HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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Gazebo
per sognare ( da "Giornale di Brescia"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Evitano
inoltre di andare incontro a tutte quelle "burocrazie" imposte per la
costruzione di opere immobili, previste dai dispositivi di legge dei singoli
comuni. Infatti, vi sono spesso dei vincoli di tipo ambientale/urbanistico o
condominiale che possono prevedere delle limitazioni nella collocazione in
certi contesti.
Ministro
dice basta registro delle presenze
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
istituzione
di un nuovo registro duplicava solo la burocrazia, chiedendo registrazioni cui
le nostre imprese già adempivano. Il voto alla Camera poi la circolare del
Ministero fanno giustizia di una situazione assurda". Il Ministero ha
stabilito inoltre che la norma si applica solo agli autotrasportatori per il
trasporto su strada di merci con veicoli di massa superiore a 3,
In
un mese si ottengono i permessi ( da "Stampa, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
POCA
BUROCRAZIA "In un mese si ottengono i permessi" "Un territorio,
il nostro, particolarmente adatto alla ricettività familiare". Così si è
espresso nel convegno "Apriamo un bed & breakfast" il sindaco di
Omegna Antonio Quaretta. I numeri però per sono impietosi: su 79 attività di
"b&b" censite alla fine del
L'italia
della realtà e quella della tv - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nelle more di
una burocrazia complicata, contraddittoria, farraginosa e frustrante. Molto si
può risparmiare, ad esempio, semplificando la vita dei luoghi e delle imprese
culturali, liberandoli dai piccoli e grandi ricatti amministrativi. Si dovrà
agire affinché il pubblico dei musei, degli spettacoli e i lettori di libri
tornino centrali nella politica delle istituzioni culturali,
Lavoro
in vigna, volontà e speranze la nuova vita dei macedoni di langa - carlo
petrini ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma i flussi
sono chiusi e bisogna rassegnarsi ai tempi della burocrazia, che non coincidono
quasi mai con quelli della vigna. C'è bisogno di braccia tra i filari, e di
italiani disposti a lavorarci non se ne trovano più. "Non hanno più la
testa per la campagna. Siamo tutti signori, bambini non ne nascono, i giovani
studiano e vogliono stare dietro la scrivania.
Inchieste
e scontri al vertice un settore pronto a esplodere - emanuele lauria
( da "Repubblica,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
abbiano
prevalso ragioni politiche o inconfessabili legami familiari fra vertici della
burocrazia regionale ed enti di formazione. Solo veleni? Forse. Di certo, si è
messo anche l'assessore al Lavoro Santi Formica a corroborare i dubbi. Con
quella decisione di "congelare" il Catalogo "in attuazione di
principi di trasparenza e legalità".
Porto
il modello nordest in confindustria
( da "Nuova
Venezia, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per le
aziende italiane, della eccessiva burocrazia". Fondamentale, dunque, la
delega alla modernizzazione del Paese, delegata al padovano Jacopo Silva.
"è necessaria - chiarisce la candidata alla presidenza - una spinta
propulsiva, perché da noi le cose procedono più lentamente rispetto ad altri
paesi.
Le
trame dei film di prima visione ( da "Mattino di Padova, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sono venuti
per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per
qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela
da soli, finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e
dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto.
Serve
gente che lavora ( da "Corriere delle Alpi"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia che si sta affermando anche nel mondo del volontariato: "Una
sezione Cai come la nostra ormai è una piccola azienda fatta di tante normative
da rispettare, con scadenze tassative e molte carte da compilare. Spesso quei
pochissimi volontari che si dedicano a questo poi non hanno entusiasmi residui
per programmare ulteriori iniziative.
Il
cacciatore di aquiloni ( da "Nuova Venezia, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
della sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta.
GRANDE, GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia di Carlo Verdone con Carlo
Verdone, Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio,
Andrea Miglio Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul
grande schermo riproponendo alcuni dei suoi personaggi in tre
Non
date passaggi ( da "Corriere delle Alpi"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
non ho
annacquato la mia spiritualità nella burocrazia religiosa nella speranza di
poter interrompere questo canto di morte e sostituirlo con le note gioiose di
una nuova primavera. Marco Scapin Perché il bello e il buono vogliono imitare
il brutto? IL BUONO - Veltroni (il velleitario in senso buono): personaggio
colto, comunista fin dall'infanzia,
L'appello
di Propata<Manca il segretario offriamo un posto>
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma così non
è, la burocrazia ha altre e tortuose vie, e il risultato è che da circa 5 anni
la figura basilare per far andare avanti il lavoro della piccola municipalità
dell'Alta Val Trebbia arriva in loco a spizzichi e bocconi. E dalla fine del
mese di marzo, sparirà del tutto.
Un
concorso di idee per ridisegnare l'artiglieria - luca rojch
( da "Nuova
Sardegna, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
ora il sindaco pensa a una riconversione dell'artiglieria all'interno del
tessuto urbano. "Attendo che tutti i passaggi formali vengano compiuti -
continua Giovannelli -. Ho già un accordo di massima con la soprintendenza.
Alcuni edifici dell'ex artiglieria ospitano da tempo i resti delle navi romane
che sono emersi durante gli scavi per creare il tunnel nel lungomare.
Il
clic d'autore che conquista la cina
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è troppa
burocrazia. Chi vuole proporsi non trova supporti. Come si spiega che noi
allestiamo rassegne dall'America a Barlino e a casa nostra no?". I vostri
pezzi vengono anche venduti? Christian: "Sì, ci sono collezionisti che ci
richiedono qualcosa in particolare, ma qui in Friuli, come detto, paghiamo
ancora lo scotto di non essere molto conosciuti"
La
lega lancia il modello alto adige: diamo vita a quattro province autonome
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma anche la
burocrazia che incombe su cittadini ed imprese e, allo stesso tempo, vengono
eliminati gli sprechi della macchina pubblica". Si tratta, secondo
l'esponente della Lega, di una riforma attuabile attraverso una modifica allo
Statuto regionale e di un cambiamento praticabile, "come dimostra
l'esempio del Trentino Alto Adige"
Una
guida anti-multe e burocrazia - carlo bardini
( da "Tirreno,
Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pistoia Una
guida anti-multe e burocrazia L'iniziativa del Comune dopo le polemiche con le
associazioni Presto anche uno sportello. L'anno scorso le Pro Loco sanzionate
minacciarono di non organizzare più nulla CARLO BARDINI S.MARCELLO. Non ci saranno
più multe salate da parte della Polizia municipale alle associazioni di
volontariato.
Palau
presenta la lista della spesa per il g8
( da "Nuova
Sardegna, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i quali il
Comune chiede una sforbiciata ai tempi bradipo della burocrazia. Per il 2009
Palau potrebbe avere le caserme di polizia e finanza e un porto libero dalle
navi passeggeri. L'incontro con Bertolaso ha reso adrenalinico il sindaco
Cuccu. Dopo essere stato snobbato per mesi e costretto a raggranellare notizie
sul G8 dalla stampa, per la prima volta ha novità di prima mano.
Rubbia:
"né petrolio né carbone soltanto il sole può darci energia" -
giovanni valentini ( da "Repubblica, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
energia
avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana. Da qualche
mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e
la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con particolare riferimento
- come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio
- al solare termodinamico a concentrazione"
Vecchioni:
qui c'è la voce dei produttori ( da "Provincia di Cremona, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la lotta alla
burocrazia che oggi prende in ostaggio agli imprenditori agricoli 110 giorni
lavorativi ogni anno; la riforma del titolo V° della Costituzione, la fine di
estenuanti liturgie di concertazione che fanno solamente perdere tempo.
"Ci fa piacere che si torni a parlare in termini positivi di ricchezza e
profitto,
Burocrazia,
ogni anno 110 giorni tolti al lavoro
( da "Provincia
di Cremona, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Review srl
Burocrazia, ogni anno 110 giorni tolti al lavoro TAORMINA ? Se c'è un nemico
giurato di qualsiasi imprenditore, e ancor più di quello agricolo, è il
'moloch' della burocrazia. "Le nostre aziende devono interfacciarsi con
più di 1.000 enti pubblici ai diversi livelli, la gestione delle pratiche ci
sottrae ogni anno centodieci giorni di lavoro.
<Cà
del Ferro alle urne> ( da "Provincia di Cremona, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Sotto accusa
le lentezze della burocrazia "Cà del Ferro alle urne" I radicali:
votano solo una decina di detenuti di Gilberto Bazoli "I detenuti di Cà
del Ferro che hanno diritto al voto, non essendo ancora la loro condanna
definitiva, sono un centinaio su un totale di duecento.
Lei
ha ragione a dispiacersi, ma cosa poteva fare di diverso la Confederazione
elvetica? Ha una vaga ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dalla
lentezza della burocrazia, da una scuola che fa ridere, da una crescita del
Paese che fa piangere. Dobbiamo continuare? Meglio di no, caro professore.
Dunque, se andava via Lei, toccava anche a noi, magari pure a Bassolino, la
Jervolino, Pecoraro Scanio. Con un'unica, ulteriore riserva: che in un
battibaleno avremmo finito per trasformare la Svizzera in un'
Per
fortuna che c'è l'Europa ad evitare la deriva del Belpaese
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza subire
le vessazioni di un fisco draculesco e di una burocrazia ottusa, sgangherata e
prepotente. Una burocrazia che ti concede una legittima licenza dopo averti
fatto riempire un niagara di moduli. L'Italia ha bisogno di cittadini, non di
sudditi, come le dittature e i regimi. Noi, grazie a Dio, non siamo una
dittatura (quella littoria ci è bastata), ma siamo un regime,
Di
MAURIZIO GUCCIONE P ARTIRA' dalla sua abitazione di Marlia alla volta
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
Che non solo stanzia poche risorse ma che fa attendere alle stesse tempi
lunghissimi per essere destinate a un progetto. "Vedo finanziamenti ?
afferma Pellegrini ? che dovrebbero essere erogati subito. Chi ha l'urgenza di
avere soldi per poter sperimentare uno studio, non può aspettare mesi prima di
poter beneficiare di quelle risorse perchè il rischio è quello di vanificare
PER
FARGLI la multa il Comune di Portomaggiore ci ha messo più di mezzo secolo.
Vittima di ques ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
To ennesimo
caso di burocrazia all'italiana è Francesco Carlini, pensionato, ex funzionario
dell'Oreal che, nel 1955, aveva fatto costruire una tomba per il padre nel
cimitero di Gambulaga. Ora, dopo ben 55 anni, il Comune si è accorto che la
lapide 'splafona' di circa un metro quadrato oltre il limite consentito,
configurando così un caso di abuso edilizio.
Primo
brindisi alla Fonte dei Lupi Morfasso, l'impianto sfornerà 8mila bottiglie
d'acqua al giorno ( da "Libertà"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
stando vicino
agli imprenditori soffocati da questa burocrazia che uccide i piccoli".
Alla cerimonia di inaugurazione dell'impianto, che produrrà 8000 bottiglie al
giorno, erano presenti, tra gli altri, il gruppo Alpini sezione di Morfasso
capitanati da Flavio Casali, il gruppo Bersaglieri sezione di Fiorenzuola con
in testa il presidente Giuseppe Ghisoni,
PER
VINCERE le sfide dello sviluppo del territorio uscendo da una navigazione di
piccolo cabotaggio ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tre aspetti
ci sembrano ineludibili per favorire lo sviluppo: riduzione della burocrazia,
sicurezza del lavoro e la valorizzazione dei giovani come risorsa in un'ottica
di rinnovamento che deve essere perseguita e favorita in tutti i settori
sociali". "PER QUANTO riguarda lo snellimento burocratico occorre una
rivoluzione copernicana nell'approccio ?
CONFAGRI:
LA BUROCRAZIA MANGIA DUE GIORNI DI LAVORO SU SETTE INTRALCI, perdite di tempo,
rinvii, for... ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
CONFAGRI: LA
BUROCRAZIA MANGIA DUE GIORNI DI LAVORO SU SETTE INTRALCI, perdite di tempo,
rinvii, formulari e carte di ogni tipo. Così ? secondo Confagricoltura ? ogni
settimana un'azienda agricola di medie dimensioni perde due giorni per
adempiere agli obblighi burocratici.
Il
sindaco Cherchi: <Giù le mani dalla discarica>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"La
discarica non deve servire per finanziare burocrazie improprie: non ci sarà un
ente di gestione (né del Comune di Carbonia e neppure di nessuna unione). Se
c'è chi pensa di finanziare le unioni attraverso i proventi della discarica si
sbaglia perché l'unico punto di riferimento sono i cittadini che pagano la
Tarsu".
Ma
perché non pensare anche a un software veneto-italiano?\n
( da "Corriere
del Veneto" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di
snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro.
Credevamo che, anche dal punto di vista culturale, fosse necessaria una
maggiore apertura nei confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza
nell'anticipare le scelte sul piano della produzione, più forti investimenti
nel campo delle tecnologie di punta.
<Io,
americano nella New York ( da "Giornale.it, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"I miei
concittadini non comprendono l'eccesso di burocrazia, le numerose norme
amministrative, ad esempio la confusione sull'Ecopass. Il traffico è comune a
tutte le grandi città e per quanto riguarda le abitazioni non ho sentito
lamentele". Vi sono dei quartieri, delle zone che ama visitare?
Il
Frosinone batte il Treviso (1-0) e pensa al futuro
( da "Giornale.it,
Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
bloccato
dalla burocrazia. Certo è che i tifosi non ne possono più e a ogni partita
interna si levano cori non proprio teneri nei confronti del sindaco. Il dg
Enrico Graziani sta comunque già lavorando per il nuovo campionato. Prima grana
da risolvere quella dell'allenatore: Alberto Cavasin ha ancora un anno di
contratto,
La
ricetta per salvare la scuola ( da "Giornale.it, Il"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
come la
burocrazia soffoca la scuola e il programma per la scuola del Pdl. "Stiamo
vivendo un grosso momento di emergenza educativa - ha aggiunto Francesco
Verzillo, direttore del nucleo Regionale Liguria - Piemonte dell'agenzia scuola
-. La ricetta del Pdl è quella di fare emergere l'elemento famiglia e
ridimensionare il ruolo dello Stato,
"Anche
la cultura deve fare i conti"
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la direzione
Patrimonio della Regione che si occupa della gestione delle gare d'appalto,
pone il definitivo sigillo della burocrazia su ogni velleità di primato del
bello sul risparmio: "I soggetti che non sono risultati vincitori hanno
presentato ricorso alla magistratura amministrativa che ha espresso un giudizio
relativo alla coerenza dell'intero procedimento.
Pdl,
pressing sugli indecisi Zacchera punzecchia la Lega
( da "Stampa,
La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la mancanza
di infrastrutture e la burocrazia". Infine, sicurezza e giustizia:
"Non si può vivere con la paura a girare la sera in città". Accanto
al coordinatore provinciale di Forza Italia Valerio Cattaneo, in lista per la
Camera, che ha espresso soddisfazione per i 600 presenti, i parlamentari Marco
Zacchera (ricandidato alla Camera) e Valter Zanetta (
Mozzarelle
di bufala tutti al caseificio piovese dopo i timori di diossina - elena livieri
( da "Mattino
di Padova, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Con le leggi
e la burocrazia che ci sono nel nostro Paese solo un pazzo - confida Scacco -
poteva mettersi in testa di lasciare un posto sicuro da ragioniere e un
appartamento in centro per trasferirsi in aperta campagna e avviare un
allevamento di bufale con caseificio.
Rubbia:
"Né petrolio né carbone soltanto il sole può darci energia"
( da "Repubblica.it"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
energia
avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana. Da qualche
mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la promozione e
la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con particolare riferimento
- come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio
- al solare termodinamico a concentrazione"
L'Italia
della realtà e quella della tv ( da "Repubblica.it"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nelle more di
una burocrazia complicata, contraddittoria, farraginosa e frustrante. Molto si
può risparmiare, ad esempio, semplificando la vita dei luoghi e delle imprese
culturali, liberandoli dai piccoli e grandi ricatti amministrativi. Si dovrà
agire affinché il pubblico dei musei, degli spettacoli e i lettori di libri
tornino centrali nella politica delle istituzioni culturali,
Viaggio
nella sofferenza - marco barabotti
( da "Tirreno,
Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le
istituzioni non ce la fanno, la medicina diventa talvolta burocrazia. Perfino
il volontariato diventa meno attivo, perché lo stare vicino a queste persone è
oltremodo difficoltoso. Aiutare una persona in carrozzella è più semplice
(seppur con fatica e dedizione) che non aiutare una persona con comportamenti
incontrollabili.
Ci
scrivono ( da "Corriere della Sera"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
30 num: -
pag: 11 categoria: BREVI Ci scrivono BUROCRAZIA Va peggio che in Svizzera
Prendo lo spunto dall'episodio di "ordinaria burocrazia", pubblicato
il 20 marzo, per segnalarne uno di significato opposto e oserei dire
umoristico. Mia moglie, di cittadinanza anche svizzera, beneficia di una
modesta pensione di vecchiaia.
<Sui
miei geni la penso come il Papa>
( da "Corriere
della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Molti enti
governativi hanno difficoltà a cambiare direzione delle ricerche e sono frenati
dalla burocrazia: noi siamo agili, veloci. E sempre all'avanguardia. Anche per
questo Venter è ritenuto una specie di spregiudicato pirata della scienza. Ma
pare sinceramente convinto che il fine giustifichi i mezzi. Mister Venter, non
crede che la scienza debba avere dei limiti?
Uscire
dalla recessione, dare efficienza al Paese, puntare sulle imprese. È il Pd
secondo Gian ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
impresa non
può avere a che fare con troppa burocrazia e deve avere un facile accesso al
credito - dice -. Bisogna abbassare la fiscalità e le aliquote Irpef di un
punto l'anno per almeno tre anni, sviluppare i processi di liberalizzazione
aprendo i mercati alla concorrenza". Sangalli affronta anche il tema della
flessibilità e del mercato del lavoro.
Ci
scrivono ( da "Corriere di Bologna"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Simonetta
Errani FURTO DI IDENTITA' Vittima della truffa e della burocrazia Sono anch'io
vittima di un "furto di identità", simile a quelli compiuti dalla
banda di cui si è occupato il Corriere di Bologna. A seguito delle mie denunce,
la Polizia di Stato è riuscita ad identificare il responsabile delle truffe.
Don
Merola: a Forcella assenti le forze dell'ordine
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Diciamo
che per colpa della burocrazia vanno a rilento i lavori di restauro all'interno
del cinema Italia, ma è l'unica colpa, se proprio così la vogliamo chiamare,
delle istituzioni ". Invece c'è poca vigilanza. "Diciamo che se c'è
qualcuno chi si è distratto queste sono le forze dell'ordine.
Non
vogliamo un candidato al consiglio provinciale calato dall'alto, espressione di
logiche po ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
hanno
dimostrato come le burocrazie del potere sono lontane da chi vive nei nostri
territori. Se davvero esiste un nuovo modo di fare politica bisogna dimostrarlo
con un impegno svincolato da interessi di potere e particolarismi. Pur
guardando fiduciosamente alla nascita di una nuova coalizione a cui vorremmo
aderire a pieno titolo,
Dopo
8 mesi di risparmi gli assessori comunali si ridanno lo stipendio
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Battuti dalla
burocrazia, hanno cancellato la delibera numero 1 dell'era Stefàno, quella che
il 25 giugno 2007 stabiliva la rinuncia del sindaco ai suoi 6.073 euro lordi e
il dimezzamento dei 3200 euro per gli assessori, e hanno ripristinato le
indennità intere.
Spini:
<Noi "socialisti uniti", con la gente>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia,
sicurezza per i cittadini, sul lavoro e nelle relazioni e solidarietà. Dopo
aver citato il suo curriculum politico ha esortato i presenti: "Se ce la
facciamo a livello nazionale ce la fate anche voi, il Friuli ha grandi
tradizioni socialiste e democratiche e per ottenere un buon risultato bisogna
rivolgersi al nuovo elettorato e intercettare le nuove correnti della società
PARTITO
SOCIALISTA Le tre "esse" di Spini per lo
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia è
diventato impossibile per le imprese e che bisogna fare un'intesa
Stato-Regioni-enti locali per alleggerirne il carico". "Sicurezza dei
cittadini in tema di ordine pubblico, e dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Ma
anche - ha aggiunto - per la dotazione di infrastrutture adeguate, sicurezza
sulla presenza di condizioni adeguate per svolgere una normale conduzione della
Federalismo,
la Lega vuol stanare i partiti ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
tutti parlano
di sicurezza, meno tasse e meno burocrazia. Ma riusciremo davvero a creare un
tavolo da portare avanti nel tempo per portare a casa provvedimenti legislativi
a favore della provincia di Belluno? In altre parti d'Italia lo fanno, portando
a casa cospicui finanziamenti". Ma gli altri risponderanno all'appello?
Siparietti
elettorali al mercato ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Invece tanta
altra gente deve per forza continuare a richiederlo per foraggiare la
burocrazia".Poi Ascierto ha invitato a non comprare articoli cinesi,
perché questi sfruttano anche i bambini e non pagano le tasse. In tema di
sicurezza ha proposto un giro di vite per i clandestini, invocando pene severe
per i trasgressori delle leggi, specie per strupratori e omicidi.
Lavatoi
da rifare. Il sindaco: <Le lavandaie non ci sono più>
( da "Provincia
di Como, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"La
risposta ottenuta è puerile, sterile e deludente e si commenta da sola - ha
replicato il capogruppo leghista -. Prima che i tempi della burocrazia facciano
il loro corso prevedo il ritorno delle lavandaie, che alla prossime elezioni
sapranno bene per chi votare". D. Lu. 30/03/2008.
Daniele
Croce <Più fatti e meno parole> è questa la valutazione e conclusione che
mi hanno indotto ad accettare la candidatura alla carica di Consigliere
comunale nella lista del P ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
può e non
deve svolgere la sola funzione di città dei servizi e della burocrazia (che si
popola il mattino e si svuota alle cinque della sera) perché verrebbe meno alla
sua vocazione e tradizione di città alpina - da tutti riconosciuta, ma
scarsamente incentivata - per trasformarla in realtà. L'esperienza maturata in
altri contesti amministrativi, in quelli sociali e lavorativi,
IMMIGRATI
E VOTO ( da "Azione, L'"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per gli
immigrati il desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il
superamento di ogni ostile burocrazia che disconosce il loro quotidiano lavoro
nel nostro Paese, potendo superare così anche le discriminazioni di cui sono
spesso oggetto (specie sul versante dei diritti sociali) e programmare il
proprio futuro con qualche ragionevole certezza.
I
familiari bloccati dalla burocrazia
( da "Corriere
Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Manca il
certificato di morte dell'ucraina I familiari bloccati dalla burocrazia ANCONA
- Continua con risvolti da intrigo internazionale il dramma nel dramma seguito
alla morte di Irina Nariznha, quello che riguarda le sorti della figlia di otto
anni, avuta da un ex compagno nigeriano, rimasta orfana di madre e con il padre
in Nigeria.
Prg
bocciato, il guaio e' la strada ( da "Corriere Adriatico"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dopo decenni
di burocrazia, rischia di essere superato al momento della sua realizzazione.
Quindi per favore, se variante dovrà essere, pensatela come se la doveste
realizzare tra dieci anni, perché altrimenti oltre al danno dell'attesa, si
rischierebbe la beffa di un'opera affetta sin dalla nascita, da senilità
infantile.
Sogno
la jesi che scriveva lello longhi
( da "Corriere
Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
iniziando dai
parcheggi a basso costo e impianti di risalita, poi eliminare o ridurre la
burocrazia liberando le iniziative". Basta questo Nino? "Occorre un
ricambio politico in Comune, altrimenti Jesi diventa L'Avana". Ma via,
l'arte, la cultura. "Quella dei broccoli, una volta li vendevano vicino
all'Arco, adesso in Comune". Lei quale Jesi vorrebbe?
La
competitività in agricoltura ( da "Corriere Adriatico"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
agricoltura
Le critiche degli operatori contro gli ostacoli della burocrazia Macerata
Feltria Il convegno dalle tre P: passionale, partecipato e polemico. Passionale
perché ci sono stati interventi carichi di passione, partecipato perché l'ampio
salone era gremito e polemico perché agricoltori e rappresentati di categoria
hanno criticato l'onda sempre più lunga della burocrazia italiana.
Una
cerimonia in ricordo di Irina ( da "Corriere Adriatico"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I suoi
familiari non possono ancora venire in Italia a causa della burocrazia.
"Ieri ho parlato con Marina, la sorella di Irina - racconta Larissa, che
sta seguendo il caso insieme alla sua amica Oxsana -. Purtroppo non può venire
perchè l'ambasciata non concede il visto per mancanza del certificato di morte.
La
burocrazia blocca il marito ( da "Corriere Adriatico"
del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
( da "Giornale di Brescia" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 30/03/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:Tende da sole - Tendaggi Una soluzione
funzionale per godere al meglio il verde Gazebo per sognare Romantico e
funzionale. È il gazebo, una delle soluzioni migliori per chi desidera
allargare lo spazio della casa e creare un ambiente che diventi parte
integrante di essa. L'importante però è che la struttura ripari dal sole
battente e che sia resistente. Nei negozi specializzati si possono trovare
gazebo in legno ricoperti con tela impermeabile (o in legno) abbelliti perfino
con le mantovane che rifiniscono i sostegni esterni. Una tipologia così
particolare può essere una valida alternativa alle vere e proprie costruzione
murarie. Evitano inoltre di andare incontro a tutte quelle
"burocrazie" imposte per la costruzione di opere immobili, previste
dai dispositivi di legge dei singoli comuni. Infatti, vi sono spesso dei
vincoli di tipo ambientale/urbanistico o condominiale che possono prevedere
delle limitazioni nella collocazione in certi contesti. Allo stesso
tempo queste strutture hanno il pregio di presentarsi robuste (realizzate
prevalentemente in tubolare d'acciaio) e molto affidabili. Alcuni modelli di
gazebo sono studiati poi in modo da essere facilmente combinabili (quindi
componibili) tra loro per garantire maggiori spazi, soprattutto in occasione di
eventi per i quali c'è la presenza di un numero elevato di persone. Questi tipi
di gazebo si prestano bene anche all'inserimento di arredi interni, come
tavoli, sedie ma anche cucine e palchi. Per manifestazioni di un certo tipo in
cui c'è la necessità di accogliere un numero elevato di persone, sono stati
progettati i gazebo cosiddetti "a struttura reticolare", sorretti da
vere e proprie colonne e travi perimetrali in traliccio. Il gazebo però non è
solo uno spazio per ripararsi ma può diventare anche una stanza da arredare.
