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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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TUTTI I DOSSIER


Report "Scuola" 6 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Ecco la fase due del progetto: dare i voti ai servizi sociali ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'AGENDA Ecco la fase due del progetto: dare i voti ai servizi sociali Dopo le 'pagelle' ai Comuni per la fiscalità locale, la Cgil ha avviato un progetto per misurare quantità e qualità dei servizi offerti dagli enti locali. La prima tappa del piano prevede un confronto tra i Comuni capoluogo in Lombardia.

Sovrintendenza caos, Vidoni forse lascia ( da "Alto Adige" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: andando allo scontro con il ministro Mariastella Gelmini. «Questa è la mia linea e non cambia», spiega Tommasini. Questo piano cozza contro la palese indisponibilità del presidente Luis Durnwalder a creare una frattura con Roma. Tommasini da settimane insiste e tornerà alla carica la settimana prossima.

Gli altri candidati ( da "Alto Adige" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli altri candidati Annamaria Corradi, Laura Canal, Tullio Lott (nelle foto da sinistra), Maria Rita Chiaramonte sono i dirigenti scolastici indicati dal ministro Gelmini che possono entrare in gioco per la nomina a Sovrintendente come alternativa a Eccli.

Il federalismo impossibile ( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della ministra Gelmini Vai fino a Besena Brianza al comizio di sua Eccellenza la ministra Gelmini per ascoltare una delle sue illuminanti perle di saggezza e, invece, le escono di bocca ben quattro pirla. Proprio così (cfr 2 giugno u.s.). La Maria Stella nazionale, riferendosi ad alcuni operatori della scuola che esponevano civilmente dei cartelli,

Pdl alla prova gradimento, il Pd si gioca tutto ( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le riforme scolastica e universitaria del ministro Maria Stella Gelmini davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi l'anno. Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Altero Matteoli,

rettore, difendici da brunetta ( da "Mattino di Padova, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Magnifico ha preso le loro difese anche davanti al ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini: «L'Ateneo è sceso in piazza contro la sua riforma dell'Università». E Milanesi, adesso, li aspetta al Bo il 16 giugno, per un faccia a faccia.

a settembre tutti a lezione nelle aule ( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini che taglia 330 posti di lavoro negli istituti scolastici in provincia dell'Aquila è stata avanzata l'altro ieri al governo nazionale dai consiglieri regionali Giuseppe Di Pangrazio (Pd) e Antonio del Corvo (Pdl). «L'Aquila» ha commentato Di Pangrazio «in questo momento di incertezza ha bisogno di qualche punto fermo in più per questo miriamo a mantenere intatta l'

rifiuti, le pagelle dei comuni ( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Record a Fara, in coda Atessa. Si conclude il mandato del presidente La Morgia Rifiuti, le pagelle dei Comuni Il consorzio ha assegnato i "premi" per la differenziata LANCIANO. Sono state pubblicate ieri, dal direttivo del consorzio smaltimento rifiuti, le percentuali delle premialità 2008 per i 53 comuni.

riforma atenei rischio gattopardo ( da "Mattino di Padova, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del disegno di legge del ministro Gelmini, dalla cui realizzazione dipende in ogni caso la buona riuscita di ogni altro processo riformatore. Bisogna superare l'anomalia tutta italiana di un sistema universitario in cui agli Atenei è riconosciuta la necessaria autonomia, ma nel quale non esiste alcun organismo preposto alla valutazione dei risultati di ciascuno di questi Atenei.

QUALI sono le intenzioni dell'attuale governo in tema di finanziamenti per l... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: soprattutto alla luce di quanto prospettato dalla riforma Gelmini. Va ricordato che l'articolo 7 bis della legge n. 169 del 30 ottobre 2008 prevede la revoca delle assegnazioni non utilizzate e la riassegnazione "per l'attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche, finalizzate alla mitigazione del rischio sismico.

Il Popolo della Libertà raggiungerà o no il 40 per cento dei voti che lo riporterebbe ai f... ( da "Gazzettino, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le riforme scolastica e universitaria della Gelmini davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno. Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Matteoli,

Gli effetti della riforma ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la riforma Gelmini questi corsi spariranno. Al loro posto sono previsti due nuovi indirizzi: "Turismo", e "Amministrativo, finanza e marketing"; quest'ultimo è quello che probabilmente si avvicina di più al percorso del vecchio ragioniere, poi diventato corso Igea.

scuola, insegnanti in piazza - gianluca corsi ( da "Nuova Sardegna, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insegnanti in piazza Protesta nelle strade contro i tagli del decreto Gelmini GIANLUCA CORSI NUORO. C'era anche una delegazione proveniente da Austis, il paese diventato un simbolo nella lotta in difesa della scuola pubblica, al corteo organizzato ieri sera dalla Gilda insegnanti di Nuoro. A portare striscioni dai titoli eloquenti, "Austis per il diritto alla scuola".

Tagli alla scuola Il Tar del Lazio dà torto alla Gelmini ( da "Unita, L'" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola Il Tar del Lazio dà torto alla Gelmini «Avevamo ragione: i provvedimenti della Gelmini non sono applicabili». Così l'avvocato fiorentino Corrado Mauceri commenta l'esito dell'udienza che si è tenuta al Tar del Lazio sui ricorsi presentati dal Comune di Fiesole e dall'associazione «Scuola della Repubblica» contro i provvedimenti del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.

Giulio Pica Dovremmo svegliarci Come si fa a non condividere le parole di Franceschini, quand... ( da "Unita, L'" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Recentemente la Gelmini ha definito "pirla" chi la contestava: se in trentacinque anni di servizio non mi era mai successo quanto descritto sopra, però "pirla" non siamo noi. Piero Ridolfi Ci sono anch'io! Sono di Ravenna, sono nato il 10 giugno 1945, non sono ancora in pensione e sono disoccupato.

IL VOTO DI OGGI e domani si annuncia decisivo per le sorti ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: le riforme scolastica e universitaria della Gelmini davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno. Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Matteoli,

GIUGNO TEMPO di esami, e non solo per chi va a scuola. Ad attendere la loro pagella di... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ad attendere la loro pagella di... GIUGNO TEMPO di esami, e non solo per chi va a scuola. Ad attendere la loro pagella di fine anno ci sono anche i dirigenti del Comune di Carpi ai quali periodicamente l'amministrazione dà i voti e concede dei premi produzione' in relazione al raggiungimento degli obiettivi stabiliti all'inizio dell'anno.

Bossi vota Molgora: È l'uomo dell'economia ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento alla sede del Pdl, oggi è innegabilmente cambiato e abbraccia nuove classi sociali. «La sinistra - aveva detto prima Giorgetti - non parla più alla gente comune. Noi facciamo politica in mezzo alla gente. E la Lega è il partito che sa dare ai cittadini le risposte che cercano».

Pdl, scelta per il buon governo ( da "Giornale di Brescia" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Formigoni e la Gelmini: «Siamo una squadra coesa» Il ministro Mariastella Gelmini, il presidente Roberto Formigoni, l'on. Viviana Beccalossi: uniti nel rivendicare la centralità del Pdl (foto Eden) «Pdl, una squadra coesa che condivide i valori di una politica fatta di azioni concrete di buon governo al servizio del cittadino e della società»

AL CIVILE Gli orari delle visite pediatriche nMercoledì 27 maggio av... ( da "Giornale di Brescia" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ssa Gelmini Mariastella proprio nel nostro comune, ma è mai possibile che ci si preoccupa solo di mettere fogli, volantini e cartelloni per far propaganda elettorale e che invece non ci si guardi un po' in giro salvaguardando la salute e l'educazione civica di coloro che sono il nostro futuro;

Giugno al cardiopalma per oltre la metà degli studenti di terza media che frequentano g... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: effetto delle novità introdotte a ottobre scorso dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini e che docenti e dirigenti si trovano ora a dover applicare: voti in decimi per tutte le classi, dalla scuola primaria (ex elementare) alla superiore e promozione con tutti sei, condotta compresa. Regole che stanno mettendo in crisi soprattutto la media.

GUALDO TADINO - I tagli negli organici della scuola imposti dal governo cominciano ad avere effe... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Umbra della fibrosi cistica per scrivere al ministro Gelmini, al presidente della Regione Umbria e ad altre autorità. Il problema è spinoso. In virtù dei tagli negli organici, le prossime classi prime vengono ridotte da cinque a quattro sezioni, due di tempo normale e due di tempo prolungato. Le due classi di tempo normale hanno 59 iscritti ed andrebbero 30 in una sezione e 29 in un'

( da "Corriere Alto Adige" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, aveva annunciato un'apertura nei confronti del Governo, convocando a Palazzo Widmann i rappresentanti di docenti, funzionari scolastici e studenti per approfondire ulteriormente la questione. «Come avevo promesso al ministro ricorda ora Durnwalder ho voluto esplorare con il mondo della scuola italiana la possibilità di trovare eventuali altri candidati per presentare una>

I corsi specialistici non saranno soppressi ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini, senza però ricevere risposta. Secondo i legali dell'ateneo foggiano, l'accorpamento delle scuole, e quindi il trasferimento degli studenti, non può essere imposto, senza che ci sia un accordo preventivo tra le due università. L'istanza sarà discussa nel merito dal collegio della prima sezione del tribunale amministrativo che per il momento ha bloccato la soppressione.

Bondi alla Biennale: spazio ai talenti Qui finisce l'egemonia della sinistra ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini, Alfano, Fitto, e pure la Carfagna. Ma, senza di lui, nulla sarebbe più come prima». Aldo Cazzullo Intuizione «Sono soddisfatto della mia intuizione: il ritorno del padiglione Italia. Mancava dal '95, l'anno scorso qui c'erano solo due artisti italiani» Io e Cascella «Fu Cascella a farmi incontrare Berlusconi.

sacconi non firma il finanziamento bloccate le borse di 500 ricercatori - paolo russo ( da "Repubblica, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. La protesta dei giovani laureati che sono in servizio negli atenei pugliesi, senza essere titolari di borse di studio, ieri è stata portata alla ribalta dal Pd nazionale che ha presentato un interrogazione parlamentare. «L´Europa ha concesso, per la terza volta, i finanziamenti alla Puglia che la Regione vuole destinare ai dottorandi e ricercatori.

Dario, Silvio, Nichi, Noemi: ecco le pagelle delle europee ( da "EUROPA ON-LINE" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Articolo Sei in Interni 6 giugno 2009 Dario, Silvio, Nichi, Noemi: ecco le pagelle delle europee Una brutta campagna elettorale: chi ha giocato bene e chi no Non è stata una bella partita. È stata strana. La politica ha fatto fatica a tenere il campo, impigliata in gossip, trappole, personaggi ameni, doppi sensi, veline,

in comune pagelle e premi ai dirigenti ( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In Comune pagelle e premi ai dirigenti Scatta il sistema di valutazione per un salto di qualità nella burocrazia Bonus in denaro con la sufficienza piena Metodo contro i fannulloni. Via libera dei sindacati. Ecco come funzionerà CHIETI. Un sistema di valutazione dei dirigenti che tenga conto del livello di conseguimento degli obiettivi assegnati e delle capacità organizzative dimostrate.

A est è scontro su scuole, marciapiedi nodo viario di San Giorgio e autobus ( da "Nuova Ferrara, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ci sono 34 alunni ma la legge Gelmini imporrebbe a una classe di spostarsi a Baura - continua Turri - Via del Salice? Aspettiamo gli esiti degli accertamenti, in ogni caso servono strutture per l'infanzia in questa zona». Su questo è d'accordo anche il capolista Pdl, Nicola Abbasciano, «serve un asilo ma su altri terreni».

Bossi Molgora: <È l'uomo dell'economia>( da "Brescia Oggi" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento alla sede del Pdl, oggi è innegabilmente cambiato e abbraccia nuove classi sociali. «La sinistra - aveva detto prima Giorgetti - non parla più alla gente comune. Noi facciamo politica in mezzo alla gente. E la Lega è il partito che sa dare ai cittadini le risposte che cercano».

I big del Pdl: ( da "Brescia Oggi" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e assessori hanno salutato i candidati Gelmini: «Siamo un partito interclassista» Formigoni: «Con la Lega alleanza convinta» VIVIANA BECCALOSSI 06/06/2009 rss e-mail print Da sinistra Alberto Cavalli, Giuseppe Romele, Mariastella Gelmini, Viviana Beccalossi, Roberto Formigoni FOTOLIVE Il Popolo della libertà si proietta verso l'appuntamento elettorale rivendicando un volto nuovo.

I sindacati della scuola lombarda scendono in piazza contro il taglio dei posti in organico ( da "Sestopotere.com" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Questo smentisce le rassicurazioni espresse ai media dal ministro Gelmini e viola la legge 176 del 2007 che ha ripristinato il modello didattico del tempo pieno prevedendo l'assegnazione di due docenti per ogni classe". "Dopo anni di battaglie -prosegue il comunicato- per la qualità della nostra scuola e per garantire veramente il tempo pieno dobbiamo dire no a questa situazione.

E SULLA CAPACITà DI GESTIRE UNA DRAMMATICA EMERGENZA MAI CONOSCIUTA IN TEMPI RECENTI COME QUELL... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le riforme scolastica e universitaria della Gelmini davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno. Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Matteoli,

Il rimpasto annunciato da Sorbellopreoccupa un'ala del centrodestra ( da "Sicilia, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È incerta la direttiva del ministro Gelmini, che mira a classi con un maggiore numero di alunni. la disposizone, però, si scontra con le norme sulla sicurezza degli edifici scolastici che, al contrario, puntano a classi meno affollate e i presidi non sanno come comporre le classi.

Lecco: monta la polemica sul ``saluto`` della Ministra ( da "Merateonline.it" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: identificazione di alcuni manifestanti durante la presenza del ministro Mariastella Gelmini a Osnago. I ministri della Repubblica Italiana, in visita in questi giorni a Lecco e in Brianza, hanno lasciato dietro di loro una scia di comportamenti vergognosi e volgari come mai si era visto. L?ultima ?perla? è della lecchese Brambilla, che alla festa dell?


Articoli

Ecco la fase due del progetto: dare i voti ai servizi sociali (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

L'AGENDA Ecco la fase due del progetto: dare i voti ai servizi sociali Dopo le 'pagelle' ai Comuni per la fiscalità locale, la Cgil ha avviato un progetto per misurare quantità e qualità dei servizi offerti dagli enti locali. La prima tappa del piano prevede un confronto tra i Comuni capoluogo in Lombardia. I risultati saranno pronti nei prossimi mesi. Tra gli obiettivi del sindacato di via Altobelli c'è però anche un'indagine mirata a testare la qualità dell'offerta dei servizi degli enti locali mantovani. Un progetto che prevede il confronto tra Comuni nei singoli distretti provinciali.

