Giulia di quattro province autonome sul modello di Trento e Bolzano. "In questo modo si riducono i costi della politica - dice Seganti - ma anche la burocrazia che incombe su cittadini ed imprese e, allo stesso tempo, vengono eliminati gli sprechi della macchina pubblica". Si tratta, secondo l'esponente della Lega, di una riforma attuabile attraverso una modifica allo Statuto regionale e di un cambiamento praticabile, "come dimostra l'esempio del Trentino Alto Adige". In questo modo i consiglieri provinciali avrebbero automaticamente anche la funzione di consiglieri regionali "realizzando così una perfetta autonomia amministrativa e fiscale delle Province" che assorbirebbero le funzioni e le competenze regionali. In capo alla Regione rimarrebbero così le funzioni legislative, l'indirizzo strategico e l'alto coordinamento. Grazie a questa riforma, secondo la Seganti, si andrebbe inoltre ad evitare disparità di trattamento tra Friuli e Venezia Giulia: "Basta vedere come attualmente, su 59 consiglieri regionali, 39 rappresentano il Friuli e 18 la Venezia Giulia (gli ultimi due sono il candidato presidente eletto e quello sconfitto) per capire come sia difficile operare scelte a favore del territorio. Solo attraverso una forte autonomia su base provinciale può essere sviluppata una politica a favore della crescita locale". La candidata del Carroccio sottolinea con favore l'unità di intenti tra la Lega e le altre forze autonomiste ed indipendentiste triestine: "Questa volta possiamo legittimamente pensare di eleggere un consigliere regionale triestino". La Seganti invece critica la politica della giunta Illy sul piano del federalismo: "Alle parole non hanno seguito i fatti. Un esempio? In altre Regioni come Veneto, Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta hanno predisposto i fondi pensione regionali, qui invece non si è dato seguito ad una proposta che avevo fatto quando ero assessore".

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Una guida anti-multe e burocrazia - carlo bardini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pistoia Una guida anti-multe e burocrazia L'iniziativa del Comune dopo le polemiche con le associazioni Presto anche uno sportello. L'anno scorso le Pro Loco sanzionate minacciarono di non organizzare più nulla CARLO BARDINI S.MARCELLO. Non ci saranno più multe salate da parte della Polizia municipale alle associazioni di volontariato. Non più guerre e discussioni per interpretazioni errate delle leggi e ritardi sui permessi per allestire le feste. Il Comune ha stilato un vademecum in grado di indirizzare i rappresentanti delle associazioni attraverso percorsi burocratici più snelli. E per il futuro il comune di S.Marcello aprirà anche uno sportello a cui rivolgersi in caso di chiarimenti, confrontandosi con un solo referente e non più perdendosi nei labirinti dei vari uffici. Il piccolo libretto, composto di tredici pagine, è stato presentato ieri mattina nella sala consiliare del Comune di S.Marcello. A spiegarne i particolari l'assessore alla semplificazione amministrativa Davide Luca Ferrari e l'assessore al mondo del volontariato David Ulivagnoli. Il vademecum, già annunciato attraverso la stampa tempo fa, ha avuto una gestazione alquanto lunga, fatta da numerose riunioni per discutere anche il minimo particolare. Circa due mesi intensi che hanno visto all'opera un gruppo di lavoro coordinato da Ferrari e composto da esponenti della Polizia municipale, dell'area IV - servizi allo sviluppo e al territorio e dell'ufficio turismo. "Questo vademecum - ha detto Davide Luca Ferrari - serve solo a semplificare la matassa burocratica per la presentazione della documentazione obbligatoria in caso di organizzazioni di iniziative pubbliche. Quindi non è possibile ipotizzare deroghe al rispetto delle normative vigenti, possiamo solo rendere tutto più semplice". I cambiamenti sostanziali di cui ha parlato l'assessore Ferrari, in sostanza si possono sintetizzare in quattro punti. "Le novità riguardano il piano normativo con l'istituzione dell'assessorato alla semplificazione amministrativa che sprona a facilitare il compito del cittadino. Il vademecum rappresenta un'importante e completa guida normativa nel labirinto delle leggi e disposizioni che regolano la materia. Inoltre - continua - l'utilizzo delle nuove tecnologie come ad esempio internet. Da ora in poi sarà possibile scaricare la modulistica necessaria anche stando comodamente a casa ed avere tutti i dettagli consultando al livello informatico il vademecum. In terzo luogo abbiamo scelto di creare uno sportello unico, all'interno dell'ufficio turismo cui spetterà il compito di inoltrare e seguire l'iter delle pratiche attraverso l'ausilio di referenti interni agli altri Uffici comunali competenti. Infine ha concluso Ferrari - cerchiamo di incentivare alla massima collaborazione il personale del Comune per risolvere i problemi dell'utente". "Il vademecum - ha detto l'assessore David Ulivagnoli - è uno strumento nato quasi di concerto con le associazioni perché loro stesse desiderano lavorare sì nel rispetto delle normative vigenti ma anche senza dover perdere la testa dietro ad una montagna di carte. Questo è ciò che è emerso nei molti incontri che ho fatto con loro e che l'amministrazione comunale, fin dall'inizio della legislatura si è impegnata a compiere". Per capire cosa ne pensano le associazioni del vademecum gli assessori competenti faranno una riunione con il mondo del volontariato alle 21 del prossimo 8 aprile in sala consiliare.

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Palau presenta la lista della spesa per il g8 (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Serena Lullia Palau presenta la lista della spesa per il G8 Il sindaco Piero Cuccu incontra Bertolaso: in agenda le nuove caserme e il porto PALAU. Il Comune prova a salire sulla nave dorata che traghetterà La Maddalena verso il G8. Il sindaco Piero Cuccu ha incontrato il commissario Guido Bertolaso. Nel faccia a faccia il primo cittadino ha srotolato il listone di opere a cui il G8 potrebbe fare da sponsor. Interventi su sicurezza e portualità per i quali il Comune chiede una sforbiciata ai tempi bradipo della burocrazia. Per il 2009 Palau potrebbe avere le caserme di polizia e finanza e un porto libero dalle navi passeggeri. L'incontro con Bertolaso ha reso adrenalinico il sindaco Cuccu. Dopo essere stato snobbato per mesi e costretto a raggranellare notizie sul G8 dalla stampa, per la prima volta ha novità di prima mano. Il primo cittadino ha presentato al commissario straordinario un dossier con le priorità per Palau. In cima alla lista il pacchetto sicurezza. "Da mesi lavoriamo per trasferire la caserma della guardia di finanza in una sede nuova, più grande e funzionale - spiega Cuccu -. Al momento i baschi verdi sono all'interno dei locali nei quali puntiamo a creare un laboratorio musicale e teatrale. Ho chiesto a Bertolaso che quest'opera per cui abbiamo già la copertura finanziaria possa seguire un iter accelerato". Ma il sindaco Cuccu punta anche a dare una nuova casa alla polizia e alla capitaneria di porto. L'amministrazione ha già messo a disposizione delle divise blu un terreno in cui costruire la caserma. L'area all'ingresso della strada per Cannigione ha già ricevuto la benedizione di prefetto e questore. Mancano solo i fondi. Il G8 potrebbe essere l'occasione per ragranellare i soldi necessari per dare alla Polizia una sede adeguata. "Diverso il discorso per la capitaneria per cui abbiamo già un progetto con relativa copertura finanziaria - aggiunge Cuccu -. Abbiamo pensato a una sopraelevazione della stazione marittima. L'iter accelerato ci consentirebbe di ridurre i tempi burocratici e concretizzare l'intervento per il 2009". La novità più rilevante emersa dall'incontro con il commissario Bertolaso è però la possibilità di cancellare dal porto commerciale le navi che arrivano dalla penisola. Da anni il Comune porta avanti la sua battaglia contro i giganti galleggianti che arano le praterie di poseidonia e mandano in tilt il traffico estivo all'ombra dell'orso. Non solo una crociata ambientalista. Eliminare le grosse imbarcazioni che attraccano nel porto commerciale significherebbe poter attuare un ampio progetto di riqualificazione dello spazio a mare con il recupero di aree oggi sottoutilizzate. "Il rilancio della portualità passa dalla cancellazione di Palau come porto di destinazione di queste navi passeggeri - afferma il sindaco -. Abbiamo presentato una richiesta ufficiale per chiedere la modifica del piano regionale dei trasporti. I traghetti per La Maddalena devono essere gli unici ad attraccare nel nostro scalo. Ancor di più oggi con le favolose opportunità di rilancio del turismo nautico che vive l'arcipelago. A 40 chilometri da qui ci sono Olbia e Golfo Aranci che hanno porti attrezzati per offrire questo tipo di servizio". Cuccu mette lo champagne in freezer e spera di poterlo stappare non appena arriverà l'ok di Bertolaso. "Il commissario ha ascoltato con attenzione le mie richieste - conclude il sindaco -, le ha condivise e mi ha garantito piena collaborazione per il futuro".

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Rubbia: "né petrolio né carbone soltanto il sole può darci energia" - giovanni valentini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Gli specchi L'atomo Rubbia: "Né petrolio né carbone soltanto il sole può darci energia" Sì al nucleare innovativo con piccole centrali senza uranio La fiaccola olimpica è stata accesa come da tradizione con i raggi solari utilizzando uno specchio concavo Non esiste un nucleare sicuro O a bassa produzione di scorie. E poi l'uranio scarseggia GIOVANNI VALENTINI GINEVRA - Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno al carbone? Fonti rinnovabili? Andiamo a lezione di Energia da un docente d'eccezione come Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il Cern, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Qui, a cavallo della frontiera franco-svizzera, nel più grande laboratorio del mondo, il professore s'è ritirato a studiare e lavorare, dopo l'indegna estromissione dalla presidenza dell'Enea, il nostro ente nazionale per l'energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana. Da qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con particolare riferimento - come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a concentrazione". Un progetto affascinante, a cui il premio Nobel si è dedicato intensamente in questi ultimi anni, che si richiama agli specchi ustori di Archimede per catturare l'energia infinita del sole, come lo specchio concavo usato tuttora per accendere la fiaccola olimpica. E proprio mentre parliamo, arriva da Roma la notizia che il governo uscente, su iniziativa dello stesso ministro dell'Ambiente e d'intesa con quello dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha approvato in extremis un piano nazionale per avviare anche in Italia questa rivoluzione energetica. Prima di rispondere alle domande dell'intervistatore, da buon maestro Rubbia inizia la sua lezione con un prologo introduttivo. E mette subito le carte in tavola, con tanto di dati, grafici e tabelle. Il primo documento che il professore squaderna preoccupato sul tavolo è un rapporto dell'Energy Watch Group, istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti, come osservatori indipendenti. Contiene un confronto impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA, l'Agenzia internazionale per l'energia. Un "outlook", come si dice in gergo, sull'andamento del prezzo del petrolio e sulla produzione di energia a livello mondiale. Balzano agli occhi i clamorosi scostamenti tra ciò che era stato previsto e la realtà. Dalla fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra l'outlook della IEA e l'effettiva dinamica del prezzo del petrolio è andata sempre più allargandosi, nonostante tutte le correzioni apportate dall'Agenzia nel corso del tempo. In pratica, dal 2000 in poi, l'oro nero s'è impennato fino a sfondare la quota di cento dollari al barile, mentre sulla carta le previsioni al 2030 continuavano imperterrite a salire progressivamente di circa dieci dollari di anno in anno. "Il messaggio dell'Agenzia - si legge a pagina 71 del rapporto tedesco - lancia un falso segnale agli uomini politici, all'industria e ai consumatori, senza dimenticare i mass media". Analogo discorso per la produzione mondiale di petrolio. Mentre la IEA prevede che questa possa continuare a crescere da qui al 2025, lo scenario dell'Energy Watch Group annuncia invece un calo in tutte le aree del pianeta: in totale, 40 milioni di barili contro i 120 pronosticati dall'Agenzia. E anche qui, "i risultati per lo scenario peggiore - scrivono i tedeschi - sono molto vicini ai risultati dell'EWG: al momento, guardando allo sviluppo attuale, sembra che questi siano i più realistici". C'è stata, insomma, una ingannevole sottovalutazione dell'andamento del prezzo e c'è una sopravvalutazione altrettanto insidiosa della capacità produttiva. Passiamo all'uranio, il combustibile per l'energia nucleare. In un altro studio specifico elaborato dall'Energy Watch Group, si documenta che fino all'epoca della "guerra fredda" la domanda e la produzione sono salite in parallelo, per effetto delle riserve accumulate a scopi militari. Dal '90 in poi, invece, la domanda ha continuato a crescere mentre ora la produzione tende a calare per mancanza di materia prima. Anche in questo caso, come dimostra un grafico riassuntivo, le previsioni della IEA sulla produzione di energia nucleare si sono fortemente discostate dalla realtà. Che cosa significa tutto questo, professor Rubbia? Qual è, dunque, la sua visione sul futuro dell'energia? "Significa che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra". Eppure, dagli Stati Uniti all'Europa e ancora più nei Paesi emergenti, c'è una gran voglia di nucleare. Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei, sbagliano tutti? "Sa quando è stato costruito l'ultimo reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie". Ma non si parla ormai di "nucleare sicuro"? Quale è la sua opinione in proposito? "Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo". In che cosa consiste? "Nella possibilità di usare il torio, un elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un reattore non critico, che non provoca cioè reazioni a catena. Non produce plutonio. E dal torio, le assicuro, non si tira fuori una bomba. In questo modo, si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile". Lei sarebbe in grado di progettare un impianto di questo tipo? "E' già stato fatto e la tecnologia sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantità di energia". Ora c'è anche il cosiddetto "carbone pulito". La Gran Bretagna di Gordon Brown ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche Hillary Clinton s'è detta favorevole? "Questo mi ricorda la storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso". E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l'uranio ed escluso il carbone, quale può essere a suo avviso l'alternativa? "Guardi questa foto: è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell'elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità". Ma noi, in Italia e in Europa, non abbiamo i deserti? "E che vuol dire? Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l'uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma". Il sole, però, non c'è sempre e invece l'energia occorre di giorno e di notte, d'estate e d'inverno. "D'accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l'energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l'acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente". Se è così semplice, perché allora non si fa? "Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa".

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Vecchioni: qui c'è la voce dei produttori (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 30 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Vecchioni: qui c'è la voce dei produttori TAORMINA ? "Questo secondo forum dedicato ai temi del Futuro fertile è stato un appuntamento importante, perchè ha visto riunirsi qui tutto il mondo della produzione, nelle sue varie articolazioni. E questo, pure a fronte di posizioni anche diverse nell'ambito della filiera, è fondamentale perchè la nostra sfida ha bisogno della collaborazione di tutti. E tutti insieme dobbiamo presentare alla politica le nostre richieste". E' un bilancio soddisfatto quello che il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, ha tracciato ieri al termine della tre giorni, prima di dare la parola a Silvio Berlusconi. "Il problema della produzione è assolutamente centrale, e per certi versi lo è ancora di più quello dell'agricoltura; per il suo ruolo nel contribuire allo sviluppo dell'economia, alla crescita ed allo sviluppo del Paese, che non si possono ottenere senza gli imprenditori". Quindi Vecchioni ha richiamato gli argomenti al centro del Forum:la preoccupazione per le prospettive europee, dove l'Unione si appresta a ridiscutere il bilancio agricolo; la sfida della globalizzazione, da affrontare senza ricorrere a dazi e barriere, ma confrontandosi con un mercato in cui vigano il rispetto delle stesse regole e condizioni di reciprocità; una rinnovata capacità di tutelare davvero la produzione nazionale, senza per questo scadere nei nazionalismi. E ancora, la lotta alla burocrazia che oggi prende in ostaggio agli imprenditori agricoli 110 giorni lavorativi ogni anno; la riforma del titolo V° della Costituzione, la fine di estenuanti liturgie di concertazione che fanno solamente perdere tempo. "Ci fa piacere che si torni a parlare in termini positivi di ricchezza e profitto, ma non crediamo che si possa veramente cambiare idea in 20 giorni a ridosso delle elezioni. In ogni caso, prima di distribuire la ricchezza bisogna crearla, e verso l'impresa serve più rispetto e meno sospetto. Nel nostro lavoro siamo animati anche da valori profondi. Per noi coltivare è un atto di fiducia, di orgoglio nazionale, di amore verso il nostro Paese. Anche per questo ripetiamo che l'agricoltura non deve più essere emarginata. E al prossimo premier diciamo che di questo tema deve occuparsi in prima persona". (a.g.).

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Burocrazia, ogni anno 110 giorni tolti al lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 30 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Burocrazia, ogni anno 110 giorni tolti al lavoro TAORMINA ? Se c'è un nemico giurato di qualsiasi imprenditore, e ancor più di quello agricolo, è il 'moloch' della burocrazia. "Le nostre aziende devono interfacciarsi con più di 1.000 enti pubblici ai diversi livelli, la gestione delle pratiche ci sottrae ogni anno centodieci giorni di lavoro. Così la burocrazia si configura come una vera e propria 'tassa occulta' ormai insostenibile", è la denuncia rilanciata ieri da Confagricoltura, con un filmato e la tavola rotonda incentrata proprio su questi temi. Risultato? Accordo bipartisan sulla necessità inderogabile di semplificare (alla 'impresa in un giorno' di Veltroni, ieri ha risposto Enrico La Loggia con la sua proposta di 'impresa in un'ora', grazie ad una semplice dichiarazione di inizio attività); ma anche la sostanziale condivisione che raggiungere questo obiettivo non potrà essere nè facile nè breve.