Sempre più diffusa la moda di inserire sotto i gazebo, sedie e tavoli
coordinati e pavimetanzioni pregiate. Una scelta dettata soprattutto
dall'esigenza di trasformare il gazebo in luogo per trascorrere tempo libero in
compagnia o per allestire, perché no, feste ed incontri importanti. Anche le
fioriere e i graticci (usati per far crescere le belle rampicanti) sono sempre
più presenti sotto i gazebo, che diventano così piccole serre o giardini
pensili. Per usi più spartani sempre più spesso il gazebo è usato anche come
rimessa per auto o per attrezzi da lavoro. Oggigiorno, anche i tradizionali box
auto stanno trovando infatti un valido sostituto nel gazebo, così come anche i
vecchi ripostigli esterni. Insomma, un po' in tutti i settori la casetta di
legno trova una sua utilità. A tal proposito, per una maggiore facilità d'uso e
per agevolare il "trasloco", stanno trovando una larga diffusione i
gazebo che si montano "da soli". Sono stati studiati solo per la
versione in metallo e si aprono con un unico gesto.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
AUTOTRASPORTO
Ministro dice basta registro delle presenze Il Ministero del Lavoro con una
circolare ha finalmente recepito l'indicazione che la Camera aveva dato lo
scorso 20 febbraio, approvando un ordine del giorno proposto da Confartigianato
Imprese Novara Verbano Cusio Ossola e presentato dall'onorevole Marco Zacchera.
Stabilisce che per le registrazioni dell'orario di lavoro si può utilizzare il
Libro Presenze, già in uso e opportunamente vidimato, oltre che dall'INAIL,
anche da Direzione provinciale del lavoro competente, che potrà limitarsi a
contrassegnare l'ultima pagina. Finisce così l'assurdo obbligo dell'istituzione
di un secondo Registro presenze, vero e proprio doppione di quello già in uso.
"La Circolare ministeriale conferma l'importante risultato ottenuto da
Confartigianato - dice Francesco Del Boca, presidente nazionale e piemontese di
Confartigianato Trasporti - Eravamo intervenuti a livello parlamentare e
governativo per eliminare un obbligo inutile e assurdo: infatti le ore
giornaliere dei nostri dipendenti erano già registrate sull'apposito Registro
presenze e l'istituzione di un nuovo registro duplicava solo
la burocrazia, chiedendo
registrazioni cui le nostre imprese già adempivano. Il voto alla Camera poi la
circolare del Ministero fanno giustizia di una situazione assurda". Il
Ministero ha stabilito inoltre che la norma si applica solo agli
autotrasportatori per il trasporto su strada di merci con veicoli di massa
superiore a 3,5 tonnellate, e di passeggeri, effettuato con veicoli
idonei a trasportare più di nove persone compreso il conducente. Il Ministero
invita gli Uffici territoriali e gli altri organi di vigilanza a valutare con
attenzione scritti difensivi e argomentazioni avanzate dagli eventuali
trasgressori - per le sanzioni irrogate antecedentemente ai chiarimenti forniti
con la Circolare del 19 marzo - per possibili archiviazioni delle sanzioni.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
POCA
BUROCRAZIA "In un mese si ottengono i permessi" "Un territorio,
il nostro, particolarmente adatto alla ricettività familiare". Così si è
espresso nel convegno "Apriamo un bed & breakfast" il sindaco di
Omegna Antonio Quaretta. I numeri però per sono impietosi: su 79 attività di
"b&b" censite alla fine del
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti L'ITALIA
DELLA REALTà E QUELLA DELLA TV (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Fa bene uscire dal
racconto che la televisione ci regala ogni giorno e sul quale ? ne ho raggiunto
ormai la piena consapevolezza ? tutto il dibattito pubblico si è riferito in
maniera ossessiva e facile negli ultimi anni. Anche la politica. Ho visitato
più di ottanta province e alla fine del mio viaggio le avrò viste tutte. In
Italia, l'Italia della televisione non c'è. C'è un Paese diverso. Un altro
programma, migliore. I modelli, i valori, le parole, il linguaggio, non sono
quelli che si ascoltano seduti sul divano di casa. La televisione non racconta
e non rappresenta con verità quello che siamo. è un mondo a parte ormai. Fatto
di avatar che magari parlano anche italiano, ma che si muovono e interagiscono
tra di loro in maniera totalmente innaturale. Reality e realtà non sono la
stessa cosa, anzi spesso sono l'opposto. Persino l'innaturale bianco e nero
della vecchia tv era più colorato e realistico dei nostri modernissimi e piatti
? in tutti sensi ? schermi al plasma. Ho cercato, da ministro delle attività
culturali e da sindaco di Roma, di praticare un'idea semplice, persino ovvia.
La cultura è l'unicità italiana. E la sua irripetibilità è una delle nostre più
grandi ricchezze. Le attività culturali fanno crescere bene i giovani, offrono
loro occasioni belle di incontro, ne esaltano la creatività, li avvicinano alle
grandi questioni del loro tempo e del futuro. Non dimentichiamoci che l'arte
mette in scena il patrimonio delle nostre esperienze vitali, e rivela i nuovi e
ancora segreti bisogni degli uomini. La cultura serve alla politica più di
quanto la politica serve alla cultura. Nella spinta verso il cambiamento non si
può fare a meno di spalancare spazi alle nuove idee, alle nuove arti,
all'espressione della nostra contemporaneità, alle ragazze e ai ragazzi curiosi
del mondo, e che vogliono raccontarsi con ogni forma di comunicazione. Non va
dimenticato che l'Italia è il regno dell'arte e della bellezza, splende di una
cultura antica e nobilissima. Là dove i doni della storia, gli oggetti
testamentari dei nostri antenati sono lasciati da parte o poco valorizzati, lo
Stato ha il dovere di riportare vita. Gli stranieri che vengono da noi a bearsi
delle antiche virtù italiane, devono guardare al nostro presente con lo stesso
rispetto e ammirazione. Bisogna lavorare affinché alla cultura, proprio perché
testimone vivente della nostra ricchezza artistica, non si faccia la carità,
non sia un costo oneroso, ma una risorsa importante, un'opportunità di lavoro e
una fonte di orgoglio e benessere per tutti i cittadini, persino una parte di
quella strategia di crescita del Pil che è la mia priorità. Attualmente i vari
comparti della cultura e dell'arte, dal cinema alla musica, ai concerti, alla
danza, agli spettacoli dal vivo, eccetera non possono agire con scioltezza e
velocità perché sono incagliati nelle more di una burocrazia complicata, contraddittoria,
farraginosa e frustrante. Molto si può risparmiare, ad esempio, semplificando
la vita dei luoghi e delle imprese culturali, liberandoli dai piccoli e grandi
ricatti amministrativi. Si dovrà agire affinché il pubblico dei musei, degli
spettacoli e i lettori di libri tornino centrali nella politica delle
istituzioni culturali, com'è avvenuto all'Auditorium di Roma, fiore all'occhiello
della città e del paese. Solo in questo modo si potrà puntare a una reale
produttività della cultura. Così come bisognerà stabilire al più presto i
profili professionali di chi vi lavora, affrancandoli da una insopportabile
condizione precaria. E anche nell'ambito dei diritti d'autore i democratici
vogliono affrontare la materia, considerando l'artista e il creativo lavoratori
a tutti gli effetti, con i loro doveri e i loro diritti. E questo perché senza
la loro opera non esisterebbero né arte né cultura. In armonia con le politiche
europee, l'Italia deve pensare a difendere e a costruire per il futuro la sua
specifica identità. E se è vero che il processo di globalizzazione tende a
farci tutti uguali, a valorizzare i grandi numeri e ad abbandonare a se stessi
i piccoli (dove spesso c'è il meglio), è anche vero che offre opportunità
nuove, che richiedono da parte nostra coraggio, apertura mentale, prontezza
creativa e imprenditoriale. Al contrario di ciò che si pensa, il villaggio
globale non ha un solo, megagalattico mercato, ma tanti banchi capaci di
soddisfare i gusti più lontani e più diversi. Certo, noi tutti, anche
individualmente, sentiamo la necessità di custodire la nostra singolarità, la
nostra unicità, la nostra personalità. La scuola, in proposito, non dovrebbe
rendere i ragazzi tutti uguali, ma agire affinché emergano le differenze. La
globalizzazione non è un mostro ringhiante, e anche se lo fosse sarebbe vile e
sciocco non domarlo. La cultura è fondamentale proprio perché protegge l'integrità
etica e spirituale degli esseri umani. Diceva André Malraux che la cultura è
ciò che ha fatto dell'uomo qualcosa di diverso da un accidente del cosmo.
Soltanto con una visione ampia, non corporativa della cultura, si è più
efficienti e si possono aprire spazi al nuovo, anche sul piano creativo. La
coscienza di lavorare tutti per il medesimo scopo, al servizio non solo di noi
stessi, ma della comunità e dei nostri figli, è una qualità intrinseca,
necessaria a ogni civiltà evoluta. Oggi "l'impresa" culturale ha
urgente bisogno di sveltezza e semplificazione burocratica, di leggi non
conflittuali e di un'accorta politica di defiscalizzazione. L'obiettivo è
tenere la cultura il più lontano possibile dalle ingerenze dei partiti. E la
politica deve sapere che la ricchezza di un paese non si misura soltanto dal
Pil. Si può essere desolatamente poveri anche con le tasche piene di soldi. C'è
stato qualcuno, nel passato, che quando veniva minacciato dalla spada,
rispondeva con l'arma dell'arte. Come dire che con la bellezza si possono anche
vincere le guerre. Anzi, non farle proprio.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XV - Torino
Lavoro in vigna, volontà e speranze la nuova vita dei macedoni di Langa Jordan
e Vanko, venuti da Delcevo a Monforte, coltivavano grano e ora fanno Barolo Tra
Asti e Cuneo sono circa 9mila Han chiese, negozi e una scelta da fare: tornare
o... CARLO PETRINI Delcevo è una città macedone sui 10 000 abitanti. Jordan
Peicinovski e Vanko Mulaki arrivano da questa provincia ai confini con la
Bulgaria, dove prima della guerra c'erano fabbriche tessili, miniere di piombo
e zinco, imprese edili. Poi la crisi, il passaggio difficile dall'economia di
Stato all'iniziativa privata, la disoccupazione. Non ci sono vigne a Delcevo,
ma campi di grano e di patate, pascoli per greggi di pecore e orti. Eppure
Jordan e Vanko oggi coltivano pregiati vigneti italiani, quelli del Barolo che
tira la volata alle nostre esportazioni. Sono arrivati a Monforte, come altri
150 loro compaesani, uno dopo l'altro, senza una particolare ragione che li
legasse al Piemonte, semplicemente perché qualcun altro prima di loro si era
fermato lì, lavorava, guadagnava: un fratello, un parente, un amico. Nessuno di
loro conosceva la vigna, ma tutti erano disposti a imparare in silenzio, con
l'umiltà di chi sa quanto vale un lavoro regolare, una paga sicura. Oggi Jordan
vive a Monforte con madre, fratello, moglie e figli che vanno a scuola ed è un
dipendente fisso di Domenico Clerico, un artista del vino di Langa; dopo otto
anni ha messo da parte abbastanza per comperare una casa laggiù a Delcevo.
Vanko invece è stagionale, può restare in Italia nove mesi al massimo, poi deve
tornare in Macedonia, e aspettare un nuovo visto d'entrata. Domenico vorrebbe
assumerlo fisso, ma i flussi sono chiusi e bisogna
rassegnarsi ai tempi della burocrazia, che non coincidono quasi mai con quelli della vigna. C'è
bisogno di braccia tra i filari, e di italiani disposti a lavorarci non se ne
trovano più. "Non hanno più la testa per la campagna. Siamo tutti signori,
bambini non ne nascono, i giovani studiano e vogliono stare dietro la
scrivania... meno male che arrivano i macedoni. Loro hanno voglia di
lavorare, di imparare il mestiere, di migliorare. Capiscono le necessità, non
si tirano indietro. Nel periodi di maggior lavoro, chiamiamo la cooperativa".
La Cooperativa Macedonia è una creatura di Spasko Angelovski, arrivato nel '94,
quando aveva vent'anni e a Monforte c'erano solo quattro macedoni. Dopo una
decina d'anni, tanto lavoro e molta esperienza ha voluto provare a organizzare
il lavoro suo e degli altri. Ora con otto soci gestisce novanta ettari di vigna
in Langa, dalla potatura alla vendemmia. I "suoi" macedoni si
confrontano con gli agronomi, sono un piccolo esercito disciplinato che a fine
stagione riempie le cantine della materia prima indispensabile per fare il
vino. Spasko ha la stoffa dell'imprenditore, non è facile far funzionare un
meccanismo che deve metter d'accordo le richieste di manodopera, sempre
concentrate negli stessi periodi dell'anno, con le regole dell'ispettorato del
lavoro, con la burocrazia dei permessi che non
arrivano mai nei tempi giusti: giornate passate in questura, calcoli complicati
per capire in anticipo il monte-ore di lavoro necessario per rispettare gli
impegni. Se d'inverno bastano poche persone, in primavera sono una trentina: qualche
mese nelle vigne, poi si torna a casa. I figli dei macedoni che abitano qui
invece riempiono le classi a scuola, e i genitori non sanno più se torneranno
un giorno a vivere in patria. Tra Cuneo e Asti sono quasi 9000 con un permesso
di soggiorno regolare. Così nascono anche esigenze di condivisione sociale,
luoghi di aggregazione in cui ritrovare le radici: una chiesa ortodossa a
Neive, ristoranti, negozi di alimentari. Perché il cibo è uno dei più forti
elementi identitari e sempre la storia delle migrazioni è stata segnata dal
bisogno di portare con sé i sapori della propria terra. Petrov Blagosko e il
suo socio Georgiev Milovan hanno due negozi, a Neive e a Canelli, e un
magazzino che fornisce sessanta punti vendita tra Centro e Nord Italia. Hanno cominciato
con la birra Skopsko, poi grappa, slivovica, cetrioli sott'aceto, salumi
affumicati, cavoli fermentati, feta, olive nere e aivar, richiestissima salsa
piccante di peperoni grigliati ridotti in pasta. La nostalgia del cibo è
nostalgia di casa. Spasko sa che il tempo lo metterà davanti a una scelta di
vita: restare o tornare, prima che i figli crescano, troppo integrati in Italia
per poterli sradicare. Era venuto con l'idea di guadagnare e poi ripartire,
"coi soldi, perché se torni senza soldi sei spacciato". Ma adesso non
sa. Però pensa alla terra, che in Macedonia costa poco, dove potrebbe piantare
alberi di prugne per fare della buona acquavite.
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VI - Palermo
Braccio di ferro tra l'assessore e dirigente. Congelata la novità del
"catalogo" Inchieste e scontri al vertice un settore pronto a
esplodere Timori di indagini interessi elettorali dietro il "Prof"
L'Enaip di Messina resta in corsa Una società palermitana fa incetta di
progetti per 11 milioni EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) All'interno
di un settore segnato da inchieste, polemiche e rotture fra i responsabili. Un
caos che finisce per travolgere il vecchio e il nuovo di un comparto che regala
occupazione e voti. Dove per vecchio si intende il "Prof" annuale che
muove 240 enti e settemila addetti. Quello che venerdì è stato nuovamente
foraggiato. E il nuovo è invece il catalogo formativo, vera rivoluzione che
dovrebbe avvicinare la domanda e l'offerta, evitando gli sprechi. Secondo un
criterio ben preciso: vengono finanziati solo i corsi che hanno un appeal,
ovvero un numero di allievi significativo. Un'innovazione che in Sicilia sbarca
in ritardo, rispetto ad altre regioni d'Italia, e che rischia di tradursi in un
pastrocchio. La gestione del catalogo è affidata a una agenzia internazionale
di chiara fama, la Ernst & Young, che ha vinto un bando da un milione e
mezzo di euro e che si appoggia su una società siracusana, la Tqm engineering.
Dopo una prima selezione, i cui termini per partecipare si sono conclusi il 20
gennaio, sono stati selezionati 500 progetti formativi, sui 2000 presentati. E
l'esito ha provocato vibranti proteste: a fare la parte del leone è stata una
società, la Mediazioni srl, che ha avuto approvati tutti i cinque corsi
proposti, per un importo totale di ben 11 milioni e mezzo di euro. Le altre
società sono molto distaccate in graduatoria. Sigle che operano da tempo ben
più lungo nel settore, centri studi, associazioni e sindacati, sono rimaste
all'asciutto e gridano alla beffa. C'è chi, come i responsabili della
palermitana "Aeffe" si chiede come sia possibile che un progetto per
l'insegnamento del linguaggio dei segni, rivolto a solo donne, sia stato
escluso perché non coerente con la misura del Por che promuove l'occupazione
femminile. E c'è chi sospetta che alla fine, anche nell'ultima rivoluzione
siciliana, abbiano prevalso ragioni politiche o
inconfessabili legami familiari fra vertici della burocrazia regionale ed enti di formazione. Solo veleni? Forse. Di certo,
si è messo anche l'assessore al Lavoro Santi Formica a corroborare i dubbi. Con
quella decisione di "congelare" il Catalogo "in attuazione di
principi di trasparenza e legalità". Il dirigente generale della
Formazione professionale Alessandra Russo, accusata di non aver trasmesso i
documenti dei bandi (altri due sono in corso e scadranno subito dopo le
elezioni), ha risposto a muso duro in una lettera in cui difende la legittimità
del proprio operato e invita a non rallentare l'iter dei corsi per non perdere
i fondi di Agenda 2000, programma che si conclude a fine anno. Ma ora
sull'intera operazione vigila una cabina di regia che dovrà anche rivedere i
criteri di selezione dei progetti: "Non è una sconfessione della
Russo", giura Formica. E la dirigente sottolinea di essere stata lei per
prima a chiedere la cabina di regia: "In ogni caso la procedura del
catalogo formativo non è mai stata sospesa. Si va avanti". Avanti,
d'accordo. Ma in un clima di timore, per le indagini della magistratura
ordinaria e contabile che stanno scandagliando il comparto. La Corte dei Conti ha
additato corsi fantasma, fatture false, controlli inesistenti e frodi per 36
milioni di euro perpetrate dal
( da "Nuova Venezia, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia "Porto
il modello Nordest in Confindustria" Federica Guidi: la cultura del fare
per dare un nuovo impulso all'economia "Bisogna mettere al centro i
problemi delle imprese e modernizzare il sistema" VENEZIA. Giovani di
Confindustria, il comparto veneto è essenziale. Lo afferma Federica Guidi,
candidata alla presidenza dei Giovani Imprenditori dell'associazione di viale
dell'Astronomia. Manca meno di un mese alle elezioni: il 24 aprile si deciderà
quale tra la squadra di Cleto Sagripanti e quella della Guidi verrà a
sostituire il vertice attuale che ha assistito il dimissionario Matteo
Colaninno. Ma l'équipe della trentottenne imprenditrice emiliana manifesta
ottimismo: in un sistema di voto che segue la geografia, solamente i comitati
regionali di Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Puglia paiono schierati con
Sagripanti. E della squadra della Guidi, figlia d'arte e presidente della
Ducati Energia Spa, fanno parte il padovano Jacopo Silva, candidato alla
vicepresidenza e delegato alla modernizzazione, e il vicentino Domenico Zonin,
delegato alle politiche per lo sviluppo d'impresa. E sono cariche che pesano.
"Il nostro - spiega la Guidi - è un gruppo che abbraccia tutta l'Italia,
ma il Veneto è importante, sia perché rappresenta un modello per le piccole e
medie imprese, sia perché è una zona emblematica per valori e opportunità
imprenditoriali. E offre, a tutti i livelli, delle persone molto attive.
Quindi, mi è parso naturale chiedere aiuto agli amici veneti, anche per una
loro propensione a risolvere pragmaticamente i problemi". Quattro i
pilastri del programma Guidi: certezza del diritto e dei tempi della giustizia;
cittadini e imprese al centro del sistema; più attenzione ai tempi di
realizzazione dei progetti e più attenzione al merito delle persone. "Basta
proclami - afferma - è tempo di imporre la cultura d'impresa. Significa molte
cose: basti pensare al costo, per le aziende italiane,
della eccessiva burocrazia".
Fondamentale, dunque, la delega alla modernizzazione del Paese, delegata al
padovano Jacopo Silva. "è necessaria - chiarisce la candidata alla
presidenza - una spinta propulsiva, perché da noi le cose procedono più
lentamente rispetto ad altri paesi. E questo dipende da molti fattori.
Si pensi ai lavori pubblici: all'estero ci si mette tutti attorno ad un tavolo,
e si decide una volta per tutte. Da noi non è così, e perciò un piano
strategico è indispensabile". A Zonin, invece, la delega alle politiche
per lo sviluppo d'impresa. "è sorto - spiega la Guidi - un comitato
tecnico, perché in Italia le imprese si sviluppano poco. Ma non vogliamo solo
intercettare i sentimenti degli imprenditori; si tratta di portare dei
progetti, di provare, insomma, a rimboccarci le maniche". Ma cosa possono
fare, concretamente, i Giovani di Confindustria per il Paese? "Offriremo -
termina l'imprenditrice emiliana - il nostro contributo al dibattito nazionale.
Conosciamo bene i vincoli del sistema, e siamo abituati a risolvere i problemi
nell'immediatezza. Il nostro compito, alla fine, è quello di trasmettere la cultura
dell'efficienza, del fare".
( da "Mattino di Padova, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte LE
TRAME DEI FILM DI PRIMA VISIONE IL CACCIATORE DI AQUILONI (Afghanistan 2007)
durata: 131', genere: drammatico, di Marc Forster con Atossa Leoni Dopo aver
trascorso alcuni anni in California, Amir ritorna nel suo paese d'origine
l'Afghanistan. Cerca il figlio del suo vecchio amico Hassan. Questo viaggio è
l'occasione per Amir per riandare ai tempi della sua infanzia e della profonda
amicizia con Hassan sullo sfondo delle vicende storiche del suo paese in
guerra. L'AMORE SECONDO DAN (Usa 2007) durata: 98', genere: commedia, di Peter
Hedges con Dane Cook, Juliette Binoche, Steve Carell, Brittany Robertson Dan
Burns è un giornalista esperto in questioni familiari; rimasto vedovo, si è
rifugiato in una rassicurante routine, in cui cerca di scansare come la peste
qualsiasi novità o imprevisto, con l'arduo compito di tenere a bada tre figlie
giovani e ribelli. Tutto cambia nel corso di un weekend, in cui la grande e
turbolenta famiglia Burns si riunisce nella grande casa sulla spiaggia dei
nonni, a Rhode Island. Lì Dan incontra Marie. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia
2008) durata: 117', genere: commedia, di Paolo Virzì con Micaela Ramazzotti,
Isabella Ragonese, Valentina Carnelutti, Elio Germano, Sabrina Ferilli, Valerio
Mastandrea, Massimo Ghini. Marta è una ragazza neolaureata, colta e taciturna.
Dopo tanti colloqui trova lavoro in un call-center di un'azienda che vende un
elettrodomestico e si avventura in un mondo fatto di giovani telefoniste e
venditori invasati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi
e pentitenze concordate. UN BACIO ROMANTICO (Usa 2007) durata: 111', genere:
drammatico, sentimentale; di Wong Kar-wai con Rachel Weisz, Natalie Portman,
Jude Law, Norah Jones, David Strathairn. Elizabeth dopo la dolorosa rottura di
una relazione attraversa gli Stati Uniti alla ricerca del vero significato
della parola "amore". Si lascia alle spalle un bagaglio di ricordi,
un sogno e un nuovo amico ma sulla sua strada incontra strani personaggi: un
poliziotto tormentato, sua moglie che lo ha lasciato, una sfortunata giocatrice
d'azzardo. LA BANDA (Israele e Francia, 2007), commedia di Eran Kolirin con
Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel In un tempo non molto lontano, una
piccola banda musicale della polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma a causa della burocrazia, della sfortuna o per qualche
altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. Cercano di cavarsela da soli,
finendo per ritrovarsi in una piccola cittadina israeliana desolata e
dimenticata, da qualche parte nel cuore del deserto. 27 VOLTE IN BIANCO
(Usa 2008) durata: 107', commedia, sentimentale, di Anne Fletcher con Malin
Akerman, James Marsden, Katherine Heigl, Edward Burns Jane è una ragazza
idealista, romantica e altruista confinata perennemente al ruolo di damigella
d'onore ma che per il momento non sembra destinata ad avere un suo "happy
ending". Ma quando la sorella minore Tess conquista il cuore del suo capo
- di cui Jane è segretamente innamorata - Jane comincia a mettere in
discussione il suo stile di vita. COLPO D'OCCHIO (Italia 2007) durata: 110',
thriller, di e con Sergio Rubini e con Sergio Rubini, Paola Barale, Vittoria
Puccini, Riccardo Scamarcio. Adrian è un giovane scultore di provincia
desideroso di affermare il suo talento nel mondo dell'arte. Fin dalla sua prima
esposizione nella Capitale, la sua personalità balza agli occhi di Gloria, una
giovane studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Ma un altro
critico s'innamora del lavoro di Adrian: Lulli, un intellettuale di fama
internazionale. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007) durata: 91', genere:
avventura, di Luc Jacquet con Bertille NoËl-Bruneau In una mattina d'autunno,
alla curva di un sentiero, una bambina scorge una volpe. Affascinata al punto
da dimenticare la paura, osa avvicinarsi. Per un attimo le barriere che
dividono la bambina e l'animale svaniscono. Comincia così la più sbalorditiva
delle amicizie. ONORA IL PADRE E LA MADRE (Usa, 2007), drammatico, di Sidney
Lumet con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei.