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Sovrintendenza caos, Vidoni forse lascia (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

di Francesca Gonzato Sovrintendenza caos, Vidoni forse lascia Gelo con Tommasini dopo il caso pagelle Eccli «blindato» in corsa come sostituto Il sovrintendente reggente può chiedere la pensione Aspira a un incarico alla Lub BOLZANO. Veleni e gossip sulla Sovrintendenza. Da quasi un anno (21 luglio) la giunta ha nominato Ivan Eccli sovrintendente, ma il governo non dà l'intesa. Da sei mesi Claudio Vidoni è subentrato a Bruna Rauzi come sovrintendente sostituto. La Tageszeitung ha lanciato ieri l'ipotesi di un «piano» dell'assessore Christian Tommasini per blindare Eccli come sostituto sovrintendente e risolvere così l'impasse con Roma. Tommasini nega: «Non cerco soluzioni pasticciate». La tensione travolge uffici e assessorato. Non stupisce che escano ricostruzioni fosche sulla difficile sostituzione di Bruna Rauzi. Claudio Vidoni avrebbe già depositato la richiesta di pensionamento. «Non è vero», smentisce Vidoni. «Non esiste alcuna lettera», gli fa eco Tommasini. Ma Vidoni dopo oltre 40 anni di servizio ha maturato il diritto di lasciare l'amministrazione provinciale in ogni momento. Una sua lettera potrebbe arrivare nelle prossime settimane. C'è chi dà per scontato che Vidoni possa accompagnare la scuola fino all'inizio dell'anno scolastico e poi lasciare. Su questo Vidoni non dà smentite: «Entro settembre possono succedere molte cose». Sul «dopo» il sovrintendente ha le idee chiare. Collabora con la Lub, può puntare su un impegno più pesante. «Si può creare qualcosa di interessante per il collegamento tra università e scuola», spiega Vidoni. Da ricordare anche che a gennaio scadrà il mandato del Cdu della Lub. Intanto resta al suo posto, assicura: «Non posso lasciare l'incarico fino a quando non ci sarà qualcuno che prenderà il mio posto. La scuola sarebbe completamente scoperta. Posso andare in pensione, magari lo spero, ma una cosa sono i desideri e un'altra i doveri». I rapporti con Tommasini son precipitati con la vicenda del simbolo della Repubblica cancellato e poi rimesso sulle pagelle. Lo scivolone è stato scaricato interamente da Tommasini sul sovrintendente. Il dirigente l'ha presa male (e anche parecchi funzionari). Potrebbero concordare un'uscita pacifica, con l'inciarico universitario. Via Vidoni, cosa accadrà? Gli scenari sono due. Il primo vede la giunta insistere sulla nomina di Eccli sovrintendente, andando allo scontro con il ministro Mariastella Gelmini. «Questa è la mia linea e non cambia», spiega Tommasini. Questo piano cozza contro la palese indisponibilità del presidente Luis Durnwalder a creare una frattura con Roma. Tommasini da settimane insiste e tornerà alla carica la settimana prossima. C'è poi il piano «b» che Tommasini nega e viene invece accreditato da Michaela Biancofiore (Pdl), impegnata in prima persona con il ministro Gelmini contro la nomina di Eccli. Quest'ultimo da mesi lavora già in Sovrintendenza con un distacco che lo vede impegnato sulla riforma scolastica. I gossip parlano di un Eccli sovrintendente in pectore che già partecipa attivamente alle riunioni con l'assessore. Nominarlo sovrintendente sostituto (ci vorrà l'incarico a capo ripartizione) potrebbe essere un modo per ottenere il risultato sperato: dare una guida alla scuola, anche senza un sovrintendente ufficiale.

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Gli altri candidati (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Gli altri candidati Annamaria Corradi, Laura Canal, Tullio Lott (nelle foto da sinistra), Maria Rita Chiaramonte sono i dirigenti scolastici indicati dal ministro Gelmini che possono entrare in gioco per la nomina a Sovrintendente come alternativa a Eccli.

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Il federalismo impossibile (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il federalismo impossibile Il federalismo impossibile nell'Italia opportunista Alcuni giorni fa un amico mi disse che in Italia il federalismo non è possibile perché manca una tradizione federalista. Forse è vero. Secoli di dominio straniero ha reso molti italiani individualisti, opportunisti e forti con i deboli e deboli con i forti. La nostra Repubblica non dovrebbe essere fondata «sul lavoro» ma sulla raccomandazione. Al di là dei campanilismi, la vera tradizione degli opportunisti, è: «Francia o Spagna purchè se magna». Tuttavia l'opportunismo potrebbe diminuire se ci fossero buoni educatori. E gli educatori non sono solo gli insegnanti, ma anche i giornalisti e soprattutto coloro che realizzano programmi per le tv. Ad esempio non ho mai visto un programma su come funziona il federalismo in Svizzera o in Germania. Quando invece si parla in televisione del futuro federalismo italiano si sente solo un elenco di bellissimi sogni, ma non si discute mai delle difficoltà che si dovranno superare per realizzare uno Stato federale che tenga conto delle differenze economiche e sociali tra regioni. Ecco alcuni problemi: come si potrà sviluppare un'economia sana nelle regioni in cui le varie mafie imperano? Franco De Rossi Treviso Scuola, i «quattro pirla» della ministra Gelmini Vai fino a Besena Brianza al comizio di sua Eccellenza la ministra Gelmini per ascoltare una delle sue illuminanti perle di saggezza e, invece, le escono di bocca ben quattro pirla. Proprio così (cfr 2 giugno u.s.). La Maria Stella nazionale, riferendosi ad alcuni operatori della scuola che esponevano civilmente dei cartelli, ha affermato testualmente: «Sono solo quattro pirla che mi contestano e non sanno cos'è la democrazia». Certo, da un ministro che ha giurato sulla Costituzione della Repubblica e fa parte del cosiddetto Popolo delle Libertà, quest'uscita è stata un'ottima dimostrazione di sapienza e pratica democratica. Vero è che, per tutto quanto sta facendo alla scuola e per tutte le conseguenze che arrecherà a intere generazioni di giovani, non meriterebbe «solo quattro pirla» ma milioni. Intanto, caro ministro, voglia raccogliere l'adesione del quinto pirla. Io, però, non la contesto. Anzi, sono orgoglioso di averla come mio diretto superiore. Gianfranco Pignatelli E-mail I volantini anonimi che girano a Maserada Anche a Maserada sul Piave si vota per l'elezione del sindaco e il consiglio comunale. La campagna elettorale, si è svolta molto correttamente con i candidati sindaci che presentavano i candidati consiglieri e il programma incontrando i cittadini delle frazioni e nel capoluogo. Negli ultimi giorni girano per Maserada volantini anonimi dove si critica le scelte fatte in questi cinque anni dall'amministrazione uscente con dati falsi e cose non vere. Criticare è legittimo però va anche detto che in questi anni la politica a Maserada è stata al servizio del cittadino e non come nelle precedenti amministrazioni dove si servivano della politica. Trovo che scrivere volantini anonimi sia una cosa molto scorretta, forse perché non hanno il coraggio di mettere la propria faccia. Nicola Schiavon Maserada Quei centesimi tentatori sbandierati in vetrina La spesa quotidiana è un vero problema e forse per questo i commercianti tentano tutte le strade per invogliare i propri clienti creando le formule più strane per proporre prezzi «appetibili». Tutti i prezzi, salvo qualche raro caso, sono indicanti i centesimi del tipo: euro 1,99, euro 5,99, euro 9,99 e così via. Non posso credere si tratti dei prezzi più onesti. Piccolo esempio: la scorsa settimana presso un supermercato ho comprato due bustine di caramelle a euro 1,60, mentre presso un altro, le stesse, a euro 1,98. Oramai lo 0,99 è diventato un fisso su lo stragrande dei prodotti, comprese le verdure. Così come mi sembra strano che tutti i libri allegati ai quotidiani si debbano vendere a euro 5,90 - 7,90 se non a 9,90. Sono credibili queste formule d'alchimia? Luciano Castroreale Conegliano

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Pdl alla prova gradimento, il Pd si gioca tutto (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pdl alla prova gradimento, il Pd si gioca tutto Bruno Vespa Il Popolo della libertà raggiungerà o no il 40 per cento dei voti che lo riporterebbe ai fasti della Democrazia Cristiana tra il '48 e il '58? Le elezioni europee sono tradizionalmente un grande sondaggio sul gradimento del governo. Fino a un mese fa, le indagini demoscopiche raccontavano di un partito di maggioranza apparentemente incontenibile. Nessuna delle forze d'opposizione sembrava riuscita a scalfire Silvio Berlusconi sulla gestione della crisi, sulla politica della sicurezza, sulla capacità di gestire una drammatica emergenza mai conosciuta in tempi recenti come quella del terremoto dell'Aquila. In altri campi, il ministro Renato Brunetta aveva dimezzato l'assenteismo nel pubblico impiego, le riforme scolastica e universitaria del ministro Maria Stella Gelmini davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi l'anno. Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Altero Matteoli, il rinvio dei cantieri per alcune grandi opere strategiche. Un mese fa l'annuncio di divorzio da parte di Veronica Lario ha cambiato improvvisamente lo scenario politico. Gli infiniti punti di dibattito sulla gestione della crisi sono stati sostituiti dall'angoscioso dilemma sui rapporti tra Berlusconi e la giovanissima Noemi Letizia. Seguirono il racconto delle feste in Sardegna, l'imbarco del musico Mariano Apicella su un volo di Stato e quant'altro. Dal '48 ad oggi, comunque abbiano votato, gli italiani lo hanno fatto con buonsenso. Non credo che questo verrà meno tra domani e domenica, ma sarebbe paradossale se il voto pro o contro il governo avvenisse su temi diversi da quelli che il governo affronta nell'esercizio delle sue funzioni. Berlusconi ha ribadito nelle ultime ore la sua convinzione di essere premiato e ha chiesto un voto perché il Pdl sia leader di un consiglio d'Europa sempre più importante per le decisioni sulle politiche nazionali (d'ora in poi si occuperà direttamente anche di agricoltura). Il presidente del Consiglio ha tuttavia ribadito che la sua azione di governo, rafforzata o no, non cambierebbe. Per quanto riguarda la Lega, se nel Veneto superasse il Pdl otterrebbe verosimilmente la presidenza della Regione, ma su un piano più generale difficilmente potrebbero cambiare i rapporti di forza tra due partiti alleati di cui l'uno continuerà a essere più o meno un quarto dell'altro. (Il Nord è decisivo per il Paese, ma se non decolla il Sud l'Italia continuerà a essere zoppa). Il voto, al contrario, sarà decisivo per le sorti del Pd. Massimo D'Alema ha deciso di riprendersi il partito. Non gli dispiacerebbe, assumendo una presidenza "forte", una segreteria confermata, ma fatalmente più debole, di Dario Franceschini. In ogni caso, tutto dipenderà dal risultato elettorale che almeno una parte del Pd si aspetta nettamente migliore alle elezioni amministrative che non alle Europee. Il timore di una forte astensione, tra i quindici milioni di elettori non chiamati a rinnovare i 4.280 consigli comunali e i 62 consigli provinciali, è molto forte e questo non aiuta il Pd. Enrico Letta e Francesco Rutelli hanno ovviamente smentito le affermazioni di Berlusconi su un loro distacco dal partito ma i contatti (soprattutto del primo) con Pierferdinando Casini non sono una favola. Non a caso l'Udc conta di erodere più voti alla sua sinistra che alla sua destra, mentre il Pd deve arginare il disperato tentativo di Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto di superare lo sbarramento del 4 per cento. Resta Antonio Di Pietro. Di quanto crescerà Italia dei valori rispetto alle politiche dello scorso anno? Questo partito da tempo è diventato il concorrente più pericoloso del Pd, costringendolo a tornare a un anti-berlusconismo vecchia maniera. Un'affermazione consistente di Di Pietro avrebbe fatalmente riflessi anche nella politica interna della sinistra. E per Franceschini non sarebbe una buona notizia. Bruno Vespa, giornalista e scrittore, dirige e conduce "Porta a porta" su RaiUno. 06/06/2009

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rettore, difendici da brunetta (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

«Il ministro per la Pubblica amministrazione vuole ridurre i premi produttività». Appello anche ai candidati «Rettore, difendici da Brunetta» Tagli, gli impiegati del Bo chiedono aiuto al Magnifico Il personale tecnico amministrativo del Bo fa appello al rettore Vincenzo Milanesi e ai candidati che si stanno contendendo la sua successione perché si arrivi ad un accordo salariale prima di luglio. «Un accordo che ci tuteli dagli ulteriori tagli ai premi produttività previsti dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta». Una seconda «mazzata» che colpirà i dipendenti delle amministrazioni pubbliche proprio a luglio, dopo che la legge finanziaria di Tremonti ha ridotto di già il cosiddetto salario accessorio. «Il nostro appello - dice Osmano Clementi, coordinatore delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (rsu) dell'Ateneo - è rivolto al Magnifico e ai suoi papabili successori perché facciano pressione sul Governo difendendo la nostra categoria». Loro, un plotone di 2400 persone, sono agguerriti. Ieri, al centro biologico interdipartimentale Vallisneri, il personale tecnico amministrativo ha convocato Giovanni Bittante, Giorgio Palù e Giuseppe Zaccaria (Ezio Stagnaro resta latitante) per porre sul piatto della bilancia il «buono» e il «cattivo» dell'operato di Milanesi e per far sentire la loro voce di protesta. E le loro richieste per il rettorato 2009-2013. «Il nostro stipendio mensile - precisa Clementi - va dai 1.000 ai 1.300 euro netti e gli incentivi ammontano a circa il 25 per cento: una percentuale che le politiche governative hanno tutta l'intenzione di abbassare». A beneficiare del salario accessorio, «è la maggior parte di noi: si va dai 300 ai 5 mila euro, per una media che, a testa, si aggira intorno ai mille euro l'anno». «Il nostro lavoro, al Bo, è importante: va tutelato». Via, quindi, con le proposte. «La prima è che gli organi collegiali ci tengano più in considerazione: anche noi, a giugno, andremo a votare il nuovo rettore ma il voto del personale è pari al 7 per cento, ovvero ad un massimo di 170 voti. Troppo pochi: vogliamo avere più peso decisionale». «La seconda - continua Clementi - consiste in una formazione più professionalizzante: siamo stanchi a dover seguire banali corsi di computer». Detto questo, Milanesi viene comunque «assolto». «Il rettore in carica è stato dalla nostra parte, concedendo, negli ultimi quattro anni, a 700 dipendenti un contratto a tempo indeterminato». Non solo. Il Magnifico ha preso le loro difese anche davanti al ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini: «L'Ateneo è sceso in piazza contro la sua riforma dell'Università». E Milanesi, adesso, li aspetta al Bo il 16 giugno, per un faccia a faccia.

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a settembre tutti a lezione nelle aule (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Altre «A settembre tutti a lezione nelle aule» Lo assicura l'assessore comunale al Diritto allo studio D'Innocenzo L'AQUILA. A settembre tutti i gli alunni aquilani faranno lezione in aula. è la promessa fatta agli alunni delle scuole elementari, medie e delle scuole di infanzia da parte dell'assessore comunale al Diritto allo studio, Luca D'Innocenzo, che ha tenuto una conferenza stampa alla scuola «Nicola Moscardelli» di San Francesco per fare il punto sulla situazione dei plessi scolastici. Trentuno edifici scolastici comunali su 58 sono compresi tra le categorie di agibilit A e B. Gli edifici saranno sostituiti da tensostrutture perfettamente funzionanti e climatizzate, dotate di tutti i servizi. Le segreterie funzionali sono state trasferite a Colle sapone. Per quanto concerne gli asili nido comunali, agibile solo quello di Pile, mentre i plessi di Casetta Fantasia e di Viale Giovanni XXIII risultano inagibili. E a proposito di scuola, la richiesta di sospensione per un anno della norma della riforma Gelmini che taglia 330 posti di lavoro negli istituti scolastici in provincia dell'Aquila è stata avanzata l'altro ieri al governo nazionale dai consiglieri regionali Giuseppe Di Pangrazio (Pd) e Antonio del Corvo (Pdl). «L'Aquila» ha commentato Di Pangrazio «in questo momento di incertezza ha bisogno di qualche punto fermo in più per questo miriamo a mantenere intatta l'offerta formativa non foss'altro per fermare la fuga di tante famiglie che vi hanno iscritto o pensano di iscrivere i propri figli altrove, un fenomeno in particolare in atto sulla costa abruzzese». Secondo Del Corvo questa necessità è in linea con quanto previsto nel Decreto legge sul terremoto che parla di conservazione didattica nella citt capoluogo. Sull'argomento si pronuncerà anche il consiglo regionale che vaglierà una risoluzione urgente presentata dai due consiglieri regionali. Di Pangrazio e del Corvo hanno comunicato che il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, e l'assessore all'Istruzione, Paolo Gatti chiederanno la revoca della delibera di giunta, dello scorso febbraio, che prevede la riduzione di 19 presidenze in Abruzzo di cui cinque all'Aquila e l'accorpamento delle scuole. Un primo passo per tornare alla normalità, anche se molti studenti, invece delle clessiche aule in muratura dovranno fare lezione in tensostrutture che risulteranno egualmente accoglienti e confortevoli. E soprattutto sicure. Tutto questo in attesa della ricostruzione del capoluogo di regione abruzzese. E la ripresa delle attività scolastiche in città potrebbe rappresentare un incentivo per accelerare i tempi.