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<Cà del Ferro alle urne> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 30 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Centrosinistra. Incontro domani con il prefetto. Sotto accusa le lentezze della burocrazia "Cà del Ferro alle urne" I radicali: votano solo una decina di detenuti di Gilberto Bazoli "I detenuti di Cà del Ferro che hanno diritto al voto, non essendo ancora la loro condanna definitiva, sono un centinaio su un totale di duecento. Ma in genere, a causa delle lentezze burocratiche, solo una decina possono recarsi al seggio speciale all'interno del carcere. I certificati elettorali arrivano in ritardo o non arrivano proprio. L'abbiamo verificato di persona. Capita a Cremona come da tante altre parti". È di questo che i Radicali parleranno domani con il prefetto Giuseppe Badalamenti. I responsabili dell'Associazione radicale Piero Welby (Ermanno de Rosa, Gino Ruggeri, Sergio Ravelli) hanno inviato nei giorni scorsi una lettera al prefetto con richiesta urgente di incontro in seguito all'iniziativa nazionale lanciata dalla segretaria dei Radicali italiani, Rita Bernardini, e dal segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato. Obiettivo della mobilitazione è promuovere anche per i malati gravi e i detenuti il diritto di voto come riconosciuto dalla Costituzione, "ma ancora oggi gravemente compromesso". Scrivono i radicali al prefetto: "Nella prossima tornata elettorale molti cittadini italiani saranno esclusi dal diritto di voto. Si tratta di coloro che non possono muoversi dalla propria abitazione perché immobilizzati a causa di gravi invalidità o malattia e di migliaia di detenuti che, pur non avendo perso i diritti civili, non possono votare per mancanza di informazioni, o per la materiale difficoltà a disporre della necessaria tessera elettorale". I radicali desiderano illustrare al prefetto "nel merito le nostre proposte per verificare insieme quali possibili soluzioni possano essere predisposte - anche a livello locale - da qui al voto". Continuano i Radicali: "Rita Bernardini e Marco Cappato nei giorni scorsi hanno inviato una lettera al Ministro dell'Interno Giuliano Amato per chiedere provvedimenti urgenti anche con riferimento alla legge che, pur prevedendo il diritto di voto domiciliare dei malati intrasportabili, esclude però chi, immobilizzato in un letto, non dipende "in modo continuativo e vitale da apparecchiature elettromedicali"". Eppure, secondo i Radicali, "l'articolo 48 della nostra Costituzione parla chiaro: 'Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge'. Perché, dunque, il permanere di questa inaccettabile discriminazione? Abbiamo verificato le normative di altri Paesi, europei e non solo. Il risultato è inconfutabile: la violazione del diritto di voto di persone pienamente legittimate ad esercitarlo riguarda praticamente solo l'Italia". L'Italia "sconta anche su questo un ritardo molto grande se si pensa che molti paesi a noi vicini prevedono il voto per corrispondenza, il voto a domicilio o per procura e, costantemente, mettono a disposizione di non vedenti e non udenti il massimo degli strumenti possibili".

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Lei ha ragione a dispiacersi, ma cosa poteva fare di diverso la Confederazione elvetica? Ha una vaga (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Idea di cosa poteva succedere se le avessero detto di sì, aprendo un varco nella frontiera che (fortunatamente per loro) ci divide? Intanto, metà della Campania l'avrebbe seguita nella quiete delle vallate svizzere piene di mucche che pascolano in campi incontaminati. Del resto, avendo la possibilità di trovare nuovi territori da degradare, da riempire di discariche abusive, chi sarebbe rimasto in quelli già finiti sotto le grinfie di Bassolino? Guardi, al massimo non avrebbero chiesto asilo politico quelli di Ceppaloni, dove l'aria è pura, la monnezza è abolita, e zio Clemente è di nuovo tra loro con tanto tempo libero da dedicargli. E poi, perchè solo i campani? Perchè solo lei e sua moglie? E noi chi siamo? Se è vero che per ottenere asilo in Svizzera "bisogna essere sottoposti a persecuzione dallo stato italiano o da terze persone", qui potremmo organizzare un vero e proprio esodo di massa. Più perseguitati di così, infatti, c'è solo la tortura. Perseguitati dal fisco, dai prezzi, dalle tariffe, dalla lentezza della burocrazia, da una scuola che fa ridere, da una crescita del Paese che fa piangere. Dobbiamo continuare? Meglio di no, caro professore. Dunque, se andava via Lei, toccava anche a noi, magari pure a Bassolino, la Jervolino, Pecoraro Scanio. Con un'unica, ulteriore riserva: che in un battibaleno avremmo finito per trasformare la Svizzera in un'altra Italia. E che a quel punto tutti si sarebbero buttati a chiedere asilo politico a Roma. Insomma, meglio che sia andata così. Ognuno a casa sua, con i suoi cari e i suoi rifiuti. Magari con un'altra classe di governo, e comunque con lo straordinario panorama, caro professore, che Lei e sua moglie avete sullo sfondo della foto del vostro viaggio di nozze. E che gli Svizzeri, come Lei sa, non avranno mai. - -->.

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Per fortuna che c'è l'Europa ad evitare la deriva del Belpaese (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Peste&corna Per fortuna che c'è l'Europa ad evitare la deriva del Belpaese La campagna elettorale è, come dicono gli addetti ai lavori, politici e politologi (casta cui ci onoriamo di non appartenere) in corso. In lizza sono i due protagonisti leader. Il Cavaliere dato, a torto o a ragione, come il vincitore, sta girando l'Italia con i più fedeli dei fedelissimi per propagandare il suo Verbo. Ha cambiato look, doppiopetto nero, firmato Caraceni, e camicia dello stesso colore, griffata Prada. È sempre grintoso, bellicoso, esuberante, ottimista. Parla e conciona come se avesse la vittoria in tasca. In tasca ha anche la lista dei ministri del futuro governo, dove l'altra metà del cielo dovrebbe assidersi in un terzo degli scanni. Il dominus arcoriano promette la luna nel pozzo, come tutti in campagna elettorale. E se fosche nubi annunciano procelle, lui, imperterrito, guarda avanti e in alto, sicuro di farcela, e di farcela alla grande. Non perde occasione per scorbacchiare Veltroni, l'ex sindaco capitolino che (lo si è visto dopo lo stupro e l'assassinio della signora Reggiani a Tor di Quinto) ha trasformato l'Urbe, almeno i quartieri periferici, in una specie di casbah, mentre il centro ha l'aspetto di un immenso cratere, costellato di sampietrini, vere mine antiuomo. Lo diciamo con cognizione di causa e di ginocchio perché su queste selci siamo rovinosamente inciampati, lacerandoci menisco e legamenti. Il comunista che non è mai stato comunista (caso unico nella storia del marxismo), non perde occasione di sbertucciare il Berlusca reo di avere fatto salire sul suo carro di Testi ex fascisti confessi. Anche noi, come tutti gli italiani che leggono i giornali, ascoltano la radio, guardano la tivù non possiamo far a meno (anche se ne faremmo volentieri a meno) di assistere alla pittoresca e sguaiata kermesse elettorale. Ce n'è per tutti i gusti e disgusti, per tutti i palati e gli stomaci (o stomachi, fa lo stesso). Ognuno ha in tasca e sbandiera ai quattro venti ricette salvifiche, quasiché il Paese, per uscire dalle secche in cui gli inquilini del Palazzo lo hanno cacciato, potesse far tesoro delle loro utopistiche panacee. Qui nessuno sembra rendersi conto che il Paese è allo stremo e, se non ci fossero italiani, come i piccoli e medi imprenditori del Nordest che con l'olio di gomito e il sudore della fronte mandano avanti la baracca, questa si sarebbe già disintegrata lasciandoci in brache di tela, con le posaderas per terra e il cuore in gola. Stakanovisti del lavoro, che ancora riescono a guardare avanti, a fare progetti e fatturati. Sono i veri eroi di un'Italia di venditori di fumo, di spacciatori di fuffa, di parassiti e profittatori. I quali vivono a sbafo di una società che non ne può più delle loro chiacchiere e delle loro trombonate. L'Italia ha bisogno di gente seria, di cittadini onesti che pagano le tasse, ma solo quelle che devono pagare, senza subire le vessazioni di un fisco draculesco e di una burocrazia ottusa, sgangherata e prepotente. Una burocrazia che ti concede una legittima licenza dopo averti fatto riempire un niagara di moduli. L'Italia ha bisogno di cittadini, non di sudditi, come le dittature e i regimi. Noi, grazie a Dio, non siamo una dittatura (quella littoria ci è bastata), ma siamo un regime, una democrazia incompiuta perché immatura. Una democrazia che vive alla giornata, senza che "Lorsignori" rinuncino ai propri privilegi, angariando chi, come noi, non ne ha mai goduti. Un regime che, se non corre ai ripari al più presto (ma, forse, è già tardi), rischia la peggiore delle iatture. E vi lascio immaginare quale. Per fortuna siamo nel provvido grembo dell'Unione europea, ma fino a quando, se non cambiamo musica, ci resteremo? I nostri partner non sono filantropi. Ci hanno già avvisato. Siamo avvisati. E avvisati sono il cavaliere brianzolo e l'ex sindaco kennediano.

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Di MAURIZIO GUCCIONE P ARTIRA' dalla sua abitazione di Marlia alla volta (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MAURIZIO GUCCIONE P ARTIRA' dalla sua abitazione di Marlia alla volta della Columbia University. Per formare i giovani scienziati in una materia che, solo a pronunciarla, fa impallidire: Fisica della materia. Vittorio Pellegrini (nella foto) 38 anni, è uno di quei cervelloni che vivono in mezzo a noi, tutti i giorni, con semplicità, ma che hanno una marcia in più. Laureato in fisica, perfezionato alla Normale di Pisa, inquadrato come primo ricercatore al Cnr. Docente. Un prodigio nostrano che ha appena vinto una selezione su scala nazionale dove l'Accademia della cultura italiana ? emanazione della Presidenza della Repubblica ? assegna 3, 4 posti al massimo per altrettanti geni che intendono perfezionarsi e andare a formare nuovi scienziati. A Manhattan, si appresta dunque ad arrivare un capannorese letteralmente innamorato del futuro della ricerca. "Il microcosmo della Normale è 'speciale' ? spiega il professor Pellegrini ?. Il mio settore è quello strettamente collegato alla proprietà dei materiali e alla scoperta degli 'stati emergenti'. E' un settore che va a scavare continue evoluzioni in campo fisico, la cui applicazione si riflette sull'avanzamento delle conoscenze in quasiasi ambito: medicina, ingegneria, elettronica". Studia il futuro, Pellegrini. Lo ha già fatto, nel 1996, quando in America ha frequentato il prestigioso laboratorio "Bell" da dove sono transitati i Premi Nobel. E pensare che fra pochi giorni, lo scienziato potrà bussare, per un consiglio, un'informazione, ad un prestigioso collega: il professor Horst Stormer, premio Nobel per la fisica nel 1998. "Conoscere questa materia ? prosegue il ricercatore ? significa studiare l'uomo. Siamo degli 'stati emergenti' e il mio è un mondo che si pone domande su come sarà il futuro della ricerca in questo campo: che non ha tempi morti nè può attendere". A FARE attendere la ricerca e a sottovalutare le intelligenze che partono anche da Capannori, ci pensa invece la burocrazia. Che non solo stanzia poche risorse ma che fa attendere alle stesse tempi lunghissimi per essere destinate a un progetto. "Vedo finanziamenti ? afferma Pellegrini ? che dovrebbero essere erogati subito. Chi ha l'urgenza di avere soldi per poter sperimentare uno studio, non può aspettare mesi prima di poter beneficiare di quelle risorse perchè il rischio è quello di vanificare tutto, buttando via un lavoro prezioso per il futuro". Parlare con Vittorio Pellegrini da un lato affascina, dall'altro fa capire come la "Fisica della materia" oppure la "Teoria quantistica", siano sì materie complicate ma ammalianti se proposte da una persona che le illustra con passione, quasi amore. "Non sono un 'cervello in fuga' ? precisa il professore ? semplicemente mi avvalgo di questa esperienza per crescere e far crescere la ricerca italiana. Il mio sogno? Vedere un mio studente progredire negli studi, scoprire sempre nuove cose". Così, bevendo un caffè che per il piglio di erudire il cronista è ormai diventato freddo, Pellegrini saluta:"Ora torno da Rebecca e Caterina ? dice ? le mie figlie". Che hanno un padre speciale, indubbiamente. - -->.

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PER FARGLI la multa il Comune di Portomaggiore ci ha messo più di mezzo secolo. Vittima di ques (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

To ennesimo caso di burocrazia all'italiana è Francesco Carlini, pensionato, ex funzionario dell'Oreal che, nel 1955, aveva fatto costruire una tomba per il padre nel cimitero di Gambulaga. Ora, dopo ben 55 anni, il Comune si è accorto che la lapide 'splafona' di circa un metro quadrato oltre il limite consentito, configurando così un caso di abuso edilizio. Inflessibile, il meccanismo si è messo in moto (si fa per dire) e Carlini dovrà pagare una sanzione di 245 euro e 32 centesimi. - -->.

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Primo brindisi alla Fonte dei Lupi Morfasso, l'impianto sfornerà 8mila bottiglie d'acqua al giorno (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

21 PROVINCIA domenica 30 marzo 2008 L'inaugurazione dopo un anno e 5 mesi e ben 75 autorizzazioni. "Imprenditoria giovanile che valorizza la montagna" Primo brindisi alla Fonte dei Lupi Morfasso, l'impianto sfornerà 8mila bottiglie d'acqua al giorno MORFASSO - C'è acqua e acqua, ma quando ci si ritrova immersi in un ambiente incontaminato dove non esistono grandi impianti che opprimono l'ambiente e si è forti solo della propria tenacia e creatività, allora anche una semplice acqua di sorgente acquista un sapore particolare, perché è il testimone più fedele della storia di un territorio. L'impianto sorgivo posto nelle vicinanze del monte Carameto, a villa Casali di Morfasso, è stato ieri inaugurato alla presenza di più di trecento persone con la benedizione impartita dal parroco di Bore don Giancarlo Biolzi. E' raggiante Alessandro Marenghi (cappello da Alpino sul capo), amministratore unico della cooperativa Fonte dei Lupi: "Dopo più di un anno e 5 mesi e ben 75 autorizzazioni, possiamo brindare finalmente con quest'acqua che l'Università di Parma giudica tecnicamente oligominerale. Un'acqua che non ha nulla in meno delle altre". L'acqua raggiunge l'impianto filtrando attraverso le rocce da uno strato quaternario e a 5 metri di profondità trova l'argilla blu cobalto. Sgorgando alla luce del sole, giunge da una delle due sorgenti poste nelle immediate vicinanze dell'impianto, cioè da quella considerata più buona. "Il Comune è vicino e supporta questa imprenditoria giovane che, per emergere, deve vedersela con un'esagerazione di decreti" ha commentato il sindaco Marco Rigolli. "Vogliamo arrivare a poter dare le autorizzazioni in un giorno per essere più competitivi. Ben vengano altre acque perché sono arricchenti il territorio, ma la competizione avviene altrove. A livello locale la sinergia c'è stata e Morfasso, povero com'è di entrate, si ritrova ricco dell'umanità e dell'intelligenza della sua gente e dei suoi giovani che hanno il coraggio di restare in montagna". La Fonte dei Lupi è già menzionata in alcuni documenti dei secoli scorsi. "Possiamo renderci conto di quanto è difficile far nascere un impianto in montagna" dice Gianluigi Molinari, sindaco di Vernasca. "Il sindaco in questi casi si spoglia dei suoi panni e diventa un amico, stando vicino agli imprenditori soffocati da questa burocrazia che uccide i piccoli". Alla cerimonia di inaugurazione dell'impianto, che produrrà 8000 bottiglie al giorno, erano presenti, tra gli altri, il gruppo Alpini sezione di Morfasso capitanati da Flavio Casali, il gruppo Bersaglieri sezione di Fiorenzuola con in testa il presidente Giuseppe Ghisoni, monsignor Domenico Ponzini, don Emilio Rigolli parroco di San Michele, il maresciallo Franco Liberati della stazione carabinieri di Morfasso, Mauro Balordi capoarea della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, il professor Alessandro Mangia dell'Università di Parma, il consigliere regionale Nino Beretta, il sindaco di Bore Fausto Ralli, il sindaco di Lugagnano Aldo Lombardelli e l'assessore di Castellarquato Sebastiano Mossa. Alla cerimonia ha presenziato anche l'onorevole Maurizio Migliavacca: "Questa inaugurazione assume un doppio valore: si apre un'attività economica e sono i giovani che la intraprendono. Sarà fondamentale nella prossima legislatura riprendere il disegno di legge Realacci: l'impianto legislativo prevede investimenti sui prodotti tipici in questa direzione, azioni di sostegno agendo sulla leva fiscale e aiuti ai comuni ad associarsi per fare squadra". Durante la cerimonia è stata data notizia che un altro giovane, Alessandro Tavazzi dei Casali, inaugurerà un'azienda agricola che da martedì conferirà una quota di 200 litri di latte per produrre il Grana Padano a Farini. Gianluca Saccomani © LIBERTA' VILLA CASALI di MORFASSO - L'inaugurazione dell'impianto per l'imbottigliamento dell'acqua foto Lunardini VILLA CASALI di MORFASSO - L'inaugurazione dell'impianto per l'imbottigliamento dell'acqua foto Lunardini VILLA CASALI di MORFASSO - L'inaugurazione dell'impianto per l'imbottigliamento dell'acqua foto Lunardini © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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PER VINCERE le sfide dello sviluppo del territorio uscendo da una navigazione di piccolo cabotaggio (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Va aperta una nuova stagione di elaborazione culturale e progettuale. A lanciare la provocazione è il cesenate Stefano Bernacci (foto), segretario operativo della Confartigianato di Cesena e segretario in pectore della nuova Federazione della Confartigianato di ForlìCesena. "Serve ? dice Bernacci ? un dibattito in vista della consultazione elettorale delle amministrative del 2009, in cui i partiti elaborino progetti di lungo respiro con il modello di città che vorrebbero creare. Organizzazioni economiche, sociali e i sindacati sono chiamati a dare peso a questo laboratorio concettuale per costruire insieme gli scenari per la crescita socio-economica dei prossimi vent'anni. Come Confartigianato siamo pronti a farci parte attiva di questa nuova stagione di elaborazione culturale. Tre aspetti ci sembrano ineludibili per favorire lo sviluppo: riduzione della burocrazia, sicurezza del lavoro e la valorizzazione dei giovani come risorsa in un'ottica di rinnovamento che deve essere perseguita e favorita in tutti i settori sociali". "PER QUANTO riguarda lo snellimento burocratico occorre una rivoluzione copernicana nell'approccio ? aggiunge Bernacci ? con la consapevolezza che il problema non va affrontato solo a livello centrale, ma soprattutto nel territorio e non più in una logica di contrapposizione con i dipendenti pubblici. Quanto alla sicurezza nel lavoro è un caposaldo della coesione sociale e va perseguito partendo dal concetto che qualità del lavoro è fonte di qualità della vita e pertanto è un valore comune, condiviso, aggregante per imprenditori e collaboratori. L'innovazione e la valorizzazione dei giovani come grande risorsa di questo territorio attraverso lo sviluppo di progetti collegati alla ricerca e all'Università rappresentano infine prerogative indispensabili per elevare la qualità dei saperi e delle professioni. Una sfida che va affrontata con gli indispensabili processi di ricambio generazionale". - -->.