Charles e Nanette Hanson hanno cresciuto i loro figli come si deve. Andy, il
maggiore è innamorato della bella moglie Gina ed è un ricco dirigente di
azienda. Hank, il più giovane, adora la figlia e sta cercando la maniera per
poterla iscrivere a un'esclusiva scuola. PERSEPOLIS (Francia, 2007), animazione
di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi Marjane ha 9 anni e vive a Teheran. Ha
un carattere ribelle e anticonformista che le fa rifiutare le rigide regole
della società iraniana. Quando compie 14 anni, i genitori la mandano a studiare
in Austria.
( da "Corriere delle Alpi" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ASSEMBLEA DEL CAI
BELLUNO "Serve gente che lavora" Alberti punta il dito contro
"prime donne e opinionisti" BELLUNO. Durante l'assemblea annuale del
Cai cittadino, che per l'edizione 2008 prevedeva anche il rinnovo delle cariche
sezionali, il presidente in scadenza Gianni Alberti ha voluto uscire di scena
con una sonora "strigliata" ai 1500 soci del sodalizio bellunese.
"La Sezione sembra un po' malata di protagonismo", ha dichiarato
Alberti nella sua relazione: "Ci sono troppi artisti e prime donne, mentre
servirebbero soci meno opinionisti e meno amanti della ribalta. Gente più
propensa, invece, al vero volontariato che significa impegno e lavoro".
Gianni Alberti era diventato presidente del Club Alpino bellunese tre anni fa,
un periodo durante il quale ha portato avanti lavori di adeguamento e
ristrutturazione dei rifugi e delle opere alpine di proprietà della sezione
"Francesco Terribile". Alberti continuerà a far parte del consiglio
direttivo della sezione in qualità di "past president" e ha
confermato in assemblea la disponibilità a partecipare alle iniziative avviate
nel corso del suo mandato. Nello stesso tempo, il presidente uscente non
rinuncia a puntare il dito contro l'eccessiva burocrazia che si sta affermando anche
nel mondo del volontariato: "Una sezione Cai come la nostra ormai è una
piccola azienda fatta di tante normative da rispettare, con scadenze tassative
e molte carte da compilare. Spesso quei pochissimi volontari che si dedicano a
questo poi non hanno entusiasmi residui per programmare ulteriori iniziative.
E ciò forse spiega in parte il preoccupante vuoto culturale che in generale
pervade la sezione". Dall'assemblea di venerdì è uscito anche il nuovo
consiglio direttivo per i prossimi tre anni. Gioacchino Casagrande e Luciana
Garna, già consiglieri uscenti ed addetti alla segreteria, sono stati i più
votati, rispettivamente con 84 e 80 preferenze. Seguono in ordine decrescente
Gabriele Arrigoni, Mario D'Incà, Alessandro Farinazzo, Francesco Squillace,
Pier Giorgio Dell'Eva, Alessandro Mongillo e Carlo Avoscan. Il nuovo presidente
del Cai bellunese verrà scelto all'interno di questo gruppo durante la prima
seduta del consiglio appena insediato. Numerosi sono gli impegni che attendono
nei prossimi tempi il nuovo gruppo dirigente. Flavio Faoro, dopo aver
confermato in assemblea un rinnovato rapporto di fiducia tra il Comune di
Belluno e il Cai per l'organizzazione di Oltre le Vette, ha anche invitato i
vertici del Club Alpino ad assumere una posizione chiara nei confronti del
progetto di nuove sciovie ed impianti di risalita nel comprensorio montano
dell'Alpago. Ancora su suggerimento di Gianni Alberti, l'assemblea ha infine
approvato un ordine del giorno che autorizza il consiglio a procedere anche in
sede giurisdizionale per ottenere il recupero di un importante cimelio storico
di sua proprietà: si tratta del famoso "Libro del rifugio Settimo
Alpini" contenente mezzo secolo di cronache alpinistiche, un manoscritto
originale prestato tempo addietro a un editore locale, ma non ancora restituito.
L'assemblea si è conclusa con la tradizionale consegna di distintivi speciali
ai soci iscritti ininterrottamente al Cai da 50 e 25 anni: Carlo Santomaso,
Gabriele Arrigoni, Ortensia Baggio, Federico Bressan, Tiziana Caldart, Faustina
Dal Molin, Mario De Col, Andrea De Mori, Ortensio De Toffol, Miriam Del Favero,
Daniele Longo, Stefano Lussato, Mauro Paolo Pastori, Carlo Piantoni, Nilo
Reolon, Luigi Saronide, Alberto Simile e Fabrizio Sogne. Marco Conte.
( da "Nuova Venezia, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorno/Notte IL
CACCIATORE DI AQUILONI IL CACCIATORE DI AQUILONI (Usa 2007), drammatico di Marc
Forster con Khalid Abdalla, Homayoun Ershadi, Shaun Toub, Atossa Leoni, Zekiria
Ebrahibi Amir è nato in Afghanistan ma vive da sempre a San Francisco, dove ha
realizzato il sogno di pubblicare il suo primo romanzo e di sposare la donna
che ama. Un giorno, riceve una telefonata dalla sua terra di origine, così
decide di tornare a Kabul. UN BACIO ROMANTICO (Francia e Hong Kong 2007)
drammatico di Kar Wai Wong, con Norah Jones, Jude Law, Rachel Weisz, Natalie
Portman, David Strathairn, Hector A. Leguillow, LaVita Brooks, Nate Bynum, Chad
R. Davis Dopo la dolorosa rottura di una relazione, Elizabeth parte per un
viaggio attraverso l'America. Comincia a lavorare come cameriera in un bar,
dove conosce una serie di personaggi. TUTTA LA VITA DAVANTI (Italia 2008),
commedia di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese, Elio Germano,
Massimo Ghini, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudio Fracasso, Elena
Arvigo Marta, dopo la laurea, trova lavoro nel call-center di un'azienda che
commercializza un elettrodomestico futuribile. Si avventura così in mondo
fantasmagorico fatto di giovani telefoniste e venditori invasati, danze
motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate.
L'AMORE SECONDO DAN - DAN IN REAL LIFE (Usa 2007), commedia di Peter Hedges,
con Steve Carell, Juliette Binoche, Dane Cook, Brittany Robertson, John
Mahoney, Dianne Wiest, Alison Pill, Marlene Lawston, Emily Blunt, Jessica
Hecht, Amy Ryan Dan, vedovo da 4 anni con tre figlie adolescenti, rifugge da
qualsiasi possibilità di intraprendere delle nuove storie d'amore. Un giorno
però incontra la bella Marie e scocca la scintilla. Dan scopre però che la
donna è la fidanzata del fratello. LA VOLPE E LA BAMBINA (Francia 2007),
commedia di Luc Jacquet, con Bertille Noel-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas
Laliberté Passeggiando nel bosco, una bambina entra in contatto con il favoloso
mondo della natura. Conosce una volpe, e nasce un'amicizia. COLPO D'OCCHIO
(Italia 2007), drammatico di Sergio Rubini con Riccardo Scamarcio, Paola
Barale, Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Cristina Serafini, Giancarlo Ratti Un
giovane scultore di provincia, Adrian, freme per affermare il suo talento nel
mondo dell'arte e alla sua prima esposizione a Roma, all'interno di una
collettiva di esordienti riesce a catturare l'attenzione di Gloria, una giovane
studiosa d'arte alla ricerca del "suo" artista. Tra i due nasce
subito un'intesa. 27 VOLTE IN BIANCO (Usa 2008), commedia di Anne Fletcher con
Katherine Heigl, James Marsden, Malin Akerman, Edward Burns, Judy Greer, Melora
Hardin, Krysten Ritter, Alexa Havins, Maulik Pancholy, Chuck Slavin Dopo 27
matrimoni nei quali ha dovuto rivestire il ruolo di damigella, Jane si ritrova
con un armadio pieno di vestiti e per l'ennesima volta dovrà ripetere il ruolo
che ormai le appartiene. LA BANDA (Israele e Francia 2007), commedia di Eran
Kolirin con Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren,
Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety Una piccola banda musicale della
polizia egiziana arriva in Israele. Sono venuti per suonare a una cerimonia, ma
a causa della burocrazia, della
sfortuna o per qualche altra ragione, all'aeroporto nessuno li aspetta. GRANDE,
GROSSO E... VERDONE (Italia 2008), commedia di Carlo Verdone con Carlo Verdone,
Claudia Gerini, Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Emanuele Propizio, Andrea Miglio
Risi, Martina Pinto, Clizia Fornasier Carlo Verdone torna sul grande schermo riproponendo
alcuni dei suoi personaggi in tre storie parallele. Nella prima, Leo e
la sua famiglia si svegliano di buon'ora per partecipare a un raduno di
boyscout; Callisto Cagnato, temuto professore universitario, preoccupato dal
fatto che il figlio non riesce con le ragazze, decide di fargli conoscere una
studentessa. L'ultimo episodio vede una coppia benestante ma un po' rozza in
vacanza a Taormina.
( da "Corriere delle Alpi" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Non date passaggi
agli sconosciuti SCRIVO per lanciare un monito: non date passaggi e chiudete la
sicura dell'auto, se dovete chiedere informazioni. Il motivo? Vi racconto uno
spiacevole episodio capitatomi a San Valentino. Io e mio marito, a bordo di una
Panda gialla, ci trovavamo al porto di Viareggio. Data la bella giornata,
volevamo proseguire sul lungomare. Fermammo l'auto per chiedere informazioni a
un uomo dall'apparente età di 35 anni e con un accento non perfettamente
italiano. Questi non mi permise di realizzare i miei sospetti e dicendo che
anche lui andava da quelle parti, salì in macchina senza chiedere il passaggio.
Dopo pochi metri, sia pur con il semaforo verde, disse che era arrivato e
chiese di scendere, cosa che fece a precipizio e in modo schizzato. Subito
guardai nella mia borsa, posta tra i due sedili anteriori, tra me, alla guida,
e mio marito, con la convinzione del disastro: infatti il portafoglio con circa
500 euro e tutti i documenti era sparito. Ne conseguì uno stato d'animo
indescrivibile: un senso di profonda rabbia, mortificazione, disagio, paura,
pensando che poteva succedere di peggio se l'uomo non fosse riuscito a rubare
il portafoglio: mi pareva di svenire. Pia Puccetti BELLUNO Siamo cittadini non
sudditi cari amministratori NEI giorni scorsi è stato pubblicato dal Corriere
l'allarme dei pescasportivi sul fatto che ogni rigagnolo viene sfruttato e
l'immancabile replica dei sindaci che affermano l'utilità di questi interventi
per far quadrare i bilanci Comunali. A questo proposito vorrei intervenire
brevemente, auspicando un dibattito serio tra le amministrazioni comunali e i
cittadini. Sempre più spesso si ha l'impressione che l'amministrazione si
dimentichi che è stata votata per fare l'interesse della Comunità e non il mero
economo che deve far cassa per tenere in piedi strutture (Comuni) che costano
sempre di più e che erogano sempre meno servizi ai cittadini. I bilanci non
quadrano? Come mai allora non si sente un sindaco che sia uno, che spiega ai
cittadini quanto costa il "funzionamento della macchina comunale", e
che auspica e lavora per l'unificazione dei piccoli Comuni? I bilanci non
quadrano? Cari sindaci chiudete e portate le chiavi del municipio al Prefetto:
perché siete così spudoratamente attaccati alla vostra bella poltrona? E' bene
ricordare che siamo cittadini e non sudditi e ne abbiamo piene le tasche di
assistere impotenti alla devastazione del territorio per decisioni prese da
amministratori che non si sognano neanche lontanamente di consultarci su temi
così importanti, e non mi riferisco soltanto alle centraline, ma anche, per
esempio, al ventilato prosieguo dell'autostrada e alle zone industriali: ogni
Comune vuole la propria, sono sorti e stanno sorgendo capannoni ovunque, poi se
andiamo a vedere di sfitti ce ne sono a centinaia, ma questo poco importa,
l'importante è avere la zona industriale, perché questo significa entrate per
le casse comunali. Per far quadrare il bilancio, come dice qualcuno, ma la
cementificazione e la devastazione del territorio sembra non interessare a
nessuno. Tralasciando volutamente il flagello delle seconde case, dico che i
nostri illuminati amministratori chiuderanno come sempre la stalla quando i
buoi saranno ormai lontani. Inutile indignarci per quello che succede a Roma.
Nella nostra piccola provincia, magari in scala ridotta, è la stessa musica: la
priorità non è più l'interesse collettivo, ma coltivare il proprio orticello.
Parole come sinergia, efficienza, produttività, rispetto dei diritti dei
cittadini, condivisione dei progetti, sono parole che purtroppo non trovano mai
riscontro. Concludo ribadendo agli amministratori che sono stati votati, ma
nessuno vi ha firmato una delega in bianco. Raffaello Meneghet Un cittadino
indignato Dov'è finita la sacrosanta capacità di indignarsi? E' INNEGABILE che
il livello di civiltà di un Paese si misura da come si relaziona con i più
deboli ossia animali, bambini, disabili e anziani. Non ci stupisca dunque se
anche in un Paese come l'Italia si vedono atti più o meno violenti o ingiusti
nei confronti della stessa umanità. Finché vedremo animali morire di stenti,
messi in palio come oggetti, torturati, abbandonati, considerati come numeri o
antagonisti dell'uomo, ammazzati gravidi, ritenuti scopo sortivo nella loro
morte, gettati come giocattoli già superati, indegni di tutela e protezione,
rinchiusi in lager e trasformati in carne morta per puro compiacimento
gastronomico (non alimentare!), cosa mai ci potremmo aspettare? La violenza
genera altra violenza e in questi atti si allena. In uno Stato dove l'unico
riferimento è il falso dato del Pil (Prodotto interno lordo) si predicano
disvalori tanto da fondarlo su un mezzo, il lavoro, e non su alcuni valori
quali la libertà, l'equità, il mutuo aiuto, quali prospettive si apriranno mai
se non si cambia il punto d'osservazione nulla potrà cambiare per quanto si
avvicendino differenti tinte di bandierine politiche. Un tragico esempio di
scottante attualità? La Cina, che è risaputo essere uno dei Paesi più violenti
e insensibili nei confronti degli animali, cosa mi sta facendo nei confronti
dei pacifici monaci tibetani? E come si sta comportando a questo proposito
l'Occidente tanto opulento e interessato, impermeabile a qualsiasi grido di
dolore? Nemmeno il coraggio di boicottare i giochi olimpici, al massimo non
sfilare durante la loro apertura! L'uomo ha lasciato nudo l'uomo! Domandiamoci
qual è stato il percorso che ci ha portato qui. Dov'è andata la sacrosanta
capacità di indignarsi? Non ho mai smesso di essere animale naturale, ecco
perché non sono annegato nelle sabbie mobili dell'antropocentrismo, non ho annacquato la mia spiritualità nella burocrazia religiosa nella speranza di
poter interrompere questo canto di morte e sostituirlo con le note gioiose di
una nuova primavera. Marco Scapin Perché il bello e il buono vogliono imitare
il brutto? IL BUONO - Veltroni (il velleitario in senso buono): personaggio
colto, comunista fin dall'infanzia, con il suo volto buonista, sta girando
l'Italia alla ricerca di una gomma che riesca a cancellare il suo passato. Il
bello - Fini (il filone in gergo dialettale): definito un comunicatore
intelligente, si rivela spesso sarcastico e pungente, sta ancora cercando la
sua collocazione politica. Il brutto - Calderoli (il cattivo in senso buono): i
suoi interventi vengono definiti dalla maggior parte della stampa e tv (senza
mezzi termini) il somaro che raglia. In campagna elettorale le promesse
fantasiose e tutte le belle parole che dobbiamo subire sono come dei proiettili
nel Far West che vagano in tutte le direzioni. Sarebbe buon norma mettersi al
riparo, facendo molta attenzione alla provenienza degli spari...!! Ed ecco che
anche i nostri tre eroi hanno incominciato a sparare...!! Il brutto naturalmente
è armato fino ai denti, gli altri due, invece, si sono accorti di non avere un
paio di cartucce: castrazione chimica e federalismo fiscale. Il bello però, per
la verità, le conservava in tasca, il buono invece se le è fatte inviare a Roma
dalla Padania... Ripristinata così la par condicio (e cioè armi pari) bisogna
però ora valutare l'effetto delle due pallottole sparate dai nostri tre
pistoleri. E' evidente che i proiettili sparati dal brutto sono devastanti.
Quelli sparati dal bello sono proiettili di gomma vaganti, quelli del buono
invece sono sparati in aria. Credo che queste mie valutazioni siano condivise
da molti altri, ma non è così importante... importante sarebbe che stampa e
televisione ci spiegassero come mai i due colti pistoleri come Fini e Veltroni
cerchino di imitare un "sonoro" come Calderoli! Forse, dando fondo
alla loro acclamata intelligenza, si sono accorti che qualcuno raglia
meglio...? Mario Zancanaro Portate i fumi dei rifiuti nelle vostre abitazioni
NON sorprende che il consigliere di FI Marrone accolga con gioia l'idea di un
termosottoutilizzatore a Trichiana, ciò gli eviterebbe la fatica di imporre con
forza le volontà di partito, metodologia tipica di una destra che, di fronte ai
problemi, invece di interrogarsi sui perché, punta sempre su sbrigative ed
effimere soluzioni "facili". Produciamo sempre più rifiuti?
Bruciamoli in quantità sempre maggiore! Per le leggi di Lavoisier non
spariranno, ma nel frattempo si materializzeranno grossi e lauti guadagni per i
soliti pochi (ecco cosa "valorizza" l'incenerimento: il portafoglio
di taluni), a fronte di grossi e lauti debiti da distribuire alla collettività,
sottoforma di danni ambientali, multe e sanzioni UE. Per quanto riguarda i
bassi rischi per la salute, se il gruppo di pressione pro-incenerimento è così
sicuro che non ci siano problemi, faccia costruire dei tubi che, dalla
ciminiera del cancrovalorizzatore, portino i fumi alle proprie abitazioni. Se
non hanno alcun rispetto per le proprie vite, ne portino per quelle degli altri,
dei giovani, di chi deve nascere, e degli esseri viventi tutti. Fabrizio
Soppelsa Verdi di Belluno.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'appello di
Propata"Manca il segretario offriamo un posto" comuni dell'entroterra
Il sindaco Della Rovere: ne abbiamo uno part timema ci lascia, così le pratiche
resteranno bloccate A.A.A. segretario comunale cercasi. Dotato di laurea in
legge o economia e commercio. Luogo di lavoro incantevole, ancorché non
vicinissimo alla città, orari flessibili e tutt'altro che stressanti, salario -
purtroppo - un po' bassino. Se si potesse fare così, il sindaco di Propata
Sandra Della Rovere è quasi certa che, nonostante le difficoltà, riuscirebbe a
trovare un segretario comunale, magari anche "a scavalco", come si
dice in gergo, vale a dire in comproprietà con altri piccoli comuni. Ma così non è, la burocrazia ha altre e tortuose vie, e il risultato è che da circa 5 anni la
figura basilare per far andare avanti il lavoro della piccola municipalità
dell'Alta Val Trebbia arriva in loco a spizzichi e bocconi. E dalla fine del
mese di marzo, sparirà del tutto. "Finora ci siamo arrangiati,
grazie alla disponibilità di Vincenzo Camberlingo, che viene a Propata due ore
ogni 15 giorni, ma che arriva da Chiavari ed è segretario comunale titolare di
Leivi e di Ne. Ma a fine mese dovrà abbandonarci, definitivamente, e saremo
davvero ko, senza neppure una sua presenza part time. Anche in un piccolo
centro come il nostro, la sua è una funzione essenziale: firma le delibere, è
responsabile di tutta la parte tecnica. Senza di lui, formalmente, il comune si
blocca". Richieste ne sono partite tante, da Propata, e non solo da oggi,
ma le risposte positive latitano da parte dell'Agenzia dei Segretari, ente che
coordina l'attività e le destinazioni dei segretari comunali. "Il fatto è
che non possiamo avere un segretario titolare, qui a Propata - spiega il
sindaco - perché, tanto per cambiare, non abbiamo i mezzi per pagarlo, per cui
dobbiamo accontentarci di qualcuno ' a scavalco'. Ma adesso ci verrà a mancare
anche quello. Capisco che la gente scelga i posti migliori e più comodi, magari
paesi sul mare, ma Propata non è poi così fuori dal mondo. E comunque, anche
noi abbiamo dei diritti". In attesa dell'addio definitivo di Camberlingo,
Sandra della Rovere tempesta di richieste l'Agenzia, chiedendo la presenza di
un segretario una volta alla settimana. Ma per ora non ha ricevuto risposte che
facciano sperare. "Provo molta rabbia - conclude il sindaco - perchè non
chiedo la luna, ma semplicemente che venga rispettato un nostro diritto".
Che, a quanto pare, tale non è. Non per tutti, almeno. Mara Queirolo
30/03/2008.
( da "Nuova Sardegna, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
La proposta. L'area
rientra nel pacchetto dei beni ceduti dalla Regione al Comune Un concorso di
idee per ridisegnare l'artiglieria Giovannelli vuole ascoltare la città per
decidere cosa fare della polveriera abbandonata LUCA ROJCH OLBIA. Polveriera
coperta da due dita di polvere, rottame da guerra fredda, presidio di un
esercito evaporato, di battaglie mai combattute contro un nemico invisibile.
L'ex artiglieria cancella il suo curriculum da residuato bellico. La sua
cattività sta per finire, ora diventerà un giardino. Ma a scrivere il futuro
dell'area di sicurezza meno sicura di Olbia sarà un concorso di idee. Una
spremuta collettiva di fosforo che partirà appena la Regione restituirà i pezzi
di città finiti per anni dentro il freezer della guerra fredda. La giunta
regionale ha da poco deliberato il passaggio, ma non ha ancora consegnato alla
città le chiavi dell'ex artiglieria, delle caserme di via Mameli e l'area dell'ex
vivaio. Se per la fabbrica delle piante dietro il parco Fausto Noce il destino
è già deciso da tempo, verrà utilizzata per allargare il polmone verde, per le
altre strutture il futuro deve ancore essere scritto. Con l'insospettabile
ferocia di un palazzinaro il governatore Renato Soru aveva ipotizzato di
destinare l'area dell'ex artiglieria per l'edilizia popolare. Proposta
affondata da subito dal sindaco Gianni Giovannelli, che pensa a un concorso di
idee per trovare una destinazione da perla urbanistica alla zona. "Ho
delle idee - spiega il primo cittadino -, ma non le voglio imporre. Alcuni
punti fermi la maggioranza li ha già espressi. Non verranno creati palazzi per
edilizia popolare. Abbiamo già previsto che sorgano edifici in diverse aree della
città. Ma di sicuro non utilizzeremo una zona tanto pregiata per metterci su
appartamenti". Il sindaco dal pollice verde mostra anche un'anima
sportiva. "Vorrei creare una zona per il free climbing e una pista per
skaters - afferma -. C'è anche la possibilità data dalla generosità di un
privato, Eugenio Maffei, che vuole donare alla città oltre 150 moto d'epoca. Si
potrebbe destinare uno degli edifici a sede di museo. Ma è solo un'ipotesi.
Credo che la soluzione migliore sia dare vita a un concorso di idee per avere
dei suggerimenti su cosa fare all'interno dell'ex artiglieria. Ma sarà il
consiglio comunale ad avere l'ultima parola. Il concorso potrebbe suggerire
quali interventi potrebbero impreziosire l'area. Credo che si dovrebbe fare un
parco, ma meno raffinato del Fausto Noce. Non possiamo permetterci di avere
grosse spese per la manutenzione, ma non ci vogliamo privare di una zona ad
alto pregio". Abbattuto il muro della burocrazia, ora il sindaco pensa a una riconversione dell'artiglieria
all'interno del tessuto urbano. "Attendo che tutti i passaggi formali
vengano compiuti - continua Giovannelli -. Ho già un accordo di massima con la
soprintendenza. Alcuni edifici dell'ex artiglieria ospitano da tempo i resti
delle navi romane che sono emersi durante gli scavi per creare il tunnel nel
lungomare. Devono essere recuperati. Anche con il passaggio delle aree
resteranno là. è nostro interesse preservare il patrimonio storico di Olbia. Ma
non dico nulla di nuovo. Tutti i lavori per il recupero del centro storico hanno
visto gli archeologi affiancare le squadre di operai". Diverso il destino
degli inquilini abusivi delle strutture pregiate nel cuore della città.
