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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Ecco la fase due
del progetto: dare i voti ai servizi sociali
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'AGENDA Ecco la fase due del progetto: dare i voti ai servizi sociali
Dopo le 'pagelle' ai Comuni per la fiscalità locale, la Cgil ha avviato un
progetto per misurare quantità e qualità dei servizi offerti dagli enti locali.
La prima tappa del piano prevede un confronto tra i Comuni capoluogo in
Lombardia.
Sovrintendenza
caos, Vidoni forse lascia ( da "Alto Adige" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: andando allo scontro con il ministro Mariastella Gelmini. «Questa è la
mia linea e non cambia», spiega Tommasini. Questo piano cozza contro la palese
indisponibilità del presidente Luis Durnwalder a creare una frattura con Roma.
Tommasini da settimane insiste e tornerà alla carica la settimana prossima.
Gli altri
candidati ( da "Alto Adige" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gli altri candidati Annamaria Corradi, Laura Canal, Tullio Lott (nelle
foto da sinistra), Maria Rita Chiaramonte sono i dirigenti scolastici indicati
dal ministro Gelmini che possono entrare in gioco per la nomina a
Sovrintendente come alternativa a Eccli.
Il federalismo
impossibile ( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della ministra Gelmini Vai fino a Besena Brianza al comizio di sua
Eccellenza la ministra Gelmini per ascoltare una delle sue illuminanti perle di
saggezza e, invece, le escono di bocca ben quattro pirla. Proprio così (cfr 2
giugno u.s.). La Maria Stella nazionale, riferendosi ad alcuni operatori della
scuola che esponevano civilmente dei cartelli,
Pdl alla prova
gradimento, il Pd si gioca tutto
( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le riforme scolastica e universitaria del ministro Maria Stella
Gelmini davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma
del codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli accettabili un
sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi l'anno.
Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Altero Matteoli,
rettore, difendici
da brunetta ( da "Mattino di Padova, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Magnifico ha preso le loro difese anche davanti al ministro della
Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini: «L'Ateneo è sceso in piazza contro la
sua riforma dell'Università». E Milanesi, adesso, li aspetta al Bo il 16
giugno, per un faccia a faccia.
a settembre tutti
a lezione nelle aule ( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Gelmini che taglia 330 posti di lavoro negli istituti
scolastici in provincia dell'Aquila è stata avanzata l'altro ieri al governo
nazionale dai consiglieri regionali Giuseppe Di Pangrazio (Pd) e Antonio del
Corvo (Pdl). «L'Aquila» ha commentato Di Pangrazio «in questo momento di
incertezza ha bisogno di qualche punto fermo in più per questo miriamo a
mantenere intatta l'
rifiuti, le
pagelle dei comuni ( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Record a Fara, in coda Atessa. Si conclude il mandato del presidente
La Morgia Rifiuti, le pagelle dei Comuni Il consorzio ha assegnato i
"premi" per la differenziata LANCIANO. Sono state pubblicate ieri,
dal direttivo del consorzio smaltimento rifiuti, le percentuali delle
premialità 2008 per i 53 comuni.
riforma atenei
rischio gattopardo ( da "Mattino di Padova, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: del disegno di legge del ministro Gelmini, dalla cui realizzazione
dipende in ogni caso la buona riuscita di ogni altro processo riformatore.
Bisogna superare l'anomalia tutta italiana di un sistema universitario in cui
agli Atenei è riconosciuta la necessaria autonomia, ma nel quale non esiste
alcun organismo preposto alla valutazione dei risultati di ciascuno di questi
Atenei.
QUALI sono le
intenzioni dell'attuale governo in tema di finanziamenti per l...
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: soprattutto alla luce di quanto prospettato dalla riforma Gelmini. Va
ricordato che l'articolo 7 bis della legge n. 169 del 30 ottobre 2008 prevede
la revoca delle assegnazioni non utilizzate e la riassegnazione "per
l'attivazione di opere di messa in sicurezza delle strutture scolastiche,
finalizzate alla mitigazione del rischio sismico.
Il Popolo della
Libertà raggiungerà o no il 40 per cento dei voti che lo riporterebbe ai f...
( da "Gazzettino, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le riforme scolastica e universitaria della Gelmini davano i primi
frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura
civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle
imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno. Unico punto oscuro,
nonostante l'impegno del ministro Matteoli,
Gli effetti della
riforma ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la riforma Gelmini questi corsi spariranno. Al loro posto sono
previsti due nuovi indirizzi: "Turismo", e "Amministrativo,
finanza e marketing"; quest'ultimo è quello che probabilmente si avvicina
di più al percorso del vecchio ragioniere, poi diventato corso Igea.
scuola, insegnanti
in piazza - gianluca corsi
( da "Nuova Sardegna, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: insegnanti in piazza Protesta nelle strade contro i tagli del decreto
Gelmini GIANLUCA CORSI NUORO. C'era anche una delegazione proveniente da
Austis, il paese diventato un simbolo nella lotta in difesa della scuola
pubblica, al corteo organizzato ieri sera dalla Gilda insegnanti di Nuoro. A
portare striscioni dai titoli eloquenti, "Austis per il diritto alla
scuola".
Tagli alla scuola
Il Tar del Lazio dà torto alla Gelmini
( da "Unita, L'" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola Il Tar del Lazio dà torto alla Gelmini «Avevamo ragione: i
provvedimenti della Gelmini non sono applicabili». Così l'avvocato fiorentino
Corrado Mauceri commenta l'esito dell'udienza che si è tenuta al Tar del Lazio
sui ricorsi presentati dal Comune di Fiesole e dall'associazione «Scuola della
Repubblica» contro i provvedimenti del ministro dell'Istruzione Mariastella
Gelmini.
Giulio Pica
Dovremmo svegliarci Come si fa a non condividere le parole di Franceschini,
quand... ( da "Unita, L'" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Recentemente la Gelmini ha definito "pirla" chi la
contestava: se in trentacinque anni di servizio non mi era mai successo quanto
descritto sopra, però "pirla" non siamo noi. Piero Ridolfi Ci sono
anch'io! Sono di Ravenna, sono nato il 10 giugno 1945, non sono ancora in
pensione e sono disoccupato.
IL VOTO DI OGGI e
domani si annuncia decisivo per le sorti ...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-06-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: le riforme scolastica e universitaria della Gelmini davano i primi
frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura
civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle
imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno. Unico punto oscuro,
nonostante l'impegno del ministro Matteoli,
GIUGNO TEMPO di
esami, e non solo per chi va a scuola. Ad attendere la loro pagella di...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ad attendere la loro pagella di... GIUGNO TEMPO di esami, e non solo
per chi va a scuola. Ad attendere la loro pagella di fine anno ci sono anche i
dirigenti del Comune di Carpi ai quali periodicamente l'amministrazione dà i
voti e concede dei premi produzione' in relazione al raggiungimento degli
obiettivi stabiliti all'inizio dell'anno.
Bossi vota
Molgora: È l'uomo dell'economia
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento alla sede del Pdl,
oggi è innegabilmente cambiato e abbraccia nuove classi sociali. «La sinistra -
aveva detto prima Giorgetti - non parla più alla gente comune. Noi facciamo
politica in mezzo alla gente. E la Lega è il partito che sa dare ai cittadini
le risposte che cercano».
Pdl, scelta per il
buon governo ( da "Giornale di Brescia" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Formigoni e la Gelmini: «Siamo una squadra coesa» Il ministro
Mariastella Gelmini, il presidente Roberto Formigoni, l'on. Viviana Beccalossi:
uniti nel rivendicare la centralità del Pdl (foto Eden) «Pdl, una squadra coesa
che condivide i valori di una politica fatta di azioni concrete di buon governo
al servizio del cittadino e della società»
AL CIVILE Gli
orari delle visite pediatriche nMercoledì 27 maggio av...
( da "Giornale di Brescia" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ssa Gelmini Mariastella proprio nel nostro comune, ma è mai possibile
che ci si preoccupa solo di mettere fogli, volantini e cartelloni per far
propaganda elettorale e che invece non ci si guardi un po' in giro
salvaguardando la salute e l'educazione civica di coloro che sono il nostro
futuro;
Giugno al
cardiopalma per oltre la metà degli studenti di terza media che frequentano
g... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: effetto delle novità introdotte a ottobre scorso dal ministro
dell'istruzione Mariastella Gelmini e che docenti e dirigenti si trovano ora a
dover applicare: voti in decimi per tutte le classi, dalla scuola primaria (ex
elementare) alla superiore e promozione con tutti sei, condotta compresa.
Regole che stanno mettendo in crisi soprattutto la media.
GUALDO TADINO - I
tagli negli organici della scuola imposti dal governo cominciano ad avere
effe... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Umbra della fibrosi cistica per scrivere al ministro Gelmini, al
presidente della Regione Umbria e ad altre autorità. Il problema è spinoso. In
virtù dei tagli negli organici, le prossime classi prime vengono ridotte da
cinque a quattro sezioni, due di tempo normale e due di tempo prolungato. Le
due classi di tempo normale hanno 59 iscritti ed andrebbero
Abstract: Gelmini, aveva annunciato un'apertura nei confronti del Governo, convocando a Palazzo Widmann i rappresentanti di docenti, funzionari scolastici e studenti per approfondire ulteriormente la questione. «Come avevo promesso al ministro ricorda ora Durnwalder ho voluto esplorare con il mondo della scuola italiana la possibilità di trovare eventuali altri candidati per presentare una>
I corsi
specialistici non saranno soppressi
( da "Corriere del Mezzogiorno" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini, senza però ricevere risposta. Secondo i legali
dell'ateneo foggiano, l'accorpamento delle scuole, e quindi il trasferimento
degli studenti, non può essere imposto, senza che ci sia un accordo preventivo
tra le due università. L'istanza sarà discussa nel merito dal collegio della
prima sezione del tribunale amministrativo che per il momento ha bloccato la
soppressione.