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rifiuti, le pagelle dei comuni (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Record a Fara, in coda Atessa. Si conclude il mandato del presidente La Morgia Rifiuti, le pagelle dei Comuni Il consorzio ha assegnato i "premi" per la differenziata LANCIANO. Sono state pubblicate ieri, dal direttivo del consorzio smaltimento rifiuti, le percentuali delle premialità 2008 per i 53 comuni. Un milione e 200mila euro che la legge riserva per gli incentivi alla raccolta differenziata. L'incontro è diventato una sorta di bilancio di cinque anni di mandato del direttivo del presidente Riccardo La Morgia. «Il consorzio - ha sottolineato La Morgia - in questi anni ha avviato diverse iniziative, come l'impianto di pre-trattamento dei rifiuti o la nuova piattaforma consortile che consente di portare in discarica rifiuti "puliti", pronti per il riciclo. Chiedo quindi che a sostituire questo direttivo non sia solo un uomo scelto dai partiti, ma una figura professionalmente preparata alla gestione di questo ente che viene lasciato con tre anni di bilancio in attivo». Della serie, non sprecate il lavoro fatto, che si lega alla polemica sollevata da alcuni sindaci e dall'associazione Frentania Provincia dopo il rinvio dell'assemblea che doveva votare i nuovi dirigenti e che è stata posticipata a dopo le elezioni. Il bando per le candidature alla presidenza del consorzio scade il 3 luglio. Della sua ricandidatura il presidente La Morgia non parla: «Preferisco che il mio nome venga fatto da altri», ha commentato pur senza negare che una continuità sarebbe gradita soprattutto per terminare le cose avviate in questi anni. E intanto viene pubblicata la tabella delle premialità che spettano ai comuni. Una griglia nella quale è facile individuare i centri più virtuosi nella raccolta differenziata dei rifiuti. I coefficenti principali per assegnare le premialità sono il numero di abitanti, la percentuale di rifiuti che va in discarica e quella della differenziata, la quota pro capite dei rifiuti per comune e quella per provincia. Una formula matematica nella quale ha grande rilievo anche l'uso della piattaforma consortile che certifica da dove provengono e dove vanno i rifiuti consegnati. Spicca il comune di Fara San Martino che con 1.558 abitanti riesce a differenziare l'86% dei rifiuti, viene poi Altino (46%), Castelfrentano (67,2%), Fossacesia (47,5%) e altri dieci comuni che hanno superato la soglia di legge del 45%. Atessa è ai minimi storici: differenzia solo il 14,2% dei rifiuti, il "premio" è di appena 18mila euro. «E' una spinta per le amministrazioni a fare di più», ha commentato La Morgia «differenziare e riciclare deve essere una risorsa». (d.d.l.)

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riforma atenei rischio gattopardo (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

di Vincenzo Milanesi RIFORMA ATENEI RISCHIO GATTOPARDO Doveva essere presentato in Consiglio dei ministri già un paio di mesi fa il testo del disegno di legge sull'Università, ormai da tempo annunciato dal governo. Ma la presentazione è stata fatta slittare a dopo le elezioni. Nel frattempo, girano bozze con ritocchi anche non marginali che cambiano di giorno in giorno. Segno di una difficoltà a metter mano a una nuova normativa, con un provvedimento organico, su due temi di grande importanza: la governance degli Atenei, da un lato, e i meccanismi di reclutamento e progressioni di carriera, dall'altro. Bisognerà vedere il testo definitivo per dare un primo giudizio motivato, ma già possiamo tentare qualche prima osservazione sulla base delle indiscrezioni raccolte. Il problema più rilevante da affrontare, quando si parla della forma di governo delle Università italiane, è quello di assicurare ad ogni Ateneo lo spazio di esercizio dell'autonomia gestionale chiudendo però il varco per l'emergere di una inaccettabile autoreferenzialità. Insomma, ci vogliono strutture di governance in grado di indurre le Università a un esercizio di autonomia responsabile, con possibilità di verifica della correttezza delle scelte quanto a rispondenza agli interessi generali della collettività, e non a quelli delle corporazioni accademiche. Bisogna cioè che la voce degli stakeholders possa farsi sentire. E' all'interno di questo quadro concettuale che andranno formulate le proposte di ristrutturazione degli organismi di governo degli Atenei, ma facendo attenzione a non adottare un sistema in cui i Consigli di amministrazione delle Università finiscano in mano a «esterni», nominati non si capisce bene da chi, perché un conto è ascoltare la voce degli stakeholders e un altro è «commissariare», di fatto, gli Atenei. L'altro grande tema è quello del reclutamento dei giovani e delle progressioni di carriera. Le diverse procedure sperimentate sinora non hanno dato buona prova. Domina un «localismo» che ingessa le situazioni nei nostri Atenei, rendendo di fatto impossibile una qualsivoglia forma di mobilità dei docenti da una sede all'altra. Soluzioni pronte per l'uso non ce ne sono, ovviamente. Ma sembra meriti di essere sperimentato un meccanismo a due livelli. Un primo livello di abilitazione nazionale alla docenza universitaria, a numero aperto, che conferisce una semplice abilitazione. Un secondo livello di scelta sarà poi quello con valutazioni comparative presso ciascuna sede universitaria. Funzionerà? Non sappiamo. Ma una cosa invece sappiamo bene. Ci sono altre due «riforme» che sono indispensabili e indifferibili, di cui non si parla nel testo del disegno di legge del ministro Gelmini, dalla cui realizzazione dipende in ogni caso la buona riuscita di ogni altro processo riformatore. Bisogna superare l'anomalia tutta italiana di un sistema universitario in cui agli Atenei è riconosciuta la necessaria autonomia, ma nel quale non esiste alcun organismo preposto alla valutazione dei risultati di ciascuno di questi Atenei. E' da mesi annunciata l'Agenzia nazionale di valutazione di università e ricerca (Anvur), ma sembra di ascoltare il Coro dei Lombardi alla prima Crociata di verdiana memoria, «partiam, partiam»... ma stanno tutti ben fermi sul palco. La seconda riforma che non può più attendere è quella del meccanismo di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario, cioè della dotazione finanziaria che dal bilancio dello Stato passa a quelli di ciascun Ateneo. E' ora che si passi gradualmente ma con decisione a un'attribuzione dei fondi pubblici alle Università sulla base della qualità del loro lavoro sul piano scientifico e didattico. Un primo segnale c'è nella norma approvata a inizio anno, che prevede l'assegnazione su base meritocratica del 7% dei fondi statali. Meglio che niente, ma ci vuole più coraggio su questa strada da parte di un governo che fa (speriamo non solo a parole) del riconoscimento del merito e della qualità uno dei suoi cavalli di battaglia. Senza queste due altre riforme, il sistema universitario italiano resterà a «rischio Gattopardo»: cambiare tutto, perché tutto resti come prima.

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QUALI sono le intenzioni dell'attuale governo in tema di finanziamenti per l... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

PESARO pag. 4 QUALI sono le intenzioni dell'attuale governo in tema di finanziamenti per l... QUALI sono le intenzioni dell'attuale governo in tema di finanziamenti per la manutenzione degli edifici scolastici? Giuliana Ceccarelli e Giorgio Baldantoni, consiglieri comunali uscenti del Partito Democratico illustrano la situazione delle scuole di Pesaro che negli ultimi sette anni, «grazie alle molte risorse umane, strumentali e finanziarie che il Comune ha impegnato, la sitazione degli edifici è migliorata per quanto roiguarda l'adeguamento alle norme di sicurezza». Solo nell'ultimo quinquennio, l'Amministrazione ha destinato 6 milioni di euro, a cui si aggiungono 4 milioni per la realizzazione di interventi attualmente in corso. Alcune scuole costruite negli anni 60 e 70 come notano i consiglieri hanno ancora bisogno di interventi di manutenzione. «In quest'ottica spiegano bisognerebbe sapere quali sono le intenzioni del governo in tema di finanziamenti, soprattutto alla luce di quanto prospettato dalla riforma Gelmini. Va ricordato che l'articolo 7 bis della legge n. 169 del 30 ottobre 2008 prevede la revoca delle assegnazioni non utilizzate e la riassegnazione "per l'attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche, finalizzate alla mitigazione del rischio sismico. C'è poi il decreto ministeriale del 5 marzo 2009, che assegna alla Regione Marche oltre 2 milioni di euro per piani di edilizia scolastica. Considerato che il Comune non è in grado di provvedere con le proprie risorse concludono sarà nostro compito prestare attenzione affinché il ministro mantenga le promesse, accreditando ai Comuni i fondi per poter eseguire i necessari interventi di straordinaria manutenzione relativi all'adeguamento sismico».

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Il Popolo della Libertà raggiungerà o no il 40 per cento dei voti che lo riporterebbe ai f... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 6 Giugno 2009, Il Popolo della Libertà raggiungerà o no il 40 per cento dei voti che lo riporterebbe ai fasti della Democrazia Cristiana tra il '48 e il '58? Le elezioni europee sono tradizionalmente un grande sondaggio sul gradimento del governo. Fino a un mese fa, le indagini demoscopiche raccontavano di un partito di maggioranza apparentemente incontenibile. Nessuna delle forze d'opposizione sembrava riuscita a scalfire Berlusconi sulla gestione della crisi, sulla politica della sicurezza, sulla capacità di gestire una drammatica emergenza mai conosciuta in tempi recenti come quella del terremoto dell'Aquila. In altri campi, Renato Brunetta aveva dimezzato l'assenteismo nel pubblico impiego, le riforme scolastica e universitaria della Gelmini davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno. Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Matteoli, il rinvio dei cantieri per alcune grandi opere strategiche. Un mese fa l'annuncio di divorzio da parte di Veronica Lario ha cambiato improvvisamente lo scenario politico. Gli infiniti punti di dibattito sulla gestione della crisi sono stati sostituiti dall'angoscioso dilemma sui rapporti tra Berlusconi e la giovanissima Noemi Letizia. Seguirono il racconto delle feste in Sardegna, l'imbarco del musico Apicella su un volo di Stato e quant'altro. Dal '48 ad oggi, comunque abbiano votato, gli italiani lo hanno fatto con buonsenso. Non credo che questo verrà meno tra domani e domenica, ma sarebbe paradossale se il voto pro o contro il governo avvenisse su temi diversi da quelli che il governo affronta nell'esercizio delle sue funzioni. Berlusconi ha ribadito nelle ultime ore la sua convinzione di essere premiato e ha chiesto un voto perché il PdL sia leader di un consiglio d'Europa sempre più importante per le decisioni sulle politiche nazionali (d'ora in poi si occuperà direttamente anche di agricoltura). (Segue a pagina 21)

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Gli effetti della riforma (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO AGENDA pag. 16 Gli effetti della riforma Zecchin e i cambiamenti per l'istruzione tecnica IL CONSIGLIO dei ministri ha approvato in prima lettura, giovedì 28 scorso, il regolamento di riforma degli istituti tecnici. Salvo sorprese e ripensamenti, dall'anno scolastico 2010-2011 sparirà il titolo di ragioniere. Vi sarà un settore economico suddiviso in due indirizzi. Per cercare di capire meglio come si concretizzerà la riforma, vediamo cosa succederà ad esempio all'Itcsg Maddalena di Adria. L'Istituto attualmente prevede tre indirizzi nell'area economica, frequentati complessivamente da 800 studenti: l'Erica, dove alle discipline economiche si affiancano le lingue, con un approccio più "tecnico" rispetto ad esempio ad un liceo linguistico, ma una preparazione ugualmente eccellente; l'Igea, Indirizzo Giuridico Economico Aziendale che in sostanza è il corso che più si avvicina alla formazione del classico ragioniere, e il Mercurio, la nuova figura del Ragioniere Programmatore. Con la riforma Gelmini questi corsi spariranno. Al loro posto sono previsti due nuovi indirizzi: "Turismo", e "Amministrativo, finanza e marketing"; quest'ultimo è quello che probabilmente si avvicina di più al percorso del vecchio ragioniere, poi diventato corso Igea. Spariranno pertanto l'indirizzo Erica e l'indirizzo Mercurio. Quest'ultimo è un corso piuttosto "tosto", dove, accanto all'economia, al diritto, alla tecnica ragionieristica, si studia inglese, si apprendono i linguaggi di programmazione e si esce con un'ottima preparazione matematica, tanto da poter accedere senza difficoltà anche ai corsi di ingegneria. Si tratta inoltre di un diploma chiaramente interessante per il mondo del lavoro. Difficile comprendere, confrontando gli attuali indirizzi con i nuovi corsi, le parole di grande soddisfazione della Gelmini "Chi si iscriverà ai nuovi istituti avrà maggiori chance di trovare lavoro". A cosa si riferisce: al nuovo esperto in finanza e marketing?! O all'esperto in turismo? In qualità di genitore di due figlie che hanno frequentato con ottimi risultati il corso Mercurio, ho provato a chiedere spiegazioni. Finora nessuno degli interpellati, insegnanti, dirigenti scolastici, esperti chiamati ad esprimere il loro autorevole parere nelle commissioni ministeriali, deputati componenti della commissione cultura, hanno saputo dirmi perché qualcuno ha deciso di sopprimere un percorso formativo in grado di dare ai ragazzi conoscenze e competenze immediatamente spendibili nel mondo del lavoro, o necessarie per accedere ad una vasta gamma di corsi universitari. Triste, no? Si ha l'impressione che nella fretta di "razionalizzare" e "migliorare" la scuola, si stiano sopprimendo, per errore palese, indirizzi validi; ciò è dimostrato dall'interesse sempre maggiore che ha riscosso in questi anni il corso Mercurio, dove non mancano certo gli iscritti. E questo avviene nell'apatia generale, in una sorta di rassegnazione o di menefreghismo generale, tanto, peggio di così non può andare. E' gradita una risposta da chi di dovere. Dirigenti, genitori ed insegnanti. Gabriele Zecchin

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scuola, insegnanti in piazza - gianluca corsi (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il Nuorese è il più penalizzato con il 15% di esuberi Scuola, insegnanti in piazza Protesta nelle strade contro i tagli del decreto Gelmini GIANLUCA CORSI NUORO. C'era anche una delegazione proveniente da Austis, il paese diventato un simbolo nella lotta in difesa della scuola pubblica, al corteo organizzato ieri sera dalla Gilda insegnanti di Nuoro. A portare striscioni dai titoli eloquenti, "Austis per il diritto alla scuola". O "Austis est prus bella...Torra in palas Pietrella!" (il direttore scolastico regionale). I «portatori» erano i bambini con gli insegnanti, guidati dal sindaco Lucia Chessa Gallisai. Maria Domenica Di Patre, vicecoordinatrice nazionale del sindacato, snocciola numeri impressionanti. «I decreti ministeriali hanno previsto tagli in tutte le regioni: ben 87 mila nei prossimi tre anni, 42 mila soltanto quest'anno. Ma la cosa più grave è che il Nuorese risulta doppiamente penalizzato rispetto al resto dell'Isola. Se i tagli nelle province sarde sono nell'ordine del 7 per cento, in provincia di Nuoro arrivano addirittura al 15. Così, su circa 2 mila tagli, 600 riguardano il nostro territorio». Maria Domenica Di Patre se l'è presa anche con la direzione dell'Ufficio scolastico regionale. «A livello regionale è stato fatto un ulteriore, inspiegabile taglio di 105 posti. Una cosa assurda per un territorio che dovrebbe essere maggiormente tutelato». Il corteo è partito alle 17,30 da piazza Vittorio Emanuele ed è approdato di fronte al palazzo comunale. «Stanno attaccando il diritto all'istruzione pubblica - ha detto Michela Congiu, insegnante nei plessi di Lei e Silanus - e la cosa peggiore è che non vedo una reazione forte dell'opinione pubblica». Poi i manifestanti hanno ripercorso lo stesso tragitto per tornare ai "giardini", dove è stato allestito un palco per gli interventi. Qui Maria Domenica Di Patre ha fatto una cronistoria degli ultimi mesi. «Attenti, perché presto toccherà alle scuole superiori. Stanno portando le cattedre dalle normali 18 ore a 20, 21, 22, fino a 24 ore, e così mandano in soprannumero gli insegnanti. E poi i tagli nella scuola media: 200 soprannumeri solo nella nostra provincia. Abbiamo fatto tanto per cnquistare il diritto alla scuola. Ce lo stanno portando via».