L'esercito invisibile dei rumeni ha colonizzato l'ex struttura militare. Da
oltre un anno gli edifici sono diventati le residenze delle braccia da cantiere
della Gallura. Sfrattati dal resto della città i rumeni hanno trovato casa
nella zona franca. I presidi militari sono rimasti senza difesa. L'assalto
degli ex sudditi di Ceausescu è avvenuto sotto gli occhi dell'amministrazione
che per paradosso non poteva oltrepassare il limite invalicabile. Ora che a
colpi di delibere sta per scomparire il filo spinato il sindaco promette
battaglia agli inquilini abusivi. "è chiaro che il primo intervento
servirà per liberare tutta l'area dall'invasione dei rumeni - conclude
Giovannelli -. è indispensabile risanare tutta la zona, ora caduta nelle mani
degli immigrati. Cercheremo di ristabilire l'ordine, per questo chiederò aiuto
anche alle associazioni, che potrebbero servire anche da sentinelle. Una
ricetta già collaudata in passato". In attesa che la Regione restituisca
fette pregiate alla città che cambia volto. Il sindaco annuncia anche il via
tra brevissimo tempo dei lavori per l'urban center. "Il Comune sta per far
partire l'iter - dice il primo cittadino -. La prima trance è già accreditata,
ora si avvia la trafila per aprire i cantieri".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Christian e Michela
Taddio, in arte Micky Modo & Spire, lui grafico e lei fotografa, espongono
anche a Londra e Los Angeles Il clic d'autore che conquista la Cina Le foto di
due cugini udinesi finiscono su una prestigiosa rivista asiatica L'INTERVISTA
DELLA DOMENICA "All'estero grande sostegno agli artisti emergenti, in
Italia nessuna chance" di PAOLA LENARDUZZI Lei ama gli scatti più insoliti
alle sfilate di moda o ai concerti rock, lui è grafico, appassionato di disegno
e pittura, ma passando per stoffe e tessuti preziosi, modelli patinati e studio
di ritratti del passato. Ingredienti che, mixati per bene, hanno formato un
coctail di creatività che stupisce. E ha stupito perfino in Cina se è vero che
a Micky Modo & Spire, nomi d'arte dei due cugini udinesi Michela Taddio e
Christian Taddio, la rivista cinese Vision Magazin, che corrisponde al ben
conosciuto Vogue, ha dedicato un ampio servizio fotografico. La
"simbiosi" artistica dei due friulani è conosciuta a Milano, a
Londra, dove Michela si è trasferita e dove ha già tenuto delle esposizioni, e
a Los Angeles, con gli appassionati d'arte americani letteralmente trascinati
dalla loro "trasposizione" di Tina Modotti e Frida Kahlo. Ma com'è
nato tutto questo che ha portato Micky Modo & Spire a essere conosciuti a
livello mondiale? Christian: "È con la passione per musica rock e dark che
abbiamo scoperto di aver qualcosa di forte in comune. Poi è venuto lo studio
per le grandi figure femminili del passato e il desiderio da parte di entrambi
di andare al di là della semplice foto, seppure rivisitata, o della semplice
elaborazione grafica". Qual è la vostra formazione? Michela: "dopo il
diploma in ragioneria, io sono andata a studiare lingue a Londra e poichè avevo
la passione per la fotografia ho scelto di diplomarmi in questo settore alla
scuola di Santa Monica, a Los Angeles. Là ho lavorato alla realizzazione di
copertine di cd, anche di artisti piuttosto noti, oltre che ai backstage di concerti.
Dal 2003 ho uno studio a Milano". Cristian: "Io ho frequentato
l'istituto d'arte Sello in un periodo, anni
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Federica Seganti,
capolista triestina del Carroccio, propone di eliminare il Consiglio regionale
La Lega lancia il modello Alto Adige: diamo vita a quattro province autonome
TRIESTE Eliminare il Consiglio regionale sul modello del Trentino Alto Adige. È
la proposta lanciata dalla leghista Federica Seganti, capolista del Carroccio
nella circoscrizione di Trieste. L'ex assessore regionale punta alla creazione
in Friuli Venezia Giulia di quattro province autonome sul modello di Trento e
Bolzano. "In questo modo si riducono i costi della politica - dice Seganti
- ma anche la burocrazia che incombe su cittadini ed imprese e, allo stesso tempo,
vengono eliminati gli sprechi della macchina pubblica". Si tratta, secondo
l'esponente della Lega, di una riforma attuabile attraverso una modifica allo
Statuto regionale e di un cambiamento praticabile, "come dimostra
l'esempio del Trentino Alto Adige". In questo modo i consiglieri
provinciali avrebbero automaticamente anche la funzione di consiglieri
regionali "realizzando così una perfetta autonomia amministrativa e
fiscale delle Province" che assorbirebbero le funzioni e le competenze
regionali. In capo alla Regione rimarrebbero così le funzioni legislative,
l'indirizzo strategico e l'alto coordinamento. Grazie a questa riforma, secondo
la Seganti, si andrebbe inoltre ad evitare disparità di trattamento tra Friuli
e Venezia Giulia: "Basta vedere come attualmente, su 59 consiglieri
regionali, 39 rappresentano il Friuli e 18 la Venezia Giulia (gli ultimi due
sono il candidato presidente eletto e quello sconfitto) per capire come sia
difficile operare scelte a favore del territorio. Solo attraverso una forte
autonomia su base provinciale può essere sviluppata una politica a favore della
crescita locale". La candidata del Carroccio sottolinea con favore l'unità
di intenti tra la Lega e le altre forze autonomiste ed indipendentiste
triestine: "Questa volta possiamo legittimamente pensare di eleggere un
consigliere regionale triestino". La Seganti invece critica la politica
della giunta Illy sul piano del federalismo: "Alle parole non hanno
seguito i fatti. Un esempio? In altre Regioni come Veneto, Trentino Alto Adige
e Valle d'Aosta hanno predisposto i fondi pensione regionali, qui invece non si
è dato seguito ad una proposta che avevo fatto quando ero assessore".
( da "Tirreno, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pistoia
Una guida anti-multe e burocrazia L'iniziativa del Comune dopo le
polemiche con le associazioni Presto anche uno sportello. L'anno scorso le Pro
Loco sanzionate minacciarono di non organizzare più nulla CARLO BARDINI
S.MARCELLO. Non ci saranno più multe salate da parte della Polizia municipale
alle associazioni di volontariato. Non più guerre e discussioni per interpretazioni errate
delle leggi e ritardi sui permessi per allestire le feste. Il Comune ha stilato
un vademecum in grado di indirizzare i rappresentanti delle associazioni
attraverso percorsi burocratici più snelli. E per il futuro il comune di
S.Marcello aprirà anche uno sportello a cui rivolgersi in caso di chiarimenti,
confrontandosi con un solo referente e non più perdendosi nei labirinti dei
vari uffici. Il piccolo libretto, composto di tredici pagine, è stato
presentato ieri mattina nella sala consiliare del Comune di S.Marcello. A
spiegarne i particolari l'assessore alla semplificazione amministrativa Davide
Luca Ferrari e l'assessore al mondo del volontariato David Ulivagnoli. Il
vademecum, già annunciato attraverso la stampa tempo fa, ha avuto una
gestazione alquanto lunga, fatta da numerose riunioni per discutere anche il
minimo particolare. Circa due mesi intensi che hanno visto all'opera un gruppo di
lavoro coordinato da Ferrari e composto da esponenti della Polizia municipale,
dell'area IV - servizi allo sviluppo e al territorio e dell'ufficio turismo.
"Questo vademecum - ha detto Davide Luca Ferrari - serve solo a
semplificare la matassa burocratica per la presentazione della documentazione
obbligatoria in caso di organizzazioni di iniziative pubbliche. Quindi non è
possibile ipotizzare deroghe al rispetto delle normative vigenti, possiamo solo
rendere tutto più semplice". I cambiamenti sostanziali di cui ha parlato
l'assessore Ferrari, in sostanza si possono sintetizzare in quattro punti.
"Le novità riguardano il piano normativo con l'istituzione
dell'assessorato alla semplificazione amministrativa che sprona a facilitare il
compito del cittadino. Il vademecum rappresenta un'importante e completa guida
normativa nel labirinto delle leggi e disposizioni che regolano la materia.
Inoltre - continua - l'utilizzo delle nuove tecnologie come ad esempio
internet. Da ora in poi sarà possibile scaricare la modulistica necessaria
anche stando comodamente a casa ed avere tutti i dettagli consultando al
livello informatico il vademecum. In terzo luogo abbiamo scelto di creare uno
sportello unico, all'interno dell'ufficio turismo cui spetterà il compito di
inoltrare e seguire l'iter delle pratiche attraverso l'ausilio di referenti
interni agli altri Uffici comunali competenti. Infine ha concluso Ferrari -
cerchiamo di incentivare alla massima collaborazione il personale del Comune
per risolvere i problemi dell'utente". "Il vademecum - ha detto
l'assessore David Ulivagnoli - è uno strumento nato quasi di concerto con le
associazioni perché loro stesse desiderano lavorare sì nel rispetto delle
normative vigenti ma anche senza dover perdere la testa dietro ad una montagna
di carte. Questo è ciò che è emerso nei molti incontri che ho fatto con loro e
che l'amministrazione comunale, fin dall'inizio della legislatura si è
impegnata a compiere". Per capire cosa ne pensano le associazioni del
vademecum gli assessori competenti faranno una riunione con il mondo del
volontariato alle 21 del prossimo 8 aprile in sala consiliare.
( da "Nuova Sardegna, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Serena Lullia
Palau presenta la lista della spesa per il G8 Il sindaco Piero Cuccu incontra
Bertolaso: in agenda le nuove caserme e il porto PALAU. Il Comune prova a
salire sulla nave dorata che traghetterà La Maddalena verso il G8. Il sindaco
Piero Cuccu ha incontrato il commissario Guido Bertolaso. Nel faccia a faccia
il primo cittadino ha srotolato il listone di opere a cui il G8 potrebbe fare
da sponsor. Interventi su sicurezza e portualità per i
quali il Comune chiede una sforbiciata ai tempi bradipo della burocrazia. Per il 2009 Palau potrebbe
avere le caserme di polizia e finanza e un porto libero dalle navi passeggeri.
L'incontro con Bertolaso ha reso adrenalinico il sindaco Cuccu. Dopo essere
stato snobbato per mesi e costretto a raggranellare notizie sul G8 dalla
stampa, per la prima volta ha novità di prima mano. Il primo cittadino
ha presentato al commissario straordinario un dossier con le priorità per
Palau. In cima alla lista il pacchetto sicurezza. "Da mesi lavoriamo per
trasferire la caserma della guardia di finanza in una sede nuova, più grande e
funzionale - spiega Cuccu -. Al momento i baschi verdi sono all'interno dei
locali nei quali puntiamo a creare un laboratorio musicale e teatrale. Ho
chiesto a Bertolaso che quest'opera per cui abbiamo già la copertura
finanziaria possa seguire un iter accelerato". Ma il sindaco Cuccu punta
anche a dare una nuova casa alla polizia e alla capitaneria di porto.
L'amministrazione ha già messo a disposizione delle divise blu un terreno in
cui costruire la caserma. L'area all'ingresso della strada per Cannigione ha
già ricevuto la benedizione di prefetto e questore. Mancano solo i fondi. Il G8
potrebbe essere l'occasione per ragranellare i soldi necessari per dare alla
Polizia una sede adeguata. "Diverso il discorso per la capitaneria per cui
abbiamo già un progetto con relativa copertura finanziaria - aggiunge Cuccu -.
Abbiamo pensato a una sopraelevazione della stazione marittima. L'iter
accelerato ci consentirebbe di ridurre i tempi burocratici e concretizzare
l'intervento per il 2009". La novità più rilevante emersa dall'incontro
con il commissario Bertolaso è però la possibilità di cancellare dal porto
commerciale le navi che arrivano dalla penisola. Da anni il Comune porta avanti
la sua battaglia contro i giganti galleggianti che arano le praterie di
poseidonia e mandano in tilt il traffico estivo all'ombra dell'orso. Non solo
una crociata ambientalista. Eliminare le grosse imbarcazioni che attraccano nel
porto commerciale significherebbe poter attuare un ampio progetto di
riqualificazione dello spazio a mare con il recupero di aree oggi
sottoutilizzate. "Il rilancio della portualità passa dalla cancellazione
di Palau come porto di destinazione di queste navi passeggeri - afferma il
sindaco -. Abbiamo presentato una richiesta ufficiale per chiedere la modifica
del piano regionale dei trasporti. I traghetti per La Maddalena devono essere
gli unici ad attraccare nel nostro scalo. Ancor di più oggi con le favolose
opportunità di rilancio del turismo nautico che vive l'arcipelago. A
( da "Repubblica, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia Gli specchi
L'atomo Rubbia: "Né petrolio né carbone soltanto il sole può darci
energia" Sì al nucleare innovativo con piccole centrali senza uranio La
fiaccola olimpica è stata accesa come da tradizione con i raggi solari
utilizzando uno specchio concavo Non esiste un nucleare sicuro O a bassa
produzione di scorie. E poi l'uranio scarseggia GIOVANNI VALENTINI GINEVRA -
Petrolio alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno al carbone? Fonti
rinnovabili? Andiamo a lezione di Energia da un docente d'eccezione come Carlo
Rubbia, premio Nobel per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il Cern,
l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Qui, a cavallo della
frontiera franco-svizzera, nel più grande laboratorio del mondo, il professore
s'è ritirato a studiare e lavorare, dopo l'indegna estromissione dalla
presidenza dell'Enea, il nostro ente nazionale per l'energia
avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana. Da qualche mese, Rubbia è stato
nominato presidente di una task-force per la promozione e la diffusione delle
nuove fonti rinnovabili, "con particolare riferimento - come si legge nel
decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio - al solare
termodinamico a concentrazione". Un progetto affascinante, a cui il
premio Nobel si è dedicato intensamente in questi ultimi anni, che si richiama
agli specchi ustori di Archimede per catturare l'energia infinita del sole,
come lo specchio concavo usato tuttora per accendere la fiaccola olimpica. E
proprio mentre parliamo, arriva da Roma la notizia che il governo uscente, su
iniziativa dello stesso ministro dell'Ambiente e d'intesa con quello dello
Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, ha approvato in extremis un piano
nazionale per avviare anche in Italia questa rivoluzione energetica. Prima di
rispondere alle domande dell'intervistatore, da buon maestro Rubbia inizia la
sua lezione con un prologo introduttivo. E mette subito le carte in tavola, con
tanto di dati, grafici e tabelle. Il primo documento che il professore
squaderna preoccupato sul tavolo è un rapporto dell'Energy Watch Group,
istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di
scienziati ed economisti, come osservatori indipendenti. Contiene un confronto
impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA, l'Agenzia
internazionale per l'energia. Un "outlook", come si dice in gergo,
sull'andamento del prezzo del petrolio e sulla produzione di energia a livello
mondiale. Balzano agli occhi i clamorosi scostamenti tra ciò che era stato
previsto e la realtà. Dalla fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra
l'outlook della IEA e l'effettiva dinamica del prezzo del petrolio è andata
sempre più allargandosi, nonostante tutte le correzioni apportate dall'Agenzia
nel corso del tempo. In pratica, dal
( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
30 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Vecchioni: qui c'è la voce dei produttori
TAORMINA ? "Questo secondo forum dedicato ai temi del Futuro fertile è
stato un appuntamento importante, perchè ha visto riunirsi qui tutto il mondo della
produzione, nelle sue varie articolazioni. E questo, pure a fronte di posizioni
anche diverse nell'ambito della filiera, è fondamentale perchè la nostra sfida
ha bisogno della collaborazione di tutti. E tutti insieme dobbiamo presentare
alla politica le nostre richieste". E' un bilancio soddisfatto quello che
il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, ha tracciato ieri al
termine della tre giorni, prima di dare la parola a Silvio Berlusconi. "Il
problema della produzione è assolutamente centrale, e per certi versi lo è
ancora di più quello dell'agricoltura; per il suo ruolo nel contribuire allo
sviluppo dell'economia, alla crescita ed allo sviluppo del Paese, che non si
possono ottenere senza gli imprenditori". Quindi Vecchioni ha richiamato gli
argomenti al centro del Forum:la preoccupazione per le prospettive europee,
dove l'Unione si appresta a ridiscutere il bilancio agricolo; la sfida della
globalizzazione, da affrontare senza ricorrere a dazi e barriere, ma
confrontandosi con un mercato in cui vigano il rispetto delle stesse regole e
condizioni di reciprocità; una rinnovata capacità di tutelare davvero la
produzione nazionale, senza per questo scadere nei nazionalismi. E ancora, la lotta alla burocrazia che oggi prende in ostaggio agli imprenditori agricoli 110
giorni lavorativi ogni anno; la riforma del titolo V° della Costituzione, la
fine di estenuanti liturgie di concertazione che fanno solamente perdere tempo.
"Ci fa piacere che si torni a parlare in termini positivi di ricchezza e
profitto, ma non crediamo che si possa veramente cambiare idea in 20
giorni a ridosso delle elezioni. In ogni caso, prima di distribuire la
ricchezza bisogna crearla, e verso l'impresa serve più rispetto e meno
sospetto. Nel nostro lavoro siamo animati anche da valori profondi. Per noi
coltivare è un atto di fiducia, di orgoglio nazionale, di amore verso il nostro
Paese. Anche per questo ripetiamo che l'agricoltura non deve più essere
emarginata. E al prossimo premier diciamo che di questo tema deve occuparsi in
prima persona". (a.g.).
( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
30 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Burocrazia, ogni anno
110 giorni tolti al lavoro TAORMINA ? Se c'è un nemico giurato di qualsiasi
imprenditore, e ancor più di quello agricolo, è il 'moloch' della burocrazia. "Le nostre aziende devono
interfacciarsi con più di 1.000 enti pubblici ai diversi livelli, la gestione
delle pratiche ci sottrae ogni anno centodieci giorni di lavoro. Così la
burocrazia si configura come una vera e propria 'tassa
occulta' ormai insostenibile", è la denuncia rilanciata ieri da
Confagricoltura, con un filmato e la tavola rotonda incentrata proprio su
questi temi. Risultato? Accordo bipartisan sulla necessità inderogabile di
semplificare (alla 'impresa in un giorno' di Veltroni, ieri ha risposto Enrico
La Loggia con la sua proposta di 'impresa in un'ora', grazie ad una semplice
dichiarazione di inizio attività); ma anche la sostanziale condivisione che
raggiungere questo obiettivo non potrà essere nè facile nè breve.
( da "Provincia di Cremona, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Domenica
30 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl Centrosinistra. Incontro domani con il
prefetto. Sotto accusa le lentezze della burocrazia "Cà del Ferro alle
urne" I radicali: votano solo una decina di detenuti di Gilberto Bazoli
"I detenuti di Cà del Ferro che hanno diritto al voto, non essendo ancora
la loro condanna definitiva, sono un centinaio su un totale di duecento.
Ma in genere, a causa delle lentezze burocratiche, solo una decina possono
recarsi al seggio speciale all'interno del carcere. I certificati elettorali
arrivano in ritardo o non arrivano proprio. L'abbiamo verificato di persona.
Capita a Cremona come da tante altre parti". È di questo che i Radicali
parleranno domani con il prefetto Giuseppe Badalamenti. I responsabili
dell'Associazione radicale Piero Welby (Ermanno de Rosa, Gino Ruggeri, Sergio
Ravelli) hanno inviato nei giorni scorsi una lettera al prefetto con richiesta
urgente di incontro in seguito all'iniziativa nazionale lanciata dalla
segretaria dei Radicali italiani, Rita Bernardini, e dal segretario
dell'Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato. Obiettivo della mobilitazione è
promuovere anche per i malati gravi e i detenuti il diritto di voto come
riconosciuto dalla Costituzione, "ma ancora oggi gravemente
compromesso". Scrivono i radicali al prefetto: "Nella prossima
tornata elettorale molti cittadini italiani saranno esclusi dal diritto di
voto. Si tratta di coloro che non possono muoversi dalla propria abitazione
perché immobilizzati a causa di gravi invalidità o malattia e di migliaia di
detenuti che, pur non avendo perso i diritti civili, non possono votare per
mancanza di informazioni, o per la materiale difficoltà a disporre della
necessaria tessera elettorale". I radicali desiderano illustrare al
prefetto "nel merito le nostre proposte per verificare insieme quali
possibili soluzioni possano essere predisposte - anche a livello locale - da
qui al voto". Continuano i Radicali: "Rita Bernardini e Marco Cappato
nei giorni scorsi hanno inviato una lettera al Ministro dell'Interno Giuliano
Amato per chiedere provvedimenti urgenti anche con riferimento alla legge che,
pur prevedendo il diritto di voto domiciliare dei malati intrasportabili,
esclude però chi, immobilizzato in un letto, non dipende "in modo
continuativo e vitale da apparecchiature elettromedicali"". Eppure,
secondo i Radicali, "l'articolo 48 della nostra Costituzione parla chiaro:
'Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per
effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati
dalla legge'. Perché, dunque, il permanere di questa inaccettabile discriminazione?
Abbiamo verificato le normative di altri Paesi, europei e non solo. Il
risultato è inconfutabile: la violazione del diritto di voto di persone
pienamente legittimate ad esercitarlo riguarda praticamente solo
l'Italia". L'Italia "sconta anche su questo un ritardo molto grande
se si pensa che molti paesi a noi vicini prevedono il voto per corrispondenza,
il voto a domicilio o per procura e, costantemente, mettono a disposizione di
non vedenti e non udenti il massimo degli strumenti possibili".
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Idea di cosa poteva
succedere se le avessero detto di sì, aprendo un varco nella frontiera che
(fortunatamente per loro) ci divide? Intanto, metà della Campania l'avrebbe
seguita nella quiete delle vallate svizzere piene di mucche che pascolano in
campi incontaminati. Del resto, avendo la possibilità di trovare nuovi
territori da degradare, da riempire di discariche abusive, chi sarebbe rimasto
in quelli già finiti sotto le grinfie di Bassolino? Guardi, al massimo non
avrebbero chiesto asilo politico quelli di Ceppaloni, dove l'aria è pura, la
monnezza è abolita, e zio Clemente è di nuovo tra loro con tanto tempo libero
da dedicargli. E poi, perchè solo i campani? Perchè solo lei e sua moglie? E
noi chi siamo? Se è vero che per ottenere asilo in Svizzera "bisogna
essere sottoposti a persecuzione dallo stato italiano o da terze persone",
qui potremmo organizzare un vero e proprio esodo di massa. Più perseguitati di
così, infatti, c'è solo la tortura. Perseguitati dal fisco, dai prezzi, dalle
tariffe, dalla lentezza della burocrazia, da una scuola che fa ridere, da una crescita del Paese che fa
piangere. Dobbiamo continuare? Meglio di no, caro professore. Dunque, se andava
via Lei, toccava anche a noi, magari pure a Bassolino, la Jervolino, Pecoraro
Scanio. Con un'unica, ulteriore riserva: che in un battibaleno avremmo finito
per trasformare la Svizzera in un'altra Italia. E che a quel punto tutti
si sarebbero buttati a chiedere asilo politico a Roma. Insomma, meglio che sia
andata così. Ognuno a casa sua, con i suoi cari e i suoi rifiuti. Magari con
un'altra classe di governo, e comunque con lo straordinario panorama, caro
professore, che Lei e sua moglie avete sullo sfondo della foto del vostro
viaggio di nozze. E che gli Svizzeri, come Lei sa, non avranno mai. - -->.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Peste&corna Per
fortuna che c'è l'Europa ad evitare la deriva del Belpaese La campagna
elettorale è, come dicono gli addetti ai lavori, politici e politologi (casta
cui ci onoriamo di non appartenere) in corso. In lizza sono i due protagonisti
leader. Il Cavaliere dato, a torto o a ragione, come il vincitore, sta girando
l'Italia con i più fedeli dei fedelissimi per propagandare il suo Verbo. Ha
cambiato look, doppiopetto nero, firmato Caraceni, e camicia dello stesso
colore, griffata Prada. È sempre grintoso, bellicoso, esuberante, ottimista.
Parla e conciona come se avesse la vittoria in tasca. In tasca ha anche la
lista dei ministri del futuro governo, dove l'altra metà del cielo dovrebbe
assidersi in un terzo degli scanni. Il dominus arcoriano promette la luna nel
pozzo, come tutti in campagna elettorale. E se fosche nubi annunciano procelle,
lui, imperterrito, guarda avanti e in alto, sicuro di farcela, e di farcela
alla grande. Non perde occasione per scorbacchiare Veltroni, l'ex sindaco
capitolino che (lo si è visto dopo lo stupro e l'assassinio della signora
Reggiani a Tor di Quinto) ha trasformato l'Urbe, almeno i quartieri periferici,
in una specie di casbah, mentre il centro ha l'aspetto di un immenso cratere,
costellato di sampietrini, vere mine antiuomo. Lo diciamo con cognizione di
causa e di ginocchio perché su queste selci siamo rovinosamente inciampati,
lacerandoci menisco e legamenti. Il comunista che non è mai stato comunista
(caso unico nella storia del marxismo), non perde occasione di sbertucciare il
Berlusca reo di avere fatto salire sul suo carro di Testi ex fascisti confessi.