Bondi alla
Biennale: spazio ai talenti Qui finisce l'egemonia della sinistra
( da "Corriere della Sera" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini, Alfano, Fitto, e pure la Carfagna. Ma, senza di lui, nulla
sarebbe più come prima». Aldo Cazzullo Intuizione «Sono soddisfatto della mia
intuizione: il ritorno del padiglione Italia. Mancava dal '
sacconi non firma
il finanziamento bloccate le borse di 500 ricercatori - paolo russo
( da "Repubblica, La" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. La protesta dei giovani laureati che sono in servizio
negli atenei pugliesi, senza essere titolari di borse di studio, ieri è stata
portata alla ribalta dal Pd nazionale che ha presentato un interrogazione
parlamentare. «L´Europa ha concesso, per la terza volta, i finanziamenti alla
Puglia che la Regione vuole destinare ai dottorandi e ricercatori.
Dario, Silvio,
Nichi, Noemi: ecco le pagelle delle europee
( da "EUROPA ON-LINE" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Articolo Sei in Interni 6 giugno 2009 Dario, Silvio, Nichi, Noemi:
ecco le pagelle delle europee Una brutta campagna elettorale: chi ha giocato
bene e chi no Non è stata una bella partita. È stata strana. La politica ha
fatto fatica a tenere il campo, impigliata in gossip, trappole, personaggi ameni,
doppi sensi, veline,
in comune pagelle
e premi ai dirigenti ( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In Comune pagelle e premi ai dirigenti Scatta il sistema di
valutazione per un salto di qualità nella burocrazia Bonus in denaro con la
sufficienza piena Metodo contro i fannulloni. Via libera dei sindacati. Ecco
come funzionerà CHIETI. Un sistema di valutazione dei dirigenti che tenga conto
del livello di conseguimento degli obiettivi assegnati e delle capacità
organizzative dimostrate.
A est è scontro su
scuole, marciapiedi nodo viario di San Giorgio e autobus
( da "Nuova Ferrara, La" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ci sono 34 alunni ma la legge Gelmini imporrebbe a una classe di
spostarsi a Baura - continua Turri - Via del Salice? Aspettiamo gli esiti degli
accertamenti, in ogni caso servono strutture per l'infanzia in questa zona». Su
questo è d'accordo anche il capolista Pdl, Nicola Abbasciano, «serve un asilo
ma su altri terreni».
Bossi
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento alla sede del Pdl,
oggi è innegabilmente cambiato e abbraccia nuove classi sociali. «La sinistra -
aveva detto prima Giorgetti - non parla più alla gente comune. Noi facciamo
politica in mezzo alla gente. E la Lega è il partito che sa dare ai cittadini
le risposte che cercano».
I big del Pdl:
Argomenti: Scuola
Abstract: e assessori hanno salutato i candidati Gelmini: «Siamo un partito interclassista»
Formigoni: «Con la Lega alleanza convinta» VIVIANA BECCALOSSI 06/06/2009 rss
e-mail print Da sinistra Alberto Cavalli, Giuseppe Romele, Mariastella Gelmini,
Viviana Beccalossi, Roberto Formigoni FOTOLIVE Il Popolo della libertà si
proietta verso l'appuntamento elettorale rivendicando un volto nuovo.
I sindacati della
scuola lombarda scendono in piazza contro il taglio dei posti in organico
( da "Sestopotere.com" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Questo smentisce le rassicurazioni espresse ai media dal ministro
Gelmini e viola la legge 176 del 2007 che ha ripristinato il modello didattico
del tempo pieno prevedendo l'assegnazione di due docenti per ogni classe".
"Dopo anni di battaglie -prosegue il comunicato- per la qualità della
nostra scuola e per garantire veramente il tempo pieno dobbiamo dire no a
questa situazione.
E SULLA CAPACITà
DI GESTIRE UNA DRAMMATICA EMERGENZA MAI CONOSCIUTA IN TEMPI RECENTI COME QUELL...
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le riforme scolastica e universitaria della Gelmini davano i primi
frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura
civile, premessa per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle
imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno. Unico punto oscuro,
nonostante l'impegno del ministro Matteoli,
Il rimpasto
annunciato da Sorbellopreoccupa un'ala del centrodestra
( da "Sicilia, La" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: È incerta la direttiva del ministro Gelmini, che mira a classi con un
maggiore numero di alunni. la disposizone, però, si scontra con le norme sulla
sicurezza degli edifici scolastici che, al contrario, puntano a classi meno
affollate e i presidi non sanno come comporre le classi.
Lecco: monta la
polemica sul ``saluto`` della Ministra
( da "Merateonline.it" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: identificazione di alcuni manifestanti durante la presenza del
ministro Mariastella Gelmini a Osnago. I ministri della Repubblica Italiana, in
visita in questi giorni a Lecco e in Brianza, hanno lasciato dietro di loro una
scia di comportamenti vergognosi e volgari come mai si era visto. L?ultima
?perla? è della lecchese Brambilla, che alla festa dell?
( da "Gazzetta di Mantova, La" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
L'AGENDA Ecco la fase due del
progetto: dare i voti ai servizi sociali Dopo le 'pagelle' ai Comuni per la
fiscalità locale, la Cgil ha avviato un progetto per misurare quantità e
qualità dei servizi offerti dagli enti locali. La prima tappa del piano prevede
un confronto tra i Comuni capoluogo in Lombardia. I risultati saranno pronti nei prossimi mesi. Tra gli obiettivi del
sindacato di via Altobelli c'è però anche un'indagine mirata a testare la
qualità dell'offerta dei servizi degli enti locali mantovani. Un progetto che
prevede il confronto tra Comuni nei singoli distretti provinciali.
( da "Alto Adige" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
di Francesca Gonzato Sovrintendenza caos, Vidoni
forse lascia Gelo con Tommasini dopo il caso pagelle Eccli «blindato» in corsa
come sostituto Il sovrintendente reggente può chiedere la pensione Aspira a un
incarico alla Lub BOLZANO. Veleni e gossip sulla Sovrintendenza. Da quasi un
anno (21 luglio) la giunta ha nominato Ivan Eccli sovrintendente, ma il governo
non dà l'intesa. Da sei mesi Claudio Vidoni è subentrato a Bruna Rauzi come
sovrintendente sostituto. La Tageszeitung ha lanciato ieri l'ipotesi di un
«piano» dell'assessore Christian Tommasini per blindare Eccli come sostituto
sovrintendente e risolvere così l'impasse con Roma. Tommasini nega: «Non cerco
soluzioni pasticciate». La tensione travolge uffici e assessorato. Non stupisce
che escano ricostruzioni fosche sulla difficile sostituzione di Bruna Rauzi.
Claudio Vidoni avrebbe già depositato la richiesta di pensionamento. «Non è
vero», smentisce Vidoni. «Non esiste alcuna lettera», gli fa eco Tommasini. Ma
Vidoni dopo oltre 40 anni di servizio ha maturato il diritto di lasciare
l'amministrazione provinciale in ogni momento. Una sua lettera potrebbe
arrivare nelle prossime settimane. C'è chi dà per scontato che Vidoni possa
accompagnare la scuola fino all'inizio dell'anno scolastico e poi lasciare. Su
questo Vidoni non dà smentite: «Entro settembre possono succedere molte cose».
Sul «dopo» il sovrintendente ha le idee chiare. Collabora con la Lub, può
puntare su un impegno più pesante. «Si può creare qualcosa di interessante per
il collegamento tra università e scuola», spiega Vidoni. Da ricordare anche che
a gennaio scadrà il mandato del Cdu della Lub. Intanto resta al suo posto,
assicura: «Non posso lasciare l'incarico fino a quando non ci sarà qualcuno che
prenderà il mio posto. La scuola sarebbe completamente scoperta. Posso andare
in pensione, magari lo spero, ma una cosa sono i desideri e un'altra i doveri».
I rapporti con Tommasini son precipitati con la vicenda del simbolo della
Repubblica cancellato e poi rimesso sulle pagelle. Lo scivolone è stato
scaricato interamente da Tommasini sul sovrintendente. Il dirigente l'ha presa
male (e anche parecchi funzionari). Potrebbero concordare un'uscita pacifica,
con l'inciarico universitario. Via Vidoni, cosa accadrà? Gli scenari sono due.
Il primo vede la giunta insistere sulla nomina di Eccli sovrintendente, andando allo scontro con il ministro Mariastella Gelmini. «Questa è la mia linea e non
cambia», spiega Tommasini. Questo piano cozza contro la palese indisponibilità
del presidente Luis Durnwalder a creare una frattura con Roma. Tommasini da
settimane insiste e tornerà alla carica la settimana prossima. C'è poi
il piano «b» che Tommasini nega e viene invece accreditato da Michaela
Biancofiore (Pdl), impegnata in prima persona con il ministro Gelmini contro la nomina di Eccli. Quest'ultimo da mesi
lavora già in Sovrintendenza con un distacco che lo vede impegnato sulla
riforma scolastica. I gossip parlano di un Eccli sovrintendente in pectore che
già partecipa attivamente alle riunioni con l'assessore. Nominarlo
sovrintendente sostituto (ci vorrà l'incarico a capo ripartizione) potrebbe
essere un modo per ottenere il risultato sperato: dare una guida alla scuola,
anche senza un sovrintendente ufficiale.
( da "Alto Adige" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Gli altri candidati Annamaria
Corradi, Laura Canal, Tullio Lott (nelle foto da sinistra), Maria Rita
Chiaramonte sono i dirigenti scolastici indicati dal ministro Gelmini che possono entrare in gioco per la nomina a Sovrintendente come
alternativa a Eccli.
( da "Tribuna di Treviso, La" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Il federalismo impossibile Il federalismo
impossibile nell'Italia opportunista Alcuni giorni fa un amico mi disse che in
Italia il federalismo non è possibile perché manca una tradizione federalista.