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Tagli alla scuola Il Tar del Lazio dà torto alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Tagli alla scuola Il Tar del Lazio dà torto alla Gelmini «Avevamo ragione: i provvedimenti della Gelmini non sono applicabili». Così l'avvocato fiorentino Corrado Mauceri commenta l'esito dell'udienza che si è tenuta al Tar del Lazio sui ricorsi presentati dal Comune di Fiesole e dall'associazione «Scuola della Repubblica» contro i provvedimenti del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Il legale spiega di aver impugnato davanti il Tribunale amministrativo le circolari ministeriali che riguardano le iscrizioni al prossimo anno scolastico e lo schema di composizione dei nuovi organici. In soldoni, i tagli al corpo insegnanti. «Il Tar - aggiunge l'avvocato - ha riconosciuto che l'attività del ministro è irregolare. Perché manca il piano programmatico di interventi». I giudici tuttavia non hanno ritenuto opportuno sospendere i provvedimenti, come richiesto dai ricorrenti. Anche perché - ricorda l'avvocato Mauceri - martedì si dovrà pronunciare la Corte Costituzionale sui ricorsi proposti da alcune Regioni. Per questo il Tribunale ha rimandato la sua decisione al 13 luglio. In attesa della decisione dei magistrati, i dirigenti scolastici regionali dovrebbero bloccare l'iter previsto dai provvedimenti della Gelmini. Ma potrebbe non essere così. Aggiunge Mauceri: «Ora la politica agisca per evitare che in attesa di una decisione da parte del Tar il ministero dell'Istruzione spinga per velocizzare il percorso che porterà al taglio degli organici. Non si parla più di tutte le persone che rischiano di perdere il lavoro». Il ricorso presentato dal legale fiorentino è stato il primo sollecitato da un Comune, quello di Fiesole, alle porte di Firenze. L'iniziativa risale a marzo ed è nata per dare una risposta alle ripetute sollecitazioni di genitori ed insegnanti contrari alla riforma del ministro dell'Istruzione. «Abbiamo deciso di intervenire - commentò l'assessore alla Formazione, Maria Luisa Moretti, dopo la decisione della sua giunta di fare ricorso al Tar - perché il Comune è portatore degli interessi della comunità. E se viene leso il diritto allo studio dei cittadini è il Comune a doversene fare carico».

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Giulio Pica Dovremmo svegliarci Come si fa a non condividere le parole di Franceschini, quand... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Giulio Pica Dovremmo svegliarci Come si fa a non condividere le parole di Franceschini, quando sottolinea il decadimento etico e di immagine a livello internazionale che il premier ha imposto al nostro Paese? Nonostante autorevoli giornalisti del Corriere della Sera continuino a minimizzare il pericolo facendo di fatto il gioco del cavaliere, il discredito dell'Italia ha raggiunto livelli non più tollerabili. Un miscuglio di comportamenti pubblici e privati di dubbia moralità : dalla "presunta" corruzione dell'avvocato Mills, alla disinvolta partecipazione a festicciole varie, all'abuso di aerei di stato per trasportare menestrelli e veline fino alla totale assenza del governo su questioni cruciali come la crisi economica o la trattativa della Fiat col governo tedesco. Tutto questo dovrebbe bastare a risvegliare la coscienza di coloro che hanno ingenuamente affidato le sorti del Paese a questo governo. O no? Gianni Tirelli Seneca ha ancora ragione? Nell'animo di molti italiani, si agita ancora un forte sentimento di servilismo figlio una totale mancanza di autostima e di responsabilità. Hanno bisogno di un padrone che li trastulli con barzellette di quart'ordine e di condividere con lui, virtualmente, la vita fastosa e libertina del grande signore. Ma il grande signore, in realtà, li usa e li opprime. "Il popolo gode nell'affidare il potere al turpe", scriveva Seneca. Se i giornali, una mattina, titolassero: "Berlusconi come Mussolini" cosa accadrebbe il Presidente del Consiglio raggiungerebbe un consenso quasi plebiscitario? Gino Spadon Li paga coi soldi nostri Ho ascoltato Berlusconi che minimizzava, davanti a due giornalisti in ginocchio, la storia dei "voli di stato" sostenendo che mai e poi mai metterebbe le mani nelle tasche degli italiani. In realtà ce le mette: direttamente, come nel caso di Alitalia e indirettamente quando sottrae alle casse dello Stato entrate ragguardevoli. Si pensi, ad esempio, ai decreti sull'esenzione delle imposte di successione e sull'abolizione dell'ICI. Sono centinaia di milioni di euro per lui proprietario di ville e di capitali immensi, e niente per la quasi totalità degli italiani. E' da tener presente poi il suo modo furbesco di liberarsi da spese personali mettendole a carico delle spese generali dello Stato. Deve pagare il medico personale? Lo nomina deputato dimenticando la voragine di debiti che lui ha lasciato a Catania. Deve pagare il commercialista? Lo fa eleggere presidente della Sardegna. Deve pagare il consulente fiscale? Lo nomina ministro delle finanze. Deve pagare gli avvocati? Li nomina deputati, senatori, ministri. Deve rallegrare qualcuno? Gli mette a disposizione cantanti e ballerine su aerei di stato. Poveri noi! Vice S. Niente supplenti Sono un'insegnante di scuola primaria e vorrei denunciare un grave fatto del quale, per la prima volta da quando ho iniziato la mia attività, sono stata testimone: la mia collega, incaricata dell'insegnamento della geografia, delle scienze e della educazione motoria, infortunatasi prima delle vacanze pasquali, non è stata sostituita a causa dell'esaurimento del fondo dell'autonomia scolastica. Le sopraddette discipline sono state interrotte con la conseguenza, dato che siamo ormai alla fine dell'anno, che, nella mia classe quinta, quei programmi non saranno mai completati. Una vera e propria interruzione di un fondamentale servizio pubblico e del diritto allo studio del bambino nell' età della scuola dell'obbligo. Recentemente la Gelmini ha definito "pirla" chi la contestava: se in trentacinque anni di servizio non mi era mai successo quanto descritto sopra, però "pirla" non siamo noi. Piero Ridolfi Ci sono anch'io! Sono di Ravenna, sono nato il 10 giugno 1945, non sono ancora in pensione e sono disoccupato. Mercoledì ho sentito un commento del Capo del Governo che illustrava le iniziative anticrisi intraprese per fronteggiare la crisi: i disoccupati avranno sostegno familiare, nessuno rimarrà solo. Chiedo come è possibile rientrare nella lista di quelli che saranno aiutati, devo affrontare un affitto elevato, ho una moglie ammalata e una figlia disoccupata e non ho reddito.

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IL VOTO DI OGGI e domani si annuncia decisivo per le sorti ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-06-2009)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Firenze))

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 6 IL VOTO DI OGGI e domani si annuncia decisivo per le sorti ... IL VOTO DI OGGI e domani si annuncia decisivo per le sorti del Pd. Massimo D'Alema ha deciso di riprendersi il partito. Scomparsi Prodi e Veltroni, allontanati i fantasmi di polemiche personali ormai lontane, l'ex ministro degli Esteri intende esercitare in pieno il ruolo che gli spetta per rango e perché, bene o male, gli ex Ds rappresentano tuttora la larga maggioranza del Pd. E' immaginabile che egli voglia diventarne presidente. In questo caso, perderebbero peso le candidature di Pierluigi Bersani e di Anna Finocchiaro alla segreteria. Meglio mantenervi Dario Franceschini, che sarebbe fatalmente indebolito rispetto al ruolo commissariale assunto finora. In ogni caso, tutto dipenderà dal risultato elettorale che almeno una parte del Pd si aspetta nettamente migliore alle elezioni amministrative che non alle europee. Il timore di una forte astensione, tra i quindici milioni di elettori non chiamati a rinnovare i 4280 consigli comunali e i 62 consigli provinciali, è molto forte e questo non aiuta il Pd. Letta e Rutelli hanno ovviamente smentito le affermazioni di Berlusconi su un loro distacco dal partito ma i contatti (soprattutto del primo) con Casini non sono una favola. Non a caso l'Udc conta di erodere più voti alla sua sinistra che alla sua destra, mentre il Pd deve arginare il disperato tentativo di Ferrero e Diliberto di superare lo sbarramento del 4 per cento. SI AGGIUNGA l'incognita Di Pietro. Di quanto crescerà Italia dei Valori rispetto alle politiche dello scorso anno? Questo partito da tempo è diventato il concorrente più pericoloso del Pd, costringendolo a tornare a un antiberlusconismo vecchia maniera. Una affermazione consistente di Di Pietro avrebbe fatalmente riflessi anche nella politica interna della sinistra. Tutto quello che D'Alema e Franceschini hanno detto contro Berlusconi in campagna potrebbe diventare un atteggiamento permanente. Il Popolo della Libertà raggiungerà o no il 40 per cento dei voti che lo riporterebbe ai fasti della Democrazia Cristiana tra il '48 e il '58? Le elezioni europee sono tradizionalmente un grande sondaggio sul gradimento del governo. Fino a un mese fa, le indagini demoscopiche raccontavano di un partito di maggioranza apparentemente incontenibile. Nessuna delle forze d'opposizione sembrava riuscita a scalfire Berlusconi sulla gestione della crisi, sulla politica della sicurezza, sulla capacità di gestire una drammatica emergenza mai conosciuta in tempi recenti come quella del terremoto dell'Aquila. In altri campi, Renato Brunetta aveva dimezzato l'assenteismo nel pubblico impiego, le riforme scolastica e universitaria della Gelmini davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno. Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Matteoli, il rinvio dei cantieri per alcune grandi opere strategiche. UN MESE FA l'annuncio di divorzio da parte di Veronica Lario ha cambiato improvvisamente lo scenario politico. Gli infiniti punti di dibattito sulla gestione della crisi sono stati sostituiti dall'angoscioso dilemma sui rapporti tra Berlusconi e la giovanissima Noemi Letizia. Seguirono il racconto delle feste in Sardegna, l'imbarco del musico Apicella su un volo di Stato e quant'altro. Dal '48 ad oggi, comunque abbiano votato, gli italiani lo hanno fatto con buonsenso. Non credo che questo verrà meno tra domani e domenica, ma sarebbe paradossale se il voto pro o contro il governo avvenisse su temi diversi da quelli che il governo affronta nell'esercizio delle sue funzioni. BERLUSCONI ha ribadito nelle ultime ore la sua convinzione di essere premiato e ha chiesto un voto perché il PdL sia leader di un consiglio d'Europa sempre più importante per le decisioni sulle politiche nazionali (d'ora in poi si occuperà direttamente anche di agricoltura). Il presidente del Consiglio ha tuttavia ribadito che la sua azione di governo, rafforzata o no, non cambierebbe. Per quanto riguarda la Lega, se nel Veneto superasse il PdL otterrebbe verosimilmente la presidenza della regione, ma su un piano più generale difficilmente potrebbero cambiare i rapporti di forza tra due partiti alleati di cui l'uno continuerà ad essere più o meno un quarto dell'altro. Il Nord è infatti decisivo per il Paese, ma se non decolla il Sud l'Italia continuerà ad essere zoppa.

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GIUGNO TEMPO di esami, e non solo per chi va a scuola. Ad attendere la loro pagella di... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 06-06-2009)

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CARPI pag. 13 GIUGNO TEMPO di esami, e non solo per chi va a scuola. Ad attendere la loro pagella di... GIUGNO TEMPO di esami, e non solo per chi va a scuola. Ad attendere la loro pagella di fine anno ci sono anche i dirigenti del Comune di Carpi ai quali periodicamente l'amministrazione dà i voti e concede dei premi produzione' in relazione al raggiungimento degli obiettivi stabiliti all'inizio dell'anno. Tecnicamente si chiama retribuzione di risultato' in pratica, se i dirigenti in questione hanno raggiunto gli obiettivi che in accordo con la giunta si erano prefissati ad inizio anno il loro premio (che si aggira intorno agli 8000 euro a testa e che è stato stabilito in partenza) verrà erogato interamente; se invece qualche aspetto non sarà ritenuto congruo i dirigenti riceveranno la loro retribuzione aggiuntiva soltanto in percentuale. A valutare l'operato delle figure dirigenziali (Miriam Bulgarelli, Ruggero Canulli, Giovanni Gnoli, Paola Fregni, Norberto Carboni, Patrizia Mantovani, Marco Rovatti e Andrea Scappi) sarà un nucleo di valutazione' composto da sindaco, direttore generale e segretario comunale. Una delibera approvata dalla giunta qualche giorno fa ha già stabilito i criteri che utilizzeranno per la valutazione e nei prossimi giorni si avranno i primi risultati. Stessa cosa accadrà anche per i dirigenti assunti da Terre D'argine, Maria Luigia Raineri e Francesco Scaringella. E' sulla Raineri, in particolare che gli occhi sono puntati. Dalla valutazione che le verrà assegnata quest'anno infatti potrebbe dipendere per la comandante della polizia dell'Unione non solo un incentivo sullo stipendio ma anche il rinnovo del suo contratto per il futuro.

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Bossi vota Molgora: È l'uomo dell'economia (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-06-2009)

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Sabato 06 Giugno 2009 CRONACA Pagina 12 GLI ULTIMI APPELLI AL VOTO. Il senatur all'area mercatale del Prealpino per il comizio a sostegno del sottosegretario del Carroccio in corsa per il Broletto Bossi «vota» Molgora: «È l'uomo dell'economia» «Tremonti non voleva che se ne andasse. Ma con questa crisi serve un presidente che sia bravo con i numeri» Il sottosegretario leghista Daniele Molgora è il favorito alle elezioni provinciali di oggi e domani. Eppure, per l'ultimo appello al voto il Carroccio bresciano ha voluto ieri sera che scendesse in campo comunque il numero uno, il senatur Umberto Bossi. I suoi seguaci, non tantissimi per la verità, hanno dovuto attenderlo oltre un'ora all'area mercatale del villaggio Prealpino prima che arrivasse da Iseo, dove poco prima aveva tenuto un altro comizio. Nel frattempo, sul palco si sono alternati il vicesindaco Fabio Rolfi e la presidente del consiglio Simona Bordonali, che ha incitato a festeggiare la chiusura definitiva del residence («vittoria del Carroccio»). C'era il candidato sindaco di Bovezzo Ivano Alvisi con il segretario nazionale della Lega Giancarlo Giorgetti, il quale ha intrattenuto il pubblico con un lungo discorso. «La trattativa per il Broletto è stata infinita - ha spiegato -, qualcuno lo ricorderà. Ma Bossi ha insistito, ha voluto proprio che il candidato fosse della Lega». Ad ingannare l'attesa anche il consigliere regionale Monica Rizzi e Rosi Mauro, vicepresidente leghista del Senato, oltre che il segretario del Carroccio bresciano Stefano Borghesi. Aspettando il senatur, Molgora ha ricordato le sue linee programmatiche per la Provincia: supporto ai piccoli comuni in pattuglia e nelle operazioni di sicurezza, sostegno alle piccole e medie imprese, applicazione del federalismo «perché il Broletto torni a contare di più». «La Provincia - ha ammesso il candidato leghista - non può da sola risolvere tutto. Su diverse questioni però ha il dovere di intervenire». MA L'APPLAUSO più grande, condito di incitazioni al grido di «Padania libera», l'ha ricevuto naturalmente lui, Umberto Bossi, che senza esitare è entrato subito nell'argomento: «Abbiamo fatto fatica a pensare che Daniele potesse fare il presidente della Provincia - ha detto il senatur - perché è proprio bravo con l'economia. Mi sarebbe piaciuto tenerlo a Roma e anche Tremonti non voleva lasciarlo andare. Ma con questa crisi c'è bisogno di un presidente bravo con i numeri». Il comizio ha scaldato i cuori dei «fratelli bresciani» - così ha chiamato i partecipanti - , pur senza riservare sorprese nei contenuti. Il leader della Lega ha parlato a lungo di federalismo («lo Stato deve dare i soldi a chi li impiega bene, non a chi li butta via. Ora costa troppo e così siamo noi a dover pagare di più») e di stranieri («la gente va aiutata a casa sua. Finalmente abbiamo fermato l'immigrazione senza controllo, siamo il partito dei miracoli»). MA IL CARROCCIO ha soprattutto ben chiara la fotografia del suo elettorato e sa bene che, come aveva detto in mattinata anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento alla sede del Pdl, oggi è innegabilmente cambiato e abbraccia nuove classi sociali. «La sinistra - aveva detto prima Giorgetti - non parla più alla gente comune. Noi facciamo politica in mezzo alla gente. E la Lega è il partito che sa dare ai cittadini le risposte che cercano». Bossi ha anche altre spiegazioni. «La sinistra che è senza progetti e senza credibilità ha perso i voti degli operai e dei lavoratori», ha sostenuto. Con una bordata a seguire. «Certo, poi quel voto hanno pensato di darlo ai clandestini. Li hanno fatti entrare tutti pensando di dare poi loro il diritto di voto». E Franceschini, quello parla «come il capo del partito dell'immigrazione». Il senatur non ha mancato di sfoderare i pezzi forti della Lega Nord. Come i classici sempre verdi, gli slogan della «Roma ladrona»: «Gli imbecilli del Nord lavorano, pagano, e a Roma magnano - ha sbottato - . Ma le cose cambieranno. Per esempio, i magistrati presto sarete voi ad eleggerli direttamente. Vi capiranno se parlerete dialetto». E ha scherzato sulle vicende personali del presidente del consiglio. «Le donne di Berlusconi? Mah - ha detto - ci credo poco vista l'età. E poi Berlusconi non è della Lega, se fosse della Lega sì che ce l'avrebbe duro...». Ma è arrivata anche qualche parola di rimprovero perché «è una cosa criminale toccare le famiglie e i figli. Sono cose da non fare». La campagna del Carroccio si è chiusa con l'invito a «votare il guerriero» (e non, come aveva spiegato una mezz'ora prima Bordonali, «le imitazioni») e uno schieramento di big e candidati sul palco a cantare all'unisono «Va' pensiero» con la mano sul cuore. Sentendosi già in qualche modo la vittoria in tasca.  