Anche noi, come tutti gli italiani che leggono i giornali, ascoltano la radio,
guardano la tivù non possiamo far a meno (anche se ne faremmo volentieri a
meno) di assistere alla pittoresca e sguaiata kermesse elettorale. Ce n'è per
tutti i gusti e disgusti, per tutti i palati e gli stomaci (o stomachi, fa lo
stesso). Ognuno ha in tasca e sbandiera ai quattro venti ricette salvifiche,
quasiché il Paese, per uscire dalle secche in cui gli inquilini del Palazzo lo
hanno cacciato, potesse far tesoro delle loro utopistiche panacee. Qui nessuno
sembra rendersi conto che il Paese è allo stremo e, se non ci fossero italiani,
come i piccoli e medi imprenditori del Nordest che con l'olio di gomito e il
sudore della fronte mandano avanti la baracca, questa si sarebbe già
disintegrata lasciandoci in brache di tela, con le posaderas per terra e il
cuore in gola. Stakanovisti del lavoro, che ancora riescono a guardare avanti,
a fare progetti e fatturati. Sono i veri eroi di un'Italia di venditori di
fumo, di spacciatori di fuffa, di parassiti e profittatori. I quali vivono a
sbafo di una società che non ne può più delle loro chiacchiere e delle loro
trombonate. L'Italia ha bisogno di gente seria, di cittadini onesti che pagano
le tasse, ma solo quelle che devono pagare, senza subire le
vessazioni di un fisco draculesco e di una burocrazia ottusa, sgangherata e prepotente. Una burocrazia che ti concede una legittima licenza dopo averti fatto riempire
un niagara di moduli. L'Italia ha bisogno di cittadini, non di sudditi, come le
dittature e i regimi. Noi, grazie a Dio, non siamo una dittatura (quella
littoria ci è bastata), ma siamo un regime, una democrazia incompiuta
perché immatura. Una democrazia che vive alla giornata, senza che
"Lorsignori" rinuncino ai propri privilegi, angariando chi, come noi,
non ne ha mai goduti. Un regime che, se non corre ai ripari al più presto (ma,
forse, è già tardi), rischia la peggiore delle iatture. E vi lascio immaginare
quale. Per fortuna siamo nel provvido grembo dell'Unione europea, ma fino a
quando, se non cambiamo musica, ci resteremo? I nostri partner non sono
filantropi. Ci hanno già avvisato. Siamo avvisati. E avvisati sono il cavaliere
brianzolo e l'ex sindaco kennediano.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MAURIZIO GUCCIONE
P ARTIRA' dalla sua abitazione di Marlia alla volta della Columbia University.
Per formare i giovani scienziati in una materia che, solo a pronunciarla, fa
impallidire: Fisica della materia. Vittorio Pellegrini (nella foto) 38 anni, è
uno di quei cervelloni che vivono in mezzo a noi, tutti i giorni, con
semplicità, ma che hanno una marcia in più. Laureato in fisica, perfezionato
alla Normale di Pisa, inquadrato come primo ricercatore al Cnr. Docente. Un
prodigio nostrano che ha appena vinto una selezione su scala nazionale dove
l'Accademia della cultura italiana ? emanazione della Presidenza della
Repubblica ? assegna 3, 4 posti al massimo per altrettanti geni che intendono
perfezionarsi e andare a formare nuovi scienziati. A Manhattan, si appresta
dunque ad arrivare un capannorese letteralmente innamorato del futuro della
ricerca. "Il microcosmo della Normale è 'speciale' ? spiega il professor
Pellegrini ?. Il mio settore è quello strettamente collegato alla proprietà dei
materiali e alla scoperta degli 'stati emergenti'. E' un settore che va a
scavare continue evoluzioni in campo fisico, la cui applicazione si riflette
sull'avanzamento delle conoscenze in quasiasi ambito: medicina, ingegneria,
elettronica". Studia il futuro, Pellegrini. Lo ha già fatto, nel 1996,
quando in America ha frequentato il prestigioso laboratorio "Bell" da
dove sono transitati i Premi Nobel. E pensare che fra pochi giorni, lo
scienziato potrà bussare, per un consiglio, un'informazione, ad un prestigioso
collega: il professor Horst Stormer, premio Nobel per la fisica nel 1998.
"Conoscere questa materia ? prosegue il ricercatore ? significa studiare
l'uomo. Siamo degli 'stati emergenti' e il mio è un mondo che si pone domande
su come sarà il futuro della ricerca in questo campo: che non ha tempi morti nè
può attendere". A FARE attendere la ricerca e a sottovalutare le
intelligenze che partono anche da Capannori, ci pensa invece la burocrazia. Che non solo stanzia poche
risorse ma che fa attendere alle stesse tempi lunghissimi per essere destinate
a un progetto. "Vedo finanziamenti ? afferma Pellegrini ? che dovrebbero
essere erogati subito. Chi ha l'urgenza di avere soldi per poter sperimentare
uno studio, non può aspettare mesi prima di poter beneficiare di quelle risorse
perchè il rischio è quello di vanificare tutto, buttando via un lavoro
prezioso per il futuro". Parlare con Vittorio Pellegrini da un lato
affascina, dall'altro fa capire come la "Fisica della materia" oppure
la "Teoria quantistica", siano sì materie complicate ma ammalianti se
proposte da una persona che le illustra con passione, quasi amore. "Non
sono un 'cervello in fuga' ? precisa il professore ? semplicemente mi avvalgo
di questa esperienza per crescere e far crescere la ricerca italiana. Il mio
sogno? Vedere un mio studente progredire negli studi, scoprire sempre nuove
cose". Così, bevendo un caffè che per il piglio di erudire il cronista è
ormai diventato freddo, Pellegrini saluta:"Ora torno da Rebecca e Caterina
? dice ? le mie figlie". Che hanno un padre speciale, indubbiamente. -
-->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
To
ennesimo caso di burocrazia all'italiana è Francesco Carlini,
pensionato, ex funzionario dell'Oreal che, nel 1955, aveva fatto costruire una
tomba per il padre nel cimitero di Gambulaga. Ora, dopo ben 55 anni, il Comune
si è accorto che la lapide 'splafona' di circa un metro quadrato oltre il
limite consentito, configurando così un caso di abuso edilizio. Inflessibile, il meccanismo si è
messo in moto (si fa per dire) e Carlini dovrà pagare una sanzione di 245 euro
e 32 centesimi. - -->.
( da "Libertà" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
21 PROVINCIA
domenica 30 marzo
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Va aperta una nuova
stagione di elaborazione culturale e progettuale. A lanciare la provocazione è
il cesenate Stefano Bernacci (foto), segretario operativo della Confartigianato
di Cesena e segretario in pectore della nuova Federazione della Confartigianato
di ForlìCesena. "Serve ? dice Bernacci ? un dibattito in vista della
consultazione elettorale delle amministrative del
( da "Giorno, Il (Milano)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFAGRI:
LA BUROCRAZIA MANGIA DUE GIORNI DI LAVORO SU SETTE INTRALCI, perdite di tempo,
rinvii, formulari e carte di ogni tipo. Così ? secondo Confagricoltura ? ogni
settimana un'azienda agricola di medie dimensioni perde due giorni per
adempiere agli obblighi burocratici. - -->.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Sulcis Pagina
2042 Carbonia. Il presidente dell'Anci ipotizza la nascita di un Consorzio dei
Comuni che usano l'impianto Il sindaco Cherchi: "Giù le mani dalla
discarica" Carbonia.. Il presidente dell'Anci ipotizza la nascita di un
Consorzio dei Comuni che usano l'impianto L'ex parlamentare contro il
commissario: dal primo aprile a noi la gestione --> L'ex parlamentare contro
il commissario: dal primo aprile a noi la gestione "Dal primo di aprile,
rileveremo la gestione della discarica e i relativi impianti a prescindere da
quello che sostiene il commissario della Comunità montana". Cherchi sfida
Farris. Ossia il sindaco di Carbonia e presidente regionale dell'Anci contro il
commissario della Comunità montana di Iglesias (nonché sindaco di Buggerru)
sulla gestione della discarica consortile di Sa Terredda. Farris attacca,
Cherchi risponde a stretto giro d'articolo: "Nell'immediato e tenuto conto
delle responsabilità anche penali che gravano sui titolari della gestione non
possiamo fare altrimenti". Non è finita. Il sindaco di Carbonia contesta
le affermazioni di Silvano Farris "sul piano del metodo prima di tutto: il
commissario è stato ripetutamente invitato dall'amministrazione di Carbonia a
un incontro per discutere del passaggio della discarica, invece ha preferito
polemizzare attraverso il giornali ed è singolare che notifichi a mezzo stampa
che non firmerà un atto dovuto". Ma non è soltanto una questione di stile.
"Almeno in questa fase la discarica non poteva non essere assegnata al
Comune di Carbonia - argomenta Cherchi - dal momento che la stessa è a meno di
due chilometri dalla piazza principale della città. Sarebbe stato del tutto
incongruo assegnarla a un'Unione dei Comuni della quale non fa parte
Carbonia". Insomma per il sindaco "è come se noi pretendessimo di
gestire il porto di Portovesme o l'area industriale di Iglesias". Chiarito
questo Tore Cherchi parla della futura gestione: "Il Comune di Carbonia è
favorevole alla formazione di un consorzio tra tutti i Comuni del
Sulcis-Iglesiente che conferiscono nella discarica e non solo tra alcuni di
questi". E fa subito un distinguo: "Comunque è escluso che Comuni che
non fanno parte del bacino partecipino alla gestione". Il che mette subito
fuori gioco l'Unione dei Comuni nata sulle ceneri della Comunità montana di
Iglesias. "Per il futuro bisognerà rispettare alcuni criteri - aggiunge il
presidente regionale dell'Anci - primo fra tutti quello secondo il quale deve
esserci coincidenza tra chi gestisce la discarica e chi invia le bollette ai
cittadini. Non permetteremo che succeda quello che accadeva prima, quando la
Comunità montana gestiva e i Comuni dovevano mandare le bollette". Cherchi
è deciso: "La discarica non deve servire per
finanziare burocrazie improprie: non ci sarà un ente di gestione (né del Comune
di Carbonia e neppure di nessuna unione). Se c'è chi pensa di finanziare le
unioni attraverso i proventi della discarica si sbaglia perché l'unico punto di
riferimento sono i cittadini che pagano la Tarsu". L'ultimo
capitolo è quello degli introiti che derivano dall'impianto che sfrutta il
biogas. Su questo tema Cherchi fa una premessa: "Sono molto incuriosito
perché scopro che nel territorio del mio Comune è in attività un impianto per
la produzione di energia elettrica da biogas ultimato nel 2005 e non ancora
collaudato ma in esercizio: non capisco perché il commissario della Comunità
montana non abbia ancora chiuso questa pratica". In ogni caso il sindaco
di Carbonia ribadisce che "i proventi dell'energia devono per ridurre la
bolletta dei rifiuti e, quindi, non a vantaggio né di un Comune né di un'unione
ma dei cittadini". Dal primo aprile si cambia e non sarà uno scherzo.
SANDRO MANTEGA.
( da "Corriere del Veneto" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-03-30 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE Il commento Ma perché non pensare anche a un software
veneto-italiano? di UMBERTO CURI Se non fossero in gioco i legittimi interessi
dei contribuenti, ovviamente ignari dell'uso che verrà fatto del denaro che è
stato loro prelevato, l'iniziativa sarebbe perfino divertente. Potrebbe servire
a ravvivare il clima di una campagna elettorale moscia come poche altre.
Potrebbe fare la gioia di qualche artista dadaista, o di qualche nostalgico di
Woodstock. E' vero che immaginare Luca Zaia, il vicepresidente leghista della
Regione, nei panni di Tristan Tzara, il fondatore del movimento Dada, o di un
musicista hippie, non è proprio così facile. Ma la tentazione di tributare un
applauso a scena aperta per un colpo di teatro così sorprendente è quasi
irresistibile. State a sentire. Una legge regionale, approvata alla fine
dell'anno scorso, mette a disposizione la sommetta di 250 mila euro per tre
anni (circa un miliardo e mezzo del "vecchio conio"), per uno scopo
davvero encomiabile, oltre che del tutto originale. Una di quelle cose di cui
tutti i cittadini veneti sentivano la mancanza, e che solo la ben nota
sensibilità culturale dell'esponente del Carroccio poteva intercettare e
soddisfare. Con quei soldi, infatti (ma forse la somma, ahimè, non basterà)
verrà realizzato un software col quale sarà possibile tradurre un testo dal
veneto all'inglese e viceversa. Ciò perché - come ha testualmente dichiarato
Zaia - "i manager di casa nostra che vanno in giro per il mondo pensano in
veneto e parlano in inglese". Capito? Una particolarità veneta. Una
peculiarità unica della nostra gente. Mentre, che ne so, i siciliani o i
milanesi, non appena varcano le Alpi, pensano direttamente in inglese, i
veneti, forse perché un po' ottusi, o perché troppo legati alla loro terra,
quando si trovano a Trafalgar Square o nella Piazza Rossa credono di essere
ancora a San Marco e continuano a pensare in veneto. Di qui l'esigenza insopprimibile
di disporre di uno strumento che consenta loro di tradurre in "presa
diretta" dal vernacolo goldoniano alla lingua di Shakespeare. Come non
averci pensato prima? Cosa hanno fatto finora quei fannulloni degli assessori
alla cultura, predecessori dell'ineffabile Zaia? Come saranno riusciti a
cavarsela, orfani di questa tecnologia d'avanguardia, i manager veneti che
negli ultimi anni hanno imperversato con successo in lungo e in largo in Europa
e in America? E poi non si venga a raccontare che la Lega non è capace di
esprimere una cultura di governo che sia all'altezza delle sfide della
globalizzazione. Dobbiamo confessarlo: per difetto di immaginazione e deficit
culturale, credevamo che gli imprenditori veneti avessero bisogno di tutt'altra
cosa. Di infrastrutture viarie e ferroviarie, di
snellimento della burocrazia, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Credevamo che, anche
dal punto di vista culturale, fosse necessaria una maggiore apertura nei
confronti dei nuovi mercati, una più acuta lungimiranza nell'anticipare le
scelte sul piano della produzione, più forti investimenti nel campo delle
tecnologie di punta. Sbagliavamo - Zaia ci ha convinto. Restano solo due
minuscole obiezioni, del tutto insufficienti ad incrinare la solidità culturale
di questa iniziativa. In fondo, quisquilie senza importanza. La prima riguarda
lo sviluppo futuro del progetto. Infatti, se non si tratta di un'uscita
estemporanea, dovuta al clima elettorale, ma di una prospettiva strategica di
lunga durata, visto lo sviluppo esponenziale dei mercati asiatici, dovremo
attenderci nei prossimi anni analoghi stanziamenti per la creazione di un
software da e verso il cinese e l'indiano? La seconda sommessa obiezione ha in
realtà la forma di un suggerimento. Avendo avuto la possibilità di ascoltare i
discorsi di alcuni consiglieri regionali, e dello stesso Luca Zaia, non sarebbe
meglio devolvere i fondi per la realizzazione di un software dal veneto
all'italiano?.
( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 77 del 2008-03-30
pagina 7 "Io, americano nella New York di Redazione "La notizia, nel
settembre dello scorso anno, che avrei dovuto lasciare Bagdad - dove svolgevo
l'incarico di Consigliere della sezione Affari economici dell'ambasciata
americana - per venire a Milano, contrariamente a quanto normalmente avviene
nel mondo diplomatico, mi è stata comunicata solamente tre settimane prima. Non
ero mai stato nel Nord Italia e tutto quello che conoscevo della città risaliva
al tempo dei miei studi. Sapevo che Milano era considerata la New York
dell'Italia, la città più americana per stile di vita, ma nulla più. Ora devo
dire che trovarmi qui è stata per me una sorpresa molto piacevole. A Milano si
vive bene e la mia prima impressione è stata quella di una città Svizzera,
paese dove ho viaggiato a lungo. Ho trovato un'atmosfera più centroeuropea che
mediterranea". Lei però era già stato in Italia, a Roma...
"Venticinque anni fa, in missione presso la Fao. Se dovessi fare un
confronto, direi che la bellezza di Roma con le sue chiese, i palazzi, le opere
d'arte, si nota subito, mentre il fascino di Milano è nascosto. Lo straniero,
in un primo momento, è portato a pensare che qui non vi sia nulla da vedere e
invece vi sono degli splendidi angoli e capolavori artistici da scoprire. Per
essere apprezzata, Milano va conosciuta e dal punto di vista architettonico, lo
dico da appassionato, si accosta a Vienna". Nel nominare Daniel Weygandt a
Console generale degli Stati Uniti a Milano, il Dipartimento di Stato americano
ha voluto scegliere un diplomatico di primo piano per la formazione accademica
e i precedenti incarichi. In diplomazia dal 1979, dopo la laurea a Chicago e un
master in relazioni internazionali, conoscitore di ben cinque lingue, Weygandt
ha lavorato a Vienna, Mosca, Amburgo, Bonn, Roma, Istanbul, al Dipartimento di
Stato come economista presso l'Ufficio degli affari centrali europei, oltre che
da Bagdad, da dove proviene. È una persona cortese, che mette a suo agio
l'ospite, ma la sicurezza nel rispondere denota una personalità decisa che lo
fanno sembrare più un professore universitario che un diplomatico abituato
spesso ad usare parole sfuggenti. Il console dà l'impressione, in altre parole,
di essere convinto di ciò che dice, senza voler compiacere l'interlocutore per
fare bella figura. Quanti sono gli americani che vivono a Milano? "Attorno
ai diecimila, tra i quali alcune centinaia di studenti, ma non numerosi come
verremmo. La Bocconi, il Politecnico, l'Università Cattolica sono ottime
università, ma i programmi di scambio con gli Stati Uniti sono ancora modesti e
sarebbe auspicabile incrementarli. Abbiamo una scuola americana che funziona
egregiamente e anche da ciò si capisce come i giovani alunni e le famiglie si
trovino bene a Milano. La vita scolastica consente, infatti, di osservare la
città sotto vari aspetti anche dal punto di vista culturale". Per rimanere
sul tema culturale è mai stato alla Scala? "Sono abbonato alla stagione
dei concerti alla Scala e quest'anno ho assistito alla prima. Un'esperienza
unica, proseguita nella cena del dopo Scala, nella quale ho visto persone di
tutto il mondo, assieme ai cantanti, uniti da questo fantastico teatro.
Personalmente amo soprattutto i concerti - penso al Conservatorio - e sono
convinto che l'offerta musicale della vostra città sia sorprendente. Si possono
ascoltare interpreti di fama internazionale. Dal punto di vista musicale Milano
non è seconda a nessuna città europea, nemmeno a Vienna. Si dovrebbe, però,
fare di più per presentare l'immagine di Milano come capitale culturale e mi
auguro che ottenga di essere scelta per l'Expo. Lo merita e sarebbe
un'opportunità per far conoscere la dimensione completa della città nei suoi
diversi aspetti, non solamente quello finanziario e la moda, per quanto
importanti". Le risulta che vi siano delle lamentele da parte degli
americani che vivono qui? "I miei concittadini non
comprendono l'eccesso di burocrazia, le numerose norme amministrative, ad esempio la confusione
sull'Ecopass. Il traffico è comune a tutte le grandi città e per quanto
riguarda le abitazioni non ho sentito lamentele". Vi sono dei quartieri,
delle zone che ama visitare? "Sfortunatamente l'attività
diplomatica ai nostri giorni, per motivi di sicurezza, non consente di fare il
turista durante tempo libero, del resto limitato. Mi piacerebbe visitare con
calma il Duomo, il Castello Sforzesco, la Biblioteca Ambrosiana, le chiese,
molte delle quali veramente belle, camminare lungo i Navigli o salire su un
tram per osservare lentamente la città, la gente. Ma sono qui da poco tempo e
le occasioni non mancheranno. Vivere nella vostra città, ripeto, è stata per me
una sorpresa più che gradita". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
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N. 77 del 2008-03-30
pagina 5 Il Frosinone batte il Treviso (1-0) e pensa al futuro di Redazione
Raggiunta la salvezza la società di Stirpe programma la prossima stagione:
dubbio-Cavasin Il Frosinone batte 1-0 il Treviso (gol di Eder al 10' del
secondo tempo) ma la classifica interlocutoria spinge già a guardare alla
prossima stagione. Il presidente Maurizio Stirpe sembra intenzionato a dare
continuità al progetto-Frosinone. Ma l'ostacolo più grosso resta lo stadio. Il
"Matusa", imbellettato in fretta e furia per la serie B, non può
nascondere le rughe. Da anni esiste un project-financing per uno stadio
gioiello da 20mila posti a sedere coperti, bloccato dalla burocrazia. Certo è che i tifosi non ne
possono più e a ogni partita interna si levano cori non proprio teneri nei
confronti del sindaco. Il dg Enrico Graziani sta comunque già lavorando per il
nuovo campionato. Prima grana da risolvere quella dell'allenatore: Alberto
Cavasin ha ancora un anno di contratto, ma con l'ambiente frusinate non
ha proprio legato. Dovesse andar via, il nome più gettonato resta quello di
Claudio Gentile anche se si vocifera di un interessamento per due
"giovanotti" che stanno completando il master allenatori di
Coverciano: Billy Costacurta e Moreno Torricelli. Per quanto riguarda i
giocatori, perso il gioiellino Lodi, già ceduto al Genoa, il Frosinone farà
carte false per tenere Salvatore Bocchetti, a metà con l'Ascoli e punto di
forza dell'under 21 di Casiraghi, e il brasiliano Eder, in prestito dall'Empoli,
mentre da Piacenza rientrerà il nazionale sloveno Dedic. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-03-2008)
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N. 77 del 2008-03-30
pagina 3 La ricetta per salvare la scuola di Stefania Antonetti I Circoli della
libertà s'interrogano sui problemi da affrontare "Erano troppi quelli a
cui conveniva, per opportunismo o altro, rimandare all'infinito il giorno della
resa dei conti e dell'assunzione di responsabilità nell'ambito della scuola,
soprattutto quando si parla di governi di sinistra, in grado solo di produrre
danni irreparabili nell'ambito della scuola. È tempo di indagare sulle cause
per cercare di calare in politica cose concrete. E cosa può interessare più
della scuola?". A interrogarsi è Renata Oliveri, rappresentante dei
Circoli della libertà, intervenuta ieri al primo convegno operativo del comitato
per il risanamento della scuola, promosso dai quattro Circoli della libertà
della provincia di Genova. "Rialzati scuola! è stato il filo conduttore
del primo degli appuntamenti che intendiamo portare avanti nell'ambito del
territorio per agire sul piano culturale per il risanamento della scuola, per
la ricerca storica e la valorizzazione delle nostre tradizioni - ha spiegato
Miriam Pastorino, presidente del primo circolo della libertà di Genova -. Ma
soprattutto abbiamo il compito di sollevare davanti alle istituzioni le
problematiche scolastiche che non possono esaurisci con una semplice
riforma". "Questo significa che i circoli - ha aggiunto ancora
Armando Fossati, ex preside dell'istituto Vittorio Emanuele Ruffini - nati con
la specifica funzione di propagandare le varie problematiche in città, devono
cercare di dare un contributo alla società. E mai come in questa occasione le
tematiche legate alla scuola e al suo futuro devono essere oggetto di
particolare attenzione. Il compito dei Circoli resta dunque unico: quello di
individuare il problema, parlarne per poi portarlo a conoscenza delle
istituzioni". Durante il convegno sono stati affrontati i temi: la scuola
di base dall'eccellenza al disastro; il ruolo poco noto degli enti locali; il
personale della scuola; luce e ombre; ordini e contrordini, decreti e
circolari; come la burocrazia soffoca la scuola e il programma per la scuola del Pdl.
"Stiamo vivendo un grosso momento di emergenza educativa - ha aggiunto
Francesco Verzillo, direttore del nucleo Regionale Liguria - Piemonte
dell'agenzia scuola -. La ricetta del Pdl è quella di fare emergere l'elemento
famiglia e ridimensionare il ruolo dello Stato, insomma da gestore a
garante nei processi di istruzione al fine di aumentarne la qualità". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
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Polemica La replica
della Regione a Piero Angela L'ACCUSA IL NUOVO EGIZIO "Anche la cultura
deve fare i conti" L'assessore Oliva: i progetti per i musei scelti sulla
base di risparmio e bellezza RENATO RIZZO "A Torino si preferisce la logica
del ribasso e non della bellezza" La direttrice Vassilika "Abbiamo
scelto architetti formidabili" La cultura è una cosa troppo importante per
lasciarla fare ai contabili: Piero Angela lancia l'allarme dalle colonne della
Stampa citando il caso di tre "gioielli" torinesi mortificati da
scelte più attente al risparmio che alla bellezza e alla funzionalità. La prosa
che vince sulla poesia, insomma: i progetti per i nuovi allestimenti del Museo
Egizio, di quello di Scienze Naturali e della Reggia di Venaria hanno vinto, secondo
il padre di Quark, grazie ai maxi-ribassi praticati dai loro autori. E, per
spiegare l'offesa alla collettività rappresentata da questi metodi, Angela
parte dalla sua offesa personale: il progetto con il quale ha concorso alla
rivisitazione del Museo di Scienze è stato "giudicato il migliore"
dalla commissione, ma il quarto classificato - quello che ha come coordinatore
l'etologo Giorgio Celli - ha "ribaltato l'esito della gara grazie a un
maxi-ribasso". Stessa classifica bugiarda, secondo il giornalista, anche
per il Museo Egizio (il progetto di Isola che s'è aggiudicato l'allestimento
sarebbe stato terzo quanto a gradimento estetico-tecnico) e per Venaria -
sezione Galleria del Paesaggio - con la proposta valutata da sesto posto che
balza al primo. E' giusto, si domanda Angela, inserire una logica da
supermercato nella rivisitazione di complessi che dovrebbero richiamarsi a
logiche essenzialmente culturali? "A questo interrogativo posso dare due
risposte - spiega l'assessore regionale alla Cultura Gianni Oliva -. Come
intellettuale mi rendo conto che l'aspetto economico in senso stretto rischia
di falsare il giudizio su un progetto, ma come amministratore devo vigilare che
le strutture alle quali tocca gestire la gara applichino la legge. In materia
di appalti, i margini di gestione sono assai limitati". Tutto giusto,
resta il fatto che Angela aveva presentato il miglior progetto e che Torino
dovrà, per così dire, accontentarsi. "Io so che la proposta del
giornalista era in vantaggio di 6-7 punti, poi il ribasso attuato dal
ricercatore bolognese ha rimescolato le scelte. Sono dispiaciuto che Angela non
abbia vinto. E lo sostengo anche in modo interessato perché un nome come il suo
avrebbe funzionato da importante traino per la collezione. Detto questo, ho la
massima stima nel professor Celli e considero originale e meritevole il suo
lavoro". Stretto fra le velleità dell'uomo di cultura e le regole di chi
maneggia denaro pubblico, Oliva s'adegua al male minore: "Immagini quali
problemi ben più grandi e pericolosi potrebbe comportare un'assoluta
discrezionalità di scelta quando si operano investimenti che, come questo,
toccano i 7 milioni di euro". Analoghe le considerazioni che riguardano il
terremotato "ordine d'arrivo" per l'allestimento della Reggia di Venaria:
la direzione Patrimonio della Regione che si occupa della
gestione delle gare d'appalto, pone il definitivo sigillo della burocrazia su ogni velleità di primato
del bello sul risparmio: "I soggetti che non sono risultati vincitori
hanno presentato ricorso alla magistratura amministrativa che ha espresso un
giudizio relativo alla coerenza dell'intero procedimento. E ha
constatato la regolarità delle procedure". Gli strali di Piero Angela sono
volati sino in via Accademia delle Scienze, sede del Museo Egizio che Aimaro
Isola, in cordata con il suo team, il premio Oscar Dante Ferretti e architetti
come Aymonino e Marconi, dovrà ridisegnare completamente per arrivare, nel
2011, al raddoppio degli attuali spazi. Una partita da 50 milioni di euro dalla
quale è stata esclusa anche una star come Isozaki che ha visto respingere dal
Tar il suo ricorso. La direttrice, Eleni Vassilika, giudica ingiusto fermarsi
alla guerra delle cifre: "La commissione, nella sua scelta, non ha
guardato solo al risparmio che, pure, è una componente fondamentale.