Forse è vero. Secoli di dominio straniero ha reso molti italiani
individualisti, opportunisti e forti con i deboli e deboli con i forti. La
nostra Repubblica non dovrebbe essere fondata «sul lavoro» ma sulla
raccomandazione. Al di là dei campanilismi, la vera tradizione degli
opportunisti, è: «Francia o Spagna purchè se magna». Tuttavia l'opportunismo
potrebbe diminuire se ci fossero buoni educatori. E gli educatori non sono solo
gli insegnanti, ma anche i giornalisti e soprattutto coloro che realizzano
programmi per le tv. Ad esempio non ho mai visto un programma su come funziona
il federalismo in Svizzera o in Germania. Quando invece si parla in televisione
del futuro federalismo italiano si sente solo un elenco di bellissimi sogni, ma
non si discute mai delle difficoltà che si dovranno superare per realizzare uno
Stato federale che tenga conto delle differenze economiche e sociali tra
regioni. Ecco alcuni problemi: come si potrà sviluppare un'economia sana nelle
regioni in cui le varie mafie imperano? Franco De Rossi Treviso Scuola, i
«quattro pirla» della ministra Gelmini Vai fino a Besena Brianza al comizio di sua Eccellenza la ministra
Gelmini per ascoltare una
delle sue illuminanti perle di saggezza e, invece, le escono di bocca ben
quattro pirla. Proprio così (cfr 2 giugno u.s.). La Maria Stella nazionale,
riferendosi ad alcuni operatori della scuola che esponevano civilmente dei
cartelli, ha affermato testualmente: «Sono solo quattro pirla che mi
contestano e non sanno cos'è la democrazia». Certo, da un ministro che ha
giurato sulla Costituzione della Repubblica e fa parte del cosiddetto Popolo
delle Libertà, quest'uscita è stata un'ottima dimostrazione di sapienza e
pratica democratica. Vero è che, per tutto quanto sta facendo alla scuola e per
tutte le conseguenze che arrecherà a intere generazioni di giovani, non
meriterebbe «solo quattro pirla» ma milioni. Intanto, caro ministro, voglia
raccogliere l'adesione del quinto pirla. Io, però, non la contesto. Anzi, sono
orgoglioso di averla come mio diretto superiore. Gianfranco Pignatelli E-mail I
volantini anonimi che girano a Maserada Anche a Maserada sul Piave si vota per
l'elezione del sindaco e il consiglio comunale. La campagna elettorale, si è
svolta molto correttamente con i candidati sindaci che presentavano i candidati
consiglieri e il programma incontrando i cittadini delle frazioni e nel
capoluogo. Negli ultimi giorni girano per Maserada volantini anonimi dove si
critica le scelte fatte in questi cinque anni dall'amministrazione uscente con
dati falsi e cose non vere. Criticare è legittimo però va anche detto che in
questi anni la politica a Maserada è stata al servizio del cittadino e non come
nelle precedenti amministrazioni dove si servivano della politica. Trovo che
scrivere volantini anonimi sia una cosa molto scorretta, forse perché non hanno
il coraggio di mettere la propria faccia. Nicola Schiavon Maserada Quei centesimi
tentatori sbandierati in vetrina La spesa quotidiana è un vero problema e forse
per questo i commercianti tentano tutte le strade per invogliare i propri
clienti creando le formule più strane per proporre prezzi «appetibili». Tutti i
prezzi, salvo qualche raro caso, sono indicanti i centesimi del tipo: euro
1,99, euro 5,99, euro 9,99 e così via. Non posso credere si tratti dei prezzi
più onesti. Piccolo esempio: la scorsa settimana presso un supermercato ho
comprato due bustine di caramelle a euro 1,60, mentre presso un altro, le
stesse, a euro 1,98. Oramai lo 0,99 è diventato un fisso su lo stragrande dei
prodotti, comprese le verdure. Così come mi sembra strano che tutti i libri
allegati ai quotidiani si debbano vendere a euro 5,90 - 7,90 se non a 9,90.
Sono credibili queste formule d'alchimia? Luciano Castroreale Conegliano
( da "Secolo XIX, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pdl alla prova gradimento, il Pd si gioca tutto
Bruno Vespa Il Popolo della libertà raggiungerà o no il 40 per cento dei voti
che lo riporterebbe ai fasti della Democrazia Cristiana tra il '48 e il '58? Le
elezioni europee sono tradizionalmente un grande sondaggio sul gradimento del
governo. Fino a un mese fa, le indagini demoscopiche raccontavano di un partito
di maggioranza apparentemente incontenibile. Nessuna delle forze d'opposizione
sembrava riuscita a scalfire Silvio Berlusconi sulla gestione della crisi,
sulla politica della sicurezza, sulla capacità di gestire una drammatica
emergenza mai conosciuta in tempi recenti come quella del terremoto
dell'Aquila. In altri campi, il ministro Renato Brunetta aveva dimezzato
l'assenteismo nel pubblico impiego, le riforme scolastica e
universitaria del ministro Maria Stella Gelmini davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la
riforma del codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli
accettabili un sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23
miliardi l'anno. Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Altero
Matteoli, il rinvio dei cantieri per alcune grandi opere strategiche. Un
mese fa l'annuncio di divorzio da parte di Veronica Lario ha cambiato
improvvisamente lo scenario politico. Gli infiniti punti di dibattito sulla
gestione della crisi sono stati sostituiti dall'angoscioso dilemma sui rapporti
tra Berlusconi e la giovanissima Noemi Letizia. Seguirono il racconto delle
feste in Sardegna, l'imbarco del musico Mariano Apicella su un volo di Stato e
quant'altro. Dal '48 ad oggi, comunque abbiano votato, gli italiani lo hanno
fatto con buonsenso. Non credo che questo verrà meno tra domani e domenica, ma
sarebbe paradossale se il voto pro o contro il governo avvenisse su temi
diversi da quelli che il governo affronta nell'esercizio delle sue funzioni.
Berlusconi ha ribadito nelle ultime ore la sua convinzione di essere premiato e
ha chiesto un voto perché il Pdl sia leader di un consiglio d'Europa sempre più
importante per le decisioni sulle politiche nazionali (d'ora in poi si occuperà
direttamente anche di agricoltura). Il presidente del Consiglio ha tuttavia
ribadito che la sua azione di governo, rafforzata o no, non cambierebbe. Per quanto
riguarda la Lega, se nel Veneto superasse il Pdl otterrebbe verosimilmente la
presidenza della Regione, ma su un piano più generale difficilmente potrebbero
cambiare i rapporti di forza tra due partiti alleati di cui l'uno continuerà a
essere più o meno un quarto dell'altro. (Il Nord è decisivo per il Paese, ma se
non decolla il Sud l'Italia continuerà a essere zoppa). Il voto, al contrario,
sarà decisivo per le sorti del Pd. Massimo D'Alema ha deciso di riprendersi il
partito. Non gli dispiacerebbe, assumendo una presidenza "forte", una
segreteria confermata, ma fatalmente più debole, di Dario Franceschini. In ogni
caso, tutto dipenderà dal risultato elettorale che almeno una parte del Pd si
aspetta nettamente migliore alle elezioni amministrative che non alle Europee.
Il timore di una forte astensione, tra i quindici milioni di elettori non
chiamati a rinnovare i 4.280 consigli comunali e i 62 consigli provinciali, è
molto forte e questo non aiuta il Pd. Enrico Letta e Francesco Rutelli hanno
ovviamente smentito le affermazioni di Berlusconi su un loro distacco dal
partito ma i contatti (soprattutto del primo) con Pierferdinando Casini non
sono una favola. Non a caso l'Udc conta di erodere più voti alla sua sinistra
che alla sua destra, mentre il Pd deve arginare il disperato tentativo di Paolo
Ferrero e Oliviero Diliberto di superare lo sbarramento del 4 per cento. Resta
Antonio Di Pietro. Di quanto crescerà Italia dei valori rispetto alle politiche
dello scorso anno? Questo partito da tempo è diventato il concorrente più
pericoloso del Pd, costringendolo a tornare a un anti-berlusconismo vecchia
maniera. Un'affermazione consistente di Di Pietro avrebbe fatalmente riflessi
anche nella politica interna della sinistra. E per Franceschini non sarebbe una
buona notizia. Bruno Vespa, giornalista e scrittore, dirige e conduce
"Porta a porta" su RaiUno. 06/06/2009
( da "Mattino di Padova, Il" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
«Il ministro per la Pubblica amministrazione vuole
ridurre i premi produttività». Appello anche ai candidati «Rettore, difendici
da Brunetta» Tagli, gli impiegati del Bo chiedono aiuto al Magnifico Il
personale tecnico amministrativo del Bo fa appello al rettore Vincenzo Milanesi
e ai candidati che si stanno contendendo la sua successione perché si arrivi ad
un accordo salariale prima di luglio. «Un accordo che ci tuteli dagli ulteriori
tagli ai premi produttività previsti dal ministro per la Pubblica
amministrazione Renato Brunetta». Una seconda «mazzata» che colpirà i
dipendenti delle amministrazioni pubbliche proprio a luglio, dopo che la legge
finanziaria di Tremonti ha ridotto di già il cosiddetto salario accessorio. «Il
nostro appello - dice Osmano Clementi, coordinatore delle Rappresentanze
Sindacali Unitarie (rsu) dell'Ateneo - è rivolto al Magnifico e ai suoi
papabili successori perché facciano pressione sul Governo difendendo la nostra
categoria». Loro, un plotone di 2400 persone, sono agguerriti. Ieri, al centro
biologico interdipartimentale Vallisneri, il personale tecnico amministrativo
ha convocato Giovanni Bittante, Giorgio Palù e Giuseppe Zaccaria (Ezio Stagnaro
resta latitante) per porre sul piatto della bilancia il «buono» e il «cattivo»
dell'operato di Milanesi e per far sentire la loro voce di protesta. E le loro
richieste per il rettorato 2009-2013. «Il nostro stipendio mensile - precisa
Clementi - va dai 1.000 ai 1.300 euro netti e gli incentivi ammontano a circa
il 25 per cento: una percentuale che le politiche governative hanno tutta
l'intenzione di abbassare». A beneficiare del salario accessorio, «è la maggior
parte di noi: si va dai 300 ai 5 mila euro, per una media che, a testa, si
aggira intorno ai mille euro l'anno». «Il nostro lavoro, al Bo, è importante:
va tutelato». Via, quindi, con le proposte. «La prima è che gli organi
collegiali ci tengano più in considerazione: anche noi, a giugno, andremo a
votare il nuovo rettore ma il voto del personale è pari al 7 per cento, ovvero
ad un massimo di 170 voti. Troppo pochi: vogliamo avere più peso decisionale».