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Pdl, scelta per il buon governo (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 06-06-2009)

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Edizione: 06/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia «Pdl, scelta per il buon governo» L'appello finale è a premiare «una forza politica che vive ed opera a stretto contatto con il territorio e la vita dei bresciani. A partire dalla sicurezza». Formigoni e la Gelmini: «Siamo una squadra coesa» Il ministro Mariastella Gelmini, il presidente Roberto Formigoni, l'on. Viviana Beccalossi: uniti nel rivendicare la centralità del Pdl (foto Eden) «Pdl, una squadra coesa che condivide i valori di una politica fatta di azioni concrete di buon governo al servizio del cittadino e della società». Lo dice l'on. Viviana Beccalossi, coordinatrice provinciale del partito, ed è la nota caratterizzante l'incontro stampa di chiusura della campagna elettorale. Senza innescare polemiche interne alla coalizione, si torna a marcare «l'importanza di votare Pdl per far seguire alle parole i fatti». Per dare anche visivamente l'idea di una forza di governo compatta, durante l'incontro introdotto dall'assessore provinciale ai Lavori Pubblici Mauro Parolini, il Pdl schiera il ministro alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il presidente della Provincia Alberto Cavalli, il sindaco di Brescia Adriano Paroli, l'on. Giuseppe Romele, l'assessore regionale Franco Nicoli Cristiani, la consigliere regionale Margherita Peroni, gli assessori in Broletto e Loggia, i candidati consiglieri provinciali. Voti che pesano Gli interventi che si susseguono - Parolini, Beccalossi, Gelmini, Formigoni - valorizzano l'azione di governo svolta ai diversi livelli: nazionale, regionale, provinciale, comunale. Al fondo hanno una questione esplicitata con terminologie diverse, ma presente in tutte le valutazioni: solo confermando, anche al Nord, un peso maggioritario al Pdl, si attribuisce stabilità alla coalizione e incisività alle scelte operative. Trasparente la questione dei rapporti di forza tra Pdl e Lega: il voto europeo deciderà l'articolazione della titolarità a presentare, nel 2010, le candidature a governatori regionali; il voto provinciale stabilirà la composizione della Giunta Molgora; l'elezione dei sindaci individuerà i radicamenti territoriali. Gelmini e Formigoni È il ministro Gelmini la più esplicita nel sottolineare: un partito che punta a raccogliere una quantità di consensi superiore a quella dei tempi d'oro della Dc, non può che essere una forza che penetra i diversi ambienti sociali, compresi quelli che tradizionalmente votavano a sinistra. Una connotazione che chiede la fatica di mettere insieme piuttosto che l'irruenza del dividere. Ne discende l'esigenza di fare leva su un filone riconosciuto di cultura politica, un permanente collegamento con il territorio, la capacità di realizzare i programmi elaborati. Incassa gli elogi alla sua azione di ministro, ma non si sofferma più di tanto sul suo comparto d'azione: le preme promuovere l'idea di effettiva coesione dentro il Pdl e di affidabilità dei suoi rappresentanti ai diversi livelli istituzionali, rivendicando «la cultura del fare rispetto a quella delle chiacchiere roboanti». Negli interventi della Gelmini e della Beccalossi, ancor più in quello di Formigoni - che, già proiettato sul voto regionale 2010, snocciola una serie impressionante di dati e cifre lombarde e bresciane a supportare il messaggio che valga la pena continuare con il suo modello di governo regionale e di rapporto con le Province, il Parlamento italiano e quello europeo - uno spazio particolare è dato al nodo sicurezza: «Massima accoglienza unita al massimo rigore nei confronti dei clandestini». Ad assicurare, in soldoni, che il tema è parte caratterizzante l'azione politica del Pdl nazionale e del governo regionale, al quale Formigoni ascrive il merito di aver avviato, in anni passati, la concretizzazione del federalismo, «già sperimentato all'interno della Regione con i 1.546 Comuni e le 12 Province». Ripetuti i richiami alle iniziative realizzate a supporto di famiglia, scuola, lavoro, imprese... L'Europa? Una istituzione decisiva. Ecco allora l'appello di Formigoni a preferenziare Mario Mauro, che potrebbe essere il prossimo presidente, e la sollecitazione, a lato, dell'on. Saglia a non dimenticare l'opera del ministro La Russa, pure lui candidato. Adalberto Migliorati

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AL CIVILE Gli orari delle visite pediatriche nMercoledì 27 maggio av... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 06-06-2009)

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Edizione: 06/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE AL CIVILE Gli orari delle visite pediatriche nMercoledì 27 maggio avevamo appuntamento per le ore 9 per una visita cardiologica di controllo presso gli ambulatori della Clinica Pediatrica degli Spedali Civili di Brescia per un bambino di 19 mesi a noi affidato. Purtroppo nella notte il bimbo era stato agitato per tosse e febbre e dopo varie riprese del sonno si era da ultimo riaddormentato verso le ore 6.30. Noi abitiamo nel comune di Sarezzo, per cui dovendo essere a Brescia per le ore 9, abbiamo dovuto svegliare il bimbo alle ore 8, per partire per Brescia alle ore 8.20. Alle ore 9 in punto arriviamo presso gli ambulatori della Clinica Pediatrica, dove dopo aver presentato la documentazione necessaria agli sportelli, ci mettiamo in attesa della chiamata per la visita. La sala di attesa pur ampia, è gremita di bambini e parenti e non c'è posto a sedere per tutti. I bambini, come anche il nostro, dopo il primo momento di calma e di smarrimento in un ambiente nuovo, iniziano a familiarizzare e diventa un problema tenerli fermi, per cui ci sono quelli che corrono per l'ampia sala, quelli che fingono di leggere alcuni giornali sparsi sui tavolini, quelli che scarabocchiano sugli stessi, quelli che giocano con palle ricavate accartocciando gli stessi giornali. Il tempo passa e alle ore 10.30 cominciamo a spazientirci, per cui mia moglie cerca qualche interlocutore presso gli ambulatori dove le viene risposto che per la visita ci vorrà ancora una mezz'ora, in quanto prima devono essere visitati tutti gli esterni (perché noi non siamo venuti dall'esterno?). Il nostro bimbo non è considerato esterno in quanto il controllo cardiologico era stato richiesto nel mese di settembre 2008 da un servizio interno della Clinica Pediatrica, dove è sotto controllo fin dalla nascita. Inoltre il ritardo nella chiamata è dovuto anche al fatto che quella mattina mancava un cardiologo per cui quello rimasto, in servizio dalle ore 4 del mattino, ha dovuto eseguire anche le visite del cardiologo assente. Dopo ulteriore attesa, alle ore 11.15, dopo 2 ore e 15 minuti dall'ora dell'appuntamento, veniamo chiamati per la visita e dopo la stessa, alle ore 11.30 possiamo ripartire per Sarezzo. Ora ci chiediamo, non era più logico che ci dessero appuntamento per le ore 10 o 10.30? Non pensano al disagio provocato ai bambini? Nonché agli accompagnatori? Non si capisce comunque il motivo per cui, se la visita viene richiesta da un servizio interno della Clinica Pediatrica, tale visita debba essere eseguita in coda a tutte le altre. Liliano Raza Giulia Sberna Sarezzo RAFFA DI PUEGNAGO Quanti pericoli nel parco giochi dei bambini nSono la mamma di una bambina di quasi due anni, abitiamo a Raffa di Puegnago d/G. e vorrei tanto come penso e spero altri genitori come me, aiutare mia figlia che guarda il mondo con gli occhi limpidi e puliti di un bambino ad avere rispetto e fiducia di sé, degli altri, e del mondo che la circonda. Due giorni fa, approfittando del bel sole decido di portare mia figlia a giocare al parco giochi sito in via G. La Pira nel nostro paese. Il parco giochi è deserto, la bambina corre comunque contenta verso la casetta per giocare, ma dopo che vi è entrata vedo al suo interno pezzi di vetro taglienti, cicche di sigarette ed è tappezzata di scritte disdicevoli di ogni tipo, le chiedo gentilmente di uscire perché la casetta è sporca. Cambiamo gioco e saliamo sulla giostra che gira, anche lì pronti ad attenderci moccini di sigarette, non faccio in tempo a dirle di non toccare che si sporca le manine di cenere, così andiamo verso la fontanella per lavarci le mani, beh ironia della sorte non esce nemmeno una goccia d'acqua. Saliamo sull'ultimo gioco, lo scivolo, e noto con disappunto che qualcuno era passato per informare la cittadinanza che il giorno 02.06.09 sarebbe venuta l'onorevole Dr.ssa Gelmini Mariastella proprio nel nostro comune, ma è mai possibile che ci si preoccupa solo di mettere fogli, volantini e cartelloni per far propaganda elettorale e che invece non ci si guardi un po' in giro salvaguardando la salute e l'educazione civica di coloro che sono il nostro futuro; dov'è finito il buon esempio? Dopo questo dico a mia figlia che forse è meglio andare in un altro parco giochi e lei mi risponde: sì mamma, avrei preferito mi dicesse di no che fosse felice di giocare lì, magari con altri bambini, magari con giochi puliti e sicuri, magari con l'erba verde dove correre invece di secca ed ingiallita. Magari domani sarà meglio... Silvia De Martin Raffa di Puegnago d/G

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Giugno al cardiopalma per oltre la metà degli studenti di terza media che frequentano g... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-06-2009)

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Sabato 06 Giugno 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Giugno al cardiopalma per oltre la metà degli studenti di terza media che frequentano gli istituti reatini. A pochi giorni dalla chiusura della scuola, con insegnanti e presidi impegnati negli scrutini, sono in tanti a rischiare la non ammissione all'esame di Stato (prima prova il 18 giugno) o addirittura il passaggio all'anno successivo. E' l'effetto delle novità introdotte a ottobre scorso dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini e che docenti e dirigenti si trovano ora a dover applicare: voti in decimi per tutte le classi, dalla scuola primaria (ex elementare) alla superiore e promozione con tutti sei, condotta compresa. Regole che stanno mettendo in crisi soprattutto la media. D'altra parte, gli scrutini del primo quadrimestre parlano chiaro in tutta Italia, dove in media 48 studenti su 100 hanno riportato almeno un'insufficienza in una materia, con un picco del 51 per cento per chi frequenta l'ultimo anno. Percentuali in linea con la situazione del Lazio (metà alunni a rischio bocciatura) e della provincia di Rieti dove sono il 51 per cento i ragazzi con almeno un 5 e il 56 per cento gli studenti di terza media che potrebbero non farcela (è il dato più alto tra le cinque province laziali). Una situazione paradossale, frutto anche di una normativa che ha spiazzato le medie e che sta ora costringendo docenti e dirigenti a tracciare possibili vie d'uscita. Perché poi, a conti fatti, a decidere la sorte di ogni singolo studente è pur sempre il consiglio di classe: «Esiste una normativa che dobbiamo rispettare - spiega Liviana Bolognini, dirigente dell'istituto comprensivo "Pascoli" - ma il consiglio di classe può stabilire criteri, valutando caso per caso in base a una serie di circostanze». A esempio, «se un alunno presenta insufficienze che possono essere colmate con attività di recupero durante l'estate, il consiglio può decidere di promuoverlo facendo presente la situazione alle famiglie». Certo, meglio ancora sarebbe se le medie potessero organizzare corsi di recupero, «ma questo non è previsto - aggiunge Bolognini - e non abbiamo fondi specifici da destinare in tal senso. Il rischio è che tutto questo meccanismo porti un aumento di spese per le famiglie». Aumento che l'associazione Primoconsumo ha calcolato nell'ordine dei 300 euro per le lezioni private: un costo troppo elevato che molti non possono permettersi.

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GUALDO TADINO - I tagli negli organici della scuola imposti dal governo cominciano ad avere effe... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 06-06-2009)

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Sabato 06 Giugno 2009 Chiudi di RICCARDO SERRONI GUALDO TADINO - I tagli negli organici della scuola imposti dal governo cominciano ad avere effetti concreti nella formazione delle classi ed arrivano le prime proteste dei genitori. Per la scuola media statale di Gualdo Tadino ha preso carta e penna l'Associazione Umbra della fibrosi cistica per scrivere al ministro Gelmini, al presidente della Regione Umbria e ad altre autorità. Il problema è spinoso. In virtù dei tagli negli organici, le prossime classi prime vengono ridotte da cinque a quattro sezioni, due di tempo normale e due di tempo prolungato. Le due classi di tempo normale hanno 59 iscritti ed andrebbero 30 in una sezione e 29 in un'altra. Un sovraffollamento insopportabile perché le aule sono piccole (sarebbero a norma per 20 alunni) e, soprattutto, perché tra gli alunni ci sono ragazzi malati di fibrosi cistica: «Si violerebbero gli standard abitativi relativi alla cubatura di aria pro-capite adeguata - scrive l'associazione- che, se non viene rispettata, può causare danni alla salute per un non corretto ricambio d'aria, vieppiù per la presenza di ragazzi a rischio quali i nostri associati, i quali quotidianamente sono sottoposti a cure antibiotiche e terapie per contrastare l'insorgenza di infezioni polmonari». Inoltre «l'inosservanza di tali standard comporterà la decadenza di validità del certificato di agibilità e del certificato di prevenzione incendi». La scuola, cioè, non sarebbe più a norma.