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CONFAGRI: LA BUROCRAZIA MANGIA DUE GIORNI DI LAVORO SU SETTE INTRALCI, perdite di tempo, rinvii, for... (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFAGRI: LA BUROCRAZIA MANGIA DUE GIORNI DI LAVORO SU SETTE INTRALCI, perdite di tempo, rinvii, formulari e carte di ogni tipo. Così ? secondo Confagricoltura ? ogni settimana un'azienda agricola di medie dimensioni perde due giorni per adempiere agli obblighi burocratici. - -->.

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Il sindaco Cherchi: <Giù le mani dalla discarica> (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Sulcis Pagina 2042 Carbonia. Il presidente dell'Anci ipotizza la nascita di un Consorzio dei Comuni che usano l'impianto Il sindaco Cherchi: "Giù le mani dalla discarica" Carbonia.. Il presidente dell'Anci ipotizza la nascita di un Consorzio dei Comuni che usano l'impianto L'ex parlamentare contro il commissario: dal primo aprile a noi la gestione --> L'ex parlamentare contro il commissario: dal primo aprile a noi la gestione "Dal primo di aprile, rileveremo la gestione della discarica e i relativi impianti a prescindere da quello che sostiene il commissario della Comunità montana". Cherchi sfida Farris. Ossia il sindaco di Carbonia e presidente regionale dell'Anci contro il commissario della Comunità montana di Iglesias (nonché sindaco di Buggerru) sulla gestione della discarica consortile di Sa Terredda. Farris attacca, Cherchi risponde a stretto giro d'articolo: "Nell'immediato e tenuto conto delle responsabilità anche penali che gravano sui titolari della gestione non possiamo fare altrimenti". Non è finita. Il sindaco di Carbonia contesta le affermazioni di Silvano Farris "sul piano del metodo prima di tutto: il commissario è stato ripetutamente invitato dall'amministrazione di Carbonia a un incontro per discutere del passaggio della discarica, invece ha preferito polemizzare attraverso il giornali ed è singolare che notifichi a mezzo stampa che non firmerà un atto dovuto". Ma non è soltanto una questione di stile. "Almeno in questa fase la discarica non poteva non essere assegnata al Comune di Carbonia - argomenta Cherchi - dal momento che la stessa è a meno di due chilometri dalla piazza principale della città. Sarebbe stato del tutto incongruo assegnarla a un'Unione dei Comuni della quale non fa parte Carbonia". Insomma per il sindaco "è come se noi pretendessimo di gestire il porto di Portovesme o l'area industriale di Iglesias". Chiarito questo Tore Cherchi parla della futura gestione: "Il Comune di Carbonia è favorevole alla formazione di un consorzio tra tutti i Comuni del Sulcis-Iglesiente che conferiscono nella discarica e non solo tra alcuni di questi". E fa subito un distinguo: "Comunque è escluso che Comuni che non fanno parte del bacino partecipino alla gestione". Il che mette subito fuori gioco l'Unione dei Comuni nata sulle ceneri della Comunità montana di Iglesias. "Per il futuro bisognerà rispettare alcuni criteri - aggiunge il presidente regionale dell'Anci - primo fra tutti quello secondo il quale deve esserci coincidenza tra chi gestisce la discarica e chi invia le bollette ai cittadini. Non permetteremo che succeda quello che accadeva prima, quando la Comunità montana gestiva e i Comuni dovevano mandare le bollette". Cherchi è deciso: "La discarica non deve servire per finanziare burocrazie improprie: non ci sarà un ente di gestione (né del Comune di Carbonia e neppure di nessuna unione). Se c'è chi pensa di finanziare le unioni attraverso i proventi della discarica si sbaglia perché l'unico punto di riferimento sono i cittadini che pagano la Tarsu". L'ultimo capitolo è quello degli introiti che derivano dall'impianto che sfrutta il biogas. Su questo tema Cherchi fa una premessa: "Sono molto incuriosito perché scopro che nel territorio del mio Comune è in attività un impianto per la produzione di energia elettrica da biogas ultimato nel 2005 e non ancora collaudato ma in esercizio: non capisco perché il commissario della Comunità montana non abbia ancora chiuso questa pratica". In ogni caso il sindaco di Carbonia ribadisce che "i proventi dell'energia devono per ridurre la bolletta dei rifiuti e, quindi, non a vantaggio né di un Comune né di un'unione ma dei cittadini". Dal primo aprile si cambia e non sarà uno scherzo. SANDRO MANTEGA.

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Ma perché non pensare anche a un software veneto-italiano?\n (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-03-30 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Il commento Ma perché non pensare anche a un software veneto-italiano? di UMBERTO CURI Se non fossero in gioco i legittimi interessi dei contribuenti, ovviamente ignari dell'uso che verrà fatto del denaro che è stato loro prelevato, l'iniziativa sarebbe perfino divertente. Potrebbe servire a ravvivare il clima di una campagna elettorale moscia come poche altre. Potrebbe fare la gioia di qualche artista dadaista, o di qualche nostalgico di Woodstock. E' vero che immaginare Luca Zaia, il vicepresidente leghista della Regione, nei panni di Tristan Tzara, il fondatore del movimento Dada, o di un musicista hippie, non è proprio così facile. Ma la tentazione di tributare un applauso a scena aperta per un colpo di teatro così sorprendente è quasi irresistibile. State a sentire. Una legge regionale, approvata alla fine dell'anno scorso, mette a disposizione la sommetta di 250 mila euro per tre anni (circa un miliardo e mezzo del "vecchio conio"), per uno scopo davvero encomiabile, oltre che del tutto originale. Una di quelle cose di cui tutti i cittadini veneti sentivano la mancanza, e che solo la ben nota sensibilità culturale dell'esponente del Carroccio poteva intercettare e soddisfare. Con quei soldi, infatti (ma forse la somma, ahimè, non basterà) verrà realizzato un software col quale sarà possibile tradurre un testo dal veneto all'inglese e viceversa. Ciò perché - come ha testualmente dichiarato Zaia - "i manager di casa nostra che vanno in giro per il mondo pensano in veneto e parlano in inglese". Capito? Una particolarità veneta. Una peculiarità unica della nostra gente. Mentre, che ne so, i siciliani o i milanesi, non appena varcano le Alpi, pensano direttamente in inglese, i veneti, forse perché un po' ottusi, o perché troppo legati alla loro terra, quando si trovano a Trafalgar Square o nella Piazza Rossa credono di essere ancora a San Marco e continuano a pensare in veneto. Di qui l'esigenza insopprimibile di disporre di uno strumento che consenta loro di tradurre in "presa diretta" dal vernacolo goldoniano alla lingua di Shakespeare. Come non averci pensato prima? Cosa hanno fatto finora quei fannulloni degli assessori alla cultura, predecessori dell'ineffabile Zaia? Come saranno riusciti a cavarsela, orfani di questa tecnologia d'avanguardia, i manager veneti che negli ultimi anni hanno imperversato con successo in lungo e in largo in Europa e in America? E poi non si venga a raccontare che la Lega non è capace di esprimere una cultura di governo che sia all'altezza delle sfide della globalizzazione. Dobbiamo confessarlo: per difetto di immaginazione e deficit culturale, credevamo che gli imprenditori veneti avessero bisogno di tutt'altra cosa. Di infrastrutture viarie e ferroviarie, di snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle tecnologie di punta. Sbagliavamo - Zaia ci ha convinto. Restano solo due minuscole obiezioni, del tutto insufficienti ad incrinare la solidità culturale di questa iniziativa. In fondo, quisquilie senza importanza. La prima riguarda lo sviluppo futuro del progetto. Infatti, se non si tratta di un'uscita estemporanea, dovuta al clima elettorale, ma di una prospettiva strategica di lunga durata, visto lo sviluppo esponenziale dei mercati asiatici, dovremo attenderci nei prossimi anni analoghi stanziamenti per la creazione di un software da e verso il cinese e l'indiano? La seconda sommessa obiezione ha in realtà la forma di un suggerimento. Avendo avuto la possibilità di ascoltare i discorsi di alcuni consiglieri regionali, e dello stesso Luca Zaia, non sarebbe meglio devolvere i fondi per la realizzazione di un software dal veneto all'italiano?.