«La seconda - continua Clementi - consiste in una formazione più
professionalizzante: siamo stanchi a dover seguire banali corsi di computer». Detto
questo, Milanesi viene comunque «assolto». «Il rettore in carica è stato dalla
nostra parte, concedendo, negli ultimi quattro anni, a 700 dipendenti un
contratto a tempo indeterminato». Non solo. Il Magnifico ha
preso le loro difese anche davanti al ministro della Pubblica Istruzione Maria
Stella Gelmini: «L'Ateneo è
sceso in piazza contro la sua riforma dell'Università». E Milanesi, adesso, li
aspetta al Bo il 16 giugno, per un faccia a faccia.
( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Altre «A settembre tutti a lezione nelle
aule» Lo assicura l'assessore comunale al Diritto allo studio D'Innocenzo
L'AQUILA. A settembre tutti i gli alunni aquilani faranno lezione in aula. è la
promessa fatta agli alunni delle scuole elementari, medie e delle scuole di
infanzia da parte dell'assessore comunale al Diritto allo studio, Luca
D'Innocenzo, che ha tenuto una conferenza stampa alla scuola «Nicola
Moscardelli» di San Francesco per fare il punto sulla situazione dei plessi
scolastici. Trentuno edifici scolastici comunali su 58 sono compresi tra le
categorie di agibilit A e B. Gli edifici saranno sostituiti da tensostrutture
perfettamente funzionanti e climatizzate, dotate di tutti i servizi. Le
segreterie funzionali sono state trasferite a Colle sapone. Per quanto concerne
gli asili nido comunali, agibile solo quello di Pile, mentre i plessi di
Casetta Fantasia e di Viale Giovanni XXIII risultano inagibili. E a proposito
di scuola, la richiesta di sospensione per un anno della norma della riforma Gelmini che taglia 330 posti di lavoro negli istituti scolastici in
provincia dell'Aquila è stata avanzata l'altro ieri al governo nazionale dai
consiglieri regionali Giuseppe Di Pangrazio (Pd) e Antonio del Corvo (Pdl).
«L'Aquila» ha commentato Di Pangrazio «in questo momento di incertezza ha
bisogno di qualche punto fermo in più per questo miriamo a mantenere intatta l'offerta
formativa non foss'altro per fermare la fuga di tante famiglie che vi hanno
iscritto o pensano di iscrivere i propri figli altrove, un fenomeno in
particolare in atto sulla costa abruzzese». Secondo Del Corvo questa necessità
è in linea con quanto previsto nel Decreto legge sul terremoto che parla di
conservazione didattica nella citt capoluogo. Sull'argomento si pronuncerà anche
il consiglo regionale che vaglierà una risoluzione urgente presentata dai due
consiglieri regionali. Di Pangrazio e del Corvo hanno comunicato che il
presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, e l'assessore all'Istruzione,
Paolo Gatti chiederanno la revoca della delibera di giunta, dello scorso
febbraio, che prevede la riduzione di 19 presidenze in Abruzzo di cui cinque
all'Aquila e l'accorpamento delle scuole. Un primo passo per tornare alla
normalità, anche se molti studenti, invece delle clessiche aule in muratura
dovranno fare lezione in tensostrutture che risulteranno egualmente accoglienti
e confortevoli. E soprattutto sicure. Tutto questo in attesa della
ricostruzione del capoluogo di regione abruzzese. E la ripresa delle attività
scolastiche in città potrebbe rappresentare un incentivo per accelerare i
tempi.
( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Record a Fara, in coda Atessa. Si
conclude il mandato del presidente La Morgia Rifiuti, le pagelle dei Comuni Il
consorzio ha assegnato i "premi" per la differenziata LANCIANO. Sono
state pubblicate ieri, dal direttivo del consorzio smaltimento rifiuti, le
percentuali delle premialità 2008 per i 53 comuni. Un milione e 200mila euro che la legge riserva per gli incentivi alla
raccolta differenziata. L'incontro è diventato una sorta di bilancio di cinque
anni di mandato del direttivo del presidente Riccardo La Morgia. «Il consorzio
- ha sottolineato La Morgia - in questi anni ha avviato diverse iniziative,
come l'impianto di pre-trattamento dei rifiuti o la nuova piattaforma
consortile che consente di portare in discarica rifiuti "puliti",
pronti per il riciclo. Chiedo quindi che a sostituire questo direttivo non sia
solo un uomo scelto dai partiti, ma una figura professionalmente preparata alla
gestione di questo ente che viene lasciato con tre anni di bilancio in attivo».
Della serie, non sprecate il lavoro fatto, che si lega alla polemica sollevata
da alcuni sindaci e dall'associazione Frentania Provincia dopo il rinvio
dell'assemblea che doveva votare i nuovi dirigenti e che è stata posticipata a
dopo le elezioni. Il bando per le candidature alla presidenza del consorzio
scade il 3 luglio. Della sua ricandidatura il presidente La Morgia non parla:
«Preferisco che il mio nome venga fatto da altri», ha commentato pur senza
negare che una continuità sarebbe gradita soprattutto per terminare le cose
avviate in questi anni. E intanto viene pubblicata la tabella delle premialità
che spettano ai comuni. Una griglia nella quale è facile individuare i centri
più virtuosi nella raccolta differenziata dei rifiuti. I coefficenti principali
per assegnare le premialità sono il numero di abitanti, la percentuale di
rifiuti che va in discarica e quella della differenziata, la quota pro capite
dei rifiuti per comune e quella per provincia. Una formula matematica nella
quale ha grande rilievo anche l'uso della piattaforma consortile che certifica
da dove provengono e dove vanno i rifiuti consegnati. Spicca il comune di Fara
San Martino che con 1.558 abitanti riesce a differenziare l'86% dei rifiuti,
viene poi Altino (46%), Castelfrentano (67,2%), Fossacesia (47,5%) e altri dieci
comuni che hanno superato la soglia di legge del 45%. Atessa è ai minimi
storici: differenzia solo il 14,2% dei rifiuti, il "premio" è di
appena 18mila euro. «E' una spinta per le amministrazioni a fare di più», ha
commentato La Morgia «differenziare e riciclare deve essere una risorsa».
(d.d.l.)
( da "Mattino di Padova, Il" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
di Vincenzo Milanesi RIFORMA ATENEI RISCHIO
GATTOPARDO Doveva essere presentato in Consiglio dei ministri già un paio di
mesi fa il testo del disegno di legge sull'Università, ormai da tempo
annunciato dal governo. Ma la presentazione è stata fatta slittare a dopo le
elezioni. Nel frattempo, girano bozze con ritocchi anche non marginali che
cambiano di giorno in giorno. Segno di una difficoltà a metter mano a una nuova
normativa, con un provvedimento organico, su due temi di grande importanza: la
governance degli Atenei, da un lato, e i meccanismi di reclutamento e
progressioni di carriera, dall'altro. Bisognerà vedere il testo definitivo per
dare un primo giudizio motivato, ma già possiamo tentare qualche prima
osservazione sulla base delle indiscrezioni raccolte. Il problema più rilevante
da affrontare, quando si parla della forma di governo delle Università
italiane, è quello di assicurare ad ogni Ateneo lo spazio di esercizio
dell'autonomia gestionale chiudendo però il varco per l'emergere di una
inaccettabile autoreferenzialità. Insomma, ci vogliono strutture di governance
in grado di indurre le Università a un esercizio di autonomia responsabile, con
possibilità di verifica della correttezza delle scelte quanto a rispondenza
agli interessi generali della collettività, e non a quelli delle corporazioni
accademiche. Bisogna cioè che la voce degli stakeholders possa farsi sentire.
E' all'interno di questo quadro concettuale che andranno formulate le proposte
di ristrutturazione degli organismi di governo degli Atenei, ma facendo attenzione
a non adottare un sistema in cui i Consigli di amministrazione delle Università
finiscano in mano a «esterni», nominati non si capisce bene da chi, perché un
conto è ascoltare la voce degli stakeholders e un altro è «commissariare», di
fatto, gli Atenei. L'altro grande tema è quello del reclutamento dei giovani e
delle progressioni di carriera. Le diverse procedure sperimentate sinora non
hanno dato buona prova. Domina un «localismo» che ingessa le situazioni nei
nostri Atenei, rendendo di fatto impossibile una qualsivoglia forma di mobilità
dei docenti da una sede all'altra. Soluzioni pronte per l'uso non ce ne sono,
ovviamente. Ma sembra meriti di essere sperimentato un meccanismo a due
livelli. Un primo livello di abilitazione nazionale alla docenza universitaria,
a numero aperto, che conferisce una semplice abilitazione. Un secondo livello
di scelta sarà poi quello con valutazioni comparative presso ciascuna sede
universitaria. Funzionerà? Non sappiamo. Ma una cosa invece sappiamo bene. Ci
sono altre due «riforme» che sono indispensabili e indifferibili, di cui non si
parla nel testo del disegno di legge del ministro Gelmini, dalla cui realizzazione dipende
in ogni caso la buona riuscita di ogni altro processo riformatore. Bisogna
superare l'anomalia tutta italiana di un sistema universitario in cui agli
Atenei è riconosciuta la necessaria autonomia, ma nel quale non esiste alcun
organismo preposto alla valutazione dei risultati di ciascuno di questi Atenei.
E' da mesi annunciata l'Agenzia nazionale di valutazione di università e
ricerca (Anvur), ma sembra di ascoltare il Coro dei Lombardi alla prima
Crociata di verdiana memoria, «partiam, partiam»... ma stanno tutti ben fermi
sul palco. La seconda riforma che non può più attendere è quella del meccanismo
di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario, cioè della dotazione
finanziaria che dal bilancio dello Stato passa a quelli di ciascun Ateneo. E'
ora che si passi gradualmente ma con decisione a un'attribuzione dei fondi
pubblici alle Università sulla base della qualità del loro lavoro sul piano
scientifico e didattico. Un primo segnale c'è nella norma approvata a inizio
anno, che prevede l'assegnazione su base meritocratica del 7% dei fondi
statali. Meglio che niente, ma ci vuole più coraggio su questa strada da parte
di un governo che fa (speriamo non solo a parole) del riconoscimento del merito
e della qualità uno dei suoi cavalli di battaglia. Senza queste due altre
riforme, il sistema universitario italiano resterà a «rischio Gattopardo»: cambiare
tutto, perché tutto resti come prima.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
PESARO pag. 4 QUALI sono le intenzioni dell'attuale
governo in tema di finanziamenti per l... QUALI sono le intenzioni dell'attuale
governo in tema di finanziamenti per la manutenzione degli edifici scolastici?