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere Alto Adige" del 06-06-2009)

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Corriere dell'Alto Adige sezione: BOLZANOEPROV data: 06/06/2009 - pag: 6 Scuola Durnwalder: sul caso Eccli il ministero ci risponda o decideremo da soli «Sovrintendente, nomina entro l'estate» BOLZANO «Stiamo ancora aspettando una lettera del ministero sul caso Eccli: per ora non abbiamo fretta ma la nostra pazienza non è infinita e, se non arriverà alcuna risposta entro l'inizio dell'anno scolastico, nomineremo il nuovo sovrintendente anche senza l'intesa da Roma». Con queste parole il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder torna sulla vicenda del nuovo sovrintendente scolastico italiano. L'occasione è data da un articolo del quotidiano «Tageszeitung » secondo il quale la deputata Luisa Gnecchi e il vicepresidente della Provincia Christian Tommasini avrebbero escogitato uno stratagemma per «blindare» Eccli, nominandolo vice dell'attuale facente funzioni, Claudio Vidoni, fino all'imminente pensionamento di quest'ultimo. Circostanze che vengono smentite da tutti i protagonisti, così come non risulta che Vidoni abbia presentato domanda di pensionamento. Per ora dunque la situazione resta di stallo, a distanza ormai di quasi un anno da quando la Provincia aveva inoltrato il nome del candidato individuato dal mondo della scuola: Ivan Eccli, un funzionario di primo piano in termini di esperienza, anzianità e titoli. Il Governo aveva però rifiutato l'intesa sul nome di Eccli e il presidente Durnwalder, in aprile al termine di un incontro a Roma con il ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, aveva annunciato un'apertura nei confronti del Governo, convocando a Palazzo Widmann i rappresentanti di docenti, funzionari scolastici e studenti per approfondire ulteriormente la questione. «Come avevo promesso al ministro ricorda ora Durnwalder ho voluto esplorare con il mondo della scuola italiana la possibilità di trovare eventuali altri candidati per presentare una>nuova proposta al Governo ma all'unanimità i rappresentanti scolastici hanno riconfermato il loro sostegno al professor Eccli e non hanno avanzato altre candidature. Il Governo non ha inoltre motivato la mancata intesa». Infuriata, sulla vicenda, l'ex assessora provinciale Luisa Gnecchi: «Viene strumentalizzata politicamente una vicenda che di politico non ha nulla: la colpa è della deputata del Pdl Michaela Biancofiore, che si è sempre opposta ad un nome proposto unitariamente da tutta la scuola italiana, mettendo inutilmente in difficoltà e delegittimando la scuola stessa. Un fatto gravissimo del quale Biancofiore dovrà assumersi la responsabilità ». L. R. Presidente Luis Durnwalder

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I corsi specialistici non saranno soppressi (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-06-2009)

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Corriere del Mezzogiorno sezione: FOGGIA data: 06/06/2009 - pag: 15 Medicina I corsi specialistici non saranno soppressi FOGGIA - Venti scuole di specializzazione medica nell'Università di Foggia non saranno più soppresse. Lo stabilisce un'ordinanza sospensiva del Tar che ieri ha accolto il ricorso del rettore Giuliano Volpe contro il Ministero dell'istruzione e l'Università di Bari. Al centro del contenzioso, la decisione del Ministero di tagliare i corsi di venti scuole di specializzazione afferenti alla facoltà di Medicina, e di accorparli all'Ateneo barese. L'università foggiana era risultata in possesso di tutti i requisiti per l'attivazione delle scuole: spazi adeguati per le strutture, strumentazioni tecnologiche, organizzazione e capacità assistenziale. Ma a gennaio da Roma è arrivata la comunicazione dei tagli. Prima del ricorso al Tar, il rettore Volpe aveva chiesto una riunione urgente con il ministro Gelmini, senza però ricevere risposta. Secondo i legali dell'ateneo foggiano, l'accorpamento delle scuole, e quindi il trasferimento degli studenti, non può essere imposto, senza che ci sia un accordo preventivo tra le due università. L'istanza sarà discussa nel merito dal collegio della prima sezione del tribunale amministrativo che per il momento ha bloccato la soppressione. (Valentina Marzo)

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Bondi alla Biennale: spazio ai talenti Qui finisce l'egemonia della sinistra (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 06/06/2009 - pag: 10 Il racconto Il ministro tra i padiglioni: Franceschini, che delusione. Il migliore uomo del centrosinistra è Letta Bondi alla Biennale: spazio ai talenti Qui finisce l'egemonia della sinistra DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA «Questa bellissima Biennale è un tassello della mia rivoluzione. La rivoluzione della libertà. Libertà di esprimersi senza gabbie estetiche, politiche, ideologiche. Non tocca certo a me stabilire cosa sia il Bello; a me tocca far sì che gli artisti italiani, i talenti, i giovani siano liberi di cercarlo. Non ha più senso parlare di egemonia della sinistra sulla cultura, sia perché i più grandi intellettuali del Novecento da Pirandello a Baget- Bozzo non erano di sinistra, sia perché questa distinzione non ha più senso. Tanto più oggi, alla vigilia di un risultato politico storico...». Sandro Bondi alla Biennale è felice. Abbronzato, persino. Sottobraccio a Manuela Ravetto in tailleur bianco, accompagnato dal consigliere Angelo Crespi con cappello color crema, marcato stretto da critici e artisti che sbucano da ogni parte per omaggiarlo e dal presidente Paolo Baratta («Ha visto ministro, la accolgono con le campane!»). «Ma chi non è felice a Venezia? Ho appena visto il ministro della Cultura russo: salutava tutti con la mano, era contento come un bambino. Il ministro francese, pure. Entrambi entusiasti della Biennale. Quanto a me dice Bondi , sono soddisfatto della mia intuizione: il ritorno del padiglione Italia. Mancava dal '95, l'anno scorso qui c'erano due soli artisti italiani. Ora invece vedo che i due curatori, Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli, hanno puntato sull'identità nazionale. Chia ha echi futuristi, Galliano evoca Segantini, Cingolani dipinge l'Immacolata Concezione, Pignatelli si ispira alla battaglia di Lepanto... Le polemiche di questi giorni sono pregiudizi da vecchia Italia, di chi critica senza vedere. Poi, qui fuori, l'omaggio a Pietro Cascella. A Berlusconi questa Biennale piacerebbe molto ». Scoppia un acquazzone, il grande teatro della Biennale ne viene scompaginato, Bondi fugge via con Cacciari e la Ravetto inseguito da altri critici e artisti, si rifugia in motoscafo. «Fu Cascella, che aveva comprato un castello vicino a Fivizzano, il paese di cui ero sindaco, a farmi incontrare Berlusconi. Era l'89, e Cascella mi portò con sé ad Arcore. Era un uomo di sinistra e non era un artista figurativo, si ispirava agli inca e agli egizi, ma tra i tanti Berlusconi aveva scelto lui. Quel giorno il presidente mi regalò una biografia di Hitler con dedica: 'A Sandro Bondi, cultore dell'utopia, un libro sull'utopia perversa'». A chiedergli del caso Noemi, Bondi palesa come una sofferenza fisica. «A Ballarò non sono andato volentieri, mi sentivo come sradicato, ma avvertivo il dovere di difendere Berlusconi. Proprio perché lo conosco. Avrei voluto dire che il rapporto con questa ragazza era 'pulito'. Invece mi è uscita quell'altra parola, 'purezza'. Io in Sardegna vado ogni anno, e sempre per lavorare; perché Berlusconi lavora sempre, non c'è distinzione tra lavoro e vacanza, si porta là i primi ministri stranieri, le carte, i dossier. E poi c'è sempre un sacco di gente: se uno ha altre intenzioni invita una persona sola, non cinquanta! Franceschini è stato una grande delusione. Lo pensavo un moderato, come me. Ha sbagliato tutto, e la pagherà amaramente». «Si profila un risultato mai visto, molto diverso da come lo si attende. La sinistra terrà più nel voto nazionale che in quello locale. Ci sarà uno smottamento anche nelle regioni un tempo rosse. Il Pd ha fallito l'ultimo appuntamento, e non sarà certo D'Alema a salvarlo: ha perso tutte le occasioni, non è più il nostro interlocutore. La sinistra perderà voti sul terreno sociale a vantaggio della Lega, e su quello estremista a vantaggio di Di Pietro. E credo ci saranno altre scissioni». Non stima nessuno dall'altra parte? «Con Rutelli, il mio predecessore, il rapporto è ottimo. Come con Cacciari, con cui abbiamo appena trovato l'accordo per la mostra del cinema. Il miglior uomo del centrosinistra, sul piano politico e personale, è Enrico Letta. Ma lasciamo perdere, se no lo danneggio. Avrebbero bisogno di un Berlusconi di sinistra, o almeno di un Blair. Ma all'orizzonte non lo vedo». E nel centrodestra? Tremonti? «È molto cresciuto politicamente». Fini? «È una ricchezza per noi, ma non dovrebbe recepire gli schemi culturali altrui senza sottoporli a critica». Con Lombardo lei è stato duro. «Il Pdl è un grande partito nazionale, e non può delegare il Nord a Bossi e il Sud a Lombardo. Con la differenza che la Lega è portatrice di una forza positiva; Lombardo, no». Il motoscafo arriva alla Ca' d'oro, dove Bondi è atteso da un'altra mostra. «Il nostro compito è far sì che la cultura italiana spezzi le vecchie barriere e vada verso il grande futuro che merita. Non voglio conoscere l'orientamento politico degli artisti, queste categorie appartengono al passato. Pirandello era un artista di destra? Ma no, era un grande artista». Davvero Baget-Bozzo ha lasciato un vuoto così vasto? «Lo chieda a Cacciari, che lo stimava moltissimo. Intitolerò a don Gianni la scuola di Gubbio». E Berlusconi, come sta? Ha sofferto anche lui in questi giorni? «La capacità di resistenza di Berlusconi mi sorprende ogni volta. Lei ricorda gli indagati di Tangentopoli, i dimagriti, i malati? Sono morti tutti di infarto o di tumore; e non avevano passato un millesimo di quanto hanno fatto passare a Berlusconi in quindici anni. Lui trascende le contingenze e le categorie, vale anche per Berlusconi quel che dicevo di Pirandello: non è affatto un uomo di destra, è oltre. In tanti si pongono il problema del dopo-Berlusconi. Io no. Dopo Berlusconi, cioè tra moltissimi anni, io non ci sarò. Non farò più politica, o magari sì visto che stiamo lavorando a un partito in grado di durare, e credo di aver avuto un ruolo nel formare la nuova classe dirigente: la Gelmini, Alfano, Fitto, e pure la Carfagna. Ma, senza di lui, nulla sarebbe più come prima». Aldo Cazzullo Intuizione «Sono soddisfatto della mia intuizione: il ritorno del padiglione Italia. Mancava dal '95, l'anno scorso qui c'erano solo due artisti italiani» Io e Cascella «Fu Cascella a farmi incontrare Berlusconi. Era l'89 e mi portò con sé ad Arcore. Il premier quel giorno mi regalò una biografia di Hitler»

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sacconi non firma il finanziamento bloccate le borse di 500 ricercatori - paolo russo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari Sacconi non firma il finanziamento bloccate le borse di 500 ricercatori Da otto mesi il ministro deve dare il via al programma L´allarme lanciato dall´associazione dottorandi, a luglio la Ue revocherà i fondi messi a disposizione PAOLO RUSSO Da otto mesi una firma del ministro Sacconi blocca le borse di studio di 500 ricercatori e dottorandi delle Università pugliesi. Il governo, infatti, non ha ancora avvallato il programma di finanziamenti proposto a settembre dalla Regione. Se il via libera non dovesse arrivare entro luglio, l´Unione europea revocherà il fondo messo a disposizione della Puglia. A lanciare l´allarme è stata l´associazione nazionale dei dottarandi italiani che ha inviato nei giorni scorsi, una lettera di sollecitazioni sia al ministro per il Welfare che alla titolare dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. La protesta dei giovani laureati che sono in servizio negli atenei pugliesi, senza essere titolari di borse di studio, ieri è stata portata alla ribalta dal Pd nazionale che ha presentato un interrogazione parlamentare. «L´Europa ha concesso, per la terza volta, i finanziamenti alla Puglia che la Regione vuole destinare ai dottorandi e ricercatori. Ma il governo Berlusconi si è messo di mezzo - ha accusato Marianna Madia, la giovane democratica della commissione Lavoro di Montecitorio - da mesi Bruxelles attende invano un parere di approvazione dell´iniziativa da parte del ministero guidato da Sacconi. Parere che, nonostante i tanti solleciti, non arriva. La Ue - ha sottolineato la deputata Pd - e´ disponibile, in via straordinaria, ad aspettare fino a luglio. Ma se Sacconi continuasse a tacere i finanziamenti verrebbero revocati e salterebbero le centinaia di borse di studio per i giovani ricercatori degli atenei pugliesi». Il fondo destinato ai giovani cervelli pugliesi è bloccato all´interno delle casse regionali. «Ho scritto a Sacconi su questo regolamento, sono anche andato direttamente a chiedere informazioni al suo ministero ma non ho mai ricevuto risposte», ha spiegato l´assessore regionale al lavoro, Marco Barbieri, rispondendo alle sollecitazioni dei ricercatori pugliesi. «I casi sono due - ha evidenziato la Madia - o Sacconi e´ sommamente incompetente, oppure e´ una vendetta politica contro una giunta di centrosinistra proprio in periodo di campagna elettorale». Intanto, la lettera scritta dall´associazione nazionale dei dottorandi è arrivata sulla scrivania dei ministri Sacconi e Gelmini. «Ci auguriamo - hanno scritto i rappresentanti nazionali della categoria - che il governo provveda a correggere al più presto questa situazione paradossale: in un momento in cui si lamenta la mancanza di risorse da destinare all´università e alla ricerca, è quanto meno strano che si sprechino fondi europei già destinati ai giovani ricercatori. A pagarne le spese rischiano di essere ancora una volta i cervelli italiani, che potrebbero vedere sparire i fondi che gli erano stato promessi, e che si vedono spinti, una volta di più, alla fuga dal nostro paese».