Considerando le offerte metodologiche di questo formidabile parterre di
architetti, si è tenuto conto anche di altri elementi determinanti: chi poteva
vantare, nel suo curriculum, importanti interventi di ristrutturazione in ambito
museale? E chi poteva garantire l'assoluto rispetto dei tempi?".
( da "Stampa, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
STRESA. AL
PALACONGRESSI L'EX MINISTRO STANCA Pdl, pressing sugli indecisi Zacchera
punzecchia la Lega [FIRMA]MARIA ELISA GUALANDRIS STRESA "Mi rivolgo a voi
perché sappiate convincere quel trenta per cento di elettori ancora indecisi".
Così il senatore Lucio Stanca, ex ministro per l'Innovazione tecnologica del
governo Berlusconi e candidato alle prossime politiche ha aperto il suo
intervento ieri al Palacongressi di Stresa nel corso del convegno del Popolo
delle Libertà. Stanca ha illustrato i punti chiave del programma:
"Innanzitutto l'identità, che è quella della grande famiglia dei popolari
europei. I valori sono libertà, individuo e famiglia contro il relativismo
della sinistra". Secondo punto è lo sviluppo: "Abbiamo perso la capacità
di competere per l'eccessiva pressione fiscale, la mancanza
di infrastrutture e la burocrazia". Infine, sicurezza e giustizia: "Non si può vivere
con la paura a girare la sera in città". Accanto al coordinatore
provinciale di Forza Italia Valerio Cattaneo, in lista per la Camera, che ha
espresso soddisfazione per i 600 presenti, i parlamentari Marco Zacchera
(ricandidato alla Camera) e Valter Zanetta (in corsa per il Senato).
Zacchera, che ha sottolineato la partecipazione di molti giovani al convegno,
ha aggiunto una nota polemica nei confronti della Lega Nord: "Non bisogna
votare chi fa la campagna elettorale con le battute di spirito".
"Abbiamo tre candidati del Vco in posizione eleggibile: significa che a
Torino la provincia è molto considerata", ha affermato Zanetta.
"Dobbiamo restituire alle persone la fiducia", ha annunciato il
coordinatore regionale di Forza Italia Guido Crosetto. L'ex presidente della
Regione Enzo Ghigo ha parlato di un'amministrazione piemontese tornata al
"Torinocentrismo". "Bisogna convincere quelli con la puzzetta
sotto il naso a non votare Veltroni, che ha ricandidato chi ha dissanguato
l'Italia - ha esortato il gran capo piemontese di An Ugo Martinat -: grazie a
Prodi siamo l'unico Paese in Europa che non ha firmato la moratoria per
bloccare per altri due anni l'ingresso dei romeni senza contratto di
lavoro". L'unico leghista in sala era il sindaco di Domodossola Michele
Marinello che, interrogato sulle parole di Zacchera, ha risposto con un
"non ho sentito niente". Durante il dibattito è anche stato
presentato il candidato sindaco a Villadossola, espressione del Pdl, Roberto
Viroletti.
( da "Mattino di Padova, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia Mozzarelle
di bufala Tutti al caseificio piovese dopo i timori di diossina ELENA LIVIERI
PIOVE DI SACCO. Mentre le mozzarelle di bufala campane giacciono invendute nei
banchi frigo di supermercati e negozi, dopo la notizia che potrebbero contenere
diossina, fa affari d'oro il caseificio Scacco di via Porto, gestito da
Giuseppe Scacco, 66 anni, che lo ha fondato oltre vent'anni fa e lo manda
avanti con la moglie Ariella e i figli Emanuele e Simone. Trecento bufale che
ogni giorno con il loro latte permettono di produrre 500 mozzarelle. E di
invendute non ne rimangono. Anzi. "Da quando si è sparsa la notizia delle
mozzarelle del sud con la diossina - conferma la signora Ariella, addetta alla
vendita - ho notato un aumento di clienti. Evidentemente non si fidano di
acquistare il prodotto al supermercato". Giuseppe Scacco ci tiene però a
mettere i puntini sulle i: "Con o senza diossina - precisa l'allevatore -
le mozzarelle campane non sono come le nostre. Noi usiamo solo latte di bufala
mentre quelle hanno almeno il 30 per cento di latte vaccino. Così è più facile
farle, perché la pasta fila meglio". "Io non ho mai voluto usare
latte che non fosse delle mie bufale - sottolinea Scacco - ho puntato da subito
sulla qualità del prodotto ed è quella che oggi ci premia. Senza farci
pubblicità, senza rete di distribuzione e senza rappresentanti, abbiamo in
pochi anni collezionato centinaia di clienti affezionati che arrivano anche da
Vicenza, Adria, Chioggia, Cavarzere". I controlli nell'allevamento di bufale
di via Porto vengono effettuati a cadenza settimanale dal servizio veterinario
dell'Usl, ma non solo: "Per maggior scrupolo - aggiunge Scacco -
sottoponiamo sia gli animali sia il latte che i prodotti finiti, oltre alle
mozzarelle anche formaggi, burro e ricotta, ad ulteriori accertamenti. Il
consumatore può stare più che tranquillo. Le bufale vengono alimentate con erba
medica, mais, ceroso, semi di lino, melasso, sali minerali e vitamine. In tutto
ci sono trecento animali, ma solo cento per volta in lattazione. I maschi oltre
che per la monta vengono usati per la carne. Li macelliamo e poi rivendiamo i
tagli su ordinazione". Le mozzarelle Scacco vengono usate anche in quasi
tutte le pizzerie di Piove di Sacco e dintorni. Il costo è di 12 euro al chilo,
concorrenziale con quello di alcune marche famose di mozzarelle campane e più
alto rispetto ad alcune sottomarche. "Se si pensa che ci vogliono quattro
litri di latte per una mozzarella - fa notare Scacco - è ovvio che i prezzi non
possono stare sotto una certa soglia. Questa è un'azienda a conduzione
familiare, lavoriamo sette giorni su sette, perché gli animali non vanno in
ferie. Con le leggi e la burocrazia che ci sono nel nostro Paese solo un pazzo - confida Scacco -
poteva mettersi in testa di lasciare un posto sicuro da ragioniere e un
appartamento in centro per trasferirsi in aperta campagna e avviare un
allevamento di bufale con caseificio. Ma la qualità del lavoro e dei
prodotti ci ha dato ragione".
( da "Repubblica.it" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
GINEVRA - Petrolio
alle stelle? Voglia di nucleare? Ritorno al carbone? Fonti rinnovabili? Andiamo
a lezione di Energia da un docente d'eccezione come Carlo Rubbia, premio Nobel
per la Fisica: a Ginevra, dove ha sede il Cern, l'Organizzazione europea per la
ricerca nucleare. Qui, a cavallo della frontiera franco-svizzera, nel più
grande laboratorio del mondo, il professore s'è ritirato a studiare e lavorare,
dopo l'indegna estromissione dalla presidenza dell'Enea, il nostro ente
nazionale per l'energia avviluppato dalle pastoie della burocrazia e della politica romana. Da
qualche mese, Rubbia è stato nominato presidente di una task-force per la
promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili, "con particolare
riferimento - come si legge nel decreto del ministro dell'Ambiente, Alfonso
Pecoraro Scanio - al solare termodinamico a concentrazione". Un
progetto affascinante, a cui il premio Nobel si è dedicato intensamente in
questi ultimi anni, che si richiama agli specchi ustori di Archimede per
catturare l'energia infinita del sole, come lo specchio concavo usato tuttora
per accendere la fiaccola olimpica. E proprio mentre parliamo, arriva da Roma
la notizia che il governo uscente, su iniziativa dello stesso ministro
dell'Ambiente e d'intesa con quello dello Sviluppo Economico, Pierluigi
Bersani, ha approvato in extremis un piano nazionale per avviare anche in
Italia questa rivoluzione energetica. Prima di rispondere alle domande
dell'intervistatore, da buon maestro Rubbia inizia la sua lezione con un
prologo introduttivo. E mette subito le carte in tavola, con tanto di dati,
grafici e tabelle. Il primo documento che il professore squaderna preoccupato
sul tavolo è un rapporto dell'Energy Watch Group, istituito da un gruppo di
parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti, come
osservatori indipendenti. Contiene un confronto impietoso con le previsioni
elaborate finora dagli esperti della IEA, l'Agenzia internazionale per
l'energia. Un "outlook", come si dice in gergo, sull'andamento del
prezzo del petrolio e sulla produzione di energia a livello mondiale. Balzano agli
occhi i clamorosi scostamenti tra ciò che era stato previsto e la realtà. Dalla
fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra l'outlook della IEA e
l'effettiva dinamica del prezzo del petrolio è andata sempre più allargandosi,
nonostante tutte le correzioni apportate dall'Agenzia nel corso del tempo. In
pratica, dal
( da "Repubblica.it" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
CARO direttore,
vedere l'Italia. Candidarsi a guidare un Paese implicava per me quest'obbligo e
questa grande curiosità. Vedere l'Italia fa bene. Fa bene uscire dal racconto
che la televisione ci regala ogni giorno e sul quale - ne ho raggiunto ormai la
piena consapevolezza - tutto il dibattito pubblico si è riferito in maniera
ossessiva e facile negli ultimi anni. Anche la politica. Ho visitato più di
ottanta province e alla fine del mio viaggio le avrò viste tutte. In Italia,
l'Italia della televisione non c'è. C'è un Paese diverso. Un altro programma,
migliore. I modelli, i valori, le parole, il linguaggio, non sono quelli che si
ascoltano seduti sul divano di casa. La televisione non racconta e non
rappresenta con verità quello che siamo. È un mondo a parte ormai. Fatto di
avatar che magari parlano anche italiano, ma che si muovono e interagiscono tra
di loro in maniera totalmente innaturale. Reality e realtà non sono la stessa
cosa, anzi spesso sono l'opposto. Persino l'innaturale bianco e nero della vecchia
tv era più colorato e realistico dei nostri modernissimi e piatti - in tutti
sensi - schermi al plasma. Ho cercato, da ministro delle attività culturali e
da sindaco di Roma, di praticare un'idea semplice, persino ovvia. La cultura è
l'unicità italiana. E la sua irripetibilità è una delle nostre più grandi
ricchezze. Le attività culturali fanno crescere bene i giovani, offrono loro
occasioni belle di incontro, ne esaltano la creatività, li avvicinano alle
grandi questioni del loro tempo e del futuro. Non dimentichiamoci che l'arte
mette in scena il patrimonio delle nostre esperienze vitali, e rivela i nuovi e
ancora segreti bisogni degli uomini. La cultura serve alla politica più di
quanto la politica serve alla cultura. Nella spinta verso il cambiamento non si
può fare a meno di spalancare spazi alle nuove idee, alle nuove arti,
all'espressione della nostra contemporaneità, alle ragazze e ai ragazzi curiosi
del mondo, e che vogliono raccontarsi con ogni forma di comunicazione. Non va
dimenticato che l'Italia è il regno dell'arte e della bellezza, splende di una
cultura antica e nobilissima. Là dove i doni della storia, gli oggetti
testamentari dei nostri antenati sono lasciati da parte o poco valorizzati, lo
Stato ha il dovere di riportare vita. Gli stranieri che vengono da noi a bearsi
delle antiche virtù italiane, devono guardare al nostro presente con lo stesso
rispetto e ammirazione. Bisogna lavorare affinché alla cultura, proprio perché
testimone vivente della nostra ricchezza artistica, non si faccia la carità,
non sia un costo oneroso, ma una risorsa importante, un'opportunità di lavoro e
una fonte di orgoglio e benessere per tutti i cittadini, persino una parte di
quella strategia di crescita del Pil che è la mia priorità. Attualmente i vari
comparti della cultura e dell'arte, dal cinema alla musica, ai concerti, alla
danza, agli spettacoli dal vivo, eccetera non possono agire con scioltezza e
velocità perché sono incagliati nelle more di una burocrazia complicata, contraddittoria,
farraginosa e frustrante. Molto si può risparmiare, ad esempio, semplificando
la vita dei luoghi e delle imprese culturali, liberandoli dai piccoli e grandi
ricatti amministrativi. Si dovrà agire affinché il pubblico dei musei, degli
spettacoli e i lettori di libri tornino centrali nella politica delle
istituzioni culturali, com'è avvenuto all'Auditorium di Roma, fiore
all'occhiello della città e del paese. Solo in questo modo si potrà puntare a
una reale produttività della cultura. Così come bisognerà stabilire al più presto
i profili professionali di chi vi lavora, affrancandoli da una insopportabile
condizione precaria. E anche nell'ambito dei diritti d'autore i democratici
vogliono affrontare la materia, considerando l'artista e il creativo lavoratori
a tutti gli effetti, con i loro doveri e i loro diritti. E questo perché senza
la loro opera non esisterebbero né arte né cultura. In armonia con le politiche
europee, l'Italia deve pensare a difendere e a costruire per il futuro la sua
specifica identità. E se è vero che il processo di globalizzazione tende a
farci tutti uguali, a valorizzare i grandi numeri e ad abbandonare a se stessi
i piccoli (dove spesso c'è il meglio), è anche vero che offre opportunità
nuove, che richiedono da parte nostra coraggio, apertura mentale, prontezza
creativa e imprenditoriale. Al contrario di ciò che si pensa, il villaggio
globale non ha un solo, megagalattico mercato, ma tanti banchi capaci di
soddisfare i gusti più lontani e più diversi. Certo, noi tutti, anche
individualmente, sentiamo la necessità di custodire la nostra singolarità, la
nostra unicità, la nostra personalità. La scuola, in proposito, non dovrebbe
rendere i ragazzi tutti uguali, ma agire affinché emergano le differenze. La
globalizzazione non è un mostro ringhiante, e anche se lo fosse sarebbe vile e
sciocco non domarlo. La cultura è fondamentale proprio perché protegge
l'integrità etica e spirituale degli esseri umani. Diceva André Malraux che la
cultura è ciò che ha fatto dell'uomo qualcosa di diverso da un accidente del cosmo.
Soltanto con una visione ampia, non corporativa della cultura, si è più
efficienti e si possono aprire spazi al nuovo, anche sul piano creativo. La
coscienza di lavorare tutti per il medesimo scopo, al servizio non solo di noi
stessi, ma della comunità e dei nostri figli, è una qualità intrinseca,
necessaria a ogni civiltà evoluta. Oggi "l'impresa" culturale ha
urgente bisogno di sveltezza e semplificazione burocratica, di leggi non
conflittuali e di un'accorta politica di defiscalizzazione. L'obiettivo è
tenere la cultura il più lontano possibile dalle ingerenze dei partiti. E la
politica deve sapere che la ricchezza di un paese non si misura soltanto dal
Pil. Si può essere desolatamente poveri anche con le tasche piene di soldi. C'è
stato qualcuno, nel passato, che quando veniva minacciato dalla spada,
rispondeva con l'arma dell'arte. Come dire che con la bellezza si possono anche
vincere le guerre. Anzi, non farle proprio. (30 marzo 2008.
( da "Tirreno, Il" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Spettacolo Viaggio
nella sofferenza Mauro Paissan racconta il dramma dell'autismo "Il mondo
di Sergio", storia vera di un ragazzo gravemente malato e del padre che lo
ha ucciso MARCO BARABOTTI Per tre legislature deputato di Pisa, presidente del
Gruppo Misto della Camera, ora al secondo mandato come Garante privacy, Mauro
Paissan ha pubblicato per Fazi il libro "Il mondo di Sergio", da
pochi giorni in libreria. E' la storia (vera) di un ragazzo autistico ucciso
dal padre. Quest'ultimo otterrà poi la grazia dal presidente Napolitano.
Incontriamo Paissan, che ci parla di questo suo libro e del problema
dell'autismo. Di che cosa tratta questo suo libro? Sono un po' tornato alla mia
vera professione, quella di giornalista. Ho scritto una storia, una storia di
vita. è il racconto di una vicenda terribile nella sua apparente normalità. Non
è né un saggio né un romanzo. Qual è la vicenda raccontata. Sergio è il vero
protagonista? Sì. Sergio è colpito da una forma gravissima di autismo, non
diagnosticata e all'inizio nemmeno conosciuta (siamo agli inizi degli anni
'60). Per di più è anche sordomuto. La sua esistenza ha un'evoluzione tutta
negativa, con sempre più frequenti episodi di violenza, di aggressività, in
particolare verso i genitori. La famiglia non regge all'urto, si frantuma. Il
mio è una sorta di viaggio nell'infelicità umana. L'epilogo è tragico. Ne hanno
parlato a suo tempo tutti i giornali. Con l'avanzare dell'età, la convivenza
con Sergio diventa esplosiva. Basta un nonnulla per provocare scene di grande
violenza. A 39 anni, la tragedia: dopo l'ennesimo scontro, il padre uccide il
figlio. Tre gradi di processo, condanna tutto sommato mite (poco più di 6
anni). Infine, la grazia concessa dal Presidente della Repubblica, Napolitano.
Io racconto tutto questo percorso, basandomi su testimonianze, documenti,
memorie, diari. E anche parecchia letteratura scientifica (medicina e diritto),
che nel libro fa solo da sottofondo: non volevo che emergesse nella scrittura
come erudizione dilettantesca. Quale tesi sostiene alla fine di questa
ricostruzione? Certo, non di giustificazione dell'assassinio. Quel padre,
scrivo, non è né un eroe né un criminale. Anche lui è vittima di molti
fallimenti: la medicina, la scuola, le strutture sanitarie, la chiesa, la
politica, le istituzioni. Chi è il vero protagonista del libro, Sergio o il
padre? Sergio: Sergio bambino, Sergio paziente, Sergio ragazzo, Sergio adulto,
Sergio nel mondo tutto suo, Sergio amato, Sergio ammazzato. E Sergio ricordato.
Una vita infelice e di sofferenza, ma anche 39 anni di affetto da parte dei
genitori. Sì, perché c'è anche la figura della madre, non marginale. Perché questo
libro? Da che cosa nasce questo suo interesse? Appena conosciuta la vicenda, ho
voluto raccontare la carica assassina della solitudine di fronte alla realtà
sconvolgente di un figlio intensamente amato, crudelmente sofferente e
altrettanto crudelmente violento. Di fronte alle dimensioni di queste tragedie,
la società si ritrae, le istituzioni non ce la fanno, la
medicina diventa talvolta burocrazia. Perfino il volontariato diventa meno attivo, perché lo stare
vicino a queste persone è oltremodo difficoltoso. Aiutare una persona in
carrozzella è più semplice (seppur con fatica e dedizione) che non aiutare una
persona con comportamenti incontrollabili. L'autismo, si sa, è parola
che fa paura. L'autismo è una mala bestia. Non è una malattia in senso proprio.
è un insieme di sintomi, che trovano origine in malattie, in gran parte di tipo
genetico. E' un disturbo dello sviluppo psico-mentale, che colpisce più i
maschi (
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-03-30 num: - pag: 11
categoria: BREVI Ci scrivono BUROCRAZIA Va peggio che in Svizzera Prendo lo
spunto dall'episodio di "ordinaria burocrazia", pubblicato il 20 marzo, per segnalarne uno di significato
opposto e oserei dire umoristico. Mia moglie, di cittadinanza anche svizzera,
beneficia di una modesta pensione di vecchiaia. Ogni anno il
Dipartimento federale delle finanze invia un semplice prospetto su cui bisogna
tracciare 3 crocette in corrispondenza delle voci: è viva, è sposata, abita in
(indirizzo già scritto). In fondo alla pagina c'è la scritta "Timbro e
autenticazione" e la nota di richiesta al Comune o Autorità competente di
controllare e autenticare. Il tutto all'insegna della massima semplificazione e
così è stato per anni. Purtroppo, essendo mia moglie affetta da un male che
l'ha resa invalida, sin dall'anno scorso mi è stato richiesto dalla Delegazione
del Comune di Roma una dichiarazione del medico di base. Ebbene quest'anno una
zelante impiegata mi ha respinto la dichiarazione,perchè mancava l'ora. Invano
ho cercato di convincerla che l'autorità svizzera non lo richiedeva. Son dovuto
tornare dal medico. Tutto ciò mi fa concludere che la nostra burocrazia
sarà pure, talvolta, poco efficiente, ma indubbiamente è più scrupolosa di
quella svizzera! Mario Gabriele POTATURE I tempi sbagliati Mi riferisco
all'articolo del 25 scorso di Giuseppe Pullara sulle potature e i disservizi
del Comune. Alcuni anni fa il Servizio giardini del Comune di Roma iniziò a
potare, nel mio quartiere, degli alberi di melo in piena fioritura che, come è
noto, dura per pochi giorni. I portieri degli edifici interessati avvertirono i
condomini che, dopo ampia discussione, riuscirono ad impedire un vero e proprio
scempio. Alla domanda del perchè venisse effettuata la potatura di questi
alberi in piena fioritura, considerato che nelle strade vicine ve ne erano
altri sempreverdi, la risposta fu semplice: le potature sono programmate per
quartiere/strade, indipendentemente dal periodo più opportuno. Così funzionano
le cose nell'amministrazione pubblica, tanto lo stipendio è sempre assicurato.
Paolo Fiaschetti INPDAP Spiegazioni insufficienti Seguendo quanto scritto dalla
Direttrice generale dell'Inpdap nelle sue risposte al Corsera, giovedì 27 marzo
mi sono recato presso la sede Inpdap che eroga la mia pensione (via Spegazzini
di Roma) per consegnare la dichiarazione richiesta dall'Inpdap con apposito
modulo allegato al Cud. Lì mi è stato risposto che loro non l'accettano perchè
tale dichirazione deve esser inoltrata unicamente (ripeto unicamente)
attraverso i Caf convenzionati con l'Inpdap. Tali Caf, elencati all' interno
della sede, sono 75 per tutta l'Italia (con una particolare abbondanza per Roma
mentre alcune province italiane non sono neanche elencate?!). Alla luce di
quanto sopra la Dott. Santiapichi vuole spiegare per favore come ritiene che la
stragrande maggioranza dei pensionati Inpdap potrà rispondere al questionario
inviato da tale ente? Persino coloro tramite cui presento il modello 730 non
sanno cosa rispondermi! Franco Barbalonga VIGILI URBANI Il cane e i bambini
Sono contento che i vigili urbani si preoccupino della salute di un doberman
colpito da infarto e stramazzato al suolo in mezzo alla strada, (come ha
raccontato un lettore in una lettera di qualche giorno fa) ma non capisco la
loro in differenza nel vedere bambini dediti all'accattonaggio nonostante le
numerose segnalazioni di alcuni cittadini. Cesare Carli.
( da "Corriere della Sera" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-03-30 num: - pag: 53 categoria:
REDAZIONALE Intervista Incontro con "mister Genoma", l'instancabile
scienziato-imprenditore-filosofo oggi più ammirato e discusso al mondo
"Sui miei geni la penso come il Papa" La ricerca, il futuro, l'etica
secondo John Craig Venter Lungimirante o visionario? Ambizioso o presuntuoso?
In Italia per un premio, parla di sé e dei suoi progetti Craig corre in
bicicletta lungo le piste di decollo dell'aeroporto di San Francisco: vorrebbe
essere più veloce degli aerei. Sono gli anni '50 e quel ragazzino impavido, J.