Giuliana Ceccarelli e Giorgio Baldantoni, consiglieri comunali uscenti del
Partito Democratico illustrano la situazione delle scuole di Pesaro che negli
ultimi sette anni, «grazie alle molte risorse umane, strumentali e finanziarie
che il Comune ha impegnato, la sitazione degli edifici è migliorata per quanto
roiguarda l'adeguamento alle norme di sicurezza». Solo nell'ultimo quinquennio,
l'Amministrazione ha destinato 6 milioni di euro, a cui si aggiungono 4 milioni
per la realizzazione di interventi attualmente in corso. Alcune scuole
costruite negli anni 60 e 70 come notano i consiglieri hanno ancora bisogno di
interventi di manutenzione. «In quest'ottica spiegano bisognerebbe sapere quali
sono le intenzioni del governo in tema di finanziamenti, soprattutto
alla luce di quanto prospettato dalla riforma Gelmini. Va ricordato che l'articolo 7 bis della legge n. 169 del 30
ottobre 2008 prevede la revoca delle assegnazioni non utilizzate e la
riassegnazione "per l'attivazione di opere di messa in sicurezza delle
strutture scolastiche, finalizzate alla mitigazione del rischio sismico.
C'è poi il decreto ministeriale del 5 marzo 2009, che assegna alla Regione
Marche oltre 2 milioni di euro per piani di edilizia scolastica. Considerato
che il Comune non è in grado di provvedere con le proprie risorse concludono
sarà nostro compito prestare attenzione affinché il ministro mantenga le
promesse, accreditando ai Comuni i fondi per poter eseguire i necessari
interventi di straordinaria manutenzione relativi all'adeguamento sismico».
( da "Gazzettino, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 6 Giugno 2009, Il Popolo della Libertà
raggiungerà o no il 40 per cento dei voti che lo riporterebbe ai fasti della
Democrazia Cristiana tra il '48 e il '58? Le elezioni europee sono
tradizionalmente un grande sondaggio sul gradimento del governo. Fino a un mese
fa, le indagini demoscopiche raccontavano di un partito di maggioranza
apparentemente incontenibile. Nessuna delle forze d'opposizione sembrava
riuscita a scalfire Berlusconi sulla gestione della crisi, sulla politica della
sicurezza, sulla capacità di gestire una drammatica emergenza mai conosciuta in
tempi recenti come quella del terremoto dell'Aquila. In altri campi, Renato
Brunetta aveva dimezzato l'assenteismo nel pubblico impiego, le riforme scolastica e universitaria della Gelmini davano i primi frutti, Angelino
Alfano aveva portato a casa la riforma del codice di procedura civile, premessa
per riportare a livelli accettabili un sistema che costa alle imprese, per i
suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno. Unico punto oscuro, nonostante
l'impegno del ministro Matteoli, il rinvio dei cantieri per alcune
grandi opere strategiche. Un mese fa l'annuncio di divorzio da parte di
Veronica Lario ha cambiato improvvisamente lo scenario politico. Gli infiniti
punti di dibattito sulla gestione della crisi sono stati sostituiti
dall'angoscioso dilemma sui rapporti tra Berlusconi e la giovanissima Noemi
Letizia. Seguirono il racconto delle feste in Sardegna, l'imbarco del musico
Apicella su un volo di Stato e quant'altro. Dal '48 ad oggi, comunque abbiano
votato, gli italiani lo hanno fatto con buonsenso. Non credo che questo verrà
meno tra domani e domenica, ma sarebbe paradossale se il voto pro o contro il
governo avvenisse su temi diversi da quelli che il governo affronta
nell'esercizio delle sue funzioni. Berlusconi ha ribadito nelle ultime ore la
sua convinzione di essere premiato e ha chiesto un voto perché il PdL sia
leader di un consiglio d'Europa sempre più importante per le decisioni sulle
politiche nazionali (d'ora in poi si occuperà direttamente anche di
agricoltura). (Segue a pagina 21)
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
ROVIGO AGENDA pag. 16 Gli effetti della riforma
Zecchin e i cambiamenti per l'istruzione tecnica IL CONSIGLIO dei ministri ha
approvato in prima lettura, giovedì 28 scorso, il regolamento di riforma degli
istituti tecnici. Salvo sorprese e ripensamenti, dall'anno scolastico 2010-2011
sparirà il titolo di ragioniere. Vi sarà un settore economico suddiviso in due
indirizzi. Per cercare di capire meglio come si concretizzerà la riforma,
vediamo cosa succederà ad esempio all'Itcsg Maddalena di Adria. L'Istituto
attualmente prevede tre indirizzi nell'area economica, frequentati
complessivamente da 800 studenti: l'Erica, dove alle discipline economiche si
affiancano le lingue, con un approccio più "tecnico" rispetto ad
esempio ad un liceo linguistico, ma una preparazione ugualmente eccellente;
l'Igea, Indirizzo Giuridico Economico Aziendale che in sostanza è il corso che
più si avvicina alla formazione del classico ragioniere, e il Mercurio, la
nuova figura del Ragioniere Programmatore. Con la riforma Gelmini questi corsi spariranno. Al loro
posto sono previsti due nuovi indirizzi: "Turismo", e
"Amministrativo, finanza e marketing"; quest'ultimo è quello che
probabilmente si avvicina di più al percorso del vecchio ragioniere, poi
diventato corso Igea. Spariranno pertanto l'indirizzo Erica e
l'indirizzo Mercurio. Quest'ultimo è un corso piuttosto "tosto",
dove, accanto all'economia, al diritto, alla tecnica ragionieristica, si studia
inglese, si apprendono i linguaggi di programmazione e si esce con un'ottima
preparazione matematica, tanto da poter accedere senza difficoltà anche ai
corsi di ingegneria. Si tratta inoltre di un diploma chiaramente interessante
per il mondo del lavoro. Difficile comprendere, confrontando gli attuali
indirizzi con i nuovi corsi, le parole di grande soddisfazione della Gelmini "Chi si iscriverà ai nuovi istituti avrà
maggiori chance di trovare lavoro". A cosa si riferisce: al nuovo esperto
in finanza e marketing?! O all'esperto in turismo? In qualità di genitore di
due figlie che hanno frequentato con ottimi risultati il corso Mercurio, ho
provato a chiedere spiegazioni. Finora nessuno degli interpellati, insegnanti,
dirigenti scolastici, esperti chiamati ad esprimere il loro autorevole parere
nelle commissioni ministeriali, deputati componenti della commissione cultura,
hanno saputo dirmi perché qualcuno ha deciso di sopprimere un percorso
formativo in grado di dare ai ragazzi conoscenze e competenze immediatamente
spendibili nel mondo del lavoro, o necessarie per accedere ad una vasta gamma
di corsi universitari. Triste, no? Si ha l'impressione che nella fretta di
"razionalizzare" e "migliorare" la scuola, si stiano
sopprimendo, per errore palese, indirizzi validi; ciò è dimostrato
dall'interesse sempre maggiore che ha riscosso in questi anni il corso
Mercurio, dove non mancano certo gli iscritti. E questo avviene nell'apatia
generale, in una sorta di rassegnazione o di menefreghismo generale, tanto,
peggio di così non può andare. E' gradita una risposta da chi di dovere.
Dirigenti, genitori ed insegnanti. Gabriele Zecchin
( da "Nuova Sardegna, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Il Nuorese è il più penalizzato con il 15% di
esuberi Scuola, insegnanti in piazza Protesta nelle strade
contro i tagli del decreto Gelmini GIANLUCA CORSI NUORO. C'era anche una delegazione proveniente da
Austis, il paese diventato un simbolo nella lotta in difesa della scuola
pubblica, al corteo organizzato ieri sera dalla Gilda insegnanti di Nuoro. A
portare striscioni dai titoli eloquenti, "Austis per il diritto alla
scuola". O "Austis est prus bella...Torra in palas
Pietrella!" (il direttore scolastico regionale). I «portatori» erano i
bambini con gli insegnanti, guidati dal sindaco Lucia Chessa Gallisai. Maria
Domenica Di Patre, vicecoordinatrice nazionale del sindacato, snocciola numeri
impressionanti. «I decreti ministeriali hanno previsto tagli in tutte le
regioni: ben 87 mila nei prossimi tre anni, 42 mila soltanto quest'anno. Ma la
cosa più grave è che il Nuorese risulta doppiamente penalizzato rispetto al
resto dell'Isola. Se i tagli nelle province sarde sono nell'ordine del 7 per
cento, in provincia di Nuoro arrivano addirittura al 15. Così, su circa 2 mila
tagli, 600 riguardano il nostro territorio». Maria Domenica Di Patre se l'è
presa anche con la direzione dell'Ufficio scolastico regionale. «A livello
regionale è stato fatto un ulteriore, inspiegabile taglio di 105 posti. Una
cosa assurda per un territorio che dovrebbe essere maggiormente tutelato». Il
corteo è partito alle 17,30 da piazza Vittorio Emanuele ed è approdato di
fronte al palazzo comunale. «Stanno attaccando il diritto all'istruzione
pubblica - ha detto Michela Congiu, insegnante nei plessi di Lei e Silanus - e
la cosa peggiore è che non vedo una reazione forte dell'opinione pubblica». Poi
i manifestanti hanno ripercorso lo stesso tragitto per tornare ai
"giardini", dove è stato allestito un palco per gli interventi. Qui
Maria Domenica Di Patre ha fatto una cronistoria degli ultimi mesi. «Attenti,
perché presto toccherà alle scuole superiori. Stanno portando le cattedre dalle
normali 18 ore a 20, 21, 22, fino a 24 ore, e così mandano in soprannumero gli
insegnanti. E poi i tagli nella scuola media: 200 soprannumeri solo nella
nostra provincia. Abbiamo fatto tanto per cnquistare il diritto alla scuola. Ce
lo stanno portando via».