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<Io, americano nella New York (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 77 del 2008-03-30 pagina 7 "Io, americano nella New York di Redazione "La notizia, nel settembre dello scorso anno, che avrei dovuto lasciare Bagdad - dove svolgevo l'incarico di Consigliere della sezione Affari economici dell'ambasciata americana - per venire a Milano, contrariamente a quanto normalmente avviene nel mondo diplomatico, mi è stata comunicata solamente tre settimane prima. Non ero mai stato nel Nord Italia e tutto quello che conoscevo della città risaliva al tempo dei miei studi. Sapevo che Milano era considerata la New York dell'Italia, la città più americana per stile di vita, ma nulla più. Ora devo dire che trovarmi qui è stata per me una sorpresa molto piacevole. A Milano si vive bene e la mia prima impressione è stata quella di una città Svizzera, paese dove ho viaggiato a lungo. Ho trovato un'atmosfera più centroeuropea che mediterranea". Lei però era già stato in Italia, a Roma... "Venticinque anni fa, in missione presso la Fao. Se dovessi fare un confronto, direi che la bellezza di Roma con le sue chiese, i palazzi, le opere d'arte, si nota subito, mentre il fascino di Milano è nascosto. Lo straniero, in un primo momento, è portato a pensare che qui non vi sia nulla da vedere e invece vi sono degli splendidi angoli e capolavori artistici da scoprire. Per essere apprezzata, Milano va conosciuta e dal punto di vista architettonico, lo dico da appassionato, si accosta a Vienna". Nel nominare Daniel Weygandt a Console generale degli Stati Uniti a Milano, il Dipartimento di Stato americano ha voluto scegliere un diplomatico di primo piano per la formazione accademica e i precedenti incarichi. In diplomazia dal 1979, dopo la laurea a Chicago e un master in relazioni internazionali, conoscitore di ben cinque lingue, Weygandt ha lavorato a Vienna, Mosca, Amburgo, Bonn, Roma, Istanbul, al Dipartimento di Stato come economista presso l'Ufficio degli affari centrali europei, oltre che da Bagdad, da dove proviene. È una persona cortese, che mette a suo agio l'ospite, ma la sicurezza nel rispondere denota una personalità decisa che lo fanno sembrare più un professore universitario che un diplomatico abituato spesso ad usare parole sfuggenti. Il console dà l'impressione, in altre parole, di essere convinto di ciò che dice, senza voler compiacere l'interlocutore per fare bella figura. Quanti sono gli americani che vivono a Milano? "Attorno ai diecimila, tra i quali alcune centinaia di studenti, ma non numerosi come verremmo. La Bocconi, il Politecnico, l'Università Cattolica sono ottime università, ma i programmi di scambio con gli Stati Uniti sono ancora modesti e sarebbe auspicabile incrementarli. Abbiamo una scuola americana che funziona egregiamente e anche da ciò si capisce come i giovani alunni e le famiglie si trovino bene a Milano. La vita scolastica consente, infatti, di osservare la città sotto vari aspetti anche dal punto di vista culturale". Per rimanere sul tema culturale è mai stato alla Scala? "Sono abbonato alla stagione dei concerti alla Scala e quest'anno ho assistito alla prima. Un'esperienza unica, proseguita nella cena del dopo Scala, nella quale ho visto persone di tutto il mondo, assieme ai cantanti, uniti da questo fantastico teatro. Personalmente amo soprattutto i concerti - penso al Conservatorio - e sono convinto che l'offerta musicale della vostra città sia sorprendente. Si possono ascoltare interpreti di fama internazionale. Dal punto di vista musicale Milano non è seconda a nessuna città europea, nemmeno a Vienna. Si dovrebbe, però, fare di più per presentare l'immagine di Milano come capitale culturale e mi auguro che ottenga di essere scelta per l'Expo. Lo merita e sarebbe un'opportunità per far conoscere la dimensione completa della città nei suoi diversi aspetti, non solamente quello finanziario e la moda, per quanto importanti". Le risulta che vi siano delle lamentele da parte degli americani che vivono qui? "I miei concittadini non comprendono l'eccesso di burocrazia, le numerose norme amministrative, ad esempio la confusione sull'Ecopass. Il traffico è comune a tutte le grandi città e per quanto riguarda le abitazioni non ho sentito lamentele". Vi sono dei quartieri, delle zone che ama visitare? "Sfortunatamente l'attività diplomatica ai nostri giorni, per motivi di sicurezza, non consente di fare il turista durante tempo libero, del resto limitato. Mi piacerebbe visitare con calma il Duomo, il Castello Sforzesco, la Biblioteca Ambrosiana, le chiese, molte delle quali veramente belle, camminare lungo i Navigli o salire su un tram per osservare lentamente la città, la gente. Ma sono qui da poco tempo e le occasioni non mancheranno. Vivere nella vostra città, ripeto, è stata per me una sorpresa più che gradita". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il Frosinone batte il Treviso (1-0) e pensa al futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 77 del 2008-03-30 pagina 5 Il Frosinone batte il Treviso (1-0) e pensa al futuro di Redazione Raggiunta la salvezza la società di Stirpe programma la prossima stagione: dubbio-Cavasin Il Frosinone batte 1-0 il Treviso (gol di Eder al 10' del secondo tempo) ma la classifica interlocutoria spinge già a guardare alla prossima stagione. Il presidente Maurizio Stirpe sembra intenzionato a dare continuità al progetto-Frosinone. Ma l'ostacolo più grosso resta lo stadio. Il "Matusa", imbellettato in fretta e furia per la serie B, non può nascondere le rughe. Da anni esiste un project-financing per uno stadio gioiello da 20mila posti a sedere coperti, bloccato dalla burocrazia. Certo è che i tifosi non ne possono più e a ogni partita interna si levano cori non proprio teneri nei confronti del sindaco. Il dg Enrico Graziani sta comunque già lavorando per il nuovo campionato. Prima grana da risolvere quella dell'allenatore: Alberto Cavasin ha ancora un anno di contratto, ma con l'ambiente frusinate non ha proprio legato. Dovesse andar via, il nome più gettonato resta quello di Claudio Gentile anche se si vocifera di un interessamento per due "giovanotti" che stanno completando il master allenatori di Coverciano: Billy Costacurta e Moreno Torricelli. Per quanto riguarda i giocatori, perso il gioiellino Lodi, già ceduto al Genoa, il Frosinone farà carte false per tenere Salvatore Bocchetti, a metà con l'Ascoli e punto di forza dell'under 21 di Casiraghi, e il brasiliano Eder, in prestito dall'Empoli, mentre da Piacenza rientrerà il nazionale sloveno Dedic. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La ricetta per salvare la scuola (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 77 del 2008-03-30 pagina 3 La ricetta per salvare la scuola di Stefania Antonetti I Circoli della libertà s'interrogano sui problemi da affrontare "Erano troppi quelli a cui conveniva, per opportunismo o altro, rimandare all'infinito il giorno della resa dei conti e dell'assunzione di responsabilità nell'ambito della scuola, soprattutto quando si parla di governi di sinistra, in grado solo di produrre danni irreparabili nell'ambito della scuola. È tempo di indagare sulle cause per cercare di calare in politica cose concrete. E cosa può interessare più della scuola?". A interrogarsi è Renata Oliveri, rappresentante dei Circoli della libertà, intervenuta ieri al primo convegno operativo del comitato per il risanamento della scuola, promosso dai quattro Circoli della libertà della provincia di Genova. "Rialzati scuola! è stato il filo conduttore del primo degli appuntamenti che intendiamo portare avanti nell'ambito del territorio per agire sul piano culturale per il risanamento della scuola, per la ricerca storica e la valorizzazione delle nostre tradizioni - ha spiegato Miriam Pastorino, presidente del primo circolo della libertà di Genova -. Ma soprattutto abbiamo il compito di sollevare davanti alle istituzioni le problematiche scolastiche che non possono esaurisci con una semplice riforma". "Questo significa che i circoli - ha aggiunto ancora Armando Fossati, ex preside dell'istituto Vittorio Emanuele Ruffini - nati con la specifica funzione di propagandare le varie problematiche in città, devono cercare di dare un contributo alla società. E mai come in questa occasione le tematiche legate alla scuola e al suo futuro devono essere oggetto di particolare attenzione. Il compito dei Circoli resta dunque unico: quello di individuare il problema, parlarne per poi portarlo a conoscenza delle istituzioni". Durante il convegno sono stati affrontati i temi: la scuola di base dall'eccellenza al disastro; il ruolo poco noto degli enti locali; il personale della scuola; luce e ombre; ordini e contrordini, decreti e circolari; come la burocrazia soffoca la scuola e il programma per la scuola del Pdl. "Stiamo vivendo un grosso momento di emergenza educativa - ha aggiunto Francesco Verzillo, direttore del nucleo Regionale Liguria - Piemonte dell'agenzia scuola -. La ricetta del Pdl è quella di fare emergere l'elemento famiglia e ridimensionare il ruolo dello Stato, insomma da gestore a garante nei processi di istruzione al fine di aumentarne la qualità". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"Anche la cultura deve fare i conti" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Polemica La replica della Regione a Piero Angela L'ACCUSA IL NUOVO EGIZIO "Anche la cultura deve fare i conti" L'assessore Oliva: i progetti per i musei scelti sulla base di risparmio e bellezza RENATO RIZZO "A Torino si preferisce la logica del ribasso e non della bellezza" La direttrice Vassilika "Abbiamo scelto architetti formidabili" La cultura è una cosa troppo importante per lasciarla fare ai contabili: Piero Angela lancia l'allarme dalle colonne della Stampa citando il caso di tre "gioielli" torinesi mortificati da scelte più attente al risparmio che alla bellezza e alla funzionalità. La prosa che vince sulla poesia, insomma: i progetti per i nuovi allestimenti del Museo Egizio, di quello di Scienze Naturali e della Reggia di Venaria hanno vinto, secondo il padre di Quark, grazie ai maxi-ribassi praticati dai loro autori. E, per spiegare l'offesa alla collettività rappresentata da questi metodi, Angela parte dalla sua offesa personale: il progetto con il quale ha concorso alla rivisitazione del Museo di Scienze è stato "giudicato il migliore" dalla commissione, ma il quarto classificato - quello che ha come coordinatore l'etologo Giorgio Celli - ha "ribaltato l'esito della gara grazie a un maxi-ribasso". Stessa classifica bugiarda, secondo il giornalista, anche per il Museo Egizio (il progetto di Isola che s'è aggiudicato l'allestimento sarebbe stato terzo quanto a gradimento estetico-tecnico) e per Venaria - sezione Galleria del Paesaggio - con la proposta valutata da sesto posto che balza al primo. E' giusto, si domanda Angela, inserire una logica da supermercato nella rivisitazione di complessi che dovrebbero richiamarsi a logiche essenzialmente culturali? "A questo interrogativo posso dare due risposte - spiega l'assessore regionale alla Cultura Gianni Oliva -. Come intellettuale mi rendo conto che l'aspetto economico in senso stretto rischia di falsare il giudizio su un progetto, ma come amministratore devo vigilare che le strutture alle quali tocca gestire la gara applichino la legge. In materia di appalti, i margini di gestione sono assai limitati". Tutto giusto, resta il fatto che Angela aveva presentato il miglior progetto e che Torino dovrà, per così dire, accontentarsi. "Io so che la proposta del giornalista era in vantaggio di 6-7 punti, poi il ribasso attuato dal ricercatore bolognese ha rimescolato le scelte. Sono dispiaciuto che Angela non abbia vinto. E lo sostengo anche in modo interessato perché un nome come il suo avrebbe funzionato da importante traino per la collezione. Detto questo, ho la massima stima nel professor Celli e considero originale e meritevole il suo lavoro". Stretto fra le velleità dell'uomo di cultura e le regole di chi maneggia denaro pubblico, Oliva s'adegua al male minore: "Immagini quali problemi ben più grandi e pericolosi potrebbe comportare un'assoluta discrezionalità di scelta quando si operano investimenti che, come questo, toccano i 7 milioni di euro". Analoghe le considerazioni che riguardano il terremotato "ordine d'arrivo" per l'allestimento della Reggia di Venaria: la direzione Patrimonio della Regione che si occupa della gestione delle gare d'appalto, pone il definitivo sigillo della burocrazia su ogni velleità di primato del bello sul risparmio: "I soggetti che non sono risultati vincitori hanno presentato ricorso alla magistratura amministrativa che ha espresso un giudizio relativo alla coerenza dell'intero procedimento. E ha constatato la regolarità delle procedure". Gli strali di Piero Angela sono volati sino in via Accademia delle Scienze, sede del Museo Egizio che Aimaro Isola, in cordata con il suo team, il premio Oscar Dante Ferretti e architetti come Aymonino e Marconi, dovrà ridisegnare completamente per arrivare, nel 2011, al raddoppio degli attuali spazi. Una partita da 50 milioni di euro dalla quale è stata esclusa anche una star come Isozaki che ha visto respingere dal Tar il suo ricorso. La direttrice, Eleni Vassilika, giudica ingiusto fermarsi alla guerra delle cifre: "La commissione, nella sua scelta, non ha guardato solo al risparmio che, pure, è una componente fondamentale. Considerando le offerte metodologiche di questo formidabile parterre di architetti, si è tenuto conto anche di altri elementi determinanti: chi poteva vantare, nel suo curriculum, importanti interventi di ristrutturazione in ambito museale? E chi poteva garantire l'assoluto rispetto dei tempi?".

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Pdl, pressing sugli indecisi Zacchera punzecchia la Lega (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

STRESA. AL PALACONGRESSI L'EX MINISTRO STANCA Pdl, pressing sugli indecisi Zacchera punzecchia la Lega [FIRMA]MARIA ELISA GUALANDRIS STRESA "Mi rivolgo a voi perché sappiate convincere quel trenta per cento di elettori ancora indecisi". Così il senatore Lucio Stanca, ex ministro per l'Innovazione tecnologica del governo Berlusconi e candidato alle prossime politiche ha aperto il suo intervento ieri al Palacongressi di Stresa nel corso del convegno del Popolo delle Libertà. Stanca ha illustrato i punti chiave del programma: "Innanzitutto l'identità, che è quella della grande famiglia dei popolari europei. I valori sono libertà, individuo e famiglia contro il relativismo della sinistra". Secondo punto è lo sviluppo: "Abbiamo perso la capacità di competere per l'eccessiva pressione fiscale, la mancanza di infrastrutture e la burocrazia". Infine, sicurezza e giustizia: "Non si può vivere con la paura a girare la sera in città". Accanto al coordinatore provinciale di Forza Italia Valerio Cattaneo, in lista per la Camera, che ha espresso soddisfazione per i 600 presenti, i parlamentari Marco Zacchera (ricandidato alla Camera) e Valter Zanetta (in corsa per il Senato). Zacchera, che ha sottolineato la partecipazione di molti giovani al convegno, ha aggiunto una nota polemica nei confronti della Lega Nord: "Non bisogna votare chi fa la campagna elettorale con le battute di spirito". "Abbiamo tre candidati del Vco in posizione eleggibile: significa che a Torino la provincia è molto considerata", ha affermato Zanetta. "Dobbiamo restituire alle persone la fiducia", ha annunciato il coordinatore regionale di Forza Italia Guido Crosetto. L'ex presidente della Regione Enzo Ghigo ha parlato di un'amministrazione piemontese tornata al "Torinocentrismo". "Bisogna convincere quelli con la puzzetta sotto il naso a non votare Veltroni, che ha ricandidato chi ha dissanguato l'Italia - ha esortato il gran capo piemontese di An Ugo Martinat -: grazie a Prodi siamo l'unico Paese in Europa che non ha firmato la moratoria per bloccare per altri due anni l'ingresso dei romeni senza contratto di lavoro". L'unico leghista in sala era il sindaco di Domodossola Michele Marinello che, interrogato sulle parole di Zacchera, ha risposto con un "non ho sentito niente". Durante il dibattito è anche stato presentato il candidato sindaco a Villadossola, espressione del Pdl, Roberto Viroletti.

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Mozzarelle di bufala tutti al caseificio piovese dopo i timori di diossina - elena livieri (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia Mozzarelle di bufala Tutti al caseificio piovese dopo i timori di diossina ELENA LIVIERI PIOVE DI SACCO. Mentre le mozzarelle di bufala campane giacciono invendute nei banchi frigo di supermercati e negozi, dopo la notizia che potrebbero contenere diossina, fa affari d'oro il caseificio Scacco di via Porto, gestito da Giuseppe Scacco, 66 anni, che lo ha fondato oltre vent'anni fa e lo manda avanti con la moglie Ariella e i figli Emanuele e Simone. Trecento bufale che ogni giorno con il loro latte permettono di produrre 500 mozzarelle. E di invendute non ne rimangono. Anzi. "Da quando si è sparsa la notizia delle mozzarelle del sud con la diossina - conferma la signora Ariella, addetta alla vendita - ho notato un aumento di clienti. Evidentemente non si fidano di acquistare il prodotto al supermercato". Giuseppe Scacco ci tiene però a mettere i puntini sulle i: "Con o senza diossina - precisa l'allevatore - le mozzarelle campane non sono come le nostre. Noi usiamo solo latte di bufala mentre quelle hanno almeno il 30 per cento di latte vaccino. Così è più facile farle, perché la pasta fila meglio". "Io non ho mai voluto usare latte che non fosse delle mie bufale - sottolinea Scacco - ho puntato da subito sulla qualità del prodotto ed è quella che oggi ci premia. Senza farci pubblicità, senza rete di distribuzione e senza rappresentanti, abbiamo in pochi anni collezionato centinaia di clienti affezionati che arrivano anche da Vicenza, Adria, Chioggia, Cavarzere". I controlli nell'allevamento di bufale di via Porto vengono effettuati a cadenza settimanale dal servizio veterinario dell'Usl, ma non solo: "Per maggior scrupolo - aggiunge Scacco - sottoponiamo sia gli animali sia il latte che i prodotti finiti, oltre alle mozzarelle anche formaggi, burro e ricotta, ad ulteriori accertamenti. Il consumatore può stare più che tranquillo. Le bufale vengono alimentate con erba medica, mais, ceroso, semi di lino, melasso, sali minerali e vitamine. In tutto ci sono trecento animali, ma solo cento per volta in lattazione. I maschi oltre che per la monta vengono usati per la carne. Li macelliamo e poi rivendiamo i tagli su ordinazione". Le mozzarelle Scacco vengono usate anche in quasi tutte le pizzerie di Piove di Sacco e dintorni. Il costo è di 12 euro al chilo, concorrenziale con quello di alcune marche famose di mozzarelle campane e più alto rispetto ad alcune sottomarche. "Se si pensa che ci vogliono quattro litri di latte per una mozzarella - fa notare Scacco - è ovvio che i prezzi non possono stare sotto una certa soglia. Questa è un'azienda a conduzione familiare, lavoriamo sette giorni su sette, perché gli animali non vanno in ferie. Con le leggi e la burocrazia che ci sono nel nostro Paese solo un pazzo - confida Scacco - poteva mettersi in testa di lasciare un posto sicuro da ragioniere e un appartamento in centro per trasferirsi in aperta campagna e avviare un allevamento di bufale con caseificio. Ma la qualità del lavoro e dei prodotti ci ha dato ragione".

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Rubbia: "Né petrolio né carbone soltanto il sole può darci energia" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

GINEVRA - Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno al carbone? Fonti rinnovabili? Andiamo a lezione di Energia da un docente d'eccezione come Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il Cern, l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Qui, a cavallo della frontiera franco-svizzera, nel più grande laboratorio del mondo, il professore s'è ritirato a studiare e lavorare, dopo l'indegna estromissione dalla presidenza dell'Enea, il nostro ente nazionale per l'energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana. Da qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con particolare riferimento - come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a concentrazione". Un progetto affascinante, a cui il premio Nobel si è dedicato intensamente in questi ultimi anni, che si richiama agli specchi ustori di Archimede per catturare l'energia infinita del sole, come lo specchio concavo usato tuttora per accendere la fiaccola olimpica. E proprio mentre parliamo, arriva da Roma la notizia che il governo uscente, su iniziativa dello stesso ministro dell'Ambiente e d'intesa con quello dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha approvato in extremis un piano nazionale per avviare anche in Italia questa rivoluzione energetica. Prima di rispondere alle domande dell'intervistatore, da buon maestro Rubbia inizia la sua lezione con un prologo introduttivo. E mette subito le carte in tavola, con tanto di dati, grafici e tabelle. Il primo documento che il professore squaderna preoccupato sul tavolo è un rapporto dell'Energy Watch Group, istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti, come osservatori indipendenti. Contiene un confronto impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA, l'Agenzia internazionale per l'energia. Un "outlook", come si dice in gergo, sull'andamento del prezzo del petrolio e sulla produzione di energia a livello mondiale. Balzano agli occhi i clamorosi scostamenti tra ciò che era stato previsto e la realtà. Dalla fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra l'outlook della IEA e l'effettiva dinamica del prezzo del petrolio è andata sempre più allargandosi, nonostante tutte le correzioni apportate dall'Agenzia nel corso del tempo. In pratica, dal 2000 in poi, l'oro nero s'è impennato fino a sfondare la quota di cento dollari al barile, mentre sulla carta le previsioni al 2030 continuavano imperterrite a salire progressivamente di circa dieci dollari di anno in anno. "Il messaggio dell'Agenzia - si legge a pagina 71 del rapporto tedesco - lancia un falso segnale agli uomini politici, all'industria e ai consumatori, senza dimenticare i mass media". Analogo discorso per la produzione mondiale di petrolio. Mentre la IEA prevede che questa possa continuare a crescere da qui al 2025, lo scenario dell'Energy Watch Group annuncia invece un calo in tutte le aree del pianeta: in totale, 40 milioni di barili contro i 120 pronosticati dall'Agenzia. E anche qui, "i risultati per lo scenario peggiore - scrivono i tedeschi - sono molto vicini ai risultati dell'EWG: al momento, guardando allo sviluppo attuale, sembra che questi siano i più realistici". C'è stata, insomma, una ingannevole sottovalutazione dell'andamento del prezzo e c'è una sopravvalutazione altrettanto insidiosa della capacità produttiva. Passiamo all'uranio, il combustibile per l'energia nucleare. In un altro studio specifico elaborato dall'Energy Watch Group, si documenta che fino all'epoca della "guerra fredda" la domanda e la produzione sono salite in parallelo, per effetto delle riserve accumulate a scopi militari. Dal '90 in poi, invece, la domanda ha continuato a crescere mentre ora la produzione tende a calare per mancanza di materia prima. Anche in questo caso, come dimostra un grafico riassuntivo, le previsioni della IEA sulla produzione di energia nucleare si sono fortemente discostate dalla realtà. Che cosa significa tutto questo, professor Rubbia? Qual è, dunque, la sua visione sul futuro dell'energia? "Significa che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra". Eppure, dagli Stati Uniti all'Europa e ancora più nei Paesi emergenti, c'è una gran voglia di nucleare. Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei, sbagliano tutti? "Sa quando è stato costruito l'ultimo reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie". Ma non si parla ormai di "nucleare sicuro"? Quale è la sua opinione in proposito? "Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo". In che cosa consiste? "Nella possibilità di usare il torio, un elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un reattore non critico, che non provoca cioè reazioni a catena. Non produce plutonio. E dal torio, le assicuro, non si tira fuori una bomba. In questo modo, si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile". Lei sarebbe in grado di progettare un impianto di questo tipo? "E' già stato fatto e la tecnologia sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le scorie nucleari ad alta attività del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantità di energia". Ora c'è anche il cosiddetto "carbone pulito". La Gran Bretagna di Gordon Brown ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche Hillary Clinton s'è detta favorevole... "Questo mi ricorda la storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell'umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso". E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l'uranio ed escluso il carbone, quale può essere a suo avviso l'alternativa? "Guardi questa foto: è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell'elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità". Ma noi, in Italia e in Europa, non abbiamo i deserti... "E che vuol dire? Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l'uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma". Il sole, però, non c'è sempre e invece l'energia occorre di giorno e di notte, d'estate e d'inverno. "D'accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l'energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l'acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente". Se è così semplice, perché allora non si fa? "Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa". (30 marzo 2008.