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Dario, Silvio, Nichi, Noemi: ecco le pagelle delle europee (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Articolo Sei in Interni 6 giugno 2009 Dario, Silvio, Nichi, Noemi: ecco le pagelle delle europee Una brutta campagna elettorale: chi ha giocato bene e chi no Non è stata una bella partita. È stata strana. La politica ha fatto fatica a tenere il campo, impigliata in gossip, trappole, personaggi ameni, doppi sensi, veline, veleni. Quelle che dovevano essere le parole- chiave (Europa, crisi) non si sono viste né sentite. Di seguito, le pagelle dei protagonisti del match. Politici e non. Dario Franceschini. Ha corso molto, si è buttato su tutti i palloni, ha rimediato entrate a gamba tesa, rivelandosi un grosso professionista del gioco. Molto preciso, spesso e volentieri ha anche cercato il gol. La squadra lo ha lasciato esprimersi alla sua maniera, non è colpa sua se il gioco complessivo risulta ancora poco spumeggiante. Di certo se la crisi sarà superata sarà merito suo. Modello: Andrés Iniesta. Antonio Di Pietro. Ha cominciato alla grandissima, menando in tutte le direzioni, sbuffando, scivolando, sparacchiando (spesso in tribuna). Il suo è un gioco d'altri tempi, molta interdizione, forza fisica e tiracci di prima, duro, falloso, manesco. Non bello a vedersi ma comunque efficace. Gioca da solo per 80 minuti, nel finale cala vistosamente, va in debito d'ossigeno e di idee fino a spegnersi del tutto. Modello: Romeo Benetti. Umberto Bossi. Ormai nella leggenda. Col suo inconfondibile stile è ancora in grado di seminare il panico nell'area avversaria (indovinate voi chi è l'avversario). Malgrado le precarie condizioni fisiche è stato capace di tenere la posizione fino al novantesimo senza mai perdere palla. La sua è una squadra che corre molto ma è da lui che passano tutti i palloni. Modello: Ferenc Puskas. Veronica Lario. Riapre improvvisamente la partita con un tiro solo: secco, preciso, micidiale. Che fa male. Poi si inabissa. Modello: Adriano (quando esordì nell'Inter). Nichi Vendola. Capitanare una squadra messa in piedi alla bell'e meglio non è facile per nessuno, nemmeno per il fromboliere di Terlizzi. Il difetto è sempre quello di tenere troppo la palla e di cercare dribbling impossibili. Ma la classe c'è. Modello: Antonio Cassano. Pier Ferdinando Casini. Una prova opaca. Non è riuscito a sfruttare gli errori altrui (e sì che ce ne sono stati), ha formato una squadretta arruolando gente come Emanuele Filiberto o lo spento Magdi Allam, che doveva essere un fuoriclasse e si è rivelato un rincalzo. Non è il suo campionato, pensa già alle regionali. Modello: Ricardo Quaresma. Gianfranco Fini. Non entrato. Raffaele Lombardo. Entra nella fase finale, a freddo mena tutti. Porta il gioco con un certo estro e rompe il gioco altrui, duetta con compagni (calcisticamente intesi) improvvisati e stenta a concludere. Potenzialmente pericoloso in ogni momento, è uno a cui la palla non si leva facilmente. Modello: Rino Gattuso. Enrico Mentana. Espulso al primo minuto di gioco. Senza voto. Marco Pannella. Il "brasiliano" della politica italiana ha giocato poco ma con grande intensità. Con la fedele spalla Bonino in pochi giorni ha messo in fila scioperi della fame e della sete, stelle gialle, occupazioni della Rai, comunicati, interviste, presenze tv, un casino che ha riportato la sua squadra, già condannata, alla ribalta. Per alcuni pratica un gioco stucchevole ma è senz'altro redditizio. Modello: Garrincha. David Mills. Non dà certo una mano, l'inglese, ancora una volta beccato dall'arbitro. Modello: Paul Gascoigne. Paolo Ferrero. Corre avanti e dietro sulla fascia sinistra alla ricerca di un gioco perduto che non riesce a ripetere. Spesso butta la palla in fallo laterale, non riesce mai a pungere, più di lui "gioca" Diliberto, vecchio e greve. L'onorato blasone non basta. Modello: Tarcisio Burgnich. Mirek Topolanek. Il ceco ha portato uno sprazzo di fantasia proprio allo scadere, pensava di essere già nello spogliatoio. Grande fisicità. Modello: Ruud Gullit. Massimo D'Alema. Dà spesso la sensazione di voler salire nella cabina di regia della squadra. L'esperienza e la sapienza tattica sopperiscono ad una certa mancanza di fantasia ma è sempre un piacere guardare le sue giocate, anche quelle che non vanno a buon fine. Modello: Giuseppe Giannini. Giuseppe D'Avanzo. Infaticabile portatore di palla, punge nell'area avversaria. Prende per mano una squadra forte alla ricerca del colpaccio che però non arriva. Comunque esce fra gli applausi del pubblico. Modello: Johan Neeskens. Silvio Berlusconi. Va su tutti i palloni e inevitabilmente ne perde troppi. Continuamente sotto rete, entra in confusione nella incredibile trasferta di Casoria, e non si riprende nelle giornate successive, finendo per litigare platealmente persino con la Moratti. Dichiara guerra alla stampa che lo critica, si allena poco e male, evidenzia ritardi fisici: una lunga carriera che rischia di non finire nel modo in cui sperava. Modello: Ronaldo (quando era al Milan). Noemi Letizia. Pur venendo dalle giovanili si è trovata all'improvviso catapultata in un ruolo di primo piano. È una presenza ancora sfuggente, da valutare. Però inconsapevolmente ha cambiato la partita. Comunque è stata una protagonista, anche per merito del suo preparatore atletico Gino Flaminio. Modello: non c'è. Mario Lavia

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in comune pagelle e premi ai dirigenti (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Chieti In Comune pagelle e premi ai dirigenti Scatta il sistema di valutazione per un salto di qualità nella burocrazia Bonus in denaro con la sufficienza piena Metodo contro i fannulloni. Via libera dei sindacati. Ecco come funzionerà CHIETI. Un sistema di valutazione dei dirigenti che tenga conto del livello di conseguimento degli obiettivi assegnati e delle capacità organizzative dimostrate. L'amministrazione comunale dà i voti ai suoi dirigenti introducendo un modello di valutazione che determinerà una serie di punteggi. La sufficienza piena farà guadagnare un bonus in denaro, il 15% del corrispettivo lordo annuo di base. Un incentivo per ottimizzare la macchina organizzativa e combattere eventuali fannulloni. «E' un passo importante», spiega il sindaco Francesco Ricci, «per riqualificare l'apparato burocratico comunale che al nostro insediamento presentava diverse lacune. Il sistema di valutazione integra il rifacimento della pianta organica ormai in dirittura d'arrivo». Sette i dirigenti stipendiati dal Comune compreso il direttore generale Ebron D'Aristotile, il quale presiederà il nucleo di valutazione composto da due esterni: il docente universitario della d'Annunzio Andrea Ziruolo e Anna Maria Coppola, segretario generale della Provincia di Chieti. Il sistema di valutazione sarà subito operativo. Il progetto è già stato approvato dalla giunta e dai sindacati. COME FUNZIONA. La giunta, su proposta del direttore generale, delibera il Piano esecutivo di gestione (Peg). Dopodiché il nucleo di valutazione definisce gli obiettivi da perseguire nel corso di un colloquio con ciascun dirigente. Archiviata questa fase di preparazione iniziale il nucleo di valutazione mette in atto un monitoraggio capillare sullo stato di avanzamento degli obiettivi da centrare. Poi, durante i primi due mesi dell'anno successivo all'"esame", i dirigenti autovaluteranno il proprio operato seguendo una serie di paramentri prestabiliti. Successivamente il nucleo di valutazione terrà un colloquio finale con i dirigenti prima di formalizzare il giudizio trasmesso al sindaco. Chiamato, insieme alla giunta, a comunicare ai dirigenti il provvedimento assunto. COSA VIENE VALUTATO. La valutazione è basata sul grado di ottenimento degli obiettivi ritenuti prioritari dall'amministrazione comunale che darà al dirigente un punteggio massimo di 70 punti. Altri 30 punti verranno assegnati per le competenze organizzative dimostrate. Per il futuro si lavora al coinvolgimento dell'utenza. «Attraverso la distribuzione di moduli», riprende D'Aristotile, «che permettano ai cittadini di valutare i servizi offerti dal Comune». COSA CAMBIA. A Palazzo d'Achille, dopo anni di improvvisazione, si volta pagina. «E' stato introdotto un discorso manageriale innovativo», dice D'Aristotile, «animato dalla volontà di fare squadra». Previsto un rimescolamento di deleghe tra gli assessori funzionale alla nuova pianta organica. Jari Orsini

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A est è scontro su scuole, marciapiedi nodo viario di San Giorgio e autobus (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

CIRCOSCRIZIONE 4 A est è scontro su scuole, marciapiedi nodo viario di San Giorgio e autobus Oggi e domani si vota anche per la nuova circoscrizione 4 che fonde assieme i territori delle ex Est e Nord Est, 35mila abitanti per 148 metri quadrati e 20 frazioni, quasi la metà del totale comunale. Meno omogenea di quanto non sembri, la nuova "4", perchè attacca uno sterminato territorio rurale alle nuove zone residenziali della città, con nodi di portata sicuramente extra-circoscrizionale come il nuovo ospedale di Cona e l'inquinamento del quadrante Est. Pietro Turri, numero uno uscente della Est e candidato della coalizione imperniata sul Pd per la presidenza unificata, cerca infatti di concentrarsi sulle questioni affrontabili in loco: «Manutenzione di strade, marciapiedi e caditoie, con la disinfestazione anti-zanzara tigre che Amsefc sta effettuando da gennaio, anche se qui non è facile essere efficaci perchè il 50% delle aree verdi è privata - sottolinea - All'Atc chiederemo di collegare meglio zone come Malborghetto, Focomorto e Aguscello». La circoscrizione si mobiliterà sul salvataggio di una delle due prime classi elementari a Cona-Quartesana, «ci sono 34 alunni ma la legge Gelmini imporrebbe a una classe di spostarsi a Baura - continua Turri - Via del Salice? Aspettiamo gli esiti degli accertamenti, in ogni caso servono strutture per l'infanzia in questa zona». Su questo è d'accordo anche il capolista Pdl, Nicola Abbasciano, «serve un asilo ma su altri terreni». Il polo di centro destra Pdl-Lega, però, mette soprattutto l'accento sui problemi della viabilità: «Il nodo di San Giorgio va risolto, anche per via dello smog che gli abitanti della zona respirano. Per questo siamo favorevoli a fare la bretella da via Ravenna, con un percorso che tenga conto delle nuove edificazioni - spiega Abbasciano - Oggi il traffico passa per le vie Briosi e Naviglio, che andrebbe trasformata a senso unico. A Quacchio hanno tolto il bus "9" e gli anziani non sanno come fare. Poi servono nuovi marciapiedi, illuminazione in via Prinella e strade meglio tenute».

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Bossi Molgora: <È l'uomo dell'economia>(sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

Bossi «vota» Molgora: «È l'uomo dell'economia» GLI ULTIMI APPELLI AL VOTO. Il senatur all'area mercatale del Prealpino per il comizio a sostegno del sottosegretario del Carroccio in corsa per il Broletto «Tremonti non voleva che se ne andasse. Ma con questa crisi serve un presidente che sia bravo con i numeri» 06/06/2009 rss e-mail print Da sinistra Umberto Bossi con Daniele Molgora e Giuliana Antonelli, candidata a Botticino SERVIZIO FOTOLIVE Il sottosegretario leghista Daniele Molgora è il favorito alle elezioni provinciali di oggi e domani. Eppure, per l'ultimo appello al voto il Carroccio bresciano ha voluto ieri sera che scendesse in campo comunque il numero uno, il senatur Umberto Bossi. I suoi seguaci, non tantissimi per la verità, hanno dovuto attenderlo oltre un'ora all'area mercatale del villaggio Prealpino prima che arrivasse da Iseo, dove poco prima aveva tenuto un altro comizio. Nel frattempo, sul palco si sono alternati il vicesindaco Fabio Rolfi e la presidente del consiglio Simona Bordonali, che ha incitato a festeggiare la chiusura definitiva del residence («vittoria del Carroccio»). C'era il candidato sindaco di Bovezzo Ivano Alvisi con il segretario nazionale della Lega Giancarlo Giorgetti, il quale ha intrattenuto il pubblico con un lungo discorso. «La trattativa per il Broletto è stata infinita - ha spiegato -, qualcuno lo ricorderà. Ma Bossi ha insistito, ha voluto proprio che il candidato fosse della Lega». Ad ingannare l'attesa anche il consigliere regionale Monica Rizzi e Rosi Mauro, vicepresidente leghista del Senato, oltre che il segretario del Carroccio bresciano Stefano Borghesi. Aspettando il senatur, Molgora ha ricordato le sue linee programmatiche per la Provincia: supporto ai piccoli comuni in pattuglia e nelle operazioni di sicurezza, sostegno alle piccole e medie imprese, applicazione del federalismo «perché il Broletto torni a contare di più». «La Provincia - ha ammesso il candidato leghista - non può da sola risolvere tutto. Su diverse questioni però ha il dovere di intervenire». MA L'APPLAUSO più grande, condito di incitazioni al grido di «Padania libera», l'ha ricevuto naturalmente lui, Umberto Bossi, che senza esitare è entrato subito nell'argomento: «Abbiamo fatto fatica a pensare che Daniele potesse fare il presidente della Provincia - ha detto il senatur - perché è proprio bravo con l'economia. Mi sarebbe piaciuto tenerlo a Roma e anche Tremonti non voleva lasciarlo andare. Ma con questa crisi c'è bisogno di un presidente bravo con i numeri». Il comizio ha scaldato i cuori dei «fratelli bresciani» - così ha chiamato i partecipanti - , pur senza riservare sorprese nei contenuti. Il leader della Lega ha parlato a lungo di federalismo («lo Stato deve dare i soldi a chi li impiega bene, non a chi li butta via. Ora costa troppo e così siamo noi a dover pagare di più») e di stranieri («la gente va aiutata a casa sua. Finalmente abbiamo fermato l'immigrazione senza controllo, siamo il partito dei miracoli»). MA IL CARROCCIO ha soprattutto ben chiara la fotografia del suo elettorato e sa bene che, come aveva detto in mattinata anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento alla sede del Pdl, oggi è innegabilmente cambiato e abbraccia nuove classi sociali. «La sinistra - aveva detto prima Giorgetti - non parla più alla gente comune. Noi facciamo politica in mezzo alla gente. E la Lega è il partito che sa dare ai cittadini le risposte che cercano». Bossi ha anche altre spiegazioni. «La sinistra che è senza progetti e senza credibilità ha perso i voti degli operai e dei lavoratori», ha sostenuto. Con una bordata a seguire. «Certo, poi quel voto hanno pensato di darlo ai clandestini. Li hanno fatti entrare tutti pensando di dare poi loro il diritto di voto». E Franceschini, quello parla «come il capo del partito dell'immigrazione». Il senatur non ha mancato di sfoderare i pezzi forti della Lega Nord. Come i classici sempre verdi, gli slogan della «Roma ladrona»: «Gli imbecilli del Nord lavorano, pagano, e a Roma magnano - ha sbottato - . Ma le cose cambieranno. Per esempio, i magistrati presto sarete voi ad eleggerli direttamente. Vi capiranno se parlerete dialetto». E ha scherzato sulle vicende personali del presidente del consiglio. «Le donne di Berlusconi? Mah - ha detto - ci credo poco vista l'età. E poi Berlusconi non è della Lega, se fosse della Lega sì che ce l'avrebbe duro...». Ma è arrivata anche qualche parola di rimprovero perché «è una cosa criminale toccare le famiglie e i figli. Sono cose da non fare». La campagna del Carroccio si è chiusa con l'invito a «votare il guerriero» (e non, come aveva spiegato una mezz'ora prima Bordonali, «le imitazioni») e uno schieramento di big e candidati sul palco a cantare all'unisono «Va' pensiero» con la mano sul cuore. Sentendosi già in qualche modo la vittoria in tasca. Natalia Danesi Natalia Danesi

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I big del Pdl: (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