( da "Unita, L'" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Tagli alla scuola Il Tar del
Lazio dà torto alla Gelmini
«Avevamo ragione: i provvedimenti della Gelmini non sono applicabili». Così l'avvocato fiorentino Corrado
Mauceri commenta l'esito dell'udienza che si è tenuta al Tar del Lazio sui
ricorsi presentati dal Comune di Fiesole e dall'associazione «Scuola della
Repubblica» contro i provvedimenti del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Il legale spiega di aver
impugnato davanti il Tribunale amministrativo le circolari ministeriali che
riguardano le iscrizioni al prossimo anno scolastico e lo schema di
composizione dei nuovi organici. In soldoni, i tagli al corpo insegnanti. «Il
Tar - aggiunge l'avvocato - ha riconosciuto che l'attività del ministro è
irregolare. Perché manca il piano programmatico di interventi». I giudici
tuttavia non hanno ritenuto opportuno sospendere i provvedimenti, come richiesto
dai ricorrenti. Anche perché - ricorda l'avvocato Mauceri - martedì si dovrà
pronunciare la Corte Costituzionale sui ricorsi proposti da alcune Regioni. Per
questo il Tribunale ha rimandato la sua decisione al 13 luglio. In attesa della
decisione dei magistrati, i dirigenti scolastici regionali dovrebbero bloccare
l'iter previsto dai provvedimenti della Gelmini. Ma
potrebbe non essere così. Aggiunge Mauceri: «Ora la politica agisca per evitare
che in attesa di una decisione da parte del Tar il ministero dell'Istruzione
spinga per velocizzare il percorso che porterà al taglio degli organici. Non si
parla più di tutte le persone che rischiano di perdere il lavoro». Il ricorso
presentato dal legale fiorentino è stato il primo sollecitato da un Comune,
quello di Fiesole, alle porte di Firenze. L'iniziativa risale a marzo ed è nata
per dare una risposta alle ripetute sollecitazioni di genitori ed insegnanti
contrari alla riforma del ministro dell'Istruzione. «Abbiamo deciso di
intervenire - commentò l'assessore alla Formazione, Maria Luisa Moretti, dopo
la decisione della sua giunta di fare ricorso al Tar - perché il Comune è
portatore degli interessi della comunità. E se viene leso il diritto allo
studio dei cittadini è il Comune a doversene fare carico».
( da "Unita, L'" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Giulio Pica Dovremmo svegliarci Come si fa a non
condividere le parole di Franceschini, quando sottolinea il decadimento etico e
di immagine a livello internazionale che il premier ha imposto al nostro Paese?
Nonostante autorevoli giornalisti del Corriere della Sera continuino a
minimizzare il pericolo facendo di fatto il gioco del cavaliere, il discredito
dell'Italia ha raggiunto livelli non più tollerabili. Un miscuglio di
comportamenti pubblici e privati di dubbia moralità : dalla
"presunta" corruzione dell'avvocato Mills, alla disinvolta
partecipazione a festicciole varie, all'abuso di aerei di stato per trasportare
menestrelli e veline fino alla totale assenza del governo su questioni cruciali
come la crisi economica o la trattativa della Fiat col governo tedesco. Tutto
questo dovrebbe bastare a risvegliare la coscienza di coloro che hanno
ingenuamente affidato le sorti del Paese a questo governo. O no? Gianni Tirelli
Seneca ha ancora ragione? Nell'animo di molti italiani, si agita ancora un
forte sentimento di servilismo figlio una totale mancanza di autostima e di
responsabilità. Hanno bisogno di un padrone che li trastulli con barzellette di
quart'ordine e di condividere con lui, virtualmente, la vita fastosa e
libertina del grande signore. Ma il grande signore, in realtà, li usa e li
opprime. "Il popolo gode nell'affidare il potere al turpe", scriveva
Seneca. Se i giornali, una mattina, titolassero: "Berlusconi come
Mussolini" cosa accadrebbe il Presidente del Consiglio raggiungerebbe un
consenso quasi plebiscitario? Gino Spadon Li paga coi soldi nostri Ho ascoltato
Berlusconi che minimizzava, davanti a due giornalisti in ginocchio, la storia
dei "voli di stato" sostenendo che mai e poi mai metterebbe le mani
nelle tasche degli italiani. In realtà ce le mette: direttamente, come nel caso
di Alitalia e indirettamente quando sottrae alle casse dello Stato entrate
ragguardevoli. Si pensi, ad esempio, ai decreti sull'esenzione delle imposte di
successione e sull'abolizione dell'ICI. Sono centinaia di milioni di euro per
lui proprietario di ville e di capitali immensi, e niente per la quasi totalità
degli italiani. E' da tener presente poi il suo modo furbesco di liberarsi da
spese personali mettendole a carico delle spese generali dello Stato. Deve
pagare il medico personale? Lo nomina deputato dimenticando la voragine di
debiti che lui ha lasciato a Catania. Deve pagare il commercialista? Lo fa
eleggere presidente della Sardegna. Deve pagare il consulente fiscale? Lo
nomina ministro delle finanze. Deve pagare gli avvocati? Li nomina deputati,
senatori, ministri. Deve rallegrare qualcuno? Gli mette a disposizione cantanti
e ballerine su aerei di stato. Poveri noi! Vice S. Niente supplenti Sono
un'insegnante di scuola primaria e vorrei denunciare un grave fatto del quale,
per la prima volta da quando ho iniziato la mia attività, sono stata testimone:
la mia collega, incaricata dell'insegnamento della geografia, delle scienze e
della educazione motoria, infortunatasi prima delle vacanze pasquali, non è
stata sostituita a causa dell'esaurimento del fondo dell'autonomia scolastica.
Le sopraddette discipline sono state interrotte con la conseguenza, dato che
siamo ormai alla fine dell'anno, che, nella mia classe quinta, quei programmi
non saranno mai completati. Una vera e propria interruzione di un fondamentale
servizio pubblico e del diritto allo studio del bambino nell' età della scuola
dell'obbligo. Recentemente la Gelmini ha definito "pirla" chi la contestava: se in
trentacinque anni di servizio non mi era mai successo quanto descritto sopra,
però "pirla" non siamo noi. Piero Ridolfi Ci sono anch'io! Sono di
Ravenna, sono nato il 10 giugno 1945, non sono ancora in pensione e sono
disoccupato. Mercoledì ho sentito un commento del Capo del Governo che
illustrava le iniziative anticrisi intraprese per fronteggiare la crisi: i
disoccupati avranno sostegno familiare, nessuno rimarrà solo. Chiedo come è
possibile rientrare nella lista di quelli che saranno aiutati, devo affrontare
un affitto elevato, ho una moglie ammalata e una figlia disoccupata e non ho
reddito.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 06-06-2009)
Pubblicato anche in: (Nazione,
La (Firenze))
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 6 IL VOTO DI OGGI e domani si
annuncia decisivo per le sorti ... IL VOTO DI OGGI e domani si annuncia
decisivo per le sorti del Pd. Massimo D'Alema ha deciso di riprendersi il
partito. Scomparsi Prodi e Veltroni, allontanati i fantasmi di polemiche
personali ormai lontane, l'ex ministro degli Esteri intende esercitare in pieno
il ruolo che gli spetta per rango e perché, bene o male, gli ex Ds
rappresentano tuttora la larga maggioranza del Pd. E' immaginabile che egli
voglia diventarne presidente. In questo caso, perderebbero peso le candidature
di Pierluigi Bersani e di Anna Finocchiaro alla segreteria. Meglio mantenervi
Dario Franceschini, che sarebbe fatalmente indebolito rispetto al ruolo
commissariale assunto finora. In ogni caso, tutto dipenderà dal risultato
elettorale che almeno una parte del Pd si aspetta nettamente migliore alle
elezioni amministrative che non alle europee. Il timore di una forte
astensione, tra i quindici milioni di elettori non chiamati a rinnovare i 4280
consigli comunali e i 62 consigli provinciali, è molto forte e questo non aiuta
il Pd. Letta e Rutelli hanno ovviamente smentito le affermazioni di Berlusconi
su un loro distacco dal partito ma i contatti (soprattutto del primo) con
Casini non sono una favola. Non a caso l'Udc conta di erodere più voti alla sua
sinistra che alla sua destra, mentre il Pd deve arginare il disperato tentativo
di Ferrero e Diliberto di superare lo sbarramento del 4 per cento. SI AGGIUNGA
l'incognita Di Pietro. Di quanto crescerà Italia dei Valori rispetto alle
politiche dello scorso anno? Questo partito da tempo è diventato il concorrente
più pericoloso del Pd, costringendolo a tornare a un antiberlusconismo vecchia
maniera. Una affermazione consistente di Di Pietro avrebbe fatalmente riflessi
anche nella politica interna della sinistra. Tutto quello che D'Alema e
Franceschini hanno detto contro Berlusconi in campagna potrebbe diventare un
atteggiamento permanente. Il Popolo della Libertà raggiungerà o no il 40 per
cento dei voti che lo riporterebbe ai fasti della Democrazia Cristiana tra il
'48 e il '58? Le elezioni europee sono tradizionalmente un grande sondaggio sul
gradimento del governo. Fino a un mese fa, le indagini demoscopiche
raccontavano di un partito di maggioranza apparentemente incontenibile. Nessuna
delle forze d'opposizione sembrava riuscita a scalfire Berlusconi sulla
gestione della crisi, sulla politica della sicurezza, sulla capacità di gestire
una drammatica emergenza mai conosciuta in tempi recenti come quella del
terremoto dell'Aquila. In altri campi, Renato Brunetta aveva dimezzato
l'assenteismo nel pubblico impiego, le riforme scolastica e
universitaria della Gelmini
davano i primi frutti, Angelino Alfano aveva portato a casa la riforma del
codice di procedura civile, premessa per riportare a livelli accettabili un
sistema che costa alle imprese, per i suoi ritardi, quasi 23 miliardi all'anno.