Craig Venter, diventerà lo scienziato più discusso degli ultimi 15 anni, che
così inizia " A life decoded", la sua autobiografia- romanzo uscita
lo scorso ottobre, appena un mese dopo la sua "autobiografia
genetica". è suo, infatti, il primo genoma individuale del tutto
sequenziato. Venter, in Italia nei giorni scorsi per ricevere il Premio Città
di Firenze sulle scienze molecolari, organizzato dalla Società Chimica
Italiana, ha fatto della velocità un credo e della competizione il sale della
vita. Lasciando la sua firma su quasi tutte le scoperte genetiche più
importanti di due decenni: nessuno meglio di lui può spiegarci dove andrà la
genomica. Mister Venter, il codice genetico sembrava la chiave per una
rivoluzione. Che però tarda ad arrivare, perché? Trent'anni fa ne occorrevano
dieci per identificare un gene, oggi bastano dieci secondi per trovare la
sequenza di uno qualsiasi dei nostri 23mila geni. Ma abbiamo appena imparato a
leggerli; la genomica è come un bimbo che ha iniziato da poco a camminare. Il genoma
pubblicato nel 2000 è una "media" di varie persone; l'unico genoma
completo è il mio, dovremo raccoglierne decine di migliaia per iniziare a
capirne il significato. Leggendo il suo genoma si è scoperto, tra l'altro, che
la variabilità genetica fra individui è molto maggiore del previsto. Un dato
che complica l'analisi del genoma. Le applicazioni pratiche, quindi, sono
ancora ben lontane… Aspettarsene adesso è da ingenui. Molti, anche scienziati,
pensano che la faccenda sia semplice: trovi un po' di lettere cambiate in una
sequenza e puoi spiegare una malattia. Ma la maggior parte delle malattie umane
dipende da migliaia di geni. Ma, mister Venter, quali vantaggi potrei ricavare
dalla lettura del mio genoma? Le farò un esempio. Io ho ereditato da entrambi i
genitori geni per un metabolismo veloce della caffeina: due doppi caffè
espresso non mi fanno alcun effetto. Ma se avessi un metabolismo lento, la
stessa dose potrebbe espormi ad aritmie, o a un infarto. Questa è la medicina
personalizzata: se prendo per vero ciò che vale nella media della popolazione
quasi di sicuro sbaglierò, ma se leggo il mio genoma posso sapere come bere o
mangiare per stare bene, quali farmaci usare in sicurezza. E se sono a rischio
per certe patologie, per prevenirle con lo stile di vita o i farmaci. Venter
mette in pratica quel che dice: prende le statine, perché ha scoperto di essere
a rischio per alcune malattie. Ma che cosa pensa dei tanti test genetici
predittivi delle malattie offerti perfino su internet? Bisogna essere molto
cauti. Lo screening offerto non è la vera sequenza del genoma. Dovrebbero
essere fornite informazioni scientificamente valide. Chi si sottopone a questi
test deve vederli come una introduzione alla genomica, senza prendere troppo
sul serio le interpretazioni. Molti temono che la lettura del genoma possa
portare a discriminazioni genetiche... è una questione critica, che dipende da
come ogni Paese tratta i dati personali dei suoi cittadini. Negli Stati Uniti
la legge tutela dalla discriminazione sul lavoro e nell'accesso alle cure e
credo che su temi così cruciali dovrebbero esistere regole condivise ovunque.
Ma, di nuovo, il rischio di discriminazioni nasce da un'interpretazione ingenua
del genoma: non possiamo dire chi è sano sulla base dei geni, tutti abbiamo
fattori di rischio per qualche malattia. Bisogna capire quale si manifesterà.
Ai tempi di Celera fu accusato di voler privatizzare i geni, oggi chiede il
brevetto sul metodo per ottenere il cromosoma batterico artificiale. Chi pensa
che sui fondamenti della vita non dovrebbe balenare il sospetto di interessi
economici storce il naso... Il cromosoma batterico artificiale potrà produrre
energia pulita e nuovi farmaci. Qualunque università o istituzione governativa
brevetta ciò che può avere uno sfruttamento commerciale: io non ho fatto nulla
di diverso, ho solo scoperto qualcosa che non era mai stato brevettato prima. E
sono stato finanziato in gran parte da fondi governativi, come qualsiasi altro
laboratorio. Perché ama correre da solo, tanto da fondare un Istituto col suo
nome? Per la libertà che mi garantisce. Molti enti
governativi hanno difficoltà a cambiare direzione delle ricerche e sono frenati
dalla burocrazia: noi siamo
agili, veloci. E sempre all'avanguardia. Anche per questo Venter è ritenuto una
specie di spregiudicato pirata della scienza. Ma pare sinceramente convinto che
il fine giustifichi i mezzi. Mister Venter, non crede che la scienza debba
avere dei limiti? Non sappiamo abbastanza del genoma umano e dovremmo
pensare a una moratoria sulle modifiche ai geni umani. Ma se fra 300 anni
avremo capito appieno il significato del genoma e potremo intervenire per
prevenire o eliminare malattie, sarà opportuno ripensarci. Oggi io e il Papa la
pensiamo allo stesso modo: la manipolazione genetica è sbagliata. A proposito…
lei è accusato spesso di voler giocare a fare Dio. Non mi sento affatto
onnipotente. Ma in effetti non so come si senta Dio. Venter non sa trattenere
un sorriso mefistofelico e non si fa fatica a immaginarlo discutere da pari a
pari con Dio. Mister Venter, arriverà il giorno in cui si sentirà pienamente
soddisfatto di ciò che sa? Non credo accadrà mai. Che altro aspettarsi da un
aspirante Dio? Elena Meli.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Carlo Sangalli,
segretario nazionale della Cna e candidato per il Partito democratico al Senato
in Emilia Romagna, ieri a Pescara per un incontro con le associazioni di
categoria e le imprese. Tanti i temi affrontati da Sangalli, ad ascoltarlo
c'erano politici - tra cui Antonio Castricone, coordinatore Pd per la provincia
di Pescara - e rappresentanti del mondo delle imprese locali. "Un'impresa non può avere a che fare con troppa burocrazia e deve avere un facile
accesso al credito - dice -. Bisogna abbassare la fiscalità e le aliquote Irpef
di un punto l'anno per almeno tre anni, sviluppare i processi di
liberalizzazione aprendo i mercati alla concorrenza". Sangalli affronta
anche il tema della flessibilità e del mercato del lavoro. "Bisogna
incentivare le assunzioni a tempo indeterminato che devono costare meno del
lavoro precario". In tema di sicurezza sul lavoro: "Le imprese devono
essere sanzionate se non rispettano le normative. Ma l'educazione alla
sicurezza deve venire prima delle sanzioni". Il candidato del Pd al Senato
si è soffermato sui costi della politica, sulla necessità di nuove
infrastrutture e sul rilancio della competitività delle imprese con un
manifesto ad hoc che sarà presentato nei prossimi giorni dal Pd. (F. Giall.).
( da "Corriere di Bologna" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-03-30 num: - pag: 9 categoria: BREVI Ci
scrivono POLITICA Le multe facili e quelle mostre mancate Viene da chiedersi
perché tanta solerzia per le auto in seconda fila, che saranno filmate e
multate da vigili camuffati, mentre nessuno si sogna di filmare gli spacciatori
di via Petroni. Forse per gli spacciatori vale il rispetto della privacy? è
certamente giusto sanzionare chi passa col rosso, ma se il giallo dura 4
secondi l'obiettivo diventa più quello di fare cassa per il comune, che quello
di salvare vite umane. Viene da chiedersi perché Angelo Guglielmi si dichiara
pessimista sullo stato della cultura a Bologna, visto che è lui l'assessore
alla cultura. O diventa ottimista, o è meglio che torni a Roma. Sono stato a
Ferrara a vedere la mostra di J. Mirò. A Bologna non c'è stata. Viene da chiedersi,
infine, perché il contribuente debba farsi carico di pagare per una struttura
politico- amministrativa totalmente inadeguata. Dante D'Alessandro PSICOLOGIA
Un dubbio sul festival Tornerà in città dal 23 al 25 maggio il Festival della
psicologia, concepito, voluto e realizzato dall'assessore comunale al
Commercio, Cristina Santandrea. Niente da ridire, se non fosse che la suddetta
esponente della giunta Cofferati è psicologa di professione. Mi viene in mente
un'espressione piuttosto di moda a sinistra: conflitto di interessi. Alessandro
F. ELEZIONI Il senatore e la donna sulla jeep elettorale Da tempo non andavo in
centro, e ieri passeggiando in via Farini ho visto una jeep in "tenuta
elettorale", con sopra esponenti di An che facevano propaganda. Ho avuto
l'impressione che l'atmosfera fosse un tantino goliardica: con un senatore e
una bella mora a fare il giro della città con l'auto scoperta. Non che una
campagna elettorale debba essere un funerale, ma ora più che mai noi cittadini
abbiamo bisogno di cose serie. Non si potrebbero evitare simili esibizioni? Simonetta Errani FURTO DI IDENTITA' Vittima della truffa e della burocrazia Sono anch'io vittima di un
"furto di identità", simile a quelli compiuti dalla banda di cui si è
occupato il Corriere di Bologna. A seguito delle mie denunce, la Polizia di
Stato è riuscita ad identificare il responsabile delle truffe. Ciò
nonostante sono continuamente assillato dalla richiesta di rimborsare prestiti
mai richiesti e mai ottenuti la cosa peggiore è lo scontro con l'ottusità
burocratica delle amministrazioni che pretendono da me la soluzione dei
problemi. Lettera firmata.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-03-30 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Legalità Il parroco: Comune e Chiesa si muovono e hanno
fatto molto Don Merola: a Forcella assenti le forze dell'ordine "I fischi
alla Iervolino? Nessun disegno, ragazzini" "Non si può credere nello
Stato se poi si sniffa coca davanti alla scuola di Annalisa Durante"
NAPOLI - Torna a parlare di Forcella, don Luigi Merola. Lo fa dopo i fischi
alla sindaca Iervolino al teatro Totò, in occasione della commemorazione di
Annalisa Durante. Fischi che Merola ridimensiona, "perché erano ragazzini
delle scuole elementari e medie, non c'era un disegno o il tentativo di
strumentalizzazione. Io - spiega - so bene quanto sia difficile parlare di
fronte a tanti ragazzini e, soprattutto, tenerli fermi in un teatro per tanto
tempo. E' bastato qualcuno che ha parlottato un po', la sindaca ha risposto, è
qualcuno nel teatro ha fischiato. Ma è poca cosa. Alla Iervolino, piuttosto, va
riconosciuto un impegno per Forcella che non ha mai profuso nessuno
prima". Ma come la mettiamo con le parole di Giovanni Durante, il papà di
Annalisa, che ha denunciato l'abbandono di Forcella da parte delle istituzioni
e della chiesa? "No. Questo no. A Forcella è stato fatto un cammino enorme
e preciso, e proprio grazie all'impegno delle istituzioni. Se oggi un problema
c'è, è il calo di attenzione delle forze dell'ordine. Quello sì. Prima c'erano,
ora polizia e carabinieri si vedono di rado. Ma passi avanti ci sono stati, è
innegabile". E per quanto riguarda l'azione della Chiesa? Anche in questo
caso ha torto il papà di Annalisa? "Diciamo che lui aveva con me un
rapporto speciale. Andando via io, forse, si è visto un po' isolato. Ma,
ripeto, come dimenticare che ora a Forcella c'è un pullman, la ludoteca Ferrara
e Cannavaro, ci sono le strade rifatte, l'illuminazione e i marciapiedi nuovi.
Così come sono stati recuperati alcuni beni confiscati alla camorra. Prima
tutto questo non c'era. E questo, al Teatro Totò, non è stato ricordato,
peccato. Come non è stato ricordato che il Comune ha dato i soldi per tenere le
scuole aperte fino a sera. E se si dimenticano queste cose, si spegne la
speranza ". Cosa allora non è stato fatto? "Diciamo
che per colpa della burocrazia vanno a rilento i lavori di restauro all'interno del cinema
Italia, ma è l'unica colpa, se proprio così la vogliamo chiamare, delle
istituzioni ". Invece c'è poca vigilanza. "Diciamo che se c'è
qualcuno chi si è distratto queste sono le forze dell'ordine. Che
sicurezza si dà ai cittadini se vicino alla scuola intitolata a Annalisa
Durante si sniffa droga sotto gli occhi di tutti oppure si vendono le sigarette
di contrabbando? Nessuna. E così un emblema di legalità diventa un simbolo di
illegalità. Oppure, come si incoraggia un commerciante ad aprire un negozio a
Forcella, perché a Forcella negozi non ce ne sono?". Sempre il papà di
Annalisa dice che la chiesa è meno aperta di quando c'era lei; e lei, tre settimane
fa, ha chiaramente detto che aspettava iniziative del cardinale Sepe in tal
senso. Novità? "Col cardinale ho avuto un incontro il 19 marzo. Mi ha
riferito che le tre chiese che hanno giurisdizione sul territorio, la
Santissima Annunziata, Santa Maria Egiziaca e San Giorgio Maggiore, sono
diventate un'unica parrocchia; sua eminenza vuole una chiesa aperta da mattina
a sera. E questa è una gran cosa perché non si lavora più da soli, come da solo
lavoravo io ai tempi del cardinale Giordano, forse per paura che altri
confratelli corressero i rischi che correvo io. Insomma, dovevo morire da
solo". Lei ha detto che don Luigi, il prete che l'ha sostituita, non l'ha
nemmeno chiamata per confrontarsi. "Ora l'ha fatto. Ci siamo sentiti. Mi
ha parlato della difficoltà di subentrare a me in quella chiesa. Adesso però si
parte. Ora continuerà il lavoro intrapreso, quello di promozione sociale che
vuole Sepe, con attività di teatro, musica, ballo e visite guidate. La luce no
si deve spegnere". Paolo Cuozzo Don Luigi Merola L'ex parroco di Forcella
ora guida l'associazione "'A voce de' criature " che ha come sede
l'ex villa di un boss.
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Non vogliamo
un candidato al consiglio provinciale calato dall'alto, espressione di logiche
politiche vecchie e sorpassate". Il no alla candidatura di Balilla
Piermarini (Pdci) viene dal gruppo "Comitati, Cittadini e Movimenti del
Forum per la Sinistra Arcobaleno di Roma Nord", di cui si fa portavoce
Emiliano Stefanini (Un altro Mondo è possibile). "Ancora una volta - si
legge nel comunicato - le vicende per le elezioni della Provincia di Roma,
collegio Sabatino-Tolfetano, hanno dimostrato come le
burocrazie del potere sono lontane da chi vive nei nostri territori. Se davvero
esiste un nuovo modo di fare politica bisogna dimostrarlo con un impegno
svincolato da interessi di potere e particolarismi. Pur guardando
fiduciosamente alla nascita di una nuova coalizione a cui vorremmo aderire a
pieno titolo, portando le nostre istanze e il nostro contributo,
troviamo veramente impossibile sostenere Piermarini". Il gruppo riconosce
tuttavia ai partiti del territorio (fatta eccezione per Allumiere) "il
merito di aver preso una posizione molto critica circa la decisione
imposta". T.C.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - LECCE - sezione: TARANTO - data: 2008-03-30 num: - pag: 8
categoria: REDAZIONALE Politica La giunta ristabilisce l'indennità piena Dopo 8
mesi di risparmi gli assessori comunali si ridanno lo stipendio Cervellera:
"In un fondo il 50 per cento" La delibera approvata il 6 marzo è passata
sotto silenzio. Non è stata messa neppure "on line" sul sito
dell'amministrazione TARANTO - Basta con le indennità dimezzate. Rieccole al
cento per cento e con gli arretrati da gennaio. Ecco cosa capita agli assessori
della giunta arcobaleno di Taranto e al sindaco. Battuti
dalla burocrazia, hanno
cancellato la delibera numero 1 dell'era Stefàno, quella che il 25 giugno 2007
stabiliva la rinuncia del sindaco ai suoi 6.073 euro lordi e il dimezzamento
dei 3200 euro per gli assessori, e hanno ripristinato le indennità intere.
L'hanno deciso il 6 marzo, ma fino a oggi questo provvedimento non è stato
messo on line perché l'opinione pubblica ne fosse informata. In questo caso
l'omaggio alla trasparenza e alla pubblicità degli atti amministrativi
costantemente invocata è venuto meno. Ora è demandato alla "personale
discrezionalità individuale l'utilizzo della quota di indennità a cui
rinunciano". In altre parole ogni assessore è libero di decidere come
impiegare la metà dello stipendio che percepirà per intero con gli arretrati da
gennaio. Se conferirlo in un eventuale fondo di solidarietà, oppure nel
capitolo di bilancio da creare ad hoc o se donarlo in beneficenza o, ancora, se
intervenire personalmente nelle tante situazioni di emergenza che ogni giorno
si presentano agli amministratori cittadini. "Siamo stati costretti a
farlo spiega il vice sindaco Alfredo Cervellera - dopo i rilievi dell'ufficio
Affari generali. Noi stiamo per varare il bilancio di previsione del 2008 e non
era ancora stato creato l'apposito capitolo di bilancio in cui far confluire la
metà delle nostre indennità e quella del sindaco. Anche per questa ragione il
provvedimento che ripristina l'indennità intera parte da gennaio. Ora siamo
orientati a istituire un fondo di solidarietà che accolga questi soldi per
fronteggiare questioni di carattere sociale". L'assessore al Bilancio,
Rossella Fischetti, spiega com'è nato il problema. "E' sorto perché noi
percepivamo direttamente la metà dello stipendio e l'altra metà confluiva nelle
casse comunali, ma non in un apposito capitolo di bilancio, quindi veniva
disperso senza avere una destinazione precisa. Ora percepiremo la somma per
intero e ognuno di noi ne destinerà la metà in un capitolo dedicato. Poi ognuno
è libero di fare le rinunce che vuole e la beneficenza che ritiene opportuna
". Lucio Pierri, assessore al risanamento della città vecchia, ha le idee
chiare. "Se ci sarà un fondo aderirò prontamente, diversamente lo
utilizzerò senza clamori per aiutare qualcuno, come sto già facendo".
Uguali progetti per l'assessore alla Cultura Angela Mignogna. "Se non ci
sarà il capitolo unico sosterrò le associazioni culturali in situazioni di
normalità oppure interverrò in qualche situazione di emarginazione. Sono così
frequenti nei nostri uffici che non c'è che l'imbarazzo della scelta ".
Cesare Bechis Il sindaco Ezio Stefàno, primo cittadino di Taranto. Ha
annunciato che devolverà in beneficenza la sua indennità.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il capolista alla
Camera nella sede di Gianni Ortis presenta il programma: "Il Friuli un
grande laboratorio" Spini: "Noi "socialisti uniti", con la
gente" Il partito socialista si presenta. Nella sede di Gianni Ortis ieri
il Ps ha accolto il capolista alla Camera Valdo Spini e ha presentato la sua
lista, che "è l'espressione della costituente socialista dove trovano
spazio candidature di provata esperienza ma anche tanti giovani e
giovanissimi" ha esordito Stefano Bulfone. "Ci presentiamo con un
simbolo unitario - ha proseguito Andrea Castiglione - cosa che non accadeva da
molti anni. A Udine i socialisti hanno sempre rappresentato una via concreta;
la nostra è una scelta che si sviluppa al di fuori dei due grandi poli e
abbiamo da subito appoggiato Ortis che ha portato avanti un progetto che si è
sviluppato nei quartieri e tra la gente, mentre gli altri candidati - ha
incalzato - sono stati proposti con un metodo sbagliato, ovvero scelti dalle
segreterie di partito".A questo punto ha preso la parola Valdo Spini:
"Noi combattiamo una battaglia elettorale difficile, ma siamo andati
avanti anche senza il sostegno del Pd e nonostante si sia cercato di soffocare
la campagna socialista". Spostando l'attenzione dai temi nazionali a
quelli della nostra regione Spini ha definito il Friuli un laboratorio
politico, economico e sociale e ha lanciato le sue tre S per rinnovare la
regione: semplificazione della burocrazia, sicurezza per i cittadini, sul lavoro e nelle relazioni e
solidarietà. Dopo aver citato il suo curriculum politico ha esortato i
presenti: "Se ce la facciamo a livello nazionale ce la fate anche voi, il
Friuli ha grandi tradizioni socialiste e democratiche e per ottenere un buon
risultato bisogna rivolgersi al nuovo elettorato e intercettare le nuove correnti
della società civile".Spini ha concluso poeticamente il suo
intervento citando, a modo suo, il poeta Pascoli: "C'è qualcosa di nuovo
oggi nel sole, anzi di antico: il partito socialista". "Il fatto che
il Ps abbia riconosciuto il nostro progetto è un grande merito - ha concluso
Ortis - portiamo avanti un programma fatto senza calcoli a differenza della
politica degli apparati che deve vincere prima di giocare".Lisa Zancaner.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
PARTITO SOCIALISTALe
tre "esse" di Spiniper lo sviluppo a Nordest"Semplificazione,
sicurezza, solidarietà": sono le tre ""S" socialiste per lo
sviluppo del Nordest" evidenziate ieri a Udine da Valdo Spini, capolista
alla Camera del Ps in Fvg. "Semplificazione - ha detto Spini - perché
bisogna prendere atto che il peso della burocrazia è diventato impossibile per le imprese e che bisogna fare
un'intesa Stato-Regioni-enti locali per alleggerirne il carico".
"Sicurezza dei cittadini in tema di ordine pubblico, e dei lavoratori sui
luoghi di lavoro. Ma anche - ha aggiunto - per la dotazione di infrastrutture
adeguate, sicurezza sulla presenza di condizioni adeguate per svolgere una
normale conduzione della vita sociale ed economica". Infine, Spini
ha citato la "solidarietà, per una società coesa, per lo sviluppo della
convivenza delle regioni infraeuropee e frontaliere, per una politica verso i
migranti capace di soddisfare le richieste del mondo del lavoro e della
produzione, facilitare l'integrazione e respingere l'illegalità e la
criminalità".
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo un primo
incontro Vaccari rilancia il dialogo e chiede un patto anche ai candidati Un
Patto per la provincia di Belluno. Lo lancia la Lega Nord alle forze politiche
bellunesi per rilanciare i temi del federalismo e dell'autonomia. Un foglio
bianco sul quale i segretari dei partiti e i candidati alle prossime elezioni
possano scrivere, senza simboli o bandiere, le loro proposte alla ricerca di un
denominatore comune sulla quota di federalismo da portare a casa dal governo
centrale. "Qualche mese fa - ricorda il segretario provinciale della Lega
Gianvittore Vaccari - ci eravamo trovati in una saletta del Centro diocesano di
Belluno per dare una risposta all'appello dell'Associazione Bellunesi nel
mondo, preoccupata delle mancate risposte della politica alle mire
secessionistiche dei Comuni bellunesi. Da allora c'è stato un vuoto pneumatico
assoluto e nessuno si è più impegnato per dare soluzione a questi problemi. E
allora rilanciamo la proposta a tutti gli schieramenti politici di ritrovarci
assieme per riprendere il discorso lasciato interrotto allora".Vaccari
offre una data per l'abboccamento: venerdì prossimo 4 aprile alle 12.30, sempre
al Centro diocesano. "E' ora di scoprire le carte, in termini pokeristici
andare al "vedo" per capire le reali intenzioni dei partiti sulla
partita del federalismo". Una sorta di chiamata alle armi per trovare le
strategie capaci di provocare risposte concrete dal prossimo governo. "Ai
segretari dei partiti locali porremmo una domanda semplice - afferma il consigliere
regionale leghista Giampaolo Bottacin - da portare nelle rispettive sedi
nazionali: volete un federalismo fiscale opposto a quello che c'è oggi in
Italia, nel quale è Roma a decidere quanto trasferire alla periferia? Con il
sistema odierno il Veneto riceve dallo Stato 2246 euro, la Calabria 3909. La
nostra intenzione è invece pressare il governo ad un'inversione di marcia,
arrivando a fare ciò che l'Svp ha fatto con il governo Prodi per l'Alto Adige.
Un blocco territoriale che potrà essere realizzato solo se tutte le forze
politiche saranno unite. Basta, insomma, con provvedimenti spot. Chiediamo di
avere per il Veneto e per Belluno almeno pari risorse delle altre regioni a
statuto ordinario".Lo chiede la gente, affermano i leghisti. "A
parole tutti sono diventati federalisti come la Lega - interviene Franco Gidoni
- tutti parlano di sicurezza, meno tasse e meno burocrazia. Ma riusciremo davvero a
creare un tavolo da portare avanti nel tempo per portare a casa provvedimenti
legislativi a favore della provincia di Belluno? In altre parti d'Italia lo
fanno, portando a casa cospicui finanziamenti". Ma gli altri risponderanno
all'appello? "Non ne sono troppo convinto - dice Bottacin - ma
voglio crederci ancora. Perchè senza la riforma dello stato non si riuscirà a
fare nulla di concreto".Maurizio Dorigo.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
RUBANO Partito democratico
e Popolo della libertà in strada con i gazebo e con i rappresentanti politici
locali Siparietti elettorali al mercato Bettio, Gottardo e Cavinato nel primo.
Tarquini, Carraro, Ascierto nel secondo RubanoCampagna elettorale nel vivo
anche a Rubano, durante il mercato di ieri mattina, a Sarmeola. Le due
postazioni, quella del Partito Democratico e quella del Popolo delle Libertà,
sufficientemente avvicinate dai cittadini, hanno dispiegato i loro
rappresentanti locali. La prima ha visto la presenza dell'ex-sindaco Leonildo
Bettio, del sindaco Ottorino Gottardo, dell'assessore Giovanni Cavinato e di
alcuni attivisti di vecchia data. Nella seconda, di cui era responsabile Orazio
Raffaello, s'è notata la presenza di Luigi Tarquini, di Vanni Carraro, di Cesare
Bettio e di altri attivisti, ma soprattutto dell'onorevole Filippo Ascierto di
AN, che, dopo aver ricevuto alcune domande dai cittadini presenti al mercato,
ha dato risposte a microfono aperto. Tranquillo il suo intervento, preceduto
dall'inno "Fratelli d'Italia" anche se dalle prime parole, vicino al
gazebo, sono accorsi un vigile urbano e un carabiniere. Curioso un battibecco,
a distanza, tra un cittadino e l'onorevole Ascierto. "Dovete tagliarvi gli
stipendi da parlamentari!", "Berlusconi ne aveva già proposta la
decurtazione al 10\%" ha detto Ascierto. E l'altro: "Deve
dimezzarlo!" E l'onorevole, ironizzando: "Posso anche rifiutare
l'intero stipendio e continuare a lavorare. Invece tanta
altra gente deve per forza continuare a richiederlo per foraggiare la burocrazia".Poi Ascierto ha
invitato a non comprare articoli cinesi, perché questi sfruttano anche i
bambini e non pagano le tasse. In tema di sicurezza ha proposto un giro di vite
per i clandestini, invocando pene severe per i trasgressori delle leggi, specie
per strupratori e omicidi. "I criminali, i pedofili devono pagare
col lavoro il loro debito con la giustizia. In Campania propongo vengano
utilizzati pr eliminare i cumuli di immondizie, riservando i soldati italiani a
impiegi più nobili". Ha poi proposto di dare le case prima alle giovani
coppie in difficoltà, piuttosto che agli extracomunitari e inoltre ha risposto
su domande aventi a tema la famiglia, le pensioni e il lavoro.Alfredo Pescante.