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L'Italia della realtà e quella della tv (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

CARO direttore, vedere l'Italia. Candidarsi a guidare un Paese implicava per me quest'obbligo e questa grande curiosità. Vedere l'Italia fa bene. Fa bene uscire dal racconto che la televisione ci regala ogni giorno e sul quale - ne ho raggiunto ormai la piena consapevolezza - tutto il dibattito pubblico si è riferito in maniera ossessiva e facile negli ultimi anni. Anche la politica. Ho visitato più di ottanta province e alla fine del mio viaggio le avrò viste tutte. In Italia, l'Italia della televisione non c'è. C'è un Paese diverso. Un altro programma, migliore. I modelli, i valori, le parole, il linguaggio, non sono quelli che si ascoltano seduti sul divano di casa. La televisione non racconta e non rappresenta con verità quello che siamo. È un mondo a parte ormai. Fatto di avatar che magari parlano anche italiano, ma che si muovono e interagiscono tra di loro in maniera totalmente innaturale. Reality e realtà non sono la stessa cosa, anzi spesso sono l'opposto. Persino l'innaturale bianco e nero della vecchia tv era più colorato e realistico dei nostri modernissimi e piatti - in tutti sensi - schermi al plasma. Ho cercato, da ministro delle attività culturali e da sindaco di Roma, di praticare un'idea semplice, persino ovvia. La cultura è l'unicità italiana. E la sua irripetibilità è una delle nostre più grandi ricchezze. Le attività culturali fanno crescere bene i giovani, offrono loro occasioni belle di incontro, ne esaltano la creatività, li avvicinano alle grandi questioni del loro tempo e del futuro. Non dimentichiamoci che l'arte mette in scena il patrimonio delle nostre esperienze vitali, e rivela i nuovi e ancora segreti bisogni degli uomini. La cultura serve alla politica più di quanto la politica serve alla cultura. Nella spinta verso il cambiamento non si può fare a meno di spalancare spazi alle nuove idee, alle nuove arti, all'espressione della nostra contemporaneità, alle ragazze e ai ragazzi curiosi del mondo, e che vogliono raccontarsi con ogni forma di comunicazione. Non va dimenticato che l'Italia è il regno dell'arte e della bellezza, splende di una cultura antica e nobilissima. Là dove i doni della storia, gli oggetti testamentari dei nostri antenati sono lasciati da parte o poco valorizzati, lo Stato ha il dovere di riportare vita. Gli stranieri che vengono da noi a bearsi delle antiche virtù italiane, devono guardare al nostro presente con lo stesso rispetto e ammirazione. Bisogna lavorare affinché alla cultura, proprio perché testimone vivente della nostra ricchezza artistica, non si faccia la carità, non sia un costo oneroso, ma una risorsa importante, un'opportunità di lavoro e una fonte di orgoglio e benessere per tutti i cittadini, persino una parte di quella strategia di crescita del Pil che è la mia priorità. Attualmente i vari comparti della cultura e dell'arte, dal cinema alla musica, ai concerti, alla danza, agli spettacoli dal vivo, eccetera non possono agire con scioltezza e velocità perché sono incagliati nelle more di una burocrazia complicata, contraddittoria, farraginosa e frustrante. Molto si può risparmiare, ad esempio, semplificando la vita dei luoghi e delle imprese culturali, liberandoli dai piccoli e grandi ricatti amministrativi. Si dovrà agire affinché il pubblico dei musei, degli spettacoli e i lettori di libri tornino centrali nella politica delle istituzioni culturali, com'è avvenuto all'Auditorium di Roma, fiore all'occhiello della città e del paese. Solo in questo modo si potrà puntare a una reale produttività della cultura. Così come bisognerà stabilire al più presto i profili professionali di chi vi lavora, affrancandoli da una insopportabile condizione precaria. E anche nell'ambito dei diritti d'autore i democratici vogliono affrontare la materia, considerando l'artista e il creativo lavoratori a tutti gli effetti, con i loro doveri e i loro diritti. E questo perché senza la loro opera non esisterebbero né arte né cultura. In armonia con le politiche europee, l'Italia deve pensare a difendere e a costruire per il futuro la sua specifica identità. E se è vero che il processo di globalizzazione tende a farci tutti uguali, a valorizzare i grandi numeri e ad abbandonare a se stessi i piccoli (dove spesso c'è il meglio), è anche vero che offre opportunità nuove, che richiedono da parte nostra coraggio, apertura mentale, prontezza creativa e imprenditoriale. Al contrario di ciò che si pensa, il villaggio globale non ha un solo, megagalattico mercato, ma tanti banchi capaci di soddisfare i gusti più lontani e più diversi. Certo, noi tutti, anche individualmente, sentiamo la necessità di custodire la nostra singolarità, la nostra unicità, la nostra personalità. La scuola, in proposito, non dovrebbe rendere i ragazzi tutti uguali, ma agire affinché emergano le differenze. La globalizzazione non è un mostro ringhiante, e anche se lo fosse sarebbe vile e sciocco non domarlo. La cultura è fondamentale proprio perché protegge l'integrità etica e spirituale degli esseri umani. Diceva André Malraux che la cultura è ciò che ha fatto dell'uomo qualcosa di diverso da un accidente del cosmo. Soltanto con una visione ampia, non corporativa della cultura, si è più efficienti e si possono aprire spazi al nuovo, anche sul piano creativo. La coscienza di lavorare tutti per il medesimo scopo, al servizio non solo di noi stessi, ma della comunità e dei nostri figli, è una qualità intrinseca, necessaria a ogni civiltà evoluta. Oggi "l'impresa" culturale ha urgente bisogno di sveltezza e semplificazione burocratica, di leggi non conflittuali e di un'accorta politica di defiscalizzazione. L'obiettivo è tenere la cultura il più lontano possibile dalle ingerenze dei partiti. E la politica deve sapere che la ricchezza di un paese non si misura soltanto dal Pil. Si può essere desolatamente poveri anche con le tasche piene di soldi. C'è stato qualcuno, nel passato, che quando veniva minacciato dalla spada, rispondeva con l'arma dell'arte. Come dire che con la bellezza si possono anche vincere le guerre. Anzi, non farle proprio. (30 marzo 2008.

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Viaggio nella sofferenza - marco barabotti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spettacolo Viaggio nella sofferenza Mauro Paissan racconta il dramma dell'autismo "Il mondo di Sergio", storia vera di un ragazzo gravemente malato e del padre che lo ha ucciso MARCO BARABOTTI Per tre legislature deputato di Pisa, presidente del Gruppo Misto della Camera, ora al secondo mandato come Garante privacy, Mauro Paissan ha pubblicato per Fazi il libro "Il mondo di Sergio", da pochi giorni in libreria. E' la storia (vera) di un ragazzo autistico ucciso dal padre. Quest'ultimo otterrà poi la grazia dal presidente Napolitano. Incontriamo Paissan, che ci parla di questo suo libro e del problema dell'autismo. Di che cosa tratta questo suo libro? Sono un po' tornato alla mia vera professione, quella di giornalista. Ho scritto una storia, una storia di vita. è il racconto di una vicenda terribile nella sua apparente normalità. Non è né un saggio né un romanzo. Qual è la vicenda raccontata. Sergio è il vero protagonista? Sì. Sergio è colpito da una forma gravissima di autismo, non diagnosticata e all'inizio nemmeno conosciuta (siamo agli inizi degli anni '60). Per di più è anche sordomuto. La sua esistenza ha un'evoluzione tutta negativa, con sempre più frequenti episodi di violenza, di aggressività, in particolare verso i genitori. La famiglia non regge all'urto, si frantuma. Il mio è una sorta di viaggio nell'infelicità umana. L'epilogo è tragico. Ne hanno parlato a suo tempo tutti i giornali. Con l'avanzare dell'età, la convivenza con Sergio diventa esplosiva. Basta un nonnulla per provocare scene di grande violenza. A 39 anni, la tragedia: dopo l'ennesimo scontro, il padre uccide il figlio. Tre gradi di processo, condanna tutto sommato mite (poco più di 6 anni). Infine, la grazia concessa dal Presidente della Repubblica, Napolitano. Io racconto tutto questo percorso, basandomi su testimonianze, documenti, memorie, diari. E anche parecchia letteratura scientifica (medicina e diritto), che nel libro fa solo da sottofondo: non volevo che emergesse nella scrittura come erudizione dilettantesca. Quale tesi sostiene alla fine di questa ricostruzione? Certo, non di giustificazione dell'assassinio. Quel padre, scrivo, non è né un eroe né un criminale. Anche lui è vittima di molti fallimenti: la medicina, la scuola, le strutture sanitarie, la chiesa, la politica, le istituzioni. Chi è il vero protagonista del libro, Sergio o il padre? Sergio: Sergio bambino, Sergio paziente, Sergio ragazzo, Sergio adulto, Sergio nel mondo tutto suo, Sergio amato, Sergio ammazzato. E Sergio ricordato. Una vita infelice e di sofferenza, ma anche 39 anni di affetto da parte dei genitori. Sì, perché c'è anche la figura della madre, non marginale. Perché questo libro? Da che cosa nasce questo suo interesse? Appena conosciuta la vicenda, ho voluto raccontare la carica assassina della solitudine di fronte alla realtà sconvolgente di un figlio intensamente amato, crudelmente sofferente e altrettanto crudelmente violento. Di fronte alle dimensioni di queste tragedie, la società si ritrae, le istituzioni non ce la fanno, la medicina diventa talvolta burocrazia. Perfino il volontariato diventa meno attivo, perché lo stare vicino a queste persone è oltremodo difficoltoso. Aiutare una persona in carrozzella è più semplice (seppur con fatica e dedizione) che non aiutare una persona con comportamenti incontrollabili. L'autismo, si sa, è parola che fa paura. L'autismo è una mala bestia. Non è una malattia in senso proprio. è un insieme di sintomi, che trovano origine in malattie, in gran parte di tipo genetico. E' un disturbo dello sviluppo psico-mentale, che colpisce più i maschi (4 a 1), e che si presenta con una gamma molto ampia di gravità. Da forme lievissime a quelle estreme, tipo quella di Sergio. I problemi sono di comunicazione, di comportamento e di relazioni sociali. Quali sono i sintomi più evidenti delle persone autistiche? Uso bizzarro o assenza del linguaggio (o linguaggio ripetitivo), apparente carenza di interesse nei confronti degli altri, tendenza all'isolamento, ripetizione ossessiva di certi gesti, interesse eccessivo verso determinati oggetti, attenzione morbosa per l'ordine. Molto frequenti i comportamenti violenti, distruttivi o autolesionisti, oppure totale passività. Si può guarire dall'autismo? Guarire no, ma l'autismo si può trattare, riducendo di molto i problemi, migliorando la qualità della vita. Decisiva è la diagnosi precoce, capire che il bambino ha questo tipo di problemi. Finora non c'è stata né la grande scoperta, né la grande terapia, né il grande farmaco. Ma si sono fatti molti passi in avanti. Il mio libro, invece, racconta un periodo in cui le conoscenze erano minime. La vicenda che lei racconta si conclude con due colpi di pistola sparati dal padre al figlio. Ma sono tutti così duri i casi di autismo? Cinema, letteratura e giornali preferiscono raccontare storie di autistici non gravi, anzi intelligenti, capaci e solo un po' strani. Ma c'è l'altro settore. Quello in cui la sindrome autistica picchia duro, distruggendo famiglie, persone, rapporti sociali. La dedizione delle famiglie è spesso eroica, l'amore è straripante, ma la vita è dura, faticosa, spesso costellata di cocenti delusioni. E' anche per questo che ho voluto scrivere "Il mondo di Sergio". Nella presentazione si legge che il ricavato del libro andrà a finanziare una Fondazione. Sì, ci tengo molto a questo aspetto. Gli introiti contribuiranno alla costituzione di un Centro per la diagnosi precoce dell'autismo, un'iniziativa della Fondazione Handicap dopo di noi. Io sto dicendo a tutti: comprate due copie del libro, una per voi e una da regalare per contribuire a questo progetto. è l'invito che rivolgo anche ai lettori del Tirreno. MAURO PAISSAN, Il mondo di Sergio, prefazione di Stefano Rodotà, Fazi Editore, Pagine 200, euro 16.

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Ci scrivono (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-03-30 num: - pag: 11 categoria: BREVI Ci scrivono BUROCRAZIA Va peggio che in Svizzera Prendo lo spunto dall'episodio di "ordinaria burocrazia", pubblicato il 20 marzo, per segnalarne uno di significato opposto e oserei dire umoristico. Mia moglie, di cittadinanza anche svizzera, beneficia di una modesta pensione di vecchiaia. Ogni anno il Dipartimento federale delle finanze invia un semplice prospetto su cui bisogna tracciare 3 crocette in corrispondenza delle voci: è viva, è sposata, abita in (indirizzo già scritto). In fondo alla pagina c'è la scritta "Timbro e autenticazione" e la nota di richiesta al Comune o Autorità competente di controllare e autenticare. Il tutto all'insegna della massima semplificazione e così è stato per anni. Purtroppo, essendo mia moglie affetta da un male che l'ha resa invalida, sin dall'anno scorso mi è stato richiesto dalla Delegazione del Comune di Roma una dichiarazione del medico di base. Ebbene quest'anno una zelante impiegata mi ha respinto la dichiarazione,perchè mancava l'ora. Invano ho cercato di convincerla che l'autorità svizzera non lo richiedeva. Son dovuto tornare dal medico. Tutto ciò mi fa concludere che la nostra burocrazia sarà pure, talvolta, poco efficiente, ma indubbiamente è più scrupolosa di quella svizzera! Mario Gabriele POTATURE I tempi sbagliati Mi riferisco all'articolo del 25 scorso di Giuseppe Pullara sulle potature e i disservizi del Comune. Alcuni anni fa il Servizio giardini del Comune di Roma iniziò a potare, nel mio quartiere, degli alberi di melo in piena fioritura che, come è noto, dura per pochi giorni. I portieri degli edifici interessati avvertirono i condomini che, dopo ampia discussione, riuscirono ad impedire un vero e proprio scempio. Alla domanda del perchè venisse effettuata la potatura di questi alberi in piena fioritura, considerato che nelle strade vicine ve ne erano altri sempreverdi, la risposta fu semplice: le potature sono programmate per quartiere/strade, indipendentemente dal periodo più opportuno. Così funzionano le cose nell'amministrazione pubblica, tanto lo stipendio è sempre assicurato. Paolo Fiaschetti INPDAP Spiegazioni insufficienti Seguendo quanto scritto dalla Direttrice generale dell'Inpdap nelle sue risposte al Corsera, giovedì 27 marzo mi sono recato presso la sede Inpdap che eroga la mia pensione (via Spegazzini di Roma) per consegnare la dichiarazione richiesta dall'Inpdap con apposito modulo allegato al Cud. Lì mi è stato risposto che loro non l'accettano perchè tale dichirazione deve esser inoltrata unicamente (ripeto unicamente) attraverso i Caf convenzionati con l'Inpdap. Tali Caf, elencati all' interno della sede, sono 75 per tutta l'Italia (con una particolare abbondanza per Roma mentre alcune province italiane non sono neanche elencate?!). Alla luce di quanto sopra la Dott. Santiapichi vuole spiegare per favore come ritiene che la stragrande maggioranza dei pensionati Inpdap potrà rispondere al questionario inviato da tale ente? Persino coloro tramite cui presento il modello 730 non sanno cosa rispondermi! Franco Barbalonga VIGILI URBANI Il cane e i bambini Sono contento che i vigili urbani si preoccupino della salute di un doberman colpito da infarto e stramazzato al suolo in mezzo alla strada, (come ha raccontato un lettore in una lettera di qualche giorno fa) ma non capisco la loro in differenza nel vedere bambini dediti all'accattonaggio nonostante le numerose segnalazioni di alcuni cittadini. Cesare Carli.