Unico punto oscuro, nonostante l'impegno del ministro Matteoli, il
rinvio dei cantieri per alcune grandi opere strategiche. UN MESE FA l'annuncio
di divorzio da parte di Veronica Lario ha cambiato improvvisamente lo scenario
politico. Gli infiniti punti di dibattito sulla gestione della crisi sono stati
sostituiti dall'angoscioso dilemma sui rapporti tra Berlusconi e la
giovanissima Noemi Letizia. Seguirono il racconto delle feste in Sardegna,
l'imbarco del musico Apicella su un volo di Stato e quant'altro. Dal '48 ad
oggi, comunque abbiano votato, gli italiani lo hanno fatto con buonsenso. Non
credo che questo verrà meno tra domani e domenica, ma sarebbe paradossale se il
voto pro o contro il governo avvenisse su temi diversi da quelli che il governo
affronta nell'esercizio delle sue funzioni. BERLUSCONI ha ribadito nelle ultime
ore la sua convinzione di essere premiato e ha chiesto un voto perché il PdL
sia leader di un consiglio d'Europa sempre più importante per le decisioni
sulle politiche nazionali (d'ora in poi si occuperà direttamente anche di
agricoltura). Il presidente del Consiglio ha tuttavia ribadito che la sua
azione di governo, rafforzata o no, non cambierebbe. Per quanto riguarda la
Lega, se nel Veneto superasse il PdL otterrebbe verosimilmente la presidenza
della regione, ma su un piano più generale difficilmente potrebbero cambiare i
rapporti di forza tra due partiti alleati di cui l'uno continuerà ad essere più
o meno un quarto dell'altro. Il Nord è infatti decisivo per il Paese, ma se non
decolla il Sud l'Italia continuerà ad essere zoppa.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
06-06-2009)
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CARPI pag. 13 GIUGNO TEMPO di esami, e non solo per
chi va a scuola. Ad attendere la loro pagella di... GIUGNO TEMPO di esami, e
non solo per chi va a scuola. Ad attendere la loro pagella di fine anno ci sono anche i dirigenti del Comune di Carpi ai
quali periodicamente l'amministrazione dà i voti e concede dei premi
produzione' in relazione al raggiungimento degli obiettivi stabiliti all'inizio
dell'anno. Tecnicamente si chiama retribuzione di risultato' in pratica,
se i dirigenti in questione hanno raggiunto gli obiettivi che in accordo con la
giunta si erano prefissati ad inizio anno il loro premio (che si aggira intorno
agli 8000 euro a testa e che è stato stabilito in partenza) verrà erogato
interamente; se invece qualche aspetto non sarà ritenuto congruo i dirigenti
riceveranno la loro retribuzione aggiuntiva soltanto in percentuale. A valutare
l'operato delle figure dirigenziali (Miriam Bulgarelli, Ruggero Canulli,
Giovanni Gnoli, Paola Fregni, Norberto Carboni, Patrizia Mantovani, Marco
Rovatti e Andrea Scappi) sarà un nucleo di valutazione' composto da sindaco,
direttore generale e segretario comunale. Una delibera approvata dalla giunta
qualche giorno fa ha già stabilito i criteri che utilizzeranno per la
valutazione e nei prossimi giorni si avranno i primi risultati. Stessa cosa
accadrà anche per i dirigenti assunti da Terre D'argine, Maria Luigia Raineri e
Francesco Scaringella. E' sulla Raineri, in particolare che gli occhi sono
puntati. Dalla valutazione che le verrà assegnata quest'anno infatti potrebbe
dipendere per la comandante della polizia dell'Unione non solo un incentivo
sullo stipendio ma anche il rinnovo del suo contratto per il futuro.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
06-06-2009)
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Sabato 06 Giugno 2009 CRONACA Pagina 12 GLI ULTIMI
APPELLI AL VOTO. Il senatur all'area mercatale del Prealpino per il comizio a
sostegno del sottosegretario del Carroccio in corsa per il Broletto Bossi
«vota» Molgora: «È l'uomo dell'economia» «Tremonti non voleva che se ne
andasse. Ma con questa crisi serve un presidente che sia bravo con i numeri» Il
sottosegretario leghista Daniele Molgora è il favorito alle elezioni
provinciali di oggi e domani. Eppure, per l'ultimo appello al voto il Carroccio
bresciano ha voluto ieri sera che scendesse in campo comunque il numero uno, il
senatur Umberto Bossi. I suoi seguaci, non tantissimi per la verità, hanno
dovuto attenderlo oltre un'ora all'area mercatale del villaggio Prealpino prima
che arrivasse da Iseo, dove poco prima aveva tenuto un altro comizio. Nel
frattempo, sul palco si sono alternati il vicesindaco Fabio Rolfi e la
presidente del consiglio Simona Bordonali, che ha incitato a festeggiare la
chiusura definitiva del residence («vittoria del Carroccio»). C'era il
candidato sindaco di Bovezzo Ivano Alvisi con il segretario nazionale della
Lega Giancarlo Giorgetti, il quale ha intrattenuto il pubblico con un lungo
discorso. «La trattativa per il Broletto è stata infinita - ha spiegato -,
qualcuno lo ricorderà. Ma Bossi ha insistito, ha voluto proprio che il
candidato fosse della Lega». Ad ingannare l'attesa anche il consigliere
regionale Monica Rizzi e Rosi Mauro, vicepresidente leghista del Senato, oltre
che il segretario del Carroccio bresciano Stefano Borghesi. Aspettando il
senatur, Molgora ha ricordato le sue linee programmatiche per la Provincia:
supporto ai piccoli comuni in pattuglia e nelle operazioni di sicurezza,
sostegno alle piccole e medie imprese, applicazione del federalismo «perché il
Broletto torni a contare di più». «La Provincia - ha ammesso il candidato
leghista - non può da sola risolvere tutto. Su diverse questioni però ha il
dovere di intervenire». MA L'APPLAUSO più grande, condito di incitazioni al
grido di «Padania libera», l'ha ricevuto naturalmente lui, Umberto Bossi, che
senza esitare è entrato subito nell'argomento: «Abbiamo fatto fatica a pensare
che Daniele potesse fare il presidente della Provincia - ha detto il senatur -
perché è proprio bravo con l'economia. Mi sarebbe piaciuto tenerlo a Roma e
anche Tremonti non voleva lasciarlo andare. Ma con questa crisi c'è bisogno di
un presidente bravo con i numeri». Il comizio ha scaldato i cuori dei «fratelli
bresciani» - così ha chiamato i partecipanti - , pur senza riservare sorprese
nei contenuti. Il leader della Lega ha parlato a lungo di federalismo («lo
Stato deve dare i soldi a chi li impiega bene, non a chi li butta via. Ora
costa troppo e così siamo noi a dover pagare di più») e di stranieri («la gente
va aiutata a casa sua. Finalmente abbiamo fermato l'immigrazione senza
controllo, siamo il partito dei miracoli»). MA IL CARROCCIO ha soprattutto ben
chiara la fotografia del suo elettorato e sa bene che, come aveva detto in
mattinata anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento alla sede del
Pdl, oggi è innegabilmente cambiato e abbraccia nuove classi sociali. «La
sinistra - aveva detto prima Giorgetti - non parla più alla gente comune. Noi
facciamo politica in mezzo alla gente. E la Lega è il partito che sa dare ai
cittadini le risposte che cercano». Bossi ha anche altre spiegazioni.
«La sinistra che è senza progetti e senza credibilità ha perso i voti degli
operai e dei lavoratori», ha sostenuto. Con una bordata a seguire. «Certo, poi
quel voto hanno pensato di darlo ai clandestini. Li hanno fatti entrare tutti
pensando di dare poi loro il diritto di voto». E Franceschini, quello parla
«come il capo del partito dell'immigrazione». Il senatur non ha mancato di
sfoderare i pezzi forti della Lega Nord. Come i classici sempre verdi, gli
slogan della «Roma ladrona»: «Gli imbecilli del Nord lavorano, pagano, e a Roma
magnano - ha sbottato - . Ma le cose cambieranno. Per esempio, i magistrati
presto sarete voi ad eleggerli direttamente. Vi capiranno se parlerete
dialetto». E ha scherzato sulle vicende personali del presidente del consiglio.
«Le donne di Berlusconi? Mah - ha detto - ci credo poco vista l'età. E poi
Berlusconi non è della Lega, se fosse della Lega sì che ce l'avrebbe duro...».
Ma è arrivata anche qualche parola di rimprovero perché «è una cosa criminale
toccare le famiglie e i figli. Sono cose da non fare». La campagna del
Carroccio si è chiusa con l'invito a «votare il guerriero» (e non, come aveva
spiegato una mezz'ora prima Bordonali, «le imitazioni») e uno schieramento di
big e candidati sul palco a cantare all'unisono «Va' pensiero» con la mano sul
cuore. Sentendosi già in qualche modo la vittoria in tasca.