( da "Provincia di Como, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grandate La
minoranza sollecita interventi di recupero. La Luraschi rimanda alla scadenza
del mandato Lavatoi da rifare. Il sindaco: "Le lavandaie non ci sono
più" GRANDATE Anche il lavatoio comunale è motivo di scontro a Grandate.
Ad aprire il fuoco il capogruppo consiliare della Lega Nord Umberto Cairoli
che, con una interrogazione urgente, scritta, indirizzata al sindaco Monica
Luraschi ha denunciato lo stato di abbandono del lavatoio comunale nelle
centralissime vie Foscolo-Manzoni con situazioni igieniche-ambientali da far
rabbrividire. "Dopo aver visitato il lavatoio ho constatato che versa in
uno stato a dire poco pietoso per non dire squallido e sempre aperto a
situazioni e gente non civili e irriguardose della legge - ha dichiarato il
leghista Cairoli -. Ricordo che in quel lavatoio pubblico le nostre nonne e
mamme si recavano con sapone e ceste per lavare tutto quanto tra una canzone e
l'altra. E questo per i fabbisogni di gran parte delle famiglie grandatesi che
sino ad una trentina di anni fa non potevano certo permettersi il lusso di
avere una lavatrice. Spiace aver verificato che oggi quel lavatoio che versa in
uno stato di abbandono, è praticamente una latrina a cielo aperto con
fuoriuscita e dispersione di abbondante acqua. È allagato persino il confinante
deposito degli attrezzi della pro loco ricavato nel 1981 dividendo in due il
lavatoio stesso - termina Umberto Cairoli -. La Lega Nord chiede urgenti
interventi per rimediare a quello scempio tenuto conto che in altre realtà del
Comasco il lavatoio pubblico è stato persino ristrutturato e protetto come bene
dedicato alle nostre tradizioni più care". In più sulla facciata
d'ingresso è comparsa la scritta: "No ai Naziskin". "Concordo
perfettamente sull'importanza che il lavatoio comunale riveste nella nostra
tradizione culturale e nostalgica, ma il lavatoio oggi non è più usato per lo
scopo per il quale è stato costruito. Non ci sono più lavandaie - ha spiegato
il sindaco Monica Luraschi -. Ciò non toglie che va comunque preservato e
riconvertito anche se l'ipotesi di ristrutturazione va affrontata dopo la
scadenza del mandato. Farò fare un sopralluogo all'ufficio tecnico". "La risposta ottenuta è puerile, sterile e deludente e si
commenta da sola - ha replicato il capogruppo leghista -. Prima che i tempi
della burocrazia facciano
il loro corso prevedo il ritorno delle lavandaie, che alla prossime elezioni
sapranno bene per chi votare". D. Lu. 30/03/2008.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Daniele Croce
"Più fatti e meno parole" è questa la valutazione e conclusione che
mi hanno indotto ad accettare la candidatura alla carica di Consigliere
comunale nella lista del Partito Socialista in appoggio al sindaco Molteni, con
la convinzione che: in una elezione amministrativa debbano trovare maggiore
considerazione e spazio le singole persone rispetto ai blocchi precostituiti e
contrapposti Daniele Croce "Più fatti e meno parole" è questa la
valutazione e conclusione che mi hanno indotto ad accettare la candidatura alla
carica di Consigliere comunale nella lista del Partito Socialista in appoggio
al sindaco Molteni, con la convinzione che: in una elezione amministrativa
debbano trovare maggiore considerazione e spazio le singole persone rispetto ai
blocchi precostituiti e contrapposti. Il progressivo degrado della nostra
realtà capoluogo di provincia, l'incapacità e litigiosità recentemente
dimostrata da parte di chi era stato eletto e preposto all'amministrazione
della nostra città sono a tutti note, necessita ora una presa di coscienza del difficile
e delicato momento che stiamo attraversando, ma nel contempo non possiamo
disinteressarci del futuro della nostra città. Non possiamo permetterci di
relegare Sondrio al ruolo di cenerentola, dobbiamo insieme direttamente o
indirettamente contribuire al suo rilancio, (sotto tutti i punti di vista)
rendendola più vivibile, più aperta, più accogliente affinché recuperi la sua
funzione propulsiva e propositiva quale volano dell'economia di tutta la valle;
Sondrio, infatti, non può e non deve svolgere la sola
funzione di città dei servizi e della burocrazia (che si popola il mattino e si svuota alle cinque della sera)
perché verrebbe meno alla sua vocazione e tradizione di città alpina - da tutti
riconosciuta, ma scarsamente incentivata - per trasformarla in realtà.
L'esperienza maturata in altri contesti amministrativi, in quelli sociali e
lavorativi, mi induce ad invitarti a riflettere, e nel caso lo riteneste
opportuno ad accordarmi la vostra fiducia. Daniele Antonio Croce (Partito
Socialista) Loredana Gianatti Mi chiamo Loredana Gianatti, sono nata a
Chiavenna il 13 giugno 1969. Lavoro come impiegata in un Comune alle porte di
Sondrio e mi occupo di Affari Generali, Servizi Sociali e Diritto allo Studio.
Risiedo a Sondrio e mi è stata offerta l'opportunità di candidarmi a
Consigliere Comunale nella lista del Partito Democratico a sostegno di Alcide
Molteni Sindaco. L'ho colta con curiosità, passione ed entusiasmo, felice di
poter DARE e FARE qualcosa per la città. Città che dovrebbe tornare ad essere il
centro della provincia e che in questi anni ha perso "luce"?.. Questo
visto con gli occhi sensibili di una donna, donna che è cittadina di Sondrio,
che è madre, che lavora e che vive ogni giorno e purtroppo si scontra con le
diverse problematiche legate all'ambiente, alla scuola, all'adolescenza, al
lavoro, alle poche offerte culturali, alle limitate attrattative per i giovani,
alla poca e insufficiente attenzione rivolta agli anziani, alle persone in
difficoltà e diversamente abili. Sondrio deve tornare ad essere la NOSTRA
CITTA' e i cittadini devono riappropriarsi della loro identità di sondriesi?.
diventando attivi collaboratori nella vita amministrativa e sociale. Maggiore
attenzione alla "persona" nella sua totalità: un bambino che nasce a
Sondrio deve crescere avendo l'opportunità di studiare, lavorare, crearsi una
famiglia, vivere felicemente, da residente dinamico e partecipativo ed
invecchiare con serenità?.. non sentendosi mai solo, consapevole e orgoglioso
della propria identità cittadina. Sondrio Pulita, Vivace, Attiva, Operosa,
Culturalmente adeguata, Sensibile, Responsabile e Vicina ai suoi cittadini,
Produttiva, Moderna e nello stesso tempo Saldata alle proprie origini storiche
e culturali, Orgogliosa della propria natura e Ospitale?. Questa è la città che
vorrei. Questo è il mio impegno amministrativo ed è per questo che ho scelto di
sostenere Alcide Sindaco con il PD. Loredana Gianatti (Partito democratico)
Manuel Mainetti "Non ci interessa ricercare i colpevoli di ieri e di oggi
e non intendiamo processare nessuno. Ciò che a noi interessa è non essere
complici di errori irreversibili i cui costi rischiano di essere pagati
esclusivamente dai cittadini più deboli. 1) Promuovere "dog park"
aree verdi recintate per i nostri amici a quattro zampe. Come già realizzate a
Milano e area cimiteriale per gli stessi. 2) Costruire nuove case popolari e
alloggi con affitti accessibili per le nuove famiglie. Incentivi per le nascite
e sostegni alle famiglie con disabili a carico in situazioni di disagio socio-economico.
3) Pensare concretamente ad un mercato coperto, fisso e giornaliero per la
vendita diretta coltivatore- acquirente e installare distributori "milk
slot machine" (latte fresco). Altresì pensare alla prevenzione e degrado
cittadino con l'ausilio di agenti di Polizia Locale in vari quartieri della
città. 4) La spesa alimentare per le famiglie è sempre più cara e pesante. Il
nostro progetto è riuscire a firmare un accordo tra Comune e camera di
commercio affinchè, come già avviene in alcuni esercizi nel Comune di Milano,
si possa effettuare, coinvolgendo i commercianti, la vendita di prodotti
alimentari basilari quali latte, pane, frutta e verdura nella terza settimana
mensile ad un terzo del costo di vendita normale, affinché si alleggerisca il caro
vita alle famiglie in special modo quella a monoreddito con figli a carico e ai
pensionati. Manuel Matteo Mainetti (La Destra) 30/03/2008.
( da "Azione, L'" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'AZIONE - Articoli
- Immigrati e voto IMMIGRATI E VOTO Franco Lorenzon In un periodo nel quale
siamo chiamati ad eleggere il nuovo parlamento italiano - oltre ad alcune
amministrazioni locali tra cui il Comune di Treviso - crediamo sia utile
accendere i riflettori anche sul modo e sulle forme con cui coinvolgere gli
immigrati nella partecipazione all'amministrazione e al governo di un Paese per
il quale contribuiscono con un significativo 8,8% del Pil, cioè qualcosa di
abbondantemente superiore al finanziamento dell'intero servizio sanitario
nazionale. La cosa appare quanto mai significativa se pensiamo che a votare
sono chiamati anche molti italiani che risiedono all'estero, magari da decine
di anni, e che - come "l'argentino" senatore uscente Pallaro - sono
risultati decisivi per assicurare la fiducia all'ultimo Governo. Per collocare
il problema nella sua giusta dimensione, vogliamo ricordare che il processo di
coinvolgimento di uno straniero nel nostro Paese avviene con la seguente
gradualità: a) permesso di soggiorno, che va rinnovato con scadenze al massimo
biennali (a Treviso per il semplice rinnovo si arriva anche ad un'attesa di due
anni?); b) carta di soggiorno, che consente di rimanere in Italia a tempo
indefinito, ma i cui dati vanno confermati o aggiornati ogni cinque anni (anche
qui servono fino a due anni di attesa); c) cittadinanza, che si ottiene - a
richiesta - dopo 10 anni di effettiva residenza in Italia (con attese che
arrivano normalmente a 3-4 anni). Con la cittadinanza si può anche ottenere il
diritto di voto, che tuttavia non sembra essere in cima ai desideri degli
immigrati, non tanto perché non abbiano interesse ad ottenerlo, quanto perché
altre per loro sono oggi le priorità. La prima di queste è di poter rimanere in
Italia senza la continua "corsa ad ostacoli" del rinnovo delle
autorizzazioni sopra richiamate. Per gli immigrati il
desiderio di diventare cittadini italian i coincide oggi con il superamento di
ogni ostile burocrazia che
disconosce il loro quotidiano lavoro nel nostro Paese, potendo superare così
anche le discriminazioni di cui sono spesso oggetto (specie sul versante dei
diritti sociali) e programmare il proprio futuro con qualche ragionevole
certezza. Il voto sarebbe quindi solo l'ultimo gradino di un percorso di
integrazione che è già iniziato con la partecipazione ad alcune consulte
comunali e a quella regionale, e potrebbe proseguire con la partecipazione alle
elezioni amministrative. In questo modo la condivisione diventa partecipazione
attiva alla definizione di leggi, regole, valori, comportamenti, eccetera, e la
costruzione di una società coesa risponde alla giusta preoccupazione di molti
cittadini italiani di dare un'adeguata risposta alla questione della sicurezza.
Perché a questa si risponde più con l'integrazione che con la repressione.
Segretario generale Cisl Treviso.
( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Manca
il certificato di morte dell'ucraina I familiari bloccati dalla burocrazia ANCONA -
Continua con risvolti da intrigo internazionale il dramma nel dramma seguito
alla morte di Irina Nariznha, quello che riguarda le sorti della figlia di otto
anni, avuta da un ex compagno nigeriano, rimasta orfana di madre e con il padre
in Nigeria. La
bambina per ora è stata affidata alla famiglia del nuovo compagno italiano di
Irina, Marco Bravi, residente a Treia, ed è seguita dai Servizi sociali, ma il
suo futuro è ancora incerto. Il padre naturale, del quale porta il cognome, in
passato aveva lavorato come saldatore a Macerata. Tornato in patria, non era
più stato riammesso in Italia, secondo il suo legale, l'avvocato maceratese
Graziano Pambianchi, per problemi legati ai documenti. All'inizio di marzo
l'uomo aveva presentato al consolato italiano a Lagos una nuova istanza di
ricongiungimento familiare con la figlia. La morte, una settimana fa, della
madre della bimba "rende ancora più urgente il rientro dell'uomo in
Italia, magari con un permesso speciale per motivi umanitari", sostiene il
suo difensore, che sta cercando di integrare l'istanza al consolato con altra
documentazione che attesti il decesso della compagna. Ma tutto è ancora
bloccato da un ostacolo burocratico, rappresentato dall'impossibilità di
ottenere un certificato che attesti la morte di Irina Nariznha, da inviare a
Lagos. "Il Comune di Ancona sostiene di aver bisogno di un nulla osta
della procura - spiega Pambianchi -, così io ho chiesto ai magistrati di
autorizzare il rilascio del certificato. Ma sinceramente faccio difficoltà a
capire il motivo per il quale serve il nulla osta della procura per rilasciare
un certificato di morte, l'atto che documenta un fatto oggettivo e neutro come
il decesso di una persona". L'avvocato Pambianchi fa sapere che in vista
dell'autopsia di martedì, il suo assistito, parte offesa come anche come
genitore della bambina, non nominerà un proprio consulente. "Abbiamo
totuale fiducia nei consulenti scelti dalla procura". Intanto anche i
genitori ucraini di Irina, intenzionati a rientrare in Italia per prendersi
cura della nipotina, hanno le stesse difficoltà legate all'assenza del
certificato di morte richiesto per entrare in Italia.
( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prg bocciato, il
guaio e' la strada COME IL BIG BEN dell'indimenticato "Portobello"
versione Tortora, anche stavolta "la Provincia ha detto stop!" Lo ha
detto, nel caso ci fosse bisogno ricordarlo, sul Prg, vexata questio del Latini
bis'. Quindi si sistemino tranquillamente in sala di attesa i quindicimila
abitanti in più che dovrebbero accomodarsi ad Osimo nei prossimi anni; prendano
il numerino e aspettino il proprio turno con pazienza, molta pazienza. Anzi,
già che ci siamo cominciamo a cassarne una metà abbondante, perché pare che in
più di trentaseimila, nella metropoli senza testa né coda, non ci si entri
proprio. Ma quello che più ci preoccupa è che così non si sblocca la famosa
variante di bordo, che ormai con l'ospedale, è la cosa' da risolvere nella
maniera più rapida e definitiva possibile. Anzi, credo che come al solito, il
progetto sia già obsoleto o quasi. Mi spiego: per come vanno le cose da noi, un
progetto avveniristico al momento della presentazione, dopo
decenni di burocrazia,
rischia di essere superato al momento della sua realizzazione. Quindi per
favore, se variante dovrà essere, pensatela come se la doveste realizzare tra
dieci anni, perché altrimenti oltre al danno dell'attesa, si rischierebbe la
beffa di un'opera affetta sin dalla nascita, da senilità infantile. Il
serpentone d'asfalto, insomma, si mangia la coda e la questione si aggroviglia
in una serie di spirali che, tra cause ed effetti, rischiano di compromettere
definitivamente la già asfittica vivibilità e viabilità osimana. Sì, perché la
Provincia dice che la strada passa troppo vicino all'abitato e questo non è
ecologicamente sostenibile. Ade' te lo digo io cosa devi sostene'. Ma perché,
cu'c'è de sostenibile ade' nte le ore de punta ? Perché nte la situaziò
attuale, le maghine, i camii, j'apetti e i modorì ndo passa, sulla Luna?
Ndadelo a chiede a qu'la pora Gironda. Ma nu' l'avede vista com'è ridotta dobo
solo un par d'anni che sta lì. Me pare na vecchia ! Tutta rrugginida, piena de
brugioli ! C'ha n' intossicazio' da ossido de carbonio che me preoccupa!?
Stavolta me tocca a da' ragio' all'Amministrazio'. I quadrì nun c'è, il
problema invece scì! Quindi va risolto sa j'oneri de urbanizzazio': punto!
Questa è la faccenna. Comunque speriamo che tutti usino il senno per garantire
una rapida soluzione dei problemi . Intanto volevo aggiungere che Osimo nostra,
nonostante le questioni sopra riportate, rimane scrigno di gioielli preziosi ed
unici. Uno non ci fa più caso, ma dentro queste antiche c'è robba grossa ed
unica. Novella Cornelia, la città mette in mostra i suoi gioielli in maniera
intelligente e produttiva e quando questo succede, serenamente, pacatamente, va
dato atto della cosa! Mi riferisco in particolare a due questioni che mi hanno
fatto riscoprire l'orgoglio dell'osimanità. Che dire infatti dell'ipogeo, le
grotte, così sapientemente portate alla visibilità dei turisti, con successi di
pubblico degni dei più famosi siti archeologici italiani? Ottimo lavoro, quando
va detto, va detto! E che meraviglia il Teatrino Campana, che accoglie una
preziosissima e ben organizzata rassegna jazz! Vi siete persi il concerto di
Gianni Basso. Peggio per voi! Momento di vera cultura internazionale cui ne
seguiranno presto altri, datemi retta, da non mancare. La sorpresa? Nel tutto
esaurito della serata tanti osimani a dire :"Che bello il Teatrino! Sai
che non c'ero mai stato ?" Male! Ma siccome appartengo alla generazione
cresciuta a pane e Alberto Manzi, dico che non è mai troppo tardi' e
complimenti a chi ha avuto l'idea di mettere il biglietto a soli cinque euro:
così si fa cultura in maniera intelligente. Adesso vi do i compiti: chi non è
mai stato al Museo Civico provveda immediatamente a colmare la lacuna, e così
sia con tutte le altre bellezze nostrane che trasudano tradizione e cultura da
ogni mattone. Perché come dice il Poeta: "Fatti non foste a viver come
bruti ". CADEPIAZZA@CORRIEREADRIATICO.IT,.
( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
JESI - Nino Zannoni,
non ce la fa più neanche lei a far sorridere gli jesini? "C'è poco da
sorridere". S'arrende lei commerciante storico, interprete teatrale di
Lello Longhi, divertente vignettista e leader nella satira politica? "E'
che da un po' di anni che le cose non vanno proprio nel modo giusto". Ma
lei è vicino al Palazzo. "Proprio il Palazzo di Belcecchi mi ha
deluso". Tiri fuori il rospo. "Un canestro di rospi. Sono jesino doc
nato nel centro storico dove ci lavoro pure, lo sto vedendo morire". In
che senso? "Non c'è più niente di vivo, di vero, quando chiuderemo noi
commercianti vicini alla pensione, sarà deserto". Colpa del Comune?
"In gran parte, Belcecchi con assessori, city manager e consulenti, fa
nulla per il centro storico". Non è vero Nino, ha tolto tutti i permessi
per entrare con le auto in centro. "Mi fanno ridere, non pensano al danno
che fanno. A Palazzo sono tutti o quasi impiegati statali, noi mandiamo avanti
la baracca". Ma li hanno tolti anche al sindaco e agli assessori, oltre ai
medici e ai giornalisti. "Io sono un vecchio socialista, ma questi
atteggiamenti da Soviet stantio non li sopporto, fanno scena e aggravano i
problemi veri". Il centro storico muore e i centri commerciali crescono
come funghi. "Semplice, fanno chiudere i negozi del centro per mandare la
gente negli ipermercati". Tranne i mercoledì e sabati giorni di mercato.
"No, giorni di passeggio, senta i bancarellari". La gente non arriva
più a fine mese. "Non arriva a metà mese". Cosa fare per il centro
storico? "Rivitalizzarlo, iniziando dai parcheggi a
basso costo e impianti di risalita, poi eliminare o ridurre la burocrazia liberando le
iniziative". Basta questo Nino? "Occorre un ricambio politico in Comune,
altrimenti Jesi diventa L'Avana". Ma via, l'arte, la cultura. "Quella
dei broccoli, una volta li vendevano vicino all'Arco, adesso in Comune".
Lei quale Jesi vorrebbe? "Quella bella, piena di vita, sorridente e
sagace. Come la descriveva Lello Longhi nei suoi capolavori".
( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
Argomento centrale
la biodiversitàcome caratteristicavincentedel territorioe delle produzioni
Esperti a confronto sul tema dello sviluppo sostenibile delle aree interne e
montane La competitività in agricoltura Le critiche degli
operatori contro gli ostacoli della burocrazia Macerata Feltria Il convegno dalle tre P: passionale,
partecipato e polemico. Passionale perché ci sono stati interventi carichi di
passione, partecipato perché l'ampio salone era gremito e polemico perché
agricoltori e rappresentati di categoria hanno criticato l'onda sempre più
lunga della burocrazia
italiana. Così si è svolto il 26 convegno Agricoltura Montefeltro dal
titolo "Competitività e tutela del territorio per uno sviluppo sostenibile
delle aree interne". Il convegno è stato organizzato dal Comune di
Macerata Feltria in collaborazione con la Comunità Montana del Montefeltro e
con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino e
dell'Ordine dei Veterinari. Dopo i saluti-apertura dei lavori, con un piccolo
excursus delle 25 precedenti edizioni, del Sindaco del Comune di Macerata
Feltria, Silvano Severini ha fatto seguito gli interventi del Presidente della
Provincia - Sen. Palmiro Ucchielli e del Presidente della Comunità Montana del
Montefeltro - Michele Maiani. Con l'intervento del dirigente regionale delle
politiche agricole Lorenzo Bisogni "Dallo sviluppo rurale una nuova
opportunità di crescita delle aree interne. P.S.R. (Piano Sostenibile Rurale)
2007-2013: Operatività dei bandi" il convegno è entrato nel vivo. Il
dirigente regionale Bisogni ha presentato il Piano S.R. delle Marche, l'ultimo
risaliva nel 2004, nei suoi aspetti più intrinseci e che dovrebbe partire
proprio in questi giorni. Adelchi Vaccaro, direttore del servizio Igiene
allevamenti dell'Asur n. 2 di Urbino, con l'aiuto di un filmato ha trattato il
tema "Allevamento suino allo stato brado per la valorizzazione delle aree
marginali". Presente al convegno anche l'onorevole Massimo Vannucci e i
consigliere regionale Mirco Ricci. Vannucci già sindaco di Macerata Feltria ha
messo in risalto la valenza, per il territorio, di questi convegni ma
soprattutto il sistema agricolo in uso che si distingue nella differenziazione
e questo significa biodiversità con tutto l'importanza che sta rivestendo per
la nostra sopravvivenza. Ha fatto seguito gli interventi di funzionari di
categoria degli agricoltori (Coldiretti-Bastianelli, Confederazione Italiana
Agricoltori-Baldacci, Copagri-Azzolini) e alcuni agricoltori (Busetto e Galli).
Alcuni hanno contestato in maniera accesa i tempi estremamente lunghi per colpa
di un inspiegabile quanto superflua burocrazia.
L'agricoltore è costretto a procurarsi 18 documenti solamente per fare una
richiesta Uma (Utenze Macchine Agricole). La conclusione e il resoconto finale
al vicepresidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giovanni Rondina e
all'assessore della Regione Marche Gianluca Carrabs che entrambi hanno
sostenuto di potenziare, anche se in maniera diversa, le strutture delle aree
interne anche per un più giusto e più opportuno equilibrio. GABRIELE SANTI,.
( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MACERATA - "Per
noi ortodossi è fondamentale che la sepoltura avvenga entro nove giorni dalla
morte". L'appello di Larissa Kalakutina, una delle migliori amiche di
Irina (foto), è caduto nel vuoto. L'autopsia è stata fissata per martedì e
prima di allora non verrà dato il nulla osta per il funerale. Ma a Macerata le
amiche della giovane ucraina vogliono comunque salutarla indipendentemente dai
fatidici nove giorni. E oggi pomeriggio, a casa di Larissa, in via Severini,
amici e conoscenti di religione ortodossa si riuniranno per pregare in memoria
di Irina e mangiare insieme, come prevede la tradizione, ricordando la figura
della giovane mamma. I suoi familiari non possono ancora
venire in Italia a causa della burocrazia. "Ieri ho parlato con Marina, la sorella di Irina -
racconta Larissa, che sta seguendo il caso insieme alla sua amica Oxsana -.
Purtroppo non può venire perchè l'ambasciata non concede il visto per mancanza
del certificato di morte. I funzionari, tramite Internet, sono venuti a
conoscenza della tragedia. Ma non è sufficiente". D.FER.,.
( da "Corriere Adriatico" del 30-03-2008)
Argomenti: Burocrazia
MACERATA - La figlia
di Irina, di 8 anni, per ora è stata affidata alla famiglia del nuovo compagno
italiano della donna, Marco Bravi, residente a Treia, ed è seguita dai Servizi
sociali, ma il suo futuro è ancora incerto. Il padre naturale in passato aveva
lavorato come saldatore a Macerata. Tornato in patria, non era più stato
riammesso in Italia, secondo il suo legale Graziano Pambianchi, per problemi
legati ai documenti. All'inizio di marzo l'uomo aveva presentato al consolato
italiano a Lagos una nuova istanza di ricongiungimento familiare con la figlia.
La morte, una settimana fa, della madre della bimba "rende ancora più
urgente il rientro dell'uomo in Italia, magari con un permesso speciale per
motivi umanitari", sostiene il suo difensore, che aggiunge: "il
Comune di Ancona sostiene di aver bisogno di un nulla osta della procura , così
io ho chiesto ai magistrati di autorizzare il rilascio del certificato".