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<Sui miei geni la penso come il Papa> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-03-30 num: - pag: 53 categoria: REDAZIONALE Intervista Incontro con "mister Genoma", l'instancabile scienziato-imprenditore-filosofo oggi più ammirato e discusso al mondo "Sui miei geni la penso come il Papa" La ricerca, il futuro, l'etica secondo John Craig Venter Lungimirante o visionario? Ambizioso o presuntuoso? In Italia per un premio, parla di sé e dei suoi progetti Craig corre in bicicletta lungo le piste di decollo dell'aeroporto di San Francisco: vorrebbe essere più veloce degli aerei. Sono gli anni '50 e quel ragazzino impavido, J. Craig Venter, diventerà lo scienziato più discusso degli ultimi 15 anni, che così inizia " A life decoded", la sua autobiografia- romanzo uscita lo scorso ottobre, appena un mese dopo la sua "autobiografia genetica". è suo, infatti, il primo genoma individuale del tutto sequenziato. Venter, in Italia nei giorni scorsi per ricevere il Premio Città di Firenze sulle scienze molecolari, organizzato dalla Società Chimica Italiana, ha fatto della velocità un credo e della competizione il sale della vita. Lasciando la sua firma su quasi tutte le scoperte genetiche più importanti di due decenni: nessuno meglio di lui può spiegarci dove andrà la genomica. Mister Venter, il codice genetico sembrava la chiave per una rivoluzione. Che però tarda ad arrivare, perché? Trent'anni fa ne occorrevano dieci per identificare un gene, oggi bastano dieci secondi per trovare la sequenza di uno qualsiasi dei nostri 23mila geni. Ma abbiamo appena imparato a leggerli; la genomica è come un bimbo che ha iniziato da poco a camminare. Il genoma pubblicato nel 2000 è una "media" di varie persone; l'unico genoma completo è il mio, dovremo raccoglierne decine di migliaia per iniziare a capirne il significato. Leggendo il suo genoma si è scoperto, tra l'altro, che la variabilità genetica fra individui è molto maggiore del previsto. Un dato che complica l'analisi del genoma. Le applicazioni pratiche, quindi, sono ancora ben lontane… Aspettarsene adesso è da ingenui. Molti, anche scienziati, pensano che la faccenda sia semplice: trovi un po' di lettere cambiate in una sequenza e puoi spiegare una malattia. Ma la maggior parte delle malattie umane dipende da migliaia di geni. Ma, mister Venter, quali vantaggi potrei ricavare dalla lettura del mio genoma? Le farò un esempio. Io ho ereditato da entrambi i genitori geni per un metabolismo veloce della caffeina: due doppi caffè espresso non mi fanno alcun effetto. Ma se avessi un metabolismo lento, la stessa dose potrebbe espormi ad aritmie, o a un infarto. Questa è la medicina personalizzata: se prendo per vero ciò che vale nella media della popolazione quasi di sicuro sbaglierò, ma se leggo il mio genoma posso sapere come bere o mangiare per stare bene, quali farmaci usare in sicurezza. E se sono a rischio per certe patologie, per prevenirle con lo stile di vita o i farmaci. Venter mette in pratica quel che dice: prende le statine, perché ha scoperto di essere a rischio per alcune malattie. Ma che cosa pensa dei tanti test genetici predittivi delle malattie offerti perfino su internet? Bisogna essere molto cauti. Lo screening offerto non è la vera sequenza del genoma. Dovrebbero essere fornite informazioni scientificamente valide. Chi si sottopone a questi test deve vederli come una introduzione alla genomica, senza prendere troppo sul serio le interpretazioni. Molti temono che la lettura del genoma possa portare a discriminazioni genetiche... è una questione critica, che dipende da come ogni Paese tratta i dati personali dei suoi cittadini. Negli Stati Uniti la legge tutela dalla discriminazione sul lavoro e nell'accesso alle cure e credo che su temi così cruciali dovrebbero esistere regole condivise ovunque. Ma, di nuovo, il rischio di discriminazioni nasce da un'interpretazione ingenua del genoma: non possiamo dire chi è sano sulla base dei geni, tutti abbiamo fattori di rischio per qualche malattia. Bisogna capire quale si manifesterà. Ai tempi di Celera fu accusato di voler privatizzare i geni, oggi chiede il brevetto sul metodo per ottenere il cromosoma batterico artificiale. Chi pensa che sui fondamenti della vita non dovrebbe balenare il sospetto di interessi economici storce il naso... Il cromosoma batterico artificiale potrà produrre energia pulita e nuovi farmaci. Qualunque università o istituzione governativa brevetta ciò che può avere uno sfruttamento commerciale: io non ho fatto nulla di diverso, ho solo scoperto qualcosa che non era mai stato brevettato prima. E sono stato finanziato in gran parte da fondi governativi, come qualsiasi altro laboratorio. Perché ama correre da solo, tanto da fondare un Istituto col suo nome? Per la libertà che mi garantisce. Molti enti governativi hanno difficoltà a cambiare direzione delle ricerche e sono frenati dalla burocrazia: noi siamo agili, veloci. E sempre all'avanguardia. Anche per questo Venter è ritenuto una specie di spregiudicato pirata della scienza. Ma pare sinceramente convinto che il fine giustifichi i mezzi. Mister Venter, non crede che la scienza debba avere dei limiti? Non sappiamo abbastanza del genoma umano e dovremmo pensare a una moratoria sulle modifiche ai geni umani. Ma se fra 300 anni avremo capito appieno il significato del genoma e potremo intervenire per prevenire o eliminare malattie, sarà opportuno ripensarci. Oggi io e il Papa la pensiamo allo stesso modo: la manipolazione genetica è sbagliata. A proposito… lei è accusato spesso di voler giocare a fare Dio. Non mi sento affatto onnipotente. Ma in effetti non so come si senta Dio. Venter non sa trattenere un sorriso mefistofelico e non si fa fatica a immaginarlo discutere da pari a pari con Dio. Mister Venter, arriverà il giorno in cui si sentirà pienamente soddisfatto di ciò che sa? Non credo accadrà mai. Che altro aspettarsi da un aspirante Dio? Elena Meli.

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Uscire dalla recessione, dare efficienza al Paese, puntare sulle imprese. È il Pd secondo Gian (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Carlo Sangalli, segretario nazionale della Cna e candidato per il Partito democratico al Senato in Emilia Romagna, ieri a Pescara per un incontro con le associazioni di categoria e le imprese. Tanti i temi affrontati da Sangalli, ad ascoltarlo c'erano politici - tra cui Antonio Castricone, coordinatore Pd per la provincia di Pescara - e rappresentanti del mondo delle imprese locali. "Un'impresa non può avere a che fare con troppa burocrazia e deve avere un facile accesso al credito - dice -. Bisogna abbassare la fiscalità e le aliquote Irpef di un punto l'anno per almeno tre anni, sviluppare i processi di liberalizzazione aprendo i mercati alla concorrenza". Sangalli affronta anche il tema della flessibilità e del mercato del lavoro. "Bisogna incentivare le assunzioni a tempo indeterminato che devono costare meno del lavoro precario". In tema di sicurezza sul lavoro: "Le imprese devono essere sanzionate se non rispettano le normative. Ma l'educazione alla sicurezza deve venire prima delle sanzioni". Il candidato del Pd al Senato si è soffermato sui costi della politica, sulla necessità di nuove infrastrutture e sul rilancio della competitività delle imprese con un manifesto ad hoc che sarà presentato nei prossimi giorni dal Pd. (F. Giall.).

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Ci scrivono (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-03-30 num: - pag: 9 categoria: BREVI Ci scrivono POLITICA Le multe facili e quelle mostre mancate Viene da chiedersi perché tanta solerzia per le auto in seconda fila, che saranno filmate e multate da vigili camuffati, mentre nessuno si sogna di filmare gli spacciatori di via Petroni. Forse per gli spacciatori vale il rispetto della privacy? è certamente giusto sanzionare chi passa col rosso, ma se il giallo dura 4 secondi l'obiettivo diventa più quello di fare cassa per il comune, che quello di salvare vite umane. Viene da chiedersi perché Angelo Guglielmi si dichiara pessimista sullo stato della cultura a Bologna, visto che è lui l'assessore alla cultura. O diventa ottimista, o è meglio che torni a Roma. Sono stato a Ferrara a vedere la mostra di J. Mirò. A Bologna non c'è stata. Viene da chiedersi, infine, perché il contribuente debba farsi carico di pagare per una struttura politico- amministrativa totalmente inadeguata. Dante D'Alessandro PSICOLOGIA Un dubbio sul festival Tornerà in città dal 23 al 25 maggio il Festival della psicologia, concepito, voluto e realizzato dall'assessore comunale al Commercio, Cristina Santandrea. Niente da ridire, se non fosse che la suddetta esponente della giunta Cofferati è psicologa di professione. Mi viene in mente un'espressione piuttosto di moda a sinistra: conflitto di interessi. Alessandro F. ELEZIONI Il senatore e la donna sulla jeep elettorale Da tempo non andavo in centro, e ieri passeggiando in via Farini ho visto una jeep in "tenuta elettorale", con sopra esponenti di An che facevano propaganda. Ho avuto l'impressione che l'atmosfera fosse un tantino goliardica: con un senatore e una bella mora a fare il giro della città con l'auto scoperta. Non che una campagna elettorale debba essere un funerale, ma ora più che mai noi cittadini abbiamo bisogno di cose serie. Non si potrebbero evitare simili esibizioni? Simonetta Errani FURTO DI IDENTITA' Vittima della truffa e della burocrazia Sono anch'io vittima di un "furto di identità", simile a quelli compiuti dalla banda di cui si è occupato il Corriere di Bologna. A seguito delle mie denunce, la Polizia di Stato è riuscita ad identificare il responsabile delle truffe. Ciò nonostante sono continuamente assillato dalla richiesta di rimborsare prestiti mai richiesti e mai ottenuti la cosa peggiore è lo scontro con l'ottusità burocratica delle amministrazioni che pretendono da me la soluzione dei problemi. Lettera firmata.

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Don Merola: a Forcella assenti le forze dell'ordine (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-03-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-03-30 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Legalità Il parroco: Comune e Chiesa si muovono e hanno fatto molto Don Merola: a Forcella assenti le forze dell'ordine "I fischi alla Iervolino? Nessun disegno, ragazzini" "Non si può credere nello Stato se poi si sniffa coca davanti alla scuola di Annalisa Durante" NAPOLI - Torna a parlare di Forcella, don Luigi Merola. Lo fa dopo i fischi alla sindaca Iervolino al teatro Totò, in occasione della commemorazione di Annalisa Durante. Fischi che Merola ridimensiona, "perché erano ragazzini delle scuole elementari e medie, non c'era un disegno o il tentativo di strumentalizzazione. Io - spiega - so bene quanto sia difficile parlare di fronte a tanti ragazzini e, soprattutto, tenerli fermi in un teatro per tanto tempo. E' bastato qualcuno che ha parlottato un po', la sindaca ha risposto, è qualcuno nel teatro ha fischiato. Ma è poca cosa. Alla Iervolino, piuttosto, va riconosciuto un impegno per Forcella che non ha mai profuso nessuno prima". Ma come la mettiamo con le parole di Giovanni Durante, il papà di Annalisa, che ha denunciato l'abbandono di Forcella da parte delle istituzioni e della chiesa? "No. Questo no. A Forcella è stato fatto un cammino enorme e preciso, e proprio grazie all'impegno delle istituzioni. Se oggi un problema c'è, è il calo di attenzione delle forze dell'ordine. Quello sì. Prima c'erano, ora polizia e carabinieri si vedono di rado. Ma passi avanti ci sono stati, è innegabile". E per quanto riguarda l'azione della Chiesa? Anche in questo caso ha torto il papà di Annalisa? "Diciamo che lui aveva con me un rapporto speciale. Andando via io, forse, si è visto un po' isolato. Ma, ripeto, come dimenticare che ora a Forcella c'è un pullman, la ludoteca Ferrara e Cannavaro, ci sono le strade rifatte, l'illuminazione e i marciapiedi nuovi. Così come sono stati recuperati alcuni beni confiscati alla camorra. Prima tutto questo non c'era. E questo, al Teatro Totò, non è stato ricordato, peccato. Come non è stato ricordato che il Comune ha dato i soldi per tenere le scuole aperte fino a sera. E se si dimenticano queste cose, si spegne la speranza ". Cosa allora non è stato fatto? "Diciamo che per colpa della burocrazia vanno a rilento i lavori di restauro all'interno del cinema Italia, ma è l'unica colpa, se proprio così la vogliamo chiamare, delle istituzioni ". Invece c'è poca vigilanza. "Diciamo che se c'è qualcuno chi si è distratto queste sono le forze dell'ordine. Che sicurezza si dà ai cittadini se vicino alla scuola intitolata a Annalisa Durante si sniffa droga sotto gli occhi di tutti oppure si vendono le sigarette di contrabbando? Nessuna. E così un emblema di legalità diventa un simbolo di illegalità. Oppure, come si incoraggia un commerciante ad aprire un negozio a Forcella, perché a Forcella negozi non ce ne sono?". Sempre il papà di Annalisa dice che la chiesa è meno aperta di quando c'era lei; e lei, tre settimane fa, ha chiaramente detto che aspettava iniziative del cardinale Sepe in tal senso. Novità? "Col cardinale ho avuto un incontro il 19 marzo. Mi ha riferito che le tre chiese che hanno giurisdizione sul territorio, la Santissima Annunziata, Santa Maria Egiziaca e San Giorgio Maggiore, sono diventate un'unica parrocchia; sua eminenza vuole una chiesa aperta da mattina a sera. E questa è una gran cosa perché non si lavora più da soli, come da solo lavoravo io ai tempi del cardinale Giordano, forse per paura che altri confratelli corressero i rischi che correvo io. Insomma, dovevo morire da solo". Lei ha detto che don Luigi, il prete che l'ha sostituita, non l'ha nemmeno chiamata per confrontarsi. "Ora l'ha fatto. Ci siamo sentiti. Mi ha parlato della difficoltà di subentrare a me in quella chiesa. Adesso però si parte. Ora continuerà il lavoro intrapreso, quello di promozione sociale che vuole Sepe, con attività di teatro, musica, ballo e visite guidate. La luce no si deve spegnere". Paolo Cuozzo Don Luigi Merola L'ex parroco di Forcella ora guida l'associazione "'A voce de' criature " che ha come sede l'ex villa di un boss.

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Non vogliamo un candidato al consiglio provinciale calato dall'alto, espressione di logiche po (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Non vogliamo un candidato al consiglio provinciale calato dall'alto, espressione di logiche politiche vecchie e sorpassate". Il no alla candidatura di Balilla Piermarini (Pdci) viene dal gruppo "Comitati, Cittadini e Movimenti del Forum per la Sinistra Arcobaleno di Roma Nord", di cui si fa portavoce Emiliano Stefanini (Un altro Mondo è possibile). "Ancora una volta - si legge nel comunicato - le vicende per le elezioni della Provincia di Roma, collegio Sabatino-Tolfetano, hanno dimostrato come le burocrazie del potere sono lontane da chi vive nei nostri territori. Se davvero esiste un nuovo modo di fare politica bisogna dimostrarlo con un impegno svincolato da interessi di potere e particolarismi. Pur guardando fiduciosamente alla nascita di una nuova coalizione a cui vorremmo aderire a pieno titolo, portando le nostre istanze e il nostro contributo, troviamo veramente impossibile sostenere Piermarini". Il gruppo riconosce tuttavia ai partiti del territorio (fatta eccezione per Allumiere) "il merito di aver preso una posizione molto critica circa la decisione imposta". T.C.

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Dopo 8 mesi di risparmi gli assessori comunali si ridanno lo stipendio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-03-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: TARANTO - data: 2008-03-30 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Politica La giunta ristabilisce l'indennità piena Dopo 8 mesi di risparmi gli assessori comunali si ridanno lo stipendio Cervellera: "In un fondo il 50 per cento" La delibera approvata il 6 marzo è passata sotto silenzio. Non è stata messa neppure "on line" sul sito dell'amministrazione TARANTO - Basta con le indennità dimezzate. Rieccole al cento per cento e con gli arretrati da gennaio. Ecco cosa capita agli assessori della giunta arcobaleno di Taranto e al sindaco. Battuti dalla burocrazia, hanno cancellato la delibera numero 1 dell'era Stefàno, quella che il 25 giugno 2007 stabiliva la rinuncia del sindaco ai suoi 6.073 euro lordi e il dimezzamento dei 3200 euro per gli assessori, e hanno ripristinato le indennità intere. L'hanno deciso il 6 marzo, ma fino a oggi questo provvedimento non è stato messo on line perché l'opinione pubblica ne fosse informata. In questo caso l'omaggio alla trasparenza e alla pubblicità degli atti amministrativi costantemente invocata è venuto meno. Ora è demandato alla "personale discrezionalità individuale l'utilizzo della quota di indennità a cui rinunciano". In altre parole ogni assessore è libero di decidere come impiegare la metà dello stipendio che percepirà per intero con gli arretrati da gennaio. Se conferirlo in un eventuale fondo di solidarietà, oppure nel capitolo di bilancio da creare ad hoc o se donarlo in beneficenza o, ancora, se intervenire personalmente nelle tante situazioni di emergenza che ogni giorno si presentano agli amministratori cittadini. "Siamo stati costretti a farlo spiega il vice sindaco Alfredo Cervellera - dopo i rilievi dell'ufficio Affari generali. Noi stiamo per varare il bilancio di previsione del 2008 e non era ancora stato creato l'apposito capitolo di bilancio in cui far confluire la metà delle nostre indennità e quella del sindaco. Anche per questa ragione il provvedimento che ripristina l'indennità intera parte da gennaio. Ora siamo orientati a istituire un fondo di solidarietà che accolga questi soldi per fronteggiare questioni di carattere sociale". L'assessore al Bilancio, Rossella Fischetti, spiega com'è nato il problema. "E' sorto perché noi percepivamo direttamente la metà dello stipendio e l'altra metà confluiva nelle casse comunali, ma non in un apposito capitolo di bilancio, quindi veniva disperso senza avere una destinazione precisa. Ora percepiremo la somma per intero e ognuno di noi ne destinerà la metà in un capitolo dedicato. Poi ognuno è libero di fare le rinunce che vuole e la beneficenza che ritiene opportuna ". Lucio Pierri, assessore al risanamento della città vecchia, ha le idee chiare. "Se ci sarà un fondo aderirò prontamente, diversamente lo utilizzerò senza clamori per aiutare qualcuno, come sto già facendo". Uguali progetti per l'assessore alla Cultura Angela Mignogna. "Se non ci sarà il capitolo unico sosterrò le associazioni culturali in situazioni di normalità oppure interverrò in qualche situazione di emarginazione. Sono così frequenti nei nostri uffici che non c'è che l'imbarazzo della scelta ". Cesare Bechis Il sindaco Ezio Stefàno, primo cittadino di Taranto. Ha annunciato che devolverà in beneficenza la sua indennità.