( da "Giornale di Brescia" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 06/06/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia «Pdl, scelta per il buon governo» L'appello finale
è a premiare «una forza politica che vive ed opera a stretto contatto con il
territorio e la vita dei bresciani. A partire dalla sicurezza». Formigoni e la Gelmini: «Siamo una squadra coesa» Il ministro Mariastella Gelmini, il presidente Roberto
Formigoni, l'on. Viviana Beccalossi: uniti nel rivendicare la centralità del
Pdl (foto Eden) «Pdl, una squadra coesa che condivide i valori di una politica
fatta di azioni concrete di buon governo al servizio del cittadino e della
società». Lo dice l'on. Viviana Beccalossi, coordinatrice provinciale
del partito, ed è la nota caratterizzante l'incontro stampa di chiusura della
campagna elettorale. Senza innescare polemiche interne alla coalizione, si
torna a marcare «l'importanza di votare Pdl per far seguire alle parole i
fatti». Per dare anche visivamente l'idea di una forza di governo compatta,
durante l'incontro introdotto dall'assessore provinciale ai Lavori Pubblici
Mauro Parolini, il Pdl schiera il ministro alla Pubblica Istruzione Mariastella
Gelmini, il sottosegretario allo Sviluppo Economico
Stefano Saglia, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il
presidente della Provincia Alberto Cavalli, il sindaco di Brescia Adriano
Paroli, l'on. Giuseppe Romele, l'assessore regionale Franco Nicoli Cristiani,
la consigliere regionale Margherita Peroni, gli assessori in Broletto e Loggia,
i candidati consiglieri provinciali. Voti che pesano Gli interventi che si
susseguono - Parolini, Beccalossi, Gelmini, Formigoni
- valorizzano l'azione di governo svolta ai diversi livelli: nazionale,
regionale, provinciale, comunale. Al fondo hanno una questione esplicitata con
terminologie diverse, ma presente in tutte le valutazioni: solo confermando,
anche al Nord, un peso maggioritario al Pdl, si attribuisce stabilità alla
coalizione e incisività alle scelte operative. Trasparente la questione dei
rapporti di forza tra Pdl e Lega: il voto europeo deciderà l'articolazione
della titolarità a presentare, nel 2010, le candidature a governatori
regionali; il voto provinciale stabilirà la composizione della Giunta Molgora;
l'elezione dei sindaci individuerà i radicamenti territoriali. Gelmini e Formigoni È il ministro Gelmini
la più esplicita nel sottolineare: un partito che punta a raccogliere una
quantità di consensi superiore a quella dei tempi d'oro della Dc, non può che
essere una forza che penetra i diversi ambienti sociali, compresi quelli che
tradizionalmente votavano a sinistra. Una connotazione che chiede la fatica di
mettere insieme piuttosto che l'irruenza del dividere. Ne discende l'esigenza
di fare leva su un filone riconosciuto di cultura politica, un permanente
collegamento con il territorio, la capacità di realizzare i programmi
elaborati. Incassa gli elogi alla sua azione di ministro, ma non si sofferma
più di tanto sul suo comparto d'azione: le preme promuovere l'idea di effettiva
coesione dentro il Pdl e di affidabilità dei suoi rappresentanti ai diversi
livelli istituzionali, rivendicando «la cultura del fare rispetto a quella
delle chiacchiere roboanti». Negli interventi della Gelmini
e della Beccalossi, ancor più in quello di Formigoni - che, già proiettato sul
voto regionale 2010, snocciola una serie impressionante di dati e cifre
lombarde e bresciane a supportare il messaggio che valga la pena continuare con
il suo modello di governo regionale e di rapporto con le Province, il
Parlamento italiano e quello europeo - uno spazio particolare è dato al nodo
sicurezza: «Massima accoglienza unita al massimo rigore nei confronti dei
clandestini». Ad assicurare, in soldoni, che il tema è parte caratterizzante
l'azione politica del Pdl nazionale e del governo regionale, al quale Formigoni
ascrive il merito di aver avviato, in anni passati, la concretizzazione del
federalismo, «già sperimentato all'interno della Regione con i 1.546 Comuni e
le 12 Province». Ripetuti i richiami alle iniziative realizzate a supporto di
famiglia, scuola, lavoro, imprese... L'Europa? Una istituzione decisiva. Ecco
allora l'appello di Formigoni a preferenziare Mario Mauro, che potrebbe essere
il prossimo presidente, e la sollecitazione, a lato, dell'on. Saglia a non
dimenticare l'opera del ministro La Russa, pure lui candidato. Adalberto
Migliorati
( da "Giornale di Brescia" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 06/06/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:LETTERE AL CIVILE Gli orari delle visite pediatriche nMercoledì 27
maggio avevamo appuntamento per le ore 9 per una visita cardiologica di
controllo presso gli ambulatori della Clinica Pediatrica degli Spedali Civili
di Brescia per un bambino di 19 mesi a noi affidato. Purtroppo nella notte il
bimbo era stato agitato per tosse e febbre e dopo varie riprese del sonno si
era da ultimo riaddormentato verso le ore 6.30. Noi abitiamo nel comune di Sarezzo,
per cui dovendo essere a Brescia per le ore 9, abbiamo dovuto svegliare il
bimbo alle ore 8, per partire per Brescia alle ore 8.20. Alle ore
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 06 Giugno 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI
Giugno al cardiopalma per oltre la metà degli studenti di terza media che
frequentano gli istituti reatini. A pochi giorni dalla chiusura della scuola,
con insegnanti e presidi impegnati negli scrutini, sono in tanti a rischiare la
non ammissione all'esame di Stato (prima prova il 18 giugno) o addirittura il
passaggio all'anno successivo. E' l'effetto delle novità
introdotte a ottobre scorso dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini e che docenti e dirigenti si
trovano ora a dover applicare: voti in decimi per tutte le classi, dalla scuola
primaria (ex elementare) alla superiore e promozione con tutti sei, condotta
compresa. Regole che stanno mettendo in crisi soprattutto la media.
D'altra parte, gli scrutini del primo quadrimestre parlano chiaro in tutta
Italia, dove in media 48 studenti su 100 hanno riportato almeno
un'insufficienza in una materia, con un picco del 51 per cento per chi
frequenta l'ultimo anno. Percentuali in linea con la situazione del Lazio (metà
alunni a rischio bocciatura) e della provincia di Rieti dove sono il 51 per
cento i ragazzi con almeno un 5 e il 56 per cento gli studenti di terza media
che potrebbero non farcela (è il dato più alto tra le cinque province laziali).
Una situazione paradossale, frutto anche di una normativa che ha spiazzato le
medie e che sta ora costringendo docenti e dirigenti a tracciare possibili vie
d'uscita. Perché poi, a conti fatti, a decidere la sorte di ogni singolo
studente è pur sempre il consiglio di classe: «Esiste una normativa che
dobbiamo rispettare - spiega Liviana Bolognini, dirigente dell'istituto
comprensivo "Pascoli" - ma il consiglio di classe può stabilire
criteri, valutando caso per caso in base a una serie di circostanze». A esempio,
«se un alunno presenta insufficienze che possono essere colmate con attività di
recupero durante l'estate, il consiglio può decidere di promuoverlo facendo
presente la situazione alle famiglie». Certo, meglio ancora sarebbe se le medie
potessero organizzare corsi di recupero, «ma questo non è previsto - aggiunge
Bolognini - e non abbiamo fondi specifici da destinare in tal senso. Il rischio
è che tutto questo meccanismo porti un aumento di spese per le famiglie».
Aumento che l'associazione Primoconsumo ha calcolato nell'ordine dei 300 euro
per le lezioni private: un costo troppo elevato che molti non possono
permettersi.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 06 Giugno 2009 Chiudi di RICCARDO SERRONI
GUALDO TADINO - I tagli negli organici della scuola imposti dal governo
cominciano ad avere effetti concreti nella formazione delle classi ed arrivano
le prime proteste dei genitori. Per la scuola media statale di Gualdo Tadino ha
preso carta e penna l'Associazione Umbra della fibrosi
cistica per scrivere al ministro Gelmini, al presidente della Regione Umbria e ad altre autorità. Il
problema è spinoso. In virtù dei tagli negli organici, le prossime classi prime
vengono ridotte da cinque a quattro sezioni, due di tempo normale e due di
tempo prolungato. Le due classi di tempo normale hanno 59 iscritti ed
andrebbero
(
da "Corriere Alto Adige"
del 06-06-2009)
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Corriere dell'Alto Adige sezione: BOLZANOEPROV data: 06/06/2009 - pag: 6 Scuola Durnwalder: sul caso Eccli il ministero ci risponda o decideremo da soli «Sovrintendente, nomina entro l'estate» BOLZANO «Stiamo ancora aspettando una lettera del ministero sul caso Eccli: per ora non abbiamo fretta ma la nostra pazienza non è infinita e, se non arriverà alcuna risposta entro l'inizio dell'anno scolastico, nomineremo il nuovo sovrintendente anche senza l'intesa da Roma». Con queste parole il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder torna sulla vicenda del nuovo sovrintendente scolastico italiano. L'occasione è data da un articolo del quotidiano «Tageszeitung » secondo il quale la deputata Luisa Gnecchi e il vicepresidente della Provincia Christian Tommasini avrebbero escogitato uno stratagemma per «blindare» Eccli, nominandolo vice dell'attuale facente funzioni, Claudio Vidoni, fino all'imminente pensionamento di quest'ultimo. Circostanze che vengono smentite da tutti i protagonisti, così come non risulta che Vidoni abbia presentato domanda di pensionamento. Per ora dunque la situazione resta di stallo, a distanza ormai di quasi un anno da quando la Provincia aveva inoltrato il nome del candidato individuato dal mondo della scuola: Ivan Eccli, un funzionario di primo piano in termini di esperienza, anzianità e titoli. Il Governo aveva però rifiutato l'intesa sul nome di Eccli e il presidente Durnwalder, in aprile al termine di un incontro a Roma con il ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, aveva annunciato un'apertura nei confronti del Governo, convocando a Palazzo Widmann i rappresentanti di docenti, funzionari scolastici e studenti per approfondire ulteriormente la questione. «Come avevo promesso al ministro ricorda ora Durnwalder ho voluto esplorare con il mondo della scuola italiana la possibilità di trovare eventuali altri candidati per presentare una>nuova proposta al
Governo ma all'unanimità i rappresentanti scolastici hanno riconfermato il loro
sostegno al professor Eccli e non hanno avanzato altre candidature. Il Governo
non ha inoltre motivato la mancata intesa». Infuriata, sulla vicenda, l'ex
assessora provinciale Luisa Gnecchi: «Viene strumentalizzata politicamente una
vicenda che di politico non ha nulla: la colpa è della deputata del Pdl
Michaela Biancofiore, che si è sempre opposta ad un nome proposto unitariamente
da tutta la scuola italiana, mettendo inutilmente in difficoltà e
delegittimando la scuola stessa. Un fatto gravissimo del quale Biancofiore
dovrà assumersi la responsabilità ». L. R. Presidente Luis Durnwalder
( da "Corriere del Mezzogiorno" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
( da "Corriere della Sera" del
06-06-2009)
Argomenti: Scuola
( da "Repubblica, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
( da "EUROPA ON-LINE" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
( da "Centro, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
( da "Nuova Ferrara, La" del 06-06-2009)
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( da "Brescia Oggi" del 06-06-2009)
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( da "Brescia Oggi" del 06-06-2009)
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( da "Sestopotere.com" del 06-06-2009)
Argomenti: Scuola
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-06-2009)
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( da "Sicilia, La" del 06-06-2009)
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( da "Merateonline.it" del 06-06-2009)
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