I big del Pdl: «Noi, capaci di governare» GLI ULTIMI APPELLI AL VOTO. Il ministro e il presidente della Regione insieme alla coordinatrice del Pdl, a sindaci e assessori hanno salutato i candidati Gelmini: «Siamo un partito interclassista» Formigoni: «Con la Lega alleanza convinta» VIVIANA BECCALOSSI 06/06/2009 rss e-mail print Da sinistra Alberto Cavalli, Giuseppe Romele, Mariastella Gelmini, Viviana Beccalossi, Roberto Formigoni FOTOLIVE Il Popolo della libertà si proietta verso l'appuntamento elettorale rivendicando un volto nuovo. Il partito di Berlusconi giura, per bocca del ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, di rivolgersi non più solo ai professionisti e alle élite, ma anche «alle classi che tradizionalmente esprimevano un voto a sinistra. All'Italia che lavora, che opera». Si dice forte di «una cultura del fare, non delle chiacchiere perché questo è il tempo delle responsabilità». Una cultura a cui contribuisce, certo, l'omogeneità di colore politico in tutti i livelli istituzionali. È con questa identità che si presenta agli elettori bresciani. LA CAMPAGNA. L'hanno spiegato ieri i vertici del Pdl riuniti nella sede di via Corfù per la chiusura della campagna elettorale. Una sede davvero gremita di tutti i rappresentanti istituzionali, dal sottosegretario Stefano Saglia, al sindaco e al presidente della Provincia uscente, dagli assessori ai consiglieri, oltre che dei candidati in corsa per le provinciali e le amministrative. A fare gli onori di casa il responsabile del programma Mauro Parolini e la coordinatrice Viviana Beccalossi, che ha scritto formalmente la parola «fine» su una campagna elettorale «fatta porta a porta, con i gazebo, parlando di cose concrete e mai attaccando gli avversari politici». Una campagna nella quale «anche i ministri scono scesi in campo - ha sostenuto Gelmini - perché «sappiamo che il nostro dovere è ascoltare i cittadini». Che «nella correttezza dei rapporti con gli avversari ha toccato il fondo». Ma che «ha avuto il pregio di unire ancora di più Forza Italia e Alleanza Nazionale». «Si sono creati rapporti di amicizia - ha detto - ci siamo conosciuti meglio. E aveva ragione Berlusconi nel creare il Pdl, soggetto che semplifica il quadro politico e dà stabilità alle coalizioni di governo». Il ministro, nel fare un ultimo appello agli indecisi, ha citato anche alcuni dei valori cardine su cui a suo parere si fonda il partito: «profonda coesione, affidabilità, difesa della famiglia, della libertà d'impresa, delle radici cristiane». LA LEGA. In questo ultimo scampolo di campagna il Pdl ha lottato per non cedere il passo alla Lega, cercando di dimostrare a tutti i costi che è il primo partito. Eppure, i rapporti con il Carroccio - ha assicurato Viviana Beccalossi - non sono tesi. «Qualcuno ha cercato di mettere zizzannia. Ma noi abbiamo bisogno uno dell'altro, e insieme possiamo fare grandi cose». Che il tema sia caldo, lo dimostra il fatto che subito il presidente della Regione Roberto Formigoni ha concentrato proprio lì il suo intervento. Ribadendo che «è fondamentale per il bene dei governi che il Popolo della libertà abbia un voto forte, crescente». Con il Carroccio - ha spiegato - «abbiamo fatto alleanze ovunque e il nostro popolo voterà con uguale convinzione i candidati leghisti». Tuttavia la forza del partito di Bossi starà anche, per il governatore,«nell'avere assemblee elettive dove il Pdl è forte». Perché gli uomini e le donne del Pdl, ha detto, sono «garanzia di buon governo e di riforme. Non dimentichiamo che la riforma del federalismo è partita proprio dalla Lombardia». I TEMI. L'intervento di Gelmini e Formigoni in via Corfù ha ancora una volta puntato i riflettori più su questioni nazionali, che locali. È un cliché che si ripete un po' in tutti i partiti e in entrambi gli schieramenti dall'avvio della campagna elettorale. Sicurezza, lavoro e crisi sono i tre temi più caldi, secondo il governatore. Quelli nei quali la Regione, ma anche gli enti locali, hanno dato prova di quella capacità nell'amministrare di cui il Popolo della libertà si dà vanto. «Abbiamo stanziato per Brescia nel 2008 - ha spiegato il governatore - 828 mila euro per progetti di videosorveglianza e non solo. Grazie all'amico Cavalli dal 2000 gli incidenti mortali sono calati del 26 per cento». Un nodo, quello della sicurezza, che si lega a doppio filo con la polemica sull'immigrazione e i respingimenti. «Massima accoglienza a tutti - ha garantito ancora il presidente della Regione - coniugata con il massimo di rigore e di rispetto delle regole». In materia di lavoro, Formigoni ha richiamato il patto regioni - governo garantendo che «nessuno sarà lasciato solo». Ha poi elencato qualcuno degli interventi a sostegno della famiglia: «La dote scuola, con i suoi 38 mila beneficiari e l'erogazione di 13 milioni. Ma anche la dote formazione, lavoro, il buono famiglia». E le misure per affrontare la crisi: «Non appena abbiamo constatato che le Pmi erano in crisi, abbiamo convocato i banchieri e erogato finanziamenti per 3 miliardi di euro. La Regione continuerà a chiedere alle banche che la smettano di lesinare sul credito alle imprese». Il Popolo della libertà insomma sostiene la teoria del buon governo e chiede agli elettori di poter continuare ad amministrare. Anche se questa volta più che in passato dovrà fare i conti la Lega. Natalia Danesi Natalia Danesi

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I sindacati della scuola lombarda scendono in piazza contro il taglio dei posti in organico (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

I sindacati della scuola lombarda scendono in piazza contro il taglio dei posti in organico (6/6/2009 11:10) | (Sesto Potere) - Milano - 6 giugno 2009 -"Flc Cgil- Cisl Scuola- Uil Scuola di Milano organizzano un Presidio davanti all'Ufficio Scolastico in via Ripamonti 85 lunedì 8 giugno alle ore 10". E' quanto si legge in una nota consiunta delle federazioni della scuola milanesi. "Nelle scuole di Milano e provincia a fronte di una costante richiesta di tempo pieno da parte delle famiglie, sono stati tagliati 297 posti e 150 scuole si trovano con una classe di tempo pieno cui è stato assegnato un solo docente. Questo smentisce le rassicurazioni espresse ai media dal ministro Gelmini e viola la legge 176 del 2007 che ha ripristinato il modello didattico del tempo pieno prevedendo l'assegnazione di due docenti per ogni classe". "Dopo anni di battaglie -prosegue il comunicato- per la qualità della nostra scuola e per garantire veramente il tempo pieno dobbiamo dire no a questa situazione. Chiediamo al nuovo direttore generale dell'ufficio scolastico regionale la restituzione dei posti scippati a Milano in violazione di ogni disposizione normativa e in disprezzo per le richieste delle famiglie".

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E SULLA CAPACITà DI GESTIRE UNA DRAMMATICA EMERGENZA MAI CONOSCIUTA IN TEMPI RECENTI COME QUELL... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

E sulla capacità di gestire una drammatica emergenza mai conosciuta in tempi recenti come quella del terremoto dell'Aquila. In altri campi, Renato Brunetta aveva dimezzato l'assenteismo nel pubblico impiego, le riforme scolastica e universitaria della Gelmini davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno. Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Matteoli, il rinvio dei cantieri per alcune grandi opere strategiche. Un mese fa l'annuncio di divorzio da parte di Veronica Lario ha cambiato improvvisamente lo scenario politico. Gli infiniti punti di dibattito sulla gestione della crisi sono stati sostituiti dall'angoscioso dilemma sui rapporti tra Berlusconi e la giovanissima Noemi Letizia. Seguirono il racconto delle feste in Sardegna, l'imbarco del musico Apicella su un volo di Stato e quant'altro. Dal '48 a oggi, comunque abbiano votato, gli italiani lo hanno fatto con buonsenso. Non credo che questo verrà meno tra oggi e domani, ma sarebbe paradossale se il voto pro o contro il governo avvenisse su temi diversi da quelli che il governo affronta nell'esercizio delle sue funzioni. Berlusconi ha ribadito nelle ultime ore la sua convinzione di essere premiato e ha chiesto un voto perché il Pdl sia leader di un consiglio d'Europa sempre più importante per le decisioni sulle politiche nazionali (d'ora in poi si occuperà direttamente anche di agricoltura). Il presidente del Consiglio ha tuttavia ribadito che la sua azione di governo, rafforzata o no, non cambierebbe. Per quanto riguarda la Lega, se nel Veneto superasse il Pdl otterrebbe verosimilmente la presidenza della Regione, ma su un piano più generale difficilmente potrebbero cambiare i rapporti di forza tra due partiti alleati di cui l'uno continuerà a essere più o meno un quarto dell'altro. (Il Nord è decisivo per il Paese, ma se non decolla il Sud l'Italia continuerà a essere zoppa). Il voto, al contrario, sarà decisivo per le sorti del Pd. Massimo D'Alema ha deciso di riprendersi il partito. Non gli dispiacerebbe, assumendo una presidenza «forte», una segreteria confermata, ma fatalmente più debole, di Dario Franceschini. In ogni caso, tutto dipenderà dal risultato elettorale che almeno una parte del Pd si aspetta nettamente migliore alle elezioni amministrative che non alle europee. Il timore di una forte astensione, tra i quindici milioni di elettori non chiamati a rinnovare i 4280 consigli comunali e i 62 consigli provinciali, è molto forte e questo non aiuta il Pd. Letta e Rutelli hanno ovviamente smentito le affermazioni di Berlusconi su un loro distacco dal partito ma i contatti (soprattutto del primo) con Casini non sono una favola. Non a caso l'Udc conta di erodere più voti alla sua sinistra che alla sua destra, mentre il Pd deve arginare il disperato tentativo di Ferrero e Diliberto di superare lo sbarramento del 4 per cento. Resta Di Pietro. Di quanto crescerà Italia dei Valori rispetto alle politiche dello scorso anno? Questo partito da tempo è diventato il concorrente più pericoloso del Pd, costringendolo a tornare a un antiberlusconismo vecchia maniera. Una affermazione consistente di Di Pietro avrebbe fatalmente riflessi anche nella politica interna della sinistra. E per Franceschini non sarebbe una buona notizia. Bruno Vespa

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Il rimpasto annunciato da Sorbellopreoccupa un'ala del centrodestra (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 06-06-2009)

Argomenti: Scuola

melilli Il rimpasto annunciato da Sorbello preoccupa un'ala del centrodestra Floridia . È incerta la direttiva del ministro Gelmini, che mira a classi con un maggiore numero di alunni. la disposizone, però, si scontra con le norme sulla sicurezza degli edifici scolastici che, al contrario, puntano a classi meno affollate e i presidi non sanno come comporre le classi. Per muoversi dovrebbero almeno ricevere le planimetrie delle aule. «Stiamo lavorando ai calcoli delle cubature per le scuole locali» affermano il sindaco, Arturo Spadaro, e il capo dell'ufficio tecnico, Concetto Lo Giudice. Le istanze per ottenere le planimetrie iniziano a sortire qualche effetto: dalle scuole emerge l'attuale incompatibilità fra quanto la riforma Gelmini stabilisce, 29 alunni per classe, e quanto il patrimonio edilizio scolastico effettivamente offra. Non sempre è possibile tenere 29 ragazzi in aula e, comunque, la composizione delle classi deve rapportarsi a quello che prevede l'Asl in termini di sicurezza. È un problema che coinvolge tutte le scuole del territorio. Criticità segnalata anche dai presidi Marianna Sanzaro della «Volta» e Giovanni Incatasciato della «Pirandello» in una lettera inviata in Prefettura e al Comune. «Ho già chiesto all'ingegnere - dice Spadaro - il problema non è semplice. Prima le classi erano strutturate per accogliere in base a una determinata cubatura: adesso, essendo un circolo comprensivo, le aule ospitano anche alunni di scuola media». L'ingegnere conferma: «Non conosco ancora i dettagli della questione - asserisce Lo Giudice - tuttavia stiamo inviando i progetti alle scuole. Cerchiamo di lavorare perché all'inizio dell'anno si formino le classi. I parametri sono stati incrementati in favore degli alunni: adesso possono esserne ospitati in maggior numero e non dovrebbero esserci problemi neppure con gli organismi ispettivi». Roberto Rubino

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Lecco: monta la polemica sul ``saluto`` della Ministra (sezione: Scuola)

( da "Merateonline.it" del 06-06-2009)

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Cronaca >> Cronache lecchesi 6 / 6 / 2009 Lecco: monta la polemica sul ``saluto`` della Ministra Indignazione in città per il saluto che il ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla avrebbe rivolto, al termine dell`Inno di Mameli, sul palco durante la cerimonia per la festa dei 195 anni di fondazione dell`Arma. Mentre infatti la banda e i militari si apprestavano a terminare il noto ritornello "siam pronti alla morte l`Italia chiamò", sul "SI`" finale urlato a gran voce dalle truppe il ministro ha steso il braccio destro con il palmo della mano aperto. Un gesto che non è passato inosservato e che, stando alle immagini, è stato notato anche da diversi esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni presenti sul palco. A emulare il saluto lo stesso padre, l`imprenditore Vittorio Brambilla che ha alzato il braccio destro in tono comunque più dimesso e meno plateale rispetto alla figlia. Se dalle segreterie del PdL tendono a minimizzare parlando della solita strumentalizzazione politica, le opposizioni hanno invece attaccato pesantemente l`accaduto. Il Partito della rifondazione comunista ha fatto sapere di avere segnalato "l`inqualificabile gesto" al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mentre l`onorevole Lucia Codurelli del Partito Democratico si è scagliata contro gli ultimi episodi di intolleranza mostrati dal centrodestra a partire dall`identificazione di alcuni manifestanti durante la presenza del ministro Mariastella Gelmini a Osnago. I ministri della Repubblica Italiana, in visita in questi giorni a Lecco e in Brianza, hanno lasciato dietro di loro una scia di comportamenti vergognosi e volgari come mai si era visto.   L’ultima “perla” è della lecchese Brambilla, che alla festa dell’Arma dei carabinieri di ieri 5 giugno, dopo l’Inno nazionale si rivolge al pubblico col braccio teso del saluto fascista. Il gesto è stato ripreso e pubblicato in esclusiva dalla Gazzetta di Lecco. Possibile che nessuno delle alte autorità presenti abbia fatto rilevare alla ministra (in quel momento rappresentava la Repubblica in una cerimonia ufficiale), che il saluto romano è un gesto grave di inequivocabile apologia del fascismo, e quindi proibito dalla Costituzione?   E pare che il saluto col braccio testo non sia stata una leggerezza, ma che la Brambilla l’abbia anche sfoderato il 29 maggio a Varenna (Lc) durante un raduno di persone in camicia nera all’hotel Royal Victoria. Non da meno il ministro La Russa in visita a Lecco venerdì 22 maggio, che contestato verbalmente da un gruppo di giovani per il pessimo comportamento del Governo sulla vicenda dei migranti respinti e il lassismo verso i reati dei potenti, ha preteso che le forze dell’ordine identificassero immediatamente i contestatori e, guarda caso, successivamente uno di questi ragazzi è stato denunciato per reati penali. Anche in questo caso le immagini dell’episodio sono state diffuse su Youtube, comprese le volgarità espresse dal ministro e dal suo seguito. Ancora. A Osnago, un gruppo di genitori e di cittadini, vogliono manifestare direttamente al Ministro Gelmini, anche lei in visita nel nostro territorio, il proprio dissenso sulla legge taglia risorse alla scuola. Anche in questo caso i manifestanti vengono identificati dalle forze dell’ordine e la ministra della scuola rivolge parolacce ai dissidenti. Penso sia legittimo porsi l’interrogativo: cosa sta succedendo nel nostro Paese? Ministri che hanno giurato fedeltà alla nostra Costituzione rispolverano lugubri saluti fascisti, ministri che non tollerano il minimo dissenso e la libertà di espressione chiedono interventi repressivi. Perché nel nostro Paese la diversità delle opinioni e il diritto di manifestarle civilmente non appartiene più al confronto e alla dialettica politica, ma diventa materia di ordine pubblico ed, eventualmente, di procedimenti legali? Personalmente ritengo che tutto questo non si possa liquidare come piccoli e marginali episodi di una campagna elettorale particolarmente tesa, perché lasciano intravedere una deriva antidemocratica e una preoccupante intolleranza nei confronti del dissenso, delle libertà di espressione e di manifestazione, che possono alla lunga rappresentare un vulnus per i fondamenti costituzionali su cui si regge la nostra democrazia. Al primo posto della democrazia e della convivenza civile sta il rispetto della Costituzione e delle leggi che la attuano, mentre la prepotenza e l’arroganza di alcuni responsabili dell’attuale Governo la logorano. Lecco, 6 giugno 2009                                                                       On.  Lucia  Codurelli     Lecco. Il clima è teso in queste ultime ore di campagna elettorale che vedono il candidato in doppio petto nero alla Presidenza della Provincia di Lecco, Nava, (ex AN) perder abbondanti pezzi della grande dote che ha il centro destra (poco meno del 70% alle politiche del 2008). Sarà forse per accreditarsi qualche voto dell’estrema destra  che la neo-ministra Brambilla e il suo buon padre alla festa provinciale dell’arma dei carabinieri sotto la musica dell’inno nazionale  salutano romanamente ? O saranno talmente  presi dallo schieramento dei vari reparti dell’arma simili ad una falange romana che salutano a braccio teso ?  O sarà perché alla Ministra risalta fuori la sua indimenticabile altezzosa arroganza quando in piazza Garibaldi a Lecco posteggia sul posto riservato ai diversamente abili? O sarà perché figlia e padre vogliono anticipare con un certo tempismo la loro adesione al rigurgito di posizioni verso le quali il nostro Paese ha chiuso il 25 aprile del 1945 ? Noi quali siano le motivazioni di un gesto inqualificabile non lo sappiamo. Sappiamo però che salutare romanamente a braccio teso non è solo più che un insulto a tutti i democratici e alla città di Lecco che è medaglia d’argento della Resistenza, ma è  in un momento in cui il centro destra vuole rovesciare la Costituzione  un segnale politicamente allarmante . Per questo abbiamo ritenuto doveroso, essendo la Brambilla un Ministro di questo Paese, segnalare l’inqualificabile gesto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.   La segreteria Rifondazione Comunista Lecco Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 6/6/2009 alle 17.32

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