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Spini: <Noi "socialisti uniti", con la gente> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il capolista alla Camera nella sede di Gianni Ortis presenta il programma: "Il Friuli un grande laboratorio" Spini: "Noi "socialisti uniti", con la gente" Il partito socialista si presenta. Nella sede di Gianni Ortis ieri il Ps ha accolto il capolista alla Camera Valdo Spini e ha presentato la sua lista, che "è l'espressione della costituente socialista dove trovano spazio candidature di provata esperienza ma anche tanti giovani e giovanissimi" ha esordito Stefano Bulfone. "Ci presentiamo con un simbolo unitario - ha proseguito Andrea Castiglione - cosa che non accadeva da molti anni. A Udine i socialisti hanno sempre rappresentato una via concreta; la nostra è una scelta che si sviluppa al di fuori dei due grandi poli e abbiamo da subito appoggiato Ortis che ha portato avanti un progetto che si è sviluppato nei quartieri e tra la gente, mentre gli altri candidati - ha incalzato - sono stati proposti con un metodo sbagliato, ovvero scelti dalle segreterie di partito".A questo punto ha preso la parola Valdo Spini: "Noi combattiamo una battaglia elettorale difficile, ma siamo andati avanti anche senza il sostegno del Pd e nonostante si sia cercato di soffocare la campagna socialista". Spostando l'attenzione dai temi nazionali a quelli della nostra regione Spini ha definito il Friuli un laboratorio politico, economico e sociale e ha lanciato le sue tre S per rinnovare la regione: semplificazione della burocrazia, sicurezza per i cittadini, sul lavoro e nelle relazioni e solidarietà. Dopo aver citato il suo curriculum politico ha esortato i presenti: "Se ce la facciamo a livello nazionale ce la fate anche voi, il Friuli ha grandi tradizioni socialiste e democratiche e per ottenere un buon risultato bisogna rivolgersi al nuovo elettorato e intercettare le nuove correnti della società civile".Spini ha concluso poeticamente il suo intervento citando, a modo suo, il poeta Pascoli: "C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico: il partito socialista". "Il fatto che il Ps abbia riconosciuto il nostro progetto è un grande merito - ha concluso Ortis - portiamo avanti un programma fatto senza calcoli a differenza della politica degli apparati che deve vincere prima di giocare".Lisa Zancaner.

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PARTITO SOCIALISTA Le tre "esse" di Spini per lo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

PARTITO SOCIALISTALe tre "esse" di Spiniper lo sviluppo a Nordest"Semplificazione, sicurezza, solidarietà": sono le tre ""S" socialiste per lo sviluppo del Nordest" evidenziate ieri a Udine da Valdo Spini, capolista alla Camera del Ps in Fvg. "Semplificazione - ha detto Spini - perché bisogna prendere atto che il peso della burocrazia è diventato impossibile per le imprese e che bisogna fare un'intesa Stato-Regioni-enti locali per alleggerirne il carico". "Sicurezza dei cittadini in tema di ordine pubblico, e dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Ma anche - ha aggiunto - per la dotazione di infrastrutture adeguate, sicurezza sulla presenza di condizioni adeguate per svolgere una normale conduzione della vita sociale ed economica". Infine, Spini ha citato la "solidarietà, per una società coesa, per lo sviluppo della convivenza delle regioni infraeuropee e frontaliere, per una politica verso i migranti capace di soddisfare le richieste del mondo del lavoro e della produzione, facilitare l'integrazione e respingere l'illegalità e la criminalità".

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Federalismo, la Lega vuol stanare i partiti (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo un primo incontro Vaccari rilancia il dialogo e chiede un patto anche ai candidati Un Patto per la provincia di Belluno. Lo lancia la Lega Nord alle forze politiche bellunesi per rilanciare i temi del federalismo e dell'autonomia. Un foglio bianco sul quale i segretari dei partiti e i candidati alle prossime elezioni possano scrivere, senza simboli o bandiere, le loro proposte alla ricerca di un denominatore comune sulla quota di federalismo da portare a casa dal governo centrale. "Qualche mese fa - ricorda il segretario provinciale della Lega Gianvittore Vaccari - ci eravamo trovati in una saletta del Centro diocesano di Belluno per dare una risposta all'appello dell'Associazione Bellunesi nel mondo, preoccupata delle mancate risposte della politica alle mire secessionistiche dei Comuni bellunesi. Da allora c'è stato un vuoto pneumatico assoluto e nessuno si è più impegnato per dare soluzione a questi problemi. E allora rilanciamo la proposta a tutti gli schieramenti politici di ritrovarci assieme per riprendere il discorso lasciato interrotto allora".Vaccari offre una data per l'abboccamento: venerdì prossimo 4 aprile alle 12.30, sempre al Centro diocesano. "E' ora di scoprire le carte, in termini pokeristici andare al "vedo" per capire le reali intenzioni dei partiti sulla partita del federalismo". Una sorta di chiamata alle armi per trovare le strategie capaci di provocare risposte concrete dal prossimo governo. "Ai segretari dei partiti locali porremmo una domanda semplice - afferma il consigliere regionale leghista Giampaolo Bottacin - da portare nelle rispettive sedi nazionali: volete un federalismo fiscale opposto a quello che c'è oggi in Italia, nel quale è Roma a decidere quanto trasferire alla periferia? Con il sistema odierno il Veneto riceve dallo Stato 2246 euro, la Calabria 3909. La nostra intenzione è invece pressare il governo ad un'inversione di marcia, arrivando a fare ciò che l'Svp ha fatto con il governo Prodi per l'Alto Adige. Un blocco territoriale che potrà essere realizzato solo se tutte le forze politiche saranno unite. Basta, insomma, con provvedimenti spot. Chiediamo di avere per il Veneto e per Belluno almeno pari risorse delle altre regioni a statuto ordinario".Lo chiede la gente, affermano i leghisti. "A parole tutti sono diventati federalisti come la Lega - interviene Franco Gidoni - tutti parlano di sicurezza, meno tasse e meno burocrazia. Ma riusciremo davvero a creare un tavolo da portare avanti nel tempo per portare a casa provvedimenti legislativi a favore della provincia di Belluno? In altre parti d'Italia lo fanno, portando a casa cospicui finanziamenti". Ma gli altri risponderanno all'appello? "Non ne sono troppo convinto - dice Bottacin - ma voglio crederci ancora. Perchè senza la riforma dello stato non si riuscirà a fare nulla di concreto".Maurizio Dorigo.

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Siparietti elettorali al mercato (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

RUBANO Partito democratico e Popolo della libertà in strada con i gazebo e con i rappresentanti politici locali Siparietti elettorali al mercato Bettio, Gottardo e Cavinato nel primo. Tarquini, Carraro, Ascierto nel secondo RubanoCampagna elettorale nel vivo anche a Rubano, durante il mercato di ieri mattina, a Sarmeola. Le due postazioni, quella del Partito Democratico e quella del Popolo delle Libertà, sufficientemente avvicinate dai cittadini, hanno dispiegato i loro rappresentanti locali. La prima ha visto la presenza dell'ex-sindaco Leonildo Bettio, del sindaco Ottorino Gottardo, dell'assessore Giovanni Cavinato e di alcuni attivisti di vecchia data. Nella seconda, di cui era responsabile Orazio Raffaello, s'è notata la presenza di Luigi Tarquini, di Vanni Carraro, di Cesare Bettio e di altri attivisti, ma soprattutto dell'onorevole Filippo Ascierto di AN, che, dopo aver ricevuto alcune domande dai cittadini presenti al mercato, ha dato risposte a microfono aperto. Tranquillo il suo intervento, preceduto dall'inno "Fratelli d'Italia" anche se dalle prime parole, vicino al gazebo, sono accorsi un vigile urbano e un carabiniere. Curioso un battibecco, a distanza, tra un cittadino e l'onorevole Ascierto. "Dovete tagliarvi gli stipendi da parlamentari!", "Berlusconi ne aveva già proposta la decurtazione al 10\%" ha detto Ascierto. E l'altro: "Deve dimezzarlo!" E l'onorevole, ironizzando: "Posso anche rifiutare l'intero stipendio e continuare a lavorare. Invece tanta altra gente deve per forza continuare a richiederlo per foraggiare la burocrazia".Poi Ascierto ha invitato a non comprare articoli cinesi, perché questi sfruttano anche i bambini e non pagano le tasse. In tema di sicurezza ha proposto un giro di vite per i clandestini, invocando pene severe per i trasgressori delle leggi, specie per strupratori e omicidi. "I criminali, i pedofili devono pagare col lavoro il loro debito con la giustizia. In Campania propongo vengano utilizzati pr eliminare i cumuli di immondizie, riservando i soldati italiani a impiegi più nobili". Ha poi proposto di dare le case prima alle giovani coppie in difficoltà, piuttosto che agli extracomunitari e inoltre ha risposto su domande aventi a tema la famiglia, le pensioni e il lavoro.Alfredo Pescante.

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Lavatoi da rifare. Il sindaco: <Le lavandaie non ci sono più> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grandate La minoranza sollecita interventi di recupero. La Luraschi rimanda alla scadenza del mandato Lavatoi da rifare. Il sindaco: "Le lavandaie non ci sono più" GRANDATE Anche il lavatoio comunale è motivo di scontro a Grandate. Ad aprire il fuoco il capogruppo consiliare della Lega Nord Umberto Cairoli che, con una interrogazione urgente, scritta, indirizzata al sindaco Monica Luraschi ha denunciato lo stato di abbandono del lavatoio comunale nelle centralissime vie Foscolo-Manzoni con situazioni igieniche-ambientali da far rabbrividire. "Dopo aver visitato il lavatoio ho constatato che versa in uno stato a dire poco pietoso per non dire squallido e sempre aperto a situazioni e gente non civili e irriguardose della legge - ha dichiarato il leghista Cairoli -. Ricordo che in quel lavatoio pubblico le nostre nonne e mamme si recavano con sapone e ceste per lavare tutto quanto tra una canzone e l'altra. E questo per i fabbisogni di gran parte delle famiglie grandatesi che sino ad una trentina di anni fa non potevano certo permettersi il lusso di avere una lavatrice. Spiace aver verificato che oggi quel lavatoio che versa in uno stato di abbandono, è praticamente una latrina a cielo aperto con fuoriuscita e dispersione di abbondante acqua. È allagato persino il confinante deposito degli attrezzi della pro loco ricavato nel 1981 dividendo in due il lavatoio stesso - termina Umberto Cairoli -. La Lega Nord chiede urgenti interventi per rimediare a quello scempio tenuto conto che in altre realtà del Comasco il lavatoio pubblico è stato persino ristrutturato e protetto come bene dedicato alle nostre tradizioni più care". In più sulla facciata d'ingresso è comparsa la scritta: "No ai Naziskin". "Concordo perfettamente sull'importanza che il lavatoio comunale riveste nella nostra tradizione culturale e nostalgica, ma il lavatoio oggi non è più usato per lo scopo per il quale è stato costruito. Non ci sono più lavandaie - ha spiegato il sindaco Monica Luraschi -. Ciò non toglie che va comunque preservato e riconvertito anche se l'ipotesi di ristrutturazione va affrontata dopo la scadenza del mandato. Farò fare un sopralluogo all'ufficio tecnico". "La risposta ottenuta è puerile, sterile e deludente e si commenta da sola - ha replicato il capogruppo leghista -. Prima che i tempi della burocrazia facciano il loro corso prevedo il ritorno delle lavandaie, che alla prossime elezioni sapranno bene per chi votare". D. Lu. 30/03/2008.

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Daniele Croce <Più fatti e meno parole> è questa la valutazione e conclusione che mi hanno indotto ad accettare la candidatura alla carica di Consigliere comunale nella lista del P (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Daniele Croce "Più fatti e meno parole" è questa la valutazione e conclusione che mi hanno indotto ad accettare la candidatura alla carica di Consigliere comunale nella lista del Partito Socialista in appoggio al sindaco Molteni, con la convinzione che: in una elezione amministrativa debbano trovare maggiore considerazione e spazio le singole persone rispetto ai blocchi precostituiti e contrapposti Daniele Croce "Più fatti e meno parole" è questa la valutazione e conclusione che mi hanno indotto ad accettare la candidatura alla carica di Consigliere comunale nella lista del Partito Socialista in appoggio al sindaco Molteni, con la convinzione che: in una elezione amministrativa debbano trovare maggiore considerazione e spazio le singole persone rispetto ai blocchi precostituiti e contrapposti. Il progressivo degrado della nostra realtà capoluogo di provincia, l'incapacità e litigiosità recentemente dimostrata da parte di chi era stato eletto e preposto all'amministrazione della nostra città sono a tutti note, necessita ora una presa di coscienza del difficile e delicato momento che stiamo attraversando, ma nel contempo non possiamo disinteressarci del futuro della nostra città. Non possiamo permetterci di relegare Sondrio al ruolo di cenerentola, dobbiamo insieme direttamente o indirettamente contribuire al suo rilancio, (sotto tutti i punti di vista) rendendola più vivibile, più aperta, più accogliente affinché recuperi la sua funzione propulsiva e propositiva quale volano dell'economia di tutta la valle; Sondrio, infatti, non può e non deve svolgere la sola funzione di città dei servizi e della burocrazia (che si popola il mattino e si svuota alle cinque della sera) perché verrebbe meno alla sua vocazione e tradizione di città alpina - da tutti riconosciuta, ma scarsamente incentivata - per trasformarla in realtà. L'esperienza maturata in altri contesti amministrativi, in quelli sociali e lavorativi, mi induce ad invitarti a riflettere, e nel caso lo riteneste opportuno ad accordarmi la vostra fiducia. Daniele Antonio Croce (Partito Socialista) Loredana Gianatti Mi chiamo Loredana Gianatti, sono nata a Chiavenna il 13 giugno 1969. Lavoro come impiegata in un Comune alle porte di Sondrio e mi occupo di Affari Generali, Servizi Sociali e Diritto allo Studio. Risiedo a Sondrio e mi è stata offerta l'opportunità di candidarmi a Consigliere Comunale nella lista del Partito Democratico a sostegno di Alcide Molteni Sindaco. L'ho colta con curiosità, passione ed entusiasmo, felice di poter DARE e FARE qualcosa per la città. Città che dovrebbe tornare ad essere il centro della provincia e che in questi anni ha perso "luce"?.. Questo visto con gli occhi sensibili di una donna, donna che è cittadina di Sondrio, che è madre, che lavora e che vive ogni giorno e purtroppo si scontra con le diverse problematiche legate all'ambiente, alla scuola, all'adolescenza, al lavoro, alle poche offerte culturali, alle limitate attrattative per i giovani, alla poca e insufficiente attenzione rivolta agli anziani, alle persone in difficoltà e diversamente abili. Sondrio deve tornare ad essere la NOSTRA CITTA' e i cittadini devono riappropriarsi della loro identità di sondriesi?. diventando attivi collaboratori nella vita amministrativa e sociale. Maggiore attenzione alla "persona" nella sua totalità: un bambino che nasce a Sondrio deve crescere avendo l'opportunità di studiare, lavorare, crearsi una famiglia, vivere felicemente, da residente dinamico e partecipativo ed invecchiare con serenità?.. non sentendosi mai solo, consapevole e orgoglioso della propria identità cittadina. Sondrio Pulita, Vivace, Attiva, Operosa, Culturalmente adeguata, Sensibile, Responsabile e Vicina ai suoi cittadini, Produttiva, Moderna e nello stesso tempo Saldata alle proprie origini storiche e culturali, Orgogliosa della propria natura e Ospitale?. Questa è la città che vorrei. Questo è il mio impegno amministrativo ed è per questo che ho scelto di sostenere Alcide Sindaco con il PD. Loredana Gianatti (Partito democratico) Manuel Mainetti "Non ci interessa ricercare i colpevoli di ieri e di oggi e non intendiamo processare nessuno. Ciò che a noi interessa è non essere complici di errori irreversibili i cui costi rischiano di essere pagati esclusivamente dai cittadini più deboli. 1) Promuovere "dog park" aree verdi recintate per i nostri amici a quattro zampe. Come già realizzate a Milano e area cimiteriale per gli stessi. 2) Costruire nuove case popolari e alloggi con affitti accessibili per le nuove famiglie. Incentivi per le nascite e sostegni alle famiglie con disabili a carico in situazioni di disagio socio-economico. 3) Pensare concretamente ad un mercato coperto, fisso e giornaliero per la vendita diretta coltivatore- acquirente e installare distributori "milk slot machine" (latte fresco). Altresì pensare alla prevenzione e degrado cittadino con l'ausilio di agenti di Polizia Locale in vari quartieri della città. 4) La spesa alimentare per le famiglie è sempre più cara e pesante. Il nostro progetto è riuscire a firmare un accordo tra Comune e camera di commercio affinchè, come già avviene in alcuni esercizi nel Comune di Milano, si possa effettuare, coinvolgendo i commercianti, la vendita di prodotti alimentari basilari quali latte, pane, frutta e verdura nella terza settimana mensile ad un terzo del costo di vendita normale, affinché si alleggerisca il caro vita alle famiglie in special modo quella a monoreddito con figli a carico e ai pensionati. Manuel Matteo Mainetti (La Destra) 30/03/2008.

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IMMIGRATI E VOTO (sezione: Burocrazia)

( da "Azione, L'" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'AZIONE - Articoli - Immigrati e voto IMMIGRATI E VOTO Franco Lorenzon In un periodo nel quale siamo chiamati ad eleggere il nuovo parlamento italiano - oltre ad alcune amministrazioni locali tra cui il Comune di Treviso - crediamo sia utile accendere i riflettori anche sul modo e sulle forme con cui coinvolgere gli immigrati nella partecipazione all'amministrazione e al governo di un Paese per il quale contribuiscono con un significativo 8,8% del Pil, cioè qualcosa di abbondantemente superiore al finanziamento dell'intero servizio sanitario nazionale. La cosa appare quanto mai significativa se pensiamo che a votare sono chiamati anche molti italiani che risiedono all'estero, magari da decine di anni, e che - come "l'argentino" senatore uscente Pallaro - sono risultati decisivi per assicurare la fiducia all'ultimo Governo. Per collocare il problema nella sua giusta dimensione, vogliamo ricordare che il processo di coinvolgimento di uno straniero nel nostro Paese avviene con la seguente gradualità: a) permesso di soggiorno, che va rinnovato con scadenze al massimo biennali (a Treviso per il semplice rinnovo si arriva anche ad un'attesa di due anni?); b) carta di soggiorno, che consente di rimanere in Italia a tempo indefinito, ma i cui dati vanno confermati o aggiornati ogni cinque anni (anche qui servono fino a due anni di attesa); c) cittadinanza, che si ottiene - a richiesta - dopo 10 anni di effettiva residenza in Italia (con attese che arrivano normalmente a 3-4 anni). Con la cittadinanza si può anche ottenere il diritto di voto, che tuttavia non sembra essere in cima ai desideri degli immigrati, non tanto perché non abbiano interesse ad ottenerlo, quanto perché altre per loro sono oggi le priorità. La prima di queste è di poter rimanere in Italia senza la continua "corsa ad ostacoli" del rinnovo delle autorizzazioni sopra richiamate. Per gli immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole certezza. Il voto sarebbe quindi solo l'ultimo gradino di un percorso di integrazione che è già iniziato con la partecipazione ad alcune consulte comunali e a quella regionale, e potrebbe proseguire con la partecipazione alle elezioni amministrative. In questo modo la condivisione diventa partecipazione attiva alla definizione di leggi, regole, valori, comportamenti, eccetera, e la costruzione di una società coesa risponde alla giusta preoccupazione di molti cittadini italiani di dare un'adeguata risposta alla questione della sicurezza. Perché a questa si risponde più con l'integrazione che con la repressione. Segretario generale Cisl Treviso.

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I familiari bloccati dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Manca il certificato di morte dell'ucraina I familiari bloccati dalla burocrazia ANCONA - Continua con risvolti da intrigo internazionale il dramma nel dramma seguito alla morte di Irina Nariznha, quello che riguarda le sorti della figlia di otto anni, avuta da un ex compagno nigeriano, rimasta orfana di madre e con il padre in Nigeria. La bambina per ora è stata affidata alla famiglia del nuovo compagno italiano di Irina, Marco Bravi, residente a Treia, ed è seguita dai Servizi sociali, ma il suo futuro è ancora incerto. Il padre naturale, del quale porta il cognome, in passato aveva lavorato come saldatore a Macerata. Tornato in patria, non era più stato riammesso in Italia, secondo il suo legale, l'avvocato maceratese Graziano Pambianchi, per problemi legati ai documenti. All'inizio di marzo l'uomo aveva presentato al consolato italiano a Lagos una nuova istanza di ricongiungimento familiare con la figlia. La morte, una settimana fa, della madre della bimba "rende ancora più urgente il rientro dell'uomo in Italia, magari con un permesso speciale per motivi umanitari", sostiene il suo difensore, che sta cercando di integrare l'istanza al consolato con altra documentazione che attesti il decesso della compagna. Ma tutto è ancora bloccato da un ostacolo burocratico, rappresentato dall'impossibilità di ottenere un certificato che attesti la morte di Irina Nariznha, da inviare a Lagos. "Il Comune di Ancona sostiene di aver bisogno di un nulla osta della procura - spiega Pambianchi -, così io ho chiesto ai magistrati di autorizzare il rilascio del certificato. Ma sinceramente faccio difficoltà a capire il motivo per il quale serve il nulla osta della procura per rilasciare un certificato di morte, l'atto che documenta un fatto oggettivo e neutro come il decesso di una persona". L'avvocato Pambianchi fa sapere che in vista dell'autopsia di martedì, il suo assistito, parte offesa come anche come genitore della bambina, non nominerà un proprio consulente. "Abbiamo totuale fiducia nei consulenti scelti dalla procura". Intanto anche i genitori ucraini di Irina, intenzionati a rientrare in Italia per prendersi cura della nipotina, hanno le stesse difficoltà legate all'assenza del certificato di morte richiesto per entrare in Italia.

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Prg bocciato, il guaio e' la strada (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prg bocciato, il guaio e' la strada COME IL BIG BEN dell'indimenticato "Portobello" versione Tortora, anche stavolta "la Provincia ha detto stop!" Lo ha detto, nel caso ci fosse bisogno ricordarlo, sul Prg, vexata questio del Latini bis'. Quindi si sistemino tranquillamente in sala di attesa i quindicimila abitanti in più che dovrebbero accomodarsi ad Osimo nei prossimi anni; prendano il numerino e aspettino il proprio turno con pazienza, molta pazienza. Anzi, già che ci siamo cominciamo a cassarne una metà abbondante, perché pare che in più di trentaseimila, nella metropoli senza testa né coda, non ci si entri proprio. Ma quello che più ci preoccupa è che così non si sblocca la famosa variante di bordo, che ormai con l'ospedale, è la cosa' da risolvere nella maniera più rapida e definitiva possibile. Anzi, credo che come al solito, il progetto sia già obsoleto o quasi. Mi spiego: per come vanno le cose da noi, un progetto avveniristico al momento della presentazione, dopo decenni di burocrazia, rischia di essere superato al momento della sua realizzazione. Quindi per favore, se variante dovrà essere, pensatela come se la doveste realizzare tra dieci anni, perché altrimenti oltre al danno dell'attesa, si rischierebbe la beffa di un'opera affetta sin dalla nascita, da senilità infantile. Il serpentone d'asfalto, insomma, si mangia la coda e la questione si aggroviglia in una serie di spirali che, tra cause ed effetti, rischiano di compromettere definitivamente la già asfittica vivibilità e viabilità osimana. Sì, perché la Provincia dice che la strada passa troppo vicino all'abitato e questo non è ecologicamente sostenibile. Ade' te lo digo io cosa devi sostene'. Ma perché, cu'c'è de sostenibile ade' nte le ore de punta ? Perché nte la situaziò attuale, le maghine, i camii, j'apetti e i modorì ndo passa, sulla Luna? Ndadelo a chiede a qu'la pora Gironda. Ma nu' l'avede vista com'è ridotta dobo solo un par d'anni che sta lì. Me pare na vecchia ! Tutta rrugginida, piena de brugioli ! C'ha n' intossicazio' da ossido de carbonio che me preoccupa!? Stavolta me tocca a da' ragio' all'Amministrazio'. I quadrì nun c'è, il problema invece scì! Quindi va risolto sa j'oneri de urbanizzazio': punto! Questa è la faccenna. Comunque speriamo che tutti usino il senno per garantire una rapida soluzione dei problemi . Intanto volevo aggiungere che Osimo nostra, nonostante le questioni sopra riportate, rimane scrigno di gioielli preziosi ed unici. Uno non ci fa più caso, ma dentro queste antiche c'è robba grossa ed unica. Novella Cornelia, la città mette in mostra i suoi gioielli in maniera intelligente e produttiva e quando questo succede, serenamente, pacatamente, va dato atto della cosa! Mi riferisco in particolare a due questioni che mi hanno fatto riscoprire l'orgoglio dell'osimanità. Che dire infatti dell'ipogeo, le grotte, così sapientemente portate alla visibilità dei turisti, con successi di pubblico degni dei più famosi siti archeologici italiani? Ottimo lavoro, quando va detto, va detto! E che meraviglia il Teatrino Campana, che accoglie una preziosissima e ben organizzata rassegna jazz! Vi siete persi il concerto di Gianni Basso. Peggio per voi! Momento di vera cultura internazionale cui ne seguiranno presto altri, datemi retta, da non mancare. La sorpresa? Nel tutto esaurito della serata tanti osimani a dire :"Che bello il Teatrino! Sai che non c'ero mai stato ?" Male! Ma siccome appartengo alla generazione cresciuta a pane e Alberto Manzi, dico che non è mai troppo tardi' e complimenti a chi ha avuto l'idea di mettere il biglietto a soli cinque euro: così si fa cultura in maniera intelligente. Adesso vi do i compiti: chi non è mai stato al Museo Civico provveda immediatamente a colmare la lacuna, e così sia con tutte le altre bellezze nostrane che trasudano tradizione e cultura da ogni mattone. Perché come dice il Poeta: "Fatti non foste a viver come bruti ". CADEPIAZZA@CORRIEREADRIATICO.IT,.

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Sogno la jesi che scriveva lello longhi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

JESI - Nino Zannoni, non ce la fa più neanche lei a far sorridere gli jesini? "C'è poco da sorridere". S'arrende lei commerciante storico, interprete teatrale di Lello Longhi, divertente vignettista e leader nella satira politica? "E' che da un po' di anni che le cose non vanno proprio nel modo giusto". Ma lei è vicino al Palazzo. "Proprio il Palazzo di Belcecchi mi ha deluso". Tiri fuori il rospo. "Un canestro di rospi. Sono jesino doc nato nel centro storico dove ci lavoro pure, lo sto vedendo morire". In che senso? "Non c'è più niente di vivo, di vero, quando chiuderemo noi commercianti vicini alla pensione, sarà deserto". Colpa del Comune? "In gran parte, Belcecchi con assessori, city manager e consulenti, fa nulla per il centro storico". Non è vero Nino, ha tolto tutti i permessi per entrare con le auto in centro. "Mi fanno ridere, non pensano al danno che fanno. A Palazzo sono tutti o quasi impiegati statali, noi mandiamo avanti la baracca". Ma li hanno tolti anche al sindaco e agli assessori, oltre ai medici e ai giornalisti. "Io sono un vecchio socialista, ma questi atteggiamenti da Soviet stantio non li sopporto, fanno scena e aggravano i problemi veri". Il centro storico muore e i centri commerciali crescono come funghi. "Semplice, fanno chiudere i negozi del centro per mandare la gente negli ipermercati". Tranne i mercoledì e sabati giorni di mercato. "No, giorni di passeggio, senta i bancarellari". La gente non arriva più a fine mese. "Non arriva a metà mese". Cosa fare per il centro storico? "Rivitalizzarlo, iniziando dai parcheggi a basso costo e impianti di risalita, poi eliminare o ridurre la burocrazia liberando le iniziative". Basta questo Nino? "Occorre un ricambio politico in Comune, altrimenti Jesi diventa L'Avana". Ma via, l'arte, la cultura. "Quella dei broccoli, una volta li vendevano vicino all'Arco, adesso in Comune". Lei quale Jesi vorrebbe? "Quella bella, piena di vita, sorridente e sagace. Come la descriveva Lello Longhi nei suoi capolavori".

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La competitività in agricoltura (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

Argomento centrale la biodiversitàcome caratteristicavincentedel territorioe delle produzioni Esperti a confronto sul tema dello sviluppo sostenibile delle aree interne e montane La competitività in agricoltura Le critiche degli operatori contro gli ostacoli della burocrazia Macerata Feltria Il convegno dalle tre P: passionale, partecipato e polemico. Passionale perché ci sono stati interventi carichi di passione, partecipato perché l'ampio salone era gremito e polemico perché agricoltori e rappresentati di categoria hanno criticato l'onda sempre più lunga della burocrazia italiana. Così si è svolto il 26 convegno Agricoltura Montefeltro dal titolo "Competitività e tutela del territorio per uno sviluppo sostenibile delle aree interne". Il convegno è stato organizzato dal Comune di Macerata Feltria in collaborazione con la Comunità Montana del Montefeltro e con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e dell'Ordine dei Veterinari. Dopo i saluti-apertura dei lavori, con un piccolo excursus delle 25 precedenti edizioni, del Sindaco del Comune di Macerata Feltria, Silvano Severini ha fatto seguito gli interventi del Presidente della Provincia - Sen. Palmiro Ucchielli e del Presidente della Comunità Montana del Montefeltro - Michele Maiani. Con l'intervento del dirigente regionale delle politiche agricole Lorenzo Bisogni "Dallo sviluppo rurale una nuova opportunità di crescita delle aree interne. P.S.R. (Piano Sostenibile Rurale) 2007-2013: Operatività dei bandi" il convegno è entrato nel vivo. Il dirigente regionale Bisogni ha presentato il Piano S.R. delle Marche, l'ultimo risaliva nel 2004, nei suoi aspetti più intrinseci e che dovrebbe partire proprio in questi giorni. Adelchi Vaccaro, direttore del servizio Igiene allevamenti dell'Asur n. 2 di Urbino, con l'aiuto di un filmato ha trattato il tema "Allevamento suino allo stato brado per la valorizzazione delle aree marginali". Presente al convegno anche l'onorevole Massimo Vannucci e i consigliere regionale Mirco Ricci. Vannucci già sindaco di Macerata Feltria ha messo in risalto la valenza, per il territorio, di questi convegni ma soprattutto il sistema agricolo in uso che si distingue nella differenziazione e questo significa biodiversità con tutto l'importanza che sta rivestendo per la nostra sopravvivenza. Ha fatto seguito gli interventi di funzionari di categoria degli agricoltori (Coldiretti-Bastianelli, Confederazione Italiana Agricoltori-Baldacci, Copagri-Azzolini) e alcuni agricoltori (Busetto e Galli). Alcuni hanno contestato in maniera accesa i tempi estremamente lunghi per colpa di un inspiegabile quanto superflua burocrazia. L'agricoltore è costretto a procurarsi 18 documenti solamente per fare una richiesta Uma (Utenze Macchine Agricole). La conclusione e il resoconto finale al vicepresidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giovanni Rondina e all'assessore della Regione Marche Gianluca Carrabs che entrambi hanno sostenuto di potenziare, anche se in maniera diversa, le strutture delle aree interne anche per un più giusto e più opportuno equilibrio. GABRIELE SANTI,.

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Una cerimonia in ricordo di Irina (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MACERATA - "Per noi ortodossi è fondamentale che la sepoltura avvenga entro nove giorni dalla morte". L'appello di Larissa Kalakutina, una delle migliori amiche di Irina (foto), è caduto nel vuoto. L'autopsia è stata fissata per martedì e prima di allora non verrà dato il nulla osta per il funerale. Ma a Macerata le amiche della giovane ucraina vogliono comunque salutarla indipendentemente dai fatidici nove giorni. E oggi pomeriggio, a casa di Larissa, in via Severini, amici e conoscenti di religione ortodossa si riuniranno per pregare in memoria di Irina e mangiare insieme, come prevede la tradizione, ricordando la figura della giovane mamma. I suoi familiari non possono ancora venire in Italia a causa della burocrazia. "Ieri ho parlato con Marina, la sorella di Irina - racconta Larissa, che sta seguendo il caso insieme alla sua amica Oxsana -. Purtroppo non può venire perchè l'ambasciata non concede il visto per mancanza del certificato di morte. I funzionari, tramite Internet, sono venuti a conoscenza della tragedia. Ma non è sufficiente". D.FER.,.

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La burocrazia blocca il marito (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)

Argomenti: Burocrazia

MACERATA - La figlia di Irina, di 8 anni, per ora è stata affidata alla famiglia del nuovo compagno italiano della donna, Marco Bravi, residente a Treia, ed è seguita dai Servizi sociali, ma il suo futuro è ancora incerto. Il padre naturale in passato aveva lavorato come saldatore a Macerata. Tornato in patria, non era più stato riammesso in Italia, secondo il suo legale Graziano Pambianchi, per problemi legati ai documenti. All'inizio di marzo l'uomo aveva presentato al consolato italiano a Lagos una nuova istanza di ricongiungimento familiare con la figlia. La morte, una settimana fa, della madre della bimba "rende ancora più urgente il rientro dell'uomo in Italia, magari con un permesso speciale per motivi umanitari", sostiene il suo difensore, che aggiunge: "il Comune di Ancona sostiene di aver bisogno di un nulla osta della procura , così io ho chiesto ai magistrati di autorizzare il rilascio del certificato".

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